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Full text of "Costruire_diverte_1966_06"

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L. 300 



















plpffrrrnìrn 




Strumenti elettronici di misura e controllo 


ANALIZZATORE 
T C 18 


ampia 3oala 

letture più precise 



DATI TECNICI 
Sensibilità cc.; 20.000 ohm/V. 

Sensibilità ca.: 5.000 ohm/V, (2 diodi al germanio). 
Tensioni cc. - ca, 6 portate: 2,5 - 10 - 50 250 - 500 - 

1.000 V/fs, 

Correnti cc. 4 portate: 50 jiA - 50 - 500 mk - 1 A. 
Correnti ca. 3 portate: 100-500 rnA - 5 A 
Campo dì frequenza: da 3 Hz a 5 Khz. 

Portate ohmetriche: 4 portate indipenderTCr: da 1 ohnì 
a 10 Mohm/fs. Valori di centro scala: 50 - 500 - 5.000 
oiiiTì - 50 Kohm. 

Megaohmetro: 1 portata da tOD Kohm a 100 Mohm/fs, 
[alimentazione rete ca. da 125 a 220 V.). 

Misure capacitative: da 50 pF a 0.5 MF, 2 portate x 1 
XlO (alimentazione rete ca. 125 a 220 VJ. 
Frequenzimetro: 2 portate 0^50 Hz e 0 -^500 Hz. 
Misuratore d’uscita (Output): 6 portate 2,5 - 10 - 50 - 
250 - 500 ^ 1.000 V/f. 

Decibel: 5 portate da —10 a +62, dB, 

Esecuzione: Batteria incorporata: completo di pun¬ 
tali: pannello frontale e cofano in urea nera; targa 
ossidata in nero; dimensioni millimetr! 190x130x48, 
peso kg. 1, A richiesta elegante custodia in vinilpelle. 

Assenza di commutatori sia rotanti che a leva: indi- 
pendenza di ogni circuito. 

Protetto contro eventuali urti e sovraccarichi 
accidentali. 


ALTRA PRODUZIOtME 

Analizzatore Praticai 10 
Analizzatore Praticai 20 
Voltmetro Elettronico mod. 115 
Oscillatore modulato GB 10 
Generatore di segnati FM 10 
Capacimetro elettronico 60 
Generatore di segnali T.V. mod. 222 
Oscilloscopio mod. 220 

Per ogni Vostra esigenza richie¬ 
deteci il catalogo generale o 
rivolgetevi pv’esso i rivenditori 
di accessori radio-TV. 


MEGA uimomcM 

MILANO • Yel. 2566650 
VIA A. MfUCCI, 67 







MILANO 




lìALEA 


^(4ferte$ter 680 w 

BREVETTATO. - Sensibilità: 20.000 ohms x volt 


mk GRANDE EVOLUZIONE DELLA |, C, E. 
NEL CAMPO DEI TESTER ANALIZZATORI!! 


La I.C.E. sempre aH’avanguardia nella costruzione degli Analizzatori più completi e più perfetti, e da molti concorrenti sempre 
puerilmente imitata, è ora orgogliosa di presentare ai tecnici di tutto II mondo il nuovissimo SUPERTESTER BREVETTATO 
MOD. «80 C dalle innumerevoli prestazioni e CON SPECIALI DISPOSITIVI E SPECIALI PROTEZIONI 
STATICHE CONTRO I SOVRACCARICHI allo strumento ed al raddrizzatore! Ogni strumento I.C.E. è garantito. 
IL SUPERTESTER I.C.E. MOD. 680 C con sensibilità di 20.000 Ohms per Volt è: 

IL TESTER PER I RADIOTECNICI ED ELETTROTECNICI PIU’ ESIGENTI !! 

J ÌL tester meno ingombrante (mm. m](8Sx26) CON LA PIU* AMPIA SCALAI (mm. 65x65) 
f Penne!lo superiore inieramente in CRISTAL nnìlurìo che con la sua perfetta tTasparenza 
consente di sfruttare al massimo l’ampiezza del quadrante di lettura ed elimina compie* 
tamente le ombre sul quadrante; eliminazione totale quindi anche del vetro sempre sog* 

, getto a facilissime rotture o scheggiature e della relativa fragile cornice in bachelite opaca, 
j IL TWSrr^n piu* robusto* piu* SEMPUCE, piu* FRECISOI speciale circuito elettrico 
Breveiiaio di nostra esclusiva conoezIortH che urvitemenic un limliatore fiiaiico permeile 
allo strumento indicatore ed al raddrizzatore a luì accoppiato, di poter sopportare sovrac- 
MFrcM accidentali od erronal anche mllt# volt# «uperlort alla portati acallal strumento 
antiurto con epeclBli aospenaionl elastiche Scatola base in urt nuovo maieriala plastico 
ìnfrangibNe. Circuito elettrico con speciala dlipoalllvo par la companiuìoiu dagli arrorl 
dovuti agli alMlzt dJ tamfMriflura. IL TESTER SEKZA COMMUTATOFU o quindi oltmina* 
rione di guasti meccanici, di contatti Impertatti. e minar tacituà di errori net passare da 
una portata all altra. IL TESTER DALLE INNUMEREVOLI PRESTAZIONI: 


IO CAMPI 

VOLTS C. C.: 


DI MISURA E 45 


PORTATE!!! 

2V. - 10 - 


7 portate: con sensibilità di 20 000 Ohms per Volt; 100 mV. ■ 

50 - 200 - 500 e 1000 V C C 

6 portale: con sensibilità di 4 000 Ohms per Volt: 2 - 10 - 50 - 250 - 1000 
e 2500 Voits C A 

6 portate: 50 uA - 500 nA - 5 mA - 50 mA - 500 mA e 5 A. C.C. 

1 portata: 200 jiA C A 

6 portate: 4 portate; fi x 1 - il x 10 - fi x 100 - fi x 1000 con alimenta¬ 
zione a mezzo pila interna da 3 Voits 

1 portata; Ohms per 10 000 a mezzo alimentazione rete luce 
(per letture fino a 100 Meganhms) 

1 portata: Ohms diviso 10 - Per misure in decimi di Ohm - 
Alimentaz a mezzo stessa pila interna da 3 Voits. 
1 portala: da 0 a 10 Megaohms 

4 portale: (2 da 0 a 50.00 e da 0 a 500 000 pF a mezzo alimentazione 

rete luce - 2 da 0 a 15 e da 0 a 150 Microfarad con alimen¬ 

tazione a mezzo pila interna da 3 Voits). 

3 portate: 0 ^ 50; 0 -h 500 e 0-4- 5000 Hz. 

6 portate: 2 - 10 - 50 - 250 - 1000 e 2500 V. 

5 portate: da — 10 dB a -H 62 dB 

Inoltre vi è la possibilità di estendere le portate suaccennate anche per misure di 
25.000 Voits C.C. per mezzo di puntale per alta tensione mod. 18 I.C.E. del costo di 

L. 2.980 e per misure Amperometriche In corrente altemata con portate di 250 mA; 

1 Amp. : 5 Amp ; 25 Amo.; 100 Amp.: con l'ausilio del nostro trasformatore di corrente 

mod. 616 del costo di L. 3.980. oppure con l'ausilio della Pinza Amperometrica AMPERCLAMP (qui 

a parte descritta] senza dover aprire od interrompere i circuiti da esaminare. 


VOLTS C. A.: 

! AMP. C.C.: 
AMP. C.A.; 
OHMS: 


Rivelatore di 
REATTANZA: 

CAPACITA': 


FREQUENZA: 

V. USCITA: 
DECIBELS: 


PREZZO SPECIALE propagandistico per radiotecnici, elettrotecnici e rivenditori f., 10.500 111 franco nostro stabilimento completo di puntali, 
pila e manuale d'istruzione. Per pagamenti all'ordine od alla consegna emaDBlo dal relativo aatucafo antiurto ed antimacchia in resìnpelle speciale 
resìstente a qualsiasi strappo o lacerazione Per i tecnici con minori esigenze la I.C.E può fornire anche un altro tipo di Analizzatore e precisamente II 
mod. 60 con sensibilità di 5001 Ohms per Volt identico nel formato e nelle doli meccaniche al mod. 680 C ma con minori prestazioni e minori portate (25) 
al prezzo di sole L. 6.900 - franco stabilimento - astuccio compreso. Listini dettagliati a riehiesla: LC.L VIA RUTtLIA ìl/tl MILAWO TELEF. plJBt/S/fL 


Amperometro 
a tenaglia 





MINIMO 
PESO: 
SOLO 290 
GRAMMI. 
ANTIURTO 


MINIMO 
INGOMBRO: 
mm 128x65 
x30 

TASCABILEI 


*8 PORTATE 
TUTTE CON 
PRECISIONE 
SUPERIORE 
AL 3 PERICO 


2,5 - 10 
25 . 100 
250 • 500 
AMPERES C.A. 


Per misure amperometrìche immediate in C.A. 
senza interrompere i circuiti da esaminare Ì1 

Questa pinza amperometrica va usata unitamente al nostro 
SUPERTESTER 680 C oppure unitamente a qualsiasi altro 
strumento indicatore o registratore con portata 50 {jlA - 100 
millivoits 

* A richiesta con supplemento di L 1 000 la I.C E può 
fornire pure un apposito riduttore modello 29 per misurare 
anche bassissime intensità da 0 a 250 mA 

prezzo propagandistico netto di sconto L. G.900 

I ranco Etabilrmanto per pQgumenli al l'ordine d alla 

consegna omaggio del relativo astuccio 


transìstor c fro/a diodi /iiod. 662 



PREZZO NEnOr I 
SOLO L. 6.90011 I 

Franco ns/ stabilimento, 
completo di puntati, di 
pila e manuale d’istruzioni. 
Per pagamento all'ordine o alla consegna, 
omaggio del relativo astuccio identico a quello 
del SUPERTESTER I C.E. ma bicolore per una facile 
differenziazione. 


V.C.S.Ì 


Con questo nuovo apparecchio la I C E ha voluto dare la pos¬ 
sibilità agli innumerevoli tecnici che con loro grande soddi¬ 
sfazione possiedono o entreranno in possesso del SUPER- 
TESTER I C E 680 C, di allargare ancora notevolmente il suo 
grande campo di prove e misure già effettuabili infatti il 
TRANSTEST 662 unitamente al SUPERTESTER ICE 680 C può 
effettuare contrariamente alla maggior parte dei Provatran- 
sistor della concorrenza, tutte queste misure: icbo [Ico] - 
lebo (leo) - Iceo - Ices - Icer - Vce sat per i TRANSI¬ 
STOR e Vf - Ir per i DIODI. 

A dotazione del l’apparecchio viene dato gratuitamente 
un dettagliatissimo manuale d'istruzione che descrive 
in forma piana ed accessibile a tutti come effettuare 
ogni misura e chiarisce inoltre al tecnico meno pre¬ 
parato i concetti fondamentali dì ogni singolo pa¬ 
rametro L'apparecchio è costruito intieramente 
con una nuovissima resina che lo rende assolu¬ 
tamente infrangibile agli urti Per quanto si rife¬ 
risce alla sua perfetta e professionale progetta¬ 
zione e costruzione meccanica ed al suo parti¬ 
colare circuito la ICE, avendo adottato note¬ 
volissime ed importanti innovazioni ha otte¬ 
nuto anche per questo suo nuovo appa¬ 
recchio diversi Brevetti Internazionali! 


Min fino pesa: griunnif 250. 
Minima ingcrmbnor 
mm 126 x 65 x 28. 


I IM D U S T n I A 

lui I I A IVI n V/ 


COSTRUZIONI 

A DiiTii lA ^a/4ca 


ELETTROMECCAIMICTHS 

_ TCi cc=r~ii\.ii. BS 's ^ 










QUANIX) IL MONTAGGIO È SEMPLICE 

IL FUNZIONAMENTO È SICURO, IL COSTO È BASSO 

GUADAGNATE COSTRUENDO 

CON SCATOLE DI MONTAGGIO 

ELETTROCONTROLLI 


1) TEMPORIZZATORI ELETTRONICI stabilizzati semplici con 

tempi regolabili da 0” - 5”: 0" + 30”: 1” - 60"; 3" - 
T2D”. cad. L. 6.800 

2) TEMPORIZZATORI ELETTRONICI stabilizzati ad autorite¬ 

nuta con tempi regolabiii da 0" - 5”: - 0” - 30”; 1" - 
60”: 3" - 120”. cad. L. 8.300 

3) GENERATORI DI IMPULSI a periodo regolabile per 

tempi fino a 120” cad. L. 6.850 

4) GENERATORI FLIP-FLOP a 2 periodi regolabiii per tempo 

fino a 120”. L. 8.300 

5) FOTOCOMANDI CON TUBO A CATODO FREDDO velo¬ 

cità di lettura massima 300 impulsi minuto compisti 
di coppia di proiettori cad. L. 9.200 

6) FOTOCOMANDI TRANSISTORIZZATI velocità di lettura 

2500 impulsi al minuto primo completo di coppia di 
proiettori cad. L. 11.500 

7) REGOLATORI DI LIVELLO ELETTRONICI STATICI a sem¬ 

plice circuito per intervento su livello minimo e massi¬ 
mo completi di relativa sonda in acciaio INOX con 

elettrodi da m. 1 cad. L. 8.600 

8) REGOLATORI DI LIVELLO ELETTRONICI STATICI a 
doppio circuito per intervento su livello minimo e 
e massimo e segnale di allarme completi di relativa 
sonda in acciaio INOX con elettrodi da m. 1 

cad. L. 13.100 

9) REGOLATORI DI TEMPERATURA ELETTRONICI TRAN- 
SISTORIZZATl per regolazione da 0° a -H 250° 

cad. L. 12.000 

10) INTERRUTTORI CREPUSCOLARI con elemento sensibi¬ 
le separato cad. L. 7.700 

11) FOTOCOMANDI CONTAIMPULSI composti di amplifi¬ 

catore elettronico a fotoresistenza, contaimpulsi ap¬ 
propriato e coppia proiettori, velocità massima 2500 
impulsi al minuto primo cad. L. 21.800 

12) FOTOCOMANDI CONTAIMPULSI A PREDISPOSIZIONE 

composti da amplificatore a fotoresistenza e coppia 

proiettori (al raggiungimento del numero prefissato a 
piacere, chiude un contatto) velocità massima 1800 
impulsi al minuto primo cad. L. 37.500 

Maggiorazione per circuito di azzeramento automatico 

cad. L. 11.000 


13) AVVISATORI DI PROSSIMITÀ’ utilizzato come segna¬ 
le di allarme, interviene a circa 30 cm. dalla parete 
sensibile cad. L. 7.400 

I prezzi su riportati comprendono il circuito stampato e 
tutti i componenti. I contenitori delle apparecchiature sono 
forniti a parte, e così anche il pannellino frontale già 
pronto per il montaggio dei componenti. 

Per le apparecchiature al n. 1. 2, 3, 4, 5. 6. 7, 10, con¬ 
tenitore profondo 70 mm. con pannello 130 x 95, normale 
o da incasso L. 1.500 

Per le apparecchiature al n. 8. 9. 11. 13, contenitore pro¬ 
fondo 100 mm. con pannello 210 x 130. normale o da in¬ 
casso L. 2.000 

INTERRUTTORI CREPUSCOLARI STAGNI completi di cas¬ 
setta per montaggio esterno e fotoresistenza L. 8.700 

REGOLATORI DI LIVELLO ELETTRONICI STATICI STAGNI 

completi di cassetta per montaggio esterno e sonde a 
3 elettrodi di mt. 1 cad. L. 9.800 

Le spedizioqj vengono effettuate in contrassegno o con 
pagamento anticipato a mezzo vaglia postale, spese postali 
a parte. 

OFFERTA SPECIALE PROPAGANDA 

Dalla coda di produzione delle nostre apparecchiature. Vi 
offriamo per sole L. 1.000, una busta propaganda, conte¬ 
nente n 10® condensatori assortiti, nuovi, originali. 

Richiedeteci inoltre; 

1) La raccolta di schemi elettrici e pratici di tutte le sca¬ 
tole di montaggio e di altre apparecchiature elettroniche 
prettamente industriali. 

Il volumetto in elegante copertina verrà venduto al 
prezzo di L. 1.000 più spese postali, 

2) Il ns. listino componenti per l'elettronica industriale 
che comprende ben 1000 articoli con descrizioni detta¬ 
gliate e relativi prezzi dei materiali. Il volumetto verrà 
venduto al prezzo di L. 1.000 più spese postali. 

(Agli acquirenti del ns. listino componenti, saranno ri¬ 
servati prezzi particolari da rivenditori). 



ELETTROCONTROLLI - BOLOGNA 

SEZIONE COMMERCIALE - Via del Borgo, 139 b-c - Tel. 265.818 


















TR 144 

Tel a ietto trasmettitore 

Transistor impiegati N. 4 (2N706 - 2N914 - 2N708 - 42280 RCA) 

Alimentazione 12-14 V cc 

Frequenza 143,3-145,4 Me 

Potenza di uscita R.F. 0,7 W 

Oscillatore controllato a quarzo 

Consumo a piena potenza di uscita 170-180 mA 

Realizzazione professionale su piastra circuito stampato 

Dimensioni 35 x 152 x 30 mm 

Viene fornito completo di quarzo e perfettamente tarato 
al prezzo netto di L. 25.000 


TRANS 144 


Ricetrasmettìtore portatile per la gamma 144-146 Me. 

Transistor impiegati N. 18 
Diodi impiegati N. 5 

Potenza d'uscita R.F. 0,7 W su carico di 50 ohm 
Oscillatore R.F. controllato a quarzo 
Strumento indicatore R.F. 

Ricevitore a doppia conversione controllato a quarzo 
Stadi di amplificazione e conversione con AF 139 
Limitatore disturbi 
Potenza d’uscita B.F. 0,6W 

Controlli di sensibilità R.F., volume e modulazione 
Microfono piezoelettrico del tipo « push-to-talk » 

Altoparlanti e alimentazione (tre batterie da 4,5V) entrocon- 
tenuti 

Prese jack per l'inserzione di alimentazione (12-14V), ester¬ 
na con negativo a massa e altoparlante esterno 
Consumo medio in trasmissione 250 mA 
Consumo medio in ricezione 50 mA 
Dimensioni esterne 220 x 195 x 70 mm 
Peso Kg. 2,800 

Viene fornito, completo di microfono, antenna a stilo, spine 
jack per la eventuale inserzione esterna dell'alimentazione 
e dell'altoparlante, al prezzo netto dì L. 120.000 


CV 144/1 

Telaietto convertitore 

Transistor impiegati N. 4 (N. 3 AF139 - N. 1 AF165) 

Gamma di frequenza 144-146 Me 

Alimentazione 12-14 V cc 

Larghezza di banda 2 Me entro 3 db 

Oscillatore locale controllato a quarzo 

Frequenza intermedia di uscita 19-21 Me oppure 26-28 Me 

a richiesta 

Consumo 4-5 mA 

Realizzazione professionale su piastra circuito stampato 
Dimensioni 35 x 152 x 30 mm 

Viene fornito completo di quarzo e perfettamente tarato, al 
prezzo netto di L. 16.000 


CV 144/2 

Telaietto 2» conversione e rivelazione 

Transistor impiegati N. 5 (AF165) 

Diodi impiegati N 2 (OAZ202 - OA79) 

Gamma di frequenza 19-21 Me 
Media frequenza 1,1 Me 
Oscillatore separato stabilizzato con Zener 
Prese per l'inserzione di controllo sensibilità R F. e con¬ 
densatore variabile a tre sezioni (3x30 pF) 


NUOVI 

PRATICI 

MODE 



Teiaìetti premontati 
in resina epossidica 


MD 144 

Telaietto modulatore e amplificatore B.F. 

Transistor impiegati N. 5 (N. 2 AC134 - N. 1 AC138 - N. 2 
AC139) 

Alimentazione 12-14 V cc 
Potenza di uscita B.F. 0,6 W 
Impedenza di uscita per altoparlante 5 ohm 
Consumo a piena potenza di uscita 100 mA 
Preamplificatore di ingresso ad alta sensibilità per mi¬ 
crofono piezoelettrico 

Circuito speciale compensatore a diodi per modulazione 
positiva al 100% 

Possibilità d’impiego come amplificatore B.F. oppure modu¬ 
latore, in unione al telaietto trasmettitore - TR 144. 
Realizzazione professionale, su piastra circuito stampato 
Dimensioni 35 x 152 x 30 mm 
Viene fornito al prezzo netto di L. 9.000 

SPEDIZIONE IN CONTRASSEGNO 


Alimentazione 12-14 V cc 
Consumo 4-5 mA 

Impiegabile in unione ai telaietti CV 144/1 e MD 144 per la 
ricezione a doppia conversione della gamma 144-146 Me 
Realizzazione professionale su piastra circuito stampato 
Dimensioni 35 x 152 x 30 mm 
Viene fornito al prezzo netto di L. 11.000 

ALIMENTATORE STABILIZZATO 

Ingresso 200 V a c, - Uscita 12,5V 1A d.c. 

Protetto contro il corto-circuito: adatto per alimentare 
il « TRANS 144 ». 

La presa frontale può servire per alimentare apparec¬ 
chiature similari. 

Dimensioni 70 x 195 x 70. 

Prezzo netto L. 20.000 


PER INFORMAZIONI AFFRANCARE LE RIPOSTE 


CIRCUITI STAMPATI PREMONTATI 

MILANO - Via Passo di Fargorida, 5 - Tel. 4035721 

Concessionario: RADIOMENEGHEL - V.le IV Novembre 12-14 - Treviso 












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LCS 







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flPPARECDHIiiTURI «ADIOELmiDRE - VIA VI PACC0f4 -MILANO B 






TUBI IN CARTONE BACHELIZZATO 

per supporti bobine e avvolgimenti in genere 
lunghezza standard: cm 20 


FILO DI RAME SMALTATO 

In matassine da 10 m, 


tipo americano 
tolleranza 10% 


RESISTENZE 


L. 300 
L. 500 


L. 30 

330 pF cad. 

L. 30 

L. 30 

470 pF cad. 

L. 30 

L. 30 

680 pF cad. 

L. 30 

L. 30 

1000 pF cad. 

L. 30 

L. 30 

1500 pF cad. 

L. 30 

L. 35 

2200 pF cad. 

L. 35 

L. 35 

3300 pF cad. 

L. 35 

L. 40 

4700 pF cad. 

L. 35 

L. 40 

6800 pF cad. 

L. 40 

L. 40 

10000 pF cad. 

L. 50 


CONDENSATORI 

A CARTA 



L. 60 

47000 pF cad. 

L. 

75 

L. 60 

82000 pF cad. 

L. 

85 

L. 70 

100000 pF cad. 

L. 

85 

L, 75 

220000 pF cad. 

L. 

150 

L. 75 

470000 pF cad. 

L. 

240 


resistenze da 1/2 W cad. L. 20 
resistenze da 1 W cad. L. 30 
resistenze da 2 W cad. L. 100 
POTENZIOMETRI 
tutti a valori da 5.000 ohm a 2 Mohm 

senza interruttore cad. 
con interruttore cad. 
CONDENSATORI CERAMICI A PASTICCA 
4.7 pF cad. 

10 pF cad. 

22 pF cad. 

33 pF cad. 

47 pF cad. 

68 pF cad. 

100 pF cad. 

150 pF cad. 

180 pF cad. 

220 pF cad. 


4700 pF cad. 

10000 pF cad. 

22000 pF cad. 

33000 pF cad. 

39000 pF cad. 

CONDENSATORI ELETTROLITICI A VITONE 

16 + 16 mF 500 V cad. L. 680 
32 + 32 mF 500 V cad. L. 1.000 
40 + 40 mF 500 V cad. L. 1.080 
16 + 16 mF 350 V cad. L. 550 

32 + 32 mF 350 V cad. L. 770 

50 + 50 mF 350 V cad. L. 1.000 

CONDENSATORI ELETTROLITICI TUBOLARI 

8 mF 500 V cad. L. 160 8 mF 350 V cad. L. 150 

16 mF 500 V cad. L. 320 16 mF 350 V cad. L. 250 

25 mF 500 V cad, L. 430 32 mF 350 V cad. L. 360 

32 mF 500 V cad. L. 550 50 mF 350 V cad. L. 540 

CONDENSATORI ELETTROLITICI CATODICI 

10 mF 25 V cad. L. 100 25 mF 50 V cad. L. 125 

25 mF 25 V cad. L. 110 50 mF 50 V cad. L. 155 

50 mF 25 V cad. L. 125 100 mF 50 V cad. L. 220 

100 mF 25 V cad. L. 160 500 mF 50 V cad. L. 550 

CONDENSATORI VARIABILI 

ad aria 500 pF cad. L. 810 

ad aria 2 x 465 pF cad. L. 1.150 

ad aria 2 x 280 + 2 x 140 pF cad. L. 1.350 

ad aria 9 + 9 pF cad. L. 1,980 

a mica 500 pF cad. L. 700 

TELAI in alluminio senza fori 
mm 45 x 100 x 200 cad. L. 1.550 
mm 45 x 200 x 200 cad. L. 1.850 
mm 45 x 200 x 400 cad. L. 2,250 
NUCLEI IN FERROXCUBE 
sezione rotonda mm 8x140 cad. L. 190 
ANTENNE telescopiche per radiocomandi, radiotelefo¬ 
ni, ecc. Lunghezza massima cm 120 cad. L. 1.800 


V:=^' ■- ■ 




In mm 

L. 

0 in mm 

L. 

mm 94 x 270 cad. L. 750. 

18 

320 

30 

350 

RADDRIZZATORI 

20 

325 

35 

360 

E250-C50 cad. L. 700 

25 

335 

40 

375 

E250-C85 cad. L. 900 


PIASTRINE in circuito stampato per montaggi speri¬ 
mentali; 

mm 95 X 135 cad. L. 360: mm 140 x 182 cad. L. 680; 


0 

mm. 

0,10 

0,15 

0,18 

0,20 

0,25 

0,30 

0,35 

0,40 

0,45 

ZOCCOLI 

L 

cad. 

100 

100 

100 

110 

120 

135 

155 

180 

200 

ZOCCOLI 

0 

mm. 

0,50 

0,60 

0,70 

0,80 

0,90 

1 

1,2 

1,5 

2 

ZOCCOLI 

L. 

cad. 

200 

210 

220 

235 

255 

280 

320 

380 

500 

ZOCCOLI 


B30-C250 cad, L. 630 
B250-C75 cad. L. 1.000 

ZOCCOLI noval in bachelite cad. L. 50 

ZOCCOLI noval in ceramica cad. L. 80 

ite cad. L. 45 

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ZOCCOLI per valv. subminiatura o transistor cad. L. 80 


n bachelite 
PRESE FONO in bachelite 

CAMBIATENSIONI 
PORTALAMPADE SPIA 
LAMPADINE 6,3 V 0,15 A 
LAMPADINE 2,5 V 0,45 A 
MANOPOLE color avorio 0 25 
BOCCOLE isolate in bachelite 
SPINE a banana 


cad. L. 50 


cad. L. 30 

cad. L. 70 
cad. L. 310 
cad. L. 75 
cad. L. 
cad. L. 
cad. L. 
cad. L. 


75 

65 

30 

45 


BASETTE portaresistenze a 20 colonnine saldabili 

cad. L. 300 

BASETTE portaresistenze a 40 colonnine saldabili 

cad. L. 580 

ANCORAGGI 2 posti + 1 di massa cad. L. 40 
ANCORAGGI 6 posti + 1 di massa cad. L. 60 

INTERRUTTORI unipolari a levetta cad. L. 200 
INTERRUTTORI bipolari a levetta cad. L. 340 
DEVIATORI unipolari a levetta cad. L. 220 
DEVIATORI bipolari a levetta cad. L. 385 
COMMUTATORI rotativi 4 vie - 3 posizioni cad. L. 510 
COMMUTATORI rotativi 4 vie - 2 posizioni cad. L. 510 
PRESE POLARIZZATE per file da 9 Volt. L, 70 
CUFFIE da 2000 ohm a due auricolari L. 3,200 

MICROFONI piezoelettrici cad. L. 1.700 
CAPSULE microfoniche piezoelettriche 0 mm 31 

L. 1.100 

CAPSULE microfoniche piezoelettriche 0 mm. 41 

L. 1.200 

ALTOPARLANTI 0 80 mm L. 850 
ALTOPARLANTI Philips 0 110 mm L. 2.000 
ALTOPARLANTI Philips 0 140 mm L. 2.150 
ALTOPARLANTI Philips 0 175 mm L. 2.900 

COMPENSATORI ad aria Philips 30 pF cad. L. 140 

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potenza 30 W. Prim: 110-125-140-160-200-220 V. Sec: 6.3 V 

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TRASFORMATORI d’alimentazione 

potenza 40 W. Prim: universale. Sec: 190 e 6,3 V 

cad. L. 1 800 

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potenza 65 W. Prim: universale. Sec; 280 + 280 V e 6,3 V 

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e pratica L. 400 

GRUPPI A.F. Corbetta CS41/bis cad. L. 3.200 

GRUPPI A.F. Corbetta CS24 cad. L. 1.350 

GRUPPI A.F. Corbetta CS23/BE cad. L. 1.650 

BOBINE A.F. Corbetta CS2 cad. L. 350 

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TRASFORMATORI d’uscita 3800 ohm 4,5 W cad. L. 740 


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RADIOTELEFONO HOBBY 3T 
Caratteristiche: 

Apparato per comunicazioni bilaterali. 
Frequenza di lavoro: 29,5 MHz. 

Potenza: 0,010 W. 

Portata in mare: oltre 2 Km. 

Ricevitore: superrigenerativo. 

Trasmettitore; modulato in ampiezza. 
Alimentazione: pila a secco da 9 V. 

Peso: gr. 350. Dimensioni; cm. 16x7x3. 


L'HOBBY 3T per le sue caratteristiche d'ingombro e di peso 
si presta a molteplici usi: per campeggiatori, per alpinisti, 
tra autoveicoli in moto, su natanti, in campi sportivi, per 
installatori d’antenna, per i giochi dei ragazzi, per comuni¬ 
cazioni aH’intero dei caseggiati ecc. Uno speciale dispo¬ 
sitivo permette di lasciare in trasmissione fissa l’apparato, 
estendendo così la gamma delle possibilità d’impiego. 
L’HOBBY 3T è autorizzato dal Ministero PP.TT. per la libera 
vendita e il libero impiego. 

Prezzo alla coppia: L. 23.000. 


RADIOTELEFONO HOBBY 4T 

Caratteristiche esteriori e generali identiche a quelle del 
tipo HOBBY 3T, tranne per i! trasmettitore controllato a 
quarzo, per la aggiunta dì un transistor amplificatore in AF 
e per l'alimentazione doppia. Potenza; 0.050 W; portata in 
mare: oltre 5 Km. 

Prezzo alla coppia: L. 30.000. 


ri-' 





RADIOTELEFONO SIMCOM V» 
Caratteristiche del ricevitore: 

Supereterodina controllata a 
quarzo. 

Sensibilità per un rapporto S/D 
di 10 dB; 1 microVolt. 

Uscita a bassa frequenza ai ò% 
di distorsione: 450 mW. 
Silenziatore a soglia regolabile. 
Segnale necessario per sbloc¬ 
care il silenziatore: 2 micro¬ 
Volt. 

Caratteristiche del trasmettitore: 

Oscillatore controllato a quarzo. 
Frequenza di lavoro: 27-29,5 MHz. 
Potenza: 1 W. 

Microfono piezoelettrico incor¬ 
porato. 

Portata in mare : o Itre 60 Km. 


Notizie generali: 

Semiconduttori impiegati: N. 12 transistor (dei quali 2 al 
silicio) + N. 3 diodi al germanio. 

Commutazione ric./tras, a mezzo microrelay a tenuta erme¬ 
tica con alto grado di affidabilità. 

Regolatore del volume con interruttore. 

Regolatore di soglia del silenziatore. 

Presa per antenna esterna 50-^70 ohm. 

Presa per microfono esterno con pulsante. 

Presa per alimentazione esterna. 

Alimentazione: 12 V (8 pile a stilo da 1,5 V). 

Antenna interna telescopica. 

Dimensioni: mm. 190 x 80 x 55. 


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Ad ogni ordine aggiungere L. 3^ spesa di spedijiione., Pagamentui ahticipatp a mezzo vaglia postale 6^ veVsèm'éh^ 
su! .nsstro CrC.p. N. 3/21724 oppure tifi terzo dell'Importo a ricordine ed il saldo contróssagno. Tn quéè'^lufilmò caso té spasa 


eumentaramo di L. 200 per dlrittT d'assegno. 















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gr. 900 antenna frusta 56 cm. Microfono dinamico - 5 vai- 
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frequenza fondamentaie) - Aiimentazione batterie secco: 
1,5 volt, fiiamenti - 90 voit. anodica - Formidabiie rice- 
trans - adattabile faciimente per ia gamma 144-146 Me. 
Ricevitore ultra sensibiie. 



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gamma da 12-14 Me. alimentazione 9 Volt. 5 mA - 
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n. 2 4382.500 kc. custodia metallica CR18/U 
n. 1 4339.167 kc. custodia metallica CR18/U 
n. 1 43.9967 Me tipo circolare adatto per convertitori - 
12-14 Me. 144 Me. 
n. 1 8250 kc. tipo FT 243 
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resistenze, trasformatori, valvole, transistori, diodi, rad- 
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vola antiquariato di grande potenza - ottima per chi vuole 


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miamo che la valvola volendo è efficientissima). 





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potenza adatti per antenne tipo 6 elementi per la gamma 
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montaggio). 

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Potenza: ammissibile 500 W. RF. 

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mettere in paralielo le batterie per i filamenti, (Vedi TM-11-235). 


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DK96 
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DL94 
DL96 
DM70 
DY80 
DY87 
E83F 
E88C 
E88CC 
E92CC 
E180CC 
E181CC 
E182CC 
EAA91 
EABC80 
EBC41 
EBF80 
EBF89 
EC80 
' ECH4 
EC86 
EC88 
EC90 
EC92 
EC95 
EC97 
EC900 
ECC40 
ECC81 
ECC82 
ECC83 
ECC84 
ECC85 
ECC86 
ECC88 
ECC91 
ECC189 
ECF80 
ECF82 
ECF83 
ECF86 
ECF201 
ECF801 
ECF802 
ECH4 
ECH42/41 
ECH81 
ECH83 
ECH84 
ECL80 
ECL81 
ECL82 
ECL84 
ECL85 
ECL86 
EF6 


(1S5) 

(1LJ5) 

(1AH5) 

t1T4} 

tlR5) 

(1AB6) 


(3V4) 

(3C4) 

(1M3) 

fDY86) 

(6689) 


1250 

1450 

2680 

1580 

2150 

2250 

2400 

1950 


1700 

1750 

1400 

1850 

1350 

5000 


(6AL5/EB81) 900 


(6T8) 

(6CV7) 

(6N8) 

(6DC8) 

(6Q4) 

(E1R) 

(6CM4) 

(6DL4) 

(6C4) 

(6AB4) 

(6ER5) 

r6FY5ì 

(6HA5) 

(AA61) 

(12AT7) 

(12AU7) 

(12AX7) 

(6CW7) 

(6A08) 

(6GM8) 

fon 18) 

(6J6) 

(6BL8) 

(6U8) 

(6HG8) 


(E1R) 

(6C10) 

(6AJ8) 

(6DS8) 

(6AB8) 

(6BM8) 
(6DX8) 
(6GV8) 
f6GW81 
CWE 17) 


1080 

1650 

1480 

1420 

6100 

4750 

1800 

2000 

1150 

1350 

1850 

1750 

1750 

2380 

1200 

1200 

1200 

1730 

1140 

2550 

1830 

2500 

1750 

1430 

1500 

2900 

1920 

1920 

1920 

1830 

4750 

1800 

1120 

1490 

1490 

1650 

1500 

1450 

1650 

1650 

1600 

4500 


430 

500 

680 

640 

630 

860 

450 

450 

450 

630 

420 

920 

690 

900 

630 

520 

540 

1050 

700 

700 

700 

690 

1700 

650 

420 

540 

540 

600 

540 

530 

600 

600 

580 

1200 


Tipo 

Tipo 

Prezzo 

Tipo 

Tipo 

Prezzo 

Tipo 

Tipo 

Preso 

Valvole 

equival. 

lìst. vend. 

Valvole 

equival. 

list. vend. 

Valvole 

equival. 

list. 

vend. 

EF41 

(6CJ5) 

1500 

540 

PL500 

(27GB5S) 

2730 

980 

6BZ7 


2230 

md 

CF80 

(6BX6) 

1130 

410 

PY80 

(19W3) 

1850 

670 

6BC6 

10P3-5P4] 

1130 

420 

EF83 

— 

1850 

670 

PY81 

(17R7) 

1150 

430 

6CD6 

— 

3300 

1200 

EF85 

(6BY7) 

1230 

450 

PY82 

(19R3) 

930 

330 

6CD7 

(EM34) 

2080 

750 

EF86 

(6CF8) 

1450 

530 

PY83 

(17Z3) 

1450 

530 

6CF6 

— 

1250 

480 

EF89 

(6DA6) 

830 

300 

PY88 

(30AE3) 

1420 

530 

6CG7 


1350 

500 

EF183 

(6EH7) 

1300 

480 

UABC80 

(28AK8) 

1080 

400 

6CG8/A 


1800 

650 


(6EJ7) 

1300 

480 

UAF42 

(12S7) 

1830 

660 

6CL6 

— 

1800 

G5d 

EFL200 

— 

2000 

730 

UBC41 

(10LD3) 

1650 

600 

6CS6 

(EH90) 

1200 

440 

EH90 

(6CS6) 

1200 

450 

UCH42 

(UCH41) 

1800 

650 

6CU6 (6B06/GA) 

2480 

900 

EK90 

(6BE6) 

1000 

370 

UCH81 

_ 

1120 

420 

6DA4 

— 

2350 

850 

EL3N 

(WE15) 

4400 

1200 

UBF80 

(17C8) 

1750 

640 

6DE4 


1420 

520 

EL38 

(6CM5) 

2730 

980 

UCC85 

— 

1140 

420 

6DQ6/AGT — 

2450 

890 

EL41 

(6CK5) 

1550 

560 

UCL82 

(50BM8) 

1450 

530 

6DQ6 B 

— 

2530 

920 

EU1 

(6CJ6) 

2530 

920 

UL41 

(45A5/10P14)1450 

530 

6DR7 

— 

1520 

550 

EL83 

(6CK6) 

1990 

730 

UL84 

(45B5) 

980 

360 

6EB8 

— 

1650 

550 

EL84 

(6BQ5) 

960 

360 

UY41/42 

(31A3Ì 

1100 

400 

6EM5 


1250 

450 

EL86 

(6CW5) 

1290 

450 

UY85 

(38A3) 

550 

200 

6F6G/GT 

— 

2100 

760 

EL90 

(6A05) 

1000 

370 

UV89 

_ 

1850 

670 

GFD7 


3000 

1080 

EL91 

(6AM5) 

3400 

1230 

1A3 

(DA90) 

2000 

740 

6FD5 

— 

960 

350 

EL95 

(6DL5) 

1000 

370 

1AX2 

— 

3320 

1100 

6J6/G 


2500 

900 

FL500 

(6GB5) 

2730 

980 

1B3G 

(IG3) 

1280 

a70 

6J7 met. 


2500 

900 

EM4 

(WE12) 

4000 

1200 

1LH4-usa 

(DF92) 

1800 

650 

6K7 

(6NK7) 

2000 

730 

EM34 

(6CD7) 

4000 

1200 

1U6-usa 

_ 

3040 

1000 

6L6 G 

— 

2000 

720 

EM81/80 

(6BR5) 

1640 

600 

1V2-usa 

— 

1600 

580 

6L7 

— 

2300 

830 

EM84 

(6FG6) 

1800 

650 

1X2B (DY80-1R6) 

1400 

520 

6N7/A 


2600 

940 

EY51 

(6X2) 

2200 

800 

2D21 

_ 

3440 

600 

6Q7 

(6B6) 

2000 

730 

EY81 

(6V3P) 

1150 

420 

3BU8/A 

_ 

2300 

830 

6SJ7/GT 

— 

1800 

650 

EY82 

(6N3) 

1350 

490 

5U4 

(5SU41 

1400 

520 

6SK7/GT 

(6SS7) 

2000 

730 

EY83 

— 

1450 

530 

5Y3 

{U50) 

950 

350 

6SK7 met 

— 

2000 

720 

EY86/87 

(6S2) 

1350 

490 

5X4 rgt 


1400 

520 

6SN7/G1 

(ECC32) 

1450 

520 

EY88 

(6AL3) 

1420 

530 

5Z4 

_ 


1000 

6S07 

(6SR7) 

2000 

730 

EZ40 

(6BT4) 

1450 

530 

6A8 

(6D8) 

1800 

650 

6T8 

(EABC80) 

1250 

450 

EZ80 

(6V4) 

600 

220 

6AC5GT-usa — 

4000 

1200 

6V3A 

— 

3650 

1320 

EZ81 

(6CA4) 

650 

240 

6AE8 

— 

1430 

520 1 

IGVG 

— 

1500 

540 

GZ34 

(5AR4) 

2150 

800 

6AF4 

(6T1) 

1700 

620 

6W6 

(6Y6) 

1300 

470 

HCH81 

(12AJ8) 

1120 

410 

6AH4/GT-usa— 

2400 

870 

6X4 

(EZ90) 

700 

260 

PABC80 

{9AK8) 

1080 

400 

6AG5/A 

— 

2200 

840 

6X5 

(EZ2A) 

1100 

400 

PC86 

(4CM4) 

1800 

650 

6AJ8 

(ECH81) 

1120 

420 

6Y6 G/GA 

— 

2400 

870 

PC88 

(4DL4) 

2000 

730 

6AK5 

_ 

2500 

900 

12AJ8 

(ECH81 

1120 

420 

PC92 

— 

1700 

620 

6AL5 

(EAA91) 

900 

330 

12AT6 

(HBC90) 

980 

360 

PC93 

— 

2750 

1000 

6AM8 

— 

1300 

470 

12AV6 

(HBC91) 

980 

360 

PC95 

(4ER5) 

1850 

670 

6AN4-usa 

— 

5000 

1300 

12B4 

_ 

2200 

800 

PC37 

(5FY5) 

1750 

640 

6A05 

(EL90) 

1000 

370 

12BA6 

(HF93) 

(HK90) 

880 

320 

PC900 

PCC84 

(4HA5) 

(7AN7) 

1750 

1730 

640 

640 

GAT6 

6AT8-usa 

(EBC90 

880 

2750 

320 

950 

12BE6 

1000 

370 

PCC85 

(9A08) 

1140 

420 

6AU4 

_ 

1420 

520 

12CG7 

— 

1350 

500 

PCC88 

(7DJ8) 

1830 

660 

6AU5GT 

(6AV5) 

2480 

900 

12CU6 

(12B06) 

2480 

900 

PCC89 

— 

2700 

980 

6AUG 

(EF94) 

1050 

380 

25B06 

— 

2480 

900 

peci 89 

(7ES8) 

1750 

640 

6AUT 

— 

3900 

1200 

25DQ6/B 

_ 

2530 

920 

PCF80 

(9TP15-9A8) 

1430 

520 

6AU8 

— 

2010 

730 

35A3 

(35x4) 

550 

200 

PCF82 

(9U8) 

1500 

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6AV5GT 

(6AU5) 

2480 

900 

35D5 

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PCF86 

(7HG8) 

1920 

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880 

320 

PCF801 

(8GJ7S) 

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6AW8 

(6BAB) 

2010 

730 

(35R1) 

700 

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(9JW8) 

1830 

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GAX4 


1150 

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35Z4/GT 

— 

1700 

620 

PCL81 

— 

2950 

1050 

6AX5 

_ 

1200 

440 

45 

— 

2000 

720 

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(16TP6) 

1450 

530 

6B8G/GT 

(6BN8) 

2250 

820 

50B5 

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980 

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f15TP7) 

1650 

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880 

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— 

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2000 

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1600 

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Voltmetrìche in CC. 300 mV 5 V 10 V 50 V 250 V 500 V 1000 V 

■ in CA. 5 V 10 V 50 V 250 V 500 V 1000 V. 

Amperometriche in CC. 50 ^jlA 0,5 mA 5 mA 50 mA 500 mA 2.5 A 
in CA. 0,5 mA 5 mA 50 mA 500 mA 2,5 A 


Uscita in dB 


10+16 —4 + 22 
+ 36 + 62 


+ 10 + 36 +24 + 50 +30 + 56 


Voltmetriche B.F. V 5 V 10 V 50 V 250 V 500 V 1000 
Ohmmetriche 10.000 ohm lOO OÒO ohm 1 Mohm 10 Mohm 100 Mohm 


richiedete cataloghi e listini 


Analizzatore tascabile 3 sensibilità 

20000 CC. 10000-5000 Ohm per Volt CC e CA 


Portate 36 

Voltm^rrche in CC. 20 KHV 100 mV 2,5 V 25 V 250 V 1000 V 


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con i suoi innumerevoli componenti. 



sommario 


EDITORE Seteb s.r.l 

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Uno strumento per il laboratorio: 

il codificatore elettronico 


Ampiezza 



-».|perioclo 

Figura 1 



Figura 2 

1 motore a velocità variabile 

2 microinterruttore azionato dalla camma 3 

3 camma 





USCITA 

9 


-0 + 


Figura 3 

multivibratore astabile 

R1, R2. C1, C2 elementi che occorre variare per 
variare frequenza e percentuale codice 


340 


progetto dell'ing. Giovanni Pezzi 


Un problema che molto spesso si presenta nella pratica quoti¬ 
diana di laboratorio, è quello di generare un segnale elettrico 
di polarità prefissata, che venga ciclicamente interrotto e di 
cui si possa variare sia la frequenza, sìa II rapporto on-off. 
Nella figura 1 è Indicata la forma d'onda di un segnale dì tale 
genere: poiché le lunghezze dei periodi on e di quelli off sono 
variabili indipendentemente l'una dall'altra* si preferisce deno¬ 
minare « codice questa successione di impulsi, anziché onda 
rettangolare; da qui il nome di codincatore che è dato al dispo¬ 
sitivo. 

Un segnale come quello che ci proponiamo di ottenere, può 
essere generato in diversi modi: ne esamineremo brevemente 
due, prima di illustrare quello da noi usato. 

A) Sistema meccanico. Un segnale del tipo indicato in figura 

I può essere ottenuto con un dispositivo, come quello sche¬ 
matizzato in figura 2, cioè semplicemente con un motore a 
velocità variabile che fa ruotare una camma, di opportuno pro¬ 
filo, che aziona ad ogni rotazione un contatto in chiusura (ad 
esempio un microinterruttore). 

Questo sistema per quanto indubbiamente semplice presenta 
alcuni grossi svantaggi: 

1) è difficile variare il rapporto on-off, perché ciò richiede 
ogni volta la costruzione di una camma di profilo diverso. 

2) la frequenza del codice dipende dal campo di variazione 

della velocità del motore ed è condizionato dalla stabilità della 
stessa. 

3) non è possibile raggiungere limiti alti di frequenza perché 

oltre un certo limite ì contatti non riescono più a seguire 

il ritmo on-off. Inoltre crescendo la frequenza cresce la proba¬ 
bilità di avere rimbalzi del contatto, che naturalmente pertur¬ 
bano il codice in maniera spesso inaccettabile. 

4) il sistema è rumoroso, richiede una attenta e frequente 

manutenzione e ha una limitata durata di vita, per effetto de! 
fenomeni di fatica cui sono assoggettati i componenti. 

B) Mediante un circuito multivibratore astabìle è possibile otte¬ 
nere un segnale del tipo indicato. Il circuito di principio è 

de! tipo indicato in figura 3. 

Questo sistema presenta l’inconveniente di essere di difficile 
regolazione del rapporto on-off, che dipende dal valore di 
ben quattro componenti: R,; R^: C,; C 2 . Particolarmente diffi¬ 
cile è, commercialmente, l’acquisto di condensatori esattamente 
tarati, quali sarebbero necessari per questo scopo. 

DESCRIZIONE DEL CIRCUITO 

II circuito da noi usato per la realizzazione del codificatore 
elettronico sì fonda suH'impiego di un particolare dispositivo 
semiconduttore, che è comunemente denominato transistor 
unigìunzione, o diodo a doppia base. Poiché si tratta di un 
dispositivo che non è molto conosciuto, ne illustrerò breve¬ 
mente le caratteristiche per quei Lettori che lo incontrano oggi 
per la prima volta. 

Innanzi tutto è bene precisare che il transistor unigìunzione 
non ha niente a che fare con i transistori convenzionali; questo 
nome è significativo solo dal punto di vista costruttivo del dispo- 






























sitivo: infatti fisicamente esso è costituito da una barretta di 
silicio con impurità n, ai cui estremi sono collegati i terminali 
denominati base uno e base due. Lungo la barretta, precisa- 
mente vicino alla base due, è creata una giunzione con silicio 
di tipo p, a cui è collegato un terminale denominato emettitore. 
Riassumendo: il dispositivo è denominato in tal modo perché 
esso è costituito da una sola giunzione p-n, mentre i transistori 
convenzionali sono sempre costituiti da due giunzioni. E’ perciò 
molto più esatto chiamare questo dispositivo diodo a doppia 
base, perché così facendo eviteremo di fare analogie, che sono 
senza senso sul piano reale. 


I32 Ib2 



Il diodo a doppia base Infatti è un dispositivo per funzionamento 
a scatto* e non è assolutamente in grado di amplificare. 
Applicando una tensione continua Vsb fra gli estremi della bar¬ 
retta (cioè fra la base due e la base uno con la polarità posi¬ 
tiva su B 2 )* si veda che in assenza di tensioni applicate allo 
emettitore* questa si comporta come una resistenza di valore 
compreso fra 5 e 10 kO. Poiché ia barretta si comporta come 
un partitore resistivo, comparirà fra lì terminale base uno (Bl) 
e l'emettitore una certa frazione 73 * della tensione Viiq, 

Il valore di 73 è costante al variare delia tensione interbase Vab, 
e si aggira mediamente su valori dell'ordine di 0,67; a titolo di 
esempio, possiamo dire che se applico fra B 2 e B 1 una ten¬ 
sione di 10 volt, fra emettitore E e Bl comparirà una tensione 
pari a 

75 Vbb = 0,67.10 = 6,7 volt 

Supponiamo ora di applicare fra emettitore E e base uno (Bl) 
una tensione continua (con polarità positiva su E) variabile da 
zero verso valori positivi e misuriamo la corrente che circola 
nell'emettitore. Notiamo questo comportamento; 

— fino a quando la tensione che applichiamo all’emettitore è 
minore di 6,7 V, la corrente che circola (dall’emettitore verso 
il generatore di tensione, in quanto l’emettitore è a potenziale 
niaggiore] è trascurabile (0,2-f-12 pA) : diciamo allora che la 

giunzione p-n è polarizzata in senso inverso. 

— appena la tensione applicata raggiunge il livello di 6,7 V e lo 
supera di un poco, la giunzione risulta polarizzata in senso di¬ 
retto: si instaura perciò una corrente che dal generatore di 
tensione entra nell’emettitore, e scorre verso la base uno. 
Per effetto di questa « iniezione » di corrente nella porzione di 
barretta compresa fra E e Bl, si altera la distribuzione del poten¬ 
ziale lungo la barretta, e la resistenza del tratto compreso fra 
E e Bl si abbassa. Questo provoca naturalmente l'aumento della 
corrente erogata dal generatore di tensione sull’emettitore e 
un’ulteriore diminuzione della resistenza interna del tratto 
compresa fra E e B 1 . Poiché il fenomeno si esalterebbe fino 
a valori elevatissimi della corrente, occorre limitarla a un valore 
massimo mediante l’inserzione di una resistenza limitatrice in 
serie al generatore di tensione. 

Vediamo ora quale valore ha assunto la resistenza fra le due 
basi: si era detto precedentemente che la barretta di silicio 
si comportava come un partitore di tensione formato da due 
resistenze in serie. Le denomineremo per brevità Rb 2 e Rbi. 
Il valore complessivo supponiamo fosse 10 kQ. 

La legge di variazione di Rbi al variare della corrente di emet¬ 
titore è riportata nella seguente tabella: 


Uno strumento per il laboratorio: 
il codificatore eiettronico 


Figura 4 

Diodo a doppia base e schema equivalente 


ADDENDA 

In riferimento Radiomicrofcno FM pubblicato 
su C.D n. 4/66 pag. 241, si fa presente 
che la impedenza RF siglata sullo schema 
con JAF può essere la 815 o la 555 Geloso 
(in questo secondo caso il lato col punto 
rosso va collegato verso il diodo). 

Può anche essere realizzata « in casa » av¬ 
volgendo 20 spire di rame smaltato da 0,1 
di diametro su una resistenza da almeno 
1 Mn, Vz W fissando i capi del filo ai 
terminali della resistenza stessa. 

Per chi avesse ottenuto risultati incerti o 
negativi ricordiamo quanto segue; 

— il diodo va inserito col catodo (anello 
bianco) verso la JAF e l’anodo a massa. 

— il condensatore da 4,7 pF tra emettitore 
e collettore delÌ'OC171 può essere leg¬ 
germente variato di valore per il migliore 
funzionamento dello stadio oscillatore. 

— la resistenza da 100 kn posta dopo il 
condensatore che va al modulatore andrà 
diminuita in caso che Io stadio cessi di 
oscillare in qualche punto. 


corrente emittitore le 

(mA) 

0 

1 

2 

5 

10 

20 

50 

resistenza fra emettitore 
e base uno (~RB1) 

tn] 

4600 

2000 

900 

240 

150 

90 

40 


341 























Uno strumento per il laboratorio: 
il codificatore eiettronico 



Figura 5 - caratteristica di funzionamento di un 

diodo a doppia base 

Vp tensione di picco emettitore 

Vv tensione di valle 

Ip corrente di picco 

Iv corrente di vaile 



Figura 6 - schema di principio deiroscillatore 
usato nel codificatore elettronico 
Rs resistenza di carica 
Rl resistenza in serie alle basi 
Re resistenza di carica 



^_( L_^— 

__ 

tempo 

Figura 7 - forme d’onda nei punti di misura indi¬ 
cati nella figura 6 


342 


Ne consegue che per effetto del decrescere del valore di Rbi 
decrescerà corrispondentemente anche la resistenza interbase 
Rbb e si avrà perciò nel relativo circuito un aumento della cor¬ 
rente circolante 1 b 2 . 

Nell’esempio esaminato si avrà, che per una corrente di emet¬ 
titore di 50 mA, ia resistenza interbase Rbb decrescerà da 10.000 Q 
fino a 5.640 Q. e corrispondentemente la corrente Ib 2 salirà 
da 1,0 mA fino a 1,78 mA. 

Graficamente 11 comportamento di un diodo a doppia base sì 
presenta con l’andamento riportato in figura 5: in particolare no¬ 
tiamo che ia caratteristica presenta un tratto con resistenza 
negativa (cioè in cui al decrescere della tensione cresce la 
correnteK E' appunto sfruttando tale tratto di caratteristica che 
si ottiene il funzionamento del diodo a doppia base come oscil¬ 
latore a rilassamento. 

Nella figura 6 è riportato lo schema di princìpio dell’oscillatore: 
analizziamolo nel dettaglio con l’ausilio degli oscillogrammi di 
figura 7 che mostrano la forma d’onde del segnale nei vari punti 
del circuito in esame. 

Al momento in cui si chiude l’interruttore I comincia a scorrere 
corrente nel circuito in serie alle due basi. La tensione inter¬ 
base Vbb è minore della tensione di alimentazione a causa 
della caduta di tensione che si ha ai capi della resistenza Rl 
in serie a B2. 

Supporremo che la caduta su Rl sia di 2,0 V: la tensione inter¬ 
base Vbb è allora come negli esempi precedenti di^ 10 V. La 
frazione della tensione interbase che si presenta all’emettitore 
è allora come prima 6,7 V. Nell’emettitore non circola corrente 
perché la tensione nel punto N è minore di 6,7 V. Ciò è evi¬ 
dente se si pensa che all'istante iniziale il condensatore C è 
completamente scarico: dovendosi caricare attraverso ia resi¬ 
stenza Re la corrente di carica provoca una caduta ai capì di 
Re tale da annullare completamente la tensione nel punto N. 
Man mano che il condensatore C si carica la tensione al punto 
N sale tendendo a raggiungere la tensione di batteria (12 V). 
Quando raggiunge il valore di 6,7 V (valore di picco della 
tensione dì emettitore), sorge bruscamente una forte corrente 
di emettitore, che per effetto della caratteristica negativa cre¬ 
sce fino al valore massimo consentitole dalla resistenza in 
serie Re. Conseguenza di questo fatto è che la tensione sul 
punto N scende fino a circa due volt (tensione dì valle), e 
si interrompe la carica del condensatore C che aveva ormai 
raggiunto la tensione di 6,7 V. Ora poiché C non può scaricarsi 
suH’emettitore a causa del diodo che impedisce la circolazione 
della corrente in senso inverso, decrescerà la tensione ai suoi 
capi solo per effetto della resistenza di scarica posta in paral¬ 
lelo Rs. Dopo un tempo dipendente dalla costante dì tempo G-R& 
la tensione ai capi dì C scende a un valore inferiore a quello 
dell’emettitore. A questo punto si ripristina la circolazione dì 
corrente attraverso il diodo D: la maggiore richiesta dì corrente 
che viene fatta alla resistenza Re per la ricarica del conden¬ 
satore C, provoca una diminuzione dì corrente alTemettìtore, 
che in conseguenza di ciò sì disinnesca. E il ciclo ricomincia 
di nuovo. Durante II periodo in cui l'emettitore conduce* a causa 
della diminuzione della resistenza Rhj aumenta la corrente nel 
circuito in serie alle basi. Nel punto M si ha una tensione che 
può considerarsi formata dalla somma di una componente con¬ 
tinua, e di un’onda rettangolare. Se si elimina la componente 
continua rimane l’onda rettangolare che ci eravamo proposti 
di ottenere. Ciò è ottenuto semplicemente prelevando il segnale 
mediante un circuito formato da una resistenza e da un diodo 
zener avente una tensione di stabilizzazione uguale, o legger¬ 
mente maggiore, a quella della componente continua da eliminare. 
E' importante osservare come in questo tipo di oscillatore la 
frequenza dipenda solo dalle due resistenze Re e Rs, oltre che 
dalla capacità di C: precisamente il periodo delToscilIazione è 
dato dalla somma del tempo di carica del condensatore da zero 
volt fino ai valore di picco della tensione dell’emettitore, più 
il tempo di scarica del condensatore dal valore di picco fino 
al valore di valle (circa due volt). Regolando opportunamente 
i valori di carica e dì scarica del condensatore si può avere 



































un’onda il cui periodo non è a piacere uguale, maggiore o minore Uno strumento per il laboratorio: 
di quello off, u codificatore elettronico 

Nell’apparato da noi costruito, di cui Io schema completo è 
riportato in figura 8, il segnale ottenuto in uscita daH'oscillatore 
è stato applicato a un amplificatore di potenza, che può even¬ 
tualmente azionare un relè. Naturalmente il relè è utilizzabile 
solo nel campo di frequenza in cui l’ancora riesce a seguire 
il codice: nel nostro caso il relè impiegato riesce a funzionare 
fino a circa 17 Hz. 

La tensione di alimentazione del complesso è stata stabilizzata 
elettronicamente: si è visto sperimentalmente che ciò era ne¬ 
cessario se si voleva ottenere una buona ripetibilità delle mi¬ 
sure. Per l’impiego di questo circuito, ove la stabilità di fre¬ 
quenza non sia essenziale si può fare a meno dello stabilizzatore. 

Campo dì impiego del codificatore elettronico 

Lo strumento descritto è quanto mai utile e pratico in una 
quantità di applicazioni. Le principali sono senza dubbio quelle 
riguardanti prove di vita di componenti sia elettrici che mecca¬ 
nici. Quando si voglia ad esempio collaudare la vita di un relè 
è prassi comune prendere il relè in prova e farlo funzionare 
a campanello per un periodo di tempo più o meno lungo, fino 
a fare si che si manifestino eventuali inconvenienti. Questo 
però non è giusto dal punto di vista tecnico perché sul com¬ 
portamento del pezzo in esame ha grande importanza il tipo 
di ciclo ricorrente, in altre parole il rapporto on-off del codice 
di comando applicato. 

Come generatore di onde quadre il dispositivo si presta al rilievo 
rapido delle caratteristiche di risposta di sistemi di riprodu¬ 
zione sonora o di servomeccanismi. 

Può anche servire per il controllo di insegne luminose. 












Particolarità costruttive 


Come si vede dalle foto pubblicate la costruzione è risultata 
molto compatta. La posizione dei componenti non è crìtica. Per 
semplicità dì manutenzione si è realizzato il circuito sotto forma 
di elementi modulari, che sono stati montati paralleli fra loro, 
verticalmente. 

La custodia di dimensioni 150x 150x70 mm è stata realizzata 
in lamiera di ferro saldata elettricamente. 

Il campo di frequenza in cui questo oscillatore è adatto a fun¬ 
zionare va dal centesimo (!] di Hz fino a 100 e oltre kHz. 
Volendo lavorare a frequenze elevate occorre ridurre al minimo 
le capacità parassite che tendono ad arrotondare gli spigoli 
deH'onda rettangolare in uscita. 

E’ superfluo mettere in evidenza che per avere buoni risultati 
è bene usare buoni componenti. In particolare nel caso si voglia 
alta stabilità di frequenza a frequenze basse, occorre impiegare 
&®hema®completo del codificatore elettronico. COndensatOri al tantalio. 


NOTA BENE 


1) fra i morsetti Cext - B è possìbile inserire 
una capacità esterna 

2 ) fra i morsetti A • B è possìbile inserire una 
capacità esterna per modificare la frequenza su 
ciascuna delle posizioni prefissate. 

3) fra ì morsetti A - B è disponibile un segnale circa 
triangolare. 





Elenco dei componenti 


T trasformatore alimentazione: primario 220 V - 
secondario 32 V, 250 mA 
Fu fusibile 100 mA 
Ln lampada spia al neon 220 V 
Rd raddrizzatore a ponte al silìcio tipo B 40 C 500 
marca Semikron 

Ry relè Juker J56 ■ bobina 650 n - 4 scambi 
(fornitore AEI Milano) 

11 interruttore a levetta Arrow 

12 interruttore a slitta Bulgin tipo GBC G/1155-1 
sei commutatore rotativo Plessey una via - 12 

posizioni 

DI diodo al silicio 0A2OO Philips 
D2 diodo zener BZX10 SGS 

D3 dìodo zener 1Z12T10 IRCI (GBC) 

D4 dìodo al silicio 0A210 Philips 
Tri diodo a doppia base 2N1671B - Thompson Ita¬ 
liana • Paderno Degnano - Milano 
Tr2 transistor ASZ15 o similare • Phìjips 
Tr3 transistor ASZ15 o similare - Philips 
Tr4 transistor 2G527, ASY80, ASY76 ecc. 

Rvl potenziometro 10 kn chimico tipo D/196 GBC 
Rv2 potenziometro 10 kH chimico tino D/196 GBC 
Rv3 potenziometro 100 kH tipo D/196 GBC 
Rv4 potenziometro filo 500 n tipo D/300-3 GBC 
RI resistenza a impasto 1 kfl Va W 

R2 resistenza a impasto 2,2 kfl Va W 

R3 resistenza a impasto 4,7 kn Va W 

R4 resistenza a impasto 180 H 1 W 


R5 resistenza a impasto 100 n Va W 

R6 resistenza a impasto 470 H Va W 

R7 resistenza a filo Plessey 15 n 5,5 W 

R8 resistenza a impasto 500 n Va W 

R9 resistenza a impasto 2,2 kn 1 W 

CI-hCII vedi tabella 

C12 condensatore elettrolitico 500 p.F 35 VL tipo 
B/578 GBC 


Tabella: taratura del codificatore per le diverse 
posizioni del commutatore rotativo. _ 


posìz. 

frequenza 

Hz 

capacità 

1 

0.166 

500 

elettrol. 35 VL B/578 GBC 

2 

0,35 

200 

elettrol. 35 VL B/577 GBC 

3 

1,0 

100 

elettro!. 35 VL B/576 GBC 

4 

2.0 

50 

elettrol. 35 VL B/374 GBC 

5 

3.6 

25 

elettrol. 35 VL B/373 GBC 

6 

8,7 

10 

elettrol. 35 VL B/372 GBC 

7 

17,4 

5 

elettrol. 35 VL B/371 GBC 

8 

43,4 

2 

elettrol. 35 VL B/350-2GBC 

9 

128,4 

1 

poliestere 

10 

285,0 

0,5 

poliestere 

11 

655.7 

0,25 poliestere 

12 

a piacere con 

capacità esterna posta fra 
Cext e B 


NB. - E’ possibile aumentare le capacità Interne 
ponendo condensatori supplementari ai morsetti A-B 

































































Il rapporto segnale-disturbo 
e la sensibilità di un ricevitore 
professionale 

note di Vittorio Faccio, il FAI 


★ Vi allego un breve articolo per la rivista che penso 
possa essere di interesse per i radioamatori. 

L'articolo in questione tratta il problema della sensibilità 
dei ricevitori professionali per OM con alcune definizioni 
che sono talvolta sconosciute all’amatore medio. 

Spero che esso riceva benevola accoglienza e colgo l’occa¬ 
sione per porgervi cordiali saluti. ★ 

Tutte le volte che leggiamo le caratteristiche di un ricevitore 
per radioamatori o professionale, e vogliamo magari confrontarne 
la sensibilità con quella di un altro apparecchio, notiamo che 
spesso non è apparentemente possibile un termine di confronto 
in quanto o i dati risultano incompleti oppure sono il risultato di 
prove eseguite con modalità diverse. Queste brevi note vogliono 
semplicemente spiegare anzitutto il significato dei vari termini 
in uso, e in secondo luogo, mediante una succinta descrizione di 
come le prove vengono eseguite, cercare di dare i termini per 
un raffronto qualitativo fra due o più apparecchiature. 

E’ noto a tutti che per sensibilità si intende la capacità di un 
ricevitore a captare deboli segnali. E’ ovvio che una definizione 
del genere è alquanto generica e imprecisa se non viene para¬ 
gonata con un qualcosa che permetta di confrontare i vari risul¬ 
tati: questo qualcosa è il rumore interno del ricevitore stesso. 

Una definizione esatta potrà essere data quindi dopo avere defi¬ 
nito un parametro importantissimo che ben riflette tale dipenden¬ 
za: il rapporto segnale-disturbo, che viene solitamente indicato 
col simbolo S/D oppure S/N [signal/noise). 

Esso si definisce come il rapporto fra la potenza Pu di uscita del 
ricevitore in esame quando al suo ingresso è applicato un se¬ 
gnale a radio frequenza di determinata intensità modulato a 
400 Hz con una profondità del 30% (ossia, come si dice, in 
condizioni normali), e la potenza Pn di uscita rilevabile quando 
il suddetto segnale NON è modulato. 

Dette potenze vanno misurate con apposito misuratore di uscita 
(ad es. un comune tester nell’apposita portata) dopo avere accu¬ 
ratamente sintonizzato il ricevitore mediante lo S-meter. 

Se, ad esempio, risulta 

Pu = 1 W, Pn = 0,01 W, avremo S/D = l/0,01 = 100. 

Normalmente il rapporto segnale disturbo è espresso in decibel; 
nel nostro caso: 

S/D = 10 log Pu/Pn = 10 log 1/0,01 = 10 log 100=20 dB. 

Per determinare quindi il rapporto S/N, adotteremo il seguente 
schema di principio: 



SENSAZIONALE 



— GEOIONICA 

— UN NUOVO NOME 

— UN NUOVO SIMBOLO 

— UN NUOVO SISTEMA DI 
TELECOMUNICAZIONI 

— NIENTE ESAMI DA SOSTENE¬ 
RE PER TRASMETTERE. 

— NIENTE TASSE DA PAGARE 
(finora) 

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* nome e simbolo depositati. 


Praticamente tuttavia è necessario inserire opportuni filtri tra 
il ricevitore e il misuratore di uscita sia nella prima che nella 
seconda misura, ma ciò non interessa in questa sede. 















Il rapporto segnale-disturbo e la sensibilità 
di un ricevitore professionale 


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scrizione generale dei ricevitori BC312 
342-314-344 con schemi e illustrazioni, 
al solo prezzo di L. 1.000, da inviare 
con versamento sul ns. c.c.p. 22/8238. 
o a mezzo vaglia postali, o assegni 
circolari. 

Il suddetto listino annulla e sostituisce 
I precedenti. 

La cifra che ci invierete di L. 1.000 per 
ottenere il listino generale, Vi sarà rim¬ 
borsata con l'acquisto di un minimo di 
L. 10.000 in poi di materiali elencati 
nel presente listino. 

Dalla busta contenente il listino gene¬ 
rale, staccare il lato di chiusura e alle¬ 
garlo aU’ordine che ci invierete per 
ottenere detto rimborso. 


346 


Possiamo ora dare una definizione esatta della sensibilità. 

Essa va misurata per un rapporto segnale-disturbo prefissato e 
convenzionale, ad esempio 15 dB, 10 dB o 6 dB. 

Prendiamo il valore più comunemente usato: 10 dB. 

Consideriamo ancora lo schema precedente: è ovvio che Pindi- 
cazione dello strumento di uscita può essere variata sia tramite 
il comando di volume del ricevitore sia mediante lattenuatore 
del generatore che comanda la tensione a radio frequenza al l'in¬ 
gresso del ricevitore. Supponendo di voler ottenere, con un 
certo segnale modulato in condizioni normali, una potenza di 
uscita Pu^l W, mettiamo inizialmente il volume al massimo e 
regoliamo ^attenuatore fino a ottenere ouesta potenza. 

Lasciando così le cose, togliendo la modulazione, determiniamo 
Pn. Con questi due valori calcoliamo S/N che in genere risul¬ 
terà diverso dal valore da noi scelto (10 dB). 

Diminuiamo allora il volume e aumentiamo contemporaneamente 
la tensione di ingresso fino a riavere Pu = 1 W, Otterremo col 
solito metodo una Pn diversa dalla precedente. 

Anche S/D avrà assunto un nuovo valore. 

Così operando diverse volte, troveremo infine un certo valore 
di tensione a R.F. (ad es. 1 pV) per il quale il rapporto segnale 
disturbo coincide con quello prefissato (S/D = 10 dB). 

Diremo allora che il nostro ricevitore ha una sensibilità di 1 pV 
per un rapporto S/D = 10 dB e per una potenza di uscita Pu=:l W, 
con segnale modulato in ampiezza in condizioni normali. 

Quando non è specificata la potenza di uscita, si intende che 
Pu=50 mW (valore normalizzato). 

Vediamo ora di analizzare i risultati. 

Abbiamo visto che in un ricevitore la sensibilità è strettamente 
dipendente dal rapporto segnale-disturbo e dalla potenza di uscita. 
Possiamo senz’altro affermare che, fra due ricevitori, risulta più 
sensibile quello che necessita della minore tensione in antenna 
per ottenere la stessa potenza di uscita col medesimo rapporto 
segnale-disturbo. 

Procedendo con semplici esempi, un ricevitore con sensibilità di 
1 fiV con S/D=6 dB per Pu = 50 mW è certamente meno sensi¬ 
bile di un altro avente sensibilità di 1 jiV, S/D =6 dB, Pu = 1 W, 
Come sì vede, una volta compreso il significato dei vari termini, 
non è difficile trovare un'analogia qualitativa fra ricevitori diversi. 
Tutto questo ragionamento è fatto prescindendo dalla frequenza 
del segnale in arrivo. Invero la sensibilità varia a seconda della 
frequenza, e quindi si dovrebbe sempre riportare il valore di 
frequenza a cui è stata effettuata la misura. 

Ciò normalmente non è fatto in ricevitori di normale produzione, 
mentre in quelli più curati sono riportati diversi valori di sen¬ 
sibilità a diverse frequenze. 

In genere la sensibilità diminuisce al crescere della frequenza, 
poiché aumenta il rumore interno del ricevitore. 

Inoltre le predette misure vengono effettuate molto spesso con 
il ricevitore in posizione CW-SSB. Si ottengono in tal modo 
valori dì sensibilità superiori ai precedenti misurati in AM. 

Purtroppo tale... allettante sensibilità viene sovente riportata 
senza alcuna indicazione in proposito, per cui molti possono 
essere tratti in inganno da ricevitori con sensibilità strabiliante 
che in pratica sì rivelano del tutto identici ad altri apparecchi 
concorrenti. 

Nonostante che le alte potenze e le antenne direttive oggi 
comunemente in uso presso gli OM abbiano posto ì\ problema 
della sensibilità nei ricevitori in seconda linea rispetto a quello 
fondamentale della selettività e stabilità, esso è tuttavia sempre 
da non sottovalutarsi poiché, in definitiva, esso è collegato Inti¬ 
mamente al problema del rumore interno del ncevitore, e quindi 
rimane pur sempre di primaria importanza. 








Un filtro UHF-VHF-FM 


i1NB - Bruno Nascimben 



VHF 


347 


NT 


A molti nsulterà Interessante poter disporre di un'unica discesa 
mediante la quale fornire i rispettivi segnali UHF - VHF al tele¬ 
visore, e quello FM al ricevitore a modulazione di frequenza. 
Si potrebbero così miscelare i tre segnali provenienti da tre 
antenne apposite airesterno senza dover fare tre discese sepa¬ 
rate, conseguentemente più costose, 

in commercio ci sono miscelatori di svariati tipi per UHF e 
VHF, ma non servono a miscelare anche la FM (se non altro 
qui in Italia)» così l'antenna della radio a modulazione di frequenza 
di consueto viene sostituita da uno spezzone di filo logicamente 
poco efficiente per captare il segnale utile, ma fin troppo per 
captare rumore. 

Un filtro speciale dunque è necessario per poter convogliare 
lungo una stessa linea di discesa tre segnali a frequenze note¬ 
volmente differenti mantenendo contemporaneamente un suffi¬ 
ciente isolamento tra le tre differenti sorgenti [antenne), e un 
altro sarà necessario al termine del percorso per suddivìdere 
nuovamente I tre segnali conservando inalterato l'isolamento 
delle tre diverse utilizzazioni. 

Questo filtro che descrivo è adatto allo scopo indicato e sì 
può adoperare come miscelatore con ingressi e uscita a 300 
ohm, oppure come demiscelatore con ingresso e uscite lo stes¬ 
so a 300. (Dome miscelatore, dovendo stare all'esterno, lo si 
dovrà tuttavia opportunamente proteggere in modo che la piog¬ 
gia o altre intemperie non ne alterino il funzionamento. 

Un notevole miglioramento della ricezione FM si può tuttavia 
conseguire senza adoperare una apposita antenna esterna, ma 
utilizzando il segnale che viene captato dall'antenna VHF che 
risulta sempre molto più forte dì quello ricevibile con una 


UHiF 

? 


L 2 

-/rm- 


4,^5 F 


*.T 

HI- 


Schema elettrico 

LI 16 spire serrate avvolte In aria 0 interno bo¬ 
bina mm 7, filo smaltato 0 mm 0,8. 

L2 2 spire serrate avvolte in aria 0 interno bobina 
mm 3,5, filo smaltato 0 mm 0,8. 























Un filtro UHF-VHF-FM 


antenna interna. In questo caso come miscelatore andrà bene 
un qualsiasi miscelatore UHF-VHF, mentre come demiscela¬ 
tore si adopererà il nostro filtro. 

Altra soluzione possibile è quella di adoperare un’antenna unica, 
capace di ricevere egualmente bene UHF-VHF-FM, e che 
permetterebbe di scendere direttamente con una discesa unica 
senza bisogno di misceiatore. 

Questa antenna {che da noi ancora non si trova) potrebbe 
essere una log - periodica, e il volonteroso lettore la potrebbe 
facilmente costruire; pubblicherò prossimamente su CD un arti¬ 
colo divulgativo su detto tipo di antenna. 

Circuito e costruzione 

In questo filtro ho cercato di ridurre al minimo gli « ingre¬ 
dienti », ma senza per questo accettare limitazioni nel suo 
rendimento. 

Il circuito poteva essere più complesso per avere curve mi¬ 
gliori, ma in pratica le differenze sarebbero risultate inavvertibili. 
L'attenuazione è minima, paragonabile a quella di altri filtri 
commerciali. I componenti non sono critici, e dopo un'esatta 
costruzione un buon funzionamento è garantito. 

Qualsiasi scatoletta di plastica o metallica potenzialmente può 
divenire il telaietto necessario per questo filtro. Nel disegno 
è illustrata la mia realizzazione, semplice, formata da un rettan¬ 
golo di lamierino piegato e da due basette con ancoraggi di 
fissaggio. Le misure di questo « telaietto » si possono dedurre 
confrontandole con quelle dei condensatori e delle bobinette. 



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materiali sceltissimi della migliore Qualità. Ogni KIT è 
corredato del relativo Libretto, comprendente chiari schemi 
elettrici e di montaggio, ed istruzioni dettagliatissime per 
una realizzazione rapida e sicura. Queste scatole di mon¬ 
taggio, indicate anche ad uso Didattico e per principianti, 
comprendono TUTTI i materiali necessari, e vengono for¬ 
nite premontate nella parte meccanica. 

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di AF, rivelatore Supersensibile, nessuna irradiazione- 7 + 3 
transistore, dispositivo automatico limitatore di disturbi, 
ascolto in altoparlante con 0,6 Watt, controlli di volume e 
tono, presa Cuffia, antenna a stilo retrattile incorporata, 
mobiletto in acciaio verniciato in grigioverde militare, di 
cm. 16x6x12, variabile argentato professionale, alimen¬ 
tazione batteria 9 V, modulo di Bassa Frequenza premontato, 
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sicuro affidamento, adottano un particolare circuito che 
non richiede taratura. Ascolto in altoparlante con for¬ 
te potenza, deviatore Parla-Ascolta, 4 + 1 transistors, limita¬ 
tore automatico dei disturbi, antenna a stilo retrattile di 
soli cm. 44, mobiletti metallici in acciaio verniciati in 
grigioverde militare di cm. 14x6x3,5, controllo di 
volume, alimentazione comuni batterie da 9 V di lunga 
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stale + L. 450 di spese postali, oppure contrassegno, con 
versamento alla consegna, + L. 600 di spese postali. NON 
accettiamo nessuna diversa forma di pagamento. Le spedi¬ 
zioni avvengono normalmente entro 8 giorni dalla RICE¬ 
ZIONE dell’ordine. 












L’antenna quad-cortina 


presentazione di Marco Toni, ilTOM 


E' trascorso già un po' di tempo da quando presentai la de¬ 
scrizione di una antenna CUBICA a QUADRO, il buon funzio¬ 
namento della quale è ormai ben noto ai numerosi costruttori 
di tale progetto e, lasciatelo ben dire, è una bella soddisfa¬ 
zione anche per il vostro i1TOM. 

Ricordando come principio che la antenna è il migliore tra gli 
amplificatori, nelle pagine a seguire verrà descritta una antenna 
la cui struttura ricorda la ben nota quad, ma così come è 
stata studiata e disposta ne migliora le ben note caratteristi¬ 
che, colmando inoltre quelle lacune inerenti alle antenne a 
quadro con elementi parassiti nella banda dei 144 MHz. 

La quad cortina è una meravigliosa antenna per i due metri. 
L’idea di far lavorare l’antenna a quadro sui due metri non è 
senz’altro nuova, e già si è potuta notare la realizzazione di 
alcuni esemplari da parte di OM che ne hanno ottenuto risultati 
lusinghieri. 

La prima esperienza che abbi a fare con tali antenne risale al 
periodo antecedente la costruzione di quella già pubblicata per 
le bande decametriche (vedi C.D. n. 5/64); un tale esemplare, 
lo si può notare nella foto n. 1, è operante in uno dei tanti 
field- day. 



Foto 1 


349 







L’antenna quad - cortina 



I boom verticale e orizzontale sono in tubo quadro 
da 20x20 mm di antìcorodal. 

* Variare la distanza di E da R (radiatore) per il 
migliore adattamento con la discesa; nel caso di 
cavo da 75 il è uguale a 100 mm. 


1010 


l/a A 

Gli elementi orizzontali della cortina sono in 
tubo dì allumìnio 0 10 mm 


Questo montaggio di quad due piani mi permise di raccogliere 
quei dati salienti necessari per poterne ricavare i pregi e i 
difetti. 

Non voglio dilungarmi molto nel riempire la pagina di rapporti, 
di controlli e di dB; voglio solo paragonarla alla ben nota sei 
elementi Fracarro che come mostra ancora la foto serviva come 
termine di paragone. Si è così notato che per ottenere il mas¬ 
simo guadagno e rapporto fronte/retro è stato necessario ali¬ 
mentarla con cavo di 100 ohm d’impedenza: considerando la 
diffìcile reperibilità nel commercio del suddetto cavo si è usato 
quello che presentava l'impedenza più prossima cioè 75 ohm 
sopportando con l’uso di detto cavo un tasso di R.O.S. con¬ 
siderevole. Il guadagno nonché il rapporto fronte/retro restavano 
simili alla sei elementi Fracarro. 

Il notevole ingombro nonché una serie di problemi di natura 
meccanica avrebbe fatto desistere anche i più abili sostenitori 
delle cubical quad. 

Mi convinsi così che in definitiva non valeva la pena di rom¬ 
persi tanto il capo, quando risultati analoghi si potevano otte¬ 
nere con minore difficoltà acquistando con ben modica spesa 
l’esemplare Fracarro. 

Non rimase che smontare il tutto e concentrare le proprie espe¬ 
rienze altrove. Ma trascorso un certo periodo di tempo mi 
ricapitarono tra ie mani gli schizzi e gli appunti di allora e 
decisi di riutilizzare gli elementi già usati; aggiungendone altri, 
ne è nata questa nuova antenna. 

Essa si compone come si può notare in disegno 1 di un ele¬ 
mento R radiatore alimentato a piacere con qualsiasi cavo, di 
tre direttori, di un elemento E che ha la funzione di adattatore 
di impedenza, e infine del riflettore a cortina, che oltre a con¬ 
ferirgli un ulteriore guadagno rispetto a un riflettore normale, 
ne aumenta in maniera considerevole il rapporto fronte/retro 
per un angolo di 300 gradi. 

Riporto qui di seguito i dati rilevati dopo opportune prove e 
controlli. 


• guadagno riferito a! dipolo . . . 14 dB 

• rapporto fronte/fianco . . . . 40 dB 

• rapporto fronte/retro.30 dB 

• larghezza del lobo orizzontale 35 gradi 

• possibilità di adattare qualsiasi discesa. 


Foto 2 



350 

















































Per la messa a punto sono necessari un misuratore di onde 
stazionarie, un generatore di portante (trasmettitore) e un mi¬ 
suratore di campo possibiimente dei tipo accordato. 

Di seguito verrà descritta la sequenza deiie operazioni di messa 
a punto; in particolare raccomando di porre particolare cura 
nei seguire queste operazioni in quanto da esse dipende ii 
buon funzionamento del montaggio. 

Per rendere più agevoie il lavoro dì messa a punto l'antenna è 
stata posta su di un sostegno provvisorio ad una altezza di 
circa 3 metri dal suolo, questo per evitare che iInfluenza del 
terreno falsasse le misure; a una distanza di circa 10 lunghezze 
d'onda (20 m) si installerà un semplice dipolo eseguito con 
piattina TV; ad esso verrà collegato sempre con piattina o 
cavetto coassiale l’indicatore di campo, il quale dovrà essere 
sistemato a portata ottica appunto per poterne rilevare le 
variazioni di campo con gli opportuni aggiustaggi. 

L’indicatore di R.O.S. dovrà anch’esso essere reso visibile e 
inserito in serie alla linea di alimentazione; completerà il tutto 
un comando di trasmissione del Tx. 

Avvicinando o allontanando l’elemento E radiatore si troverà 
il migliore adattamento con il cavo usato indicato dal ponte. 
Regolare gli stub di tutti gli elementi per il massimo guada¬ 
gno indicato dal misuratore di campo, sostituire al ponticello 
scorrevole dello stub una vite come mostra il disegno n. 2 
che oltre ad assicurarne il contatto elettrico ne assicura la 
solidità meccanica. 

Bloccare con vite passante Telemento E nella posizione tro¬ 
vata, inserire come parte finale ri riflettore a cortina. Il qua¬ 
le non modifica le condizioni di adattamento già definite da E, 
L'elemento cortina non necessita d) nessuna regolazione, per¬ 
ciò si può fedelmente costruirlo secondo le misure Indicate 
dal disegno; il fissaggio definitivo al boom avviene mediante 
una piccala flangia messa in evidenza dallo schizzo: Il tubo 
dì sostegno degli elementi quad è tubo di plastica pvc del 
tipo per impianti ìdrici con un diametro di 16 miliimetri; il 
fissaggio degli elementi ad esso avviene nella parte supe¬ 
riore tramite un piccolo incastro a coda di rondine visibile 
nel disegno n. 3, nella parte inferiore come ir> disegno n. 2, 
mentre nella parte centrale verrà praticato un piccolo riquadro 
a mo' di incastro per meglio assicurarne fa solidità con i! 
sostegno orizzontale. 

Infine si collega il cavo usando (è sottinteso) una linea sbilan¬ 
ciata (cavo coassiale); disporre un bilanciatore de! tipo «ba¬ 
zooka », l’inserimento del quale oltre ad allargarne la banda di 
lavoro ne simmetrizza il lobo di radiazione con l’asse dell'an¬ 
tenna, che senza di esso è deviato di circa 30 gradi nel lato 
dell’elemento alimentato con la calza del cavo. 

Il disegno n. 4 illustra questo particolare. 

Auguro a tutti un buon lavoro che, se ben condotto, ripagherà 
della fatica d'avermi letto. Non solo: il lettore avrà realizzato 
una antenna che gli darà tante soddisfazioni con altrettanti 
-^Dx in 144 MHz. 


Una cordialissima stretta di mano da i1TOM. 


L'antenna quad - cortina 


Rapp. 1 :1 Particolare di fissaggio deU'elemento 
in piatto di Al dì 10 x 2,5 mm nel sostegno 
verticale in tubo di plastica. 


Disegno 3 


‘TUBO- WVt 



E 520 X 520+100 per stub 
R 490 X 490+100 per stub 
DI 460 X 460+100 per stub 
DII 450x450+100 per stub 
DUI 450x450+100 per stub 

Bloccare con vite dopo aver trovato col ponticello 
variabile lungo lo stub la migliore indicazione di 
campo. 


fi^OlftXTE 



Disegno 4 

Alimentazione con cavo coassiale da 75 sim< 
matrizzata. 


Risparmia ABBONANDOTI alla rivista C □ 


LEGGILA 


12 numeri 


L. 2.800 (Italia) 
L 3.800 (Estero) 


APPREZZALA - DIFFONDILA 





























“Transchecker,, un nuovo 
provatransistori 


dì Aldo Frizzi 


TRADUZIONI 
TECNICHE DALL’INGLESE 

Brani da Libri 
Articoli da riviste 
Libretti d’istruzione ecc. 

M.L PALLOTTiNO 
TRADUTTRICE DIPLOMATA 
SPECIALIZZATA IN ELETTRONICA 
Via Angelo Emo 131 
Tel. 63.38.65 ROMA 


Avrete già capito dal tìtolo che si tratta dell’ultimo nato — per 
ora — della grande famìglia costituita dai miei « provasemi- 
conduttori ». 

La sua esistenza è dovuta ad alcune considerazioni che in 
una giornata di particolare pessimismo avevo fatto tra me, a 
proposito dei provatransistori in generale. Il succo delia chiac¬ 
chierata che il mio « conscio » aveva avuto con il suo collega 
« subconscio » è il seguente, detto alla buona; 

« 1 provatransistori che si trovano in commercio si presentano 
(e questo vale per ogni tipo) con un pregio e un difetto: se 
il pregio è il prezzo basso, il difetto è costituito dalle presta¬ 
zioni anch'esse di basso livello: mentre se le prestazioni sono 
elevate, anche il prezzo sarà elevato, ma non già in propor¬ 
zione semplice, bensì in proporzione quadratica, per non dire 
cubica ». 

I generatori di curve che avevo progettato, dai canto loro, for¬ 
niscono dati utili sul funzionamento del transistore, ma in 
regime statico (ovvero per piccoli segnali e in BF). Per com¬ 
pletare la serie dei provasemìconduttorì, occorreva qualcosa che 
permettesse di rilevare i due più importanti « caratteri » del 
transistore che sì voglia adoperare, in regime dinamico, e nel 
montaggio più usato: il montaggio EC. Non solo, ma si volevano 
anche ottenere queste misure con la minima spesa avendo la 
possibilità di estenderle anche ai transistori NPN che sono 
entrati nell’uso comune sia con i planari al silicio, sìa con i 
transistori al germanio per stadi finali a simmetria comple¬ 
mentare. 

Lo studio delle caratteristiche imposte, mi fece decidere innanzi¬ 
tutto per un provatransistori dal prezzo il più basso possibile, 
e questa riduzione, non potendo avvenire a scapito delle carat¬ 
teristiche fondamentali dello strumento, fu raggiunta impiegan¬ 
do, ove possibile, degli strumenti preesistenti nel laboratorio 
come complementari all’» affare » creato. 


Il circuito 

Comprende un generatore di segnale esterno, un amplificatore- 
limitatore interno, e un circuito di misura che può essere in¬ 
terno oppure parzialmente locato internamente, e parzialmente 
(strumento di misura) esternamente. 

Si è prescelto il generatore esterno ad uno appositamente 
progettato e situato internamente perché in qu .sto modo si ha 
una maggiore flessibilità nell’uso: flessibilità dovuta essenzial¬ 
mente alla possibilità di utilizzare sia un generatore di BF che 
uno di RF a seconda delle prove che necessitano e del tran¬ 
sistore che si vuole provare. 

Dunque dovremo avere disponibile un generatore di segnali 
esterno, che abbia un’uscita di almeno 0,5 Vpp. Le gamme che 
presentassero un’uscita inferiore come ampiezza al valore dato 
non possono essere usate. 

Nel nostro laboratorio abbiamo usato due strumenti EICO (per 
la BF il generatore di onde sinusoidali e quadre, mentre per 
la RF un generatore che permette di ottenere segnali in fonda- 
mentale fino a 145 MFIz e in armonica tarata fino a 435 MHz) 
dalie ottime caratteristiche. 

Il segnale in ingresso, purché ottemperi alle prescrizioni di 
ampiezza e purché la sua frequenza sia inferiore a 200 MHz, 
verrà amplificato dal primo transistor e applicato al secondo: 
in questo modo quest'ultimo transistore verrà pilotato da un 
segnale esuberante; il transistore lavorerà come rivelatore-limi- 



tatore cosicché il segnale presente al suo collettore sarà un 
segnale pulsante (alternato) che però avrà la stessa ampiezza 
per ogni frequenza inviata; svincoleranno così lo strumentino 
dalla sua dipendenza dall’ampiezza del segnale iniettato. Una 
nota interessante a questo proposito è data dal fatto che il 
secondo transistor è un OC75 il quale lavora nel circuito par¬ 
ticolare, senza limitazioni di frequenza: in effetti la sola zona 
interessata alla frequenza è la giunzione base-emettitore, che, 
lavorando come un diodo, offre alla frequenza di 200 MHz, lo 
stesso comportamento dì un transistore AF102. 

Il segnale così attenuto viene applicato alla base del transi¬ 
store In prova: la corrente che percorre la base, attraversando 
la resistenza da S,2 kQ (parlo della corrente dovuta al segnale) 
genera ai suol capi una tensione, Il cui valore medio viene 
rilevato dallo strumentino inserito con particolare circuito ai 
suoi capi. Sul collettore del transistore in prova notiamo poi 
una resistenza del valore di 820 iì (1/10 del valore della resi¬ 
stenza in serie alla base) ai cui capi potremo raccogliere le 
variazioni die sotto forma di variazioni dV. Un opportuno com¬ 
mutatore definisce le due portate (die - dib). 

L'uso dello strumentino è quanto mai semplice; 

Uso come misuratore di coefficiente di amplificazione di cor¬ 
rente in circuito EC. 

Il parametro h21e si misura solitamente in BF e perciò queste 
note si riferiscono ad una frequenza di 1 kHz. Posto dunque 
all'ingresso il generatore di segnali su questa frequenza si 
porta il commutatore di portate in posizione riferentesi a die, 
e si seleziona con l’altro commutatore l'alimentazione adatta 
al transistore (PNP o NPN). Si accendono quindi i due stru¬ 
menti (generatore e checker) sì regola il potenziometro di 
polarizzazione fino a portare la lancetta deM’indice esattamente 
a fondo scala. Si commuta ora in posizione riferentesi alla 
misura di dlb e si prende nota della lettura. Supponiamo che 
la scala sia suddivisa in dieci parti fondamentali: la prima 
misura porta a fondo scala, la seconda porta alla suddivisione 
2,5: si effettua la seguente divisione 100:2,5^40: dunque il 
coefficiente di amplificazione è 40. Se la seconda misura fosse 
stata di 0,5 il coofficiente di amplificazione sarebbe stato di 
100/0,5 = 200. 


« Transchecker » un nuovo provatransistori 



TX - RX W S21 Riceve e Trasmette — da 4,2 
a 7,5 — da 19 a 31 MHz. Telaio contenente 
sia il R/re che il l/re. Sintonia separata — 
Pulsante per l’isoonda — Unità di controllo 
separabile — Entrocontenuto Talimentatore com¬ 
pleto di vibratore a 6 volt. — Monta n. 6 
ARP12 — 3 AR8 — 2 ATP7 sostituibili con 807 
— 12 tubi — Media F. 465 Kc/s. — Stru¬ 
mento RF — Doppia conversione; dimensioni 
cm. 47 x 30 x 35 — Kg, 24. Si cede, completo 
di valvole, in ottime condizioni con libretto di 
istruzione e schemi L. 25.000 j 

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Schema del « transchecker x 



353 







































« Transchecker >. un nuovo provatran si stori Uso come misuratore della F dì taglio del transistore in cir¬ 

cuito EC 

Una volta regolata la posizione della manopola di polarizzazione 
come già detto alla frequenza di 1000 Hz, si cambia generatore 
alFingresso [ecco l'utilità del circuito limitatoren, col legando 
ai morsetti un generatore di RF. e si comincia a « spazzolare » 
la gamma più bassa crescendo man mano la frequenza. CI si 
fermerà al punto in cui la scala delio strumento vedrà indivi¬ 
duata daH'indice dello stesso la divisione n. 7. In quel punto 
Tamplificazione del transistore sarà scesa a 3 dB sotto Tampli- 
ficazione in BF e quindi il valore di frequenza che leggeremo 
sulla scala del generatore corrisponderà alla f taglio. 


Note 

E’ opportuno far notare quanto segue: è bene seguire lo schema 
letteralmente non facendosi tentare da sostituzioni che non 
siano fatte a ragion veduta; cercate ancora di effettuare il 
montaggio così com’è anche per quanto riguarda i condensatori 
di emettitori; infatti le capacità di 0,05 e 0,1 |liF in parallelo 
alle resistenze di emettitore, non sono contenute nei conden¬ 
satori di più alto valore, anzi sono NECESSARIE per far sì 
che le perdite Ccorrispondentr a una resistenza equivalente in 
serie) degli elettrolitici alle frequenze più elevate, vengano 
■ shuntate » (si può dire così di perdite?) da una capacità affi* 
dente. Quanto poi ai due elettrolitici montati in - controfase « 
sull*emettitore de) transistore in prova, questo collegamento 
è necessario in quanto può mutare la polarità della tensione 
sullo stesso elettrodo. Per ultimo, tenete presente che potrete 
anche usare al posto del milliamperometro, un tester in portata 
adatta (1 mA fs) collegato esternamente a due boccole all'uopo 
previste. 


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GR6/X « vestito » 

Si nota, sulla parte anteriore, la ruota che 
supporta le due fotoresistenze. 


Questo è il mio secondo tentativo funzionante nel campo dei 
robot. Si tratta di un perfezionamento al precedente R5: l’ho 
dotato infatti di una logica elementare che gli permette di 
aggirare gli ostacoli. 

Essa è ottenuta con un rudimentale cervello elettronico che 
reagisce agli stimoli esterni (mìcrointerruttore dell’urto] rispon¬ 
dendo con una serie di azioni successive. Esso è costituito 
fondamentalmente da due bistabili e da una matrice di diodi. 
Il bistabile è un circuito formato da due transistori, uno bloc¬ 
cato e l’altro in conduzione, in condizioni normali. Spedendo 
però un impulso di determinata polarità all'ingresso, il bìsta- 
bile scatta; il transistor che conduceva sì blocca mentre quello 
che era bloccato ora conduce. Un identico impulso Io fa tornare 
nelle condizioni iniziali e così via. Collegando l’ingresso di un 
secondo bistabile a uno dei due scatti del primo infatti esso 
riceve un impulso di polarità giusta. A ogni impulso i collettori 
si troveranno in un particolare stato e spedendo quattro succes¬ 
sivi impulsi essi formeranno questa sequenza: 



Tri 

Tra 

Tr3 

Tr4 

1 

C 

B 

C 

B 

2 

B 

c 

C 

E C —conduce 

3 

C 

B 

B 

Q B = bloccato 

4 

B 

C 

B 

C 


Gli impulsi successivi ripeteranno il ciclo. 

il circuito fondamentale della matrice di diodi è il seguente: 



Collegando i due diodi a due collettori, uno nel primo bistabile 
e uno nel secondo, si vede che nel punto A si avrà tensione 
negativa rispetto alla massa solo quando i due collettori saranno 



356 












a potenziale negativo; negli altri casi la tensione sarà nulla. 
Di questi circuiti ve ne sono quattro collegati in tutti i modi 
possibili. Poiché essi pilotano attraverso i quattro transistori 
quattro relais si vede subito che a ogni urto questi ultimi 
scatteranno uno dopo l'altro. A questo complesso di circuiti 
si devono poi aggiungere due ritardi elettronici: il primo di 
essi fa retrocedere a ogni urto per un certo tratto il robot, il 
secondo riporta l’apparato nelle condizioni iniziali se non vi 
sono più ostacoli. 

Il funzionamento del robot è quindi questo: è eccitato Ry2, 
il robot segue con gli occhi la luce; a un certo punto incontra 
un ostacolo, allora retrocede per un certo tratto e quindi, 
essendo scattato Ry3, si dirige, per esempio, a destra poiché 
lo sterzo si mette a girare fino a che non lo ferma l’interruttore 
di fondo corsa. Se urta di nuovo esso ritorna indietro e si 
dirige poi a sinistra (Ry4): se urta un’altra volta scatta Ry5 che 
lo fa retrocedere di uno spazio doppio e che fa quindi scat¬ 
tare, per mezzo dei due diodi, Ry3 di nuovo, ricominciando 
così i tentativi. Se però il robot a un certo punto riesce ad 
avanzare in una delle due direzioni senza incontrare ostacoli 
allora scatta il temporizzatore, che riporta tutto alle condizioni 
iniziali: esso ricomincia allora a seguire la luce. 


Glt6/X 


GR6/X « svestito » 

Sul dorso sono visibili i relais; 

si nota la monoruota anteriore e il motore 



Per quanto riguarda la costruzione, i transistori OC26 e OC30 
possono essere benissimo sostituiti con altri di media potenza: 
dairOC74 in poi. I due potenziometrini semifissi dovranno essere 
regolati in modo che i temporizzatori scattino dopo il periodo 
necessario mentre quello sulla matrice deve essere regolato in 
modo che i relais si eccitino in sequenza. Qualora questo non 
avvenga ma accada invece che se ne eccitino due contempo¬ 
raneamente basterà modificare leggermente le resistenze sulle 
basi. Tutti i diodi sparsi per Io schema e che non fanno parte 
della matrice vera e propria servono solo a rendere stabile e 
sicuro il funzionamento. Quasi sicuramente la sequenza al pri¬ 
mo tentativo sarà sbagliata: a questo si rimedia girando i col- 
legamenti ai collettori dei bistabili. Per quanto riguarda la parte 







GR6/X 



Schema elettrico del Robot « Gasparetto » n. 6 




















































































































































GR6/X 


meccanica ognuno può farla come meglio crede; io per esempio 
ho fatto agire ambedue i motori sulla stessa ruota, lasciando 
le due ruote posteriori folli. Consiglio di usare motori abbastanza 
potenti dato il peso non indifferente deH’insieme; consiglio 
anche dì non usare pile per i motori troppo grosse e di tenerle 
un po’ lontane dal telaio metallico: ne! mio caso infatti sue* vista dall’alto 



cedeva che per misteriosi effetti capacitivi, i bistabili scatta¬ 
vano tutte le volte che le fotoresistenze venivano illuminate: 
dopo aver allontanato le pile ciò non è più successo. Credo 
che non mi sia rimasto altro da aggiungere; resto comunque 
a disposizione per ulteriori chiarimenti. 


N.B.: Le parti comprese nei riquadri tratteggiati sono Mi ero interruttore GBC 

realizzate su circuito stampato. ^- 

Le linee tratteggiate indicano morsettiere o spinotti. F1,F2 Fotoresistenze GBC D/118 


Diodi OA85, 1G21, 1G25, ecc. 


18 V 4 pile quadrate 






























































































Interruttore crepuscolare 
da esterno 


p.ì. Paolo Pizzirani 


CARATTERISTICHE RIASSUNTIVE 

— Alimentazione 220 V + 10% 

— Portata sui contatti di utilizzazione 10 A 220 V. 

— Ritardo 40 sec regolabili 

— Temperatura ammessa —30® +70® C. 



Esempio di calotta 


Generalità e usi 

L’interruttore crepuscolare è un apparecchio elettronico che per¬ 
mette di ottenere la chiusura di un contatto quando la luce di 
un certo ambiente, interno o esterno, in cui è posta l’apparec¬ 
chiatura, discende al di sotto di un certo valore. 
L’apparecchiatura è utile per regolare l’inserzione e la disinserzio¬ 
ne di lampade o altri apparecchi. Quindi l'apparecchiatura verrà 
impiegata per accensione di lampade di illuminazione pubblica 
o privata, di insegne o cartelloni pubblicitari, di fari reclami¬ 
stici, ecc. 

Il principio di funzionamento si basa sul fatto che la foto¬ 
resistenza, usata come elemento sensibile, varia i suoi valori 
di resistenza al variare della intensità luminosa incidente su 
di essa. Poiché la fotoresistenza costituisce uno dei due rami 
del partitore, che dà tensione allo starter di un tubo a catodo 
freddo, è evidente come una sua variazione possa causare 
l’innesco o il disinnesco del tubo. 


Montaggio 

Il montaggio del l’apparecchiatura si farà in questo modo; si 
fisseranno sulla basetta dei circuito stampato il relay termico 
e la morsettiera: poi occorrerà saldare i vari componenti se¬ 
guendo lo schema pratico. La fotoresistenza va fissata fra due 
terminali del relay termico come si può vedere sullo schema. 
Occorre poi schermare la valvola con l’apposito lamierino, in 
modo che la sua luce non vada a influenzare la fotoresistenza. 
Terminato il cablaggio del circuito si può fissare la basetta 
al fondello e quindi chiudere il tutto con una calotta (vedi 
schizzo], facendo attenzione che la fotoresistenza risulti rivolta 
verso il foro ricavato nella stessa. 


Esame del circuito 



360 


A questo punto sarà opportuno esaminare un po’ più detta¬ 
gliatamente il circuito. L'apparecchiatura viene alimentata a 220 
V c.a. 

Il circuito di starter del tubo a catodo freddo è realizzato da 
un partitore che comprende la resistenza base da 47 kQ, la 
fotoresistenza e una resistenza da 18 kQ. 

Dal partitore si va poi allo starter del tubo con una resistenza 
di protezione da 1,2 MQ. Il condensatore da 220 pF collegato 
fra catodo e starter serve a far sì che variazioni rapide di 
luce non possano provocare l’innesco del tubo. 

Le due resistenze de 1 MQ e 330 kQ alimentano lo schermo 
del tubo. 

Il tubo porta poi sul catodo un relay termico con portata di 

10 A sui contatti, che ritarda la chiusura di circa 1 min rispetto 
al proprio innesco. Questo sempre per evitare che variazioni 
di luce di breve durata provochino l’inserzione o la disinser¬ 
zione delle lampade. 

11 relay termico è stato scelto fra i tipi bilanciati in modo che 
le variazioni ambientali di temperatura non influenzino le carat¬ 
teristiche di funzionamento. 






















Interruttore crepuscolare da esterno 


Messa in opera e collaudo 


A questo punto si può passare alla messa in opera dell’appa- 
recchiatura. 

Ai morsetti 1-2 si può portare la tensione di alimentazione, 
mentre ai morsetti 3-4 si col legherà rutiltzzazione. 

Occorrerà poi aver cura di sistemare l'apparecchio in posizione 
elevata e possibilmente lontano da forti sorgenti di iuce. 

Per accertarsi dell*effattivo funzionamento de]l'apparecchiatura 
basterà chiudere con un corpo opaco il foro praticato nella 
catotta di protezione e verificare che dopo circa 1 min si abbia 
la chiusura dei contatti del relay termico. 

Occorre tener presente che anche la riapertura dei contatti 
avverrà con lo stesso ritardo. 

lo ho acquistato tutto il materiale presso la Ditta ELETTRO- 
CONTROLLi di Bologna; so che dispongono anche della com¬ 
pleta scatola di montaggio. 



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TERMICO 


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CIRCUITO 
STAMPATO 


3 A 
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Esempi d'impiego 


Controllo di impianti di illuminazione pubblica e 
privata, di strade, piazze, cortili e scale, scritte 
pubblicitarie cartelloni luminosi. 


Schema pratico 

N.B. - Ogni componente, indicato con un numero 
sullo schema elettrico, va saldato fra i due fori del 
circuito stampato indicati con Io stesso numero. 


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di apparecchiature professionali e ne presentano tutte le caratteristiche indispensabili. 
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servìzio continuo senza che la temperatura negli avvolgimenti raggiunga valori lìmite. Le 
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Trasmettitore a transistori 
in 144 MHz 


“Lasciate ogni speranza a voi che entrate» 
ovvero 

dalle valvole ai transistori 
tragicomicoprogetto di ilVH - Gianni Vecchietti 


Leggete cari amici; si fanno preziose sco¬ 
perte: dalla lettura della Divina Comme¬ 
dia, io modestamente, ho tratto quanto 
segue: 

1 ) Dante era un radioamatore. 

2) Il famoso verso a fianco riportato, non 
era rivolto ai dannati, ma a coloro che 
iniziano un montaggio a transistori sulle 
VHP. 

3) Lucifero era quello che ci sapeva fare 
meno di tutti e bruciava valanghe di tran¬ 
sistori, per cui dove era lui, Cera un 
gran caldo detto appunto infernale e da 
qui la confusione e la cattiva interpre¬ 
tazione di tutta la faccenda. 

A qualcuno sarà venuto il dubbio, a que¬ 
sto punto, che i transistori in VHP siano 
un pò difficilottìni a montarsi. Si rassi¬ 
curino; ora che per Vinferno ci sono pas¬ 
sato io, per gli altri sarà una pacchia. 
Adesso basta con gli scherzi e cominciamo 
V avventura... 



Particolare del D-pi finale. In alto il condens. 
da 1 KpF e in basso la zoccolo del BFY 44 


362 


Forse qualcuno si ricorderà che, nella descrizione del Tx da 50 W 
sui 2 metri, avevo detto che il prossimo trasmettitore sarebbe 
stato a transistori. E così ho fatto: prima ho fatto il Tx su 
una piastrina di ottone per farmi un po’ le ossa. 

Dopo una settimana eravamo ridotti (la piastrina e io) a due 
stracci: la piastrina era un’accozzaglia di bobine rovinate, im¬ 
pedenze, resistenze, condensatori fissi e variabili, ridotti come 
possono essere ridotte delle auto dopo il Rallye di Montecarlo. 
E i transistori? Meglio non parlarne. 

lo pensavo: « Bè, un po’ di pratica la dovevo fare; mi è costata 
tempo e denaro, ma l’esperienza costa. Ora faccio la bella 
copia ». 

Feci un bel telaietto a Li con due schermi per evitare autoscil- 
lazioni (povero illuso!) e andai avanti. Provai non so più quanti 
tipi di oscillatori che non volevano sapere di oscillare sulla 
frequenza del quarzo e riuscii a duplicare arrivando a 144 MFIz 
con 30-^40 mW. Ora bisognava amplificare, no? « Domani » mi 
dicevano i transistori che provavo. O scaldavano e basta, op¬ 
pure autoscillavano. 

Trovai un buon transistor (il BFY63 SGS) : però non poteva 
essere modulato perché la sua tensione massima è di 15-18 V. 
Allora amplifichiamo ancora! E qui successe il finimondo. Avevo 
fatto un invertitorino per elevare la tensione da 12 V a 25-30 V 
per alimentare il finale. Bene, in queste prove feci saltare 
3 BLY14 (10 kilolire cadauno...) 1 BFY44 (6 kL) e 1 2N3137 (6 kL). 
Alla fine buttai via l’invertitore e alimentai tutto con i soliti 
12 V, con il BFY44 in finale, che si comporta tutt’ora bene. 
Fio voluto raccontare un po’ le mie esperienze sfortunatissime 
in campo transistori VFIF perché possa fare pensare a qualcuno 
che la cosa non è poi così semplice come sembra. L'ho tenuta 
un po’ in lunga vero? 

Adesso al lavoro: l’oscillatore migliore che ho provato è quello 
dello schema che vi propongo (figura 1). Il condensatore C1 è da 
trovarsi sperimentalmente con l’ausilio del grid-dip perché può 
darsi che oscilli, oltre che sulla frequenza del quarzo, anche 
sulle altre armoniche meccaniche sempre del quarzo stesso. 
Esempio: un quarzo da 72 MFIz può essere in 5^ o in 3^ armo¬ 
nica meccanica. La fondamentale è quindi di 72: 5 = 14,4; 
2": 28,8; 3": 43,2; 4": 58,6; 5": 72. La stessa cosa può capitare 
con quelli in 3“ armonica meccanica. 

Così ci si trova che l’oscillatore butta fuori i 72 e i 58,6 MFIz. 
Per eliminare l'inconveniente basta giocare sull’accordo della 
bobina e sulla capacità C1 (per i 72 e un quarzo in 5" armo¬ 
nica era di 15 pF). Questo condensatore è appunto quello che 
dà la reazione sufficiente a innescare le oscillazioni. La bobina 
può essere griddippata (un verbo nuovo: grìddippare) dando 
tensione allo stadio. 

Così facendo il transistore si comporta come una semplice 
capacità in parallelo al circuito e non come un diodo, poiché 
mancando la tensione, il transistor è praticamente in cortocir¬ 
cuito e il Q scende a valori tali da innervosire talmente il 
grid-dip, da indurlo a uno sciopero a oltranza. 

E non vogliate spremere « birra » dall’oscillatore poiché è di 
indole irascibile (pure lui) e diviene instabile modulando così 
di frequenza. E vi dico anche il perché: essendo il transistor 








permaloso, se gli mutate il carico sul finale (vedi: modulazione] 
se ne hanno a male anche gli stadi precedenti, fino aH’oscilla- 
tore che non può far altro che andare a spasso di qualche 
chilociclo. 

Dairoscillatore uscite con partitori capacitivi e non con il link. 
Questo sistema dà meno grane, risulta meno complicato e 
dà migliori risultati. L’unica cosa da fare è di provare con due 
capacità variabili che poi verranno sostituite con delle fisse. 
Nel caso si duplichi (come nel caso 72-144) trovare il mi¬ 
gliore punto dì lavoro del transìstor regolando la resistenza 
in serie aH’emitter del duplicatore per ottenere il massimo 
rendimento. Infatti non è detto che alla massima corrente, 
ci sia la massima uscita. 

D’altra parte per duplicare bene, bisogna che il transistor la¬ 
vori il più possibile verso l'interdizione, compatibilmente con 
la potenza che si può ottenere. Per controllare questo ci vuole 
uno strumento che segni la corrente assorbita e un grid-dip 
o un ondametro. Naturalmente porre suN'uscita del circuito 
una resistenza di circa 20-30 ohm che simuli il carico del tran¬ 
sistor seguente. 

Accordare il circuito per la massima uscita quindi regolare il 
potenziometro sull’emitter. Si vedrà che il massimo rendimento 
sarà con una corrente assorbita inferiore alla massima rag¬ 
giungibile. Sul circuito di uscita del duplicatore bisogna porre 
un circuito passa-banda per eliminare la componente a 72 MHz 
o comunque la frequenza indesiderata. 

Infatti se sì fa un solo circuito accordato, ci si trova con 
una potenza uguale sìa a 72 che a 144. 

Questo inconveniente è dovuto alla bassa impedenza di uscita 
dei transistori che carica il circuito facendolo diventare un tra¬ 
sformatore a larga banda. Il circuito passa-banda è riconosci¬ 
bile in figura 1. Il condensatore da 1,8 pF serve per l'accop¬ 
piamento tra i due circuiti. Noterete che i collettori sono col¬ 
legati all'estremo della bobina e non a una sua presa inter¬ 
media perché, da prove fatte, non vi è nessun miglioramento 
apprezzabile. Questo è vero con i 2N706 e 708 BSY38 e 39 
AFY19 e 18. 

Con altri tipi è bene provare a « pizzicare » sulla bobina. 


Trasmettitore a transistori in 144 MHz 



Particolare del pilota ai notino al centro le due 
bobine del filtro di banda 


Figura 1 - Schema del Tx a transistori 

Tutte le resistenze sono da 1/4 W 

J1 . . . J6 VK 200/4B Philips 
I condensatori sono ceramici 

LI 4 spire filo 0,8 mm su supporto 8 mm con nucleo 

L2 4 spire filo 0,8 mm su supporto 8 mm con nucleo 

L3 5 spire filo 0,8 mm su supporto 8 mm con nucleo 

presa a 2,5 spire 

L4 4 spire filo 0,8 mm su supporto 6 mm con nucleo 

L5 3 spire filo 0,8 mm su supporto 6 mm con nucleo 

Tutte le spire delle bobine sono distanziate una 
dall'altra di circa 1 mm. 

















































































Trasmettitore a transistori in 144 MHz 



Figura 2 



Vista d’insieme 


364 


Al pilota (BFY63) mi sono accoppiato su una presa a metà 
del filtro passa-banda. In questo trasformatore ho provato di¬ 
verse spire per trovare l’Induttanza migliore che non avesse 
bisogno di ulteriori capacità in parallelo, dato che diminui¬ 
scono la resa totale. 

Sulla base del pilota (BFY63) vi sono circa 30-35 mW e la 
configurazione è con emitter a massa perché consigliata dalla 
casa costruttice (SGS]. 

Questo transistor ha l’inconveniente di avere una Vcb bassa, 
ma ha un forte guadagno. 

Infatti sull’uscita ho circa 300 mW. Bisogna stare attenti a 
due cose: non dargli troppa eccitazione e controllare la Vcb. 
Per la prima non c’era pericolo (nel mio caso): per la seconda, 
ho posto in parallelo all'alimentazione un diodo zener da 15 V. 
'nfatti staccando Talimentazione, si formano delle tensioni in¬ 
verse che a me ne hanno fatto saltare uno. Con lo zener 
questo inconveniente è stato eliminato. Ho usato il circuito a 
pi-greco per accoppiare il pilota al finale perché è stato il 
circuito che mi ha dato il miglior trasferimento. D’altra parte 
è quello che consiglia la Philips per il BFY44. 

A evitare autoscillazioni bisogna porre uno schermo fatto bene 
sia sul BFY63 che sul BFY44. Questo vale anche usando altri 
tipi di transistori. Il finale ha un circuito a pi-greco. Anche qui 
ho provato diversi tipi di trasformatori, ma appunto il pi-greco 
è stato quello meno critico, e di miglior resa. 

Il diodo BY114 in serie tra la tensione modulata e il finale 
serve a proteggere il BFY44 dai picchi negativi di modulazione. 
Questo è un trucco che può essere applicato a qualsiasi Tx a 
transistori. 

Se avete un’oscillografo è bene vedere quello che fa la ra¬ 
diofrequenza. Il circuito di figura 2 vi permetterà di adottare il 
vostro oscillografo e farlo diventare uno Sampling! Scherzi a 
parte, è il migliore sistema per controllare un Tx di qualsiasi 
tipo. Si vede se autoscilla, si vede l’accordo, la qualità e la 
profondità di modulazione. 

Sul modulatore c'è poco da dire; 4 transistori normali e un tra¬ 
sformatore di modulazione con due impedenze di uscita per 
poter adattare meglio il carico. 

Per finale ho usato 2 AD148 Siemens perché volevo fare il 
Tx con più potenza ma, ridotto a più miti pretese, potevo be¬ 
nissimo usare 2 AC128 regolando solo il partitore di base in 
modo che i due AC128 assordano a riposo circa 10-15 mA. 
La piccola cella filtro sull'ingresso del microfono è necessaria 
per evitare che la RF entri nel modulatore dando luogo a in¬ 
neschi infernali. 

Il microfono è della Schennaiser, dinamico: ho preferito il di¬ 
namico perché è a bassa impedenza e si adatta meglio ai tran¬ 
sistori. La fedeltà di tutto il complesso è ottima, senza che 
vi siano degli « splatters » perché il microfono è di un tipo 
costruito appositamente per i radioamatori, e taglia gli acuti 
a circa 4000 Hz. 

Qualche nota finale: usate delle impedenze per i'alimentazione 
degli stadi, con poche spire, lo ho adottato le Philips in ferrite 
tipo VK 200/4B. Sono dei piccoli cilindretti di ferrite con 6 
fori longitudinali. Passando il filo nudo per questi fori si pos¬ 
sono fare diversi valori di induttanza. 

Se usate altre impedenze, fatele con poche spire altrimenti 
si hanno dei fenomeni di autooscillazione. 

I due finali vanno raffreddati, pena l’arrostimento delle dita e 
la morte dei transistori. 

Faccio un piccolo riassunto delle esperienze date da questa 
realizzazione: 

1) L'oscillatore deve essere tenuto basso di corrente [10-r15 
mA) e del tipo con quarzo tra base e massa. 

2) Usare accoppiamenti a partitore capacitivo. 

3) Usare filtri passa banda per eliminare le frequenze inde¬ 
siderate. 

4) II circuito pi-greco è tra i migliori e quello che dà meno 
inconveniente negli accoppiamenti dei finali. 

5) Adottare per tutti ì Tx il sistema di vedere la RF con un 
piccolissimo adattamento al vostro oscillografo. 
















selezione di circuiti da montare, 
modificare, perfezionare 

a cura deH'ing. Marcello Arias 

disegni di G. Teremi 

r giugno; eccomi qui! 

Amici, ho pronto il bozzetto per la statua al radiomicrofonista 
di sperimentare: ve lo presento: 



bello vero? 

Come sempre lo spazio è poco (vogliamo dare il massimo pos¬ 
sibile ai nostri Lettori, specialmente ora che abbiamo aumen¬ 
tato la Rivista di ben 8 pagine) ; non ci resta che cominciare 
subito. 

Sbrighiamoci il radiomicrofonista, così poi stiamo in pace: è 
Innocenzo Pìnto, via Guadalupo, palazzo Rizzo, 14, Salerno: 

Gent.mo ing. Arias, 

vorrei proporLe un mio nuovo lavoro. Si tratta di un radio- 
microfono. Rispetto a quelli finora pubblicati su « Sperimen¬ 
tare » ha due pregi: è molto originale e ha una lunga portata, 
unita a una buona fedeltà e ad una stabilità sorprendente, 
Uoscillatore infatti è frutto di vari esperimenti, ed è risultato 
stabilissimo (ieri ho cominciato, partendo da questo oscilla¬ 
tore, con LC mutata, un TX (AF116; 2N706; 2N1711; 4x2N 
1984) per i 20; IJ; 10 metri, di buona potenza (5 W). La 
portata del radìomicrofono è ampia (piti di cento metri, con 
uno stilo in Im). I transistori possono essere sostituiti dagli 
equivalenti. 



« Sperimentare » è una rubrica aperta al 
Lettori, in cui si discutono e si propongono 
schemi e progetti di qualunque tipo, purché 
attinenti l'elettronica, per le più diverse 
applicazioni. 

Le lettere con le descrizioni relative agli 
elaborati, derivati da progetti Ispirati da 
pubblicazioni Italiane o straniere, ovvero 
del tutto originali, vanno inviate diretta- 
mente al curatore della rubrica in Bologna, 
via Tagliacozzi 5. 

Ogni mese un progetto o schema viene di¬ 
chiarato « vincitore »; l'Autore riceverà di¬ 
rettamente dal'ing. Arias un piccolo < pre¬ 
mio » di natura elettronica. 



I. Finto: radìomicrofono e schema collegamenti 
alla bobina CS2 


365 















Sperimentare 



Azimonti - Allarme antìfrugacassetti elettronico 


Segue un bel mattacchione: Tiziano Azimonti, via IV novembre, 
28, Menaggio (Como). 

Questo bello spirito ha escogitato per proteggere i suoi cas¬ 
setti una trappola così complicata che sarebbe meglio pren¬ 
dere un bel lucchetto... ma no, non è degno di un homo elec- 
tronicus! 

Egregio Ing. Arias, 

sono un ragazzo di 14 anni, molto appassionato per Velettro¬ 
nica. Avendo letto la sua rubrica sul C.D, le invio un mio 
progettino riguardante un « Allarme » « ANTIFRUG AC AS¬ 
SETTI » elettronico. 

La fotoresistenza da me usata è ORP60 e i transistori sono 
OC72. Volendo li si può sostituire con CK718. Per quanto 
riguarda il circuito non ci sono chiarimenti da dare, è tutto 
convenzionale. 

Distintamente saluto. 



La Torre; schizzo per una disposizione consigliata 


Bel campionario di mattacchioni! Una bella chiave a doppia 
mandata... ah, già, l'homo electronìcus... eh, ia Scienza! 

Segue Renato La Torre, viale San Martino, is. 69, n. 293, Messina, 
che, dopo attenta sperimentazione, mi scrive di non essere com¬ 
pletamente soddisfatto dello schema pubblicato su CD 5/66 a 
pagina 284, e ci ripropone un nuovo schema; 

Egregio Ingernere Arias, 

con riferimento allo schema riguardante il ricevitore operante 
alla frequenza di 39/89 MHz, ho da in formar La che ho dis¬ 
saldato tutto e Vho modificato in un ricevitore per la ricezione 
delle OM/OC/OCC con moltissime soddisfazioni. 

Ed eccoLe la descrizione. Si tratta di un piccolissimo RX per 
le gamme: 80/40/20 metri, con soli due transistori, Uho spe¬ 
rimentato con buoni risultati sia in cuffia che in altoparlante. 
Esso lavora sulle onde medie, corte e cortissime; coprendo per 
OC: da 2 Mc/s a 3 Mc/s, e per OCC: da 4,5 Mc/s a 15 Mc/s. 
Copre anche le gamme radiantistiche: 4,03,5 MHz (80 me¬ 
tri; 7,3^7,0 AIHz (40 metri); 14,4 — 14.0 (20 metri). Tale 


Elenco compenenti: 

R1-R2 67.000 n 
R3 47.000 a 

R4 5.000 CI (potenziometro con S1). 

R5 220.000 il 

C1-C4 10 p-F (elettrolitico) 

C2-C3 50 pF (ceramico) 

CV1-CV2-CV3 250 pF (variabile) 

LI filo di rame smaltato da 1 mm. avvolgere 25 
spire su supporto cartone o bachelite del dia¬ 
metro 35 mm 

L2 stesso filo e supporto delio stesso diametro, 
avvolgere 15 spire 

L3 bobina di sintonia Corbetta CS3/BE 
TRI OC75 
TR2 OC72 

TI trasformatore di uscita 5.000 il 5 VJ 
V voltmetro 

MI mllliamperometro 100 mA f.s. 

Altop 5 W con 12/16 il di impedenza 

L’intero apparato con gli strumenti viene a costare 
sulle 8.000 lire, senza strumenti si aggira sulle 
4000 lire. 


366 



ricevitore non può vantare una grande selettività e sensibilità, 
come il semiprofessionale del sig. Ugliano Antonio; ma serve 
ad aprire le porte di un mondo pieno di dati tecnici e curio¬ 
sità; per quelle persone che non hanno mai teso Vorecchio a 
tali emissioni veramente interessanti. Si noti nello schema il 
S2/S3/S4 commutatore a tre vie, che serve a introdurre nel 





















































circuito di amplificazione il circuito oscillatore OM/OCfOCC, 
a secondo delle frequenze che si vogliano ascoltare, li DGlf 
DGlfDGJf è un qualsiasi diodo al germanio OA701OA79Ì 
0AB5 ecc. Essendo in gioco le alte frequenze si raccomanda 
di fare i soliti collegamenti dell’osdllante i più corti possibilL 
Il potenziometro con interruttore R4fSl, svolge le funzioni di 
controllo volume del ricevitore. Si notino anche nello schema 
le tre entrate antenna Al/AIIAÌ, queste servono per collegare 
i tre tipi dì antenne esterne per le sopra accennate gamme. 
Per le gamme 8Ql4Q, Vantenna è composta da una trecciala 
di rame lunga 20 metri; per la gamma 20 metri è su0ciente 
una trecciola lunga IQ metri; per le OM uno spezzone da 7 
metri. La discesa sarà ricavata alla metà lunghezza della trec¬ 
ciola. Ho anche inserito^ ma può essere omesso^ un voltmetro 
per il controllo esaurimento pile, e un milUamperometro da 
100 mA /.j. per controllare la potenza dei segnali; e anche per 
rendere visibile il funzionamento deUHntero apparato. Ho inse^ 
rito tali strumenti in mio possesso, per controllare questo pic¬ 
colo ricevitore, che m'ha fatto sudare sette camicie^ per por¬ 
tarlo in questo staio. 


sperimentare 



!--J 

- Tic ’■ 


-lOfTì- - 

Ts * 


m 





La Torre: schizzo relativo alle antenne 


E ora qualche osservazione: 

1) forse poteva disporre all'Ingresso un circuito di commuta¬ 
zione, invece della serie di diodi; ma tutto sommato non è 
detto che sia più economico. 

2) Questo invece sì: è inutile lasciare il voltmetro sempre 
inserito, a consumare corrente; basta disporre in serie un pul- 
santino da schiacciare quando si vuole leggere la tensione ai 
suoi capi. 

3) E' piuttosto... insolito l'inserimento del milliamperometro, 
come da Lei escogitato. 

Comunque, bravo per la tenacia e il desiderio di migliorare 
sempre le Sue piccole creazioni! 


Sia a questo punto premiato Marco Lavazza Seranto, S. Croce 
1756, Venezia. 

Si dia pubblica lettura del suo scritto, si mostrino disegni e 
schemi e gli si rechi su un cuscino di velluto: una cellula 
solare, un diodo BYZ12 (600 Vpiv 2A), un transistor OC72, un 
cacciavitìno. 

Trombe! 

Egr. ing. Marcello Arias, 

Lo schema che Le invio, può servir bene a molti scopi. Lo 
propongo come esperimento per appassionati fotografi, ma so¬ 
stituendo le due fotaresisienze con termistori può funzionare 
da termometro, oppure studiando una opportuna meccanica, e 
delle sonde opportune, potrebbe trasformarsi in un registratore 
di curve. 

In ogni caso, consiglio dì fornire nei punti A, B, C, tensioni 
prelevate da un opportuno alimentatore, per non esaurire le 
batterie. 

Le due fotoresistenze vanno montate accostate e, se si vuole, 
staccate dal resto del circuito, per poter utilizzare ovunque 
tale esposimetro. Di esse, FRI porta alla conduzione TRI, se 
la luminosità ambiente supera un certo livello (determinato 
da un potenziometro semifisso PV), la seconda FR2 porta alla 
conduzione TRI’ se tale luminosità scende al di sotto di un 
certo livello determinato da P2\ 

L’importante è cercare di ottenere che i due livelli siano quanto 
più possibile vicini, ma che non si sovrappongano; ciò si potrà 
ottenere in sede di taratura. 

Supponiamo che la luce sia sufficiente a far sì che TRI con¬ 
duca. Allora condurranno anche TR2 e TR3. La corrente 



367 





















sperimentare collettore di TR3 scorrerà attraverso il motore, facendolo 

girare in un senso. L'albero del motore è calettato come si vede 
dal disegno su di una vite senza fine (si può trovare facilmente 
la stessa in tutti i negozi che tengono articoli di modellismo) 
e la vite senza fine agisce su di una ruota dentata, imperniata 
all'albero comune dei due potenziometri PI e P2, in modo da 
far diminuire la resistenza tra la base di TRI e massa. 


Lavazza Seranto: schema collegamenti meccanici 
del « coso » 


Laifazza Serafito: «corso» pi uri osi (vedi testo) 



PI, P2 potenziometri (vedi testo) 

P3, P4 potenziometri semifissi da 10 klì (servono 
a dosare il segnale su TR2 e TR2*. Possono 

essere sostituiti da resistenze fisse di valore 
opportuno intorno ai 6^7 kn) 

PI’, P2’ potenziometri semitisti da 200 kf2 
RI resistenza da Vz W 5 kn 

R2 resistenza da Vz W 10 MH 

FRI, FR2 fotoresistenze tipo G.B.C. D/118 
LP1,2,3,4 lampadine 9 V 200 mA (servono da 

limitatrici di corrente, possono essere sosti¬ 
tuite da resistenze) 

TRI, TRI’ transistori OC71, 2G109 (e qualsiasi 

transistor simile) 

TR2, TR2’ transistori OC71, 2G109 (c.s.) 

TR3, TR3’ transistori OC80 (e qualsiasi transistor 
in grado di sopportare la corrente richiesta 
dal motorino, che si aggira attorno ai 400 mA) 


368 





Èr# f j_ m 




li" 


CONTfìTT t 

M erode 






OTofit 


lnvice 


Po. a 


'Rds . 


Sii» sre ss ^ 




Quando la resistenza di PI avrà raggiunto un valore tale da 
non permettere a TRI di condurre, il processo si arresta. L'in¬ 
dice collegato al perno dei potenziometri, indicherà su di una 
apposita scala, i valori relativi della luminosità dell'oggetto 
tn esame. 

Se ora la luminosità scende oltre un dato limite, un processo 
analogo avviene per FR2 che aumentando la propria resistenza, 
porta TRV alla conduzione, e con lui TR2' e TR3\ La cor¬ 
rente di collettore i’ di TR3' scorrerà come la freccia in figura, 
facendo muovere il motore Af in senso opposto a quello di prima 
e riportando P2 verso valori alti di resistenza, fino a quando, 
essendo la base ritornata al potenziale di interdizione, il feno¬ 
meno cessa. 

Ora, siccome la fotoresistenza DfllS della G.B.C., assume nel¬ 
l’oscurità completa il valore di 10 MQ, mentre in piena luce rag¬ 
giunge valori intorno ai 300 Q, PI e P2 dovranno essere dei 
potenziometri l’uno del valore di 3-^10 kO. massimi, l’altro del 
valore massimo di 10 Affì. 

Ma poiché tali potenziometri non si trovano in commercio nel 
formato coassiale, si possono avere due diverse soluzioni del¬ 
l’inconveniente: 

A) Comperare due potenziometri dei valori suaccennati (G.B.C. 
Df241, L1241-1) e collegarli meccanicamente in modo da 
farli ruotare contemporaneamente. 

B) Usare un potenziometro doppio a comando unico da 1 Affì 
+ 30 kQ (G.B.C. DI293) e da una parte collegare in serie 
al 1° una resistenza da 9 AfQ, e per l’altro metterne in paral¬ 
lelo una da 12,3 kQ, in modo da ottenere in totale una resi¬ 
stenza da 10 kQ massimi. 

Consiglio la seconda soluzione, per quanto più semplicistica, 
in quanto ha il vantaggio di essere più pratica. 
















































Un'ultima nota sulle resistenze Ri e R2. Sperimentare 

Servono a restringere il campo delle misure verso le più alte 
luminosità; naturalmente, inserendo tramite 12 tali resistenze, 
cambia la taratura dello strumento e bisognerà disegnare un'al¬ 
tra scala tarata per questa nuova situazione. 

Lo schema del commutatore elettronico formato da TR2, 3 e 
da TR2', 3', non è nuovo su queste pagine (v, C.D. 1966 n. 3 
pag. 177, Pie' veloce tartaruga sprint del signor Dante del 
Corso ). 

I vantaggi di tale tipo di esposimetro su quelli soliti sono di 
carattere economico. Infatti manca lo strumento che dovendo es¬ 
sere sensibile (meno di ImA f.s.), costa molto. 

Inoltre l'uso di un commutatore senza relay rende ancora più 
economico l'apparecchio. 

Distinti saluti. 


Abbiamo un rif... geghegeghegeghegè... molto semplice! Se avete 
un rif, affidatelo a Luigi Belvederi, il-11660, via Vignatagliata 26, 
Ferrara, che lo irradierà per l’aria: 

Gentile ingegnere, 

dopo lo schema del convertitore per OC del Maggio scorso, 
torno ancora a Lei con una elaborazione dello schema di radio- 
microfono apparso in «Sperimentare» n. 11-65 a firma di 
Renato La Torre. 

Costruito per passatempo l'apparecchio, ho notato una portata 
veramente scarsa, forse anche per il tipo di transistor usato 
(2N99). Allora, come vedrà nello schema, ho adottato un 
parallelo di 2N408F, reperiti alla Fantini di Bologna per ap¬ 
pena 300 lire la coppia, e le cose sono andate veramente me- 
glio. Non trovando i 2N40SF si possono impiegare 2XOC72 
o OC74, € la differenza non dovrebbe essere apprezzabile. Ma 
di un radiomicrofono non sapevo che farmene; colpo di genio 
e ho pensato di usarlo per trasmettere la musica del giradischi. 
Dopo tanta « suspense », eccoLe lo schema: 


AVVISO IMPORTANTE! 

Radiomicrofono FM, tre transistore, completo 
funzionante con microfono e scatola di plastica, 
antenna 15 cm.. mm. 72x68x26 L. 10.000 

Come sopra, ma solo circuito montato funzio¬ 
nante, mm. 58 x 22 x 20 L. 5.800 

Amplicatore BF, 1 W, tensione 2/15 Vcc, impe¬ 
denza 4/16 Ohm. dimensioni cilindro 25x20 mm., 
il più piccolo amplificatore esistente sul mer¬ 
cato, ad un prezzo così conveniente ! solo 

L. 2.950 

Per pagamento all’ordine, spedizione in porto 
franco: non si accettano assegni o contrassegno 
e si prega affrancare per le risposte. 

LAE casella 209 Brescia 



Di piccoli trasmettitori per giradischi ne sono stati pubblicati 
tanti, ma questo, a parte la grande semplicità circuitale, esige 
un collegamento con l'amplificatore che anche un profano può 
fare, e — quel che più importa — non bisogna « sventrare » 
il giradischi. Naturalmente il volume dell'amplificatore va te¬ 
nuto molto basso, per una modulazione indistorta. La portata, 
con un pezzo di filo da 1,5 mt. circa, è di un 20-30 mt. con 
ostacoli frapposti. In linea d'aria senza ostacoli e linea ad alta 
tensione, la portata si aggira sui 100 mt. 

Sperando ospitalità su CD., la saluto cordialmente. 
















Sperimentare 


Accelerare, accelerare: acchiappiamo al volo il vecchio amico 
Gian Carlo Venza, via Raffaele Cappelli 5, Roma, e facciamo¬ 
gli vuotare il sacco; fa’ un mucchio di storie iniziali, compli¬ 
menti, ecc. via tutto! Decisi, lapidàri, al sodo: 



G.C. Venza: automotoradioricevitore 


CI 365 pF variabile 
C2 1000 pF 

C3 10 tiF 10 V elettrolitico 
C4-C5 20.000 pF 
C6 100 pF 

C7 10 tiF 10 V elettrolitico 
C8 100 [iF 12 V elettrolitico 
R1 250 kn 
R2 10 kn 

R3 10 kn potenziometro 

R4 50 kn 

R5 57 kn 

R6 33 n 

R7 1500 n 

R8 4,7 n 

R9 5 n 4 W 

TR1 2N169 

TR2 OC72 

TR3-TR4 OC74 

J1 impedenza A.F. 

TI photovox T/70 

T2 trasformatore di accoppiamento per push-pull 
di OC74 

T3 trasformatore di uscita per push-pull di OC74 
LPl 12 V 3 W 

Li 80 spire. L2 4 o 5 spire filo 0 0,3 mm, su 
ferrite 5x2 piatta 



NON E’ FACILE possedere un oscil¬ 
loscopio a 5 tracce, ma Voi lo 
potrete utilizzando lo schermo GI¬ 
GANTE del Vostro stesso televi¬ 
sore, senza alterare il suo circuito 
ed il suo normale funzionamento. 
ECONOMICO. 

Chiedete subito istruzioni e disegni 
del nuovo « TV scope » inviando 
vaglia di lire 1500 a ilNB Nascim- 
ben Bruno CASTENASO (Bologna) 


370 


Gentilissimo Ingegner Arias, 

... (omissis) passiamo allo schema. 

Anche questo non è stato progettato da me (non sono inge¬ 
gnere elettronico... per ora...) ma si tratta deWunione di due 
schemi apparsi molto tempo fa su una Rivista di elettronica. 
Si tratta di un... surrogato di autoradio, messo assieme per rh 
speiio al mio esausto portafogìL 

Avrei potuto usare il portatile a transistori, ma la scarsa pa- 
lenza di uscita e Vassoluta necessità di una antenna esterna^ 
mi spinsero a cercare tma soluzione migliore. Tempo fa rea¬ 
lizzai un ottimo amplificatore per giradischi con 2ì^OC74 in 
push-pull che già da un pezzo dormiva in un cassetto, soppian¬ 
tato da un giradischi sterco. Vensai che la sua buona potenza 
di uscita sarebbe stata pià che sudiciente per vincere il rombo 
della mia potente... 500 e decisi di usarlo come amplificatore 
di B.F. Su di una vecchia Rivista trovai un insolito ricevitorino 
che dallo schema mi sembro ottimo. Detto fatto realizzai il 
tutto e lo accoppiai aWamplificatore. La prima prova si con¬ 
cluse con la rottura dei due OC74 a causa deWerrato inseri¬ 
mento della hatteria, ma successivamente tutto funzionò a d.overe. 
A dìfierenza ds^i altri schemi a transistori, questo ha il nega¬ 
tivo a massa e ciò in vista del suo impiego come autoradio. Vo¬ 
lendo, si può anche fenderlo autonomo, collegando una pila da 

9 volt ai punto A ed eliminando la lampadina, la resistenza 

R9 e il condensatore C8. Piu Tantenna è lunga e migliore sarà 
il rendimento (attenti però ai fili del trarn...!)^ Il tutto può 
essere realizzato su di u ?2 pezzo di perforato plastico, o, avendo 
tempo e pazienza, su circuito stampato. Io avevo realizzato 
ramplificatore su una lastrina di ottone cromato e per il circuito 
di sintonia ho usato il circuito stampato, ma ognuno può fare 
come crede. Nulla vieta di realizzare le due sezioni in due 
differenti contenitori, uniti con un cavetto schermato. Ualtopar¬ 
lante deve essere di almeno 10 cm di diametro, circa un watt 
di potenza. Io ho usato due altoparlanti con un opportuno 
potenziometro di bilanciamento. Il tutto non necessita dì al¬ 
cuna regolazione per H mimmo fumo, tranne Taggiunta o lo 
svolgimento di qualche spira di Lì. Vamplificatore può anebe 
essere usato, con un preamplificatore anche semplicissimo, an¬ 
che con un pick-up o, come ho fatto io, con la piastra mecca¬ 
nica dì un vecchio registratore con la sola testina di riproduzione, 
per riprodurre nastri precedentemente incisi. Ciò per evitare 
che, come accade durante i programmi della una dolce 

melodia venga brutalmente interrotta da annunci come: « Solo 
con il formaggino Zip i bambini crescono sani e forti »! il che, 
a volte..., può scocciare parecchio... 

Anche se fatti come la pubblicazione di un mio schema su di 
una Rivista come C.D. avvengono assai raramente, tuttavia io 

10 spero ugualmente. 

Distinti saluti. 


In chiusura, vi « passo » io uno schernirò che potrà esservi 
utile in qualche occasione. 

Si tratta di un adattatore di impedenza a transistor, idoneo a 
creare un'uscita senza attenuazione per una cuffia a bassa im¬ 
pedenza, ove sia prevista solo Vuscita ad alta impedenza; in 


























ogni altro caso in cui si debba connettere un'impedenza intorno 
ai 600Q a un'uscita sui lOO.OOOQ il circuito vi sarà utile. 


Sperimentare 


"asìii 


\ 

suri 


« 4 '^. 


L'alta impedenza del circuito in ingresso è ottenuta a spese di 
una perdita di segnale ai capi della resistenza da 100 kQ, ma 
questa perdita è compensata dal transistor ad alto guadagno. 
La resistenza da 5 kQ può essere sostituita da un potenziome- 
trino di analogo valore, per regolare il volume in cuffia; il 
potenziometro va connesso come la resistenza, ai capi del col¬ 
lettore € dell'alimentazione; il cursore va al condensatore da 
8 [ìF. 


Con questo, tra fischi e lazzi per l’ignobile circuitino, mi allon¬ 
tano mogio mogio e vi saluto caldamente... al r di luglio. 


La sezione ARI di Forlì comunica a 
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371 






















★ il nostro concorso sul tema RADIOCOMANDI ha avuto un successo notevole e abbiamo dovuto svolgere un lavoro non 
indifferente di cernita tra i diversi elaborati, alcuni troppo elementari, altri esclusivamente teorici. 

Tra tutti i progetti ricevuti, riteniamo di averne individuati due che rappresentano abbastanza bene le finalità del concorso. 
Abbiamo voluto considerarli vincitori ex-aequo e pertanto, modificando le norme già indicate, retribuiremo ambedue i 
progetti alla pari e invieremo a ciascuno dei due vincitori il premio: ad uno il rotore d’antenna CROWN offerto dalla 
Ditta Maestri e all'altro, un premio di valore completamente equivalente. 

I vincitori sono i signori GIANNI PARRELLA e PAUL PFIFFNER. Per ragioni di spazio, dobbiamo pubblicare i due progetti in 
due numeri distinti di CD. ★ 



8 cura dì Gianni Farrelta 



y 

R C special 

radiocomando per auto 


★ Questo mio elaborato vuol essere più che una 
trattazione sistematica di un progetto, una espo¬ 
sizione appena sufficiente a illustrare alcune Idee 
nuove relative ad alcuni problemi che solitamente 
si pongono agli appassionati di modellismo: sug¬ 
gerimenti non specifici, quindi, e che possono esse¬ 
re adattati a qualsivoglia forma di tele-radio-co¬ 
mando. Ciò vuol dire, che se per qualche ragione 
personale odiate le automobili, trattenetevi dal vol¬ 
tar pagina, dopo aver letto il titolo: qualcosa po¬ 
trebbe adattarsi alla Vostra piccola Forrestal, o 
al Vostro nuovo modello aereo. ★ 


1 - INTRODUZIONE 

Fin da quando mi sono interessato di modelli 
d’auto, guidati a distanza, un problema insolubile 
per me, è stato come fornire a un apparato elet¬ 
tromeccanico qualsiasi, una tensione variabile, in¬ 
dipendentemente dalla distanza, senza impiegare 
un radiocomando a 50 canali (!). Ho studiato a fon¬ 
do la questione e ciò che qui di seguito sarà es¬ 
posto, è il risultato di tutti gli esperimenti, i di¬ 
segni, i progetti elaborati per vari mesi — ru¬ 
bacchiando qualche ora al diritto o alla ragazza — 
per mettere a punto un sistema, che mi diede poi 
piena soddisfazione, allorché, nell’estate 1964, lo 
applicai su un rudimentale ma funzionale modello 
di « 1300 Fiat», scala 1:8. 

Purtroppo, non disponendo di molti mezzi (leg- 
giidanaro), dovetti realizzare tutto alla meglio, con 
materiale molto spesso di recupero o avuto in 
prestito: poco è rimasto ora di quel piccolo capo¬ 
lavoro (non è presunzione la mia), che spero, in 
un prossimo futuro, di ricostruire avvalendomi an¬ 
cora una volta deH'aiuto dei miei fidi collaboratori 
e amici, G. Lucchese (finanziatore disegnatore). A. 
Fienga (progettista meccanico), P. De Rosa (mo¬ 
dellista di valore). 












Ora in occasione della gara indetta dalla nostra 
Rivista, ho ripreso in esame i progetti, memori di 
remota gloria, ho rifatto nuovamente tutto il ca¬ 
blaggio del circuito, perfezionandolo ulteriormente 
coi moderni componenti elettronici, e ve lo pre¬ 
sento, sicuro del vostro consenso. 

2 ■ LA PARTE ELETTRONICA 

La migliore soluzione dell’annoso quesito era 
quella di viaggiare sulle VHP (almeno 100 MHz] in 
P.M. irradiando un segnale complesso, contenente 
fino a tre informazioni diverse — una per il mo¬ 
tore, una per lo sterzo, l’ultima per i dispositivi 
supplementari. Si premetta che tutt’ ora non ho 
molta familiarità con le onde cortissime, e rimasi 
arenato al mio ricevitore casalingo in F.M. (che 
scandalo!) pur essendo riuscito a decodificare per¬ 
fettamente il segnale. Mi sono adattato, allora, a 
conservare solo alcune delle caratteristiche sa¬ 
lienti dell’apparato, abbinando un normale sistema 
di radiocomando pluricanale, a un originale circuito, 
capace di tradurre le variazioni di frequenza in 
variazioni di intensità di corrente, 
li nostro amico comune Maurilio Nicola ha in¬ 
tuito un brillante sistema di sterzo telecomandato 
(CD, 4/’65) ma si è affidato a elementi troppo in¬ 
stabili nell’accoppiamento e critici nella distanza: 
mi ha fatto comunque meditare su una eventuale 
soluzione. 

Tornando a noi, quindi, più che preoccuparmi di 
sperimentare nuovi circuiti di trasmettitori o rice¬ 
vitori, che fra l’altro popolano a dozzine le pagine 
della nostra Rivista, ho preferito rivolgere la mia 
attenzione verso altri problemi, esclusivamente 
teso, peraltro, a realizzare un complesso di sicuro 
affidamento e alta stabilità. 

Per soddisfare a queste condizioni, ho scelto un 
classico TX quarzato e una supereterodina, quale RX 
dalle insuperabili prestazioni; sua prerogativa es¬ 
senziale, infatti, è la sensibilità elevata e pressoché 
costante, in virtù dell’ottima trovata del C.A.S., 
il cui semplice funzionamento sarà senza dubbio a 
tutti noto. Perché le ottime caratteristiche del 
suaccennato binomio TX-RX non vadano sprecate, 
bisogna curare che l’informazione trasmessa sia 
sicuramente decodificata in seno al ricevitore, e 
raggiunga il circuito cui è stata predestinata. 

Si aggiunga a ciò che la particolarità del sistema 
esige che vengano irradiate, con la portante A.F., 
due note B.F., simultanee e distinte, — una senza 
sosta, l’altra a intervalli — e che, inoltre, ognuna 
di esse, ricevuta e rivelata, debba eseguire la pro¬ 
pria funzione, con una possibilità di errore tra¬ 
scurabile. 

Per evitare ogni probabile interazione fra le note, 
allorché esse venivano inviate simultaneamente, 
studiai, aH’oscilIoscopio, tutte le possibili combi¬ 



nazioni di forme d'onda, e scelsi, infine, uno stabile 
generatore a dente di sega « blocking *» — OXBF1, 
con riferimento allo schema a blocchi — tarabile 
tra i 200 e 500 Hz, a seconda della frequenza di 
risonanza delle lamine del relay selettivo, e un 
generatore di onde quadre (OXBF2], fornente 
impulsi variabili fra circa 2 e 5 kHz, adatto al fun¬ 
zionamento del discriminatore che, nel mio modello, 
regolava la velocità di rotazione del motore di 
trazione (MT). 

A OXBF1 segue necessariamente uno stadio adat¬ 
tatore di impedenza (E.Fw.), che aumenta le ca¬ 
ratteristiche di stabilità deH'oscillatore: i segnali 
vengono poi sovrapposti e giustamente dosati dallo 
stadio mescolatore seguente (MIX), donde, linear¬ 
mente amplificati, provvedono alla modulazione della 
portante R.F. (figura 1). 



Figura 1 • Schema a blocchi 

Per quanto riguarda la sezione RX, dopo la rivela¬ 
zione, il segnale che si presenta agli stadi ampli¬ 
ficatori è quasi un obbrobrio: ma l’amore per la 
scienza ci suggerisce sagacemente di spegnere 
l’oscilloscopio e di procedere senza. 

P PRE e IP PRE provvedono quindi ad amplificare 
rispettivamente le note basse e le note acute, se¬ 
lezionate molto semplicemente: le prime opportu- 
natamente potenziate, vanno ad azionare una delle 
corrispodenti lamine del relay selettivo RS. Le rima¬ 
nenti frequenze alte, respinte dal filtro passa-basso 
(H.C.F.), amplificate, vengono squadrate dall’im- 
mancabile trigger di Schmitt, che eccita un di¬ 
scriminatore di frequenza, cui segue un compa¬ 
ratore (COMP) e una catena di stadi amplificatori 


























3 - LA SEZIONE TX 


in C.C. (AMP.CC.), che pilotano il transistor fi¬ 
nale di potenza e, di conseguenza, GRADATAMENTE, 
il dispositivo ad esso asservito: si è così realiz¬ 
zato un comando a distanza molto flessibile, su¬ 
scettibile di numerose applicazioni, di grande si¬ 
curezza, e per finire, insensibile alla maggiore o 
minore distanza intercorrente tra TX e RX. 

Il relay RS, per ultimo, pilota coi suoi contatti, al¬ 
cuni dispositivi di facilissima realizzazione, es¬ 
sendo quasi tutti dei multivibratori bi- mono- a- sta¬ 
bili, le cui elementari funzioni verranno chiarite a 
loro tempo. 


Seguendo lo schema elettrico relativo, non s’in¬ 
contra niente di straordinario; i due oscillatori BF, 
stabilizzati a zener, sono di concezione classica, 
e la grande stabilità che li distingue è dovuta prin¬ 
cipalmente ai gruppi TRI e CI, TR2 e C2, nonché 
ai resistor! di emettitore R1 e R3 (figura 2). 

Le resistenze variabili RV1-^8, sono del tipo mi 
niaturizzato, e servono per determinare ognuna la 
frequenza di risonanza meccanica delle lamine del 
relay selettivo; PC1^8 sono, evidentemente, inter- 



6 

S 

s 

V 

E 

cS 




























































































ruttori normalmente aperti, quali pulsanti, contat¬ 
ti di relay, ecc. PI serve invece per variare pro¬ 
gressivamente le frequenza di OXBF2,e RV9, per 
stabilirne un minimo intorno ai 2-2,5 kHz. Il cir¬ 
cuito servito T2 è uno stadio ad alta impedenza di 
ingresso, ideale per non caricare OXBF1 e mante¬ 
nerne la forma d'onda molto regolare; T3 e T4, 
avendo in comune la resistenza di collettore, me¬ 
scolano infine i due segnali, dosati opportuna¬ 
mente dalle resistenze R5 e R6. 

Ancora nulla di speciale per quanto riguarda il 
trasmettitore; lo oscillatore RF è eccitato a quarzo 
(in overtone), il che assicura una stabilità suffi¬ 
ciente, anche per variazioni importanti della ten¬ 
sione di alimentazione. Lo stadio è servito da un 
Philips AF124: ma nulla vieta di usare al suo po¬ 
sto un componente professionale adatto; nel cir¬ 
cuito di collettore sono inseriti L1 e C3, che ver¬ 
ranno accordati sulla frequenza del quarzo. Nello 
stadio amplificatore successivo è usato un AF118/p, 
accoppiato al primo induttivamente, il quale prov¬ 
vede a potenziare la portante, che viene poi pre¬ 
levata da un link, dal circuito risonante di collet¬ 
tore del finale, e trasferita opportunamente all’an¬ 
tenna. A questo punto ho preferito modulare, con¬ 
temporaneamente, ambedue gli stadi A.F., dal mo¬ 
mento che rAF118/p lavora in un punto particolare 
della sua curva caratteristica, e non è quindi suf¬ 
ficiente in questo caso la sola variazione della ten¬ 
sione di collettore: si aggiunga, poi, che adottando 
questo sistema, la potenza B.F. da fornire può es¬ 
sere ridotta alquanto; infatti viene usato nello 
stadio modulatore solo un AC128. 


4 - LA SEZIONE RX 

Per evitare di propinarvi un altro fiume di parole, 
nonché un’altra lunga teoria di transistori, non ho 
riportato, né parlerò dello schema della superete¬ 
rodina, presupponendo una simile reallzzione, al¬ 
meno quanto basta per tarare un ricevitore e met¬ 
terlo in passo col TX. 



Il segnale rivelato, viene da T9 e T13 egualmente 
amplificato ma segue vie diverse a seconda della 
frequenza; infatti rispetto alla C.A., la reattanza 
di C7 e la resistenza da 3,9 kQ formano un partito¬ 
re di tensione; alle alte frequenze, il valore di 
XC7, è relativamente piccolo rispetto alla resisten¬ 
za di base di T13, e quindi tutto il segnale viene 
amplificato, mentre le note basse incontrano al loro 
passaggio una forte opposizione. Il contrario invece 
succede per Io stadio servito da T9, in quanto ad 
esso segue un « high cut filter », cioè un passa- 
basso semplice ed efficiente; ai capi di C6, il se¬ 
gnale è molto debole, è fortemente spianato, e 
viene quindi potenziato da T10 e T11 e raggiunge 
il relay RS (figura 3]. 

Ritornando un po’ indietro, dal collettore di T13, 
la nota acuta viene applicata a uno squadratore, il 
trigger di Schmitt, che rende il segnale con un 
fronte di attacco molto ripido, per cui è adatto a 
eccitare direttamente il discriminatore (ormai fa¬ 
moso!); agendo su P3, si regola la sensibilità di 
quest’ultimo, variando appunto la forma d’onda. 
T16, come è facile intuire, condurrà esclusiva- 
mente nelle alternanze negative, portando il poten- 


Figura 3 - Schema sezione relay selettivo. 



















zìale di collettore dal valore — Vz3 (rispetto mas¬ 
sa] ad un valore — Vo, molto più positivo de! 
primo, al ritmo della frequenza: di questo andiri¬ 
vieni profitta C9 per caricarsi e scaricarsi e pro¬ 
durre sul cursore di P4, una corrente proporzio- Figura a 

naie ad essa (figura 4]. Schema completo gruppo discriminatore. 




}>' S'11 onot/rnolYiAutbt cViuuaq 


ftmghiWìi 


Questo, molto grossolanamente, il funzionamento 
dello stadio. 

Però, OXBF2 produce oscillazioni minime di circa 
2 kHz, alla quale frequenza corrisponde, coi valori 
indicati, una corrente di circa 50 iiA, che diverreb¬ 
be un intollerabile bagaglio di milliampere sulla 
base di T23; ho dovuto perciò complicare un po’ 
le cose aggiungendo un comparatore che « azzera » 
perfettamente la corrente residua pur lasciando 
inalterate tutte le variazioni successive: P4, quin¬ 
di, funziona da « regolatore del minimo ». 

La tensione fissa da comparare è fornita dallo zener 
Z4 sul quale è connesso anche l’emittore di T19 
che provvede alla prima amplificazione, seguito per 
forza di cose (anzi di polarità) da un complemen¬ 
tare NPN, T20, e da tre altri amplificatori, 
il circuito è frutto di una laboriosissima messa a 
punto, in quanto l’amplificazione DEVE ESSERE 
PROGRESSIVA e non mi è stato possibile adottare 
i sistemi convenzionali: ecco perché ci vuole « qual¬ 
che » transistor in più. E’ evidente che T23 e rela¬ 
tive resistenze, deve essere impiegato solo se 
viene usato in un motore superiore a 15 W, cioè 
un carico che assorbe a pieno regine più di 2,5 A; 
io ne usai uno tedesco, riavvolto, che assorbiva 
un massimo di 30 watt, e cioè 5 A a 6 V, per cui 
dovetti sperimentare anche il circuito relativo al- 
l’ASZIS. 


5 - I DISPOSITIVI SUPPLEMENTARI 

Questi da me descritti sono semplicissimi circuiti 
che, asserviti al relay « vibrante », coadiuvano a tra¬ 
sformare un impulso in una determinata funzione 
meccano-elettrica. Evidentemente, con una buona 
dose di pazienza si può scavalcare anche que- 
st’altra marea di transistori ricorrendo a contatti 
meccanici: ma, poiché io odio i « contatti » (...fino 
a un certo punto!], ho preferito ricorrere all’elet¬ 
tronica. 

Dopo questo preambolo vi dò un’idea di come ho 
divise le funzioni di RS. 

RSl = sterza destra 

RS2 = sterzata sinistra 

RS3 = frizione elettromeccanica 

RS4 = marcia (P e IP] 

RS5 = retromarcia 

RS6 = lampeggiatore di direzione 

RS7 = freno e stop 

RS8 = avvisatore acustico e luci 

Il dispositivo dello sterzo merita la vostra atten¬ 
zione, perché non v’è nulla di più realistico (tran¬ 
ne un circuito molto più complicato): si divide in 
due parti, la parte montata sul TX e la parte sul- 
l'RX (figura 5). 














































1 



/YTxtori'no 


Figura 5 

Dispositivo di comando sterzo: 

1) Tx 

2) Rx 


Voi saprete che un motore, se fatto girare, essen¬ 
do reversibile, produce una corrente continua, di 
senso negativo o positivo, e seconda del verso di 
rotazione: ebbene sfruttando questo principio, se 
calettiamo sull’asse del motore un volante (alla 
buona) con un appropriato riduttore (1:8, almeno) 
otterremo che più giriamo il nostro volante e mag¬ 
giormente ruota Io sterzo corrispondente sul no¬ 
stro modello, poiché RS1 o 2 resterà attratto un 
tempo più lungo. Niente di più reale quindi. 

La frizione, è costituita da una elettrocalamita a 
ferro mobile che sposta tutto il blocco motore di 
pochi millimetri dagli ingranaggi: un multivibratore 
bistabile la comanda, azionandola alternamente. 
RS4 comanda un flip-flop il quale eccita uno dei 
due monostabili relativi alla prima o alla seconda 
marcia (figura 8). 

RS5 fornisce i suoi impulsi a un altro bistabile che 
provvede solamente a invertire le polarità del mo¬ 
tore MT. 

RS6 pilota due bistabili in cascata, e questi un asta¬ 
bile, quale lampeggiatore, in modo da avere a 
ogni impulso successivo le seguenti condizioni: 
spento, acceso — destra, spento, acceso — sini¬ 
stra, commutabili velocemente (figura 6). 

RS7 chiude un servo-relay che accende gli stops, 
aziona il freno e apre Sy della figura 3. 

RS8 aziona o la sirena o i fari, secondo che ci sia 
molta o poca luce (la sensibilità è variabile), e 
anche qui si ricorre alTimmancabile flip-flop (fi¬ 
gura 7). 


TZ8 



Elenco componenti notevoli 

Resistenze 

R1-R16 330 n 10% 

R2-R4-R9-R12 560 « 5% 

R3 220 n 10% 

R5 10 kn vedi testo 
R6 4,7 kn vedi testo 
R7 vedi testo 
R8 4,7 kn 5% 

RIO-RII 3,3 kn 10% 

R13 1,8 kn 10% 

R14 100 n 1 W 5% 

R15 120 n 10% 

R17 12 n 3 W, filo, 1% 

R18 47 n 1 W, 5% 

R19 22 n 1 W, 5% 

R20 220 n 5% 

R21 1,8 kn 5% 

Le altre al 20%, Vi W 

RV1-^10, resistenze variabili 

PI, potenziometro logaritmico 

P2'^5, micro-potenziometri 

Condensatori 

CI 150 nF, ceramico 

C2 4,7 nF, ceramico 

C3-C4 30 pF, variabile ad aria 

C5-C7-C8 50 nF, ceramico 

C6 100 nF, ceramico 

C9 6,8 nF, ceramico 

Tutti i condensatori sono al 5%. 

TR1-TR2 primario trasformatore push-pull (v. testo) 

TR3 GBC H/388 

TR4 primario GBC H/334 

Semiconduttori 

T1-T6 ASY27, ASY26 

T2-T9-T10-T13-T19 AC126, AC137 (AF116) 

T3-T4-T11 AC132, AC136, AC121 
T5-T12-T21 AC128, AC153, (AC142) 

T7 AF124, AF164 
T8 AF118/P 

T14-T15-T16-T17.T18 AC125, AC135 
T20 AC127. AC141 
T22 AD139, AD149, OC26 
T23 ASZ18. AD133 

T24-T27-T30-T31-T32-T33-T35-T36-T37-T38-T39-T40-T41 

ASY80 

T25-T26 ASY74, (AC127-AC141) 

T28-T29-T34 ACY32, (AC153-AC128) 

D1-D2-D3-D4 AA119, AAY11 (0A95) 
D5-D6-D7-D8-D9-D10 AAZ17 (0A92) 

Z1-Z2 BZY83/C 7V5, 0AZ205 
Z3 BZY83/C 6V2, 0AZ203 
Z4 BZY83/C 4V7, 0AZ200 
Varie 

Qx quarzo overtone 27-^29 Mc/s 
L1 supporto GBC 0/666 -|- nucleo 0/627; filo rame 
smaltato 0 1,2 mm; primario 11 spire; secon¬ 
dario 2 spire 

L2 come LI; solo che il secondarlo è di 3 spire 
L3 supporto come L1; 16 spire 
RS relay a lamine vibranti. (Ditta MOVO, Milano, 
piazza M. Clotilde) 

RY1, RY2, RY5 6V/300 n; relais scambio semplice 
(KAKO) 

RY3, RY4 6V/300 n; relay doppio scambio (R. Ca¬ 
sadio) . 



























T!o 




Figura 6 

Circuito lampeggiatore di 
direzione 




m? 


MVB multivibratore bistabìie 
MVA multivibratore astabiie 
CCM circuito commutazione 


H\/B 


6 - I COMPONENTI 

Poche parole sui componenti il circuito. T1 e T6 
sono degli ASY27, semiconduttori professionali 
dì grande stabilità e « reliability » che possono es¬ 
sere sostituiti dai similari; tutti gli AC125 e AC132 
Philips sono stati scelti per la buona dissipazione e 
il discreto guadagno, mentre gli AC126 sono in¬ 


vece usati negli stadi ad alta amplificazione, e pos¬ 
sono essere vantaggiosamente sostituiti dagli 
AC137 ATES. Per quanto riguarda invece i tran¬ 
sistori da T18 a T23, essi dovrebbero essere quelli 
indicati: al più, adattando per ogni sostituzione 
valori di resistenza appropriati, si può scambiare 
rAC128 con l'ottimo AC153: l'AD139 con rOC26 o 
l’AD149 e per ultimo, l’ASZ18 con l’AD133 Siemens. 





15 

fUjIPiC UlC 3 


Figura 8 

Monostabile completo 




Figura 7 

Avvisatore acustico e luci 


fC- 














































































Nei dispositivi ho usato dei buoni ASY80 dal basso 
costo e dal grande affidamento, e gli ACY32, per 
la forte corrente di collettore ammessa. 
Comunque niente paura: anche se usate, come 
feci io nella prima versione, una « manciata » di 
vetusti e gloriosi SFT..., OC..., 2G..., saggiamente 
scelti, il tutto funziona lo stesso. 

I relays si possono autocostruire quasi tutti, men¬ 
tre le elettrocalamite DEVONO essere costruite, 
con un po’ di pazienza, avvolgendo almeno 800±1000 
spire su rocchetti non molto grossi, con filo di rame 
smaltato, di diametro variabile con la potenza 
stessa dell’elettromagnete. 

Ancora una cosa; laddove le resistenze sono ri¬ 
chieste a bassa tolleranza, è consigliabile acqui¬ 
starne almeno 4 del valore nominale corrispondente, 
e scegliere con un ohmetro quella che maggior¬ 
mente risponde alle caratteristiche richieste. Per 
ultimo, TR1 e TR2 sono dei trasformatori per push- 
pull di 2G270, di colore giallo e di piccole dimen¬ 
sioni: sono comunque sostituibili coi tipi similiari. 

7 - REALIZZAZIONE PRATICA 

Non posso qui, per la natura stessa del mio ela¬ 
borato, soffermarmi a lungo sulle caratteristiche 
meccaniche del modello, ma tengo a precisare che 
a nulla vale un complesso elettronico ben proget¬ 
tato se, in questa circostanza, si trascura l’ele¬ 
mento meccanico, in quanto esiste una logica com¬ 
plementarità fra le varie parti. 

E’ lapalissiano quindi che la realizzazione pratica 
del complesso, comporta delle difficoltà di ordine 
meccanico più che elettronico, in quanto la fila¬ 
tura del circuito — volendo escludere gli stadi A.F. 
dell’RX o TX — non è assolutamente critica: basti 


pensare che nelle prove generali da me ultima¬ 
mente fatte, ho usato quelle striscette con an¬ 
coraggi da cento lire il metro, in vendita alla G.B.C. 
Ho già detto altrove della « frizione » e voglio ag¬ 
giungere qualcosa ancora sul cambio dove io in¬ 
contrai le difficoltà maggiori. Vi consiglio, al pro¬ 
posito, di usare un asse di trazione a sezione esa¬ 
gonale o quadra, sul quale adattare due ingranaggi 
diversi di diametro, ma solidali tra loro; scorre¬ 
voli nel senso parallelo all’asse, ma legati al senso 
di rotazione di questo. Nel contempo che tutto il 
blocco motore si allontana dai ruotismi una coppia 
di elettrocalamite provvede a scambiare gli in¬ 
granaggi, variando il rapporto di trasmissione. Dato 
il peso della mia vetturetta, e il potente motore, 
con riduttore incorporato di 1:2, potei usare come 
rapporti di velocità, 1:3, per la prima marcia; 1:2, 
per la seconda. In queste condizioni « lanciando » 
saggiamente il modello su un tratto piano e di 
recente asfaltato della autostrada Sa!erno-Avelli- 
no — tutt’ora in costruzione — senza un alito di 
vento, potei misurare con opportuni accorgimenti, 
una massima velocità di 15,5 km/ora (!] (figura 9]. 
Per quanto concerne invece la realizzazione della 
parte elettronica, io fui molto avvantaggiato nei 
cablaggio, potendo disporre di gruppetti premon¬ 
tati e modificati, secuperati da un calcolatore: per 
il resto con un trapano, un grosso chiodo, un fo¬ 
glio di bachelite e un seghetto, realizzai una sorta 
di circuito stampato di buona solidità, sul quale 
fissai tutti i componenti. 

8 - LA MESSA A PUNTO 

Questa fase finale del lavoro richiede un po’ di 
attenzione. 



CICERO 


f'JSftUia 




PflRT\COLftRt 




CtsciMarro Al (jufiLt' 

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--^ 



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il 



1 



Figura 9 

Schizzo del cambio marce 



















































Si comincia dal TX e, senza modulare, variando 
L1 e C3 si cerca l'accordo con la frequenza del 
quarzo, servendosi solo di un milliamperometro, e 
di un semplice misuratore RF (a volte, per otte¬ 
nere una sicura e massima oscillazione AF, biso¬ 
gna variare R7 fra 180 e 330 Q). Indi velocemente 
si passa allo stadio successivo e si ripete l'ope¬ 
razione, cercando la risonanza del circuito L2-C4, 
rivelata dal milliamperometro con un dip improv¬ 
viso, mentre con la sonda a una certa distanza, si 
varia un poco l’accoppiamento (dal Iato freddo) 
fra primario e secondario di LI, o si invertono i 
capi di quest’ultimo, per ottenere la massima 
uscita RF. 

A questo punto si da tensione al modulatore e si 
osserva ancora una volta lo strumento, che deve 
segnare un massimo di corrente sul collettore di 
T8, di circa 12-^16 mA e, nel contempo, inserita 
l'antenna, si ascolta l’emissione sulla superepro- 
dina, opportunatamente predisposta; per non so- 
vramodulare la portante, è consigliabile variare in 
giusta proporzione le resistenze limitatrici R5 e 
R6, finché le note siano ben distinguibili in seno 
al ricevitore. 

Tarata la parte AF, variando e fissando con cura I 
micropotenziometri RV1-^8, si determinano le fre¬ 
quenze caratteristiche dì risonanza delle lamine di 
RS: dopo aver semplicemente regolato P2, per do¬ 
sare l’intensità del segnale, e RV10 per ottenere 
una certa premagnetizzazione del nucleo di RS, in¬ 
dispensabile al buon funzionamento dello stesso 
(figura 3). 

Per la sezione discrìminatrice (Vi raccomando di 
usare il giusto valore per C7 e C9!], basta inse¬ 
rire nel punto X della figura 4, scollegando il cur¬ 
sore di P4, un microamperometro da 200 - 300 - uA 
f.s., e pregare un amico di ruotare PI sul TX in 
modo da avere, in corrispondenza della massima 


frequenza di OXBF2, una corrente di circa 200 |iA 
— regolabile tramite P3 — che diminuirà gradata- 
mente con la frequenza stessa fino a circa 50 iixA. 
Si ristabiliscono le originarie connessioni e si con¬ 
nette un milliamperometro in serie all’emittore di 
T20, regolando questa volta P4, in modo da passa¬ 
re dai pochi yiA della corrente di fuga, a 5-^6 mA; 
si è così « regolato il minimo ». 

Ora, con un carico minimo del motore (da fermo) 
di 1,2-e-1,5 Q, si procede alla taratura finale del 
complesso, agendo di volta in volta su P4, P5, RV9, 
o variando di poco il valore di qualche resistenza 
(ricordando che tutto dipende dal beta dei tran¬ 
sistori usati), in modo che con l'intera corsa di 
PI, si abbia un’apprezzabile graduazione della ve¬ 
locità di MT. 

Niente da dire sul dispositivo dello sterzo, diffi¬ 
coltoso solo da un punto di vista meccanico. 

Per quanto riguarda invece gli altri servocomandi 
moltiplicatori di funzioni, vi ricordo di regolare 
bene i potenziometri da 10 kQ per stabilire la ve¬ 
locità di commutazione dei flip-flop, e di stare at¬ 
tenti alla capacità degli elettrolitici da 100 ^iF, nor¬ 
malmente ad altissima tolleranza, rispettando in 
modo più assoluto i valori indicati a schema. 

CONCLUSIONE 

Troppe chiacchere, direte: purtroppo però ho sem¬ 
pre il timore d’essere poco chiaro e preferisco ab¬ 
bondare. 

La prolusione comunque valga più che altro a spro¬ 
nare gli appassionati di questa branca delle comu¬ 
nicazioni, e ad aprire nuovi orizzonti a chi come me, 
è stanco di udire la propria voce nel ricevitore 
deH'inquilino accanto e vuole penetrare i misteri 
delle trasmissioni a impulsi e dei telecomandi che 
hanno un fascino forse superiore ai DX-contest. 


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'A' Preghiamo tutti coloro che indirizzano consulenza alla nostra Redazione di voler 
cortesemente scrivere a macchina (quando possibile] e comunque In forma chiara 
e succinta. 

Inoltre si specifica che non deve essere inoltrata alcuna somma di denaro per la 
consulenza; le eventuali spese da affrontare vengono preventivamente comunicate al 
Lettore e quindi concordate. ★ 



Sig. Alfonso Natale - Viale F. 
Gambaro 4/3 - Genova. 

E' da un anno che sono alle 
prese con un amplificatore pro¬ 
vato e modificato innumerevoli 
volte. Partito da una fonovali¬ 
gia Supravox, cercando sempre 
il megliOj sia in fatto di fedeltà 
che di potenza, sono giunto al 
push-pull ultralineare di EL84 
schizzato a fianco. V amplifi¬ 
catore finito è uno stereo e i 
due canali sono identici. 

Ed ecco gli inconvenienti che 
si presentano solo in un canale: 

1 ) una delle EL84 ha la griglia 
schermo continuamente incan¬ 
descente. Dagli iniziali 300 volt 
di alimentazione sono sceso fino 
a 240, ma Vincandescenza per¬ 
siste. Non come prima ma in 
una maniera che lo stesso mi 
preoccupa. L'amplificatore fun¬ 
ziona lo stesso egregiamente. 
Non è un difetto della valvola 
giacché ho provato a sostituir¬ 
la. Neanche la colpa è da attri¬ 
buirsi ai componenti: nell'altro 
canale i valori sono gli stessi 
precisi ma non succede nulla 
di anormale. Forse ne è causa 
il trasformatore d'uscita? Per¬ 
ché? 

2) un'altra caratteristica (se co¬ 
sì si può chiamare) è questa: 
l'amplificatore trasmette. Cioè: 
sto suonando un disco; fino ad 
una ventina di metri da casa 
posso ascoltare il disco nella mia 
portatile a transistor circa sui 
1600 kc/s. in maniera più o 
meno distorta a seconda del vo¬ 
lume dell'amplificatore. A che 
si deve ciò? Vi è qualche re¬ 
lazione tra questa trasmissione 
non desiderata e l'incandescenza 
della valvola? 

3) il sistema di riproduzione a¬ 


custica è così costituito: 8 alto- 
parlanti di 6 pollici da 3,2 ohm 
c.u. più 2 tweeters da 8 ohm 
c.u. così collegati alla presa 4 
ohm del trasformatore e così di¬ 
sposti su un pannello di com¬ 
pensato di mm. 13 di spessore: 


L'inconveniente da Lei lannenta- 
to è piuttosto frequente nelle 
realizzazioni di amplificatori di 
B.F., specie quando si abbia a 
che fare con push-pull, forti am¬ 
plificazioni e cablaggi intricati. 
Ancora più frequente diviene nel 
caso si usino valvole multiple 
che [come ad es. la ECL82) 
fungono da preamplificatrici o 
invertitrici di fase e finali con¬ 
temporaneamente, e consentono 
quindi una minore separazione 
fra i componenti dei diversi 
circuiti. 


Che dimensioni deve avere la 
cassa acustica e che caratteristi¬ 
che per la esaltazione dei bassi? 
Il limite inferiore di frequenza 
di ogni altoparlante è di 60-70 
Hz. La connessione degli alto- 
parlanti è delle migliori? 


— - £62mm-—^ 

o o o 

oO Oo 
O O O 


Ci sembra che Tamplificatore 
oscilli a frequenza ultrasonica, 
che può essere anche piuttosto 
elevata (nel Suo caso una fre¬ 
quenza che ha un’armonica a 
1600 kHz], e una delle due finali 
in push-pull si sovraccarica con 
gli effetti che si possono notare. 
La causa dell'oscillazione è da 
attribuirsi quasi sempre all’ac¬ 
coppiamento indesiderato, indut¬ 
tivo o capacitivo, fra due com¬ 
ponenti o conduttori percorsi da 
segnale a diverso livello, e in 
fase. Ciò può avvenire facilmen- 


j- K-OO^ 

<xxx> 

t 

' 1 

O O O 
oO Oo 

<xxx> 

; 1 

O O O 


381 





























382 


te quando si abbiano collega¬ 
menti « caldi » lunghi e non 
schermati reciprocamente; è 
presumibile che la retrocessione 
di segnale avvenga fra il circui¬ 
to di placca della valvola finale 
che si arrossa e qualche com¬ 
ponente dei circuiti di ingresso 
dei preamplificatore o dell'in¬ 
versore di fase. 

Sarà quindi necessario procede¬ 
re a una accurata revisione del 
cablaggio, magari interrompen¬ 
do il percorso del segnale a 
diversi livelli successivamente, 
per accertare il punto esatto ove 
inizia la retrocessione. 
Trattandosi quasi sempre di fe¬ 
nomeni a frequenza ultraacusti¬ 
ca sarà comunque necessario ac¬ 
certarsi della loro radicale eli¬ 
minazione con metodi strumen¬ 
tali (ad esempio con un oscil¬ 
loscopio). Procedendo infatti em¬ 
piricamente si corre il rischio 
di ridurre l’entità, magari ele¬ 
vare la frequenza delToscillazio- 
ne, ma di non eliminarla com¬ 
pletamente: ed un’oscillazione 
parassita, anche se non arrossa 
manifestamente un tubo, può 
portare innumerevoli gravi incon¬ 
venienti, quali il sovraccarico del 
trasformatore di uscita, il dete¬ 
rioramento per sovraccarico di 
qualche altro componente, un’al¬ 
terazione nelle condizioni di fun¬ 
zionamento dei tubi con conse¬ 
guenti sbilanciamenti e distor¬ 
sione. 

Molto spesso oscillazioni ultra¬ 
soniche di questo tipo danno 
luogo a oscillazioni di rilassa¬ 
mento a frequenza acustica mol¬ 
to bassa (5-^50 Hz). 

Quanto al sistema diffusore, la 
soluzione è abbastanza infelice: 
a parte la cattiva risposta alle 
basse frequenze che si ha im¬ 
piegando tutti piccoli altoparlan¬ 
ti del medesimo diametro, aven¬ 
do tutti pressapoco la stessa 
frequenza di risonanza, il com¬ 
plesso darà molto probabilmen¬ 
te un’esaltazione notevole delle 
frequenze ad essa prossime, con 
conseguente non linearità di ri¬ 
sposta e sgradevole effetto. Ciò 
a maggior ragione in quanto gli 
altoparlanti sono collegati in se¬ 
rie a gruppi di quattro. 

Una simile soluzione sarebbe 
accettabile e consigliabile nel 
caso di un diffusore per il par¬ 
lato, ove interessi esaltare la 
parte centrale della gamma acu¬ 
stica, e per ottenere particolari 
caratteristiche di diffusione so¬ 
nora, necessarie per grandi am¬ 
bienti e non raggiungibili altri¬ 
menti (colonne di diffusione 
ecc.). 


Ma ciò è del tutto controprodu¬ 
cente in un impianto ad alta 
fedeltà per uso domestico. Le 
consigliamo perciò di orientarsi 
verso la tradizionale soluzione 
woofer-tweeter o woofer-twee- 
ter-midranqe, tutti della medesi¬ 
ma impedenza, e l’uso di un 
adatto crossover, oppure verso 
l’impiego di un biconico di adat¬ 
te prestazioni. 

Potrà trovare sul N. 12/’64 di 
C.D. un articolo che tratta l’ar¬ 
gomento dei diffusori acustici. 
Alcune Case realizzano dei dif¬ 
fusori impiegando, anziché un 
unico woofer, diversi altoparlan¬ 
ti di minore diametro (Bozak, 
Lafayette) ; ma questi ultimi, ol¬ 
tre ad essere di particolare qua¬ 
lità, sono studiati e selezionati 
per avere frequenze e curve di 
risonanza complementari, in mo¬ 
do da ottenere una maggiore li¬ 
nearità nella curva di risposta 
dell’insieme. Ma ciò è possibile 
a realizzarsi solo con partico¬ 
lari accorgimenti, nonché, natu¬ 
ralmente, un attrezzato laborato¬ 
rio acustico a disposizione. 

I sistemi più diffusi, impieganti 
woofers più o meno « speciali « 
realizzano l’appiattimento del 
picco di risonanza dell’altopar¬ 
lante oltre che con una corretta 
progettazione della cassa acusti¬ 
ca, con un adatto dimensiona¬ 
mento della resistenza di smor¬ 
zamento deH'amplificatore; le 
due cose, unite, permettono di 
ottenere gradi di linearità attual¬ 
mente più che soddisfacenti. 


Sig. Arnaldo Marsìletti - Borgo¬ 
forte - Mantova. 

Chiedo gentilmente il permes¬ 
so di espormi personalmente; ri¬ 
ferendomi alle inserzioni di Of¬ 
ferte e Richieste che appaiono 
sulla Rivista. 

In seguito alle mie inserzioni, 
fatte su questa Rivista e alla cor¬ 
rispondenza che io ho sbrigato, 
dando quei chiarimenti che mi 
venivano richiesti, ho notato 
quanto segue: esiste una sfidu¬ 
cia da parte delVacquirente, che 
dal mio punto di vista, teme che 
esso venga imbrogliato. Si, è 
vero che qualcuno è rimasto vit¬ 
tima di qualche malfattore. Pe¬ 
rò io penso che quando un in¬ 
dividuo fa un inserto su una ri¬ 
vista, firma il modulo, viene pub¬ 
blicata su una rivista seria, di 
grande interesse, deve per forza 


essere una persona seria. 

Chiedo gentilmente se può pub¬ 
blicare un articolo su questo ar¬ 
gomento, in modo, che sia gli 
amatori, come i dilettanti o i 
semi professionisti adottino sia 
nella persona delVinserzionista 
come nel materiale, quella fidu¬ 
cia che merita. 

La lettera non ha bisogno di 
commenti. 


Sig. Carmine Gommone - Via 

ponte della Maddalena, 50 - Na 
poli. 

Mi e giunto alle orecchie che da 
circa un anno o forse piu il mi¬ 
nistero delle Poste e Telecomu¬ 
nicazioni abbia con una circo¬ 
lare autorizzato Vuso di apparati 
ricetrasmittenti di piccola poten¬ 
za, vi prego di rispondermi su¬ 
bito specificando le gamme e la 
potenza permessa. 

Vogliate gradire i miei più cor¬ 
diali saluti, di nuovo grazie! 

Le trascriviamo la seguente let¬ 
tera del competente Ministero: 
« La produzione su scala indu¬ 
striale e la conseguente immis¬ 
sione sul mercato di piccoli ap¬ 
parecchi radiotelefonici destinati 
a scopi ricreativi determinò la 
necessità di stabilire le carat¬ 
teristiche tecniche a cui tali ap¬ 
parecchi avrebbero dovuto ri¬ 
spondere perchè ne fosse con¬ 
sentito il libero impiego senza 
far ricorso alla complessa pro¬ 
cedura prevista dall'art. 251 del 
Codice PT. per i ponti radio a 
uso privato. 

Con nota XI/3/34617/218 del 16 
novembre 1964 questa Direzione 
centrale, fermo restando il prin¬ 
cipio per cui qualsiasi apparato 
sia pure di limitata potenza fos¬ 
se soggetto a concessione Mini¬ 
steriale ai sensi deH’art. 166 del 
Codice P.T., stabiliva che parti¬ 
colari autorizzazioni ai libero im¬ 
piego di piccoli apparati porta¬ 
tili potessero essere rilasciati 
a condizione che rispondessero 
a determinati requisiti tecnici e 
che il loro uso fosse limitato 
esclusivamente a scopi di gioco 
o svago. 

Tali autorizzazioni sarebbero sta¬ 
te rilasciate dopo la omologazio¬ 
ne degli apparecchi da parte 
dell’Istituto Superiore P.T. 




Inoltre, a pena di nullità deli’au 
torizzazione, sugli apparecchi in 
questione dovevano essere im¬ 
presse le caratteristiche tecni¬ 
che e doveva nello stesso tem¬ 
po chiaramente risultare che 
trattavasi di giocattoli e che per¬ 
tanto potevano essere adope¬ 
rati per scopi puramente ricrea¬ 
tivi. 

Ciò permesso, poiché risulta al¬ 
la scrivente che malgrado le di¬ 
sposizioni di cui sopra, radio- 
telefoni portatili del tipo di cui 
trattasi, vengono adoperati per 
usi diversi da quelli per i quali 
l'autorizzazione è stata rilascia¬ 
ta, si fa obbligo alle ditte co¬ 
struttrici di imprimere sugli ap¬ 
parecchi autorizzati al libero im¬ 
piego oltre le caratteristiche te¬ 
cniche, anche la dicitura « gio¬ 
cattolo ». 

Nel caso che apparecchi con gli 
estremi di cui sopra vengano 
adoperati per usi diversi da quel¬ 
li di gioco 0 svago (ad es. scien- 


Sig. Francesco Daviddi - Vìa S. 

Biagio 9 - Montepulciano (Siena). 

Spett. Costruire Diverte, 

Vi scrivo in merito alVarticolo 
del dott. Luciano Dondi: «Un 
minuscolo alimentatore per il 
vostro transistor » apparso su 
C.D. N. 10 del 

Io intenderei costruire detto ali¬ 
mentatore a 6 V per alimenta¬ 
re un ricevitore Geloso MA-FM- 
TV Mod. G 3330/2. A tale 
scopo ho acquistato come da 
Voi indicato il trasformatore del¬ 
la GBC lì1323-1, due diodi al 
silicio 1S1693, però non sono 
riuscito a trovare il diodo Zener 
della Thompson TZ106 e Vi 
chiedo se potrei usare per esem¬ 
pio, con risultato positivo, un 
diodo Zener della Philips 
OAZ203; inoltre non ho ben 
capito se il valore dei due con¬ 
densatori elettrolitici deve es¬ 
sere di 160 i-iF cad. oppure se 
è il valore di tutti e due. Per 
la resistenza limitatrice può an¬ 
dare bene una da 92 Q 112 VZ, 
o è troppo alta? In caso Vali- 
mentatore dovesse ronzare qua¬ 
le è il valore del condensatore 
da mettere in parallelo alVusci¬ 
ta del circuito? 



tifici, tecnici, sperimentali, di¬ 
dattici, commerciali, industriali, 
ecc.) l’utente sarà soggetto alle 
sanzioni penali previste dall’art. 
178 del Codice P.T. 

Con l’occasione si fa presente 
che le caratteristiche tecniche 
alle quali devono rispondere i ri- 
cetrasmettitori di piccola poten¬ 
za per essere considerati gio¬ 
cattoli hannò subito alcune mo¬ 
difiche e pertanto risultano le se¬ 
guenti: 

— frequenza di emissione 29,7 
MHz: 

— tolleranza di frequenza ±5%; 

— tipo di emissione: modula¬ 
zione di frequenza e di am¬ 
piezza; 

— la potenza massima assorbi¬ 
ta dal circuito anodico dello 
stadio finale del trasmettito¬ 
re non deve superare 10 mW 
in assenza di modulazione. 

L’ISPETTORE GENERALE SUPE¬ 
RIORE DELLE TELECOMUNICA¬ 
ZIONI 


Non possediamo i dati di con¬ 
sumo, a valore zero e al mas¬ 
simo, che sarebbero necessari 
per calcolare con precisione le 
dimensioni dell’alimentatore. 
Tuttavia, grosso modo, ritenia¬ 
mo che a tutto volume il con¬ 
sumo si aggiri almeno sui 
100 mA. 

E’ necessario pertanto che il 
diodo zener abbia una dissipa¬ 
zione di 1 watt. Il tipo da Lei 
suggerito (OA203) non è adatto 
perché ha come valore limite 
100 mA. 

Avendo acquistato il trasforma¬ 
tore GBC H/325 - 1 Le conviene 
usare lo schema seguente: 


Poiché la corrente richiesta è 
abbastanza forte sarà bene che 
il condensatore abbia una capa¬ 
cità più alta, almeno 500 p,F 
25 VL. Può* usare quelli della 
Cornei richiedendoli alla ditta 
Marcucci, vìa F.lli Bronzetti 37, 
Milano: oppure direttamente al¬ 
la stessa Casa produttrice, Villa 
d’Adda, (Bergamo]. 

I diodi Thomson sono in vendi¬ 
ta presso la ditta Marcucci, Mi¬ 
lano, via F.lli Bronzetti 37. 

Può scegliere anche tra i tipi 
della Intermetal (ZL6] in vendi¬ 
ta dalla ditta Beyerly, via Doni- 
zetti 37, Milano. 

Speriamo di averLe fornito tutti 
i dati di cui necessitava e Le in¬ 
viamo cordiali saluti. 



P.S. - Per un errore di stampa 
il collegamento del diodo Zener. 
così come appare nel n. 10/1965 
di C.D., è errato. Poiché infatti 
i diodi Zener lavorano polarizzati 
inversamente il catodo deve es¬ 
sere collegato al positivo. 


383 

















Sig. Mauro Schivalocchi - Comi- 
lit - Cagliari 

Nel numero 10f63 di C. D. ho 
trovato, come mi era stato det¬ 
to, Varticolo riguardante le mo¬ 
difiche da apportare al Commu¬ 
tatore Elettronico descritto nel 
numero 5165 della Vostra Ri¬ 
vista. 

Vi scrivo questa mia per chie¬ 
dervi se potete mandarmi uno 
schemino in cui siano mostrate 
le inversioni di polarità da ef¬ 
fettuare per poter utilizzare il 
circuito con dei transistori rapidi 
al silicio. 

Vorrei sapere inoltre quali tipi 
di transistori al silicio devo uti¬ 
lizzare. 

Al Commutatore vorrei applica¬ 
re il Calibratore descritto nel 
numero 8165 di C.D. per adat¬ 
tare il tutto a un oscilloscopio a 
transistori da me costruito. 

Per ragioni che sarebbero troppo 
lunghe da spiegare. Vi sarei gra¬ 
to se mi informaste circa lo 
assorbimento di corrente di det¬ 
to calibratore e quaVé la fre¬ 
quenza dell'onda quadra in u- 
scita. 


Contando su di una Vostra cor¬ 
tese risposta Vi invio i miei sa¬ 
luti e i piu fervidi auguri per¬ 
ché la Vostra Rivista incontri 
sempre maggior successo. 


In linea di principio per usare 
transistori Silìcio NPN al po¬ 
sto di quelli PNP al germanio 
montati nel prototipo del « Com¬ 
mutatore Elettronico » dovrebbe 
bastare l’inversione di tutte le 
polarità dell’alimentazione e de¬ 
gli elettrolitici. 

Vanno ovviamente aboliti i con¬ 
densatori C3 e C12 dello sche¬ 
ma originale e come transistori 
si può pensare di usare dei 
2N706 o tipi similari. 

Può sorgere qualche problema 
nel multivibratore astabile a cau¬ 
sa del limitato valore di BVebo 
di questi transistori. 

Si possono scegliere dei tipi 
con BVebo più elevato come i 
2N1890 oppure mantenere degli 
OC76 o similari. 

Un altro problema che può sor¬ 
gere è quello relativo ai picchi 
legati ai transistori di commuta¬ 
zione che in un sistema a ban¬ 
da assai più larga di quello pre¬ 
visto possono dare del fastidio. 


Una buona soluzione potrebbe 
essere quella di lasciare il «Com¬ 
mutatore elettronico » come de¬ 
scritto nel n. 5 del 1965 di C.D. 
e di limitarsi a sostituire i tran¬ 
sistori dei due amplificatori con 
altri al Si invertendo le polarità 
solo in quei stadi. 
L’assorbimento del «Calibratore 
AC-DC» descritto nel n. 8 di 
C.D. è pari a 20 mA. 

La frequenza si può calcolare 
dalla formula riportata nella pe¬ 
nultima riga di pag. 461. 

Grazie per gli auguri che ricam¬ 
biamo di cuore con riferimento 
al Suo prossimo lavoro. 



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Gianni Vecchiet;^ 

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Fortuzzirama 



rassegna di nuovi prodotti e applicazioni inconsueto 
coordinata da Giampaolo Fortuzzi. 


Per chi non avesse seguito il numero prece¬ 
dente, richiamo l'attenzione sul fatto che in 
questa rubrica non si ha la pretesa di dire co¬ 
se nuove in senso assoluto, ma solo di por¬ 
tare alla conoscenza di tutti i lettori la esi¬ 
stenza e gli usi di certi componenti che entrati 
un po’ di straforo nel campo deH'elettronica, si 
stanno rendendo indispensabili al progettista: 
altresì si parlerà, sempre in maniera piana e 
accessibile a tutti, dei nuovi tipi di transistori, 
diodi, tubi, ecc., di interesse generale, che le 
case costruttrici sfornano a ritmo serrato, in¬ 
somma si vuole portare a conoscenza quanto 
viene in genere fatto e detto dalle principali 
case costruttrici di componenti. 

Ricordo inoltre che è gradita la collaborazione 
e la critica, costruttiva, dei lettori. 


Mi è stato chiesto tante volte: è possibile fare un ricevitore 
professionale a transistori? A questa domanda imbarazzante 
io rispondevo con un’altra domanda: quali sono i requisiti 
di un tale ricevitore? 

Se l'interlocutore rispondeva, come solito: sensibilità infe¬ 
riore al M-V, banda di pochi kHz, stabilità « di roccia » come 
dicono gli americani, fedeltà nel tempo, allora io dicevo che 
era possibile. Con questo non dicevo « tutta » la verità, mi 
limitavo quindi a non rispondere alla sua prima domanda, senza 
d’altra parte compromettermi, data la sua definizione di rice¬ 
vitore professionale. Infatti in quest'ultima manca una delle 
cose più importanti, e meno facili da definire: il buon compor¬ 
tamento sotto sovracarico, cioè in presenza di segnali forti, 
diciamo deH’ordine del centinaio o miglialio di m-V. 

1 trans istori usuali si comportano molto male quando I segnali 
sono elevati, a causa delle caratteristiche d'ingresso forte¬ 
mente non lineari; se pòi sì agisce col cav, comunque essen¬ 
ziale, si può peggiorare la situazione, in quanto* portandoli verso 
l'interdizione, cresce la resistenza di ingresso, quindi suppo¬ 
nendo il generatore (antenna o stadio precedente) adattato o 
quasi, come è in effetti, cresce il livello del segnale inter¬ 
ferente sulla base, cioè cresce la modulazione incrociata. Ri¬ 
sultato pratico: cresce lo splatteramento per effetto del cav; 
e se non si mette il cav il ricevitore è saturato dal segnale 
utile, con effetto analogo. 

Sì smette di mordersi la coda coi transistori a controlio «dietro» 
(forward gain control); in questi cala il guadagno al crescere 
della corrente, e poiché all’aumentare della corrente cala la 
la resistenza d'ingresso, nelle ipotesi di prima si riduce il 
segnale interferente sulla base sotto l’azione del cav. Con que¬ 
sti transistori si riducono i livelli di trasmodulazione di circa 
un ordine cento e ci si avvicina al comportamento dei pentodi 



38S 


















Fortuzzirama 


L 





Figura 1 


usuali; si può pensare quindi di realizzare ricevitori professionali 
anche sotto questo punto di vista. 

Hanno però il lieve difetto che al crescere della corrente cala 
anche la resistenza d’uscita, e questo porta a una deformazione 
della banda passante dell’amplificatore; questo inconveniente 
si può superare collegando il collettore a una presa del cir¬ 
cuito accordato, e caricando lievemente con una resistenza 
damping, come illustrato in figura 1; comunque molte volte si 
può trascurare la deformazione e di conseguenza omettere la 
resistenza damping Rd, crescendo il guadagno attuale dello 
stadio. 

Si ha 11 massimo guadagno per correnti di circa 3 mA; a 10 si 
ha già una attenuazione, cioè un guadagno negativo: da questo 
potete capire quanto sia rapida l'aziona di questi transistori, 
in genere non conviene controllare tutti gli stadi amplificatori* 
ma solo i primi, dove le bande sono larghe* e l'ultimo di F.l. 
dove I livelli dei segnali sono elevati. Questo anche per ridurre 
il consumo deVapparato sotto forti segnati (vedi figura 2). 



Figura 2 

Ora vediamo le caratteristiche più interessanti di alcuni tipi: 
AF180 (Philips]: amplificatore R.F. fino a 225 MHz 


Valori limite: 

Valori caratteristici a: — Vcb=10 V, Ie=3,5 mA 

— Vcb = 25 V 
— Vee = 25 V 
—le =20 mA 

Pe =140 mW 

Tj =75“C 

R, fR^ = 510 ohm 50 MHz 

200 MHz 

Yfb = 70 

9rb = 140" 

Guadagno di potenza = 20 

Cifra di rumore (Rs = 40 Q] 

35 mA/V 
75- 

14 dB 

6 dB 


Come vedete, è un buon trasistor mixer o amplificatore R.F. 
per i 144 MHz con base a massa. Per frequenze più basse va 
bene il tipo seguente: 

AF181 (Philips): ha caratteristiche in continua analoghe al pre¬ 
cedente; è consigliato come amplificatore di F.l. per televisione 
a 35 MHz. 

Va molto bene nei canali di F.l. a 455 kHz, e come mixer al di 
sotto dei 35 MHz. 

Sempre di questa famiglia è rAF121, con ft=250 MHz, consi¬ 
gliato come amplificatore a R.F. o F.l. fino a 50 MHz; è carat¬ 
terizzato da un elevato prodotto guadagno- larghezza di banda; 
a 35 MHz la sua trasconduttanza minima è di 40 mA/V. 

E ora, per esigenze decisamente professionali, TAFISS: è un 
PNP come i precedenti, adatto come amplificatore e miscelatore 
fino a 900 MHz. Questo transistor viene fornito in coppia, uno 
con un punto bianco da usarsi come amplificatore, e uno con 
punto verde da usarsi come oscillatore o mixer. 

Valori limite: 

—V,b = 25 V — le = 15 mA Tj - 90 "C Pc = 90 mW 
—Vee = 25 V —Ib = 1 mA 

è consigliabile assumere come punto di lavoro; 

le - 2,5 mA Vee = 6 V 
































si ha così, alle frequenze: 


Fortuzzirama 


500 MHz 

800 MHz 

capacità d'uscita 

1,6 

PF 

1,8 pF 

guadagno di trasduzione, con 

Gs = 20 m mho Gc = 2 m mho 

10,5 

dB 

g dB 

cifra di rumore con 

Gs = 20 m mho 

7 

dB 

8,5 dB 


come vedete, si tratta di un signor transistor: io Tho usato in 
un circuito come da figura 3 a 144 MHz, e l’ho trovato veramente 
ottimo. 





Bisogna fare attenzione negli accordi perché il circuito può 
diventare instabile; un solo stadio prima del mixer è più che 
sufficiente per garantire un guadagno elevato. Ve Io consiglio, 
anche per i 432 MHz. 

Un altro transistor, sempre a controllo diretto, è questo: 

SE5001 (SGS) : è un amplificatore per frequenze fino a 200 
MHz; è di tipo NPN, e presenta una dinamica lievemente infe¬ 
riore ai tipi precedenti. Ha però il notevole pregio di essere 
un planare a! silìcio. 

Carattestiche limite: 

Vcbo = 40 V Ve. - 40 V Pc = 200 mW 

caratteristiche di funzionamento; 

cifra di rumore a 60 MHz con Rs = 400 ohm: 3 dB 
massimo guadagno ottenibile a 45 MHz: 37 dB 
massimo guadagno ottenibile a 200 MHz: 25 dB 

punto dì lavoro consigliato: 

= 10 V le = 4 mA 

In conclusione, con questi transistori è possibile realizzare 
ricevitori con elevate dinamiche, il cui comportamento sotto 
segnali forti è di circa un ordine 100 migliore che per quelli 
equipaggiati con transistor usuali, a cav inverso. Richiedono 
però forti amplificazioni per il segnale di pilotaggio del cav, 
e questo non è un problema piccolo, anche se risolvibile, e 
vedremo come. 

Prestazioni nettamente superiori, sempre per quanto concerne 
il comportamento sotto sovraccarico, si ottengono con i tran¬ 
sistori a effetto di campo, migliori sotto questo punto di vista 
anche delle vecchie valvole: per il momento, comunque, sono 
fuori dalla portata delle tasche del dilettante medio, anche se 
i risultati ottenibili giustificano ampiamente, a mìo avviso, la 
spesa nettamente superiore. Inoltre sono poco reperibili al 
minuto. 


La mostra - mercato 
nazionale del 
materiale radiantistico 

Mantova, 7-8 maggio 1966 

XV edizione 


Sono le 17,30 di domenica 8 maggio e gli 
altoparlanti nel Salone del Palazzo della Regione 
cominciano il « count down » per invitare OM 
ed Espositori a... sloggiare,.. 

E' veramente stupefacente l’entusiasmo con cui 
i radio-appassionati restano incollati ai tavoli 
d’esposizione a contrattare, discutere, ammi¬ 
rare il materiale radiantistico. non curandosi 
minimamente degli inviti dello speaker che 
annuncia implacabile la chiusura. 

E’ evidente che sia così: da un lato i custodi e 
il personale di servizio ha fretta d'andare 
a casa, dall'altra gli OM non hanno né fretta 
né voglia d’andare a casa... 

DJ gira con una enorme macchina fotografica, 
CZF annusa transistori e microswitches, JNO 
ha le braccia ingombre di materiale e un enor¬ 
me rotolo di cavo in « spallarm ». 

Comincia a passare uno scatolone lungo e 
stretto (ci sarà un'antenna...), poi passa 
COR, visibilmente contento dell'acquisto. 

Anche AIT passeggia con aria interessata tra 
i banchi, mentre lo speaker insiste... basta! 
Bella, come sempre, questa XV edizione, 1“ na¬ 
zionale, in edizione « stereo » a due... giornate. 
Inizio alle 14 di sabato 7 maggio, ordinato e 
meno caotico delle edizioni « mono giornata »: 
un vantaggio, dunque, per espositori e pubblico. 
Un piccolo ostacolo è rappresentato dalla con¬ 
temporaneità dei contest di maggio, ma pa¬ 
zienza! 

Su 230 metri di banchi predomina il materiale 
nuovo, in parti staccate e in apparati completi. 
Sono state presentate novità assolute (SWAN) 
e « primizie » {anche se già annunciate) (Halli- 
crafters). 

Mentre il povero cronista fa scorrere veloce 
la sua Sheaffers sul foglio, il Ragioniere im¬ 
placabile custode della puntualità di CD gli 
strappa con dolce violenza la carta sotto l'in¬ 
chiostro che si posa: e sia, ma noi pensiamo 
già alla edizione d’autunno, la XVl, sempre più 
grande e appassionante! 

scriba 


387 






















Uno strumento universale con 
transistori a effetto di campo 

(nanoamperometro - millivoltmetro - megaohmetor) 


ing. Vito Rogianti 


INTRODUZIONE 



Figura 1 

Schema di transistore FET a canale P 



Figura 2 

Caratteristiche di uscita di un transistore FET a 
canale P 


388 


1 transistori a effetto di campo (detti anche FET, da « Field 
Effect Transistore ») i cui principi di funzionamento sono già 
stati descritti su questa rivista (1], benché ancora poco dif¬ 
fusi tra i dilettanti, presentano carattestiche assai interessanti 
che, unitamente a prezzi che sono recentemente diventati assai 
modesti, dovrebbero renderne i’impiego molto più comune di 
quanto non accada oggi. 

Dal punto di vista circuitale, senza scendere cioè nella fisica 
del dispositivo, ma studiandone le caratteristiche dallesterno, 
si può assimilare il loro comportamento a quello dei tubi 
elettronici e in particolare dei triodi sotto certi punti di vista 
e dei pentodi sotto altri (figure 1 e 2). 

Come in tutti i tubi elettronici l’impedenza d'ingresso dei FET 
è elevatissima (varie decine di MLÌ) e si abbassa solo quando 
la polarizzazione tra l'elettrodo di comando (gate) e l’equi¬ 
valente del catodo (source) si inverte rispetto al modo di 
operare normale. 

Come nei pentodi, il guadagno dei FET è definito dalla sola 
trasconduttanza grazie all'alta resistenza d’uscita, che fa sì 
che le curve caratteristiche d’uscita siano assai poco incli¬ 
nate (come nei pentodi appunto e nei transistori). 

Come nei triodi la risposta in frequenza dei FET può schema¬ 
tizzarsi essenzialmente in effetti di capacità d’entrata, d’uscita 
e di reazione: nei transistori il guadagno è invece anch’esso 
dipendente dalla frequenza [2]. 

Grazie poi a tutti gli altri pregi dei semiconduttori (assenza 
di riscaldatore per il catodo, basse tensioni di alimentazione, 
bassi consumi di potenza, altissima affidabilità e robustezza) i 
FET si prestano particolarmente alla realizzazione di strumenti 
portatili come quello che qui si descrive, che è uno strumento 
universale ad alta sensibilità. 

La sensibilità in tensione di questo strumento si spinge a 
100 mV fondo scala con 10 MQ/V, la sensibilità in corrente 
a 100 nA e la massima portata ohmetrica prevede 50 MQ a 
centro scala con possibilità di misura fino a oltre 1000 MQ. 
Questi risultati sono nettamente superiori a quelli di molti 
voltmetri elettronici di uso corrente e sono strettamente 
legati alle caratteristiche dei FET, perché il circuito è piutto¬ 
sto semplice. 


DERIVA TERMICA DEI FET 

Uno dei problemi più pesanti da risolvere nella realizzazione 
di amplificatori in corrente continua per strumenti è quello 
della deriva termica. 

Ciò è ben noto particolarmente a chi ha lavorato con i transi¬ 
stori di tipo normale, ma i FET presentano anche sotto questo 
punto di vista delle caratteristiche assai interessanti. 
Considerando un FET dal punto di vista dell’entrata, lo si può 
assimilare a un diodo al silicio che opera normalmente in 
interdizione, ma il cui potenziale controlla comunque, sia in 
interdizione sia in conduzione, il flusso della corrente tra 
l’elettrodo corrispondente alla placca (drain) e quello corri¬ 
spondente al catodo (source). 

La corrente di perdita dell’entrata è perciò quella di un diodo 
al silicio, che può essere deH'ordine del nano-ampère (lO-’A), 






















e varia con la temperatura con la nota legge esponenziale. 
La deriva di tensione dipende invece dallo spostamento con 
la temperatura della caratteristica d’entrata con un effetto 
dell'ordine di 2rcN/^O come accade in tutti i diodi a semicon¬ 
duttore (e anche in tutti ì transistori). 

Prescindendo dalla deriva di corrente, che, come si è detto, 
è assai poco rilevante, almeno a temperatura ambiente, una 
caratteristica assai interessante dei FET è che la deriva di 
tensione dipende oltre che da quello già detto anche da un 
altro effetto, il quale a sua volta è legato alla polarizzazione 
del dispositivo, cioè dalla corrente che lo percorre a riposo. 
L’aspetto interessante della faccenda è che ì due effetti hanno 
segno opposto e che si può trovare un valore della corrente 
di polarizzazione per cui essi si compensano [3]. 

Ecco trovato un dispositivo amplificatore a deriva nulla, sogno 
di tutti i progettisti di circuiti in continua! 

L’effetto di deriva dipendente dalla polarizzazione, di cui si 
diceva, è legato essenzialmente alle variazioni con la tempe¬ 
ratura della mobilità dei portatori di cariche nella zona del 
canale ed è pari a circa il sette per mille per grado della cor¬ 
rente di drain Id. 

La condizione di deriva zero è allora: 

(1) 0,007 lD/”C = gf. (0,0022)/“C 

ove gfs è la trasconduttanza e si è supposta pari a 2,2 mV/°C 
la deriva di tensione in entrata. 

Si ottiene allora nel punto di deriva zero l'equazione: 

(2) ln/gfs=0,315 V 

e appicando le varie equazioni del FET (raccolte in appendice 
assieme alle definizioni di alcune grandezze che verranno 
usate in seguito) si arriva all’espressione della corrente di 
drain a deriva zero che è: 

0,63 

(3) Idz=Idss (-)^ 

Vp 


Uno strumento universale con transistori 
a effetto di campo 



Figura 3 

Circuito per la misura della corrente di drain e 
della transconduttanza in funzione della tensione 
Vgs tra gate e source. 


Dalla equazione (2-A) riportata in appendice si vede come la I2 mIcroZperometro *50 [Ìa 

trasconduttanza decresce quando la tensione Vcs tragate e S3 voltmetro i v f.s. 

source diventa sempre più positiva e dalla (t-A) sì vede 

come anche la corrente dì drain si comporti allo stesso modo, 

benché con legge un po' diversa. Ciò si vede anche dal gra^ 

fico sperimentale di figura 4. 

Perciò per avere buon guadagno nei punto di deriva zero 
occorre avere transistori per i quali il valore Idz non sia troppo 
diverso da Idss e ne consegue dalla equazione (3) che sono 
necessari transistori nei quali il valore della tensione di pinch- 
off Vp sia non troppo maggiore di 0,63 volt. 


MISURE SUI FET 


In base a varie considerazioni tra cui anche quelle che prece¬ 
dono e altre di ordine economico, si è scelto per questa 
applicazione il transistore LI-148 prodotto dalla Siliconix e 
reperibile in Italia tramite la Ditta De Mico (Via Manzoni 31, 
Milano) che ha le caratteristiche che seguono: 


Igss massima = 60 nA ■ 

Idss minima = —200 A 
Vp massima = 6 V 

Vp minima = 0,54 mA/V 


(Vds— 0 V 

(Vds=— 10 V 
(Vds = —10 V 
(Vds=— 10 V 


Vcs= 20 V) 
Vcs= 0 V) 
Id =—1 A) 
Vgs= 0 V) 


Queste caratteristiche sono abbastanza pessimistiche perché 
da misure fatte su 5 campioni si sono trovati per la trascon- 
duftanza e la corrente di drain i valori che seguono: 


g’fs =(0,55-0,6 -0,7-1-1,4) mA/V 
Idss= (0,23-0,25-0,3-1 - 1,6) mA 


389 









Uno strumento universale con transistori 
a effetto di campo 



grs 

-, mA V 
- 0.6 

‘0,5 

■0 4 

■a,3 

- 0,2 

-OJ 

Volt 

Vos 


Figura 4 

Misura di Ids e gfs in funzione di Vgs 


Si vede anche che ce una notevole dispersione di caratteristi¬ 
che. Su uno di questi campioni si sono anche misurate le cor¬ 
renti di drain e la trasconduttanza in funzione della tensione 
di polarizzazione Vgs e i risultati ottenuti utilizzando il cir¬ 
cuito di figura 3 sono riportati in figura 4. 

Applicando per lo stesso transistore le equazioni date in pre¬ 
cedenza si è ricavata la corrente di drain a deriva zero che è 
molto vicina a quella che sì è trovata poi sperimentalmente 
scaldando, per vari valori di Id, con un cerino per qualche 
secondo un coccodrillo metallico connesso al contenitore e 
osservando la Id, per cui scaldando non si aveva nessuna 
variazione. 

Sempre sullo stesso transistore si è effettuata una misura 
della corrente di perdita del gate. 

Ciò si è fatto polarizzando il transistore alla corrente di de¬ 
riva zero e inserendo nel circuito di figura 4 un resistore dì 
valore pari a qualche MQ in serie al gate. 

Dalla variazione di corrente in uscita si ricava il valore della 
caduta di tensione in entrata e quindi il valore della corrente 
di perdita, essendo nota la resistenza. 

In questa misura occorre prendere precauzioni dal punto dì 
vista dello schermaggio perché l'effetto dei campì dispersi a 
frequenza di rete può falsare i risultati. 

Si è ottenuto, procedendo così un valore di InA, che è assai 
basso. 


PROGETTO DEL MILLIVOLTMETRO 

Come strumento indicatore si è ritenuto opportuno impiegare 
per economia la portata 50^iA-100mV di un comune tester e 
la configurazione prescelta per il circuito è quella indicata in 
figura 5. 

Questo schema deriva da quello ben noto a ponte impiegato 
in tutti i voltmetri elettronici, ma per economìa si è usato 
un solo transistore. Gli altri bracci del ponte sono stati rea¬ 
lizzati semplicemente per mezzo di un partitore resistivo. 

Il guadagno di tensione tra l’ingresso e lo strumento in que¬ 
sto schema vale: 



Figura 5 

Schema dell'amplificatore in corrente continua per 
lo strumento indicatore 


390 


Rd 

(4) Av=gfsRM—-- 

Rd + Ro + Rm 

ove Rm è la resistenza interna dello strumento e Ro la resi¬ 
stenza d'uscita del partitore resistivo realizzato col potenzio¬ 
metro P2. 

li potenziometro PI va regolato per avere la corrente di drain 
di deriva zero e P2 va regolato per avere deflessione nulla 
nello strumento in assenza di segnale in entrata. 

La scelta della resistenza Rd si può fare in base al valore 
della corrente di deriva zero Idz. 

Nel nostro caso era Idz = 150 [jiA e sì è calcolata Rd pari a 
39kQ in modo da renderla massima compatibilmente con la 
esigenza di avere una tensione tra drain e source non troppo 
bassa. 

Con la resistenza d'uscita del partitore che vale circa 1 kQ e 
la resistenza dello strumento pari a 2,5 kQ si ottiene allora 
un guadagno in tensione un po' maggiore deH’unità e la sen¬ 
sibilità del circuito viene ad essere pari a 100 mV fondo scala 
con un megaohm in entrata cioè con 10 MQ/V. Ciò definisce 
anche in 100 nA fondo scala la sensibilità in corrente. 

Per avere un buon margine di guadagno, che permetta l’uso 
di un resistore di taratura in serie all’indicatore, la sostitu¬ 
zione del transistore usato con altri dì guadagno un po' infe¬ 
riore ecc. si è modificato leggermente il circuito del tester 
usato che è il comunissimo 680 B della ICE portandone la 
resistenza interna da 2 kQ a 2,5 kQ. 

Si è proceduto come indicato in figura 6 e cioè disconnettendo 
i contatti interni relativi alla boccola OUTPUT dal circuito cui 
sono connessi e ponendoli in serie alla resistenza da 9 kQ 
che si trova tra l’uscita 50 pA e l'uscita 500 pA. 













In tali condizioni perciò il partitore resistivo delle portate di 
corrente è interrotto e tra la boccola 50 \iA e quella V-A sì 
viene ad avere il solo strumento da 40 p.A con resistenza 2,5 
kQ. Volendo usare il tester normalmente basterà tenere in¬ 
vece inserito un terzo puntale o un adatto filo di rame nella 
boccola OUTPUT. 

Volendo usare infine anche la boccola OUTPUT basterà spo¬ 
stare il puntale di cui sopra nella boccola V-pF-Q e procedere 
ancora normalmente. 

Di tale modifica si potrà fare a meno disponendo di un tran¬ 
sistore di guadagno sufficiente o accrescendo il valore di Rd e 
quindi dell'alimentazione con le conseguenze che ne derivano. 
Della modifica proposta si potrà anche fare benissimo a meno 
qualora, ad esempio, si ribassino di un fattore due le specifiche 
sulla sensibilità dello strumento. 

Scegliendo le sensibilità in 200 mV fondo scala e 200 nA fondo 
scala, lo strumento resta sempre molto interessante e ce 
un largo margine di guadagno, tale che qualsiasi transistore 
FET del tipo U-148 funzionerà sicuramente senza doverlo sce¬ 
gliere per alto guadagno a corrente di deriva zero. 

I valori di tutte le portate in corrente e tensione del circuito 
che verrà dato in seguito si intenderanno allora semplice- 
mente raddoppiati. 


PROGETTO DEL TESTER COMPLETO 

Dal circuito basico di figura 5 è facile ricavare le varie por¬ 
tate in tensione aggiungendo dei resistori in serie e quelle 
in corrente con prese intermedie su una catena di resistori 
che sostituirà il resistore da 1 MQ. 

Il circuito dell’ohmetro è stato realizzato in modo da sfruttare 
la scala tracciata sull’ICE allo stesso scopo, secondo lo sche¬ 
ma semplificato di figura 7. 

Lo schema completo del circuito è riportato in figura 8 e le 
varie portate possono essere scelte nei valori che ciascuno 
desidera con ovvie modifiche rispetto ai valori riportati nello 
schema. 


Uno strumento universale con transistori 
a effetto di campo 


50/«A 



Figura 6 

Modifica al circuito del tester 680-B iCE 


Nello schema di figura 8 le portate sono le seguenti: 

fìx10" - Qx10= - Qx10" 

100 mV - 250 mV - 1 V - 5 V - 25 V 

100 nA - 400 nA - 1 fiA - 4 pA - 10 pA 

A pannello si sono portati i potenziometri P1 per regolare il 

guadagno, P2 per regolare lo zero, P3 per regolare il fondo 

scala usando l'ohmetro, mentre il potenziometro interno P4 
che fissa la corrente di drain di riposo va regolato una volta 
per tutte. 

Va detto che nel prototipo le regolazioni di zero e guadagno 
in pratica sono state effettuate abbastanza di rado perché lo 
strumento è piuttosto stabile. Questa caratteristica è anche 
molto legata alla stabilità del componenti Impiegati che devono 
essere dì ottima qualità; le resistenze dei partitori devono 
essere almeno al 2 per cento. 

Si sconsiglia l'uso di boccole in plastica su scatola metallica 
per il loro scarso isolamento. 

Nel prototipo è stato usato un contenitore da frigorifero in 
plastica, acquistato da Standa, di forma vagamente rettango¬ 
lare e di dimensioni circa 15x10x4 cm. 

I problemi di schermaggio non sono pesanti e sono risolvibili 
con l'uso di un condensatore di filtro posto tra gate e source 
del transistore. 

Sul prototipo è stata effettuata una misura di linearità otte¬ 
nendo un errore relativo massimo di circa 3 per cento a 1/3 
della scala. 



Figura 7 

Schema semplificato deM’ohmetro 


MESSA A PUNTO E APPLICAZIONI 

Volendo realizzare questo strumento occorrerà procurare un 
transistore FET con una trasconduttanza e con una corrente 

















Uno strumento universale con transistori 
a effetto di campo 


di deriva zero di valori abbastanza vicini a quelli del transistore 
usato nel prototipo o tali da poter comunque dare in questo 
circuito un guadagno almeno pari ad uno. 

La corrente di deriva zero si può calcolare dalle misure di 
Idss e di VP tramite l’equazione (3). Però è meglio misurarla 
direttamente col « metodo del cerino » descritto in precedenza. 
A quella corrente va poi misurata la trasconduttanza ciò che è 
molto semplice usando il circuito di figura 4 e va verificata 
per i valori così trovati la possibilità di avere guadagno almeno 
pari ad uno con la formula (4]. 


Figura 8 

Schema elettrico completo dello strumento univer¬ 
sale a transistori FET 

S Strumento indicatore 40 [xA - 2,5 kH 
T Transistore U-148 



APPENDICE 

Parametri principali dei transistori a effetto di 
campo (4). 

Idss corrente di drain dì saturazione per tensione 
nulla tra gate e source, per tensione tra gate 
e source maggiore di Vp 
Vp tensione di pinch-off definita approssimativamente 
come tensione da applicare tra gate e source 
per ridurre la corrente di drain a un millesimo 
della corrente di saturazione Idss 
Igss corrente di perdita totale del gate (con drain 
e source in corto) 
gfs trasconduttanza 

Equazioni fondamentali dei transistori a effetto di 
campo 

Vgs 

(1-A) Id—Idss (1 - 

Vp 

Vgs 

(2-A) gEs = gE's (1-) 

Vp 

ove g'fs è la trasconduttanza 
per Vgs —0 e cioè per Id=Idss 

Idss 

(3-A) g'r.-2 - 

Vp 

Quest'ultima equazione può essere comoda per 
calcolare il valore della tensione di pinch-off 
Vp note g'fs e Idss. 

Riferimenti: 

(1) « Notiziario Semiconduttori » Costruire Diverte ■ 
sett. 1962 - pag. 235 

(2) « La risposta dei transistori ad alta frequenza » 
Vito Rogianti > Costruire Diverte - gennaio 
1966 - pag. 33 

(3) « Bìasing UNIFETS to give zero DC drift » 
Silìconix Application - Note - July 1933 

(4) « An inside look at FET Terminology and 
Parameters » J.D. Tompkins - Electrical Design 
News - July 1964. 


392 


In particolare potrà essere necessario variare la resistenza 
da 39 kQ posta in serie al drain portandola a un valore tale 
che la tensione di drain, quando la corrente di drain è pari 
a quella di deriva zero, valga circa 3 V. 

La messa a punto si può effettuare come segue; 

1) disinserendo lo strumento indicatore regolare P3 in modo 
che la corrente di drai sia esattamente pari a quella di deriva 
zero. 

2) inserendo Io strumento indicatore regolare P2 in modo che 
esso non sia percorso da corrente. 

3) applicando su una portata qualsiasi di tensione o corrente 
un segnale di valore pari a quello nominale della portata rego¬ 
lare P1 in modo che lo strumento indicatore vada a fondo 
scala. 

La regolazione del potenziometro P4 relativo all’uso deH'ohme- 
tro è quella convenzionale. 

Le applicazioni di questo strumento sono moltissime e si farà 
qui cenno ovviamento solo ad alcune. 

Sulla portata più sensibile di corrente è possibile misurare 
le correnti di perdita di molti transistori al silicio, il cui valore 
in genere per i possessori di comuni tester da 20 kQ/V rappre¬ 
senta un mistero insolubile. 

Il voltmetro ha il notevole pregio dell’alta impedenza d’ingres¬ 
so: ciò è utile in molti casi sia per misure di tensione piccole 
che grandi. 

Ad esempio, ponendo in serie a questo voltmetro un resistore 
di valore opportuno (ed elevatissimo) si può misurare il valore 
dell'alta tensione in televisori e circuiti similari senza pertur¬ 
barla quasi perché si prelevano appena 100 nA al massimo. 
L’ohmetro risulterà però di impiego ancora più interessante 
per la possibilità di eseguire misure di isolamento. 

Si possono misurare i valori di fotoresistenze al buio ed è 
facile effettuare misure di luci debolissime: tra l'altro col 
prototipo si è misurato come pari a circa 1000 MQ l’isolamento 
di una boccola in plastica e si è visto anche come in ambiente 
umido (alitandovi sopra leggermente) il valore cadeva a meno 
di 100 MQ. 
























CRISTALLI DI QUARZO 

per oscillatori ed applicazioni elettroniche in genere 


1 1 

' J, 

1 1 




r 

. 1 

II 


Il II 

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U 








KS-« 


1“ 

10,7 


- 1 

i.a? 

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— Il 1 


HC- 25/U Cristalli piezoelettrici in custodia sub¬ 
miniatura per applicazioni elettroniche 
miniaturizzate. 

Frequenze fornibili: 

HC - 18 U 3000-^125000 KHz precisione 0,005% 

0 maggiore a richiesta per un campo 
di temperatura compreso fra —20° 
4- -F90°C. 

i cristalli oscillano in fondamentale fino 
alla frequenza di 20000 KHz. 

Netto cad. L. 3.700 



Oh 


HC - 6 / U 


Cristalli piezoelettrici in custodia minia¬ 
tura per applicazioni elettroniche stan¬ 
dard. 

Frequenze fornibili: 

800-^125000 KHz precisione 0,005% 
o maggiore a richiesta per un campo 
di temperatura compreso fra — 20° 

^ -1-90° C. 

I cristalli oscillano in fondamentale fino 
alla frequenza di 20000 KHz. 



Iti 


I ! 




HC - 17 U 



HC - 13 /U 



J 

--^-- 

! 

1_« 

■ ■ ' L 




JT-p^ 


L ' 

h— Il —W 


SPEDIZIONI IN CONTRASSEGNO 


Netto cad. L. 3,500 

Cristalli speciali per calibratori 
di alta precisione 

Frequenze fornibili: 

50-:-500 KHz in fondamentale 
Netto cad. L. 5,500 



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troveranno in questa stessa Rivista 
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Agli ABBONATI è riservato 
il diritto di precedenza 
alla pubblicazione. 



RICHIESTE 


66-4S4 - CERCO ALTOPARLANTE origi¬ 

nale americano 125n di resistenza con 
presa centrale. Detto altoparlante era 
in vendita tempo fa presso la ditta 
Zaniboni di Bologna. Sono disposto 
a effettuare i I pagamento tramite de¬ 
naro o altro materiale elettronico da 
concordarsi. Cerco inoltre trasforma¬ 
tore di isolamento rapporto 1 a 1 con 
220 V primario e 220 V secondario, 
potenza 100 W. Dispongo di vario ma¬ 
teriale quali altoparlanti, trasformatori 
intertransistoriali e d’uscita, medie fre¬ 
quenze ecc. Per OFFERTE indirizzare a: 
Riva Gerolamo - Casa Riva - Bron- 
gio - Garbagnate Monastero (Como). 

66-465 - CERCO ARRETRATI Costruire 

Diverte seguenti numeri: 1961: 12 (di¬ 
cembre): 1962 vecchia ser.: 2 (febbraio) 
3 (marzo) 4 (aprile) 5 (maggio). - In¬ 
dirizzare offerte a: Lidio Cristo - Viale 
O. Sìnigaglia, 8 - Roma - Posta EUR. 

66-466 - CERCO GRUPPI RF per mod 

frequenza Geloso tipi 2660, 2697 e 

2699E senza vaivole, anche usati pur¬ 
ché efficienti. Scrivere precisando prez¬ 
zo richiesto, condizione e tipo del 
materiale, nonché la forma del paga¬ 
mento preferita. - Indirizzare a: Ba¬ 
racco Filippo - Via Cherubini 51 - 
Torino. 

66-467 ■ MODELLISTICO MATERIALE 

cerco: Servocomandi per imbarcazione 
Graupner Kinematic e Rotomatic, mo¬ 
tori elettrici singoii o accoppiati di 
grande potenza 10-60 W; 6-12 V; motori 
Glow 0 Diesel 5-10 cc,: attuatori e 
servocomandi monobicanali a motore; 
accumulatori 2-6-12 V da 1,5 a 6 A: 
qualunque altra occasione prendesi in 
considerazione. Il tutto si intende se¬ 
condo il mio scernimento. Cerco i 
seguenti Bollettini Tecnici Geloso N. 68, 
69. 70, 76, 77, 78. 79, 80, 81, 84. Pre- 
feriscesi contatti di persona. - Indi¬ 
rizzare a: Gorelli Carlo - Viale di 
Villa Pamphìii 57 - Roma. 

66-468 - CERCO, per complessino, una 
o più chitarre elettriche, possibilmente 
EKO o MEAZZI, con almeno due pick- 
up. Cerco anche amplificatore per chi¬ 
tarra elettrica, anche se di piccola po¬ 
tenza. Cerco infine batteria possibilmen¬ 
te MEAZZI od altra primaria ditta. 
Si acquista anche a pezzi separati e 
non importa se nuovi o usati purché 
perfettamente funzionanti ed in buone 
394 condizioni : si raccomanda però gran¬ 
de serietà e prezzi di vera occasione. 


Scrivere per accordi e si prega tutti 
gli interessati di unire franco risposta. 
Indirizzare a: Cundari Tommaso - Via 
C. Pancaro - Cetraro (Cosenza). 

G3-469 - CENTRALINO TELEFONICO ma¬ 
nuale surplus compero, se occasione. 
Precisare prezzo. - Indirizzare a: Ron¬ 
chetti Piero - Via E Praga 10 - Milano. 

66-470 - COMMEMORATIVI NUOVI del- 
ITtalia, del Vaticano acquisto al 50% 
del prezzo del catalogo Bolaffi 1966, 
inviate francobolli, purché perfetti e 
senza linguella e vi sarà inviato il 
vaglia per il corrispondente importo. - 
Indirizzare a: Sandro Sinigaglia - Via 
Monzermone 10 - Reggio Emilia 

68-471 - CERCO ANTENNA telescopica 
comando a manovelia o idraulico. Al¬ 
tezza minima 8 metri. - Indirizzare a: 
Luigi Pallaver - Via Vaiassi 2 - Trieste. 

66-472 - CERCO SCHEMA radiotelefono 
5 o più transistori, portata circa 5 
km, alimentazione 6-12 V, potenza di 
uscita circa 1 W. non a quarzo ma a 
sintonia variabile 80-180 MHz, di si¬ 
cura e provata efficenza. Indirizzare 
pretese a: Nanni Mastrangelo-Mara- 
scelli - Via S. Lorenzo 59 - Putignano 
(Bari). 

66-473 - CERCO GRUPPO AF Geloso 
2615/B nuovo: se usato, in perfette 
condizioni di taratura - Indirizzare a: 
Montanari Geom. Guido - Via Pro¬ 
vinciale 110 - Ravaile - Ferrara. 

66-474 - GRUPPO per aita frequenza 
Ducati EF3112.1 acquisto se funzionan¬ 
te, non manomesso e in buono stato: 
per accordi indirizzare a: Rino Mene- 
gazzi - Piazza G. Marconi n. 14 - Ce- 
neselli (Rovigo). 

66-475 - CERCO SCHEMA sperimentato 
amplificatore telefonico, possibilmente 
disegno circuito stampato. Vendo o 
cambio con materiale elettronico; Alto- 
parlante Geloso SP300 come nuovo. 
Alimentatore per radio 6-9 volt da col¬ 
legare alla batteria auto. Indirizzare a: 
Geom. Enea Colaiacomo - Via G, B. 
Cerruti 28 - Roma. 

66-476 - FRANCOBOLLI ACQUISTO Ita¬ 
lia, Vaticano e S. Marino; purché vera 
occasione. Indicare dettagliatamente se 
nuovi od usati, lingue!lati o no, ecc. 
ed il prezzo relativo. Ho a disposizione 
materiale elettronico per eventuali cam¬ 
bi. - Indirizzare a: Massimo Bozzo - 
Viale Carso 59 - Roma 9. 

66-477 - CERCO Tx G222. Inoltre prende¬ 
rei contatti con radioamatori di Roma per 


collaborazione radiantistica Dispongo 
appartamentino con possibilità di ottima 
sistemazione antenna ruotante, nonché 
di grande cantina con macchine ed at¬ 
trezzature varie, eventualmente affitta¬ 
bili nel prossimo autunno. Vi sono 
installati telefono e industriale tri¬ 
fase. A richiesta fornisco numero te¬ 
lefonico. - Indirizzare a: Dini Gino - 
Via delle Nespole n 31 - Roma 

66-478 - DESIDERO COMPERARE stru¬ 
menti elettronici professionali perfet¬ 
tamente funzionanti. - Indirizzare a: 
Raul Lagunas - Via Gaspare Gozzi 
43/4 - Mestre - Venezia. 

66-479 - ACQUISTO TRASMETTITORE 

G222 Geloso quasi nuovo tarato non 
manomesso garantito in ogni parte. - 
Scrivere a: Lo Bue Antonio - Viale 
Trieste 148 - Caltanissetta - opera¬ 
tore il LOU 

66-480 - ALTOPARLANTE AMERICANO 

125fl di impedenza con presa centrale 
cerco urgentemente. Provvederò al pa¬ 
gamento a mezzo contanti oppure con 
altro materiale elettronico da concor¬ 
darsi. Garantisco massima serietà. - 
Indirizzare a: Riva Gerolamo - Casa 
Riva - Brongio - Garbagnate Monaste¬ 
ro (Como). 


66-481 - ACQUISTO solo se vera oc¬ 
casione ricevitore VHF 105-160 MHz 
transistorizzato anche autocostruito pur¬ 
ché perfettamente funzionante e garan¬ 
tito. Dettagliare caratteristiche e con- 
diz. pagamento. - Indirizzare a: G. 
Carlo Renga c/o Hotel Bristol - Pietra 
Ligure (Savona). 


66-482 - COMPRO INGRANDITORE fo¬ 
tografico 24x36 0 formato universale, 
se vera occasione, più macchina fo¬ 
tografica 24x36 di buona qualità con 
fotocellula. Cerco inoltre fisarmonica 80 
bassi in buone condizioni dando in 
permuta materiale elettronico o acqui¬ 
sto. - Indirizzare a: Serg. Spinosa Mi¬ 
chele - Rep. Comando IV» Gruppo 
13“ Rgt. Artiglieria da Campagna - 
L’Aquila. 


66-483 - TECNICI DILETTANTI attenzio¬ 
ne! Essendo un appassionato di tecnica 
in generale (Radioelettronica, Razzomo- 
dellismo. Motorismo, Fotografia, Model¬ 
lismo) vi invito a scrivermi per scam¬ 
bio idee e se sarà possibile per fonda¬ 
re un Club: invito inoltre a scrivermi 
tutti i Club che si interessano di tec¬ 
nica residenti a Roma e città limitrofe 
per unirci tutti in un solo Club. - 
Indirizzare a; Ceccarelli Luciano - Via 
Anagnina 150 - Grottaferrata - Roma. 





66.484 - TRASMETTITORE CW. bande 
decametriche anche autocostruito purché 
con criteri rigidamente professionali, 
potenza non inferiore 150 W, eccellenti 
doti stabilità, acquisto se occasione. 
Dettagliare caratteristiche specificando 
tipo VFO, eventuali dispositivi break- 
in, ecc., prezzo. Cerco pure tasto auto¬ 
matico o bug elettronico. * Indirizzare 
a: llREM, Giuseppe Remondini - Via 
Capellini 8 - Genova, 

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cambio con materiale vario. VENDO: 
motorino elettrico alimentato 24 V cc. 
assorbimento 5A demoltiplicato rappor¬ 
to 5200/2200 giri alberino. Due micro¬ 
amperometri 50 micro A f.s. Due da 
ImA f.s., uno da 300 mA f.s , uno da 
200 mA f.s. Vendo anche a singolo 
pezzo fare offerta. - Indirizzare a: To- 
narelli Mario - Via Dante 10 - Casel¬ 
le - Torino. 

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tori, anche usati, ma perfettamente 
funzionanti, portata max. km 1, la cui 
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khz; a 25Mhz: completo d’alimentatore 
originale a 220V c.a.; calibratore a 
quarzo incorporato per allineamento sca¬ 
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L. 30.000. - Voltmetro elettronico EICO 
mod. 221 cat. G.B.C. mod. T/694 Lire 
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pleto di mobile in metallo verniciato. 
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reflex con altoparlante 0 cm. 20 
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diotelefoni Hobby 3T (senza bisogno di 
patente), con una antenna da riparare, 
a L. 10.000. Spedizione eventuale a ca¬ 
rico del compratore. - Indirizzare a: 
Federico Vago - Viale Abruzzi, 3 - Mi¬ 
lano. 

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Poliziano, 16 - Milano. 

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sto: piatto giradischi di qualsiasi tipo 
e marca (indicare caratteristiche della 
testina) : raccolta o. fascicoli sparsi di 
Storia della Musica (completi di di¬ 


schi): dischi vari con musiche di Mo¬ 
zart, Debussy, Gershwin; invii offerte 
dettagliate specificando stato d’uso, ve¬ 
locità di incisione di nastri e dischi, 
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trattazioni. Sono pure disposto a fare 
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bile e la circolazione » per ìl consegui¬ 
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dioamatori degli Stati Uniti d’America, 
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Angelo - Via Diocleziano, 257 - Fuori- 
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apparato Hi-Fi vendo composto da: am¬ 
plificatore monofonico 10W, con risposta 
20-20000 Hz, preamplificatore relativo 
da esso alimentato a mezzo spinotto, 
3 ingressi 3 curve equalizzazione uscita 
per registratore, bassi e alti; sintoniz¬ 
zatore AM/FM High Kit mod. UL/40, 
cambiadischi Collaro mod, RC456 (30- 
20.000 Hz), altoparlante biconico Phi¬ 
lips mod. 9710/M 140-20000 Hz) con 

cassa acustica relativa. Vendo anche se¬ 
paratamente. Scrivere chiedento dettagli. 
Si prega unire francobollo. - Indirizzare 
a: Nastasi Michele - Piazza Archimede 
11 - CasteIvetrano (Trapani). 

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amplificatore su circuito stampato 3,5W, 
controreazione, control I i di tono me¬ 
diante pulsantiera a scatti. « non plus 
ultra » per fonovaligie (funzionante da 
un anno in una Telefunken-Musicus), 
come amplificatore supplementare, ecc., 
escluso pot. di volume e altoparlante 
(fornibile a parte), esecuzione profes¬ 
sionale, alta fedeltà, garanzia L. 3.500 
al pezzo. La copia per versione stereo 
3,5 -h 3,5 sole 6.500. Alimentatore a se¬ 
miconduttore per versione mono lire 
2.000 (completo di trasformatore). Per 
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filtro antironzio, senza trasformatore 
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razza - Via Torino 89 - San Mauro 
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potenza usati per invertitori o per B F,, 
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CR300 con monografia e relativa garan¬ 
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completa BF, L. 25.000. Radiotelefoni 
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visore a transistor qualsiasi marca e 
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OC76 ecc. L. 150 cad. Transistori com¬ 
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pronto all’uso coppia L. 10.000. Radio- 
telefoni RAYSTAR G.B C. come nuovi 
coppia 9.000. Chiedere elenco dettaglia¬ 
to transistori e valvole. - Indirizzare a: 
Colombino Roberto - Via Asquasciati 
40 - San Remo. 


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10 Me, sensibilità 2 microvolt uscita 
500 mW. misure 15x9) esclusa custodia, 
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loso G225/A da 30 W. come nuovo 
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70V/200mA. 5V/3A, 5V/2A, 6V/5A nuo¬ 
vo L. 5.500. Valvole orig. americane 
807 L. 1.500, 6J6 L. 800, E1148 L. 450, 
transistor Philips l.a scelta AF.102, 
115/117/118, se. 60% listino. Microfono 
Alma a nastro perfetto L. 6,000, altro 
idem usato L. 4.500, Dinamotor USA 
perfetti 230V/150mA L. 3.000. Tel aietti 
nuovi BF. a 4 transistor uscita 500 mW 
L. 4.500 montati. Pagamento anticipato. 
Indirizzare a: Cantagalli Giuseppe - Piaz¬ 
za Cavour 13 - Lugo (Ravenna). 

66-497 - VENDO a L. 28.000 trattabili, 
macchina multipla (trapano, sega, mola, 
ecc.) albero 0 mm. 12, accoppiata ad 
un motore monofase nuovo, fatto costrui¬ 
re apposta (solo il motore ha un valore 
di L. 28.000), funziona a 220 Volts al¬ 
ternati, 50 Hz potenza 1,40 HP, completo 
di condensatore e cinghia. Il tutto, per¬ 
fettamente funzionante, è montato su 
panforte cm. 40x35. - Indirizzare a: 
Calderola Pierluigi - Via A. Stoppaci 
12 - Milano. 

66-498 - INGRANDITORE DURST Repor¬ 
ter 35 per negativi 24x36 mm. Colonna 
in acciaio cromato, condensatore e pas¬ 
safilm. Completo e perfetto vendasi 
L. 20.000 (ventimila) con obiettivo GA¬ 
LILEO e diaframma regolabile. Trasmet¬ 
titore per 40 metri 10 Watt autocostrui¬ 
to, entrata universale 110-260 Volt, in¬ 
gresso microfono piezoelettrico, modu¬ 
lazione 100% perfetto e funzionante 
L. 15.000. Corso lingua inglese PHONO- 
SCOOL MILANO con 12 dischi a 33 giri 
e grammatica con vocabolario, nuovissi¬ 
mo mai usato, vendo L. 16.000. Giradi¬ 
schi a 4 velocità, 4 Watt uscita, Mod. 
Nuclear RADIO CORPORATION, testina 
piezoelettrica nuova, perfetto e funzio¬ 
nante L. 12.000. GIRADISCHI LESA, 4 
velocità, ingresso universale L. 6.500. - 
Indirizzare a: Corrado Musso c/o Mar¬ 
sina - Via dei Miti 14 - Catania. 

66-499 - HALLICRAFTERS SXlOO, rice¬ 
vitore professionale, riceve anche l'SSB, 
completo di altoparlante originale, co¬ 
me nuovo vendo L. 150.000. Tx Geloso 
G222 completo di microfono e antenna 
Mosley TA31 jr. vendo L. 80.000. Con¬ 
verter Ameco mod. Cht controllato a 
Xtal per autoradio, a transistor, per 
i 144 Me. vendo L. 15.000. 1 suddetti 
apparecchi sono come nuovi. - Indi¬ 
rizzare a: A. Baldi - Piazza della Vit¬ 
toria 6 - Imperia - Tel. 63.449. 

66-500 - PROIETTORE SONORO 8 mm 

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bierei con Tx-Rx funzionanti banda ra- 
diomatori, potenza minima de! Tx 50 W. 
Prendo in considerazione apparati della 
Geloso o di altre marche. If prqiettore 
in parola, è stato da me acquistato 
nuovo ed è stato usato pochissimo, la 
lampada di proiezione è ancora quella 


395 










396 


originale. - Indirizzare a: Costanzi Car¬ 
lo - Gire.ne Cornelia 23 - Roma. - Te¬ 
lefono 62.17.243 ore di pranzo. 

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apparati: N. 1 TX UKW 10W ex Wehr- 
macht originale equipaggiamento carro 
Panzer in eccellente stato, compattis¬ 
simo, copre banda 10 metri, completo 
valvole schema cofano, funzionamento 
fonia e CW da tarare, privo micro ta¬ 
sto, alimentatore facilmente c^ostrui- 
bile cedo L. 19.000. Coppia TX/RX 
W.S. 19 MK3 completa valvole ed ac¬ 
cessori originali (Junton Box) con cavi 
collegamento a 12 contatti, schema. Il 
suddetto apparato è composto da app, 
A che copre la banda dei 40 metri, B 
avente 10 canali VHP da 230/240 Me. 
Finale stadio A 807, Finale B E1148. 
Mancante di tasto alimentatore, lire 
20.000. N. 1 RTX SET21 perfettamente 
revisionato, funzionantissimo completo 
valvole alimentatore tasto schema 10 
elementi antenna, gamme 10/40 metri 
kg. 24 senza cuffie e strumento cedo 
a L. 23.000. Cercametalli AN-PRSI - 
Nuovissimo 19.000. - Indirizzare a: Cor¬ 
tesi Franco - Via De Amicis 26 - Ce¬ 
senatico (Forlì). 

66-502 - RELE' CONTAIMPULSI con ma¬ 
nopola di azzeramento max. 9999 Ven¬ 
desi a L. 6.000. (Acquistato nuovo, non 
surplus). Foto-transistor OCP71 come 
nuovo L. 1.000 -f- spese postali. Ese¬ 
guo circuiti stampati a L. 20 per cm. 
quadrato inviare disegno ai naturale e 
metà importo su vaglia postale; il ri¬ 
manente contrassegno spese postali. 
Indirizzare a; Giorgio Licitra - Via G. 
Fabbroni 25 - Roma. 

66-503 - OCCASIONE VENDO al migliore 
offerente macchina cinematografica Lei- 
cina 8S, obiettivi Dygon; proiettore ci¬ 
nematografico Eumig P8 con lampada a 
iodio; il tutto è in ottimo stato. - In¬ 
dirizzare a: Borromei Renato - Piazza 
Cavour 12 - Cremona. 

66-504 ■ CORSI • SCHEMARl vendo. I 
corsi sono i seguenti; Corso di Radio- 
tecnica in 2 volumi. Corso di Televisio¬ 
ne 1 volume. Corso di Oscillografia 1 
volume. Dizionario inglese-italiano di 
Elettronica. Tutti i volumi in grande 
formato. Gli schemari sono: 3 conte¬ 
nitori schemi TV di tutte le marche 
in commercio. Sono pubblicazioni della 
- Editrice Radio e Televisione * che ce¬ 
do a bassissimo prezzo. - Indirizzare a: 
Manzini Walter - Via G. Reni 17 - Carpi 
(Modena). 

66-505 ■ RICEVITORE PROFESSIONALE 
LABES tripla conversione. Gamme 26-28. 
28-30. 26-30 MHz. Reiezione imrnagine: 
60dB. Funziona con qualsiasi converti¬ 
tore VHF e UHF. Attualmente è colle¬ 
gato con un Labes 144-148 montante 
n. 5 « Nuvistor * 6DS4. Il complesso, 
completo dì trasformatore di uscita e 
alto parlante, è incorporato nel suo 
contenitore dì linea professionale, con 
i comandi per il pilotaggio: S' Meter, 
Stand by, ecc. Il tutto è nuovo, in ga¬ 
ranzia. Rilascio attestato scritto. Pa¬ 
gato L. 115 mila. Vendo, unitamente a 
un ricevitore 9 transistore -f 2 FM e 
AM, di eccellente selettività e ripro¬ 
duzione sonora, usato ma perfettamente 
funzionante ed esteticamente impecca¬ 
bile, pagato L. 55 mila, vendo entrambi 
i Rx a L. 80 mila per realizzo. Spedizione 
a carico del richiedente. Indirizzare a: 
Patente auto n. 10-34 - Fermo in posta - 
S. Germano (Alessandria). 

66-506 - AFFARONE! VENDO seguente 
materiale: motoscafo radiocomandato 

(vedi precedenti inserzioni) valore lire 
65.000 ed oltre, a L. 25.000. Pacco ma¬ 
teriale elettronico a sorpresa 2 kg. lire 
1.500 + s.p. Riviste elettronica anche 
1966, 1965 a L. 100-150. Pacco 50 riviste 


elettronica L. 3.000. Altoparlante Peer- 
less Mid-range 5W gregge 25W con 
crossover) L. 3.500 (circa 6.000 di li¬ 
stino) , praticamente nuovo. Pacco 100 
pezzi elettronici (anche diodi, transistor, 
minuterie, medie, ferriti, condensatori, 
circuiti stampati) L. 1.000. Valvola 1AG4 
nuova L. 2.800. Eseguo su ordinazione 
circuiti stampati a L. 10 il cm2 (in¬ 
viare disegno scala 1:1). Fucile sub 
Mares 180 cm. nuovo L. 7.000. 3 ma¬ 
schere sub L. 500 ognuna. Tubo respi¬ 
ratore nuovo L. 300. Saldatore 40 W 
Iparapido per transistor ottime condi¬ 
zioni 2.000 lire. - Indirizzare a: Fede¬ 
rico Bruno - Via Napoli 79 - Roma, 
unendo 1 francobollo da 40 per risposta, 
2 per listini riviste. 

66-507 . AMPLIFICATORE TELEFONICO 

a cinque transistori ascolto potente ap¬ 
poggiando la sonda al filo telefonico, 
vendo a L. 5.000. Inoltre vendo o cam¬ 
bio: Binocolo prismatico nuovo 12x50 
completo di astuccio in cuoio, L. 18.000; 
Flash elettronico potente e compatto 
completo di pile e accessori nuovo a 
L. 13.000; Proiettore per diapositive 
24x36 e 5x5 obbiettivo 1:2,8/f. 100 mm., 
lampada 12 V 100 W, come nuovo, 
L. 15.000; Esposimetro automatico com¬ 
pleto di astuccio in pelle a L. 4.000; 
Amplificatore a due valvole Hi-Fi ali¬ 
mentazione universale, potenza d’uscita 
5 W, con elegante mobile a L, 8.500; 
Registratore a nastro due piste completo 
di accessori a L. 12.000; Radio a 6 
transistori a L. 6.000. - Indirizzare a: 
Musmeci Leotta Mario - Via Paolo Va¬ 
sta 46 - Acireale (Catania). 

66-508 - CAMBIO ricevitore Marcili RRIA 
1,5-30 MHz buone condizioni, alimenta¬ 
tore ed amplificatore finale di B.F. se¬ 
parati, con materiale radiantistico quale 
convertitore per i 144, piccolo Tx per 
144 ecc. - Indirizzare a: Pagetti Emilio - 
Cascina Poppa - Landriano (Pavia). 

66-509 - VENDO GRUPPO « Geloso » 
2620/B - Scala 1655/a per detto - Va¬ 
riabile 2792 - Bobina trappola 17583 
L. 12.000. Causa errata ordinazione - Il 
tutto in imballo originale - Spedizione 
postale a mio carico. - Indirizzare a: 
Battistelli Carlo - C.so Carlo Alberto 
12 - Ancona. 

66-510 - OCCASIONE ECCEZIONALE. 

Cedo treno elettrico Màrkiin enorme 
comprendente 2 locomotive tipo ita¬ 
liano e tedesco, 80 rotaie 40 diritte e 
40 curve, rotaie varie corte di di¬ 
verse curvature, 18 vagoni di ogni 
tipo, 2 scambi elettromagnetici, 2 scam¬ 
bi a mano, 1 scambio doppio ad in¬ 
crocio, 3 incroci, 2 trasformatori 16 W 
220 V 0-16 V., varie illuminazioni e 
pezzi di ricambio. II tutto cedo per 
mutamento dì hobby. Tutto il materiale 
è pressoché nuovo. Valore iniziale li¬ 
re 82.000, cedo a L. 50 000 trattabili. 
Eventualmente cedo anche pezzi sciolti. 
Tratterei preferibilmente con risiedenti 
in Milano e dintorni. Però rispondo a 
tutti, pregando di allegare francobollo 
risposta. - Indirizzare a: Antonino Edoar¬ 
do Volpati - Via Ripamonti 5 - Milano 
- Telefono 574.090 (ore pasti). 

66-511 - UNITA' NIFI PARTRIDGE: rispo¬ 
sta garantita 2.000-22.000 Hz. Tipo spe¬ 
ciale ad alta potenza (30 W) adatto per 
cinematografi, sale di audizione, ecc., 
dal peso 4,4 kg. cadauna. Sono natu¬ 
ralmente trombe a compressione; impe¬ 
denza 16 ohm oppure, dato l'alto ren¬ 
dimento delle unità, anche 8 ohm. Ne¬ 
cessitano di adatto diffusore esponen¬ 
ziale multicellulare, reperibile facilmen¬ 
te, oppure possono funzionare adattan¬ 
dovi una tromba vera e propria, ed in 
questo caso la qualità del suono mi¬ 
gliora. Cedo L. 19.500 cadauna, due 
unità per L. 35.000 perfettamente fun¬ 
zionanti (prezzo di unità similari: oltre 


60.000 lire). Cedo inoltre coppia radio¬ 
telefoni BC611 (Walkie-Talkie) completi 
di elevatore di tensione (funzionano 
con pile normali a bassa tensione) verni¬ 
ciati in vernice nera raggrizzante, fre¬ 
quenza 3885 kc/s, perfettamente fun¬ 
zionanti; l'elevatore di tensione è entro- 
contenuto, insieme alle pile. Cedo lire 
29.000 la coppia. - Indirizzare a: Giu¬ 
seppe Spinelli - Via Rivoli 12-9 - Ge¬ 
nova - Telefono 59.22.08. 

66-512 - ELETTRONICA cedo tre annate 
complete (39 fascicoli) della rivista 
inglese « industriai Electronics », in 
buono stato, per sole L. 5 000. Cinque 
annate complete (57 fascicoli) della ri¬ 
vista « Ouattrosoldi », di cui le prime 
tre in apposito, elegante raccoglitore, 
per sole L. 6.000. I primi tre volumi 
della enciclopedia « Universo », comple¬ 
ti di copertine e fogli di risguardia per 
la rilegatura, nonché I successivi 40 
fascicoli sciolti dal n. 68 al n. 107, il 
tutto come nuovo, per un valore di co¬ 
pertina di oltre L. 30.000, per sole 
L. 15,000. Accetto eventualmente offer¬ 
te di cambio con materiale cinemato¬ 
grafico passo ridotto (cineprese, proiet¬ 
tori, schermi, ecc.). - Indirizzare a: 
Ettore Giovanetti - Via dei Pellegrini 
8/6 - Milano. 

66-513 - CIRCUITI STAMPATI eseguo su 
ordinazione a lire quindici per cm. qua¬ 
drato. Inviare disegno scala 1:1 ac¬ 
compagnato da metà dell’importo a 
mezzo vaglia postale: il rimanente con¬ 
trassegno, più spese postali, al l’invio 
del circuito stampato. - indirizzare a: 
Massimo Bozzo - Viale Carso 59 - Roma. 

66-514 - VENDO O PERMUTO RX BC 348 

sensibilissimo e ultra selettivo BFO, 
XTAL filtro, 2 stadi AF e 31F il tutto 
perfettamente funzionante vendo a 
L. 45.000 oppure cambio con telaietti 
premontati HFB3 e ZFB3/0,45 della 
LAUSEN o RX HRO, eventualmente si 
conguaglia. - Indirizzare a: il-12584, 
Nicola Anedda - Via I. Pizzi 3 - Parma, 

66-515 - CAMBIO; coppia di radiotele¬ 
foni a valvole per gamma 2 metri (po¬ 
tenza 1W) mancanti solo delle bat¬ 
terie, ma con alimentatori anodici dal¬ 
ia rete, più vario materiale radio (val¬ 
vole, transìstor, ecc.) con convertitore 
o ricevitore per gamma 2 metri di 
qualsiasi tipo (anche autocostruito) 
purché funzionante. Tratto preferibilmen¬ 
te con residenti a Milano o dintorni. 
Indirizzare a: Zara Gilberto - Via Leon- 
cavallo 8 - Milano - Telefono 28.97.882 
(dopo ore 20). 

66-516 - VENDO ricevitore BC-624 e 
trasmettitore BC-625, frequenza 100-156 
MHz, completo di ogni sua parte, com¬ 
presa scatola di interconnessione, man¬ 
cante solo di tubi, quarzi e alimenta¬ 
zione. Prezzo dell' intero complesso 
L. 15.000. - Indirizzare a: Noemio Ca- 
leffi - Via Modena 165 - Mizzana 

(Ferrara). 

66-517 - STRUMENTI per DILETTANTI. 

Assolutamente nuovi cedo: 1) Prova- 
transistors (da usare in unione al te¬ 
ster, completo di pila, istruzioni con¬ 
tenitore plastica finto alluminio, con¬ 
sente la misura della I di fuga e del 
guadagno di ogni transistore, verifica 
l'efficienza d'ognì tipo di diodo. Solo 
L. 1 500. 2) Complesso Signal tra- 
cer-Multìvibratore formato da due stru¬ 
menti singoli in unico contenitore. To¬ 
tale 5 transistors, frontale perfetto con 
altoparlante con griglia, uscite ed en¬ 
trate, boccole, scale graduate, pila 9 
V cambio con apposito sportello ester¬ 
no. Completo L. 5.000 (Tutto in circui¬ 
to stampato.) 3) Misuratore di campo 
in unione al tester perfetto, completo 
di antenna L. 1.000. - Indirizzare a: 
Zampighi Giorgio - Via Decio Raggi 
185 - Forlì, 


66-518 - VENDO REGISTRATORE Castelli 
S 2000 nuovissimo, 1 mese di vita, 
usato una sola volta completamente 
a transistori, può essere alimentato 
sia con CA 100-^200 V, con accumu¬ 
latore a 6 0 12 Volts e con 6 pile 
da 1,5 V. Predisposto di ingresso, con 
apposito cavo in dotazione, per regi¬ 
strare diretto da radio, televisore, 
giradischi e da altro registratore. Mu¬ 
nito di uscita per l’ascolto in cuffia, 
e per attacco amplificatore esterno. Do¬ 
tato di comando nel microfono, cedo 
per L. 25.000 pagato 40.000 Lire, com¬ 
pleto di valigetta e libretto istruzioni 
uso. Garantisco massima serietà. - 
Indirizzare a; De Franceschi Franco 
- Via Gaggia n. 12 - Firenze. 

66-519 - OCCASIONE: per cessata at¬ 
tività, cedo numerose riviste di ra¬ 
diotecnica e televisione, in blocco u- 
nico. Scrivere per accordi, unire fran¬ 
co-risposta. Indirizzare a: Rizzolio 
Giacinto - Piazza C. Monteverdi 5/5 
Cornigliano - Genova. 

66-520 - MATERIALI MICROONDE per¬ 
fettamente nuovi, scatolati. Klystron 
K302 con ®6cita a flangia. Klystron 
723A/B con zoccolo su guida d'onda, 
mixer in guida d'onda con diodo 1N23C, 
trasformatore guida-coax., antenna a 
tromba con presa a flangia, ed altra 
con presa coax., più cavo coax. con 
bocchettoni. II tutto a L. 120.000 trat¬ 
tabili. Disponibili usati magnetron 
RK6043, tubi 2C40, 813, OB3/300, 

PB2/500. Prezzo da convenirsi. Prefe¬ 
risco trattare di persona. - Indirizzare 
a: Palmonella Giovanni - Via M. Du- 
razzo 8/8 - Genova - Telefono 87.78.26. 

66-521 - ALIMENTATORI occasione cedo: 
entrata 220 uscita AT 800V 1A cc. 
con diodi silicio, due second. BT 
6,3V 10A cad. molto robusto, peso 

kg. 13,5: L. 16.000 trattabili: altro alim. 
più piccolo, entrata universale, uscita 
550V 300mA cc. con 2X5Z3, tre sec. 
BT, peso kg, 9: L. 11.000 trattabili. 
Ogni delucidazione affrancando- - In¬ 
dirizzare a: D’Arrigo Carlo - Via Ga¬ 
ribaldi 18 - Messina. 

66-522 - VENDO Ampi ificatore Stereo 
3+3 Watt, controllo dei toni, + 2 

comandi volume separati a L. 13.000. 
Amplificatore Mono da 10 Watt HI-FI. 
Valvole EBC3 - EF9 - EL3 (vendo a 
L. 750). Coppia RX. TX. per la gamma 
dei 27 MHz distanze raggiungibili fino 
a 5/6 km, vendo a L. 19.000. Spedi¬ 
zioni in controassegno. Per informazio¬ 
ni indirizzare a: Capilli Domenico - 
Via Duca Abruzzi 52 - Catania. 

66-523 - VENDO al miglior offerente 
trasformatore semi nuovo da 1000 W en¬ 
trata e uscita 110-125-160-220-260-280, 
Prezzo acquisto L, 14.000. Non si pren¬ 
deranno in considerazione offerte infe¬ 
riori al 60% del prezzo sovraindicato. 
Indirizzare a; Marco Selleroni - V. B. 
Cavalieri 6 - Milano. 

66-524 - VENDO Corso T.V. della Se. 
Radio Elettra completo senza materia¬ 
le, a L. 10,000 più spese postali: Tele¬ 
visore 17” Aliocchio Bacchini oppure 
Telefunken completo di secondo canale 
a L. 50 000. Sono in possesso di tutte 
le annate di radiorama e di selezione 
Radio T.V.: le cedo al miglior offe¬ 
rente. Dispongo anche di T.V. da 21” 
in perfetto stato mai usato, per even¬ 
tuale richieste nella zona posso fare 
delle rate. - Indirizzare a: Supino En¬ 
nio - Via delle Mura 11 - Velletri 

(Roma) - Telefono 96.06.14. 

66-525 - VENDO O CAMBIO con Rx. 

Geloso G209R o G4/214 perfettamente 
funzionanti tarati non manomessi con¬ 
guagliando eventuali differenze di prez¬ 
zo in denaro il seguente materiale: 


RX Ducati AR18 completo di tutte le 
valvole con alimentatore da rete am¬ 
plificatore BF. in elegante mobile a 
parte. Detto RX copre da 1500 a 14 
metri in sette gamme e gli è stata 
aumentata la selettività sulle bande 
amatori. Autoradio mod, RAM Auto¬ 
vox due gamme d'onda OM-OC. Au¬ 
toradio mod. RAI 8 Autovox sintonia 
automatica e manuale a tre gamme 
d'onda OM-OC1-OC2. Corso completo 
Scuola Radio Elettra in sei raccoglitori 
di pelle con tutti i materiali escluso 
tester e alimentatore apparecchio Ra¬ 
dio MF. da finire di montare ma cor¬ 
redato di tutto il materiale. Oscillatore 
modulato e Provavalvole. Tutto garan¬ 
tito funzionante. - Indirizzare a: Tho- 
matis Lino - Via Braie Piani di Cam¬ 
porosso - Imperia. 


66-526 - VENDO il seguente materiale: 
Transistori AF114 - OC169 - 2N1983 - 
2XAC107 - OC71N - OC72N a L. 400 
cad.; altoparlante 8 ohm diam. 55 mm. 
a L. 400; trasmettitore OM, portata 
300 m. privo di antenna L. 2 800; tra¬ 
sformatori Photovox tipo T/301 - T/72-3 
a L. 600 cad. Vendo inoltre: conden¬ 
satori, resistenze, trasformatori, devia¬ 
tori, interruttori, ecc. - Indirizzare a: 
Ambrosi Maurizio - Via S. Giacomo in 
Monte 10 - Trieste. 


66-527 - CEDO A OFFERENTI migliori: 
a) centodieci numeri diversi di Siste¬ 
ma A, Sistema Pratico, Tecnica Pra¬ 
tica, Selezione Radio TV, ecc. - b) 
Corso Radio M.F. della Radio Scuola 
Italiana - c) Amplificatore G 213/A della 
Geloso, perfetto e funzionante. - d) 
Complesso Centralizzato G202 anche 
della Geloso, privo di valvole. Darò 
risposta solo a chi farà offerte eque, 
quindi non unire francobolli. - Indi¬ 
rizzare a: Nino Di Palma - Via Ti- 
burtina 216 - Pescara. 

66-528 - VENDESI OSCILLATORE modu¬ 
lato della Radio Elettra corso Radio 
Stereo perfettamente funzionante. Ca¬ 
ratteristiche: 4 gamme di frequenza: 
OL 165-^500 kHz; OM 525-:-1800 kHz! 
OC 5.7-^ 12 MHz; MF 88-:-108 MHz. 
Modulazione interna a 800 Hz con pos¬ 
sibilità di modulazione esterna. Ten¬ 
sione d'uscita RF e BF regolabili con 
continuità. Uscita a 75fì e con adat¬ 
tatore esterno 300n, Prezzo richiesto 
L. 25.000 Vendo anche cassettini por- 
taminuterie in plastica, componibili 
con altri cassetti dello stesso tipo, 
completi di divisori: 18 di dimensioni 
63x40x122 mm; 6 di 124x60x122 mm. 
Prezzo di listino di tutti L. 10.860; 
cedo per L. 7 000. - Indirizzare a: Sec¬ 
co Angelo - Via G. Verdi 7 - Torino. 

66-529 - BC 348L vendo al miglior offe¬ 
rente 0 cambio con; RX 26-:-30 Me, 
RX 200-^500 kc, registratore, materiale 
per transistor, ecc. Ricevitore modi¬ 
ficato come da schema su Radio Ri¬ 
vista e composto da ricevitore e ampli¬ 
ficatore-alimentatore. E’ dotato di noise 
limiter e di S-meter, impiega le se¬ 
guenti valvole: EF85 - 6SK7 - 6J7 - 
6C5 - 6K7 - 6F7 - 6K7 - 6S07 - 6AL5 - 
6V6 - 5V4. E' necessario il montaggio 
del nucleo nel M trasformatore FI, 
di uno strumento da ImA. e di tara¬ 
tura finale. Viene ceduto completo di 
valvole e schemi. Frequenza: 200-^500 
kc. - 1,5-^18Mc. in 6 bande, FI 915 Kc. 
Indirizzare a: Gerussi Alido - Piazza 
Borgolucido 20 - Spilimbergo. 

66-530 - VENDO trapano elettrico por¬ 
tatile funzionante a batterie o ad ali¬ 
mentatore (6-12 volt) 5000 giri/min. 
marca Minidrill, fabbricato in Inghil¬ 
terra; completo di tre mandrini inter¬ 
cambiabili per utensili con gambi da 
0 a 2 mm, di due punte di trapano. 


una fresa e feltri, uno per carta vetrata, 
una sega circolare a palla, un codolo per 
sega circolare per metalli non ferrosi, 
una per legno e plastica, un feltro e una 
spazzola rotante; peso complessivo cir¬ 
ca 300 gr. dimensioni mm. 130x45 cir¬ 
ca. Maneggevolissimo e indispensabile 
per radiotecnici, radioriparatori, radio- 
amatori, modellisti, incisori, orologiai, 
per costruire circuiti stampati, plastici 
ferroviari, per lucidare, pulire, rifinire. 



fresare, ecc. Ne posseggo tre esemplari 
nuovi che offro a L. 7.800 cadauno (lo 
stesso prezzo che ho pagato in Inghil¬ 
terra e uno usato ma praticamente 
nuovo a L. 6-000. Vendo altresì mate¬ 
riale aeromodellistico nuovo inusato 
comprendente: motore Tajfun Hobby 1 
cc. L. 3.500, Tajfun Hurrikan 1,5 cc. 
L, 5.000, Tajfun Rasant 11 2,5 cc. L. 
4.500, servocomando Kinematic L. 3.000. 
Pagamento metà anticipato metà con¬ 
trassegno, spese postali a carico acqui¬ 
rente. - Indirizzare a: P. Bordini - Via 
Squarcialupo 21 - Roma. 

66-531 - VENDO Trasformatore PK50811 
(2XEL84), Tux AR18, Tu 2xEL41, 2 tra¬ 
sformatori accoppiamento e uscita 
1xOC72, 3 trasf. 2 accoppiamento e 1 
uscita (1,5 W) 2xOC74, 3 M.F. per tran¬ 
sistor, transistor « SFT » di potenza 
(7A-80V) 1xBXY20, trasformatori e bo¬ 
bine per TV, Autotrasf. + 2 MF serie 
« EUROPHON », 5 trasformatori alimen- 
taz. (70-80-100-300WA). Stabilizz. TV da 
riparare, 10 Pot. trimmer, 12 pulsanti 
tipo 6BC, valvole Radio TV, anche x 
TX e RX a pile e tipi a 12 VA. Varia¬ 
bili tedeschi professionali, cond. carta 
0,2-8 pF. Cerco VFO 4/104/S o 4/105 
+ bobina o TT e CV 200PF (Nota 
Casa). Cerco batteria usata e Vespa 
125 Se. VERA occasione. - Indirizzare 
a: Porro Marco - Via Donghi 41/5 - 
Genova - (Unire bollo risposta). 

65- 532 - CHE OCCASIONE! Cedo coppia 
dì radiotelefoni in ottimo stato, com¬ 
pleti di tutto; antenne a stilo, bat¬ 
terie (9 volt). Dimensioni: 17x7 cm. 
Leggerissimo e quindi portatile. Dati 
tecnici: frequenza di lavoro 29,5 MHz, 
potenza irradiata 0,005W. Portata 1 km. 
Cambio con ricevitore professionale 
o tester in ottimo stato. Per informa¬ 
zioni rivolgersi a: Arturo Cheneri - 
Corso Libertà 35/38 - Bolzano. 

66- 533 - CAMBIO O VEND 9 con mate¬ 
riale di elettronica; Coppia radiotele¬ 
foni WS38 funzionanti, mancanti di pile 
e microtelefoni. Giradischi auto 6/12 
Volt c.c. marca Philips mancante di 
custodia metallica. Dinamotor vari 12 
o 24 Volt c.c. Ricevitore AR18 funzio¬ 
nante, mancante di alim. e altop. Tubo 
RCA 5PB4. Bobine professionali nastro 
magnetico usato. Ricevitore ARN5 pri¬ 
vo di valvole. Ricevitore BC 733D com¬ 
pleto di valvole ma privo di quarzi. 
Includere bollo per la risposta. - In¬ 
dirizzare a: Lucarini Leonello - Via 
S. Giovanna Elisabetta n. 26 - Tele¬ 
fono 3275649 ore 20/22.. 


66-534 - OCCASIONE VENDO coppia 
bellissima Radiotelefoni National 27 
MHz nove transistori due diodi, due 
quarzi, dispositivo a pulsante per chia¬ 
mata, portata ottica oltre 15 km, com¬ 
pleti di auricolari e presa per alimen¬ 
tazione 12 Volt. Gli apparecchi sono 
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[ Rrme de 11' I nserzi d n 1 iti ] 



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0,6 mm 


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