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Full text of "Costruire Diverte 1961 02"

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\m di progetti 
m transistori 




semiconduttori professionali 

transistori 
per 

radioricevitori 
e 

amplificatori 



Sono transistori at germani? pnp 
a giunzione di lega. 

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termica a 100 *C consente 
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prova di vita alla massima dissipazione 
prolungata per 1000 ore. accompagnata 
e seguita dalla verifica di tutti i parametri 
permettono di garantire con sicurezza 
le seguenti prestazioni ; 



guadagno dei transistori per alta frequenza con tolleranza di 1,5 db 
guadagno totale medio dei tre transistori per alta frequenza 100 ±3 db 
potenza di uscita per uno stadio finale in controfase 1 W senza dissipatore 





Vc»o 


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Pc 




f.> 


IcBO (li*) 


e. 




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(mA) 


(mW) 




(Me) 


a V CB (V) 


m 


26 141 eonv. 


—26 


200 


150 


100 


10 


Ba 15 


31 ± 1.5 


28 140 cwiv. 


—20 


200 


150 


80 


10 


6 a 15 


28 ± 1,8 


28 138 i.f. 


—20 


200 


150 


60 


5 


6 a 15 


38 ± 1.5 


26 138 I.f. 


—20 


200 


150 


40 


5 


6 a - 15 


34 ±1.5 


26 108 ptl. 


-25 


100 


140 


95 


3.5 


16 a • 15 


42 


26 108 pll. 


—25 


100 


140 


60 


25 


16 a • 15 


46 


26 271 fin. 


-30 


200 


240 


80 


3 


16 a -25 


37 


26 270 fin. 


-30 


200 


240 


40 


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16a-25 


35 



icenza general electric co. 



U.S.A. 



società generale semiconduttori s.p.a. agrate milano italia 

uffici di milano: via e. poma 61 - tal. 723.977 




FEBBRAIO I9BI 



ANNO III 




Abbonamenti : 

per tro anni . L. 3500 

per due anni . L. 2600 

per un anno L. 1500 

Per l'Italia versare l'importo sul nostro 
c. c. p. 8/15272 
Abbonamenti per l'Estero: il doppio 
iMumeri arretrati L. 150 
Autorizzazione del Tribunale di Bologna 
in data 29 agosto 1959 - n. 2858 

Spedizione in abb post - Gruppo ili 



RIVISTA DI TECNICA APPLICATA 

Dirett. responsabile: GIANNI BRAZIOLI 
Direzione - Redazione - Amministrazione 
VIA CENTOTRECENTO. N. 18 - BOLOGNA 
Progettazione ed esecuzione grafica: 
SCUOLA GRAFICA SALESIANA di Bologna 
Distribuzione : 

G, INGOGLIA & C. - via C. Gluck, 59 - Milano 
Tel, 675 914 - 675.915 



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SOMMARIO 



Il Direttore per voi 59 

La supereterodina « gioiello » 60 

Un semplice TIMER 65 

Ricevitore FM a 3 transistori (dott. L. Dondi) .... 73 



CONSULENZA 



Amplificatore Philips da 3 W 31 

Amplificatore Philips da 9 W 81 

Ricevitore «Surplus» BC 1206 C (schEma) . 82 

Ricevitore Surplus» ARB/CRV (sdiflma) 83 

Fi Itro a transistore . 34 

Divisore di frequenza . 34 

Trasmettitore per radiocomando 84 

Ricevitore per radiocomando . 85 

Transponder .... 85 



Estratto degli articoli pubblicati da CD . 75 

Amplificatore Wl ... 86 

Un microfono dinamico 94 

Un alimentatore transistorizzato molto versatile ... 99 

Costruite un televisore con noi 103 



Per gli Abbonati : 

In caso di cambio d'indirizzo 

inviare L. 50 in francobolli. 



E gradita la collaborazione dei lettori. 

Tutta la corrispondenza deve essere indirizzata a: 
"COSTRUIRE DIVERTE ,, - via Centotrecento, 18 - Bologna 

Tutti I diritti di riproduzione e traduzione sono 
riservati a termini di legge. 




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VIA _ ..„„... 




il Ttìirettore per \/òi 



Salve amici! Come va? 

Qui nevica; lentamente, fatalmente. Nevica tristezza, direi: le auto girano piano 
pianino, con le luci di posizione accese, i rari passanti tirano via sotto i fiocchi che 
turbinano, a capo chino, cercando di forare la brulicante cascata bianca; a quest'ora 
anche la mia « carriola » che ho lasciato qui sotto, sarà sommersa da una spanna 
buona del gelido elemento; nel venire in ufficio ho assistito allo splendido testa coda 
da competizione {senza danni per fortuna) dt una Giulietta che mi precedeva a an- 
datura sostenuta ed è slittata su uno scambio del tram. E } febbraio. E nevica. 

E nevicano lettere, sulla mia scrivania: nient'affatto tristi però, anzi, allegre, e 
quasi tutte di nuovi lettori, che hanno appena scoperto la Rivista e ne sono entu- 
siasti. Benvenuti fra noi! 

Avete notato nulla su questa rubrica? Il vecchio titolo « lettere al Direttore » 
ormai non aveva più ragione di esistere ed è stato sostituito dal più acconcio « Il Di- 
rettore per Voi ». 

Ciò non significa che io non risponderò più alle Vostre lettere, anzi: mi sono 
organizzato ancora meglio e potrò rispondere personalmente a tutti coloro che vorranno 
interpellarmi di persona. 

Come sempre, se ci sono argomenti di vasto interesse, o lettere che debbono essere 
rese pubbliche, per l'interesse di tutti Voi, continuerò a trattarle in questa rubrica, 
ma più raramente. 

Avrei ora un favore da chiederVi: questo numero, come avete già notato, è 
speciale, dedicato ai transistori; se Vi va Videa, potremmo farne diversi: intercalati 
con i soliti numeri della Rivista: per esempio, potremmo dedicarne uno all'HI-FI, uno 
ai ricetrasmettitori ed un altro alla TV {apparecchiature di laboratorio, riparazione, 
teoria divulgata) e via di seguito, che ne dite? Scrivetemi; ditemi il Vostro parere su 
questo numero ed esaminate gli articoli, dicendomi cosa vi è piaciuto e cosa meno, 
cosa altro avreste desiderato, come avreste voluto la trattazione dei complessi per 
incontrare in pieno il Vostro gusto; o ditemi se così siamo sulla « via giusta ». 

lo leggerò attentamente le Vostre lettere una per una, e Vi ringrazio sin d'ora 
per lo sforzo che Vi costerà metterVi a scrivere: magari dopo il lavoro o prima; dite 
fra Voi: « ma sì, gli voglio scrivere, e dirgli anche il mio parere! ». 

Grazie a tutti, arrivederci a marzo: vi dirò in sunto le più originali proposte 
e le più numerose, e . . speriamo di non ritrovarci in questa succursale dell'Alaska, 
anche se non proprio in un clima Hawayano. 





la 

supereterodina 

"gioiello" 




lettori si sono accorti che da un 
pochino di tempo, diversi numeri, non 
pubblichiamo più circuiti di piccoli ri- 
cevitori tascabili a due o tre transi- 
stori e se ne sono lamentati, chiedendo il perché 
di questo nostro indirizzo: ora, i « perché » sono 
diversi, e tutti, a nostro parere, validi. 

Prima di tutto: se non si concepisce un ricevi- 
torino brillante ed originale, non è il caso di pub- 
blicare i « soliti » complessini dalle medie presta- 
zioni che vengono a costare parecchio e non ren- 
dono in proporzione,' inoltre i soliti reflex o « rea- 
zionari » dalla poca fantasia non sono certo i più 
ricercati dai lettori, a meno che, come si diceva, 
non abbiano doti particolari di semplicità, basso 
costo, rendimento insolito. 

Infine, noi non volevamo ricascare nella trita e 
banale esposizione di un ricevitore risaputo: aspet- 
tavamo di realizzare «qualcosa di veramente buono». 

Ebbene, qualcosa di veramente buono è nato di 
recente nel nostro laboratorio, ed ora ve lo pre- 
senteremo. 

Si tratta di un piccolissimo ricevitore tascabile su- 
pereterodina, che ha due soli transistori, ed è 
semplice in proporzione, ed assai facile da co- 
struire. 

Però le particolarità del circuito e l'ottimo adat- 
tamento e sfruttamento delle parti scelte, mette in 
grado il ricevitore di azionare un altoparlantino 
con sufficiente chiarezza, anche a distanza dalla sta- 
zione, e di separare nettamente le varie stazioni 
60 trasmittenti, in grazia della spinta sensibilità e se- 



lettività dei circuiti supereterodina, rispetto a tutti 
gli altri. 

Esaminiamo assieme lo schema elettrico. 

L'antenna « normale » è la bacchetta di ferrite 
su cui sono avvolte ambedue le bobine d'antenna 
(L-ANT: P-S). Dal circuito accordato CV1-P il se- 
gnale prescelto passa al secondario S, e da questi 
alla base del transistore TRI, attraverso il secon- 
dario della bobinetta d'oscillatore. 

Tramite il transistore, il segnale RF, si ripresen- 
ta amplificato al primario del trasformatore di me- 
dia frequenza MFl. 

Contemporaneamente, il transistore oscilla sul 
gruppetto L-OSC ed il segnale prodotto viene mi: 
scelato a quello amplificato in RF, determinando 
una frequenza fissa al primario della MFl, per 
qualsiasi frequenza sia ricevuta dal circuito oscil- 
lante. 

Questo segnale a frequenza fissa attraversa la 
media frequenza che si comporta da filtro (ecco 
uno dei motivi dell'alta selettività nei circuiti su- 
pereterodina) a doppio accordo, ed incontra un dio- 
do sul secondario, risultandone « rivelata » cioè 
trasformata in bassa frequenza o « audio », che è 
presente in ' parallelo al potenziometro R2 (con- 
trollo di volume). Dal cursore di R2, il segnale au- 
dio viene prelevato e retrocesso alla base del tran- 
sistore TRI, che lo amplifica in bassa frequenza. 
Il segnale audio attraversa facilmente il primario 
della MFl ed esce dal capo finale dell'avvolgimen- 
to: quindi percorrendo a ritroso il percorso del- 
l'oscillazione RF, arriva al primario della bobina di 



oscillatore e da questi al primario del trasforma- 
tore Ti, 

Quindi, il transistore TRI svolge tre distinte fun- 
zioni: amplificatore RF, oscillatore, ed amplifica- 
tore audio, Se il circuito è male realizzato potrebbe 
anche funzionare come oscillatore audio o rivela- 
tore, ma è meglio augurarsi che non accada! 

Bando agli scherzi, torniamo all'audio dove lo 
avevamo lasciato. 

Dal primario del TI, il segnale viene applicato 
ad un transistore amplificatore BF di potenza (TR2) 
e dal collettore di questo, tramite un altro trasfor- 
matore, giunge all'altoparlante. 

Il lettore avrà notato da questa descrizione, forza- 
tamente, e forse eccessivamente sintetica, che le 
alte prestazioni di questo ricevi torino si « pagano » 
con un funzionamento piuttosto complesso e de- 
licato: quindi non consigliamo questa realizzazione 



ai principianti, non per le difficoltà di montaggio, 
che non sono eccessive, ma per la susseguente mes- 
sa a punto, che, facile se il montaggio è realizzato 
razionalmente, può divenire difficilissima e lunga 
se insorgessero inneschi parassiti. Può capitare qual- 
che « pasticcetto » reattivo anche nei montaggi ben 
fatti, ma in questo caso l'esperienza del costrutto- 
re è sufficiente per poterli studiare ed eliminare. 

Questa chiacchierata non è volta a demoralizzare 
gli aspiranti costruttori, ed è anche un pochino 
troppo prudente: ma era un dovere da parte no- 
stra di mettere in guardia i lettori ai primi passi, 
dagli entusiasmi costruttivi su questo genere di 
progetti, quando possano sfogarsi su complessi più 
semplici. 

La realizzazione di questo ricevitore può essere 
impostata con due diverse tendenze: cioè come ri- 
cevitore tascabile più o meno normale anche se 



evi \ 



V C p2 ^ 

SS 5S p 



CV2 




61 



molto piccolo, nelle dimensioni di 10 X 8 centime- 
tri circa; oppure come realizzazione sub-miniatura. 

In uno o nell'altro caso le prestazioni saranno 
più o meno identiche, evidentemente: dato che le 
varie parti da impiegare dovranno differire solo 
nelle dimensioni meccaniche, ed avere le stesse pos- 
sibilità e caratteristiche elettriche; con la differen- 
za che nel caso dell'altoparlante, a parità di qua- 
lità, sensibilità e potenza d'alimentazione, si avran- 
no risultati peggiori da uno dal diametro minore. 
Ovvero, sarà necessario l'uso di un altoparlante 
sempre di qualità più elevata, man mano che di- 
minuiscono le sue dimensioni, per avere lo stesso 
rendimento. 

E' noto agli esperimentatori il caso tipico del 
minuscolo ricevitore che con un altoparlantino dal 
cono ridottissimo non rende quasi nulla, mentre 
connesso ad un altoparlante normale pare che abbia 
triplicata la sua potenza. 

Reperire le parti adatte per questo ricevitore 
anche in versione sub-miniatura, non è difficile nelle 
grandi città ove esistono magazzini ben forniti: per 
contro nei centri minori l'acquisto delle parti può 
risultare più difficoltoso; ad ovviare questo incon- 
veniente, nella lista delle parti che occorrono per il 
montaggio, abbiamo fatto uno « strappo alla rego- 
la » ed abbiamo indicato determinate marche, che 
occorrono al lettore, nel caso voglia ordinare per 



posta ai vari rivenditori specialisti quanto gli oc- 
corre. 

Comunque, per ora parleremo del montaggio e 
della messa a punto del nostro ricevitore. 

Se si realizza la versione più « facile » cioè quella 
« tascabile », che risulterà ovviamente anche me- 
no costosa, sarà utile procurare innanzitutto un mo- 
biletto plastico per radioricevitore a transistor, in 
cui allogare il montaggio ultimato : il mobile t to 
stesso vincolerà il costruttore a una prima disposi- 
zione delle parti principali, in particolare dell'alto- 
parlante (che deve essere piazzato sotto gli appositi 
fori) del variabile e del potenziometro, (per la stes- 
sa ragione). 

Come « chassis » è molto pratica la plastica per- 
forata « breadboard »: da un pannello che si ta- 
glierà e sagomerà, verrà ricavato il supporto per 
tutti i pezzi, da introdurre a montaggio finito nel 
mobiletto. 

Ciò fatto si fisseranno tutte le parti principali, 
in posizioni « strategiche »: cioè studiando come 
risulterebbero le connessioni relativamente alla po- 
sizione dei terminali e qual è la più conveniente: si 
raggrupperanno la ferrite, la bobinetta d'oscillatore, 
il variabile: poco lontano verrà fissato lo zoccolino 
per TRI (se si prevede l'uso dello zoccolo) oppure 
i rivetti se si vogliono saldare direttamente i fili: 
tra TRI ed il potenziometro si piazzerà la media 



Questa fotografia vuole dimostrare che usando materiali adatti e con un montaggio ben studiato, l'ingombro 
di tutto il ricevitore è pari a quello del solo altoparlante per i normali ricevitori tascabili a transistori. 




Vista in pianta del prototipo sperimentale. Sono chiaramente visibili tutte le patti impiegate 
e la disposizione di esse. 



frequenza MFl, e così via, con il primo ed il se- 
condo trasformatore, la pila, ecc. ecc. (vedere foto- 
grafie). 

Se si usa la plastica perforata, le connessioni non 
risulteranno « difficili » perché sfruttando i fori, c'è 
modo di disporre infiniti capicorda ove è utile, e 
far passare « sopra e sotto » i vari collegamenti, in 
modo che non stiano troppo accostati o risultino 
lunghi. 

Particolare attenzione, deve essere applicata a 
non errare i collegamenti alla bobinetta oscillatrice, 
altrimenti il ricevitore risulterebbe sgradevolmente 
muto, e a tutti i vari punti delicati e « scambia- 
bili » del montaggio. 

La costruzione del ricevitore nella versione sub- 
miniaturizzata non partirà dal « container » o mo- 
biletto che dir si voglia, per il semplice fatto che 
con l'uso delle parti adatte si può realizzare un 
tutto talmente minuto da essere più piccolo di qual- 
siasi altro ricevitore, per cui non ci sono in com- 
mercio mobilini adatti. Però non è difficile auto- 
costruirsi una scatolina di plexiglass a tinte vivaci 
in cui introdurre il ricevitore sub-miniaturizzato, op- 
pure si può ricorrere a scatoline plastiche previste 



per altri usi (pillole, testine stereo HI-FI, callifu- 
ghi, spilli... ce n'è una messe infinita!). 

Le considerazioni esposte per la versione tasca- 
bile sono estensibili anche per quella sub-miniatu- 
ra, e poi . . . chi affronta a ragion veduta quest'ul- 
tima versione non ha evidentemente bisogno di 
consigli pratici sulla costruzione! 



MESSA A PUNTO. 

La taratura e messa a punto del ricevitore me- 
rita varie note, in quanto si tratta pur sempre di 
una supereterodina. 

Innanzi tutto, finito il montaggio, non è il caso 
di collaudare il tutto con l'altoparlante: si userà in- 
vece una cuffia a bassa impedenza (normalissimo au- 
ricolare per ricevitori commerciali a transistor) inse- 
rita al suo posto per tutta la durata delle prove. 

Non parleremo ora della taratura classica, cioè 
di come si usano l'oscillatore RF ed il misuratore 
d'uscita ecc. per tarare questo apparecchio: tanto chi 
ha la strumentazione, sa bene come usarla per una 
supereterodina, ma tratteremo brevemente l'allinea- 63 




Questa foto indica la posizio- 
ne per la pila che nelle pre- 
cedenti era stata tolta per 
favorire la osservazione del 
montaggio. 



mento, la messa a punto sperimentale, quale sarà 
affrontata dalla maggior parte dei lettori. 

Inseriremo nel punto «A» (vedi schema elet- 
trico) uno spezzone di filo lungo un paio di me- 
tri che fungerà da antenna provvisoria e che la- 
sceremo penzolare dal tavolo o banco. Quindi ruo- 
teremo lentamente la sintonia per cercare di captare 
una stazione, anche debolmente. Se non fosse pos- 
sibile, collegheremo il filo di antenna provvisoria 
al termosifone o a qualsiasi altra antenna efficiente: 
in queste condizioni capteremo senz'altro qualche 
stazione, sceglieremo la più debole e ruoteremo 
i nuclei della MF1 in modo da ottenere la ricezione 
più potente possibile. Ora sintonizzeremo un altro 
ricevitore (quello di casa, che chiunque ha) all'estre- 
mo della gamma alta delle onde medie: da 1,3 a 
1 ,6 MHz secondo i ricevitori, cercando di captare 
una stazione potente (questa prova va fatta di se- 
ra) e sintonizzeremo anche la nostra micro-superete- 
rodina in modo che il variabile sia « tutto aperto »: 
agendo sul compensatore della sezione «oscillatore» 
del variabile, cercheremo di sintonizzare la stessa 
stazione che si ode nel « casalingo ». 

Ora, se la bobina d'ingresso che avete usata è 
del tipo che scorre sulla ferrite, è essenziale muo- 
verla avanti e indietro fin che la stazione arriva 
più forte: in questo punto la bobina andrà blocca- 
ta con qualche goccia di cera o collante. Se invece 
la vostra bobina è già stata posta dal Costruttore 
nel punto ove si ha il migliore rendimento, cioè 
è fissa, è evidente che non dovrà essere assoluta- 
tamente toccata. In genere le bobine di produzione 
nazionale (con ferrite cilindrica) non sono da spo- 
stare, mentre quelle giapponesi (con ferrite piatta) 
o « tipo giapponesi » sono quasi sempre da aggiu- 
64 stare nel punto migliore. 



Fatto tutto questo si toglierà l'antenna, s'inneste- 
rà l'altoparlante e si sintonizzeranno le locali. 

Se il suono risulta distorto (anche in assenza di 
oscillazioni parassite) significa che il primo stadio 
lavora sovraccaricato o fuori dal miglior punto 
di lavoro per le varie funzioni (di compromesso 
evidentemente) e per ovviare all'inconveniente si ri- 
toccherà in più o in meno il valore della resi- 
stenza che polarizza la base del TRI , cioè R3 
marcata sullo schema con il valore, generalmente 
buono, di 270 Kfì. 



ELENCO DELLE PARTI USATE 

NEL PROTOTIPO DA NOI REALIZZATO 

CV1 - CV2 - Cpl - Cp2: Condensatore variabi- 
le nazionale « tipo giapponese » per superetero- 
dine tascabili (CONVAR). 

L-ANT: Antenna in ferrite piatta, parte di 
ricambio per ricevitore SONY-TR610 - (066 - 
BQ). 

DG: Diodo OA70 (Philips). 

TRI: Transistore RCA 2N140 (sostituibile 
con V044 Philips). 

TR2: Transistore OC470 (sostituibile con il 
2G270 SGS). 

Condensatori: Ci e C3, microceramici « piat- 
ti »; C2-C4-C5, microelettrolitici 9VL. 

Resistenze: 1/8 di watt, Allen-Bradley. 

Potenziometro ( R2 ) : miniatura normale con 
interruttore. 

MF1: trasformatore « l a MF » per ricevitore 
SONY-TR610. 

TI: trasformatore intertransistoriale (del gene- 
re del T70 Photovox). 

T2: trasformatore d'uscita per transistore sin- 
golo (del genere del T45 Photovox). 

Ap.: Altoparlante micro-miniatura giapponese 
« Beta X3 ». 

Varie: Breadboard (Plastica perforata) TEKO, 
minuterie varie TEKO. 




conha ito 





ì con ditti mondiali sono « enormi tra- 
gedie » per usare una qualifica re- 
torica c scontata fin che si vuole, 
ma certamente calzante; ma non si 
può negare che diano anche un impulso formi- 
dabile alla ricerca scientifica in ogni campo: è 
evidente che queste ricerche tendono solo alla 
creazione di armi offensive o difensive, ma la 
ricerca sperimentale non è mai unicamente fine 
a se stessa, e qualsiasi elaborato prima o poi 
viene rispolverato e dedicato a pacifiche im- 
prese. 

Se la prima guerra mondiale ha dato una for- 
tissima spinta all'aviazione, all'automobilismo e 
a tutta « la civiltà del motore a scoppio », la 
seconda guerra ha fatto altrettanto per l'elettro- 
nica. 

In cinque anni di guerra la tecnica delle ra- 
diocomunicazioni, l'elettronica professionale, i 
circuiti e le parti staccate hanno fatto tali pas- 
si avanti, che nella odierna tecnica sfruttiamo 
moltissimi dei componenti elaborati in quel pe- 
riodo (microresistenze, circuiti stampati, diodi al 
silicio, valvole miniatura a 7 piedini e submi- 
niatura, Selsyn repeater, tanto per citare i pri- 
mi che ricordo) e furono create anche « tenden- 
ze » che hanno finito per dare all'attuale elet- 
tronica il volto che ha. 

Tra le innumerevoli « trovate » dei progetti- 
sti, molte furono dedicate ai circuiti di 
controllo automatici e semiautomatici comple- 
tamente elettronici: un caso tipico fu il « ti- 
mer » o interruttore a tempo, che serve a chiu- 
dere o aprire automaticamente un interruttore 



* L . jr-j j ri j ri * j S£RV0R£i_Al5 
dopo un lasso di tempo prefissato: fisso o va- 
riabile secondo gli intenti del progettista. 

Prima che le necessità belliche spingessero i 
progettisti a nuove soluzioni, cioè verso appa- 
recchiature più leggere più precise e meno in- 
gombranti, per gli interruttori a tempo si usa- 
vano dei congegni meccanici o elettromeccanici 
basati su un motore elettrico, una demoltiplica 
ed una camme, o consimili marchingegni. 

Invece, attualmente, i congegni a tempo sono 
basati sul principio che un condensatore elettri- 
co di larga capacità (alcune centinaia di ^F) 
impiega un certo tempo a caricarsi o a scaricar- 
si. Questo principio viene applicato in due modi 
diversi, si usa caricare repentinamente il con- 
densatore e poi farlo scaricare lentamente in 
modo che la corrente di scarica polarizzi uno 
stadio amplificatore che tiene attratto il relais 
(che funge da interruttore) per tutto il tempo 
della scarica, e a scarica ultimata libera il relais: 
oppure si usa il sistema contrario, caricare len- 
tamente un condensatore che per tutto il tempo 
della carica « conduce » e polarizza lo stadio; 
quindi, a carica completa, interrompe il flusso 
di corrente che essendo continua non circola 
più, provocando la messa a riposo dello stadio 
ed il rilascio del relais. 

Questi due sistemi, si applicavano fino a qual- 
che anno fa ad una valvola a gas, cioè ad un 
Thyratron che innescava durante la carica o la 
scarica del condensatore tenendo attratto il re- 
lais, ed il circuito aveva l'enorme vantaggio sui 
« timer » elettromeccanici di poter variare il 
tempo in cui il relais restava attratto, con gran- 



65 



dissima facilità: semplicemente regolando il va- 
lore della resistenza attraverso la quale avviene 
la carica del condensatore. 

Esempio tipico di questo « timer » fu il con- 
gegno sganciabombe automatico dei B25 « Mit- 
chell» e dei B29. 

Ultimamente, con l'avvento dei transistori, i 
« timer » si sono ulteriormente semplificati ed 
esistono in commercio ottimi esemplari di que- 
sto apparecchio, montati dentro a scatoline non 
più grandi dì un pacchetto di sigarette « King- 
Size ». 

L'evoluzione industriale di questi apparecchi, 
è stata determinata più che altro dalla versati- 
lità di uso degli interruttori a tempo; i princi- 
pali impieghi degli apparecchi sono in chimica: 
per controllare la durata di vari processi o il 
tempo di riscaldamento di sostanze; in fotogra- 
fia: per controllare il tempo di sviluppo e stam- 
pa; in elettromeccanica: per controllare il ciclo 
di lavoro di lavatrici a secco, impastatrici delle 
più varie sostanze, accensione o spegnimenti di 

Aspetto del montaggio sperimentale vicino ad una 
viene azionato da lontano. 



lampade ad infrarossi (essiccazione), commuta- 
zione periodica di strumenti di controllo o re- 
gistrazione ecc. ecc. 

Anche al dilettante ed allo esperimentatore, 
un « timer » può essere molto utile: sia 
per la realizzazione sperimentale che per la co- 
struzione di uno « strumento » assai utile. Ne 
descriverò uno, che non ha la pretesa di essere 
un modello più moderno o utile di quelli che 
esistono in commercio, ma solo di essere un 
apparecchietto molto semplice da costruire e di 
sicura riuscita, nonché poco costoso per il co- 
struttore, che sicuramente avrà varie parti « in 
casa» da utilizzare, e forse tutto! 

Il circuito è così congegnato: un transistore 
PNP è collegato ad un sensibile relais. Fra la 
base del transistore ed il negativo della pila è 
inserito un circuito, formato dal condensatore 
CI che dà « il tempo », dalla resistenza limi- 
tatrice RI e dal potenziometro R2. In parallelo 
al condensatore Ci è collegato il pulsante « di 
inizio » P, 

nostra macchina fotografica. Si noti il pulsante che 




Vediamo ora come funziona il tutto. 

Azionato l'interruttore SI, il transistore ver- 
rà polarizzato dalla corrente che scorre attra- 
verso a PI, ad RI, ed attraverso al condensa- 
tore Ci che si carica Quindi una corrente scor- 
rerà anche verso il collettore, provocando la 
chiusura del relais. 

Dopo un certo tempo (a seconda di come è 
regolato Pi e della capacità di Ci) il conden- 
satore Ci si sarà completamente caricato, quin- 
di non scorrerà più corrente nel circuito della 
base del transistore. Ciò provoca una forte di- 
minuzione nella corrente di collettore che non 
tiene più attratto il relais che quindi si riapre: 
il ciclo si e completato, 

Per richiudere il relais per un altro periodo 
di tempo, occorre ora premere il pulsante: così 
facendo il condensatore viene cortocircuitato e 
si scarica di colpo; lasciando libero il pulsante, 
il condensatore ricomincia a caricarci ed il re- 
lais torna ad essere attratto: quindi il ciclo si 
ripete. 

Il tempo in cui il relais resta attratto, dipen- 
de evidentemente dal tempo in cui il conden- 
satore completa la carica: quindi regolando il 



potenziometro R2 si ha una regolazione indi- 
retta ma precisa del tempo di chiusura. 

Il condensatore C2 è un « volano » che serve 
per rendere più dolce il funzionamento del re- 
lais ed a proteggere, in parte, in transistore 
dalle correnti inverse: può anche essere elimi- 
nato se causasse una inerzia eccessiva nel relais. 

Costruire questo « timer » è molto semplice, 
però si devono usare parti adatte: in partico- 
lare è importante che il relais sia molto sensibile 
ma abbia un funzionamento deciso e netto: vir- 
tù che purtroppo molti relais sensibili non 
hanno. Più che altro, i valori definitivi del relais 
dipendono però dal transistore che si usa. Io ho 
usato inizialmente un transistore della Raytheon 
tipo 2N181 che mi era stato donato: non avevo 
caratteristiche precise per l'uso in bassa fre- 
quenza, quindi pensai bene di utilizzarlo per 
questo circuito che evidentemente non è trop- 
po critico per il transistore usato: però, come 
prevedevo, anche usando un 2G270 della So- 
cietà Generale Semiconduttori o un OC72 della 
Philips, ebbi un funzionamento pressocché iden- 
tico. Con tutti questi transistori si è rivelato 
ottimo un piccolo relais « surplus » americano: 



il tipo « P3 » della « Leach Relay Co. ». Esso 
ha una bobina da 600 H e chiude quando pas- 
sa una corrente di 2,37 mA. 

In seguito però anche il Ducati con zoccolo 
OCTAL da 500 il mi ha dato buonissimi ri- 
sultati, in particolare in unione con LOC72. 

Lo schema pratico e le fotografie suggerisco- 
no come può essere montato un prototipo del 
TIMER, ed il cablaggio è tanto semplice e 
tanto poco difficoltoso da non essere degno di 
nota alcuna. Oppure; facciamone pure una se 
volete: attenzione alla polarità dei due conden- 
satori elettrolitici e della pila! 

Appena terminato il cablaggio potrete consta- 
tare se il tutto funziona a dovere portando al 
minimo il potenziometro (in queste condizioni 
il relais scatta quasi subito) e provando ripe- 
tutamente a premere il pulsante per ottenere 
successivi cicli di carica-scarica, ovvero di aper- 
tura-chiusura del relais. 

Certamente il vostro montaggio funzionerà 
benissimo, però, con ciò, non avete terminato 
il lavoro, perché dovrete anche calibrare il po- 
tenziometro PI, per sapere di quanto dovrete 
ruotarlo per ottenere un determinato lasso di 
tempo. 

Per questo lavoro occorre collegare ai con- 
tatti del relais un circuito a pila-lampadina e 
confrontare con un cronometro il tempo che 
trascorre tra il rilascio del pulsante e prima 
che la lampadina si spenga. 

Notate, che se vi disturbasse la lampadina 
accesa mentre il « timer » opera, non avrete che 
da usare gli altri due contatti del relais (che 
è quasi sempre « almeno » un deviatore) per 
ottenere lo spegnimento durante il tempo di ca- 
rica e l'accensione a tempo scaduto. 

Comunque, marcherete i tempi in secondi at- 
torno alla manopolina ad indice del potenziome- 
tro, così in seguito (durante l'uso) potrete ra- 
pidamente predisporre il tempo d'interruzione 
che Vi occorre. 

Per finire, ricordate che un relais sensibile ha 
sempre dei contatti molto delicati che non pos- 
sono sopportare correnti e tensioni notevoli: 
quindi se dovete far accendere o spegnere gros- 
se lampade, far partire o arrestare motorini ecc , 
dovrete usare un servorelais (vedi figura) che 
verrà eccitato dai contatti del piccolo relais nel 
« Timer » e con i suoi contatti molto più ro- 
busti controllerà il « carico » rappresentato dai 
circuiti che si vogliono « controllare a tempo » 




Schema elettrico del « Timer ». 



LISTA DEI MATERIALI DA USARE 

B: pila da 9 V del tipo per ricevitori ta- 
scabili. 

CI: condensatore da 250 [jlF - 9 VL micro- 
elettrolitico. 

C2: condensatore da 1 [xF - 15 VL micro- 
elettrolitico. 

P: pulsante del tipo per campanelli o 
strumenti elettrici. 

RI: resistenza da 5Kfl - Vi W. 

R2: potenziometro da 100 YSl - miniatura. 

Ry: relais in grado di scattare con 2 o 3 mA, 
vedi testo. 

S: interruttore unipolare. 

TI: transistore finale audio; vedi testo 

Varie: attacco per pila, filo, viti e ribat- 
tini, una scatoletta in plastica o metallo, uno 
zoccolo per transistori a tre piedini (facolta- 
tivo), basettina di bachelite, manopolina a in- 
dice per il potenziometro Pi, un gommino pas- 
safilo. 




Via M. Bastia 29 - Telefono 41.24 27 

BOLOGNA 

Condensatori Elettrolitici e a carta 

p»r tutta le applicazioni 




Lettera aperta ai radioamatori 



Servizio espresso parti per radioamatori 



Casella postale 328 

Bologna - Telef. 34.68.44 



Egregio Signore, 



la nostra ditta, da molti anni produttrice di parti radio e TV, accessori e com- 
plessi elettronici, accogliendo l'invito della Direzione di « Costruire Diverte », è ora 
venuta nella determinazione di agevolare i radioamatori, gli appassionati, gli studiosi 
di elettronica, vendendo loro direttamente, cioè dalla fabbrica al consumatore, tutte 
le parti basilari per i montaggi. 

Per questa ragione, abbiamo creato una pronta organizzazione di spedizione, ed 
i prezzi sono assolutamente convenienti in conseguenza della vendita diretta. 

Ovunque sia il radioamatore, e qualsiasi il quantitativo del materiale richiesto, 
il servizio sarà rapidissimo. 

Nelle pagine che seguono elenchiamo tre offerte « introduttive » particolarmente 
interessanti per gli appassionati. 

Per piccoli ordini è consigliabile il pagamento anticipato a mezzo vaglia, asse- 
gno, ecc. e, ad evitare la maggiorazione delle spese con il contrassegno, includere le 
spese postali (circa 300 lire, l'eventuale eccedenza verrà prontamente rispedita). 

Garantiamo un servizio di spedizione giornaliera, e massima soddisfazione. 

Porgiamo intanto i migliori saluti. 



P.S. - Tutti i materiali contenuti nelle tre confezioni sono garantiti di prima qualità 
come è nostra tradizione. Saremo pronti a sostituire qualsiasi parte che rivelasse il 
minimo difetto. 

— Ogni parte elencata è racchiusa in un proprio involucro che reca il prezzo sin- 
golo, le caratteristiche tecniche, ed il numero di catalogo, per successive richieste di 
altre parti identiche, separatamente. 

Inviare rimesse e richieste alla: 



TEKO - Casella Postale 328 - Bologna. 
Per qualsiasi informazione relativa si prega di telefonare al 34.68.44 di Bologna. 




Kit basico 

EXPRESS 



Parti per qualsiasi montaggio, accessori utilis 
simi: osservate attentamente le varie vocìi 




CONTIENE : 

Una confezione n° 1505 K; con basette 
« breadboard » 80 X 40 min., occhielli argentati 
da ribattere, e « strip » a fori per la massima 
semplificazione delle connessioni. 

Una confezione n° 1507 K; con punzone per 
rivettare n° 1507 e rifornimento di occhielli 
argentati. 

Una confezione n° 1510; con due spiaggette 
metalliche perforate da 80 mm., due squadrette 
70 78 X 8 mm e sei squadrette 8x8 mm. 



Una confezione n° 1515; con supporto per 
bobina munito di attacchi, nucleo ferromagne- 
tico ed accessori. 

Una confezione n° 1402; con attacco per pi- 
le da 9 volts munito di fili terminali. 

Una confezione di 8 pezzi n° 11; con otto 
« coccodrilli » miniatura appositamente per cir- 
cuiti a transistori in metallo trattato antiossido 
e denti studiati per un sicuro contatto anche su 
fili e saldature molto piccole. 

Una confezione n° 1416; con due pompile 
per torcette da 1,5 volt, a minimo ingombro e 
studiato particolarmente per montaggi bread- 
board. 

Due elementi n° 1501 ; basette breadboard 
di medie dimensioni 80 X 120 mm,, per am- 
plificatori, ricevitori a 4-5 transistori ecc. ecc. 

Tutto questo materiale nel KIT Basico: 
Vostro versando L. 1800 + spese postali. 



Parti per qualsiasi montaggio, più selezione di 
componenti per radio ricevitori, inclusi diodi al 

CONTIENE: 

Una confezione n° 1505 K; 
Una confezione n° 1507 K: 
Una confezione n° 1510; 
Due elementi n° 1501; 
Confezione di otto pezzi n° 1 3 ; 
Una confezione n° 1416; 

(Per queste voci, vedi KIT BASICO). 

Una confezione n° 1517 K: con 4 distan- 
ziali da 16 m/m, 4 viti 3 Ma - 25 m/m, 12 viti 
da 3 Ma -5 m/m, più dadi e rondelle isolanti. 




Una confezione di 4 manopole colorate, per 
variabile condensatore. 

Una confezione di 4 pezzi art. 35: spine per 
bassa frequenza tipo RCA completa di guaina 
plastica di protezione, per pick-up, amplificatori, 
preamplificatori. 

Una confezione di 4 pezzi art. 36: prese coas- 
siali per bassa frequenza, adatte all'art. 35. 

Una confezione di 5 pezzi art. 13: banane a 
doppio passo ad alto isolamento, adatte anche 
per laboratorio. 



Tutto questo materiale nel KIT JUNIOR 
Vostro con L. 2.700 + spese postali. 71 




itera infiniti 
auricolari . 



Confezione di 4 manopole colorate; 
Confezione di 4 pezzi art. 35 
Confezione di 4 pezzi art. 36 
Confezione di 5 pezzi art. 13 

(Per queste voci vedi KIT 

Una confezione di 2 pezzi art. 39: Deviatori 
si milita prodotti secondo gli standard americani, 
attimi per rice-tr asme tri tori, circuiti di mi sur lì. 
commutazioni radio-fono, ecc. ecc. Compie ti di 
viti c dadi per l'immediato montaggio. 

Una confezione di 4 pezzi art. 12: Banane 
per laboratorio prodotte in sei gradevoli e mo- 
derni colori, altissimo isolamento, contatto che 
offre la massima sicurezza nel tempo. 

Confezione di 2 pezzi art. 34: presa micro- 
jack con interruttore automatico tipo interna- 
zionale. 



EXPRESS 



Auricolare magnetico tipo 1553: microcuffia 
magnetica di ottimo rendimento acustico malgra- 
do le sue piccolissime dimensioni, ideale per ra- 
dio, ascolto personale TV, otofoni ed affini. 

Confezione di due pezzi art. 38: prese dop- 
pie stereo coassiali, adatte per spine coassiali 
numero 35. 

Confezione di due pezzi art. 33; spine micro 
jack, perfettamente intercambiabili con i tipi 
giapponesi. 











colo 1 










B>erra 








è. 


per ti 


















toei 



ticolo 1539, formata da sette segmenti, lunghez- 
za aperta cm. 125, attacco con base filettata e 
dado, qualità superiore, particolarmente adatta 
per radiotelefoni. 

Un'antenna tipo n° 114 - TV-FM 
ilo divaricabile snodato, di raffinata eleganza 
ed alte prestazioni tecniche, in un'apposita mo 
dernissima confezione per regalo. 

Questa selezione di materiali eccezionali sarà 
Vostra per L. 7.900 + spese postali. 




del Dott. Luciano Doridi 




ome tutti coloro che leggono questa 
Rivista, anch'io sono un appassio- 
nato di esperimenti in elettronica, 
e mi dedico, marginalmente, ormai 



da vari anni a questa attività, che mi ha dato 
sempre grandi soddisfazioni: anche se ogni tan- 
to inframezzate dalle immancabili, piccole de- 
lusioni. 

La pratica che mi deriva dall'attività, mi spin- 
ge continuamente a tentare progetti « strani » 
cioè modestamente originali, come avranno no- 
tato i lettori. 

Personalmente non trovo molta soddisfazione 
nel cercare di concepire un altro trasmettitore a 
transistori, e men che meno nello studiare un 
banalissimo amplificatore BF o consimili cir- 
cuiti, a mio parere, fritti e rifritti: certo non vo- 
glio dire che anche in questi campi non sia 
possibile fare qualcosa di nuovo ed intelligente, 
ma personalmente mi sento attratto dall'esperi- 
mento nei campi di applicazione « vergini » do- 
ve non ci siano precedenti esempi di applicazio- 
ne sperimentale: o a soluzioni radicalmente nuo- 
ve per vecchi « problemi ». 

Per esempio, questa volta desidero presentar- 
vi un ricevitore a modulazione di frequenza che 
impiega tre soli transistori, eppure funziona 
egregiamente. 

Perché mi sono divertito a progettare un ri- 
cevitore FM con tutte le difficoltà che compor- 
ta, e che riceve gli stessi programmi trasmessi 
sulle onde medie? Beh, proprio per quello spi- 
rito di ricerca del circuito inusitato o della so- 
luzione particolare di cui parlavo prima. 

Sono certo che molti lettori di questa Rivi- 
sta, vorranno darmi ragione: poiché noi radio- 



amatori lavoriamo per l'intima soddisfazionv 
che dà la ricerca, troviamo senz'altro più inte- 
ressante sentire Mina che canta attraverso la 
FM difficoltosamente captata, che attraverso le 
onde medie con un diodo ed una cuffia: tra l'al- 
tro poi, in questo caso specifico, c'è anche l'ul- 
teriore attrattiva di riuscire a realizzare un 
complesso dichiaratamente « difficile » il che sti- 
mola anche uno spirito radiantistico che defini- 
rei « sportivo ». 

Per chiarire il progetto, desidero anteporre 
alcune note sul perché l'ho studiato come è, 
e non con altre soluzioni ugualmente allettanti. 

Inizialmente pensavo di realizzare un rice- 
vitore supereterodina, e con un calcolo appros- 
simativo decisi che otto transistori avrebbero 
fornito una « performance » sufficientemente 
buona. 

Avevo anzi tratteggiato lo schema e calcolato 
la maggior parte dei valori; ma quando mi re- 
cai ad acquistare i maggiori componenti comin- 
ciarono le difficoltà. 

Prima di tutto, i transistori: TOC171 che è 
uno dei modelli che possono lavorare a frequen- 
za piuttosto alta, usato come amplificatore a 
100 MHz non rende quasi più nulla: quindi pen- 
savo di usarlo in media frequenza e come oscil- 
latore, e sciegliere per lo stadio RF ed il mixer 
un transistore MESA della Philco, del genere 
di quelli impiegati nel sintonizzatore del tele- 
visore SAFARI: però la difficoltà nel procu- 
rarmeli ed il prezzo piuttosto salato mi ridus- 
sero a più miti consigli; inoltre anche il mate- 
riale restante era sempre molto raro e costoso: 
fatto sta che a un certo punto piantai lì l'idea 




Fotografia del montaggio sperimentale eseguito dal 
nostro collaboratore Doti. Luciano Doridi 



SAROLDX 

Via Milano, 54 - SAVONA 

Accessori radio e TV; Scatole di 
montaggio; Valvole e transistori 



della supereterodina e cominciai a considerare 
attentamente la possibilità di ridurre il rice- 
vitore FM ad un super-reattivo, studiato appo- 
sitamente, per le seguenti ragioni. 

Prima: In un ricevitore a superreazione, il 
transistore rivelatore, non importa che abbia 
una grande efficienza sulla frequenza impiegata; 
basta che sia appena in grado di oscillare ed il 
funzionamento è possibile. 

Seconda: Con un circuito ben studiato, il 
superreattivo ha una sensibilità simile alla su- 
pereterodina, c lo « svantaggio » della bassa se- 
lettività per un ricevitore FM è più un pregio 
che uno svantaggio. 

Terza: Anche se il montaggio di un ricevi- 
tore a superreazione ad onde ultracorte non è 
estremamente facile ed adatto a chiunque, il 
superreattivo è estremamente più semplice di 
una supereterodina, quindi oltre ad essere me- 
no costoso, è anche più alla portata di una lar- 
ga massa di radioamatori-lettori. Inoltre, la pri- 
ma « ragione » risolveva automaticamente la dif- 
ficoltà relativa ai transistori da usare: poiché il 
reperibilissimo OC171 riesce m genere ad oscil- 
lare sulla intera gamma FM (98-108 MHz) pur- 
ché impiegato in un circuito adatto, non rima- 
neva che da studiare accuratamente questo pri- 




Molti nostri lettori ci hanno seri L tu eli ledendoci un sommario estratto degli 
articoli più interessanti pubblicati nei precedenti numeri di « COSTRUIRE 
DIVERTE ». 

Pubblichiamo l'elenco, certi di compiacere i desideri di lutti i lettori, in 
particolare i nuovi, 

II numero disponibile delle copie^ specie dei primi numeri, e limitato e Vi 
preghiamo di farci pervenire tempestivamente Le richieste. 
Per favorire i nuovi lettori, con una agevolazione particolare, saremo lieti 
di fomite la raccolta completa dei sedici numeri, dall'inìzio al 31/12/00 al 
prezzo di L. 2.000 - spese postali a nostro carico, tinche sarà possibile com- 
pletare la raccolta con i numeri giacenti. 



N. 1 - SETTEMBRE 1959 

Supereterodina tascabile a transistori. - Radio- 
telefono a transistori. 

N. 2 - OTTOBRE 1959 

Amplificatore ad alta fedeltà a 4 transistori. - 
TV portatile da 5". - Tutti antennisti. 

N. 3. - NOVEMBRE 1959 

Allarme termico a transistori. - Semplice rice- 
vitore a 3 transistori. - Un originale ricevitoie 
ad onde corte. - L'amplificatore simbiosi. - Mi- 
suriamo la qualità dei diodi al germanio. - In- 
terruttore ad illuminazione interna. 

N. 4 - DICEMBRE 1959 

Un sorprendente ricevitore a 3 transistori. - 
Il «Baciometro». - Lo Shunt. - Trasmettitore mi- 
niatura. - Ricevitore ad onde corte a transistori. 

N. 1 - GENNAIO 1960 

Amplificatore HI-FI « musical ». - Il più pic- 
colo generatore BF. - Se avete un Sony. - Sem- 
plice ricevitore FM-TV. - Megafono a transisto- 
ri. - Eccezionale ricevitore a 4 transistori. 

N. 2 - FEBBRAIO 1960 

Preamplificatore HI-FI. - Ricevitore tascabile 
FM. - Relay intermittente automatico. - Suone- 
ria elettronica. 

N. 3 - MARZO 1960 

Ricevitore microminiatura. - Ondametro a 
transistore. - Rice-trasmettitore a un solo tubo. - 
La misura delle basse resistenze. - Il termome- 
tro a sonda. 

N. 4 - APRILE 1960 

Ricevitore a transistore per onde corte con 
preselettore. - Costruitevi l'orecchio elettronico. - 
Impariamo la telegrafia con l'oscillofono. - Il 
Transi-dip-meter. - I « Piccolissimi » 

N. 5 - MAGGIO 1960 

Amplificatore « Stereo » ad alta fedeltà. - Dedi- 
cato ai tecnici TV. . . e non. - Sintonizzatore a 



o 



© 

Ss 

o 

s 



conversione di frequenza per i 20/40 metri. 
Interfono senza valvole . . e senza transistori. - 
Ricetrasmettitore monotubo « seconda serie ». 

N. 6 - GIUGNO 1960 

Convertitore elevatore. - Fotorelay a corrente 
continua o alternata. - Multivibratore per ra- 
dio teleriparazioni. - Radiotelefono a 2 transi- 
stori. 



N. 7 - LUGLIO 1960 

Un otofono mod 
tenza. - SupereflWuina u 



ANnicni, 



smettitore a 4 
transistori. - Pi<j 
vola. 



toston 



Rò ticerrasmettf 



N. 8 - AGOpC I960,. 

Ricevi toj#per onde fcbrLè. - Tr; 
transistt^^cont rollato §i àmrzo. 
Flash. -Jvmplificatòre W-f). 

N. 9 -ftÉriWBRÓ'1960 ~ 

Piccftssi^oo ricettore per 144 M| 
cacore ^Sft: « personal *. 
Professioni a 2 valvole -h tnmsi&tl 
tivibratore | 



tore di po- 
Ricetra- 
ttitore a 2 
fe a 1 val- 



torc a 
sLrobo 



Amplifi 
itore R4. 
1 mul- 



N. 10 - 0| 
Sensibili!! 
tore HI-FI ai 
va transistori 




special » 



CBRE 1960 



o misuratore 
tiinsmnrf, 
Jl Ù(j>i^< 

N. 11 - NOVlidSBRE fi 

Misuratori d 
no i Sanyo. 
Generatore « N 
trasmittente pc 



Questi so- 
tunnel ». - 
tazione rice- 



N. 12 - Dl\ 

Sirena elettroni ut q^HÉ^Pteir/u, - Due inte- 
ressanti radiotelefoni a transistori. - La mia sta- 
zione di radioamatore. - Ricevitore per radio- 
comando. 



Fotografia del ricevitore che consigliamo di osservare attentamente, in particolare per il gruppo di com- 
ponenti che si riferiscono al TRI. 



mo stadio; gli altri non erano che normalissimi 
amplificatori BF forniti di transistori d'uso ge- 
nerale, reperibili, come Ì'OC171, dovunque. 

Ed ecco quindi spiegato come sono giunto ad 
ad elaborare questo ricevitore, in base a ra- 
gioni che a me paiono assai valide: anche se 
opinabili dai fortunati mortali che riescono ad 
ottenere,, tutte ie parti che desiderano tramite 
conoscenti, o chissà come; ma che costituisco- 
no senz'altro una minoranza. 

Esaminiamo ora assieme lo schema elettrico 
del ricevitore, che è moko semplice e facile da 
comprendere. 

L'antenna è un dipolo ripiegato, la cui lun- 
ghezza è adatta alla frequenza: è facile realiz- 
zare questo tipo di antenna tagliando uno spez- 
zone di piattina TV della lunghezza giusta e sal- 
dando ai due estremi i terminali fra loro, quin- 
di aprendo uno dei due conduttori (cioè taglian- 
dolo a metà) ed in questo punto saldando un'al- 
tra piattina che andrà al ricevitore. 



La piattina che viene dal dipelo giunge ad una 
bobinetta (L2) che ha due sole spire, e che ser- 
ve per accoppiare il segnale FM al circuito oscil- 
lante, costituito da LI e CI. 

Dal circuito oscillante il segnale viene appli- 
cato al collettore del transistore, e dal collettore 
all'emettitore tramite il compensatore posto tra 
i due. 

L'impedenza JAF 1 arresta il segnale, e poi- 
ché il transistore è polarizzato in modo da po- 
ter amplificare, si stabilisce una amplificazione 
continua del segnale, interrotta ritmicamente da 
un'oscillazione supersonica generata nel circuito 
della base, tramite il circuito RC in serie ad 
essa. 

In sostanza, in queste condizioni, il transi- 
store funge da rivelatore a super reazione e 
l'audio risultante appare in parallelo al prima- 
rio di TI. Il secondario di questo trasformato- 
re accoppia il segnale ad un transistore che 
funge da preamplificatore BF, seguito da un 77 



OC72 che amplifica « di potenza » l'audio in 
modo da poter azionare (in condizioni d'anten- 
na favorevoli) un altoparlantino (AP) tramite 
un opportuno trasformatore d'uscita (T2). 

Ecco esposto, in sunto, il funzionamento del 
ricevitore. L'alimentazione è la solita pila da 
9 volts, che ormai è considerata la tensione con- 
sueta per i più svariati apparecchi. 

Parliamo ora del montaggio. 

Le reali difficoltà che si incontrano nella co- 
struzione di questo ricevitore, sono limitate al 
primo stadio: cioè al circuito relativo all'OCl71, 
che deve essere disposto molto razionalmente 
per ottenere collegamenti lunghi un centimetro 
o due, condizione essenziale per non avere di- 
spersione di radiofrequenza e capacità parassite. 

Il condensatore variabile da usare deve es- 
sere assolutamente uno split-stator che ha il ro- 
tore unico, ed a massa, e due statori isolati: 
questo tipo di variabile è indispensabile, perché 
la mano dell'operatore che ruota la manopola, è 
praticamente a massa per la radiofrequenza, e se 



Laboratorio di «Costruii e Diverte»: con uno dei nostri 
tore durante una delle prove. 



il rotore fosse percorso da RF, invece che a mas- 
sa, assorbirebbe, e causerebbe instabilità al cir- 
cuito con la sua « capacità variabile ». Invece, 
essendo il rotore a massa, la mano non turba 
in maniera apprezzabile il funzionamento. 

Comunque: la bobina L2 è avvolta «in aria» 
ed è supportata dai suoi stessi terminali sal- 
dati ad una squadrettina in tangendelta o cera- 
mica. La bobina L2 è anch'essa avvolta in aria 
ed i suoi terminali sono saldati ai due statori 
del variabile, in modo che essa si sostiene, e 
risulta accostata a Li, Sulla carcassa metallica 
del variabile è fissata una squadrettina di allu- 
minio che porta lo zoccolo per TOC17L In que- 
sto modo, i piedini dello zoccolo risultano rav- 
vicinati al circuito oscillante, ed è facile colle- 
gare il piedino di collettore a Li e Ci tramite 
un filo cortissimo e rigido. 

Anche il compensatore da 1,2-7,2 pF cerami- 
co (vedi fotografie) e sistemato « in blocco » con 
i pezzi già detti, in modo che le connessioni ri- 
sultano cortissime. 



« DIPMETER » si mette in frequenza il ricevi- 



Dal piedino dell'emettitore si parte l'impeden- 
za JAF 1, che è da autocostruire, avvolgendo una 
quindicina di spire di filo da 0,25 mm. su di 
una resistenza a corpo isolato da 5 Mfl 1 W; 
questa impedenza deve essere molto vicina al 
transistore con ambedue i capi, perché può ca- 
pitare di dover aggiungere un condensatore da 
300 pF tra il capo « freddo » di essa e la base 
deirOC171, in sede di messa a punto ... ma di 
ciò parleremo a suo tempo. 

E' bene che anche il condensatore da 2,2 KpF 
posto tra Cl-Ll ed il primario di Ti e la mas- 
sa, sia collegato dal circuito oscillante alla car- 
cassa del variabile con i terminali tagliati cor- 
ti e curando di fare una ottima saldatura. 

Meno importanti sono la disposizione degli 
altri collegamenti come quelli per le resistenze 
di polarizzazione per la base, ecc., però è be- 
ne che siano fatti comunque con « occhio » e 
criterio. 

La sezione bassa frequenza del ricevitore è fa- 
cile da cablare e non ha particolari necessità, 
come qualunque amplificatore BF comune: ba- 
sterà un pochino di attenzione per non scam- 
biare le connessioni al primario ed al secon- 
dario dei trasformatori, la polarità degli elet- 
trolitici, ecc. ecc. 

COLLAUDO - MESSA A PUNTO 

Si collegherà l'antenna, l'altoparlante (meglio 
una cuffia a bassa impedenza per le prove) e la 
pila: si azionerà l'interruttore. 

Se il ricevitore fischia immediatamente, inve- 
ce di « soffiare », cioè di fare il rumore di un 
cannello per fiamma ossidrica, come dovrebbe, 
si ritoccherà il compensatore da 1,2-7,2 pF fino 
che il fischio scompaia. Si ruoterà il variabile 
cercando di sintonizzare una emittente RAI-FM. 

Probabilmente, mentre si ruota il variabile o 
appena raggiunta la sintonia il ricevitore torne- 
rà a fischiare: è necessario riaggiustare nuova- 
mente il compensatore fino a che appare la sta- 
zione, invece del fischio. 

Sintonizzata la stazione, si proverà ad avvi- 
cinare ed allontanare L2 da Li, operando con 
cautela e con piccoli spostamenti fino ad avere 
i migliori risultati. 

Certi OC171 su questa frequenza che è al li- 
mite massimo delle possibilità del transistore, 
si rifiutano di funzionare: in questo caso, l'ag- 
giunta del condensatore da 330 pF tra JAF 1 e 
la base, di solito li costringe ad innescare. 



A seguito del nuovo listino prezzi della Philips 
e dei nostri ECCEZIONALI SCONTI offriamo 
transistor originali Philips di prima scelta e 
SELEZIONATI. 



TRANS ISTORS DI 
ALTA FREQUENZA 

OC44 . . . L. 
OC45 L. 
OC1Ó9 . . . L. 
OC170 . . . L 
OC171 . . . L 



970 
940 
890 
1.100 
1.480 



TRANS ISTORS DI 
POTENZA E 
PER RICAMBI 



TRANS ISTORS DI 
BASSA FREQUENZA 
PREAMPLIF. E FINALI 



OCltìG . 
2.0C16G 
OC65 
OCóó 



L. 2.5B0 
L. 5.140 
. L. 1.700 
. L. 1.700 



DIODI AL GERMANIO 
SSECUZ. NORMALE 



OC70 . 


. . L. 


780 


PER RADIO E TV 




OC71 . 


. . L. 


850 


OA70 . 


. L. 


175 


OC72 . 


. . L. 


980 


OA72 . 


. L. 


195 


2 0C72 


. ; L. 


1.850 


2.0A72 . 


- L, 


400 


OC74 


. . L. 


950 


OA79 .' 


. L. 


190 


2-OC74 


. L. 


1.800 


2.0A79 . 


. . L. 


370 


OC75 


L. 


800 


OA8Ì , 


. L. 


155 


OC79 


L. 


960 









TRANSISTORS DI 
BASSA FREQUENZA 
FINALI DI POTENZA 
OC26 . . . L. 1.430 
2 OC2Ó . . L. 2.840 
OC30 . . . L. 2.070 
2 OC30 . . . L. 4.120 

TRANSISTORS DI 
BASSA FREQUENZA 
E PER CIRCUITI DI 
COMMUTAZIONE 
OC76 . . . L. 1.000 
OC77 . . . L. 1.340 
OC80 . . . L. 1.000 

TRANSISTORS 

SUBMINI ATURA 

PER MICROAMPLIFI- 

CATORI 

OC57 . . . L. 1.320 
OC58 . . , L. 1.3^0 
OC59 . . . L. 1.320 
OC60 . . . L. 1.320 



DIODI PER IMPIEGHI 
PROFESSIONALI 

OA73 . . . L. 190 
OA85 . . , L. 190 
OA85C . . . L. 270 
OA86 . . . L. 620 

DIODI AL GERMANIO 
ESECUZ. M1NIAT. 
PER RADIO E TV 

OA90 - . . L. 195 
OA91 . . . L. 195 

DIODI PER IMPIEGHI 
PROFESSIONALI 

OA92 . . . L. 230 
OA95 . . . L. 2.000 
OA96 . . . L. 620 

DIODI AL SILICIO 
DI POTENZA PER 
ALIMENTAZIONE TV 

OA210 . . , L. 770 
OA211 . . . L. 1.410 
OA214 . . . L. 1.390 



ACQUISTANDO una serie di 6 trans istors per 
la classica Supereterodina e cioè: 



n. 1 - OC44 
n. 2 - OC45 . 
n 1 - OC71 . 
n 2 - OC72 



Totale 



L. 970 
L. 1.880 
L. 830 
L. 1.850 
L. 5.530 



AVRETE IN REGALO un altoparlante speciale 
per transistors (diametro centimetri 7 ad alto 
flusso magnetico) del valore di L 1 200 e 
schema teorico e costruttivo di Super a 5 e 6 
transistors con descrizione di montaggio e ta- 
ratura I nostri transistors sono assolutamente 
garantiti. 

Per il pagamento si prega di inviare un terzo 
dell'importo versandolo sul nostro conto cor- 
rente postale n. 13/24882 presso qualsiasi uffi- 
cio postale; la differenza in contrassegno. 

CONSEGNA SOLLECITA in tutta ITALIA 

Chiedete anche il nostro Catalogo Generale: es- 
so rappresenta un utilissimo ed aggiornato mez- 
zo di lavoro e d'informazione; è composto di 
110 pagine nei fermato di cm 23 X 33,3 e ri- 
sulta illustrato con migliaia di articoli radio, 
TV e schemi Per entrarns in possesso versare 
L. 400 (a parziale rimborso spsse stampa) sul 
conto corrente postale n. 18/24882, oppure spe- 
dire vaglia a: 

DIAPASON RADIO - Como 

Via P. Pantera, 1 - Tel. 25.968 



J 79 




Ri 
R> 
R< 
Rs 
R* 
Ri 
R, 
R 9 

Rl9 

Rn 
Ru 

R* 

Rl4 
R,5 



2.2 kn 
0.15 Mn 
2.2 MH 

12 kn 

0.39 n 
0.47 Mn 

1.2 Mn 
1.2 Mn 

0.15 Mfì 
0.68 Mn 
1 kn 
110 n 
220 n 
220 n 
15 kn 



80 



Sig. Giovanni Ramìrez - Roma. 

Intenzionato a costruirsi un 
amplificatole HI-FI di pìccola 
potenza per la sua sala di 
soggiorno ed in possesso di 
un giradisco Philips con te- 
stina AG 3082. ci chiede se 
potessimo pubblicare qualche 
altro schema del genere del 
l' HI-FI Muilard 3x3, magari 
qualcosa di più potente, per 
poter fare la sua scelta. 

Di tanto in tanto riusciamo 
a soddisfare completamente 
qualche lettore: il Suo è per 
l'appuntò questo caso! 

Siamo riusciti a trovare due 
schemi molto simili al famoso 
3x3, che però sono dovuti 
alla Philips - Netherland, ma 
certo non sono da meno del mai 
dimenticato schema Muilard. 

Il meno potente di questi 
due amplificatori è previsto per 
erogare 2 watts di potenza, ed 
ha un eccellente responso: pa- 
ri a quello di un amplificatore 
ultralineare molto più compli- 
cato e dieci volte tanto costo- 
so; ha però anche numerosi 
piccoli svantaggi: il progetto 
ha qualche anno, quindi im- 
piega valvole un po' superate; 
il pentodo a basso rumore 
EF40 ed il pentodo EL41 del- 
la serie rimlock. 

Inoltre non ha una sensi- 
bilità molto spinta: quindi può 
essere usato solo con cartuc- 
ce HI-FI che eroghino un se- 
gnale piuttosto ampio. Nel Suo 
caso però, la testina AG 3082, 
è più che sufficiente. 



Oltre a questo interessante 
amplificatore, pubblichiamo, co- 
me abbiamo detto, anche lo 
schema di un amplificatorino 
più potente, che è veramente 
brillante. 

Come il precedente è un pro- 
getto originale della Philips Ne- 
therland, però è più recente, 
ed ha una EL34 finale: in que- 
ste condizioni si hanno ben 
9 watts di uscita ad altissima 
qualità. 

In definitiva, il fatto che i 
due amplificatori non offrano 
un'amplificazione molto spinta 
è producente, perché il mon- 
taggio non risulta difficile e cri- 
tico come sarebbe se si aves- 
sero molti stadi preamplifica- 
tori. 



Sig. Pier Paolo Perotti - Torino. 

Chiede lo schema del ricevi- 
tore «Beacon» della «Detroia». 



Beacon è un termine un po- 
chino vago, quindi abbiamo do- 
vuto fare i detectives, per sa- 
pere quale schema facesse al 
caso Suo: abbiamo creduto di 
capire dalla Sua lettera che il 
ricevitore fosse quello pubbli- 
cato da un nostro noto inser- 
zionista per il materiale « Sur- 
plus », quindi pubblichiamo il 
Beacon-Detrola, nella versione 
BC-1206-A. 



C, 

c> 
c 3 
c 4 

C 5 

C 6 

C 7 

c 8 

C 9 

Ciò 

c„ 

Cu 



p, 
Pi 
p, 



R, 
Rz 
R, 

R4 

Rs 
R 6 
R 7 
R 8 
R, 

Riti 

Rn 



50 [xF 
50 [xF 
47,000 pF 
150 pF 
270 pF 
1000 pF 
4/,000 pF 
32 \xF 
50 \xF 
4700 pF 
25 \xF 
25 [xF 



0.5 Mn 
1.5 Mn 
5 Mn 



0.1 Mn 
2.2 kn 
56 n 

1 Mn 
0.22 Mn 

1 kn 
3.9 kn 
0.68 Mn 

1 kn 
170 n 
47 kn 



c, 
c 2 
c 3 
c 4 
c 5 

Ci 

c 7 

Cs 

C 9 

Ciò 

Cu 



Pi 
Pi 
p, 



220 pF 
4700 pF 
100 p,F 
47,000 pF 
22,000 pF 
47,000 pF 
50 \xF 
0.1 \xF 
25 \xF 
25 
12.5 [xF 



1 Mn 
25 kn 

0.1 Mn 



ECC40 EF40 EL34 EL41 EZ40 





Consulenza del Sig. Pier Paolo Perotti di Torino 



Noti che le versioni BC 
1206-B e 1206-C non hanno co- 
me finale audio la coppia di 
25L6GT, ma una sola valvola 
28D7, doppio tetrodo. 

Quanto alle note generali; 
sì tratta di un ricevitore a on- 
de lunghe, che era imbarcato 
su gli aerei della USAF nella 
guerra 1940-1945: serviva per 
sentire quando l'aereo era già 
nella zona d'operazione dei ra- 
diofari. 

Sig. dott. M. Moli nari - Bologna. 

Chiede dove si possa procu- 
rare transistori speciali, pro- 
fessionali, per applicazioni di 
calcolo, trasmissione, radioco- 
mando, generatori di poten- 
za, ecc. ecc. 

Le indichiamo alcune ditte, 
M. Marcucci e C. (via Fratel- 
li Bronzetti 37 - Milano) che 
non di rado dispone di transi- 
stori speciali, americani e giap- 
ponesi. 

Milano Brothers [Piazza Ve- 
lasca 1 - Milano) che sono gli 
agenti Italiani per la Tung- 
Sol che produce moltissimi 
transistori per usi particolari. 

Adriano Zamboni {Via Azzo- 
gardino 2 - Bologna) notissimo 
distributore locale di parti spe- 
ciali e professionali che è re- 
putato il distributore bologne- 
se più fornito di materiali in- 
dustriali e per radioamatori. 

Egr. Dott. Avv. Lof li, - Bologna, ed 
altri lettori. 

Chiedono lo schema elettri- 
co del ricevitore professionale 
« ARB », e le nostre impres- 
sioni in merito. 

Per lo schema: ecco fatto, 
per le impressioni: le abbiamo 
già esposte nella « consulen- 
za » del numero precedente. 

Sig. ? Previtali - Torino. 

Chiede se è vero che i tran- 
sistori possono lavorare da 
filtro antironzio per alimen- 
tare radio e circuiti elettro- 
nici vari. 

E' vero, ma non per supe- 
y eterodine a cinque valvole! 
Scherzi a parte si conoscono 




Consulenza del Sig. Previtali di Torino 




Consulenza del Sig. Mario Baraldini di Modena. 




molti schemi del genere, per 

10 più nelle applicazioni prò- 
fessionali, che sfruttano la pos- 
sibilità di usare il transistore 
come trasformatore d'impeden- 
za per smorzare il ronzio. 

Il circuito dimostrativo, ma 
pratico, presentato, è stato da 
noi estratto da un manuale del- 
la Sylvania: si tratta di un 
alimentatore filtrato prima con 

11 sistema tipico, cioè con una 
serie di filtri RC-LC, poi con il 
transistore. In queste condizio- 
ni si ha una tensione alternata 
residua di 0,18 volts subito il 
raddrLzatore a ponte, che vie- 
ne ridotta a 0,005 volts alla 
uscita. 

Se invece del transistore si 
usa un altro filtro con impe- 
denza da 150MH e due con- 
densatori da 1500(jlF cadauno, 
si ha all'uscita una tensione di 
ronzio molto più alta: 0,056 V; 
circa 10 volte tanto che con il 
transistore. 

Sig. Mario Baraldini, - Modena, ed 
altri lettori. 

Chiedono un sistema divi- 
sore di frequenza per ottenere 
un segnale a 60Hz atto a pilo- 
tare orologi elettrici. 

Dopo lunghe ricerche abbia- 
mo trovato il circuito che pre- 
sentiamo: si tratta di un deri- 
vato del basilare «phantastron» 
noto per le applicazioni Radar. 
Gli impulsi eccitatori devono 
avere una frequenza di 360 Hz 
all'uscita si hanno 60 Hz con 
ottima stabilità. 

Sig. Alfredo Seiuto - Bari. 

È interessato alla costru- 
zione di aprigarages : chiede 
lo schema di un trasmet+Hore 
(sulla frequenza dei rad oco- 
mandi) che sia il più sem- 
plice possibile e che emetta 
una portante non modulata, 
nè troppo potente nè troppo 
debole, se possibile uno sche- 
ma Americano. 

Dobbiamo dìrLe che quanto 
pubblicato sopra, è un po' tut- 
to quello che abbiamo capito 
nella Sua pregiata, sia circa il 



Consulenza dei Signo- 
ri G. Balboni di Mila- 
no, B. Perelli di Ve- 
rona, ecc. 




progetto richiesto, sia nelle in- 
tenzioni: effettivamente non è 
molto, su quattro pagine fitta- 
mente riempite; andiamo, un 
futuro industriale come Lei non 
può cominciare col procurarsi 
una macchinetta da scrivere? 

Comunque, pubblichiamo il 
circuito richiesto: è abbastan- 
za potente ma non troppo, ed 
è americanissimo: si tratta dì 
un trasmettitore per aprigara- 
ges della « Robot Applicances 
Inc. - Deaborn - Michigan » 
che ringraziamo. Come vede, il 
circuito oscillante può essere 
sostituito per passare dalla gam- 
ma dei 21 MHz a quella dei 
70 MHz circa, ove in America 
possono lavorare vari automa- 
tismi di radiocontrollo. 

Se vuole riprodurre in serie 
il progetto, chieda la licenza 
alla « Robot » ...ma scriven- 
do a macchina! 

Sigg. G. Balboni - Milano, B. Pe- 
relli - Verona. 

Chiedono un ricevitore per 
radiocomando monovalvo'are 
che non usi un triodo a gas. 

Quando si voglia un rice- 
vitore ad una sola valvola e si 
scarti la XFG1 ed equivalente, 
non resta che il «Frankline: 
un derivato delVHartley. Il cir- 
cuito oscillante è costituito da 
Lì e dalle capacità interelettro- 
diche della valvola stessa, e 
pertanto LI deve essere muni- 
ta di nucleo svitabìle per po- 
ter effettuare la sintonia sul 
segnale-comando. La valvola 
può essere una 3Q5, una 3Q4, 
3S4, 3A4, 3B4: insomma qual- 
siasi finale classica per i ricevi- 
tori portatili di qualche anno 
fa. La bobina da 8Kfì, in serie 
alla pila anodica, è il relais, 
del quale non sono stati dise- 
gnati i contatti perché possono 
essere « in apertura », « in chiu- 
sura » o doppio deviatore, o 
comunque, secondo le neces- 
sità del costruttore. Questo cir- 
cuito è assai efficiente e sta- 
bile: più o meno paragona- 
bile al classico ricevitore con la 
XFG1. 



Sig. Germano Speziali - Roma 

Ci chiede cosa siano i «tran- 
sponder», apparati elettronici 
in uso sui missili. 

I transponder sono ricetra- 
smettitori, nati durante l'ulti- 
ma guerra come IFF (per mag- 
giori dettagli vedi « lettere al 
Dr. » di settembre). In sostan- 
za sono apparati che ricevono 
una serie di segnali-chiave e 
« rispondono » con un'altra se- 
rie di segnali trasmessi: da cui 
il nome, si noti: tran-sponder. 

Nella tecnica missilistica i 
transponder vengono usati per 
determinare la posizione del 
missile, l'altezza, la velocità. 

Per chiarire ulteriormente il 
principio, pubblichiamo lo sche- 
ma di un originalissimo tran- 
sponder in miniatura che si 
deve al notissimo progettista 
americano John Markus. 



Consulenza del Sig. 
Germano Speziali di 
Roma. 



v 



Lo schema è così concepito: 
quando un segnale arriva in an- 
tenna, esso viene raddrizzato 
dai due diodi e trasformato in 
una tensione pulsante che ali- 
menta il transistore che oscil- 
la a quarzo, e pertanto « ri- 
sponde » al segnale con un al- 
tro segnale. 

E' ovvio che questo apparec- 
chio ha una potenza infinitesi- 
male: d'altra parte ha l'enor- 
me chance di non aver biso- 
gno di alcuna pila o sorgente 
di alimentazione! 

In origine veniva « chiama- 
to » da un trasmettitore da 
180 W con antenna direttiva, 
ed « ascoltato » con un ricevi- 
tore super-professionale. In que- 
ste condizioni, dice il testo ori- 
ginale, non è difficile avere la 
risposta da circa 1 miglio. (!) 





"COSTRUIRE DIVERTE" ringra- 
zia la Società Generale Semicondut- 
tori per aver concesso la pubblica- 
zione di questo progetto originale 




ad uso dei suoi lettori. 



[ "/NrT n am Plfà catore del tipo di quello 
fel^U 1 che ora Vi presenteremo, edito- 
r ^ a l mente parlando, ha uno svan- 
^ taggio e molti vantaggi. Lo svan- 
taggio è che non può essere definito « concet- 
tualmente inedito » perché è stato sviluppato 
con « l'up-line » pluricollaudata dei due preampli- 
ficatori seguiti dal push-pull finale: ma i vantaggi 
sono tali che rendono ugualmente molto inte- 
ressante la realizzazione in questione per i let- 
tori; i principali sono questi: 

A) l'amplificatore è frutto dell'esperienza di 
uno dei più importanti complessi industriali eu- 
ropei nel campo specifico e particolare dei se- 
miconduttori: quindi è assolutamente attendi- 
bile e progettato con classe. 

B) L'elasticità di applicazione (radio, fono- 
valige, signal-tracer, interfonia ecc. ecc.) fa sì 
che il progetto sia utile al lettore, che potrà 
applicarlo nelle più svariate realizzazioni con 
certezza di ottima « performance ». 

C) La qualità intrinseca del progetto lo ren- 
de « nuovo »: con soli quattro transistori, que- 
sto amplificatore eroga 1 watt di potenza senza 
particolari artifici; quali trasformatori speciali, 
dissipatori termici voluminosi, criticità circui- 
tale ecc. ecc. Inoltre pur non essendo HI-FI, la 
qualità di riproduzione è ottima: si ha un re- 
sponso utile compreso fra 80 HZ e 10 KHZ, e 
a massima potenza si ha solo (è il caso di dirlo, 
paragonando questo dato con quello di altri 
progetti similari) una distorsione del dieci per 
cento massima. 

Innanzi tutto, è il caso di chiarire subito che 
l'alta qualità del progetto si basa sulle parti- 
colarissime chances dei transistori SGS impie- 
gati: i già noti « piloti » modello 2G109, ed 
i « finali » 2G271. 

Sarebbe lungo esporre i criteri di estrema se- 
verità con cui vengono prodotti questi transi- 
stori, ci riserviamo in proposito di tornare in 
argomento con un articolo apposito e lato e, infine, 
i lettori saranno già vagamente edotti in materia 
dall'interessante esposizione schematica delle ope- 
razioni successive di collaudo, che apparve nella 
prima pagina dei numeri 10-11-12 della Rivi- 
sta: diremo solo che tanta cura porta alla co- 
struzione di transistori del genere del 2G109 
che si permette un « beta » « fuoriserie » di 
qualcosa come 95(1) e pur essendo classifica- 
to amplificatore in bassa frequenza ha una fre- 




Aspetto dell' amplificatore montato, fotografato vicino al telefono per avere un tei mine di paragone nelle 
dimensioni 




VvW i 



Hi 



w.^i— é »-J 



<l AW- 



01 r»fT 




Schema elettrico dell'amplificatore. 



quenza limite di ben 3,5 MHz: addirittura nel- 
le onde corte! 

Non è da meno l'amplificatore finale 2G271, 
che pur essendo un transistore apparentemente 
normale (come ingombro) senza alcun sovracca- 
rico eroga 1 watt in push-pull, come si è detto, 
senza fruire di dissipatore termico aggiuntivo, ed 
ha anch'esso la stupefacente frequenza limite di 
3 MHz (per cui, volendo, potrebbe essere usa- 
to in trasmissione sulla parte bassa delle on- 
de corte, con ottimi risultati. (Ricordiamo ai 
lettori che quasi sempre i transistori finali BF 
non superano 1 50 KHz). 

Queste prestazioni divengono poi ancora più 
brillanti, quando si pensi che il prezzo di mer- 
cato dei transistori detti, non è più alto dei 
consueti modelli di medie prestazioni prodotti da 
altri costruttori europei, e non, come ci si po- 
trebbe aspettare, un prezzo da transistori « pro- 
fessionali ». 

Spinti da cjueste considerazioni, ci siamo dilettati 
a riprodurre in laboratorio un esemplare dell'am- 
plificatore (che appare alle fotografie), che ci ha 
largamente confermato i dati annunciati, pur 
essendo stato montato con parti assolutamente 
« standard ». 

Per chiarire il funzionamento dell'amplifica- 
tore, scorreremo ora brevemente lo schema elet- 
trico, riferendoci ai simboli marcati. 

Poiché questo progetto è particolarmente adat- 
to per fonovaligie a pile di una certa classe, l'in- 
gresso è previsto per pick-up piezoelettrico ad 
alta impedenza. In parallelo al segnale è con- 
nesso il regolatore di volume (RI) da 500 K£l. 
Il cursore di esso preleva l'audio, ed attraver- 
so ad un condensatore da 10.000 pF (Ci) lo 
applica a due resistenze in serie fra loro (R2 
ed R4) che con il loro valore complessivo di 
200 Kf2 fungono da adattamento per la bassa 
impedenza d'ingresso del transistore TRI. Fac- 
ciamo un passetto indietro, per osservare il con- 
trollo di tono, che è composto di un potenzio- 
metro (R3) in serie ad un condensatore (C2) 
verso massa, e funziona «a perdita » regolando 
più o meno la dispersione a massa degli acuti, 
o più propriamente, diremo: delle frequenze 
più alte comprese nel segnale audio. 

Torniamo a TRI: esso è il già presentato, pre- 
stigioso modello 2G109, che lavora a « emettito- 
re comune » per ottenere il massimo guadagno 
possibile. Per stabilizzare il punto di lavoro del 
transistore si sono messi in opera gli accorgi- 




ponte posteriore per 

AHADORI 



Di pretta derivazione 
americana il fenomeno 
"karting,, sta suscitando 
in italia l'interesse di 
milioni di appassionati. 



La ruote AMADORI è 
lieta di mettere a dispo- 
sizione dei costruttori 
e degli appassionati il 
ponte posteriore per Go 
Kart studiato e realiz- 
zato in conformità al re- 
golamento C.S.A.I. nelle 
quattro versioni 

per potenze 

da 2 a 5 HP 
da 6 a 8 HP 
da 9 a 13 HP 
da 14 a 16 HP 



in conformità 
al regolamento 
della C.S.A.I. 



Altra vista dell'amplificatore montato. In primo piano si scorge il puah- pulì finale di t, 
2G271 posti fra i due trasformatori. 



menti di rito: partitore resistivo sulla base (R5- 
R6) e gruppetto di stabilizzazione in serie al- 
l'emettitore (R7-C3). Attraverso il condensato- 
re C4 da IOixF, il segnale viene trasferito da TRI 
al secondo stadio amplificatore, che usa un 
altro 2G109 (TR2). 

Anche in questo stadio si usano gli accorgi- 
menti già osservati per il precedente, allo scopo 
di avere un funzionamento stabile e difficilmen- 
te influenzabile dalla temperatura ambientale, 
inoltre è previsto un condensatore che attenua 
l'amplificazione degli acuti (C6) per rendere il 
responso più « piatto » possibile. 

Il carico del TR2 è induttivo; è il primario 
del trasformatore Ti che trasferisce il segnale 
amplificato allo stadio finale in push-pull che 
usa due transistori modello 2G271 (TR3-TR4). 

A parte la potenza erogata, non ce molto da 
osservare su questo stadio, quindi passeremo al 
l'uscita, notando che dal secondario del trasfor- 
matore T2, viene retrocessa una porzione di 
90 segnale (controreazione) verso il transistore pi- 



i 

Iota TR2, attraverso C7 ed Rll, per spingere al 
massimo la qualità della riproduzione. Notere- 
mo anche che ad evitare inneschi parassiti (che 
non difficilmente insorgerebbero data Paltissima 
amplificazione totale, ed in particolare nei pri- 
mi due stadi) l'alimentazione è filtrata da un 
sistema « passa-basso » formato da C9-R12-C5. 

L'alimentazione dell'amplificatore è studiata 
per una tensione « standard » di nove volts, da- 
ti da una normale pila per ricevitori tascabili 
a transistori. 

La costruzione del complesso è molto facile; 
osservate le nostre fotografie: volendo si può 
comodamente montare il tutto su un rettangolo 
di breadboard TEKO di cm. 10 X 8 o poco più. 

Seguendo questo sistema, si troverà la mi- 
gliore disposizione per le varie parti, che rispec- 
chia praticamente il percorso del segnale: in- 
gresso vicino a Ri ed R3, con relativi piccoli 
componenti CI - R2 - R4 - C2, quindi il transi- 
store TRI, con relative resistenze e condensa- 
tori; poi TR2, quindi il trasformatore pilota TI, 



Vista dall'alto dell'amplificatore montalo. Si noli la disposizione dei principali componenti. 



e fra esso e T2 la coppia di transistori finali 
TR3-TR4. 

Per il fissaggio delle parti è molto comodo fa- 
re uso di occhielli ribattuti nei fori della basetta, 
quindi in ogni occhiello si infilano tutti i termi- 
nali che devono essere connessi tra loro (per 
esempio: quello della base di TR2 e quelli pro- 
venienti da C6-C7-R11 -C4-R10-R9) e poi 
si salda l'occhiello con tutti i conduttori. 

Converrà stringere il terminale dei transistori 
con una pinza, ad evitare sovrariscaldamento : 
però non si deve avere un eccessivo timore, per- 
ché i moderni transistori temono un po' meno 
il calore di quelli di alcuni anni fa: si ricordi, 
in proposito, la saldatura dei circuiti stampati 
radio, che pur causando un riscaldamento dei 
terminali dei transistori montati, di qualche se- 
condo, (e sono terminali accorciati, si noti) dif- 
ficilmente danneggia il semiconduttore. 

Riconoscere i terminali dei transistori, è fa- 
cile. I transistori SGS usano la base standard 
Jedec tipo E3-44, come vari esemplari General 



Electric, Texas Instruments, Bell, ecc. 

Questa base è rotonda ed i terminali sono di- 
sposti a triangolo: vicino ad uno di essi, sul 
fondello, c'è una sporgenza che serve da iden- 
tificazione: il terminale vicino alla sporgenza 
è l'emettitore, quello « in alto » rispetto al pri- 
mo, la base e quello rimasto, evidentemente, il 
collettore. 

Il terminale della base è collegato all'involu- 
cro del transistore, che pertanto non deve an- 
dare a « toccare » contro altre parti percorse da 
tensione o segnale. 

L'amplificatore, se cablato esattamente, fun- 
zionerà immediatamente in pieno, senza neces- 
sità di messa a punto. 

ELENCO DELLE PARTI 

Ap: altoparlante di ottima qualità, potenza 
max almeno 1,5 W; 

CI: condensatore ceramico 10 KpF (o a 
carta); 

C2: condensatore ceramico da 3,3 KpF; 



i 

"8 

fi 

J* 
0 

s 



••a 

ri 
2 



TRANSISTOR 












OC 22 » . ; „ . . . 


L 


2 860 


OC 26 


L 


1 066 


OC 23 , . ... 


» 


3 202 


2. OC 26 . 


» 


2 122 


OC 24 » 


» 


3 202 


OC 30 , . 


, . r , » 


1.546 


OC 28 




2.518 


2. OC 30 . 


» . ■ 1 » . » 


3 082 


OC 29 




2 290 


OC 57 . . 




982 


OC 35 




2 062 


OC 58 . . 


, , , » 


982 


OC 36 




2 860 


OC 59 . 


# 'fi 'ijp , . » 


982 


ASZ 20 


» 


2 290 


OC 60 . . 


. » 


982 


OC 44 




682 


AC 107 


• iy >v - ■ » 


700 


OC 45 




658 


OC 70 




538 


OC 46/ASZ 11 


» 


1 696 


OC 71 . . 


» 


562 


OC 47/ASZ 12 


» 


1 852 


OC 72 . . 


» 


628 


OC 169 „ 




653 


2. OC 72 


• »> . ■ « ■ . » 


1.246 


OC 1 70 


» 


820 


OC 74 . . 


» 


676 


OC 171 




1 102 


2. OC 74 . 


* » 


1.346 


ATZ 10 . . 




4.570 


OC 75 


• * . i . » 


610 


OC 76 




742 


OC 79 . , 


• > « « 1 ■ » 


712 


OC 77 




994 


OC 139 , 


» . « * , . » 


1.924 


OC 80 


» 


742 


OC 140 . 


, » 


2 290 


OC 200/BCZ 10 .... 




2 860 


OC 141 


» 


2.518 


OC 201/BCZ 11 . . . . 




3.202 


OCP 70 


» 


2.170 


BCZ 12 


» 


3.202 


OC 16 G . 




1.930 


40800 ( 2. OC 171) . . . 




2.194 


2 OC 16 G 


» 


3 850 


40801 (2. OC171 / 3. OC170) 




4.624 


OC 65 . . 


» * « < . . » 


1.270 


40802 (1. OC 44 / 2. OC 45) 




1.978 


OC 66 . , 




1 270 



DIODI AL GERMANIO 

OA 70 L. 127 

OA 72 » 148 

2. OA 72 » 298 

OA 79 » 139 

2. OA 79 . » 274 

OA 81 » 191 

OA 90 » 148 

OA 91 » 148 

OA 73 » 142 

OA 85 » 142 



OA 85 
OA 86 
OA 92 
OA 95 , 
OA 96 . 



DIODI AL SILICIO 



OA 210 
OA 211 
OA 214 



202 
466 
190 
154 
466 



580 
1.060 
1.030 



a chi acquista per L. 3000 di materiali, omaggio di un volume con 
tutte le caratteristiche di tutti i transistori di produzione mondiale. 



BOTTONI & RUBBI 

Via Belle Arti, 9 . Telefono 224.682 - Bologna 



C3: condensatore microelettrolitico da 
da IOOliF- 12 VL; 

C4: Condensatore microelettrolitico da 
10[xF - 12 VL; 

C5: condensatore microelettrolitico da 
lOOpiF - 12 VL; 

C6: condensatore a mica o ceramico da 
da 330 pF; 

C7: condensatore a ceramica o mica da 
da 270 pF; 

C8: Condensatore microelettrolitico da 
100p,F-12 VL; 

C9: condensatore microelettrolitico da 
ÌOO^F - 12 VL; 

RI: potenziometro miniatura da 500Kf2 con 
interruttore (S); 

R2: 100 KH - Vi W - 20 96; 

R3: potenziometro miniatura da 500 KH; 

R4: 100 KH - Vi W - 20%; 

R5: 33 KH - Vi W - 20%; 

R6: 100 KH -J/iW- 20%; 

/2 W - 20%; 

W - 20%; 
Vi W - 20%; 

- Vi W - 20%; 

- ] / 2 W - 20 %; 
1 W - 20%; 

■ i/i W - 20 %; 

10 % o 20 °/o; 
10 % o 20 °/o; 



R7: 2/7 - 
R8: 6,8 KH - 
R9: 3,3 KH - 
RIO: 10 KO 
Rll: 56 Kn 
R12: 150H - 
R13: 270 a - 
R14: 33 KH - 1 W - 
R15: 2,2 - 1 W 



TI : trasformatore pilota di buona qualità 
(esempio GBC - P168/3); 

T2: trasformatore d'uscita di buona qualità 
(esempio GBC - P168/4); 

TRI : transistore 2G109 Società Generale 
Semiconduttori; 

TR2 : transistore 2G109 Società Generale 
Semiconduttori; 

TR3 : transistore 2G271 Società Generale 
Semiconduttori; 

TR4: transistore 2G271 Società Generale 
Semiconduttori; 

Varìe\ basetta perforata TEKO con acces- 
sori di fissaggio (ribattini, viti dadi, supportini, 
boccole). Filo, stagno, due manopoline per Ri 
ed R3, pila « tipo giapponese » da 9 V, minute- 
rie assortite. 



WELL: il primo ricevitore per 
OM applicabile alle stanghet- 
te degli occhiali. Reflex a 3 
transìstor + 2 dìodi (6 fun- 
zioni). Pila da 1,3 V incorpo- 
rata. Autonomìa da 75 ad ol- 
tre 150 ore. Dimensioni mm. 
75x31x10. Peso 40 gram- 
mi. Montato ed in scatola di 
montaggio, Dépliant illustrati 
vo a richiesta. 






ALIMENTATORE in alternata per 
SONY ed altri tipi di ricevitori 
fino ad 8 transistor a 9 V. Eli- 
mina la batteria e riduce a zero 
il costo d'esercìzio. Cambio ten- 
sioni per 125, 160 e 220 V. Mu- 
nito di interruttore e lampada spia. 
Contro rimessa anticipata L 1 980; 
contrassegno L. 2 100. 



TELEPROIETTÓRE Micron T1 5/60", il più 
compatto esistente. Diagonale dell'imma- 
gine cm, 155. E' venduto in partì stac- 
cate. Guida al montaggio con circuito elet- 
trico, tagliandi per la consulenza/ indica- 
zióni per trasformare vecchi televisori a 
visione diretta nel TI 5 60", elenco dei 
tipi di televisori trasformabili, ecc., L. 1.000 + spese 
postali. Documentazione gratuita sulle caratteristiche del- 
l'apparecchio, elenco delle sue parti e prezzi. 



Progettato per ra- 
dioamatori, stu- 
denti in elettroni- 
ca, Scuole Profes- 
sionali, la scatola 
di montaggio del 
televisore 

T 12/1ltì° 

presenta le se- 
guenti caratteristi- 
che: cinescopio al- 
luminizzato a 1 10°; 
12 valvole per 1B 
funzioni 4- rado 1 

silicio +- cinescopio; cambio canali ad 8 posizioni su 
disco stampato; chassis in del lite con circuito stam- 
pa to; p red i sposto pe r con ver t i tore UHF . 
Pura messa a punto gratuita. Materiale di scansione, 
valvole e cinescopio dì primissima qualità. 




Prezzi : scatola di montaggio per 17" L. 29.800; per 21 " 
e 23" rettangolare L, 30 250; kit delle valvole L, 12,954; 
cinescopio da 17" L. 15.900; da 21" L, 21,805; da 23" 
rettangolare L. 25.555, Guida al montaggio e tagliandi 
consulenza L. 500 + spese postali. La scatola di mon- 
taggio è venduta anche frazionata in 6 pacchi da L„ 5 500 
cadauno. 



Scatola di montaggio T14 14"/P, televisore «portatile» 
da 14", a 90", molto compatto, leggero, prezzo netto 
L. 28.000; kit valvole L. 13.187; cinescopio L. 13.900 
in vendita anche in n. 5 pacchi a L. 6 000 l'uno. 

Maggiore documentazione gratuita richiedendola a: 
MICRON TV, Cono Industria 67/1 - ASTI - Tel. 27 57 



93 




questo prezzo che non è certo quanto di più arrem- 
batale si possa trovare, chi desidera ottenere inci- 
sioni su nastro qualitativamente buone, o ha delle 
esigenze di riproduzione, di solito lo preferisce al 
piezo « classico » perché quest'ultimo ha uno spia- 
cevole timbro vagamente acuto e stridente che per 
molte marche e modelli si avvicina al metallico, ed 
è difficilmente equalizzatale : quindi, malgrado che 
il microfono dinamico sia caro e delicato (teme la 
umidità e il pulviscolo) e dia anche un'uscita molto 
bassa che implica l'uso di un preamplificatore, e sia 
a bassa impedenza (quindi necessiti di trasforma- 
tore o altro adattamento, per l'uso con amplifica- 
tori a valvole), viene molto spesso preferito per la 
sua riproduzione « pastosa » e « naturale ». 

In sostanza, anche se non sempre a ragione, Fau- 
diofìlo considera il microfono dinamico un sino- 
nimo di alta fedeltà. 

Resta comunque il piccolo, trascurabile inconve- 
niente del prezzo ... « inconvenientino » che però 
vieta ai più il possesso di un microfono dinamico. 
94 Ne volete provare uno? Beh, noi non possiamo 




dituttnictX 

fatto con vecchie parti radio 



prestarvelo: ma possiamo insegnarvi a costruirveL, 
abbastanza di buona qualità, e Vi costerà solo un 
paio di biglietti da mille; se non avete già nel cas- 
setto dei pezzi il materiale occorrente: che è tanto 
« solito » e « normale » che siamo propensi ad af- 
fermare che ogni lettore lo possieda: magari rima- 
sto dalla costruzione di un ricevitore o amplificato- 
rino: o acquistato in previsione. 

Non occorre che un transistore, un altoparlantino 
classico per ricevitori tascabili, qualche resistenza; 
poche altre minuterie. 

Osserviamo assieme lo schema elettrico: in so- 




RICAMBI ORIGINALI 



Ora pronti a Bologna, e per la spedizione in tutta 
l'Italia, le parti staccate dei più famosi ricevitori 
del mondo: i SONY 



Listino prezzi ricambi radia maò* TI?. 670 



PARTICOLARI IN PLASTICA O METALLO 
PER LA COMPOSIZIONE DELL'ASTUCCIO 

Astuccio in materiale plastico (vari colori) 
Copri altoparlante in metallo traforato 
Cerchio in metallo dorato per copri alto- 
parlante 

Cerchio in metallo interno per altoparlante 
Manopola in plastica per ricerca volume - 
Manopola in plastica per ricerca stazioni . 
Scala per indicazione stazioni in metallo 
Attacchi in plastica per attacco batteria * 
Ricambi jack per auricolare 



Altoparlanti 
Variabile 

Controllo volume 
Antenna in Ferrite 
Transistor 

2 T 65 

2T73 . . . 
2T7Ó ... 







Varistor 












1 T 52 




L 


1 200 




1 800 










» 


400 


Diodi 








» 


200 


SD-4Ó s ■ 




. . L. 


800 




150 












100 


Oscillatori 








» 


100 


002-BQ . . 




' % i %; % W 


800 




250 










150 

150 


Condensatori 












10WV-20MFD-X3 . - 


=" Li 


400 






10 MFD-3V 






400 


L 


1 200 








L 


1 250 


Trasformatori 








L 


500 








L 


300 


LI - 008 - 


AP ... % 


L. 


600 






LI - 008 - 


BP . 


• .* < *. » 


600 




1 200 


LI - 008 - 


CP 


» 


600 


» 


1 200 


TX - 002 






600 


» 


1 200 


TI - 002 






600 



Cistitto prezzi ricambi radia moò* TiZ* 774 



PARTICOLARI IN PLASTICA E METALLO 

Astuccio in materiale plastico -{vari colori) L 

Manopola in plastica per ricerca volume . » 

Manopola in plastica per ricerca sintonia , » 

Attacchi per antenne . . .... » 

Attacchi in plastica per batterie ...» 

Jack per auricolare . » 



Altoparlanti . . 
Variabile 

Controllo volume . 
Antenne in ferrite 
Transistor: 

S250 
2SD65 
2T76 
2SA122 
2T201 . . 

Diodo 1 T 23 G 



2 300 
130 
130 
300 
170 
150 

1.450 
1 450 

800 
500 

1 200 
1.200 
1.200 
1 200 
1.700 

900 



Oscillatori 



LO - 026 . . 


. . . 'i , L, 


900 


LO - 027 . 


.*.*.*. ; L. 


900 


Condensatori 








gj£fek | ■ 1 


500 


10 MF 3 V . , • 


f. ti. ■.. .* . *» 


500 


10 V MF 20x3 1 


,,...» 


500 


30 MF 3 V ... 


« $ . •* , » 


500 


OA 70 . . . . 


» #• i m » » 


500 


3 V 3 O U F . 


,-»».., , s » 


500 


10 MF 10 V 


. * • : Kii • » 


500 


20 MF 10 V 




500 


10 V 10 UF . , 


. • . " : . % » 


500 


Trasformatori 






LI - 021 - AR . 


m ^ ' l L. 


600 


LI - 021 - BR . . . . 




600 


LI - 021 - CR 


» 


600 


TI - 002 




600 


TX 002 




600 



Cistina prezzi ricambi radia mod+ Ti?* 620 



PARTICOLARI IN PLASTICA O METALLO 
PER LA COMPOSIZIONE DELL'ASTUCCIO 

Astuccio in materiale plastico (vari colori) 
completi di copri-altoparlante, cerchio 
dorato, cerchi interni e manopole . . 
Manopola in plastica per ricerca volume , 
Manopola in plastica per ricerca stazioni 
Rotelìine per puleggine ...... 

Attacchi in plastica per attacco batteria 

Ricambi jack per auricolare 

Bar antenna . - . . 

Gancetti per bracciale ...... 

Altoparlanti 

Variabile . . 

Controllo volume 
Antenna in Ferrite 
Transistor 

2 SD 65 

2 SC 73 . . 







S 250 . 


L 


1 200 






Diodi 






L 


1.800 


1 T 23 G . 


. . f s . L^ 


800 


» 


100 








» 


100 


Oscillatori 


L. 


800 




150 










150 


Condensatori 






» 


150 


3 V 30 UF . 


, > ■% t *L* 


400 


» 


100 


10 MFD-3 V 




400 


» 


50 


30 MF I0V 




400 


L 


1 200 








L. 


1 250 


Trasformatori 






L 


500 


40305802 




600 


L. 


300 


40305702 


« » » ■ . » 


600 






40305902 r , . . . 




600 


L. 


1 200 


40505422 




600 


» 


1 200 


423-021 


. . . » • 


600 


y> 


1 200 


427-025 , . , . . 




600 



Rivolgersi alla Ditta BOTTONI & RUBBI Via Belle Arti, 9 - Tel. 22.46.82 - BOLOGNA 



stanza c'è l'altoparlante che è connesso ad uno sta- 
dio amplificatore a transistore con emettitore a mas- 
sa, per ottenere il massimo guadagno. 

Come funziona? Semplice: un altoparlante è un 
microfono dinamico; cioè un altoparlante ha il fun- 
zionamento reversìbile 

Come altoparlante, il segnale audio, che è una 
tensione alternata, percorre la bobina mobile im- 
mersa in un intenso campo magnetico, provocando 
il movimento del cono avanti e indietro e con que- 
ste « vibrazioni » remissione di suoni nell'ambiente. 

Come microfono dinamico, il funzionamento è il 
seguente: i suoni fanno vibrare il cono, e poiché es- 
so è compreso nel campo magnetico che si diceva, 
la bobina mobile si carica di una tensione alternata 
che è proporzionale per frequenza ed ampiezza ai 
suoni « eccitatori ». 

Detto questo, è già intuibile il resto. 

Il segnale ai capi della bobina mobile è a bassa 
impedenza (dato che la bobina ha tutt'al più una 
impedenza di 15-16 Ci) però non tanto bassa da 
non poter venire accolta dal circuito di base del 
transistore: e ad esso si trasferisce dopo aver su- 
perato il condensatore di blocco CI. 




RQDIO S0I1JH, 

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RADIO COSTRUZIONI AINA 

■ CERANO (Novara) - ccp. 23/11357 



Dalla giunzione della base, il segnale si trasferi- 
sce nella giunzione di collettore, molto amplificato 
dal « beta » del transistore. Dal collettore il segnale 
può essere direttamente inviato ad un amplificatore 
a valvole in quanto ha già un'ampiezza sufficiente: o 
può essere anche connesso ad un amplificatore a 
transistori, per la stessa ragione: con la differenza che 
un amplificatore a valvole ha una impedenza d'in- 
gresso assai elevata, mentre per quello a transistori 
è molto più bassa. 

D'altronde un amplificatore a valvole ha di so- 
lito un guadagno più elevato di uno a transistori. 

Per la somma di queste due ragioni in sede di 
progetto si è usato un « sistema » che potrebbe es- 
sere definito « trucchetto » per adattare l'uscita del 
nostro microfono sia ad un amplificatore a valvole 
che ad uno a transistori: questo sistema è la sem- 
plice inserzione in serie al circuito d'uscita di una 
resistenza, quando si voglia ottenere una impeden- 
za (in questo caso, più propriamente di una resi- 
stenza) di uscita alta ed adatta ad amplificatori e 
valvole, e di cortocircuitare questa resistenza per 
un'uscita a impedenza più bassa quando si voglia 
connettere il microfono ad un amplificatore a tran- 




Vista del montaggio estratto dalla scatolina. Si no- 
tano tutti i componenti tra i quali i due interrut- 
tori e le due pilette (nel coperchio). 



UVaik dnd latto 

RICETRASMETTITORI 

m a r c u c c i 

Mod. M117: « Messanger » a transistors, portata ot- 
tica mt. 500, nell'abitato portata mt. 200- 
300, peso kg. 0,600, alim. 2 pile a 9 Volt 
tipo giapponese. 

Mod. M 52 : « Telemark » a valvole, portata ottica 

10 km. nell'abitato da 1-5 km. peso chi- 
logrammi 1,600, alim. 2 pile da 45 Volt 
mm. 67 x 25 x 95, oppure 2 da 50 Volt 
mm. 30 x 47 x 95 e una pila da 1,5 Volt 
a torcia mm. 33 x 60. 

Mod. M119: «Explorer» a valvole, portata ottica 10- 
15 km. Nell'abitato da 1-7 km. Alim. per 
posto fisso corrente alternata tensione 
universale; corrente continua 12 Volt con 
survoltore esterno. 
Potenza di uscita R.F. 3 Watt. 
Sensibilità 10 mVolt. 
Sensibilità di chiamata 25 mVolt. 
Gamma di frequenza 27-144 Mhz. 
Modulazione di placca 80 % massimo. 

Mod. M 121 : « Ranger » a valvole, portata ottica di 
collegamento 20-25 km sia fisso che por- 
tatile su veicoli. L'alimentazione può es- 
sere sia in corrente alternata, come in 
corrente continua a 12-24 Volt. 

11 ricevitore è un supereterodina a dop- 
pia conversazione con 7 valvole e cri- 
stallo di quarzo; il trasmettitore, pure 
con controllo a quarzo, comprende 5 val- 
vole ed eroga una potenza di 15 Watt; 
la modulazione è di ampiezza. 

N.B. Il mod. M119 « Explorer» può lavorare sia con 
uno o più apparecchi, sia tra due posti fissi o 
tra due posti mobili o tra un posto fisso e più 
posti mobili, tarati sulla medesima frequenza. 

Informazioni dettagliatissime scrivendo alla ditta: 
M. MARCUCCI E C. - V. F.lli Bronzetti, 37 - Milano 

Si prega di accludere un francobollo da L. 50 per le spese. 



sistori. Il che, nel nostro caso, si ottiene con un 
semplice interruttore, ed una resistenza da 220 Kfi, 
posti in serie al collettore, ed in parallelo fra loro. 

Per realizzare in pratica il nostro microfono, de- 
rivato da un altoparlante, converrà usare una sca- 
tolina in plastica che funga da custodia. Noi ab- 
biamo usato un portasapone « vulgaris », che, non 
c'è che dire, fa la sua figura: è evidente che ben 
altri contenitori possono essere usati: a ciò suppli- 
rà la ben nota fantasia creativa dei nostri lettori. 

Il contenitore verrà scelto in modo che possa 
contenere « in misura » l'altoparlante. Il transisto- 
re, l'interruttore d'accensione, le due pilette da 
1,5 V, l'interruttore « alta impedenza-bassa impe- 
denza » e le altre piccole parti verranno sistemate 
senza difficoltà eccessive vicino ed attorno al ma- 
gnete ed al cestello. Le connessioni sono molto fa- 
cili e poco numerose: non certo tali da mettere in 
difficoltà anche un principiante. 

Gioverà comunque fare un montaggio con colle- 
gamenti corti e razionalmente disposti per non rac- 
cogliere segnali parassiti: principalmente il ron- 
zio. A questo proposito, è necessario che il cavetto 
d'uscita sia schermato. 

A montaggio ultimato, può essere utile una mes- 
sa a punto che andrà a tutto vantaggio dell'effi- 
cienza del progetto. 

Poiché vari sono gli altoparlanti che possono es- 
sere usati come microfoni, converrà cercare le mi- 
gliori condizioni di lavoro per il transistore, va- 
riando la resistenza Ri (polarizzazione); sperimen- 
tando il prototipo del montaggio, noi constatam- 
mo che notevoli differenze di valore si rendevano 
necessarie passando da un tipo di altoparlante al- 
l'altro, per ottenere il massimo rendimento: il va- 
lore citato allo schema (470 Kf2) è generalmente 
buono, ma può essere aumentato sino ad 1,5MH. 

Altrettanto va detto per la resistenza « adattatri- 
ce » (R3) per l'impedenza, che a seconda dell'im- 
pedenza d'ingresso dell'amplificatore a valvole con 
cui si vuole usare il microfono può essere variata 
da 50 KH a 390 KH. Comunque, per le prove la 
miglior cosa è collegare l'uscita del microfono al 
« fono » di un efficiente radioricevitore ( tramite un 
cavetto ragionevolmente lungo ad evitare effetti 
Larsen) ed effettuare le varie prove. 

Questo, perché l'amplificatore BF di un radiori- 
cevitore è generalmente molto povero come guada- 
gno, quindi permette di spingere al massimo la mes- 
sa a punto e di apprezzare grandemente le miglio- 
rie. Per finire, diremo che il consumo del microfono 
98 dalle pile entro contenute non supera il mA, quin- 



di è da ritenersi irrisorio e passeranno mesi prima 
che debbano essere sostituite. 



LISTA DELLE PARTI 

M: altoparlante da 10 o 12 cm. di ottima qua- 
lità per ricevitori a transistori, ottimo ITsophon 
GBC «A411» oppure il Beta X6 o equivalenti. 

L'impedenza dell'altoparlante è bene sia com- 
presa tra 10 e 20 H. 

C1/C2: 1(jlF microelettrolitici 6 VL. 

TR: transistore Philips OC75 (usabile anche il 
CK727 Raytheon e equivalenti). 

Ri: vedi testo. 

R2: 22KH- Vi W. 

R3: vedi testo. 

Sl/S: interruttori unipolari. 

B: due pile da 1,5 V microminiatura poste in 
serie. 

Inoltre: basetta con capicorda, scatoletta-conte- 
nitore, filo, cavetto schermato, viti con dadino, 
minuterie varie. 




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stranamente critici nei riguardi della tensione 
con la quale vengono alimentati: capita spesso 
che un amplificatore distorca terribilmente con 
una determinata tensione, mentre basta variar- 
la di uno o due volts perché tutto torni nor- 
male e regolare. Potrei rifarmi al classico esem- 
pio della maggioranza degli oscillatori « liberi » 
che cambiano grandemente di frequenza varian- 
do la tensione alimentatrice; potrei ricordare al- 
tri esempi noci e casi particolari, ma parliamo 
fra esperimentatori, quindi so che anche il let- 
tore potrebbe raccontarci « le sue », cioè i casi 
che gli sono capitati. 

Ciò premesso, non è difficile assumere che ad 
un esperimentatore sarebbe molto utile un ali- 
mentatore da banco, che rettificasse la « rete » 
erogando a bassa tensione, una buona corrente, 
in modo da poter servire anche per l'alimenta- 
zione di apparecchi con transistori di potenza 
a forte consumo. 

Volendo, non è difficile concepire un alimen- 
tatore a forte potenza (vedi ad esempio quello 
presentato sul numero scorso di questa rivista) 
ma le difficoltà si presentano quando l'alimen- 
tatore debba erogare anche la tensione variabile 
da zero al massimo. 



un alimentatore 
transistorizzato 
molto versatile 

Questa difficoltà può essere riassunta dalla 
scarsa possibilità di reperire il reostato da 
20-30 W che servirebbe per regolare la tensio- 
ne in uscita: ed anche dal prezzo del reostato, 
che può superare facilmente le 3-4.000 lire; che 
in sè non sono molte, ma aggiunte al costo delle 
altre parti cominciano a formare una piccola 
cifra. 

Per contro, usando come raddrizzatore un 
transistore di potenza, si può regolare indiret- 
tamente la tensione d'uscita, regolando la pola- 
rizzazione di base del transistore: e poiché nella 
base circola una corrente molto meno intensa di 
quella d'uscita, il reostato regolatore può essere 
molto più « piccolo » dovendo dissipare una 
potenza molto inferiore. 

Desiderando un alimentatore per i miei espe- 
rimenti a tensione variabile, feci tesoro di que- 
ste considerazioni: e nel progetto che sto per 
presentarvi le vedrete applicate. 

In sostanza l'alimentatore è così concepito: 
può fornire da zero a 10 volts con una corrente 
di 2,5 ampère. 

La rete è applicata al primario di un trasfor- 
matore per suonerie elettriche domestiche, che 
ha il secondario che eroga 0-8-12 volts con 3 am- 
père massimi. 

(Trasformatori di questo tipo sono facilmente 
rintracciabili presso i magazzini che forniscono 
parti agli elettricisti installatori; nota della Di- 
rezione). 99 



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Il secondario non viene usato per intero, ma 
solo la porzione da 0 a 8 volts. 

La tensione viene applicata direttamente al 
collettore del transistore, mentre alla base arriva 
tramite una resistenza di protezione (RI) e poi 
attraverso al potenziometro ( R2 ) che varia la 
tensione. 

Il transistore merita alcune note: in questo 
circuito non si richiede un funzionamento cri- 
tico come nel campo dell'HI-FI, quindi la scelta 
del transistore da usare è molto elastica e può 
essere basata anche solo sulla massima tensio- 
ne e massima dissipazione concessa. 

Per esempio: nel mio alimentatore prevedo 

10 volts con 2,5 Ampère, quindi 25 watts; ho 
usato un transistore 2N277 che è previsto per 
50 watts, e così sono stato nella più ampia tol- 
leranza. 

Richiedendo una potenza minore: per esem- 
pio gli stessi 10 volts, ma con 1 ampère mas- 
simo, potrete usare transistori molto più « mo- 
desti »: per esempio l'OC27, il 2N554, il 2N301, 

11 2N307 e molti e molti altri transistori di uso 
corrente. 

Oggi come oggi che transistori di potenza di 
seconda scelta sono reperibili un po' dovunque 
a meno di 7-800 lire, posso dire che il transi- 
store da usare può essere pagato meno di un 
raddrizzatore al selenio di uguale potenza! 

Ma andiamo avanti con le considerazioni ri- 
guardanti lo schema. 

Oltre al transistore è connesso un condensa- 
tore elettrolitico di filtro molto ampio: 1000[jlF. 

Se non si usa una capacità del genere, come 
filtraggio, si ha un forte ronzio, nell'uscita: e 
si noti che se si avessero 2000-3000p,F, come 
CI, si avrebbe un rendimento migliore, i 1000[J,F 
citati sono un mimmo. 

Se non trovaste presso il vostro abituale for- 
nitore un condensatore da 1000[xF, potrete for- 
marlo con vari condensatori in parallelo: pe- 
rò da qualche tempo, condensatori di capacità 
superiore a 1000[xF vengono prodotti regolat- 
mente da moltissimi costruttori: per esempio 
la « URANIO » produce il « Tipo 3200 » che 
pur avendo un ingombro limitato, ha 2000piF 
e ben 30 volts-lavoro. 

Questo progetto non avrebbe senso se non 
si applicasse all'uscita un voltometro, per con- 
trollare quale tensione effettiva si ha in uscita: 
per determinare, come si diceva all'inizio, qua! 'è 
la tensione ottima per alimentare determinati 
apparecchi sperimentali; quindi, come appare 




1 — 



RETE 



iti 



> tao ?w 




Schema elettrico dell'alimentatore. 

allo schema, ne ho usato uno da 10 V-fondo 
scala, in parallelo all'uscita. 

La forma di realizzazione pratica che sarebbe 
più adatta ad un alimentatore come questo ri- 
cade nel « professionale » cioè nell'uso di uno 
chassis e pannello metallici e, in sostanza, di un 
assieme ben rifinito che possa fare la sua figu- 
ra posto sul banco. 

Però se verrà usato da un esperimentatore 
non eccessivamente ambizioso, l'alimentatore può 
anche essere realizzato in versione meno « chic » 
pur senza perdere nulla in efficienza. 

Per conto mio ho voluto realizzare un com- 
plesso, oltre che utile, anche estetico, e mi so- 
no procurato in un magazzino di « Surplus » 



Fotografia di transistori che possono essere usati 
per questo montaggio: a destra un gruppetto di 
quattro transistori a media potenza al germanio ed 
uno al silicio. A sinistra il transistore 2N277. 





Schema pratico dell'alimentatore. Il transistore disegnato è il 2N277. 



RETE 



una cassettina di alluminio che conteneva alcu- 
ni condensatori e trasformatori di uso ignoto: 
probabilmente un filtro audio; ed ho smontato 
questi pezzi conservandoli per altri cimenti. Re- 
cuperata -quindi la cassettina « pulita » l'ho usata 
come involucro. Come si vede alle fotografie, sul 
fronte ho fissato il voltometro (anch'esso sur- 
plus) e da un lato ho fatto uscire l'alberino del 
potenziometro R2. Dimenticavo di dire che la 
cassettina forata e preparata è stata scrostata 
della brutta vernice verde originale e rifinita 
con una mano di vernice raggrinzante a pen- 
nello (Duco). 

Anche per il montaggio di tutte le parti ho 
usato un piccolo chassis metallico, studiato nelle 
dimensioni che la cassettina mi permetteva. 

Sullo chassis ho fissato il trasformatore ed il 
transistore: quest'ultimo come tutti i transisto- 
ri di potenza ha il collettore elettricamente con- 
nesso al corpo, cioè alla « carcassa » metallica, 
allo scopo di poter dissipare meglio il calore 
che sviluppa durante il funzionamento. 

Per questa ragione la massa metallica del tran- 
sistore deve essere isolata dallo chassis per pre- 
venire cortocircuiti ed «infortuni» vari: si rag- 
giunge lo scopo di tenere isolato il transistore e di 
dissipare nel contempo il calore, separando il 
fondello del transistore ed il piano dello chassis 
con un foglietto di mica, ed usando per la vite 
di fissaggio un passachassis di ceramica ed un 
paio di rondelle di mica: a voler proprio essere 
sottili, si può ungere la mica con del grasso 



al silicone, come è consigliato da vari costrut- 
tori per un migliore « contatto termico ». 

I collegamenti sono pochissimi ed è pratica- 
mente impossibile errare: gioverà l'attenzione 
rivolta alle polarità del condensatore, agli attac- 
chi del transistore eccetera, come di solito. 

Per finire, aggiungerò che potrebbe darsi che 
il vostro alimentatore non avessi la tensione di 
uscita regolabile da zero al massimo, ruotando il 
potenziometro, perche con il transistore da Voi 
usato la resistenza RI avesse un valore eccessi- 
vo: in questo caso diminuirete il valore a 96017 
oppure a 820fi o a 680H c così via, fino a tro- 
vare la migliore regolazione: totale e graduale 

LISTA DELLE PARTI OCCORRENTI 

TI: trasformatore riduttore. Primario adat 
to alla rete-luce, secondario da 8 volts. Potenza 
adatta al transistore usato, 

TR: transistore PNP amplificatore di po 
tenza o switching, anche di scarto purché effi- 
ciente, Vedi testo. 

Ci: condensatore da lOOO^iF, 25VL. Me- 
glio se da 2000 o 3000 \x¥. 

RI: resistenza da lKfì-2 W. Vedi testo, 
R2: potenziometro a filo da 200fì. 
I: voltmetro o ce. da 10 volts fondo scala, 
Varie: chassis in alluminio, isolamento per 
il transistore, filo per rete con spina, interrut- 
tore unipolare (può essere coassiale a R2), mor- 
setti d'uscita, eventuale cassettina metallica viti 
e minuterie varie. 



SM 2003 GBC 



costruite un televisore con noi 





Seconda Puntata 



a volta scorsa avevamo montato Io 
chassis del nostro televisore: Que- 
sta volta, cominceremo a comple- 
tarlo con i principali pezzi. 
Come primo passo, fisseremo al loro posto i 
controlli di luminosità, volume e contrasto, che 
verranno normalmente usati, a differenza dei 
« semifissi » dietro lo chassis, e pertanto devo- 
no essere montati sulla flangia di fissaggio dei 
due gruppi convertitori. 

I tre controlli sono potenziometri: uno da 
0,25 Mfì, uno da 0,5 Mft, e l'ultimo da 600 fì. 

Quello da 0,25 Mft, è per controllare la lu- 
minosità, il secondo, da 0,5 Mfì serve per il 
volume, il terzo da 600 £1, per il contrasto. 

I tre potenziometri sono contenuti (nella sca- 
tola di montaggio) in un sacchetto di nylon as- 
sieme agli altri. 

Aperto il sacchetto, verranno scelti, facendo 
bene attenzione al valore di ciascuno che è scrit- 
to ben chiaro sullo schermo esterno. 

Sempre facendo attenzione a non invertirli 
fra loro (altrimenti dopo i controlli non corri- 
sponderebbero alle scritte sul mobile) si monte- 
ranno, e in modo che, i tre contatti di ognuno 
siano diretti verso lo chassis, e non in alto o 
storti! Si curerà che la «ranella» resti fra il 
potenziometro e lo chassis (servirà ad impedire 
che il potenziometro tenda a ruotare) e che la 
rondella liscia sia fra il dado di bloccaggio e l'al- 
tra superficie dello chassis. 

Per stringere i dadi, è bene scartare le pin- 
ze che tendono a « rodere » gli spigoli dei dadi, 
ed usare una chiave a tubo. 

Si stringeranno i dadi con forza. 
Sistemati i tre potenziometri, è il caso di por- 
re « a dimora » anche la tastiera che commuta 
i due gruppi convertitori e predispone il tele- 
visore per la ricezione VHF o UHF con la sem- 
plice pressione del tasto che corrisponde alla 
gamma desiderata. Il tasto di centro è Tinterrut- 



SM 2003 GBC 



SM 2003 GBC 



tore generale per accendere e spegnere il TV. 

La tastiera è contenuta in un imballo in car- 
tone, dal quale verrà tolta. Si osserveranno i 
tre tasti, prima di montarla: su di uno dei due 
esterni è incisa la scritta UHF, sull'altro VHF. 

La tastiera va montata con il tasto UHF, 
verso l'alto. Per il montaggio si useranno due 
viti con relativi dadini che stringeranno la « cor- 
nice » metallica della tastiera allo chassis. Ac- 
certatevi, prima di stringere definitivamente i 




cq 

e* 

ss 

co 



Frequenza Frequenza 
orizzontale f verticale 

Disposizione dei controlli di sincronismo. 



dadi, che i tasti siano nella posizione voluta: 
UHF in alto, VHF in basso. 

Ora ce un'altra flangia metallica da montare, 
che porta una basettina isolante con quattro viti, 



per l'ingresso delle due antenne, e due potenzio- 
metri, che serviranno per il controllo del sin- 
cronismo orizzontale e verticale. 

La flangia, non l'abbiamo montata assieme a 
tutte le altre parti metalliche dello chassis, per- 
ché è più comodo serrare i due controlli prima 
di montarla. 

I due potenziometri ( I MO per il verticale, 
0,1MH per Tormentale) sono nella stessa busta 
di nylon in cui erano i precedenti, ed andranno 
montati con altrettanta cautela per non inver- 
tirli: il controllo verticale (lMfZ) andrà fissato 
vicino alla basetta per le antenne (vedi figura). 

Montali i due potenziometri, e ben serrati i 
dadi, tutta la flangia verrà applicata allo chas- 
sis, di fronte a quella che supporta la tastiera ed 
i controlli di uso continuo (vedi fotografie). Per 
montare la flangia, si faranno combaciare i quat- 
tro fori sulla parte terminale opposta della ba- 
setta alle antenne, con i quattro fori esistenti 

uopo sullo chassis: e si useranno quattro vi- 
ti autofilettanti, forzate con il cacciavite medio, 
e strette tutto il possibile. 

E' tempo ora, di montare al suo posto il tra- 
sformatore d'alimentazione, che non andrà fis- 
sato da solo, ma con tutto un assieme di parti 



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Fotografìa dello chassis al termine di questa puntata. 

■■ SM 2003 GBC — 




— SM 2003 6BC 



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e supporti, poiché in questo televisore, il tra- 
sformatore d'alimentazione ed il reparto EAT e 
bobine di correzione fanno corpo unico, mecca- 
nicamente parlando. 

Il trasformatore d'alimentazione è il tipo GBC, 
catalogo M/381. Sarà facile cercarlo fra i pac- 
chi che compongono la scatola di montaggio, 
perché si trova nella scatola più pesante: quin- 
di non lo si può scambiare, nemmeno se non 
si sa leggere! 

Scherzi a parte: oltre al trasformatore, ci oc- 
corrono le due staffe rettangolari che andranno 
poste sotto lo chassis, e le due che si dovranno 
interporre fra il supporto delle bobine di corre- 
zione (che serve anche da basamento per il grup- 
po-trasformatore EAT) ed il trasformatore, non- 
ché lo stesso supporto-basamento che reca le 
bobine già montate, e la « gabbia » che scher- 
ma il « reparto » dell'altissima tensione. 

A questo punto, consigliamo al lettore di 
scrutare la « vista-esplosa » del montaggio di 
XJ queste parti, che è molto chiara ed esplicativa 
j£ di per sè. (a destra) 

Per montare questo gruppo di materiali, si 
g poserà il trasformatore sullo chassis nel verso 
N indicato dalla « vista esplosa », cioè con la stri- 
g scia di rame che serve da schermo disposta pa- 
w rallela al lato posteriore, si interporranno le due 
staffette e si poserà anche il supporto delle bo- 
bine sul trasformatore (Supporto EAT e bobine 
nel disegno), quindi dal sacchetto delle minute- 
rie e viterie varie si prenderanno le quattro lun- 
ghe viti con dado (le più lunghe: non si può 
sbagliare) e dopo aver sistemato i vari pezzi in 
modo che i fori siano tutti sullo stesso asse, si 
infileranno le viti nei quattro larghi fori posti 
all'angolo del supporto EAT, in modo che la te- 
sta delle viti ci passi attraverso e si arresti sui 
« piedi » del supporto. 

Dopo aver controllato che tutte le parti sia- 
no al loro posto, e che supporto e trasformatore 
siano ben centrati fra loro, si infileranno i dadi 
(da sotto lo chassis) nelle quattro viti, ed usan- 
do un cacciavite che possa penetrare nei fori del 
supporto, le si stringeranno alternativamente fino 
a che i dadi saranno del tutto stretti. Sarà buona 
norma, quando con il cacciavite non si possono 
più stringere le viti, di ribaltare lo chassis e 
con una chiavettina a tubo (o pinze larghe nel 




Vista esplosa delle parti componenti il gruppo 
alimentazione EAT (v. testo). 




Montaggio del basamento EAT. 



SM 2003 GBC 



SM 2003 GBC 




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Montaggio dei conden- 
satori « a vi torte » 



/7 televisore con tutti 
i componenti trattati 
in questa puntata e i 
due « gruppi » che ver- 
ranno montati la pros- 
sima volta, 



peggiore dei casi) dare anche un mezzo giro ai 
dadi in modo che risultino serrati al massimo 
assoluto, curando però di non eccedere per non 
spanare il filetto delle quattro viti! 

A questo punto prenderemo la gabbia EAT 
e la monteremo al suo posto. 

Per montare la gabbia, ancora una volta, si 
osserverà il disegno (vista-esplosa) di come van- 
no sistemate fra loro le parti del blocco alimen- 
tazione-EAT. 

Si noterà che le squadrette di fissaggio, che 
sporgono dalla gabbia, sono tre: due verticali, 
da serrare di fianco al supporto delle bobine e 
trasformatore EAT, ed una orizzontale, che an- 
drà fermata sul piano del supporto. Per mon- 
tare la gabbia si useranno tre viti con dado, e si 
curerà che l'orientamento sia come nella vista 
esplosa e nelle fotografie. 

Terminato il lavoro del gruppo trasformato- 
re d'alimentazione, basamento EAT, gabbia, la- 



SM 2003 GBC 



sceremo, per il momento, questo gruppo come 
si trova e passeremo al montaggio di altre parti. 

Osservando lo chassis al punto in cui siamo, 
noteremo che il televisore comincia già, vaga- 
mente, a «prendere forma»: appaiono già i 
controlli, lo chassis ben definito, il gruppo del- 
l'ali ment azione* 

Abbiamo ora preparata un'illustrazione che 
osserverete con cura: essa illustra le esatte po- 
sizioni (cioè i fori) in cui vanno fissati i con- 
pQ densatori elettroliti di filtro « a vitone ». 
& Essi sono quattro, tre dei quali multipli, un 
g 16 + 16[xF, un 8 + 8 + 8liF, un 150 + 50 + 
glóp-F ed un 160 \xF, quest'ultimo a 200 volts 
jg di lavoro. 

CO Questi condensatori (la nostra assistente Vi 
mostra ora dove vanno sistemati) sono foggiati 
« a barattolo » ed hanno una vite al disotto, in 
materia plastica, da cui escono i contatti. Poi- 
ché per forza di cose, questa ha un diametro 
notevole, questi condensatori vengono per l'ap- 
punto definiti « a vitone ». 

Li troverete nel sacchetto dei condensatori più 
ingombranti: prima di montarli osserverete at- 
tentamente il valore, che è chiaramente stam- 
pigliato sulla etichetta e confronterete con la 



nostra illustrazione, per essere certi di non in- 
vertire le posizioni fra loro. 

Il montaggio dei « vitoni » è semplice: osser- 
vando il terminale, noterete che un grosso da- 
do è impanato sulla filettatura di plastica, e che 
esiste una rondella. Sviterete completamente il I 
dado (con le dita, non è stretto) toglierete la I 
rondella ed infilerete il condensatore da sopra 
lo chassis; indi, dal di sotto, reinfilerete la ron- 
della sulla vite, e avviterete il dado. Il dado do- ^ 
vrà essere ben stretto: sempre senza esagerare, ffl 
per non danneggiare il filetto di plastica. 

Per questa volta facciamo punto. La pros- g 
sima puntata è dedicata agli chassis premontati, w 
Vi spiegheremo anche, brevemente, le funzioni g 
di essi: argomento che riprenderemo poi, in se- M 
de di documentazione, a montaggio ultimato. 

Per chiudere, ricordiamo a chi vuole « co- 
struire con noi » questo televisore, che le Sedi 
della GBC in tutta l'Italia, il cui elenco figura 
nell'ultima pagina di copertina, sono in grado 
di fornire direttamente le parti trattate in que- 
sta puntata, e, all'occorrenza, anche l'intera sca- 
tola di montaggio del televisore. 

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