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Full text of "Costruire_diverte_1967_12"

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pubblicazione, mensile 


ascillabore per 
la limatura 
dei quarzi 

di QJampaolo Far^uui 


1 dicembre 


spedmone m «£iiH^4m»rvio postale, gruopo III 


Coecruire OlvarOe 


L. 300 











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Strumenti elettronici di misura e controllo 


VOLTMETRO 
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mod. 115 

• elevata precjsltmB e razionalità «fuso 

• puntale uotco per misure cc^ca-ahm 

• notevole ampiezza del quadrante 

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tronico mod. 115, 

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DATI TECNICI 

Tensioni cc. 7 portate: 1,2 - 12 - 30 - 60 - 300 - 600 - 
1.200 V/fs. 

Tensioni ca. 7 portate: 1,2 - 12 - 30 - 60 - 300 - 600 - 
1.200 V/fs. 

Una scala è stata riservata alia portata 1,2 V/fs. 
Tensioni picco-picco: da 3,4 a 3400 V/fs nelle 7 por¬ 
tate ca. 

Campo di frequenza: da 30 Hz a 60 kHz. 

Portate ohmetriche: da 0,1 ohm a 1.000 Mohm in 
7 portate: valori di centro scala: 10 - 100 - 1.000 ohm 
- 10 kohm - 100 kohm - 1 Mohm - 10 Mohm. 
Impedenza d’ingresso: 11 Mohm. 

Alimentazione: a tensione alternata; 110 - 125 - 140 - 
160 - 220 V. 

Valvole: EB 91 - ECC82 - raddrizzatore al silicio. 
Puntali: PUNTALE UNICO PER CA, CC. ohm; un ap 

posito pulsante, nel puntale, predispone Io strumento 
alle letture volute. 

Esecuzione: completo di puntali; pannello frontale 
metallico: cofano verniciato a fuoco; ampio quadran¬ 
te, mm. 120 X 100; dimensioni mm. 195 x 125 x 95; 
peso kg. 1,800. 

Accessori: A richiesta: puntale E.H.T. per misure dì 
tensione cc sino a 30.000 V. Puntale RF per letture 
a radiofrequenza sino a 230 MHz {30 V/mx). 


ALTRA PRODUZIOIME 

Analizzatore Praticai 10 
Analizzatore Praticai 20 
Analizzatore Praticai 40 
Analizzatore TC 18 
Analizzatore TC 40 

Oscillatore modulato 
CB 10 

Generatore di segnali 
FMIO 

Oscilloscopio mod. 220 

Generatore di segnali TV 
mod. 222 

Strumenti da pannello 


Per ogni Vostra esigenza richie¬ 
deteci il catalogo generale o ri¬ 
volgetevi presso i rivenditori di 
accessori radio-TV. 


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20128 MILANO 
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BREVETTATO. • Sensibilità: 20.000 ohms x volt 

Con Mala a apocchio e sfRu^ENTO h NUCLEO MACNUiCO 
Bchermato contro 1 csmfir magnetici estamTITr 
Tutti i circuiti Voltmetrici e Amperometrlci in C.C. 
e C.A. di questo nuovissimo modello 680 E montano 
resistenze speciali tarate con ia preCìSìONE ECCEZIONALE DELLO 0.5% 1! 


VOLTS C A.: 

AMP C C.: 

AMP. O.; 
QHMS 

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REATTANZA: 
CAPACITA'; 

FREQUENZA: 
V. USCITA: 
DECIBELS: 


7 portate: con sensibilità di 20.000 Ohms per Volt: 100 rhV. - 2 V. • 10 V. 

50 V. - 200 V. - SOO V. e 1000 V. C.C. 

6 portate: con sensibilità di 4.000 Ohms per Volt: 2 V. - 10 V, - 50 V. • 
250 V. - 1000 V. e 2500 Voits C.A. 

6 portate: 50 pA - 500 pA • 5 mA - 50 mA • 500 mA e 5 A. C.C. 

tpgr letture da 1 dflclmfl di Ohm fEUKi a 300 yegeqhiTis.J 

1 portata: da 0 a 10 Megaohms. 

4 portate: da 0 a 5000 e da 0 a 500 000 pF - da 0 a 20 e da 0 a 

200 Microfarad. 

2 portate: 0 500 e 0 -t- 5000 Hz. 

6 portate: 2 V. - 10 V. - SO V. - 250 V. - 1000 V. e 2500 V. 

5 portate: da — 10 dB a +62 dB. 


Inoltre vt 6 ta possibilità di estendere ancora maggiormente le prestazioni 
del Supertester 680 E con accessori appositamente progettali dalla I.C.E. 


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radiotecnici e rivenditori 

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di 5000 Ohms x Volt e solo 25 portate Lire 6.900 
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Portate: 2.5 • 10 • 25 - 100 • 250 e 500 Ampères C.A. 


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antiurto: il tester PIU’ ROBUSTO. PIU 
SEMPLICE, PIU' PRECISO! 

Speciale circuito elettrico Brevettato 
di nostra esclusiva concezione che 
unitamente ad un limitatore statico 
permette alio strumento indica* 
tore ed al raddrizzatore a lui 
accoppiato, di poter sopportare 
sovraccarichi accidentali od 
erronei anche mille volte su¬ 
periori alla portata sceltal 
Struménto antiurto con spe¬ 
ciali sospensioni elastiche. 

Scatola base In nuovo ma¬ 
teriale plastico infrangibile. 

Circuito elettrico con spe- 

dispositivo per la com- ^ 
pensazione degli errori dovuti 
agli sbalzi di temperatura. IL 

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meccanici, di contatti imperfetti, 
e minor facilità di errori nel 
passare da una portata all’altra. 


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Questo puntala serve per elevare la portata del nostri 
TESTER 680 a 25.000 Voits C-C- 

Con esso può quindi ventre misurata l’atta tensione sla 
dei televisori, sia dei trasmettitori ecc. 

Il suo prezzo netto® (U Lire 2 900 franco ns, stabilimento. 



Per misure amperometriche in Corrente Alternata. 

Da adoperarsi unitamente al Tester 680 In serie al Cir¬ 
cuito da esaminare. 


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250 mA • 1 A - 5 A - 25 A • 50 e 100 Amp C A. 
Precisione: Dimensioni: 60x70x30. Peso 200 gr. 

Prezzo netto Lire 3 980 franco ns. Stabilimento. 



Amperometro 
a tenaglia 


Amperclamp 


Per misure amperometriche immediate in C A 
senza interrompere i circuiti da esaminare li 
Questa pinza amperometrica va usata unitamente 
al nostro SUPERTESTER 680 oppure unitamente 
a qualsiasi altro strumento Indicatore o regi¬ 
stratore con portata 50 |iA • 100 millivolts. 

* A richiesta con supplemento di L. 1.000 ta 
I.C.E. può fornire pure un apposito riduttore 
modello 29 per misurare anche bassissime in¬ 
tensità da 0 a 250 mA. 

r,s 

ó alla opnaagne Qmagfjp dal retaUvo DelUDtdD, 


transistor £ jfrc\ra diedi 



Con questo nuovo apparecchio la I.C.E. 
ha voluto dare la possibilità agli In¬ 
numerevoli tecnici che con loro gran¬ 
de soddisfazione possiedono o entre¬ 
ranno in possesso del SUPERTESTER 
I C.E. 680 di allargare ancora note? 
volmente il suo grande campo di 
prove e misure già effettuabili. In¬ 
fatti il transtest 662 unitamente 

I iTùr parte del PróvairBrrfelCier 
1 MtnrorrBrwji, 

sure: Icbo (IcoJ - lebo (leo) 

Iceo - Ices - Icer - Vee sat 
Vbe - hFE (3) per i TRANSI- 
STOR e Vf . Ir per i DIODI. 

Minimo peso: grammi 250 
Minimo ingombro; 
mm 126 X 85 X 28 


662 V-C-.B. 


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bilimento. compie» 
_,} di twiHall. di fiFid 
e marwAie d'IvIruziPFil. 
Per pagsiffiertba hIIji cotv 
igne, omaggio del rela¬ 
tivo astuccio. 








elettrotecnica MICROFARAD (jJF!) 



©(UJS^.TTD elettrotecnica MICROFARAD 

BOLOGNA - BORGO PANIGALE - Casella Post. 588 
Telegrammi : DUCATIFARAD Telex 51.042 Ducati 




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VOLT c.c. 


VOLT C.A. 


AMP. C.C. 


AMP. C.A. 
OHMS 


REATTANZA 

FREQUENZA 


VOLT USCITA 


DECIBEL 

CAPACITA’ 


8 portate 100 mV - 1 V - 3 V - 10 V 
100 V - 300 V - 1000 V 
7 portate 1.5 V - 15 V - 50 V - 150 V - 500 V 
1500 V - 2500 V 

6 portate 50 ^lA - 0,5 mA - 5 mA - 50 mA 
500 mA - 5 A 

4 portate 250 pA - 50 mA - 500 mA - 5 A 

6 portate nx0,1 - Hxl - fìxlO • fix 100 

nx 1 K - nx 10 K 

1 portata da 0 a 10 Mn 
1 portata da 0 a 50 Hz - da 0 a 500 Hz 
(condens. ester.) 

7 portate 1,5 V (condens. ester.) - 15 V 
50 V - 150 V - 500 V - 1500 V 
2500 V 

6 portate da — 10 dB a + 70 dB 

4 portate da 0 a 0,5 pF (aliment. rete) 

da 0 a 50 pF - da 0 a 500 pF 
da 0 a 5000 pF (aliment. bat¬ 
teria) 

Il tester interamente progettato e costruito dalla 
CASSINELLl & C. - Il tester a scala più ampia 
esistente sul mercato in rapporto al suo ingombro: 
è corredato di borsa in mopien, finemente lavorata, 
completo di maniglia per il trasporto (dimensioni 
esterne mm. 140 x 110 x 46). Pannello frontale in 
metacrilato trasparente di costruzione robustissima. 
Custodia in resina termoindurente, fondello in 
antiurto, entrambi costruiti con ottimi materiali 
di primissima qualità - Contatti a spina che, a 
differenza di altri, in strumenti similari, sono 
realizzati con un sistema brevettato che confe 
risce la massima garanzia di contatto, d'isola¬ 
mento e una perfetta e costante elasticità 
meccanica nel tempo. Disposizione razionale 

e ben distribuita dei componenti meccanici 
ed elettrici che consentono, grazie aH'im- 
piego di un circuito stampato, una fa¬ 
cile ricerca per eventuali sostituzioni dei 
componenti, inoltre garantisce un per¬ 
fetto funzionamento elettrico anche in 
condizioni ambientali non favorevoli. 

Galvanometro del tipo tradizionale e 

ormai da lungo tempo sperimentato, 
composto da un magnete avente 

un altissimo prodotto di energia 
(3000-4000 maxwell nel traferro). 

Sospensioni antiurto che rendono 
lo strumento praticamente ro¬ 
busto e insensibile agli urti 
e al trasporto. - Derivatori 
universali in C.C. e in C.A. 
indipendenti e ottimamente 
dimensionati nelle portate 
5 A. Protezione elettronica 
del galvanometro. Scala a 
specchio, sviluppo mm. 115, 
graduazione in 5 colori, 


ACCESSORI 
FORNITI A RICHIESTA 


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I MAGAZZEN 
DI MATERIAL 
ELEHRIO 
E RADIO-T 


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RIDUTTORE PER LA MISURA 
DELLA CORRENTE ALTERNATA 
Mod. TA6/N portata 25 A - 50 A 
là- 100 A • 200 A 


DERIVATORI PER LA MISURA 
DELLA CORRENTE CONTINUA 
Mod. SH/ 30 portata 30 A 
Mod. SH/150 portata 150 A 


PUNTALE PER LA MISURA 
DELL’ALTA TENSIONE 
Mod. VC1/N port. 25.000 V c.c. 


TERMOMETRO A CONTATTO PER LA MISURA 
ISTANTANEA DELLA TEMPERATURA 
Mod. T1/N campo di misura da —25° -h 250® 


DEPOSITI IN ITALIA: 
BARI Biagio Grimaldi 


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DEL GRADO DI ILLUMINAMENTO 
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BOLOGNA P.l. Sibani Atti 
Via Matteotti 14 
CAGLIARI Pomata Bruno 
Via Logudoro 20 
CATANIVI Cav. Butta Leona 
Via Osp, dei Ciechi 32 
FIRENZE 

Dott. Alberto Tiranti 
Via Fra Bartolommeo 38 
GENOVA P.l. Conte Luig 
Via P. Saivago 18 
MILANO Presso ns. Sed< 
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NAPOLI Cesarano Vincenz 
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alle Paludi 62 
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Via Osento 25 
ROMA Tardini 
di E, Cereda e C. 

Via Amatrice 15 
TORINO 

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Corso Duca degli 
Abruzzi 53 bis 









































Mod. JET: Ricevitore senniprofessionale per VHP con copertura continua da 112-150 MHz ic Circuito supersensibile con 
stadio amplificatore in AF ^ Prese per cuffia ed alim. ext, ★ Presa per antenna esterna ir Dim, cm, 21x8x13 ir Alim. 
9 V 8-1-5 transistore ★ BF 0,6 W ir Limitatore di disturbi incorporato ir Riceve il traffico aereo civile e militare, 
radioamatori, polizia ★ MONTATO E COLLAUDATO, con manuale Istruzioni ir Prezzo netto L. 29.500. 


















Mod. MKS/07-S: Ricevitore VHF 110-160 MHz di eccezionale 
sensibilità: riceve le Torri di controllo degli aeroporti, 
aerei in volo, radioamatori, polizia e taxi ove lavorino su 
dette frequenze -k In una superba Scatola di montaggio 
completa di manuale, schemi, ecc. Circuito esclusivo con 
stadio in AF. 7-I-3 transistors ★ BF 0,5 W ir Alim. 9V ★ 
Elementi premontati ir Nessuna taratura ir Limitatore di 
disturbi incorporato ir SCATOLA DI MONTAGGIO Prezzo net¬ 
to L. 17.800 ★ MONTATO E COLLAUDATO L. 22.000 ★ VER¬ 
SIONE SPECIALE TARATO DA 60-80 MHz L. 23.000 (solo 
montato). Dimensioni cm. 16x6x12. 



Mod. 144/OM: Gruppo sintonizzatore VHF premontato. Cir¬ 
cuito sensibilissimo realizzato su resina epossidica, super- 
rigenerativo con stadio Amp. AF ir Alim. 9 V N. 3 + 3 
transistors, stadio preampl. BF ir Noise Limitar ir Dim. 
cm. 9,5 X 7,2 x 2,2 ir Viene fornito tarato sui 144 MHz ir 
Prezzo netto L. 6500. 

Mod. HI-FI 6-12: Gruppo Amplificatore BF premontato ir Ri¬ 
sposta 30-18.000 Hz ^ 5 transistors ir Potenza 6 Watt ★ 
Alimentazione 12 V ★ Entrata alta impedenza, uscita 
4-8 ohm ★ Dist. 1% ir Dimensioni cm. 15x9,5x3 ★ 

Prezzo netto L. 7.500. 



Mod. 3004: Amplificatore Hi-Fi di grande potenza ★ Distor¬ 
sione 0,5% ir Versione STEREO 25 + 25 Watt ★ Risposta 
18-35.000 Hz ir Dimensioni cm. 30x18x9 ir Sensibilità 
2 mV ★ Ingresso media imp. ★ Circuiti stabilizzati ★ Alim. 
40 Voits ★ Completo di tutti i controlli ir 16 transistors 
impiegati ir Imp uscita 3-8 ohm ★ MONTATO E COLLAU¬ 
DATO Prezzo netto L. 36.000 ALIMENTATORE per detto a 


Mod. 3002: Amplificatore HI-FI 
come il precedente in versione 
MONOAURALE ir Potenza 25 W 
ir Altre caratt. tecniche come 
il Mod. 3004 ir Dim cm 16 x 
X 16 X 9 ir Alim 40 V ★ N 8 
transistors ir Prezzo netto Li¬ 
re 18.500 montato e collaudato 
ir ALIMENTATORE PER DETTO 
a parte L. 5.000 prezzo netto 



ORDINAZIONI: Versamento anticipato a mezzo Va¬ 
glia Postale o assegno bancario + L. 350 di spese 
postali. Oppure contrassegno + L. 800 di s.p. 
SPEDIZIONI OVUNQUE. 

ATTENZIONE: Il 10 dicembre esce il nuovo CATALO¬ 
GO GENERALE ILLUSTRATO SAMOS 1958; spedire 
L 300 in francobolli- Si prega di prenotarlo in anti¬ 
cipo 



Mod. INTERCEPTOR: Ricevitore Supereterodina professio¬ 
nale per VHF 112-139 MHz ir Assicura un contatto continuo 
con il traffico aereo anche a grande distanza ir Sensibilità 
migliore di 2 p.V 10 + 6 transistors ir Dim. cm. 24,5 x 9 x 15 
ir Controlli Volume, Filter, Gain ir Noise Limìter ir BF 0,7 W 
ir Presa Ant, Ext. ir Alim. 9 V Comando di sintonia 
demoltipi- con scala tarata rotante incorporata ir MONTATO 
E COLLAUDATO Prezzo netto L. 47.500 ★ VERSIONE SPE¬ 
CIALE TARATO 60-80 MHz prezzo invariato 



Mod. MKS/05-S: Radiotelefoni sui 144 MHz in scatola di 
montaggio ir Circuito stabile e potente ir Non richiedono 
taratura ir Gruppo sintonia premontato ir Massima potenza 
per libero impiego ★ Stilo cm. 44 ir Dim. 15,5x6,3x3,5 
ir Alim. Q y ir Noise Limiter ir 4 + 1 transistors ★ Por¬ 
tata con ostacoli inf, 1 Km ★ Stupenda scatola di mon¬ 
taggio con manuale e schemi ★ Prezzo Netto L. 19.800 
LA COPPIA 



Mod. 804: Amplificatore HI-FI STEREO 10 + 10 Watt ir Ri¬ 
sposta 18-18 000 Hz ir Dist. inf. 1% ★ Dimensioni cm. 
25x16x9 ★ Sensibilità 2 mV ir Ingresso media imp. ★ 
Circuiti stabilizzati ★ Alim. 25 Voits ir Completo di con¬ 
trolli separati ir Imp. uscita 3-8 ohm ★ 14 transistors 
impiegati ★ MONTATO E COLLAUDATO L. 26.600 ★ ALI¬ 
MENTATORE per detto L. 8.000 prezzo netto. 



Mod. 802; Amplificatore HI-FI 
come il precedente, in versio¬ 
ne MONOAURALE ir Potenza 
10 Watt ir Altre caratt tec¬ 
niche come il Mod- 804. Dim. 
cm. 16x12x9 ir N. 7 tran¬ 
sistors impiegati ★ Alim 25 V. 
ir Prezzo Netto L. 13.500 mon¬ 
tato e collaudato ir ALIMENTA- 
TATORE per detto a parte Li¬ 
re 4.000 prezzo netto 
























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RICEVITORI 

SP600JX/ 274 A/FRR Hammarlund ricevitore a co¬ 
pertura continua, doppia 

SP600JX/ 274 B/FRR Hammarlund conversione da 
50 Kc. a 54 Me. 

SP600JX/ 274 C/FRR Hammariund 

HO 100 Hammariund monoconversione 540 Kc. 

30 Me. 

HQ 170 Hammarlund 6, 10, 15, 20, 40, 80 metri. 
NC190 National copertura continua da 540 Kc. a 
30 Me. 

SX117 Hailicrafter, frequenza: 85 Kc. 30 Me. 

BC 669 a copertura continua da 100 a 150 Me. 
ARC3 ricevitore a 8 canali, facilmente modificabile 
in AM 100/156 Me. 


RICETRASMETTITORI: 

ARCI da 100 a 156 Me. 

HX 50 ricetrasmettitore Hammarlund da 1.8 a 30 Me. 


FREQUENZIMETRI 

BC 221 AE da 20 Kcs. a 20 Me. 

BC 221 M da 20 Kcs. a 20 Me. 

TS 175A da 80 a 1000 Me. 

TS 541A/TPS da 8000 a 10000 me. 

ALIMENTATORI stabilizzati 110 V Ca. 


OSCILLOSCOPI ORIGINALI U.S.A. 
OS 8 B/U 
TS 34AP 
AN/URM 24 


ONDAMETRI 

TS 488 A da 900 a 10.000 Me. 
TS 117-GP da 2600 a 3200 Me. 


GENERATORI D’IMPULSI 

SG 82 da 10 Kc. a 100 Kc. 


GENERATORI DI SEGNALI 

TS 465 da 20 Kc. a 160 Me. AM/MF 
TS 497A/URR da 20 Kc. a 400 Me. AM 
TS 419 da 900 Me. a 3400 Me. MF 
TS 155-CUP da 2700 Me. a 3400 Me. MF 


VOLMETRI ELETTRONICI 

TS 375 A/U 
RCA 97A Senior 
RCA M13210 


PROVAVALVOLE 

TV2D/U 
TV 7 D/U 
1-177B 

Hickok KS 15750-L2 
Provadiodi a microonde 

per cristalli 1N23, 1N25 1N21 ecc. 

CALIBRATORI DI FREQUENZA 

FR 70 A/U da 100 cy. a 100 Kc. 

Counter Bekman FR 67 da 10 Kc. a 1000 Me. 

WATTMETRI 

ME 16G da 6 a 600 W. indicatore di onde 
stazionarie e Wattmetro. 

CAVI COAX. 

52 ohms RG8 - RG9 - RG14 - 18 - 58 AU-CU-BU 
75 ohms RG11 - 17 - 27 - 117 

CONNETTORI COASSIALI 

serie UHF-VHF-BNC-C-N-HN 

ALIMENTATORI A VIBRATORE 

nuovi, completi di cordoni di alimentazione vibra¬ 
tore, valvola OZ4, filtri, ingresso 6/8 V uscita 250/ 

120 Me. L. 5.000. 

Come sopra, con reostato 12 V. di scorta L. 7.000. 

CERCAMETALLI RAYSCOPE 

Mod. 990 a super scope, cercametalli professio¬ 
nale, completamente transistorizzato, sensibilità 10 
metri circa. Ogni strumento consiste in una unità 
trasmittente ed in una ricevente, è completo di 
batterie a 9 V. della durata di 1/2 anni, la fre¬ 
quenza è di 95 Kc. 

Mod. 27-T completamente transistorizzato sensi¬ 
bilità 2,5 metri circa, completo di cuffia e di indi¬ 
catore visivo. 

Mod. 27, sensibilità 2 metri circa. 

Mod. 27 D. come sopra, + l'indicatore visivo. 


INFORMAZIONI A RICHIESTA, AFFRANCARE RISPOSTA, SCRIVERE CHIARO IN STAMPATELLO 

























GELOSO y)te.se.fvif\. Iti. LINEA 


La richiesta di apparecchiature sempre più perfette e di 
maggiore potenza e il desiderio di effettuare collegamenti 
con paesi sempre più lontani hanno divulgato il sistema 
di trasmissione e ricezione in SSB. 

Ciò comporta un notevole aumento della complessità di 
queste apparecchiature, tale da rendere non agevole la 
costruzione di esse da parte del radioamatore. 

La nostra Casa ha quindi realizzato industrialmente, con 
criteri professionali, la Lìnea « G », cioè una serie di ap¬ 


parecchi costituita dal trasmettitore G4/228, dal relativo 
alimentatore G4/229 e dal ricevitore G4/216. 

Tutti questi apparecchi sono stati progettati sulla base 
di una pluridecennale esperienza in questo campo. Sono 
costruiti secondo un elegante disegno avente notevole este¬ 
tica professionale. Hanno forma molto compatta, grande 
robustezza costruttiva e possono essere usati con successo 
anche da parte dì radiamatori non particolarmente esperti. 
Ecco perché la Linea « G » ha soprattutto il significato di 
qualità, sicurezza, esperienza, prestigio. 



G.4/236 

Gamme: IO, 11, 15, 20, 40, 80 metri e scala tar£.ta da 144 a 
148 MHz per collegamento con convertitore esterno. 

Stabilità: 50 Hz per MHz. 

Reiezione d’immagine: > 50 dB 
Reiezione di F.I.: > 70 dB 

Sensibilità: migliore di 1 tiV, con rapporto segnale disturbo > 6 dB. 
Limitatore di disturbi: « noise limiter » inseribile. 

Selettività: a cristallo, con 5 posizioni 
10 valvole + 10 diodi + 7 quarzi. 

Alimentazione: 110-240 V c.a., 50-60 Hz. 

Dimensioni: cm 40 x 20 x 30. 

e inoltre: « S-Meter »; BFO; controllo di volume; presa cuffia; ac¬ 
cesso ai compensatori « calibrator reset »; phasing; controllo auto¬ 
matico sensibilità; filtro antenna; commutatore «receive/stand-by». 


G.4/228-G.4/229 

Gamme: 80, 40, 20, 15, 10 metri (la gamma 10 metri è suddivisa 
in 4 gamme). 

Potenza alimentazione stadio finale: SSB 260 W p.p.; CW 225 W; 
AM 120 W, 

Soppressione della portante e della banda indesiderata: 50 dB 
Sensibilità micro: 6 mV (0,5 M). 

15 valvole + 3 6146 finali 2 transistori -t- 19 diodi + 7 quarzi. 
Stabilità di frequenza: 100 Hz, dopo il periodo di riscaldamento. 
Fonia: modulazione fino al 100% 

Grafìa: Con manipolazione sul circuito del 2° mixer del VFO e 
possibilità in break-in. 

Possibilità di effettuare il « push to talk » con apposito microfono. 

Strumento di misura per il controllo della tensione e della cor¬ 
rente di alimentazione dello stadio finale. 

Altoparlante (incorporato nel G.4/229) da collegare al G.4/216 
Dimensioni^ 2 mobili cm 40 x 20 x 30. 


G.4/216 L 159.000 

GELOSO è ESPERIENZA e SICUREZZA 


G.4/228 L. 265.000 
G.4/229 L. 90.000 




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Ricetrasmettitore portatile per i 2 mt. 

Completamente transistorizzato. 

Una vera stazione per installazioni portatili mobili e fisse. 
Caratteristiche tecniche; 

Trasmettitore: potenza d’uscita In antenna; 2 W (potenza dt 
ingresso stadio finale: 4 W.) N. 5 canali commutabili entro 
2 MHz senza necessità di riaccordo. 

Ricevitore: Tripla conversione di frequenza con accordo su 
tutti gli stadi a radio frequenza. Sensibilità migliore di 0,5 
microvolt per 6 dB S/n. Rivelatore c prodotto per CW/SSB. 
Limitatore di disturbi. Uscita BF: i,2 W. Strumento indica¬ 
tore relativo d’uscita, stato di carica batterie, S-meter. Ali¬ 
mentazione interna 3x4,5 V. con batterie facilmente estraibili 
da apposito sportello. Microfono piezoelettrico » push to talk >. 
Presa altoparlante supplementare o cuffia. Demoltiplica mec¬ 
canica di preniRione. Capo della batterìa a massa: negativo. 
Dimensioni: 213x85x215. Peso Kg. 2 circa con batterie. 
Predisposto per connessione con amplificatore di potenza in 

trasmissione. Completo di 1 quarzo di trasmissione, microfono 
push-to-talk e antenna telescopica 

- L. 158.000 

Convertitore 2 metri 

Completamente transistorizzato - Transistori impiegati: AF239. 

AF106, AF106, AF109 - N. 6 circuiti accordati per una banda 
passante di 2 MHz ± 1 dB - Entrata: 144-146 MHz - Uscita: 
14-16 26-23 2B-30 MHz - Guadagno totale: 30 dB - Circuito di 
ingresso « TAP > a bassissimo rumore - Alimentazione: 9 V 8 mA 
- Dimensioni: mm 125 x 80 x 35. 

-L. 19.800 


Trasmettitore a transistori per la gamma dei 10 metri 

Potenza di uscita su carico di 52 ohm 1 Watt. 

Modulazione di collettore di alta qualità, con premodulazione 
dello stadio driver. Profondità di modulazione 100%. Ingresso 
modulatore: adatto per microfono ad alta impedenza. Oscilla¬ 
tore pilota controllato a quarzo. Quarzo del tipo ad innesto 
miniatura precisione 0,005%. Gamma di funzionamento 26-30 
MHz. Materiali professionali: circuito stampato in fibra di 
vetro. Dimensioni; mm. 150 x44. Alimentazione: 12 V. CC. 
Adatto per radiotelefoni, radiocomandi, applicazioni sperimen¬ 
tali 

- L. 19.500 

Ricevitore a transistori, di dimensioni ridotte con stadi dì 
amplificazione BF 

Caratteristiche eie^^'-iche o'-'nerali identiche al modello RX-28/P 
Dimensioni: mm 49 x 80 Due stadi dì amplificazione di tensio¬ 
ne dopo la rivelazione per applicazioni con relè vibranti per 
radiomodelll. Uscita BF adatta per cuffia. Quarzo ad innesto 
del tipo subminiatura. Adatto per radiotelefoni, radiocomandi, 
applicazioni sperimentali. 

-L. 15.000 


Ricevitore a transistori per la gamma dei 10 metri 

1 microvolt per 15 dB di rapporto segnale-disturbo Seletti¬ 
vità ± 9 KHz a 22 dB. Oscillatore di conversione controllato 
a quarzo. Quarzo del tipo miniatura ad innesto, precisione 
0,005%. Media frequenza a 470 KHz. Gamma di funzionamento 
26-30 MHz. Materiale professionale: circuito stampato in fibra 
di vetro Dimensioni; mm. 120 x 42, Alimentazione; 9 V. 8 mA. 
Adatto per radiocomandi, radiotelefoni, applicazioni sperimen¬ 
tali. 

- L. 11.500 


Relè coassiale 

realizzato con concetti professionali per impieghi specifici 
nel campo delle telecomunicazioni. Offre un con¬ 

tatto di scambio a RF fino a 500 Mhz con impedenza ca¬ 
ratteristica di 50-^75 ohm ed un rapporto di onde stazionarle 
molto basso. Potenza ammessa 1000 W. picco. Sono presenti 
lateralmente altri due contatti di scambio con portata 3 A 220 V. 
Consumi: a 6 volt. 400 MA a 12 volt. 200 MA 
Costruzione: monoblocco ottone trattato, contatti argento 
puro. 

- L, 7.900 


SPEDIZIONI OVUNQUE CONTRASSEGNO Cataloghi a richiesta. 



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elettroniche miniaturizzate: 


HC - 6/U HC - 17/U Cristalli piezoelettrici in custodia miniatura per applicazioni elet¬ 
troniche standard. 



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I cristalli oscillano in fondamentale fino alla frequenza di 20000 KHz. 


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HC - 25/U - HC - 6/U 

Frequenze fornibill: 
800-125000 KHz precisione 
0,005% 0 maggiore a ri¬ 
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temperatura compreso fra 
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Frequenze fornibill: 

50 -H 100 KHz In fonda- 
mentale 

Netto cad L. 5.500 


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FR 100 B , 

• ricevitore SSB/AM/CW a filtri meccanici 

• gamma di funzionamento: 3,5'^30 MHz; bande amatori in segmen¬ 
ti di 600 kHz più tre bande comunque disposte; ricezione WWV 

• sensibilità: 0,5 microvolt per 10 dB S/N di rapporto 

• stabilità di frequenza: 100 Hz dopo riscaldamento 

• selettività: 0,5 kHz a 6 dB; 2,5 kHz a 60 dB per CW; 4 kHz a 
6 dB: 7,5 kHz a 25 dB per AM; 2,1 kHz a 6 dB; 2.5 kHz a 
60 dB per SSB e AM 

• reiezione di immagine: > 50 dB 

• alimentazione universale 

• dimensioni: 480 x 185 x 300 mm 

• peso: 12 kg. 

prezzo L. 234.000 


FL 200 B 

• trasmettitore SSB/AM/CW a filtri meccanici 

• potenza alimentazione stadio finale: 240 W PER 

• tipo di funzionamento: PTT/VOX/CW manuale e break-ln 
_ • gamme di funzionamento: segmenti radioamatori 

• stabilità di frequenza: 100 Hz dopo li riscaldamento 

• soppressione portante e banda laterale: > 50 dB 

• alimentazione universale 

• dimensioni: 480 x 185 x 300 mm 

• peso 18 kg. 

prezzo L. 263.000 

NB. • M ricevitore FR 100 B ed il trasmettitore FL 200 B possono 
essere usati come un ricetrasmettitore con unico VFO. 

FL 1000 

• amplificatore lineare per FL 200 B 

• potenza di alimentazione: 1000 W 
- • alimentatore universale incorporato 

• commutazione automatica antenna 

• dimensioni: 480 x 185 x 300 mm. 

prezzo L. 185.000 

disponibili per pronta consegna. 



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AVVERTENZA* Per semplificare ed accelerare l’evasione degli ordini, preghiamo gli acquirenti di indicare, su ogni ordine, il N. 
ed il Titolo 'della RIVISTA cui si riferiscono gli oggetti ordinati e reclamizzati sulla rivista stessa. Scrìvere Chiaro, possibil¬ 
mente in STAMPATELLO, nome ed indirizzo del committente. 

(*) OGNI SPEDIZIONE viene effettuata dietro invio anticipato, a mezzo assegno bancario o vaglia postale dell'importo dei pezzi ordi¬ 
nati, più le spese postali tenendo presente che esse diminuiscono proporzionatamente in caso di spedizioni comulative ed a secondo 
del peso del pacco). 

Non sì accettano ordini per importi inferiori a L, 3.000 e se non accompagnati da un antìcfpO (minimo L. 2.000 pure in 

francobolli) in caso di richiesta spedizione in CONTRASSEGNO. 


5 (fig. 


9 

10 

11 

12 

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14 

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19 

20 
21 
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24 

25 

26 


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325 

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34) 


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('^) 

s-p. 

L. 

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(^) 

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700 + 

(") 

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S-P. 

L. 

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vn 

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L. 20.000 + 1200 s.p 
di strumentazioni e regola 
L. 25.000+1500 sp 
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(cento) e L. 200 (duecento) per 
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VALVOLE ■ imballo 


Tipo Tipo 
Valvole equival. 


AZ41 

_ 

DAFtl 

(1S5) 

DAFS2 

(1U5) 

DAFfifi 

(1AH5) 

DF70 


DF91 

(1T4) 

om 

(1L4) 

DK91 

(1R5) 

OKM 

(1AB6) 

DL71 

— 

DL72 

»i 

DL94 

(3V4) 

DL96 

(3C4) 

,DM?0 

(1M3) 

DY80 

(1X2A/B) 

DY87 

(DY86) 

E83F 

(6689) 

E88C 

— 


Prezzo 
llst. vend. 

1380 500 
1270 460 
1980 T20 
1740 630 

— eoo 

1870 600 
1980 720 
2090 760 
2150 780 

— 600 

^ eoo 

1450 530 
1930 700. 
1540 560 


Tipo 

Tipo 

Prezzo 

Valvole 

equival. 

llst. vend. VI 


1630 

1450 


600 

530 


5000 1800 
5800 1800 


EF41 

EF42 

EF80 

EF83 

EF85 

EF86 

EF89 

EF95 

EF97 

EF98 

EF183 

EF184 

EFL200 

EH90 

EK90 

EL3N 

EL34 

EL36 


E88CC 


4600 

1000 

EL41 

E92CC 


— 

400 

EU2 

E180CC 

—. 

— 

400 

EL81 

E161CC 


— 

400 

EL83 

E1B2CC 

(7119) 


400 

EL84 

EABC80 

(678/6AK8] 

1200 

45D 

EL86 

EAF42 

(6CT7) 

2010 

730 

EL90 

EBC41 

(6CV7) 

1650 

000 

EL91 

EBF80 

(6N8) 

1630 

000 

EL95 

EBF&9 

(6DC8) 

1440 

540 

EL500 

ECBD 

(604) 

6100 

1000 

EM4 

ECB6 

(6CM4) 

1800 

650 

EM34 

EC6B 

(6DL4) 

2000 

730 

EM80 

EC90 

(6C4) 

1350 

500 

EM81 

EC92 

(6AB4) 

1350 

500 

EM84 

EC95 

(6ER5) 

2040 

750 

EQ80 

EC97 

(6FY5) 

1920 

700 

EY51 

EC900 

(6HA5) 

1750 

650 

EY80 

ECC40 

(AA61) 

2590 

950 

EY81 

ECGBI 

(12AT7) 

1320 

500 

EY82 

ECCB2 

(12AU7) 

1200 

450 

EY83 

ECCB3 

(12AX7) 

1280 

460 

EY86/87 

ECC64 

(6CW7) 

1900 

700 

EY88 

EGCas 

(6AQ81 

1250 

460 

EZ40 

ECC86 

(6GM8) 

2810 

10^0 

EZ80 

Eccaa 

(6D18) 

2000 

730 

EZ81 

ECC91 

(6J6) 

2500 

P90 

GZ34 

ECCieg 

(6ES8) 

1850 

670 

HCH81 

ECFSO 

(6BL8) 

1430 

520 

OA2 

ECFS2 

(6U8) 

m'iO 

600 

PABC80 

ECF83 

_ 

2530 

920 

PC86 

ECFBB 

(6HG81 

2120 

780 

PC88 

ECF201 

_ _ 

1920 

700 

PC92 

ECFBD1 

[6GJ7) 

1920 

700 

PC93 

ECF8II2 


1900 

700 

PC95 

ECH4 

(E1R) 

4180 

1550 

PC97 

ECK42/41 

(6C10) 

1980 

720 

PC900 

ECHB1 

(OAJS) 

1200 

450 

PCC84 

ECHB3 

(6DS8) 

1490 

550 

PCC85 

'ECH84 

— 

1490 

550 

PCC88 

ECLfiO 

(6AB8) 

1480 

550 

PCC89 

ECL81 

_ 

1600 

580 

PCC189 

IeCL62 

(6BM8] 

1600 

580 

PCF80 

ECLB4 

(6DX8) 

1750 

650 

PCF82 

ECL85 

(6GV8) 

1820 

670 

PCF86 

ECL86 

(eGW8) 

1780 

650 

PCF201 

ECLL800 


2950 

non 

PCF801 

EF6 

(WE17) 

3960 

1450 

PCF802 

EF4Ó 

“ 

2370 

860 

PCF805 


(6CJ5) 

(6F1) 

(6BX6] 

(6BY7) 

16CF8) 

{6DA6) 

(6AK5) 

(6ES6) 

(6ET6) 

(6EH7) 

{6EJ7) 

(6CS6) 

[6BE6) 

(WE15) 

(6CA7) 

(6CM5) 

16CK5) 

(ecje) 

(6CK6) 

(6B05) 

(6CW5) 

(6AQ5) 

(6AM8) 

(6DL5) 

(6GB5) 

(WE12) 

(6CD7) 

(6BR5) 

(6DA5) 

(6FG6) 

(6BE7) 

(6X2) 

(6V3) 

(6V3P) 

(6N3] 

(6S2) 

(6AL3) 

(6BT4) 

(6V4) 

(6CA4) 

(5AR4) 

(12AJ8) 

(150C2) 

(gAK8) 

(4CM4) 

(4DL4) 

(4BS4) 

(4ER5) 

(5FY5) 

(4HA5) 

(7AN7) 

(gA08) 

(7DJ8) 

(7ES8) 


1650 

2200 

1130 

1600 

1350 

1680 

920 

3400 

1760 

1760 

1300 

1300 

2100 

1200 

1100 

3850 

3600 

3000 

1700 

1820 

2780 

2200 

1050 

1230 

1100 

1500 

1100 

2920 

3520 

3520 

1700 

1700 

1800 

3470 

1930 

1320 

1270 

1160 

1600 

1450 

1520 

1270 

750 

800 

2420 

1230 

3880 

1200 

1800 

2000 

1490 

2750 

2040 

1920 

1750 

1920 

1310 

2000 

2370 

1850 


600 

800 

420 

580 

500 

620 

340 

1230 

650 

650 

480 

400 

780 

450 

400 

1400 

1300 

1100 

630 

660 

1020 

800 

380 

460 

400 

550 

400 

1060 

1270 

1270 

620 

620 

650 

1250 

700 

480 

470 

420 

580 

550 

560 

470 

280 

300 

900 

460 

1390 

450 

650 

730 

560 

1000 

740 

700 

640 

700 

500 

730 


(9TP15-9A8) 1430 
(9U8) 1650 

(7HG8) 2120 

1920 
1920 
1900 
1920 


(8GJ7S) 

(9JW8) 

(7GV7) 


520 

600 

770 

700 

700 

700 

700 


Tipo 


Tipo 


Prezzo 
llst. vend. 


(17R7) 

(19R3) 

(17Z3) 

(30AE3) 

(28AK8) 

(12S7) 

(10LD3) 


(UCH41) 

(19AJ8) 

(50BM8) 

(12AC5) 


PCL81 
PCL82 
PCL84 
PCL85 
PCL86 
PF86 
PL36 
PL81 
PL82 
PL83 
PL84 
PL500 
PY80 
PY81 
PY82 
PY83 
PY88 
UABC80 
UAF42 
UBC41 
UBF89 
UCC85 
UCH42 
UCH81 
UCL82 
UF41 
UF89 
UU1 
UL84 
UY41/42 
UY82 
UY85 
UY89 
1A3 

1B3/GT 
3BU8/A 
5R4/GY 
5U4/GB 
5V4/G 
5X4/G 
5Y3/GTB 
6A8GT 
6AF4/A 
6AG5/A 
6AL5 
6AM8/A 
6AN8/A 
6AT6 
6AT8 
6AU4/GTA — 
6AU6/A (EF94) 
6AU8/A 
6AV5/GA 
6AV6 
6AW8/A 
6AX3 — 

6AX4/GTB — 
6AX5/GTB — 
6B8G/GT (6BN8] 
6BA6 
6BA8/A 
6BC6 
6BC8 
6BK7/B 
6BQ6/GT 
6BQ7 
6BU8 


— 2590 

(16TP6/16A8)1600 
(15TP7) 1750 

(18GV8) 1820 

(14GW8) 1780 

— 1600 

(25F7/25E5) 3000 

(21A6) 2710 

{16A5) 1870 

(15F80-15A6)2190 
(15CW5S) 1380 

(27GB5S) 

(19W3J 


2920 
1600 
1270 
1080 
1600 
1520 
1200 
2010 
1820 
1560 
1250 
1980 
1200 
1600 
1650 
920 

(45A5/10P14)1600 
(45B5) 


(31A3) 

(38A3) 

(DA90) 

(1G3/GT) 


(5SU4) 

(GZ321 

(U52) 

(U50) 

(6D8) 

(6T1) 


1220 
1210 
1600 
840 
1600 
2400 
1360 
2520 
2000 
1430 
1500 
1430 
1050 
2000 
1900 
2500 

(EAA91/EB81)1100 

— 1500 

— 1900 

(EBC90) 1000 

1900 
1520 
1050 
2200 
2700 
1000 
2015 
2100 
1250 
1300 
2400 
1000 
2800 
1150 
3000 
1650 
2700 
1650 
2200 


(6AU5) 

(EBC91) 


(EF93) 

(6P3/6P4) 

(6B07) 

(6CU6) 

(6BK7) 


Tipo Tipo 
Valvole equival. 


Prezzo 
llst. vend.l 


950 

6BY6 

_ 

2200 

580 

6BZ6 

— 

1100 

640 

6BZ7 

— 

2200 

660 

6CB6/A 

— 

1150 

650 

6CD6GA 

— 

4600 ' 

580 

6CF6 

— 

1250 

1100 

6CG7 

— 

1350 

980 

6CG8/A 

— 

1980 

680 

6CL6 

— 

1800 

800 

6CM7 

— 

2520 

500 

6CS7 

— 

2480 

1060 

6DA4 

— 

1560 

580 

6DE4 

— 

1520 

470 

6D06/B 

— 

2650 

400 

6DR7 

— 

1800 

580 

6DT6 

— 

1450 

550 

6EA8 

— 

1430 

450 

6EB8 

— 

1750 

730 

6EMS 

— 

1370 

660 

6EM7 

— 

2100 

570 

6FD5 

(60L6) 

1100 

460 

6FD7 

— 

3030 

730 

6J7 met. 

— 

2700 

450 

6K7/G-GT 

— 

2000 

580 

6L6/GC 

— 

2200 

600 

6L7 

— 

2300 

340 

6N7/GT 

— 

2600 

580 

6NK7/GT 

— 

3000 

450 

6Q7/GT 

(6B6) 

2200 

450 

6SJ7/GT 

— 

2520 

580 

6SK7/GT 

— 

2100 

320 

6SN7/GTA (ECC32) 

1690 

580 

6SQ7/GT 

(6SR7) 

2000 

870 

6V3A 

— 

3650 

500 

6V6GTA 

— 

1650 

930 

6W6GT 

(6Y6) 

1500 

730 

6X4A 

(EZ90) 

860 

530 

6X5GT 

(EZ35) 

1210 

550 

6Y6G/GA 

— 

2600 

530 

9CG8A 

— 

1980 

380 

9EA8/S 

— 

1430 

730 

9T8 

— 

1380 

690 

12AQ5 

— 

2150 

930 

12AT6 

(HBC90) 

1000 

400 

12AV6 

(HBC91) 

1000 

550 

12AX4/GTB(12D4) 

2200 

700 

12BA6 

(HF93) 

1000 

370 

12BE6 

(HK90) 

1100 

690 

12CG7 

— 

1350 

550 

12CU6 

(12B06) 

3050 

380 

12SN7/GT (12SX7) 

1850 

800 

25BQ6 

— 

2200 

980 

25DQ6/B 

— 

2650 

370 

35A3 

(35X4) 

850 

730 

35D5 

(350L6) 

1000 

760 

35W4 

(35R1) 

850 

460 

35Z4/GT 

— 

1650 

480 

50B5 

(UL84) 

1200 

870 

80G/GT 

— 

1400 

370 

83V 

— 

1800 

1050 

807 

— 

2500 

420 

4671 

— 

— 

1100 

4672 

— 

— 

600 

5687 

—. 

— 

9SXi 

5696 

— 

— 

600 

5727 

— 


800 

6350 

— 

— 

-10% 

sui prezzi 

di listino 

delle 


460 

SOC 

720 

650 

920 

900 

570 


050] 

530 

530 

040 

5D0 

760 

400 

1100 

900 

730 

820 

050 

940 


SCO 

770 

mù 

m 

1320 

600 

S50 

320 

450 

950 

720 

520 

500 

780 

370 

370 

800 

370 

400 

500 

1100 

670 

800 

960 

320 

370 

320 

600 

450 


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SCATOLA: in materiale plastico antiurto con calotta « Cristallo » gran luce - STRUMENTO 
CL-1.5 tipo a bobina mobiie e magnete permanente - QUADRANTE a colori con scala a 
specchio antiparallasse - DISPOSITIVO di protezione ■ COMMUTATORE rotante per le 
varie inserzioni - CIRCUITO OHMMETRICO dimensionato per misure di resistenza fino 
a 100 MQ e poiché l'alimentazione è a pile, consente di effettuare misure su appa¬ 
recchiature con telaio sotto tensione, DETTA CARATTERISTICA E’ DI PRIMARIA IMPOR¬ 
TANZA - CAPACIMETRO alimentato con tensione di rete 125 - 220 V - COSTRUZIONE 
semiprofessìonale - COMPONENTI di prima qualità - contatti Ediswan di bronzo fosfo¬ 
roso - resistenze Rosenthal di precisione a strato ± 1% - Diodi Philips n. 4 al germanio 
n. 2 al silicio serie professionale, n. 1 elemento N.T.C. 



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Vcc - 300 mV 1,5 - 5 - 15 - 50 - 150 - 500 - 1500 V 

Vca - 1.5 - 5 - 15 - 50 - 500 - 1500 V 

Acc • 50-500 [lA - 5-50 mA - 0,5-2,5 A 

Aca - 500 tiA - 5-50 mA - 0,5-2,5 A 

dB - da —20 a -1-66 in 7 portate 

V.B.F. - 1,5 - 5 - 15 - 50 - 150 - 500 - 1500 V 

n - 10-100 ku - Mo-100 Ma 

cap. reattanza 25.000 - 250.000 pF 

cap. balistico 10-100-1000 pF 

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Sensibilità. Volt C C. 40.000 ohm/volt 



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VOLT c.c. (40.000 ohm/volt) 9 portate: 

250 mV - 1-5-10-25-50-250-500-1.000 V 
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5-10-25-50-250-500-1.000 
AMPERE c.c. 7 portate: 

25-500 microampere - 5-50-500 mA - 1 
OHM: da 0 a 100 megaohm: 5 portate: 

X 1 da 0 a 10.000 ohm 
X 10 da 0 a 100.000 ohm 
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X 1.000 da 0 a 10 megaohm 
X 10.000 da 0 a 100 megaohm batteria da 1,5 V 
Capacimetro: da 0 a 500.000 pF, 2 portate: 

X 1 da 0 a 50.000 pF. 

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Frequenzimetro: da 0 a 500 Hz 2 portate. 

X 1 da 0 a 50 Hz. 

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con alimentazione da 125 a 220 V 
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annoi 9 - n. 12 - dicembre 1967 


sommario 


EOI IDRE SiTEB n 

OiRETTORE RESPONSABILE Giorgio T< 

REOAZIONE AMMINISTRAZIONE 
ABBONAMENTI * PUBBElCiTA^ 

49121 Bologna. Vl« C. Boldrini, 22 lelelona 27 2! 
DISEGNI Riccardo Grassi - Giorgio Tera 

Rsgistraziono Tribunale éì Bologna, rt. 3002 del 23-1 
Diritti di riproduzione e traduzione 
riservati a termlfie di legge 

DISTRIBUZIONE PER VÌTAUA 
SODJP 20125 Milano - Via Zurettf, 2B - tei. 66 34 3 
DISTRIBUZIONE PER L’ESTERO 
Messaggerie InteritazlonalL - 20122 Milano « teL 7942 
Via visconti di Modrorw, 

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** Philips ASZ11: 1 diodo Philips OA95: 1 bobina per banda FM con nucleo regolabile 


K 1 libro + 2 transistori + 1 diodo: vplumetto Philips « II transistor nei circuiti » ultima edizione; una 
coppia di transistori Philips OG72 selezionati: 1 diodo Philips AAZ15 

OFFERTA SPECIALE: abbonamento alla Rivista + 1 circuito integrato Siemens TAA121 {equivalente a 
3 transistori + 4 resistenze] + 1 transistor Siemens AG188K + 1 transistor Siemens AG187K, con 
spese confezione e postali a nostro carico: LIRE 4600 [estero L. 5.600) 

CONDIZIONI GENERALI [esclusa offerta speciale numero 6] 

ABBONAMENTO per l’Italia lire 3000 (desiderando il dono aggiungere L. 400 per spese di confezione e postali) 
ABBONAMENTO per l’Estero lire 4000 (desiderando il dono aggiungere L. 800 per spese di confezione e postali) 
neila causale del versamento indicare il numero della combinazione scelta 
Tutti coloro che hanno già sottoscritto un abbonamento a L 3.000 dal llSjO? in avanti e desiderano uno dei doni 
elencati dovranno inviare L 400 (estero L 800) per le spese di confezione e postali. 
















Schemi applicativi 
e 

suggerimenti d’impiego 

per i materiali regalati dalla Rivista 
in occasione della sottoscrizione 
di un abbonamento annuale 

Tutti i materiali regalati da CD sono di facile e 
immediato impiego in quanto nuovi di produzione 
e scelti con il criterio del massimo possibile ade¬ 
guamento alle svariate esigenze dei nostri Lettori. 
Abbiamo comunque pensato che a tutti potesse es¬ 
sere gradita una traccia e qualche idea applicativa 
di sicuro successo; pubblichiamo pertanto alcuni 
schemi sperimentati con le relative note d'impiego. 
Si va ad incominciare. 

OFFERTA 1; 4 transistori Siemens: 2x AC127 + 2xAC152. 
Con quattro transistori, 2 pnp e 2 npn, di ottima qualità 
si possono fare molte cose e l'impiego non è un pro¬ 
blema: noi suggeriamo due schemi Siemens, uno ab¬ 
bastanza « tradizionale », l'altro più inconsueto. 


Il circuito permette l'inversione del senso di rotazione 
di un piccolo motore con l'impiego dì un’unica tensione 
di alimentazione. Esso è adatto per motori con una cor¬ 
rente massima di 100 mA. 

Il circuito è costituito da un ponte costituito dai 4 

transistori regalati da CD. Se all'entrata A oppure B 

si applicano degli impulsi negativi entrano in condu¬ 
zione o i transistori TI e T3 oppure i transistori T2 

e T4. Se alla base del transistore TI arriva per esem¬ 
pio un impulso negativo di almeno 1,5 mA, esso diviene 
conduttore e il potenziale del suo collettore si sposta 
verso valori positivi. AI contrario il transistore T2 
s’interdice a causa dell'aumento di potenziale ai capi 
della resistenza RI e quindi dell’emettitore. Il poten¬ 
ziale al collettore del transistore T2 si sposta verso 

valori negativi, per cui alla base del transistore T4 
giunge un segnale dì interdizione attraverso la resi¬ 

stenza di 10 kft. 

In maniera analoga alla base del transistore T3 arriva 
dal collettore del transistore T1 un segnale di polarità 
positiva, che lo porta in conduzione. Questi accoppia¬ 

menti permettono dì ottenere una rapida commutazione 
dei transistori 

Se all'entrata B perviene un segnale negativo, i tran¬ 
sistori T2 e T4 vengono inseriti come già descritto 
in precedenza. Di conseguenza varia la direzione della 
corrente attraverso la resistenza del carico RL, ossìa 

attraverso il motore, invertendo il senso di rotazione. 


schema 1 

Il circuito è molto semplice 
e di sicuro affidamento 
per cui non sono necessari 
particolari commenti. 







Lo schema 1 si riferisce a un amplificatore BF alimentato 
a 9V: la potenza massima di JJscita su altoparlante da 
8 Q è dì 1 W; l’impedenza d’ingresso è dì 35 kQ; 
sono sufficienti 5,6 mV in entrata per una potenza in 
uscita di 125 mW. 

Lo schema 2 si riferisce al comando di rotazione di 
pìccoli motori. 



OFFERTA 2: 3 transistori e 1 diodo; 1 transistor Philips 
ASZ11, 1 transistor Philips AC128, 1 transistor di po¬ 
tenza Motorola 2N1555 (o Texas Instruments 2N511B), 
1 diodo tipo 1N1169. 



IlVK. 

' ^ IO tfl i 

ll¥l 

' Wl 



@— 

t--—^ 

1 


schema 3 


1 

1_ - 






Anche per questa offerta non c’è che l'imbarazzo della 
scelta nel campo dei circuiti applicativi: uno schema 
proposto dalla Rivista è quello indicato col numero 3, 
riferentesi a un bell'alimentatorino stabilizzato. 

Un’unica cautela: l'alimentatore non è protetto contro 
i corti circuii per cui attenzione quando « girate » per 
i vostri montaggi col cacciatvite non isolato! 

OFFERTA 3: 3 transistori Philips e 5 condensatori: 
1 transistor AF116; 2 transistori AC126: condensatori 
miniatura Ducati - Microfarad: 2,7 pF - 12 pF - 39 pF 
- 250 pF - 1000 pF. 

I condensatori sono dì impiego generale: per i transisto¬ 
ri suggeriamo tre schemi Philips. 





























































Schemi applicativi e suggerimenti d'impiego 


Schema 4: amplificatore a due canali [bassi e acuti). 
La tensione alternata BF generata dalla testina fono¬ 
grafica pilota il transistor AF116 attraverso il potenzio¬ 
metro da 10.000 n. La corrente BF viene fatta circolare 
nella zona base-emittore del TACI 26 di sinistra me¬ 
diante il condensatore da 100 ptF e la resistenza da 
680 fi. Questa suddivisione in due parti della corrente 
BF proveniente daM'AFlIG consente di riprodurre sepa¬ 
ratamente le note acute e le note basse. 



schema 4 


Gli schemi 5 e 6 non richiedono particolari commenti: 
la bobina d'ingresso è una normale ferrite per apparec¬ 
chi a transistori: i due ricevitorini non sono altro che 


OFFERTA 4: 3 transistori + 1 diodo + 1 bobina: 1 tran¬ 
sìstor SGS npn al silicio per RF C1343: 2 transistori 
Philips ASZ11: 1 diodo Philips OA95: 1 bobina per 

banda FM con nucleo regolabile. Potete farvi un diver¬ 
tente radiomicrofono secondo lo schema 7. 


l’uno la estensione in altoparlante dell'altro; nello 
schema 6 è opportuno munire di una aletta di raffred¬ 
damento il finale AC126. 


La Rivista vi fornisce il « kit » completo dei semicon¬ 
duttori e la bobina, ossìa le parti più delicate e vitali. 
Poche resistenze e condensatori reperiti nel vostro cas¬ 
setto “ delle meraviglie » e un microfonino piezoelet¬ 
trico completano l’opera. 



schema 7 

l’apparecchio opera 
intorno ai 100 MHz 
in modulazione di frequenza 


^ANT 





L . 


l 

» hai 

































































































Schemi applicativi e suggerimenti d’impiego 


OFFERTA 5: 1 libro - 2 transistori r 1 diodo- volu¬ 
metto Philips « I! transistor nei circuiti » ultima edi¬ 
zione: una coppia di transistori Philips OC72 selezionati; 
t diodo PhllEps AAZ!5. 

It volume Philips è una vera miniera di Idee presemate 
In veste editoriale eccellente con supporto tecnico di 
prima qualità: Ih 200 pagine, tutte preziose* principianti 
ed esperti trovano decine di schernì* idee, teoria del 
circuiti, appitcszìoni sperimentate e ricchissime di do¬ 
cumentazione. Volete farvi un televisore transistorizzato? 
O più semplicemente un preampltficatore alta fedeltà o 
un ricevitore alimentato a 3V o un ampliTlcaipre da 
10 W7 A titolo di esempio di uno delle centinaia ol 
schemi riportiamo a fianco il circuito di un dispositivo 
elettronico di protezione da Inserire In un alimentatore 
stabilizzato O-t-50 V, 2A. 

Come impiegare gli OC72 e l’AAZIS? Ah, ma allora 
Lei ce l’ha con noi! Sfogli il volumetto e vedrà che 
non avrà problemi. 



OFFERTA SPECIALE 6: 1 circuito integrato Siemens 

TAA121, 1 transistor Siemens AC188K, 1 transistor 

Siemens AC187K. 


Circuito integrato TA 121 

Elevato guadagno, basso rumore 



tipo 

V alim. 
max 
(V) 

guadagno 

(dB) 

fattore di 
distorsione 
(%) 

frequenza 

(kHz) 

resistenza 

termica 

(“C/W) 

custodia 

dimensioni 

coUegamenti 

peso 








0,5 

rn 1 










TAA121 

7 

74 

1 

1SD 

300 

T077 


[ j ^ in 

s 

















Peso c 

irca 11 g 



Circuito integrato Siemens TAA121 

Guadagno di tensione Vu — f (f) 


Lo schema suggerito con il materiale dell’offerta spe¬ 
ciale n. 6 è quello di un eccellente amplificatore BF 
miniaturizzabile (schema 8) avente una potenza teorica 
di 2,04 watt desumibile dalla formula della potenza appli¬ 
cata a questo circuito: 

P, — --= 2,04 W 

8 R, 

(essendo Vq — 7 V e = 3 12) 


























































In pratica ovviamente la potenza effettiva sfruttabile sen¬ 
za distorsione è bene sia limitata al di sotto del valore 
teorico massimo, di poco al di sopra del watt. 


Schemi applicativi e suggerimenti d’impiego 


Dati tecnici 


Tensione di alimentazione max 
Impedenza di uscita (altoparlante) 
Corrente di riposo stadio finale 
Colorente di riposo totale 
Potenza di uscita a minima distorsione 


7 V 

3 il 

2,5 mA 

20 mA 

1,1 W 


schema 8 


100 ^. 

-I 

a 


I Ht 

I 





-- 

■ÌTD fi 






viy 



I 

k - 




® © ® 


a 

®' 




Sfili 

ACiaftH 


Cari amici, con questo ci auguriamo di avervi for¬ 
nito qualche suggerimento utile e gradito e re- 
stiarno comunque a vostra disposizione per tutte 
le richieste che vorrete indirizzarci. 


Buon divertimento con CD e i suoi regali! 

Caratteristiche e dati d’impiego dei semiconduttori regalati da CD-CQ elettronica 


transistor 

tipo 

VcB 

MAX 

le 

MAX 

Pc 

MAX 

usa 




V 

mA 

mW 


2N1555 

Motorola 

PNP 

60 

15 A 

90 W 

generale di potenza e regolazione 

AGI 26 

Philips 

PNP 

32 

100 

500 

preampliticatore e pilota per stadi di BF 

AC128 

Philips 

PNP 

32 

1 A 

550 

amplificatore di BF per stadi d’uscita per 
potenze fino a 2 W 

AF1I6 

Philips 

PNP 

32 

10 

50 

amplificatore di FI per ricevitore, fino a 
10,7 MHz 

ASZ11 

Philips 

PNP 

20 

10 

ioo“ 

impiego generale e preamplificatore BF 

OC72 

Philips 

PNP 

32 

125 

120 

9mpdficatore di BF per stadi d'uscita in 
push-pull fino a 300 mW 

CI 343 

S G S 

NPN 

20 

300 

360 

equivalente al 2N706 

AC 127 

Siemens 

NPN 

32 

2G0 

280 

amplificatore di BF in simmetria comple¬ 
mentare con rAC132 oppure con rACl28 
a con rACl52 

AC152 

Siemens 

PNP 

32 

300 

300 

amplificatore di BF; si può usare in coppia 
aol complementare AC127 

AC187 K 

AC188 K 


NPN 

PNP 




Siemens 

25 

1 A 

800 

aoppia complementare per stadi di BF 
Fino a 4 W d’uscita 

2N5t1 B 

Texas 1. 

PNP 

60 

25 A 

150 W 

generale di potenza e regolazione 


diodo 

tipo 

Vo 

Max 

c„ 

uso 




V 

mA 

1V-1MHZ 


AAZ15 

Philips 

Ge 

75 

140 

<2pF 1 

diodo gold-bonded subminiatura per com¬ 
mutazione e per uso generale 

OA95 

Philips 

Ge 

90 

ao 

— 

diodo di uso generale ad alta tensione 
inversa 

1N1169 

Texas 1. 

Si 















































































































Oscillatore per la limatura 
dei quarzi 



iiCZF, Giampaolo Fortuzzi 


Nei miei scorsi articoli sui quarzi e 
il loro impiego nei filtri ho parlato 
spesso di un oscillatore sul quale in¬ 
serire l'elemento sotto sevizia per con¬ 
trollarne poi lo spostamento di fre¬ 
quenza tramite un ricevitore o un fre¬ 
quenzimetro. 

Lo strumento che vi descrivo serve a 
questo scopo, e lo si usa in questo 
modo; inserito il quarzo nell’apposito 
zoccolo, ruotando l’indice frontale sul¬ 
la frequenza approssimata ^ lo si porta 
in oscillazione, condizione rivelata dal¬ 
lo strumento indicatore che segnerà una forte deviazione. 
Porteremo poi un ricevitore, con BFO Inserito, a batti¬ 
mento zero sulla frequenza del quarzo, quindi, senza 
più muovere la sintonia dall osci Untore. Inizieremo a 
spostare il quarzo, come ho descritto nei miei precedenti 
articoli, e misurando lo spostamento di frequenza dalla 
nota, ora diversa da zero, che si produce nel ricevitore 
Anziché un ricevitore si può usare, ed è un metodo un 
poco piu raffinatof un buon frequenzimetro, che puu 
essére un 8Ca2l o anche un Mkll. dato che non ci 
servono indicazioni estremamente precise. 

Come vedete dalla scala, questo strumento copre lo 
spettro di frequenze da 2 MHz a 35 MHz, in tre bande; 
la terza banda, da 11 a 35 MHz, serve sia per 11 controllo 
dei quarzi surplus, sla per la limatura di cristaltl sui 
6-:-9 MHz, lavorando però in terza armonica, cosi da 
avere una indicazione più espansa dello spostamento 
apportato. 


Chi è interessato a frequenze più basse può mettere un 
commutatore a più posizioni con le relative bobine; 
lo non le ho messe In quanto ritengo che non sia 
conveniente realizzare filtri a quarzo al di sotto dei 
2 MHz. Lo strumento Indicatore che indica la risonanza 
del quarzo ci dice anche se durante la lavorazione il 
0 è peggEorato o [caso raro) è migliorato, a seconda 
che la sua indicazione sia relativamente diminuita o 
cresciuta. Il più delle volte rimarrà quasi costante, 
date le relativamente piccole variazioni che si apportano. 
Vediamo orà lo schema, e U ftmzionatflento^ VoscU- 
latore è cosiiiidto da im fet tipo 2N38J9 in circuito 
soiirce a massa: inserendo il quarzo sul nate, e ac¬ 
cordando opportLinanienic U circuito std drain, it 
circuito oscilla: la radiofrequenza sui drain viene 
rivelala dal diodo 0495. e la componente continua 
ottenuta e filtrata alimenta un microamperometro 
da 200 [xA fondo scala, che indica così la risonanza. 


OUT R,F 




56 kn 



892 














































L'alimentazione è a rete, stabilizzata con diodo ze- 
ner; da notare che dimensionando il trasformatore 
come ho indicato si potrà poi alimentare il com¬ 
plesso con qualunque tensione tra i 110 e i 220 V, 
senza bisomo di cambiatensione ; cioè anche scen¬ 
dendo a 110 V la tensione sarà sempre sufficiente a 
dare il valore voluto per la conduzione dello zener, 
e quindi ad alimentare a tensione sempre pratica- 
mente costante il fet. 

A proposito, perché ho usato un fet: semplice, per¬ 
ché con la sua alta impedenza di ingresso si presta 
egregiamente a questo tipo di oscillatore, caricando 
poco il quarzo; anzi, agli effetti reattivi, ho aggiun¬ 
to una capacità esterna da 10 pF, per avvicinarmi 
di più alle condizioni effettive di lavoro di un cri¬ 
stallo. 

Taratura 

Essendo puramente indicativa la lettura deH'indice, a ri¬ 
gore questo strumento potrebbe fare a meno della ca¬ 
libratura della scala: comunque, per migliorarne le pos¬ 
sibilità vedremo come farla. 

Si può procedere in due modi: 

1) è il migliore: tramite un generatore in grado di ero¬ 
gare almeno 0,1 volt nel campo di frequenze coperto. 

Si inetta il segnale del generatore ai morsetti dello 
zoccolo porta quarzi, tramite uno spezzoncino di cavo 
schermato: partendo da 2 MHz, ruoteremo l’indice della 
scala, facente capo al condensatore variabile da 160 
pF, per la massima indicazione del microamperometro, 
in corrispondenza di questa posizione segneremo i 2 MHz 
sulla scala. 

Quindi porteremo il generatore a 3 MHz, e apriremo un 
poco il condensatore variabile, fino ad avere la mas¬ 
sima indicazione del microamperomelro; in corrispon¬ 
denza segneremo sulla scala i 3 MHz, e così via, anche 
oer le altre gamme. 

2) tramite quarzi aventi frequenze di risonanza nello 
spettro coperto, segneremo le frequenze di oscillazione, 
oartendo sempre dal basso, così da prendere prima la 
fondamentale, poi le armoniche dispari. 


l’apparecchio aperto 
dalla parte inferiore 


Ad esempio, supponiamo di avere un cristallo a 3 MHz: 
col commutatore sulla prima banda, partiremo co! varia¬ 
bile tutto chiuso: aprendolo, a un certo punto lo stru¬ 
mento indicherà la risonanza che sarà in fondamentale, 
cioè a 3 MHz: segneremo questo punto sulla scala. 

Poi la prima armonica dispari è 9 MHz: andremo nella 
seconda banda, e partendo col variabile chiuso lo apri¬ 
remo fino a che lo strumento indicherà una risonanza: 
questi saranno i 9 MHz, che segneremo in corrispon¬ 
denza sulla scala. 

E così via, con altri cristalli. 

Da notare che le due tarature non coincidono; infatti lo 
schema di principio di questo oscillatore è un Hartley, 
come da figura 1: 


cioè il circuito di drain dovrà essere induttivo, quindi 
la sua Frequenza propria sarà leggermente più alta di 
quella di oscillazione. 

Su questo strumento ho messo solo lo zoccolo per i 
comunque volendo si possono mettere altri tipi di zoccoli, 
quarzi miniatura, in quanto io uso solo questo tipo; 
tutti in parallelo, e usare di volta in volta quello che 
serve 


X tal 


a 

zoccolatura del 
2N3819 


Figura 1 


Come notate dalle foto, vedete che sul pannello fron¬ 
tale trovano posto oltre allo zoccolo, il commutatore 
di banda, l’indice di sintonia facente capo al condensa¬ 
tore variabile da 160 pF, lo strumento da 200 (lA f.s., l’in- 
terrutorre a levetta acceso-spento, una lampada spia, 
e infine, sulla sinistra, l’uscita a R.F., che consiste in 
una boccoletta di plastica, accoppiata tramite 2,2 pF al 
drain deii’oscillatore; in questa inseriremo uno spezzone 
di filo, col quale ci accoppieremo lascamente all'antenna 
dei ricevitore, o aH'ondametro, per la misura della de¬ 
viazione di frequenza apportata al quarzo. 

Vi faccio notare che con questo oscillatore non si mi¬ 
sura né la frequenza di risonanza serie, né quella paral¬ 


lelo, ma una intermedia, coincidente praticamente con 
quella nominale del quarzo. 

Per quanto concerne la realizzazione meccanica non mi 
dilungo in quanto le foto mostrano quanto basta per in¬ 
quadrare il problema. 

Con questo articolo ritengo di avervi detto abbastanza 
circa la realizzazione pratica dei filtri a quarzi. Mi ripro¬ 
metto, non appena potrò, di presentarvi un oscilloscopio 
a lunga persistenza da usarsi con lo sweep a lenta scan¬ 
sione, così da rendere meno difficoltosa la taratura e 
l’allineamento di questi filtri, i cui pregi non mi stanco 
di sottolineare. 




























La 

pagina 

dei 

Pierini 


a cura di ZZM, Emilio Romeo 


Questa rubrica, che presentiamo per la prima volta su CD, vuole essere una 
consulenza speciale, riservata esclusivamente ai Pierini. 

Chi sono i Pierini? ia risposta è facile: sono l'equivalente radiotecnico 
del famoso Pierino, a volte furbo, a volte ingenuo, a volte tonto, su cui 
sono imperniate moltissime barzellette. 

Mah, — dice — Pierino avrà al massimo l'età di otto anni E che importa? 
Nel nostro campo l’età anagrafica non conta; conta a partire dal giorno in cui 
si è ammalati dì « radiosperimentransistorvalvolìte » acuta! 

Così, sì può essere un rispettabile vecchione dai capelli candidi e dalla 
barba veneranda, e avere tuttavia un irrimediabile comportamento da Pierino 
radiotecnico. 

Tanto per fare degli esempi, Pierino radiotecnico è colui che crede alla 
possibilità di sostituire due 6SN7 con una sola 12SN7; oppure suggerisce al 
tecnico che ha appena sostituito il giogo del televisore casalingo, col risul¬ 
tato di vedersi una bella immagine capovolta, suggerisce, dicevo, dì inver¬ 
tire la spina nella presa di corrente: oppure chiede come mai non funzioni 
un certo oscillatore in cui lui ha messo, al posto di un 1000 pF, un bel 
giapponese da 1000 \iF, e così via... si potrebbe proseguire per un bel pezzo. 
Essere un Pierino non è un disonore, perché tutti, chi più chi meno, siamo 
passati per quello stadio: l’importante è non rimanerci più a lungo del normale! 



Ai miei tempi, ne! 1925, fui un Pierino formidabile. 

Vi basti sapere che il mio primo ricevitore « a galena » lo co¬ 
struii, seguendo le indicazioni di « Sistema I », un giornaletto 
che oltre che di caccia, pesca e ottica, si occupava anche di 
« radio », argomento allora nuovissimo e misterioso: tuttavia pur 
seguendo il più possibile le indicazioni deirarticolista, nella 
mia incoscienza credetti di potermi adattare a certi « surrogati », 
quando mi mancavano i componenti e il materiale adatti. In¬ 
fatti, il circuito accordato — naturalmente per le onde medie — 
lo realizzai su due bobine di cartone, ricavate cucendo del car¬ 
tone di scatole da scarpe, di 16 cm di diametro, su cui avvolsi 
un 200 spire di filo da campanello, tenute ben ferme da una 
mano abbondante di colla da falegname, non avendo a disposi¬ 
zione la paraffina consigliata dall’ autore: il variabile era co¬ 
stituito da due piastre di latta immerse in un bicchiere di ac¬ 
qua distillata (avevo letto da qualche parte che l’acqua distilla¬ 
ta è un pessimo conduttore, con costante dielettrica di circa 
80 volte quella deH’aria): la cuffia l’avevo costruita interamente 
da me perché non potevo permettermi un viaggio a Roma, uni¬ 
co luogo in cui sembrava esistessero questi « ordigni », e 
nella costruzione avevo usato, al posto del magnete permanente, 
una LI » di ferro dolce (perché pensavo che, se mi contentavo 
di una ricezione a debole volume, doveva bastare il magnetismo 
residuo del ferro, ed ero molto fiero di questa astuzia, e come 
membrana avevo giudicato ottimo il fondo di una scatola di 
« Magnesia S. Pellegrino ». 

Naturalmente, quando ebbi messo assieme l'apparecchio (sen¬ 
za saldature, perché a quell’epoca non possedevo ancora un 
saldatore, ammesso che ce ne fossero), e il tutto come era 
logico non funzionò, ne trassi la conclusione che la stazio¬ 
ne di Roma 7" doveva aver cambiato frequenza, e perciò non 
potevo riceverla! 












Età felice, in cui ave\/o 11 anni e andavo in bestia perché i La pagina dei Pierini 

miei compagni di scuola, vedendomi leggere assiduamente quel 

giornaletto mi chiamavano « Archimede » e mai soprannome fu 

messo più a sproposito: eppure vorrei tornare a quel l'età e 

combinare ancora le stesse pierinate » di allora! 

Da quanto precede, avrete già capito quale sarà lo spirito di 
questa rubrica: un Pierino risponde ai quesiti dei Pierini, nella 
maniera più piana e semplice possibile, senza formule, con sche¬ 
mi spiegati il più che potrà, e con i fronzoli ridotti al minimo. 

Se questa rubrica avrà fortuna, ciò dipenderà unicamente dai Pie¬ 
rini che scriveranno per avere una risposta ai dubbi che li 
tormentano. 

Sarà data la precedenza ai quesiti più interessanti, specialmente 
quelli che possono destare l'interesse di altri sperimentatori: 
non è esclusa fa risposta privata, ma in caso eccezionale, per 
qualche quesito che pur essendo di notevole interesse, è cir¬ 
coscritto a un argomento troppo particolare o richiederebbe 
troppo spazio per essere trattato in questa rubrica. 

Pertanto, a partire da questo momento, ZZM è a disposizione 
dei Pierini che vorranno dissipati i loro dubbi. 


Pierìnata 001 


Un amico modenese, a cui avevo dato lo schema di un superreat¬ 
tivo, venne a trovarmi dopo pochi giorni, dicendomi che il cir¬ 
cuito non doveva essere esatto in quanto l’apparecchio da lui 
realizzato non ne voleva sapere di funzionare, neanche invertendo 
la polarità della pila. 


Tralasciando il mancato funzionamento, soffermiamoci sulla 
pierinata » della inversione della polarità della pila. 

Qui è bene ricapitolare per sommi capi come stanno le cose. 

I transistori possono essere di due tipi: PNP o NPN. Quelli 
PNP hanno il collettore collegato al polo negativo della batteria, 
e l’emitter a quello positivo. 

Quelli NPN [che sono quelli che si stanno diffondendo sempre 
più per varie ragioni) hanno il collettore collegato al polo 
positivo e l’emitter al negativo. 

Costruttivamente un transistor PNP possiamo rappresentarlo 
come una fettina di germanio N posta fra due fettine di ger¬ 
manio P che costituiscono l’emitter e il collettore. Le super- 
fici di contatto non sono delle saldature, ma vengono ottenute 
per mezzo di una speciale tecnologia. Un transistor NPN è l’in¬ 
verso di uno PNP, infatti la fettina del centro è del tipo P, e 
quelle laterali del tipo N (figura 1). 

Ciò premesso, vediamo come si polarizza il transistor, perché 
funzioni: dalla figura 2, possiamo osservare che un transistor 
PNP, amplificatore diciamo di bassa frequenza, viene polarizzato, 
semplificando al massimo lo schema, nel modo indicato. 

Se le due resistenze RI e R2 sono uguali, è evidente che inver¬ 
tendo la poralità della batteria non possono avvenire guai grossi 
al transistor perché la tensione sulla base non subirà variazioni, 
mentre emettitore e collettore risultano semplicemente scam¬ 
biati fra di loro. 

Ora per il funzionamento con la polarizzazione giusta della 
pila cosa occorre? un elettrodo P polarizzato inversamente, 
l’altro elettrodo P polarizzato direttamente. Con la polarità in¬ 
vertita cosa abbiamo? un elettrodo P polarizzato inversamente, 
l’altro polarizzato direttamente. La polarizzazione della base re¬ 
sta in entrambi i casi la stessa, cioè con una polarizzazione un 
pò più negativa dell’elettrodo polarizzato direttamente, cioè 
dell’emettitore. Quindi danni non ne possono accadere. Riguardo 
al funzionamento, ce da dire che il collettore è, costruttiva¬ 
mente, molto più grosso deH’emettitore: se i costruttori lo han 
fatto così, è segno che una ragione ci deve essere e non è 
perciò prudente scambiare fra di loro le mansioni di emettitore 
e collettore! 

Questo, ne! caso che le resistenze R1 e R2 siano uguali. 

In pratica, però, si ha che la resistenza R2 è di solito molto 
più piccola, in valore, di RI: da cinque a dieci volte. 





Figura 1 


PNP 


NPN 








transistor pnp transistor npn 



895 























La pagina dei Pierini Se in un circuito con una polarizzazione di base ottenuta con 

un partitore avente le due resistenze diverse, si inverte la pola¬ 
rità della batteria, avremo che la base non sarà ancora un 
pò più negativa rispetto aìfemettitore. bensì molto più ne¬ 
gativa rispetto airemettitore {ricordarsi che, in un transistor 
PNP, più è negativa la base, più 11 transistor conduce): questo 
fatto, anche se non porta alla immediata distruzione del transi¬ 
stor , non io indurrà certamente a fare salti di gioia. L'entità del 
maggior flusso dì corrente dipende dai rapporto fra Ri e R2 
(maggiore il rapporto, maggiore la variazione* se sì inverte la 
polarità della batteria: nel caso lìmite, cioè col rapporto i, 1* 
la variazione sarà zero, come avevamo visto). 

Comunque anche se tale rapporto non è molto alto, si avrà 
quasi certamente un riscaldamento del transistor , e tutti sanno 
che quando un transistor è caldo è condannato a una fine più 
0 meno imminente, a meno che non sia costruito apposta per 
poter sopportare tale riscaldamento. 

Concludendo, anche se in certi casi non si hanno brutte con¬ 
seguenze a seguito della inversione della polarità della batteria, 
è bene non fidarsi, e stare sempre attenti quando la si collega. 
D’altra parte, se tale errore si verifica solo per pochi secondi, 
non è il caso di strapparsi i capelli per la disperazione: i transi¬ 
stori delle volte hanno sette vite, come i gatti. 

E per oggi basta. 

Forza Pierini, sotto coi vostri quesiti, scrivetemi presso C.D. 

Vostro ZZM 


Nota deH’Autore: se qualche Pierino, malgrado tutto, si vergogna a confes¬ 
sare di essere tale, niente paura: garantisco la massima riservatezza; i que¬ 
siti saranno presentati anonimi, sulla Rivista 


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Il minilaboratorio 

Un montaggio adatto ai principianti... di cui 
beneficieranno sopratutto gli esperti. 

idee di Transistus 


Ho molto ammirato, sempre, llnventiva di quel tale, per me 
ignoto fino che qualcuno non me lo indicherà, che ha ideato 
il signal tracer. Identica l’ammirazione per chi ha pensato di 
abbinare ad esso un multivibratore in funzione di iniettore di 
segnali. Grande ammirazione anche per gli amministratori di 
CD CO che ai loro abbonati hanno regalato l’anno scorso una 
coppia di transistori complementari: AC127 e AC128. Mi trovavo 
tra le mani l'altro giorno tale coppia, e il mio cuore traboc¬ 
cava di ammirazione. 

Diamole forma concreta, pensai a un tratto, e trassi da un 
cassettino-contenitore un pugnetto di materiali: assortiti. Esa¬ 
minati, ne scartai il 98,7% e trattenni il rimanente. Ero rimasto 
con un diodo tuttovetrominiatura, trasparente, con una fascetta 
blu e una viola, residuato di una scheda IBM, evidentemente 
un 1N67, due dischetti da 15 VL marcati 20 nF, evidente¬ 
mente due condensatori per transistori, surplus di un invio 
PolyPaks (vedi pubblicità su Radio-Electronics), una pin-up (ev¬ 
viva il can-can, Paris, la Ville Lumière... che dite, niente di 
tutto questo? e allora?) Philips da, vediamo un po’ rosso largo, 
quindi rosso-rosso-rosso 2200 picofarad, tre resistorini da 1 /8 
Plessey, un pècche (cosa dice, Lei non lo conosce, bene: tra¬ 
duzione = jack) per auricolari transistorici. Andai a cercare 
il saldatore, buttai all’aria mezzo laboratorio, infine presi quello 
di un amico; dalla polvere, con l'aiuto di Schliemann, trassi le 
rovine di Troia - Hissarlik, no, scusate un pezzettino di basetta 
Teko, con annessi rivettini argentati, e la gettai via. Infatti il 
lavoro lo feci poi su circuito stampato. Di questo però non vi 
do lo schema, non per cattiveria, ma è bene che chi non ci ha 
mai provato, inizi un giorno il progetto di qualcosa di semplice, 
e cosa c’è di più semplice di quel che vi propongo? Quindi, 
guardatevi lo schema elettrico rappresentante il circuito e buon 
lavoro. E, mentre voi ponzate, io continuo. 

Siete pregati di osservare attentamente io schema: molte 
volte abbiamo visto signal tracer bitransistori diventare iniettori 
di segnali mediante una semplice commutazione: qui non c’è 
nemmeno quella, o meglio è ben mimetizzata tra le frasche: 
infatti ìi commutatore è... Il pècche. Puntale è Invece (come 
sonda inìeUrfce, o cercatrice) un qualsiasi puntale da tester 
collegato al condensatore da 2 nF e simboleggiato dalla freccia. 
Se inserite un auricolare piezoelettrico oppure magnetico (600 
ohm) nel jack, lo strumento rlventa signal tracer, collaudaw 
da 10 Hi a... 45 MHz quindi in grado dì rivelare tutto, anche 
V audio TV nei canai e FI di un televisore. 

Se invece togliete l'orecchiante — così lo chiamano alcuni — 
da! suo alloggio, allora avrete tra le mani un generatore di 
armoniche, con fondamentale intorno ai 500 Hz e che si estende 
fino ai 55 MHz (entra anche sul canale A di un televisore), 
quindi ottimo fino alfe OUC quasi, e utilizzabile come generatore 
di barre (solo sulla griglia controllo della finale video, eh, per¬ 
ché la sua grande ampiezza, se applicato all’anodo della stessa 
valvola, non altera nemmeno un elettrone del beam catodico. 
Altri usi? beh, metteteci un’antenna al posto del puntale, e 
ascolterete tutte le locali, insieme, metteteci Invece sul pun¬ 
tale (tra esso e massa) un circuito accordato con variabile 
ad aria o polistirolo e bobina su ferroxcube e sentirete le locali, 
separate. A quest’ultimo col legate l’antenna di prima e avrete 
un ottimo « persona! » da camera da letto, lo, con la molla 
de! letto come antenna, ho sentito correntemente « notturno 
dall’Italia ^ e non è che abiti presso Roma... 

Riassumendo: abbiamo un signaltracer-multivibratore che fa un 
po’ di tutto, quindi, a voi, e scrivete a CD se gli trovate ap¬ 
plicazioni inusitate o impreviste. Cordialità. 



Bibliografia: « Television » Ed. » Socìeté des Editions 
Radio » - Paris 


897 





















Hans e Edwin 



Tempo fa un noto settimanale in un 
articolo divulgativo ha fatto conosce¬ 
re la « mini antenna » di Hans Meinke 
e Edwin Turner. L'articolo, a mio giu¬ 
dizio, era scritto in modo da far pen¬ 
sare a chi lo leggeva: « caro mio qui 
la fantascienza è già realtà, hai visto 
quei bravi Edwin e Hans ci sono riu¬ 
sciti? ». Sembrava che l'idea dì am¬ 
plificare un segnale TV captato con 
un’antenna interna mediante transisto¬ 
ri l’avessero avuta soltanto loro, che 
da pazienti esperimentatori, a forza 
di aggiungere i piccoli transistori, era¬ 
no finalmente riusciti a raccorciare tan¬ 
to l’antenna da ridurla a poco meno 
di una sigaretta Chi scriveva, proba¬ 
bilmente di antenne non se ne inten¬ 
deva gran che, se trascurava comple¬ 
tamente i problemi delle riflessioni e 
del rapporto segnale/disturbo,... ma 
andiamo avanti. 


CHE COSA C’E’ DI VERO 


Sarò breve. Meinke è dell’Llniversità tecnica di Monaco, deii’istituto di ricerca alta 
frequenza. Turner è un « contract manager » per lo sviluppo di una piccola antenna 
integrata per applicazioni militari alla Wright - Patterson a Dayton nell’Ohio. Finora 
sembra che la maggior parte del lavoro compiuto per questa SIA (Subminiature Inte- 
grated Antenna) sia stato fatto a Monaco sotto la direzione del Meinke. Turner, a 
quanto pare, fece la dichiarazione alla stampa riguardante la possibilità commerciale 
TV della SIA senza consultare il tedesco. Di conseguenza immediatamente ne è co¬ 
minciata la violenta reazione, la « debunking campain » da parte dei costruttori di 
televisori e di antenne TV. Personalità del mondo tecnico, chiamate in causa dagli indu¬ 
striali, 0 semplicemente per amore di chiarezza, si sono occupati dellargomento e 
quasi tutti i pareri di questi finora concordano nel dire che l'antenna non è nulla di 
eccezionale, tecnicamente parlando, perché non è sufficiente rimpiazzare con l’ampli- 
ficaziore l’esiguità del segnale captato per avere sostituita un'antenna che la teoria 
e la pratica hanno confermato necessaria per una buona ricezione. " Infatti è il rap¬ 
porto segnale/rumore che ha valore per ottenere un'immagine pulita, senza « effetto 
neve », e l'aggiunta di un amplificatore non fa altro che peggiorare questo rapporto con 
il suo contributo di rumore. 

I due protagonisti, a quanto sembra, si stanno rimangiando in parte quanto hanno det¬ 
to, e cercano di difendersi alla meno peggio. Ad ogni modo ecco a fianco un esempio 
di circuito sviluppato dai « doicen » e reclamizzato daH’americano. Le loro SIA sono 
costituite da due o tre spezzoni di tondino metallico, o di cavo coassiale, più un circui¬ 
to a transistori per l'amplificazione e l’adattamento di impedenza alla linea di discesa. 







schemi e testo per la penna di 

i1NB Bruno Nascimben 



SAmiTJ,' 




tipo omnidirezionale a larga banda 


Q TTMimiiiTaa a oiuiaTflt 

fa 

n, TJuiaiaM» i histeu I" 

VàmttiJtMW Bl iMPCriMj* 


□ Hùdxi:- fUJi-1 


L'amplificazione non aumenta 
l'efficienza di una antenna. 


899 



























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900 


Riprendiamo un discorso . . . 

monologo senza fine di Transìstus 

Arieccoci qui: sani, beiii, vispi come pesci.,, fuor d’acqua senza 
il nostro strumento pluricorda. Eh, sì, perché quelli che mi se¬ 
guono, continuano magari a strimpellare la chitarra cercando di 
trarne accordi più o meno distorti, ma dato che si stanno equi¬ 
paggiando pianpianino, sono ancora privi di parecchi accessori, 
tra i quaii l’ampiificatore descritto parzialmente nella nostra ulti¬ 
ma chiacchierata, e che mi accingo a riprendere e, speriamo, a 
terminare oggi. Bando quandi aile lungaggini che fin qui mi avete 
perdonato, e riprendiamo ii nostro discorso. 

Molto c’è ancora da dire ma cercherò di essere succinto: innanzi 
tutto a suo tempo ho detto che il sistema di controllo del bilan¬ 
ciamento (che, ben inteso, può essere omesso in uno con il rela¬ 
tivo potenziometro) era originale. Bene, io non ho mai visto 
alcun amplificatore che lo montasse, eppure funziona e funziona 
bene. Ho visto due occhi magici accoppiati, ho visto EMM8... ec¬ 
cetera, ma, ripeto, il principio su cui si basa questo mio non l’ho 
mai visto applicato da nessuna parte. Ed eccoci alla relativa de¬ 
scrizione: a mezzo di due condensatori, dagli anodi delle valvole 
finali viene prelevata parte del segnale, che viene portata a un 
duplicatore di tensione. A mezzo dì questo rettificatore se ne 
estrae la componente continua: è chiaro che, a parità di segnale, 
e di ogni altro elemento, il loro valore assoluto sarà eguale. Ho 
detto il loro valore assoluto perché i duplicatori sono montati 
in circuito con polarità opposta. Ad essi segue un filtro che ren¬ 
de le modulazioni veramente lente, a causa della sua elevata 
costante di tempo. I due segnali sono poi mescolati e, ove ab¬ 
biano ampiezze uguali, danno luogo a una risultante di valore 
nullo. Tale risultato si ottiene regolando tutti i comandi manuali 
(tono, volume, bilanciamento) ad una posizione corretta eguale 
per tutti, al centro della corsa di essi e commutando in « mono » 
l’ingresso. Inviando poi all’ingresso un segnale qualsiasi e po¬ 
nendo un voltmetro per corrente continua alla massima portata 
che sia possibile, usare tra i centri dei due semifissi di taratura 
controllo bilanciamento e la massa. Essi vanno poi regolati, per 
il massimo livello possibile, compatibilmente con l'esigenza del¬ 
l’uguaglianza tra loro. Si stacca poi il tasto controllo bilancia¬ 
mento » e si regola il semifisso sul catodo dell’occhio magico 
(la griglia sarà a massa) in modo che le due astine luminose 
coprano ognuna un terzo della corsa complessiva. Allora, colle¬ 
gando il controllo di bilanciamento (premendo II relativo tasto, 
che lavora a pulsante) ogni deviazione in esso sarà segnalata 
da uno spostamento delle colonnine luminose: si chiuderanno 
se prevarrà il canale che vi dà una componente continua alla 
rivelazione negativa, si apriranno nel caso contrario. Basterà 
quindi segnare due freccette sul pannello con le relative indica¬ 
zioni. Per regolare invece i due potenziometri di livello « semi¬ 
fissi » posti all’ingresso basterà porre sugli anodi dei due triodi 
da essi serviti un voltmetro in portata ^ misuratore d’uscita » e, 
con l’ingresso sempre commutato in mono, regolarli al massimo 
valore possibile, compatibilmente con l’esigenza che il voltme¬ 
tro, collegato tra i due anodi, segni zero. Ricordo ancora che, 
benché sia molto utile avere tutti i comandi all’infuori del vo¬ 
lume generale separati tra loro per i due canali e per l’eco, chi 
volesse adoperare invece potenziometri doppi monocomandati 
potrà farlo avendo la sola avvertenza di collegare sullo stesso 
potenziometro i comandi analoghi (bassi A + bassi B p.e. ecce¬ 
tera). Interessante è lo schema ECO che si differenzia da molti 
simili per due interessanti particolarità: comanda un ampUff^ 
catore separato da 5^6 watt d’uscita, con un volume regolabile 
per ogni sìngolo gruppo di tastine separatamente, quindi 
al limite si possono completamente cancellare tutti gli echi 
airìnfuori di quello che dà un secondo di ritardo, e regolarne 
il volume perché superi (si fa per dire.,.) quello del E amplificato¬ 
re principale. Sappiamo tutti che l’eco ha sempre minor vo¬ 
lume de! suono che l’ha causato, quindi questo non succederà 










mai, ma è altrettanto chiaro che, maneggiando questi comandi Riprendiamo un discorso... 
più la « ripetizione » con cura e dopo discreta pratica, si pos¬ 
sono ottenere infiniti « effetti ». 

Chi volesse costruire l’eco troverà qui allegato il piano di fo¬ 
ratura del telaio quotato, e la disposizione meccanica dei com¬ 
ponenti sufficientemente chiari, mi auguro. 



Le puleggette sono ricambi per magnetofoni Geloso di cui 
non riporto il numero di catalogo perché molti avranno mo¬ 
tori con alberino diverso: quindi, mentre sapendo le dimen¬ 
sioni e la forma sarà facile a tutti trovare i componenti originali 
da me usati, altri basterà che al mio disegno si ispirino senza 
sentirsene vincolati nella loro realizzazione. Le testine che io 
ho usato sono BOGEN (carucce anzicheno, ma ottime). 


Piano dì foratura pannello eco (alluminio 2 mm) 



Si possono usare testine «per valvole» di tutte le marche esclu¬ 
sa, forse, la Geloso. Perché questa preclusione nei confronti del- meccanico pannello eco. 

la Geloso? Perché, che io sappia, essa produce testine ottime, 
ma sempre di ^lettura o registrazione + cancellazione » quindi di 
maggiore ingombro e con una sezione inutilizzabile. Vicino al 
piano di montaggio meccanico trovate alcuni particolari di co¬ 
struzione delle guide B e di montaggio delle pulegge A e C. lo 
facendo così mi sono trovato bene, se volete seguirmi anche in 
questo: in tal caso ricordate che le guide sono in ottone o allu¬ 
minio o plastica, tornito con una certa accuratezza. Per « traspa¬ 
renza » si notano il motorino a induzione (3000 giri al minuto) 
e dei bracci di alluminio da 20/10 che sostengono le pulegge, 
mantenuti in tensione da una molletta. I rimanenti fori servono a 
sostenere il telaietto che porta la parte elettronica e del quale 
non si è disegnato alcunché per non complicare le illustrazioni. 

Termina così la puntata odierna di « chitarra, amore mio »: un’al¬ 
tra volta darò le ultime istruzioni relative a questo complesso, 
e l’elenco completo dei componenti. In aggiunta, vi regalerò un 
« creatore di effetto organo » che al momento attuale è l’aggeg¬ 
gio più richiesto. Pling... pling. 


Cordialmente, Transistus 


901 











































































Amplificatore « Mangusta » collocato dentro la 
cassa e... Paolo, il bassista, in posa da... com¬ 
battimento. 


Amplificazione per 
complessi musicali... beat 

dì Pietro D'Orazi, ilDOP 

Fin dai tempi antichi l’uomo ha cercato di esprìmere i suoi 
stati d’animo mediante la musica. 1 nostri antenati delle caverne 
si divertivano a suonare rozzi strumenti musicali cercando di 
riprodurre, alla meno peggio, strani rumori che in seguito furono 
definiti « suoni ». Con l'andare dei secoli gli strumenti musicali 
si sono perfezionati e moltiplicati tanto che i suoni emessi 
poterono considerarsi quasi perfetti ed esenti da distorsione. 
Ai giorni nostri, purtroppo, dove la vita ha un ritmo così intenso 
e caotico, la flebile musica emessa da una normale chitarra più 
non basta, è necessario amplificarla e a volte distorcerla accioc¬ 
ché possa essere apprezzata dalle moderne orecchie umane. 

Un tempo i menestrelli allietavano con dolci e pacate melodie 
i banchetti e le feste, oggi i nostri cantanti e musici non più 
da soli ma radunati in complessi impugnano strane chitarre 
quasi come mitra sparando contro gli indifesi ascoltatori i loro 
duri colpi da centinaia di watt... 

Dopo questa scherzosa premessa veniamo a! serio: scopo di 
questo articolo è di dare un aiuto a coloro che, avendo un com¬ 
plesso o più semplicemente una chitarra elettrica, desiderano 
autocostruirsi l’amplificazione. 

Molti sono stati gli schemi di amplificatori pubblicati su CD, ma 
ognuno di essi aveva un preciso scopo. In una serie di articoli 
Vi descriverò alcuni apparati progettati e costruiti per conto del 
complesso « The Leaders » di Roma. In questo articolo e in uno 
successivo Vi descriverò un amplificatore da 20 W modello 
« Mangusta » con la relativa cassa acustica; in seguito Vi pre¬ 
senterò l'amplificatore « Centauro » adatto per chitarra bassa e 
organo la cui potenza si aggira sui 70 W. 

li w Mangusta » è un amplificatore di media potenza (20 W) le 
cui caratteristiche principali sono una buona fedeltà musicale 
con banda passante da 20 Hz fino a 20.000 Hz quindi si presta 
bene, naturalmente con ì dovuti aftoparlanti sia per chitarra 
che per basso. Per fa sua sempilcità di costruzione nonché di 
messa a punto io consiglio a tutti ì neofiti della musica beat. 
Le entrate previste auiVamplificatore sono due e ambedue sono 
indipendenti come separati sono i rispettivi controlli d! vo/ume; 
in comune è invece fi coni rollo fisiologico del tono il quale pre¬ 
senta una drastica dosatura delle frequenze indesiderate. 

Il circuito è impostato in linea semplice e chiara: una 12AX7 
funziona quale preamplificatrice a bassa distorsione e ciascun 
triodo serve indipendentemente una entrata. Dai due controlli 
di volume un partitore simmetrico, costituito dai due resistor! 


















































Amplificazione per complessi musicali... beat 


da 250 kCt, provvede a miscelare i due segnali e Inviarli sulla 
griglia 1 della seconda 12AX7 al l’uscita della quale è posto il 
controllo della tonalità. Il segnale viene quindi inviato sul se¬ 
condo triodo della 12AX7 che svolge la funzione di invertitore 
di fase il quale provvede ad inviare sulle griglie delle due val¬ 
vole finali due segnali uguali in ampiezza ma sfasati di 750". Le 
due valvole finali lavorano in controfase (classe ABI) con circa 
300 VL in placca e con resistenza catodica di 135 fi. 

Come trasformatore di alimentazione va bene qualunque tipo 
avente 280^300 VL con 100 mA; 6,3 VL e 4 A; 5VL e 4 A con 
nucleo da 100 W. 

Per trasformatore di uscita può essere ottimamente usato il 
modello 5747 della Geloso oppure altri equivalenti di altre mar¬ 
che (GBC; Philips). 

Per migliorare la fedeltà è stata applicata come da schema 
una controreazione di 14 dB sul primo triodo della seconda 
12AX7. L’alimentatore non presenta nulla di particolare, unica 
caratteristica è quella di usare una ottima valvola raddrizzatrice 
quale la GZ34. Particolari accorgimenti devono essere presi per 
limitare al massimo il ronzio residuo nelTamplificatore: ciò è 
stato possibile alimentando i filamenti delle valvole con trec- 
ciola evitando il ritorno a massa dei 6,3 VL; mettendo in paral¬ 
lelo verso massa un condensatore da 100 nF su ciascun condut¬ 
tore dei 6,3 VL; necessario sarà pure mettere due condensatori 
di bypass sulla entrata di rete del valore di 5.000 pF. collocato airintemo della cassa. 



L’amplificatore può essere montato su un telaio di dimensioni 
30x10x5 cm e magari introdotto dentro la stessa cassa acu¬ 
stica degli altoparlanti. Come altoparlanti consiglio di usare un 
paio di ellittici per i medi e bassi mentre per gli acuti va bene 
un piccolo altoparlante con in serie un condensatore a carta da 
5 [xF. 



Dimensioni indicative della cassa acustica per Dimensioni Indicative delia cassa acustica 

l'amplificatore » Mangusta » 20 W ramplificatore a Centauro ■■ 70 W 


Per quanto riguarda la cassa acustica ognuno può sfogare il suo 
estro sia per le dimensioni che per la forma. Chi non volesse 
lavorare « sua sponte » può ispirarsi alle foto e agli schizzi 
allegati. Unico accorgimento è di usare legno dello spessore 
minimo di 15 mm per evitare il più possibile effetti di risonanza 
da parte della cassa. 


per 


903 

























HI-FI mixer 


dì Gianfranco Barbieri 


Rivolgete il pensiero alla costa tirrenica: S. Marinella, S. Seve¬ 
ra, Fregene, Circeo... luoghi meravigliosi, specialmente d'esta¬ 
te, quando l’aria s’infiamma e il mare diventa invitante come 
non mai. 

E’ proprio allora che la tanto agognata, sognata, desiderata 
preda scende dal nord; naturalmente parlo delle nordiche don¬ 
zelle fornite di «case » spettacolosi e di altri accessori il cui 
narrar escludo per velate minacce di censura da parte del 
redattore. 

Si era sul finir dell’estate e ripensando ai bei giorni trascorsi 
mi domandai: perché invece delle solite lettere non incidi qual¬ 
cosa su nastro magnetico e lo invii alle lontane fanciulle? 

Mi misi alTopera, scelsi dischi, composi discorsi, effetti spe¬ 
ciali ecc. e... ben presto mi resi conto che mi era indispensabile 
un mixer. 

Completamente digiuno di tecnica della miscelazione credetti 
di poter risolvere il problema molto semplicemente, con poche 
resistenze e potenziometri, senonché, sin dalle prime prove, 
mi resi conto che la faccenda non era poi così semplice; per 
esempio la magica voce di Sinatra tra il frangersi delle onde si 
trasformava in un lamento watusso. Ella Fitzgerald entrava in 
reazione, e la Rapsodia in blue di Gershwin rimaneva muta. 
Considerai più seriamente il problema e dopo alcune prove 
misi a punto il circuito illustrato in figura 1. 



904 



























































Criteri di progetto hi-fi mixer 

La caratteristiche che un buon miscelatore deve offrire si pos¬ 
sono riassumere nei seguenti punti fondamentali: 

1. Massimo disaccoppiamento tra le sorgenti di segnale 

2. Buon adattamento d’impedenza 

3. Regolazione dei vari! livelli lineare ed efficace 

4. Minima perdita di segnale 

5. Minimo rumore di segnale 

6. Distorsione armonica inapprezzabile 

7. Ampia banda passante 






Soluzione circuitale 


Il circuito adottato e illustrato in figura 1 soddisfa in buona 
parte le condizioni precedentemente esposte. 

Ogni ingresso fa capo a un emitter follower servito dall’OC170. 
Tale soluzione circuitale permette di ottenere un ottimo disac¬ 
coppiamento tra le varie sorgenti e una elevata impedenza d'in¬ 
gresso, necessaria per le cartucce a cristallo e ì tuners. 

Il potenziometro posto su ogni emitter permette Tesatto grado 
di miscelazione voluta tra i vari segnali, 
il segnale a questo punto incontra due vie: la prima lo porta 
direttamente alTuscita. mentre [a seconda, tramite la resistenza 
di disaccoppiamento di 47 kQ lo conduce alla resistenza di 
miscelazione dì 1,5 My, ai capi della quale si ottiene II se¬ 
gnale miscelato. 

Un ultimo emitter follower assicura una bassa impedenza di 
uscita, e il potenziometro suH’emitter un primo controllo di 
volume. 

L'entrata « microphone » è prevista per sorgenti di segnale mol¬ 
to debole, quindi, per una miscelazione efficace, è previsto un 
amplificatore a basso rumore servito da 2xOC44 in un circuito 
ad accoppiamento diretto e controreazionato sia in continua che 
in alternata. 


Modalità di funzionamento 

(I commutatore S7 ha la funzione di distribuire il segnale mi¬ 
scelato al vari ingressi previsti. 

Per esempio, non volendo alcun effetto di miscelazione sulla 
funzione * pick-up stereo i», i commutatori St e S2 dovranno 
essere nella posizione 1 mentre S7 sarà nella posizione 3. In 
questo caso sj ha 11 collegamento «diretto». 

Un'altra possibilità consiste nel miscelare i 2 canali stereo 
ottenendo un solo segnale monofonico, in questo caso Si e S2 
saranno sulla posizione 2 e S7 sulla posizione 1, 

Un'altra possibilità è di inviare su un canale stereo diverse 
sorgenti miscelate mentre sull'altro canale il segnale andrà 
direttamente; In questo caso, per esempio, St sarà sulla posi¬ 
zione 1, S7 sulla posizione 1 e i commutatori da S2 a S6, se¬ 
condo cosa si desidera miscelare, sulla posizione 2. 

Altre combinazioni sono facilmente deducibili osservando lo 
schema. 


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Impedenza d’ingresso ^ 

Per un corretto funzionamento, ogni sorgente di segnale deve 
essere chiusa sulla propria impedenza caratteristica. 

Ciò si ottiene tramite la resistenza Rx posta tra ogni ingresso 
e la massa. 

L'impedenza di ogni emitter follower è di circa 250 kQ; si 
tenga presente che questo valore d’impedenza è l’impedenza 

d ingresso dello « stadio » e non del transistor, cioè l’impedenza 

che la sorgente « vede » tra boccola d'ingresso e la massa. 905 








HI-FI mixer 


CiANNONi SILVANO 




56029 S. CROCE sull'ARNO - Vis 

Lami - ccPT 22/9317 


10 palloni sonda scatolati 


L. 

1.000 

GIANNONI 

SILVANO 

1 

1 

1 

Generatore a manovelia 6V-4A, 

2 relay stabilizzati incorporati 
per chiamata automatica SOS. 
Provato funzionante 

220V 100 mA 
- Meccanica 

L. 8.000 


906 


Per fare in modo che la sorgente veda la propria impedenza 
caratteristica, si pone in ingresso una resistenza di valore tale 
che il parallelo risultante sia pari aH’ìmpedenza caratteristica 
della sorgente. Tale resistenza si calcola con la seguente for- 
moietta: 

Ris ■ Rs 

(1] Rx = ^---^ 

Ris—Rs 

in cui: 

Ris = R d’ingresso dello stadio [250 kQ). 

Rs = R caratteristica della sorgente. 

Esempio 

Si abbia una cartuccia magnetica con una impedenza caratteri¬ 
stica di carico di 47 kQ, il valore di Rx in questo caso sarà: 
25x10^x47x10=“ 

Rx = - = 57 kfl (valore standard: 56 kfì) 

203 X 10^ 

Alimentazione 

L’alimentazione del complesso avviene tramite diodo zener: ciò 
assicura una tensione costante, eliminando ogni ronzio e la 
necessità di disaccoppiamento tra ì varii stadi; si può utiliz¬ 
zare qualsiasi alimentatore che dia almeno 15 mA, con una 
tensione discretamente filtrata e superiore ai 14 V. 

Il calcolo della resistenza Rx1 per un corretto funzionamento 
dello zener si effettua applicando la seguente formuletta: 

Vx—Vz 

(2] Rxl = - 

Izo 

in cui: 

Vx = tensione fornita dall’alimentatore. 

Vz = tensione caratteristica dello zener (per Io OAZ213 corri¬ 
sponde a 12 V). 

Izo = corrente dello zener a vuoto (nel nostro caso pari a 
15 mA). 

Esempio 

Si abbia una Vx pari a 20 V. Si otterrà: 

20—12 

Rxl = - = 530 Q (valore standard 560 Q) 

15x 10=* 

La potenza dissipata in tale resistenza varrà: 

(3] R.ixPzo = 126 mW 

Componenti 

Il transistore OC170 non è critico e può essere sostituito da 
transistori della stessa categoria, per esempio i tipi per alta 
frequenza: OC169, OC171, AF115, AF117, AF118, AF102 etc. 

Si raccomanda l’uso di componenti di ottima qualità, la realiz¬ 
zazione circuitale sia pratica e robusta, si tenga presente che 
si lavora su alte impedenze e con deboli segnali, si curino 
particolarmente le schermature. 

Poiché un mixer è sempre una realizzazione personale, in quanto 
ognuno ha le proprie esigenze, sia per quanto riguarda Tinstal- 
lazione, il numero di ingressi e di uscite che le possibilità di 
commutazione ecc., non mi dilungo ulteriormente su questo punto. 

Pregi e difetti 

Riesaminando le caratteristiche che deve offrire un buon mi¬ 
scelatore posso affermare che i punti 1, 2, 6, 7 sono soddisfatti 
(per quanto riguarda la banda passante essa è nettamente su¬ 
periore ai fatidici 20 kHz). 

Il complesso presenta un inconveniente al punto 3, (vedremo 
poi come si elimina) e precisamente: la regolazione dei vari 
livelli non è lineare, e questo per il semplice motivo che il 
condensatore di accoppiamento da 10 pF ha un capo connesso 
al cursore del potenziometro, per cui è soggetto a un poten¬ 
ziale variabile in continua: di conseguenza ogni volta che si 
effettua una regolazione di livello, l’apparato improvvisamente 
« ammutolisce » oppure « tuona », per poi riportarsi al livello 
prescelto. 

















Le figure 2 e 3 mettono in rilievo, tramite circuiti semplificati, 
il senso di circolazione delle correnti di carica e di scarica del 
condensatore e la polarità della tensione che si viene a stabi¬ 
lire ai capi della resistenza di miscelazione: tale tensione ha 
un andamento esponenziale e la durata è stabilita dalla co¬ 
stante di tempo RC, e dal salto di tensione iniziale, cioè dal 
grado di rotazione dei potenziometro. 

Un semplice sistema per eliminare tale fastidioso inconve¬ 
niente è indicato in figura 4, in cui il condensatore non è più 
soggetto a un potenziale variabile in continua. 

Considerando i punti 1, 2, 3, soddisfatti, analizziamo ora 11 4. 
La perdita di segnale è tanto maggiore quanto maggiori sono 
le sorgenti di segnali che si desidera miscelare. 

La figura 5 Illustra in modo semplificato tale effetto. 

In parallelo alla resistenza di miscelazione (R2), sì viene a 
porre, quando viene Inserito, la resistenza d’uscita deH'ingresso 
prescelto, e la Ri di disaccoppiamento, per cui si forma un 
parallelo che riduce il valore della RI a un valore basso e di 
conseguenza si ha attenuazione. 

Si noti che tale azione è reversibile e contemporanea tra i 
vari stadi miscelatori. 

L’effetto pratico consiste in una diminuzione del volume ogni 
volta che si inserisce una sorgente da miscelare, per cui è 
necessario, per riportarsi al volume originario, agire sul poten¬ 
ziometro d’uscita. 

Faccio presente che tale effetto è notevole quando si miscelano 
più di tre segnali, e ben difficilmente in pratica si ha necessità 
di miscelare contemporaneamente più di tre segnali. 

Per quando riguarda il punto 5, devo dire che sono un patito 
dell’HI-Fl e logicamente ogni più piccolo * rumore i» mi scon¬ 
volge intimamente. 

Le prestazioni, per quanto riguarda il rumore introdotto, posso¬ 
no comunque essere migliorate impiegando transistori planari 
al silicio a bassa figura di rumore, come per esempio: il 2N1711 
oppure il BC109. 


HI-FI mixer 

I?v, 



Figura 2 

le corrente di carica 


i?v 



Figura 3 

Isi Is7 correnti di scarica 



I 


Figura 4 



u _ - ^ - ^4 




47 kC 



Figura 5 

RT parallelo di (R3+R4) e R2 


Conclusioni 

Questo miscelatore non vuole essere un punto di arrivo bensì 
un punto di partenza. 

Ho Infatti in progetto una versione assai più sviluppata e dalia 
quale mi attendo caratteristiche professionali e che spero sia 
oggetto di una futura trattazione sulle pagine della nostra 
Rivista. 

Se vi dilettate di nordiche donzelle e non, vi consiglio di 
realizzare la mia modesta fatica: vi darà soddisfazioni e sor¬ 
prese insperate. 

Ma... un ultimo consiglio: fate attenzione a non confondere 
Gisella con Annamaria quando spedite i nastri: potrebbe essere 
spiacevole! 

Augurandovi i migliori successi in campo elettronico e non, 
rimango a vostra disposizione per qualsiasi chiarimento. 


907 























Udite! udite! il battimentoscopio 


iIKOZ, Maurizio Mazzetti 


Tranquillizzatevi miei carissimi cesellatori dell’elettronica, non è 
uno strumento di tortura, anche se il titolo riempie un pò la 
bocca, il fatto è che non ho trovato un nome più adatto per bat¬ 
tezzare questo « coso ». Che ci volete fare, io sono quello degli 
articoli semplici con titoli complicati, ma veniamo ai duro spie¬ 
gando cosa è e sopratutto a cosa serve il battimentoscopio. 
Forse è meglio spiegarvi prima come funziona in modo da ren¬ 
dere più chiari gli usi che si possono fare con questo stru¬ 
mento, che, se pur non indispensabile agli usi normali di la¬ 
boratorio ritengo molto utile ugualmente. Esso non è altro che 
un rivelatore a prodotto seguito da un amplificatore di bassa 
frequenza. 



Elenco componenti 


RI 

470 

kn 

C2 

100 pF 

R2 

5 

kn var. 

C3 

100 

R3 

470 

kO 

C4 

2,2 nF 

R4 

3,3 

kn 

C5 

2,2 nF 

R5 

68 

n 

C6 

160 

R6 

33 

n 

C7 

10 p.F 

R7 

470 

n 

TRI 

OC170 

R8 

3,9 

n 

TR2 

OC170 

R9 

3,9 

n 

TR3 

OC71 

RIO 

1,8 

kn 

TR4 

AGI 27 

CI 

100 

PF 

TR5 

AC132 


TI intertransìstorìale rapporto 3/1 
AP 15 n 


Vi sono due ingressi perfettamente uguali fra loro in uno dei 
quali si dovrà iniettare un segnale a radio frequenza di valore 
conosciuto e nell’altro un segnale a radio frequenza di valore 
incognito, a questo scopo possono servire come generatori 
campione tutti gli oscillatori modulati per la taratura delle su¬ 
pereterodine, i grid-dip meters, oppure meglio ancora i fre¬ 
quenzimetri un po' debolucci come l'Mk II ecc. Per esempio po¬ 
niamo il caso che abbiate finito di montare or ora un grid-dip 
meter (magari proprio uno di quelli dell’amico i1ZZM) e vogliate 
tararne la scala: oh gaudio, oh giubilo, ma io ho il battimento¬ 
scopio! Ma non tergiversiamo e vediamo cosa succede. 


/ 





«ll'tngiresihD dti 


- 




Figura 1 


908 



















































All’ingresso 1 inviamo un segnale AF campione e all'Ingresso 2 udite! Udite! il battìmenioscopio 
inviamo il segnale generato dal grid-dip da tarare (con la scala 
parlante ancora muta,hi!); a tale scopo guardare la figura 1 la 
quale illustra chiaramente il modo di collegare il battimentoscopio 
senza correre il rischio di alterare le tarature con accoppia¬ 
menti troppo stretti. Ora quando la frequenza di quest'ultimo 
sarà vicina di qualche kilociclo alla frequenza del generatore 
applicato all'ingresso n. 1 sentiremo in altoparlante il famoso fi¬ 
schietto (o nota di battimento per i più raffinati] il quale al- 
l'avvicinarsi delle due frequenze diminuirà la sua tonalità fino 
a scomparire completamente quando le due frequenze saranno 
perfettamente uguali; questa sarà la condizione di zero-beat e 
non dovremo fare altro che scrivere sulla scala del nuovo 
grid-dip la frequenza letta sul generatore campione. Altre ap¬ 
plicazioni si trovano nel limaggio dei quarzi quando si vogliono 
ottenere due o più quarzi uguali fra loro, oppure (con un 
oscilloscopio in parallelo allaltoparlante) quando si vuol co¬ 
noscere lo slittamento fra due oscillatori, uno quarzato e l’altro 
libero in casi speciali come ad esempio un VFO per SSB, dove 
la stabilità di frequenza è molto importante, e in tanti altri casi 
lascio immaginare a voi, insomma questo aggeggio può servirvi 
ogni qualvolta vi servano due frequenze uguali, il che in radio- 
tecnica succede abbastanza spesso. Ho creduto opportuno, nella 
scelta dei componenti, utilizzare transistori poco costosi e re¬ 
peribili ovunque, in modo da rendervi più agevole il cammino nei 
tortuosi meandri del portafoglio, infatti tutta la realizzazione non 
dovrebbe costarvi più di 3,5 ...kQ. 

Vi ricordo che R2 non è un controllo di volume anche se in 
effetti può determinare un aumento o una diminuzione della nota, 
anzi questo trimmer va regolato per la massima intensità di 
uscita e poi non va più toccato, in quanto esiste un solo punto 
optimum e tale punto dipende dalle caratteristiche dei due 
transistori, infatti il mio prototipo è stato realizzato con 2 OC170 
ma possono andar bene tutti i transistori per alta frequenza 
purché di tipo PNP. L'amplificatore di BF ormai ha i capelli bian¬ 
chi in quanto è il solito amplificatore della Philips a simme¬ 
tria complementare, però non ha nessun trasformatore di inver¬ 
sione di fase, né di uscita e quindi ha il pregio di essere econo¬ 
mico pur avendo un uscita di 370 mW. Mi raccomando non in¬ 
vertite fra loro i due transistori finali AC127/AC132 in quanto il 
primo è NPN e il secondo PNP. Dimenticavo di dirvi che potete 
usare l’apparecchio anche per demodulare segnali SSB inviando 
il segnale di frequenza intermedia a un ingresso e il segnale 
del BFO all’altro. Ora non mi rimane che accomiatarmi da voi 
sempre con tanti 51&73 


vostro affezionatissimo iIKOZ. 




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Dato il rilevante sconto che pratichiamo non facciamo vendite rateali. 
Per informazioni affrancare la risposta. 




























il 



selezione di circuiti da montare, 
modificare, perfezionare 

a cura dell’ing. Marcello Arias 

disegni di Giorgio Terenzi 


« sperimentare » è una rubrica aperta al 
Lettori, in cui sì discutono e si propongono 
schemi e progetti di qualunque tipo, purché 
attinenti l'elettronica, per le più diverse 
applicazioni. 

Le lettere con le descrizioni relative agli 
elaborati vanno inviate direttamente al- 
ring. Marcello Arias, 40141 Bologna, via 
Tagliacozzi 5. 

Ogni mese un progetto o schema viene di¬ 
chiarato « vincitore »: l’Autore riceverà 
direttamente daH'inq. Arias un pìccolo 
premio di natura elettronica. 


Ordini tassativi per il numero di dicembre: assolutamente vieta¬ 
to superare le quattro pagine: non resta che obbedire alla vo¬ 
lontà redazionale e lasciare a voi il massimo spazio, sacrificando 
le mie sciocche chiacchiere. 

Cedo quindi subito linee di piombo a Vittorio Duse, via Ada Ne¬ 
gri 21, Roma; 

Egregio Ingegnere, 

sono a « solito studente » appassionato di elettronica, che dedi¬ 
ca tutte le ore libere e i pochi soldi che ha, aiia nobile causa 
di bruciare transistori, cercando di stabilire nuovi record, pur¬ 
troppo non ancora omologati. Un secondo e tre decimi mi 
sembra comunque un buon tempo, per un transistor del costo 
di 13.000 lire, per cui inviterei gli interessati a comunicarmi. 
Suo tramite, i loro tempi e progressi in questo campo. Sto, per 
ora, lavorando a un amplificatore per chitarra elettrica che 
dovrebbe avere le seguenti caratteristiche; potenza massima 
90 W, distorsione alla potenza max inferiore airi%, realizzazione 
compietamente a transistori (41 + 14 diodi), 6 ingressi misce- 
labili, controlli di volume, acuti, bassi, superacuti, superbassi, 
miscelatore di toni progressivo, generatore di tremolo, di river¬ 
bero, di eco-alone, di distorsione ad effetto « saxofono » ecc. 
ecc. La risposta dovrebbe essere ottima, da 35 a 1B.OOO Hz 
± 1 dB. Poiché penso che la stesura del progetto richiederebbe 
una intera puntata di Sperimentare, La pregherei di pubblicare, 
corretta se ritiene opportuno a Suo insindacabile giudizio^ la 
presente, per sapere se tale progetto risulterebbe gradito a un 
sufficiente numero di lettori. Tengano presente, all'uopo, che U 
costo delTapparecchio, altoparlanti esclusi, si aggirerebbe sulle 
70.000 lire circa. 

Non aspetto pertanto una Sua risposta; se ritiene la cosa inte¬ 
ressante, la pubblichi, altrimenti getti pure via il papiro presente 
senza pensarci di più. Voglia gradire i miei più sinceri saluti. 

Non ho fatto nessuna censura, come d’abitudine, e La ringrazio 
dei saluti: ora agli sperimentatori la parola (e... rallegramenti 
per il secondo e tre decimi...). 



C 


ò 

125 V 


] 


Progetto « tutto mio » (Colombini) 


Si passi agiimente il calamaio e ii papiro a Enrico Colombini, 
via Manzoni 24-A, 25100 Brescia: 

Egregio Ing. Arias, 

sono un ragazzo di 14 anni (ho finito la III media) e mi dedico 
da 3 anni a radioriparazioni e a costruzioni radioelettroniche. 
Sono venuto in possesso di un diodo controllato al silicio (SOR) 
e l’ho subito utilizzato. Il progetto è de! tutto mio; eccolo a iato. 
Si tratta di un congegno che consuma pochissimo e può coman¬ 
dare un carico che non faccia contatto permanente (motorino, 
campanello) o un carico a contatto permanente (relè, lampa¬ 
dina), ma in questo ultimo caso, deve avere in serie un pul¬ 
sante normalmente chiuso, per far cessare il funzionamento. 

Il tutto è comandato dalla luce. D1=SCR (dipende dal carico); 
D2 = raddr. di bassa pot.; P = potenz. Un. da 5 kQ o meno; 
LDR = fotoresistenza che alla luce abbia un basso valore. 

E' tutto qui. Cordiali saluti. 


910 


© Copyright CD-CQ elettronica 1967 




















Tutto qui? Io non ho capito niente... ehm, contegno, volevo dire: 
eccellente idea, signor Enrichini, signor Colombo, eh, buona¬ 
notte, meglio fare un guizzo a porger orecchio a Giovanni Fio¬ 
renza, via de’ Benci 28/r, 50121 Firenze: 

Egregio Ingegnere, 

sono un appassionato di elettronica, studente al P anno di 
Ingegneria elettronica, e assiduo lettore della Sua rubrica su 
CD-CO, mi sono alfine deciso ad inviarLe uno schema di un appa¬ 
rato elettronico da me realizzato con successo e perfettamente 
funzionante. Dichiaro che tale apparecchio non Eho desunto da 
nessuna rivista, ma è frutto unicamente della mia mente, questo 
per quei « maligni » che appena vedono uno schema corrono 
subito a curiosare neila loro raccolta alla ricerca della « rivista 
da cui Tizio ha copiato «. 



Sperimentare 


Preamplìficatore (Fiorenza) 


Il circuito è un preamplificatore per testine magnetiche, che fa 
uso di due transistori e pochi altri componenti. Le caratteristiche 
sono: guadagno 44 dB, uscita 1,6 V, entrata 10 mV, rapporto 
segnale/disturbo 78 dB. La risposta è ottima, e va da 10 a 30.000 
Hz. 

Altro da dire non mi sembra, lo schema è chiaro e non dovreb¬ 
bero sorgere difficoltà per chi eventualmente lo volesse realiz¬ 
zare. Voglia gradire i miei migliori saluti. 


Seguono due schemini modenesi: sono di Mario Vergnani, via 
Cucchiarl 161, Modena: 

Gent.mo Ing.re M. Arias. 

Sono un appassionato in elettronica e da parecchio tempo leggo 
la vostra bella rivista C.D. Da quando la rubrica « Sperimentare » 
ha aperto i battenti ho sempre desiderato che un giorno fosse 
pubblicato anche il mio nome. 

Così sembra che sia giunto il momento, sperimentando un po’ 
tutti i giorni sono riuscito ad arrivare al fine di due modesti ap- 
parecchietti, che però funzionano degnamente, sperando che 
vengano pubblicati sulle pagine di CD-CQ. 

Il primo è un lampeggiatorino che può essere usato per svariati 
usi; per esempio io lo uso in combinazione con un relè contatore 
fotoelettrico. Lo schema è assai semplice e dice tutto da sé; 
cambiando il valore di C2 e RI cambia la frequenza di lampeg¬ 
giamento 


Promemoria da segnare nelia propria 
agenda acquisti. 

• 

La ditta 

ADRIANO ZAMBONI 

di Bologna, già Via S. Carlo 6, rende noto 
alla Sua affezionata Clientela, che ha tra¬ 
sferito la propria sede in locali più ampi 
in 

Via Torquato Tasso 13/4 
telefono 368.913 
40129 BOLOGNA 

VISITATECI 


DI R1-20Ma 



60-70V accens. 


Lampeggiatore (Vergnani) 

N.B. Con i vaiori 

C2 0,3 uF 

R 24 Mrì (circa) 

si ha un iampo ogni secondo 

DI BY100 o equivaiente per 220 V 


911 












































Sperimentare 


Il secondo è un relè a ritardo o temporizzatore basato sulla R-C; 
quando si chiude il circuito per mezzo del pulsante P si carica 
il condensatore che eccita il relè per alcuni secondi. 


Relè a ritardo (Vergnanì) 


CI 1000 [iF 250 V 

C2 500 tiF 250 V 

C3 100 iiF 250 V 

SI commutatore 3 posizioni 

RL relè 80-^90 V c.c. di eccitazione, 4000-^5000 



Con questo ho finito sperando che questi schemini possano in¬ 
contrare il Suo favore. Scusi del disturbo e grazie deirattenzione. 


Una supereterodina a valvole (tre però sono tante, io le 
facevo a due dieci anni orsono) è ora sulla rampa di lancio: 
ce la presenta Lino Zacchini, via Maddalena 6, 40050 Castel 
d’Argile (Bo), cui spetta il tìtolo di vincitore (visto che è 
Natale: 6, dico sei transistori ASZ11 in regalo]: 


Egregio ingegnere, 

Sono uno studente di ragioneria appassionato di elettronica e 
dopo aver seguito per alcuni numeri la sua simpatica rubrica ho 
deciso di partecipare anch’io. Ho giusto un circuito caldo caldo 
che voglio sottoporre al suo esame. £' una elaborazione del cir¬ 
cuito supereterodina descritto nel volumetto « Tutta la radio in 
36 ore ». Il progetto mi ha interessato perché è una vera e 
propria supereterodina come quelle di tipo commerciale e se 
ne può ricavare una radio da usare stabilmente. 

Il circuito originale pur essendo interessante presentava però 
alcuni difetti che ho voluto, per quanto possibile, eliminare. 
Esso lamentava soprattutto una scarsa cura nel circuito BF che 
ho completamente rifatto. Ho inoltre cambiato la amplificatrice 
di ME perché mi sembrava che una EBF89 fosse sprecata ove 
occorre solo una amplificatrice di ME e rivelatrice. Ho prefe¬ 
rito usare una EE89 e un OA95. 

il circuito funziona a meravigiìa e nelle OM presenta le stesse 
caratteristiche di selettività e sensibilità della supereterodina 
dì famiglia pagata la bella cifra di 32 mila lire un paio danni fa. 
Ho fatto un po’ di conti ed ho trovato che Ingegnandosi un 
po' con II surplus sì potrebbe costruire ia supereterodina che 
presento airìnteressante prezzo di sette-ottomih lire, non dì 
più. 


N.B. - C2 e C4 si trovano nella parte superiore 
al di sopra del gruppo AF come pure il trasfor¬ 
matore di uscita ubicato al di sotto del trasfor¬ 
matore di alimentazione girato di 90°, 


912 



CAMBIOTENSIONE 


fili della controreazione 
E del primario del trasf, 

DI USCITA 


































Ms i>Bndo 0 Ìfe c/arrce, non dsvo vendere ntilfa, che àìamìnef Sperimentare 
Costruzione: seguire con coscìerìzìosità h schema che aìlego e 
il risaltato è sicuro, o meglio, è sicuro se oltre a ciò usate 
criterio nei saldare. Le saldature devono essere calde, le viti 
di contatto e di ancoraggio di massa essere ben strette. Scher¬ 
mare abbondantemente senza economia. 



Schema elettrico della supereterodina (ZacchinI) 



Tfl'a 


Quando tutto ù costruito tarare in questo modo: scoilegar e il 
braccio centrale di R 6 e in paraìielo ai potenziometro inserire 
una cuffia da 2000^4000 fi. Coilegare una lunga antenna a Ci 
e girare it CV (C 2 e C4} fino a sentire una stazione Regolate 
poi TRAFI indi JRAf 2 per ìa massima uscita. Se ìì muovere ìe 
Mf fa fischiare le cuffie non vi preoccupate. Stringete ie scher¬ 
mature e procedete. Trovate U punto migliore ove i fischi non ci 
sona e Vuscita è buona, indi regoiate li compensatore d'aereo o 
H suo nucleo per la massima uscita alfe due bande estreme. Se 
w/efe centrare /a gamma usate il compensatore e if nucleo del- 
/'oec/7/afore. Se qualcosa non va (non riuscite a sentir nulla nelle 
cuffie} provate a metterle in paralleh al secondario diTRAF 2 con 
In mezzo un diodo rivelatore. E sperate dì udire qualcosa nono¬ 
stante la differenza dlmpedenza. Se ancora non riuscite a far 
funzionare il circuito tenete presente che per un corretto funzio¬ 
namento sai fa placca delia 5BEG sì deve trovare quaicosa come 
180^200 volt mentre suiia griglia scherma si (devono trovare 
circa 150 volt più a meno. Sulla placca della EFB9 ci devono es¬ 
sere 190^210 volt, sul piedino 8 180^200 volt Se dopo venti 
^trenta tentativi vedete che non ci cavate nulla f^sffe^e due 
merte//afe sui circuito ma ciò è quasi Impossìbile che accada. 
Non c'é niente di più eemp//ce di una supereterodina. Dove è se¬ 
gnata una X sullo schema eiettrlco si può applicare if fono. 
Saluti e auguri. 


Componenti 


RI 22 kn 
R2 0.5 Mn 
R3 4.7 kn 
R4 2.2 kn 
R5 1 Mn 

R6 0.5 !^n potenz, log, 

R7 2,2 kn 

R8 220 kn 

R9 1 Mn 

RIO 1 kn 

R11 220 n 

R12 150 kn 

RI3 68 kn 

R14 1,2 kn 


CI 1 nF 

C2 500 pF ) . 

C3 500 pF I doppio var. 

C4 100 pF 

C5 50 nF 

C6 50 nF 

C7 16 iiF 250 vi 

C8 50 nF 

C9 220 pF 

CIO 100 nF 

C11 50 nF 

C12 25 iiF 25 vi 

C13 2.2 nF 

C14 18 nF 

C15 1 nF 

C16 27 nF 

CI 7 50 [xF 250 vi 

C18 32 [xF 250 vi 


TRAF 1-2 G.B.C. tipo 0/251 o comunque da 457 kHz 
GR.AF CORBETTA tipo CS 23 BE per OC e OM 
TRI da 4 W 5000 n / 4n 

TR2 TRM tipo E25/CB o comunque da 30 VA con 
presa a 6,3 V; 1,5 A. 

SW 1-2 interruttore a tasto per tono e accens. 
(e, volendo, un terzo per presa fono da appli¬ 
care tra il punto della crocetta e la massai 
DG1 OA95 

OSI BY127 - BY100 etc. (250 V; 80 mA) 

VALVOLE 6BE6 - EF89 - ECL86. 


Sono costretto a chiudere; Vi auguro con vera sincerità ogni 
felicità in occasione del prossimo Natale e... arrivederci nel 1968 




































































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Un conciliatore di sonno 
a rumore bianco 


ìng. Vito Rogianti 



Concepito nel quadro delle apparecchiature per l'automazione domestica, il conciliatore di sonno è uno strumento 
estremamente interessante in quanto permette di agire, con una certa dose di successo, su una delle meno note 
e piu complicate funzioni del corpo umano: il sonno. 


Come fa a conciliare il sonno. 

Come è nolo, in generale il sonno è preceduto da 
un periodo più o meno breve di rilassmnento che 
è largamente condiiionato dairassenza di settsazioìii 
sgradevoli (essenzialmettte fame, sete, dolori^ nu 
morii, durante questo periodo si è sottoposti ad 
fiw siioJTO che è ima specie di soffio o fruscio, conti¬ 
nuo a meglio ancora modulato, il rUassamento ù as¬ 
sai favorito e ta probabilità di addormentarsi cresce 
notevolmente. 

Il suono di cut partiamo è il rumore bianco ino- 
dulatOf prodotto dal nostro «conciliatore di sonno 
che assomtgUa al rumare periodico della risacca 
marina che s*infrange contro una scogliera. 
Vimtnagine è forse eccessivamente pittoresca, tna 
la sensazione di pace e di rilassamento prodotta da 
questo suono è fuori di dubbio. E sono proprÌ€> i 
rumori periodici come quello del mare, la cui fre¬ 
quenza di ripetizione è vicina al ritmo della respi¬ 
razione, che più conciliano U sonno. 

E' paradossale che il somto, al quale in generale i 
rumori si oppongono, sia favorito invece da questo 
particolare rumore; hisagm però riflettere che men* 
tre i rumori che si oppongono al sofino sono di tipo 
irregolare e separati da intervalli irregolari, sicché 
giungano per così dire quando uno meno se ìo 
aspetta provocando un sopras.satto. nel nostro caso 
il rumore è periodico e crea una sorta di ritmo 
che da un lato rilassa e dalValtro maschera i ru¬ 
mori irregolari più deboli e lontani favorendo così 
mteriarmente it sonno. 

Tra le ovvie applicazioni di questo strumento c’è la 
lotta contro l’insonnia, ma c’è anche la lotta per far 
addormentare i bambini: anziché la ninnananna, che 
i bambini tra l’altro considerano come una cosa or¬ 
mai superata, si può usare questo strumento un 
po’ marziano che piacerà loro senz’altro. 


Descrizione dello strumento 

In figura 1 è riportato lo schema a blocchi del concilia¬ 
tore di sonno. 



Figura 1 - Schema a blocchi dello strumento. 


A guardare lo schema a blocchi la cosa sembrerebbe as¬ 
sai complicata e tale da richiedere un numero straboc¬ 
chevole di componenti: invece non è così, come si vedrà 
nel seguito. 

Il cuore dell’apparecchio è un generatore di rumore 
bianco. 

Che cosa è il rumore bianco? Il rumore bianco (1) è un 
tipo di rumore il cui spettro è continuo e piatto, ossia 
contiene componenti di ampiezza costante fino a frequen¬ 
ze molto più alte di quelle (udibili) che ci interessano 
(figura 2). 


\/Hz 

? 

N 


N 


.gj 


1 


<D 



frequenza Hz 

Figura 

2 - Spettro del rumore. 


Questo tipo di rumore è dovuto all’effetto complessivo di 
un grande numero di fenomeni casuali tra loro indipen¬ 
denti; se lo si ascolta in altoparlante o in cuffia si sente 
una specie di fruscio o soffio continuo, se lo si osser- 
serva all’oscilloscopio si vede quello che i radaristi chia¬ 
mano « erba » e cioè una fascia prodotta da un grandissi¬ 
mo numero di impulsi di diverse ampiezze e che si pre¬ 
sentano casualmente nei vari istanti. 

Un tipico esempio di rumore bianco è quello che si ha 
nei resistor! a causa del moto disordinato degli elettroni 
per effetto della temperatura. 

Una maniera di generare rumore In modo semplicissimo, 
che non richiede dispositivi strani o costosi e soprat¬ 
tutto che non richieda troppa amptifìGazIone perché li 
livello di rumore cosi prodotto è già abbastanza elevato 
è già stata descritta sulle pagine di questa rivista (àj. 
Sì tratta cioè di usare un comunissimo diodo zener pola¬ 
rizzato nei pressi del ginocchio della caratteristica In¬ 
versa. 

In queste condizioni, polarizzando cioè il diodo a una 
corrente compresa tra i 50 m,A e i 500 aA, si riesce a 
ottenere qualche millivolt di rumore utilizzando diodi 
zener del tipo OAZ212 e similari. 

Il rumore così ottenuto può essere amplificato diretta- 
rnente e inviato in altoparlante, producendo così un sof¬ 
fio continuo, oppure può essere prima modulato e poi 
amplificato, producendo in uscita un soffio modulato in¬ 
termittente- 









Quale delle due soluzioni sia la migliore dipende dai 
risultati sperimentali relativi alle prove che andranno ef¬ 
fettuate sulle persone delle quali si intende conciliare il 
sonno: lo strumento permette comunque di ottenere tutti 
e due i tipi di segnali a scelta. 

La frequenza di modulazione è piuttosto importante, per¬ 
ché è bene che ricordi quella delle onde marine. 

Nel nostro caso si è scelto un periodo di circa 7 secondi. 
Anche la forma della modulazione ha la sua importanza. 
Poiché la forma Ideale del segnale d’uscita corrisponde 
come si è detto a quella del rumore delle onde marine, 
la soluzione migliore è quella di usare un’onda di mo¬ 
dulazione triangolare. 

Questo tipo di segnale può essere ottenuto molto sem¬ 
plicemente integrando con un gruppo RC l’uscita di un 
multivibratore astabile che oscilla alla frequenza desi¬ 
derata. 

L'amplificatore è realizzato con tre stadi accoppiati in 
continua, il carico deH’uItimo dei quali è costituito dal¬ 
l’altoparlante e da un resistore da 47 Q. 

Questo resistore, oltre a provocare una caduta di ten¬ 
sione che riduce la potenza dissipata nell'ultimo stadio, 
permette di ottenere ai propri capi una tensione di ru¬ 
more, disponibile come uscita per vari scopi; si può 
cioè usare questo strumento come generatore di rumore. 
In figura 3 è riportato Io schema elettrico dello stru¬ 
mento che, come si vede, impiega solo cinque transi¬ 
stori e precisamente due nel multivibratore e tre nel- 
l'amplificatore. 


Note pratiche sui componenti e messa a punto 
dello strumento 


L’alimentatore è piuttosto convenzionale, si è usata la 
stabilizzazione a diodi zener per avere una buona sta¬ 
bilità nella tensione di alimentazione, necessaria a cau¬ 
sa della forte dipendenza del rumore prodotto dal diodo 
generatore di rumore dalla corrente di polarizzazione. 

I due diodi D2 e D3 vanno scelti in modo che la tensione 
ai loro capi valga circa 14 V quando sono polarizzati con 
5-^10 mA come si potrà osservare dalla caduta di ten¬ 
sione sulla resistenza da un ohm. 

Naturalmente, se si fa questa prova con Talimentatore 
montato, ma senza il resto dello strumento, occorrerà 
prevedere un carico temporaneo che assorbe circa 100 
mA, 

II trasformatore è un econonrVico trasformatore da 
campanelli e il ponte rettificatore è stato realizzato con 
quattro OC76. 

Sì, lo sappiamo benissimo che gli OC76 sono dei transi¬ 
stori e non dei diodi, ma questi sono degli OC76 speciali, 
perché hanno la giunzione base emettitore distrutta in 
seguito ad esperienze troppo ardite cui sono stati sotto¬ 
posti. 

Non si ha un’idea di come gli ex transistori (con una 
giunzione ancora efficiente, beninteso), funzionino bene 
come raddrizzatori, soprattutto dal punto di vista della 
caduta di tensione, che è assai bassa. 





}3\/ Schema elettrico dello strumento 


s C!D 


Figura 3 


b) Schema elettrico dell’alimentatore 


R20 


(AA/V 


RÌ9 




usctté 


R5 K R6 

I 

^2 


La modulazione dei rumore avviene In modo semplice: 
poiché, in un certo intervallo dei valori di corrente, la 
tensione di rumore è una funzione approssimativamente 
lineare della corrente di polarizzazione del diodo zener, 
basta variare tale corrente sovrapponendo alla corrente 
fissa di polarizzazione una onda di corrente triangolare 
per ottenere la modulazione desiderata. 


Naturalmente se non avete rotto nessun OC76 poco male, 
avrete certamente rotto qualche altro transistore e se 
questo è del tipo per commutazione (2G398, 2N404 ecc.) 
0 del tipo a media potenza (OC72, OC74 ecc.) andrà 
certamente benissimo. 

L’amplificatore deriva da uno degli amplificatori audio 
ultracompatti già descritti sulle pagine di CD-CQ (3). 

































































I transistori usati sono tutti di tipo surplus e, salvo T3 
che è NPN e deve essere al silicio oppure va scelto per 
corrente di perdita assai bassa, sono tutti PNP al germa¬ 
nio. 

II guadagno in corrente hpE di T4 e T5 deve essere non 
inferiore a 60 -h 80 per avere un guadagno sufficiente, dato 
che lamplificatore non è controreazionato. Il transistore 
finale va polarizzato con una corrente di circa 90 mA 
e deve perciò essere in grado di sopportare la conse¬ 
guente dissipazione di potenza (lascio al lettore il di¬ 
vertimento di calcolare la potenza dissipata nel finale]. 
Un 2G398 ha funzionato egregiamente, scaldando appena, 
se si aveva la precauzione di infilare la capocchia in un 
dissipatorino volante. 

Usando un altoparlante di impedenza maggiore di 8 O, 
e rfducendo In conseguenza la resistenza di caduta da 
47 Q, si aumenterà notevolmente la potenza sonora di¬ 
sponibile In uscita; però è necessario tenere presente 
che I auoni prodotti da guasto apparecchio non devono 
svegliare nessuno, anzi è vero precisamente II contrario. 
La polarizzazione voluta per lo stadio final© sf ottiene 
facilmente agendo suMà polarizzazione variabile della base 
del transistore T3, 

Il diodo zerier generatore di rumore va scelto tra gli 
OAZ212 Philips che sono dei diodi parecchio rumorosi. 
Non tutti i diodi OAZ212 sono però ugualmente rumorosi, 
né tutti hanno una dipendenza del rumore dalla corrente 
di polarizzazione del tipo misurato nel diodo usato nel 
prototipo e riportato in figura 4. 



Figura 4 - Tensione di rumore in funzione della 
corrente di polarizzazione. 

Comunque io ne possedevo due e di questi uno andava 
benissimo ed è stato usato, mentre l'altro era pure 
rumoroso, ma non seguiva la curva di figura 4 sicché si 
prestava male a realizzare la modulazione nel modo ul- 
trasemplficato che si è detto. 


Va ricordato che il fatto che i diodi zener producano 
rumore non è garantito da nessuna caratteristica ufficia¬ 
le della casa costruttrice, anzi, per chi fabbrica i diodi 
zener e per chi li usa in modo normale, il rumore è una 
cosa assai antipatica; ma tant'é, il rumore c'è e noi 

10 usiamo. 

11 grafico di figura 4 serve a controllare la possibilità o 
meno di usare un certo diodo zener per la applicazione 
che ci interessa ed è bene che sia tracciato da chi 
intenda realizzare con successo guesto apparecchio. Può 
darsi che montando un OAZ212 qualsiasi il circuito fun¬ 
zioni bene subito, ossia, come si suol dire, « a botto 
ma non è sicuro, sicché è meglio procedere come si è 
detto. 

Dopo aver montato lo strumento e aggiustata nel modo 
che si è detto prima la corrente nel transistore finale, 
si aprirà 1' interruttore S2 in modo da non modulare la 
corrente del diodo zener e, al posto della resistenza 
RIO, si collegherà un microamperometro col fondo scala 
da 500 nA. Si collegherà inoltre un qualsiasi strumento 
misuratore di tensioni alternate a basso livello (io ho 
usato un ICE 680 C con i puntali connessi alle entrate 
« 50 ixA » e « OUTPUT »] all’uscita dello strumento e, 
agendo sulla resistenza variabile P1 o sostituendola con 
un'altra, si prenderà nota della tensione di uscita. Ietta 
eventualmente in unità arbitrarie, in funzione della cor¬ 
rente di polarizzazione del diodo zener. 

Se la curva ottenuta somiglia abbastanza a quella di 
figura 4 il diodo può essere usato, altrimenti occorre 
provare con un altro OAZ212. 

A questo punto si sceglierà la corrente di polarizzazione 
del diodo fissando una volta per tutte il valore della re¬ 
sistenza variabile PI: la corrente ottima è quella a cui 
l'ampiezza del rumore è pari a circa lo 0,70,8 del massi¬ 
mo e che è inferiore a quella relativa al massimo. 

Nel caso di figura 4 tale corrente è pari a circa 180 hA. 
Così facendo ci si garantisce per un buon funzionamento 
dello strumento in assenza di modulazione. 
Successivamente si chiuderà l'interruttore S2, applicando 
così al diodo zener anche l'onda triangolare di modula¬ 
zione. 

A questo punto il risultato sarà certamente accettabile, 
ma potrà essere migliorato, e soprattutto reso più con¬ 
forme alle preferenze del singolo, variando i valori di 
C5, R5 e R6. 

C5, che è il condensatore di integrazione, controlla la pen¬ 
denza dell’onda triangolare e quindi anche l’ampiezza; R5 
ha, grosso modo, lo stesso effetto, mentre R6 permette 
di controllare la profondità della modulazione. 

Volendo variare la frequenza di modulazione basta modi¬ 
ficare i valori dei condensatori nel multivibratore astabile. 

Buon lavoro e... buona notte. 


Riferimenti 

(1) N. Wax, Ed. « Selected Papere on Noise and Stochastic Processes », 
Dover Publications Ine., New York, 1954. 

(2) V. Rogianti « Generatore di rumore a diodo zener », CD Nov. 1965, 
pp. 689^691, 

(3) V. Rogianti « Amplificatori audio ultracompatti » CD, Feb. 1967, pp. 97^99. 


Elenco dei componenti 


RI 

3,9 

kn 

R17 

1 

n 


R2 

200 

kn 

R18 

47 

n 

2 W 

R3 

100 

kn 

R19 

1 

n 


R4 

3,9 

kn 

R20 

22 

n 


R5 

15 

kn 

CI 

25 

tiF 

15 VL 

R6 

22 

kn 

C2 

25 

uF 

15 VL 

R7 

150 

n 

C3 

200 

nF 

15 VL 

R8 

2,2 

kn 

C4 

500 uF 15 VL 

R9 

1 

kn 

C5 

100 

!jlF 

12 VL 

RIO 

100 

n 

C6 

100 

nF 


R11 

33 

kn 

C7 

25 

[ìF 

12 VL 

R12 

33 

kn 

C8 

10 

[xF 

12 VL 

RI 3 

2,7 

kn 

cg 

200 

[xF 

12 VL 

R14 

100 

n 

CIO 

100 

^xF 

15 VL 

R15 

100 

n 

C11 

1000 uF 25 VL 

R16 

47 

n 2 w 






DI OAZ212 (vedi testo] 

D2 ) 

} diodi zener (vedi testo) 

D4 1 
D5 f 

□g / diodi rettificatori (vedi testo) 

D7 ) 

51 interruttore unipolare 

52 interruttore unipolare 

TR1 trasformatore da campanelli Zeus 5 W 127 V/ 
/12 V 

A1 altoparlantino da 8 n 
TI, T2, T3, T4, T5 vedi testo 
PI resistere variabile da 25 kO 
P2 potenziometro semìfisso da 25 kll 
P3 potenziometro da 5 kn 


917 
















Quando lambda quarti 
è troppo scomoda 


ilNB - Bruno Nascimben 


ASSOCIAZIONE RADIOTECNICA 
ITALIANA 

SEZIONE DI PESCARA 

Il MOSTRA MERCATO 
CENTRO MERIDIONALE 
DEL RADIOMATORE 
PESCARA 8-9-10 Dicembre 1967 

nei locali della 

Camera di Commercio-Borsa-Merci 

Sarà attiva una stazione funzionante in 
AM-CW-SSB-RTTY operante su tutte le 
frequenze concesse. 

(Per informazioni: A.RI. sezione Pescara - 
C.so V. Emanuele 10/4 - Tel. 23 488 - C. P, 248). 


Zi 


. _r 




‘=\l Zi xZu 




■ 1 _ 


‘“I 


£' risaputo che un buon trasformatore di impedenza a radiofre¬ 
quenza è costituito da una linea a quart o d'on da con impeden¬ 
za caratteristica propria di valore Zo = V Z/ x Zu, di valore dun¬ 
que intermedio (media geometrica) tra l’impedenza d’ingresso 
li e quella d’uscita Zu. 

Questo tipo di trasformatore è utilizzato partìcùìarmente tra 
antenna e linea di trasmissione quando presentano Z dmerenti. 
Ad esempio se il TZ presenta un’uscita a 50 ohm e i’antenna e 
75 ohm, allora interpone ndo un tratto di linea di 61 ohm, va¬ 
lore approssimativo dì 7$ x 50 ^ 3750 avremo ottenuto / a- 

dattamenio di impedenza richiesto. 


Il calcolo, come sì vede, è semplice, e tanto più lo diventa 
quando abbiamo disponibile una tabella con ì quadrati. Ma non 
altrettanto facile è reperire in commercio un cavo coassiale dì 
61 ohm! Fare da noi una lìnea con una Z così bassa risulterebbe, 
dopo qualche conto, una pazzìa. Senza poi contare che la sca¬ 
letta che noi sì saprebbe fare », è una linea biflìare mentre 
con ogni probabilità i 50 ohm del TX sono coassiali, E allora?,., 
in questo caso si finisce con il connettere direttamente ! antenna 
al trasmettitore con un cavo qualsiasi, 50 o 75 non importa. In 
questo esempio ìa soluzione * pratica * è in fondo male 

perché è poca la differenza tra 21 e Zu, ma quando la differenza 
è molto più grande allora non rimane che armarsi di santa pa¬ 
zienza e dopo aver calcolato la Zo cercare una linea di egua e 
impedenza, e se del tipo non coassiale tentare di autocostruirla 
dopo averla progettata con la formuletta Zo=276 log b/a, dove 
con b si intende la distanza tra i centri dei due conduttori e 
con a il raggio di ciascun conduttore. Ma 1/4 d'onda se risulta 
di lunghezza sufficientemente accessibile per chi lavora sui 
144, non lo è altrettanto per gli BO metri. Che cl sì mette ad 
avvolgere la linea intorno alla casa quando magari basterebbero 
pochi metri dì discesa tra Tantenna e Futi llzzazione? Ho qui 
dunque una soluzione che può effettivamente « tagliar corto » in 
questo problema. Non è tutta farina del mìo sacco, ma di mio 
ce la buona volontà utilizzata per verificare ripetutamente m 
pratica quanto la formula prometteva. Vantaggio ulteriore di 
questo trasformatore di impedenza è il fatto di non richiedere 
valori astrusi di impedenza, ma valori reperibilissimi di cavo e 
piattina. 


Figura 1 




1 — 

1 

Zu 

Zi 



L 

, L 




r 


Zu 


Figura 2 

918 


Trasformatore di impedenza asincrono 

E’ questo il nome del dispositivo che vi presento [quanto sia 
giusto è discutibile): lo potrete chiamare come vorrete ma il 
suo funzionamento rimane egualmente eccellente quanto il clas¬ 
sico XM Illustrato in figura t. 

In figura 2 è schematizzata la disposizione di questo nuovo tra¬ 
sformatore. Come noterete non è formato da un unico spezzone 
di linea con impedenza compresa tra quella di ingresso e queUa 
d'uscita, e con lunghezza fìssa dì 1/4 d'onda, ma è costituito da 
due spezzoni di eguale lunghezza L con impedenze eguali a 
quelle d'ingresso e d'uscita scambiati. 

La sezione complessiva del trasformatore [2U è meno di 1/0 
di X, e II SUD rendimento è circa il medesimo di quello a quarto 
d'onda. La sua lunghezza diviene di 3Cr elettrici (1/6 XJ sol¬ 
tanto quando il rapporto Zi/Zu è il caso limite, vale a dire eguale 
a uno. Soltanto per piccoli rapporti dì trasformazione 11 disa¬ 
dattamento è maggiore delTequivalente a 1/4 di lunghezza donda 




























circa del 15% più grande. La lunghezza L varia in relazione al 
rapporto di Zi/Zu secondo la formula 


/ Zi Zu 

L = arccotg /-h --+ 1 

f Zu Zi 

Da questa formula è chiaro che L risulta espressa in gradi 
elettrici e un grado elettrico è eguale alla lunghezza d’onda 
diviso 360. Per l'arco di cotangente è sufficiente consultare una 
tabella con le funzioni goniometriche. 


Esempio 

Sia Zi = 300 ohm 
Zu = 75 ohm 


allora L = arccotg 
L = arccotg 2,29 


1 / 


300 75 

75 300 


+ 


L = 23° 30’ (per semplicità arrotonderemo a 23°) 


1 


Se, ancora per esempio, la lunghezza d’onda che vi interessa è 
di 20 metri, allora si avrà 

20 

L =-x23 = 1,27 metri 

360 

L’intero trasformatore è dunque lungo metri 2,54 e può sostituire 
quello a X/4 che risulterebbe di 5 metri. 


Accorciamo ancora 

In pratica questa lunghezza che abbiamo trovato con la formu¬ 
la dovrà essere ulteriormente raccorciata (come lo sarebbe il 
1/4 d'onda) moltiplicandola per il fattore velocità. 

Questo fattore è di circa 0,66 per il cavo coassiale da 50 e 75 
ohm normalmente utilizzato in radio e TV, e di circa 0,82 per 
piattina da 300 ohm. 

Se L non viene moltiplLcata per questo fattore, è come se II 
trasformatore Tavessìmo caleolato per una frequenza più bassa 
di quella richiesta. Le radio onde viaggiano attraverso lo spazio 
libero alla velocità della luce, 300 milioni di metri al secondo. 
Nell'aria circa alla stessa. I materiali isolanti usati nelle linee 
di trasmissione (con costante dielettrica più grande di 1) con¬ 
sentono una velocità di propagazione del Tonda elettromagnetica 
inferiore a quella neiTaria o nel libero spazio. Il fattore dì velo- 
cità è II rapporto 

velocità dell’onda viaggiante lungo una lìnea 


velocità dell’onda viaggiante nel libero spazio 


Considerando la formula X 


velocità di propagazione 


frequenza 


possiamo infatti capire che se ia velocità diminuisce, mentre im¬ 
mutata rimane la frequenza, allora è logico che la lunghezza 
d'onda X diminuisca. Ritornando dunque al nostro esempio, L 
dovrà essere di metri 0.83 - (1,27x0,66), 

Questi trasformatori d) impedenza si potranno utilizzare in serie, 
raggiungendo a gradini il rapporto di trasformazione desiderato, 
E' una tecnica che permette un funzionamento a gamma più 
estesa. Dove risulti conveniente per reperibilità dì valori delle 
lìnee necessarie, si potranno usare combinazioni dì trasformatori 
a X/4 e trasformatori asìncroni. Come virtuosismo ho costruito 
in VHP un traslatore* dì Impedenza da 4 a 300 Q ! 


Quando lambda quarti è troppo scomoda 


Pensierini 


dì Gerd Koch 


...ovvero 

la situazione del mercato 
componenti elettronici 
in epoca 
« solid state » 


1J Trasformatori d’alimentazione: siamo ancora 
ai tipi « serie 5Y... », provvisti del vecchio fila- I 
mento a 5 V, oggigiorno reso superfluo dai 
moderni diodi al silicio; difficoltà maggiori per 
alimentare circuiti a transistori che richiedono 
le tensioni più svariate. 

Sarebbe possibile immettere sul mercato tra¬ 
sformatori in scatola di montaggio, cioè costi¬ 
tuiti da un rocchetto (in plastica) con avvolto 
il primario alla tensione standard di 220 V, 
dal relativo nucleo completo di accessori di 
fissaggio e da un diagramma da cui ricavare • 
le spire e il 0 secondario in funzione della 
tensione e della potenza, realizzando tali « sca¬ 
tole » in una vasta gamma di potenze? 

2) Condensatori elettrolitici: è risaputo che 
usando nella stramaggioranza dei casi transi¬ 
stori PNP che vengono alimentati col + a 
massa, ed essendo la maggior parte degli elet¬ 
trolitici di grossa capacità realizzati con il — 
a contatto con la custodia, costringono al mon¬ 
taggio isolato; piuttosto critico quando si ha 

a che fare con vitoni da fissare a V 2 alette I 
di torsione. 

Si potrebbero avere degli eletrolitici con po¬ 
larità invertita (come è stato fatto per gli 
« autodiodi ») onde semplificare il montaggio 
a telaio? 

3) Condensatori variabili: cosa costerebbe se¬ 
gnare su ogni tipo la capacità minima e mas¬ 
sima delle sezioni? 

4) Per gli amplificatori di potenza transistoriz¬ 
zati.occorrono resistenze di frazioni di ohm. 
perché dobiamo autocostruirle riferendoci a 
strumenti poco attendibili a questi valori? 

5) Potenziometri: sempre in tema di circuiti a 
transistor f. Discorrono potenzi omo tri doppi su 
valori riomtalmentG Inesistenti; dove prendere I 
un potenitometro monocomando da H-l kfl o 
5+5 kfl Q TO+10 kU, tanto utile per gli amplia 
fìcatorl stereo? Perché costringerci a ricorrere 

a staffe e Ingranaggi? 

fi] In altri Paesi, al trovano bobino per 01 
e OC. tanto utili per chi desideri autocostrulrst 
un ricevitore che riceva qualcosa di più del 
programma nazionale, idem per i condensatori 
variabili a 3 sezioni. 

7) Transistori: perché ogni Fabbricante mette 
la propria sigla anche su un transistore equi¬ 
valente a un altro? Non basterebbe accordarsi 
su un'unica sigla (come per le valvole) cor¬ 
redandola del nome del costruttore? 

8) Materiale micro-miniatura: l'avete mai vi¬ 

sto? lo sì, sul vecchio otofono di mio Nonno, 
che pur essendo stato costruito nel lontano 
1956, montava condensatori elettrolitici dia¬ 
metro 3x4.5 mm! J 

9) Microfoni, se si costruisce un radiotelefono, 
ovviamente si monta all'interno, dove si pren¬ 
dono quelle capsule che montano i microfoni 
dinamici di serie? 

10) Divario tecnologico: parola molto in auge, 
che a volte colpisce a sproposito; come si 
fa a far progredire quello che trasmette sulla 
gloriosa « 80 metri » se gli si preclude la 
strada del « GHz »? 


(*) è il nome che può prendere il trasformatore di impedenza 
quando utilizzato in TV. 


919 

























Quando lambda quarti è troppo scomoda 


Il risultato; eccellente. Sulla frequenza calcolata l'adattamento 
era perfetto, ma in tutta la banda MI il disadattamento era tol¬ 
lerabilissimo. Era costituito come schematizzato in figura 3. In 
questo esperimento non mi sono preoccupato dello sbilancia¬ 


Figura 3 

M 1 


asincrono 








ZaU 

Ì2 ùhm 


3Ù0 o/rm 


35 ohm 

Zi=3QD 

4 Epeizoni di 
C3ko qa 50 il 
m para^^e/o 


2 sp^^oni di 
cavo da 75S1 
in parallelo 


mento* Infatti va sottolineato che i tratti di linea da utMìzzare 
per questi trasforma tori di impedenza dovrebbero risultare 
dello stesso genere di Zi e Zu, cioè se queste sono In piat¬ 
tina, bilanciate, altrettanto devono essere le linee del trasfor¬ 
matore. Al contrario dì cavo se coassiali. Trascurando questo 
accorgimento, in parte o tutto II trasformatore sarà radiante, 

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La “ground piane,, 
per i 20 metri 


dottor Angelo Barone 


è SBtnpIìce tfistsIIsrG un traliccio su di un terrazzo, per poi 
rarvt svettare sopra una rotativa multibanda made in USA 
A parte la quBstione della ... .. resistenza ohmica » abbastanza 
bassa a disposizione dei giovani, d sono le dlfiicoltà poste tab 
volta dai corìdomìni, dal proprietario, dallo spazio (nel migliore 
aet casu> Motte volte runica soluzione pùssibile che si pre¬ 
senti al radioamatore è unanterìna verticale, come la - ground 
piane la quale risolve il problema e megiìo si addica al DX 
(collegamenti a grande distanza). 

Pertanto, Bnche per andare incontro alla richiesta del Sia. Walter 
Berioìa:^}, Via S, Paolino 14, Milano, descriverò qui di seguito 
ti funzionamento dall antenna « ground piane », unendo i dati 
per calcolare le sue dimensioni, nonché i particolari per co¬ 
struirne una. ^ 


La « ground piane » (vedi figura 1) è un'antenna omnidirezionale 
a polarizzazione verticale, avente un basso angolo di radiazione. 
Essa è formata da 1/4 d'onda verticale e 4 radiali orizzontali 
costituenti una terra artificiale. Appunto per quest ultima ra¬ 
gione, la distanza dell antenna in altezza dalla terra vera e 
propria non ha alcuna Importanza come nel caso di altre an¬ 
tenne, ne influenza II comportamento dell’antenna medesima la 
quale, se non vede oggetti metallici o riflettenti proprio vicino 
al quarto donda verticale, può essere piazzata addirittura sul 
terrazzo* a un palmo dai tufi. 

Trattandosi di una «terra artificiale », la perdita verso massa è 
pressoché inesistente, anche perché a quel punto abbiamo un 
ventre di corrente e non di tensione. C'é da dire anche che, 
variando la inclinazione dei radiaii rispetto al quarto d'onda 
verticale, noi possiamo variare la impedenza delTantenna da 
35 a 75 ohm, attuando così l’adattamento perfetto con II tipo 
di linea asimmetrica che andremo a usare. Infatti, portando i 
quattro radiali a riunirsi nel semipìano opposto a quello del 
radiatore verticale, noi trasformiamo Tantenna in un semplice 
dipolo verticale con alimentazione asimmetrica al centro. 
Quindi, possiamo fare a meno anche di un adattatore d’impe- 
^ antenna (35 ohm) e il cavo di alimentazione da 
52 ohm, operando sulla inclinazione dei radiali. La forma ideale 
del piano di terra artificiale sarebbe quella di un disco o di 
una serie di conduttori radiali; tuttavia, come ho già detto, ba¬ 
stano quattro radiali disposti ad angolo retto uno rispetto al- 
I altro. Nel caso non si abbia a disposizione uno spazio di 
m 10x10, allora si possono disporre in maniera diversa: cam¬ 
bierà naturalmente la forma del lobo di radiazione, ma l’an¬ 
tenna funzionerà bene ugualmente. Un’ottima sistemazione 
sarebbe a un angolo del torrino dell'ascensore (vedi figura 2). 


Calcolo 

Ammettiamo dì voler costruire una ground piane per i 20 m 
frequenza centro banda 14,2 MHz. 



Figura 1 



Figura 2 


X - 21,12 m 


X 

— = 5,28 m 

4 


921 

















La « ground piane » per i 20 metri 



Figura 3 


Per calcolare la lunghezza fisica del radiatore e dei radiali, dob¬ 
biamo applicare il fattore di correzione della lunghezza (Ka) 
[vedi figura 3). Per trovare questo fattore di correzione, oc¬ 
corre prima stabilire il rapporto tra un’antenna a mezza onda 
nello spazio libero e il diametro del conduttore usato, me¬ 
diante la formula 


5906 

M - —- 

FD 

in cui F = frequenza in megahertz 

D = diametro del conduttore in pollici [*) 

Usando come radiatore un tubo da 25 mm di diametro esterno, 
eliminiamo D ( = 1) e la formula diventa; 

5906 
M -- 

F 


Quindi avremo: 


21,12 : 2 = 10,56 
10560 : 25 = 420 circa 

per M = 420^^Ka sarà 0.97 



Figura 4 


quindi: 5,29x0,97 = 5,12 m. 

Applicando la medesima formula per i radiali (mm 3) avremo la 
misura di questi: 5,14 m. 


Alla risonanza, il carico costituito dall’antenna presenterebbe 
un carico di 31 ohm funzione del fattore M (vedi figura 4). 

Il rapporto onde stazionarie (SWR) sarebbe ollora; 


Zo 52 

SWR -- -- 

Rr 31 


1,7 : 1, e quindi molto sfavorevole. 


cioè, 

Dobbiamo adattare l’impedenza del carico a quella della lìnea 
cercando di portare il rapporto a 1 ; 1. Per fare questo ci sono 
tre Dossibilità; 


al applicare un adattatore d’impedenza a « circuito aperto », 
formato da uno spezzone di cavo la cui lunghezza va calcolata in 
base a diversi fattori; 


b) accorciare l’antenna e ì radiali in modo da introdurre una reat¬ 
tanza capacitiva, indi correggere questa reattanza con un adat¬ 
tatore a « circuito chiuso » costituito da uno spezzone di cavo 
cortocircuitato che riporti l’antenna alla risonanza e nello stesso 
tempo faccia aumentare la resistenza di radiazione. 


cl inclinare ì radiali. 

Noi sceglieremo il terzo metodo, cioè quello della ìncUnàzìone 
dei radìalb essendo quello di pià facile realizzazione. Basta porre 
ì radiali a circa 125*^ rispetto al radiatore verticale e la corre¬ 
zione è fatta. Non vi dovrebbero essere onde stazionarle sulla 
linea. Naturalmente questa è la situazione particolare determb 
natasi sul mio terrazzo. Nel caso specifico potrebbe essere un 
po’ diversa, e sarebbe meglio controllare la impedenza con un 
ponte per la misura della impedenza prelevando (I segnale cam¬ 
pione (14,2 MHz) da un buon grid dìp meter (frequenzimetr«^. 
Se queste misure non si sanno fare, basta applicare fra il Tx 
e Tentenna un misuratore d'onde stazionarie e regolarsi me¬ 
diante questo circa il funzionamento delTantenna. 


922 


(*) 1 pollice = 25,4 mm 


































Realizzazione 


La « ground piane » per i 20 metri 


Il radiatore verticale è in tubo di duralluminio da mm 25 esterni, 
spessore mm 2. Alla metà di questo si può mettere una ghiera 
con tre gancetti per i controventi di nylon. La parte più delicata 
è però costituita dai pezzi di cui alla figura 5. li pezzo a è in 
perspex, quello b in ottone; il primo serve a reggere la presa 
per cavo coassiale S0239, i radiali, nonché isolare il pezzo b 
dalla massa; il pezzo b serve a cortocircuitare il conduttore cen¬ 
trale della presa S0239 si radiatore verticale e tenuta stagna e 
senza perdite. SI fa prima scivolare 11 pezzo b in quello a e sr 
stagna la punta che fuoriesca al conduttore centrale della pre¬ 
sa S0239: dopo si fissa la presa S0239 al perspex mediante 
quattro bulloncmi da mm 2 trt altrettanti fori praticati sla nella 
presa (senza tener conto éì quelli già esistenti agli angoli) che 
nel perspex [in quesfultlmo I fori vanno fatti con punta da 
mm 1,5 e poi filettati con filiera da 2 mm nominali). 



Si spinge ora il perspex con il conduttore in ottone nel tubo 
di duralluminio, portando a far coincidere il foro orizzontale 
filettato da mm 4 del pezzo di ottone, con il foro orizzontale 
praticato in precedenza net perspex e nel tubo di duralluminio. 
S'introduce un bullone da mm 4 lungo 40 mm, si avvita, sì strin¬ 
ge Il dado dalla parte opposta e 11 radiatore è completo. Nei 
quattro fori originali della presa S0239 si saldano I capì dei 
radiali. L'antenna è pronta. Per reggerla mi sono servito di due 
isolatori di perspex ottenuti Incollando sei pezzi 15x10 cm 
dopo averli precedentemente forati ad uno ad uno col seghetto 
da traforo, flvellandò poi l fori con una lima tonda doice il giorno 
dopo (collante Tensol Cement n. 6 della Imperiai Chemical In¬ 
dustries - Inghilterra). Il radiatore verticale della mia antenna 
è costituito da uno spezzone lungo cm 60, diametro esterno 
mm 30 e diametro Interno mm 25 nel quale s'innesta il resto 
del radiatore verticale. In tal modo si può lavorare facilmente 
vicino ad esso e smontare Tantenna in qualsiasi momento. E' 
consigfiabìle mettere un tappo di chiusura alla punta del radia¬ 
tore verticale. Ouesta è la sistemazione più semplice e nello 
stesso tempo più perfetta che io abbia potuto realizzare, dopo 
aver costruito la stessa antenna In almeno quattro versioni. Il 
costo si riduce soltanto alfe presa per cavo $0239 e al lavoro 
del tornitore e il restante materiale indispensabile. Naturalmen¬ 
te, l'antenna non è direzionale e non presenta decibels di gua¬ 
dagno sul semplice dipolo, come una beam. Con 30 watt input 
di radiofrequenza ho collegato finanche WtJEG {Massachusetts- 
U.S.AJ, il Canadà e altri Stati, 

Sono a disposizione dei Lettori per qualsiasi svista od omis¬ 
sione da parte mia, o per qualche ulteriore chiarimento. 



Figura 5 



923 
































tud^Hti I 




Volete diventare spie internazionali?... volete fare i 
primi esperimenti di trasmissione?... meravigliare la 
vecchia zia danarosa, rallegrare feste da ballo, su¬ 
scitare Tammirazione del vostro insegnante di 
Scienze?... 


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lità ■ amplificatore microfonico a circuito integrato - oscilla¬ 
tore a FET - tutti semiconduttori al silicio - dimensioni ridotte 
(come un pacchetto di sigarette) ■ antenna a stilo retrattile - 
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il circuitiere 


© 

a cura dell’ing, Vito Rogìanti 


Questa rubrica è nata per venire incontro aiie esigenze di 
tutti coloro che sono agli inizi e anche di quelli che lavorano 
già da un po’ ma che sentono il bisogno di chiarirsi le idee 
su questo o quelTargomento di elettronica. 

La periodicità della rubrica dipenderà dal consenso che troverà 
tra i lettori, e anche gli argomenti saranno prescelti tra quelli 
proposti dai lettori. 

Si cercherà comunque di affrontare per prime le richieste di 
largo interesse, a un livello comprensibile a tutti. 

Fatevi vivi dunque, sia per indicarci che ne pensate della 
cosa con critiche e suggerimenti, sia per proporre nuovi argo¬ 
menti da trattare: indirizzate a CD-CO elettronica - il Circuitiere 
- via Boldrini, 22 - 40121 Bologna. 

Altre considerazioni sulla teoria 
dei circuiti 



Se lo choc provocato dalla lettura del Circuitiere 
su CD-CQ di settembre è superato, si può passare 
senza eccessivo pericolo a ulteriori considerazioni 
sulla teoria dei circuiti. 

Sicché procediamo con calma e col consueto disor¬ 
dine. 

Il lettore a questo punto si dirà: « E’ certo giunto 
il momento di introdurre la L e la C, ossia Vin- 
diittore e il condensatore». Errore! Per ora e per 
un pezzo della L e della C si può fare benissimo a 
meno, riuscendo tuttavia, anche senza scomodarli, 
a complicare sufficientemente le cose. 

Generatori e loro equivalenze 

Torniamo piuttosto ai generatori di tensione e di corren¬ 
te e vediamo se esiste qualche legge di equivalenza tra 
essi. 

Supponiamo ora di avere due bipoli, cioè due scatoline 
chiuse e accessibili dall'esterno solo attraverso due ter¬ 
minali, o fili che dir si voglia. Una di queste contenga 
un generatore di tensione reale costituito da un genera¬ 
tore dì tensione ideale, la cui tensione V è pari a un 
volt, in serie a un resistere da 1 kfl: l’altra contenga in¬ 
vece un generatore di corrente ideale, con corrente I pa¬ 
ri a un milliampere, posto in parallelo a un resistore 
da 1 Q (figura 1). 




Figura 1 

Generatori reali di tensione e di corrente equivalenti. 


Ci si può chiedere se c’è o no una maniera di riconoscerle 
senza aprirle e guardare cosa c’è dentro. 

Proviamo a misurare la tensione « a vuoto », cioè senza 
porre un carico in parallelo ai due terminali (usando cioè 
un voltmetro ad alta resistenza d’ingresso]. Già sappia¬ 
mo che il risultato della misura è lo stesso: 1 volt. 
Infatti nel caso del generatore la tensione ai terminali è 
esattamente quella del generatore ideale, perché non sì 
assorbe corrente e quindi la caduta V=IR ai capi del 


resistere è zero. Nell’altro caso, siccome la corrente del 
generatore ideale di corrente va tutta nel resistore che si 
trova in parallelo, la tensione ai capì di questo è 
1 mA X 1 kQ = 1 V (un millesimo di ampere per mille 
ohm fa un volt). 

Si possono immaginare molte altre prove, ma nessuna di 
queste ci permetterà di distinguere le due scatoline. 



a b 


Figura 2 

Prove in corto circuito sui generatori equivalenti: 
misura della corrente dì cortocircuito con un tnil- 
lìamperometro AM a bassissima resistenza d’en¬ 
trata. 

Per esempio si può provare a mettere « in corto » i ter¬ 
minali misurando la corrente con un milliamperometro a 
bassissima resistenza d’ingresso, ma in tutti e due i 
casi si leggerà un milliampere. 



Figura 3 

Prove a vuoto sui generatori equivalenti: misura 
della tensione a circuito aperto con un voltmetro 
VM ad altissima resistenza d’entrata. 

Si può anche provare a connettere un resistore (per 
esempio da 1 kQ) ai terminali delle scatoline, con un 
voltmetro ad altra impedenza in parallelo. In tutti e due i 
casi si leggerà la stessa tensione (che nell’esempio dato 
varrà 0,5 V). 


© il circuitiere - Copyright CD-CQ elettronica 1967. 



























































Il succo di tutto questo discorso è che le scatoline sono 
in tutto e per tutto equivalenti. 



Figura 4 

Generatori equivalenti di tensione e dì corrente. 

In termini più generali si può dire che un generatore di 
tensione V in serie a un resistere R è perfettamente equi¬ 
valente a un generatore di corrente I in parallelo a un 
resistore R se è rispettata la relazione 

V = R1 (1) 


Teorema di Thevenìn 

E' questo un teorema che, oltre ad essere assai utile, 
è anche molto famoso sicché è il caso di parlarne. 
Facciamo riferimento alla figura 5a, ove è rappresentata 
una rete costituita da un generatore di tensione e da 
un partitore resistivo. 

A vuoto la corrente che scorre nei due resistor! è la 
stessa sicché la caduta di tensione ai capi di ciascuno 
di essi è la stessa ed è anche uguale alla metà della 
tensione del generatore, cioè 0,5 V: questa è appunto la 
tensione presente a vuoto ai terminali del circuito. 




Figura 5 

a) generatore dì tensione con partitore resistivo. 

b) generatore equivalente dì Thevenìn 

In corto circuito la corrente è pari a V/R^ cioè 1 mA. 
Cioè sia la tensione a vuoto che la corrente di cortocir¬ 
cuito sono le stesse sia per il circuito dì figura 5a che 
per quello di figura 5b. 

Ma che cosa hanno in comune i due circuiti? Ebbene, il 
circuito di figura 5b è realizzato con un generatore ideale 
di tensione il cui valore è pari alla tensione a vuoto del 
circuito di figura 5a e con un resistore il cui valore è 
pari alla resistenza di uscita (vedi appendice] dell’altro 
circuito. 

Queste condizioni sono proprio l'enunciato del teorema 
di Thevenìn che può essere posto In termini quantitativi 
per, questo particolare circuito, con le relazioni 

R, 

Vt = Vi- (2) 

Ri + R2 


presente ai terminali del circuito e la resistenza in serie 
al generatore è pari alla resistenza d'uscita del circuito 
più complesso; si ha cioè l’equivalenza se valgono le 
relazioni 

Vt = Vo (4) 

Rt = Ro (5) 

ove Vt e Rt sono i parametri de! generatore equivalente 
di Thevenìn mentre Vq e Ro sono la tensione a vuoto e 
la resistenza d’uscita del circuito di partenza. 




Figura 6 

a) rete complessa con resistorì e generatori. 

b) generatore equivalente dì Thevenìn della rete 
complessa rispetto ai terminali considerati 

Circuiti in continua e circuiti equivalenti 
per piccoli segnali 

Tutto quello che si è detto sinora è basato sulla legge 
di Ohm cioè sull’esistenza di un legame lineare tra 
la tensione e la corrente in un resistore. 

In pratica, specie lavorando con transistori, diodi, valvole, 
si trova che la linearità è tutt’altro che verificata. Ciò 
vorrebbe dire che impiegando questi componenti tutta 
la teoria (lineare) che si è esposta sinora e anche quella 
enormemente più vasta (sempre lineare] che non si è 
trattata non servirebbe a niente e sarebbe il caso dì 
andare a cercare una teoria in grado di trattare i circuiti 
nonlineari. 

Tra l’altro una tale teoria, che dia risultati di utilità pra¬ 
tica in casi comunque complicati, come quella lineare, 
non esiste nemmeno. 



R|R, 

Rt = -- (3] 

Ri + R2 

Il consueto lettore incredulo è invitato a realizzare 
i vari circuiti, magari usando diversi e più facilmen¬ 
te disponibili valori di tensione, come per esempio 
3V e 1,5 V, e a vedere se è vero o no. 

in termini più generali il teorema di Thevenin ci dice 
che un circuito comunque complicato, contenente resisto- 
ri e generatori vari, considerato rispetto a due terminali 
(figura 6a], può essere semplificato fino ad assumere la 
forma semplicissima del circuito di figura 6b, in cui la 
tensione del generatore è pari alla tensione a vuoto 


Figura 7 

Caratteristica di uscita di un dispositivo non'ineare 
(transistore). 

Questo dispositivo può essere linearizzato consi¬ 
derando piccole variazioni Al e AV attorno al 
punto di lavoro definito da I e V. 

Tuttavia lavorando con transistori e valvole molto spesso 
non hanno interesse solo tensioni e correnti continue di 
polarizzazione, i legami tra le quali sono di tipo nonlinea¬ 
re, quanto le tensioni e correnti alternate, che sono so¬ 
vrapposte alle polarizzazioni, relative ai segnali; e molto 
spesso per questi segnali, se le ampiezze relative sono 
abbastanza piccole, tornano ad essere validi legami di 
tipo lineare 
























































In altre parole, se consideriamo un transistore, cioè un 
dispositivo eminentemente nonlineare, troviamo per esem¬ 
pio che il legame tra la corrente di collettore e la tensio¬ 
ne tra collettore ed emettitore non è affatto lineare [Infat¬ 
ti se, fissata una certa corrente di base, raddoppiamo la 
tensione tra collettore ed emettitore, la corrente di colet- 
tore si limita a crescere un po', ma non raddoppia affatto). 
Tuttavia, per lo stesso transistore, se fissiamo certe po¬ 
larizzazioni, cioè un certo punto di lavoro, e attorno a 
queste polarizzazioni provochiamo delle piccole variazioni, 
tali variazioni saranno legate tra loro in modo lineare 
(per esempio se variando un po’ la tensione di collettore 
si ha un certo incremento della corrente di collettore, rad¬ 
doppiando la variazione della tensione raddoppierà anche 
certamente la variazione della corrente di collettore) 
come è indicato in figura 7. 


In un generico dispositivo nonlineare si possono allora 
definire delle grandezze chiamate dinamiche o differen¬ 
ziali che sono valide per piccole variazioni attorno a un 
certo punto di lavoro (e che naturalmente variano al va¬ 
riare di questo). 

Per esempio nel caso del transistore citato, mentre a 
causa della nonllnearità della curva caratteristica di 
uscita non si può definire una resistenza di uscita, si 
può, in base a quello che si è detto, definire una resi¬ 
stenza differenziale di uscita. 

Queste grandezze differenziali, chiamate anche parametri 
per piccoli segnali, sono di estrema utilità perché permet¬ 
tono di applicare la teoria lineare che è ben nota e rela¬ 
tivamente facile, airanalisi di circuiti comprendenti di¬ 
spositivi non lineari. 


Appendice A 

Resistenze d’uscita e resistenze d’entrata 

Il concetto di resistenza d'entrata e di uscita è atto 
a ingenerare ogni sorta di confusione; nella spe¬ 
ranza di dissipare un po’ tale confusione e non già 
per ingenerarne della nuova si espone quanto segue. 

In linea di principio la resistenza d’uscita rispetto a una 
coppia di terminali di un circuito è la stessa cosa della 
resistenza d'entrata rispetto agli stessi terminali, per la 
medesima ragione che una porta, pur essendo detta en¬ 
trata da chi entra e uscita da chi esce, è pur sempre 
la stessa porta. 

La definizione generale per tale resistenza di entrata-usci¬ 
ta è quella, peraltro assai semplice, relativa alla legge di 
Ohm, del rapporto tra una qualsiasi tensione applicata 
dairesterno ai due terminali e la corrente, da essa pro¬ 
vocata, che scorre nel generatore e quindi nei terminali 
del circuito (figura 8). 



L’altro criterio, basato sul teorema di Thevenin, ci dico 
che la resistenza d’uscita di un circuito attivo è pari al 
valore di quella resistenza che, connessa ai due termi¬ 
nali del circuito, fa sì che la tensione presente tra essi 
assuma un valore pari alla metà di quello che si aveva 
a circuito aperto cioè a vuoto. 

Più in generale per misurare la resistenza di uscita di 
un circuito attivo basta fare due misure di tensione ai 
terminali in due diverse e note condizioni di carico, 
cioè applicando ai terminali due resistor! diversi di valo¬ 
re noto: il caso del circuito aperto (resistenza esterna in¬ 
finita] e del cortocircuito (resistenza esterna nulla) rien¬ 
trano perfettamente in questo discorso. Applicando poi 
il teorema di Thevenin si hanno due semplici equazioni 
lineari in due incognite che si risolvono subito ottenen¬ 
do la tensione a vuoto e la resistenza d'uscita del circuito. 




ISl 

a 

J0fj 



la? 

^ ì 






t 




'Vi 


lai® ? 



Figura 8 

La resistenza di ingresso dì un circuito passivo è 
data dal rapporto R = V/l tra la tensione appli¬ 
cata ai terminali e la corrente che vi scorre. 

Se il circuito è passivo, cioè non contiene generatori di 
tensione e corrente e quindi nel nostro caso è costituito 
esclusivamente da resistor!, questa definizione è applica¬ 
bile senza particolari precauzioni e la misura può farsi 
mediante l'ohmetro, che è uno strumento che misura le 
resistenze appunto applicando una tensione e misurando 
la corrente risultante. 

Se invece il circuito è attivo e allora si preferisce par¬ 
lare di resistenza d’uscita limitandoci per ora al caso di 
generatori di grandezze costanti, cioè in continua, la 
definizione resta valida ma va applicata con cautela come 
ben sa colui che tentò di misurare la resistenza d’uscita 
di una batteria per auto usando l’ohmetro. 

In teoria andrebbe considerata la sola corrente dovuta 
aM'azione del generatore esterno e perciò dalla corrente 
totale si dovrebbe sottrarre la corrente dovuta ai gene¬ 
ratori interni provocando notevole confusione. 

Si può allora sfruttare la sola azione dei generatori in¬ 
terni e utilizzare uno dei due criteri che seguono, tra 
loro perfettamente equivalenti. 

La resistenza di uscita di un circuito attivo è uguale al 
rapporto tra la tensione a vuoto Vq presente ai due ter¬ 
minali e la corrente di cortocircuito le che scorre cor¬ 
tocircuitando gli stessi terminali, cioè 

Vo 

Ro =- (6) 

le 


Figura 9 

Misura della resistenza d’uscita di un circuito 
attivo: si applicano successivamente ai terminali 
del circuito due resistor! Ri e R^ misurando le 
tensioni Vi e Vi ai capì di questi in modo da 
determinare i parametri Vt e Rt del generatore 
di Thevenin equivalente al circuito attivo. 

Questo utilissimo procedimento è illustrato in figura 9 e 
nel riquadro. Se poi il circuito è noto, cioè si conoscono 
i valori di tutti i componenti e sì vuole calcolare la resi¬ 
stenza d’uscita, si può procedere col metodo indicato in 
figura 10 che consiste nell’eliminare tutti i generatori 
di corrente, nel sostituire con dei cortocircuiti i gene¬ 
ratori di tensione e di calcolare la resistenza che si 
vede tra i terminali del circuito così ottenuto. 


H 

> 

II 

> 

Ri 

Ri + Rt 

H 

> 

II 

> 

R2 

R2-1-RT 

da cui 

si ricava 

Vt -- Vi 

R 2 —Ri 

V 2 

R 2 Vi — Ri V 2 

Rt = Ri 

V 2 — Vi 

R 2 

R 2 Vi — Ri V 2 





















i 



il cìrcuìtiere 



Figura 10 Figura 11 


Calcolo della resistenza di uscita dì un circuito 
attivo privo di collegamento di reazione: col 
procedimento descritto nel testo si ottiene la 
semplificazione del circuito illustrata in figura 
che è tale da rendere semplicissimo il calcolo 
della resistenza d’uscita. 


Misura della resistenza d’ingresso di un ampli¬ 
ficatore a un transistore: sì regola R finché si 
ha V 2 = Vi/ 2. Naturalmente il segnale dì comando 
V è una tensione alternata di ampiezza abbastan¬ 
za piccola da non saturare l'amplificatore (per 
la misura è necessario un millivoltmetro). 


Se infine il circuito è non solo attivo , ma utilizza anche 
dispositivi nonlineari come transistori o tubi, e la resi¬ 
stenza d'uscita o d'ingresso che ci interessa è quella di¬ 
namica o differenziale, l’idea di usare l’ohmetro è doppia¬ 
mente aberrante (e pure c’è ancora chi tenta di misu¬ 
rare con l'ohmetro la resistenza d’ingresso dei transi¬ 
stori). 


Sono ancora validi i metodi discussi in precedenza pur¬ 
ché si abbia cura di applicarli « in alternata » cioè appli¬ 
cando, attraverso grossi condensatori che bloccano le 
correnti continue di polarizzazione, dei segnali alternati 
di tensione e misurando le corrispondenti correnti alter¬ 
nate. In figura 11 è indicato un metodo per la misura della 
resistenza d’ingresso di un amplificatore a transistore. 


Appendice B 

Esempio sui circuiti equivalenti utilizzanti i parametri 
per piccoli segnali 

relativo a un amplificatore a un transistore. 


+9V 



Figura 12 

Circuito amplificatore impiegante un transistore 
per il quale si suppone che sia hpE = Ic/Ib — 100 

e hfe = AIc/AIb - 120. 


928 


Se consideriamo il circuito di figura 12 vediamo che lo 
possiamo analizzare sia rispetto alle grandezze continue 
di polarizzazione, che rispetto aile grandezze alternate 
relative ai segnali in gioco. 

Nel primo caso il comportamento è di tipo noniineare e 
nell’analisi occorre introdurre grandezze, come per esem¬ 
pio la caduta di tensione tra la base e l'emettitore, che 
vanno ricavate dai grafici forniti dai fabbricanti attra¬ 
verso procedimenti di approssimazioni successive. In 
questo caso si può supporre, in prima approssimazione, 
che questa tensione Vbe vaiga 0,5 V e siccome il guada¬ 
gno di corrente hpE vale 100 si ha che la corrente di emet¬ 
titore è circa 100 volte maggiore di quella di base. 

Si può scrivere allora (9—0,5) V = Ib* 650 kfi + 100 Ib-2 
kO, da cui si ottiene che la corrente di base vaie 10 m,A 
e la corrente di collettore 1 mA. A questo punto si do¬ 
vrebbe controllare sui grafici se è vero che con 1 mA 
di collettore la caduta Vbe vale 0,5 V ed eventualmente 
sostituire nella equazione di prima il diverso valore della 
Vbe trovando una nuova corrente di collettore per cui è 
necessario andare di nuovo a controllare la Vbe e così 
Via. 

Per fortuna in questo circuito la corrente di collettore 
dipende poco dalla tensione Vbe e l’ipotesi iniziale può 
essere considerata sufficiente, ma in molti altri casi non 
è così: si vede allora come le nonlinearità complichino 
le cose di parecchio. 




















































Adesso vediamo invece il circuito equivalente relativo 
alle variazioni delle tensioni e correnti del circuito at¬ 
torno ai valori statici che abbiamo trovato. 


^rsnsfStore 

jb -, 


ssoVnL j 

Figura 13 

Circuito equivalente per piccoli segnali deiram- 
plificatore di figura 12, 


Il circuito è rappresentato in figura 13 e si vede subito 
che i condensatori sono stati sostituiti con dei cortocircui¬ 
ti mentre il transistore si è schematizzato molto sempli¬ 
cemente con un « quadripolo », cioè dispositivo a quattro 
terminali (di cui due comuni a massa), caratterizzato da 
una resistenza d'Ingrt sso v,,. e ds un guadagno dì cor* * 
rsnte Nel citcuitn d'uscita del quadripolo sfi ba cioè 
un generatore ideale ci corrente il cui valore è controllato 
dalla grandezza della corrente di base; In questo discorso 
e In quel che segue stiamo sempre naturalmente consi¬ 
derando solo grandezze alternate e parametri differenziali 
o dinamici. 

A questo punto i! comportamento del circuito rispetto ai 
segnali alternati applicati in ingresso è già abbastanza 
definito, ma sono possibili ulteriori semplificazioni e so¬ 
prattutto si possono introdurre nel circuito equivalente i 
valori dei vari parametri differenziali. 

Quanto vale la resistenza d'ingresso r^e? Consultando af¬ 
fannosamente la puntata del circuitiere relativa a tali 
argomenti si può scoprire che in un transistore percorso 
da 1 mA la resistenza dinamica del diodo di emettitore 


è pari a circa 25 O e che la resistenza dìngresso 
è pari a tale valore moltipllcato per II guadagno di cor< 
rente più la resistenza di base e cioè fk—+ 
Siccome = 3€00 H mentre vate qualche centi¬ 

naio di ohm, si può trascurare quest'ultima grandezza. 
Così pure si può trascurare l'effetto dei B50 kn di 
polarizzazione che si trovano in parallelo ai 3 kfl della 
resistenza d'ingresso. 

Le due resistenze da S kO si trovano In parallelo e pos¬ 
sono essere sostituite da una sola da 2.5 kQ: così fs- 
cendo si ha un generatore di corrente in parallelo a un 
resistere che può, in base a quanto si è detto prima ed 
alla equazione fi), sostituirsi con un generatore dt tem 
Sion© In serie e un resistere. 11 valore di tale generatore 
(in volt) è 2,S kU-120 it. cioè 0,3 li, se è espresso 
in uA. 


a3jb 




Ukn 


-^Wr- 


Q 


S 2,SkIl 


Frgura 14 

Circuito equivalente semplificato deil'amplificatore 
di figura 12 in cui si sono introdotti i valori dei 
parametri dinamici rit e hi,. 


Il circuito equivalente si è così trasformato in quello, 
estremamente semplice, di figura 14, da cui si calcola 
subito che la corrente di segnale di base ib vale 1 pA 
e che perciò la tensione di uscita vale 0,3 V. 

Il guadagno di tensione 

Vo 

Av =- 

Vg 

vaie dunque —100, in cui il segno negativo tiene conto 
del fatto che, come si vede dal circuito equivalente, la 
tensione di uscita ha segno opposto rispetto a quella df 
entrata: si ha inoltre che la resistenza d’ingresso del¬ 
l’amplificatore vale 3 kQ e la resistenza di uscita vale 
2,5 kQ. 


TR5AC - CON VERTITORE PER RADIOMATORI 

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Presentazione alla Mostra di Genova nei giorni 15, 16 e 17 dicembre 1967 


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trasmissione e modulazione, con pile incorporate 

9 Documentazione a richiesta 












































Amplificatori BF 
a transistori 


di H. Schreiber 

traduzione in esclusiva per CD-CO 

di Giuseppe Volpe 

da « Radio TV Constructeur » 


Dopo questa tabella, che non richiede alcun commento, 
vediamo i prezzi, rilevati dalle tariffe di un fornitore 
che vende i due tipi. Ed è a questo punto che il con¬ 
fronto diviene sorprendente, perché il prezzo del migliore 
dei due transistori, il 2N3055, rappresenta pressapoco 
il 65% del prezzo del 2N174. Bisogna dunque adoperare 
il silicio non spio perché è migliore, ma anche perché 
è meno caro. Nondimeno, non è da molto tempo che 
esiste questo rapporto di prezzo, e l’ondata dei ribassi 
non ha ancora raggiunto tutti i fabbricanti e tutti i det¬ 
taglianti. Dunque, prima di acquistare, informatevi, e... 
siate fermi sul prezzi. 

Amplificatori a invertitore di fase • émettodyne 


Dopo avere analizzato degli adattatori e del correttori 
di tono, e due amplificatori di media potenza (CD n, 9, 
pagine 667-^6741 affronteremo ora l^analisi degli amplh 
ficatorì di potenza compresa fra S e 50 watt, e gli 
alimentatori relativi agli stessi. Poiché, nella descrizione 
di questi apparecchi, capiterà spesso di parlare di di¬ 
storsioni Infenori airi% e di bande passanti suparioH 
ai 100 kHz. sarà necessario premettere una spiegazione. 
Cl si può In effetti chiedere a che cosa possano servire 
delle caratteristiche tali, se si tiene conto del fatto che 
la distorsione di registrazione e di riproduzione è cor¬ 
rentemente superiore al 10% nel caso di un disco, che 
un altoparlante di eccellente qualità produce non meno 
dei 20% di distorsione alle frequenze basse e che le 
frequenze superiori ai 15 o 20 kHz non sono nò registra¬ 
bili, nè udibili. Adottando un punto di vista strettamenio 
tecnico* si può dunque affettivamenta dire che alcune 
delle caratteristiche annunziate non hanno alcuna uli^ 
lità. Tuttavia, come si vedrò, a causa delta qualità dei 
transistori di cui si dispone attualmente, è spesso dlf- 
Belle evitare di avere stmiii caratteristiche, ciò vuoi 
dire che esse sono doppiamente gratuite. Allora perché 
non sopportarle, tanto più che esse costituiscono un 
innegabile elemento commerciale? 

La maggior parta dei f patiti » dell alta fedeltà chiedono 
effettivamente una distorsione inferiore airi%. e biso¬ 
gna soddisfarli. Anche se poi essi ascoltano questi 
amplificatori nelle disastrose condizioni acustiche di una 
stanza di soggiorno dai muri lisci e pars Imo ni osa mante 
arredata di mobili moderni* 

Pesta da sapere se t transistori di potenze al silicio 
sono veramente necessari e se il germanio non am 
drebbe bene io stesso, con una leggera diminuzione del- 
I elevata qualità delle caratteristiche? Per rispondere 
a questa domanda, bisogna confrontare le caratteristiche 
e i prezzi. Per le caratteristiche, la tabella 1 mette a 
confronto 11 transistor 2N174 pn-p al germanio motto 
classico* con il 2N3055, n-p-n al silicio di concezione più 
recente. 


TABELLA I 


CARATTERISTICHE 

2N174 (Gè) 

2N3055 [Si) 

potenza diss. con contenitore a 60®C (W) 

80 

90 

tensione max collettore-emettitore, base 
bloccata con 1,5 volt (V) 

80 

100 

corrente massima di collettore (A] 

15 

15 

guadagno in corrente per le — 4 5 A 

25...50 

20...70 

frequenza di taglio per le = 1 A [kHz) 

100 

800 


Quelli che si sono avvicinati alla B.F. verso il 1935 rico¬ 
nosceranno, nello schema di figura 13, un princìpio di 
funzionamento simile a quello deiramplificatore di Loftìn- 
White. Benché simmetrico in apparenza, questo montag¬ 
gio non ha bisogno di esserlo elettricamente. L’ampli¬ 
ficazione di potenza è, in effetti assicurata da T4 che 
lavora in collettore comune, dunque con una distorsione 
debolissima. Il ruolo di T5 è piuttosto quello di una 
resistenza di carico, che assicura il passaggio della 
corrente continua del circuito dj emittore di T4. Ora 
essendo la resistenza dinamica d’uscita di T5 molto più 
grande della resistenza statica, si ha a che fare con 
una resistenza di carico che non consuma praticamente 
alcun segnale, cosiccé si può effettivamente dire che 
la totalità del segnale d’uscita raggiunge l’altoparlante 
attraverso C3. 

Inoltre, si giunge a lavorare in un regime vicino alla 
classe B, dunque con un buon rendimento, applicando 
alla base di T5 un segnala che si trova in opposizione 
di fase con quello che riceve la base dì T4, Lo schema 
mostra che questi due transistori sono preceduti da 
due stadi a collettore comune, T2 e T3* U base del 
primo è connessa al collettore di TI, o quella del 
secondo all'emittore dello stesso transistor. Essendo 
le resistenze di carico corrispondenti (RS e R61 molto 
diverse, si vede che non può esserci una simmetria 
reale. D’altra parte, non si può aumentare il valore di 
R6, perché ciò significherebbe una corrente di riposo 
troppo elevata nello stadio d'uscita. Né si può, poiché 
si lavora in classe B, effettuare un collegamento con 
capacità tra l'emittore dì TI e la base di T3. 

II collegamento diretto che esiste fra tutti gli stadi 
del montaggio permette una efficacissima stabilizzazione 
in temperatura. Essa è ottenuta grazie a una contro- 
reazione stabilita tra il collettore dì T5 e la base 
di TI, dal partitore PI, R2, R4. Se la tensione sui 
collettore di T5 tende a diminuire, R4 trasmette questa 
diminuzione alla base di TI. Ne risulterà un aumento 
di corrente in T2 e T4, e una diminuzione in T3 e T5. 
Queste variazioni tendono a ristabilire la tensione di 
partenza sul collettore dì T5. 

Come provano le cifre date più avanti, la controrea¬ 
zione tramite R4 permette già di avere una distorsione 
molto bassa. Si può, peraltro, aggiungere ancora una 
controreazione che agisce unicamente in alternata (C2, 
R3] e che diminuisce il tasso di distorsione di circa 
la metà. Il valore di C2 è stato scelto in modo da 
compensare la perdita di guadagno alle frequenze basse 
dovuta a Cl e a C3. 


Figura 13 


A seconda del valore della tensione di alimenta¬ 
zione e dell’impedenza di carico, questo schema 
può essere utilizzato per delle potenze d'uscita 
comprese fra 5 e 25 W. 



930 































La risposta rimane così lineare fino a frequenze del¬ 
l'ordine di 10 Hz. La rotazione dì fase che si osser¬ 
va con i transistori alle frequenze elevate, può por¬ 
tare, con un tasso di controreazione troppo eleva¬ 
to, ad una oscillazione spontanea verso i 100 Hz o più. 
Per evitarla, è sufficiente prevedere una cella del tipo 
C4-R11 tra i terminali d'uscita. Può sembrare paradossa¬ 
le di avere un'amplificazione molto lineare malgrado la 
mancanza di simmetria prima segnalata. La cosa sì spie¬ 
ga tuttavia, se si considera che l'amplificatore veramente 
simmetrico, utilizzando gli stessi transistori, dà, come 
vedremo in seguito, 50 watt nelle stesse condizioni. Ciò 
vuol dire che nella versione della figura 13 la limitazione 
ha luogo prima che i tarnsistori siano utilizzati a fondo, 
e si comprende il vantaggio di una tale soluzione per la 
distorsione osservata prima deilo spianamento. 


Realizzazione deiramplifìcatore a invertitore-émettodyne. 

Lo schema di figura 13 può essere utilizzato come mostra 
la tabella II per amplificatori la cui potenza varia dai 
5 ai 25 watt. Le potenze indicate nella tabella corrispon¬ 
dono a una distorsione del 5% che diviene inferiore ai¬ 
ri % quando la potenza d'uscita resta a —3 dB al disotto 
della potenza nominale. Nel caso della versione 17 watt, 
ad esempio, si rileva lo 0,5% di distorsione a 10 watt 
(1 kHz), e lo 0,2% a 2,5 watt (1 a 10 kHz). Alla stessa 
potenza, il tasso delle armoniche è dello 0,5% a 100 Hz. 
Per la versione 25 watt, la distorsione resta inferiore ai¬ 
ri %, al disotto dei 20 watt è inferiore alio 0,6% con 
il circuito di controreazione C2-R3. 

La potenza nominale è ottenuta, in tutti i casi, con una 
tensione d’ingresso compresa tra 1 e 2 Veff. In presenza 
della controreazione più energica (C2-R3), questi valori 
si raddoppiano appena. Essi tengono conto della resi¬ 
stenza RI, che simula la resistenza d’uscita dello stadio 
precedente. Questa resistenza può essere soppressa 
quando il preamplificatore collegato all’amplificatore di 
figura 13 lavora con una resistenza di carico uguale o 
superiore a 1,5 ki7. 

Per tutte le versioni indicate, la banda passante si esten¬ 
de da 10 Hz a 100 kHz a ±3 dB, e tra 30 Hz e 30 kHz, 
si giunge facilmente a ±0,2 dB. La buona risposta ai 
segnali rettangolari è illustrata dalla fotografia di figu¬ 
ra 14, che si riferisce alla versione 17 watt con contro- 
reazione, nella quale sono riprodotte dall'alto in basso 
le frequenze da 30, 100, 1000, e 20 000 Hz, 

Per ogni stadio, sono indicati diversi tipi di transistori 
nella tabella delle caratteristiche. Questa lista è lungi 
dall'essere limitativa, perché esistono, in questo campo, 
un gran numero di tipi equivalenti. Conviene menzionare 
anche i transistori che sono venduti con indicazione par¬ 
ziale delle loro caratteristiche, come è sovente praticato 
per altri componenti elettronici. In effetti se si desidera 
acquistare un condensatore « ceramico » da 270 pF ±5%, 
che sopporti 250 V e che abbia un coefficiente di tempe¬ 
ratura negativo, non si va certo ad acquistare un qua¬ 
lunque 3 W 3422 B, ma ci si interesserà alle caratteri¬ 
stiche dei modelli proposti. Non c’è alcuna ragione di 
non procedere allo stesso modo nel campo dei transistori, 
e si trovano effettivamente già, in commercio, dei transi¬ 



Fìgura 14 

Dall'alto In basso, risposta ai segnali rettangolari 
a 30 Hz, a 100 Hz, a 1 e a 20 kHz rilevati ai 
capi del carico delTamplificatore di figura 13. 


stori che portano, al posto di un numero di individuazio¬ 
ne, una scritta simile a 50W-80V, che sta ad indicare 
le caratteristiche principali. Quanto alle altre caratteri¬ 
stiche, come la corrente di fuga, la frequenza dì transito, 
l’intensità massima di collettore, il guadagno in corrente, 
ecc,, la tecnologia del silicio ha fatto ora dei progressi 
sufficienti perché non si abbia più bisogno di conoscerli 
per un’applicazione così banale qual è quella di un am¬ 
plificatore B.F. Più esattamente, si potrà ammettere che 
queste caratteristiche sono superiori a quelle che ci so¬ 
no necessarie, proprio come, nell'esempio del conden¬ 
satore ceramico citato prima, non si ha bisogno di co¬ 
noscerne la resistenza di isolamento, salvo che per par¬ 
ticolari applicazioni. 

Detto ciò, si potrà dunque utilizzare un n-p-n al silicio 
« 0,5 » watt (o più) per T1, e anche per T2 e T3 nella 
versione tino a 12 watt, un « 1 watt » per 12, T3 nelle 
altre versioni. Per T4 e T5, saranno necessari dei «25 watt» 
(o più) per potenze fino a « 12 watt », e dei « 50 watt » 
nei montaggi di maggiore potenza. In tutti i casi la ten¬ 
sione di collettore dovrà essere almeno uguale alla ten¬ 
sione di alimentazione prevista. Il guadagno in corrente 
non è importante che per 12 e T3, e nelle versioni da 
15 watt in su, in cui questo valore dovrà essere supe¬ 
riore a 80. Per ciò che riguarda lo stadio d’uscita, è da 
notare che si avranno dei vantaggi utilizzando transistori 
accoppiati. 

Un radiatore di sottile lamiera di alluminio (3x3 cm per 
le versioni fino a 12 watt; 5 x 5 cm per le versioni a mag¬ 
giore potenza) deve essere previsto per 12 e T3. Quanto 
ai radiatori dei transistori d’uscita, la loro superficie to¬ 
tale (contando le due facce), dovrà essere almeno ugua¬ 
le a 5 cmq per watt di potenza nominale. Quando questa 
sia superiore ai 10 watt, sarà più vantaggioso non utiliz¬ 
zare una semplice lastra piana, ma un fascio dì più la¬ 
miere, costituito da « U » più o meno aperti e uniti uno 
al rovescio dell’altro. Dai lato su cui si fissa il transi¬ 
stor, lo spessore totale dovrà essere di almeno 3 mm. 


TABELLA II 


potenza 

massima 

d'uscita 

(W) 

tensione 
di alim. 

(V) 

corrente di alim. 
alla potenza max 

imoedenza 
dì carico 
(O) 

R2 

(kO) 

TRANSISTORI UTILIZZABILI 

(Amed) 

(Aeff) 

TI 

T2. T3 

T4. T5 

5,5 

10 

30 

35 

0,3 

0,45 

0,45 

0.65 

15 

10 

5.6 

5.6 

2N927, 2N928, 

2N2924. 

2N3402, 2Na053. 
2N3402, 2N3053. 

2N3054, 180T2B, ' 

2NI8II6, BD109. 

12 

40 

0,4 

0,6 

15 

4,7 

2N927, 2N928, 

2N3404, 2N3405, 

2N3054, 180T2B, 

15 

40 

0,5 

0,75 

10 

4,7 

2N3416. 2N3705. 

2N3053. 

2N18S6, BDY10, 









2N1069. 

17 

50 

0,5 

0,75 

15 

3,3 

2N927, 2N928, 

2N3404, 2N3405, 








2N3416. 2N3053, 

2N3053, 2N2197, 

2N3055, 130T2B, 

25 

50 

0,7 

1 

10 

3,3 

2N3704, 2N3705. 

74T2, TIP 24, 

2N1490, 2N1616, 








2N3766. 

BDYIO. 


La corrente in ampere media è quella che si misura con uno strumento inserito ai capi dell’alimentazione, quello in am¬ 
pere efficaci corrisponde aH’assorbimento effettivo dell'alimentazione. La differenza è dovuta alla forma della corrente 
di alimentazione (vedere i paragrafi sull’alimentaziGne, alla fine dell'articolo). 













































Queste dimensioni per i radiatori sono valide per una 
utilizzazione degli amplificatori in parola e musica. Per 
ciò che concerne il regime prolungato a potenza massima, 
le osservazioni fatte a proposito degli amplificatori da 
1 a 2 watt restano valide. 

Per la messa a punto, si inizia portando P2 al minimo del 
suo valore ohmico. Poi si regola P1 in modo da ottenere 
sul collettore di T5 la metà della tensione di alimenta¬ 
zione. Mantenendo questa tensione con del ritocchi pro¬ 
gressivi di PI, si agisce poi su P2 in modo da ottenere 
una corrente di riposo di collettore compresa fra 100 e 
50 mA. Applicando un segnale sinusoidale aH'ingresso 
deiramplificatore, si potranno perfezionare questi ritoc¬ 
chi con Tausilio delloscilloscopio. Ritoccando P2, si fa 
in modo che la distorsione che si produce al raccordo 
delle due alternanze successive (distorsione di taglio) 
sparisca « nei limiti del possibile ». Alla massima poten¬ 
za d’uscita, le creste sinusoidali saranno « limate » in 
modo simmetrico se PI è correttamente regolato. 

Amplificatore da 15 watt, per altoparlanti da 2,5 ohm. 

Con le loro impedenze di carico di 10 o 15 ohm, gli 
amplificatori prima descritti rischiano di non soddisfare 
quelli che, come l'autore di questo articolo, sono ancora 
in possesso di un altoparlante di 2,5 ohm di impedenza, 
vecchio di cinque o dieci anni, ma di eccellente qualità. 
Dinanzi all'alternativa di dover rimpiazzare o l'amplifica¬ 
tore 0 l'altoparlante, essi opteranno spesso per la prima 
soluzione, poiché i prezzi rispettivi del sicilio e del¬ 
l’acciaio per i magneti si sono prodigiosamente evoluti, 
ma in senso contrario, mentre è relativamente facile mo¬ 
dificare un amplificatore per adattarlo a una differente 
impedenza di carico. 

Ora, una potenza di 15 watt su una resistenza di 2,5 ohm 
può essere ottenuta solo ammettendo una corrente di 
cresta di 4 ampere circa nei transistori finali. In queste 
condizioni, un montaggio realmente simmetrico è prefe¬ 
ribile. 

Lo schema di figura 15 mostra che il collegamento sim¬ 
metrico è stato ottenuto con un inversore di fase com¬ 
plementare (T3,T4). Il principio di funzionamento del- 
Tamplificatore è dunque lo stesso visto per gli amplifi¬ 
catori da 1 a 2 watt, descritti precedentemente. Tuttavia, 
si è previsto uno stadio d'ingresso (TI), che^ permette 
di lavorare con una tensione d’entrata dell’ordine di 
1 volt, rendendo il funzionamento dell'amplificatore indi- 
pendente dalla resistenza interna della sorgente di co¬ 
mando. Inoltre, si deve segnalare una correzione con 
controreazione (C5-R6), associata a un circuito equili¬ 
bratore di fase {C7-R17). Il condensatore C2 serve a 
evitare un innesco che rischia di manifestarsi, in sua 
assenza, quando i conduttori d'uscita passino vicino a 
quelli d’ingresso. 

Le caratteristiche in frequenza dell'amplificatore sono il¬ 
lustrate dalla curva I di figura 16. La piccola protuberan¬ 
za di -t 0.6 dB, verso 20 Hz può essere corretta portando 
il valore di C5 a 680 nF. La risposta diviene allora linea¬ 
re, a ±0,1 dB circa fra 25 Hz e 40 kHz. La risposta alle 
rettangolari è illustrata dalie fotografie delle figure 17 
(20 Hz in alto, 200 Hz in basso) e 18 (2 e 20 kHz). 



Figura 16 

Curve di risposta degli amplificatori di figura 15 
(I) e 21 (II). 



Figura 17 

Risposta ai segnali rettangolari a 20 Hz (in alto) 
e 200 Hz (in basso) trasmesse dairamplìficatore 
di figura 15. 



Figura 18 

I segnali rettangolari di 2 kHz (in alto) e di 
20 kHz (in basso) mostrano, per ramplificatore di 
figura 15, dei tempi di salita e di discesa dell’or¬ 
dine di 3 [jis. 

















































Per ciò che riguarda la distorsione la curva I di figura 19 
mostra che essa diviene inferiore airi% a! disotto dei 
10 watt. Alle potenze più basse, si potrà ancora miglio¬ 
rarla accoppiando con cura T3 con T4 e T5 con T6. 



Figura 19 


Tasso di distorsione in funzione della potenza dì 
uscita per gli amplificatori da 15 W (I) e da 
50 W (II). 


Poiché alcuni transistori non devono sopportare più di 
25 volt si ha una grande possibilità di scelta per i tipi 
utilizzabili. Per T1, che dissipa 50mW, si potranno ado¬ 
perare: 2N334, 2N335, 2N904 , 2N905, 2N2923, 2N2924, 
2N2926, 2N33S4, 2N3709, BC107, BC108, BC113. Il transi¬ 
stor T3 deve dissipare 0,2 watt in regime « musicale » e 
può essere un 2N927, 2N3402, 2N3053, 2N697, BC119, 
BC140C, 0 simili. Per il transistor pnp (T4) può essere usa¬ 
to un transistor al germanio, ma per conservare una buona 
risposta in frequenza sarà bene scegliere un tipo H.F., 
del tipo 2N1305. In mancanza un OC72, AC125, AC128, 
SFT352 0 simili possono essere utilizzati. Un p-n-p al si¬ 
licio non costa affatto più caro di questi ultimi, se si 
utilizza un 2N3702. Da segnalare che esiste nella stessa 
serie (Texas Instruments) il 2N3702, che ammette 300 mW, 
200 mA e 50 V, dunque perfettamente utilizzabile per 
degli inversori di fase alimentati con tensioni elevate. 
Per i diodi D, non essendo utilizzati che in senso diretto, 
può essere adoperato un qualsiasi tipo a! germanio. 

Se T4 è un p-n-p al silicio, si avrà qualche vantaggio nel- 
l'utilizzare un circuito di tre diodi in serie, ciò non man¬ 
cherà di migliorare la stabilità in temperatura deH'ampli- 
ficatore. Nello stadio d'uscita, qualsiasi n-p-n che ammetta 
una corrente di collettore di almeno 4 A è utilizzabile. 
Il 2N3054 sembra attualmente il meno caro, ma una 
felice evoluzione dei prezzi può attendersi con eguali 
speranze per ciò che riguarda la serie 180T2, 2N1490, 
2N1616, BDYIO, e ancora di più per I transistori venduti 
con indicazione parziale delle loro caratteristiche, del 
tipo « 50W-30V ». Il 2N3055 può essere adoperato e per¬ 
metterà una potenza d'uscita più elevata di quella an¬ 
nunciata. 


Si è cercato di realizzare un insieme più compatto pos¬ 
sibile. Il condensatore C6 si trova « alloggiato » tra I ra¬ 
diatori dei transistori, e il circuito stampato (figura 20) 
si trova fissato al disopra. Nessun radiatore è necessa¬ 
rio né per T3 né per T4. Per ciò che riguarda I radiatori 
di T5 e T6, le indicazioni date prima restano ancora 
valide. 

Per la messa a punto, si applicheranno le stesse regole 
viste precedentemente. La tensione ai collettore di T6, 
normalmente eguale alla metà della tensione di alimen¬ 
tazione, si regola tramite R9, mentre R11 permette dì 
regolare, a 100 mA circa, la corrente assorbita in riposo. 

Amplificatori da 30 e da 50 watt, a simmetria regolabile. 

Quando si desidera realizzare un amplificatore di grande 
potenza con debole distorsione, si incontrano frequente¬ 
mente delle difficoltà per ciò che riguarda l'uguaglianza 
delle caratteristiche dei due transistori di uno stesso 
stadio simmetrico. E' noto, quando si tratta di uno stadio 
complementare, che si ha un bel cercare due campioni 
che presentino guadagno di corrente identico, si constata 
durante il funzionamento in regime dinamico che essi 
sono molto diversi tra loro, e non si può fare altro 
che procurarsi un gran numero di campioni per provarli 
tutti sull'amplificatore, effettuando una fastidiosa serie 
di misure. 

E’ allora molto più semplice progettare l'amplificatore 
in modo che una delle sue vie simmetriche, dotata di 
una grande riserva di amplificazione, sia a guadagno 
regolabile. Come mostra lo schema di figura 21, si fa 
appello, per ottenere ciò, a uno stadio intermediario d'in¬ 
versione di fase. Il transistor T1 lavora allo stesso modo 
di T2 della figura 15. Il suo segnale di collettore è diret¬ 
tamente applicato sulla base di T3, mentre la base di 
T2 riceve solo una frazione di questo segnale, determi¬ 
nata da R6 e P3. Lavorando con emittore comune, T2 pro¬ 
duce un'inversione di fase, cosicché le basi di T3 e T4 
sono comandate in opposizione di fase. La polarizzazione 
di T2 può essere regolata tramite P3, ed essa determina 
tramite II collegamento diretto con T4, la corrente di ri¬ 
poso deM'amplificatore. Con questa disposizione si ot¬ 
tiene una stabilità in temperatura ancora migliore che 
nei montaggi precedenti. In effetti ogni aumento di tem¬ 
peratura ambiente fa diminuire la tensione di collettore 
di T2, e questa diminuzione corrisponde con esattezza a 
quella che richiede la polarizzazione di base di T4 purché, 
durante i'elevarsi della temperatura, la corrente di collet¬ 
tore resti costante. Gli stadi d’uscita sono, nel loro prin¬ 
cipio di funzionamento, identici a quelli di figura 13. 

Le versioni 30 e 50 W si distinguono solo per la loro 
tenzione dì alimentazione che è di 40 V nel primo caso, 
e di 55 V nel secondo. Alla massima potenza d’uscita, 
un analizzatore universale Indica, rispettivamente, una 
corrente di alimentazione di 1,1 e di 1,4 A circa, che 
corrispondono approssimativamente a 1,6 e 2,0 A efficaci. 
Per la versione 50 W, la curva II di figura 16 rappresenta 
la risposta in frequenza. Alle frequenze elevate, essa 
differisce un poco dalla curva I, relativa all’amplificatore 
da 15 W di figura 15. In questo circuito, lo stadio d’uscita 
era equipaggiato con dei transistori « mesa », mentre 
nella versione 50 W ci sì era contentati di transistori di 
potenza « diffusi ». E’ chiaro che questa differenza tecno¬ 
logica non ha alcuna importanza in pratica. 



Figura 20 

Circuito stanipato dolPamptilicatofe di figura 15, 


933 
















































Amplificatori BF a transistori 



Negli amplificatori equipaggiati di trasformatori d’uscita, 
si constata spesso, alle frequenze elevate, che la po¬ 
tenza utilizzabile senza distorsione cade a una frazione 
di quella ottenuta a 1.000 Hz. Si deve perciò precisare, 
quando si rileva una curva di risposta, per quale potenza 
d’uscita essa è valevole. Una tale precauzione è perfet¬ 
tamente inutile nel caso degli amplificatori descrìtti di 
seguito. Per convincersene, è sufficiente guardare l'oscil- 
logramma di figura 22, corrispondente a una frequenza 
di 100 kHz e una potenza di uscita di 35 W, che denuncia 
una distorsione appena percettibile. Se sì desidera veri¬ 
ficare queste caratteristiche, d’aitra parte tanto inutili, 
quanto gratuite, si avrà cura di utilizzare per R14 una 
resistenza di forte dissipazione perché a 100 kHz, la reat¬ 
tanza di C5 diviene sufficientemente debole perché vi 
cìrcoli una corrente importante. 


24 


Figura 23 

Risposta alle rettangolari deH’amplificatore da 50 
watt, per 100 Hz (in alto), e per 20 Hz (in basso) 


Figura 22 

A 35 watt d’uscita questo oscillogramma presenta 
una leggera distorsione. 


La risposta alle rettangolari è illustrata dagli osci’Sog:'am- 
mi di figura 23 (100 Hz in alto, 20 Hz in basso) e figura 
24 (20 kHz in alto, 1 kHz in basso). Per giudicare le 
caratteristiche rappresentate, ì nostri lettori potranno 
paragonare questi oscillogrammi a quelli relativi a mol¬ 
ti amplificatori a transistori al germanio presentati da 
marche prestigiose, che dispongono di mezzi finanziari 
e materiali ben diversi da quelli da noi consacrati alle 
realizzazioni qui descritte. Ciò vorrebbe dire che un co¬ 
struttore « indipendente » potrebbe fare meglio di un’in¬ 
dustria? Sì, in alcuni casi, ma da poco, e ciò grazie 
all’evoluzione tecnologica e dì prezzo molto rapida dei 
semiconduttori, evoluzione che l’amatore giunge a se¬ 
guire più da vicino dell’industria. Infatti nell’epoca in 
cui si è deciso dì studiare degli amplificatori B. F. in¬ 
dustriali, che compaiono ora sul mercato, l’insieme dei 


Figura 24 

L’oscillogramma in figura rappresenta la risposta 
a 20 kHz in aito, e a 1000 Hz in basso. 


semiconduttori del circuito di figura 21 doveva costare 
prescapoco quanto un frigorifero domestico. Oggi, si 
possono avere tutti i componenti a un prezzo inferiore 
a quello del solo trasformatore d’uscita di un amplifi¬ 
catore a tubi, di caratteristiche nettamente inferiori. 

La curva il di figura 19 mostra che, per ciò che riguarda 
la distorsione, ramplificatore di figura 21 è sullo stesso 
livello delle realizzazioni industriali. Grazie alla regola¬ 
zione della simmetria (P2) che verrà commentata nel 
paragrafo seguente, non è neanche necessario accop¬ 
piare con cura i transistori per giungere a un risultato 
così spettacolare. A 1000 Hz questa distorsione è, in ef¬ 
fetti* Interiore all’io per 40 W d'usdta, Inferiore allo 
0,3% per 30 W, e inferiore allo 0,2% per 20 W, In fun¬ 
zione della frequenza e con 20 W d’uscita si ha lo 0,3%. 
a 10 kHz. lo 0,8% a 100 Hz, e meno del 2% a 40 Hz. 




































Realizza 2 ione e messa a punto degli amplificatori da 30 e 
50 watt. 

La scelta dei transistori sarà cosa relativamente faciie, 
perché la controreazione prevista neH’amlificatore è mol¬ 
to energica per equilibrare delle dispersioni, anche im¬ 
portanti. Così, si può utilizzare per T1 un qualsiasi n-p-n 
che sopporti 50 V. Menzionando i tipi 2N927, 2N928, 2N698, 
2N956, 2N1613, 2N3416, BC107 e BC116, si è dunque molto 
lontani dal termine dell’elenco. Per T2, la possibilità di 
scelta è ancora più vasta, poiché questo transistor deve 
sopportare una tensione di collettore di 3V, ogni n-p-n 
di debole potenza, e che presenti un guadagno in cor¬ 
rente superiore a 50, può essere utilizzato. Nella famiglia 
del silicio il 2N2926 e BC108, ci sembrano attualmente 
i meno costosi, ma si potrà economizzare ancora qual¬ 
che lira utilizzando un n-p-n al germanio, ad esempio 
2N1304. Per T3 e T4, abbiamo provato successivamente 
con gii stessi risultati dei 2N3404, dei 7AT2 e dei 1,8W-60V, 
che presentano un guadagno vicino a 100. I due tipi no¬ 
minati per ultimi e il 2N3053, danno una sicurezza mag¬ 
giore per ciò che concerne la potenza dissipata. In ogni 
caso 13 e T4 vanno montati su un radiatore in lamiera 
sottile di alluminio da 5 x 5 cm circa. 

Nello stadio d’uscita, i tipi 2N3054 e BDYIO sono utiliz¬ 
zabili solo per la versione da 30 W. Per contro 2N3055, 
180T2B, 2N1490, 2N1616, e tutti quelli che si chiamano 
50W-60V (e oltre) possono equipaggiare alla perfezione 
le due versioni. Per il prototipo, nello stadio di potenza 
sono stati adoperati dei radiatori industriaii; ia loro su¬ 
perficie è di 250 cmq circa. Detta superfice non è suffi¬ 
ciente per « tirar fuori » la potenza massima in regime 
continuo, ma lo è largamente per la riproduzione musi- 
caie (e della parola), e per prendere delle fotografie di 
oscillogrammi senza affrettarsi troppo. 



Figura 25 


Oscillogrammi che mostrano la messa a punto 
dell'amplificatore di figura 21. 


Figura 26 

A più di 50 watt, la svettatura si deve manife¬ 
stare in modo simmetrico. 

Come nel casi precedenti, la messa a punto statica è 
relativamente facile. Si comincia col regolare P3 al mi¬ 
nimo, poi si giucca successivamente su PI per rendere 
la tensione di collettore di T6 uguale alla metà della 
tensione di alimentazione, e su P3 per stabilire una cor¬ 
rente di riposo di 100 mA circa. Poi, con l'aiuto dì un 
oscilloscopio, e applicando circa 0,1 V a 100 Hz all’en¬ 
trata, sì può perfezionare la regolazione dì P3, in modo 
da osservare la completa scomparsa della distorsione di 
taglio che mostra le prima riga deiroscillogramma dì 


figura 25. Dopo di ciò aumentando la tensione d’ingresso 
a 1 V circa, si oltrepassa la potenza nominale, ciò che sì 
traduce se Pi è ben regolato, in una limitazione pressa¬ 
poco simmetrica delle due creste della sinusoide (figura 
26). Per queste prove, e per le seguenti, una resistenza 
d^ 5 H 50 W, va collegata al posto deH’altooarlante. 

La regolazione della simmetria dinamica (P2) è più de¬ 
licata, se ci si tiene a ottenere una distorsione molto 
bassa. A questo proposito la seconda riga deìroscillo- 
gramma (figura 25) mostra ciò che si ottiene con un va¬ 
lore troppo basso di P2. La distorsione è appena percet¬ 
tibile in regime sinusoidale, ma la si vede già meglio 
lavorando con un segnale a dente dì sega o triangolare 
(figura 25 terza riga); con un valore troppo basso di P2, 
si osserva una svettatura molto appariscente (figura 25 
in basso), ma che viene attribuita molto facilmente a 
una cattiva regolazione di PI. 


lokn lovn 



Figura 27 

Filtro a doppio T, utilizzato per regolare al 
mìnimo la distorsione. 


E' dunque preferibile effettuare la regolazione di P3 per 
il mìnimo di tasso armoniche. Se sì dispone di un ge¬ 
neratore B.F. a debole distorsione propria e di un distor¬ 
siometro, l’operazione è facile. Ma quest'ultimo appa¬ 
recchio non è indispensabile, e si può rimpiazzarlo con 
il ponte a doppio T di figura 27. Correttamente regolato, 
questo filtro ha la proprietà di eliminare perfettamente 
la Frequenza fondamentale del segnale applicato all'In¬ 
gresso e lasciar passare solo le armoniche che vi sono 
eventualmente contenute. I valori dello schema di fi¬ 
gura 27 corrispondono a una frequenza di reiezione di 
1 kHz. Non è necessario utilizzare dei componenti di 
precisione, poiché il valore esatto della frequenza di 
misura non è importante. I capi d'entrata del filtro van¬ 
no connessi a quelli della resistenza di carico dell'am- 
plifìcatore che, collegato a un generatore B.F. (1000 Flz 
circa), lavorerà a un livello prossimo ai 20 W. AH'uscita 
del filtro si connette un oscilloscopio, un signal tracer, o 
a rigore un altoparlante. Poi si regola alternativamente 
e successivamente la frequenza del generatore B.F. e il 
potenziometro P del filtro finché il segnale d'uscita di¬ 
venta minimo. 

Seguendo l'indicatore utilizzato, si vede (o si sente) 
quando la frequenza fondamentale sparisce per fare po¬ 
sto alle armoniche, che saranno essenzialmente dì or¬ 
dine 2 finché P2 non è ancora regoiato. Per ottenere il 
minimo di distorsione nell'amplificatore, si deve di se¬ 
guito cercare, agendo su P2, un nuovo mìnimo all'uscita 
del filtro a doppio T. 

Beninteso, non si potrà in alcun caso riuscire ad avere 
un tasso di distorsione inferiore a quello del generatore 
B.F. utilizzato. Quest'ultimo dovrà dunque essere infe¬ 
riore allo 0,1% se si vogliono effettivamente utilizzare a 
fondo le caratteristiche deH'amplificatore. Ma anche se 
questo tasso è dieci volte più elevato, è certo che l’orec¬ 
chio non si renderà conto della differenza. 

Sarà d'altra parte lo stesso per il livello residuo di 
rumore e dì ondulazione, che misurato con Talimen- 
tazione descritta più innanzi (figura 29), si stabilisce 
a — 70dB con una potenza di 200 mW, e — 90 dB con 
una potenza di 20 W. 













Le caratteristiche deir alimentazione 

Tutti gli amplificatori descritti lavorano in classe B, cioè 
consumano una corrente tanto maggiore quanto più gran¬ 
de è il segnale d’uscita. In queste condizioni, una ali-^ 
mentazione non stabilizzata darà una tensione che di¬ 
minuisce con la potenza che si richiede e non sarà pos¬ 
sibile raggiungere la potenza nominale con un tasso di 
distorsione accettabile. Inoltre, per ottenere un tasso 
di ondulazione (ronzio) accettabile, bisognerebbe ado¬ 
perare delle impedenze e dei condensatori di livella¬ 
mento tali che una alimentazione del tipo classico di¬ 
verrebbe alio stesso tempo troppo costosa e ingombrante. 


Figura 28 

Corrente di alimentazione di un 
amplificatore simmetrico 
con trasformatori, (a) 
e dì un circuito serie - parallelo (b). 


Sono dunque ragioni di economia e allo stesso tempo 
di qualità che impongono Talimentazione stabilizzata. Ma, 
nello studio di una tale alimentazione, bisogna fare 
molta attenzione al fatto che l'amplificatore simmetrico 
serie-parallelo, come è qui utilizzato, richiede corrente 
di alimentazione solo durante una delle due alternanze 
del segnale. Durante l’altra, è il condensatore di colle¬ 
gamento dell’altoparlante che restituisce la carica pre¬ 
cedentemente accumulata. Contrariamente al push-pull 
classico che richiede corrente ad ogni alternanza (figu¬ 
ra 28a}, il circuito serie-parallelo lavora con una cor¬ 
rente di alimentazione che ha l’andamento dell’assorbi¬ 
mento di un raddrizzatore monofase (figura 28b). A 
potenza uguale, è evidente che il valore di cresta della 
corrente di alimentazione deve essere più elevata nel 
secondo caso. Dunque, se un amperometro inserito nel 
circuito di alimentazione di uno degli amplificatori pre¬ 
cedenti indica 1,5 A, la corrente di cresta corrispondente 
rappresenta 5 A circa. E' dunque necessario che l'ali¬ 
mentazione possa dare una tale intensità in modo istan¬ 
taneo. Per ottenere ciò, si potrebbe utilizzare un con¬ 
densatore di molte migliaia di microfarad, che conservi 
una carica sufficiente affinché, anche alle frequenze 
molto basse del segnale, l’alimentazione non venga meno 
durante una punta di assorbimento. Ma poiché la carica 
di questi condensatori richiederebbe una intensità mol¬ 
to elevata all’atto della messa in servizio, si sarebbe 
obbligati a fare appello a un relè temporizzato di messa 
in funzione, oppure a sovradimensionare in potenza l'ali¬ 
mentazione. E’ allora più semplice sovradimensionare lo 
alimentatore, solo in intensità, in maniera sufficiente 
perché possa rispondere direttamente all'assorbimento 
di cresta, li problema della dissipazione non è allora 
molto importante perché le punte di intensità sono rare 
e di breve durata. 


b1, I 


Alimentazione a limitazione di assorbimento. 

Nell’alimentatore di figura 29, lo stadio di potenza T3, 
equipaggiato da un n-p-n al silicio, si trova collegato con 
un p-n-p, T2. Essendo quest’ultimo comandato da un al¬ 
tro n^p-n, TI, si hanno in totale tre stadi complementari. 
Con Tl, si confronta la tensione di riferimento stabiliz¬ 
zata da Dz, a una frazione della tensione d’uscita re¬ 
golabile tramite il potenziometro P2. Se la tensione di 
uscita ha tendenza a diminuire, la corrente di collettore 
di TI aumenta, e così anche quella negli altri due transi¬ 
stori, ciò che tende a compensare la variazione iniziale. 
Quando l'assorbimento aumenta, lo stesso avviene per 
la caduta di tensione ai capi di R4, e ciò finché si 
ha la saturazione di TI. Da allora non c’è più regola¬ 
zione, e la tensione d'uscita essenzialmente determinata 
dal valore di R4, non varia più con la resistenza di ca¬ 
rico. Conviene dunque determinare sperimentalmente il 
valore di R4 in modo che questo « sganciamento » della 
stabilizzazione abbia luogo per una corrente circa 3,5 
volte più elevata deH'intensità media di alimentazione, 
indicata per i diversi modelli prima descritti. 



Figura 29 


Concepito per l'amplificatore da 50 W dì figura 21, 
questo alimentatore può essere adattato facilmente 
per altre tensioni d’uscita. 

Per aumentare il guadagno dell’amplificatore di regola¬ 
zione, è stata prevista una reazione tramite R5, PI e 
R6. Lavorando alternativamente con degli assorbimenti di 
0,1 e 2 A, si scelgono R5 e R6 in modo da ottenere la 
stessa tensione d’uscita nei due casi. Con valori troppo 
bassi si osserva un aumento della tensione d’uscita con 
l'aumentare dell’assorbimento, cioè una resistenza nega¬ 
tiva d'uscita. Con un'assorbimento da 1 a 2 A, PI va 
regolato per il minimo di ondulazione residua. Per un 
assorbimento di 1,5 A, questo minimo si stabilisce a 
meno di 10 mV eff., e cade a meno di 2 mV per una 
corrente di 0,2 A. Per tensioni inferiori a quella indicata, 
il montaggio è utilizzabile quando si riduca proporzio¬ 
nalmente la tensione al secondario del trasformatore di 
alimentazione e i valori di RI, R2 e R7, I diodi D devono 
poter sopportare almeno il triplo di questa tensione, e una 
corrente che è di 2 A nel caso della versione da 50 W, 
ed è ridotta negli altri casi proporzionalmente alla cor¬ 
rente necessaria. Per la scelta dei diodi, basterà con¬ 
sultare la tabella da noi riportata, in cui sono elencati 
alcuni esemplari Sesco, Silec, Sorai e International 
Rectifier per ordine di tensione e intensità crescenti. 


DIODI d’alimentazione 


1 

1 

1 100 V 

200 V 

300 V 

400 V 

0,6 

A 

DD16 X 06 

DD32 X 06 

DD4S X 06 

DD64 X 06 



SD91 

SD92 


SD94 

0,75 

A 

1N537 

1N538 

1N539 

1N540 



537J2F 

538J2F 

539J2F 

540J2F 



SD91 A 

SD92 A 


SD94 A 



1N2610 

1N2611 

1N2612 

1N2613 

0,8 

A 

D18 

D28 


D48 



DEI4 X 08 

DE28 X 08 

DE42 X 08 

DE56 X 08 

1 

A 

IODI 

10D2 


10 D4 



5A1 

5A2 


5A4 




1N3189 


1N3190 

1,1 

A 

SD91S 

SD92S 


SD94S 

1,25 

A 

F11 

F21 


F41 

1,5 

A 

1N115 

LN1116 

1N1117 

1N1118 

2 

A 

EC14E2 

EC21E2 


EC42E2 



F12 

F22 


F42 



20C1 

20C2 


20C4 


Per T3, si adoprerà Io stesso tipo usato come finale nel¬ 
l'amplificatore costruito, ma raddoppiando la superfice 
del radiatore. Il p-n-p T2 dovrà dissipare almeno 0,5 W. 
In funzionamento normale, non dovrà sopportare più 
di 30 V al collettore, ma in caso di corto circuito acci¬ 
dentale, questa tensione potrà raggiungere il valore no¬ 
minale ai secondario del trasformatore d'alimentazione. 
Un AC128, AC132, AC134 o equivalenti non può essere 
raccomandato se non si prende cura di non provocare 
mai dei corto circuiti durante la messa a punto. Un 
sovraccarico molto breve resterà all'inizio senza conse¬ 
guenze se si adopera un 2N1040 (germanio 80V) o i tipi 
al silicio 2N1243 (65V) o un OC450 (70V). La dissi¬ 
pazione è trascurabile nel caso di TI, ma questo transi¬ 
stor dovrà egualmente poter sopportare una tensione 
di collettore almeno uguale al valore efficace sul secon¬ 
dario del trasformatore. 




































Si potranno dunque adoperare i tipi: 2N3416, 2N3705 
[50 V), 2N928, 2N698 [60 V) 2N699, 2N719 [80 V) op¬ 
pure 2N3037 [100 V). Per Dz si utilizzerà un 16Z4 o 
equivalente. 

Alimentatore a disinserzione e reinserzìone automatica. 

Ammettendo un corto circuito istantaneo, l'alimentatore 
di figura 29 non potrebbe, tuttavia, sopportare questo 
stato per molto tempo, poiché la dissipazione in T3 su¬ 
pera i 200 W. Come si vedrà a proposito del circuito di 
figura 30, è peraltro relativamente facile migliorare que¬ 
sta « tenuta » in corto circuito. Per variare un po’ gii 
esempi, e pensando a tutti quelli che hanno ancora nei 
loro cassetti dei 2N174, o equivalenti, abbiamo utiliz¬ 
zato questa volta un p-n-p al germanio in uscita [T4]. 
Ben inteso, si può perfettamente invertire la polarità 
di tutti i transistori a condizione di « invertire » ugualmen¬ 
te i collegamenti di tutti i condensatori e diodi. 

La cosa è parimenti possibile per lo schema di figura 29, 
ma, poiché si utilizza un transistor al germanio in usci¬ 
ta, conviene aumentare la superficie dei radiatore ren¬ 
dendola quattro volte più grande di quella necessaria 
per uno dei transistori finali deH'amplificatore realizzato. 
Nel suo principio, lo schema di figura 30 differisce dal 
precedente essenzialmente per l'adozione di uno stadio 
di preamplificazione [TI). Si ottiene così un miglior 
guadagno di regolazione, e si può tralasciare ogni cor¬ 
rezione tramite la controreazione, ciò che facilità la mes¬ 
sa a punto- Ouest’ultima consisterà nel regolare P per 
ottenere la tensione d’uscita desiderata. Accessoria¬ 
mente, l’aggiunta di TI permette di alimentare i due 
p-n-p [TI e T2) di debole potenza a partire da un di¬ 
visore di tensione (RI, R2, R3, Dz), in modo che ognuno 
di questi transistori non sopporta che la metà della ten¬ 
sione di alimentazione. Si possono dunque utilizzare degli 
AC125 e simili, e ciò anche per una versione 55 V di 
questo alimentatore. In effetti l’alimentatore di figura 
30 è stato realizzato per l'amplificatore di figura 15, 
ma delle tensioni più elevate possono essere ottenute 
modificando proporzionalmente i valori di Ri, R2, R3, R11 
e la tensione fornita dal trasformatore. Poiché si corre 
il rischio, per l’elevato guadagno di regolazione, di avere 
degli inneschi H.F. è stata prevista una cella di smor¬ 
zamento [C3-R4). 

Durante un sovraccarico, l’assorbimento ò limitato quan¬ 
do la caduta su R5 è sufficiènte affinché TI sia saturato. 
E' dunque scegliendo questo valore che si regola, come 
precedentemente, il punto di sganciamento delia stabi¬ 
lizzazione. Se l’assorbimento aumenta al di là di questo 
punto, la tensione d'uscita diminuisce rapidamente, e 
D2 diventa conduttore. Da questo momento T2 si trova 
bloccato e il circuito cade in uno stato di bloccaggio che, 
in assenza di R8 sarebbe quasi perfetto. Bisognerà allora 
staccare l'alimentatore dalla rete elettrica, attendere che 
tutti i condensatori si scarichino, poi ridare corrente 
Questa complicazione può essere evitata grazie a R8 
che, mantenendo sempre una certa corrente di collet¬ 
tore in T4, fa ricadere il circuito nelle condizioni ini¬ 
ziali appena la causa del sovraccarico viene eliminata 


Dunque mediante un semplice diodo a punta al germanio, 
(GASO, per citarne uno fra le molte centinaia di tipi 
che si possono adoperare), e di una resistenza di pro¬ 
tezione R6, si giunge a proteggere contemporaneamente 
l’alimentatore e l'amplificatore. In effetti, i transistori 
d’uscita di quest’ultimo potrebbero soffrire, se si lavora 
con un’impedenza di carico troppo bassa e una tensione 
d’ingresso B.F. troppo elevata. Benché un tale modo di 
funzionamento sia in pratica poco probabile, esso ha la 
sua importanza. Costituisce, in effetti, l'ultimo appiglio al 
quale si attaccano, dopo aver visto svanire le argomen¬ 
tazioni di banda passante e di distorsione, I difensori 
dell’amplificatore a tubi [che hanno interesse a vendere 
perché costano più cari). Essi passano d’altra parte sotto 
un silenzio così profondo quanto ipocrita il fatto che 
tali amplificatori rischiano di « sputar fiamme » quando si 
disconnetta il carico, manovra senza conseguenze nel caso 
dei transistori. 



Figura 31 

L’andamento normale della corrente di alimenta¬ 
zione (in alto) è confrontata con ciò che sì ot¬ 
tiene per la disgìunzione dell’alimentazione in 
caso di forte sovraccarico. 


L’oscillogramma di figura 31 illustra il funzionamento 
del circuito di protezione che equipaggia l’alimentatore 
di figura 30. In alto, si vede l’andamento normale della 
corrente di alimentazione, tale quale esso è stato spie¬ 
gato a proposito della figura 28b. Sotto si vede ciò che 
accade con una resistenza di carico troppo bassa in 
presenza di un segnale d’ingresso troppo elevato. Ad 
ogni alternanza, l’assorbimento sale molto rapidamente 
fino al punto di disinserzione dell'alimentatore. Poi, si 
osserva la scarica esponenziale dì C4, e il funzionamen¬ 
to normale riprende automaticamente, non appena l’as¬ 
sorbimento diviene uguale all’Intensità di mantenimento, 
regolabile con R8. La prova è stata effettuata a una fre¬ 
quenza di 15 Fiz, molto dannosa per i transistori dello 
amplificatore, poiché la loro costante di tempo termica 
è allora breve rispetto alla durata deH’alternanza. 

In conclusione, si può dunque affer¬ 
mare che un amplificatore a transistori 
può essere non solo così fedele, ma 
anche più sicuro di un montaggio a 
tubi, senza parlare delle questioni di 
rendimento, ingombro e invecchiamen¬ 
to. Inoltre, avendo sinora seguito i la¬ 
vori di Williamson, dobbiamo dire che 
i nostri sforzi di concezione, realizza¬ 
zione e messa a punto sono stati un 
n'iior*^ da ragazzi rispetto alle ricerche 
che bisognava intraprendere per otte¬ 
nere i alia fedeltà coi tubi. 

Se vi è gualche merito nelle carat¬ 
teristiche enunciate in Questa de¬ 
scrizione, esso va esclusivamente a 
quelli che hanno messo a punto, e 
soprattutto a quelli che hanno sa¬ 
puto fabbricare a basso prezzo, i 
transistori al silicio. 



937 




























★ Preghiamo tutti coloro che indirizzano consulenza alla nostra Redazione di voler 
cortesemente scrivere a macchina (quando possibile) e comunque in forma chiara 
e succinta. 

Inoltre si specìfica che non deve essere inoltrata alcuna somma di denaro per la 
consulenza; le eventuali spese da affrontare vengono preventivamente comunicate al 
Lettore e quindi concordate. 



Tutte le risposte che vengono 
pubblicate in « Consulenza » so¬ 
no state già inoltrate direttamen¬ 
te ai sìngoli interessati (salvo 
omissione dì indirizzo). Dalla 
massa dì richieste di consulen¬ 
za evase, la Redazione estrae e 
pubblica ogni mese quelle rite¬ 
nute di interesse generale. 
Seguendo questa procedura, chi 
ha inoltrato la richiesta ed è 
quindi immediatamente interes¬ 
sato a un progetto riceve la ri¬ 
sposta a casa, il più rapidamen¬ 
te possibile. Tutti gli altri Lettori 
possono godere, un po' di tempo 
dopo, delle medesime informa¬ 
zioni o esperienze. 


signor Giuseppe Bovero 
via Roma 31 - 10055 Condove 

Riferendomi allo schema di am¬ 
plificatore da 20 W apparso sul 
n. 3 di C.D. [marzo 1967) a pa¬ 
gina 196, Vi prego voler corte- 
semente darmi le seguenti pre¬ 
cisazioni: 

a) Il valore della resistenza po¬ 
sta a monte della serie dei due 
diodi BA130, che sullo schema 
non è segnato. 

b] Il valore dei condensatore 
elettrolitico segnato sullo sche¬ 
ma 2 p,F che ritengo errato. 
Prego ancora precisarmi se il 
predetto schema è privo di e- 
ventuali errori avendo intenzione 
di realizzarlo. 


Risponde l’Autore, 
signor G. Koch: 


Effettivamente nel circuito del- 
f’AFII è stato omesso il valore 
di un resistere che è di 3,3 kCt 
(vedi schema). 

I valori dei condensatori sono 
tutti esatti; così pure gli altri 
dati e collegamenti. 



Scrivono i signori Oreste Alia, 
via Oberdan 3 - Bruzzano Zeffirio 
e Mauro Venturelli, Compagnia 
Comando CARTC 
83100 Avellino: 

Nel n. 8 di CD c’era uno schema 
di Gerd Koch ed era un ampli¬ 
ficatore BF 150 W « mammuth ». 


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Consulenza 


lo lo vorrei costruire ma ho tro¬ 
vato difficoltà nel trasformatore 
di alimentazione. 

Vorrei un elenco di tutti i ma¬ 
teriali che occorrono per co¬ 
struirlo e magari a quale ditta 
rivolgermi. Inoltre vorrei tutti 
i valori di tensione deH'amplifi- 
catore. 

Distinti saluti 

Oreste Alio 

Egregio Sig. Koch, 

ho avuto modo, sfogliando il 
n. 8, mese di Agosto 1966 di 
Costruire Diverte di trovare un 
suo articolo e relativo schema 
di un amplificatore da 150 watt 
B. F. 


Interessandomi la realizzazione 
di tale apparato, sono a Lei per 
chiederle, bontà sua se vorrà ri¬ 
spondermi, alcune delucidazioni 
sul trasformatore di alimenta¬ 
zione e precisamente: 
le tensioni e le correnti circolan¬ 
ti nei vari secondari, 
ad esempio non ho capito se il 
secondario da cui si preleva la 
tensione negativa delle griglie 
delle finali sia a 24 + 24 volt 
50 mA, o a 24 + 24 volt 50 + 50 
mA e così anche per gli altri se¬ 
condari. 

La ringrazio per la gentile at¬ 
tenzione, e nella speranza di ri¬ 
cevere sua risposta porgo 
Cordiali saluti 

Mauro Venturelli 


Risponde ancora il sig. G. Koch: 

A seguito della vostra richiesta, ' 
per semplificare, consiglio df 
reaiizzare l’alimentatore secon¬ 
do lo schema allegato, che im¬ 
piegando trasformatori di serie 
è più facilmente realizzabile. 

TI è un trasformatore da 
390 + 390 V 200 mA, che va col¬ 
legato tralasciando la presa cen¬ 
trale che resterà isolata; T2 è 
un trasformatore da 340 + 340 V 
00+70 mA i filamenti dei due 
trasformatori dovranno erogare 
6,3 V con 2,4 A. SI è l’interrut¬ 
tore doppio per lo stand-by. Il j 
raddrizzamento dell’alta tensio¬ 
ne si effettua con 4 diodi IR ^ 
tipo SAIO (in grado di lavorare ' 



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peratura 

Potenza: 400 W SSB PER. 320 W CW. 125 W AM 
Trasmettitore; ALC con compressore audio 

Ricevitore; sensibilità migliore di 0.5 p.V per 10 dB 
di segnale 

Alimentatore; 220 V con altoparlante incorporato 



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Gamme: 80. 40, 20 15, 10 metri 

VFO: a transistor con stabilizzazione di tensione a tempe¬ 
ratura. 

Potenza: _480W SSB PEP, 360W CW, 125W AM. 
Trasmettitore: ALC con compressore audio 
Calibratore: a cristallo da 100 KHz 
USB e LSB a selezione 

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di segnale 

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Francanzano, 31 

BAVA SSA NO P. 

10141 Torino; 

Via 

Bossolasco, 8 











































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a 1000 V nominali) o con un 
ponte in epoxy in grado di reg¬ 
gere questa tensione. Il raddriz¬ 
zamento della tensione per il pi- 
\ Iota e le g2, si effettua con due 
; diodi tipo BY100 o similari o con 
! radrizzatore al selenio. Stante la 
possibilità di poter alimentare i 
filamenti anche a 12,6 volt, si è 
scelta questa possibilità che 
permette di ottenere anche la 
tensione negativa di polarizzazio¬ 
ne griglie mediante un semplice 
duplicatore reaiizzato con due 
diodi OASI o simili (In grado 
di reggere i 50 mA). 

I filamenti delle valvole andran¬ 
no collegati come a schema. 
Circa il circuito esso è stato 
realizzato basandosi sui dati ti- 
' pici di impiego forniti dalla Te- 
I lefunken per la valvola EL156. 


signor Sergio Visconi 

via P. Anfossi 68/c 
Pontedecimo (GE) 

Spett Redazione di C.D. 

Sono un assiduo lettore della Ri¬ 
vista, e sarei interessato alla 
autocostruzione di un amplifica¬ 
tore lineare per TX di potenza di 
circa 300 W in A.M. 

Ho visto il progetto di Peter I. 
King pubblicato a pag. 720 del 
n. 10-1967 e gradirei sapere se 
il lineare in oggetto può essere 
pilotato da un TX modulato di 
placca e griglia schermo (quale 
il G222 che io già possiedo). 

In caso affermativo vorrei sape¬ 
re approssimativamente la po¬ 
tenza in A.M. input e output ot¬ 
tenibile (di portante) in tale 
condizione di funzionamento. 

Risponde il signor Peter l, King: 

Gent.mo Sig. Visconi, 
la cosa è senz’altro possibile, 
anche se come soluzione tecni¬ 
ca è tutt’altro che ottima. Lei 


non dovrà far altro che colle¬ 
gare l'uscita del G222 con l’en¬ 
trata delTamplificatore lineare, 
e fare gli accordi di placca del 
finale. Una volta che Lei è si¬ 
curo di aver dato l’eccitazione 
giusta (il milliamperometro di 
griglia del lineare dovrà segna¬ 
re una corrente di griglia mini¬ 
ma, inferiore a 1 mA) passerà a 
fare gli accordi delTamplificato- 
re lineare, caricando l’antenna 
a! punto giusto. 

Pur non avendo mai tentato un 
esperimento del genere Le pos- 
so già predire che il dip » di 
placca del G222 sarà molto a- 
cuto e la corrente anodica del 
finale, minima. Infatti non sarà 
necessaria che una minima par¬ 
te della potenza disponibile. Inol¬ 
tre la griglia del lineare presen¬ 
ta « un carico » minimo per lo 
stadio finale del G222. In queste 
condizioni, per non sovramodu- 
!are dovrà tenere il volume del 
modulatore quasi al minimo. 

In queste condizioni di funziona¬ 
mento, Lei può ragionevolmente 
sperare in uscita dal lineare, in 
150 W in antenna con 1500 V 
anodici alla 813, e in 200 — 220 
W antenna con 2500 V anodici. 
L’input della 813 potrà variare 
da 300 a 500 W a seconda dei 
casi. 

Tenga presente che lavorando 
con un lineare, PAM modulata 
di placca rappresenta la condi¬ 
zione più sfavorevole per la val¬ 
vola finale. Infatti mentre in ban¬ 
da laterale unica (SSB) si ha la 
massima uscita in corrisponden¬ 
za al picco massimo di modula¬ 
zione, mentre in tutti gli altri 
istanti la valvola non lavora al 
massimo, in AM la dissipazione 
del finale è notevole anche in 
assenza di modulazione: pertan¬ 
to il calore sviluppato sarà mol¬ 
to maggiore e le condizioni di 
funzionamento non potranno es¬ 
sere spinte al massimo come in 
SSB o anche in portante con¬ 
trollata. 


Infatti con questi due sistemi in 
assenza di modulazione la dis¬ 
sipazione è zero (o quasi): per¬ 
tanto la valvola ha i! tempo di 
raffreddarsi alquanto, e può es¬ 
sere spinta » maggiormente sui 
picchi. 


signor Francesco De Cicco 

via Bonafficìata 30 
80134 Napoli 

In merito allarticolo pubblicato 
sul n. 1-11-67 di C.D. riguardan¬ 
te un trasmettitore a transistori 
da 10 watt per i 10 metri del ' 
signor Merlo Neri, gradirei le se¬ 
guenti informazioni: 

1) Il lato freddo delle bobine LI, 

L2, L3 è quello che va al collet¬ 
tore dei transistori o quello che 
va a RFC2? 

2) Il secondario delle bobine 
stesse è avvolto sul primario o 
a fianco? 

3) La bobina L3 è costituita da 
6 spire -h 2 separate o da 8 
soire con presa alla seconda? 
Ringraziando porgo distinti sa¬ 
luti. 

Vien data risposta alla sua tra¬ 
mite questa rubrica, in quanto 
le sue domande di chiarimento 
sono state avanzate da altri let¬ 
tori. 

1) Il lato freddo di una bobina 
è sempre quello avente poten¬ 
ziale zero per la radio-frequen¬ 
za, quindi quello collegato a 
massa (o al comune) o diretta- 
mente o tramite opportuna ca¬ 
pacità di fuga; nel nostro caso 
il lato freddo è quello che va 
a RFC2. 

2) Il secondario delle bobine è 
avvolto sopra il primario. 

3) La bobina L3 è costituita da 
0 spire affiancate, con presa al- 
h seconda. 

Cordiali saluti e buon lavoro. 

Nerio Neri 


TUTTI A GENOVA 

SABATO 16 E DOMENICA 17 DICEMBRE 1967 

3» esposizione mercato nazionale 

DEL RADIOAMATORE 

Presso Ente Fiera Internazionale - Piazzale J. F. Kennedy 

Per informazioni scrivere, a: ITAL RADIO - 16123 GENOVA - Vico Spinola 2 





































Indice analitico dei 
pubblicati dal 
n. 1 al n. 12 - 1967 


progetti 



TITOLO e AUTORE 

RIv. N. 

P»g. 

SINTESI 

ALIMENTATORI 




Alimentatore per ricevitore « tutte le 
bande ». 

Locatelli 

2/67 

118 

Circuito di alimentazione del ricevitore professionale 
pubblicato sui 4/66 pag, 235. Seguono precisazioni 
e consigli in merito alia realizzazione detl'Rx 

Al imen tatore stabi 1 izzato sol id state 
IR/AL 01-K, 

Alfieri-Cantamerli 

6/07 

421 

Tensione d’uscita da 1 a 25V variabile con continuità - 
Stabilizzazione 10% corrente max: 1,5A - Circuito di 
protezione contro i sovraccarichi - Uscita secondaria 
a 9V costanti, protetta contro i sovraccarichi con 
soglia di scatto a 0,5A (5 x OC71 - 2 x OC72 - 2N376A 
- 4 X 2N422) 

Riduttori di tensione da 220V a 110V. 

Volpe 

7/67 

500 

Condensatore in serie Riduzione tramite diodo Ri¬ 
duttori a thyristors (tradotto da Radio TV-Construc- 
teur). 

Il solito ... con qualcosa in più. 

Cantamerli e Alfieri 

10/67 

769 

Alimentatore stabilizzato a due gamme di tensione 
d’uscita; 150—400 V e 70-^250 V - Tensioni per fila¬ 
menti a 5-6-12 V Tensione negativa di griglia O-f-15 V 
regolabile con continuità [5Y3 - 2 x PL84 - 0B2 - 6CB6). 

AMPLIFICATORI 




Del tremolo e del vibrato (Consulenza). 

Transistus 

1/67 

43 

Progetto e schemi di circuiti da accoppiare ad ampli¬ 
ficatori per chitarra elettrica, 

Amplificatori audio ultracompatti. 

Rogìanti 

2/67 

97 

Serie di amplificatori a transistori accoppiati in con¬ 
tinua in cui si tende a ridurre al minimo resistenze 
e condensatori 

Amplificatore stereo di alta qualità a 
transistori 

Balangero 

2/67 

119 

Caratteristiche: 

• Potenza d’uscita 7-I-7W su 4 Q 

• Potenza musicale: 10 + 10W 

• Risposta in frequenza a 8W: — 1,5db + 0dB da 20 Hz 
a 35 kHz 

• Distorsione armonica: 0,3% 

• Distorsione di intermodulazione: 0,9% 

• Curva di compensazione: R!AA±1dB 

• Quattro entrate - 2 uscite - Alimentazione 220V 
c a. - 12 ^ 40 VA. 

• (AC107 - 2XAC126 - 2 x AC128 - AC127 - AC132 - 
AC125 - 2 X AD139 - ASZ18) 

Amplificatore stereo Hi-Fi 14 + 14W. 

Torresan 

3.67 

189 

Preamplìficatore; Uno stadio con EF66 - tre ingressi; 
fono magnetico, sintonizzatore FM, micro 
Amplificatore: 14-t-14 W 
ni.tìtorsione: 1% a segnale massimo. 

Valvole impiegate: EF86, ECC83, 2 x EL84 per ciascun 
canale, 

(vedi chiarimenti su consulenza del 12/67, pag 938) 

Amplificatore a raggi infrarossi 

Pizzirani 

3/67 

217 

Apparato antifurto, munito di fotoresistenza sensibile 
all’infrarosso. Fa uso del tubo a catodo freddo T21, 

Il chitarriere 

Transistus 

4/67 

267 

Due schemi di distorsori per chitarra elettrica, rispet¬ 
tivamente a due transistori (AC126) e a quattro 
(OC72 - 2 X OC80 - OC139) 

Solid-state mono amplifier 8W Hi-Fi. 

Parrei la-Caserta 

4/67 

272 

Amplificatore Hi-Fi a transistori: potenza 8W musi¬ 
cali Banda passante a 4W e ± 2dB 35 ~ 18 000 Hz - 
Distorsione a iKHz e 4W < 0,3%- a 8W < 0,8% - 
Controlli: alti, bassi, volume - (AC127 - AF118 * 

AC127 - AC132 - 2xADl49) 

Qualche idea per la vostra fonovaligia. 

Barbieri 

4/67 

286 

Modifiche e migliorie suggerite daU'autore per un am¬ 
plificatore per fonovaligia e costruzione di un alimen¬ 
tatore da rete per detto 

Un versatile preamplificatore. 

Koch 

5/67 

338 

Preamplificatore a doppio triodo (ECC83) con guada¬ 
gno totale di 2 500 (-F68dB). 

■< Proteus maior » stereo 20 + 20W. 

Volpe-Martinez 

5/67 

360 

Modifiche e migliorie apportate al « Proteus » del 10/66 - 
Dati di progetto, schemi consigli per un completo im¬ 
pianto stereo. 

Il gusto del recupero. 

Cacnpanells 

6/67 

441 

Amplificatore BF da 6W realizzato sfruttando vecchi 
componenti radio. 














TITOLO e AUTORE 

Blv. N. 

Pag. 

SINTESI 

Amplificatore mono-stereo Hi-Fi. 

Chiappetta 

B/67 

442 

Caratteristiche: 

• Potenza uscita nominale: 11-I-11W 

• Potenza uscita musicale 15-1-15 W 

• Potenza uscita picco 30 + 30 W 

• Risposta: 25-^30,000 Hz±1,5 dB Distorsione (Po 

max) < 1% 

- Ingressi: micro-pick-up magnetico pick-up piezo - 
Sintonizzatore - TV - Registratore 

• Uscite: Alta e bassa impedenza 

• Valvole impiegate: 1-EF86: 5-ECC83, 2-EL84 (vedi er¬ 
rata corrige sul 7-67 pag. 529). 

Un amplificatore cascode con FET per 
la gamma dei 10 metri 

Dwidl 

6/67 

449 

Stadio amplificatore equipaggiato con due transistori 
ad effetto di campo (2x2N3819). Schema elettrico, pra¬ 
tico e descrizione dettagliata 

« Bi-amplificatore » da 3-1-3W. 

Li uzzi 

7/67 

489 

Amplificatore stereo con 2xECL86. 

Risposta a 3W: 30-:-35 KHz entro 3dB. 

Schema elettrico, pratico, circuito stampato e grafici 
di risposta. 

Un amplificatore cascode con FET per 
la gamma dei 10 metri 

Dondi 

7/67 

619 

Supplemento all’articolo pubblicato sul n. 6-67 pag 449 

« P'roteus » 20 - 1-20 stereo. 

Volpe 

7/67 

527 

Precisazioni e chiarimenti, con particolare riguardo 
alla sezione alimentatrice del progetto pubblicato sul 
n 10-66 a pag. 665 (consulenza). 

The originai box of speakers. 

Volpe 

7/67 

539 

Originalissimo mobile acustico, dal costo irrisorio e 
dai risultati sorprendenti. 

Gli amplificatori premontati NKT, 

Koch 

8/67 

604 

PCI e PC2: 150mW d'uscita su 4017 

PC3 - PC4: 400 mW 

PC7 e PC7/12: 1 W 15 17 

Rassegna della produzione: « gli ampli¬ 
ficatori di Gianni Vecchietti » 

Koch 

9/67 

640 

AMI: 1,2W col gruppo 40809 Philips 

AM8: 8W (7 transistors: AC107. 2xAC127 - 2xACl28 - 
2XAD149) 

AM25I1: 20W Hi-Fi, 8 transistors (AC107 - AC125 - 
2XAC127 - 2XAC128 - 2xAD149). 

Tiriamo qualche somma 

Frizzi 

9/67 

662 

Amplificatore di potenza (20W) con incorporato gene¬ 
ratore di eco (parte elettrica), per chitarra e da salotto 
(monta 10 valvole). 

Amplificatore BF a transistori 

Schraiber 

[traduzione Volpe) 

9/67 

667 

Correttori di tono, adattatori, amplificatori da 1W e 
2W (da « Radio TV - Constructeur) 

■« Lab amplifier » 

Koch 

10/67 

741 

Ampiificatore di prova, utile per provare microfoni, 
chitarre, organi, ecc. E’ costituito da un selettore di 
impedenze a tre posizioni e da un amplificatore AM25lt. 

Impianti di diffusione 

Koch 

11/67 

m 

Collegamento altoparlanti: messa in fase, serie, pa¬ 
rallelo, serie-parallelo Impianti a tensione costante. 

Amplificazione per complessi beat. 

D'Orazi 

12/67 

902 

Descrizione deH’amplificatore « mangusta » (2x12AX7, 

2xEL84). 

Hi-Fi mixer. 

Barbieri 

12/67 

904 

Miscelatore di segnali per pick-up (2 canali) Tuners 
(2 canali) microfono, altre entrate (1 canale). 

Amplificatori BF a transistori. 

Schreiber 
(trad Volpe) 

12/67 

930 

Descrizione di amplificatori a semiconduttori di potenza 
compresa tra 5 e 50 W e relativi alimentatori 

Riprendiamo un discorso 

Transistus 

12/67 

900 

Consigli per la installazione dell’effetto eco 

ANTENNE 




La » G4ZU - 4 elementi. 

Baflonf 

1/67 

52 

Descrizione e dati costruttivi di una antenna per 20-:- 
-:-15H-10m 

Accoppiatore d'aereo 

Romao 

2^67 

100 

Progetto di accessorio molto utile per realizzare il 
migliore adattamento del ricevitore aH’antenr.a. 

Un’antenna a 5 elementi direzionali 
per 144 MHz 

Barone 

2/67 

103 

Descrizione e dati costruttivi di una antenna a 5 
elementi per l44MHz. 

All’ombra del dipolo, 

Nascimben 

3/67 

192 

Uno sguardo panoramico su alcuni importanti criteri 
dei quali tener conto nella scelta e costruzione di una 
antenna. 

Antenna per 144 MHz - 14 elementi, 
con riflettore a cortina semi-parabolica. 

Mazzoni 

3/67 

198 

Progetto di antenna per i due metri che pur nella sua 
semplicità riassume le caratteristiche di una long yagi 
e quelle di una parabolica. 














TITOLO e AUTORE 

Rlv. N. 

Pag- 

Antenne per uso portatile e mobile 

Toni 

5/67 

344 

Quando « lambda quarti » è troppo sco¬ 
moda. 

Nascimben 

12/67 

tlB 

La « ground piane » per i 20 metri. 

Barone 

12/67 

921 

APPARECCHI DI CONTROLLO 



Regolatore di livello a due sonde. 

Pizzi rani 

4/67 

261 

Un simpatico fonorelay. 

Carla 

4/67 

270 

Regolatore di temperatura. 

Pìzzirani 

6/67 

461 

Bambinaia elettronica. 

Rogiantì 

8/67 

575 

Timer per la stampa a colori. 

Giuliani 

10/67 

756 

CIBERNETICA 



Prudenzio. 

Del Corso 

COMPONENTI E CIRCUITI ELETTRONICI 

7/67 

504 

Interessante simulatore di un interes¬ 
sante semiconduttore. 

Transistor 

2/67 

106 

Filtri a quarzi: realizzazioni pratiche. 

Fortuzzi 

3/67 

169 

Transistori planari per BF (parte I). 

Koch 

3/67 

194 

Limatura dei quarzi 

Fortuzzi 

4/67 

259 

Transistori planari per BF (parte 11). 

Koch 

4/67 

259 

Notiziario semiconduttori 

Acconti 

4/67 

277 

Tabella delle corrispondenze diametro- 
sezione-resistenza per fili rame e ni¬ 
chel-cromo. 

Koch 

5/67 

333 

1 circiuiti integrati nelle radio e nei 
televisori. 

Rogiantì 

7/67 

536 


SINTESI 


Antenna verticale a onda intera - antenna circolare a 
polarizzazione orizzontale. 

Suggerimenti per ridurre le dimensioni fisiche delle 
antenne a 1/4 d'onda. 


Viene descritta la costruzione di una ground piane per 
i 20 metri con importanti consigli per l’ottenimento 
delle corrette impedenze di carico 


Progetto di apparecchio atto a regolare il livello di 
un liquido fra due traguardi, anche molto distanti tra 
loro (2G526; ASY80). 

Relay che scatta con un rumore piuttosto secco (fa¬ 
cendo scoccare le dita ad esempio) e non a voce. 
Si compone di un amplificatore e di un bistabiie: 
totale 7 transistori. 

Termorelay che fa uso di una resistenza NTC come 
sonda e di un amplificatore a tre transistori (3xASY77). 
Sensibilità: 0,5 «C. Campo di regolazione: -l-70<; 
- + 230“C 

Apparecchio per la sorveglianza dei neonati che in¬ 
terviene solo se il livello dei rumori (mugolii, mo¬ 
vimenti, ecc.) passa un certo limite. Impiega 9 tran¬ 
sistor e 9 diodi. 

Apparecchio che semplifica notevolmente le operazioni 
da compiere al buio nella stampa a colori con il 
sistema dei tre filtri (transistor 2N708). 


Mezzo chilo di transistori e diodi semoventi: robot 
elementare che ricerca la luce, scansa gli ostacoli 
prima di toccarli. Impiega 26 transistori e 14 diodi 
+ 4 fotoresistenze (vedasi Errata Corrige sul n. 9-67 
pag. 666). 


Combinazione di due transistori PNP - NPN che dà ori¬ 
gine ai un dispositivo di caratteristiche^ simili a un 
diodo tunnel (vedasi Consulenza del 6-67 pag. 454). 

Schemi di filtri per FI, asimmetrico e a mezzo tra¬ 
liccio, e consigli per l'adattamento dei quarzi surplus 

Novità della S.G.S. Fairchild: 

Amplificatore 8-^10W - risposta 30-^-30.000 Hz 
Distorsione: 2% a 8W - Tensione d'alimentazione = 
— 40V c.c. - Impedenza uscita 15 ft 
Amplificatore 20W - ri sposta: 20 50.000 Hz - Di stor¬ 
sione: 0,1% - Impedenza uscita: 15 n - Alimentazio¬ 
ne: 57V c.c. 

L’autore spiega come effettuare la delicata ed appa¬ 
rentemente delittuosa operazione di limatura dei quar¬ 
zi. spesso necessaria per portare qualzi sull’esatta 
frequenza richiesta. 

Novità della S.G.S. Fairchild: 

Amplificatore a 7 transistori, impedenza carico varia¬ 
bile da 8 a 15 il 
potenza d'uscita 30 -h 15W 
distorsione armonica 0,04-i-0,02% 
banda passante (a —3dB) 28-^-80 KHz 
tensione alimentazione 52V c.c. 

Applicazione dei transistori ad effetto di campo (TEC) - 
Circuiti e applicazioni.. 

Caratteristiche elettriche di alcuni TEC (vedasi Errata 
Corrige sul n. 6-67 pag, 449). 

Sezione, resistenza per metro e intensità masSTfna 
per diametri da 0,1 mm a 3,00 mm di fili rame e ni-cro. 


Previsioni sull'impiego di circuiti integrati nell'in¬ 
dustria Radio Televisiva. 













TITOLO e AUTORE 

Rìv. N. 

Pag. 

SINTESI 

CONVERTITORI AF 




Convertitore per analizzatore panora¬ 
mico. 

Zamagni 

4/B7 

258 

Semplice convertitore di frequenza per adattare l’in¬ 
gresso del Panoramico (descritto sul n. 4-66) a rice¬ 
vitori con IF diversa da 455 kHz 

REGISTRAZIONE MAGNETICA 




Scelta del nastro magnetico. 

Nascìmben 

4/67 

263 

Notizie utili per registrazione magnetica: misura delle 
bobine, lunghezze standard, materiali base, rendi¬ 
mento. 

RICETRASMETTITORI 




Un semplice ricetrasmettitore per 144 
MHz 

Barone 

1/67 

40 

Ricetrasmettitore sui due metri, Ricevitore superreat¬ 
tivo, trasmettitore a due stadi (6C4: 12AT7: 2x6V6) 
(vedasi Errata Corrige sul n. 3-67 pag. 183). 

Radiotelefono « minicrak ». 

Frizzi 

S/67 

350 

AoDaratn ricetrasmettitore a 4 transistori (AF124: 
OC75: OC74: 2N708) potenza d'uscita 80 mW - Fre¬ 
quenza: 28 MHz - Alimentazione 12V 

Radiotelefono « Minicrik H-TP » = 

Frizzi 

6/67 

432 

Ricetrasmettitore da 200 mW sui 144 MHz - Transistori 
impiegati: AF121: 2N708: OC75; AC127: AC132 (Vedasi 
consulenza del n. 11-67 pag 826) 

Ricetrasmettitore per i 28 e i 144 MHz. 

Fortuzzi 

7/67 

494 

Ricetrasmettitore a 28 MHz canalizzato a quarzo + rice¬ 
trasmettitore a 144 MHz con rice a copertura continua 
e trasmettitore a quarzo. 

1 parte: i ricevitori (14 transistori) 

Ricetrasmettitore per i 28 e i 144 MHz. 

Fortuzzi 

8/67 

5% 

Parte II: modulatore, vox, trasmettitore per i 28 MHz 
[la prima parte è stata pubblicata sul ,n, 7-67 pag. 494). 

Ricetrasmettitore per i 28 e i 144 MHz. 

Fortuzzi 

10/67 

766 

Parte 111: il trasmettitore a 144 MHz (la 1 e II parte 
sono state pubblicate sui nn. 7 e 8-67). 

Rx/Tx transistorizzato 2 m —2,5W di 
uscita. 

Rivola 

11/67 

805 

Ricevitore a copertura continua da 144 a 146 MHz a 
doppia conversione e trasmettitore a quarzo con po¬ 
tenza d'uscita di 2,5 W modulata a! 100% in AM 
(classe A3). Alimentazione a pile entrocontenute, a 
batteria d’auto, o a rete con alim. stabilizzato, 
la FI = 19 -h21 MHz: 2a FI = 1,1 MHz E' completo dì 
limitatore di disturbi, amplificatore di C.A.S. e indica¬ 
tore di campo Monta 29 transistori e 13 diodi. 

Note sulla SSB. 

Colemaar 

11/67 

841 

Qualche nota sui concetti relativi alla SSB, con qual¬ 
che formuletta che si spiega da sè. 

RICEVITORI 




« Wolf » ricevitore bitransistor ma..,, in 
crescita 

Frizzi 

1/67 

27 

Ricevitore a reazione bistadio, con ricezione in auri¬ 
colare 0 in altoparlante mediante aggiunta di stadio 
BF (2xOCl71) (vedasi Errata Corrige sul n. 4-67 pa¬ 
gina 267). 

Ricevitore FM , 

Farrella 

2/67 

113 

Sperreattivo da 80 a 100 MHz per principianti (AF124 - 
AGI37 - AC128) (vedasi Errata Corrige sul n 3-67 
a pag. 200). 

Ricevitore Geloso G4/216. 

Redazione 

4/67 

288 

Caratteristiche e schema del ricevitore per SSB - CW - 
AM per gli 80 - 40 - 20 - 15 - 10 metri (consulenza). 

Primi Passi. 

Barone 

5/67 

340 

Miniricevitore a diodo con buona selettività dovuta a 
due circuiti accordati. 

Professionalizzate il vostro ricevitore. 

D’Orazi 

8/67 

588 

Circuiti atti a migliorare le caratteristiche e qualità 
dei vostro ricevitore (moltiolicatore di 0, limitatore 
di disturbi ANL, Squeich). (Vedasi note e chiarimenti 
su «Consulenza» del n. 10-67 pag. 774). 

Sintonia automatica per radio a tran¬ 
sistori 

Liuzzi 

11/67 

852 

Dispositivo che permette di predisporre sintonie fisse 
su determinate stazioni allo scopo di poterle captare 
facilmente e repentinamente mediante commutatore. 

Miniricevitore per i 144 MHz. 

Rolando 

12/67 

953 

Viene presentato un piccolo ricevitore a tre transistori 
(AF102 - AC125 - AC128 o similari). Ha collegato OM 
distanti più di 300 Km. 

RUBRICHE 




Sperimentare 

Arias 

1/67 

34 

Amplificatore a valvola (Girani) 

Misuratori di campo (La Torre) 

Fusibile elettronico (Dondi) 

Ricevitore (Balbo) 

Transi-tester (Zoffoli) 

Strumento per bilanciamento canali stereo (Dattila) 
Amplificatore di potenza a transistori (Mesta). 















SINTESI 


TITOLO e AUTORE 

Riv. N. 

Pag. 

Sperimentare 

Arias 

2/67 

108 

Il circuitiere. 

Rogianti 

3/67 

185 

Sperimentare. 

Arias 

3/67 

209 

Il circuitiere 

Rogfami 

4/67 

249 

sperimentare. 

Arias 

4/67 

291 

Il circuitiere. 

RogiantI 

5/67 

355 

Sperimentare. 

Arias 

5/67 

376 

Il circuitiere 

Rogianti 

6/67 

416 

Fortuzzirama 

Fortuzzl 

6/67 

437 

sperimentare, 

Arias 

6/67 

456 

Sperimentare. 

Arias 

7/67 

522 

Sperimentare. 

Arias 

8/67 

EOO 

Il circuitiere 

Rogianti 

9/67 

650 

Sperimentare. 

Arias 

9/67 

688 

Il circuitiere. 

Rogianti 

10/67 

750 

Sperimentare. 

Arias 

10/67 

758 

Il circuitiei3. 

Rogianli 

11/67 

824 


Contasecondi per foto (Mroviec) 

Cronodosatore fotografico (Torazza) 

Amplificatore limite (Grande) 

Serratura elettronica (Castelli) 

Circuito dai molti usi (Zizzì) 

Ricevitore cellula al silicio (Beccattini). 

Le caratteristiche di transistori che servonp davvero 

(per impiegarli senza distruggerli). In che modo l’usci¬ 
ta di un transistore dipende daH’ingresso. Anche i 
transistori hanno una trascoduttanza. Limitazioni in 
corrente, tensione e potenza 

Rumoreggiatore (Pinto) 

Amplificatore « resistorless » (Finto) 

Idea poco elettronica (Javone) 

Ricevitorino (Boccola) 

Multimetro AF (Porro) 

Ricerca automatica di sintonia (Porro) 

Trasmettitore (Migra) 

(Vedasi Errata Corrige sul n 4-67 pag 294), 

Circuiti vari per proteggere gli strumenti: circuiti 
di protezione, di allarme e di correzione, 

Schema avvisatore a prossimità (Salvuccì) 

Modifiche di un radiomicrofono (Sartori) 

Timer per tempi lunghi e lunghissimi (Busi). 

Come polarizzare un transistore perché non si distrug¬ 
ga 0 vada troppo a spasso. Esempi di calcoli sulla 
polarizzazione. (Vedasi Errata Corrige sul n. 6-67 a 

pag. 450). 

Modifica alla ricerca automatica di sintonia (Porro) 
Capacimento (Tagnaccini) 

Amplificatore aperiodico per OC. (Tarascwiz) 
Ricevitore « Vasi a Samo » (Ferrazza) 

Interruttore crepuscolare (Vennarucci) 

Nota su un ricevitore UHF (Ugliano). 

Qualche considerazione sul progetto di uno stadia 

amplificatore di tensione a transistori. 

Nuovi transistori: BF173 - BF 185 - BF167 - BF 200 - 
BC107 - BC108 - BC109. Caratteristiche ed esempi 
d’impiego 

Ricevitorino reflex OM (Arias) 

Ricevitore monovalvolare (Menichetti) 

Ricevitore •> vecchia rivista » (Tosatti) 

Microtx (Mùlier) 

Schema diabolico (Mancini) 

Interfono (Mazzini). 

Micro Marcker (Busi) 

Circuito automatico 1®—2° canale TV (La Torre) 
Milliricevitore « prime armi » (Pagano) 

« Tema « (D’Orazi) 

Misuratore di campo (Chisari). 

Rivelatore di radiazioni (Finto) 

Tx piccolissimo (Perini) 

Strumento per indovinare i numeri (Pizzo) 

Relè foto elettrico (Pompeo) 

Tx (Zinnellì) 

Pseudostrumento d'emergenza (Jovane). 

Considerazioni sulla « teoria dei circuiti ». Prove spe¬ 
rimentali. 

Schema TN201 (Radio Tre Stelle) 

Nano Rx (Ugliano). 

1 diodi a semiconduttore; caratteristiche, misure, di¬ 
pendenza dalla temperatura, tensione di rottura. 

Antifurto per auto (Parini) 

Schemino utile a molti (Supino) 

Mini-amplifier (Ortega). 

Metronomo elettronico (Villamajffna) 

Rx per 10-15-20-40-80m (La Torre) 

Preselettore per ARI8 (Zini) 

Micro Rx (Castelli). 

Tre quiz elettronici con relative soluzioni. 










TITOLO e AUTORE 

Rlv. N. 

Pag. 

SINTESI 

Sperimentare. 

Arias 

11/67 

836 1 

i 

Radiomicrofono [Bonfà). Perfezionamento per tergicri¬ 
stallo (Cimini) Circuito « Giavarini ». Lumino per bam- 
Dini (Magnabosco). Preamplificatore (Bonaccorsi-Fiori) 
Commutatore ad hoc (Bonaccorsi-Fiori). Schema del 
sig Pompeo. Schema modificato (Legasi). 

Sperimentare 

Arias 

12/67 

910 

1 

1 

Fotocomando con diodo controllato al silicio (Colom¬ 
bini), Preamplificatore (Fiorenza), Lampeggiatore (Ver- 
gnsni). Relay a ritardo (Vergnani). Supereterodina a 3 
valvole (Zacchini) 

•Circuitiere 

Rogìantì 

12/67 

92S 

Generatori e loro equivalenze - teorema di Thevenin - 
resistenza di uscita e di entrata - esempi. 

ìLa pagina dei Pierini. 

Romeo 

12/67 

B94 

Un PNP non è un NPNI Invertire la polarità delle 
pile non è quindi possibile! 

STRUMENTI 




]| « Delta-test ». 

Crudeli ' 

1/67 

16 

Tester per la misura di variazioni di tensione. Campo 
di misura: + 210 - 210V. 

Lettura del AV positivo o negativo in 4 portate: 330 
mV; IV; 3V: 10V. Precisione: 2% costante, del valore 
fs (un FET U-148: un OC171; 2xOB2 + diodi). 

Voltmetro a FET della Krundaal. 

Redazione 

1/67 

40 

Descrizione particolareggiata e schemi parziali di que¬ 
sto nuovo strumento di misura 

Generatore SWEEP a lenta scansione 
per filtri a quarzi. 

Fortuzzi 

2/67 

133 

Generatore a lenta scansione lineare adatto alla co¬ 
struzione di filtri a quarzo con fattore di forma di 
circa 2, partendo da economicissimi quarzi surplus 
(2xASY27 - 4xOC76 - BC108). 

^ Ubi minor » il più semplice (o quasi) 
■commutatore elettronico per osci 1 lo- 
scopio. 

Frizzi 

3/67 

182 

Progetto di semplicissimo commutatore elettronico che 
in unione a un generatore di onde quadre a 2 tran¬ 
sistori 0 a 4 (anche essi descritti neH’articolo e com¬ 
pleti di schemi) è adatto all'analisi delle frequenze 
audio (fino 25 000 c/s circa). 

ÌVlisuratore di onde stazionarie. 

Lucidi 

3/67 

202 

Strumento per la misura del R.O.S e breve teoria 
al riguardo, dedicati ai meno esperti (Consulenza). 

Un misuratore di campo 

Dondi 

3/67 

214 

L'apparecchio si compone di un circuito accordato sul¬ 
la frequenza da ricevere, seguito da un raddrizzatore 
delle correnti RF Esso è reso particolarmente sen¬ 
sibile in virtù della presenza di un amplificatore a 
transistor ad alto guadagno, che lo rende adatto alla 
messa a punto di piccoli trasmettitori. 

Mote suM’uso del « transistorscopio *■ 
tracciatore di curve caratteristiche per 
transistori. 

Frizzi 

S/67 

374 

Istruzioni e consigli per ricavare famiglie di curve 
caratteristiche con l’uso dell’oscilloscopio e confronto 
con le tabelle dei dati delia casa costruttrice (Con¬ 
sulenza) , 

Wattmetro per R.F. 

Fortuzzi 

9/67 

656 

Strumento che dà direttamente la potenza d’uscita 
del trasmettitore sotto prova, per un campo di mi¬ 
sura che va da 10 mW a 6W. 

TT —Time Tester ovvero variazioni e 
fuga per FET e orchestra. 

Crudeli 

10/67 

729 

Strumento per misurare con buona precisione intervalli 
di tempo molto bievi. 

Oscillatore per la limatura dei quarzi 

Fortuzzi 

12/67 

892 

Utile ausilio per ìt seviziatore di quarzi; usa un 
2N3819, 

Il minilaboratorio. 

Trans! stus 

12/67 

897 

Un signal tracer bitransistorizzato, commutabile in 
iniettore di segnali. Usa un AC127 e un AC128. 

Udite! Udite! Il battimentoscopio. 

Mazzetti 

12/67 

908 

Consente di confrontare segnali RF di frequenza nota 
con segnali RF di frequenza incognita 

SURPLUS 




Descrizione del ricevitore BC-603 

Cheti 

1/67 

54 

Dati tecnici, descrizione, impiego e schemi del rice¬ 
vitore surplus a FM. 

Come modificare il ricetrasmettitore SS 
mkl. 

Ugliano 

1 8/67 

1 

569 

Schemi, consigli, modifiche dell’apparato surplus. 

TRASMEniTORl 




Attrezzate la vostra stazione sui 2 metri 

D'Orazi 

i 3/67 

i 

173 

Progetto di Tx sui 144 MHz - Potenza di uscita: 13W - 
impiega 5 valvole + stabilizzatrice - Gruppo oscilla¬ 
tore Geloso 4/103 e convertitore Labes C05/RA. 

















TITOLO e AUTORE 

Rlv- N. 

Pag. 

SINTESI 

Il clipper e il compressore di volume 

Baffoni 

3/67 

204 

L'articolo tratta il problema della sovramodulazione e 
indica dettagliatamente le varie soluzioni mediante cir¬ 
cuiti clipper e compressori di volume. 

Oscillofono transistorizzato di facile 
realizzazione 

Fienga 

4/67 

284 

Oscillofono semplice a due transistori (OC71 - OC72) 
per esercitazioni telegrafiche. 

Un radiomicrofono con FET 

Dondi 

5/67 

328 

Radiomicrofono FM a tre transistori + diodo Varicap 
Trasmette sulla gamma da 100 a 108 MHz ed è rice¬ 
vibile con un comune « Transistor » che abbia la 
gamma FM (TIXM12; 2N711; 2N3819: BA102). 

Conoscete il pi-greco? 

Mazzottì 

7/67 

502 

Come si accorda lo stadio finale di un Tx e come 
funziona un pi-greco. 

An ultra economie and simpatie grovigl 
ad fil (Ultra economico e simpatico 
groviglio di vili). 

Mazzoni 

9/67 

654 

Radiomicrofono FM con 2N703 e diodo varicap BA102 

Trasmettitore per 144 MHz 50W 

Rolando 

9/67 

675 

Monta come finale la OQE30/20- Fa uso di 10 diodi 
nell’alimentatore, 4 valvole (2xECC83 e 2xEL500) per 
il modulatore, 4 valvole sul finale (ECF82, EL84, 

00E03/12 e OQEO3/20) 

Un radiomicrofono a diodo Tunnel 

Dondi 

9/67 

692 

Apparecchio che impiega un diodo Tunnel (1N3720) 
quale oscillatore e un SE4002 come modulatore. 

Trasmettitore AM/CW 300W. 

King 

10/67 

720 

Trasmettitore di potenza, di ingombro ridotto e con 
-endimento globale decisamente superiore al comune 
(impiega 7 valvole). (Vedi consulenza del 12-67, pa¬ 
gina 938). 

Se volete avventurarvi nella terra dei 
Mau Mau 

Mazzoni 

10/67 

745 

Divagazioni sulla SSB Cos'è, come si ottiene, cir¬ 
cuiti relativi 

Un simpatico trasmettitore transisto¬ 
rizzato 10W per 10 metri. 

Nerio Neri 

TV 

11/67 

sot 

Piccolo, efficiente trasmettitore per i 10 m. da 10 W. 
(2N708 - 2N1613 - BFX17 - BD117), 

(Vedi chiarimenti per le bobine su Consulenza del 
12-67, pag. 938). 

TVI or not TVI that is thè question 

Mazzoni 

1/67 

n 

Consigli e circuiti atti a eliminare le interferenze te¬ 
levisive da parte del Tx. 

9 elementi UHF. 

Naseimben 

1/67 

« 

Dati tecnici e descrizione relativi alla costruzione di 
una antenna UHF a 9 elementi. 

TV - DX 

Regalzi 

1/67 

26 

Alcune foto di monoscopi esteri captati dall’autore 
in collegamenti TV-DX 

Proposta per telecamera d’amatore a 
circuito chiuso e con uscita RF flying 
spot (1^* parte). 

Frizzi 

1/67 

59 

Progetto e schemi per la realizzazione di una tele¬ 
camera a circuito chiuso. Monta 34 valvole + tubo 
RC 8DP4 e fotocellula. 

Proposta per telecamera d’amatore a 
circuito chiuso e con uscita RF flying 
sport (Ih parte) 

Prizzh 

2/67 

124 

Seguito e fine del progetto pubblicato sul n. 1-67 a 
pag, 59 

TV - DX 

Dolci 

4/67 

301 

Alcuni monoscopi di stazioni trasmittenti TV estere, 
fotografati dall’autore sul proprio ricevitore televisivo 

Gara dura. 

Nascinnben 

5/67 

334 

Considerazioni di ordine pratico al teleriparatore prin¬ 
cipiante. 

Consulenza 

Koch 

6/67 

453 

Modifica di un TV per la ricezione del II canale fran¬ 
cese. 

TV - DX 

Meli 

7/67 

526 

Note ed esperienze dell’autore sulla ricezione delle 
emittenti TV estere. (Consulenza) 

TV - DX. 

Dolci 

8/67 

580 

Dati sulle reti TV europee ed extraeuropee con carat¬ 
teristiche, stazioni in banda 1 e II e monoscopi 

Telecomandi TV. 

Volpe 

8/67 

613 

Come realizzare i comandi a distanza del televisore 
(cambio programma e volume) 

UHF insolita: ovvero insoliti usi per un 
gruppo UHF 

Frizzi 

11/67 

849 

Suggerimenti e schemi per modifiche e usi vari di un 
gruppo UHF 












TITOLO e AUTORE 

Riv. N. 

Pag. 

VARIE 



Elettronica per lo spazio. 

Rogianti 

1/67 

30 

Osciliofono per telegrafia. 

Locate! li 

2/67 

140 

Nuove norme sulle concessioni di im¬ 
pianto e di esercizio di stazioni di ra¬ 
dioamatori. 

Redazione 

3/67 

174 

Un breve commento alle nuove norme 

Tomassetti 

3/67 

176 

Un oscillatore che non sembra tale 

Koch 

7/67 

488 

Come si maneggiano i decibel. 

Romeo 

7/67 

530 

A che ora trasmette Pancho Rodri- 
guez? A che ora trasmette Jim Melvin 
di Sidney? 

Electronicus 

8/67 

566 

Una curiosità storica. 

Redazione 

8/67 

594 

Elettronica e ferromodellismo. 

Parrella 

8/67 

609 

Denmark Yokohama si-chiù tuenti. 

« Vecchio mio » 

9/67 

684 

Quattro pagine 

Liuzzì 

9/67 

724 

Una notizia letta e disegnata. 

Nasci mben 

10/67 

748 

Lo spionaggio elettronico. 

Rogianti 

11/67 

846 

Telecomando a induzione magnetica. 

Parrei la 

11/67 

855 

Schemi applicativi e suggerimenti d’im¬ 
piego. 

Redazione 

12/67 

888 

Hans e Edwin. 

Nascìmben 

12/67 

898 

Conciliatore di sonno a rumore bianco 

Rogianti 

12/67 

1 915 

Regolatore di livello a tre sonde. 

Redazione 

12/67 

951 


SINTESI 


I circuiti elettronici a bordo dei satelliti artificiali. 
Descrizione e compiti. 

Due circuiti di oscillatori a una valvola (6V6) con 
uscita in altoparlante (4 -h 5W) per esercizi di trasmis¬ 
sione telegrafica 

Stralcio del decreto presidenziale n. 1214 sulle nuove 
norme interessanti l’attività radiantistica. 


Alcune considerazioni e chiarimenti sui vantaggi e 
svantaggi che presenta il nuovo regolamento sulle 
concessioni di impianto ed esercizio di stazioni di 
radioamatore. 

Oscillatore BF con 6U8, utile per prove acustiche su 
amplificatori BF 

Origine, significato e uso di questa unità di misura, 
simpaticamente divulgati dall'autore. 

Orariochiacchierata sui fusi orari, con tabella delle 
ore dei vari paesi corrispondenti al mezzogiorno 
d’Italia 


Rievocazione della posa del cavo telegrafico sottoma¬ 
rino La Spezia - Corsica. 

Come far marciare due convogli sullo stesso bina¬ 
rio a differenti velocità. 

Note dedicate agli aspiranti SWL e OM. 


Oscillatori audio e « video » goliardici. Trasformazioni 
di un giradischi giocattolo. Microfono trasmettitore a 
100 MHz didattico e non. 

Un sistema di radar a diodo: il Dinade (da « The 
microwave journal '>). 

Amplificatore audio per microfono spia « a punta ». 
Trasmettitore spia. Captazione induttiva di segnali 
telefonici. Trasmettitore spia alimentato e modulato dai 
segnali presenti su una linea telefonica. 

Sistema di comando a distanza a mezzo dell’induzione 
magnetica creata da una bobina. Descrizione e schemi 
di un Tx e del relativo ricevitore 

Come realizzare con i componenti dono: .amplificatore 
BF - comando rotazione motorini - alimentatore sta¬ 
bilizzato - amplificatore a 2 canali - ricevitorino - 
radio microfono - amplificatore BF a circuito integrato. 

Una piacevole descrizione di una grossa gaffe tedesco¬ 
americana, relativa al progetto SIA (Subminiature In- 
tegrated Antenne). 

Lo strumento è costituito da un multivibratore a bas¬ 
sissima frequenza che pilota un integratore. Il segnale 
giunge a un modulatore assieme al rumore prodotto 
da un apposito noise-generator; il tutto è quindi am¬ 
plificato a livello adatto. 

Permette di regolare il livello di liquidi o granularne 
conduttivo entro due traguardi prefissati. 


PREZZIARIO 

Arretrati cad : Italia L, 300 - Estero L. 350 

Per acquisti o arretrati dal 1962 a tutto il 1967: 

n. 6 riviste a scelta per l'Italia: L. 1.700 - per l’Estero L. 1900. 

n. 12 riviste a scelta per l’Italia: L. 3.000 - per l’Estero L. 3.500 

Indice Analìtico dei progetti pubblicati dal 1962 a tutto il 1965 L. 200. (Anche in francobolli), 

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cando nella causale i numeri prescelti. 




















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mente in STAMPATELLO, nome ed indirizzo del committente. 


15 

(fig. 

1) 



(.) 

16 

(fig. 

2) 

17 

(fig- 

3) 

18 



19 



20 

(fig. 

4) 

21 

(fig- 

5) 

22 

(fig. 

6) 

23 

(fig. 

7) 

24 

(fig. 

8) 

25 

(fig. 

9) 

26 

(fig. 

10) 

27 

(fig. 

11) 

23 

(fig- 

12) 

29 

Cfig. 

13) 

30 

(fig. 

14) 

31 

(fig. 

15) 

AVVERTENZA: 

ed 

il 1 

[itolo 


(■’■) OGNI SPEDIZIONE viene effettuata dietro invio anticipato, a mezzo assegno bancario o vaglia postale deH’importo dei pezzi ordi¬ 
nati, più le spese postali tenendo presente che esse diminuiscono proporzionalmente in caso di spedizioni comuiative ed a secondo 
del peso del pacco). 


Non si accettano ordini per importi inferiori a L. 3.000 e se non accompagnati da un anticipo (minimo L. 2.000 sia pure in 
francobolli) in caso di richiesta spedizione in CONTRASSEGNO. 


ELETTRONICA P. G.. F. - 20122 Milano - via crivelli, 20 - tel 59.32.18 




























Regolatore di livello 
a 3 sonde 

Redazione 


11 regolatore di livello a tre sonde è un’apparecchiatura elettro¬ 
nica che permette di regolare il livello di liquidi o granulanie 
conduttivo entro due traguardi prefissati. L'apparecchiatura in¬ 
terviene su pompe di caricamento o svuotamento ogni volta 
che uno dei due traguardi viene raggiunto. 

Inoltre rapparecchiatura è in grado di fornire un segnale sup¬ 
plementare, che può essere utilizzato come allarme, ogni vol¬ 
ta che uno del due traguardi viene superato. Trattandosi di un 
apparecchio a circuito statico, non cl sono organi In movimento 
e pertanto si eliminano tutti gli inconvenienti dovuti agli incep¬ 
pamenti delle parti meccaniche. 

Questi apparecchi, se abbinati a normali sonde a giorno, pos¬ 
sono essere utilizzati per regolare live!li in serbatoi aperti, va¬ 
sche. canali* eco. Se abbinati a sonde a tenuta stagna, gli 
stessi apparecchi possono essere utilizzati ottimamente in cal¬ 
daie a vapore, autoclavi, ecc, 

il principio di funzionamento si basa sulla condueibìlJtè elettri¬ 
ca del liquido dì cui si vuole regolare il livello. Infatti attra¬ 
verso tale liquido si viene a chiudere un circuito e II segnale 
che si ottiene, opportunamente amplificato, può servire per II 
comando di un relay. 


Il circuito 

L’alimentazione a 220 V c.a. viene portata attraverso un inter¬ 
ruttore « automatico-zero-manuale » all’ingresso di un trasfor¬ 
matore 220/12 V che ha il parallelo una lampada spia di pre¬ 
senza di tensione. Dall’uscita del trasformatore si va a un 
ponte di diodi e quindi a un condensatore di livellamento della 
tensione (200 |xF). 



Schema elettrico 


La tensione negativa a 12 V raddrizzata e livellata viene por¬ 
tata alia massa del recipiente contenente il ti guido. 

Le due sonde di livello massimo e minimo vanno collegate 
rispettivamente al comune e al contatto aperto a riposo del relay. 
Dal comune del relay si va poi in base al primo transistor con 
una resistenza di protezione da 47 kQ. 

Dall'emettitore di tale transistor si porta II segnale in base al 
transìstor finale che porta sul collettore un relay da tIO y con 
una portata di 5 A sui contatti. 

Il funzionamento si ha in questo modo: allorché 11 liquido con¬ 
tenuto nel recipiente viene a contatto con la sonda di mas¬ 
simo livello si stabilisce un ponte che provoca l'attrazione del 
relay. Al diminuire del liquido il ponte viene mantenuto attra¬ 
verso la sonda di mìnimo livello, quindi la diseccitazione del 
relay avverrà solo quando 11 liquido diminiusce oltre la sonda 
dì minimo. 

Per quanto riguarda il circuito di allarme esso è Identico al 
precedente. La sonda di allarme, che può essere più lunga o più 
corta delle altre due (allarme di minimo o di massimo livello), 
viene collegata direttamente alla base del primo transistor at¬ 
traverso la resistenza da 47 ky. 


950 
















































MESSA IN OPERA E COLLAUDO Regolatore dì livello a 3 sonde 

A questo punto si può passare alla messa in opera dell’appa- 
recchiatura. Ai morsetti 1-2 si porterà l'aiimentazione a 220 V 
c.a. Il morsetto 3 viene collegato aila massa metallica del reci¬ 
piente. Nel caso in cui il contenitore del liquido non sia metal¬ 
lico occorrerà predisporre una massa fittizia tramite un peso an¬ 
corato sul fondo del recipiente con un filo di acciaio inossida¬ 
bile collegato al morsetto 3. 

La sonda di lunghezza minore verrà collegata al morsetto 4, men¬ 
tre quella di lunghezza maggiore verrà collegata al 5. 

Al morsetto 6 si coilegherà poi la sonda di allarme. 

Nel caso si presentasse la necessità di eseguire un controllo 
In recipiente di profondità superiore a 2 metri non è più op¬ 
portuno l'uso di sonde rigide, che potrebbero facilmente flet¬ 
tersi e dar luogo a contatti Inopportuni, ma sì consiglia l'im¬ 
piego di funi di acciaio inossidahiìi mantenute tese da oppor¬ 
tuni pesi. 

Per quanto riguarda l’utilizzazione, se essa è costituita da una 
pompa di affmentazione per il serbatoio dovrà essere col legata 
ai morsetti 8-9 (contatto chiuso a riposo del relay); Se Invece 
si tratta di una pompa di svuotamento dovrà essere col legata 
tra I morsetti 7-8 (contatto aperto a riposo). 

Portando poi l'interruttore in posizione «automatico» lapparec- 
chiatura comincia a funzionare, mentre in posizione «manuale** si 
ha la escfusione deH'apparecchfature e rinserzjone della pompa 
Per quanto riguarda l'allarme, se si tratta di allarme cfi mas¬ 
simo livello (sonda corta) va Inserito fra i morsetti 10-fl, 
mentre se si tratta di allarme di minimo livello (sonda lunga) va 
Inserito fra i morsetti Pertanto rinterruttore In posizione 

■ automatico * rallarme viene azionato dall'apparecchiatura, men¬ 
tre in posizione «manuale» I allarme viene azionato manualmente. 


Per esigenze di spazio anche in questo nume¬ 
ro « Vecchio mio » non può riprendere il 
dialogo con ì suoi aficionados, cui dà appunta¬ 
mento nel 1968. 

Auguroni e... 73! 


R. Ca ELETTRONICA boldrini 3/2 - tel. aaa.zae 

40121 BOUOGNA 


IL BOOM DEL 1967!!! 

Trasmettitore 144-146 Me. completamente a transistor 12-14 Volt, 
dì alimentazione, completo dì modulatore - potenziato da 1,8 a 
2,5 W (tale potenza è ottenuta mediante nuovo transìstor 2N 
40290 RCA). 

Antenna 52-75 Ohm impedenza-regolabile a piacere a mezzo 
speciale accordo finale. 

Entrata microfono: plezo o dinamico. 

Monta: & transistor al sllido - n. 3 2N70B n. 2 2N914 n. ! 2N 
40290 finale di potenze. 

Modulatore: n. 4 transistor di bassa frequenza. 

Dimensioni: 155 x 125 x 55 mm, [compresa basse frequenza), 
non in circuito stampeto - telsfo ottono anodizzato- 
Prezzo: completo dj quarzo sulla frequenza richiesta da 144- 
146 Ms. L. 32.000 [vecchia versione da 1^S W R.T. L. 25 000) 
RX 144-14G gemma continua: 

Siamo lieti di presentare il nuovo ricevitore 144-146 Me, doppia 
conversione, con eccezionale sensibilità da accoppiare al tra¬ 
smettitore. 

Caratteristiche generali: 

prima conversione 144 Me. 11 Me. 
seconda convesione 11 Me, 600 Kc. 

Selettività 9 Kc. - sensibilità migliore di 1 microvolt. - impe¬ 
denza entrata 75 Ohm. 

Transistor impiegati: 

n. 1 AF 102 amplificatore alta frequenza n. 1 AF 115 oscillatore 
e miscelatore stabilizzato zener (conversione 11 Me.): n. 1 
AF 116 amplificatore 11 Me. e oscillatore a 10,4 Me. (stabiliz¬ 
zato zener): n. 2 AF 116 amplificatori di MF. 600 KC. Con¬ 
trollo automatico GAG. efficentissimo. 

Alimentazione 9 Volt o 12 Volt, mediante stabilizzazione zener. 
Fornito montato tarato completo di altoparlante, potenziometro, 
manopola con demoltiplica, pile e porta pile, strumento indica¬ 
tore miniatura Smither, mancante del solo contenitore L, 35.000 
[vecchia versione ad una conversione- L. 25.000). 

A tutti colori che acquisteranno in una sola volta un minimo 
di L. 5.000 di materiale verrà inviato gratuitamente una cassetta 
porta attrezzi in legno, foderata in tela, da portarsi anche a 
zaino. 


Occasioni: 


Scatola di montaggio: 

Alimentatore Stabilizzato con tensione regolabile fra i 6 e 20 
Volt, stabilizzati 1 Amper, comprende: 

n. 1 circuito stampato, elettrolitici, resistenze, transistor, 
diodi raddrizzatori, schema elettrico per il montaggio, cablaggio, 
con descrizione completa. 

Adatto per sperimentatori, radio riparatori ecc... Vi evita enormi 
spese (non più pile), adatto per alimentare autoradio, giradi¬ 
schi, apparecchi radio ecc... Prezzo: L. 5.600 - Alimentatore 
stabilizzato già montato L. 6.400 - Detto alimentatore manca 
solo del trasformatore di alimentazione che può essere fornito 
a parte al prezzo di L. 2.500. 

AMPLIFICATORE LINEARE LV 200 

Gamma: 144-146 Me 

Potenza dì alimentazione anodica; AM 60 W 

SSB = 200 W P E P 

Potenza di pilotaggio (per il massimo de la potenza d’uscita] 

3 W 

Tipo: SR 42 - Labes 144-B ecc... 

Dimensioni: 106 x 304 x 236 mm 

Alimentazione da rete (incorporata) a 220 Volt. CA 
Alimentazione da batterìa a 12,6 Volt.: possibile (tramite op¬ 
portuno bocchettone) a mezzo di apposito alimentatore a tran¬ 
sistor fornibile a parte. 

Prezzo amplificatore: L 85.000 completo di relais coassiale 
entro contenuto. Prezzo per alimentatore batteria: L. 19.000 

AMPLIFICATORE LINEARE AL 1000 

Gamme coperte: tutte quelle comprese fra 3,5 a 30 Me 
SSB-CW-AM-RHY 

Potenza pilotaggio max. richiesta: 20^40 W (a seconda della 
frequenza) 

Impedenza ingresso: 30-^60 Ohm 

Impedenza uscita: adattabile da 50 a 100 Ohm 

Tensione alimentazione rete luce: 220 V C A. 

Potenza assorbita: [con max potenza uscita) 750 W 
Prezzo: L. 130.000 


Per qualsiasi vostro fabbisogno di valvole, ricevitori, trasmettitori, oggetti strani, interpellateci affrancando la risposta, e per 
cortesia il Vostro indirizzo in stampatello con numero di Codice Postale. PAGAMENTO: anticipato o in contrassegno. 















“ GIR - KIT 


99 



CIRCUITI STAMPATI 
SUPERVELOCI 


Realizzate da soli ed istantaneamente i vostri circuiti stampati col modernis¬ 
simo sistema « CIR-KIT » a rame autoadesivo. 

Che cos’è il «CIR-KIT»? Il «CIR-KIT» consiste in una pellicola di rame 
dello spessore di 0,05 mm con uno speciale strato adesivo termicamente resi¬ 
stente, protetto da un’apposita carta salva-adesivo. Tale pellicola di rame è 
fornita sia sotto forma di nastri che di fogli per consentire la massima libertà 
di progetto. .... 

I ensatu a cosa significhi ii poter reaiizzare immediamente un solo circuito 
stampato ed esattamente come lo desiderate senza dover ricorrere a perico¬ 
losi agenti chimici e senza eseguire complicati disegni. 

II « CIR-KIT » è economico-, la confezione completa per sperimentatori, illu¬ 
strata nella foto, costa solo L. 1.900 e c'è abbastanza « CIR-KIT » per 10 circuiti 
Il « CIR-KIT » è i! più rivoluzionario progresso nella tecnica dei circu'ci 
dall’avvento dei circuiti stampati! 



Impiego del Cir-Kit 



Confezione per sperimentatori 


« CIR-KIT » PER LABORATORI 

Confezione n. 1, contenuto: 

1 foglio di « ClR-KlT » da 30 x 15 cm 


I. 2, contenuto: 

CIR-KIT » da 130 x 15 cm 
. CIR-KIT » largo 1,6 mm 


1 nastro di « CIR-KIT » largo 1,6 mm 
lungo 7,5 m 

1 nastro di « CIR-KIT » largo 3.2 mm 
lungo 7,5 m 

3 supporti Bakelite tipo E10 15x30 cm 

Prezzo netto L. 5.100 


mm 


Confezione 

1 foglio di 
I nastro di 
lungo 60 
1 nastro di 
lungo 30 i 
5 supporti i 
15 X 30 cm 

Coltello speciale -|- lama di ricambio 

Prezzo netto L. 15.800 


« CIR-KIT » largo 3,2 
m 

in Bakelite tipo 


E.10 


« CIR-KIT » 

PER SPERIMENTATORI 

Contenuto: 

1 foglio di M CIR-KIT » da 10x15 cm 
1 nastro di « CIR-KIT » largo 3,2 mm 
lungo 4,5 m 

1 supporto Bakelite tipo E.10 
15 X 30 cm. 

PREZZO NETTO L. 1.900 


AMPLIFICATORI PREMONTATI 
SUBMINIATURA HI-FI 




Sono ora disponibili anche in Italia gli amplificatori premontati su circuito 
stampato prodotti dalla NEWMARKET TRANSISTORS Ltd. 

Ouesti amplificatori BF di grande compattezza, della serie PC, sono rea¬ 
lizzati con criteri di precisione e qualità eccezionali con transistori accu¬ 
ratamente selezionati. 

Ogni amplificatore viene collaudato e garantito funzionante alle caratteri¬ 
stiche specificate. L’assorbimento tipico a riposo è per tutti ì tipi di appena 
(0 mA e la distorsione armonica totale tipica è di solo il 3%. con una sen¬ 
sibilità elevatissima. - 

Per tutte quelle applicazioni come apparecchi radio, fonovalige sistemi 
stereofonici di media e piccola potenza, autoradio ecc. che richiedano ca- 
•-atteristiche di qualità eccezionali, gli amplificatori Newmarket Transistore 
serie PC sono l’unica soluzione disponibile sul mercato ed in qualsiasi 
quantitativo. 


PCI - 150 mW, 9 V» alto Imped. d’tngr,* 3 transistori. 

PC2 - 400 mW. 9 V, 15 ohm. bassa Imped.. 5 translgtorl. 

P03 ’ 4M mW. 9 V. 15 ohm, media Imped.. 5 transistori, 

PC4 ‘ 400 mW, 9V. 15 Ohm. alta Imped., 5 transistori. 

PC5 - 4 W, 12 V. 3 ohm, bas^a imped,, S transistori, 

PC7 - 1 W. 9V, B Ohm, bassa imped., B transistori, 

PC9 - preempllf., 1 Mohm Imped. d'ingresso. i fransi staro, 

Ogni ampllfloatore viene venduto ImhaMato a completo di dati ceratterh 
Stic! e acbema per rinserzlono. A richiesta la società ElEDRA 3S Invia 
un etogame manuale con la descrizione di tutti gli ampi iflcstori premontati 
qui elencati faltaflara L, 100 In francobolli), 


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2.950 
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6.950 

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1.850 


AMPLIFICATORE STEREO 8W-f-8W - 
Scatola di montaggio tipo SA 8-8 

Superbo amplificatore transistorizzato stereofonico, preparato dalla PEAK 
SOUND Ltd. (Inghilterra), di facile montaggio grazie al rivoluzionario 
metodo ■ CIR-KIT » di realizzare il circuito stampato. 

Caratteristiche principali: 

Circuito elettrico modernissimo; senza trasformatori. 

Distorsione armonica minore del 2% 
potenza 8W-I-8W 

risposta: 20 Hz - 20 kHz ± 3 dB 
Controllo dei toni alti e bassi separati 
Controlli di volumi separati 
Alimentazione: 25 V 
Impedenza d'ingresso: 1 Mohm 
Impedenza d’uscita: 3-5 ohm per canale 
14 transistori accoppiati 


sioreo m+m 



Viene fornito completo di ogni parte (vedere foto) e con facili istru¬ 
zioni di montaggio. 

Prezzo netto della scatola di montaggio Lit, 26.500-f500 per spese 
postali. 

ALIMENTATORE, per l’amplificatore stereo SA 8-8, scatola da montaggio: 
prezzo netto Lit. 7.900-F500 per spese postali. 


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Il pagamento può essere effettuato anticipatamente a mezzo vaglia postale o assegno circolare aggiungendo L. 350 per ogni 
spedizione, dove non indicato, a titolo rimborso spese postali 

gpjQ _I.,. 1 -1 nnn a ncnonrln Iq rlmanon? 


..______ - di imballo; oppure si può richiedere la spedizione contrasse- 

nviando L. 1.000 anticipatamente e pagando la rimanenza al postino a ricevimento del pacco (tenere presente che con- 


















■‘«■SHF 

Vìa Martìri L.ibera 2 Eione 3 


SALUZZO cn CItaly) 


Miniricevitore per 144 MHz dedicato ai principianti 


Visto il notevole successo al quale è andata incontro la sezione 
ricevitore dei miei radiotelefoni, apparsi su CD-CQ elettronica 
nei numeri 5 del 1964 e 4 del 1965, ho bensato bene, a due 
anni di distanza, di ripresentarvi tale ricevitore migliorato e 
semplificato, rendendone così possibile il montaggio a chi, per 
la prima volta, si cimenta nella costruzione di apparecchiature 
radioelettriche. Oltretutto questo ricevitore con opportune modi¬ 
fiche, che illustrerò più avanti, può essere modificato per 
l’ascolto delle trasmissioni aereoportuali (sempre molto inte¬ 
ressanti) nonché per l'ascolto dei programmi RAI modulati in 
frequenza da 88 a 105 MHz. 

Il ricevitore è stato montato dentro un piccolo contenitore di 
metallo delle dimensioni di cm 11x5x2,5, le pile e l'altoparlante 
sono montati in un contenitorino a parte, al fine di rendere di 
facile occultazione l'apparecchio (nelle tasche della giacca, 
ecc.]. L’alimentazione va da un minimo di 9 volt a un massimo 
di 14 volt, l’assorbimento totale a pieno volume è di appena 
25 mA. Sul contenitore verranno posti i seguenti comandi: 


1. - presa antenna 


2. - presa pile 

3. - interruttore acceso spento 

4. - comando sintonia 

5. - presa cuffia o altoparlante 

6. - regolazione reazione 


— l’antenna potrà essere: o uno spezzone di filo lungo 49 cm oppure 
una antenna direttiva: l’impedenza d'ingresso è di 75 ohm, pertanto 
si dovrà interporre un adattore d’impedenza nel caso si usino 
antenne da 300 ohm. 

— si possono usare due serrafili isolati oppure saldare internamente i 
fili facendoli giungere direttamente sino alle pile. 

— possibilmente miniatura (vedi giapponesi). 

— può essere fisso o variabile, a seconda che si desideri ascoltare 
solo certi punti della gamma oppure poter esplorare compieta- 
mente la gamma ricevibile. 

— la potenza d’uscita del finale è più che sufficiente per un’ottima resa 
in altoparlante, comunque per un miglior ascolto di stazioni deboli 
converrà l’uso di una cuffia. 

— questo controllo dovrà essere regolato ogni qualvolta ci si sposti 
eccessivamente di frequenza (104-30 MHz). Lo si deve sempre 
regolare per il massimo soffio del ricevitore. 









Miniricevitore per 144 MHz - dedicato ai principianti 


Elenco materiale 
Resistenze 
RI 80 kn Vi W 

R2 pot. lineare 10 kn 

R3 3,9 kn 1/2 W 

R4 470 n 1/2 W 

R5 20 kn pot. lineare 
RG 27 kn 1/2 W 

R7 5,6 kn 1/2 W 

R8 1,5 kn 1/2 W 

R9 100 n 1/2 W 

RIO 1 kn 1/2 w 

RII 2,7 kn 1/2 W 

R 12 470 n 1/2 W 

R13 220 n 1/2 W 

Condensatori 
CI 470 pF ceramico 
C2 100 p.F elettrolitico 
C3 10 nF ceramico 
C4 10 nF ceramico 
C5 10 p.F elettrolitico 
C6 50 p.F elettrolitico 
C7 10 |jiF elettrolitico 
C8 10 [iF elettrolitico 
C9 50 p.F elettrolitico 
CIO 50 [xF elettrolitico 
C11 100 [xF elettrolitico 

N.B.: gli elettrolitici devono essere da 12 V 
d’isolamento 

Transistori 

TRI AF102 (AF139, AF115, AF118, AF114, OC171) 
TR2 OC71N (OC71, AC125, AC124, 2G109) 

TR3 AC128 (OC74, OC72,) 

Varie 

TI trasformatore d'uscita per classe A 
(G.B.C. H/343) 

J1 impedenza r.f. 2 mH (G.B.C. 0/470) 
evi compensatore variabile da 2 a 5 pF 
PI jack collegamento cuffia (GBC G/1537-2) 
Altoparlante 3 ohm (G.B.C. A/403-4) 

Cuffia tipo magnetico (G.B.C. Q/433) 

SI mi croi nter ruttore 

Al stilo tipo radio, lunghezza 48 cm 


Il ricevitore è un supereattivo con uscita di emittitore, il cir¬ 
cuito oscillante è posto fra la base e il collettore del transistor 
AF102. Si può eventualmente sostituire detto transistor con 
TAPI39 e i risultati saranno decisamente migliori; se invece 
si desidera contenere la spesa oppure utilizzare dei transistori 
già in possesso, si può usare TAP115, AP118, AP114, OC171 
però i risultati saranno decrescenti, in special modo per ciò 
che riguarda la sensibilità del ricevitore. Il potenziometro della 
reazione serve a dosare l’alimentazione al transistor in AP, 
sino a trovare il valore ottimo che, come già detto in prece¬ 
denza, corrisponde al massimo soffio udibile in altoparlante. 
Il controllo di volume verrà tenuto al suo massimo valore quan¬ 
do si collega l’altoparlante, ciò a causa della bassissima poten¬ 
za erogata dal finale: con l’uso della cuffia si potrà dosare a 
piacere la profondità del volume (circa tre quarti di corsa). 
La spira d'accoppiamento all’antenna (link) è composta da 
una 0 del diametro di 8 mm di filo di rame stagnato da 0,5 mm 
isolata con una guaina di sterling; in fase di taratura si accop¬ 
pierà più 0 meno lascamente il link dentro la bobina si sinto¬ 
nia sino a ottenere il migliore rapporto segnale/reazione (mas¬ 
sima sensibilità del ricevitore ottenuta con la minor reazione 
possibile). 

Inutile ricordarvi che più la reazione è spìnta, più si possono 
provocare dei disturbi, con conseguenze anche spiacevoli (soli¬ 
to radioamatore che minaccia le più spaventose sanzioni oppure 
solito utente con televisore preistorico il quale scrive al noto 
Ente e le cose allora vanno maluccio): perciò andate piano con 
la reazione! 

Il circuito accordato, posto sul collettore deirAP102, è com¬ 
posto da quattro spire di filo di rame argentato da 1 mm, 
diametro delPavvolgimento 8 mm, spaziatura fra le spire 2 mm: 
il condensatore di sintonia è un variabile che copre da 2 a 
10 pF. Comunque potrete usare anche capacità maggiori o 
inferiori, purché non vi discostìate eccessivamente dai valor] 
indicètivi; tenete presente che, se la capacità è maggiore, sì 
può esplorare uno spettro In frequenza maggiore, però la 
gamma radiodilettantìstica rimarrà più stretta. Con capacità 
minori si avrà una maggior spaziatura sulle gamme radioamatori 
ma per contro rimane ben poco per ascolti fuori frequenza. Per 
fare sì che II ricevitore possa coprire un discreto spettro, si 
può inserire un commutatore in parallelo al variabile di sìnto- 
nm il quale aggiunge alcune capacità supplementari (man mano 
crescenti)* In tal modo è possibile ottenere delle sottogamme. 



954 







































Con le capacità da me suggerite pressapoco otterrete la se¬ 
guente divisione in frequenza: 

normale = da 170 a 140 MHz 

V pos. = da 145 a 95 MHz 

2^ pos. = da 100 a 80 MHz 

Non conviene scendere ulteriormente, perché il circuito accor¬ 
dato non è più in grado di oscillare bene (eccessiva capacità 
rispetto l'induttanza della bobina). Pertanto, chi desiderasse 
scendere ulteriormente di frequenza, può commutare diverse 
bobine aiutandosi con un buon commutatore ceramico, in tal 
caso le bobine verranno fatte per tentativi utilizzando un buon 
oscillatore modulato per determinare esattamente le frequen¬ 
ze da esse coperte. L’alta frequenza non ha bisogno di altri 
accenni se non una calda raccomandazione: collegamenti cor¬ 
tissimi, montaggio razionale e pulito (le resistenze o i con¬ 
densatori arcivecchi che tenete in un cassetto nell’attesa della 
buona occasione sarà meglio che rimangano dove sono per 
almeno un’altra decina di anni), ottimi ancoraggi, possibilmente 
materiale ceramico (però mi raccomando, non rompete subito 
il braccino a quel bell’angioletto in ceramica che vostra madre 
ha messo sopra il vostro lettuccio, al fine di ancorare il link 
d'antenna), ottime saldature belle lucide, abborrite la pasta 
salda (peut!) ma usate dello stagno con doppia o tripla anima 
(santerellino) : beh, basta con le raccomandazioni e andiamo 
avanti. 

La bassa frequenza è composta da due transistori: chi deside¬ 
rasse, può sostituire la bassa frequenza da me consigliatavi 
con altre in commercio di maggior potenza, ad esempio la 
Z/154-1 prodotta e venduta presso le sedi della G.B.C.: tale 
bassa frequenza può erogare comodamente 1 W, l’impedenza 
di uscita è sui 4 Q, ottima per altoparlante. Comunque, conti¬ 
nuo a parlarvi della mia bassa frequenza; come già detto vi 
sono appena due transistori e più precisamente: OC71 pream¬ 
plificatore (sulla base di questo transistor vi è pure il controllo 
di volume), segue un AC128 finale di potenza in classe A; il 
trasformatore d'uscita è un Photovox appositamente calcolato 
per un solo transistor funzionante in classe A. Tale trasforma¬ 
tore è reperibile presso le sedi G.B.C. e porta il numero di 
catalogo H/343: la potenza d’uscita è di circa 30 mW, L’alto¬ 
parlante o la cuffia dovranno avere una impedenza di circa 
3-^5 ohm; per una maggior miniaturizzazione del complesso si 
possono usare resistenze a strato di carbone da 1/8 di watt 
della Beyschlag e condensatori elettrolitici della Come! entram¬ 
bi reperibili presso le sedi G.B.C. 


Miniricevìtore per 144 MHz - dedicato ai principianti 


Per la taratura, come già detto in precedenza, 
vi è ben poco da fare: si accende il ricevitore, 
si regola il potenziometro della reazione per 
il massimo soffio, si accende un oscillatore 
modulato che copra i 159 MHz e lo si accop¬ 
pia all’antenna del nostro ricevitore, quindi si 
sintonizza l’oscillatore modulato sino a che ci 
si sia accertati della frequenza sulla quale fun¬ 
ziona il nostro ricevitore. Se troviamo i 144 
MHz a metà corsa del variabile, lo si può 
ritenere tarato, se invece siamo troppo alti 
di frequenza dovremo avvicinare il più pos¬ 
sibile le spire o addirittura aggiungere una 
piccola capacità in parallelo al variabile. Se 
invece ci troviamo troppo bassi di frequenza, 
non ci rimane che allargare ulteriormente le 
spire; se ciò non fosse sufficiente si proverà 
a togliere una mezza spira. Terminate queste 
operazioni, allontaniamo notevolmente l’oscil¬ 
latore modulato e accoppiamo il link d’anten¬ 
na più o meno lascamente per la miglior sen¬ 
sibilità del ricevitore. Ed ecco terminato il ri¬ 
cevitore: non mi rimane che passarvi alcune 
informazioni circa le prestazioni di questo ap¬ 
parecchio e poi vi saluterò. Radiantisticamen- 
te parlando ho sentito delle stazioni di OM 
che distano dalla mia città più di trecento 
km. Le mìe condizioni di lavoro erano: un 
semplice dipolo aperto da 75 ohm d’impeden¬ 
za su una altura di circa 600 metri s.l.m.; 
addirittura da casa, posato sopra una scriva¬ 
nìa, sentivo ottimamente bene una stazione 
di Torino. Per il montaggio non troverete al¬ 
cuna difficoltà, l'importante è che seguiate fe¬ 
delmente le istruzioni da me propinatevi. 

Molti giovani appassionati mi hanno scrit¬ 
to confermandomi gli ottimi risultati da 
loro ottenuti, pertanto ritengo che que¬ 
sta versione migliorata e semplificata sia 
un buon inizio per chi desideri cimen¬ 
tarsi un po’ nelle VHF, Comunque se 
qualcosa non va scrivetemi e vedremo di 
fare funzionare insieme questa baracca. 
Ciao. 

SILVANO 









modulo per inserzione offerte e richieste -«■ 


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servizio Offerte e Richieste.CD-CO elettronica, vìa Boldrini 22, 40121 BOLOGNA 
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OFFERTE 

I I RICHIESTE 

I 68 

- 

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Indirizzare a: 


Spett. Redazione di CD - CQ elettronica, 

Vi prego di voler pubblicare la presente inserzione. Dichiaro di avere preso visione delle 
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nuncia da parte di terzi vìttime dì inadempienze o truffe relative alla inserzione medesima. 


data di ricevimento del tagliando 


[fìitna daErinserzionistaj 



...un hobby 
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COME SI DIVENTA 
RADIOAMATORI? 

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ASSOCIAZIONE 
RADIOTECNICA ITALIANA 
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Richiedete Topuscolo informativo 
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ATTENZIONE! Questo modulo è accettato fino ai 10 12-67. Dopo tale data si dovrà usare il modulo allegato al 


































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Vi presentiamo la magnifica LÌNEA SIGNAL AMERICANA per la frequenza dei 10- 

15-20-40-80 metri e i 144 MHz, composta da: 

RiCEViTORE BC312, funzionante in corrente alternata e corrente universale 110- 
120-140-1 6 O- 220 V, copre costantemente le gamme da 1,5Mc a 28Mc 

RICEVITORE BC603. ® ricevitore a modulazione dì frequenza e 
dì ampiezza coprente la frequenza da 20Mc a 28Mc. 

GRUPPO CONVERTITORE GELOSO, per la ricezione dei 144-146MHz, nuovo, completo 
del suo alimentatore in corrente alternata per i 110-125-140-160-220V AC e telaio 
supporto. 

ALTOPARLANTE, originale per BC312, tipo LS-3 cord. Alt. BC 

Il tutto è completo di valvole, del Technical Manual e di varie descrizioni. 

Prima della spedizione viene tutto provato e collaudato. 

La cc LINEA SIGNAL AMERICANA» viene venduta al prezzo speciale di L. 128.000 
compreso imballo e porto. 


Si accettano prenotazioni con l'invio minimo di L. 10.000. 














Pre5enta2jone: 

La LINEA SIGNAL AMERICANA è corredata dì tutto l’occorrente per ricevere tutte le gamme 
dilettantistiche. 

Tale LINEA SIGNAL AMERICANA è stata studiata per andare incontro a tutti i radioamatori 
che desiderano spendere poco e ottenere l’intero collegamento su tutte le gamme dilettan¬ 
tistiche che vanno nelle frequenze di 10-15-20-40-80 metri a gamma contìnua più i 144 MHz. 

Essa funziona a corrente alternata da 110-125-140-160-220V ed è corredata del Convertitore 
a Novistor, oscillatore a frequenza fissa da 26-30MHz, nuovo imballato della Geloso. 


Tale convertitore è corredato del suo alimentatore e telaio-supporto (art. G4/161 - Conv. 
G4/159 - Aliment. 21962 Supporto). 


Il tutto è corredato del Technical Manual e descrizioni. 


Condizioni: 

La «LINEA SIGNAL AMERICANA» viene venduta anche a condizioni speciali: 


L’acquisto può essere effettuato anche mediante deposito cauzionale di prenotazione 
(L. 10.000) e con altre rate successive a facoltà dell’acquirente, fino a raggiungimento 
dell’intero importo di L. 128.000, senza alcuna scadenza fìssa; dopodiché sarà spedita 
tutta la «LINEA SIGNAL AMERICANA». 


Modalità: 


Il pagamento dell'ammontare o della prenotazione e relative quote successive, deve essere 
eseguito esclusivamente con assegni circolari o postali, oppure con versamento sul nostro 
C/C PT 22-8238 citando la causale dì versamento. 


Opportunità: 

N valore del materiale che viene qui offerto è un vero regalo e lo dimostriamo con la 
seguente esposizione: 


RICEVITORE BC312, completo di valvole, alim. AC L. 60.000 

RICEVITORE BC603, completo di valvole, alim. AC . . » 30.000 

CONVERTITORE GELOSO G4/161 nuovo imbai.» 39.000 


TELAIO SUPPORTO per un Conv. più alim. nuovo ìmbal. 

ALIMENTATORE GA/159. 

ALTOPARLANTE originale BC312. 


TOTALE (senza imballi e trasp.) . L. 147.400 





















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Frequenze varie: 3-4 Me - 4-5,3 Me - 5,3-7 Me 
Modifieabili per tutte le gamme desiderate 
Potenza in antenna 40W in grafia e dì 25W in fonia 

Completi dì n. 4 valvole termoioniche di cui n. 2/1625 - 1/1626 - 1/1629 
Controllo dì frequenza con cristallo a valvola 

Viene venduto completo dì valvole e cristallo al prezzo di L. 10.000 
escluso alimentazione. 

Per spedizione aggiungere L. 1.000. 

Ad ogni acquirente forniremo schemi e istruzioni necessarie. 



RICEVITORE R4A/ARR2 - VHP ■ Freg.Mc 234 a 258 

Ricevitore a 6 canali commutabili dal pannello anteriore e modificabile 
per i 144-146 MHz a sintonia continua completo dì tutto e originale in 
tutte le sue parti vitali escluso l'alimentazione però completo dì N. 11 
valvole termoioniche composte da: N. 7 valvole tipo 9001 - N. 3 valvole 
tipo 6AK5 ed N. 1 valvola 12A6. 

Per effettuare la modifica per i 144-146 MHz occorre: 

1. - Predisporre l'accensione dei filamenti da 24 volt a 12 Volt per poter 
usare un trasformatore di alimentazione che abbia 12 volt dì filamento 
tche possiamo fornirvi a parte). 

2. - Sostituire le N. 4 bobine del circuito amplificatore del 1 convertitore, 
con altrettante di N. 4 spire di filo da 1 mill. su diametro di bobina 
da 9 mill. di diametro, e spaziate di un millimetro e portarle in sin¬ 
tonìa con l'ausilio di un Gri-Dìp. 

3. - Smontare il cassetto del circuito di seconda conversione togliere 
tutti ì particolari che si trovano nell'interno e rimontarlo secondo lo 
schema allegato per poterlo rendere a sintonìa variabile da 3 a 5 Me. 
nello spazio rimasto libero, verrà, montato il circuito delToscìllatore a 
quarzo per il primo convertitore, come descritto nello schema allegato. 

4. - Potenziometro regolatore di sensibilità da 1000 ohms da col legare ai 
fili colore arancio a massa del connettore anteriore (vedi schema). 

5. - Potenziometro con interruttore controllo nota BFO da 100.000 ohms 
lineare da collegare, (vedi schema e disegni che forniamo ad ogni acqui¬ 
rente) . 

Prezzo L. 10.000 + 1.000 per imballo e porto 


LISTINO GENERALE AGGIORNATO SURPLUS — Tutto illustrato, con'iprendente Rx e Tx professionali. Radiotelefoni 
e tanti altri materiali, che troverete elencati, compreso la descrizione dei ricevitori BC312 - BC603 con schemi e illustrai. 
Il prezzo di detto listino, è di L. 1.000, compresa la spedizione che avviene a mezzo stampe raccomandate; la som¬ 
ma potrà essere inviata a mezzo vaglia postali o assegni circolari, o sul ns. C.C.P. 2218238. 

La cifra che ci invierete di L. I.OOO, Vi sarà rimborsata con l’acquisto di un minimo di L. 10.000 in poi di materiali 
elencati nel presente listino. 

Dalla busta contenente il listino generale, staccate il lato di chiusura e allegatelo all’ardine che ci invierete per 
ottenere detto rimborso. 



CONDIZIONI DI VENDITA 

Pagamento per contanti a mezzo versamento su nostro C.C.P. 22/8238, oppure a mezzo assegni circolari e postali. Noi» 
si accettano assegni di contocorrente. Per contrassegno spedire metà dell'importo. 
























BC454 - Versione speciale R-26-ARC-5-Freg. Da 3 Me a 6 Me. 

A sintonìa variabile manuale con manopola e demoltiplica. Dispone di sin¬ 
tonia automatica con movimento a motore elettrico rapportato con ali¬ 
mentazione 24V DC-AC reversibili (avanti-indietro). 

Viene venduto completo dì n. 6 valvole così suddivise: 2/12SK7 - 1/12K8 - 
1/12SF7 - 1/12SR7 - 1/12A6, escluso l’alimentazione al prezzo di L. 10.000 
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BC-946-B - Versione moderna R.24-ARC5 media frequenza 239 Kc 
- Freq. da 520 a 1500 Kc adatto per conversioni o per rice¬ 
vere tutte le onde medie, impiega n. 6 valvole. Viene venduto 
privo di alimentazione. 

L. 15.000 

Per spedizione aggiungere L. 1.000 




BC-453 - Versione mod. R-23-ARC5 - Antenna sìng. e bilan¬ 
ciata - Freq. 190-550 Kc. Medie 85 Kc. con movimento a sin¬ 
tonia variabile. Adatto per essere usato in doppia conversione. 
Impiega n. 6 valvole metalliche e n. 2 12SK7 - n. 1-12SR7 • 
n, 1-12A6 - 1-12K8 - 12SK7. Ogni apparecchio è fornito di 
schema elettrico. 

Viene venduto privo dì alimentazione 


L. 15.000 


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BC-454 - Versione mod. R26 - ARC5 con medie a 1415 Kc 
freq. 3-6 Me. Movimento a sintonia variabile adatto per con¬ 
versioni e gamm. 3-6 Impiega n. 6 valvole metalliche, n. 2 
12SK7 - n. 1 12SR7 - n. 1 12A6 - n. 1 12K8-12SF7 ogni appa¬ 
recchio è fornito dì schema elettrico. Viene venduto privo di 
alimentazione. 



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Coloro che desiderano 
effettuare una inserzione 
troveranno in questa stessa Rivista 
il modulo apposito. 



ATTENZIONE! 

!n conseguenza dell’ enorme 
numero di inserzioni, viene 
applicato il massimo rigore 
nella accettazione delle 
« offerte e richieste ». 
ATTENETEVI ALLE NORME 
nel Vostro interesse. 


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cm/sec, bobine 0 120 mm con micro¬ 
fono dinamico e prolunga per pick-up, 
entrate; mike, pick-up; due uscite: alto- 
parlante esterno e ampiificatore ester¬ 
no; corredato di contagiri e di mo¬ 
derno occhio magico. Vendo a sole 
L. 38.000 spedizione in contrassegno. 
Oppure cambio con oscilloscopio 3" 
o 5” perfettamente funzionante e sen¬ 
za guasti, come del resto il registra¬ 
tore di cui sopra, o/viamente congua¬ 
gliando prezzo. Indirizzare a: Mario 
Bergonzi - Via G. Poggi 14 - 29100 
Piacenza. 

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un anno di vita, come nje m Lire 90.000 
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toni Roberto - Via Solferino, 15 - Cug- 
giono (Milano). 

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sistorizzato completo dì alimentatore 
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sibilità di 1 microvolt le seguenti 
bande: 10-15-20-40-80 m. Nel prezzo è 
anche compreso uno stilo da 1,2 m per 
l'uso portatile del Rx. L’alim. ha l'u¬ 
scita 0-16 volt. Indirizzare a: Gian¬ 
carlo Dominici - Via delle Cave, 80 B 8 
- Tel. 789784 - 00181 Roma. 

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tite seminuove complete monografie: 
National NC 300 rx doppia conv. gam¬ 
me amatori dai 160 ai 2 m, L. 150.000, 
National NC 125 rx 1 conv copertura 
generale dalle medie ai 10 mt. con band 
spread per gamme OM L. 55.000 - 
Marconi CR 300 rx 1 conversione dalle 
lunghe ai 15 m L 40.000 - G 222 TX 
L. 70.000 - Radiotelefoni Tokay TC 502 
due canali, 1 W L. 100 000 - Radiotele¬ 
foni National RJ11 150 mW L, 55 000 
Indirizzare a: Siccardi Dario - Vìa F. 
Crispi, 91 - Tel. 78.519 - Sori. 


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delia Samos 0 con rotatore CDR22 della 
Cornell o mod. U-100 della Alliance 
Detto materiale deve essere perfetta¬ 
mente funzionante. Vendo inoltre Dyna- 
motor Dy-2A-Arr22 usato nell’RX BC455, 
Entr. 28 Vcc 1,1 A Use. 250 Vcc 60 mA- 
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lano 0 provincia. Indirizzare a: SWL 
il 12792 op. Francesco Fortina - Via 
Tavazzano 16 - 20155 Milano 


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vertitore a Nuvistor Geloso G4/161 
per 144 MHz, Con relativo alimentato- 
re a L. 25.000, trasmettitore autoco¬ 
struito per 144 MHz 50 Watt (vedi C.D. 
n. 9 pag 675 del 1967) a L. 120.000, 
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cavo a molla vibratore autotrasforma¬ 
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trasm, a cristailodi quarzo e Mesa. 
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Giacomo - C so Grosseto 117/5 - 

10147 Torino 


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come nuovo, nel suo imballo originale 
e con altoparlante esterno Geloso nella 


Agli ABBONATI è riservato 
il diritto di precedenza 
alla pubblicazione. 


sua cassetta, cedo a L 88.000 irridu¬ 
cibili. Tratto solo con residenti nel 
Veneto o nella zona di Milano, Il ri¬ 
cevitore verrà portato personalmente e 
provato a casa deH'acquirente. Indiriz¬ 
zare a; Franco Marangon - Via Cà Pi¬ 
sani 19 - 35010 Vigodarzere (Padova) 


67-872 - OCCASIONE VENDO ricevitore 
Hallicrafter SX28 0,55 Mc-g 43 Me 15 
valvole completo di altoparlante funzio¬ 
nante L. 60,000. Ricevitore Marconi 
R1241D 100 Kc-f-3,9 Me 14 valvole com¬ 
pleto funzionante L. 40.000. Sintoniz¬ 
zatore GBC OL-OM-FL L. 18 000 Volt- 
mettro elettronico S R.E. L. 15.000. In¬ 
dirizzare a: ilCT Alassio - SV - V 
Torino 37. 


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sibilità 10 canali quarzati + CFO - rice¬ 
vitore 3 conversioni - comando push 
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Gain 10-15-20 m. Quattro elementi spa¬ 
ziata larga vendo 80.000. Indirizzare a: 
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n. 137 - Telef, 221342 - 80142 Napoli. 

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Condensatori variabili per trasmissione 
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20 resistenze, 1 nucleo ferrox, 2 conci, 
vari 1 ALTOP, 3 potenziometri, 2 trasf. 
intertrans, 1 imped. AF, 1 bobina oscil- 
latrice OM, interruttori, boccole e 
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mo, Piazza Pignasecca, 3 - 80134 Na¬ 
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Radio Elettra, Oscillatore Modulato, 
nuovo, provvisto seguenti gamme: RF: 
165-500 kHz: 525-1800 kHz; 5,6-12 MHz; 
88-108 MHz; BF: 800 Hz. Vendo 
inoltre a Lire 800 segenti valvole: AF50 
(nuova), EC50, 6K7, 6TE8, 6SJ7, 6K8, 
6B8, 6J5,6A8, 6SJ7, 5K2, 6SA7, 6Q7, 

6V6, 6SK7, EL3N, 607, EF6, WE69 In¬ 
dirizzare a: Renato Borromeì - Piazza 
Cavour 12 - Cremona. 








362 


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catore Hl-Fl risposta 20 Hz - 20 kHz 
pot. 20 W 5 ingressi marca Geloso 
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originale Goodmans e 2 Tweeter Li¬ 
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(Bergamo). 

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maniaci del solid-body, beati es ma¬ 
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lore e prezzo richiesto. Indirizzare ai 
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Roma. Si tratta unicamente per corri¬ 
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9-10-11-12 del 1961; i numeri 1-12 del 
1962; il numero 1 del '65. Rispettiva¬ 
mente: anno 1963 L. 2.000; anno 1964 
L. 2.800 numeri del 1961-1962 L. 150 cad. 
Indirizzare a: Riccardo Torazza - Via 
Torino, 89 - Tel. 522.167 - 10099 S. Mau¬ 
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C. Sforza, 8 47100 Forlì. 


RICHIESTE 


67-884 - URGENTEMENTE CERCO cooia 
o schema originale del ricevitore AR18, 
in acquisto o a prestito dietro adegua¬ 
to compenso. Indirizzare a: Pienoni Pao¬ 
lo - Viale Roma 10 - 40024 Castel San 
Pietro Terme (Bologna) 


67-885 - CERCO GRUPPO AF Converti¬ 
tore Ducati tipo 3112.2 a tamburo co¬ 
prente la gamma 500 kHz-^30 MHz o 
similare, solo se nuovo o in buon stato 
non manomesso e a prezzo conveniente. 
Chi non riceverà risposta entro 5 giorni 
dovrà pensare che mi sono provvisto da 
altra fonte. Indirizzare a: Gino Talenti 

- Via Aspromonte - Bagni dì Lucca Villa 
(Lucca). 

67-886 - CERCO URGENTEMENTE radio- 
telefono tipo Raystar della GBC. Trat¬ 
to anche se una coppia. Cerco inoltre 
un proiettore 8 mm in buone condizioni. 
Offro in cambio tubi a raggi catodici, 
oscillatore modulato, cambiadischi au¬ 
tomatico, moltissimo materiale elettro¬ 
nico vario ed eventuale conguaglio in 
denaro. Indirizzare a: P.I. Larosi Carlo 

- Via Catullo 15 - 35036 Montegrotto 
Terme. 

67-887 - CERCO URGENTEMENTE tester 
da 40 000 rì/cc, - ca. in ottimo stato 
ed efficientissimo in cambio di un 
corso di Lingua Inglese « Venti Ore « 
in 52 dischi con relativi fascicoli, in 
ottimo stato e pochissimo usati -h ab¬ 
bondante materiale elettronico Indiriz¬ 
zare a; Rosso Giuseppe - Corso Um¬ 
berto 116 - 97012 Chiaramonte Gulfi 
(RG) 

67-888 - AMPLIFICATORE A transistori 
compro Alimentazione max. 12 V cc., 
impedenza d'uscita 8 o 2 12, impe¬ 
denza d’ingresso maggiore di 100 kQ, 
potenza d'uscita 3 o 4 W con un se¬ 
gnale di 0,5 Veff, distorsione alla max 
potenza 5% max Assicurarsi risposta 
Indirizzare a: Umberto Tarantino - Via 
Giovanni XXIII 1/ - 73048 Nardo (LE) 

67-889 - REGALO L. 1.000 a chi per 

primo mi fa acquistare un mobiletto 
in plastica, nuovo o seminuovo per un 
apparecchio radio « Minerva mod. 505/1» 
(La casa costruttrice ne è sprovvista) 
Indirizzare a: D’intino Ettore - Casa 
Scapoli - Via Caduti del Lavoro, 2 - 
28100 Novara 

67-890 - VECCHIA VALVOLA tipo 01 
con getter di magnesio, purché uti¬ 
lizzabile, cerco Indirizzare a: Gian 
Carlo Venza - Via R. Cappelli, 5 - 
00191 Roma. 

67-891 - CERCO SEGUENTI articoli: ta¬ 
volo da disegno con tecnigrafo Zucor 
100 x 150; amplificatore per chitarra e- 
lettrica 25-:-35 W con tremolo e possi¬ 
bilmente riverbero; modellini scala 1:43 
di auto altamente sportive. Darei in 
cambio: amplificatore Hl-Fl 25 semi- 
conduttori, da terminare (mancano solo 
4 pezzi) : amplificatore Hl-Fl 10 W; 
cassa acustica a baffle infinito Hl-Fl 
25 W ed altro, eventualmente con¬ 
guagliando - Indirizzare a: Federico 
Bruno - Via Napoli 79 - 00184 Roma - 
Si prega di allegare franco risposta 
Non telefonare! 

67-892 ' ATTENZIONE MI piacerebbe 
effettuare scambi di bobine per regi¬ 
stratore con canzoni italiani - offro in 
cambio canzoni polacche (velocità 9V2 
cm/sec). Si prega invii con racco¬ 
mandata per sicuro arrivo. Posso pure 
mandare francobolli polacchi per di¬ 
schi con canzoni italiane Inoltre cer¬ 
co materiale per circuiti transistorizzati. 
Indirizzare a: Jòzef Mrowiec - Katowice- 
Zoleze - ul, Aniola 4 (Polonia). 

67-893 - DOVENDO ANTOCOSTRUIRE un 

acquario gradirei conoscere le carat¬ 
teristiche di tutti i suoi componenti 
(dimensioni approssimative) cm 60x25x 
x40 Indirizzare a: Giubileo Francesco 
- Via Frascinelle 23 - 84040 Agropoli 
(Salerno) 


67-894 - GRUPPI AF. Geloso N. 2620 B 
e 2615 B cerco, completi di variabile 
e scala - vendo ricevitore Geloso 3331 
con borsa, poco usato, L 20.000. In¬ 
dirizzare a; Marco Silva - 3 via Rossini 

- 20039 Varedo. 

67-895 - CERCO TEST set distributor 
mod. TD 100 manuali - militari TM - TO 

- SB ecc. Anche inglesi - apparati 
ARR-41 - TS - 34A/AP, cercamine PRS 
3 0 4 purché ocacsione ricevitore - 
RCA 10 Kz a 600 Kz completo. Indi¬ 
rizzare a: Caroni Carlo - Via Aventina 
n. 19 - 00153 Roma. 

67-896 - CERCO SCHEMA elettrico, e 
se possibile elenco e numero di co¬ 
dice dei componenti, relativi al rice¬ 
vitore a transistor « Phiico Italiana 
mod RT7 ». Spedire e precisare impor¬ 
to spese (copia, postali ecc.). Se ri¬ 
chiesto, restituirò a giro di posta. 
Indirizzare a: G, Cervellera - P zza 
Gialli del Calvario, 5 - 47100 Forlì. 

67-897 - ELETTRONICA MESE - CD.: 
numeri anni 1964-1965, cerco per cam¬ 
biare con numeri di Sistema Pratico 
anni 1964-1965-1966; di Tecnica Pratica 
anni 1965-1966; di Ouatrocose Illustrate 
anno 1965 - Nego l'acquisto di fasci¬ 
coli in cattivo stato. Indirizzare a; 
Eleuteri Valentino - Luzzara (RE). - 
Dettagliando stato e numeri - Prego 
francorisposta. 

67-898 - CERCO DISPENSE corso TV 
della Radio Scuola Italiana relative al 
montaggio e alla taratura deiroscillo- 
grafo fornitocol corso stesso - Dispo¬ 
sto ad acquistare o a prendere in 
prestito dietro compenso. Indirizzare 
a: Bertoglio geom. Piero - Via Morghen 
n 26 - 10143 Torino. 

67-899 - CERCO OSCILLOSCOPIO S R E. 

anche mancante di tubo. Eventualmente 
altri tipi stesse caratteristiche. Preci¬ 
sare richiesta, Assicuro risposta in ogni 
modo entro 15 gg. Indirizzare a: Saia 
Alfio - Viale Italia 137 - La Spezia 

67- 900 - SPEDITEMI UNO schema di 
amplificatore stereo Hl-Fl da 30-1-30 watt 
uscita a transistori (oppure a valvole) 
pagherò in contrassegno. Indirizzare a; 
Maggio llvio - Via Bessarione 16 - 
Milano. 

68- 901 - ATTENZIONE CERCO coppia ra¬ 
diotelefoni di qualsiasi marca, porta¬ 
tili minimo ingombro. Alimentazione 
con pile normali reperìbili in tutte le 
forniture 6-9-12 V. Anche usati ma di 
perfetto funzionamento e che assicura¬ 
no perfetti collegamenti almeno 9 km 
possibilmente a Transistor; Massima 
offerta L . 18.000. Avvisarmi con una 
lettera prima della spedizione, indiriz- 
vare a: Pacelli Luigino - Via Olivella - 
81012 Alvignano (Caserta). 

68-902 - ACQUISTEREI NUCLEI a olla 
dal diametro esterno da cm 2 a cm 4 
circa. Rispondo solo a offerte conve¬ 
nienti, Indirizzare a: Quadrini Claudio 

- Via Stazione 99 - 39040 Colle Isarco 
(Bolzano). 

68-903 - CERCO GRUPPO 2615, possibil¬ 
mente completo scala e variabile. In¬ 
dirizzare a: Riardi D. - Via C. Mon¬ 
teverdi 10 - 50144 Firenze - Tel. 33663. 

67-904 - GRUPPO ELETTROGENO acqui¬ 
sterei, circa 1000 W. Inviare offerta e 
descrizione tecnica a: il MZM Mar¬ 
cellino Mazzarella, Via C. Tarantino, 3 

- 83100 - Avellino, 

67-905 - OFFRO 1500 I ire (prezzo di 
copertina lire 250), a chi mi può pro¬ 
curare il fascicolo n. 34 del l’Enciclo¬ 
pedia della Scienza e della Tecnica 
« Galileo » edita da Sansoni, oppure 





ricompenso largamente con materiale 
elettronico. Scrivere prima, per evitare 
doppioni. Indirizzare a: Dino Gianot- 
to - Via Oropa 69 - 10153 Torino. 

67-906 - OFFRO 1500 lire (prezzo di 
copertina lire 250), a chi mi può 
procurare il fascicolo N. 34 dell'Enci¬ 
clopedia della Scienza e della Tecnica 
« Galileo » edita da Sansoni, oppure 
ricompenso largamente con materiale 
elettronico. Scrivere prima, per evitare 
doppioni. Indirizzare a: Dino Gianotto, 

- Via Oropa 69 - 10153 Torino. 

67-907 - CERCO CONVERTITORE 144 delia 
Labes. Cambierei alla pari con tubo a 
raggi catodici 5UP- nuovissimo, mai 
usato. Prendo in considerazione qual¬ 
siasi altra offerta per l'acquisto di un 
convertitore 144 o per la vendita del 
mio 5UP1. A tutti darò risposta im¬ 
mediata previo invio di bollo. Cerche¬ 
rei ancora buona antenna direttiva 
144 da cambiare con verticale per i 
20 metri Ì113009 General Manager SWL 
Italiani. Indirizzare a: Ezio De Vec¬ 
chi - Cannaregio 621 D - 30121 Venezia 

67-908 - COMPRO CONTANTI sintoniz¬ 
zatore per F.M, a valvole o transistori, 
purché perfettamente funzionante. Spe¬ 
cificare marca, prezzo oppure se è 
autocostruito. Cerco inoltre schema si¬ 
cura realizzazione di dispositivo per 
eco elettronico da inserire in im¬ 
pianto stereo HI-FI. Indirizzare a: Mi- 
neo Lorenzo - via ai Fossi 1 c - 90142 
Paiermo- 

67-909 - GRUPPO AF Geloso 2672 cer¬ 
co anche usato, purché in buone con¬ 
dizioni e non manomesso, cerco pure 
variabile Geloso N. 821 C di catalogo. 
Indirizzare a: Giovanni Da Re - Via E. 
Caviglia 20 - 31020 S. Giacomo di 
Veglia (Treviso). 

67-910 - CAMBIO COPPIA BC611 fun¬ 
zionante, completat di batterie e con 
tubi nuovi, con analoga Feldfunk anche 
non funzionante purché non mano¬ 
messa e con i suoi microfoni. Cedo RX 
Torn Eb perfetto e funzionante con 
alimentatore da rete, per L. 16.000 + s.p. 
Per informazioni unire francobollo. In¬ 
dirizzare a: Caucci Romano - Salita 
della Trenovia 39 - Trieste. 

67-911 - CERCO COPPIA radiotelefoni 
a transistori funzionanti, portata max. 
1 km. Indirizzare a: C. Paolo - Gas 
Post 24 - 74100 Taranto 

69-912 - FRANCOBOLLI ASTRONAUTICA 

cerco, e, in particolare quelli riguar¬ 
danti Yuri Gagarin e Valentina Terech- 
kova. Cerco inoltre annulli speciali ri¬ 
guardanti i due suddetti astronauti, 
nonché I voli spaziali americani. Sono 
disposto ad acquistare, oppure a cam¬ 
biare con esemplari usati di Italia Re¬ 
pubblica e mondiali. Si prega di af¬ 
francare filatelicamente. Indirizzare a; 
Enrico Grassani - Via Mameli, 7 - 
27100 Pavia. 

67-913 - CERCO RICEVITORE profes¬ 
sionale bande amatori, non autoco¬ 
struito, eccezionaimente accetto offerte 
di Rx Tipo OC9 OClO OC11. Cerco 
inoltre Tx non autocostruito e non 
manomesso per bande amatori. Acquisto 
se vera occasione, Indirizzare a: Primo 
Galiano SWL ÌM3286 - Via Lauro 10 

- 87029 Scalea (Cosenza). 

67-914 - CERCO RADIOTELERIPARATORE 

cui affidare lavori, ed eventuale so¬ 
cietà gestione laboratorio et negozio 
elettroradiotelevisori. Inutile scrivere 
se veramente non sia in possesso di 
requisiti ineccepibili - Indirizzare a: 
Zampitelli - Via Livio Andronico 60 - 
Rione Traiano - 80126 Napoli 


67-915 - CERCO SERIA ditta che offra 
lavoro a domicilio, in montaggio cir¬ 
cuiti elettronici non molto complicati 
o avvolgimenti trasformatori, indiriz¬ 
zare a; Volpini Maurilio - Loc- Campi- 
glia - 53034 Colle Val D'Elsa (Siena). 


67-916 - CICLOSTILE CERCO a prezzo 
ragionevole. Cerco valvola 4X150/A pur¬ 
ché non esaurita. Vendo amplificatore 
HI-FI 10 W ultralineare 5 valvole doppie 
più trasf. d'uscita di prima qualità 
(H 223) a Lire 15 000 Vendo televi¬ 
sore 21". Indirizzare a; Antonio Fer¬ 
rante - Via C. Micucci, 1 - 66010 

Rapino (Chieti). 


67-917 - CAMBIO CON registratore a 
nastro di marca, (corrente alternata) 
anche non funzionante ma completo di 
ogni sua parte bobine 7": N 170 ri¬ 
viste di elettronica varie. Indirizzare 
a: Buoso Gabriele - Via Tiziano, 37 bis 
- Tel. 632100 - Torino, 


67-926 - FRANCOBOLLI ASTRONAUTICA 

riguardanti i voli orbitali di Yuri Ga¬ 
garin e Valentina Terechkova acquisto 
o cambio con esemplari usati di Italia 
Repubblica. Le serie suddette da me 
richieste devono essere nuove. Cerco 
inoltre annulli speciali e buste FDC 
riguardanti i due suddetti astronauti, 
nonché quelli americani. Si prega di 
affrancare filatelicamente. Indirizzare a: 
Enrico Grassani - Via Mameli, 7 - 
27100 Pavia. 

67- 927 - CERCO SCHEMA pratico del- 
l'oscilloscopio della Scuola Politecnica 
Italiana. Indirizzare a: Canzutti Eligio - 
Via N. Sauro 20 - Bolzano. 

68- 928 - CERCO SE vera occasione ci¬ 
nepresa H8 Reflex complotta dei tre ob¬ 
biettivi vario switar o zoom. Precisare 
prezzo. Applico piste magnetiche su 
films 8 mm e Super 8. Spedizione con- 
ttrassegno; lavorazione entro tre giorni. 
Indirizzare ai Del Conte - Viale Mu¬ 
rino 44 - 20149 Milano. 


67-918 - CERCO URGENTE schema di 
organo elettronico anche materiale vario 
per detto strumento. Indirizzare a: 
Nardo Ferdinando - Via A. Costanzi 47 
- 05019 Orvieto (Terni). 


67-919 - RICETRASMETTITORI GAMME 

dilettantistiche, una o tutte, minimo 
ingombro, alimentazione da batterie ti¬ 
po auto 12 V. cc. con almeno 50 W 
uscita acquisteremmo per C.E.R. costi¬ 
tuenda sezione: anche usato se offerto 
da radioamatori. Fare offerte dettagliate 
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zia - 92024 Canicattì. 


67-920 - CERCASI TX G-225-226 funzio¬ 
nante perfetto. Tratto solo con OM 
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Serratoni Roberto - Via Solferino 15 - 
Cuggiono (Milano). 


67-921 - CERCO AEREOMODELLO ra¬ 

diocomandato portata minima 100 metri 
scrivere se vera occasione si assicura 
risposta immediata. Indirizzare a: Mi¬ 
gliore Natale - Via Francesco Laurana 71 
- 90143 Palermo 


67-922 - CERCO SCHEMA di radiotele¬ 
foni a 6-7-8 transistori funzionanti sulla 
gamma dei 27 Me con trasmettitore 
quarzato e ricevitore supereterodina 
con chiare spiegazioni per i dati co¬ 
struttivi e taratura. Scrivere per ac¬ 
cordi - Indirizzare a: Vergnani Mario - 
Via Cucchiari 161 - 41100 Modena. 


67-923 - COMPRO RTZCl-MKII o 

19MK2 a L. 15.000 solo se in ottimo 
stato, funzionante e completi di tutto, 
comprasi anche RTWS21 a L. 15.000, 
Oppure RTWS68P a L. 10 00. Ottimi e 
funzionanti, Accetto offerte altre ap¬ 
parecchiature occasione. Indirizzare a: 
Migliaccio Sandro - Via Broseta 70 - 
Bergamo 


67-924 - CAMBIO N. 2 tubi TV 21ALP4/A 
equivalenti ai N. 21ATP4 N.21ATP4/A 
N 21ALP4 N 21ALP4/B, Perfettamente 
funzionanti come nuovi, con telaietto 
Lea per i 144 ms/s e N. un tubo da 
oscilloscopio DG'?/32 0 equivalente, 

funzionanti. Indirizzare a: Asinari Ste¬ 
fano - Via Libero Briganti 6/3 - Savona. 


67-925 - CERCO NUMERO arrestrato 
di Radiorama mese gennaio 1960 Di¬ 
sposto a comperare anche tutta l’an¬ 
nata pagando al prezzo di copertina 
Indirizzare a: Volk Paolo - Via Corda- 
ioii 27 - 34170 Gorizia 


67-929 - CERCO RX professionale, non 
manomesso garantito al 100% speci¬ 
ficare marca e prezzo scrivere solo se 
vera occasione: (80-40-20-10m). Indiriz¬ 
zare ai Tiberi Silvio - Via G Marconi 
n 177 - Spoleto (PG). 

67-930 - COPPIA ALTOPARLANTI HI-FI 

acquisterei. Caratteristiche: 0 30 cm , 
7-8 ohm, minimo 25 W. Sono pure in¬ 
teressato ad un University mod. m/12 D 
o mod. m/12T. Indirizzare a; Podestà 
Carlo - Via Sampierdicanne 85/10 - 
Chiavari (Genova). 

67-931 - CERCO MACCHINA Fotografica 
in buone condizioni qualunque sia il 
tipo più materiale ottico in genere. 
Indirizzare a: Fusco Rocco - Via Della 
Cava 129 - 66100 Chieti. 

67-932 - RICEVITORE RADIOCOMANDO 

Grundig cercasi occasione superetero¬ 
dina aut superreazione, possibilmente 
corredato di filtri per gli otto canali: 
possono interessare anche eventuali 
attuatori. Indirizzare a: Turvani Gio¬ 
vanni - Via Duca degli Abruzzi 7 - 
10064 Pinerolo. 

67-933 - CERCO AMICI in Milano del¬ 
l'età minima di anni 20, dinamici, en¬ 
tusiasti e con tante idee, o comunque, 
interessati a raggiungere un ideale. 
Si dovrà formare un nucleo nel quale 
ognuno, interessandosi di un qualsiasi 
campo culturale, tecnico, industriale, 
sociale, possa contribuire alla possi¬ 
bile creazione di attività sociale, com¬ 
merciale in dustriale. Per ulteriori in¬ 
formazioni, indirizzare ai per. ind Giu¬ 
seppe Di leva - Via Leoncavallo, 8 - 
20131 Milano 

67-934 - CERCO URGENTE, materiale 
della S.R.E. corso transistori. Radio e 
tester, ultimo modello, precisare con¬ 
dizione d'uso materiale elettronico. In¬ 
dirizzare a: Antonio Scorza - Via D 
Manin 16/5 - 40129 Bologna 


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Vìa Cagliari, 57 - tei. 267.259 
Via Maraglìano, 40 - tei. 366.050 
Via A. Cecchi, 27 - tei. 64.168 
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Via F.lli Cervi, 34 - tei. 38.743 


E' nostra intenzione ampliare detti punti di vendita, creando nuovi concessionari esclusivi in ogni provincia: 
per coloro che fossero interessati, pregasi mettersi in diretto contatto con la nostra direzione al fine di pren¬ 
dere gli accordi del caso. 

Si richiedono buone referenze, serietà commerciale e un minimo di capitale. 


Nei nostri negozi troverete una completa gamma di componenti e apparecchiature come: 

Fotoresìstenze - Fotodiodi - Transistor - Diodi controllati, zener e raddrizzatori - Relè subminiatura, miniatura e 
zoccolati • Relè selettori e passo passo - Contaore, ritardatori, da parete e da incasso - Contaimpulsi nor¬ 
mali e a predisposizione - Elettromagneti - Lampade professionali a filamento concentrato - Portalampade - 
Portafusibili - Interruttori a levetta - Connettori multipli - Proiettori per fotoceiiule - Microinterruttori a giorno, 
stagni e a antideflagranti. 

Apparecchiature elettroniche montate e funzionanti o in scatole di montaggio: 

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mers elettronici • Conteggi elettronici normali e a predisposizione - Regolatori di livello per liquidi - Interruttori 
crepuscolari - Regolatori di temperatura. 


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con bobina da 3,3 a 7350 ohm. 
con max 4 scambi 



257 - RELE' MINIATURA per c.c. 
e per c.a. - con bobina da 19 a 
19000 ohm., con max 4 scambi o 
6 chiusure 



9066 • RELE’ MINIATURA per c.c. 

con bobina da 8 a 20000 ohm, 
con max 4 scambi. 

Abbiamo, inoltre, una gamma com¬ 
pleta di relè sia zoccolati che nor¬ 
mali, con tutte le combinazioni 
possibili di contatti. 



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dispone di tre tubi (n. 2-955 + n. M2SJ7), il Rx monta 11 tubi (n. 4-12SH7 -f n. 2-9004 + 
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variabili a farfalla a scorrimento continuo da 100 a 150 MHz, il gruppo in natura è stato pre¬ 
disposto in modo da essere inserito opportunamente su quattro punti corrispondenti ai quattro 
cristalli inseriti e scelti sulla gamma da 8 a 8,72. Tale meccanismo può essere tolto con 
opportuno inserimento delle manopole graduate. L’apparato è fornito di opportune varianti. Nel¬ 
l’apparato è già predisposto lo Squeich, noise limiter AVC. Uscita in bassa 4.000-300-50 ohm. 
Monta 10 valvole (n. 3-9033 -i- n. 3-12SG7 + n. 1-12C8 -f n. 1-12J5 -i- n. 1-12AH7 + n. 1-12SC7). 
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