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Full text of "Costruire_diverte_1967_11"

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1 novembre 'IBST 



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Costruire Diverte • anno 9 



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• puntale unico per misure cc-ca-ohm 

• notevole ampiezza del quadrante 

e accurata esecuzione e prezzo limitato 

QUESTI sono i motivi per preferire il voltmetro elet¬ 
tronico mod. 115. 

pregevole esecuzione, praticità d’uso 



DATI TECNICI 


A LTRA PRODUZIONE 

Analizzatore Praticai 10 


Tensioni cc. 7 portate: 1,2 - 12 - 30 - 60 - 300 - 600 - 
1.200 V/fs. 

Tensioni ca. 7 portate: 1,2 - 12 - 30 - 60 - 300 - 600 - 
1.200 V/fs. 

Una scala è stata riservata alla portata 1,2 V/fs. 
Tensioni picco-picco: da 3,4 a 3400 V/fs nelle 7 por¬ 
tate ca. 

Campo dì frequenza: da 30 Hz a 60 kHz. 

Portate ohmetriche: da 0,1 ohm a 1.000 Mohm in 
7 portate: valori di centro scala: 10 - 100 - 1.000 ohm 
- 10 kohm - 100 kohm - 1 Mohm - 10 Mohm. 
Impedenza d’ingresso: 11 Mohm. 

Alimentazione: a tensione alternata; 110 - 125 - 140 - 
160 - 220 V. 

Valvole: EB 91 - ECC82 - raddrizzatore al silicio. 
Puntali: PUNTALE UNICO PER CA, CC, ohm; un ap 
posito pulsante, ne! puntale, predispone lo strumento 
alle letture volute. 

Esecuzione: completo di puntali; pannello frontale 
metallico: cofano verniciato a fuoco; ampio quadran¬ 
te, mm. 120 X 100; dimensioni mm. 195 x 125 x 95, 
peso kg. 1,800. 

Accessori: A richiesta: puntale E.H.T. per misure di 
tensione cc sino a 30.000 V. Puntale RF per letture 
a radiofrequenza sino a 230 MHz (30 V/mx). 


Analizzatore Praticai 20 
Analizzatore Praticai 40 
Analizzatore TC 18 
Analizzatore TC 40 

Oscillatore modulato 
CB 10 

Generatore di segnali 
FM10 

Oscilloscopio mod. 220 

Generatore di segnali TV 
mod. 222 

Strumenti da pannello 


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6 portate: 

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5 portate; 
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1 portata; 

4 portate: 

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con sensibilità di 20 000 Ohms per Volt: 100 mV. - 2 V. - 10 V. - 
50 V. - 200 V- - 500 V. e 1000 V. C C. 

con sensibilità di 4,000 Ohms per Volt: 2 V. - 10 V. • 50 V, - 
250 V. - 1000 V. e 2500 Voits C.A. 

50 pA - 500 pA - 5 mA - 50 mA - 500 mA e 5 A. C.C. 

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2 V. - 10 V. - 50 V. - 250 V. - 1000 V e 2500 V. 
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unitamente ad un limitatore statico 
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tore ed al raddrizzatore a lui 

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sovraccarichi accidentali od 
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meccanici, di contatti imperfetti, 
e minor facilità di errori nel 
passare da una portata all'altra. 

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TESTER 680 a 25.000 Voits c.c. 

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dei televisori, sia dei trasmettitori ecc. 

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cuito da esaminare. 

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250 mA - 1 A - 5 A ■ 25 A - 50 e 100 Amp. C A. 
Precisione: 2,5*/o. Dimensioni: 60 x70 x 30. Peso 200 gr. 
Prezzo netto Lire 3 980 franco ns. Stabilimento. 



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senza interrompere ì circuiti da esaminare!! 


Amperometro 

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Amperclamp 


Questa pinza amperometrica va usala unitamente 
al nostro SUPERTESTER 680 oppure unitamenta 
a qualsiasi altro strumento indicatore o regi¬ 
stratore con portata 50 pA - 100 millivolts. 


* A richiesta con supplemento di L. 1.C00 la 
l.C.E. può fornire pure un apposito riduttore 
modello 29 per misurare ariche bassissime in¬ 
tensità da 0 a 250 mA. 

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Con questo nuovo apparecchio la l.C.E. 
ha voluto dare la possibilità agli In¬ 
numerevoli tecnici che con loro gran¬ 
de soddisfazione possiedono o entre¬ 
ranno in possesso del SUPERTESTER 
l-C,E. 680 di allargare ancora noter 
volmente il suo grande campo dì 
prove e misure già effettuabili. In¬ 
fatti il TRANSTEST 662 unitamente 
al SUPERTESTLR ) C.E- m pub 
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La richiesta di apparecchiature sempre più perfette e di 
maggiore potenza ed il desiderio di effettuare collegamenti 
con paesi sempre più lontani hanno divulgato il sistema 
di trasmissione e ricezione in SSB. 

Ciò comporta un notevole aumento della complessità di 
queste apparecchiature, tale da rendere non agevole la 
costruzione di esse da parte del radioamatore. 

La nostra Casa ha quindi realizzato industrialmente, con 
criteri professionali, la Linea « G », cioè una serie di ap¬ 


parecchi costituita dal trasmettitore G4/228, dal relativo 
alimentatore G4/229 e dal ricevitore G4/216. 

Tutti questi apparecchi sono stati progettati sulla base 
di una pluridecennale esperienza in questo campo. Sono 
costruiti secondo un elegante disegno avente notevole este¬ 
tica professionale. Hanno forma molto compatta, grande 
robustezza costruttiva e possono essere usati con successo 
anche da parte di radiamatori non particolarmente esperti. 
Ecco perché la Linea « G » ha soprattutto il significato di 
qualità, sicurezza, esperienza, prestigio. 



G.4/216 

Gamme: 10, 11, 15, 20, 40, 80 metri e scala tarata da 144 a 
148 MHz per collegamento con convertitore esterno. 

Stabilità: 50 Hz per MHz. 

Reiezione d’immagine: > 50 dB 
Reiezione di F.!.: > 70 dB 

Sensibilità: migliore di 1 ^xV, con rapporto segnale disturbo > 6 dB. 
Limitatore di disturbi: « noise limiter » inseribile. 

Selettività: a cristallo, con 5 posizioni 
10 valvole + 10 diodi + 7 quarzi. 

Alimentazione: C.A. 110-240 Volt, 50-60 Hz. 

Dimensioni: cm 40 x 20 x 30. 

e inoltre: « S-Meter »; BFO; controllo di volume; presa cuffia; ac¬ 
cesso ai compensatori « calibrator reset»; phasing; controllo auto¬ 
matico sensibilità; filtro antenna; commutatore « receive-stand-by ». 

G.4/216 L. 159.000 


G.4/228-G.4/22S 

Gamme: 80, 40, 20, 15, 10 metri {la gamma 10 metri è suddivisa 
in 4 gamme). 

Potenze alimentazione stadio finale: SSB 260 W PEP; CV/ 225 W; 
AM 120 W, 

Soppressione della portante e della banda indesiderata: 50 dB 
Sensibilità micro: 6 mV (0,5 M). 

15 Valvole + 3 6146 finali 2 transistori -i- 19 diodi + 7 quarzi. 
Stabilità di frequenza; lOO Hz, dopo il periodo di riscaldamento. 
Fonia; modulazione fino al 100% 

Grafia: Con manipolazione sui circuito del 2° mixer del VFO e 
possibilità in break-in. 

Possibilità di effettuare il « push to talk » con apposito microfono. 

Strumento dì misura per il controllo della tensione e della cor¬ 
rente di alimentazione dello stadio finale. 

Altoparlante (incorporato nel G4.229) da collegare ai G4/216 
Dimensioni; 2 mobili cm 40 x 20 x 30. 

G 4 228 L. 265.000 
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Sensibilità con Af = 22,5 kHz e f = 400 Hz 

< 2iiV per potenza di uscita di 50 mW. 
Rapporto segnale-disturbo 

con A f = 22,5 kHz e f = 400 Hz 
30 dB con segnale in antenna < 8uV. 
Sensibilità con Af = 75 kHz e f = 1000 Hz 

< 25t»V per potenza di uscita di 50 mW. 
Distorsione con a f = 75 kHz e f = 1000 Hz 

< 3% per potenza di uscita di 50 mW. 
Selettività 

> 45 dB a ±300 kHz. 

Larghezza di banda a — 3 dB 
>150 kHz. 

SEZIONE AM 

Sensibilità con m = 0,3 a 400 Hz 
100^V/m per potenza di uscita di 50 mW. 
Rapporto segnale/disturbo misurato a 1 kHz 
26 dB con 560nV/m. 

Selettività a ± 9 kHz 

< 30 dB. 

C.A.G. 

AV.f = 10 dB per A Vrf = 27 dB 
(misurata secondo le norme C.E.I.). 


Amplificatore B.F. PMB/A 

le unità devono essere completate di: 

1 Potenziometro da 5 kfì logaritmico 

E098 DG/20B28 per la regolazione del volume 

2 Altoparlante con impedenza 

da 8 10 (AD 3460 SX/06) 


3 Antenna in ferrite, gradazione IV B (per esemplo 
C8/140, C9,5/160. C9,5/200 

oppure PDA/100, PDA/115, PDA/125). 

4 Commutatore AM/FM e antenna a stilo per FM 

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Caratteristiche tecniche: 

Trasmettitore: potenza d'uscita in antenna: 2W (potenza di 
ingresso stadio finale: 4 W.) N. 5 canali commutabili entro 
2 MHz senza necessità di riaccordo. 

Ricevitore: Tripla conversione di frequenza con accordo tu 
tutti gli stadi a radio frequenza. Sensibilità migliore di 0,5 
microvolt per 6 dB S/n. Rivelatore a prodotto per CW/SSB. 
Limitatore di disturbi. Uscita BF: 1,2 W. Strumento indica¬ 
tore relativo d’uscita, stato di carica batterie, S-meter. Ali¬ 
mentazione interna 3x4,5 V. con batterie facilmente estraibili 
da apposito sportello. Microfono piezoelettrico « push to talk », 
Presa altoparlante supplementare o cuffia. Demoltìplica mec¬ 
canica di precisione. Capo della batteria a massa: negativo. 
Dimensioni: 213x85x215. Peso Kg. 2 circa con batterie. 
Predisposto per connessione con amplificatore di potenza In 
trasm,ssione. Completo di 1 quarzo di trasmissione, microfono 
push-to-talk e antenna telescopica 

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Convertitore 2 metri 

Completamente transistorizzato - Transistori impiegati; AF239, 
AF106, AF106, AF109 - N. 6 circuiti accordati per una banda 
passante di 2 MHz ± 1 dB - Entrata: 144-146 MHz - Uscita; 
14-16 26-28 28-30 MHz - Guadagno totale: 30 dB - Circuito di 
ingresso « TAP » a bassissimo rumore - Alimentazione: 9 V 8 mA 
- Dimensioni: mm 125 x 80 x 35. 

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Trasmettitore a transistori per la gamma dei 10 metri 
Potenza di uscita su carico dì 52 ohm 1 Watt. 

Modulazione di collettore di alta qualità, con premodulazione 
dello stadio driver. Profondità di modulazione 100%. Ingresso 
modulatore: adatto per microfono ad alta Impedenza. Oscilla¬ 
tore pilota controllato a quarzo. Quarzo del tipo ad innesto 
miniatura precisione 0,005%. Gamma di funzionamento 26-30 
MHz. Materiali professionali; circuito stampato in fibra di 
vetro. Dimensioni: mm. 150x44. Alimentazione: 12 V. CC. 
Adatto per radiotelefoni, radiocomandi, applicazioni sperimen¬ 
tali. 

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Ricevitore a transistori, di dimensioni ridotte con stadi di 
ampiificazione BF 

Caratteristiche elettriche generali identiche al modello RX-28/P. 
Dimensioni: mm. 49x80. Due stadi di amplificazione di tensio¬ 
ne dopo la rivelazione per applicazioni con relè vibranti per 
radiomodelll. Uscita BF adatta per cuffia. Quarzo ad innesto 
del tipo subminiatura. Adatto per radiotelefoni, radiocomandi, 
applicazioni sperimentali. 

-L. 15.000 


Ricevitore a transistori per la gamma dei 10 metri 

1 microvolt per 15 dB di rapporto segnale-disturbo. Seletti¬ 
vità ± 9 KHz a 22 dB. Qscillatore di conversione controllato 
a quarzo. Quarzo del tipo miniatura ad innesto, precisione 
0,005%. Media frequenza a 470 KHz. Gamma di funzionamento 
26-30 MHz. Materiale professionale; circuito stampato in fibra 
di vetro. Dimensioni: mm. 120 x 42. Alimentazione: 9 V. 8 mA. 
Adatto per radiocomandi, radiotelefoni, applicazioni sperimen¬ 
tali. 

- L. 11.500 


Relè coassiale 

realizzato con concetti professionali per impieghi specifici 
nel campo delle telecomunicazioni. Qffre un con¬ 
tatto di scambio a RF fino a 500 Mhz con impedenza ca¬ 
ratteristica di 50-^75 ohm ed un rapporto di onde stazionarle 
molto basso. Potenza ammessa 1000 W. picco. Sono presenti 
lateralmente altri due contatti di scambio con portata 3 A 220 V. 
Consumi : a 6 volt, 400 MA a 12 volt. 200 MA -h . 
Costruzione: monoblocco ottone trattato, contatti argento 
puro. 

-- L. 7.900 


SPEDIZIONI OVUNQUE CONTRASSEGNO. Cataloghi a richiesta. 



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CRISTALLI DI QUAK^U 

per oscillatori ed applicazioni elettroniche in genere 


HC-13/U 


HC - 18/U HC - 25/U Cristalli piezoelettrici in custodia subminiatura per applicazioni 

elettroniche miniaturizzate; 

HC - 6/U HC - 17/U Cristalli piezoelettrici in custodia miniatura per applicazioni elet¬ 

troniche standard. 




13/U 


Cristalli speciali per calibratori di alta precisione 
I cristalli oscillano in fondamentale fino alla frequenza di 20000 KHz. 


Frequenze fornibill: 

50 100 KHz In fonda- 

mentale 

Netto cad. L. 5.500 


HC-18/U - HC-17/U 
HC - 25/U - HC - 6/U 

Frequenze fornibill; 
800-^125000 KHz precisione 
0,005% o maggiore a ri¬ 
chiesta per un campo di 
temperatura compreso tre 
— 20p^+ 90°C. 

Netto cad. L. 3.500 


HC • 13/U 


HC- 


17/U 


HC-18/U 

HC-25/U 


APPARATI SSB PER RADIOAMATORI 

FR 100 B 

• ricevitore SSB/AM/CW a filtri meccanici 

• gamma di funzionamento; 3,5-^30 MHz; bande amatori in segmen¬ 
ti di 600 kHz più tre bande comunque disposte: ricezione WWV 

• sensibilità: 0,5 microvolt per 10 dB S/N di rapporto 

• stabilità di frequenza; 100 Hz dopo riscaldamento 

• selettività: 0,5 kHz a 6 dB; 2,5 kHz a 60 dB per CW: 4 kHz a 

- 6 dB; 7,5 kHz a 25 dB per AM; 2,1 kHz a 6 dB; 2,5 kHz a 

60 dB per SSB e AM 

• reiezione di Immagine: > 50 dB 

• alimentazione universale 

• dimensioni: 480 x 185 x 300 mm 

• peso; 12 kg, 

prezzo L. 234.000 

FL 200 B 

• trasmettitore SSB/AM/CW a filtri meccanici 

• potenza alimentazione stadio finale; 240 W PEP 

• tipo di funzionamento: PTT/VOX/CW manuale e break-in 
_ • gamme di funzionamento; segmenti radioamatori 

• stabilità di frequenza: 100 Hz dopo il riscaldamento 

• soppressione portante e banda laterale: > 50 dB 

• alimentazione universale 

• dimensioni: 480 x 185 x 300 mm 

• peso 18 kg. 

prezzo L. 268.000 

NB. • Il ricevitore FR 100 B ed ìi trasmettitore FL 200 B possono 
essere usati come un ricetrasmettitore con unico VFO. 

FL 1000 

• amplificatore lineare per FL 200 B 

• potenza di alimentazione: 1000 W 
- • alimentatore universale incorporato 

• commutazione automatica antenna 

• dimensioni: 480 x 185 x 300 mm. 

prezzo L. 185^080 

Apparecchiature disponibili per pronta consegna. 


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VMLVV/LL delle primarie case americane - ITALIANE - TEDESCHE 

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Tipo 

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list. vend. 

AZ41 

_ 

1380 

500 

EF41 

(5CJ5) 

1650 

600 

PCL3t 


2590 

9S0 

GBVS 


2200 

600 

DAF91 

C1S5) 

1270 

460 

EF42 

(CFI) 

2200 

800 

POIS2 

(16TF6/l6Aal^GOO 

589 

68ZG 


1100 

400 

DAF92 

(1U5) 

1980 

720 

EF80 

(6BXG) 

1130 

420 

PCLtìd 

nSTP?) 

1750 

B40 

GBZ7 

_ 

2200 

800 

DAF98 

{1AH5) 

1740 

630 

EF83 

— 

1600 

580 

PCLB5 

(10GV8J 

mo 

600 

6CB6/A 


1150 

420 

DF70 

— 

— 

600 

EF85 

(6BY7) 

1350 

500 

PCLSG 

C14GW8} 

17B0 

650 

6CD6GA 

_ 

4600 

1400 

DF91 

(1T4) 

1870 

680 

EF86 

(6CF8) 

1680 

620 

PFS6 

— 

1600 

530 

6CF6 


1250 

460 

DF92 

(1L4) 

1980 

720 

EF89 

(6DA6) 

920 

340 

PL36 

(2SFT/2gE6j 3000 

1109 

GCG7 

__ 

1350 

500 

DK91 

(1R5) 

2090 

760 

EF95 

(6AK5) 

3400 

1230 

PLST 


2710 

9B0 

GCGf/A 


1980 

720 

DK96 

(1AB6) 

2150 

780 

EF97 

(6ES6) 

1760 

650 

PL82 

(16A5j 

1870 

680 

6CL6 

_ 

1800 

650 

DL71 

— 

— 

600 

EF98 

(6ET6] 

1760 

650 

PLS3 

t15F80-15A6)2190 

800 

6CM7 

_ 

2520 

920 1 

DL72 


— 

eoo 

EF183 

(6EH7) 

1300 

480 

PL84 

(15CW5S) 

1380 

500 

6CS7 

_ 

2480 

900 

DL94 

(3V4) 

1450 

530 

EF184 

(6EJ7) 

1300 

480 

PL500 

(27GB5S) 

2920 

1060 

6DA4 

_ 

1560 

570 

DL96 

(3C4) 

1930 

700 

EFL200 

— 

2100 

780 

PYBO 

(19W3) 

1600 

580 

6DE4 

_ 

1520 

550 

OM70 

(1M3) 

1540 

560 

EH90 

16CS6) 

1200 

450 

PY81 

(17R7) 

1270 

470 

6DQ6/B 

_ 

2650 

960 

DV80 

(1X2A/B) 

1630 

600 

EK90 

(6BE6) 

1100 

400 

PY82 

(19R3) 

1080 

400 

GDR7 

_ 

1800 

650 

DYS7 

(DY86) 

1450 

530 

EL3N 

(WE15) 

3850 

1400 

PY83 

(17Z3) 

1600 

580 

6DT6 

_ 

1450 

530 

E83F 

(6689) 

5000 

1800 

EL34 

(6CA7) 

3600 

1300 

PY88 

(30AE3) 

1520 

550 

GEA8 

_ 

1430 

530 

E88C 


5800 

1800 

EL36 

(6CM5) 

3000 

1100 

UABC80 

(28AK8) 

1200 

450 

6EB8 

_ 

1750 

640 

E88CC 

— 

4600 

1800 

EU1 

(6CK5) 

1700 

630 

UAF42 

(12S7) 

2010 

730 

6EM5 


1370 

500 

E92CC 

— 

— 

400 

EU2 

— 

1820 

660 

UBC41 

(10LD3) 

1820 

660 

6EM7 

_ 

2100 

7601 

E180CC 


— 

400 

EL81 

(6CJ6] 

2780 

1020 

UBF89 

— 

1560 

570 

6FD5 

(60L6) 

1100 

400 

E181CC 

— 

— 

400 

EL83 

(6CK6) 

2200 

800 

UCC85 

— 

1250 

460 

6FD7 

_ 

3030 

1100 

E182CC 

(7119) 

— 

400 

EL84 

[6B05) 

1050 

380 

UCH42 

(UCH41) 

1900 

730 

6J7 met. 

_ 

2700 

980 

EABC80 

(678/6AK8! 1200 

450 

EL86 

(6CW5) 

1230 

460 

UCH81 

(19AJ8) 

1200 

450 

SK7/G-GT 

_ 

2000 

730 

EAF42 

(6CT7) 

2010 

730 

EL90 

(6AQ5) 

1100 

400 

UCL82 

(50BM8) 

1600 

580 

6LG/GC 

_ 

2200 

820 

EBC41 

(6CV7) 

1650 

600 

EL91 

(6AM8) 

1500 

550 

UF41 

(12AC5) 

1650 

600 

6L7 

_ 

2300 

850 

EBF80 

(6N8) 

1630 

600 

EL93 

(6DL5) 

1100 

400 

UF89 

— 

920 

340 

BN7/GT 

__ 

2600 

940 

EBF89 

(6DC8) 

1440 

540 

EL500 

(6GB5) 

2920 

1060 

UU1 

(45A5/10P14)1600 

580 

6NK7/GT 

_ 

3000 

1100 

EC80 

(604) 

6100 

1800 

EM4 

(WE12) 

3520 

1270 

UL84 

(45B5) 

1220 

450 

607/GT 

(6B6) 

2200 

820 

EC86 

(6CM4) 

1800 

650 

EM34 

(6CD7) 

3520 

1270 

UY41/42 

(31A3) 

1210 

450 

6SJ7/GT 


2520 

900 

EC88 

(6DL4) 

2000 

730 

EM80 

(6BR5) 

1700 

620 

UY82 

— 

1600 

580 

6SK7/GT 

_ 

2100 

770 

EC9a 

(6C4) 

1350 

500 

EM81 

(6DA5) 

1700 

620 

UY85 

(3SA3} 

840 

320 

6SN7/GTA (ECC32) 

1690 

620 

EC92 

(6AB4) 

1350 

500 

EM84 

(6FG6) 

1800 

650 

UY89 

— 

1600 

580 

6S07/GT 

(6SR7) 

2000 

730 

EC95 

(6ER5) 

2040 

750 

EQ80 

(6BE7) 

3470 

1250 

1A3 

(DA90) 

2400 

870 

6V3A 

_ 

3650 

1320 

EC97 

(6FY5) 

1920 

700 

EY51 

(6X2) 

1930 

700 

1B3/GT 

(1G3/GT) 

1360 

500 

6V6GTA 

_ 

1650 

600 

EC900 

(6HA5) 

1750 

650 

EY80 

(6V3) 

1320 

48Ù 

3BU8/A 

— 

2520 

930 

6W6GT 

(6Y6) 

1500 

550 

ECC40 

(AA61) 

2590 

950 

EY81 

(6V3P) 

1270 

470 

5R4/GY 

— 

2000 

730 

6X4A 

{EZ90) 

860 

320 

Eccai 

(12AT7) 

1320 

500 

EY82 

(6N3) 

1160 

420 

5U4/GB 

(5SU4) 

1430 

530 

6X5GT 

(EZ35) 

1210 

450 

ECC82 

(12AU7) 

1200 

450 

EY83 

— 

1600 

580 

5V4/G 

(GZ32) 

1500 

550 

6Y6G/GA 

_ 

2600 

950 

ECC83 

(12AX7) 

1280 

460 

EY86/87 

(6S2) 

1450 

550 

5X4/G 

(U52) 

1430 

530 

9CG8A 

_ 

1980 

720 

£CC84 

(6CW7) 

1900 

700 

EY88 

(6AL3) 

1520 

560 

5Y3/GTB 

(USO) 

1050 

380 

9EA8/S 

_ 

1430 

520 

EGC85 

f6AQ8) 

1250 

460 

EZ40 

(6BT4) 

1270 

470 

6A8GT 

(6D8) 

2000 

730 

9T8 

_ 

1380 

500 

ECC86 

(RGM8) 

2810 

1020 

EZ80 

(6V4) 

750 

280 

6AF4/A 

(6T1) 

1900 

690 

12AQ5 

_ 

2150 

780 

ECC&B 

(6018) 

2000 

730 

EZ81 

(6CA4) 

800 

300 

6AG5/A 


2500 

930 

12AT6 

(HBC90) 

1000 

370 

ECC91 

(6J6) 

2500 

900 

GZ34 

(5AR4) 

2420 

900 

6ALS 

(EAA91/EB81)1100 

400 

12AV6 

(HBC91) 

1000 

370 

ECCI89 

(6ES8) 

1850 

670 

HCH81 

(12AJ8] 

1230 

460 

6AM8/A 

— 

1500 

550 

12AX4/GTBfl2D4) 

2200 

800 

ECFBO 

f6BL8) 

1430 

520 

OA2 

(150C2) 

3880 

1390 

6ANa/A 

— 

1900 

700 

12BAG 

[HF93) 

1000 

370 

ECF82 

(6U8) 

1650 

600 

PABC80 

(9AK8] 

1200 

450 

6AT6 

(EBC90) 

1000 

370 

12BE6 

(HK90) 

1100 

400 

ECF83 

— 

2530 

920 

PC86 

(4CM4) 

1800 

650 

6AT8 

— 

1900 

690 

12CG7 


1350 

500 

ECFB6 

(6HG8) 

2120 

780 

pesa 

(4DL4) 

2000 

730 

6AU4/GTA — 

1520 

550 

12CU6 

(12B06) 

3050 

1100 

ECF2IH 

— 

1920 

700 

PC92 

— 

1490 

560 

6AU6/A 

(EF94) 

1050 

380 

12SN7/GT (12SX7) 

1850 

670 

ECFSOt 

(6GJ7) 

1920 

700 

PC93 

(4BS4) 

2750 

1000 

6AU8/A 

— 

2200 

800 

2SB06 

_ 

2200 

800 

ECFBQ2 

— 

1900 

700 

PC95 

(4ER5) 

2040 

740 

6AV5/GA 

(6AU5) 

2700 

980 

25DQ6/B 

— 

2650 

960 

ECH4 

(E1R) 

4180 

1550 

PC97 

(5FY5] 

1920 

700 

6AV6 

(EBC91) 

1000 

370 

35A3 

(35X4) 

850 

320 

ECH42/41 TFCIO) 

1980 

720 

PC900 

(4HA5) 

1750 

640 

6AW8/A 

— 

2015 

730 

35D5 

(350L6) 

1000 

370 

ECH81 

(ÙAJSÌ 

1200 

450 

PCC84 

(7AN7) 

1920 

*^00 

6AX3 

— 

2100 

760 

35W4 

(35R1) 

850 

320 

ECH83 

(6DS8) 

1490 

550 

.aCC85 

(9A08) 

1310 

500 

6AX4/GTB — 

1250 

460 

35Z4/GT 

_ 

1650 

600 

ECH84 

— 

1490 

550 

PCC88 

(7DJ8) 

2000 

730 

6AX5/GTB — 

1300 

480 

50B5 

(UL84) 

1200 

450 

ECL80 

(6AB8) 

1480 

550 

PCC89 

— 

2370 

860 

6B8G/GT 

(6BN8) 

2400 

870 

80G/GT 

_ 

1400 

710 

ECL8t 


1600 

580 

PCC189 

f7ES8) 

1850 

680 

6BA8 

(EF93) 

1000 

370 

83V 

_ 

1R00 

650 

ECLa2 

f6BM8) 

1600 

580 

PCF30 

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520 ■ 

BBAayA 

— 

2800 

1050 

807 

_ 

2500 

1050 

ECLB4 

(60X8) 

1750 

650 

PCF82 

(9U8) 

1650 

600 

EfiC6 

(6P3/6P4) 

1150 

420 

4671 

_ 


1000, 

ECLB5 

reovft) 

1820 

670 

PCF86 

(7HG8) 

2120 

770 

6BC8 

— 

3000 

1100 

4672 

_ 

_ 

1000 

ECL88 

(eGW8) 

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650 

PCF201 

— 

1920 

700 

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f6B07) 

1650 

600 

5687 


_ 

400 

ECLLBQO 

— 

2950 

non 

PCF801 

(8GJ7S) 

1920 

700 

BBOe/GT 

16G1Ì6Ì 

2700 

980 

5698 

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400 

EF6 

(WE17) 

3960 

1450 

PCFa02 

(9JW8) 

1900 

700 

6BQ7 

(6BK7) 

1650 

600 

5727 

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EF40 

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2370 

860 

PCF805 

(7GV7) 

1920 

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12 (fig. 

13 (fig. 

14 (fig. 

15 (Fig. 

16 (fig. 

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18 (Fig. 

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1) 

2 ) 

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RX ' TX dispone di tre tubi (n. 2-955 + n. 1-12SJ7), il Rx monta 11 tubi (n 4-12SH7 + n. 2-9004 -h 

APNI n. 1-12SN7 + n. 2-12H6 -I- n. 1-0D3). Alimentazione dalia rete-dinamotor incorporato 14-24V. 

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dispoBto In modo da essere Inserito opportinamenTé su quattro punti carrispondenti sì quattro 
crl&talH Inseriti e scelti sulle gamma da 0 s 8J2. Tale meccanismo pué essere tolto con 
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graduazione in 5 colori 


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PRESSO TUTTI 
I MAGAZZENI 
DI MATERIALE 
ELETTRICC 
E RADlO-TV 


PREZZO 
L. 10.800 


RIDUTTORE PER LA MISURA 
DELLA CORRENTE ALTERNATA 
Mod. TA6/N portata 25 A - 50 A 
- 100 A - 200 A 


C|C 








































MIGNONTESTER 365 

■ tascabile 
■ con dispositivo di protezione 

■ portate 36 
■ sensibilità 

20.000-10.000-5.000 n/V cc e ca 




CARATTERISTICHE - 

SCATOLA in materiale anti¬ 
urto, calotta stampata in meta- 
crilato trasparente che conferisce 
al quadrante grande luminosità. 
STRUMENTO tipo a bobina mobi¬ 
le e magnete permanente (sensibilità 
20.000, 10.000, 5.000 quadrante am¬ 
pio con scale a colori, indice a coltello, 
vite esterna per la regolazione dello 
zero. POTENZIOMETRO: per la rego¬ 
lazione dello zero dell’indice nelle 
portate ohmmetriche - COMMU¬ 
TATORE di tipo speciale rotan¬ 
te per il raddoppio delle por¬ 
tate - BOCCOLE per tutte le 
portate - PUNTALI con ma¬ 
nicotti ad alto isolamen¬ 
to - ALIMENTAZIONE: 
l’hommetro va alimen¬ 
tato da due pile a 
cartuccia da 1,5 V 
che vengono al¬ 
loggiate nell’in- 
interno della 
scatola. 


dimensioni 

90x87x37 


Prezzo per Radiotecnici 
franco ns/ stabilimento 

L. 8.200 

MIGNONTESTER 300 
uguale formato 29 portate 
sensibilità 2000-1000 Q/V 

L. 7.000 


Vcc 20KnV - 100mV - 2,5-25-250-1 OOOV 

Vcc e CA 5-10 KQV - 5-10-50-100-500-1 OOOV 
mA CC 50-100-200 \xA - 500 mA - 1A 
dB —10 +62 in 6 portate 

V BF 5-10-50-100-500-1 OOOV 

Q 10 K (c.s. 50 Q) - 10 MQ 

(c.s. 50 Kfì) 


RICHIEDETEU PRESSO I RIVENDITORI R.T.V. 









Volt c.c. (40.000 ohm/Volt) 9 portate: 

250 mV - 1-5-10-25-50-250-500-1.000 V, 

Volt c.a. (10.000 ohm/VoItJ 7 portate; 

5-10-25-50-250-500-1.000 
Amper c.c. 7 portate: 

25-500 microamper - 5-50-500 MA - 1-5 Amg 
OHM: da 0 a 100 Megaohm: 5 portate: 

X 1 da 0 a 10.000 ohm / 

X 10 da 0 a 100.000 ohm Icori alimentazione a 

X 100 da 0 a 1 Megaohm i batteria da 1,5 Volt 

X 1.000 da 0 a 10 Megaohm f 
X 10.000 da 0 a lOO Megaohm batteria da 1,5 Volt 
Capacimetro; da 0 a 500.000 pF, 2 portate; 

X 1 da 0 a 50.000 pF. 

X 10 da 0 a 500.000 pF 
con alimentazione da 125 a 220 Volt 
Frequenziometro: da 0 a 50U Hz. 2 portale 
X 1 da 0 a 50 Hz. 

X 10 da 0 a 500 Hz. 

con alimentazione da 125 a 220 Volt. 

Misuratore d’uscita; 6 portate; 

5-10-25-50-250-500-1.000 Volt 
Decibel; 5 portate; 

da —IO dB. a +62 dB. 

ALTRE PRODUZIONI ERREPI 

Analizzatore A.V.O. 20kQ/V 
Analizzatore A.V.O. 1^ per elettricisti 
Analizzatore Electric CAR per elettrauto 
Oscillatore AM-FM 30 
Signal Launcher Radio TV 

Strumenti da quadro a bobina mobile ed elettromagnetici 


mod. A.V.O. 40K.47 portate 

Sensibilità. Volt C C. 40.000 ohm/volt 

O 

o 

IO 

evi 


20131 MI LAN 


5.1- 

ir* . 


78 - Tel. 23.63.815 



11 - noirembre 1967 


sommario 


EDITORE 

DIRETTORE RESPONSAilLE 


SETEB 

Giorgio Tolti 

REDAZIOI4E AMMINISTRAZIONE 
ARBONAMENTI - PUBBLICITÀ' 

49121 Bologna, Via C. BoldrinI, 22 telo Fono 27 29 a 
DISEGNI Riccsfdo Grassi - Giorgio Terefizi 

Registrazione Tribuna lo di Bologna, n. 3(XI2 del 23^6; 
Diritti di riproduzlono e traduciona 
riservati a termine di legga 

DISTRIBUZIONE PER L'ITALIA 

SODIP > 20125 Milano > Via Zurattl. 25 - tei. 6BB4 251 
DISTRIBUZIONE PER TESTERÒ 

Messaggerie Intemazionali - 20122 Milano - tal, 794224 
VÌI Vi^Ofitl di Modrone, 1 

Spedixrofio In abbonamento postalo * groppo III 
STAMPA 

Tipografia Lame - 4tti51 Bologna * Via Zanardin 5CK 
ABBONAMENTI; CI2 fascicoli] 

ITALIA l, 3.000 C/C postare n. 8/9061 SETEB Bologna 


Arretrati L. 300 


ESTERO l, 4.000 ì 

Arretrati L. 350 1 ^ , 

Mandai da Poste Intametlonal > m 

PosìonivcisutSfì fùr dds Auslattii ( T*^,. ^ 

payables à / zahfbar an » 


Cambio Indirizzo L, tod 














































Bchemi e applicazioni 
per il materiale 
delle sei combinazioni 
sul prossimo numero 
della Rivista 


Grazie alle agevolazioni ricevute dalle Società e Ditte: DUCATI elettrotecnica, PHILIPS, 
SIEMENS elettra, VECCHIETTI, alle quali va il nostro ringraziamento, possiamo offrire in 
omaggio anche questo anno ricche combinazioni di materiali nuovi di produzione a tutti i 
sottoscrittori di un abbonamento annuale alla nostra Rivista. Dovete solo scegliere! 


f 4 transistori Siemens: 2xACl27 + 2xACl52 


3 transistori e 1 diodo: 1 transistor Philips ASZ11: 1 transistor Philips AC128; 1 transistor di potenza 
Motorola 2N1555 (o 511B Texas Instruments); 1 diodo tipo 1N1169 


3 3 transistori Philips e 5 condensatori; 1 transistor AF116: 2 transistori AC126: condensatori miniatura 
^ Ducati-Microfarad; 2,7 pF - 12 pF - 39 pF - 250 pF - 1000 pF 


2 transistori -F 1 diodo -f 1 bobina: 1 transistor SGS NPN al silicio per RF 01313 ;. 1 transistor 
Philips ASZ11: 1 diodo Philips OA95; 1 bobina per banda FM con nucleo regolabile 


Cg 1 libro -f 2 transistori + 1 diodo: volumetto Philips «Il transistor nei circuiti» ultima edizione; una 
coppia di transistori Philips OC72 selezionati: 1 diodo Philips AAZ15 

OFFERTA SPECIALE: abbonamento alla Rivista + 1 circuito integrato Siemens TAA121 (equivalente a 
3 transistori + 4 resistenze) + 1 transistor Siemens AC188K + 1 transistor Siemens AC187K, con 
spese confezione e postali a nostro carico: LIRE 4600 (estero L. 5.600) 

CONDIZIONI GENERALI (esclusa offerta speciale numero 6) 

ABBONAMENTO per l'Italia lire 3000 (desiderando il dono aggiungere L. 400 per spese di confezione e postali) 
ABBONAMENTO per l’Estero lire 4000 (desiderando il dono aggiungere L. 800 per spese di confezione e postali) 
nella causale del versamento indicare il numero della combinazione scelta 
Tutti coloro che hanno già sottoscritto un abbonamento a L 3.000 dal IjOjO? in avanti e desiderando uno dei doni 
elencati dovranno inviare L 400 (estero L 800) per ie spese di confezione e postali. 















Conferma di un successo 


Mantova, 23-24 settembre 1967 


Potrebbe essere un errore definire un successo la 18° Mostra Mercato 
mantovana: vorremmo invece definirla la continuazione di un successo. 
Il numero dei presenti nelle due giornate: 2.500. 

Presenze reali che escludono naturalmente tutti coloro che sono entrati 
più per curiosità che per interesse specifico e che si sono distri¬ 
buite uniformemente nelle due giornate evitando cosi il superaffolla¬ 
mento delle precedenti edizioni. Di ciò diamo un ringraziamento agli 
Espositori che con la loro presenza dal mattino del sabato, hanno 
permesso la visita completa anche ai primi visitatori. 


Enorme entusiasmo anche per la lotteria che con il suo eccezionale 
monte premi di oltre 250 mila lire, ha costituito nel suo genere, 
motivo di richiamo e una piacevole quanto ricca novità per gli inter¬ 
venuti. 

Anche il concorso « Chi ha parlato con la MRM? » è stato fonte di 
interesse per i numerosi radioamatori che vi hanno partecipato. II 
tempo, volutamente tiranno, ha comunque permesso di collegare circa 
80 radioamatori, fra i quali il vincitore ilVRC di Cordenons, seguito da 
GGM, GGG e altri. 

La gara, nella sua prima edizione, ha rivelato una certa freschezza 
che ha reso piacevole il parteciparvi per la formula indovinata, pur 
non escludendo che nella prossima edizione essa verrà ristrutturata 
nel sistema di attribuzione del punteggio, rendendo il risultato incerto 
fino aH’ultimo giorno. 


In un angolo della Mostra Mercato, abbiamo trovato quale novità asso¬ 
luta il banco prova degli strumenti, attrezzato di generatore, frequen¬ 
zimetro e voltmetro elettronico, che sono stati frequentemente uti¬ 
lizzati, rendendo più sicuri gli acquisti degli OM. 

Passando alle apparecchiature, non possiamo dimenticare il moltipli¬ 
carsi di apparati di classe, quali: Collins, Hallicrafters, Swan, Labes e, 
novità assoluta per l'Italia, l’elegante linea KW rappresentata dalia 
Ditta Prinz di Lugano. 

Un cenno particolare merita la presentazione ufficiale dell'ultimo 
prodotto della Geloso: il TX per SSB G4/218. 

Ci è tuttavia gradito constatare come accanto a questi apparecchi 
di classe, rimanga inalterato il vecchio spirito, che vuole l’OM auto¬ 
costruttore dei suoi apparati, e in questo senso il mercato ha rappre¬ 
sentato la vera « mecca ». 


Infine ecco l’elenco dei numeri sorteggiati nella lotteria con l’abbina¬ 
mento ai relativi premi; 



r estratto n. 30 
2° estratto n. 591 
3° estratto n. 1195 
4° estratto n. 1619 
5° estratto n. 509 


Geloso G4/216 
Antenna 20m 
Conv. Labes 
Tel a ietto LEA 
Tester ICE 


sig. Renato Degli Esposti 
non ritirato 

sig. Gianni Ciccangeli 
non comunicato 

dipendente della Fantini Surplus 







E’ con vero piacere che presentiamo ai nostri Lettori un interessante 
simpatico progetto di Nerio Neri , il NE: un piccolo, efficiente trasnnetti tore per ì 10 
metri, a transistori* Ringraziamo l'amico HE per la cordialità con la quale ha aderito alle nostre propo- 
ste. mentre esprimiamo alla consorella Radio Rì/ista e ai coileghi dì quella Redazione la nostra grati¬ 
tudine per aver concesso a NE e a noi di presentare questo progetto, che. sia pure in altra veste, era 
già stato oggetto di un pregevole articolo su R.R* Nerio Neri scrive per la prima volta sulle nostm 
pagine e noi esprimiamo l'augurio che questa collaborazione possa avere un seguito intenso e pron* 
cuo. Neri è infatti un radioamatore convìnto ed entusiasta, e un sincero difensore dei princìpi dì 
lealtà e correttezza operativa che ogni appassiomto dì elettronica dovrebbe far suoi: Égli cì è stato 
prodigo di interessanti consigli e ci ha illustrato a voce e nei suoi scrìtti idee e convincimenti che 
condividiamo. E’ perché crediamo nel suo sìncero e imparziale giudizio che pubblichiamo in forma 
integrale questo suo progetto dalla premessa quasi... esplosiva: e mentre ci uniamo a NE nel condan¬ 
nare ogni forma di «pirateria» vogliamo solo chiarire che noi non ci consideriamo contrabbandieri 
d'armi ma semmai fabbricanti d'armi, e la legge degli uomini colpisce chi usa le armi senza licenza, 
non chi le costruisce o ne diffonde l’uso. 

Signori, eccoVi: 


Un simpatico 

trasmettitore transistorizzato 

IO watt per i IO metri 


progetto e testo di il NE, Nerio Neri 


Quando la redazione di C.D. mi ha 
chiesto di scrivere questo articolo, ho 
pensato: « ecco che mi unisco an¬ 
ch’io alia, dei resto benemerita, schie¬ 
ra dei... contrabbandieri d’armi »; alia 
schiera di coloro cioè che contribuisco¬ 
no ad... armare i pirati, pubblicando 
descrizioni di trasmettitori su fasci¬ 
coli che vanno in mano a un folto pub¬ 
blico, la maggior parte del quale non 
è autorizzata a usare tali trasmettitori. 
Approfitto quindi dell’occasione per 
rivolgere ai molti che potrebbero re¬ 
golarizzare la loro posizione questo 
breve, modesto discorsino: « spesso il 
fare il pirata troppo a lungo [anche se 
non in malo modo, come purtroppo 
molti invece fanno) non è tanto una 
dimostrazione di forza o astuzia nel 
farla in barba a leggi e persone, quan¬ 
to una dimostrazione di incapacità a 
superare quei non troppo grosso sco¬ 
glio che è l’esame di radioamatore ». 


Scusandomi del preambolo, passiamo 
aH’esame di questo apparecchietto, la 
cui descrizione si pensa giustificata 
per certe sue caratteristiche abba¬ 
stanza interessanti; si tratta infatti di 
un trasmettitore con almeno 10 W di 
potenza input, funzionante a 12-^13 V 
C.C., sulla banda dei 10 m (cioè quar- 
zato su una qualunque frequenza com¬ 
presa in questa gamma] avente dimen¬ 
sioni 5x5x15 cm. 






Un simpatico trasmettitore transistorizzato Circuito elettrico 

10 watt per i 10 metri 

Il circuito è piuttosto convenzionale, trattandosi di un oscilla¬ 
tore a quarzo di tipo classico seguito da tre amplificatori fun¬ 
zionanti a livello di potenza via via crescente. 

Neli'oscillatore il quarzo è montato fra base e massa e la rea¬ 
zione è ottenuta tramite il partitore capacitivo collettore- emit¬ 
tore-massa; tutti gli stadi sono montati con emittore a massa, 
col che si ha un ottimo guadagno in potenza. Per tale motivo 
è stato trovato utile inserire, sui secondari delle bobine dei 
primi stadi, le resistenze di carico indicate sullo schema; in 
particolari condizioni di sintonia possono altrimenti verificarsi 
autooscillazioni che, senza adeguato corredo strumentale, non 
sono facilmente individuabili (in quanto si spengono togliendo 
il quarzo]. 

L’adattatore d’uscita, essendo l'impedenza di collettore de! 
transistor finale di pochi ohm, è a doppio L; con tale sistema 
si può così facilmente adattare un carico d'antenna di 52 o 75 ohm. 
Da notare che ogni transistor è alimentato a sé attraverso due 
induttanze in serie; è infatti estremamente importante, date le 
basse impedenze in gioco, curare al massimo i disaccoppiamen¬ 
ti sull'alimentazione. 



RFC1 impedenza 0,1 mH (Geloso n. 555 o simile) 
RFC2 impedenza 5 [jiH (Geloso n. 815 o simile) 
RFC3 18 spire filo 0,6 mm su resistenza da 1 VU 
(R>10 kn) 

LI prim. 8 spire filo 0,6 - second. 3 spire (lato fr.) 

L2 prim. 8 spire filo 0.8 - second. 3 spire (lato fr.1 

L3 prim. 6 spire filo 1 • second. 2 spire (lato fr.) 
L4 4 spire filo 1,5 mm - 0 10 mm 1 = 25 mm 

L5 7 spire filo 1,5 mm - 0 10 mm 1=25 mm 

LI, L2, L3 sono avvolte su supporto di 6 mm (con 
nucleo) 

L4, L5 sono avvolte in aria. 

TI 2N708: T2 2N1613: T3 BFX17: T4 BD117 


802 


Componenti 

Il quarzo (overtone), può essere miniatura o normale, purché 
del tipo metallico piccolo; un surplus FT243 o similare potrebbe 
non oscillare in questo circuito. 

Il transistore usato come oscillatore è un 2N706; un qualunque 
altro della serie, eventualmente disponibile dal surplus, e cioè 
2N708, 2N914, P397, ecc., è perfettamente sostituibile (si tratta 
anzi di tipi superiori]. Il secondo transistore, un 2N1613, analo¬ 
gamente può essere rimpiazzato da tipi equivalenti, come 2N1711, 
A884, ecc. 

Il transistore pilota, BFX17, è montato con opportuna aletta di 
raffreddamento (del tipo a stella). 

Il transistore finale, un BD117, è naturalmente montato con pia¬ 
strina isolante in mica e relative rondelle. 

Tutti i transistori sono costruiti dalla SGS e quindi facilmente 
reperibili (il prezzo attuale del complesso dei 4 transistori è infe¬ 
riore alle 6000 lire], i due compensatori di accordo del finale 
sono del tipo surplus più normale, oppure reperibili, per esem¬ 
pio, presso la GBC. 

Le impedenze usate sono in parte Geloso (o equivalenti] e in 
parte autocostruite, come indicato sullo schema. 

I condensatori di accordo sono ceramici a tubetto, quelli di fuga 
devono essere ceramici a pastiglia; le resistenze sono natural¬ 
mente del tipo a impasto o a strato (purché antinduttive]. 

Sul fianco del trasmettitore sono montati, come ingressi per 
l’alimentazione, dei condensatori ceramici passanti da 1000 pF, 
cui naturalmente sono in parallelo quelli da 0,1 \if. 














































A ogni passante giunge, dall’esterno, Timpedenza RFC1 (ciò Un simpatico trasmettitore transistorizzato 
vale per i primi tre stadi) che porta il positivo dell'alimentazione p®*" ‘ 

(le induttanze RFC2 e RFC3 sono invece montate all’interno del¬ 
l’apparecchio] . 


Realizzazione 

Come risulta dalle fotografie, il tutto è montato su un telaietto 
metallico (nella fattispecie ottone stagnato) che funge contem¬ 
poraneamente da supporto per il circuito stampato, schermo, 
radiatore per il transistor finale, supporto per i compensatori di 
antenna. Tutti i componenti del trasmettitore, fino alla bobina 
di collettore del BFX17, sono montati su una piastrina isolante 
(o circuito stampato modulare) di 48x75 mm. 

Due schermi dividono (superiormente) tale piastrina in tre set¬ 
tori, entro ognuno dei quali è contenuto uno stadio. Essi sono 
in primo luogo fissati al circuito stampato mediante pezzetti pas¬ 
santi di fiio di almeno 1 mm, quindi il tutto viene inserito fra 
due fiancate dei telaietto, e le orecchie degli schermi vengono 
ad esso saldate. La massa del supporto isolante deve essere 
collegata al telaietto con una bandella (possibilmente ad ambe¬ 
due le estremità} r pure con una bandeila va coiiegato a massa 
l’emittore dei BDiì7, 


Tutti i componenti j 

del trasmettitore, - — -- 

fino alla bobina 


di collettore del BFX17. 
sono montati 
su una piastrina 
di 43x75 mm. 

Gì vedono gli schermi 
che dividono i 
tre stadi del tx. 











Un simpatico trasmettitore transistorizzato 
10 watt per ì 10 metri 



Alla serie già nota di opuscoli si aggiungono i 
seguenti che segnaliamo per la novità degli 
argomenti trattati. 


DI . CO . DI . 

E' spiegato in modo chiaro che cosa sono i 
Discriminatori a Contatori Di Impulsi. Dopo la 
lettura sarete in grado di costruire con poca 
spesa ricevitori a modulazione di frequenza ad 
ELEVATISSIMA FEDELTÀ'. 

NESSUN ALLINEAMENTO è richiesto. 

Lire 700 se anticipato, 

Lire 1.200 se controassegno. 


Van Mindus 

IPNOSI CON L’OSCILLOSCOPIO E LA TV 

— che cos'è veramente l'ipnotismo? 

— chi può ipnotizzare? 

— chi può essere ipnotizzato? 

— quali sono gli stadi dell'ipnosi? 

— come costruire apparecchiature elettroniche 
per ipnosi? 

— che cos'è l'autoipnosi? quali benefici se ne 
può trarre? 

La risposta a questi e a molti altri interroga¬ 
tivi potrete trovarli in questo affascinantissimo 
lavoro che costituisce una guida pratica ed 
assolutamente morale al l'ipnosi. Divertente per 
tutti. Utile particolarmente in campo medico. 
Lire 1.000 se anticipato. 

Lire 1.500 se controassegno. 

richiedeteli a: 

ilNB NASCIMBEN BRUNO 
40055 CASTENASO (Bologna) 



804 


Taratura e collaudo 


Per H controllo dèli'apparato non occorrono particolari strumenti. 
Basterebbe addirittura la solita lampada inserita come carico; 
naturalmente essa deve più o meno rispettare Timpedenza pre¬ 
vista, deve cioè essere, per esempio^ un tipo auto da 24V-10W 
(in tal caso non si accenderà completamente, il carico comun¬ 
que risulta sufficientemente adattato). 

Meglio naturalmente sarebbe realizzare un carico fittizio me¬ 
diante un certo numero di resistenze antindiittìve poste in paral¬ 
lelo onde ottenere 50 o 75 ohm dì impedenza e almeno 5-^6 W 
di dissipazione, e applicarvi poi ai capi la testina RF di un volt- 
metro a valvola. La disponibilità di tale strumento agevolerebbe 
anche la taratura dei singoli stadi, leggendone le tensioni RF 
sulle basi dei transistori. 

Il FortuzzFwattmetro sarebbe ancora preferibile (meglio comun¬ 
que non tenerlo inserito a lungo, essendo,., al limite delia sop¬ 
portazione). Comunque, con [‘osci[latore regolarmente funzio¬ 
nante, e una volta tarati tutti gli stadi che precedono il finale 
per il massimo, la corrente assorbita complessivamente sì aggi¬ 
rerà su 1 A. GII assorbimenti parziali, all'incirca, sono: 

2N706 - 15 mA 2N1613 = 20 mA BFXI? = 80 mA 
Occorre ricordare che, tarando la bobina del roseli latore per il 
massimo, esso potrebbe non innescare regolarmente alle suc¬ 
cessive riaccensioni; la taratura va quindi fatta raggiungendo II 
massimo dai fato in cui la sintonia è più piatta, e tornando poi 
leggermente indietro col nucleo. 

Il primo compensatore d’uscita (quello più prossimo al col¬ 
lettore del finale) effettua una sintonìa piuttosto piatta; ciò è 
dovuto al suo basso valore rispetto alla capacità fissa che ha 
in parallelo. 

Con 1 A complessivo assorbito, la potenza d’uscita si aggira 
sui 6 -f 7 W, con un rendimento delio stadio finale di quasi il 
60%. 


Modulazione 

Viene qui modulato solamente il transistor finale; ciò in quanto 
si raggiunge ugualmente una buona percentuale di modulazione 
(all'inclrca il 90%), ed anche perché per il transistore pilota 
occorreva realizzare una presa sul trasformatore di modulazio¬ 
ne (essendo la suo VCEO troppo bassa per tollerare con suf- 
freiente sicurezza ì 12 V modulati), complicazione modesta* 
ma d’altra parte pressoché inutile. 

Il modulatore può essere un qualunque amplificatore che ero¬ 
ghi 5-f6 W su un’impedenza di circa 12 -f15 fi (a tale valore 
deve cioè essere adattato il secondario del trasformatore di mo¬ 
dulazione) , 


Conclusioni 

La tensione massima di alimentazione di questo trasmettitore 
non deve superare ì 15 V. Nel caso tipico di una batteria da 
auto sotto carica (cioè con la dinamo che viaggi al massimo, 
col che si arriva a quasi 14 V) l’input raggiunge i 14 -f 15 W e 
l’output circa 8 -f9 W. 

Ciò almeno nei due prototipi realizzati: non è escluso che, date 
le ampie tolleranze di fabbricazione dei transistori, le potenze 
risultino (in qualche caso) leggermente diverse. 

Nessuno vieta di realizzare tale apparato sulle altre gamme O.C. 
(più in alto non sì può andare, in quanto i 30 MHz rappresentano 
pressoché la frequenza limite per il BD117), come pure è pos¬ 
sibile inserire al posto del quarzo un opportuno VFO. 

Parimenti nulla vieta dì adottare una diversa soluzione mecca¬ 
nica, per esempio montando il tutto (anche senza piastra iso¬ 
lante) entro una scatoletta modulare di allumìnio, usando per 
il transistor finale uno di quei radiatorini singoli reperìbili a po¬ 
che centinaia di lire. 

Buon lavoro e... buoni dx! 











rt/tx transistorizzato 
2 metri 

2,5 watt uscita 

dottor Luigi Rivola, ilRIV 


sommario 



Viene presentato un ricetrasmettitore transistorizzato funzionante sulla gamma dei 2 metri con rice¬ 
vitore a copertura continua da 144 MHz a 146 MHz a doppia conversione e trasmettitore a frequenza 
fissa stabilizzata a quarzo avente una potenza di uscita di 2,5 W modulata al 100% in AM (classe A3). 
Il ricetrasmettitore è stato inoltre corredato di un accoppiatore direzionale per la lettura sia della 
potenza diretta che di quella riflessa dalVantenna. 

Allo scopo di rendere questa apparecchiatura il più possibile versatile sono state previste le seguenti 
alimentazioni: a pile entrocontenute, a batteria d’automobile, e a rete (50 Hz) mediante alimentatore 
stabilizzato, pure entrocontenuto. 

Il sistema di modulazione del pilota e dello stadio finale del tx avviene mediante trasformatore di modu¬ 
lazione e mediante una rete di diodi e resistenze che permette il raggiungimnto di una modulazione 

suadentemente simmetrica. 

Il rice\ntore di progetto tradizionale ulìUzzà un convertitore con oscillatore stabilizzato a quarzo per 
la prima conversione, e una prima media freqtienzfi accordabile da 19 MHz a 21 MHz. La seconda media 
frequenza è stata scelta a /,i MHz allo scopo di eliminare le possibili interferenze di immagine che 
cadono così fuori gamma, . 

Cojnpletano tì ricevitore tl limitawre dt disturbi, Vamphficatore di c.a.s., l indicatore di campo e l am¬ 
plificatore di bassa frequenza che è stato sepuraw da quello del trasmettitore per ridurre i consumi in 
ricezione. 


introduzione 

Le caratteristiche più salienti di questo ricetrasmetti¬ 
tore, che lo differenziano da altri miei progetti già pre¬ 
sentati su CD, sono le seguenti; 

1) la potenza di uscita di 2,5 W 

2] il sistema di modulazione 

3) l’alimentazione stabilizzata entrocontenuta 

4] l'accoppiatore direzionale per la iattura della po¬ 
tenza in watt, sia diretta che riflessa dall’antenna. 

Perciò il ricetrasmettitore può essere considerato com¬ 
pleto per quanto riguarda non solo i sistemi di controllo 
ma anche per l'alimentazione che lo rende utilizzabile 
ovunque. 

La realizzazione sperimentale del progetto ha permes¬ 
so poi di conoscere l'importanza della taratura degli 
stadi pilota e finale de! tx che determina non solo il 
miglior accoppiamento all’antenna ma anche la miglior 
simmetria possibile della modulazione. 


Infatti l’AM per un tx transistorizzato si è rivelata 
molto più critica della corrispondente a valvole non 
solo per quanto riguarda la fedeltà di riproduzione ma 
anche per la facilità agli « spiatters » e alla tendenza 
alla modulazione fortemente negativa. E' stata pure os¬ 
servata l’importanza della schermatura del preampli¬ 
ficatore di BF del modulatore e la necessità di usare 
condensatori di fuga passanti a pastiglia che si sono 
rivelati gli unici adottabili. 

Si raccomanda pertanto a chi desiderasse costruire que¬ 
sto ricetrasmettitore di attenersi scrupolosamente sia al 
progetto originale, specialmente per il tx, che alle 
precise norme di taratura che sono riportate dettaglia¬ 
tamente nel testo. 

Attenzione, dunque, il buon funzionamento del tx è legato 
a questi fattori: assemblaggio componenti, schermature e 
taratura finale. 

Per quanto riguarda l’rx e l'alimentazione non si sono 
manifestati fattori particolarmente critici e la sua co¬ 
struzione non ha causato sorprese. 

Ed ecco i dati più interessanti: 


sezione tx 

— potenza di uscita a radiofrequenza: 2,5 W (misurata a 145,422 MHz) 

— impedenza di uscita (antenna): 52 VL 

— stabilità di frequenza: migliore di 200 Hz in 15 minuti 

— sensibilità modulatore: 3mV (eff.) per 3W di uscita 

— risposta modulatore: lineare entro 1,5 dB da 150 Hz a 8.000 Hz 

— impedenza ingresso modulatore: 2.000 H _ 

— transistori impiegati: 1 x 2N706, 3 x 2N2369, 2 x 40290, 1 x AC126, 1 x AC128, 2 x AD139 

— diodi impiegati: 2 x BYIOO, 1 x OA79, 1 x OA85, 1 x 1N82A 

sezione rx 

— copertura continua lineare entro 1,5 dB da 144 MHz a 146 MHz 

— doppia conversione di frequenza, di cui la prima quarzata 

— medie frequenze: 19-^21 MHz e 1,1 MHz ^ , 

— sensibilità: 0,5 iiV, con segnale a nota fissa modulato al 30% a 1000 Hz e con un rapporto segnale/ 
/disturbo ancora accettabile 

— selettività: 7 kHz a 6 dB di attenuazione 

— controllo automatico di sensibilità esteso agli stadi a 144 MHz 

— limitatore di disturbi . 

— amplificatore di bassa frequenza separato da quello del tx erogante una potenza massirna di 300 mw 

— indicatore di campo («S-meter») 

— controllo manuale della sensibilità ^ _ ^ 

— transistori impiegati: 2 x AF186, 2 x 2N2369, 6 x AF165, 1 x AC141, l x AC126, 1 x OC71, 2 x OC72 

— diodi impiegati: 2 x ÒA79, 1 x OAZ202 







sezione alimentatore stabilizza.to: 

— tensione uscita: regolabile da 9 a 13,5 V 

— corrente continua massima di uscita: 1,3 A 

— ronzio residuo a 1,3 A: < 1 mV (eff) 

— resistenza interna: 50 * 10-^ 

— variazione tensione uscita per una variazione della rete 10% (in più o in meno): 2%ft con eroga¬ 
zione di 1 A 

— transistori irnpiegati: 1 x ASZ18, 1 x AC128, 2 x AC126 

— diodi impiegati: 1 x 1Z5,6 4 x SD98S. 

Nella tabella 1 sono raccolti alcuni dati relativi ai consumi in corrente, alle tensioni minime e massime 
di funzionamento, al peso e alle dimensioni. 


Tabella 1 - Dati generali sul ricetrasmettitore. 


minimo 

massimo 

tensione di funzionamento (V) 

10 

13.5 

consumo in ricezione (mA) (1) 

30 

100 

consumo in trasmissione (mA) [2] 

7G0 

950 

durata pile entrocontenute 



in trasmissione (h) (3) 

2 

3 

in ricezione (h) (3) 

00 

120 

ingombro (cm) (4) 

124 (alt.) 263 (largh.) 317 (prof.) 

peso tkg) (completo di pile) 

8.5 



Figura 1 

Schema a blocchi del ricetrasmettitore 

In figura 1 è indicato lo schema a blocchi del rice¬ 
trasmettitore nelle sue linee principali. Come si vede 
da questa figura il ricevitore e il trasmettitore sono 
due unità completamente autonome e non hanno in 
comune nessuna parte. 


Nella figura 2 è mostrato lo schema a blocchi del tra¬ 
smettitore, che può essere così descritto sommaria¬ 
mente. Lo stadio Dscitlatom quartato a 72 MHz I2N706) 
alimenta direttamente il duplicatore f2N2369l a cut segue 
una catena formata dì due stadi di preampllflcagione 
t2x2N2369) che ha la funzione di fornire la potenza 
necessaria allo stadio pilota (40290), Segue lo stadio 
finale C40290Ì accoppiato al pilota con filtro di benda 
(che non compare nello schema a blocchi). Anche tra 
l'ulttmo stadio del preampJlficatore s il pilota è stato 
inserito un filtro di banda. Nel modulatore io stadio 
di preamplificazione (AC126) comanda direttamente lo 
stadio pilota (AC128) che tramite un trasformatore in¬ 
vertitore di fase alimenta io stadio tinaie in classe B 
(2x AD139). 

La modulazione viene estesa sìa al finale a radiofre¬ 
quenza che al pilota. 




Ciascuna delle singole unità indicate in figura 1 ver¬ 
ranno descrìtte e discusse dettagliatamente nello svi¬ 
luppo del testo. 


il trasmettitore 

il trasmettitore può essere considerato suddiviso nelle 
seguenti parti: 

1) il generatore di portante 

2) il modulatore 

3) ì circuiti di commutazione 

4) l'accoppiatore direzionale 


L’accoppiatore direzionale viene Inserito tra il relè d'an¬ 
tenna e l’antenna stessa. 


(1) Misurati con una tensione di alimentazione di 13,0 V. I 
dati si riferiscono rispettivamente a volume minimo e 
massimo. 

(2) Misurati con una tensione di alimentazione di 13,0 V. I 
dati si riferiscono rispettivamente ad assenza e presenza di 
modulazione al 100%. 

(3) Con pile tipo « Leclanché *> e con funzionamento ininter¬ 
rotto; impiegando le pile di lunga durata tipo al mercurio 
questa durata può essere decuplicata. 

(4) Con esclusione dell'accoppiatore direzionale che viene mon¬ 
tato all’esterno del ricetrasmettitore. 








































































807 


rt/tx transistorizzato 
2 metri - 2,5 watt uscita 


Figura 3 

Schema elettrico dei trasmettitore. 

Le linee tratteggiate indicano i’ubicazione degli 
schermi (S1...S5). La parte del modulatore rac¬ 
chiusa nell’area delimitata dalie lìnee a trat¬ 
teggio è stata completamente schermata. Tutte 
le resistenze sono da 1/4 dì W, salvo contra¬ 
riamente indicato. I valori indicati sulle capa¬ 
cità variabili si riferiscono alla capacità mas¬ 
sima. 

A1-B1: tensione di alimentazione; 

A2-B2: profondità di modulazione; 

A3-B3; potenza relativa di uscita; 

A4-B4: potenza assoluta di uscita; 

A5-B5: corrente di assorbimento del tx. 

























































































































1) il generatore di portante 

L’oscillatore quarzato a 72 MHz è di tipo classico e 
viene polarizzato in modo che, con una tensione di 
collettore di 12,5 V, abbia una corrente di collettore 
tra 8 e 9 mA. Le resistenze RI e R2 (figura 3) che 
polarizzano la base di Q1 e la resistenza di emittore 
R3 sono state calcolate per soddisfare a questa condi¬ 
zione. 

Si è potuto controllare sperimentalmente che superando 
questi valori di corrente di collettore si possono verifi¬ 
care variazioni significative nella frequenza dell’oscillatore 
stesso e quindi nella frequenza del segnale emesso. 
Questo stadio fornisce un livello di potenza piuttosto 
basso: 2-^3 mW. 

L’accoppiamento allo stadio successivo viene fatto me¬ 
diante C4 e C5 che permettono una facile regolazione 
del trasferimento della potenza al duplicatore (02, 
figura 3). 

Sottolineo fin da ora il fatto che tutte le resistenze 
di emittore (R3, R4, R5 e R6] devono essere anti-induttive. 
I dati costruttivi di LI come pure quelli delle altre in¬ 
duttanze e delle impedenze di arresto radiofrequenza 
sono date nella tabella 2. 


Per ottenere il massimo rendimento dello stadio duplica¬ 
tore è necessario ottenere un angolo di rotazione della 
corrente di collettore appropriato (tra 8t)® e 100°). Per 
questo è stato scelto un valore di R4 (figura 3) di 18fì 
(resistenza antinduttiva) che è risultato praticamente il 
migliore dal punto di vista del rendimento in duplicazione, 
il circuito d'accordo dello stadio duplicatore (L2, C8 

e C9 figura 3) viene accordato a 144 MHz e come già 
detto si passa allo stadio successivo mediante l'accop¬ 
piamento capacitivo C8 e C9. 

Seguono lo stadio duplicatore il primo e il secondo 
preamplificatore (Q3 e Q4) costituiti da 2N2369. 

Tra Q2 e Q3 e tra Q3 e Q4 sono stati inseriti due 

schermi in ottone argentato (linee tratteggiate in figura 3) 
aventi la funzione di evitare inneschi a radiofrequenza. 
Sia Q3 che Q4 hanno sul circuito dì emittore una resi¬ 
stenza da 1 on (R5 e R6 rispettivamente) avente lo 

scopo di centrare l’angolo di rotazione di corrente di 

collettore che per gli amplificatori in classe C ha un 
valore ottimale di 120°. 

Sul lato freddo di L3 e L4 come pure sugli emittori 
di Q3 e Q4 sono stati impiegati, quali condensatori di 
fuga per la radiofrequenza, i condensatori passanti a 
pasticca da 1 nF che si sono rivelati gii unici adottabili. 


Tabella 2 ■ Dati costruttivi delle induttanze e delle impedenze di arresto radiofrequenza (per la sola sezione tx) (5) 

induttanza 



0 impedenza 

dati costruttivi 

supporto 

RF 



LI 

5 spire spaziate 1,5 mm (6) filo 1 mm diametro interno 8 mm 

in aria 

L2 

4 spire spaziate 2 mm filo 1 mm e diametro interno 7 mm 

in aria 

L3, L4, L5, L6 

3 spire spaziate 3 mm filo 1 mm diametro interno 6 mm 

in aria 

L7 

5 spire spaziate 2 mm filo 1,5 mm diametro interno 9,5 mm 


RFC1,2,3,4, 

1,5 spire filo 0,5 avvolte direttamente su nucleo di ferrite avente 


5.6, 7, 8, 10, 

diametro 6 mm e lunghezza 10 mm (7) 

ferrite 

12, 13 



RFC9 

21 spire ravvicinate filo smaltato 0,30, diametro interno 7 mm 

in aria 

RFC11 

3 spire spaziate 2,5 mm filo 1 mm diametro interno 5 mm 

in aria 


Da prove sperimentali è risultato che non è necessario 
stabilizzare la tensione di alimentazione dello stadio 
oscillatore (ad es. mediante diodo zener) in quanto 
anche variazioni da 9,5 a 13,5 V non producono varia¬ 
zioni significative di frequenza. E’ stato anche osser¬ 
vato che aumentando la corrente di collettore dì Q1 
oltre i 15 mA lo spostamento dì frequenza in funzione 
dello spostamento di tensione diventa non più trascu¬ 
rabile tale cioè da richiedere la stabilizzazione della 
tensione stessa. 

il circuito LI, C4, C4 bis e C5 viene accordato a 72 MHz 
e per il miglior trasferimento di segnale al duplicatore. 
Attraverso il sistema di accoppiamento capacitivo quindi 
si entra direttamente nello stadio duplicatore (Q2, fi¬ 
gura 3) costituito dal 2N2369 che per motivi di sicurezza 
è dotato di aletta di raffreddamento a stella. Anche que¬ 
sto stadio, di formulazione classica, impiega lo stesso 
sistema di accoppiamento precedente. Si noterà la man¬ 
canza delle resistenze di polarizzazione di base. 

Ciò è causato dai fatto che la giunzione base-emittore, 
alimentata a radiofrequenza dallo stadio precedente, fun¬ 
ziona da diodo e in modo proporzionale alla corrente a 
radiofrequenza che vi circola, determina tra base ed 
emittore la necessaria tensione di polarizzazione per 
il funzionamento corretto del transistore stesso. 

Questo sistema di polarizzazione che incontreremo an¬ 
che negli altri seguenti stadi a radiofrequenza e che 
potremmo definire « automatica » è molto comoda in 
quanto evita l'impiego delle resistenze di polarizza¬ 
zione di base. 

In assenza di pilotaggio, proveniente dallo stadio pre¬ 
cedente, si ha pertanto l’interdizione del transistore 
stesso: man mano che l’eccitazione aumenta si avrà un 
proporzionale aumento della corrente di collettore. Qua¬ 
lora l'eccitazione fosse eccessiva si va incontro al 
pericolo di distruggere il transistore stesso per supe¬ 
ramento della sua massima potenza dissipabile. 


I punti di massa di R5 e R6 sono stati saldati diretta¬ 
mente sugli schermi metallici. 

II circuito L3, C12, C14 viene accordato a 144 MHz per 
il massimo trasferimento di segnale da 03 a Q4. 

Come si vede, l’accoppiamento tra 03 e 04 (figura 3) 
è di tipo capacitivo, mentre l’accoppiamento tra 04 
e lo stadio successivo (05 pilota) è di tipo a filtro di 
banda di progettazione non usuale. 

Questa rete di accoppiamento che permette di adat¬ 
tare bene l’impedenza relativamente alta esistente sul 
collettore di 04 a quella molto bassa di base dì 05 
è costitiuta dal due circuiti L4, C18, C19 e L5, C20, C21 
che sono separati da uno schermo (linea tratteggiata. 
Figura 3) e che vengono accordati separatamente a 
144 MHz. 

La potenza presente in uscita del circuito di collettore 
(04) misurata su un’impedenza di 52 n adattata è di 
200 mW (vedi anche tabella 3), 

L’eccitazione fornita al pilota (05, figura 3) viene rego¬ 
lata in maniera semifissa da R7 che varia la tensione di 
alimentazione ai primi quattro transistori (01, 02, 03 
e 04). La resistenza variabile L7 viene poi regolata in 
modo che con una tensione dì alimentazione del rice- 
trasmettitore di 13 V il pilotaggio sia sufficiente a de¬ 
terminare una potenza di uscita dal tx di 2 watt e mezzo. 


(5) Tutte le induttanze L1...L7 sono in rame argentato. 

(6) Per spaziatura si intende lo spazio intercorrente tra una 
spira e la successiva e non la distanza fra i centri delle 
spire. 

(7) Queste impedenze a ferrite sono in vendita presso; ilVH 
Gianni Vecchietti - Mura interna San Felice, 24 - Bologna. 











Il pilota [Q5 - 40290 RCA) è collegato con l’emittore 
direttamente a massa. E' importante che questa massa 
unitamente a quella del condensatore a pastiglia (C24, 
figura 3} venga saldata sullo schermo S4. Il lato freddo 
di RFC8 riceve ii segnale di modulazione tramite una 
rete di diodi e resistenze che descriveremo dettagliata- 
mente più avanti. 

Il sistema di accoppiamento tra 05 e 06 a filtro di 
banda (C25, C26 e L6) che viene accordato a 144 MHz 
per il miglior trasferimento di potenza a radiofrequenza. 
La funzione di questo secondo filtro di banda, come pure 
del primo non è soltanto di adattare le Impedenze dei 
vari stadi, ma è anche quella di evitare che la fre¬ 
quenza fondamentale del quarzo (72 MHz) arrivi in 
antenna. 

La potenza fornita dal pilota (05) su di una impe¬ 
denza di 52n è di 0,6 W, e il suo consumo di cor¬ 
rente di collettore in queste condizioni è di 90 mA 
(vedi tabella 3). 

Come lo stadio pilota anche quello finale (06) è co¬ 
stituito dal 40290 della RCA e Temittore è ugualmente 
collegato direttamente alla massa. 11 condensatore di 
fuga radiofrequenza a pastiglia C28 ha la propria massa 
saldata sullo schermo S5 come per lo stadio precedente 
(unitamente all'emittore). 

Il circuito di uscita di 06 per l’adattamento dell’antenna 
da 52 Q. di impedenza è di tipo capacitivo tramite C29 
e C30 che vengono accordati con L7 a 144 MHz per il 
miglior trasferimento di potenza all’antenna stessa. Su 
questo punto ritorneremo più avanti. Per il controllo 
della potenza di uscita nel circuito d’antenna sono 
stati inseriti l’accoppiatore direzionale e una sonda 
capacitiva. 

La sonda capacitiva (C31, D3, C39 e RIO, figura 3) per¬ 
mette di leggere sullo strumento sistemato sul pannello 
frontale una tensione continua proporzionale alla ten¬ 
sione a radiofrequenza presente nel circuito di an¬ 
tenna. Essendo nota l’impedenza può quindi indicare la 
potenza di uscita. Il valore della capacità C31 deve 
essere determinato di volta in volta. Il suo valore ot¬ 
timale dovrebbe essere compreso tra 1 pF e 2,2 pF. 



Figura 4 a) 

Immagine oscilloscopica tensione B.F. di modulazione (1 kHz) 
nel punto PI (figura 3). 


La criticità della sonda consiste essenzialmente nel fat¬ 
to che la tensione RF inviata a D3 può dipendere non 
solo dalla tensione sul circuito d'antenna, ma anche da 
quella presente in L7 specie se il montaggio è realizzato 
in modo che C31 possa captare il campo irradiato da L7. 
La misura di potenza così effettuata ha poco significato. 
Per questo è stato previsto l'impiego di un accop¬ 
piatore direzionale che dà la potenza diretta e quella ri¬ 
flessa dall’antenna, senza cioè l’interferenza dell'eventuale 
campo di L7. L'accoppiatore direzionale verrà descritto 
dettagliatamente più avanti. 


Sul circuito di uscita è stato quindi inserito un relè 
d'antenna (CT3, figura 3) che pur non essendo coas¬ 
siale non introducè perdite significative date le basse 
capacità dei contatti verso massa e la sua miniaturizza¬ 
zione. E’ stato controllato che questo relè (Siemens, 
tipo ceramico per commutazione RF) ha una perdita di 
inserzione sicuramente inferiore airi% rispetto alla 
potenza di entrata per potenze inferiori ai 3 W. 

Il rendimento globale dello stadio finale, con l'aiuto 
dell'accoppiatore direzionale, può essere spinto fino a 
superare il 75%, il che è davvero notevole. 

La modulazione viene applicata tramite il trasformatore 
di modulazione (T2, figura 3) al punto freddo di RFC10 
e tramite la catena Di, D2, R8 e R9 al punto freddo 
di RFC8 cioè al pilota. 

La funzione dei diodi è quella di modulare il pilota 

stesso (05, figura 3) solo durante i picchi positivi, 

come si vede dalla figura 4 a) che riporta l'immagine 
oscilloscopica della tensione di modulazione a 1000 Hz 
osservata nel punto PI. 

Per confronto si può vedere la stessa immagine oscil¬ 
loscopica vista in P2 (figura 3) nella figura 4b). 

La resistenza variabile R9 viene poi regolata in modo 

da avere la miglior forma d’onda in P2 (figura 3) e 
nella traccia oscilloscopica del segnale a radiofrequenza 
di uscita accoppiato direttamente alle placchette verti¬ 
cali deiroscilloscopio stesso (8). 

La resistenza variabile R9 ha la funzione di dosare la 

porzione di segnale modulante da iniettare come picco 
positivo nello stadio pilota (Q5, figura 3). 

Con questo tipo particolare di modulazione, dopo una 
lunga serie di prove è stato possibile ottenere una mo¬ 
dulazione sufficientemente simmetrica. Al ricevitore pa¬ 
noramico i picchi negativi risultano leggermente più 
alti di quelli positivi. 

Questo particolare argomento verrà più dettagliatamente 
discusso nel paragrafo della taratura. 

La potenza di uscita a radiofrequenza dallo stadio finale, 
misurata su un carico artificiale da 520 dì impedenza 
con una tensione di alimentazione di 13 V è di 2,5 W. 



Figura 4 b) 

Immagine oscilloscopica tensione B.F. di modulazione (1 kHz) 
nel punto P2 (figura 3). Nei; punti contrassegnati si può 
notare un piccolo tratto a pendenza più bassa di quella corri¬ 
spondente alTonda perfettamente sinusoidale. 

Al variare di questa tensione di alimentazione si hanno 
le seguenti potenze: 

1,0 W 9 V ! 2,1 W 12 V 

1,4 W 10 V 2.5 W 13 V 

1,7 W 11 V 2,7 W 13,5 V 


(8) Vedi « The radio amateur’s handbook » 1965 ed. « American 
radio relay league » pag, 302 e 303. 








Tutte le potenze sono nnodulabili al 100%, ma non è rt/tx transistorizzate 

comunque consigliabile spingere la tensione di alimen- 2 metri - 2,5 watt uscita 

tazione oltre i 13 V in quanto ciò renderebbe più diffi¬ 
cilmente linearizzabile la simmetria della modulazione. 


Tabella 3 - 

Correnti di collettore, potenza in uscita e rendimenti di ciascuno stadio del generatore dì portante del tx (9). 





corrente di 

potenza 

rendimento 

Stadio 

transistore 

collettore 

dì uscita 

(%) 




(mA) 

(W) 


oscillatore 

Q1 

2N706 

8 

0,003 


duplicatore 

Q2 

2N2369 

12 

0,006 

— 

r preamplificatore 

Q3 

2N2369 

20 

0,040 


2° preamplificatore 

Q4 

2N2369 

30 

0,200 


pilota 

Q5 

40290 

90 

0,600 

51 

finale 

Q6 

40290 

240 

2,500 

80 


A titolo riassutivo e per dare un'idea dei guadagni di po¬ 
tenza realizzabili lavorando a transis'.ori nella tabella 3 
sono riportate le correnti di collettore e le potenze 
disponibili aH'uscita di ogni sìngolo stadio del tx. 

Tutti i transistori del generatore di portante ad esclu¬ 
sione del 2N706 (oscillatore Q1, figura 3) sono dotati 
di dissipatori di calore del tipo a stella come visibile 
dalle fotografie relative al tx. Per il transistore impiegato 
come finale (06, figura 3) il dissipatore è stato fatto 
costruire appositamente. Nella figura 5 è mostrata una 
sezione completa di tutti i dati costruttivi che può es¬ 
sere impiegata direttamente per la sua realizzazione 
pratica. Il materiale è alluminio. 


Spazio nel quale viene incastrato a pressione il transistore 
40290 finale con il grasso « Silicone-Bayer » per migliorare 
lo scambio termico. 



Figura 5 

Dissipatore termico per il 40290 finale (alluminio o lega leggera) 

Questo dissipatore è stato fortemente sovradimensionato 
allo scopo di proteggere il transistore finale da eventuali 
brevi sovraccarichi, e di farlo lavorare in condizioni di 
tutta tranquillità. 

E' essenziale comunque che durante la trasmissione 
l'antenna non venga disinserita in quanto ciò potrebbe 
condurre alla immediata distruzione di Q6 con probabili 
conseguenze anche per gli stadi precedenti. 

2) il modulatore 

Il modulatore è stato progettato in modo da avere una 
notevole riserva di potenza modulante al fine di spingere 
la modulazione fino al 100% senza distorsioni. La po¬ 
tenza in uscita è di 3 W per una tensione di ingresso 
di 3 mV (eff.). La potenza massima del modulatore 
può arrivare fino a 5 W. 

All'ingresso del modulatore adatto per microfoni aventi 
impedenza compresa tra 50 e 500 n è stato inserito 
un circuito filtro per l’arresto della radiofrequenza. 


Segue a questo filtro uno stadio preamplificatore (Q7, 
figura 3) sul cui collettore è stato inserito un potenzio¬ 
metro (Ri5, figura 3) per la regolazione della profondità 
di modulazione. 

Il segnale di bassa frequenza proveniente da R15 passa 
alla base di 08 (figura 3] che ha funzione dì pilota. 

Il trasformatore T1 inserito sul collettore di Q8 manda 
infine sulle basi di Q9 e O10 due segnali di bassa 

frequenza invertiti di fase l’uno rispetto all'altro. 

Lo stadio finale (Q9 e QIO) funzionante come contro¬ 
fase in classe B è termicamente compensato tramite 
la resistenza NTC (R22, figura 3) che è stata posta 
sul radiatore di uno dei due transistori finali (elettri¬ 
camente isolata) (10). 

La resistenza variabile R23 viene quindi regolata in modo 
che la corrente globale di collettore dello stadio sia 

di 60 mA. La resistenza di carico da collettore a col¬ 

lettore è di 63 n (con tensione di alimentazione di 
13 V). Lo stadio finale può erogare una potenza mas¬ 
sima di 5 W con un assorbimento massimo di 750 mA 
come corrente di collettore globale, 
il trasformatore di modulazione ha perciò un primario 
con presa centrale avente impedenza dì 63 fi e un se¬ 
condario avente impedenza di 40 fi essendo tale valore 
il rapporto tra la tensione di alimentazione e la somma 
delle correnti di collettore di Q5 e Q6. 

I dati costruttivi del trasformatore di modulazione sono 
i seguenti: 

primario: 170 spire filo 0,55 mm con presa centrale 

secondario: 128 spire filo 0,55 mm 

traferro: 0,1 mm 

lamierino: 37,5 x 57 mm 

pacco: 19 — 20. 

La massima corrente di circolazione nel secondario (cor¬ 
rente continua) è di 0,7 A e la massima potenza tra¬ 
sferibile di 5W. 

La profondità di modulazione viene indicata dallo stru¬ 
mento posto sul pannello frontale mediante il circuito 
C33, D4, R25 e C34 (figura 3). Si tratta semplicemente 
di un circuito di rivelazione e di un sistema di lettura 
della tensione continua presente ai capì del diodo 
rivelatore. La resistenza R25 è stata calcolata in modo 
che una modulazione del 100% faccia deviare l’ago del 
microamperometro al 70% del fondo scala. 

Al fine di evitare inneschi dovuti a possibili ritorni di 
radiofrequenza lo stadio preamplificatore e quello pilota, 
compreso il potenziometro regolatore di profondità di 
modulazione, sono stati chiusi in un contenitore me¬ 
tallico completamente schermato in cui l'alimentazione 
a 13 V viene filtrata mediante un condensatore pas¬ 
sante a pastiglia da 1 nF (C44 bis, figura 3). 

II consumo globale medio del modulatore è di circa 
220 mA in assenza di segnale e di 450 mA per un’uscita 
di 3W. 


(9) Con una tensione di alimentazione di 13 V. 

(tO) I radiatori di 09 e OlO sono formati da lamiera di ottone 
avente lo spessore di 2 mm e dimensioni di 32 x45 mm. 





































3) i circuiti di commutazione. 

Le commutazioni più importanti per il funzionamento del 
ricetrasmettitore sono tre e cioè la commutazione del 
sistema di alimentazione (CT2, figura 3), la commuta¬ 
zione ricezione-trasmissione [CTI) che comanda il relè 
d'antenna CT3 e la commutazione della lettura dei con¬ 
trolli (CT4). 

Delle altre due commutazioni (ST5 e CT6, figura 13) 
si parlerà nella parte relativa al ricevitore. 

La commutazione ricezione-trasmissione è stata proget¬ 
tata in modo da determinare un ritardo nell’accensione 
del ricevitore quando si passa da trasmissione a rice¬ 
zione e viceversa un ritardo nell’accensione del trasmet¬ 
titore quando si passa da ricezione a trasmissione. 

Ciò viene fatto allo scopo di avere la certezza che la 
portante emessa dal tx, trovando l’rx ancora parzial¬ 
mente alimentato, durante il passaggio da trasmissione 
a ricezione, entri nel ricevitore stesso con pericolo di 
distruzione del suo primo stadio in alta frequenza 
(Oli, figura 13). 

Il ritardo dipende dai valori delle costanti di tempo delle 
bobine di eccitazione aventi in parallelo un condensa¬ 
tore elettrolitico a seconda che siano o no collegate 
direttamente all’alimentazione. 

Il ritardo nel passaggio da trasmissione a ricezione è 
proporzionale alla differenza tra la costante di tempo 
C45 ■ RL2 (resistenza ohmica della bobina dì eccitazione) 
e C46 per la resistenza di RL3 avente in parallelo la re¬ 
sistenza interna dell'alimentatore stabilizzato (oppure 
quella della batterìa). 

Essendo questa resistenza interna molto piccola, la re¬ 
sistenza parallelo tra questa e RL3 sarà sempre molto 
piccola e perciò il ritardo è funzione praticamente sol¬ 
tanto di C45 • RL2 (figura 3). 

Analogamente nel passaggio inverso da ricezione a tra¬ 
smissione il ritardo è funzione praticamente solo di 
C46 ■ RL3. 

Per meglio comprendere questo, consideriamo il fatto 
che RL2 e RL3 abbiano in posizione di riposo i contatti 
chiusi. Se supponiamo di partire dalla posizione di tra¬ 
smissione per passare a quella di ricezione al momento 
della commutazione il gruppo RL2-C45 rimarrà polarizzato 
e non andrà tensione al rx che allo scadere della costante 
di tempo RL2 ■ C45 (cioè 1 secondo), nello stesso 
istante il gruppo RL3-C46 essendo chiuso sull'alimen¬ 
tazione e avendo per questo assunto una costante di 
tempo molto piccola sarà immediatamente polarizzato 
con apertura contemporanea dei contatti. 

In questo modo mentre il tx è disinserito immedia¬ 
tamente l'rx viene alimentato dopo 1 secondo. 
Analogamente avviene nel caso inverso. 

La commutazione ricezione-trasmissione agisce, come già 
detto, anche sul relè d’antenna RL1 (figura 3) nel senso 
che la sua bobina viene eccitata quando arriva ten¬ 
sione a tutto il tx e la sua inserzione è praticamente 
istantanea rispetto al tempo di formazione della portante. 
La commutazione del sistema di alimentazione (CT2, 
figura 3) e quella di lettura dei controlli (CT4) hanno 
la funzione rispettivamente di permettere l'alimenta¬ 
zione con diverse sorgenti di energia e di utilizzare 
per le diverse misure (tensioni, correnti e potenze) un 
solo microamperometro. 

I commutatori CT2 e CT4 devono essere del tipo a 
contatto mobile non cortocircuitante. 


rt/tx transistorizzato 
2 metri - 2,5 watt uscita 


4) l'accoppiatore direzionale. 

L'accoppiatore direzionale per ì 144 MHz, che CD pre¬ 
senta per la prima volta, almeno in questa versione, è 
senza dubbio un componente di grande interesse. 

Col suo impiego si possono avere le seguenti informa¬ 
zioni: 

a) la potenza reale in uscita, espressa in watt. 

b) la potenza riflessa dall’antenna verso il tx, espressa 
in watt. 

c) il rapporto onde stazionarie. 



Questo strumento di misura è di uso de! tutto generico 
e pertanto può essere applicato a qualunque trasmet¬ 
titore sia esso a transistori oppure a tubi. 

Il campo di misura possibile con l'accoppiatore dire¬ 
zionale può essere esteso impiegando come strumento di 
lettura un microamperometro da 50 ilxA f.s. da 7^8 W 
f.s. fino a 1 kW su un’impedenza di 52 
La sua inserzione non produce perdite significative in 
quanto l’accoppiatore direzionale consiste sostanzial¬ 
mente in una linea coassiale a impedenza costante uguale 
a quella del cavo di alimentazione antenna. 

L'impedenza caratteristica dell'accoppiatore direzionale 
qui presentato è di 52 H. 

Nelle figure 6 e 7 è rappresentato schematicamente il 
circuito di accoppiamento costituito da una resistenza 
R, da un « loop » parallelo aH’asse della linea coassiale 
e da un sistema di rotazione meccanica che permette 
di invertire la posizione dì R rispetto al « loop » (nella 
direzione dell’antenna). 

La freccia vicina a « e » indica il senso di circolazione 
della corrente a radio frequenza («e » indica la ten¬ 
sione a radiofrequenza in uscita dall’accoppiatore). 
Quindi « e—^ » rappresenta la tensione diretta e « <—e » 
quella riflessa. 



Figura 6 

Accoppiatore direzionale con il « loop » orientato per la let¬ 
tura deM’onda diretta all’antenna; è proporzionale alla 

tensione dell’onda diretta. 


Figura 7 

Accoppiatore direzionale con il <tloop » orientato per la let¬ 
tura dell'onda riflessa dall'antenna. 

4-e è proporzionale alla tensione deH’onda riflessa. 













Inserendo il circuito di accoppiamento come in figura 6, 
la tensione « e—^ » a radiofrequenza è proporzionale alla 
tensione diretta all’antenna: ruotando l'accoppiamento 
stesso di 180“ (e cioè il supporto che lo sostiene] la 
tensione « <—e » è proporzionale alla tensione dell’onda 
riflessa (figura 7). Essendo poi il sistema a impedenza 
costante potremo conoscere, mediante opportuna tara¬ 
tura, il valore della potenza diretta, della potenza ri¬ 
flessa e quindi anche del rapporto onde stazionarie (11). 
Vediamo di dimostrare come in effetti un tale circuito si 
comporti come un accoppiatore direzionale, 
in figura 8 è rappresentato il circuito equivalente in cui: 
E = tensione tra il conduttore esterno e quello interno 
(a radiofrequenza) 

I = corrente nella linea (a radiofrequenza) 

M = induttanza mutua tra il « loop » e il conduttore cen¬ 
trale della linea 
C = capacità di accoppiamento 
R = resistenza inserita (antiinduttiva) 



Figura 8 

Schema equivalente accoppiatore direzionale, 
(vedi anche figura 9). 


Se « e » (figura 8) è la tensione a radiofrequenza in 
uscita del sistema abbiamo: 

G = Or + Cm 

in cui Or ed e^, sono rispettivamente le tensioni ai 
capi della resistenza e del « loop » che funziona come 
una reattanza induttiva, il valore di Or è approssimati¬ 
vamente uguale a RE/Xc in cui Xc è la reattanza capa¬ 
citiva, come si deduce daH’applicazione della legge di 
Ohm, se R è molto piccolo rispetto a Xc (12). 

I I Br = RE ■ j to C n 

La tensione sarà esprimibile (sempre sulla base 

della legge di Ohm e dell’espressione della reattanza 
induttiva) nei seguente modo: 

Bm = I ■ j (jO (± M) 2) 

in cui l’induttanza mutua ha segno positivo o negativo 
a seconda del senso di circolazione della corrente I. 
Da 1) e 2) avremo: 

e = Br + Om — j to (ORE ± MI) 3) 

I componenti del circuito di accoppiamento sono scelti 
non solo per R molto piccolo rispetto a Xc, ma anche 
in modo che sia CR = M/Zo (Zq è l’impedenza carat¬ 
teristica della linea coassiale). In altre parole la lun¬ 
ghezza e la distanza del « loop » dal conduttore centrale 
vengono calcolate in modo da soddisfare a quest’ultima 
uguaglianza. 

Introducendo questa espressione nella 3) si ha: 

EM E 

e = j co (-± MI) = j co M (-± l) 4) 

Zo Zq 

In ogni punto di una linea di trasmissione, la tensione E 
è la somma della tensione riflessa e della tensione 
diretta, mentre la corrente I (figura 8) è la differenza 
tra la tensione diretta e quella riflessa divise per l’im¬ 
pedenza caratteristica (Zq) . 



L'accoppiatore direzionale montato sul ricetrasmettitore. 


La resistenza R e il condensatore C funzionano come 
partitori di tensione a radio frequenza e tanto più 
cassa sarà C (cioè tanto più lontano è il « loop » 
da! conduttore centrale) tanto più alta sarà la sua 
reattanza e quindi tanto più bassa sarà la tensione Sr 
ai capi di R e più basso sarà il segnale inviato ai rive¬ 
latore. 

In altre parole la sensibilità dell’accoppiatore direzionale 
sarà tanto più bassa quanto più lontano sarà il « loop » 
dal conduttore centrale e viceversa per il contrario 
Vedremo ora come è possibile, con un tale circuito, 
separare l'onda diretta da quella riflessa. 


(11) Dalla misura del percento della potenza riflessa è possibile 
risalire direttamente al rapporto onde stazionarie mediante un 
diagramma già pubblicato su CD 6/65, pagina 344. 

(12) Infatti se R << Xc ai ha che cr s E perché la caduta 
di tensione ai capi di R sarà trascurabile rispetto a quella 
dovuta a Xc, che sarà quindi molto vicina a E; allora si può 
scrivere; 

E 

OR — R i ~ R - 

Xc 

















Cioè: 


E, 

Zo 


rt/tx transistorizzato 
2 metri • 2,5 watt uscita 


E = E, + E, 


^ Zo Zo 


5) 


in cui Ej indica la tensione diretta e Er queila riflessa. 
Per sostituzione avremo: 


E E, + E. Ea - Er 

e^ == j w M (-h 1 ) = j w M (-^-] = 

Zo Zo Zo 

j CO M 

=- (2 Ea) 6) 

Zo 

E Ea + Er Ea-Er 

= j co M [-^ !) = j co M [-^-) = 

Zo Zq Zq 


j co M 

-- (2 EJ 7) 

Zo 

Quindi la tensione di uscita a radiofrequenza dal cir¬ 
cuito di accoppiamento sarà proporzionale solamente 
all’onda diretta (espressione 6), quando l’accoppiatore 
stesso sarà ruotato come in figura 6 e solamente all’onda 
riflessa nell'altro caso (figura 7). 

Dalle 6) e 7) si vede che queste tensioni sono pure 
dipendenti dalla frequenza. Infatti co = 2 tt: f- Allo scopo 
di rendere queste tensioni poco dipendenti dalia fre¬ 
quenza si inserisce in uscita verso la rivelazione una 
reattanza capacitiva (Cr figura 8) che è inversamente 
proporzionale alla frequenza. 

Questa reattanza capacitiva ha quindi la funzione di 
linearizzare la risposta in frequenza della tensione « e ». 
Segue il circuito di rivelazione e di filtrazione che dà 
una tensione continua (ecc- figura 8) leggibile diret¬ 
tamente a un microamperometro (figura 8 e figura 9), 
tarabile in watt. 



Figura 10 

Risposta in frequenza per accoppiamenti del « loop » corri¬ 
spondenti a 10 W, 100 W e 500 W f.s., con accoppiatore dire¬ 
zionale progettato per 100-^250 MHz. 


Veniamo ora alla descrizione dell'accoppiatore direzio¬ 
nale nella sua realizzazione sperimentale. 

Il tratto di linea coassiale a 52 H di impedenza carat¬ 
teristica è stato ricavato da un blocco di ottone a forma 
di parallelepipedo quadrato, ricavando un foro centrale 
passante dello stesso diametro del cavo RG8 A/U dopo 
avere tolto la guaina di plastica e la calza delia scher¬ 
matura. 

Perpendicolarmente alla linea coassiale (figura 11) viene 
poi ricavato un secondo foro di maggior diametro del 
primo il cui fondo viene spinto fino ad asportare, per 
un certo tratto, il polietilene del RG8 A/U (figura 11) 
(vedi anche le fotografie). 



Figura 9 

Disposizione dì principio dei componenti dell'accoppiatore 
direzionale. 

(Così orientato, la tensione a radiofrequenza ìndica la potenza 
riflessa dall'antenna]. 


E’ chiaro inoltre che aumentando l’accoppiamento tra 
il « loop » e la linea centrale aumenta la sensibilità 
dell’accoppiatore direzionale. Questo determina un cor¬ 
rispondente aumento di C (figura 8) e perciò le con¬ 
dizioni R < < Xc e CR ~ M/Zo non saranno più valide. 
Ci si deve pertanto aspettare una diminuzione del 
segnale inviato al microamperometro di lettura al va¬ 
riare della frequenza oltre certi limiti, 
i diagrammi dì figura 10 indicano la risposta relativa 
a varie frequenze delia potenza letta, regolando la di¬ 
stanza del « loop » in modo tale da avere come fondi 
scala 10 W, 100 W e 500 W rispettivamente, per un accop¬ 
piatore direzionale dimensionato per 100 - 250 MHz. 



Figura 11 

Sezione schematica dell’accoppiatore direzionale. 

Nel foro così praticato viene alloggiato 11 circuito di 
accoppiamento, formato dalla resistenza R (150 f2), del 
« loop », che è costituito da un terminale di R stesso, 
dal condensatore di compensazione frequenza, dal diodo 
di rivelazione e dal condensatore di filtraggio radiofre¬ 
quenza a pastiglia da 1 nF (figure 9 e 11). 

Il circuito accoppiatore è sostenuto da un cilindretto 
cavo che può essere orientato in un senso o nell’altro 
rispetto ai tx. Il bloccaggio viene assicurato da una vite 
godronata. 

II limite di massima sensibilità si ha per l’accoppiamento 
massimo e corrisponde a un fondo scala di circa 8 W 
impiegando uno strumento da 50 ^A a 3.800 Q, di 
resistenza interna. 

Il limite di minima sensibilità sì ha per il massimo 
disaccoppiamento e può arrivare fino a 1 kW. 







































Come indicato in figura 10, utilizzato con un fondo rt/tx transistorizzato 

scala di 500 W, l’accoppiatore direzionale dà una risposta 2 metri - 2,5 watt uscita 

lineare entro 1 dB da 20 MHz a 1000 MHz. 



il ricevitore 


Il ricevitore come già indicato nella premessa è una su¬ 
pereterodina a doppia conversione (vedi schema a 
blocchi di figura 12) in cui la prima media frequenza è 
variabile da 19 a 21 MHz, per coprire i due MHz di 
banda (144 MHz a 146 MHz) con oscillatore controllato 
a quarzo e la seconda media frequenza a 1,1 MHz con 
oscillatore libero. 

E' stato scelto il valore di 1,1 MHz per eliminare l’in¬ 
terferenza di immagine che cade fuori ggmma. 

In uscita dalla seconda media frequenza abbiamo la 
rivelazione e l’amplificazione per il controllo automatico 
di sensibilità (C.A.S., figura 12). Dopo la rivelazione 
il segnale entra nel limitatore di disturbi (« noise limi- 
ter ») e quindi neM'amplificatore di bassa frequenza termi¬ 
nando in altoparlante. 

Descriviamo ora il ricevitore dettagliatamente nelle sue 
singole parti. 

In figura 13 è disegnato Io schema elettrico completo 
del ricevitore. 

Il segnale presente in antenna viene portato tramite 
C52, C53, C54 e LIO all’ingresso delTampiificatore a 
144 MHz a ? MHz di larghezza di banda passante. 


Questa amplificazione a 144 MHz, viene fatta con un 
solo stadio a base a massa impiegante l'AFlSG (punto 
nero). Dopo numerose prove di confronto, con altri 
schemi che prevedevano uno stadio a cascode o due stadi 
a base a massa, si è stabilito che quello suindicato 
era il migliore alla luce delle seguenti considerazioni: 

1) scarsa sensibilità alla modulazione incrociata 

2) facilità di impiego del C.A.S. (il cascode è pratica- 
mente incontrollabile). 

3) facilità della realizzazione sperimentale che non ri¬ 
chiede la presenza di schemi. 

L'impiego di due stadi a base a massa o di uno stadio a 
cascode danno modulazioni incrociate tanto accentuate 
da sconsigliarne l'impiego a meno che non ci sia la 

certezza di ricevere solo segnali deboli o medi. 
Ritornando alTamplificatore a 144 MHz, il segnale en¬ 

trato in emittore di Q11 viene applicato al miscelatore 
012. L'oscillatore controllato a quarzo (Q14 oscillatore 
e 015 triplicatore), invia il suo segnale a 115 MHz me¬ 
diante una linea bifilare intrecciata (figura 13) sul cir¬ 
cuito di base di 012, Sul circuito di collettore di questo 
stadio abbiamo una media frequenza accordabile da 19 
a 21 MHz a seconda che il segnale in ingresso antenna 
vada da 144 MHz a 146 MHz. Il circuito C65, L12 viene 
accordato a 20 MHz ed è stato realizzato in modo da 
avere una banda passante di 2 MHz. 1 circuiti di LIO 

e L11 vengono accordati a 145 MHz come meglio sarà 
descritto nella parte «taratura» (13). 

Per quanto riguarda l'oscillatore e lo stadio triplicatore 
si rimanda a quanto già detto rispettivamente per lo 
stadio oscillatore e duplicatore della sezione tx essen¬ 
do i circuiti del tutto analoghi; cambia infatti solo la 

frequenza di lavoro e la potenza in gioco. Il quarzo lavora 
a 38,667 (sulla terza armonica) e il circuito L8 C110 è 
accordato alla stessa frequenza del quarzo. La triplica¬ 
zione che avviene in 015 con L9 C108 (figura 13) ac¬ 
cordato a 115 MHz assicura l’adeguata alimentazione di 
segnale per la prima conversione. 


(13) I dati costruttivi delle induttanze e delie impedenze di 
arresto radiofrequenza per il ricevitore sono raccolti in tabella 4. 






























































rt/tx transistorizzato 
2 metri < 2,5 watt uscita 



SwrrtR 


RAOFONiMTi 

HOOUÌAZ 


Dopo la conversione il segnale proveniente da L12 viene 
inviato tramite C66, C67 e LI3 alla base del primo 
stadio amplificatore di media frequenza (013), il cui 
guadagno può essere regolato manualmente azionando 
R39, 

Segue quindi lo stadio di seconda conversione con 
oscillatore libero (016, figura 13) che tramite C73 
inietta il suo segnale sulla base di 017. Sul collettore 
di 017 che funziona da secondo convertitore si trova 
un filtro di banda a 1,1 MHz (L16 e L17 figura 3) (13). 
La stabilità in frequenza di questa seconda conversione 
è data dalla presenza del diodo zener (D6, figura 13) 
OAZ202 che stabilizza l'alimentazione del l'oscillatore a 
6,0 V. 

Il condensatore variabile a tre sezioni (C67, C106 bis e 
C71) assicura infine l'allineamento costante da 19 a 
21 MHz. 

L'amplificazione alla seconda media frequenza di 1,1 MHz 
viene poi assicurata dai due stadi 018 e 019 (figura 
13), collegati fra di loro da L18 (13). 

Dopo l'ultima amplificazione (019) una parte del se¬ 
gnale viene inviato al diodo rivelatore D7 e un'altra 
parte aM’amplificatore del C.A.S. (020 e 021, figura 13) 
tramite C87. 


Lo stadio 021 amplifica il segnale prelevato da C87 a 

1,1 MHz e ha sul proprio collettore una tensione con¬ 

tinua proporzionale alla tensione a 1,1 MHz presente 
all’uscita di L19 (13), 

Sul collettore di 021 può quindi essere inserito un volt- 
metro (R 60 e lo strumento da 0,5 mA f.s.) avente la 
funzione di indicatore di campo («S-meter»). Una 
parte della tensione contìnua presente aut collettore di 
02! viene poi inviate aEla base di Q2Q che funziona 
me amplicatore in continua e fornisce la tensione suf¬ 
ficiente per il G.A.S. Sui coliettore di Q20 è percià 

presente una tensione variabile da 1.5 V a 11 V a 
seconda dei segnale \n ingresso [antenna). Per segnali 
torti guasta tensione sarà di 1,5 V, per segnali molto 

deboli sarà di 11 V. 


(14) Per spaziatura si intende lo spazio intercorrente tra una 

spira e la successiva e non l'interasse delle spire. 

(15) L'iniezione dell’oscillatore locale a quarzo viene fatta 

(dopo la triplicazione) mediante 2 spire avvolte separatamente 
e quindi incastrate sul lato freddo del secondario di L11, 

come si può vedere dalie fotografie: da queste 2 spire che 
hanno lo stesso diametro di L11 e sono spaziate 1,5 mm 
parte una linea bifilare intrecciata che termina con altre 2 

spire, uguali alle precedenti, incastrate sul lato freddo di L9. 


Tabella 4 - Dati costruttivi induttanze e impedenze di arresto radiofrequenza del ricevitore 

Jriduttacie e 
impedenze 

dati costruttivi 

supporto 

L10 (primario) 

4 spire spaziate 2 mm (14) filo 1 mm diametro interno 6 mm 

tubetto in polistirolo 

presa a 1 spira dal iato freddo 

u con nucleo ferrite 

LIO (secondario) 

come per il primario, presa a 1,5 spire dal lato freddo: distanza 
interasse tra primario e secondario 15 mm 

come per il primario 

L11 (primario) 

4 spire spaziate 1,5 mm filo 1 mm diametro interno 8 mm 

in aria 

L11 (secondario) 

come il primario, presa a 1,5 spire dal lato freddo; distanza 

In aria 


interasse primario e secondario 11 mm (15) 

tubetto polistirolo con 

L8 

8 spire ravvicinate filo smaltato 0,4 mm, diametro interno 6 mm 

nucleo ferrite e 


schermo 

L9 

4 spire spaziate 1,5 mm filo 1 mm diametro interno 8 mm 

in aria 



tubetto polistirolo con 

L12 (primario) 

20 spire ravvicinate filo smaltato 0,3 mm diametro interno 7 mm 

nucleo ferrite e 

schermo 

L12 (secondario) 

5 spire ravvicinate filo smaltato 0,3 mm avvolte sullo stesso 
supporto di L12 primario, accoppiate ad esso dal lato freddo 

_ 


a una distanza di 3 mm 


L13 ... L19 

vedi CD 1/66 pagine 14-^21 

— 

RFC14 

3 spire filo 0,5 mm avvolte direttamente su nucleo di ferrite 
avente diametro 6 mm e lunghezza 10 mm 

ferrite 


















Figura 13 

Schema eiettrico de] ricevitore. 

I componenti entro la linea tratteggiata fanno parte del telaietto 
di seconda conversione e rivelazione, completo di circuito 
amplificatore del C.A.S. e dello « S-meter », tipo CV144/2 
della C.S.P. Il condensatore variabile a tre sezioni, lo S-meter 


e l’interruttore sul C.A.S. non fanno parte del telaietto. Tu1 
le resistenze sono da 1/4 dì W, salvo espressamente indice 
e salvo tutte le resistenze del telaietto premontato che so 
da 1/8 di W. I valori indicati sulle capacità variabili si rii 
riscono alla capacità massima. 


Tramite R29 e R37 questa tensione variabile viene 
applicata a 011 e 012 (figura 13) le cui basi sono 
state polarizzate prima dell’inserzione del C.A.S. a una 
tensione di 10,5 V allo scopo di dare un certo ritardo 
nell'Intervento dei C.A.S. 

L’interruttore CT6 ha poi la funzione di escludere il 
C.A.S., esclusione che in certi casi si è rivelata utile. 
Tutta la catena di prima e seconda conversione fa parte 
di un telaietto premontato della C.S.P. (16) come pure 
rampiificatore del C.A.S. premontato su un telaietto se¬ 
parato. 

Nella figura 13 tutti i circuiti premontati sono stati 
circoscritti da una linea tratteggiata. Anche il conden¬ 
satore variabile triplo avente le tre sezioni di 20 pF 
(C67), 30 pF (C106 bis) e 15 pF (C71) rispettiva¬ 
mente è stato fornito dalla C.S.P. 

Non fanno parte dei telaietti C.S.P. l’interruttore CT6, 

10 strumento per l’indicatore di campo e C87 conden¬ 
satore di accoppiamento aU’amplificatore del C.A.S. 
All’uscita del diodo rivelatore D7 abbiamo il limitatore 
di disturbi che può essere escluso tramite CT5A e 
CT5B. Come diodo tosatore è stato impiegato un'altro 
OA79. 

11 valore di C93 del limitatore di disturbi è stato scelto 
sperimentalmente. Infatti una capacità troppo bassa 
non assicura il taglio dei disturbi, una capacità troppo 
alta attenua troppo l’intero segnale proveniente dalla 
rivelazione. Valori soddisfacenti di C93 (figura 13) sono 
compresi tra 0,1 piF e 0,47 [jlF. 

Dopo lo stadio limitatore il segnale viene inviato all’am- 
plificatore di bassa frequenza mediante C94 e il poten¬ 
ziometro regolatore di volume R72 (figura 13). 


Si è preferito costruire per il ricevitore un amplificatore di 
bassa frequenza separato da quello del trasmettitore per 
ridurre i consumi in ricezione. Infatti anche in assenza 
di segnale questo amplicatore consuma 220 mA globali, 
mentre l'intero ricevitore con il volume al massimo (col 
proprio amplificatore di bassa frequenza separato) ne 
consuma 100. 

L’amplificatore di B.F. del ricevitore è a quattro tran¬ 
sistori e cioè Q22 preamplificatore, Q23 pilota e il con¬ 
trofase finale in classe B formato da Q24 e Q25. L’ac¬ 
coppiamento è capacitivo tra il preamplificatore e il 
pilota, e induttivo con trasformatore invertitore di fase 
(T3 figura 13) tra pilota e finale. Lo stadio finale, com¬ 
pensato termicamente da R81 (NTC 130 12) viene cen¬ 
trato come punto di lavoro dalla resistenza semifissa R83, 
che in assenza di segnale viene regolata per una corrente 
di collettore globale di 024 e Q25 di 3 mA. Il trasfor¬ 
matore di uscita (T4) adatta poi l’impedenza dell'alto¬ 
parlante (3 12). 1 transistori dello stadio finale sono 
muniti di alette di raffreddamento tenute insieme da una 
vite di fissaggio. 

L'amplificatore di bassa frequenza del ricevitore è 
controreazionato dalla catena R85 ClOO allo scopo di 
migliorare la riproduzione. La banda passante (esclu¬ 
dendo l'altoparlante) va da 100 a 8.000 Hz. 

Misure di sensibilità fatte per confronto con un altro 
ricevitore tarato in ]H,V hanno mostrato che un segnale 
di 0,5 ulV modulato al 30% da una nota fissa (1000 Hz) 
è ancora perfettamente udibile con un rapporto segnale- 
disturbo abbastanza buono. 

L'ampiezza di banda del canale di seconda media frequen¬ 
za a 1,1 MHz è di circa 7 kHz a 6 dB di attenuazione. 

































































Prove pratiche hanno dimostrato che anche segnali 
molto forti (S9 + 30 dB) danno una modulazione 
incrociata quasi trascurabile (17). 

La stabilità in frequenza non è stata misurata, tuttavia 
i segnali ascoltati anche dopo numerosi passaggi da 
ricezione a trasmissione e viceversa non si spostano 
e non si è mai notata la necessità di risìntonizzare. 


[16) C.S.P.: Milano, via Passo di Fargorida, 5 

(17) Per modulazione incrociata si intende il fenomeno per 
cui la presenza di un segnale molto forte in gamma determina 
su un segnale piccolo, non necessariamente vicino come fre¬ 
quenza, la sovrapposizione di modulazione rendendo l’ascolto 
del segnale piccolo estremamente difficile. 



817 































































































interruttore sul C.A.S. non fanno parte del telaietto. Tutte 
esistenze sono da 1/4 di W, salvo espressamente indicato 
alvo tutte le resistenze del telaietto premontato che sono 
1/8 di W. 1 valori indicati sulle capacità variabili si rife- 
ono alla capacità massima. 


to costruire per il ricevitore un amplificatore di 
lenza separato da quello del trasmettitore per 
□nsumi in ricezione. Infatti anche in assenza 
questo amplìcatore consuma 220 mA globali, 
tero ricevitore con il volume ai massimo [coi 
plificatore di bassa frequenza separato) ne 
00 . 

□re di B.F. del ricevitore è a quattro tran- 
oè 022 preamplificatore, 023 pilota e il con¬ 
io in classe B formato da 024 e 025. L'ac- 
D è capacitivo tra il preamplificatore e il 
duttivo con trasformatore Invertitore di fase 
13) tra pilota e finale. Lo stadio finale, com- 
micamente da R81 [NTC 130 H) viene cen- 
punto di lavoro dalla resistenza semifissa R83, 
nza di segnale viene regolata per una corrente 
B globale di 024 e 025 di 3 mA. Il trasfor- 
uscita [T4) adatta poi l’impedenza dell’alto- 
n). I transistori dello stadio finale sono 
ette di raffreddamento tenute insieme da una 
aggio. 

]re dì bassa frequenza del ricevitore è 
mato dalla catena R85 ClOO allo scopo di 
la riproduzione. La banda passante (esclu- 
tparlante) va da 100 a 8.000 Hz. 
sensibilità fatte per confronto con un altro 
arato in i:iV hanno mostrato che un segnale 
lobulato al 30% da una nota fissa [1000 Hz) 
ìrfettamente udibile con un rapporto segnale- 
bastanza buono. 

di banda del canale di seconda media frequen- 
Hz è di circa 7 kHz a 6 dB di attenuazione. 


Prove pratiche hanno dimostrato che anche segnali 
molto forti (S9 + 30 dB) danno una modulazione 

incrociata quasi trascurabile (17). (^6) 

La stabilità in frequenza non è stata misurata, tuttavia 
i segnali ascoltati anche dopo numerosi passaggi da gjj' ^ 

ricezione a trasmissione e viceversa non si spostano quer 

e non si è mai notata la necessità di risintonizzare. del 





‘‘lih, Sr. 































































































l’alimentatore stabilizzato 

Dati gli alti consumi in corrente che si hanno special- 
mente in trasmissione (0,9 A nei picchi di modula¬ 
zione] si è ritenuto necessario l’impiego di un alimen¬ 
tatore stabilizzato entro-contenuto funzionante a 220 V 
€ 50 Hz. 

Un tale alimentatore stabilizzato deve avere le seguenti 
doti; 

1) ronzio residuo di rete (o a 100 Hz prodotto dal rad¬ 
drizzamento delle due semionde) assolutamente trascu¬ 
rabile 

2) bassa resistenza interna 

3) stabilizzazione della tensione continua fornita spinta 
al massimo possìbile. 

La stabilizzazione deve essere tale da impedire la dimi¬ 
nuzione della tensione continua di alimentazione del tx 
durante i picchi di modulazione. 

Lo schema elettrico dell’alimentatore stabilizzato è di¬ 
segnato in figura 14. 


E' chiaro quindi che la stabilizzazione di tensione di 
uscita dipende e dal grado dì amplificazione delTamplì- 
ficatore differenziale e dalla stabilità della tensione di 
riferimento data dal diodo zener (D9 - IZ5,6). Per questo 
è importante che R101 sìa superiore ad almeno 220 fi 
e che il coefficiente di amplificazione dei due transistori 
dello stadio amplificatore differenziale sia alto. 

Il ronzio presente in uscita viene praticamente eliminato 
(inferiore a 1 mV per una corrente di uscita dì 1A) sia 
per effetto della stabilizzazione stessa sia a causa di 
11 e 0116 (figura 14) che forniscono alla base del 
pilota (Q26) una tensione continua molto filtrata: il 
circuito di filtraggio è così formato da 0115 (2000 iliF) , 
Il (10 H) e 0116 (500 j^tF). 

il transistore ASZ18 (027), stadio di potenza, è mu¬ 
nito di un dissipatore di calore avente una superficie 
di 70 x 180 mm in lamiera di alluminio avente Io spes¬ 
sore di 2 mm e verniciata in nero come si vede dalle 
fotografie della parte inferiore del telalo di supporto del 
ricetrasmettitore. in queste condizioni, considerando una 
temperatura ambiente di 40°C l'ASZIB può dissipare 
una potenza massima di 4 — 5 W (18). 


Q26 Q27 

AC128 ASZ18 


DII, 12, 13 14 = SD98S 



AC126 

Figura 14 

Schema elettrico dell'alimentatore stabilizzato per 9 — 13,5 V; 

Imax = 1,3 A. 


AC126 ——• 
q 29 bdtlaulo • 

^ pile 


dlimenfflz 


HIC/TRAS 
(vedi Figura 3) 


La tensione di rete portata a 14 V per mezzo del tra¬ 
sformatore di alimentazione (15) viene raddrizzata me¬ 
diante i diodi DII, D12, D13 e D14 collegati a ponte 
di Graetz che permettono di raddrizzare entrambe le 

semionde. Il condensatore elettrolitico C115 da ZOOOnxF 
assicura il filtraggio preliminare del ronzio a 100 Hz 
che esce dal ponte di diodi. La tensione raddrizzata 
viene quindi fornita all’ingresso dell'alimentatore sta¬ 
bilizzato vero e proprio. Questo è formato da uno stadio 
di amplificazione (amplificatore differenziale ad accop¬ 
piamento diretto Q28 e Q29, figura 14), da uno stadio 
pilota (026) e da uno stadio finale (Q27). 

L'amplicatore differenziale, che ha due ingressi in 
corrispondenza alle due basi di Q28 e Q29, confronta 
una tensione proporzionale a quella dì uscita (Q28) con 
quella di riferimento (029) data dal diodo zener (D9, 
figura 14). Se queste due tensioni non sono uguali, 

l'amplificatore differenziale si sbilancia e attraverso il 
pilota (Q26) comanda lo stadio di potenza (Q27 - 
ASZ18). Quest’ultimo stadio è inserito in serie al cir¬ 
cuito erogatore di corrente e produce una variazione 
della tensione di uscita, per effetto della tensione rice¬ 
vuta dal pilota, tale che la differenza di tensione tra 
le due basi di Q28 e Q29 sia nulla. In questo modo 

se la tensione di uscita tende a variare in un senso 

il transistore Q27 viene pilotato in modo da produrre 
una variazione di tensione dì uscita in senso contrario 


La corrente massima erogabile da questo alimentatore 
è di 1,3 A. Questo valore è determinato principalmente 
dalla grandezza del dissipatore di Q27. Con dissipatori 
maggiori e sostituendo i diodi raddrizzatori, si possono 
raggiungere comodamente anche i 2 A. 

La tensione di uscita viene regolata con R99 che fa 
da partitore di tensione per polarizzare la base di 
Q28. Regolando R99 per valori crescenti di resistenza 
si hanno valori crescenti della tensione di uscita da un 
mìnimo di 9,0 V a un massimo di 13,5 V. Per le princi¬ 
pali caratteristiche si rimanda alla introduzione. 

Come già detto, la tensione deH’alimentatore stabilizzato 
viene inviata al ricetrasmettitore tramite il commutatore 
CT2 (figura 3 e figura 14) che permette di utilizzare 
in alternativa altre sorgenti di energia (la batteria del- 
l'automobile o le pile entro-contenute). 

Controlli effettuati dopo numerosi collegamenti hanno poi 
confermato la perfetta idoneità di questo alimentatore 
stabilizzato. 


(18) Infatti con una tensione di alimentazione di rete di 220 V 
la caduta di tensione tra collettore ed emittore di Q27 è 
di 3,5 V Perciò in condizioni di massima erogazione di 1,3 A 
la potenza dissipata è di 1,3 x 3,5 = 4,55 W. 



































rt/tx transistorizzato 
2 metri - 2.5 watt uscita 


819 




Vista gensiraìe della parte inferiore de! piano di appoggio 






















































820 





























la disposizione dei componenti 

il ricetrasmettitore completo di alimentazione (sia a 
pile che a rete) è stato montato in una scatola autoco¬ 
struita in lamiera di acciaio dolce da 1 mm di spessore 
avente il pannello frontale in lega di alluminio « avio- 
nai » dello spessore di 2 mm. 

Questo contenitore è stato costruito formando prima 
le due fiancate laterali aventi tutti i quattro lati piegati 
ad angolo retto per una profondità di 10 mm, poi il 
piano di appoggio pure con i lati piegati ad angolo 
retto. Questo piano di appoggio è sostenuto sia ante¬ 
riormente che posteriormente dalle fiancate laterali, 
Su queste ultime vengono poi fìssati il pannello fron¬ 
tale, il coperchio superiore e il fondo. 

Sul pannello frontale sono stati sistemati oltre alle due 
maniglie per il trasporto il commutatore di alimenta¬ 
zione (CT2, figura 3), il commutatore di lettura (CT4, 
figura 3), il comando di sintonia con demoltiplica mec¬ 
canica che agisce sul condensatore triplo (C67, C71 e 
C106 bis, figura 13), il controllo manuale di sensibilità 
(R39, figura 13), l’indicatore di campo (S-meter, figura 
13), il deviatore per l'inserzione del limitatore di di¬ 
sturbi (CT5A e CT5B, figura 13), la regolazione della 
profondità di modulazione (R15, figura 3), lo strumento 
di controllo da 100 ;xA f s. (figura 3), il commutatore 
ricezione-trasmissione (CTI, figura 3), la presa per il 
microfono, la presa per l'eventuale comando a distanza 
di ricezione-trasmissione (non connessa) e la presa per 
l'alimentazione esterna con la batteria da auto. 

La disposizione di questi componenti può essere veri¬ 
ficato dalle fotografie in cui è visibile il pannello frontale 
Sul coperchio è stato sistemato l’altoparlante dopo 
avervi praticato un foro di diametro adatto. 

Sulla parte superiore de! piano dì appoggio sono stati 
sistemati (figura 15) il telaietto del tx completo di tra¬ 
sformatore di modulazione e di relè di antenna, il tela¬ 
ietto dell’rx completo di tutte le parti premontate, il 
trasformatore di alimentazione (T5, figura 14) e l’impe¬ 
denza di filtro (11, figura 14). 


rt/tx transistorizzato 
2 metri - 2,5 watt uscita 




Figura 15 

Disposizione dei vari componenti sopra al piano dì appoggio Disposizione dei vari componenti sotto il piano di appoggio 

(vista daM'alto dopo la rimozione del coperchio superiore). (vista dal basso dopo la rimozione del coperchio inferiore). 






































































































































Sulla parte inferiore del piano di appoggio sono stati 
sistemati i relè di commutazione ricezione-trasmissione 
(RL2 e RL3, figura 3), i due condensatori C45 e C46 
(figura 3). I diodi raddrizzatori DII, D12, D13 e D14 
(figura 14], la capacità filtro C115 (figura 14), il tela- 
ietto dell’alimentatore stabilizzato, il transistore Q27 (fi¬ 
gura 14) completo di dissipatore termico e la resistenza 
dì shunt R26 (figura 3). Da questa parte del piano di 
appoggio sono pure accessibili tutte le regolazioni semi¬ 
fisse del tx e cioè R7, R9 e R23. 

Le pile (9 da 1,5 V del tipo cilindrico 33 x 58) sono 
state alloggiate in un contenitore di « perspex » (lami¬ 
nato acrilico) autocostruito avente le dimensioni esterne 
dì 206 x 41 x 116 mm facilmente estraìbile per la sosti¬ 
tuzione delle pile. Il contenitore pile viene poi tenuto in 
sede dal coperchio superiore, dal fondo e da un foro 
rettangolare ricavato sul piano di appoggio, come ben 
visìbile dalle fotografie. 

L’accoppiatore direzionale è inserito all’esterno diret¬ 
tamente sul connettore coassiale di uscita. 

tarature 

trasmettitore 

La taratura del trasmettitore viene eseguita partendo 
dallo stadio oscillatore e può essere facilmente ese¬ 
guita con l'aiuto dì un ondametro o di altro strumento 
equivalente (« grid dip » per es.) e di analizzatore uni¬ 
versale da 20 kft/y. La disponibilità di un oscilloscopio 
renderà più agevole rallineamento del finale. 

Durante la prima fase della taratura del tx è bene usare 
una tensione di alimentazione piuttosto bassa (9-10 V), 
regolando R7 (figura 3) a circa metà corsa e disinse¬ 
rendo l’alimentazione al collettore di Q6 (figura 3) nel 
punto P2 (così facendo si protegge anche 05). 

Durante l'operazione di taratura l’ondametro deve es¬ 
sere tenuto in modo da offrire l’accoppiamento più lasco 
possibile per non falsare con la sua presenza la tara¬ 
tura stessa. 

Tenuto conto cfT questo si può procedere alla taratura 
deM’oscillatore accordando LI, C4, C4 bis e C5 (figu¬ 
ra 3) a 72 MHz dopo aver regolato C3 a metà corsa. 
Si ripete l’operazione aggiustando C3 per la massima 
uscita, ritoccando gli altri condensatori semifissi. Si 

accordano ora L2, C8 e C9 a 144 MHz e successiva¬ 
mente L3, C12 e C14 - L4, C18 e C19 con le stesse 

modalità. 

Net fare queste tarature si deve osservare, durante la 
regolazione dei compensatori, una deviazione dell'ago 
dello strumento indicatore dell’ondametro molto netta 
e tale da interessare un campo di frequenze molto ri¬ 
stretto. La presenza di un punto di accordo mal definito 
e largo indica nella maggior parte dei casi la formazione 
di oscillazioni libere e quindi di inneschi. 

Come ulteriore controllo si ripete da capo la taratura 
dei primi 4 stadi già allineati e si dovrebbero notare 

solo delle piccole correzioni rispetto alle posizioni dei 
compensatori regolati precedentemente. Sarà bene an¬ 
che controllare le singole correnti di collettore di 01, 
02, 03 e 04 (figura 3) che dovrebbero essere approssi¬ 
mativamente quelle indicate in tabella 3. 

Se i controlli fino a questo punto eseguiti sono stati 
ritenuti soddìsfacienti si può procedere alla taratura del 
pilota e del finale del generatore di portante. 

A questo scopo lasciando sempre una tensione di ali¬ 
mentazione bassa e regolando R7 sempre a metà corsa 
sì reinserisce ralìmentazione nel punto P2 (figura 3) col¬ 
legando in serie una resistenza da 10 fì, 2 W dopo avere 
connesso l'antenna (oppure un carico artificiale da 52 H) 
all'uscita dell’accoppiatore direzionale. 

La resistenza da 10 H ha la funzione di proteggere 05 
e 06 durante la taratura. 

Accoppiando l’ondametro sempre accordato a 144 MHz 
prima a L6 e poi a L7 si regolano rispettivamente 
018, C19, C20, C21 e C25, C26 (figura 3) per il mas¬ 
simo dì uscita. Da ultimo si procede alla taratura del 
finale (06) regolando C29 e C30 per la massima po¬ 
tenza di uscita. 

Ouest’ultima taratura può essere fatta direttamente uti- 
tilizzando l'accoppiatore direzionale che fa parte del tx 
stesso, oppure utilizzando l'indicatore relativo di uscita 
(0,A85, D3, RIO, C32, RFC12 figura 3). 


Ora si può togliere la resistenza di protezione da 10 H 
inserita precedentemente ripristinando la tensione di 
alimentazione dì 13 V e regolando R7 (figura 3) per 
una potenza di uscita di 2,5 W. 

In figura 16 sono riportati alcuni diagrammi che permet¬ 
tono di leggere la potenza in watt usando uno stru¬ 
mento da 50 (jlA f.s. e di resistenza di 3.800 il al¬ 
l’uscita dell’accoppiatore direzionale. 



Figura 16 

Curve per la lettura diretta in watt della potenza a due diversi 
accoppiamenti. 


Per completare la taratura è bene ricontrollare tutti gli 
accordi precedentemente fatti per il massimo di uscita. 
Occorre ora controllare la linearità del pilota e del finale 
(Q5 e 06) sotto modulazione. Questo può essere fatto 
modulando a brevi intervalli con una nota fissa a 1000 Hz 
dopo avere regolato R3 (figura 3) per una corrente di 
collettore globale di 09 e OlO di 60 mA in assenza di 
modulazione. 

Inserendo roscìlloscopio tra P2 e la massa si regola 
R9 (figura 3) per la forma d'onda meno distorta. A que¬ 
sto punto la taratura può essere considerata conclusa 
almeno in prima approssimazione. 

Si è notato infatti che la miglior messa a punto finale 
può essere fatta accoppiando le placchette verticali del¬ 
l’oscilloscopio oppure un ricevitore panoramico al se¬ 
gnale modulato che esce dal tx. Ci sì accorgerà allora 
che la simmetria della modulazione dipende dalla re¬ 
golazione di C29 e C30 e che la loro taratura per la 
miglici simmetria non è detto che coincida con la mas¬ 
sima potenza di uscita. Anzi è ben difficile che lo sia. 
Per questo è bene che C29 e C30 siano regolati per 
una soluzione dì compromesso tra la miglior modula¬ 
zione e la massima potenza. 

ricevitore e alimentatore stabilizzato 

La taratura del rx non presenta alcuna criticità. Essendo 
il telaietto premontato di prima e seconda media fre¬ 
quenza già pretarato dal costruttore è sufficiente accor¬ 
dare gli stadi a 144 MHz e roscillatore. 

Per questo si accordano dapprima L8, CHI, C112 e 
C113 deH'oscillatore a quarzo (figura 13) per il mas¬ 
simo dì uscita per accoppiamento con un ondametro ac¬ 
cordato a 38,667 MHz (alla bobina L8 viene tolto mo¬ 
mentaneamente lo schermo), quindi L9 e C108 (figura 13) 
a 115 MHz nella stessa maniera. Si rimette lo schermo 
a L8 e si ritarano L8, CHI, CH2 e CH3 per il massimo 
segnale su L9 a 115 MHz. 

Tarato l'oscillatore sì può mandare all'ingresso del rice¬ 
vitore un segnale dì bassa intensità preferibilmente non 
modulato e lo si sintonizza. Si regolano ora C52, C54 
il nucleo di LIO, C58, C60 e da ultimo il nucleo di L12 
(figura 13) per la massima lettura dell’indicatore di 
campo. 

Si controllano ora la copertura di gamma eventualmente 
ritoccando L14 (figura 13) e la costanza di risposta da 
144 MHz a 146 MHz riaggiustando gli stadi a 144 MHz 
ed eventualmente i nuclei di LI3 e LI5. Disponendo di 
un generatore oppure di un secondo ricevitore per i 
2 metri si può costruire una scala graduata da 144 a 
146 MHz per la sintonia. 





La taratura viene quindi portata a termine regolando 
R83 {stadio amplificatore di bassa frequenza, figura 13) 
per una corrente globale di 024 e 025 di 3 mA in as¬ 
senza di segnale. 


NOTIZIE SUI PRINCIPALI COMPONENTI 
trasformatori 

pilota (TI) Philips U/211 
di modulazione (T2) vedi testo 
pilota (T3) Photovox T/71 
di uscita (T4) Photovox T/72-3 

di alimentazione (TS) primario 220 V e secondario 14 V 1,5 A. 
impedenza di livellamento 11 500 n, 10 H, 45 mA Geloso 321/10 
altoparlante 3 H Philips AD 1300 
diodi 

DI. D2 BY100 Philips 
D3 OA85 Philips 
D4, D7. D8 OA79 Philips 
D5 1N82A (G.B.C.) 

D6 zener OAZ202 Philips 
D9 zener IZ5,6 (G.B.C.) 

D11. D12, D13, D14 SD98S «IRCI» Milano (G.B.C.) 

transistori 

Q1 2N706 

02. Q3, 04, 014, 015 2N2369 Muilard - Britelek - Milano 
05. 06 40290 RCA (Milano, via dei Gracchi, 20) 

07, 022, 028, 029 AC126 Philips 

08. 026 AC128 Philips 

09, O10 AD139 Philips 

Oli, 012 AF1S6 Philips 

013, 016, 017, 018, 019, 021 AF165 Ates 

020 AC141 Ates 

023 0C71 Philips 

024, 025 0C72 Philips 

027 ASZ18 Philips 

Il 2N2369 può essere sostituito col BSX20 della C.G.S. 
capacità variabili e semifisse 

C3, C4, C58, C60, C108, C111, C112, C113 compensatori 4,5'^20 pF 
(ilVH - Vecchietti - Mura interna S. Felice, 24 Bologna) 
C4bis, C5, C8, C9, C12, C14, C18, C19, C20, C21 compensatori 
6,0--30 pF (Vecchietti) 

C29 compensatore 6 -h 25 pF (Vecchietti) 

C30 compensatore 8-^40 pF (Vecchietti) 

C67, C71, C106 bis variabile a tre sezioni risp. 20-15-30 pF 
(C.S.P. via Passo di Fargorida, 5 Milano) 
telaietto premontato media frequenza CV144-2 (C.S.P.) 


Per quanto riguarda l’alimentatore stabilizzato la sola 
regolazione da fare è quella della tensione di uscita 
a 13 V agendo su R99 (figura 14). 

L’autore ringrazia iiRPG per la sua collaborazione. 


impedenze di arresto radiofrequenza 

RFC1, RFC2, RFC3, RFC4, RFC5. RFC6, RFC7, RFC8, RFCIO, 
RFC12, RFC13, RFC14 (Vecchietti) 
resistenze variabili semifisse a filo 
R7 50 n, R9 25 fì, R23 200 ^ (G.B.C. D/300) 
potenziometri 

R15 10 ktl logaritmico (G.B.C. D/200) 

R39 10 kn lineare (G.B.C. D/212) 

R72 10 kn logaritmico (G.B.C. D/211) 

R99 1 kn lineare (G.B.C. D/212) 

relè 

RL1 12V di eccitazione a 2 scambi ceramico per radiofre¬ 
quenza (Vecchietti). 

RL2, RL3 12V di eccitazione a 2 scambi 
100V • 1A (Vecchietti) 

commutatori 

CTI una via due posizioni Buigin a levetta (G.B.C. G/1308) 
CT2 una via quattro posizioni ceramico (G.B.C. G/1060) 

CT3 fà parte del relè d’antenna 

CT4 due vie cinque posizioni ceramico (G.B.C. G/1061) 

CT5 due vie due posizioni a cursore (G.B.C. G/1153-3) 

CT6 interruttore monopolare a cursore (G.B.C. G/1153) 
condensatori passanti 

C11, C13, C15, C16, C24, C28, C35, C44 bis: a pastìglia, 1 nF 
(Vecchietti) 

dissipatori per calore 

per ASZ18 autocostruito in lamiera di allumìnio (spess. 2 mm) 
per 09 e QIO autocostruito in lamiera di ottone (spess. 2 mm) 
per 02, 03, 04 e 05 a stella 
per 06 autocostruito (vedi testo) 


BIBLIOGRAFIA 

CD 1/66 pagine 14-r^21 

CD 11/66 pagine 743-749 

RCA Transistor Manual pagine 438-439 

The radio amateur's handbook, edizione 1965 pagina 257 


rt/tx transistorizzato 
2 metri - 2,5 watt uscita 


CD-C(p elettronica è lieta dì aver potuto presentare aì suoi 
Lettori questo eccellente progetto che onora il radiantismo 
italiano e intemazionale e sì rallegra vivamente con il va¬ 
lente Autore per la sua tenace e intelligente opera di studio 
e di diffusione delle teorie e delle tecniche radioelettroniche. 


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e SWAM 500 


Gamme: 80. 40, 20, 15, metri 

VFO: a transistor con stabilizzazione di tensione a tem¬ 
peratura 

Potenza: 400 W SSB PEP, 320 W CW, 125 W AM 
Trasmettitore: ALC con compressore audio 

Ricevitore: sensibilità migiiore di 0.5 p,V per 10 dB 
di segnaie 

Alimentatore: 220 V con altoparlante incorporato 



SWAN 500 

Gamme: 80, 40, 20 15, 10 metri 

VFO: a transistor con stabilizzazione di tensione a tempe¬ 
ratura. 

Potenza: _480W SSB PEP, 360W CW. 125W AM. 
Trasmettitore; ALC con compressore audio 
Calibratore; a cristallo da 100 KHz 
USB e LSB a selezione 

Ricevitore: sensibilità migliore di 0,5 per 10 dB 
dì segnale 

NOISE LIMITER automatico 

Alimentatore: 220V con altoparlante incorporato 


Prezzi: 

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il circuitiere © 


a cura deH’ing. Vito Rogianti 


Questa rubrica è nata per venire incontro alle esigenze di 
tutti coloro che sono agli inizi e anche di quelli che lavorano 
già da un po' ma che sentono il bisogno di chiarirsi le idee 
su questo o queH'argomento di elettronica^ 

La periodicità della rubrica dipenderà da! consenso che troverà 
tra i lettori, e anche gli argomenti saranno prescelti tra quelli 
proposti dai lettori 

Si cercherà comunque di affrontare per prime le richieste dì 
largo interesse, a un livello comprensibile a tutti. 

Fatevi vivi dunque, sìa per indicarci che ne pensate delia 
cosa con crìtiche e suggerimenti, sìa per proporre nuovi argo¬ 
menti da trattare: indirizzate a CO-CO eìettronica - il Circuì ti ore 
- via Boldrini. 22 - 40121 Bologna. 


In questa puntata de «il circuitiere» vi propongo 3 quiz elettronici 
di cui do’ la soluzione. I « bravi potranno leggere il quiz e^ capire 
la soluzione; risolto il problemino potranno confrontare il loro 
risultato con quello da me indicato. 


// 


Tè'4, 


Si va ad incominciare. 


Problemi 



1 . 

Quanto vale la resistenza presente tra i due vertici opposti 
(terminali A e B della figura) di un cubo i cui spigoli sono 
costituiti da resistori tutti uguali e pari a 1 ft? 


2 . 

In questo circuito il generatore V produce una onda quadra 
(per es. a 1000 Hz), 

Con l’osciiioscopio infatti in A sì vede una onda quadra 
pari a OJ Vpp sia che l'interruttore S sia aperto o chiuso. 
Se l'interruttore S è aperto in B si vede la stessa onda quadra, 
ma di ampìeiia pari a 0,05 Vpp: se Invece è chiuso, allora 
l’ampiezza deìronda quadra in B saie a 1 Vpp. 

Si chiede cosa c’è in X. 

Da notare che anche se la tensione V viene variata la tensione 
in B resta proporzionale ad essa, cioè quando S è aperto è pari 
alla metà e quando S è chiuso è pari a dieci volte V. 



3. 

Trovare lo schema delTamplificatore con guadagno pari a 5, 
che usa solo resistenze al 20%, un solo elemento attivo (tran¬ 
sistore) e il cui guadagno è molto stabile sia rispetto alla 
temperatura che alle tensioni di alimentazione. 

Soluzioni 

ha. ha, sono a rovescio, curiosoni! 

Iie ‘SS8 BuiBed e onBos] 

’Q oueid |9U 

ouBAOJi is 0 qo iiionb bji opBOOB ossais oi -eiBizuoiod osso^s 

OlIB OUBAOJi !S 0 OUBjd \9U OUBAOJl \S OqO 1011J8A O^X \ ‘BUJ 

-81UU11S J9d 'aqo oiiqns 8p8A \s ‘BJnBq B||e oiuaoiuapj opu8o 
-E^ a 8 V I1BUIUJJ81 8np ! BJl A 9U0ISU8Ì BUH OlUBiqOUddB 8S 

‘B0!;buj8J 

-BOI 0U8UJ apaiqoiJ aqo 0||8nb eqouB 8 aqo 'OAiimiui a aoqd 
-IU8S nid |j mb olubiiio Boiaiqojd \\ 8J8A|0SU jad jpooi uba ! bji 

'V 



0 il circuitiere • Copyright CD-CQ elettronica 1967. 
































il circuitiere 


*8iu9aiB0!;BLU0inB euBJsippos ouos luojz 
-jpuoo 9Jl[B 9"| ‘Odil 0SS91S 0||9p 9J0JSISUBJÌ UH \p BUBp 

9669| BSS91S B| 9nB9S OpO!p un !p SOIUIBUIP BZU91SÌS9J B[ IllB^Ul 

'9J01S!SUB41 |9p 9J01!U9UJ8-9SBq OpOip ]B !|!IU!S Ipoip 9nbU!0 

3| 

9JBSn BJSBq 9 - = 2 B!S sqo BJJODOO q = Ay BIS 0LjOJ9d 

■BJniBJ9dUJ91 e||Bp OljOUJ 9pu9dip 9 ALU ss on 9|BA 8AO 

_ "A _ 

^ 1 Z Z °A 

Binaijoj Bi|Bp oiBp 0 'ossBq oddoai 0 uou 
91U8JJOO !P OUBspBnB \\ 8S 9 yfiu l ip 8JO!66bLU 8 8J0ÌSISUBJ1 
|0U 3| 0JU9JJOO B| 0S ‘!JBUJ81|B 1|BU69S dODOid J0d'8U01SU9Ì [p 

ou6BpBn6 |[ 8J01S1SUBJ1 olos un b BJOjBOj^jidujB o^inojio un jgj 

e 






llBsn uoisisuBj^ I :BJn6ij u; oiEoipuf o|[8nb 0 o^Bsn ojmojio |[ 
■U0118II00 9np I BJi giiqiuodsip B||9nb 0 ba!1bB8u 
BZU 91S1S8J B| 8 dO|^-d!I^ OlBSn 0 !S BOIlBJd U[ 'llinOJlO UBA uoo 
8J8U8110 ond [S 8 q 0 ‘BA!1BB8U BZU81S1S8J BUn 9 X 8 M 0 8010 Blj 13 


61 . 
d — 
01 . 


15 t 768 Z‘SU — = [X) Z 
= (X) Z babou is mo Bp 


(X) Z + y 

-+ y 

(X) zy 

—--- = 01 

(X) z + y 


(X) zy 

BJO|[B Bq 13 

‘(X)Z 9 y !P 018|[BaBd [Bp BlBp 8 ZZ 9 q 0 
8 |,A 81|0A 01- 8 UBd 9 ZA 9q9 OLUBlddBS OSBO OJ^SOU |0N 

SZ + IZ 

- ^A = SA 

SZ 

8J0i!;jBd |0p 8U0!ZBnb8.| opuBoqddB a 8uoisu 81 
B||Bp 8U0mo !S 'a UI 8U01SU8; B| lod 8 0 qo ‘(X) A 8U0|SU8q: Bq 

(X) I 

■(X] Z = - 8010 

(X) A 


Z oiJoddBJ oiS8nb 

oujBioiBiqo -aJJOojBd bi 8qo 8 iu8jjoo bi 8 jdBO \b 8U01SU81 . b| 
BJi 8JB8U[| 8UJB68| UH 8J8AB 8A8p 8010 '8JB0U!| 0J8SS8 8A8p 

8qo ouop8p ouJBiqqB 8 jì| 0U! MiBUjiLuéi 8np b oiu 0LU8[8 un 
0010 Olodiq un 8 X 8J8«8|4U BjSBq Boieiqojd \\ 0J8A[osu J8d 

■008 [lUBUOSU umojp X UI 0J8AB 
ip 8JBSU9d ond jS uou sqoojs BJpBnb Bpuo BUn 8 8[6uB8S [! 8UjJ.U| 

'UBA OHBOS B limOJIO 8 

8|9J ip osnj osn|os8 ba ipumb 8 a 8 siBuoizjodojd 8 a ui 
8UOISU01 6| 8qOJ0d ‘8JB8Uj| O^mOJjO un 8J8SS8 8A8p X 8J1I0U| 
'8U0jSU81 !p OuBBpBnè un 8p 8qOJ8d '8|IUIIS ip bsoo 
- jBnb O 8J0ÌB0q!ldlUB un 81U8UJBy80'8J8SS8 8A8p jO X 0JJU8a 


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I0HJ8A 8np I Ej; BZU81S1S8J B] 8JBJnS!UI B 0 OqnO [1 8JB1U0UJ B 
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U £8*0 = = U(-h — + —) 

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8 U 8A a 8 Q OUBjd II BJl 8 9 OUOS 8U 8A (] 8 Q lUBld I BJl 
'0[8IIBJBd U! U01S1S8J 8J; OUOS lA 0 OUBjd I! 8 V 8Ji iÙb^U] 

'a 8 V 8 Ja 81BÌ01 BZU81SIS8J B[ 8JB|00|B0 

8|!08^ 8 BJO|[B 8 81U8ISSB 8 Jb68iioo ond js ![ ‘8j; B 8 J 1 B ‘oiojsj [pzs BUlSBd Bp 8nB8Sj 
































★ Preghiamo tutti coloro che indirizzano consulenza alla nostra Redazione di voler 
cortesemente scrivere a macchina (quando possibile) e comunque m forma chiara 



Tutte le risposte che vengono 
pubblicate in « Consulenza » so¬ 
no state già inoltrate direttamen¬ 
te ai singoli interessati (salvo 
omissione di indirizzo). Dalla 
massa dì richieste di consulen¬ 
za evase, la Redazione estrae e 
pubblica ogni mese quelle rite¬ 
nute di interesse generale. 
Seguendo questa procedura, chi 
ha inoltrato la richiesta ed è 
quindi immediatamente interes¬ 
sato a un progetto riceve la ri¬ 
sposta a casa, il più rapidamen¬ 
te possibile. Tutti gli altri Lettori 
possono godere, un po' di tempo 
dopo, delle medesime informa¬ 
zioni o esperienze. 


Signor Adriano Soro 
via Angera 9 
Milano 

Gent.mi signori, 

prego trasmettere la presente 
all’ing. Rogianti, autore del 
« compatto amplificatore audio 
in continua » apoarso su C.D. di 
aprile 1965. 

Ho montato Tamplificatore nel¬ 
l’edizione di figura 3a pag. 222, 
e debbo dire che la sua voce è 
quanto mai gradevole. 

Non riesco però a ottenere la 
potenza denunciata, in quanto 
non riesco a far assorbire al 
complesso i 500 mA previsti. In 
effetti, agendo sul potenziome¬ 
tro da 10 kQ a fine corsa si ot¬ 


e succinta. 

Inoltre si specifica che non deve essere fi 
consulenza; le eventuali spese da affrontare 
Lettore e quindi concordate. ★ 


tiene l’assorbimento max pre¬ 
visto ma con una distorsione e 
una diminuzione di potenza no¬ 
tevoli. A circa metà corsa la 
voce è limpida, ma l’assorbimen¬ 
to e tra i 200 e 250 mA. 

Come posso fare per risolvere 
l’enigma? 

Con molti ringraziamenti e cor¬ 
diali saluti. 

P.S. I transistori da me usati sono 
2N706 - OC72 - OC72 - OC26 le 
resistenze quelle previste. 

Risponde l'ingegner Rogianti: 

fi circuito da Lei realizzato è un 
amplificatore fortemente contro¬ 
reazionato sicché se alla corren¬ 
te di polarizzazione prevista per 
il finale (500 mA) si hanno di¬ 
storsioni vuole dire che qualco¬ 
sa è andata veramente fuori 
posto. 

Con ciò alludo a qualche transi¬ 
store che tende a interdirsi o 
a saturare. 

Ciò si può controllare agevol¬ 
mente con un voltmetro: si trat¬ 
ta di misurare le varie tensioni 
sugli elettrodi dei vari transisto¬ 
ri (naturalmente in assenza di 
segnale audio) e di vedere se 
queste sono compatibili con il 
funzionamento in zona lineare 
dei transistori. Ciò è particolar¬ 
mente vero per l’ultimo stadio 
il cui collettore dovrebbe essere, 
grosso modo, a mezza via tra 
zero e i -\-6V. 

E’ ben sicuro poi che la resi¬ 
stenza in continua del Suo alto- 
parlante sia pari a circa 8 Q? 
Un’altra spiegazione può essere 
il cattivo funzionamento di qual¬ 
che transistore, specie il finale, 
con una diminuzione di Hfe slle 
alti correnti, ma mi pare poco 
probabile. 

Le auguro che, fatti questi con¬ 
trolli, il circuito funzioni bene 
anche a piena potenza; la po¬ 
tenza, tra l’altro, può essere an¬ 
cora incrementata aumentando 
la tensione di alimentazione e 
la corrente di polarizzazione. 


loltrata alcuna somma di denaro per la 

vengono preventivamente comunicate al 


Signor Franco Foi 
viale A. Manzoni 58 
Abbiategrasso (MI] 

Mi sono abbonato alla vostra 
rivista « Costruire Diverte » ma 
essendo alle prime armi, non 
riesco a decifrare tutti i segni 
convenzionali che vengono pub¬ 
blicati sulla rivista, vi sarei im¬ 
mensamente grato se poteste 
indicarmi un opuscolo o fascico¬ 
lo su cui trovare i suddetti sim¬ 
boli. 


Signor Adolfo Melillì 

via Mameli 49 
Poggio Mirteto (RI) 


Egregio signor Arias, 

Sono un ragazzo dì 14 anni e 
seguo con molta attenzione e 
ammirazione la rivista « C.D. ». 
Ho notato però che in una edi¬ 
zione di quest'anno, nel proget¬ 
to sperimentale di un trasmetti¬ 
tore a 4 transistori, c'è un segno 
di cui non è riportato il signi¬ 
ficato. 

Si tratta di un simbolo a forma 
di molla elicoidale in circuito 
chiuso con il compensatore ce¬ 
ramico C7 deM’oscillatore a ra¬ 
diofrequenza. La lettera che sta 
per indicare tale simbolo è una 
L; ma sull’elenco del materiale 
occorrente tale lettera non è ri¬ 
portata. 

La ringrazio vivamente: mi scusi 
per l'orribile scrittura, ma è col¬ 
pa del nastro dattilografico che 
sta per esaurirsi e se avessi 
scrìtto a mano avrei avuto una 
scrittura del tutto illeggibile. 

Abbiamo chiesto al nostro Col¬ 
laboratore sig. G. Koch di pre¬ 
pararci una tavola dei simboli 
più comuni. La pubblichiamo nel¬ 
la pagina a fianco. 



























Consulenza 


1 


CONNESSIONE 


I 


INCROCIO 


CAVO schermato 


. 1 . nh? 

massa-terra 


-(o)- - 
FUSIBILE 


PILA 


PRESA 




CONNETTORI 




^PRESA 

:OASSIAL£ 


JACK 


deviatore 


MORSETTIERA 
A VITE 


t 

TASTO 


-®- -B- 

STRUMENTI 


INTERRUT- 


PULSANTE 
aperto! CHIUSO 


DEVIATORE 


:,rj 

«J ■ 9 

[TASTIERA 


INT. A lamina 
TERMOSTATO 


i‘j* i 4 -ì 

COMMUTATORE 


COMMUTATORE 

CORTOCIRCUITANTE 


PRESA . 
-SCHLRMtfjy 


COMMUTATORE 
A CHIAVE 


Hgh -©- @- 

LAMPADE 

A INCANDESCENZA AL NEON 


1 ItoUle |«*ì- 
L_J jpni 

SCHERMI 




RELAY 


SENSO DI 

PRORA- 

GAZIQNE 


C.C. 


(~h 

GENERA- 

TgRE, 


AMPLIFI- 






Ar 

ONDA 

SINUSO¬ 

IDALE 


-E- 

ATTENU- 

klQSL 


-& 

CONVER- 

TITQRI 


A TORE TITQRE 

o^'iE 

POTENZI- f "p 


/VI 

DENTE 01 
SECA 


JUl 

□NOA 


D 


AND 


D 


OR 


QUARZO 


ALTOFIW- 

LANTE 


trans FILTRI 


LINEA DI ritardo 


CUFFIA 


N) lo 

MICRO¬ 

FONO 




TESTINA 

MAGNETla 


PICK-UP 


^WV- 

RESISTQRI 
FISSI iTRTmMER 


OTENZl- 
0 METRI 


NTC 


7 


VDR 




LPR 


termi¬ 

store 


TY 





ANTENNA DIPOLO aTELAlO MELICA 


CONDENSATORI 

Hh j 

GENERICOMRI ABILE 




T* 

trimmer [passante 


ZAR. 

DOPPIO 


ELETTROLITICI 


c*j^ 

ariSdO 

DIODO 


FOTOOIOX 


SCR 


TRIAC 


-BBfiàs- -'innr- 

induttanze aE 


-'TPTff^ '^oìTiTtf*' 

INDUTTANZE R.F 
BOBINE 


FI. 


tt 


DIODO 

tunnel 


DIODO 

VARICAP 





AUTO- 
TRASFORMATORE 





collettore 


^OTOTR 


m 


drein 




• pynh è. tese uguale 
TRASFORMATORE 


emettitore 

transistor PNP 



NPN 


source 
FET PNP 


gale 




drain 

sub- 
strate 
scure e 


ìGT-MOST NPN 





lairodo 


DIODO 


ftlameftto 

PENTODO 



re ci 
FOTOCELLULA 




TRIODO 






NI-, 
GIUNZIONE 



E 

TETRODO 





IGT PNP 


TETRODO 


EPTODO 


-TC 
STABI LOVOLT 



tyratron 


deflessione magnetica 


=>lil 




g2l 

CINESCOPIO TV 


827 



















































































Consulenza 


Signor Nicolò Galimberti 

corso Italia 46 
Novi Ligure (AL) 

Sono da alcuni mesi un vostro 
lettore e devo ammettere che 
sono molto soddisfatto delia vo¬ 
stra Rivista. Ora avrei bisogno 
di alcuni chiarimenti circa l'an¬ 
tenna a 14 elementi, semi-para¬ 
bolica descritta dal signor Mau¬ 
rizio Mazzoni nel numero di 
marzo corrente anno; innanzitut¬ 
to vorrei sapere se c'è un me¬ 
todo per trovare la giusta lun¬ 
ghezza del BALUN senza posse¬ 
dere un trasmettitore per i 144 
MHz. lo infatti sono ancora sol¬ 
tanto S.W.L. agli inizi. Inoltre 
vorrei sapere se il supporto de¬ 
gli elementi della cortina e i 
suoi due sostegni sono fissati al 
sostegno vero e proprio dell'an¬ 
tenna isolati elettricamente op¬ 
pure a contatto con esso. Infine 
gradirei sapere se è opportuno, 
come penso, dotare l'antenna di 
rotato re. 

Ringrazio per i chiarimenti che 
vorrete gentilmente darmi e cor¬ 
dialmente saluto. 

Risponde i1KOZ, Maurizio Maz¬ 
zoni; 

In risposta alla Sua del 22-7-67 
indirizzata alla Consulenza CD- 
CQ ho I! piacere di informarla 
che effettivamente esiste un si¬ 
stema per trovare la lunghezza 
de! BALUN senza dover ricor¬ 
rere alla maniera indicata nel CD- 
CO 3/67 e sarebbe quella di 
moltiplicare la lunghezza d’onda 
(nel nostro caso 145 MHz pari 
a 2,068 metri) per il fattore di 
velocità del cavo e dividere il 
risultato per 2. Il guaio è che 
sui rotoli di cavo coassiale vie¬ 
ne indicato solo il metraggio e 
il diametro del conduttore cen¬ 
trale per cui il fattore di velo¬ 
cità dove si va a pescare? Bi¬ 
sognerebbe scrivere alla ditta 
che produce il cavo che si ha 
intenzione di usare pregandola 
di dare questa informazione op¬ 
pure con l’aiuto di un buon grid- 
dip meter si potrebbe trovare la 
risonanza di 1 metro di cavo 
cortocircuitando a un estremo 
fa calza e il conduttore centrale 
e attaccando una spira fra calza 
e conduttore all’altro estremo; 
in tal caso otterremo il « dip » 
su una frequenza che chiamere¬ 
mo F e ricordando che la f è 
inversamente proporzionale alla 
lunghezza del cavo (logicamente 
anche della lunghezza d’onda) 


procederemo con X ^ lunghezza 
incognita del BALUN: X : 1 = 

F : 145. Per esempio se P = 110 
MHz, X sarà 0,758 metri ricor¬ 
dando che F va espressa in 
megahertz per ottenere X in me¬ 
tri. lo ho notato che usando nor¬ 
mali cavi per TV UHF la lunghez¬ 
za del BALUN si aggirava dagli 
SO ai 74 centrimetri (prove con¬ 
dotte con cavi aventi diametro 
del conduttore centrale di 1,2 
mm e isolati in politene espan¬ 
so). Altro non so dirle, ma spe¬ 
ro che ciò le risulti sufficiente. 
Per quanto riguarda il bloccag¬ 
gio dei sostegni della cortina 
possono essere isolati oppure 
no dal sostegno centrale, l’im¬ 
portante è che siano solidamen¬ 
te attaccati. A meno che l’an¬ 
tenna non debba servire per ri¬ 
cevere da un’unica direzione, il 
rotatore è senz’altro indispen¬ 
sabile in quanto il guadagno è 
solo frontale, nelle altre direzio¬ 
ni perde, hi! Tanto le dovevo e 
spero di esserle stato di aiuto; 
ringraziandola per la gentile at¬ 
tenzione prestata al mio articolo 
la saluto cordialmente iIKOZ. 


Segue un gruppo di richieste ri¬ 
volte direttamente al signor 
Prizzi 0 relative comunque a 
suoi articoli. A tutte risponde 
personalmente il nostro Colla¬ 
boratore: 

Signor Ranieri Antoniazzi 

via Emilia 1 Casteggio (PC) 

A seguito dell’articolo « Mini- 
crick H-T P» del Dott. Prizzi, 
pubblicato a pagina 432 della ri¬ 
vista CO elettronica n. 6 del me¬ 
se di giugno 1967, Vi sarò grato 
se mi farete sapere come si co¬ 
struisce la bobina LI non essen¬ 
doci nell’articolo la spiegazione. 
Le precisiamo che la bobina LI 
è uguale a quella di accordo del 
Minicrick, senza la presa cen¬ 
trale. 


Signor Franco Tabasso 
via S. Antonio 7 Chiari (TO) 

Ho Ietto il Vostro articolo su 
« CD-CQ » di giugno sul radio- 
telefono « Minicrick » e deside¬ 
rerei avere informazioni su al¬ 
cuni punti. Non mi sono chiare 
le generalità sulle bobine e sul- 
Tautotrasformatore; e non so 
dove posso trovare le resisten¬ 
ze da 3,3 fì. 

Ringraziandolo per l’interessa¬ 
mento, La saluto cordialmente. 


Signor Cario Morelli 
via Stazione 7 Chàtillon (AO) 
Premetto che sono un princi¬ 
piante, anche se ho già realizza¬ 
to più di un circuito di radiomi- 
crofono sulle VHF. 

Ora sarei interessato al Mini¬ 
crick H-T P ma ho trovato alcune 
difficoltà: 

1) E’ proprio necessaria la Allen- 
Bradley per la JAF? dove mi 
son rivolto per acquistarla, dal 
modo che mi hanno guardato si 
sarebbe detto che era la prima 
volta che la sentivano nominare. 

2) Tale resistenza funge unica¬ 
mente da supporto o è possibile 
saldare ai suoi terminali i capi 
della JAF? 

3) Nello schema qui sotto il con¬ 
densatore indicato con ? è da 
10 nF? 


AF121 



Signor Mario Maggi 
vìa delle Acacie 63 Roma 


Con molto entusiasmo ho mon¬ 
tato il radiotelefono descritto 
nel numero 6/67 di CD. Purtrop¬ 
po il complesso non funziona 
correttamente: in ricezione si 
ascolta in altoparlante un debo¬ 
lissimo fruscio: regolando op¬ 
portunamente il compensatore 
sul collettore dell’AF121, ricevo 
chiaramente diverse comunica¬ 
zioni di torri di controllo, anche 
se, come ripeto, molto piano. 

Da questo ho concluso che l’in¬ 
conveniente risiede neH’ampli- 
ficatore di BF; preciso che ho 
usato tutti i componenti indicati 
nello schema: i transistori, il 
trasformatore (che ho rifatto av¬ 
volgendo le 50 + 50 spire di 
rame smaltato da 0,20 mm); per 
le resistenze di valore maggiore 
di 650 Q ho impiegato i tipi da 
1/8 di W, mentre le altre sono 
da 1/4; l’elettrolitico da 160 \iP 
non sono riuscito a trovarlo, e 
l'ho momentaneamente sostitui¬ 
to con un altro da 100 ^F. 

C’è forse un errore tipografico 
nello schema? 

Per l’impedenza RF ho avvolto 
le 40 spire di filo da 0,10 sulla 
resistenza da un watt, ma ho 
impiegato molto più filo dei 
24,5 cm da Lei indicati. 

























Consulenza 


Qual’è inoltre il diannetro del 
supporto sul quale si devono av¬ 
volgere le bobine L2 ed L3? 
Sperando di non approfittare del¬ 
la Sua cortesia vorrei chiederle 
un’ultima cosa: in trasmissione 
aumentando la potenza di BF 
aumenta anche la RF, e di con¬ 
seguenza la portata? fino a che 
punto è possibile ciò senza ar¬ 
rostire il 2N708? 

Sicuro della Sua gentile atten¬ 
zione la ringrazio fin d’ora e Le 
porgo i miei più cordiali saluti. 

Risposta ai signori Tabasso, Mo¬ 
relli, Maggi: 

Per Ilmpedenza RF sono neces¬ 
sari 24,5 cm di filo, non già 40 
spire: la resistenza che io usai 
aveva un diametro di 2 mm cir¬ 
ca, pur dissipando 1 watt; era, 
devo dirlo, piuttosto lunghetta. 
Si può avvolgere l’impedenza in 
aria, oltre che su una resistenza, 
e... non occorre che sia Alien 
Bradley! 

Se aumento la potenza BF in tra¬ 
smissione, sovramodulo, con tut¬ 
te le conseguenze del caso. Per 
il resto: la BF deve andare bene, 

10 schema del resto è corretto: 
avete controllato invece, se si 
sono scaldati i componenti? An¬ 
che se non sempre lo si racco¬ 
manda, è implicito che, dato che 

11 calore altera o addirittura ro¬ 
vina R, C [specialmente elettro- 
litici) giunzioni NP e NPN-PNP, 
bisogna prestare molta attenzio¬ 
ne alla temperatura. Il conden¬ 
satore in parallelo al potenzio¬ 
metro da 10 kQ è da 10 nF, 
(sulFemitter). Le bobine devo¬ 
no essere argentate. Escludendo 
il P del volume [quello citato), 
le altre resistenze variabili sono 
semi fisse. 

Non è strettamente necessario, 
anzi, direi sconsigliabile, usare 
cavetto schermato per la com¬ 
mutazione di antenna. E’ neces- 
sario invece, come detto, scher¬ 
mare tutta l’alta frequenza. Le 
resistenze, da 3,3 Q, infine si 
trovano in ogni negozio ben for¬ 
nito di materiale radioelettrico: 
esempio, sede GBC. 


Signor Sante Luciani 

via S. Egidio 9 
Cupramarittima (AP) 

Sono uno studente di 17 anni 
molto attratto dalla rivista CD- 
CO anche se quasi digiuno di 
elettronica e di montaggi elet¬ 
tronici. 

Leggendo il suo articolo sul 


« Minicrick » H-T P sono stato 
preso dall’idea di poter autoco- 
struirmi un radiotelefono di co¬ 
sto non elevato e buone presta¬ 
zioni. Mi sono messo subito alla 
ricerca del materiale necessario, 
ma purtroppo ho dovuto smette¬ 
re poiché c’era qualcosa che 
non mi era chiara e che le elen¬ 
co immediatamente: 

1) Le quattro bobine: desidere¬ 
rei sapere con quale filo sono 
state fatte e su che diametro 
avvolte: 

2) Il condensatore elettrolitico 
a valle deH’impedenza RF: desi¬ 
dererei conoscere il suo valore; 

3) Tutte le resistenze: deside¬ 
rerei conoscere il loro voltaggio: 

4) L’autotrasformatore d’uscita: 
desidererei conoscere la natura 
e la provenienza del suo nucleo: 

5) L’altoparlante microfono: de¬ 
sidererei sapere perché mentre 
nello schema è indicato un al¬ 
toparlante funzionante anche da 
microfono nella realizzazione è 
suggerito un mobile adatto per 
radiotelefono avente microfono 
e altoparlante distinti da quale 
ditta è prodotto o se è usabile 
un qualsiasi altoparlante da 8 Q; 

6) Portata: vorrei sapere se per 
ottenere la variazione della por¬ 
tata e del volume al posto dei 
due potenziometri semifissi si 
possono usare potenziometri nor¬ 
mali comandabili dall'esterno. 


Signor Pieri 

Roma (manca indirizzo] 

Gent.mo Sig. Prizzi 

e la bobina « LI »? 

Di quante spire deve essere? 


Signor Paolo (o Carlo?) Sac¬ 
chetti (o Zucchetti?) 

S. Daniele (del Friuli o Po?) 
(manca indirizzo) 

Fra i tanti progetti apparsi su 
C.D. di questo mese mi ha par¬ 
ticolarmente interessato il Suo 
articolo sul radiotelefono deno¬ 
minato con la sigla Minicrick 
H-T P. Ho però notato nel corso 
dell'articolo alcuni punti un po¬ 
co oscuri. 

1) Lei dice che la bobina L2 è 
costituita da tre spire di filo di 
rame avvolte su un diametro di 
8 mm spaziate di 1 mm ecc. e 
che questa viene introdotta den¬ 
tro LI; più avanti dirà che L3 è 
uguale a L2 e che L4 è uguale 
a LI però non dà le caratteristi¬ 
che né di L4 né di L1. Sarei ap¬ 


punto grato se me le può in¬ 
viare. 

2} A proposito dell’Impedenza 
autocostruita su una resistenza 
tipo Ailen-Bradley, non avendola 
trovata, vorrei sapere se posso 
usarne una del solito tipo ame¬ 
ricano. 

3] Infine Le sarei grato se mi 
desse qualche chiarimento sulla 
costruzione del trasformatore di 
modulazione e cioè come av¬ 
volgere il filo dì rame e come 
praticare la presa centrale fa¬ 
cendo sì che i due avvolgimenti 
siano uguali. 

Con questo mi congedo, mi scu¬ 
si se Le posso aver fatto perde¬ 
re del tempo con le mie richie¬ 
ste forse banali. Ma forse mi 
scuserà se le dico che è da po¬ 
co che armeggio fra condensa- 
tori, transistori ecc. 

Le porgo i miei ossequi ringra¬ 
ziandola. 

In risposta alle lettere di cui 
sopra [delle quali quella di tale 
Pieri — o simile — piuttosto... 
laconica), e in relazione al suc¬ 
cesso incontrato dal « Minicrick » 
preciso che, come molti che han¬ 
no realizzato tale apparato han¬ 
no capito, e mi hanno scritto 
comunicandomi l’ottimo esito 
del manufatto, la bobina LI è 
uguale a quella di accordo del 
« Minicrack », senza la presa 
centrale. 

Riconosco però che, almeno in 
parte, ancora una volta ho pec¬ 
cato di scarsa chiarezza! 

Ecco quindi altre precisazioni: 

1) La resistenza su cui è avvolta 
la JAF può essere del solito tipo 
americano; 

2) Non importa molto che i due 
avvolgimenti siano eguali, nei 
trasformatore di uscita: basta 
avvolgere 50 spire, fare la pre¬ 
sa, poi le altre 50; 

3) il collegamento tra le roulot- 
tes è possibile, entro i limiti in¬ 
dicati, al patto di una eccellente 
schermatura dei motori delle au¬ 
to [del tipo della schermatura - 
antidisturbo per FM); 

4) li segno « — » vicino a L2 
indica il polo negativo; 

5) li miliiamperometro va inse¬ 
rito tra il + della pila e massa; 

6) Per le fasi di messa a punto 
vedere anche il « Minicrack »; 

7) E’ sufficiente che L1-L2 siano 
ad angolo retto con JAF e am¬ 
bedue con L3-L4; 

8) Le dissipazioni delle resi¬ 
stenze sono da 1/10 a 1/2 watt; 

9) La tensione lavoro degli elet¬ 
trolitici è 10^15 V. 











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trassegno le spese aumentano dì circa L. 200 per diritti postali). 




















Impianti di diffusione 


note teorico-pratiche di Gerd Koch 


Collegamento altoparlanti 

Tabella della tensione efficace (Vefr) in relazione alla potenza 
d'uscita e alla impedenza del carico (altoparlante) 

Veff == V Wo ■ Z dove Wo è la potenza d’uscita e Z l'impedenza 
del carico. 


(ohm) 1 

1 ’ 

2 

3 

4 

5 

6 

7 

8 

10 

Wo 

(watt) 

3 

1,73 

2,44 

3,00 

3,46 

3,87 

4,24 

4,58 

4,89 

5,47 


4 

2,00 

2,82 

3,46 

4,00 

4,47 

4,89 

5,29 

5,65 

6,32 


5 

2,23 

3,16 

3,87 

4,47 

5,00 

5,47 

5,91 

6,32 

7,07 


8 

2,82 

4,00 

4,89 

5,65 

6,32 

6,92 

7,48 

8,00 

8,94 


15 

3,87 

5,47 

6,70 

7,74 

8,66 

9,48 

10,2 

10,9 

12,2 



Z 

(ohm) 

15 

20 

25 

30 

40 

50 

60 

70 

80 

100 

Wo 

(watt) 

3 

6,70 

7J4 


9.48 

10,9 

12,2 

13,4 

14,4 

15,5 

17,3 


4 

7J4 

8,94 

10,0 

10,9 

12,6 

14,1 

15,4 

16,7 

17,8 

20,0 


5 

BM 

10,0 

11,1 

12,2 

14,1 

15,8 

17,3 

18,7 

20,0 

22,3 


8 

10.9 

12,6 

14,1 

15,4 

17,8 

20,0 

21,9 

23,6 

25,2 

28,2 


15 

15,0 

17.3 

19,3 

21,2 

24,4 

27.3 

30,0 

32,4 

34,5 

38,4 



(valori arrotondati] 


Metodo di misura 



CONDCNSATORE 
DI BLOCCO 


GENERATORE 

B.F. 


VOLTMETRO 

C.A. 


AMPLIFICATORE RE5IST0RE DI CARICO 


... la tabella permette di conoscere sia la potenza d'uscita di 
un amplificatore, sia la potenza applicata a un altoparlante. 


Messa in fase dì un altoparlante 

...quando due altoparlanti montati vicini non sono in fase, uno 
comprimerà mentre l’altro assorbirà riducendo di conseguenza 
la potenza generata. 

Quando il cono comprimerà, la polarità dell’altoparlante sarà 
indicata dalla posizione del polo positivo della pila. 


832 












Impianti di diffusione 


Altoparlanti in parallelo 

Za 

Zr =- 

Na 

Zr impedenza risultante 
Za impedenza altoparlante 
Na numero altoparlanti 

Wa 

Wpa =- oppure Wa == Wpa x Na 

Na 

Wa potenza applicata 
Wpa potenza per altoparlante 



Altoparlanti in serie 

Zr = Za X Na 
Wa 

Wpa =- 

Na 

Wa = Wpa X Na 



Altoparlanti in serie-parallelo 

Za X Na 

Zr =- 

numero gruppi in serie 


Na totali 

Wpa =- 

Wa 



Altoparlanti in serie-parallelo a potenza e impedenza diverse 

(distribuzione della potenza) 

Zb Zb 

Za =- Zr =- 

2 2 

Wa 

potenza altoparlante «a» =- 

4 

Wa 



potenza altoparlante «b 


2 

























Altoparlanti in serie-parallelo a impedenza uguale 

Zc 

Zc = Zd Zr =- 

2 


Wa 

potenza altoparlante «c» =- 

8 

Wa 

potenza altopariante «d» =- 

2 


Realizzazione di linee lunghe 



nel caso sì possa usufruire di una presa di terra all’entrata e 
aM’uscita della linea e la potenza da distribuire possa essere 
frazionata in parti uguali nnediante collegamento in serie. 



Altoparlanti in parallelo con impedenze diverse 

ZaxZb Z1 xZc Z2 x Zd 

-- = Z1 - = Z2 - = Zr 

Za + Zb Z1 -h Zc Z2 + Zd 

e così via sostituendo via via i valori trovati in precedenza. 
... la potenza si suddivide secondo l’impedenza e la potenza 
dissipabile da ciascun altoparlante. 


Impianti a tensione-costante 



costanti 

Zt =---—— 

W richiesti 


834 


...gli impianti a tensione-costante sono utili quando è necessario 
poter escludere qualche altoparlante, senza variare l’impedenza 
complessiva della linea. 

...l’impedenza di un altoparlante inserito in una linea a ten¬ 
sione costante è in relazione alla potenza che si desidera ap¬ 
plicargli: 


Impedenza del carico = - 

Wr 

dove Ve è la tensione-costante 

(standard americano == 70 V; standard europeo = 100 V) 
e Wr la potenza richiesta. 

ovvero: 


4.900 

tensione di linea 70 V —- 

Wr 

10.000 

tensione di linea 100 V =- 

Wr 

operazione che darà il valore dell’impedenza (in ohm) in fun¬ 
zione alla potenza da applicare; logicamente essendo i valori 
elevati occorrerà accoppiare l’altoparlante tramite trasformatore. 























Per semplificare: 


Impianti di diffusione 


100 V 


Tabella dell’Impedenza richiesta 


Ricordate che: 

— La potenza va distribuita in relazione al rumore presente e 
alle dimensioni dei locali: se A è la metà di B e il rumore di 
fondo è suddiviso nello stesso modo, la potenza da dare al 
locale B sarà il doppio di quella applicata al locale A; mentre 
se il rumore presente in A è il doppio di B la potenza da 
applicare ad A dovrà essere superiore di 1,5 volte a quella 
applicata a B. 

■— Gli « impianti di chiamata » devono in ogni caso sovrastare 
ogni rumore presente. 

— Gli « impianti di musica di sottofondo» non devono assolu¬ 
tamente impedire il normale svolgersi dell’attivtà. 

— I diffusori vanno previsti sempre per potenze leggermente 
superiori a quelle che gli si devono applicare in modo che in 
caso si rendesse necessario un aumento di potenza, basterà 
o sostituire lamplificatore o alzare il volume, senza dover ripro¬ 
gettare l’impianto di sana pianta. 

— Per variare la potenza applicata a un altoparlante installato 
in un impianto a tensione costante, basta sostituire il trasfor¬ 
matore con uno avente un’impedenza diversa (minore per au¬ 
mentare, maggiore per diminuire]. 

— Per ridurre la potenza di un altoparlante inserito in una linea 
a bassa impedenza basta inserire un attenuatore. 

— Per quanto riguarda gli impianti di diffusione a mezzo cuffie, 
poiché ad esse non va applicata più della potenza massima 
che possono sopportare, si userà lo schema di figura 12 che 
permette di inserire o escludere svariate cuffie senza alte¬ 
rare la impedenza della linea, in quanto il partitore formato 
da RI e da R2 svolge il doppio compito di caricare l’amplificatore 
con la sua impedenza nominale e di dosare il segnale appli¬ 
cato a ciascuna cuffia: pertanto il resistore R1 sarà uguale al¬ 
l’impedenza d’uscita dell’amplificatore e dovrà essere in grado 
dì sopportarne la massima potenza d’uscita, mentre i resistori 
R2 saranno uno per cuffia e andranno calcolati in base all’im¬ 
pedenza della cuffia, la potenza d’uscita, l’impedenza d’uscita e 
la massima potenza sopportabile dalla cuffia. 

Ciò permette sia di collegare cuffie con impedenze diverse sìa 
con potenza di uscita diversa, sia dì realizzare impiantì misti: 
altoparlanti, cuffie, trombe. 


Wr 70 V 


1 w 

20 kn 

10 kn 

2 W 

10 kn 

5 kn 

3 W 

1,6 kn 

3,2 kn 

4 W 

1,2 kn 

2,5 kn 

5 W 

1 kn 

2 kn 

8 W 

600 n 

1,2 kn 

10 W 

500 n 

1 kn 

15 W 

330 n 

660 n 

20 W 

250 n 

500 n 

30 W 

165 n 

330 n 

40 W 

125 n 

250 n 

50 W 

100 n 

200 n 


(valori arrotondati) 



Attenuatore tipico 



Wa X Za 

R2 =-X Ze 

We X Ze 

Wa potenza max. amplificatore (watt) 

Za impedenza amplificatore (ohm) 

We potenza richiesta dalla cuffia (watt) 
Ze impedenza cuffia (ohm) 


TR5AC - CONVERTITORE PER RADIOAMATORI 

• 5 bande: 3,5 - 7 - 14 - 21 - 28 

• uscita 1600 kHz 

• 6FO che consente la variazione della frequenza della nota 
per la ricezione di un segnale interferente con altri; in SSB 
il segnale prodotto serve alla reintegrazione della portante 
e quindi a rendere intelligìbile tale tipo di emissione. 

• batteria 9V incorporata 

• montato sopra un telaio in fusione d’alluminio che assicura 
una perfetta stabilità. 

• sensibilità migliore di 1 \xV. 

• cataloghi e informazioni a richiesta. 

MICS RADIO S.A - 20bis, av. des Clairìons - 89 AUXERRE - Francia 























selezione di circuiti da montare, 
modificare, perfezionare 

a cura dell'ing. Marcello Arias 

disegni di Giorgio Teremi 


« Sperimentare » è una rubrica aperta ai 
Lettori, in cui si discutono e si propongono 
schemi e progetti di qualunque tipo, purché 
attinenti l'eiettronica, per ie più diverse 
applicazioni. 

Le lettere con le descrizioni relative agii 
elaborati vanno inviate direttamente al- 
ring. Marcelio Arias, 40141 Bologna, vìa 
Tagliacozzi 5. 

Ogni mese un progetto o schema viene di¬ 
chiarato «vincitore»; l’Autore riceverà 
direttamente daH’inq. Arias un piccolo 
premio di natura elettronica. 



Radiomicrofono (Bontà) 



R1 

33 

kn 

CI 

10 


R2 

100 

ka 

C2 

4,7 

nF 

R3 

1,5 

ka 

C3 

100 

nF 

R4 

4,7 

ka 

C4 

20 

|xF 

R5 

9200 

a 

C5 

1600 

PF 

R6 

270 

a 

C6 

2,7 

PF 




C7 

4,7 

pF 


TRI 2N706 - 2N708 


TR2 OC72 - Y362 - OC71 - SFT353 
LI 5 spire filo smaltato 0 0,7 mm su 0 10 mm 
in aria 


Arieccomi. 

Ah, finché l’ho in mente: cari amici, io, quando posso, Vi aiuto 
tutti volentieri, ma vorrei pregarvi di considerare che « Speri¬ 
mentare » è una rubrica dedicata aila presentazione di vostri 
progetti, vostre idee, non alla discussione di dubbi o a spiega¬ 
zioni teoriche e pratiche di circuiti, schemi non funzionanti, 
ecc. Capite, amici: non è cattiva volontà, ma la rubrica è fatta 
così; quindi io Vi aiuterò volentieri ogni volta che mi sarà 
possibile, ma Vi esorto a rivoigervi per i vostri problemi e a 
seconda dei casi, all’ing. Rogiantì e al suo circuitiere o alla nuo¬ 
vissima «pagina dei Pierini» di ZZM, Emilio Romeo, che vedrà 
la luce dal prossimo numero. 

Così se avete dubbi su uno schema pubblicato, rivolgetevi 
direttamente al presentatore, di cui do’ sempre generalità e 
indirizzo; che dite? che sono uno scansafatiche? No, cari, 
ma non sono neppure una enciclopedia! 

E adesso, facendomi largo a fatica tra le lettere che mi man¬ 
date, afferro a caso dal mucchio... ovvio, no: un radiomicrofonistal 


E’ Antonio Bonfà, piazza Municìpio, 10 - 89030 Samo (RC): 
Egregio Ingegnere, 

le invio lo schema di un tx in FM, apparso su CD N. 1011965 
di Maurilio Nicola che nella versione originale, a me rendeva 
poco, tanto che a 10 metri diveniva tanto debole da non essere 
più udito, e modificato da me, sono riuscito a ottenere un tx 
piccolissimo tanto che entra in un pacchetto di Kent assieme 
ad alcune sigarette. 

Sperando che non venga cestinato tra le altre cartaccie le 
invio i miei più cordiali saluti. 


Segue una eccellente proposta per gli automobilisti da parte 
di Giorgio Cimìni, via Nesazio, 45, 00147 Roma: 

Egregio ing. Arias, 

tutti sanno ormai deH’automatismo installato sulle Fiat « 125 »; 
un temporizzatore per tergicristallo. La sua utilità è indubbia, 
specie al Nord, dove la pioviggine e il nevischio sono compagne 
inseparabili di ogni automobista. Detto temporizzatore della 
« 125 » consente di azionare il tergicristallo con circa 5 secondi 
di intervallo tra una corsa delle spazzole e Faltra. Ma già da 
tempo l'auto di mio padre disponeva (e c’è tutt’ora) di un 
aggeggio simile, con il non trascurabile vantaggio però della 
regolabilità: l’intervallo può essere infatti variato con conti¬ 
nuità tra 2 e 14 sec circa. 

Si tratta di un multivibratore astabile che comanda un relè; 
tutto qui, e il costo dell’apparecchio non è neanche elevato: 
usando ottimo materiale ho speso complessivamente 5000 lire. 
Le resistenze sono tutte al 5% di tolleranza e da V 2 W, tranne 
quella da 100 fi che è da 2 W. I potenziometri sono del tipo 
miniatura: quello da 1 kO, (comanda la durata dell'impulso, 
da 0,7 ad 1,2 sec) va regolato una volta per tutte e deve solo 


836 


© Copyright CD-CQ elettronica 1967 
















consentire una corsa completa delle spazzole; quello da 10 kO. Sperimentare 
con interruttore, (comanda la durata delllntervallo) va instal¬ 
lato sul cruscotto, accanto al già esistente commutatore. Ben 
inteso, nulla vieta di far funzoinare il tergicristallo al solito 
modo azionando il commutatore come sempre: anche se l'auto¬ 
matismo è inserito, il funzionamento è continuato (si ha solo 
uno spreco di corrente). 



Perfezionamento per tergicristallo (Cimini) 


Del relè si utilizzano quattro contatti, due chiusi e due aperti 
(a riposo) che vanno al commutatore come indicato nel dise¬ 
gno. ! contatti di quest'ultimo sono in genere del tipo a spina 
(niente saldature) e l’innesto di altri cavi non offre difficoltà. 
Il relè da me usato è un CEMT-12V-185 Eì, ma ottimo è anche 
uno da 300 H (la resistenza da 120 H va eliminata). Impiegando 
relè di resistenza maggiore (minore non è conveniente perché 
diminuiscono di colpo le prestazioni), il potenziometro da 
10 kCL e la resistenza da 1,5 kEÌ vanno sostituite mediante le 
due formule: 

RI = 4,3 RO (arrotondare per eccesso) 

R2 = 38 RO “ RI (arrotondare per difetto) 

dove 

RO = resistenza relè 
RI = ex 1,5 ka 
R2 = ex 10 kfl 

Conseguentemente varia il tempo di intervallo. Usando per es. 
un relè da 500 si ha: 

RI = 2,2 kfl, R2 = 15 kCL e un intervallo tra una spazzata e 
l'altra variabile tra 3 e 24 sec. 

Certo dell’interesse che potrà suscitare tra gli amici appassio¬ 
nati, le porgo i miei più cordiali saluti. 


Adesso che ci vedete chiaro grazie al Cimini, cercate un po* 
di capire il Ferruccio Giavarìni, via Lorenteggio 57, Milano: 

Egregio Ing. Arias, 

sono un nuovo sperimentatore assillato dal desiderio di pro¬ 
curarmi strumenti per le future esperienze, ma che siano at¬ 
tendibili. Dovendo misurare le frequenze dei circuiti LC, pensai 
a un grid-dip, ma comprarlo costa caro e poi non c’è soddisfa¬ 
zione; costruirlo, e poi come lo taro? e non mi fiderei delle 
letture che mi darebbe. 

Ho quindi usato un vecchio ma buon oscillatore modulato al 
quale ho accoppiato il circuito allegato. Dati i buoni risultati 
ottenuti ho pensato di proporlo ai lettori di CD. 




















Sperimentare 


A pBrte roscillatore, esso consiste di uno stadio ampUfìcatore 
aperiodico che monta una ECC83 (che può andate benissimo 
come amplificatore d'antenna) e da un microamperometro che 
misura le correnti AF rivelate dal quattro diodi, la cui sensF 
bìlìtà puù essere ridotta daf potenziometro R5 (quest*uitima 
parte è scopiazzata dairartlcoh di il AHO sa CD m 3 e grazie 
per ì! ^ dedicato ai meno esperti -J. Traiascio ralìmentazione 
per ia quale ognuno può arrangiarsi. 

Sperimentalmente ho visto che Di e D2 sono necessari per 
non caricare capacitivamente e resistivamente // circuito LC in 
prova e non avere letture spostate di atcuni kHz. 


Circuito « Glavarlnl n 

RI 500 n 
R2 100 kn 
R3 500 kn 
R4 50 kn 

R5 10 kn potenziometro 
M microamperometro 100 p,A fondo scala 
C1-C2 4700 pF ceramico 
C3 25 pF ceramico 
C4 1000 pF carta 

DI, D2, D3, D4: io ho usato 1G25 tolti da basetta 
surplus, ma ritengo che con diodi migliori si 
abbiano migliori risultati. 



T KO .V 


T Ql4 


L'AF generata dairoscillatore che in teoria dovrebbe essere pre¬ 
cisa è amplificata dalla ECC83 ed è segnalata dal microampe¬ 
rometro M, ma se il circuito LC in prova non è inserito o 
inserito e disaccordato manca i! coefficiente dì sovratensione 
Q e si ha una bassissima indicazione in M. Allora si fa scor¬ 
rere le gamme dell’oscillatore finché si incontra la frequenza 
che fa risuonare LC e fa salire bruscamente l'indice di M. At¬ 
tenti che se il O di LC è elevato sarà bene, prima di centrare 
la risonanza, attenuare la sensibilità di M per non rovinarlo. 
Ovviamente centrata la massima indicazione di M si leggerà 
la frequenza desiderata sulla scala dell'oscillatore. 

Dopo le prime prove su diversi LC ci si rende conto della diver¬ 
sità dei fattori di sovratensione Q dei rispettivi LC proprio 
dalla maggiore o minore necessità di attenuare la sensibilità di M. 
Se roscillatore usato ha una buona demoltiplica si riesce a 
centrare la strettissima frequenza dei quarzi inseriti al posto 
di un LC, questo per valutarne il 0; alcuni danno un dip mag¬ 
giore di altri pure buoni, i primi sono migliori. 

Spiacente se la prova dei quarzi Vi dimostrerà inequivocabilmente 
che il vostro vantato oscillatore modulato non è affatto preciso. 
Saluti e auguri. 


Lumino per bambini (Magnabosco) 


RI RS1 




SI pulsantino (normalmente aperto) 

RI 100 n 2 W 

R2 1000 n 3 W 

R3 5.5 Mn 1 W 

CI 50 iJiF 350 V 

C2 50 [ìF 350 V 

RS1 OA211, OA214, BX100 

LN lampada spia 220 V 

(R3-C1-C2 sì possono variare secondo il tempo 
e la luminosità di Lp) 


R2 R3 



Il bimbo piange, non vuol dormire al buio? Dategli una sberla 
e poche storie... oh, no! costruitegli il dispositivo suggerito 
da Paolo Magnabosco, via Palma di Cesuola 38, 10127 Torino: 


Egregio ing. Arias, 

sono un principiante in materia e le invio uno schema elemen¬ 
tare. Si tratta di un lumicino per I bambini che temono il buio pri¬ 
ma di addormentarsi. Basta schiacciare il pulsantino per un atti¬ 
mo; i condensatori si caricano con la tensione di 220 V (cc) rad¬ 
drizzata da RS1 per poi scaricarsi sulla resistenza R3 che è 
posta in serie alla lampadina al neon. La lampadina resterà 
accesa per un tempo determinato da CI, C2 e R3. Con CI 
e C2 = 50 \xF e R3 = 5,5 Mfl, la lampadina resterà accesa 
1 ora. 


Sperando di essere ospitato nella Sua rubrica le invio i più 
cordiali saluti. 

































Passo ora a premiare con 4 diconsi quattro ASZ11 cadauno Sperimentare 
i signori Daniele Bonaccorsi e Gabriele Fiori, via Roma, 29 55051 
Barga (LU] per la loro attività di sperimentatori: mi sembra 
giusto e spero che tutti lo condividiate: 

Egregio ing. Arias, 

siamo due studenti di liceo scientifico e durante il tempo libero, 
ci dilettiamo a sperimentare e inventare schemi talvolta strani, 
talvolta addirittura spaventosi. Nonostante ciò, lo schema che 
le inviamo non è nè strano nè spaventoso: si tratta di un 
circuito molto, molto conosciuto da chiunque si interessi un 
po' di elettronica. Si tratta infatti di un comune amplificatore 
B.F. in cui sono stati notevolmente cambiati i valori onde po¬ 
terlo usare come preamplificatore per microfoni a cristallo. 

Penso che molti ragazzi si divertano, come noi del resto, a 
mettere insieme componenti e spesso ad arrostire transistori 
per poter disporre di un trasmettitore o magari preferiscano 
comperare uno dei tanti radiotelefoni « surplus » che oggi esi¬ 
stono sui ben conosciuti mercati. Tuttavia tali trasmettitori han¬ 
no delle potenze molto basse e spesso la modulazione avviene 
mediante un micro a carbone... Voi direte: ma che c entra questo 
con quel trabiccolo di schema? Aspettate e vedrete. Dunque, 
cosa dicevo?... Ah, che il micro a carbone è quello preferito 
quasi sempre dove c'è poca radiofrequenza da modulare e non 
vale la pena di mettere una modulazione seria con un micro 
piezoelettrico. Succede così che uno si trova con un trasmet¬ 
titore, sia esso « home made » sia esso « surplus » che porta 
a malapena 3 chilometri (e sono già tanti). Voi di nuovo chie¬ 
derete che cosa c'entra questo col trabiccolo e colla modulazio¬ 
ne a carbone. Buoni, ve lo dico subito. Tutti, o quasi tutti, 
sanno che per lavorare sulla gamma degli 80 metri, è neces¬ 
sario avere del TX con un output dì almeno 100 watt per avere 
una buona portata. Ecco Invece che un tipo denominato I1PRR/P 
(dove P sta per portatile e non per pirata, maligni che non 
siete altro!) con soli 28 watt output, ma con una buonissima 
modulazione, arrivava al mio QTH ai ascolto da Rocchetta (Ales¬ 
sandria) e cioè da circa 150 chilometri con un segnalane: 

ORK 9-F10, OSA 5 (tanto per intenderci). Mi scusi l'amico 
Enrica dì Chiavarì per averlo preso come esempio. Visto e 
considerato dunque che una buona modulazione migliora note¬ 
volmente h portata e che sarebbe desiderio di molti aumem 
tare In portata dei pìccoli TX, abbiamo messo su lo schema 
di un semplice preamplificatore per usare micro a cristallo. 

Nei caso poi che U RX dei radloteiefono usato avesse aiPusci- 
ta un trasformatore sì può usare ìì trabìccolo anche come am¬ 
plificatore del segnale audio: a parte abbiamo indicato io sche¬ 
ma del commutatore. 


Vecchio mio ringrazia tutti coloro che gli 
hanno scritto e li informa che discuterà i 
loro problemi su CD n. 12. 

A presto, dunque. 




E ora veniamo allo schema. Noterete subito che i valori dei 
componenti non sono molto usuali, ma siamo arrivati ad essi 
mediante la migliore via: sperimentando. Lo schema è molto 
semplice e non credo opportuno spiegare il funzionamento di 

quello che poi in fin dei conti è un amplificatore un po' trasfor- ggg 

mato. Come valvole possono essere usati triodi amplificatori 



































Sperimentare 


B.F. qualsiasi (VI) e pentodi finali (V2). Noi abbiamo constatato 
che con una 6Q7G e una 6V6 si ha un ottimo rendimento sia 
come modulazione che come amplificazione. Il fruscio è mi¬ 
nimo e usando dei buoni componenti non si sente nemmeno. 
Tuttavia è meglio notare bene alcune cose: prima di tutto du¬ 
rante il collaudo sarà opportuno (onde evitare funerali o simili) 
porre un condensatore a carta da circa 20 nF alla entrata. 
Il valore più strano (200 pF) è quello del condesatore d'ac¬ 
coppiamento, ma abbiamo visto che con tale valore si ha la 
migliore resa fonica e una distorsione pressoché nulla. Natu¬ 
ralmente usando altre valvole si dovrà usarne un altro (valore 
sui 1500 pF). Il T.U. è un qualsiasi trasformatore d’uscita 
adatto alla finale, mentre come micro può essere usato qual¬ 
siasi piezoelettrico. Necessario è invece, onde evitare altro 
ORM lavorativo, staccare da massa il primario del trasfor¬ 
matore di modulazione, nonché il secondario di quello d'uscita. 
Ultima raccomandazione: schermare bene l'entrata del modu¬ 
latore. Non c’è altro. Inutile ricordare che saranno molto gra¬ 
diti eventuali consigli o richieste di precisazioni. Sperando che 
con questo trabiccolo, che mi auguro di tutto cuore verrà pre¬ 
sentato nella rubrica « Sperimentare », molti possano coprire 
col loro TX sempre maggiori distanze, invio cordiali saluti all'ing. 
Arias e 51 e 73 a tutti i lettori di CD - CO elettronica. 


Grazie, e avanti con rultimissimo postferragostano: Lìbero La- 
gasi, via Vecchia 18, Sesta Godano (SP); 


Gent.mo Ingegnere, 

a pagina 602 del CD CO è compreso uno schemino del lettore 
Davide Pompeo da Ter rad na riguardante un relè fotoelettrico 
che dovrebbe funzionare con un cerino a tre metri di distanza. 
Essendomi venuto lo « sfìzzio » di provarlo, ho messo insieme 
un OC 140, un AC 128 e un RA/1931-9 (relay della GBC numero 
catalogo: G/1497-3) ma il risultato è stato «nullo». Possìbile, 
dico io, che sia uno schema fasullo? Ma no, sarà l’NPN che 
non va cl vorrà il silicio e non il germanio, e allora ho acqui¬ 
stato dalia GBC un potente BC107 (acquistato dico! ma che 
coraggio!) e l’ho sostituito all’OC140. Questa volta il risultato 
è stato «nullo»! Bah! chissà perché! 

Allora mi sono detto: modifichiamo il circuito e vediamo un po' 
come va (vedere figure qui sotto). 



Due saldature ed ecco fatto; l'aggeggio ha subito funzionato e 
anche se non scatta a tre metri, beh, a uno o due, si! E così 
vi scrivo presentando lo schema modificato per chi volesse 
approfittarne. 

Ma per lo schemino di pagina 602 come la mettiamo? L'errore 
è del proto o del Pompeo? Mah! Salutissimi. 


Vi lascio, sadicamente, nel dubbio amletico, anche perché è 
giunta la fine di un’altra puntata di « Sperimentare »; vi rin¬ 
grazio tutti per la vostra simpatica amicizia e, forza, cervelloni, 
che sul nùmero di Natale dobbiamo fare scintille! 


840 






















Note sulla SSB 


in esclusiva per CD - dottor Lars I. Colemaar 

Con l’eccezionale sviluppo delle telecomunicazioni gli Enti inte¬ 
ressati alla radiodiffusione, I dilettanti, SWL, radioamatori, sono 
stati costretti ad allontanarsi dai vecchi e classici sistemi di 
comunicazione per orientarsi verso soluzioni migliori, atte a 
sviluppare una maggiore velocità nelTespletamento del traifico, 
una notevole riduzione di occupazione delle bande e maggior 
rendimento energetico per un miglior sfruttamento delle poten¬ 
ze installate e conseguenti minori costi globali (installazione 
+ esercizio]. 

La continua ricerca di nuovi sistemi ha permesso il raggiungi¬ 
mento di risultati veramente brillanti tra cui citiamo la modula¬ 
zione di frequenza, la modulazione di fase, la SSB, la televisione, 
il fac-simile, la RTTY, ecc. 

Scopo di queste note è quello di introdurre i più giovani o ine¬ 
sperti alla conoscenza, sia pure generica, della SSB e pertanto 
le righe che seguono si riferiranno solo a questo sistema di 
telecomunicazione. 

Nel tentativo di riuscire ad essere chiaro cercherò di mantenere 
un adeguato equilibrio tra spiegazioni « intuitive » e qualche sem¬ 
plice supporto matematico. 

SSB è la sigla derivata dalle iniziali delia definizione del sistema 
che porta questo nome: Single Side Band (pronunzia circa 
singl saidbend) ossia (sistema di telecomunicazione a) banda 
laterale unica. 

La SSB è un sistema già affermato che si va estendendo rapida¬ 
mente nel campo delle radiocomunicazioni. 

Per un primo approccio al sistema di trasmissione/ricezione a 
banda laterale unica è opportuno analizzare brevemente il com¬ 
portamento della modulazione a doppia banda. 

Quest’ultima può essere considerata come la somma istante per 
istante, di tre componenti distinte: una ad alta frequenza e cor¬ 
rispondente alla portante, F, e le altre due di bassa frequenza, 
f e f”. 

Le due componenti di bassa frequenza sono disposte simmetri¬ 
camente rispetto all'onda portante, per tale motivo sono note 
con il nome di bande laterali (figura 1). 


Palo Alto (California)-sept 7th 1967 
Dear mr. Arias, 

...1 found CD very ìnteresting and l'm 
happy to send to you a brief description of 
thè SSB concepts with some self-explana- 
tory formulas... l'm sure you will be able 
to translate my american... l’m afrald 
it’s a bit late tor your october Issue, but 
l’m very busy now,.. 1 would appreciate 
thè CD's readers feelings and recomen- 
dations on this subject... I liked very much 
thè mr. Romeo's « Pierini »! ... Thank you 
very much indeed... 

yours very truly 
L. !. Colemaar 


Abbiamo stralciato aicune frasi dalla lettera 
di accompagnamento del dottor Colemaar 
al suo articolo: in esse è detto... « Ho 
trovato CD molto interessante e sono lieto 
di mandarle qualche nota sui concetti re¬ 
lativi alla SSB, con qualche formuletta 
che peraltro sì spiega da sé... 

... Penso che Lei non dovrebbe avere dif¬ 
ficoltà a tradurre ii mio americano [il 
dottor Colemaar è svedese)... Temo che 
sia un po' tardi per la pubblicazione su 
CD di ottobre, ma sono così impegnato 
in questo periodo... 

Sarò molto lieto di conoscere l’opinione e 
di avere suggerimenti relativi alla materia 
trattata da parte dei Lettori di CD... Mi è 
molto piaciuta l’idea dei « Pierini » del 
sig. Romeo! ... Grazie molto 

sinceramente 
Lars I. Colemaar » 


Figura 1 


d) disturbi 

e) la stessa oscillazione BF coi disturbi sovrapposti 

f) l'oscillazione originale trasmessa tramite la por¬ 
tante, affetta da disturbi, dopo la rivelazione. 



a) onda portante non modulata 

b) oscillazione di bassa frequenza 

c) oscillazione modulata in ampiezza 





dì 


‘ testo originale in americano; tradotto e adattato per CD dalla Redazione. 


841 



























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842 


f’ e f”, ma neH’intero spettro delle frequenze foniche da tra¬ 
smettere: allora le tre componenti risultano costituite dalla por¬ 
tante F e da tutte le frequenze comprese nella fascia ±Af 
essendo Af = f2—f1 se f2>f1: in altre parole nella fascia F+f1: 
F + f2 e F—f1: F—f2. 

E’ evidente sia da tutte le effe qui sopra che dalla figura 1 che 
la ricezione integrale dei segnali modulati compresi tra fi e f2 
si avrà ugualmente trasmettendo una sola banda (figura 2), 
anzi trasmettendo solo Af: in definitiva impostando un tx a 
banda laterale unica e portante soppressa. 

Tutto ciò è possibile solo se in ricezione la demodulazione 
avviene con l’ausilio di un generatore locale avente una fre¬ 
quenza assolutamente identica a quella dell’onda portante. 

Tali condizioni sono molto difficili da realizzare, per cui insieme 
alla banda laterale superstite viene emessa una debolissima 
portante avente lo scopo di consentire l'accordo dell’oscillatore 
locale sul ricevitore (banda laterale unica e portante ridotta). 
Prima di metter giù qualche formuletta, vediamo di riassumere i 
principali vantaggi del sistema single side band: 

— la banda dì frequenza occupata è ridotta alla metà rispetto 
ai tx a doppia banda; questo è un grosso vantaggio dato il so¬ 
vraffollamento delle gamme; 

— aumento del rendimento deH'enerqia trasmessa. 

— possibilità di utilizzare le due bande per due comunicazioni 
distinte; 

— minor costo globale di trasmissione e ricezione. 

Ora, se ì Pierini hanno seguito le formule deH’amico Romeo, me 
ne ho a male se non seguono le mìe, per la verità non com¬ 
plesse, appena ci si soffermi su di esse un sol minuto. 
Riprendiamo quindi le effe di poco sopra; chiamiamo 
i l’ampiezza istantanea deH’oscìllazione modulata; essa è la 
risultante nel tempo di una ampiezza di portante più le am¬ 
piezze delle due bande laterali: allora se I è l’ampiezza del¬ 
l'onda portante, F la frequenza dell’onda portante, Af la banda 
di frequenza modulante (molto più piccola di F], m la profon¬ 
dità di modulazione < 100%, e t il tempo, la « roba » detta so¬ 
pra si scrive: 

mi mi 

i = IcosFT H-cos (F + Af)t +-cos (F — Af)t 

2 2 

Il termine I cosFt rappresenta l'onda portante; gli altri due rap¬ 
presentano le due bande laterali che si generano con la mo¬ 
dulazione. Si vede subito, come si vedeva in figura 1, che in 
ambedue è contenuta l'informazione rappresentata da Af- 
Anche 1 cosFt cioè la portante può essere teoricamente sop¬ 
pressa, in trasmissione, come si è già detto, perché è facile 
ricostruirla in ricezione da una delle bande laterali che la con¬ 
tengono. 

E' inutile quindi assegnare la potenza disponibile a tre « ter¬ 
mini » e conviene invece concentrarla tutta su una delle bande 
laterali. 

Non si pensi, per inciso, che questo sistema di trasmissione 
sìa in uso da poco tempo. Il primo esempio di SSB su grande 
scala risale a ben 40 anni addietro (1927] ; fu realizzato in quel¬ 
l’anno un collegamento a onda lunga tra America ed Europa, 
a 60 kHz. Unica limitazione, in quel tempo, era l’applicazione 
della SSB alle onde corte, problema oggi superato. 

All’ epoca della bibliografia più recente da me consultata 
gli impianti del 1927 erano ancora usati e in ottima efficienza. 
Ho detto che si ottiene un eccellente guadagno energetico con 
l'uso della SSB; rivediamolo con l'aiuto delle i, I, m, cos, e 
compagnia bella. 

Se i è l'ampiezza della corrente pertinente all’onda portante, 
il valore massimo istantaneo di i, con tasso di modulazione m, 
sì verifica al valor massimo del coseno, cioè per cosFt = 1, e 
vale, secondo il formulone di prima; 

mi 

i = I ■ 1 +-■ 2 = I(1 ^m) 

2 

La potenza istantanea massima sv luppata sul carico R è quindi 
W = i^R = F (1+m)2R 





mi 

i’ =-2 = mi 

2 

a cui corrisponde la potenza 

W’ = m^l^R 

In SSB con portante soppressa la intera potenza che ii tx è 
capace di erogare (W) è conferita alla unica banda laterale su¬ 
perstite ed è tutta utilizzata in ricezione, mentre nella AM tradi¬ 
zionale era sfruttata solo la W’, 

Il rapporto di utilizzazione è W/W’ ossia: 

P d-fm)^ R (1-fm)2 


l^ m^ R m2 

Quando la modulazione è al 100% (m = 1) il rapporto vale 
(1 + 1 )^ 

-= 4 ossia 6dB 

V 

In ricezione si può usare un filtro con larghezza di banda metà 
di quella necessaria per il sistema a doppia banda. 

Poiché il rapporto segnale/disturbo varia in ragione inversamente 
lineare alla larghezza di banda, avendola dimezzata, ne ricaviamo 
un^ ulteriore guadagno di 3 dB che, aggiunti ai 6 di prima, 
da' come risultato 9 dB, che molti di voi avranno già udito 
citare come misura minima della superiorità del sistema a banda 
laterale unica. 


Per i Pierini currosi. o almeno per i Pieruccì e Pìeretti, se non 
per i Pieroni, do' ora una breve descrizione di un apparato 
trasmittente a due canali ìndipendenti* 

L'attuazione di questo sistema (bande laterali indipendenti) è 
legata alla possibilità dì realizzare filtri passa-banda con carat¬ 
teristiche di taglio npidissime, il che si può attuare solo con 
cristalli piezoelettrici. 

Inoltre occorre nel ricevitore un dispositivo di alta precisione 
per il controllo automatico della frequenza deH’oscillatore locale 
di conversione. L'onda portante non viene soppressa comple¬ 
tamente all'emissione, anzi viene reintrodotta nei circuiti suc¬ 
cessivi, adeguatamente attenuata, per essere irradiata con po¬ 
tenza assai piccola (10-^20 dB sotto II livello delle bande utili). 
Questa portante ridotta viene utilizzata in ricezione per azionare 
Il dispositivo per iì controllo automatico della frequenza deirosclt- 
latore di conversione e per la regolazione automatica dell'am¬ 
plificazione. L'apparato trasmittente di cui darò una sintetica 
descrizione, di costruzione europea, è predisposto per la emis¬ 
sione di due canali fonici indipendenti. La banda di frequenze 
Af per ciascun canale è 2700 Hz (300^3000 Hz). 



Distinguiamo nello schema a blocchi (figura 3) tre parti prin¬ 
cipali: 1) il premodulatore: 2] l’amplificatore a bassa potenza in 
RF; 3] l’amplificatore finale. 


843 















































Note sulla SSB 


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per chiamata automatica SOS. 

1 

Provato funzionante 

L. 8.000 1 


844 


Nel premodulatore la banda fonica da trasmettere viene innan¬ 
zitutto passata per una serie di filtri che tagliano le frequenze 
esterne a 300 e 3000 Hz; quindi la banda fonica viene immessa, 
mediante un circuito in controfase, in un primo modulatore bi¬ 
lanciato sulle cui griglie agisce, in fase, la frequenza di 60 kHz 
generata da un’oscillatore a elevata stabilità. All’uscita del mo¬ 
dulatore bilanciato scompare la frequenza di 60 kHz che è ap¬ 
plicata in fase e scompare anche la frequenza modulante che 
trova, nei circuiti successivi a 60 kHz, un corto circuito. Un filtro 
di banda separa il prodotto di modulazione utile (57.000^59.700 
Hz) ed elimina l’altro. Esso sopprime anche totalmente il resi¬ 
duo dei 60 kHz che riesce a passare per imperfezione del bilan¬ 
ciamento del modulatore. Se si desidera emettere un secondo 
canale, si segue lo stesso procedimento sopra descritto valen¬ 
dosi di un modulatore bilanciato identico al precedente; il filtro 
in questo caso farà passare la banda 60.300~-63.000 ed eliminerà 
ia prima banda e il residuo dei 60 kHz. 

Come si può dedurre facilmente, le caratteristiche del filtri 
sopra detti sono simmetriche rispetto ai 60 kHz e devono pre¬ 
sentare, sopra tutto dal tato 60 kHz. frontiere estremamente 
ripide (filtri piezo]. Le uscite dei due filtri, in parallelo, ven¬ 
gono applicate In controfase a un secondo modulatore bilancia¬ 
to, Insieme con esse viene reintrodotta nel circuito la portante a 
60 kHz opportunamente attenuata (10-;-20 dB] rispetto all’ampiez¬ 
za delle frequenze di canale. Il secondo modulatore viene eccita¬ 
to (in fase) dalla frequenza 1060 kHz generata da un oscillatore 
ad altissima stabilità. AH'uscita di esso questa frequenza scom¬ 
pare per le ragioni già viste; dei due battimenti viene separato 
quello, ottenuto per differenza, che ha la frequenza centrale su 
1000 kHz; ai lati di essa si trovano le due bande modulate. La 
separazione è attuata mediante un amplificatore-filtro alla cui 
uscita si rileva la potenza di circa 50 mW. 

Si tratta ora di trasferire i due canali, situati ai lati della por¬ 
tante (ridotta) a 1000 kHz, sulla frequenza di lavoro, e quindi 
dì amplificare. La prima operazione si esegue mediante un terzo 
modulatore bilanciato su cui agisce* in controfase, il segnale 
alla fréquenza centrale di 1000 kHz e in fase una oscillazione 
che differisce di tOOO kHz da quella di lavoro. La seconda è 
generata da un osciliatore e quarzo seguito da un moltiplicatore 
di frequenza. Se, per fissare le idee, la frequenza di lavoro deve 
essere di 19000 kHz e se 11 fattore di moltiplicazione é 4, il 
quarzo dovrà oscillare a 4500 kHz; infatti la frequenza risul¬ 
terà (4500 X 4)-h 1000 = 19000 kHz. I 18 MHz verranno soppressi 
dal modulatore bilanciato mentre il secondo battimento, non 
desiderato, a 17 MHz, sarà eliminato dagli stadi accordati che 
seguono il modulatore. 

AH’uscita di essi la potenza è di pochi watt. Essa viene portata 
al valore desiderato mediante stadi amplificatori di potenza. 
Tutti gli stadi devono essere rigorosamente lineari: essi sono 
attuati in classe A per le piccole potenze e in classe B in contro¬ 
fase per le medie potenze. Questo non è che un esempio; la 
tecnica della trasmissione SSB fa continui progressi (sistema a 
spostamento di fase: economia per quanto concerne i filtri per 
la separazione della banda In quanto non è più necessario irri- 
plegare costosi filtri a cristallo con frontiere molto ripide. Si¬ 
stema con soppressione e ripristino di inviluppò: c'è 11 van¬ 
taggio per le grandi potenze di poter usare ampliticatori in classe 
C anziché In classe B cori minor costo e maggior rendimento). 
Per quanto concerne la ricezione osserviamo che per la demo¬ 
dulazione di un segnale a banda laterale unica o a bande la¬ 
terali indipendenti, è necessario disporre in ricezione di una 
oscillazione di frequenza tu identica a quella della portante sop¬ 
pressa 0 ridotta. Questa viene di solito generata localmente 
e il battimento inferiore ottenuto tra essa e la banda da de- 
modulare restituisce ìt segnale origìnarro. Opportuni dispositivi 
automatici mantengono la frequenza di questo oscillatore in 
perfetto sincronismo con quella della portante. Difficoltà tecni¬ 
che impediscono di operare la demodulazione direttamente sulla 
RF in arrivo: pertanto è necessario provvedere a successive 
conversioni di frequenza, con sistemi tradizionali; fino a trasfe¬ 
rire le bande da demodulare su una gamma di frequenze faciì* 
mente maneggevole* che generalmente è intorno ai 100 kHz. 














L'oaGillazìone locale per la demodylazlone avrà tale valore e sarà Note sulla ssb 
prodotta da un oscillatore a cristallo di alta stabilità e precisione. 

E' chiaro che il ricevitore non può funzionare se gli oscillatori di 
conversione non presentano una stabilità assoluta di pochi hertz; 
infatti, se ciò non avviene, l'inviluppo dei canali esce fuori dalle 
bande dei filtri e inoltre le frequenze riprodotte non coincidono 
con quelle originarie, dando luogo a distorsioni inaccettablìi. 

D'altra parte possono avvenire sbandamenti, sia pur piccoli, 
anche nelle frequenze trasmesse per cui è necessario sul rice¬ 
vitore un dispositivo che mantenga sempre centrate automatica- 
niente le frequenze ricevute rispetto alla frequenza deirultimo 
demodulatore con (a tolleranza di pochi hertz. 


Scopo di queste note era quello di fornire qualche indicazione 
di massima sui concetti della SSB e sui vantaggi che essa pre¬ 
senta rispetto ai sistemi tradizionali di radiocomunicazione; spe¬ 
ro di esserci riuscito e di avere giovato, sia pure in piccola 
misura, alle vostre conoscenze sull'argomento, cari Lettori di 
CD, « Pierini » e non! Many thanks and best seventythree (molte 
grazie e ottimi settantatrè). 


Bibliografìa 

A.A. Oswald: Early hìstory of SSB transmission - 
Proc. of thè l.R.E. dee 1965 
D.E. Norgaard: The phase-shift method of SSB 
signais generation - Proc. of thè l.R.E. dee. 1965 


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Lo spionaggio elettronico 


rivelazioni dell'Agente CQ7... ing. Vito Rogianti 


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SCRIVETECI 


Spionaggio pontico^-militare, spionaggio industriale e spionaggic 
* sentimentale -, se dì sentimento si può pariarù a proposito di 
spionaggio, sono tre campi in cui le applicazioni elettroniche 
stanno ottenendo risultati assai notevoli e spesso assai inte 
ressanti anche per rhobbysta elettronico che non ha nessuna 
intenzione di imitare James Bond, ma che può essere stimoiato 
a realizzare apparecchietti di concezione insoiita e di applica¬ 
zioni assai particolarL 

£' assai facile comprendere come le meravìglie delia miniatu^ 
rizzazlone, sQpratutto nei campo dei microfoni spia e dei tra¬ 
smettitori spie, abbiano permesso di raggiungere oggi risuìtaìi 
che appena qualche hanno addietro erano considerati ai iivelio 
di fantascienza. 


Oggi si parla, per esempio, (e probabilmente da qualche parte 
già lo si fa) di impiegare un raggio laser per rivelare a distanza 
una conversazione che si svolge in un'ambiente chiusa Inac¬ 
cessìbile a microfoni spia. 

SI tratta df inviare un raggio laser contro una finestra della 
stanza in questione ottenendo un raggio riflesso che è modulato 
dalle vibrazioni della finestra stessa provocate daifa conversa¬ 
zione che ha luogo airinterno. 

Meno spettacolari del laser, ma forse più interessanti per I 
fettori di CD-CQ, presentiamo ora una serie di circuiti -classici- 
delio spionaggio elettronico desunti da pubblicazioni americane. 
A tale proposito va tenuto presente che, secondo stime non 
esagerate, la spesa annuale in questo settore negli USA da 
parte di privati e di organizzazioni non governative ammonta a 
circa 5 miliardi di lire. 

Uno dei circuiti più classici è il microfono spia basato sull'im¬ 
piego di una punta meta E fica csptatrice di vibrazioni connessa a un 
rnicrofono e a un amplificatore; Inserendo la punta fn un muro 
si può rivelare una conversazione che si svolge nella stanza 
adiacente, lì circuito, la prima versione del quale impiegava il 
famoso transistore CK722 ed era dovuta a LE. Garner, è mostra¬ 
to in figura 1 e impiega come microfono una cartuccia piezo¬ 
elettrica per giradischi. Ci sono almeno due punti interessanti: 



il transistore di ingresso è polarizzato con la base aperta ed è 
perciò percorso da una corrente Ic^^Icbo (I+Òfe) che è piutto¬ 
sto bassa, sicché l'impedenza d’entrata è alta, ma anche forte¬ 
mente dipendente dalla temperatura, ciò che è compensato dalla 
controreazione in continua: il transistore emitter-follower ha un 
insolito controllo di volume a doppio effetto. 


































Il radbmìcrofotio spia di figura 2 va mséfito In una radio o In spionangio eiettiontco 

un televisore posto nella stanza da sorvegliare ed è connesso 

ai capi dell'altoparlante, che sfrutta come microfono, quando 

la radio, o il televisore non è in funzione. Llnstallazlone può 

essere fatta da una spie travestita da radioriparatore che si 

presenta con la scusa di effettuare una revisione periodica. 



Figura Z 

Trasmettitore spia impiegante l'altoparlante di una 
normale radio o televisore e montato clandestina¬ 
mente airinterno. 


In questo circuito, come nel precedente i transistori sono dei 
comunissimi tipi per bassa frequenza; Toscillatore può essere 
accordato aH’estremo inferiore delle onde medie e come anten¬ 
na trasmittente si può usare il « tappo luce » cioè una con¬ 
nessione alla rete elettrica. 

Per trarre vantaggio della bassissima impedenza della sorgente, 
il transistore di ingresso è con la base a massa; si riesce così 
ad avere una buona amplificazione di tensione. 

Un vantaggio di questo apparecchio è che, quando la radio è 
accesa, la spia in ascolto non può sentire le conversazioni, ma 
almeno può ascoltare la radio e passare quindi piacevolmente 
il tempo. 

Una tecnica molto diffusa è quella della manomissione di appa¬ 
recchi telefonici sia per l’ascolto delle conversazioni telefoniche, 
sia per usare il microfono del telefono come microfono spia 
mentre l’apparecchio telefonico non è in funzione. 

La captazione dei segnali viene fatta nei modi più diversi, che 
vanno dall’accoppiamento capacitivo, a quello induttivo e a quello 
resistivo serie o parallelo. 

La tecnica più classica è quella del pick-up induttivo che con¬ 
siste nel porre una bobina captatrice sulla base del telefono 
in prossimità del trasformatore ivi contenuto realizzando un ac¬ 
coppiamento magnetico con il campo disperso da esso prodotto; 
il segnale audio così captato viene poi amplificato e portato in 
cuffia o inviato a un registratore ovvero a un trasmettitorino 
(figura 3). 



curri £ 


REGISTRA 

TORE 


TRASMET¬ 

TITORE 




Figura 3 

Captazione induttiva di segnali telefonici. 


Con questa tecnica, come con quella che prevede di collegare 
il circuito spia alla linea telefonica tramite un condensatore, c’è 
la necessità di provvedere alla alimentazione dei circuiti con bat¬ 
terie o con alimentatori. In quest’ultimo caso la necessità di 
collegarsì alla rete aumenta la possibilità di essere scoperti e 
comunque la necessità di provvedere alla alimentazione impe¬ 
disce di realizzare una miniaturizzazione veramente spinta. 

Il problema della alimentazione è invece risolto dalle tecniche 
di captazione che prevedono la manomissione della linea tele¬ 
fonica e l’inserimento del circuito spia in serie o in parallelo ad 
essa perché in tal modo si preleva dalla linea sia il segnale 

che l’alimentazione. 847 





































Lo spionaggio elettronico 



Un tipico circuito per un trasmettìtorino che va connesso in serie 
alla linea telefonica è rappresentato in figura 4: si tratta di un 
semplicissimo oscillatore che deriva sia la alimentazione che la 
modulazione dalla linea telefonica. La resistenza R deve essere 
trovata con un compromesso tra la necessità di perturbare il 
meno possibile la linea telefonica e quella di fornire al trasmet¬ 
titore una sufficiente potenza. 

Altri circuiti sono stati studiati per favorire il pedinamento di in¬ 
dividui e l'inseguimento di macchine: anche qui si tratta di 
realizzare piccoli trasmettitori da porre con destrezza nella fo¬ 
dera del cappotto deH’uomo da pedinare o sotto i parafanghi 
della macchina da rintracciare. 

Posto il problema dello spionaggio, si pone immediatamente 
quello del controspionaggio. A parte l'ovvia precauzione di par¬ 
lare a bassa voce, le tecniche più usate prevedono l’uso di 
generatori di rumore il cui scopo è di mascherare la conver¬ 
sazione nel circuiti spia con una tale dose di rumore da ren¬ 
derne impossibile l’intercettazione. 

In una stanza minacciata dai radiomicrofoni spia si può allora 
inserire un trasmettitore, anche di potenza non trascurabile, che 
produca sufficiente rumore a radiofrequenza su tutte le garntne 
possibili. Nel caso di uso dei telefoni come captatori quando 
l'apparecchio non è in funzione si può (e in pratica molte orge' 
nizzazìofìl governative USA lo fanno) prevedere negli apparecchi 
telefonici un circuito che, quando rapparecchio non è in funzione, 
applica alla linea ruscita di un generatore di rumore ad audio¬ 
frequenza. 

E adesso, per concludere, un chiaro avvertimento ai lettori: 

queste attività dì spionaggio elettronico sono illegali sìa in quan¬ 
to tali sìa in quanto spesso prevedono manomissioni delle linee 
e degli apparecchi telefonici. Utilizzare questi dispositivi per 
disturbare il prossimo potrebbe condurre a conseguenze perico¬ 
lose. 

Lo scopo di questo articolo, quindi, non è quello di incremen¬ 
tare lo spionaggio, ma di presentare un panorama di applicazioni 
elettroniche da cui trarre tante idee per la realizzazione di 
apparecchi « legali ». 


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OA2205 - OAZ206 - TZ107 - TZ113 - TZn5 - TZ117 - TZ9,6 - OC1169 - ORP60 
450 cad. AD142 - AD143 - AD145 - AD149 - AF150 - TA202 - BY114 

600 cad. BY250 - 2N527 - 2N708 - OC!6 - OC23 - OC26 - OC30 

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UHF insolita: ovvero 

insoliti usi per un gruppo UHF 


di Giuseppe Aldo Frizzi 


Cera una volta, afferma un polveroso calendario, un anno nel 
corso del quale il teleutente fu condotto, attraverso una cam¬ 
pagna bene orchestrata, a spese folli per attrezzare il suo 
vecchio televisore PHILIPS mod. « Mantova » con il « converti¬ 
tore per secondo canale «. A quel tempo, narrano le cronache, 
ci si affollava intorno al televisore che riceveva neve modu¬ 
lata, cercando di decifrare l’immagine relativa al telefilm che il 
« secondo » aveva irradiato circa 200 km più in là. 



Il teleutente poi aveva gettato il vecchio televisore, aveva 
riposto il vecchio gruppo in soffitta (« non si sa mai, può sem¬ 
pre servire...»), e si era comperato un nuovo televisore com¬ 
pleto di VHP, UHF, video in rilievo, suono stereofonico e 
chi più ne ha più ne metta. 

Il teleutente in questione ero io. 


Qualche giorno fa sono risalito in soffitta, ho spazzato alcune 
ragnatele, ucciso due scorpioni e una « vedova nera «, ho in¬ 
dossato la maschera antigas, sono avanzato tra nuvole di pol¬ 
vere, ho infine reperito il gruppo in questione. 

Evviva! montava una 6AF4/A! questo il mio primo grido. 
Orrore! Monta una 6AF4/A! questo il grido dei Lettori. 
Giustificati ambedue, perché, se è vero che il gruppo montante 
detta valvola assicura delle prestazioni decisamente mediocri 
in area che non sia quella immediatamente circostante i’emit- 
tente, pure per gli scopi che mi prefiggevo e che questo 
articolo illustrerà, quello era il gruppo che mi ci voleva. 

Ma andiamo con ordine. Detto gruppo funziona, grosso modo, 
nella maniera seguente: il segnale viene captato dall'antenna e 
sintonizzato, quindi mescolato a mezzo di un diodo al silicio 
(1N82/A) con il segnale prodotto localmente dal triodo sud¬ 
detto montato in circuito oscillatore; se ne ricava un'uscita 
a 41-^45 MHz che riproduce il segnale captato. 

Vantaggi: scarsità dì soffio, e quindi immagine sufficiente- 
mente nitida anche con scarso segnale — dovuta all'assenza di 
tubi che detto soffio generino. 

Svantaggi: scarsa sensibilità (per la mancanza di preampli¬ 
ficazione) atta irradiazione del segnale prodotto daN’oscillatore 
(per ìa assenza dello stadio separatore — preamplificatore), 
attraverso l'antenna. 



849 



























UHF insolita: ovvero insoliti usi per un gruppo UHF ]| pnio piano — diabolico — era quefio di Utilizzare gli svan¬ 
taggi come vantaggi, cioè di sfruttare a mio vantaggio le debo¬ 
lezze del prossmio (se tale si può chiamare il gruppo in 
questione). 

Certo che, come non si può sfruttare una lampadina che per 
accenderla, o al limite per farcì un botto, così anche il gruppo 
e i suoi difetti possono venir sfruttati per poche cosette, delle 
quali faccio appunto cenno qui di seguito: a Voi trovare altri 
usi, magari derivati da questi, per il vostro « gruppo-relitto ». 

Ma guardiamo attentamente lo schema 1. 


ANTONIO RENZI 

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interpellateci, affrancando la risposta. 

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850 


Schema 1 



In esso figurano le connessioni, diciamo così, fisse, che dovrete 
effettuare, e precisamente quelle aH’alimentazione. 

Ahi, ahi, che caos, ma perché deve venir sempre fuori tutta 
questa confusione? E’ meglio forse ripartire da capo. 

Quindi procuratevi un trasformatore di alimentazione da 40 watt 
circa, che, oltre al primario universale, disponga anche di un 
secondario (separato) per 160-^200 volt, e di un altro secon¬ 
dario sempre isolato, a 6,3 volt e almeno 2 ampere per i 
filamenti. Saranno utili ancora i seguenti materiali: un cambio- 
tensione, un elettrolitico da 2x16 p-F 250 VL, due resistenze 
e due condensatori, come da schema, e un diodo al silicio: 

10 ho usato un ormai arcaico OA211, ma andrà bene anche un 
OA214, 0 un diodo « resinoso » delle stesse prestazioni, oppure 
un « coso » al selenio da 160-4-250 V e 60 mA, o qualcosa 
di analogo. Assemblate poi Talimentatore e non dimentica¬ 
tevi, che, invece di sfilare la spina dalla rete è più utile 
disporre di un interruttore, quindi aggiungetelo alla lista del 
materiale insieme appunto alla spina, a un paio di metri di 
piattina luce, a minuterie varie, filo, stagno, allumìnio per 

11 telaio ed eventualmente per il contenitore. Se invece avete 
trovato gruppi con 4AF4/A, allora dovrete far cadere 2,5 V 
a 0,3 A, quindi porrete in serie ai filamenti una resistenza da 
2,5/0,3 = 8 ohm, e da 2,5 x 0,3 = 0,75 quindi almeno da 3 watt. 
Costruito l’alimentatore, collaudatolo e collegato il gruppo siete 
pronti a passare alla seconda fase, e qui distinguiamo: siete 
Videotecnici? allora probabilmente vi interesserà il montaggio 
B; siete innamorati che vogliono parlare con la donna del 
cuore? allora pensate al montaggio C; siete infine desiderosi 
di qualcosa di diverso? e questo qualcosa si configura per 
caso nella ipotesi seguente? (ecco l’ipotesi: il programma na¬ 
zionale è irricevìbile a casa vostra, mentre lo si riceve bene, 
che so, sulla cima di un cucuzzolo 2 kilometri più in là?) ecco¬ 
vi la soluzione: il montaggio A fa per voi. 































Incominciamo, come è logico, con l'ultimo caso esposto, quindi 
col montaggio A. 

Tale arrangiamento impiega un gruppo VHF per captare il canale 
televisivo corrispondente al programma nazionale, che non sia 
eventualmente captabile al vostro paese, e convertirlo sul 
valore FI (41-^45 MHz). Tale segnale contiene tutta la infor¬ 
mazione, il video, l’audio, i sincronismi relativi al programma 
captato. Quindi sarà possibile porre una buona antenna che 
assicuri con la sua efficienza una buona intensità al segnale 
captato, e con esso pilotare il nostro gruppo; avremo così, se 
saranno rispettati i collegamenti, per il resto semplicissimi, 
riportati in questo articolo, una minitrasmittente UHF, della po¬ 
tenza di circa un paio di watt, che potranno eventualmente 
essere ben resi su un dipolo Vagì, magari munito di elementi 
parassiti, della impedenza di 300 H, che reirradierà i programmi 
RAI a vostro beneficio. 

Siete innamorati? chiedevo prima; bene, la vostra dama potrà 
sentire arrivare il vostro messaggio attraverso l’etere, solo 
che provvediate a sintonizzarvi a casa vostra sulla frequenza 
del canale TV ricevibile in loco, e le trasmettiate, previo appun¬ 
tamento, su tale frequenza in ore di « silenzio RAI ». Logica¬ 
mente questo non è permesso, quindi, rinunciatevi. Se rinun¬ 
ciare non volete, costruite egualmente la variante « C », ma, 
senza antenna non si arriva molto lontano, usatela solo per 
trasmettere al vostro televisore su una frequenza non usata 
dalla RAI, la musica del vostro giradischi per I classici 4 salti. 


UHF insolita: ovvero insoliti usi per un gruppo UHF 


r-. 

B - 


VHF 


=i-F 

300ÌI 


Montaggio A 


o o 

ECF80 ECC189 

-IT 



Montaggio C 

evi a-b variabile da 50-1-50 pF 
LI bobina I F.l. (TV con presa a 2 spire da massa) 
L2 bobina I F.l. (TV con 5 spire 0 0 2 avvolte 
sulla stessa dal lato massa, che costituiscono L3) 


Infine eccoci allo scopo vero di questo articolo (infatti per 
un ponte « caldo » come quello previsto per il caso « A » ci 
vuole il permesso di mamma RAI-TV) e che è quello di fornire 
al collega videotecnico che sia munito come succede ancor 
oggi, di strumenti per sola VHF, un artificio onde poterli usare 
anche in UHF. Basterà che col leghiate il vostro sweep-marker 
al gruppo come indicato, che effettuiate sulla manopola una 
taratura per confronto, con laiuto di qualche amico più fortu¬ 
nato di voi, ed eccovi finalmente pronti a lavorare intorno ai 
500 Mc/s. 

Magnifico, vero, però non sappiamo ancora come tutto que¬ 
sto accade. Volete che, grosso modo, ve lo spieghi? si? 
bene, tutti attorno, allora e che non si senta volare una mosca! 
Riferiamoci allo schema tipico del gruppo del quale fino ad 
ora abbiamo tanto sparlato. Come si vede il gruppo in parola 
è reversibile, cioè gode della proprietà « commutativa »: 
se A = S + C allora A — B = C. 

Vale a dire l’oscillatore che genera la « portante » per la mi¬ 
scelazione e la conversione, può essere utilizzato anche per 
generare una portante che venga irradiata. 

Il diodo al silicio, invece di servire da mixer, serve da ele¬ 
mento non lineare per poter ottenere una modulazione invece 
che una miscelazione tra la portante generata e un segnale 
modulante, a 41 MHz, che è a sua volta modulato dalla infor¬ 
mazione. Si tratta dunque di un segnale che modula una sub¬ 
portante a 41 MHz, la quale modula l’oscillatore UHF. E scusate 
se è poco. Salve, amici. A presto. 



MARKER 

m 


Li&cfEaaAlMe 

o 

o ^ 



o ® 


SWEEP 0 MARKER con ro=4lMH2 e Ar=7MHz 

Montaggio B 


851 

































852 


Sintonia automatica per 
radio a transistori 


di Gianfranco Lìuzzi 


Questa realizzazione, al contrario di tutte le altre da me pre¬ 
sentate è dedicata solo ai più esperti, a coloro i quali, insomma, 
abbiano già costruito e tarato per proprio conto una supere¬ 
terodina. 

Questo perché è necessario manomettere i circuiti d'antenna 
e di oscììlatore detrapparecchìo cui si vuole applicare lì dispo¬ 
sitivo; e se lai e operazione non è fatta con cura può avere 
come conseguenza quella di starare il ricevitore stesso. 
Aggiungo anzi che è assaiiftamente necessario fare del col* 
legamenti supplementari cortissimi e di filo rigido, in modo 
da avere ottimi risultati. 

Le uniche operazioni da eseguire sulTapparecchio sono le se¬ 
guenti: 

— staccare il terminale iniziale dell’avvolgimento d’antenna 
dal variabile e collegarlo a uno dei due contatti mobili del corn- 
mutatore o deviatore, che in ogni caso deve essere a 2 vie 
3 posizioni. 

— staccare il capo iniziale deH’avvolgìmento primario della 
bobina osculatrice dal variabile: ciò si può ottenere interrom¬ 
pendo la striscia di circuito stampato che unisce i due ter¬ 
minali, oppure staccando dal circuito stampato il terminale 
della sezione di oscillatore del variabile. Il capo della bobina 
di oscillatore va collegato al secondo dei contatti mobili del 
commutatore. 

— i due terminali del variabile andranno collegati a due 
terminali corrispondenti del commutatore, in modo che siano 
contemporaneamente collegati alla bobina d’antenna (il ter¬ 
minale della sezione di antenna] e alla bobina oscillatrice [il 
terminale della sezione di oscillatore) quando il commutatore 
si trova commutato su di essi. 

— alle altre due coppie di terminali corrispondenti andranno 
collegati i capi dei quattro compensatori, che avranno l’altro 
capo collegato a massa. 

Riguardo a tali pezzi, che costituiscono la parte essenziale del 
circuito, sono necessarie alcune precisazioni. 


(C1 + Cp1)*^-(C2 + Cp2): variabile da: 

(8^195-^3-^10 pF)^(7-^85 + 3-^10 pF) 

Cp3, Cp4, Cp5, Cp6: compensatori di 3-^10 pF 
C3, C4, C5, C6: da trovare sperimentai mente, vedi 
testo 

CM1, CM2: commutatore 2 vie 3 posizioni. 



lo ho usato una strip di quattro compensatori, recuparata da 
un variabile di una radio a transistori con onde medie e corte. 
Se anche voi riuscite a procurarvi un slmile pezzo, tanto me¬ 
glio: altrimenti usate del compensatori in ceramica che fis¬ 
serete a una basetta, A questo proposito vorrei suggerire ai 
più esperti dt approntare un circuito stampato su cui fissare 
i detti compensatori con condensatori aggiunti e anche 11 com¬ 
mutatore, in modo da avere collegamenti stabili, che facilite¬ 
ranno il lavoro di taratura. 

















Riguardo ai condensatori da porre in parallelo ai compensatori, Sintonia automatica per radio a transistori 
per raggiungere il valore di capacità del variabile quando centra 
la stazione che interessa, ci si deve regolare volta per volta, 
ricordando che normalmente il campo di variabilità è: 

8^190 pF + 3-^10 pF del compensatore accoppiato, per la se¬ 
zione dì antenna. 

7-^85 pF + S'^IO pF del compensatore, per la sezione di oscil¬ 
latore. 

Quindi, a seconda che la stazione si trovi sintonizzata a 
variabile tutto aperto o a metà o tutto chiuso, si porranno in 
parallelo ai due compensatori interessati due condensatori di 
capacità eguale al valore minimo, medio e massimo del varia¬ 
bile, ricordando la differenza di capacità fra le due sezioni 
dello stesso. 

Comunque ripeto che l’unico sistema da usare è per tentativi: 
munitevi di condensatori di varie capacità e poneteli in parallelo 
ai compensatori fino a centrare, ruotando questi ultimi, la sta¬ 
zione desiderata. Stesso procedimento per gli altri due con¬ 
tatti del commutatore. Volendo, si può usare un commutatore 
a due vie e tre o quattro posizioni se le stazioni che interes¬ 
sano sono più di due. 


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Telecomando a induzione 
magnetica 

di Gianni Parrella 


1 • Sui comandi a distanza 


I telecomandi sono dispositivi che permettono Tazionamento di 
apparati elettrici o meccanici posti a una certa distanza dal 
luogo d'operazione: ciò per rendere più agevole o meno perico¬ 
losa la messa in funzione degli apparecchi ad essi asserviti. 
Possono basarsi suii'uso dr organi puramente meccanici [ieve* 
cinghie) o di circuiti elettrici semplici e complessi (relais, foto- 
comandi, radiocomandi): in senso lato, anche gli interruttori della 
rete luce sono dei dispositivi di telecomando... Il circuito che 
sottoporrò alla vostra attenzione appartiene alla seconda cate¬ 
goria e sfrutta un semplice princìpio di fisica: l’induzione elet¬ 
tromagnetica. 


2a - Presupposti teorici: magnetismo 

In natura esistono delle sostanze come l’ossido ferroso-ferrico 
(più conosciuto come magnetite] che presentano delle spiccate 
caratteristiche ad attrarre pezzettini di ferro o di altri partico¬ 
lari metalli: a questo fenomeno, noto nelle sue manifestazioni 
più evidenti, si dà il nome di magnetismo. Avrete anche notato 
che due pezzetti di magnetite o due barrette di ferro magnetiz¬ 
zate, da un lato si attraggono, dall'altro si respingono; infatti polì 
di egual nome (ad es, NORD-NORD] si respingono e poli di 
nome contrarlo (NORD-SUD) si attraggono: la regione dello spa¬ 
zio In cui sf manifestano tali forze attrattive o repulsive si chia¬ 
ma campo di induzione magnetica B (*). 


2b - Elettromagnetismo 

Si è osservato che un conduttore, percorso da corrente, crea 
intorno a sé, oltre a un campo elettrico E, anche uno magnetico 
B di intensità H, le cui linee dì forza sono cerchi concentrici 
quasi regolari, disposti in un piano normale alla direzione del 
conduttore (figura 1]: E e B risultano ìndipendenti fino a quando 
ambedue restano costanti, ma se uno solo di essi varia nel tem¬ 
po, si producono variazioni anche nell'altro. Inoltre, se un condut¬ 
tore viene mosso in un campo magnetico uniforme in modo da 
tagliare le linee di forza del relativo vettore B (figura 2], in 
esso sorge una forza elettromotrice di induzione, data dalla 
relazione: 


A4>b 

ew - (volt] 

At 

in cui e.w è il valore di tale f.e.m., A4 )b è la variazione del flusso, 
cioè il numero delle linee di forza concatenate neirintervallo At. 
In fenomeno anzidetto si manifesta anche se, invece di essere 
il conduttore mobile nel campo, sia questo mobile rispetto al 
conduttore, oppure quando A4 )b non dipende da alcun movimento, 
bensì da variazioni del campo stesso (ad es. facendo circolare 
corrente alternata, anziché continua, nell’elettromagnete di fi¬ 
gura 2]. 



Figura 1 - Esperimento delia limatura di ferro, 
disposta sul piano normale al conduttore, che 
dimostra la disposizione delle linee del flusso di 
induzione magnetica 4 ^b. 



Figura 2 - In questo schizzo, N e S rappresen¬ 
tano le espansioni polari (esj di una elettrocala¬ 
mita, eccitata dalla tensione Vcc continua e co¬ 
stante, che crea un campo magnetico di cui 
è il flusso di induzione magnetica; la spira (sp) 
ruota nel campo e concatena le linee di flusso, 
per cui ai suoi capi (ks) si manifesta la f.e.m. 
di induzione. 


[*) B è scritto in grassetto poiché è una grandezza vettoriale, cioè carat¬ 
terizzata da direzione, verso, modulo. 


855 


























Telecomando a induzione magnetica 



Figura 3 - Circuito esempiificativo del dispositivo. 

CI generatore della tensione di alimentazione V.A. 

C.A. corrente alternata circolante 

P pulsante di attivazione 

Lr bobina generatrice del campo magnetico 

Li? bobina captatrice del campo magnetico 

«M tensione indotta in L 

U circuito di utilizzazione della tensione indotta. 


3 - Funzionamento del complesso 

Nello schema esemplificativo di figura 3, Li è una grossa bobina 
atta a produrre un adeguato campo aiettromagnetlco nel quale 
viene immersa Ir. Premerrdo sul pulsante P, poiché In Lr Gircola 
corrente alternata, il campo prodotto sarà variabile coni la tre* 
quenza della VA.h per cui al capì di Lr. si manifesta una f.e.m. 
indotta pari a Ne.,/t dove N è II numéro di spire della bobina 
ricevente: sfruttando questo particolare fenomeno, le variaziofii 
impresse a Lr si riprodurranno immancabiimente su Lr. 

Volendo, ora, disporre di un telecomando a breve raggio di 
azione (max 30 m), non è conveniente ricorrere a un complesso 
ricetrasmittente in A.F., sprecato in tal senso, oltre che sempre 
difficoltoso: si può realizzare, invece, una bobina di grande dia¬ 
metro e di poche spire (Lr) e alimentarla con un generatore di 
tensione alternata a bassa frequenza; questo sarà il dispositivo 
« trasmittente ». Insieme si costruirà un’altra bobina di molte 
spire (L/?), ai capi della quale si potrà applicare un circuito uti¬ 
lizzatore della f e.m. indotta: è codesta !a « ricevente ». 

4 - Il dispositivo trasmittente 

In pratica io schema di figura 3 non è utilizzabile così com’è: 
bisogna infatti interporre fra generatore e bobina un adatto am¬ 
plificatore (non importa se a valvole o transistori), sconnettendo 
l'altoparlante e collegando direttamente al suo posto i terminali 
di Lr. 


Tutto il complesso trasmittente 


S56 



Quest’ultima può essere realizzata in tre modi, a seconda delle 
esigenze particolari di ognuno, con del filo da collegamenti in 
vipla; 

a) circondando un tavolo con 10-^12 spire; 

b) circondando la vostra camera con 3-;-4 spire; 

c) recintando tutto l’appartamento con 2 spire. 

L’amplificatore da interporre tra G e L della figura 3, può essere 
ricavato — come già detto — da qualsiasi fonovaligia o radio- 
casalinga; con riferimento ai tre casi precedentemente enu¬ 
merati: 

a) è sufficiente un amplificatorino a transistori da 0,5 W; 

b) è necessaria una potenza di almeno 2 W; 

c) è indispensabile un amplificatore da 4-^5 W. 










All’ingresso (dove cioè si collega normalmente il pick-up) verrà Telecomando a induzione magnetica 
connessa l’uscita del semplicissimo oscillatore schematizzato 
alla figura 4, che fornisce impulsi di circa 1 ms con un'ampiezza 



Figura 4 - L’oscillatore monotransistor 


Elenco componenti 



1 


01 ASY28 (SCI07) 

RI 15 ka 1/2 W 
R 2 4,7 ka 1/2 W 

R3 470 a 1/2 W 

R4 120 ka 1/4 W 

CI 50 nF poliestere 

C2 50 ^F/3V elettrolitico 
P pulsante normalmente chiuso 
TR trasformatore intertransistorìale 
(GBC H/333) 


rapporto 20/1 


di poco superiore ai 5 Vpp: P è il pulsante di azionamento di 
tutto il complesso e può essere sistemato altrove (ad es, sul¬ 
l’alimentazione). Usando al posto di Q1 un PNP, necessita inver¬ 
tire la polarità di C2, C3 e della pila. 


5 - Il dispositivo ricevente 


Se il campo generato da Lr fosse abbastanza intenso, si potrebbe 
connettere direttamente ai capi di U un sensibile relay e sem¬ 
plificare il tutto. Nel nostro caso, invece, per disporre di una 
discreta potenza di commutazione, necessita un piccolo amplifi¬ 
catore che elevi il livello della cm indotta a valori apprezzabili. 


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Il circuito, visibile in figura 5, non merita alcuna attenzione: c’è 
un insolito D1 che serve a rettificare il segnale e a polarizzare 
Q4, portandolo in conduzione. 



Figura 5 - La « ricevente » 


Elenco componenti 

C3 

16 tiF/6V 

R5 100 ka 

C4 

50 uF/3V 

R6 22 ka 

C5 

16 nF/6V 

R7 3.9 ka 

C6 

20 uF/6V 

R8 2,2 ka 

C7 

50 txF/ev 

R9 39 ka 

R10 4,7 ka 

Q2 

AC137 (AC126) 

R11 1,5 ka 

Q3 

AC137 (AC126) 

R12 120 a 

04 

AC129 CACI 53) 

RI 3 82 ka 

DI 

OR95 

R14 39 ka 

Lfì 

bobina captatrice 

Relay 100-300 a/6V 

(vedi testo) 

Tutte le resistenze sono 

al 

10% e 1/2 W. 


Tranne rAC128, per Q2 e 03 può essere provata 
tutta la gamma dei vecchi transistori BF 


^ Le bobine riceventi di cui si parla nel testo 
alla pagina seguente 



Figura 6 - Circuito stampato delTamplificatore-rice- 
vente in dimensioni naturali: riferirsi alla figura 5, 
per quanto riguarda i componenti, 
a) circuito stampato visto dal lato saldature. 































Telecomando a induzione magnetica 


Nella foto a pagina precedente si notano alcune bobine rice¬ 
venti che io ho utilizzato in diverse circostanze; quelle avvolte 
su nucleo in ferrite sono costituite da circa 2.000 spire da 
0,12-^0,18 smaltato: quella centrale è un avvolgimento di trasfor¬ 
matore di uscita per valvole, privo di lamierini; quella di grande 
diametro è costituita da 10 spire, filo 6/10 sotto vipla: a se¬ 
conda delle esigenze di sensibilità o direzionalità, verranno 
usate le prime o l’ultima. 

Per coloro che per la prima volta si cimentano in esperimenti 
di elettromagnetismo, vorrei infine ricordare che il massimo flus¬ 
so di induzione magnetica si ha quando i piani delle spire tra¬ 
smittenti e riceventi sono paralleli tra loro. 



Il dispositivo ricevente completo. 


aletta fo 


Ferrite-iv B- 

(]/4 xC 9,5/200-Ph.) 


6 - Realizzazione pratica 

Una grande semplicità costruttiva caratterizza questo facile di¬ 
spositivo di telecomando dai molti usi: giocattoli, trenini, porte, 
macchine pericolose... 

Chi volesse cablare la « ricevente » su circuito stampato, dia 
uno sguardo al disegno di figura 6; i più frettolosi potranno 
usare basette a occhielli o altro (vedere foto). 

Se avete avuto la forza di seguirmi fin qui, siate certi che, nel 
realizzare il complessino, non incontrerete difficoltà alcuna, sem¬ 
pre che sappiate distinguere un transistor da un condensatore... 


al 

lay 




baFFeri-^ 



Figura 6 • Circuito stampato deiramplificatore-rice* 
vento in dimensioni naturali: riferirsi alla figura 5 
per quanto riguarda i componenti. 

b) circuito stampato visto in trasparenza per una 
migliore individuazione dei componenti. 


















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ABBONATEVI! 







































ANGELO MONTAGNANI 



APPARATO 19MKIP 



RADIO RICEVITORE E TRASMETTITORE TIPO 19 MKIP 

Completo di n. 15 valvole - Alimentatore a dinamotor con funzionamento a 12 Volt DC. 
Corredato di tutti gli accessori per l’uso 


GAMME COPERTE; 

1 Gamma: da 2 Me a 4,5 Me = m 150 - 66,6 

2 Gamma: da 4,5 Me a 8 Me = m 66,6 ■ 37,5 

3 Gamma: da usarsi come radiotelefono frequenza 235 Me 

POTENZA: 

80 W in uscita per grafia - Distanza coperta 1300-3000 Km 
40 W in fonia - Distanza coperta, 1000-1500 Km 

VALVOLE IMPIEGATE: 

n. 6 ■ 6K7, n. 2 - 6V6, n. 2 - 6K8, n. 1 - 6H6, n. 1 ■ EF50, n. 1 - 807, 
n.1 -6B8en.1 -E1148 






















ACCESSORI PER L’USO DELL’APPARATO 19MKH 



CUFFIA E MICROFONO 


Originali, completi di cavi e plug per la 
connessione alla scatola Junton Box. 


CONNETTORE 

Doppio connettore a 12 contatti in filo di 
rame schermato, atto a connettere il Rice- 
trasmettitore con la scatola Junton Box. 


SCATOLA JUNTON BOX 

Atta a collegare il ricetrasmettitore con la 
cuffia e microfono, come pure i comandi 
vari compreso il radiotelefono. 





CONNETTORE 

Doppio connettore a 6 contatti per la con¬ 
nessione fra il Dinamotor e l’apparato. 




CONNETTORE SINGOLO 

In filo bipolare di rame ad alto carico per 
connettere l’Alimentatore al Dinamotor con 
la batteria. 






MASTER 

Base per l’installazione dei 3 elementi per 
il funzionamento dell’apparato nelle gam¬ 
me radiantistiche oppure di un elemento 
per il radiotelefono, sia interno come 
esterno. 





ACCESSORI PER L’USO DELL’APPARATO 19 MK II 


ELEMENTI ANTENNA 

n. 3 elementi in ferro ramato e verniciato 
formanti i'antenna verticaie, idonea per le 
gamme radiantistiche come per il radio- 
telefono. 


VARIOMETRO ORIGINALE 

. Wh 



J 





Atto a variare e mettere l'antenna in verti¬ 
cale o in orizzontale secondo la necessità 
nelle gamme radiantistiche e radiotelefo¬ 
niche. 




CAVETTI COASSIALI 

Originali, di cui uno utile per la parte 
radiotrasmittente e uno per la parte radio- 
telefonica VHP. 





NOTE; L’apparato 19MKII predispone di tutti gli accessori necessari per la ricetrasnnissione 
dal tasto al microfono dalla cuffia a tutti gli altri componenti. 

Il 19MKII è fornito di ampia descrizione per l’uso e manutenzione e di schemi elettrici 
già in lingua italiana. 

Prima della spedizione viene controllato elettricamente nel suo funzionamento e se dispone 
di tutti i suoi componenti. 

Sono « GARANTITE » così le sue perfette condizioni. 

ATTENZIONE; La nostra ditta declina ogni responsabilità su l’uso di questi apparati se usati 
come radiotrasmittenti (vedi «Norme Vigenti» sulle ricetrasmittenti). 

La spedizione viene effetuata in due casse. 

Per chi desiderasse Talimentazione in corrente alternata chiedere offerta a parte. 

PREZZO DI VENDITA; L. 60.000 cad. più L. 5.000 per spese di spedizione. 

CONDIZIONI DI VENDITA; 

II pagamento può essere effettuato a mezzo nostro c/c P.T. n. 22/8238, oppure con assegni 
circolari o postali. Gas. Post. 655. Non vengono accettati assegni di C/C. 


LISTINO GENERALE AGGIORNATO SURPLUS — Tutto illustrato, comprendente Rx e Tx professionali, Radiotelefoni 
e tanti altri materiali, che troverete elencati, compreso la descrizione dei ricevitori BC312 - BC603 con schemi e iltustraz. 
Il prezzo di detto listino, è di L. 1.000, compresa la spedizione che avviene a mezzo stampe raccomandate; la som¬ 
ma potrà essere inviata a mezzo vaglia postali o assegni circolari, o sul ns. C.C.P. 2218238. 

La cifra che ci invierete di L. LOOO, Vi sarà rimborsata con l'acquisto di un minimo di L. 10.000 in poi di materiali 
elencati nel presente listino. 

Dalla busta contenente il listino generale, staccate il lato di chiusura e allegatelo all’ardine che ci invierete per 
ottenere detto rimborso. 














BC 314 

vendita speciale 


Il BC314 copre le seguenti gamme 


da 150 Kc a 260 
da 260 Kc a 450 
da 450 Kc a 820 
da 820 Kc a 1500 


Kc 

= mt 

2000-1153 

Kc 

= mt 

1153-666 

Kc 

= mt 

666-365 

Kc 

= mt 

365-200 



ORIGINALE E COMPLETO DELLE SEGUENTI PARTI 


N. 3 Medie a 92,5 Kc così denominate; 

C-292 IST. DET. TRANS 
C-293 IST. I.F. TRANS 
C-294 2ND, I.F. TRANS 

N. 1 VARIABILE a 4 sezioni compreso la 
parte oscillatore. 


N 


Gruppo ricevitore così composto: 

N. 1 Gruppo oscillatore == CW 
N. 1 IST.-DET. 

N. 1 IST. - RF 
N. 1 2ND.-RF 

DEMOLTIPLICA originale in metallo, completa di 
tutti i suoi ingranaggi, compreso il cambio gamma. 


T E 


Il detto BC314 è composto di tutte le parti elencate e già montate originariamente, però viene ven¬ 
duto privo dì manopole potenziometro, accordo di antenna, prese a jack, interruttori mascherina copri- 
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Vendita per contanti all’ordine con pagamento a mezzo assegni circolari o postali, oppure, con ver¬ 
samento sul nostro c/c postale n. 22/8238. 

Per contrassegno versare metà importo, aumentare L, 200 per diritto di assegno. 

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in perfetto stato, con alimentazione 
220 V. Completo di microfono a carbone, 
antenna telescopica ed istruzioni a Li¬ 
re 20,000. Oscilloscopio autocostruito, 
funzionante a L. 10.000. Indirizzare a; 
Mutti Francesco - Via San Vi letto 19 - 
46043 Castiglione Stiv. (MN). 

67-771 - RENAS A2, registratore a na¬ 
stro Lesa: Tre velocità (2,38 - 4,76 - 
9,53 cm/s) — 50-^12.000 Hz — 3 watt 
Indistorti - microfono ed accessori d’uso 
- poche ore di funzionamento, cedo in 
confezione originale per L. 54.000. In¬ 
dirizzare a; Giuseppe Venezia - Viale 
Duca degli Abruzzi 2 - 90146 Palermo. 
67-772 ■ RICEVITORE 144-146 Me, 10 
transistori, monoconversione, sensibi¬ 
lissimo, in elegante mobiletto che con¬ 
sente di installarvi un telaietto di un 
TX in modo da trasformarlo in un rice¬ 
trasmettitore veramente ottimo. Il ri¬ 
cevitore è costituito da due telaietti 
di costruzione originaie Labes. Chiedere 
maggiori dettagli e foto affrancando. 
Prezzo L. 25,000, ogni garanzia tutto 
compreso. Indirizzare a: Munarini Giu¬ 
seppe - Via S. Faustino 30 - 36100 Vi¬ 
cenza. 


C7-773 - ALIMENTATORE PER Tx vendo: 
G,3 3 A; 6,3 3 A; C A. 12 V CC per ec¬ 
citazione relè; 150/300 V 100 mA regola¬ 
bili e Stabilizzati; negativi di griglia, 
800 V 200 mA cc. Sono stati usati tutti 
raddrizzatori al silicio ad elevata ten¬ 
sione inversa. Stabilizzatore a 4 val¬ 
vole. Fusibili in entrata ed uscita. Chie¬ 
dere foto affrancando. Prezzo L. 20,000. 
Indirizzare a: Munarini Giuseppe - Via 
S. Faustino. 30 - 36100 Vicenza. 

67-774 - RIVISTE TECNICHE - Sette an¬ 
nate Selez. Tecnica Radio TV mancanti 
tre numeri, 35 numeri Radiorama, 8 nu¬ 
meri Antenna, 8 Radio Industria, Varie 
elettronica cambierei con corsi inglese 
tedesco. Indirizzare a: Fornasero Alber¬ 
to - Via Colfelice 19 - Roma. 

67-775 - FONOAMATORI, l’Associazione 
Italiana Fonoamatori Vi invita a parteci¬ 
pare alle sue interessanti attività nel 
campo della registrazione sonora a mez¬ 
zo nastro magnetico. Scoprirete un hob¬ 
by interessantissimo che Vi metterà in 
contatto con appassionati italiani e stra¬ 
nieri , Scriveteci una semplice cartoli¬ 
na postale. Indirizzare a: Claudio La- 
rise Via Pietro Micca 10 - 13051 
Biella [VC]. 

67-776 - CEDO BC342/N, completo alto- 
parlante, ottimamente funzionante nella 
stazione e con alcune valvole di scorta, 
causa rinnovo apparecchiature. L. 35.000. 
Scrivere affrancando, o per Roma tele¬ 
fonando a: Isaia Nunzio - HNUZ - Via 
Galeazzo Alessi 146 - Tel. 27.28.29 - 
00176 Roma. 

67-777 - CHITARRA LUSSO, marca Eko 
4 microfoni, 5 tonalità, controllo vo¬ 
lume e tono, leva vibrato asportabile, 
ponte regolabile, forma classica, effetti 
sonori inimitabili. Completa di custodia, 
filo, cintura in [Delle, cedensi a sole 
L. 40.000. Indirizzare a: Enzo Paulinich 

- Via Carducci 17 - Latina. 

67-778 - CEDO CINEPRESA Yashica 8EE 
completa di borsa e filtro 2X. Ottime 
condizioni. Esposizione automatica. 6 ve¬ 
locità. Fuoco fisso. Obiettivo Yashinon 
10 mm F:1,4. Completa di libretto ori¬ 
ginale a L. 15.000, trattabili. Indirizzare 
a: Motola Maurizio - Via Battindarlo 2 

- 40133 Bologna. 

67-779 - VENDO O CAMBIO con coppia 
RT 58 MKI o ricetrasmettitore di poten¬ 
za anche surplus efficiente, ricevitore 
americano « Radiomarine CO 80 kHz - 
25 MHz » Sintonia continua, band-spread, 
stabii, con alimen. rete - ottimo. Indiriz¬ 
zare a: Migliaccia Sandro - Via Bro- 
seta 70 - Bergamo. 

67-780 - ATTENZIONE VENDO ricevitore 
G 209 (recezione AM CW SSB) e tra¬ 
smettitore 50 W (AM CW) gamme 80- 
40-20-15-11-10 metri (gamme radioama¬ 
tori) in ottimo stato e perfettamente 
funzionanti, corredati di schemi. Il tut¬ 
to a L. 100.000 (centomila)!!! Indiriz¬ 
zare a: Demarchi Ezio - C.so Trapani 
n, 187 - 10141 Torino. 


67-781 - VENDO RADIOMICROFONI FM 

miniatura Hi-Fi, ricevibili in qualsiasi 
ricevitore FM (88,5 MHz), completi di 
microfono piezo miniatura. Pochi esem¬ 
plari - a L. 7,000 - Offro varie altre ap¬ 
parecchiature a transistor su circuito 
stampato, elenco e caratteristiche a ri¬ 
chiesta. Si prega unire francobollo per 
risposta. Indirizzare a: Gianni Catania - 
Via Pasubio 72 - Siracusa (Tel. 23.950) 
67-782 - VENDO REGISTRATORE giappo¬ 
nese SSMC 503 portatile due velocità, 
seminuovo, nel Timballo originale a Li¬ 
re 13000: Tester ICE mod. 680 con il 
vetro rigato ma perfettamente funzionan¬ 
te a L. 5.000 - Tester S.R.E. L. 4 000 - 
Provavalvole L. 5 000 - Oscillatore Li¬ 
re 7 000 - Con alimentatore interno ed 
uscita coassiale attenuata. Indirizzare 
a: luzzolino Giuseppe - Via G. B. Maz¬ 
zera 3 - Salerno. 

67-783 ■ VENDO O CAMBIO con mate¬ 
riale di mio gradimento: Enciclopedia 
« Scienza » dal 1 al 73 fascicolo -f le 
prime 2 copertine L. 20.000, registratore 
« Starton » giapponese completo di due 
nastri e micro L. 5000 Indirizzare a: 
Franco Longo - Piazza dei Bruzi 7/L - 
87100 Cosenza. 

67-784 - VENDO: RX Explorer G3331. Ri¬ 
ceve in 6 gamme (con band-spread) da 
565 a 13 mt. L. 20 000, ricevitore con 
2 gamme di O.M. e 2 di O.C. in mobile 
noce con giradischi L. 15.000. Il suddet¬ 
to materiale lo cambio con Rx profes¬ 
sionale, tipo G/207 purché non auto¬ 
costruito. Indirizzare a: Franco Longo - 
Piazza dei Bruzi 7yL - 87100 Cosenza. 

67-785 - RADIOTELEFONI G.B.C. Raystar 
a transistori (3 per ogni apparecchio) 
vendo funzionanti, mancanti unicamente 
di un'antenna a stilo. Completi di borse 
cedo a lire 10.000 (listino L. 20.000) o 
cambio con ricevitore Geloso G3331 
usato. In questo caso sono disposte a 
versare un conguaglio in denaro. Scri¬ 
vere per accordi. Indirizzare a: Gianpao¬ 
lo Cerbai - Palazzo Tolomei - 53100 
Siena. 

67-786 - MACCHINA FOTOGRAFICA « Vi¬ 
to C » Voitglaender, quasi nuova, anco¬ 
ra in garanzia, cambio esclusivamente 
con ricevitore Geloso G 3331 per lo 
stesso ricevitore posso cedere coppia 
radiotelefoni a transistori -l- un con¬ 
guaglio in denaro. Scrivere per accordi. 
Indirizzare a: Gianpaolo Cerbai - Palazzo 
Tolomei - 53100 Siena. 

67-787 - VENDO RADIOTELEFONO Telekit 
IV W. 0,5 Me. 29,5 la coppia L. 50 000. 
Registratore professionale G. 250 N co¬ 
me nuovo a L. 80.000. Trasmettitore 
G 210 gamme radi autistiche L. 65.000. 
Indirizzare a: li GIU Giorla Giuseppe 
- Patrizzi (Catanzaro). 

67-788 ■ CEDO per cessata attività rice¬ 
vitore professionale per le gamme ra¬ 
diodilettantistiche autocostruito funzio¬ 
nante, tarato, completo di valvole (n, 11) 


865 





866 


monta gruppo Geloso 2620/A. Per realiz¬ 
zo cedo a sole L 30.000 + s.p., per 
contrassegno. Indirizzare a: Salani Al¬ 
berto - Via M. Boldetti 27 - Roma - 
Tel. 428.409. 

67-789 - CAMBIO, RX vhf 11C-170 MHz 
nuovissimo e TX 40 watt in buono stato 
mancante sole valvole, con RT MK2 
funzionante perfettamente o con altro 
tipo di radiotelefono di potenza non 
inferiore 15 watt. Indirizzare a: Amisa¬ 
no Walter - Via Zimmermann 6 - 11100 
Aosta. 

67-790 - MICROFONI MAGNETODINAMI- 

Cl stilo 80-11000 Hz; 1 tipo imp. 200 H 
sens. 81 dB L. 1.500. 2 Tipo imp. 50 Kft 
sens. 58 dB L. 2.000. Sosttiuiscono effi¬ 
cacemente i microfoni piezo essendo 
migliori per freq., guadagno, rumore. 
Indirizzare a: Maurizio Benigni - Viale 
Zara 52 - 20124 Milano. 

67-791 - REGALO AUTOPISTA Scalextiic 
40 pezzi: 23 rettilinei-|-17 curve: comple¬ 
ta di ponte, ringhiere, Tr, pulsanti + 
5 macchine!! (Ferrari 8V, Lotus, Cooper, 
BRM]. Tutti i pezzi sono assolutamente 
garantiti funzionanti e in ottimo stato, 
Tutto per 18 000 Lire. Indirizzare a; 
Maurizio Benigni - Viale Zara 52 - 
20124 Milano. 

€7-792 - AMPLIFICATORE ANTENNA FM- 

VHF-UHF - autoalimentato 220 V. Imp. 
75-300n nuovo in imballo originale tran¬ 
sistorizzato nei Tipi: FM88-100; VHF 
Banda I, VHF Banda MI, UHF, 3 000 Li¬ 
re uno Indirizzare a: Maurizio Benigni - 
Viale Zara 52 - 20124 Milano. 

67-793 - COPPIA RADIOTELEFONI tipo 
SYMCOM Vh (L.C S.) vendo a L. 65.000 
trattabili. Come nuovi (ancora in ga¬ 
ranzia), potenza RF 1,5 W, 13 transistori 
di cui tre al silicio + 4 diodi, squeich 
a soglia regolabile, ricevitore supere¬ 
terodina controllato a quarzo, alimenta¬ 
zione con tre pile piatte da 4,5 volt. 
Collegamenti effettuati fino a 60 chi¬ 
lometri Per gli abitanti a Torino e 
dintorni disposto a prova pratica In¬ 
dirizzare a: dott Piero Bianucci - Via 
S. Dalmazzo 24 - 10122 Torino 

67-794 - SINTONIZZATORE-TRANSISTORI 

UHF ultimo tipo Philips per televisori 
senza 2^ canale o per esplorazione delle 
UHF; 470-900 MHz guadagno 20 dB II; 
Z ^ 300 n, TR:2xAF 186 FC7KTo a 
470 MHZ; nuovi in imballo originale 
L. 3000 con accessori montaggio Indi¬ 
rizzare a: Maurizio Benigni - Viale Za¬ 
ra 52 - 20124 Milano. 

67-795 - SILICON CONTROLLED rectifier 
(SCR) questi tiristor: 3,5 A, 200PIV Li¬ 
re 1.000 - 9 A 50 PIV L. 1 000 - 9 A 
200 PIV L 2 000 - 5 zener 1W 10% 
L. 1 000. Diodi-silicio: 3 A 400 PIV L 500 

- 3 A 200 PIV L. 400 - 20 A 400 PIV Li¬ 
re 1.500 - 20 A 50 PIV L 700 - 20 A 
200 PIV L. 1 000. Ponte Alsi: 2 A 600 
PIV L. 1.000. Tutti con manuale istru¬ 
zione Indirizzare a: Maurizio Benigni 

- Viale Zara 52 - 20124 Milano 

67-796 - REGALO AUTOPISTA Scalextric 
40 pezzi: 23 rettiiinei-i-17 curve: com¬ 
pleta di ponte, ringhiere, Tr, pulsanti 
+ 5 macchine!!! (Ferrari 8V, Lotus, Coo¬ 
per, BRM) Tutti i pezzi e le macchine 
sono assolutamente garantiti funzionan¬ 
ti e in ottimo stato, tutto per 18.000 Lire. 
Indirizzare a: Maurizio Benigni - Viale 
Zara 52 - 20124 Milano 

67-797 - RICEVITORE GELOSO cedo per 
realizzo tipo G 3331 assolutamente co¬ 
me nuovo, 6 gamme da 580 m sino a 
13 m, copertura continua Completo di 
ogni accessorio originale, custodia rigida 
in vinilpelle antenna, libretto istruzioni, 
ricevitore semi professione le riceve tut¬ 
to il mondo. Ogni garanzia. Occasionis- 
sima cedo a sole L. 28.000. Indirizzare 
a: Zampighi Giorgio - Via Decio Rag¬ 
gi, 185 - 47100 Forlì. 

67-798 - CEDO REGISTRATORE portatile 
4 transistor MINY originale mod 2301 


frequenza 200-5000 c/s, doppia traccia, 
maniglia incorporata, telecomando nel 
microfono, come nuovo, L. 12,000. Regi¬ 
stratore Geloso mod. G.600 ultimo tipo, 
come nuovo L. 20.000, con accessori. 
Radio portatile « Standard » originale 
transistor 8 -f 5 mod. SR-H 115-L, 3 gam¬ 
me onda con indicatore luminoso sin¬ 
tonia, HI-FI e stazioni distanti, cm. 
21x10x5 in ordine L. 14.000. Cam¬ 
bio con ciclauto Indirizzare a: Grandi 
Carlo - Viale Roma 36 - Venaria (To). 
67-799 - VENDO G222 autocostruito fun¬ 
zionante. Oscillofono G.299 autocostruito, 

2 tester Mega Praticai 20 e Praticai 10 
con relativi libretti. Converter 144 
G.4/151. Materiale per il montaggio 
del G. 274, Trasf Geloso del G.274. 

3 borse portavalvole. Circa 300 valvole 
radio e T.V. nuove ed usate. Rispondo 
a tutti affrancando. Indirizzare a: Pul¬ 
cinelli Domenico 11 UY - Via G. Ar- 
mandi 11 - Acilia (Roma). 

67-800 - VENDO TESTER ICE, mod. 60 
L. 5.000. Fonovaligia Krundal, mancante 
piatto mod. King. L. 13.000, TV. Sanyo 
9” 1« canale da riparare L. 25.000. Ra¬ 
dio Standar 6 Tr L. 5.000, Oscill. mod. 
S.R E, L. 10,000, automodello motore 
scoppio L. 10.000, carica batteria per 
aeromodelli 2-6-V. L. 5.000. Materiale 
elettrico e modellistico. Indirizzare a 
Vincenzo Martini - Via M. Bisbino 7 - 
Milano. 

67-891 - 2620B NUOVO, mai usato, in 
imballo originale, completo di MF 701A 
a 4,5 Me e di relativo variabile 2792A 
con fogli illustrativi e schema per mon¬ 
tare un ottimo convertitore per tutte le 
gamme HF Cedesi in blocco al miglior 
offerente. CERCO oscillografo 3-5 pol¬ 
lici non manomesso completo di acces¬ 
sori. Specificare marca e modello ed 
unire dati, schema e foto. Indirizzare a: 
Sparano Giuseppe - Piazza dei Grue 9 - 
65100 Pescara. 

67-802 - SVENDO VALVOLE, libri di elet¬ 
tronica, componenti vari. Indirizzare a: 
Guasconi Renzo - Via Padova 95 - 20100 
Milano. 

67-803 - VENDO A maggiore offerente 
0 cambio con materiale radio collezione 
completa di « Nautica « e di « Mondo 
Sommerso « compresi raccoglitori. In¬ 
dirizzare a: Giorgio Borsier - Via Giot¬ 
to 28 - 50121 Firenze. 

67-804 - VENDO RICEVITORE BC 348R in 
buono stato, funzionante, tarato, alimen¬ 
tazione in alternata L. 30 000 Vendo 
ricevitore Geloso G521 a transistor, co¬ 
pertura generale con allargatore di ban¬ 
da, come nuovo L 40.000 trattabili. In¬ 
dirizzare a: Vernini Antonio - Via Bez- 
zecca 1 a - Roma - tei. 48.20.30. 

67-805 - OFFRO LIBRI come nuovi gialli 
e neri Mondadori, Segretissimo, Fan¬ 
tascienza da 200, Garzanti da 250, 3 
Scimmie rilegati, Fra Panurge e Spionag¬ 
gio verde da 300, Longanesi Suspence 
300 e 500, americani vari in cambio di 
transistori BF, Trasformatori normali, en¬ 
trata uscita, intermedi, coppie, entrata 
e uscita Puss Pulì, transistori, lampada 
raggi infrarossi 220 V nuova, 3 ricetra- 
smettitori a transistori funzionanti, ugu- 
li, portata 15-20 km. Indirizzare a: Riva 
Giacomo - Corso Grosseto 117/5 - 10147 
Torino (specificando quali e quanti libri 
volete, dettagliando materiale scambio). 
67-806 - OCCASIONE! VENDO a L. 7.500 
scatole di montaggio radiomicrofono FM 
(80-100 Mhz) a 4 transistori portata 
600 m. Circuito stampato già pronto 
dim, 23 x 55 x 20 al gV, corredato di re¬ 
lative istruzioni per il montaggio. Cedo 
lo stesso radiomicrofono già montato e 
pronto per l'uso a L 9.500. VENDO inol¬ 
tre a L 10.500 V.F.O. G/4/105 nuovis¬ 
simo e in imballo originale, completo 
di valvole Indirizzare a: Silvano Tagliet¬ 
ti - Via A. Negri 15 - 25030 Coccaglio. 
67-807 - COPPIA RADIOTELEFONI della 
Casa giapponese Tochai, mod. TC-502, 


potenza 1 watt, 13 transistore, control¬ 
lo volume ed abbinati squeich e noise 
limiter, 2 canali sui 27 Mhz Tx ed Rx 
superreterodina, controllati a quarzo, por¬ 
tata garantita dala Casa 10 chilometri. 
Vendo la coppia perfettamente funzio¬ 
nante a L. 90.000. Indirizzare a: Giusep¬ 
pe E. Amoroso - Via Leone Marsicano 
n. 5 - 80136 Napoli. 

67-808 - SINTONIZZATORE FM nuovissi¬ 
mo (1966) cedo con antenna. Mod. High- 
Kit UL42, predisposto stereo. C.AF.. - 
Sens. 0,7 pV, banda MF 180 kHz, uscita 
BF 0,5 V su 100 kn, uscita multipex 
0,5 V su 22 kp, banda BF 30-15.000 Hz. 
dist. <1%, S/N >60 dB. Prezzo Lit. 
35.000. Indirizzare a: Paolo Cermelj - 
Largo Alberto Papere 16 - 00151 Roma 
- tei. 53.03.73. 

67-809 - OCCASIONISSIMA - ANALIZ- 
ZATORE tester 10 000 HV CC e CA tasca¬ 
bile (modello Microtester 310) 23 por¬ 
tate effettive. Fatto collaudare prima di 
vendita, funzionante, come nuovo, vendo 
al modico prezzo di L, 8.000. (Valore 
L 14 000). Indirizzare a: Blancato Ser¬ 
gio - Piazza Irnerio 6 - Milano - Te¬ 
lefono 49,56.00. 

67-810 - PLASTICO TRENI elettrici cm. 
180 x 130 completo rete aerea, vari auto¬ 
matismi, numerosissimi treni, trasfor¬ 
matori, tutto in perfetto stato, vende¬ 
rei o cambierei con ricevitore profes¬ 
sionale Geloso 0 qualsiasi altro tipo 
pudché funzionante. Indirizzare a: Ric¬ 
ciardi Lucio - Via Dalmine 11 - 20152 
Milano - Tel. 4095424. 

67-811 - VENDO O CAMBIO anche con 
francobolli: primi 20 numeri del corso 
di radiotecnica Ed. Radio-TV. 1 ampli¬ 
ficatore stereo Hi-Fi 10 + 10 W a transi¬ 
stor autocostruito. 1 Sintonizzatore Sie¬ 
mens 6 canali per filodiffusione. 1 BC 
624 C (100-^156 MHz) da modificare, val¬ 
vole nuove (circa 100) tra cui 6AK5WA - 
807 - 812 - OD3 - 063 - 6550 - 5702 ecc 
Diodi - Transistori - Strumenti - Trimpot 
ecc. tutti funzionanti Indirizzare a: Lan- 
teri Bruno - Via C, Massaia 129 - 10147 
Torino - Tel. 21.15 80. 

67-812 - RICETRASMETTITORE MILITARE 
WS 68 P RT-RX gamma coperta 1,2 - 3,5 
MHz. Completo di microfono e antenne. 
Senza cuffia né batterie, stato non ec¬ 
cellente. A. L, 8.000 + s.p. Indirizzare 
a: Migliorini Luigi - C so Italia, 64 - 
52020 Laterina (Arezzo). 

67-813 - HAMMARLUND SUPER-PRO 

BC779 in ottimo stato, CW-AM-SSB, 18 
tubi, con elegante speaker e gruppo 
alim. vendo L 60 000: Antenna 80, 40, 
20, 10 m, dipoli sovrapposti, lung. 24 m, 
completa ogni supporto e 40 m coassia¬ 
le, a L. 15 000: Tx 150W, CW-AM, mod. 
port. controll., VFO G4/104, 2 telai in 
un unico mobile metallico, circuito elet¬ 
trico da completare a L. 35.000 Oscillo¬ 
scopio 3", autocostruito, aspetto pro¬ 
fessionale da tarare, L. 20.000. Alimen¬ 
tatore: 1 kV, 120 mA, senza tubi, a Li¬ 
re 8.000. Trasform. universale di modut. 
UTC, 125 W. L. 8.000. Indirizzare a: 
Carboni Gianni - Via Concordia 40 - 
tei 758 7316 - Roma. 

67-814 - RICEVITORE R.C.A. - AR77 da 
510 Kc a 31Mc in sei gamme. Band- 
spread. Comando selettività a cristallo. 
S. meter. Cav. Noise limiter - BFO 
variabile triplo a sei sezioni, Limenta- 
zione rete. Vendo L. 55.000 o cambio con 
radiotelefono transistore 144 Me o tra¬ 
smettitore a valvole 144 Me, indirizzare 
a: Natale Allara - Via G. Massaia 7 - 
15033 Casale Monferrato (Al). 

67-815 - CAMBIO CORSO lingua inglese 
nuovissimo (20 dischi, vocabolario, gram¬ 
matica, testo) con corso di tedesco, 
oppure TX 2 metri anche privo modula¬ 
tore e alimentazione. Cambio anche pri¬ 
mi 5 volumi Storia della musica Fabbri 
nuovissimi, copertine ancora in imballo 
originale. Cedo Air-conditioner General 
Electric per ambienti 300 metri cubi. 


usato. Indirizzare a: Vittorio Todisco - 
i1 SXS - V.le M. Grecia 318 - Taranto. 
67-816 - VENDESI REALIZZO generatore 
MA con Mod. interna/esterna BF UNA 
Ohm mod. EP 203, freq. da 100 Khz a 
30 Mhz L. 10.000 netti. Tester 680 C. 
della ICE completo, scala esterna ag¬ 
giunta in percentuale L. 7.000 netti. Ra¬ 
diatori X trans, di potenza superficie 
262 cmq. L. 250. Transistore serie «2G» 
(SGS) L. 300. Tester 680 B completo 
L. 5.000 consegna dietro contrassegno 
massima serietà informazioni indirizzare 
a: Guarise Emilio - Via G. Savoia 3 - 
20141 Milano con risposta pagata, 
67-817 - LEICA U.R.S.S. 1:2 50 mm. te¬ 
lemetro, borsa, istruzioni, garanzia ori¬ 
ginale Lit. 50.000. Esposimetro « Seconik 
L 162 » nuovo L. 13.000. Microscopio nuo¬ 
vo valore L. 14.000, 750 ingrandimenti 
tre torrette, luce incorporata, cassetta 
separata di vetrini il tutto semiprofes¬ 
sionale in due eleganti contenitori a 
L. 7.000. Prezzi netti consegna dietro 
contrassegno, massima serietà. Per e- 
ventuali informazioni o delucidazioni in¬ 
dirizzare a: Guarise Emilio - Via G. 
Savoia 3 - 20141 Milano con risposta 
pagata. 

67-818 - OCCASIONE VENDO ricevitore 
Nogaton 144 MC L. 30.000. Ricevitore 
Labes a doppia conversione Me 26-30 
adattissimo per essere preceduto da con¬ 
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C20C (7,4 AMP. 300 Volt) L. 5.400 


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