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Full text of "Costruire_diverte_1966_11"

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L. 300 












































































































































































































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50 V. - 200 V. - 500 V. e 1000 V. C,C. 

con sensibilità di 4 000 Ohms per Volt: 2 V. • 10 V. - 50 V, - 

250 V. - 1000 V. e 2500 VoIts C A 

50 pA - 500 pA - 5 mA - 50 mA - 500 mA e 5 A. C C. 
250 nA 2 5 mA - 25 mA 250 m* e 2 5 Amp C A 

5 portate; il ; 10 - Qx1 • fì x 10 - fìxlOO-- fì B TOOO - x 10000 
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da 0 a 10 Megaohms. 

da 0 a 5000 e da 0 a 500 000 pF • da 0 a 20 e da 0 a 
200 Microfarad. 

2 portate: 0 500 e 0 5000 Hz. 

6 portate: 2 V. - 10 V. - 50 V - 250 V. • 1000 V, e 2500 V, 

5 portate: da — 10 dB a + 62 dB. 


7 portate: 
6 portate: 

6 portate: 
5 portate; 


1 portata: 
4 portate: 


Inoltre vi è la possibilità di estendere ancora maggiormente le prestazioni 
del Supertester 680 E con accessori appositamente progettati dalla I C.E. 

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Portate: 2,5 • 10 • 25 • 100 - 250 e 500 Ampères C.A. 

Prova transistori e prova diodi modello - Transtesl >• 662 ICE 
Shunts supplementari per 10 • 25 • 50 e 100 Ampères C C. 

Volt ■ ohmetro a Transistors di altissima sensibilità. 

Sonda a puntale per prova temperature da — 30 a + 200 ■’C, 

Trasformatore mod 616 per Amp. C A : Portate; 250 mA - 
t A • SA - 25 A - 100 A C A. 

Puntale mod 18 per prova di ALTA TENSIONE: 25000 V. C.C. 

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di nostra esclusiva concezione che 
unitamente ad un limitatore statico 
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tore ed al raddrizzatore a luì 
accoppiato, di poter sopportare 
sovraccarichi accidentali od 
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periori alla portata scelta! 

Strumento antiurto con spe¬ 
ciali sospensioni elastiche. 

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teriale plastico infrangibile. 

Circuito elettrico con spe¬ 
ciale dispositivo per II com¬ 
pensazione degli errori dovuti 
agli sbalzi di temperatura H. 

TESTER SENZA COMMUTATORI 
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meccanici, di contatti imperfetti, 
e minor facilità di errori nel 
passare da una portata all'altra. 


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Questo puntale serve per elevare la portata dei nostri 
TESTER 630 a 25 OOG Volls c c. 

Con esso può quindi venire misurata l'aita tensione sia 
dei televisori, sia dei trasmettitori ecc. 

Il SUQprazzo netto è di Lire 2 900 franco ns. stabilimento. 



Per misure amperometriche in Corrente Alternata. 

Da adoperarsi unitamente al Tester 680 in serie al cir¬ 
cuito da esaminare. 

6 MISURE ESEGUIBILI: 

250 mA - 1 A - 5 A - 25 A - 50 e 100 Amp C.A. 
Precisione: 2.5%, Dimensioni: 60 x 70 x 30. Peso 200 gr. 
Prezzo netto Lire 3 980 franco ns. Stabilimento, 



Amperometro 
a tenacità 


Per misure amperometwche immediate in C A 
senza Interrompere i circuiti da esaminare !1 


Questa pinza amperometrica va usata unitamente 
al nostro SUPERTESTER 680 oppure unitamente 
a qualsiasi altro strumento indicatore o regi¬ 
stratore con portata 50 |iA - 100 millivolts- 


* A richiesta con supplemento di L. 1 o'oo la 
I.C.E. può fornire pure un apposito riduttore 
modello 29 per misurare anche bassissime in¬ 
tensità da 0 a 250 mA. 


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Ifimcc sfahlFImanl'n. Per pagflmBilfl all ordine 
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Con questo nuovo apparecchio la 
ha voluto dare la possibilità 
numerevoli tecnici che con loro gran¬ 
de soddisfazione possiedono o entre¬ 
ranno in possesso del SUPERTESTER 
I.C.E. ÈW di sUcrgtrc Ancq» ogle- 
vobnantc U QrArtdp caippc di 
pravo c mifuro QfA cflatlufibklf. Fit- 
fatti II TRAMctTCST uniieminl* 
al SUPERTESTER I.C.E. 680 può ef¬ 
fettuare contrariamente alla mag¬ 
gior parte dei Provatransistor del¬ 
la concorrenza, tutte queste mi¬ 
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Vbe • hFE (0) per i TRANSI¬ 
STOR e Vf . Ir per i DIODI. 

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Caratteristiche: 

Apparato per comunicazioni bilaterali. 
Frequenza di lavoro; 29,5 MHz. 

Potenza: 0,010 W. 

Portata In mare; oltre 2 Km. 

Ricevitore; superrlgenerativo. 
Trasmettitore; modulato In ampiezza. 
Alimentazione: pila a secco da 9 V. 
Peso: gr. 350. Dimensioni; cm, 16x7x3 



L’HOBBY 3T per le sue caratteristiche d’ingombro e di peso 
si presta a molteplici usi: per campeggiatori, per alpinisti, 
tra autoveicoli in moto, su natanti, in campi sportivi, per 
installatori d'antenna, per i giochi del ragazzi, per comuni¬ 
cazioni all'intero dei caseggiati ecc. Uno speciale dispo¬ 
sitivo permette di lasciare in trasmissione fissa l’apparato, 
estendendo così la gamma delle possibilità d’impiego. 
L’HOBBY 3T è autorizzato dal Ministero PP.TT. per la libera 
vendita e il libero impiego. 


RADIOTELEFONO HOBBY 4T 

Caratteristiche esteriori e generali Identiche a quelle del 
tipo HOBBY 3T, tranne per il trasmettitore controllato a 
quarzo, per la aggiunta di un transistor amplificatore in AF 
0 per l’alimentazione doppia. Potenza: 0,050 W; portata in 
mare; oltre 5 Km. 



RADIOTELEFONO SIMCOM 

Caratteristiche del ricevitore: 
Supereterodina controllata a 
quarzo. 

Sensibilità per un rapporto S/D 
di 10 dB: 1 microVolt. 

Uscita a bassa frequenza ai o% 
di distorsione: 450 mW. 
Silenziatore a soglia regolabile. 
Segnale necessario per sbloc¬ 
care Il silenziatore: 2 micro¬ 
Volt. 

Caratteristiche del trasmettitore: 

Oscillatore controllato a quarzo. 
Frequenza di lavoro: 27-29,5 MHz. 
Potenza: 1 W. 

Microfono piezoelettrico Incor¬ 
porato. 

Portata In mare: oltre 60 Km. 


Notizie generali: 

Semiconduttori impiegati: N. 12 transistor (dei quali 2 ai 
silicio) + N. 3 diodi ai germanio. 

Commutazione ric./tras, a mezzo microrelay a tenuta erme¬ 
tica con alto grado di affidabilità. 

Regolatore del volume con interruttore. 

Regolatore di soglia del silenziatore. 

Presa per antenna esterna 50-;-70 ohm. 

Presa per microfono esterno con pulsante. 

Presa per alimentazione esterna. 

Alimentazione: 12 V (8 pile a stilo da 1,5 V). 

Antenna interna telescopica. 

Dimensioni: mm. 190 x 80 x 55. 







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tinaie, con ingresso ad alta impe¬ 
denza adatto per microfono piezo¬ 
elettrico - Oscillatore pilota control¬ 
lato a quarzo - Quarzo del tipo mi¬ 
niatura ad innesto, precisione 0,005 
per cento - Gamma di funziona¬ 
mento: 27-^30 MHz - Componenti 
professionali miniaturizzati - Di¬ 
mensioni: mm 150x44 - Alimenta¬ 
zione: 12 Volt c.c. 

Prezzo Netto L, 19.500 

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LA GAMMA DEI 10 METRI 


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Sensibilità; 1 |.iV per 15 db di-: 

N 

Selettività ± 9 KHz 22 db - Oscilla¬ 
tore di conversione controllato a 
quarzo - Quarzo del tipo miniatura 
ad innesto 0,005% - Media frequen¬ 
za 470 KHz - Gamma di funziona¬ 
mento: 27-J-30 MHz - Serie di tran¬ 
sistori in AF: AF125: AF125: AF124. 
Dimensioni: mm. 120x42 - Alimen¬ 
tazione; 9 V. 8 mA. 

Prezzo Netto L. 10.800 




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Frequenze: fino a 500 MHz • Po- 
CR/O tenza massima: 1 kilowatt • N. 2 
contatti di scambi ausiliari • Ten¬ 
sione dì eccitazione in c.c. 6 Volt 
oppure 12 Volt • impedenze: 50 o 
75 ohm • Consumo della bobina di 
eccitazione: 6 Volt: 400 mA • 12 
Volt: 250 mA. 

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co/6 stori impiegati: AF -139 AF -106 
AF-106 AF-124 • N. 6 circuiti ac¬ 
cordati per una banda passante = 
2 MHz ± 1 dB • Entrata: 144-146 
MHz - Uscita: 26-^28/28-i-30 MHz • 
Guadagno totale: 28 dB • Cifra dì 
rumore: 3 KTo • Alimentazione; 9 V. 
8 mA • Dimensioni: mm. 126x70x40. 

PREZZO NETTO L. 19.800 


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900 

1N2156 

L. 

900 

1N3492 

L. 

450 

AAZ15 

L. 

50 

AAZ17 

L. 

50 

AAZ18 

L. 

50 

1G25-53 

L. 

50 

1G55 

L. 

SO 

1G57 

L. 

50 

GI56 

L. 

50 

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L. 

50 

OA95 

L. 

50 

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L. 

200 

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L. 

300 

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L. 

300 

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L. 

300 

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L. 

250 

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L. 

200 

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L. 

150 

15P1 

L. 

30 

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L. 

200 


2N397 

2N398 

2N511B 

2N512A 

2N456A 

2N441 

2N527 

2N597 

2N708 

2N914 

2N1304 

2N1305 

2N1306 

2N1754 

MP501 

1N2815B 

2EP11A 

L114 

L115 

OC171 

OC80 

2G398 

P397 

P997 

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L. 200 
L. 200 
L. 950 
L. 950 
L. 800 
L. 1.600 
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L. 400 
L. 400 
L. 450 
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Prezzo 

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Tipo 

Valvole 

Tipo 

equival. 

Prezzo 

list. vend. 

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1380 

500 

EF41 

(dCJ5) 

1650 

600 

PCL81 

— 

2590 

950 

6BY6 

_ 

2200 

600 

DAF91 

(1S5) 

1270 

460 

EF42 

16H) 

2200 

800 

PCL82 

(16TP6/16A8)1600 

580 

6BZ6 

_ 

1100 

400 

DAF32 

(1U5) 

1980 

720 

EF80 

(6BX6) 

1130 

420 

PCL84 

(15TP7) 

1750 

640 

6BZ7 

_ 

2200 

800 

DAF96 

(1AH5) 

1740 

630 

EF83 

— 

1600 

580 

PCL85 

(18GV8) 

1820 

660 

6CB6/A 

_ 

1150 

420 

DF70 

— 

— 

600 

EF85 

(6BY7) 

1350 

500 

PCL86 

(14GW8) 

1780 

650 

GCDGGA 


4600 

1400 

DF91 

(1T4) 

1870 

680 

EF86 

(6CFe) 

1680 

620 

PF86 

— 

1600 

580 

6CF6 

_ 

1250 

460 

DF92 

(1L4) 

1980 

720 

EF89 

(6DA6) 

920 

340 

PL36 

(25F7/25E5) 3000 

1100 

6CG7 

_ 

1350 

500 

DK91 

11R5) 

2090 

760 

EF95 

(6AK5) 

3400 

1230 

PL81 

(21A6) 

2710 

980 

6CG8/A 


1980 

720 

DK96 

(1AB6) 

2150 

780 

EF97 

(6ES6) 

1760 

650 

PL82 

(16A5) 

1870 

680 

GCLG 

_ 

1800 

650 

DL71 

— 

— 

600 

EF98 

(6ET6) 

1760 

650 

PL83 

(15F80-15A6)2190 

800 

6CM7 

_ 

2520 

920 

DL72 

— 

— 

eoo 

EF1B3 

(6EH7) 

1300 

480 

PL84 

(15CW5S) 

1380 

500 

6CS7 

_ 

2480 

900 

DL94 

[3V4) 

1450 

530 

EF184 

(6EJ7) 

1300 

480 

PL500 

(27GB5S) 

2920 

1060 

6DA4 

_ 

1560 

570 

DL96 

(3C4) 

1930 

700 

EFL200 

— 

2100 

780 

PY80 

(19W3) 

1600 

580 

6DE4 

_ 

1520 

550 

DM70 

(1M3) 

1540 

560 

EH90 

(6CS6) 

1200 

450 

PY81 

(17R7) 

1270 

470 

GDOG/B 

— 

2650 

960 

DY80 

(1X2A/B) 

1630 

600 

EK90 

(6BE6) 

1100 

400 

PY82 

(19R3) 

1080 

400 

6DR7 

— 

1800 

650 

DY87 

(DY86) 

1450 

530 

EL3N 

(WE15) 

3850 

1400 

PY83 

(17Z3) 

1600 

580 

6DT6 

— 

1450 

530 

E83F 

(6689) 

5000 

1800 

EL34 

(6CA7) 

3600 

1300 

PY88 

(30AE3) 

1520 

550 

6EA8 

_ 

1430 

530 

E88C 

— 

5800 

1800 

EL36 

(6CM5) 

3000 

1100 

UABC80 

(28AK8) 

1200 

450 

6EB8 

— 

1750 

640 

E88CC 

— 

4600 

1800 

EL41 

(6CK5) 

1700 

630 

UAF42 

(12S7) 

2010 

730 

6EM5 

— 

1370 

500 

E92CC 

— 

— 

400 

EU2 

— 

1820 

660 

UBC41 

(10LD3) 

1820 

660 

6EM7 

— 

2100 

760 

E180CC 

— 

— 

400 

EU1 

(6CJ6) 

2780 

1020 

UBF89 

— 

1560 

570 

6FD5 

(60L6) 

1100 

400 

E181CC 

— 

— 

400 

EL83 

(6CK6) 

2200 

800 

UCC85 

— 

1250 

460 

6FD7 

— 

3030 

1100 

E182CC 

(7119) 

— 

400 

EL84 

(6BQ5) 

1050 

380 

UCH42 

(UCH41) 

1980 

730 

6J7 met. 

— 

2700 

980 

EABC80 

(678/6AK81 1380 

500 

EL86 

(6CW5) 

1230 

460 

UCH81 

(19AJ8) 

1200 

450 

6K7/G-GT 

— 

2000 

730 

EAF42 

(6CT7) 

2010 

730 

EL90 

(6AQ5) 

1100 

400 

UCL82 

(50BM8) 

1600 

580 

GLG/GC 

— 

2200 

820 

EBC41 

(6CV7) 

1650 

600 

EL91 

(6AM8) 

1500 

550 

UF41 

(12AC5) 

1650 

600 

6L7 

— 

2300 

850 

EBF80 

(6N8) 

1630 

600 

EL95 

(6DL5) 

1100 

400 

UF89 

— 

920 

340 

6N7/GT 

— 

2600 

940 

EBFB9 

(6DC8) 

1440 

540 

EL500 

(6GB5) 

2920 

1060 

UL41 

(45A5/10P14)1600 

580 

6NK7/GT 

— 

3000 

1100 

EC80 

(604) 

6100 

1800 

EM4 

(WE12) 

3520 

1270 

ULB4 

(45B5) 

1220 

450 

607/GT 

(6B6) 

2200 

820 

EC88 

(6CM4) 

1800 

650 

EM34 

(6CD7) 

3520 

1270 

UY41/42 

(31A3) 

1210 

450 

6SJ7/GT 

— 

2520 

900 

EC88 

(6DL4) 

2000 

730 

EM80 

(6BR5) 

1700 

620 

UY82 

— 

1600 

580 

6SK7/GT 

— 

2100 

770 

EC90 

(6C4) 

1350 

500 

EM81 

(6DA5) 

1700 

620 

UY85 

(38A3) 

840 

320 

6SN7/GTA (ECC32) 

1690 

620 

EC92 

(6AB4) 

1350 

500 

EM84 

(6FG6) 

1800 

650 

UY89 

— 

1600 

580 

6SQ7/GT 

(6SR7) 

2000 

730 

EC95 

(6ER5) 

2040 

750 

EQ80 

(6BE7) 

3470 

1250 

1A3 

(DA90) 

2400 

870 

6V3A 

_ 

3650 

1320 

EC37 

(6FY5) 

1920 

700 

EY51 

(6X2) 

1930 

700 

1R3/GT 

(1G3/GT) 

1360 

500 

6V6GTA 

— 

1650 

600 

EC9Q0 

(6HA5) 

1750 

650 

EY80 

(6V3) 

1320 

480 

3BU8/A 

— 

2520 

930 

GW6GT 

(6Y6) 

1500 

550 

ECC40 

(AA61) 

2590 

950 

EY81 

(6V3P) 

1270 

470 

5R4/GY 

— 

2000 

730 

6X4A 

(EZ90) 

860 

320 

ECC81 

(12AT7) 

1320 

500 

EY82 

(6N3) 

1160 

420 

5U4/GB 

(5SU4) 

1430 

530 

6X5GT 

(EZ35) 

1210 

450 

ECC82 

(12AU7) 

1200 

450 

EY83 

— 

1600 

580 

5V4/G 

(GZ32) 

1500 

550 

GYGG/GA 

— 

2600 

950 

ECC83 

(12AX7) 

1280 

460 

EY86/87 

(6S2] 

1450 

550 

5X4/G 

(U52) 

1430 

530 

9CG8A 

— 

1980 

720 

ECCB4 

(6CW7) 

1900 

700 

EY88 

(6AL3) 

1520 

560 

5Y3/GTB 

(USO) 

' 1050 

380 

9EA8/S 

— 

1430 

520 

ECCB5 

(6A08) 

1250 

460 

EZ40 

(6BT4) 

1270 

470 

6A8GT 

(6D8) 

2000 

730 

9T8 

— 

1380 

500 

ECC86 

(6GM8) 

2810 

1020 

EZ80 

(6V4) 

750 

280 

6AF4/A 

(6T1) 

1900 

690 

12A05 

— 

2150 

780 

ECCBS 

(6D18) 

2000 

730 

EZ81 

(6CA4) 

800 

300 

6AG5/A 

— 

2500 

930 

12AT6 

(HBC90) 

1000 

370 

ECCS1 

(6J6) 

2500 

900 

GZ34 

(5AR4) 

2420 

900 

6AL5 

(EAA91/EB81)1100 

400 

12AV6 

(HBC91) 

1000 

370 

ECCie9 

(6ES8) 

1850 

670 

HCH81 

(12AJ8) 

1230 

460 

6AM8/A 

— 

1500 

550 

12AX4/GTB(12D4) 

2200 

800 

EGF8D 

(6BL8) 

1430 

520 

OA2 

(150C2) 

3880 

1390 

6AN8/A 

— 

1900 

700 

12BA6 

(HF93) 

1000 

370 

ECFe2 

(6U8) 

1650 

600 

PABC80 

(9AK8) 

1200 

450 

6AT6 

(EBC90) 

1000 

370 

12BE6 

(HK90) 

1100 

400 

ECFB3 


2530 

920 

PC86 

(4CM4) 

1800 

650 

GAT8 

— 

1900 

690 

12CG7 

— 

1350 

500 

ECPB8 

(6HG8) 

2120 

780 

pesa 

(4DL4) 

2000 

730 

6AU4/GTA — 

1520 

550 

12CU6 

(12B06) 

3050 

1100 

ECF201 

— 

1920 

700 

PC92 

— 

1490 

560 

6AU6/A 

(EF94) 

1050 

380 

12SN7/GT (12SX7) 

1850 

670 

ECFB01 

(6GJ7) 

1920 

700 

PC93 

(4BS4) 

2750 

1000 

GAU8/A 

— 

2200 

800 

25BQ6 

— 

2200 

800 

EGF802 

_ 

1900 

700 

PC95 

(4ER5) 

2040 

740 

6AV5/GA 

(6AU5) 

2700 

980 

25DQ6/B 

— 

2650 

960 

ECH4 

(E1R) 

4180 

1550 

PC97 

(5FY5) 

1920 

700 

GAV6 

(EBC91) 

1000 

370 

35A3 

(35X4) 

850 

320 

ECH42/41 (6C10) 

1980 

720 

PC900 

(4HA5) 

1750 

640 

GAW8/A 

— 

2015 

730 

35D5 

(350L6) 

1000 

370 

ECH81 

(aAJ8) 

1200 

450 

PCC84 

(7AN7) 

1920 

700 

6AX3 

— 

2100 

760 

35W4 

(35R1) 

850 

320 

ECH83 

(6DS8) 

1490 

550 

PCC85 

(9A08) 

1310 

500 

6AX4/GTB — 

1250 

460 

35Z4/GT 

— 

1650 

600 

ECH84 

_ 

1490 

550 

pccsa 

(7DJ8) 

2000 

730 

6AX5/GTB — 

1300 

480 

50B5 

(UL84) 

1200 

450 

ECL80 

(6ABB) 

1480 

550 

PCC89 

— 

2370 

860 

6B8G/GT 

(6BN8) 

2400 

870 

80G/GT 

— 

1400 

710 

ECL61 

— 

1600 

580 

PCC189 

(7ES8) 

1850 

680 

6BAG 

(EF93) 

1000 

370 

83V 

« 

1800 

650 

EaB2 

(63M8) 

1600 

580 

PCF80 

C9TP1S-9Aaj 1430 

520 

«BAS/A 

— 

2800 

1050 

807 

— 

1980 

720 

ECL84 

(CDX8) 

1750 

650 

PCF82 

(9UÌJ 

1650 

600 

GSCG 

(6P3/6P4) 

1150 

420 

4671 

— 

— 

1000 

ECL85 

(6GV8) 

1820 

670 

PCF86 

f7HGa) 

2120 

770 

iBca 

— 

3000 

1100 

4672 

— 

— 

1000 

ECLSe 

(CGWS) 

1780 

650 

PCF201 

— 

1920 

700 

GBKTyS 

(6BQ7) 

1650 

600 

5687 

— 

— 

400 

ECLLSOO 

_ 

2950 

1100 

PCF801 

(8GJ7S) 

1920 

700 

geog/gt 

(6CU6) 

2700 

980 

5696 

— 

— 

400 

EF6 

(WE17) 

3960 

1450 

PCF802 

(9JW8) 

1900 

700 

3B07 

(6BK7) 

1650 

600 

5727 

— 

— 

400 

EF40 

— 

2370 

860 

PCF805 

(7GV7) 

1920 

700 

GBU8 

— 

2200 

800 

6350 

— 


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1) 

B 

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2) 

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(fig. 

3) 

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(fig. 

4) 

F 

(fig. 

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(fig. 

7) 

H 

(fig. 

. 8) 

L 

(fig. 

10) 

M 



N 

(fig. 

11) 

0 

(fig. 

12) 

P 

(fig. 

13) 

0 

(fig. 

14) 


(fig. 5) — 


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complessivo dei pezzi ordinati più le spese di spedizione. Non si evadono ordini con pagamento IN CONTRASSEGNO se non ac¬ 
compagnati da un piccolo anticipo (almeno L. 1000 sia pure in francobolli) onde evitare che all'atto dì arrivo della merce venga 
respinta senza alcuna giustificazione, come purtroppo è avvenuto in questi ultimi giorni. 

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sto L. 350 per spese postali. Per cortesia, scriva il Suo indirizzo in stampatello. GRAZIE. 







































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Molto compatto e solidamente unito, contenuto in telaio metaiiico, ottimo stato. Due gamme 
d’onda: 4,5-9 MHz; 2,4-5 MHz. Aitoparlante ed aiimentatore incorporato. Monta n. 5 valvole 
ARP-12; n. 3 ARS. Corredato di vaivole ed istruzioni L. 20.000. 


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RICETRASMETTITORE MILITARE CANADESE 2 GAMME: 4,2-7,5 MHz; 

Doppia conversione per la gamma 19-31 MHz Tipo WS21 

Apparato compieto, costruito su teiaio contenente sia il ricevitore che il trasmettitore. 
Sintonia separata sia per il ricevitore che per ii trasmettitore. Pulsante per l’isoonda. Unità 
di controiio separabiie, comprendente ii tasto teiegrafico, innesti per cuffie e microfono. Entro- 
contenuto l'alimentatore compieto di vibratore a 6 voit. Monta 6 vaivole ARP12: 3 ARS: 2 ATP7. 
Comandato compietamente per mezzo di 3 reiais, azionati dai tasto di chiusura del microfono. 
Media frequenza a 465 Kc/s: bobine PA, ecc.; argentate. Strumento RF per il miglior carico 
dell'antenna. Ottime condizioni, completo di vaivole nuove cuffia micro L. 30.000. 


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Marelti 40 
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RICEVITORE « MARELLl » 

Costruito per la nostra Marina 3 Gamme. Spazia da 160 a 80 da 80 a 40 da 40 a 15 metri 
fonia, grafia Amb/tore d'entrata A.F., 3 amplificatori a media frequenza, oscillatore per CW, 
alimentatore tensione universale separato, monta 1 [77) 1 (6B7) 1 (80) 5 (78). Completo di 
valvole ottimo stato L. 30.000. 


Ricevitore 

BC 357 


RADIO • RELAY TIPO BC 357 

Questo ricevitore a circuito reflex è concepito per azionare un sensibilissimo relay quando sia 
trasmesso un segnale nella frequenza cui è sintonizzato. Era usato a bordo di aeroplani per 
captare le emissioni di radio fari. E' predisposto per essere sintonizzato nella gamma dei 
62-80 MHz (onde ultracorte). Può essere usato quale apri-garages, controllo di modellini di 
battelli, ricevitore di impulsi anti-furto ed altre centinaia di usi. Facilmente modificabile per 
captare la Modulazione di Frequenza oppure il canale audio-TV. Alimentazione totale a 24 volts, 
filamenti ed anodi. Dimensioni ridottissime. Viene venduto in stato come nuovo, completo di 
relais da 12000 H estremamente sensibile, dì cassettina. Mancante di due valvole (12C8 e 
12SQ7 rintracciabile presso qualsiasi negozio radio). Come descritto per L. 6.000. 


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WS68F 
1.2 ^ 3.5 
MHi 


RADIOTELEFONO WS68P - Grafia e fonia: una vera stazione RT-RX. Gamma coperta: 1, 2-3,5 MHz; 
potenza resa in antenna 8 watt; microamperometro 0,5 mA fondo scala: copertura sicura km. 9; 
pesa 10 kg. Misure: altezza cm. 42, larghezza cm. 26, profondità cm. 24. Montaggio in rack nel 
quale è compreso lo spazio per le batterìe. Filamento 3 V; anodica 150 V. Consumo: trasmis¬ 
sione 30 mA; Ricezione 10 mA; Filamenti RX 200 mA, TX 300 mA. Monta nel ricevitore n. 3 
ARP 12 e n. 1 AR8: nel trasmettitore n. 1 AR8 e n. 1 ATP4: 6 watt antenna - Portata Km. 20 
in mare con solo antenna di mt. 2,5. Venduto funzionale nei suoi elementi originali, completo 
di valvole in scatole nuove, micro, cuffia, L. 10.000 cadauno tutto compreso. 


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TELETY REPEATER ■ TT ■ 63 B/FGC 

Si porta a conoscenza di tutti i Sigg.ri radioamatori che lavorano in RTTY, che sono disponibili 
e pronti per la vendita i convertitori americani « TT 63/FGC » nelle versioni A e B. Ogni 
singolo apparecchio si compone di 15 valvole fra le quali N. 7 6SN7/GT - N. 2 6SL7/GT - N. 2 6H6 
- N. 1 VR105 - N. 2 VR150 - N. 1 5U4. In uscita è montato un relais polarizzato sotto vuoto 
spinto. Alimentazione 115-230 V - 50/60 periodi. L. 80.000 cad. 

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RICEVITORE 9 valvole - 3 gamme d'onda lunghe e lunghissime 

Come nuovo - Adoprabi le con un sempi ice convertitore a lavorare in terza conversione su 
tutte le gamme - senza valvole. L. 12.000. 

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FREQUENZIMETRO MK11 FUNZIONALE 

Ouandrante micrometrico continuo - Misure cm 50 x40 x 30 - Peso Kg 10 - Completo di 
valvole ricambio + schema - 3 gamme in fondamentale - Armoniche per tarare perfettamente 
fino a 35 MHz - Alta precisione. Prezzo per i Lettori fino ad esaurimento L. 10.000 - AFFRETTATEVI! 


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RADIOTELEFONO NUOVO COSTRUZIONE CANADESE ZC1/MK11 

Alimentazione a 12 V. Incorporata, corredato di schema, microfono, cuffia. Monta le seguenti 
valvole; N. 7 6U7 - 2 6V6 - 1 6K8 - 1 607. Portata 15 Km. Con antenna stilo dì metri 5,5. 
Portata dì Km. 45 con antenna stilo di 10 metri. Gamme coperte N. 2: 2-4... 4-8/MHC L. 25.000 
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attendibilità - silenzio - durata - assenza di riscaldamento - giri costanti - assenza di vibrazioni. 
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di castello di ingranaggi riduttori, da cui si può ricavare la trasmissione su velocità diverse, 
da 100 a un giro al minuto, e più. Speciali e professionali non materiale corrente L. 600 cad. 


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BC1201 e Alimentatore transistors. 


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Motorini con vite senza fine 110-230 V c.a. 50 Hz 100 Watt L. 2.500 cad. 






























































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GUADAGNATE COSTRUENDO 

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1) TEMPORIZZATORI ELETTRONICI stabilizzati semplici con 

tempi regolabili da 0” - 5"; 0" + 30": 1" • 60"; 3" - 
120". cad. L. 6.800 

2) TEMPORIZZATORI ELETTRONICI stabilizzati ad autorìte- 

nula con tempi regolabili da 0" • 5": - 0" - 30"; 1" - 
60": 3” - 120". cad. L. 8.300 

3) GENERATORI DI IMPULSI a periodo regolabile per 

tempi fino a 120" cad. L. 6.850 

4) GENERATORI FLIP-FLOP a 2 periodi regolabili per tempo 

fino a 120". L. 8.300 

5) FOTOCOMANDI CON TUBO A CATODO FREDDO velo¬ 

cità di lettura massima 300 impulsi minuto completi 
di coppia di proiettori cad. L. 9.200 

6) FOTOCOMANDI TRANSISTORIZZATI velocità di lettura 

2500 Impulsi al minuto primo completo di coppia di 
proiettori cad. L. 11.500 

7) REGOLATORI DI LIVELLO ELETTRONICI STATICI a sem¬ 

plice circuito per intervento su livello minimo e massi¬ 
mo completi di relativa sonda In acciaio INOX con 
elettrodi da m, 1 cad. L. 8.600 

8) REGOLATORI DI LIVELLO ELETTRONICI STATICI a 
doppio circuito per Intervento su livello minimo e 
e massimo e segnale di allarme completi di relativa 
sonda in acciaio INOX con elettrodi da m. 1 

cad. L. 13.100 

9) REGOLATORI DI TEMPERATURA ELETTRONICI TRAN¬ 
SISTORIZZATI per regolazione da O» a -h 250° 

cad. L. 12.000 

10) INTERRUTTORI CREPUSCOLARI con elemento sensìbi¬ 
le separato cad. L. 7.700 

11) FOTOCOMANDI CONTAIMPULSI composti di amplifi¬ 

catore elettronico a fotoresistenza, contaimpulsi ap¬ 
propriato e coppia proiettori, velocità massima 2500 
impulsi al minuto primo cad. L. 21.800 

12) FOTOCOMANDI CONTAIMPULSI A PREDISPOSIZIONE 

composti da amplificatore a fotoresistenza e coppia 
proiettori (al raggiungimento del numero prefissato a 
piacere, chiude un contatto) velocità massima 1800 
impulsi al minuto primo cad. L. 37.500 

Maggiorazione per circuito di azzeramento automatico 

cad. L. 11.000 


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fondo 100 mm. con pannello 210x130. normale o da In¬ 
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RICEVITORE BC 603 


Ricevitore Superetereodina a modulazione di frequenza e di ampiezza. 



Il suddetto ricevitore è ottimo per ricevere la gamma dei 15 e degli 
11 metri, ed é particolarmente adatto per essere usato in seconda con¬ 
versione (in unione ad adatti convertitori) per la ricezione delle gamme 
dei 2 metri - 70 cm. gamme aeronautiche ecc. A tale scopo basta col¬ 
legare l’uscita del convertitore ai morsetti di antenna del BC 603 ed 
usare i comandi dello stesso come per la normale ricezione. 

Ad ogni acquirente forniremo ampia descrizione in italiano, con schemi 
elettrici, fotografie e le eventuali modifiche da apportare per l'alimenta¬ 
zione in corrente alternata e per la ricezione modulazione di frequenza e 
di ampiezza, e istruzioni per l'uso. 

Frequenza: coperta da 20.0 Me. a 27.9 Me. 

Sintonia: continua o 10 canali che possono essere prefissati. 

Sensibiiìtà: 1 Microvolt 

Media Frequenza: (nominale) 2650 KHz. 

Banda passante: 80 KHz. 

Potenza d'uscita: in altoparlante 2 Watt - in cuffia 200 mW. 

Soppressione disturbi: Squeich incorporato 

Aiimentazione: originale con dinamotor incorporato, con ingresso a 12 Volt 
c.c. (DM 34) o 24 Volt c.c. (DM 36). 

Antenna: previsto per stilo a 3 sezioni lunghezza in tutto 10 piedi 
Peso: del ricevitore completo di cassetta Kg. 15 ca. 

Il ricevitore impiega N. 10 valvole in circuito supereterodina e precisa- 
mente: N. 3 - 6AC7 - N. 2 - 6SL7 - N. 1 - 6J5 - N. 1 - 6H6 - N. 1 - 6V6 - 
N. 2 - 12SG7 - (vedi fotografia). 

IL SUDDETTO BC 603 VIENE VENDUTO IN N. 3 VERSIONI 


r VERSIONE 



Completo di valvole, altoparlante incorporato, alimentazione originale a 
dinamotor, al prezzo di L. 35.000 compreso imballo e porto fino a Vs. 
destinazione. 

2" VERSIONE 

Completo di valvole, altoparlante incorporato, funzionante in corrente al¬ 
ternata con alimentazione universale da 110 Volt fino a 220 Volt, coll 
cala internamente al posto dell'alimentazione a dinamotor, provato e tarato 
prima della spedizione, al prezzo di L. 50.000 compreso imballo e porto 
fino a Vs. destinazione. 

3- VERSIONE 

Completo di valvole, altoparlante incorporato, alimentazione universale da 
110 Volt fino a 220 Volt, collocata internamente al posto dell’alimentazione 
a dinamotor, funzionante e tarato. Inoltre completo di convertitore G4/161 
GELOSO, per ricezione 144-148 MHz. a « nuvistor oscillatore a frequenza 
fissa, uscita 26-30 MHz. Alimentatore G4/159 GELOSO, telaio supporto 
21962 GELOSO, (vedi fotografia), antenna GROUND-PLANE corredata di 
cavo coassiale con innesti originali per l’applicazione del convertitore al¬ 
l’antenna. Lunghezza totale ca. 5 metri. Viene venduto al prezzo di 
L. 100.000 il tutto provato e collaudato prima della spedizione. 

A richiesta potremo fornire ampia descrizione in italiano per Vaso, 
corredata di fotografie e disegni relativi alle modifiche da appor¬ 
tare per corrente alternata e per ricevere in modulazione di fre¬ 
quenza e di ampiezza, inviando al ns. indirizzo la cifra di L. 1.000 
a mezzo vaglia, assegni circolari o postati, oppure sul ns. c.c.p. 
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Hallicrafters 274/FRR, gamma continua da 0,54 
a 54 Me. in sei bande n. 20 valvole. 

Tipo ARC3/R77 in AM per i 144 da 100 a 156 
Me. completo di valvole corredato di schema 
elettrico e schema per la modifica a sintonia 
continua, viene da noi venduto in 3 versioni, 
come si trova originalmente, (gamma da 100 
a 156 Me. in otto canali quarzati) modificato 
per i 144, completo di alimentatore. 

Trasmettitori: 

BC 175 F con accessori 1-18 Me. 

BC 610 E con accessori 1-18 Me. 

Adapter SSB per Heathkit DX 100-U. 

Ricetrasmettitori : 

AN 120-156 Me. Motorola 7678/U da 152 a 
170 Me. 

Philco da 7600 a 8400 Me. 

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Ancora qualche TV-DX 


dì Emanuele Bennici 



Foto 1 - Monoscopio sconosciuto * Canaio D 

anno 1962. 


La mia prima ricezione di trasmissioni TV straniere risale 
all’agosto di quattro anni fa, e fu del tutto casuale; allora non 
sapevo niente di TV-DX e anche sulle riviste specializzate gli 
articoli erano scarsi. Continuai comunque le ricezioni che av¬ 
vennero tutte sul canale D, con un normale televisore da 17" 
e una antenna interna da tavolo, soltanto dalle sette alle nove 
del mattino, perché sullo stesso canale trasmetteva il ripetitore 
locale. In quel periodo ricevevo la Germania, la Danimarca e 
la Romania, nonché un monoscopio non identificato (Germa¬ 
nia?), [foto 1). 

Venendo « ai giorni nostri », in luglio e agosto di quest’anno, ho 
potuto ricevere nei canali A e B il Belgio, Cecoslovacchia, 
Danimarca, Germania, Olanda, Portogallo, Romania, Spagna, 
Svizzera (programma in italiano): questo incoraggierà, spero, 
coloro che ritengono i TV-DX una cosa difficile. Ho ricevuto 
anche un altro monoscopio non identificato, che appariva molto 
di frequente (foto 2). 




Le nazioni più forti e frequenti sono state Belgio, Germania e 
Spagna, la più rara la Svizzera, per soli 5 minuti, però con con¬ 
trasto e definizione eccellenti; In giornate particolarmente favo¬ 
revoli è stato inoltre possibile ricevere con l’apparecchio radio 
FM, munito della sola antenna incorporata, programmi radio¬ 
fonici a modulazione di frequenza in lingua tedesca, francese 
e inglese (la BBC). 

Per le ricezioni televisive ho usato un normale televisore 
Telefunken non manomesso, e l’antenna esterna con discesa 
in cavetto schermato che uso per la normale ricezione della 
RAI sul canale H, quindi sono abbastanza male attrezzato e 
anche le fotografie potevano riuscire migliori; consiglio anzi, 
a coloro che volessero fotografare dal video, di usare un solido 
treppiedi e una macchina fotografica, possibilmente reflex, re¬ 
golata con diaframma 5,6 oppure 8 e tempo 1/25 di sec. 


Foto 3 - Germania - Canale A - luglio 1966 Non credo cì Sia niente altro da aggiungere, se non incorag¬ 

giare i lettori a questa interessante attività, e restare a loro 
disposizione per ogni eventuale chiarimento. 


704 




Sovraincisionì perfette 


suggerimenti dì Loris Crudeli 


Un articolo su tale argomento è già apparso in C.D. n. 1 
e altri, a diverse riprese, su altre riviste, ma salvo lievi modi¬ 
fiche il * trucco » era, in ogni caso, l’esclusione più o meno 
completa della testina di cancellazione, permettendo così l’ef¬ 
fettivo sovrapporsi dì un nuovo segnale al vecchio; quello che 
non va, purtroppo, e che in quel modo non è possibile (!) sen¬ 
tire il vecchio segnale, e quindi * andare a tempo » con esso; 
è evidente che in questo modo è perfettamente inutile la 
sovraincisione. Per ottenere la possibilità di sovraincidere 
« consapevolmente » bisogna cambiare radicalmente il « truc¬ 
co »: con quello sopracìtato, infatti, il vecchio segnaie non 
viene assolutamente « tirato fuori » dal nastro, dato che il 
registratore è ovviamente in posizione « registrazione »; per di 
più il segnale non può essere prelevato da una eventuale te¬ 
stina aggiunta (senza contare che dovrebbe essere seguita da 
un altro amplificatore) perché questa inevitabilmente si deve 
trovare diversi centimetri prima (o dopo) il gruppo di testine 
preesistenti, con conseguente sfasatura dei due segnali di 
circa 1 secondo, il che è inammissibile. 

Con il mio metodo, invece, si ascolta direttamente il vec¬ 
chio segnale, per cui è possibile andare « a tempo » diret¬ 
tamente con esso; tenendo presente che in questo modo è pos- 
sibiie, ad esempio, sovraincidere più volte rimanendo sempre 
perfettamente in passo con il segnale di partenza, diventa 
lecito dire: « Chi fa da sé fa per... cinque (oppure otto, dieci 
e così vìa) ». Chi è in grado di suonare diversi strumenti (senza 
stonature però!) potrebbe, da solo, fare tutta un'orchestra, 
compresi il controfagotto e Tarpa! 

Ma passiamo alle spiegazioni (« ... sarà meglio... » sussurrano 
insistentemente due o tre vocine): 

Lo schema dì principio (figura 1) è estremamente semplice: 
la linea tratteggiata rappresenta il percorso del nastro in un 
registratore normale; A è la testina dì ascolto/registrazione, B 
è quella dì cancellazione: Tunica aggiunta da fare è la nuova 
testina « C ». Il nuovo percorso del nastro è quello indicato dalla 
linea continua. Il funzionamento è II seguente: il registratore 
è in posizione REGISTRAZIONE; il nastro scorre davanti alla 
testina C che ne preleva il « vecchio segnale »; a questo viene 
aggiunto ii nuovo, e tutti e due vengono mandati semplicemente 
ali’ìngresso del registratore che li incide in A. dopo aver can¬ 
cellato il vecchio segnale in B; in pratica sì ha che il vecchio 
segnale < salta > la parte dì nastro da C ad A, e in più sì arric¬ 
chisce del nuovo. « E come si fa a sentire il vecchio segnale, 
per andare a tempo? > direte voi: è semplice: il vecchio segna¬ 
le, in questo modo, si trova effettivamente nell'amplificatore, 
da cui viene amplificato (e quindi non è necessario un altro 
amplificatore), per cui i casi sono due: o il vostro registratore 
ha il « MONITOR », cioè il controllo acustico diretto dì quello 
che si incide, oppure non ce Tha, e allora glielo fate voi, 
seguendo la figura 2, usando solo un condensatore e una resi¬ 
stenza (meglio dì così!?l). Qualcuno potrebbe dire che dalla 
descrizione fatta sembra che il nuovo segnale venga aggiunto 
al vecchio quando ancora questo non si è ascoltato, ma bisogna 
tener presente che ci vuole molto meno di un millisecondo 
perché il vecchio segnale venga regolarmente amplificato e 
tramutato in onde sonore, per cui lo sfasamento tra i due 
segnali è di gran lunga inferiore a quello che si ha normalmente, 
ad esempio, tra i suoni dei vari orchestrali (o complessisti 
capelloni, che dir si voglia) a causa della velocità, ahimè, finita, 
del suonol 



figura 1 

A: Testina ascolto/registrazlone 
B: Testina di cancellazione. 

C; Testina aggiunta (ascolto) 

La linea tratteggiata Indica la disposizione nor¬ 
male del nastro. La linea a tratto pieno indica 
la disposizione necessaria per poter sovrain¬ 
cidere (vedi testo). 



figura 2 

Parti aggiunte In tratteggio: C1 = 10 nF 
RI == 100 kn 


705 













Sovraincisioni perfette 


Il discorso potrebbe finire qui, infatti le cose funzionano già in 
questo modo, e chi non crede non ha che da provare: basta 
comprare una testina uguale o perlomeno con caratteristiche 
uguali a quella montata nel proprio registratore (se se ne usas¬ 
se una di qualità inferiore la registrazione peggiorerebbe ad 
ogni sovraincisione), e seguire bene le figure 3, 4, 5 e 6. 



figura 3 


testina 





TESTINA 


MOLLft 


REGISTRATORE 


706 


Il montaggio meccanico è molto semplice, e va fatto su una la¬ 
strina di alluminio piegata ad « elle » e fissata sul fianco sini¬ 
stro del registratore in maniera tale per cui il nastro scorre 
















































SovralncIsionI perfette 


sempre allo stesso livello. Le guide per il nastro sono sol¬ 
tanto dei pezzi di jack {figura 5); sì deve curare che il traferro, 
cioè la fessura sensibiie della testina sia verticale, e che il 
nastro sia tangente alla testina proprio secondo la linea del tra¬ 
ferro, una volta che sia teso normalmente (per vederlo si deve 
sollevare un po’ la molla con il feltro] ; è importante che il 
nastro aderisca molto bene alla testina, se non si vogliono 
perdere tutti gli alti, e a questo provvede la molla con un pez¬ 
zetto di feltro incollato (figura 3 e 6). 

Ultimo particolare: la lastrina di sostegno deve essere ad una 
altezza tale da far scorrere il nastro esattamente sul colletto 
dei jack, come appare dalle figure: la testina, poi, deve essere 
opportunamente sollevata con degli spessori, in modo che il 
suo traferro esplori la pista più alta de! nastro, e non sconfini 
in quella inferiore. Il segnale dalla testina viene prelevato con 
normale cavetto schermato. A questo punto mandando all’in¬ 
gresso del registratore contemporaneamente la testina C e un 
microfono, potrete comodamente sovraincidere su nastri già 
incisi, e poi ancora e ancora, ma le cose non vanno proprio 
bene perché in questo modo la parte puramente elettronica 
è piuttosto rozza e niente affatto elastica, infatti « testina » e 
« microfono » fanno a pugni a causa dei caratteri compieta- 
mente diversi (figuratevi: « lui » magari è ad alta impedenza, 
mentre « lei », poverina, è a bassa!]. 


INGRESSI 



CI 

15 

IxF 

C2 

25 

tiF 

C3 

25 

pxF 

C4 

1 

HF 

C5 

25 

IxF 

CG 

25 

JJiF 

C7 

100 

tiF 

C8 

100 

t^F 

RI 

120 

kn 

R2 

22 

kn 

R3 

10 

kn 

R4 

5 

ka 

R5 

27 

kn 

R6 

120 

kn 

R7 

12 

kn 

RS 

100 

n 

R9 

2,7 

kn 

RIO 

47 

kn 

RII 

2,7 

kn 

R12 

47 

kn 

R13 

820 

n 

R14 

39 

kn 1 w 

PI 

10 

kn 

P2 

100 

kn 

H 

testina (vedi 

DI 

OA207 

Ql 

AGI 07 

Q2 

2G109 


In questo modo se ne partono bellamente le alte frequenze, e 
il suono risultante è tutto distorto: inoltre non si può regolare 
il livello della seconda incisione; vi pare bello? A me no, per 
cui ecco il circuito di figura 7 che non è altro se non un sim¬ 
patico « MIXER », da montare « direttamente » nel registratore, 
alimentato « direttamente » da un qualsiasi punto che abbia 
dai 130 ai 160 V di anodica, collegato « direttamente » alla te¬ 
stina C, e ingressi «diretti» e miscelabiii, uno a bassa (1) 
e uno ad alta (2] impedenza, in modo da poter collegare con¬ 
temporaneamente due microfoni (o altre sorgenti] diversi. 
Avete visto che tempesta di « direttamente »? Sarà, ma a me 
piace fare le cose « direttamente », senza ragnatele di fili vo¬ 
lanti („.e se poi salta fuori un «ragno a transistor»?]. 

Il circuito è molto semplice e non ha bisogno di molte spie¬ 
gazioni: tutti gli elettrolitici sono da 15 VL; Ql è un AC107, 
Philips, fatto apposta per preamplificare il segnale di una testina 
magnetica. Il 2G109, Q2, è stato scelto per il suo basso rumore 
di fondo. Tutto il circuito è abbondantemente controreazionato, 
per cui la sua risposta è notevolmente piatta; R8 e C4 servono 
a esaltare un po’ le alte frequenze, in modo che non vengano 
attenuate a forza di sovraincidere. L’alimentazione è ottenuta 


707 






















Sovraincisloni perfette 


con uno zener fGA207) 9 V^ ma se ne possono usare altri 

tipi fino a 15 V 'lutto il clìcuito può essere montato sul lato 
sinistro del regììtiatore, su cui si troveranno anche i due 
comandi PI e P2 con i relativi ingressi. 


NOTE 

Poiché ogni volta che si sovraincide si sposta tutto il segnale 
da C ad A, cioè di circa 15-20 cm bisogno ricordarsi di lasciare 
uno 0 due metri di nastro prima di incìdere il primo segnale. 
Durante le prime prove cercate la posizione della manopola 
del registratore che regola la profondità di registrazione per cui 
la modulazione sia del 100 per 100, per cui, cioè, il segnale venga 
trasportato da C ad A senza essere attenuato (altrimenti dopo tre 
o quattro sovraincisionì il primo segnale sarà sparito). 

Per fare questo basta incidere normalmente una nota continua, 
poi farla ripassare su C, come se si volesse sovralncidere, ma 
lasciando solo il segnale originario. Si troverà una posizione 
della manopola suddetta per cui la nota «trasportata» sarà di 
intensità uguale di quella originaria, della quale se ne sarà 
lasciato un tratto integro. In seguito, volendo sovralncidere 
non avrete che da portare la manopola del registratore sulla 
posizione fissata, e servirvi esclusivamente di PI o P2.. 

Mi sembra di essere stato chiaro: la costruzione di queste 
poche modifiche è alla portata di tutti, anche di quelli alle 
prime armi, ma il risultato può dare molte soddisfazioni a tutti 
quanti si dilettino dì registrazioni un po' fuori dal comune. 

Colgo l'occasione per salutarvi cordialmente. 



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corredato del relativo Libretto, comprendente chiari schemi 
elettrici e di montaggio, ed Istruzioni dettagliatissime per 
una realizzazione rapida e sicura. Queste scatole di mon¬ 
taggio. Indicate anche ad uso Didattico e per principianti, 
comprendono TUTTI I materiali necessari, e vengono for¬ 
nite premontate nella parte meccanica. 

MKS/07-S: RICEVITORE SUPERSENSIBILE PER VHP. 

TRAFFICO AEREO - RADIOAMATORI - POLIZIA 



MKS/07-s; Ricevitore per VHP di eccezionale sensibilità; 
copre con continuità la gamma 110-170 MHz, ove permette 
l'ascolto di Torri di Controllo degli Aeroporti civili e mili¬ 
tari, aerei in volo, radioamatori sul 2 metri. Questure, 
Polizia Stradale, Taxi, ecc, ecc. Circuito esclusivo con 
stadio amplificatore di AF, rivelatore Superseoalblle, nes¬ 
suna Irradiazione. 7-f-3 transistor, dispositivo automatico 
limitatore di disturbi ascolto In altoparlante con 0,6 Watt, 


controlli di volume e tono, presa alimentazione esterna, 
antenna a stilo retrattile incorporata, mobiletto In acciaio 
verniciato In grigioverde militare, di cm. 16x6x12, va¬ 
riabile argentato professionale, alimentazione batteria 9 V. 
modulo di Bassa Frequenza premontato, circuito sintonia 
premontato, il montaggio non richiede NESSUNA TARATURA 
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MKS/05-S; questi radiotelefoni, di semplice montaggio e 
sicuro affidamento, adottano un particolare circuito che 
non richiede taratura. Ascolto In altoparlante con for¬ 
te potenza, deviatore Par la-Ascolta, 4-M translstors, limita¬ 
tore automatico dei disturbi, antenna a stilo retrattile di 
soli cm. 44, mobiletti metallici in acciaio verniciati In 
grigioverde militare dì cm, 14x6x3,5. controllo di 
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zioni avvengono normalmente entro 8 giorni dalla RICE¬ 
ZIONE deM'ordlne. 












“The big„: 150 W input 


progetto e costruzione di Alberto Celot 


Quante volte avrete desiderato collegare un W, un VE, un YV, 
di fare dei meravigliosi DX? Quante volte avrete guardato con 
occhio cattivo la vostra 807, desiderosi dì buttarla alle ortiche? 
Se non provate tutto questo, o non siete un OM e avete 1 kW 
e quanto segue non fa per Voi: se invece voiete dare In pasto 
al rigattiere il vostro trabiccolo (o al massimo, se vi ha dato 
soddisfazioni, metterlo in museo) armatevi di santa pazienza e 
seguitemi fino in fondo. Dico subito che non voglio certo pre¬ 
tendere di aver fatto nulla di speciale realizzando questo TX; 
ho cercato però di usare tutti gli accorgimenti e gli accessori 
che lo potessero rendere veramente efficiente e penso di es¬ 
serci riuscito. Anche il costo è piuttosto basso e se sì cercherà 
dì fare le cose un po' in economia, sì potrà contenere la spesa 
sulle 70/80,000 lire. Il Tx attualmente è in funzione presso 
11LAB e ha già subito un lungo periodo dì collaudo permet^ 
tendo ottimi DX. 

A chi intendesse intraprenderne la costruzione, raccomando di 
fare una costruzione meccanica robusta e provvista di abbon¬ 
danti aperture per la ventilazione. Non cercate di miniaturizzare 
troppo (se così si può dire) la costruzione, poiché il calore 
sviluppato è enorme e quindi occorre una buona circolazione 
d’aria. 

Passo ora alla descrizione della parte elettrica e scusatemi fin 
d’ora se in quache punto non sarò esauriente: ho cercato di 
fare delle foto chiare e penso che queste Vi potranno aiutare 
nel risolvere i nostri problemi. 


Il VFO 

Sì tratta del l'organo più importante in qualsiasi Tx e quindi è 
logico che nella sua scelta si ripongano tutte le attenzioni. 
Purtroppo il mercato italiano non offre molte possibilità e quelle 
poche hanno un prezzo proibitivo, almeno per le mìe tasche. 
Ho ripiegato cosi sulla « nota Casa » ottenendo un buon com¬ 
promesso tra prezzo e prestazioni. Nutrivo si qualche dubbio 
sulla potenza dì pilotaggio ottenibile, ma, dalle prove poi effet¬ 
tuale, sì è dimostrata piò che sufficiente. Poiché la neutralizza¬ 
zione dello stadio finale è quasi necessaria, si è resa indispen¬ 
sabile la modifica del gruppo pilota. Tale modifica è di un’estrema 
facilità e non altera per nulla le caratteristiche del VFO; un 
attento confronto tra lo schema fornito dalla Geloso e quello 
dopo la modifica è sufficiente a dissolvere ogni dubbio. Ag¬ 
giungo solo che bisogna inoltre togliere una spira alle bobine 
dei 10 e 15 metri del circuito di placca della 6L6 per riportare 
il gruppo in gamma. 

Anche il catodo deve essere staccato da massa e collegato come 
indicato nello schema generale; per la telegrafia è prevista infatti 
la manipolazione di catodo sulla valvola pilota. Questa è effettuata 
mediante il relay RLY3, che andrà scelto tra i tipi con elevata 
velocità di commutazione: nel caso che questi siano irrepe¬ 
ribili (io ne ho usato uno tolto da un BC625A], un tipo normale 
da 12V, alimentato a 24V e con una buona molla di richiamo, 
andrà pure bene. 

Lo stadio finale 

E’ dei tipo tradizionale ed è provvisto di neutralizzazione di 
tipo capacitivo. Lo stadio deve essere schermato sia superior¬ 
mente al telaio che inferiormente (vedi foto). Il relay RLYl 
deve essere posto interiormente alla gabbia schermata (realiz¬ 
zata in lamiera di ferro forata) e il cavo coassiale d’antenna 


E' sorto a BOLOGNA il primo 

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709 












R The big » 150 W input 



cavo coassiale 


Figura 1 



filo nudo 


tubo 

.__etto ceramica 
sterling 


Figura 2 


resistenza lOOn-lW 

^4sp. filo arg./lmm 


\ 


Figura 3 


stagnare 


710 


passa attraverso il telaio come si vede in figura 1. Il 
condensatore C3 è un gimmick e va realizzato come in figura 2; 
non lo si può fare attorcigliando fili ricoperti di plastica perché 
questa si fonde con l’energia RF. L1 e L2 sono bobine antiparas¬ 
sitarie (figura 3). Di fondamentale importanza è la scelta del 
pi-greco, lo l’ho realizzato con una apposita bobina dell’Air-Dux 
(reperibile presso Radiomeneghel - Viale IV Novembre - Tre¬ 
viso) e un ottimo commutatore ceramico: nulla vieta comunque 
di usare il pi-greco Geloso N. 4/113. C2 è un normale condensa¬ 
tore in uso nei ricevitori. La JAF5 mette a terra le eventuali 
cariche statiche indotte nell’antenna. 



Vista inferiore; notare le schermature degli stadi 
B.F. e R.F. 

Il RLYl deve essere di ottima qualità (possìbilmente ceramico). 
Le due 6146 sono raffreddate lateralmente da un piccolo ven¬ 
tilatore che impedisce un loro eccessivo sovrariscaldamento. 
Lo schema del controllo dì modulazione è tratto dal « Radio 
Amateurs’ Handbook »; il tubo 2AP1 deve essere schermato 
possibilmente con mumetal. I 2 potenziometri da 1MQ per il 
centraggio del punto luminoso sono del tipo semifisso in pla¬ 
stica (sì ottiene così un buon isolamento) e sono disposti sul 
retro del Tx. 

Modulatore e VOX 

Il modulatore è molto semplice, di montaggio facile e non cri¬ 
tico e fornisce circa 100 W B.F. Il trasformatore T2 è un Geloso 
con rapporto di trasformazione 1:3, mentre T3 deve essere fatto 
avvolgere. I dati sono: 

impedenza del primario 6950Q 

impedenza del secondario 2500Q 

corrente max nellavvolgimento secondario 300mA 

potenza 100 W. 





























Le uscite per le placche delle 807 devono possibilmente essere «The big» 150 w input 
situate sulla calotta del trasformatore. RLY5 è il G.B.C. G-1487 
e la sua funzione è quella di porre in corto circuito il secondario 
di T3 quando si opera in C.W.; in tal modo si evita la circola¬ 
zione di corrente nellavvolgimento, eliminando nel contempo 
una inutile caduta di tensione. Una piccola porzione del se¬ 
gnale B.F. prelevata sulla placca della seconda sezione della 
12AX7 con un piccolo condensatore da 220 pF, viene applicata 

ai circuito VOX, il quale provvede a fare passare in trasmis- _ ^ „ 

sione il Tx non apper^ si parla al microfono. La costante di Vista superiore: A destra la schermatura deio 

tempo del dispositivo e data dal condensatore da 0,25 [iF, dalla sa io ma e 

resistenza dei 2,2 WÌQ e dal potenziometro da 5 MQ inseriti nel 





















The big » 150 W Input Schema elettrico 



RLY2 & Brumfield (1) AG II D 24 Vcc 

RLY3 150 fì 24 V (3 commutatori) 

RLY4 5800 12 - Siemens (2) Tris 154 d TBv 65404/93e 
con base Tstv 24 d 
oppure: Vecchietti (3) tipo 01/101 
RLY5 G.B.C. G/1487 

RT relay termico 220 V - 30 secondi 


M ventilatore 220 V 

51 2 posizioni 5 vie 

52 2 posizioni 4 vie 

53 3 posizioni 2 vie 

54 220 V, 5 A 


T1 

T2 

T3 

T4 


T5 

T6 


G.B.C. H/04-1 

trasformatore Intervaivolare rapporto prima* 

rio-secondario 1 ; 3 

vedi testo 

(4) primario 220 V 

2 X 700 V, 500 mA 
6,3 V, SA 


secondari 

G.B.C. H/190-5 
(4) primario 220 V 

5V. 2 A 

secondari 


2 X 425 V, 150 mA 
6,3 V, 5 A 























































































JAF5 




CENia. 

VERI 


O^5G0mA 


220Kn 


\680ka \ / 

\ looka 

500 kn 

FUOCO 


RLY4(B] 


igag »—4 
( L 3 

)-^ 

? 

(cz 

0 


2 nF 

3 kV 


"10 pF 

2kV 


JAF4 


/ -RtlCA 

ANTENNA 


SINTONIA 


E 

o 

RLYKB) 




LUMINOSITÀ 


Ó+600V 


SUbu. 


AM 


RLYl 




10 nf^ 


72 12AT7 


-24 V 


+6C10V 


RLY2 


6,3 V 


220ÌI 

3jeu 


STBY 


VOX 


5kn 

Filo 


50 kn 


4 W 


O+300V 


«ANTENNA Rx 


<=»ST-BY 


O+600V 

ENTR. 

ORIZZ. 


I 


1 

1 


I 


DI-2 OA210 

D3-4 0A211 

D5 BYX20/200 

D6 B250C100 

Gl Geloso 774 

C2 Geloso 771 

C3 vedi figura 2 

JAF1-2 Geloso 557 

JAF3 5 (G.B.C. 0/438-7) 

JAF4 Geloso 17634 
JAF5 2,5 mH, 120 mA max. 

LI-2 vedi figura 3 
L3 vedi testo 

L4'5 filo smaltato da 1 mm avvolto su 0 10 mm 
per una lunghezza di 5 cm 


1 

(1) reperibili presso: Ratei li Surplus - Bologna 

(2) Siemens Elettra S.p.A. - Milano 

(3) Vecchietti - Via della Grada 2 - Bologna 

(4) Avvolti dalla ditta Garben - Via F. Selmi 31 
Modena 














































































































The big » 150 W input 


circuito di griglia della 12AT7: regolando il potenziometro si varia 
il tempo di eccitazione di RLY4. L'altra sezione della 12AX7 del 
VOX è impiegata nel circuito anti-trip; tale dispositivo impedisce 
che il VOX venga eccitato dal suono proveniente dall’altoparlante. 
Il circuito funziona anche in telegrafia e in questo caso viene 
eccitato dalla tensione alternata di rete che viene applicata non 
appena si chiude il tasto. 

Particolare cura deve essere posta nella schermatura della 
sezione modulatrice; capita spesso infatti che un po’ di A.F. 
sia captata dal modulatore, producendo un noioso innesco. 

L’alimentatore 

Poiché il Tx necessita di diversi valori di tensione, necessaria¬ 
mente l’alimentatore è un po’ complicato. Gli stadi finali RF 
e BF sono alimentati con 600 V, SOOmA; i due diodi B66A hanno 
una tensione di accensione di 2,5 V con una corrente di 5A 
ciascuno. 

Gli avvolgimenti per l’accensione dei due diodi a vapori di mer¬ 
curio e del tubo 2AP1 devono avere una tensione di isolamento 
verso massa di almeno 2kV. Poiché le due 866A richiedono un 
tempo di riscaldamento di almeno 30 secondi, per ragioni di 
sicurezza ho inserito un relay termico (RT) che ritarda il fun¬ 
zionamento del Tx prima che tutto sia a regime. 

Nient'altro da dire per il resto dei circuito che é di tipo con¬ 
venzionale. Le sezioni RLY3 (C] e RLY4 (C) dei relais provve¬ 
dono a inviare una forte polarizzazione negativa alle 6146 non 
appena si passa in ricezione evitando così il formarsi del ben 
noto e noioso ululato. L'ingresso della rete é filtrato rispetto 
alla RF riducendosi così al mìnimo le irradiazioni spurie. La di¬ 
sposizione dei comandi sul pannello è indicata in figura 4. 


rubo 2API 1ummo5Ìfd‘ fuoco 
































































Taratura 


« The big » 150 W input 


Sfilare dagli zoccoli le due 807 e togliere i 2 clips alle 866A: 
in tal modo lo stadio finale non viene alimentato. Porre I co¬ 
mandi di banda del VFO e del pi-greco sulla posizione corri¬ 
spondente agli 80 m; gli altri commutatori sono rispettivamente 
sulle posizioni: stand-by, normal, AM. Innestare il microfono e 
porre il comando di volume al minimo. Accendere il Tx e at¬ 
tendere che il relè termico scatti accendendo la spia. Portare 
il commutatore su posizione « manuale »; se i relais non scat¬ 
tano, regolare il potenziometro a filo sul catodo della 12AT7. 
Regolare i nuclei dello stadio finale del V.F.O. finché non si 
ottiene la massima corrente di griglia con la vite di regolazione 
né tutta dentro né tutta fuori e ripetere queste operazioni per 
ogni banda. Nel mio caso ho dovuto togliere una spira alle bo¬ 
bine dei 10 e dei 15 metri. Con il comando di eccitazione al 
massimo, si deve avere una corrente dì griglia di almeno 7'^8 
mA su tutte le bande. Posto di nuovo il commutatore in posi¬ 
zione « stand-by », rimettete a posto i clips delle 866A e le 
due 807; disponete ì commutatori di banda in posizione 20 m e i 
condensatori CI e C2 in posizione tutto aperto. Se non avete 
un pi-greco già tarato, trovate la posizione delle prese sulla 
bobina con l’aiuto di un grid-dip-meter, avendo prima disposto 
CI e C2 a metà corsa. Disporre il potenziometro di polarizza¬ 
zione di griglia delle 807 a metà corsa e collegare alla presa 
d'antenna una lampada da 100W, 125 V. A questo punto tenetevi 
pronti ad agire quanto più rapidamente possibile. 




Regolato il TX per il... massimo fumo. Inizia il Dx 


Retro - Da sinistra a destra: presa di terra, 
antenna, antenna Rx, controllo della tensione di 
polarizzazione (blas test), potenziometro polarizza* 
zione 807, centraggi tubo 2AP1, stand-by, presa di 
rete, fusibile e presa altoparlante. 


Disposto il commutatore in posizione « manuale », regolare il 
potenziometro di eccitazione fino a leggere una corrente di 
griglia di 7mA. Chiudete un pochino C2 e rapidamente rego¬ 
late CI sulla posizione di mìnima corrente di placca, tale mi¬ 
nimo è caratterizzato da un « dip » accentuato. Chiudendo un 
po' alla volta C2 e regolando poi successivamente C1 sulla 
posizione di minima corrente si porti l’assorbimento a 250 mA. 
Date di nuovo un’occhiata alla corrente di griglia e se tutto va 
bene la lampada sarà accesa alla sua massima luminosità. 
Ripetere le operazioni per ogni banda e regolare poi il poten¬ 
ziometro di polarizzazione delle 807 per una tensione di griglia 
di -32V. Messo di nuovo in funzione il Tx, regolare i comandi 
di centraggio, di luminosità e di fuoco del tubo 2AP1 fino a ve¬ 
dere la traccia della portante (figura 5a). 

Porre il commutatore AM-CW in posizione CW, inserire il tasto 
e accendere di nuovo il Tx in gamma 15 o 10 m. Premendo il 
tasto e rilasciandolo subito dopo, la traccia verticale sullo 
schermo dovrà ridursi a un punto. Se questo viceversa non ac¬ 
cade, vuol dire che lo stadio finale autooscilla; regolare allora 
lentamente il compensatore da lOpF fino a eliminare l’incon¬ 
veniente. 

Portare il comando di volume a 3/4 della corsa, e parlare al mi¬ 
crofono; sullo schermo apparirà un'immagine del tipo indicato 
nelle figure 5b-c-d. Facendo controllare la vostra emissione da 



solo portante 


modulazione < 100% 


modulazione > 100% 


modulazione - 100% 


solo modulazione 


715 










«The big» 150 w input UH amico provvisto di monitor per il controllo di modulazione, 

regolare il potenziometro semifisso da 1MQ collegato a T3 fino 
a ottenere sullo schermo, per una profondità di modulazione del 
100%, una figura come la 5c. 

Posto di nuovo il Tx in stand-by, ponete i controlli del VOX a 
metà corsa e quindi il commutatore in posizior.e VOX. Parlando nel 
microfono, regolate il potenziometro a filo da 5kQ posto sul ca¬ 
todo della 12AT7 allo scatto di RLY4. Collegato poi il Tx alTal- 
toparlante del ricevitore, sincronizzate una stazione abbastanza 
forte e regolate il potenziometro da 0,1 MQ [anti-trip] in modo 
tale che il VOX non scatti anche aumentando il volume del 
ricevitore. 

L’esatto bilanciamento tra sensibilità del VOX e anti-trips è ab¬ 
bastanza delicato e va curato pazientemente. 


Termino riportando i valori di alcune tensioni e correnti di fun¬ 
zionamento di importanza fondamentale: 

Stadio finale (2x6146) 

Tensione placche 600 V 
Tensione griglie schermo 160 V 
Tensione griglia -87 V 
Corrente placche 250mA 
Corrente griglie 7mA 

Finali B.F. (2x807) 

Tensione placche 600 V 
Tensione griglie schermo 300 V 
Tensione griglie -32 V 


Qui termina il mio lavoro e qui comincia il vostro (se sono 
riuscito a destare il vostro interesse) con i miei migliori auguri 
di un ottimo esito. 


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Pannello frontale 












L’iniecto-tracer 


dì Emilio Romeo, ilZZM 


Questo apparecchio, che presento ai lettori di Costruire Diverte, 
e il cui nome sintetizza le sue funzioni, cioè quelle di « iniet¬ 
tore di segnali », e « signal tracer », costituisce certamente un 
valido mezzo per la ricerca dei guasti anche per i più esperti, 
ma per i principianti direi che è quasi indispensabile. 

La sua facilità a essere costruito, la sua versatilità negli usi 
e semplicità di « manovra » lo rendono poi addirittura prezioso. 
I due circuiti, l’oscillatore e il ricevitore sono stati montati in 
uno scatolino di 10x6,5x5,5 cm, dopo essere stati a loro 
volta pre-montati su due basette di bachelite che poi sono state 
fissate in modo opportuno con delle gocce di collante allo 
scatolino. 



La descrizione dei due circuiti mi sembra superflua, tanto sono 
semplici, tuttavia a beneficio di coloro che hanno deciso di fare 
gli appassionati di radio tecnica, non essendo mai stati prima 
a contatto coi circuiti, dirò che la sezione oscillatrice è costi¬ 
tuita da un comune « multivibratore » i cui due transistori, 
accoppiati reciprocamente fra di loro, hanno la particolarità di 
oscillare su una gamma enorme di frequenze, contemporanea¬ 
mente, a partire da una frequenza molto bassa come per esem¬ 
pio quella di rete e II cui valore è determinato dai valori delle 
resistenze e dei condensatori, fino a frequenze di molti MHz, 
il cui valore limite è determinato dai transistori impiegati: 
per andare su di frequenza, sono appunto stati usati un AF114 
e un OC169. Pertanto un segnale così costituito passerà attra¬ 
verso tutti i circuiti dì un normale apparecchio radio, siano 
essi dì alta frequenza, media frequenza o bassa frequenza: è 
facile quindi capire come si possa rintracciare uno stadio difet¬ 
toso o inattivo iniettando il segnale via via lungo la catena 
di amplificazione a partire dall’altoparlante. 

Per il ricevitore, c'è da dire che si tratta dì un amplificatore 
a resistenza-capacità i cui primi due transistori sono del tipo 
sub-miniatura, per otofoni, che hanno la particolarità di non 
richiedere alcuna polarizzazione di base, quando vengono ali¬ 
mentati a un volt e mezzo. Il ricevitore si usa quando la parte 
bassa frequenza di un apparecchio radio non funziona, e vi è 
contemporaneamente un altro guasto in alta o media frequenza. 























L'iniecto tracer 


ER64; 


Esso è molto sensibile, e distorce molto poco. I due jack 
previsti per le prese marcate Rx e Ose (vedi foto) sono 
dotati di puntali schermati e il loro cavetto è lungo una tren¬ 
tina di centimetri. 



Nella foto che riproduce l’interno si può vedere il telaietto 
del multivibratore proprio ai di sopra delle due prese. Il telaietto 
della parte ricevente si trova sotto il bordo della parete supe¬ 
riore. Si notano i due transistori OC59 e OC60, sotto le due 
resistenze Allen-Bradley, mentre un po’ più sulla destra si 
vede, ma meno bene, rACl26 in posizione orizzontale. Sotto 
il potenziometro del volume, in alto a sinistra, c’è il commu¬ 
tatore a pulsanti, molto piccolo, di origine giapponese, che 
permette di inserire contemporaneamente le due sezioni abbas¬ 
sando simultaneamente i due tasti, il che qualche volta può 
essere utile: tuttavia nella normalità dei casi si può usare 
un semplice deviatore a due vie. 

Il trasformatore e l’altoparlantino non sono adatti a essere 
pilotati da un AC126, per di più alimentato a 1,5 V. Pertanto 
servono solo per controlli grossolani: quando necessitano con¬ 
trolli accurati, come per esempio il giudizio sulla qualità di 
riproduzione, va inserito nella presa che si nota sopra l’alto¬ 
parlante un auricolare ad alta impedenza (oltre i 1000 ohm) che 
viene inserito direttamente sul collettore del transistor finale, 
li condensatore Cl ha il valore di 250 pF che, a forza di prove, 
ho trovato essere il miglior compromesso fra le esigenze della 
rivelazione dei segnali a radio-frequenza e il passaggio di quelli 
a bassa frequenza: malgrado l’apparente stramberia la distor¬ 
sione non è molto apprezzabile a orecchio. 

OC59 OC60 AC126 


interno 



1 1 
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Un modulatore economico 


suggerito da MNB prof. Bruno Nascimben 


E’ opinione di molti radioamatori che un trasmettitorino di poca 
potenza ben modulato risulti agli effetti pratici più efficiente 
di un trasmettitore relativamente potente ma scarsamente 
modulato. 


Modulare di placca e griglia schermo al 100% un trasmettitore 
di 50 watt soltanto, vuol dire adoperare un amplificatore di 
quattro o più valvole e un trasformatore ingombrante di mo¬ 
dulazione. 

Il circuito che adesso suggerisco, è di minimo ingombro, è 
facile da costruire, ha un numero limitato di componenti, è 
efficiente e agevole da adoperare. La modulazione che si ottiene 
è a portante controllata, quindi la valvola dello stadio finale 
lavora a massimo consumo soltanto sotto i picchi di modu¬ 
lazione, e in questo modo può controllare potenze superiori a 
quelle di solito consentibili. 

Ad esempio la classica (ma ancora reperibilissima) 807 può 
dare con questo modulatore fino a 90 watt, se fornita di una 
tensione anodica a 900 volt, mentre con la modulazione di 
placca e griglia schermo può dare soltanto 50 watt. 

Naturalmente altre valvole più moderne si possono modulare, 
ad esempio la 6146, oppure la miniatura 5B254M con tensione 
anodica di circa 700 volt. In figura 1 è illustrato come colle¬ 
gare il modulatore a uno stadio finale convenzionale di tra¬ 
smettitore. 



Lo schema elettrico di questo modulatore è in figura 2. 



figura 2 

Tutti i resistor! sono da V 2 watt se non diversa¬ 
mente descritti. 


’l potenziometro permette di regolare il livello minimo della 
)ortante, e dalla sua regolazione dipende la qualità e la pro- 
ondità di modulazione. Mentre la tensione positiva di accen¬ 
sione necessarie al modulatore si possono prendere da un 
qualsiasi alimentatore (o daH'alimentatore del ricevitore che 
À adopera con il trasmettitore stesso], per la tensione negativa 
necessario costruirne uno con il positivo a massa, come 
chematizzato genericamente in figura 3. 

trasformatore non si può sostituire con un autotrasformatore. 
5r interdire il modulatore è sufficiente togliere la tensione 
'sitiva. 


figura 3 



721 




































« sperimentare » è una rubrica aperta ai 
Lettori, in cui si discutono e si propongono 
schemi e progetti di qualunque tipo, purché 
attinenti l’elettronica, per le più diverse 
applicazioni. 

Le lettere con le descrizioni relative agli 
elaborati, derivati da progetti ispirati da 
pubblicazioni italiane o straniere, ovvero 
del tutto originali, vanno inviate diretta- 
mente al curatore della rubrica in Bologna, 
via Tagliacozzì 5. 

Ogni mese un progetto o schema viene di¬ 
chiarato « vincitore »: l’Autore riceverà di¬ 
rettamente daU’ing. Arias un piccolo « pre¬ 
mio » di natura elettronica. 

_ 



selezione di circuiti da montare, 
modificare, perfezionare 


a cura deH'ing. Marcello Arias 

disegni di G. Teremi 

Eccì, tuss, tuss, gr, gr, eccì, salve amici; non avevamo ancora 
finito di bere l’ultima birra gelata che è già inverno... cameriere 
via il beverone ghiacciato e mi porti una beila china calda! 

Vorrei sapere piuttosto chi è quel nemico della patria che ha 
fatto chiasso! 

Mi avete svegliato TUgliano, e ora chi si salva? 

Eccolo, infatti, più agguerrito che mai; (Antonio Ugliano, Corso 
Vittorio Emanuele 178, Castellammare di Stabia): 

Gent.mo sig Arias, 

in nome di tutti i lettori che, in numero non indifferente, 
ma bmim scritto per chiedere delucidazìom e cbìarimenti al 
mia progetto di un ricevitore economico per radioamatori (sic), 
[CD, 11-63^ nfereniesi sia a modifiche di progetto o a sue 
migliorie, tenuto conto che non posso liquidare la cosa in due 
parole, con la presente confisco la sua rubrica ^ Sperimentare 
per H presente numero, affinché sia provveduto a quanto sopra. 
Usciere, allontana il signore. 

Ecco fatto, e ora, cari amici, finalmente soli, eccoci a noi. In¬ 
nanzitutto vadano i miei ringraziamenti a tutti coloro che mi 
hanno scritto e che, per tacitare Vingegnere, gli mando alcune 
lettere invatemi così, mentre lui se ne sta buono in lettura, 
noi procediamo. 




































































ìnnazitutto noterete che lo schema ha subito delle modifiche e Sperimentare 

il ricevitore, è diventato doppio: a reazione e, una mezza supe¬ 
reterodina. La reazione è escludibile perché molti lettori mi 
hanno scritto che per alcune stazioni, locali, la reazione è di 
troppo e così, abbiamo contentati pure loro. Noterete che in 
circuito figura un interruttore a due posizioni, un interruttore 
a deviatore cioè, nella posizione S, inserisce il solo gruppo che 
funge da convertitore con la ECH81, il diodo OA93 che rive¬ 
la e un buon amplificatore di BF. In posizione R invece, il rx è 
come nello schema precedente cioè una supereterodina con 
rivelatore a reazione. Resta comunque inteso che nella posizio¬ 
ne S, la valvola rivelatrice in reazione resta sempre collegata e 
assume in questa funzione le caratteristiche di una osculatrice 
di nota adatta sia per CW che per SSB. Noterete che il secon¬ 
dario della media frequenza, è connesso a un commutatore che 
modifica le caratteristiche della resistenza di rivelazione facen¬ 
do sì che il segnale ricevuto possa anche variare in sensibilità. 

1/uscita in BF dalla EF80, è dal catodo ad evitare il lamentato 
innesco dalla placca della stessa e il ronzìo da molti notato. 

Uimpedenza sul catodo è nienf altro che il solo primario di un 
trasformatore d'uscita da 5.000 ohm 1,5 watt. Il gruppetto di 
resistenze e condensatori che precede il diodo, è critico e i 
loro vai07 i sono stati trovati sperimentalmente. 


Frontale del ricevitore 



Fer tutti coloro che lo hanno richiesto, aggiungo lo schema del¬ 
l'alimentatore originale. Circa il gruppo di alta frequenza, pre¬ 
ciso che quello da me utilizzato, reca il numero EF.3112.2, però 
possono essere utilizzati gruppi analoghi della stessa Ducati re¬ 
cante i numeri EF.3112.1 e EF.3112.3 che sono identici, e 
in circuito nulla va cambiato. Varia unicamente la copertura 
delle frequenze e la capacità del condensatore variabile. Ag¬ 
giungo che possono essere utilizzati SENZA alcuna modifica 
circuitale, gruppi che recano la scritta « Brevetto ERA - Mila¬ 
no » e di cui si può avere un'idea sul loro formato osservando 
lo schema. Il gruppo fu da me acquistato presso la Fantini 
di Bologna per lire 3.450. Fer coloro che mi hanno chiesto 
una più chiara descrizione del montaggio, aggiungo una foto¬ 
grafia del mio apparecchio che, seppure mal riuscita, può 
comunque dare un'idea. Si tenga presente che utilizzando i 
menzionati gruppi della ERA, la numerazione dei terminali del 
gruppo, resta invariata. Circa la sostituzione delle valvole chie¬ 
stami, aggiungo che in luogo della ECH81 può andare bene 
la 6A]8 e chi non ha di meglio, ci metta pure la ECH4 di ve¬ 
tusta memoria. Fer la EF80, vanno bene pentodi della serie EF 
qualunque sia il loro numero successivo come pure la 6BA6, 
la 6CB6 ecc. In luogo della 12AU7, una 12ATI, una 12AX7 
ecc. si tenga però conto che sostituendo le valvole da quelle 
originali, si dovrà modificare poi le resistenze che le alimen¬ 
tano per il miglior risultato. 

Fotrà essere messo il commutatore diciamo della sensibilità, 
con il potenziometro da un megaohm collegatovi e in sua ve- 



Gruppo AF per Rx di A. Ugliano 


723 







Sparimentare 


ce, il terminale che faceva capo al settore rotante del commuta¬ 
tore, andrà a massa tramite una resistenza da 1 Mohm avente 
in parallelo un condensatore da 100pF ceramico. 

La media frequenza DEVE essere da 467 kc, e tutte le altre 
che non hanno questo valore, non vanno bene, il gruppo ERA, 
usa lo stesso medie a questa frequenza. Dei vari elenchi in¬ 
viatimi, non posso che confermare che le medie surplus ame¬ 
ricane, sono in genere a 453 kc e non vanno bene. 

Il numero delle spire aggiunte al secondario della media fre¬ 
quenza (vedere CD Aprile %6, rubrica Sperimentare), non è 
proprio critico, ma per alcune medie che pur essendo a 461 kc, 
hanno un diametro del supporto di piccola mole tipo le Du¬ 
cati piatte, è logico che le 18 spire indicate non vanno più 
bene, è da tener presente che deve essere utilizzata una media 
che abbia il diametro del supporto tra i 9 e i 14 mm. Io ho 
usato e consiglio una Geloso della serie A 706 ecc. 

Il compensatore sulVantenna, può essere un semifisso o meglio 
un ex surplus da 30150 pF. Tutti i condensatori usati di ca¬ 
pacità inferiore a 10 nF sono ceramici, di capacità superiore, 
sono a carta. Le resistenze, salvo dov'è diversamente indicato, 
sono tutte chimiche da mezzo watt. 

Ed ora finiamola altrimenti Vingegnere brontola che mi sono 
preso altra mezza rivista. 

Usciere, fà rientrare il signore, a cui restituiamo la titolarità 
della rubrica, grati di averci ospitati. 

Sempre a disposizione di tutti e mi scusino se non ho potuto 
rispondere privatamente a tutti per mancanza di tempo. 


Ugiiano ci ha quasi monopolizzato CD per davvero, ma noi 
cerchiamo di essere telegrafici per guadagnare spazio e pas¬ 
siamo subito a Roberto Liuzzi, via Perugino 3, Roma: 


Egregio ingegnere. 


Schema elettrico Provaperdìte-Megaohmmetro » 
(Liuzzì). 



PI 25 kH con interruttore 
P2 50 un 
V 1/2 12AX7 

B pila per transìstor 9 V 
RI da tarare (10 kH) 

R2 1 Ma 

R3 da tarare ( 34 kQ) 

R4 da tarare (100 kH) 

R5 da tarare (120 kH) 


724 


eccomi di nuovo a Lei con un circuitino a valvola. 

Prima di tutto carte in tavola: il mio strumento è molto 
simile al « Provaperdite » di ilZZM pubblicato a pag. 489 
del numero 8-66 di CD... ma funziona da circa un anno. 

La pila B polarizza negativamente la griglia sino a portare 
la valvola alVinterdizione o quasi, infatti lo zero elettrico del¬ 
lo strumento (valore indicato dal \iAmetro quando ai morsetti 
non è collegato nulla) è bene che sia attorno ai 15-20 \iA, 
se si adopera una 12AX7. Mi spiego: la curva rappresen¬ 
tante la funzione Ip=(Eg), immediatamente prima del punto 
di interdizione, cresce con ritmo crescente e dunque lavorando 
esattamente in tale punto, si avrebbe una scala stretta aWinizio 
e ampia alla fine... cosa questa che può anche fare comodo se 
si vogliono avere sulla scala due valori di isolamento relativa¬ 
mente distanti, ma che non da^ la massima sensibilità. 
Comunque in queste condizioni si ha una scala che va da 
infinito Mohm » a un certo numero di Mohm che dipende 
dalla tensione di misura (partitore R4,R5). Se invece di dà 
una tensione alla griglia minore (si ricordi che si sta parlando 
di tensioni negative) di quella di interdizione, si avrà una 
scala che come massimo non ha « infinito Mohm », ma un 
valore finito, valore che dipende dalla differenza algebrica: 
Tensione griglia - Tensione interdizione e dalla tensione di 
misura; il valore di fondo scala lo si determina nel solito modo. 






Il potenziometro P2 serve per tarare lo strumento con l'ausilio 
di resistenze campioni; lo zener salva il v^Ametro quando la 
corrente di placca sale oltre 200 \iA; R3 va calcolata o trovata 
sperimentalmente in modo che risulti: 0,2 R3 = 1000 Vz dove 
Vz è la tensione di zener; se si adoperano i puntali per fare 
le misure, quello corrispondente alla griglia deve essere colle¬ 
gato allo strumento con cavo schermato; lo zoccolo della val¬ 
vola è in ceramica e deve essere pulito, dopo il cablaggio, 
con tetracloruro o trielina; stabilizzare l'anodica e collegare la 
massa a terra non è strettamente necessario, però... 

Non invio nè foto nè prototipo perché la mia è una realiz¬ 
zazione particolare che certamente non interessa i più. 

Non voglio occupare altro spazio prezioso e, sperando di vedere 
pubblicato il mio strumentino, colgo la occasione per porgerLe 
i miei migliori saluti. 


Sperimentare 



Circuito per determinare il valore di R3 (Liuzzì). 


Sia introdotto ora Sestìlìo Cori, viale B. Brea 60, Genova; sia 
quindi chiamato uno psichiatra e lo si sottoponga a visita ac¬ 
curatissima. Referto: non è pazzo. Si chiami subito, allora, un 
giudice e lo si sottoponga a confessione giurata: non è un 
bugiardo... Bene, si chiami un trombettiere, un sindaco con 
fascia tricolore, un signore vestito di nero, in tight e cilindro, 
si cerchi un cuscino di raso rosso e la chiave della città, si 
sparino 21 salve di cannone: sìa decorato il nobiluomo cavaliere 
della strada Sestìlìo Cori, che in tempi duri e difficili, affollati 
di vampiri del volante, di satani del pneumatico, così si esprime; 


Egregio Ing. Arias 
Le invio questo schemino. 

Io lo ho montato sulla mia 830. Serve per limitare la velocità 
della macchina dopo i 100 kmfh. 

Lo schema eccolo qui: 

Esso è molto semplice, unica grana il relè deve portare 10 A, 
io l'ho trovato Surplus. 

Ecco lo schema di funzionamento. 

Latto un forellino nel vetro del tachimetro vi si incastona la 
Lp (che è un pisellino) davanti ai 100 km/h. In corrispondenza 
si fora il pannellino dove vi è la scritta 100 e vi si incastona la 
fotoresistenza, che sia centrata alla la?npadina. Quando l'ombra 
della lancetta oscura la fotoresistenza il relè scatta e toglie la 
corrente. 

A proposito, i contatti 1 e 2 vanno in serie alla batteria della 
macchina. 

Ecco per finire la schizzo pratico. 




Il mucchietto dì rottame elettronico destinato al vincitore di 
questo mese, va a Paolo Forlanì, via Ariosto 50, Ferrara, per il 
suo esposimetro... marino: 

Egregio ing. Arias, 

mi permetta di sottoporle un'ideuzza che mi è venuta negli 
immancabili momenti d'ozio marino (il mare infatti per i 
« cesellatori dello stagno » di solito è solo un annoiamento ge¬ 
nerale). 

Si tratta di un semplice esposimetro nel quale però si nota 
una particolarità: esso funziona secondo un principio analogico, 
cioè, dati due elementi (la luce e l'apertura del diaframma, o 
la luce e il tempo di posa), esso stabilisce il terzo. E' senza 
strumento e funziona con il solito ponte di Wheatstone. 



Esposimetro (Forlani) 


725 


























sperimentare 



GiANNON! SILVANO 

Via Lami - S, CROCE sulI'ARNO - ccPT 22/9317 


TX - RX W S21 Riceve e Trasmette — da 4,2 
a 7,5 — da 19 a 31 MHz. Telaio contenente 
sia il R/re che il T/re. Slni-onìj separata — 
Puisante per l'isoonda — Unità di controllo 
separabile — Entrocontenuto l'atìmentatore com¬ 
piete di vibratore a 6 volt. — Monta n. 6 
ARP12 — 3 AR8 — 2 ATP7 sostituibili con 807 
— 12 tubi — Media F. 465 Kc/s. — Stru¬ 
mento RF — Doppia conversione: dimensioni 
cm. 47 x 30 x 35 — Kg. 24. Si cede, compleh 
di vaivoie, in ottime condizioni con librettn di 
istruzione e schemi L. 25.000 


funzionamento: il ponte è in alternata (prodotta da un Hartley) 
che può essere ascoltata in auricolare. Esso è azzerato quando la 
somma di PI e P2 (che sono in serie) eguaglia la resistenza 
della jotoresistenza. 

Ma vi sono infinite coppie di valori di PI e P2, che sommate, 
danno un dato valore resistivo: perciò, se se ne fissa uno, si 
può trovare Valtro. Per usarlo, si mette un potenziometro sul 
valore di diaframma o di otturatore che si vuole usare, e, cer¬ 
cando lo zero con Valtro potenziometro, si otterrà Valtro valore 
in base alla luce ambiente. Alla manopola di PI e P2 si 
fisserà un indice che si dovrà tarare con un esposimetro cam¬ 
pione e anche in base alle varie sensibilità delle pellicole che 
si vogliono usare. Per tarare, si fermerà un valore e si tarerà 
tutta la scala delValtro potenziometro, poi si invertiranno le 
parti. Ultimo tocco: la variazione della fotoresistenza ha un 
andamento non troppo adatto ai nostri scopi: soprattutto la 
resistenza massima (delVordine dei AIQ) è troppo alta. Perciò 
consiglio di sostituirla con un gruppo fatto così: 


RI limite max 



i valori di RI e R2 vanno cercati sperimentalmente con molta 
pazienza. 

Tanti saluti 

P.S. (Io mi ricordo sempre tutto dopo): la tensione della bat¬ 
teria non è per niente critica, c influisce solo sulla frequenza 
delVoscillatore, mentre Vampiezza non ha importanza nel ponte. 


Ce ancora un giovane torinese che ci propone qualcosa di 
molto semplice e « normale » che potrà comunque interessare 
i più giovani, sempre alla ricerca di schemi per perfezionare le 
loro prime esperienze; ecco a Voi Sergio Daraghìn, via Stupi- 
nigi 29, Nichelino (TO} : 



Schema stadio (Oaraghin) 


726 


Gent.mo Ing. Arias, 

sono un giovane appassionato di elettronica che ha avuto Vocca- 
sione, un paio di mesi fa, di leggere la vostra bellissima Co¬ 
struire Diverte. Neanche a dirle che d'ora in avanti non me la 
lascerò scappare. Ciò che più mi ha interessato è la rubrica 
«Sperimentare » da Lei personalmente curata e avendo io un 
pò di tempo fa progettato un ricevitorino a transistor, mi per¬ 
metto di inviarle in visione lo schema di detto ricevitore. E' un 
apparecchietto che, se Lei lo riterrà degno di essere pubblicato, 
interesserà senz'altro coloro che non hanno ancora molta pra¬ 
tica di circuiti a transistori. 

Infatti è di costruzione facile e a me ha dato molte soddisfa¬ 
zioni. Le dirò che è abbastanza sensibile e con una discreta 
potenza d'uscita. Praticamente è in due versioni. La prima è 
per coloro che non intedono spendere molto e che non pre¬ 
tendono una elevata potenza in uscita. La seconda invece è 
per coloro che vogliono ottenere un ricevitore pari a molti ap- 
parecchietti che vi sono in commercio (naturalmente non le dirò 
che ha una sensibilità come le supereterodine). Dopo che le 
ho fatto questa lunga chiacchierata, eccole lo schema del pri¬ 
mo stadio (cioè la V versione). 














Come vede è molto semplice, ma con un altoparlante di una Sperimentare 
decina di cm si sente già bene. Invece delVA.P. si potrà usare 
un auricolare a bassa impedenza. Infine qui sotto Le disegno 
Vamplificatore B.F. vero e proprio, che sarà da unire direttamente 
ai capi del secondario del Tl e potrà essere alimentato dalla 
stessa pila da 9 V del primo circuito. 



2 ° Stadio (Daraghin): amplificatore di potenza 

NOTA: I due trasformatori sono sostituibili con altri 
tipi di caratteristiche leggermente diverse. 
L'entrata è a bassa impedenza. 


Per chiudere vi « ammollo » una vignetta di un mio buon amico, 
molto bravo nel vedere il lato umoristico degli imprevisti 
che possono occorrere agli sperimentatori: 



E con questo vi saluto... attenti ai radiocomandi! 



Si è tenuta a MANTOVA nei gior¬ 
ni 24 e 25 settembre la 16.a Mo¬ 
stra Mercato nazionale del ma¬ 
teriale radiantistico. 

Affluenza di pubblico altissima 
(2000 visitatori!) e oltre 200 me¬ 
tri quadrati di banchi occupati 
dagli Espositori. CD ha parteci¬ 
pato, come sempre, alla Mani¬ 
festazione ed esprime ancora 
una volta agli Organizzatori il 
suo plauso per il lavoro svolto. 
A rivederci in primavera, al 17.0 
appuntamento! 






























★ Preghiamo tutti coloro che indirizzano consulenza alla nostra Redazione di voler 
cortesemente scrivere a macchina (quando possibile) e comunque in forma chiara 
e succinta. 

inoltre si specifica che non deve essere inoltrata alcuna somma di denaro per la 
consulenza; le eventuali spese da affrontare vengono preventivamente comunicate al 
Lettore e quindi concordate. ★ 


Sìg. Alberto Guglielmìni 

Sandrà (Verona) 

Spett. Consulenza, 

avendo quasi ultimata la costru¬ 
zione del ricetrasmettitore di¬ 
lettantistico di ilNB apparso sul¬ 
la Vs. rivista dì gennaio 1962 
vi sarei grato se poteste fornir¬ 
mi indicazioni sulla reperibilità 
dei condensatori variabili ad 
aria da 200 pF, dato che in 
commercio sono assolutamente 


introvabili, non apparendo sul 
listino delle principali società 
fabbricanti condensatori. Ho no¬ 
tato anche sullo schema che col 
commutatore in posizione « tra¬ 
smissione » lo stadio modulato¬ 
re (6SN7 e 6V6) rimane com¬ 
pletamente sprovvisto di tensio¬ 
ne anodica, e infatti l'apparato 
non funziona assolutamente. Ci 
deve essere un errore nello sche¬ 
ma dato che ho controllato il 
circuito realizzato da me prati¬ 
camente innumerevoli volte. 


Ringraziandovi, porgo i più di¬ 
stinti saluti. 

A. Guglielmini 

La tensione anodica alla 6SN7 
deve essere presente sia in 
trasmissione che in ricezione, 
mentre alla 6BE6 soltanto in ri¬ 
cezione. 

Per questo motivo la sezione 
del commutatore che interrom¬ 
pe la tensione a 250 V in questi 
stadi va connessa dopo R7. 

Ed ecco Io schema corretto; 





















































































Consulenza 


La musica yè-yè, i capelloni, i « bruciati », 
hanno provocato un risveglio di interesse per 
le chitarre elettriche per cui molti giovani Let¬ 
tori ci hanno chiesto notizie, schemi, suggeri¬ 
menti, al riguardo. 

Ci viene in aiuto il nostro Collaboratore Tran- 
sistus con questi ottimi suggerimenti: 

DE ELECTRICA CHiTARA 

«Beatles», non scarafaggi, ma Cavalieri della 
Corona di Sua Maestà Britannica; «Beatles», 
che significa « quelli che suonano, cantano [!) 
secondi i canoni beat »; « Beetles » che vuol 
dire maggiolini.... sì, ho scritto «Beetles» e 
non « Beatles », perché è questa la differenza 
tra queste grafie. Voi dite che è tutta lì anche 
la differenza nel modo di cantare? Beh, io non 
lo dico, ma almeno sappiamo che i sullodati 
cantanti, non hanno niente in comune con la 
famiglia dei coleotteri o con altre specie 
animali .... 

Ma questi nuovi vocaboli, con le surriportate 
spiegazioni, che ci vengono ammannite giorno 
e notte da Radio, televisione, rotocalchi, e altri 
mezzi d’informazione (a proposito, quanti « bit » 
sprecati!), hanno portato a un vocabolo nuovo, 
che indica una nuova deformazione della psiche 
umana: la Beatles-mania. 

E si vuole indicare con tale locuzione l’isteri¬ 
smo da cui vengono pervase ingenti quantità 
di individui capelluti e torme di ululanti valchirie 
al solo vedere o udire i loro idoli; si vuole 
altresì indicare il dilagare di complessini il cui 
scopo è di imitare i modelli proposti oltremanica, 
e che hanno un solo ingrediente fondamentale: 
la chitarra elettrica in tutte le salse. Dal l'ento¬ 
mologia all’elettronica il passo si è dimostrato 
breve, soprattutto se teniamo presente l’inesat¬ 
tezza della voce « chitarra elettrica », che do¬ 
vrebbe venir sostituita dalla dizione « chitarra 
elettronica ». 

In questo vortice di interessi musicali o pseu¬ 
dotali sono stato preso anch'io e non perché 
abbia « messo su » un complessino del genere 
a cui accennavo prima, ma per il motivo che, 
bene o male, sono dovuto diventare il ' consulen¬ 
te agli effetti ’ di uno dei complessini più alla 
moda, fornendo aggeggi, scatolette, e altre 
porcherie, con relativi schemi di « Superbass », 

« Superhigh », vibrato, eco, mixer, e altre dia¬ 
volerie dello stesso genere. 

Nel contempo ho avuto modo di praticare l’au¬ 
topsia agli aggeggi analoghi che sono in ven¬ 
dita ad opera di note case, e ho notato una cosa 
che salta all’occhio: l’elevato rapporto guada¬ 
gno-costo, per cui una trappola chiamata « Su- 
Derbass », e che consiste di un amplificatore 
a transistori, prelevante l’alimentazione dall’am- 
plificatore principale, con circuito di controrea¬ 
zione attenuante gli acuti, da inserire in serie 
all’uscita di un PICK-UP di chitarra, del valore 
(scatola compresa) di circa 1.500 lire, viene 
venduto per 7-^8.000 lirozze. 

Prima di procedere con questa descrizione, ve¬ 
diamo un po’, a grandi linee, come funziona una 
chitarra... elettrica. 

Innanzitutto la chitarra è solo un pretesto, ov¬ 


vero un supporto per sostenere un certo nume¬ 
ro di corde tese. E’ priva di cassa armonica, dal 
che si deduce che è carente in decibel. Le corde 
di cui sopra, oltre ad essere regolabili in ten¬ 
sione e quindi accordabili sulla loro frequenza, 
sia a orecchio (a mezzo di un «corista»), sia 
con diapason, sono metalliche. Quando vengo¬ 
no pizzicate vibrano, e Io fanno davanti a un 
captatore elettromagnetico, detto, come abbia¬ 
mo già visto, « pick-up ». 

Esso è costituito da una o più bobine, inseribili 
tramite interruttore in circuito, quindi connetti¬ 
bili in parallelo tra loro all’ingresso di un pream¬ 
plificatore. Tali bobine sono costituite da 3-i-4000 
spire di filo di rame smaltato sottilissimo (ge¬ 
neralmente 6/100 di mm di diametro), avvolte 
a matassina su una sagoma oblunga. La matas- 
sina risultante viene sfilata dal supporto, laccata, 
e posta ad abbracciare uno o più nuclei magne¬ 
tici orientati parallelamente tra loro, incollati a 
una piastrina di faesite. Quando la corda viene 
Dosta davanti alla bobina, il flusso magnetico 
che si concatenava alle spire, viene a concen¬ 
trarsi particolarmente nella corda metallica stes¬ 
sa. La vibrazione di quest’ultima comporta una 
variazione nel numero delle linee di flusso in¬ 
tercettate dalla bobina, e quindi la formazione 
di una fem indotta ai capi deH’avvolgimento. 
Tale fem riproduce fedelmente l’andamento del¬ 
la vibrazione della corda e costituisce un se¬ 
gnale BF che può essere trattato come ogni se¬ 
gnale analogo, e quindi amplificato, distorto, e 
altre piacevolezze del genere. A volte* in pàra!- 
ìelo alla bobina* vengono posti del condensatori 
di elevata capacità, per esaltarne le proprietà 
« selettive », specialmente ne! campo delle fre¬ 
quenze più basse. Vengono anche posti in serie 
a un capo (quello che risulta « caldo ») delTav- 
volgimento captatore dei gruppi RC con funzioni 
equalizzatarìci, o esaltatrici di particolari fre¬ 
quenze, o ancora attenuatrici di altre, in modo 
da poter ottenere effetti particolari. Si com- 
orende quindi che una chitarra che si rispetti 
dovrà avere almeno 3-4 pick-up, con commu¬ 
tatori che possano inserirne uno o più, e possa¬ 
no anche inserire o togliere dal circuito i gruppi 
correttori. Si potranno in tal modo ottenere più 
effetti, con mezzi semplicissimi. 

Mi riprometto in queste note, e in altre che segui¬ 
ranno, di fornire consigli agli interessati su come 
raggiungere tale scopo con poca spesa. Que¬ 
sta « serie » si comporrà della descrizione 
di un semplicissimo « superbass » e « super- 
treble », di quella di due circuiti analoghi ma 
più complicati, della descrizione di alcuni cir¬ 
cuiti di « tremolo », infine di quella di alcuni 
circuiti miscelatori di segnali per ottenere par¬ 
ticolari prestazioni. Iniziamo subito con due 
semplicissimi circuiti di « esalatore dei bas¬ 
si » e di « esalatore degli acuti ». Questi ci 
permetteranno di trasformare una chitarra da 
accompagnamento rispettivamente in una chi¬ 
tarra basso oppure in una chitarra alto. 

I due circuiti che presento vengono sciorinati 
avanti a voi in ordine di difficoltà, vale a dire 
che prima vi verrà mostrato il più piccolo, eco¬ 
nomico, semplice, poi uno più complesso, ma 
capace di prestazioni proporzionalmente più 
elevate. 










Consulenza 


Cominciamo quindi con un « superbass », co¬ 
stituito da un solo transistore del tipo OC75. 
Esso viene posto in circuito a mezzo di un 
deviatore doppio, che fa sì che gli venga for¬ 
nita l’aiimentazione, e insieme il segnale, op¬ 
pure che lalimentazione gli venga tolta, e 
contemporaneamente il segnale lo « scaval¬ 
chi », senza attraversarlo. Il circuito è quello 
di un amplificatore classico monotransistor, 
montato in circuito EC. Esso infatti presenta 
una impedenza dì ingresso media (circa 800 
ohm), adatta aH’impedenza della bobina cap- 
tatrice, e una impedenza di uscita elevata, 
adatta a quella d’entrata del vostro amplifi¬ 
catore a valvole, al quale lo connetterete. 



Ho detto che il circuito è quello di un ampli¬ 
ficatore a un solo transistore con alcune va¬ 
rianti: esse sono costituite principalmente dal 
circuito di controreazione che ha lo scopo di 
determinare le caratteristiche di trasmissione 
di frequenza del sistema. Ed è lì che l'esaltato- 
re di bassi e quello di acuti si differenziano. 
Infatti l’esaltatore delle note basse ha un cir¬ 
cuito di controreazione costituito semplicemen¬ 
te da un condensatore connesso in circuito tra 
collettore e base del transistore, mentre quel¬ 
lo delle note acute è formato da un circuito a 
T, del tipo passa basso, che quindi lascia prati¬ 
camente inalterate le frequenze più elevate. Per 
ottenere le migliori prestazioni si è trovato che 
è bene rendere gli elementi del circuito con- 


invece, ciò non è necessario; però, per rendere 
più versatile l’elemento progettato, abbiamo 
fatto in modo che le sue caratteristiche possa¬ 
no essere variate durante l'esecuzione stessa 
di un pezzo, in modo da adattare la risposta del¬ 
la chitarra a quella desiderata e necessaria per 
ben eseguire, che so, « Maria Elena » o qual¬ 
che altra « cosa » del genere. Realizzando l’ele¬ 
mento che abbiamo descritto con un commuta¬ 
tore a 4 vie e quattro posizioni, o con una ta¬ 
stiera a quattro tasti (tipo TEKO), si potrà 
quindi disporre di una chitarra basso, di una 
alto, e di una accompagnamento in un unico 
strumento. Vi presentiamo quindi le due ver¬ 
sioni descritte, e quella consigliata. Delle pri¬ 
me due viene presentato anche il modello di 
circuito stampato, della terza ritengo non sia 
necessario, trattandosi in sostanza di una fu¬ 
sione dei primi due. 

Ora non crediate che la semplicità vada a de¬ 
trimento delle prestazioni del complesso de¬ 
scritto: su tale principio e di tale complessità 
sono gli schemi degli analoghi accessori com¬ 
merciali. 

Di migliori prestazioni è invece il secondo ag¬ 
geggio che ora descriverò: una scatolina che ha 
lo stesso scopo della precedente, ma che ha 
una risposta molto migliore, anche se permette 
la scelta tra solo due possibilità di effetto: 
molto basso, e molto alto, oltre naturalmente a 
una risposta lineare, ottenuta semplicemente 
bypassando col segnale Io stadio amplificatore, 
rendendo quest'ultimo inattivo e facendolo sca¬ 
valcare dalla BF. 

Si tratta sostanzialmente di un amplificatore a 
4 transistori connessi in cascata, con inserito 
(in serie), tra il secondo e il terzo transistor, 
un circuito commutabile attenuatore dì frequen¬ 
ze, derivato dal Baxandall, e studiato come ca¬ 
so estremo del circuito nominato. Viene inse¬ 
rito un controllo di livello tra secondo e pri¬ 
mo transistor, regolabile a un punto dipenden¬ 
te dalle caratteristiche di sensibilità della bo¬ 
bina captatrice, mentre una resistenza semi¬ 
fissa da 0,5 megaohm posta in serie alla base 
del primo transistor ha lo scopo di realizzare il 



al-2-3diCmlb 
e al 5 di Cmla 

al 4 di Cmla 


1-2-3 di Cmid 


3 di Cmlc 

5 di Cmid 

2 di Cmla 

3 di Cmla 


al 2 di Cmlc 


ai 5 di Cmlb 


ai5di Cmlc 


troreattivo nella seconda versione variabili, 
in modo da adattare la risposta del preampli¬ 
ficatore e del pick-up. Nella versione superbass, 


necessario adattamento dì impedenza tra il 
pick-up e il primo stadio. 

L’alimentazione, al contrario di quella per Tarn- 














































Consulenza 


plificatore precedente, che era realizzata con 
una pila da apparecchi tascabili a transistori, 9 
voit, viene fornita da tre pile quadre da 4,5 volt, 
poste in serie ed eroganti i pochi mA neces¬ 
sari su una ddp di 13,5 volt. 


del « Baxandall ». Si ha in sostanza un commu¬ 
tatore a 6 vie, e tre posizioni. Le posizioni, se¬ 
guendo l’ordine schematizzato sono le seguen¬ 
ti: 1] superbass; 2) normale; 3) supertreble 
(per adeguarsi come ho fatto finora, alla ter- 



La ulteriore e definitiva correzione di tonalità 
viene eseguita tramite un circuito di controrea¬ 
zione con funzioni ausiliarie a quelle del con¬ 
trollo di tono per perdita inserito nellamplifi- 
catore, a mezzo di un deviatore comandato coas¬ 
sialmente a quello che comanda l’inserzione 


minologia corrente tra i « fan » delle chitar¬ 
re). E con questo termino: se i lettori lo gradi¬ 
scono, tratterò in una successiva nota della co¬ 
stituzione e costruzione di un tremolo-vibrato 
di tipo professionale, e di caratteristiche ec¬ 
cellenti. 


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732 


Dice un motto famoso: « Sia lodato chi non fa perdere tempo! » 

Sperando di restare fedele a tale massima, vengo subito al sodo. 
Dal ricevitore che ho progettato e a lungo sperimentato si 
ottiene quanto segue: 

— ricezione con sensibilità dell’ordine del microvolt con selet¬ 
tività variabile; 

— gamma ricevibile (mediante 8 coppie di bobine intercam¬ 
biabili) estesa dalle onde medie alle frequenze audio-TV (r 
canale] ; 

— facilità dì costruzione, in quanto la parte da realizzare 
ex-novo consta di soli 4 transistori, mentre la BF (altri 4 tran¬ 
sistori] è reperibile in commercio già montata; 

— sintonia a doppio comando (banda allargata] su tutte le 
gamme, con possibilità di ricevere anche le stazioni CW e, 
nei casi favorevoli, anche SSB e FM; 

— economicità: costo complessivo del materiale occorrente 
circa 14 mila lire. 

Elenco subito anche gli svantaggi: 

— comandi molto numerosi, e precisamente: controllo volume 
e tono, controllo sensibilità in MF e in AF, doppio comando 
dì sintonìa, regolatore delTaccordo di antenna, oltre all'inter¬ 
ruttore generale: 

— la ricezione è ottima su tutte le gamme AM, discreta sulle 
gamme TV modulate in frequenza, piuttosto critica per le sta¬ 
zioni FM; 

— non tutte le stazioni SSB si riesce a renderle intelligibili, 
specie se trasmettendo in modo troppo discontinuo non per¬ 
mettono di effettuare le opportune regolazioni che richiedono 
un tempo notevole. 

Riassumendo: questo piccolo ricevitore confrontato con un rice¬ 
vitore professionale a 10 valvole si è dimostrato capace di 
dare prestazioni equivalenti e in qualche caso superiori pur 
usando per antenna solo un elemento telescopico di 70 cm o 
l’antenna in ferrite in OM. Riceve senza difficoltà migliaia di 
stazioni OC, europee e transcontinentali, oltre che emissioni 
speciali (chiamate radiotaxi, gamme civili marittime e aeronau¬ 
tiche, ecc.]. 

Circuito elettrico 

Lo schema del «Super 88 » è riportato nella figura 1. 

La BF si può acquistare già pronta e funzionante per poche mi¬ 
gliaia di lire. Quella qui usata è la BF Philips a 4 transistori 
PMB/A (7 mV d'entrata, 0,5 W d’uscita) a cui si devono col¬ 
legare soltanto la bobina mobile di un piccolo altoparlante 
(8-r12Q], ralimentazione (batteria B1 a 9V], il cursore del 
potenziometro R17 (controllo di volume] e la massa. Chi si 
accontenta del solo ascolto in cuffia, può omettere tutta questa 
parte e inserire una cuffia (2x2000Q] fra il cursore di R17 e 
massa. In tal caso il ricevitore si riduce a soli 4 transistori, 
pur restando le altre prestazioni invariate; i punti alimentati 
dalla presa -A vanno collegati direttamente alla batteria B1 ag¬ 
giungendo un condensatore da almeno 100 m,F/ 12VL tra -A 
e massa. 

Tutta la rimanente parte, invece, occorre costruirsela ed è a 
essa che questo ricevitore deve le sue buone qualità. 







Dalla figura 1 si vede che sono stati impiegati 1 diodo e 4 Super ss - am/fm 

transistori. Chi non desidera ricevere le stazioni FM. ma solo Ri'»'''**'™ ^ transistori: 260 Mc^seo kc 

quelle modulate in ampiezza (AM), può omettere R12, R13, 

C12 e il transistore SFT317: il diodo va allora collegato diret¬ 
tamente al punto « a » di MF2 e così il rivelatore sarà sensi¬ 
bile solo alle variazioni di ampiezza e non più anche alle 
variazioni di frequenza. Il potenziometro R16 agisce da energico 
controllo di tono, molto utile per attenuare eventuali note acute 
dovute a interferenze. 



montato anche l’insieme SFD104-SFT317 che, con C12 e C13, 
si comporta da rivelatore-moltiplicatore di tensione in funzione 
sia dell’ampiezza che della frequenza. Non occorrono commuta¬ 
zioni per passare dalla ricezione AM a quella FM in quanto il 
rivelatore provvede in modo automatico a entrambe. 

Purtroppo, la necessità di usare un valore di MF (455 kc] 
molto basso, sia per facilità di reperire i componenti, sia per 
assicurare un guadagno massimo, va a discapito della qualità 
delle ricezioni FM, in quanto l’escursione massima utile di 
frequenza è assai ristretta. Tuttavia, se R13 si regola con pa¬ 
zienza e precisione (bastano pochi ohm in più o in meno af¬ 
finché la distorsione diventi inaccettabile), oppure lo si so¬ 
stituisce con un potenziometro da 500 Q da regolarsi di volta 
in volta, l’audio-TV si riceverà « quasi » ad alta fedeltà, mentre 
quello delle stazioni FM, sarà più scadente, ma accettabile. 
Chi trovasse troppo difficile da realizzare questo rivelatore 
AM/FM, può in un primo tempo montare solo il rivelatore 
d’ampiezza, come è stato spiegato in precedenza, aggiungendo 
e sperimentando solo in seguito (quando tutto il resto fun¬ 
ziona) la parte FM. 

Procedendo nell’esame dello schema di figura 1 si nota che 
i transistori SFT357 e AF126 sono fra loro accoppiati in modo 
convenzionale, tramite MF1 e MF2 (accordati su 455 kc). Vi 
sono però due novità: le tensioni di base sono regolabili tra¬ 
mite R4 e R8. Ciò permette di ricavare un rendimento eleva- 




























































Super 88 • AM/FM 

Ricevitore a transistori: 260 Mc-^560 kc 


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tissimo da questi due transistori che portati opportunamente 
alla soglia d’innesco consentono di raggiungere amplificazioni 
e selettività eccezionali.Regolando oltre l’innesco R8 si pos¬ 
sono ricevere modulate le telegrafiche CW, mentre facendo 
altrettanto con R4 si riesce a ridare la portante alle stazioni 
più regolari che trasmettono con banda laterale soppressa 
(SSB). Appunto per consentire anche questo tipo di ricezione 
è stato omesso nella versione finale dell’apparecchio il con¬ 
trollo automatico di guadagno che si era sperimentato in un 
primo tempo rilevandone la scarsa utilità. 

Molto Importante è il condensatore Co che permette di accor¬ 
dare perfettamente sia il circuito d’entrata che la stessa an¬ 
tenna, aumentando ancora la sensibilità e la selettività molto 
spinte di questo ricevitore. Portando R4 alle soglie d'innesco 
tutto il circuito d’entrata viene ad avere notevolmente aumen¬ 
tato il coefficiente di merito con risultati vistosissimi. 

Il « cuore » del « Super 88 » è però roscillatore. Alimentato 
separatamente(-B) è totalmente indipendente dal resto dell’ap- 
parecchio; infatti, solo in OM e nella gamma subito successiva, 
viene collegato [tramite SI e C20) all’emettitore del transistor 
SFT357. Su tutte le altre gamme, Toscillatore è separato e sol¬ 
tanto accoppiato lascamente attraverso quello che gli ante¬ 
nati chiamavano « etere ». 

Questo oscillatore presenta un’altra novità: del tipo con col¬ 
lettore a massa, oscilla dalle O.M. ai 260 Me solo cambiando 
una piccola bobina (L2) con presa intermedia. 

II circuito d’entrata del ricevitore è all’altezza dsH’oscillatore; 
col solo cambio di una bobina (LI) a presa intermedia, copre 
tutte le gamme con allineamento perfetto grazie a Co. 

Sarà bene ricordare che tutti i collegamenti relativi all’oscilla¬ 
tore (escluso il filo di -B) e allo stadio d’entrata vanno fatti 
con filo di rame rigido di almeno 1 mm di diametro per evitare 
microfonicità oltre i 60 Me. 

La ricezione a banda allargata avviene mediante due conden¬ 
satori variabili doppi, uno dei quali agisce da sintonia fine 
(CI, C16) e l’altro da regolazione grossa (C2, C17). 
Quest’ultimo viene spostato a scatto su 16 posizioni diverse e 
ciascuna di queste posizioni corrisponde a una sottogamma. 
Le sottogamme complessive sono quindi ben 118, tutte legger¬ 
mente sormontantesi aH’inizio e alla fine. Il cambio delle bo¬ 
bine LI e L2 (8 coppie) consente di variare la ricezione se¬ 
condo 8 gamme d'impostazione. 


Costruzione 

Il ricevitore è montato entro una cassettina metallica (figura 2) 
di 255x105x60 mm. Sul pannello compaiono (da sinistra a 
destra): l’interruttore 11,12 e sotto il foro quadrato per l’altopar¬ 
lante (64x64 mm) i comandi di R17, R8 e R16. 


Figura 2 - « Super 88 u AM/FM 



734 











Nella metà di destra del pannello vi è C1-C16 con scala graduata Super sa ■ am/fm 

a 180”, C2, C17 (con piccola scala suddivisa in 16 posizioni) e t^'cevitore a transistori: 260 Mc^seo kc 

R4. Sotto, uitimo a destra, vi è il comando di Co. 

L'apparecchio è mostrato posteriormente nelle figure 3 e 4. 



Figura 3 - Il ricevitore visto da tergo, senza le 
batterie B1. 


Figura 4 - Sistemazione delle batterie B1 e dell’an¬ 
tenna OM. 



In quest’ultima figura sono presenti anche le due batterie che 
costituiscono B1 ed è montata l'antenna in ferrite (203 mm) 
per la ricezione delle OM. Queste due parti sono state tolte 
nella figura 3 per permettere una visione migliore deH’interno. 
L’amplificatore BF è fissato sopra l’altoparlante; tra le bobine 
LI e L2 è interposto il variabile ad aria C1, C16 (demoltiplica¬ 
to 5,7:1] di cui si usano solo le sezioni da 14,5 pF. 

Il potenziometro che si vede all’estrema sinistra è R4: fra 
questo e il variabile precitato è posto C2, C17, condensatore 
variabile a dielettrico solido, tipo subminiatura. 

Le coppie di bobine necessarie per ricevere tutte le frequenze 
da 260 Me a 560 kc sono riportate nella tabella. 

Con LI è indicata la bobina per il circuito d’entrata e con L2 
quella per roscillatore. In figura 5 a] è visibile schematizzato 
il tipo di supporto necessario per le bobine per tutte le 




















Super 88 - AM/FM 

Ricevitore a transistori: 260 Mc-^560 kc 



a) 


b) 


Figura 5 - Bobina (vedi testo). 


Elenco materiale 

Resistor! (1/4 W) 

RI, R7 5.600 n 
R2 2.200 a 
R3, R19 1.900 a 

R4, R8, R16, R17 10.000 a (potenziometri). 

R5, RII 560 a 
R6. R9 10.000 a 
RIO 1.500 a 
RI 2 47.000 a 
RI 3 270 a 

R14 680 a 

RI 5 6.800 a 
R18 2,7 Ma 

Semiconduttori 

SFT357 (oppure: SFT358, AF124, AF125, AF186) 
AF126 (oppure: SFT317) 

SFD104 (oppure OASI, OA79, ecc.) 

SFT317 (oppure AF126) 

AF186 (SFT357, AF125, ma con ri su itati minori) 
Condensatori 

Co variab. aria 3 — 25 pF (G.B.C. 0/82) 

C1, C16 variab. ad aria 2 x 14,5 pF, demoit. 5,7:1 
(G.B.C. 0/174-1) 

C2, C17 variab. subminiatura a dielettrico 2 x 120 pF 
(G.B.C. 0/99) 

C3 4.700 pF 

C4, C6, C11, C13, C19, C21 50.000 pF 
C5, C5' (inclusi nelle MF) 

C7, CIO, C20 20.000 pF 
C8 0,1 [xF 

C9, C14 6,4 p.F 25 VL elettrolitici 

CI2 4.000 pF 

C15 0,2 [lF 

C18 6,8 pF 

C22 220 pF (padding) 

Varie 

MF1, MF2 medie frequenze a 455 kc (G.B.C. 0/185-1, 
0/185-3) 

LI, L2 (vedi testo) 

AN antenna telescopica a 6 elementi (70 cm), 
orientabile 

B1 2 batterie piatte 4,5 V cad. 

B2 1 batteria 9 V miniatura 
11, 12 interruttore bipolare 

M altopariante 0,8 W, 0 70x28, b.m. 12 H (G.B.C. 
A/408-1) 

BF amplificatore PMB/A a 4 transistori (G.B.C. 
Z/174) 

Si deviatore unipolare microminiatura 
H (fig. 5a) supporti per bobine (G.B.C. 0/683) 

NI (fig. Sa) nuclei 0 6 x 15 (G.B.C. 0/621-12) 

Y (fig. 5a) spine tripolari Stek 3 (Melchioni 
Art. 40157) 

— zoccoli miniatura Meb 3 (Melchioni Art. 40107) 

YY (fig. 5b) spine tripolari = Y 

N2 (fig. 5b) ferrite 0 9,5 x 203 mm (G.B.C. 0/601) 


736 


gamme sino a 3,3 Me; in figura 5b) sono indicate le bobine 
d'entrata per le gamme n. 7 e 8 della tabella 1. 


TABELLA 1 - Dati costruttivi delle bobine (misure in millimetri) 


gaitirna 

0 filo 

D 

n. spire 

presa 

« 1 » 

figura 

1) 150^260 Me 

LI = 1 

L2 = 1 

8 

8 

2 

3 

centro 

1 

5 

9 

Sa 

5a 

2) 80 4- 170 Me 

LI = 1 

L2 = 1 

8 

8 

2 

5 

centro 

2 

3 

9 

5a 

5a 

3) 35^80 Me 

LI = 0,45 

8 

6 

3 

3,5 

5a 

L2 ^ 0,45 

8 

8 

2 

5 

5a 

4) 12^35 Me 

LI = 0,45 

L2 = 0,45 

8 

8 

10 

12 

4 

3 

6 

7 

Sa 

5a 

5) 7,5-15 Me 

LI = 0,45 

8 

19 

5 

11 

5a 

L2 = 0,45 

8 

17 

5 

9 

5a 

6) 3.3-8 Me 

LI = 0,45 

8 

24 

6 

13 

5a 

L2 = 0,45 

8 

22 

6 

12 

5a 

7) l,7-3,8 Me 

LI = 0,45 

L2 = (*) 

9,5 

(*) 

47 

(*) 

7 

(*) 

26 

n 

5b 

8) 550-1650 kc 

in 

O 

Il II 

T- (SI 

9,5 

(*) 

80 

(*) 

8 

(*) 

44 

U 

5b 


(*) Vedi testo. 


Il numero di spire per la presa intermedia (piedino 2 dello 
spinotto) va contato a partire dal lato massa ossia dal piedino 
n, 1 (figura 5a-b). 

Il filo 0 1 mm è nudo; quello 0 0,45 smaltato. 

L2 per la gamma 8) è un qualsiasi oscillatore OM per piccoli 
apparecchi a transistori (per es. G.B.C. 0/185/4). Per la gamma 
7 si userà un altro di questi oscillatori a cui vanno tolte circa 
30 spire. 

Il nucleo N2 (figura 5b) è una ferrite 203 x 09,5 mm. I supporti 
per le bobine di figura 5a hanno dimensioni: interno 0 6 mm, 
esterno 0 8 mm, altezza utile 25 mm, con terminali di attacco. 

Messa a punto 

Si controlla prima il funzionamento dell’amplificatore di BF e 
poi si tara al solito la MF. Regolati al massimo, R4 e R8 devono 
far innescare in modo quasi inavvertibile (in assenza di segnale) 
l’apparecchio. La taratura in OM va effettuata nei due punti 
prestabiliti per l’oscillatore che si è acquistato per 12; nel 
caso indicato, questi sono rispettivamente 1250 e 720 kc. 
Le gamme OC, OCC e VHF si tarano regolando i nuclei e Co. 
Per rendere più intelligibile la ricezione in FM bisogna regolare 
accuratamente R3: il valore trovato vale per intensità costanti 
del segnale ricevuto. L’audio-TV 174-^-223 Me (canali D, E, F, 
G, H si riceve sulla gamma 1), quello a frequenza più bassa 
(canali A, B e C, 52,6-^-88 Me) si riceve sulla gamma 3). 

La messa a punto perfetta richiede molta pazienza, trattandosi 
di un ricevitore estremamente spinto. Come termine di para¬ 
gone, si può ritenere a punto quando in giornate e condizioni 
di buona propagazione e ricezione, vengono ricevute sulla 
gamma 4) (fra immagine e fondamentale) almeno 1072 emit¬ 
tenti, operando con la sola antenna in interno. 

Benché non siano state sperimentate, è possibile costruire 
anche le bobine per ricevere le onde lunghe. 

Auguri quindi di buon lavoro e buon ascolto a chi ha molta 
pazienza. 

Dopo di ché non resta che riportare l’elenco del materiale 
occorrente, mentre devo constatare al termine di questa lunga 
chiaccherata, che mi sono comportato come quell'oratore 
che ,avendo iniziato il suo dire con le fatidiche parole: « Sarò 
breve! »... poi non la smetteva più. 

Chiedo scusa! 































Ricevitore monovalvolare 
adatto ai principianti... 
ma anche ai più smaliziati 


presentato da Aldo Prizzi 


Amici che avete preso poche settimane fa in mano per la 
prima volta un saldatore e che ora siete incerti se sfogliare 
per l’ennesima volta quel pacco di consunte riviste alla ricerca 
di uno schema che faccia per voi, o se Invece cambiare l’im¬ 
pacco sopra le ustioni di 2" e 3“ grado che vi adornano la mano 
in conseguenza della conoscenza troppo ravvicinata che avete 
fatto col suddetto saldatore fa proposito, nessuno vi ha mai 
detto che è contrarlo a una sana educazione stringere,., la 
mano a un saldatore che vi venga presentato,,, specialmente 
se questo è caldo?}, ora mi rivolgo a voi. 

E io faccio col capo cosparso di simbolica cenere. Ho dimen¬ 
ticato di essere stato anchlo un principiante, e di aver cercato 
affannosamente uno schema fattibile tra le centinaia che orna¬ 
vano riviste allora in voga oggi un po' meno. Ma guarda caso, 
o gli schemi erano sempre gli stessi (vedi galena rivoltata), 
oppure erano tratti da riviste americane, con materiale di con¬ 
seguenza introvabile, oppure erano ricevitori a diodo che mon¬ 
tavano commutatori a due vie e quindici posizioni (non scherzo, 
è un fatto rigorosamente vero!), per poter separare maglio le 
locali; erano infine ricevitori con valvole a batteria (1.4 V 
di filamento) per cui sì bruciava prima il filamento della vai* 
vola di quanto lo non facessi in tempo ad accendere l’inter¬ 
ruttore (sfido, con 90 V al filamento, conseguenza dell'inver¬ 
sione delie batterie!]. 

Ora pare che i problemi di reperibilità e finanziario non assillino 
più come una volta il principiante, i prezzi calano, con poche 
migliaia di lire si può fare un ciclo completo di esercitazioni 
in campo radio, partendo dal semplice, e finendo nel fanta¬ 
scientifico... 

Pare anche che non sia più di moda iniziare con montaggi a 
diodo (vulgargalena, non altrimenti), ma almeno con montaggi 
a transistori, io quindi vado contro la moda, e non perché 
vi presenti un ricevitore a diodo, no, ma perché, avendo in casa 
una valvola, già protagonista di uno show sul numero 10/66 di 
C.D. ho pensato bene di riutilizzarla in uno schema miracoloso. 
Esso è derivato da un lontano mio progetto, almeno come 
principio di controllo della reazione (n. 5/62 di C.D.), princìpio 
che s! ritrova anche su ricevitori di mio progetto apparsi qual¬ 
che mese prima su altre riviste. Una rimasticatura, direte: 
forse, ma vi posso assicurare che, come II cuoco che scopre 
una ricetta, e poi su questa base introduce delle varianti sem¬ 
pre più saporite, così in questo ricevitore troverete molti per¬ 
fezionamenti tali da darvi molte soddisfazioni e da indurvi a 
non smontare l'apparecchio, una volta funzionante, ma a tenerlo 
per mostrarlo con orgoglio agli amici. Come dice quella rubrica 
su un settimanale di enigmistica piuttosto noto... Questo l'ho 
fatto io! 

Eccoci infine al nostro ricevitore: Non ho dimenticato che siete 
principianti, quindi venite qui, datemi la mano, ehi laggiù, non 
spingete mi raccomando (mi scusi, ingegner Arias, per il plagio 
del Suo « Sperimentare» del dicembre '65), tanto io ho il vìzio 
di gridare, quindi... 

Quindi, datemi la mano, chè io in compenso ve ne darò una 
nella realizzazione di questo ricevitore. Innanzitutto, monoval¬ 
volare, e come dice il Prof. Crash, mono come mono e valvo¬ 
lare come valvolare, ovvero con una sola valvola. Non spaven¬ 
tatevi, mi pare di vedere uno che è svenuto, al pensiero delle 
scarse prestazioni che sinora hanno avuto gli altri, monovalvo¬ 
lari « del commercio » che si è costruito. Questo è un mono¬ 
valvolare con 3 funzioni di valvola, come dicono i depliant pub- 



Aspettate un monnento, amici! 
Leggete prima questo articolo! 


737 







Ricevitore monovalvolare adatto al principianti... blìcitari, e forse qualcosa di più; e il di più è doVUtO alla 
ma anche ai più smaliziati... sema dì Un circuito di reazione. Ce rìsemo, dice quel tizio la 

in fondo, lo diceva io dì non fidasse, dopo tante chlacghlere, 
ecco da dietro la porta, dov’era subdoiamente in agguato, assa¬ 
lirci la reazione. Eb, si, amici sono un reazionario... che dico, 
sono un progressista, per carità, ma legato alla reazione. Eh, 
ma che pasticcio. Insomma, lasciatemi parlare, mi scusi ancora 
una volta, ingegner Arias, me lo passa il «Flit», lo "Zam¬ 
pirone ». etc,? Si?, bene, così potrò continuare in pace. 


Elenco materiali non compresi nello schema 

3 boccole: 1 foglio df alluminio tvedì testo}; S hO' 
bine C52 (per 13 II solo secondario}; eltoparlanle 
[RCIGÙI da 4.6 ohm di bobina mobile, 1 trasforma' 
tore alimenta [G.B.C. H/1S4-3); 1 zoccole decal. Le 
bobino possono anche essere: L1 a Z mm da LZ. 
ambedue avvolte sullo stesso tubo da 20 mm di 
diametro, la prima con 30, la seconde con 70 spire 
di filo smaltato da 0,2 mm; L3 = L2. 


Auff! si ricomincia! dunque la prima valvola è un pentodo rive¬ 
latore in reazione, con retroreazione controllata sulla griglia 
schermo {ma non variandone la tensione, come in molti schemi). 
bensì variando il fattore di merita del circuito accordato posto 
su tale elettrodo, che determina il funzionamento della prima 
metà del pentodo come un triodo in reazione Armstrong. E 
questa spiegazione è sufficiente per un esperto, ma per voi, 
amici? Nessuna vergogna, lo ancora non ho capito tante cose 
più elementari, eppure le insegno, e nessuno se ne accorge 
(che lo non le abbia capite, dico...). Allora ecco: Inviando un 
segnate RF modulato... come non sapete neanche questo? 
O.K. sotto a chi tocca. Un segnale radio, cosi come viene Irra¬ 
diato dalTantenna della trasmittente, è composto da un « sup¬ 
porto » RF (a frequenza superiore al lOkHz, e sulle O.M. su¬ 
periore ai 500 kHz] che è avviluppato da un segnale BF, il 
quale ne modifica parziaimente forma e frequenza. Ora nel* 
l'etere sono presenti contemporaneamente mirìadi di segnali 
di questo tipo, su varie frequenze, e II povero ascoltatore, ov* 
vlamente, non potrà ascoltarli tutti contemporaneamente, ma 
dovrà cercare di separare loglio e grano. Intanto comincia col 
raccoglierli tutti a mezzo dell’antenna ricevente, sulla quale, 
per un complesso dì fenomeni di natura elettromagnetica, si 
stabilisce una fem alternata a frequenza diversa per ogni segnale 
che viene raccolto. I segnali così pescati vengono Inviati a 
un circuito accordato, che è un po* come un crivello partico¬ 
lare che lascia passare tutti i segnali meno quello che è adatto 
ad esso [In «risonanza» si. dice). Ma nessun setaccio è per¬ 
fetto, per cui per fare un buon lavoro, occorrerebbero più dì 
un circuito accordato (la supereterodina ne ha 6 complessi* 
vamente), oppure bisognerebbe fare In modo che quello dispo- 
nibìle lavori al massimo delle possibilità. Scartata per ragioni 
economiche la prima soluzione, si è scelta la seconda, adot¬ 
tando un particolare circuito, detto di reazione. 

Questo artificio consiste nel prelevare altuscita della valvola 
parte del segnale amplificato, e nel rimandarlo al l ingresso 
della stessa in modo da rinforzare 11 segnale in arrivo. Ripe¬ 
tendo questo giochetto, si arriva a spìngere I amplificazione 
della valvola al massimo possìbile. Per poter ottenere tutto 
ciò; si sono progettati diversi circuiti di base: quello che è qui 
adottato è una variante del circuito escogitato dairamericano 
Armstrong, all'epoca della prima guerra mondiale. 

Quindi 11 segnale, captato dall’antenna, viene inviato alla val¬ 
vola che lo amplifica, rivelandolo, cioè mettendone in evidenza 
la parte BF (ovvero la parte dì segnale che costituisce 1 Infor¬ 
mazione musicale), Tale BF, con tracce dì Radiofrequenza, è 
oresente un po’ su tutti gli elettrodi della valvola, quindi su 
uno di essi, e precisamente sulla griglia schermo, è stato jn- 
738 terposto !n serie airaìimentazlone un circuito accordato del 




















tipo parallelo. Questo circuito ha la proprietà di opporsi al pas¬ 
saggio di segnali alternativi della frequenza eguale afla pro¬ 
pria di risonanza. Per evitare che su ogni stazione occorra riag¬ 
giustare il comando della reazione, il circuito accordato ora 
citato ha in parallelo un resistore, il quale con la sua presenza 
attenua l’azione del circuito accordato, distribuendola su una 
porzione di gamma più grande (se ben regolato, su tutta la 
gamma delle onde medie). L'opposizione del circuito accordato 
alla frequenza del segnale In ingresso, fa tn modo che la por* 
zinne di RF presente amplificata sulla griglia schermo del pen¬ 
todo venga rimarrdata attraverso Tintemo della valvola alla grì¬ 
glia controllo, e quindi al l'Ingresso del tubo rivelatore, realiz¬ 
zando così la reazione. Tale reazione avviene perché dentro 
la valvola, tra elettrodo ed elettrodo, c'è una certa capacità, 
cioè gli elettrodi si comportano come armature di un conden¬ 
satore, ed un condensatore, si sà, permette il passaggio, attra¬ 
verso di sè, di una certa quantità di energia, se essa è alter¬ 
nativa. Sulla placca della prima valvola troviamo quindi il segnale 
BF' rivelato e fortemente amplificato. Esso contiene però ancora 
tracce di RF. Per inviarle a massa, In modo che esse non distur¬ 
bino più il resto del circuito, si ricorre a un filtro cosidetto a 
« pi greco » che ha 11 compito di pulire II segnale BF da dette 
tracce. Al l'uscita di tale filtro viene posto il controllo dì volume 
realizzato con un potenzlomentro connesso come partitore di 
tensione. Segue ad esso un controllo di tono « per perdita del 
bassi », In serie alla griglia controllo della seconda sezione del¬ 
la valvola. Per notizie più precise su detto tubo rinvio all'artì¬ 
colo citato su C.D. n- 10/65, Il circuito della valvola finale è 
quanto di più classico si possa Immaginare. Occorre però tener 
presente che II trasformatore d’uscita deve essere del tipo per 
EL86 (GBC H-100/3), a 2,5 kQ di Impedenza primaria. 
Convenzionale si dimostra l'alfmentatore. Tenete presente, che, 
mentre la valvola non può essere sostituita. Io piò il diodo, 
e precisamente potete usare un diodo equivalente di altra pro¬ 
duzione 0 ancora un raddrizzatore al selenio da 250 V e 65 mA, 
mentre non vi consiglio di usare una valvola, altrimenti che 
razza di monovalvolare sarebbe? 

Il materiale necessario è elencato a fianco dello schema, mentre 
appresso sono riportate alcune: 

NOTE DI TARATURA 

La si effettua semplicemente captando una stazione qualsiasi, 
sia pure distorta. Si ruota il nucleo della bobina d’antenna fino 
a ottenere la massima potenza. Viene poi regolato 11 nucleo 
dalla bobina di griglia schermo, avendone sistemato il poten¬ 
ziometro in modo che la resistenza sia posta tutta In parallelo 
alla bobina, e II variabile a centro della corsa, fino a sentire II 
fischio di innesco della reazione. Il potenziometro semifìsso, 
sarà poi regolato subito sotto il punto di scomparsa di detto 
fischio. Col compensatore e il nucleo sì regola la taratura In 
modo che agli estremi della gamma scompaia Teventuala leg¬ 
gero fischio che dovesse essere presente. SI ritocca quindi i! 
nucleo della bobina d'antenna. Ouest'ultima operazione verrà 
effettuata ogni volta che si cambierà antenna. 

NOTE DI REALIZZAZIONE 

Essa va impostata ricavando un telaio da un foglio di alluminio 
di 180x 120x 1 mm, in modo che detto telaio abbia una dimen¬ 
sione finale di 40x 120x100 mm, forandolo opportunamente, 
tagliandolo, e ripiegandolo. Dapprima si monteranno tutti i com¬ 
ponenti fissi, procedendo così al montaggio meccanico. I colle¬ 
gamenti debbono essere per quanto è possibile brevi, mentre 
le bobine possono essere CS2 oppure autocostruite (vedi elen¬ 
co materiali). In questo secondo caso ovviamente si ometterà 
la taratura dei nuclei, essendo essi inesistenti. 

Dopo il montaggio, non dimenticate di inserire l’altoparlante, 
di controllare almeno 2,5 volte il vostro montaggio, di fare una 
passeggiatina, di controllarlo ancora 1,5 volte, di assicurarvi 
che il cambiotensione sia correttamente inserito, di aver messo 
su la valvola, di non aver fatto corti. Infine, dopo un'altra pas¬ 
seggiatina, una sigaretta, un caffè, ....fuoco! 


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Amplificatore di misura a FET 


dell'ing. Vito Rogiantì 


GENERALITÀ’ 



AOO • 


Una delle caratteristiche più interessanti dei transistori a effetto 
di campo è l’alta impedenza d’ingresso. 

Infatti si potrebbe dire molto grossolanamente che ì transistori 
FET sono qualcosa di molto simile ai transistori normali con 
la differenza che l’equivalente della giunzione base emettitore 
anziché essere un diodo polarizzato direttamente, è un diodo 
polarizzato inversamente. E tutti sanno che un diodo al silicio 
poiarizzato inversamente ha una resistenza molto alta in con¬ 
tinua per la buona ragione che la corrente di perdita è molto 
piccola (si parla di nA cioè di miliardesimi di ampère] e an¬ 
cora pili alta in alternata perché la corrente di perdita non 
dipende che molto poco dalla tensione (*]. 

Grazie all’alta impedenza d’entrata i FET somigliano moltis¬ 
simo ai tubi elettronici e c’è addirittura una casa produttrice 
di FET per alte tensioni che ne suggerisce la sostituzione 
diretta in circuiti a valvole preesistenti sottolineandone i van¬ 
taggi, che sono relativi in particolare alla migliore linearità. 
Molte case produttrici fanno appello ai sentimenti dei vecchi 
progettisti di circuiti a valvole per i quali le basse impedenze 
d’ingresso dei transistori erano fonti di sofferenze indicibili 
riesumando i vecchi schemi a valvole adattabili ai FET con 
pochissime modifiche. 

Un amplificatore ad alta impedenza d’ingresso (per valori del¬ 
l’ordine dei MQ) per la verità lo si può realizzare anche con 
i transistori normali con qualche accorgimento ma con i FET 
è così facile ottenere questa caratteristica che farne a meno 
sembrerebbe un peccato. 

Infatti ottenere l’alta impedenza d’ingresso coi transistori nor¬ 
mali vuol dire far ricorso a soluzioni che richiedono reazioni 
negative o positive che possono condurre a instabilità ecc. 
mentre coi FET la cosa è estremamente semplice. 

Il circuito che si descrive è un amplificatore di misura che 
ha alta impedenza d’ingresso grazie al primo stadio che im¬ 
piega appunto un FET. 

L’amplificatore di misura è in genere una cosa che ha un certo 
numero di valori di guadagno selezionabili a scelta, una alta 
impedenza d'entrata, una bassa impedenza d'uscita e possibil¬ 
mente basso rumore e basso ronzio a frequenza di rete e 
armoniche. 

Uno strumento siffatto, se ha una banda passante che copra 
perlomeno ìl campo audio, è utilissimo per tutti coloro che 
possiedono un oscilloscopio perché sono In grado di molti¬ 
plicarne la sensibilità di un grosso faTtore, ma è utilissimo 
anche per moltiplicare la sensibilità dì voltmetri e dì altri 
strumenti e por una quantità enorme di applicazioni. 

Si va dall'uso come preamplìfìcatore d’emergenza per ìl gira¬ 
dischi, a quello di stetoscopio elettronico rn unione a cuffie 
e microfono, fino a tutte le applicazioni nel campo delle misure 
di rumore cui si farà cenno in seguito. 


740 


(*) Con resistenza in continua si intende la resistenza statica R = V/l e 
con resistenza in alternata si intende quella dinamica r = AV/AI relativa 
a un certo punto di lavoro. 






DESCRIZIONE DELLO STRUMENTO 


Amplificatore di misura a FET 


Lo strumento che si descrive ha il valore del guadagno sele¬ 
zionabile tra 100 e 1000 e la banda passante da 20 Hz a 800 
kHz o 400 kHz a seconda che il valore del guadagno prescelto 
sia 100 o 1000, con una impedenza di ingresso pari a 3 MQ. 
Un grande vantaggio di questo amplificatorino è quello di 
essere alimentato con batteria interna. Ciò è molto importante 
specie in un circuito con alta impedenza d'ingresso in cui si 
richiede una particolare cura neH’evItare di raccogliere segnali 
dispersi a frequenza di rete il che è ottenuto con il robusto 
schermaggio che si ha ponendo l'amplificatore in un contenitore 
interamente metallico. 

Il contenitore è la solita « scatolina d’alluminio per budini » 
di ingombro max circa 10x5,5x4 cm che si è però provvista 
in questo caso di una base metallica che si inserisce a pres¬ 
sione sul fondo del contenitore. 



Il circuito indicato in figura 1 è molto semplice: si tratta di 
tre stadi, il primo dei quali impiega un transistore FET e i 
successivi realizzati con due transistori normali in un circuito 
a controreazione che presenta vari vantaggi. 

Innanzi tutto si ha alta impedenza d’entrata e quindi si carica 
poco il FET il quale guadagna circa dieci, poi si ha bassa 
impedenza d’uscita e ciò è vantaggioso per comandare un carico 
generico senza che la tensione d'uscita dell'amplificatore sia 
troppo sensibile ad esso e infine si ha una buona stabilità del 
guadagno rispetto alla temperatura ecc. 

Il guadagno si varia agendo sulla resistenza di controreazione. 
Il transistore FET è un economico U148 della Siliconix (Ditta 
De Mico - Milano) e i due successivi sono 2N706 sostituibili 
con altri della serie SE o altri ancora purché NPN al silicio e 

con guadagno in corrente maggiore di 50. 

Come si è detto occorre una certa cura nello schermaggio 

e in particolare è bene usare un connettore schermato per il 
cavo d’ingresso. 

Nel prototipo si è arrivati al risultato che con il cavo d’entrata 
in corto o con l’entrata aperta e schermata con altro oggetto 
metallico il ronzio provocato dalla rete ha la stessa ampiezza 
circa del rumore a larga banda che è pari a circa 30M-Vpp 

riportati in entrata. 

Nella messa a punto andrà regolato il resistere variabile da 
0,5 kQ in modo che il guadagno dello strumento sia esatta¬ 
mente 1000 (figura 2). 

Nel caso in cui il transistore FET avesse caratteristiche un 
po’ strane si può cercare di rimaneggiare il circuito del l** 
stadio in modo da garantire il buon funzionamento di tutto lo 
strumento. 


figura 1 

Schema elettrico dell'amplificatore 

TI = U-148 siliconix 
T2, T3 = 2N706 



figura 2 


MISURE SUL RUMORE DEI COMPONENTI 

In un conduttore metallico sono presenti, come è noto, degli 
elettroni liberi, grazie ai quali è possibile la conduzione. 
Questi elettroni hanno una energia che è funzione della tem¬ 
peratura e che li porta a muoversi disordinatamente e casual¬ 
mente aM’interno del conduttore. 





























Amplificatore di misura a FEt- 


figura 3 

Schema di misura del 
rumore dei resistor! 


L'effetto globale di tali spostamenti è In media nullo, ossia in 
parole povere in un certo tempo tanti elettroni vanno da una 
parte quanti ne vanno dall'altra. Istante per istante però ciò 
non è vero e si può misurare ai capi del conduttore una ten¬ 
sione che varia In modo capriccioso e imprevedibile {casuale] 
prodotta appunto da questo effetto e il cui valore efficace è dato 
dalla formula 

(1] Veff = 2 V KTBR 

ove T è la temperatura assoluta (rispetto allo zero assoluto) 
del resistere, R il valore del resistere, B la banda passante 
del sistema e K la costante del Boltzman. 

A temperatura ambiente si ha 

(2) Veff ^ 1,3 • 10-10 V B R 

Questa tensione di rumore è presente in ogni resistere e pone 
tra l’altro un limite alla massima amplificazione utile che si 
può avere in un sistema elettronico (*]. 

In pratica però solo i resistori realizzati con avvolgimento di 
filo metallico hanno il rumore dato dalla (2) perché in tutti gli 
altri casi a causa del fatto che la struttura microscopica del 
resistere non è regolare come quella di un metallo, il rumore 
è maggiore di quello termico e può esserlo anche di molto. 
Inoltre mentre il rumore dato dalla (2) non dipende in alcun 
modo da una eventuale corrente di polarizzazione che percorra 
il resistere questo rumore dovuto alle irregolarità strutturali e 
superficiali dipende molto dalla corrente di polarizzazione e cre¬ 
sce al crescere di questa. 

Quando si progettano gli amplificatori a basso rumore occorre 
allora non solo scegliere i tipi di dispositivi attivi (tubi, tran¬ 
sistori...] più adatti polarizzandoli nel modo più opportuno per 
minimizzare il rumore da essi prodotto, ma soprattutto effettuare 
una oculata scelta dei resistori da impiegare nei primi stadi. 

Con l'amplificatore che si è descritto si possono fare delle 
misure assolute di rumore, correggendone i risultati in base 
al ruriiore che esso stesso introduce, ma si possono soprat¬ 
tutto, ed è ciò che più importa dal punto di vista pratico, fare 
delle misure comparative tra un tipo di resistori e un altro 
e tra diversi campioni dello stesso tipo. 

E’ proprio con questi metodi tra l’altro che si sono scelti i 
resistori impiegati nei primi stadi deiramplificatore stesso. 



In figura 3 è indicato un possibile schema di misura in cui 
si è impiegato l'amplificatore a FET seguito dal millivoltmetro 
in alternata descritto su C.D., marzo 1964, ma si può usare 
anche un altro strumento o un altro amplificatore seguito da 
uno strumento indicatore per tensioni alternate. 

In tabella sono riportati i risultati relativi a campioni di resi¬ 
stori di diverse marche e di valori poco diversi che sono di 
tipo comparativo ma che possono risultare assai utili nella 
scelta dei componenti per un amplificatore a basso rumore. 






rumore 

valore nominale 

precisione 

Casa 

ttpo 

corrente di 

polarizzazione 





1,3 mA 

0,4 mA 

27 ka 

1% 

MEPCO 

film metallico 

22 

12 

33 ka 

5% 

PHILIPS 

1/8 W 

45 

23 

30 kn 

1% 

METALLUX 

strato metallico AT 

22 

11 ’ 

33 ka 

10% 

? 

composizione V 2 W 

46 

23 

33 ka 

10% 

9 

microminìatura 

110 

45 


(*) Tanto per fissare le idee diciamo che ad esempio per un resistere da 
10 kn e per una banda 30 kHz la tensione di rumore data dalla (2) è 
pari a circa 2,4 


742 


























Ricetrasmettitore 
transistorizzato per i 144 MHz 


progettato da Giampaolo Fortuzzi 


I parte; Presentazione: Il ricevitore. 


Questo apparecchio originariamente doveva essere un barac¬ 
chino senza pretese, realizzato tanto per fare la coppia con un 
altro che avevo già; poi, in sede di progetto, è venuto via via 
migliorando, e proprio dove un ricevitore, magari sensibile, 
può mal figurare. Visto il cattivo comportamento dei transistori 
controllati dal cav « inverso », decisi di adottare quelli control¬ 
labili direttamente: per fare questo si rendeva necessario un 
amplificatore in continua per il cav, e se pensate agli sbalzi 
di temperatura che deve sopportare un mezzo mobile, capirete 
che la faccenda si complica. Inoltre per risparmiare una con¬ 
versione, coi guai che porta, ho usato medie frequenze a 1,5 
MHz, autocostruite: questo mi ha permesso di arrivare al rive¬ 
latore con due sole conversioni e senza immagini in gamma. 
Come vedrete dalle foto, l’insieme è piuttosto compatto: il 
contenitore è una scatola di alluminio saldato di due millimetri 
di spessore. AI solito non dò i dati meccanici per lasciare a 
ciascuno la possibilità di fare come meglio crede, senza creare 
blocchi psichici con disegni superquotati. 

Sul pannello frontale c’è la scala di sintonia, il comando di 
ricezione-trasmissione, il volume, lo squelch, il jack del micro- 
telefono, e un jack per inserire una batteria supplementare, in 
quanto le pile interne danno una autonomia sulle tre-quattro 
ore, col solito rapporto fra tempo di ricezione e tempo di tra¬ 
smissione. 

Ho messo anche lo squelch perché se usato come radiotele¬ 
fono è molto utile, in quanto evita il noioso fruscio nell’aurico¬ 
lare mentre si attende risposta. 

Come mio solito, vi introduco gradualmente nel problema con 
lo schema a blocchi: 




Il ricevitore è una supereterodina a due conversioni: la prima 
da 144 MHz a 14,5 MHz, tramite oscillatore quarzato, e la se¬ 
conda da 14,5 MHz a 1,5 MHz tramite oscillatore libero. La sen¬ 
sibilità è nettamente migliore di 1 [jlV, la larghezza di banda 
del canale di F.l. è 10 kHz: come amplificatore di R.F. c'è un 
AF186 base a massa, con circuito a doppio accordo In ingresso 
e in uscita per evitare di avere sovraccarichi da forti segnali 
fuori gamma. Si entra così nei primo mixer, che porta II segnala 
in banda 14,5-^16,5 MHz, servito dal rosei! latore a quarzo e 
triplicatore che gli forniscono il segnale di battimento a 1293 
MHz. 

Noterete che questo mixer, contrariamente al solito, è coman¬ 
dato dal cav, col risultato di migliorare di molto la curva di 
sovraccarico del ricevitore. Circa il 2N708 oscillatore si deve 
fare attenzione che questo compia il suo dovere senza gene- 


























Rìcetrasmettìtore trans 


Schema 


XTAL 


alt^rlant» 

0 ricevitore 
del 

microteteFono 


Elenco componenti: 






C29 

50 nF 

CI 

1 nF 


C30 

10 nF 

C2 

10 pF 


C31 

16 tiF 12 VL 

C3 

2,2 pF 


C32 

220 nF 

C4 

8.2 pF 


C33 

25 ^jlF 6 VL 

C5 

390 pF 


C34 

100 jiF 12 VL 

C6 

150 pF 


C35 

10 iJiF 6 VL 

C7 

10 pF 


C36 

50 nF 

C8 

1,5 nF 


C37 

25 txF 10 VL 

C9 

3,3 pF 


C38 

15 pF 

CIO 

10 pF 


C39 

15 pF 

C11 

1 nF 


C40 

5 nF 

C12 

4-^40 

pF 

C41 

4-^40 pF 

C13 

50 nF 


C42 

50 nF 

C14 

50 jiF 

12 VL 

C43 

1,5 nF 

C15 

50 tiF 

12 VL 

C44 

1,5 nF 

C16 

50 nF 


C45 

6.8 pF 

C17 

50 nF 


C46 

6,8 pF 

C18 

100 pF 

15 VL 

C47 

4-^40 pF 

CI 9 

50 nF 


C48 

50 nF 

C20 

1,5 nF 


C49 

3-:-30 pF 

C21 

50 nF 


C50 

25 [if 15 VL 

C22 

50 nF 


C51 

100 nF 6 VL 

C23 

100 tiF 

15 VL 

C52 

50 nF 

C24 

1,5 nF 


C53 

250 p,F 15 VL 

C25 

100 tiF 

15 VL 

C54 

25 iiF 6 VL 

C26 

50 nF 


C55 

50 \xF 12 VL 

C27 

100 

15 VL 

C56 

100 iJiF 6 VL 

C28 

1,5 nF 


CTI, CT2. CT3, ( 


RI 

180 

a 

R2 

1,2 

ka 

R3 

22 

ka 

R4 

220 

ka 

R5 

470 

a 

R6 

1,2 

ka 

R7 

47 

a 

R8 

27 

ka 

R9 

180 

ka 

RIO 

470 

a 

R11 

8,2 

ka 

RI 2 

33 

ka 

R13 

33 

a 

R14 

470 

a 

R15 

33 

a 

R16 

470 

a 

R17 

180 

ka 

R18 

180 

a 

R19 

560 

a 

R20 

470 

a 

R21 

5.6 

ka 

R22 

39 

ka 

R23 

180 

a 

R24 

22 

a 

R25 

560 

a 

R26 

22 

a 

R27 

5,6 

ka 

R28 

470 n 

R29 

33 

ka 






































































zato per i 144 MHz 
cevitore 



R30 

180 

n 

R60 

1 

kn 

R31 

560 

n 

R61 

2,2 

kn 

R32 

22 

n 

R62 

40 

n NTC s & 

R34 

3 

kn 

R63 

3,3 

n 

R35 

150 

n 

R64 

2,2 

kn 

R36 

10 

kn 

R65 

20 

kn squeich 

R37 

5,6 

kiì 

R66 

2,2 

kn 

R38 

68 

kn 

R67 

33 

kn 

R39 

8,2 

kfl 

R68 

22 

n 

R40 

2 

kn NTC S & H 

R69 

4,7 

kn 

R41 

100 

kn 

R70 

470 

n 

R42 

120 

n 

R71 

3,3 

kn 

R43 

680 

n 

R72 

47 

kn 

R44 

1 

kn 

R73 

15 

kn 

R45 

10 

kn volume 

R74 

2,2 

kn 

R46 

680 

n 




R47 

10 

kn trìmmer 




R48 

5,6 

kn 




R4g 

8,2 

kn 




R50 

10 

kn 




R51 

4,7 

kn 




R52 

1,5 

kn 




R53 

180 

n 




R54 

68 

n 




R55 

330 

n 




R56 

39 

kn 




R57 

10 

kn 




R58 

68 

kn 




R59 

10 

kn 





LI 4 spire filo 1 mm, su supporto 0 6 mm con 
nucleo; presa a 1 spira dal lato freddo 
L2 come LI, presa a 1,5 spire dal lato freddo; 

distanza interasse tra le due bobine 10 mm. 
L3 4 spire 0 8 mm, filo 1 mm, lunga 10 mm 
L4 come L3. presa a 1,5 spire dal lato freddo 
distanza interasse 10 mm 
L5 23 spire serrate filo 0,4, suporto polistirolo 
con nucleo, 0 esterno 6 mm, link 4 spire 
filo 0,2 serrate, a 2 mm da L5 
L6 6 spire filo 1 mm, su supporto polistirolo 
con nucleo, 0 6 mm; spaziatura 1 mm 
L7 1 spira filo 0,4 sottogomma, su L6 
L8 come L6; interasse L8‘L6 10 mm; presa a 
1,5 spire dal lato freddo 
L9 10 spire filo 0,4 serrate, su supporto polisti¬ 
rolo 0 6 mm con nucleo 
LIO 20 spire filo 0,4 serrate su supporto poli¬ 
stirolo 0 8 mm con nucleo, link 1 spira sul 
lato freddo 

Quarzo (xtal) 43,166 MHz 
R microrelé 500 n 

81,2,3,4,5 commutatore 6 vie 2 posizioni 
CV1,CV2 variabile 10 pF, a 2 sezioni 

Trasformatori dì B.F. 

T5 di modulazione per push-pull di AC128 
T6 pilota per push-pull di AC128 











































































Ri ce trasmettitore transistorizzato per i 144 MHz 



Figura 2 

Primario - 60 spire filo litz 5 x 0,01 a nido d’ape. 
Secondario - 7 spire filo litz 5 x0,01 affiancate. 
Insieme di montaggio • F1-1266 Vogt o equivalente. 
Capacità di accordo - 390 pF (stiroflex]. 




Figura 4 


746 


rare spurie; si ha questa condizione col minimo di capacità sul- 
l'emitter. Proseguendo: tramite filtro passa banda, tenuto in 
passo con I oscillatore locale (libero) di seconda conversione, 
si trasferisce il segnale al secondo mixer, un AF125: questo 
passa banda è molto poco caricato, così da essere assai selet¬ 
tivo, in modo che segnali diversi da quello che si vuole ricevere 
vengono attenuati e non sovraccaricano il secondo mixer. Que¬ 
st'ultimo, ricevendo segnale da un oscillatore libero, ho prefe¬ 
rito non comandarlo col cav. L'oscillatore di seconda conversione 
è un normale Colpitts, che inietta il segnale di battimento sul- 
l’emitter del mixer tramite un link costituito di una sola spira 
accoppiata lascamente a L10: la tensione di alimentazione è 
presa tramite un particolare variabile (resistenza da 10 kohm 
e potenziometro da 10 kohm) dalla stabilizzata a 7 volt. Tramite 
il potenziomentro si riduce la tensione dì alimentazione all'oscil¬ 
latore, dosando l’iniezione nel mixer; questa operazione è im¬ 
portantissima per evitare di avere spurie in gamma. Segue poi 
il canale di F.I., centrato a 1,5 MHz; è costituito da tre stadi 
amplificatori a singolo accordo, i quattro trasformatori sono 
realizzati con gli insiemi Voght F 21/1266, come da figura 2, 
Si accorderà col nucleo nella posizione di figura se si vuole 
un accoppiamento stretto, dalla parte opposta al secondario 
se si vuole un accoppiamento lasco; io li ho tarati laschi, in 
quanto il canale di media ha guadagno esuberante e conviene 
allora migliorare la curva di risposta in frequenza. 

Questo trasformatore con II transìstor come TAFISI permette 
un guadagno di 33 dB o poco più se neutralizzato: con tre 
stadi si avrebbe complessivamente circa 10Q dS, che è troppo, 
così ho ridotto i by-pass sugli emitter fino ad avere un guada¬ 
gno sui 60 dB. II vantaggio è che a 20 dB di guadagno per sta¬ 
dio gli ampilficatori sono stabili cioè non Innescano (repetlta 
iuvant): tutti e tre gli amplificatori sono comandati dal cav, per 
avere elevata dinamica, ma questo porta a una deformazione 
della curva di risposta per le variazioni dei parametri sotto 
l'azione del cav. Non è un grave inconveniente in quanto si 
verifica solo per i segnali forti. 

Dopo il canale di frequenza intermedia c'è il rivelatore, costi¬ 
tuito di un diodo portato lievemente in conduzione e dal grup¬ 
po R-C 10 kQ - IO nF; tramite un condensatore da 16 {if si 
preleva il segnale a bassa frequenza e Io si invia ail amplifica- 
tcre dì bassa frequenza. La componente continua al capi del 
gruppo R-C è amplificata dal 2N708 e tramite un emitter fol- 
lower va ai cav. L'amplificatore è necessario in quanto la rive¬ 
lazione quadratica effettuata precedentemente non fornirebbe 
tensione sufficiente per il comando del transistori. L'amplifi¬ 
catore in continua, come vedete dallo schema, è controreazìo- 
nato e stabilizzato con un NTC da 2 kQ. Questo si può dire il 
cervello del ricevitore, e le variazioni di temperatura non de¬ 
vono farlo impazzire: ci ho perso dietro molto tempo, in quanto 
le prove termiche (nel forno o nel frigo di casa) sono piutto¬ 
sto lunghe (ed ero contrastato da mia madre che voleva servir¬ 
sene per scopi più terreni): il risultato lo vedete nel grafico 
di figura 3. L’amplificatore è accoppiato alla linea del cav tra¬ 
mite un diodo OA95, che determina la soglia di intervento. 
Infatti i transistori comandati dal cav ^ono tutti polarizzati da 
resistenze al punto di lavoro, cioè la tensione tra base e massa 
è sui 0,7 volt; si regola allora il trimmer da 3 kQ del rivelatore 
in modo che in assenza di segnale la tensione tra emitter e 
massa deirOC77 sia di 0,6 volt. Allora l’OA95 in serie al cav 
è interdetto di 0,1 volt, cioè il cav aqirà sui transistori quando 
la tensione tra emitter e massa deir0C77 supererà i 0,7 volt, 
per effetto di un segnale; inoltre, sempre per effetto del se¬ 
condo OA95, l’azione del cav sarà fortemente quadratica. 

La figura 4 dà la dinamica del ricevitore: la curva (a) è con il 
ricevitore come da schema elettrico, la curva (b) invece si ha 
non controllando il primo mixer; è chiaro il vantaggio che si 
ottiene controllando anche questo confrontando le due curve. 
Dall’emitter dell’OC77 si preleva la tensione di comando per lo 
squeich; abbiamo visto che un segnale produce un innalzamen¬ 
to della tensione (negativa) in quel punto; questo fa scattare 
il trigger costituito dai due AC151 che comanda il relè R; in 



















assenza di segnale 11 relè è eccitato; la presenza dei segnale Ricetrasmettitore transistorizzato par i la MHz 

?» . r . .m » 1 _ _1 Il t e tri r 


diseccita il relè, infatti porta in conduzione il primo transistor 
cioè interdice il secondo. Riseguendo la trafila: in assenza di 
segnale II relè R è attratto, non arriva tensione alla B.R; in 
presenza di segnale il reiè R sì disecdta, portando tensione al^ 
B.F. tramite un contatto di riposo. Con 11 potenziometro da 20 ky 
[su! pannello frontale) si regola la soglia di eccitazione; ruo¬ 
tandolo in maniera che il relè sia appena eccitato, basta 1 nV ^ 
alUngresso del ricevitore per fare scattare il trigger, e quindi 

La^bassa frequenza è del tutto convenzionale; in ricezione il 
trasformatore finale è collegato all'auricolare del microtelefono, 
in trasmissione serve invece da modulatore, e riceve il segnale 
dal microtelefono tramite un preamplìficatore. 




Con un generatore modulato a 1.5 MHz. iniettando il segnale 
sulle basi tramite un condensatore da 1 nF sì risale il canale 
partendo dal lato del rivelatore, allineando tutti i trasformatori 
di media a quel valore: si deve mantenere ì\ segnale dei gene¬ 
ratore ai minimo indìspensabiie. 

Oscillatore libero di seconda conversione: dare tensione aì- 
rAF124* aiutandosi con un buon ricevitore a copertura continua 
aqire sul nucleo di LI0 e sui compensatore in parallelo tinche 
alia rotazione completa del variabile CV corrisponda 11 campo 
dì frequenze da 13 a 15 MHz; questa prima messa m passo si 
esegue tenendo cortocircuitato il trimmer da 10 ky in sene 
aHalimentazione deiroscillatore. 

Taratura del secondo mixer: dare tensione anche airAF124 e 
alTAFISO primo mixer; chiudere CV, si verifichi con il genera¬ 
tore che la frequenza ricevuta sìa 14.5 MHz, se no ritoccare lie¬ 
vemente l'oscillatore agendo sul nucleo di LIO: allineare L5 su 
questa frequenza: aprire CV. sintonizzando un segnale a 16.4 
MHz» e ai lineare il circuito di L5 per il massimo agendo sul conv 
pensatore In parallelo: ripetere sintonizzando un segnale a 14,6 
MHz» ritoccando II nucleo di L5» poi ancora a 16.4 agendo sul 
compensatore, finché il circuito è in passo con I oscillatore su 
tutta l'escursione. Ora ridurre la tensione all osciliatore tramite 
il trimmer da 10 kQ. ritoccando via vìa il compensatore in paral¬ 
lelo a LIO per il massimo soffio, finché staccando e riattaccando 
rallmentazione all'AFia4 sì noti appena un incremento nel soffio 
del ricevitore; riallineare l'oscillatore nel suo campo di frequen^ 
ze, e ripetere la messa In passo di L5; se necessario ridurre 
ancora la tensione alToscillatore aprendo di piti II trimmer. 










Rìcetrasmettitore transistorizzato per i 144 MHz 


Taratura deiroscìllatore a quarzo: staccare da un lato il conden¬ 
satore da 6,8 pF in parallelo a L7 e col grid-dip portare L8 a 
130 MHz; riattaccare il condensatore prima dissaldato, staccare 
L8 dal suo e sempre col grid-dip portare L7 a 130 MHz; riattac¬ 
care L8 al suo condensatore. 

Dare tensione al 2N708; nucleo di L9 a circa un terzo dentro al- 
l'avvolgimento; agire sul trimmer da trenta pF finché oscilla, 
condizione rivelata da una brusca variazione della corrente di 
collettore; ridurre al minimo sufficiente il compensatore tra 
emitter e massa. 

Taratura degli stadi a 144 MHz: iniettare un segnale (sempre 
basso) all’ingresso a 145 MHz e sintonizzarlo: aggiustare LI e 
L2, e i compensatori in parallelo a L3 e L4 per il massimo segna¬ 
le, via via riducendo il segnale emesso dal generatore, 
iniettare un segnale da 144 e aggiustare L1 e L3 per il massimo: 
iniettare un segnale a 146 e aggiustare L2 e L4 per il massimo: 
ripetere finché la sensibilità è costante su tutta la gamma; se 
rAF186 tendesse a oscillare ridurre la capacità fra base e massa. 
Ritoccare L7 L8 L9 per il massimo segnale; verificare la coper¬ 
tura, ritoccando eventualmente loscillatore libero di seconda 
conversione. 



r y Oy 



m 

1 ^ 1 

—/ 


L *fl 


Squeich: ruotando verso l'alto il cursore del potenziometro da 
20 kQ a un certo punto il ricevitore si deve silenziare; verificare 
che iniettando un segnale il ricevitore si sblocchi, tornando a 
funzionare. A questo punto, se è stato fatto tutto bene, iniettan¬ 
do all'ingresso 1 itV si deve avere in uscita un segnale in grado 
di sbloccare lo squeich. 

Realizzazione pratica: tutto i! ricevitore, bassa frequenza com¬ 
presa, sono riuscito a farlo stare su una basetta fenolica P8 
Philips: la foto vi illustrerà la disposizione dei componenti: 
la massa è costituita da un filo di rame che vi gira tutto intorno, 
e che si ramifica al l’interno secondo le necessità; con viti e 
distanziatori la basetta è poi fissata al telaio di alluminio in tre 


748 







Ricetrasmettitore transistorizzato per ì 144 MHz 


punti. 1 distanziatori sono tre pezzi di tubo di alluminio da 6 
lunghi 8 mm, e provvedono anche a unire elettricamente il filo 
di massa della basetta al telaio metallico, tramite tre pagliette 
di massa, in corrispondenza dei fori delle viti di fissaggio, sal¬ 
date al filo di massa. 

Tutti ì collegementr bÌ comandi sul pannello anteriore, esclusa 
l'antenna che è diretta tramite cavo schermato per R.F., sono 
riportati alia zoccoliera della P8; su questa si inserisce suo 
zoccolo e da questo si prolungano i collegamenti fino al pan¬ 
nello. Questo accorgimento permette di smontare il ricevitore 
molto comodamente, senza dovere disfare decine di saldature. 
Al fine di evitare inneschi, tutti I collegamenti di B.F. fuori 
della P8, cioè per intenderci dallo zoccolo al pannello, è bene 
farli in cavetto schermato, messo a massa decentemente. 

A questo punto t\ ricevitore è pronto: Il trasmettitore trova 
posto sul telaio di alluminio, a fianco del primo, ma di questo 
preferisco parlarne nel prossimo numero per non appesantire 
troppo la faccenda. 

Richiamo la vostra attenzione su questo: chi desidera un sem¬ 
plice ricevitore per la gamma dei 14 MHz, può costruire solo 
la parte relativa alla seconda conversione, come da figura 5: 

( più raffinati possono aggiungere uno stadio a R.F„ base a 
massa, usando però un variabile triplo, cosi da accordare anche 
il circuito di ingresso. 

Un mio amico l’ha fatto e va bene; vi ho detto questo perchè 
molti mi hanno chiesto lo schema di un ricevitore per onde 
corte « che vada bene », e più semplice di quello pubblicato 
ormai un anno fa; credo che per farlo più semplice di così sì 
debba ricorrere alla reazione, e questa è una cosa comoda in 
teoria, non così in pratica. 

A! prossimo numero allora con la descrizione del trasmettitore. 



Figura 5 


Componen'ti elettronici p rof es s i o n a I i 

Gianni Vecchietti 

i n V H 



BOLOGNA - VIA DELLA GRADA, 2 


TEL.23.20.25 


NOVITÀ’ ASSOLUTA! AMPLIFICATORE DA 20W HI-FI 

Dopo ii successo dell’amplificatore AM 1 da 1.2 W. presentiamo ora un tipo da 25 W d'uscita adatto per gli aniatori 
dell’alta fedeltà; come il precedente AMI è montato su circuito stampato che permette la massima compattezza. Viene 
fornito cablato e collaudato. 

L’uso di transistor selezionati e la mancanza di trasformatori permette di ottenere un’ottima risposta in frequenza 
[15-30 000 Hz) 1 controlli dei toni sono calcolati in modo tale da ottenere la migliore esaltazione delle frequenze 
desiderate. E’ provvisto di una presa per l'inserzione del potenziometro di bilanciamento, nel caso della versione stereo. 
I transistor piloti e finali sono raffreddati adeguatamente e posti in modo da occupare il minimo spazio. 

Caratteristiche principali: ... l t ■ j- i- * ■ yim/ 

Potenza d’uscita indistorta = 20 W effettivi - Impedenza d uscita = 5 ohm - Tensione d alimentazione = 40V - lA - 
Sensibilità a max. potenza = 2 mV - Risposta in frequenza ^ 15-30.000 Hz - Regolazioni N. 3 ^ Volume - alti bassi (presa 
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Un ozonizzatore 


dottor Luciano Dondi 


L’estate e l’autunno sono ormai passati e siamo alle soglie del¬ 
l'inverno. La vita aM’aria libera si è considerevolmente ridotta 
e ci si prepara a trascorrere i prossimi mesi per lo più in luoghi 
chiusi. 

Tra le iniziative che sì possono prendere per migliorare l’aria 
che respiriamo abbiamo pensato di proporvi la costruzione di 
un generatore di ozono ricavandolo da alcuni elementi di basso 
costo e moito diffusi: un componente comune a tutti i televisori, 
il trasformatore dell’EAT (extra aita tensione), un paio dì 
transistori di potenza e un elemento capace di trasformare l’os¬ 
sìgeno atmosferico in ozono, nel nostro caso un tubo ad ef¬ 
fluvio. In questo componente si produce una scarica elettrica, 
poco luminosa, tra due conduttori separati da materiale isolante 
(vetro) quando la tensione è troppo debole per provocare una 
scarica distruttiva. 

Il nostro apparecchio funziona a una tensione di 12 volt, con¬ 
tinui, ottenibili ad esempio, in automobile, dalla batteria (il 
consumo è minimo) oppure, con un piccolo alimentatore raddriz¬ 
zatore, dalla rete luce. 

Per la nostra realizzazione ci siamo inoltre serviti di una lampada 
ad effluvio, di facile impiego, di basso costo e lunga durata (*). 
Essa è composta da un bulbo di vetro di forma tubolare dì 
dimensioni variabili a seconda della potenza richiesta, conte¬ 
nente un gas rarefatto. Al centro e per tutta la sua lunghezza, 
vi è un elettrodo in alluminio, cilìndrico ed esternamente, al 
di sopra del vetro, una reticella metallica, che costituisce l’altro 
elettrodo della lampada. Quando tra i due si applica una diffe¬ 
renza di potenziale di 1000-1500 volt il bulbo diviene lumine¬ 
scente e si ode il caratteristico sfrigolio dovuto all'effluvio 
dell’elettricità e contemporaneamente si avverte la presenza del¬ 
l’ozono per il caratteristico odore. 

La differenza di potenziale (tensione) agli elettrodi della lam¬ 
pada è, come si è detto, abbastanza alto, per contro la intensità 
della corrente in gioco è molto piccola e valutabile ad alcuni 
milliampere. 

Per generare una tensione sufficiente a innescaré la scarica 
elettrica si è ricorsi a un trasformatore per EAT da televisione. 
Questi trasformatori hanno tutti caratteristiche pressoché ana¬ 
loghe e quindi qualsiasi modello va bene, a noi servirà soltanto 
il trasformatore puro e semplice cioè privo del supporto per 
la valvola raddrizzatrice e del piccolo avvolgimento, laterale, 
per la sua accensione. 

Data la diffusione dì questo elemento Io si potrà facilmente 
reperire sulle bancarelle dei mercatini o presso qualche radiori¬ 
paratore. 

Generalmente il trasformatore è formato da un nucleo in 
ferroxcube dì forma quadrangolare con un lato ricoperto dal- 
ravvolgimento. Quesfultimo, avvolto a nido d'ape ha una forma 
un po' inconsueta essendo, nelTultima parte, molto stretto e 
ampio in modo da evitare il contatto tra spire aventi differenza 
dì potenziale considerevole. Le relativamente poche spire pre¬ 
senti sono capaci infatti per l'elevata frequenza di funziona¬ 
mento di generare nelle condizioni normali sul televisore circa 
12-15.000 volt. 

Per il nostro uso e per la minore tensione e corrente impiegata 
nel circuito si avranno circa 1500 volt, voltaggio adatto appunto 
a far funzionare la lampada a effluvio. La frequenza di funzio¬ 
namento verrà tenuta piuttosto alta e prossima a quella per la 
quale il trasformatore è progettato (15.000 Hz) essa dipende 
in parte dal numero delle spire di un avvolgimento supple¬ 
mentare che si dovrà approntare su uno dei lati liberi del 


750 


(*) In vendita presso la ditta A. GILLIO, via Mongrando 38, Torino 



nucleo. A questo scopo si preparerà un supportino di cartone U" ozonizzatore 
delle dimensioni adatte e vi si avvolgeranno 15 + 15 spire di filo 
0,6 smaltato. Sarà bene avvolgere il filo in bifilare, cioè pren¬ 
dere due spezzoni di filo e iniziare con essi l’avvolgimento 
contemporaneamente tenendoli uniti. 

A lavoro ultimato si collegherà la fine di uno dei due conduttori 
all’inizio avvolgimento dell'altro ottenendo così una presa in¬ 
termedia perfettamente simmetrica, mentre i due estremi rimasti 
liberi rappresenteranno l’inizio e la fine deH’avvolgimento com¬ 
pleto. 



Sistemato uno strato isolante, preferibilmente di nastro adesivo 
plastico, si avvolgeranno al di sopra 4 + 4 spire di filo da 0,3 mm 
smaltato. Poiché queste spire stanno tutte su di un solo strato 
e quindi la lunghezza dei due spezzoni di filo è perfettamente 
identica, non è neccasrio fare un avvolgimento bifilare. 

Si coprirà il tutto con dell’altro nastro adesivo. 

Le modifiche al nostro trasformatore finiscono qui; avremo 
preparato l'avvolgimento primario (15 + 15 spire], quello di rea¬ 
zione che serve per fare si che nel circuito si inneschino delle 
oscillazioni, ovvero delle correnti alternate che producono 
variazioni di flusso magnetico nel nucleo e conseguentemente 
una corrente indotta nell’avvolgimento preesistente sul trasfor¬ 
matore. Ora mentre neH’avvolgimento primario la corrente che 
circola è a bassa tensione (12 volt) e di una certa intensità 
nel secondario la tensione sarà molto alta ma di piccolissima 
intensità. Per queste sue caratteristiche essa non presenta 
carattere di pericolosità per le persone mentre è sicuramente 
deleteria per i componenti dei complesso e in particolare per 
i due transistori che, venendone a contatto, resterebbero istan¬ 
taneamente distrutti. Bisognerà pertanto tenere ben separati 
ì circuiti. 

I transistori sono al germanio PNP tipo ASZ18 o OC27, tra i meno 
costosi tra quelli di questa potenza. Sopportano una tensione di 
collettore-emettitore di 60 volt, abbastanza alta per sopportare 
i picchi di corrente che si hanno durante il funzionamento e 
che ammontano a circa tre volte la tensione nominale di ali¬ 
mentazione. I transistori sono montati sulla piastrina di allu¬ 
minio con frapposta una lamina di mica e rondelle isolanti in 








Un ozonizzatore 




Elenco componenti 

RI 1 kll 1/2 W 
R2 470 n V2 W 
CI elettrolitico 500 [xf 25 VL 
T trasformatore per EAT da televisione 
L lampada a effluvio 

Separatori in mica per transistori di potenza tipo 
ASZ18, e passanti isolanti. 


modo che siano elettricamente staccati daHalluminio ma non 
termicamente. 

Sulla stessa piastrina di alluminio, di circa 12x7 cm è siste¬ 
mata mediante due fascette metalliche (di cui è dotata) la lam¬ 
pada ad effluvio (la reticella esterna per comodità è collegata 
alla massa comune) e posteriormente il trasformatore prece¬ 
dentemente modificato. 

A questo punto si tratta di connettere i fili che escono dagli 
avvolgimenti che abbiamo preparato, ai due transistori e agli 
altri componenti. 

Come SI vede dallo schema sì tratta di collegare I due collettori 
agli estremi deU'avvolgimento primario e la presa centrale al 
negativo dellalimentazione. Gli estremi dellavvolgìmento di 
reazione andranno alle basì dei transistori mentre la presa cen¬ 
trale sarà col legata al partitore resistivo (fìl e R2) il quale 
provvede alla giusta polarizzazione delle basi e quindi al fluire 
di una corrente di intensità stabilita tra emettitore e collettore, 
nel nostro caso circa 0.6 A totali [*]. 

lì condensatore elettrolitico ad alta capacità CI ha la funzione 
di - chiudere * il circuito rispetto alla corrente oscillante che 
si genera nel trasformatore. 

Diremo per chi non è avvezzo a trattare con i transistori di po¬ 
tenza che è possibile saldare direttamente sui terminali che 
escono dagli stessi purché si agisca rapidamente e a saldatore 
ben caldo, meglio, come nel nostro elaborato, usare dei contatti 
tolti da zoccoli per valvole o simili ed infllarveli. 

E' possibile che una volta che si abbia tutto collegato in modo 
corretto, Il circuito non funzioni il ché è avvertibile facilmente 
per la mancanza del caratteristico sibilo dovuto alla vibrazione 
dei due pezzi di ferrite che compongono ìJ nucleo. In questo caso 
è sufficiente invertire gli estremi del primario, cioè staccare il 
filo da un collettore e trasferirlo sull'altro e viceversa. 

Lalta tensione sarà allora presente al capi deMavvolgimento 
a nido d ope: uno degli estremi (vi sono numerose prese inter¬ 
medie ma non è difficile identificare l'inizio ^Jeiravvolgimento) 
per comodità di montaggio e sicurezza nei cortocircuiti acciden¬ 
tali, potrà essere collegato alla massa comune sulla piastrina 
portatransistorì, Taltro capo da cui si preleverà l'alta tensione 
sarà quello posto allestremo del nido d'ape e solitamente por¬ 
tante all'estremità un cappellotto per II collegamento alla placca 
della valvola raddrizzatrice che viene usata normalmente per la 
rettificazione della EAT nei televisori. Questo filo andrà colle¬ 
gato all'elettrodo interno della lampada ad effluvio. 

Tutto quanto riguarda la valvola, lo zoccolo e Tavvolglmento 
per la sua accensione (una spira su un lato del nucleo) può 
essere asportato. 

L'uso che qui abbiamo tatto di questa economica sorgente di AT, 
a una frequenza di 15.000 Hz, è puramente indicativa e suscetti¬ 
bile di numerose altre applicazioni a discrezione dei lettori; 
data la bassa tensione di alimentazione potrà essere usata sia 
su mezzi mobiìi che per apparecchiature fisse con un piccolo 
alimentatore dalia rete luce. Per citare due altri interessanti 
Impieghi ricordiamo ralimentazione di un tubo di GEIGER per 
un contatore di particelle radioattive e la costruzione dì un 
generatore di ioni negativi. Quest ultimo, che ha, in un certo 
senso, qualche affinità con il nostro ozonizzatore, si basa sulla 
Ionizzazione deH'aria mediante il suo fluire forzato, con un 
ventilatore, attraverso una rete metallica collegata a una sorgente 
df alta tensione (5-6000 volt] opportunamente raddrizzata me¬ 
diante alcuni diodi per alta tensione collegati In serie. Per 
ottenere una tensione così alta è necessario aumentare la cor¬ 
rente ai collettori modificando convenientemente il valore delle 
resistenze del partitore aumentando le dimensioni della piastra 
su cui sono montati i transistori. 

Da studi effettuati oltre Oceano pare che l’aria carica di una 
maggiore quantità di ioni negativi provochi migliori condizioni 
ambientali con rendimenti superiori nel lavoro, buon umore ecc... 


(*) Vedi a questo proposito: progetto di convertitori eievatori in CD, 1963, 
n. 4, pag. 208. 


752 






























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lano) . 

66-870 - CERCO TRASMETTITORE 144 

MHz anche usato senza valvole ma com¬ 
pleto di ogni sua parte; tale TX deve 
avere almeno 50 watt imput in antenna. 
Cambierei eventualmente con 1 valvola 
pleto di 0QE03/12 Quarzo 8.030 MHz 
829 B - 1 telaietto LEA 144 MHz com¬ 
più 1 trasformatore alimentazione 250 + 
250 volt - 2 E1 84 - 2 ECC 83 e trasf 
modulazione LEA. Indirizzare a: Dioli 
Adriano, via Sassari 10 - Milano. 

66-871 - URGENTE CERCO. Motore Die¬ 
sel da 1 c.c. e oltre. Acquisto o Cam¬ 
bio con materiale Radio elettrico; pur¬ 
ché in ottimo stato, eventualmente con 
accessori. Indirizzare a; Adriano Gerii, 
via Milano 23 - Bettola d'Adda (Milano). 

66-872 - CERCO TELAIO e rispettivo 
pannello frontale del trasmettitore Ge¬ 
loso G 4/223. 

VENDO per L. 6.500 radiomicrofono FM 
sensìbilissimo montato su circuito stam¬ 
pato perfettamente funzionante, provvi¬ 
sto di microfono omnidirezionale e an¬ 
tenna 20 cm. al. 9 V dim. mm. 52x22x20 
portata m. 150 circa. Indirizzare a; Ta- 
nlietti Silvano, via Adelchi Negri 15 - 
Coccaglio (Brescia). 

66-873 - CERCO RICEVITORE G 4/214 o 
215 Geloso e NC140 National: in buo¬ 
no stato e perfettamente funzionanti. 
Scrivere per accordi sul prezzo e condi¬ 
zioni di vendita. Indirizzare a: Luigi 
Gheri, via Roma 34 - S. Casciano V. P. 
(Firenze). 

66-874 ■ RICEVITORE a copertura gene¬ 
rale Geloso G4/218 acquisterei contanti 
purché non manomesso o modificato. 
Prendo in considerazione anche altri ri¬ 
cevitori purché professionali a coper¬ 
tura generale. Indirizzare a; Fieres Giu¬ 
liano, via Villa Emiliani 21 - Roma. 

66-875 - RIVISTE ARRETRATE di Costrui¬ 
re Diverte cerco. Precisamente: 5-1931; 
3-1960; 5-1960; 7-1960; 7-1962. Per even¬ 
tuali accordi accetto anche parte delle 
riviste richieste. (Minimo 2 riviste). 
Indirizzare a: Chiarabini Walter, via XX 
Settembre 83/15 - La Spezia. 


66-876 - CERCO STRUMENTO indicatore 
per altimetro tipo RT 40/APN-l x e ac¬ 
cessori relativi. Compero o chiedo in 
prestito a pagamento libretto istruzioni 
del medesimo, offro ampie garanzie e 
serietà dì restituzione, entro pochi gior¬ 
ni, cerco inoltre persone in possesso 
di tale apparato a scopo scambio infor¬ 
mazioni tecniche relative. Dispongo 
strumenti misura ogni tipo e compo¬ 
nenti elettronici vari usati che cedo a 
buon prezzo. Indirizzare a: R. Bocca, 
via Fornace 9 - Occhieppo Inferiore 
(Vercelli). 

66-877 - ACQUISTEREI RX AR18 anche 
modificato purché funzionante. Speci¬ 
ficare condizioni del RX e prezzo. Indi¬ 
rizzare a: Pezzotti Erio - Via Marconi 42 
- Vedano Olona (Varese). 

66-878 - CERCASI ACCORDATORE aereo 
in ottimo stato con ponte onde stazio¬ 
narie incorporato tipo Johnson 250-23 
275 watt. Inviare offerte a: Serrino - 
IIBEI - Via Cairoli 6 - Novi Ligure. 

66-879 - CERCO RICEVITORE professio¬ 
nale tipo BC 348-342-312 ovvero OC9, 
RRIA perfetto e funzionante. In cambio 
lutamente perfetti completi batterie e. 
cedo coppia radiotelefoni BC611-F asso¬ 
manuale di istruzioni in inglese TM 11- 
235. Indirizzare a: Amori Òario, via P. 
Borsieri 25 - Roma. 


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66-880 - OFFERTA ECCEZIONALE, Corso 
radio Elettra M.F. del valore di oltre 
70.000 lire, completo di tutte le lezioni 
raccolte in 6 albums, e tutti gli stru¬ 
menti funzionanti, compreso il ricevi¬ 
tore completo del mobile con coperchio 
ribaltabile per ralloggiamento di un 
giradischi. Il tutto a sole 40 000 lire 
trattabili. Indirizzare a: Calderola Luigi, 
via A. Stoppani 12 - Milano, 

66-881 - MATERIALE RADIO vario cam¬ 
bio con francobolli della Repubblica ita¬ 
liana, S. Marino, Città Vaticano e Sviz¬ 
zera. BC-342 e BC-312 cedo sempre per 
i francobolli di cui sopra. Indirizzare a: 
Gabriele Ortu - Laboratorio Genio, v.le 
S. Vincenzo 10 - Cagliari. 

66-882 - CAUSA VENDITA Fìat 1300, cedo 
autoradio Autovox AP 122 perfettamente 
funzionante, completa di antenna e sup¬ 
porti L. 14 000. Indirizzare a: Acciarri 
Luciano, via F. Zingari 9 - S. Benedetto 
- Ascoli Piceno. 

66-883 - RADIOTELEFONI SANYO - Ven¬ 
desi a migliore offerente radiotelefoni 
giapponesi. Portata in mare km 15. 
Antenna a stilo cm. 85. Alimentazioni 
comuni pile da 9 V. Indicatore incor- 
norato per controllare l'efficienza pile, 
Essi sono 0 transistori e completi di 
tutto. Vendesi a L. 35 mila trattabili. 
Indirizzare a; Tomas Antonio, via Gia¬ 
cinto Gigante 1 - Napoli. 

66-884 - VENDO GRANDE assortimento 
materiale elettronico nuovo consistente 
in valvole di ogni tipo, Quarzi, Foto¬ 
moltiplicatori, Tubi R.C. 3”, Kliston, 
Transistore di ogni tipo. Resistenze alta 
precisione, condensatori e molti altri 
accessori. Sì garantisce massima serie¬ 
tà. Disposto ad effettuare scambi con 
materiale elettronico di mio gradimen¬ 
to. Rispondo a tutti. Indirizzare 
a: Prof. Giuseppe Guzzardi, via Cesare 
Vivante 48 - Catania - Tel. 22.19.12 
Telefonare dalle ore 8 alle 10,30). 

66-885 - RICEVITORE PROFESSIONALE 

Geloso G 208, come nuovo vendo a 
L. 30,000; Tx composto da: gruppo am¬ 
pi if. A.F. 30W, a L. 10rni la; VFO con 
aliment. stabil. Geloso 4/104 a L, 15 
mila; Modulatore o Amplificatore 10W 


4 controlli a L. 12 mila. Survoltore da 
12V a 180V - 10 a L. 2 mila. Transistors 
AF e BF nuovi con dati allegati a Lire 
200 l'uno, di potenza L. 400. Motori a 
scoppio per aereomodelli: G 20/19 lire 
1.000, G 13 L. 2.000, OS I. 6cc non 
rodato L. 3.000. I ndi rizzare a : Carboni 
Gianni, via Concorodia 40 - TeL7576372 
- Roma. 

66-886 - VENDO NUOVO Radiocomando 
Metz-Megatron - 2 canali comprende: 
do. Cedo tutto il complesso a lire 45 
trasmettitore, ricevitore e servocoman- 
mila. Eventualmente cambio con un ri¬ 
cevitore BC312 - 342 0 348. Indirizzare 
a: Silverio Buronzi, via Pastrengo, 3 - 
Bologna. 

66-887 - VENDO RICEVITORE 100-124 Me 
surplus « Type 71 » ideale per trasfor¬ 
mazione 144 Me, completo di alimen¬ 
tazione 220 V, 9 tubi originali più uno 
aggiunto per finale BF e 2 di scorta, 
nuovo pannello, manopole, Smeter. 4 
cristalli, schemi e note, senza altopar¬ 
lante, Lire 40.000. Indirizzare a; Tavo- 
letti Giacomo, via Poliziano 16 - Mi¬ 
lano. 

66-888 - CASSETTE ACUSTICHE (ne pos¬ 
seggo due) bass-reflex tipo - Binson »; 
cm. 73x36x25: ricoperte in vinilpelle; 
complete di 4 altoparlanti, filtri frequen¬ 
ze; ottima risposta; cedo a L. 25.000 
ciascuna. - Storia della seconda guer¬ 
ra mondiale, il capolavoro di Wiston 
Churchill, in sei eleganti volumi + rac¬ 
coglitore: prezzo copertina L. gp.OOO: 
cedo a L. 60.000. - 1 Maestri del Colore 
(ì primi 44 numeri + 4 raccoglitori) 
prezzo copertina L. 21.400; cedo a lire 
16.000. Indirizzare a; Bandini Claudio, 
via Quarantola 29 - Forlì. 

66-889 - MILLIAMPEROMETRI, MICRO- 
AMPEROMETRI vendo o cambio con al¬ 
tro materiale radio. Gli strumenti sono 
nuovi, mai usati e delle migliori marche 
americane: Westinghouse; Weston, Ma¬ 
rion ecc. Chiedere elenco specificando 
stato d'uso e caratteristiche del mate¬ 
riale eventualmente offerto in cambio. 
Indirizzare a; Bruni Vittorio - Piediluco 
(Terni). 

66-890 - RICEVITORE GELOSO G 4/215 
come nuovo — imballo originale — lire 
110.000, trasporto a carico dell'acqui¬ 
rente. Indirizzare a: Carpano E. via Mon¬ 
te Zebio 37 - Roma. 

66-891 - CASSA ACUSTICA infinite baf- 
fle 25 W priva altoparianti legno teack 
L. 16.000 (listino 25.000); con altopar¬ 
lanti 30.000 (listino 56.000). La cassa 
è prativeamente nuova, ad altia fedeltà, 
risposta 28-18.000 H:. Vibrato per chi¬ 
tarra elettrica ultimo modello 5.000 com¬ 
presa spedizione e alimentazione (mo¬ 
dello a transistor). Pacchi unici mate¬ 
riale elettronico con pick-up magnetici, 
salsatori, valvole ecc. a prezzi fallimen¬ 
tari. Vendo solo per corrispondenza. In¬ 
dirizzare a; Federico Bruno, vìa Na¬ 
poli 79 - Roma. — Per informazioni uni¬ 
re sempre francobollo per la risposta. 

66-892 - VENDO radiotelefono composto 
dal TRC27 dal RX27P della ditta LABES 
e da un amplificatore della G.B.C. to¬ 
tale N. 15 transistor 2 diodi e 2 quarzi 
frequen. 29,5 MHz. completo di anten¬ 
na a stilo e microfono, presa per an¬ 
tenna esterna, alimentazione ester. a 
12V. alim. N. 3 pile da 4,5V, L. 25.000; 
convert. Geloso 2620B completo di ali¬ 
mentazione, stabilizzatrice contenitore 
autocostruito L. 15.000. Indirizzare a; 
Casarini Umberto, via Milano 223 - Bol¬ 
late (Milano) - Tel. 9903437. 

66-893 - OCCASIONE VENDO materiale 
elettronico garantito come nuovo; Tra¬ 
sormatore d'uscita Geloso N. 5708 (HI. 
FI.) L. 2.000 - Trasformatore alimenta- 


755 




756 


zione GBC T-172: L. 2 500) Altoparlanti 
cm. 9 L. 600; Valvole EZ8i (L. 200) 
diametro cm. 17 L. 1.000; cm. 7,5 L. 500; 
2XECL82 (L. 500) 5Y3 (L. 300) 6U8 
mA. precisione 1% L. 3 000, Cedo tutto 
pe r solo L. 8.000 Preamplifi.catore 
equalizzato rivelatore riluttanza variabile 
2 transistor (L. 1.500). Rx superreazione 
28-39 MHz 2 trans. L. 2,000. Cambiadi¬ 
schi stereo alta qualità 4 + 4 W produ¬ 
zione G.B.C. L. 60.000. Indirizzare a: 
Giudice Giorgio, via Copernico 53 - Mi¬ 
lano. 

66-894 - TUBI CONVERTITORI di imma¬ 
gini infrarosse tipo CV 148 vendo lire 
6.000 l’uno, con dati tecnici e foto¬ 
copia articolo rivista specializzata; Bi¬ 
nocoli completi due tubi suddetti lire 
26.000; Proiettori luce infrarossa L. 5.000. 



Particolari dal Sig. Enrico Tedeschi, 
Casella Postale 6 - Roma. 

66-895 - IL FRANCESE secondo il Me- 
doto Natura, vendo o cambio con ma¬ 
teriale radioelettrico, riviste di elet¬ 
tronica. Indirizzare a: Franco Marangon, 
via Cà Pisani 19 - Vigodarzere (Padova). 

66-896 - SENSAZIONALE - Cedo a sole 
L. 15.000 R.x. professionale A.R. 18 mo¬ 
dificato in A.F. con valvola 6 B A 6, da 
riguardare e da tarare. Ampi ificatore 
stereofonico a valvole su circuito stam¬ 
pato da 4 + 4 watt completo alimenta¬ 
tore a L. 6.000, con alcune parti da 
schermare (perché fischia) e da rifinire. 
Radiomicrofono a 3 trensistori portata 
mt. 40 con transistore finale di poten¬ 
za cedo a L. 3.000. Altro radiomìcro- 
fono a un transistore cedo a L. 2 000. 
Indirizzare a: Pacciani iPetro, via Ro¬ 
ma 145 - Tavarnelle V. P (Firenze), 

66-897 - GENERATORE RF LM 18 Ben- 
dix; precisione 1 parte su 10.000; se¬ 
gnale modulato: frequenza; 125-20,000 
kHz; con alimentatore originale 110/117/ 
manomesso completo di ogni parte, fun- 
125 VAC 50 Hz cedo lire 75,000 mai 
zionante; BC 221 senza quarzo e libret¬ 
to funzionante lire 5.000; due variabili 
BC 221 lineari alta precisione 160 pF 
max. lire 2.500 cad. con scaia e mon¬ 
do: due unità HI-FI Partridge professio¬ 
nali per trombe a compressione 30 W 
2000-22.000 Hz lire 14 500 cad,; coppia 
BC 611 F con libretto originale L. 10 
mila; trasformatore aliment. primario 
universale secondario 45 V 3 ampere 
continuativi 150 VA potenza L. 3.500. 
Accetto eventuali offerte di cambio con 
RX professionali tipo AR 88, S. Pro, 
HRO, SX 111, 101 A, SX 28 purché non 
modificati. G. Spinelli, via Rivoli 12/9 - 
Genova - Tel. 59,22.08. 

66-898 - CAUSA REALIZZO, svendo val¬ 
vole nuove, anche professionali ed altro 
materiale elettronico. Indirizzare a; Gua¬ 
sconi Renzo, via Paruta 76 - Milano. 

66-899 - FONOVALIGIA STEREOFONICA 

marca NORFOLK valore lire (65.000) 
come nuova vendo o cambio con regi¬ 
stratore od Oscilloscopio. Indirizzare a: 
Luigi Vigano, Piazza Volontari della Li¬ 
bertà 1 - Canto (Como). 

66-900 - VENDO AMPLIFICATORE Hi-Fi 
autocostruito Pot-uscita 10 watt valvole 
impiegate 1-ECC83: 2 x ECC82: 2 x EL84. 


Costituito dai tre pezzi fondamentali 
divisi , amplificatore finale, preamplifi- 
catore-alimentatore. Prezzo L. 15.000 
trattabili. Per ulteriori informazioni, in¬ 
dirizzare a: Volpe Giuseppe, via C. 
Colombo 436 - Roma. 

66-901 - VENDO AMPLIFICATORE 11 W 

alta fedeltà 4 ingressi, uscita altop. 
4-8-16 ohm, uscita per registratore re¬ 
golabile, toni bassi, alti, volume. Auto¬ 
costruito su schermo Philips con ma¬ 
teriale nuovissimo e a bassa tolleran¬ 
za. Valvole: EF86 ECC83 EL84 EL84 EZ81, 
trasfor. d’uscita Trusound ultralineare. 
Dimensioni; cm, 35 x 22 x 9 (altezza) — 
L. 25.000. Vendo inoltre bass-reflex 
Isophon con 3 altop. e filtro, adatto 
al rampi ificatore; risposta; 45-17000 Hz 
12 w 4 ohm. Dimensioni; 60 x 30 x 42 

(altezza con piedini) - L, 20.000 

Richiedere altri dati. Indirizzare a: 
Emanuele Bennici - Via Niccolò Tur- 
risi, 35 - Palermo. 

66-902 - GARANZIA ASSOLUTA! Si ese¬ 
gue qualsiasi tipo di apparecchiatura 
elettrica ed elettronica. Richiedete pre¬ 
ventivi ed informazioni, senza alcun 
impegno da parte Vostra. Indirizzare a: 
Cargnelutti Mauro - Via Ceretta Infe¬ 
riore, 79 - S. Maurizio Canavese To¬ 
rino. Accludere L. 100 in francobolli 
per spese risposta. 

66-903 ■ OCCASIONE VENDO V+.O, 

Geloso mod. 4/101 usato completo di 
valvole e scala V.F.O. 4/103 per gam¬ 
ma 144 Mc/s nuovo completo di val¬ 
vole quarzo e scala. Trasf. di aliment. 
entrata universale uscita 350 + 350 e 
550 + 550 V 100 mA. Trasf. modulaz. 
per 2 6L6 Trasf. alimentazione per V.F O. 
4/103. Detto materiale lo cedo al mi¬ 
glior offerente, indirizzare a: Pulcinelli 
Domenico MUY - Acilia Roma alle¬ 
gando francobollo per risposta. 

66-904 - VENDO Tx 40-120 W (2x146 
con ventilatore) mod. 2 x 807 con clip¬ 
per 5U4 corredato di 6 strumenti ad in¬ 
dice orizzontale tensioni regolabili con 
commutatori alimentazione anodica a 
semiconduttori v.f.o. stabilizzato fun¬ 
zionamento a relè per commutazione a 
distanza costruzione suoer professio¬ 
nale delle dimensioni di due appara¬ 
ti geloso sovrapposti. Telescrivente te- 
letype (ricevente trasmittente perfo¬ 
rante e contemporaneamente scrivente) 
a nastro come nuova Indirizzare a: 
11 KCW Salvatore Di Lorenzo - Via 
Manzoni, 131 - Napoli. 

66-905 - EXAKTA VAREX II B reflex-ob- 
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perautomatica , ottomes i, perfetta, I i- 
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pelle e paraluce, vendo con ogni ga¬ 
ranzia a L, 98 000. - Registratore Ge¬ 
loso G628, 3 velocità, 1 anno di vita, 
garantito perfetto L. 35.000 - Gelosino 
514 completo accessori e nastri lire 
21.000 - 2 radioteIefoni 100 mW con¬ 
trollati a quarzo, la coppia L. 17 000, 
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Popoli (Bologna). 

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la Radio Elettra Tester L. 5.000. Prova- 
valvole L. 5 000, Oscillatore modulato 
senza alimentatore L. 3 500, con ali¬ 
mentatore L. 7.000 - Radio OC-MA-MF- 
Fono, due altoparlanti, occhio magico 
EM81, con mobile L. 23.000. Corso sen¬ 
za materiale L. 15,000. Prezzi tratta¬ 
bili. Indirizzare a: Checola Antonio - 
Via A. Cantelmo, 32 - Napoli. 

66-907 - SCHEMI CORSI vendo o cam¬ 
bio con materiale elettronico quanto 
segue: Corso di Radiotecnica in due 
volumi; schemi TV circa 300 in tre 
volumi con copertine similpelle. Cedo 
inoltre Enciclopedia « Conoscere » com¬ 
pleta e nuova. Prezzi modici, ulterio¬ 


ri informazioni a richiesta Indirizza¬ 
re a: Walter Manzini - Via G. Reni, 17 
Carpi (Mo). 

66-908 - COSTRUISCO telai, cofanet¬ 
ti, per uso elettronico; bacinelle per 
frigoriferi in lamiera. Eseguo tarature 
e riparazioni di oscillatori, oscillogra¬ 
fi, voltometri elettronici. Acquisto n. 2 
6AK6: n. 1 6SJ7: oppure n 2 EL91: n. 1 
EF40. Alimentatore per rete per rice¬ 
vitore G 374. Una puntatrice elettrica, 
mono 0 trifase da 3-4 kW minimo, in¬ 
dirizzare a: Marsiletti Arnaldo - Borgo¬ 
forte (Mantova). 

66-909 - VENDO COPPIA radio telefoni 
a transistor marca SIMCOM V in per¬ 
fetto stato e funzionamento potenza 1 W 
portata km 10 in oltre vendo alimen¬ 
tatore Geloso n, 1489 con uscita 6-9- 
12 Volt potenza 10 Watt. In oltre pile 
ri caricabili al nickel cadmium, mi¬ 
crofoni vari e autoparlanti con relati¬ 
vi mobiletti ecc. Indirizzare a: Batti- 
stoni Renato - Via Pomponazzi, 23 - 
Milano Tel. 8495481 al sabato pome¬ 
riggio e domenica mattina. 

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modelli telecomandati nuovi, banco 
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ti - C.so Regina Margherita, 155 bis - 
Torino - Tel 481820. 

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teriale radio TV, valvole, radiotelefoni, 
transistori, alternatore a corrente al¬ 
ternata, cinescopi, gruppi AF e serie 
medie frequenze per TV, relays, micro¬ 
foni a carbone, trasformatori di ali¬ 
mentazione, TX della serie Command- 
Set, macchina fotografica Mignon, e 
molto altro materiale a prezzi eccezio¬ 
nalmente bassi. Per informazioni indi¬ 
rizzare a: Bagnoli Varo Via Della Re¬ 
pubblica, 19 - Empoli (Firenze) - te¬ 
lefonare dalle 19 alle 20 al n. 76788. 

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tipo Fantax-Automat (costruzione te¬ 
desca) obbiettivo Liesegang-Dusseldorf 
patrinast I; 3/135 mm. in elegante 
alimentazione e comandi a chi mi of¬ 
fre una coppia di radio telefoni, por- 
custodia completo di tutti i cavi di 
tata 3 km perfettamente funzionante 
oppure ricevitore semiprofessionale 
per tutte le gamme dei radiamatori. In¬ 
dirizzare a; Salvatore Mauro - Via A. 
Turco, 96 - Catanzaro. 

66-913 - CORSO TV OCCASIONISSIMA 

della « Scuola Radio Italiana » cedo 
causa servizio militare. II corso è com¬ 
pleto di tutte le dispense, degli stru¬ 
menti (Voltmetro Elett. e Oscillosco¬ 
pio già montati e funzionanti) e del 
materiale per la costruzione di un te¬ 
levisore, li valore complessivo del 
corso è di L. 180.000. Vendesi miglior 
offerente. Indirizzare a: Elio Pannisi - 
Via Re Martino, 1 - Acicastello (Ca¬ 
tania) - Tel. 631038. Allegare franco¬ 
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66-914 • STOCK di quarzi oscillanti su 
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464,814: Me. 25,4 - Kc. 470,370; in fon¬ 
damentale: Kc. 8050; Kc. 8650 per sole 
L. 4.000. Valvola nuovissima imballa¬ 
ta: PL172 con zoccolo in ceramica, ce- 
densi ad offerente ragionevole. Idem: 
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Stabilizzatore di tensione 220V/200W. 
Fucile tedesco ad aria compressa di 
alta precisione: Diana mod. T50M com¬ 
pleto. Indirizzare a: 11 KCW Salvatore 
Di Lorenzo - Via Manzoni n 131 - Napoli. 





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composto da; 9 motrici, numerosi va¬ 
goni, scambi elettromagnetici, sema¬ 
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e di tre trasformatori, del valore to- 
pleto dì stazioni, villette per plastico 
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disponibile anche un tavolo di panfort 
scomponibile 160 x 240. Indirizzare a: 
Carrera Mario - Piazza Santuario. 7 - 
Albino (Bergamo) 

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composto da: plastica illuminato (mt. 
2x1) con gambe sfilabiii. 12 metri di 
binario, 8 scambi elettromagnetici, 
sganciavagoni, 1 locomotore diesel, 1 
locomotiva, 9 vagoni, quadro di co¬ 
mando per due convogli indipendenti 
e sezionatori del circuito ferroviario. 
Valore del solo materiale L. 100.000. 
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Olmi Walter - Via S. Anseimo, 2 - 
Torino. 

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tutti i formati di negativi da 24x36 fino 
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