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Full text of "Costruire_diverte_1965_10"

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IL NUOVO 

VOLTMETRO 
ELETTRONICO 
mod. 115 


• elevata precisione e razionalità d’uso 

• puntale unico per misure cc-ca-ohm 

• notevole ampiezza del quadrante 

• accurata esecuzione e prezzo limitato 

QUESTI sono i motivi per preferire il voltmetro elet¬ 
tronico mod. 115. 

pregevole esecuzione, praticità d’uso 


DATI TECNICI 



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Analizzatore Praticai 10 


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Tensioni cc. 7 portate: 1,2 - 12 - 30 - 60 - 300 - 600 - 
1.200 V/fs. 

Tensioni ca. 7 portate: 1,2 - 12 - 30 - 60 - 300 - 600 - 
1.200 V/fs. 

Una scala è stata riservata alla portata 1,2 V/fs. 
Tensioni picco-picco: da 3,4 a 3400 V/fs nelle 7 por¬ 
tate ca. 

Campo di frequenza: da 30 Hz a 60 kHz. 

Portate ohmetriche: da 0,1 ohm a 1.000 Mohm in 
7 portate; valori di centro scala: 10 - 100 - 1.000 ohm 
- 10 kohm - 100 kohm - 1 Mohm - 10 Mohm. 

Impedenza d’ingresso: 11 Mohm. 

Alimentazione: a tensione alternata; 110 - 125 - 140 - 


Analizzatore Praticai 20 
Analizzatore TC 18 
Oscillatore modulato CE 10 
Generatore dì segnali FM 10 

Capacimetro elettronico 60 peso 

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Generatore di segnali T.V. mod. 22 J3JUI 
Oscilloscopio mod. 220 


160 - 220 V. 

Valvole: EB91 - ECC 82 - raddrizzatore al silicio. 
Puntali: PUNTALE UNICO PER CA, CC, ohm; un ap¬ 
posito pulsante, nel puntale, predispone lo strumento 
alle letture volute. 

Esecuzione: Completo di puntali; pannello frontale 
metallico; cofano verniciato a fuoco; ampio quadran¬ 
te: mm. 120 x 100; dimensioni mm. 195 x 125 x 95; 
peso kg. 1,800. 

Accessori: A richiesta: puntale E.H.T. per misure di 
tensione cc sino a 30.000 V. Puntale RF per letture 
a radiofrequenza sino a 230 MHz (30 V/mx). 


Per ogni Vostra esigenza richìe 
dateci »! catalogo generale 
rivolgetevi presso i rivenditori 


di accessori radio-TV. 


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nsente di atre Rare ai massimo t 'ampiezza del quadrante di lettura ed elimina compio- 
mente le ombre sul quadraci®, eliminazione totale quindi anc.be dell vetro sempre sog- 
lc ^i.S£l ,l ^ e JS. 1 ^!£JL ac ^93lature e della relais fraghe cornice in bachelite opaca, 

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eve Itelo di nostra e-eciusiva concezione che unilementi ad un limitatore statico permeile 
o strumento indicatore od al raddrizzatore e lui accoppiato, di poter sopportare sovrac- 
Ichl acc [denteili od irrorml anche mille volte superiori alia portata scelta! Slrumenio 
t-iurto con speciali sospensioni elastiche. Scatola base m un nuovo materiale plastico 
rangitHle, Circultp elettrico con speciale dispositivo per la comperi saziane degli arretl 
vuR agli «balzi di temperature. IL TESTER SENZA COMMUTATORI e quindi elimina- 
one di guasti meccanici, dì coniasti imperfetti, e minor fecriltà di errori nel passare da 
portata eH attra IL TESTER DALLE INNUMEREVOLI PRESTAZIONI: 


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EQUENZA: 

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7 portate: con sensibilità dì 20 000 Ohms per Volt: 100 mV. 

50 - 200 - 500 e 1000 V C C 
6 portate: con sensibilità di 4 000 Ohms per Volt: 2 - 10 - 50 - 250 - 1000 
e 2500 Volts C.A. 

6 portate: 50 - 500 nA - 5 mA - 50 mA - 500 mA e 5 A. C C. 

1 portata: 200 gA. C.A. 

6 portate: 4 portate; x 1 - iì x 10 - £} x 100 - fl x 1000 con alimenta¬ 
zione a mezzo pila interna da 3 Volts 
1 portata: Ohms per 10 000 a mezzo alimentazione rete luce 
(per letture fino a 100 Megaohms) 

1 portata: Ohms diviso 10 - Per misure in decimi di Ohm - 
Alimentaz. a mezzo stessa pila interna da 3 Volts. 
1 portata: da 0 a 10 Megaohms 

4 portale: (2 da 0 a 50.00 e da 0 a 500.000 pF. a mezzo alimentazione 

rete luce - 2 da 0 a 15 e da 0 a 150 Microfarad con alimen¬ 

tazione a mezzo pila interna da 3 Volts). 

3 portate: 0 50; 0 500 e 0 ^ 5000 Hz. 

6 portate: 2 - 10 - 50 - 250 - 1000 e 2500 V. 

5 portate: da -10 dB a + 62 dB 


Vl ^ J a m&ùM di estendere le portate suaccennate anche per misure di 
D00 Volts C.C. per mezzo di puntale per ella tensione mod I.C.E. del costo di 

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Amu : 5 Amp.; 25 Amo.: 100 Amo.: con l'ausilio dei nostro trasformatore di corrente 
tf atO del costo di L. 3 980. oppure con l'ausilio della Pinza Amperometrica AMPERCLAMP (aui 
ijii-i® descritte) senza dover aprire od interrompere i circuiti da esaminare. 


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~ia interrompere i circuiti da esaminare!! 


:sta pinza amperometrica va usata unitamente al nostro 
?ERTE5TER 680 C oppure unitamente a qualsiasi altro 
Jsne-nlD indicatore o registratore con portata 50 u,A - 100 
livella. 

richiesta con supplemento dì L 1 000 la ICE può 
ire pure un apposito riduttore modello 29 per misurare 
h* bassissime intensità da 0 a 250 mA, 

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tea ns/ stabilimento. Per pagamenti all'ordine o alla 
bagna omaggio del relativo astuccio. 



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SOLO L. 6.900 !E 

Franco ns/ stabilimento, 
completo di puntali, di 
pila e manuale d'istruzioni. 
Per pagamento all'ordine o alla consegna, 
omaggio del relativo astuccio identico a quello 
del SUPERTESTER ICE. ma bicolore per una tacilo 


Con questo nuovo apparecchio la ICE. ha voluto dare la pos¬ 
sibilità agli innumerevoli tecnici che con loro grande soddi¬ 
sfazione possiedono o entreranno in possesso del SUPER- 
TESTER ICE, 680 C, di allargare ancora notevolmente il suo 
grande campo di prove e misure già effettuabili Infatti il 
TRANSTEST 662 unitamente al SUPERTESTER ICE 680 C può 
effettuare contrariamente alla maggior parte dei Provatran- 
sistor della concorrenza, tutte queste misure: lebo (Ico) - 
lebo (leo) - Iceo - Ices - Icer - Vce sat per j TRANSI¬ 
STOR e Vf - Ir per i DIODI, 

A dotazione dell'apparecchio viene dato gratuitamente 
un dettagliatissimo manuale d'istruzione che descrive 
in forma piana ed accessibile a tutti come effettuare 
ogni misura e chiarisce inoltre al tecnico meno pre¬ 
parato i concetti fondamentali di ogni singolo pa¬ 
rametro L'apparecchio è costruito intieramente 
con una nuovissima resina che lo rende assolu¬ 
tamente infrangibile agli urti Per quanto sì rife¬ 
risce alla sua perfetta e professionale progetta¬ 
zione e costruzione meccanica ed al suo parti¬ 
colare circuito la ICE, avendo adottato note¬ 
volissime ed importanti innovazioni ha otte¬ 
nuto anche per questo suo nuovo appa¬ 
recchio diversi Brevetti Internazionali! 


Minimo peso: grammi 250. 
Minimo ingombro; 
mm 126 x 85 x 28, 


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TRASMETTITORE A TRANSISTORI COMPLE¬ 
TO DI MODULAZIONE 

— Potenza stadio finale: 1,2 watt 

— Corrente totale assorbita a 12 Volt: 
250 mA 

— Modulazione al 100% di alta qualità 
con stadio di ingresso previsto per 
microfono piezoelettrico. 

— Quarzo: miniatura tipo a innesto tol¬ 
leranza 0,005% 

— Dimensioni: mm. 150x44 

— Il trasmettitore viene fornito in due 
versioni: 

1) Con uscita 75 ohm 

2) Con circuito adattatore per antenne 
a stilo mt. 1,20 PREZZO NETTO: 
L. 19.500. 


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RICEVITORE A TRANSISTORI 
OUENZE FRA 26 e 30 MHz 

— Sensibilità di entrata: 2 microvolt - 
MF: 470 kHz 

— Oscillatore controllato a quarzo 

— Alimentazione: 9 volt 

— Consumo: 8 mA 

— Dimensioni: mm 120x42 
IMPIEGHI: Ricevitori ultrasensibili per 
radiotelefoni - Radiocomandi 

PREZZO NETTO: L. 9.500. 


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STORI COMPLETO DI BASSA FREQUENZA 
ULTRAMINIATURIZZATO 

— Sensibilità di entrata: 1 microvolt 

— Selettività: a ± 9 kHz = 22,5 dB 

— Potenza di uscita: 250 mW 


— Impedenza di ingresso: 52-75 ohm 

— Impedenza di uscita: 3,5 ohm 

— Consumo: 50 mA 

— Dimensioni: mm, 100x58 

— Oscillatore controllato a quarzo 
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Frequenze fino a 500 MHz 

Impedenza: 52 o 75 ohm 

Tensione di eccitazione 6 e 12 volt c c 

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PER 135-137 MHz (satelliti) 

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CONVERTITORE A NUVISTOR 

PER 118-123 MHz (gamme aeronautiche) 

ALIMENTATORE L. 7.500 



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Frequenze: 100 kHz (per calibratori) 

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Frequenze: da 100 a 1.000 kHz L. 4.500 
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CONSEGNA: 15 giorni dall'ordine. 

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Texas 

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preso la descrizione generale dei ricevitori BC 312-342-314-344 con 
schemi e illustrazioni, al solo prezzo di L. 1000, da inviare con 
versamento sui ns. C.C.P. 22/8238, o a 1/2 vaglia postali, o 
assegni circolari. 

Il suddetto listino annulla e sostituisce i precedenti. 

La cifra che ci invierete di L. 1000 per ottenere il listino generale, 
vi sarà rimborsata con l’acquisto di un minimo di L. 10.000 in poi 


BC314 - Frequenza da 150 kHz a 1500 
P re c ede nt l ptibh IJ oaz i uni 1 
BC312 - Frequenza da 1500 kHz a 
ns, precedenti pubblicazioni) 

BC342 - Frequenza da 1500 kHz a 18000 kHz (vedi 
ns. precedenti pubblicazioni) L. 60.000 

(Vedi ampia descrizione in questa pubblicazione - 
Rivista n. 9) 


trasmittenti BC • Ty- 
CBY 52232 - Frequenza 
1 a 3 MHz. Potenza uscita 
watt in telegrafia = 
km. Potenza uscita 20 
in fonia = 125 km. 
venduto senza val- 
senza cristallo al 
di L. 5.000. 


Ricetrasmettitore 19 MK II - Potenza uscita 25 watt. 
Portata km 300 telegrafia - km 150 fonia. Fre¬ 
quenza 2-4,5 MHz = 80 metri - 4,5 a 8 MHz = 
40 metri. Prezzo L. 10.000. 


RADIO RECEIVER AND TRA- 
SMITTER BC 611 

Distanza di collegamento mi¬ 
glio V /2 = Km. 2,2 ca. Privi 
di valvole, cristalli, bobina, an¬ 
tenna, coil, batterie, viene ven¬ 
duto non funzionante e nello 
stato in cui si trova, per mer- 
ct come descritta al prezzo 
di L. 5.000 cad., compreso im¬ 
ballo e porto fino a Vs. desti¬ 
nazione. 

AD OGNI ACQUI RENTE FOR- 
NIAMO SCHEMA ELETTRICO. 


Loudspeaker - LS * 3 
Altoparlante originale per 
ricevitori BC314 - 312 - 342 - 
344. Completo di cassetta, 
trasformatore e presa jack. 
Prezzo L. 6.500. 


di materiali elencati nel presente listino. 

Dalla busta contenente il listino generale, staccare il lato chiu¬ 
sura e allegarlo all'ordine che ci invierete per ottenere detto rim¬ 
borso. 


BC221 Frequenzimetro 

Banda da 125 a 20 000 kHz. 
Completo di libretto di ta¬ 
ratura originale, escluso 
valvole e cristallo (Vedi 
ns, inserzione n 7) - Prez¬ 
zo L. 10.000. 


CONDIZIONI DI VENDITA 


Pagamento per contanti con versamento sul ns. C/C Postale 22/8238, oppure con assegni circolari e postali. Non si accet¬ 
tano assegni di conto corrente. Per spedizioni controassegno inviare metà dell’importo, aumenteranno L. 200 per diritti di 
assegno. 

(Tutta la corrispondenza inviarla a casella postale 255 - Livorno) 




































Torino - via S. Quintino 40 
Milano - viale Tunisia 50 


Rappresentante per l’Italia: 


S 108 

ricevitore . 


L. 

112.000 

SX 110 

ricevitore . 


L. 

139.000 

SX 117 

ricevitore . 


L. 

330.000 

S 118 

ricevitore . 


L. 

82.000 

S 120 

ricevitore . 


L. 

48.000 

SX 122 

ricevitore . 


L. 

248.000 

SX 140 

ricevitore . 


L. 

85.000 

SX 140 K 

ricevitore in 1 

<it . . 

L. 

72.000 

HA 10 

sintonizzatore 
SX 117 

per 

L. 

20.000 

HT 33 B 

trasmettitore 


L. 

640.000 

HT 37 

trasmettitore 


L. 

399.000 

HT 40 

trasmettitore 


L. 

76.000 

HT 40 K 

trasmettitore 

in kit 

L. 

66.000 


HT 41 


trasmettitore . 

L. 

360.000 

HT 44 


trasmettitore . 

L. 

365.000 

HT 45 


trasmettitore 

L. 

335.000 

SP 150 

rice-trasmettitore . 

L. 

560.000 

SR 160 

rice-trasmettitore 





per 80-40-20 

L. 

340.000 

P 150 

AC 

alimentatore 





per SR 150 - SR 160 . 

L. 

86.000 

P 150 

DC 

alimentatore 





per SR 150 - SR 160 . 

L. 

94.000 

P 150 

AC 

alimentatore 





made in Italy . 

L. 

38.000 

P 45 


alimentatore per HT 45 

L. 

198.000 

HA 1 


keyer elettronico . 

L. 

72.000 

HA 2 


transverter 





per 144 MHz . 

L. 

190.000 

HA 5 

FO 


L. 

72.000 


HM-1 VOLTMETRO A VALVOLA HG-1 GENERATORE 

DI SEGNALI 


HO-1 OSCILLOGRAFO 5” 



DC e AC: 1,5 V - 1500 V; 

1,5 - 500 mA 

Resist: 0,2 - 100 Megaohm 

Kit L. 28.000 
Montato L. 33.600 

Distributori autorizzati: 

a Treviso: Radiomeneghel - via IV Novembre 12 
a Firenze: F. Paoletti - via Folco Portinari 17 
a Milano: G. Lanzoni - via Comelico 10 
a Bologna: Bottoni e Rubbi - vja Belle Arti 9 
n Tnrinn- M. Caiz znnt ■ corso Francia 91 


50 kHz - 55 MHz 5 MHz di banda 

Sweep 10 Hz, 500 kHz 

Kit L. 30.000 

Montato L. 36.000 Kit L. 80.000 

Montato L. 96.000 


hallicrafters 




























VALVOLE 


NUOVE - GARANTITE - IMBALLO ORIGINALE 
DELLE PRIMARIE CASE AMERICANE - ITALIANE - TEDESCHE 

Vendiamo a prezzi eccezionaii ai Radioriparatori 


Tipo Tipo 
Valvole equival. 

Prezzo 
list. vend. 

Tipo 

Valvole 

Tipo 

equival. 

Prezzo 
list. vend. 

Tipo 

Valvole 

Tipo 

equival. 

Prezzo 
list. vend. 

Tipo 

Valvole 

Tipo 

equival. 

Prezzo 
list. vend. 

AZ41 


1250 

450 

EF183 

(6EH7) 

1300 

430 

PL36 

(25F7-25E5) ) 

2730 

980 

6BZ6 

„ 

1100 

400 

DY80 

._ 

1850 

680 

EF184 

(6EJ7) 

1300 

m 

PLB1 

(2IA6) 

2530 

910 

6BZ7 

— 

2230 

800 

DY87 

(DY86) 

1350 

500 

EFL200 

— 

2000 

730 

PL82 

(16A5) 

1700 

620 

6BC6 

(6P3-6P4) 

1130 

420 

E83F 

(6689) 

5000 

1800 

EL36 

(6CM5) 

2730 

980 

PL83 

(15F80-15A6] 

1 1900 

720 

6CD6 

— 

3300 

1200 

EABC80 

(6T8) 

1080 

400 

EL41 

(6CK5) 

1550 

560 

PL84 

(15CW5S) 

1250 

460 

6CF6 

— 

1250 

460 

EBC41 

(6CV7) 

1650 

600 

EL81 

(6CJ6) 

2530 

920 

PL500 

(27GB5S) 

2730 

980 

6CG7 

— 

1350 

500 

EBF80 

(6N8) 

1480 

550 

EL83 

(6CK6) 

1990 

730 

PY80 

(19W3) 

1850 

670 

6CG8/A 

— 

1800 

650 

EC86 

(6CM4) 

1800 

650 

EL84 

(6BQ5) 

960 

360 

PYBI 

(17R7) 

1150 

430 

6CL6 

— 

1800 

650 

EC88 

(6DL4) 

2000 

730 

EL86 

(6CW5) 

1290 

450 

PY82 

(19R3) 

930 

330 

6CS6 

(EH90) 

1200 

440 

EC90 

(6C4) 

1150 

430 

EL90 

(6AQ5) 

1000 

370 

PY83 

(17Z3) 

1450 

530 

6CU6 (6BQ6/GA) 

2480 

900 

EC92 

(6AB4) 

1350 

500 

EL91 

(6AM5) 

3400 

1230 

PY88 

(30AE3) 

1420 

530 

6DA4 

— 

2350 

850 

EC95 

(6ER5) 

1850 

680 

EL500 

(6GB5) 

2730 

980 

UABC80 

(28AK8) 

1080 

400 

6DE4 

— 

1420 

520 

EC97 

(6FY5) 

1750 

640 

EM 81/80 

(6BR5) 

1640 

600 

UAF42 

(12S7) 

1830 

660 

6DG6/AGT — 

2450 

890 

ECC40 

(AA61 ) 

2380 

860 

EM84 

(6FG6) 

1800 

650 

UBF80 

(17C8) 

1750 

640 

6D06B 

— 

2530 

920 

ECC81 

(12AT7) 

1200 

450 

EY51 

(6X2) 

2200 

800j 

UCC85 

— 

1140 

420 

6DR7 

— 

1520 

550 

ECC82 

(12AU7) 

1200 

450 

EY81 

(6V3P) 

1150 

420 

UCLS2 

(50BM8) 

1450 

530 

6AE8 

— 

1430 

520 

ECC83 

(12AX7) 

1200 

450 

EY82 

(6N3) 

1350 

490 

UL84 

(45B5) 

980 

360 

6EB8 

— 

1650 

550 

ECC84 

(6CW7) 

1730 

630 

EY83 

— 

1450 

530 

UY41/42 

(31 A3) 

1100 

400 

6EM5 

— 

1250 

450 

ECC85 

(6AG8) 

1140 

420 

EY86/87 

(6S2) 

1350 

490 

UV85 

(38A3) 

550 

200 

6FD5 

— 

960 

350 

ECC86 

(6GM8) 

2550 

920 

EY88 

(6AL3) 

1420 

530 

uy m 

— 

1850 

d70 

6SN7/G1 

(ECC32) 

1450 

520 

ECC88 

(6DJ8) 

1830 

690 

EZ40 

(6BT4) 

1450 

530 

1B3G 

(1G3) 

1280 

470 

6T8 

(EABC80) 

1250 

450 

ECC 189 

— 

1750 

630 

EZ80 

(6V4) 

600 

220 

1X2B 

(DY80-1R6) 

1400 

520 

6V3A 

— 

3650 

1320 

ECF80 

(6BL8) 

1430 

520 

EZ81 

(6CA4) 

650 

240 

3BU8/A 

— 

2300 

830 

6V6 

— 

1500 

540 

ECF82 

(6U8) 

1500 

540 

GZ34 

(5AR4) 

2150 

800 

5U4 

(5SU4) 

1400 

520 

6W6 

(6Y6) 

1300 

470 

ECF83 

— 

2900 

1050 

PABC80 

(9AK8) 

1080 

400 

5Y3 

(U50) 

950 

350 

6X4 

(EZ90) 

700 

260 

ECF86 

(6HG8) 

1920 

700 

PC86 

(4CM4) 

1800 

650 

5X4 rgt 

— 

1400 

520 

6X5 

(EZ2A) 

1100 

400 

ECF201 

— 

1920 

700 

PC80 

(4DL4) 

2000 

73G 

6AF4 

(6T1 ) 

1700 

620 

6Y6 G/GA — 

2400 

870 

ECF801 

— 

1920 

700 

PC92 

— 

1700 

620 

6AG5/A 

— 

2200 

840 

12AJ8 

(ECH81 

1120 

420 

ECF802 

— 

1830 

690 

PC93 

— 

2750 

1000 

6AK5 

— 

2500 

900 

12AT6 

(HBC90) 

980 

360 

ECH4 

(E1R) 

4750 

1700 

PC37 

(5FY5) 

1750 

640 

6AL5 

(EAA91) 

900 

330 

12AV6 

(HBC91) 

980 

360 

ECH42/41 (6C10) 

1800 

650 

PC930 

UHA5) 

1750 

640 

6 A MB 

— 

1300 

470 

12B4 

— 

2200 

800 

ECH81 

(6AJ8) 

1120 

420 

PCC84 

(7AN71 

1730 

640 

6AQ5 

(EL90) 

1000 

370 

12BA6 

(HF93) 

880 

320 

ECH83 

(6DS8) 

1490 

540 

PCC85 

(9AG3) 

1140 

420 

6AT6 

(EBC90 

880 

320 

12BE6 

(HK90) 

1000 

370 

ECH84 

— 

1490 

540 

POC88 

(7D.I8) 

1^30 

660 

6AU4 

— 

1420 

520 

12CG7 

— 

1350 

500 

ECL8C 

(6AB8) 

1650 

600 

PCC189 

(7ES8) 

175) 

640 

6AU6 

(EF94) 

1050 

380 

12CU6 

(12BG6) 

2480 

900 

ECL81 

— 

1500 

540 

PCF80 

(9TP15-9A8) 

1430 

520 

BAU 8 

— 

2010 

730 

25B06 

— 

2480 

900 

ECL82 

(6BM8) 

1450 

530 

PCF82 

(9U8) 

1500 

540 

bawb 

(6BA8) 

2010 

730 

25D06/B 

— 

2530 

920 

ECL84 

(6DX8) 

1650 

600 

PCF86 

(7HG8Ì 

1920 

700 

6AX4 

— 

1150 

420 

35A3 

(35x4) 

550 

200 

ECL85 

(6GV8) 

1650 

600 

PCF801 

(8GJ7S) 

1920 

700 

6AX5 

— 

1200 

440 

35D5 

(350L6) 

900 

330 

ECL86 

(6GW8) 

1600 

580 

PCF802 

(9JW8) 

1830 

640 

6BA6 

(EF93) 

880 

320 

35W4 

(35R1) 

700 

270 

EF41 

(6CJ5) 

1500 

540 

PCL81 

— 

2950 

1050 

6BC5/A 

— 

2000 

730 

35Z4/GT 

— 

1700 

620 

EF80 

(6BX6) 

1130 

410 

PCL82 

(16TP6) 

1450 

530 

6BEG 

(EK90) 

1000 

370 

50B5 

(UL84) 

980 

360 

EF85 

(6BY7) 

1230 

450 

PCL84 

(15TP7) 

1650 

600 

6BK7 

6B07) 

1500 

540 





EF86 

(6CF8) 

1450 

530 

PCL85 

(18GV8Ì 

1650 

eoo 

GBOB 

(6CU6) 

2480 

900 





EF89 

(6DA6) 

830 

300 

PCL86 

(14GW8) 

1600 

sso 

68Q7 

(6BK7) 

1500 

540 






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sommario 


pag. 586 

radiotelefono per i 10 metri 

589 

trasmettitore FM per VHF 

591 

sperimentare 

599 

trasmettitore mobile per 144 MHz 

602 

bivalvolare « semiserio » 

604 

consulenza 

611 

misuratore di r.o.s. 
voltmetro elettrometrico 

617 

alimentatore per il « transistor » 

620 

ricevitore con diodo di Esaki 

623 

come preparare i vostri pannelli 

626 

millivoltmetro transistorizzato 

629 

la carta di Smith 

634 

offerte e richieste 

639 

bollettino per l'abbonamento a CD 


V 


Costruire Diverte 

mensile di tecnica elettronica 
dedicato a radioamatori, 
dilettanti, principianti 

Direttore responsabile Prof. G. Totti 


Ufficio amministrazione, corrispondenza, 
redazione e pubblicità 

SETEB s.r.l. 

Bologna . via Boldrini, 22 
telefono 27 29 04 


Stampato dalla 

Tipografia Lame 

Bologna - Via F. Zanardi, 506 - Tel 382.728 


Disegni: R. Grassi 


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concess. esc. per la diffusione in Italia e all’estero 
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Tutti I diritti di riproduzione e traduzione sono rlser- 
vati a termini d! legge. Autorizzazione del Tribunale 
di Bologna in data 23 giugno 1962, n. 3002, ■ 
Spedizione In abbonamento postale, gruppo 111 























RADIOTELEFONO 28 Mc/s 
Schema elettrico 

resistenze 1/8 W ■ condens. elettrol. 12 VL 


Radiotelefono a transistori 
per la banda dei 10 metri 


costruito da Giovanni Giaon 


Caratteristiche 

Radiotelefono transistorizzato controllato a cristallo operante 
sulla frequenza di kc/s 28569. Esso comprende complessiva¬ 
mente 9 transistori così ripartiti: per il trasmettitore, un AF118 
oscillatore e un AFY19 finale RF in grado di erogare circa 
180-^200 mW in antenna. Per il ricevitore, un OC171 ampli¬ 
ficatore AF e separatore d'aereo e un OC170 rivelatore a super- 
reazione. La sezione a BF comprende 5 transistori: OC75, OC75, 
OC71, e 2xOC72, erogante 300 mW circa. Trasmettitore e ri¬ 
cevitore sono il risultato di una accurata ricerca e messa a 
punto. 

In questi tempi, in cui la banda dei due metri sembra avere il 
soppravvento sulle altre per quanto riguarda i portatili in genere, 
potrà sembrare a voi fuori tempo e luogo il circuito che ora 
mi accingo a descrivervi. Premetto subito che non ho la benché 
minima ambizione di presentarvi una novità e tanto meno 
qualcosa di eccezionale. Voi stessi d’altro canto, dando un’oc¬ 
chiata al circuito vi renderete conto della sua estrema sempli¬ 
cità, noterete però che si differenzia da molti altri per alcune 
particolarità, che a parte la Bassa Frequenza oserei definire 
originali. Ed è questa appunto una delle ragioni principali 
per le quali pongo il progetto alla vostra attenzione, con la 
speranza di farvi cosa gradita. 

E passo senz’altro alla descrizione dell'apparato, che traccerò 
per grandi linee, limitandomi ai dati più significativi. E’ ovvio 































































































quindi sconsigliare la costruzione a tutti coloro che non hanno 
perlomeno un pizzico di esperienza in questo campo. 

L’amplificatore B.F. 

Esso è un comunissimo amplificatore a b.f. munito di uno 
stadio d’entrata a collettore comune, che ha lo scopo di adattar¬ 
ne l'impedenza qualora si usi un microfono piezoelettrico. Nel 
mio caso avendo usato un altoparlante con bassa impedenza, 
(30) ho dovuto munire il medesimo, in trasmissione, di un 
trasformatore elevatore 13, allo scopo di migliorarne la resa 
quale microfono dinamico. Ovviamente si potrà omettere tale 
trasformatore, usando un altoparlante con impedenza più alta. 
Ad. es. con 8Q e senza T3 si avrà ugualmente una buona sen¬ 
sibilità. Naturalmente si avrà l’accortezza di sostituire T2 e T4 
con altri che abbiano l’impedenza secondaria uguale o prossima 
a quella dell'altoparlante usato. 

Il ricevitore 

Non poche peripezie hanno accompagnato la messa a punto 
di questo circuito, nell'intento di dotarlo della massima sensi¬ 
bilità possibile, unita a una buona stabilità e facilità di ripro¬ 
duzione. Montaggio e taratura non sono critiche, basterà at¬ 
tenersi alle solite regole come per un qualsiasi altro superreat¬ 
tivo, e rispettare quanto più possibile i valori dei componenti 
indicati dallo schema. Per la sintonia si agirà sul nucleo di LI, 
oppure sul condensatore « Ca », sostituendolo con una uguale 
capacità variabile. Le bobine LI e L2 possono essere avvolte 
sia con filo nudo che ricoperto in plastica. Nel primo caso la 
spaziatura tra spira e spira sarà uguale al diametro del filo 
stesso, nel secondo caso si effettuerà l’avvolgimento a spire ser¬ 
rate. Consiglio, in fase di messa a punto, di sostituire «Cb » 
con un variabilino da 15-^20 pF. Si avrà così modo di stabilire 
il valore che darà la massima resa. 

Il trasmettitore 

Il suo circuito in generale, ma l’oscillatore in particolare, è il 
frutto di una accurata ricerca in questo campo, condotto ancora 
circa quattro anni fa dall'aulico il GFT. Questo circuito (parlo 
sempre dell’oscillatore) funziona assai bene nelle condizioni più 
disparate, e consente inoltre un’ampia libertà di manipolazione 
senza che esso ne risenta in modo concreto. 



BOBINE 

L 14-M8 spire filo rame 0 1,2 mm su 0 10-M2 mm 
LI 20 spire filo rame 0 0,4 mm su 0 8 mm 
L2 10 spire filo rame 0 0,4 mm su 0 8 mm 
L3 4 spire filo rame 0 0,4 mm avvolte su L2 lato 
massa 

L4 7 spire filo rame 0 1 mm argentato su 0 8 
mm lunghezza 18 mm ca. 

L5 1 spira filo 0 0,5 mm ricoperto, avvolta su L& 
lato massa 

L5 4 spire filo rame 0 1 mm argentato su 0 8 mm 
Esclusa « L », sono tutte munite di nucleo. 

TI photovox T301 

T2/T4 trasf. di uscita per SONY o equivalente 
CHI Geloso 555 
CH2 Geloso 557 
CH3 Geloso 557 

Y1 quarzo overtone 27-: 29 Mc/s 
Ant. GBC (N/120) 

SI-2-3-4 GBC (0/530) modificato 
Per la resistenza « R » vedi testo. 


Marlin 



Radiatore per AFY19 realizzato 
in alluminio 

a) sufficiente per il passaggio 
dei reofori del transistor. 

b) uguale alla capocchia del transistor 

c) uguale alla ghiera dello stesso 
dimensioni in mm 


587 






































L’oscillatore pilota lo stadio finale, tramite L5, che in fase di 
messa a punto dovrà essere accuratamente tarata, spostandola 
da un lato o dall'altro di qualche millimetro, fissandola per la 
massima deviazione del finale (mA di collettore). Qualora, 
avendo accuratamente regolato sia L5 che L4, l’assorbimento 
finale non vada oltre i 30 mA, consiglio di provare a invertire i 
terminali della prima, ripetendo le regolazioni. La bobina di 
carico « L » verrà tarata per la massima uscita, controllando 
l'emissione su uno S-meter, ponendo l’apparato a una distanza 
adeguata con l’antenna tutta sfilata. 

Quindi per tentativi si toglierà o si aggiungerà qualche spira, 
fino a trovare l’optimum. Nel mio esemplare ho semplicemente 
messo in corto per tentativi alcune spire saldandole fra di loro, 
(vedi foto di copertina). 

Per meglio dissipare il calore prodotto dal finale, sarà bene 
munire li medesimo di un radiatore di calore che potrà avere 
forma e dimensioni diverse, a seconda dello spazio disponibile. 
L'esemplare da me realizzato, è il tipo consigliato dalla Philips, 
la cui forma e dimensioni sono rilevatali dalle figure. Consiglio 
di sistemare le bobine L4 e L5 ruotate di 90 ] I una rispetto al¬ 
l’altra, e ciò per evitare dannosi accoppiamenti. La resistenza 
« R » verrà tarata per 18 mA di assorbimento del collettore 
dell’AF118. Il suo valore in ogni caso sarà compreso tra 39 e 
150Q, a seconda della resa del transistor stesso. L’assorbimento 
del finale (AFY19) dovrà raggiungere perlomeno ì 40 mA, per un 
buon funzionamento è consigliabile comunque non oltrepassare 
dì molto tale valore. Anche qui vale quanto detto per i! rice¬ 
vitore; cercate soltanto di non tenere eccessivamente lunghi i 
collegamenti di massa raggruppandoli il più possibile nel me¬ 
desima punto. E‘ tutto, 

E’ così terminata questa breve descrizione. Ringrazio quanti mi 
hanno fin qui seguito, augurando loro, qualora realizzino l'appa¬ 
rato, un’ottima riuscita. 


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RADIOTECNICA ITALIANA 

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Milano (401) 





















Trasmettitore FM 
“minimo,, per VHF 


presentato da Maurilio Nicola 



Stavo provando un trasmettitorino a transistori sui 6 metri, 
modulato in frequenza, e a un certo punto invece di usare come 
ricevitore il solito superreattivo, mi capitò di sintonizzarmi sulla 
sua 2 a armonica col ricevitore FM di casa. La cosa che mag¬ 
giormente mi ha stupito è stata la sua notevole fedeltà: questo 
radiomicrofono non pretende di avere la banda passante da 20 
a 20.000 Hz a —IdB dei «super HI-FI », e neppure una distor¬ 
sione dello 0,00...%, ma a un esame a orecchio si è rivelato 
pienamente rispondente alle esigenze del l’ascolto di buona 
musica, e la voce umana non riesce certo più « spersonalizzata » 
di quella che comunemente esce da un registratore. In secondo 
luogo il complesso ha una sensibilità addirittura fin troppo spin¬ 
ta: non bisogna parlare a voce normale a meno di 30 cm dal- 
l'altoparlante-microfono, altrimenti la modulazione diventa ec¬ 
cessiva e dall’altoparlante del ricevitore esce una voce che di 
umano non ha più nulla. In una stanza di dimensioni normali, 
anche parlando alla massima distanza dal microfono si ha an¬ 
cora una ricezione chiara e comprensibilissima: mettendo 
l'altoparlante sul pavimento, si possono addirittura percepire le 
parole degli inquilini del piano di sotto come un mormorio de¬ 
bole e indistinto. 

Limitandosi a usare in alta frequenza il solito oscillatore, il 
complesso può tuttavia avere svariati usi: si possono control¬ 
lare i bambini mediante il ricevitore di casa mettendo il tra¬ 
smettitore nella stanza dove giocano; con un giradischi fisso 
e un ricevitore FM portatile è possibile ascoltare i dischi in 
qualsiasi punto della casa, e in particolare durante i soliti 
« quattro salti in famiglia » è possibile sonorizzare due stanze 
diverse, con gran gioia degli invitati, eccetera. Non ce da te¬ 
mere di arrecare disturbo ai coinquilini, in quanto se anche 
la portante del trasmettitore arriva al piano di sopra o a quello 
di sotto (si pensi che i soffitti ormai sono sempre « armati » 
con tondini di ferro) non riesce a disturbare le emissioni RAI. 
Il funzionamento è elementare; 02 lavora come oscillatore con 
base a massa in una variante del circuito Clapp: variando la 



Fig. 1 

L'antenna di cui si parla nel testo, e le sue dimen¬ 
sioni (tutt’altro che critiche!) 


1 C 


Cari amici dì CD, 

Vi spedisco descrizione e schemi di un trasmetti¬ 
torino da me provato che, data la sua semplicità, 
mi ha stupito per l'eccezionale fedeltà e l'ele¬ 
vatissima sensibilità: di costo non molto elevato, 
penso che possa essere realizzato da tutti i princi¬ 
pianti con l’assoluta certezza di riuscita, pur di 
non lasciare qualche saldatura nel saldatore o 
di non fare qualche errore dì cablaggio, perchè 
il mio prototipo, pur realizzato « brutalmente » 
su perforato con collegamenti lunghi un metro 
(eh, si fa per dire!), andava benone. Spero che 
anche questo mio articolo venga pubblicato su 
C.D., perché tra l'altro vorrei dare una mano a 
tutti i principianti che leggono LA rivista, a « cele¬ 
brazione » dei tempi in cui anch'io ero tale (anche 
se ora lo sono soltanto un po' meno) e non trovavo 
sulle varie riviste che dannatissimi schemi di rice¬ 
vitori a diodo noti ormai anche alle capre di 
alta montagna, oppure super-realizzazioni con 15 
valvole a tripla conversione. Forse ho esagerato 
un poco, ma comunque ho reso l’idea, no? 

Saluti cordialissimi. 

MAURILIO NICOLA 



Schema pratico del trasmettitore così coma l'ho 
realizzato io. 


FIL# DI RAME STAGNATO 


589 






















































+ SV 



Schema 1 

C4 

1,5 nF ceramico 

VALORI 

C5 

6/30 pF trimmer 

RI 

100 kft 1/4 w 

C6 

4,9 pF ceramico 

R2 

33 kH Vi W 

C7 

50 pF 12 VL 

R3 

25 kft trimmer 

C8 

4,7 nF ceramico 

R4 

2 kH trimmer 

MK vedi testo 

R5 

4,7 kn Vi w 

TI 

vedi testo 

R6 

10 kH v 4 w 

J1 

presa jack 

R7 270 n y 4 W 

SI 

int. a slitta 

CI 

4,7 nF 

ANT: vedi testo 

C2 

25 p,F 12 VL 

Ql 

2T65 

C3 

50 uF 12 VL 

02 

2N706 

LI 

5 spire filo 0 0,7 

mm su 

0 10 mm 



VALORI 

C9 4,7 ceramico C11 6/30 pF trimmer 

CIO 6/30 pF trimmer Q3 2N706 

L2 1 spira filo 0,7 mm isolato su 0 10 mm, inse¬ 
rita tra la 2» e la 3 a spira di LI a partire dal 
lato freddo, 

L3 come LI L4 come L2 

Per i 144 MHz L1/L3 3 spire 

si 



(modifica allo schema 1 • vedi testo) 

VALORI 

come a schema 1 

PI potenz. log. 30 kfi con interruttore 


polarizzazione della base varia anche la frequenza; Ql quindi 
amplifica i segnali provenienti dall'altoparlante o dal jack J1, 
segnali che si ritrovano come tensione variabile tra collettore 
e massa, e C3 provvede a trasferire questa tensione sulla base 
di Q2. CI - R3 è una rete di controreazione che serve ad atte¬ 
nuare le frequenze più alte, « preferite » dall’altoparlante di pic¬ 
colo diametro; eventualmente si può provare ad ometterla. 

I materiali: T’altoparlante è un tipo miniatura per radioline a 
transistori, con impedenza uguale al primario di TI, che a sua 
volta è un trasformatore d’uscita per push-pull di OC72 o simili. 
Ql è un 2T65, ma qualsiasi altro NPN dovrebbe andare bene 
(es. l’OCI 41 ) ; Q2 è un «glorioso» 2N706, rimpiazzabile diret¬ 
tamente da un 2N708; C5 è un compensatore ceramico circolare. 
La costruzione del complessino è semplicissima, adattissima 
anche ai principianti. Il montaggio l’ho eseguito su una basetta 
di perforato plastico (vietato inorridire!), con qualche accor¬ 
tezza: ho provveduto innanzi tutto a infilare in due serie paral¬ 
lele di fori due fili di rame scoperti, rispettivamente il positivo 
e la massa dell’alimentazione; il cablaggio viene così a essere 
assai razionale e « schematico ». 1 punti « caldi » per la RF (col¬ 
lettore ed emettitore di Q2) hanno come supporto dei passanti 
in tefluon pressati nel perforato, così che le perdite vengono 
ridotte al minimo. La taratura consiste nel regolare R4 per la 
minima distorsione e R3 per un ascolto piacevole: si sostitui¬ 
scono poi con resistenze fisse del valore trovato. Per assicu¬ 
rarsi che Q2 oscilli regolarmente, si può connettere in serie 
all’alimentazione un milliamperometro da 50mA f.s.: toccando 
l'involucro (collettore) di Q2 con un dito si dovrà notare un 
notevole aumento della corrente; variando poi la capacità di C5 
non si dovranno notare sostanzialmente variazioni della cor¬ 
rente. L'apparato a 9V assorbe 10^15 mA in oscillazione, e 
20-^25 mA con Q2 bloccato. Il problema dell'antenna l’ho ri¬ 
solto saldando alla seconda spira dal lato « freddo >» di LI 
una specie di ground-piane malfatta di dimensioni scelte a 
caso (!!), che però assicura una buona ricezione; ha il van¬ 
taggio di essere poco ingombrante ed originale, ma nulla vieta 
di sostituirle una vera antenna accordata accoppiata con un 
link. Una modifica vantaggiosa può essere quella di sostituire 
a R2 un potenziometro logaritmico di egual valore con incorpo¬ 
rato l’interruttore generale, il che permette di dosare la mo¬ 
dulazione secondo le condizioni ambientali. 

Volendo aumentare la potenza del trasmettitore, si può aggiun¬ 
gere un amplificatore con base a massa in classe C sempre 
equipaggiato con 2N706 (oppure 2N708). In questo caso però 
sarebbe più consigliabile portare la frequenza a 144-M46 MHz, 
per ragioni di legalità, facendo del complesso la parte trasmitten¬ 
te di un vero e proprio « walkie-talkie » con Rx a superreazione. 
Per tarare il finale occorre inserirvi in serie uno strumento 
da 50 mA f.s.: quando si nota un brusco aumento della corrente 
di collettore di Q3, L3 è accordata alla frequenza dell’oscillato¬ 
re. Alimentato a 9 V il finale assorbe circa 15-M8 mA. Per 
aumentarne la potenza lo si può alimentare a 13,5 V, badando 
però che la potenza dissipata non superi quella massima con¬ 
sentita, che per il 2N706 - senza aletta refrigerante - è di 0,3 W 
a temperatura ambiente di 25°C (2N708: 0,36 W) ; accordata 
l’antenna, occorre badare che l’assorbimento di Q3 sia stabile, 
perché se invece aumenta lentamente significa che non riesce 
a dissipare sufficientemente il calore che produce, nel quale 
caso andrà rapidamente in valanga (leggi: distruzione). E’ però 
consigliabile non tenersi sotto tale limite di assorbimento, per¬ 
ché basterebbe un piccolo aumento della temperatura ambien¬ 
tale per provocare l’effetto valanga. 

Spero di non aver dimenticato nulla di quanto può essere di 
aiuto ai principianti, ai quali è specialmente dedicato questo 
mio articolo. Chiudo quindi con un consiglio, e cioè di non usare 
questo trasmettitore proprio sotto le finestre di un radioama¬ 
tore in ricezione, perché esso (il trasmettitore, non il radio- 
amatore ) occupa una « fetta » di alcune centinaia di kHz, 
e potrebbe disturbare un bel po’; la soluzione migliore quindi 
sarebbe di trasmettere quando la gamma dei 2 metri è sgombra, 
e cioè non di sera e di primo pomeriggio. Se qualcuno poi 
avesse bisogno di ulteriori consigli, mi scriva tramite C.D. 







































selezione di circuiti da montare, 
modificare, perfezionare 


a cura di M. Arias 

Non mi sono spiegato bene, o non ci siamo capiti. 

« Sperimentare » non è il ricettacolo di schemi rubacchiati qua e 
là e gabellati come propri. 

Intende invece essere una rubrica in cui si discutono progetti 
originali ovvero desunti dalle più diverse fonti; ho detti si discu¬ 
tono, non si buttano là schemi copiati di sana pianta, senza la 
minima innovazione o il minimo apporto personale, e quel che è 
peggio dichiarandosene autori e sperimentatori. 

Sono stato accusato di aver sbagliato il titolo: dovevo chiamare 
questa rubrica « creazioni » oppure « invenzioni ». No, caro F. B. 
di Roma, anch’io voglio restarle amico, ma non ci siamo capiti. 

Io desidero promuovere nei Lettori quello spirito d’inventiva che 
è una delle più importanti caratteristiche di un buon radiodilet¬ 
tante; la genialità e l’intelligenza dei Lettori di C.D. deve essere 
solleticata sperimentando schemi noti e stranoti per nuove appli¬ 
cazioni, per usi inconsueti, in casi limite, in condizioni diverse 
da quelle originalmente previste. 

Più di ogni parola vale l'esempio. 

1° caso. Mi viene in mente un circuito « nuovo », che so, un rice¬ 
vitore per i 144 MHz con un nuvistor e un transistor oppure un 
alimentatore stabilizzato ecc. Lo monto: non va; lo perfeziono, 

10 sperimento a dovere e, quando funziona bene, lo mando a C.D. 
2° caso. Leggo la Rivista XY o il manuale della Casa WZ e che 
ti vedo: un circuito di protezione a diodi zener; perbacco; è pro¬ 
prio quello che ci voleva per il mio apparecchio, ma purtroppo 
i valori di tensione e di corrente sono diversi. Bene, allora ve¬ 
diamo: V=RI; F = ma (questa non c'entra...); diciamo E 0 = mc 2 (fa 
sempre effetto) e poi 2x3 viva il re, ecco qua RI =4,7 kQ, 
C=0,1 [jiF, uso un OAZ209 e tutto è a posto. « Regolo per il mi¬ 
nimo fumo » e... puff! Accidenti... tutto da rifare; alia fine risolvo 

11 mio porblema con tensioni e correnti diverse, come volevo 
Una bella soddisfazione, e mando lo schema a C.D. 

3° caso. Vedo un piccolo ricevitore per i 40 metri sulla Rivista 
XY; vedo un trasmettitore per i 20-^40 metri sul libro KJ; mi 
piacciono ambedue e penso ne possa saltar fuori un ottimo rice- 
trasmettitore; solita sperimentazione e quindi scrivo a C. D. 

4° caso. Come il 2° e il 3°, ma non ho voglia, tempo o capacità di 
sperimentare; allora copio lo schema, ci aggiungo le mie perso¬ 
nali, originali idee e considerazioni e scrivo ai lettori di « speri¬ 
mentare » in cui dico che mi sembra una buona idea usare questi 
schemi visti... (citare dove)... e propongo a dilettanti più volon¬ 
terosi la sperimentazione della mia idea. 

Mi astengo da dichiarare miei tali schemi. 



« Sperimentare » è una rubrica aperta ai 
Lettori, in cui si discutono e si propongono 
schemi e progetti di qualunque tipo, purché 
attinenti l’elettronica, per le più diverse 
applicazioni. 

Le lettere con le descrizioni relative agli 
elaborati, derivati da progetti ispirati da 
pubblicazioni italiane o straniere, ovvero 
del tutto originali, vanno inviate diretta- 
mente al curatore della rubrica in Bologna, 
via Tagliaconi 5. 

Ogni mese un progetto o schema viene di¬ 
chiarato « vincitore »; l’Autore riceverà di¬ 
rettamente dal'ing. Arias un piccolo « pre¬ 
mio » di natura elettronica. 


Bene, io sono adulto e Voi pure, quindi basta: ora ci siamo capiti, 
per cui niente rancori e niente incomprensioni future: ad esem¬ 
pio il sig. G. Molinelli (C.D. n. 8/65 pag. 499) non dichiarerà più 
« progettato e costruito da me » uno schema tratto da Sistema 
Pratico, agosto 1960 pag. 616-617 e così si asterranno gli altri 
dal dire le bugie che, come al solito, hanno le gambe corte. Anzi 
cortissime. Questo vale anche per A. Gasparini (C.D. n. 8 
pag. 506) che ha dedotto interamente il « suo » schema dal 
Manuale di istruzione EE20 della Philips, pag. 62. 

Una stretta di mano? Bene! Si va ad incominciare. 


591 











Schema di transi-dip proposto da S. Zoffoli di Milano 


MANTOVA 
17 ottobre 1965 - ore 9-17 
mostra mercato 
del 

materiale radiantistico 



nella tradizionale sede del 
Palazzo della Ragione 


592 


Subito il vincitore: sig. Stelvio Zoffoli, vìa Carlo Pisacane, 18 - Mi¬ 
lano cui ho pensato di destinare questo mese il miglior regalo 
concernente l'elettronica: un abbonamento per un anno a C.D., 
a mio carico. Spero gli giunga gradito. Ed ecco cosa scrive il 
signor Zoffoli: 

« Sperimentare », è una simpatica rubrica dal ritmo telegrafico 
e in ossequio a ciò tralascio ogni preambolo e passo al « dunque » 
con la speranza che a qualcuno dei lettori di C.D. possa ancora 
interessare la costruzione deirennesimo grid-dip a transistor. 

Per i soliti maligni premetto che Videa è stata da me trattata da 
una vecchia rivista ma tuttavia la presento ben spolverata, ag¬ 
giornata e collaudata. 

Lo schema è molto semplice e credo di non avere molto da ag¬ 
giungerà oltre alla solita raccomandazione di tenere i collega- 
menti cortissimi, 

Le resistenze sono a impasto da 1/2 W e i condensatori sono 
ceramici a tubetto. I transistori possono essere « impunemente » 
sostituiti con altri dalle analoghe caratteristiche per cui gli 
OC171 = AF114 sossono andare ugualmente bene per lo stadio 
oscillatore e gli OC71=2G109 per lo stadio di misura. 

I trimmer da 1 kohm e da 10 kohm servono per la semplice tara- 
turo dello strumento e sono del tipo miniatura (per circuiti stam¬ 
pati) tipo D/149 G.B.C. mentre il potenziometro da 500 kohm 
ha la funzione di regolatore di sensibilità. 

Le bobine si realizzano usando supporti di polistirolo 0 12 mm 
fiissandoli in prese tipo noval G/2457 G.B.C. opportunamente 
adattate. SulVinvolucro dello strumento, che deve essere di allu¬ 
minio di almeno 1 mm di spessore, va invece applicato come 
porta bobine un normale zoccolo ceramico tipo noval. 

Dopo aver ultimato il lavoro e provato Vapparecchietto se notate 
che Vindice dello strumento tende a scendere anziché salire in¬ 
vertite il diodo perché certamente (come accade spesso) è colle¬ 
gato erratamente. Per controllare auditivamente i battimenti ho 
previsto un piccolo jack a cui va collegata una cuffia ad alta im¬ 
pedenza (2000 ohm). 

Per le mie necessità ho realizzato solo la bobina da 20 a 30 Me 
con 10,5 spire serrate di filo smaltato da 0,5. In ogni caso non 
sarà difficile prepararne altre per le vostre necessità. 

Tengo a precisare che non sono riuscito a esplorare i 144 Me 
(nonostante TAF102) pur arrivando però attorno ai 100 Me. 

E’ chiaro che tale G.D. deve essere inteso dagli OM come stru¬ 
mento per le bande decametriche. 

Ringrazio tutti per Vaccoglienza e porgo i miei cordiali saluti. 


Uno schema « veloce »: microorgano elettronico proposto da 
Pietro D’Orazi, via Sorano 6 (4° miglio) Roma: 


Egr. Ing. Marcello Arias, 

« Semplice ma efficente » definirei lo schema di questo minuscolo 
organo elettronico a un solo transistor che mi permetto di sotto¬ 
porre alla Sua attenzione e spero desti interesse anche tra i Let¬ 
tori, se Lei ingegnere lo ritiene degno di pubblicarlo nella rubri¬ 
ca « Sperimentare ». 

I transistor che si possono usare nello schema spaziano nel cam¬ 
po dei BF io comunque ho sperimentato OC71-OC72-OC74 tutti 
con gli stessi risultati. 

Per TI si può utilizzare qualunque trasformatore di uscita per 
push-pull di OC72 o di OC74. I resistori semifissi sono da 1.000 
ohm mentre Valtoparlante è un normale tipo per transistor da 
1/2 W. L'organo elettrico può essere agevolmente montato all'in?- 

































terno di un piano giocattolo, sistemato sotto i tasti dei contatti sperimentare 
elettrici. Buon lavoro. 



Tu tu tuu tuttu tu... scusate stavo suonando l’organo! E’ la volta 
di un « turin »: Graziano Sanna, via Cimarosa, 80, Torino [Sanna: 
ma è torinese o sardo?) il quale così ci scrive: 


Egregio ing. Arias, 

anzitutto voglia gradire i miei più sentiti ringraziamenti, per gli 
innumerevoli schemi da Lei pubblicati, e tutti bellini e funzio¬ 
nanti, inoltre la sua iniziativa di pubblicare dei progettini fatti 
da dilettanti è un segno che anche per noi (piccoli) esiste un 
giorno di sole. 

Visto e considerato, anch'io desidero inviarLe questo progettino, 
che allego a parte; sperando di far cosa gradita ai nostri cari 
amici « sperimentatori ». 

Il progettino è semplice, ma molto utile, per chi come me si 
diletta di piccoli montaggi, inoltre è alla portata di tutti, e devo 
dire che l'originale è in funzione 5 o 6 ore al giorno, ed ha sem¬ 
pre funzionato molto bene. 

Ora passo a descrivere brevemente i vari pezzi, e consigli per 
un razionale e ordinato montaggio: tutto il materiale è reperibile 
in qualsiasi negozio GBC, fatta eccezione per l'impedenza di 
filtro, che bisogna autocostruire, ma anche questo è alla portata 
di tutti. 

Un consiglio è di montare i due transistori di potenza su un ra¬ 
diatore di alluminio un pò robusto (nell'originale ho montato un 
radiatore con alette comprato in un magazzino di Torino) ma 
nulla vieta usare una piastra di alluminio di cm. 20 x 15 x 0,5, 
essendo i radiatori con alette ancora a un prezzo poco accessibile, 
inoltre sarebbe consigliabile isolare il radiatore dal telaio con 4 
passanti di plastica o altro materiale isolante. 

Penso che non ci sia altro da dire, per la distinta del materiale 
vedere parte allegata con lo schema. 

Egregio ing. Arias se questa pappardella, a suo giudizio le sem¬ 
brerà un pò noiosa faccia pure dei tagli, inoltre la pregherei di 
curarmi qualche errore di ortografia, la grammatica non è stata 
mai la mia preferita. [Non è vero: va tutto bene - Arias\. 

La ringrazio anticipatamente, e porga a tutta la famiglia di Co¬ 
struire Diverte i miei più graditi saluti. 

Lei ingegnere in particolare gradisca sinceri saluti e un augurio 
di cuore per la sua bella iniziativa, sperando di essere anch'io 
uno dei fortunati vincitori, perché sà, per noi (piccoli) il mate¬ 
riale è l'elemento essenziale per vivere. 

Ancora grazie di cuore . 

PS. Se qualche lettore volesse maggiori schiarimenti, sarò ben 
lieto di aiutarlo, scrivendo al mio indirizzo, e cioè: Graziano San¬ 
na, via Cimarosa, 80, Torino, tei. 238356. 


Microorgano elettronico (P. D’Orazi) 


Alimentatore regolato e stabilizzato (G. Sanna) 




TI trasformatore per campanelli (o altro) da 50 W 
Costruzione Z (impedenza) 

nucleo reattore per lampade fluorescenti esterno 
cm. 8 x 6 x 2,5 

avvolgere tante spire (circa 250) di filo smaltato 
0 mm 1,2 

A amperometro 2,5 amp f.s. GBC T/352 

V voltmetro 30 V f.s. GBC T/312 

Diodi al silicio (vedi pag. 4 CD n. 6-1965 - offerta 

ditta Campana) 4 per 1000 lire 

Morsetto GBC n. G/908 (rosso e nero) 


ss» 











































Stadio RF (Sig. B. Nardella) 
Fig. 2 


Stadio RF (Sig. B. Nardella) 

Fig. 1 

Versione originale; ha dato cattivi risultati 


col 2N706. 


Segue un radiotelefono « sperimentato »; ce ne parla Benito 
Nardella, via Croghan, INA CASA, A5, int. 21, San Severo (Fog¬ 
gia): 

Gent.mo Ing. M. Arias. 

Lo schema che Le sottopongo è stato tratto da « Radiotelefoni 
a transistor » di Montuschi però il circuito montava il 2N1983 
ma io non Vavevo } però ero in possesso di un 2N706 e così lo 
misi in circuito, ma non dava tanta radiofrequenza come io mi 
aspettavo. 

Allora mi venne Videa di mettere al posto del 2N706 NPN il no¬ 
tissimo OC 170 PNP cambiando la polarità al circuito e lo provai, 
presi il dip-meter e cominciai a misurare la radiofrequenza vicino 
alla bobina del piccolo trasmettitore. 

Stupefatto constatai che /'OC170 dava più del doppio del costoso 
2N706, figurarsi che il 706 dava 150^-200 nA in confronto con 
VOC110 che dava 40CH-450 

Queste misure in mA si riferiscono con trasmettitore acceso, con 
bobina 28,29 MHz, avvicinando alla bobina del TX a circa 1 mm 
di distanza il dip-meter, in posizione « diode ». L'assorbimento 
di questo circuito è di 5 mA. 

Dopo aver visto i risultati di questo circuito ho deciso di mettere 
uno stadio finale che è composto da un altro OC170 oppure 
OC169 e ho avuto sulla bobina finale una corrente di 75CH-760 
fi A. 

Lutto questo è stato fatto con tanti e tanti esperimenti. 

Questi stessi circuiti modificati per 12 MHz hanno dato esito 
favorevole. 

Il dip-meter è un EICO 710. 

Scusandomi di qualche errore spero che presto questo progetto 
possa vederlo sulla nostra rivista C.D. che darà soddisfazione a 
tanti dilettanti. 


Prima modifica; uso deH’OCl70, con risultati ottimi; 
assorbimento a 28,5 MHz=5mÀ.. 

LI: 7 spire serrate filo rame smaltato 0 1,2 mm 
su aria 0 10 mm con nucleo poliferro incollato 
internamente. Emissione da 27 a 29,5 MHz. 


Cordialmente la saluto. 



Stadio RF (Sig. B. Nardella) 

Fig. 3 

Versione mia, con l'aggiunta di un altro OC170. 
Assorbimento 5-^-6 mA. 

L2: 9 spire poco spaziate filo rame smaltato 0 1,2 
mm su aria 0 14 mm. 

In fase di messa a punto inserire al posto del 
cavallotto C un milliamperometro da 50 mA f.s. 
poi corticircuitare di nuovo con C. Sulla bobina 
L2 l’antenna può essere caricata da 50 pF a 500-^1000 
pF; il milliamperometro misura al massimo 14 mA 
con dissipatore di calore su TR2. 


1694 


Una buona realizzazione è dovuta a Giuseppe Zella, via Isonzo 7, 
Tromello (Pavia); peccato che le foto che manda siano sfuocate; 
ma uno la pubblico ugualmente. Si tratta di un complesso a val¬ 
vole in cui almeno lo stadio alimentatore poteva essere a semi- 
conduttori, ma si tratta in ogni caso di un apparato utile e ver¬ 
satile, oltre che impiegato con intelligenza; sono dell’idea di 
premiare con un piccolo riconoscimento « extra-concorso » que¬ 
sto bravo sperimentatore pavese; per la legge del contrappasso 
gli ho spedito un elemento raddrizzatore a semiconduttore... 








































Egregio ing. Arias, 

desiderando da alcuni mesi di inviarle questo mio progettino per 
la rubrica « Sperimentare », mi sono finalmente deciso e passo 
ora a descriverglielo . 

Come Lei potrà vedere, si tratta di un piccolo amplificatore, dato 
che utilizza due valvole (esclusa naturalmente la raddrizzatrice ), 
ma che mi ha dato però buone soddisfazioni. Dovendo organizza¬ 
re, un giorno della scorsa estate, una piccola festicciola di'aperto 
in un luogo ove rumori ce n*erano a non finire e quasi quasi non 
si riusciva ad ascoltare la voce dell'amplificatore della fonovaligia f 
decìsi di progettare e realizzare questo apparecchio , 

Vamplificatore così come da schema è alimentato con 280—280 
V, ma nella prima realizzazione che ho fatto lo alimentavo con 
330-330 V, lOOmA. 

Comunque anche così dà una potenza di uscita più che ottima e 
che batte qualunque fonovaligia. 

E' stato poi utilizzato in chiesa e durante un comizio della scorsa 
campagna elettorale. Oltrettutto, poi, mi è servito (e mi serve 
tuttora) come modulatore nel mio trasmettitore e va che è un 
piacere. Volendolo utilizzare come modulatore non c'è da fare 
altro che togliere Valtoparlante dal secondario di T2 quindi inse¬ 
rire una resistenza da 10 £2 1 W sul secondario stesso e si ha T2 
come trasformatore di modulazione. Sull'entrata poi dell'ampli¬ 
ficatore basterà collegare un attacco schermato per microfono e 
inserirvi quindi un normale microfono piezo. Ho anche provato 
ad utilizzare una cuffia da 2000 Q al posto del micro e natural- 

6V6 6SN 7 



Amplificatore - modulatore di G. Zalla 


Sperimentare 



ugualmente. Spero di non averla annoiata troppo con queste mie 
chiacchiere e colgo l'occasione per complimentarmi con Lei per 
la bella iniziativa a cui ha dato vita. 


Le assicuro che i progettini sono tutti abbastanza interessanti 
specialmente per uno come me che non è troppo tempo che traf¬ 
fica in elettronica (ho 18 anni e ho cominciato a 15). Concludo 
sperando di non essermi dilungato troppo e cordialmente la sa¬ 
luto . 


E ora un connettore multiplo, intelligente e pratica idea del so¬ 
lito Gerd Koch, via Agavi, Tirrenia [Pisa) ; perché non averci 
mai pensato? 

Il connettore multiplo che mi accingo a descrivere, nacque alcu¬ 
ni anni orsono in un periodo in cui l'autore si trovava contìnua- 
mente alle prese con cavi terminanti con il più vasto assortimento 
di spine e connettori che contribuiscono, in buona misura, ad 
aumentare il Caos presente in tutti i laboratori. 


595 














































rm 


Sperimentare 


<LOLLS SftMeA/f# 

ép/r* A 3 Ppu . 


Connettore multiplo 
(G. Koch) 


CoLUaMètfn 



<òp,ch 


Come già datto il «connettore multiplo » serve a pater collegare 
fra loro con la massima velocità spine e prese diverse; esso è 
realizzato in due contenitori metallici di forma parallepipeda 
supportanti su ciascuno dei lati spine e prese scelte tra i tipi piu 
in uso. 

In una delle due scatole è stato collegato uno spinotto in più, 
onde poter allacciare insieme le due scatole per poter sfruttare 
un più vasto numero di combinazioni. 

I collegamenti sono senz'altro più facili del montaggio meccani¬ 
co (!) infatti basterà fissare uno strip a un solo contatto in un 
qualsiasi angolo della scatola e saldare ad esso tutti i fili prove¬ 
nienti dai punti caldi dei connettori. 

Per i tipi di connettori da installare nelle scatole riferirsi all'elen¬ 
co seguente: 


Scatola A: 

2 serrafili isolati muniti di boccola 0 4 mm. 

2 banane a doppio passo cioè 0 4 + 3 mm. 

1 spina plug + presa plug. 

1 spina coassiale + presa da pannello tipo Ge¬ 
loso 396 + 398. 

1 spina jack + presa tipo Geloso 9008 + 9004. 



f n-i izcitiTì + 
$f>cco lì ? 




SfM PANAMA 

P 4/ - -3,5 /Mi A*. 
Jf’lA/A ÓBLVs/D 




Scatola B: 

1 spina plug per collegamento con scatola A. 

1 spina + presa coassiale tipo magnetofoni (a tre 
contatti - Hirschmann Mas 30). 

1 spina coassiale + presa tipo Amphenol-Borg. 

1 jack miniatura (spina e presa) Geloso 9022 + 
+ 9023. 

1 presa e spina tipo per altoparlanti secondo nor¬ 
me D.I.N. Hirschmann tipo LS7 + LB2. 

1 presa e spina tipo normalizzato per antenne auto¬ 
radio. 

2 capicorda isolati. 

2 coccodrilli isolati 

1 presa + spina subminiatura; 0 spinotti 2,5 mm. 

2 spinotti 0 2 mm tipo per tester. 


Anche una diversa disposizione delle spine non pregiudica il 
funzionamento! Però attenzione ai collegamenti! 


Scusate se non faccio molti commenti ma lo spazio è poco e 
gli scriventi tanti; ecco un elettronico in gamba (non poteva 
mancare un bolognese, diamine!): Roberto Bolognini, via C. Jus- 
si 4, Bologna: 



LI 80 spire di filo 0 0,4 mm con presa alla 20» 
L2 20-r-25 spire stesso filo di LI 


596 


Egr. Ing. Marcello Arias, 

Sono un ragazzo di 18 anni, frequentante la sezione elettronica 
dell'Istituto Tecnico Industriale « Aldini Valeriani ». 

Vorrei presentarle, nella speranza di ver deli pubblicati, due miei 
progettini. 

Il primo è lo schema di un piccolissimo ricevitore a reazione, 
elaborato da me assieme ad alcuni miei compagni. 

Come si vede dallo schema si compone di pochissime parti, cio¬ 
nonostante funziona veramente bene, senza bisogno di alcuna 
antenna esterna. 

Unico particolare da tener presente per il buon funzionamento 
è, come al solito, la ferrite, che deve essere più lunga possibile 
(tonda o piatta non importa). 

Il secondo progetto è un... ondametro semplificato al massimo 
per la gamma attorno ai 144 MHz ideato da me durante la messa 
a punto di un radiotelefono a transistori. Poiché non mi riusciva 
assolutamente di farlo oscillare sulla frequenza giusta, conside¬ 
rando che la necessità aguzza l'ingegno, ho preso in mano il sai- 


























datore, condensatori, transistor e in mezz'oretta tutto era funzio¬ 
nante. Tarata la scala del variabile col generatore di un amico, 
lo strumento si è rivelato ottimo. 

Per il funzionamento è presto detto: si inseriscono i puntali del 
tester in portata 10 mÀ ts. nelle boccole dello strumentò, si chiu¬ 
de Sì e si avvicina la spira-sonda alla bobina del circuito oscil¬ 
lante (non troppo, ad evitare Passassimo del tester o del tran¬ 
sìstor). Quando, ruotando il variabile, si ottiene la massima 
deflessione dell*indice verso il fondo scala, si legge il valore 
della frequenza sulla scala del variabile. 

Tutto qui. Ho esaurito la descrizione dei miei due progetti. 

Le porgo quindi i mìei più distinti saluti. 


Sperimentare 



Schema di ondametro (R. Bolognini) 


E per finire una piccole serie di sperimentazioni di Maurilio Ni¬ 
cola, via Cussanio, 33 Fossano (Cuneo), ottimo amico e colla¬ 
boratore di C.D., il quale dopo aver lamentato insieme a Silvano 
SHF il « viziettto » dei copioni mi scrive: 


Caro Ing. Arias, 

mi decido finalmente a spedire un paio di « realizzazioncelle » 
per la sua simpaticissima rubrica. Avevo pensato di inviarle un 
radìomicrofono per Onde Àiedie con due TAL 12/ 35 in parallelo, 
modulato in frequenza, poi ho pensato che nn simile apparecchio, 
specie se usato da molti, avrebbe cagionato un certo fermento 
nelle patrie galere — forse non si capisce, ma alludo ad uno sche 
ma # censurato & apparso poco tempo fa nella sua rubrica! > 
e quindi ho ripiegato su due schemìni uno più semplice dell altro, 
speriment abilissimi. Bene, il primo è un amplificatore dì potenza 
previsto unicamente per « rimpolpare » i pochi mW dei « six- 
transistor » tascabili, in modo da poterli usare anche in auto* 
Ha di bello il fatto che può essere costruito con pezzi praticamen¬ 
te di recupero e non critici per nulla. Tramite un jack infilato 
nella presa per auricolare del « six (e anche meno) - transistor » 
si preleva il segnale « elaborato » ddTonnipresente pusb-pull e lo 
sì applica ad un trasformatore adattatore (trasformatore d'uscita 
collegato al contrario) che eccita un transistor dì potenza che 
lavora in classe A (o almeno dovrebbe) che tramite un trasfor¬ 
matore dì alimentazione (111 ) alimenta un altoparlante (8 ^ 10 O 
di impedenza) connesso al secondario a 6,3 V, Con un lieve 
eccesso di che », ecco tutto spiegato. 

Due parole sui componenti da me usati (puramente indicativi)* 
Jl=jack maschio adatto alla presa del ricevitore {ma davvero?); 
TI - trasformatore d'uscita per ECL82, con secondario di impe¬ 
denza possìbilmente uguale a quello dell altoparlante del ricevi¬ 
tore ( possono andare forse meglio i trasformatori d uscita per 
transistori ); Trl^ÀSZlS in notevole perdita anche se comprato 
nuovo da una nota ditta {catti a fidare...) - - la perdita non è 
j Erettamente necessaria...; Cl—50j*F/15 VL; Rl = lkii 1/2\X; 
R2 = 100Q 1/2W; i valori delle resistenze andranno probabil¬ 
mente un po' modificati, dato che il transistor da me usato essen¬ 
do scassato richiede una polarizzazione un po' particolare —; 
T2 = trasformatore per filamenti a 6,3 V qualunque {ma possibil¬ 
mente non un tipo da 100 W! chiaro però che un normale tra - 
sformatore d'uscita sarebbe più adatto, comunque qui sì tratta di 
sperimentare); tutto qui. 

La taratura consìste nel regolare RI, R2 (il perché l ho detto ) e 
la presa su T2 per una certa potenza e una scarsa distorsione: 
tutto ciò varia a seconda del tipo di transistore usato (daWOGlG 
air AUY10 tutti i tipi vanno bene!); sì noti anche che di T2 si 



Schema di stadio di potenza per « rimpolpare » le 
forze di una comune radiolina a transistori [M. 
Nicola) 


STILO 



Antenna da applicare al finestrino (M. Nicola). 


597 








































Sperimentare 


possono pure usare gli intervalli tra le prese, ad esempio 110/ 
160 V. 


tiLB «ftUtTfl 



«altro schizzo» (M. Nicola). 



M. Nicola: 

Invertitore cc_>ca (Lo schema di principio è sup- 
gerito da .ma Casa produttrice di semiconduttori). 

Valori: 

CIMI comm. 4 vie - 2 posiz. 

Tri OC26 
RI 10 kT2 trimmer 
R2 680 n 
CI 0,2 [jlF circa 



M. Nicola: 

schemino « omaggio » 

598 


Ovviamente questo non è un apparecchio HI-FI, tutt'altro!, ma 
considerando che i tascabili a transistor hanno una distorsione che 
tende alVirraggiungìbile ideale del 100%, e una banda passante 
che va da 10 a 11 kHz circa — senza esagerare molto —, si com¬ 
prende come questo « finale » possa permettersi una certa scar¬ 
sità di fedeltà. Aggiungo ancora che per un buon ascolto in mac¬ 
china occorre una antenna esterna, che potrebbe essere quella 
indicata in figura (non l'ho inventata io). 

E' molto comoda da mettere e togliere, e non richiede fori nella 
carrozzeria; per collegarla al ricevitore si può anche usare un filo 
vulgaris, in quanto il cavo schermato (collegato a massa, ovvia¬ 
mente) mi pare che serva a poco. Per collegare razionalmente 
Vantenna al ricevitore si può fare come è illustrato nell'altro 
schizzo. 

Si fa un foro nel mobiletto e si installa una presa, alla quale si 
collega un filo isolato che verrà fissato parallelo alla ferrite con 
del nastro adesivo; si elimina così notevolmente anche l'effetto 
direzionale del ricevitore, che in auto è scomodissimo. 

Mi accorgo dì avere scritto un mucchio, e devo ancora presentare 
l'altro progetto! Mi sbrigherò. Eccolo (vedi schema). 

E' un invertitore c.c.-'c.a. da me cablato durante una prolungata 
assenza della tensione di rete per alimentare un ricevitorucolo a 
valvole (inutile dire che appena l'invertitore era pronto è tor¬ 
nata la corrente!); per saldare usavo l'accumulatore dell'auto e 
una resistenza volante al nichel-cromo, cosa scomodissima! Bene, 
la novità consìste nell'usare lo stesso trasformatore di alimentazio¬ 
ne dell'apparecchiatura che interessa per produrre /'AT; l'avvolgi¬ 
mento a 6,3 V carica il transistor, che sarà un tipo di potenza 
(io usavo /'OC26), mentre i filamenti vengono alimentati in c.c.; 
Ri —trimmer che serve a regolare la frequenza di oscillazione, 
unitamente a Gl, e di conseguenza anche la tensione sul secon¬ 
dario (attenti a non arrivare in VHF!); CM1 serve a effettuare le 
necessarie commutazioni per il passaggio rapido dell'alimentazio¬ 
ne da c.c. a c.a., ed è un commutatore rotante a 4 vie/2 posizioni. 
Volendo più « birra » si può anche aumentare a 160 V la presa 
per la base di Tri, stando attenti a non fracassarlo. Sarà bene 
anche mettere in parallelo al secondario AT un condensatore da 
0,1 hF, non segnato a schema. Noto ancora che questo sistema 
va bene solo per piccole potenze (apparecchiature da 20-^30 W 
al massimo). 

Prima di chiudere aggiungo in omaggio un ultimo schemino; 
la lampadina al neon (normalmente accesa) segnala l'eventuale 
corto circuito sull'KB che fa saltare il fusibile mettendosi a lam¬ 
peggiare , con frequenza determinata dal condensatore Cl. E' 
una variante « chic » al più corrente sistema della lampadina al 
neon direttamente in parallelo al fusibile e fa molto più « elet¬ 
tronico ». Ha lo svantaggio che non segnala un bel niente se il 
corta sull' AT non è permanente. 

Caro Ingegnere, io ho finalmente finito, e sperando che questi 
circuitini interessino prima di tutto lei, le porgo i miei più cor¬ 
diali saluti. 


Prima di salutarvi, ricordo a tutti che nessuno viene dimenticato: 
chi mi ha scritto all’esatto indirizzo di Bologna, via Tagliacozzi 5, 
sappia che privatamente o sulla Rivista avrà risposta: tenete 
presente che io lavoro sodo e l’elettronica è l’hobby « festivo », 
per cui non abbiatevene a male se talvolta la risposta tarda un 
po’. Salutoni. 































Trasmettitore mobile 
per 144 MHz 


di Giampaolo Fortuzzi 


Ouesto apparato, come vedete dallo schema, è un ìbrido; la parte a RF 
è a valvole, il modulatore e l’invertitore per l’anodica sono invece a 
transistor; anche se questo a prima vista può sembrare un anacronismo, 
se indagate sul rapporto « costo/potenza di uscita », vedrete che è 
giustificato. 

Infatti la potenza di uscita è sui 2W, e transistori in grado di fare 
questo ce ne sono già, ma costano più dì dieci volte il tubo che io 
ho usato; questo, poi, senza parlare della difficoltà di realizzazione, 
lesa maggiore dai circuiti, dalle tecnologie, che si devono usare coi 
transistori a queste frequenze e a quella potenza. Così il problema è 
assai semplificato, e, anche se a prima vista il circuito può sembrare 
complicato, vedrete poi che si tratta di tre blocchi usuali, classici. 
Trattandosi comunque di qualche cosa di « più », rispetto ai miei 
precedenti articoli, mi dilungherò meno sui particolari, presupponendo 
che chi si accinga a realizzarlo possieda un sufficente bagaglio pratico 
e teorico, del resto assai ridotto. 

Al solito due parole sull’uso: questo è essenzialmente un trasmettitore 
per servizi mobili, in field-day; il consumo è mediamente sui tre 
ampère, pertanto, con una batteria da automobile, si potrà trasmettere 
circa dieci ore. Se pensate che normalmente i periodi di ascolto sono 
il doppio di quelli di trasmissione, avrete una autonomia di trenta ore, 



che non sono poche Tenendo presente comunque che, dopo due terzi 
di questo periodo, quella batteria molto difficilmente potrà ancora 
mettere in moto la vostra macchina: parcheggiate in discesa. La 
potenza di uscita, con una antenna di prestazioni medie, è più che 
sufficiente per collegamenti di qualche centinaio di chilometri, natural¬ 
mente supponendo che il corrispondente abbia un ricevitore come si 
deve, non un diodo galena. Se quanto ho detto ora vi lascia increduli, 
provate; da posizioni elevate, dove si suppone che uno si porti quando 
va in /P, sarebbe sufficiente anche meno, molto meno. Personalmente 
ho ottenuto dei buoni risultati con 0,1 watt, e antenna a dipolo semplice. 
E passiamo allo schema: 

Parte a radio frequenza: è costituita da due tubi 5670 e 5686; sono 
rispettivamente un doppio triodo e un pentodo, tipo SQ (qualità speciale, 
cioè a lunga durata, e resistenti agli urti e sollecitazioni elettriche), 












Trasmettitore mobile per 144 MHz 



600 


facilmente reperibili, almeno qui a Bologna, a prezzo normale. Inoltre 
sono di dimensioni molto ridotte. 

Il 1" triodo oscilla a 36 MHz. pilota il secondo che duplica a 72 MHz; 
la griglia di quest'ultimo è polarizzata negativamente dai —12 volt, per 
migliorarne il rendimento come duplicatrìce. Il triodo pilota la 5686. 
che duplica a 144 MHz, frequenza di accordo del circuito di placca 
Al posto della 5686 lo ho provato una £81L (lo zoccolo è diverso) 
con gli stessi risultati, dovendo solo ridurre la resistenza R6 a 15 kohm 
Per le messa a punto di questa parte, assicuratici che non d sia lì 
solito errore di cablaggio, verificheremo la frequenza di accordo di Li 
(36 MHz). L2 [72 MHz) e L3 (144 MHz) con un grid-dip: per ottenere 
questi valori agiremo sul nucleo dà Li, e su C4 g C9, che nel mio caso 
sono dei condensatori - a chiocciola « in aria della Philips.Alimenteremo 
poi E] tutto con 200 volt circa, e aggiusteremo 11 nucleo di LI affinché 
oscilli VIA, poi C4 e C9 per la massima potenza di uscita, che rlvele- 
remo col solito lampadina da 1W sul link L4 Questa messa a punto è 
molto semplice, non devono sorgere difficoltà perché non ci sono cir¬ 
cuiti amplificatori da neutralizzare, o accoppiamenti Induttivi ì critici da 
regolare; vedrete che vi riuscirà tn maniera molto piana e veloce se 
avrete fatto il montaggio come si deve. 

10 non vi do schemi pratici o piani di montaggio; mettetevi voi a tavo¬ 
lino guardate le foto per farvi un'Idea, e fatevi il piano di montaggio, 
senza paura di perdere tempo, cha II tempo che si Impiega a studiare 
un buon cablaggio meccanico è tutto guadagnato. Inoltre, a mio parere, 
cast facendo, la realizzazione vi darà più soddisfazione; cosi, poi. se 
non va bene come deve, ve la prenderete solo con voi stessi. 

Scherzi a parte, passiamo avanti: 

alimentatore cc—>cc; non ha bisogno di descrizioni particolari; il pri¬ 
mario del trasformatore è avvolto in bifilare, e i due avvolgimenti sono 
poi messi In serie; si realizza la presa centrale col legando la fine di 
un avvolgimento con l'Inizio dell'altro; questo è molto importante. Ana¬ 
logamente si avvolge II secondarla di reazione, realizzando la presa 
centrale nello stesso modo. Se l'invertitore non oscilla, si dovranno 
poi scambiare i fili del secondario di reazione, cioè portare, ed esem¬ 
plo, quello che prima era alla base di 06 alla baso di Q7, e viceversa 
per quello che era collegato alla base di G7, Data Calta frequenza di 
lavoro, per il filtraggio è più che sufficiente C22; T4 è una induttanza 
di blocco per impedire che la frequenze di lavoro, sui 2500 Hz, arrivi 
tramite la alimentazione al modulatore. E‘ assolutamente necessario, 
specie quando fa batterla comincia ad essere un po’ scarica, e la sua 
resistenza interna cresce. 

Q6 e Q7 sono montati sul telaio, come vedete dalla foto, tramite gli 
appositi complessi di montaggio; il telaio, che serve anche da dissi¬ 
patore, su cui monterete l'inverter, è bene che sia di alluminio spesso, 
almeno 15 decimi di millimetro, per garantire una buona conduzione 
di calore. 

Curate l’isolamento elettrico dell'Involucro di Q6 e Q7 dal telaio; a 
volte un riccio di metallo, stringendo le viti di bloccaggio, perfora la 
mica e fa un corto: prima di dare tensione verificate l’isolamento degli 
involucri verso massa, dovrete misurare una resistenza non inferiore a 
qualche migliaio di ohm. Non fate partire Linverter senza carico, perché 
allora la tensione di uscita cresce molto e si potrebbe perforare C22, 
o bruciare i diodi del ponte. 

Inserendo sul trasmettitore, precedentemente provato, la tensione Va 
deve essere sui 200-^-220 volt. 

Modulatore: si può dire, nel campo degli usuali modulatori a transistors, 
che sia una « media potenza »: in cifre, eroga sul carico 5W; ho usato 
gli AD148 della Siemens-Halske; hanno una corrente massima di 1,5 A. 
e sono piccoli, circa la metà degli ASZ17. In questo montaggio io li ho 
trovati eccellenti, e robusti. Il rendimento complessivo (transistori più 
trasformatore) è sul 5094, elevato quindi, tuttavia si deve al solito 
curare il raffreddamento dei transistori in questione: li monteremo su 
di una squadretta di alluminio, spessa 1 mm almeno, che servirà da 
raffreddatore, isolandolo elettricamente con i foglietti di mica dei 
complessi di montaggio, che però io non ho trovato, così ho dovuto 
adattarne due per ASZ17. 

11 resto del modulatore è realizzato sulla solita basetta di poliestere a 
dischetti di rame tipo Philips, con la tecnica del montaggio verticale. 
E’ bene tenere Q1 il più distante possibile da Q5 e G6, per evitare inne¬ 
schi di B.F. Q3 è raffreddato tramite una aletta normale; Gl e G2 non 
richiedono alcuna precauzione termica, si deve solo fare attenzione a 
non creare accoppiamenti parassiti. Il trasformatore T2 ha un lievissimo 
traferro, 0,1 mm, costituito da uno strato di foglio di quaderno tra le 
espansioni polari del mantello. Fate fare un avvolgimento molto stretto, 
senza isolare tra strato e strato, ma solo tra primario e secondario. Al 
solito il primario sarebbe bene farlo avvolgere in bifilare, e realizzare 
la presa centrale collegando la fine di un avvolgimento con l'inizio del¬ 
l’altro, come fatto per T3. 

TI è un normale trasformatore pilota; quello da me usato viene venduto 
come trasformatore pilota per push-puli di OC26, e per gli AD148 ho 
trovato che va bene, inoltre è di dimensioni molto ridotte 




Nel caso che la modulazione risulti un po' cupa, riducete il valore di 
C21 da 0,1 nF a 0,05 nF, non meno. 

Il microfono che io ho usato è un normale auricolare dinamico, e va 
discretamente, la modulazione risulta personale e viva; è meglio ali¬ 
mentare il microfono con un cavetto schermato, anche se talvolta coi 
microfoni dinamici, a bassa impedenza, non lo si fa. Senza questa pre¬ 
cauzione a volte si hanno degli inneschi di oscillazioni a frequenza ultra¬ 
acustica, che quindi non si sentono, sembra che tutto vada bene, poi 
invece la modulazione è « strappata »: uno verifica tutte le polarizzazioni, 
e il modulatore continua a « strappare » Preso dalla disperazione quel 
tale ricorre all’oscillografo (mai sufficientemente usato), e scopre il 
guasto. 

Non c’è controllo di guadagno in B.F. in quanto il sistema è già regolato 
per erogare la potenza dovuta parlando con voce normale davanti al 
micro, 

A questo punto due parole sull’insieme 

Come vedete dalle foto, io ho realizzato le tre parti su tre telaietti 
distinti: parte a R.F. su telaio di ottone, per poter fare le saldature di 
massa direttamente sul telaio; alimentatore-invertitore cc—>cc su telaio 
di alluminio, e ne abbiamo visto le ragioni; modulatore su basetta Phi¬ 
lips, per poterlo realizzare compatto. 

Bene: questi tre telaietti sono poi fissati con viti al pannello frontale 
del contenitore che nel mio caso è una scatoletta di una nota ditta di 
medesimi, e si trova a prezzo modesto. Le sue dimensioni esterne sono: 
105 x 255x60 mm, ed è già verniciata. 

Sul pannello frontale vi sono: 

1) uscita a R.F. con connettore BNC femmina, 

2) ingresso microfono, a jack miniatura, 

3) uno spinotto a cinque contatti, più la massa: la massa va al positivo 
della batteria, i primi due piedini, in parallelo, portano i —12 volt per i 
filamenti, e gli altri tre, sempre in parallelo, portano, tramite SW1, che è 
esterno, nel mio caso, i —12 volt al modulatore e all’invertitore cc->cc. 
Volendo, SW1 può essere messo sul microfono, per avere una commu¬ 
tazione più veloce. 

Una volta tarata la parte a RF col lampadino, inserite l'antenna che 
userete, e regolate C9 per la massima potenza di uscita, aiutandovi con 
un misuratore di campo, o con un ricevitore. Chiudete il tutto, e siete 
pronti. 

Due parole sull'uso del field-day: non operate mai per più di qualche 
minuto con le apparecchiature al sole, specialmente in alta montagna: 
potreste non finire il collegamento. 

Spero di essere stato esauriente, e per ultimo, solo cronologicamente, 
vi ricordo che l'uso di trasmettitori è vincolato al possesso della licenza 
di radioamatore... 


Trasmettitore mobile per 144 MHz 


Elenco componenti: 
RI 470 kn V 2 W 

R2 47 kn y 2 w 

R3 10 kn 1 W 

R4 i kn y 2 w 

R5 15 kn 1/z W 

R6 33 kn 1/2 W 

R7 10 kn 1/z W 

R8 82 kn i/z W 

R9 1 kn i/z W 

RIO 4,7 kn y 2 w 
RII 1 kn 1/2 w 

R12 100 kn 1/z W 

RI 3 10 kn Vz W 

RI 4 1 kn 1/z W 
Ri5 4,7 kn 1/z W 
RI 6 470 n 1/z W 

R17 12 kn Vz W 

RI8 4,7 kn i/z W 


RI 9 330 n Vz W 

R20 10 n 1/z w 

R21 1 kn 1/z W 

R22 1 n 1/z W 

R23 47 n Vz W 

R24 2,2 kn Vz W 

CI 4,7 pF 

C2,5,6,8 2,2 nF passante 

C3 15 pF 

C4,9 25 pF in aria 

C7,10,11',11” 5 nF disco 

C12,15,18, 25 \x¥ 15 VL 

C14,17 50 txF 15 VL 

C13.16 50 nF 6 VL 

C19,21 0,1 p.F 

C20 100 3 VL 

C22 8 nF 350 VL 

C23 330 uF 15 VL 

C24 330 pF, 15 VL 


VI 5670 V2 5686 

Q1 AC120 02 AC162 03 AC121 04,5 AD148 

06,7 ASZ17 CRI ,2,3,4 C0375 (Siemens) o simili 

LI 24 spire filo 0,4, supporto 0 6 mm con nucleo. 

L2 4 spire filo 0,8 argentato, 0 interno 10 mm; 

spaziatura 3 mm 

L3 6 spire filo 0,8 argentato, 0 interno 10 mm; 

spaziatura 1 mm 

L4 1 spira come L3. 

MICRO dinamico, circa 300 n 

TI Trasformatore pilota per push-pull di 0C26. 

T2 Trasformatore di modulazione: supporto E a in 
ferrite tipo Philips M42: 
primario 130+130 spire filo 0,3 
secondario 3500 spire filo 0,1 
Non isolare fra strato e strato, ma solo tra 

i due avvolgimenti. 

T3 Nucleo E a in ferrite Philips M42: 

primario: 18+18 spire, filo 0,8 smaltato, in 
bifilare 

reazione: 7 + 7 spire, filo 0,4 smaltato, in bifilare 
secondario: 400 spire, filo 0.2 smaltato. 

T4 nucleo a olla Philips tipo S25/16 3E: riempire 
il rocchetto con filo 0,3 mm (circa 130 spire). 

RFC1.2 avvolgere su una resistenza da V 2 W, 
100 kn, tante spire a ricoprire di filo smaltato 
da 0,2. 

RFC3 Philips VK 200 4B 



Schema elettrico del trasmettitore mobile per 144 MHz 







































Ricevitore bivalvolare 
“semiserio,, 



Non buttate le « vecchie » valvole dall'alto di una 
torre... leggete prima questo articolo! 


di Aldo Prizzi 


Non sempre siamo obiettivi, nei riguardi delle valvole, i tanto 
utili (una volta!] tubi elettronici, tutti presi come siamo, dalla 
mania dei transistori. E una volta che avevo provato ad assu¬ 
merne le difese d’ufficio con un collega, questi dopo lunga e sfi¬ 
brante discussione aveva concluso: « ma scherzi! le valvole 
non sono più una cosa seria, al massimo... semiseria! ». E dal 
puntiglio con cui volli reagire a quelle parole prese il via l’ope¬ 
razione « SEMISERIO » come i miei colleglli battezzarono subito 
l’ultimo nato. E va bene, sono d’accordo con voi, le valvole 
hanno i giorni contati, i transistori trionfano, ma perché infierire? 
Sapete che anche le valvole hanno dei pregi? sissignore, non 
temono le saldature, per incominciare, nè le inversioni di pola¬ 
rità all’alimentazione: le nuove « DECAL » poi. Ma figuratevi che 
con due sole valvole si può ottenere un ricevitore che... « am- 
mazzela cche rrobba' » credete a me, per casa vostra non ce 
niente di meglio. Intanto è molto economico, secondariamente 
si presta a essere trasformato, come vedremo in seguito, in qual¬ 
cosa di ancora migliore, con la sola aggiunta di una valvola, 
in terzo luogo, pur essendo a reazione, niente fischi, poi... ma 
ora basta, vedrete da voi. 

Inconsueta la genesi, inconsueto il circuito; si tratta infatti del 
meglio che si possa esprimere da un bivalvolare (e di circuiti 
quanti ne ho provati, dal reflex alla supereterodina, a vari reat¬ 
tivi, ai superreattivi), credete a me. 

Il primo triodo lavora come amplificatore a reazione in RF con 
uscita catodica. Ad esso segue un pentodo rivelatore per ca¬ 
ratteristica di griglia, e fin qui tutto bene, ma è dalla sua griglia 
schermo che preleviamo la porzione RF necessaria a far lavo¬ 
rare la valvola summenzionata come amplificatrice reattiva, dato 
che sulla uscita del triodo non abbiamo energia sufficiente a farlo. 
Questo sistema ci permette di far variare contemporaneamente 
l'efficienza della reazione e della rivelatrice, realizzando così 
con una sola manovra un doppio controllo, il che rende facilis¬ 
sima la manovra del dosaggio della reazione. A questo pentodo 
segue un triodo amplificatore di tensione BF che, attraverso il 
potenziometro di volume, controlla il pentodo finale. Le valvole 
sono due, come si vede, ma mentre la prima è ben conosciuta, 
sulla seconda riteniamo opportuno spendere qualche parola. 
Intanto essa è una decal il che equivale a dire che appartiene 
alle modernissime valvole per TV a dieci piedini,, poi è un 
doppio pentodo, con due sezioni diverse. E vediamola più da 
vicino. 

Sezione amplificatrice di tensione: è un pentodo a pendenza 
media, che è stato progettato tenendo conto dei vari usi ai 
quali può essere sottoposto: separatore di sincro, amplificatore 
CAG, o FI intercarrier. Gli accorgimenti in sede di progetto mira¬ 
vano soprattutto a tener bassa la capacità interna tra le due 
valvole. 

Sezione amplificatrice di potenza: è un pentodo finale video ad 
alto guadagno, che ha come caratteristica di richiedere una im¬ 
pedenza di carico di circa 2-^3 kohm. Esso possiede una moder¬ 
nissima griglia controllo a telaio, che gli conferisce una penden¬ 
za di 21 ^iS (21.000 microA/V). La griglia schermo è stata 
progettata per poter sopportare anche un sovraccarico per 
brevi periodi. 


PARTE PRATICA 

Su di un pezzo di alluminio da 12/10, tracciate un rettangolo 
<502 da 210x180 mm, e tagliatelo dal foglio. Su di esso incollate 






un pezzo di carta sul quale avrete studiato prima la disposi¬ 
zione dei pezzi principali, tenendo presente che oltre alfalbe- 
rino del variabile (365 pH, e a quello del volume, sarà utile 
disporre di comando frontale anche per il potenziometro di 
reazione. I! montaggio non e affatto critico: inizierete col fis 
sare meccanicamente i pezzi più ingombranti: trasformatori, 
potenziometri, variabile, zoccoli, eventualmente gli elettrolitici, 
se a vitone in modo ovvio, se a cartuccia, a mezzo di una 
fascetta opportunamente sagomata, che li stringa fortemente 
alla massa. Passerete poi alla filatura, ricordando che sarà forse 
opportuno schermare i collegamenti recanti il segnale, se essi 
saranno troppo lunghi e tra loro troppo vicini. 

Altre opportune avvertenze sono quella di non porre tra loro 
vicine, né parallele, bobina e impedenza RF, e quella di limi¬ 
tare in lunghezza I collegamenti recanti RF. 

Abbiamo così costruito il nostro ricevitore: la messa a punto 
si limiterà alla verifica che lo stadio reattivo funzioni (se re¬ 
golando il potenziometro di reazione, non si noterà a un certo 
punto della corsa un improvviso e netto miglioramento biso¬ 
gnerà invertire L3), e alla messa in gamma del circuito di 
sintonia tramite il nucleo di CS2 (se le emittenti che ricevete 
sono nella parte « bassa della gamma », inserite il nucleo al 
massimo in profondità, estraetelo invece se ricevete di prefe¬ 
renza la « parte alta » della gamma - se ricevete stazioni da 
ambo le parti, il nucleo, ovviamente, andrà in centro). Ultima 
cosa: se due stazioni interferissero tra di loro (il che di 
regola con questo circuito non succede), eliminate la distur- 
batrice agendo sul compensatore in serie all’antenna. 

E chiudo riportandovi un giudizio... disinteressato a proposito 
di questo schema: miei allievi ai quali lo avevo proposto in 
laboratorio mi hanno chiesto il permesso di realizzarlo per 
casa propria, asserendo poi, che il suo funzionamento era mi¬ 
gliore di quello di una normale super 5 valvole: dico MI¬ 
GLIORE. E allora che aspettate a costruirvelo anche voi? 


Ricevitore bivalvolare « semiserio » 


Elenco dei componenti non compresi nello schema 
(valori e indicazioni) 

LI primario di una bobina CS2 
L2 secondario della stessa bobina 
L3 25 spire di filo da 0,2 miti smaltato, avvolte 
su CS2 dalla parte di L2, alla rinfusa. 

TI autotrasformatore da 30 VA con presa a 6,3 V, 
1,2 A (nell'originale un GBC H-184/3). 

T2 trasformatore d’uscita da 2 ^-3 W, 2500-^3000 ohm 
di impedenza primaria con secondario di 4,6 ohmi 
(GBC H-100/3 oppure H-100/9). 

Altoparlante Radioconi RC 160 o altro altoparlante 
da 3 W nominali e 4,6 ohm di impedenza alla 
bobina mobile. 

J1 impedenza RF da 3 mH (GBC 0/498-3). 

Eventuale lampada spia da 6,3 V, 0,15 A. 

Valvole usate: 

ECC81 doppio triodo noval 

EFL200 pentodo ampi, tensione + pentodo ampi, 
potenza deca! 

cambiotensioni. 

interruttore coassiale al potenziometro di volume 
(sulla griglia controllo della sezione « L » della 
V2). 



Ricevitore bivalvolare: schema elettrico 


60 $ 





































































604 




★ Preghiamo tutti coloro che indirizzano consulenza alla nostra Redazione di voler 
cortesemente scrivere a macchina (quando possibile) e comunque In forma chiara 
e succinta. 

Inoltre si specifica che non deve essere inoltrata alcuna somma di denaro per la 
consulenza; le eventuali spese da affrontare vengono preventivamente comunicate al 
Lettore e quindi concordate, ir 


Sig. Leriano Galoppi, Via G. Bon¬ 
tà, 25/10 - Chiavari [Genova). 

Ufficio Corrispondenza CD, 

più di una volta ho appreso dai 
giornali che, se non vado erran¬ 
do, le frequenze impiegate dai 
Russi durante i loro lanci spa¬ 
ziali, si aggirano intorno ai 15 
m. Vorrei da Voi sapere se con 
un ricevitore professionale op¬ 
portunamente tarato ed even¬ 
tualmente conoscendo i vari 
passaggi delle navicelle spaziali, 
■è possibile captare tali emissioni. 
Siccome sarei particolarmente 
interessato a questo problema 
avete già pubblicato schemi di 
ricevitori, convertitori od altro 
per questo scopo? Sarebbe pos¬ 
sibile con il ricevitore « PICO 
RX » del C.D. N. 3 effettuare 
simili ascolti? Se si, potreste 
inviarmi i dati delle bobine e 
dei condensatori variabili da 
sostituire per sintonizzare una 
gamma variabile da 17,5 a 20,5 
Me? Premetto che sono uno 
studente in Ingegneria ma pur¬ 
troppo ancora incapace di cono¬ 
scere a fondo questi circuiti; 
è per questo che mi rivolgo a 
Voi e Vi ringrazilo di vero cuore 
se vorrete gentilmente aiutarmi . 

Sinceramente non sapremmo 
pronunciarci sul possibile risul¬ 
tato di una ricezione di trasmis¬ 
sioni di satelliti [su tale gam¬ 
ma). Siamo piuttosto scettici 
per diverse ragioni. 

Pensiamo che i Russi non ab¬ 
biano continuato ad usare la 
banda dei 15 m per le loro tra¬ 
smissioni « spaziali », banda usa¬ 
ta, per quanto ci consta, solo 
per i primi lanci; crediamo che 
ora si siano spostati, come gli 
Americani, molto più su di fre¬ 
quenza. 

Ammesso poi che vi siano anco¬ 


ra trasmissioni su tale lunghez¬ 
za d’onda, anche disponendo di 
un ottimo ricevitore, la ricezione 
sarebbe molto difficile; innanzi¬ 
tutto queste frequenze sono 
molto affollate, anche da stazio¬ 
ni potenti commerciali, e sono 
molto disturbate (disturbi natu¬ 
rali e industriali, oltre a quelli 
degli autoveicoli). A questo si 
aggiunge la impossibilità mate¬ 
riale di costruire antenne molto 
direttive e a fascio come per le 
VHF e UHF, in modo da esclu¬ 
dere gran parte dei segnali inde¬ 
siderati. L'unica antenna possi¬ 
bile sarebbe un dipolo accordato, 
con tutt’al più un direttore e un 
riflettore, ma, a parte le dimen¬ 
sioni, secondo noi il segnale del 
satellite sarebbe completamen¬ 
te coperto dal resto. 

Infine sarebbe assolutamente 
necessario conoscere la frequen¬ 
za esatta di trasmissione e la 
posizione del satellite durante 
il passaggio. Inoltre, per svol¬ 
gere un'attività di ascolto, per 
quanto dilettantistica sia, è ne¬ 
cessaria una profonda conoscen¬ 
za e pratica dei mezzi usati. 
Comunque per ricevere le fre¬ 
quenze da 17 a 20 MFIz, si pos¬ 
sono usare le bobine indicate 
nell’articolo del n. 3 di C.D., re¬ 
golando opportunamente ì nu¬ 
clei, ed eliminando il condensa¬ 
tore in serie al variabile di sin¬ 
tonia. Naturalmente non garan¬ 
tiamo certo la ricezione dei 
satelliti, per tutto quanto detto 
sopra. 


Dott. Pasquale Galletto dell’Isti¬ 
tuto di Patologia Medica - Poli¬ 
clinico di Bari - Via Duca di 
Genova, 18 - Grottaglie (Ta¬ 
ranto) . 

Spett. Costruire Diverte, 
ho realizzato il « pan ricevitore » 


per onde corte pubblicato nel 
n. 3/1961 di C.D. 

Faccio presente che dopo ripe¬ 
tute prove sono riuscito a farlo 
funzionare in « qualche modo ». 
Mi spiego : L’apparecchio non 
riesce ad innescare con il tran¬ 
sistore 2N247 nè con FOC171! 
Innesca invece con un « volga¬ 
re » OC44! Solo con questo 
transistore infatti si riesce a 
trovare il « violento » soffio 
della superr e azione! Le emit¬ 
tenti che capta, sono scarsissime 
e cambiando bobina aumentan¬ 
do la frequenza, è ovvio, il tran¬ 
sistore OC44 non innesca più! 
Ho usato al posto dell’ OC140 
un Sony « D65 » ( NPN anche 
esso) e in bassa frequenza ho 
usato un OC72 con buoni ri¬ 
sultati in cuffia da 1000 Q. 

Le caratteristiche descritte dal 
ricevitore mi « affascinano » ma 
non riesco a trovare il punto 
di lavoro per l’innesco del 2N247 
(oppure OC171). 

Volete suggerirmi qualche ac¬ 
corgimento da praticare? 
Gradirei inoltre sapere notizie 
precise circa le domande se¬ 
guenti : 

Dati precisi e pratici per la 
installazione e costruzione di 
un’antenna ground-piane per i 
due metri: come eseguire il col- 
legamento del cavo e della calza 
schermante alFantenna? La cal¬ 
za schermante dovrà essere col¬ 
legata anche alla massa del rice¬ 
vitore? La discesa deve avere 
una lunghezza stabilita? 

Inoltre, ho deciso di installare 
una antenna a presa calcolata 
per i 10-20 e 40 metri da usare 
sia in trasmissione che in rice¬ 
zione. Vi preciso i dati di essa ; 
vorrei sapere se va bene come 
vi dico in appresso : 

— lunghezza metri 20 










— presa a 1/3 della lunghezza 
totale 

— filo da usare : rame argentato 
da 2 mm. 

— discesa? con quale filo ese¬ 
guirla? (è molto importante 
questa notizia! ) che lunghezza 
deve avere? 

Credo di essere stato abbastanza 
« lungo » forse più delle lun¬ 
ghezze d'onda di cui vi ho 
parlato! 

Vi chiedo scusa e Vi prego 
cordialmente di volermi rispon¬ 
dere. 

Vi ringrazio per l’ospitalità e la 
gentilezza e Vi porgo distinti e 
cordiali « 73 ». 

Per quanto riguarda il circuito 
superrigenerativo che non oscil¬ 
la, è molto probabile che ciò sia 
dovuto ai differenti parametri dei 
transistori usati, nonché al Q 
del circuito di risonanza. 

Occorre anche tener presente 
che la frequenza di taglio del- 
l’OC44 è 2 MHz, mentre quella 
dell’OC171 è 100 MHz, per cui è 
inutile sperare di far andare 
l’OC44 anche su quella frequen¬ 
za. 

Per quanto riguarda una « ground- 
piane per i 144, è semplicissi¬ 
mo: basta bloccare su un sup¬ 
porto di plexiglass piegato a 
« L » una presa femmina per ca¬ 
vo coassiale da 52 ohm. Al cen¬ 
tro si salda uno spezzone di filo 
di rame anche di mm 3 di spes¬ 
sore lungo cm 49 e sulla base 
sì saldano quattro spezzoni dello 
stesso filo lunghi cm 53, in cro¬ 
ce a 90° l'uno con l’altro e tutti 
ad angolo retto col conduttore 
verticale precedentemente sal¬ 
dato. Così l’antenna è pronta ad 
essere bloccata con una staffa 
a U (in commercio al prezzo di 
L. 100) a qualsiasi tubo. Il cavo 
della linea si innesta a volontà 
con la presa maschio. 

Per l'oscilloscopio consiglierem¬ 
mo di comprare la scatola di 
montaggio di quello da 5 pollici 
della Heathkit, procurandosi an¬ 
che un buono schermo in mu- 
metal. 


Sig. Giuseppe Rossi, Via Ugo 
Bassi, 20 - Firenze. 

Ho letto con vero interesse 
l’articolo dell’ Ing. Rogianti a 


pag. 271 del n. 3 di « Costruire 
Diverte », tuttavia, mentre ven¬ 
gono dati tutti i componenti del 
circuito, non viene detto nulla 
sui transistor usati . 

Penso che lo schema con tutti 
ì componenti così dettagliati, 
debba certamente riferirsi a un 
montaggio eseguito. 

Potrebbe codesta Rivista farmi 
conoscere i transistori usati? 

I transistori usati nel « Commu¬ 
tatore Elettronico » sono tutti 
OC76. Tale dispositivo può rite¬ 
nersi sostituibile con tipi simi¬ 
lari al germanio per piccola po¬ 
tenza. Invertendo tutte le pola¬ 
rità e impiegando come ampli¬ 
ficatori dei transistori rapidi al 
silicio si avrà ovviamente un 
allargamento della banda pas¬ 
sante. 

La versatilità del prototipo è sta¬ 
ta recentemente migliorata nella 
aumentata dinamica dei segnali 
accettati in ingresso. 
L’accoppiamento tra il 1° e 2° 
stadio è stato modificato come 
in figura. 

Non è più in continua ma è RC 
per permettere lo spostamento 
dell’attenuatore dal collettore di 
T2 all’emettitore di TI. 



Consulenza Sig. Rossi 


Sig. Dino Paludo, Via Principe 
Amedeo, 52 - Torino. 

Ho realizzato il « Semplice rice¬ 
vitore per SWL » del signor 
Rinaudo apparso sul n. 5 di 
quest’anno. 

La parte rivelatrice e quella fi¬ 
nale funzionano alla perfezione 
(ponendo l’antenna sul seconda¬ 
rio della media frequenza modi¬ 
ficata si possono ascoltare sta¬ 
zioni che trasmettono appunto 
intorno ai 1600 kc/s). La parte 
convertitrice però non funziona, 


per quanto il cablaggio risulti 
esatto. 

Inserendo il segnale dell’oscilla¬ 
tore sulla griglia schermo della 
parte eptodo e su quella del trio¬ 
do della ECH81 il segnale ar¬ 
riva sì fino all’altoparlante, ma 
molto debolmente. 

Io ritengo che l’accoppiamento 
tra il primario e il secondario 
della MF modificata sia troppo 
basso, voi che ne pensate? 
Desidererei inoltre sapere se, 
usando il preselettore ài cui al¬ 
lego lo schema, posso usare una 
media frequenza normale a 467 
kc/s senza aver noie con la fre¬ 
quenza immagine. 

In caso affermativo Vi pregherei 
di farmi avere i nuovi dati per 
le bobine. 

Vi prego di scusare la prolissità 
e le pretese e vi ringrazio antici¬ 
patamente. 

Schema di « preselettore » inviato per 

consulenza dal sig. D. Paludo: 



Risponde gentilmente lo stesso 
Sig. Rinaudo: 

Egregio sig. Paludo, 
non credo che il difetto da Lei 
riscontrato in suddetto ricevito¬ 
re sia, in questo caso, dovuto a 
un accoppiamento troppo lasco 
fra i due avvolgimenti del tra¬ 
sformatore di media frequenza, 
ma bensì a un difetto di taratura 
del primario di detto trasforma¬ 
tore, oppure (cosa alquanto dif¬ 
ficile ma non impossibile) all’e¬ 
saurimento quasi totale della 
ECH81 da Lei usata; oppure qual¬ 
che componente difettoso (ad 
es. il condensatore da 0,1 p-F 
connettente la griglia schermo 
della sezione pentodo della 
ECH81 con la massa in perdita, 
ecc.). Se dopo aver verificato i 
componenti della sezione con¬ 
vertitrice e la taratura non avrà 
ancora ottenuto alcun risultato 605 


















606 


positivo, provi a invertire i col¬ 
legamenti del primario del tra¬ 
sformatore di MF, dopo di che 
(ferma restando l’esattezza del 
cablaggio), non vi sarà motivo 
per cui il ricevitore non debba 
funzionare. 

In quanto al secondo quesito, 
mi permetto di farle notare che 
lo schema da Lei allegato non 
rappresenta un preselettore, ma 
un amplificatore d'antenna ape¬ 
riodico, dal quale, a mio avviso, 
non otterrà i risultati che Lei 
certamente spera, in quanto au¬ 
mentando solamente la amplifi¬ 
cazione aumenterà sì l'entità del 
segnale ma con esso aumente¬ 
ranno notevolmente i disturbi, 
fermo restando il potere selet¬ 
tivo del ricevitore. Se a titolo 
sperimentale lo volesse costrui¬ 
re, lo potrà collegare al ri¬ 
cevitore utilizzando qualsiasi 
MF però La consiglio di usa¬ 
re quella a 467 kc/s (dico 467 
kc/s per dire frequenza bassa) 
in quanto avrà sempre i disturbi 
derivanti dalla frequenza imma¬ 
gine. 

Nel caso Le occorressero ulte¬ 
riori chiarimenti sono sempre a 
sua disposizione anzi Le sarei 
grato mi comunicasse tramite la 
Rivista i risultati ottenuti. 

Cordiali saluti 

Rinaudo Rinaldo 


Sig. Guido Montanari - Ravalle 
(Ferrara). 

Desidererei venire a conoscenza 
delle dimensioni esatte delle an¬ 
tenne trasmittenti sulle gamme 
dei radioamatori 
Gamma: 

80m 40m 15m llm lOm. 

Tipi di antenna: 

— a presa calcolata 

— a dipolo semplice 

— a dipolo ripiegato 

Nella eventualità le sopracitate 
antenne fossero trattate in un 
numero arretrato di « C.D. », ac¬ 
quisto senz } altro il numero o i 
numeri interessati. 
Ringraziandovi anticipatamente 
rendo noto che sono un vostro 
lettore di « C.D. » di cui sono 
molto soddisfatto ritenendola 
una delle migliori e più comple¬ 
te riviste per radiantisti. 


Risponde direttamente il nostro 
Collaboratore Marco Toni: 

Per dimensioni esatte di anten¬ 
ne per le frequenze assegnate 
ai radianti, come gentilmente ci 
chiede il sig. Montanari, occorre 
inanzi tutto chiarire il termine 
esatto cioè le dimensioni che de¬ 
ve avere un conduttore posto 
nel libero spazio, per cui la sua 
induttanza e capacità distribuite 
(perciò la sua lunghezza) dan¬ 
no luogo a risonanza. Osservan¬ 
do le frequenze assegnate ai ra¬ 
dioamatori si può notare come 
queste siano in rapporto fra di 
loro: perciò una antenna calco¬ 
lata per una frequenza fonda- 
mentale, in pratica può lavorare 
su armonica sfruttando come 
succede con le Levy e le Zep¬ 
pelin la linea di alimentazione. 
Il discorso è assai lungo, e com¬ 
plesse sono le ragioni che deter¬ 
minano il buon funzionamento 
dell’antenna, perciò consigliamo 
il sig. Montanari di consultare il 
testo le Antenne edito dalla ARI, 
Via Vittorio Veneto 12, Milano, 
nonché il testo in inglese « The 
Antenna Book » sempre reperi¬ 
bile presso la ARI. 

Forniamo altresì i dati richiesti 
per le dimensioni esatte cioè ac¬ 
cordate al centro di ogni banda 
di frequenza assegnata ai Ra¬ 
dianti. 

In relazione alla seguente for- 
muletta è possibile ricavare per 
una data frequenza la rispettiva 



Consulenza Sig. G. Montanari 


^a=a=[ 


i—i 

!jj 

===^ 



V -l=r 

M 



DISCESA 75 A 


Sistema di dipoli alimentati con una 
sola discesa da 7512. 


lunghezza dell’elemento radiante. 

0,95 x 300.000 

L =--—; Riducendo si 

2 x F 

143 

avrà -= lunghezza del con- 

F 

duttore in metri. 

Le misure per la presa calcolata 
risultano calcolate come riporta¬ 
to nello specchietto, così pure 
vale per il dipolo semplice e il 
dipolo ripiegato tenendo ben pre¬ 
sente che per il dipolo semplice 
si dovranno interrompere le ri¬ 
spettive lunghezze al centro ali¬ 
mentandole con cavo coassiale 
da 75 Q; meglio sarebbe con 
linea bifiilare sempre da 75 Q: 
proprietà di quest'ultima è un 
migliore bilanciamento del dipo¬ 
lo e quindi del lobo di radiazione. 
Per il dipolo ripiegato valgono 
ancora le solite misure sopra ci¬ 
tate badando altresì di alimen¬ 
tarla al centro di uno dei due 
conduttori con linea bifilare da 
300 fì. Un agevole sistema per 
costruire un dipolo ripiegato è 
quello ben noto di usare la soli¬ 
ta piattina da 300 Q, calcolando¬ 
ne la lunghezza come sopra; si 
salderanno i due conduttori alle 
estremità e saldando ancora la 
discesa ai capi di uno dei con¬ 
duttori opportunamente tagliato 
a metà; gli schizzi rappresenta¬ 
no alcune pratiche realizzazioni 
di antenne per Radianti. 


presa 

calcolata 


banda 

L [m] 

LI [m] 

80 = 

40,40 

5,7 

40 = 

20,20 

2,31 

20 = 

10,10 

1,45 

15 = 

6,70 

0,95 

10 = 

5,5 

0,75 



DISCESA 300 SI 


Dipolo ripiegato alimentato con linea 
da 30011. 

Termino la lunga chiacchierata 
con la speranza di essermi reso 
comprensibile e saluto cordial¬ 
mente. 

Marco Toni 

































Dott. Michele Spadaro - C. P. 

282 - Catania. 

Spett.le SETEB 

Sono ormai da parecchi anni as¬ 
siduo lettore della vostra rivista, 
che effettivamente merita sempre 
di più Vattenzione e Vammira¬ 
zione di noi radioamatori; in 
essa e precisamente nel numero 
di maggio, ho trovato lo sche¬ 
ma di un convertitore di tensio¬ 
ne transistorizzato, di cui è au¬ 
tore il sig. Ermanno Lamé. 
Pertanto mi rivolgo a Voi, nella 
speranza che possiate dirmi se è 
possibile usare tale convertitore 
per Valimentazione del radiote¬ 
lefono surplus tipo BC 1000. Il 
radiotelefono assorbe 90 V, 25 
mA in ricezione e 150 V, 45 
mA in trasmissione, facendoVi 
presente che intendo alimentare 
il convertitore con una batteria 
al piombo da 6 V, 13 A. Vi rin¬ 
grazio tanto se vi sarà possibile 
darmi un consiglio in merito, e 
colgo Voccasione per porgerVi i 
miei più Cordiali Saluti. 

Risponde il dott. Dondi, esperto 
di invertitori: 

Gent.mo Dott. Spadaro 
Mi è stato girata per competen¬ 
za la sua lettera in cui Lei chie¬ 
de se è possibile alimentare il 
suo BC1000 con un convertitore 
transistorizzato apparso sul N. 5 
del c.a. 

Per mia esperienza temo che 
detto convertitore non ce la fac¬ 



cia in quanto, per lo meno in 
trasmissione, esso assorbe 150 
V a 45 mA cioè 7,5 watt circa, 
e tenendo conto che un simile 
circuito non supera per rendi¬ 
mento il 50% si giunge a dire 
che la potenza all’ingresso sarà 


prossima ai 15 watt cioè all’e¬ 
stremo delle sue possibilità. Con 
15 watt a 6 volt l’assorbimento 
è di 2,5 ampere: un pò alto per 
l'OC26 

Le consiglio uno schema a 2 tran¬ 
sistor come quello che qui ri¬ 
produco. 

Il trasformatore lo si può pre¬ 
parare partendo appunto da un 
trasformatore da campanelli co¬ 
me suggerito nell'articolo di C.D. 
n. 5. Sarà facile svolgere il se¬ 
condario e con lo stesso filo 



riavvolgerlo avendo cura di rad¬ 
doppiare il filo: cioè dididendo 
in due parti uguali quello esi¬ 
stente, così come mostro nello 
schizzo. 

I fili 1 e 3 andranno uniti insie¬ 
me per ottenere una esatta presa 
centrale, gli altri due (2 e 4) 
andranno ai collettori dei due 
transistor OC26, che è bene ac¬ 
quistare in coppia. 

Nulla da aggiungere per quanto 
riguarda il raddrizzamento della 
tensione di uscita. E’ possibile 
che la tensione sia un pò alta e 
necessiti togliere un pò di spire 
dal secondario. 

Molti auguri per le sue espe¬ 
rienze. 

Cordialmente 

L. Dondi 

PS. E' bene che il trasformatore 
sia più « grosso » possibile da 
2CH-25 watt per esempio. 


Sig. Vitale Scapparone, Via Nino 
Oxilia, 5 - Novara. 

Spett. Soc. SETEB. 

Sono in possesso di un transisto¬ 
re tipo AIJY10, e date le sue 
notevoli caratteristiche, lo vor¬ 
rei utilizzare in un trasmettitore 
per 144 MHz a quarzo. 

Non trovando nessuno schema 


che lo impieghi come tale vor¬ 
rei, se possibile, che Voi gentil¬ 
mente mi consigliaste uno sche- 
mino che serva allo scopo, uni¬ 
tamente al quale anche un mo¬ 
dulatore adeguato. 

Mi sono anche interessato del 
ricetrasmettitore quarzato ap¬ 
parso su C.D. di aprile e ho vi¬ 
sto che monta 3 OC71. 

Volendo eseguire quel montag¬ 
gio, posso montare 3 OC71N in 
mio possesso? 

Vorrei sapere anche quale diffe¬ 
renza esiste tra OC71 e OC71N. 
In attesa di vostra gentilissima 
risposta vi porgo i miei più cor¬ 
diali saluti. 

Per quanto riguarda il TX per 144 
MHz a transistori non possiamo 
che consigliarle la parte trasmit¬ 
tente del progetto apparso su 
C.D. n. 8/65 a cura di A. Celot 
(anche se non usa l’AUYIO); 
non è infatti un semplice tran¬ 
sistor che può far decidere in 
merito a uno schema di TX quar¬ 
zato, di un certo impegno. 

In merito agli OC71/OC71N, me¬ 
glio di noi Le risponde il signor 

Marco Lavazza Seranto, S. Croce 
1756, Venezia: 

mi permetto di scrivere per se¬ 
gnalarvi un errore in cui siete 
incorsi in uno degli ultimi nume¬ 
ri della Rivista. Si tratta preci¬ 
samente della consulenza richie¬ 
sta dal sig. Calimeri a pag. 348 
del n. 6/1965 in cui Voi rispon¬ 
dete che il transistor OC71N non 
corrisponde all’OC71 poiché si 
tratta di NPN e non di un PNP. 
In questo consiste l’errore. 

Era già da tempo che avevo dei 
dubbi sui nuovi transistori della 
PHILIPS OC71N - OC72N e ho 
voluto, dopo la vostra consulen¬ 
za, « tagliare (come si dice) la 
testa al toro » e scrivere diret¬ 
tamente ai più competenti in 
materia: i costruttori stessi del 
transistor in questione. 

La PHILIPS molto gentilmente mi 
ha risposto subito fornendomi 
tutti i dati richiesti. 

Riporto il passo: 

« ..., ci pregiamo confermarvi 
che l’unica differenza, tra i tran¬ 
sistori OC71N - OC72N e i corri¬ 
spondenti tipi OC71 - OC72, è 
nello involucro esterno. » 
Aggiungo inoltre che ciò è pie- 


607 


































riamente confermato dai fatti 
(non bastassero le parole della 
PHILIPS) poiché ho sperimentato 
i transistori in questione su un 
vostro progetto: i radiotelefoni 
del n. 7/1962 trovandoli ottimi 
(sia i radiotelefoni, che i tran¬ 
sistori) . 

Ho pensato di scrivervi perché 
non voglio che sulla Rivista di 
elettronica che io considero la 
migliore, nel campo pratico, e 
per veste e per contenuto com¬ 
paia qualche errore che possa 
esser fonte di critiche. 

Con rispetto 

Marco Lavazza Seranto 

Grazie di cuore a un Lettore così 
attento e amico; siamo 1 a 0 in 
casa, signor Seranto! Speriamo 
di rifarci in trasferta! 


Sig. Giuseppe Gosio, Via A. Ca¬ 
nova, 38 - Torino. 

Speti, le SETEB s.r.l. Bologna, 
permettete che mi presenti su¬ 
bito perché sappiate il mio no¬ 
me (chissà perché la firma è 
sempre in fondo) prima di ca¬ 
dere esausti alla lettura di que¬ 
sto lungo e monotono scritto; 
(onde evitare spiacevoli conse¬ 
guenze stendetevi in poltrona e 
rilassai éVi ), 

Sono Giuseppe Gosio, appassio¬ 
nato di elettronica a cui piaccio¬ 
no i vostri articoli tecnico-bril¬ 
lanti con eleganti battute (a pro¬ 
posito, chi ha detto che tarare 
significa « regolare per il minimo 
fumo »?) che rendono piacevole 
la lettura di ogni vostro articolo 
(continuate così). 

Ho frequentato l’I.T.I. per di¬ 
ventare p.i. in elettrotecnica, ma 
un giorno, verso il tramonto ho 
sentito improvvisa la vocazione: 
Velettronica mi chiamava sotto 
forma di un’ aleggiante 6TE8 (è 
la prima vera valvola che ho 
usata) con al fianco una calda 
5Y3, e, poco distante, avvolta 
da una nube azzurrognola, una 
6V6 che, senza tromba, squillava 
dal suo cristallo (sic!) con voce 
flebile ma irresistibile: « ... vie¬ 
ni! ... vieni! ... avvicinati alla 
Elettronica... » 

« Mo’ che famo? » pensai io 
« Oscillavo tra il si e il no, poi, 
controllando le mie sensibili qua- 
608 lità e il merito di rivelare una 


discreta capacità (modestia, cioè 
attenuamenti a parte), ebbi un 
impulso di reazione, non feci re¬ 
sistenza, i dubbi si dissiparono 
e m 'indussi a farmi le basi, cor¬ 
rentemente potenziate, e tutto 
ciò in accordo alla regolare fre¬ 
quenza di stadio (-studio) sco¬ 
lastico, polarizzando la mia at¬ 
tenzione (vocabolo tecnico: ...è 
scritto dietro i televisori...!) a 
questa fascinosa Scienza, anziché 
dissipare il grande volume di 
tempo libero ad alimentare una 
vasta gamma di sogni transitori. 
Ad ogni modo, bando agli scher¬ 
zi, m } iscrissi al Corso Radio per 
corrispondenza della Scuola Ra¬ 
dio Elettra che, a parte qualche 
piccola deficienza d'altronde scu¬ 
sabile, riscontrai veramente ben 
realizzato e che qualche tempo 
fa è uscito in edizione ancora 
migliorata (caso mai la pensaste 
come me e voleste consigliarlo 
a giovani amici). 

Mi diedi anche alla lettura di 
qualche rivista sedicente elettro¬ 
nica finché per caso m’imbattei 
in C.D. dove trovai piena rispon¬ 
denza alle mie esigenze che fu¬ 
rono ben presto tutt’altro che 
da principiante. 

Bene, dopo questa chiacchierata 
introduttiva (ma chi è quel po¬ 
veretto che mi sta sorbendo?) 
accendiamoci una sigaretta e fac¬ 
ciamo un altro discorso. 

Ho visitato la Fiera di Milano 
e ho finalmente fatto l’abbona- 
mento alla Vs. Rivista. Dico 
« finalmente » perché, pur essen¬ 
done lettore da tempo, anche se 
non sempre assiduo per vari im¬ 
pegni, non avevo mai trovato 
l’occasione di rendere il dovuto 
riconoscimento a una pubblica¬ 
zione non dico ottima (per obiet¬ 
tività), ma pur tuttavia buona, 
quaVè C.D . 

Non stupitevi quindi che que¬ 
sta lettera Vi rubi parecchio 
tempo, ma ho da domandarvi 
diverse cosette che in passato ho 
sempre tralasciato di scriverVi. 
Mi è sorta la passione della mi¬ 
niaturizzazione e speravo di tro¬ 
vare alla Fiera ciò che mi inte¬ 
ressa ma, pur avendo passato 
« al setaccio » solo il padiglione 
33 (elettronica naturalmente), e 
giratovi in lungo e in largo, non 
ho visto un solo transistore; fi¬ 
guriamoci poi i componenti mi¬ 


niaturizzati che cercavo. 

Vorrei quindi sapere gl’indirizzi 
di poche ma ben fornite ditte di 
componenti, non dico solo sub¬ 
miniatura, benché mi interessino 
pure questi, ma ultra-miniaturiz¬ 
zati, del tipo: 

— batterie al nickel-cadmio 

— elettrolitici al tantalio 

— mobiletti e telaietti (non so¬ 
lo Teko) piccolissimi 

—■ lampadine spia microscopi¬ 
che (ho buona vista) 

— interruttorini 

— cicalini a bassissima tensione 

— relays piccolissimi e a bassis¬ 
sima tensione (esistono?) 

— microfoni e altoparlanti a ca¬ 
psula, sia singoli che con fun¬ 
zioni reversibili (ho visto qual¬ 
cosa ma non mi soddisfa in pie¬ 
no, troppo grossi ancora, per¬ 
bacco!) 

— resistenze 1/8 e 1/16 W 

— pile 9 V e 22,5 V tipo occhia¬ 
li acustici. 

La G.B.C. ha solo componenti 
sub-miniatura o anche ultra? 
Forse la Ditta Marcucci ha quel 
che mi occorre? 

E’ possibile trovare cellule so¬ 
lari caricanti accumulatori pic¬ 
colissimi)? 

La Fairchild ha posto in vendita 
il transistore 2N2297? 

I microcircuiti (tecnica « thin 
film » miniaturizzazione 40:1) 
della Lear Siegler, sono in com¬ 
mercio? 

Se la risposta è no, mettendomi 
in contatto diretto (l’indirizzo 
per favore) c’è qualche possi¬ 
bilità? 

La F.A.L.I.E.R.O. produce com¬ 
ponenti miniaturizzati? 

Cosa ne è del radiotelefono con 
chiamata elettronica ( cos’è ? ) 
della Microphon-Siena? 

E’ possibile trovare i transistori 
con [3 = 3^-10000 (2 mesa colle¬ 
gati, tipo SST610 NPN) della 
Solid State Electronic Co.? 

Si trovano? e dove? volumi trat¬ 
tanti i seguenti argomenti: 

— Progettazione di qualsiasi 
circuito coi transistori 

— Progettazione e calcolo di 
qualsiasi antenna 

—■ Caratteristiche (curve, dati, 
circuiti impiegati, ecc...) di tutti 
i transistori passati (cioè che 
tutti conosciamo) e presenti 
(cioè non ancora in commercio, 
ma già progettati, costruiti; e 




prossimi ad essere diffusi, anche 
di tipo speciale)? 

Ammetto che qualcuna di que¬ 
ste domande Vi parrà strana 
(« batterie solari »..., bah! questi 
giovami), ad ogni modo sap¬ 
piate che il mio è vero interesse 
(non ho scritto fin qui per pren¬ 
dervi in giro... ehi sveglia! non 
si russa così forte! c'è della cor¬ 
rispondenza da evadere... insom¬ 
ma!...) e quindi tutto quello che 
potete dirmi lo apprezzerò volen¬ 
tieri (quasi tutto, e non manda¬ 
temi già al diavolo!) e se qual¬ 
che argomento Vi pare di inte¬ 
resse comune ad altri lettori, ci 
rivedremo sulla « Consulenza ». 
Anche se so che in questo mo¬ 
mento Vi sentite la nausea e 
state per scoppiare (lasciate sta¬ 
re i morti... e non offendete... 
io volevo solo..., ma..., ma mi 
lasciate parlare «un momento»?) 
beh! io ci tento lo stesso e pro¬ 
vo a porgerVi i miei più 
distinti saluti. 

(barelliere, porta via il Signore!) 

P.S. Spiegatemi, anche se ho già 
una mia idea al riguardo, perché 
la 6V6 « parlava » nel ricevitore 
a reazione, sconnettendo Volto- 
parlante! 

Per oggi avete lavorato abba¬ 
stanza... andate al bar e beve¬ 
tevi alla mia salute un Cynar 
liscio con ghiaccio contro il lo¬ 
gorio di 

G.G. - Torino 

(non stritolate il bicchiere!!!) 

Salutoni, e chissà che non col - 
labori... 

...potreste fare numero doppio! 

Tre giorni dopo: 

Spett.le SETEB s.r.l. - Bologna , 
sono ancora io, G.G. di Torino, 
(no! non scappate subito!) e Vi 
riscrivo a tre giorni di distanza 
dall'altra lettera per porgerVi 
altre domande, che purtroppo 
Voi giudicherete un po' « paz¬ 
ze », ma a cui spero rispondiate 
dando il meglio di Voi stessi. 
Prima di elencarle, dovete sape¬ 
re che queste cose volevo seri- 
verVele dopo la vostra risposta 
agli argomenti della prima let¬ 
tera (per vedere come la pren¬ 
devate), ma per non sgonfiarvi 


troppo sovente (anche se so già 
che in futuro avrò ancora biso¬ 
gno della vostra consulenza), Vi 
-dico tutto ora. 

Noterete forse una certa « fanta¬ 
sia tecnico-elettronica », ma, poi¬ 
ché le vostre conoscenze e possi¬ 
bilità sono ben maggiori delle 
mie, considerando lo stato avan¬ 
zato delle applicazioni in questo 
campo, ho speranza che possiate 
indirizzarmi verso un sicuro sod¬ 
disfacimento delle mie aspetta¬ 
tive; ciò che mi direte (e più è , 
meglio sarà) sarà per me della 
massima utilità per metterlo sia 
in pratica (possibilmente), che 
fra il bagaglio delle mie cono¬ 
scenze. 

Ecco quindi: 

—- esiste un volume sull'argo¬ 
mento della tecnica, progetta¬ 
zione, costruzione, ecc..., di ra¬ 
dar di piccola-media portata? 

—- sul volumetto « Radiotelefo¬ 
ni a transistor » c'è il Baby-Si- 
gnal (funzionamento senza cor¬ 
rente): 

1) come è possibile aumentare 
la tensione di B.F.? (forse con 
un diverso rapporto del trasfor¬ 
matore?) 

2) è possibile aumentare la po¬ 
tenza di A.F. in antenna? 

— dove si possono trovare con¬ 
densatori di tipo telefonico Sie¬ 
mens di cui C.D. 1/65 scrive a 
pag. 35? (un semplicissimo cir¬ 
cuito a memoria). 

■— è possibile autocostruirsi cir¬ 
cuirmi stampati? (forse Print- 
Kit?) 

■— quali sono (in breve) i limi¬ 
ti (frequenza, portata, impianto 
fisso o mobile, ecc...) che la leg¬ 
ge impone all'uso dei radiotele¬ 
foni per non occorrere licenza? 
Ho le norme riguardanti i radio- 
amatori, ma... e per i radiotele¬ 
foni da 1/2, 1, 2, 3 W? 

— sapete indicarmi dove trova¬ 
re (o avete già Voi qualcosa?) 
i seguenti circuiti transistoriz¬ 
zati : 

1) convertitore da 50CH-1600 
kHz a 27 MHz 

2) convertitore da 21 MHz a 
500-K600 kHz 

3) convertitore da 500-H600 
kHz a 144 MHz 

4) convertitore da 144 MHz a 
500-^-1600 kHz 

5) convertitore da 27 MHz a 
144 MHz 


6) convertitore da 144 MHz a 
27 MHz 

7) trasmettitore impulsi A.E., 
potenza 30^-50 W per comando 
a distanza piccoli relays, accen¬ 
sione lampadine, piccoli moto¬ 
rini, cicalini, ecc... 

Se un segnale simile fosse trop¬ 
po tenue per pilotare i suddetti 
relays (tipo miniatura) come lo 
si potrebbe amplificare per ot¬ 
tenere il dovuto funzionamento? 
Avete per favore uno schema di 
un tale amplificatore? 

Con la potenza di 30-^50 W si 
dovrebbe ottenere una portata 
di 100-^200 km, (sbaglio?) o 
ne basta meno per questa di¬ 
stanza? 

— è possibile (un circuitino, 
per favore!) inviare un impulso 
di A.F. a un ricevitore (nel 
campo delle onde corte, cortis¬ 
sime, o ultracorte), il quale, se¬ 
condo il principio del Baby-Si- 
gnal, funzioni senza corrente, e 
piloti qualcosa che naturalmen¬ 
te necessiti di poca potenza? 

Domande che giudicherete stra¬ 
nissime: 


— in ricetrasmettitori ultra-ta¬ 
scabili per usi extra-normali 
(spionaggio, forze polizia, inve¬ 
stigatori privati, ecc...) non vie¬ 
ne usata alcuna antenna esterna 
(né dipolo, né sfilabile), o ne 
viene usata al massimo una e- 
sterna di solo pochi centimetri 
(5-10); orbene vorrei sapere : 

1) l'antenna dov'è? intendo da 
cos'è costituita? 

2) quali ne sono i dati costrut¬ 
tivi? 

3) che portata ha l'apparecchio? 

4) su che frequenza lavora? 

(1000 MHz?) 

5) è possibile che uno spezzon- 
cino di ferrite o altro materiale 
(quale?) possa funzionare da 
antenna per onde corte, cortissi¬ 
me, ultracorte, a patto di fare 
l'avvolgimento (criticissimo, sia¬ 
mo d'accordo) particolarmente 
studiato per quella sola frequen¬ 
za? Avete per caso qualche sche- 
mino (!!!!) al riguardo? 

Sperando che non diciate —■ 

...ma questo è pazzo... — e che 
scusiate il tono affrettato di co- 
desta lettera (per inseguire la 
prima!) vogliate gradire i miei 
omaggi, con grazie anticipato. 609 



Caro signor Gosio, 


le sue lettere un po’... lunghe ci 
hanno invero stupito, ma piace¬ 
volmente e non certo con gli 
effetti disastrosi da Lei preconiz¬ 
zati; barellieri, sveglie, Cynar, si 
sono dimostrati inutili. 

Talvolta bastano lettere ben più 
brevi per metterci in crisi: pen¬ 
si ai soliti, ricorrenti, inventori 
del moto perpetuo. 

Abbastanza ben riuscita l’intro¬ 
duzione « elettronica » della sua 
prima lettera, anche se in qual¬ 
che punto ha... acchiappato i ter¬ 
mini per la coda, stiracchiandoli 
un po’! 

Inutile ringraziarla per le cortesi 
parole che ha avuto per C.D., 
perché ci sono sembrate obbiet¬ 
tive e prive di falsi fronzoli per 
cui veniamo al dunque. 

La sua passione per la miniatu¬ 
rizzazione ha scopi « industriali » 
o « privati »? 

In funzione di tale diverso limite 
di interesse potremo rispondere 
più compiutamente alle sue do¬ 
mande. 


In ogni caso potrà soddisfare 
assai meglio la propria curiosità 
e interesse tecnico non alla Fie¬ 
ra, bensì al Salone dei compo¬ 
nenti elettronici che si tiene in 


autunno a Milano, manifestazio¬ 
ne cui partecipano tutte le più 
importanti Ditte del ramo. 

Molto più semplice il problema 
dei volumi, che lei troverà age¬ 
volmente da Hoepli a Milano, 
presso il Rostro, Milano o alla 
CELI di Bologna. L’ARI, infine, 
dispone di un interessante volu¬ 
metto sulle antenne; il RADIO 
AMATEUR’S HANDBOOK, infine, 
costituisce un tradizionale pila¬ 
stro per i radiodilettanti di tut¬ 
to il mondo. In edicola o presso 
l’Editore Montuschi troverà fa¬ 
scicoli con tutti i dati relativi ai 
transistori in uso. Oltre a ciò, 
se desidera caratteristiche più 
dettagliate dei medesimi, può 
acquistare presso la Philips, la 
SGS, e le altre grandi Case pro : 
duttrici i prontuari, che riporta¬ 
no quasi sempre interessanti 
schemi applicativi o addirituura 
i circuiti per i quali sono stati 
progettati alcuni transistori. 
Circa la 6V6 che « parlava » pro¬ 
pendiamo per questa versione: 
la finale pilotava un trasforma¬ 
tore di uscita e il secondario di 
questo era sconnesso; le lami¬ 
ne e gli avvolgimenti si compor¬ 
tano come le bobinette di una 
comune cuffia da 4000 fì, ed ec¬ 
co spiegato l’arcano: era il tra* 


Volete migliorare la vostra 

Inchiesta internazionale dei B.T. 1. 

di Londra - Amsterdam - Cairo - Bombay - Washington 


sformatore che parlava, non la 
valvola: è capitato tante volte 
anche a noi. 

Per quello che riguarda i « limiti 
per i radiotelefoni », questi non 
differiscono in nulla dai limiti per 
i trasmettitori, in quanto un ra¬ 
diotelefono non è che un ricetra- 
smettitore con particolari carat¬ 
teristiche, la cui parte trasmit¬ 
tente è soggetta ovviamente alle 
norme e ai limiti stabiliti dalla 
legge. 

I trasmettitori-giocattolo di po¬ 
tenze minime (alcuni mW) sono 
esenti da licenza perché il loro 
raggio d’azione è talmente limi¬ 
tato che non viola i due princi¬ 
pali vincoli alle radiotrasmissioni 
d’amatore: interferenza e con¬ 
correnza alle telecomunicazioni 
di Stato. 

A questo punto siccome lei ci 
sembra una persona particolar¬ 
mente simpatica e gioviale, per¬ 
ché non ci viene a trovare un 
giorno a Bologna, così discutia¬ 
mo in calma delle altre doman¬ 
de? Non oscilli tra il sì e il no, 
afferri al volo un impulso gene¬ 
roso, salti su un treno (d’onde...) 
non opponga resistenza e venga 
da quelli di C.D. (vocabolo tecni¬ 
co: è LA Rivista di elettronica!). 


posizione ? 


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BRITISH INST. OF ENGINEERING TECHN 

Italian Division - Via P. Giuria 4/d - Torino 
























Linea coassiale fessurata : 

Misuratore di Rapporto Onde Stazionarie 
usabile^anche come voltmetro 
elettronico Jelettrometrico 


progetto e costruzione del dott. Luigi Rivola 


La linea coassiale fessurata è stata precedentemente 
analizzata (C.D. n. 4/65 e C.D. n. 6/65) fin nei più 

piccoli dettagli sia dal punto di vista meccanico¬ 

elettrico che dal punto di vista dell’uso e della fun¬ 
zionalità. E’ stata così sottolineata l'importanza di 
questo strumento di misura per la risoluzione di di¬ 
versi problemi tra cui l'adattamento delle antenne, 
la determinazione de! rapporto onde stazionarie 

(R.OS) e della percentale di potenza effettivamente 
irradiata dall’antenna rispetto a quella in uscita dal 
TX e anche la misura della frequenza, nel campo 

U.H.F. 

Grande rilievo hanno avuto pertanto i dati costruttivi, 
l'assemblaggio dei vari componenti e la finalità di 
ciascuno di essi allo scopo di permettere la facile e 
sicura costruzione meccanica ed elettrica da parte 
di chiunque abbia la possibilità di ricorrere a un'of¬ 
ficina meccanica. 

Quindi rimando gli interessati alTargomento specifico 
ai n. 4/65 e 6/65 per ogni informazione e dettaglio. 
Lo scopo di questo mio lavoro e del successivo è 
invece di illustrare qualche tipo particolare di misu¬ 
ratore di R.O.S., da inserire dopo il diodo di rivela¬ 
zione, al posto del gruppo formato dal filtro RC per 
radio frequenza e dal microamperometro (vedi C.D. 
6/65) da 25 mA f.s. sia per rendere più sensibile il 
sistema di lettura che per rendere possibile l’impiego 
di strumenti meno delicati di quello da 25 pA f.s. di 
cui sopra, 

Dato l'impiego di alcuni componenti di un certo im¬ 
pegno, dal punto di vista economico (come i com¬ 
mutatori in ceramica e il microamperometro), ho ri¬ 
tenuto opportuno utilizzare tali misuratori anche per 
altri impieghi di un certo interesse. 

Lo strumento di misura che qui descrivo è un misu¬ 
ratore di R.O.S. impiegante un microamperometro da 
50 hA f*s. da usarsi per onda portante non modulata 
con ulteriore possibilità di impiego come voltmetro 
elettronico elettrometrico da 0,1 a 20 V f.s. (la por¬ 
tata è estensibile fino a 2,000 V f.s. utilizzando una 
sonda opportuna). 

Inserito dopo il diodo di rivelazione, nella linea coas¬ 
siale fessurata (vedi C.D. 6/65), questo misuratore 
di R.O.S. permette di usare microamperometri con 
fondo scala maggiori di 25 mA (fino a 150 pA f.s.) 
con una sensibilità massima di circa 60 mV f.s. In¬ 
fatti il misuratore di R.OS. presentato nel n r 6 di 
CD. usava un microamperometro da 25 pA (resisten¬ 
za bobina mobile 2.700Q, corrispondente a 67,5 mV 
f.s ). 

L’impiego supplementare come elettrometro lo rende, 
come uso secondario, uno strumento misuratore di 
tensione in c.c. di notevole interesse in quanto la 
sua corrente di assorbimento nel circuito di ingresso 
è inferiore a IO- 10 A. Questo valore, scegliendo oppor¬ 
tunamente i tubi E80F usati come amplificatori elet¬ 
trometrici, può essere portato fino a IO- 11 A. 

La stabilità, che per questo genere di amplificatori 
è da ritenersi una delle doti più essenziali, è stata 
particolarmente curata sia stabilizzando tutte le ten¬ 
sioni di alimentazione, sia introducendo una forte 
controreazione. 


Caratteristiche e prestazioni 

Le caratteristiche e le prestazioni del misuratore di 
R.O.S. che presento sono quelle di un amplificatore 
elettronico per corrente continua (quindi ad accop¬ 



piamento diretto) di tipo professionale ad alta stabi¬ 
lità nel tempo sia dello zero elettrico che del grado 
di amplificazione. 

Impiegando lo strumento come misuratore di R.O.S. 
le caratteristiche sono le seguenti: 

— impedenza di ingresso di circa 4.300Q per adat¬ 
tare l'impedenza del diodo usato nella linea coassiale 
fessurata (1N23B) 

— sensibilità regolabile da 60 mV a 85 mV f.s. per 
la taratura a fondo scala del microamperometro (vedi 
C.D. 6/65) 

— filtro RC di arresto radio frequenza inserito all'in¬ 
gresso dell'amplificatore 

— corrente massima diretta che viene fatta circolare 
nel diodo 1N23B (nella linea coassiale fessurata) : 
20 nA 

— massima amplificazione in tensione di 3,5 volte con 
forte controreazione di tensione (l'amplificazione non 
è stata spinta oltre questo valore a causa della dimi¬ 
nuzione della stabilità dell'amplificatore stesso). 
Impiegando lo strumento come elettrometro le carat¬ 
teristiche sono le seguenti: 

— impedenza d'ingresso molto alta (per una tensione 
f.s. di 1 V l’impedenza di ingresso è superiore a 
10.000 M'Q) 

— portate voltmetriche: f.s. in corrente continua 0,1 - 
0,2 - 0,5 - 1,0 - 2,0 - 5,0 - 10,0 - 20 V, commutate 
senza alcun partitore di tensione in ingresso Con 
partitore, contenuto in opportuna sonda esterna, le 
portate voltmetriche sono moltiplicabili per 100, con 
impedenza d’ingresso costante di 100 MQ 

— l'amplificazione è 2 per la portata di 0,1 V e 1 
per tutte le altre portate. 

Il microamperometro indicatore dello strumento ha 
50 pA f.s. con una bobina mobile da 3.800Q (Cassi- 
nelli CI8R Plex) avente due scale di cui quella supe¬ 
riore tarata in R.O.S. (*) e quella inferiore graduata 
linearmente da 0 a 100. 

Il microamperometro usato può essere sostituito con 
qualunque altro strumento che abbia le seguenti 
caratteristiche: 

— resistenza della bobina mobile compresa tra 1.300 
e 4.000Q. 

— fondo scala non superiore a 150 pA e a 20 mV. 

Il misuratore di R.O.S./elettrometro può essere anche 
costruito senza microamperometro essendo predispo¬ 
sto per utilizzare un qualunque analizzatore (tester) 
con sensibilità compresa tra 10.000Q/V e 100.000Q/V 
(mdiante la presa « uscita »). Questa presa può inol¬ 
tre venire utilizzata, contemporaneamente al micro¬ 
amperometro indicatore, per altri microamperometri 
di controllo, voltmetri registratori, voltmetri elettro¬ 
nici, etc. la cui impedenza di ingresso non sia infe¬ 
riore a 1.500Q. Sotto questo aspetto l’elettrometro può 
quindi venire impiegato come trasduttore di impeden¬ 
za nel senso che, nelle portate corrispondenti a una 


(*) Vedi C.D. 6/65 per l’utilizzazione di un micro ampero¬ 
metro con scala lineare. 


611 






amplificazione 1, rende leggìbili quelle tensioni (in 
continua) che con un normale analizzatore non lo 
sarebbero a causa della loro alta impedenza. Ad 
esempio supponiamo di volere leggere una tensione 
di griglia quando fra la griglia stessa e la massa sia 
inserita una resistenza da 10 Mfì. Usando un normale 
analizzatore da 20.000Q/V sarà impossibile leggere 
questa tensione perché la corrente di assorbimento 
dell'analizzatore attraversando la resistenza da 10 MQ 
determinerà una caduta di tensione tale da rendere 
impossibile la misura stessa. Basta infatti pensare che 
è sufficiente una corrente di 1 pA per determinare 
una caduta dì tensione di 10 V. Impiegando un elet¬ 
trometro, come quello che presento, essendo la cor¬ 
rente di assorbimento inferiore a IO- 10 A ossia infe¬ 
riore a IO- 4 m-A la caduta di tensione al massimo sarà 
di 1 mV. Se poi l’elettrometro viene costruito sce¬ 
gliendo opportunamente le valvole elettrometriche 
questa corrente di assorbimento viene portata a IO- 11 A 



veniente dal gruppo di rivelazione della linea coas¬ 
siale fessurata, quando lo strumento venga impiegato 
come misuratore di R.O.S. 

Il circuito di uscita è costituito da un circuito di 
commutazione che inserisce resistenze addizionali al 
microamperometro e che regola la controreazione. 

La stabilizzazione delle tensioni anodiche e di griglia 
schermo è ottenuta mediante tubi a gas (OB2), men¬ 
tre la stabilizzazione della tensione dei filamenti dei 
tubi elettrometrici (E80F) è ottenuta mediante tran¬ 
sistori (OC26, OC74). 

Il circuito, completo in ogni suo dettaglio, è illustrato 
in, fig. 2 (circuito di ingresso, di uscita e di amplifi¬ 
cazione) e in fig. 3 (circuito di alimentazione e di 
stabilizzazione). Procedendo dall’ingresso all’uscita 
consideriamo le seguenti parti: 

1) Il circuito di ingresso 

Comprende una commutazione di funzione per adattare 
lo strumento all’impiego desiderato e un gruppo di 
filtri (TI - fig. 2). Quando il misuratore viene impie¬ 
gato come misuratore di R.O.S. (posizione « diodo ») 
viene inserito un filtro RC passa basso formato dalla 
resistenza da 390Q e da due condensatori da 470 pF 
(fig. 2), avente la sopracitata funzione di arresto per 
la radio frequenza. Come misuratore di R.O.S. l'im¬ 
pedenza di ingresso è di 4.300Q per adattare la bassa 
impedenza del diodo (1N23B) impiegata nella linea 
fessurata coassiale. 

Quando il misuratore viene impiegato come elettro- 
metro (posizione « volt *>) la sua impedenza di in¬ 
gresso diventa superiore a 10.000 MQ (per 1 V f.s.) 
e i due gruppi R1C1 ed R2C2 (fig. 2) hanno la fun¬ 
zione di impedire eventuali autooscillazioni. 

2) Il circuito amplificatore 


che, nell’esempio citato produrrebbe una caduta di 
tensione di 0,1 mV, Sia 1 mV che 0,1 mV sono ten¬ 
sioni senz’altro del tutto trascurabili rispetto alla 
tensione da leggere. 

Il circuito amplificatore dell'elettrometro può anche 
venire impiegato direttamente in corrente alternata 
fino a una frequenza massima di 20.000 Hz 

Il circuito 

Il circuito è costituito di un amplificatore ad accoppia¬ 
mento diretto per corrente continua con forte contro- 
reazione al fine di avere piccola deriva dello zero e 
grande stabilità di amplificazione. Lo schema di prin¬ 
cipio è rappresentato nel circuito a blocchi di vig. 1. 
Nel circuito di ingresso è inserito un filtro RC avente 
lo scopo di arrestare la radio frequenza residua pro¬ 


li circuito amplificatore è formato da due E80F colle¬ 
gate secondo lo schema fondamentale di un amplifi¬ 
catore differenziale. Segue una E80CC con funzione 
di ripetitore catodico per avere un'impedenza di 
uscita bassa. 

La tensione continua da misurare, sia che provenga 
dalla linea fessurata coassiale che da qualunque altro 
circuito, viene applicata, dopo il circuito stesso di 
ingresso, alla griglia della prima E80F. Le tensioni di 
filamento e le tensioni di placca e griglia scherno 
sono quelle previste dalla Philips per il funzionamen¬ 
to del tubo E80F come elettrometrico e cioè: filamen¬ 
ti 4,5 V - tensione anodica e di griglia schermo 40 V 
(tensioni misurate rispetto al catodo). La tensione da 
misurare, amplificata, sarà quindi presente sulle plac¬ 
che delle E80F e da qui ai due catodi della E80CC 

















tramite le corrispondenti grìglie. Uno di questi due 
catodi è collegato direttamente a massa mentre sul¬ 
l'altro fanno capo il circuito di uscita e quello di 
controreazione (fig. 2). Pertanto la tensione amplifi¬ 
cata presente sul catodo in parte viene mandata di 
rettamente all’uscita e in parte viene portata nell'am- 
plificatore tramite la griglia gl della seconda E80F, 
realizzando la controzione. La controreazione stessa 
è tanto più forte quanto più grande è la frazione 
di tensione amplificata riportata nell’anriplificatore e 
perciò tanto più piccola è la resistenza interposta tra 
il catodo della prima sezione della E80CC e la griglia 



Punto in cui viene 
applicata la 
tensione da leggere 


□□SAGGIO 

CONTROREAZIONE 


V 


Fig. 1 

Schema a blocchi del circuito dell'elettrometro. 


bilità dell’amplificatore e contribuisce a utilizzarne- 
l'impiego anche per tensioni di ingresso (da misu¬ 
rare) relativamente alte (20 V). La possibilità di leg¬ 
gere direttamente tensioni di questa entità è data 
inoltre dal fatto che tutti i punti « freddi » di ritorno 
dei circuiti di griglia, di placca e di catodo uniti 
fra loro e collegati al negativo dell’alimentatore sta¬ 
bilizzato che dà 216 V, non sono collegati diretta- 
mente a massa. Questa massa « fittizia » (fig. 2) è 
infatti « sospesa » rispetto alla massa « effettiva » per 
una tensione di 54 V. 

Mandando in ingresso una tensione continua (da mi¬ 
surare) (*) compresa tra 0 e ± 20 V l'amplificatore 
avrà una risposta perfettamente lineare sia a causa 
della forte controreazione sia perché la massa « fitti- 
zia » è polarizzata rispetto alla massa « effettiva « di 
una tensione dell’ordine delle decine di volt. 

Volendo aumentare la portata voltmetrica diretta a 
valori più elevati (fino a un massimo di 100 V), biso¬ 
gna aumentare contemporaneamente sia la caduta di 
tensione presente sul circuito di placca dei tubi elet¬ 
trometrici che quella tra la massa « fittizia >* e la 
massa « effettiva ». 

Le tensioni misurate con voltmetro elettronico (impe¬ 
denza di ingresso 11 MQ) rispetto alla massa « fitti¬ 


gl della seconda E80F (fig. 2). Il guadagno dell’am¬ 
plificatore viene pertanto variato regolando il valore 
della suddetta resistenza (potenziometri P3, P4, P5). 
Il potenziometro P3 è posto sul pannello frontale e 
viene inserito nella posizione « diodo » (commutatore 
T2 - fig. 2) cioè quando lo strumento viene utilizzato 
come misuratore di R.O.S. e ha la funzione di variarne 
la sensibilità in modo fine (da 60 mV a 85 mV). Come 
già detto nella precedente pubblicazione (C.D. 6-65), 
la regolazione fine della sensibilità permette una fa¬ 
cile messa a fondo scala del microamperometro indi¬ 
catore quando la sonda della linea coassiale fessurata 
è stata -messa su un massimo di tensione a radio 
frequenza. 

I potenziometri P4 e P5, posti sul pannello posteriore, 
hanno la funzione di tarare le portate voltmetriche 
di 0,1 V e 0,2 V - 20 V rispettivamente e vengono 
inseriti nella posizione « volt » (commutatore T2 - 
fig. 2). La loro regolazione deve essere quindi semi¬ 
fissa. 

La controreazione ha la funzione di aumentare la sta¬ 


zia » sono le seguenti: 
filamenti 
placca E80F 
g2 E80F 

cat. 2 a sez. E80CC 
gl 1 a sez. E80F 
cat. E80F 

tensione aliment. stab. 


4,5 

90 

90 

54 

- 1,8 
52 

216 V 


[**] 

(corr. anod. 55 nA) 
(corr. g2 9 nA) 


Come si può notare i pentodi E80F sono alimentati 
secondo le tensioni stabilite dal costruttore (Philips) 
per il loro funzionamento come tubi elettrometrici. 
Infatti la tensione anodica e di griglia schermo ri- 


(*) La tensione in ingresso viene inserita tra la griglia g 
della prima E80F e la massa « effettiva ». Analogamente la 
tensione in uscita, cioè quella che va al microamperometro 
tramite le resistenze addizionali, viene misurata tra il 
catodo della prima sezione triodo della E80CC e la massa 
« effettiva » (fig. 2) 

(**) I filamenti sono messi in serie e vengono alimentati 
da un alimentatore stabilizzato a transistori che fornisce 
9 V (fig, 3). 


E80F E 80 F 


E8CCC 


































































spetto al catodo è 90 — 52 = 38 V. 

L’azzeramento deN’amplificatore viene fatto microme¬ 
tricamente agendo sul potenziometro PI (posto sul 
pannello frontale), inserito nel circuito di placca delle 
E80F e macrometricamente agendo sul potenziometro 
P2 semifisso (posto sul pannello posteriore), inserito 
nel circuito di griglia schermo delle E80F stesse. 

3) Il circuito di uscita 

Il circuito di uscita è formato da un circuito di lettura 
delle tensioni presenti sul catodo della prima sezione 
della E80CC e da un circuito che regola automatica- 
mente la controreazione necessaria per avere l’am¬ 
plificazione desiderata, come descritto più avanti, a 
seconda del fondo scala (fig. 2). 

La controreazione è massima (guadagno = 1) per le 
portate voltmetriche da 0,2 V a 20 V e minima per la 
posizione « diodo » (guadagno massimo = 3,5). 

Il microamperometro collegato in modo da invertirne 
rapidamente la polarità ha le seguenti caratteristiche: 
resistenza bobina mobile 3.800 Q, 50 e 190 mV f.s. 
Tra il catodo « sospeso » della E80CC e la massa 
« effettiva » è predisposta un’uscita (fig. 2) per altri 
strumenti sulle cui caratteristiche si è già parlato. 
Al fine di chiarire il principio di funzionamento del 
circuito di uscita esaminiamo ora a una a una le 
varie posizioni del commutatore T2 (fig. 2). 

A) posizione « diodo ». In questa posizione l’amplifi¬ 
catore viene utilizzato con la sua massima amplifi¬ 
cazione in tensione e cioè 3,5 volte. Il microampero¬ 
metro è collegato direttamente a massa (massa effet¬ 
tiva ») e la resistenza di controreazione (39 kQ avente 
in serie P3) permette una regolazione del guadagno 
da 2,5 a 3,5, Essendo il fondo scala del microampero¬ 
metro di 190 mV la sensibilità del misuratore di R.O.S., 
tenendo conto anche del filtro di ingresso, è rego¬ 
labile da 60 mV a 85 mV fondo scala. Nel caso poi 
che si impieghi un microamperometro diverso da 
quello suindicato, sempre da 50 v-A f.s. avente una 
bobina mobile con resistenza inferiore oppure uguale 
a 4.000 Q, consiglio di inserirvi in serie una resistenza 
il cui valore sia tale che sommato a quello della 
bobina mobile stessa dia 3.800 Q - 4.000 Q. 

B) posizione «escluso». Il microamperometro è disin¬ 
serito dal circuito di uscita ed è quindi possibile 
controllarne lo zero meccanico 

C) posizione 0,2 V - 20 V. La controreazione è rego¬ 
lata da P4 (fig. 2) in modo da avere un guadagno 1. 
L’amplificatore riporta in uscita lo stesso segnale 
inviato in ingresso con la sola particolarità che in 
ingresso l’impedenza è altissima (10.000 MQ per il f.s. 

I V) mentre in uscita l'impedenza è all 'incirca di 
1.000 Q La funzione assolta è quella del trasduttore 
di impedenza. In serie al microamperometro vengono 
poste quindi resistenze addizionali inseribili mediante 
T2B (fig. 2) per leggere le tensioni presenti sul 
catodo « sospeso » della E80CC. Usando un micro¬ 
amperometro (da 50 i^A f.s.) con bobina mobile avente 
resistenza inferiore a 3.800 Q vale quanto già detto 
per il punto A. Se la resistenza della bobina mobile 
fosse compresa tra 3.800 Q e 4.000 Q la resistenza 
da 200 Q di T2B (fig. 2) dovrebbe venire sostituita 
con un’altra il cui valore sommato a quello della 
bobina mobile dia 4 000 Q. 

D) posizione 0,1 V. La controreazione è regolata da 
P5 in modo da avere un guadagno di 2. Per il resto 
vale quanto già detto per il punto C. 

4) L’alimentazione stabilizzata 

Al fine di migliorare ulteriormente la stabilità del mi¬ 
suratore di R.O.S./elettrometro ne sono state stabi¬ 
lizzate sia le tensioni anodiche e di griglia schermo, 
che quelle di filamento (solo per le E80F). In fig. 3 
è tracciato lo schema del circuito stabilizzatore uti¬ 
lizzante due OB2 in serie per l’alta tensione e i tran¬ 
sistori OC26 e OC74 per la tensione di filamento (9 V 
- 300 mA) delle due E80F che sono collegate in serie. 

II grado di stabilizzazione dato dal semplice circuito 
614 a transistori non è molto spinto. Infatti variando la 


rete del 10% la sua tensione stabilizzata varia del 
1,5%. Come già detto non è una grande stabilizzazio¬ 
ne, ma è più che sufficiente per soddisfare le necessi¬ 
tà dell’amplificatore. 

Il potenziometro P6 a regolazione semifissa, inserito 
sul pannello posteriore, ha poi la funzione di variare 
la tensione di uscita e va quindi tarato a 9 V. 

Il trasformatore di alimentazione ha due secondari a 
bassa tensione (6,3 V e 5,0 V) non connessi diretta- 
mente a massa e collegati fra di loro in serie. II ter¬ 
minale positivo del ponte raddrizzatore è invece con¬ 
nesso a massa (quella effettiva). 

Volendo utilizzare un trasformatore di facile reperibi¬ 
lità si può impiegare il « Geloso » n. 5560 avente il 
primario universale e i seguenti secondari: 250 + 250V 
65 mA, 5,0 V - 2A e 6,3 V - 1,6 A. Il leggero aumento 
della tensione a frequenza rete che alimenta i diodi 
5A8 (15V) determina le seguenti modifiche: sostitu¬ 
zione dei diodi 5A8 con i diodi 5A10 aventi 1000 V di 
tensione inversa (*) e aumento di R3 da 470Q a 
820Q , portadone la dissipazione a 2 W (fig. 3). 

5) Circuiti accessori 

Volendo utilizzare l’elettrometro per portate superiori 
ai 20 volt, si può fare uso di una sonda esterna con¬ 
tenente un partitore di tensione 100:1, avente un’im¬ 
pedenza costante di 100 MQ, che permette di rag¬ 
giungere il fondo scala di 2.000 V (fig. 4). L'uso del 
partitore di tensione moltiplica quindi per 100 le por¬ 
tate voltmetriche riducendo notevolmente l'impeden¬ 
za d'ingresso dell'elettrometro che da 10.000 MQ (per 
un fondo scala di 1 V) passa a 100 MQ. 

La precisione del partitore deve essere elevata per non 
introdurre un errore supplementare nella lettura delle 
tensioni, Per questo la tolleranza delle sue resistenze 
dovrebbe essere inferiore allo 0,5%. 

Non essendo facilmente reperibile una resistenza da 
100 M^ avente una tolleranza dello 0,5%, si può adot¬ 
tarne una con tolleranza superiore (5-10%) e scegliere 
la resistenza da 1,1 M^, in modo da realizzare un 
partitore di tensione di esattamente 100:1 (fig. 4). 
La scelta della resistenza da 1,1 MQ verrà fatta per 
tentativi fino a che il valore della tensione indicato 
dall'elettrometro non coincida perfettamente con quel¬ 
lo di una tensione nota (« campione ») applicata all'in¬ 
gresso della sonda precedentemente inserita nell’in¬ 
gresso dell'elettrometro stesso. 

Ad esempio disponendo di una tensione di 100 V 
(misurati con uno strumento di sufficiente precisione: 
almeno 1%) la resistenza da 1,1 MQ dovrà essere 
scelta in modo che l'elettrometro indichi esattamente 

I V. Per comodità sarà conveniente formare quest’ul- 
tima resistenza con una serie di due valori (1.0 MQ 
e 0,1 MQ). La taratura del partitore verrà quindi fatta 
scegliendo per tentativi la resistenza da 0,1 MQ 
come già detto. 

La realizzazione pratica 

II misuratore di R.O.S. elettrometro è stato costruito 
utilizzando una scatola autocostruita avente altezza 
130 mm, larghezza 370 mm e profondità 150 mm. Il 
pannello superiore è stato realizzato con lamiera fo¬ 
rata per il raffreddamento dei tubi. 

Sul pannello frontale (fig. 5) oltre al microampero¬ 
metro sono stati disposti i commutatori TI e T2 
(fig 2), il deviatore per l'inversione di polarità del 
microamperometro (T3 fig. 2), il potenziometro di azze¬ 
ramento fine PI, il potenziometro regolatore di contro- 
reazione P3 che comanda anche l'interruttore rete 
(fig. 2) e la presa coassiale da pannello (ingresso) 
Sul pannello posteriore sono stati sistemati il fusibile 
di protezione, il potenziometro di taratura per la ten¬ 
sione dei filamenti (P6 fig. 3), il potenziometro di 
taratura per le scale voltmetriche 0,1V f.s. e 0,2-20V 
f.s. (rispettivamente P4 e P5 - fig. 2), il potenziometro 


(*) i diodi 5A10 e 5A8 sono della Ditta « IRCI » - Milano 




per l’azzeramento grossolano (P2 fig. 2) e la presa 
bipolare « uscita » per l’inserzione di uno strumento 
supplementare di controllo oppure di un registratore 
a carta. 

I potenziometri P2, P4, P5, P6, una volta tarati devono 
essere bloccati per evitare che urti accidentali ne 
modifichino la posizione. 

Per necessità di isolamento è necessario che il com¬ 
mutatore TI (fig. 2) sia di tipo ceramico della mi¬ 
glior qualità (alto isolamento anche dopo molto 
tempo di impiego) e la presa coassiale da pannello 
(ingresso) abbia l'isolamento in teflon. 

I condensatori elettrolitici impiegati nell’alimentatore 
devono essere sospesi rispetto a massa altrimenti il 
negativo dell’alimentatore stesso essendo portato al 
potenziale di massa non permetterà il funzionamento 
dell'alimentatore controreazionato. 

Ritengo necessario sottolineare ancora due norme 
essenziali da tenere in considerazione: 

1) Impiegare due E80F nuove di fabbrica con l’asso¬ 
luta garanzia che non siano mai state impiegate 
prima. 

2) Non scambiare fra di loro le due sezioni della 
E80CC altrimenti la reazione da negativa diventerebbe 
positiva e l'amplificatore funzionerebbe automatica- 
mente da multivibratore- 


La taratura, il collaudo, le modalità di impiego. 

Dopo avere controllato che le varie tensioni e corren¬ 
ti corrispondano a quelle precedentemente indicate 
(vedi la descrizione: « il circuito amplificatore ») e 
che l’alimentatore stabilizzato a transistori per i fila¬ 
menti funzioni regolarmente si può procedere alla 
taratura, nel modo che segue: 

1) Azionare l’interruttore rete mediante la manopola 


« diodo-rete * dopo avere predisposto Ti su « zero » 
e T2 su « escluso ». 

2) Dopo 20 minuti dall'accensione ruotare P6 fino ad 
avere una tensione di uscita di 9V (per i filamenti 
delle E80F collegati in serie-fig. 3). 

3) Commutando T2 su 20 V f.s. (elettrometro) dopo 
avere ruotato PI a circa metà corsa azionare P2 fino 
all’azzeramento del microamperometro. 

4) Inserire in ingresso una tensione nota possibil¬ 
mente di valore prossimo a 20V. E’ importante che 
questa tensione «campione » sia stata precedente- 
mente controllata con uno strumento di precisione 
(almeno delI'1 %). Ruotare P4 fino a leggere nel 
microamperometro un valore di tensione perfetta¬ 
mente uguale a quello « campione », previo controllo 
prima e dopo la taratura, dello zero elettrico, me¬ 
diante PI (fig. 2). 

5) Ripetere la taratura come per il punto 4) con T2 
su 0,1 V azionando P5 con una tensione « campione » 
in ingresso di valore prossimo a 100 mV, controllan¬ 
do e correggendo periodicamente lo zero mediante 
PI. 

Eseguite le varie fasi della taratura (punti 1-5) il 
misuratore di R.O.S. elettrometro è pronto per es¬ 
sere impiegato. Va tenuto conto che nella posizione 
« diodo » (TI e T2) l'amplificatore non ha bisogno 
di alcuna altra regolazione se non quella periodica 
dello zero elettrico (PI) e quella di messa a fondo 
scala (P3) quando la sonda rivelatrice della linea 
fessurata coassiale sia stata messa in corrispon¬ 
denza a un massimo di tensione a radiofrequenza 
(vedi C.D. 6-65). 

Come controllo, per avere la certezza che la corrente 
di assorbimento deM’elettrometro sia in effetti molto 
bassa, si può inserire tra l’ingresso e il circuito di 
prova una resistenza da 22-M7 MQ, con l’apparec- 


Resistenza da portare a 820f2 • 2W se il trasforma¬ 
tore di alimentazione venga sostituito con il Geloso 


Trasformatore alimentazione sostituibile con il « Ge- 



Fìg. 3 - Alimentatore stabilizzato per la tensione anodica e dei filamenti del misuratore di R.O.S./elettrometro 


615 





































chio predisposto come elettrometro (TI su « volt » e 
T2 sulla portata voltmetrica relativa alla tensione da 
misurare). La presenza della resistenza non deve 
produrre variazione, sul valore Ietto, di entità apprez¬ 
zabile. 

Lo strumento così tarato e controllato è pronto per 
effettuare le prime misure che potranno servire an¬ 
che come collaudo definitivo. Per questo verrà predi¬ 
sposto per le misure elettrometriche di tensione 
commutando TI e T2 rispettivamente su « volt » e 
sulla portata richiesta e per le misure di R.O.S. 
commutando Ti e T2 rispettivamente su « diodo » 
previo controllo dello zero (PI). 


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ALL INGRESSO 
ELETTROMETRO 


Fig. 4 

Sonda esterna per estendere la portata massima 
dell’elettrometro fino a 2.000 V (c.c.). 

Le precauzioni che bisogna seguire per non danneg¬ 
giare l’equipaggio mobile del microamperometro sono 
le seguenti: 

1) Prima di azionare l’interruttore rete assicurarsi 
che TI e T2 siano rispettivamente su « zero » ed 
« escluso ». 

2) Prima di effettuare qualsiasi misura lasciare ac¬ 
ceso lo strumento per almeno 20 minuti. 

3) Non commutare mai Ti su « volt » a circuito di 
ingresso aperto specialmente se T2 è stato com¬ 
mutato su « diodo » o su una portata voltmetrica a 
basso fondo scala. 

E' sempre buona norma controllare prima e dopo 
ogni misura lo zero elettrico mediante PI. Nel caso 
la rotazione di Pi non fosse sufficiente a determinare 


5,0 V - 1 A. Può essere adattato il trasformatore GE¬ 
LOSO n. 5560 (vedi testo). 

— Diodi raddrizzatori al silicio: 5A8 (**) della Ditta 
« IRCI » - Via Paleocapa, 4 - Milano. 

— Induttanza filtro: 8H - 70 mA, G.B.C. Cat. n. H/16. 

— Condensatori elettrolitici: 32 pF+32pF 500 VL e 
2.000^F 15 VL della Ditta « ICAR » - Corso Magenta, 
65 - Milano. 

— Raddrizzatore a ponte al selenio 20 V c.a. - 1 A - 
G.B.C. Cat. n. E/60. 

— Diodo zener con tensione nominale 4,7 V e dissi¬ 
pazione 1 W tipo ZM 4,7 della Ditta « INTERME- 
TALL » [***] rappresentata in Italia da R, BEYERLE - 
Via Donizetti, 37 - Milano. 

— Transistori PHILIPS: OC26 e OC74. 

— Tubi PHILIPS: E80F - E80F - E80CC. 

— Stabilizzatori a gas: OB2 - OB2. 

— Commutatori: 2 vie 3 posizioni tipo ceramico del¬ 
la Ditta « CENTRALAB » rappresentata dalla « LARIR » 
viale Premuda, 38/A Milano, cat. n. PA-6003 oppure 
n. 2505; 2 vie 10 posizioni in steatite o altro mate¬ 
riale isolante, G.B.C cat. G/1036 oppure n. G/1029-10. 

— Potenziometri di taratura Pi =100 k^ lineare, 
P2 = P4=P5=10 kn lineare e P6 = 100 ^ della Ditta 

LESA » tipi 4NCJW1 /A - Dissipazione 2 W in ven¬ 
dita presso G.B.C. cat. n. D/260. 

— Potenziometro «diodo-rete» (P3) 100 k^ logari¬ 
tmico con interruttore bipolare (« LESA » tipo 4NC4/B) 
in vendita presso G.B.C. cat. n. D/257. 

— Commutatore bipolare (T3) tipo « BULGIN » tipo 
S301 /PD oppure S302/PD in vendita presso G.B.C. 
cat. n. G/1312 e G/1314 rispettivamente. 

— Presa bipolare da pannello « uscita » tipo G.B.C. 
cat. n. G/2595-3. 

— Presa coassiale da pannello « ingresso » tipo 
UC100P/T della ditta « VEAM » - via Ambrogio Figino 
n. 16 - Milano - corrispondente al tipo Anphenol 
SO-239A con isolante in teflon. 



Fig. 5 

Disposizione dei potenziometri dei 
commutatori e degli altri componenti 
sul pannello frontale 


lo zero si può azionare P2, posto come già detto 
sul pannello posteriore, avente regolazione semifissa. 


Elenco dei principali componenti 

— Microamperometro 50 nA f.s. con bobina mobile 
da 3.800 n Tipo CI8R/PLEX cod. 52-16 n. 287914 della 
Ditta « Cassinelli » Via Gradisca, 4 - Milano (*). 

— Trasformatore di alimentazione: primario 220 V 
(oppure universale), 1° secondario 235+235 V - 50 
mA, 11° secondario 6,3 V - 1,5 A, 111° secondario 


— Portafusibile tipo 751 FEK con innesto a baionetta 
della Ditta « SCHURTERAG » rappresentata in Italia 
da « Dott. Ing. G. De Mico » Via Manzoni, 31 - Milano. 


Bibliografia 

— C.D. n. 1/65 - pag. 11 e segg. « Un alimentatore 
stabilizzato ». 

— The Radio amateur’s handbook - 1961 - (A.R.R.L.) 
pag. 515-517. 


(*} Per avere uno strumento esattamente uguale a quello 
montato, con due scale di cui quella superiore già tarata 
direttamente in R.O.S., basta specificare nell’ordine il nu¬ 
mero di matricola del microamperometro suindicato. 


(**) Sostituibili con i diodi OA211 o BY100 della Philips, 
oppure i diodi G.B.C. cat. n. E/65. 

(***) Corrispondente al tipo 1Z4.7T5 della Ditta « IRCI » • 
Milano. 


616 
























Un minuscolo alimentatore per 
il vostro “transistor,, 


dottor Luciano Dondi 


Si può dire che ormai in nessuna famiglia manchi una piccola radio a 
transistor. Nota come apparecchio personale piano piano si è inserita 
tra le mura domestiche a sostituire ricevitori di maggior mole a valvole 
ormai troppo invecchiati. 

Il « transistor » è diventato così l’apparecchio di casa. Nasce con que¬ 
sta trasformazione un nuovo problema: una alimentazione più economica 
di quella che proviene dalle solite pile in continuo aumento di prezzo. 
Vi presentiamo qui un minuscolo alimentatore dalla rete luce che rite¬ 
niamo possa brillantemente soddisfare a questa nuova esigenza. Il suo 
costo è contenuto al massimo e i componenti reperibili ovunque vi sia 
una rivendita di materiale elettronico ed elettrico. 

Siamo partiti per questa realizzazione da un elemento di ampia diffusio¬ 
ne: un piccolo trasformatore per luce votiva del costo di alcune centi¬ 
naia di lire. Ve ne sono in commercio di varie dimensioni; quello da noi 
acquistato è tra i più grandi, grosso come una noce, ha una sezione del 
nucleo di 12x5 mm. E' bene fare attenzione che non sia troppo piccolo 
poiché questi danno luogo sempre a un riscaldamento che è inversa¬ 
mente proporzionale alla dimensione. Il prototipo di cui vi parliamo è in 
funzione da ormai un anno e ogni giorno per circa 10 ore continue. La 
temperatura non raggiunge mai i 40°C. 

Anche gli altri componenti non sono per nulla critici: due condensatori 
elettrolitici miniatura di alta capacità, ormai ovunque reperibili e due 
diodi dei tipi usati in TV. 

E ora veniamo alla parte progettazione propriamente detta. 

E’ ovvio che un alimentatore del genere non può andare bene per tutti i 
ricevitori a transistor, possiamo affermare però che può essere adat¬ 
tato alla maggioranza di essi e precisamente per quegli apparecchi, a 
6 o 7 transistor, previsti per funzionare a 9, 6 e 3 volt. 

Le prime due categorie (9 e 6 volt) includono la maggior parte dei rice¬ 
vitori in commercio. Si può ottenere questa tensione rettificando e du¬ 
plicando quella proveniente dal secondario del nostro trasformatorino. 
Nel prototipo essa risultava di 3,2 volt c.a. 

Il circuito impiegato è quello di fig. 2. Esso presenta il grande vantag¬ 
gio oltre che di duplicare la tensione applicata anche di raddrizzare le 
due semionde di cui è composta la corrente alternata e quindi di non 
determinare problemi su eventuali ronzìi di fondo nel ricevitore. I diodi 
possono essere quattro OA85 messi due a due in parallelo oppure, e 
meglio, due diodi al silicio dei tipi più comuni e meno dispendiosi 
come 1S1695, 1S539, OA210, TR02, 1N1169 ecc. [*). 


MOVIMENTO PER OROLOGIO SVIZZERO 
FUNZIONAMENTO ELETTROMAGNETICO 

Ottimo per interruttori a tempo di ap¬ 
parecchiature elettroniche, radioama¬ 
tori, bruciatori di nafta, ecc. 


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(*) Non si esclude che si possano usare anche raddrizzatori 
al selenio o addirittura a ossido di rame di vecchia memoria: 

per essi non possiamo garantire i risultati. 61/ 









Fig. 1 



Fig. 2 



TENSIONE DI 


STABILI ZZATA 


Fig. 3 



618 


La capacità dei due condensatori (CI, C2) è di 160 nF; nella fig. 1, in 
alto, si possono osservare due curve che dimostrano l'influenza della 
capacità sul rendimento del nostro alimentatore: con la linea continua 
viene riportato l'andamento della tensione (in volt) rispetto alla cor¬ 
rente erogata (in mA), mentre con quella tratteggiata si indica lo stesso 
andamento con una capacità di CI e C2 doppia. Si nota immediatamente 
che per basse erogazioni di corrente le due curve coincidono, divergen¬ 
do poi per più forti erogazioni di corrente. 

Da questa osservazione se ne deduce un importante considerazione e 
cioè che per un ricevitore previsto per ii funzionamento con una pila 
da 9 volt è sufficiente una capacità di 160 nF poiché questi apparecchi 
assorbono una corrente minore. 

Nel nostro caso, ad esempio, (un Hitachi a 6 transistor) la corrente di 
riposo, cioè con il volume al minimo era di 4 mA mentre ad alto volume 
si aggirava intorno a 12-M4 mA. 

Questo vario consumo di corrente, a seconda del volume, è dovuto ai 
particolare tipo di circuito (cosiddetto in classe B) dello stadio finale 
che impiega due transistor funzionanti in controfase. Come si può ve¬ 
dere da! diagramma di fig. 1 la tensione corrispondente varia da 8 a 7 
volt. Si è riscontrato sperimentalmente che le variazioni di tensione 
influenzano assai debolmente l'oscillatore locale del ricevitore nel senso 
di fargli cambiare la frequenza e quindi la sintonia e non in maniera 
tale da alterare la qualità della riproduzione. E’ possibile che sulle onde 
corte, in ricevitori per modulazione di frequenza, a forte volume vi pos¬ 
sano essere degli « slittamenti » della sintonia, in questo caso sugge¬ 
riamo la modifica illustrata a pag. 142 di C.D. n. 3/65 dove si prevede 
un facile inserimento di un diodo zener sul circuito partitore di base 
del transistor convertitore, oppure di stabilizzare integralmente l’ali¬ 
mentatore come vedremo in seguito. 

Nel circuito di fig. 2 si vede, tratteggiato, un condensatore in parallelo 
all'uscita del circuito. Tale condensatore è già presente internamente 
in tutti i ricevitori, tuttavia se ne può rendere necessario l’inserimento 
sull’alimentatore se si notasse la presenza di un ronzio di fondo nella 
ricezione il chè denoterebbe che quello interno è in via di esaurimento 
oppure è di capacità troppo piccola. 

Misure di consumo effettuate su di un ricevitore (Europhon a 7 transi¬ 
stor) previsto per funzionare a 6 volt hanno dato per la corrente di ri¬ 
poso 14 mA e a tutto volume circa 45 mA; per esso si potrà pertanto 
ancora usare lo schema di fig. 2. La tensione, in regime di riposo sarà 
di 6,7 volt e a medio volume di 5,7 volt. 

Nel circuito di fig. 3 è rappresentato lo schema per il raddrizzamento 
di una sola semionda. E’ necessario soltanto un diodo (non OA95, ma 
uno degli altri tipi citati poiché la corrente erogata deve essere supe¬ 
riore) mentre la capacità deve essere almeno doppia e meglio tripla di 
quella usata nel circuito precedente. L’andamento della tensione, rispet¬ 
to alla corrente erogata è rappresentato, nella fig. 1, dalla curva in 
basso. Possono essere alimentati con questo circuito gli aoparecchi de¬ 
stinati a funzionare con due o tre pilette da 1,5 volt (3 o 4,5 volt 
nominali). Per i secondi il volume di voce non potrà essere ovviamente 
quello che si avrà a pile nuove poiché già con un assorbimento di 20 mA 
la tensione sarà di 3,4 volt. 

Montaggio. Abbiamo usato un lembo di laminato plastico per circuiti 
stampati sperimentali su cui si è sistemato il frasformatorino saldan¬ 
dolo a due fili passanti al di sotto della lamina. I condensatori e i diodi 
sono sistemati in modo alterno in maniera da rendere più razionali i 
collegamenti sulla basetta. Lo schema di montaggio che si riferisce alla 
fig. 2 è riprodotto, in due vedute, in fig. 4. Dal iato del trasformatore 
partirà una piattina che terminerà con una spina per l’inserimento nella 
rete luce e dall’altro due fili intrecciati alla cui estremità verrà saldata 
una piastrina ricavata da una vecchia pila usata sulla radiolina. Si farà 
attenzione ne! collegare i fili in maniera analoga a quelli della pila e 
cioè con il positivo al terminale intero e il negativo a quello a mollette 
Facendo una piccola modifica si potrebbe utilizzare anche la presa a 
jack, presente in quasi tutte le radio per l’ascolto con l’auricolare, per 
l’alimentazione esterna senza aver bisogno così di togliere le pile o la 
pila dall'apparecchio. Naturalmente non potrà più venire utilizzato l’au¬ 
ricolare. 

Per chi volesse costruirsi una alimentatore più « robusto » per appa¬ 
recchi di prestazioni superiori come modulazione di frequenza, alta 
fedeltà, ecc. si consiglia di fare uso dei trasformatori all’uopo costruiti 
dalla G.B.C. sotto la sigla H - 323/1 (i quali posseggono prese su* 
secondario per diverse tensionij in unione agli schemi qui presentati 
Volendo poi stabilizzare integralmente la tensione di uscita si può fare 
uoso di un diodo zener collegato sull'uscita dell’alimentatore. Questi 
diodi speciali vengono costruiti per tutte le tensioni e per tutte le cor 
renti Ad esempio nella serie TZ della Thompson esistono diodi zener 
stabilizzatori per 4, 5, 6 ... fino a 15 volt con le sigle Tz 104, 105, 106 ecc 
Ora poiché la dissipazione massima di questa serie di diodi è di 600 mW 
la corrente massima di zener, e quindi quella stabilizzata, sarà quella 
che si ottiene dividendo 600 mW per la tensione prescelta. Ad esempio 
per il TZ 108 (che stabilizza 8,3 volt nominali) la corrente massima 
sarà 600:8,3=70 mA circa E' necessario, facendo uso di questi diodi 





















stabilizzatori, avere a disposizione una tensione raddrizzata superiore di 
almeno il 50% di quella che si desidera ottenere, in uscita, stabilizzata 
inserendo una resistenza limitatrice RL. Consigliamo, tenuto conto anche 
del consumo del diodo zener, di utilizzare par questo tipo di alimenta¬ 
tore il trasformatore della G B C. sopra citato. Lo schema è quello della 
fig. 2 integrato dalla parte tratteggiata. 


Un minuscolo alimentatore per il 
vostro « transistor » 


Il valore della resistenza RL si può ricavare dalla formula 

(Ein - Eout) . 1000 

RL =-- [n] 

I zener max (in mA) 

dove Ein è la tensione che si ha a disposizione e Eout è quella caratte¬ 
ristica dello zener I zener max è fornito dal costruttore o si può rica 
vare come visto più sopra. Nel caso del Tz 108 che come si è detto ha 
la I zener max di 70 mA e avendo a disposizione una tensione di 12 volt 
(duplicando ad esempio i 6 volt c.a. del trasformatore H - 323/1) si avrà 

(12-8) x 1000 

RL =—-n = 57fi 

70 


• 

f T ; 

ANODO - 


; l — 

- - 01 


i— ^ 

* 

N 



02 


- 

CAT00Q + 


Fig. A 

Vista inferiore 


Ora però per non fare lavorare il diodo al massimo delle sue possibiIiti 
converrà usare una resistenza di valore superiore di circa il 20% » 
cioè di 68 

La potenza dissipata dalla resistenza sarà W = l 2 xR cioè 0,070 2 x 68=0,3 
watt. Si userà un valore standard di 0,5 watt. 



Fig. 4 

Vista superiore 


eccezionale vendica 



Circuiti stampati per 
vari usi con 8 tran¬ 
sistor, resistenze e 
condensatori vari per 
sole L. 1.500. 



N. 20 transistor accorciati assortiti L. 1.000. 


N. 4 Diodi al silicio per carica batterie e 
usi diversi da 2 a 15 ampere - 6-12-24 V. 
L. 1.000. 


Pacco contenente cir¬ 
ca 100 pezzi assortiti 
per costruzioni varie 
(variabili, condensato- 
ri e resistenze, più 
1 variabilino demolti¬ 
plicato 6x9) L. 1.500. 



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rimento. Si accettano: contrassegni, vaglia e 
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mente il proprio indirizzo (possibilmente in 
stampatello). _ 


Ditta C.B.M. 


MILANO 

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Ricevitore transistorizzato 
con diodo di Esaki 

di Aldo Prizzi 


Diodo tunnel TELEFUNKEN AE10Q: dati per tem¬ 
peratura ambiente di 25°C. 


Corrente di picco IP 1 mA 

Corrente di avvallamento IV 0,15 mA 

Tensione di picco UP' 55 mV 

Tensione di avvallamento UV 300 mV 

Tensione UP” 500 mV 

Resistenza negativa R—100 ohm 

Capaci tà nella reg i one 

elettrica di avvali. Cn 10 pF 

Induttanza serie Ls 5 nH (mìllimicroH) 

Resistenza serie Rs 1 ohm 

Conduttanza Gd —10 mS 

Temperatura limite 100° C 

Potenza limite 20 mW 



frequenza di taglio 1600 MHz 
freq. propria di rison. 700 MHz 


Ls 

o--nrsTT 1 - 



R 


circuito equivalente di un AE100 


in un articolo di « Funkshau » dell’anno 1961 appariva uno studio 
aelle caratteristiche del nuovo dispositive chiamato diodo tun¬ 
nel. Non è ora mio compito, né mio interesse rifare la storia 
dei tentativi di ottenere oscillazioni persistenti tramite dipoli 
(diodi attivi), tentativi che risalgono al 1924, e che aH’inizio, 
coronati da un relativo successo gli esperimenti, e non es¬ 
sendosi ancora rassodata (forse nemmeno nata!) la teoria del 
« tunneling », vennero presentati come derivanti dall « arco vol¬ 
taico che si formava tra il baffo e il cristallo in una galena 
polarizzata » a simiglianza di una piccola trasmittente ad arco 
(sic). E’ chiaro che tutto quanto sopra potrete trovarlo sul 
già citato « FUNKSCHAU » o su alcuni vecchi numeri di P.I.R.E. 
Ultimamente il problema è stato ripreso da «Antenna» in una 
serie di articoli dovuti a eminenti collaboratori. Da queste 
premesse avrete capito che io non intendo cimentarmi con i 
grossi nomi su citati, ma, partendo dai dati che la Telefunken 
torniva sull’articolo citato alla prima riga, e che riguardavano 
le possibilità del tunnel come amplificatore UHF, dai dati che 
la stessa Telefunken ha reso noti su due diodi di sua produ¬ 
zione rendere noti i risultati che si sono ottenuti in labora¬ 
torio da una serie di prove su un diodo AE100 (risultati che 
apriranno — insieme a una serie di strumenti per semicon¬ 
duttori, anche per diodi di Esaki, — sui prossimi numeri), e 
descrivere il risultato ottenuto impiegando il diodo suddescrit- 
to (un AE100 Telefunken di cui riporto qui a fianco i dati fon¬ 
damentali) in un circuito particolare che descriverò e di cui 
darò in breve la genesi. 

Premesso che lo schema che descriverò non è il primo sul 
quale ho lavorato con tunnel, dirò che dei precedenti, non solo 
dovevo lamentare la instabilità di prestazioni (instabilità che 
aumenta con l'aumentare della temperatura ambiente) ma anche 
la criticità delle condizioni di funzionamento: svantaggi questi 
derivanti evidentemente dal tipo di circuito prescelto per im¬ 
postare l’architettura generale dello schema e di chiara deri¬ 
vazione del primo (dico primo) circuito diffuso nel mondo a 
proposito del diodo di Esaki. Pare impossibile, ma tutti si but¬ 
tavano su quel circuito, lo friggevano e lo rifriggevano e non si 
accorgevano che il difetto stava nel manico: le scarse presta¬ 
zioni erano dovute all’inserzione diretta del diodo nel circuito, 
come stadio attivo e percorso direttamente dal segnale. 

Devo confessare che per molto tempo anche io ebbi i paraoc¬ 
chi e mi accanii su tale schema e sulle derivazioni più o meno 
contraffatte dallo stesso. Un giorno però, la folgorazione. 
Avevo tra le mani una rivista — Wireless World se non sbaglio 
— e distrattamente la sfogliavo, quando vidi quel che 100 
volte avevo già visto: lo schema di una 6C4 (triodo) che la¬ 
vorava come « moltiplicatore di O ». 

E’ questo un circuito particolare in cui si incrementa il fattore 
di merito di una induttanza facente parte di un circuito oscil¬ 
lante, semplicemente fornendole un determinato apporto di 
energia fornito a sua volta da uno stadio oscillatore. La diffi¬ 
coltà sta nella taratura della frequenza a cui deve lavorare 
l’oscillatore. Ma qui è chiaro che il circuito non è percorso 
dal segnale, non solo, ma che funziona come se la valvola 
aggiunta fosse uno stadio amplificatore reattivo aggiunto, con 
tutte l'incremento di sensibilità e selettività ad esso compe¬ 
tente. 

Ora il diodo tunnel è l’ideale per un simile tipo di circuito, 
e questo per vari motivi: innanzi tutto il circuito oscillatore 
















vero e proprio (parte bassa di LI, DT) è trascinato sulla fre¬ 
quenza esatta di funzionamento dal circuito Cv+LI secondaria¬ 
mente il diodo tunnel è un elemento a bassa resistenza, e può 
essere inserito in una presa di LI, poi lì rapporto spire tra 
LI e le sua porzione interessata alle oscillazioni determina la 
quantità di energia iniettata al circuito oscillante, per ultimo, 
Il necessario adattamento di impedenza con lo stadio rivelatore 
è fornito mediante una presa capacitiva, che non altera la 
capacità del Cv, ma adatta l'impedenza nel rapporto voluto. 
Segue a questo primo stadio un amplificatore che sarebbe 
convenzionale, se non si trattasse di un controfase di OC72 
pilotato mediante inversore di fase elettronico (uscita di emit¬ 
tente e di collettore sul transistore pilota], e la cui polariz¬ 
zazione di base è resa regolabile per compensare la diversa 
ampiezza dei segnali in uscita dall'inversore (infatti, mentre 
sul collettore la tensione di uscita è data da dV = R . die, 
sull’emettitore dV* = R . (dIC + dlb] e risulta pertanto infe¬ 
riore alla seconda]. 

Lo stadio preamplificatore ha poco di nuovo in sé, se vogliamo 
escludere la stabilizzazione termica ottenuta contemporanea¬ 
mente con una controreazione di tensione parallelo (Rb par¬ 
tente dal collettore invece che dal negativo], e una controrea¬ 
zione di intensità del tipo in serie (Re non shuntata da con¬ 
densatori] ambedue per cc e per ca. 

il disaccoppiamento tra i vari stadi è particolarmente curato, 
essendosi notata la loro propensione ad autooscillare appena 
la tensione di alimentazione è fornita da una sorgente ad impe¬ 
denza interna elevata (pila più o meno scarica]. 


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• un alimentatore stabilizzato 

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circuiti transistorizzati 

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sostituire grossi condensatori 

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• accoppiatore telefonico 

• deviatore autom. d’antenna 

• esperimenti con radio a transistor 

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-G - 





Da notare ancora l’alimentatore separato per il diodo tunnel: 
ottenuto mediante un partitore non resistivo, è dotato di una 
uscita a bassa impedenza ed è di minimo consumo. 

Costruttivamente c’è poco da dire: reperito un mobiletto di 
vostro gusto, si usa un montaggio basato sul solito perforato 
plastico, possibilmente con modulo americano, che permette 
una maggior densità di parti, e quindi un miglior sfruttamento 
dello spazio. Il montaggio meccanico e la filatura non sono 
affatto critici. In compenso è richiesta una certa messa a 
punto, che va condotta come segue. 

Si collega a LI una antenna di lunghezza media, e si regola 


Ricevitore a transistori con diodo tunnel: schema 
elettrico. 


Elenco componenti non a schema: 

1 trasformatore di uscita per push-puil di OC72 
1 altoparlante da 8 ohm di impedenza caratteristica 
LI bobina per ÒM su ferroxeube da 140 x 8 già 
avvolta CCorbetta) oppure avvolta con 45+8 spire 
di filo da 0,4 smaltato. 

N.B. - Tutti gli elettrolitici sono della ditta COMEL 


621 

















































il potenziometro di volume (non collegate il tunnel!), onde ot¬ 
tenere una certa ricezione non molto forte: si tara poi il po¬ 
tenziometro da 100 ohm sul pp finale affinché le correnti dì 
emettitore dei transistori costituenti il push-pull siano eguali. 
Sempre senza inserire il tunnel, porre il cursore del poten- 
zimetro da 1 kQ sulla base dell’0074, in posizione « alta », sì 
che la tensione di emettitore sia la più alta possibile; tarare 
poi la resistenza semifissa sul circuito C-B dello stesso OC74 
perché sull’emettitore compaia la tensione di 0,5 V. 

Portare ora la tensione sullo stesso punto a 0 manovrando 
il potenziometro da 1 kQ. 

Inserite il tunnel in circuito e aumentate lentamente la ten¬ 
sione. Il punto in cui esso, a causa della sua resistenza nega¬ 
tiva comincerà a oscillare, verrà annotato e sarà reso percet¬ 
tibile da un forte aumento del segnale e da un « click » pro¬ 
nunciato. Allo stesso modo ci si comporterà, quando, al termine 
delle oscillazioni, la ricezione diverrà confusa e si sentirà un 
altro « click ». AI centro della corsa del potenziometro rego¬ 
latore è il punto migliore per la ricezione che ora potrete ef¬ 
fettuare anche senza antenna esterna. 

E ora amici, mentre lavorate a questo progettino, vi preannun¬ 
cio per i prossimi numeri altre novità tra cui... beh vedrete 
da Voi! 



Tecnici, Radioriparatori, Radioamatori 


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Vi attendiamo 



622 








Come preparare i pannelli in 
alluminio per le vostre 
apparecchiature elettroniche 


note del sig. Fosco Bianchetti 


E' sempre stata un’aspirazione dei costruttori dilettanti di ap¬ 
parecchi elettronici, quella dì rifinire esteticamente le loro 
apparecchiature. 

Anch’io, spesso, dopo aver costruito un apparecchio, mi sono 
trovato di fronte a questo problema, senza mai preocccuparmi 
di risolverlo. 

Finché un giorno ha deciso di risolvere la questione una volta 
per tutte. Ho così osservato molte di quelle apparecchiature 
professionali, che sono di solito oggetto di nostra invidia, e 
ho constatato che quei meravigliosi pannelli sono spesso di 
alluminio anodizzato e colorato. 

Mi sono così interessato a questo procedimento, e dopo molti 
esperimenti, sono riuscito a mettere a punto un metodo sem¬ 
plice ed economico, alla portata di tutti, insomma. 

Sono necessarie poche cose: un po’ di acido solforico, che 
potrete facilmente trovare e, alla peggiore delle ipotesi, ri¬ 
chiedere direttamente alla Carlo Erba (il prezzo è di circa 600 
lire al litro); un trasformatore raddrizzatore, che certamente 
tutti possedete, capace di erogare un ampere per ogni dm 2 
di superficie da trattare e con un voltaggio compreso fra i 
dieci e i trenta volt (un trasformatore per campanelli e un 
raddrizzatore a ponte andranno senz’altro bene per oggetti di 
piccole dimensioni); un recipiente di plastica dove effettuare 
il trattamento. 

In una tintoria dovrete, poi, procurarvi del colorante all'anilina 
(di quello usato per tingere le stoffe), del colore che prefe¬ 
rite; il suo prezzo è irrisorio, probabilmente quel poco che vi 
serve ve lo regaleranno. 

Come vedete la spesa è minima, e il necessario di facile 
reperibilità. 



Contatore di impulsi autocostruito. 


SPIEGAZIONE TEORICA DEL PROCEDIMENTO 

L’alluminio è un metallo tenero e poco poroso; è impossibile, 
quindi, farvi penetrare un qualche colore, al massimo si potrà 
ricoprirlo con uno strato di vernice. In questo caso, il risul¬ 
tato estetico non sarà dei migliori, ed essa si scrosterà fa¬ 
cilmente. 

Ciò premesso, passo a descrivere il mio procedimento. Esso 
consiste nel ricoprire l'alluminio col suo sesquiossido, che è 
molto duro (pari al corindone, grado nono della scala di Mohs) 
e molto poroso. Per far questo, sono ricorso a un processo 
elettrochimico; l’alluminio viene posto come anodo in una 
soluione acidulata (acqua più acido solforico), attraverso la 
quale viene fatta passare corrente. 

L'acqua, allora, per elettrolisi, si scinderà in ioni 2H+ e O- 

rispettivamente di idrogeno e ossigeno; questi ultimi, negativi, 
verranno attirati dall’anodo. L’ossigeno atomico così decompo¬ 
sto è in condizione di grande attività e reagirà con t'alluminio: 
2Al + 30 - Al 2 0 3 

Lo spessore così formatosi è di circa 104-30 micron ed esso 
per la già detta grande porosità può assorbire un colorante. 
La colorazione così ottenuta non ha niente in comune con la 
vernirciatura, in quanto in questo caso il colore penetra nel¬ 
l’intimità del metallo, o meglio, dell’ossido, che ne forma la 
crosta superficiale (vedi fig. 1); sarà assolutamente impossi¬ 
bile toglierlo senza asportare anche la superficie del metallo 
stesso. 

La trasparenza dell'ossido darà poi un’ottima lucentezza all’al¬ 
luminio, e la sua durezza impedirà graffi e rigature. 



Il pannello frontale del contatore di impulsi, prima 
del trattamento. 


623 









Come preparare i pannelli in alluminio 
per le vostre apparecchiature elettroniche 



Esperimento di scrittura in nero su fondo allu- 
?minio. Il pezzo è lo stesso fotografato durante 
>l'anodizzazione. 

J-a freccia indica la parte rimasta fuori dall'acido 
«durante il processo: non è anodizzata. 



Eig. 1 


62 4 


REALIZZAZIONE PRATICA 

Per prima cosa dovrete preparare l’elettrolita. Andrà bene una 
concentrazione di acido del 10^30%, comunque questi valori 
non sono affatto critici; per diluire l’acido, ricordatevi che è 
l’acido stesso che va versato nell’acqua e non viceversa; in 
questo caso si avrebbe una reazione violenta, con pericolosa 
proiezione di schizzi. Cautela, dunque, l'acido solforico provoca 
ustioni e... buchi nei vestiti!!! La quantità di soluzione neces¬ 
saria è di circa un litro per ogni dieci watt di potenza; per 
esempio sarà necessario un litro di soluzione se con una ten¬ 
sione di venti volt passerà mezzo ampere. 

Potrete anche superare questa potenza per litro, curando con 
attenzione però che non si superi una temperatura di 30 gradi. 
Prima di immergere il pezzo, comunque, sarà conveniente sme¬ 
rigliarlo accuratamente con una carta pomice finissima, la 
superficie diverrà, così, opaca, o, per dirlo in gergo tecnico, 
satinata. 

Il risultato estetico sarà ottimo. Se invece vorrete una super¬ 
ficie lucida e brillante, dovrete pulire il pezzo così trattato con 
polvere a lucidare; vanno bene le polveri e i liquidi usati per 
pulire l'argenteria (in drogheria ne troverete di tutte le mar¬ 
che a poco prezzo). 

Il pezzo non è però ancora pronto, dovrà prima essere sgras¬ 
sato, e, per riuscirvi, meglio ancora che usare i soliti detersivi 
sarà immergerlo in una soluzione di soda caustica (anche que¬ 
sta si trova nelle drogherie, venduta a scaglie che basta scio¬ 
gliere nell’acqua per ottenere la soluzione; il costo è di circa 
50 lire etto). 

Essa svolge una doppia azione: decappante e saponificante. 
Se la concentrazione è sufficiente, dopo meno di un minuto, 
dal pezzo si svilupperanno delle bollicine. 

Lasciare passare un cinque dieci minuti agitando di tanto in 
tanto e poi lo laverete accuratamente in acqua corrente 
stando attenti a non sporcarlo di nuovo. 

Per una buona riuscita è necessario che l’alluminio sia per¬ 
fettamente sgrassato, eseguite quindi questa operazione con 
grande cura se volete essere sicuri di un buon risultato! 
Potrete ora mettere l’elettrolita dentro un recipiente resi¬ 
stente all’acido (la comune plastica andrà bene) curando che 
l’oggetto risulti completamente sommerso. Il collegamento elet¬ 
trico potrà essere fatto in vari modi, ma ricordando che il 
conduttore (fra il pezzo e il filo adduttore di corrente positiva) 
che deve per forza passare attraverso l'acido, sia di alluminio 
(vedi fig. 2). 

Prima di proseguire, descriviamo la... complessa parte elettrica. 
Il circuito, come abbiamo già detto, consta di un trasformatore 
capace di erogare un 10-f-20 volt e di un raddrizzatore a ponte 
o, al peggio, a una semplice semionda. 

Ora che disponiamo della sorgente di tensione, attaccheremo i! 
polo positivo al pezzo; come elettrodo negativo si userà un 
pezzo di carbone di storta (potrete procurarvelo rompendo una 
pila a secco tubolare: nel suo interno vi è proprio un’anima di 
questo materiale), ma nel caso non possiate procurarvelo usate 
del piombo o anche del ferro. 

E’ giunto, così, il grande momento di dare corrente, e subito 
noterete al polo negativo uno svolgersi di bollicine. 

Controllate la corrente che come abbiamo detto non deve 
superare i 2 A/dm 2 e... aspettate. 

La temperatura non deve assolutamente superare i 30-^40 
gradi (acqua tiepida), perché in tale caso l’acido attacche¬ 
rebbe l’ossido con una velocità maggiore di quella di forma¬ 
zione e il risultato sarebbe nullo. In caso di riscaldamento 
mettete quindi il recipiente in un altro più grosso con acqua 
fredda, così che funzioni da refrigerante. 

Aspettate dunque per circa 40 minuti un’ora e un quarto, a 
seconda dello strato di ossido che si desidera; un tempo mag¬ 
giore sarebbe inutile, infatti oltre un certo valore lo strato di 
ossido non aumenta più (vedi fig. 3). 

Passato il tempo che abbiamo detto, potrete estrarlo (non 
dimenticatelo dentro senza che passi corrente, perché l’ossido 









andrebbe distrutto) e lavarlo in acqua corrente; il pezzo è 
finalmente pronto per la coloritura. 

Prendete, dunque, il colore all’anilina che avete scelto, e scio¬ 
glietelo nell’acqua (meglio se calda) fino a farle assumere 
una colorazione molto intensa. Adesso basterà immergere il 
pezzo in questa soluzione e lasciacelo il tempo bastante per 
un completo assorbimento (circa mezz’ora). Lasciate asciu¬ 
gare e poi lavate il pezzo; noterete che la parte eccedente di 
colore sarà portata via dall’acqua. 

Il trattamento è finito; potrete notare, grattando con uno spillo 
come sia aumentata la durezza, e sincerarvi come sia impos¬ 
sibile togliere il colore. 

Per scrivere, dovrete procurarvi della vernice trasparente alla 
nitrocellulosa, che si vende In tutti ì negozi di vernici; ma 
qualsiasi altro tipo dì vernice trasparente che non venga sciolto 
dal1 f acqua andrà bene. Scrìvete dunque con un normografo, sul 
pezzo già anodizzato badando di non sporcare le parti che 
devono essere colorate. 

Immergete poi come nel caso precedente, e il risultato sarà 
una brillante scritta color alluminio su fondo colorato. 

Se invece preferite una scritta colorata in fóndo color allu¬ 
minio basterà soltanto scrivere col pennino del normografo 
riempito del colorante invece che della vernice, lasciando asciu¬ 
gare il pannello in posizione orizzontale, perché il colore non 
si spanda. 

Nel caso che. per qualche errore, il risultato sia scadente, po- 
trete ripetere fi processo secondo lo schema già descritto. 
E' però necessario distruggere prima lo strato di ossido (anche 
se già colorato) mediante un bagno di qualche minuto in una 
soluzione di soda caustica. 

Ricordo, per finire, che durante fa preparazione delle solu¬ 
zioni della soda caustica e dell’acido solforico si sviluppa un 
certo calore; per limitare questo effetto fate l'operazione len¬ 
tamente, interrompendovi se il recipiente comincia a scottare. 
Sperando di avere contribuito a rendere più professionale il vo¬ 
stro laboratorio, vi saluto cordialmente. 


Come preparare i pannelli in alluminio 
per le vostre apparecchiature elettroniche 



fig. 2 



tifi. 3 


'M'KH'. l lùfffi; P 


Roberto 

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+250 a C ced. i" i£.30O 

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presentato dall’ing. Vito Rogianti 


La crescente diffusione di nuovi dispositivi elettronici 
e delle corrispondenti tecniche circuitali richiede pa¬ 
rallelamente un continuo miglioramento delle presta¬ 
zioni della strumentazione di misura dello sperimen¬ 
tatore. 

Sin da quando si cominciarono a diffondere i transi¬ 
stori fu evidente la necessità di poter effettuare mi¬ 
sure di tensione nel campo delle centinaia di millivolt 
e oggi, coi transistori al silicio, anche la semplice 
valutazione della corrente di perdita diventa un pro¬ 
blema abbastanza complicato. 

Misure di tensione nel campo dei millivolt e misure 
di corrente nel campo delle centinaia di nanoampere * 
non sono infatti previste nei comuni strumenti di tipo 

non professionale.____ _ 

Nel corredo dello sperimentatore medio non si va in 
genere molto oltre al tester da 20 kQ/V o la massimo 
al voltmetro elettronico a doppio triodo. 

Col primo tipo di strumenti nelle misure di tensione 
a basso livello, quando poi esse siano previste e non 
sempre ciò accade, si hanno delle resistenze di 
ingresso così basse da permettere l’utilizzazione solo 
in casi particolari, mentre nelle misure di corrente è 
difficile apprezzare qualcosa al disotto del micro¬ 
ampere. 

Col voltmetro elettronico il minimo fondo scala è in 
genere 1,5 V sicché nel campo che ci interessa la 
precisione di lettura è assai scarsa, anche se la 
resistenza d'ingresso è molto elevata. 

Occorre perciò, come si diceva in precedenza, passare 
a strumenti di tipo professionale il cui costo è in 
genere (e spesso ingiustificatamente) molto elevato. 
Di soluzioni intermedie di tipo dilettantesco per la 
verità se ne sono viste molte, dalle numerose descritte 
sul famoso manuaietto « Transistor Applications * 
delia Raytheon (che verso la metà degli anni 50 
rappresentava una specie di Bibbia) sino a quelle, 
poco diverse in genere dalle prime e tra loro, apparse 
via via nelle varie riviste per dilettanti. 

Uno schema tipico di amplificatore di corrente era 
quello riportato in fig. 1, in cui si diceva che, nel 
caso in cui anche in assenza di corrente applicata 
all'ingresso si fosse avuta una piccola deflessione 
dell’ago, si sarebbe dovuto effettuare un « azzera¬ 
mento meccanico »... agendo direttamente sullo zero 
delio strumento indicatore. 

Altri strumenti, di concezione meno semplicistica, 
prevedevano sia la possibilità di calibrazione, sia 
quella di azzeramento, disponendo l’indicatore in un 
circuito a ponte, come quello di figura 2 che fu pro¬ 
posto molti anni fa da Rufus P. Turner. 

Ouasi tutti questi strumenti soffrivano però di vari 
inconvenienti in parte legati al tipo di circuito scelto, 
ma soprattutto legati alle limitazioni del dispositivo 
impiegato (in genere transistori ài germanio con cor¬ 
renti di perdita della giunzione base-collettore del¬ 
l’ordine di qualche microampere). 

Còl circuito di figura 2 è ovvia ad esempio la diffe¬ 
renza di' risultati che si avrà in una lettura di una 
corrente, se in precedenza si era azzerato lo stru¬ 
mento coi terminali d’entrata aperti o cortocircuitati. 


-9 

(*) i n A = 10 A (unmiliardesimo di ampere...). 



La soluzione più ragionevole dal punto di vista cir¬ 
cuitale è quella relativa all'Impiego di un amplificatore 
differenziale, soprattutto ai fini di ottenere una suffi¬ 
ciente stabilità termica. 

Dal punto di vista del dispositivo la soluzione migliore 
è l’impiego di transistori planari al silicio, che sono 
realizzati con una tecnologia molto raffinata che ga¬ 
rantisce una corrente di perdita estremamente bassa 
e una buona uniformità,di caratteristiche. 

Nel circuito che si descrive, che è sostanzialmente 
un amplificatore differenziale, sono stati montati ini¬ 
zialmente due transistori planari al silicio di tipo 
2N1711 della RCA di elevata qualità e di costo non 
indifferente, sostituiti in seguito con ottimi risultati 
da due economicissimi SE1001 della S.G.S. 

Lo strumento permette misure di tensione con fondo 
scala 5 mV, 10 mV, 50 mV, 250 mV, 1 V, 10 V con 
resistenza d’entrata di 1 MQ/V e misure di corrente 
con i fondi scala 1 pA, 5 pA, 50 pA. 

Esso presenta un elevato fattore di merito utilità/ 
spesa poiché può essere realizzato con costi vera¬ 
mente modesti. 

Nell’economia dello strumento gioca anche la possi¬ 
bilità di impiegare, come si è fatto nel prototipo, la 
portata più sensibile di un tester da 20 kfì/V. 

Nel progetto ci si è riferiti al tester mod. 680 C della 
ICE, che presenta 2 kQ di resistenza d’entrata nella 
portata più sensibile che è di 100 mV fondo scala. 
Considerando lo schema di figura 3 e calcolando 
l’amplificazione di tensione tra ingresso e uscita si 
può ricavare l'espressione 


+ Re -i- Rm + 2 R c 

hfe 

che è valida solo se la resistenza di polarizzazione 
degli emettitori è molto maggiore del denominatore 
del primo termine a secondo membro e se la resi¬ 
stenza d'uscita dei transistori è molto maggiore del 
carico effettivo; ambedue le condizioni sono peraltro 
in genere ampiamente verificate. 

Il primo termine a secondo membro può essere rico¬ 
nosciuto subito come l’amplificazione di tensione tra 
base e collettore di un transistore nella configurazione 
ad emettitore comune, mentre il secondo termine è 











legato all'effetto di carico sull’uscita della resistenza 
R m dello strumento. 

Nella espressione 1) compaiono tra l'altro le gran¬ 
dezze r bb \ che è la resistenza intrinseca della regione 
di base (e vale in genere qualche centinaio di ohm), 
h fe (detto anche S) che è il guadagno di corrente a 
emettitore comune e r e che è la resistenza del diodo 
d'emettitore polarizzato direttamente. 

V T 

Vale l’espressione 2) r e =-ove V T è una tensione 

Ih 

equivalente termica che a temperatura ambiente vale 
circa 25 mV e l E la corrente di emettitore. 

Esaminando la 1) si vede che il guadagno cresce con 
R l e cala al crescere sia di R E che di r e . 

Mentre però R El che si inserisce perché dia una certa 
controreazione stabilizzando il guadagno rispetto a 
variazioni termiche e a sostituzioni, non dipende da l E , 
la r e cala al crescere di l E . 

Si vede da ciò la necessità di lavorare con correnti e 
tensioni non troppo piccole per avere un buon gua¬ 
dagno. 

In pratica è opportuno alimentare il circuito a ± 9 
volt utilizzando batterie per radioline a transistori 
che sono assai economiche e reperibili ovunque. 
Prevedendo in entrata al circuito di figura 3 una rete 
resistiva variabile come indicato in figura 4, si ha 
la possibilità di calibrare lo strumento in modo da 
avere il fondo scala desiderato con la resistenza d'in¬ 
gresso desiderata. 

Si è perciò progettato l'amplificatore differenziale per 
un guadagno di tensione un po' maggiore di quello 
necessario per ottenere il fondo scala desiderato. 

Non volendo arrivare a una sensibilità eccessiva (an¬ 
che perché oltre a un certo limite gli effetti della 
deriva cominciano a disturbare seriamente le letture) 
si è scelto un fondo scala di 5 mV. 

Utilizzando come si è detto uno strumento da 50 t*A 
fondo scala con 2 kQ di resistenza interna il guada¬ 
gno di tensione necessario è allora 20. 

Per quanto si è detto in precedenza si è progettato 
per un guadagno di 30. 



Fig. 1 



Poiché le variabili da scegliere sono due e cioè l E 
e R E (la R c infatti si può porre pari circa a V^/Ie) 
mentre c'è una sola equazione disponibile, cioè quella 
che fissa il guadagno, si è scelta la coppia di valori 
che ottimizza il circuito. Si sono scelti cioè i valori di 
l E e R e per i quali il guadagno era massimo, in modo 
da avere un valore di l E abbastanza piccolo e di R E 
non troppo piccolo. 

A questo punto si è calcolata la resistenza d’entrata 
con la formula approssimata 

Rin = 2 [r bb + h fe (R E + r c )] 3) 

e i valori di R' e R" per avere nel circuito di figura 4 
un guadagno complessivo di 20 con resistenza d’en¬ 
trata di 5 kQ. 

Non sono stati riportati tutti I passaggi matematici 
della progettazione di questo circuito, ma se un certo 
numero di lettori si dimostrerà interessato, tutto ciò 
potrà essere riunito in una appendice da pubblicare 
in uno dei prossimi numeri. 

Nel circuito completo, che è riportato in figura 5, si è 
inserita anche una rete che fornisce la corrente di 
base a TI (in modo che R” non sia mai percorsa da 
correnti di polarizzazione) e tutte le resistenze rela¬ 
tive alle varie portate in corrente e tensione. 

Tali resistenze che per avere una buona precisione 
su tutte le scale dovranno essere all’un per cento 
sono ovviamente ottenibili anche mettendo in serie 
o in parallelo resistori di opportuno valore. 

In tale caso va sottolineato che non è necessario 
che le resistenze poste in serie o in parallelo a una 
di precisione di valore abbastanza vicino a quello 
desiderato siano anch’esse all'un per cento. 

Benché si possa prevedere anche di alimentarlo dalla 
rete tramite apposito alimentatorino a doppia polarità 
(realizzabile ad esempio secondo lo schema indicativo 
di figura 6), si è voluto realizzare il prototipo ali¬ 
mentandolo con due batterie per evitare con certezza 
ogni possibilità di errori a causa di ronzìi, accoppia¬ 
menti indesiderati, ecc. dovuti alla rete. 

Nella realizzazione non occorrono particolari accorgi¬ 
menti salvo forse l'opportunità di affiancare tra loro i 
contenitori dei due transistori, fasciandoli con una 
striscetta di anticorodal, inserendoli eventualmente in 
un pezzo di resina espansa per minimizzare gli effetti 
di deriva provocati da fluttuazioni della temperatura 
ambiente. 



Fig. 3 


R M 



Fig. 4 


627 




























MESSA A PUNTO E CALIBRAZIONE 


Per bilanciare gli effetti della deriva si può agire su 
due controlli. R v 5 permette di compensare sia l’offset 
iniziale, sia la deriva di tensione il cui effetto si 
traduce in uno sbilanciamento delle correnti di col¬ 
lettore, anche con le basi in corto. 

Si agirà su R v 5 tenendo pressato il pulsante S3 in 
modo da cortocircuitare tra loro e a massa le due basi. 
Oualora non si riesca ad azzerare lo strumento o ci 
si trovi proprio al limite, con R v 5 tutto ruotato da 
una parte, sarà opportuno inserire un piccolo resistore 
di compensazione (100-^-200 fì) in serie al collettore 
che conduce meno corrente. 

Rv4, su cui si agirà dopo aver azzerato con R v 5, è il 
secondo controllo che consente di regolare la cor¬ 
rente di polarizzazione di TI al valore necessario 
perché la tensione di base di TI sia esattamente zero 
e non scorra in R” una corrente che disturberebbe 
le misure. 

Anche qui, se agendo su R v 4 non si riesce ad azze¬ 
rare lo strumento indicatore, si ritoccherà il valore 
di R v 3 (che è un resistore semifisso). 

Tali ritocchi sono necessari anche sostituendo il tran¬ 
sistore, lavorando a temperature diverse ecc... 



Fig. 6 


Lista componenti 

R9 

3,9 kn 



RI 

5 

kn i% 

RIO 

3,9 kn 



R2 

45 

kn i% 

RII 

12 n 



R3 

245 

kn i% 

R12 

12 n 



R4 

1 

Mn i% 

RV1 

potenz. sèmif. 

25 

kn 

R5 

10 Mn 1 % 

RV2 

potenz. semif. 

10 

kn 

R6 1250 

n i% 

RV3 

potenz. semif. 

1 

Mn 

R7 

555 

n i% 

RV4 

potenz. semif. 

50 

kn 

R8 

33 

kn 

RV5 

potenz. semif. 

500 

n 


51 commutai. 11 posiz. 2 vie 

52 interruttore bipolare 

53 pulsante 

Due batterie da 9V per transistori 
Due transistori SE 1001 S.G.S. 

Uno strumento da 50 nA - 2 kn (vedi testo) 

Nella calibrazione si agirà con il commutatore posto 
sempre nella posizione di 5 mV fondo scala che coin¬ 
cide con quella di 1 nA fondo scala. 

Utilizzando un calibratore di tensione (o una qualsiasi 
sorgente di tensione continua stabile e nota con 
precisione) e opportuni partitori di precisione si ap¬ 
plicherà in ingresso una tensione pari esattamente a 
5 mV o ad un valore a questo poco inferiore. 

Si regolerà allora (vedi figura 7) R” fino a che lo stru¬ 
mento indicatore raggiungerà il fondo scala o in ge¬ 
nerale la posizione corrispondente alla tensione ap¬ 
plicata in ingresso. 

Poiché l’impedenza di entrata dello strumento è di cir¬ 
ca 5 kQ la resistenza d’uscita della rete di partizione 
dovrà essere inferiore a 50 Q per una precisione del¬ 
l'un per cento, ma potrà essere maggiore se ci si 
accontenta di risultati meno precisi o se si tiene 
conto della calibrazione di questo errore). 

Si passerà quindi a regolare R’ il che potrà farsi in 
due modi equivalenti: o portando lo strumento nella 
posizione 10 mV fondo scala e agendo su R’ in modo 
da avere una deflessione dell’ago pari esattamente ai- 
la metà di quella; oppure mantenendo lo strumento 
su 5 mV fondo scala e applicando all’entrata una cor¬ 
rente calibrata di valore pari a 1 v- A o di poco in¬ 
feriore. 




628 Fig. 7 


Fig. 8 






















































La carta di Smith 


note di ilNB - Bruno Nascimben 


La linea fessurata costituisce uno strumento utilissimo 
al tecnico che la sappia utilizzare completamente, e uni¬ 
co inconveniente che presenta é quello di risultare troppo 
ingombrante se costruita per frequenze inferiori all’UHF. 
D’altro lato anche limitandosi a questa gamma, dopo aver 
preso la necessaria confidenza, il radio dilettante trova 
una fonte generosa di interesse specialmente se particolar¬ 
mente incline al lavoro minuto, preciso, pulito. 

La carta di Smith permette di risolvere rapidamente e con 
sufficiente precisione parecchi problemi che si presentano 
nella analisi e nella progettazione di circuiti in UHF, tut¬ 
tavia mi limiterò a parlare del suo impiego con la linea 
fessurata per determinare il valore di una impedenza in¬ 
cognita. 

Desiderando interessare all’argomento anche il Lettore 
più sprovveduto, cercherò di parlare in modo molto elemen¬ 
tare, anche a rischio di risultare non troppo rigoroso. 

IMPEDENZA 

Qualunque circuito, comunque sia, se connesso prima a 
una sorgente a corrente continua e poi a una sorgente a 
corrente alternata di eguale tensione, dimostrerà di assor¬ 
bire correnti diverse come se risultasse essere costituito 
da una resistenza interna diversa, dipendente dal tipo di 
alimentazione. Ciò è dovuto al fatto che l’induttanza e la 
capacità presentate anche da un semplice tratto di filo in¬ 
fluenzano l'assorbimento dovuto alla resistenza vera e pro¬ 
pria del circuito, tanto più quanto maggiore è la frequen¬ 
za della sorgente di alimentazione. Questa « resistenza » 
presentata dal circuito, se alimentato a corrente alternata, 
viene detta impedenza, e risulta costituita dalla resistenza 
vera, reale, del circuito più l’effetto « resistivo » dovuto 
alla induttanza (bobina) e/o capacità (condensatore) pre¬ 
senti nel circuito stesso in forma concentrata o distribuita. 
L’impedenza è consuetudine simbolizzarla con la lettera 
Z ed è uguale a VR 2 + X 2 . 

Si intende per R la resistenza reale, misurabile in cor¬ 
rente continua, e per X la reattanza induttiva oppure ca- 
pacitativa. 

Per convenzione si è dato alla reattanza induttiva il se¬ 
gno + , e alla reattanza capacitativa il segno —, ciò per¬ 
ché l’effetto induttivo risulta opposto a quello capaci- 
tativo. 

Da quanto detto risulta facile capire che si può ottenere 

10 stesso valore di impedenza con valori diversi di re¬ 
sistenza e di reattanza. La carta di Smith con l’ausilio 
della linea fessurata permette dunque di comprendere 
quale sia l’impedenza di un circuito incognito, e di co¬ 
noscere i valori di resistenza e di reattanza che lo com¬ 
pongono. 

Questa possibilità è fondamentale per lavorare con co¬ 
gnizione di causa nella progettazione e messa a punto 
di un qualsiasi circuito. 

MISTER SMITH 

11 calcolo della trasformazione di impedenza prodotta da 
una lunghezza di linea di trasmissione risulta una note- 


Caro Nascimben 

La prego anzitutto di scusare il ritardo con 
il quale rispondo alla Sua lettera . 

Trovo più che buona la Sua idea di scrivere 
un articolo sull’utilizzazione pratica della car¬ 
ta di Smith. Nel mio articolo che ho già dato 
all’ing. Arias e nei successivi non tratterò 
della carta di Smith , ma mi limiterò a descri¬ 
vere qualche esempio pratico di utilizzazione 
della linea fessurata coassiale. 

Penso quindi che non solo il suo articolo 
non sarà un doppione ma potrà anche for¬ 
nire un quadro migliore sull’uso della linea 
coassiale stessa. Diciamo che lo scopo princi¬ 
pale dei miei articoli è di mostrare come deb¬ 
ba essere costruita meccanicamente una tale 
linea e quali siano i circuiti di rivelazione 
e di amplificazione. 

Credo inoltre che la comparsa del suo arti¬ 
colo gioverà notevolmente a C.D. perché 
servirà a introdurre meglio la linea coassia¬ 
le fessurata al Lettore che ne sente parlare 
ora per la prima volta. 

Contraccambio 73 e 51 che rinnovo di tutto 
cuore 

ilRIV - Luigi Rivola 


629 




rapporto in V 


630 


VSWR 


differenza in dB 

03 —CO 

— 40 
*<* - = 30 

M- 



15 


4D 



2.0 


so 


40 



tabella 1 


vole perdita di tempo; P.H. Smith pubblicò nella rivista 
« Electronics » nell’ormai lontano 1944 uno strano mezzo 
grafico che rende più semplici questi calcoli. La « carta 
di Smith » (così prese nome dal suo ideatore] si divulgò 
rapidamente, data la sua relativa semplicità, negli am¬ 
bienti particolarmente interessati alle frequenze ultra 
elevate. 

Questa « carta » copre tutti i valori di impedenza com¬ 
presi da zero aM’infinito. La posizione di un punto corri¬ 
spondente a una qualsiasi data impedenza complessa si 
può trovare dalla intersezione delle coordinate curve di 
resistenza e di reattanza corrispondenti alle componenti 
resistiva e reattiva dell'impedenza sconosciuta. Aumen¬ 
tando o diminuendo la distanza del carico, l’impedenza 
di questo vista guardando lungo la linea da un determi¬ 
nato punto viaggerà lungo un cerchio con centro al cen¬ 
tro della carta. Il movimento angolare attorno al cerchio 
è proporzionale allo spostamento elettrico lungo la linea. 
Un giro completo del cerchio sarà fatto ogni mezza lun¬ 
ghezza d’onda di viaggio. Il raggio del cerchio è una fun¬ 
zione del VSWR (*). 

La carta di Smith nella forma più generica è illustrata 
in fig. 1. I valori di resistenza e di reattanza sono « nor¬ 
malizzati », ottenuti cioè dividendo il loro valore per l’im¬ 
pedenza caratteristica della linea Z 0 . Così se ad esem¬ 
pio l’impedenza in esame è Z = 5 4- j25 ohm, e l'impe¬ 
denza caratteristica della linea Z 0 è =50 ohm, allora 
l'impedenza normalizzata Zn risulterà = 0,1 + j0,5 ohm. 
Possiamo notare che l’impedenza numericamente è rap¬ 
presentabile da un numero complesso del quale la parte 
immaginaria (vale a dire il numero preceduto dalla let¬ 
tera « j ») costituisce la parte di reattanza. Nella carta 
di Smith i cerchi che sono tangenti al margine destro 
rappresentano valori di resistenza costante normalizzata. 
Le linee che curvano verso l’alto dell’asse orizzontale 
rappresentano valori costanti di componente reattiva po¬ 
sitiva (reattanza induttiva, + j...) normalizzati. Le linee 
che curvano sotto dell’asse orizzontale rappresentano 
valori costanti di componente reattiva negativa (reattan¬ 
za capacitativa, —j...) normalizzati. 

L’asse orizzontale stesso costituisce la linea di reattanza 
eguale a zero. Di questo diametro la metà a destra rap¬ 
presenta la scala del VSWR. Il centro della carta, segna¬ 
to con 1, corrisponde a 50 ohm, se normalizzato a 50 ohm, 
infatti 50/50 = 1. Altrimenti può corrispondere a un qual¬ 
siasi altro valore che si è scelto per normalizzazione. E’ 
conveniente però scegliere l’impedenza caratteristica della 
linea fessurata stessa. 

L’uso della carta di Smith è facile da imparare seguendo 
questo esempio schematizzato, ci sono altri metodi possi¬ 
bili per familiarizzarsi con la carta; ma questo è pratico 
e facile da usare. 

A) mediante la lettura di due minimi adiacenti qualsiasi 
sulla linea fessurata si trova direttamente in cm la lun¬ 
ghezza d’onda K della frequenza di lavoro. 

B) facendo la differenza tra la lettura in dB di un massima 
e quella di un minimo, usando la tabella 1, troveremo 
direttamente il rapporto di onde stazionarie VSWR. 

C) dopo aver connesso il carico con l’impedenza inco¬ 
gnita che si vuole trovare, si cerca un punto di minimo 
possibilmente a circa metà corsa della linea fessurata. 


(*) VSWR =z rapporto onde stazionarie (R.O.S.). 










WAVELENGTHS TOWARD GENERATOR = lunghezza d’onda verso il generatore 
WAVELENGTHS TOWARD LOAD = lunghezza d'onda verso il carico 

ANGLE OF REFLECTION COEFFICIENT, IN DEGREES = coefficiente angolo di riflessione in gradì 


631 


ito 
















































































spostamento del minimo verso il generatore = 0,105 lunghezze d'onda. 
Z normalizzata = 0,5+10,65 


È DI \ji IL CARICO 

PUNÌ 5 ,1l jt; t, i 

f 

£" UGUALE A Z 0 VSWff 

_| 

| IL MINIMO Sì SPOSTERÀ IN QUESTA REGIONE \ 

! y| se il carico e' wd 

/ n. in^ne n 1 j*3tr r*{ w ovìsrj nrguwf 1 
/ rr ji nyiffiKìj f s*rmm , wj 

- fri# fi? ri SI N£tWf*z 

1 

1 ' v ' 

rSAtt> n e unita — 

1 


632 


ir . wtt.'iid ita* : r 5Tji 

I, rdjfte f L'ayiLf à ijvswn 


Fig. 3 









































































La carta di Smith 


Su di un foglio di carta si segna in cm il punto in cui si 
trova. 

D) il carico viene quindi rimpiazzato con un cortocircuito, 
e il punto di minimo prima segnato dovrà essere ritrova¬ 
to, perché probabilmente si sarà spostato. Si dovrà de¬ 
terminare Ad, la differenza in cm tra questa lettura e 
quella fatta alla lettera C). Oltre a quanto detto, è impor¬ 
tante notare se il minimo si è spostato verso il carico 
oppure verso il generatore. 

E) si calcola lo spostamento del minimo in termini di 
lunghezze d'onda: 

Ad 

A^ =- 

K 

F) con un compasso si traccia un cerchio puntando al 
centro della carta con raggio eguale al VSWR. 

G) sulla scala in periferia della carta graduata in lunghez¬ 
za d’onda, si troverà AX, vale a dire lo spostamento del 
minimo che abbiamo prima notato, partendo dal punto 0 
sinistra e ruotando verso il basso se lo spostamento 
è stato verso il carico, al contrario verso l'alto se è stato 
verso il generatore. 

H) si traccia una linea retta dal punto A^ al centro della 
carta. 

I) si localizza l’impedenza normalizzata, come intersezione 
del cerchio VSWR da noi tracciato e la linea segnata 
come indicato dalla lettera H). 

L) l’impedenza cercata è il prodotto della impedenza 
normalizzata e trovata alla lettera I) per Z Q , impedenza 
caratteristica della linea. 

ATTENZIONE 

La convenzione di girare come indicato alla lettera G] 
è applicabile soltanto se il minimo è localizzato prima 
con il carico sulla linea, e quindi rilocalizzato quando la 
linea è cortocircuitata. 

UN ESEMPIO PRATICO 

Il seguente esempio chiarirà la procedura descritta. La 
fig. 2 mostra i passi più importanti concernenti l’uso 
della carta di Smith, l’impedenza caratteristica della linea 
si è assunta di 50 ohm (cavo coassiale). La distanza 
tra due minimi adiacenti ci è risultata di 15 cm, quin¬ 
di X* = 30 cm. il VSWR misurato è di 3. Un minimo è 
trovato a 20 cm sulla scala graduata della linea fessurata 
(con il carico connesso). Il carico è cortocircuitato e il 
minimo si sposta verso il generatore, a 16,85 cm. 

Da quanto abbiamo constatato consegue che 
Ad = 20 cm — 16,85 cm = 3,15 cm 
Ad 

A^ = — = 3,15 cm/30cm = 0,105 

vale a dire che lo spostamento del minimo è stato di 
0,105 lunghezze d’onda. Riferendoci direttamente all’e¬ 
sempio illustrato, un cerchio corrispondente a VSWR = 3 
è tracciato. Quindi si fa una linea retta passante dal centro 
della carta e dal punto 0,105 A,. Dalla intersezione si ot¬ 
tiene l’impedenza normalizzata cercata di 0,5 + j0,65. 
Avendo detto che Z G è eguale a 50 ohm, l’impedenza ri¬ 
sulterà 

50 • (0,5 + j0,65) = 2,5 ohm + j3,25 ohm. 

La fig. 3 dà un disegno riassuntivo delle regole descritte. 
A chi ne farà richiesta sarò lieto di inviare copie della 
carta di Smith (per cortesia allegare per ogni richiesta 
100 lire per rimborso spese copia e spedizione). 


IN AGOSTO SIETE 
STATI AL MARE? 

IN MONTAGNA? 

Al LAGHI? 

IN CAMPAGNA? 

ALL’ESTERO? 

A... STUDIARE? 

...? 

AVETE PERSO C.D. n. 8? 

NIENTE DI MALE: ORDINATELO INVIANDO 
L. 250 ALLA SETEB, editrice di C.D., 
via Boldrini 22, Bologna 
SI, ORDINATELO: NON VORRETE MICA 
PERDERE: 

• un calibratore ca-cc? 

E NEANCHE 

• un generatore di barre! 

PEGGIO PER VOI SE VI LAMENTATE: 

NOI LO ABBIAMO PUBBLICATO 

• il VICTOR, ricetrasm. per 144 MHz 
MA NON E' FINITA: 

• sperimentare 

• ricezione del canale F2 TV 

• diodi in pratica: 
sostituzione azzardata 
stabilizzatrici o zener? 

• un signal tracer 

• consulenza 

CHI NON COMPRA CD... 

GLI MANCA UN VENERDÌ’ 


la reattanza di una bobina è 2~fL 

1 

la reattanza di un condensatore è - 

27ifC 

per f si intende la frequenza in cicli al secondo 
per L si intende l’induttanza in henry 
per C si intende la capacità in farad 


633 













634 



65-562 • REGISTRATORE PROFESSIONALE 

da laboratorio per impianti stereo e 
mono di alta qualità cedo al migliore 
offerente. Prezzo base L. 100.000. L'ap¬ 
parecchio è funzionante in ogni sua 
parte e risponde alle seguenti carat¬ 
teristiche: Casa costruttrice parte elet¬ 
tronica Bogen-Presto U.S.A. Casa co¬ 
struttrice parte meccanica Lenco Ger¬ 
mania Occ. 2 vel., 19 e 38 cm/sec. con 
equalizzatore per ciascuna velocità, 3 
motori di cui due per il riawolgimento 
del nastro e uno per la trazione: freni 
elettromagnetici: tre testine per inci¬ 
sione, cancellazione, ascolto; Pream¬ 
plificatore stereo con valvole profes¬ 
sionali; possibilità di riproduzione in 
stereo di nastri già incisi e con un 
amplificatore stereo accoppiato; capa¬ 
cità max bobine 2400 ft. A richiesta 
invio qualunque altro schiarimento, sche¬ 
ma elettrico ed eventuale fotografia 
dell'apparecchio. Indirizzare a: Geom. 
Piero Pecorini, Via Valle Isorno 9/9, 
Milano. 

65-563 • OCCASIONE VENDO: binocolo 
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gigante, prezzo base L. 30.000 vendo 
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emissione nuovo completo delle tabelle 
per II controllo delle valvole di qual¬ 
siasi tipo (americane, europee, octal, 
noval ecc.) fabbricato nel 1964, vendo 
al miglior offerente al prezzo base di 
L. 25.000. Importante, gradirei trattare 
soltanto con persone residenti In Sar¬ 
degna, altrimenti effettuo la spedizione 
con importo anticipato. Fare offerte a 
Perito Industriale Piani Attilio fermo 
posta S .Antioco, Cagliari. 

65-564 - LIBRETTO TARATURA del rice¬ 
vitore OC11 cerco urgentemente. Lo 
compero oppure lo cambio con mate¬ 
riale. Eventualmente mi venga inviato 
in prestito per farne fotocopia, garan¬ 
tisco massima serietà e una sollecita 
restituzione. Gradirei Inoltre conoscere 
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dì questo OTH, per scambio informa¬ 
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glio 14, Torino. 

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gia 4 velocità usata, marca Meazzi, 
prezzo base L. 5.000; cambio anche con 
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ficiente per complessi elettronici ag¬ 
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Indirizzare a: Mario Pavesi, Via T. Bo- 
nomi 6, Mantova. 

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amplificatore a 4 transistor con uscita 
un watt indistorto con alimentazione a 
9 volt; e in più un motorino per regi¬ 
stratore o giradischi alimentato da 4,5 
a 6 volt. Se il seguente materiale non 
fosse di vostro gradimento cambio con 
altro materiale radioelettrico in mio 
possesso. Indirizzare a: Alvaro Cosi¬ 
mo, Via Fratelli Bandiera, INA CASA 
Bovalino (R.C.). 

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mt. 180 al prezzo di Lire 1000 il paio 
più le spese postali. Si tratta di tipo a 
basso effetto copia e ad alta sensibi¬ 
lità usato per scopi professionali in 
alta fedeltà. Indirizzare le richieste a 
Bonin Giorgio, Via Dandolo 80 - Roma. 

65-569 - S.W.L. ATTENZIONE! Cedo per 
sole L. 7000 (spese postali comprese) 
preamplificatore di antenna per O.C., 
adattissimo per ascoltare stazioni com¬ 
merciali e radiantistiche sulla gamma 
dei 20 mt. Il preamplificatore è dotato 
di alimentatore proprio montato su te- 
Iaietto separato; coloro che dispones¬ 
sero di un alimentatore che fornisse 
6,3 volt c.a. 200/250 volt c.c. o che 
intendessero alimentare il preamplifi¬ 
catore direttamente dal ricevitore, po¬ 
tranno fare a meno del suddetto ali¬ 
mentatore, pagando L. 4000 (spese po¬ 
stali comprese) per il solo preampli¬ 
ficatore, che è montato in elegante 
scatoletta di lamiera cadmiata e inte¬ 
ramente schermato. Per ulteriori infor¬ 
mazioni o per accordi, indirizzare a: 
Michele Brudaglio. Via Monteleone 6, 
Palo del Colie (Bari). 

65-570 - PROFESSIONALE OC9 vendo; 
completo delle 12 valvole nuove tutte 
reperibili in commercio, funzionante 
non manomesso. Riceve da 110 m a 9 m 
in 5 gamme. Riverniciato, come nuovo 
ma privo della sola alimentazione Li¬ 
re 30 000. Indirizzare a: Galoppi Leriano, 
via G. Bontà, 25/10 - Chiavari (Genova). 

65-571 - OFFRO valvole 6BA6 - EAA91 

- 6AF4/A - ECL80 - 35W4 - 6x4 - 
ECC83 - ECF82 nuove, più 1 diodo 
1N82/A, 1 OA90 nuovi. + transistor 
SFT320 - SFT306 - SFT353 - OC44 - 
OC45 - 2N361 e valvole 6BE6 - 6V6GT 

- 6U8 funzionanti + 1 trasformatore 
d'uscita 5000 fi + 1 condensatore va- 
riabi le a 4 sezioni + 3 condensatori 
elettrolitici doppi 4- 2 potenziometri 
0,5 Mfi + 10 resistenze e 10 con¬ 
densatori nuovi + altoparlante 0 8 cm 


Coloro che desiderano 
effettuare una Inserzione 
troveranno in questa stessa Rivista 
Il modulo apposito. 


per tester 20.000 fi/V in ottime condi¬ 
zioni. Tengo in considerazione qualsiasi 
offerta di strumenti scrivere per accor¬ 
do. Indirizzare a: Conti Ciro, via Costi¬ 
tuzione, 4 - Rubiera (RE). 

65-572 - OCCASIONE VENDO. N. 2 volu¬ 
mi « Corso di Radiotecnica * rilegati 
di pagine 2500 complessive; Corso di 
Televisione con descrizione per la co¬ 
struzione di un televisore di pag. 500; 
Corso sui Transistori rilegato di pag. 
292, per complessive L. 6.500. Indiriz¬ 
zare a: Cornetti Felice, Sanatorio « C. 
Golgi », via Guglielmo Marconi, 12 - 
Brescia. 

65-573 - TUBO CATODICO 5UP1 per o- 
scilloscopi, nuovissimo in imballo ori¬ 
ginale con garanzia, marca General Elec¬ 
tric, cedo lire 14.000; oscilloscopio per 
controllo modulazione del proprio tra¬ 
smettitore e del trasmettitore del cor¬ 
rispondente, costruzione professionale 
di un noto 0M genovese, tubo RC 2 
pollici, mascherina frontale, facilmente 
collegabile al ricevitore e al trasmet¬ 
titore, mediante link nel primo caso, 
con cavo coassiale nel secondo. La MF 
del ricevitore cui va collegato può avere 
la frequenza di 455.467 oppure 4600 kc/s 
(e a tale frequenza è accordato il tubo 
amplificatore situato nel 1'oscil [oscopio 
stesso, in modo da evitare l’attenua¬ 
zione del segnale nel ricevitore). L'ac¬ 
cordo con il trasmettitore avviene su 
tutte le gamme HF (80, 40, 20, 15 e 10 
metri) mediante link sul P.A. Detto oscil¬ 
loscopio è garantito funzionante e viene 
ceduto a lire 29.500; maggiori informa¬ 
zioni a richiesta. Eventualmente pos¬ 
sono garantire per questo materiale per¬ 
sone di gradimento del possibile acqui¬ 
rente abitanti a Genova; non ho paura 
di ricevere visite a domicilio per verifi¬ 
care le caratteristiche del materiale che 
pongo in vendita per ragioni congiuntu¬ 
rali. Scrivere a: Giuseppe Spinelli, 
Via Rivoli 12-9, Genova. 

65-574 - CAMBIADISCHI PROFESSIONA¬ 
LE Dual 1009 completo di basamento, co¬ 
perchio in plexiglas e testina magnetica, 
veramente in ottime condizioni, vendo 
al prezzo speciale di L. 40.000. Ampli¬ 
ficatore professionale Bogen-Presto ori¬ 
ginale americano cedo come nuovo e 
con garanzia di perfetto funzionamento 



a L. 95.000. Detto apparecchio ha una 
potenza di uscita in stereo di 22+22W 
e una risposta In frequenza da 20 a 
20 000 Hz ± 0,5 dB. Cedo inoltre una 









fonovaligia Philips AG 4000 nuovissima 
a L. 12.000: potenza 500 mW, 4 tran¬ 
sistor e 3 velocità. Per eventuali ac¬ 
cordi scrivere a Piero Pecorini, Via 
Valle Isonzo, 9/9, Milano - tei. 4094104. 

65-575 - CERCO SCHEMA elettrico del 
televisore GBC mod. K 4/13. In cambio 
offro schema TV BRION VEGA modd. 
- ORION » 1925 - 2325. Indirizzare a: Del 
Conte, Viale Muri Ilo, 44, Milano. 

65.576 - ENCICLOPEDIA UNIVERSO: voi. 
I, voi. Il, voi. Ili (completi dei relativi 
fascicoli sciolti + copertine con ri¬ 
sguardi e frontespizio) nonché i succes¬ 
sivi 40 fascicoli sciolti, dal N. 68 al 
107 compresi. Tutto come nuovo, valore 
effettivo L. 29.000, cedo per L. 15.000 
oppure cambio con cinepresa Kodak 
Brownie 8 mm, nuova. Indirizzare a: 
Ettore Giovanetti, via dei Pellegrini, 8/6 
Milano. 

65-577 • OCCASIONE VENDO: Corso 
completo di radiotecnica, «MF. Special», 
della Radio Scuola Italiana di Torino, 
comprendente: n. 7 volumi di detto 
corso; n. 1 Apparecchio radio con mobi¬ 
le; n. 1 Analizzatore; n. 1 provavalvole 
ed emissione; n. 1 oscillatore modulato. 
Cederei il tutto a dilettanti residenti in 
Torino o dintorni, con cui possa trat¬ 
tare personalmente. Indirizzare a: Dal- 
masso Sebastiano, via Revigfiasco, 20, 
Moncalieri - Torino. 

65-578 - RADIOAMATORE DILETTANTE, 

ingegnere, desidera avere contatti con 
persona possibilmente non troppo gio¬ 
vane, abitante dintorni di Verbania (No¬ 
vara), per scambi di idee e collabora¬ 
zione nella realizzazione di radioap- 
parati, a scopo hobbistico. Indirizzare 
a: Mignosi Giacomo, Via per Cossogno 
n. 2 - Trobaso di Verbania (Novara). 

65-579 - ATTENZIONE! Trasmettitore La- 
bes TRC-27, completo di microfono e 
antenna come nuovo e senza conteni¬ 
tore, freguenza MHz 29,5 L. 14.000 quar¬ 
zo compreso. Ricevitore Labes RX27/P, 
privo di bassa frequenza, ottimo stato, 
frequenza 29,5 MHz L. 5.000 vendo. In¬ 
dirizzare a: Dott. Claudio Cartoni, via 
Mercantini, 1 - Macerata. 

65-580 - CAUSA INIZIO nuova attività 
nel campo dell'elettronica, cedo il se¬ 
guente materiale: 100 resistenze di di¬ 
verso valore; 50 condensatori a carta e 
mica; 20 valvole usate in perfette condi¬ 
zioni; trasformatore di alimentazione: 
A.l. 380 + 380 volt, 200 mA, B.T. 4V 
2A., 6,3A; tale trasformatore è montato 
su un telaietto con morsettiera e due 
potenziometri che servono da partitori 
per l'A.I. con scala tarata; un trasforma¬ 
tore con secondari di B.T. solo; pic¬ 
colo amplificatore: UBC41, UL41, UY41, 
1,5 watt distorsione 10%; Gruppo A.F. 
OM: 190-^-580 m OC: 16-=-52 m; 3 cop¬ 
pie di MF; 4 trasformatori di uscita; 
potenziometri; altoparlanti; zoccoli; telai 
e minuterie il tutto per L. 20.000 + 
spese spedizione. Per i residenti nella 
zona di Torino offro T.V. 21" funzionan¬ 
te L. 15.000. Indirizzare a: Giovagnetti 
Gianfranco, C.so Traiano 10/A - Torino. 

65-581 - VENDO TX Geloso G 212-TR 
60 W; funzionamento perfetto, come nuo¬ 
vo. Nel suo imballaggio d’origine a 
L. 65.000. Inoltre vendo microfono dina¬ 
mico Geloso M 59 ad alta impedenza, 
con relativa base B-80/CR, il tutto nuo¬ 
vissimo, a L. 10.000. Indirizzare a: Ful- 
cini Rino, S. Pietro in Cerro (Piacenza). 

65-582 - CERCO: BC342, APR5, R1294, 
RI359, MBF, BC652, AR18, 19MKII, Ge¬ 
neratore di ca max 2000 VA - Apparecchi 
panoramici possibilmente: APR4, RDC, 
RDP. Radiogoniometri. Antenna parabo¬ 
lica per i 400 MHz compieta di motorino 
per la rotazione. Antenna rotativa. Da 
cambiare col seguente materiale: Fono¬ 


valigia Transistor cc e ca. Registratore 
CGE o GBC funzionanti. Radio Transi¬ 
stor CGE OM e OC. Lampada e fornel¬ 
lo a gas per campeggio. Ricevitore R109 
funzionante ma da tarare. Cuffia con pa¬ 
diglioni in gomma e microfono dinamico. 
Coppia citofoni. Televisore usato ma 
funzionante. Coppia radiotelefoni GBC 
funzionanti, indirizzare a: IT1ALA Gioia 
Luigi - via Vasile, 4, Castellammare 
Golfo (Trapani). 

65-583 - CERCO PERO’ solo se completi 
esclusi di materiali e strumenti corsi di 
Elettronica, di Televisione, di transistor 
e altri di simile specie cerco inoltre 
attrezzi e illustrazione di metodi per 
poter riprodurre copie illimitate di let¬ 
tere, pagine di cataloghi di riviste ecc. 
ricompenserò con una buona somma 
coloro i cui metodi si saranno rivelati i 
più buoni. Scrivere per accordi, metten¬ 
do francobollo per la risposta a: Art. 
Terenzi Filippo, 27° Reg. Art. Pes. Semv. 
R.C.R. Udine. 

65-584 - CERCO RIVISTE: Costruire Di¬ 
verte N.ri 2-3-S-7 anno 1962. N.ri 1-2-4-6- 
9 anno 1963. N.ro 4 anno 1964. Elettro¬ 
nica Mese N.ri 1-2-6-9 anno 1963. N.ri 
9-11 anno 1964. 

Sono disposto a cambiare con materiale 
elettronico (valvole, transistors, variabi¬ 
li, zoccoli, resistenze ecc)). oppure 
acquisto. Indirizzare a: Salvatore Gran¬ 
de, Via Stazione FF.SS. - S. Nicola 
Ricadi (Catanzaro). 

65-585 - VENDO ricetrasmettitore ZC1- 
MKII da me modificato. Rifatta tutta 
la bassa frequenza e rifatto modulatore. 
Monta microfono piezoelettrico. Rifatta 
la parte alimentatrice con trasformatore 



per tensioni 160-220. Vendo tutto per 
L. 85.000, spese di imballaggio e spedi¬ 
zione a mio carico. L'apparecchio è 
completo di valvole. Indirizzare a: Ci¬ 
pollini Renzo - Via Verdini 31 - Cama- 
iore (Lucca). 

65-586 - RTX BC1000. Vendo una coppia di 
questo favoloso ricetrasmettitore porta¬ 
tile, e funzionante a modulazione di fre¬ 
quenza a banda stretta (NBFM) da 30 
a 50 MHz con calibrazione della scala. 
Adattabile anche per i 10 m. Montano 
18 valvole miniatura cadauno in un cir¬ 
cuito controllato con due cristalli di 
quarzo sia in ricezione che in trasmis¬ 
sione. Tale circuito di altissima quali¬ 
tà sia per materiali impiegati, funziona¬ 
lità e compattezza è completamente trat¬ 
tato con vernice antifungo, (tropicaliz¬ 
zazione) onde resistere alle tremende 
condizioni climatiche del tropici. Per¬ 
fettamente funzionanti e tarati, completi 
di valvole e quarzi cedo a L. 40.000 trat¬ 
tabili. Indirizzare a: Lucio Magi, corso 
Bramante, 81 - Torino. 

65-587 - COMPREREI G214 (G209) e 

G222-TR (G212) purché siano in buone 
condizioni (anche estetiche), tarati, ga¬ 
rantiti funzionanti e senza difetti, com¬ 
pleti di valvole, quarzi ecc.; compre¬ 
rei anche rotatori quale AR-1; AR-22; 
U-100 e simili, e antenne per OM. In¬ 
viare descrizione dettagiata delio stato 
delle apparecchiature e offerta a: Maz¬ 
zarella Marcellino, Via Carmine Taran¬ 
tino, 3 - Avellino. 


65-588 - CERCO GIRADISCHI anche se 
vecchio, mancante di contenitore e am¬ 
plificatore, ma completacene altre parti. 
Indirizzare a: Vieri Calderini - Via del 
Pallottolaio, 4 - Querceto - Sesto Fio¬ 
rentino - Firenze. 

65-589 - ATTENZIONE! CAMBIO autoradio 
completamente a transistor marca VO- 
XON Explorer 11° con ricerca elettronica 
garantito funzionante; con coppia radio¬ 
telefoni funzionanti sulle frequenze di¬ 
lettantistiche con le seguenti caratteri¬ 
stiche: ricevitore supereterodina, tra¬ 
smettitore controllato a quarzo. 

Nel rispondere accludere il francobollo 
e possibilmente il numero telefonico. 
Per le zone collegate con la capitale in 
teleselezione. Indirizzare a: Lucarini Leo¬ 
nello, Via Dei Tadolini, 5 - Roma. 

65-590 - IMAGO MUNDI, Enciclopedia 
Geografica della Terra, in quattro vo¬ 
lumi + il Dizionario Geograffco Merceo¬ 
logico, vendo o cambio con ricevitore 
onde corte, anche surplus o autocostrui¬ 
to purché funzionante. Inoltre cedo a 
metà prezzo le seguenti annate comple¬ 
te: Radiorama 1958-59-60-61-62-63 e pri¬ 
mi 6 numeri 1964. Selezione di tecnica 
Radio TV 1959-60-61. Radiorivista 1963- 
1964. indirizzare a: Franco Marangon - 
via Cà Pisani, 19, Vigodarzere (Padova). 

65-591 • CAMBIO HALLICRAFTERS S38D. 

semiprofessionale 4 gamme da 5,5 kHz 
a 31 MHz, band spread per 80-40-20-15-11- 
10 mt. con scala da 0 a 100, comandi 
AM-CW, stand-b, r . cuffia-altop. trimmer 
antenna, filtro rete alimentaz. 110 o 220 
Volt, 5 valvole funzionante magnifica¬ 
mente, cambio con amplificatore Geloso 
o altra marca purché abbia 60W, oppure 
con coppia R.T. WS38MK3 funzionanti 
completi di cuffia e micro. Accetto anche 
altre offerte. Indirizzare a: Fusar Giorgio, 
via Garibaldi, 61 - Monfalcone (Gorizia). 
65-592 - ROLLEIFLEX TESSAR, scatto 1 
sec. a 1/500 con posa e autoscatto, at¬ 
tacco per flash + adattatore formato 
24x36 mm e per lastre con relativa bu¬ 
sta speciale, paraluce, una coppia lenti 
addizionali, un correttore ottico di paral¬ 
lasse, 4 filtri (rosso, gialli chiaro e me¬ 
dio, ÙV) lente per effetto flou, disposi¬ 
tivo fotometrico, contenitori per lastre 
e vetro smerigliato per controllo messa 
a fuoco su lastra, 2 caricatori speciali 
per formato pellicola 24x36. Ogni acces¬ 
sorio è originale Rolleiflex con relativa 
busta. Il tutto completo per 80.000 lire 
trattabili. Vendo, anche separatamente, 
esposimetro Zeiss Ikon a lire 3.000. 
Indirizzare a: Fulvio Tosi, via G. Bruno 
13/1 - Genova - Tel. 360073. 

65-593 • IN CAMBIO sintonizzatore Ge¬ 
loso FM-AM o tipo equivalente - cedo 

2 trasformatori Philips uscita classe A - 
EL84 Hi-Fi - Trasistor Sony 2 x D65 - 4 
testine Lesa Mono E3 - 1 cartuccia Dual 
CDS 620 stereo - 2 cartucce Ronette 
Mono DC 284V - 2 valvole 6146 - 2 val¬ 
vole 807 - 1 amplificatore 4 transistor 

3 watt autocostruito - 20 valvole noval 
pochissime ore d'uso. Tratto solo con 
residenti in Roma. Telefonare ore pasti 
(14-15 e 21-22) al 751274. Indirizzare a: 
Servidel Giorgio - Via Emanuele Fili¬ 
berto 233 - Roma. 

65-594 - CERCO SE VERA occasione sin¬ 
tonizzatore da applicare su un amplifi¬ 
catore, in buone condizioni, per la ri¬ 
cezione delle onde medie, corte, e ste¬ 
reofonia e filodiffusione. Indirizzare a: 
Franco Canepuccia - Via Appia Antica 
78 - Roma. 

65-595 - ECCEZIONALE! ECCEZIONALE! 

Vendo: album per la raccolta di fran¬ 
cobolli con 3.000 (circa) francobolli di¬ 
versi a L. 7.000 (solo l'album vale 
L. 5.000); « Mignontester 300 > della 

Chinaglia come nuovo a L. 4.000 (vale 
L. 6.000). Il grande atlante di Selezione 
a L. 5.000 (Vale L. 7.000). Un ricevitore 
radio a 6 transistori con borsetta in 


635 










plastica a L. 5.000. Milliamperometro 
(1 mA f s ) facente parte del tester 
della Scuola Radio Elettra a L. 1.500. 
prime 10 lezioni teoriche del corso 
transistori della Scuola Radio Elettra a 
L. 1 000. Amplificatore a tre transistori 
da 1,5 watt auto-costruito con controllo 
del volume senza custodia a L. 2 500. 
Amplificatore auto-costruito a tre tran¬ 
sistori da 1,5 watt (HI-FI [ con controllo 
di tono e di volume racchiuso in sca¬ 
tola di dimensioni mm. 115 x 35 x 65 a 
L. 5 000. Altre notizie a richiesta. Prezzi 
non trattabili. Indirizzare a: Zizzi Mauro 
Vìa Unione 64 - Guidonia ((Roma). 

65-596 - CAMBIO IMPLIFICATORE alla 
fedeltà 1? W controfase EL84, equipag¬ 
giato con trasformatore d’uscita hi fi 
(olandese Unitran) impedenze d’uscita 
corrispondenti (4-8-16 ohm risposta 20% 
100 kHz) volume, toni bassi, treble 
e controresa variabile. Costruzione com¬ 
patta, e responso eccellente. Con n 2 
casse acustiche complete di altoparlanti 
specificare caratteristiche e casa pro¬ 
duttrice. Indirizzare a: M. Allegri, via 
XXV aprile 67 - Luino (Varese). 

65-597 - TRASMETTITORE SSB-AM 150W 
(2x6146) costruzione accurata e robu¬ 
sta, vox, accordi separati, mobile ver¬ 
niciato a fuoco, pannello plastica nera. 
Come da foto. Perfettamente funzionante 
Vendo a L. 100.000. Convertitore GBC 



144 MHz con alimentatore, come nuovo, 
L 20.000 Converter OC. da 10 a 80 m 
uscita 4,6 MHz completo delle sei 
valvole, gruppo Geloso N 2620A Li¬ 
re 20 000. Geloso N. 2620A L 20.000. 
1ICT, via Torino 37 - Alassio (SV). 

65-598 - OCCASIONE CEDO Converter 
144 MHz GBC 28-30 MHz con alimen¬ 
tatore come nuovo L 20 000 Converter 
OC, gruppo G.2620a da IOa 80 m con 
alimentazione come nuovo. Uscita 4,6 
MHz 6 valvole L 20 000 Indirizzare a: 
Il CT, via Torino 37 - Alassio (SV), 
65-599 - CESSATA ATTIVITÀ' cedo N 
100 condensatori misti da 8 a 32 p,F 
160 + 500 V più invertitore Geloso 50 Hz 
da cc a ca entrata 12 V, uscita 125 V, 
mancante di vibratore, tutto materiale 
nuovo, cambio con radiotelefono por¬ 
tatile funzionante, portata minimo 3 km. 
Inoltre cambio con ricetrasmettitore per 
la gamma 20 m, portata minimo 150 km 
con due cinescopi nuovi uno Bondet 
23CP4 uno normale 23AXP4 più due tra¬ 
sformatori di riga uno per TV EKO 
VISION e l'altro per TV REX più 
N 100 condensatori elettrolitici misti 
Indirizzare a: Cannone Michele, via M 
E Merra 81 - Anùria (Bari). 

65-600 - RACCOLTA DI FRANCOBOLLI 

- Nuovissimi, italiani ed esteri del 
valore complessivo di Lit 35 000, vendo 
per Lit. 15 000 o cambio con registra¬ 
tore o amplificatore, o fonovaligia a 
transìstor o radio a transistor: purché 
funzionante Spese di spedizione a cari¬ 
co del destinatario. Richiedere informa¬ 
zioni gratuite a: Franco Battois, Sacca 
Pisola 19 - Venezia. 

65-601 - CEDO IN cambio di un «Tester» 
con sensibilità di 20,000 ohm/volt, il 
■bob seguente materiale elettronico: due tran¬ 


sistori OC170 (nuovi) della « Mullard » 
un amplificatore a c,c. in grado di mol¬ 
tiplicare la sensibilità di qualsiasi stru¬ 
mento indicatore (comprende 4 transi¬ 
stori SFT253) montati -7n circuito a 
ponte Una valvola nuovissima e mo¬ 
dernissima: la PL500 della « Mullard ». 
Inoltre a scelta: un piccolo altoparlante 
per transistori, oppure un altoparlante 
di media potenza. Indirizzare a: Mancini 
Raffaele, via Volturno - Colli al Volturno 
(Campobasso). 

65-602 - OTTIMO AMPLIFICATORE hi-fi 
da 11+4 W privo di alimentatore e di 
un trasformatore di uscita da 5 000 O. 
funzionante venderei al prezzo di Li¬ 
re 30 000 o cambierei con ottimo regi¬ 
stratore Geloso anche usato purché fun¬ 
zionante e completo delle bobine due 
avvolte con nastro nuovo e una vuota, 
il sottinteso amplificatore lo cedo privo 
di valvole Trasmettitore da 100 W 
gamme d'onda 40 e 80 metri finali due 
807, osci Matrice 6V6 stadio modulatore 
ECC81 e EL84 privo di alimentatore ma 
funzionante lo cedo a L 42.000. Ven¬ 
derei i seguenti tipi di valvole al mi¬ 
gliore offerente 77 - 78 - 75 - 39 - 42. 
Comprerei il seguente materiale quattro 
OC26 e due tubi 394 dal miglior offe¬ 
rente. Indirizzare a: Marchi Renzo, via 
Pesciatina - Corte Gotti - Lunata (Lucca) 
65-603 - OCCASIONE!!! Causa servizio 
militare vendo coppia nuovissima radio- 
telefoni a transistor « RAYSTAR » della 
GBC, perfettamente tarati e funzionan¬ 
ti più una valvola per trasmissione 807 
mai usata e in imballo originale. Il 
tutto a Lit, 30 000 trattabili. Indirizzare 
a: Veschi Fabrizio - Via E. Chiesa 18 - 
Massa (Massa Carrara) 

65-604 - OCCASIONE VENDO alimenta¬ 
tore telefonico P universale, uscita 12 
volt ca. 8 volt cc. L. 5.000. Apparecchio 
contenente tester - provavalvole - prova- 
transistor autocostruito L. 9 000 Coppia 
radiotelefoni a valvole 2W 144 MHz 
L. 15.000. Temporizzatore 3 contatti con 
ritardo elettrico tipo Trlutei L, 7,000, 
Ricevitore BG455-B 6-9 MHz funzionante 
completo alimentazione, valvole nuove, 
cuffia L. 15,000. Amplificatore transistor 
12W alimentazione 12V Ingressi micro 
e fono funzionante come nuovo L. 15.000. 
Basa reflex 90 x 55 x 43 1 woofer, 1 
tweter completo altoparlanti L. 50.000 
senza altoparlanti L. 30.000. Prezzi trat¬ 
tàbili per vari acquisiti e pagaménto 
in contanti. Spedizione ca ntroas segno 
salvo diverso accordo. Indirizzare a: 
Massimo Romagnoli - V ie Suzzarli 17 - 
Milano - Tel. 642.342.6. 

65-605 - RECETRASMETTITORI TASCABILI 

nuovi Imballati, 3 fransistors+quarzo, 
dimensioni mm. 115x55x31, antenna 
cm, 59 telescopica, f. 28 MHz circa, 
stabilità 1/20.000. vendo coppia L. 18.50Q 
senza batterìe reperibilissime costo mo¬ 
desto durata 30 ore circa. Portata ottica 
m, 500 r su mare m. 1000. Spese postali 
a mio carico. Indirizzerò a. Giulio 
D'Orazio - Lungotevere della Vittoria, 10 
- Roma. 

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troll! regolabili: modulazione, tonalità, 
sintonia, carico aereo, stand by, ecc. 

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gevole controllo della modulazione attra¬ 
verso cuffia o altoparlante. Guasto tra¬ 
smettitore è caratterizzato da un otti¬ 
mo e stabile funzionamento e do uno 
grande facilità di uso. Bella estetica 
professionale, dimensioni cm. 30x20x18. 

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Torino. 

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(GBC A/406) nuovo, 1 altoparlante 8p 
(nuovo), 1 relay 5000 24 V Siemens 
(mai usato)! condensatore variabile 9 + 

9 + 9 pF (nuovo) 1 cond. 500 pF, varia¬ 
bile, 2 cond. 500 pF variabili a mica, 1 
microfono a carbone, 1 cuffia 5000, 1 
cuffia 2.000 O, 3 potenziometri miniatura 
da 5kO - 20 kO - 250 O, 2 potenzio¬ 
metri semifissi, 1 serie completa (+ 2 
medie dello stesso tipo) di medie fre¬ 
quenze miniatura GBC 0/189 (nuovis¬ 
sima) transistóri nuòvi mai usati: 

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kc - 1630 kc: B: 2,5 Me - 6,3 Me: 
C: 6.3 Me - 16 Me; D- 14 Me - 31 Me; 
E: 48 Me - 54 Me. Detto apparecchia 
monta 8 valvole, è dotato di band- 
spread. Interruttore standby; CV-AM: 
noise limitar; li ricevitore è corredalo 
diti suo libretto originale scritto In in¬ 
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e una lista dì tutti i componenti. L'ap¬ 
parecchiò è stato tarato di recente quin¬ 
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sibilità volume, noise limiter, audio 
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da 1,2 a 18 Me in tre bande; detto 
Rx è adatto alla ricezione di segnali in 
A.M., C.W. modulato e non e S.S.B. 
Scrivere per offerte e accordi Indiriz¬ 
zare a: SWL i 1-12323 Bruno Giraldo - 
via Bonafede, 7 - Padova. 

65-612 - ATTENDO OFFERTE di radiorice¬ 
vitori gamme 80-20 metri, alta stabili¬ 
tà di frequenza, buona selettività. Nel¬ 
l'offerta specificare se il ricevitore è 
provvisto di doppia conversione, di con¬ 
trolli a quarzo, di selettività sufficiente 
per SSB, di precisione di lettura sulla 
scala di sintonia intorno a 1 kHz; inol¬ 
tre il numero dei tubi e le condizioni 
di pagamento Indirizzare a: Enrico Gio- 
vene - Dorsoduro, 426 - Venezia. 

65-613 - TRASMETTITORE AEREONAUTICO 

100-156 Me - tipo T67 - ARC3, funzio¬ 
nante su 8 canali controllati a quarzo, 
commutabili automaticamente a mezzo 
di motorino; relay coassiale d’antenna, 
potenza output 15 W RF, completo di val¬ 
vole (tre 6V6, due 832, due 6L6, una 
6J5, una 12SH7), di un quarzo, microfo¬ 
no, scatola comandi a distanza, garantito 
funzionante, in ottimo stato, escluso 
alimentatore, vendo a L 25.000, Vendo 
inoltre il famoso ricevitore professiona¬ 
le BC348R con 6 gamme, da 200 a 500 
kc e da 1500 kc a 18 Me continui, 
completo delle 8 valvole, di cuffia, per¬ 
fettamente funzionante, in ottimo stato, 
escluso alimentatore L, 40 000 Indiriz¬ 
zare a: Chiuppani Vittorio - Via Cesi 
13 - Bologna - Tel 42 35 69 

65-614 - CAMBIO: Corso di Televisione 
della Radio Scuola Italiana Torino, com¬ 
pleto di televisore 17" tipo sperimen¬ 


tale (senza mobile) Oscillografo a rag¬ 
gi catodici - Voltmetro elettronico - 
Relative lezioni per montaggi e collaudi 
Il corso TV è completo, il televisore è 
montato, il materiale e strumenti sono 
mai stati usati, qualcosa non funziona 
(forse manca, oppure guasto qualche 
resistore tuttalpiù qualche valvola) Sa¬ 
rei disposto a cedere tutto in cambio di: 
n. 1 cinepresa 8 mm di ottima qualità 
(corrispondente valore) tipo professio¬ 
nale oppure dilettantistico purché sia 
di ottima qualità, Preferirei che fosse 
uno scambio con gente nella provincia 
Verona-Vicenza per uno scambio di¬ 
retto di persona, Indirizzare a: Pertile 
Adriano - via Paolo Crosara, 1 - San 
Bonifacio (Verona). 

65-615 - VENDO-CAMBIO con materiale 
di mio gradimento (ricevitore dilettan¬ 
tistico - convertitore - ricetrasmettitore 
ecc. ecc ) numero 72 cristalli di quarzo 
FT - 171 B per le seguenti frequenze: 
kc/s 2030 - 2045 - 2065 - 2105 - 2125 - 
2145 - 2155 - 2220 - 2258 - 2260 - 2282,5 

- 2290 - 2300 - 2305 - 2320 - 2360 - 
2390 - 2415 - 2435 - 2545 - 2557,5 - 3202,5 

- 3215 - 3222,5 - 3237,5 - 3250 - 3945 - 
3955 - 3995. Detta serie apparteneva a 
un BC610. Indirizzare a: Marino Steva- 
nato, via G Carducci, 10 - Mirano (VE) 

65-616 ■ RX HALLICRAFTERS vendo n 5 
gamme da 540 kc a 1630 kc;da 2,5 Me 
a 6,3 Me; da 6,3 Me a 16 Me; da 14 
Me a 31 Me; da 48 Me a 54,5 Me; 
monta n 8 valvole n. 3 6BA6, n. 1 
6H6, n, 1 6C4, n 1 6SC7, n 1 6K6, 
n 1 5Y3; il Rx è professionale, com¬ 
prende tutte le bande dei radioamatori 
è dotato di bandspread (verniero), inter¬ 
ruttore anodica, cv, am. L'apparecchio 
è dotato del suo libretto originale in 
inglese con un grande schema e molte 


i I lustrazioni in modo da poterlo ca¬ 
pire benissimo: prezzo L 30.000, Indi¬ 
rizzare a: Casarini Umberto, via Milano 
n. 223 - Baranzate (Milano). 

65-617 - COMPRO PROFESSIONALE nc 

105, SX100, Si 20, oppure Si 18 non 

manomesso e funzionante Vendo tester 
di marca con seguenti portate 2,5; 10; 

50; 250; 1000 volt cc, ca/1 ; 10; 1000 
mA/ fino 1,5 MH misure di uscita in dB: 

^—10 +22; yj||4 +36; +18 +50. Cedo 
questo ottimo strumento a L 6 000. 

Vendo anche saldatore istantaneo a 
pistola con punta in argento e cambio 
tensione marca Sicre a L. 4500 Cedo 
inoltre a L. 5 200 il libro È moderni 
transistori del Gardner ed Celi, nuovo. 
Indirizzare a: Cesare Santoro, via 
Timavo 3 - Roma 

65-618 - VENDO il seguente materiale: 
interruttore crepuscolare alimentato 
220 V, completo di cellula fotosensibile; 

L 8.000, Preamplificatore ad una val¬ 
vola per giradischi, facente anche fun¬ 
zione id eco elettronico L. 6 000 Pro¬ 
vacircuiti a sostituzione L. 4.000, Prova- 
valvole a emissione della Scuola Radio 
Elettra a L 8 000 Tutti gli suaccennati 
materiali sono funzionanti e in ottimo 
stato, alcuni mai usati, Prenderò in 
considerazione eventuali cambi, in spe¬ 
cial modo con radiotelefoni o converti¬ 
tori 144 MHz. Indirizzare a: Valfré 
Paolo, via Rieti 19 - Torino. 

65-619 - ACQUISTO o CAMBIO bolli 
vaticani italiani e materiale elettronico. 

Vendo o cambio con materiale elettro¬ 
nico francobolli tematici in serie + 

3,000 differenti mondiali, 2 saldatori 
(uno volt 125 uno 220), libri manuali 
e scolastici, duplicatrice modello 120 ... 

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italiani e mondiali. Eseguo circolari a 
ciclostile anche in cambio di materiale 
elettronico. Cerco occasione proietto¬ 
re 8 mm, macchina fotografica di qua¬ 
lità, radiotelefoni, trasmittente. Desi¬ 
dero ricevere listini di vendita o cam¬ 
bio. Cerco televisore guasto d’occasio¬ 
ne. Cedo 60/70 dischi di successo. 
Indirizzare a: Rocco D’Alfonso, via San 
Giovanni, 45 - Petralia Sottana (Pa¬ 
lermo) . 


65-620 - VENDO W.S. 38 MKIII detto ap¬ 
parato è un radiotelefono portatile di 
tipo canadese, che copre la gamma da 
6 a 9 Me - 40 metri, originale e per¬ 
fettamente funzionante sìa in ricezione 
che in trasmissione. Completo di cali¬ 
bratore a cristallo di quarzo, fornito di 
tutte le valvole: n. 1 ATP4; n. 4 ARP12 
+ n. 1 ARP12 per calibratore (per una 
perfetta messa a punto), cordone di 
alimentazione, commutatore a distanza 
per la trasmissione-ricezione e la posi¬ 


zione spento dell’apparecchio, antenna 
a stilo lunghezza in estrazione m 2,40 
rientrante in cm 20. Microtelefono com¬ 
pleto di capsule, cuffia originale a bas¬ 
sa impedenza, cordone e spinotti già 
pronti per l’uso. Distanza approssima¬ 
tiva di collegamento km 30, potenza 
d’uscita 5 watt. L'apparato è privo di 
batterie, faci Imente reperibi li. Vendo 
L. 15.000. Indirizzare a: Corrado Paolo 
Musso, via Fratelli Ragusa, 29 - Noto 
(Siracusa). 


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modulo per inserzione offerte e richieste 



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norme relative al servizio * offerte e richieste * 

1. - La pubblicazione del testo di una offerta o richiesta è gratuita pertanto è destinata al soli 

Lettori che effettuano inserzioni non a carattere commerciale. 

Le Inserzioni a carattere commerciai® sottostanno alte nostro normali tariffe pubblicitarie. 

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modulo è accettato: professione di fedeltà alla Rivista, promesse di abbonamento, racco¬ 
mandazioni, elogi, saluti, sono vietati In questo servizio. 

3. -Al fine di semplificare la procedura, si pubblica fi presente modulo per inserzione * offerte 

e richieste *. Gli Inserzionisti staccheranno detto foglio dalla Rivista e disporranno II testo 
a partire dair^fc, ... 

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6. - La Rivista accetta anche disegni, fotografie, schizzi, da allegare alla Inserzione. In tal caso 

al Incollerà HI lustrazione, di formato massimo 90 x 130 mm, sul riquadro a tratto grosso 
che delimita queste «norma*. La Rivista ridurrà l'Illustrazione a un clichè di mm 35 x 70 
circa. 

E’ chiaro che disegni o fotografie « verticali • saranno stampate verticalmente dalla Rivista, 
anche se per comodità di spazio il presente modulo ha il riquadro disposto sempre In 
orizzontale. ,. , , 

Per ogni Illustrazione, anche di formato inferiore al 90 x 130, sono richieste L. 200 in 
francobolli. 

7 - I moduli vanno inviati a: Costruire Diverte, servizio Offerte e Richieste, via Boldrinl, 22 
BOLOGNA. 


Vi prego di voler pubblicare la presente inserzione (ed eventuale illustrazione). 
Dichiaro di avere preso visione delle norme qui sopra riportate e mi assumo a termini 
di legge ogni responsabilità collegata a denuncia da parte di terzi vittime di inadem¬ 
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Le Inserzioni che si discosteranno dalle norme indicate saranno cestinate. 


casella riservata alla Rivista 




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(firma dell’Inserzionista) 


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fi a transistori? 


E' opinione ormai diffusa tra f tecnici dell'Alta Fedeltà che le 
valvole e trasformatori d'uscita siano tra le maggiori fonti di distor¬ 
sione del suono. 

Gli apparecchi a transistori o a « stato solido » come dicono gli 
americani, danno una risposta di frequenza migliore, più limpida 
e trasparente perché gli altoparlanti vengono collegati direttamente 
ai transistori finali senza alcun trasformatore. 

I transistori non hanno inerzia nei passaggi improvvisi di volume, 
sono più docili e piu fedeli. E non scaldano. Essi lavorano infatti 
a temperatura ambiente e a basse tensioni. 

Ecco perché gli apparecchi a transistori non hanno bisogno di 
alcuna manutenzione. Inoltre sono molto più piccoli e compatti 
degli apparecchi a valvole di pari potenza, consentendo quindi una 
maggiore facilità di ambientamento. 

Queste sono le ragioni del successo della linea High-Kit. 


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