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Full text of "Costruire_diverte_1967_04"

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SEIMSIBILITÀ: 4a.Oaa ohm/volt 


Oltre alla elevata sensibilità, questo analizzatore, è stato 
realizzato con criteri di massìnna robustezza e con l’innpiego 
di materiali e componenti che offrono una garanzia di durata 
a un lungo e intenso uso. 

Le letture su tutte le portate sono semplici e razionali, in 
particolare le misure voitmetriche, si effettuano in un’uni¬ 
ca portata sia in alternata che continua. 


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CORREOATO OI 

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DATI TECNICI 

Sensibilità cc.: 40.000 ohm/V. 

Sensibilità ca.: 5.000 ohm/V. (2 diodi al germanio). 
Tensioni cc. 7 portate: 100 mV - 2,5 - 10 - 50 - 250 - 500 - 
1.000 V/fs. 

Tensioni ca. 6 portate: 2,5 - 10 - 50 - 250 - 500 - 1000 V/fs. 
Correnti cc. 4 portate: 25 pA - 10 - 100 - 500 mA. 

Campo di frequenza: da 3 Hz a 5 KHz. 

Portate ohmetriche: 4 portate indipendenti: da 1 ohm a 
10 Mohm/fs. Valori di centro scala: 50 - 500 - 5000 ohm - 
50 Kohm. 

Megaohmetro: 1 portata da 100 Kohm a 100 Mohm'fs, 
(alimetazione rete ca. da 125 a 200 V.). 

Misure capacitative: da 50 pF a 0,5 MF, 2 portata x 1 x 10 
(alimentazione rete ca. da 125 a 220 V.). 

Frequenzimetro: 2 portata 0 - 50 Hz e 0 - 500 Hz. 
Misuratore d’uscita (Output): 6 portate 2,5 - 10 - 50 - 250 
- 500 - 1.000 V/f. 

Decibel: 5 portata da — 10 a +62 dB. 

Dimensioni: mm. 160 x95 x38 - Peso: grammi 400. 

Assenza di commutatori sia rotanti che a leva; 
indipendenza di ogni circuito. 


ALTRA PROOUZIOPUE 

Analizzatore Praticai 10 

Analizzatore Praticai 20 

Analizzatore TC 18 

Analizzatore TC 40 

Voltmetro elettronico 115 

Oscillatore modulato 
CB 10 

Generatore di segnali 
FM10 

Oscilloscopio mod. 220 

Generatore dì segnali T.V. 
mod. 222 

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4 portate: da 0 a 5000 e da 0 a 500 000 pF ^ 

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2 portate: 0 -i- 500 e 0 5000 Hz. 

6 portate: 2 V. • 10 V. - 50 V. - 250 V. • 1000 V e 2500 V. 

5 portate: da —10 dB a + 62 dB. 


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compitati di caratteristiche che dietro richiesta viene fornito previo invia 
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Infrarossi, fotocomandl contaìmpiilsl semplici e a predisposizione; temporiz¬ 
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Il G 4/21Ó è il più recente ricevitore della 
linea Geloso. Derivato dai precedenti ricevi¬ 
tori, costituisce il più perfezionato apparec¬ 
chio a compendio di una pluridecennale 
esperienza in questo campo. Oltre alle carat¬ 
teristiche sotto riportate sono da sottolineare 
le ridotte dimensioni in confronto a quelle 
tradizionali dei nostri apparecchi, il coman¬ 
do Preselector di nuovo tipo, la possibilità 
di ricezione della gamma 144-146 MHz (in 
26-28 MHz) su apposita scala, con converti¬ 
tore esterno. Particolarmente curata è la ro¬ 
bustezza costruttiva e l'insieme operativo di 
grande chiarezza e funzionalità. 





Gamme coperte; 28 -i- 30 MHz; 21 -i- 21,5 MHz; 

14 14,5 MHz; 7 7,5 MHz; 3,5 4 MHz; 
144-f-14ó MHz (26-^28 MHz) con convertitore 
esterno. 

Precisione di taratura delle frequenze: ± 5 kHz nelle 
gamme 80, 40 e 20 m; ± 10 kHz nelle gamme 

15 e 10 m. 

Stabilità di frequenza nel tempo: ± 0,5 per 10000 
(± 50 Hz per MHz). 

Frequenza intermedia; 467 kHz. 

Reiezione d'immagine: superiore a 50 dB su tutte le 
gamme. 

Reiezione di frequenza intermedia: superiore a 70 dB 
Sensibilità; migliore di 1 piV per 1 W di potenza BF. 
Rapporto segnale/disturbo con 1 p.V > 6 dB. 
Selettività: 5 posizioni: Normale, Xtal 1, Xtal 2, Xtal 3, 
Xtal 4, inseribili con commutatore. 

Ricezione dei segnali modulati in ampiezza ed SSB. 
Limitatore dei disturbi: « noise limiter », inseribile 
Indicatore d'intensità del segnale: « S-meter », a stru¬ 
mento. 

Potenza BF disponibile; 1 W. 

Entrata d'antenna: impedenza 50-i-lOO Q, non bi¬ 
lanciata. 

Uscita: 3-^5 Q e 500 Q - presa per cuffia di qual¬ 
siasi tipo. 


Valvole impiegate 10, più una stabilizzatrice di ten¬ 
sione: ÓB7Ó, 12AT7, 12AT7, óBEó, ECH81, EF89, 
12AX7, ÓBEÓ, ECL86. 

Diodi: un ZFIO, quattro BY114, un 151693, un OA81, 
un BAI 14, due BA102. 

Quarzi: 467 kHz, 3500 kHz, 11 MHz, 25 MHz, 18 MHz, 
20 MHz, 36 MHz. 

Alimentazione: con tensione alternata 50-Ì-60 Hz, da 
no a 240 V. 


Dimensioni d'ingombro; largh. 400 mm, alt. 205 mm, 
prof. 300 mm. 


Controlli e comandi: 


Misuratore del segnale («S-meter»), scala di 
sintonia, controllo di nota (per CW ed SSB), com¬ 
mutatore selettore del tipo di ricezione (CW/SSB- 
AM), controllo della sensibilità, controllo di volume, 
presa per cuffia, interruttore generale, accesso ai 
compensatori « calibrator reset », preselettore di ac¬ 
cordo stadi RF, cambio gamme, comando sintonia, 
commutatore di selettività, regolatore di phasing », 
commutatore del controllo automatico di sensibilità, 
calibratore, commutatore « receive/stand-by », limi¬ 
tatore di disturbo, filtro antenna, cambiotensloni, 
prese per altoparlante e per « stand-by », taratura 
« S-meter ». 


Prezzo di listino L. 159.000 S 


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Ricetrasmettitore portatile per i 2 mt. 

Completamente transistorizzato. 

Una vera stazione per installazioni portatili mobili e fisse. 
Caratteristiche tecniche: 

Trasmettitore: potenza d’uscita in antenna: 2 W (potenza di 
ingresso stadio finale: 4 W.) N. 5 canali commutabili entro 
2 MHz senza necessità di riaccordo. 

Ricevitore: Tripla conversione di frequenza con accordo su 
tutti gli stadi a radio frequenza. Sensibilità migliore di 0,5 
microvolt per 6 dB S/n. Rivelatore s prodotto per CW/SSB. 
Limitatore di disturbi. Uscita BF: 1,2 W. Strumento indica¬ 
tore relativo d'uscita, stato di carica batterie, S-meter. Ali¬ 
mentazione interna 3x4,5 V. con batterie facilmente estraibili 
da apposito sportello. Microfono piezoelettrico « push to talk 
Presa altopariante supplementare o cuffia. Demoltiplica mec* 
canica di precisione. Capo della batteria a massa: negativo. 
Dimensioni: 213x85x215. Peso Kg. 2 circa con batterie. 
Predisposto per connessione con amplificatore di potenza in 
trasmissione. 

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Completamente transistorizzato - Transistori impiegati: AF239, 
AF106, AF106, AF109 - N. 6 circuiti accordati per una banda 
passante di 2 MHz ± 1 dB - Entrata: 144-146 MHz - Uscita: 
14-16 26-23 28-30 MHz - Guadagno totale: 30 dB - Circuito di 
ingresso ■ TAP » a bassissimo rumore - Alimentazione: 9 V 8 mA 
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Potenza di uscita su carico di 52 ohm 1 Watt. 

Modulazione di collettore di alta qualità, con premodulazione 
dello stadio driver. Profondità di modulazione 100%. Ingresso 
modulatore: adatto per microfono ad aita Impedenza. Oscilla¬ 
tore pilota controllato a quarzo. Quarzo del tipo ad innesto 
miniatura precisione 0,005%. Gamma di funzionamento 26-30 
MHz. Materiali professionali: circuito stampato in fibra di 
vetro. Dimensioni: mm. 150x44. Alimentazione: 12 V. CC. 
Adatto per radiotelefoni, radiocomandi, applicazioni sperimen¬ 
tali. 

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Caratteristiche elettriche generali identiche al modello RX-28/P. 
Dimensioni: mm. 49x80. Due stadi di amplificazione di tensio¬ 
ne dopo la rivelazione per applicazioni con relè vibranti per 
radiomodelli. Uscita BF adatta per cuffia. Quarzo ad innesto 
del tipo subminiatura. Adatto per radiotelefoni, radiocomandi, 
applicazioni sperimentali. 

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1 microvolt per 15 dB di rapporto segnale-disturbo. Seletti¬ 
vità ± 9 KHz a 22 dB. Oscillatore di conversione controllato 
a quarzo. Quarzo del tipo miniatura ad Innesto, precisione 
0,005%. Media frequenza a 470 KHz. Gamma di funzionamento 
26-30 MHz. Materiale professionale; circuito stampato in fibra 
di vetro. Dimensioni: mm. 120 x 42. Alimentazione: 9 V. 8 mA. 
Adatto per radiocomandi, radiotelefoni, applicazioni sperimen¬ 
tali. 

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lateralmente altri due contatti di scambio con portata 3 A 220 V. 
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ti di 600 kHz più tre bande comunque disposte: ricezione WWV 

• sensibilità: 0,5 microvolt per 10 dB S/N di rapporto 

• stabilità di frequenza: 100 Hz dopo riscaldamento 

• selettività: 0,5 kHz a 6 dB; 2.5 kHz a 60 dB per CW: 4 kHz a 
6 dB; 7,5 kHz a 25 dB per AM; 2.1 kHz a 6 dB; 2,5 kHz a 
60 dB per SSB e AM 

• reiezione di immagine: > 50 dB 

• alimentazione universale 

• dimensioni: 480 x 185 x 300 mm 

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• trasmettitore SSB/AM/CW a filtri meccanici 

• potenza alimentazione stadio finale: 240 W PER 

• tipo di funzionamento: PTT/VOX/CW manuale e break-in 
_ • gamme di funzionamento: segmenti radioamatori 

• stabilità di frequenza: 100 Hz dopo il riscaldamento 

• soppressione portante e banda laterale: > 50 dB 

• alimentazione universale 

• dimensioni: 480 x 185 x 300 mm 

• peso 18 kg. 

prezzo L. 256.000 

NB, - Il ricevitore FR 100 B ed il trasmettitore FL 200 B possono 
essere usati come un ricetrasmettitore con unico VFO. 

FL 1000 

• amplificatore lineare per FL 200 B 

• potenza di alimentazione: 1000 W 
- • alimentatore universale incorporato 

• commutazione automatica antenna 

• dimensioni: 480 x 185 x 300 mm. 

prezzo L. 185.000 


Apparecchiature disponibili per pronta consegna. 



ELETTRONICA SPECIALE 

VIA OLTROCCHI, 6 - TELEFONO 598.114 




























































“ GIR - KIT 


NUOVO METODO SUPERVELOCE 
DI REALIZZARE CIRCUITI STAMPATI 



Ciò che ogni sperimentatore, progettista, amatore dovreb¬ 
be avere! 

Realizzate da soli ed istantaneamente i vostri circuiti 
stampati col modernissimo sistema « CIR-KIT » a rame 
autoadesivo. 

Che cos’è il « CIR-KIT »? Il « CIR-KIT » consiste in una pel¬ 
licola di rame dello spessore di 0,05 mm con uno spe¬ 
ciale strato adesivo termicamente resistente, protetto da 
un’apposita carta salva-adesivo. Tale pellìcola di rame è 
fornita sìa sotto forma di nastri che di fogli per consen¬ 
tire la massima libertà di progetto. 

Pensate a cosa significhi il poter realizzare immediata¬ 
mente un solo circuito stampato ed esattamente come lo 
desiderate senza dover ricorrere a pericolosi agenti chi¬ 
mici e senza eseguire complicati disegni! 

L’impiego del « CIR-KIT » è semplicissimo; si dispongono 
le strisce di rame autodesive sul supporto isolante, si 
comprimono con le mani, si eseguono i fori per i compo¬ 
nenti e tutto è pronto per le saldature. 

Col « CIR-KIT » potete ripetere il circuito con estrema 
facilità e quante volte volete. 

Il « CIR-KIT » è economico: la confezione completa per 
sperimentatori, illustrata nella foto, costa solo L. 1.900 e 
c'è abbastanza « CIR-KIT » per 10 circuiti. 

Il « CIR-KIT » è il più rivoluzionario progresso nella tecnica 
dei circuiti daH'avvento dei circuiti stampati! 


« CIR-KIT » 

PER LABORATORI 


Confezione n. 1, contenuto: 

1 foglio di « CIR-KIT » da 30 cm x 15 cm. 

1 nastro di « CIR-KIT » largo 1.6 mm lungo 7,5 m 

1 nastro di « CIR-KIT » largo 3,2 mm lungo 7,5 m 

3 supporti Bakelite tipo E.10 15 cm x 30 cm 

L. 5.100 


Confezione n. 2, contenuto: 

1 foglio di « CIR-KIT » da 130 cm x 15 cm 
1 nastro di « CIR-KIT » targo 1,6 mm lungo 60 m 
1 nastro di « CIR-KIT » largo 3,2 mm lungo 30 m 
5 supporti in Bakelite tipo E 10 15 cm x 30 cm 
Coltello speciale + lama di ricambio 

L« 15.800 


<c CIR-KIT » sciolto 

Foglio di « CIR-KIT » largo 15 cm lungo 1,5 m L. 4.400 

Nastro di « CIR-KIT » largo 1,6 mm lungo 30 m L. 3.800 

Nastro di « CIR-KIT » largo 3,2 mm lungo 30 m L. 2.950 


« CIR-KIT » PER SPERIMENTATORI 

Contenuto: 

1 foglio di «CIR-KIT» da 10x15 cm 
1 nastro di « CIRK-KIT » largo 1,6 mm lungo 4,5 m. 
1 Supporto Bakelite tipo E.10 15 cm. x30 cm. 


PREZZO NETTO L. 1.900 
















Il SERVIKIT è una nuova confezione contenente 16 transistori 
al germanio d'alta qualità, prodotti daiia NEWMARKET TRAN- 
SISTORS Ltd. e selezionati in modo tale da permettere più di 
1300 sostituzioni di transistori europei, americani e giapponesi, 
grazie alia « lista equivalenti » contenuta nella scatola. 
Radioriparatori, progettisti, amatori, sperimentatori: il Servikit 
Vi risolve in modo sempiicissìmo il problema dì reperire i 
transistori da Voi impiegati nelle Vostre realizzazioniI 
Se desiderate ricevere la « lista equivalenti » del Servikit, 
senza impegno, fatene richiesta alla società Eledra 3S, alle¬ 
gando Lit. 50 in francobolli: Vi sarà utilissima! 

Prezzo netto dei SERVIKIT: Lit. 8.450. 


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SELEZIONATI 


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L'intera gamma di transistori d'alta qualità al germanio e al silicio prodotti dalla Newmarket Transistors Ltd- è ora 
disponibile subito anche in piccoli quantitativi. Richiedete i listini prezzi con caratteristiche e l'opuscolo « Equivalenti 
serie Europea •>, inviando Lit. 100 in francobolli alla società Eledra 3S. 

La realizzazione dei Vs/ progetti a transistori, e di piccole serie dì apparecchiature. Vi sarà fortemente facilitata! 


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SUBMINIATURA HI-FI 



Sono ora disponibili anche in Italia gli amplificatori premontati su circuiicl 
stampato prodotti dalla NEWMARKET TRANSISTORS Ltd. T 

Ouesti amplificatori BF di grande compattezza, della serie PC, sono reai 
jizzati con criteri di precisione e qualità eccezionali con transistori 3Ct:u| 
ratamente selezionati. 

Ogni amplificatore viene collaudato e garantito funzionante alle caralleriJ 
etiche specificate. L’assorbimento tipico a riposo è per tutti i tipi di appena 
(0 mA e la distorsione armonica totale tipica è di solo il 3%, con una senf 
sibilità elevatissima. 

Per tutte quelle applicazioni come apparecchi radio, fonovalige sistemi 
stereofonici di media e piccola potenza, autoradio ecc. che richiedano cal 
ratterìstiche di qualità eccezionali, gli amplificatori Newmarket Transistori 
serie PC sono l'unica soluzione disponibile sul mercato ed in qualsiasf 
quantitativo. 


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L. 2.95|| 
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PCI - 150 mW, 9 V, alta imped. d'ingr., 3 transistori, 

PC2 - 400 mW, 9 V, 15 ohm, bassa imped., 5 transistori, 

PC3 - 400 mW, 9 V, 15 ohm, media imped., 5 transistori, 

PC4 - 400 mW, 9 V, 15 ohm, aita imped., 5 transistori, 

PCS - 4W, 12V, 3 ohm, bassa imped., 6 transistori, 

PC7 - 1 W, 9 V, 8 ohm, bassa imped,, 6 transistori, 

PCS - preamplif., 1 Mohm imped. d’ingresso, 1 transistore 
Ogni amplificatore viene venduto imballato e completo di dati caratteri 
stici e schema per l’inserzione. A richiesta la società ELEDRA 3S Invis 
un elegante manuale con la descrizione dì tutti gli amplificatori premontati 
qui elencati (allegare L. 100 in francobolli). 


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L. 1.85C 


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Scatola di montaggio tipo SA 8-8 

Superbo amplificatore transistorizzato stereofonico, preparato dalla PEAK 
SOUND Ltd. (Inghilterra), di facile montaggio grazie al rivoluzionario 
metodo « CIR-KIT » di realizzare il circuito stampato. 

Caratteristiche principali: 

Circuito elettrico modernissimo: senza trasformatori, 
potenza 8W + 8W 

risposta: 20 Hz - 20 kHz ± 3 dB 
Controllo dei toni alti e bassi separati 
Controlli di volumi separati 
Alimentazione: 25 V 
impedenza d'ingresso: 1 Mohm 
Impedenza d’uscita: 3-5 ohm per canale 
14 transistori accoppiati 

Viene fornito completo di ogni parte (vedere foto) e con facili istru¬ 
zioni di montaggio. 

Prezzo netto della scatola di montaggio Lit. 26.500 + 500 per spese 
postali. 

ALIMENTATORE, per l'amplificatore stereo SA 8-8, scatola da montaggio; 
prezzo netto Lit. 7-900+500 per spese postali. 



Stereo 8W^8vy 


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PROVATRANSISTORI DINAMICO 
A TRIPLICE FUNZIONE 

Apparecchio professionale: consente la misura dinamica di importanti paramelrl| 
di qualsiasi tipo di transistore. Incorporato alimentatore stabilizzato 9V 
100 mA e speciale Signal Tracer per ricerche di guasti in apparecchiature tràn-| 
slstorizzate. con sonda ad attenuazione variabile Aiimentabile sia in C C. che| 
in C.A 

Richiedete maggiori dettagli tecnici alla Società Eledra 3S, affrancando làj 
risposta. 

Strumento indispensabile per tecnici evoluti, progettisti, laboratori riparazicmel 
Radio rV. Prezzo netto L. 52.500 + 500 s.p.L 


CONDIZIONI DI VENDITA 

Il pagamento può essere effettuato anticipatamente a mezzo vaglia postale o assegno circolare aggiungendo L. 350 per ogni 
spedizione, dove non indicato, a titolo rimborso spese postali e di imballo: oppure si può richiedere la spedizione contrasse¬ 
gno inviando L. 1.000 anticipatamente e pagando la rimanenza al postino a ricevimento del pacco (tenere presente che con¬ 
trassegno le spese aumentano di circa L. 200 per diritti postali) 










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10 canali. 

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con 8 canali. 

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tonia continua. 


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tonia continua. 

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L. 

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400 

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400 

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L. 

4.500 

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L. 

3.000 

1N43 

L. 

400 

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800 

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1N1196 

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800 

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P. a.r. 

1N1226 

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1.000 

1N126 

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200 

1N1530A 

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10.000 

1N251 

L. 

500 

1N1531 

L. 

1.800 

1N254 

L. 

900 

1N2069 

L. 

500 

1N255 

L. 

900 

1N2613 


P. a.r. 

1N253 

L. 

400 

1N2615 

L. 

1.000 

1N279 


P. a,r. 

1N2991 


P. a r. 

1N294 

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300 

1N2998B 

L. 

5.000 

■(N295 

L. 

200 

2N117 

L. 

4.500 

tN332 

L. 

1.500 

2N167 

L. 

3.200 

1N341 

L. 

1.200 

2N301A 

L. 

2.000 


2N169A 

L. 

1.500 

2N1306 

L. 

395 

2N317 

L. 

600 

2N1671 


P. a r. 

2N336 

L. 

2.000 

2N1984 

L. 

600 

2N369 

L. 

1.000 

2N2210 


P. a r. 

2N370 

L. 

400 

4AF 

L. 

350 

2N358 

L. 

500 

OA9 

L. 

200 

2N389 

L. 

23.000 

OC23 

L. 

600 

2N404 

L. 

350 

OC45 

L. 

250 

2N405 

L. 

400 

OC80 

L. 

245 

2N438 

L. 

400 

OY5062 

L. 

350 

2N465 


P. a r. 

TH165T 

L. 

200 

2N498 


P, a r. 

TH1360DT1 

L. 

1.000 

2N526 


P. a r. 

24BB/008 

L. 

1.500 

2N597 

L. 

500 

2G360 

L. 

350 

2N599CA 

L. 

2.000 

2G396 

L. 

300 

2N629 

L. 

3.000 

2G398 

L. 

300 

2N697 


P. a r. 

2G577 

L. 

800 

2N1038 

L. 

1.400 

2G603 

L. 

300 

2N1099 


P. a r. 

2G604 

L. 

300 

2N1304 

L. 

345 

HMP1A 

L. 

3.000 

2N1305 

L. 

395 

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L. 

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Per informazioni ai prega affrancare la risposta e scrivere l'indirizzo in stampatello. 



































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FREQUENZIMETRI: 

BC 221 AH - da 20 Kcs a 20 Me. 

BC 221 AF - da 20 Kcs. a 20 Me. 

BC 221 M - da 20 Kcs a 20 Me. 

TS 175 A - da 80 Me a 1000 Me modulati 
TS 541 A/TPS - da 8000 Me. a 10.000 Me. 

Alimentatori Stabilizzati 110 V. CA. per frequen¬ 
zimetri 


OSCILLOSCOPI ORIGINALI U.S.A.: 

OS 4-B 
OS 8-BU 
TS 34 AP 
AN/USAM 24 
AN/USRM 25 
HiCKOK 640 A/F 


ONDAMETRI: 

TS 488A - da 900 a 10.000 Me. 
TS 117 GP - da 2600 a 3200 Me. 

TESTERS: 


TS 375 A/U - 20.000 ohm Volt 
ME70/PSM - 20.000 ohm Volt. 



TS 47 A - da 40 Ke. a 500 Me. AM 
TS 465-B - da 20 Ke. a 160 Me. AM-MF 
TS 497 A/HRR - da 2 Ke. a 400 Me. AM 
TS 419 - da 900 Me. a 200 Me. 

TS 155-CUP - da 2700 Me. a 3400 Me. MF 

GENERATORI D’IMPULSI: 

SG 82-U - 10 Ke 100 Ke 


VOLMETRI ELETTRONICI: 


TS 375/A/U 
RCA/97A Senior 
R.C.A. Mi 30210 



PROVAVALVOLE 


TV 2 D/U 
TV 7 D/U 
Ì-177B 


Hickok KS 15750-L2 

Provadiodi per IN21, iN23, IN25 (per microonde) 

WATTMETRI: 

ME 11 B/U 
ME 82/E 


CALIBRATORI DI FREQUENZA: 


FR 70 A/U da 100 cy a 100 Ke. 

Counter Bekman FR 67 da 10 Ke a 1000 Ke. 
























OCCASIONI A PREZZI ECCEZIONALI 


PARTICOLARI NUOVI GARANTITI 

(fino ad esaurimento] 



1 

(fig. 

1) 

2 

(fig. 

2) 

3 

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3) 

4 

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4) 

5 

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5) 

6 

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6) 

7 

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8 

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8a) 


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8a) 


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8b) 


(fig. 

8c) 

9 

(fig. 

9) 

10 

(fig. 

10) 


11 

(fig. 

11) 

12 

(fig. 

12) 

13 

(fig. 

13) 

14 

(fig. 

14) 


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L. 

35.000+1506 sp. 

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OGNI SPEDIZIONE viene effettuata dietro invio anticipato — a mezzo assegno o vagiia postale — dell'Importo dei pezzi 
ordinati, più spese postali e imballo. Anche per pagamsnti in contrassegno, occorre inviare un anticipo, sia pure di 
L. 1.000 in francobolli. 

Le SPESE POSTALI variano a secondo del peso dei vari pezzi contenuti nel pacco e pertanto si prega di attenersi alVultimo 
capoverso sulla seconda facciata. 


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15 

(fig. 

15) 



f.) 

16 

(Fig. 

16) 

17 

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19 



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Cfìg- 

18) 

21 

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19) 

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20) 

23 

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24) 

27 

(fig. 

25) 


TELEVISORI 23 POLLICI tipo BONDED, lo e 2o canale, ultimi modelli 1967. 27 funzioni di valvole (Gruppo 
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porto assegnato, per cui, in ogni caso il corriere di fiducia deve essere indicato dallo stesso Acquirente. 
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complessivo dei pezzi ordinati più le spese di spedizione. Non si evadono ordini con pagamento IN CONTRASSEGNO se non ac¬ 
compagnati da un piccolo anticipo (almeno L. 1000 sia pure in francobolli) onde evitare che aU’atto di arrivo della merce venga 
respinta senza alcuna giustificazione, come purtroppo è avvenuto in questi ultimi giorni. 

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AZ41 

— 

1380 

500 

EF41 

(6CJ5) 

1650 

600 

PCL31 

_ 

2590 

950 

6BY6 


2200 

EOO 

DAF91 

(1S5) 

1270 

460 

EF42 

(6F1) 

2200 

800 

PCL82 

(16TP6/16A8)I600 

580 

6BZ6 

_ 

1100 

400 

DAF92 

(1U5) 

1980 

720 

EF80 

(6BX6) 

1130 

420 

PCL84 

(15TP7) 

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640 

6BZ7 

_ 

2200 

aoo 

DAF96 

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EF83 

— 

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PCL85 

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_ 

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DF70 

— 

— 

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EF85 

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_ 

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14CK] 

DF91 

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EF86 

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PF86 

— 

1600 

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6CF6 


1250 

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DF92 

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1980 

720 

EF89 

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920 

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PL36 

(25F7/25E5) 3000 

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__ 

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_ 

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PL82 

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_ 

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— 

— 

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— 

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_ 

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_ 

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— 

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_ 

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_ 

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_ 

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(DY86) 

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_ 

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(6CA7) 

3600 

1300 

PY88 

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1520 

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_ 

1430 

530 

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— 

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_ 

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— 

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1800 

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1700 

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(12S7) 

2010 

730 

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— 

— 

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— 

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660 

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_ 

2100 

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— 


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EL81 

(6CJ6) 

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— 

1560 

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(6QL6) 

1100 

400 

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•— 

•— 

400 

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(6CK6) 

2200 

800 

UCC85 

— 

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460 

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1100 

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(7119) 

— 

400 

EL84 

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(UCH41) 

1980 

730 

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_ 

2700 

980 

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1380 

500 

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(6CW5) 

1230 

460 

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1200 

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__ 

2000 

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(6CT7) 

2010 

730 

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_ 

2200 

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(6CV7) 

1650 

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(6AM8) 

1500 

550 

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(12AC5) 

1650 

600 

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_ 

2300 

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(6N8) 

1630 

600 

EL95 

(6DL5) 

1100 

400 

UF89 

— 

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340 

6N7/GT 

__ 

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EBF89 

(6DC8) 

1440 

540 

EL500 

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_ 

3000 

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(604) 

6100 

1800 

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(WE12) 

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1220 

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(6B6) 

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1800 

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(6CD7) 

3520 

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(31A3) 

i210 

450 

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_ 

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900 

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(6DL4) 

2000 

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EM80 

(6BR5) 

1700 

620 

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— 

1600 

580 

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2100 

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EC90 

(6C4) 

1350 

500 

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(6DA5) 

1700 

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1690 

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(6AB4) 

1350 

500 

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(6FG6) 

1800 

650 

UY89 

— 

1600 

580 

6SQ7/GT 

(6SR7) 

2000 

730 

EC95 

(6ER5) 

2040 

750 

Eoeo 

(6BE7) 

3470 

1250 

1A3 

(DA90) 

2400 

870 

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_ 

3650 

1320 

EC97 

(6FY5) 

1920 

700 

EY51 

(6X2) 

1930 

700 

1B3/GT 

(1G3/GT) 

1360 

500 

GV6GTA 

_ 

1650 

600 

EC900 

(6HA5) 

1750 

650 

EY80 

(6V3) 

1320 

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3BU8/A 

— 

2520 

930 

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(6Y6) 

1500 

550 

ECC40 

(AA61) 

2590 

950 

EY81 

(6V3P) 

1270 

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— 

2000 

730 

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(EZ90) 

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(12AT7) 

1320 

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(6N3) 

1160 

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— 

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2600 

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ECC83 

f12AX7) 

1280 

460 

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(6S2) 

1450 

550 

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(U52) 

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_ 

1980 

720 

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(6AL3) 

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_ 

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_ 

1380 

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(6GM8) 

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EZ80 

(6V4) 

750 

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6AF4/A 

mn 

1900 

690 

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_ 

2150 

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ECC88 

(6D18) 

2000 

730 

EZ81 

(6CA4) 

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6AG5/A 


2500 

930 

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ECC91 

(6J6) 

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(HBC91) 

1000 

370 

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HCH81 

(12AJ8) 

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— 

1500 

550 

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2200 

800 

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(6BL8) 

1430 

520 

OA2 

(150C2) 

3880 

1390 

6AN8/A 

— 

1900 

700 

12BA6 

(HF93) 

1000 

370 

ECF82 

(6U8) 

1650 

600 

PABC80 

(9AK8) 

1200 

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6AT6 

(EBC90) 

1000 

370 

12BE6 

(HK90) 

1100 

400 

ECF83 

— 

2530 

920 

PC86 

(4CM4) 

1800 

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6AT8 


1900 

690 

12CG7 

_ 

1350 

500 

ÉCF86 

(6HG8) 

2120 

780 

PC88 

(4DL4) 

2000 

730 

6AU4/GTA 


1520 

550 

12CU6 

(12B06) 

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1100 

ECF201 

— 

1920 

700 

PC92 

— 

1490 

560 

6AU6/A 

' (EF94) 

1050 

380 

12SN7/GT ri2SX7) 

1850 

670 

ECF801 

(6GJ7) 

1920 

700 

PC93 

(4BS4) 

2750 

1000 

6AU8/A 

— 

2200 

800 

25BQ6 

— 

2200 

800 

ECF802 

— 

1900 

700 

PC95 

(4ER5) 

2040 

740 

6AV5/GA 

(6AU5) 

2700 

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_ 

2650 

960 

ECH4 

(E1R) 

4180 

1550 

PC97 

(5FY5) 

1920 

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6AV6 

(EBC91) 

1000 

370 

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(35X4) 

850 

320 

ECH42/41 

ffiClO) 

1980 

720 

PC900 

(4HA5) 

1750 

640 

6AW8/A 

— 

2015 

730 

35D5 

(350L6) 

1000 

370 

ECH81 

f6AJ8) 

1200 

450 

PCC84 

(7AN7) 

1920 

700 

6AX3 

.— 

2100 

760 , 

35W4 

(35R1) 

850 

320 

ECH83 

(6DS8) 

1490 

550 

PCC85 

(9A08) 

1310 

500 

6AX4/GTB 

— 

1250 

460 

35Z4/GT 

_ 

1650 

600 

ECH84 

— 

1490 

550 

PCC88 

(7DJ8) 

2000 

730 

6AX5/GTB 

— 

1300 

480 

50B5 

(UL84) 

1200 

450 

ECL80 

(6AB8) 

1480 

550 

PCC89 

— 

2370 

860 

6B8G/GT 

(6BN8) 

2400 

870 

80G/GT 


1400 

710 

ECL81 

— 

1600 

580 

PCC189 

(7ES8) 

1850 

680 

6BA6 

(EF93) 

1000 

370 

83V 

_ 

1800 

650 

ECL82 

f6BM8) 

1600 

580 

PCF80 

(9TP15-9A8) 1430 

520 

6BAB/A 

— 

2800 

1050 

807 

_ 

1980 

720 

ECL84 

(60X8) 

1750 

650 ; 

PCF82 

(9U8) 

1650 

600 

BBC6 

(6P3/6P4) 

1150 

420 

4671 

_ 

_ 

1000 

ECL85 

f6GV8) 

1820 

670 

PCFB6 

(7HG8) 

2120 

770 

6BCB 

_ 

3000 

1100 

4672 

_ 

_ 

1000 

ECL86 

feGW8) 

1780 

650 

PCF201 

— 

1920 

700 

6BK7/B 

(SB07I 

1650 

600 

5687 

_ 

_ 

400 

ECLL800 

— 

2950 

1100 

PCF801 

(8GJ7S) 

1920 

700 

BBQB/QT 

(6CU6] 

2700 

980 1 

5696 

_ 

_ 

400 

EF6 

(■A^E17) 

3960 

1450 

PCF802 

(9JW8) 

1900 

700 

6SOT 

(fiSK7) 

1650 

600 

5727 


_ 

400 

EF4D 

— 

2370 

860 

PCF805 

(7GV7) 

1920 

700 

6BUB 

— 

2200 

800 

6350 

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— 

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della sezione finale (40809 + 2 x AD149J = 20-30.000 Hz 
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acuti. Questo amplificatore può funzionare sia con testine 
piezo, dinamiche, chitarre elettriche, radio, come spiegato 
nelle note accluse all’AM 25 II. Viene fornito tarato, fun¬ 
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Potenza d’uscita: 1,2 W 
Sensibilità: 10 mV 

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schema di utilizzazione come modulatore, amplificatore 
da fonovaligia, per piccoli ricevitori ecc. ecc. 
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plificatore AMI come modulatore per piccoli trasmettitori. 
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SCATOLA: in materiale plastico antiurto con calotta « Cristallo » gran luce - STRUMENTO 
CL-1.5 tipo a bobina mobile e magnete permanente - QUADRANTE a colori con scala a 
specchio antiparallasse - DISPOSITIVO di protezione - COMMUTATORE rotante per le 
varie inserzioni - CIRCUITO OHMMETRICO dimensionato per misure di resistenza fino 
a 100 MQ e poiché l'alimentazione è a pile, consente di effettuare misure su appa¬ 
recchiature con telaio sotto tensione, DETTA CARATTERISTICA E’ DI PRIMARIA IMPOR¬ 
TANZA - CAPACIMETRO alimentato con tensione di rete 125 - 220 V - COSTRUZIONE 
semiprofessionale - COMPONENTI di prima qualità - contatti Ediswan di bronzo fosfo¬ 
roso - resistenze Rosenthal di precisione a strato ± 1% - Diodi Philips n. 4 al germanio 
n. 2 al silicio serie professionale, n. 1 elemento N.T.C. I j 




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Vcc - 300 mV 1,5 - 5 - 15 - 50 - 150 - 500 - 1500 V 

Vca - 1,5 - 5 - 15 - 50 - 500 - 1500 V 

Acc ■ 50-500 [JiA - 5-50 mA - 0,5-2,5 A 

Aca - 500 txA - 5-50 mA - 0,5-2.5 A 

dB - da —20 a +66 in 7 portate 

V.B.F. - 1,5 - 5 - 15 - 50 - 150 - 500 - 1500 V 

n - 10-100 ka - 1-10-100 Ma 

cap. reattanza 25.000 - 250.000 pF 

cap. balìstico 10-100-1000 p,F 

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Volt C.C. (40.000 ohm/Volt) 9 portate: 

250 mV - 1-5-10-25-50-250-500-1.000 V. 

Volt c.a. (10.000 ohm/Volt) 7 portate: 

5-10-25-50-250-500-1.000 
Amper c.c, 7 portate: 

25-500 microamper - 5-50-500 MA - 1-5 Amff 
OHM: da 0 a 100 Megaohm: 5 portate: 

X 1 da 0 a 10.000 ohm / 

X 10 da 0 a 100.000 ohm icori alimentazione a 

X 100 da 0 a 1 Megaohm j batteria da 1,5 Volt 

X 1.000 da 0 a 10 Megaohm f 
X 10.000 da 0 a 100 Megaohm batteria da 1,5 Volt 
Capacimetro; da 0 a 500.000 pF, 2 portate: 

X 1 da 0 a 50.000 pF, 

X 10 da 0 a 500.000 pF 
con alimentazione da 125 a 220 Volt 
Frequenziometro: da 0 a 500 Hz. 2 portate: 

X 1 da 0 a 50 Hz. 

X 10 da 0 a 500 Hz 
con alimentazione da 125 a 220 Volt 
Misuratore d’uscita; 6 portate: 

5-10-25-50-250-500-1.000 Volt 
Decibel: 5 portate; 

da —10 dB. a +62 dB. 

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Strumenti da quadro a bobina mobile ed elettromagnetici 



anno 9 - n. 4 - aprile 1967 


sommario 


o 


lOlTORE SETEB s.r.J 

OlfiETTORE RE8RON$AÌJLE C. Totll 

REDAZIONE AMMINISTRAZIONE 
ARBONAMENTl - RUBBLICITA- 

Bolofins, Via Cesari Boldrlnl. 22 - Telai. 3T 29 §4 

DISEGNI ft. Orasti - G. Tarmi 

Rag. Tfibtifiala di SplagnAp n. 3063 dal 234-1962 
Diritti di rlprtHÌuzIoiia a traduzione una riurvitì 

a termina di legga 

DISTRIBUZIONE PER L' ITALIA 

SOD1P > Vii Zunm. - Milano ^ Talaf. €9 64 251 
DISTRIBUZIONE PER L’ESTERO 

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ranweistmg fiìr Attsiand i Bologna Italia 
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Sensazionale 



dal nostro corrispondente tecnico ZZM, Emilio Romeo 


Abbifirftp II piìicera di pr^s^stiture ai tiostri fedeli lei tetri ttn per^oneiggio 
d'ecc£zioti£^ che entra a far parte della nastra fmniglicL 
Si t rat ut del dort. prof, ing- Cpsyn Dhian Bolm, uh di>t‘^/ore della U.M.C.A. 
(timone Radiptechniiine Cannon Aiamique). corixalente tecnico di grado K 
del S.C.EM^ (Sùcteté CcntraUzec Est-Nyle), e hisegnànte di * idrogeo- 
ffwa » fla moderna scienza delle apparecchiature automatiche a ir£111515/0ri 
di dimensioni microMCopiche) in una importante Università del Nord- 
Africa. 

Il chiarissimo dott. Boleri ha scelto la libertà e si è stabilito in Italia. 
Naturalmente la stm residenza è segreta^ come segreti somo i 5ftì3i 
Imeamenti {infatti la foto ci nxutta aìteratal e U sue gemraUtù che 
e^U stesso ha modifteato in modo tale che è assùhttmnente impossibile 
rtsultre at .suo vero nome: oìtzi è prohahite cite a quest'ora si sia già 
sottoposto alla plastica facckiìc. per sviare le ricerche dei sitai nemtei, 
che^ è da prevederlo, iioii motleratmo tanto facilmente. 

Siamo ritt.M'ki ad assicurarci la stia preziosa cotlaborazione correndo dei 
gravissimi perkoU, fr<mji/<f um decina d'/rt/crm^efiari di cui uno jìoh 
cor;o5ceva Valtro, e speriamo che di ciò siano contenti i nostri lettori. 
Per amore della scienza si fa questo e altro. 

Ma bando alla retorica e cediamo la parola alVillustre prof. dott. ing. 
Cosyn Divian Bolen. 

Nota: non abbiamo voluto apportare alcuna correzione alVoriginale modo 
di esprimersi del celebre dott. Bolen, lasciando intatto il suo sapore 
esotico, sperando che ciò non dispiaccia ai lettori. 


Dezanzarìzzatore a transistori 

Dopo lunghi estudi sono arrivato alla determinazione della frequenza del 
battito delle ali delle zanzare. Tale frequenza è risultata in 1273 battiti al 
secondo: di conseguenza le zanzare, battendo le loro ali, producono un suono 
di tale frequenza (aH'incirca un LA diesis) molto molesto, che può anche 
provocare l’insonnia in soggetti particularmente sensibili. 

Il circuito amplificatore a transistori è stato studiato apposta per amplificare 
solo la frequenza di 1273 Hz, e presenta una attenuazione di 120 dB a un Hz 
fuori sintonia. Anche il microfono fa parte di un circuito speciale per avere 
la massima resa a tale frequenza. 


-D 



Schema dell’amplificatore selettivo. 

Tutti i transistori sono 2N12345 della nota Ditta CIP 


Ciò premesso, quando una zanzara si avvicina alla volta di un dormentante, 
il microfono capta ii suono emesso dal battito delie ali della zanzara, il suono 
viene amplificato 12600 volte dal circuito, facendo così scattare un relay. 
Come tutti sanno, l'uomo viene punto dalla zanzara femmina, mentre il 
zanzare si nutre solo del nettare dei fiori. 

Orbene, il relay, scattando, apre la piccola porta di un serbatoio in cui vi 
sono un numero sufficiente di zanzari: appena un zanzare esce, intercetta il 
raggio luminoso che colpiva una cellula fotoelettrica, provocando così la 
chiusura della porta, in modo da impedire Tuscia di altri zanzari. Volendo, 
si può azionare nello stesso tempo un contatore in modo da conoscere il nu¬ 
mero dei zanzari usciti. Il zanzare in libertà si dirige, fremente di amore, 
verso la zanzara e tutti e due vanno in viaggio di nozze, lasciando in pace 
il dormiente. 

Questo apparecchio è stato molto utile in Alaska, dove, come tutti sanno, 
le zanzare raggiungono le dimensioni fino a 5 cm di lunghezza e gli uomini 
erano costretti ad abbatterle a colpi di pistola. 

L'approvvigionamento di zanzari avviene facilmente presso gli uffici di Ento- 
mofobia Fitopatologica, che esistono in ogni nazione civile. 

Spero di essere stato molto chiarissimo, crazie. 


Un frammento di fotografia del prof. Bolen, alterata Vostro Cos. Div. Boi. 

e resa sfumata dal servizio segreto della U.R.C.A, 


(cortesia della International World Press) 


Nota: l'amplificatore può funzionare discretamente anche con 7 transistori. 
In tal caso l'attenuazione è solo di 90 dB per Hz fuori sintonia. 


1 aprile 1967 





Il circuitiere © 


a cura dell ing. Vito Rogianti 


Questa rubrica è nata per venire incontro alle esigenze di 
tutti coloro che sono agli inizi e anche di quelli che lavorano 
già da un po' ma che sentono il bisogno di chiarirsi le idee 
su questo o quell'argomento di elettronica. 

La periodicità della rubica dipenderà dal consenso che troverà 
tra i lettori, e anche gli argomenti saranno prescelti tra quelli 
proposti dai lettori. 

Si cercherà comunque di affrontare per prime le richieste di 
iargo interesse, a un livello comprensibile a tutti. 

Fatevi vivi dunque, sia per indicarci che ne pensate della 
cosa con critiche e suggerimenti, sia per proporre nuovi argo¬ 
menti da trattare: indirizzate a CD~CQ elettronica - il Circuitiere 
- via Boidrini, 22 - Bologna. 



Circuiti»vari per proteggere gli strumenti 


^ ^ Ai»». At4»Sué»jL 


Quante volte la fretta, la smania di « leggere » le tensioni in 
un circuito appena montato senza fare sufficiente attenzione 
alla polarità e al fondo scala dello strumento non hanno con¬ 
dotto a ingloriosa fine un onesto tester? 

Se è solo l’aghetto che si è un po’ piegato urtando contro il 
fine corsa si può ancora rimediare, ma quando si scardina l’e¬ 
quipaggio mobile o si brucia la bobina c’è ben poco da fare. 
Vediamo un po' adesso come i diodi a semi conduttore ci pos¬ 
sono aiutare ad evitare guai grossi anche commettendo qual¬ 
che errore nell’uso delio strumento. 

in generale si può pensare di realizzare tre classi di circuiti 
che in caso di operazione errata con lo strumento eseguono le 
seguenti operazioni: la prima che si potrebbe chiamare di 
allarme si limita a richiamare l’attenzione dell’operatore, la 
seconda o di protezione, provvede automaticamente alla pro¬ 
tezione dello strumento, e la terza o di correzione automatica 
provvede a modificare automaticamente i comandi errati dati 
dall’operatore in modo tale da permettere di realizzare corret¬ 
tamente la misura. 

Quest’ultima classe però praticamente rientra nella classe degli 
strumenti automatici, che dell'intervento dell'operatore umano, 
a parte la connessione dei puntali al circuito sotto misura, 
sanno fare benissimo a meno. 

In pratica si può pensare di usare delle combinazioni di queste 
classi e si vedrà che mentre l’allarme richiede al massimo 
l’impiego di spie luminose, ovviamente la correzione automa¬ 
tica richiede l’impiego di relè o di dispositivi consìmili più 
ingombranti e costosi. 


GENERALITÀ’ SUGLI STRUMENTI (voltmetri e amperometri) 

Prima dì iniziare a esaminare i vari circuiti proposti vediamo 
di richiamare qualche nozione molto sempice su voltmetri e 
amperometri in continua. 

Un voltmetro, un amperometro o, più in generale, un tester 
con varie portate di tensione e corrente consìste in un tra¬ 
sduttore corrente elettrica - posizione angolare immerso in una 
rete resistiva. II trasduttore, ossia in parole povere lo strumen¬ 
to indicatore a bobina mobile, è caratterizzato in contìnua molto 
semplicemente da due soli parametri e cioè dalla resistenza 
interna r e dalla corrente di fondo scala hs che è la corrente 
necessaria a portare l'aghetto dalla posizione di zero a quella 
appunto di fondo scala. 


©Il circuitiere - Copyright CD-CQ elettronica 1967. 


249 










Circuitiere 



Figura 1 - Voltmetro 



Figura 2 - Amperometro 


La resistenza interna è semplicemente la resistenza ohmica 
che si misura ai terminali dello strumento e occorre evitare 
di procedere alla misura di questa con un ohmetro per il quale 
il livello di corrente con cui lavora è noto oppure è eccessivo. 
Ciò al fine di non distruggere lo strumento ancor prima di 
essersi messi a progettare i sistemi di protezione. 

Nota la resistenza interna e la corrente di fondo scala, appli¬ 
cando la legge di Ohm, si trova subito la tensione di fondo 
scala Vf, 


(1) Vfs = rlfs 

Se ora si vuole realizzare un voltmetro (figura 1) basterà porre 
in serie allo strumento indicatore una resistenza R tale che sìa 


ove V è la portata voltmetrìca desiderata. 

Se invece si vuole realizzare un amperometro con portata di¬ 
versa dal fondo scala dello strumento (ma ovviamente mag¬ 
giore) basterà porre In parallelo a questo una resistenza R tale 
da derivare l’eccesso di corrente, cioè la differenza tra la cor¬ 
rente 1 che si vuole misurare e quella di fondo scala dello 
strumento 

(3) (l-Ifs) R = Isf r 


Combinando un certo numero di resistenze in serie e in paral¬ 
lelo con lo strumento eventualmente usando anche un com¬ 
mutatore, si può così realizzare uno strumento universale con 
più portate voltmetriche e amperometriche. 

Tra gli strumenti indicatori di uso corrente ve ne sono di più 
sensibili con correnti di fondo scala di qualche decina di mi¬ 
croampere e resistenze interne dell’ordine dei kiloohm e di 
meno sensibili con correnti attorno al milliampere e resistenze 
di qualche centinaio di ohm. 

Fig. 3 - Protezione a diodo contro errori di polarità I d'Ue metodi principali per demolire questi tipi di strumenti 

(a parte l'uso della dinamite e del martello che trattandosi 
rispettivamente di chimica e di meccanica non rientrano nelle 
tecniche elettroniche] consistono nell'applicare ai terminali di 
uno strumento un segnale elettrico di polarità errata o tale 
da eccedere largamente la corrente di fondo scala. 




Figura 4 - Caratteristica diretta di dìodi per 
piccoli segnali. 



Figura 5 - Protezione a diodo contro errori di 
sovraccarico. 


250 


CIRCUITI DI PROTEZIONE 

La più semplice protezione contro gli errori di polarità può 
consistere in un diodo invertito posto in parallelo allo stru¬ 
mento indicatore (figura 3). 

E’ bene usare diodi che abbiano bassa corrente di perdita, in 
modo da non causare errori durante la normale operazione dello 
strumento e che abbiano bassa resistenza Interna diretta In 
modo da condurre correnti relativamente elevate senza pro¬ 
durre una rilevante caduta di tensione ai capi dello strumento. 
Si potranno usare sia diodi al germanio che al silicio, te¬ 
nendo presente che la tensione di ginocchio (figura 4) vale 
nei primi circa 200 mV e nei secondi circa 500 mV e che col 
germanio a differenza dei silicio la corrente di perdita può dare 
problemi. 

Poiché poi in genere la tensione di fondo scala degli strumenti 
indicatori si aggira sempre attorno a qualche centinaio di 
mìllivolt, e cioè si trova nei pressi delle tensioni dì ginocchio 
dei diodi, sì può pensare di avere una buona protezione contro 
i sovraccarichi ponendo un diodo, questa volta in connessione 
diretta in parallelo allo strumento. 

In tale caso ovviamente la massima corrente che potrà percor¬ 
rere Io strumento sarà data approssimativamente dalla ten¬ 
sione di ginocchio divisa per la resistenza interna r dello stru¬ 
mento stesso. 

Questo metodo, per il quale è opportuno l'uso di dìodi al silicio, 
presenta però l’inconveniente della corrente di conduzione di¬ 
retta dei dìodi che anche al disotto della tensione di ginocchio 














non è certo trascurabile e ohe provoca un certo errore nella 
lettura: tra l’altro anche la definizione della « tensione di ginoc¬ 
chio » è una cosa abbastanza incerta e legata ai livelli di 

corrente che si vogliono considerare. 

Più complicato, ma estremamente più efficiente e di applica¬ 
bilità limitata ai soli voltmetri è l’uso di un diodo zener, la 

cui caratteristica è riportata in figura 6, come elemento di 

protezione. 

Il diodo, che è caratterizzato dalla tensione di rottura V^, va 
connesso come è indicato in figura 7, cioè tra massa e il punto 
del resistere di caduta R in cui la tensione corrispondente alla 
corrente di fondo scala dello strumento indicatore vale appros¬ 
simativamente 0,7 Vz. 

Ciò richiede di spezzare il resistere di caduta R in due resi- 
stori R, e R 2 la cui somma sia ancora pari a R e con R 2 tale 
che valga 


(4) Ifs (r + R^) =0.7Vz 


Cìrcuìtiere 



Figura 6 - Caratteristica di un dìodo zener. 


Con lo schema di figura 7 si può essere certi che un errore 
di polarità sarà corretto perfettamente dalla caratteristica di¬ 
retta del diodo zener, mentre un errore di sovraccarico farà per¬ 
correre lo strumento da una corrente in ogni caso Inferiore del 
50% in più del valore di fondo scala, ciò che è tollerabile con 
tutta sicurezza. 

Quanto più è netto il ginocchio relativo alla tensione di rottura 
Vz, tanto più il fattore 0,7 della [4) può essere accresciuto e 
avvicinato all’unità, senza il pericolo ohe la corrente che il diodo 
inizia a condurre prima di Vz, provochi errori di lettura in con¬ 
dizioni normali. 

In genere i diodi zener con tensioni di rottura al disopra dei 
volt 6-=-7, hanno ginocchio assai più netto degli altri: da misu¬ 
re fatte su campioni delle due categorie si è visto che la cor¬ 
rente per la quale la tensione era sufficientemente vicina a 
quella di rottura variava nei due casi da qualche microampere 
a qualche milliampere. 



Figura 7 • Protezione con diodo zener. 


CCIRCUITl DI ALLARME 

Sui circuiti di allarme non vale la pena di soffermarsi troppo a 
lungo sia perché spesso l’informazione relativa airallarme viene 
ottenuta con un circuito che fa anche da protezione sia perché 
nel caso contrario l’operatore, che si accenda o no una spia 
rossa, sarà già abbastanza allarmato di per sé a vedere l’aghet¬ 
to sbattere violentemente in fondo scala. 

Sotto questo punto di vista più insidioso può essere un errore 
di polarità, perché in tal caso la deflessione deH'aghetto è as¬ 
sai modesta e l’operatore può non accorgersene. 

Procedendo come indicato in figura 8 si può usare un transi¬ 
store al germanio che dovrà avere un guadagno di corrente 
sufficiente ad accendere la lampadina a incandescenza che ne 
costituisce il carico di collettore. 

Naturalmente in questo caso, come si è detto prima, la giun¬ 
zione base emettitore del transistore fornisce anche la prote¬ 
zione, ragion per cui anche se il transistore non guadagnasse 
abbastanza da accendere la lampadina, si potrebbe essere certi 
della sopravvivenza delio strumento e allora tanto varrebbe fa¬ 
re a meno in partenza deH’allarme. 

Tuttavia poiché sappiamo che le cose elaborate, anche se un 
po' inutili, talvolta piacciono ugualmente, indichiamo in figura 9 
una idea per un circuito da usare come voltmetro e che fornisce 
protezione e allarme per tutti e due i possibili errori. 

In particolare grazie all’accendersi dell'uno o dell’altro dei due 
transistori e delle relative lampadinette il circuito ci dice quale 
dei due errori sia stato commesso e cioè errore di polarità o 
di sovraccarico. 



Figura 8 • Protezione e allarme per errori di polarità. 



Figura 9 - Protezione e allarme per errori di 
polarità e sovraccarico. 


CIRCUITI DI CORREZIONE 

Venendo infine ai circuiti di tipo automatico c’è da dire che 
mentre per una cifra che va dal migliaio di dollari in su si pos¬ 
sono comprare degli ottimi voltmetri interamente automatici sia 






















Circuitiere 



10 


nella scelta della polarità che del fondo scala (e che tra l'altro 
presentano i dati in forma numerica], la complessità dei circuiti 
richiesti per effettuare queste operazioni ci induce a ripiegare 
su quaicosa di molto semplice. 

ii semplice automatismo che proponiamo si limita ai solo cam¬ 
bio automatico della poiarità (figura 10). 



Tutte le volte che sì ha un errore di polarità il transistore che 
segue lo strumento si accende facendo cambiare stato al trigger 
di Schmitt. Si produce aiiora un impuiso che arriva al flip-flop, 
che è connesso a contatore, facendogli cambiare stato, qualun¬ 
que fosse lo stato precedente. La bobina di eccitazione del relè 
si trova in serie al collettore di uno dei due transistori del 
flip-flop. 

Aggiungendo amplificatori, altri relè e un po' più di logica si 
potrebbe poi passare allo studio di voltmetri automatici del tipo 
cui si è fatto cenno prima. 

Per non complicare troppo le cose e per non appesantire trop¬ 
po l’articolo abbiamo preferito farne a meno, ma chissà che 
qualcuno dei nostri lettori non sia stato stimolato a tirare fuori 
qualche realizzazione che vedremo su uno dei prossimi numeri 
di C.D.? 




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Limatura dei quarzi 

sevizie e malvagità elettroniche 

di cui può rendersi colpevole un depravato. 


note di Giampaolo Fortuzzi 


Non che io pesonalmente mi ritenga depravato, ma ai più la sola 
idea di intervenire alT interno di un quarzo con semplici e 
grossolani strumenti suona blasfema. Non tanto quindi per 
salvare la mia riputazione ma per introdurvi a una operazione 
il più delle volte necessaria scriverò queste righe. 

L'Autore 

E’ possibile intervenire su un cristallo in maniera tale da spo¬ 
starne la frequenza di risonanza, anzi tutte e due, sia quella 
serie che quella parallelo. A parte lo spostamento della sola 
risonanza parallelo che si ottiene variando la reattanza in 
parallelo al quarzo nel circuito esterno, come vi ho accennato 
nel mio precedente articolo, a esempio tramite una capacità va¬ 
riabile di pochi pf, vedremo ora come spostare la curva di 
risonanza del quarzo, cioè variarne la frequenza nominale. 

Si presentano evidentemente due possibilità, l'innalzamento 
e l’abbassamento della stessa. Supponendo di avere tra le mani 
lo « slice » O cioè la fetta di quarzo, e vedremo poi come 
fare ad averlo, si può spostare in basso o in alto la frequenza 
nominale: per fare questo, realizzeremo prima un oscillatore 
di prova, come a figura 1 per esempio: 



Figura 1 - Oscillatore 


Il circuito L-C deve potersi accordare alla frequenza nominale 
del quarzo. Ascolteremo poi la nota delToscillatore tramite un 
ricevitore che sia stabile, e già a regime termico. Dopo l’inter¬ 
vento sul cristallo, lo inseriremo di nuovo nelToscillatore, e 
senza più ritoccare Toscillatore, raggiungeremo la frequenza 
voluta. 

Intervento sul cristallo: otterremo un abbassamento della fre¬ 
quenza del quarzo « caricandolo »; questa operazione si fa ri¬ 
coprendo il cristallo con un leggero strato di grafite, scrivendo¬ 
ci sopra con una matita abbastanza tenera, tipo 2B. Si può ar¬ 
rivare ad abbassamenti di qualche percento con questo metodo: 
è quanto vi consiglio per spaiare due quarzi identici al fine di 
poter realizzare un filtro a mezzo traliccio, come vi ho descritto 
nel mio precedente artìcolo. In questo caso sì agirà su uno solo 
dei quarzi, lasciando l’altro intatto.. 

Si ottiene un innalzamento della frequenza nominale « allegge¬ 
rendo » il cristallo: questo si può fare tramite abrasivi o tele 
smeriglio finissime, e permette spostamenti anche notevoli 
della frequenza nominale. Questo metodo ve lo consiglio per (*) 


li prova 


(*) slice (pronuncia slais), americano: fetta 


253 














Limatura del quarzi 


tutti quei quarzi in cui lo « slice » è serrato fra due ganasce 
metalliche, cioè distaccabile dai reofori: si pone allora la tela 
abrasiva umida su un vetro orizzontale che funge da piano di 
riscontro, e vi si frega sopra il cristallo, premendolo con un dito, 
con movimento circolare, variando la posizione del dito in 
maniera da operare un abbassamento uniforme. Si rimonta poi 
li cristallo nel contenitore, lo sì inserisce nelToscillatore di 
prova e si verifica lo spostamento di frequenza, ripetendo even¬ 
tualmente più volte le operazioni. 

Nel caso si volesse ottenere una frequenza molto precisa, a 
esempio per appaiare quarzi per un filtro a traliccio intero, gli 
ullimi passi conviene farli con abrasivi al carborundum, o anche 
col così detto « rosso da gioielliere », usando sempre come 
piano di riscontro un grosso vetro, sul quale si è stemperato l’a¬ 
brasivo. Questa operazione, lunga e noiosa, non è mai neces¬ 
saria quando si spaiano quarzi per un mezzo traliccio, a meno 
che per esigenze personali non si voglia rendere lucide le su- 
perfici prima grattate. 

Questa operazione può essere abbastanza brutale: un tale di mia 
conoscenza brutalizzò un FT243 su una mattonella di ceramica 
nel bagno. 

Volendo si può usare acido fluoridrico diluito: questo intacca 
uniformemente il cristallo, assottigliandolo; tenete però presen¬ 
te che è uno degli acidi più pericolosi da manovrare quindi at¬ 
tenzione alle mani e alla casa. Dopo ogni immersione lavate 
lungamente il cristallo in acqua corrente tiepida. 

Comunque, per non avere deturpati sulla coscienza, vi consi¬ 
glio i primi metodi, anche se meno raffinati. 

Non tutti i tipi di quarzi si prestano ugualmente bene a en¬ 
trambe le operazioni, pertanto entrerò ora nei dettagli, spe¬ 
cificando il tipo di quarzo. 

FT243: è il quarzo surplus più noto e più facile da lavorare; si 
trova in frequenze da circa 2 MHz fino a circa 9MHz. 

Per estrarre lo « slice » si allentano le tre viti sul fianco del con¬ 
tenitore di bakelite, tenendolo ben serrato con le dita, per 
evitare che la molla all’Interno vi spari il coperchio per aria; 
estratto in cristallo con cautela, dopo aver liberata comple¬ 
tamente la fiancata, e senza danneggiare i reofori di foglia di 
bronzo, potremo passare all’intervento. Questi quarzi si pre¬ 
stano molto bene a essere alzati tramite assottigliamento col 
metodo prima descritto. Il cristallo è molto robusto, e se il 
piano dì riscontro è perfettamente pari è quasi impossibile 
spezzarli. 

Ve li consiglio per le prime prove; il loro costo sul mercato 
surplus è di qualche centinaio di lire. 

CR-1A/AR: è un poco più grande del precedente, sempre in 
custodia di bakelite marrone, dimensioni 29x30x 10 mm, pie¬ 
dini distanziati di 13 mm. Il cristallo si estrae togliendo tran¬ 
quillamente il coperchio sul lato superiore del contenitore; se, 
svitate le due vitine, il coperchio non si stacca, forzate con la 
lama di un giravite sulla guarnizione di gomma tra coperchio 
e contenitore. Poi, con cautela e l'ausilio di un paio di pinzette, 
estraete il telaio rettangolare interno, nel quale c'è il cristallo 
stretto tra due ganascia metalliche da una molla pronta a 
saltarvi in un occhio. Vi ho schizzato questo tipo a figura 2: 


Figura 2 - Quarzo tipo CR-1A/AR CUR-CUU 



254 


Anche questo quarzo si presta egregiamente a essere alzato 
tramite limatura come il tipo FT243: gli « slices » sono uguali 
nei due tipi. 






















DC-11-A Bendìx Radio: è il più grande di tutti, le dimensioni Limatura dei quarzi 
del contenitore sono 40x44x17 mm, distanza tra i piedini 
19 mm. E' realizzato circa come il tipo CR-1A/AR, solo che 
il telaio interno, anziché rettangolare, è a semplice L, con 
ulteriore molla a spirale che lo innalza di qualche millimetro 
quando si toglie il coperchio sul lato superiore, così da faci¬ 
litarne l'estrazione. Lo « slice » di quarzo è piuttosto grande, 
e come i due tipi precedenti si presta molto bene a essere 
alzato di frequenza tramite limatura, mentre non risente pra¬ 
ticamente dell’effetto di carico grafitandolo. Date però le sue 
dimensioni quasi enormi troverà un impiego limitato ad appa¬ 
rati surplus 0 altro, ma non certo in filtri per ricevitori a 
transistori. 

Quarzi General Electric: sono quelli che assomigliano a delle 
valvole octal metalliche, con funghetto sulla testa, come ve¬ 
dete da figura 3: 



Per intenderci, sono i quarzi tipo quelli del BC621: ho detto 
tipo quelli, non quelli del BC621, che siete pregati di lasciare 
stare come sono. 

Comunque si tratta di quarzi di qualità eccezionale, e Io di¬ 
mostra in parte la serietà e la robustezza dell'involucro. Per 
arrivare allo « slice » si deve segare via la parte superiore 
della custodia, che eseguiremo con sega da traforo e mani 
della festa, tagliando a due millimetri dallo zoccolo, tutto in¬ 
torno. Usando una sega più grossa si corre il rischio che le 
bave, più grandi, vi impediscano poi di sfilare il cappellotto. 
Poi si allenta la vite che ferma la molla che stringe le gana¬ 
sce, la si sfila con cautela verso l'alto, e si può alzare la 
prima ganascia liberando così il cristallo, che è piuttosto gran¬ 
de, come quello del tipo DC-11-A precedentemente descritto. 
Anche per questo quarzo consiglio l’Innalzamento di frequen¬ 
za tramite grattatura, come già detto. Questi quarzi si tro¬ 
vano in pochi valori da circa 2 MHz a 6 MHz, è molto facile 
trovarne degli identici, pertanto potremo realizzare dei mezzi 
tralicci di ottima qualità spalandoli. Non vi consiglio di rimet¬ 
terli nella custodia originale, molto ingombrante, ma di togliere 
il contenitore di ceramica, fissarlo su un piano di plastica, 
sul quale trova posto anche il secondo, e rimontare poi gana¬ 
scia superiore e molla come prima; il tutto deve poi essere 
coperto da uno scatolino, possibilmente metallico, a massa, 
per evitare che dei ratti vi nidifichino, come da figura 4: 



Si ottiene così un arrangiamento compatto; nel caso di rea¬ 
lizzazione su circuito stampato, o bred-board, la basetta di 
plastica può essere il supporto del circuito stesso, o il bred- 
board. Raccomando comunque la copertura, che funge anche 
da schermo elettrico. 


255 







Limatura dei quarzi 


Finora si sono visti quarzi nella banda di frequenze da circa 
due a nove MHz, buoni pertanto per realizzare ricevitori ex¬ 
novo a semplice conversione, come già vi ho detto nel prece¬ 
denti articoli riguardo la realizzazione pratica dei filtri a quar¬ 
zo e del generatore sweep a lenta scansione per l'allineamento 
dei medesimi. Questo ordine cronologico è dovuto al fatto che 
ho voluto pariare prima dei quarzi più facilmente lavorabili; I 
modelli che vedremo ora sono assai più delicati, vi prego per 
il vostro bene di trattarli in momenti di lucidità e con l/animo 
tranquillo. 

FT241-A: sono quelli in custodia nera di dimensioni 28x27x 10 
mm, distanza tra i piedini 12,5 mm; in cima portano una iscri¬ 
zione nera su campo bianco del tipo; 

CHANNEL 50 
25,0 MC 

che come ho già detto nello scorso articolo, non è affatto a 
25 MHz, ma a 462,9 kHz, in quanto la frequenza scritta sopra 
è la 54“ armonica, pertanto la fondamentale, cioè la frequenza 
di oscillazione del quarzo si trova dividendo la frequenza scritta 
sopra per 54. Come ho già detto, questi quarzi costituiscono 
una serie in cui ciascuno differisce da quelli adiacenti di circa 
1,8 kHz, comunque può capitare di doverne ritoccare la fre¬ 
quenza. 


Figura 5 - Quarzo tipo FT241-A 



Per aprirli, dopo avere consultato la figura 5, procedete così: 
svitate completamente le viti nel fondello, e con un giravite 
forzate tra guarnizione e coperchio, con cautela, così da di¬ 
staccarla dal coperchio: sfilato quest'ultimo, vedrete il cristallo 
sospeso a due sottilissimi fili; lo « slice » è molto piccolo e 
sottile, e le saldature a questi molto delicate, quindi cautela. 
Le due facce del cristallo sono argentate, e a questo velo di 
argento sono saldati i reofori. 

Questo quarzo si può abbassare di frequenza riportando della 
grafite sulle facce argentate, tenendolo tra il pollice e l’indice 
della sinistra, così da sorreggere anche lo zoccolo che altri¬ 
menti col suo peso staccherebbe i reofori dalla argentatura. 
Lo sì può anche facilmente alzare di frequenza, limandolo ai 
bordi, comunque vi consiglio questo metodo Jnsegnatoml da 
AV, che è un vecchio seviziatore di quarzi: preso il quarzo tra 
le dita, con un paio di tronchesini da unghie (100 lire dal 
tabaccai], asportate delle microscopiche schegge da un angolo. 
Se poi smette di oscillare, tirate un moccolo e toglietene un 
pezzetto dall'angolo opposto: vedrete che riprende; queste 
sono parole di quel signore, ma il bello è che succede proprio 
così: resta da definire se sia dovuto al moccolo o a un bi¬ 
lanciamento del cristallo. Con queste operazioni cala un poco 
il Q del cristallo, e questo per i filtri non è un male in quanto 
li rende meno ondulati In banda passante. Con quest'ultimo 
tipo di quarzo è possibile fare degli ottimi filtri a mezzo tra¬ 
liccio per ricevitori con canali di F.l. al valore classico di 467 kHz, 
o nei dipressi, magari per chiamare a nuova vita vecchie ba¬ 
racche. 

Passiamo ora ai più difficili, cioè ai quarzi di produzione odier¬ 
na in custodia metallica, e che si trovano surplus su frequenze 
da circa 1,2 a 7 MHz, oppure attorno ai 455 kHz. 

Si deve dapprima aprire il contenitore, che è saldato allo 
zoccolo porta piedini; per questo si afferrano, tramite una mor- 
setta o un grosso paio di tenaglie tutti e due i piedini, così 
da mantenerli freddi, poi si mette il coperchio su una fiamma 
250 3 93s: appena lo stagno fonde allontanatevi dal fuoco e con un 

paio di pinze tirate sfilando il coperchio. Fate attenzione a ti- 

















rare in direzione normale allo zoccolo, così da non rovinare il Limatura dei quarzi 
cristallo. Come vedete da figura 6, lo « slice » che ho dise¬ 
gnato tondo ma che può anche essere quadrato in certi tipi, 
in genere è fissato ai prolungamenti dei piedini tramite sai- 
datura ad argento: 



Figura 6 - Quarzo miniatura in custodia metailica. 


Questi quarzi si trovano molto facilmente surplus su queste 
frequenze: 1400 kHz, 3665 e 3670 kHz, 4382,5 e 4385,83 kHz, 
che come vedete si prestano egregiamente per canali di me¬ 
dia frequenza per ricevitori o per fiitri per trasmettitori SSB, 
col vantaggio che data l’altra frequenza nominale si può arrivare 
alla frequenza ricevuta, o a quella di trasmissione con una 
sola conversione. 

Praticamente si possono solo abbassare di frequenza tramite 
grafitatura; ad esempio un 1400 kHz, annerendogli una faccia 
con matita 2B si sposta a circa 1398 kHz. Se durante questa 
operazione dovesse smettere di oscillare, lavatelo con un pen¬ 
nellino e del tetracloruro di carbonio, asciugate e ricominciate 
da capo, con l’avvertenza di fermarvi un poco prima, cioè fate 
attenzione a non caricarli troppo. 

L’asportazione di schegge dal bordo non ne varia minimamente 
la frequenza: solo a un certo punto non oscillano più, per¬ 
tanto evitate questa prova. 

Per i temerari, si potrebbe provare ad alzarli di frequenza 
asportando con acido un poco di argentatura dalle facce, e 
subito lavandoli come si deve; comunque vi faccio presente 
che io questa prova non l'ho ancora fatta . 

Si deve poi richiudere il quarzo: infileremo di nuovo il coper¬ 
chio al suo posto ,e lo salderemo tutto intorno, tenendo lo 
zoccolo in una morsa, stretto per i piedini, così da tenerli 
freddi: non cercate di riinfilare il coperchio nel suo solco 
perché non è necessario, e questa invece deve essere una 
operazione veloce. A proposito, provando il quarzo nell'oscil¬ 
latore di prova ricopritelo col coperchio, senza saldarlo, in 
quanto anche la custodia metallica carica lievemente il cri¬ 
stallo ,abbassandone la frequenza di qualcosa. 

Di quarzi ne esistono ancora di tanti altri tipi, che comunque 
ricadono sotto gli esempi che vi ho portato. E con questo ho 
finito: dapprima vi ho presentato lo sweep lento per la tara¬ 
tura del filtri a quarzi poi vi ho dato qualche esempio di questi 
filtri. Infine ora vi ho detto come aggiustare i quarzi che si 
trovano abbondantemente sul mercato surplus per poche cen¬ 
tinaia di lire. 


Spero con questi tre articoli di non avere causato traumi psi¬ 
chici, ma di avere fatto capire come in questa era di super¬ 
ricevitori da « cinquecento sacchi » sia ancora possibile, con 
spesa relativa, e ben maggiore soddisfazione, realizzare degli 
apparati di classe, evitando così di essere solamente scialbe 
voci davanti a un microfono, magari maghi del pile-up, ma senza 
capire o sapere un fico secco di quel bellissimo affare che 
hanno pagato cifre astronomiche a grosse ditte americane o 
tedesche. 

Hertz, Righi, Marconi, Lee De Forest, Hartley, non comprarono 
i loro trabiccoli alla ditta tal dei tali, e non mi si venga a dire 
che allora le ditte tal del tali non esistevano, perché questo 
significherebbe non avere capito nulla di niente. 

Hanno ragione a toglierci le bande: quello è un metodo in¬ 
sulso per occuparle, e non ha niente a che vedere col miglio¬ 
ramento sul piano scientifico dell'indivìduo, E poi sghignazzano 
dietro al ragazzino che si è fatto uno scatolotto di latta che 
gracchia e che lui si ostina a chiamare ricevitore; elaborano 
astruse teorie per mascherare la propria incapacità. 


257 








Convertitore per 
analizzatore panoramico 

note deH’ing. Giancarlo Francesco Zamagni, GAH 


Riporto sotto nella figura 1 lo schema di un semplice converti¬ 
tore di frequenza, per adattare l'ingresso del Panoramico a suo 
tempo descritto (CD, 4/66) a ricevitori con IF diversa da 455 
kHz. 

li problema mi è stato posto da molti amici (che mi hanno 
scritto prima di iniziare la costruzione di detto strumento) sì che 
ritengo utili poche righe suH’argomento. 

Poniamo il problema in termini pratici e diciamo: 

Dovendo usare l’analizzatore panoramico con un ricevitore che 
ha una media (la prima fissa naturalmente) diversa da 455 kHz, 
come devo comportarmi? 

Le risposte sono due. La prima — immediata deduzione di 
un ragionamento « alla Bertoldo » — esaurisce la conversione 
dello stadio mixer del Panoramico, con valori di frequenza tali 
da permettere l’Immediato accoppiamento dello strumento al 
ricevitore interessato. 

La seconda risposta trova evasione nella costruzione di un 
convertitore atto ad « adattare » la media di ingresso del 
panoramico al valore di quella di uscita del ricevitore che si 
vuole adoperare. Concretizzando l'esempio, esaminiamo il caso 
di dover collegare l’analizzatore sopra citato a un ricevitore 
G4/214. 




B 

figttra 1 

LI CI risuonano a 4,6 MHz 
L2 C2 risuonano a 455 kHz 



258 


I dati del vostro problema sono i seguenti: 

1) Collegare — per ragioni di risposta — il panoramico alla 
media a 4,6 MHz. 

2) Adattare l'analizzatore a questo valore. 

II primo punto è già esaurito dalla figura 1A, e ritengo non 
necessiti di commenti. La figura 1 B è a chiarimento del se¬ 
condo punto. 

A conclusione posso aggiungere che sarà bene montare il 
convertitore aH’interno del ricevitore e collegare l’uscita di 
quest’ultimo al panoramico mediante cavetto schermato coas¬ 
siale, Nel caso che il cavetto di collegamento risulti troppo lun¬ 
go la figura 2 riporta un semplice inseguitore catodico da far 
seguire al convertitore di figura 1B. 

Spero di aver esaurito l’argomento e di aver così soddisfatto 
le molte richieste. Grazie per l’attenzione e 73. 


















novità dalla S.G.S. - Fairchild: 

Transistori planari per B.F. 

note di Gerd Koch 
parte seconda 

(la prima parte su CD-CO elettronica 3 / 67 , pagine 194 - 197 ) 


Come promessovi nel precedente articolo, eccomi a presentarvi 
l'ultima novità nel campo «total planar» destinata ad amplifica¬ 
tori per BF di cui costituisce la nuova generazione, forse il 
colpo-basso dedicato agli adopra-valvole come me; poiché le 
prestazioni di questa nuova serie sono veramente notevoli, nien¬ 
tedimeno che 0,04% di distorsione a 30 watt d’uscita unita¬ 
mente a una banda-passante di 28-^80.000 Hz. 

Leggendo quel 28 Hz come frequenza minima, la maggior parte 
degli adopra-valvole si rinfrancherà pensando che con certi spe¬ 
ciali sacrifici, con le valvole il limite suddetto si può ridurre 
fino al disotto dei 20 Hz, ma quale push-pull a tubi elettronici 
può dare una distorsione inferiore allo 0,1 %? Considerando che 
la maggior parte degli amplificatori in circolazione si tiene su 
valori di distorsione che vanno dall’1 fino (e oltre...) al 5% e 
che spesso di HI-FI hanno solo la targhetta... 

Queste note introduttive potranno anche dimostrarsi negative, 
comunque ciò non va assolutamente preso per un'imposizione 
ma soltanto come presentazione di nuovi prodotti basata sui 
dati forniti dalla Casa. 



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ID'OOO 


Ritornando al tema dell’articolo la serie presentata questo mese 
è siglata AF12 e si compone di sette transistori unitamente a 
un diodo anch’esso al silicio; il circuito tipico fornisce presta- 
zoni variabili in relazione ai variare del carico o altoparlante, se¬ 
condo i seguenti dati: 


impedenza del carico 

8 

15 

ohm 

potenza d'uecita 

38 

15 

watt 

distorsione armonica max 

0,04 

0.02 

% 

banda passante (a —3 dB) 

28-^80.000 

hertz 

sensibilità per uscita max (V in) 

0,7 

OJS 

volt 

impedenza d’ingresso 

fiOO 


kiloohm 

tensione d’alimentazione 

4-52 


volt 


Nel circuito applicativo il transistor BC116A è usato come pre¬ 
amplificatore, mentre la coppia BC134/BC145 forma lo stadio 
invertitore [tutti questi transistori sono incapsulati in conte¬ 
nitori di plastica), lo stadio pilota è formato dalla coppia 
BC142/BC143 (incapsulati in contenitore metallico tipo TÓ-5), 
i quali pilotano la coppia finale di potenza di BD117 che va mon¬ 
tata su radiatore avente una dissipazione pari a 1,5 ‘'C/W (del 
tipo standard per contenitori TO-3): il diodo BA128 viene mon¬ 
tato in serie a una resistenza limitatrice tra la base del BC143 
e il collettore del BC145; tutto il circuito si presenta ad accop¬ 
piamento diretto con soltanto i terminali di entrata e uscita 
accoppiati capacitivamente. 


259 


















Cosa da tenere presente in caso di montaggio, è quella del 
non variare il valore dei componenti e tantomeno le tolleranze 
consigliate, unitamente alle tensioni di lavoro minime. 


Figura 3 



BC134 


560Ì1. 


82QaiW 


BC116A 


S.Skff 


BBOil 1W 


j^ioo^r 

r 50VL v2kn 470AIW 

—1- _Z>ma_L^aa 




BD117 


0.5A 2W' 


«Toll. 5 96 








Qui di seguito i valori massimi e tipici dei transistori suddetti: Transistori pianati per b.f. 


BC116A (pnp) BC145 (npn) BC143 (npn) BC142 (npn) BD117 Cnpn) 


max temperatura delia giunzione 

(-C) 

125 

125 

200 

200 

150 

temperatura del case 

(“C) 

25 

25 

25 

29 

25 

max dissipazione del collettore 

(W) 

0,8 

0,8 

3 

S 

30 

tensioni massime: 

Vcb (collettore-base) 

(V) 

—45 

120 

—60 

80 

100 

Vce (collettore-emettitore) 

(V) 

—40 

120 

—60 

60 

60 

Veb (emettitore-base) 

(V) 

— 5 

5 

— 5 

S 

B 

hFE (le 5 mA; Vce 30 V) 


IBS 

95 




hFE (le 200 mA; Vce —2 V) 




90 

90 


hFE (le 2 A; Vce —5 V) 






110 

hfe (le 50 mA; Vce 10 V) 


IO 

1,5 

8 

4,3 


hfe (le 500 mA; Vce 5 V) 






4 


Chiudo questa seconda parte ricordandovi che la figura 1 riporta 
il diagramma della banda^passante, la figura 2 le sagome e le di¬ 
mensioni d'ingombro dei transistori: a figura 3 infine lo schema 
applicativo consigliato. 


Regolatore di livello a 2 sonde 


presentato dal p.i. Paolo Pizzirani 


Il regolatore di livello è un’apparecchiatura elettronica che per¬ 
mette di ottenere la chiusura di un contatto quando il livello di 
un liquido conduttivo supera un certo traguardo fissato da una 
sonda metallica. Questo apparecchio è utile quando si voglia 
regolare il livello di un liquido fra due traguardi, anche molto 
distanti tra loro. 

Gli esempi di impiego di tale apparecchio sono gli stessi dì 
un regolatore galleggiante, inoltre si ha la possibilità di avere 
una regolazione fra due livelli molto diversi, in modo da avere 
un numero minore dì interventi. Trattandosi di un apparecchio 
a circuito statico, non ci sono organi in movimento e pertanto 
si eliminano tutti gli inconvenienti dovuti agli inceppanti delle 
parti meccaniche. 

Questi apparecchi abbinati a normali sonde a giorno, possono es¬ 
sere utilizzati per regolare livelli di serbatoi aperti, vasche, 
canali, ecc. Se abbinati a sonde a tenuta stagna, gli stessi ap¬ 
parecchi possono essere utilizzati ottimamente in caldaie a 
vapore, autoclavi, ecc. 

Il principio di funzionamento si basa sulla conducibilità elet¬ 
trica (che può essere anche molto bassa) del liquido di cui si 
vuole regolare il livello. Il liquido fa ponte fra la massa del 
recipiente e una delle sonde e il segnale che si ottiene, op¬ 
portunamente amplificato, può servire per eccitare un reiay. 
L’alimentazione, a 220 V c.a., viene portata attraverso un in¬ 
terruttore « automatico-zero manuale » all’ingresso di un tra¬ 
sformatore 220/12 V 2 W che ha in parallelo la lampada spia 
di presenza di tensione. DaH’uscita del trasformatore si va a 
un ponte di diodi e quindi a un condensatore di livellamento 
della tensione da 200 pF 25 Vn. 


261 





































Regolatore di livello a 2 sonde La tensione negativa a 12 V c.c. raddrizzata e livellata viene 

portata alla massa del recipiente contenente il liquido. 

Le due sonde di massimo e minimo livello vanno collegate 
rispettivamente al comune e al contatto aperto a riposo del 
relay. Dal comune del relay si va poi in base al primo tran¬ 
sistor con una resistenza di protezione da 47 kO. Dall’emet¬ 
titore di tale transistor si va in base al transistor finale che 
porta sul collettore un relay la cui impedenza vale 110 Q e 
che ha una portata di 5 A sui contatti, 

il funzionamento si ha in questo modo: aliorchè il liquido con¬ 
tenuto nel recipiente viene a contatto con la sonda di massimo 
si realizza un ponte che provoca la chiusura del relay. Al dimi¬ 
nuire del liquido il ponte viene mantenuto attraverso la sonda 
di minimo e quindi la diseccitazione del relay si ha unicamente 
quando il liquido sorpassa il traguardo dì quest'uitimo. 


Schema elettrico 



MESSA IN OPERA E COLLAUDO 

A questo punto si può passare aiia messa in opera deli’apparec- 
chi atura. 

Ai punti 1-2 si porterà l’aiimentazione a 220 V c.a. Il punto 3 
verrà collegato alla massa metallica del recipiente. Nei caso in 
cui il recipiente non sia metallico, occorrerà predisporre una 
massa fittizia tramite un peso ancorato al fondo del recipiente 
con un cavo possibiìmente in acciaio inossidabile che verrà 
collegato al relativo morsetto. 

La sonda dì lunghezza minore si dovrà poi collegare al punto 
4. mentre quella di lunghezza maggiore va collegata al 5. 

Nel caso si presentasse la necessità di eseguire un controllo 
in recipienti di profondità superiori ai 2 metri, non è più op¬ 
portuno l’uso di sonde rìgide che potrebbero facilmente flet¬ 
tersi e dar luogo a contatti inopportuni, ma si consiglia l'im¬ 
piego di funi in acciaio inossidabile mantenute in tensione da 
opportuni pesi. 

Per quanto riguarda rutìlìzzazione se essa è costituita da una 
pompa di alimentazione, dovrà essere coilegata tra i punti 7 e 8 
(contatto chiuso a riposo dei relay): se invece si tratta di una 
pompa di svuotamento dovrà essere collegata fra 1 punti 6 e 7 
(contatto aperto a riposo). 

Portando l’interruttore in posizione « automatico » l’apparecchia¬ 
tura comincia a funzionare, mentre in posizione « manuale » 
sì ha l’esclusione dell’apparecchiatura e l’Inserzione della even¬ 
tuale pompa. 


non perdere un’occasione! 

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Scelta del nastro magnetico 

dì ilNB, Bruno Nascimben 

Se avete un magnetofono, o se avete rintenzione di comprarne 
uno. troverete notizie utili che forse non sapevate. 

Il dilettante, l’hobbysta di registrazione magnetica, molto spes¬ 
so sì trova disorientato quando deve scegliere il tipo di nastro 
per il suo magnetofono. Il principiante in modo particolare viene 
a trovarsi confuso perché il venditore che gli ha fornito il suo 
primo registratore difficilmente lo avrà informato esaurientemen¬ 
te. Questa situaizoneà insoddisfacente è causata sovente da 
personale non qualificato, ma anche un venditore esperto spes¬ 
so dimentica di dare spiegazioni o trascura di darne perché le 
ritiene di scarso valore. 

In Italia non esistono attualmente libri o altre pubblicazioni che 
affrontino particolarmente l'argomento, e gli stessi cataloghi di 
forniture per registrazione magnetica portano inesattezze. Ulte¬ 
riore complicazione è dovuta alle norme internazionali della 
registrazione magnetica che purtroppo non tengono conto del 
nostro sistema metrico, e quindi II diametro delle bobine, la 
velocità di registrazione, la lunghezza del nastro, non sono 
numeri interi se espressi in millimetri, centimetri, metri. 

Il nastro magnetico che si trova in commercio, essendo dì 
diversi tipi, offre inoltre ulteriore incertezza a chi compra. E' 
migliore il nastro di acetato, oppure queiio di PVC, di poliestere, 
o di mylar? Per quale motivo bobine di eguali dimensioni posso¬ 
no dare differenti tempi di registrazione? 

MISURA DELLE BOBINE 

Le misure standard delle bobine variano in diametro da 6 cm 
a 25 cm. La lunghezza del nastro contenuto varia da 60 m 
a 1100 m. 

La dimensione massima deila bobina che potete usare dipende 
logicamente dalla massima dimensione che II vostro magneto¬ 
fono può alloggiare. Molti modelli popolari permettono soltanto 
bobine fino a 15 cm, registratori portatili consentono bobine 
molto più piccole. E’ chiaro che ta quantità di nastro contenuto 
in una bobina dipende dallo spessore del nastro stesso, e d'altro 
lato il tempo di registrazione e di ascolto sono determinati dalla 
lunghezza del nastro e dalla sua velocità di scorrimento. 

La velocità di scorrimento è determinata dalla qualità della regi¬ 
strazione che si desidera ottenere, ma alcuni magnetofoni più 
economici, avendo un'unica velocità, non permettono neppure 
l’imbarazzo della scelta. Ad ogni modo per avere un orienta¬ 
mento circa la scelta della velocità da preferire, si tenga pre¬ 
sente che tanto più elevata è questa velocità di scorrimento 
tanto migliore risulta la resa delle frequenze più alte, e di con¬ 
seguenza migliore la fedeltà della registrazione. Questo fatto 
risulta evidentissimo a chi possa fare il confronto auditivamente 
di registrazioni effettuate a differenti velocità, ma a scanso di 
dubbi, in tabella 1 è consigliato quando utilizzarle. 



Velocità 
di scorrimento 
consigliata 

Genere di registrazione 

19,5 cm/s 

Registrazioni di elevate esigenze - concerti - mu¬ 
sica classica - etc. 

La qualità e la dinamica del suono risulta parti¬ 
colarmente fedele. 

9,5 cm/s 

E' una velocità comune a quasi tutti i registratori. 
Qualità abbastanza buona con economico impiego 
del nastro. 

4,7 cm/s 

E' adatta per registrazioni di modeste esigenze: 
parlato, programmi radio e tv. 

2,4 cm/s 

Consigliabile quando è richiesta molta economia 
di nastro e non c'è esigenza di qualità. 
Particolarmente utile per registrare lunghe con¬ 
ferenze. 


Tabella 1 


263 
















Scelta del nastro magnetico LUNGHEZZE STANDARD 

Conoscendo dunque la velocità di scorrimento, e sapendo quale 
durata deve avere la registrazione potremo scegliere di conse¬ 
guenza il tipo di nastro e la confezione a noi più conveniente. 
Così facendo eviteremo di comprare inadatte lunghezze di na¬ 
stro, eliminando quei lunghi intervalli di « bianco *» alla fine di 
una registraizone, difficili da riempire esattamente, e la scelta 
appropriata che avremo fatto realizzerà per noi una notevole 
economia. 

Il nastro magnetico è disponibile commercialmente alle seguenti 
lunghezze standard: metri 60, 61, 65, 85, 90, ICO, 120, 135, 150, 
180, 250, 260. 270, 360, 540, 720, 730, 1000, 1080, 1100. 

Come si nota non c'è una vera e propria standardizzazione e 
ogni fabbricante sembra voler fare il bastian contrario. State 
poi attenti che il commerciante al quale vi rivolgerete per com¬ 
prare il nastro magnetico, se sprovvisto della confezione da 
voi richiesta, quasi sempre risponderà categoricamente: « non 
esiste ». Prima di fare allora il suo interesse, comprando quello 
che vi consiglia, provate a rivolgervi da un altro più fornito. 

E' ovvio che aumentando la lunghezza del nastro debba aumen¬ 
tare il diametro della bobina che lo continene accolto, ma que¬ 
sto era vero quando c'era un unico spessore di nastro. Ora la 
disponibilità in commercio di nastri sottili « long play », a lunga 
durata, ha rivoluzionato la durata di una bobina, rendendo pos¬ 
sibile utilizzare più nastro a parità di diametro. Questo spiega 
perché la bobina da 5 pollici (cm 12,7) de! vostro amico può 
suonare molto più a lungo di quella che avete comprato la volta 
scorsa. Maggior tempo di registrazione (e quindi di ascolto) 
si può avere sia ordinando una bobina con diametro maggiore 
e nastro dello stesso spessore, o altrimenti, se il vostro magne¬ 
tofono non accetta bobine con diametro maggiore, chiedendo 
un nastro più sottile, extended play, di spessore appropriato. 
Il nastro standard, nelle gamme meno costose, è fatto usual¬ 
mente di un materiale chiamato acetato (ne parleremo più avan¬ 
ti), che è meno sottile e flessibile di altri tipi. La qualità miglio¬ 
re standard ha attualmente una base di plastica denominata 
PVC. L'avvento del poliestere (mylar) come base, ha reso pos¬ 
sibile la costruzione di nastri più sottili e più flessibili con più 
lunghi play time e altri vantaggi, estendendo grandemente il 
quantitativo di nastro su bobine con misure standard. Ad esem- 
'0 una bobina da 18 cm che teneva un massimo rH 
di nastro standard play, può ora accomodare 720 m di nastro 
del tipo a doppia durata, dando il 50% in più di registrazione. 
Usando nastri ancora più sottili, la stessa bobina può tenere 
730 m, o 1080 di nastro triple play, aumentando così il tempo 
di registrazione della bobina originale di 2 e 3 volte. Tali nastri 
sono particolarmente utili in casi come quelli di magnetofoni 
portatili, dove soltanto bobine a piccolo diametro si possono 
utilizzare e dove il time play era formalmente limitato da que¬ 
sta caratteristica. Convertendo le lunghezze di nastro, dette 
sopra, negli attuali tempi di registrazione i benefici possono 
risultare ancora più chiari. Assumendo la velocità di 9,5 cm/s, 
il tempo disponibile per ciascuna traccia dei relativi nastri su 
bobina da 18 cm dovrebbe essere di 60 minuti (m 360), di 90 
minuti (m 540), di 2 ore (m 730), di 3 ore (m 1080). 


Tabella 2 


Alcuni tempi di registrazione per singola traccia (in minuti) 


lunghezza 
del nastro 


velocità 

di scorrimento 


in metri 

19 cm/s 

9,5 cm/s 

4,7 cm/s HB 

2,4 cm/s 

65 

5,5 

11 

22 

" 45 

90 

7,5 

15 

’ 30 ' ’ " 60 ' 

MS 

11 

22 

45 ; 

90 

180 

15 

30 

KBI 60 

120 

270 

22 

45 

90 

180 

360 

30 

60 

120 

240 

‘540 

45 ‘ 

'^90 

180 

360 

730 

60 

120 

240 * 

480 

1080 

90 

tao 

360 

720 


264 











Poiché il tempo di registrazione e il prezzo del nastro dipendono Scelta del nastro magnetico 
così tanto dalla lunghezza di questo, è forse meglio ordinarlo 
per lunghezza piuttosto che precisando il diametro della bobina. 

La lunghezza è normalmente segnata sulla scatola, e la più adatta 
per qualsiasi possìbile programma di registrazione si può trovare 
in tabella 3. 


Tabella 3 


0 bobina 
in 

pollici cm 


lunghezza 

nastro in metri 


tipo 

STANDARD 

tipo 

LONG PLAY 
(lunga durata) 

tipo 

DOUBLÉ PLAY 
(doppia durata) 

tipo 

TRIPLE PLAY 
(tripla durata) 

2V4 

6 

60 

61 

— 

120/180 

3 

7,6 

85 

65 

90/120 

135 

3V4 

8,4 

100 

120 

150 _ 

250 _ 

4 

10 

90/120 

135 

180 

” 270 ' 

4V4 

11 

— 

180 

270 

360 

5 

12,7 

180 

260/270 

360 

540 

53/4 

15 

260/270 

360 

540 

720/730 

7 

18 

360 

540 

720/730 

1080/1100 

8 V 2 

22 

— 

720/730 

1000 

— 

9^4 

25 


10 M 

— 



Non ostante sia possibile, facendo uso di vari spessori di 
nastro, ottenere la stessa lunghezza su bobine con differenti 
diametri, non ce alcun vantaggio nell’avere troppo assortimento. 
La vostra nastroteca sembrerà migliore se identiche lunghezze 
di nastro sono avvolte su bobine di eguale diametro, e ciò rende 
inoltre più semplice la classificazione. 

I nastri long play — io ritengo — sono molto adatti per piccoli 
registratori portatili a batterie. Brevi campioni di registrazione, 
come gli effetti sonori, sono meglio immagazzinati in bobine 
da 7,6 cm, e ciò evita eccessivo riavvolgimento veloce quando 
si vuol ricercare quello richiesto. 

Abbiamo già fatto riferimento alle lunghezze standard alle quali 
è fornito il nastro magnetico, que.5te occasionalmente si posso¬ 
no trovare con variazioni leggermente differenti ed è saggia pre¬ 
cauzione, prima di fare una registrazione importante, far cor¬ 
rere il nastro nel magnetofono alla richiesta velocità di regi¬ 
strazione così da trovare la durata reale, che può essere poi 
scritta sulla bobina. 

MATERIALI BASE 

Prima ho accennato al fatto che oltre ad essere classificati per 
sottigliezza (grado) cioè « long play », doublé play, etc., i nastri 
sono caratterizzati anche dal tipo di materiale di cui è fatta la 
base (acetato, PVC, etc.). La base è la striscia di plastica costi¬ 
tuente il nastro magnetico, o meglio il supporto, sopra il quale 
è stato spruzzato microscopico ossido di ferro. Questo sottilis¬ 
simo strato costituisce la parte attiva del nastro, che immagaz¬ 
zina magneticamente la registrazione. Con i moderni metodi di 
fabbricazione si può ottenere una straordinaria uniformità di 
produzione, ma ciò non si può sempre dire per alcuni nastri 
economicissimi, non ostante eccellenti ditte non trascurino affat¬ 
to il nastro di tipo economico. 

Abbiamo parlato di composizione chimica delle varie basi di 
nastro magnetico, ma le caratteristiche fisiche che ne derivano 
possono avere un effetto sulle nostre registrazioni, ed è bene 
capire quali differenze ci sono. Il nastro di acetato standard 
play, una volta l'unico genere disponibile, tende a divenire fragile 
con l’età, ma essendo con spessore maggiore e meno flessibile 
degli altri difficilmente ha l'inconveniente di allungarsi come 
alcuni delle varietà più sottili. D'altro lato la rigidità che presen¬ 
ta può farlo balzar via dalla testina magnetica, e ciò può condurre 
a un contatto minore che può essere problematico con lavoro a 
quattro tracce. Un nastro standard con base PVC è da preferirsi 
perché è più flessibile. I nastri long play sono fatti di poliestere 
(qualche volta descritti con il nome di mylar) e difficilmente 
causano l’effetto « fall-out » (è questo il termine usato per 



IMPORTANTE 



Assicuriamo i nostri Abbonati 

che 

il conte- 

nuto 

delle edizioni 66 e 67 

del 

volumetto 

« Valvole riceventi, cinescopi, 

semiconduttori» 

della 

Philips è identico, in quanto 

l'edizione 

67 è 

una semplice ristampa del 

primo. 










Scelta del nastro magnetico descrìvere la Caduta in volume dovuta a disj^iformità nella 

copertura del nastro). A dispetto della loro estrema sottilezza, 
questi nastri sono estremamente robusti e si allungano piutto¬ 
sto che rompersi, come la varietà in acetato. 



RENDIMENTO 

Le caratteristiche qualitative di registrazione dei nastri più buoni 
sono molto simili, non ostante leggere variazioni possano appa¬ 
rire a causa delle differenti formulazioni dellossido. Il nastro 
è costoso ed è bene averne cura: si dovrebbe tenere protetto 
quando non si usa perché tende a seccarsi in atmosfera asciutta 
e la polvere di certo non gli fa bene. Oltre ai danni meccanici 
che il nastro magnetico può subire, c'è quello meno ovvio 
causato da campi magnetici. Tenete il nastro lontano da ma¬ 
gneti (come quelli usati in altoparlanti) e da tutti gli apparecchi 
elettromagnetici, altrimenti potrete trovare la vostra preziosa 
registrazione misteriosamente cancellata. Un'altra forma di danno 
magnetico, che si può avere quando un nastro registrato è stato 
fermo molto tempo, è la possibilità di interazione tra le spire 
di nastro avvolte nella bobina. La registrazione dì uno strato di 
nastro viene riprodotta in quello successivo e il risultato è 
un noioso fondo alla registrazione stessa quando si va ad ascol¬ 
tare. E’ consigliabile quindi prendere queste registrazioni dì 
veccia data (se ne avete) e farle svolgere e riavvolgere sovente 
così da disturbare gli strati di nastro. 

I nastri magnetici possono inoltre risultare rumorosi se la testina 
magnetica si è magnetizzata. 


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DINAMICO! 
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l’eccezionale opuscolo « MINIDIG » che 
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teleriparazione d’ora in poi corredato 
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inviando lire 700 anticipato a ilNB - 
Nascimben Bruno Castenaso (Bologna) 















Il chitarriere 

puntata a grande richiesta 


curata da Transistus 


Amici, questa puntata potrebbe meglio intitolarsi « chitarra 
gialla ». e come tale, essere strettamente vietata ai maggiori 
di venti armi. Il titolo risente invece del plagio di uno che mi 
è veramente piaciuto: IL CIRCUITI ERE* Bel titolo, vero, ragazzi? 
E per la rubrica dell amico Vìt non si può nemmeno scrìvere 
queflo che vorrei scrivessero come sottotitolo a queste note- 
-chi vuole partecipavi lo fa a suo rischio e perìcolo-..», infatti 
gli amici che la seguono non corrono alcun rischio, mentre chi 
legge queste note*.. 

Chi legge queste note è già [e prego gli eventuali matusa che 
fossero tra di essi di non prendersela] un beat. Chi le scrive 
un po' meno, per quanto, a forza dì viverci assieme, un po^ di 
« pìperino » sia entrato anche nel sangue del vecchio - nonno 
Transistus », 

Chiariamo invece li titolo di testa: ho ricevuto, per il tramite 
della Direzione e Redazione di CD^CO, infinite richiesto di 
^gseggi strani per effetti ancora più strani* in taf numero da 
indurmi a passare sopra allo schema già predisposto e che 
prevedeva per questo mese un modulatore di tremolo, e da 
convìncermi che un po' di sregolatezza non guasta. Quindi, per 
questa volta, bando all ordine e, alTInsegna della più sfrenata 
e pazza cagnara, si passi Immediatamente a presentare alcuni 
schemi interessanti. 

Molti schemi mi chiesero... no. forse la confusione è troppa,... 
molti amici mi hanno chiesto scusa,,.* o, nemmeno così va be¬ 
ne.**. molti amici mi hanno chiesto, e Io mi scuso con loro 
fora va meglio) per non averlo fatto prima, degli schemi di 
quelle tali infernali scatolette che hanno il solo scopo di 
distoreere a più non posso quelle medesime forme dbnda che 
un amplificatore per bene cerca di passare normalmente indi¬ 
storte. Ma pensate un po' al povero Williamson. progettare 
un amplificatore HTFì, splendido, sentire l'anima piena di » 3 dB 
in più o in meno poter dare a tutti la gioia di un ascolto 
pieno, completo, di una ■ Suonata quasi una Fantasia » (E povero 
anche tu* Ludwfng van Beeth... o van Beat?] e poi udire quelle 
infernali porcherìe che escono dal suo amplificatore... distorte. 
Magra consolazione II sapere che vi entrano distorte, vero? 

Tra gli amici uno mi ha chiesto anche lo schema dei » distorslo* 
metro » [sic!) della Vox. Ed io, pur ignorando se gli amici che 
mi hanno procurato tale schema me l'abbiano passato esatto* 
rendo noto quello che mi è stato propinato come tale: da prove 
da me condotte risulta che gli effetti che se ne traggono, o sono 
quelli del distorcitore In questione, oppure sono i loro ge¬ 
melli* quindi... 


Riceviamo la seguente lettera: 

Deaidero farvi notare che sul numero dJ nen- 
neio '07, neirarticoio Intitolato >r Wolf rJes- 
vitnre bitransJsior ma... in crescita - non h 
riportato nè il voftaggie della batteria da 
lisare, nè l'impedema deiraltoparlante della 
sezione di B.F. con OC74 e OC2S nè, infine, la 
potenza erogata dagli altoparlanti del due sche¬ 
rnì df S.F, 

Distinti saluti, il vostro affezionato lettore 

Leonardo Leonardi 


Risponde l’Autore G. A. Frizzi: 

Mi scuso per le sviste dovute ad un attimo 
di distrazione nel « rifinire » il disegno de! 
« WOLF « e rispondo con ordine: 

1) lo ho usato Lina comune pila de 9 volt per 
transistori* come pure tensioni comprése tra 
i 4J e I \2 volt earapre cort ottimo risultato. 

2) L'altoparìante delle sezione BF (dG74 o 
□C7S ~ OC203 à un comune altoparlante ellit¬ 
tico da 4,6 ohm. ma può essere uno fondò 
delie sfessa impedenza: il guo diametro può 
dipendere dalla massima potenze ohe al vuole 
H udire »* se non si desidera stipe raro un 
audio df 1 W basterà uno de 10 cm, mentre 
se ne vorrete spremere il massimo, occore- 
rà uno da 16 cm. Logico il maggior ingombro. 

3) parte della risposta è compresa in quanto 
detto sopra, il resto si deduce dalTarticolo 
citato: ad ogni modo, fermo restando quanto 
detto l’altoparlante dell'altra sezione BF non è 
necessario superi i 0,3 W. Ottimi gli ellittici 
di piccolo ingombro che i portatili (non ta¬ 
scabili) Sanyo usano. Buoni anche i piccoli 
da 3" della Sony. Si possono usare (ferma 
restando la minor resa acustica e la peggior 
risposta) anche gli « 8 cm » nazionali. 



SCHEMA ELETTHICO DEL DISTORSORE 
-VOX • 

N.B* * I numeri dAll'l al 4 rappreeentaffo f ppntl 
su cyl fono atale rilevate le ferme d'ónda reletive* 
Queste aitpefono alia |»aglna aegiuente con I ri¬ 
spettivi numeri di Identlflcurene. 

Le ferme d^onda dipendone delta poslzlórte df FI 


ACQ9 

Aìkn. 

Pt. 


1 +1 


J 




« Il chitarriere »: puntata a grande richiesta 



Forme d'onda relative al 
distorsore « Vox ». 


In ogni caso io ho rilevato delle forme d'onda su tale trap¬ 
pola, ottenute inviando all’ingresso 0,5 V sinusoidali a 500 
periodi, ricavati da un generatore della General Radio Company 
di tipo professionale, e analizzando i risultati nei vari punti 
con un oscilloscopio Eico mod. 427. 

Lo schema che appare è quindi lo schema di un distorsore di 
una casa seria e ben nota a tutti i « chitarrieri » d’Italia, o 
almeno penso che lo schema sia deli’aggeggio in questione. 
Il funzionamento è il seguente: il circuito presentato è essen¬ 
zialmente un amplificatore squadratore. munito dì una certa 
dose di controreazione regolabile, e nel quale tutte le capacità 
di accoppiamento sono bassissime, al fine di differenziare e 
quindi deformare le forme d'onda del segnale al suo passaggio. 
A seconda della posizione dì P1 la forma del Tonda del segnale 
in uscita cambia, sia in ampiezza che in « contorni >». 

Scusate, amici, la scarsità di « linguaggio tecnico » presente 
in questi articoli, ma molti di voi mi hanno scritto ponendo 
le mani avanti: io non ho mai lavorato di saldatore, vorrei però 
fare qualcosa per la mia chitarra. Ora io fornisco gli schemi, 
ci faccio sopra qualche chiacchierata, ma niente di tecnico, 
però, ragazzi, date retta, non bruciate transistori, fate fare 
questi lavori alTamico radiotecnico, e incominciate anche voi 
dall’inizio: ' circuiti poco compatti, magari transistori su zocco- 
letti, terminali lunghetti, saldatori « leggeri », eccetera, e sor¬ 
bitevi le mie chiacchiere, di cui certo gli esperti non hanno 
bisogno e che salteranno a piè pari. Vedrete che, ridendo, scher¬ 
zando, poco alla volta anche voi imparerete teoria e pratica di 
questo campo così bello» 

Ma torniamo a noi: ho pubblicato lo schema dì cui sopra perché 
molti me Thanno chiesto espressamente, e perché a più d’uno 
toccherà di ripararne qualche esemplare, vista la diffusione dello 
« scatolotto»; ma non per questo rinuncio a propinarvi {bel 
verbo, vero?) qualche schema dì prestazioni analoghe o pre¬ 
sunte tali, di mia produzione. 

Iniziamo quindi con un bel giro in giostra, no, cosa dico, con 
una bella mazurka... nemmeno, e allora? Boh! Mistero! Certo 
sapevamo... 

Certo sapevamo che saremmo stati tacciati di immodestia e 
presunzione (di qui il « pluralis maiestatis»] ma abbiamo voluto 
farlo egualmente. Eh, si, abbiamo dovuto farlo (suspense...)... 
— Coro: ma che cosa? Chiamare — risponde una voce pro¬ 
fonda — i due distorsori qui di seguito rispettivamente TRAN- 
SiSTUS PRIMO E SECONDO. « Guarda come el se cariga... » 
dice una voce in sottofondo— 

Altro amplificatore non lineare con accoppiamento diretto tra* 
mite diodo al germanio, con differenziatori, eccetera. Ma so¬ 
prattutto un oscillatore a rotazione di fase, mantenuto al lìmite 
dalTInnesco, che tende a produrre una oscillazione sovrappo- 
nentesi al suono, e quindi che lo deforma ancor di più. Infatti 
non sempre, ma solo quando la nota emessa contiene la fre* 
quenza propria del circuito « phase shift », sì ha una produ¬ 
zione delToscìllazIone. Tale deformazione speciale è quindi 
casuale e come tale produce un effetto veramente fuori del 
comune. 


Distorsore « Transistus primo » 



268 



















Stesso principio^ ma maggior complessità* nel secondo « mes- “ ■■ chitarriere »: puntata a grande richiesta 
sere lo schema * che si presenta alia vostra appovazione. Qui 
roscillatoré non è un rotatore di fase che produce sinusoidi, 
ma un multivibratore a transistori complementari, regolato an- 
ch'esso appena sotto lì lìmite d'innesco* e che produce onde 
molto più ricche d'armoniche di quelle prodotte dal bel sog¬ 
getto del quale ci siamo occupati in precedenza. Un partico 
lare tipo di mìsceìazìon© produce effetti che si possono para¬ 
gonare a un leggero riverbero. Questo si aggiunge alla distor¬ 
sione propria dell'apparato e ne trae qualcosa di veramente 
buono. C’è solo una regolazione da fare: ruotare P1 fino a 
che iì fischio che l'apparato produce normalmente scompaia, 
poi ancora di un paio di gradi nello stesso senso. Imparerete 
da soli a regolare P2. In quest’ultimo schema poi si nota un 
collegamento « bypass » che comandato da una pedaliera «dop¬ 
pia deviatrice » permette di includere o escludere il diabolico 
marchingegno dal percorso del segnale. 



DIstorsórs « Trjtnsistus secofido n 


Ed ora una anticipazione: per non ricevere (almeno spero) 
ancora una corrispondenza costituita nel 99% dei casi da... 
«Vorrei questo e vorrei quello...», ecco cosa apparirà nei numeri 
successivi (ovviamente se in un numero non ci fosse quello 
che desiderate non lasciatevi scappare il successivo): eco a 
nastro magnetico, amplìftcatore per chitarra bicanale con eco, 
moduiatore di tremolo, distorcìtofe di eccezionaìi prestazioni, 
generatore di # effetto organo »* modifiche alle curve dì rispo¬ 
sta dei pick-up, lavoretti speciali su amplificatori correnti* Se 
quanto desiderate non è compreso neirelenco scrivete pure 
a « Bandiera Gial... »» no* a Transìstus* presso CD-CO. Bye* fiye* 
amici* anzi... beat, beat... 



a n t o V a 

moaisra-mercato nazionale 
del 

materiale radiantistico 



^7ma edizione 


sabat:o 20 aprile - domenica 30 aprile 10G"7 
































Un simpatico fonorelay 


r 



Particolare del circuito. 


di Marcello Carlà 


Nell'estate 1966 decisi di fare un fonorelay. Così senza nessun 
motivo, mi dissi che non potevo stare senza fare un fonorelay. 
In fondo un fonorelay non è una cosa complicata: un micro¬ 
fono, un amplificatore, rivelatore, amplificatore di potenza, relay. 
Rispolverai i vari libri sacri, armato di regolo, una resistenza 
lì, due condensatori qui, un po’ di transistori tanto per far 
figura... sì, può funzionare... Se non che il tutto si rifiutò cate¬ 
goricamente di funzionare. La parte in continua non piantò 
grane; ma l'amplificatore mi fece passare ore d’inferno: oscil¬ 
lazioni e inneschi vari, soffio addirittura assordante o, peggio, 
mutismo completo (o «sordismo»). 

Per farla breve, dopo aver provato 20 (dico venti) schemi di¬ 
versi, dopo i classici quattro mesi di prove e modifiche, sono 
arrivato a questo circuito, e poiché devo dire che mi ha sod¬ 
disfatto abbastanza, mi decido a pubblicarlo. 



r 


9-12 V 


AUM 

HNALC 


Schema del fottereisy E prima di tutto le Caratteristiche: ii relay scatta solo facendo 

____ schioccare le dita o con un altro rumore piuttosto secco. Per 

il resto, anche se parlate ad alta voce, è insensibile (a meno 

che, s’intende, non urliate davanti al microfono). 

Assorbimento: 18 mA circa escluso il finale. Finale: 20 mA circa. 
Può darsi che in una stanza chiusa piuttosto grande accada che 
il bistabile commuti e poi torni alla posizione di partenza: è 
un difetto dovuto all’eco che si genera nella stanza, che esiste 
anche se ad orecchio non si sente. Comunque, regolando op¬ 
portunamente il controllo di sensibilità si può fare in modo che 
il segnale diretto sia abbastanza forte da fare scattare il bista¬ 
bile, mentre l'eco rimane al disotto del livello minimo neces¬ 
sario. 



















































Il circuito non ha bisogno di particolari spiegazioni: TR1-TR2-TR3 Un simpatico fonoreiay 
amplificano il segnale in c.a. La stabilizzazione termica è assi¬ 
curata da R3 nei primi due stadi e R11 nel terzo, 



Il fonoreiay completo. Il relay è stato collegato 
al resto dell'apparecchio mediante una spina per 
comodità. 

Sulla destra si vedono i fili dei contatti del relay 
e dell'alimentazione. 


Il diodo OA72 (ma anche altri tipi vanno bene) funziona da 
rivelatore. TR4 comanda il bistabile. Una parola su C8: forse 
120 pF vi sembreranno pochi; anche a me sono sembrati pochi, 
ma l’apparecchio ha voluto funzionare solo così e mi sono do¬ 
vuto arrendere. Quindi rispettate il valore. 

L'AC128 è finale in c.c. Se è costretto a commutare piuttosto 
spesso, (intendo dire almeno una volta al secondo) deve es¬ 
sere montato su di un radiatore, altrimenti non ce ne è 
bisogno. 

R20 (4,7 kQ) può essere variata in modo da regolare la cor¬ 
rente che scorre nel relay. Il campo di variazione è abbastanza 
ampio, ma ovviamente bisognerà rispettare la dissipazione max 
deirACl28 e bisognerà tenere presente che maggiore è la 
corrente assorbita attraverso R19, più duro sarà il bistabile a 
commutare, finché poi non commuterà più. 

Per Talimentatore bisognerà tenere presente solo due cose: 

1) La tensione sui primi stadi (TR1-TR2) deve essere occura- 
tamente livellata, altrimenti il ronzio, amplificato, farebbe scat¬ 
tare il relay, mentre non importa sia livellata l’alimentazione 
deirAC128. Questa tensione (quella del finale) può essere 
variata secondo il relay usato; basta fare attenzione a non supe¬ 
rare i limiti massimi dell’AC128. 

2) Bisogna disaccoppiare bene il finale dagli stadi precedenti 
e soprattutto da TR4, TR5, TR6. 

Altro mi sembra non ci sia da dire. 



Circuito stampato dal lato collegamenti. 


Se ho dimenticato qualcosa o non mi sono spiegato chiara¬ 
mente, sono a disposizione. 


Perciò buon lavoro e a risentirci (a risentirci?... forse a « riscri¬ 
verci »), magari con un fonoreiay che scatta al suono di una 
parola, tipo « Abracadabra ». Chissà! 


271 






















Solid - state mono amplifier 
8W Hi-Fi 


dì Gianni Parrella 
e del p.ì. Nuccio Caserta 


CARATTERISTICHE TECNICHE DELL'AMPLIFICATORE 

Potenza musicale 8 W 
Sensibilità: radio 20 mV 

registratore 80 mV 
pick-up 150 mV 

Banda passante a 4 W + 2 dB - 35-^18.000 Hz 
Distorsione a 1 kHz a 4 W < 0,3%; 

a 8 W < 0.8% 

Intermoduiazione (50 e 10.000 Hz) <1% 

Controlli: bassi a 40 Hz + 13 dB 

alti a 12 kHz + 10 dB — 15 dB 
filtro alti a 10 kHz —18 dB 


Le valvole, bisogna riconoscerlo cari colleghi tubisti, sono nella 
fase discendente della parabola che trovò il suo vertice negli 
anni appena seguenti la nascita della televisione e si avviano 
ormai stanche, colme di gloria, ai musei della scienza e della 
tecnica, quella stessa Tecnica che ha dato vita al transistor, 
ancor nuovo ma già saturo di storia. Anch’io, come molti di 
voi, mi son fatto le ossa coi tubi, ma ho subito apprezzato 
questa nuova creatura del progresso a tre zampe, colma d'in¬ 
discutibile fascino pur nella sua piccolezza: eccolo oggi al la¬ 
voro in un campo che è stato per anni prerogativa assoluta delle 
valvole elettroniche; gli amplificatori di BF. 


FUNZIONAMENTO 

La realizzazione, risalendo al febbraio ’65, non risentiva ancora 
del boom dello STEREO, per cui fu previsto un amplificatore 
monoaurale che peraltro si presta benissimo ad essere rad¬ 
doppiato. 

Il preamplificatore è stato molto curato sia in sede di progetto 
che di costruzione pratica, onde evitare ronzìi spuri o fruscii 
dovuti alla agitazione elettronica: a tale scopo è stata anche 
prevista una resistenza (R11) per eliminare almeno in parte 
il rumore proprio dell’ACIOT. I controlli di tono sono oppor¬ 
tunamente dimensionati per fornire un’ampia esaltazione o 
attenuazione degli estremi della banda audio, mentre S3 prov¬ 
vede a inserire un filtro taglia-alti, che riduce notevolmente 
il fracasso dì taluni dischi molto rovinati. 

L'amplificatore vero e proprio consta di quattro stadi ad accop¬ 
piamento diretto ed è privo di trasformatori: offre per ciò una 
resa pressoché lineare nello spettro di frequenze audio, limi¬ 
tato all’estremo alto dalla sola fa^ degli AD149. 


Elenco componenti preamplificatore 


RI 

180 ka 


R9 390 kn 

R2 

56 kn 


RIO 27 kn 

R3 

12 kn 


RII 180 kn 5 % (vedi testo) 

R4 

0,5 Mn, pot. log. 


RI2 47 kn 

R5 

68 kn 5 % 


R13 100 kn, pot. log. 

R6 

68 kn 5 % 


R14 4,7 kn 

R7 

1 kn 


R15 50 kn, pot. log. 

R8 

18 kn 5 % 


R16 = R17 1 kn 5 % 

C3 

1 [iF 25 VL 

C8 

130 nF poliestere +10% 

C4 

100 iiF 16 VL 

C9 

47 nF poliestere ±10% 

C5 

16 fjiF 25 VL 

CIO 

2,2 nF ceramico 

C6 

C7 

100 (jlF 16 VL 

5,6 nF ceramico 

GII 

5,6 nF ceramico pin-up 


Le resistenze sono al 10% di tolleranza e Vz W, 
salvo diversamente specificato. 



Q1 AGIO? Philips 

51 commutatore a tre posizioni. 

52 interruttore semplice 


Figura 1 - Il preamplificatore 

















II primo stadio amplificatore è equipaggiato con un AC127, sta- Soiid-State mono ampiìfìer sw hi-fi 
bilizzato efficacemente in c.c. da R23 e controreazionato forte¬ 
mente in virtù di C13, R18, R21, C15: la configurazione è ad 
emittore comune. 



NIC = termistore 500 lì 


Le resistenze sono tutte da V2 W e 10% di tol¬ 
leranza, salvo diversamente specificato. I resisto- 
ri da 1 n saranno costituiti da poche spire di filo 
al nichelcromo per stufe. 


Segue uno stadio « pre-pilota », servito dalTAFUS, usato qui 
per la bassa conduttanza d’uscita e la notevole VceI si nota 
inoltre, montato sul collettore [che poi è la base del seguente 
05), un BA114, stabilizzatore della Ivo dei finali, e un circuito 
di compensazione della temperatura [R29 e NIC); R27 serve 
per regolare il potenziale nel punto K: da questo stadio dipende 
gran parte del guadagno complessivo dell’amplificatore. 


Elenco componenti amplificatore 

R18 560 a (vedi testo) 

R19 68 kn 

R20 68 kn 

R21 18 n 

R 22 3,3 kn 

R23 3,9 kn 

R24 560 n 

R25 560 n 

R26 4,7 kn 

R27 820 n semi fissa 

R28 500 n semifissa 

R29 1 kn 

R30 82 n 

R31 47 n 

R32 82 n 

R33-R34 1 n, 1 W, filo 


La coppia a simmetria complementare AC127/32 è usata in un 
circuito « single-ended »: si è così eliminato il costoso e dan¬ 
noso trasformatore per l’inversione di fase, affidata alla oppo¬ 
sta polarità di Q4 (PNP) e Q5 (NPN) ; con R28 si regola la 
corrente di riposo della coppia e, di conseguenza, anche quella 
dei finali. 


C 12 25 iJiF 40 VL 

C13 3,3 nF ceramico pin-up 

C14 100 !lF 50 VL 

CI 5 500 pF 15 VL 

C16 200 mF 25 VL 

C17 250 pF 10 VL 

C18 1000 uF 25 VL 


Lo stadio d’uscita monta gli ottimi 2xAD149, in push-pull clas¬ 
se B, ai quali è più che sufficiente il dissipatore d’allumìnio di 
cui alla figura 3, per una temperatura ambiente massimo di 
50“C, grazie alla loro bassa resistenza termica; l’impedenza 
ottima d’uscita si aggira sui 7 ohm e lo smorzamento acustico 
è davvero notevole. 





Particolare della sistemazione del 
radiatore dei 2xADl49 



Figura 3 - Piano di foratura telaio amplificatore. 
Alluminio da mm 2. Porre molta attenzìon_e nel- 
i'eseguire i fori relativi al montaggio dei finali. 


L’alimentatore è stato rifatto di recente: il raddrizzamento è 
ottenuto con 4xSD91 e il perfetto filtraggio è assicurato dal 
condensatorone da 2000 ^F/150 VL. 


Figura 4-11 trasformatore deve erogare una cor¬ 
rente max di 1,8 A. Resistenza totale 0,45 H. Dìodi: 
4xSD91: C1 10 nF 400 VL; C2 2000 ^F 50 VL. 
E’ consigliabile inserire sulla linea negativa, du¬ 
rante le prove, un fusibile da 0,8 A. 



^alimentatore; 


Altra veduta del mobile 



274 






















































REALIZZAZIONE PRATICA 

Abbiamo volutamente escluso dalla varia documentazione la 
riproduzione de! circuito stampato, per non vincolare il lettore 
all’uso di determinati componenti a volte difficilmente rintrac¬ 
ciabili: si può invece senz’altro usare la resina fenolica trafo¬ 
rata 0 quelle ottime basette con occhielli stampati in vendita 
nei negozi di radio TV. Raccomandiamo inoltre la costruzione 
delTamplificatore anche ai meno esperti, visto che pochissime 
sono le difficoltà da sormontare, legate esclusivamente alla 
fortuna che avrete nell’acquistare i transistori. 

Un unico consiglio: nellentusiasmo che segue le varie prove, 
non dimenticate mai di collegare l'altoparlante poiché bruce- 
reste in un secondo la fatica di molte ore di lavoro. 

Dopo aver sistemato gli AD149 con le solite ranelle di mica 
sul dissipatore, procederete a ritroso nel montaggio, dall’usci¬ 
ta all’entrata, rispettando i valori dello schema, e procurerete 
di separare o, almeno, schermare efficacemente il preamplifi¬ 
catore e i controlli da tutto il resto. Rivedrete poi almeno tre 
volte i collegamenti e darete infine tensione, dopo aver si¬ 
stemato un carico adeguato all’uscita. Velocemente, agendo 
su R27 (o eventualmente anche su R24), regolerete il poten¬ 
ziale nel punto K a circa metà della tensione d’alimentazione; 
quindi stabilirete mediante R28 la corrente di riposo dei finali 
a circa 20 mA, tenendo lo strumento sempre inserito, durante 
la misura. Passerete poi al controllo dinamico del tutto e sba¬ 
lordirete per la purezza dei suoni riprodotti, tentati di gettare 
dalla finestra il vecchio Trousound con annesse EL84. A pro¬ 
posito di qualità, vi ricordiamo che il valore della resistenza 
R18 di controreazione è un tantino critico e dipende oltre che 
dal guadagno dei transistori, anche dal vostro gusto personale; 
infatti Tamplificatore può rendere sia 10 W e 1,5% di distor¬ 
sione che 5 W e 0,2% di distorsione, secondo come varie¬ 
rete RI 8. 

I sultati riassunti nella tabellina in testa all’articolo controllati 
più volte a distanza di mesi con strumenti adeguati, parlano 
chiaro più di qualsiasi altro sproloquio. 


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-15 - 





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Solìd-State mono amplìfier 8W HI-FI 



Vista specifica della piastra comandi 


Figura 5 - Piano di foratura del pannello frontale 


275 






























Solid-State mono amplifier 8 W HI-FI 


Non ci è possibile addentrarci nei particolari costruttivi del 
mobile diffusore, oggetto di specifica trattazione nel n. 12/'64 
di CD. Chi però volesse ispirarsi alla realizzazione che è visi¬ 
bile nelle foto, può tenere presenti le dimensioni date nei 
disegni di cui alle figure 5 e 6, ricordando che noi abbiamo 
usato come altoparlante un ottimo bicono Philips (0 210 mm; 
risposta 40-^18.000 Hz), e come riproduttore fonografico l'ELAC 
160. 





La nostra realizzazione pratica: si noti Insieme 
l’armonia e la comodità dei comandi; il rivestimento 
è in noce 


Figura 6 • Particolari costruttivi del mobile — 
dimensioni in cm: 

(A) sezione laterale 

(B) sezione frontale 

a) foro altoparlante; si richiede la massima pre¬ 
cisione nel tagliare il pannello frontale. 

b) foro di sfogo onda retrostante. 

c) apertura relativa al pannello comando. 

d) vano giradischi. 

e) piano d'appoggio del giradischi. 

f) tassello di rinforzo angoli. 

g) sorta di schermo acustico. 

Il piano ribaltabile sarà solidale ai pannello re¬ 
trostante. 

Tutte le pareti (esclusa quella frontale) saranno 
tappezzate con due strati di lana di vetro, tenuti 
fermi con tela di sacco a trama larga, e trapuntati. 
Si eviteranno i chiodi, per usare invece solo colla 
e viti d'ottone. 


Come al solito il mobile sarà realizzato in paniforte da 2 cm, 
incollato e avvitato, completamente tappezzato di lana di vetro, 
con un solo lato mobile, tenuto fermo con molte viti (noi ne 
usammo 35 da 3,5 cm). Il pannello frontale sarà in alluminio 
prima satinato, indi verniciato a spruzzo in grigio chiaro: le 
scritte saranno effettuate con normografo n. 3 e inchiostro dì 
china, lasciato abbondantemente asciugare, prima di spruzzare 
leggermente il tutto con vernice trasparente. 

Per convincervi della bontà del progetto, basta che lo confron¬ 
tiate con un analogo amplificatore a valvole: ancora vittoriosi 
risulteranno i semiconduttori per l’ingombro, il calore, la fedel¬ 
tà, la spesa. 

Sob! poveri tubi... 

























































NOTIZIARIO SEMICONOUnORI 


m 

1 


Applicazione dei transistori 
ad effetto di campo (TEC) 

a cura di Ettore Accenti 


Premessa 

Il transistore ad effetto di campo, detto comunemente FET, 
sta aumentando sempre più il numero delle sue applicazioni 
industriali e si prevede che ben presto assumerà un ruolo 

molto importante in quasi tutte le applicazioni elettroniche. 
Le considerazioni che qui verranno fatte hanno lo scopo di 
fornire al tecnico elettronico un panorama delle applicazioni 
di questo dispositivo con quelle cognizioni iniziali che valgano 
a renderlo padrone della tecnica d’impiego del transistore ad 
effetto di campo. Alcune considerazioni sono riportate alla 
fine, in modo che chi lo desideri possa studiarsi concretamen¬ 
te le applicazioni da un punto di vista più completo. 

Che cosa offre il transistore ad effetto dì campo? 

Oltre alla ben nota elevata impedenza d’ingresso, un buon 

transistore ad effetto di campo, se ben impiegato, può dar 
luogo a notevoli vantaggi, come basso rumore, alto guadagno, 
stabilità termica e semplificazioni circuitali. 

La reperibilità di questo componente sta ora allargandosi ed 
è conveniente quindi che sia i tecnici che gli amatori e gli 
sperimentatori comincino a pensarne Tìmpiego in maniera ap- 
profondità, per trarne tutti i possibili vantaggi adottandolo là 

dove questo risulti conveniente. 

Terminologia del transistore ad effetto di campo. 

Non risulta siano stati adottati in Italia nomi e simboli uffi¬ 
ciali per il transistore ad effetto di campo. Per lo più, anche 
in Italia, si sono mantenuti i termini inglesi: così il transi¬ 
store ad effetto di campo è stato chiamato FET (dall'inglese 
Field Effect Transistor) e gli elettrodi vengono denominati 
rispettivamente « Gate », « Draìn » e « Source » che ammetto¬ 
no come traduzione letteraria in italiano rispettivamente 
« Porta », « Assorbitore » e « Sorgente », 

Ora essendo comodo avere una terminologia italiana e verifi¬ 
candosi l’Inconveniente che la traduzione letteraria dei nomi 
inglesi non conserva in italiano l’iniziale è già stata fatta in 
altra parte (bibl. 2) una proposta per tale terminologìa, che 
viene riportata qui di seguito: 



U.S,A. 

Italia 

Nome del 
dispositivo 

FET 

TEC 

E 

L 

E 

T 

T 

R 

0 

D 

G 

Gate 

Griglia 

s 

Souixe 

Sorgente 

D 

Drein 

Derivatore 


In questo modo il « Transistore ad Effetto di Campo » Io 
chiameremo « TEC » (come del resto avviene in Francia da 
« Transistor à Effet du Champ ») e i suoi elettrodi li chiame¬ 
remo « Grìglia », « Derivatore » e « Sorgente ». 

Così le iniziali G, D, S si conservano nella nostra lingua e 
tutti gli ìndici dei parametri coincidono sia in Italiano ohe in 
inglese: per noi ad esempio 1g vorrà dire « corrente di gri- 


« Desiderate mettere a frutto le qua¬ 
lità tecniche che possedete e farVi 
una invidiabile posizione? 

INTERPELLATECI 


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277 























Applicazione dei transistori ad effetto di campo glia » come in inglese vorrà dire « corrente di gate ». Tutti 

i parametri e tutte le equazioni già note e ormai tradizionali 
nei paesi anglosassoni possono essere trasferite inalterate 
nel nostro linguaggio evitandosi pericolose confusioni. Qui di 
seguito noi adotteremo questa nuova terminologia. 

Si aggiunga poi il fatto che la « griglia » del TEC ha una 
funzione analoga alla « griglia » del tubo elettronico e adot¬ 
tandone Io stesso nome se ne sottolinea l'analogia. 


TEC a canale N 


TEC a canale P 



Impiego d’un TEC 

Il transistore ad effetto di campo, o TEC, è un elemento attivo 
capace di amplificare con guadagno superiore aH’unità, analo¬ 
gamente a un tubo elettronico o al più noto transistore bigiun- 
zione. Tralasciamo qui la fisica del dispositivo che non rientra 
nell’interesse di questo articolo, e del resto trattata esaurien¬ 
temente in pubblicazioni straniere e nazionali (bibl. 2] e ve¬ 
niamo a considerarne le caratteristiche elettriche esterne, 
utili nelle applicazioni. 

Ricordiamo innanzitutto i simboli dei TEC a canale Rea 
canale N con le relative polarità (figura 1] di alimentazione 
(analogamente ai transistori NPN e PNP): nel seguito, per 
semplicità, ci riferiremo solo a TEC con canale N essendo 
tutte le considerazioni estendibili anche a TEC a canale P a 
meno delle polarità. 


Caratteristica di derivatore 

E’ molto utile disporre di diagrammi che diano visivamente 
il funzionamento d’un dispositivo. Per il TEC senz'altro il più 
importante è il diagramma detto « caratteristica di deriva¬ 
tore » (figura 2] analogo alla caratteristica di placca del tubo 
a vuoto. Nota la caratteristica di derivatore è infatti facile 
individuare il funzionamento del TEC in circuito. 

Questa caratteristica fornisce l’andamento della corrente di 
derivatore Id al variare della tensione di derivatore Vds; (se si 
immagina di sostituire alla parola « derivatore » la parola 
« placca » e alla parola « sorgente » la parola « catodo » si po¬ 
trebbero confondere tutte queste considerazioni con quelle 
analoghe d’un tubo elettronico). 

La caratteristica di derivatore di figura 2 viene divisa in due 
parti: in una si ha « regime subcritico » ovvero « ohmico » 
e nell'altra «regime ipercritico» (o di « pinch off»). 

Il « regime subcritico » comprende la parte incurvata delle 
curve cioè quella zona in cui il TEC si comporta come un 
resistore variabile mentre il « regime Ipercritico » si ha nella 
parte rettilinea delle caratteristiche. 

La maggior parte delle applicazioni del TEC ne prevedono il 
funzionamento nella parte rettilinea e quindi per noi ha mas¬ 
sima Importanza il regime ipercrìtico. 

Prima di passare allo studio deirapplicazione in circuito d'un 
TEC è indispensabile definire alcuni parametri fondamentali, 
necessari per le applicazioni e sempre indicati nei cataloghi dei 
costruttori di TEC. 


Figura 2 - Caratteristica di derivatore. 


278 






Parametri fondamentali Applicazione dei transistori ad effetto di campo 

NelTimpiego pratico d’un TEC i parametri fondamentali sono 
5 ed è bene conoscerli e ricordarli. 

Essi sono analoghi ai ben noti beta, Igeo, Vbco, ecc. del più 
vecchio transistore e ne hanno la stessa funzione: inquadrano 
un particolare dispositivo inequivocabilmente e ne permettono la 
valutazione tecnica. 


Definiamo quindi questi 5 parametri e poi lì spiegheremo. 


Essi sono: 

Vp = tensione di contrazione totale [« pinch off voltage): 
si misura in volt. 

gis — trasconduttanza: si misura in micromho oppure mi- 
crosiemens. 

BVgds = tensione di rottura tra griglia e derivatore: si misura 
in volt. 

Idss = massima corrente di derivatore: si misura in milliam- 
pere. 

Ic5s = corrente inversa griglia - sorgente: sì misura in mi¬ 
croampere o in nanoampere. 

Con riferimento alla figura 2 i parametri V? Idss e BVgds for¬ 
niscono un limite della caratteristica di derivatore. 

Vp è un parametro nuovo e tipico dei TEC parametro che si 
sentirà nominare spesso in futuro: Vp fornisce col suo valore 
in volt l’indicazione di dove finisce la regione ohmica del TEC 
e comincia la regione ipercritica. Nel normale impiego come 
amplificatore la tensione d'alimentazione deve generalmente 
essere superiore a Vp. 

Il parametro gfs è un indice della capacità della tensione di 
griglia Vgs dì controllare la corrente di derivatore Id e com¬ 
pie qui la funzione del ben noto « beta » dei transistori tra¬ 
dizionali: TEC ad alto guadagno sono per Io più dispositivi 
ad alto gfs. 

BVgds è indice della massima tensione sopportata dal TEC: la 
tensione d’alimentazione non dovrà mai superare tale valore 
(analogamente a Vcbo per in transistori]. Alcuni costruttori 
anziché BVgds forniscono l’analogo (ma meno stringente) para¬ 
metro BVgdo. 

Idss è la massima corrente di derivatore a cui può funzio¬ 
nare il TEC senza ohe la giunzione d'ingresso passi in con¬ 
duzione diretta: si noti che Idss non è determinato dalla dis¬ 
sipazione del dispositivo, ma dalia sua struttura particolare. 
Perché 1 d superi Idss sarebbe necessario uscire dai limiti nor¬ 
mali d’impiego del TEC. 

Igss è una corrente di fuga; ossia la corrente inversa di sa¬ 
turazione del diodo griglia - sorgente: tanto più un TEC è 
buono e tanto più basso è il valore di Igss (alcuni nA per un 
TEC al silicio). Quest! sono i parametri fondamentali da te¬ 
nere a mente e praticamente, da soli, consentono una va¬ 
lutazione abbastanza completa d'un TEC. Ben s'intende che 
ve ne sono altri, importanti per particolari applicazioni, co¬ 
me le capacità interelettrodiche, necessarie per definire ii 
comportamento del TEC in alta frequenza. Ma queste le vedre¬ 
mo meglio alla fine. 


ERRATA CORRIGE 

Per un noioso equivoco il cognome deM’Autore 
del progetto «Amplificatore stereo HI-FI, 14+14 
watt » (CO elettronica. 3/67, pagine 189-191) è 
stato indicato come Varese. 

Si tratta invece di Torresan: 

CORRADO TORRESAN, ilCT. 

Vivissime scusa all’Autore e ai Lettori. 



Figura 3 • Polarizzazione automatica. 

Vgs 

1) Rs = - 

Id 


TEC a sorgente comune - Polarizzazione automatica 

Un metodo molto semplice per la polarizzazione di un TEC per 
il suo funzionamento a sorgente comune (analogo al circuito 
ad emittore comune dì ben nota memoria) consiste nella così 
detta « poiarizzazione automatica ». 

Riferendoci a un TEC a canale N (figura 3). per il suo nor¬ 
male funzionamento come amplificatore per pìccoli segnali 
(preamplificatore audio, amplificatore a radio frequenza, ecc.) 
occorre fornire un potenziale negativo alla griglia rispetto la 
sorgente (tensione Vgs negativa). Per far ciò basta creare una 
piccola caduta dì tensione in serie alla sorgente mediante 
un resistere Rs di opportuno valore e riportare questa caduta 
sulla griglia mediante un altro resistere Re. 


Val - Vds 

2) Rl =-Rs 

Id 

3) Rg = 5 Mn 50 Mn 

gfs * Rl 

4) Av--- 

1 -I- gfs ■ Ri. 


279 














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Figura 4 - Esempio pratico di polarizzazione 
automatica. 


280 


Il resistere Rg shunta l’ingresso del TEC ma, data l'elevatissima 
impedenza d’ingresso d’un TEC, il suo valore può essere mante¬ 
nuto a valori di diversi MQ e anche diecine di Mfì. 

Con riferimento sempre alla figura 3, i tre resistori possono 
essere calcolati abbastanza facilmente una volta fissati al¬ 
cuni valori di tensione e di corrente in sede di progetto. 

1 

Generalmente si fissa: 

In = corrente dì derivatore 

Val = tensione d’alimentazione 

Vds = tensione tra derivatore e sorgente, 

quindi dalla caratteristica di derivatore del particolare TEC 
impiegato si ricava la tensione Vgs tra griglia e sorgente per 
avere i particolari valori prefissati di Io e Vds- 
Le tre resistenze cercate saranno quindi date dalle seguenti 
semplici relazioni: 

Vgs 

1) Rs = - (ohm] 

Id 

Val " Vds 

2} Rl = - — Rs (ohm) 

Id 

3 ) Rg = compreso tra 5 MQ e 50 MQ 

il valore Vds può essere fissato in diversi modi a seconda delle 
particolari esigenze: comunque un valore pari a metà di Vu. va 
generalmente abbastanza bene. 

Per chiarire le idee facciamo un esempio pratico. Si voglia rea¬ 
lizzare un preamplificatore audio con TEC Crystalonics tipo 
2N3086 a canale N. 

Fissiamo: 

Id = 1 mA = 0,001 A 
Val = 22 V 
Vds = 12 V 

Dalla caratteristica di derivatore dì questo particolare TEC si 
ricava che per avere le fissate lo e Vds occorre fornire alla gri¬ 
glia una tensione negativa rispetto la sorgente pari a: 

Vgs = 1.3 V 

Con le equazioni sopra viste si ricava immediatamente: 

Vgs 1,3 

Rs = - = - = 1.300 Q 

lo 0,001 

Val - Vds 22-12 

Rl =-Rs =- 1.300 = 8.700 Q 

Id 0,001 

Rg = 20 MQ (va bene essendo uno stadio di piccola potenza). 

Il circuito risultante è quello di figura 4 con le caratteristiche 
elettriche indicate. Il condensatore Cs è necessario per elimi¬ 
nare l'effetto dì reazione negativa sul segnale operata dal resi¬ 
stere Rs. 

Oltre ai valori statici delle correnti e tensioni applicate al cir¬ 
cuito sono indispensabili altri parametri che ne diano le pro- 
pretà nei confronti dei segnali da amplificare. Principale tra 
questi parametri è senz'altro il guadagno in tensione, che ri¬ 
sulta essere dato da: 

gfs ■ Rl 

4) Av = - 

1 H- Yos : Rl 

con Yos = ammettenza d’uscita (modulo). 

Per il circuito di figura 4 si ottiene Av=7 essendo Yos= 10 M-mho 
circa. 

















Circuito a derivatore comune (source-follower). 

Il circuito a derivatore comune (analogo al circuito a collettore 
comune dei transistori) presenta come caratteristiche peculiari 
un’elevatissima impedenza d'ingresso con una impedenza d’usci¬ 
ta relativamente bassa. II suo guadagno in tensione è sempre 
inferiore aH’unità. II circuito reale si presenta nelia forma di 
figura 5 dove una batteria supplementare fornisce la necessaria 
tensione negativa Vg alla griglia. 

Anche qui si può intervenire con la polarizzazione automatica, 
introducendo un resistore Rg ed eliminando la batteria supple¬ 
mentare (figura 6). 

Se non che ora il valore di Re praticamente determina l'impe¬ 
denza d’ingresso dello stadio; cioè si ha; 

Zi = Ro 


Applicazione dei transistori ad effetto di cannpo 



Figura 5 - Schema di principio di circuito a 
derivatore comune (source foilower). 


Per poter ottenere valori più alti deH'impedenza d'ingresso bi¬ 
sogna ricorrere all’attificio circuitale di figura 7 dividendo in 
due il resistore Rs e collegando al centro Re. in tal modo l’Im¬ 
pedenza d'ingresso aumenta ed è data approssimativamente da: 

Rsi + Rs2 

5) Zi = Rg - (ohm) 

Rsi 

Alle considerazioni fatte bisogna aggiungere che altri fenomeni 
intervengono ad alterare le caratteristiche di uno stadio am¬ 
plificatore così congegnato, per lo più causati dalle capacità 
interelettrodiche delie quali non si è tenuto conto. Soprattutto 
al l’aumentare della frequenza dei segnali, queste capacità di¬ 
ventano preponderanti nel determinare l’impedenza d’ingresso 
e il guadagno dello stadio. 

A titolo d’esempio il circuito completo di figura 8, Impiegante 
un transistore NPN come carico attivo, possiede caratteristiche 
eccellenti per quanto concerne l’Impedenza d’ingresso In bassa 
frequenza iZ - 50 Mfi), ma oltre gli 3 kHz tale impedenza 
decresce rapidamente fino a raggiungere qualche centinaio di 
kQ verso i 100 kHz. 


TEC come elemento a basso rumore. 



Figura 6 - « Source foilower » con polarizzazione 
automatica. 



II TEC presenta sotto I aspetto rumore caratteristiche assai in- Figura ? ■ « source foilower » modificato per 

teressanti. Teoricamente dovrebbe presentarsi come una sor- max impedenza d’ingresso. 

gente di rumore praticamente trascurabile; in realtà il mecca- z*^-io indicati tra parentesi si ottiene 

nismo di funzionamento del TEC introduce un certo rumore, 

comunque sempre assai basso. 



Figura 8 - Esempio di amplificatore ad alta 
impedenza d'ingresso con TEC a canale P e 
transistore tradizionale NPN (Electronics, Mar 8, 
1963 - p. 45) 

Zi = 50 Mn 


Esiste un intervallo di frequenze nel quale il TEC presenta il 
mimmo fattore di rumore (anche inferiore a 1 dB). 

Si sono realizzati stadi amplificatori serviti unicamente da TEC 
con fattore di rumore inferiore a 3 dB in tutta la gamma audio. 
Operando in quella parte della caratteristica di derivatore che 
abbiamo chiamato « a regime ohmico » (cioè nella parte curva) 
il rumore del TEC diminuisce notevolmente; tuttavia operando 
in tal modo si riduce notevolmente anche il guadagno, per cui 
spesso è necessario un compromesso tra guadagno e rumore. 
A titolo indicativo si riporta in figura 9 l’andamento del fattore 
di rumore per un particolare tipo di TEC al silicio prodotto con 
tecnologia planare. Si noti come tra 120 Hz e 150 kHz il fattore 
di rumore si mantenga inferiore a 2 dB. 


h 

FflrtEìi? 

a. 5 

fUHlW 
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3 


la^ IQ*- ID* JiBqiitniErfHiS 

Figura 9 - Fattore di rumore per un tipico TEC 
planare (Fairchild - Articolo tecnico TP-19) 
guadagno 50 



281 

















































Applicazione dei transistori ad effetto di campo 



Figura 10 - Preamplificatore per trasduttore 

a cristallo Cbibl-1) 

risposta ± 1 dB tra 10 Hz e 90 kHz 

Zi 22 MO 

Rout 30 kn 


TEC in alta frequenza. 

La possibilità del TEC di funzionare in alta frequenza è princi¬ 
palmente ostacolata dalla sua capacità di giunzione indicata 
normalmente come Cis. Infatti un indice di rapida valutazione 
del limite in frequenza d'un TEC è dato da: 

gf. 

Et = - (MHz). 


Quindi minore è la capacità Cis e maggiore risulta la frequenza 
di taglio. Oggi si supera con facilità il limite dei 200 MHz con 
TEC del commercio, e 80-^100 MHz sono normali. 

C’è da aggiungere in questo caso che Ci. è fortemente dipen¬ 
dente dalla tensione Vdg applicata tra derivatore e griglia 
(bibl. 2) e quindi anche la frequenza di taglio Ft risulta influen¬ 
zata dalla tensione applicata Vdg. 

Nelle pratiche applicazioni in alta frequenza i TEC offrono inol¬ 
tre un vantaggio loro proprio dato dalla particolare caratteri¬ 
stica quadratica di trasferimento che li contraddistingue da 
altri componenti attivi e ne consente l’impiego senza intermo¬ 
dulazioni. 


Circuiti serviti da TEC 


BIBIOGRAFIA 

1) R. E. LEE «Transistori a effetto di campo e loro 
applicazioni », Rassegna Elettronica, n. 5, 1965, 
pagg. 21-33. 

2) E. ACCENTI « Fisica del transistore a effetto di 
campo », Rassegna Elettronica, n. 10, 1966. 


Per completare queste brevi note sono riportati alcuni schemi 
per il pratico impiego di TEC. Si tratta di circuiti forniti dalle 
stesse case produttrici o ricavati da pubblicazioni specializzate 
e ben serviranno a far familiarizzare il tecnico e l’amatore con 
le applicazioni di questo abbastanza recente dispositivo. 

Non tutti i TEC usati sono facilmente rintracciabili in commercio 
tuttavia ben presto lo saranno, almeno in buona parte. 
































































Figura 15 - Amplificatore ad elevata impedenza 
d’ingresso (Crystaionics) 

Zi 10 Mfi 
G 20 dB 


ISASSl) 



Figura 16 - Controllo di tono 
HI-FI (Siiiconìx) 





Figura 17 - Oscillatore di Miller 
servito da TEC (Crystaionics). 
frequenza 1 MHz 





CARATTERISTICHE 

ELETTRICHE 

DI ALCUNI 

Co 

TEC 

8 V picco 

a picco 


tipo 

costruttore 

Si = silicio 

Ge = germanio 

canale 

Vp 

(V) 

Idss 

(mA) 

Igss 

(nA) 

gfs max 
(pimho) 

BVdgs 

(V) 

Ci. 

(pF) 

Ft 

(MHz) 

2N3084 

Crystaionics 

Si 

N 

10 

1.5 

0,006 

800 

30 

2 

70 

2N3085 

Crystaionics 

Sì 

N 

10 

1,5 

0,006 

800 

30 

2 

70 

2N3086 

Crystaionics 

Si 

N 

10 

1,5 

0.01 

800 

40 

2 

70 

2N3087 

Crystaionics 

Si 

N 

10 

1,5 

0,01 

800 

40 

2 

70 

2N3088 

Crystaionics 

Si 

N 

5 

1.2 

0,01 

400 

15 

2 

70 

2N3088A 

Crystaionics 

Si 

N 

5 

1,2 

0,01 

600 

15 

2 

70 

2N3089 

Crystaionics 

Si 

N 

5 

1.2 

0,01 

400 

15 

2 

70 

2N3089A 

Crystaionics 

SI 

N 

5 

1,2 

0,01 

600^ 

15 

2 

70 

C673 

Crystaionics 

SI 

N 

5 

4 

0,1 

1.700 

40 

2 

70 

C674 

Crystaionics 

Si 

N 

5 

4 

0,1 

1.700 

40 

2 

70 

C680 

Crystaionics 

Si 

N 

2,5 

0,4 

0,01 

500 

30 

3 

50 

C682 

Crystaionics 

SI 

N 

5 

1.6 

0,01 

1.000 

30 

3 

50 

C684 

Crystaionics 

Si 

N 

10 

6 

0,01 

1.500 

30 

3 

50 

CM600 

Crystaionics 

Si 

N 

5 

5Ò 

0,003 

20.000 

10 

20 

200 

CM601 

Crystaionics 

Si 

N 

7,5 

70 

0,003 

20.000 

15 

20 

300 

CM602 

Crystaionics 

Si 

N 

7,5 

70 

0,003 

20.000 

30 

20 

300 

CM603 

Crystaionics 

Si 

N 

7,5 

100 

0,003 

40.000 

15 

20 

400 

2N2606 

Siliconix 

Si 

p : 

2 

0,17 

0,001 

175 

30 

3,7 

— 

2N2607 

Siliconix 

Si 

p 

2 

0,52 

0,003 

525 

30 

7 

_ 

2N2608 

Siliconix 

Si 

p 

2 

1.6 

0,01 

1.600 

30 

12 

— 

2N2609 

Siliconix 

Si 

p 

2 

3,6 

0,03 

3,600 

30 

25 

_ 

2N2Nt 

Siliconix 

SI 

p 

1.2 

0,05i 

0.001 

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_ 

ZN2842 

SNIconix 

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p 

1.2 

0,175 

0,063 

280 

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0,5 

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30 

12 

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2IM2844 

Siliconix 

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1,800 

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2N3066 

Siliconix 

SI 

N 

9,5 

4 

0,001 

1.000 

50 

10 

_ 

2N3067 

Siliconix 

Si 

N 

4,5 

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0,001 

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50 

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_ 

2N3068 

Siliconix 

Si 

N 

2,2 

0,25 

0,001 

1.000 

50 

10 

_ 

2N3069 

Siliconix 

Si 

N 

9.5 

10 

0,001 

2.500 

50 

15 

— 

2N3070 

Siliconix 

Si 

N 

4,5 

2.5 

0,001 

2.500 

50 

15 

_ 

2N3071 

Siliconix 

Si 

N 

2,2 

0,6 

0,001 

2.500 

50 

15 

_ 

2N3328 

Siliconix 

Si 

P 

6 

1 

0,001 

100 

20 

4 

_ 

2N3329 

Siliconix 

Si 

P 

5 

3 

0,01 

2.000 

20 

20 

— 

2N3330 

Siliconix 

Si 

P 

6 

6 

0,01 

3.000 

’ 20 ’*' 

. 20 

_ ' 

2N3331 

Siliconix 

Si 

P 

8 

15 

0,01 

4.000 

20 

20 

_ 

V110 

Siliconix 

Si 

P 

6 

1 

0,004 

110 

20 

6 

— 

V112 

Siliconix 

Si 

P 

6 

9 

0,01 

1 . 000 ^^ 

20 

17 


V114 

Siliconix 

Si 

P 

2 

0,17 

0,001 

“ 175*’ 

30 

3,7 

_ 

2N3277 

SGS 

Sì 

P 

— 

0,35 

0,0001 

150 

25 ’ ' 

3 ' ” ' " 

_ 

2N3278 

SGS 

SI 

P 

— 

0,67 

0,0001 

150 

25 

3 

’ ^ ’ _’ 

2N3286 

Tung-Sol 

SI 

P 

5 

5 

0,002 

1.000 

20 

6 

_ 

2N2794 

Tung-Sol 

Si 

P 

5 

3 

0,002 

3.000 

20 

50 

_ 

2N2386 

Texas Instr. 

Si 

P 

8 

4 

0,01 

1.000 

20 

_ 50_ 

_ 

2N2497 

Texas Instr. 

SI 

P 

5 

1 

0,01 

2.000 

20 

‘”32 


2N3823 

Texas Instr. 

Si 

N 

5 

20 

0,0005 

3.200 

30 

6 

_ 

TI-X880 

Texas Instr. 

Ge 

N 

— 

1,5 

— 

700 

40 


_ 

TI-X881 

Texas Instr. 

Ge 

N 

— 

2,5 


1.000 

40 

" " _ 

_ 

TI-X882 

Texas Instr. 

Ge 

N 

— 

5 

_ 

1.500 

_ 

_ 


Tl-X8a3 

Texas Instr. 

Ge 

N 

— 

7,5 

_ 

2.000 

_ 

_ 

_ 






























































































































































Un oscillofono transistorizzato 
di facile realizzazione 


di Antonio Fienga 



mantiova 

29-30 aprile 1967 


mostra-mercato del materiale 
radiantistico 

novi1;à - incontri - affari 

ricordate: 

sa - 30 aprile 


Me ne stavo placidamente in poltrona a meditare circa la con¬ 
venienza di usare, per un trasmettitore SSB che sto costruendo, 
il sistema a sfasamento o quello a filtro quando, a distrarmi 
dai miei problemi radiantistici intervenne una inattesa telefo¬ 
nata. Era il mio vicino di casa che mi preannunciava una sua 
visita. La notizia non mi entusiasmò minimamente. Tra me e 
lui, da un po’ di tempo, non correva buon sangue. Le mie tra¬ 
smissioni radio, che suo malgrado riceveva sistematicamente 
assieme al suo programma preferito, dall’audio dei suo tele¬ 
visore e le strisce tremolanti che si contorcevano sul video al 
primo CO, gli avevano creato un’immensa antipatia nei miei 
confronti. Vane erano state le mie dissertazioni tecniche ten¬ 
denti a dimostrare che il fenomeno non era imputabile a un 
mio maldestro uso delle apparecchiature trasmittenti ma al 
suo apparecchio televisivo, molto antiquato e quindi privo di 
quegli accorgimenti tecnici atti a ovviare a inconvenienti di 
questo genere. Gli avevo pertanto acidamente consigliato, se 
avesse voluto eliminare l’inconveniente, di cambiare televisore 
oppure abitazione. 

In attesa della sua venuta, misi da parte il « Radio Handbook » 
e presi ad esaminare i codici, e a ripassare quindi le leggi 
prossime e remote poste a tutela dei radio-amatori. Un po’ 
pochine per la verità, ma io pensavo di integrarle con parte 
dì quelle della Costituzione e, perché no, con altre del codice 
civile e penale. La visita del petulante vicino però era mossa 
da tutt’altri intenti. Mi si presentò con un candido sorriso sulle 
labbra e con fare sottomesso, indice, se non di resa, almeno 
di una tregua. Lo accolsi con molta diffidenza, tanto mi parve 
strano il suo nuovo atteggiamento. Lo squadrai da capo a piedi, 
cercando di notare se sotto la giacca non avesse, come ultimo 
munifico dono per me, una bomba a mano, magari di quelle 
miniatura prese a buon mercato nel « sulprus ». Invece niente. 
Lo invitai quindi a entrare e, cercando di simulare un sorriso, 

10 invitai a sedersi. Iniziai una striminzita conversazione ba¬ 
nale a base di meteorologia, evitando il più possìbile di sfio¬ 
rare argomenti che gli avessero potuto richiamare alla mente 

11 mìo hobby e risvegliare in lui istinti primordiali e cavernicoli. 



284 















Egli dovette comprendere le mie intenzioni e il mio evidente 
disagio e, forse per trarmi subito d’impaccio, entrò immedia¬ 
tamente in argomento. Il motivo della mia visita — mi disse — 
riguarda ia sua passione. Già cominciavo a sudare freddo e, 
mentalmente ripassavo l’arringa che avevo deciso di pronun¬ 
ciare in mia difesa... Mi sono talmente abituato a sentirla alla 
televisione — continuò — che mi sono appassionato alle radio 
trasmissioni dilettantistiche. La notizia mi giunse talmente inat¬ 
tesa e mi parve talmente incredibile che Io invitai a ripetere 
quanto mi aveva detto. Una volta resomi conto di aver sentito 
e compreso bene, poco ci mancò che, dimentico dei vecchi 
rancori, lo abbracciassi per la gioia. Finalmente tutti i miei 
guai erano terminati e, con i soldi che di solito spendevo per 
le vare consulenze legali, avrei potuto finalmente acquistare 
la rotativa che avevo sempre sognato. 

Lo ascoltavo con avido e gioioso interesse e, allorché mi chie¬ 
se come avrebbe potuto fare a muovere I primi incerti passi 
verso il conseguimento della patente di radio-amatore, cercai 
di minimizzare tutte le difficoltà. Mi offrii persino di dargli qual¬ 
che lezione di CW e, al proposito, gli promisi che gli avrei 
costruito e regalato un oscillofono, completo di tasto, intera¬ 
mente transistorizzato. L’idea lo allettò talmente, che mi pregò 
di iniziare subito il montaggio, in modo da fargli cominciare 
a prendere familiarità anche con i componenti elettronici. 
Non indugiai e, servendomi di materiale che occasionalmente 
avevo nel cassetto, iniziai il cablaggio. Come contenitore uti¬ 
lizzai la carcassa di un vecchio tester e, per tutto il resto, 
materiale che ogni principiante avrà, o per averlo acquistato 
per effettuare le sue prime esperienze, o per averlo ricavato 
da qualche radiolina che in un primo momento pensava di 
poter riparare. Pensando che per la sua semplicità possa inte¬ 
ressare anche qualcun altro, pubblico Io schema che, se seguito 
fedelmente, consentirà un sicuro e immediato funzionamento 
dell’apparecchietto. 


Un oscillofono transistorizzato dì facile realizzazione 




Elenco componenti 

R1 800 et 
R2 2200 n 
R3 1000 a 
R4 220 n 
R5 1500 n 
R6 100 kn 

R7 0,5 Mn potenz. lin. con int. (SI) 
R8 100 kn 
CI 10 [^lF 12 VL 
TI Trasformatore rapporto 1/4,5 
T2 Trasformatore di uscita per OC72 
TRI 2N217 (OC71) 

TR2 OC72 


Come si potrà arguire dalle foto, tutti i componenti occupano 
uno spazio ridottissimo, pertanto, volendo, si potrebbe ulte¬ 
riormente ridurre di proporzioni tutto il montaggio, sempre in 
relazione alla grandezza deH'involucro che si intende usare. 
Quella che potrebbe sembrare una basetta per circuiti stam¬ 
pati (che d’altronde andrebbe benissimo), è invece un rettan- 
golino di formica (!!), opportunamente forato e munito di 
occhielli di ottone. 

Per chi, spinto dalla curiosità, volesse sapere se II mio vicino 
trasse profitto, dai miei insegnamenti, dirò che purtroppo si. 
Ora dopo aver superato brillantemente gli esami, è in posses¬ 
so di una bella e potente stazione trasmittente, interamente 
autocostruita e mi è immensamente grato per tutto quanto 
feci per lui. Non ci vediamo però più tanto spesso, perché io, 
per evitare i suoi splatters, onnipresenti su tutte le gamme, 
sono stato costretto ad andare ad abitare In un altro paese e 
ho ricominciato, purtroppo, la lotta con altri vicini, i quali però 
spero non si convertano mai al radiantismo! 































Qualche idea 

per la vostra fonovaligia 


di Gian Franco Barbieri 


Vivo ormai da qualche tempo in Germania, dove mi occupo di 
elettronica, ma sono rimasto fedele a C.D. che mi ricorda 
qli affascinanti anni della « gavetta ». 

Mi permetto di inviarvi un semplice schema, elaborato per 
una particolare necessità di mia sorella, cioè: risparmiare, sia 
denaro che imprecazioni, infatti accadeva spesso che nel bel 
mezzo di un party la fonovaligia cominciasse a «legnare» per 
evidente mancanza di « birra » dalle batterie. 

Poiché mi si spezzava il cuore dare in mano a degli « aratori 
del microsolco » il mio complesso HI-FI, ho eliminato l’Incon¬ 
veniente fornendo di alimentatore dalla rete la ronovaiigia 
e di un interruttore a chiave il « mostro elettronico >* (come lo 
chiamano gli amici suoi). 

Lo schema è sempiicissimo: ho usato 2xOC76 per il fatto che 
ne avevo parecchi da smaltire, ma è evidente che vi è la più 
ampia possibilità di sostituzione, anche considerando che io 
zener è attraversato da circa 20 mA (con amplificatore off) 
corrente che permette un funzionamento anche utilizzando tran¬ 
sistori di più elevata potenza (come rOC26) al posto degli 
OC76, naturalmente a condizione di sostituire il trasformatore 
che è una normale unità da 1.5 VA, 




itoopF a9kn aw 


r 

*9V 


-9V 


Ì330Aj 

I000|i|-'^ W 0A72(^ 

l?p100pF 


2 . 2 kn; 


BY114 
























































Il diodo BY114 ha la funzione di proteggere Tanriplificatore Qualche idea per la vostra fonovaligia 

contro eventuali inversioni di polarità neH’inserzione della 
spina di alimentazione (in quanto l'alimentatore è esterno), fat¬ 
to molto frequente in quanto le donne sono sì creature deli¬ 
ziose, ma negate completamente per l'elettronica a qualsiasi 
livello. 

L'amplificatore è anch'esso molto semplice, mi sono limitato 
ad aumentarne le prestazioni ritoccando, togliendo ed aggiun¬ 
gendo qualche componente al circuito originale e in partico¬ 
lare inserendo integralmente il primo stadio, costituito dal 
semplice emitter-follower servito dairOC44, con il quale ho 
naturalmente ottenuto un migliore adattamento nei confronti 
del pick-up piezo e di conseguenza una maggiore sensibilità. 

Per « maghi >» come Voi non è necessaria alcuna altra spiega¬ 
zione, mi limito a far notare che il tutto è realizzabile senza 
difficoltà, i componenti sono normali e facilmente reperibili 
e il prezzo contenuto in limiti modesti; riguardo alie presta¬ 
zioni esse sono normali, conformi alle qualità ohe può dare 
lo stadio a simmetria complementare, cioè più che buon?^ 
qualche lettore è interessato a maggiori dettagli, mi scriva 
tramite CQ elettronica e io cercherò di soddisfare tutte le 
richieste. 


R. C. ELETTRONICA 

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IL BOOM DEL 1967!!! 

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tazione. completo di modulatore, 

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Entrata microfono: piezo o dinamico. 

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n. 3 2N706, n. 2 2N914, n. 1 BFX17 finale di potenza. 
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quenza), non in circuito stampato - telaio ottone anodizzato. 
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rettamente - 250 Volt. - con eventuale partitore stabilizzato a 
diodo Zener. 

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Pagamento: anticipato o in contrassegno 

Intestato a: RC, ELETTRONICA - Via C. Boldrini 32 - Bologna 














★ Preghiamo tutti coloro che indirizzano consulenza alla nostra Redazione di voler 
cortesemente scrivere a macchina (quando possibile) e comunque in forma chiara 
e succinta. 

Inoltre si specifica che non deve essere inoltrata alcuna somma di denaro per la 
consulenza; le eventuali spese da affrontare vengono preventivamente comunicate al 
Lettore e quindi concordate. ★ 


Ci è gradito in questo numero rispondere a molti 
quesiti giuntici in merito ai nuovo ricevitore 
Geloso G4/216. Pur astenendoci da valutazioni di 
merito, consideriamo il G4f216 un eccellente pro¬ 
dotto che ci auguriamo venga accolto da tutti i 
radioappassionati con il favore che merita. 

Siamo anche certi che la ormai acquisita maturità 
dei nostri OM e SWL riscontrerà come le caratte¬ 
ristiche di questo ricevitore non abbiano nulla da 
invidiare ai tanto decantati prodotti dVItreatlanti- 
co, spesso magnificati per pura esterofilìa e uni¬ 
sca un prezzo interessante e accessibilissimo a 
prestazioni davvero eccellenti. 

Questa è una opinione imparziale, che il G4/216 
merita in pieno al di fuori di ogni malinteso na¬ 
zionalismo. Le caratteristiche del circuito, che 
di seguito abbiamo riassunto, testimoniano la no¬ 
stra opinione. 

ricevitore SSB-CW-AM G4/216 
per 80-40-20-15-10 metri 


Redazione 

Questo ricevitore copre le bande decametriche 
assegnate ai radioamatori; in più riceve la banda 
26^28 MHz, con scala tarata da 144 a 146 MHz, 
per l’uso con convertitore esterno per la gamma 
VHF dei 2 metri. 

I In passo con le attuali esigenze di stabilità, richie¬ 
ste dal largo consenso che sempre più trova fra 
i radioamatori la SSB, è a doppia conversione di 
frequenza, di cui la prima a quarzo, e la seconda 
naturalmente libera. La commutazione di banda si 



effettua con unico comando (band selector] ; sin¬ 
tonizzata tramite il comando di sintonia la sta¬ 
zione voluta, si migliora la ricezione tramite il 
preselettore, che accorda i circuiti di ingresso 
esattamente alla frequenza ricevuta. 

Come vedete anche dallo schema a blocchi, que¬ 
sto ricevitore si stacca nettamente dai vecchi 
modelli con accorgimenti atti a migliorarne la re- 
liability: a parte il gruppo di alta frequenza, che 
costituisce la novità principale, e che più apprez¬ 
ziamo, potete notare come vi sia un amplificatore 
di CAV (mezza 12AX7) che ne migliora la dina¬ 
mica, un limitatore di disturbi impulsivi a soglia 
automatica (2 BA102)), il rivelatore a prodotto 
con 6BE6 (avremmo magari preferito una 7360, 
più lineare), la possibilità di selezionare una di¬ 
versa costante di tempo nel CAV quando si passa 
alla ricezione SSB. 

Seguono poi gli accorgimenti usuali per migliora¬ 
re la stabilità a breve termine, quale la stabiliz¬ 
zazione della tensione degli oscillatori. 




Schema a blocchi 










































































Geloso G4/216 



jad_Q6C!fl0i!ijìji 


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CARATTERISTICHE TECNICHE 

Gamme coperte; 10 m (28-^30 MHz) - 
15 m (21-21,5 MHz) - 20 m (14-14,5 
MHz) - 40 m (7-7,5 MHz) - 80 m 
(3,5-4 MHz) - gamma C 144-146 MHz 
(26-28 MHz) con convertitore esterno. 
Comando di sintonia; con demoltìplica. 
Precisione di taratura delle frequenze: 
± 5 kHz nelle gamme 80, 40, 20 m; ± 10 
kHz nelle gamme 15 e 10 m. 

Stabilità di frequenza nel tempo: + 0,5 
per 10000 (± 50 Hz per MHz). 
Frequenza Intermedia; 467 kHz. 
Reiezione d’immagine: superiore a 50 
dB su tutte le gamme. 

Reiezione di Frequenza Intermedia: su¬ 
periore a 70 dB. 

Sensibilità: migliore di 1 p,V per 1 W 
di potenza BF. 

Rapporto segnale/disturbo con 1 pV 
> 6 dB. 

Selettività: 5 posizioni: Normale - Xtal 1 
- Xtal 2 - Xtal 3 - Xtal 4. 

Ricezione dei segnali modulati in am¬ 
piezza. 

Ricezione dei segnali SSB: circuito am¬ 
plificatore e rivelatore dei segnali SSB 
con reinserzione della portante. 
Limitatore dei disturbi: «noìse lìmiter» 
efficace per tutti i tipi di segnale. Si 
riporta automaticamente ai diversi livelli 
di segnale. 

Indicatore d'intensità del segnale: « S- 
meter » calibrato per i vari segnali da 
« SI •» a « S9 e « S9+40 dB ». 

Potenza BF disponibile: 1 W. 

Entrata d’antenna: impedenza 50-rl00 n, 
non bilanciata. 

Uscita: 3-5 n e 500 fi - presa per 
cuffia di qualsiasi tipo. 

Interruttori: generale e di « stand-by >. 
Valvole impiegate: 10, più 1 valvola 
stabilizzatrice di tensione, nei seguenti 
tipi e con le seguenti funzioni: una 
6BZ6, amplificatrice a RF; due 12AT7, 
oscìllatrici, una 6BE6, prima miscela- 
trice; una ECH81 seconda miscelatrìce; 
due EF89, amplificatrici a FI; una 12AX7 
oscillatrice di nota e amplificatrice di 
segnale « CAV »; una 6BE6 rivelatrice 
a prodotto: una ECL86 preamplifica- 
trice di BF e finale d’uscita. 

Dìodi: un ZF10 diodo zener stabilizzatore 
dì corrente: quattro raddrizzatori BY114 
per la alimentazione anodica: un rad- 
drizzatore al selenio 1S1693 per le po¬ 
larizzazioni negative; un dìodo OA81 
rivelatore; un diodo BA114 rettificatore 
del « CAV »: due diodi BA102 vari-cap. 
Quarzi: un quarzo 80133 (freq. 467 kHz); 
un quarzo 81359 (freq. 3500 kHz); un 
quarzo 81118 (freq. 11 MHz); un quarzo 
80979 (freq. 25 MHz): un quarzo 81113 
(freq. 18 MHz): un quarzo 81117 (freq. 
20 MHz); un quarzo 60-100 (frequenza 
36 MHz). 

Alimentazione: con tensione alternata 
50-60 Hz, da 110 a 240 W Consumo 
a 160V/50HZ: 90 VA. 

Dimensioni d’ingombro: larghezza 40Q 
mm: altezza 205 mm; profondità 30C 
mm. 

Dimensioni del pannello frontale (per 
monaggio in «rack»): mm 380x185. 
Peso tot. netto, comprese le valvole: 
kg. 12,2. 


Schema elettrico 
































































































































































































































































- Ge!oso G4/216 


Consulenza 


Dopo questo breve panorama, vediamo più detta¬ 
gliatamente il circuito: 

I Gruppo RF: è il 2626 che monta cinque valvole: 

I 1) 6BZ6 amplificatrice RF 

2) 6BE6 prima mixer 

3) 12AT7 oscillatrice a quarzo della prima mixer; 
oscìllatrice a quarzo di calibrazione a 3500 kHz 

4) ECH81 seconda mixer, esce a 467 kHz 

5) 12AT7 VFO di seconda conversione. 

Da notare che i circuiti interstadio tra primo e 
secondo mixer sono serviti da un variabile coas¬ 
siale con quello del VFO. 

L'oscillatore a quarzo a 3500 kHz permette la cali¬ 
bratura di inizio scala tramite condensatore «diai 
reset ». 

Canale di FI: all’ingresso troviamo un filtro a quar- 
, zo, di tipo asimmetrico, con comando di phasing; 
le selettività è variabile su cinque posizioni, di 
cui 4 con filtro a cristallo incluso. Quest'ultimo è 
molto utile per la ricezione di segnali in CW e in 
RTTY, e con un poco di cautela anche per la SSB. 
Lo strumento S-meter è suN’alimentazione anodica 
della prima amplificatrice in circuito a ponte. Le 
valvole usate sono due EF89. 

Rivelatore AM e CAV: La rivelazione AM è com¬ 
piuta da un diodo OA81; il segnale di FI è amplifi¬ 
cato poi ulteriormente da metà di una 12AX7, rive¬ 
lato da un diodo e inviato alla linea dei CAV; 
agendo sul comando esterno AM-SSB si varia la 
costante di tempo del circuito, come già detto. 
Alimentatore: a rete, con trasformatore a primario 
universale. Stabilizzazione tramite OA2 della ten¬ 
sione anodica della oscillatrice di seconda con¬ 
versione e della rivelatrice a prodotto. 


Rivelatore CW e SSB: è un rivelatore a prodotto 
con 6BE6, servita da BFO a 467 kHz che utilizza 
la metà restante della 12AX7 amplificatrice di CAV; 
la frequenza del BFO si varia attorno al valore 
centrale di 2 kHz tramite un potenziometro, sul 
pannello frontale, che varia la tensione di polariz¬ 
zazione a un varicap in parallelo al circuito oscil¬ 
lante. 

Per la ricezione dei segnali SSB si procede come 
al solito; si sintonizza il BFO sul lato voluto della 
frequenza centrale, a circa 1 kHz, si riduce il 
guadagno dello stadio di RF per evitare di satu¬ 
rare, e si ruota lentamente la sintonia, salvo poi 
ritoccare il BFO per la migliore ricezione. 

Il segnale di BF viene poi passato attraverso un li- ' 
mitatore di disturbi a soglia automatica, e inviato 
al canale di BF tradizionale. 

Riteniamo sia interessante parlare brevemente del¬ 
l’uso del filtro a quarzo; tramite i due comandi 
a questo facenti capo si varia la curva di risposta: 
l’acutezza tramite la « Selectivity », e la forma tra¬ 
mite il « Phasing ». 

Col primo si ottengono, passando dalla posizione 
1 alla posizione 4, curve sempre più strette; la 
1 e la 2 possono andare bene per la SSB, la 3 
e la 4 per il CW e la RTTY. 

Con il phasing invece si può esaltare la stazione 
ricevuta, portandola cioè sulla sommità della curva 
di risposta, oppure rigettare una stazione interfe¬ 
rente facendola cadere nel « notch », una volta 
che sia stata correttamente centrata, a filtro inseri¬ 
to, la stazione desiderata; per questa manovra 
sono sufficienti lievi spostamenti di questo co¬ 
mando. 


Comandi e controlli del G4/216 


1 Misuratore del segnale («S-meter»). 

2 Scala di sintonia. 

3 Controllo di nota nella ricezione CW 
e della reintegrazione nella rice¬ 
zione SSB. 

4 Commutatore selettore del tipo di 
ricezione (CW/SSB - AM). 

5 Controllo della sensibilità. 

6 Controllo di volume. 

7 Presa per la cuffia 

8 Interruttore generale. 

9 I due fori servono per accedere ai 
j compensatori «Calibrator reset». 

10 Preselettore di accordo stadi RF. 

11 Cambio gamme. 

I 12 Comando di sintonia. 

I 13 Commutatore dì selettività. 

I 14 Regolatore di « phasing ». 

I 15 Commutatore del controllo automa¬ 
tico dì sensibilità. 

16 Calibratore 

17 Commutatore « Receive-Stand-by ». 

18 Limitatore dei disturbi. 



Riteniamo con questo di avere attratto la vostra 
attenzione su un ricevitore di qualità, adatto anche 
per rOM più esigente. Non si è voluto descrivere 
più dettagliatamente il circuito o il funzionamento, 
per i quali rimandiamo all’esauriente libretto di 


istruzioni del ricevitore, ma solo sottolinearne gli 
aspetti positivi. Sempre nel libretto di istruzioni 
sono chiaramente specificati gli accorgimenti ne¬ 
cessari per usarlo in coppia con un trasmettitore. 






































selezione di circuiti da montare, 
modificare, perfezionare 


a cura dell ing. Marcello Arias 

disegni di G. Teremi 

Questo mese abbiamo uno sperimentatore un po’... impegnativo 
e perciò non posso davvero dilungarmi; mi darete ragione ap¬ 
pena avrete finito di leggere il volume... pardon... la letterina 
del signor Mario Salvucci, via Masaccio, 4, Roma: 

Egregio Ing. Marcello Arias, 

in allegato le invio un lavoro che ritengo utile e adatto per 
la Sua rubrica. 

Naturalmente Lei è completamente libero di scorciare, se vuole, 
l'articolo, come pure di pubblicare o meno gli allegati; Lei è 
il padrone e Le fascio ogni di libertà di... adattamento, certo è 
che rapparato è cosa un po' fuori del comune e sia la descri¬ 
zione che le illustrazioni sono proprio, secondo il mio modesto 
parere, utili. 

L'apparecchio, tra progetto e prove, ha richiesto un anno di 
lavoro. E’ una cosa seria. Ce ne sono a Roma In funzione circa 
300, 5 dei quali al Ministero della Marina, uno alla Difesa e 
in molti altri Enti. 

Perché lo pubblico? Me lo stanno copiando in tutta Roma e 
fuori Roma, malgrado il brevetto; lo copino pure, perciò, gli 
amatori. Certo che, ai sensi di legge non si può, così tale 
e quale è, costruirlo in grandi serie e metterlo in commercio 
senza interpellarmi. 

La ringrazio e Le porgo distinti saluti. 

Egregio Ingegnere Arias, 

seguo con molto interesse C.D. e la Sua rubrica ricca di cose 
varie, dal circuito a notevole livello, fino ai circuitini strani, 
novità, cose utili, come quella del Sestilio Cori del n. 11-66, 
per decelerare la sua 850 quando supera i 100, ecc. (a pro¬ 
posito di quest’ultimo Le dirò che la cerimonia, il sindaco, la 
banda musicale, ecc., è stato tutto sprecato. Il Cori ci ha 
taciuto un particolare, e cioè un interruttore a levetta che serve 
a escludere di colpo il dispositivo, come dice testualmente la 
targhetta applicata all’interruttore stesso: « per quando qual¬ 
che capoccione duro mi vuole sorpassare per forza »). 

Ma andiamo a noi. Un po’ di largo per favore, mi faccia un po’ 
di posto... Ecco, così, grazie, ingegnere, scusi, sa, ma Lei non 
si scansava... 

E’ l’epoca degli antifurto; direi anzi che gli antifurto sono di 
moda e ogni rivista ne pubblica almeno uno, forse perché 
vanno di moda anche i furti e /... cleptomani. Ce ne sono di 
tutti i tipi, di antifurto volevo dire (anche di cleptomani, però!). 
Noi siamo elettronici e tratteremo quindi uno di quelli elet¬ 
tronici (di antifurto). 

Perché proprio C.D. dovrebbe rimanere senza antifurto? Avrà 
quindi il più bello. L'ho fatto io, tutto da me. Non ci crede? 
Perché? Qualcuno deve pure averlo fatto, no? 

Tratto la materia dal 1934 come potrà vedere rintracciando, per 
esempio, i numeri 4, 6, 8, 9, 10 e 11 dell’^ Antenna » di 
quell’anno... Scusi, chi è laggiù in fondo che mi consiglia di 
prendermi un po’ di riposo?... Lei? Grazie, molto gentile (poi 
dicono che non c’è più cortesia)... capisco... però mi aiuto 
un po’ con le vitamine... 



« Sperimentare » è una rubrica aperta al 
Lettori, in cui si discutono e si propongono 
schemi e progetti dì qualunque tipo, purché 
attinenti l'elettronica, per le più diverse 
applicazioni. 

Le lettere con le descrizioni relative agli 
elaborati, derivati da progetti ispirati da 
pubbiicazionì italiane o straniere, ovvero 
del tutto originali, vanno inviate diretta- 
mente al curatore della rubrica in Bologna, 
vìa Tagiiacozzi 5. 

Ogni mese un progetto o schema viene di¬ 
chiarato « vincitore »; l'Autore riceverà di¬ 
rettamente dali'ing. Arias un piccolo « pre¬ 
mio » dì natura elettronica. 



© Copyright CD-CQ elettronica 1967 


291 



























sperimentare 


Schema avvisatore 
Brevetto n. 687675 


a prossimità (Salvucci) 


Ed ecco la descrizione del funzionamento: un’oscillatore a ca¬ 
todo fluttuante è innescato al limite, regolando accuratamente 
il condensatore di reazione che è un variabilino da 50 pF e 
genera una piccola tensione che, raddrizzata con un diodo al 
silicio In senso negativo, va a polarizzare la griglia del triodo 
successivo che rimane quindi bloccato. Avvicinando materiale 
conduttore o no al filo sensibile che è posto direttamente sulla 
griglia deiroscillatore, si viene ad aumentare il carico della 
griglia stessa per aumento di capacità. Qualcuno dirà subito 
che se il materiale che si avvicina non è conduttore... bene, 
gli dirò che in questo caso, pur con minore effetto, la varia¬ 
zione in aumento avviene per cambiamento del dielettrico che 
ha una costante superiore a quella deU’aria che è UNO. Se 
poi si avvicina mio zio che è un ottimo conduttore (fa il ca¬ 
mionista)... beh, lasciamo perdere. 



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292 


sione prodotta dairoscillatore e la frequenza dello stesso. Per¬ 
ciò la tensione negativa di interdizione al triodo successivo 
scende notevolmente anche fino a scomparire del tutto, sia 
perché è scesa la tensione deiroscillatore che la produce di¬ 
rettamente, sia per l’aumento della reattanza del condensatore 
da 100 pF che gliela presenta. 

Il suddetto secondo triodo, aliorB, prima ancora che fa terìsiona 
negativa di griglia sla scomparsa del tutto, comincia a con¬ 
durre facendo scorrere una corrente anodica, per conseguenza 
provoca la comparsa di una tensione positiva da! lato catodo 
verso massa, in parallelo alla resistenza di 1 MQ e una ten¬ 
sione negativa dai lato placca verso il positivo anodica, in pa¬ 
rallelo alla resistenza di 33 kQ. 

A questo punto sarà bene rammentare al lettore che per l'ali¬ 
mentazione anodica dei due primi triodi e dei l’ultimo è neces¬ 
sario considerare solo le semionde positive di rete alla boccola 
d’ingresso superiore dello schema. 

Il raddrizzamento delle due tensioni amplificate uscenti dal 2® 
triodo come sopra detto è scontato a priori e i condensatori 
opportunamente disposti in parallelo alle due resistenze pure 
sopra menzionate filtrano le tensioni così ottenute. 

Vi siete accorti che per colpa deirìmpedezinB così disposta la 
tensione negativa d’interdizione appare e scompare tra grìglia 
e catodo del triodo e non tra grìglia e massa, facendo sì che 
da parte catodica sì ottenga la stessa amplificazione d! tensione 
che sì ha dalla parte della pìacca? Non è, cioè, il classico cir¬ 
cuito ad uscita catodica che non amplifica in tensione? lo non 
avevo mai visto un circuito così strano e dal così eccezio¬ 
nale rendimento, perciò quando mi è venuto in mente e l’ho 
fatto, l’ho visto io per primo. Strano, no? 

Adesso passiamo al terzo triodo: anche questo amplifica ulte¬ 
riormente la funzione elettronica elaborata dal precedente, ma 
per la sua alimentazione anodica dobbiamo considerare le se- 
naionde di rete contrarie a quelle di prima, cioè quelle non uti¬ 
lizzate dagli altri tre triodi del circuito, e trascurare invece 
quelle che prima abbiamo considerato: cioè questo terzo trio¬ 
do, esso solo, é alimentato in tensione anodica quando è po¬ 
sitiva la boccola di rete inferiore dello schema e negativa quella 
di sopra: anche qui un adeguato condensatore mantiene tran¬ 
quillamente la tensione che ci occorre durante le 50 pause al 
secondo. E’ chiaro? 






























Questo terzo triodo non è completamente interdetto durante Sperimentare 
la posizione di attesa ladro » (Oh, scusate, non volevo offen¬ 
dere...) ma conduce appena, come se avesse preso il foglio 
rosa da un quarto d’ora. Questa poca corrente, scorrendo attra¬ 
verso 1 MQ produce una più che sufficiente tensione di inter¬ 
dizione che avendo il negativo alla placca rispetto al punto 
che prima per semplicità, abbiamo impropriamente, chiamato 
massa, mantiene bloccato il triodo finale, il 4®, che pilota il relè. 

Ancora un po’ di attenzione: quando, per effetto deH’avvicinarsi 
di persona o cosa al filo sensibile viene a diminuire, come ab¬ 
biamo visto, la tensione di interdizione al 2® triodo avviene que¬ 
sto: 1) ai capi della sua resistenza di placca compare una 
tensione che si presenta in senso negativo alla griglia del 3° 
triodo e lo blocca, e questo bloccaggio (un triodo bloccato è 
come se non ci fosse) fa sì che il 4° triodo, quello del relè, 
risulti con la griglia a potenziale ZERO, cioè collegata al catodo 
attraverso quella solita resistenza da 1 MQ più volte citata, 
e il relè potrebbe già chiudersi. 2) La tensione positiva uscente 
dal catodo del 2“ triodo, essendo anch’esso collegato alla gri¬ 
glia del triodo finale, fa sì che la tensione che appare ora a 
questa ultima griglia non sia ZERO come sopra detto, ma 
POSITIVA. 

Praticamente le due tensioni positiva-negativa che appaiono e 
scompaiono alla griglia della finale, si vengono incontro: mentre 
la prima sale, l’altra scende e viceversa. Queste variazioni 
avvengono con eccezionale rapidità, ed ecco quindi il perché 
dell’eccezionale rendimento del circuito. 



E ora alcune avvertenze: a) il relè deve essere da 10.000 ohm 
deve avere buon ferro per non rimanere attaccato (CEMT tipo 
15/1110/10.500 ohm, doppio interruttore o doppio scambio) 
e deve essere sensibilizzato, cioè è necessario avvicinare Tan- 
coretta al magnete con un artifizio; io l'ho fatto con una vite 
registrabile; b) la bobina deve essere precisa. Diametro delle 
spire mm 40, avvolte anche alla rinfusa, purché ravvicinate 
(una ciambella). Le prese sono 8 ma ne vanno utilizzate solo 
4 come nello schema. Le spire sono: 35-^10-{-10 + 100-\-40-r 
+20+20. Il filo è rame smaltato di diametro mm 0,20 c), Llm- 
pedenzina è fatta con 450-^500 spire dello stesso filo della 
bobina, avvolte anche alla rinfusa su un pezzetto di ciiindretto 
di ferrite-antenna (queila degli apparecchi a transistor) dei 
diametro di 8 mm circa e lungo 40 mm circa; d) ii potenzio¬ 
metro e il condensatore da 1000 \xF servono per il tempo », 
cioè per la durata del suono. Se non interessa questo partico¬ 
lare niente condensatore e una resistenza da 2 MQ al posto 






Sperimentare (jel potenziometro; e) rapparecchio è per 125 V. Funziona bene 

tuttavia da 95 V fino a 150 V di tensione di rete. Tentativi 
fatti per tensioni di rete diverse variando un po' ii circuito 
hanno dato buoni risultati, ma non si è mai potuta raggiungere 
l'eccezionale sensibilità di questo. Quando l'amatore avrà preso 
confidenza con l’apparecchio (io lo chiamo confidenzialmente 
Pippo) vedrà che risultati! Potrà ottenere l’allarme fino a m 
1,50 dal filo sensibile. Questo deve essere non troppo lungo e 
non troppo corto. Provate! Collegatelo poi a maniglie di porte, 
serrature, macchine per scrivere o per cucire, a masse metal¬ 
liche non troppo grandi e lontane da terra e dai muri, oppure 
circoscrivete con filo elettrico nascosto tavoli di legno o iso¬ 
lanti. Vedrete! 

Se poi avete a che fare con tensione di rete molto diversa 
da 125 V, poco male: un piccolo autotrasformatore da 25 o da 
30 watt (l'apparecchio ne consuma 3,00!) che costa poco più 
di L 1.000 e tutto è a posto. Se poi, invece del campanello, 
che è un « Ticino N. 34 » voleste applicare una sirena o un 
segnalatore di maggior consumo, non conviene ingrandire l’au- 
totrasformatore. Si rendano liberi dalla rete i contatti del relè 
che fanno da interruttore al campanello sopradetto e si usino 
da separato interruttore, col quale potrete chiudere il circuito 
che vorrete con la tensione di rete che vorrete; f) se siete 
in difficoltà per la custodia, l’apparecchio potrà essere comoda¬ 
mente contenuto in una comune scatola di derivazione in ba¬ 
chelite Siciliani ^ tipo 4806 reperibile nei grandi magazzini 
di elettricità; g) il condensatore da 4 \iF in serie ai filamenti 
non deve essere elettrolitico ma a carta e olio. E’ reperibile 
al prezzo di L 400 nei magazzini di elettricità sotto il nome di 
condensatore di rifasamento. E’ cilindrico e rivestito in allumi¬ 
nio, come per esempio l’ICARE Motorlux ML 25/B40. 

* * * 

Il circuito è brevettato a mio nome col n. 68 76 75. Costrui- 
tevelo pure per voi e per i vostri amici ma non mettetelo in 
commercio. Non venite poi a rivenderlo a me... 

Ah, ing. Arias, rientri pure... faccia come se l’ufficio fosse Suo. 
Che? Non c’è? E’ andato a costruirsi l’antifurto per casa Sua? 
Bravo! E voleva darci ad intendere che con la sua professione 
di maestro di elettronica, con la rivista, ecc., ecc... non riu¬ 
sciva ad avere quel po’ di agiatezza che gli compete... e in¬ 
vece..., non bisogna fidarsi mai! 

Comunque, appena torna, pregatelo di gradire i miei doverosi 
ossequi. 

P.S. - Il vagone nnerci .contenente l'eventuale premio in mate¬ 
riale che farà scalo alla Stazione Centrale (Termini) deve es¬ 
sere respinto e dirottato verso la dimora di un altro amatore 
elettronico, perché io ho già i magazzini pieni di cianfrusaglie, 
mentre ad altri ricevere paccottiglie elettroniche potrà fare più 
piacere di me. 


ERRATA CORRIGE 

in « Sperimentare » del n. 3/67 a pagina 213 
esistono due inesattezze relative alla lettera di 

G. Nigra: 

1) Il transistor finale è un 2N708 NPN (e 
non PNP) collegato come qui sotto riportato, 
e non come indicato alla pagina citata: 



2) Nelia didascalia iaterale, in fondo, c’è una 
riga che dice: 

(nel mio caso ha usato 16 12) 

Sembra riferita al microfono MK, così come 
è posta, ma è un errore tipografico; va siste¬ 
mata dopo ia seconda riga relativa a R14, 
così da leggere; 

R14, provare da 80 12 a diminuire facendo 
attenzione a non cuocere TR 4 
(nel mio caso ho usp'o 16 12) 


294 





‘'-(Affi?* 




-S 


§ 

ri 


1 

) - 


1 


lo faccio i miei rallegramenti al signor Salvucci, lo ringrazio 
per aver prescelto la mia rubrica per pubblicare il Suo bre¬ 
vetto e in ossequio ai Suoi desideri dirotto agli altri speri¬ 
mentatori il vagone di ciarpame elettronico a lui destinato: 








































polemicamente, invierò a questi sperimentatori dei transistori... 
{sa gli schemi a valvole, in « sperimentare », ricevono questo 
trattamento...). 

Ma Lei sa, signor Salvini, che a me piace scherzare e non 
penso davvero quello che malignamente ho insinuato! 

Le rinnovo i miei ringraziamenti anche a nome di tutti gli 
sperimentatori e passo con prontezza a Giuseppe Sartori, via 
Rovereto 150, Schio (Vicenza): 


In relazione al radiomicrofono F.M, di Bernagozzi e Tagliavini 
pubblicato su C.D. 4-66, Vi comunico una piccola modifica da 
me effettuata a detto radiomicrofono, sull'attacco d’antenna. 
Questa modifica porterà a delle piacevoli sorprese per quanto 
riguarda la portata del sempre predetto radiomicrofono. 

Come vedete, suggerisco di coiiegare l'antenna direttamente 
a LI, dalla parte opposta dell’attacco a! collettore dell’OC 171. 


Parte del vagone di paccottiglia va dunque a Giuseppe Sartori, 
e l’altra metà viene scodellata sul banco di lavoro del nostro 
solerte e attivissimo Gianni Busi, via Pelosa 13, Porotto (FE): 

Egregio Ing. Arias, 

tempo di temporizzatori, questo nostro tempo; tutti vogliono 
temporizzarsi; temporizzati tu che mi temporizzo anch’io. Da 
qualche tempo in qua le riviste tecniche non fanno che segna¬ 
lare la estrema utilità dei « timers elettronici », e continuano 
a sfornare schemi su schemi, siano essi a transistori o a valvole. 
Ho notato, tuttavia, che detti timers sono progettati per fun¬ 
zionare per pochi secondi, o, al massimo, per pochi minuti: 
inoltre sono notevolmente inesatti sui tempi lunghi. 

Quello che Le invio è lo schema di un apparecchio che, se 
bene costruito, può tenere attratta l'ancora del relè per un 
tempo massimo superiore alle due ore, e con una discreta 
precisione. 

Esaminiamo io schema: 


Sperimentare 

Y 




PRECEDENTE OSCILLATORE 


ATTUALE 

Modifiche a un radiomicrofono suggerite da 
G. Sartori 




Timer per tempi lunghi e lunghissimi (Busi) 

R vedi testo 

RI 15 kn 

R 2 1500 n 

R3 5600 2 W 

R4 33 kn 

R5 50 n 

PI, P2 pulsanti 

LPN lampadina neon 67 V 

TR 2G360 o altro transistor PNP 

C vedi testo 

C1+C2 40+40 tip 250 V.L. 

CM commutatore 1 via 11 posizioni 
VI OB2 
DZ OAZ207 

RLY relè Siemens (vedi testo) 

RS raddrizzatore 250 V, 50 mA. 


Premendo P2 si dà corrente al timer. Il relè (a 4 scambi, com¬ 
perato da Fantini Surplus, Bologna) si trova in posizione 1, per 
cui C si carica attraverso RI fino a raggiungere la tensione 
stabilita da VI. 

Si preme ora PI, il relè scatta, SI devia C su R, S2 polarizza 
la base di TR che entra in conduzione mantenendo attratto il 
relè, S3 chiude il circuito di alimentazione, ed S4 quello di 
utilizzazione. Si possono ora rilasciare PI e P2, perché il tutto 
continua a funzionare da solo. 

Intanto C si scarica attraverso R seguendo una legge esponen¬ 
ziale. In corrispondenza la tensione ai capi di LPN aumenta, 
fino a quando LPN innesca, mandando un forte impulso posi¬ 
tivo nella base di TR, che si blocca rilasciando il relè; così 
il tutto si spegno. 






























Sperimentare La novità (nientemeno) del circuito sta nel fatto che la scarica 

di C non è influenzata dal resto dei componenti, ma solo da 
R: infatti quando LPN non è innescata si comporta come un 
perfetto isolante. 

La valvola a gas VI è sostituibile con uno zener da 100 volt. 
Lo zener 0AZ207 serve, assieme a VI, a rendere insensibile il 
gruppo R, C, LPN alle variazioni della tensione di rete. 

Tutto questo però, non basta a rendere del tutto affidabile il 
timer: infatti il calore prodotto da VI, RI, ma soprattutto R3 
può alterare il valore effettivo delle resistenze R. Quindi si 
raccomanda, quando sia possibile, di costruire il temporizzatore 
entro un mobile metallico, provvisto di parecchi fori per i’ae- 
reazione, relegando la famigerata R3 in un angolo ben lontano 
dal commutatore o, addirittura, all’esterno del mobile. 

In questo modo si contiene l’errore massimo entro il 3Vo. Chi 
volesse una precisione ancora superiore potrebbe alimentare il 
transistor con trasformatore-raddrizzatore-filtro separati, elimi¬ 
nando, così, R3. 

Per finire, due parole sul gruppo RC. 

Usando per C un condensatore da 40 \iF 350 V e per R resi¬ 
stenze fino a 100 MQ ho ottenuto tempi superiori alle due ore. 
Comunque nulla vieta di cambiare questi valori in più o in meno 
a seconda delle proprie esigenze. 

Con questo ho proprio finito. La ringrazio vivamente e mi 
congedo da Lei chiedendoLe di presentare le mie scuse al Signor 
Terenzi, che dovrà senz'altro rifare daccapo lo schema, dato 
che io lo ho disegnato con il mio solito inconfondibile stile. 


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Qui pongo la parola FINE per questo numero e vi lascio m 
preda allo sconforto più nero: ho tentato di sintonizzare l'anti¬ 
furto di Salvucci, di temporizzarmi col radiomicrofono e, orro¬ 
re!, di cogliere sul fatto un ladro col timer di Busi: dopo 
due ore doveva ancora scattare e il ladro era già in Sud-Ame- 
rica... imbroglioni, cialtroni, gabbamondo: le vostre trappole 
non funzionano, e dire che i filamenti dei transistori li avevo 
accesi, dannazione! 


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La cifra che ci invierete di L. 1.000, Vi sarà rimborsata con l'acquisto di un 
minimo di L. 10.000 in poi di materiali elencati nel presente listino. Dalla busta 
contenente il listino generale, staccate il lato di chiusura e allegatelo alTordine 
che ci invierete per ottenere detto rimborso. 


BD-454 - Versione mod. R2© - ABC5 
orni medie « 1415 JSjù Ireif. 3$ - Mo, 
Moviménto a fllnlonla imrlabllfl a dati p 
per oonvofstqnl e gamm. 3-6. Impiegò 
D. 6 valvole molali 1 che, n. 2 123K7 > 
n. t 12SR7 - n. 1 12A6 - n. t taKB-HSFf 
ogni apparocdifo è fornito di schema 
elettrica, Viene venduto pHvo di eli- 
mefilazlone L. 25.000 

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CONTINUA LA 
VENDITA DEI BC 603 

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RICEVITORE SUPERETERODINA A MODULAZIONE DI FREQUENZA E DI AMPIEZZA 

Frequenza; coperta da 20 MHz a 28 MHz. 

Sintonia: continua o 10 canali che possono essere prefissati 

Sensibilità: 1 p,V 

Media frequenza (nominale): 2650 kHz 
Banda passante: 80 kHz 

Potenza d’uscita: in altoparlante 2 W - in cuffia 200 mW 
Soppressione disturbi: Squeich incorporato 

Alimentazione: originale con dinamotor incorporato, con ingresso a 12 V c.c. [DM 34) 
o 24 V c.c. (DM 36) 

Antenna; prevista stilo a tre sezioni lunghezza in tutto 3 metri circa 
Peso: completo di cassetta kg 15 circa 

Il ricevitore impiega dieci valvole in circuito supereterodina e precisamente: tre 6AC7, 
due 6SL7, una 6J5, una 6H6, una 6V6, due 12SG7. 

IL DETTO BC 603 VIENE VENDUTO IN N. 3 VERSIONI 

1® versione ■ Completo di valvole, altoparlante Incorporato, escluso dinamotor, viene 
venduto al prezzo di L. 20.000 

2® versione - Completo di valvole, altoparlante incorporato, funzionante in corrente 
alternata con alimentazione universale da 110 V fino a 220 V, collocata internamente al 
posto deH'alimentazione a dinamotor, provato e tarato prima della spedizione, viene 
venduto al prezzo di L. 30.000 

3“ versione - Completo di valvole, altoparlante incorporato, alimentazione universale 
da 110 a 220 V, collocata internamente al posto deirallmentazione a dinamotor, fun¬ 
zionante e tarato, e corredato del convertitore G 4/161 Geloso, completo di alimen¬ 
tatore in c.a. da 110 fino a 220 V e telaio supporto, per ricevere i 144-148 MHz 
Viene venduto al prezzo di L. 60.000. 

Ad ogni acquirente forniremo ampia descrizione in italiano, con schemi elettrici, 
fotografie e le eventuali modifiche da apportare per Talimentazione in corrente 
alternata e per la ricezione a modulazione di frequenza e di ampiezza, nonché le 
istruzioni per l'uso. 


CONDIZIONI DI VENDITA 


Pagamento per contanti all'ordine a mezzo assegni circolari o postali, o sul ns, C.C.P. 22/8238 
Gettano assegni di conto corrente. 

Per spedizioni contrassegno, inviare metà del l’importo, aumenteranno L. 200 per diritti di assegno. 
Per spedizioni, aggiungere all'importo della versione desiderata L. 2.000 per imballo e porto. 

Non si spedisce nulla senza alcun versamento. 

Scrivere chiaro, a maccbfru o stampatello 11 proprio [ndlriao. 


Livorno. Non si ac- 


PARTI DI RICAMBIO E ACCESSORI BC-611 


Compensatore ceramico 
Interruttore doppio con levetta 


Bobine Antenna freq. 3885 

Serie di 4 cristalli 2 bobine ant, N, 2 
coil freq. 3885-4340 

Serie di 4 cristalli 2 bobine ant. N. 2 
coil freq 5205-5660 


L. 

200 

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L. 

100 

cad. 

L. 

300 

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L. 

500 

cad. 

L. 

500 

cad. 

L. 

200 

cad. 

L. 2.500 

cad, 

L. 2.500 

cad 


Solo telaio composto da 5 zoccoli 
miniatura e resis. cond. L. 100 

Impedenza a chiusura ermetica. 

cad. L. 100 

MEDIE FREQUENZE a 455 Kc. 

a L. 500 la coppia 

VARIABILE 100 pF isolato 3000 volt. 

L. 500 cad. 

ZOCCOLO DOPPIO porta cristalli 

L. 100 cad. 




ft'7» 




m/me » mm 




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’ECHNICAL MANUAL 


fi A Dìo sets 

Mf) - fili .4. - II. . C, 

ri. * i',. \.\[) - F. 


liTECNtCAL MANUAL 
ITM-11-235 

yaPer radio seta - BC.61t - 
I A- B-C- 0-E-AND -F compoato 
1 da n. 105 pagine con 
jtqgraffe e sctiemL 

L., 1.000 cad. 


Microfoni e altoparlanti originali BC 611 


Completi di trasformatore 
sia di uscita come di en¬ 
trata per microfono In fer- 
ropermalloid L. 1.000 la 
coppia. Possiamo fornirvi 
anche l'altoparlante sepa¬ 
rato sempre completo dì 
trasformatore di uscita 
L. 500 cad. 


VALVOLE DI RICAMBIO BC 611 - Tipi tR5 - IBS - iT4 - 3S4 ^ tutta la 
serie par n* 2 apparati composta da n. 10 valvole provate L* 2.SflO. 
Valvole separate L. 500 cad. 

























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Livorno 


Via Mentana, 44 


Gas. Post. 205 c c PT 22-8238 


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CUFFIE ORIGINALI AMERICANE 
BIAURICOLARI - 3 VERSIONI 


1“ versione - Cuffia biauricolare 
leggerissima a bassa impedenza. 


Prezzo L. 1.500 cad. 


2“ versione - Cuffia biauricoiare 
leggerissima a bassa impedenza, 
completa di connettore SB-47 e 
cordone lungo metri 1,70 circa 
più PL-55. 

L. 2.000 cad. 


3» versione - Cuffia biauricolare 
leggerissima ad aita impedenza 
completa di trasformatore C-410 
più cordone lungo metri 1,70 
circa. Jack PL-55. impedenza 
4000 ohms. 

L. 2.500 cad. 


ATTENZIONE! 

Il materiale elencato nel presen¬ 
te opuscolo è parziale e indica¬ 
tivo al materiale che trattiamo 
e che troverete bene elencato 
nel nostro listino generale ag¬ 
giornato in continuazione. Costa 
L. 1.000, compreso la spedizione, 
che avviene a mezzo stampa rac¬ 
comandata. Viene rimborsato con 
l’acquisto di un minimo di Li¬ 
re 10.000 di materiali, ritornan¬ 
doci il lato di chiusura della bu¬ 
sta contenente il listino stesso 
e staccato inviarlo assieme al¬ 
l’ordine. 


Possiamo fornirvi inolte tutto il materiale qui sotto elencato: 


Cavo coassiale nuovq 
Spine, prese coassiali 
Cordoni coassiali con Plug 
Variabili vari 
Compensatori ceramici 
Antenne a cannocchiale 
Interruttori a levetta 
Estrattori d'aria 
Variabili 130+130 pF 
Zoccoli valvola 807 
Gommini passa cavo 
Cond. 4 nF 4000 volt 


RG-8 A/U - R6 11A/U 
Deviatori a slitta 
Strumenti da pannello nuovi 
Relay vari 

Prese e spine miniatura 
Tasti telegrafici 
Jack maschio e femmina 
Ventilatori raff. valvole 
Bobine in bachelite 
Zoccoli cer. valv. 523 
Cordoni per cuffie 
Commutatori bachelite 


RG-58/U - RG-58/AU 
Manopole a demoltiplica 
Tester - Taratura Gli 
Manopole varie 
Portalampade spia 
Potenziometri a filo 
Interruttori automatici 
Vibratori per invertitori 
Lampade al neon prov. 
Zoccoli II pied. fotocell. 
Resistenze per riscaldam. 
Prese antenna 


RG-59/U 

Comm. rotanti miniatura 
Altri tipi di ricevitori 
Capsule mie. a carbone 
Condensatori a carta 
Cristalli di quarzo 
Dinamotor vari 
Strumenti vari 
Cappucci valv. 807 
Microswic 
Bobine filo acciaio 
e tanti altri materiali. 



Descrizione dei ricevltora BC603 mn scheirii e illustrazioni 
'^Descrlzionj del B€ 3t2 per luso ìlmpiego e lo rtcezlofi© di emissione In S.S.B. 






















TUTTE LE VALVOLE VENGONO PROVATE 



Valvole 

E1148 

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1.000 

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EF50 

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Valvole 

828-814 

L. 

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Valvole 

705A 

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1.000 

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6146-B nuove scatolate 

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VETRO E METALLO L. 

500 cad. 


1A3 

IL4 

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IS5 

IR5 

1AH4 

IA12 

DIODI 

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IV6 

ILN5 

aA3 


1N7S 

IN8I 




3A4 

30S 

304 

3S4 

5U4G 

5R4GV 

GKS 

6A7 

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6L5 

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GSG7 

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6B8 

6H6G 

6K7G 

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6SK7 

6AC7 

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6SJ7 

GAC7 

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I2AG 

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12SJ7 

12SK7 

125K7 

12H8 

iaSR7 

12AU6 

I2SN7 

25L6 

12SW7 

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VT27 

VT.52 

77 

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Amperite 

7H46 

VR-90 

VR.105 

1299 

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1613 

1626 

1629 

1624 

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AR21 

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CK1005 

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CK1007 

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'Sf,CC'‘'Ì0 Ak;Q a,!,: 2S0 + 2SG VoH ; i5 fri A 
Sr"':ANDARtO ST. : 5 VoU; 2 Ampère 
^2'"’ Ofs^AFGO 8,T, ? é,3 foG : ì,8 Ampère 

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Pagamento a mezzo assegni circolari e postali oppure 
con versamento sul nostro conto corrente 22-8238 
Livorno. Per contrassegno versare metà dell'Importo 
aumenterà L. 200 per diritti assegno. Per ordini Infe¬ 
riori a L. 3.000 abbinare airordine. t. 600 per Imbailo 
porto e avviso spedizione. 


Valvole 807 americane nuove 
tipo General Electric 
scatolate e provate. 

L. 1.000 cad. 






















































TV-Dx 


testo e foto di Michele Dolci 


Ho notato con piacere che da qualche tempo sulla nostra 
Rivista appaiono anche articoli sul TV DX; poiché anch’io 
sono un appassionato, non posso fare a meno di mandarvi 
qualche foto. 

Non sono una gran cosa, ma bisogna tener presente ohe qui, 
nel mio QTH di Bergamo, Monte Penice arriva con S9 + 40. 
coprendo le stazioni DX sulla stessa frequenza e disturbando 
quelle su frequenze adiacenti. Possiedo (modestia a parte) 
una bella raccolta di monoscopi o test patterns ed elenchi 
di stazioni trasmittenti TV: perciò se qualche lettore volesse 
scrìvermi tramite la Rivista per informazioni o altro riguar¬ 
dante il TV o radio DX Io faccia pure e sarò felicissimo di 
rispondere. Nella speranza che mi concediate un po' di 
posto sul vostro CO, mi congratulo con voi per l'aspetto e il 
contenuto della stessa e vi saluto cordialmente. 

Michele Dolci 





Un simpatico e interessante appuntamento a! quale non dobbiamo mancare 

sabato 1 aprile 1967 

domenica 2 aprile 1967 tutti a PORDENONE 

2’ FIERA NAZIONALE 
DEL RADIOAMATORE 


La Sezione circondariale di Pordenone invita gli interessati alla partecipazione 
a chiedere informazioni all'A.R.I. - Casella postale 1 - Pordenone. 









modulo per inserzione offerte e richieste 



Questo tagliando, opportunamente compilato, va inviato a; 

servizio Offerte e Richieste.CD-CQ elettronica, via Boldrini 22, BOLOGNA. 

La pubblicazione del testo di una offerta o richiesta è gratuita pertanto è destinata ai soli 
Lettori che effettuano inserzioni non a carattere commerciale. 

Le inserzioni a carattere commerciaie sottostanno alle nostre normali tariffe pubblicitarie. 
La Rivista pubblica avvisi di qualunque Lettore, purché il suo nominativo non abbia dato 
luogo a lamentele per precedenti inadempienze: nessun commento accompagnatorio del 
modulo è accettato: professione di fedeltà alla Rivista, promesse di abbonamento, racco¬ 
mandazioni. elogi, saiuti, sono vietati in questo servizio. 

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Per esigenze tipografiche preghiamo i Lettori di attenersi scrupolosamente alle norme sopra 
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□ 


OFFERTE 


67 - 



RICHIESTE 


se ABBONATO scrivere SI nella casella | 





'<u 


Spett. Redazione di CD - CO elettronica, 


Vi prego di voler pubblicare la presente inserzione. Dichiaro di avere preso visione delle 
norme sopra riportate e mi assumo a termini di legge ogni responsabilità collegata a de¬ 
nuncia da parte di terzi vìttime di inadempienze o truffe relative alla inserzione medesima. 




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COME SI DIVENTA 
RADIOAMATORI? 

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RADIOTECNICA ITALIANA 
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Agli ABBONATI è riservate 
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mes L, 35000 alimentatore L. 7000 1 ali¬ 
mentatore co5 L. 5000, 2 telaini Lea 144 
mes L. 6000 1 modulatore Lea transistor 
L. 10000. Indirizzare a; Giovanni Gavi- 
nelli - Via Boniperti, 36 - Momo (Nova¬ 
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accessori e parti di ricambio (valvole, 
medie frequenze, ecc.). mlcrotelefoni, 
quattro antenne ,due lunghe e due cor¬ 
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cedo al miglior offerente. (Valore tota¬ 
le L. 500.000). Unire francobollo per ri¬ 
sposta. Indirizzare a; Attilio Erba - Via 
G. Chiabrera, 125 - Roma. 

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in ottimo stato, del valore all’acquisto 
di oltre 200.000, offro per realizzo al 
50% del prezzo di listino. Richiedete 
l’elenco generale dei pezzi aggiungendo 
il francobollo per la risposta. Indirizza¬ 
re a: Sig. Carrara Mario - Piazza San¬ 
tuario, 7 - Albino (Bg). 

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dio Elettra, riunito in semplici raccogli¬ 
tori vendo per L. 15.000 materiale esclu¬ 
so. Vendo inoltre il Provacircuiti a So- 
stituzione (Box) con relative spiegazioni 







304 


della Scuola Radio Elettra per L. 3.500. 
Indirizzare a; Emanuele d'Andria - Via 
Dario Lupo, 49 - Taranto. 

67-279 - CEDO OSCILLATORE modulato 
e provavalvole della Radio Scuola Ita¬ 
liana. Cerco corso Teorico di Televi¬ 
sione della S.R.E. o altra scuola. Cerco 
macchina da scrivere che comprerei o 
eventualmente permuterei con materiale 
elettronico. Per accordi. Indirizzare a: 
ViscomI - Via Roma, 112 - Ozieh (Ss). 

67-280 - CAMBIO diversi numeri di 
- Progresso Fotografico », dal 1948 al 
1966, con materiale elettronico di mio 
gradimento oppure vendo. Indirizzare a: 
Ten. Fulvio Vasserot - Accademia Na¬ 
vale - Livorno. 

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Geloso G/4/215 vendo a L. 95.000, nella 
sua cassetta d'imballaggio. Indirizzare 
a: P. M. Stanchine - Piazzale S. Croce, 
13 - Padova. 

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dipolo accordato bande radioamatori 10, 
15, 20, 40, 80 metri, lunghezza circa 21 
metri, adatta per SWL, in controassegno 
di L. 7.500. Indirizzare a; Franco Maran- 
gon, Via Cà Pisani, 19 - Vigodarzere 
(Padova). 

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pista magnetica per film 8 mm e film 
Super 8 mm. Indirizzare a: Del Conte - 
Viale Murillo, 44 - Milano. 

67-284 - CERCAMINE. AN/PRS.1 ameri¬ 
cano nuovo completo di batterie funzio¬ 
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diotelefono Wireless.48 Mark II. por¬ 
tata 15/20 km., completo funzionante 
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Martelli - Via Castelfidardo, 10 - Bolo¬ 
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che controluce la luce non filtri. L. 12 
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chiesta si esegue il negativo. Pagamen¬ 
to contrassegno spese postali a Vs. ca¬ 
rico. Interpellate affrancando risposta. 
Indirizzare a: Brambilla Roberto - Via 
C. Battisti, 21 - Varese. 

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corso Radio stereo della Scuola Radio 
Elettra (comprensive del Tester e prova 
circuiti a sostituzione) con possibilità 
di proseguire il corso a II re 15.000 
(quindicimila) oppure cambio con rice¬ 
vitore V H F della Samos tipo MKS/07 - 
S. Indirizzare a: Fiorentini - Via G.B. 
Cerniti, 28 - Roma - Telefono 5774231. 

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liani illinguettati per un valore filatetico 
di circa 10.000 LIt. a sole LIt. 3.500 
(trattabili). Disposto anche a cambiarlo 
con materiale radioelettrico. Risponderò 
a tutti coloro che accluderanno franco¬ 
bollo per la risposta. Indirizzare a: 
Buzzanca Domenico - Vìa C. Colombo, 
99 - Patti Marina (Messina). 

67-288 - COPPIA Radiotelefoni R.R.T. MF 
88 a 4 canali e Modulazione di Frequen¬ 
za; completi di accessori e pile, perfet¬ 
tamente funzionanti ; vendo o cambio 
al miglior offerente. Indirizzare a: Ful- 
clnl Rino - S. Pietro In Cerro (Piacenza). 

67-289 - VERA OCCASIONE. Materiale 
fermodallìstico RivarossI fisso e rota¬ 
bile, recente. In ottime condizioni, del 
valore all'acquisto di oltre L. 200.000 
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acquisto. Richiedere l'elenco generale 
del materiale unendo froncobollo per la 


risposta. Indirizzare a: Carrera Mario - 
Piazza Santuario, 7 - Albino (Bergamo). 

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ters S 40 a L. 50.000; TR 7, senza val¬ 
vole L. 8.000; cerco materiale per 21 
GHz. Indirizzare a: Caltablano - 9 Nuova 
lucei lo Pai. IV - Catania. 

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Indicando chiaramente il Vostro indiriz¬ 
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giani, 6/IV - Parma q.p.4. 

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rati tono e volume, completo di astuc¬ 
cio e tracolla, con amplificatore Krun- 
daal 40W, altop. 30 cm. 2 Ingressi per 
basso e chitarra, mobile montato su 
rote Ile, in perfetto stato. Vendo I i re 
100.000 (prezzo d'acquisto L. 220.000). 
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Patrioti, 4 - Piacenza. 

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gno Italia 1810 et lira 1886 et 1865 a 
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no Mimmo - Via Piave, 12 - Modugno 
(Bari). 

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Faret interamente a transistor-contenuta 
nello specchio retrovisore, consente la 
ricezione limpida e potente di tutte le 
stazioni ad Onde Medie, senza antenna 
senza Ingombro senza apprezzabile con¬ 
sumo di corrente, e facile da istallare, 
cambio anche con pelliccole 6 mm. In¬ 
dirizzare a; Cerutti Gianni - Vaprio 
d'Adda (Milano). 

67-296 - VENDO o cambio con strumenti 
elettronici di marca, completi e funzio¬ 
nanti; macchina da scrivere Olivetti Stu¬ 
dio 44, In perfetta efficienza, completa 
di valigia, acquistata nel 1966, usata 
pochissimo. Acquisto libri di radio tv, 
ecc.; costruisco telai, cofanetti, eseguo 
ribobinature a spire parallele. Unire 
francorisposta. Indirizzare a: Marsiletti 
Arnaldo - Borgoforte (Mantova). 

67-297 - VENDO o CAMBIO: Registra¬ 
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Enciclopedìa Dei Ragazzi come nuova, 
3 volumi di 1000 pagine ciascuno (lire 
10.000): Trasformatore di alimentazione 
Unda; Riviste: Sistema A, Sistema Pra¬ 
tico, Tecnica Pratica o Panorama a metà 
prezzo-circa: Un carburatore per auto 
Fiat 1100/103. Accetto cambi con stru¬ 
menti radioelettrìci perfetti o con cop¬ 
pia Rx Tx a transistor funzionante. Indi¬ 
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17 - Soresina (Cremona). 

67-298 - TELESCRIVENTE VENDO Olivetti 
mod. T1 e foglio In ottimo stato com¬ 
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carta. Istruzioni originali Olivetti e istru¬ 
zioni per modifiche ad uso radioamatori. 
Tutto L. 35.000 (trentacinquemila) più 
spedizione. Indirizzare a: Antonio Maz- 
zolenis - Via Pietro Cartoni, 155 - Roma 
Tei. 5349002. 

67-299 - CEDO CORSO completo radio 
M.F. di notissima scuola italiana com¬ 


prensivo di tutto II materiale originale 
usato per radio M.F. e vari strumenti, 
nonché di moltissimo altro materiale 
radio. Il corso radio cedo a metà prez¬ 
zo, altro materiale a convenirsi. Indiriz¬ 
zare a: Trevisan Siro - Via De Ferreti, 4 
- Vicenza. 

67-300 - CAMBIO con televisore porta¬ 
tile in ordine, apparecchio transistor 
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D made U.S.A. nove gamme d’onda, pre¬ 
sa fono, antenna auto, gamme espanse 
radioamatori e marina, in ordine e fun¬ 
zionale. Indirizzare a: Grandi Carlo - 
Viale Roma, 36 - Venaria (To). 

67-301 - BC 611-F VENDO coppia radio- 
telefoni, assolutamente perfetti funzio¬ 
nanti con batterie e valvole nuove, por¬ 
tata in linea d'aria 4-6 Km. L. 35.000 



intrattabili. Cerco schemi BC 221 N et 
BC 348 vecchio tipo (monta le valvole 
tipo 6K7, 6J7, 6C5, 6B8, 41). Indirizzare 
a: Dario Amori - Via P. Borsieri, 25 - 
Roma - Tel. 3565218. 


RICHIESTE 


67-302 - SCHEMI BC 221-N e BC 348 
vecchio tipo cerco ovvero manuali ori¬ 
ginali, Garantisco l'immediata restituzio¬ 
ne di essi dopo averne fatto fotocopia. 



Vendo coppia radiotelefoni BC-611F per¬ 
fetti funzionanti. Collegamenti fatti a 
5 km. Indirizzare a: Amori Dario - Via 
P. Borsieri, 25 • Roma - Tel. 3565218, 

67-303 - COMPRO SE OCCASIONE, Rx 
professionale con copertura contìnua 
500 kc/s - 30 Mc/s. Ingranditore dal 
24 X 36 al 6 X 9. Esposimetro grande sen¬ 
sibilità. Fotografica reflex binoculare 
6x6 tipo Rollìcord, E' chiaro che il ma¬ 
teriale deve essere In condizioni perfet¬ 
te di funzionamento. Indirizzare a: Sal¬ 
vatore Grande - Via Tonale, 28 - Lecco 
(Co). 

67-304 - FUORIBORDO - Radiotelefono e 
registratore portatile cercasi occasione. 
Indirizzare a: Carlo Moccia - Viale Mat¬ 
teotti, 229/C ■ Mola di Bari. 

67-305 - CERCO quarzi su la frequenza 
di 27 MHz e 48 MHz overtone. Cerco 
relè miniatura per transistor, transistor 
AF118 - 2N706 - OC75 - 2 x OC74 - OC71 
- OC171. Trasformatori pilota e uscita 
per 2 X OC74. Pago il seguente materia¬ 
le oppure cambio con altro dì mio pos¬ 
sesso. Indirizzare a: Pedini Giuliano • 
Via 1° Maggio, 11 - Pontedera (Pisa). 







67-306 - REGISTRATORE SEMIPROFES- 
SIONALE Revox; gradirei ricevere sche¬ 
ma elettrico del modello C36, adeguata 
ricompensa. Indirizzare a; Celona Mau¬ 
rizio - Grugl lasco (To) - Corso Al (ama¬ 
no, 180. 

67-307 - ACQUISTEREI RICETRASMETTI- 
TORE gamma OC20 di 40 metri in otti¬ 
mo stato completo di schema ed istru¬ 
zioni iviare risposta a: Sottuf. E/CB 
iannello Alfredo - Nave S. Giorgio Ma- 
ripost - Roma. 

67-308 • ATTENZIONE! Cerco valvole 
Ghianda tipo 954-955-956. Pago bene op¬ 
pure cambio con valvole OQE nuove. 
Inoltre cerco schema ricevitore Halli- 
crafters S.36 28-140 MC/S Surplus. Pago 
L. 1000 se solo schema e L. 2000 se 
Intera monografia. Indirizzare a: Claudio 
Volle • Via Gargano, 23 - Roma - Tel. 
8924402. 

67-309 . SWL, OM, di Aosta e dintorni; 
desidero prendere contatto con voi per 
scambio di idee, per collaborazione 
nella realizzazione di radio apparati 
a scopo obbistico e per una eventuale 
formazione di un Short Wave Radio Club 
ad Aosta. Amici S.W.L. Valdostani scri¬ 
vetemi e lo faremo. Indirizzare a: 
Joyeusaz Roberto - Viale Federico Cha- 
bod, 140 - Aosta. 

67-310 - CERCO RX BC348 o il similare 
BC342/312 per cambio con importanti 
francobolli nuovi e annullati della Città 
del Vaticano e d'Italia. Disposto all'ac¬ 
quisto di provavalvole ad emissione tipo 
SRE, di grid-dip meter Lafayette a nuvi- 
stor da 1,5-180 Mc/s e di provatransi- 


stors Heatkit o similare. Indirizzare a: 
Cesare Santoro - Via limavo, 3 - Roma. 

67-311 - GRUPPO AF Geloso 2615 0 
2615 A, cerco, anche usato, purché in 
buone condizioni e non manomesso, 
completo del relativo cond. variabile e 
istruzioni originali. Indirizzare a: Giu¬ 
seppe di Figlia - Foresteria Sincat - 
Priolo (Siracusa), 

67-312 - CQ - CERCO schemi ricevitore 
Marconi R1241. Ricevitore Allocchio Bac- 
chini OC11. Chiedere compenso per ra¬ 
pido e sicuro ritorno al mittente dopo 
fotocopia. Ringraziamenti anticipati. In¬ 
dirizzare a: ilCT Corrado Torresan - \.'ia 
Torino, 37 - Alessio - SV. 


67-313 - ACQUISTASI TRASMETTITORE 
144 Me (2 metri) minimo 100 W e oltre. 
Inviare offerte a: Andenna Alberto - Via 
Merulana, 137 - Roma o telefonare 
7567219. 

67-314 - CERCO RX semiprofessionale 
gamma 4,6 MHz, anche se usato, ma 
perfettamente tarato e funzionante. Solo 
se occasione, cerco ottimo tester. Ac¬ 
quisto materiale radio usato, ma sano. 
Indirizzare a; Luigi Meneghin - Via Del 
Borgo, 10 - Bologna. 

67-315 • CERCO URGENTEMENTE pagan¬ 
do bene, schema registratore Bell Tele- 
phon mod. Rocket, se non In vendita 
magari in prestito per farne copia foto¬ 
grafica, restituendo poi nel minor tem¬ 
po possibile. Indirizzare a: Fi atti Gioac¬ 
chino - Via Menicucci ■ Cupramontana 
(Ancona). 


67-316 . RX SURPLUS HRO-RAS-RAO- 
AR88-CR100-BC342-779-348-OC9/10/11 - AC 
14-RR1A 0 altri banda 3/15Mc o mag¬ 
giore: o rx solo bande radioamatori fun¬ 
zionante. Dettagliare condizioni mecca¬ 
niche-elettriche, eventuali modifiche. Per 
modelli meno noti anche serie, sigle- 
funzioni valvole, comandi, gamme. Trat¬ 
to preferibilmente zona Milano. Non in¬ 
viare offerte di apparecchi di prezzo su¬ 
periore a L. 60,000. Indirizzare a: Baldi 
Paolo - Via Wildt, 5 - Milano - Tel. 
2852416 ore pasti. 

67-317 - GELOSO CERCO seguenti parti 
staccate per trasmettitore: VFO 4/104-S 
e trasformatore alimentazione n. 14218. 
Indirizzare a: Luigi Giannella - Ogllastro 
Marina (Salerno). 

67-318 - CERCO TUBO a raggi catodici 
da 3 pollici, indicare caratteristiche e 
prezzo. Indirizzare a: Genta Virgilio - 
Via Sciaraffia n. 12 - Salerno. 


ATTENZIONE! 

In conseguenza (JelT enorme 
numero di inserzioni, viene 
applicato il massimo rigore 
nella accettazione delle 
« offerte e richieste ». 
ATTENETEVI ALLE NORME 
nel Vostro interesse. 






A proposito di OFFERTE e RICHIESTE 

riceviamo ia seguente lettera (firmata) : 

Spett le CD-CO Elettronica 

Nel mandarvi questa mia richiesta di inserzione (scusatemi se contrariamente 
alle vostre raccomandazioni di non aggiungere altro sono costretto a fare 
alcuni appunti), voglio segnalarvi due inserzionisti del n. ZZZ, e precisamente 
il n. X e Y. AI n. X sono andato personalmente con la mia auto, con tutte 
le riviste richieste, ma mi sono sentito rispondere candidamente dall’inser¬ 
zionista che non ne aveva bisogno di tutte ma solo di alcuno, e questo 
contrariamente a quanto pubblicato sulla Rivista. 

Al n. Y ho scritto facendo un'offerta per il valore di tutte le riviste e 1 
libri tecnici, senza ottenere alcuna risposta, benché avessi accluso anche 
il francobollo. 

Sarebbe bene, a mio modesto avviso, che simili inserzionisti venissero richia¬ 
mati a una maggiore serietà Colgo l'occasione per salutarvi cordialmente 
(segue firma). 

Rispondiamo: 

Gentile signor S.S. 

purtroppo non è interamente nel le nostre possibilità costringere a una mag¬ 
giore coscienza e serietà gli Inserzionisti che non mantengono un compor¬ 
tamento corretto. 

Ma esaminiamo il problema nei suoi aspetti: 

1® caso: truffa - Noi accettiamo solo richieste di inserzione firmate, per le 
quali lo scrivente assume in pieno ogni responsabilità (veda modulo offerte e 
richieste): in caso di palese truffa, il «bidonato» che dispone degli estremi 
del truffatore, può perseguirlo e la Rivista lo assisterà fornendogli copia 
deH’originale firmato. 

2® caso: leggerezza o impreparazione - Molti inserzionisti ricevono proba¬ 
bilmente richieste e offerte in mole superiore alle loro aspettative e si diso¬ 
rientano, ovvero rispondono solo al primo o ad uno qualsiasi, o cam¬ 
biano idea, ecc. 

In effetti una persona corretta dovrebbe assumersi in pieno la responsabilità 
delle proprie azioni, anche nelle piccole cose, ma non sì può pretendere 
tanto da lettori non sempre « preparati » a tali occasioni. 

In definitiva non riteniamo condannabile chi non risponde pur ricevendo un 
francobollo (sono 40 lire...) o chi, nel periodo intercorrente tra compi¬ 
lazione del modulo e prime risposte aH’inserzione, ha cambiato parere, anche 
se richiamiamo con il massimo rigore a una completa correttezza e coscienza 
delle proprie responsabilità tutti gli Inserzionisti. 

Ricordiamoci che chi si comporta con leggerezza sì autosqualifica e perde 
la fiducia del prossimo 


CD - CQ elettronica 


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DI VENDITA DEI PRODOTTI 

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Via De Gasperi, 40 

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Via Guedoz, 2 

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Vìa Tagliamento, 49 bis 

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Via G. Brugnoli, 1/A 

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P.zza Cristo Re, 7 

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Via G. Chiassi, 12/C 

PADOVA 

Vìa Manzoni, 21/23 

PALERMO 

Vìa R. Settimo, 10 

PARMA 

Via Colombo, 13 

L.go Rosolino Pilo, 30 

V.ie Matteotti, 66 

Via G. Leopardi, 12 

PAVIA 

PERUGIA 

PESARO 

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REGGIO E. 

Via A. Mìcelli, 31/A 

RIMINI 

Via Del Vasto, 5 

ROMA 

Via XXV Aprile, 99 

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Via Gaetano Milanesi 28/30 

ROVIGO 

P.zza J. Da Voragine, 7/8 r 

S. BENEDETTO 

Vìa Borgorattì, 23/1 r 

DEL TRONTO 

Via Degli Arcadi, 4/A 

S. REMO 

Vìa F. Buonarroti 

TERNI 

Vìa Fiume, 18 

TORINO 

Via Don Pozzi, 1 

Via Della Madonna, 48 

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TRAPANI 

TRIESTE 

Via Spalato, 48 

UDINE 

P.zza Arche, 8 

VERONA 

P.zza Duomo, 15 

VICENZA 


Via Cà Rossa, 21/B 
Via G. Cantoni, 7 
Via Petreila, 6 

C.SO Vittorio Emanuele 700/A 

Via Camilio Porzio 10/A-10/B 

Vìa Amendola, 25 

Vìa Alberto da Padova 

P.zza Casteinuovo, 48 

Vìa Alessandria, 7 

Vìa G. Franchi, 10 

Via Bonazzi, 57 

Via Guido Postumo, 6 

Vìa Messina, 18/20 

V.ie Monte S. Micheie, 5/EF 

Via Dario Campana, 8/AB 

V.ie Carnaro, 18/A/C/D/E 

V.ie dei Quattro Venti 152/F 

Vìa Porta Adige 25 

V.ie De Gasperi, 2/4/6 
Via Gaiileo Galilei, 5 
Via Delie Portelle, 12 
Vìa Chivasso, 8/10 
Vìa Nizza, 34 
Vìa G.B. Fardella, 15 
Via Fabio Severo, 138 
Vìa Marangoni, 87-89 
Via Aurelio Saffi, 1 
Contrà Mure Porta Nuova, 8 





307 










































































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Valore della If e MHz 9,72 copertura originale MHz 100/124 Xtai usato di frequenza, frequenza 
di ingresso meno valore della IF diviso 18 Alimentazione HT 250 V. 80 Ma LT 12,6 V, 1,5 A. 
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Questo ricevitore a circuito reflex è concepito per azionare un sensibilissimo relay quando sia 
trasmesso un segnale neiia frequenza cui è sintonizzato. Era usato a bordo di aeroplani per 
captare le emissioni di radio fari. E’ predisposto per essere sintonizzato nella gamma dei 
62-80 MHz (onde ultracorte). Può essere usato quale apri-garages, controllo di modellini di 
battelli, ricevitore di impulsi anti-furto ed altre centinaia di usi. Facilmente modificabile per 
captare la Modulazione di Frequenza oppure il canale audIo-TV. Alimentazione totale a 24 voits, 
filamenti ed anodi. Dimensioni ridottissime. Viene venduto in stato come nuovo, completo di 
relais da 12000 H estremamente sensibile, di cassettina. Mancante di due valvole (12C8 e 
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pesa 10 kg. Misure: altezza cm. 42, larghezza cm. 26, profondità cm. 24, Montaggio in rack nel 
quale è compreso lo spazio per le batterie. Filamento 3 V; anodica 150 V. Consumo: trasmis¬ 
sione 30 mA; Ricezione 10 mA; Filamenti RX 200 mA, TX 300 mA. Monta nel ricevitore n. 3 
ARP 12 e n. 1 ARS: nel trasmettitore n. 1 AR8 e n. 1 ATP4; 6 watt antenna - Portata Km. 20 
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super; 4 canali di ricezione preselezionati, FI = 12 MHz, cristalli per l’oscillatore del ricevitore 
scelti nella gamma 8,0-^8,72 MHz; squelch; noise limiter, AVC, impedenza uscita 4000/300/50 ohm; 
funziona anche come interfono di bordo. Aiimentazione rete o batteria mediante dynamotor 
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Rx: super - FI: 4,3 MHz - 12 tubi: 1L4 (7) - 1R5 (2) - 3Q4 (1) - 3A5 (1) - 6AF6G (1). 

Tx: potenza di uscita 4 W - modulazione di frequenza - sei tubi: 3A5 (4) - 3Q4 (1) - VR-90 (1). 
AFC, 18 tubi: 3A4 (2) - 1T4 (6) - 1L4 (5) - 1R5 (1) - 1A3 (1) - 1S5 (3). Alimentazione in 
ricezione: filamenti 4,5 V - 0,3 A - anodica 90 V - 25 mA. Alimentazione in trasmissione: fila¬ 
menti 4.5 V - 0,5 A -anodica: 90 V - 25 mA; 150 V - 45 mA. Senza vaivole in buono stato L. 10.000. 


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delle speciali resistenze a strato stabilizzato a 
mezzo contenitori modulari ad alto isolamento 

MULTITESTER 67 

il tester sempre attuale perché munito di pre¬ 
sa per adattatore universale che estende oltre 
cento volte la capacità di misurazione dello 
strumento 

8 CAMPI DI MISURA 41 PORTATE 

tutto a lettura diretta senza adattatori 

CARATTERISTICHE 

m VOLT C.C.: 40.000 lì/V 8 portate - 0,05 - 1-5 - 10 - 50 - 250 - 500 

- 1000 V'olt f.s. 

g VOLT c.a.: 20.000 n/V 6 portate - 2 - 10 - 20 - 100 - 500 - 

1000 Volt f.s. Risposta in frequenza 20 Hz - 20 KHz. 

■ AMP. C.C.: 5 portate 25pA - 500[iA - 5mA - 50mA - 
500mA f.s. 

2 OHMMETRO c.c.: 5 portate - x1 - xlO - xlOO - xlK - 10K 
misura da 0,1 il a 10M il - centro scala 5 iì 

H MEGAOHMMETRO c.a.: 1 portata da 10.000 il a 100 Mil 

H CAPACIMETRO; 2 portate x1 - xlO - da 50 pF a 0,5 pF 

H MISURATORE D’USCITA: [output) 6 portate 2 - 10 - 20 - 100 

- 500 - 1000 Volt f.s. Condensatore interno, 

^ DECI BELLI METRO: 5 portate. Livello 0 dB riferito ad una 
potenza di ImW su 600 il pari a 0,775 Volt 
Scala —10 +22 dB 
portate da —10 a +62 dB 

g DIMENSIONI: 93 x 145 x 40 m/m circa 

g PESO; 460 gr. circa senza pile 

Nel prezzo è compresa la custodia per il tra¬ 
sporto in resina antiurto, n. 2 pile e la coppia 
dei puntali. 



40.000 n / V C.C. 

20.000 a 



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la prima casa europea che 
garantisce le valvole per un 
anno