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Full text of "Post marxismo, Karl Marx, Massimo Morigi, Das Kapital, Il Capitale, Capital, Teoria della Distruzione del Valore"

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Massimo Morigi, Repubblicanesimo Geopolitico Anticipating Future Threats. Dialogo sulla Moralità del Repubblicanesimo Geopolitico più Breve 
Nota all’ Intervista del CSEPI a La Grassa (di Massimo Morigi) Finito il 24 ottobre 2016 Pagina 1 di 1 1 


Massimo Morigi 


REPUBBLICANESIMO GEOPOLITICO 
ANTICIPATING FUTURE THREATS 


DIALOGO SULLA MORALITÀ DEL REPUBBLICANESIMO GEOPOLITICO PIÙ 
BREVE NOTA ALL’ INTERVISTA DEL CSEPI A LA GRASSA (DI MASSIMO MORIGI) 



Massimo Morigi, Repubblicanesimo Geopolitico Anticipating Future Threats. Dialogo sulla Moralità del Repubblicanesimo Geopolitico più Breve 
Nota all’ Intervista del CSEPI a La Grassa (di Massimo Morigi) Finito il 24 ottobre 2016 Pagina 2 di 1 1 


Exegi monvmentvm aere perennivs 
regaliqve sitv pyramidvm altivs, 
quod non imber edax, non aqvilo impotens 
possit dirvere avt innvmerabilis 
annorvm series et fvga temporvm. 
non omnis moriar mvltaque pars mei 
vitabit Libitinam; vsque ego posterà 
crescam lavde recens, dvm Capitolivm 
scandet cvm tacita virgine pontifex. 
dicar, qua violens obstrepit Avfidvs 
et qva pavper aqvae Davnvs agrestivm 
regnavit popvlorvm, ex hvmili potens, 
princeps Aeolivm carmen ad Italos 
dedvxisse modos. svme svperbiam 
qvaesitam meritis et mihi Delphica 
lavro cinge volens, Melpomene, comam. 

Qvintvs Horativs Flaccvs, Carmina , III, XXX 


NOSCE TE IPSVM 



Massimo Morigi, Repubblicanesimo Geopolitico Anticipating Future Threats. Dialogo sulla Moralità del Repubblicanesimo Geopolitico più Breve 
Nota all’ Intervista del CSEPI a La Grassa (di Massimo Morigi) Finito il 24 ottobre 2016 Pagina 3 di 1 1 


NOTA INTRODUTTIVA 


Sul blog di geopolitica “Il Corriere della Collera”, il suo ispiratore ed editore Antonio de 
Martini ha ripubblicato in data 3 ottobre 2016 un suo vecchio post del 2013, Anticipating 
Future Threats: Usa, Israele e Angelina Jolie, ma sempre più attuale in questi giorni non solo 
dominati dalla minaccia “terroristica” (terrorismo: termine versipelle e corruttivo di un 
corretto pensare politico, come ho già più volte affermato) ma ancor di più dall’incontrollata 
ed irrazionale paura che questo fenomeno induce nelle nostre sfibrate - soprattutto dal punto 
di vista etico e culturale - società occidentali rette da una totalmente ipotetica e mitologica 
democrazia rappresentativa. Questo post, assieme ai miei odierni commenti che sono seguiti, 
penso quindi meriti di avere sia l’onore di una sua pubblicazione a parte sul Web che 
prescinda dalle pagine del già citato impagabile ed insostituibile blog sia un titolo 
leggermente diverso dalla sua pubblicazione nel blog, Repubblicanesimo Geopolitico 
Anticipating Future Threats , perché i miei commenti all’originario post di Antonio de Martini 
(antoniochedice il suo soprannome nelle sue repliche sul blog) introducono a considerazioni 
geopolitiche e filosofico-politiche che, per quanto ritenute interessanti da De Martini stesso, al 
pensiero dell’autore di Anticipating Future Threats: Usa, Israele e Angelina Jolie non sono, 
come si leggerà nel testo qui in calce copiaincollato, del tutto sovrapponibili. Ma il mio nuovo 
Repubblicanesimo Geopolitico Anticipating Future Threats. Dialogo sulla Moralità del 
Repubblicanesimo Geopolitico più Breve Nota alFIntervista del CSEPI a La Grassa (di Massimo 
Morigi), oltre a presentarsi socraticamente sotto la forma di un dialogo con un interlocutore 
amico ma non del tutto concorde, può essere considerato anche la prima parte di un trittico, 
costituitendo anche 1’ “anticipazione” di due miei lavori di prossima pubblicazione, 
Dialecticvs Nvncivs e Glosse al Repubblicanesimo Geopolitico, una anticipazione nel senso che, 
mentre nei due prossimi lavori si cercherà di giustificare - partendo dalle rivoluzionarie e 
profondissime suggestioni del conflittualismo strategico di Gianfranco La Grassa - la 
fondazione olistico-dialettica del Repubblicanesimo Geopolitico, Repubblicanesimo Geopolitico 
Anticipating Future Threats cerca di rendere conto dell’intima moralità (e quindi, anche se da 
un particolare punto di vista, dialetticità) di questa particolare visione politica e filosofica. Si 
informa, infine, il gentile e si spera clemente lettore che il testo copiaincollato in calce, oltre ad 
essere direttamente consultabile presso l’URL del “Corriere della Collera” 
https://corrieredellacollera.com/2013/Q5/15/anticipanting-future-threats-usa-israele-e- 
angelina-iolie-di-antonio-de-martini/#comment-62853, è anche visionabile tramite il servizio 
web WebCite agli URL http://www.webcitation.org/6125yT2Qz e 
http ://www. webcitation.org/query?url=https % 3 A % 2F % 2F corrieredellacollera.com % 2F2013 
%2F05%2F15%2Fanticipanting-future-threats-usa-israele-e-angelina-iolie-di-antonio-de- 
martini%2F%23comment-62853&date=2016-10-05 ; e presso ResearchGate all’URL 
https://www.researchgate.net/publication/309193979, con assegnazione di relativo Digital 
Object Identifier DOI: 10.13140/RG.2.2.19288.90883. Impiegando una paradosso - ma che, 
almeno, ritiene sicuramente verità meno banali rispetto alla propaganda dei turiferari 
demonizzatori del nemico sotto l’etichetta del ‘terrorista’ - è mio profondo convincimento che 
l’umanità, più che dalla minaccia terroristica, debba attrezzarsi contro quella che Marx in 
Per la Critica dell’Economia Politica aveva con autoironia stigmatizzato l’allora destino dell’ 
Ideologia Tedesca, la “rodente critica dei topi”, una distruttrice critica che oggi nel Brave New 
World delle tecnologie elettroniche, dell’informazione digitale e della cibernetica (e, fra non 




Massimo Morigi, Repubblicanesimo Geopolitico Anticipating Future Threats. Dialogo sulla Moralità del Repubblicanesimo Geopolitico più Breve 
Nota all ' Intervista del CSEPI a La Grassa (di Massimo Morigi) Finito il 24 ottobre 2016 Pagina 4 di 1 1 


molto, dello stregonesco e surreale prossimo venturo «computer quantistico e alle sue 
potenzialmente numinose capacità computazionali e di conseguente 
produzione/riproduzione/creazione di un potere un tempo solo riservato agli dei olimpici, e 
alle forme sempre più evolute di intelligenza artificiale e alla possibilità di manipolazioni 
della pubblica opinione e della natura fisica e biologica, “un lavoro che, lungi dallo sfruttare 
la natura, è in grado di sgravarla dalle creature che dormono latenti nel suo grembo”» 
(Massimo Morigi: Teoria della Distruzione del Valore. (Teoria Fondativa del Repubblicanesimo 
Geopolitico e per il Superamento/Conservazione del Marxismo), consultabile in vali luoghi sul 
Web, ma in particolare su “Pansofia” all’URL http://www.pansofia.it/files/2015/04/06/815- 
TEORIA DELLA DISTRUZIONE DEL VALORE.pdf?t=1428299346373 e su WebCite 
agli URL http://www.webcitation.org/6kd7iS2xW e 

http ://www. webcitation.org/query?url=http % 3 A % 2F % 2F www.pansofia.it % 2F files % 2F2015 
%2F04%2F06%2F815- 

TEQRIA DELLA DISTRUZIONE DEL VALQRE.pdf %3Ft%3D1428299346373&date=20 
16-09-18 ; e presso ResearchGate all’URL 

https://www.researchgate.net/publication/274252213 : DOL10.13140/RG.2.1.4028.6241), non è 
più simbolicamente rappresentata - al netto quindi delle ancora più devastanti distruzioni 
culturali, economiche e dei vecchi rapporti fra classi sociali innescate da queste nuove 
numinose tecnologie al tempo stesso informatiche, biologiche, sociali e militari - da agricoli o 
domestici ratti ma, assai più concretamente, si materializza attraverso l’effimerità delle fonti 
Internet e la pubblicazione di Repubblicanesimo Geopolitico Anticipating Future Threats e del 
demartiniano Anticipating Future Threats - giusto il proposito, anche se solo dal punto vista 
della mera conservazione meccanica dell’informazione tramite WebCite, espresso dalla 
citazione in esergo dell’oraziano Orgoglio di Poeta -, ancor prima della pretesa di far 
conoscere un pensiero originale deve essere appunto considerato, attraverso la possibilità di 
ridondanza consentita da WebCite, come un tentativo di rimediare a questa caducità, cui 
anche l’eccellente pensiero espresso da De Martini nel suo Anticipating Future Threats: Usa , 
Israele e Angelina Jolie, corre il rischio di incorrere. Infine, come da sottotitolo della presente 
comunicazione, si copiaincolla pure la Breve Nota allTntervista del CSEPI a La Grassa (di 
Massimo Morigi ) (agli URL di “Conflitti e Strategie” http://www.conflittiestrategie.it/breve- 


nota-allintervista-del-csepi-a-la-grassa-di-massimo-morigi e 

http://www.conflittiestrategie.it/category/agora - rispettivamente su WebCite 
http://www.webcitation.org/6khrAAyet , 

http ://www. webcitation.org/query?url=http % 3 A % 2F % 2F www.conflittiestrategie.it % 2Fbrev 
e-nota-allintervista-del-csepi-a-la-grassa-di-massimo-morigi&date=2016-09-22 e 

http://www.webcitation.org/6khs7TslR , 


http ://www. webcitation.org/query?url=http % 3 A % 2F % 2F www.conflittiestrategie.it % 2F categ 
ory%2Fagora&date=2016-09-22 ; ReasearchGate: 

https://www.researchgate.net/publication/309194170, 

DOI: 10.13140/RG.2.2.27258.08644 - ; l’intervista a La Grassa, suddivisa i 6 parti, è 
visionabile all’URL di “Conflitti e Strategie” http://www.conflittiestrategie.it/csepi-intervista- 
a-la-grassa-completa e su YouTube agli URL 

https://www.voutube.com/watch?list=PLZ4XRdaa8HMolBCSqTSOHHJTB3PhZLgWO&v=t 
dDhPxnJRls o https://www.voutube.com/watch?v=tdDhPxnJRls, 

https://www.voutube.com/watch?v=26ZSaw3SRlM&list=PLZ4XRdaa8HMolBCSqTSOHHJT 
B3PhZLgW0&index=2 o 

https://www.voutube.com/watch?v=26ZSaw3SRlM,https://www.youtube.com/watch?v=OIC6 
mMCYsrg&index=3&list=PLZ4XRdaa8HMolBCSqTSOHH.TTB3PhZLgWO o 

https://www.youtube.com/watch?v=OIC6mMCYsrg, https://www.youtube.com/watch?v=- 
xtW119vtxA&list=PLZ4XRdaa8HMolBCSqTSOHH.TTB3PhZLgWO&index=4 o 

https://www.youtube.com/watch?v=- 







Massimo Morigi, Repubblicanesimo Geopolitico Anticipatine Future Threats. Dialogo sulla Moralità del Repubblicanesimo Geopolitico più Breve 
Nota all’Intervista del CSEPI a La Grassa (di Massimo Morigi) Finito il 24 ottobre 2016 Pagina 5 di 1 1 


xtW119vtxA , https://www.voutube.com/watch?v=5UpBiexAEEg&list=PLZ4XRdaa8HMolBCS 
qTSOHH.ITB3PhZLgWO&index=5 o 

https://www.vout»be.com/watch?v=5UpBiexAEEg,https://www.vo»tube.com/watch?v=PxW8 
d.Ii3dZs&index=6&list=PLZ4XRdaa8HMolBCSqTSQHH.ITB3PhZLgW0 o 

https://www.voutube.com/watch?v=PxW8d.Ii3dZs . Siccome il servizio WebCite non consente 
di salvare documenti video, per “congelare” goethianamente e gramscianamente “Fiir ewig ” 
l’intervista a La Grassa, in questo caso si è ricorsi, dopo necessario download, a ricaricare 
l’intervista su Internet Archive, che condivide con WebCite l’encomiabile e fondamentale 
compito di preservare la memoria digitale ma, ad differenza di quest’ultimo, conserva il 
documento ma non l’URL originale. Gli URL dell’intervista a La Grassa caricata su Internet 
Archive: https://archive.org/details/Csepi- 

IntervistaProf.GianfrancoLaGrassaPartel6.mp4,https://archive.org/details/Csepi- 
IntervistaProf.GianfrancoLaGrassaParte26.mp4,https://archive.org/details/Csepi- 
IntervistaProf.GianfrancoLaGrassaParte36.mp4,https://archive.org/details/Csepi- 
IntervistaProf.GianfrancoLaGrassaParte46.mp4,https://archive.org/details/Csepi- 
IntervistaProf.GianfrancoLaGrassaParte56.mp4,https://archive.org/details/Csepi- 
IntervistaProf.GianfrancoLaGrassaParte66.mp4) . Se Repubblicanesimo Geopolitico 
Anticipating Future Threats nella sua parte riguardante le mie risposte a De Martini, può 
essere considerato, sul versante della filosofia morale, il primo capitolo del testé sunnominato 
trittico sul Repubblicanesimo Geopolitico, l’ultima parte di Repubblicanesimo Geopolitico, la 
Breve Nota è, piuttosto, una gemmazione diretta e molto compendiosa dell’ontologia, della 
gnoseologia e della prassi dell’ Epifania Strategica (un tempo - parafrasando Lenin - quando 
si era teoricamente più arretrati ma politicamente ben più avanzati, al posto di questa locuzione 
che si cercherà di giustificare nei miei due sopranomminati lavori prossimi venturi, con una 
sola parola si sarebbe detto della rivoluzione ) espressa in Dialecticvs Nvncivs e Glosse al 
Repubblicanesimo Geopolitico. Ma non essendo la vera morale individuale e la vera morale 
pubblica disgiungibili da un più generale inquadramento dialettico di tutta la realtà, anche la 
Breve Nota, come del resto Dialecticvs Nvncivs e Glosse al Repubblicanesimo Geopolitico, può 
- e deve - essere letta e giudicata come un lavoro riguardante l’etica politica e la moralità del 
Repubblicanesimo Geopolitico. 


ANTICIP ANTIN G FUTURE THREATS: USA, ISRAELE E ANGELINA JOLIE 


Di Antonio De Martini 


Per chi si interessa di letteratura politico -militare e legge testi in inglese, il termine ‘anticipating 
future threats’ (prevenendo minacce future) è un termine relativamente moderno in cui ci si imbatte 
con la stessa frequenza con cui si trova il vocabolo ‘contabile’ in un testo di ragioneria. Si tratta di 
una forma mentis che è andata evolvendo assieme al concetto di sicurezza. 

La storia militare nei secoli è la storia della alternanza tra generazioni che privilegiavano la 
sicurezza in marcia (esempio: gli eserciti del XVIII secolo) e quelli che invece privilegiavano la 
rapidità di movimento (da Napoleone) a scapito della sicurezza, fino a che la guerriglia spagnola 




Massimo Morigi, Repubblicanesimo Geopolitico Anticipatine Future Threats. Dialogo sulla Moralità del Repubblicanesimo Geopolitico più Breve 
Nota all’Intervista del CSEPI a La Grassa (di Massimo Morigi) Finito il 24 ottobre 2016 Pagina 6 di 1 1 


fece tornare di moda i dispositivi di sicurezza in marcia. Altre antinomie come l’alternanza 
tra fuoco e movimento o la lotta tra corazza e calibri, sono figli di quella prima scelta. Noi siamo 
indubitabilmente in un periodo che ha trasformato il concetto di sicurezza in un argomento 
teologico cui si attribuiscono virtù salvifiche assolute. Quando un attentato miete delle vittime, 
dopo qualche lacrima frettolosa, si va subito a cercare “cosa non ha funzionato” nel sistema di 
sicurezza. Si parte sempre dalla certezza dell’esistenza della sicurezza assoluta, per imbastire 
inchieste, processi, carriere e stili di vita e a questa ricerca della sicurezza si sacrifica tutto. Il 
portare alle estreme conseguenze un concetto fino a farne una malattia è una caratteristica sassone 
come la siesta è tipica dei messicani. 

Durante la guerra mondiale, i tedeschi portarono al parossismo il concetto di sabotaggio dilatandolo 
fino all’ inverosimile. Persone sono finite in campo di concentramento per aver sabotato gli sforzi 
del Reich facendo una pausa lavoro con una sigaretta. Accanto a questa stortura mentale già grave, 
si è andata sedimentando e aggrovigliando una nevrosi - individuata negli anglosassoni dal Nobel 
austriaco Konrad Lorenz - consistente in un ossessivo desiderio di controllare/prevedere il futuro. 
Da questa base psicologica non sanissima unita all’esigenza politica di ridurre al massimo i rischi 
per la vita umana, a seguito della sua sacralizzazione usata come antidoto al pericolo nucleare, è 
nata la frase inglese di cui al titolo del post. 

Contestare misure ormai demenziali di sicurezza antiterrorismo è difficile e si rischia di essere 
vissuti [sic, recte: visti] come fiancheggiatori del terrorismo. 

Vedere una bella creatura come Angelina Jolie sacrificare le tette al Molok della sicurezza con la 
convinzione di essere nel giusto e con l’approvazione di un marito debole e di medici indegni, 
speriamo stimoli almeno una riflessione sul potere delle parole d’ordine nelle comunicazioni sociali 
o finiremo per fare sacrifici umani per scongiurare terrori irrazionali come dieci secoli fa (correggo: 
diecimila anni fa). 

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«SIRIA: VIGILIA DI NOVITÀ MENTRE DAVID CAMERON CHE ESCE PERDENTE 
POTREBBE DARE UN COLPO DI CODA, di Antonio de Martini 

( replica dal 6 gennaio 2012) L’ELETTRONICA È L’ARMA ASSOLUTA, di Antonio de Martini » 
Commenti 


A Wabrahammoriah On ottobre 4, 2016 at 5:29 am 
Permalink I Rispondi 

4 ottobre 2016 - IL “terrorismo” non è altro che il negativo fotografico della debolezza psicologica 
delle masse. Al pari del totalitarismo, il risultato della “democrazia” di massa ha come risultato 
finale il prevalere di un tipo caratteriale del tutto eterodiretto e, in ultima analisi, terrorizzato dalla 
propria condizione umana di essere finito e mortale. Il pendolo oscilla di nuovo quindi verso il 
totalitarismo che, se ben guardiamo, si dimostra così non essere altro che una simmetrica proiezione 
dell’odierna democrazia. Massimo Morigi 


Massimo Morigi, Repubblicanesimo Geopolitico Anticipatine Future Threats. Dialogo sulla Moralità del Repubblicanesimo Geopolitico più Breve 
Nota all’ Intervista del CSEPI a La Grassa (di Massimo Morigi) Finito il 24 ottobre 2016 Pagina 7 di 1 1 




o 

antoniochedice On ottobre 5, 2016 at 6:22 am 



Permalink 1 Rispondi 

Resta 

da 

fi 

capire quale sia il meccanismo che muove il pendolo. 

. , 

L 

tabrahammoriah On ottobre 5, 2016 at 7:04 am 


Permalink I Rispondi 


In brutale sintesi. Da cosa è contraddistinta la modernità? La modernità è segnata dalle narrazioni 
universalistiche (poco importa se universali o particolari, come nel caso delle ideologie di destra) ed 
anche nella fiducia di leggi sociali scientifiche universali (la credenza nella naturalità delle leggi 
economiche del “libero” mercato neh’economia classica e sue evoluzioni, la credenza nel marxismo 
di una classe intermodale naturaliter rivoluzionaria) che garantivano all’uomo che la sua finitudine, 
vulnerabilità e mortalità potevano essere vinte inserendosi nell’alveo storico creato da questi 
universalismi o da queste leggi. Ovviamente questo non era vero per nulla e se nei paesi del 
socialismo reale ciò ha portato ad un cinismo di massa che è stato uno degli elementi principali per 
la caduta di quei sistemi e nel riquadro “liberaldemocratico” ha generato un ugual cinismo che, se 
non ha portato alla caduta del sistema (qui il momento economico è incomparabilmente più forte e 
autenticamente rivoluzionario rispetto ai paesi socialisti) ha, fra l’altro, fatto riaffiorare quelle paure 
sulla propria condizione umana che l’ideologia democratica aveva rimosso. Non sarebbe necessario 
procedere oltre, se non per una breve notazione, quest’ultima con qualche piccola traccia di 
positività. L’umanità non sempre è stata vittima delle fanfaluche universalistiche o del cinismo e del 
terrore sulla propria condizione. La polis greca è un esempio che per alcuni brevi periodi 
l’ottimismo per le proprie sorti collettive e personali non era legata ad una narrazione universalistica 
ma nella fiducia sui propri mezzi e sull’ eccellenza culturale e sociale raggiunte dalla comunità. Ma 
questo ottimismo si trasformò presto in hubris (Atene nella guerra del Peloponneso, lettura 
consigliata La guerra del Peloponneso di Tucidide) e la conseguenza culturale - e la conseguente 
definitiva affermazione antropologica di un uomo timoroso riguardo le proprie possibilità e 
tremebondo sul suo destino finale, in un uomo, comunque, con una mentalità servile - fu la vittoria 
sullo scenario della storia dei grandi imperi e delle grandi narrazioni ideologiche universalistiche 
che questi imperi dovevano sostenere. Nihil sub sole novum ... 

Massimo Morigi - 5 ottobre 2016 


o antoniochedice On ottobre 5, 2016 at 7:25 am 



Permalink 1 Rispondi 

Tesi teressante che andrebbe divulgata in forme semplificate .... 

. , 

ri 

A Wabrahammoriah On ottobre 5, 2016 at 9:52 am 


Permalink i Rispondi 


La tesi è semplice, e quindi può essere semplicemente anche rifiutata, non è questo il punto; il vero 
“crampo del pensiero” consiste nel fatto che sia a livello “alto” che a livello “basso” si è persa 
l’abitudine al ragionamento dialettico inteso come momento espressivo della realtà vista come 
totalità (solo per fare un esempio: fino a non molto tempo fa l’insegnamento cristiano, pur con tutti i 
suoi dettami morali e comportamentali più o meno condivisibili, era inteso a far guadagnare al 
fedele la dimensione della totalità del paradiso; oggi la pastorale della chiesa cattolica, ma anche di 


Massimo Morigi, Repubblicanesimo Geopolitico Anticipatine Future Threats. Dialogo sulla Moralità del Repubblicanesimo Geopolitico più Breve 
Nota all’Intervista del CSEPI a La Grassa (di Massimo Morigi) Finito il 24 ottobre 2016 Pagina 8 di 1 1 


tutte le altre denominazioni religiose cristiane, non parla quasi più di paradiso ma è rivolta quasi 
unicamente o a problemi bioetici e/o di comportamento sessuale o ad esortare i fedeli ad essere 
caritatevoli: e questo non suoni come una mia critica malevola verso l’unica agenzia di senso 
rimasta al mondo occidentale, la chiesa cattolica, è semplicemente una constatazione espressiva di 
un cambiamento politico-culturale e quindi antropologico che va oltre il fatto meramente religioso). 
Gli ateniesi dei tempi di Pericle non sapevano nulla di Hegel e di Marx ma riuscirono ugualmente 
ad esprimere un certo Aristotele che sull’idea di Polis come strumento concreto e non sottoponibile 
ad alcuna legalità esterna se non al vincolo della felicità dei suoi concittadini e sull’idea che la 
moralità di un’azione andava giudicata in base alla situazione concreta in cui questa azione si era 
sviluppata (la Polis, quindi, come totalità espressiva ma non deterministica in senso positivistico o 
pseudomarxista ma dialettticamente intesa in cui le azioni singole e collettive andavano giudicate 
non in base a principi universalistici ma in base alle situazioni concrete che a seconda delle 
circostanze si dovevano affrontare) ha ancora molto da dire, solo che lo si voglia ascoltare, a chi 
pensi di dare un vero e profondo riorientamento gestaltico allo stato attuale di quella che ci si ostina 
ancora a chiamare civiltà occidentale (ma che, in realtà, della civiltà occidentale rinnegando, di 
fatto, Aristotele a favore di un certo Adam Smith non ha proprio nulla; o meglio ha trattenuto solo 
la parte peggiore sia dal punto di vista filosofico che dal punto delle concrete pratiche ed 
atteggiamenti umani, singoli o collettivi che siano). Siamo così tornati alla odierna mentalità servile, 
al pensare che un’inesistente legalità meccanica imposta ad una realtà che non si riesce a concepire 
come totalità ma come una insieme sconnesso di quarti di bue appesi ai vari ganci delle leggi eterne 
- scientifiche, religiose, storiche e sociologiche che siano - possa sollevarci dalla fatica e dalla 
paura di compiere scelte, alla odierna impossibilità, in definitiva, ad usare quella dote che Aristotele 
chiamava phronesis (la sapienza che sa ritagliarsi l’azione basandosi sul caso concreto e non su 
astratte leggi), phronesis che in Hegel ha suggerito la distinzione fra intelletto e ragione (solo la 
seconda per il filosofo di Stoccarda era capace di fornire un accesso alla verità in quanto azionata 
attraverso il concetto di totalità) e che, per finire, non penso fosse proprio estranea sia a Mazzini che 
rifiutò sempre il meccanicismo positivistico (ed anche quello marxista dell’ immancabile vittoria 
della classe operaia) sia ad un certo Lenin che, se non sbaglio, probabilmente proprio ispirato 
direttamente dall’ Etica Nicomachea di Aristotele, disse qualcosa sull’ “analisi concreta della 
situazione concreta”. Pensare quindi dialetticamente rifiutando gli universalismi meccanicisti e 
avendo sempre come punto di riferimento la totalità della realtà che si sta studiando. Lo fecero 
Aristotele, Machiavelli, Fichte, Hegel, Marx, Mazzini e Gramsci e non alle loro conclusioni - 
discordanti - dobbiamo guardare ma al metodo cui, più o meno consapevolmente, essi si ispirarono. 
Ma se questo metodo non è certo in grado di garantirci dall’errore specifico, è in grado di garantirci 
la liberazione da quella mentalità servile che, se all’inizio sembra dispensarci dalle complicazioni di 
un mondo di difficile interpretazione e minaccioso per la nostra esistenza singola e collettiva, alla 
fine non fa che rendere l’uomo cinico e disposto a tutto (fatalismo personale e collettivo e rinuncia a 
quella libertà che non si traduce nell’enunciazione di astratti principi e diritti universali ma nella 
costante ricerca dell’eccellenza personale e sociale) e fatalisticamente propenso, quindi, a 
spiegazioni non semplici ma semplicistiche (non a caso Clausewitz, che a pieno titolo fa parte della 
linea di pensatori testé citati, affermò che i principi della guerra sono di facilissima comprensione 
ma che il difficile sta nella loro applicazione concreta). Di questa genealogia di pensiero il 
repubblicanesimo geopolitico non certo aspira ad essere l’erede unico ma, più modestamente, di 
inserirsi nella sua linea interpretativa che, se rifiuta le spiegazioni semplicistiche tipiche di un 
“pensiero debole”, va nella direzione di interpretazioni effettivamente semplici (cioè non cariche 
delle superfetazioni delle ideologie universalistiche) perché hanno come stella polare una realtà 
effettivamente semplice in quanto semplice espressione dialettica della totalità. Se non divulgativo 
per quanto riguarda le difficoltà dialettiche - qualcun altro a buon diritto potrebbe dire espositive - 
del ragionamento, spero, almeno, essere di essere stato semplice ed onesto per quanto riguarda la 
Weltanschauung dello stesso. Dopo tutto, per essere persone di buon senso non è necessario essere 



Massimo Morigi, Repubblicanesimo Geopolitico Anticipatine Future Threats. Dialogo sulla Moralità del Repubblicanesimo Geopolitico più Breve 
Nota all’Intervista del CSEPI a La Grassa (di Massimo Morigi) Finito il 24 ottobre 2016 Pagina 9 di 1 1 


Aristotele o Clausewitz ma guardare, come direbbe Machiavelli, “alla realtà effettuale”, che mai si è 
lasciata ingabbiare negli schemini di chi sempre vorrebbe un padrone, uomo od ideologia che sia. 

Massimo Morigi - 5 ottobre 2016 


o antoniochedice On ottobre 5, 2016 at 11:22 am 



Permalink 1 Rispondi 

Appunto. Una idea semplice va spiegata in sette righe. 

A Napoli si dice “la vita, o si vive o si scrive”. 

. , 

jfl 

B mabrahammoriah On ottobre 5, 2016 at 2:51 pm 


Permalink I Rispondi 


Vero, per la fine di tutti questi discorsi poche righe possono bastare: Nosce te ipsum (ovviamente 
interpretando la massima come un’esortazione a seguire la propria natura intesa nel senso della 
costruzione socratica della verità attraverso il dialogo fra soggetti realmente interessati al suo 
raggiungimento e, quindi, al proprio perfezionamento personale e della società ma non certo a fare 
tutto quello che ci passa per le capa e, ancor più ovviamente, lasciando perdere Napoli - e in 
extenso anche l’Italia, una città e un popolo indubbiamente di grandissime virtù ma che 
condividono il peccato capitale di pensare di essere più furbi e più pratici, nel pensiero come nella 
vita, di tutto il resto del mondo: penso non sia necessario dilungarsi sui brillanti risultati di questo 
atteggiamento derivante, proprio, dal non conoscere a sufficienza sé stessi). 

Massimo Morigi - 5 ottobre 2016. 




BREVE NOTA ALL’ INTERVISTA DEL CSEPI A LA GRASSA (DI MASSIMO MORIGI) 


La video intervista del “Centro Studi Economici per il Pieno Impiego” a Gianfranco La Grassa 
dovrebbe essere utilizzata con la successiva lettura (o, ancor meglio, si spera rilettura) 
del Prìncipe di Machiavelli. Questo per evidenziare che il pensiero del professore di Conegliano si 
situa lungo la direttrice del pensiero politico reahsta, un realismo politico, però, di tipo nuovo che, 
accanto ai classici di questa visione gestaltica della politica (Tucidide, Machiavelli appunto, e anche 
Hobbes, anche se per quest’ultimo e i suoi moderni epigoni, Cari Schmitt il più significativo, ci 
sarebbe da aprire un ulteriore discorso non sviluppabile in queste brevi note), vuole inserire Marx e 
la tradizione marxista, ovviamente quel Marx e quella sua tradizione interpretativa (in special modo 
Althusser) che si sono sempre tenuti ben lontani da derive misticheggianti ed ingenuamente 
finalistiche della storia (prima fra tutte che il proletariato sia quella classe universale che porta in sé 
i germi rivoluzionari della distruzione del capitalismo, idea veramente peregrina che richiama 
direttamente l’evangelica parabola dei lavoratori della vigna dove gli “ultimi saranno i primi e i 
primi ultimi”: Mt 20, 1-16). A questo punto la sfida che si apre a questa nuova evoluzione del 
pensiero realista è il seguente ed è facile da enunciare come è, allo stesso tempo, difficile da 
svolgere: come è possibile, sul piano teorico - e in diretta conseguenza, quindi, nella prassi - il 
ripudio totale di qualsiasi valenza mistico-religiosa ed utopica con la volontà di incidere 
radicalmente sulla realtà? Clausewitz afferma che i principi della guerra sono di semplice 


Massimo Morigi, Repubblicanesimo Geopolitico Anticipating Future Threats. Dialogo sulla Moralità del Repubblicanesimo Geopolitico più Breve 
Nota all’Intervista del CSEPI a La Grassa (di Massimo Morigi) Finito il 24 ottobre 2016 Pagina 10 di 11 

apprendimento, mentre difficile è la loro applicazione sul campo di battaglia, un ‘difficile’ che non 
significa che bisogna ricorrere ad algoritmi particolarmente raffinati o a complicati calcoli vettoriali 
delle forze in campo ma che, bensì, la vittoria consiste nel cogliere il kairos di ogni specifico 
conflitto, quell’ irripetibile ed unico momento prodotto dallo scontro caotico delle forze in campo 
che se, giustamente interpretato nella sua unicità e fortuità, evolve nella vittoria di chi ha saputo 
comprenderlo (cfr. a questo proposito, l’esempio clausewitziano - dal retrogusto molto leniniano 
dell’ “analisi concreta della situazione concreta” e quindi un’analisi concreta ed una situazione 
concreta non riducibili ad una rigida legalità - del pendolo attratto da tre punti di forza magnetica 
le cui oscillazioni non sono assolutamente prevedibili: “War is more than a trae chameleon that 
slightly adapts its characteristics to thè given case. As a total phenomenon its dominant tendencies 
always make war a paradoxical trinity - composed of primordial violence, hatred and enmity, which 
are to be regarded as a blind naturai force; of thè play of chance and probability within which thè 
creative spirit is free to roam and of its element of subordination, as an instrument of policy, which 
makes it subject to reason alone. [...] These three tendencies are like three different codes of law, 
deep-rooted in their subject and yet variable in their relationship to one another. A theory that 
ignores any one of them or seeks to fix an arbitrary relationship between them would conflict with 
reality to such an extent that for this reason alone it would be totally useless. Pur task therefore is 
to develov a theory that maintains a balance between these three tendencies . like an obiect 
susvended between three magnets [sottolineatura nostra]”: Cari Philipp Gottlieb von 
Clausewitz, On War , edited and translated by Michael Howard an Peter Paret, introductory essays 
by Peter Paret, Michael Howard and Bernard Brodie; with a commentary by Bernard Brodie; index 
by Rosalie West, Princeton, N.J., Princeton University Press, 1984, p. 89). Su questo ultimo punto 
io e la Grassa abbiamo una visione divergente. Fra non molto verrà pubblicato un mio documento 
elettronico certamente più esauriente di questa breve nota su come debba essere intesa (dal punto di 
vista di un rinnovamento della galleria delle fonti del tradizionale canone realista all’insegna di un 
assorbimento di ciò che c’è di vivo, ed è molto, della tradizione marxiana e marxista e con dirette 
conseguenze, quindi, anche sotto l’aspetto più strettamente teorico) e messa in atto una radicale 
prassi trasformatrice della realtà. Ovviamente, ga va sans dire, tutta l’attesa non è per il mio 
modesto tentativo ma per il libro elettronico di prossima pubblicazione che Gianfranco La Grassa 
ha annunciato nella sua - come al solito impeccabile e profondamente rivelatrice - intervista al 
CSEPI. 


Massimo Morigi 




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