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Full text of "Guida manuale di Livorno e de'suoi contorni : con vedute e pianta topografica"

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! CONTORNI 


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20 cent 




PIANTA DI LIVORNO E SUOI CONTORNI 


Indicazioni 


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2 /Morti O \/C f'ra Zari/ere/ \30fVaGctrrfiafifi' 

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Stab.“ Fot: e Lil". R. MARZOCCHINI Livorno 



GUIDA MANUALE 


DI 


LIVORNO 



GUIDA MANUALE 


DI 

LIVORNO 

E DE’ SUOI CONTORNI 

CON VEDUTE 

E 

PIANTA TOPOGRAFICA 




LIVORNO 

A SPESE DELL’AUTORE 
1875 


U editore dichiara di aver adempito a quanto prescri- 
vono le vigenti leggi sulla proprietà letteraria , sotto la 
protezione delle quali pone la presente edizione ed ogni 
diritto di traduzione . 


AVVERTENZA 

Ad ogni buon fine ed effetto l’autore di questa breve Guida di- 
chiara aver ricavato moltissime notizie istoriche dalla Guida di Livorno 
del Volpi edita nel 1846 e da quella amplissima del Sacerdote Piom- 
banti alla quale rimanda il Forestiero che desiderasse più minuti 
dettagli sulla Città. 


Milano — Tip. Guigoni. 


3 1 1 , 555 





r 



Prefettura, uffici, ecc. 


Prefettura. Piazza d'Arme. 

Palazzo Comunale. Piazza d'Arme. 

Questura (R.) Via Vittorio Emanuele N. 70. 

Capitaneria del Porto. Palazzo omonimo alla Bocca 
del Porto . 

Ospedale Civico. Piazza d'Arme. 

Comando superiore del Presidio. Via Vittorio Ema- 
nuele 51 al Picchetto. 

Genio Militare, Sezione di Livorno. Via S. Marco 1. 

Uffizio Postale. Piazza Carlo Alberto 1. 

Intendenza di Finanza. Via della Venezia 1 P. 2°. 

Tesoreria. Via degli scali del Pesce 3. 

Amministrazione demaniale. Piazza Carlo Alberto 1 
p. p. 

Biblioteca Labronica. Via della Pace 33. 

Banca Nazionale nel R. d’Italia (Sede di Livorno). 
Via Buontalenti N. 2. 

Banca Nazionale Toscana (Sede di Livorno). Via 
dei Fulgidi. 

Camera di Commercio e Arti. Via della Banca. 

Borsa di Commercio. Piazza d’Armi. 

Xi Ss Tribunale. Via della Madonna N. 10 e 11 p. p. 




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6 


INDICAZIONI 


Telegrafo. Via del Telegrafo, 2. 

Circolo Filologico. Piazza Cavour 9 Palazzo rosso , 

1 p.°. 

Casino di Commercio. Piazza d'Armi, 3 p. p . 
Casino dei Nobili. Via S. Marco presso il Teatro 
dei Floridi . 

Stanze Civiche. Via dei Fulgidi , 3. 

Teatri. 

Degli Avvalorati. Via degli Avvalorati . 

Dei Floridi. Via S. Marco , 2. 

Rossini. Via Rossini . 

Goldoni. Piazza Goldoni. 

Gherardi del Testa. Via Strozzi. 

Arena Labronica. Via degli Asili. 

Arena Alfieri. Via dei Condotti. 

Consoli e Wice-Consoli esteri 
Residenti in Livorno. 

Alemagna (Impero). Appellius Comm. Cristiano, 
Via S. Marco, 3 p. p. 

America (Stati Uniti). Borcherdt Frederic. Via del 
Ponte nuovo, 7. 

Austria Ungheria. Bulizza C. A. , Via della Fio- 
renza, 1. 

Belgio. Maurogordato M. , Via degli Scali delle 
Farine , 1. 

Brasile. Pierai G. (V. C.), Via Vittorio Eman ., 61. 
Bolivia (Repubblica). Cubbe De Cantuz Cav. M. Vit- 
torio (V. C.), Piazza Carlo Alberto , 1. 

Chili (Repubblica). Rodoeanacclii Cav. Pandely , 
Via degli Scali delle Farine , 1. 


INDICAZIONI 7 

Colombia (Repubblica degli Stati Uniti). Pieruz- 
zini Giov., Via della Venezia , 8. 

Danimarca. Dalgas Fed.°, Via degli Scali del Ponte 
di marmo , 2. 

Equatore (Repubblica). Rodocanacchi Cav. Pan- 
dely, Via degli Scali delle Farine, 1. 

Francia. De Vaux Barone Gay. A., Via degli Scali 
degli Olandesi, 2 . 

Gran Brettagna. Macbean A., Via della Madon- 
na, 12. 

Grecia. Skouffos cav. Pietro, Via del Fante, 11. 

Guatemala. Felice G., Via Borra, 3. 

Liberia (Repubblica). Orvieto Carlo, Corso Um- 
berto, 63. 

Monaco. Traxler A., Via delle Ville, 31. 

Nicaragua. Pieruzzini P., Via della Venezia, 8. 

Paesi-Bassi. Heukensfeldt Siaglieli comm. L., Via 
del Monte Vecchio, 4. 

Paraguay (Repubblica). Ayò cav. P. (V. C.), Via 
del Salcio, 2 ( Piazza del Soccorso ). 

Portogallo. Ott Cesare (V. C.), Via Magenta, 1. 

Russia. Testi Cav. Fulvio, Via Maggi, 12. 

Spagna. De Monserrat M., Piazza Cavour, 4. 

Svezia e Norvegia. Stub Cav. A., Piazza dei Do- 
menicani, 3 . 

Svizzera. Fehr Sellinole P. N., Via del Pallone, 1. 

Tunis. Bargellini F., Via della Posta, 30. 

Turchia. Smith cav. W. J. , Via della Rondi- 
nella, 5. 

Uraguay. Pachi E. A. , Via degli Scali del Ponte 
di Marmo, 3. 

Venezuela (Stati Uniti). Pieruzzini G., Via della 
Venezia, 8. 


8 


INDICAZIONI 


TARIFFA DELLE VETTURE PUBBLICHE 

a ore o a corsa, nel raggio di tre Chilometri 
equivalenti a due miglia antiche circa. 


Vettore 


Per ciascuna corsa 

Per una corsa dalla Giltà alla Fer- 
rovia e viceversa 

Dalla Ferrovia a qualunque luogo 
di campagna entro il raggio di 
tre Chilom. e viceversa . . . 
Dalla Città in campagna fino ai 
bagni Meyer e Ferrari, lungo 
la via dei Passeggio . . . . 
Da fuori la porta a Alare fino ai 
bagni Ferrari e Meyer . . . 
Per la prima ora in Città . . . 

idem in campagna . 

Per ciascuna mezz’ora successiva 

in Città 

Per ciascuna mezz’ora successiva 
in campagna 

Smagagli 


Sacche e cappelliere 

Bauli, Casse, Val. per pezzo . . 


Di Giorno 

Di Notte 

In 

Città 

Fuori 
di Città 

In 

Città 

Fuori 
di Città 

L. C. 

L. C. 

L. C. 

L. C. 

0 80 

4 60 

4 — 

2 - 

1 — 

— 

4 50 

— 

— 

2 - 

— 

2 80 

— 

4 20 

— 

i 50 

1 50 

0 60 

1 70 

2 — 

0 70 

2 50 

0 75 

— 

1 — 

— 

— — 

0 85 

— 

4 25 

0 40 

0 40 

0 40 

0 40- 

0 40 

0 40 

0 40 

0 40 


4. La vetlura presa per corsa non può deviare nè intrattenersi 
per via che per brevi momenti. 

2. Il servizio ad ore dopo la prima ora, che si paga sempre per 
lo intero, si divide a mezz’ore, che anche queste si pagano an- 
corché non compiute. 


INDICAZIONI 


9 

3. L'ora intermedia del servizio cominciato di giorno e finito di 
notte, si regola con la tariffa diurna, per le ore successive con la 
tariffa notturna e viceversa. 

4. I cocchieri richiesti dalla stazione al domicilio se rinviati, 
hanno diritto alla metà della corsa: se trattenuti oltre un quarto 
d’ora esigeranno la tariffa a ore e non a corsa. 

5. I cocchieri possono farsi pagare anticipatamente trasportando 
a Teatri, Balli, Concerti ed altri pubblici divertimenti. 

6. I cocchieri non possono ammettere altre persone in carrozza 
o cassetta senza il consenso di chi se ne serve, nè rifiutare l’ac- 
cesso a un numero di persone uguale ai posti di cui è capace la 
Vettura compreso quello di cassetta. 

7. Nel caso di ricorso è necessario indicare alle Autorità il Nu- 
mero della vettura, il giorno, l’ora ed il luogo ov’ è accaduto 
l’inconveniente. 

8. Nè cocchieri nè inservienti possono chiedere mancic a qua- 
lunque titolo. 

9. I cocchieri della Ferrovia presi alla stazione non sono obbli- 
gati a servire ad ore. 

10. Le corse diurne incominciano alle ore 5 antim. dal 1 Aprile 
a tutto Settembre, e alle ore 6 dal 1 Ottobre a tutto Marzo. Le ore 
notturne incominciano dalla prima ora di notte indistintamente. 


Omnibus. 

Un servizio d’ Omnibus è stabilito dalla Piazza 
Cavour e Piazza d’Armi alla Ferrovia e viceversa. 

II prezzo di ogni corsa è di 20 centesimi. Nella 
stagione estiva un servizio regolare d’Omnibus è 
stabilito dalla Piazza d’ Armi a S. Jacopo, all’Ar- 
denza, a Montenero, ad Antignano e viceversa : 

§ g ( Partenza da Livorno (Piazza d’ Arme) 

1 1 per S. Jacopo, ogni ora 

§ " J dalle ore 6 3 / t ant. fino alle ore 5 pom. 

0 §>} Partenza da S. Jacopo per Livorno 

I I I ogni mezz’ ora 

§,£,1 dalle ore 8 { / 2 ant. fino alle ore 7 l / 2 pom. 


INDICAZIONI 

Partenza da Livorno ( Piazza d’Arme) 
per Ardenza 
alle ore 6 3 / 4 ant. 

» » 2 pom. 

» » 5 pom. 

Partenza da Livorno ( Piazza d’Arme) 
per Antignano 
alle ore 6 3 / 4 ant. 

» » 2 pom. 

» » 5 pom. 

Partenza da Antignano per Livorno 
alle ore 8 ant. 

» » 3 3 / 4 pom. 

» » 7 */* pom. 

NB. L’ ufficio degli Omnibus è posto in Piazza 
d’Arme, sotto le Logge. 

Guardie «Il città. 

Per informazioni o reclami di qualunque genere 
il viaggiatore deve rivolgersi alle Guardie di Città, 
che s’incontrano ad ogni passo. 

Alberghi. 

Della Vittoria e Washington. Via del Ponte nuovo, 8, 
Palazzo Squilloni. 

Del Word. Piazza del Cantiere , 2. 

La Wew York, antica Vittoria. Via Vittorio Ema- 
nuele, 19, P. P. 

Il Giappone. Via Vittorio Emanuele N. 59. 

La Gran Brettagna (Pensione Svizzera). Via Vit- 
torio Emanuele , N . 17. 


10 

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INDICAZIONI 


11 


La Luna. Via Vittorio Emanuele N. 42. 

La Pergola. Via Vittorio Emanuele , 1 e 2 pp. 

Il Falcone. Via Vittorio Emanuele , 62. 

Hotel Anglo Americain. Via del Passeggio. 
Locanda la Città di Roma. Via Vitt. Emanuele , 49. 
Hotel la Ville de Marseille. Via S. Sebastiano , 2. 

Ifcistoratori. 

Stabilimento la Vittoria. Piazza d’Arme , 18 e 19. 
Il Giappone. Via Vittorio Emanuele , 59. 

Il Falcone. Via Vittorio Emanuele , 62. 

Il Nuovo Mondo. Via delle Galere , 33. 

La Pergola. Ym Vittorio Emanuele , 1 e 2 p. 

I Cavalleggieri. Via del Passeggio. 

Antica Casina delPOstriche. Via del Passeggio. 
L’antica Pera. Via degli Avvalorati. 

La Luna. Via Vittorio Emanuele, 1 e 2 p. 

La Città di Roma. Via Vittorio Emanuele, 49. 

L’ antico Mondo. Via delle Galere, 7. 

Pensione Inglese diretta dal Sig. G. Robertson 
Villa Franco Via Nazionale . 

Calle. 

Stabilimento la Vittoria. Piazza d’ Arme, 18 e 19. 
Ronzi. Piazza d’ Arme, 4. 

II Folletto. Piazza Cavour. 

La Pesta. Via Vittorio Emanuele , di faccia alla 
posta. 

Guerrazzi. Via Vittorio Emanuele , 4. 

La Minerva. Via Vittorio Emanuele 7 5. 

Rossini. Piazza d f Arme, 5. 


12 


INDICAZIONI 


Il Diacciajo. Piazza d’Arme, 33. 

L’Italia. Via Vittorio Emanuele , 50. 

Sale di Biliardi. 

Via Vittorio Emanuele, 38. PP. ( Simoncini ). 

Via Vittorio Emanuele, 4. ( Caffè Guerrazzi ). 
Via Vittorio Emanuele, 5. ( Caffè la Minerva). 
Via Maggi, 2. ( Caffè Cavour). 

Via Rossini. ( Birreria Giuclat). 

Via Ricasoli, 6. ( Birreria Mayer). 

Stabilimento balneario dei Sigg. Ferrari e Mayer, 
fuori la Porta a Mare. 

Birrerie* 

KiefìPer Guglielmo. Via De Larderei, 27. 

Mayer Cristiano e F. Via Ricasoli. 

Mayer C. e F. Via del Passeggio. 

Giudat Giuseppe. Piazza Mazzini, 31. 

Giudat G. Via Rossini. 

Fabbriche d’ acque gazosc minerali. 

Lessa G. Presso la Porta a Mare. 

Dell’Agnello G. Via delle Spianate, 11. 

Cenemi Emilio. Via delle Ville, 15, presso lo sta- 
bilimento dei Bagni Idroterapci. 

Fabbriche di Cedri e Fruii i canditi. 

Contessini, Cerini e C, Via Eugenia, 7. Premiato 
con medaglia di merito all’Esposizione di Vienna. 


INDICAZIONI 


13 


Conti e Mattei. Via Pellettiere 23. 

Fabbri 0. Via Garibaldi , 18. Distinto con meda- 
glia all’Esposizione del 1861. 

Fehr Walser e F. Via Solferino , 30. 

Pistelli e C. Via deir Industria e Via S. Fran- 
cesco y 2. 

Torelli E. Piazza del Luogo Pio , 4. Distinto con 
medaglia all’Esposizione del 1861. 

Confetturieri, liquoristi e droghieri. 

Narolde Camenisch. Stabilimento la Vittoria. Piazza 
d’Arme, 18 e 19. 

Massngher FF. Via del Fante, 11. 

Antico negozio Ginezy. Via del Giardino, 49. 

Corradini FF. Via Garibaldi , 126. Piazza Ca- 
vour, 1, e Via Vittorio Emanuele, 20. 

Vila. Via del Giardino, 19. 

Gallei e C. Via Vittorio Emanuele , 54. 

Hemmy e C. Via del Casone, 14. 

Menli e Lorez. Via del Casone , 7. 

Passaponti FF. Via Vittorio Emanuele, di faccia 
alla Posta. 

Pieruccetti. Via Vittorio Emanuele, 31. 

Ronzi. Piazza d’Arme, 4. 

Tipografi. 

Vigo Cav. Francesco. Via della Pace , 31. Unico 
dei Tipografi Italiani premiato con Medaglia di 
Progresso alla Esposizione universale di Vienna. 

Meucci G. Nel Ricovero di Mendicità. 

Vannini P. Nella Pia Casa del Re f ligio. 


14 


INDICAZIONI 


Ortalli B. Via Strozzi , 9. 

Sardi 0. Via della Tazza , 15. 

Zecchini A. B. Via dell’ Indipendenza. 

Librai. 

Giusti Raffaello. Piazza Guerrazzi , 1, Via Vit- 
torio Emanuele , 53. — Tiene un bellissimo assor- 
timento di libri Italiani, Francesi, Inglesi ad uso 
premio. Collezioni complete : Tauchnitz , Levy, Dan- 
ti! , Garnier, Hachette ecc. Libri italiani scola- 
stici ecc. 

Acconci e Giacomelli. Via Vittorio Emanuele. 

Marini G. Via delle Galere , 35. 

Cordano (Libreria Evangelica). Via S. France- 
sco, 8. 

Librerie circolanti. 

Libreria circolante delle novità Inglesi, Francesi, 
Italiane, Via dei Fanciulli, presso il Telegrafo. 

Tron FF. Via Vittorio Emanuele , 46. 

Moscato. Via del Casone. 

Ottici. 

Mentechini G. Via Vittorio Emanuele, 27. 

Turi A. Via Vittorio Emanuele y 1. 

Cartolerie. 

Meucci G. Via Vittorio Emanuele, 65. 

Lucchetti e Calafati. Via Vittorio Emanuele, 61. 


INDICAZIONI 15 

Ratto G. Via della Madonna . 

Lucherini. Via Vittorio Emanuele, 22 . 

Pertici G. Via del Fiore, 1. 

D’ Ottone. V. Via del Casone , 8. 

Negozianti di oggetti di Belle Arti 
in Alabastro. 

Cotremann Ulisse. Via del Cupido , 1. 

Bocci Ulisse e Luca. Via Vittorio Emanuele, 33. 
Baroni Marco. Piazza del Cantiere , 1. 

Fotografi. 

Bartolena FF. (Successori di A. Bernoud). Via 
Vittorio Emanuele, 7. 

Marzocchini R. Via Vittorio Emanuele, 66. 

Befctini U. Via Picasoli, 18. 

Cioletti. Piazza Mazzini , 9. 

Pittori. 

Della Valle Cav. Prof. Pietro. Via Magenta , 15. 
Lemmi Cav. Marco. Via della Costanza, 26. 
Bartolena Cesare. Via degli Scali degli Olandesi, 1. 
Baldini G. Via S. Anna , 1. 

Provenzal F. Via degli Scali d* Azeglio, 10. 

Chelli C. Piazza d’ Arme, 29. 

Scultori. 

Guerrazzi T. Via S. Stefano , 24. 

Puntoni G. Via Pompilia, 4. 


16 


INDICAZIONI 


Maestri di Piano-Forte. 

Bianchi Emilio. Via della Barr . Maremmana , 42. 
Del Corona R. Via Maggi, 12. 

Carlini Cav. Prof. 0. Via De Larderei , 24. 
Griannelli U. Via Serr istori, 14. 

Pitto A. Piazza Mazzini, 22. 

Pratesi GL Via degli Inglesi , 2. 

Banchieri. 

Soria R. e B. Via Vittorio Emanuele , 31. 

Salmon S. Ffa Vittorio Emanuele, 31. 

Arbib E. Via S. Francesco , 39. 

Modena Pel. di GL N. e C. Via Vittorio Eman ., 29. 
XJzielli P. Via S. Francesco, 18. 

Uzielli A. Via Vittorio Emanuele, 32. 

Spedizionieri. 

Bonenfant P. e C. FYa degli Avvalorati presso la 
Piazza d’Armi. 

Costella N. e C. Via dell’Arena, lettera C. 

Curry GL Spediz. e della R. Casa. Via della Posta, 34. 

Sale da Toelette. 

Chelucci A. Via Del Fante , 2. 

Franchini. Piazza Carlo Alberto , 1. 

Pedi P. Fm Vittorio Emanuele, 25. 

Raggianti A. Via della Tazza, 4. 

Rovai A. Via Vittorio Emanuele, 45. 


INDICAZIONI 


17 


Profumerie. 

Biasini P. Via S. Francesco , 32. 

Bracci A. Via S. Francesco , 23. 

Chelucci A. Via Bel Fante , 2. 

Benigni G-. Via della Tazza . 

Duranti. Piazza d* Arme , 30. 

HegozIaisSe hi canape 

e generi «li marina ; fabbricante di Cordami , 
di Corde Metalliche e di Tele da Vele. 

Coccoluto Ferrigni G. Via della Darsena , 14. — 
Unico fabbricante in Italia di Corde metalliche; 
premiato all’Esposizione di Vienna del 1873 con 
medaglia del Merito. Premiato pei cordami alle 
esposiz. di Londra, Parigi, Firenze e a quella in- 
ternazionale di Londra. 

Hazzclial. 

Cardini Annibaie. Via della Vecchia Dogana, 1. 
Gigliucci Pietro. Via degli Scali dei Fascetti . 
Catalizzi A. Piazza del Nettuno . 

Capi Maestri d’&scia* 

Garfagnoli Michele. Via degli Scali S. Rocco . 
Pastori Ottavio. Piazza del Cantiere , 1. 

negozianti In genere di Marina. 

Luxardo A. Via del Ponte nuovo , 2 p. p. 

Luxardo FF. Via degli Scali dei Fascetti. 

Guida di Livorno . 2 


18 


INDICAZIONI 


Fablirìcante di Strumenti nautici. 

Lamberti Luigi. Borgo dei Cappuccini , 2. — Egli 
tiene un deposito di libri di navigazione, carte , 

cronometri ecc. 


Armatori di fi astimeli fi 


Anselird e Marassi, Piazza d’Arme , 13. 

Berti F. Via Strozzi , 10 p. p. 

Mazzajoli G. Via Solferino , 30. 

Mimbelli FF. Via degli Scali del Ponte di Mar- 
mo, 3. 

Pastori L. Via degli Scali d f Azeglio, 11. 

Pàté T. e C. Via Borra , 3 p. p. 

Patron FF. Via di Porta Murata , 2. 

Pieruzzlni G. Via della Venezia, 8 p. p. 

Ingegneri Costruttori lavali. 

(tori C. Via degli Scali Manzoni . 

Orlando Cav. Luigi 



Orlando Paolo 


Orlando Giuseppe J 

Pastori Francesco. Piazza del Cantiere , 1. 
Patron Lorenzo. Via di Porta Murata , 2 . 
Penco Ersilio. Via Calafati, 4. 


Navigazione a Wapore. 


Compagnia delle Messagerie Marittime di Francia. — 

Agente in Livorno Giorgio Recherini. Via Borra , 1. 


INDICAZIONI 


19 

Compagnia Francese dei FF. Valéry e figli. — Ser- 
vizio Postale fra Livorno, la Corsica, la Francia e 
Pltalia. Partenze regolari settimanali fra Marsiglia, 
Genova, Livorno, Civitavecchia, Napoli e l’Algeria. 
— Agenzia Via S. Sebastiano , 2. 

Società R. Rubattino e C. di Genova. — Palali S. 
agente. Via degli Scali del Pesce , 2. 

Società Fiorio I. V. e C. di Palermo. — Palau S.. 
Agente. 

Società Peirano, Danovaro e C. — Tesei S. e C. Rac- 
comandatari, Via degli Scali degli Isolotti, 2. 

Compagnia Marsiliese FF. Fraissinet e C. — Par- 
tenze da Livorno : per Civitavecchia e Napoli, tutti 
i Martedì e Venerdì d’ogni settimana a ore 4 pom.; 
per Genova, Marsilia e Cette, tutti i Lunedì e Ve- 
nerdì a ore 8 pom. Servizio postale della Corsica, 
partenze da Livorno : 

Per Bastia, Marsilia e Cette, tutti i Mercoledì a 
ore 8 ant. 

Per Bastia , Nizza , Marsilia e Cette , tutti i Ve- 
nerdì a ore 9 pom. 

Agente in Livorno, Lazzereschi S. Via Vittorio 
Emanuele , 33. 

Compagnia di Navigaz. a Vapore fra la Gran Bret- 
tagna, P America e l’Italia. — Partenze ogni setti- 
mana per Londra , Liverpool e Glasgow ; ogni 
15 giorni per l’America. — Agente in Livorno, 
Miller G. Via degli Scali delle Parine, 3. 

Compagnia di N. e a V. e Liverpool e Mediterraneo. — 
Partenze da Liverpool ogni 8 giorni, per Napoli, 
Gibilterra e Liverpool. » Agente in Livorno , 
Moro S. Via dei Fulgidi , 2. 

Linea di pacchetti a Vapore fra Liverpool e ritolta. 


INDICAZIONI 


20 

— Agenti in Livorno , Lloyd T. e C. Piazza dei 
Legnami , 1. 

Compagnia R. Olandese per la Nav. a Vap. per Na- 
poli, Sicilia, Spagna, Rotterdam, Amburgo ecc. fino 
a Pietroburgo. — Agente: P. Capanna. Piazza d’ Ar- 
me, 16. 

Società anonima di Navig. a V. e La Trinacria. Ser- 
vizio postale Settimanale tra il Levante ed il Me- 
diterraneo. Rappresentante in Livorno, P. Capanna. 
Piazza d'Arme, 16. 

Impresa di Navig. a Vap. e lavori del Tevere. — 

Viaggi settimanali per Genova , Civitavecchia e 
Roma. — Agente P. Capanna. Piazza d'Arme , 16. 

Compagnia Pickernell fra Londra e l’Italia. — Par- 
tenze fisse 2 volte il mese. — Agente raccomand. 0 
C. Malenchini. Via degli Scali del Pesce , 1. 
Compagnia universale del Canale Marittimo di Suez. 

— Transito fra i due Mari , da Porto Said a Suez 
e viceversa. — Agente in Livorno, C. Malenchini. 

Linea di Vapori Germanici fra Amburgo ed il Medi- 
terraneo. — Servizio regolare ogni 15 giorni. — 
Agente: Trumpy E. Via Traversa, 3. 

Linea di Vapori Inglesi fra Anversa ed il Mediter- 
raneo. — Servizio regolare ogni mese. — Agente: 
Trumpy E. Via Traversa , 3. 

Ilagaai dolci. 

Mazza FF. Vìa della Pace presso la piazza Ca- 
vour. 

Amidei G. Piazza S. Benedetto, 15. 

Cappellini (Eredi). Via dello Spalto, 2. 


INDICAZIONI 


21 


Bagni minerali. 

Dell’Acqua Minerale sulfurea detta la Puzzolente, 
situati nella tenuta di Limone, distanti circa due 
chilometri e mezzo dalla Città. 

Bagni Idroterapici. 

Via delle Ville, 15. 

Bagni di Mare. 

Squarci D. C., a poca distanza dalla porta a Mare. 
Pancaldi V., nella cala dei Gayalleggieri. 

Ferrari e Mayer., a S. Jacopo. 

Consani E. di R., ad Antignano. 

Rombolini. Spianata dei Cavalleggieri. 

Garbini , in prossimità del Marzocco. 

Elvira., al Fanale. 

Farmacie principali. 

Ancona. Via del Casone , 11. 

Angelini. Via Vittorio Emanuele, 66. 

Castelli. Via del Casone, 7. 

Gasperini. Via Vittorio Emanuele, 15. 

Panerai. Via Vittorio Emanuele, 50. 

Calvi. Via S. Francesco, 44. 

Castelli. Via del Casone, 7. 

Crecchi (Farmacia Reale) Piazza Cavour , 1. 
Galligo. Via della Madonna, 1, e Piazza Cavour, 5. 
Mirandoli. Corso Amedeo, 121. 

Iacchia. Piazza Cavour . 

Socini. Via Ricaso li. 


INDICAZIONI 


22 

Marini. Fuori della porta a Mare, Via del Pa$+ 
seggio. 

Milani. All’Ardenza. 

Medici e Chirurghi. 

Ancona D. Cav. Giacomo. Via Magenta , 6. 

Berti Prof. Enrico. Corso Umberto, 83. 

Bonamici Cav. D. r Diomede. Via Ricasoli , 9. 

Galli D. Giov, Via Del Fante, 3. 

Grilli D. Fabio. Via Magenta , 9. 

Marlin cav. dott. Augusto. Via del Porticciolo , 1. 
Mirandoli D. r Ernesto. Corso Amedeo , 119. 
Orlandini Dott. Leopoldo. Via degli Elisi, 7. 

Poggi Cav. Dott. Angiolo. Via del Porticciolo, 2. 
Marchettini Dott. Paolo. Via Maggi , 17. 

Dentisti. 

Adler D. r Alfredo. Corso Umberto, 92. 

Carreras Dott. Pietro e figli. Via De Larderei , 21. 
Fring Dott. E. Via dell’ Indipendenza, 8. 

Rossi D. r Antonio. Via Maggi, 5. 

Dispensario d’ oculistica. 

{Via De Larderei N. 39 P. P.) 

Santarnecchi Dott. Virginio Direttore. 

(Nei giorni di Lunedì, Mercoledì, e Venerdì, con- 
sultazioni gratuite: Martedì, Giovedì e Sabato con- 
sultazioni a pagamento. I mesi di Giugno, Luglio 
ed Agosto dalle 8 alle 10 ant.; gli altri mesi dalle 
11 ant. alla 1 pom.). 


INDICAZIONI 


23 


Gabinetto 

per la Medicatura delle Malattie deir Ut era. 

( Corso Amedeo , 119). 

Mirandoli Dott, Ernesto. Medico- Chirurgo-Ope- 
ratore. 

(Nei giorni di Lunedì Mercoledì e Venerdì, con- 
sultazioni gratuite dalle ore 2 alle 3 pom.; Mar- 
tedì, Giovedì e Sabato a pagamento). 

Scuole di Scherma e GaBanasìiea. 

Pini Giuseppe e Figlio. Via S. Francesco. 

Del Vivo Lorenzo. Via delle Galere , 33 p. p. 

Sartorie. 

Banti. Via Vittorio Emanuele, 7. 

Bordoni. Via Vittorio Emanuele. 28. 

Marchetti e G. Via Vittorio Emanuele, 8. 

Palma M. e F. Via Vittorio Emanuele , 30, 2° p. 
Stocchi L. Via Vittorio Emanuele, 36. 

Sweeney D. e C. (Sartoria Inglese). Via degli Scali 
d’ Azeglio, 10; Succursale, Via del Ponte nuovo, 8. 

Agenzia Commerciale 

di A. Chelucci e C. Via Del Fonte 2. 

Gran deposito di specialità in Profumeria, Me- 
dicinali, Tinture per capelli, ecc. 

Calzolerie. 

Brunacci L. Via Vittorio Emanuele, 41. 

Carrara G. Via Vittorio Emanuele, 28. 


24 


INDICAZIONI 


Belìi Paolo. Piazza d’ Arme , 2. 

Lucchesi A. e G. Via Vittorio Emanuele , 52. 
Nenci FF. Via dell’ Indipendenza, 5. 

Trinci C. Via Vittorio Emanuele , 38. 

Cappellai. 

Dani Raffaello. Via del Giardino, 47. 

Mancini Augusto. Via Vittorio Emanuele, 67. 
Peona Geraldo. Via Vittorio Emanuele, 32. 

Orefici © Cìaojellieri. 

Carlesi Sebastiano e Figlio. Via Viti. Emanuele, 
facendo cantonata nella via della Tazza . 
Turretta FF. Via del Porto Nuovo, 6. 

Niccodemi Dario. Via del Fiore, 5. 

Pini R. 0. Via Vittorio Emanuele, 50, 

Orologiari, 

Brugger FF. Via Vittorio Emanuele, 23. 

Carlesi S. e F. Via Vittorio Emanuele . 

Kiener FF. Via Vittorio Emanuele, 56. 

Paci Francesco. Via Vittorio Emanuele, 16. 
Zaichian Mechitar. Via della Banca, 2. 

Marcucci D. Via del Giardino, 40 p. p. 

Lalìoraìori di Cos^allo. 

Bruni Federigo. Via Borra, 11. 

Chayes J. G. Via Bicasoli, 27. 

Faj ani FF. Via Sproni, 7. 

Gasparri E. Via del Littorale (Ardenza). 
Lanfranchi C. Via degli Elisi , 39. 


INDICAZIONI 


25 


Mirandola A. Via degli Scali Manzoni , 1. 

Santoponte Carlo. Via degli Elisi , 2, con labora- 
torio nella Casa Pia e al Ricovero di Mendicità. 

Brevettato da S. M. il Re d’Italia, distinto con Me- 
daglia all’Esposizione Italiana del 1861 e con quella 
del Merito all’Esposizione di Vienna del 1873. 

Tedesco FF. Via Ricasoli, 28. 

Turretta FF. Via del Ponte Nuovo , 6. 

Giornali. 

La Gazzetta Livornese. Giornale Politico, Commer- 
ciale e letterario, quotidiano, ufficiale per gli atti 
amministrativi e giudiziari della Provincia. — Il 
prezzo di ogni foglio è di Cent. 10. 

Nella stagione estiva P Amministrazione della 
Gazzetta Livornese apre i seguenti abbonamenti: 

In Livorno, per quattro mesi . . . L. 11 


Per due mesi » 5 50 

Per un mese » 2 80 


La direzione è in Via della Pace N. 1 p. terr. 

L’ Eco del Tirreno. Giornale indipendente. Si pub- 
blica tutti i giorni meno il Lunedì. Il prezzo di 
ogni foglio è di Cent. 5. Abbon. trimestrale L. 3, 50; 
semestrale L. 7 — La direzione è in Via della 
Tazza , 28, pp. 

La Rondine. Giornale popolare politico-lettera- 
rio-artistico. Si pubblica la Domenica e il Giovedì 
d’ogni settimana. Il prezzo d’ ogni foglio è di 
Cent. 10. Abbon. trimestrali L. 2 50; semestre ed 
anno in proporzione. 

La direzione è in Via S. Francesco , 35 pp. 


CENNI STORICI 


Lasciando agli eruditi il disputare se la nostra 
Livorno avesse origine da Ligure figlio di Fetonte 
o da Tirreno conduttore dei Lidi, o dagli antichi 
abitatori della Croazia i Liburni, diremo che Li- 
vorno (Castello) comincia per la storia a dar segno 
di vita quando nel 1103 la celebre contessa Ma- 
tilde, lo donò all’opera della Primaziale di Pisa e 
quando pochi anni dopo (1114) per le armi dei ge- 
novesi fu quasi totalmente distrutto. Celebri sono 
le due battaglie che nel 1241 e nel 1284 furono date 
nei pressi della Meloria a danno gravissimo dei 
Genovesi la prima, a totale rovina della flotta pi- 
sana l’altra. 

Carlo d’Angiò creato dal Papa capo invitto dei 
Guelfi, dopo aver preso Firenze, volse i suoi passi 
ai danni di Pisa che aveva parteggiato con Man- 
fredi, incendiando e distruggendo il Porto Pisano 
e Livorno. Da questa rovina e per opera degli 
stessi abitanti, Livorno sorse più grande e più 
bello, ma nuovamente, anzi per due volte fu dai 
Genovesi quasi interamente distrutto. Riparato dai 
moltissimi danni fu abbattuto dai Fiorentini e 
nel 1369 crudelmente posto a ferro e fuoco dal 
Doge pisano Giovanni Dell’ Agnello che scacciato 


CENNI STORICI 


27 

dalla Repubblica tentava rientrarvi e sfogarvi la 
sua tirannica crudeltà. Per queste infami guerre, 
i nostri padri videro distrutto il loro luogo natio 
non meno di dodici volte, e sempre con ammirabile 
pazienza lo riedificarono ingrandendolo ; nel 1392 
fu fortificato e circondato da solide mura. 

Cadendo Pisa prima in mano dei Visconti di Mi- 
lano e poi dei Fiorentini , anche Livorno ebbe la 
medesima sorte; ceduto dopo ai Genovesi, fu ai 
Fiorentini venduto per 100,000 fiorini d’oro. Inco- 
minciò allora la Repubblica a favorire Livorno con 
molti privilegi; restaurò le vecchie torri e fra 
queste il Faro già sussistente nel 1303, ed innalzò 
quella magnifica fasciata di bianco marmo detta 
del Marzocco , dal leone fiorentino che a guisa di 
banderuola eravi stato inalberato in vetta. 

Carlo Vili calato in Italia per la conquista del 
Regno di Napoli trovando avversi a sè i Fioren- 
tini tolse a questi per forza Fivizzano e Sarzana; 
i Fiorentini spaventati di quello che si scaricava 
loro addosso , per stornar la procella cederono a 
Carlo, Livorno, Pisa ed altre città, promettendo il 
re di restituirle appena compiuta P impresa di Na- 
poli. Questi patti però non furono mantenuti, poiché 
Carlo Vili avute in mano le principali fortezze dei 
Fiorentini, salito in superbia, entrò in Firenze, e 
conquistato il regno di Napoli, solo Livorno restituì 
ai Fiorentini, cedendo ai Pisani stessi la fortezza 
di Pisa. Non rimase a Firenze altra via per ricu- 
perare i suoi diritti su Pisa che dar di piglio alle 
armi mentre questa città dal canto suo si appres- 
tava a gagliarda difesa , aiutata dai Veneziani , 
dal Duca di Milano e dall’ Imperatore Massimi- 


28 CENNI STORICI 

liano I. I Fiorentini perduto P appoggio di Carlo 
che a tutta fretta ripassava le Alpi, avevano a 
nemici non solo la Lega ma Genovesi, Senesi, Luc- 
chesi, mentre Fimperatore di Germania già appa- 
recchiavasi a recarsi con tutte le sue forze ai danni 
di quella città ; ma non si sbigottì Firenze e si 
mise coraggiosamente all’impresa rivolgendo ogni 
sua cura verso Livorno, da Massimiliano capo della 
lega minacciato. Yi accrebbero le fortificazioni, ne 
rafforzarono il presidio, ne guarnirono di nume- 
rosa artiglieria le mura e vi posero a comando i 
più riputati cittadini di Firenze, scegliendo a Com- 
missario Generale Andrea di messer Piero de’Pazzi. 
Ma il pericolo per Livorno sempre cresceva per- 
chè mentre i Pisani venivano straordinariamente 
rafforzati da uomini e vettovaglie che loro man- 
davano quei della lega, una carestia terribile di 
vettovaglie e dì danaro rendeva ancor più difficile 
la difficile posizione dei Fiorentini. Calato intanto 
Massimiliano dalla Germania in Italia, giunse con 
tutto P esercito della Lega presso Livorno con la 
risoluzione di assaltarlo per terra e per mare; ma 
il dì 28 ottobre 1496 mentre l’avanguardia dell’e- 
sercito Tedesco-Italiano catturava inutilmente sei 
navi cariche di grano in soccorso dei Livornesi, 
questi assalirono animosamente il campo degli 
assedianti respingendoli con perdita fino al Ponte 
di Stagno. Non per questo Fimperatore desisteva 
dallabrama di conquistare per forza Livorno avanti 
a cui erano schierate forze imponenti; montato sulle 
galere dava il segnale di assalire Livorno, ma per 
via delle pioggie e del vento che da varii giorni 
infuriava , e sia per il grande valore degli asse- 


CENNI STOKICl 


§9 

diati, furono più volte a rischio di perdere le ar- 
tiglierie lasciando molti feriti e prigionieri; lo 
stesso Imperatore rischiò la vita. Levatasi più ga- 
gliarda la tempesta, fu in tal modo agitata e di- 
spersa la flotta degli alleati , che molte galere e 
la stessa capitana Genovese naufragarono con le 
artiglierie e gli equipaggi. Per questa eroica re- 
sistenza fu deliberato levare l’assedio da Livorno, 
e Firenze per rimeritare la fedeltà dei Livornesi 
concedeva loro per impresa il fortilizio con la pa- 
rola Fides e per rammentare il coraggio dai vil- 
lici Livornesi dimostrato, erigeva una statua rap- 
presentante un Villano con ai piedi un cane come 
simbolo di fedeltà. 

Non per questo la calma fu restituita alla nostra 
Livorno poiché la pestilenza la flagellò per parec- 
chi anni decimando la sua popolazione, e nel 1528 
si sviluppò con si spaventevole furore che non ri- 
masero che pochi dei suoi miseri abitanti. 

Il vero incremento di Livorno non ebbe luogo 
che sotto i Medici : Cosimo ne fortificò le mura con 
tre bastioni a terrapieno e concesse a tutti i nuovi 
abitatori più larghi privilegi , immunità e libero 
accesso anche ai malfattori purché vi si stabilis- 
sero; fece inalzare l’arsenale della Darsena, deli- 
neare il nuovo porto, erigere la nuova torre del 
fanale, incominciare la fabbrica del molo, scavare 
il canale che a Pisa lo unisce e lo dichiarava porto 
franco. Ferdinando 1(1574) largì beneficenze siffatte 
alla nostra città che può dirsene il fondatore; munì 
il littorale di nuove torri , fece costruire il laz- 
zeretto di S. Rocco; impiegò 6,200 uomini ai Fossi 
nuovi ed alla Fortezza Nuova; aprì la Piazza e 


CENNI STORICI 


30 

fece erigere il Duomo; cinse di mura la darsena; 
cambiò la doganetta in Palazzo Reale , fece edifi- 
care il Pretorio; costruire un bagno per gli schiavi 
e forzati, e trasferì da Pisa a Livorno la sede dqi 
consoli. Inoltre non solo confermò i privilegi e le 
immunità accordate da Cosimo I ai nuovi abitatori 
ma promulgò ancora un indulto col quale invita- 
vasi i mercatanti di tutte le nazioni e d’ogni reli- 
gione, Greci, Armeni, Turchi, Ebrei, di venire a 
stabilirsi in Livorno senza tema di essere moles- 
tati pel loro culto e con piena sicurezza per le 
loro persone e sostanze. Nel 1601 la decorò col ti- 
tolo di città. Cosimo II continuò a favorire Livorno; 
dotolla di statuti municipali, costrusse nuovi legni 
da guerra ed innalzò la statua del genitore Fer- 
dinando la quale fu poi circondata dai quattro Mori 
di bronzo. Ferdinando II (1621) accrebbe di nuovi 
quartieri la popolatissima città tra i quali quelli 
della Venezia nuova; ordinò la costruzione del laz- 
zeretto di S. Jacopo, e concedeva a Livorno una 
nuova e bella dogana in Piazza d’Arme. Cosimo III 
(1670) fece nuovi e importanti lavori, corresse le 
leggi della pubblica amministrazione, fe’ costruire 
l’ospedale 4el Bagno, l’edifìzio dei Bottini dell’Olio. 
Giovanni Gastone (1723) per essere principe di per- 
duti costumi e dedito alle lascivie più che alle cose 
di stato, nulla operò per il bene di Livorno; per 
essere inerte e dappoco, il nostro bel paese du- 
rante il suo regno mutava perdue volte padrone: 
lo Spagnolo prima e il Tedesco dopo (1737). Con 
Giovan Gastone si estinse la famiglia Medici. Nei 
principi di questa casa si avvicendarono virtù e 
vizi, e forse più vizi che virtù, ma è un fatto evi- 


CENNI STORICI 31 

dente che alla nostra città in particolare può dirsi 
aver essi fatto più bene che male. 

In virtù dei trattati vennero chiamati a salire 
il vacante trono di Toscana i Duchi di Lorena. È 
a Pietro Leopoldo principe filosofo e riformatore 
che la Toscana doveva le sue leggi improntate di 
uno spirito giusto e liberale; abolì la pena di morte 
e la tortura e riformò intieramente il sistema di 
disciplina monacale impedendo così certe scanda- 
lose pratiche tenute in alcuni monasteri di mo- 
nache in connivenza coi frati Domenicani loro 
direttori spirituali; anche in Livorno furono sop- 
presse per suo ordine molte chiese e compagnie. 
I Duchi di Lorena governarono la Toscana fino al 
27 Aprile 1859, nel qual giorno P abbandonarono 
per non secondarne le aspirazioni. Ora come ognun 
sa, la Toscana fa parte della Monarchia Costitu- 
zionale del Re Vittorio Emanuele e Roma ne è la 
capitale. 


CENNI TOPOGRAFICI 


A 


Livorno siede all’estremità meridionale di una 
bassa pianura die stendesi dalla riva sinistra del- 
l’Arno sino ai poggi di Montenero, i quali sono 
una diramazione della Catena che passa a Volterra 
e divide il bacino dell’Arno da quello delPOmbrone 
o Maremma Sanese. I monti livornesi spingono 
sino al mare le loro pendici a 5 chil. e */2 a( t Ostro 
della città e sono sparsi di villaggi amenissimi 
come Castel S. Angelo, Colognole, Gabbro, Par- 
rana, Castelnuovo della Misericordia, Rosignano, 
Montenero; quest’ultimo, che è da considerarsi come 
il colle Fiesolano di Livorno forse più incantevole di 
quel di Firenze per le varie e magnifiche vedute di 
terra e di mare, è sparso di ville e giardini ame- 
nissimi. Livorno che trovasi sotto il 43°, 33' di la- 
titudine Nord, e sotto il 7, 56' di longitudine Est , 
distà da Firenze a greco chil. 77, e da Pisa a sett. 
chil. 19. È città marittima di prim’ordine con circa 
100,000 abitanti ed una delle più belle d’Italia quan- 
tunque quasi tutta di costruzione moderna. Ha di- 
ritte, spaziose e pulite le vie, belle e grandi piaz- 
ze, ed è attraversata in mille sensi dai fossi varcati 
da ben 16 ponti. 

La parte di Livorno che sta sul mare è propria- 


LIBRARY 
OF THE 

UNIVERSITY OF ILLINOIS 




PORTE E BARRIERE 


33 

mente deliziosa; i villaggi ridenti di Àntignano, 
Ardenza e S. Jacopo, coi loro vaghissimi giardini, 
colla veramente magnifica via del Passeggio, for- 
mano il più dolce ritrovo estivo che sia nella no- 
stra bella Italia. 


PORTE E BARRIERE 

Porta S. Marco. È la più bella della città giac- 
ché la precede una gran volta con grandi archi 
e colonne di ferro fuso ed altre comodità e orna- 
menti del medesimo metallo ; sostiene un colossale 
marmoreo leone fatto a Carrara dal Nencini fio- 
rentino. Ai lati della porta vi sono due mezze torri 
basate a gran bozze con sopra scolpiti a basso ri- 
lievo vari trofei militari ed emblemi commerciali 
e industriali. 

Porta alle Colline. È ornata di un fregio a inta- 
glio nel grand’ arco. Non manca di solidità e di 
eleganza. 

Porta a Mare. Questa bella porta è stata abbat- 
tuta per dar luogo ad una grande barriera. 

Barriera Fiorentina. Questa Barriera è preceduta 
da una gran piazza ove sorge un obelisco di tra- 
vertino con sedili alla base, alto metri 23, 36 in 
cui si leggono due iscrizioni latine che riguardano 
Pingrandimento della città. 

Barriera Maremmana. Fu aperta al pubblico nel- 
l’Agosto del 1839. 

Guida di Livorno. 


3 


PIAZZE 


34 

Barriera Vitt. Emanuele, Sorge sopra lo stradone 
dei condotti nuovi. 

Barriera del Porto Mediceo. Questa elegantissima 
Barriera fu finita ed aperta al pubblico nel Giugno 
del 1874. 


STRADE 

L’ impiantito delle strade è formato di grandi 
pietre quadre ; esse sono fiancheggiate da comodi 
marciapiedi, e sono spaziose e pulite. Si annove- 
rano fra le principali: la Via Vittorio Emanuele, 
la Via Larderei, la Via dei Condotti, la Via Rica- 
soli, la Via degli Scali d' Azeglio, la Via degli Scali 
Manzoni, la Via del Ponte nuovo e moltissime altre. 
La magnifica Via del Passeggio che si estende fino 
all’Ardenza, fiancheggiata da una fila di case nuove 
linde, eleganti, e dall’altro lato dal mare e dagli 
stabilimenti balneari, forma la più deliziosa pas- 
seggiata della città. 


PIAZZE 

Piazza dorine In antico, prima dell’ingrandi- 
mento della Venezia Nuova (1630) questa piazza 
che ora è una delle più vaste e regolari d’Italia, 
si estendeva soltanto fino al termine del loggiato 
che in parte la circonda. Sotto questo loggiato at- 


PIAZZE 


35 

tribuito all’Architetto Pieroni portavano in certi 
giorni dell’anno i forzati del Bagno per vendere i 
loro manuali lavori. In questa piazza sono: il 
Duomo, il Palazzo ex-reale, il Palazzo Comunale, 
la Borsa, la Prefettura e la R. Questura. Il vastis- 
simo palazzo che chiude la piazza di faccia al 
Duomo e che ora appartiene al sig. Giacomo De- 
witt, è conosciuto col nome di tre -palazzi perchè 
di tre separate case composto; fu fatto nel 1704 
col disegno di Giovanni Battista Foggini. Al primo 
piano della casa di mezzo di questo palazzo or- 
nato di marmo bianco e sormontato da una vasta 
terrazza, si trova l’elegante Casino di Commercio; 
nella sala maggiore del Casino si conserva uno dei 
primi lavori del prof. E. Pollastrini livornese. 

Piazza Carlo Alberto Questa bella e grande piaz- 
za, forse unica nel suo genere, viene comunemente 
chiamata del Yoltone perchè è attraversata in tutta 
la sua lunghezza di 220 metri, da una solida volta 
per la quale passa l’acqua del fosso. Ne fu archi- 
tetto Luigi Bettarini . È di forma ovale , guarnita 
nell’interno con sedili di marmo, e colonnette e 
candelabri di ferro fuso di grazioso lavoro ; nel 1847 
venne abbellita (a spese del Comune) delle statue 
colossali di Ferdinando III del prof. F . Pozzi e di 
Leopoldo II del livornese Emilio Demi; quest’ ul- 
tima nel 1849 venne remossa perchè mutilata dal 
popolo, e nel 1855 vi fu posta quella che ora ve- 
diamo e che è opera di Emilio Santarelli. Nel pie- 
destallo della statua rappresentante Ferdinando III 
è un bassorilievo di Temistocle Guerrazzi in cui 
quel principe sollecita la grande opera dell’Acque- 


PIAZZE 


36 

dotto ; quello della parte opposta è di Ulisse Canili 
e ci rappresenta lo stesso principe che incoraggia 
le arti, l’industria ed il commercio; negli altri due 
lati si leggono due iscrizioni. Nel piedestallo del- 
l’altra statua sono due bassirilievi; nel primo è 
scolpito Leopoldo che assiste al getto della prima 
pietra del nuovo molo , ed è opera di Giovanni 
Puntoni ; l’altro è lavoro pregevolissimo del Demi. 
Le due iscrizioni in lode di quel principe furono 
saggiamente sostituite dal resultato del Plebiscito 
Toscano convocato nei comizi i giorni 11 e 12 Marzo 
1860 e dalla seguente: 

L’ Assemblea dichiara che la dinastia Austro-Lo- 
renese si è resa assolutamente incompatibile con 
V ordine e la felicità della Toscana. 

I ricchi ornati delle due basi sono di Luigi e 
Francesco Giovano zzi. In questa piazza si trovano 
1’ Ufficio postale , quello del Registro , del Bollo , 
delle Imposte eco. 

Piazza Mazzi ai. Prima che prendesse il nome 
dal grande italiano , si chiamava Piazza di Marte 
perchè destinata agli esercizi militari. Anticamente 
in questa vastissima e bella piazza si costruivano e 
si riparavano i bastimenti pescherecci; è solo da 
pochi anni che è stata resa libera dal deposito di 
legnami da costruzione navale che conteneva. È 
adorna di una doppia fila di grossi alberi, e in 
tutta la sua lunghezza fiancheggiata da un gra- 
zioso giardino. In questa piazza fino dal 1871 e 
per opera di una società di commercianti , sta il 
vasto recinto ad uso Fiera, aperta al pubblico sol- 
tanto nella stagione estiva; questa elegante fiera, 


PIAZZE 


37 

circondata da molte e svariate botteghe, ornata 
di un bel teatrino ove si rappresentano graziose 
operette in musica, è la sera affollatissima di li- 
vornesi e forestieri ; ha giardini , getti d* acqua, 
musica ed ogni sorta di divertimenti. 11 prezzo 
d’ingresso è assai mite. 

Piazza Cavour. Col mezzo dell’allargamento del 
ponte detto del Casone nel 1842 questa bella piazza 
fu ingrandita come ora si vede ; è circondata da 
ampie e pulite abitazioni e ornata del bel monu- 
mento a Cavour. Questa statua colossale (solenne- 
mente inaugurata il 4 Giugno 1871) eretta per ini- 
ziativa di vari egregi cittadini, i quali raccolsero 
da’ privati e da tredici tombole danaro bastante 
per provvedere alla ingente spesa, rappresenta il 
grande Statista in atto di meditare sulla unità d’I- 
talia. Da taluno fu rimproverato al valente artista 
Vincenzo Cerri che la scolpì, l’averlo presentato 
al pubblico colle mani in tasca; ma non è qui luogo 
per giudicare chi abbia ragione se lo scultore o il 
pubblico. La Commissione donò la statua al Muni- 
cipio, il quale a sue spese ne fece fare lo svelto 
imbasamento col disegno dell’ Ing. Cav . Arturo 
Conti; gli ornati e le quattro aquile furono dal si- 
gnor Giovanni Puntoni , scolpite. È da considerarsi 
in questa piazza , il palazzo di tre piani con co- 
lonne di tre differenti ordini e che dal suo colore 
è detto popolarmente Palazzo Rosso. Al primo piano 
di questo palazzo è posto il Circolo Filologico Li- 
vornese. 

Piazza §. lìeaedelto. Questa grande e regolare 
piazza ò circondata di platani e di sedili e colon- 


38 PIAZZE 

nette di marmo. Nell’estremità è la Chiesa a S. Be- 
nedetto dedicata. 

Piazza Càwerrazzi. È divisa per metà dalla via 
Vittorio Emanuele; si chiamò prima Piazza del 
Picchetto, della Porta a Pisa, di S. Barbara e dello 
Spedale, per esserci stato l’ospedale delle donne ; 
ora invece c’ è 1’ ospedale militare. Sopra le porte 
della caserma sono due pelli di tigre , scolpite in 
marmo da Andrea Yaccà . Su questa piazza verrà 
eretto all’ illustre scrittore livornese F. D. Guer- 
razzi un marmoreo monumento. 

Piazza Cappellini* Anche questa piazza è da de- 
siderarsi che presto venga abbellita della statua 
rappresentante colui che nel 1866 salvò 1’ onore 
italiano nella disgraziata battaglia di Lissa. 

Piazza del Cantiere. Ebbe tal nome perchè ac- 
canto al Monumento dei quattro Mori di P. Tacca e 
dove è ora il bacino di carenaggio ed il fosso, si co- 
struivanobastimenti mercantili ed anche da guerra. 

Spiazza Marnisi ( Via degli Scali Manzoni) e Piazza 
Poerio ( Via degli Scali degli Olandesi) Sono oc- 
cupate ciascuna da un grazioso giardino, vera de- 
lizia dei bambini. 

Piazza del Villano. Sulla fonte che si vede in 
questa Piazza, fu posta V antica statua del Villano 
eretta dalla Repubblica Fiorentina per dare un at- 
testato di riconoscenza ai contadini che così bene 
prestarono Popera loro nella celebre difesa di Li- 
vorno nel 1496. 

Questa statua stata in piedi per quasi due secoli 


CHIESE 


39 

è andata disgraziatamente perduta; era di macigno 
ed assai pregevole ; rappresentava un villano ap- 
poggiato al bastone con ai piedi un cane simbolo 
di fedeltà. 


CHIESE 

* 

Duomo. (S. Francesco d’ Assisi). Questo tempio 
a croce latina fu cominciato nel 1594 col disegno 
delFArcbitetto Alessandro Pieroni e consacrato so- 
lennemente nell’anno 1606. In principio era molto 
più piccolo, ed il bel campanile alto metri 50 fu 
soltanto finito nel 1817. Il Peristilio a colonne bi- 
nate d’ ordine dorico si è creduta opera di Inigo 
Jones allievo di Giovan Bologna ; è invece del Pie- 
roni medesimo. La facciata fu rinnuovata nel 1856 
e nel Maggio del 1872 fu posto il bell’ orologio che 
con ingegnoso meccanismo muove le lancette delle 
due mostre di cristallo nelle opposte parti del 
Duomo. 

Entrando in Chiesa è da osservarsi innanzi tutto 
il ricco soffitto ad intaglio dorato, nella cui am- 
piezza pochi ve ne ha che lo uguaglino; lo inta- 
gliava Vincenzo dell’ Imperatore e terminava di 
dorare nel 1617 Calisto Fasconi . Questo soffitto ò 
corredato di tre grandi e buoni quadri: il trionfo 
di S. Giulia di Jacopo Ligozzi veronese; l’assun- 
zione di Maria opera lodatissima di Domenico Presti 
da Passignano , e S. Francesco d’Assisi di Jacopo 
Chimenti . I quattro piccoli quadri che circondano 


CHIESE 


40 

quello di mezzo sono lavori di Giovanni Battista 
Brazzè detto il Bigio discepolo del Chimenti. A 
dritta è il monumento del Marchese Marco Ales- 
sandro Del Borro, governatore di Livorno fatto da 
G. B. Foggini . Sull’altare che segue era un eccel- 
lente quadro del cav. Lodovico Cardi da Cigoli an- 
dato disgraziatamente perduto. Segue il busto al 
marchese Carlo Ginori ; il bel quadro rappresen- 
tante l’Assunzione di Maria Vergine che è posto 
sull’altro altare è opera del Passignano. Si trovano 
poi varie iscrizioni e busti di poco pregio. 

Nella cappella dedicata alla Concezione di Maria 
il bel quadro dell’altare esprimente l’Immacolata 
è opera di Giuseppe Bottani da Pontremoli; la ca- 
lotta fu frescata da Luigi Ademollo ; i dipinti sui 
confessionari sono di Tommaso Gaz zarini. Il quadro 
che è posto nella contigua cappelletta dedicata al 
Battista , è pregevole lavoro di Gesualdo Ferri 
discepolo di Tommaso Gherardini ; rappresenta il 
battesimo di Cristo. La vasca battesimale fu dono 
del Cav. Biagio Pignacca. 

L’altare maggiore ricco di pregevoli marmi la- 
vorati nella Galleria di Firenze porta due teste 
d’angioli del celebre Fiammingo Quesnoy. La bella 
tela a destra : un miracolo di S. Francesco, è di 
Giuseppe Bezzuoli di Firenze; quella a sinistra è 
opera del livornese Tommaso Gaz zarini od esprime 
la traslazione del corpo di S. Giulia a Brescia. 
Nella tribuna , Tommaso Gherardini colorì con 
molta lode la trasfigurazione. 

L’altare, le statue, gli ornati e il balaustro della 
cappella detta del Santissimo, sono lavori del Conte 
Giovanni Baratta di Carrara; i dipinti della ca- 


CHIESE 


41 

lotta, dei peducci, eie quattro tele sui confessio- 
nari, sono del livornese Giuseppe Maria Terreni. 

Yien dopo la statua in marmo del Vescovo Giro- 
lamo Gavi, scolpita da Vincenzo Cerri. Quindi il 
busto di F. Barbolani governator di Livorno ; l’al- 
tare del Crocifìsso, opera del Cav. Curradi] il busto 
del livornese Sardi ; V altro altare portante il bel 
quadro del Cav. Passignano la Madonna con alcuni 
santi (uno dei quadri meglio conservati di questo 
artista); e il monumento a Ippolita degli Ippoliti. 
I dipinti in alto cbe girano la chiesa sono di Giu- 
seppe Gricci. 

S. Giulia. (Via S. Giulia) La confraternita del 
Sacramento e S. Giulia , secondo il Vivoli ed il 
Santelli venne fondata nel 1270. Certo è che nel 1602 
fu gettata la prima pietra di questa chiesa. La fac- 
ciata ha le due statue di nessun pregio, dei Santi 
Pietro e Paolo. Il bel quadro rappresentante Santa 
Anna e che è posto nella cappellina alla quale si 
accede dall’atrio, è lodato lavoro di Matteo Ros- 
selli. Entrando in chiesa è da osservarsi in primo 
luogo 1’ antica immagine di S. Giulia sul rame, 
d’autore ignoto ; il ricco soffitto intagliato e do- 
rato, ha tre buoni quadri : il Battista di G. M. Mer- 
cati, 1’ adorazione dell’ Eucarestia di Braccio Bel 
Bianco e S. Giulia di F. Curradi. Il quadro del- 
l’altare è buon lavoro della scuola fiorentina. Sotto 
il medesimo altare si conserva un reliquiario tutto 
di argento e rame dorato a similitudine dell’arme 
civica, vale a dire una fortezza sormontata dalla 
statuetta di S. Giulia. In sagrestia son due quadri 
creduti di G. B . Mercati , e nella sala dell’Archivio 


42 CHIESA 

una tavola ov*è colorita S. Giulia, giudicato la- 
voro di Giotto . 

S. Antonio. (Piazza dello stesso nome). È una delle 
più antiche chiese di Livorno, e nell’anno 1525 di- 
venne Pieve del Castello di Livorno, ossia chiesa 
principale; nel 1580 fu ingrandita col disegno di 
Alessandro Pieroni . 

In questa Chiesa che trovasi ora in uno stato poco 
decente, vi sono alcuni quadri privi affatto d’ogni 
interesse. 

S. Giovanni. (Via dello stesso nome). È di forma 
quadrata a volta, sostenuta da pilastri e cornicione 
d’ ordine composito. Secondo alcuni cronisti, P o- 
ratorio di S. Giovanni venne edificato nell’ anno 320 
dell’era cristiana ; nel 1256 fu ingrandito, nel 1425 
vi si trasferirono gli Agostiniani che stavano a 
S. Jacopo e nel 1624 l’architetto Cantagallina in- 
grandì P antichissimo oratorio o lo ridusse quale 
ora si vede. 

L’altare maggiore col tabernacolo, di fini marmi 
e pietre dure adorno, è opera di Ferdinando figlio 
di Pietro Tacca. 

Il pregevole quadro situato sopra la porta di fianco 
rappresentante S. Cecilia fu per molti anni creduto 
di Giovanni da S. Giovanni ; è opera invece di 
Felice Ficherelli. 

Le pitture nella volta che rappresentano alcuni 
fatti della vita di S. Agostino sono di Tommaso 
Tommasi ; i quadri degli altari non hanno nessuna 
importanza artistica, solo i due rappresentanti il 
Martirio di S. Bartolomeo di Francesco Bianchi , e 
S. Gaetano attribuito a Matteo Roselli . 


CHIESE 


43 

S. Sebastiano. ( Via di questo nome ). Edificata 
nel 1633 col disegno di Giovanni Gantagallina . Essa 
è di semplicissimo aspetto e la sua facciata è or- 
nata delle statue dei SS. Stefano e Lorenzo. L’in- 
terno è ornato di pilastri e cornicione d’ordine com- 
posito con ricche dorature; i fratelli Battista e Gi- 
rolamo Grandi nel 1673 dipinsero nella volta la- 
vori molto lodati in prospettiva. L’altare maggiore 
ornato di belle colonne d’ ordine corintio di fini 
marmi adorno , ha un buon quadro di Francesco 
Briglia romano. La bella tela esprimente S. Fi- 
lippo Neri è opera lodata del Buggeri ; la S. Mar- 
gherita fu dipinta da Paolo Bone . La cappella di 
S. Giuseppe ha sull’altare un bel quadro rappre- 
sentante il transito del medesimo santo , lavoro 
della scuola del Maratta ; la volta fu frescata dai 
FF. Grandi. La cappella della Madonna di Loreto 
simile in tutto a quella che si trova appunto a 
Loreto, ha sull’ altare dinanzi a quello della Ma- 
donna, un Angiolo Custode di Paolo Réne un Cuor 
di Maria ed altri quadri. 

Chiesa della SS. Annunziata dei Greci uniti. ( Via dei 

Greci). Questo ricco tempio fu edificato nel 1601 col 
disegno di Alessandro Pieroni e restaurato nel 1608. 
Esso è ornato di ricca ed elegante facciata tutta 
di marmo con colonne e pilastri d’ ordine dorico 
sostenenti le statue dell’Innocenza e della Mansue- 
tudine ; v’ è l’arme medicea ed un bassorilievo, es- 
primente l’Annunziata. La Chiesa ha forma di un 
rettangolo il cui altare è nascosto da un alto as- 
sito (detto iconostasio) a intagli, dorature e vaga- 
mente ornato di molte immagini di Santi tanto in 


44 CHIESE 

pittura che in rilievo d’ argento. Il soffitto e gli 
stalli della chiesa li disegnò il Giambelli y e il bel 
quadro del soffitto è del Prof. Giovanni Ferretti 
fiorentino. L’ iconostasio ha tre porte; sulle due 
laterali, Niccolò Wauderbrach , dipinse maestre- 
volmente la natività di Cristo e l’adorazione dei 
Magi con otto figure d’apostoli; uno schiavo del 
Bagno di Livorno colorì alla maniera bisantina 
nel 1641 quei dodici quadretti in linea orizzontale 
che rappresentano diversi fatti della vita di Cri- 
sto; degli altri dipinti s’ignora l’autore. Dietro 
Ticonostasio è il santuario con l’altar maggiore e 
due minori ai lati. La cappella fabbricata nella 
chiostra , fu fatta per comodo del popolo , atteso 
che la liturgia greca permette una sola Messa al- 
l’altare della chiesa ; in questa cappelletta l’anno 
1764 Giovanni Papi , frescò il Giudizio universale 
e colorì S. Anastasio. Nella sacrestia sono dipinti 
in tavola all’ incausto un Redentore ed un San 
t’ Elia. 

Madonna. (Via della Madonna). Questa chiesa la 
cui facciata è priva di ogni ornamento , fu edifi- 
cata nel 1607 con disegno di Alessandro Pier oni. Il 
secondo altare a destra ha un piccolo quadro ese- 
guito dal Folcili; l’altare che vien dopo fu eretto 
dalla nazione francese ed ha un S. Luigi di Matteo 
Rosselli e un S. Giovanni del Cav. Curradi. La cap- 
pella del Sacramento è ornata di stucchi , dorature 
e colonne d’ordine corintio. L’altare maggiore ha 
un bel tabernacolo di buoni marmi con colonnette 
di granito; in coro è dipinta la Immacolata e nella 
sacrestia sono altri quadri ma di nessun pregio. 


CHIESE 


45 

Il quadro rappresentante S. Andrea è d'ignoto autore 
fiammingo ; il S. Francesco è una buona copia ese- 
guita dal Balestra veronese, e la Pietà è di Baldas- 
sare Franceschi . Nelle lunette del chiostro sono 
dipinti vari fatti da Antonio Tempestimi Giuseppe 
Bartolo zzi e Matteo Rosselli . 

Armeni. (Via degli Armeni ). È a croce latina e 
fu eretta nel 1701 col disegno di Giovanni Bel Fan- 
tasia ed a spese della nazione armena. Questo 
tempio non molto grande, è messo a marmi ed a 
scagliola ed ha una bella e svelta cupola ; la sua 
marmorea facciata munita di portico con colonne 
d' ordine dorico ha le statue della Carità e delle 
Fede , le quali vanno poste tra le migliori opere 
che abbia fatto Andrea Vacca ; in un ovale è posta 
l'immagine in rilievo di S. Gregorio. Internamente 
sulla porta , è il busto dello stesso S. Gregorio, 
quindi due grandi e buoni quadri di Giuseppe BoU 
tani ; quello a dritta rappresenta i quattro princi- 
pali dottori della Chiesa Armena, l'altro a sinistra 
S. Bartolomeo. Nelle cappelle sono due simili al- 
tari ricchi di marmi, guarniti di statue credute di 
G. Baratta ; essi hanno due quadri: l'Assunzione 
di Alessandro Gherardini e S. Gregorio di Fran- 
cesco Riviera . L'altare maggiore fatto nel 1778, 
ha due gradinate laterali secondo la costumanza 
antica; la tribuna ha un antico crocifisso dipinto 
sul muro, ai lati il S. Giovanni Battista e S. Maria 
Maddalena statue di Emilio Demi . Nella parte su- 
periore della Tribuna', Giuseppe Baldini colorì il 
Padre eterno, e nei peducci delia cupola i quattro 
evangelisti ; la cupola stessa e le volte sono pit- 


46 CHIESE 

turate a cassettoni con molta naturalezza dai Fra- 
telli Medici di Milano. 

Domenicani. (S. Caterina) ( Piazza dei Domeni- 
cani). Edificata nel 1711 quindi rinnovata ed in- 
grandita secondo il disegno di Giovanni Del Fan- 
tasia , ed aperta al culto nel 1753. È di forma ot- 
tagonale sormontata da maestosa cupola la quale 
è sostenuta da otto grandi pilastri d'ordine com- 
posito. Di fuori è rozza e non finita; la lanterna 
fu fatta nel 1869. Sulla porta principale si ammira 
la Incoronazione di Maria , dipinta in tavola da 
Giorgio Yasari . La prima cappella a destra ha una 
statua di S. Vincenzo Ferrerò, ed in alto è dipinto 
il trionfo di S. Tommaso d'Aquino. Nella seconda 
è una statua di 'Cristo coronato di spine ; la terza 
dedicata a S. Giuseppe, dipinta dai FF . Terreni , 
ha un quadro della scuola del Passignano. L' af- 
fresco in alto sopra l'altare maggiore è del Tra- 
òalles . Ai lati dell'altare maggiore sono: S. Ca- 
terina e la processione fatta in Siena con la testa 
della medesima Santa di Lorenzo Grottarelli . In 
coro si conserva una tela, in cui sono dipinti la 
Madonna e due Santi. Presentemente Cesare Maffei 
dopo di aver ritoccato le pitture e gli ornati che 
sono nel coro, dipinge gli otto scompartimenti della 
cupola. 

Crocetta. (S. Ferdinando) ( Piazza della Crocetta). 
Eretta nel 1708 col disegno di G. B. Foggini , e 
restaurata nel 1824. È a croce latina a volta con 
alta calotta, adorna di molti stucchi, sostenuta da 
pilastri d'ordine composito, e può dirsi una delle 
migliori chiese della città. Il gruppo in marmo 


CHIESE 


47 

sulFaltare maggiore è di Giovanni Baratta ; nella 
stessa crociata si vedono in quattro bassirilievi 
ovali le Virtù cardinali. Fra i pilastri sono le sta- 
tue di alcuni santi Re delle quali quattro in marmo. 
Le tavole in marmo ad alto rilievo degli altari 
hanno pochissimo pregio artistico. 

S. Giuseppe. ( Piazza S. Giuseppe). Eretta nel 1839 
col disegno di G . Puini e consacrata nel 1842. È 
a croce latina ed a volta. Sul primo altare a de- 
stra è un'Addolorata con Santi di Giovanni Bilvert 
scolare del Cigoli ; il secondo ha la Deposizione 
della croce di Giovanni Bartolena\ i tre altari di- 
rimpetto hanno S. Gaetano, S. Luigi Gonzaga, e 
S. Pietro colorito da Giovanni Baldini; ai lati del- 
l'altar maggiore il Martirio di S. Crespino e Cres- 
piniano del Baldini e nella cappella del Sacra- 
mento si ammira il transito di S. Giuseppe del 
Prof . Pollastrini. 

S. Maria del Soccorso. ( Piazza dello stesso nome). 
Nel 1836 e precisamente il 28 Agosto posero la 
prima pietra di questa grande chiesa a croce la- 
tina. Il bellissimo quadro del primo altare a destra 
rappresentante S. Lorenzo, si deve al pennello del 
livornese Pollastrini. Il secondo altare ha un San 
Francesco d'Assisi colorito da Ferdinando Folcili. 
Il quadro posto sull'altare che segue è del Baldini. 
La cappella che viene dopo ha un S. Francesco 
della scuola del Cigoli ; a destra è il Salvatore del 
Pollastrini. La mediocre tela che si vede in Sa- 
crestia rappresentante la benedizione della prima 
pietra della Chiesa è di Giovanni Bar tolena ; nella 
cappella che segue l' altare maggiore è da notarsi 


48 CHIESE 

la bella immagine del Cristo attribuita a Giotto; 
V altro quadro è deir Ulacacci. 1/ altare che vien 
dopo a quello del Sacramento ha un S. Luigi Gon- 
zaga di Angiolo Visconti. Il S. Raffaello e la Ma- 
donna della Consolazione sono del Bartolena . In 
fondo alla Chiesa si trova il busto del Bali Mar- 
tellini. 

S. Andrea. ( Piazza S. Andrea). Fu edilìcatanel 1850 
sopra una parte dell" area del vecchio cimitero; non 
ha neppure trentanni di vita e già minaccia ro- 
vina ! Sia lode all' ingegnere Gherardi. Il campa- 
nile [per la sua pessima costruzione essendo im- 
potente a sostener le campane, sopporta con no- 
bile sforzo e coraggio, la grandiosa macchina del- 
Lorologio a quattro mostre. Sia lode alPingegnere 
Gherardi ! 

S. Benedetto. (Piazzo S. Benedetto). Eretta nel 1819 
dall' Architetto Pampaioni; è a croce greca sor- 
montata da una calotta a cassettoni; la terrazza è 
sostenuta da un intercolunnio ionico di otto co- 
lonne. Questa chiesa di bella architettura non ha 
di notevole se non che un quadro esprimente San 
Carlo Borromeo opera molto lodata del livornese 
Tommaso Gazzarrini . I quattro angioli che si ve- 
dono nei peducci della calotta sono di Emilio Demi. 

S. Pietro e Paolo. ( Piazza dello stesso nome). La 
prima pietra di questo Tempio a croce latina fu 
posta nel Giugno del 1829; ha una sola navata e 
portico di tre archi. L’adorazione dei Magi del 
primo altare a destra è opera lodata di I. Zotti ; 
la pesca degli Apostoli è del Bartolena. Sotto il 


CHIESE 


49 

grand’arco dietro 1’ altare maggiore, si vede lina 
Madonna con Santi colorita a guazzo da Angiolo 
Sarri; i due dipinti a olio che vi sono ai lati, rap- 
presentano il martirio di cinque Santi e quello di 
S. Giulia : sono di Giov. Bartolena. L’ Immacolata 
è uno dei più bei quadri del Pollastrini. Il pre- 
gevolissimo a fresco : S. Guglielmo in atto di pre- 
sentarsi ai monaci di Gellona è di Antonio Marini. 

Cappuccini. (SS. Trinità) ( Piazza Gavi). Questa 
chiesa in forma di rettangolo a volta con quattro 
cappelle venne fabbricata nel 1582, ingrandita col 
disegno del Cantagallina nel 1606 ed arricchita 
delle quattro cappellette nel 1738. Cominciando a 
destra osserveremo il quadro di G. Bottani , la Ma- 
donna con alcuni Santi; poi il S. Fedele e la Ma- 
donna di Montenero di Natale Bianchino. L’altare 
maggiore porta un bel quadro del Pillori fioren- 
tino; l’altra cappella ha una tela d’autore ignoto 
e un S. Giovacchino di Fedele Acciai . Nel coro ve- 
donsi due dipinti di poco valore. Altri quadri aveva 
la Chiesa e il convento alcuni dei quali pregevo- 
lissimi come una Carità di G. Gimignani , e un sa- 
crifizio di Abramo creduto di Guido Reni ; dicono 
che si disperdessero nell’ultima soppressione degli 
ordini religiosi. (?) 

Misericordia. ( Via Viti. Emanuele). Questa chiesa 
è solo dal 1780 che è posseduta dall’ Archiconfra- 
ternità della Misericordia. La sua facciata rifatta 
nel 1871 col disegno di Arturo Conti , ha due bas- 
sirilievi. È da osservarsi una testa di S. Giovanni 
Battista del Prof . Gazzarini , una Madonna del 
Cav. Passignano (sull’altare maggiore) e la decol- 
Quida di Livorno. 4 


CHIESE ETERODOSSE 


50 

lazione di S. Giovanni e Tobia del Bottari ; nella 
sacrestia si conserva un crocifisso del Passignano. 

Purificazione di M. V. ( Via della Banca). Sull’al- 
tare maggiore di questa chiesa priva del resto d’o- 
gni interesse , si può vedere la bella tela della 
scuola di G. Terreni rappresentante la Purifica- 
zione di Maria. La confraternita della Purificazione 
ha un bel cimitero pei propri fratelli sulla via di 
Montenero. 


CHIESE ETERODOSSE 

SS. Trinità. (Greci scismatici). (Via del Giardino 
N. 52) Eretta nel 1757. Per la sua forma è uguale 
a quella dei greci uniti ma è molto più piccola ed 
ha di più un pulpito di marmo con un bassorilievo 
di Lorenzo Bartolini . È ricca molto di stucchi e 
dorature; sono da osservare i bei dipinti in tela 
della volta esprimenti i quattro evangelisti e la 
Trinità. L’ inconostasio ricchissimo di dorature e 
intagli graziosissimi, ha varie immagini di Santi 
in stile bisantino. Yi sono molti altri quadri ma 
di poco pregio artistico. 

Anglicana. (S. Giorgio) (Via degli Elisi). Eretta 
nel 1839 col disegno di Angelo Bella Valle. L’in- 
gresso è preceduto da un elegante e ben inteso in- 
tercolunnio d’ordine dorico a quattro colonne, le 
quali sostengono il bellissimo frontone. È in forma 
di rotonda con calotta tutta ornata di graziosi bas- 
sirilievi di stucco ; la tribuna che si vede in fondo 


PALAZZI PUBBLICI 


51 

ha una bella immagine del Cristo. Sulla porta vi 
si trova una cantoria e un organo. Di faccia alla 
Chiesa vedesi 1’ antico cimitero inglese che come 
ben dice il Yalery sembra lo studio di uno scul- 
tore tanto è ricco di monumenti alcuni dei quali 
di grande valore. 

Nel 1839 cessarono di adoperarlo e ne aprirono 
un nuovo in Via Erbosa accanto a quello dei Greci 
scismatici. 

Presbiteriana Scozzese. ( Via degli Elisi). Ha forma 
di casa in stile gotico fabbricata nel 1849. È una 
semplice sala con cinque cristalli lavorati e colo- 
riti da BoÀlantine d’ Edimburgo; ha una cattedra e 
banchi con bibbie. 

Protestaste Unita di Luterani riformati e Calvi- 
nisti ( sotto il titolo di Congregazione Olandese- 
Alemanna) (Via degli Scali degli Olandesi) L’in- 
terno di questa elegantissima chiesa eretta nel 1862 
col disegno gotico-alemanno dell’inglese Dario Gia- 
comelli, è una vasta sala col pulpito di faccia alla 
porta; da questo il ministro spiega la Bibbia, una 
domenica in tedesco, l'altra in francese. 


PALAZZI PUBBLICI 

Comunale. (Piazza d’Arme). Fu fabbricato nel 1720 
col disegno di Giovanni del Fantasia , ma poi dan- 
neggiato pel terremoto del 1742 fu restaurato e 
quasi riedificato da Bernardino Ciurrini che vi ag- 
giuse esternamente la scala di marmo, È sormon- 


52 PALAZZI PUBBLICI 

tato da una torre che sostiene una grossa cam- 
pana, la quale suonava quando dovevasi adunare 
il consiglio generale o quando doveva uscire il 
Magistrato in forma pubblica. Sulla facciata, in 
una grande tavola di marmo è il voto dei Toscani 
per l’unione alla monarchia costituzionale di Vit- 
torio Emanuele. 

Palazzo ex Reale (Piazza d’ Armi). Edificato nel 
1605 col disegno di Antonio Gantagallina , ingran- 
dito, e abbellito della facciata e del portico nel 1625. 
Oggi è interamente occupato dagli Istituti Tecnici 
e Nautico, dalla Scuola dei Mozzi e da quella degli 
Ingegneri meccanici. Solo è da notarsi : il quadro 
rappresentante le due sorelle Maria Amalia e Ma- 
ria Carolina granduchesse di Sassonia, della livor- 
nese Matilde Malenchini ; Ferdinando III col figlio, 
in abito di gran maestro dei Cavalieri di S. Ste- 
fano, e Maria Antonia, buoni lavori del livornese 
Tommaso Gazzarini; Lodovico I d’Etruria, Maria 
Luisa e Carlo, bellissimo dipinto di Pietro Benve- 
nuti ; Ferdinando II in atto di ricevere gli omaggi 
di vari mercanti portoghesi, uno dei due soli grandi 
quadri del celebre G. Sustermans ; Napoleone I in 
abito imperiale, della celebre Benoist\ i volontari 
livornesi che partono per la guerra (1860) di C. 
Bartolena ; un episodio della battaglia di S. Mar- 
tino, lodato lavoro di G . Fattori ; e i ritratti dei 
livornesi : 

Ernesto Rossi di Luigi Scafai \ Tommaso Gaz- 
zarini di Augusto Volpini; Carlo Michon e Carlo 
Bini di Carlo Chelli ; Giuseppe Terreni e Alfredo 
Cappellini di C . Bartolena ; Cosimo Del Fante di 


PALAZZI PUBBLICI 


53 

G. Costa . Sperasi che in breve questa collezione 
venga arricchita di nuovi ritratti ; fra gli altri 
è lino da ora promesso quello della celebre attrice 
Carolina Internari. 

Nel 1874, sotto il portico di questo palazzo fu- 
rono poste due tavole marmoree dove sono scol- 
piti i nomi di quei livornesi morti combattendo per 
la Indipendenza d’Italia, 

Nella tavola a sinistra, : 

Anno 1848 — Campagna di Lombardia: 


Amedei Giuseppe 
Arrighini Giov. B, 
Bernini Riccardo 
Boccaletti Egidio 
Chiesi Giuseppe 
Cialdi Giuseppe 
Marchetti Giovanni 
Menabuoni Roberto 
Nusiglia Lorenzo 


Anno 1849 — 


Albano Natale 
Bartelloni Enrico 
Benni Giuseppe 
Bertucelli Francesco 
Carpena Giuseppe 
Casottoli Cristoforo 
Cei Fortunato 
Cipriani Francesco 
Cocchi Francesco 
Corsi Paolo 


Pelagatti Lorenzo 
Petrini Pietro 
Piantini Giacomo 
Pietrini Enrico 
Salvarelli Demetrio 
Storsi Temistocle 
Storsi Aristide 
Zocchi Gaetano 


Difesa di Livorno, 


Diodati Giovanni 
Frediani Angiolo 
Guiducci Gustavo 
Magnani Ferdinando 
Montagnani Valentino 
Parenti Cesare 
Ronchi Natale 
Solari Andrea 
Vincenti Giovanni 
Porri Augusto 


54 


PALAZZI PUBBLICI 


Anno 1859 — Campagna di Lombardia* 


Antonelli Stanislao 
Bussetti Egisto 
Camici Guerrino 
Fedi Carlo 
Giannardi Agostino 


Gonelli Emilio 
Modiano Giuseppe 
Seteri Giovanni 
Tavoloni Oreste 


Nella tavola a destra : 

Anno 1860 — Campagna delle due Sicilie. 


Baldocci Andrea 
Bianchi Vincenzo 
Cozzi David 
Fanucchi Alfredo 
Gabbrielii Giorgio 
Gattai Cesare 
Ghellini Scipione 


Lami Giuseppe 
Marchesini Enrico 
Marnili Giovanni 
Palagi Carlo 
Falciani Fortunato 
Terreni Michele 


Anno 1866 — Campagna di Lombardia 
Battaglia di Lissa 


Ageno Antonio 
Bacherini Cesare 
Bettini Riccardo 
Bianchi Vincenzo 
Bogazzi Angiolo 
Cappellini Alfredo 
Carpena Eugenio 
Chiappini Olinto 
Colombini Gaspero 
Emanuelli Giuseppe 


Giuntini Ernesto 
Launaro Giov. 
Lucchesi Leopoldo 
Mazzei Agostino 
Muratori Luigi 
Petricone Francesco 
Pucciarelli Elia 
Sanguinetti Giovanni 
Savi Giovanni 


PALAZZI PUBBLICI 


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Anno 1867 — Combattimento di Mentana. 


Bertagni Vincenzo 
Boni Egidio 
Caillon Gustavo 
Capaccioli Natale 
Cipriani Ubaldo 
Costa Pietro 
Fantozzi Alessandro 


Franceschi Francesco 
Grotta Giovanni 
Giuliani Francesco 
Binari Bellini Alcide 
Neri Giovanni 
Paci Silvestro 
Rossini Eugenio 


Palazzo della Sanità. ( Presso la bocca del Porto), 
L’ufficio di Sanità marittima fu posto in Livorno 
nel 1598 il cui edilìzio fu totalmente rifatto nel 1823 
dall’ Architetto Giovanni Pacini e nel 1863 venne 
alzato e provvisto di una terrazza di osservazione. 
Questo palazzo che specialmente dalla parte del 
mare fa bellissima mostra di se coi suoi bei por- 
ticati e ornamenti di marmo bianco, oltre l’ufficio 
di Sanità marittima, contiene la Delegazione di 
Sicurezza pubblica del Porto , la Capitaneria del 
porto medesimo, e la sede della Cassa invalidi della 
Marina Mercantile. 

R. Liceo Niccolini. ( Via della Pace N. 23). Questo 
stabilimento fabbricato in principio ad uso di os- 
pedale israelitico , contiene al piano terreno la 
Scuola Tecnica (ove vedesi il modello in creta di 
Dante fatto da E, Demi) al primo piano, il Regio 
Liceo, ed al secondo la Biblioteca Labronica. Edi- 
ficato particolarmente ad uso di Liceo è tra i più 
belli e grandiosi d’Italia e a sufficienza fornito di 
quanto occorre per farvi con intelligenza il corso 
degli studi assegnati. Nella maggior sala di questo 


PALAZZI PRIVATI 


56 

Liceo , si vede un bel quadro di G. Fattori rappre- 
sentante un episodio della battaglia di Solferino, 
e un busto in marmo del Re, di Giov. Puntoni ♦ 


PALAZZI PRIVATI 

Palazzo Larderei. (Via Le Larderei N. 21). Ne fu 
architetto Ferdinando Mag agnini \ la sua facciata 
corintia è sormontata da un frontespizio in cui 
sono scolpiti dal Prof . Magi strumenti di agricol- 
tura, di commercio e di meccanica con in mezzo 
lo stemma gentilizio dei Larderei. 

Nel cortile sono diciotto modelli d’ altrettante 
statue erette à grandi italiani sotto gli Uffizi a 
Firenze ; a tergo si vede un elegante giardino; al 
primo piano è una ricchissima galleria di quadri 
antichi e moderni , della quale parleremo a suo 
tempo. 

Le precise parole che su questo palazzo (allora 
di meschina architettura) scriveva il Volpi nel 1846, 
cadono a capello anche oggi e a me piace di ri- 
portarle : « Fra tanti appartamenti di lusso ben ac- 
» comodati che abbia Livorno certamente nessuno 
» uguaglia quello che con somma spesa, studio e 
» ricercatezza ha montato in questo palazzo la fa- 
» miglia De Larderei, e lo crediamo degno di es- 
» sere veduto ed ammirato dal forestiero. » 

Tre palazzi. (Piazza d’ Arme). Si dà il nome di 
Tre Palazzi (perchè di tre separate case composto) 


PALAZZI PRIVATI 


57 

a quel vasto fabbricato che chiude la Piazza rim- 
petto alla Cattedrale; lo fece fare Gaspero Vincenti 
nel 1704 col disegno di Giovanni B. Foggini. 

Palazzo Corridi ( Via della Madonna ) . Appartenne 
prima alla antica casa Grant. Il nuovo proprietario 
signor Corridi vi ha fatto importanti restauri e 
l’ha ornato di graziosi disegni. 

Palazzo Squilloni. ( Via del ponte Nuovo N. 8) In 
questo elegante fabbricato è oggi il grande Albergo 
della Vittoria e Washington. 

Palazzo Rodocanacchi. ( Via del Casone ). È un bello 
ed elegante palazzo occupato interamente dalla fa- 
miglia Rodocanacchi. 

Palazzo Castelli. Posto di faccia al precedente. È 
molto vasto e di bella architettura. 

Palazzo Maurogordato. (Via degli Scali d’ Azeglio 
N. 9) Ricchissimo palazzo di bella architettura; ha 
una larga tettoia a intaglio, due graziose terrazze 
sul dietro ed un vago giardino. 

Palazzo Orvieto. (Palazzo Rosso) (Piazza Cavour) 
Fu fatto da Innocenzo Gragnani ; è di tre piani 
con colonne di tre differenti ordini architettonici. 
Al primo piano di questo bel palazzo è posto il 
Circolo Filologico livornese. 

Palazzo e Villa Scaramanga. (Villa Attias). Questa 
magnifica villa è stata quasi interamente rico- 
struita e ornata dall’ Architetto Antonio Cipolla . Ci 
sono vari buoni affreschi di Antonio Bruschi . 


58 


CASE NOTEVOLI 


CASE NOTEVOLI 

Casa ove nacque Carlo Bini. ( Via delle Galere N. 10) 
Yi si legge la seguente iscrizione dettata da F. D. 
Guerrazzi : « Onoranza a Carlo Bini livornese, di 
popolo nacque, coi popolo visse, popolano morì; 
educò se stesso ed ebbe fama di valoroso nel dire 
nello scrivere; amò la patria e si affannò per lei, 
sofferse il carcere; per colpa di ferita proditoria 
visse infermo; morì immaturo, lasciando eredità 
di affetti, esempio di rettitudine, insegnamento di 
vita consacrati dal lavoro. — La fratellanza arti- 
giana livornese iniziatrice pose questa pietra il 27 
Agosto 1871. » 

Casa ove nacque il General Cosimo Del Fante. (Via 
Vittorio Emanuele N. 33). Visi legge questa iscri- 
zione : 

« A ricordare — cbe in questa casa — nacque il 
Generale Cosimo del Fante — soldato intrepido nelle 
guerre napoleoniche — morto fra le nevi di Kra- 
snoie — il 16 novrembe 1812 — anno trentesimo 
primo dell’età sua — la guardia nazionale di Li- 
vorno — nel 1866 — questa memoria poneva. » 

Casa ove nacque Alfredo Cappellini. (Via Vittorio 
Emanuele N. 64) Yi si legge questa iscrizione det- 
tata da F. D. Guerrazzi : 

« Alfredo Cappellini — qui nacque nel giorno 29 
di dicembre 1828 — nella battaglia di Lissa — ca- 
pitano della Palestro — sdegnoso sopravvivere alla 
mancata vittoria , sò e gli annuenti compagni — 


BIBLIOTECHE 


59 

sprofondò nel mare — insegnando come la fortuna 
ai magnanimi può tórre il trionfo — non la morte 
dei prodi. — La patria deliberante il suo muni- 
cipio — questa memoria gli ha posto — reverente 
e dolente — anno 1866. » 

Casa ove nacque F. D. Guerrazzi. (Via del Mulino 
a Vento N. 12). Il Municipio vi fece apporre questa 
iscrizione: 

Francesco Domenico Guerrazzi 
tacque 

in questa casa 
il giorno 12 Agosto 1804. 


Il Municipio di Livorno 
Poneva. 

BIBLIOTECHE 

Biblioteca Labronica. ( Via della Pace N. 33 ). È 

solo dal 1865 che la Biblioteca Labronica ha cosi 
onorata stanza nel 2° piano del R. Liceo Niccolini. 
Ebbe vita dall’ Accademia Labronica i cui soci 
nel 1817 statuirono di mettere insieme parte dei 
loro libri per formare una biblioteca comune. Nel 
1840 contava già 7000 volumi, e tre anni dopo, ac- 
cresciuta ancora fu aperta al pubblico. Aumentata 
sempre più per doni di generosi cittadini ed essendo 
troppo grave per P accademia , la spesa del suo 


BIBLIOTECHE 


60 

mantenimento, nel 1852 fu donata al Municipio che 
Faccettava con animo grato assumendosi l’obbligo 
di mantenerla. Aumentata ancora per nuovi doni 
di benemeriti cittadini e per la riunione delle li- 
brerie dei soppressi ordini religiosi di Livorno, oggi 
essa conta ben 45*000 volumi tra i quali non pochi 
pregievolissimi e rari per la materia e l’edizione; 
possiede inoltre circa 600 manoscritti 1 (non te- 
nendo conto di moltissime lettere originali di chiari 
personaggi) e circa 700 tra medaglie e monete di 
scarso pregio ma che pur sono un utile avviamento 
alla formazione di un medagliere. La Biblioteca 
Labronica che per la sua eleganza e il buon ordine 
con cui è tenuta è uno dei più belli ornamenti 
della nostra Livorno , deve in gran parte la sua 
vita prosperosa alle amorevoli cure del suo Diret- 
tore sig. Cav. Eugenio Janer, nel quale non sai se 
più spicchi l’eletta dottrina o il tratto nobile e 
gentile. 

Sta aperta al pubblico tutti i giorni feriali meno 
il mese d’ottobre: 

Dal 3 Novembre a tutto Marzo dalle 9 alle 2 la 
mattina e dalle 6 alle 9 la sera. 

Dal 1 Aprile a tutto Settembre solo la mattina 
dalle 9 alle 3. 

Sulla scala che alla Biblioteca conduce fu posta 
nel 1874 la statua di Giuseppe Micali scolpita dal 
Paganucci. 

La sala di studio contiene: un genio della musica 
di G. Paganucci , un busto del Re, di Giov . Pun- 
toni, uno a F. D. Guerrazzi di Temistocle Guer- 


i Molti di Ugo Foscolo. 


BIBLIOTECHE 6Ì 

razzi , uno al Foscolo e a F. S. Orlandini di En- 
rico Pazzi , uno al Yivoli ed al Bini, di Temisto- 
cle Guerrazzi . Il Municipio ha poi deliberato di 
porvi anche i busti dell’ illustre archivista Fran- 
cesco Bonaini, e della illustre donna Angelica Bar- 
tolomei -Palli. 

Biblioteca del Seminario. {Nel seminario Gavi) 
Fondata nel 1856 per lasciti delle sorelle Michon ; 
è assai numerosa e pregevole per molte opere fi- 
losofiche, di diritto civile , criminale e canonico. 
Può essere consultata ogni giovedì dalle 8 di mat- 
tina alle tre pom. 

Biblioteche Popolari. {Una in via della Posta N. 11 
V altra alV Ardenza). Fondate per cura della So- 
cietà delle Biblioteche popolari e per doni di cit- 
tadini, allo scopo di promuovere l’istruzione e la 
educazione del popolo coll’agevolare ad esso la let- 
tura di buoni libri. 

Stanno aperte tutti i giorni festivi dalle 9 alle 
12 della mattina. 

Librerie private. La più notevole tra le librerie 
private era certamente quella del Gav. M. D’ An- 
giolo, ricca di 16000 volumi circa. Disgraziatamente 
è stata messa in vendita a piccoli lotti e presto 
sarà tutta dispersa ! Le più notevoli che riman- 
gono sono: quella del Cav. Aless. Balzano di circa 
7000 volumi notevole specialmente per una scelta 
collezione di classici latini e italiani stampati nel 
XVI secolo, e per alcuni manoscritti antichi in 
pergamena; del Prof. A. Provenzal; del Cavalier 
Giovanni Papanti notevolissima per la straordi- 
naria raccolta di Novellieri Italiani ? in prosa 


GALLERIE PRIVATE 


62 

e per un numero considerevole di esemplari di- 
stinti, quasi sempre unici, col nome del proprie- 
tario e per 170 esemplari in pergamena; del dot- 
tor Diomede Buonamici interamente formata di 
opere bibliografiche e di Biografìe; del Sig. G. Bo- 
lafìo di circa 4000 volumi , notevolissima per la 
collezione di poeti Italiani e stranieri; del Sig. Giu- 
seppe Faiani per la bella collezione di pubblica- 
zioni livornesi , incisioni pregevoli tra le quali 
quelle pregevolissime del Longhi e del Morghen. 
Questo egregio signore possiede inoltre una sva- 
riatissima raccolta di monete e medaglie , molte 
d’oro e d’argento, non poche rare come quelle delle 
repubbliche italiane del medio evo, dei tempi me- 
dicei; e tra quest’ ultime distinguesi la serie del 
Duca Alessandro coniate da Benvenuto Cellini. 


GALLERIE PRIVATE 


Galleria De Larderei. (Palazzo De Larderei). 

Sala dei ritratti di famiglia. Lavori del Gordigiani 
Rapisardi ; Kassner e Chelli ornati di bellissime 
cornici, riccamente intagliate e dorate, in special 
modo quella del fu Conte Francesco, squisito la- 
voro del Cav. Barbetti. 

Lasciando questa sala si entra in una lunga. 

Galleria, graziosamente ornata di trofei, armi an- 
tiche, statue e busti marmorei, lavori di cesello, 
smalti, terre delle Robbia, bronzi, vasellami, mi- 


GALLERIE PRIVATE 


63 

nerali, mummie ecc., e da ben settanta quadri an- 
tichi e moderni, tutti bellissimi e chiusi in ele- 
ganti cornici. Nella 

Sala grande oltre a vari busti e statue marmoree 
alcune delle quali di molto pregio, è collocata la 
superba collezione di 160 quadri quasi tutti antichi, 
pregevolissimi e di grande valore. In special modo 
sono da notarsi la Lena di Annibaie Caracci ; un 
miracolo di S. Antonio del Tiziano ; S. Giovanni 
nel deserto del Murillo ; la Sacra Famiglia del Si- 
gnor elli; tre teste di A. Caracci ; un bozzetto di 
Paolo Veronese ; la Sacra Famiglia di Alessandro 
Boticelli; e molti altri delle scuole di Raffaello, 
G. Reni , S. Rosa, Guercino , Snyders , Spagnoletto, 
Fiamminga , veneziana ecc. Il Prof . Morelli trescò 
le due lunette della sala. 

Sala da ballo. Nel soffitto di questa elegantis- 
sima sala tutta messa a bassirilievi, specchi e do- 
rature, vi dipinse con molta grazia il Barilli. Nel 

Salotto turchino si trovano nove quadri di deco- 
razione e nel Salotto giallo undici tavole in campo 
d’ oro , tra le quali il Presepio del Ghirlandaio e 
il giudizio universale dell’ Orgagna. Nel salotto 
rosso sono ventidue bei quadri; in quello celeste 
parecchi altri di qualche pregio e nel salotto ter- 
reno altri ventidue di diverse scuole. La ricca 

Cappella ha trentanove quadri, tutti antichi quasi 
tutti di grandissimo pregio ; ve ne ha del Ghir- 
landaio, di Andrea Bel Castagno , del Boticelli , del 
Lippi , di T. Gaddi , di Benozzo Gozzoli , di Star - 
nina , di Giotto , dell’ Orgagna e d’altri. Nel cortile 
a terreno sono posti in bell’ordine diciotto modelli 


64 MUSEI PRIVATI 

di altrettante statue erette ai grandi Italiani in 

Firenze sotto le Gallerie degli Uffizi. 

Avendo parlato a pag. 5 2 dei pochi quadri che 
si trovano nel Palazzo ex-reale , destinati, come 
sembra, a dare avviamento alla formazione di una 
Galleria Comunale, non ci resta che far avvisato 
il lettore della bella collezione di quadri alcuni dei 
quali di egregi artisti, posseduta dai Signori fra- 
telli Marubini nella lor casa posta in via S. Giulia 
Numero 2 . 


MUSEI PRIVATI 

Il bellissimo Museo di Stora Naturale del Signor 
Cav. Federico Castelli (Via del Casone N. 9) visi- 
tato e giustamente encomiato da alcuni illustri na- 
turalisti italiani e stranieri, è il meglio ordinato 
e il più numeroso di tutti. Le collezioni più note- 
voli sono: I. Quella numerosissima e ricchissima 
dei Fossili che comprende: mammiferi, conchiglie, 
pesci del Libano e del Monte Balca , Ammoniti 
italiani e stranieri, Echimidi, Polipari, Foramini- 
feri , (con un esemplare dell’ eozoon canadense ). 
Piante , tra le quali molte rarissime e Legni di 
vari paesi. IL Delle Conchiglie viventi di ogni spe- 
cie; in questa collezione tutte le specie ed i ge- 
neri sono rappresentati. III. Dei Marmi , con 300 
esemplari lustrati, alcuni dei quali bellissimi e rari. 
IV. Delle Rocce. Y. Dei Minerali, (bella collezione 
di saggi mineralogici di vari paesi). VI. Dei Rettili; 
assai numerosa contenente esemplari non pochi di 
molto pregio. VII. Degli Uccelli, formata in gran 






LIBRARY 
OF THE 

UNIVERSITY OF ILLINOIS 


MUSEI PRIVATI 65 

parte delle rare specie d’uccelli prese nei contorni 
di Livorno. Vili. Dei Corallari. 

Anche i Signori Giovanni Jago, Federigo Appel- 
lili e Vittorio Uzielli posseggono belle collezioni 
di conchiglie viventi, fossili e corallari. Quella spe- 
cialmente del Signor. G. Jago, composta quasiin- 
teramente di conghiglie viventi, può dirsi che sia 
la più ricca e magnifica che sia in Livorno. 

Circolo Filologico. ( Piazza Cavour) (Palazzo Rosso 
N. 2 p. 2). È una istituzione che ha per scopo di 
diffonder lo studio delle lingue viventi e di rac- 
cogliere tutti i soci ad utili e dilettevoli convegni. 
I soci si distinguono : I. In soci effettivi , i quali sono 
impegnati per tre anni, pagano una tassa di en- 
tratura di L. 10 e una mensile di L. 3. 50; godono 
di tutti i vantaggi sociali. IL Soci frequentatori , 
che pagano L. 5 per tassa d’ entratura e L. 5 al 
mese; non hanno diritto a cariche ecc. III. Soci 
onorari . Il Circolo Filologico tiene aperta in que- 
st’anno sette corsi di lingue straniere cioè : due di 
lingua francese, tre di lingua inglese, e due di lin- 
gua tedesca. Le sale di lettura oltre delle nuove 
e più interessanti pubblicazioni, sono provviste di 
N. 49 periodici così repartiti: 

8. Riviste Italiane. 

15. Giornali Italiani. 

10. Riviste Francesi. 

4. Giornali Francesi. 

6. Riviste Inglesi. 

2. Giornali Inglesi 

3. Riviste Tedesche. 

2. Giornali Tedeschi. 

Guida di Livorno, 


5 


66 


STABILIMENTI DI .BENEFICENZA 


STABILIMENTI DI BENEFICENZA 


Spedale di Livorno. (Piazza d’ Arme). Ebbe ori- 
gine fino dal 1380 e poi ampliato fino allo stato 
attuale. È assai vasto e tenuto col massimo buon 
ordine e pulizia; è amministrato da una Commise 
sione gratuita composta di otto Consiglieri ed un 
Presidente. In questo spedale sono ammessi alla 
cura gratuita gli infermi miserabili d’ambo i sessi 
secondo il numero dei letti gratuiti di cui può di- 
sporre. I malati esterni ricorrendo al Pio Istituto 
o per consulti o per medicature , hanno nei modi 
e nell’ore determinate quanto attendono dalla pub- 
blica carità ; anche le medicherie sono gratuita- 
mente accessibili in qualunque ora del giorno e 
della notte a qualunque persona che vi accorra 
per curarsi ferite o altre riportate lesioni. Man- 
tiene in media 300 infermi fra uomini e donne. 
L’altare della capella ha una bella Pietà di Giu- 
seppe Bottani. 

Spedale Militare. ( Piazza Guerrazzi). Fondato 
nel 1600 circa a spese dell’Archiconfraternita della 
Misericordia; nel 1638 fu ingrandito col disegno 
di Francesco Cantagallina , e finalmente nel 1723 fu 
ridotto all’ampiezza presente. È assai grande e te- 
nuto con decenza e pulizia sorprendente. 

Spedale israelitico. (Piazza Nuova). Mantiene in 
media dodici infermi al giorno. 

Ricovero di Mendicità. ( Via dei Biseccoli). Questo 
grandioso e Pio Istituto fu aperto nel 1861 ed ac- 


STABILIMENTI DI BENEFICENZA 67 

coglie i poveri d’ ambo i sessi inabili al lavoro, 
siano essi nati nel Comune o quivi da sette anni 
domiciliati; i giovani privi affatto di sussistenza 
vi sono pure ricevuti purché non abbiano più di 
dodici anni o meno di sette e sono licenziati dopo 
i venti anni se femmine, dopo i diciotto se maschi; 
a benefìzio dei giovani sono le seguenti scuole: 
elementare di leggere e scrivere, aritmetica, geo- 
grafìa, disegno, musica strumentale e ginnastica. 
In generale poi tutti i ricoverati (che sono più di 
500) ricevono oltre il vitto, educazione e istruzione, 
e sono divisi in quattro sezioni a seconda dell’età 
applicandosi ognuno ad un arte o ad un mestiere 
esistenti nel pio istituto medesimo come : cappel- 
laio, sarto, calzolaio, falegname, fabbro, tipografo, 
litografo, cartolaro , ebanista, marmista, scalpel- 
lino, ortolano, giardiniere; per le donne: cucito e 
maglia, tessitrici ecorallaie. La piazzetta che pre- 
cede questo grande , pulito, e benissimo ammini- 
strato stabilimento, è graziosamente tutta messa a 
giardino. È presieduto da una Congregazione Am- 
ministrativa gratuita composta di un presidente e 
di otto consiglieri. Al Ricovero è unito lo 

Asilo Infantile Grabau, dal nome del benemerito 
Carlo Grabau, che nel 1863 affinchè con maggior 
sollecitudine si compisse questo asilo , generosa- 
mente donava la bella somma di 25,000 lire. Ne fu 
architetto Angiolo Della Valle . Quest" Asilo, prefe- 
rendo gli orfani, riceve le bambine e i bambini po- 
veri livornesi dai tre ai cinque anni e li tiene fino 
agli otto; il Ricovero passa loro una minestra ed 
una porzione di pane. La bella corte ricoperta di 


68 STABILIMENTI DI BENEFICENZA 

cristalli, ha un gruppo di Emilio Demi rappresen- 
tante la Madre Educatrice. Questo gruppo quan- 
tunque non finito del tutto pure è considerato per 
molto pregevole. Yi si trova anche il busto in 
marmo di Carlo Grabau, inaugurato il primo Mag- 
gio 1875 ; 1’ ha scolpito Temistocle Guerrazzi . Si 
leggono intorno quattro iscrizioni. Tanto il Rico- 
vero di Mendicità che V Asilo Grabau si manten- 
gono : colle rendite proprie, cogli annui assegna- 
menti del Municipio e del Monte di Pietà , colle 
offerte private e col terzo del guadagno dei ri- 
coverati. 

Casa pia delle povere mendicanti. (Via degli Scali 
dei Bottini dell’Olio, N. 6) Istituita fino dal 1682 
ma è solo dal 1717 che occupa P edifìzio presente ; 
in essa sono ricoverate le fanciulle mendicanti nate 
nel comune e le orfane di uno o di tutti e due i 
genitori ; sono circa 150 e imparano sotto la dire- 
zione delle suore di Carità, leggere, scrivere, arit- 
metica , grammatica italiana ed anche francese, 
storia, geografìa. Si applicano ai mestieri di cu- 
citrici in lavori ordinari e finissimi, sarte, fioriste 
ricamatrici in seta ed anche in oro e eorallaie ; 
ricevono vitto e vestito e vengono licenziate dopo 
i venti anni. In una stanza vicino all’ ingresso è 
un marmo in cui sono scolpiti i nomi dei più in- 
signi benefattori di quella casa. Nell’unita chiesetta 
chiamata del luogo pio che ha appunto l’ingresso 
pel pubblico nella Piazza di questo nome , v’ è in 
alto una galleria munita di grate che la mette in 
comunicazione colla pia casa. 

Kefugio. (Via degli Scali del Refugio N* 2) Il 


STABILIMENTI DI BENEFICENZA 69 

Marchese Carlo Ginori e i primi negozianti di Li- 
vorno desiderando che anche i ragazzi poveri, ab- 
bandonati ed orfani avessero un ricovero, nel 1757 
fondarono il presente Refugio, affidandone la cura 
all" amministrazione della Pia Casa delle femmine. 
Per comodo dei ricoverati nel 1871 vi furono aperte 
varie officine che presero il nome di Istituto pro- 
fessionale Aristide Castelli dal nome del beneme- 
rito signore che generosamente donava L. 60,000 ; 
quivi i 60 fanciulli ricoverati vengono instruiti in 
varie arti secondo la loro scelta. Possiede anche 
una scuola elementare , una di disegno e una di 
musica corale e strumentale. Le due Case Pie riu- 
nite delle Povere Mendicanti e del Refugio , sono 
presiedute da una Congregazione gratuita composta 
di dodici governatori. Questi due belli e grandi 
stabilimenti che meritano di essere visitati dal fo- 
restiero , da principio furono mantenuti dalla ca- 
rità dei cittadini, oggi si mantengono colle rendite 
proprie , colle elemosine , lasciati , e col prodotto 
del lavoro dei ricoverati. 

Pie scuole israelitiche (Via dei Fanciulli). Questo 
grandioso istituto, mantenuto dai correligionari e 
destinato alPeducazione e istruzione dei poveri fan- 
ciulli israeliti di ambo i sessi , risale al 1835, giac- 
ché prima di quell’ epoca non avevano che una 
semplice scuola elementare ; esso contiene ven- 
tuna scuole, ed è diviso in due parti : la prima in 
Asili Infantili e scuole di mutuo insegnamento, la 
seconda in scuole superiori ove si ammettono quei 
giovani che bramano continuare gli studi, con l’in- 
tento di avviarsi alle professioni più utilmente eser 


70 STABILIMENTI DI BENEFICENZA 

citate. Gli alunni di questo pio istituto sono circa 
400; quelli degli Asili ricevono anche una zuppa. 
È amministrato e retto da una Deputazione com- 
posta di quattro membri : Presidente, Provveditore 
Cassiere e Segretario. 

Asili infantili di Carità. Ve ne sono sette situati 
in vari centri della città con circa 1250 alunni in 
tutti. In questi asili sussidiati in parte dal Go- 
verno, dal Municipio e dalla carità dei cittadini, 
sono ricevuti i bambini a tre anni e tenuti fino 
agli otto ; vi ricevono Distruzione rudimentale ci- 
vile e religiosa ed il vitto. 

Seminario Gavi. Questo bello stabilimento venne 
eretto nel 1851 ed a spese del fu Girolamo Gavi 
vescovo di Livorno. 

Archiconfraternita della Misericordia. ( Via Vittorio 
Emanuele ). Questa caritatevole società fu fondata 
ed aggregata a quella di S. Maria di Firenze Panno 
1595. Ha per istituto di trasportare allo spedale i 
feriti per improvviso infortunio, i malati che non 
possono restare nelle loro case, e i morti. Assiste 
anche i malati in casa e si adopera insomma a 
tutte le opere di carità. Servigi inapprezzabili ha 
reso nelle invasioni coleriche del 1835 e del 1837 
col trasporto dei malati e dei morti, e col sussi- 
diare i poveri; altre prove d'abnegazione e zelo 
mostrò in tutte le altre sventure che afflissero la 
nostra città, operando sempre per solo spirito di 
paterna carità verso gli sventurati. 


Istituto di S. Maria Maddalena. Questo educandato 
femminile che è unito alla Chiesa di SS. Pietro e 


STABILIMENTI DI BENEFICENZA 71 

Paolo, fu istituito nel 1836 e contiene circa qua- 
ranta convittrici!; vi sono scuole per le povere cui 
vien dato anche il vitto e scuole per le signorine 
che pagano ; in tutto circa 500 alunne. È da no- 
tarsi il modello del gruppo la Carità di Lorenzo 
B artolini. 

Asili Rurali per l’infanzia. Sono retti da un Comi- 
tato locale affigliato a quello centrale di Firenze 
per V associazione nazionale della fondazione di 
Asili Rurali per V Infanzia. Il 12 Luglio 1868 si 
apriva |un primo Asilo nel sobborgo fuori della 
Porta alle Colline, e fu intitolato Asilo Infantile 
Matteucci in memoria dello Illustre scienziato , 
morto in quel tempo a Livorno, e già Presidente 
del Comitato Centrale di questa benemerita asso- 
ciazione. 

Società di soccorso agli asfittici. A cura del Dot- 
tor Cav. Giacomo Ancona si fondò nel 1871 questa 
società la quale ha già aperto due asili corredati 
di quanto occorre a fine di richiamare alla vita 
gli asfìttici per annegazione o per qualunque altra 
causa. Uno di questi benefìci asili è nel Lazzeretto 
S. Jacopo, F altro alPUfficio della Sanità. 

Cassa di risparmi. ( Via del Fante N. 9 stabile pro- 
prio) Istituita nel 1835 per cura di cento venti be- 
nemeriti cittadini allo scopo di ricevere e render 
fruttiferi i risparmi delle classi meno agiate della 
popolazione ; è affigliata alla Cassa centrale di Fi- 
renze e riceve come minor deposito centesimi dieci 
come maggiore L. 1400 (che formano quanto può 
contenere un libretto di credito) corrispondendo 
ai depositanti il 4 1/2 per cento libero da ogni tassa. 


TEATRI 


72 

A fme d'anno il frutto non riscosso si capitalizza 
e diviene anch' esso fruttifero. 

Questa cassa è aperta a ricevere i depositi tutte 
le Domeniche dalle 9 alle 2 di mattina e per le re- 
stituzioni tutti i Sabati dalle 10 ant. alla 1 pom. 
È diretta da un Consiglio Amministrativo compo- 
sto di otto membri oltre il Presidente ed il Segreta- 
rio; vi sono inoltre 24 Deputati pel turno d’ispezione 
delle Domeniche. Le loro funzioni sono gratuite. 

Monte di Pietà. (Via Borra N. 4). Questo uffizio 
di prestito a pegno stabilito in Livorno nell'anno 
1625 è amministrato in ordine al Decreto Reale 
del 23 Ottobre 1864 da una commissione Collegiale 
gratuita composta di un Presidente e due Consi- 
glieri da nominarsi dal Consiglio Comunale. L'in- 
teresse è del 6 O/o ed ogni prestito non può esser 
maggiore di L. 299. 

Scuola gratuita di strumenti a corda. ( Nel R. Teatro 
Goldoni). È mantenuta interamente dal Signor Ca- 
valier Rodolfo Schwartz; il Prof. Favilli ne è di- 
rettore, e circa 20 giovani ne profittano. 

Congregazione di Carità. (Via Bel Fante). Mante- 
nuta quasi interamente dal Comune che vi spende 
circa 60,000 lire l'anno tra sussidi mensili e stra- 
ordinari alle famiglie indigenti e baliatici. È di- 
retta da un Consiglio Amministrativo composto di 
un Presidente e sei Deputati. 

TEATRI 


Dei Floridi. (Via S. Marco N. 2) Edificato nel 1803 
col disegno di S. Piccioli. Appartiene all' Accade- 


TEATRI 


73 

mia dei Floridi. Questo teatro lia un portico sos- 
stenuto da pilastri e colonne d' ordine ionico che 
mette nel vestibolo principale per il quale si va 
alla platea. Le pitture del soffitto del sipario e 
dell'esterno dei palchi sono di Luigi Ademollo ar- 
tista di grande immaginazione e prontezza. Ha 136 
palchi distribuiti in cinque ordini, ed è tra i più 
belli e armoniosi d’Italia. Le pitture che sono nella 
maggior sala delT unito Casino dei Floridi, sono 
egualmente dell’ Ademollo . 

Degli Avvalorati {Via degli Avvalorati ). Aperto il 
1 aprile 1782 ed appartiene all’ Accademia degli 
Avvalorati. Ha 126 palchi distribuiti in 5 ordini; 
graziosi fregi in cartapesta lo adornano; nel sof- 
fitto sono dipinti i principali maestri di musica e 
compositori drammatici; il sipario fu colorito da 
G. Buonsignori. 

Goldoni {Piazza Goldoni ). Questo teatro tutto co- 
perto di cristalli per servire di giorno e di notte 
a somiglianza di quelli di Venezia e di Trieste, è 
uno dei più belli e grandiosi d’Italia. Ne fu ar- 
chitetto G. Cappellini. Per due ampi vestiboli pre- 
ceduti da un magnifico portico di sette archi si va 
alla platea grande quanto quella del teatro la Scala 
di Milano. Sonvi 115 palchi distribuiti in 4 ordini, 
e sopra una comoda loggia. Gli ornati del para- 
petto sono dei FF. Medici di Milano. Ha bisogno di 
un generale restauro. 

Rossini {Via Rossini). Eretto nel 1842 col disegno 
di Innocenzo Gragnani ; non è vasto ma molto 
grazioso ed elegante. Magnifica è la sala d’aspetto 
ornata di quattro statuette di Giovanni Dupré ; 


74 COSE NOTEVOLI DIVERSE 

l’interno è tutto messo a scagliola lucida con bas- 
sirilievi e dorature ; ha 130 palchi in cinque or- 
dini distribuiti, dietro i quali sono altrettante stan- 
zette ; il sipario fu colorito da G. Piatti , le altre 
pitture sono di C. Caiani e gli ornati di L . Bale- 
stra . Appartiene all’accademia dei Fulgidi. 

Teatro Gherardi Del Testa. (Via Strozzi ). Questo 
piccolo ma elegante teatro serve di residenza al- 
l’Accademia Filodrammatica dei Nascenti. 

Arene e teatri particolari. Oltre le due Arene : Al- 
fieri e Labronica, vi sono in Livorno vari teatrini 
particolari dove, una volta al mese , danno degli 
esperimenti varie società Filodrammatiche. 


COSE NOTEVOLI DIVERSE 

Monumento a Ferdinando I. detto dei quattro 
Mori. ( Piazza del Cantiere). Questo belissimo mo- 
numento fu eretto sotto Cosimo II; il 29 maggio 
1617 fu posta sul suo piedestallo la statua, e sei 
anni dopo misero ai piedi della medesima i trofei 
militari ; il 10 maggio 1623 posero le prime due e 
più eccellenti statue davanti e nel 1625 le altre 
due. La statua colossale rappresentante Ferdi- 
nando I è opera mediocre di Giovanni Bandini di 
Firenze e le quattro pregevolissime dei quattro co- 
lossi schiavi, esprimenti quattro differenti età della 
vita, furono fuse da Pietro Tacca allievo di Gio- 
van Bologna ; i trofei militari ai piedi della statua 
(andati disgraziatamente perduii), furono fusi da 


COSE NOTEVOLI DIVERSE 75 

Taddeo di Michele scolare di Pietro Tacca . Questo 
stupendo gruppo dei quattro mori, studiato da molti 
artisti ed assai danneggiato dal tempo, trovasi al 
presente in un luogo impraticabile e indecentis- 
simo, da far veramente vergogna alla città nostra. 
Per esser così danneggiato ha bisogno di un ge- 
nerale restauro , e occorrerebbe che il Municipio 
nostro si risolvesse a porlo in altra più degna lo- 
calità, o a render più decente quella nella quale 
ora si trova. 

Cisternone. (Piazza del Cisternone). Questo gran- 
dioso edilìzio, forse unico nel suo genere, fu eretto 
nel 1842 col disegno delPArchitetto Pasquale Poc - 
danti allo scopo di dotare Livorno di perenni 
acque potabili, le quali guidate da cento condotti 
e traversate da filtri purificatori, di là si diffondono 
per la città. La superba- facciata è adorna di un 
peristilio di otto colonne d’ordine dorico vero mo- 
dello di architettura; sovrasta una grande nicchia 
ornata a cassette, ai lati della quale dovevano es- 
ser poste due statue di marmo. Varcato l’ingresso 
s’entra in un atrio semicircolare ove sono alcuni 
modelli di gesso di alcune divinità pagane, i quali 
pure dovevano esser fatti in marmo. A sinistra è una 
stanza ove sbocca con impeto P acqua che per il 
Cisternino di Pian di Rota viene da Colognole ; di- 
nanzi alla porta centrale dell’atrio si estende il gi- 
gantesco salone diviso in quadruplice fila di pila- 
stri sorreggenti la volta, e tutto pieno di limpi- 
dissima acqua. Questa grande cisterna che contiene 
1066 metri cubi d’acqua la quale ci si può alzare 
metri sei, è opera (dice un illustre scrittore) degna 


76 COSE NOTEVOLI DIVERSE 

di star a fronte di quelle (n’ erano maestri i Ro- 
mani) che dopo il volger di venti, di trenta secoli 
colpiscono di stupore il postero in riva al Tevere 
od appiè del Vesuvio. Nel fondo della Cisterna e 
sopra le tre porte si leggono altrettante iscrizioni 
latine che accennano la storia della costruzione 
degli Acquedotti e la erezione di questa vasta ci- 
sterna. Sotto 1’ atrio sono i canali che conducono 
l’acqua al 

Cisternino, ( Via Viti. Emanuele) il quale non è 
altro che una minor conserva d’ acqua per esser 
spinta con più forza alle fonti della città. Lo eresse 
egualmente il Poccianti ma non fu del tutto finito. 

Tempio israelitico. ( Via del Tempio ). È dopo quello 
di Amsterdam il più bello e il più grande d'Eu- 
ropa. Sussiste fino dal 1581 e solo dal 1603 ingran- 
dito e abbellito come oggi si osserva; la sua forma 
interna è quadrilatera e da tre parti è ornata di 
porticati a tre ordini sostenuti da colonne d’ordine 
dorico e pilastri di marmo ; le due gallerie supe- 
riori munite di grate servono per le donne. Quasi 
nel centro v’è eretto un palco a guisa di coretto, 
guarnito di finissimi marmi con graziosa balau- 
strata di marmo e doppia scaletta; la tribuna di 
faccia circondata da 14 lampade d’argento e ricca 
di marmi e colonne con balaustro attorno, è una 
specie di Santuario giacché in questa e nei due la- 
terali armadi si conservano molti esemplari anche 
antichissimi, del Vecchio Testamento, alcuni dei 
quali in pergamena, ricoperti di drappi superba- 
mente ricamati in oro, ed avvolti in cerchi o co- 
rone di metalli preziosi, ricchi di squisiti lavori. 


COSE NOTEVOLI DIVERSE 77 

Nelle solennità di feste israelitiche questo Tempio 
viene così sfarzosamente illuminato a cera e così 
riccamente addobbato da farne una meraviglia. 

Bottini dell’Olio. (Via degli Scali del Bottino del- 
l’Olio ), Questo vasto edilìzio unico nel suo genere 
coperto a volta reale sostenuto datrentadue grossi 
pilastri, fu edificato nel 1705, ampliato nel 1713 
col disegno dell’ Architetto Antonio Foggini. Ha 
304 bottini o conserve fasciate di lavagna che con- 
tengono oltre 24000 barili d’ olio (più di 8000 et- 
tolitri) ; ogni conserva indica il numero dei barili 
di cui è capace; ce ne sono per le varie qualità e 
vi ha pure un laboratorio per depurarlo. Fu fatto 
per comodità dei mercanti d’olio, i quali possono 
ivi depositare colla maggior sicurezza e fiducia 
tale ricca derrata e ritenervela quanto loro piace 
mercè la tenue retribuzione di cinquanta cente- 
simi il quintale ogni tre mesi. 

Cantiere Navale, e dei lavori marittimi. È com- 
preso in una parte dell’antico lazzeretto S. Rocco 
e posseduto dai signori Fratelli Orlando. Il bacino 
di carenaggio è lungo metri 104, largo metri 22 e 
si vuota con quattro pompe a vapore in meno di 
sei ore ; i due scali d’ alaggio a rotaie in ferro, 
servono a tirare a terra con quattro presse idrau- 
liche ciascuno , bastimenti di 1500 tonnellate in 
tre ore. Lo scalo murato per le grandi costruzioni 
nel quale si fece la fregata Conte Verde e ultima- 
mente il magnifico bastimento in ferro nominato 
Enna della Società la Trinacria, ha 1’ ingresso in 
Piazza Mazzini. Questo grande cantiere che è il 
primo in Italia per le costruzioni navali in ferro 


COSE NOTEVOLI DIVERSE 


78 

e per le grandi riparazioni è fornito di tutte le 
necessarie officine ; sonovi 1000 metri di ferrovia 
per facilitare il trasporto dei materiali ; la sua to- 
tale superficie compresa la darsena di metri qua- 
drati 41,238 è di metri qu. 103,408. 

Fanale. Dista dal Molo Mediceo 300 metri circa. 
Fu edificato dai Pisani nel 1303 dopo P abbattimento 
di quello della Meloria perchè servisse al Porto 
Pisano ed a Livorno. Questo monumento insigne 
della pisana potenza che sfida da circa sei secoli 
le ire e le tempeste del mare, è alto metri 52, nove 
dei quali sono occupate della grande lanterna il- 
luminata a eclissi lenticolari secondo il sistema di 
Fresnel. È formato di due torri merlate una so- 
vrapposte all’ altra con base a cono tronco, ed è 
stato celebrato come una delle più belle torri del 
mondo. All’intorno della sua base sono vari ma- 
gazzini che formano come una piattaforma all’in- 
torno perchè al disopra sono praticabili come una 
terrazza ; da due lati è munito di due bracci di 
grosso muro sporgenti in mare, difesi da scogliera. 

Ai piedi del Fanale, nella stagione estiva, viene 
eretto uno stabilimento bàlneario abbastanza co- 
modo ed elegante chiamato Bagni Elvira. Con soli 
cinquanta centesimi si ha una baracca che può 
contenere anche cinque persone. 

Marzocco. ( Fuori della Torta S. Marco presso 
l’antico Porto Pisano ). Questa superba torre fa- 
sciata di marmo bianco fu edificata nel 1423 dalla 
Fiorentina Repubblica; la sua forma è ottagona e 
le sue faccie son volte agli otto principali venti 
dei quali , in alto , porta scritto i nomi ; è alta 


COSE NOTEVOLI DIVERSE 79 

metri 53,7 e porta scolpite quattro armi relative 
a Firenze: il Giglio della città; la Croce del po- 
polo , il Leone della Repubblica , e V Acquila del 
partito Guelfo. È formata di sei ripiani ed un bal- 
latoio di figura ottagona ; nella sua sommità è 
munita di un bellissimo fregio e cornicione di 
marmo, ed in cima al cuspide nella sua fondazione 
vi esisteva un Leone di bronzo a guisa di bande- 
ruola, dal quale prese nome di Marzocco. Dalla 
parte di mare nel 1534 fu costruito quel bastione 
che anche ora si vede e che conteneva un arma- 
mento di Artiglieria. In questa torre si osservano 
riunite solidità e bellezza, poiché quantunque conti 
oltre quattro secoli e mezzo, sembra come se da 
poco fosse fabbricata; è infine una delle più grandi 
opere che siensi innalzate sul mare dalla Fiorentina 
Repubblica. I resti delle torri prossime al Marzocco, 
appartengono a quelle dell’antico porto pisano. 

Fortezza vecchia. Prima che Livorno venisse cir- 
condato di mura, i Pisani fabbricarono, accanto ad 
una vecchia torre attribuita alla Contessa Matilde, 
un solido fortilizio e lo chiamarono Rócca Nuova ; 
nel 1512 i fiorentini ordinarono che questa Rócca 
fosse ingrandita e ridotta ad ampia fortezza. Ne 
fece il disegno l’Architetto Antonio da S. Gallo; 
il duca Alessandro la condusse a termine e Co- 
simo I vi edificò il propio palazzo ora ridotto a 
caserma. In una vasta sala rotonda della torre, si 
possono ancora vedere le armi di alcuni castel- 
lani. Intorno alla Fortezza furon posti parecchi 
mascheroni con campanelle, fusi dal celebre Pietro 
Tacca f , i quali sono stati in gran parte rubati. 


80 


COSE NOTEVOLI DIVERSE 


Fortezza nuova. Così chiamata per distinguerla 
dalla vecchia. Se ne attribuisce il disegno a D. Gio- 
vanni Medici fratello di Ferdinando I assistito da 
V. Buonanni e B. Buontalenti ; fu eretta nel 1590 
in soli cinque mesi quantunque fosse il doppio più 
vasta di quella esistente. Dopo che rimase inclusa 
nella cinta finanziaria, venne affatto disarmata e 
serve solamente agli alloggi ed esercizi dei mi- 
litari. 

Le due darsene. La Darsena che è più vicina alla 
fortezza fu l’antico porto di Livorno antico, l’altra 
fu scavata sotto Ferdinando I nel 1591, e nel breve 
spazio di soli cinque giorni. 

Dogana dell’Acqua. Questa fabbrica grandiosa di 
macigno è basata sopra un ponte a tre archi per 
l’entrata e Fuscita delle barche, in mezzo ad una 
vasta darsena che si divide in interna ed esterna; 
questa darsena serve di stazione ai navicelli e bar- 
che, le quali mediante il fosso dei navicelli face- 
vano un attivo commercio con Pisa e Firenze prima 
che esistessero le strade ferrate ed anche avanti 
che Livorno cessasse di esser Porto- franco. Fu eretta 
nel 1841 col disegno dell’ Architetto Carlo Reis- 
Jiammer. 

Giardino Pubblico. ( Via degli Acquedotti ). Questo 
grande e grazioso giardino fu fatto nel 1854 ed è 
tenuto parte a bosco , parte a giardino con vari 
disegni ed ornamenti graziosissimi ; ha vasca e 
grotta con acqua potabile del vicino Cisternone ; 
chiusi per quadrupedi e volatili, sedili e statue. È 
molto frequentato, e vi si gode abbastanza quiete 
aria pura e salubre. Nell’estate, la domenica vi 


COSE NOTEVOLI DIVERSE 8l 

suona la musica Militare. In questa medesima Via 
dei Condotti è posta l’Arena Alfieri e il 

Panificio Militare. In questo grande e recentis- 
simo fabbricato sono costruiti quattro grandi forni 
a volta, di mattoni; spaziosi magazzini che possono 
contenere alcune migliaia di Ettolitri di grano e 
i quartieri per gli impiegati. 

Piaggione dei Grani. ( Via degli Scali del Piaggione) 
Cosimo III lo fece costruire per scavarvi molte 
buche atte alla custodia del grano; ne fu archi- 
tetto Luigi Bettarini il quale edificò pure il ponte 
a tre archi detto del Piaggione. Nel secolo scorso 
si contavano in Livorno più di 500 buche, capaci 
di contenere circa 220,000 ettolitri di grano. 

Borsa di Commercio. ( Piazza d’ Armi). Posta pre- 
cisamente ove fu l’antica dogana e dopo la Teso- 
reria provinciale. Questa bella fabbrica venne eretta 
nel 1646 col disegno di Annibaie Cecchin la sua 
facciata è ornata di un bel portico a tre archi sor- 
retto da pilastri a bozze di pietra serena , chiuso 
da bella cancellata di ferro fuso e guarnita ester- 
namente di una ringhiera con colonnini ben lavo- 
rati pure di ferro fuso. 

Gazometro. ( Via del Gazometro). Edificato nel 1846 
dall’ ingegnere Eugenio Du Plessis per conto di 
una società francese colla quale il Comune aveva 
stretto contratto per la illuminazione a Gaz della 
Città. Oggi è del signor Giovanni Stears Burnet. 


Guida di Livorno . 


e 


PASSEGGIATE E CONTORNI 


GITA MOGI DELLA BARRIERA MAREMMANA. 


Passata appena la Barriera a sinistra trovasi la 
grandiosa 

Villa Fabbricotti ampliata ed abbellita col disegno 
dell’ Architetto Micheli . Questa villa che può dirsi 
principesca, fabbricata ed ora abbellita con gusto 
squisito, è ricca di marmi e di pitture. Passato di 
poco il sobborgo, incontrasi a dritta l’oratorio de- 
dicato a 

S. Michele. Eretto nel 1703, ha una cupoletta a 
scaglie con sopra la statua dell’ Arcangiolo. Poco 
innanzi a sinistra si trova il 

Cimitero della Purificazione e quello della Miseri- 
cordia. Il primo appartiene alla Compagnia dei Ca- 
tecumeni; fu finito nel 1859 ed ha poco di rimar- 
chevole. L’altro appartiene alla Archiconfraternita 
della Misericordia e fu finito nel 1843 ; lo stemma 
e i due scheletri umani sopra il cancello sono opera 
lodata dei fonditori Benini e Michelangiolo di Fi- 
renze: sei elevate celle mortuarie decorano gli an- 
goli del loggiato a pilastri; sotto questo e spe- 
cialmente nelle celle sono le sepolture distinte con 


PASSEGGIATE E CONTORNI 83 

statue, busti e bassirilievi alcuni dei quali assai 
pregevoli. Andando oltre, trovasi il grosso villaggio 

Ardenza posto a due miglia da Livorno. Ha preso 
il nome dal fìumicello Ardenza che gli scorre ac- 
canto. Non lungi di qui era la Pieve di S. Paolo 
di Villa Magna , della quale si trovano memorie 
néll’823 e nel 914; a questa Pieve succedette quella 
di S. Felice d’Ardenza col suo villaggio in cui eb- 
bero signoria i conti della Gherardesca, i Marchesi 
di Massa e di Livorno. Oggi è un ameno luogo di 
diporto popolato di graziosissime ville. In una 
oscura casetta di questo ridente villaggio dimorò 
per molto tempo il grande repubblicano Giuseppe 
Mazzini. La chiesa a croce latina fu eretta nel 1837. 
Passato di poco il ponte sull’Ardenza, si vede, sem- 
pre a dritta una cappelletta chiamata dal popolo la 

Maddonina di mezza via, perchè posta quasi nel 
mezzo tra Livorno e Montenero; fu eretta nel 1603. 
Finalmente dopo aver passato la piazza ove sos- 
tano le vetture, e ascesa la breve ed agevole salita 
si trova il bellissimo 

Montenero. Questo monte incantevole dove vi si 
respira un aere balsamico, pieno di ville, di giar- 
dini, di fiori, che ha sorprendenti vedute di terra 
e di mare, anticamante era ricoperto da folta, nera, 
ed inaccesibil boscaglia. Oggi che è dilettevole di- 
porto pei Livornesi e forestieri, nel 1167 era monte 
tenebroso e terribile fatto asilo sicuro dei malan- 
drini e di bestie selvagge. Alcuni romiti abitarono 
i primi questo luogo selvaggio, e vi presero a cu- 
stodire un immagine della Madonna chiamata poi 
di Montenero, e colle elemosine vi fabbricarono un, 


84 PASSEGGIATE E CONTORNÌ 

oratorio. Poco a poco il monte si spogliò della sua 
naturale orridezza, vi sorsero non poche abitazioni 
e nel 1455 fu edificata la Chiesa che nel 1719 col 
disegno di Bel Fantasia venne ingrandita quale 
ora si vede. Questo ricco santuario che ha il sof- 
fitto di legno dorato, intagliato da [Pietro Giam - 
bellini di Pisa è adorno di molti quadri quasi tutti 
di Filippo Galletti teatino. Nella tribuna coperta 
da calotta, sostenuta da otto colonne di marmo mi- 
schio di Seravezza , si ammira il paradiso e i 
quattro evangelisti opera molto lodata di Giuliano 
Traballesi : gli ornati sono di Giuseppe Terreni . 
Nelle quattro nicchie della croce dovevano esser 
collocate le statue di quattro santi, ma due sola- 
mente ne furono scolpite da Temistocle Guerrazzi . 
L’altare maggiore tutto di marmo bianco, impial- 
laciato di verde antico , di giallo di Siena e di 
diaspro, ha il ciborio adorno di pietre dure, di la- 
pislazzuli ed altre pietre dure di gran valore. Ricco 
ed elegante è il Tabernacolo di preziosi marmi e 
pietre dure con colonne di verde antico in cui è 
collocata l’antica immagine. Il quadro è dipinto 
sul gesso, steso sopra la tela incollata alla tavola ; 
se ne crede autore Margheritone d’ Arezzo e ri- 
toccato e corretto da Luca Signorelli. La corona è 
di pietre dure e lapislazzuli tempestata. In sa- 
grestia si conserva una tavola marmorea dove fra 
gli altri ornamenti e simboli sono scolpiti vari 
Santi, giudicato buon lavoro del secolo XY enco- 
miato da insigni artisti non escluso il Canova. 
Sotto il loggiato di faccia alla Chiesa è sepolto 
l’illustre livornese Fran. Dom. Guerrazzi. Monte- 
nero è distante da Livorno Chilometri 8 circa; ha 


PASSEGGIATE E CONTORNI 85 

scuole comunali , banda musicale ed un piccolo 
teatro. Ai piedi della salita di Montenero si trova 
una strada, la quale in mezzo a casini, giardini e 
ville conduce ad 

Antignano, villaggio amenissimo situato sul mare. 
Il fortilizio fu fatto fabbricare da Cosimo I col di- 
segno di Raffaello Guerrazzi per proteggerlo dai 
ladri di mare; in seguito fuvvi costruito un for- 
tino dalla parte di mare per collocarvi i cannoni. 
La chiesa parrocchiale eretta nel 1370 sta dentro 
la fortificazione ora venduta ai particolari e piena 
di umili case. In questo grande e bel villaggio 
nell’estate accorrono in gran numero i forestieri, 
sia per l’ amenità del luogo sia pel comodo stabi- 
limento balneario. Nel Cimitero di Antignano volle 
esser sepolto il fondatore dell’Istituto di Marina 
Mercantile di Livorno, A. Ronna. Sul mare, alla 
distanza di un chilometro circa s’incontra la son- 
tuosa villa detta il Giardino eretta dai duchi Me- 
dicei. 

Castiglioncello e Vada. Seguitando la piacevole o 
pittoresca via del littorale s’incontrano a poca di- 
stanza tra loro le torri del Boccale, di Calafuria, 
del Romito, di Castiglioncello, di Vada. Castiglion- 
cello che distà venti chilometri da Livorno, sulla 
estremità di un promontorio ha un piccolo scalo 
donde abbiamo incantevoli vedute; nei suoi con- 
torni era la villa del Senatore Romano Albino Ce- 
cina. Vada, fu porto antichissimo e del quale parlano 
Cicerone, Plinio e Rutilio Numaziano. La sua chiesa 
a croce latina di buona architettura ha un quadro 
di Vincenzo Lami . 


86 PASSEGGIATE E CONTORNI 

Questo villaggio che ha un antico fortilizio e fa- 
nale, è lontano da Livorno 29 chilometri ed ap- 
partiene al Comune di Rosignano. 

Rosignano. Questo grosso ed antico villaggio con 
sovrastante castello, è situato sul più meridionale 
dei poggi livornesi a 22 Chilometri da Livorno; del 
suo castello, rovesciato dai fiorentini nel 1433 eri- 
costruito mezzo secolo dopo, esistono ora due torri 
ed un arco. Yi si godono incantevoli vedute di terra 
e di mare. Alla distanza di quattro chilometri da 
Rosignano si trova: 

Castel nuovo della Misericordia. Sorge nel fianco 
occidentale dei poggi livornesi sull’ antichissimo 
distrutto Castello di Camaiano ; la parte più ele- 
vata e circondata di mura chiamasi Castel vecchio 
1’ altra Castelnuovo ; sono state trovate nei suoi 
contorni 'antichità romane ed esistono sempre gli 
avanzi dell’antica chiesa di Camaiano. Presso Ca- 
stelnuovo, vicino al mare trovasi Nibbiaia ove esi- 
stono due vecchi fortilizi, uno dei quali in rovina. 

Gabbro. È lontano chilometri cinque e mezzo da 
Castelnuovo della Misericordia ed è villaggio an- 
tichissimo. Proseguendo verso tramontana incon- 
trasi a due chilometri il villaggio di 

Colognole, dove alla distanza di un chilometro si 
trovano le diverse sorgenti che forniscono Livorno 
di acqua potabile. Le due principali sorgenti dette 
della Morra e della Camorra, vengono riunite con 
molta arte in piccoli tempietti, gallerie e conserve 
costruite con la maggior solidità ove son vasche 
e purgatoi; le acque dell’ una vanno all’altra pas- 
sando e ripassando per molti purgatoi , finche 


PASSEGGIATE E CONTORNI 


87 


non convengono in una comun vasca donde pas- 
sano nel sottostante acquedotto per il quale alle 
piscine di Pian di Rota e di Livorno e alle fon- 
tane della città. Questa magnifica e grandiosa opera 
che uguaglia per solidità quelle di simil genere 
itegli antichi romani , ha parecchie conserve, 28 
trafori nell’interno dei poggi, 15 serie d’archi con 
oltre 150 luci delle quali parecchie a doppio or- 
dine alte 24 metri. 

Parrana e Gastei S. Anselmo. Questi due antichis- 
simi villaggi stanno a 15 chilometri da Livorno e 
sono distanti tra loro due chilometri circa. 

Nugola. Sta a tre chilometri e mezzo da 'Colle- 
salvetti e su due collinétte chiamate Nugola nuova 
e Nugola vecchia; le memorie di un castello in 
quest’ultima risalgono al sec. XI. Appartiene alla 
Comunità di Colle Salvetti ed ha circa 1000 abi- 
tanti. 

Guasticce. Il nome stesso Guasticce indica come 
questo luogo fosse anticamente e per lungo tempo 
occupato e guasto dalle acque palustri e saline 
prima che fossero raccolte nei vicini fossi. Le Gua- 
sticce hanno circa 700 abitanti appartengono al Co- 
mune di Collesalvetti e sono gli ultimi casolari dei 
poggi livornesi tra Nugola e la Torà. 

GITA FUORI DELLA CARRIERA VITTORIO EMANUELE. 

Passata tale Barriera, a poca distanza si trova la 
Piazza delle Armi, la quale serve agli esercizi mili- 
tari ed alle corse dei cavalli ; in prossimità della 
piazza sono le due sorgenti d’acqua purgativa del 


PASSEGGIATE E CONTORNI 


88 

Corallo e della salute. Giunti ai primi archi dei con- 
dotti, voltando a dritta lungo il bel viale alberato 
si perverrà in una piccola ed amena valle ove 
sorge il bello e grande stabilimento dei 

Bagni minerali e sulfurei (a tre chilometri e mezzo 
dalla Barriera) fatto nel 1843 dairArchitetto Pa- 
squale Poccianti . Questa sorgente d’ acqua mi- 
nerale chiamata la Puzzolente pel cattivo odore 
che manda, ha salutifere proprietà e da molti il- 
lustri medici è stato dichiarato potersi paragonare 
alle più accreditate d’Italia e di fuori specialmente 
per la cura delle^ malattie cutanee. La facciata di 
quest’edifìzio è ornata con un intercolunnio di quat- 
tro colonne di travertino, con frontespizio e gra- 
dinata. La sua forma è oblunga essendovi nelle sue 
parti laterali semirotonde , i comodi ed eleganti 
bagnetti; le polle sono riunite in una vicina ro- 
tonda ed un apparato a vapore comunica all’a- 
cqua il calore conveniente. Tornando indietro e 
riprendendo la via dei condotti chiamata via degli 
Archi , a quattro chilometri e mezzo dalla città 
trovasi il 

Purgatoio di Pian di Rota eretto dal Poccianti , 
non solo a purgamento delle acque , ma per con- 
serva delle medesime in caso di qualche guasto 
nell’acquedotto. È molto più piccolo del Cisternone 
e vien chiamato Cisternino, ma non la cede a que- 
sto in solidità e magnificenza. La sua facciata è 
adorna d’ intercolunnio dorico. Seguitando questa 
piacevole e pittoresca via lungo il condotto a do- 
dici miglia di Livorno si troverebbe Colognole del 
quale abbiamo già parlato. 


PASSEGGIATE E CONTORNI 


89 


CITA FUORI DI PORTA ALLE COLLINE. 


Passato di poco il sobborgo e traversato il Rio Mag- 
giore trovasi Pantichissimo villaggio di 

Salviano (a due chilometri e mezzo della città) 
del quale abbiamo memorie che risalgono al 1182. 
L’antica chiesa aveva l’altare ove sta ora il cam- 
panile in cui sono gli avanzi d’antichi freschi. Il 
Cimitero ebbe principio nel 1781 e venne accre- 
sciuto nel 1854; vi si notano diversi pregevoli mo- 
numenti i quali pur si trovano nella Chiesa e nelle 
stanze annesse ; vi son sepolti fra gli altri il Demi 
ed il Bini; a quest’ultimo i concittadini fecero il 
busto in marmo, e Giuseppe Mazzini 1’ iscrizione. 
Passata la tenuta di Limone elevasi un colle chia- 
mato la Poggia, quindi giunti a Collinaia si tro- 
vano i mulini a vapore e le fabbriche di spiriti 
del Sig. Corridi, e volgendo a sinistra le fattorie 
di Popagna ov’ era un villaggio con castello baro- 
nale e ove ha origine il pieeoi fiume Ardenza. 

Valle Benedetta. Si chiama così una sinuosità di 
monti livornesi alla distanza di Chilometri 11 dalla 
città dove si godono bellissime e variate vedute di 
terra e di mare. Nel secolo XVII questo luogo pit- 
toresco era ancor alpestre e selvaggio quando al- 
cuni religiosi vi eressero la Chiesa ed il Mona- 
stero ora guasto e sformato. La Chiesa, che è a 
croce latina, sull’altare maggiore ha un gruppo in 
legno assai stimato dagli artisti. Dalia piazza della 
Chiesa vedesi a destra una molto bassa e solitaria 


90 PASSEGGIATE E CONTORNI 

valle nel cui fondo esiste ancora una chiesa ed un 
convento ; quella valle a cagione dell’ eremo si 
chiamò Santa Buca o Sambuca. 

GITA FUORI DELLA BARRIERA FIORENTINA. 

Passata di poco la Barriera trovasi a sinistra la 
parrocchiale 

Chiesa di S. Matteo di forma semplice ma ele- 
gante, e ricca di depositi in marmo a varie foggie. 
Accanto trovasi un cimitero con molti bei monu- 
menti, alcuni dei quali di non poco pregio. Poco 
più avanti incontrasi, dopo il sobborgo, il Cimitero 
Armeno fatto nel 1784, e poi nel luogo chiamato 

I lupi (perchè posseduto anticamente da una fami- 
glia di questo nome) la antichissima chiesina di 
S. Stefano ; vicino a questo luogo è situato il cam- 
posanto della città formato nel 1804. Alla distanza 
di cinque chilometri e mezzo troveremo i sette 

Ponti di stagno (prima vi era uno stagno) sotto 
i quali corrono le acque del piano meridionale di 
Pisa che vanno a cadere nel mare per il Calam- 
brone. In questo luogo i Medici vi fabbricarono 
un palazzo con l’aspetto di fortilizio e serviva loro 
d’abitazione quando andavano a caccia nei con- 
torni ; esiste sempre il palazzo ma è ora ridotto 
ad abitazione pei contadini. 

GITA FUORI DELLA PORTA S. MARCO. 

La porta S. Marco è la più bella della città ; è 
ornata di due eleganti fabbricati ricchi di colonne 


PASSEGGIATE E CONTORNI 91 

scannellate ed altri lavori in ferro fuso, come pure 
di ferro fuso è la gran volta sotto cui si passa; è or- 
nata al disopra di un colossale marmoreo leone alato 
che sorregge con la destra zampa un libro, opera del 
Nencini. Ai lati della porta esternamente vi sono al- 
tri graziosi lavori di qualche pregio. Quasi di faccia 
alla porta è situata la stazione della strada ferrata. 
A destra s'aprono due strade: Via Erbosa e via del 
Camposanto nuovo; in via Erbosa si trovano i due 
cimiteri dei Luterani e Calvinisti Olandesi-Ale- 
manni e dei Greci scismatici , chiusi dallo stesso 
muro e divisi tra loro da una cancellata di ferro 
fuso ; il primo è tenuto a giardino, il secondo ha 
la cappella con pitture moderne e contiene molti 
grandiosi monumenti vari dei quali pregevolis- 
simi. Sul principio dell’ altra via che conduce al 
Cimitero della Città, sta il Cimitero dei protestanti 
Anglicani e Scozzesi con atrio e frontespizio retti 
da colonne ioniche. Dalla porta voltando a sinistra 
s’incontra la parte esterna della Dogana dell’Acqua, 
quindi il borgo chiamato la Torretta da dove si 
vedono sul mare la torre magnifica del Marzocco 
e gli avanzi d’ altre due più vicine ; queste due 
torri con altre cinque non più esistenti , furono 
poste dalla Repubblica Pisana a difesa del suo fa- 
moso Porto che ivi esisteva e che si estendeva dentro 
terra fino alla Bastia ove era eretto altro forte per 
il tratto di circa due terzi di miglio. L’anno 415 il 
console Rutilio Numaziano che da Roma andava in 
Gallia, approdò al Porto pisano, descrivendolo e lo- 
dandolo nel suo itinerario, quantunque fosse allora 
sprovvisto di torri e di altri ripari, ma aperto e do- 
minato dai venti. La sua floridezza fu dal secolo VII 


92 - PASSEGGIATE E CONTORNI 

al XIY. Oltre le due torri delle quali esistono sem- 
pre gli avanzi ed altre ancora di forme colossali 
non più esistenti, i Pisani ne alzarono una alla 
Meloria detta la lanterna perchè doveva servire 
anco di faro. La superba torre del Marzocco della 
quale abbiam già parlato a pag. 78 fu edificata dai 
fiorentini nel 1423 sulle rovine di un altra torre 
chiamata la Rossa. 

GITA FUORI DELLA STAZIONE MARITTIMA. 

Nella Venezia nuova, dietro la Chiesa di S. Ferdi- 
nando è posta questa stazione inaugurata nel 1858. 
Serve a facilitare le comunicazioni fra il mare e la 
terra, tra i bastimenti e la strada ferrata. Nella casa 
a bozze di marmo risiede l’ufficio doganale; l’altra 
più piccola in mezzo all’acqua ha i quartieri per le 
guardie di finanza. La via ferrata, prima di giun- 
gere alla stazione S. Marco, volge a destra e tra- 
versa il fosso dei navicelli sopra un ponte girante 
per venire a passar intorno alla darsena quadrila- 
tera scavata per comodo delle barche. 

GITA FUORI DEILA BARRIERA A MARE. 

Questa veramente magnifica e rara passeggiata 
col suo vario, ameno ed alberato giardino, sedili, 
fontane, grotte e boschetti; colle sue palazzine, 
graziose villette, vasti edifìzi, colle sue incante- 
voli vedute di terra e di mare, col suo aere bal- 
samico, forma la parte più deliziosa e più fre- 
quentata della nostra città. Andando sulla riva , 


PASSEGGIATE E CONTORNI 93 

di faccia alla Barriera, s’apre dinanzi allo spet- 
tatore la vista dell’amplissimo mare, il quale o 
sia che ne miriamo il piano immenso colpito da 
silenziosa immobilità, o leggermente increspando 
le onde venga dolcemente a baciare le sponde; ossia 
che ne miriamo le onde gonfiarsi da lontano, cor- 
rere incalzandosi, accostarsi torreggianti alla riva 
e là disciogliersi sopra se stesse precipitando furio- 
samente, offre sempre uno spettacolo imponente. 
Si vedono poi: il già Lazzeretto S. Rocco ridotto 
in parte a Cantiere Navale; i graziosi bagni pei 
poveri; il vecchio ed il nuovo molo coi loro basti- 
menti; la superba torre del Fanale, e quella lon- 
tana della Meloria; la Gorgona , la Capraia e le 
altre isole più lontane. Incamminandosi per questa 
bellissima via del Passeggio troveremo il 

Giardino al Mare. Fu aperto nel 1864. Ha una ter- 
razza sul mare, ristoratore, caffè, giardini, statue, 
musica, fuochi arteficiali, divertimenti infiniti ed 
un grazioso teatro. Non si venga in Livorno senza 
passare almeno una serata al Giardino al Mare 
poiché niente può dare un’ idea di questo stabili- 
mento incantevole. Nell’ estate in cui il Giardino 
è maggiormente frequentato , la direzione riceve 
abbuonamenti per le famiglie, assai mite. Prezzo 
d’ ingresso L. 1. Quasi in faccia al Giardino vi 
sono i 

Bagni Squarci principiati nel 1846 e non ancora 
interamente finiti. Occupano un’isolotto unito alla 
terra da ponte carrozzabile ; v’ha una bella piazza 
alberata per comodo dei bagnanti , e le stanzine 
pei bagni sono in massima parte murate. Per que- 


94 PASSEGGIATE E CONTORNI 

st’ ultimo requisito i bagni Squarci si raccoman- 
dano in special modo al forestiero che desidera 
prendere un bagno in quiete , sicuro di non esser 
preso di mira da qualche occhio indiscreto. 11 
prezzo di ogni bagno è di L. 1 biancheria com- 
compresa; l’appalto 

per 10 Bagni è di L. 9 i 

per 15 Bagni è di L. 13 f biancheria 

per 20 Bagni è di L. 16 / compresa 

per 30 Bagni è di L. 24 \ 

In questo stabilimento è ancora un elegante caffè 
e una rivendita di Sale e Tabacchi. 

Sulla gran piazza sul mare, ove prima del 1872 
era una Torre eretta dai Medici a difesa della costa 
ed il fortilizio ove risiedeva un distaccamento di 
cavalleria, è da sperarsi che venga presto posto 
in opera l’ardito progetto di Giovanni Glyn, di for- 
marvi cioè un grandioso stabilimento balneario. 
Nella stagione estiva, sulla estrema punta di que- 
sta gran piazza , sorgono come per incanto due 
graziosi e comodi stabilimenti balneari vera prov- 
videnza delle piccole borse, poiché con soli cin- 
quanta centesimi si ha una baracca che può con- 
tenere fino cinque persone. 

RR. Bagni Pancaldi. Questo stabilimento balneario 
fabbricato propriamente nella cala dei Cavalleg- 
gieri, è una Venezia in miniatura con piazze, cale, 
zattere, ponti, approdi; gremito di bagnanti quale 
in acqua e quale in secco, uno che nuota, 1’ altro 
che passeggia, questo ch’esce colla persona gron- 
dante in assetto adamitico (dopo il peccato) quello 
che si lancia e fa il tonfo da tritone agguerrito a 


PASSEGGIATE E CONTORNI 


95 


battagliare con 1’ onde. In questo luogo in cui si 
trovano fino dal 1867 bagni caldi e freddi, dolci e 
marini, a corrente continua, per semicupi, per ir- 
rigazioni, per docciature a diversi gradi, c’è pure 
una stanza per la respirazione dell’ acqua polve- 
rizzata , utilissima ai lenti morbi polmonari. Yi 
hanno isolotti e terrazza e piazze pel respiro del- 
l’aria marina, sala d’aspetto, trattoria, caffè, bir- 
reria, libreria ecc.; la sera concerti, balli e mille 
divertimenti. Questi bagni, a seconda di quel che 
ne disse un caro e spiritoso scrittore, formano la 
più grata la più fresca, la più romantica di tutte 
le stazioni ove si fermi nel suo viaggio omnibus 
il treno a gran velocità che ha l’amore per mac- 
chinista. 

Il Direttore sanitario dei RR. Bagni Pancaldi è 
il chiariss. Dott. Diomede Buonamici. 

Il prèzzo di ogni bagno 

per una persona, è di L. 1 senza bianch. 

per due persone è di » 2 con » 

per tre » è di » 2 60 » » 

per quattro » è di » 3 20 » » 

L’ appalto per 4 persone è 



Passato di poco i Bagni Pancaldi, prima di ar- 
rivare alla Chiesa di S. Jacopo si trovano i limpi- 
dissimi 


96 PASSEGGIATE E CONTORNI 

Bagni Ferrari e Mayer fatti su quella scogliera 
ottimamente scelta da G. S. Palmieri fino dal 1840, 
dopo ingranditi e forniti al presente di tutte le co- 
modità desiderabili ; terrazze , sale di riposo e di 
biliardi, trattoria, caffè, ed un’ ampia rotonda per 
la perfetta respirazione dell’aria marina. Chi non 
vede nelle ore piu calde gli stabilimenti balneari 
cbe sono lungo la via del Passeggio e specialmente 
questo dei sigg. Ferrari e Mayer, perde uno dei più 
graziosi, dei più variati dei più bizzarri spettacoli 
che il grande impresario dell’universo abbia mai 
messo in iscena sul teatro dell’ umanità per suo 
divertimento particolare. Il miglior mezzo di go- 
dere comodamente questo spettacolo è di starsene 
seduti sulla magnifica rotonda difesa dal calore del 
sole da una gran tenda di tela, in mezzo a quella 
moltitudine di donne eleganti, dagli occhietti pieni 
di vita, dai sorrisi divini, dalle artistiche movenze; 
e di là osservare il continuo viavai di gente me- 
scolata in tutti i colori e in tutte le sfumature so- 
ciali. Chi ride, chi chiacchiera, chi passeggia gra- 
vemente fumando , chi nuota con lena affannata, 
chi fa all’ amore; quà si parla dipolitica e tanto 
seriamente da far nascere il fermo proposito di 
una scappata nella luna nel caso di una guerra 
mondiale, mentre là un drappello di fanciulle s’in- 
seguono con rapido moto, montano sulle scogliere 
muscose disegnando contro il cielo forme divine, si 
slanciano nelPacqua, spariscono e ritornano a galla 
tutte ridenti. Dalle baracche poi escono continua- 
mente allegri scoppietti, risate giovanili, suoni fe- 
stanti di voci argentine e cicalecci infiniti che fanno 
tutt’ intorno un frastuono che si confonde in un 




LIBRARY 
OF THE 

UNIVERSITY OF ILLINOIS 


PASSEGGIATE E CONTORNI 


97 

unica nota leggiera e briosa, piacevole all’orecchio 
quant’altra mai. Infine, il luogo di questi bagni è 
veramente incantevole, l’acqua purissima. 


Il prezzo di ogni bagno 

per 1 persona è di L. 1 con biancheria 


per 2 persone di 

» 1 60 

» 

» 

per 3 » di 

» 2 20 

» 

» 

. per 4 » di 

» 2 80 

» 

» 

e l’appalto per 4 persone 

è di 



L. 12 per 10 bagni i 



» 17 » 15 

» ( 


senza 

» 21 » 20 

» 


biancheria 

» 30 » 30 

» \ 




Di faccia a questi bagni è la magnifica Villa Pal- 
mieri ove dimorò Vittor Ugo, Alessandro Dumas, 
Alfonso La Martine e Federigo Ozanam. 

S. Jacopo in Acquaviva. Questo che è ora amenis- 
simo villaggio, anticamente era solitaria e boschiva 
spiaggia ove nei primi secoli del cristianesimo si 
ritirarono alcuni cristiani per menarci vita riti- 
rata e penitente. Nel secolo IV vi fabbricarono un 
oratorio visitato, dicesi, da alcuni santi personaggi ; 
eressero poi una Chiesa ed un Monastero il quale 
abbattuto dalle armi di Carlo d’Angiò nel 1357 ri- 
sorse dalle sue rovine. L’attuale chiesa di S. Jacopo 
fu eretta nel 1606 sopra l’antichissima e nel 1759 
venne ingrandita quale ora si vede ; è da osser- 
varsi il suo sotterraneo che serviva di chiesa e di 
luogo di rifugio per gli eremiti quando Saraceni , 
Genovesi ecc, scendevano sulle nostre spiagge. La 
chiesa a croce latina ha un antico crocifisso di - 
Guida di Livorno . 


7 


98 PASSEGGIATE E CONTORNI 

pinto in tavola, un quadro con S. Jacopo del Bac - 
chini e un S. Giuseppe dipinto sul cristallo. Ac- 
canto alla Chiesa è un piccolo Cimitero privato 
ov’è sepolto Antonio Benci livornese. Il villaggio 
di S. Jacopo conta più di 4000 anime. Presso la 
chiesa sorge il 

Lazzeretto di S. Jacopo costruito nel 1648, ampliato 
nel 1721 e circondato da fosso, muro, ed altre molte 
comodità per le merci e per gli impiegati. V’ è 
pure un’ospedale, una cappella, e ora l’asilo della 
Società di Soccorso agli Asfìttici. Poco distante si 
trova il 

Lazzeretto di S. Leopoldo eretto nel 1773 secondo 
il disegno di Ignazio Fazzi . Questi due lazzeretti 
così prossimi l’uno dall’altro sono due celebrità nel 
loro genere; specialmente questo di S. Leopoldo 
è forse il più vasto e meglio disposto d’Europa. È 
cinto di alte mura e di un fossato che poteva es- 
sere inondato dal mare. Prima esisteva alla sua 
estremità destra come un altro lazzeretto, isolato 
e serviva per la quarantina rigorosa ; ora questo 
luogo è stato ridotto a prigione e vi hanno co- 
struito un fortino di vigilanza. Vi sono due vastis- 
sime tettoie e magazzini per lo sciorinamento delle 
merci, di una estenzione sorprendente, ed una 
gran piazza in fronte della quale in un’ ornata 
nicchia è la statua di Pietro Leopoldo scolpita da 
A. Pelliccia . Vi è una torre sul mare detta il Ca- 
stello ed altre quattro torri sugli angoli della mu- 
raglia di circuito; ha comode abitazioni, spedale, 
due cappelle e due cimiteri. In quello di quaran- 
tina esistono due monumenti marmorei con bas- 


PASSEGGIATE E CONTORNI 99 

sirilievi di qualche pregio. Questo lazzeretto fu 
adoperato fino al 1846. 

Casini dell’Ardenza. Dove il passeggio lungo mare 
finisce allargandosi in ampi viali e deliziosi bo- 
schetti, passato di poco il Lazzaretto S. Leopoldo 
si trovano i Casini dell’Ardenza, posti a tre chi- 
lometri dalla città. La fabbrica dei Casini che fu 
fatta da una società di signori livornesi ed eretta 
col disegno dell’Architetto Giuseppe Cappellini , è 
un vastissimo ed elegante fabbricato che nel centro 
forma un semicerchio; è composto di 13 palazzine 
e di circa 3 22 stanze. Le sue due facciate laterali 
al semicerchio sono ornate da bellissima terrazza 
balaustrata sostenuta da intercolunnio di sei co- 
lonne d’ordine dorico; la graziosa palazzina del 
centro è munita di portico di cinque eleganti ar- 
cate sostenute da pilastri e sopra di esse una gal- 
leria con colonne e pilastri d’ordine ionico soste- 
nenti il frontespizio. Questo amenissimo luogo è 
tutto sparso di eleganti palazzine, ville incantevoli. 

Presso l’antica torre del littorale, dove termina 
la passeggiata , si accalca ogni sera una folla di 
eleganti carrozze, di cavalieri, di pedoni; andare 
all’Ardenza è una tradizione alla quale tanto i si- 
gnori paesani che i forestieri si guarderebbero di 
mancare, non foss’altro per l’eccellente ragione di 
mostrare i propri cavalli sè uomo, di far pompa di 
ricchissime toilletes sé donne. Il miglior mezzo di 
godere senza fatica dello spettacolo dell’ Ardenza, 
è di scegliersi un sedile posto all’ombra lieta di 
qualche fronzuto boschetto e di là guardare, ep- 
poi guardare, guardare sempre. 


100 


PASSEGGIATE E CONTORNI 


GITA IN MARE. 

Piacendo al forestiero di fare una gita in mare 
fissi una barca (se ne trovano ad ogni scalo ed an- 
che agli stabilimenti balneari) e ammesso che la 
barca sia a vela ed il mare tranquillo, si lasci con- 
durre alla 

Meloria, memorabile per le due sanguinose bat- 
taglie navali fra i Genovesi e i Pisani accadute 
nel 1241 e 1284; la prima con la sconfitta dei Geno- 
vesi e la seconda con la totale disfatta della flotta 
Pisana dalla qual’ epoca quella repubblica segnò la 
sua decadenza. Distà da Livorno chilometri 6, 50 e 
non è altro che una secca di circa 9 chilometri 
di estenzione ; nel 1154 i Pisani vi eressero un 
fortilizio ed una torre che servir doveva anche 
di fanale, ma i Genovesi nel 1286 ne abbatteron 
la torre. Quelia che al presente vediamo mezza 
diroccata, fu inalzata nel 1789 e perchè non aveva 
fanale, nel 1867 sulla estremità della secca fu po- 
sto un forte tripede di ferro reggente la gabbia 
che chiude la lanterna. 

Se invece la barca fissata dal forestiero non è a 
vela, si faccia condurre al 

Molo nuovo. Fino dal 1852 il porto di Livorno fu 
trovato troppo angusto pei bisogni della città quindi 
fu decretata la erezione della grandissima mura- 
glia curvilinea formante il porto nuovo , finita 
nel 1863. Questa muraglia che è lunga metri 1130, 
ha alle estremità due torrette munite di fanale, e 
serve di magnifica passeggiata. Dalla piatta-forma 


PASSEGGIATE E CONTORNI 101 

si ascende mediante pochi gradini sul parapetto 
che corona la grandiosa costruzione (sorprendente 
passeggio pensile che giace a quaranta metri dal 
pelo dell’acqua) da dove si presentano da ogni 
parte mirabili vedute. 

Dalla parte del Marzocco, in prossimità della sta- 
zione marittima, nell’estate, sorgono nel mezzo del- 
l’acqua tre stabilimenti balneari, abbastanza ele- 
ganti, e muniti di una quantità di baracche. 

Ad occidente della città, alla distanza di 37 chi- 
lometri sorge l’isola di 

Gorgona, ove anticamente vivevano alcuni romiti. 
Nel 1869 in quest’ Isola il governo ci stabilì una 
Colonia Agricola penale dipendente dalla Pianosa 
e dal 1 Agosto 1871 venne da questa separata. Ebbe 
dapprima 50 condannati, oggi ne ha più di 300 i 
quali risarciscono le fabbriche antiche e coltivano 
la terra. L’isola di Gorgona ha il perimetro di circa 
11 chil. ed è tutta monti e valli che formano a le- 
vante tre naturali cale, nella principale delle quali 
stanno alcune case di pescatori. 


FINE. 


. ' 




. 



INDICE 


Indicazioni utili al viaggiatore Pag. 5 

Consoli e Vice-Consoli » 6 

Bagni >20 

Cenni storici » 26 

Cenni Topografici » 32 

Porte e Barriere » 33 

Strade » 34 

PIAZZE 

Piazza d’Arme . ... > . ...» ivi 

» Carlo Alberto » 35 

> Mazzini » 36 

» Cavour » 37 

• S. Benedetto » ivi 

» Guerrazzi >38 

» Cappellini > ivi 

* del Cantiere > ivi 

> Manin > ivi 

> del Villano ...» ivi 

CHIESE 

Duomo >39 

S. Giulia >41 

S. Antonio >42 

S. Giovanni . . . . . - * ♦ » ivi 


INDICE 


104 


S. Sebastiano 





. 




Pag. 

» 

43 

Greci uniti 









ivi 

Madonna 









» 

44 

Armeni 









» 

45 

Domenicani 









» 

46 

Crocetta . . 









9 

ivi 

S. Giuseppe 









9 

47 

S. Maria del Soccorso 









9 

ivi 

S. Andrea 









» 

48 

S. Benedetto 









» 

ivi 

S. Pietro e Paolo 









» 

ivi 

Cappuccini . 









9 

49 

Misericordia 









9 

ivi 

Purificazione 









9 

50 

SS. Trinità, 









9 

ivi 

Anglicana 









9 

ivi 

Scozzese 









‘ > 

51 

Olandese Alemanna 









1 

ivi 


PALAZZI PUBBLICI 


Palazzo Comunale » ivi 

» ex-Reale » 52 

> della Sanità, ^ 55 

» R. Liceo Niccolini » ivi 


PALAZZI PRIVATI 


Palazzo Larderei » 56 

Tre Palazzi * ivi 

Palazzo Corridi » 57 

> Squilloni » ivi 

» Rodocanacchi . » ivi 

» Maurogordato » ivi 

• Rosso » ivi 

CASE NOTEVOLI 

Casa ove nacque Carlo Bini >58 

» » il Generale Cosimo Del Fante . » ivi 

» > Alfredo Cappellini » ivi 

» » F. D. Guerrazzi >59 


INDICE 


105 


BIBLIOTECHE 


Biblioteca Labronica 

» del Seminario 
Biblioteche popolari 
» private 
Gallerie private 
Musei privati 
Circolo Filologico 


STABILIMÉNTI DI BENEFICENZA. 


Spedale di Livorno 

» Militare ’ . . 

» Israelitico .... 
Ricovero di Mendicità 
Asilo Grabau . 

Case Pie delle Povere Mendicanti e del 
Pie Scuole Israelitiche 
Asili infantili di Ca/ità 
Seminario Gavi .... 

Archiconfraternità della Misericordia 
Istituto di S. Maria Maddalena 
Asili Rurali per l’infanzia 
Società di soccorso agli asfitici 
Cassa di Risparmi .... 
Monte di Pietà .... 

Scuola gratuita di strumenti a corda 
Congregazione di Carità 


Refugio 


TEATRI. 

Teatro dei Floridi 

» degli Avvalorati .... 

» Goldoni 

» Rossini 

» Gherardi Del Testa .... 

Arene 

COSE NOTEVOLI DIVERSE 


Pag. 59 
» 61 

» ivi 
» ivi 
» 62 
» 64 

• 65 


» 66 
» ivi 
» ivi 
» ivi 
» 67 

» 68 
» 69 

» 70 

» ivi 

• ivi 
» ivi 

• 71 

» ivi 
» ivi 
» 72 

» ivi 
» ivi 


» ivi 
> 73 

» ivi 
» ivi 
• 74 

» ivi 


Monumento detto dei quattro Mori 
Cisternone .... 


ivi 

75 


INDICE 


106 

Cisternino . 

Tempio Israelitico 
Bottini dell’Olio 
Cantiere Navale 
Fanale 
Marzocco . 
Fortezza vecchia 
» nuova 
Le due Darsene 
Dogana dell’Acqua 
Giardino Pubblico 
Panificio Militare 
Piaggione dei grani 
Borsa di Commercio 
Gazometro 


PASSEGGIATE E CONTORNI 


Gita fuori della Barriera Maremmana 
S. Michele 

Cimitero della Purificazione 
» della Misericordia 
Ardenza .... 

Madonnina di mezza via 
Montenero 
Anti guano 

Castiglioncello o Vada 
Rosignano 

Castelnuovo della Misericordia 
Gabbro , 

Colognole .... 

Parrana, Castel S. Anselmo 
Nugola, Guasticce 
Gita fuori della Barriera Vittorio Emanuele 
Bagni Minerali sulfurei . 

Purgatoio di Pian di Rota 
Gita fuori della Porta alle Colline 
Salviano .... 

Valle Benedetta 

Gita fuori della Barriera Fiorentina 
Chiesa di S. Matteo, Lupi, Stagno 
Gita fuori della Porta S. Marco 


Pag. 76 
» ivi 
» 77 

» ivi 
» 78 

« ivi 
» 79 

» 80 
» ivi 
» ivi 
» ivi 
» 81 
» ivi 
» ivi 
» ivi 


* 82 
» ivi 
» ivi 
» ivi 
» 83 

» ivi 
» ivi 
» 85 

» ivi 
» 86 
» ivi 
» ivi 
» ivi 
> 87 

» ivi 
» ivi 
» 88 
» ivi 
» 89 

» ivi 
» ivi 
» 90 

* ivi 
» ivi 


INDICE 107 

Gita fuori della stazione Marittima ..... Pag. 92 

Gita fuori della Barriera a Mare » ivi 

Giardino al mare » 93 

Bagni Squarci » ivi 

RR. Bagni Pancaldi » 94 

Bagni Ferrari e Mayer * 98 

S. Jacopo in Acquaviva » 97 

Lazzeretti di S. Jacopo e S Leopoldo . ...» 98 

Casini dell’Ardenza . » 99 

Gita in mare , » 100 

Meloria * ivi 

Molo nuovo . ...» ivi 

Gorgona » 101 




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