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Full text of "Costruire_diverte_1967_10"

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pubblicazione mensile 


tx am/cw 300 W 


ronic 


di Pefeer I. King 


L. 300 








elettrrnitrM.. 


Strumenti elettronici di misura e controllo 


VOLTMETRO 

ELETTRONICO 

mod. 

• elevata precisione e razionalità d’uso 

• puntale unico per misure cc-ca-ohm 

• notevole ampiezza del quadrante 

• accurata esecuzione e prezzo limitato 

QUESTI sono ì motivi per preferire il voltmetro elet¬ 
tronico mod. 115. 

pregevole esecuzione! pra^lciteà d* uso 



DATI TECNICI 

Tensioni cc. 7 portate: 1,2 - 12 - 30 - 60 - 300 - 600 - 
1.200 V/fs. 

Tensioni ca. 7 portate; 1,2 - 12 - 30 - 60 - 300 - 600 - 
1.200 V/fs. 

Una scala è stata riservata alla portata 1,2 V/fs. 
Tensioni picco-picco: da 3,4 a 3400 V/fs nelle 7 por¬ 
tate ca. 

Campo di frequenza: da 30 Hz a 60 kHz. 

Portate ohmetriche: da 0,1 ohm a 1.000 Mohm in 
7 portate; valori di centro scala: 10 - 100 - 1.000 ohm 
- 10 kohm - 100 kohm - 1 Mohm - 10 Mohm. 
Impedenza d’ingresso: 11 Mohm. 

Alimentazione: a tensione alternata; 110 - 125 - 140 - 
160 - 220 V. 

Valvole; EB 91 - ECC82 - raddrizzatore al silicio. 

Puntali: PUNTALE UNICO PER CA, CC, ohm; un ap 

posito pulsante, nel puntale, predispone lo strumento 
alle letture volute. 

Esecuzione: completo dì puntali; pannello frontale 
metallico: cofano verniciato a fuoco; ampio quadran¬ 
te, mm. 120 x 100; dimensioni mm. 195 x 125x95, 
peso kg. 1,800. 

Accessori: A richiesta: puntale E.H.T. per misure di 
tensione cc sino a 30.000 V. Puntale RF per letture 
a radiofrequenza sino a 230 MHz (30 V/mx). 


ALTRA PRODUZIONE 

Analizzatore Praticai 10 
Analizzatore Praticai 20 
Analizzatore Praticai 40 
Analizzatore TC 18 
Analizzatore TC 40 

Oscillatore modulato 
CB 10 

Generatore di segnali 
FMIO 

Oscilloscopio mod. 220 

Generatore di segnali TV 
mod. 222 

Strumenti da pannello 


Per ogni Vostra esigenza richie¬ 
deteci il catalogo generale o ri¬ 
volgetevi presso i rivenditori di 
accessori radio-TV. 


M E G ^ ELETTRONICA 
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Telefono 2566650 














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Sensibilità: 20.000 ohms 


Con scala a specchio e STRUMENTO A NUCLEO MAGNETICO 
schermato contro i campi magnetici esterni!!! 
Tutti i circuiti Voltmetrici e Amperometrici in C.C. 
e C.A. di questo nuovissimo modello 680 E montano 
resistenze speciali tarate con la PRECISIONE ECCEZIONALE DELLO 0,5%!! 

IO CAMPI DI MISURA E 40 PORTATE !!! 

VOLTS C C.: ? portate: con sensibilità di 20.000 Ohms per Volt: 100 mV. - 2 V. - 10 V. 

50 V. - 200 V. - 500 V. e 1000 V. C.C. 

VOLTS C.A.: 6 portate: con sensibilità di 4.000 Ohms per Volt; 2 V. - 10 V. - 50 V. ■ 

250 V. . 1000 V. e 2500 Volts C.A. 

AMP. C C.: 6 portate: 50 ^A - 500 jiA - 5 mA - 50 mA • 500 mA e 5 A. C C. 

AMP. C.A.: 5 pQfUtes 2S0 uA ' mA « 25 mA 250 mA e 1.S Amo. 

OHMS; «portile: : *0 - H K 1 - HkIO * 100 Qjc lOOO - anlODOO 

Rivelatore di letture do 1 daclinft di Otim Uno a tOQ MffcQBOhrnBi 

REAHANZA: 1 portata: da 0 a 10 Megaohms. 

CAPACITA’: d portate: da 0 a 5000 e da 0 a 500 000 pF - da 0 a 20 e da 0 a 

200 Microfarad. 

FREQUENZA: 2 portate: 0 500 e 0 5000 Hz. 

V USCITA: 6 portate: 2 V. - 10 V. - 50 V. - 250 V. - 1000 V e 2500 V 

DECIBELS: 5 portate: da — 10 dB a + f 

Inoltre vi è la possibilità di estendere ancora maggiormente le prestazioni 
del Supertesler 680 E con accessori appositamente progettali dalla I.C.E. 

1 principali sono: 

per Corrente Alternata: 

500 Ampères C.t 

Prova transistori e prova diodi modello h Transtest » 662 I. C. 

Shunts supplementari per 10 - 25 • 50 e 100 Ampères C.C. 

Volt ■ ohmetro a Transistors di altissima sensibilità. 

Sonda a puntale per prova temperature da — 30 a -f 200 "C. 

Traslormatore mod, 616 per Amp. C.A.: Portate; 250 mA 
1 A - 5, A . 25 A • 100 A C.A. 

Puntale mod 18Per prova di ALTA TENSIONE: 25000 V. C.C. 

Luxmetro per portate dp 0 a 16 000 Lux. mod 24. 


volt 


Amperometro a Tenaglia modello •> Amperclamp 
Portate: 2.5 • 10 • 25 - 100 - 250 \ 


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PRESTAZIONI: IL TESTER PER I RADIO¬ 
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di 5000 Ohms x Volt e solo 25 portate Lire 6 90tt 
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CON LA PIU' AMPIA SCALA (mm ■ 65 x 65) 
Pannello superiore Interamente in CRISTAL 
antiurto: il TESTER PIU’ ROBUSTO. PIU' 
SEMPLICE, PIU' PRECISO! 

Speciale circuito elettrico Brevettato 
di nostra esclusiva concezione che 
unitamente ad un limitatore statico 
permette allo strumento indica¬ 
tore ed al raddrizzatore a lui 
accoppiato, di poter sopportare 
sovraccarichi accidentali od 
erronei anche mille volte su¬ 
periori alla portata scelta! 

Struménto antiurto con spe¬ 
ciali sospensioni elastiche. 

Scatola base in nuovo ma¬ 
teriale plastico infrangibile. 

Circuito elettrico con spe¬ 
ciale dispositivo per la com ^ 
pensazione degli errori dovuti 
agli sbalzi di temperatura IL 
lESTlR^SEWA COMMUTATORI 
« quindi ellmilnaziona df {piàstt 
meccanici, di contatti Imperfetti, 
e minor facilità di errori nel 
passare da una portata all'altra. 


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Puntale per alte tensioni Mod. 18 «I.C.E. 



Questo puntate tatve per elevare la portata del nostri 
TESTER 660 a 21.1100 Volts c.c. 

Con esso può quindi venire misurata l'alta tensione sia 
dei televisori, sia del trasmettitori ecc. 

Il suo prezzo nettoè di Lire 2.900 franco ns. stabilimento. 



Per misure amperometriche in Corrente Alternata. 

Da adoperarsi unitamente al Tester 660 in serie al cir¬ 
cuito da esaminare. 

6 MISURE ESEGUIBILI; 

250 mA • 1 A • 5 A ■ 2S A - 50 e tOO Amp. C A. 
Precisione; 2.5%. Dimensioni; 60x70x30. Peso 200 gr. 
Prezzo netto Lire 3 SSOf ranco ns. Stabilimento. 



Amperometro 
a tenaglia 


Amperclamp 


Per misure amperometriche immediate in C A 
senza interrompere i circuiti da esaminare !! 


Questa pinza amperometrlca va usala unitamente 
al nastro SUPERTESTER 680 oppure unitamente 
a qualsiasi altro strumento indicatore o regi¬ 
stratore con portata 50 |iA - 100 millivolts. 


* A richiesta con supplemento di L. 1.000 la 
I.C.E. può fornire pure un apposito riduttore 
modelio 29 per misurare anche bassissime in¬ 
tensità da 0 a 250 mA. 

Fibem piqpawAtlittee néllp di hMIp L. 4.965 
tni^ mf BtatlfkumtP. Par pagamBOti all'ordir» 
e alii GOAHogna omagute dsT relativo astiJCtio. 


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Diita SILVANO GIANNONI 


Via G. Lami - Telefono 30.636 
56029 S. Croce Sull'Arno (Pisa) 


R 109 


RICEVITORE R 109 40-80 metri FONIA/GRAFIA 

Molto compatto e solidamente unito, contenuto in telaio metallico, ottimo stato. Due gamme 
d'onda: 4,5-9 MHz; 2,4-5 MHz. Altoparlante ed alimentatore incorporato. Monta n. 5 valvole 
ARP-12: n. 3 AR8. Corredato di valvole ed istruzioni L. 20.000. 


RX 71 


RICEVITORE TIPY 71, impiega i seguenti tubi RF - EF50 Mix - EF50 Prima e seconda 1F/ARP’:>4 
(6K7) terza IF EF50. Det. AVC, Muting EBC 33 (6Q7) NL EA50, Xtal ose EL32, MultipI EF50 
Vaiore della If e MHz 9.72 copertura originale MHz 100/124 Xtal usato di frequenza, frequenza 
di ingresso meno valore della IF diviso 18 Alimentazione HT 250 V. 80 Ma LT 12,6 V. 1,5 'x 
Si cede completo delle valvole originali come nuovo accompagnato da descrizione e modifica 
per i due metri a lire 13.000 più spesa postali. 


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LOUDSPEAKER LS 3 - Altoparlante originale per ricevitori BC 314/342/314 eco. 10 W. - Completo 
funzionante con trasformatore e presa jack. L. 4.000. 

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1 Collins j 

I GRUPPO M.F. Collins, con IF a 455 kHz, possibilità di stringere la banda da 8-4-2 kHz. Costru- 
zione 1963, completo di valvole e schema, costo USA 208 dollari. A esaurimento. L. 25.000 


RT-RX 

WS68P 

1.2 - 3.5 
MHz 

RADIOTELEFONO WS68P - Grafia e fonia: una vera stazione RT-RX. Gamma coperta: 1. 2-3.5 MHz; 
potenza resa in antenna 8 watt: microamperometro 0,5 mA fondo scala: copertura sicura km. 9; 
pesa 10 kg. Misure: altezza cm. 42, larghezza cm. 26, profondità cm. 24. Montaggio In rack nel 
quale è compreso lo spazio per le batterie. Filamento 3 V; anodica 150 V. Consumo: trasmis¬ 
sione 30 mA: Ricezione 10 mA; Filamenti RX 200 mA. TX 300 mA. Monta nel ricevitore n. 3 
ARP 12 e n. 1 AR8; nel trasmettitore n. 1 AR8 e n. 1 ATP4; 6 watt antenna - Portata Km. 20 
in mare con solo antenna di mt. 2,5. Venduto funzionale nei suoi elementi originali, completo 
di valvole in scatole nuove, micro, cuffia. L. 17.000 cadauno tutto compreso. 

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1 RICEVITORE 9 valvole - 3 gamme d'onda lunghe e lunghissime 

1 Come nuovo - Adoprabile con un semplice convertitore a lavorare in terza conversione su 

1 tutte le gamme - senza valvole. L. 12.000. 


MK 11 

FREQUENZIMETRO MKH FUNZIONALE 

Ouandrante micrometrico contìnuo - Misure cm 50 x 40 x 30 - Peso Kg 10 - Cofnpieto di 
valvole ricambio + schema - 3 gamme in fondamentale - Armoniche per tarare perfettamente 
fino a 35 MHz - Alta precisione. Prezzo per i Lettori fino ad esaurimento L. 10,000 - AFFRETTATEVI! 


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Compon«nti 
BC 455 

COMPONENTI ORIGINALI PER BC 455, frequenza da 6 a 9 MHz, completo di tre MF a 2830 kHz, 
una bobina oscillatore SSB/CW. gruppo AF, variabile a tre sezioni, schema originale senza 
valvole. 1 sei pezzi a L. 4.500. 


BC-S24 

RICEVITORE del radiotelefono di bordo SCR-622 o SCR-624: gamma di frequenza 100-r186 MHz; 
super: 4 canali di ricezione preselezionati, Fl = 12 MHz, cristalli per l'oscillatore del ricevitore 
scelti nella gamma 8,0-r8,72 MHz; squelch; noise limiter, A\,’C, impedenza uscita 4000/300/50 ohm: 
funziona anche come interfono di bordo. Alimentazione rete o batteria mediante dynamotor 
esterno. Senza valvole, in buono stato L. 10.000, 


BC-625 

TRASMETTITORE del radiotelefono di bordo tipo SCR-622 o SCR-624; finale 832 A: 12 W resi in 
fonia, MA, 4 canali controllati a quarzo nella gamma 100-^156 MHz, 7 tubi: 832 (2) - 12A6 (3) 

- 6G6 (1) - 6SS7 (1). Alimentazione rete o batterie con dynamotor. 10 tubi: 9U03 (3) - 12SG7 
(3) - 12C8 (1) • 12J5 (1) - 12AH7 (1) - 12SG7 (1). Senza valvole in buono stato L. 10.000. 


RICETRASMETTITORE POTATILE a pile, gamma 40-:-48 MHz: funziona a modulazione di frequenza: 
Rx: super - FI: 4,3 MHz - 12 tubi: 1L4 (7) - 1R5 (2) - 3Q4 (1) - 3A5 (1) • 6AF6G (1). 

Tx: potenza di uscita 4 W - modulazione di frequenza - sei tubi: 3A5 (4) - 3Q4 (1) - VR-90 (1). 
AFC, 18 tubi: 3A4 (2) - 1T4 (6) - 1L4 (5) - 1R5 (1) - 1A3 (1) - 1S5 (3). Alimentazione in 
ricezione; filamenti 4,5 V - 0,3 A - anodica 90 V - 25 mA. Alimentazione in trasmissione, fila¬ 
menti 4.5 V - 0.5 A -anodica: 90 V - 25 mA: 150 V - 45 mA. Senza valvole in buono stato L. 10.000. 


RICETRASMETTITORE MILITARE CANADESE 2 GAMME: 4,2 - 7,5 MHz: 

Doppia converslane per la gamma 19-31 MHz Tipo VlfS21 

Apparato completo, costruito su telaio contenente sla il ricevitore che II trasmettitóre. 

Sintonie separata sta per II flcevitore che per II trasmettitore. Pulsante per l'isoonda. Unità 
di controElo separabile, comprendente 11 tasto tolégrafico, Innesti par cuffia e microfono. Entro- 
co ritenuto l'ali me ntators completo di vibratore e 6 volt. Monta 6 valvola ARP12; 3 AR6: 2 ATP7. 
Comandato compìetairiBnte per mezzo di 3 relais, azionati dal tasto di chiusura da! microfono. 

Media frequenza a 465 Kc/a: bobine PA, eoe.: argentate. Strumento RF per 11 mìgMcr carico 

dell'antenna. Ottime condizioni, completo di valvole nuove cuffia mi ero L. 30.000. 


TRASMETTITORE di produzione Bendix; uscita 40 W in antenna; dispone di quattro canali ciascuno 
pilotato da un VFO. . 

Impiega 7 tubi: 12SK7 (4) - 807 (3); funziona in CW, MCW, o in fonia MA (con un modu¬ 
latore esterno): alimentazione da batteria 24 V e 14,8 A; dynamotor incorporato. Senza valv. L. 25.000. 


f^otorìnì I ^ INDUZIONE, nuovi 220-160-50 =. Ambitrazione con condensatore e schema. Peso Kg. 1 200. L. 2.500 


TA-12 


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WS 

21 


BC -1000 


































































































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CIRCUITI STAMPATI 
SUPERVELOCI 


Realizzate da soli ed istantaneamente i vostri circuiti stampati col modernis¬ 
simo sistema « CIR-KIT i» a rame autoadesivo. 

Che cos'è il « CIR-KIT »? Il « CIR-KIT * consiste in una pellicola di rame 
dello spessore di 0,05 mm con uno speciale strato adesivo termicamente resi¬ 
stente, protetto da un'apposita carta salva-adesivo. Tale pellicola di rame è 
fornita sia sotto forma di nastri che di fogli per consentire la massima libertà 
di progetto. 

Pensate a cosa significhi il poter realizzare immedìamente un solo circuito 
stampato ed esattamente come lo desiderate senza dover ricorrere a perico¬ 
losi agenti chimici e senza eseguire complicati disegni. 

Il « CIR-KIT » è economico: la confezione completa per sperimentatori, illu¬ 
strata nella foto, costa solo L. 1.900 e c’è abbastanza « CIR-KIT » per 10 circuiti 
Il « CIR-KIT » è il più rivoluzionario progresso nella tecnica dei circu’ci 
dall’avvento dei circuiti stampati! 



Impiego del Cir-Kit 



Confezione per sperimentatori 


PER LABORATORI 


« CIR-KIT » 

Confezione n. 1, contenuto: 

1 foglio di “ CIR-KIT » da 30x15 cm 
1 nastro di - CIR-KIT » largo 1,6 mm 
lungo 7,5 m 

1 nastro di « CIR-KIT » largo 3,2 mm 
lungo 7,5 m 

3 supporti Bakelite tipo E10 15x30 cm 

Prezzo netto L. 5.100 


Conf ezi one n. 2, contenuto : 

1 foglio di « CIR-KIT » da 130 x 15 cm 
1 nastro di « CIR-KIT » largo 1,6 mm 
lungo 60 m 

1 nastro di « CIR-KIT » largo 3,2 mm 
lungo 30 m 

5 supporti in Bakelite tipo E 10 
15 X 30 cm 

Coltello speciale + lama di ricambio 

Prezzo netto L. 15.800 


« CIR-KIT » 


PER SPERIMENTATORI 

Contenuto: 

1 foglio di « CIR-KIT » da 10x15 cm 
1 nastro di « CIR-KIT » largo 3,2 mm 
lungo 4,5 m 

1 supporto Bakelite tipo E.10 
15 X 30 cm. 

PREZZO NETTO L. 1.900 


AMPLIFICATORI PREMONTATI 
SUBMINIATURA HI-FI 




Sono ora disponibili anche in Italia gli amplificatori premontati su circuito 
stampato prodotti dalla NEWMARKET TRANSISTORS Ltd. 

Ouesti amplificatori BF di grande compattezza, della serie PC, sono rea¬ 
lizzati con criteri di precisione e qualità eccezionali con transistori accu¬ 
ratamente selezionati. 

Ogni amplificatore viene collaudato e garantito funzionante alle caratteri¬ 
stiche specificate. L’assorbimento tipico a riposo è per tutti i tipi di appena 
IO mA e la distorsione armonica totale tipica è di solo il 3%, con una sen¬ 
sibilità elevatissima. 

Per tutte quelle applicazioni come apparecchi radio, fonovalige sistemi 
stereofonici di media e piccola potenza, autoradio ecc. che richiedano ca¬ 
ratteristiche dì qualità eccezionali, gli ampiificatori Newmarket Transistors 
serie PC sono l’unica soluzione disponibile sul mercato ed In qualsiasi 
quantitativo. 

PREZZI NETTI 


PCI - 150 mW. 9V, alta Imped. d'Ingr., 3 transistori. L. 2.350 

PC2 - 400 mW, 9 V, 15 ohm, bassa imped., 5 transistori, L. 2.950 

PC3 - 400 mW, 9 V, 15 ohm, media imped., 5 transistori, L. 2.950 

PC4 - 400 mW, 9 V. 15 ohm, alta imped., 5 transistori, L. 2.950 

PC5 - 4W, 12V, 3 ohm, bassa imped., 6 transistori, L, 6.950 

PC7 - 1 W, 9 V, 3 ohm, bassa imped., 6 transistori, L. 3.950 

PCS - preampiif., 1 Mohm imped. d'ingresso, 1 transistore. L. 1.850 


Ogni amplificatore viene venduto imballato e completo di dati caratteri¬ 
stici e schema per l'inserzione. A richiesta la società ELEDRA 3S invia 
un elegante manuale con la descrizione dì tutti gli amplificatori premontati 
qui elencati (allegare L. 100 In francobolli). 


AMPLIFICATORE STEREO 8W-hdW - 

Scatola di montaggio tipo SA 8-8 

Superbo amplificatore transistorizzato stereofonico, preparato dalia PEAK 
SOUND Ltd. (Inghilterra), dj facile montaggio grazie al rivoluzionario 
metodo > CIR-KIT > di realizzare il circuito stampato. 

Caratteristiche principali: 

Circuito elettrico modernissimo; senza trasformatori, 
potenza 8W-I-8W 

risposta: 20 Hz - 20 kHz ± 3 dB 
Controllo dei toni alti e bassi separati 
Controlli di volumi separati 
Alimentazione: 25 V 
Impedenza d’ingresso: 1 Mohm 
impedenza d’uscita: 3-5 ohm per canale 
14 transistori accoppiati 


Stèreo 8W-I 8W 



Viene fornito completo di ogni parte (vedere foto) e con facili istru¬ 
zioni di montaggio. 

Prezzo netto della scatola di montaggio Lìt. 26.500-F500 per spese 
postali. 

ALIMENTATORE, per l’amplificatore stereo SA 8-8, scatola da montaggio: 
prezzo netto Lit. 7.900-1-500 per spese postali. 


CONDIZIONI DI VENDITA 

Il pagamento può essere effettuato anticipatamente a mezzo vaglia postale o assegno circolare aggiungendo L. 350 per ogni 
spedizione, dove non indicato, a titolo rimborso spese postali e di imballo: oppure si può richiedere la spedizione contrasse¬ 
gno inviando L. 1.000 anticipatamente e pagando la rimanenza al postino a ricevimento del pacco (tenere presente che con¬ 
trassegno le spese aumentano dì circa L. 200 per diritti postali). 


















OCCASIONI A PREZZI ECCEZIONALI: 

[fino ad esaufimentoj 


1 (fig. 

2 (fig. 

3 (fig. 

4 (fig. 

5 (fig. 


(fig. 


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12 (fig. 

13 (fig. 

14 (fig. 

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18 (Fig. 

19 (fig. 

20 (fig. 

21 (fig. 

23 (fig. 

24 (fig. 


1) - AMPLIFICATORE B.F. originale MARELLI a 2 valvole più raddrizzatore, Alimentazione liniversale, uscita 6 W. 

indistorti, ingresso con bilanciamento per usarne due accoppiati per stereofonia L. 6.000-]- 700 s.p. 

2) - CARICA BATTERIA, primario universale: uscita 6-12 V, 2-3 A. - particolarmente indicato per automobilisti, 

elettrauto, ed applicazioni industriali L. 4.500-|- 700 s.p. 

3) - PROVATRANSISTORI - Strumento completo per la prova di tutti i transistori e diodi PNP-NPN, misure Ico e 

beta. Tale strumento ha una scala amplissima e doppia taratura a 1 e 2 mA, è completo di accessori, istru¬ 
zioni per l'uso e garanzia L. 9.500-1-1.000 s.p. 

4) - TESTER ELETTRONICO A TRANSISTORS - Strumento 200.000 Q/V - Portata da 5 microA fino a 2,5A - da 0,1 

microA fino a 1OOOV - da 1 Kn fino a 1000 MH - da 5pF a SFarad - da meno IO a più 56dB. Alimentazione 

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limentazione in 


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ed il Titolo della RIVISTA cui si riferiscono gli oggetti ordinati e reclamizzati sulla rivista stessa. Scrivere Chiaro, possibil¬ 
mente in STAMPATELLO, nome ed indirizzo del committente. 

(*) OGNI SPEDIZIONE viene effettuata dietro invio anticipato, e mezzo assegno bancario o vaglia postale dell'importo dei pezzi ordi¬ 
nati, più le spese postali tenendo presente che esse diminuiscono proporzionatamente in caso di spedizioni comulative ed a secondo 
del peso del pacco). _ _ . . , . 

Non si accettano ordini per importi inferiori a L. 3,000 e se non accompagnati da un anticipo (minimo L. 1.000 sia pure in 
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18) 

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(fig. 

19) 

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(fig. 

(fig. 

(fig. 

21) 

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realizzati con un sistema brevettato che_ conte 
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componenti, inoltre garantisce un per' 
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Ogni apparato, è fornito di Finger-tip, per l'istantaneo controllo delle batterie. 

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Ogni altra informazione, verrà fornita a richiesta, si prega di affrancare la risposta e scrivere l'Indi¬ 
rizzo in stampatello. 


















ELETTROCONTROLLI 

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40126 BOLOGNA 

Tel. 265.818 
■ Tel. 279.460 


Siamo lieti di comunicare ai nostri affezionati Clienti, la prossima apertura di due nuovi punti di ven¬ 
dita che. sotto la denominazione « ELETTROCONTROLLI • Italia », apriranno i battenti in: 

FIRENZE - Via Maragliano, 40 tei. 366.050 

PADOVA - Via Trieste, 28 tei. 57540 

E’ nostra intenzione ampliare detti punti di vendita, creando nuovi concessionari esclusivi in ogni 
provincia: per coloro che fossero interessati, pregasi mettersi in diretto contatto con la nostra 
Direzione al fine di prendere gli accordi del caso. 

Si richiedono buone referenze, serietà commerciale e un minimo di capitale. 


La gamma più completa di Semiconduttori GE, SESCO, THOMPSON, è pronta 
ns. magazzeni: si garantiscono forniture continue di materiali sempre 



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semiconduttori diversi, che si riferisce ai prodotti tenuti a magazzeno. Lo 
stesso verrà spedito a chi ne farà richiesta allegando L. 100 in francobolli 
per spese postali Spediremo gratuitamente il nuovo listino a coloro che 
sono già in possesso di quello precedente. 


pubblicazione, a scopo propagandistico, 
a prezzi eccezionali. 

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C20A (7,4 AMP. 100 Volt) L. 2.250 

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Disponiamo di una completa gamma di filtri a raggi infrarossi tagliati rispettiva¬ 
mente son i seguenti diametri; mm 20, mm 45, mm 60, mm 100. Preventivi 
a richiesta. 

LENTI convesse, biconvesse, e a condensatore 

Abbiamo inoltre una serie completa di lenti per ogni uso e applicazione 
per la concentrazione di un fascio luminoso. Preventivi a richiesta 

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natura mista di 100 condensatori a sole L 1 000 




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nici per l'automazione industriale Vi sono ampiamente trattati oltre 2000 
componenti e loro caratteristiche tecniche con i relativi prezzi; atti a indi¬ 

rizzare e risolvere problemi ai tecnici suM'automazione industriale. Viene 
riservato lo sconto da rivenditore a chi acquista il ns, Listino, Prezzo L. 1.000 

RACCOLTA SCHEMI ELETTRICI - E' una raccolta riveduta e ampliata, di tutti 
gli schemi delle apparecchiature elettroniche di ns produzione. In essa è 

pure ampiamente trattato il problema dei RAGGI INFRAROSSI e loro sorgenti 
di luce invisibili all'occhio umano, come pure le loro molteplici applicazioni. 
Tengasi presente che sono descrizioni di applicazioni a carattere industriale, 
da utilizzarsi su macchine a ciclo automatico e semiautomatico. 

La sola raccolta verrà inviata dietro rimessa di L. 1.000. 

La combinazione « COMPONENTI-SCHEMI » verrà fornita a sole L, 1.750. 


Abbiamo inoltre le famose fotoresistenze ultrarapide e sensibili solo ai raggi infrarossi (la luce ambiente non influisce 
sul loro corretto funzionamento) cad. L. 3.500 (Ogni fotoresistenza ha in allegato le caratteristiche tecniche e uno schema 
di applicazione pratica per sistemi antifurto). 

STOCK di amplificatori di bassa frequenza HI-FI a 4 transistors 1,7 watt. Vera occasione! cad. L. 2.150. 

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contrassegno considerare una maggiorazione di L. 500. 























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di tutto il mondo...! 


RICEVITORE PROFESSIONALE 



GELOSO G4/216 


Il G 4/216 è il più recente ricevitore della 
linea Geloso. Derivato dai precedenti ricevi¬ 
tori, costituisce il più perfezionato apparec¬ 
chio a compendio di una pluridecennale 
esperienza in questo campo. Oltre alle carat¬ 
teristiche sotto riportate sono da sottolineare 
le ridotte dimensioni in confronto a quelle 
tradizionali dei nostri apparecchi, il coman¬ 
do Preselector di nuovo tipo, la possibilità 
di ricezione della gamma 144-146 MHz (in 
26-28 MHz) su apposita scala, con converti¬ 
tore esterno. Particolarmente curata è la ro¬ 
bustezza costruttiva e l'insieme operativo di 
grande chiarezza e funzionalità. 




Gamme coperte: 28 -i- 30 MHz; 21 -h- 21,5 MHz; 
14-^14,5 MHz; 7 -i- 7,5 MHz; 3,5 -r 4 MHz; 
144-i-146 MHz (26^28 MHz) con convertitore 
esterno. 

Precisione di taratura delle frequenze: ± 5 kHz nelle 
gamme 80, 40 e 20 m; ± 10 kHz nelle gamme 
15 e 10 m. 

Stabilità di frequenza nel tempo: ± 0,5 per 10000 
( ± 50 Hz per MHz). 

Frequenza intermedia: 467 kHz. 

Reiezione d'immagine: superiore a 50 dB su tutte le 
gamme. 

Reiezione di frequenza intermedia: superiore a 70 dB 

Sensibilità: migliore di 1 p-V per 1 W di potenza BF. 

Rapporto segnale/disturbo con 1 p,V > 6 dB. 

Selettività: 5 posizioni: Normale, Xtal 1, Xtal 2, Xtal 3, 
Xtai 4, inseribili con commutatore. 

Ricezione dei segnali modulati in ampiezza ed SSB. 

Limitatore dei disturbi: « noise llmiter », Inseribile 

Indicatore d'intensità del segnale: « S-meter », a stru¬ 
mento. 

Potenza BF disponibile: 1 W. 

Entrata d'antenna: impedenza 50-i-100 £2, non bi¬ 
lanciata. 

Uscita: 3-^-5 Q e 500 Q - presa per cuffia di qual¬ 
siasi tipo. 


Valvole impiegate 10, più una stabilizzatrice di ten¬ 
sione: 6B76, 12AT7, 12AT7, 6BE6, ECH81, EF89, 
12AX7, 6BE6, ECL86. 

Diodi: un ZFIO, quattro BY114, un IS1693, un OASI, 
un BAn4, due BA102. 

Quarzi: 467 kHz, 3500 kHz, 11 MHz, 25 MHz, 18 MHz, 
20 MHz, 36 MHz. 

Alimentazione: con tensione alternata 50-F60 Hz, da 
HO a 240 V. 

Dimensioni d'ingombro: largh. 400 mm, alt. 205 mm, 
prof. 300 mm. 


Controlli e comandi: 

Misuratore del segnale («S-meter»), scala di 
sintonia, controllo dì nota (per CW ed SSB), com¬ 
mutatore selettore del tipo di ricezione (CW/SSB- 
AM), controllo della sensibilità, controllo di volume, 
presa per cuffia, interruttore generale, accesso ai 
compensatori « calibrator reset », preselettore di ac¬ 
cordo stadi RF, cambio gamme, comando sintonia, 
commutatore di selettività, regolatore di phasing », 
commutatore del controllo automatico di sensibilità, 
calibratore, commutatore « recelve/stand-by », limi¬ 
tatore di disturbo, filtro antenna, cambiotensioni, 
prese per altoparlante e per « stand-by », taratura 
« S-meter ». 


Prezzo di listino L 159.000 


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Ri ce trasmettitore portatile per i 2 mt. 

Completamente transistorizzato. 

Una vera stazione per installazioni portatili mobili e fisse. 
Caratteristiche tecniche; 

Trasmettitore: potenza d’uscita in antenna; 2 W (potenza di 
ingresso stadio finale: 4 W.) N. 5 canali commutabili entro 
2 MHz senza necessità di riaccordo. 

Ricevitore: Tripla conversione di frequenza con accordo tu 
tutti gli stadi a radio frequenza. Sensibilità migliore di 0.5 
microvolt per 6 dB S/n. Rivelatore a prodotto per CW/SSB. 
Limitatore di disturbi. Uscita BF: 1,2 W. Strumento indica¬ 
tore relativo d'uscita, stato di carica batterie, S-meter. Ali¬ 
mentazione interna 3x4,5 V. con batterie facilmente estraibili 
da apposito sportello. Microfono piezoelettrico • push to talk ». 
Presa altopariante supplementare o cuffia. Demoltiplica mec¬ 
canica di precisione Capo della batteria a massa; negativo. 
Dimensioni: 213x85x215. Peso Kg. 2 circa con batterie* 
Predisposto per connessione con amplificatore di potenza in 
trasmissione. Completo di 1 quarzo di trasmissione, microfono 
push-to-talk e antenna telescopica 

- L. 158.000 


Convertitore 2 metri 

Completamente transistorizzato - Transistori impiegati: AF239, 
AF106, AF106, AF109 • N. 6 circuiti accordati per una banda 
passante di 2 MHz ± 1 dB - Entrata: 144-146 MHz - Uscita: 
14-16 26-23 28-30 MHz - Guadagno totale: 30 dB - Circuito di 
ingresso ■ TAP » a bassissimo rumore - Alimentazione: 9 V 8 mA 
- Dimensioni: mm 125 x 80 x 35. 

- L. 19.800 

Trasmettitore a transistori per la gamma dei 10 metri 

Potenza di uscita su carico di 52 ohm 1 Watt. 

Modulazione di collettore di alta qualità, con premodulazione 
dello stadio driver. Profondità di modulazione 100%. Ingresso 
modulatore: adatto per microfono ad alta impedenza. Oscilla¬ 
tore pilota controllato a Quarzo. Quarzo del tipo ad innesto 
miniatura precisione 0,005%. Gamma di funzionamento 26-30 
MHz. Materiali professionali: circuito stampato in fibra di 
vetro. Dimensioni: mm. 150 x 44. Alimentazione: 12 V. CC. 
Adatto per radiotelefoni, radiocomandi, applicazioni sperimen¬ 
tali. 

- L. 19.500 

Ricevitore a transistori, di dimensioni ridotte con stadi di 
amplificazione BF 

Caratteristiche elettriche generali identiche al modello RX-28/P. 
Dimensioni: mm. 49 x 80. Due stadi di amplificazione di tensio¬ 
ne dopo la rivelazione per applicazioni con relè vibranti per 
radiomodelli. Uscita BF adatta per cuffia. Quarzo ad innesto 
del tipo subminiatura. Adatto per radiotelefoni, radiocomandi, 
applicazioni sperimentali. 

-L. 15.000 


Ricevitore a transistori per la gamma dei 10 metri 

1 microvolt per 15 dB di rapporto segnale-disturbo. Seletti¬ 
vità ± 9 KHz a 22 dB Oscillatore di conversione controllato 
a quarzo. Quarzo del tipo miniatura ad innesto, precisione 
0,005%. Media frequenza a 470 KHz. Gamma di funzionamento 
26-30 MHz. Materiale professionale: circuito stampato in fibra 
di vetro. Dimensioni; mm. 120 x 42. Alimentazione: 9 V. 8 mA. 
Adatto per radiocomandi, radiotelefoni, applicazioni sperimen¬ 
tali. 

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realizzato con concetti professionali per impieghi specifici 
nel campo delle telecomunicazioni. Offre un con¬ 

tatto di scambio a RF fino a 500 Mhz con impedenza ca¬ 
ratteristica di 50-Ì-75 ohm ed un rapporto di onde stazionarie 
molto basso. Potenza ammessa 1000 W. picco. Sono presenti 
lateralmente altri due contatti di scambio con portata 3 A 220 V. 
Consumi: a 6 volt, 400 MA -h a 12 volt. 200 MA 
Costruzione: monoblocco ottone trattato, contatti argento 
puro. 

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HC - 6/U HC - 17/U Cristalli piezoelettrici in custodia miniatura per applicazioni elet¬ 

troniche standard. 




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50-^-100 KHz in fonda¬ 
mentale 

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HC - 25/U - HC - 6/U 

Frequenze fornibili: 
800-^125000 KHz precislon© 
0,005% 0 maggiore a ri¬ 
chiesta per un campo di 
temperatura compreso fra 
~ + 90°C. 

Netto cad- L. 3.500 


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• ricevitore SSB/AM/CW a filtri meccanici 

• gamma di funzionamento: 3.5-^30 MHz; bande amatori in segmen¬ 
ti di 600 kHz più tre bande comunque disposte: ricezione WWV 

• sensibilità: 0,5 microvolt per 10 dB S/N di rapporto 

• stabilità di frequenza: 100 Hz dopo riscaldamento 

• selettività: 0,5 kHz a 6 dB; 2,5 kHz a 60 dB per CW; 4 kHz a 
6 dB: 7,5 kHz a 25 dB per AM: 2.1 kHz a 6 dB; 2,5 kHz a 
60 dB per SSB e AM 

• reiezione di immagine: > 50 dB 

• alimentazione universale 

• dimensioni: 480 x 185 x 300 mm 

• peso: 12 kg. 

prezzo L. 234.000 

FL 200 B 

• trasmettitore SSB/AM/CW a filtri meccanici 

• potenza alimentazione stadio finale: 240 W PER 

• tipo di funzionamento: PTT/VOX/CW manuale e break-in 

• gamme di funzionamento: segmenti radioamatori 

• stabilità di frequenza; 100 Hz dopo il riscaldamento 

• soppressione portante e banda laterale: > 50 dB 

• alimentazione universale 

• dimensioni: 480 x 185 x 300 mm 

• peso 18 kg. 

prezzo L. 268.000 

NB, • Il ricevitore FR 100 B ed il trasmettitore FL 200 B possono 
essere usati come un ricetrasmettitore con unico VFO. 

FL 1000 

• amplificatore lineare per FL 200 B 

• potenza di alimentazione: 1000 W 

• alimentatore universale incorporato 

• commutazione automatica antenna 

• dimensioni: 480 x 185 x 300 mm. 

prezzo L. 185.000 


Apparecchiature disponibili per pronta consegna. 



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sensibilità 20 k /Vcc e ca 





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SCATOLA: in materiale plastico antiurto con calotta « Cristallo » gran luce - STRUMENTO 
CL-1.5 tipo a bobina mobile e magnete permanente - QUADRANTE a colori con scala a 
specchio antiparallasse - DISPOSITIVO di protezione - COMMUTATORE rotante per le 
varie inserzioni - CIRCUITO OHMMETRICO dimensionato per misure di resistenza fino 
a 100 MQ e poiché Talimentazione è a pile, consente di effettuare misure su appa¬ 
recchiature con telaio sotto tensione, DETTA CARATTERISTICA E’ DI PRIMARIA IMPOR¬ 
TANZA - CAPACIMETRO alimentato con tensione di rete 125 - 220 V - COSTRUZIONE 
semiprofessionale - COMPONENTI di prima qualità - contatti Ediswan di bronzo fosfo¬ 
roso - resistenze Rosenthal di precisione a strato ± 1% - Diodi Philips n. 4 al germanio 
n. 2 al silicio serie professionale, n. 1 elemento N.T.C. 


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ALTERNATA COMPENSATO 
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Con rapparecchìo viene dato 
in dotazione: astuccio, cop¬ 
pia puntali e cavetto d’ali¬ 
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Vca - 1.5 - 5 - 15 - 50 - 500 - 1500 V 

Acc - 50-500 tiA - 5-50 mA - 0,5-2,5 A 

Aca - 500 nA - 5-50 mA - 0,5-2,5 A 

dB - da —20 a -|-66 in 7 portate 

V.B.F. - 1,5 - 5 - 15 - 50 - 150 - 500 - 1500 V 

n - 10-100 kn - 1-10-100 Mn 

cap. reattanza 25.000 - 250.000 pF 

cap. balistico 10-100-1000 pF 

AN-G60-SI - portata bassa ohmmetrica da 0,1 

a 1000 n (5 n cs) 



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anno 9 - n. 10 - ottobre 1967 


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Volt c.c. (40.000 ohm/Volt) 9 portate: 

250 mV - 1-5-10-25-50-250-500-1.000 V 
Volt c.a. (10.000 ohm/Volt) 7 portate: 

5-10-25-50-250-500-1.000 
Amper c.c. 7 portate: 

25-500 microamper - 5-50-500 MA - 1-5 Amp 
OHM: da 0 a 100 Megaohm: 5 portate: 

X 1 da 0 a 10.000 ohm l 
X 10 da 0 a 100.000 ohm Icori alimentazione a 

X 100 da 0 a 1 Megaohm i batteria da 1,5 Volt 

X 1.000 da 0 a 10 Megaohm f 
X 10.000 da 0 a lOO Megaohm batteria da 1,5 Volt 
Capacimetro: da 0 a 500.000 pF, 2 portate: 

X 1 da 0 a 50,000 pF. 

X 10 da 0 a 500.000 pF 
con alimentazione da 125 a 220 Volt 
erequenziometro: da 0 a 500 Hz. 2 portale, 

X 1 da 0 a 50 Hz. 

X 10 da 0 a 500 Hz. 
con alimentazione da 125 a 220 Volt 
Misuratore d’uscita: 6 portate: 

5-10-25-50-250-500-1,000 Volt 
Decibel: 5 portate: 

da —10 dB, a +52 dB. 


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EDITORE SETE8 

DIRfTTOfiE RESPONSABILE ^ Giorgio Tolti 

REDAZIONE AMMINISTRAZIONE 
ABBONAMENTI - PUBBLICITÀ' 

4012T Bologna, Via C. Boldrinj. 22 tólefono 27 29 64 
D(SEGNI Riccardo Grassi - Giorgio Terertzi 

Registrazione Tribunale di Bologna, o. 3002 del 23-&-€£ 
DI riti! di riproduzione e traduzione 
riservati a termine di legge 

DISTRIBUZIONE PER L'ITALIA 

SODJP - 20125 MUeno ^ Via Zurettl, 25 > tei, SS S4 251 
DISTRIBUZIONE PER LISTERÒ 

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Trasmettitore AM/CW 300 W 


un progetto di Peter I. King 


Vi presento un articoletto, corredato da alcune foto, riguardante un progettino da rne realiz¬ 
zato dopo averlo ideato e sperimentato a lungo in aria. 

Mancano, come noterete, le foto deiramplifìcatore lineare in classe B, foto che non ho scattato in 
quanto si trattava di una realizzazione del tutto sperimentale » e quindi abbastanza..., indeco¬ 
rosa, per quanto riguarda la parte meccanica. Comunque posso garantire che gli schemi elettrici 
allegati sono stati da me regolarmente provati e risultano tuttora funzionanti. Anche per quanto 
riguarda il materiale impiegato nell’alimentatore finale di potenza, si tratta, come noterete, di ma¬ 
teriale non espressamente progettato per l’uso in parola, quindi non si può considerare la miglior 
soluzione dal lato tecnico, ma indubbiamente ha il pregio della praticità, nonché della facile re¬ 
peribilità. 


Pannello frontale eccitatore. Il contenitore è un 
GANZERLI. Sotto lo strumento di placca si nota la 
manopola dì commutazione del pi-greco e le due de¬ 
moltipliche dei variabili dì accordo. 

In alto a sinistra è lo swìtch per l’iso-onda; sotto, 
il potenziometro dì volume e il jack del microfono. 
In basso il comando di sintonia della scala par¬ 
lante e al centro la commutazione di gamma del 
VFO. La scala parlante è realizzata con la metà di 
un contenitore in plastica. 


Un trasmettitore AM, per di più a valvole, in quest’epoca di 
transistori, di TEC (o di FET-te), di SSB, ecc. può sembrare un 
anacronismo. E tuttavia ci sono moltissimi OM che lavorano 
ancora in Ampiezza Modulata. 

« Dei superati » — diranno i cultori della SSB. Dal punto di 
vista tecnico indubbiamente l’AM non si può paragonare con 
la SSB. D’altro canto non tutti i radioamatori, per fortuna, 
dispongono dei megaohm (milioni] necessari per l’acquisto dei 
famosi apparati SSB americani: altri non dispongono delle ap¬ 
parecchiature di laboratorio necessarie per la progettazione e 
la messa a punto, in proprio, di un trasmettitore a banda late¬ 
rale unica, pertanto tutti costoro ripiegano suIl’AM la quale, 
non dimentichiamolo, sino a qualche anno fa era il mezzo di 
trasmissione più usuale. 

A costoro dedico la presentazione di un progettino di trasmet¬ 
titore AM-CW di tipo « avanzato », ossia diverso dall’usuale e 
con caratteristiche del tutto particolari. 



720 















bi tratta di un trasmettitore di potenza anche rilevante, volen¬ 
dolo, privo di un modulatore di potenza, con ingombro quindi 
molto ridotto e con rendimenti globali decisamente superiori 
al comune. 

In altri termini anche l’AM, pur restando sempre AM, si ag¬ 
giorna. 

Per fissare le idee, consiglio al Lettore di prendere in esame 
il « consumo globale » di un trasmettitore per fonia, modulato 
di placca e schermo e di confrontarlo poi con l'uscita a RF. 
Nel « consumo globale » dovrà conteggiare naturalmente le 
alimentazioni anodiche di tutti gli stadi in alta e bassa fre¬ 
quenza nonché i filamenti di tutte le valvole. 

Farà delle scoperte (per modo di dire) molto interessanti e si 
accorgerà così che il rendimento pratico si aggira su valori 
del 15h-20%. 


Trasmettitore AWl/CW 300 W 


RADIOTECNICO GIOVANE, volenteroso, 
militeassolto, in possesso di patente 
auto, disposto viaggiare come rappre¬ 
sentante di materiali radioelettrici per 
seria ditta offrasi. Indirizzare a; Angelo 
Corvonato - C.so Alfieri, 68 - 14100 - 
Asti 



Vista inferiore. Si noti la sistemazione dei variabili 
dell’accordo finale, il VFO modificato con l’interpo- 
sizione di uno schermo tra i due stadi, e, in fondo, 
il modulatore. Sul retro è visibile la scatola dell’a¬ 
limentatore. 


Per cercare di migliorare questo rendimento non c'è che una 
soluzione efficiente: eliminare il modulatore di placca e scher¬ 
mo, sfruttare al massimo il VFO eccitatore, usare per le ali¬ 
mentazioni anodiche dei diodi al silicio eliminando le raddriz¬ 
zatrici ecc. ecc. 

Al limite, il massimo rendimento si avrebbe con una sola val¬ 
vola di potenza, che dovrebbe autoeccitarsi, automodularsi, ecc. 
ecc. Cose che sono abbastanza difficili da conciliare, come pos¬ 
sono testimoniare i vecchi OM che lavoravano con gli autoec¬ 
citati. 

La soluzione da me adottata consiste In un « eccitatore » costi¬ 
tuito da un piccolo trasmettitore in classe B. Soluzione che 
non ha niente di particolarmente nuovo sul piano tecnico, ma 
che tuttavia chissà perché non è mai stata adottata da molte 
Case, anche note, ancorate a vecchie concezioni del tutto 
superate. Il tipo di modulazione è a portante controllata, con 
il che si ottiene di lavorare nelle stesse condizioni degli SSB, 












Trasmettitore AM/cw 300 w relativamente allo stadio finale. Pertanto sono lecite le stesse 

potenze picco a picco lecite in SSB. 11 rendimento globale si 
eleva considerevolmente. In effetti usando una valvola finale 
813, alimentata con 1500 V e 200 mA di picco, cioè 300 VA 
picco, aggiungendo il consumo di filamento di circa 50 VA, 
aggiungendo il consumo delleccitatore di altri 50 VA, sì otten¬ 
gono 400 VA totali circa. La potenza d’uscita si aggirerà sui 
150-^170 W antenna con un rendimento globale effettivo che 
si aggira sui 40% cioè più del doppio dei normali trasmettitori 
AM. Naturalmente sì potrebbe lavorare anche con 500 W di 
picco, e il discorso, molto grossolano e approssimato ma so¬ 
stanzialmente esatto, diverrebbe ancora più vantaggioso. 

Dopo queste premesse, aggiungerò che, secondo me, per quan¬ 
to riguarda l'AM, la « classe C » modulata di placca, non pre¬ 
senta né ha mai presentalo un reale ed effettivo vantaggio 
sulla classe B. 

Nel trasmettitore da me realizzato ho aggiunto il VOX, ossia 
quella cosa che attacca e stacca automaticamente, quando si 
parla, trasmettitore e ricevitore. Utile per non fare QRM. 

Altra cosa molto importante, lavorando in classe B lineare, è 
che ci sono molte meno spurie e meno probabilità di fare IVI, 
di entrare nei grammofoni, negli altoparìanti dei cinema (sic), 
e in tutte quelle cose in cui non si dovrebbe entrare senza 
chiedere permesso. 



Una breve descrizione dello schema. Ho usato un VFO Geloso 
4/102 modificato, perché Io avevo disponibile. Molto meglio 
andrebbe uno dei modelli più recenti di VFO della Geloso, quale 
ad esempio il tipo a conversione, sempre che sia reperibile, 
cosa che ignoro. 

Un relè provvede ad attaccare e staccare il catodo deH’oscil- 
latore. 

Tale relè è inserito nel carico anodico di una valvola, la quale 
è comandata dai picchi vocali, adeguatamente raddrizzati e 
livellati. 





















































































■ raaiiieLiiiure mivi/v#wv juu vv 


il Tempo al aiTacco e ai siacco si regola con ii poienziometro 
su! catodo in serie con l’AT. L'oscillatore oscilla su 3,5 Mc/s 
per 80 e 40 metri; su 7 per i 20, su 10,5 per i 15 e su 14 Mc/s 
per i 10 metri, ossia a metà della frequenza di uscita del VFO. 
Dopo Toscillatore ce una 6AQ5 pilota: tale valvola lavora con 
resistenza e condensatore di catodo, onde non vada in dissi¬ 
pazione durante le pause. La 6A05 duplica la frequenza del¬ 
l’oscillatore così da avere l'uscita sulle 5 bande radioamatori. 


i 



Tale uscita è più che sufficiente per pilotare il « driver » che è 
una 6DQ6B, ma potrebbe benissimo essere una 807. La « dri¬ 
ver » è modulata di griglia schermo con un circuito particolare 
da me Ideato, a portante controllata. Sarebbe augurabile una 
neutralizzazione efficace tra la 6D06B e la 6AQ5 onde evitare 
qualsiasi tentativo di auto-oscillazione. 


-_- - - « -+600V 

t- ■ *'“1:11 

^160 j--; 

■Un 

V 5 W 

DI J 1 kn 

T 4 w 

U'T; 

j- 

150^ F'] 
350VLÌ|’ 

A U. 

RETC ■ + 

—-fJSOV ■- 

4 lOCkll» - • jsDvI 

’ Li 

AT 

-6,3 V 

H 2,5 A 

“1 

SO-fSO/. F 

350\/L 

' -■ 

Alimentatore stadio pilota 

Neutro della rete a massa. 
D1-D2-D3 diodi al silicio 280 V, 
AT autotrasformatore: primario 

0,75 A 
universale 

■ secondario 6,3 V, 2,5 A 


Tuttavia anche senza neutralizzazione si può lavorare ugual¬ 
mente a patto di usare una certa cautela. 

La « driver » ha suM’anodo un pi-greco Geloso per tutte le 
bande e pertanto l’eccitatore può funzionare benissimo come 
piccolo trasmettitore per collegamenti locali, ecc. (usato in 
40 m ho fatto OSO con mezza Italia). L’uscita si aggira sui 
15-f-20 W con un input di 25^30 W. 

In CW si può salire anche a 50 W uscita. 

L’amplificatore lineare non è niente di particolare. Le uniche 
difficoltà si possono presentare nella costruzione dell’alimen¬ 
tatore, dato che si lavora con tensioni relativamente alte. Oc¬ 
corre isolare accuratamente i punti ad alta tensione e usare 
prudenza nella messa a punto. Originale, credo, il sistema per 
regolare il potenziale base di griglia controllo. Ho usato a 
questo scopo un piccolo trasformatore per alimentatori a tran¬ 
sistori, collegato alla rovescia. Un potenziometro da 100 Q a 
filo consente di variare comodamente entro ampi limiti la 
tensione di uscita. Per la parte AT, ho usato diodi al silicio 
collegati a ponte. 

Penso che agli esperti, cui è dedicato questo progetto, sia 
sufficiente quanto detto. Resto in ogni caso a loro disposizione 
tramite CO elettronica. 73 da Peter I. King. 


ft 



Alimentatore per amplificatore lineare C1500 V, 
200 mA; 700 V, 20 mA; —125 —60 V) 

TI nucleo 70 W primario universale 
secondario 10 V, 5 A 
icrtwf primari universali 
T3 5 nucleo 150 W secondari 350 + 350 V 200 mA 
T4 nucleo 4 W primario universale 

secondario 6 V, 300 mA 

Diodi silicio 800 V VIP, 0,5 A (Elettrocontrolli) 
RS raddrizzatore a ponte 125-^250 V 









































Quattro pagine 


con Gianfranco Liuzzi 


1. Oscillatori audio e “video,, goliardici 



Anche questi circuiti, come gran parte di quelli da me realiz¬ 
zati, sono nati in seguito a ben precise esigenze. 

A questo punto qualcuno potrebbe chiedermi cosa farei se 
dalla mia vita sparissero costrizioni ed esigenze varie. Sem¬ 
plice. Come molti di voi. potendolo, me ne andrei a vivere su 
di un'isola deserta, naturalmente in compagnia di una dolce 
creatura, per trascorrervi in assoluta libertà il resto della mia 
vita. 

Ma, visto che ancora non ho trovato né un'isola veramente de¬ 
serta, né una dolce creatura disposta a seguirmi (le donne, si 
sa, sono moito meno idealista di noi!) e sopratutto poiché 
non sono riuscito a liberarmi neppure da una delle costrizioni 
che caratterizzano la nostra libera società, resto qui a descri¬ 
vervi questi oscillatori. 


L'oscillatore audio ha come unica novità quella di non richiedere 
un trasformatore d’uscita: si collega direttamente l’altoparlante 
tra collettore e polo negativo. Questo costituisce già una buona 
economia. Altra prerogativa di questo circuito, che impiega due 
transistori (un NPN e un PNP) è di possedere un controllo di 
tono che fa variare la nota emessa in altoparlante. 
L’alimentazione è fornita da una pila da 1,5 volt. 

I! prototipo da me costruito misurava cm 3x3x 1,5, grazie all’im¬ 
piego di un altoparlante microminiatura giapponese e di una 
pila al mercurio da 1,3 volt. 

Come vi dicevo all’inizio sono stato costretto a fare un mon¬ 
taggio così miniaturizzato dal fatto che dovevo appendere tale 
oscillatore quale ciondolo molto originale al mio cappello univer¬ 
sitario nero, che ho usato durante la recente festa della ma¬ 
tricola. 

I transistori che si possono usare sono; qualunque tipo di qua¬ 
lunque marca, purché uno NPN e uno PNP di media potenza. 


I'’ oscillatore « video » (lampeggiatore) 



Lasciamo oscillare l’oscillatore audio e vediamo di far lampeg¬ 
giare l’oscillatore « video », anzi gli oscillatori « video », visto 
che, non potendo presentarvi nulla di originale a tale proposito, 
mi limiterò a suggerirvi due schemi ormai classici da realizzare. 
Il primo circuito di lampeggiatore usa due transistori ASY80 e 
fa accendere a intermittenza due lampadine da 4,5 V 0,2 A, con 
una frequenza variabile col valore dei due condensatori elet¬ 
trolitici. 

Col valore segnato nello schema, 1000 pF, si ottiene una fre¬ 
quenza di 0,3 Hz ovvero un periodo di lampeggio di 3 secondi. 






















Il secondo circuito usa due transistori OC26 e due lampadine pagine con Gianfranco Liuzzi 

da 3 V 0,3 A collegate direttamente tra oscillatore e negativo, 
data la maggiore dissipazione dei transistori suddetti; si otterrà 
così una maggiore luminosità, ferma restando la possibilità di 
far variare la frequenza di lampeggio, variando il valore dei due 
elettrolitici. 



2. Trasformazioni di un giradischi giocattolo 

Quando mf punse vaghezza di acguisfare uno dì quei giradischi 
da circa L 3.000, non immaginavo minimamente dì vedermi 
arrivare una scatoletta dì plastica, con braccio smontabile e 
testina costituiìa da una puntina in ^ diamante » infìssa in un 
pezzo di cartone; questo, come ì megafoni di vetusta memoria, 
aveva il compito di rendere un poco udibili le vibrazioni della 
puntina che percorreva // disco. 

Riguardo ai sistema di trazione, di per sé non disprezzabile, 
devo dirvi che serviva a renderlo irìaccettabfle II fatto che 
usava un motorino di queliì per autoìTìobìline elettriche, enor¬ 
memente rumoroso. 

Incassato il bidone, pensai subito al modo in cui avrei potuto 
usare tale aggeggio. 

Scartata l’idea di cambiare il motorino, troppo costosa, pensai 
al modo in cui avrei potuto ascoltare i dischi a distanza, per evi¬ 
tare appunto il rumore del suddetto: la soluzione venne quasi 
subito. 

Sostituita la pseudo testina con una piezoelettrica, bilanciai il 
braccio con una molla posta nello snodo del braccio, come in 
figura. 



eiANNONI SILVANO 


56029 S. CROCE sull'ARNO - Via Lami - ccPT 22/9317 

10 Palloni sonda scatolati 

L. 1.000 

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Generatore a manovella 6V-4A, 

220V 100 mA 

2 Re ! ay stabi 1 i zzati i ncorporati 
per chiamata automatica SOS. 

- Meccanica 

provato funzionante 

L. 8.000 


L'uscita della testina è col legata a un « radiomìcrofono n per le 
onde medie e la riproduzione è quindi affidata a un qualunque 
ricevitore per onde medie posto in un raggio dì 20 metri. 

Ho preferito usare ralimentazione separata per evitare I disturbi 
de! motorino, che potranno essere ulteriormente ridotti, colle- 
gando fra ( due capi dello stesso un condensatore a carta da 
100 nF. 


725 










































Quattro pagine con Gianfranco Liuzzi 


L’antenna è costituita da un pezzo di filo da 1 metro o, se volete 
ottenere una maggiore portata, collegatela tramite un condensa¬ 
tore da 10 nF al neutro di una presa di corrente. 

Riguardo ai circuiti proposti, poco da aggiungere, in quanto trat¬ 
tasi dì normali schemi dì radiomicrofoni per onde medie: se ne 
avete a disposizione qualcuno già montato, usatelo tranquil¬ 
lamente. 

La bobina è costituita da 60 + 5 spire di filo smaltato da 0,3 mm 
avvolte su una bacchetta di ferrite. 



Il condensatore variabile CI serve a portare il trasmettitore in 
una parte di gamma sgombra da emittenti e può quindi essere 
sostituito da un condensatore fisso di capacità corrispondente. 
Il transistor è uno qualunque per alta o media frequenza. 

Vi fornisco anche uno schema che forse per questo uso è un po’ 
sprecato, ma che potrà servirvi per altri usi. 


Altro schema 
di radlomlcrofeno 



Usa 4 transistori: tre amplificatori audio e un oscillatore a RF. 
Si tratta di 3 del tipo OC71 e un OC44 o sìmili. 

La bobina L1-L2 può essere una Corbetta CS2 oppure la solita 
60 + 5 spire da 0,3 mm su bacchetta di ferrite. 

Da notare il sistema modulatore a 2 diodi che sovrappone l’audio 
alia radiofrequenza. 


726 








































Quattro pagine con Gianfranco Liuzzi 


3. Microfono trasmettitore a 100 MHz 
didattico e non . . . 

Progettato e costruito per soddisfare due diverse esigenze, ha 
dato ottimi risultati in entrambi i casi, quindi costruitelo tran¬ 
quillamente. 

Per i più curiosi, e anche per dovere di cronaca, vi dico che il 
suddetto trasmettitorino ha funzionato egregiamente come ra- 
diomicrofono ad aita fedeltà in occasione di conferenze e lezioni 
a un gran numero di persone, unitamente a un ricevitore casa¬ 
lingo a modulazione di frequenza e ad un amplificatore di 
potenza. 

Ancora, unito a una piastra giradischi-cambiadischi è stato 
usato in occasione di una festa un pò stravagante in una villa: 
ogni coppia aveva una piccola radio a transistori a modulazione 
di frequenza (marca CROWN, veramente ottime e pagate solo 
L 9.000 runa) e poteva così scegliere liberamente il luogo che 
preferiva per ballare, naturalmente nel raggio di 30 metri; tale 
è infatti la portata del trasmettitore. 

Adempiuti i doveri di cronaca, veniamo alla parte puramente 
elettronico-esplicativa dellarticolo. 



Invertire la polarità delia pila se si usa un NPN 


Caratteristiche essenziali del complessino sono; 

— usa un solo transistor che potrà quindi essere di tipo PNP 
o NPN, secondo le vostre disponibilità, lo ho usato nel prototipo 
iniziale un PNP siglato 2N499 e quindi ho provato con un 2N708 
e simili NPN con risultati nettamente migliori. 

— usato come ladiomicrofono ad alta fedeltà usa un micro¬ 
fono dinamico: io ho usato quello del registratore GELOSO a 
transistori. 

— usato come trasmettitore può essere collegato a varie fonti 
di segnale, quali testine piezo, magnetiche o ceramiche, o altro 
secondo le vostre esigenze. 

— l’antenna da 50 cm è collegata... anzi non è collegata, ma 
bensì posta soltanto vicino alla bobina di 6 spire di filo da 
1 mm avvolte su di un supporto di 0,5 cm con presa a una 
spira per il condensatore. 

Volendo si può collegare l’antenna a un capo di spira avvolta 
con lo stesso filo di L1, posta tra le spire di questa e avente 
l’altro capo collegato a massa. 

— l’alimentazione è fornita da una piira da 15 volt o da due pile 
da 9 volt in serie: sarebbero in questo caso 18 volt ma in realtà 
non saranno mai più di 16, grazie alla freschezza delle suddette 
pile! 

— la resistenza da 240 ohm si può omettere, aumentando così 
la potenza, ma anche le armoniche! Perciò, fate voi. 

Riguardo agli altri pezzi nulla da aggiungere, salvo per la resi¬ 
stenza da 400 ohm che può variare a seconda del transistor im¬ 
piegato, ma solo di qualche decina di ohm, fino al valore di 
300 ohm. 

Per quanto riguarda il montaggio, solite precauzioni da prendersi 
quando si lavora in VHP: collegamenti cortissimi e diretti, niente 
basette, se non a bassissime perdite. Buon lavoro. 



Disposizione dell'antenna 


727 






























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Gianni Vecchietti 

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TT = Time Tester 


ovvero 

variazioni e fuga per FET e orchestra. 


di Loris Crudeli 


Prologo 


Rieccomi a Voi con un nuovo articolo che spero risuiti (al 
Vostro insindacabile giudizio, o Lettori!) interessante e un po¬ 
chino originale. La spiegazione dei titolo è presto fatta: fino 
ad ora si sono visti strumenti che misurano tensioni, resistenze, 
correnti, capacità, induttanze, numero di « zanzeri », luce, acqua 
e via dicendo, ma niente che misuri il tempo... « Mi oppongo », 
proclama con superiorità Perry Mason, « Si dà il caso che 
esistano già il Cronometro e rOscilloscopio, i quali possono 
servire egregiamente alia bisogna ». 

Va bene, misuratemi allora con buona precisione quanto tempo 
dura ['impulso di figura 1. 

Notare: è un impulso brevissimo, inferiore al millisecondo, ed 
un cronometro non scende sotto il decimo (ammesso che 
siate così rapidi da schiacciare due volte il pulsante in un 
decimo di secondo!). Notare: è un impulso «solitario», non 
appartiene a una felice famiglia di onde quadre, salta su quando 
più gli pare e piace, per cui cosa ci fate Voi con l’oscilloscopio? 
Non vi accorgete neanche che ci sia stato... « Mi oppongo! » 
grida ora Perry Mason « Esiste un oscilloscopio capace di 
congelare l’impulso e misurarlo: è T HP141A della Hewlett- 
Packard! ». Va bene anche questo, ma, per curiosità, alzino la 
mano i possessori dell’ HP141A (lire 1.300.000 circa). Devo am¬ 
mettere che non sono molti di più del previsto... uno! Comun¬ 
que ciò non mi tocca e tiro avanti, presentandovi appunto il 
Time-Tester, misuratore di tempi, abbreviato in TT (pronuncia 
« titti » per gli amici). 

Il nostro TT un impulso come quello di figura 1 se lo « misura » 
prima dei pasti, tanto per stimolare l’appetito. Infatti TT può 
scendere fino a « impulsini » (o mini-impulsi, secondo la moda] 
lunghi solo 0,07 millisecondi, cioè soltanto 70 microsecondi. 
















T T — Time-Tester 

ovvero variazioni e fuga per FET e orchestra. 


La lettura avviene su un normale mìcroamperometro, e viene 
«ricordata» per parecchio tempo (vedi seguito), permettendo 
così una facile misura e concedendo una grande libertà di 
manovra, dato che non è necessario lavorare con un occhio 
sul circuito e un occhio sullo strumento. 

Costruendo il TT con materiali nuovi penso che si possa 
rimanere entro le 13-15 mila lire, cioè il prezzo deirHPl41A 
senza gli ultimi due zeri, il che mi sembra sufficiente, ma 
quasi sicuramente la maggior parte dei materiali l’avrete già, 
e, come microamperometro, niente vieta di usare ancora il solito 
tester ICE. Ad ogni modo, chi considera una pazzia « impegnare » 
12 transistori, tra cui un FET, 7 diodi normali e 4 zener, resi¬ 
stenze, commutatori e un microamperometro da 50 iiA f.s. 
solo per fare un TT (*), si può consolare col sottotitolo che dice: 
...variazioni e fuga... Il circuito completo, infatti, non viene 
presentato come un blocco unico, ma piuttosto sviluppato nelle 
sue funzioni principali, seguendo anche l'ordine cronologico 
della sua messa in opera; le sue varie parti possono avere 
molte altre applicazioni, anche prese singolarmente, e possono 
rappresentare una soddisfacente soluzione a molti problemi. 


Caratteristiche 


• Strumento completamente allo stato solido per la misura del 
tempo. 

• Presentazione su strumento a indice, con « memorizzazione » 
del risultato. 







I [ 







positivi 






•ole zweatiTl 






IniUIT. 1* 






IrrfllT. a* 






saia pa Bitivi 






-—-nsfativl 


TTÌ 




É iBilU-f. 






. - — Andiff. Z" 




Figura 3 


• Alimentazione dalla rete o a pile (consumo pile = 13 [lA). 

• Valore del tempo a fondo scala: 14 portate: 

0,3 1 3 10 30 100 300 millisecondi 

0.3 1 3 10 30 100 300 secondi 

• Precisione delle letture: 3% del fondo scala. 

• Minimo intervallo misurabile: 0,07 millisecondi. 

• Misura il tempo tra impulsi a grilletto o steps (gradini) dì 
tensione (figura 2), o comunque segnali a fronte ripido, di 
tensione variabile da 0,5 a 20 V. 

• Possibilità di predisporre la sensibilità per: 

Solo impulsi positivi - Solo impulsi negativi - Indifferentemente. 

• Possibilità di contare solo il tempo tra i primi due segnali, 
con bloccaggio automatico nei confronti dei segnali seguenti: 
oppure si può fare in modo che TT conti e sommi automati¬ 
camente il tempo tra il 1® e il 2^, il 3"^ e il 4”, il S'’ e il 6“ e 
così via, finché arrivano impulsi. 

• Ingresso ad alta impedenza: 100 kQ -f- 50 pF. 

• Compensazione termica del circuito principale. 

Un esempio delle possibilità di misura dello strumento lo 
avete in figura 3. 

In 3 A è rappresentato un possibile segnale d’ingresso; in 
3 6, C, D, £, sono rappresentati i vari casi di misura singola; 
in 3 F, G, FI, /, sono rappresentati i vari casi di misura-som¬ 
matoria. Con il tratteggio è indicato il tempo effettivamente 
misurato e indicato dal TT. (Nel caso di polarità indifferente 
si hanno due casi che dipendono da quale impulso — il positivo 
o il negativo — arriva per primo al TT). 

Il comando del Time-Tester avviene mediante il pulsante di 
reset premendo questo pulsante si azzera il TT dalla misura 
precedente, e lo si pone nuovamente in condizione di fun¬ 
zionare. Appena si rilascia il pulsante il TT è « sensibilizzato », 
pronto, cioè, a cominciare a contare non appena il primo 
impulso lo raggiunge. Può stare in posizione di attesa un tempo 
indefinito, e scattare istantaneamente appena arrivano gli im¬ 
pulsi, permettendo così di effettuare misure del tipo di figura 1. 
Il risultato viene mantenuto per lungo tempo, ma viene a poco 
a poco « dimenticato » a causa delle perdite non compensabili 
del circuito; nelle condizioni peggiori (portate in millisecondi), 
tuttavia, dopo 60” dalla lettura l’errore è solo del 3%. 


730 


(*) Nota deM’autoire: io sono completamente pazzo. 
































Intermezzo 


T T Time-Tester 

ovvero variazioni e fuga per FET e orchestra. 


Come già a suo tempo per il Delta-Test, anche questa volta 
mi sembra necessario spendere un po' di parole per illustrare 
qualcuna delle possibili applicazioni, trattandosi di uno stru¬ 
mento « poco noto ». Sono ovvie le misurazioni su tutti i cir¬ 
cuiti a impulsi, o quelli digitali, nelle quali il TT si riveierà uno 
strumento utile e inconsueto (misurazione del perìodo di onde 
rettangolari, o della lunghezza della sola parte positiva o ne¬ 
gativa: costante di tempo di circuiti monostabìli; contatore 
del numero degli impulsi: misurazione del ritardo di ampiifi- 
catori, reti, sistemi di eco meccanici o elettronici, eccetera). 
Non vi sarà difficile trovare dei casi in cui vi avrebbe fatto 
comodo un tale strumento. 

Applicazioni « meno » elettroniche: elettrauto ed elettrotecnica. 
(Tempo di chiusura di contatti: rivelazione e misurazione di 
« rimbalzi » nei contatti: misurazione delia percentuaie di tempo 
in cui i contatti rimangono chiusi, in un dato periodo: esempio: 
controlli sullo spinterogeno e sul ruttore di un’auto! misurazione 
delia velocità di motori a spazzole: tempo di risposta di relè, 
servomeccanismi: eccetera). 

Applicazioni ■ ancora meno >* elettroniche: misurazioni di tempi, 
medi e pìccolissimi, In moltissime esperienze di fisica: misu¬ 
ratore di riflessi biologici {vedi figura 4): con questa semplice 
disposizione si possono fare interessanti esperienze, ad esem¬ 
pio: la riposta a un segnale acustico in 3 « soggetti », eseguita 
con un movimento della mano sul pulsante 2, è risultata rispet¬ 
tivamente di 100, 135, 115 msec. Lo stesso esperimento, 
eseguito con I « piedi » ha dato invece: 285, 290, 300 msec 
(deduzione pseudologica di uno che non si intende di reazioni 
biologiche: visto che la distanza testa-mano è di circa 90 cm, 
mentre quella testa-piede è di circa 180 cm, tenendo conto della 
» poca abitudine » a usare i piedi, la velocità media dì un 
impulso nei nervi umani risulta di circa 1 cm/msec; è giusto, 
signori biologi?). 

Per finire, una curiosità: guardate la figura 5A. 




Chiudendo all’istante to l’interruttore 1 (uno dì quelli normali, 
a levetta), scommetto che troviate giusto, come grafico^ cor¬ 
rispondente alla tensione ai capi di R, la figura 5B. Anch’io lo 
pensavo, ma un controllo con il TT mi ha portato a pensare 
piuttosto al grafico dì figura 5C: ho potuto infatti eseguire co¬ 
modamente le misure indicate dalle freccette, le quali sono 
risultate: a) = 80 microsec: b) 180 = microsec; c) = 160 
microsec: d) ^ 540 microsec. Non vi salti in mente, quindi, 
di usare un normale interruttore a levetta per produrre un solo 
impulso pulito pulito! 

Il circuito 

Il nostro TT si potrebbe chiamare un ■ elaboratore Ibrido »; 
è, cioè, una specie di calcolatore elettronico costituito da una 
parte digitale e da una parte analogica, più una terza parte 
(interface) che permette la corretta introduzione dei dati 
(gli impulsi dì ingresso]. La parte digitale è il cervello del 

complesso, mentre quella analogica ne è il cuore: lo sono un yg-l 

sentimentale, ragione per cui comlncerò proprio dal - cuore », 










































T T = Time-Tester 

ovvero variazioni e fuga per FET e orchestra. 


732 


Il circuito-base è quello di figura 6A, costituito da un FET e 
da un transistor PNP. Se ricordate, questo schema è già apparso 
su CD-CO n. 4-67, nell’articolo dì E. Accenti, dove però appare 
come oscillatore; in pratica non oscilla affatto (e perché 
dovrebbe?], bensì integra: infatti è proprio un circuito integra¬ 
tore dalla buona linearità suggerito dalla Siliconix. Un altro 
modo dì disegnare il circuito è quello della figura 6B, in cui 
il triangolo racchiude la parte di circuito che è ridisegnata 
in 6C. 


Figura 6 




Quel triangolo sta a rappresentare un amplificatore operazio¬ 
nale. Per chi non lo sapesse, un amplificatore operazionale 
è... una gran comodità, perché permette di descrivere il fun¬ 
zionamento del circuito in cui è inserito (nel nostro caso il 
circuito 6B] con delle semplici formule che riguardano esclu¬ 
sivamente gli elementi di controllo esterni (— Vb, Ro, Co], senza 
tener conto di quanto accade aM’interno (nel nostro caso, cioè, 
non considereremo affatto 01, 02, RI, R2]. Un momento, però; 
non basta certo chiudere un circuito dentro un triangolo per 
dire che è un amplificatore operazionale: perché lo sìa dav¬ 
vero deve obbedire a queste poche regole: 

1] essere, innanzitutto, un amplificatore (!], con accoppiamento 
in continua: 

2] l'impedenza d’ingresso deve essere infinita: 

3] l’impedenza d'uscita deve essere zero: 

4] il guadagno M deve essere infinito, e negativo (inversione 
di segno tra entrata e uscita] : 

5] quando l’entrata è zero anche l’uscita deve essere zero. 

Avrete certo capito che queste sono regole teoriche, che in 
pratica non si otterranno mai; per fortuna è possibile venir 
meno a queste regole, con discrezione, senza invalidare troppo 
le formule di cui ho parlato prima; bisogna però tener presente, 
da una parte, il massimo errore concesso, e, dall’altra, di 
quanto ci si discosta dalle regole. Ma torniamo al circuito 6C. 
L’impedenza d'ingresso è veramente molto alta, grazie al FET: 
almeno diverse centinaia dì megaohm, cioè quasi infinita ri¬ 
spetto agli altri valori in gioco. 

L’impedenza di uscita è dell’ordine di alcune migliaia di ohm: 
non è proprio zero, ma, se confrontata con il carico, può 
ancora andare bene. L’inversione di segno c’è, grazie a 02 
(il FET lavora come source-follower] : l’amplificazione non è 
davvero infinita: circa 30 volte! 

Per finire, quando l’entrata è zero (Sa chiuso], l’uscita non è 
affatto zero, ma circa —7 V. «E* un disastro allora», dirà 
qualcuno. Niente affatto: che l’uscita non sia zero contempora¬ 
neamente all'entrata non ha importanza, nel nostro caso, perché 































l’elemento di reazione (feedback) è un condensatore (Co), per 
cui non ha più importanza la tensione di uscita, ma solo le 
sue variazioni. L’amplificazione, per quanto possa sembrare 
esigua, contribuisce all'errore totale con non più dello 0,3%, 
e lo stesso dicasi per l’impedenza di uscita. La maggior parte 
dell’errore finale è dovuta alle perdite del condensatore Co, 
quando questo è di elevato valore e anche Ro è piuttosto 
elevata (più di 1 megaohm). Questo porta a un errore massimo 
nelle letture del 3% fondo scala, nei casi peggiori, cioè le 
ultime tre portate di tempo (30, 100, 300 secondi), dove il 
TT lascia volentieri il posto, se è necessaria una precisione 
migliore, ai normali cronometri. 

Ma ecco finalmente la formula, di cui ho parlato prima, che 
descrive il funzionamento del circuito: 

1 

A Vout =- 

Ro Co 

Questa è una formula generica che vale anche con Vb variabile 
nel tempo, ma, nel nostro caso Vb ^ costante, e questo sem¬ 
plifica le cose, infatti: 

1 Vb 

A Vout -■ Vb ■ t =-■ t (2) 

Ro Co T 

dove T = RoCo è la costante di tempo dell’integratore, t è il 
tempo trascorso da quando si è aperto Sa (in secondi), Ro è in 
megaohm e Co in microfarad. 

Come si può facilrnente constatare, la variazione della tensione 
di uscita è direttamente proporzionale al tempo trascorso t. 
Assunto un dato valore di Vb si possono ora facilmente cal¬ 
colare valori di Ro e Co per cui, a una variazione sempre uguale 
A Vout, corrispondano valori di t = 0,3 msec, 1 msec,... 100 sec, 
300 sec. Nella versione finale (figura 15} Ro è sostituita da 
sette resistenze, mentre Co è sostituito da due condensatori 
le cui capacità stanno nel rapporto 1000/1, per un totale dì 
14 portate. 



1* Variazione sul tema: CAPACIMETRO. Con tale circuito è cosa 
semplicissima fare un insolito capacimetro per grosse capacità, 
altrimenti molto difficili da misurare. Fissando Vb = 10 V, 
Ro = 10 MQ, basta porre in Co il condensatore incognito, aprire 
Sa, e, con un cronometro, contare il numero di secondi neces¬ 
sario perché Vout cali di 1 V esatto. La capacità incognita sarà 
uguale, in microfarad, ai secondi passati: ogni secondo 1 
microfarad! Con Ro = 1 MQ ogni secondo sarà uguale a 10 
microfarad, e così via. Si può raggiungere una precisione del 
2-h3%. 

2^ Variazione sul tema: MEGAQHMMETRQ. Stessa disposizione 
di prima, solo che ora si userà un condensatore di capacità 
conosciuta per determinare resistenze sconosciute; è possibile 
misurare resistenze fino a 5-^10.000 megaohm (!) con una pre¬ 
cisione ben maggiore di quella permessa dai normali voltmetri 
a valvola. 

3^ Variazione sul tema: TEMPIMETRQ. Basta aggiungere un altro 
interruttore, Sb (figura 7). 

In posizione di riposo Sa e Sb sono chiusi: all’Inizio del feno¬ 
meno da misurare si apre Sa: come spiegato sopra, da questo 
momento la tensione di uscita comincia a calare a ritmo co¬ 
stante. Alla fine del fenomeno si apre Sb, il che, considerando 
la figura 6B equivale a porre Vb = 0; dalle formule (1) e (2) 
si ricava che A Vout = 0, per cui Vout si blocca al valore che 
aveva nell'istante in cui si è aperto Sb. Mediante un voltmetro 
è possibile misurare il A Vout totale, e di qui passare al tempo 
trascorso. 

Sono possibili altre interessanti variazioni, che qui nomino 
solamente: generatore di tensioni a dente di sega, molto lineare 
e a bassissima scansione: generatore di tensioni a più gradini; 
generatore-base per voltmetro digitale. 


T T — Time-Tester 

ovvero variazioni e fuga per FET e orchestra. 


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Figura 7 



733 















T T = Time-Tester 

ovvero variazioni e fuga per FET e orchestra. 



Nota importante: tutte le volte che si usa il circuito 6A, bisogna 
tener presente che, perché possa funzionare correttamente, si 
deve regolare R1 fino a che la tensione di uscita sia di circa 
il 20% più bassa della tensione di alimentazione. 

E’ la terza variazione che ci servirà per costruire il TT. 
Basterà sostituire i due interruttori con un sistema esclusiva- 
mente elettronico, in modo da poter misurare anche tempi 
piccolissimi, ma prima ci sono delle aggiunte al semplice cir¬ 
cuito visto finora, perché, così com e, non è ancora soddisfa¬ 
cente. P7, R16, 17, 18 e M (vedi figura 15) costituiscono il mi¬ 
suratore di A Vout. Il massimo A Vout misurato è di circa 1,4 V. 

( A Vout) max 1 

li fatto che così -- ^ — contribuisce a mantenere 

Vb 7 

buona la linearità delle scale. Ritornando alla figura 7 ho detto 
poco fa che, aprendo Sb, si blocca Vout: non è vero, in pratica, 
a causa di due fattori inevitabili: 1) la piccola corrente di per¬ 
dita del FET (il, in figura 8) tra drain e gate. Con Sb aperto, 
quindi, Vout continuerà a decrescere, anche se molto lenta¬ 
mente: 2) quando Co assume valori elevati (decine di micro¬ 
farad) anche la sua corrente di perdita (i2, figura 8) non è 
più trascurabile, e ha un effetto analogo a M. 

Poiché, volenti o nolenti il e i2 ci sono e non si possono eli¬ 
minare, ho rimediato abbastanza semplicemente come appare 
in figura 8: basta fare arrivare sul gate due altre correnti 
esattamente uguali, ma di segno opposto alle prime due, cioè 
—i1 e — i2, servendosi dei circuiti A e B alimentati a poten¬ 
ziale positivo rispetto alla massa. Nel circuito finale (figura 15) 
il circuito B è costituito semplicemente da resistenze (R14 
e P2), e bilancia la corrente di fuga del grosso C2. Il circuito A, 
invece, è più complesso, essendo costituito dal transistor al 
silicio 03, polarizzato con quei bei valori che potete vedere 
(6,8 MQ!). 































Il circuito lavora con correnti di collettore spaventosamente tt Time-Tester 

basse (nA), ma funziona. Usando un transistor, invece ovvero variazioni e fuga per fet e orchestra, 
che resistenze come in B, si ha il vantaggio di ottenere con¬ 
temporaneamente una buona compensazione termica del FET. 

Con queste aggiunte si è potuta ottenere, come si è detto 
nelle caratteristiche, una buona « memorizzazione » del risultato 
(errore massimo 3% dopo 60”]. 

I due interruttori Sa ed Sb sono stati sostituiti da 02 e 01, 
rispettivamente: è assolutamente necessario che questi due 
transistori siano al silicio e di buona qualità, in modo da pre¬ 
sentare, in condizione di « aperto », una resistenza C-E altis¬ 
sima (oltre 10.000 MQ). Per pilotare 01 e 02, mediante R2 e 
R4 nei due punti di lavoro (aperto-chiuso], vale la seguente 
tabella: 


transistor 

conduzione 

interdizione 

01 

—7 V 

—11 V 

02 

—2 V 

f 2 V 


Poiché i segnali di comando vengono presi dai collettori di due 
transistori (07-09], dove la tensione ha solo i due livelli 
—4 e — 8, si provvede a spostare tale tensione di —3 V per 01 
e Hi +6 V per 02, mediante di zener DZ1-2, appunto di 3 e 
6 V-zener. 

Il cuore è a posto: possiamo rimetterlo a posto nella gabbia 
toracica e passare al « cervello ». A questo punto è necessario, 
infatti, un qualche cosa che provveda a comandare Sa e Sb, 
cioè 02 e 01 nel giusto modo, e cioè: 


(le tensioni sono riferite a massa) 


(B 

in posizione di riposo (reset] 
r impulso 

2° impulso 

3°, 4°, 5°... 

Sa chiuso 

Sa aperto 

Sa aperto 

posizioni 

Sb chiuso 0 aperto 

Sb chiuso 

Sb aperto 
immutate 

Ouesto per il conteggio singolo; per sommare gli impulsi, invece; 


in posizione di riposo (reset) 

Sa chiuso 

Sb chiuso 0 aperto 


r impulso 

Sa aperto 

Sb chiuso 

b) 

2 ° impulso 

Sa aperto 

Sb aperto 


successivi impulsi disparì 

Sa aperto 

Sb chiuso 


successivi impulsi pari 

Sa aperto 

Sb aperto 

Tutto 

questo può essere anche rappresentato dalla figura 9. 



. IMPULSI 

CHIUSO 

RESET 

1" £ 


J tì ti 

C 

tfl 



O 4 

" 5 

Figura 9 

BCC* 























APERTO' 

CHIUSO 

=8 

aperto 













m 







WÀ 



a) 




b) 

TT conta solo quando Sb è chiuso, 
cioè negli intervalli che sono tratteggiati 







































T T = Tìme-Tester 

ovvero variazioni e fuga per FET e orchestra. 



Elenco componenti (figura 15) 

Diodi 

DZ1 3 V (TZ3,3) DZ3 4 V (TZ4,3) 

DZ2 6V(TZ6,2) DZ4 9V(TZ9,1) 

(le sigle a fianco sono le corrispondenti dei diodi 
Thompson) 

DI...7 OA91 
D8 OA210 
Transistori 

01, O10 (silicio) AE22, C424 (SGS) 

02. 03. OS [Silicio) 2N1131. V435 (SGS) 

04 FET 9 canale P (esemplo Ul4d SiMconix) 

(gli SGS sono reperibili presso G.B.C.; l Stiiconix 
presso: De Mlco. Via Manzoni 31. Milano). 

06. 07. 08. 09. Oli. Of2 *ono normali pnp al 
germanio (io ho usata degli OC33 recuperati da 
basette per oalcolatorl) es. AG12S/126 e altri. 
Condensatori 

C1 0,04 m^F ceramico o poliestere (vedi testo) 

C2 60 ixP ± 207o ai tantalio, bassa perdita (15 V) 

C3 2 nF 

C4 10 nF 

C5,C6 2 nF 

C7 100 nF 

C8 100 pF (6 V) 

C9,C10 2 nF 
C11 100 nF 
C12 150 pF 
C13,C14,C15 100 nF 
C16 200 [if 25 V 
C17 100 [jiF 15 V 

M microamperometro 50 y.A fondo scala 


Potenziometri 


PI 

2.5 

Mn semifisso 

P5 500 n semifisso 

P2 100 

kn semifisso 

P6 

5 kn semifisso 

P3 500 

n regolabile 

P7 

20 kn semifisso 

P4 

5 

kn semifisso 



Resistenze 



RI 

15 

kn 

R23 

1,5 kn 

R2 

10 

kn 

R24 

5,6 kn 

R3 

15 

kn 

R25 

6,8 kn 

R4 

10 

kn 

R26 

15 kn 

R5 

30 

kn 

R27 

15 kn 

R6 

100 

kn 1 % 

R28 

5,6 kn 

R7 

300 

kn 1 % 

R29 

6.8 kn 

R8 

1 

Mn 1% 

R30 

1,5 kn 

R9 

3 

Mn 1% 

R31 

1,5 kn 

RIO 

10 

Mn 1% 

R32 

15 kn 

RII 

30 

Mn 1% 

R33 

5,6 kn 

R12 

6,8 MH 

R34 

6,8 kn 

R13 

6.8 Mn 

R35 

150 kn 

R14 

6.8 MQ. 

R36 680 n 

RI 5 

8,2 kn 

R37 

3,9 kn 

R16 

10 

kn 

R38 

3,3 kn 

R17 

2,2 kn 

R39 

2,7 kn 

Rie 

6,8 kn 

R40 

10 kn 

RI 9 

15 

kn 

R41 

10 kn 

R20 

5.6 kn 

R42 

2.2 kn 

R21 

6,8 kn 

R43 

(vedi figura 13) 

R22 

1.5 kn 



Tutte le 

resistenze al 

10%, 

salvo R6...11. 


Questo si è ottenuto col circuito di figura 10. 

06/Q7 e Q8/Q9 formano due flip-flop dove Q7 e Q9 pilotano, 
mediante DZ1 e DZ2 i transistori/interruttori Sa (02) e Sb (Q1), 
come già detto. Mediante ì\ comando reset sì fa in modo che 
i due fllp-fiop si dispongano in maniera tale che Sa sia chiuso 
e Sfl aperto [vedi figura 9), e In modo da essere sensibili, la 
prima volta, agli impulsi che arrivano sul loto sinistro. Il primo 
flip-flop può ricevere gli impulsi soltanto da sinistra, mentre 
il secondo li riceve da destra permanentemente, e da sinistra 
in maniera dipendente dalla posizione del deviatore H. Quando 
H è in A il 2^ flip-flop riceve, da sinistra, solo un impulso, 

prodotto dal 1° flip-flop nel momento in cui cambia stato; 

quando H è in B il 2“ flip-flop ha entrambi gli ingressi, destro 
e sinistro, permanentemente collegati airingresso principale 
degli impulsi. Basta conoscere un po’ 11 modo di funzionare del 
circuiti flip-flop per esaminare la risposta del circuito di figura 10 
a una serie di Impulsi applicati airingresso. e riconoscere 

come, con H in A si ottenga II grafico 9a), e con H in B si 

ottenga quello 9b). Ogni volta che si agisce sul comando reset 
si riporta tutto nelle condizioni iniziali. 

In figura 15 si può vedere la realizzazione pratica di quanto 
indicato sommariamente in figura 10. Come si vede i due 
flip-flop sono identici, salvo il fatto che il 1® manca della rete 
« capacità-diodo*resistenz3 » sulla base di 07, dato che deve 
scattare solo una volta. In parallelo alle resistenze R28 e R33 
del 2“, poi, sono stati aggiunti due condensatori da 2 nF cia¬ 
scuno, per aumentare la velocità di risposta alle frequenze più 
alte. Il pilotaggio dei flip-flop avviene mediante i diodi DI, D2, D3. 
A causa di questi diodi ai due circuiti arriveranno, sulle basi 
dei transistori, soltanto impulsi positivi. Sarà sensibile all’im¬ 
pulso, quindi, quel transistor la cui base non sia già positiva 
rispetto agli emettitori, cioè (guarda caso), sia negativa rispetto 
ad essi (notare che i 4 emettitori sono tutti allo stesso poten¬ 
ziale): deduzione logica: l'impulso dì comando agisce sul 
transistor che è in conduzione, facendogli cambiare stato e 
rendendo sensibile il suo compagno. 

Il reset si ottiene portando a massa le basi di 07 e 09 (come 
ho appena spiegato* in questo modo saranno sensibili gli altri 
due transistori, 06 e Q8. quelli «a sinistra»). Poiché 11 co¬ 
mando deve essere istantaneo per entrambi, soprattutto nella 
fase di rilascio, cioè quando si « liberano » da massa le due 
basi, si è dovuto ricorrere a un unico comando, Il pulsante K. 
che agisce su entrambe le basi; naturalmente non si potevano 
attaccare insieme le basi e mandarle poi al pulsante: mi sono 
servito allora di un « trucco », costituito dai diodi D4 e D5, i 
quali, insieme alla resistenza R26 sono disposti in modo tale 
da non far influenzare minimamente tra loro i due flip-flop, quando 
K è rilasciato, ma entrano in conduzione quando lo si chiude, 
cortocircuitando verso massa le basi a cui sono collegati. 

Sul « cervello » mi sembra che non ci sia altro da dire, o meglio, 
bisogna ancora ricordare che il suo ingresso (segnato da una 
freccia con l'asterisco in figura 15) necessita solo di impulsi 
positivi, ed è insensibile a quelli negativi; ancora, gli impulsi 
in arrivo devono avere un’ampiezza sufficiente e un fronte 
d’onda molto ripido perché siano efficaci, ed essere possibil¬ 
mente tutti uguali in altezza alle alte frequenze di ripetizione, 
perché non succeda di « perdere » qualche colpo. D’altra parte 
a noi serviva uno strumento sensibile oltre che agli impulsi 
positivi anche a quelli negativi, con possibilità di scelta: 
inoltre è indispensabile che agli impulsi applicati all’ingresso 
non siano imposte limitazioni di forma, ampiezza, simmetria. 
Per risolvere questi ultimi problemi ecco il circuito QIO, Oli* 
Q12, le « braccia » del sistema: O10 è lo stadio di ingresso, 
ad alta impedenza: con la disposizione e i valori adottati si 
ottiene un’amplificazione di circa 5 volte, con una impedenza 
di ingresso uguale a 100 kQ con in parallelo 50 pF. Dal collet¬ 
tore di OlO il segnale passa alla rete C12-R38, che lo differen¬ 
zia: il segnale, ridotto a impulsi grilletto positivi o negativi, 
viene portato sulla base di Q11 che provvede a fornirne due 
« copie », uguali in ampiezza ma di segno opposto, una sul 
collettore e una sull’emettitore. Mediante S4 è possibile man- 





















dare sulla base di Q12, attraverso la rete « condensatore-resi¬ 
stenza-diodo o gli impulsi negativi presenti sul collettore di 
Q11, o quelli dell’emettitore, o entrambi (gli impulsi positivi 
sono bloccati dai diodi]; la disposizione dei diodi è tale da 
non far influenzare tra loro le tensioni di collettore ed emet¬ 
titore di Q11, quando S4 è nella posizione inferiore. Gli impulsi 
negativi diventano forti impulsi positivi, di ampiezza costante 
e dalla giusta forma, sul collettore di 012, e di qui vengono 
inviati al cervello, cioè ai flip-flop. A seconda della posizione 
di S4 avremo allora un impulso positivo sul collettore di Q12 
quando: 

all’ingresso c’è un impulso positivo, a) 
un impulso negativo, b) 

un impulso qualsiasi, senza riguardo alla polarità, c). 

Questo è riportato in figura 11. 


T T = Time-Tester 

ovvero variazioni e fuga per FET e orchestra. 



Figura 11 


alcuni tipi di segnali di 
ingresso equivalenti 


al 

b3 ') Impulsi sul collettore di 012 



E’ tutto; naturalmente ci vuole ancora qualche cosa che « ali¬ 
menti » questo circuito « androide »: potete servivi dell’alimen¬ 
tazione a pile (figura 12] o di quella a rete (figura 13]. 


A 



zT 

*T 

^,5 V 

B 


-1 

’T 

9V 



f 

--i_ 

•T 

5V 

1 

c 


Figura 12 

B1 e B3 forniscono meno 
I di 1 mA. 

I B2 fornisce circa 13 mA. 

I 


R4^ * (ì^>oa) 



ALIMENTATORE Figura 13 




























































TT Tìme-Tester La seconda è preferibile per la presenza degli zener, che 

ovvero variazioni e fuga per FET e orchestra. assicurano una tensione Costante, specie quella di —9 V. Come 

risulta dalle formule [1) e (2), infatti, la precisione dell'inte¬ 
gratore dipende linearmente dalla stabilità di Vb. 


altra vista di tittì 


seguono componenti (figura 15) 

TI trasformatore di alimentazione: 

1,5 W; sec. 15-^18 V 
es. H/323-1 GBC 
Commutatori: 

51 1 via - 7 posizioni S3 1 via - 2 posizioni 

52 1 via - 2 posizioni S4 2 vìe - 3 posizioni 

S5 interruttore (montato o su P3 o su uno degli 
altri commutatori, o a parte) 



Sulla costruzione non mi soffermo: chi vorrà costruire il TT 
penso sia in grado di fare da solo. A puro titolo indicativo in 
figura 14 è riportata la basetta su cui è montato il « cervello » 
del TT. I potenziometri che nello schema di figura 15 hanno 
vicino quel segno simile al « sosta vietata », sono semifissi. 
L'unico potenziometro « esterno » è P3. 



MOHTAGGIO SEZIONE ; q6 + Q9 


Figura 14 















































































































































































TT — Time-Tester ' 

ovvero variaziont e fuga per FET e orchestra. 



ATTENZIONE: Se non sapete dove prendere l’onda 
quadra necessaria per la taratura, usate questo 
semplice circuito, ricavato da una pubblicazione 
SGS: 



I due transistori sono uguali, NPN (2N706, 2N708, 
A622, C424 ecc), le resistenze al 10%. La fre¬ 
quenza delle onde quadre dipende dal valore di 
valore di Cx (unico elemento capacitivo che re¬ 
gola la frequenza) e dai valori delle resistenze; 
con i valori in figura è, approssimativamente: 

100.000 - 3 

fout = -Hz 

Cx (in nF) 

Con Cx = 20 nF si avrà, ad esempio, un’onda 
quadra di circa 15.000 Hz. 


740 


Taratura 

Forza e coraggio, signori, è una di quelle tarature « laboriose ». 
r) regolare P5 fino a che sugli emettitori di Q6...09 non ci 
siano —3,5 V. 

2°) portare P3 a metà corsa; regolare P4 per lo zero del mì- 
croamperometro. P3, che è esterno, servirà per l’azzeramento di 
tanto in tanto. 

3°) mandare un’onda quadra (2-^5 V, 104-20 kHz) all’ingresso 
del TT; controllare con l’oscilloscopio il segnale di collettore 
di 012 quando S4 è nella posizione bassa. Regolare P6 fino a 
ottenere l'uguaglianza dei picchi [figura 16). Ottenuto questo 
provate a commutare S4 nelle rimanenti due posizioni: se fun¬ 
ziona tutto bene un impulso sì e uno no deve scomparire. 
4“) sempre con la stessa onda quadra all'Ingresso, provare il 
TT nei suo funzionamento normale, cioè: porre S2 nella portata 
millisecondi [C1): porre S4 in una posizione qualsiasi: S3 nella 
posizione A [mono-impulso]. 

Premere per un istante il pulsante K (reset), poi lasciarlo 
andare: lo strumento dovrebbe dare urr’indicazioniB nella 2^ metà 
della scala: se non è così ripetere la prova dopo aver com¬ 
mutato SI su un’altra posizione. Riusciti ad avere una buona 
indicazione molto probabilmente l’agi) non starà affatto fermo, 
ma sarà affetto da un forte « drift ». Regolare allora PI fino a 
eliminare tale movimento (il cursore di P1, prima di tutto quanto 
sopra, deve trovarsi dalla parte positiva di PI). 

5°) spostare S2 nella portata secondi (C2): toccando con un 
cacciavite l’ingresso, cercate di far partire il TT, e fermarlo 
non appena l'ago è verso la metà della scala. Annullate il 
drift regolando P2. 

6^) taratura delle scale in secondi: inserire tutto P7: porre SI 
sulla portata 300 sec (RII = 30 MQ): fate partire, con un im¬ 
pulso (Il solito cacciavite), Il TT. e, dopo esattamente 300 
secondi bloccatelo; regolate ora P7 fino a portare rìndice esat¬ 
tamente a fondo scala. Tutto qui; potete provare ora sulle 
altre portate, e controllare se la taratura è esatta: magari 
sarà necessario qualche ritocchino a P7, ma la cosa è facile. 
(IMPORTANTE: scegliete bene 02; deve avere una capacità di 
circa 60 microfarad, con tolleranza non superiore al ± 20%: 
buona cosa se è al tantalio, in modo che le perdite siano 
minime). 

una volta tarato il circuito in secondi in base_ al valore 
effettivo di C2, per tarare il circuito in millisecondi è neces¬ 
sario e sufficiente che CI sia esattamente un millesimo di 02; 
per questo, nella Usta dei valori CI ha un valore « basso », 
cioè 0,04 [lF. perché dovremo aggiungervi, per tentativi, 
altre capacità, di valore più basso, fino a raggiungere II valore 
esatto. E’ necessario, però, un campione dì tempo piuttosto 
breve e di lunghezza conosciuta: la frequenza dì rete, a 50 Hz. 
Nelle prime due posizioni dì S4 si misurerà l'intero perìodo 
(20 msec), nell’ultima si misurerà f! mezzo periodo (10 msec). 
Basterà allora tarare Ct perché, su una portata adatta (10 o 30 
msec fondo scala), il TT segni il valore esatto. Se non avete 
un'onda quadra a frequenza di rete potete rimediare mandando 
10 V c.a. all’ingresso del TT, e bypassando C12 con un conden¬ 
satore da 10 nF (...ma ricordatevi poi di toglierlo). 

La scelta dei condensatori che costituiscono CI è meno impe¬ 
gnativa che per C2: basterà usare dei condensatori ceramici, 
cioè i normali a disco. 

Commiato 

Ora che d ripenso, temo che v! siate spaventati nei ieggermì 
fin qui fàmmesso e non concesso che qualcuno rabbia fatto): 
sembra tutto piuttosto complicato e poco chiaro: ia cosa mi 
dispiace perché in pratica non ho trovato nessuna difficoltà, 
e ogni operazione mi è sembrata più che naturate, ma de! 
resto non saprei spiegarmi meglio: con fa speranza che sìa 
solo uria mia impressione. Vi prego. In ogni caso, di scusarmi 
se non tutti l punti sono chiari, e dì considerarmi a Vostra 
disposizione per qualunque ulteriore chiarimento. 

Arrivederci. 















«Lab amplifier» 

dì Gerd Koch 


Il problema da risolvere era il seguente: 

— occorreva un amplificatore per provare microfoni, chitarre, 
organi, ecc.; 

— le impedenze di tali sorgenti variano da un minimo di 50 Q 
a un massimo di 100 kQ a scatti; 

— le spine usate sono di diverso tipo, occorreva pertanto un 
ingresso universale; 

— occorreva una certa potenza; 

— occorreva (fattore essenziale) una buona linearità; 

— occorreva una realizzazione compatta facile da occultare; 

— occorreva infine la possibilità di usare il complesso sorgente- 
amplificatore per provare altoparlanti, colonne ecc. aventi le 
due spine standardizzate di ingresso per tali applicazioni. 

Il problema suaccennato è stato risolto come segue: 

— realizzazione di un selettore d'impedenze a tre posizioni: 
alta-media-bassa; 

— ingressi multipli ottenuti con 8 prese diverse collegate in 
parallelo: 1 presa microfonica Geloso, 1 piesa microfonica a 
norme DIN a 5 contatti, 1 presa coax piccola, 1 presa coax 
grande, 1 presa plug, 1 iack per spinotti 0 3 5 mm, 1 jack per 
spinotti 0 5 mm e infine 1 lack per spinotti 0 6,4 mm; 

— uscita ottenuta cor^ una presa a norme DIN per altoparlanti 
in unione a un jack 0 6,4 collegato a commutatore; 

— potenza e linearità sono state semplicemente ottenute im¬ 
piegando un’ottimo AM 25 II. 

— una realizzazione compatta è stata ottenuta montando il 
tutto in un mini-box Gi tipo 800/9 avente le dimensioni di 255 
di lunghezza per 105 di altezza per 162 mm di profondità. 
Fissati i punti principali, passiamo a esaminare più da vicino 
il materiale impiegato per la realizzazione. 

La possibilità dì avere ingressi con prese diverse è stata 
realizzata semplicemente installando sul pannello frontale 
[figura 1 e foto] tutti i tipi di attacchi comunemente usati e 
nel col legarli in parallelo in modo da avere un'unica uscita; 
sebbene questo sistema possa introdurre rumore nell’amplificato¬ 
re, ho constatato che basta non toccare gli altri ingressi du¬ 
rante le prove per avere un funzionamento perfetto. 


NUOVA EDIZIONE 

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TREeiE 




BmÌdolt 

TlOìAtó 












I collegamenti vanno eseguiti con rame stagnato di grossa se¬ 
zione facendo attenzione a far convergere i vari fili di rac¬ 
cordo nello stesso punto, sempre per ridurre l’eventuale rumo¬ 
re: altresì occorre un secondo conduttore col quale verranno 
collegati fra loro tutti i punti di massa, interruttori e poten¬ 
ziometri compresi, essendo il contenitore verniciato e perciò 







Lab amplifìer 


poco adatto a uno stabile contatto con la massa; unica atten¬ 
zione alle prese coax o coassiali o se non basta quel tipo di 
prese filettate esternamente che si raccordano alla spine me¬ 
diante avvitatura, che andranno montate isolando con tubetto 
il conduttore centrale d’uscita; e alle prese Geloso e DIN, la 
prima andrà collegata con gli estremi a massa prelevando il 
segnale dal conduttore centrale, mentre la seconda andrà col¬ 
legata mettendo a massa il centrale e prelevando il segnale 
ai due estremi 1 e 5 tralasciando le altre due pagliette. 


bassi aUì voturne 



0 I N 


GELOSO 


COAX 

& 

PLUG 


JACK 


OvBWil 


•f-——l o:-.:=::r 



Per semplificarvi lacquìsto vi dò i numeri di catalogo di tutte 
fe prese usate: presa Geloso 398 o Marcuccì 2/1325; presa 
plug Geloso 81102 * GBC G/2581-1 * Marcucci 2/1340; presa 
DIN a 5 contatti GBC G/2500-22 * Marcuccì 2/1398; jack 0 3,5 
Geloso 9023 * GBC G/1547 * Marcucci 7/247; jack 0 5 Ge¬ 
loso 9004 * GBC G/1S42 * Marcucci 2/1320: presa coax piccola 
GBC G/2594-4: presa coax grande GBC G/2597-1 * Marcucci 
2/1320; jack 0 M GBC G/1522 - Marcucci 7/23S, 

Subito dopo gli ingressi c'è il selettore d'impedenze realizzato 
con un commutatore bipolare a slitta Continental-Wirt a tre 
posizioni (GBC 0/1152-5) molto pratico per queste applicazioni 
poiché fra l'altro ingombra poco spazio e in cambio richiede 
un foro rettangolare: eventualmente potete usare o una tastie¬ 
ra o un normale commutatore rotante, ma credetemi questa è 
la soluzione migliore. A schema (figura 2) il commutatore è 




Figura 2 


D (-12V) 


rappresentato da una tratteggiatura, oltre ai contatti, e andrà 
collegato tale e quale poiché eventuali varianti compromette¬ 
rebbero tutto: il reostato è un elemento miniaturizzato e andrà 
montato direttamente sulle pagliette de! commutatore, l’uscita 
andrà fatta con uno spezzone di cavo schermato. 

Il trasformatore d’impedenza necessario a elevare il segnale 
uscente dai microfoni a 50-;-60 e 250 Q e ad adattarlo ai 


2 kQ d'ingresso deli'AM 25 II; è realizzato connesso a base 
comune che come sapete presenta un’impedenza d’entrata mol¬ 
to bassa: io ho usato un OC71 comunque andranno meglio o 
un AGI07 noto per il basso rumore, oppure un AGI25 o AGI26 
qualora si desiderasse un forte guadagno, oppure (molto indi¬ 
cato) un OC44 o SFT308 che è in contenitore metallico. L’impe- 
denze d’entrata saranno così tre: bassa (30^300 Q), media 
(2 kQ), alta (50-:-100 kQ) ; tenete presente che, per via del 
tipo di elevatore scelto, la sensibilità si riduce progressivamente 
con l'aumentare del valore del resistere variabile. 
































L'amplificatore AM 25 11 andrà collegato come a figura 3 che «Lab amplifier» 
riproduce parte del circuito stampato, il punto B è l'entrata 
originale in serie alla quale andrà collegato un resistore da 



Figura 3 ] 


3,9 kQ ancorato al punto A che diventerà l’ingresso, al punto 
D ci sono 12 V negativi utili per alimentare il trasformatore 
elettronico d’impedenza; l'uscita è il punto E, mentre l’alimen¬ 
tazione e la massa dovranno essere collegate unicamente nei 
punti segnati. 

L'alimentatore è stato realizzato con l'apposito trasformatore 
erogante 33 V 1 A* raddrizzati con un ponte al silicio in epoxy ti¬ 
po PM41tO Raytheon-ELSl seguito da una cartuccia Facon da 3000 
(iF 50 VL: sul primario oltre al cambiatensioni è stata inserita 
una presa di corrente (montata sul pannello frontale) sempre 
in tensione, una lampadina al neon [GBC G/1844 * Marcuccl 
1/964); Tinterruttore d accensione è anch’esso a slitta (GBC 
G/1t52); tra linea e massa c'è un condensatore da 47H-t00 pF 
400 VL; durante le prove ho notato che col legando a terra la 
massa generale diminuisce iì lievissimo ronzìo presente dovuto 
alla mancanza di una vera e propria cella di filtraggio, miglio¬ 
rando di conseguenza la riproduzione; in tal caso II condensa¬ 
tore fra rete e massa potrà essere omesso. 

L’uscita (figura 5) è attuata con un jack per spine 0 6,4 mm 
connesso a commutatore che inserisce nella posizione di ri¬ 
poso l'optional costituito da una presa normalizzata DIN per 
altoparlanti, la cui boccola centrale (rettangolare] yà connessa 
a massa mentre quella laterale (rotonda] va al jack ovvero 
all'AM 25 IL 

Il montaggio generale (figura 6] avverrà utilizzando i quattro 
lati del contenitore e il pannello frontale, quello posteriore è 
stato omesso e sostituito con un fondo di cartone forato per 
permettere la sempre utile circolazione d’aria. 


220 



Figura 4 



1 05 

h---4-- 


255 




^ | 10 


16 

30 


162 


f-1 

i^U-L 



T ; 


! 

ftn 
%!j k.. 

.. Jln 


+ 


+ 


25 98 • 

U-. 

altri for ì 0^3,2 


c > 

-x-.a-- 


105 


20 



CAMBIO 

TENS. 

RETE 


D I N 


Figura S 

























































Lab amplifìer 



Sul lato inferiore, oltre a quattro piedini di gomma o plastica, 
verrà montato con 4 viti e rondelle grower il trasformatore 
d’alimentazione (tratteggiato): davanti al trasformatore verrà 
fissato il condensatore di filtraggio con un metodo speciale 
consistente nell’usare una clip d’acciaio (GBC G/17) isolata 
con tubetto di PVC e fissata al contenitore con una normale 
vite da 3 MA; il condensatore vi verrà inserito a pressione 
facendo attenzione che rimanga isolato da massa. 

Sulla calotta del trasformatore va montata una strip a 3 + 1 
terminali per poter collegare il raddrizzatore: i collegamenti 
d’alimentazione e d’uscita vanno effettuati con trecciola 0 
mm e con filo stagnato per le masse, utilizzando varie 
pagliette collegate fra loro. 


744 


Sul Iato del trasformatore in corrispondenza dell’uscita dei 
fili, si monterà il cambiatensione e un passafilo per il cordone 
d’alimentazione: sull'altro lato i connettori per l’altoparlante. 
Sul lato superiore si monterà l'AM 25 II mediante due viti 
passanti tra il contenitore e i radiatori dei transistori finali, 
precedentemente forati: questa disposizione oltre a permettere 
un montaggio molto rigido, contribuisce a smaltire il calore 
generato in quanto « allunga » le dimensioni dei radiatori. 
Particolare cura dovrà essere data alla preparazione del pan¬ 
nello frontale essendo il contenitore fornito verniciato (grigio) 
poiché I graffi rimangono: i fori andranno fatti con le punte 
adatte e rifiniti con una punta conica che asporterà le sbava¬ 
ture, i fori rettangolari vanno eseguiti con una punta 0 2 mm 
forando in sequenza tutto il perimetro della finestra da aspor¬ 
tare, unendo poi i fori con una punta da 4 mm e rifinendo il 
tutto con lima piatta e triangolare. 

Concludo specificandovi che le scritte sono fatte con decalco¬ 
manie Deca-Dry n. 8 (fornite a schede complete di tutto l’alfa¬ 
beto 0 di tutti i numeri a L. 200 l’una) protette con uno strato 
sottilissimo di smalto trasparente. 










Se volete avventurarvi 
nella terra dei Mau Mau 


divagazioni sulia SSB di iIKOZ, Maurizio Mazzetti 


Mi rivolgo in particolare ai futuri OM che ancora non si sono 
resi conto det perché moltissimi radioamatori provino un gusto 
matto a strapazzare la modulazione sopprimendo fa cara portante 
fi costringendo una banda laterale a passare attraverso rangusta 
finestra di un filtro o a sfasare qua e là per ottenere solo 3 kilo- 
ciefì fluttuanti di banda iaterale. Rimane difficile a molti capire il 
perché si fà tutto ciò, e spero di ifiurrtinarli con questo articolo. 





Su molti testi di radiotecnica si trova la figura 1 la quale dimostra 
come un’onda portante generata da un trasmettitore venga modu¬ 
lata in ampiezza da un segnale a frequenza udibile. II discorso 
sembra chiuso quando si osserva la figura 2 la quale illustra il 
processo di demodulazione (o rivelazione] all’Interno di un rice¬ 
vitore. 



In effetti la cosa è molto più complessa e degna di maggior atten¬ 
zione, in quanto l’onda portante non subisce solo variazioni in am¬ 
piezza, ma anche in frequenza, per esempio ammesso che noi 
modulassimo una portante di 1000 kc con un segnale di BF avente 
la frequenza di 2000 cicli, vedremmo sull’oscilloscopio qualcosa 
come in figura 1, ma sovrapposto all’inviluppo di portante ci sareb¬ 
bero altre due frequenze impossibili da vedersi ma pur tuttavia 
esistenti, queste due frequenze sono le famose bande laterali che 
sommandosi e sottraendosi al valore della portante, nel nostro 
caso assumerebbero il valore di 1002 kc e 998 kc e assumereb¬ 
bero la posizione di figura 3. 



Ogni puntino ìndica StHl Hz. 
Figura 3 












































Se volete avventurarvi nella terra dei Mau Mau Succede un altro fenoiTieno molto più facilmente intuibile e cioè 

queste bande laterali assorbono potenza che viene ad assumere 
le proporzioni di 1/4 per ogni banda laterale e metà potenza per 
Tonda portante: mi spiego meglio; se la portante avesse in as¬ 
senza di modulazione una potenza di 100 W in presenza di mo¬ 
dulazione si avrebbero 50 W per la portante, 25 W per la banda 
laterale superiore e 25 W per la banda laterale inferiore suppo¬ 
nendo naturalmente una profondità di moduiazione del 100% e 
considerando i suddetti valori nei picchi massimi di modulazione. 
Visto e considerato che la portante serve come supporto per la 
modulazione e che l'informazione utile è data esclusivamente 
dalle bande laterali, ci si accorge dì un considerevoie spreco di 
potenza: sapendo poi che una sola banda laterale [non importa 
quale) sarebbe sufficiente a trasmettere i’informazione in quan¬ 
to e dotata di spostamenti in ampiezza e in frequenza, si intuisce 
che 75 W su 100 vengono per così dire « sciupati ». Quindi un 
TX a singola banda laterale avente una potenza di 25 W riusci¬ 
rebbe a fare quello che farebbe un TX in AM con 100 W; in 
effetti 25 W SSB riescono a fare ancora meglio in quanto occu¬ 
pano uno spazio equivalente alla metà delTAM e quindi sono 
meno soggetti ad essere interferiti da emissioni anche vicinis¬ 
sime. Queste seno già due validissime ragioni per preferire la 
SSB all’AM e se ancora oggi vi sono degli OM che non usano 
questo sistema penso che, come nel mio caso, la causa sia da 
attribuirsi al costo abbastanza elevato dei TX per SSB, o del 
suoi componenti, per chi avesse le capacità tecniche sufficienti 
per poter montare un TX SSB. In figura 4 potete vedere lo 
schema a blocchi di un TX SSB con sistema a filtro corredato 
da sufficienti didascalie. 


Qui viene soppressa 
la portante. 


Qui viene soppressa 
una banda laterale. 


Figura A 





Ora viene il difficile in quanto per ricevere questi segnali è suf¬ 
ficiente un ricevitore qualsiasi, ma per riuscire a capire ciò che 
viene trasmesso è necessario ricostruire alTinterno del ricevi- 


POSIZ BFO POSIZ BFO 



Figura 5 


746 


tore quella onda portante che è stata soppressa nel TX. Molti 
di voi pur avendo un ricevitore munito di BFO sono riusciti a 
rivelare segnali telegrafici non modulati, ma non sono riusciti 
affatto a demodui are alcun segnale SSB. Le cause possono es¬ 
sere molte, ma la principale senz'altro è la errata posizione del¬ 
la frequenza del BFO (più comunemente « beat pur non aven¬ 
do niente a che fare coi capelloni). Infatti mentre per ricevere 
un segnale telegrafico non modulato è sufficiente che il beat 
avvenga dai 300 al 1500 Hz sopra o sotto la portante, per rice¬ 
vere una emissione SSB la posizione beat deve essere quella 
indicata in figura 5A per ricevere la LSB [Lower Side Band = 
banda laterale inferiore) mentre in figura 5B sì vede ta posizione 
corretta del beat (pronunzia bìit) per ricevere la banda laterale 
superiore o USB lUpper Side Band). Naturalmente la curva dì 
risonanza del canale di frequenza intermedia illustrata in figu¬ 
ra 5 sarebbe la curva ideale: poiché in realtà nessun ricevitore, 
anche se ottimo, può avere una curva del genere io Tho dise¬ 
gnata così per maggior chiarezza; linea nera grossa = curva 
ideale: linea leggera tratteggiata = curva di un ottimo ricevitore. 
Non c'è una ragione ben precisa, ma ormai viene universalmente 
adottata la trasmissione nella banda laterale inferiore per le 
gamme 80 e 40 m mentre per le gamme 20, 15, e 10 m viene 
trasmessa la banda laterale superiore. Sarà difficile stabilire con 
esattezza la corretta posizione del BFO (Beat Frequency Oscil- 
iator ^ oscillatore a frequenza di battimento) quindi a meno 
che non abbiate un ricevitore con BFO quarzato dovrete proce¬ 
dere alle seguenti operazioni: 






























1) sintonizzare una emissione SSB sulla gamma 40 O 80 m avendo Se volete avventurarvi nella terra dei Mau Mau 
cura di togliere un po’ di sensibilità al ricevitore (sarebbe me- 

giio poter mandare il GAY a massa e togliere parecchia sensi¬ 
bilità in quanto le costanti di tempo di un GAY per AM sono 
molto diverse di quelle di un GAY per SSB). 

2) ruotare lentaniente la manopola del BFO fino a che le parole 
non risulteranno intelliggibili. 

3) Annotare la posizione della manopola e procedere come so¬ 
pra per le gamme 20, 15, e 10 m. 

Troverete quindi due posizioni del BFO, la prima servirà a rice¬ 
vere le emissioni SSB sulle gamme dei 40 e 80 m la seconda 
per tutte le gamme rimanenti (anche in 2 m). Una dote indispen¬ 
sabile di un ricevitore per SSB è la stabilità degli oscillatori di 
conversione e delloscillatore beat comunque se il vostro RX 
non possedesse questa qualità ritoccate solo la sintonia e mai 
la manopola del BFO. 


Figura 6 



RI 47 kn 
R2 33 kn 
CI 10 nF 
C2 100 pF 
C3 vedi istruzioni 
C4 vedi istruzioni 


C3 3,3 pF se collegato a un diodo 

47 pF se collegato a un rivelatore a prodotto 
Vi un triodo qualsiasi 

L1 e L2 una media frequenza uguale (come riso¬ 
nanza) a quelle del ricevitore da modificarsi 
come da istruzioni. 


ISTRUZIONI 

Togliere la metà delle spire costituenti il futuro 

avvolgimento LI e anche il condensatore In pa¬ 
rallelo ad essa. Togliere il condensatore In pa¬ 

rallelo a L2 e sostituirlo con un altro di capacità 
inferiore di 20 pF. A C4 è affidato 11 compito 
dì variare entro poche migliaia di Hz la frequenza 
del BFO e potrà essere un 3/30 pF. Dopo aver 

cablato il tutto e dato la «scossa» se roscllla- 
tore non dovesse funzionare invertire i capì di LI. 


Mi permetto di suggerire a tutti coloro che possedessero un ri¬ 
cevitore privo di BFO uno schemino facile facile carne da figura 
6 e anche uno schema di un rivelatore a prodotto (figura 7); il 
punto « optimum » di lavoro di tale rivelatore si ottiene rego¬ 
lando per tentativi il potenziometro semifisso PI. 



Figura 7 

Rivelatore a prodotto 

elenco componenti 

RI 100 kn 
R2 15 kn 
R3 47 kn 
RI 100 kn 

PI 2,5 kn potenziometro semìfisso 

CI 100 pF 

C2 10 nF 

C3 1 nF 

C4 10 nF 

C5 47 pF 

VI ECC83 


Non me ne vogliano i Diexers della SSB se con queste mie righe 
non dico nulla di nuovo; purtroppo spesso vengono trascurate 
le cose più elementari e molti radioamatori procedono nel loro 
cammino per inerzia senza rendersi conto dei vari fenomeni 
che accadono sotto i loro occhi. Spero di essere stato chiaro 
nella mia esposizione, ma se non lo fossi stato vi invito a scri¬ 
vermi: sarò ben lieto di rispondere a tutti. 51 & 73 da iIKOZ. 




























E’ questa una notizia che abbiamo letto in uno degli ultimi numeri della 
rivista « thè microwave journal ». Difficilmente tra i lettori di CD - CQ ci 
sarà qualcuno che ne possa trarre suggerimenti pratici, ma credo egual¬ 
mente che a molti possa interessare, così, per semplice curiosità, per 
stare informati. Ecco di che si tratta. 

Tutti noi sappianno che un diodo può generare delle frequenze armoniche (data una fonda- 
mentale) se utilizzato in particolari circuiti, ma non tutti sapevamo che il diodo questo lavoro 
lo può svolgere da solo, nel libero spazio, senza aver connesso altri componenti, né alimen¬ 
tazione. 






















La Microlab/FXR ha applicato questo principio a un nuovo 
sistema di « radar » denominato DINADE, vale a dire: Diode 
Interrogation, NAvigation and DEtection. Questo sistema radar 
impiega una radiazione per osservare da lontano un bersaglio 
al quale « i diodi siano stati applicati >». Quando questo « diode 
target » è illuminato dall’energia a radio frequenza, armoniche 
della fondamentale sono generate e ri-irradiate indietro alla 
stazione interrogante. Questo segnale che ritorna può essere 
modulato da strumenti a bordo del bersaglio stesso e utiliz¬ 
zato così per portare informazioni utili. La frequenza dell’armo¬ 
nica di ritorno è completamente coerente con la frequenza 
fondamentale trasmessa, e la parte ricevente di questo sistema 
è progettata per trarre il massimo vantaggio da questa coerenza. 



IL SISTEMA PIU’ ELEMENTARE consiste di un transistore fornito di un filtro per eliminare tutte le fre¬ 
quenze armoniche cosicché soltanto la frequenza fondamentale pura viene irradiata per colpire il ber¬ 
saglio, costituito in questo caso da un singolo diodo con « pig tali leads cioè con antenne elicoi¬ 
dali. Le frequenze armoniche sono irradiate da queste stesse antenne che ricevono la frequenza fon¬ 
damentale, e, dopo essere state captate, rivelate dal ricevitore. 

Il segnale trasmesso può essere di 150—220 dB più alto del segnale minimo ricevibile, e logica¬ 
mente questa estrema differenza di livelli impone severe esigenze di schermaggio e filtri con una 
reiezione stop band » superiore a 150 dB. 

Mediante questo nuovo sistema si può così co municare con qualsiasi oggetto (o persona) alla 
quale il diodo sia attaccatto, e può individuare, isolare, qualsiasi bersaglio particolare da tutti gli 
altri. Civilmente il sistema può trovare un numero illimitato di utilizzazioni: dal controllo del traffico 
automobilistico, all'atterraggio di aeroplani in condizioni atmosferiche difficili; dagli studi sugli uc¬ 
celli migratori, alla ricerca medica; da applicazioni industriali a un sistema di sicurezza anticollisioni. 


ALCUNE CARATTERISTICHE DI UNA STAZIQNE SPERIMENTALE 


Frequenza fondamentale 915 MHz 

Potenza 12 W 

Tipo di trasmissione CW 

Antenna parabolica con dipoli e linee di trasmissione separate 
Guadagno dell'antenna alla frequenza fondamentale 16 dB 
Guadagno dell'antenna alla seconda armonica 22 dB 


U bersaglio a diodo è costituito di antenne riceventi e trasmittenti 
a mezz'onda su ground piane, un filtro passa basso a 1000 MHz, un 
filtro passa alto a 1800 MHz, e un singolo diodo. 

Tramite la Rivista potrò fornire ulteriori informazioni, se qualche 
Lettore ne voglia sapere di più sulTargomento. 







il circuitiere © 


a cura dell'ing. Vito Rogianti 


Questa rubrica è nata per venire incontro alle esigenze di 
tutti colato che sono agli inizi e anche di quelli che lavorano 
già da un po’ ma che sentono il bisogno di chiarirsi le idee 
su questo o quell’argomento di elettronica. 

La periodicità della rubrica dipenderà dal consenso che troverà 
tra i lettori, e anche gli argomenti saranno prescelti tra quelli 
proposti dai lettori. 

Si cercherà comunque di affrontare per prime le richieste di 
largo interesse, a un livello comprensibile a tutti. 

Fatevi vivi dunque, sia per indicarci che ne pensate della 
cosa con critiche e suggerimenti, sia per proporre nuovi argo¬ 
menti da trattare: indirizzate a CD-CQ elettronica - il Circuitiere 
- via Boldrini, 22 - 40121 Bologna. 


I diodi a semiconduttore 




tT’ 


I 

o- 

ANODO 






Figura 1 


I primi diodi della storia che siano stati realizzati usando ma¬ 
teriale semiconduttore, sono i cristalli di solfuro di piombo, 
detto ^ galena », usati nei radioricevitori dagli hobbysti elettro¬ 
nici di qualche decennio fa. 

Da queH'epoca lontana ad oggi si sono studiati, realizzati e 
prodotti tanti diversi tipi dì diodi da far venire il mal di testa 
solo a enumerarli. 

Diodi zener, diodi tunnel, diodi controllati, diodi a tre, quattro 
strati sono solo alcune delle famiglie di diodi che esistono e 
spesso si possono suddividere in sottofamiglie ecc. ecc. 

Come vedete, a proposito di mal di testa, non esageravo affatto. 
Tuttavia poche di queste famiglie di diodi sono di diretto inte¬ 
resse per lo sperimentatore; a parte gli zener e, oggi, i diodi 
controllati al silicio (SOR) si tratta spesso di dispositivi co¬ 
stosi, un pò strani e di dubbia utilità, almeno per un certo 
campo di applicazioni. 

Ecco perché può essere utile dedicare un pò di tempo alla 
famiglia di diodi più diffusa e importante: gli onesti e sem¬ 
plici diodi rettificatori senza altri aggettivi o qualifiche strane. 


Simbolo del dìodo. 

_ Caratteristiche fondamentali dei diodi rettificatori 


PSOEffl 


Figura 2 

Metodo per la identificazione dei terminali dì un 
diodo. 





Figura 3 

Misura della caratteristica diretta di un diodo. 


Nella accezione comune un diodo è un arnese a due terminali, in 
cui la corrente in un verso passa e nell’altro no. 

Benché questo discorso si possa già ritenere una ragionevole 
primissima approssimazione del comportamento dei diodi, sareb¬ 
be certamente meglio saperne un po' dì più. 

In figura 1 è rappresentato il simbolo del diodo dal quale è ovvio 
dedurre la direzione della corrente elettrica [dali'anodo al ca¬ 
todo] . 

Se si ha tra le mani un diodo sconosciuto e non si è in grado 
di identificare i terminali basterà a tal uopo utilizzare il circuito 
di figura 2. 

Il diodo si può ovviamente inserire in due modi nel circuito, ma 
perché tale nome gli si addica è necessario che il milliampero- 
metro indichi passaggio di corrente solo in uno dei due modi, e 
in tal caso si capisce dalla direzione della corrente quali siano 
l'anodo e il catodo. 

Se passa corrente in tutti e due i modi di inserzione il diodo 
non è un diodo, ma un « corto circuito » e può essere gettato via. 
Se non passa mai corrente il diodo si chiama « circuito aperto » 
e va ugualmente gettato via. 

In pratica un diodo non ha la caratteristica ideale di condurre 
correnti in senso diretto comportandosi come una resistenza di 
valore zero e dì non condurle affatto in senso inverso, compor¬ 
tandosi cioè come una resistenza di valere infinito (figura 3], 


750 


© il circuitiere • Copyright CD-CQ elettronica 1967. 























y|, -y 

4 '/ 


il^'1 




V/. 







il circuitiere ln pratica un diodo ha un comportamento piuttosto complicato, 

ma che comunque si discosta da quello ideale. 

Vediamo innanzitutto quale è l’equazione fondamentale teorica 
che ci dà il legame tra la corrente I che percorre un diodo a 
giunzione e la tensione V applicata ai capi di questo: 

(1] 1 = ls(e v/Vt_i] 


Tabella I 

Andamento della funzione esponenziale che figura 
nella equazione del diodo. 



Figura 4 

Caratteristica tensione-corrente di un diodo 1G27 
misurata sperimentalmente. 



AMPEROMETRO 


Misura della caratteristica inversa dì un diodo. 

752 


Da questa equazione si vede che, se la tensione V è positiva 
ed è maggiore della costante Vj, la corrente del diodo assume 
valori assai elevati, mentre se la V è negativa, la corrente è 
praticamente costante ed è pari a — Is. 

Il significato della costante U è chiarissimo, si tratta della cor¬ 
rente inversa detta anche di perdita o di saturazione del diodo; 
meno chiaro è il significato della costante Vr, ma tutto quello 
che serve sapere è che Vr vale 26 mV a temperatura ambiente 
e, se si vuole essere dei raffinati, che è proporzionale alla tem¬ 
peratura espressa in gradi assoluti o Kelvin (niente paura, basta 
aggiungere 273° alia temperatura in gradi centigradi). 

La funzione che appare nella (1), indicata com'è, è la funzione 
esponenziale della quale, per comodità dei Lettori, si è ripor¬ 
tato qualche valore nella tabella I. 


V/Vt 

—10 

—3 

—1 

0 

-1-1 

+ 2 

-t-IO 

+20 

V/Vt 

e 

0 

0,05 

0,37 

1 

2,72 

20 

22.000 

485.000.000 


Come si vede dalla tabella, quando V è maggiore di Vr, la cor¬ 
rente diretta che scorre nel diodo in senso positivo si ottiene 
moltiplicando la corrente di saturazione U per un fattore che 
può essere anche elevatissimo. 

Il bello di questa formula è che essa è ugualmente valida sia 
per i diodi al silicio che per quelli al germanio: l'unica cosa 
che cambia è il valore della costante Is- 

Come tutti sanno questa grandezza vale attorno al microampere 
(milionesimo di ampere) nei diodi al germanio e attorno al 
picoampere (milionesimo di milionesimo di ampere] in quelli 
al silicio e ciò è in perfetto accordo col fatto che con qualche 
milliampere la caduta ai capi di un diodo al germanio è pari a 
circa 200 mV che diventano circa 500 mV nel caso del silicio. 
Tutto dipende cioè dal fatto che le due correnti Is di partenza 
sono nei due casi assai diverse e deve perciò essere diverso, 
come si vede dalla tabella, il rapporto V/Vr necessario per avere 
nei due casi una corrente di qualche milliampere. 


Misure sui diodi 

Se i diodi rispettassero esattamente la formula (1) tutto sarebbe 
semplicissimo: basterebbe una sola misura, per esempio quella 
di Is, e il diodo sarebbe perfettamente caratterizzato. 

In realtà, purtroppo, non è così, come ci si può facilmente con¬ 
vincere prendendo un diodo e misurandone la caratteristica ten¬ 
sione corrente col circuito di figura 3. 

Che cosa è la caratteristica tensione-corrente? 

E’ un grafico che riporta l’andamento della corrente nel diodo 
in dipendenza della tensione applicata ai suoi capi. 

Il grafico si traccia prendendo nota dei valori di tensione e cor¬ 
rente letti sugli strumenti per un certo numero di condizioni. 

Per esempio nel circuito di figura 3 si può usare una batteria o 
un alimentatore che dia una tensione compresa tra qualche volt 
e qualche decina di volt, un potenziometro logaritmico di valore 
compreso tra 100 kQ e 1 MQ e due tester. 

L’unico accorgimento da prendere consiste nel sottrarre dalla 
corrente letta neH’amperometro la corrente assorbita dal volt- 
metro, che certamente passa per il voltmetro e non per il diodo. 
Il grafico riportato in figura 4 è stato ottenuto in questa maniera 
operando con un diodo SGS 1G27. Sarebbe bene completare il 
grafico facendo anche qualche misura di corrente inversa. 

In questo caso occorre un alimentatore che dia una tensione 
più elevata, e invertire l'ordine degli strumenti come in figura 5; 
ora alla tensione letta sul voltmetro va sottratta la caduta di 
tensione che si ha ai capi deil’amperometro. 






































































Dairesame di uno di questi grafici sperimentali si vede subito 
che, al crescere della tensione diretta applicata al diodo, la 
corrente cresce sì, ma non nel modo favoloso previsto dalla 
formula (1). Anzi, tutto avviene come se, in serie al diodo, vi 
fosse una resistenzina limitatrice (che a seconda dei casi può 
valere da qualche frazione a qualche decina di ohm). 

In realtà è proprio così, perché il materiale semiconduttore di 
cui è costituito il diodo presenta una sua resistenza, piccola, 
ma non nulla, al flusso della corrente. 

Quanto vale questa resistenza si calcola subito dal grafico appli¬ 
cando la legge di Ohm r = AV/AI tra due punti del grafico 
relativi alla zona in cui la corrente dovrebbe crescere vertigi¬ 
nosamente. 

Un'altra cosa che si nota è che il valere della corrente inversa 
dipende dalla tensione a cui si effettua la misura, mentre in 
teoria non dovrebbe dipenderne quasi per niente e valere sem¬ 
pre Is. 

Tutto avviene invece come se, in parallelo al diodo, vi sia una 
resistenza di valore elevato, ma non certo infinito. 

Anche in questo caso la deduzione è perfettamente ragione¬ 
vole perché la causa deirincremento della corrente inversa 
con la tensione inversa è proprio legata a effetti di dispersione 
superficiale che si hanno in parallelo alla zona attiva della 
giuzione, e che hanno un carattere prevalentemente resistivo. 

Dipendenza dalla temperatura 

La corrente inversa e sopratutto la componente dovuta a Is 
dipende moltissimo dalla temperatura: la componente resistiva 
dipende relativamente poco dalla temperatura. 

Di questo ci si accorge molto facilmente durante la misura 
della corrente inversa, perché basta toccare il diodo con le 
dita o alitarvi sopra leggermente per vedere l’ago del micro¬ 
amperometro andare a spasso allegramente. 

Dalla teoria si ricava che la corrente inversa si raddoppia 
circa per ogni 10 gradi di aumento della temperatura, e in 
pratica le cose vanno proprio così; sicché un diodo in condi¬ 
zioni inverse è un sensibilissimo termometro, però è assai 
poco lineare. 

Un termometro lineare, la cui uscita è cioè proporzionale alla 
temperatura, si può invece realizzare utilizzando la dipendenza 
dalla temperatura della tensione V presente ai capi di un 
diodo, quando la corrente è fissata (ciò si ottiene polarizzan¬ 
do il diodo con un resistore di valore abbastanza elevato) : 
per esempio con un alimentatore a 15V e una resistenza di 
4,7 kQ la corrente che percorre il diodo è pari a poco più 
di 3 mA e praticamente non dipende dalla temperatura. 

In queste condizioni la tensione ai capi del diodo ha un 
coefficiente di temperatura pari a circa —2 mV/^C, cioè questa 
tensione cala di circa 2 mV quando la temperatura del diodo 
aumenta di un grado. 

Un semplicissimo ma assai efficiente termometro è rappre¬ 
sentato in figura 6. La taratura non è affatto complicata perché 
basta disporre dì due temperature di riferimento a cui portare 
successivamente M diodo (per esempio un bagno dì acqua 
e ghiaccio e un bagno dì acqua bollente: quest'ultimo da evi¬ 
tare ne! caso del germanio)* Ad una temperatura, quella ìnfe* 
riore, si regola lo zero e all altra il fondo scala. 


il circuitiere 


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Figura S 

Termometro elettronico a diodo. 


Un diodo è anche un condensatore 

Può sembrare strano, ma ogni diodo a semiconduttore è anche 
un condensatore: il valore della capacità può andare da qual¬ 
che centinaio di picofarad per i grossi diodi raddrizzatori, a 
qualche frazione di picofarad per i piccolissimi diodi ultra¬ 
veloci. 

Inoltre il valore della capacità varia con la tensione applicata. 
Considerando tensioni inverse (altrimenti la capacità risulta 
shuntata da una bassa resistenza in parallelo e non ha più 
senso) si può anche dire che la capacità decresce al crescere 
della tensione. 










Il circuitiere 


Questo fatto è sfruttato in certi diodi, chiamati varicap, epicap 
ecc., per realizzare, assieme a induttori, circuiti risonant la 
cui frequenza d’accordo può essere variata con comando elet¬ 
trico (figura 7). L'effetto della capacità è molto fastidioso 
neH’impiego dei diodi ad alta frequenza, per esempio come 
rivelatori: se la capacità è grande o se la frequenza di lavoro 
è elevata il diodo si comporta più da condensatore che da 
diodo, e l’efficienza di rettificazione diminuisce. 



Figura 7 

Calcolo della resistenza statica R e della 
resistenza dinamica r dalla caratteristica del 
dìodo. 


10 



Figura 8 

Attenuatore controllato in tensione a diodo. 


754 


Un diodo è anche un resìstere 

Che un diodo si comporti in pratica come un resistere di 
valore diverso a seconda del punto di lavoro, e sopratutto a 
seconda che sia polarizzato direttamente o inversamente, 
lo si era già visto, ma è bene sottolinearlo, perché può tor¬ 
nare utile per certe applicazioni. Naturalmente qui conside¬ 
riamo la resistenza dinamica del diodo e non quella statica, 
perché facciamo riferimento al caso in cui al diodo, polarizzato 
a una certa corrente, sia applicata una piccola tensione alter¬ 
nata tale da non allontanarlo troppo dal suo punto di lavoro. 
Ciò è illustrato in figura 7 dove si è indicata, per un certo 
punto di lavoro, la resistenza statica R come il rapporto tra la 
tensione e la corrente continua di polarizzazione, e la resi¬ 
stenza dinamica r come il rapporto tra le variazioni della cor¬ 
rente e della tensione attorno al punto di lavoro anzidetto. 
Una espressione per il valore della resistenza dinamica di 
un diodo può essere ricavata dalla equazione teorica del 
diodo (1) vista in precedenza. 

Da questa equazione sì può infatti ottenere la 

Vt 

(2) r = - 

I 

che è una formuletta semplicissima; per esempio se I vale 
1 mA la resistenza dinamica vale 26 12. 

Questa formuletta però ha un campo di validità che dipende 
dal valore della resistenza del materiale semiconduttore con 
cui è realizzato il diodo e di cui si è detto prima. 

La (2) è certamente vera a livelli bassi di corrente (centinaia 
di microampere per i diodi di segnale e decine o centinaia 
di milliampere per i diodi di potenza); in ogni caso il valore 
effettivo della resistenza dinamica può essere trovato som¬ 
mando il valore dato dalla (2) col valore della resistenza serie 
del semiconduttore misurato nella zona in cui il valore dato 
dalla (2) dovrebbe essere piccolissimo. 

La maniera migliore per ottenere la dipendenza effettiva della 
resistenza dinamica del diodo dalla corrente consìste nel 
tracciare la curva caratteristica e poi procedere punto per 
punto, come indicato in figura 7, al calcolo di tale grandezza. 
Facendo riferimento al diodo 1G27, di cui si è misurata la 
caratteristica riportata in figura 4, si vede subito che il valore 
della resistenza dinamica varia moltissimo con la corrente. 

Ciò suggerisce tra l’altro Tutilizzazione dei dìodi come resi- 
stori variabili comandati da una tensione. 

Un esempio di applicazione è mostrato in figura 8 in cui si 
ha un attenuatore (ad esempio per segnali audio a basso 
livello, ma non certo per HiFi) la cui attenuazione può essere 
variata notevolmente portando da zero a una decina di volt 
la tensione di controllo. 

Ma il diodo è sopratutto un diodo! 

Le applicazioni più diffuse dei diodi sono però quelle che ne 
prevedono l’impiego come « diodi », cioè come dispositivi che 
polarizzati in un senso conducono corrente e che polarizzati 
nell’altro non conducono. 

Questo discorso in fondo non è che un caso particolare di 
quello fatto in precedenza circa l’impiego dei diodi come 
resistor! variabili. In questo caso però i valori di resistenza 
impiegati sono solo due: uno, che deve essere più alto possi¬ 
bile, relativo alla condizione di polarizzazione inversa, un altro, 
che deve essere il più basso possìbile, relativo alla condizione 
di polarizzazione diretta. 












aiinitìrudLuri e uuiiie nveidiur i ui btiyiJdii a (ctuiuii enuciiid iici 
ricevitori, ambedue troppo importanti per non richiedere in 
questa sede assai più che un cenno. 

Un altro campo di applicazioni è quello in cui si fa uso della 
caratteristica non lineare dei diodi per conformare, sagomare, 
modificare (tutte pessime traduzioni del verbo inglese « to 
shape ») forme d’onda. 

Tanto per fare un esempio consideriamo il circuito di figura 9; 
si tratta di un circuito limitatore in cui, finché la tensione di 
entrata è inferiore a V, il diodo non conduce e il segnale è tra¬ 
smesso in uscita senza modifiche; quando poi la tensione d’en¬ 
trata diventa più positiva di V il diodo inizia a condurre e, se 
è degno di tal nome impedirà alla tensione di uscita di salire 
oltre V di più di qualche centinaio di millivolt 
Una semplice applicazione è illustrata in figura 10 in cui si 
ha un semplice generatore di onde quadre ottenuto squadran¬ 
do un segnale a 50 Hz mediante due circuiti limitatori del tipo 
già visto. 

Le prestazioni del circuitine non sono nulla di straordinario, e 
tra l’altro peggiorano notevolmente se la resistenza del semi- 
conduttore e la corrente di perdita sono troppo alte, però lo 
schema è semplicissimo e merita di essere provato. 

La tensione di rottura 

(detta anche disruptiva dal Comitato Elettrotecnico) 

Contrariamente a quanto sarebbe desiderabile, se si aumenta 
la tensione di polarizzazione inversa di un diodo (figura 5], 
a un certo valore di tale tensione, detto tensione di rottura, 
si ha un aumento brusco e rilevante della corrente inversa. 
Per non fare un discorso troppo lungo basterà dire che in 
condizioni di normale operazione va evitato assolutamente di 
sottoporre il diodo a una tensione pari a quella di rottura, 
anche per un tempo relativamente breve, specialmente se il 
circuito in cui è inserito il diodo è a bassa resistenza e la 
corrente di rottura potrebbe assumere valori elevati. Tutto ciò 
va visto sopratutto in relazione alla potenza che il diodo è in 
grado di dissipare. 

Infatti finché la caduta di tensione ai capi del diodo è bassa 
(polarizzazione diretta] correnti anche elevate non danno una 
potenza dissipata eccessiva, ma in condizioni inverse la ten¬ 
sione di rottura può andare da qualche decina a qualche centi¬ 
naia di volt e, a parte la condizione di operazione anomala, 
anche una corrente relativamente moderata può condurre a 
eccessiva dissipazione. 



Figura 9 

Circuito limitatore a diodo. 



—WVW- 



Figura 10 

Generatore dì onde quadre a 50 Hz impiegante 
circuiti limitatori. 


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Timer per la stampa a colori 


rag. Giuliano Giuliani 


Questo semplice progetto è destinato a coloro che si sono ci¬ 
mentati almeno una volta con la stampa a colori con il sistema 
dei tre filtri o sono in procinto di farlo. 

Detto sistema, come molti sapranno, prevede tre esposizioni suc¬ 
cessive che non sempre è possibile deferminare in anticipo. 
Questo timer, pur senza pretendere di risolvere il problema 
della scelta dei tempi per ogni filtro, semplifica notevolmente 
le operazioni da compiere al buio che normalmente vengono ef¬ 
fettuate con un timer normale o. peggio, con un cronometro. 



Funzionamento 

Il timer viene inserito dopo Tinterruttore già esistente sull’in- 
granditore. Con quest’uitimo chiuso e SI in posizione OFF, la 
lampada è accesa e si può effettuare la messa a fuoco. Por¬ 
tando S1 su ON !a lampada si spegne e si può inserire il primo 
filtro. Per la prima esposizione si porta S1 dalla prima posizione 
(carica] su ROSSO. La lampada si accende per il tempo segnato 
da P1 e quindi si spegne. Si inserisce quindi il secondo filtro e 
si porta S1 sulla posizione BLU; per fare questo bisogna passare 
dalla posizione intermedia che permette la ricarica di C1. Que¬ 
sta volta l’esposizione sarà determinata dalla posizione di P2. 
Lo stesso discorso vale per la terza esposizione con il filtro 
verde. Naturalmente, se si desidera' una successione diversa 
dei colori, nulla vieta di cambiaria; l’importante è mantenerla 
sempre uguale. 

Per stampare la copia successiva bisogna riportare S1 sulla 
posizione iniziale e, nel fare questo, la lampada si riaccenderà. 
Per evitarlo, è consigliabile aprire l’interruttore dell’ingranditore 
per il tempo necessario. 


Commutatore 2 vie e almeno 6 posizioni 
TI trasformatore da campanelli 10W. 

LI lampada deM’ingranditore. 

INT.2 interruttore deli'ingranditore. 


ic Da aggiustare 

a seconda dei tempo max e min 
che si desidera. 


r 



756 


rete: 








































Il circuito 


Timer per la stampa a colon 


Lo schema, a parte i tre potenziometri, non ha niente di ecce¬ 
zionale rispetto ai timers tradizionali, anzi è piuttosto semplice. 
I! transistor è un 2N708 sostituibile con tutti i tini anche vaga¬ 
mente simili, e si è rivelato nettamente superiore come stabilità 
a diversi tipi al germanio che avevo provato in questo schema. 
La precisione è migliore del 2% dopo almeno 1-^2 minuti di 
funzionamento. Come si potrà notare dalle fotografie, sul proto¬ 
tipo ho fatto uso di tre deviatori a slitta al posto di S1, ma il 
loro uso si è rivelato piuttosto difficoltoso al buio, pertanto è 
consigliabile adoperare, come da schema, un normale commu¬ 
tatore provvisto di una comoda manopola. 

I tempi ottenibili dipendono molto dai componenti impiegati e 
in particolare da! relay (nel mio caso è un Siemens con bobina 
da 130 Q che chiude con 10-20 mA]. Detti tempi, comunque, 
possono essere variati notevolmente, a seconda delle esigenze, 
variando « una tantum » P4 e R3, oppure il condensatore Cl. 
Giunti a questo punto, sperando che ctteniate delle stampe con 
colori meno fantascientifici dei miei, vi auguro un buon lavoro. 



757 











selezione di circuiti da montare, 
modificare, perfezionare 

a cura dell’ing. Marcello Arias 

disegni di Giorgio Teremi 


« Sperimentare » è una rubrica aperta ai 
Lettori, in cui si discutono e sì propongono 
schemi e progetti di qualunque tipo, purché 
attinenti relettronica, per le più diverse 
applicazioni. 

Le lettere con le descrizioni relative agli 
elaborati vanno inviate direttamente al- 
l'ing. Marcello Arias, 40141 Bologna, via 
Tagliacozzi 5. 

Ogni mese un progetto o schema viene di* 
chiarate « vincitore »; l’Autore riceverà 
direttamente dall'ing. Arias un pìccolo 
premio di natura elettronica. 


Salve gente. 

Oggi, stile telegrafico causa pienone lettere postferragostane ed estive 
in genere. Chiesto at lino usare corpo 7 spero abbiate buona vista stop. 
Abbiamo 3 applicazioni AF e 4 BF stop. Partiamo con BF. 

Fuori uno: Roberto Perini, via Pian due Torri, 59 - 00152 Roma: 


Egr. Ing. Arias Marcello, 

Con mio rammarico le comunico che non posso spedirle lo 
schema delVRX da me sperimentato lo scorso anno, perché non 
ricordo il circuito rivelatore in reazione usato in quel progetto. 
Appena letto CD/CQ 1-61 mi sono messo al lavoro, ma non 
riesco a ricordare. 

Si figuri che leggendo la lettera su sperimentare, firmata a mio 
nome, ho momentaneamente pensato che fosse stato un pessimo 
scherzo di qualche amico; perché è difficile (almeno credo) 
ricordarsi di una lettera spedita 8-9 mesi addietro. 

Comunque Vanno scolastico è finito e presto le invierò nuove 
realizzazioni. 

Ringraziandola duella considerazione cordialmente la saluto. 


Egregio Ingegnere, 

le allego lo schema di un antifurto per auto da me realizzato 
dopo aver sborsato vari /cQ per il furto della ruota di scorta e 
della targa; sperando ca*^ì che le vittime di tali furti diminui¬ 
scano almeno fra gli speHmentatori. 


Antifurto per auto (Perini) 


SI interruttore generale 
S2/3 interruttori portiere 
CI 3000 iiF 15 VL 
RLS 12 V, 4 kn 
T tromba 



Il circuito è semplicissimo e il condensatore in parellelo al 
relay serve a mantenere chiusi, per un certo periodo di tempo 
i contatti qualora il ladro chiuda la portiera delVauto. Distinta- 
m. Kte la saluto. 


Fuori due: Ennio replico, via delle Mura ft. Velletri (Roma): 


Egregio ing. Arias, 

sono un appassionato di eletta onica, ma solo da poco ho iniziato 
a interessarmi di apparecchi piccoli a transistori. 

Mi permetta di sottoporle un piccolo apparecchio che secondo 
me potrà servire a molti usi; io Vho usato per far partire con¬ 
temporaneamente un proiettore al primo suono del nastro ma¬ 
gnetico su un qualsiasi registratore. 


























Per trasformatore di entrata ho usato un comune trasformatore 
di uscita per ricevitori a transistori montato alVinverso ; il tutto 
Vho montato su una basetta 6x6 mm; al disotto ho sistemato 
la batteria di 4,5 V. 

Il relay può essere uno qualunque; io ne ho usato uno a 6 V. 
Spero che questo schemino possa servire a molti. 


Speedy Gonzales in confronto è una lumaca; fuori tre: Francesco 
Ortega, corso Magenta 13, Milano; 


Gentilissimo ing. Arias, 

spero vorrà darmi ospitalità nella rubrica « SPERIMENTARE » 
sulla rivista C.D., sarò un po' lungo ma è necessario affinché 
Lei sappia che essendo da molti anni lettore di C.D. ho salutato^ 
con molto entusiasmo l’avvento di « Sperimentare » e messomi 
al lavoro sono riuscito a fare qualcosa di buono ma non ho mai 
avuto il coraggio di mandarle qualcosa ora mi sono deciso 
al gran passo. 

Non vagito certo entrare in gara, nè in polemica con gente tanto 
qualificata (leggi: Ing. Rogianti, il ntio concittadina Sig. Nastasi 
e altri molto h'ravi). Rifaceiidami al progettino del Sig. Grandi 
(n. 2 C.D. '67^ tni sono pem^esso modificarlo, e facendo sparire 
altresì le tanto odiate resistenze (odiate senz'aliro visto che 
tendono a farle sparire), ecco la d^crizione del mio a super- 
colossaLamplifìer (La prego, non rida!). 

Alimentazione 3-i-4,5 V max. . . 

Primo stadio: transistor NPN delta Thornson-Houston al silicto 
2N2926 con grande amplificazione ; fra primo e secondo stadio 
il comunissimo trasformatore della Photovox T-7} con primario 
sulVemettitore del 2N292Ó e il secondario sulla base delrÀC139 
(ATES) con un capo, e versa massa tramite il diodo 6ÌI2 sempre 
delta ThomsoìvHouston polarizzato in senso diretto; il mto tn- 
tetidimento era quello di dare stabilità at secondo stadio e credo^ 
di esserci riuscito. Come ultimo stadio ho scelto fra i fruei 
(x patacconi fermacarte^: un OC23 della Philips; infine come 
altoparlante ha usato un modesto pezzo comprato per 500 lue 
sulle bancarelle della fiera di Senigallia. 


Sperimentare 




Detto ciò, termino dicendo che qualora qualcuno volesse fare 
qualche modifica aggiunga un potenziometro fra il centrale del 
T-71 e la massa. 

Termino inviandole cordiali saluti e ringraziando anticipatamente 
della sua cortesia con la prornessa che mi farò sentire molto 
presto una volta rotto il ghiaccio. 


Mach 2: fuori quattro: Francesco Villamajna, via Lanzieri 38, Napoli: 


Esimio Ing. Arias Marcello, 

Le invio un piccolo progetto che può interessare gran numero 
di lettori per le elevate prestazioni d’uso e il minimo numero 
di componenti. 

Si tratta di un metronomo elettronico, 

Ecco la descrizione del circuito. 

Quando si accende l’apparecchio il condensatore non è ancora 
carico; in questo caso TRI è bloccato perché nessuna tensione 

vi è fra l’emettitore e la base e per conseguenza la polarizzazione 759 

di TRI è tale da bloccare anche quest’ultimo. 

















Sperimentare 


Metronomo elettronico (Villamajna) 



N.B. Collegando Si su CI si ottiene una nota fìssa 
e si può usare l’apparecchio anche come oscillo- 
fono includendo un interruttore a tasto in serie 
alla pila. 

Componenti: 


// condemasore si cariai Untamente attraverso le due resistènze 
fino a che la base di TRi divènta positiva è il transistor conduce. 
La corrente che ora attraversa la resisteìiza da 20 Q polarizza 
la base di TRI, rende conduttore anche quest'ultimo e la cor¬ 
rente basc-coUei lore genera la nota nelValtoparlunte. 

Sempre attraverso le due resistenze, ha inizio la scarica dal 
cqndensat€?re. Dopo un certo tempo la base di TRI non è saffi* 
cienteifwnte positiva e il ìransistoT si blocca provocando per la 
ragione sopraindicata anche il blocco di TR2 e quindi lo spe* 
gnimento della nata emessa dairaltopaf tante. Il ciclo si ripete 
con wtervalU STNO la cui durata dipende dalla posizione di SI 
che serve a variare la capacità di CL 

Cerio che questa mia venga benevolmènie accolta^ colgo Vocca¬ 
sione per inviar Le i miei più crjrdiali saluti. 


Fine della BF. L’aero-razzo X15 scompare dietro di noi: lo abbiamo 
ridicolizzato: number five: Renato La Torre, viale San Martino is. 69 
n. 293, Messina: 


Egregio Ingegnere M. Arias, 


C1 47 nF a carta 
C2 16 p,F elettrol. 10 V 
C3 32 p,F elettrol. 10 V 
C4 50 ]jiF elettrol. 10 V 
RI 40 kn V2 W 
R2 20 n Va W 
TRI AC127 - Philips - NPN 
TR2 AC128 - Philips - PNP 
SI commutatore multiplo 
Altoparlante 4n 


760 


ho seguito con molto entusiasmo il grande successo del collega 
Antonio Vgliano riguardante il suo Rx. 

E' un apparecchio ben studiato da tutti i punii di vista, appunto 
per questo si avrà un sicuro pmzionamento, anche dai meno 
esperii. Un mio amico, appassionato radioamatore, ha portato 
a termitie (ale Rx, con risLdtaii ottimi Mi sono fatto prestare 
questo apparecchio per un mese, e dopo aver perfezionato quasi 
tmti gli stadi, ho apportato moke modifiche che si vedono 
subito dallo schema. Prima di tutto, ho elùninaio il gruppo di 
Af che è un pazzo costoso e ho sostituito il tubo ECHSI con hi 
6U8 che lavora molto bene sia come osculatrice che mescola* 
trice. Uapparato funziona sulla gamma degli 80-40-20-15-10 metri; 
se si usa il convertitore del sig. Fortuzzi (pag. 268 anno '66) si 
possono ascoltare i 2 metri. 

Passiamo ora alla descrizione del circuito, 
lì tubo EF80 funge da amplificaìore di MF a circa 1600 kHZf 
mentre come rivela torà a reazione e amplificatore BF lavora il 
triodo pentodo 6AB8. Anche in questo apparecchio bisogna ap¬ 
portare una modifica al trasformai are di MF; bisogna aggiun¬ 
gere accanto al secùndario 8 spire di fdo da 0,2 tnm ricoperto 
m seta; se è più soitiie non importa. Per passare da una gamma 
alValtra, si uggisce sul commutatore rotativo 5 posizioni 4 vie. 
Passiamo ora alVoperazione più importante che, se ben realiz* 
zata, darà risultait sorprendenti: la messa a punto. Prima di 
tutto iniziamo a controllare VuUimo stadio, cioè la bassa fre¬ 
quenza- Toccando il punto contrassegnato con la lettera Z con 
un cacciavite, si dovrà udire in altoparlante quel famoso rumore. 
Controlliamo ora ravxfolgimento effettuato nel trasformatore di 
MF, per accertare se il senso è adatto al funzionamento. Prima 
operazione da fare è portare la RV2 alla massima resistenza; 
regolando poi la RVI, si dovrà trovare un punta dove si udirà 
un innesco: ciò indica Veti trai a in oscillazione. Se non si ot¬ 
terrà questo ristdiato invertire il senso deiravvolgimento. Ora 
vediamo se tutto è in perfetto ordine; agendo sul perno del 
condensatore yartabile CV2, si intrappola una stazione, dopo 
di ciò si varia il CVJ fino a trovare la massima uscita. Il 
potenziometro RVI serve ad aumentare Vintensità del segnale; 
con la buona regolazione di guest'ultbno si avrà un ottimo 
ascolto sulla gamma prescelta. L‘RV2 è il normale potenziometro 
che regola il volume. Riepilogando la manovra precisa di sinto¬ 
nia: prima di tutto si porta il CV5 alla massima capacità, e col 
CV2 si ricerca la stazione; raccorda fine viene ottenuto mediante 
il evi, dopo di che agendo sm? CV5 che funge da band--^pread, 
si esplorerà Vintera gamma prescelta. Tutto qui: ecco un Rx da 
sperimentare: il suo costo è ancora inferiore a quello delVRx 
del Sig. Ugliano. Insamma con un tubo in meno, questo Rx 
offre quasi te stesse condizioni di funzionamento del precedeftte. 
Il circuito è stato sfruttato al massimo, in ogni suo particolare^ 
Un pomeriggio verso le ore 14, quando la propagazione era 
ottima, ho ricevuto con un segnale 59 dalla Jugoslavia il radio¬ 
amatore YU2CB su 7 MHz. Non ho potuta inviare la QSL non 
essendo ancora SWZ». Ho fatto molte altre ricezioni di radio¬ 
operatori russi e americani, setnpre con ottimi segnali. Come 
antenna ho usato diverse unifilari calcolate per ogni banda di 
frequenza. 











Sperimentare 





























































































Le invio Ict foto del mio eipporato; nella foto si vedono ali ri 
comandù e mio sirumento: questi jìerwfiw per controllare tm 
Tx da me realizzato, che è ancora sotto controllo, rmuardante la 
modulazione che ancora rton si avvicina al 100%. Quando sarà 
ultimato e ben collaudato. Le invio io schema che è molto 
facile, e ahbimio al mh Rx si otterrà una stazione ricetrastnit- 
teiìte che darà molte soddisfaziam. 



Ora Ingegnere mi lasci ancora due righe, che voglio dedicarle 
al futuro ingegnere Luigi Tarascwiz; il quale Le ha inviato uno 
schema trattante un amplificatore aperiodico per OC, pubbli¬ 
cato nel n. 5^67 a pagina 377. 

il sig. Tarascwiz dopo due lunghi anni di assiduo lavoro ha 
realizzato quello schema di pagina 377. Un vero e bravo speri¬ 
mentatore tutti crederanno. Vero? Ma ancora non vi siete ac¬ 
corti che il sig. Tarascwiz ha nettamente copialo ìl relativo 
schema da una rivista di elettronica T.P, a pagina 225 marzchól; 
ma oltre a copiare lo schema ha anche riscritta in piccole parti 
il contenuto della descrizione sulTapparecchio! Insamma il 
futuro ingegnere dopo due anni non ha sperimentato un bel 
niente! . 

Mi dispiace di vedere pubblicato in questa ottima rivista CD/CQ 
i progetti di altre riviste e specialmente nella rubrica « Speri¬ 
mentare » che è una selezione di circuiti da montare, modificare, 
perfezionare e non copiare! 

Cosa ne pensa Ingegnere Arias? 

Distintamente la saluto. 

Penso che tutti possono sbagliare, ma che è encomiabile e da uomini 
riconoscerlo; legga la lettera che mi è arrivata e che pubblico per 
precisa richiesta del mittente; ometto però il nome perché non mi 
sembra equo nè generoso; del resto lo scopo educativo « radioamato¬ 
riale » è raggiunto: Lei, però, signor D.G., adesso ci è debitore di un 
suo schema da sperimentare: !o attendiamo con piacere. Ed ecco la 
lettera: 

Egregio Ing. Arias, 

Desidero chiarire quanto st riferisce alVampììficatorB aperiodico 
per 0£ pubblicalo a pag. 377 della rubrica « sperimentafe it* di 
C.D. m 5/67, 

Io ed UH mio amico abbiamo deciso di mandarle questo ampli¬ 
ficatore che, per la verità, risulta copiato da tm*altra rivista, 
per vederlo pubblicare. ^ » 

Non avremmo mai creduta di combinare un tale pasnccto, (mi 
riferisco alle lettere di protesta di alcuni lettori} e, pertanto, 
le chiedo scusa pregandola di perdonarci 

Mi creda, se solo avessi immaginato non avrei fatto tmlla. Tengo 
anche a chiarire, per evitare che eventualmente qualcuno st 
riconosca sotto questo nome, che Luigi Tarascwiz è inesistente, 
infatti è uno pseudonimo sotto il quale ci siamo nascosti 
Con questa mia desidero chiedere scusa, non solo a lei, ma 
anche a tulli i lettori di C.D.iC.Q. 

La prego di pubblicare questa mia. 

Suo affezionato lettore D.G. 


Ho appena finito di rallegrarmi che mi devo ancora amareggiare: 
sembra impossibile riuscire a creare una coscienza di veri radiodilet¬ 
tanti... ma veniamo ai fatti: ecco cosa scrive il lettore P.Z. di Trieste 
(lettera firmata): 

Egr. Ing. Arias, 

mi sono dovuto dolere ancora una volta della poca serietà e 
correttezza degli pseudo^sperimentatori che infestano la sua 
rubrica. Nel n. 8/1967 di C.D. pag. 601 appare uno schema a 
nome del sig. Pippo Rizzo di Agrigento il quale in realtà di 
suo non ha messo che francobollo, lettera e inchiostro. Lo 
« strumentino lettore del pensiero » è desunto integralmente dalla 

















rivista Radiar ama - Anno Vili - n. 5 Maggio 1963 pag. 10 Sperimentare 

colonna 2“, pag. 11, pag. 12 e pag. 13 cui rimando tutti coloro 
avessero interesse ad approfondire Vargomento. E' ben vero 
che il sig. Rizzo non ha affermato di averlo « studio-progetto- 
realizzato », nondimeno non ha dichiarato (sarà stata una di¬ 
menticanza?) di averlo desunto dallo sopracitata rivista. Mi 
sembra sarebbe opportuno ricordare per l’ennesima volta a tali 
signori che aver realizzato uno schema apparso su altre riviste 
ed averlo trovato efficiente e magari averlo modificato esaltan¬ 
done le prestazioni per poi farlo conoscere agli altri speri¬ 
mentatori non è un disonore (anzi è una cortesia agli altri di¬ 
lettanti - n.d.A.). Trovarsi invece scoperti a scopiazzare bella¬ 
mente da destra e da sinistra è invece a mio giudizio poco 
decoroso, dire anzi umiliante. 

Scusandomi per averle fatto perdere tempo voglia gradire cor¬ 
diali saluti. 

P.Z, 

P.S. - Poiché non vorrei che si pensi che questa mia lettera sia 
dettata dalla speranza di ricevere una coppia di transistori per 
la segnalazione, la prego di non inviarmi niente, se mai ne avesse 
avuta l’intenzione. Grazie! 

Signor Pippo Rizzo, come la mettiamo? Mah, oggi è la puntata tele¬ 
grafica... tiriamo avanti! 


Pazienza, e sotto ancora a tutto kerosene con « uomo sette »: Paolo Zini, 
via Piemonte 51, Arezzo: 


Egregio Ing. .Arias, 

Le scrive uno studente 19enne alle prese con gli esami di stato 
in un momento rubato all’atomistica e al Leopardi, per inviarle 
uno schemino da cavernicoli: si tratta di un amplificatore di 
antenna per 15 e 20 metri che uso sul mio AR18. 

Lo schema non e completamente mio, e sarebbe stupido affer¬ 
marlo, dato che i preselettori sono tutti uguali, nè d’altra parte 
pretendo di essere originale, ma l’ho studiato e sperimentato 
e va bene quindi... 

Fine del preambolo: passiamo allo schemiL 
L*amplificatore monta una EF80 neutruUzzata (a cosa sono rima¬ 
sto). L*alunentaziune è ricavata dal ricexdtore (250 V ex. e 6,3 V 
e.a.) e non è affatto critica tranne che cambiandola bisogna 
regolare nuovamente Cn. 

La bobina Tho fatta (si tenga stretto) con del filo rigido da 
collegamenti, senza neanche sbucciarlo, avvolto su un diametro 
di 25 mm, comùnque è meglio usare filo smaltato da 0,6-^0,8 
mm; il condensatore (variabile!) è un surplus di valore in¬ 
torno a 50 pF. 



Preselettore per ARIS (Zini) 


Cn è realizzato con due fili arrotolati e si regola così: si inizia 
con i fili svolti; lo stadio oscillerà quasi certamente (se non 
lo fa Cn non è necessario) ; -si avvolgano i fili per un giro e si 
controlla se oscilla ancora e così via fino a cessazione delle 
oscillazioni; occhio però: superato questo punto la valvola rico¬ 
mincia più forte! Si può naturalmente ricorrere a un compen- 
satorino da 5-~10 pF. A questo punto il preselettore è pronto 
per l’uso; se non coprisse la parte alta della gamma levate 
una spira; se non copre quella banda usate un variabile più 
grosso. Sperando che questo mio lavoro non finisca nel cesi... 
eh, no, ingegnere, allora è proprio prevenuto contro i valvolari 
diamine ! 


763 



















Sperimentare 


Fuori otto: Enrico Castelli, vìa Monterosso 15, Milano: 


Egregio Ingegnere, 


elenco componenti 
RI 470 kn 

R2 10 kn 
R3 68 kn 
R4 180 fi 
R5 4700 n 
R6 560 n 
R7 2200 n 
R8 56 n 
CI 0/62 (GBC) 

C2 47 pF micro RX (Castelli) 

C3 2200 pF 

C4 10 [xF 

C5 50 txF 

C6 10 p,F 

C7 50 ixF 

TRI OC170 

TR2 SFT353 

TR3 SFT323 

JAF 25 spire rame smaltato 0 0,20 su resistenza 
1 Mf2 Vz W 
Bobine 

LI 2 spire rame arg. 0 1 mm avvolte in aria su 
0 12 mm 

L2 2 spire rame arg. 0 1,5 mm avvolte in aria 
su 0 4 mm 

L2 deve essere dentro LI 


Resistenze 

L. 

90 + 

Condensatori 

L. 

310 + 

0/62 

L. 

500 + 

Transistori 

L. 

980 + 

Trasformatori 

L. 

500 + 

Pila 

L. 

200 + 

Altoparlante 

L. 

450 = 


L. 3030 


Penso proprio che questo apparecchi etto sia alla 
portata di tutti: tremila lire non sono davvero 
molte per un rìcevitorino che vi darà tante sod¬ 
disfazioni; inoltre molte parti sono reperibili pres¬ 
so i mercatini e il costo può ancora diminuire. 


dopo alcuni mesi di silenzio le scrivo per proporle lo schema di 
un ricevitorino ultraeconomico e di ottime prestazioni. Confesso 
subito che Videa non è del tutto mia: questo ricevitore deriva 
infatti dal progetto di un radiotelefono apparso molti anni fa 
su questa stessa rivista; io non ho fatto altro che separare il 
RX dal TX, cambiare il condensatore variabile e la bobina, 
e rendere il tutto economico sostituendo i componenti più 
costosi. 


AP 



Devo dire che questo « microRX » mi ha dato moltissime sod¬ 
disfazioni: durante Vultimo contest di maggio, ho potuto rice¬ 
vere con ottima chiarezza molti OM della Lombardia e del 
Piemonte, molti dei quali hanno risposto alle mie QSL, Riesco 
a prendere molto bene anche la torre di controllo e gli aerei 
in volo. 

Altro pregio di questo apparecchietto è che non ha bisogno di 
alcuna taratura: data la corrente si dovrà sentire subito nel¬ 
l’altoparlante il soffio della superreazione ; l’antenna potrà es¬ 
sere uno spezzone di filo lungo circa un metro. 

Ho trovato molto pratico il montaggio su circuito stampato, 
penso però che anche se su un pezzo di perforato il « gro¬ 
viglio » debba funzionare; raccomando però di non fare col- 
legamenti lunghi. 


Stavo per chiudere quando mi sono arrivate le due lettere seguenti: 
Egr. Ing. Arias 

intendo cori questa mia rispondere alle lettere pervenutele e 
che hi ha pnbtUcato nel ri. 7/67 riguardò al mio schema di 
ft capacimetro studioprogettorealizzaiù » da lei gentilmente pub¬ 
blicato dalla sua rubrica nel numero 5/67 dt CD-CQ. 
imianzitutio premetto che io ho ricevuto la notizia del faJtac* 
ciò 1 » da alcuni amici in quanto pèrsi il numero 7 della rivista. 
La prego quindi di scusare il ritardo e andiamo a incomincare 
con ordne: 

1) Mi si accusa di aver copiato il suddetto schema dalla rivi¬ 
sta Sistema Pratico N. 4/1960. 

2) E’ mia ferma intenzione SMENTIRE queste affermazioni nel 
modo più netto. 

1) Affermo inoltre di non essermi servito wè del summemionato 
S.P. nè di nessuna altra rivista del settore per la stesura del pro¬ 
getto ma soltanto di ciò che sia scritto sui segUBnti libri: 

7 ) il ponte di Goti: Bandini Buti-Bertalini Misure Elettriche - 
Ed. Delfino Milano cap XXII paragrafo 4-5. 

2) VampUficatore: S. Malatesta Elettronica è Radiotecnica VoL / 
cap. 10. 

Scusi il disturbo ma questa chiaccherata era necessaria. 

Con ossequi 

Valerio Tognaccini 


Gent. Ing., 

anzitutto la prego di scusarmi per il tipo di carta che sto ado¬ 
perando, ma tanta è la fretta di scriverle che nel momento 
non ho rintracciato altro. 

Sono un assiduo lettore di «CD-CQ» che compero da circa 9 anni 
infatti alla mia collezione manca solo il n. 1, e sono sempre 
rimasto entusiasmato dall’alto contenuto tecnico della rivista 
che specialmente in questi ultimi tempi va assumendo propor¬ 
zioni spettacolose. 

























Stamailìna ho avuto Videa di fare un piccoio moni aggio, è sona Sperimentare 
andato a cercarne lo schema nei numeri vecchi di sfo¬ 

gliando il n. 9 del 1965 a pag. 560 trovo parole di elogio e molti 
complirrtenti per un late RoPerlo Volterrl di via M, Soprano 21 
Roma, il qiicùe inviò a tei ingegnere, per la sua rubrica « Speri¬ 
mentare H, lo schema di un oscillatore a quarzo eccitato ad 
impulsi accompagnandolo da una accurata descrizione tecnica 
circa l’impiego in svariati modi; ora io sarei daccordo con lei, 
ingegnere, nel giudicare « OK » lo schema, se non avessi trovato 
su un’altra rivista tecnica, « Radiorama » n. 9 del 1959 lo stesso 
schema e lo stesso identico articolo di descrizione. Meno male 
che a quel tal Roberto lei non assegnò il premio, altrimenti che 
figura!... 

Certo che alcuni lettori di kCD-CQ» ne hanno di faccia tosta 
vero? 

Pure il premio pretendeva, per uno schema copiato di pari passo. 

Bisognerebbe esser coscienti delle proprie azioni, non tentare 
di fare gli smargiassi con il materiale altrui perché si può 
rischiar molto copiando: prima si rischia di fare la figura degli 
scemi, in secondo luogo di finire in tribunale. Pur dando atto 
al sig. Volterri della sua buonafede in guanto lo slancio gio¬ 
vanile porta a certi eccessi, lo pregherei per il futuro di accon¬ 
tentarsi di veder pubblicati schemi meno « OK » ma di sua con¬ 
cezione, solo co^ì si smiirà assai pià creaiore. 

Mi scusi, ingegnere se mi sono sfogato u questo modo, ma a 
nuel modo sa quanti schemi avrei hotiao inviarle? Comunque 
sto ìavorando su un amplificatore ad alta fedeltà a stato solido 
20-^20 W c appena sarà terminato e funzionante spero di poterle 
inviare la schema per la sua rubrica. 

Nel ringraziarla per Vospitalità, le invio i miei piu distinti saluti 
Leopoldo Meucci - Montemagno di Calci - 56100 Pisa 


Bene: penso che per oggi possa bastare...! 

Concludo telegraficamente: CERTO VOSTRO CONSENSO ASSEGNO PRE¬ 
MIO MESE OTTOBRE AT SIGNOR D.G. FELICITANDOMI CORAGGIOSO 
RICONOSCIMENTO TORTO FATTO AT SPERIMENTATORI STOP SALUTONI 

FIRMATO ARIAS 


20138 MILANO vìa C . Parea 20/16 - Tel. 504.650 

1 

20 circuiti logici ed elettronici con condensatori, resistenze e dìodi L. 2000. 

1 

2 

Pacco a sorpresa di 300 pezzi. Vi sono, transistori mesa al silicio e germanio, medie 
frequenze, circuiti stampati anche grezzi da costruire a piacere, ferriti, potenzio¬ 
metri, variabili, gruppi AF. li tutto L. 3500. 

2 

3 

2 Micro-relais per radio comando radiotelefono più 2 variabilini e minuteria varia 

L. 2000. 

3 

4 

N. 500 resistenze di tutti valori per riparatori e radio amatori, a sole L. 2000. 

4 

Si accettano contrassegni, vaglia postali e assegni circolari 

Spedizione e imballo a carico del destinataria, L. 600 

Sì prega di scrivere Tìndirìzzo in stampatello, con relativo c.a.p. 

Non si accettano ordini inferiori a L. 4000. 























Rìcetrasmettitore 
per i 28 e i 144 MHz 


di Giampaolo Fortuzzi 


parte ili: il trasmettitore a 144 MHz 

Con questa parte si completa il ricetrasmettitore 28/144 MHz. 
Come vedete dallo schema, si tratta di una realizzazione quanto 
mai semplificata, studiata per dare le maggiori garanzie di affi¬ 
damento anche a realizzatori alle prime esperienze. I circuiti 
non sono affatto critici; la loro realizzazione sarà quanto mai 
semplice, e il loro allineamento non presenterà ambiguità. Chi 
farà le cose come indico, non avrà sorprese di sorta; solo 
chiedo che si legga attentamente l’articolo, e non che gli si 
dia solo una scorsa superficiale, come risulta poi da molte 
lettere che mi pervengono, e che chiedono cose già specifi¬ 
cate nei testi degli articoli cui si riferiscono. 

Il trasmettitore consiste del solito oscillatore a quarzo, con 
cristallo in 5" overtone a 72 MHz, che pilota un triplicatore a 
144 MHz, sul cui collettore troviamo un doppio circuito accor¬ 
dato per eliminare la fondamentale; al triplicatore segue un 
preamplificatore, che ha lo scopo di innalzare la potenza del 
segnale al livello necessario per pilotare il finale, che è un 
BFX17, delicato ma molto sensibile. 

Realizzazione meccanica: come vedete dalla foto, lo chassis 
è di ottone di 0,6 mm di spessore, sagomato in modo da tro¬ 
vare posto di fianco al modulatore, t bordi sono rialzati con 
una piega viva, così da costituire una nervatura tutto attorno 
al telaietto, conferendogli maggiore rigidità. 

H cablaggio elettrico è tutto da una parte; i componenti che 
non hanno terminali a massa sono ancorati o a condensatori 
a bottone (indicati in schema con un asterisco) che fungono 
così anche da supporti, o a passanti in vetro compresso 
(Philips PS 1), a bassissima capacità: questi punti di anco¬ 
raggio nello schema sono indicati con un circoletto, nel punto 
in cui devono essere collegati. 

Naturalmente si potranno usare altri ancoraggi, a esempio ce 
ne sono in tefluon e in ceramica, purché siano a bassa capa¬ 
cità, cioè frazioni di pF; quello che non dovete fare a meno 
di usare sono i condensatori a bottone, che ho adoperato non 
solo perché possono servire da supporti, ma principalmente 
perché hanno induttanze parassite più basse dei tipi tradizionali. 



766 


Questo significa che con questi condensatori si by-passa più 
efficacemente che con altri, a tutto vantaggio della stabilità 
e del guadagno. 







Per l’oscillatore, il triplicatore, e il pilota ho indicato più Ricetrasmettìtore per i 28 e ì 144 MHz 
tipi di transistori, e cioè il P397, il 2N2369, il BSX20: sostan¬ 
zialmente sono la stessa cosa con la differenza che il P397, 
essendo un tipo industriale, costa dai rivenditori di Bologna, 
assai meno degli altri due, e va ugualmente bene. Si potrebbero 
usare anche dei 2N708 oppure dei 2N914, ma con risultati lie¬ 
vemente inferiori; per il finale si deve usare qualcosa avente 
una Vcbo più alta, per permettere la modulazione di ampiezza, 
e il BFX17 si presta bene, anche economicamente, non dovendo 
costare più di 2,5 klìre, che per un finale non sono molte. Un 
altro componente su cui non si deve fare economia è il quarzo: 
ho constatato di persona come i quarzi di alcune Ditte siano 
normalmente molto meno attivi di quelli di altre. Pertanto 
ritengo che sìa meglio spendere cento scudi in più ma avere 
la certezza di usare un quarzo che va come si deve; con 
questo non vi sto suggerendo dì ordinare un quarzo campione 
alla Bliley, cosa che anzi vi sconsiglio, a meno che non vo¬ 
gliate dichiarare poi bancarotta. Personalmente ho usato un 
quarzo della Cisem, che è risultato essere molto attivo. 



Se avete fatto tutto come si deve, fa messa a punto del tra¬ 
smettitore sarà molto semplice. Procediamo con ordine: 

^] Oscillatore: alimentiamo l’oscillatore direttamente, e il 
triplicatore tramite un tester nella portata 50 mA fondo scala; 
ruoteremo il condensatore sul collettore dell oscillatore per la 
massima corrente nel triplicatore, corrente che sarà indicata 
appunto dallo strumento in serie. Verificheremo poi eventual¬ 
mente con un grid-dip usato come ondametro che l’uscita sia 
a 72 MHz. 


01 P397; BSX20; 2N2369 
02 P397; BSX20; 2N2369 
03 P397; BSX20; 2N23G9 
04 BFX17 con raffreddatore 
JRF VK200 Philips 

LI 5 spire filo 1 mm; 0 8 mm; spaziatura 1 mm; 

presa a 1 spira dal lato caldo 
L2 3 spire filo 1 mm; 0 6 mm; spaziatura 2 mm; 

presa a 3/4 di spira dal lato caldo 
L3 come L2, e non induttivamente accoppiata a 
questa. 

L4 3 spire filo 1 mm; 0 8 mm; spaziatura 1 mm; 

presa a 1 spira dal iato caldo. 

L5 3 spire filo 1 mm; 0 7 mm; spaziatura 2 mm; 
presa a 1 spira dal lato caldo. 


2] Triplicatore: regoleremo i condensatori del circuito di col¬ 
lettore dì questo stadio a metà corsa; si alimenta poi l’oscil¬ 
latore e il triplicatore direttamente, e il pilota tramite un 
tester in portata 50 mA fondo scala. Si regolano poi i conden¬ 
satori suddetti per la massima corrente nel pilota, letta sullo 
strumento: procederemo poi cercando la configurazione mi¬ 
gliore, ritoccando alternativamente i due condensatori, sempre 
per il massimo di corrente nel pilota. 


3] Pilota e finale: regoleremo prima il condensatore sul cir¬ 
cuito di collettore del pilota a metà corsa. Chi ha costruito il 
wattmetro del precedente articolo lo inserirà ai morsetti dì 
antenna dello stadio finale: chi non l’ha fatto si accontenterà 
di una lampadina da 6,3 V 0,3 W. 

Sì alimentano poi l’oscillatore, il triplicatore e pilota diretta- 
mente, e il finale tramite il tester in portata 100 mA fondo 
scala. 

Regoleremo i condensatori del circuito finale a metà corsa. 
Data tensione, aggiusteremo prima questi due ultimi con¬ 
densatori per la massima uscita (sul wattmetro o sulla lam¬ 
padina), poi regoleremo il condensatore sul collettore del 
pilota (e verso la base del finale) per la massima corrente 
nel finale, letta appunto su tester. 

















Ricetrasmettitore per i 28 e ! 144 MHz 




Alla serie già nota di opuscoli si aggiungono i 
seguenti che segnaliamo per la novità degli 
argomenti trattati. 

DI . CO . DI . 

E’ spiegato in modo chiaro che cosa sono i 
Discriminatori a Contatori Di Impulsi. Dopo la 
lettura sarete in grado di costruire con poca 
spesa ricevitori a modulazione di frequenza ad 
ELEVATISSIMA FEDELTÀ’. 

NESSUN ALLINEAMENTO è richiesto. 

Lire 700 se anticipato. 

Lire 1.200 se controassegno. 

Van Mindus — IPNOSI CON L’OSCILLOSCOPIO 
E LA TV 

— che cos'è veramente l'ipnotismo? 

— chi può ipnotizzare? 

— chi può essere ipnotizzato? 

— quali sono gli stadi dell'Ipnosi? 

— come costruire apparecchiature elettroniche 
per ipnosi? 

— che cos’è l'autoipnosi? quali benefici se ne 
può trarre? 

La risposta a questi e a molti altri Interroga¬ 
tivi potrete trovarli in questo affascinantissimo 
lavoro che costituisce una guida pratica ed 
assolutamente morale all'ipnosi. Divertente per 
tutti. Utile particolarmente in campo medico. 
Lire 1.000 se anticipato. 

Lire 1.500 se controassegno. 

richiedeteli a: 

ÌINB NASCIMBEN BRUNO 
40055 CASTENASO (Bologna) 


768 


Sempre per la massima corrente del finale ritoccheremo (ho 
detto ritoccheremo, cioè proveremo a dare lievissime varia¬ 
zioni) tutti ì condensatori degli stadi precedenti al finale, 
escluso loscillatore. Poi ritoccheremo i condensatori del finale 
per la massima potenza d’uscita, che dovrà essere sui 250 mW; 
la corrente assorbita da questo stadio sarà di circa 40 mA. 
Verificheremo poi che non vi siano autooscìllazioni sfilando il 
quarzo: la corrente del finale dovrà scendere a zero; poi veri¬ 
ficheremo che l'oscillatore funzioni stabilmente, alimentando 
tutto a circa 10 volt: spegnendo e riaccendendo, Toscillatore 
deve riprendere a funzionare senza essere ritoccato. C'è da 
notare che questa configurazione non corrisponde alla massima 
potenza d’uscita deH’oscillatore, cioè dovremo tenerlo lieve¬ 
mente disaccordato. 

A questo punto si può inserire l’antenna; con un ondametro 
a 144 MHz ritoccheremo il solo circuito di collettore del finale 
per la massima indicazione. Naturalmente ci sarà chi non pos¬ 
siede questo strumento: si può allora fare il semplicissimo 
circuito ausiliario di figura 1: 



Il diodo usato in questo circuito deve essere a bassa capacità; 
si può usarne uno di quelli per tuner da secondo canale TV, o 
meglio un 1N23, o un BAY38. 

Collegheremo il circuito ausiliario in parallelo all’antenna, come 
da figura 2: 



Regoleremo quindi i condensatori del finale per la massima 
deviazione dello strumento da 50 [jlA; togliendo poi il circuito 
ausiliario non cambia praticamente nulla in quanto questo pre¬ 
senta una impedenza molto più elevata di quella dell’antenna, 
e quindi la perturbazione che introduce è trascurabile. 

I più raffinati possono poi fare una taratura airoscilloscopio, 
guai^dando l’inviluppo di modulazione o facendo la figura tra¬ 
pezoidale, come ho già descritto in un mio precedente articolo. 
E con questo ho finito la descrizione: al solito fate le salda¬ 
ture al telaio con un saldatore da almeno 100 W, meglio il clas¬ 
sico da 350 W. 

Ripulite la pasta salda dai passanti in vetro raschiando quando 
è secca, poi con un pennellino e un poco dì solvente: non 
crediate che questa sia una inutile ricerca estetica: una volta 
in uno dì questi passanti ho misurato una corrente di quasi 
100 mA a 12 V dovuta alla pasta salda (quella contenuta nello 
stagno) che si era carbonizzata durante la saldatura. 

Ritengo di avervi detto tutto il necessario per un felice risultato; 
in ogni modo, contrariamente a quanto avevo scherzosamente 
minacciato nel precedente articolo, rimango a disposizione 
per ulteriori chiarimenti, secondo lo spirito della nostra Rivista. 




























Il solito . . . 

con qualcosa in più 

di Roberto Cantamerli e Italo Alfieri 


Chissà quanti di voi, in questo momento, stanno dicendo: « Si 
lo so i transistori..., m.ai sai che ti dico? lo, 'sto circuito te lo 
realizzo con quei docili tubi che mi trovo ancora nel cassetto, 
e non soffoco in un rogo, almeno per questa volta, la mia 
transistorpiromania. 

Dunque, cominciamo dall’alimentazione, trasformatore, rad¬ 
drizzatrice, (o meglio « silicio »], due elettrolitici, una ìmpe- 
denzina, però quasi, quasi... ma sì, quattro pezzi in più ce li 
metto e lo faccio stabilizzato, lasciandolo montato per le pros¬ 
sime volte. 

ALT! Ecco il punto critico: il Lettore non sa che i sottoscritti 
di questi alimentatori ne hanno demoliti diversi, in quanto, di¬ 
sordinati per la loro natura, immancabilmente mandavano in 
corto l’anodica e mentre cercavano di capire cosa fosse suc¬ 
cesso all’elaborato sotto prova, non si accorgevano che le plac¬ 
che dei tubi di regolazione dell’alimentatore diventavano rosse 
dalla vergogna e poverine, rosse oggi, rosse domani, arrivava 
per loro quel fatidico giorno in cui passavano nel regno dei 
più, cioè in quel popolatissimo mondo che è il cimitero delle 
valvole di potenza (Ah, le poverine! sighl). 

Eh, sì; forse siamo dei sognatori, ma pensiamo veramente 
che dai mucchi dei rifiuti i tubi di potenza vadano poi a riu¬ 
nirsi in qualche posto remoto a raccontarsi le loro glorie e le 
loro disavventure, dove tra vari « requiem » si possono sentire 
dei discorsi come questi: « lo, mia cara, ero un’aitante OOE... 
capitata per disgrazia in mano a un hobbista troppo lento nel 
fare gli accordi » e l’altra: « lo, Invece, sono venuta qui per 
vecchiaia, pensa ho trasmesso per tanti anni i messaggi di un 
radioamatore, ma almeno ho la soddisfazione che quel radio- 
amatore ogni tanto pensa a me con un certo rimpianto, ricor¬ 
dando i vecchi tempi, quando non era necessario cercare per 
ore un « buco » dove infilarci ». 

Bando alla tristezza e passiamo a quella che è la nostra 
conclusione; per ovviare a questo inconveniente abbiamo pro¬ 
vato una specie di circuito di protezione, anteponendo alla rea¬ 
lizzazione la sicurezza di funzionamento e il basso costo. 



noi pensiamo 
che 

CD CQ elettronica 

non sia la 

migliore Rivista del mondo. 
Però siamo convinti 
di farla con 
molto entusiasmo 
nell’intento 
di accontentare 
tutti i nostri Lettori 
giovani e anziani, 
esperti e principianti 
« teorici » e « pratici », 
ricchi e... meno ricchi. 

CD CQ elettronica 

è scritta dalla prima 
all’ultima riga 
con passione 
da 

appassionati di elettronica 
ad altri 

appassionati di elettronica 


/JLIt1€Mr/iro/?£ 5TABIUZZATO 


769 




























































Il solito... con qualcosa in più 


Abbiamo quindi montato un relè GBC-G/1482 in serie al filtro 
a pi-greco, in modo tale che questo relè quando viene percorso 
da una corrente superiore ai 100 mA interviene e con un de¬ 
viatore passa lalimentazione dalle valvole regolatrici a una 
resistenza di carico R4, mentre con l'altro toglie lo shunt del 
relè stesso. 

In questo modo, non appena l’alimentatore viene sovraccaricato, 
la tensione in uscita scompare e si accende la lampadina al 
neon posta ai capi di R4 e non riappare finché l'operatore non 
ripristini il circuito premendo il pulsante del ripristino S3, nor¬ 
malmente chiuso. 

La R3 va calcolata in modo tale che mentre nel filtro a pi-greco 
circolano 100 mA, nel relè deve circolare una corrente tale da 
eccitarlo. Nel nostro caso, avendo usato il relè (RY) GBC-G/1482, 
essa è risultata del valore di 180 Q. 

La resistenza R4, invece, va dimensionata per una tensione di 
450V e una corrente pari a quella necessaria a mantenere il 
relè: nel nostro caso essendo tale corrente del valore di 40 mA, 
essa è risultata di 12 kQ. L’interruttore S2 serve come stand-by, 
mentre il condensatore C3 serve a ridurre lo scintillio dei con- 
tatti. 

Il circuito di stabilizzazione rientra nei classici circuiti costituiti 
da un amplificatore controreazionato in c.c. Comunque per chi 
l’avesse dimenticato o per chi non lo conoscesse, ripetiamo 
brevemente il suo funzionamento. 



Supponendo che la tensione d'uscita tenda a diminuire, di con¬ 
seguenza diminuirà la tensione di griglia della 6CB6 il cui ca¬ 
todo è a potenziale costante dato dal tubo a gas 0B2. A questa 
diminuzione corrisponderà una diminuzione della corrente ano¬ 
dica della 6CB6, a cui corrisponderà un aumento delia tensio¬ 
ne di placca per effetto della resistenza di carico R6, ma essen¬ 
do questa placca collegata direttamente con la griglia delle val¬ 
vole regolatrici (PL84], si avrà un aumento della corrente nel¬ 
l'interno di queste, e quindi essendo dette valvole collegate in 
cathode-follower, si avrà un aumento della tensione d’uscita, 
corrispondente alla diminuzione avvenuta all’inizio del proces¬ 
so. II discorso vale anche per eventuali aumenti della tensione 
d’uscita o per variazioni della tensione di rete. 

Spiegato il circuito nelle sue linee essenziali, rimangono altre 
cose da notare: il deviatore S4 serve a portare il catodo della 
6CB6 su due diversi valori di tensione, uno a circa 105V, l'altro 
a circa 70V in modo tale da avere in uscita due gamme di ten¬ 
sione, Luna da 150 a 400V, l’altra da 70 a 250V. 

Il condensatore C4 costituisce una forte controreazione alle 
componenti alternative in modo da ridurre il ripple. La lampada 
a! neon LP2 deve essere da 450V oppure una qualsiasi altra 
lampadina al neon con in serie una resistenza di valore op¬ 
portuno. 























Il solito... con qualcosa in più 
Elenco componenti 



RI 25 n 3 W 
R2 250 kil 1 W 
R3 180 1 W 

R4 12 kn 20 W 
R5 100 n Vi W 
R6 470 kn 1 W 

R7 100 a Vz w 

R8 470 a Vz W 
R9 22 ka 1 W 
RIO 10 ka 1 w 
R11 15 ka 4 W 
R 12 15 ka 4 W 

PI 50 ka 
P2 25 ka 


Lpl lampada 6,3 V, 300 mA 
Lp2 lampada neon 450 V 

C1 40 iif 500 V 

C2 40 [ìF 500 V 

C3 0,1 iiF 500 V 

C4 0,1 [lF 500 V 


r trasformatore d'alimentazione: primario univer¬ 
sale, secondario 450 + 450 V, 100 mA. 
n trasformatore d’alimentazione (solo seconda ver¬ 
sione): 5, 6, 12 V, 4A. 

Z impedenza 100 mA. 

RY relè GBC G/1482 

51 interruttore a levetta 

52 interruttore a levetta 

53 pulsante con contatti normalmente chiusi. 

54 deviatore 1 via 2 posizioni a levetta 


771 















Il solito... con qualcosa in più 


M *__ 2nOA70 IN SERIE 



CIRCUITO PER LE TENSIONI NEGATIVE 
DA 0-15V 


I filamenti delle valvole sono stati accesi in serie attraverso le 
prese 110 e 160 del cambiotensione, in quanto capita spesso 
di porre un capo dei 6,3 V a massa, e si avrebbe di conse¬ 
guenza una tensione tra filamento e catodo delle PL84 di circa 
400V,.. La resistenza RI è da 25 Q, 3 W. 

Come noterete dalle fotografie, questo alimentatore è stato rea¬ 
lizzato in due versioni, Luna senza strumenti, l'altra con un 
voltmetro-milliamperometro commutabile con un deviatore: inol¬ 
tre alla seconda versione è stato aggiunto un trasformatore per 
avere diversi valori di tensione per i filamenti e precisamente 
5, 6, 12 V. Altro utile accorgimento, una tensione negativa per 
la polarizzazione di griglia da 0 a 15 V regolabile con continuità, 
ottenuta con il circuito a lato. 

Nella speranza che questa realizzazione possa in qualche modo 
interessarvi, ci congediamo augurandovi buon lavoro, ringra¬ 
ziando anticipatamente tutti coloro che vorranno rivolgerci delle 
critiche delle quali, statene certi, faremo tesoro. 


3 ° convegno nazionale VHP ”Romagna,» 


Alla manifestazione, che si è tenuta a Faenza nei giorno 9 e 10 
Settembre, e alla quale era abbinata una Mostra-Mercato di materiale 
radiantistico, hanno preso parte, fra congressisti, visitatori ed espo¬ 
sitori, ben 220 persone. 

La presenza, ai lavori del Convegno, del Vicepresidente e del Segretario 
Generale deH’ARI, del VHF Manager, nonché del rappresentante del 
Ministero P.T., ha improntato la manifestazione a un carattere di 
ufficialità che è garanzia per le proposte effettuate e per le decisioni 
prese. 

Come consuetudine (dalle precedenti edizioni] il Convegno è iniziato 
con la premiazione di OM segnalatisi per meriti particolari: il premio, 
consistente in un'artistica « caveja « d'argento, è stato assegnato a 
Vittorio Cerulli, ilPDN e Ugo Sartori, ÌIDV, per I brillantissimi risul¬ 
tati da essi ottenuti nella ricezione di segnali e ricostruzione delle 
relative foto, da satelliti meteorologici. 

La relazione ufficiale di ilNE tendeva a impostare la soluzione di 
diversi problemi riguardanti un miglior sfruttamento e una più proficua 
riorganizzazione della banda dei 144 MHz. 



In particolare, è stato proposto di costruire un ripetitore attivo da 
installare sul monte Cimone, onde ampliare la possibilità di collega- 
menti VHF-UHF a buona parte della penisola italiana: il progetto e la 
costruzione dello stesso sono stati affidati dalTassemblea a un 
comitato formato da iIBBE, BER, CZF e NE. 

Altre proposte, riguardanti l’istituzione di particolari gare destinate 
ad ampliare l'attività radiantistica in VHF e UHF, nonché la miglior 
distribuzione delle stazioni nelle gamme stesse, hanno trovato appog¬ 
gio e adesione dalla assemblea e dai responsabili delI'A.R.I. 

Cosicché, quando ie esigenze gastronomiche... sono diventate intolle¬ 
rabili, una buona messe di argomenti era stata esaminata e discussa 
con interventi ripetuti di pressoché tutti i presenti. 

A chiusura della giornata, c'è stata la solita distribuzione di... 
omaggi locali a tutti i presenti, e l’assegnazione di premi offerti 
772 dalle più note ditte di materiali radioelettrici nonché dagli espositori 

presenti. 















★ Preghiamo tutti coloro che indirizzano consulenza alla nostra Redazione di voler 
cortesemente scrivere a macchina (quando possibile) e comunque in forma chiara 
e succinta. 

Inoltre si specifìca che non deve essere inoltrata alcuna somma di denaro per la 
consulenza; le eventuali spese da affrontare vengono preventivamente comunicate al 
Lettore e quindi concordate. ★ 


Signor Bruno Bìgnotti 

via Tintori 3 
Travagliato (BS) 

Sono uno dei tanti Vs. abbonati. 
Essendo interessato alla costru¬ 
zione delTozonatore progettato 
dal dottor Dondi (vedi C.D. 
n. 11 /66] vorrei cortesemente 
sapere, se è possibile, quanto 
segue: 

1] La lampada ad effluvio che 
ho acquistato è uguale a quella 
dellarticolo però dal tubicino 
centrale interno escono due fili. 
Sono da unire assieme? 

2) La ditta fornitrice dice che 
tale lampada funziona a 2500 V 
cc. mentre dal trasformatore del- 
lozonatore escono 1500 V al¬ 
ternati. Va bene lo stesso? 

/ fili che escono dalla lampada 
ad effluvio vanno uniti insieme. 
Effettivamente la lampada fun¬ 
ziona a 2500 volt e tale è la 
tensione che viene erogata dal 
trasformatore impiegato, sotto 
carico. Il funzionamento del 
complesso presentato è del tut¬ 
to regolare anche a distanza di 
tempo. 


Signor Silvio Sereno 
via dei Landi 10/7 A 
Genova - Sampierdarena 

Spett. Studio di consulenza 

con riferimento alTamplificatore 
HI-FI da 10 W apparso nel n. 12 
di C.D. del 66 pag. 812 deside¬ 
rerei alcuni chiarimenti. 

1] E possibile sostituire la cop¬ 
pia di AC127-AC132 con la cop¬ 
pia di AC127-AC128, ed even¬ 
tualmente previa alterazione del¬ 
le resistenze di polarizzazione? 

2] E necessaria una coppia di 
ASZ18 selezionata? Oppure si 
può sostituire con coppia di 
ASZ15 selezionata o no? 

3] E possibile sostituire i 
2xASZ18 con un ASZ18 e un 
ASZ15? 


4} Avendo intenzione di costrui¬ 
re un amplificatore stereofonico 
è possìbile alimentare i due am¬ 
plificatori con lo stesso alimen¬ 
tatore illustrato su C.D. senza 
che i due amplificatori si in¬ 
fluenzino a vicenda? E necessa¬ 
rio aumentare sia la potenza de! 
trasformatore e sostituire i dio¬ 
di con esemplari più potenti op¬ 
pure è necessario usare due 
alimentatori uno per ogni ca¬ 
nale? 

5] In caso di realizzazione ste¬ 
reofonica, è necessario usare un 
controllo di bilanciamento con 
un doppio potenziometro di va¬ 
lore opportuno; desidererei sa¬ 
pere il valore del suddetto e se 
deve essere logaritmico, inoltre 
data la R del potenziometro se 
è consigliabile togliere la resi¬ 
stenza in serie all’entrata (R = 470 
kQ). 

6) Desidererei conoscere l’im¬ 
pedenza d'entrata deH’amplifica- 
tore. 

Rispondiamo con ordine alle Sue 
richieste: 

1 ) può sostituire la coppia 
AC127-AC132 con l’altra AC127- 
AC128 senza variare nulla; 

2) è opportuno che la coppia 
dei finali (ASZ15 o ASZ18) sia 
selezionata; 

3) è una soluzione che di sdito 
si rivela vantaggiosa per i ri¬ 
venditori di materiale radio: 
che nel caso che non interven¬ 
gano bruciature, si possono re¬ 
gistrare distorsioni o scarsa ri¬ 
sposta alle frequenze esterne; 

4) la versione stereo può essere 
alimentata da un unico alimen¬ 
tatore, dimensionato opportuna¬ 
mente (ciò vale in particolare 
per il transistor stabilizzatore) ; 

5) usi un 500k + 500k lineare 
che sostituirà le resistenze d’en¬ 
trata da 470 kQ; 

6) l’impedenza d'entrata dell’am- 
pUficatore è inferiore ai 50 kQ, 
ma essa viene adattata aii’alta 
impedenza delle testine piezo¬ 
elettriche mediante la resisten¬ 
za da 470 kQ. 


Signor Paolo Francia 
via Mazzini 20 
Forlì 

Spett. Costruire Diverte 

sono un affezionato lettore del¬ 
la Vostra rivista, alla quale sono 
abbonato già da alcuni anni. Vi 
scrivo poiché avrei intenzione di 
costruire l’amplificatore in cias- 
se B pubblicato sulla vostra ri¬ 
vista del: 12/1964, a pagina 596. 
Mi trovo però in difficoltà, per¬ 
ché non so dove trovare lo sche¬ 
ma di un alimentatore che pos¬ 
sa completare il progetto. Desi¬ 
dererei sapere se posso accop¬ 
piare direttamente l’amplificatore 
con una testina piezoelettrica 
Philips (AG 3306), e in ultimo 
la sigla del transistor in basso 
a sinistra che non è indicata. 
Resto in attesa e distintamente 
saluto. 

L’alimentatore può costruirlo par¬ 
tendo da un trasformatore da 
una trentina di watt che fornisca 
al secondario 25V - 0,8A; un 
ponte di diodi tipo BY114 o si¬ 
mili e un grosso condensatore 
elettrolitico completeranno l’ali¬ 
mentatore secondo lo schema 
che segue: 


l,, Atatn* 



L’amplificatore in questione ri¬ 
chiede un segnale di 100 mV 
all’ingresso per la massima usci¬ 
ta (10W), e quindi potrebbe col¬ 
legare direttamente la testina di 
cui dispone all’ingresso, ma è 
pur sempre consigliabile un pre¬ 
amplificatore per adattare le im¬ 
pedenze, e soprattutto se vuol 
adottare circuiti di equalizzazio- 
ne e controlli di tonalità. 

Il transistor «ignoto» è un OC74. 


■t*v 



















Consulenza 


Signor Gianfranco Bertoncelli 

via F. Beroaldo 61 
Bologna 

Spettabile Redazione di C.D., 

sarei interessato a costruire 
l’annplificatore pubblicato a pag. 
81 della rivista n. 2-1967; ho 
notato però, che mancano i dati 
relativi al trasformatore d’uscita 
per la valvola EL34. 

Vi sarei perciò grato se mi in¬ 
viaste alcuni dati per poterlo 
rintracciare a Bologna. 

Può usare \’H/51-3 della G.B.C. 
non utilizzando la presa centra¬ 
le del primario. 

Questi è da 8 W con impeden¬ 
za 1750-\-1750 fì, uguale quindi 
al 3.500 Q che richiede una 
EL34 in classe A. 


Signor Giancarlo Pelazzo 
Moncucco 

S. Stefano Balbo (CN) 

Cara C.D., 

sono un vostro assiduo lettore, 
e per di più studente di Radio- 
elettronica: ho costruito molti 
schemi apparsi sul vostro gior¬ 
nale tecnico e mi hanno dato 
molte soddisfazioni e delle pre¬ 
stazioni ottime. 


Ultimamente nella vostra rivista 
appaiono radiotelefoni e per 
quelli a 144 MHz si parla di filo 
argentato di rame, e molti let¬ 
tori non sapranno come poterlo 
reperire. Vorrei venire in aiuto 
di questi. 

Ho trovato su un libro di chimica 
questo tipo di argentatura otti¬ 
ma, poco costosa e di facile rea¬ 
lizzazione come ora spiegerò. 
Si comperano in farmacia; 30 gr 
di nitrato di argento 20 gr di 
ipofosfito di soda e in casa si 
prendono 30 gr di sale da cuci¬ 
na poi si opera così: sì prende 
il nitrato di argento e si fa scio¬ 
gliere in un quarto di litro dì 
acqua calda, poi si mette il sale 
da cucina il quale deve essere 
sciolto in acqua (circa 100 cm^) ; 
si produrrà una precipitazione 
di cloruro di argento che si me¬ 
scola ali’ipofosfito dì soda, si 
passa poi questo miscuglio sul 
filo di rame, dopo averlo pulito 
molto bene (tenere presente che 
se è smaltato bisogna togliere 
smalto], e si otterrà così l'ar¬ 
gentatura. 

Le dosi possono essere ridotte 
sempre in proporzione. 

II nitrato di argento costa L. 80 
al grammo. 

Grazie a nome dei Lettori. 


Il nostro Collaboratore Pietro 
D’Orazi ci scrive: 


Vi invio queste quattro righe 
per qualche chiarimento riguar¬ 
do al mio articolo « Professio¬ 
nalizzate il vostro ricevitore ». 
(Consulenza per il Sig. Gian¬ 
luigi Portinaro e altri Lettori]. 

1] La massa del moltiplicatore 
di « Q » va collegata alla massa 
del ricevitore tramite la calza 
schermante del cavetto scher¬ 
mato che collega il condensato- 
re da 4,7 nF alla placca della 
mescolatrice del ricevitore. 

2] Il potenziometro da 500 kQ è 
a variazione lineare: come pure 
lo è quello dello squelch. 

3] Per una tensione anodica più 
bassa ne! ricevitore (per esem¬ 
pio 150 VL anziché i 250 previ¬ 
sti] non reputo sia necessaria 
alcuna modifica al circuito; co¬ 
munque se si riscontrasse dif¬ 
ficoltà di funzionamento dello 
squelch causato da tensione 
troppo bassa si può provare ad 
abbassare rispettivamente a 150 
kQ la resistenza da 220 kQ e 
a 50 kQ quella da 85 kQ. 

4] Non posso fornire i numeri 
di catalogo GBC dei materiali 
indicati essendo quelli da me 
utilizzati di varia marca. 


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ratori originale a manovella e strumento di misura ottico. 
Azionando la manovella si potrà ottenere un campo di mi¬ 
sura di isolamento da: 0 a 1000 MH, e con voltaggio mas¬ 
simo di 500V DC. 

Il suddetto é racchiuso in contenitore metallico e corre¬ 
dato di cavetti prova. 

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niche Klystron. 

Tubo a raggi catodici e suoi 
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precisione con quadrante di let¬ 
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graduata da 0 a 150V AC 
Campo di freq. da 25 a 2.400 Hz. 
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Tolleranza di lettura ± 1,25% 
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Generatore di impulsi per uso radar. 

Frequenza di lavoro: da 2650Mc a 2950 Me 
Completo di valvole e di tutti gli accessori, inoltre è cor¬ 
redato di adattatori. Il tutto è racchiuso in 2 contenitori 
metallici. 

Alimentazione a 115V AC: Da 50 a 1000 Hz 
Oppure a 24/28 V DC - 5,7 A DC 

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Tester portatile con cavità risuonante ad alto O per deter¬ 
minare la frequenza in CW-MCW a impulsi e per la misura 
relativa di potenza in uscita di apparecchiature radar. 
Frequenza di lavoro: 9320-9420 Mc. 

Impedenza di ingresso: 50 £2. 

Completo di accessori e il tutto racchiuso in apposito con¬ 
tenitore metallico 
Non occorre alcuna alimentazione, 


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9.600 Me 

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Alimentazione 115V da 50 a 
1600 Hz. 

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Alimentazione: 110V AC da 50 e 1000 Hz. 

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so tv completo oppure senza materiale. 
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tore, alimentatore da banco per transi¬ 
stor, oscillatore modulato di marca, 
generatore di BF a valvole. Indirizzare 
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mento contrassegno spese postali totali 
a Vostro carico. Interpellate affrancan¬ 
do per la risposta. Indirizzare a: Bram¬ 
billa - Via C. Battisti, 21 - Varese. 

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d’onda, così ripartite; da 155 KHz a 
275, da 490 a 900 KHz da 870 a 1600 
KHz, da 4,57 MHz a 7,1, da 7 a 11 
MHz, da 10,6 a 16 MHz, da 15,25 a 23 
MHz, da 21 a 30 MHz, perfettamente 
funzionante e garantito, inoltre dispon¬ 
go di un gruppo alta frequenza Geloso 
2620 B, cambio con convertitore per i 
144 MHz, per accordi telef, 238356 dalle 
ore 19 alle 22, oppure indirizzare a 
Sanna Graziano, Via Cimarosa, 80, To¬ 
rino, dò la preferenza ai residenti zona 
di Torino onde poter perfezionare di 
persona lo scambio. 

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ultimo tipo, 10.000 n/V in perfette con¬ 
dizioni perché usato pochissimo. 6 
campi di misura, 30 portate. L. 7000, 
compresi due puntali nuovi, eventuali 
spese postali a mio carico. Indirizzare 
a: Claudio Vicenzetto - Via Elba, 7 - 
Bergamo. 

67-751 - OCCASIONE VENDO macchina 
fotografica « Leica » più ingranditore 
(24x36 e 4x4) che però abbisogna lo 
stesso obbiettivo della « Leica » il tut¬ 
to lo cedo a L. 85.000. Indirizzare a; 
Finatti Giuliano - Via Cisterna, 46 - 
Ponderano (Vercelli). 

67-752 - CHITARRA EKO elettrica cassa 
superpiatta in ottime condizioni, 4 
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zione tono e volume, 6 tasti per cambio 
voci, colore azzurro brillante avanti e 
madreperla dietro. Vendo al miglior of¬ 
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do racchetta da tennis Duniop 13V2/6 
in budello rinforzato (costo L. 17,000). 
Indirizzare a: Michele Damino - Vicolo 
Nuovo, 2 - 33057 - Palmanova. 

67-753 - ALIANTE per radiocomando 

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do L. 8.000. Ricevitore VHF - 110-160 Me 
portatile a transistor vendo L. 12.000. 
Ottimo ricevitore casalingo francese 
Thompson, 4 gamme vendo L. 6.000. 
Cerco piccolo ingranditore fotografico. 
Indirizzare a: Campestrini Giuseppe - 
Via Dante, 35 - 39042 - Bressanone 

67-754 ■ VERA OCCASIONE, Vendo un 
impianto elettroacustico con radiomicro- 
fono e tutti gli accessori. Si compone 
di un sintonizzatore FM C 337, frequen¬ 
za 36,7 MHz e radiomicrofono M 20 


Ambedue della « Geloso » e poco usa¬ 
ti. Alimentazione a c.c. e c.a. Il tutto 
vendo a Lit. 62.000 (listino L. 91.700). 
Inoltre un preamplificatore « Geloso » a 
5 canali d’entrata, indipendentemente 
regolabili e miscelabili L. 39,000. Per 
informazioni: Orlandi Flavio - Via Ami¬ 
ci, 10 - Fiorano (Modena), 

67-755 - OCCASIONE UNICA vendo pia¬ 
stre per calcolatori contenenti ciascu¬ 
na 4 transistori, vari diodi e resistenze 
professionali a L. 500 cad. più spese 
postali. Vendo inoltre molto materiale 
radio vario (resistenze, condensatori, 
transistore) nuovo perfettamente effi¬ 
ciente. Per informazioni unire francori¬ 
sposta. Indirizzare a: Mattara Dario - 
Via Roma, 2 - Vedelago (TV). 

67-756 - CERCO RICEVITORE 40/80 me¬ 
tri (o altre gamme OC) a valvole, an¬ 
che usato ma in buono stato e funzio¬ 
nante. Alimentazione; rete luce. VENDO 
Valvole usate: 2 EL84, 1 EL95, 1 ECC83, 
1 6V6 più 2 transistori OC170, 2 

SFT320, 2 SFT P, più 30 resistenze as¬ 
sortite più 30 condensatori vari più 3 
potenziometri logaritmici più 2 BY100 
(diodi al silicio) più 6 zoccoli per val¬ 
vola il tutto a L. 5 000, Indirizzare a: 
Derra Marco - Via S. Giovanni 14/5 - 
27036 Mortara (Pv). 


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radiantistico. Scambio di vedute su 
« argomenti » tradizionali, attuali e in 
special modo su apparecchiature e cir¬ 
cuiti di avanguardia. Anche dall’estero, 
n inglese - tedesco - francese - spa¬ 
gnolo. Indirizzare a: Raffaele Esposito - 
V. Bastioni 41/E - Salerno. 

67-758 - HALLICRAFTERS HT44 acquisto 
se perfettissimo - vendo Tx come nuo¬ 
vo Sommerkamp FL 100 B e relativo 
amplificatore lineare da 1 kW FL 1000. 
Eventualmente effettuo la permuta. In¬ 
dirizzare a: Musso Luigi - Via Cellini, 
34/30 - Genova. 

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meri arretrati Corso di Radiotecnica, 
pago piezzo di copertina. Carriere 
(nuova - serie) n. 10, 11, 12, 13, 14, 15, 
16, 45, 53, 73, 74, 75, 76, 77, 78. Ri¬ 
spondo a tutti. Indirizzare a: Riccardo 
Torazza - Radiotecnico, Via Torino, 89, 
Telef. 522.167 - 10099 - S. Mauro Tor. 
(TO). 


67-760 - CERCO TRASFORMATORI d’usci¬ 
ta Acrosound TO 310, TO 300 [coppia), 
Stancor H,F.65 et rivista Alta Fedeltà 
numeri settembre 1958, settembre 1959, 
dicembre 1960. Indirizzare a: Lorenzo 
Forteleoni - Via P. Manzella, 19 - Sas¬ 
sari. 

67-761 - ACQUISTEREI WS21 RX/TX 

specificare stato del l'apparato, Acquiste¬ 
rei anche ricevitore VHF BC639 speci¬ 
ficare stato del ricevitore. Disposto 
cambiare quanto sopra, con cercamine 
americano an/prsi o con rx/tx w48 mk2. 
Indirizzare a: Maurizio Martelli - Via 
Castelfidardo n. 10 - Bologna. 

67-762 - CERCO V.F.O. Geloso 4/102V e 
4/103S: Valvole 832A - VT198-199: rota¬ 
tiva 20-15-10 m.; o solo 20 m.; o solo 
rotatore: cerco istruzioni BC625-A. Ce¬ 
do BC624-A copertura 100-156 MHz 11 
tubi: completo di 3x6AK5 prof, nuove, 
VT, 6H6. Qualsiasi offerta. Rispondo 
a tutti affrancondo risposta Indiriz¬ 
zare a: S.W.L.I1 13281 - Perini Roberto - 
Roma - Via Pian due Torri, 59 - Tele¬ 
fonare 52.62.9.89 ore pasti. 

67-763 - PREGO ATTENZIONE. Cerco 
apparecchiature e strumenti per il ri¬ 
levamento di campi magnetici, pubbli¬ 
cazioni tecniche relative a tali strumen¬ 
ti e ai metodi di ricerca scrivere det¬ 
tagliando. Se di mio interesse acquisto 
oppure cedo in cambio materiale elet¬ 
tronico. Indirizzare a: Gian Francesco 
Tartaglia - Villaggio Aurelia - Civita¬ 
vecchia (Roma). 

67-764 - AIUTATEMI SONO principiante. 
Cerco Corso Transistori S.R.E. escluso 
materiale. Schema RX copertura Banda 
0,5 MHz - 30 MHz continua. Selezione 
Radio-TV cerco n, 2-64 n, 7-64 n. 2-3-6- 
66. Si restituiscono eventualmente dopo 
fatto copia relativi articoli. Indirizzare 
a: Pariavecchio Carmelo - Via Del Vi¬ 
gna, 94 - Livorno. 

67-765 ■ ANIMA BUONA cerco. Se 

qualcuno volesse regalarmi della « cian¬ 
frusaglia elettronica », volendosene li¬ 
berare, me la spedisca con, natural¬ 
mente, le spese di spedizione a mio ca¬ 
rico. Uno studente gliene sarebbe mol¬ 
to grato. Indirizzare a: Zucca Livio - V. 
Bengasi n. 10 - 10095 Grugliasco (To¬ 
rino) . 

67-766 ■ CERCASI URGENZA tamburo 
rotante per ricevitore Ducati A-R 18 o 
ricevitore o valvole per sostituzione 
alcune esaurite ISl - CDO Indirizzare 
a: Mura Beniamino - Via Margherita di 
Castelvi n. 16 - Sassari. 



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norme sopra riportate e mi assumo a termini di legge ogni responsabilità collegata a de¬ 
nuncia da parte di terzi vìttime di inadempienze o truffe relative alla inserzione medesima. 


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ALLEGARE IL FRANCOBOLLO E DI SCRIVERE 
STAMPATELLO L'INDIRIZZO. 


Condizioni di vendita: 

Pagamento: anticipato a mezzo vaglia, assegno o ns. c c.p 
n 8/2289, aggiungendo L. 400 per le spese d’imballo e 
di trasporto. 

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" - 1000 Volt f.s. 

■ VOLT c.a.: 20.000 n/V 6 portate - 2 - 10 - 20 - 100 - 500 - 

1000 Volt f.s. Risposta in frequenza 20 Hz - 20 KHz. 

■ AMP. C.C.: 5 portate 25[iA - 500[i.A - 5mA - 50mA - 
500mA f.s. 

m OHMMETRO C.C.: 5 portate - x1 - xlO - xlOO - x1K - 10K 
misura da 0,1 il a 10M il - centro scala jit 

g MEGAOHMMETRO c.a.: 1 portata da 10.000 il a 100 Mit 

^ CAPACIMETRO: 2 portate x1 - xlO - da 50 pF a 0,5 txF 

H MISURATORE D’USCITA: (output) 6 portate 2 - 1C - 20 - 100 
- 500 - 1000 Volt f.s. Condensatore interno. 

■ DECI BELLI METRO: 5 portate. Livello 0 dP riferito ad una 
potenza di ImW su 600 il pari a 0,775 Volt. 

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portate da —10 a +62 dB 

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g PESO: 460 gr. circa senza pile 

Nel prezzo è compresa la custodia per il tra- 
vSporto in resina antiurto, n. 2 pile e la coppia 
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