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Full text of "Calligrafia moderna"

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> ' BARTOLOMMEO PONZILACQUA. 

^Molte Nazioni si formarono le loro rispettive e distintive maniere dell’arte dello scrivere, eh’ è di tanto universale como- 
do e utilità. In ogni tempo bravi Calligrafi Italiani, Francesi, Inglesi, e Tedeschi ci diedero saggi del loro studio, e della loro dili- 
genza in tal genere , e studiarono di aggiungere all’ arte grazia , ornamento , e proporzione . Peraltro chi si distinse nel dare solidi precetti , 
ma non furono poi accompagnati da plausibili modelli di bella scrittura, e chi non si curò de’ primi, ma riuscì felieelnente ne’ secondi. 
Pochi sono quelli che meritino universale approvazione e negli uni e negli altri. Non bisogna togliere il merito a chi è dovuto, a- 
dottare tutto quello che si trova di più pregevole e originale, farne un’applicazione conveniente, e tentare di trar quel costrutto che 
sia atto a condurci ad una possibile perfezione. Se gl’italiani non abbandoneranno queste traccio, risorgerà presto anche fra noi un qual- 
che nuovo genio capace di gareggiare co’ valenti Calligrafi delle altre Nazioni; e se quest’arte fiori in Italia altre volte, spezialmen- 
te nell’aureo Secolo XVI, tornerà a germogliare ben presto, ed uscirà da quello stato di languore in cui oggidì si ritrova. Quanto 
a me non posso arrogarmi altro merito fuori che quello di essermi a questo studio applicato indefessamente sin dalla più tenera mia 
età, e di aver poi usata ogni cura nell’ eccitare la gioventù Veneziana a farne uno studio metodico e regolare. Ha il dolce conforto 
che non può essermi da chi si sia contrastata la felice riuscita di molti miei allievi , i progressi dei quali garantiscono bastantemente 
l’utilità delle mie regole e de’ miei insegnamenti, tanto per la scrittura comunemente detta Italiana o Bastarda, quanto per la Cou- 
lée Francese, e per V Inglese. 

Giustamente confortato da’ buoni effetti vorrei potermi produrre a voi, o bravi amatori della scrittura, con un trattato completo 
di Calligrafia, alla qual cosa occorrendo e studj ed ozio conveniente, mi sono intanto determinato a mettere in luce il presente pic- 
ciolo Saggio delle tre sopraccennate scritture in quattordici Tavole , le quali saranno precedute da alcune poche più indispensabili 
spiegazioni e nozioni, che mi giova sperare non saranno ne inutili nè disapprovate.' Molte istruzioni si potrebbero aggiugnere, e sul- 


le difFerenti temperature della penna, e sulla positura della mano e delle dita per tenerla, e sull’ attitudine del corpo in generale, e 
su tutto CIÒ che risguarda l’arte della Calligrafia; ma se queste regole non sono date diffusamente, minutamente, e con ogni chiarezza 
possibile, servono piuttosto d’ingombro, che di utilità; e mi è forza rimettere per ora gli studiosi a quelle che troveranno dettate da- 
gli Enciclopedisri, e dai migliori Calligrafi oltramontani. Mi rimetto infine al giudizio imparziale de’ conoscitori , pregandoli a non vo- 
ler riconoscere in questo mio Saggio se non che l’ambizione ch’io nutro nel rendermi noto per uno zelo costante di perfezionare me 
stesso, e di essere utile altrui; e per l’intenzione in cui sono di apparecchiarmi ad un’opera piò estesa e completa, la quale sia un 
maggior testimonio della mia applicazione, riesca vantaggiosa ai progressi dell’arte, e mi procuri quel generale compatimento eh’ è ii 
miglior premio a cui possa aspirare un utile Cittadino. 


La presente edizione e posta sotto la protezione della Legge ig. fiorile dell” anno IX- 
essendosi adempito a quanto in essa si prescrive* 


SPIEGAZIONI 


J AV. I. Proporzioni di scrittura Italiana o Bastarda , che consistono 
in altezza di 7. becchi di penna, in pendenza di 3, e in larghezza di 3- per 
le lettere di corpo composte da linea retta , e di 6- becchi per quelle forma- 
te dalla curva . Qualche scrittore stabilisce a queste due sorta di lettere una 
medesima larghezza, ma T effetto non è di rigorosa proporzione . Esaminia- 
mo le seguenti /«rere radicali, e troveremo, che la n, e l’o sono la base 
di queste due classi di lettere, come fs, che si chiama linea mista, lo e 
delle lettere miste. Si potrebbe quindi stabilire, che queste tre lettere n, o, 
s siano le assolute radicali 3 ma lo studio, e P esperienza esigono anche 
la i, il c, r ac, e la r, onde condurre più agevolmente alla formazione dì 
tutte le altre. Sette dunque sono le lettere radicali qui esposte, dopo le qua- 
li si ha la distant^a da una lettera alV altra, la di cui dimostrazione è ben chia- 
ra , e ci fa vedere la combinazione di ogni possibile connessione. 

Tav, II, Esercizj preparatori, che da se soli fanno chiaramente vedere 
la loro importanza , e la loro utilità ; e ne' quali si scorgono ben classificate 
le tre già citate principali linee retta, curva, e mista. 

La prima, cioè la retta, è dimostrata in quattro maniere, e seguita da un 
esercizio chiamato legazione per piegare a sinistra , c risalire a destra , Questa 
legazione fa piegare le dita a sinistra- colla penna di faccia, e nasce un pieno 
retto naturale, ossia una linea retta -, indi- fa portare tutta la mano a destra , 
e nasce un chiaro di traverso al di sotto coll’ angolo sinistro della penna ; fa 
poscia rialzare le dita a destra col rovescio della stessa penna, e nasce una 
linea retta , o-ssia un pieno retto rovescio e finalmente fa portare di nuovo 
tutta la nrano a destra, e nasce lo stesso chiaro di traverso, ma al di sopra, 
e cosi progressivamente finché la penna contiene inchiostro; esigendo questi 
tre necessari differenti movimenti di non ìstaccarla mai , onde la mano co- 
minci ad acquistare pieghevolezza, estensione, e distacco. 

La seconda, cioè la curva, è dimostrata in tre differenti modi, e segui- 
ta da quattro lettere radicali risultate dalle classificate linee rette e curve . La 
successiva legazione di curva a destra e sinistra ha lo stesso scopo dell’ ante- 
cedente; ma tende però ad agevolare vieppiù la mano, ed a renderla capace 
delle linee curve . 


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TAVOLE. 


La terza, cioè la mista., è dimostrata radicalmente, e seguita pure da un^ 
legaiione fatta senza staccare la penna, piegando e rialzando le dira, produ- 
cendo sempre la stessa linea. Le due eguali seguenti figure cominciate e fi- 
nite in una parte opposta, come istruisce la loro indicazione, compiscono di 
abilitare la mano ne’ più necessarj movimenti, e in qualunque linea, per cui 
non avvi niente di più facile quanto le ultime differenti lettere, chiamate 
Cojnpìmènto delle lettere minori, colle quali si passa poi a formare con tutta fa- 
cilità anche le maggiori. 

Mi lusingo che lo studente, ben addestrato e fondato nei presenti esercizj 
preparatori, possa formare ogni sorta dì scrittura, imitando però ottimi esem- 
plari, o seguendo le istruzioni teorico -pratiche dì un valente maestro, onde 
conoscere minutamente le parziali proporzioni e il vero caratteristico delle tre 
citate scritture, non essendo mio scopo, che di darne qui un piccolo saggio. 

Tav. ih. Lettere minori esposte come nascono una dail’ altra, la forma- 
zione delle quali riesce ormai facilissima. Egli è necessario però sapere, che 
vi sono quattro sorta di lettere in ogni scrittura ; lettere di me\\o ; ascenden^ 
ti; discendenti; e ascendenti c discendenti assieme, la proporzione delle quali 
viene dimostrata dal seguente Alfabeto legato per la scrittura Italiana . 

Tav. IV. Lettere maggiori semplici. Lascio di parlare sulla loro forma ^ 
rimettendomi al giudizio degli osservatori, mentre in niente più variano gli 
scrittori quanto in queste. Dirò bensì, che ho creduto bene di situarle nel- 
le quattro linee, che formano tre eguali vacui, come loro altezza proporzio- 
nata, e come mezzo opportuno per facilitarne i* imitazione . Facciasi dunque 
una simile Falsariga, e se ne avrà il più pronto buon effètto, sempre che 
siensi premessi gli accennati esercizj precedenti . 

Tav. V. VI» VII. Queste contengono sei grandezze dì scrittura Italiana 
o Bastarda, generata dalle regole, e dai precetti già esposti. Questa scrittura 
comparisce e la più chiara, e la più .maestosa , nel mentre che viene stabili- 
ta come la più posata e formata. E'' però suscettibile della maggiore scioltez- 
za, avvertendo che ogni scrittura riesce più o meno precisa e regolare , se- 
condo la maggiore , o minore speditezza colla quale è formata . 


Chi non è al possesso delle prime indispensabili regole ed esercii), non 
potrà mai ottenere una rapida esecuzione, senza togliere la regolarità, la ni- 
tidezza, la precisione, che tutte insieme danno il bello, l’armonico, ed il 
franco alla scrittura . E chi forma le lettere in più tratti di penna dà una 
prova assoluta di sua inesperienza , e la sua scrittura non è mai celere , gra- 
ziosa, e perfetta^ Vi sono però delle circostanze, nelle quali lo scrivente è 
obbligato staccare la penna, non per regola fissata, nè per viziosa abitudine , 
ma per la sola naturale formazione di alcune lettere, e di varie loro connes- 
sioni. Si trovano de’ Maestri, che accostumano i loro allievi sin da principio 
a questa biasimata e cattiva maniera di scrivere, e non s’avveggono, che pro- 
ducono poi scritture stentate, lentissime, e imperfette, e che la loro mano 
non è mai suscettibile di franchezza. 

Tav» VllL Alfabeto in cui sì hanno tutte le lettere minori per la scrit- 
tura Coulée francese^ seguite dalle necessarie differenti loro connessioni , e da 
un Alfabeto legato. 

T-4r. /AT. Lettere maggiori per la stessa scrittura, e numeri arabi con 
qualche variazione. Queste lettere sembrano accostarsi a quelle della Tav* 
IV, più di quanto le assomiglino in fatto. Se ne faccia un esame, e vi si 
troveranno visibìli differenze , le quali conservano perfettamente il gusto par- 
ticolare di questa scrittura . 

Tav. X, Esemplare di quattro grandezze della predetta scrittura. Avendolo 
fatto con esempj italiani, non vi si trovano alcune lettere, nè varie loro con- 
nessioni , che sono proprie di tale scrittura, e combinate dalla sola lingua 
francese, come nella Tav, Vili, 

Questa scrittura è una delle più rapide, e 


delle più comode. Partecipa 


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in gran parte delPItaliana o Bastarda, e fa vieppiù esperimentare futilità, 
e il vantaggio dei già dimostrati precetti, per eseguire i quali lo studente non 
avrà che ricorrere agli appositi esemplari, o ad un buon maestro, come ho 
detto alla Tav, IL 

Tav. XI. Alfabeti, connessioni, e variazioni di lettere minori per la 
scrittura Inglese. 

Tav. XII, Sue lettere maggiori variate e disposte in due Alfabeti , s 
numeri arabi parimenti variati . 

Tav. XIII, XIV, Cinque sono le grandezze di scrittura Inglese, ch’io 
offro, e che reputo sufficienti per iniziare lo studente nelle loro proprietà, 
nelle loro variazioni, e in tutto ciò che costituisce questa scrittura quale io la 
presento. Se ne faccia un’ apposita applicazione , e non riescirà molto difficile , 
benché si allontani alquanto dalie due precedenti. Ella è molto aggradevole 
ali’ occhio e per semplicità, e per delicatezza, e si rende posata e spedita come 
le altre, secondo il tempo, ii bisogno, ed il modo dell’esecuzione. Ne sareb- 
be assai opportuna un’esatta osservazione, se lo scopo mio non chiamasse lo 
studente all’avvertimento dato alla Tav. II precitata. Mi conviene però con- 
fessare, che l’incisione di queste quattro ultime Tavole non riuscì di mio in- 
tero gradimento, perchè sono in parte tolte alla scrittura quelle bellezze pro- 
prie e originali degli esemplari Inglesi, ch’io mi sono studiato d’imitare, bel- 
lezze che d’altronde spiccherebbero assai meglio se gli esempj fossero scritti 
in lingua Inglese piuttosto che in Italiano . Non pretendo nè di giustificare me 
stesso, nè di biasimare il dilìgente Incisore Signor Bonatti, ma di render giu- 
stìzia al merito di quest’ elegante e graziosa scrittura. 


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