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Full text of "Costruire Diverte 1959 04"

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Questa volte in copertina i 
Natale... Elettronicol 



Redazione Amminisf r azionei 
via Triacchini, 1 - Bologna • tel. 392937 



Direttore tecnico : 
G. BRÀZIOLI 



Direttore responsabile: 
E. CAMPIOLI 



Stabilimento Tipografico : 

COOP. TIP. ED. *P. GÀLEATI „ 
Vlo Prov. Selice - IMOLA (Bo) 



Distribuzione SAISE Torino 



Abbonamenti fino al 31-12 1959: 
Per 3 anni L. 3 OOO 
Per 2 anni L 2.200 
Per 1 anno L. l.SOO 



Autor, del Tribunale di Bologna 
in data 29 Agosto 1959 - N. 2858 



SOMMARIO 



Redazione 
Redazione 

Redazione 
Gabriele Penazzi 
Redazione 
Redazione 

Dott. Prof. A. Cotta 

Ramusino 

A. P t Rendine 
Dott. Ing. Petruzzi 
Redazione 
F. Baldesi 
Pietro Mariani 



Lettere al Direttore 

Diodi 

Un sorprendente ricevitore a tre transi- 
stori 

Baciometro . 

Cambio dell' olio : Un problema 
L 1 accensione a transistori . 
Consulenza 



Lo Shunt 

Trasmettitore miniatura .... 
Ricevitore ad onde corte a transistori 
Regali agli abbonati . • « 

Spazzola Phon 

2 trucchi fotografici 



VETRINA DI " COSTRUIRE DIVERTE ' 
Eugenio Cavalieri Portachi a vi 



Walter Fava 
Polselli-De Vita 



Accendisigaro a spillo 
Modulazione di Frequenza 



R. Ambrogio I Trappola elettrica 



Pag. 

1 

5 

6 
12 
14 
16 
21 

25 
27 
32 
38 
40 
42 



45 
46 
47 
48 



È gradirà la collaborazione dei lettori; tutta la corrispon- 
denza deve essere indirizzala a: "Costruire Diverle „ 
Via Triacchini, 1 - Bologna; per la posta del diret- 
tore, slesso indirizzo citando "a G. Brazioli direttore „. 

Tutti I diritti di riproduzione e traduzione sono riservati a termine di legge. 



\. 4 



10 Dicembre 1959 

Spedizione abbonamento 
postale — Gruppo III 




Ed anche questo mese eccomi al nostro appuntamento-, tra poco sarà Natale 
e mi accorgo che per strano che possa parere, lo spirito della ricorrenza è già 
in molti di noi: stamani sentivo un tecnico fischiettare « Sileni Night » invece 
della sua preferita canzoncina aMarjolainey)! 

E* tutto dire. 

U ondata di regali che partono da noi, trasformatori, subminiature, variabili, 
altoparlanti, ecc., ecc. si stà mescolando alla stazione con i pacchi di dolci e 
cassette di liquori, sui carrelli che portano ai treni: i vigili cominciano a far 
meno prediche e chiudere un occhio sulle multe: fra un mesetto questa gentilezza 
si trasformerà in una rendita in tangibilissimi panettoni, giocattoli, eco., ecc. 

Auguri, caro lettore!, non posso farlo di persona: mi spiace, comunque, li 
accetti anche così : sono sinceri. 

L'avvento, (Natale, non influenzarmi nella scelta dei vocaboli!) della rubrica 
a Consulenza » sulle nostre pagine, mi ha dato un po' di respiro e ne approfitto 
per dare una nuova impronta alla mia rubrica : da questo mese infatti, sceglierò 
un argomento che interessa una vasta categoria di lettori e lo tratterò compiu- 
tamente. 

Uargomento di questo mese, è VABC dei transistori, ovvero quelle norme 
applicative basilari e generali che ogni elettronico dovrebbe conoscere, con parti- 
colare dedica ai principianti. 

Dunque; il transistore è un organo di eccezionale resistenza meccanica: resi- 
ste ad accelerazioni proibitive e a sltock meccanici che distruggerebbero, non solo 
le valvole, ma quasi tutti gli altri componenti elettronici. 

Però, è « fragile » elettricamente e teme il calore. 



1 



Da queste due osservazioni derivano diversi accorgimenti di montaggio e 
progetto che cercherò di sintetizzare. 

Tra gli elementi interni del transistore, esistono delle speciali « saldature » 
le «giunzioni»: esse sono a basso putito di fusione, in molti casi aggiratesi 
sui 75° Centigradi, 

Ciò per i transistori al Germanio, perchè quelli a al Silicio» resistono a 
temperature dell'ordine di 135° C. 

Comunque, siccome a noi interessano per ora i transistori al Germanio, che sono 
quelli d'uso comune, diremo che una temperatura superiore a 90° C. fonde sicu- 
ramente le giunzioni del transistore, rovinandolo. 

NPN PNP 




Fig. I 




Fig. 2 



Tipici esempi: Fig. 1 ■ Transistore NPN 2N35; Fig. 2 - Transistore PNP CK722. 



Questa temperatura può essere raggiunta con relativa facilità sia « interna- 
mente » che « esternamente ». 

ìoh>rnamenU>: quaml» le correlili che smrrano nel transistore sono eccessivi 
„ sperono la massima dissipazione ammessa, il che può avvenire perche il cir- 
cuita è errato, come valori in &H*pQ 0 Come im posiamone, oppure perchè qualche 
elemento principali' rà fuori uso: éwtitffà* cortocircuito del carico; ma h più 
comune causa della mossa «fuori uso » del transistore, rimarte pur sempre re- 
versione della polarità della pila alimentatrice. 

Infatti, il circuito di collettore di un transistore, dev'essere poarizzato all'in- 
verso: un P N P ha il negativo connesso al collettore. 

Se per errore il transistore viene polarizzato nel senso della conduzione (posi- 
tivo nel collettore di un PNP), si genera un fortissimo passaggio di corrente 



all'interno della giunzione collettore-base, che provoca la fusione della giunzione 
stessa. ! : ; ] jffj'j 

Pertanto, occorre la massima attenzione prima di connettere tensione a un circuito 
impiegante i transistori: se sono N P N il positivo và connesso all' alimentazione 
dei collettori ed il negativo agli emittori, se sono P N P esattamente al contrario : 
il lettore principiante farà bene, per ricordarsi, a pensare che V alimentazione del 
collettore corrisponde sempre alla lettera centrale dei due tipi: esempio NPN: 
positivo. 

Schematicamente, nei circuiti elettrici, si usa raffigurare il transistore P N P, con 
la freccia che indica Vemittore rivolta alla base e VN P N rivolta all'esterno 
(vedi figg. 1 e 2). 




Parliamo ora di come può essere accidentalmente danneggiato il transistore 
dall' esterno. 

Abbiamo detto che la massima temperatura che il transistore può reggere, 
è prossima ai 90° Caperò il saldatore che usiamo correntemente supera senz'al- 
tro questa temperatura: pertanto se si saldano al circuito i fili uscenti dal tran- 
sistore, senza precauzione, il conduttorè si scalda e trasmette alVinterno del tran- 
sistore il calore; appena questo supera i 90° C. (e fa molto, molto presto) la 
giunzione fonde .... e addio transistore. 

Occorre quindi premunirsi e ciò può essere fatto con due sistemi: i fili uscenti 
dal transistore possono essere tagliati ed il transistore può essere usato in unione 
agli appositi zoccolini a 3 e 4 piedini (fig. 3) il che forse rappresenta la più 
sicura soluzione, oppure, per la saldatura dei fili si userà una pinza che serri 
il conduttore a metà (fig- 4) in modo che il calore venga da essa dissipato e non 
possa raggiungere il transistore che in entità trascurabile. 

Incidentalmente, noteremo che alcuni tipi di transistore vengono prodotti in 
due forme diverse pur avendo identiche caratteristiche: la prima, con fili lunghi 



e stagnabili, la seconda con fili corti (circa 6 mm.) e semi-rigidi da infilarsi 
nello zoccolino: per esempio il tipo 2N215, identico al 2N104 salvo per i fili 
stagnateli, o il tipo 2N219, identico al 2N140. . 

Sempre per prevenire i « guai » dovuti alla temperatura, il costruttore di 
complessini transistorizzati deve evitare di piazzare i transistori vicino a resi- 
stenze ad alta dissipazione, o al bulbo di valvole di potenza o raddrizzatrici, lam* 
pade, ecc. 1 

Con ciò, per questa volta ho finito : spero di aver chiarito in modo esauriente 
questi spiccioli di tecnica dei semiconduttori che molte volte erano stati esposti 
frammentariamente da noi o da altre pubblicazioni, senza spiegare chiaramente 
il « come » ed il « perchè ». 

Pertanto, intonando sotto voce « White Christmas », me ne vado in punta di 
piedi ad attaccare palloncini multicolori al mio albero di Natale : in punta di 
piedi, perchè Vorario d'ufficio non è terminato e non voglio dare il malesempio. 
ssst. 






Dontinuando la serie delle nostre « tabelle di intercambiabilità ». 
ecco questa volta un argomento diverso : i diodi. 
Infatti, come per i transistori, esistono esatte equivalenze anche 
per i diodi al Germanio, al Silicio, rivelatori, raddrizzatori, ecce- 
tera. Ecco quindi quanto ci risulta sulle intercambiabilità tra i diodi al Ger- 
manio di costruzione europea : chissà quante volte il lettore si sarà chiesto : 
«potrò usare questo OA70 al posto di queU'OAlóO? ». Ora, caro lettore, 
lo sa. 

Come di solito i diodi sulla stessa fila sono equivalenti tra loro e diretta- 
mente intercambiabili. 

Mentre prepariamo tavole relative ai diodi costruiti nell'USA, che pre- 
sto verranno pubblicate, ecco questa volta le equivalenze tra ai diodi europei 
rivelatori audio e video costruiti dalle maggiori Case. 



PHILIPS SIEMENS TELEFUNKEN VaLVO TE K A DE 













OA 70 


RL41 - GDI TE 
GD12E 


OA 160 


OA 70 


5/2 


OA 257 


OA 72 


RL3T - RL32 
GDI E - GD4E 
GD4S . GD6E 


OA 159 


OA 72 


5/4 




OA 79 






OA 79 


5/5 




OA 81 
OA 85 


RL44 


OA 186 


OA 85 


4/10 


OA 261 


OA 86 




OA150 


OA 86 
OA87 


OA 41 




2 x OA279 


RL232B 




2 x OA 79 


5/105 





5 

J 



UN SORPRENDENTE 

ricevitore a 

transistori 

Regalatelo a voi stessi per Natale! 




cura dì « Selemius,, 




la realizzazione di un tascabile ad 
! alta efficienza, a basso consumo e 
I moderato costo, rimane sempre U 
desiderio della moltitudine di co- 
loro che hanno l'hobby rella radio.tremca. 

Intendiamo soddisfare con quieto arti- 
colo tutti costoro presentando un ricevitore 
di estrema efficienza compatibihi.cn te COB 
la modica spesa necessaria I^^la reali** 
zazione. 

Inoltre, visto che il ricevitore mtf- 
mente » merita «■ il caso .lì munirlo 

di un ■{mpiftittO mrfùlelto e cernirlo i 
sÙtfUu> tascabile SÌ da avere un reale pic- 
cai,, ri,*vitotìf « non uno dei soliti « m- 

cémpiu^H^I'l 1 ' 1 '' 11 ' 1 '- 

Abhiamo cakoiaBshe il costo di que- 
sto ricevitore non deve superare le 13.000, 
13,501) lire: converrete con noi che que- 
MS cilra c ben modica rispetto al prezzo 
daoqtrirte di mi nnrr.ifci* supereterodina 
di marca : circa 1/3!! E non crediate che 
questo apparecchietto sia gran che da meno 



di un ricevitore del commercio: con i suoi 
tre soli transistod^^n grado di offrire 
un'ottima potenza nella xiceaio né delle 
reti nazionali e «dine selettività, permette 
la ricezione aufcb> in quei casi chKno 
negativi per tutti gli nitri riccvil-ri li pochi 
transistori. 




Esaminiamo il ci 



Dall'esame dello schema elettrico, a 
V\fi. 1. risulterà che il ricevitore è un « ibri- 
,|,w>. ovvero, sfrutta contemporaneamente 
^le'sBmi di amplificazione: è un reflex 
ed è nn reattivo, in modo da accentrare i 
vantaggi dell'una e dell'altra soluzione. 

Il 'segnale della stazione che si intende 
(Revere^TWne « selezionato » dal circuito 
oscillante Ll-CV ed inviato alla base di 
TRI attraverso C2. Il segnale in alta fre- 
quenza viene amplificato da TRI e lo si 
ritrova ai capi di L2, da cui per induzione, 
ritorna a LI per subire una ulteriore ener- 
gica amplificazione, sempre da parte di 
TRI: l'intensità di questa re-amplificazio- 
ne viene comandata tramite il potenzio- 
metro R2, in modo tale da non avere 
l'innesco caratteristico della reazione trop- 



Ó 



po spinta. Quindi, dal 
collettore di TRI attra- 
verso il condensatore C3 
il segnale attraversa il 
diodo al Germanio risul- 
tando rivelato, e di nuo- 
vo perviene alla base del 
transistore TRI il quale 
provvede ad una prima 
amplificazione BF. Se il 
segnale in alta frequen- 
za non poteva attraver- 
sare JAF, a causa dell'al- 
tissima reattanza da que- 
sta opposta, il segnale in 
bassa frequenza non tro- 
va pressoché alcun ostacolo nella JAF e 
raggiunge la base del transistore TR2 attra- 
verso il condensatore di accoppiamento C4. 

TR2 amplifica notevolmente il segnale 
in modo che il segnale BF che giunge al 
TR3 è sufficiente perchè quest'ultimo pos- 
sa far funzionare l'altoparlante. 

Facciamo notare al Lettore la partico- 
larissima connessione in cascata fra TR2 
e TR3 : sebbene ambedue siano PNP iden- 
tici (GT34), sciegliendo con estrema ocu- 
latezza il valore delle resistenze R3-R4, si 
è ottenuto l'accoppiamento diretto che as- 
sicura un altissimo rendimento al settore 




« amplificazione BF » del nostro ricevi- 



tonno. 



Montaggio 



Quale elemento basilare, per il cablag- 
gio del complessino, consigliamo al Let- 
tore una striscia di bachelite, o tela ba- 
chelizzata, munita di vari capicorda, delle 
dimensioni di cm. 4x6, su cui verranno 
montate tutte le parti piccole del comples- 
sino : i tre transistori, il CV, le varie re- 
sistenze e condensatori, V impedenza RF, 
il trasformatore d'uscita. 

L'altoparlante, la Ferrite, la pila ver- 




! 




ranno fissate direttamente nella scatola- 
mobiletto. 

Non vi sono particolari raccomanda- 
zioni per le connessioni: valgono le solite 
circa la saldatura ecc., di cui faremo grazia 
al lettore più evoluto. 

Poiché il ricevitore è previsto, a diffe- 



renza di suoi similari o predecessori, per 
funzionare con assoluta esclusione di an- 
tenne esterne più o meno provvisorie ecc., 
la captazione dei segnali si effettua uni- 
camente con la Ferrite su cui sono avvolte 
le bobine LI ed L2 : ciò comporta una par- 
ticolare cura nella messa a punto : ma, per 




Altoparlante origina- 
le SONY JAPAN dal- 
le minime dimensio- 
ni: molto adatto per 
questo circuito. 




lo meno, si avrà alla fine un VERO ta- 
scabile, che non abbisogna di fili a pen- 
zoloni, di attacchi a masse metalliche ed 
altri accorgimenti, incompatibili con l'uso 
dell'apparecchio. 

Per la costruzione delle bobine si pro- 
cederà come segue : 



A tin capo della Ferrite verrà avvolta 
LI ; si incollerà sul nucleo un sottile strato 
di carta e su di esso si eseguiranno 55 spire 
di filo smaltato da 0,4 mm. eseguendo una 
presa alla 47 a spira. 

Finita Li, si prenderà una strisciola di 
cartoncino leggerissimo e lo si avvolgerà 




attorno alla Ferrite in modo che sia un 
po' lento e possa scorrere, indi lo si incol- 
lerà su se stesso in modo che mantenga 
la possibilità di scorrimento. 

Sul cartoncino verranno avvolte 8 spire 
di filo identico alla precedente. 

La Ferrite potrà essere montata nel 
mobilino a mezzo di due montanti di pla- 
stica o compensato escludendo assoluta- 
inaile supporti metallici. 

Non si di- 
mentichi che 
il mobiletto, 
naturalmente, 
dev' essere di 
materia plasti- 
ca o legno ad 
impedire che 
risulti « scher- 
mante » per la 
Ferrite. 

Come si ve- 
de dall'elenco 
materiali, nes- 
sun pezzo del 
circuito è stra- 
no o irreperi- 
bile e tutti i lettori dovrebbero poter tro- 
vare nella loro città i materiali per la co- 
struzione. A ogni buon conto, la nostra 
Direzione si è accordata con una seria Ditta, 
perchè venga fornita ai lettori la scatola 
di montaggio del ricevitore a un prezzo 
vantaggioso a scanso che il Lettore non 
riesca a reperire i pezzi nella sua resi- 
denza, in quanto purtroppo ci risulta che 




Attenzione 



Presto inizierà la pubblicazione del 
corso teorico-pratico sui transistori che 
darà diritto a un diploma! 
Tutti tecnici, con «Costruire Diverte»! 



i materiali per transistori non sono repe- 
ribili che ove esista un magazzino ben 
fornito di parli staccate. 

Messa a punto 

Si mette in funzione il ricevitore siste- 
mando L2 sul nucleo all'estremo opposto 
di LI : ruotando il potenziometro R2 si 
dovrebbe sentire in altoparlante un fischio: 

se ciò non av- 
viene, si avvi- 
cinerà gradual- 
mente L2 a 
LI sinché si 
verifichi F in- 
nesco. Se ciò 
non avviene in 
nessuna posi- 
zione, eviden- 
temente L 2 
non è in fase 
con l'avvolgi- 
mento di LI. 
pertanto si sfi- 
la completa- 
mente L2 dal 

nucleo, la si capovolge, e la si re-infila nel- 
la Ferrite. 

Quindi si ripetono le operazioni di av- 
vicinamento descritte. 

Accertata la possibilità di reazione del 
complessino, si sintonizzerà una emittente 
regolando CV e indi R2, sinché il segnale 
sia udibile pulito e potente: a questo punto 
si incollerà il cartoncino che porta L2 sul 
nucleo, in quanto non occorrerà più spo- 
starlo. 

Se il suono non soddisfacesse come qua- 
lità, bisogna modificare il valore di R3 ed 
R4 : per R3 si impiegheranno valori com- 
presi tra 0,2 e 0,5 Mohm, per R4 valori 
compresi tra 5 K e 25 Kohm. 

A questo punto, non ci resta che au- 
gurare ai lettori buon lavoro, assicurandoli 
che con quel po' di pazienza impiegata per 
la costruzione, avranno risultati più che 
buoni e « nuovi » per chi aveva già co- 
struito qualche altro ricevitore a transi- 
stori. 



io 



ELENCO 

PARTI COMPONENTI 

IL RICEVITORE 

A TRE TRANSISTORI 



Resistenze 



RI: 

R2: 

R3: 
R4: 



1 Mohm L. 20 

potenziometro micro - miniatura 10 



Kohm con interruttore L. 
220KQ L. 20 
10.000 Ohm L. 20 



400 



Condensatori 

CV: variabile da 350 pF microminiatura 
L. 1.100 

C2 : 1.000 pF condensatore ceramico a tu- 
betto L. 80 

C3 : 10.000 pF. ceramico a pasticca o tu- 
betto L. 80 

C4 : 50.000 pF. : condensatore ceramico 

La LICA-RADIO può fornire 



piatto da 30 KpF. + 2 da 10.000 pF. 
Tutti e tre in parallelo tra loro L. 260 
C5 : condensatore elettrolitico da 100 MF. 
12 V. L. ■ L. 250 

Varie 

AP : Altoparlante sensibile a piccolo dia- 
metro (Unda Radio « AP005824 oppu- 
re Sony ecc.) L. 1.600 

FERRITE: cm. 10x8 mm. L. 350 

TI : trasformatore d'uscita per stadio sin- 
golo a transistore: STC, oppure AR- 
GONNE AR 107 (Ricordiamo al lettore 
che questo trasformatore del valore di 
L. 1500, originale Germanico STC, vie- 
ne donato da Costruire Diverte ai neo 
abbonati) L. 1600 

JAF: impedenza RF Geloso mod. n. 557 
L. 180 

TRI : Philips tipo OC 170 L. 2500 
TR2 : General Transistor GT 34 L. 1400 
TR3 : General Transistor GT 34 L. 1400 
DG: Philips OA85 L. 400 
queste parti a questi prezzi 




La LICA-RADIO offre al lettori di questa Rivista la scatola 
montaggio del ricevitore descritto, come da illustrazione allegata. 
Per 1 lettori 11 prezzo è di L. 13.000. 

Per accordi intervenuti tra la Direzione di «t Costruire Di- 
verte » e la LICA-RADIO, gli abbonati della Rivista che Invie- 
ranno con l'ordine, il numero dell'abbonamento, otterranno 



idi 



il prezzo di favore di L. 12.000. 

LICA-RADIO, via Centotrecento, 22 - Bologna 








Si sa. che gli elettronici dispongono di una no- 
tevole dose di " humor,, : ebbene, caro lettore, 
come elettronico accetti questo divertente pro- 
getto con lo spirito che.... allieta resistenza. 





uesto circuito è dedicato ai nostri lettori 
che desiderano brillare in società: ovvero 
nelle prossime feste. 

Con il baciometro in tasca anche il 
piccoletto con gli alza-tacchi e le triple lenti sarà 
il leone della serata ed avrà quel successo che le 
fantasiose cravatte, il distintivo di « cintura nera » 
dello judo e „ il brevetto di pilota d'aviogètto, non 
gli avevano procurato. 

Come funziona 

Il « baciometro » come noi lo abbiamo battezzato 
funziona così: Il corpo umano, presenta una certa 
resistenza elettrica, diversa a seconda dei suoi « com- 
ponenti » ma in totale non molto elevata : potrete 
sincerarvi di tutto ciò semplicemente stringendo tra 
le dita inumidite i puntali di un ohmetro per alte 
resistenze, e vedrete lo strumento segnare da 30 a 
500 KOhm a seconda dei casi. Quindi, supponendo 
che due corpi umani stabiliscano un contatto tra 



loro, connettendo un misuratore di resistenza ai 
capi del circuito, la resistenza totale sarà minore a 
seconda della qualità del contatto. Nel nostro caso, 
più « emotivo » sarà il bacio, minore sarà la resi 
stenza totale opposta al passaggio della corrente 
e maggiore sarà la deviazione a fondo scala delVin 
dice dello strumento. Pertanto, realizzando il com< 
plessino, che in sostanza è un ohmetro elettronico 
per alte resistenze, si avrà uno strumento che REAL< 
MENTE rispecchierà « Vintensità di contatto » nei 
due elementi costituenti il circuito. 

Vediamo ora lo schema elettrico 

Si noterà che il complessino usa un transistore 
« amplificatore di corrente » in modo che, leggere 
variazioni alla corrente di base, sono sufficienti a 
determinare forti variazioni d' indicazione nello stru- 
mento in serie al collettore. Questo sistema è stato 
scelto per ottenere nel « circuito in esame » un pas- 
saggio minimo, di corrente, in modo che non accada 



P2 2Kn 

— wv — 




12 



che durante il bacio vi sia uno spiacevole pizzicore 
labiale che sfalserebbe il « testìng ». La misura è 
ottenuta nel seguente sistema; i due attori, 
afferrano saldamente i due terminali, uno per 
ciascuno, con le mani nude, e stihiliscono 
il contatto tra loro, dando origine a un passaggio di 




corrente che polarizza la base del transistore a se- 
ronda della resistenza totale opposta dai due sog- 
getti della prova. Proporzionalmente, al migliorare 
del contatto si avrà la deviazione dello strumento 
e quindi, « dell'intensità di contatto ». In parallelo 
allo strumento troviamo due controlli semi-fissi: il 



II baciometro in funzione: 
per chiarire il montaggio 
è stata tolta la cassettina 
esterna 




primo, PI è il controllo di calibrazione che verrà 
regolato una volta per tutte ad evitare che Vindice 
dello strumento « batta » a fondo scala in seguito a... 
Testing troppo brillanti, il secondo (P2) è il con- 
trollo della messa a zero che evita la salita indi 
pendente delV indice verso il centro della scala de- 
terminato dall'intensità della corrente di riposo del 
transistore (/co), anche P2 verrà regolato una volta 
per tutte. 

Costruzione 



Poiché, a parte il milliamperometro, non vi sono 
parti ingombranti e pesanti, tutti i componenti ver- 
ranno montati su di un pannellino di plastica fis- 
sato dietro ad esso, eseguendo le poche connessioni 
necessarie direttamente tra le varie parti. Il tutto 
poi, verrà racchiuso in una scatoletta di legno, pla- 
stica o alluminio per il trasporto. 

Il transistore è un Otti, però un CK722, un 
GT222, un 2/V107 ecc., possono essere usati con gli 
stessi risultati. Sia PI che P2 dovrebbero essere « a 
filo », però potranno anche essere usati potenzio- 
metri TRIMMER normali, se quelli indicati indi- 
cati non fossero reperibili. Le due pile dato il basso 
assorbimento, possono essere il tipo micro-miniatura. 
Ij interruttore dev'essere doppio, azionato dal co- 
mando unico. L'indicatore deve essere un microam- 
perometro da ImA fondo scala, a quadrante per 
quanto possibile ampio. 

Buon Natale e.... « buone feste » dal laboratorio 
e dai tecnici di Costruire Diverte. 



Lato inferiore del pannel- 
lino indicatore del « ba- 
ciometro » 




13 



Il (AMBIO DELL'OLIO: 

UN PROBLEMA ! 



Perchè occorre d'inver- 
no un olio diverso? Sempli- 
ce, il freddo tende a con- 
densare Folio, che si « ispes- 
sisce » e alla mattina « le- 
ga » il motore, invece di 
scorrere a lubrificare i vari 
punti\ ragion per cui, oc- 
corre un olio che sia per 
quanto possibile fluido e 




le non avete ancora 
| un'auto ne avrete 
presto una. Io ho 
clienti che senza 
macchina non potrebbero 
lavorare : leggi rappresen- 
tanti, dottori, esattori, com- 
mercianti ecc. ecc., nonché 
varie persone, che dopo l'ac- 
quistò di una vettura hanno 
visto aumentare il loro giro 
d'affari in modo considere- 
vole. 

Avete letto «clienti»: 
sicuro, infatti io sono un 
meccanico : ho un' officina 
a Bologna, in via Toscana : 
si chiama « Garage Fortu- 
na y> e se anche non ho la 
galleria del vento per pro- 
vare V aerodinamicità delle 
vetture, non mi lamento. 

Mi chiamo Gabriele Pe- 
nazzi e fin da giovanissimo 
ho avuto l'innata passione 
per i motori e tutto ciò che 
e meccanica. Mi reputo un 
uomo fortunato : infatti, 
quasi nessuno riesce a fare 
il lavoro prediletto, io in* 
vece sì. 

Tra i miei clienti ho il 
Sig. Brazioli, che di tanto 
in tanto, porta a revisiona- 
re la sua vettura ce sport x> 
e durante queste soste, si 
chiacchiera di motori e tec- 
nica. 

Così, tra un discorso e 
Valtro, e nata V idea che 
anch'io avrei potuto mette- 

14 




re la mia esperienza prati- 
ca al servizio dei lettori di 
« Costruire Diverte » per in- 
segnare loro quegli accor- 
gimenti che possono pro- 
lungare la vita del loro mo- 
tore, o consigliarli per le 
varie piccole operazioni di 
manutenzione che ad ogni 
macchina necessitano. 

U argomento di questa 
chiacchierala iniziale è il 
cambio delVolio, infatti e 
stagione e se non muniste 
il vostro motore del fluido 
olio invernale, andreste a 
rischio di guai grossi al mo- 
tore: ma andiamo per or- 
dine. 



scorrevole, a scanso di par- 
tenze difficilissime con con- 
seguente scaricamento della 
batteria e consimili piace- 
volezze. 

Ecco una tabellina base 
delle varie « viscosità » del- 
l'olio, occorrenti nelle varie 
stagioni. 



Stagione 



Estate ^^^^^ 
Primavera ed 
Autunno * » 
Inverno . . • 



// cambio dell'olioWK^ 
parte i cambiamenti stagió* 




itali, dev'essere effettuato 
dopo 2000 o 3000 Km. al 
massimo, per le vetture che 
non hanno cartuccia filtra- 
olio, come per esempio la 
500 Fiat; dai 3000 ai 4000 
Km., per le altre vetture 
in genere, ad esclusione del- 
le macchine sport, per cui 
è utile il cambio ogni 2000 
Km., usando particolari olii 
detergenti. 

Tutti gli olii che sono 
in commercio hanno van- 
taggi e svantaggi propri, 
comunque sono tutti pili o 
meno buoni ed utilizzabili : 
io li uso secondo le prescri- 
zioni del costruttore della 
vettura, senza particolari 
preferenze. Quello che in- 
vece non mi convince, e non 
mi convincerà mai, a di- 
spetto di tutto lo strombaz- 



zamento pubblicitario sono 
ì così detti « olii adatti per 
tutte le stagioni » : la mia 
esperienza m' insegna che 
detti olii funzionano pro- 
prio al contrario di quello 
che dovrebbero: sono trop- 
po fluidi d'estate... e troppo 
densi d'inverno ! ! ! 

Visto che siamo in argo- 
mento 9 parleremo ora della 
aggiunta, ovvero dell'immis- 
sione supplementare dell'o- 
lio nei motori un po' con- 
sunti che lo ce bruciano ». 

Quando si deve aggiun- 
gere olio, bisogna star at- 
tenti die il quantitativo ad- 
dizionale, sia della stessa 
marca e soprattutto della 
stessa gradazione di quello 
che è in circolazione : in- 
falli posso assicurarvi che 
aggiungendo olio diverso, si 



giunge ad un rapido dete- 
rioramento delle conduttu- 
re lubrificanti, con conse- 
guente... decesso del motore. 

Un po' come bere del 
vecchio Cognac mescolato a 
Lambrusco e birra... cosa vi 
succederebbe? 

Comunque ora basta... 
vado a cambiare l'olio a vet- 
ture dei miei clienti ! Co- 
munque, nel caso che ne 
abbia bisogno anche la Vo- 
stra vettura, ho pensato di 
chiudere questo articolo con 
una tabellina del costo dei 
vari olii cosicché sappiate 
ce a priori » a che spesa an- 
date incontro con le varie 
marche. 

E un'altra cosa : mi sono 
messo Raccordo con la Di- 
rezione di « Costruire Di- 
verte » per fare un servizio 
di consulenza ai lettori au- 
tomobilisti o appassionati 
di guida : per qualsiasi in- 
formazione, potete scriver- 
mi presso la Redazione di 
a Costruire Diverte » che 
provvederci a inoltrare, e 
sarò ben lieto di porgerVi 
il mio aiuto e la mia perso- 
nale esperienza. 

Gabriele Penazzi 





1 




Uno dei nostri tecnici con- 
trolla l'accensione durante 
i preliminari della prova, 
mentre i meccanici fini- 
scono la messa a punto 
del motore. 



L'accensione 
a transistori 




uesto circuito di ignizione per motori a scoppio è frutto del progetto 
dei nostri tecnici e degli esperimenti condotti presso il nostro labù* 
ratorio e su strada: pur mettendolo a disposizione dei nostri lettori 
per toro uso personale* DIFFIDIAMO costruttori, ditte e grossisti a 
produrlo in serie senza nostra specifica autorizzazione contrattuale. 

Rivendichiamo la proprietà tecnica di questo ritrovato contro qualsiasi 
contravventore a norma di legge. 



Per spiegare l'enorme vantaggio che il 
congegno descritto apporta ai motori a 
scoppio e specificatamente, a motori per 
macchine sportive, ci rifaremo a qualche 
semplice nozione teorica sul funzionamen- 
to dell'accensione. 

Il motore a scoppio com'è noto, si basa 
sulla detonazione di una miscela di gas che 



spinge un pistone, producendo un'energia 
cinetica, che viene trasformata in moto ro- 
tatorio. 

La miscela detonante viene accesa dallo 
scoccare di una scintilla per ogni giro del 
motore. La scintilla viene ottenuta survol- 
tando la tensione della batteria del mezzo 
auto-mobile come ora spiegheremo : poiché, 



ló 



Inizia la nostra prova su 
strada: siamo tutti curio- 
si di vedere se il transi- 
store «terrà» bene: Vnuto 
s' arrampica sulla Futa. 




come si sa, la tensione continua non può 
essere elevata da un comune trasforma- 
tore, si ricorre ad un contatto che attacca 
e stacca l'avvolgimento primario di un tra- 
sformatore ad altissimo rapporto in salita : 
la cosidetta « bobina ». 

Per effetto di leggi che sarebbe lungo 
spiegare, questi « impulsi » a differenza di 
una tensione continua, possono essere ele- 
vati e sono appunto essi a scoccare scintil- 
le che detonano la miscela. Questo è il si- 



stema di accensione correntemente usato su 
lutti gli automezzi che sfruttano un moto- 
re a scoppio. (Fig, 1). 

Pur essendo semplice, relativamente 
poco costoso e a modo suo razionale, que- 
sto sistema presenta alcuni « vizii conge- 
niti », assai gravi : 

1) Le puntine che attaccano la tensio- 
ne della batteria al primario della bobina 
portano un carico variante da 0,5A a 3 A 
a seconda dei motori : pur essendo esse 




Si forza la velocità per ot- 
tenere responsi certi agli 
alti regimi. 



17 




Il nostro tecnico segnala 
« tutto OK » al gruppo de- 
gli osservatori durante un 
passaggio a velocità so- 
stenuta. Il transistore ce 
l'ha fatta: possiamo pub- 
blicare il circuito. 



platinate, per effetto dell'inevitabile scin- 
tillio tendono ad azzurrarsi perdendo la 
conducività, il che si risolve con una per- 
dita di tensione o addirittura con la « pan- 
ne » di tutto il sistema. 

2) Ad evitare parzialmente quanto 
esposto, si pone in parallelo alle « punti- 
ne » un condensatore di smorzamento che 
però non risulta molto efficiente e con la 



propria inerzia di carica e scarica, che si 
manifesta sensibilmente ai regimi più alti, 
diminuisce il rendimento dell'assieme. 

Ora è evidente che il condensatore in 
parallelo alle puntine non occorre più e 
può essere eliminato, sicché cessa lo svan- 
taggio del calo di tensione agli altri regi- 
mi, il che è dimostrato dai due grafici a 
fig. 3 e 4, dei quali, il primo ci risulta 
dalle prove di una normale accensione ed 



Sosta per il controllo vo- 
lante del sistema d'accen- 
sione su strada; il nostro 
Direttore osserva attenta- 
mente il lavoro del tecnico. 



18 



BOBINA 



ALLO 

SPINTEROGENO 




BOBINA 



Fig. 1 




ALLO 

SPINTEROGENO 



il secondo dall'accensione modificata, ovve- 
ro, transistorizzata. 

I guai esposti sarebbero facilmente ri- 
solvibili in un solo modo : facendo passa- 
re attraverso le puntine platinate un' in- 
tensità di corrente molto bassa. Ciò potrà 
apparire Lapalissiano, ma non lo è, perchè 
usando un transistore come servo-relay è 
possibile far passare per le puntine solo 
la corrente di base: trascurabile, mentre è 
il transistore stesso a commutare la ce po- 
tenza » necessaria per la bobina : lavoran- 
do come conduttore, allorché la base è po- 
larizzata, e come isolante quanto è « libe- 



ra » cioè non connessa al circuito. {Fig* 2). 

Ecco tutto. Però il fatto di aggiungere 
un transistore in circuito dà questi van- 
taggi : , 

1) Aumento di potenza agli alti regi- 
mi di rotazione. 

2) Consumo minore di carburante. 

3) Fine degli interventi sull'accensione 
per pulire le puntine, sostituirle ecc. 

! l f '* ' 1 b> . > Lì 

1KJ SPALLAZIONE 

Ora che abbiamo trattato teoricamente 
il funzionamento, le possibilità, ed i pregi 



Fig. 3 - Grafico del rendi- Fig. 4 - Grafico del rendi- 

mento dell' accensione a mento di una normale ac- 

transistorì. censione. 




500 1K 2K 3K 4K 5K 5K grfri 500 1K 2K 3K 4K 5K 6K g/fo 



19 



del nostro circuito, vediamo un po' come 
applicarlo praticamente alla vettura. 

Innanzi tutto apriremo la calotta del 
« ruttore » e sviteremo la vite che fissa il 



cm8 




Fig. 5 



condensatore ed il contatto relativo, aspor- 
tandolo. 

Il collegamento che andava dalle pun- 
tine alla bobina verrà interrotto, ed al- 
trettanto il collegamento che andava dal 
primario della bobina alla batteria. 



La LI C A radio 



può fornire 
qualsiasi transistore, 
parti per 
circuiti a transistori 
ed elettronici 
in genere 



LICA radio 
Bologna 



Via Centotrecento, 22 



A parte avremo montato il transistore 
(un OC16G) su un radiatore le cui dimen- 
sioni sono date a fig. 5, e fissato questo 
radiatore all'interno del vano-motore. 

Poiché il collettore dell'OClóG é con- 
nesso allo schermo esterno esso risulta in 
contatto elettrico con il radiatore, pertan- 
to quest'ultimo dovrà essere isolato dalla 
massa montandolo per mezzo di supporti 
in porcellana innestati uno nell'altro co- 
me a fig. 6. 

Il fissaggio del radiatore alla carrozze- 
ria verrà effettuato a mezzo di due robu- 
sti bulloncini fermati con dado e contro- 
dado e muniti di rondelle elastiche e ron- 
delle Grower » per evitare che si svitino 
con le vibrazioni. (Fig. 6). 
E torniamo alle connessioni. 
Il filo proviene dalla batteria (attra- 
verso la chiave d'accensione) verrà con- 
nesso all'emettitore dell'OClóG (filo isola- 
to blu che fuoriesce dal fondello), le pun- 
tine verranno connesse con il filo giallo 
(base), l'alimentazione per il primario del- 
la bobina d'accensione verrà prelevata con 
un filo di sezione abbondante (almeno 1 
mm. oppure trecciola) saldata direttamente 
sul radiatore del transistore. Ad evitare che 
in caso di corto-circuito si rovini il transi- 
store connetteremo il fusibile « F » da 3A 
sul ritorno a massa della bobina. 

Fatte queste poche variazioni alle con- 
nessioni « siamo a posto » e potremo dire 
d'aver ultimato il lavoro. 

Ora passeremo all'interno della vet- 
tura e proveremo se tutto va bene, accen- 
dendo il motore. 

Tutto andrà senz'altro bene, perchè ad 
evitarvi brutte sorprese, noi abbiamo spe- 
rimentato il circuito descritto montandolo 
su un'auto sportiva e provandolo su strada, 
anche in modo da « strapazzare » il mo- 
tore sottoponendolo a sforzi notevoli. 

Quando, alla mattina, il motore parti- 
rà più facilmente, e quando scoprirete che 
il vostro motore è capace di brillanti 
spunti che non gli conoscevate, agli altri 
regimi, sarete ben soddisfatti di aver acqui- 
stato il N. 4-1959 di Costruire Diverte. 



20 




EMITTORE - FIL O ISOLATO BLU 



Fig. 8 ■ Connessioni alVOC16 
e OC16G Philips. 




COLLETTORE 

BASE - FILO ISOLATO GIALLO 





consulenza- 




Sig. SCALI GIORGIO, Viareg- 
gio (Lucca). 

Abbiamo considerato con at- 
tenzione la possibilità di appli- 
cazione delle bobine della marca 
é del tipo da Lei indicato nel 
« ricevitore per principianti » di 
cui al numero 2 della nostra Ri- 
vista. 

Purtroppo questa soluzione è 
impossibile a meno di non ricor- 
rere a molte modifiche che non 
le converrebbero. 

L'impedenza JAF è la « Ge- 
loso N. di cat. 557 ». Il conden- 
satore variabile è da 500 pF. 



Sig. DE FELICE ANTONIO, 
Foggia. 

1) / condensatori micro-elet- 
trolitici al Tantalio potrebbe ri- 
chiederli ad una Ditta specialista 
in forniture di parti staccate : si 
rivolga alla M. Marcucci e C. di 
Milano, sita in Via F. Bronzet- 
ti 37 : riceverà quanto richiesto 
in brevissimo tempo. 

2) I trasformatori da Lei de- 
scritti NON ci hanno soddisfatti: 
infatti hanno una banda passante 
assai stretta e da un esemplare 
ali 9 altro vi sono notevoli varia- 
zioni di impedenza : comunque 
essi sono prodotti per push-pull 
di transistori del genere degli 
OC12 e similia. 

Il trasformatore aVuscita è il 
tipo « giallo » e Lei lo potrebbe 
usare in unione all'ottimo alto- 
parlantina « Rei » che ha 8Q di 
impedenza* 

3) // trasformatore della Ge- 
loso non può essere adattato, in 
quanto esso e progettato per es- 



sere usato quale carico per una 
VALVOLA d'uscita, e non tran- 
sistori^ quindi ha un' impedenza 
troppo alta ; inoltre esso è per 
singolo stadio e non per push- 
pull : non se n'e accorto anche 
Lei? infatti ha solo quattro fili 
uscenti e non cinque, 

4) Il ricevitore a 6 transistori 
edizione « di lusso » di superete- 
rodina portatile, verrà pubblicato 
nel febbraio 1960 (2-1960). 



Sig. EMANUELE FRANCESCO, 
Napoli. 

Eccole a fig. 1 lo schema elet- 
trico di un piccolo, ottimo tra- 
smettitore, per l'installazione a 
bordo di un missile. 

Viene usato un transistore ti- 
po 2N94A della classe N-P-N: in 
sua vece potrebbe benissimo usa- 



re un 2N233A, sempre N-P-N. 

Se il missile è di una certa 
mole e con il corpo metallico, 
l'involucro stesso può servire da 
antenna. 

L'emissione si ha sulla gam- 
ma dei 3,5 Megacicli pari a cir- 
ca 80 metri. 

Per la ricerca del missile.., al 
ritorno dalla stratosfera (auguri), 
Lei dovrà usare un ricevitore 
molto sensibile munito di anten- 
na direttiva a quadro, munito, se 
possibile, di indicatore « S me* 
ter » che risulta assai più preciso 
della valutazione « a orecchio ». 



Sig. GIORGIO VERONELLI, Mi- 
lano. 

I suoi transistori corrispondo- 
no « grosso modo » ai Philips 
OC72. 



Q=3,5MHz 



JAF 1,5mHo 10 

3 



390H 




BOBINA CON NUCLEO 
SINTONtZZABILE A 3,5MHz 
C GELOSO GBC ) 



Fig. 1 



10pF 



INTERUTTORE STARTER 



Z?0a 960X1 

I -*! 



USCITA DEL SEGNALE 



22 



Dott. C. M. LEVA, Torino. 

Abbiamo tardato un pochino 
nel rispondere, perchè il quesito 
che Lei ci ha inviato era assai 
complesso : si trattava infatti di 
trasformare una supereterodina 
di serie a transistori in una su- 
pereterodina per onde corte. 

Varie potevano essere le solu- 



riamo che il lavoro di trasforma- 
zione implica una messa a punto 
lunga e fastidiosa, non effettua- 
bile se non si dispone perlomeno 
di un « grid-dip » e di un ottimo 
oscillatore modulato. 

Il ricevitore che noi abbiamo 
modificato per provare il suo cir- 
cuito è un « Regency TR6 » che 



Sig. CORRADO GIGLIO, Ge- 
nova. 

Purtroppo le Sue DF9\ si 
prestano assai poco per costruire 
un radiocomando pluricanale : 
esse, come Lei saprà, sono pento- 
di a pile progettati per lavorare 
quali amplificatori di Media Fre- 
quenza nei portatili in auge fino 



Gamma 3,5 - 12 Me 
LI: spire totali 23 
presa G dalla massa (D) 

4 ffl spira 

presa B » » 

20 a spira 

diametro del filo mm. 

0,8 smaltato 
diametro del supporto mm. 20 
spire spaziate tra loro di mm. 0,5 
L2: spire totali 23 
presa B dalla massa (G) 

3 a spira 

diametro del filo mm. 

0,8 smaltato 
diametro del supporto mm. 20 
spaziatura come la precedente 
L3: 1 y 2 spire avvolte accostate 
al termine di L2, sullo stes- 
so supporto e con lo stesso 
filo. 



TRI: 2N247 
TR2: 2N247 




zioni possibili: comunque la più 
razionale e radicale è quella di 
ricostruire il circuito d'ingresso 
modificandolo. 

Certo, che per effettuare que- 
sta modifica occorre una cono- 
scenza tecnica che poggi su so- 
lirle basi, e noi Le sconsigliamo 
assolutamente dal provare se non 
dispone delle cognizioni suffi- 
cienti. 

Infatti, ciò lo diciamo alla luce 
dell' esperienza. Incaricammo in- 
fatti un nostro tecnico di tentare 
la modifica nel nostro laborato- 
rio, su progetto originale del Di- 
rettore ; siamo riusciti e pubbli- 



chiamo a fig. 2 lo schema defi- 
nitivo con i dati risultati migliori 
all'atto pratico : però Le assicu- 
non aveva mai brillato per sensi- 
bilità eccessiva, nelle onde me- 
die : ora nelle onde corte fun- 
ziona assai bene e si rivela più 
sensibile ed è anche selettivo : 
quindi in totale il risultato «vale 
la candela » 

★ 

Sig. BALLIN SERGIO, Torino. 

Un 9 otofono di prestazioni più 
che ottime e simili a quelli pro- 
dotti dalle più famose Ditte, è in 
vìa sperimentale nel nostro la- 



boratorio, lo pubblicheremo 
pie sto. 

+ 

a un paio d 9 anni fa e non han- 
no alcuna caratteristica favorevo- 
le per l'uso cui Lei vorrebbe adi- 
birle. 

Poiché presto pubblicheremo 
un radio comando pluricanale a 
transistori, Le suggeriamo di at- 
tendere questo progetto e di cer- 
care di scambiare le Sue valvo- 
le con materiali a Lei più utili 
tramite la rubrica « Offerte e ri- 
chieste » che inizia dal prossimo 
numero. 



Il nostro laboratorio è a disposizione dei lettori per consigli* prove, 

progetti. A titolo di parziale rimborso spese la richiesta di con- 
sulenza deve essere accompagnata dall' Invio di Ij* 2 OO anche in 

francobolli: per risposta diretta L. 250 - Gratis al nostri abbonati. 



23 



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24 



9 




/ laboratorio del radio- 
I amatore non è mai ec- 
cessivamente attrezzato, 
purtroppo. 
Molto spesso il dilettante non 
dispone di un multimetro e quan- 
do deve effettuare misure di cor- 
rente : per esempio, per scoprire 
il consumo di un ricevitore a tran- 
sistori, si trova a disporre di 
un solo milliamperometro inadat- 
to allo scopo. 

Ciò che molti radioamatori 
non sanno, o non sanno applica- 
re, e la possibilità di adattare i 
loro strumenti per misure di cor- 
rente superiori a quelle per cui 
erano stati creati in origine. 

Per esempio, un milliampero- 
metro da 1 mA, fóndo scala, può 
essere facilmente trasformato in 
A mperometro capace di misure 
di un Ampere o 10 Ampere. 

Questa trasformazione si ef- 
fettua semplicemente collegando 
in parallelo allo strumento una 
resistenza esterna detta « Shunt » 
che moltiplica la portata. 

Poiché questa pubblicazione 
ha il carattere di guida per i let- 
tori desiderosi di approfondire 
gradatamente la loro conoscenza 
tecnica ho pensato di indicare 
il modo di usare e calcolare lo 
Shunt, cosa assai utile in labora- 
torio. 

Per il calcolo, definiremo I la 
corrente che circola nelV intero 
circuito (fig. 1) e « i » Quella che 
attraversa il milliamperometro M. 

Lo shunt S, sarà percorso da 
una corrente uguale a I — i- 

Indicando con V la tensione 
applicata agli estremi del circui- 
to j per la legge di Ohm si ha: 



in cui r è la resistenza dell'ap- 
parecchio M. 

Agli estremi dello shunt vi 
sarà pure una uguale tensione e 
sarà data da : 



Essendo uguali i primi termi- 
ni di queste uguaglianze, saran- 
no pure uguali anche gli altri 
due e cioè possiamo scrivere: 

S(I-i) = ri 

m oìtiplicando si ottiene ^ 

SI _ Si = r i 

porto Si nel secondo membro 

SI = ri + Si 
ricavo I e metto in evidenza i 




ri + Si 



jVWVWWL 





Prof. A. Cotta Ramusino 



r + S 



I 



V = S(I-i) 



Questa formula finale ci inse- 
gita a trovare l'intensità che cir- 
cola nell'intero circuito conoscen- 
do però tutti gli altri valori. 

T + S 

// fattore — si chiama 

S 

potere moltiplicatore dello shunt. 

Volendo- costruire uno shunt 
capace di moltiplicare la scala 
dello strumento M per 10, si do- 



vrà dare alla resistenza un ra/o- 
re uguale alla nona parte della 
resistenza dello strumento usato. 
Infatti rendiamocene conto con 
un piccolo ragionamento. 

Supponiamo che una linea ab- 
bia 10 ampere, mentre il nostro 
strumento M può sopportare solo 
1 ampere ( 1 ampere fondo sca- 
la). Naturalmente, se si dovesse 
inserire la corrente direttamente 
nello strumento, esso, oltre a non 
segnalare, si scalderebbe a tal 
punto da rovinarsi completa- 
mente. 



25 



Per poter utilizzarlo dovremo 
diminuire gli ampere, dovremo fa- 
re in modo che 9 ampere passi- 
no attraverso lo shunt e uno at- 
traverso lo strumento. 

Vediamo ora quale deve esse- 
re il valore dello shunt supposta 
nota la resistenza dello stru- 
mento. 

Applicando le formule prece- 
denti si ha: 

ri = S(I — i) 
ri - S(10 — 1) 
r = S.9 

r 1 

S = = r 

9 9 

La gradazione della scala va 
quindi letta moltiplicandola per 
10. 

Si può verificare tale valore 




sostituendo al posto di S 

9 

r + S 

nel fattore e si troverà 

s 




come potere moltiplicatore 10. 

In modo analogo, per avere 
un moltiplicatore per 100 lo 
shunt sarà 

1 1 

di r; per 1000 . 

99 999 

Applicando sempre la medesi- 
ma formula si potrà quindi tro- 
vare anche altri rapporti, come 
per esempio un moltiplicatore 
per 25, per 50, ecc. 

Così con un breve e facile cal- 
colo, voi, giovani tecnici, lettori 
di questa nuova Rivista, potrete 
realizzare, con un solo apparec- 
chio, uno strumento di misura a 
più portate che vi sarà utile e 
prezioso nelle vostre esperienze 
e in molti e molti altri casi. 




Dal 1° gennaio 1960 i prezzi per l'abbonamento a 
" Costruire Diverte verranno cambiati nella seguente 
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Abbonatevi entro il 1° gennaio 1959, farete un affare! 



26 




Trasmettitore 



miniatura 



realizzato praticamente da 
A. PAOLO RENDINE 




nostri lettori che conoscono la lingua 
d'Albione e leggono le varie riviste A- 
mericane ed Inglesi, avranno notato 
che la ricerca elettronica ai fini mili- 
tari non si è certamente arrestata, dal 1946 in a- 
vanti, anzi, con quel che c'è in giro per il mondo, 
tutte le maggiori nazioni dedicano i maggiori sfor- 
zi a questo campo. Con una certa invidia abbiamo 
a più riprese osservato certi microscopici trasmet- 
titori che possono essere celati nell'elmetto, nel 
taschino di una giubba, o nel pugno chiuso : eb- 
bene, nel nostro piccolo, anche noi ci siamo dati 
alla ricerca sperimentale, nell'intento di creare 
« qualcosa » che sapevamo sommamente gradito ai 
nostri lettori: una stazioncina trasmittente ad alta 
efficienza che potesse essere tenuta in una mano, 
ma che permettesse quei collegamenti di 2-5 Km., 
che parevano appannaggio dei complessini speri- 
mentali del « Signal Corp, US ARMY », e che ve- 
nivano orgogliosamente annunciati a ogni pie so- 
spinto dalle varie riviste americane t 

Poiché la caratteristica principale di questi mi- 
ero trasmittenti chiamati anche, « microfoni tra- 
smittenti », dev'essere la stabilità di funzionamento, 
a causa della piccola potenza, abbiamo impostato 
il progetto su un oscillatore controllato da un 
quarzo, e poiché la nostra principale norma di 
vita è di non pubblicare un progetto se non pro- 
vato in pratica, a differenza di altre riviste, ab- 
biamo PRIMA fatto tutti i calcoli sulla carta e 
poi siamo passati alla pratica costruendo diversi 
complessini e paragonando prestazioni, vantaggi e 
svantaggi. 

Risultato : il circuito a fig. 1 che ha le se- 
guenti caratteristiche: 

1) Montato razionalmente, e con materiali a- 
datti, il complesso non risulta più ingombrante 
dell'ormai classico pacchetto di « King size ». 

2) L'emissione risulta stabile, sufficientemente 
chiara, « pulita ». 



3) A causa dell'antenna particolare l'emissio- 
ne è captabile oHr*» a 3 Km., e questo lo diciamo 
per prova fatta (ricevitore Geloso G209 R). 

4) La complessità del montaggio non è certo 
tale da sgomentare chiunque s' interessi di elet- 
tronica, anche principiante che sia. 

5) Acquistando varie parti nel surplus il 
complessino può essere costruito con spesa irriso* 
ria. 

6) Non avendo bisogno di modifiche speri- 
mentali e di rettifiche ai valori componenti, il ri- 
sultato è sicuro. 

E veniamo alla descrizione : la micro-stazione 
trasmittente (schema a fig. 1) è un oscillatore a 
quarzo che usa un tetrodo sub-miniatura, modu- 
lato sulla griglia-schermo da un microfono a car- 
bone. Punto saliente dell'assieme la ricerca del 
massimo rendimento ottenuto con diversi accorgi- 
menti, tra cui : l' uscita a p-greco per inviare in 
antenna il massimo segnale possibile, il tipo par- 
ticolare d'antenna « caricata » dalla bobina « ac- 
cordatrice », il microfono a carbone con eccitazione 
propria che modula in tutta profondità la portante, 
la scelta di ogni pur minimo componente. La val- 
vola usata è la IAG4 sub-miniatura (che viene re- 
galata da Costruire Diverte agli abbonati). La 
IAG4 è un'ottima valvola e si presta straordina- 
riamente per questo uso: ciò non toglie che si pos- 



Il trasmettitore 
montato 





28 



sano usare anche altre valvole sub-miniatura, per 
esempio i tipi CK502, CK503, 2E35, ecc., op- 
pure, addirittura la miniatura IS4, ritoccando però 
in questo caso, diversi valori del circuito. Il quarzo 
oscillatore è scelto per la gamma dei 7MC (40 me- 




Da questo «Timing Units » 
originariamente appartenu- 
to ad un «Fogo stick han- 
dy talkie » e da noi acqui- 
stato su una bancarella 
per 800 lire, abbiamo ri- 
cavato quasi tutte le parti 
«costose» del complessino. 



tri) COttCCttè vincono eliminati anloHuilitiiioenlc i 
perìcoli di instabili tu e difficile inncswo delle u- 
scì ti azioni e. d^hro culi lo, il |-ro Ideimi del Ih re- 
peribilità del cristallo. Le due impedente JAF 
sono cinesiche: per 7MC numerosissime marche 
producono ottime, ui mucide JAF; per esempio 
la Geloso, la GBC, ere. 11 variabile w if accordo » 
CV1 e un 120 pF ad aria miniatura: Geloso, ma 
anche comunissimo nel surplus. 

Il variabile « di carico » CV2 è un 350 pF : per 
miniaturizzare il complesso, il miglior sistema è 
usarne uno a mica per supereterodina a transi- 
stori, con le due sezioni in parallelo. 

Il trasformatore di modulazione « T » deve 
avere un'impedenza al primario (verso il micro- 
fono) di circa 800 Q ed un secondario da 10KQ: 
ottimo un trasformatore di accoppiamento inter- 
transistoriale ; noi abbiamo usato il diffuso «N22» 
sub-miniatura. 

Il microfono a carbone può essere di qualsiasi 
tipo ex-telefonico rintracciabile per poche decine 
di lire se Surplus ( !) oppure un tipo miniatura di 
recente costruzione (assai più caro). 

Poiché noi avevamo deciso per la realizzazione 
« micro » abbiamo usato la capsula a carbone 
che appare alla fotografia del complessino : essa 
ha un diametro di 18 mm. 

Le due resistenze debbono essere da 1/4 W o an- 



che da 1/8 di W, e i condensatori, ceramici o a 
mica, della migliore qualità possibile. Sempre in 
merito ai vari componenti: la bobina del circuito 
oscillante L è illustrata con dati costruttivi a Fig. 2, 
l'antenna con i dati per la bobina caricatrice a 
Fig. 3. 

Costruzione del complesso 

Per realizzare praticamente il micro-trasmetti- 
tore occorre un pannellino-chassis, che sosterrà i 
vari componenti. Poiché F accordo della sta- 
zioncina è naturalmente pre-fissato, nella fre- 
quenza del quarzo, V unico comando sporgente 
e l'interruttore, o meglio il commutatore che « ac- 
cende e spegne » il trasmettitore. Questo commu- 
tatore deve avere 3 vie 2 posizioni; ogni via serve 
ad interrompere il circuito di una pila e le due 
posizioni sono evidentemente « spento » ed « ac- 
ceso ». Le tre pile servono per alimentare il fila- 
mento della ÌAG4 (Bl) a polarizzarne P ano- 
do (B3), ad alimentare il circuito modulatore (B2). 
Poiché in nessuno di questi 3 circuiti scorre una 
corrente eccessiva, (il filamento della IAG4 con- 
suma appena 40 mA) può essere usato senza danno 
(data anche la bassa tensione) un normale commu- 
tatore del tipo per cambio-gamma. 

Tornando al montaggio, per fissare il quarzo si 
userà uno zoccolino porta-quarzi adatto al cristallo 
prescelto : il più comune ed economico è P FT243 
Surplus. Per la IAG4 si userà l'apposito zoccolino, 
che viene regalato da Costruire Diverte assieme alla 
valvola. Per infilare la 1AG4 nello zoccolo si ta- 
glieranno i fili sporgenti, (che sono anche diret- 
tamente saldabili « tipo transistor » per intender- 
ci) a una lunghezza di circa 1 cm. dal fondello 
della valvola. I collegamenti saranno evidentemen- 
te corti data la compattezza dell'assieme pre-fissa- 
ta : bisogna evitare comunque che facciano gira- 
volte e percorsi non razionali. Per la costruzione 
dell'antenna, si procederà come segue: approvvi- 
gionati i materiali: supporto cilindrico di plexi- 



Classico quarzo FT 243 




glass per la bobina, filo per l'avvolgimento, due 
tubi in rame da 0 6 mm. per l'antenna nelle di- 
mensioni indicate alla figura, e si inizierà il lavoro 
di montaggio avvolgendo la bobina LC, costituendo 
32 spire di filo da 0,8 mm. a spire accostate e si 



29 




Fig. 1 - Schema elettrico. 





Fig. Z 



fisseranno i terminali con dello a Scotch tape » ; 
indi, si forerà il supporto assialmente, per una pro- 
fondità di cm. 1,25 per parte, usando una punta leg- 
gerissimamente inferiore al diametro del tubetto di 
rame. Ciò fatto, si forzeranno i due pezzi nei fori 
e per buona misura si abbonderà con del collante 
« Q dope » spalmato sul tutto. I due terminali della 
bobina verranno saldati ai due tubetti costituenti 
l'antenna, curando particolarmente il lavoro, Il 
prezzo più corto dell'antenna è quello che verrà 
« alimentato » dal trasmettitore, e pertanto andrà 
infilato in una boccola d'uscita ad altissimo isola- 
mento (A) posta nel telaino. 

Messa a punto 

La messa a punto del complessino dev'essere 
iniziata « prima » di terminare la costruzione ! Una 
volta in possesso del cristatllo che s'intende usare, si 
sintonizzerà un ricevitore SICURAMENTE TARATO, 
sulla frequenza di esso. Il ricevitore verrà privato 
dell'antenna che verrà connessa al collegamento 
che andrà alla placca della IAG4 e l'ingresso del 
ricevitore verrà connesso al punto A, staccando 
però momentaneamente CV2 dallo stesso punto. 
Ciò fatto il ricevitore farà udire senz'altro qualche 
debole segnale sia telegrafico o altro, se portato al 
massimo della sensibilità. Ora si ruoterà CV1 finche 
il ricevitore ammutolisca : il perchè è evidente ; 
quando CV1 ed L saranno sintonizzati sulla fre- 
quenza della scala (e perciò del quarzo), agiranno 
da circuito-trappola-in-serie. 

Effettuata questa operazione, si staccherà il rice- 
vitore e si tornerà a connettere CV2 terminando la 
costruzione. 

Seconda fase di messa a punto: 

quando il trasmettitore è finito e si sarà sicuri 
che non vi siano errori di cablaggio, lo si accenderà 
ruotando il commutatore e si aggiusterà CV2 sinché 
un ricevitore nelle vicinanze non dia il massimo se- 
gnale in arrivo. 



cm100 



cm30 



Fig. 3 



30 







REGALO di NATALE 

DELLA 

LICA RADIO 

Via Centotrecento, 22 - BOLOGNA 



Avvicinandosi le festività la LICA-Radio ha 
deciso di ridurre i prezzi dei meravigliosi gi- 
radischi S T A R E : da oggi potrete avere i 
modelli originali STARE a questi prezzi ; 



Modello corrente alternata normale solo . . . . L, 1 1 .900 

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cezionale ! Solo • » .,..,...„ 15.000 

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pile, solo „ 15.000 



Questi prezzi valgono solo fino al 31 dicembre 1959 



Inviare direttamente gii importi alla LICA-Radio a mezzo vaglia postale o 
assegno circolare. La LICA-Radio spedisce il giorno stesso del ricevimento. 



RICEVITORE 



ad onde corte 
a transistori 



del 

Dott. Ing. 

A. PETRUZZI 

realizzato 

nel 

laboratorio 
di 

Costruire Diverte 





lolto tempo è trascorso da quando 
I ascoltai i primi segnali nelle on- 
de corte : operavo con un ricevi- 
tore a Galena munito di stadio 
amplificatore BF usante una valvola B406 
i cui filamenti accesi, facevano tanta luce 
da poterci leggere comodamente il gior- 
nale: saranno forse 25 anni, forse più. 

Comunque il fascino della , ricezione 
dei segnali ad onda corta, lungi da essere 
diminuito, è aumentato di gran lunga con 
lo sviluppo delle telecomunicazioni ed il 
conseguente aumento di stazioni eteroge- 
nee emittenti. 

Oggi, con un buon ricevitore quale 
quello che presento, è possibile captare co- 
municati in tutte le lingue del mondo: il che 



rappresenta una fonte unica per imparare 
la esatta pronuncia delle maggiori lingue 
estere, nonché trasmissioni musicali : io che 
sono un appassionato ascoltatore, posso as- 
sicurarvi che prima che le canzoni sud- 
americane di successo negli ultimi tempi, 
giungessero alla nostra Radiodiffusione, le 
sapevo già a memoria a furia di ascoltar- 
le dalle trasmissioni originali ; comunica- 
zioni tra navi ed aeroplani : cosa di più 
interessante e fascinoso ? E che dire del- 
l'interesse delle comunicazioni tra i radio- 
amatori di tutto il mondo? Credete a me, 
un ricevitore a onde corte vi darà soddi- 
sfazioni che mai potreste avere da uno 
ad onde medie .... altro che formaggini ! ! 
Appena si ebbe notizia dei transistori, 



32 



da buon appassionalo di elettronica, in- 
travidi la possibilità di costruire un rice- 
vitore per onde corte che fosse piccolissi- 
mo, in modo da risultare trasportabile in 
qualsiasi luogo, autonomo ma a basso con- 
sumo, sicché non si andava incontro a 
spese esagerate per le pile e dopotutto .... 
d'avanguardia come realizzazione. 

Ricordo bene che per qualche tempo 
collezionai circuiti apparsi su diverse ri- 
viste Americane e riuscito ad accaparrarmi 
un transistore CK713, uno dei primi a- 
datti a funzionure in alta frequenza ap- 



sistore è preseme l'impedenza RF, JAF, 
prima del eireuirino di polarizzazione C2- 
R2. 

La base di TRI, come ho detto, non 
riceve alcun segnale, anzi, ad evitare che 
si formino cariche stazionarie, è presente 
il condensatore Ci di fuga, che serve an- 
che per creare la frequenza d'interruzione 
necessaria al funzionamento dello stadio. 

Tra l'emittore ed il collettore di TRI 
si ottiene l'amplificazione del segnale, che 
in parie viene retrocesso dal compensato- 
re R, a seconda della sua capacità istanta- 



Fig. 1 - Schema 
elettrico del ri- 
cevitore la linea 
tratteggiata che 
circonda FOC170 
(TRI) indica lo 
schermo del tran- 
sistore, che deve 
essere connesso 
allo chassis 
(massa) 




parsi in Italia, mi diedi a costruire rice- 
vitorini vari ricavando però cattivi risul- 
tati in linea generale. 

Prova e riprova, a forza di modificare 
circuiti, valori e componenti, sono giunto 
alla realizzazione del ricevitore che Vi 
presento, che senz'altro è il migliore di 
lutti, sia per la sua spinta sensibilità, sia 
per la selettività ottenuta manovrando 
con cura la reazione. 

Per renderci conto di come funziona 
il circuito, osserviamo assieme il percor- 
so del segnale nel circuito elettrico, dise- 
gnato a fig. 1. 

Dall'antenna, il segnale viene applica- 
to all'emittore di un transistore OC170, 
per onde corte, che lavora nella figurazio- 
ne ce base a massa » : perchè la radiofre- 
quenza non sfugga e carichi bene il tran- 



nea : pertanto R funge da controllo del 
tasso di reazione. 

La sintonia viene effettuata sul col- 
lettore ad opera dell'unico circuito oscil- 
lante CV-L: questo è uno dei pregi del 
circuito : infatti, per i « soliti » circuiti 
a reazione occorrono diverse bobine che 
vanno più o meno accoppiate tra di loro, 
con conseguenti regolazioni, modifiche al 
numero di spire, eventuale inversione dei 
terminali se gli avvolgimenti non sono in 
fase, ecc. ecc. Per contro in questo com- 
plesso, nulla di simile : un solo circuito per 
l'accordo, .... e via. 

La rivelazione del segnale genera una 
tensione ad audiofrequenza, che viene pre- 
levata all' emittore, a valle dell' inpeden- 
za RF: in questo punto il circuito è asso- 
lutamente freddo riguardo il segnale RF, 



33 



per la presenza della predetta impedenza, 
e perchè il By-pass di emittore C2, fuga 
a massa l'eventuale RF residua. 

Attraverso il condensatore C4 l'audio 
perviene ad uno stadio amplificatore BF 
che non ha alcuna particolarità di rilievo, 
per parte tecnica, ma provvede egregia- 
mente ad amplificare i segnali molto debo- 
li, provenienti da stazioni lontane. 

L'ascolto lo si effettua in cuffia : nulla 
vieta però di connettere un sensibilissimo 
altoparlante (io ho avuto V linda Radio 



Se questa « forma » piace anche al Let- 
tore, bisognerà che per la costruzione pro- 
ceda in due tempi: preparazione del pan- 
nellino e preparazione dello Chassis. 

Il pannellino e ricavato da lamiera di 
alluminio delle dimensioni di cm. 12 x10: 
sul pannello si praticheranno i fori per il 
bocchettone di uscita (innesto cuffia), per 
l'alberino della demoltiplica del variabile, 
per l'interruttore, per il comando della 
reazione. 

Inoltre si opererà anche una finestrina 



MOI 



Fig. 2 - Montaggio della 
demoltiplica e percorso 
della funicella che fa ruo- 
tare il variabile lentamen- 
te per facilitare la sintonia 




che è ottimo, come neo-abbonato alla Ri- 
vista) adattando l'impedenza d'uscita con 
un trasformatore adatto : credo sia adatto 
anche quello che « Costruire Diverte » re- 
gala agli abbonati. (Lo è, nota della Di- 
rezione). 

Costruzione pratica 

L'aspetto estetico che più si adatta a un 
ricevitorino di questo tipo è senz'altro la 
veste di ce semiprofessionale » : io l'ho rea- 
lizzato sperimentalmente, ed il laboratorio 
di C. D. gli ha dato la veste finale che ap- 
pare alle fotografie allegate al testo. 



di mm. 15 x 3, che servirà a rendere visi- 
bile la porzione della scalettina che indi- 
ca la frequenza cui è sintonizzato il rice- 
vitore. 

Lo chassis verrà ricavato da una lamie- 
ra di alluminio di dimensioni cm. 22 x 10, 
che verrà piegata in modo scatolato e sul 
davanti verranno ricavate le linguette per 
il fissaggio dello chassis al pannellino. 

Sullo chassis verranno praticati i vari 
fori per il fissaggio degli zoccolini dei tran- 
sistori (2), per le staffe che sorreggono il 
condensatore variabile di sintonia, per il 
compensatore di reazione R ecc. ecc. 



34 



Per il montaggio del variabile si osser- 
verà la seguente progressione: 

1) si monteranno sullo chassis le due staffe ; 

2) si monta l'alberino demoltiplicatore sul 
pannello ; 

'3) si incolla alla puleggia del variabile 
una scalettina graduata da 0 a 100, dise- 
gnala su cartoncino, che apparirà nella 
fincstrina sul pannello; 

1) si monta la paleggia; 

5) si congiungoao chassis e pannello con i 
bulloncini ; 

6) si monta la funicella come spiega la 
% 2. 

Montato il variabile e gli altri compo- 
nenti in modo preciso e puntiglioso, sì da 
avere un tutto meccanicamente saldo e sta- 
bile, si ini/ieranno le connessioni. 

Avremo disposto le parti percorse dal- 



Fig. 3 • Disposizione razio- 
nale per avere i collega- 
menti corti sotto lo chassis 





Éfi 

illlii ! !? 



Fig. 4 - Disposizione dei 
principali collegamenti so- 
pra lo chassis 

l'Alta frequenza, cioè L, CV, F, K, TRI, 
A, C6, JAF; assai vicine tra loro e le uni- 
remo con le dovute connessioni usando del 
filo da 0,8/1 mm.: cureremo assai le sal- 
dature, se solo ci fosse il sospetto che una 
di esse risulta imperfetta, la rifaremo senza 
indugio. 

Poiché TRI è montato sull'apposito zoc- 
colino, non dovremo preoccuparci di rovi- 
narlo con il calore: infatti salderemo tutti 
i fili allo zoccolino, ed infileremo il transi- 
store a cablaggio ultimato. 

E' bene che i collegamenti dei circuiti 
di TRI non siano paralleli allo chassis, co- 
munque è tassativo che non siano più 
lunghi di 30 mm., altrimenti il tutto ma- 
nifesta una preoccupante instabilità e forti 
perdite. 



35 




36 



Prima di passare ad ogni ulteriore ope- 
razione controlleremo a questo punto il ca- 
blaggio eseguito a scanso di errori. 

Messa ajpunto 

Sicuri dei collegamenti fatti, sia come 
esattezza che come esecuzione, innesteremo 
la cuffia e l'antenna che si intende usare 
con il ricevitore, negli appositi bocchettoni. 

Azioneremo l'interruttore S, preparati 
al sibilo violentissimo che quasi sicura- 
mente scaturirà dal ricevitorino. 

Per ottenere il migliore funzionamento 
agiremo come segue: Porteremo il com- 
pensatore R a metà corsa e ruoteremo F: 
se la regolazione è felice, ruotando com- 
pletamente F, P innesco della reazione do- 
vrebbe apparire, attenuarsi e scomparire 
gradualmente : diversamente R dev'essere 
ritoccato sin che azionando F sia possibile 
controllare come si è detto la reazione. Di 



solito ci si riesce a] secondo tentativo. 

La messa a punto consiste solo in que 
sto: ora basta sintonizzare... ed ascoltare., 
le a favolose onde corte ». 



Connessioni 
al 

transistore 
GT34 




GT 34 




C SBE 



Connessioni 
al 

transistore 
OC170 



ELENCO DELLE PARTI E DEI PREZZI 

Ci : 180 pF. condensatore ceramico L. 80 

C2 : 10.000 pF. condensatore ceramico a 
tubetto o pasticca L. 80 

C3 : 50 pF. ceramico; il valore può essere 
ritoccato e variato per il 50 % influen- 
do così sull'innesco della reazione L. 50 

C4 : condensatore elettrolitico da 3 MF. 
oppure 5 MF 12 VL. L. 200 

C5 : condensatore elettrolitico da 50 op- 
pure 100 MF. 12 VL L. 260 

C6: condensatore da 7,5 pF. che serve per 
accoppiamento d" antenna : per antenne 
particolarmente lunghe, che ce caricano » 
molto il circuito dovrebbe essere ritoc- 
cato: consiglio in sede sperimentale di 
connettere in parallelo a C4 un trimmer 
da 3/20 pF L. 50 

RI: 470 Kohm 1/4 W L. 20 

R2: 1 Kohm 1/4 W L. 20 

R3: 100 Kohm 1/4 W L. 20 

R: controllo semi-fisso della reazione, com- 
pensatore ad aria da 15 pF. (Geloso) 
L. 350 

CV: sondensatore variabile ad aria da 100 
pF (non trovando un variabile a sezione 
unica, si userà un tipo doppio lasciando 
non-connessa una sezione) L. 600 

F: variabile per la regolazione della rea- 



E OSSERVAZIONI PRATICHE RELATIVE 

zione 15 pF. ad aria, marca GBC, oppu- 
re comunissimo tra il « surplus » L. 350 
JAF: impedenza RF da 5 mH. (Geloso) 
L. 180 

B: pila da 9 Volt (Berec PP3 oppure va- 
rie nazionali) L. 350 

TRI OC170, oppure OC171 della Philips 
L. 2500 

TR2: 2N107 GE, oppure OC71 Philips 
L. 1100 

S : interruttore da pannello. 

LI : bobina di sintonia : per la gamma dei 
3,5-9 MHZ. circa, si userà un supporto 
della sezione di mm. 15 altezza mm. 35, 
in Plexiglass o ceramica. 
Si avvolgeranno 50 spire di filo da 0,30 

mm. smaltato a spire accostate. 

C2: cuffia magnetica da 1000 ohm di im- 
pedenza L. 1200 

JNGTA: se interessasse la gamma 6,9 MHZ 
a 15 MHZ comprendente le due bande dei 
radioamatori dei 40 e 20 metri, si userà 
lo stesso supporto della bobina precedente 
con le seguenti modifiche ai dati: 30 spire 
di filo da 0,50 mm. smaltato. L'avvolgi- 
mento dovrà essere effettuato spaziando le 
spire tra loro di un diametro del filo. 



37 



Caro lettore, 

La nostra iniziativa di 
donare materiali di va- 
lore a chi si abbona alla 
nostro Rivista, prima ed 
unica in campo interna- 
zionale^ ha riscosso il suc- 
cesso facilmente prevedi- 
bile: abbiamo già inviato 
alcune MIGLIAIA di o- 
maggi ed abbiamo rinno- 
valo la nostra scorta di 
materiali che si era e- 
saurita. 

Anche questo mese pro- 
seguiamo nel nostro sfor- 
zo finanziario per propa- 
gandare Costruire Diver- 
te: abbonandoti entro Di- 
cembre potrai scegliere 
un omaggio di pari valore 
alla spesa, SICCHÉ' LA 



RIVISTA NON TI CO- 
STERÀ" NULLA e ti 
giungerà a casa puntual- 
mente prima che sia nel- 
le edicole, quindi, oltre 
ad avere la certezza di 
non perdere alcun nume- 
ro, godrai degli innume- 
revoli vantaggi riservati 
agli abbonati. 

Se li abboni per un 
anno, versando L. 1500, 
avrai diritto alla scelta di 
un omaggio tra i cinque 
die ti presentiamo : se ti 
abboni per due anni po- 
trai scegliere due omaggi 
versando sole 2200 lire e 
se ti assicuri per 3 anni 
la Rivista (ben 36 nume- 
ri!) potrai scegliere 3 o- 
maggi il cui valore supe- 




OMAGGIO N.° 1 

Valvola sub-mi- 
niatura tipo 1AG4: 
originale 

RAYTHEON ! ! 
ATTENZIONE: as- 
sieme ad ogni 1AG4 
viene inviato lo 
zoccolino apposito 
a 5 piedini. 



ra di gran lunga le 3001 
lire necessarie. 

Il versamen to puoi 
f art a a mezzo vaglia in 
qualsiasi ufficio postale e 
nel reiro del modulo-va- 
glia, p u o i i n d icare qua- 
le omaggio o quali omag- 
gi hai scelto, cosicché ci 
a i u terni ad e s s e re p ron- 
l issi mi nel! invio dei pac- 
chi. 

Alien d i a m o di sapere 
quali regali hai scello ed 
il pastinò ti recapiterà a 
stretto gir o di po s t a il 
tuo pace liei lo con il pri- 
mi* numero della Rivista 
da cui decorre l'abbona- 
mento. 

LA DIREZIONE 



OMAGGIO N.o 2 

Trasformatore di 
uscita per sub-mi- 
niature e transisto- 
ri, ORIGINALE 
GERMANICO. Mar- 
ca sTc, qualità su- 
periore ai migliori. 
Nucleo in Perniai- 
loyd, avvolgimento 
impregnato, costru- 
zione sub-miniatu- 
ra, alto rendimento 



OMAGGIO N.o 3 

Altoparlante ori- 
ginale UNDA- RA- 
DIO per transistori. 
Supersensibile, al- 
tissimo campo ma- 




Condensatore 
variabile minia- 
tura per ricevi- 
tori a transisto- 
ri : TIPO DU- 
CATI EC 3423/ 
10, inoltre: 
assortimento di 
condensatori ce- 
ramici ed a mi- 
ca nei valori più 
comuni ed uti- 
lizzabili 



gnetico: ottima ri- 
produzione anche 
per segnali debolis- 
simi. Impedenza 
«standard»: 8 ohm. 



OMAGGIO N.o 5 




Coppia di me- 
die frequenze 
per valvole sub- 
miniatura e mi- 
niatura: qualità 
eccezionale! Di- 
mensioni s u fa- 
mi ni a tu ri zzate 
inoltre: assorti* 
mento di con- 
densatori, come 
dal l' omaggio. 
N." 4. 





Da questa sempli- 
ce idea abbiamo 
sviluppato un ap- 
posito apparecchio 
- attualmente bre- 
vetto esclusivo 
della « Elettrodo- 
mestici Aurora » 
di Cento di Fer- 
rara - che ha co- 
stituito uno dei 
più brillanti suc- 
cessi dell' 



anno. 



SPAZZOLA 

PHON 



Come trasformare all' occorrenza il 
vostro asciugacapelli in una spazzola 
aspirante dalle brillanti prestazioni 



Contrariamente a ciò che insinuano i so- 
liti maligni non vi insegneremo a sfasciare 
il vostro asciugacapelli. Esso infatti, in 
ogni caso, potrà continuare a funzionare co- 
me prima. 

Vogliamo ricordarvi piuttosto Vutilità del- 
la spazzola aspirante, ovvero i suoi pregi 
determinanti nei riguardi delle spazzole 
tradizionali. Questa rimuove la polvere e, 
senza spargerla altrove, la aspira, tratte- 
nendola in un apposito serbatoio a filtro. 
Essa inoltre è tanto leggera e pratica che 
nella maggior parte dei casi può sostituire 
vantaggiosamente lo scomodo ed ingom- 
brante aspirapolvere. 

Non vi descriveremo come costruire una 
spazzola aspirante, perchè questo lo faremo 
in seguito, e neppure un apparecchio « universale » a doppio uso, che è Voggetto del 
brevetto citato a margine, ma piuttosto quegli accessori che vi permetteranno alVoc- 
correnza di sfruttare il vostro asciugacapelli come spazzola. 

Ciò e possibile perchè ambedue questi apparecchi elettrodomestici hanno gli stessi or- 
gani essenziali, cioè il complesso motore-ventola centrifuga, di cui, l'uno sfrutta il la- 
voro alla bocca di mandata, mentre V altra alla bocca di aspirazione. 
Quindi nulla vieta che lo stesso apparecchio possa servire ad ambedue gli usi. E consi- 
derato che nelV asciugacapelli disponiamo già di una bocca di aspirazione, per ottenere 
una spazzola aspirante non dovremo far altro che anteporre alla bocca di aspirazione 
stessa una raggiera di setole con serbatoio a filtro per la ritenzione della polvere. 
Questa è un'ottima occasione per fare alla famiglia un gradito regalo per le feste 

FALCONIERO BALDESI 



natali 



40 



Nomenclatura del pezzi 



A - Anello di tenuta in gomma mm. 1. 

B - Disco portafìltro in compensato duro mm. 3. 

C - Filtro di tela rada. 

D - Involucro di due dischi in legno duro 
mm. 12. 

E - Coperchio involucro in compensato duro 
mm. 3. 

F - Disco portasetole in compensato duro 

mm. 5. 
G - Mazzetti di setole. 
HL ■ Dadi di ottone filetto 0 mm. 4. 
I - Vite di ottone filetto 0 m,m. 4. 
M - Ogiva sagomata. 

Operazioni costruttive 

1 - Saldare a stagno H al centro della feritoia 

di aspirazione dell'asciugacapelli. 

2 ■ Tagliare col traforo e forare tutte le parti 

in legno. 

3 - Incollare con un buon adesivo da legno 

i due dischi di D, come pure E a D ed FM 
a E. 

4 - Adattare il piano X alla superficie partico- 

lare dell'asciugacapelli impiegato. 

5 - Incollare con un buon mastice A a D. 

6 - Scartavetrare il tutto e rifinire con una 

mano di vernice nera. 

7 - Estrarre da una vecchia spazzola i mazzetti 

di setole e, dopo averne chiusi e spuntati 
i relativi punti metallici, inserirli nei fori 
di E fissandoli con adesivo. 

8 - Incollare il filtro C a B. 

9 - Fissare a E la vite I con L. 

Per applicare l'accessorio all'asciugacapelli 
si inserisce il disco portafìltro nella vite, quindi 
si avvita la vite stessa al dado fìsso fino a bloc- 
caggio di tenuta di tutto l'accessorio. 
— Vi consigliamo, adoperando la spazzola aspi- 
rante, di pulire spesso il filtro, perchè, intasan- 
dosi, diminuirebbe il rendimento della spaz- 
zola stessa. 




TRUCCHI 
FOTOGRAFICI 



spiegati da PIETRO MARIANI 




ra le tante possibi- 
llità che ci offre la 
fotografia, vi è un 
ramo particolare della tec- 
nica fotografica che può 
procurare soddisfazioni e 
divertimento al dilettante 
ed è il trucco fotografico. 

Questo genere di foto- 
grafia non ha la prete; 
raggiungere effetti art 
ma di procurare al di! 
te divertimento ed u: 
smo e di tenersi alien 
di impadronirsi sempre più 
della tecnica di ripresa > 
cernerà oscura, 

In questo articolo ven- 
gono illustrati due il 
così da mettere il dilettarli 
te in grado di eseguirli con 
la massima semplicità e 
precisione. Praticamente la 
realizzazione di questi è in- 
finita, dipendendo in mas- 
sima parte dalla fantasia e 
dalle esigenze dell'operato- 
re ; tuttavia consigliamo di 
seguire un certo criterio di 
impostazione per raggiun- 
gere il massimo realismo ed 
efficacia Così se ad esem- 



pio noi dovessimo rappre- 
sentare una bimba a seder 
su di un fiore, la sua posi- 
zione anatomica dovrebbe 
seguire esattamente la cut- 
vr dei petali imlli- parli 
che vengono a trovarsi in 
contatto culi questi, fotogra- 
fando Li bimba in uuh po- 
che cambiti 





si'uni eie. iririilr davanti 
airm^rtuidìrorr più e$<*gueu- 
rtìruHmeaUi rlj unii 
foio, enti sorpresa *i accMr- 
■ Ik dui pièni iiislFija- 
.i-f-j-r fi :? m rmfetjje ti* 
diìuWfiàM i|jjmrenli i- 
reale una "^RruS^fl 

Il procedimeli In è 
p]ice: ritagliata in pf><ie- 
denza una fotografia, la 
stessa ballerina è stata poi 
fissata sul piano porta carta 
con uno spillo applicato sul 
relro del piede della balle- 
rina stessa. 

Due sorgenti luminose 
banno resa più reale la sce- 



na da camera oscura ; in- 
fatti, la lampada dell'in- 
granditore è stata accesa ed 
una lampada laterale da 25 
W. è stata disposta in modo 
da illuminare il viso dell'o- 
pt-z^Jore e rischiarando l'in- 
frondii ore perchè con la 
mi li |ure di questo il viso 
parecchio stesso non 
jern stati sufficiente- 
e visibili nella fotogra- 

tempo di posa è stato 
Bgguito con pellicola 17/10 
|ìm, diaframma 3,5 a 3 se- 
| | ì di. 

Nella fig. 1 abbiamo 
e persone che s'accendo- 
fno la sigaretta. Osservando 
bene la fotografia si note- 
rà che sono identiche ed in- 
fatti è la medesima perso- 
na fotografata due volte sul- 
la stessa pellicola. 

Magia? Niente affatto! 
Seguendo con un po' di at- 
tenzione le nostre indica- 
zioni sarà semplice eseguire 
analoghe fotografie poiché 
questo trucco è più com- 
plesso del precedente; ma 



f 



42 



di facile realizzazione, ed 
anzi, con un accorgimento 
che descriveremo più avan- 
ti, permette di lavorare con 
una precisione di due o tre 
millimetri nelF accostare le 
persone o gli effetti. 

Per ottenere tutto ciò è 
necessario anzitutto ricor- 
dare che : se fotografiamo 
una superfice assolutamente 
nera la pellicola non rima- 
ne impressionata perchè il 
nero non riflette la luce ma 
la assorbe, pertanto, la pel- 
licola rimane vergine. 

Noi agiremo così : pre- 
pareremo un fondo nero di 
carta, tela o altro e al di 
sopra del soggetto tendere- 
mo un filo nero recante al- 



Fig. 3 




Il tratteggio indica il filo con il piombino. 



Disegno delle silbronettes che illustra 
le giuste posizioni per fotografare il 
« gemello di sè stesso ». 



Fig. 2 



Fig. 1 




l'estremità inferiore un pal- 
lino di piombo, possibil- 
mente verniciato di nero 
(nella fig. 2 il tratteggio in- 



importanza se prima del- 
Patteggiamento con il ceri- 
no o con la sigaretta: sup- 
poniamo a destra: faremo 



dira la posizione del filo e 
de] piombo) questo pallino 
ci servirà sia per la messa 
a fuoco esatta, sia come 
punto di riferimento per il 
cerino che per la sigaretta. 

A questo punto piazze- 
remo, la macchina fotogra- 
fica su un cavalletto o su 
di un tavolo, cureremo la 
inquadratura e metteremo 
a posto la persona, non ha 



la prima fotografia ; poi, 
senza spostare la macchina 
nè avanzare la pellicola, ri- 
caricheremo l'otturatore. Si 
rimetterà la persona questa 
volti: a sinistra, si scatterà 
la seconda fotografia sem- 
pre sulla stessa pellicola o 
lastra, e il gioco è fatto. 

A conclusione di quanto 
esposto, diremo che il truc- 
co è possibile perchè quam 



do è stata fatta la prima 
esposizione con la persona 
a destra, il fondo a sinistra 
era vuoto, cioè nero, quindi 
non ha impressionato l'e- 
mulsione, di conseguenza 
ha, potuto fotografare la 
persona che da destra pri- 
ma si è portata a sinistra 
dopo, avendo sulla stessa 
pellicola le due persone. 

Infatti nella fig. 3 po- 
tremo notare con esattezza 
la posizione della mano e 
della sigaretta, il più possi- 
bile accostato al piombino. 

Ritengo che con queste 
spiegazioni sia più che sem- 
plice eseguire questi trucchi 
fotografici. Comunque è na- 
turale che con la stessa tec- 
nica delle pose su fondo ne- 
ro, vi potrete fotografare in 
diversi altri modi, sia, per 
esempio brindando a se stes- 
si con un ottimo wisky, op- 
pure giocando a scacchi sem- 
pre contro se stesso, o anche 
in innumeri altre pose che 
la vostra fantasia vi suggeri- 
rà certamente. 

Ed ora a voi, autofoto- 
grafatevi in doppia edizione 
e noterete che non sarete 
mai perfettamente identici, 
per la simmetria del viso la 
cui parte sinistra non è esat- 
tamente uguale alla destra e 
quindi potrebbe anche esse- 
re sia un vostro sosia che 
un ipotetico gemello, se non 
ne avete. 



44 

















d 


L5-Lnru^E 
jv-E-rtfi 



Questo mese la selezione dei progetti da pubblicare « in vetrina » è stata 
assai difficoltosa: ne pubblichiamo quattro, ma almeno il doppio avrebbe 
meritato gli onori della scelta: pazienza, speriamo di avere presto più spazio 
e frattanto, passiamo a presentare un progettino piccolo così, ma simpatico 
nella sua semplicità : 



è quello del signor Eugenio Cavalieri di Parma, viale Rustici 38 bis : 
Un semplice portachiavi, a forma di chiave : realizzabile in pochi 
minuti con il traforo (fig. 1 e particolare 1 bis). 



* 




Questo mese il signor Fava che già conosciamo per il suo « accendigas 
a pistola » ci ha inviato un 9 altra realizzazione assai interessante: si 
tratta di un <c accendisigaro a spillo » : ovvero di quel tipo di accen- 
dino che funziona estraendo uno stoppino e sfregandolo sulla pietra 
focaia: eccolo a fig. 2, in cui si rileva la particolare forma che tifa 
Videa » : come vedete^ V accendino ha la sagoma di un missile plu- 
ristadio e questa originale interpretazione lo rende assai adatto p& 
scrivanie, uffici di progetto ecc. ecc. 




4ó 



[SPILLO 



[COTONE IN FIOCCO 



[ Pozzetto benzìna 





PARTICOLARE DELLO SPILLO 



PIETRA FOCAIA 




IFILO COTONE 
1 AVVOLTO 



PUNTA IN 
ACCIAIO TEMPERATO^ 



Il terzo progetto di questo mese, è un trasmettitore di una certa po- 
tenza, progettato dagli artiglieri Polselli e De Vita presso il 2° Gruppo 
Art. Smv. di Trieste. Fig. 3. Questo impegnativo complesso è stu- 
diato per l'emissione a « Modulazione di frequenza » ed impiega 6 
valvole di cui VI e V2 funzionano quali modulatrici, V3 V4 costi- 
tuiscono il trasmettitore vero e proprio, (parte RF) e V6 e V5 fun- 



ALLA RE hi 




CI 450 pF. 



C2 
C3 
C4 



3 -i. 30 pF. 
0,01 MF 
1K pF. 
C5 10 pF. 
C6 1K pF. 
C7 1K pF. 
C8 100 pF. 
C9 3-30 pF. 
C10 20 pF. 
CU 0,01 MF 
C12 25 MF el. 
C13 10 K pF. 
CI 4 0,01 MF 
CI 5 1K pF. 



C16 32 MF ■ 
C17 32 MF • 
C18 5K pF. 
C19 16 MF 
C20 16 MF 
RI 5KQ 3W 
R2 52KQ 1,5 W 
R3 25KQ 
R4 5Kfì 
R5 68KQ 
R6 100KQ 
R7 120KQ 
R8 150Q 
R9 1MQ 
RIO 0,22MQ 



500 VL 
500 VL 



750 VL 
750 VL 



RH 1MQ 
P 1MQ 
LI 1,6 
L2 0,62 ,,H 



L3 4 



VI EF86 
V2 EL84 
V3 6AQ5 
V4 807 
V5 5y3 
V6 5y4 

L4 - Z 309 Geloso 
L5 - Z 309R Geloso 



gono da alimentatrici ad alta tensione ; la prima per lo stadio fi- 
nale RF, la seconda per tutte le altre valvole. La modulazione è ef- 
fettuata in modo assai ingegnoso : T4 è un comune trasformatore 
d'uscita che carica una bobina su Ferroxcube : quando il flusso ma- 
gnetico tende a saturare il nucleo, la permeabilità effettiva della 
bobina diminuisce : pertanto si riduce l'impedenza al secondario, con 
conseguente modulazione della frequenza d'emissione. Poiché il com- 
plesso lavora sulla gamma dei 47/55-MHZ, gli autori raccomandano 
di usare materiali ottimi ed a alto isolamento per la costruzione. 
Le valvole sono le seguenti: 
VI EF 86, amplificatrice micro ; V2 EL 84 mo- 
dulatrice; V3 6AQ5 oscillatrice pilota; V4 807 f^3 
finale RF ; V5 5Y3 alimentatrice generale ; 
V6 5U4G alimentatrice dello stadio finale : 
artiglieri, vi porgiamo i nostri complimenti ! 




47 



E per finire in bellezza ecco un interessante progettino che accoppia 
V estrema facilità di realizzazione con un'alta efficienza : si tratta della 
trappola elettrica per topi realizzata dal sig. Ambrogio Riccardo di 
Torino via Priocca n. 8/5. (Fig. 4). E 9 evidente la semplicità; una 
tavola quadra di legno (cm. 30 x 30) con un disco di rame e un eZet- 
trodo centrale su cui verrà fissata Vesca. Spiacenti per i topi alla 
sedia elettrica, vi auguriamo BUON NATALE ! 



PORTA FO RMA GGIO 




I lavori pubblicati nella rubrica «La vetrina» concorrono ai seguenti premi: 
lo compenso di L. 10.000, 2° L. 5.000; inoltre 10 premi dì consolazione in materiali. 

I premi verrano attribuiti in base alle votazioni espresse dalle lettere dei 
lettori: a tutt'oggi hanno votato 407 lettori e gli articoli presentati per il mese 
scorso hanno ottenuto i seguenti suffragi: Ricevitore del sig. P. Gianvenuti di 
Roma: punti 180; Accendigas del sig. W, Fava: punti 127; Gimcana automobili- 
stica del sig. A. Lucifredi: punti 82; Tavolo da disegno del sig. M. Bruni: punti 18. 



Ora a Voi lettori : quale di queste realizzazioni vi è più piaciuta? Sarete 
Voi ad assegnare i premi ai concorrenti alla vetrina ! In calce, nella sche- 
dina, segnate le votazioni ed inviateci il tutto : il progetto che avrà 
totalizzato più voti avrà un premio particolare, gli altri, premi di con- 
solazione. 

VOTATE! Per ogni progetto esprimete il 
Vostro parere quotandolo da 0 a 10 punti. 

Porta chiavi (E. Cavalieri) punti \~\ Accendisigari a spillo (W. Fava) punti Q 
Trasmettitore (Devita Polselli) „ □ Trappola elettrica (A. Riccardo) „ □ 




48 



Nel prossimo numero ! 



Proponete a un tecnico esperto nella tecnica dei transi- 
stori di progettare un ricevitore che con 4 transistori, un cir- 
cuito semplice, poco costoso, facile da costruire, alimentato 
da una pila del costo di 100 lire e che offra le seguenti pre- 
stazioni : 

Sensibilità: 

almeno 1 mV-metro, sicché funzioni anche 
in zone « difficili ». 

Selettività: 

reiezione di almeno 6 dB a un segnale di- 
stante 20KHZ nella sintonia in modo da escludere qualsiasi 
accavallamento di stazioni. 

Potenza: 



oltre un watt!! 

Aggiungete che vorreste una buona riproduzione musicale 
e che non ci deve essere alcuna antenna esterna, fili o stilo 
qualsiasi: niente presa di terra ecc.... ovvero : reale portatile. 

Sapete cosa succederà? che il vostro tecnico vi guarderà 
stranamente, risponderà con voce strozzata di attendere un 
momento, e si precipiterà a telefonare alla croce verde. 

Ora, invece, rivolgete a noi la stessa proposta: noi vi guarderemo benevolmente, risponderemo sorridendo 
di attendere il prossimo numero.... in cui Vi presenteremo un ricevitore che risponde in pieno a queste 
caratteristiche. 




Siete un operaio non specializzato 

Vorreste diventare un tecnico 

Vorreste essere ricercato, pagalo profumatamente 



7 




Vorreste entrare nelle fabbriche a condizioni particolar- 
mente vantaggiose? Avete già una posizione? Però Vi inte- 
ressate all'elettronica per soddisfazione personale? E magari, 
vi piacerebbe scrivere articoli richiesti da tutte le riviste e 
ben pagati, in modo da conquistarvi la notorietà nazionale? 

Ebbene: seguite il CORSO TRANSISTORI che verrà 
presentato sul prossimo numero! Esso si propone di for- 
mare personale specializzato VERAMENTE preparato e 
specializzato sulla tecnica dei semi-conduttori, la tecnica 
di AVANGUARDIA ASSOLUTA IN ELETTRONICA. 

Alla fine del corso, in cui vi saranno corrette le lezioni 
e sarete seguiti PERSONALMENTE dai nostri tecnici Vi 
sarà rilasciato UN DIPLOMA che dimostrerà la Vostra 
preparazione. 

Non perdete il prossimo numero! 

Vi troverete le modalità d'iscrizione al corso. 





Leggete la speciale offerta U.C. A. a pag. 50