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Full text of "Il reggente | tragedia lirica in tre atti"

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IL REGGENTE 

TRAGEDIA LIRICA IN TRE ATTI 

da rappresentarsi 



21 CAJUfBVA&E ©11 1S4S-43 

ALLA PRESENZA 

BEALE ML. SS. RK, MM. 




TORINO, 

Per i FRATELLI FAVALE Tipografi dell'Impresa dei R. Teatri. 



Si vende dal Libraio Lorenzo Cora sotto i portici di pia%%a 
Castello , sull'angolo della contrada di Po verso il Jk Teatro, 



Il signor Vincenzo Giaccone dichiara di volersi 
prevalere del privilegio accordato colle R. Patenti 
28 febbraio 1826 , e posteriori Sovrane Provvi- 
denze , all'Autore ed al Maestro, stante la cessione 
fattagliene per scrittura del 28 maggio 1842. 



PERSONAGGI ATTORI 

11 Conte MURRAY, Reg- Salvi Lorenzo , Cantante 

rr^ntP Hi Sro7*ia di Camera e Cappella di S. M. 

gente di scozia. u Re d . Sard€gna< 

li Duca HAMILTON , suo Fornasàri Luciano. 

ministro 

AMELIA, sua consorte Malvanx Ottavia, Accade- 

' mica Filarmonica di Torino, 

e di Santa Cecilia in Roma. 

LORD HOWE ) Primati Novaro Michele. 

KILKARDY Idei Regno Bruscoli Giuseppe. 

OSCAR, paggio del Reg- Bendini Elisa. 

gente 

MEG , Fattucchiera Tadini Isabella. 

SCOTO soldato Boeri Gioanni. 

Un servo di HAMILTON Marrani Leone 



Dame , Cavalieri , Uifiziali , Paggi , Soldati , Marinari, 
Popolo, Maschere d'ogni genere. 



L'avvenimento ha luogo in Iscozia , nel 1570. 



Poesia di Sàlvàdore Cammàràno. 
Musica del Maestro Saverio Mercàdànte. 



Inventore e Pittore delle scene dell 1 Opera 

Bertoja Giuseppe 9 

Professore Architetto prospettico, e Socio dell' I. R. 
Accademia di Belle Arti in Venezia. 



Primo violino e Direttore cT orchestra 
Polledro Gio. Battista, 
Direttore generale della musica di S. M* 

Primo violino e Direttore d orchestra iti secondo 
Ghebàrt Giuseppe , 

Accademico d' onore e Direttore dell' orchestra 

dell' Accademia Filarmonica , e Professore onorario 

della Congregazione ed Accademia di Santa Cecilia in Roma. 

Primo violino Direttore pei balli 
Gabetti Giuseppe. 

Maestro Direttore della musica 

Fabbrica Luigi, 
Maestro dell' Accademia Filarmonica di Torino. 



Capo dei secondi violini 
Prima viola 
Primo violoncello 
Primo contrabbasso 
v rimo oboe 

Primi flauti 

Primi clarinetti 

Primo fagotto 

Primo corno da caccia 

Prima tromba 

Primo trombone 

Arpe 

Cembalista 



Cervini Giuseppe 
Unia Giuseppe 
Casella Pietro 
Anglois Luigi 
Vinatieri Carlo 
Pane Effisio 
Pane Serafino 
Merlati Francesco 
Bojero Giovanni 
Zecchi Leopoldo 
Belloli Gioanni 
Raffanelli Quinto 
Chiampo Giovanni 
Concone padre e figlio 
Porta Epaminonda. 



Suggeritore 

Minocchio Angelo. 

Maestro e Direttore dei Cori 

Buzzi Giulio. 



Macchinisti 
Bertola Eusebio — Majat Giuseppe. 

Inventore e disegnatore degli abiti 

N. N. 

Eseguiti dai signori 

Sarti i ^ a uomo Barbagelato Giacomo, 
( da donna Fraviga Vittoria. 

Berettonara 
Tinelli Felicita. 

Piumassaro 
Pavesio Giuseppe. 

Attrezzista 
N. N. 

Magazziniere 
Fraviga Vincenzo. 

Capo Ricamator e 

N. N. 

Parrucchiere 
Ferrerò Lorenzo. 

Capo Illuminatore 

N. N. 

Regolatore delle Comparse e del servigio 
del Palco scenico 

Bovio Carlo. 



IÉ fftlltWtKiJBClMI 



SCENA PRIMA. 

Gran sala nel palagio dei Reggente , con spaziosi veroni aperti 
in prospetto, dai quali scorgesi parte magnifica della città. 

All' alzarsi della tenda odonsi bellici strumenti e 
fragorose voci di gioia che sempre pia si avvicinano. 

Coro nell" interno della scena. 



iva il Reggente invitto al paro , 
Al par temuto Duce , o guerrieri 
Quand' ei nel campo vibra l'acciaro 
Alla vittoria schiude il sentieri 

SCENA li. 

Lord Howk, Kilkardv, ed altri Cortigiani giungono 
a pia riprese , guardano dai veroni, quindi si ag* 
gruppano, parlando sommessamente fra loro. 

Tutti Ascoltate: del vulgo plaudente 

Fra gli evviva rimbomba il suo nome . . . 
Nuovi lauri d' imporgli alle chiome 
Ancor stanca la sorte non è ! 
Sì, ma trema, orgoglioso Reggente! 
Dal trionfo al sepolcro t 7 appressi! 
E gli allori ai funebri cipressi 
Loco in breve daranno per te! 
( Essi vanno incontro al Reggente : il luogo si 

riempie di guardie 7 di uffiziali, di paggi, ecc.J< 



SCENA IH. 

Il Reggente coti seguito, e detti, 
Regg. Io riedo, e non indegno 

Dell' alto grado, ove m'alzò concorde 
Voler de' Pari. Oh! colga 
Dalla vittoria mia frutti di pace 
La travagliata Scozia! (Rivederti, 
Amelia, rivederti alfin m' è dato! . . . 
Indarno m' opponevi 
Un severo divieto: io l' obliai . . . 
T'amo. .. t'amo ancor più, che non t'amai! 
Se tu V imponi , esanime 
Giuro cadérti al piede, 
Ma eh' io non t' ami, o barbara, 
Invan da te si chiede. 
Il sol tuo cenno è questo 
Cui d' obbedir m' è tolto . . . 
Estinto ancor, sepolto, 
Avvamperò per te ! ) 
How.Kil. (Che fia? Turbato e mesto 
e Cortig. Pensa raccolto in se!) 

SCENA IV. 

Hamilton, e detti. 

Hamilton si avanza , inchinando il Reggente ; egli 
al primo vederlo fa un moto d abbonimento , 
ma correggendosi ad un tratto , gli porge ami- 
chevolmente la destra. 

Cinto di nuova gloria 

Facesti a noi ritorno. 

Ancor della vittoria 

L' inno risuona intorno , 

E mesto sei tu solo ? 

Gioia per te non v' ha ? 
Fida 1' arcano duolo 

In sen dell'amistà. 



Regg. (Oh se costui potesse 

Vedermi il cor svelato ! • . . ) 
Ham. Ebben ? 

Regg. Le gravi e spesse 

Cure d' infermo stato . . . 

Altro pensier, che ascondere 

Deggio . . . 
Ham. Esso è noto a me! 

Regg. Che parli? . . . (Ah! . . . fia possibile ?) 

Noto ? . . . 
Ham. Sì, Conte. 

Regg. (Ahimè!) 

(Hamilton ed il Reggente si traggono ad un art-* 
golo della sala, ove parlano a voci basse : Howe , 
Kilkàrdy ed i Cortigiani guardatisi con sospetto. ) 
Ham. Fra quei che ti circondano 

S' ordisce iniqua trama : 

I giorni tuoi minacciano, 

II sangue tuo si brama . . . 
Ma veglia V amicizia , 

Ma il ferro traditore 

Piantarsi nel mio core, 

Pria che nel tuo , dovrà. 
Regg. Son io di vili e perfidi 

Al congiurare avvezzo: 

Bassa, codarda insidia 

Non temo io, no, disprezzo ! 

( Tradir potrei sì nobile, 

Sì generoso core? 

No: del mio cieco amore 

Trionfi T amistà.) 
'(In cor mi desta un palpito (fra loro in 

Quel favellar sommesso! fondo alla 

Potria del ver tralucere sala e con 
owe 1 Qualche baleno ad esso ? ... la massima 

P t \ Ardir. . . ciascun dissimuli... circospe- 

Guardo non sfugga, o detto. . . zione.J 

Qual d' un estinto in petto 

In me 1' arcan starà. 



10 
Ham. Segnar ti piaccia intanto 

Questi al ben del governo utili fogli. (Porge 
molte carte al Reggente ; egli ne osserva alcuna , 
indi vi appone la sua firma.) 

SCEM V. 

Oscar , e detti. 

Oscar Signor ( inchinandosi.) 
Regg. Che vuoi? 

Oscar Della notturna festa, 

Che loco avrà domani, 

Ecco gì' inviti. {Presentando un foglio ; il 
Reggente, senza prenderlo vi getta un occhiata.) 
Regg. Mascherata danza! 

Affar d' alta importanza 

Essa è per te, leggiadro paggio! Aspetta. (Si 
occupa nuovamente delle carte di Hamilton.) 
Che veggo mai! D'esiglio 
Colta una donna ? 
Ham. ^ Sì 5 grave periglio 

E la presenza di costei : fingendo 
Vaticinar le sorti , 
Le mura sue di malviventi ha fatte 
Convegno reo. 
Regg. S'appella? 

Ham. Meg. 

Oscar Che intendo I 

L' indovina ? . . . 
Ham. Io l'accuso. 

Oscar Io la difendo. 

Della notte i rai lucenti 
Note cifre son per essa; 
A lei parla in chiari accenti 
L'uragano che s'appressa. — 
La zitella sospirosa , 
La matrona desiosa , 
Gelosia provando atroce^ 
Così dicon sottovoce; 



11 

Andiamo, andiamo dalla Sibilla, 
Vede il futuro la sua pupilla! 
Non v' ha destino per essa incerto! 
E di concerto = con Belzebù! 
Coro Con Belzebù! [In tuono dipaura derisoria.) 

Oscar Con Belzebù! 

Coro Demonio e femmina ! che il ciel ne assista! 
Lega più trista — giammai non fui 

Oscar Arder fa, se alcun lo brama, 
Sì potente, arcana lampa, 
Che amor desta in chi non ama, 
Spegne amore in chi ne avvampa *y# 
Fidi amanti abbandonati, 
Vecchi sposi non curati, 
Ove dubbio ancor vi resta 
Della sorte a voi funesta, 
Andate, andate dalla Sibilla, 
Vede ne' cori la sua pupilla I 
Non v'ha destino per essa incerto I 
E di concerto — con Belzebù! 

Coro Demonio e femmina! che il ciel ne assista! 
Lega più trista = giammai non fu ! 
E di concerto con Belzebù! 

Oscar Con Belzebù! con Belzebù! 

Ham. Dubbio sei ? Rigor ! {AL Reggente.) 

Oscar Clemenza! 

Ham. No . . . 

Oscar La grazia. 

Ham. La sentenza. 

Regg. Basta. Innanzi eh 9 io risolva, 

Che la danni, o che l'assolva, 
Bramo addurmi fra le soglie 
Di colei. 

Ham. Tu ! . . . Che mai dici ? ... . 

Regg. Io. Ciascuno in finte spoglie 

Mi secondi. 

How. {piano ai congiur.) {Udiste amici?) 

Ham. E vuoi dunque ? 

Regg, Sì , del vero 

Farm! io stesso indagai or. 



12 

Gli Altri Ah ! si vada . . . 

Oscar 11 tuo pensiero 

Qui di tutti allegra il cor! 
Tutti Che ognun segua, che ognuno s' unisca 
AH' insegna che spiega follia ... 
Un sol giorno dei fasto non sia! 
Solo un giorno si doni al piacer! 
Regg. / (Breve istante altra cura sopisca 

/ Dell'amor, del rimorso il poter!) 

Hàm. I (Tradimento i suoi ferri brandisca ... 

| Io lo salvo, e d'un nume il poter!) 
Oscàr( (No, la maga non fia che bandisca , 
l S'ei ne apprende l'immenso poter!) 

jr ' f (Un momento fortuna il tradisca, 
congK L'abbandoni dell' odio al poter!) 

(Il Reggente si ritira seguito da Hamilton e da 
Oscar, gii altri escono da opposta via,) 

SCENA VI. 

L'abituro della maga: sulla diritta un camino, ed una caldaia 
sur un tripode; alcuni tizzi vi ardono all'intorno; quindi l'in- 
gresso ad un' altra stanza : dall' opposto lato un uscio segreto 
sull'alto di una piccola scaletta: nel fondo la porta, ed una 
finestra, a traverso della quale scorgesi il porto di Edimburgo. 

Meg presso la caldaia , Scoto e Popolo 
al di là della porta 9 quindi il Reggente. 

Meg Tre volte invoco te , scinta le chiome : 
Oh Belzebù! oh Belzebù! oh Belzebù! 
Quest'opra senza nome 
Guarda con V occhio ignifero. ( Toglie da 
un armadio , e getta nella caldaia le cose delle 
quali fa motto. ) 

Aggiungo all' erbe mistiche 
D' un aspide il velen spumoso e nero ; 

E una piuma di nottola , 
Che svolazzava intorno al cimitero. 
E questo il crin d' un giovane 



13 

Che tradito moriva e disperato. 

Sangue qui v 7 ha a un pargolo 
Che da spietata man peria svenato. 

Per queste fiamme attinte al foco eterno , 
Liquor, ti addensa in glutinosa spuma, 
E per virtù d 7 averno 
Bolli , gorgoglia e fuma. 
( Attinge con un vaso d* argilla una parte 
del liquido contenuto nella caldaia , e se ne 
asperge le mani , e la fronte : intanto il Reg- 
gente , in arnese da marinaio si mesce al 
popolo. ) 
Scoto Inoltriam ... ma queti , queti ... 
Coro Si paventi cV irritarla. 

Meg ? — Hai letto nei segreti 
Della sorte ? — Parla , parla. — 
E compiuta la fattura ? — 
Guiderdon recai per te. — ( Mostrando 
ciascuno la sua moneta* ) 
M 7 indovina la ventura — 

A me pria ... — No, a me ... — No, a me... 
Meg Io parlo a voi ! Silenzio ! 
Ciascuno alla sua volta. 
Scoto Ed ora a me. (Aprendosi bruscamente il 

passaggio fra la calca. ) 
Regg. ( Sollecito 

Fui più di loro. ) {Guardando nella folla, 
e non riconoscendovi alcuno dé'suoi.^ 
Scoto Ascolta. 

Soldato io son. (// Reggente abbassa 
il cappuccio del suo vestito.*) 
Meg Continua. 

Scoto Finor da 7 miei perigli 

Non riportai che gloria, 
E scarso pane ai figli. 
Di 7 , se più largo premio 
Dal fato avrò giammai. 
Meg Ti nomi ? ... 

Scoto Scoto. 

Meg (Dopo aver esaminato la di lui mano.) Allegrati: 



14 

Oro , ed un grado avrai. 
Regg. ( 11 ver dicesti.) (Traendo di sacca un in- 

voltole scrivendovi colla matita qualche parola.) 
Scoto Oh giubilo ! ... 

sposa! o figli miei !.., 
Meg Fu lieto il vaticinio! (Il Reggente pone 

di soppiatto /' involto nella tasca di Scoto , 
quindi torna a fumar tranquillamente la sua 
pipa.) 
Scoto Pagarlo io vo'. 

Coro Lo dei. 

Scoto ( tirando fuori C involto. ) 

Traveggo ! ... Aid ufficiale (leggendo) 
Scoto , il Reggente. 
I più vicini Ah !... (osservando lo scritto.) 

Gli Altri Che!... (premendosi 

intorno a Scoto.) 
Scoto ( Aprendo V involto , e guardando stupefatto 
le monete d 1 oro in esso aggruppate.') 
* Oro !... — Nò, donna eguale 
Non havvi , o Meg, a te ! 
Scoto, Viva , viva l' indovina ? 
e Coro L' ispirata incantatrice ! 

Quanto in cielo si destina 
Il suo labbro a noi predice ! — 
L' arte sua potente , immensa ? 
Il suo magico saper , 
La salute a noi dispensa , 
La ricchezza , ed il piacer, 
Regg. Viva , viva , V indovina 9 
L' ispirata incantatrice ! 
Quanto in cielo si destina 
Il suo labbro a noi predice! 
( All' eccesso è giunta in loro 
La sorpresa, ed il piacer! 
Ah ! nel mondo , fu dell' oro 
Sempre magico il poter ! ) 
Meg Più potente in me s 1 affina 
La virtù divinatrice ; 
Quanto in cielo si destina 



15 

Il mio labbro a voi predice.—» 
O monarca dell 9 inferno, 
Lodi , grazie al tuo poter. 
Tua mercè , del fato io scemo 
Nel recondito pensier. 
(È picchiato all' uscio , in cima alla scaletta.) 
Meg A quell' oscuro varco 

Alcun battea ! ( va ad aprire. ) 

SCENA VII. 

Un servo di Amelia , e detti. 

Regg. (D 9 Amelia 

Un famigliar non è costui!!..) 

Servo La dama 

Ch' io servo j attende ivi celata , e brama 
Un colloquio segreto. 

Meg Questo vulgo indiscreto , ^ 

In men che il dico, sgombrerà, (il servoesce) 

Partite : 
V udrò più tardi. 

Popolo Ma .... 

Meg Lo voglio : uscite, 

( Tutti ubbidiscono, 
tranne il Reggente , che si nasconde nella 
stanza presso il camino: Meg chiude la 
porta , e quindi va incontro ad Amelia.) 

SCENA VIIL 

Amelia , e detti. 

Meg. Inoltra ... non temer. Fra queste soglie 

A che vieni ? 
Amelia Se leggi entro il pensiero , 

Dillo tu stessa. ( il Reggente ascolta in dis- 
parte ) 
Meg ( Dopo averla attentamente studiata. ) 

Amor ti guida. 
Ameim K ver<? { 



16 



Meg 

Amelia 

Meg. 



Amelia 
Meg 



Regg. 
Meg 
Amelia 
Meg 



Amelia 

Meg 

Amelia 



(Ar 



Sì ci 7 amor , d' amore insano, 
Sposa iniqua, mi distruggo!... 
Superarlo io tento invano ... 
Quei che m' arde invano io fuggo... 
Egli è sempre a me dappresso ! 
Qui nel cor lo porto impresso! 
Foschi giorni traggo intanto 
Nel rimorso , nel dolor ! 
La mia vita è lungo pianto ... 
Ed è colpa il pianto ancor ! 
Risanar della tua piaga 
Tu vorresti ? 

E tu n' avrai 
Guiderdon , potente maga , 
D' oro , e gemme qual vorrai. 
A tal uopo un succo arcano 
Comporranno i miei portenti ? 
Se recarmi di tua mano 
Colta un 1 erba , non dissenti. 
Parla : e qual ? 

Cercar la dei , 
Fra il notturno orror profondo 9 
Ove giace il fral de' rei 
Che la scure ha tolti al mondo. (Amelia 
( Ciel ! ) inorridisce) 

Scolori!.. 

Deh ! ... 

Vacilli! ... 
Ama dunque \ e parti. 

Ah ! no ... 
Piandosi di coraggio) 
Sarai paga. 

Come squilli 
Mezzanotte ! ... 

Intesi ...andrò. 
Queir adorala imagine 
Strappar mi vo' dal core , 
Sopir la fiamma indomita 
Del mio funesto amore ... 
Sin la memoria a spegnerne 



17 
La tua potenza invoco... ( con isforzo 
( Estinto col mio foco doloroso.) 

Il viver mio sarà ! ) 
Regg. ( In quell' orrendo loco 

Amor ti veglierà ) 
Meg Ardisci , e spento il foco 

Dell' amor tuo sarà. (Amelia esce •• 
Meg riapre la porta in fondo. ) 

SCENA IX. 

Oscar , Howe , Kilkardy , ed altri cortigiani tra- 
vestiti da gente del popolo , e detti. 
Howe Addio , figlia di Satana ! 

Kil. Protetta 

Dell' inferno , buon dì ! 
Oscar ( Avvistosi del Reggente.) ( Ne precedea ! ...) 
Howe {^Osservando all' intorno.) 

E questo il tempio dunque , ove i responsi 
Scioglie la profetessa ? 
Kit. È questo , e degno 

Veramente di lei ! 
Con. Su , su , ne svela 

I nostri fati. 
Meg O voi , che d' arroganza 

Ciechi , la mia possanza 
Ad insultar traeste , 
Chi sa ! forse potreste 
Covrirvi di pallor, quando al futuro 
La densa nebbia toglierà V irrisa 
Protetta dell' inferno ! 
Regg. La valorosa prova , 

Anzi ogni altro mi giova 
Tentar. ( In tuono scherzevole , e spor- 
gendo la destra verso Meg.) 
Parla, Sibilla. 
Meg {osservandone ogni linea) E questa mano 

Al brando avvezza. 
Oscar Non errò. ( M Reggente 

gli accenna di tacere.) 
Regg. Prosegui. 



18 

Meg ( Lasciando la mano del Reggente , con un 

Basta ! sospiro ) 

Regg. Lo vo' ... Ten prego. (Riprendendosi,) 

Gli Altri Ab ! sì , favella. 

Meg. Ebben ; fra poco tu morrai ! 
Regg. Sul campo? 

Meg Misero ! i giorni tuoi . 

Non la guerriera spada , 

11 pugnai troncherà dell'assassino! 
Gli Altri tranne il Pieggente. 
Ah! 
Regg. Dici il ver ì ( Ironico. ) 

Meg Tremate ? 

( Notando lo scompiglio di Howe e Kilkardy) 
Oscar. Oh reo destino ! ... 

Regg. Or qual fia che il nero eccesso 

Compier osi, ne predica 

La tua scienza. ( Howe , e Kilkardy si 

guardano V un V altro ) 
Meg {Con accento grave^ e solenne. Queir istesso, 

Cui primier la mano amica 

Porgerai ! 
Regg. Mentir facciamo 

Vaticinio così rio. ( Presentando la mano 

or all'uno or all'altro: tutti si arretrai io 

ricusando toccarla. ) 

SCENA X. 
Hamilton , e detti. 

Regg. ( Intanto che Hamilton richiude la porta. ) 
Giungi alfin ... T' inoltra : io bramo 
Che tu pur ... ( Correndo ad esso, e strin- 
gendogli la mano , senza pensarvi. ) 

Oscar No !... ferma ...oh Dio! ... 

Gli Altri Ei !... {con un movimento di sorpresa.} 

Ham. Che avvenne ? 

Oscàk Dei suo fato 

Sciolto il vel poc'anzi fu... 



19 
Morir deve assassinato !... 

L' assassino ... 
Ham. Chi fia ? 

Oscar Chi ? — Tu ! {Hamilton 

raccapriccia^ quindi si raccoglie cupamente 
ne' suoi pensieri. ) 
Oscar ( Oh ! qual vede ... oh quale adombra 

Il pensier funesta scena! 

Della morte il gel m ingombra, 

Mi serpeggia in ogni vena ! 

Le parole eh' ella disse, 

Come spine in core ho fisse ! ... 

A caratteri di fiamma 

Io le miro innanzi a me ! ) 
Ham. Un periglio d 1 annunziarli 

All' inferno il ciel costringe ! 

Forse già per trucidarti 

Una mano il ferro stringe! ... 

Forse a lei potere arcano 

Scovre il ferro , e non la mano ! 

Dirlo è forza ! al crudo avviso 

10 tremai da capo a pie ! 
Regg. E tu pur , tu pur paventi 

La profetica sentenza ? 
A' suoi folli, o scaltri accenti 
Presterai tu pur credenza ? 
Di che mai temer poss' io , 
Se tu vegli al fianco mio ? 
Son propizie le mie sorti , 

11 destin m' arride in te ! 
Meg Come orrendo, è certo il fato 

Che il mio labbro a le favella, 

Nel volume sta segnato 

Ove mai non si cancella! 

Non pagarmi , ingrato % a prezzo 

Del tuo scherno , del tuo sprezzo ! 

Sei tradito \ il traditore 

Hai d' accanto ... e sol non è ! ( Volgendo 
uri occhiata minacciosa ai Cortigiani) 
HowE,KiL.(Quello sguardo indagatore 
Cortig. Tutto il sangue agghiaccia in me ! ) 



20 
Oscar ( Ahi ! qual pensier terribile ! ... 
E se vibrare in lui 
Solo , ed inerme , i perfidi 
Osan T acciaro , a cui 
Cercar soccorso ? ... ) ( Odorisi frequenti 
colpi alla porta. ) 
Battono ... 
Voci di fuori. Facemmo a te ritorno ... 
Aprine , o Meg , ascoltane ... 
Poco riman del giorno ... 
Apri ... apri ... 
Ose. ( Facendosi alla finestra ) (Oh quanto popolo!... 
Ei lo difenda.) ( Corre alla porta e Capre) 
Entrate ...• 



SCENA XI. 
Popolo 5 e detti, 

Ose. ( Dopo aver gettato sul Reggente un mantello 
cK egli avea riposto in un canto ) 
Chi tempra della Scozia 
Le sorti , qui mirate 
D' innanzi a voi. 
Regg. ( L' improvvido ! ) 

Meg Come ! .... 
Pop. Il Reggente ! ... 

Ham. Ah ! sì ! (Con gioia 

ed avendo compreso il disegno di Oscar ) 
Alcuni sold. È desso!... 
Pop A lui prostriamoci ... 

Regg. Sorgete ... 
Pop. Oh fausto dì ! ... 

Ose. ed La nostra voce s'innalzi a Dio , 
Ham. Un voto esprima, un sol desio; 
Ch' egli lo serbi al popol fido 
Come di gloria , carco d'età ; 
E d' una gente , concorde il grido ? 
Un' eco in cielo ritroverà! 



21 

Reg®. M' intenerisce amor cotanto! ... 

M' astringe a spargere soave pianto ! 
Nel vostro affetto , in voi riposo : 
De' prenci è scudo la fedeltà. 
No , T invocato Iddio pietoso , 
Ai figli un padre non toglierà ! 
Meg Invan , fanciullo, presumi , e tenti (piano ad 
Svolgere il fato, cangiar gli eventi! Oscar) 
Del tuo signore il fine acerbo , 
Ahi ! quante lagrime ti costerà ! 
Cort. (L'astro fulgente di quel superbo 
Brev' ora , e poscia tramonterà ! ) 
(// Reggente esce seguito dal popolo , che fra i 
trasporti della gioia manda alV aria i berretti.) 



Fine Dell' Atto Primo. 



n 



E. A DAMA TKLATA 
SCENA PRIMA. 

Un luogo selvaggio nei dintorni di Edimburgo: in fondo ad una 
vallea, formata da nude roccie , si vede il cimitero de' con- 
dannati all' estremo supplizio ; vi serpeggia poco lungi il fiume : 
il cielo è coperto di spesse nubi , che mosse dal vento or mo- 
strano , ora ascondono la luna. 

Da un sobborgo della città suona mezzanotte. 

(S* avanza Amelia , quindi il Reggente.) 
Àmel. Giunsi ... Qui tutto di spavento è pieno!*.. 

Tutto ! ... financo il sordo 

Mutar de 7 passi miei ! - V orrendo è quello 

Asil di morte ! ... - Ciel , tu guida il mio 

Pie vacillante .... ( Incamminandosi ) 

Ah ! ... 

Regg. Non temer ... Son' io ... 

Amel. Chi veggio ! ... 

Regc. L'uom , che ad abborrir l'aita 

Dell' inferno chiedesti ... 

Ed ei t 7 adora ! ... 
Amel. Ah ! taci ... 

Taci. Son io la sposa 

D' un amico leal , che i giorni suoi 

Per te darebbe ! 
Regg, Ingrata donna ! ... e puoi 

La fé tradita rammentarmi ? 

Amel. Ah! lungi 



m 

Eri dal suol natio ...Morendo il padre, 
Il padre a te nemico , 
M' ingiunse il fatai nodo ... e già la destra 
Su me , che udiva repugnante a lui , 
Slcndea , per maledirmi ! ... E vinta io fui. 
Obbedisti al genitore \ 

Ti fu lieve altrui donarli ! 
Non fu lieve a questo core , 
O spietata , T obliarti ! 
Del rimorso io sento il grido , 
Che m 7 appella amico infido ! 
Ma chi spegne la mia fiamma ? 
Più repressa , ahi i m 7 arde più ! 
( Ei non vegga il pianto mio ... 
Le mie smanie non intenda ... 
Se invocar mi lice Iddio, 
Da me stessa ei mi difenda. 
Tutto, ah! tutto il primo ardore 
Si ridesta nel mio core ! ... 
Io son donna ! donna alfine ! 
Può mancar la mia virtù ! ) 
E taci ! 

(Ah...) 

Quel silenzio 
M' è nuova al cor ferita ! ... 
Addio ! ( Non potendo più reggere ) 

No j ferma ... o toglimi , ( Tratte- 
Toglimi pria la vita ... nendola ) 

i Uomo fatai! 

Pronuncia 
Un detto ... e pago io sono ... 
E di me stesso immemore 
Non curo il serto , il trono. 
A che m 7 astringi , o barbaro ! 
Abbi di me pietà !... 
Sì ... t 7 amo ancor ... ( subito ) Ma fuggimi ... 
Oh gioia ! ... 

Udisti ? Va ... 
M'ami ! tu m'ami! e dirmelo (Nella più viva 
Dal labbro tuo ludìa L. estasi del piac.) 



24 

Felice io som ! ... quest'anima 

Quanto sofferse oblia! 

Rimorso, ed amicizia 

Più non intende il core ! ... 

Tutto T inebria il giubilo ! ... 

Tutto il riempie amore ! ... 

La tua parola , Amelia , 

Il Ciel dischiuse a me ! 
Amel. Quest 7 alma è troppo debole (Agitatissitna) 

In così rio cimento ... 

Fuggi ... Noi sai che perdere 

Mi puote un sol momento ! 

Ah ! d' un rimorso orribile 

Non far eh' io sparga il pianto ! 

Lasciami , o crudo , gemere , 

Ma di dolor soltanto ... 

Pura , innocente lasciami 

Spirar lontan da te. 
Non odi un calpestio ? 
Regg. Precipitoso 

Alcun qui tragge ! .... 



SCENA IL 

Hamilton , e detti. 

Ham. (Dall' alto di una roccia) Amico? 

Regg. (Riconoscendo la voce di Ham.) (Oh Dio!...) 

Amel. (Lo sposo!..) 

( Atterrita , ed abbassando il velo ) 
Regg. ( Io tremo !... ) % ( Incontrando Hamilton ) 
Ham. E dunque vero 5 

Cieco d' amor , perigli 

Giorni men tuoi che della patria! - E desio 

Al par dell' amistà ? 1' odio ! 
Regg. Che dici? 

Ham. Da' tuoi feri nemici 

Sei cinto!... Chiuso nel mantello , ad essi 

Un congiurato io parvi ; Ah ! sì , lo vidi , 



25 

Alcun dicea , presso una donna , in mezzo 
A queste rupi. Si diviser quindi , 
Per assalirti (V ognintorno ! 
Amel. ( Ah ! ) 

Ham. Pure 

Uno scampo ri man .... Destro qual sei , 
A nuoto varca il fiume , e V altra sponda 
Salvo t 7 accolga. 
Regg. ( Io salvo ! 

Ed ella ? ... - No ! ... {Amelia fa un gesto dipre~ 

Giammai ! ) ghiera ) 

Amel. ( Sottovoce al Reggente, ma in tuono risoluto) 

Fuggi , o mi svelo ! 
Regg. Ah! taci ... 

Amel. E mi vedrai , 

Da colpi suoi trafitta , 
Innanzi a te spirar ! 
Regg. ( Bivio tremendo !... ) (Egli 

esita ancora : Amelia gli ripete con la mano 
V ordine di partire : dopo un istante, e come 
avendo presa una risoluzione , esso volgesi 
ad Hamilton.) 

Se vuoi ch'io fugga , d' Edimburgo, giura, 
Trarla fino alle mura , 
Senza parlarle , senza 
Investigar chi sia! Per la tua vita 
Giuralo a me ! 
Ham. Lo giuro 

Per T amistà ! 
Regg. Dio ne soccorra ! ( S" incam- 

mina verso il fiume, e sparisce fra le balze.) 
Ham. (Prendendo la destra d'Amelia, ed avvian- 
dosi ...) Vieni .... 
Amelia Par che all'aveilo mi conduca!.. — Oh cielo!. .ì 

( Scorgendo popolarsi le alture. ) 
Ham. Som dessi ! ... 
Amelia ( Orrido al cor mi piomba un gelo!) 



26 



SCENA III. 
Howe , Kilkàrdy , Congiurati e detti. 



KlL. 

Howe 



Kil. 
Howe 



Amelia 



Ivi fra T ombre . miralo. ) /7V r . N 

Ornai suonala è V ora ! ) ( Pia "°f>' a essi.) 

Maria Stuarda, e Scozia ! ( A questo grido 

i Congiurati scendono rapidamente.) 

Mora l' indegno ! ... 

Mora ! ... (Precipitandosi 
coi ferri nudi sopra Hamilton , che ha 
tratto la spada , come per difendersi. ) 
( Tratta di senno per lo spavento 9 si 
frappone tra gli assalitori ed il marito*) 
Ah ! no .... ( Nel suo rapido movimento 
il velo si è rovesciato sulle di lei spalle; 
in quel punto stesso dileguasi la folta 
nube che ascondeva la luna , ed essa 
apparisce in tutto il suo splendore.) 
Ham. Qual voce ! ... 

Gli altri Amelia!... 

Ham. Tu ! ... 

Coro II Duca! ... ( Riconoscendo Hamilton.) 

Kil Ed ei?... 

Howe (Guard. all' intorno) Fuggì ! 
Ham. Pur troppo ! (Mettendosi le mani fra i 
Kil. , Howe ( Quali smanie ! ... ) capelli.} 

Amelia. (La morte ini colpì!...) ( Tutti riman- 
gono immobili. Qualche momento di silenzio.) 
Ham. ( Qual rifulse baleno tremendo ! ... 
Qual pugnale mi scese nel cor!... 
Con la mia la sua vita io difendo , 
Ei mi toglie Y onore... — l'onor !!! ) 
Amelia ( Nò , d' istanti sì lunghi , sì crudi 
Non è morte supplizio maggior !... 
Dura terra perchè non ti schiudi , 
E m 7 involi a cotanto rossor ? ) 
Una guancia si è tinta di foco ! (Guar- 



Howe, 
Kil. Coro 



dando ora Hamilton , ora Amelia.) 
Tinta un altra è d' estremo pallor. 



27 

Amista nel suo petto dà loco 
Del tradito consorte al furor ! ) 
Hàm. È mestier che al nuovo giorno 

Io vi parli. 
Howe, Kil. Noi t' udremo. 

Ham. Piace a voi nel mio soggiorno 

Adunarvi ? 
Howe (Dopo essersi guardati a vicenda ) 
Kil. Coro Sì , verremo. 

Ham. (Andando ad Amelia*) 

La promessa io ben rammento ! 
Amelia Deh !... 

(Amelia fa qualche passo, ma vacilla e s'arresta.) 
Ham. Mi segui ... Udisti ? .... 

Amelia ( Ahimè ! ... ) 

Ham. Guai chi scorda un giuramento,! 

Chi tradisce la sua fé! ( È in procinto 
di partire , ma volge un guardo ai Congiu- 
rati , si lancia in mezzo ad essi , e stringe 
con intenzione la mano or di questi or di 
quegli. ) 

jj ' Lo sguardo d'ognuno in cor jtf discende! 

Kil.Coro E scorge l'insulto che impresso vi sta ! — 
D' un sangue la brama qui tutti ne accende... 
Quel sangue versato . fra poco sarà! 
Amelia ( Del prode la vita difendi , Signore ... 
Invoco per esso i eterna pietà ... 
La prece che intendi , è prece d' un core 
Che gelido in breve la morte farà ! ) 
(Hamilton trascina seco Amelia : i Congiurati 
si dileguano per altre vie.) 



Fine dell' Atto Secondo. 



IL BALLO IH MASCHERA 



3>:HS£K:-£^e— 



SCENA PRIMA. 



Una stanza del palagio di Hamilton , con porte chiuse , 
ed una finestra in fondo. 

Amelia svenuta sopra un sofà, quindi Hamilton. 

Amelia ( Riavendosi ) 

Respiro ancor ? ... Dove son io ?... — Le mura 
Domestiche ... prigione 

Or fatte a me! (Osservando le porte chiuse.) 
Lungh' ora ( Guard. alla finestra.) 
Del giorno scorse! ... {Odesi aprire una porta.) 
Oh Dio!.. Chi vien ?.. {Entra Ha- 
( La morte ! ) milton.) 
Ham. (Rinchiude la porta 9 quindi ripone la spada 
sur un tavolino : Amelia trasalisce. ) 
A ragion di spavento 
Ricolma sei ... 
Amelia Deh !.... 

Ham. Giunse il tuo momento {Amelia 

cade in ginocchio. ) 
Sì , perversa... a ? piedi miei ! 
Nella polvere eh 7 io premo!.. (Amelia fa un 
Me non già, pregar tu dei gesto di pre- 
Ora il giudice supremo ... ghiera,) 

Io ferisco , non perdono. 



29 
Amelia Calma .... ah ! calma un cieco sdegno .... 

Oual tu pensi ... rea non sono ... 
Ham. (Più fremente ed afferrandola per un braccio.) 

Giura adunque che V indegno 

Tu non ami. (Amelia è presa da un 
tremito in tutta la persona.) 
A Dio lo giura. 
Amelia ( Ciel!... ) 
Ham. Non osi! 

Amelia ( Oh mio terrori ) 

Ham. All' inferno, moglie impura, 

Ti consacro !... ( Prende la spada, la trae 

dalla vagina \ e si avventa per ucciderla. ) 

Amelia Ah ! ... (Con grido acutissimo.) 

W odi ancor... 
Pria che mi chiuda il gelido 

Sonno di morte il ciglio , 

Deh ! riveder concedimi 

L' ultima volta il figlio ! 

Lascia che al sangue mio 

Dica T eterno addio !... 

Pensa che in breve il misero 

Più madre non avrà ! 
Ham. ( A^ quale orrendo strazio 

E condannato un padre ! ... — 

Nega la man trafiggere ... 

La sciagurata è madre ! 

Arcano turbamento 

Io provo al suo lamento ! 

Sugli occhi miei di lagrime 

Ha steso un vel pietà! ) 

SCENA IL 
Un servo e detti. 



Servo ( Porgendomi joglio al Duca. ) 

Il Reggente. ( Si ritira. Hamilton legge 
AmeuA ( Qual m' investe fremendo.) 

Nuovo palpito di morte! ) 



50 
Ham. Alle splendide sue feste 

Ei t' invita. (Con amaro sorriso.) 
Amelia ( Cielo ! ... ) 

Ham. (Dopo aver presa una terribile risoluzione.) 

A corte , 

Duchessa tu ne andrai. 
Amelia Io?... Che dici?... Ah ! pensa ... 
Ham. Il vo'! 

Rivederlo tu potrai ! 

Ed io pur colà sarò ! — (Con ira repressa.) 
(proromp.) Trema , trema!... in me lo sdegno 

Quasi adegua il rio trascorso ! ... 

Va , per ora io ti consegno 

A te stessa , al tuo rimorso. 

Non t' uccido, ma ti serbo 

A supplizio ancor più acerbo; 

Ma gì istanti che vivrai 

Tante morti fian per te! 
Amelia Ah ! crudele ! intendo , intendo 

Ove accenna il tuo furore !... 

D' un sol guardo io veggo j io scendo 

Negli abissi del tuo core ! — 

1 destini aver nemici 

Colpa è dunque agi' infelici ? 
Ah! pur troppo in questa terra, 
Più giustizia nò , non v' è ! ( Al cenno 
di Hamilton Amelia si ritira , egli la segue. ) 

SCENA III. 

Stanza segreta o gabinetto d'armi in una torre 
del palazzo di Hamilton. 

Ham. Muoia — Su questa fronte 

Il disonor stampò ! ... Muoia — Qual vita 

A me stesso preparo !... 

Un' ombra insanguinata 

Turberà le mie notti ! ... ed omicida 

M'udrò chiamar da spaventose grida !..< 

Inorridisco! to E non potrei? il Che l'aura 



31 

Il detto non ascolti ! E non potrei 

A tutti ignoto , fra lontane balze , 

Le mie vendette abbandonando a Dio , 

Col figlio mio fuggir?.. {S'arresta ad un tratto.) 

Col figlio ... mio ! ... 
( Il fremito convulso onde pronuncia queste 
parole, ed i suoi lineamenti sconvolti palesano 
quale orrido sospetto agita /' animo suo : egli 
si copre il volto con le mani tremanti , ed un 
sordo gemito fugge dal suo petto. ) 
Nuova ferita , cruda , profonda 

Un rio sospetto in sen m' aprì !..é 
Dell' atra notte che mi circonda 

L' ultima stella impallidì ! — 
Ai neri eccessi d 9 ire tremende 
Ah! non avea formato il cor! 
M' astringe al sangue , crude! mi rende 
Un' empia donna , un traditor ! 

SCENA IV. 

Howe i KilkArdy , Congiurati e detto. 

Howe Eccone, fidi al tuo convegno : 

Un' alma in tutti si mostrerà. 
Kil. Qui nel segreto, il nostro sdegno 
Coro Voci di morte favellerà. 
Ham. Ardire ! amici , ardire! 

Ed il sol che tramonta 

Doman per lui non sorgerà. 
Gli Altri Ti spiega. 

Ham. M'udite. Al primo albor fui nel suo tetto g 

E r ire mie nel petto 

Così celai , che in securlà lo stólto 

Appien si crede: alla notturna festa 

Egli sarà , di larve 

Chiusi la fronte , ivi si tragga ? ed ivi , 

Tra il tumulto de' balli 

Scenda il gran colpo. 
Gu Altri Ah sì ! ... 



52 
Ham. La man qual fia 

Che brandisca il pugnai ? 
Howe , Kil. La mia. 

Coro La mia. 

Ham. La contesa previdi. 
Howe Ebben ? ... 

Ham. La sorte 

Scelga : imiti ciascun 1' esempio mio. ( Egli 
scrive il suo nome e getta la scheda che lo 
contiene entro /' urna : tutti lo imitano. Ad 
un cenno di Hamilton , Kilkardy agita r urna 
ed Howe vi estrae una scheda.) 
Howe (legg.J Hamilton 
Ham. Che !... Fia ver ? 

Gli Altri T elesse Iddio. 

Ham. ( Subito con tutta la forza d impetuoso furore) 
Già scaglio il ferro vindice 
In sen di quel perverso ... 
Lo veggio nella polvere 
Tutto di sangue asperso.... 
Ecco già spira V anima 
Infida , maledetta . . . 
Piacer della vendetta ( Ebbro di gioia 
lo già ti sento in me ! feroce ) 

È giunta , è giunta, o perfido, 
L' ora fatai per te. 

(Partono tutti con Hamilton. ) 

SCENA V. 

Una sala degli appartamenti destinati alla festa , che si dà nel 
palagio del Reggente : in tondo ampie scale che mettono alle 
gallerie superiori, ove sono le orchestre. Da per tutto rifulgono 
vaghi , innumeri doppieri. Dame e Cavalieri , altri masche- 
rati , altri in ricco abbigliamento da corte , quindi una 
persona foggiata da Negromante-, da ultimo una Signora 
in dominò bianco. 

Coro Apra il varco all' esultanza 
Ogni labbro ed ogni cor. 
Neil' ebbrezza della danza 
Fuggq il tempo ? e ride amor ! 



55 

Negromante ( Con tuono enfatico ) 

Piazza , maschere, al veggente , 

Che del fato il vel squarciò ; 
Che ne' cori della gente 
A sua voglia legger può. 
( Tutti pieni di curiosità, si fanno a lui dintorno) 
Mascherina ; qui d 7 amore ( ad una signora 
Ti condusse il pizzicore — mascherata.) 
Alto grado tu chiedesti, {a duri cortigiano.) 

Vana speme t 7 alimenta — 
Tu venti anni aver protesti ? 

(aduna dama senza maschera) 
Indovino che n'hai trenta — 
In tua moglie appien tu fidi ? ( ad un Ca-> 
Uom più credulo non vidi! — valiere) 
La tua bella , o amante annoso , 
V oro tuo sol pregia in te — 
C ad una donna che sembra preoccupata.) 
Non è Vero che \\ tuo sposo 
Ama un 7 altra : ei n 7 ama tre .... 
Le Dame Oh ! I 7 ardito!... 
Caval. L 7 insolente !... 

Tutti Qual può mai cotanto osar?... ( Osservan- 
dolo attentamente ) 
Alcuno Fosse il paggio del Reggente ? ( // Negro- 
mante cerca fuggire ) 
Tutti Ferma!... ferma!... E Oscar! è Oscar!... 

( Lo accerchiano e gii tolgono la ma- 
schera. Oscar è pieno di confusione e 
dispetto. - Imitando il tuono enfatico di 
Oscar. ) 
Piazza f o maschere , al veggente , 

Che del fato il vel squarciò ; 
Che ne 7 cori della gente , 
A sua voglia legger può ! 
( Tirandolo or da un lato or daW altro 
si beffano di lui, e gli ridono sul viso.) 
Oscar (L'arti mie qui son derise !... 
\\ dispetto m 7 avvampò !.., 



H 

Ma celato in altre guise , 
Vendicarmi appien saprò!) 
{Una Signora in dominò bianco* Ella traversa 
la sala come in cerca d alcuno , ed avvistasi 
di Oscar , frettolosamente volgesi ad esso.) 
Oscar ? ( traendolo in disparte , e toglien- 
dosi un momento la maschera ) 
Oscar Duchessa !... ( Tutto il dialogo piano 

fra essi e rapidamente ) 
Amel. Quai sembianze , dimmi , 

Il tuo signor vestì ? ( Un movimento negativo 
Tronca gì' indugi.,, di Oscar) 
Una grazia m' è d 7 uopo 
Sollecitar. 
Oscar Ma segretezza!... 

Amel. Parla .... 

Oscar S > avvolge in nero dominò , cui cinge 
Azzurra fascia ? d' oro 
Trapunta. 
Amel. ( In sua difesa , o Ciel , t' imploro) ( parte 
Coro Apra il varco all' esultanza frettolosa ) 
Ogni labbro ed ogni cor. 
Neil' ebbrezza della danza 

Fugge il tempo , e ride amor ! ( Tutti 
ascendono alle gallerie ) 



SCENA VI. 

Un uomo coperto di nero dominò , con fascia azzurra, e tra* 
puntala d'oro, si avanza lentamente, siede quindi immerso in 
cupi pensieri , e si toglie la maschera ; è il Reggente. 

^)ui tutto è gioia !... un cor soltanto ... il mio 

È come tomba , ove il sorriso muore 

D' ogni letizia ! - I dritti suoi riprenda 

L' amistà che oltraggiai ... 

Ambasciator n' andrai , 

O Duca , sul Tamigi , 

Ella ti seguirà ... DebiI mio core 

Indarno gemi : lo comanda pnpre ! 



3$ 

È forza , è forza estinguere 
La fiamma rea , funesta . . . 
L' ultima volta è questa , 
Donna , eh' io penso a te ! 

Copra il passato agli uomini 
Eterno vel d' oblio . . . 
Spento per te son io ! 
Tu spenta sei per me ! 

(Riponendosi la maschera 
in atto di allontanarsi.) 

SCENA vii. 

Amelia in dominò bianco , come prima 
e detto. 

Amel. ( E desso ) . . Conte ... 

Regg, ( Riconoscendone la voce ) Amelia .., 

(Si toglie la maschera} 
limi. (Sommessamente, ma nella più viva agitaé.)* 
T 7 arrendi al mio consiglio ... 
Da queste sale involati... 
Qui cinto di periglio 
Sei ! ... 
Regg. Che paventi ? ... 

Amel. Ah ! credimi..* 

Non in' è , non m' è concesso 
Oltre svelarti ! 
Regg. Calmali ... 

W ascolta , o donna ... Io stesso 
Da te pensai dividermi ... 
Amel. Fia ver! ... 

Regg. ( Porgendole un foglio ) 

Col tuo consorte 
Del giorno al primo sorgere 
D' Elisabetta in corte 
Vanne ... e ti scorda un misero 
Che nel dolor morrà ! 
fc&UtK ciel, costanza ispirami „, 



Di lui j di m pietò 



i 



SCENA ULTIMA. 

/ suddetti , Hamilton , Howe , Kilkàrdv , Congiu- 
rati , tutti in dominò nero , con nastro bianco 
sul destro braccio 9 quindi Oscar ? Dame , e 
Cavalieri. 

Ham. (Eccoli entrambi.. ) (Rimanendo infondo 
alla scena , fra i Congiurati che guardano 
cautamente all' intorno. ) 
Begg. ( Ad Amelia che volge uri occhiata alloscritto) 
È \ ultimo ( In atto di 

Pegno d' amor funesto ! allontanarsi ) 
Ham. {Avanzandosi e gettando la sua maschera: i 
Dell' ira mia terribile Cong. lo seguono) 
Pegno più certo è questo {Immerge 
un pugnale nel petto del Reggente) 
Regg. Ah ! 

Amel. Dio ! 

Regg. Soccorso ! 

Amel. Barbari l 

Cong. Si fugga... (Polendo condurre Ham. 

Ham. No* altrove) 

Oscar Coro ( Di dentro) Quai grida ? ( / Cong. si 
Oh vista ! disperdono ) 

Regg. Deh !... sorreggimi... ( Ad Ose. 

accorso primo d* ogni altro — Ham. è rimasto 
Io muoio... immobile ed inorridito) 
Alcuni Cav. L'omicida 

Ov'è? 
Regg. Disparve. 

Oscar , Coro. Ah ! nomalo. 

Ham. (Scuotendosi) Io lo dirò... 
Regg, Non voglio {Ham. vorrebbe svelarsi) 

Amel. Sposo ! {Piano ad Ham.) 

Regg. T' acqueta... acquetati... — 

Ah ! se leggea quel foglio ; 
Ei non avrebbe il perfido 
Colpo vibrato ! 
Ham. {Prende il foglio caduto di mano ad AmeL 

(Oh ciel! ) e fa legge) 



37 

Regg. A me t' accosta,., porgimi 

La destra... (AdHam. y che gli si avvicina 
Amel. (Ho in core un gel) fuori di sé) 

Regg. Quando 1' uom tu rivedrai , 

Che mi trasse... in braccio... a morte... 

Digli tu... che la consorte 

Non è rea... non infedel... 
Io lo giuro... e parla Iddio 

Nelle voci... del morente... 

Ella è pura... ed innocente 

Come... un angelo... del ciel. . ! 
Ham. (Oh rimorso!...) 

Amel. Oscar ( Oh fato rio ! ) 

Coro Ahi qual notte!... ahi quale orror ! 

Regg. Io vi lascio eterno... addio.... 

E... perdono... all' uccisor... (egli spira, 
tutti alzano un grido doloroso) 



FINE