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Full text of "Malpighia : rassegna mensuale di botanica."

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RASSEGNA MENSUALE Dl BOTANiGA 



REDATTA DA 



O. PENZIG 

Prof, all* University di G-enov 



R. PIROTTA 

Prof, air Universita di Eoma 



ANNO XVI 



VOLUME XVI 



(con XI Tavole) 




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MARCELLO MALFIGHI 

1627-1694. 



GENOYA 



TIPOGRAFIA Di ANGELO CIMINAGO 



1902. 














RASSEGNA MENSUALE Dl BOTANiCA 



RED ATT A DA 



O. PENZIG 

Prof. :i]]' t rni\vi- i <li Genovsi 



R. PIROTTA 

Trot', all I'mversitk tl i Roma 



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Anno XVI 



Fas< . 1. 



(con Tav. Ill ) 




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MARCELLO MALP1GH1 

l 27-1694. 



( ENOVA 

TIl'OOKAFlA hi ANG 10 UNA'.') 

1902. 















Lista riei collaboralori ordinarii per le Rivisle criliche. 



Morfologia delta cellula — Dott. 0. Kkucii (R Istituto Botanico di Roma). 
htiologia ed Anatomia comparata — Prof. R. Pihotta (R. Istituto Botanico di 

Roma). 
Tratlati — Prof. 0. Mattikolo R. Mu&eo di Storia Nat di Firenze). 
Organografia, Organogenia, Teratologia — Prof. O. JPbnzig (R. Otto Botanico di 

Genova). 

Fisiolojia — Prof. R. Pihotta. 

Tecnica microscopica — Prof. A. Poij (R. Istituto Tecuieo di Piacenza). 

Patologia — Dott. U. Biuzi (R. Stazioue di Patologia Vegetal^ di Roma). 

Biologia — Prof. A. Bouzi. 

FUopaleontologia — lug. Ci.kriu (R Istituto Botanico di Roma). 

Storia delta Botanica — Prof. P. A. Sa< akuo (R. Orto Botanico di Padova). 

Botanica forestale ed industriale — Prof. R. F. Soi.la (I. R. Istituto Tecnico. 

Trieste . 

Botanica medica — Prof. C. Avetta (R. Orto Botauk-o di Parma). 
Botanica orticola — C. Spren. r S. Giovanui Teduccio pr. Napoli). 
Flora fanerogamica d* Italia — St. Sommikk (Lungarno Corsini 2, Firenze). 
Pteridofiti — Dott. A. Bai.dini (R. Istituto Botanico, Roma). 

Muscinee — Dott. U. Brizi. 

Epatiche — Prof. C. Ma^salongo (Univ. di Ferrara). 

Licheni — Dott. A. Jatta 'Ruvo di Puglia). 

Funghi (Sistematiea) — Prof. P. A. Saccari>6 (R. Orto Botanico di Padova). 

Funghi (Cioiogia e Morfologia] — Prof. O. Mattirolo. 

Alghe marine — Prof. A Piccoeb (25 Via Caffaro, Genova). 

Alghe (Tacqua dolce — Prof. A. Bouzl — (R. Orto Botanico di Palermo). 

Bacteriologia — - Dott. L. Buscalioni (R. Istituto Botanico di Roma). 



I Signori Autori sono responsabili di quanto 
e stampato nelle lor© memorie original!. 








RASSEGNA MENSUALE DI BOTANiCA 



REDATTA DA 



O. PENZIG 

Prof, all' Univer.sita cli Genova 



R. PIROTTA 

Prof. all' University di Roma 



ANNO XVI 



VOLUME XVI 




MARCELLO MALP1GH1 

1627-1694. 



GENOVA 

TIPOGRAFIA Dl ANGELO CIMINAGO 

1902. 



Mo. Bot Gardei 

1904. 



Dorr. TEODORO FERRARIS 



MATERIALI PER UNA FLORA M1C0L0GICA DEL PJEMONTE 



Mixomiceti ed Eumiceti raccolti nei dintorni di Crescentino 



(Seconda contribuzione) 

(con Tav. I-II). 



Nel 1900 pubblicavo una prima Nota (*) sui funghi del Piemonte 
raccolti nei dintorni di Crescentino (Prov. di Novara) e nelle circostanti 
colline del Monferrato, nella quale comprendevo 112 specie per lo piu 
comuni di macro- e micromiceti. Colla presente contribuzione il numero 
delle specie viene portato a 218, ed in essa sono comprese non poche 
specie e forme o varietk nuove, come si puo vedere neU'elenco riportato 
in fine del lavoro. Alcune di queste specie nuove sono state determinate 
unitamente al Chiarissimo Prof. P. A. Saccardo che con tanta benevo- 
lenza e cortesia mi fornisce indicazioni e consigli a die io possa rag- 
giungere il mio scopo, cioe di portare un notevole contributo alia Mi- 
cologia Piemontese, finora non sufficientemente conosciuta. All' Illustre 
Micologo sento il dovere di pubblicamente porg*ere i miei ringraziamenti, 
mentre, animate da' suoi incoraggiamenti , colla maggior fermezza di 
proposito mi prometto di continuare con amore lo studio gia ben avviato 
dei miceti Piemontesi, sicuro di far cosa utile alia flora cosi variata e 
cosi ricca della nostra regione. 



R. Scuola di Viticoltura e di Eaologia di Alba. Laborat. di St. Nat. e 
Patol. Vegetale. Maggio 1902. 



(') V. Malpighia Anno XIV, vol. XIV, 1900. Genova. 



4 TEODORO FERRARIS 



MYXOMYCETAE 



PHYSAREAE. 



PHYSARUM Pers 



113. Ph. viride Pers. (Syn. pag. 172) v. luteum Bull. = Tilmadoche 

viridis (Gmel) Sacc. v. lutea (Bull) Host; Saccardo, Sylloge Fun- 
gorum, VII. pag. 360. 
Su legno fracido di Corylus Avellana L. Crescentino, Agosto 1901! 
Osservazione: Peridii sparsi, lisci, globosi, di un color giallo dorato, 
dim, fx. 580-590 di diam., sostenuti da un pedicello bruno, diritto o ta- 
lora un po' flessuoso, ingrossato alia base, lungo poco piu di un milli- 
metre. Capillizio con granuli calcarei. Spore globose, liscie, pallidamente 
violacee ji. 8 diam. 



STEMONITEAE. 



STEMONITES Gled. 



114. St. splendens Rost. Sluzowc. , p. 195; Sacc. 1. c. pag. 398. 

Su frammenti legnosi fracidi di Corylus Avellana L. Crescentino, Set- 
tembre 1900! 

Osservazione: Peridi gregarii, cilindracei , lunghi cent. 1-1,5, sorretti 
da una setola lunga 3-4 millim. , columella lunga quasi quanto il pe- 
ridio. Capillizio formato da un delicato reticolo bruno-violaceo. Spore 
riunite in massa nel peridio, a maturita polverose, bruno-porporine, liscie, 
rotonde od ovali, \i 7-8 di diam. 



COMATRICHA Preuss. 



115. C. obtusata Preuss. = C. Friesiana (De B.) Rost L c. p. 199; 

Sacc. L c. pag. 395. 

Sulla corteccia di giovani rami secchi e caduti di Tilia. Crescentino, 
Settembre 1900! 

Osservazione: Peridi sparsi o gregari, bruno-porporini, forniti di breve 



MATERIALI PER UNA FLORA MICOLOGICA DEL PIEMONTE 5 



pedicello molto allargato alia base, alti circa mm. 1,5, ovali, larghi tra- 
sversalmente circa */i millim. , ottuso-rotondati in alto. Capillizio for- 
mante una rete fitta, bruna. Spore globose, bruno-porporino-chiare, ji. 9,5 
di diam. 

EUMYCETAE 



PHYCOMYGETAE 
PERONOSPORACEAE. 

1. Planoblastae. 

CYSTOPUS Uv. 



116. Cystopus Candidas (Pers.) L6v. Ann. Sc. Nat. Ser. 3, 1847 t. VIII, 

p. 371; Sacc. 1. c. VII, p. 234; Fischer in Winter, Die Pilze 
(Rabenh. Kryptog. Flora) IV, p. 418. 
Su foglie , infiorescenze , pedicelli fiorali , fiori e silique di Capsella 
Bursa Pastoris (L.) Moench. Montiglio Monferrato. Aprile 1901! 

Osservazione : Sori bianchi da prima coperti, iucidi, poi erompenti in 
polvere bianca, sparsi o confluent!. Conidi globosi, jalini, tutti di egual 



grandezza, congiunti da istmo di callosio e quindi catenellati, ji. 14-18 



diametro. 



* (57). Plasmopora nivea (Ung.) Schroet. 

III. Frequentissima sulle foglie di Aegopodium Podagraria L. Crescen- 
tino. Settembre 1901 ! 



2. SIPHOBLASTAE 



BREMIA Kegel. 



117. Bremia Lactucae Kegel., Bot. Zeit. 1843, p. 665; Sacc. 1. c. p. 244; 

Fischer 1. c. p. 440, 



(•) I numeri segnati tra parentesi si riferiscono a funghi gia citati nelia 
precedente contribuzione, ma qui riportati per noove osservazioni di 
matrici, ecc. 



6 TEODORO FERRARIS 



Sulle foglie di Cynara Cardunculus L. coltivata negli orti. Crescen- 
tino. Settembre 1901! 

Osservazione : Macchie fogliari epifille gialliccie, poi rosso-brune, cespi- 
toli conidiofori ipofilli, bianchi. Conidiofori ramificati dicotomicamente 
alFestremita, ramificazioni primarie dilatate nelle biforcazioni, rami ul- 
timi terminati da un rigonfiamento timpaniforme, portante 3-6 sterigmi. 
Conidi jalini, quasi globosi, \i. 16-18 diam. 



PERONOSPORA Corda. 



118. Peronospora Ficariae Tul. (Compt. rend. Paris 1854, p. 1103); 



Sacc. 1. c. p. 251 ; Fischer 1. c. p. 472. 



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Ficaria 



tino. Aprile 1901! 

Osservazione: Rami conidiofori lunghi ji. 210-220, larghi |i. 7-8, ri 
gonfi a bulbo alia base, dicotomicamente ramificati in alto: ramifica 



zioni ultime digitiformi, coniche, uncinate. , 

Conidi grossi, ovali, lisci, bruno-violacei, jjl. 21-26,5 ¥ 22-24. 



BASIDIOMYCETAE 



HEMIBASIDIAE. 



USTILAGINEAE 

USTILAGO Pers 



119. Ustilago Panici-miliacei (Pers.) Winter, Die Pilze p. 89; Sacc. 

1. c. p. 454. 

Sulle pannocchie e sui fiori di Panicum miliaceum L. Montechiaro 
d'Asti. Settembre 1901 ! 

Osservazione: Sori bruno-scuri invadenti tutta la pannocchia prima 
che sia uscita dalla guaina involgente. Spore brune, ordinariamente glo- 
bose, quasi liscie: dim. ji. 7-9,5 di diam. o leggermente ovali fi. 12*9,5. 



MATERIALI PER UNA FLORA M1COLOGICA DEL PIEMONTE 7 



PROTOBASIDIAE 

Uredineae 



UROMYCES Link. 



* (30). Uromyces Trifolii (Alb. et Schw.) Winter 1. c. p. 159; Sacc. 

1. c. p. 534. 

II. Su foglie di Trifolium sp. Crescentino. Settembre 1901 ! 

Osservazione : Forma uredosporica. Sori uredosporiferi bruni, ipofilli, 
da prima ricoperti dairepidermide, rotondati, sparsi; poi erompenti, irre- 
golari e cinti dall'epidermide lacerata. Uredospore per lo piu globose, 
brune, ad episporio aculeato, con 3-4 pori germinativi, ji. 21,5-24 dia- 
metro. 



120. Ur. Dactylidis Otth in Verh. d. Bern. nat. Ges. 1861, p. 85; 

Sacc. 1. c. p. 540 = U. Poae Rabenh., Winter p. p. 1. c. p. 162. 

Sulle foglie di Ranunculus Ficaria L. Crescentino, Aprile 1901 ! 

Osservazione : Forma ecidiosporica. Ecidl ipofilli, prominenti, tondeg- 
gianti, giallo pallidi, talora numerosissimi. 

Spore internamente aranciate, liscie, irregolarmente poligonali, cate- 
nellate, ji. 16-20 ¥ 14. 



* (32). Uromyces Pisi (Pers.) De Bary. 

II. Su foglie di Euphorbia Cyparissias L. Crescentino, verso il Po. 

Aprile 1901 ! 

Osservazione; Forme sperrmgonica ed ecidiosporica. Spermogonii mi- 
nuti, puntiformi, mellei , ipofilli, conici, forniti all'ostiolo di numerosi 
peli jalini convergenti. Ecidi sparsi ipofilli ^ pseudoperidi a coppa, mar- 
gin ato-laciniati , ecidiospore aranciate, verrucose, irregolarmente rotondate, 

|i. 17-26 diam. 



8 TEODOKO FERRARIS 



PUCCINIA Pers. 



* (35 Puccinia Thesii (Desv.) Chaill. 
Su foglie cli Thesium Linophyllum L. v. divaricatmn Fan. Oescentino. 

Maggio 1901! 

OsserrazwM: Forma ecidiosporica. Ecidi g-iallo-pallidi , sparsi, amfi- 
geni, prominent!, margine dello pseudoperidio biancastro, laciniato. Eci- 
diospore irregolarmente poligonali, giallo-aranciate, quasi liscie: dim. jjl. 
16-19 diam. , oppure \i. 22*16. 



* (41). Puccinia bullata (Pers.) Schroet 

I. Da escludere la matrice (Daucus Carota L.). Su ombrellifera inde- 
terminata. 

Ill Su fogrlie di Peucedunum Oreoselinum Mnch. Crescentino. Settem- 



bre 1901 ! 



Osservazione : Sori uredo- e teleutosporiferi ipofilli, rotondi, in macchio- 
line appena visibili, giallognole, rotondate. Uredospore bruno-chiare, ta- 
lora globose, piu frequentemente ovali, largamente arrotondate all'apice 
e quivi molto ispessite, con episporio aculeate, dim. ji. 24-25 diam., oppure 
31 v 24-26. Teleutospore bruno-rossastre, arrotondate ad entrambe le estre- 
mita o inferiormente alquanto ristrette verso il pedicello, un po 1 ispes- 

* 

site all'apice, poco ristrette al setto. Episporio perfettamente liscio. Pe- 
dicello deciduo jalino. Dimens. d. teleutosp. : n. 35-43 ^ 16-20. 



121. Puccinia Oreoselini (Strauss.) Korn. in Hedwigia 1877, p. 2, 

Winter 1. c. p. 191 ; Sacc. 1. c. p. 634. 

Sulle foglie di Peucedanum Oreoselinum Mnch. e P. Cervaria Lep. 
Crescenfino. Settembre 1N96 e 1901 ! 

Osservazione: Sori uredo- e teleutosporif. , ordinariamente ipofilli , mi- 
nuti, puntiformi, sparsi, bruni. Uredospore giallo-brune, pallide, aculeo- 
late, ovate o quasi globose, ji. 28-30 * 24. Teleutospore ellittiche, roton- 
date per lo piii ad entrambe le estremita od un po' attenuate verso il 
pedicello, brune, con episporio alquanto verrucoso. Dim. f*. 31-38*21-24. 
Pedicello persistente. 



MATERIALI PER UNA FLORA MICOLOGICA DEL PIEMONTE 9 



122. Puccinia Sorghi Schwein. North. Amer. Fungi, p. 295; Sacc. 1. 

c. p. 659 = P. Maydis Carradori, Winter 1. c. p. 181. 

Sulle fog-lie di Zea Mays L. Crescentino. Agosto 1901! 

Osservazione : Sori uredosporiferi e teleutosporiferi disposti in serie 
lungo le nervature fogliari, a lungo coperti dall'epidermide, poi erompenti 
in polvere bruna. Uredospore rotonde od ovali, giallo-brune, minutamente 
punteggiate \i. 29-30 diam. oppure jx. 30-33 v 24. Teleutospore brune, ro- 
tondate ad entrambe le estremita, liscie, poco ristrette al setto, (x. 26-36 * 
18-21. Pedicello lungo, jalino, persistente. 



123. Puccinia Liliacearum Duby, Botan. Gall. II, 891; Winter 1. c. 

p. 194; Sacc. 1. c. p. 668. 

Su foglie di Ornithog alum narbonense L. Prati presso Montiglio Mon- 



l 



ferrato. Aprile 1901 ! 

Osservazione: Macchie fogliari giallastre, allungate. Sori teleutospori- 
feri da prima coperti , poi prominenti , erompenti , brani. Teleutospore 
bruno-chiare ad episporio liscio, poco ristrette al setto, fortemente ro- 
iondate all' estremita , per lo piu attenuate verso il pedicello, dim. 

PL 48-51 ¥ 24-26. 



124. Puccinia Tragopogonis (Pers.) Corda , Icon. Fung. V, p. 50, 

t. II, f. 11; Winter 1. c. p. 209, Sacc. 1. c. p. 668. 

Su foglie di Tragopogon pratensis L. Prati a Montiglio Monferrato. 
Aprile 1901! 

Osservazione : Forma ecidiosporica. Ecidl numerosissimi, ipofilli, giallo- 
chiari, conici, poi aperti a coppa col margine bianco, lacero. Ecidiospore 
a contorno poligonale, a contenuto giallo-pallido ed episporio finamente 
punteggiato, jalino. Dim. |x. 19-24 diam. , opp. 26^19-20. 



125. Puccinia 



Winter 



Sacc. 1. c. p. 688. 



oacc. i. c. p. ooo. 
Su foglie di Buxus sempervirens L. Crescentino. Aprile 1901 ! 
Osservazione: Sori teleutosporiferi amfigeni, ma piii abbondanti in 
pag. infer., rotondi, grandi, erompenti, bruni, circondati dalFepidermid*' 



10 TEODORO FERRARIS 



sollevata. Teleutospore brune, agglomerate, ristrette al setto. Cellula su- 
periore rotondata-acuminata, la inferiore attenuata nel pedicello. Epi- 
sporio liscio, uniformemente ispessito. Dim. p.. 80-84 ^ 30-36. Pedicello 
giallognolo. 

GYMNOSPORANGIUM DC. 



* (48). Gymnosporangium Sabinae (Dicks.) Winter. 

II. Sui rami di Juniperus Sabina L. Copiosissimo in un giarclino a 
Crescentino nel Maggio 1901 e nell'Aprile 1902! 

Osservazione : Forma teleutosporica. Sori teleutosporiferi bruni, molli, 
erompente dalla corteccia, conici o cilindrici , talora biforcati, formanti 
una massa gelatinosa che ravvolge i rami col tempo piovoso. 

Teleutospore bicellulari di due sorta, alcune ad episporio pi\\ ehiaro, 

altre ad episporio piii scuro, pochissimo ristrette al setto, quasi fusiformi, 

coi loculi attenuati in alto e coll' episporio liscio, |i. 35-38^20-24. Pedi- 
celli lunghissimi, flessuosi, jalini, rifrangenti, intrecciati fra di loro. 



MELAMPSORA Cast. 



126. Melampsora Helioscopiae (Pers.) Cast. Cat. plant. Mars, p.J205, 

Winter, 1. c. p. 240, Sacc. 1. c. p. 586. 

Sulle foglie di Euphorbia helioscopia L. Montiglio Monferrato. Aprile 
1901! 

Osservazione : Sori uredosporiferi rotondati , convessi, giallo-ranciati, 
amfigeni, ma specialmente ipofilli. Uredospore a contenuto aranciato, ad 
episporio grosso, jalino, irregolarmente globose p.. 12-20 diani. od ovali, 
p. 24 ^ 14-16. Parafisi jaline, rigonfie a bolla aU'estremita ed ivi larghe 
circa p.. 14-15. 

Sori teleutosporiferi crostosi, neri, allungati, convessi, minuti. Teleuto- 
spore stipate, cuneate, piane nella parte superiore, intensamente brune 
p. 35 * 1042. 



MATERIALI PER UNA FLORA MICOLOGICA DEL PIEMONTE 11 



AUTOBASIDIAE 

Hydnaceae 



HYDNUM L. 



127. Hydnum imbricatum Linn. Suec. p. 1257; Sacc. 1. c. VI, p. 430; 

Winter 1. c. p. 384. 
Boschi di Castagno a Sulpiano di Verrua. Settembre 1900! 



Polyporaceae 
POLYPORUS Mich. 



128. Polyporus squamosus (Huds.) Fr. Syst Myc. I, p. 343; Sacc. 1. 

c. p. 79; Winter 1. c. p. 445. 
Comune su vecchi tronchi di Ulmus campestris a Crescentino. Mag- 
gio 1901! 

Osservazione : Notevole un esemplare da me raccolto, il cui cappello 
misurava 56 centim. di diametro con la circonferenza di m. 1,50 e del 

- 

peso di circa Kg. 5. 



BOLETUS Dill. 



1249 ; Sacc. 1. c. d. 5, Winter 



1. c. p. 474. 



Boschi a Verrua Savoja presso Crescentino. Settembre 1901 ! Edule. 



Agaricaceae 
CANTHARELLUS Pers. 



130. Cantharellus cifcarius Fr. Syst. Myc. I, p. 318; Sacc. 1. c. V, 

p. 482; Winter I. c. p. 523. 
Luoghi boscosi al Loco di Brusasco, Settembre 1901 J 



12 TEODORO FERRARIS 



CLITOCYBE Fr. 



13L Clitoeybe iafiindibuliformis Schaeff. Iconcs t. 212; Sacc. L c. 

p. 165; = Agaricus infundibuliformis Schaeff. Winter L c. p. 795. 
Boschi a Vorrua Savoja. Settembre 1901 ! Edule. 



ASCOMYCETAE 



PYRENOMYGETAE 
PERISPORIACEAE. 

EUROTIUM Link. 



132. Eurotium herbariorum (Wigg.) Link. Spec. Plant. I, p. 79; 
Sacc. 1. c. I, p. 26; Winter 1. c. I p. 58. 

Su foglie putrescent]. Crescentino. Settembre 1900! 

Osservazione: Forma conidica. {Aspergillus glaucus Link. Sp. pi. Fungi 
I, p. 67, Sacc. 1. c. IV, 64). Ife fruttifere piccolo, jaline, erette, non set- 
tate, rigonfie in alto in vescicola globosa attorno cui stanno distribuiti 
corti basidl con spore catenellate, rotonde, globose, jaline, dim. v-. 9-10 



diametro. 



SPHAERIACEAE 

VALSA Fr. 



133. Valsa ambiens (Pers) Fr. Summ. Veg. Seand. p. 412, Sacc. L c 

p. 131, Winter 1. c p. 729. 
Su rametti corticati secchi di Popnlus nigra L. Crescentino. Gennaio 
1901 ! 

Osservazione: Stroma verruciforme , bruno, alquanto prominente; pe- 
riteci ben distinti, ineguali, in numero vario, a forma di fiasco, forniti 
di collo assai lungo. Aschi clavati 8-spori, p. 40-60*10, spore jaline, 
curvule, rotondate alle estremita, grandi jx. 17-24 * 6. 



MATERIAL! PER UNA FLORA MICOLOGICA DEL PIEMONTE 13 



ANTHOSTOMELLA Sacc. 



134 Anthostomella pedemontana Ferr. et Sacc. sp. nov. in Atti del 

Congr. bot di Palermo (sotto stampa) Tav. I (1,1-5). 

Su foglie secche e cadute di Pinus silvestris L. Sulpiano di Verrua 
pr. Crescentino. 29 Agosto 1900! 

Osservazione: Periteci immersi nel parenchima fogliare, erompenti 
dalFepidermide, semplici, membranacei, brum, con ostiolo papilliforme, 
globosi od ovali : dim. \i. 350 di lunghezza per 250 di altezza. Aschi 
numerosi, parafisati, dim. ji. 100-110^9,5-10, allungati, cilindrici. Spore 
8 per asco, fusiformi-ellittiche, intensamente brune, monostiche, dim. ji. 

14-18 ¥6,5-7. 

HYPOXYLON Bull. 



135. Hypoxylori fuscum (Pers). Fr. Summ. Veg. Seand. p. 384, Sacc 



1. c. p. 361; Winter 1. c. p. 861. 



I 



Su rami secchi di Corylus Avellana L. Crescentino, Aprile 1901! 

Osservazione : Stromi grossi , erompenti-superficiali , sparsi od aggre- 
gate prorninenti, convessi, rugosi, rosso-porporino-scuri da prima, nera- 
stri poi. Periteci immersi con parete nera ed ostiolo leggermente promi- 
nente, ventrieosi, dim. ji. 300-330 di larghezza. Aschi cilindrici, roton- 
dati in alto, parafisati, dim. |i. 80-90 * 9-10. Spore monostiche, ovali, el- 
littiche, brune, ji. 12 * 7. 



BOTRYOSPHAERIA Ces. et De Not. 



136. Botryosphaeria Berengeriana De Not. Sfer. Ital. 82, fig. 90, 

subsp. acutior Sacc. Fungi ital. t. 431 ; Syll. I, p. 457. 
Su rametti secchi e caduti a terra di Yite. Sulpiano di Verrua. Ago- 

sto 1900! 

Osservazione: Periteci immersi nella corteccia, poi nudi, neri, prorni- 
nenti, grandi da 7a ad 1 mm. con ostiolo acuto, carbonacei, liberi, ag- 
gregati a 2-5. Aschi clavati, grandi, a^maturita misuranti 150-180 * 20 
Parafisi poco distinte. Spore 8 per asco, j aline, grandi |i. 33-36 * 12-14,5 



14 TEODORO FERRARIS 



ellittico-asimmetriche, granulose o con goccioline oleose. Aschi talora 
fortemente distesi dalle spore e quindi qua e la rigonfiati a maturity. 



SPHAERELLA Ces. et De Not 



137. Sphaerella Thesii Schroet. Hedw. 1890, p. 59; Sacc. Syll. IX, 618, 

var. pedemontana (var. nov.). 

Su steli fiorali secchi di Thesium Linophyllum L. v. divaricatum Jan. 
Crescentino. Aprile 1901 ! 

Osservazione; Periteci nuinerosi, sparsi, globosi, nero-lucenti, alquanto 
prominenti, dim. jx. 250 diam. circa. Aschi numerosissimi, clavati, ci- 
lindrici, rotondati all'apice, n- 72-75*9. Spore jaline, didime, distiche, 
poco ristrette al setto, fusiform i 9 attenuate alle estremitk, \i. 15-18 * 5-6. 

Differisce dalla specie tipica per gli aschi alquanto piu grandi e le 
spore un po' ristrette al setto. 



DIDYMELLA Sacc. 



138. Didymella pedemontana Ferr. et Sacc. sp. nov. in Atti del Congr. 

botan. di Palermo (sotto stampa) Tav. I (II fig. 1-4). 

AlFestremita di rametti secchi di Quercus pedunculata W. Sulpiano 
di Verrua pr. Crescentino. Agosto 1900! 

Osservazione: Periteci minuti , corticolo-erompenti , sparsi, membra- 
nacei, globosi, semplici, dim. |i. 240-250 diam. Aschi clavati, rotondati 
in alto, dim. p.. 72-85 v 12 con parafisi sottili , flessuose. [Spore monosti- 
che, jaline, ristrette quasi presso la meta, acuminate alle due estremita 
e quindi fusoidee, grossamente 4-guttulate, dim. fx. 21-22 * 4,5-5. 

Affine alia Didymella Cadubriae Sacc. Syll. L c. p. 550. 



PLEOSPORA Rab. 



139. Pleospora infectoria Fuck. Symb. myc. p. 132; Sacc. Syll. 1. c, 

II, p. 265; Winter 1. c. p. 496. 
Su culmi secchi e fracidi di Triticum vulgare Vill, in soeieta col 
VOphiobolus herpotrichus (Fr.) Sacc. Crescentino. Aprile 1901! 



MATERIALI PER UNA FLORA MICOLOGICA DEL PIEMONTE 15 



Osservazione : Periteci disposti in serie secondo le fibre , erompenti, 
minuti, bruno-scuri, \i. 350*240-250. Aschi clavati, |i. 110 * 12-14, para- 
fisati. Spore gialle, longitudinalmente e trasversalmente settate, setti in 
numero di 5. Dim. p. 16-19 * 7-10. 



OPHIOBOLUS Riess. 






140. Ophiobolus herpotrichus (Fr.) Sacc. Reliq. Lib. II, n. 144, t. XX, 

f. 16; Sylloge L c. II, 352; Winter 1. c. p. 524 

Su culmi secchi e fracidi di Triticum vulgare Vill. Crescentino. 
Aprile 1901! 

Osservazione : Periteci quasi superficial, grandi, sparsi, bruni, dim. p. 

- 

450 * 500 (altezza), setolosi. Aschi allungatoclavati, |x. 150-170 * 8-10, para- 
fisati. Spore bacillari, guttulate, plurisettate, giallo-brune, p. 120-150 * 2,5. 



HYPOCREACEAE. 

GIBBERELLA Sacc. 



141. Gibberella Saubiuetii (Mont.) Sacc. Mich. I, p. 513; Syll. 1. c. 

p. 554; Winter 1. c. p. 102. 

L Su peduncoli fiorali di Riso affetto da Brusone. Crescentino. Settem- 
bre 1901! 

II. Su cauli secchi di una Labiata. Verrua. Agosto 1900! 

Osservazione : Periteci superficiali, globosi, azzurri, p. 250 diam. Aschi 
numerosissimi, non parafisati, clavati, p. 90-100 * 9-10. Spore distiche, ja- 
line o quasi, dritte o curve, ottuse, 3-settate, p. 21-28 * 5-7. 



EPICHLOE Fr. 



142. Epichloe typhina (Pers.) Tul. Sel. Fung. Carp. Ill, p. 24; Sacc. 

1. c. p. 578; Winter 1. c. p. 145. 
Su guaine fogliari di Graminacea indeterminata. Crescentino. Mag- 



gio 1901! 



Osservazione : Stromi biancastri, poi giallo-bruni, avvolgenti le guaine 



16 TEODORO FERRARIS 



fogliari , da prima conidiofori con conidi ovali, jalini, jx. 4*3. Periteci 
prominenti, ovali, immersi nello stroma d. dim. di |i. 200-220*150-190, 
Aschi non ancora maturi. 



LOPHIOSTOMACEAE Sacc 
LOPHIOTREMA Sacc. 



143. Lophiotrema alpigenum (Fuck.) Sacc. Mich. I, 338; Syll. 1. c. 

p. 685. = Lophiostoma alpigetmm Fuck. Winter 1. c. p. 296. 

Su sarmenti di Vite secclii e caduti a terra. Sulpiano di Verrua presso 
Crescentino. Agosto 1900! 

Osservazione: Periteci erompenti dalla corteccia, globosi, submembra- 
nacei, con ostiolo prominente piii o meno compresso , troncato. Aschi 
numerosissimi, clavati, ji. 90-120 v 15-20, parafisati. Spore fusiformi, rette 
o curve, jaline 12-settate con setti ben marcati, dim. fi. 3540 v 7. 



LOPHIOSTOMA (Fr.) Ces. et De Not. 



144 Lophiostoma simillirnum Karst. Myc. Fenn. II, 84; Sacc. I. c. 

p. 707; Winter 1. c. p. 304. 

I 

Su sarmenti secchi di Clematis Vitalba L. Sulpiano di Verrua presso 



' 



Crescentino. Agosto 1900! 

Osservazione: Periteci corticolo-erompenti, g-lobosi con ostiolo lung-hetto, 
prominente, compresso lateralmente. Aschi parafisati, numerosi, clavati, 
pi. 100-120*14. Spore distiche, brune, curvule, 5-settate con appendic 
jalina all'estremita, p. 24-27 * 7-7,5. 



HYSTER1ACEAE Corda 

GLONIUM Miihl. 



145. Glonium Hneare (Fr.) De Not. Giorn. Bot. It. II, p. 594; Sacc. 

1. c. p. 732; Winter 1. c. Ill Abth. p. 10. 
Sul lesrno denudato di un tronco di Castagno. Sulpiano di "Serrua. 



Agosto 1900! 



MATERIAL! PER UNA FLORA MlCOLOGlCA DEL PIBMONTE 17 



Osservazione: Periteci allungato-lineari, lignicoli, neri, greg*ari, lunghi 

mm. 1-1,5. Ostiolo lineare pereorrente tutta la faecia del peritecio. Aschi 
fittamente aggregati , clavati, \i. 80-96 ¥ 9-10, parafisati. Spore monosti- 

clio, jaline, didime, ristrette al setto, ro ton date all'estremita, p. 14-15 ¥ 7. 



DEUTEROMYCETAE 



SPHAEROPSIDE AE. 



SPHAERIOIDEAE. 



Hyalosporae. 



PHYLLOSTICTA Pers. 



146. Phyllosticta Grossulariae Sacc. Mich. I, p. 136; S/ll. Ill, p. 17; Al- 

lescher in Rabenh. Kryptog. Flora, Pilze (Fungi imperfecti) VI, p. 82. 
Su fdglie vive di Ribes Grossuluria L. Crescentino. Agosto 1901! 
Osservazione : Macchie fogliari irregolari, bianeastre o grigia Periteci 

* 

puntiformi epifilli , con piccolo foro rotondo; dim. jx. 90-200, globosi. 

■ 

Spore jaline, ovali, \i. 5-6 ¥ 3-3,5. 



147. Phyllosticta phaseolina Sacc. Mich. I, p. 149. Syll. p. 41; Alio 

scher 1. c. p. 137. 

Sulle foglie di Phaseolus vulgaris Savi. Crescentino. Setto mbre 1896 ! 

Osservazione: Macchie fogliari arsicce, pallidamente ocracee. Periteci 
epifilli, bruni^ globosi, |i. 100-2000 diam., ostiolati. Sporule jaline, ovali 
ellittiche, jjl. 4-6 ¥ 2,5. 



148. Phyllosticta Berleseana Allescher 1. c. p. 59 = Phoma rnorifolia 

Berl. Fungi moric; Sacc. Syll. X, p. 160 var. socialis. var. nov. 

Su foglie di Morns alba L. attaccate dal Septogloeum Mori. Crescen- 
tino. Agosto 1901. 

Osservazione: Periteci minuti, bruni, amfigeni, localizzati nelle mac- 
chie prodotte dal Septogloeum Mori, globosi, membranaeei, ostiolati, \i. 
90-150 diam., sporule jaline, ovali, biguttulatr, |i. 7-9 ¥ 3-5-4. 

Differisce alquanto dal tipo per i periteci amfigeni e piii piccoli 



l 



2. Malpighia. Anno XVI, Vol. XVI. 



18 TEODORO FERRARIS 



* 

■ 

149. Phyllosticta quinctuefoliae Allescher 1. c. p. 20; Sacc. 1. c. XVI, 

pag. 827. 
Su foglie languide di Ampelopsis hederacea DC. Crescentino. Agosto 

1901! 

Osservazione: Macchie amfigene circolari od irregolari, spesso con- 
fluenti, talora zonate e alfine perforate, brune. Periteci rari, piccoli, bruni, 
perforati, ovali, p. 140-150*105-110. Spore jaline, ovali, rotondate alle 
estremita, ordinariamente non guttulate, n. 7-8 * 3-3,5. 






150. Phyllosticta propinqua Ferraris et Saccardo sp. nov. in Atti del 

Congr. bot. di Palermo (sotto stampa). Tav. I (III fig. 1-2). 

Su foglie languide di Buxus sempervirms L. Crescentino. Aprile 1901! 

Osservazione: Macchie fogliari rotonde od allungate , marginate di 
fosco, situate presso il lembo fogliare. Periteci amfigeni, ordinariamente 
epifilli, minuti, puntiformi, nerastri , globosi, erompenti , pertugiati, 
H. 130-140 di diam. Sporule jaline, ovali, rotondate all* est remits non guttu- 
late; ji. 8,5-10*2,5-3,5. 



151. Phyllosticta Setariae Ferraris sp. nov.l Tav. I (IV, f. 1-4). 
Su foglie languide di Setaria glauca P.B. Crescentino. Settembre 1900! 
Osservazione: Macchie fogliari a contorno irregola re, allungate, sparse, 



da prima porporine con orlo piii scuro, poi bianche nel centro e porpo- 
rine-brune ai margini. Periteci rari, sparsi , \i. 110-120 di diam., glo- 
bosi, pertugiati, bruno-chiari. Spore numerosissime, jaline, ovali-roton- 
date alle estremita, dim. |i. 6,5-7 * 2,5-3, non guttulate. 

Assai diversa dalla Ph. crastophila Sacc. Mich. I, p. 153, affine alia 

Ph. sorghim Sacc. 1. c. p. 140. 

Diagnosi: Maculis irregularibus, candicantibus, purpureo-marginatis. 
Peritheciis sparsis, globosis, parvulis, ji. 110-120 diam., pertusis. Spo- 



,to-ellipsoideis 



¥2,5-3, eguttulatis. 



Hub. in foliis languidis Setariae glaucae. Crescentino in Pedemontio. 



MATERIALI PER UNA FLORA MICOLOGICA DEL PIEAIONTB 19 



PHOMA Fr. 



152. Phoma Amorphae Sacc. Mich. I, [p. 523; Syll. Ill, p. 68; Alle- 

scher 1. c. p. 178. 

All'estremita di ramotti secchi di Amorpha fruticosa L. Crescent! no. 
Gonnaio 1901 1 

Osservazione: Periteci numerosi, piccoli, puntiformi, globoso-lentico- 
lari, da prima velati dall'epidermide, poi subsuperficiali, pertugiati, dim. 
ji. 90-160 diam. Spore numerosissime , jaline , ovali, p.. 6 v 3,5. Basidl 
brevissimi. 



153. Phoma miiiutula Sacc. Mich. II, p. 92; Syll. Ill, p. 70; Alle- 

scher 1. c. p. 221. 

Su rametti secchi di Lonicera Caprifolhim L. Sulpiano di Verrua pr. 
Crescentino. Agosto 1900! 

Osservazione: Periteci sparsi, minuti, corticoli, g-lobosi, membranacei, 

- 

bruni, jjl. 115-120 diam. Spore numerosissinns jaline, piccolissime, ovate, 
ottuse non distintamente guttulate, |x. 2,5-4^1-1,5. 



154. Phoma cinerescens Sacc. Mich. I, p. 521; Syll. Ill, p. 96; Alle- 

scher 1. c. p. 210. 

Su rametti secchi di Ficus Carica L. Crescentino. Aprile 1901! 

Osservazione : Periteci nero-bluastri, allungati, sparsi, numerosi, ostio- 
lati, molto depressi, |i. 390-400 * 150-200. Basidi jalini, semplfci, lunghi 
fino a \i. 12, monospori. Spore fusiformi, jaline, distintamente 2-guttu- 
late, |i. 7-8 * 2. * 



155. Phoma acicola (Lev.) Sacc. Mich. II, p. 272; Syll. Ill, p. 100. 

Allescher 1. c. 198. 

Su fog-lie secche e cadute di Pinus sihestris L. Sulpiano di Verrua 
presso Crescentino. Agosto 1900 ! 

Osservazione : Periteci piccoli, membranacei, ostiolati, globosi, erom- 
penti, sempliei, bruni. Spore jaline, ovali, talora biguttulate, ji. 7-9*2,5 3. 






20 ' TEODORO FERRARIS 



156. Phoma Philodendri Ferraris sp. nov. Tav. I, (V, fig. 1-4). 

Su estremita fogliari secche di Philodendron pertusum. Loco di Bru- 
sasco pr. Crescentino. Ottobro 1901 ! 

Osservazione : Periteci amfigeni, puntiformi, sparsi, sottoepidermici, 
globso-depressi, largamente pertugiati, membranacei, bruni, ji. 140-160 
di diam. Basidi sempliei, dritti, appuntiti, \i. 10-12 di lunghezza. Spore 
jaline, ellittiche, rotondate alle due estremita, costantemente 2-guttulate, 
dim. ji. 7-8*3,5-4. 

Diagnosi: Peritheciis amphigenis, sparsis, punctiformibus, subepider- 
micis, globoso-depressis , epidermide velatis, poro amplo pertusis, |i. 140- 
160 diam. Basidiis rectis, hyalinis, ji. 10-12. Sporulis hyalinis, ellipticis, 
utrinque rotundatis, 2-guttulatis, fi. 7-8 ¥ 3,5-4. 



157. Phoma Pirottae ( x ) Ferraris sp. now Tav. I, (VI, fig. 1-5). 

Sui peduncoli delle infiorescenze , sulle brattee dei capolini e sugli 
achenii di Lapsana communis L. Verrua presso Crescentino. Settembre 
1900! 

Osserrazione: Periteei solitari od aggregate erompenti, bruno-nerastri, 
globosi od ovali, ostiolati, membranacei : dim. \i. 240*140. Basidi mo- 
nospori, sempliei, diritti, lunghi, dilatati alia base ed assottigliati al- 
restremita, |i. 12-19. Spore jaline ellittiche, alquanto attenuate all'estre- 
mita, raramente 2-guttulate, dim. \l. 7-8,5 * 2,5. 

Diagnosi: Peritheciis laxe gregariis, innato-erumpentibus , nigrican- 
tibus, globulosis, pertusis, \l. 240*140. Basidiis rectis, simplicibus, basi 
incrassatulis, fi. 12-19 long. Sporulis hyalinis elliptico-fusoideis, plerum- 
que non gmttulatis, [i. 7-8,5 * 2,5. 

Hob. In pedunculis, in squamis involucri floralis atque in fructibus 
Lampsanae communis. Crescentino in Pedem. 

Not a; Afiine al Ph. Achilleae Sacc. Mich. II, p. 616 e al Ph. linearis 
Sacc. 1. c. p. 340. 



(*) Specie dedicata airillustre Botanico Prof. Romualdo Pirotta, mio 
Maestro, Direttore del R. Orto Botanico di Roma. 



MATERIALI PER UNA FLORA MIGOLOGICA DEL PIEMONTE 21 



MACROPHOMA (Sacc.) Berl. et Yogi 



158. Macrophoma hyalina (B. et C.) Berl. et Vogl. Add. Syll. n. 516 

ed in Sac. Syll. X, 204; = Phoma hyalina (B. et C.) Sacc. Syll. 



Ill, p. 88. 



» 



Su rametti secchi di Ribes rubrum L. Crescentino. Aprile 1901! 

Osservazione : Periteci sparsi, nerastri, corticolo-erompenti , del diam. 
di x /3 di mm. circa, a maturita espellenti dall'ostiolo un globule d: spore 
bianco. Sporule jaline, continue, granulosa, internamente portate da un 
basidio piu corto della spora (ji. 7-8 di lungh.) , ovali-ellittiche, assai 

grandi, ji. 24-29 * 12-14, 

# 
JVota. La descrizione data dagli Aut. e assai breve ed incompleta, tut- 

tavia credo di peter riferire alia suddetta specie il Macrophoma da me 
trovato sul Ribes rubrum. 



159. Macrophoma Crescentina Ferraris et Saecardo sp. nov. in Atti del 

Congresso bot. di Palermo (sotto stampa). Tav 1, (VIII, fig. 1-3). 
Su foglie vive di Vitis vinifera L. Verrua presso Crescentino. Agosto 



1901 ! 



Osservazione: Macchie fogliari grandi, irregolari, bruno-rossastro. Pe- 



riteci poco numerosi , ipofilli, membranacei, globoso-ostiolati , Sttbepi- 
dermici, erompenti, diam. (i. 140-150 circa. Spore numerosissime, ellitti 
che o cilindrico-ottuse, un po' attenuate alle estremita, jaline, non gut- 
tulate, ma granulose, dim. p. 19-24^7-8,5. 

Affine al Microphonia reki/ormis (Vial, et Rav.) Cavara e di piu al 
J/. JSicula Scalia. 



160. Macrophoma Restaldii (*) Ferraris sp. nov. Tav. I, (VII, fig. 14). 

Su rametti secchi di Rubus sp. Sulpiano di Verrua presso Crescen- 
tino. Agosto 1900! 

Osservazione : Periteci subcorticoli erompenti, membranacei, semplici, 



( l ) Dedicato air III-" 10 Cav. Aw. Clcmente Restaldi, capo Division? al Mi- 

nistero di Grazia e Giustizia, zio carissimo air A. 



22 T?ODORO FERRARIS 



ostiolati, globosi , dim. \i. 245-280 diam. un po' depressi , basidt jalini, 
semplici, monospori, lunghi, \x. 7-8. Spore numerose, grandi, jaline, ovali, 
fortemente rotondate alle estremita, talora con una grossa goccia oleosa. 
Dimens. [i. 16-25 ¥ 12-14. 

Diagnosi : Peritheciis subcutaneo-erumpentibus, poro latiuseolo pertu- 
sis, globoso-depressis , \i. 245-280 diam., basidiis hyalinis, simplicibus, 
\i. 7-8 lung. Sporulis ellipsoidois , utrinque rotundatis, saepius crasse 
1-guttulatis, [i. 16-25^12-14, hyalinis. 

Hab. In ramis exsiccatis Riibi sp. Sulpiano di Verrua pr. Crescentino 
(Pedemontio). 



161. Macro p ho ma Penzigii (*) Ferraris sp. nov. Tav. II, (X, fig. 1-5). 

Su rametti secehi di Popidus nigra L. Crescentino. Gennaio 1901! 

Osservazione : Periteci corticoli, erompenti, grandi, membranacei, no- 
reggianti, semplici, ostiolati, \i. 290-400 diam. Basidi jalini, corti (jjl. 6-7), 
spore numerose, jaline, grandi, a maturita con episporio grosso, inter- 
namente granulosa, ellittiche, fortemente rotondate alle estremita, n. 22- 
28 * 12-14. 

Diagnosi: Perithociis erumpentibus, majusculis, membranaceis, nigris, 
ostiolo pertusis, |i. 290-400 diam. Basidiis hyalinis, brevissimis (|i. 6-7 
long.) Sporulis hyalinis, exosporio crassiusculo praoditis, intus granu- 
losis, ellipsoidois, utrinque rotundatis, ji. 22-28 ¥ 12-14. 

Hab. In ramis emortuis Pomili niarae. Crescentino in Pedemontio. 



162. Maerophoma Hemerocallidis Ferraris sp. nov. Tav. I, (IX, fig. 1-3). 
Su foglie languide di Heynerocallis fulra L. Crescentino. Agosto 1901! 
Osserrazione : Periteci ipofilli in macchie allungate, larghe, irregolari, 



localizzato alPestrernita della foglia, sparsi, membranacei, globosi, ostio- 
lati, ji. 220-250 diam. Spore jaline, numerosissime, continue, ellittiche o 
cilindracee, fortemente rotondate all'estremita, nelTinterno non guttulate, 

p. 21-24 v 10-12. 



O Dedicato al chiar. m0 Prof. O. Penzig, Direttore del R. Orto Botanico 
di Genova. 



MATERIALI PER UNA FLORA MICOLOGICA DEL PIEMONTE 23 



Diagnosi: Peritheciis hypophyllis, sparsis, maculis brunneis insidenti- 
bus, globosis, poro pertusis, fjt. 220-250 diam. Sporulis hyalinis, ellipticis 
vel subcylindraceis, utrinquo rotundatis, non guttulatis, fi. 21-24 * 10-12. 

Hob. In foliis languidis Hemerocallidis fulvae. Crescentino in Ped. 



SPHAERONEMA Fr. 



■ 

163. Sphaeronema Pirottae Ferraris sp. nov. T. II, (XI, fig. 1-3). 

Su cauli marcescenti di Phlox decussata. Crescentino. Aprile 1901! 

Osservazione : Periteci superficiali, neri, carbonacei, ventricosi alia base, 
lungamente rostrati, semplici, sparsi. Lunghezza totale col rostro fi. 640 
(di cui il rostro mi sura p.. 343). Largh. del peritecio fx. 340-350. Spore 
espulse alFestremita del collo, numerosissime, j aline, piccolo, continue, 
cilindracee, rotondate aU'estremita, |i. 4-4,5 * 2-2,4. 

Diagnosi: Peritheciis superficialibus , atris, carbonaceis, basi ventri- 
eoso-incrassatis, in rostrum crassum subaequilongum productis, ji. 640 ¥ 
340-350. Sporulis hyalinis, oblongo-cylindraceis, \x. 4-4,5 v 2-2,4. 

Hah. In caulibus putrescentibus Phlogis decussatae cult. pr. Crescen 
tino in Pedem. 

DOTHIORELLA Sacc. 



164. Dothiorella Mori Berl. Fungi moricolae. Fasc. I, tab. 8; Sacc. 

Syll. X, p. 232; Allescher 1. c. p. 522. 

Su rametti secchi di Robinia Pseudacacia L. Crescentino. Aprile 1901!- 

Osservazione: Stroma allungato erompente , periteci regolarmente di- 

sposti nello stroma, decrescenti. Basidi jaiini tappezzanti le eavita dei 

periteci, rotondati all'apice. Spore numerosissime, jaline, ovali, continue, 

rotondate alle estremita , grandi, granulosa, con episporio spesso. Dim. 

iv. 20-26 * 12-14. 



CYTOSPORA Ehrenl). 



1(35 ^ytospora Salicis (Corda) Rabenh. Deutsch, Fl. Fungi u. 1340; 

Sacc. 1. e. Ill, p. 261; Mlescher 1. c. p. 603. 



24 TEODORO FERRARIS 



Nella corteccia di rami socchi di Salix alba L. Crescentino. Settem- 
bre 1900! 

■ 

Osservazione: Stromi irregolari corticoli, erompeati. Periteci labirinti- 
formi, ramifieati nelT in tern o dello stroma, confluenti fVa loro. Basidi fili- 
form], jalini, lunghi |x. 12-15. Sporule allantoidee, jaline, \x. 4,5-5*1, 
espulse in cirri lunghi talora fino a 4 centimetri, giallicci. 



PHAEOSPORAE Sacc. 
BPHAEROPSIS Liv. 



166. Sphaeropsis rubicola C. et Ell. in Grevillea; Sacc. Syll. Ill, 



pag. 294. 



' 



Su sarmenti secchi di Riibus idaeus L. Crescentino. Aprile 1901! 

Osservazione: Periteci corticoli, erompenti, da prima ricoperti dall'epi 
dermide che poi si fende, membranacei, bruni, globoso-depressi, |i. 320 
di largb. * 190-200 di altezza. Basidi sempliei , jalini, ja. 12-14. Spore 
jaline, poi brune-olivacee, ovali irregolari, generalmente piu arrotondate 
da una parte che dalFaltra, continue, con episporio sottile. Dim. |i. 20- 
26 ¥ 10-12. 

Nota: I caratteri suddetti corrispondono alia breve descrizione data 
dagli A., onde e da ritenersi che si tratti realmente di questa specie 

i 

che non pare ancora data per l'Europa. 



COMOTHYRIUM Corda. 



167. Coniothyriuiii olivaceum Bon. in Fuck. Symb. p. 377; Sacc. 

Syll. Ill, p. 305; AlKseher 1. c. VII, p. 26. 
var. Aceris Ferraris var. nov. 
Su rametti secchi di Acer Pseudoplatanus L. Sulpiano di Verrua pr. 
Crescentino. Agosto 1900 ! 

Osservazione: Periteci corticoli, erompenti, sparsi, piccoli, nerastri, glo- 

bosi, |i. 150-200. Sporule numerose, bruno-olivace, ovali, inserite su stipit 
brevissimo. Dim. |i. 6-7*3,5. 

Diagnvsi: Peritheciis erumpentibus, mi nut is, globosis, \x. 150-200 diam. 
Jporulis ovoideis, olivaceis, |i. 6-7 v 3,5. 



MATERIALI PER UNA FLORA MICOLOGICA DEL PIEMONTE 25 



Hub. In ramulis emortuis Aceris Pseudoplatani. Sulpiano pr. CresceR- 
tino in Pedemontio. 



168. Coniothyiium olivaceum Bon. ecc. c. s. 

var. Pini silvestris Ferraris var. nov. 

Su foglie di Pinns silvestris L. secche e cadute a terra. Sulpiano. Ago- 
sto 1900! 

Osservazione: Periteci foglicoli, erompenti con ostiolo papillato, globosi, 
depressi, \i. 130-150. Sporule olivacee, ovali o globose, ji. 4-4,5 * 3-3,5. 

Diagnosi: Peritheeiis erumpentibus, papillatis, globoso-depressi s, ji. 130- 
150; Sporulis olivaeeis, ovoideis aut fere globosis, p.. 4-4,5^3-3.5. 

Hob. In foliis emortuis et deiectis Pini silvestris. Sulpiano pr. Cre 
scentino in Pedem. 



169. Coniothyrium Fuckelii Sacc. Fungi Ven. novi vel critici, Ser. V, 

p. 200; Syll. p. 306; Allescher 1. c. p. 52. 

Sulla corteccia di rarnetti secchi di Rubus sp. Crescentino. Gennaio 
19011 

Osservazione: Periteci piccoli, globosi, corticoli, erompenti, quasi su- 
perficial!, nerastri, ostiolati, \i. 240-250 diam. Spore olivacee ovali, j*. 4,5- 
5 * 2,5-3, 1-2-guttulate. 



E la forma tipica, non la fm. Rtibi 






170. Coniothyrium Epilobii Ferraris sp. nov.! Tav. II, (XII, fig. 1-2). 

Su rarnetti corticati secchi di EpUobium Dodonaei Vill. Crescentino. 
Aprile 1901! 

Osservazione: Periteci minuti, corticoli, erompenti, aggregati. un po' 
depressi , ovali , ostiolati , membranacei. Sporule numerosissime, bruno- 
olivacee, ovali, piceole, ji. 3,5-4,5 * 2,4-3. 

Diagnosi: Peritheeiis minimis, erumpentibus, aggregatis, globoso-de- 
pressis, membranaceis. Sporulis numerosissimis, olivaeeis, ovoideis, jj.. 3,5- 
4,5 ¥ 2,4-3. 

* 

Hab. In ramulis corticatis emortuis Epilobii Dodonaei. Cres entino 

in Pedemontio. 



26 TEODORO FERRARIS 



171. Coniothyrium Mattirolianum (') Ferraris sp. nov. Tav. II, (XIII, 

• % 1-3). 

Su fog-lie languide di Cynanchum Vincetoxicum Br. Crescent! no. Set- 
tembre 1901! 

Osservazione : Periteci sparsi su una macchia fogliare g*iallo-brun;i, 
irregolare, minuti, sub-epidermici, membranacei, giallicci, globosi. Spore 
assai numerose, bruno-olivacee, ovali, fi. 4,5-5,5*3. 

Diagnosi: Peritheciis sparsis , globosis , p. 150 diam , tenui-membra- 

naceis, pallidis, in macula magna i r regular i , ochracea. Sporulis nume- 
rosissimis, olivaeeis, ovoideis, |i. 4,5-5,5 * 3. 

Bab. In foliis languidis Cynanchi Vincetoxici. Crescentino in Pede- 
montio. 

PHAEODIDYMAE- Sacc 

DIPLODIA Fr. 



172. Diplodia Persieae Sacc. Mich. II, p. 267; Syll. Ill, p. 341; 

Allescher 1. c. VII, p. 142. 

Nella corteccia di rami secchi di Prunus Persica (L.) Stock. Crescen- 
tino. Aprile 1901! 

Osservazione: Periteci corticoli, erompenti, globosi , ostiolati , gregari, 



nerastri , \i. 380-400 diam. Spore ovali, da prima continue, poi 1-settate, 
alquanto ristrette al setto, bruno-scure, \i. 21-24 * 9. Basidi lunghi p. 9- 
10, semplici, jalini. 



173. Diplodia Ribis Sacc. Mich. I, p. 518; Syll. Ill, 344; Allescher 

1. c. p. 154, 

Nella corteccia di vecchi rami di Riles rubrum L. Crescentino, April 
1901! 

Osservazione: Periteci gregarl , semplici , nerastri , erompenti, V,- 1 /', 
mm. diam. Spore grandi , bruno-olivacee, per lungo tempo continue, 
ovali, alfine bicellulari, ristrette al setto, fortemente rotondate alle estre- 
mita, p. 24-26 w 12-13. Basidi lunghi, p, 15-16, semplici, jalini. 



(*) Dedicato al chiar .™ Prof. O. Mattirolo, Direttore del R. Orto Botanico 
di Torino. 



MATERIALI PER UNA FLORA MICOLOGICA DEL PIEMONTE 27 



174 Diplodia mamillana Fr. Summa Veg. p. 417; Sacc. 1. c. p. 344; 

Allescher 1. c. p. 116. 
var. Corni-maris Ferraris, var. nov. 



f 



Su rametti secchi di Cornvs mas L. Crescentino. Aprile 1901 ! 

Ossertazione : Periteci corticoli, erompenti, aggregati, bruni, membra- 
nacei, con ostiolo alquanto papillato, \l. 200-220 diam. Spore brune, bi- 
cellulari, non ristrette al setto, rotondate ad en tram be le estremita, \i. 19- 
22 * 12-13, bruno-scure. 

Diagnosi: Peritfaeciis gregariis, erumpentibus, globosis, papillatis, |i. 
200-220 diam. Sporulis fuligineis, |i. 19-22 * 9-12, non eonstrictis. 

Hob. In ramulis emortuis Corni maris. Crescentino in Pedemontio. 



175. Diplodia Lonicerae Fuck. Symb. Myc. p. 141; Sacc. 1. c. p. 345; 

Allescher 1. c. p. 134. 

Su rametti secchi di Lonicera Caprifolium L. Sulpiano di Verrua. 
Agosto 1901! 

Osservazione : Periteci globosi, bruni, membranacei, ji. 240 diam. opp. 

250 ^ 150. Spore fosche, rotondate alle estremita, non od appena ristrette 

al setto, dim- ji. 21-26*9-10. 



176. Diplodia ditior Sacc. et Roum. in Michelia II, p. 623; Sacc. 

Syll. p. 352; Allescher 1. c. p. 146. 

Su rametti secchi di Platanus orientalis L. var. occidentalis L. Crescen- 
tino. Gennaio 1901! 

Osservazione: Periteci gregari, corticoli, erompenti, globosi, con ostiolo 
alquanto prominente, dim. p. 250-300 diam. Spore intensamente brune, 
grandi, ovali, rotondate alle rstremita, lungamente continue, poi 1-settate, 

pochissimo ristrette al setto, p. 19-25 * 10-12. 



177. Diplodia Coryli Fuck. Symb. myc. p. 393; Sacc. Syll. p. 353; 

Allescher 1. c. p. 117. 

Su rametti secchi di Corylus Avellana L. Carboneri nel Monferrato. 
Settembre 1900! 

Osservazione: Periteci corticoli, erompenti , neri , sub-carbo nacei, glo- 



28 TEODOHO FERRARIS 



bosi, grandi jjl. 400-500 di diam. , papillati , con ostiolo indistintamente 
perforate Spore brune, numerosissime , ovali o cilindrico-ottuse, roton- 
date alle estremita, talora ineguali, non o pochissimo ristrette al sotto, 
it, 21-24*8,5-9,5. 



178. Diplodia Evonymi West. Exs. n. 930; Sacc. 1. c. p. 360; Alle- 

scher L c. p. 122. 
Su foglie di Evonymus japonicus cadute a terra. Civscentino. Agosto 

1901! 

Osservazione: Periteci ordinariamente ipofilli, sparsi, puntiformi, glo- 
bosi, lneinbranacei , ji. 190-200 di diam. Spore brune portate su basidi 
brevissimi, jalini, ovali, 1-settate, non ristrette al setto, n. 20-25*7-8. 



HYALODIDYMAE Sacc. 
ASCOCHYTA Lib. 



179. Ascochyta pedemontana Ferraris sp. nov. Tav. II, (XIV, fig. 1-2). 
Su foglie languide di Physalis Alhekengi L. Crescentino. Agosto 1901! 
Osservazione: Macchie fogiiari bruno-oeracce , irregolarmente roton- 



l^AlCUl MI U"v ov I civuv 9 X1 ^O 



date, zonate, nel centro piu chiare , alfine perforate. Periteci minuti, 
bruni, globoso-depressi, nel centro delle maeehie, |i. 100-140 diam. Spore 
numerose, j aline, cilindrico-rotondate alle estremita, alcune continue, al- 
tre fornite di un setto molto sottile, non ristrette, jjl. 9-10 * 3,5-4. 



brunneo-och 



• • 



minimis, globoso-lenticularibus , [J. 100-140 diam. Sporulis hyalinis, 
cylindraceis, utrinque rotundatis, diu continuis, dein 1-septatis, non con- 
strict is, jjl. 9-10 * 3,5-4. t 
Hob. In foliis languidis Pysalidis Alkekengi. Crescentino in Pedem. 
Ab Ascochyta physalina Sacc. valde differt. 



DIPLODINA West. 



180. Diplodina Castaueae Prill, et Delacr. Bull, de la Soc. Mycol. t. IX, 



275 



MATfiRIALI PER UNA FLORA MICOLOGICA DEL PIEMONTE 29 



Su rametti secchi e caduti di Castanea sativa Mill. Sulpiano di Verrua. 



Agosto 1900! 



Osservazione : Periteci nerastri localizzati sotto la scorza , di poi sco- 
perti per la caduta della scorza cho si leva a placche, globulosi, ostio- 
late, filament) sporiferi lunghi, jalini. Sporule piccole, jaline, fusiformi, 
acuminate ad entrambe le estremita, 1-settate, non ristrette al setto. Dim. 
fi. 7-9*2. 



181. Diplodina Saccardiana (*) Ferraris sp. nov. Tav. II, (XV, fig. 1-2). 



ifoli 



sto 1900! 



Osservazione: Periteci corticoli, erompenti, poi quasi superficiali, per- 
fettamente globosi, bruni, sparsi, ostiolati, dim. \i. 140-180. Sporule nu- 
merosissime, in massa olivaceo-chiare, isolate quasi jaline, 1-settate, acu- 
minate alle due estremita e quindi sub-fusiform i, non ristrette al setto, 
dim. fi. 8-9,5 * 2,5-3. 

Diagnosi: Peritheciis erumpentibus, dein sub-superficialibus, globulosis, 
atris, apice perforatis, |i. 140-180. Sporulis fere hyalinis vel dilute chlo- 
rinis, 1-septatis, non constrictis, fusoideis, |i. 8-9,5*2,5-3. 

Hob. In ramulis emortuis Lonicerae CaprifoliL Sulpiano di Verrua 

in Pedemont. 

PHRAGMOSPORAE Sacc. 



HEXDERSONIA Berk. 



182. IleiiilL-rsonia cornicola (DC. p. p.) Linn. Trans. 1859; Sacc. 1. 

c. Ill, p. 427; Allescher 1. e. p. 202. 

Su estremita fogliari secche di Cornus sanguined L. Crescentino. Set- 
tembre 1900! 

Osservazione: Periteci puntiformi, nerastri, sparsi, membranacei, glo- 
bosi, pu 120-150 diam. Spore inserite su basidi semplici, jalini, lunghi 
circa \i. 12, a maturita ovali, giallo-brune, 3-settate, (x. 16-21 * 7-10. Spore 
alquanto piu grandi che nelle diagnosi degli AA. 



(*) Dedicata all' Illustre Micologo Prof. Cav. P. A. Saccardo, Direttore del 
R. Orto Botanico di Padova. 



30 



TEODORO FERRARIS 



183. Hendersonia rhizophila Ferraris sp. nov. Tav. II, (XVI fig. 1-3). 
Su rizomi e catafilli morti di Cynodon Dactylon Pers. Sulpiano di 
Verrua. Agosto 1900! 

Osservazione : Periteci erompenti, globosi, membranacei , bruni, ostio- 
lati, n. 50-150. Sporo espulse in cirri giallo-bruni, numerosissime, cilin- 
dracee, talora curvule , arrotondate all' est rem ita, giallo-brune, 3-settate, 
ix 16-19*2,5-3. 

t 

Affine all'H. Donauis Sacc. 
Diagnosi: Peritheciis erumpentibus , fuscis , poro pertusis, [i. 50-150. 
Sporulis in cirros expulsis , cylindraceis , utrinque obtuse rotundatis, 
lutee-elivaceis, 3-septatis, jx. 16-19 * 2,5-3. 

Hab. In rhizomate emortuo Cynodontis Dactyli. Verrua in Pedem. 



SCOLEPOSPORAE Sacc 

SEPTORIA Fr. 



184. Septoria oleandrina Sacc. Fungi Veneti V, p. 205; Syll. Ill, 

p. 497; Allescher 1. c. p. 819. 

Su fog-lie di Nerium Oleander L. Crescentino. Agosto 1901! 

Osservazione: Macchie fogliari candide, limitate da zona porporina. 
Perit. epifilli, sparsi, globosi, bruni, p. 120-140 diam. Sporule jaline, ba- 
cillari, curvule con estremita arrotondate, 16-21 * 2,5. 



185. Septoria Medicaginis Rob. et Desm. 14 Not. boi, p. 24; Sacc. 

Syll. p. 508; Allescher 1. c. p. 813. 

Su foglie vive di Medicago satha L. Montiglio Monferrato. Agosto 1901! 

Osservazione: Macchie indefinite, ocracee. Periteci minuti, nerastri, f. 
115-150, diam., ostiolati. Sporule jaline, cilindracec-ottuse, talora un po' 
curvule, ordinariamente non settate, u. 15-20 v 3,5-4. 



186. Septoria Oenotherae West. Bull. Ac. Roy. Belg. Ser. II, t. XII, 

n. 7; Sacc. 1. c. p. 513; Alleschor 1. c. p. 819. 
Su foglie di Oenothera biennis L. Crescentino. Agosto 1901! 
Osserva:io?ie: Macchie fogliari rotonde od ovali, ocracee, marginat 



MATERIALI PER UNA FLORA MICOLOGICA DEL PIEMONTE 31 



di rossastro. Perit. puntiformi j membranacei , ovali , jjl. 120 * 90-95, lar- 
gamente perforata Sporule esilissime, filiformi, flessuose, indistintamente 
settate, p.. 30-40^1,5, jaline, acuminate. 



187. Septoria Chelidonii Desmz. in Ann. Sc. Nat. 1842, XVII, p. 110; 

Sacc. 1. c. p. 521; Allescher L c. p. 756. 

Su foglie di Chelidonium majus L. Crescentino. Settembre 1901! 

Osservazione: Macchie fogliari angolose, giallo-brune. Peritecii punti- 
formi, sparsi, globosi, giallo-bruni, pertugiati, [i. 100-110 diam. Sporule 
jaline, filiformi, non settate, flessuose, |i. 29-40*1,5. 



188. Septoria Eupatorii Rob. et Desm. 21 Not. p. 6; Sacc. 1. c. p. 

546; Allescher 1. c. p. 779. 

Su foglie di Eupatorium cannabinum L. Crescentino. Agosto 1901! 

Osservazione: Macchie fogliari ,*piccole , rotonde , numerose, cenerine 
con orlo porporino. Periteci membranacei, globosi, (i. 90-110 diam. Spo- 
rule numerose, filiformi, jaline, sottili, acuminate, curvule, indistinta- 
mente settate, ja. 36-50 * 1,5-2. 



*(87). Septoria Polygonorum Desm. Ann. Sc. Nat. 1842, XVII, p. 108, 

Sacc. 1. c. p. 555; Allescher 1. c. p. 833. 
y. Hydropi peris Ferraris var. now 
Sulle foglie di Polygonum Hydropiper L. Crescentino. Agosto 1901! 
Osservazione: Macchie fogliari ocracee, cinte di sanguigno , circolari, 
sparse, numerose. Periteci puntiformi, minutissimi, n. 98-110 diam. Spo- 
rule jaline, filiformi, esilissime, curvule, settate, |i. 36-40 * 1,5-2. 
Diagnosi: A typo differt sporulis majoribns, [i. 36-40 * 1,5-2. 
Hob. In foliis Polygoni Hydropiperis. Crescentino in Pedemont 



189. Septoria Urtieae Desm. et Rob. 14 Not. 1847, p. 24, Sacc. 1. c 



p. 557; Allescher 1. c. p. 873. 



I 



Su foglie di Urtica dioica L. Crescentino. Agosto 1901! 
Osservazione: Macchie fogliari bruno-nerastre, irregolari. Periteci pun- 
tiformi, membranacei, \i. 70-90. Sporule jaline , filiformi, curvule., 2-3- 
ettate, non guttulate, acuta alPestremitA, ji. 29-60^2,5. 



32 TEODORO FERRARIS 

190. Septoria Saccardoi Ferraris sp. nov. Tav. II, (XVII, fig. 14). 
Sulle foglie di Lys'nnachia vulgaris L. Crescentino. Luglio 1900! 
Osservazione : Macchie fogliari oeracee , irregolari , a contorno bruno, 



sparse o talora confluenti. Periteci epifilli, piccoli, puntiformi, nerastri, 
globosi, con ostiolo rotondo, immersi nel mesofillo, dim. \i. 250-300 diam. 
Sporule jaline o dilutam. g-iallognole , grossette , curvule , ottuso-roton- 
date alle estremita, 3-settate, ji. 38-40 * 3,5. 

Nota. Del tutto diversa, specie per la forma e dimensione delle spore, 

dell a Septoria Lysimachiae West. 

Diagnosi: Maculis irregularibus ochraceis , fusco cinctis, sparsis, vel 
confluentibns. Peritheciis epiphyllis, immersis, membranaceis, atris, poro 
pertusis, f-. 250-300 diam. Sporulis hyalinis , cylindraceis, cumilis, 
utrinque obtusiusculis, 3-septatis, f*. 38-40 m 3,5. 

Hab. In foliis languidis Lysimachiae vulgaris. Crescentino in Pedem. 






RHABDOSPORA Mont 



191. Rabdospora ramealis (Desm. et Rob.) Sacc. 1. c. p. 580; Alle- 

scher 1. c. p. 919. 
Var. Rubi Idaei Ferraris var. nov. 

Su sarmenti secchi di Ruhus Idaeus L. Crescentino. Gennaio 1901! 

Osservazione : Periteci alquanto prominentia allungati, sparsi, immersi 
nella corteccia, neri, ji. 240-390 * 190-145, ostiolati. Spore esili, filiformi, 
curvule ad una estremita e quindi uncinate, indistintamente settate, [/.. 
24-38 « 1,5-2. 

Diagnosi: Peritheciis ut in sp. typ. a qua differt sporulis majoribus 
({*. 24-38 * 1,5-2) atque curvatis. 



PHLYCTAENA Mont, et Desm. 



192. Phlyctaena phomafelhi Sacc. Mich. I, p. 528; Syll. Ill, p. 594; 

Allescher 1. c. p. 942. 

Su rametti seechi di Ulmus campestris L Creseeatino. Settembre 1900! 
Osservazione ;~Periteci gn _ari, immersi nella corteccia, globniONi ne ~ 



MATERIALI PER UNA FLORA MICOLOGICA DEL PIEMONTB 33 



rastri, non ostiolati, p% 350 * 280. Sporule numerose, filiformi, jaline, un- 
cinate, appuntite, non settate, ji. 19-24 * 1-1,5, inserite su basidi jalini, 
fitti, lunghi circa jx. 12. 



LEPSTOTROMACEAE Sacc. 

Hyalosporae Sacc. 



LEPTOTHYRIUM Kunze et Schm. 



193. Leptothyrium dryinum Sacc. Mich. I, p. 202; Syll. Ill, p. 628; 



Allescher 1. c. VII, p. 339. 



I 



Su foglie vive di Quercus pedunculated W. Crescent i no. Settembre 1901! 

Osservazione : Periteci in nmcchie fogliari rotonde od ovali , ocracee; 
minuti, puntiformi, superficiali, dim. |i. 50-90 diam., formati di fibre di- 
sposte radialmente, brune, deiscenti per un'apertura centrale irregolare. 
Spore dilutamente brune, granulosa o pluriguttulate, ovali, |i. 10-12 ^ 8-9. 



LEPTOSTROMA Fr. 



194. Leptostroma Idaei Ferraris sp. now Tav. II, (XVIII, fig*. 1-3). 

Su rametti secchi di Hub us Idaeus L. Crescentino. Aprile 1901 ! 

Osservazione: Periteci superficiali, allungati nel senso delle fibre, quasi 
neri, con fessura longitudinale poco manifests, lunghi 2-3 mm., larghi 
jjl. 190-200 ed alti |i. 140-150, crostiformi. Basidi tappezzanti la cavita 
interna del peritecio, semplici, jalini, lunghetti, \i. 12-19. Spore numero- 
sissime, jaline, ovali, acuminate alle estremita, continue, 1-2-guttulate, ji. 

7-10 * 2,5. 

Diagnosi: Peritheciis sub-superficial ibus , oblongis, atris, indistincte 
rimosis, 2-3 mm. longis , p.. 200 cr.. Sporulis ovato-fusoideis, hyalinis, 
1-2-guttulatis, ji. 7-10 * 2,5. Basidi is p.. 12-19 longis. 

Hah. In sarmentis exsiccatis Rubi Idaei. Crescentino in Pedem. 



LABRELLA Fries. 



195. Labrella Coryli (Desm. et Rob.) Sacc. Syll. 1. c. p. 648 

scher L c. p. 363. 

3. Malpighia. Anno XVI, Vol. XVI. 



34 TEODORO FERRARIS 



. Su foglie di Corylus Avellana L. Crescentino. Ottobre 1901! 
Osservazione : Macchie fogliari amfigene, rossastre, rotondate od irre- 



golari. Peril ipofilli, a parete tenuissima, bruna, piegiiettata, aperti Ion- 
gitudinalmente da una larga fessura, dim. ji. 90-100 diam. Spore ovali, 
jaline, rotondate alle estremita, \x. 12-15^5-6. 



Scolecosporae Sacc. 
LEPTOSTROMELLA Sacc. 



196. Leptostromella hysterioides (Fr.) Sacc. Syll. 1. c. p. 659; Alle- 

scher 1. c. p. 389. 
Var. pedemoiitana Ferraris var. nov. 
Su cauli secchi di una Labiata indet, Cunico d'Asti nel Monferrato. 

Settembre 1900! 

Osservazione: Periteci neri , carbonacei , per lo piii ovali od ellittici, 
molto appiattiti eppercio scudiformi , non staccabili dalla matrice, sub- 
astomi , lunghi 1-2 mm. , dimezzati , quasi superficial^ Strato prolifero 
tappezzante il fondo del peritecio, formato di numerosi basidi avvicinati 
lunghi |i. 7-9 un po' clavati. Spore filiformi, curve a C, appuntite alle 
estremita, jaline, continue, 1-guttulate, |i. 21-24 * 2-2,5. 

Diagnosi: Peritheciis oblongis, sub-astomis , 1-2 mm. longis, sub-su- 
perficialibus. Sporulis bacillari-fusoideis, curvulis, continuis, 1-guttulatis, 
ji. 21-24*2-2,5. Basidis fasciculatis, clavatis, jx. 7-9 long. 



MELANCONIEAE 



Hvalosporae Sacc. 
GLOEOSPORIUM Desm. et Mont 



197. Gloeosporium cylindrospermum (Bonord.) Sacc. F. it tab. 1027; 

Syll. pag. 715. 
Sulle foglie di Alnus glutinosa Gaertn. Crescentino. Agosto 1901 ! 
Osservazione: Macchie fogliari epifille, larghe, brune, rotondate. Arce- 
vuli minuti, puntiformi, bruni, rotondati od ovali, ji. 80 diam., oppure 



MATERIALI PER UNA FLORA MICOLOGICA DEL PIEMONTE 35 



|i. 120 ¥ 80. Sporule numerosissime, jaline, continue, fusiformi, |i. 10-12 



3-3,5. 



COLLETOTRICHUM Corda 



198. Colletotrichum Liliacearum Ferraris sp. nov. Tav. II, (XIX 



fig. 1-2). 



Su foglie languide di Hemerocallis fulva L. Crescentino. Agosto 1901 ! 

Osservazione: Acervoli minuti, puntiformi, nerastri, del diam. di 120- 

150 |i., forniti di setole lunghette, rigide, un po' arcuate in fuori, bruno- 

olivacee, piii scure alia base, lunghe ji. 70, larghe \x. 5-5,5. Basidi jalini, 
corti; conidi jalini, continui , fusoidei-acuminati alle estremita, un po' 
arcuati, dim. ji. 12-17 ^ 2,5-3,5. 

Nota: Molto probabilmente e una forma di sviluppo della Vermicularia 
Liliaceorum Sch. o della V. Liliacearum Vest. Sac. Syll. Ill, p. 233, 
Allescher L c. VII, p. 506. 

Diagnosi: Acervulis minutis, punctiformibus, diam. \i. 120-150, atris, 
setulis acuminato-areuatis , atro fuligineis , \i. 70 long., ji. 5-5,5 lat. Co- 
nidiis hyalinis, fusoideis, arcuatis, p.. 12-17 * 2,5-3,5. 

Hob. In foliis languidis Hemerocallidis fulrae (cult, in hort. pr. Cre- 
scentino in Pedem.). 



DlDYMOSPORAE S'dCC 



MAR90XIA Fiseh. 



199. Marsonia Juglandis (Lib.) Sacc. F. Ital. t 1095; Syll. p. 768. 

Su foglie languide di Juglans regia L. Crescentino. Agosto 1901 ! 

Osservazione: Macchie fogliari sub-circolari , bruue. Acervoli ipofilli, 
bruni, rugosi, diam. |i. 90-120. Conidi fusoidei, curvi a C con una estre- 
mita piii appuntita, 1-settati, dim. p,. 18-24 v 4,5-5. 



36 TE0D0R0 FERRARIS 



HYPHOMYCETAE Mart. p. m. p 

MUGEDINEAE Link. 

Amerosporae Sacc. 

OOSPORA Wallr. 



200. Oospora Oryzae Ferraris sp. nov. Tav. II, (XX fig*. 1-2). 

Su glumette putrescent! di Riso affetto clal Brusone. Crescentino. 
Agosto 1901! 

Osservazione : Ife vegetative esilissime, striscianti , variarnente ramifi- 
cate, settate, jaline, cilindriche, |jl. 2-2.3 diam. Rametti conidiofori sem- 
plici, esili, dritti o flessuosi, corti, acuminati, lunghi circa 20-30 |i., por- 
tanti aU'estremita una catenella di conidi jalini, piccoli, continui, ovato- 
acuminati alle estremita, jjl. 3,5-6 ^ 2-2,5. 

Nota: Specie vicina aWOospora candidula Sacc. Syll. IV, p. 12. 

Diagnosi: Hyphis sterilibus repentibus filiformibus, septatis, hyalinis, 
|i. 2-2,3 diam.; h. fertilibus simplicibus , 20-30 ja. long., conidiis ovato- 
acuminatis, [x. 3,5-6 v 2-2,5. 

Hob. In glumulis putrescentibus Oryzae sativae. Crescentino in Pedem. 



PEXICILLIUM Link. 



201. Penicillium candidum Link. Obs. mycol. I, p. 15; Sacc. Syll. IV, 

p. 79. 
Su acini maturi di Uva Luglienga. Crescentino. Agosto 1901 ! 
Osservazione : Cespitoli corti, biancastri, vellutati. Ife sterili striscianti, 
ramifieate, settate, j aline. Ife fruttifere erette, jaline, del diam. di p, 3- 
3,5, ramificato-verticillate aU'estremita. Conidi globosi, piccoli, jalini, ji. 
3-5 diametro. 

HAPLARIA Link. 



202. Haplaria corticioides Ferraris et Saccardo sp. nov. in Atti del 

Congr. bot. di Palermo (sotto stampa) T. II , (XXI. fig. 1-3). 
Sulla corteccia di vecchi tronchi di Nocciolo. Crescentino. Agosto 1901 ! 



MATERIALI PER UNA FLORA MICOLOGICA DEL PIEMONTE 37 



Osservazione: Cespitoli largamente effusi, superiormente cenerini, pol- 

verulenti. Ife vegetative variamente intrecciate , ramulose , le fruttifere 
piii o mono flessuose con numerose dentellature laterali, sulle quali si 
inseriscono i conidi jalini, globosi, piecoli, p.. 3,5 diam. 

A 7 ota: Affine aU\fiT. grisea Link, e ad H. salicina Sacc. (SylL IV, 
pag. 85-86). 

BOTRYTIS Mich. 



203. Botrytis vulgaris Fr. Syst. Mycol. Ill, p. 398; Sacc. L c, p. 128. 

I. Su frutti marcescenti di Rabus discolor W. et N. Sulpiano di 
Verrua. Agosto 1900 ! 

Osservazione : Cespuglietti cenerini, fitti, formati di ife rigide, diritte, 
olivacee, settate , scarsamente ramificate alFapice, rametti con dentella- 
ture su cui si articolano i conidi solitari , ovali , jalini poi olivacei , |i. 

9-12 * 7-9. 

II. Su foglie fracide di Orchis piantata in vaso. Crescentino. Aprile 

1901 I 

Osservazione: Conidi \i. 9-14,5*7-9. 

III. Su foglie di Ranunculus Ficaria L. Crescentino. Aprile 1901 ! 

Osservazione: Conidi 9-17*7-9. 

IV. Su sarmenti fracidi di Vite. Crescentino. Aprile 1901 ! 

Osservazione: Conidi 12*7-7,5, 



OVULARIA Sacc. 



204. Ovularia decipiens Sacc. Mich. II, p. 546; SylL IV, p. 139. 

Su foglie di Ranunculus acris L. Crescentino. Aprile 1901 ! 

Osservazione: Macchie epifille, giallognole , ovali o circolari. Cespitoli 
ipofilli , biancastri , corti. Ife jaline sub-semplici , dritte o tortuose, non 
settate, dim. |x. 35-40*4. Conidi ovali, continui, jalini, p, 24-25*9-11. 



38 TEODORO FERRARIS 



DlDYMOSPORAE SaCC. 



• 



DIPLOSPORIUM Bon. 



I 

205. Diplosporium album Bon. Handb. p. 99, fig. 108 ; Sacc. 1. c. 

pag. 178. 
Sulla corteccia di rami secehi ed umidi di Rufais Idaeus. Crescentino. 

Gennaio 1901 ! 

Osservazione: Cespitoli biancastri, sparsi o confluenti. Ife fertili va- 
riamente ramificati, jaline, settate, jjl. 3.3,5 diam. Conidi ovati , allun- 
gati, 1-settati, alquanto ristretti al setto, jalini, dim. |i. 19-29*8-12. 



MYCOGONE Link. 



206. Mycogone rosea Link. Obs. I, p. 16; Sacc. 1. c. p. 183. 

Su\Y Amanita caesarea Scop, in via di putrefazione. Verrua Savoja 
presso Crescentino. Agosto 1901 ! 

Osservazione : Cespuglietti effusi, con ife vegetative jaline, striscianti, 
settate , le fruttifere brevi , talora ramose, port-ante all' estremita un co- 
nidio 1-settato, fortemente ristretto al setto, colla cellula inferiore piu pic- 
cola, jalina, rotondeggiante e colla cellula superiore grandissima, rosea, 
ad episporio molto spesso, dim. |i. 48-50 * 30-33. 



Phragmosporae Sacc. 



DACTYLIUM Nees. 



207. Dactylium dendroides (Bull.) Fr. S. M. Ill, p. 413; Sacc. L 

c. p. 189. 

SulV Amanita caesarea Scop, putrescente. Verrua Savoja presso Cre- 
scentino. Agosto. 1901 ! 

Osservazione: Cespuglietti effusi, biancastri. Ife fruttifere erette, jaline, 
settate, ramificate, con rametti verticillati assottigliati all 1 apice ed ivi, 
portanti un conidio. Conidi jalini, cilindrici, rotondati all' estremita, 1-3- 
settati, dim. ji. 12-28 * 6,5-9, apiculati alia base. 



MATERIALI PER UNA FLORA MICOLOGrlCA DEL PIEMONTE 39 



PIRICULARIA Sacc. 



208. Piricularia Oryzae Cav. Fung*. Long. exs. n. 49 ; Sacc. 1. c. X, 

p. 563. 
Sopra culmi , glume , foglie di Riso affetto dal Brusone. Crescentino. 

Agosto 1901 ! 

Osservazione : Macchie fogliari ocracee a contorno bruno, allungate, 
macchie del culmo brune. Ife fittamente intrecciate, flessuose, ramificate, 
scarsamente satiate, olivacee, dim. p.. 4-4,5 diam. Conidi solitari laterali, 
diluitamente fuliginei, ovali, rotondati in basso ed ivi forniti di un pic- 
colo denticino, superiormente prolungati in punta conica , quasi jalina, 

2-settati, jL 21-33 * 12. 

Nota: Quasi costante in tutti gli esemplari di riso da me osservati 
colpiti dal Brusone , specialmente sui culmi , all'estremita sotto la pan- 
nocchia , ancora parzialmente ravvolti dalla guaina fogliare , piu raro 

sulle foglie. 



DEMATIEAE Fr. 



Amerosporae Sacc. 
CONIOSPORIUM Link 



209. Coniosporium rhizophilum (Pr.) Sacc. Mich. II, p. 124; Syll., 

IV, pag. 244. 
Su rizomi morti e putrescent! di Cynodon Dactyloti L. Sulpiano di 

* 

Verrua. Agosto 1901 1 

Osservazione : Cespitoli superficial^ sparsi o confluenti, formanti placche 
irregolari nere, polverose. Ife conidifere brevissime, conidi numerosissimi 
bruno-scuri, ovali od ellittici o globosi, dim. p.. 7-9 diam. opp. 9-10 * 7. 



TORULA Pers. 



210. Torula monilioides Corda in Sturm. DC. Fl. t 38; Sacc. L c. 

p. 254. 



40 TEODORO FERRARIS 



Var. globosa var. nov. 

Su pezzi di legno fracido. Crescentino. Agosto 1901 ! 

Osservazione : Cespitoli irregolari nerastri, polverosi, con ife brevissime. 
Conidl catenellati, globosi, disposti a coroncina di rosario, intensamente 
bruni, n- 64 diam., staccantisi in serie. 

A typo differt. sporulis globosis, |i. 4-6 di diam. 



DlDTMOSPORAE SaCC. 



CLADOSPORIUM Link 



211. Cladosporium epiphyllum (Pare.) Mart. El. p. 351 ; Sacc. 1. c. 

pag. 360, 
Su foe-lie secche e cadute a terra di Querela pedunculate W. Crescen- 



tino. Gennaio 1901 ! 



Osservazione: Cespitoli sparei, bruni, quasi rotondi. Ife olivacee, rigide, 
poco ramificate , erette , tortuose, dense, qua e la rigonfiate. Conidl ter- 
minali, solitari, olivaeei, ellittici, da prima continui, poi 1-settati, dim. 
i*. 16-19*7. 




PHRAGMOSPORAE 



HELMIXTHOSPORIUM Link. 



212. llelminthosporium turcicam Pass. (Nebbia del granturco in 

Boll. Comix. Agr. Parm. 1876) Sacc. 1. c. p. 420. 
Su foglie languide di Zea Mays L. Crescentino. Agosto 1901 ! 
Osservazione: Macchie fogliari allungate, grigiastre. Ife conidifere oli- 
vacee, erette, settate. Conidi grandi, olivaeei, fusiformi, 5-8-settati, p.. 130- 
150 * 21-24. 

CERCOSPORA Fres. 



213. Cercospora cerasella Sacc. Mich. I, p. 266; Syll. IV, p. 460. 

Su foglie languide di Ciliegio. Crescentino. Agosto 1901 ! 

Osservazione:- Maccbie fogliari rosso-brune, circolari. Cespuglietti pun- 
tiformi con ife erette pivi o meno flessuose brune, settate, \x. 30-40 * 3-3,o 



MATERIALI PER UNA FLORA MICOLOGICA DEL PIBMONTB 41 



Conidi allungati rigonfi in basso, assottigliati all'apice, 4-5-settati, dilu- 
tamente olivacei, ji. 60 v 4,5, 



Dictvosporae Sacc. 



SPORODESMIUM Link 



214. Sporodesmium Melongenae Thiim. Contr. Myc. Lusit. n. 427 ; 

Sacc. 1. c. p. 505. 

Su foglie languide di Solanum Melongena L. Crescentino. Agosto 1901 ! 

Osservazione: Macchie irregolari brunicce, per lo piii 1 imitate tra le 
nervature secondarie. Cespuglietti radi con ife fruttifere corte, olivacee. 
Oonidi dilutamente olivacei, assottigliati in basso in un pedicello lungo 
e sottile, in alto rotondati con numerosi setti trasversali e generalmente 
1-3 setti longitudinal] , dim. j*. 190-200 (compreso il pedicello) ¥ 14-18. 

Spore molto piii lunghe che nel tipo. 



ALTERNARIA Nees. 



215. Alternaria Rrassicae (Berk.?) Sacc. Mich. II, p. 172; Syll. IV, 

pag. 546. 

Su foglie di Brassica oleracea L. Crescentino. Agosto 1901 ! 

Osservazione: Macchie fogliari ocracee, talora zonate. Cespuglietti 
puntiformi con ife fruttifere corte, grosse, olivacee, poco settate, p.. 36* 
7. Conidi olivacei , allungati , con numerosi setti trasversali ed ivi ri- 
stretti, e pochi setti longitudinali, jx. 60-80*12-14, sovrapposti. 



MACROSPORIUM Fr. 



* (109). Macrosporium commune Rabh. F. E. n. 1360; Sacc. 1. c. p. 521. 

IV. Sulla pagina inferiore di foglie parzialmente dih sccate di Phi- 

lodendron pertusum. Loco di Brusasco pr. Crescentino. Settembre 1901 ! 
Osservazione: Conidi ji. 30-35*12-16. 

V. Su fogrlie languide di Limone. Crescentino. Aarosto 1901 ! 



&* iw * w "to 



Osservazione: Conidi 19-30*12-14. 



42 TEODORO FERRARIS 



FUMAGO Per*. 



* (110). Fumago vagans Pers. Myc. Eur. I, p. 9; Sacc. 1. c. p. 547. 
III. Su fog-lie di Humulus Lupulus L. Crescentino. Sottembre 1901 ! 



SARCINELLA Sacc. 



216. Sarcinella hcterospora Sacc. Fung. Ital. tab. 126; Syll. IV, 

pag. 548. 
Pagina inferiore di foglie vive di Ligustrum vulgare L. Crescentino. 

Agosto 1901 ! 

Osservazione : Macchie fogliari ipofille, circolari , cenerine. Ife superfi- 
ciali lungamente striscianti , ramificatissime , settate , a rami opposti, 
brune. Conidl dimorfi, alcuni (i piii numerosi) jalini, ovali, poi fusoidei- 
apicolati 3-settati , p. 28-31 ^ 7 , gli altri (meno numerosi) sarciniformi 
4-cellulari, intansamente bruni, punteggiati, diam. 21-24. 






TUBERCULARIEAE Ehrenb. 

TUBERCULARIEAE MUCEDINEAE Sacc 

Amerosporae Sacc. 



TUBERCULARIA Tode. 



* (112). Tubercularia vulgaris Tode Meckl. I, p. 18, t. IV; Sacc. 1. c. 

pag. 638. 
II. Su vecchi rami di Ribes rubrum L. Crescentino. Aprile 1901 ! 

Osservazione: Spore cilindrico-ottuse, jaline, |i. 7-8*2. 



TUBERgCLARIEAE DEMATIEAE Sacc 

Amerosporae Sacc. 
EPICOCCUM Link. 



217, Epicoccum purpurascens Ehrenb. Sylv. p. 12; Sacc. 1. c. p. 736. 
I. Su foglie secche e cadute di Quercus pedunculated L. in societa 
col Cladosporium epiphyllum. Crescentino. Gennaio 1901 ! 



MATERIALI PER UNA FLORA MICOLOGICA DEL PIEMONTE 43 



Osservazione: Sporodochii puntiformi, neri, sparsi. Stroma bruno, glo- 
boso. Spore brune, reticolate, punteggiate, aspre, irregolarmente globose, 
inserite su pedicelli brevissimi, |i. 12-19 diam. 

II. Su sarmenti fracidi di Vitis vinifera L. Crescentino. Aprile 1901 ! 

Osservazione: Spore p.. 12-20 diam. 



218. Epicoeeum neglectum Desm. Ann. Sc. Nat. XVII, p. 95; Sacc. 

1. e. pag. 737. 

Su guaine fogliari secche di Oryza sativa L. Aprile 1901 ! 

Osservazione: Sporodochii superficial^ bruni, globosi. Ife corte, conidi 
sub-globosi, aculeati, bruni, ji. 16-21 diam., con brevissimo pedicello 
jalino. 

CONCLUSIONE 



Da questa seconda contribuzione alia Flora Micologica del Piemonte, 
risultano le seguenti specie e varieta nuove per la scienza cosi ripartite 
nei seguenti gruppi : 



Pirenomycetae 

1. Anthostomella pedemontana Ferr. et Sacc. sp. nov. Su foglie secche 

di Pinus silvestris L. 

2. Sphaerella Thesii Schroet. var. pedemontana. Ferr. var. nov. Su 

steli fiorali secchi di Thesium Linophyllum L. v. divaricatam Jan. 

3. Didymella pedemontana Ferr. et Sacc. sp. nov. Su rametti secchi 

di Quercus pedunculata W. 



Sphaeropsideae. 

4. Phyllosticta Berleseana Allescher var. socialis Ferraris var. nov. Su 

foglie di Morus alba L. attaccate dal Septogloeum Mori. 

5. Ph. propinqua Ferr. et Sacc. sp. nov. Su fog-lie languidedi Buxus 

sempervirens L. 

6. PL Setariae Ferr. sp. nov. Su foglie languide di Setaria glauca PB. 

7. Phoma Philodendri Ferr. sp. nov. Su estremita fogliari secche di 

Philodendron pertusum. 



44 TEODORO FERRARIS 



8. Phoma Pirottae Ferr. sp. dot. Su brattee fiorali e aehenii di Lap- 

sana communis L. 

9. Macrophoma Crescentina Ferr. et Sacc. sp. nov. Su foglie vive 

di Vite. 

10. M. Restaldii Ferraris sp. nov. Su rametti secchi di Rubus. 

11. M. Penzigii Ferraris sp. nov. Su rametti secchi di Populus nigra L. 

12. M. Hemerocallidis Ferraris sp. nov. Su foglie languide di Hetnero- 

callis fulva L. 

13. Sphaeronema Pirottae Ferr. Su cauli marcescenti di Phlox decussata. 

14. Coniothyrium olivaceum Bon. var. Acer is Ferr. var. nov. Su rametti 

secchi di Acer Pseudoplatanus L. 

15. C. olivaceum, Bon. var. Pini silvestris Ferr. var. nov. Su foglie 

secche di Pinus silvestris L. 

16. C. Epilobii Ferr. sp. nov. Su rametti secchi di Epilobium Dodo- 

naei Vill. 

17. C. Mattirolianum Ferr. sp. nov. Su foglie languide di Cynanchum 

Vincetoxicum Br. 

18. Diplodia mamillana Fr. var. Corni-maris Ferr. var. nov. Su ra- 

metti secchi di Cornus mas L. 

19. Ascochyta pedemontana Ferr. sp. nov. Su foglie languide di Phy- 

salis Alkekengi L. 

20. Diplodina Saccardiana Ferr. sp. nov. Su rami secchi di Lonicem 

Caprifolium L. 

21. Hendersonia rhizophila Ferr. sp. nov. Sui rizomi e catafilli morti 

di Cynodon Dactylon Pers. 

22. Septoria Polygonorum Y. Hydropiperis Ferr. var. nov. Su foglie di 

Polygonum Hydropiper L. 

23. JS. Saccardoi Ferr. sp. nov. Su foglie di Lysimachia vulgaris L. 

24. Leptostroma Idaei Fers. sp. nov. Su rametti secchi di Rubus Idaeus L. 



Melanconieae. 



25. Colletotrichum Liliacearum Ferr. sp. nov. Su foglie languide d 

Hemerocallis fulva L, 






Materiali per una flora micologica del piemonte 45 



Hyphomycetae. 

26. Oospora Oryzae Ferr. sp. nov. Su glumette putrescenti cli Oryza 

sativa L. 

27. Haplaria corticioides Ferr. et Sacc. sp. nov. Sulla corteccia di 

vecchi tronchi di Nocciolo. 

i 

28. Torula monilioides Corda v. globosa Ferr. var. nov. Su pezzi di 

legno fracido. 



SPIEGAZIONE DELLE TAVOLE 



Tav. I. 



1. Anthostomella pedemontana Ferraris etSaccardo. 1. Foglie di Pinits sil- 

vestris col fungo in grandezza nat. 2. Porzione di fg. c. s. ingrand. 
10 volte; 3 Sez. longit. di un peritecio (d. 90); 4. Un asco isolato colle 
spore (d. 370); 5. Tre spore (d. 475). 

2. Didymella pedemontana Ferraris et Saccardo. 1. Estremita secca di ra- 

metto di Que reus pedunculate coi periteci; 2. Un peritecio isolato 



(d. 90); 3. Asco e paraflsi isol. (d. 370); 4. Una spora isolata (d. 400). 

3. Phylloslicta propinqua Ferraris et Saccardo. 1. Fogliolina di Buxiis sem- 

pervirens col fungo l f x \ 2. Alcune spore (d. 370). 

4. Ph. Setariae Ferraris. 1. Porzione di foglia di Setaria glauca col fungo 

l /iS 2. Una macchia fogliare maggiorm. ingrand. (d. 10); 3. Un pe- 
ritecio isolato (d. 90); 4. Spore (d. 370). 

5. Phoma Philodendri Ferraris. 1. Porzione fogliare secca di Philodendron 

pertiisiim coi periteci ( l l x ); 2. Due periteci maggiormente ingranditi 
(d. 65); 3. Un periticio sezionato longit. (d. 65); 4. Alcune spore 
(d. 370). 

6. Ph. Pirottae Ferraris. 1. Achenio di Lapsana communis coi periteci (d. 

10); 2. Un peritecio di fronte (d. 90); 3. Un peritecio in sezione (d. 
90); 4. Basicli con spore (d. 475); 5. Spore (d. 475). 

7. Macrophoma Restaldii Ferraris. 1. Porzione di rametti di Rubus in grand. 

nat. col fungo; 2. frammenti del preced. maggiormente ingrandito 
(d. 10); 3. Peritecio longit. sezionato (d. 90); 4. Spore isolate (d. 370). 

8. Macrophoma Crescentina Ferraris et Saccardo 1. Porzione di foglie di 

Vite coi periteci in grand, nat.; 2. Un peritecio isolato (d. 60); 3. Spore 
isolate ul. 370). 



46 TEODORO FERRARIS 



9. Macrophoma Hemerocallidis Ferraris. 1. Porzione di foglia di Semero- 

callis fulva col fungo (*/,); 2. Un peritecio con spore (d. ( J0); 3. Sporr 
maggiormente ingranditc (d. 370). 



Tav. II. 



10. Macrophoma Penzigii Ferraris. 1. Porzione di ramctto secco di Po- 

pulus nigra col fungo in grand, nat.; 2. Frammcnto dello stesso 
magg. ingr. (d. 10); 3. Peritecio sezionato longit. (d. 90); 4. Basidi e 
giovani spore (d. 370); 5. Spore mature (d. 370). 

11. Sphae rone ma Pirotlae Ferraris. 1. Porzione di caule di Ph lox decussata 

coi periteci in grand, nat.; 2. Id. magg. ingrand. (d. 10); 3. Spore 
(d. 370). 

12. Coniothyrium Epilobii Ferraris. 1. Porz. di ramctto secco di Epilobium 

Doclonaei coi periteci (d. 10) ; 2. Spore (d. 370). 

13. C. Mattirolianum Ferraris. 1. Foglia di Cynanchum Vincetoxicum coi 

periteci in grand, nat.; 2. Un peritecio isolato (d. 65); 3. Spore (d. 370). 

14. Ascochyta pedemoniana Ferraris. 1. Porzione di foglia di Physalis 

Alkehengi con una macchia prodotta dal fungo (70; 2. Spore isolate 
(d. 370). 

15. Diplodina Saccardiana Ferraris, i. Un peritecio su un frammcnto di 

ramo secco di Loniccra Capri folium (d. 90); 2. Spore isolate (d. 370). 

16. Hendersonia rhizophila Ferraris. 1. Porzione di epidermide di rizoma 

di Cynodon Daclylon con vari periteci (d. 90) ; 2. Una massa di spo- 

rule uscite dal peritecio (d. 90); 3. Alcune sporule magg. ingrand. 
(d. 370). 

17. Septoria Saccardoi Ferraris. I. Foglia di Lysiniachia vulgaris col ftingo 

in grand, nat. ; 2. Un peritecio isolato (d. 90); 3. Alcune spore (d. 370); 



Leptosl) 



90) 



(d. 60); 2. Basidio con spora (d. 370); 3. Alcune spore isolate (d. 370 

19. Colletotrichuni Liliacearam Ferraris. 1. Acervolo con sctole molto in- 

grand, (d. 370); 2. Spore mature (d. 400). 

20. Oospora Oryzae Ferraris. 1. Alcuni liori di Riso col fungo »/i! 2 - Ifa 

coi ramctti conidiofori e conidi (d. 370). 

21. Haplaria corticioides Ferraris et Saccardo. 1. Porz. di corteccia di Noc- 

ciolo col fungo »/,: 2. Ramctto conidioforo; 3. Conidi (d. 370). 



D/ ALBERTO NOELLI 



AE.CIDIUM BISCUTELLAE n. sp 



II L° maggio 1901 raccolsi nei luoghi aridi e rocciosi situati presso 
la cappella di S. Abaco sulle falde del M. Musin6 airimbocco della valle 
di Susa, alcuni esemplari fruttificati di Biscutella laevigata L., i quali 
presentavano sulle foglie delle macchie ovali, ovvero circolari piccole e 
gialliccie. 

All' esame microscopieo, le sezioni di tali macchie appaiono costituite 
da pseudo-peridii e spermogonii, ma non mi fu possibile seoprirvi le altre 
due forme fruttifere. 

I 

Ritornai piu volte in detta locality, ma sempre raccolsi degli esem- 
plari infetti unicamente da ecidii. 

Per la qual cosa ritengo opportuno il riferire tale uredinea al genere 

prowisorio Aecidium Pers. 

Dal suo esame mi risulta come essa si avvicini per molti caratteri 
all 1 'Aecidium Isatidis Re (*), ma ne differisce pero e per essere i pseudo- 



peridii riuniti in minor numero nelle macchie, e per essere la corrispon- 
dente porzione di foglia di poco ingrossata. Inoltre i pseudo-peridii spor- 
gono appena aU'esterno, ed hanno un contorno circolare e per lo piu 
intiero. Di piii le ecidiospore sono quasi rotonde, alquanto piu piccole e 
eolla parete raramente ingrossata agli angoli. 

E notevole poi il fatto, come sul monte San Giorgio, sopra Piossasco, 

in Val Sangone, ove sviluppansi abbondantemente e VIsatis tinctoria 
affetta &&W Aecidium Isatidis e la Biscutella laevigata, non sia riuscito 
a raccogliere un solo esemplare di questa pianta colpita dalTAecidium 
di cui si tratta. 

D'altronde non mi risulta che tale forma sia gia stata raccolta e stu- 
diata, e siccome essa si scosta notevolmente dalle altre uredinee finora 



Isatidis 



pigbia » anno XV. Genova, 1901 



48 ALBERTO NOELLI 



state osservate nello cracifere, per conseguenza riteago. micro tale forma 

- 

chiamandola Aecidium Uscutellae n. 

Anche il dott E. Fischer di Berna al quale comunicai e la diagnosi 
e qualche esemplare di foglia colpita dal parassita, mi scrive come sin 
da ritenersi nuova tale specie fungina. 

Ecidii epi od ipofilli, i quali formano delle macchie piccole , circolari 
ovvero ellittiche gialle, larghe da 1/r a 2,5 mm.; le foglie oppaiom d 
poco ingrossate hi corrispondenza delle macchie. 

Spermogoni disposti qua e la, a gruppi di 2-3, aranciati, lung hi 210 
a 240 \i, e larghi 145 a 220 \x; spore piccolissime , quasi rotmde e col 

diametro di 1,20 n. 

Pseudo-peridii aranciati, per lo pin compatti e disposti circolarmente; 
il loro numero varia da 4 a 12-14 per macchia. JSssi erompono all'estemo 
ove sporgono per circa l j 4t di mm. ed appaiono col contorno circolare e 

quasi intiero. 

Le cellule del pseudo-peridio sono quasi ovali, allungate, colls pareti per 
lo piu piane ovvero leggermente ricurve, alquanto spesse, ialine e solcatc 
trasversalmente, rugosette e come punteggiate alVesterno, e con 5-6 angoli 
bene distinti. Le varie cellule sono poi lung he 15-30 \l. e larghe 12 a 10 |i. 

Ecidiospore compatte, irregolari, angolose, talora quasi circolari, colk 
pai % eti ialine, grossette e munite di 5-6 angoli , raramente molto ottusi, t 
con un contenuto giallo-aranciato. Le dimensioni sono di 12 a 21 v t 
lunghezza per 12 a 18 ^ di larghezza. 

Torino, Giugno 1902. 



Malpighia Vol. XVI 



Tav. I. 




T. Ferraris ex nat. del. 



Malpighia Vol. XVI 



Tav. II 




X 



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XI 



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XII 



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T. Ferraris ex nat. del. 






CONDIZIONI 



La Malpighia si pubblica una volta al mese, in fascicoli di 3 fogli di stampa 
almeno, corredati, secondo il bisogno, da tavole. 

L' abbonamento annuale importa L. 25, pagabili alia ricezione del 1° fascicolo 
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in vendita al prezzo di L. 30. 

Non saranno venduti fascicoli Tgeparati. 

Agli Autori saranno corrisposte 100 copie estratte dal periodico , 15 giorni 
dopo la pubblicazione del fascicolo. Qualora fosse da loro richiesto un maggior 
numero di eseraplari, le copie in piu verranno pagate in ragione di L, 10 al 
foglio (di 16 pag.) per 100 copie. Quanto alle tavole supplementari occorrera 
soltanto rimborsare le spese di carta e di tiratura. 

Le associazioni si ricevono presso i Redattori e presso le principali Librerie 
Italiane e dell' Estero. 

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I manoscritti e le corrispondenze destinate alia Malpighia dovranno essere 
indirizzate al Prof. O. Penzig in Genova. 

Si accetta lo scambio con altre pubblicazioni periodiche esclusivamente bo* 
taniche. 

Per anaunzj e inserzioni rivolgersi al Redattore Prof. O. Penzig, R. Univer- 
sity, Genova. 

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i pagina ... L. 30 1/2 pagina ... L. 2 

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I nuovi Abbonati che richiederanno il primo e secondo volume, rilegati in 
brochure, li pa^heraano Lire 25 iavec* di Lire 30 



SOMMARIO 



"V 



Lavori original!. 

T. Ferraris: Materiali per una Flora Micologica del Piemonte 
(eon Tav. I-II, Pa 



3 



A. Noelli: Aecuh Biseutellne n. sp 



» w 










RASSEGNA MENSUALE DI BOTANICA 



REDATTA UA 



O. PENZIG 

Prof, all' | University di Ore nova 



R. PIROTTA 

Prof, all' UnirersitA di Koma 



Anno XVI 



Fasc. 1I-IV. 



(con Tav. III-VI) 




\ 









f 



I 






MARCELLO MALPIGHI 

1627-1694. 



G E N V A 

TIPOGKAFIA DI ANGEI.O CiMINAi 

1902. 



Lista dei collaborator! ordinarii per le Hiviste critic-he. 



Morfologia della cellula — Dott. 0. Kruch (R Istituto Botanico di Roma). 
Istiologia ed Anatomia comparata — Prof. R. Pirotta (R. Istituto Botanico di 

Roma). 
Trattati — Prof. 0. Mattikolo R. Museo di Storia Nat di Firenze). 

Organografia, Organogenia, Teratologic — Prof. 0. Penzig (R. Orto Botanico di 

Genova). 
Fisiologia — Prof. R. Pirotta. 

Tecnica microscopica — Prof. A. Poxj (R. Istituto Teemeo di Piacenza). 
Patologia — Dott. U. Bnizi (R. Stazion* di P ologia Vegetale di Roma). 
Biologia — Prof. A. BorzV. 

Fitopaleontologia — lug. Clerici (R. Istituto Botauico di Roma). 
Storia Mia Botanica — Prof. P. A. Saccardo (R. Orto Botauico di Padova). 
Botanica forestale ed industrials — Prof. R. F. Solla (I. R. Istituto Tecnico. 

Triest 
Botanica medica — Prof. C. Avetta (R. Orto Botauico di Parma). 
Botanica orticola — C. Sprenger (S. Giovauui Teduccio pr. Napoli), 
Flora fanerogamica d y Italia — St. Sommier (Lungarno Corsini 2, Firenze). 
Pteridofiti — Dott. A. Bai.dini (R. Istituto Botanico, Roma), 
Muscinee — Dott. U. Brizi. 

Epatiche — Prof. C. Massalongo (Univ. di Ferrara). 
Licheni — Dott. A. Jatta (Ruvo di Puglia). 

FnngM (Systematica) — Prof. P. A. Saccardo (R. Orto Botanico di Padova). 
FnngM (Ciologia e Morfologia) — Prof. 0. Mattirolo. 

Alghe marine — Prof. A. Piccone (25 Via Caffaro, Genova). 

Alghe d'acqua dolce — Prof. A. BorzI — (R. Orto Botanico di Palermo), 

Bacteriologia — Dott. L. Buscaxioni (R. Istituto Botanico di Roma). 




I Signori Autori sono responsabili di quanto 
e stampato nelle Iopo memorie originali. 



R. PIROTTA ed E. CHIOVENDA 



Illustrazione di alcuni Erbarii antichi Romani 






II. — 61! Erbarii di Liberato Sabbati. 



Come e stato precedentemente annunziato nella prima parte del presente 
lavoro (*), la seeonda serie di Erbarii antichi romani che noi intendiamo 
illustrare, comprende quelli formati da Liberato Sabbati. 

Per non ripeterei inutilmente, rimandiamo a quanto abbiamo scritto 
nella prima parte della nostra Flora romana ( 2 ) per cio che riguarda le 
notizie biografiche che noi abbiamo potuto raccogliere intorno al Sabbati. 
Tratteremo invece qui un po' piii particolareggiatamente dell'opera sua 
nella forinazione degli Erbarii ( 3 ). 

Questi debbono essere anzitutto distinti in due gruppi, del quali il 
primo comprende gli erbarii che hanno servito al Sabbati per compilare 
la sua Synopsis ( 4 ) e che hanno quindi per noi importanza maggiore; 
il secondo abbraccia quegli altri piu numerosi e piii vasti che furono 
pero da lui composti per ordine avuto da altri e alio scopo di preparare 
i materiali per le dimostrazioni nella scuola o nei corsi pratici fatti dal 
professore di Botanica deirUniversita o dal Sabbati medesimo. 

Anche questi erbarii, come verra mostrato meglio piii innanzi, hanno 
per noi una certa importanza, perche contengono piante indigene rac- 
colte da chi li formo nelle sue escursioni. 



alcuni 



romani. Malpighia anno XIII, fasc. XI-XII (1890), pag. 453. 



fi< 



pag. 237. 

( 3 ) Intorno agli Erbarii vedasi la nota preventiva: Pirotta R., Intorno 
ad alcuni Erbarii antichi romani. Rendic. Ace. Lincei, Serie 5. a , Vol. VIII, 
1899, 2. a Sem., p. 301. 

( 4 ) Sabbati Liberatus, Synopsis Plantarum quae in solo Romano luxu- 
riantur, etc. Ferrariae, apud Josephum Barbieri, MDCCXLV. 

4. Malpighia. Anno XV, Vol. XV. 



50 R. PIROTTA B E. CHIOVENDA 



Gli erbarii del primo gruppo furono messi insieme per i primi, sono 
in numero di tre e per ordine di data i seguenti: 






I. 



Innesto 

Di 

Piante, et Erbe 
Naturali 

NeW 

Orticello Salubre 

Con Diligenza Trasmesse 

Da 

Liberate Sabbati Da Bevagna 

Giovane Student e di Farmacia 

In Roma Anno MDCCXXXL 



E un volume in foglio legato in pergamena, conservato nella biblioteca 
Casanatense (Cod. n. 1902). - 

Nel retto del foglio di guardia e scritto dal Padre Agnani: 



1744 
Opera comperata dal Autore 



fermatosi anche in Roma il di 10 Marzo sidle mosse per Ferrara. Fogli 
con Erbe n. LXXX1. Erbe CCCXLIX salvo err ore. 

Contiene 184 fogli con piante incollate, parecchie per foglio. Di esse 
quelle dei primi 12 fogli portano nel verso del foglio precedente la spie- 
gazione coi nomi in diverse lingue, un po' di descrizione, indicazione 
delle proprieta, usi, deU'epoea e luogo in cui si trovano o furono rac- 
colte. Gli altri fogli mancano di qualunque indicazione oltre il nome. 
Lo stato delle piante e discreto, ma gli esemplari sono non di rado in- 
completi. Parecchi fogli pero sono senza piante ed altri contengono gli 
esemplari e il cartellino col nome, ma non sono attaccati. 

Crediamo opportuno riportare qui l'e indicazioni precise che riguar- 

dano le localita romane. 

Fol. 5, n. III. Anoni&e spinosa = Ononis spinosa L. « lo ne ho rac- 

colto molte volte nelli monti di landi fuor di Porta 

S. Lorenzo di Roma ». 



ILLUSTRAZIONE DI ALCUNI ERBARI ANTICHI ROMANI 51 



Fol. 7, n. IV. An&rosemo laccifero — Hypericum Androsaemum L.. 

« Molte volte se ne ritrovano alcune piante in qualche 
muro antico di Citta, o simili et io ne ho trovato una 
pianta nelle mura della Porta detta di S. Gio. vicino 
a un certa cappelletta detta di S. Marge rita sopra a 
quel muro discosto da S. Croce in Gerusaleme nelle 
mura della citta di Roma ». 

Pol. 9, n. III. Assenzo Mtirale = Artemisia arborescens L. « Ne ho 

v 7 

raccolto io e nelle mura della Citta di Roma in alcuni 

* 

luoghi ve n'e quantita massime vicino a S. Gio. La- 
terano e vicino alia Porta ». 

Fol. 15, n. IV. = Althaea officinalis L. « Per li prati 

del territorio di Roma ve n' e quantita, e non descrivo 
li luoghi precisi perche sono cogniti a tutti li sempli- 
cisti ». 

Fol. 19, n. V. ^mi£0==Eupatorium cannahinum L. «Ionehocolto 

nella marana vicino a S. Gregorio nella Riva ». 

Fol. 21. Appiola =? Matricaria Camonrilla L. « Ritrovasene in 

diversi luoghi nelle piaze vicino a i muri e verso le 
sette Sale io ne ho trovato quatita e nel Anfiteadro di 
Roma ». 

Fol. 29. Bistorta = Polygonum Bistorta L. « ritrovasi 

ancora alcune piante di Bistorta neli monti di S. Pauolo 
passato queledificio, antico detto la g'iostra, in circa tre 
migli discosto ma da quella via si va, io medemo ne 

ho colto alcune piante et anco altri belli Semplici ma 
ben si non vi e una gran quantita come sarebe nelle 
montagnie di Tivoli e loci convicini ». 



Essendo questo Erbario stato composto, quando il Sabbati era ancora 
studente, contiene non pochi errori di determinazione. 

II. « Hortulus Practico Botanicus in quo naturales Plantae ad mentem 
doctissimi Josephi Piton de Tournefort adnotantur Circumscriptae et trans- 
missae aliquali industria, et non tenui labore a Libera to Sabbati Meva- 



52 H. PIROTTA B E. CHIOVENDA 



niensi in Pharmaco Botanico Studioso et Chirurgiae Professore approbato. 
Quern dicat et consecrat Excellentissimo Medico Physico Alexandro Pascoli 



Inter Archiatros de Urbe nulli secundo. Romae, Anno MDCCXXXVII ». 

Appartiene alia biblioteca Corsiniana (Cod. n. 1285). 

II frontispizio e ornato di fiori; segue poi un foglio in bianco, quindi 
nel rotto del terzo foglio si trova un medaglione ovale col ritratto del 
Sabbati in matita, circondato di foglie e fiori, e sotto, sorretta da due 
angeli, una targa ove e scritto: « Liberatus Sabbati Mevaniensis Aetai 
An. XXIII ». 

Nel foglio successivo.e la lettera dedicatoria, in fondo alia quale e 
manoscritto: « Romae Die XII. Octobris, Anno 1737 Addic. 88imua et Obse- 
quentis. mu8 Famulus Liberatus Sabbati »; in quello che segue e il ritratto 
di Alessandro Pascoli in un ovale con una targa al dissotto su cui sta 
scritto: Alexander Pascoli Perusinus Aetat. An. LXVII. fiancheggiato da 
due figurine di donna di cui una rappresenta la fama. 

L'erbario consta di 249 fogli dei quali pero soltanto i primi duecento 
trentasette portano piante incollate come in tutti gli altri suoi erbarii , 
ed ornate di figure di uomini, donne, piante, ecc, stampate e colorite. 

Sopra alcuni fogli sono incollati e numerati a parte il calice, la co- 
rolla, il pistillo, ecc. 

Anche in questo erbario vi sono non pochi errori. Esso contiene in- 
sieme a piante indubbiamente coltivate, altre che con grandissima pro- 
babilita sono state raccolte nel territorio della flora romana. 

Nel foglio 97, abbiamo una correzione fatta di pugno del padre Maratti. 

Sul verso del foglio 197, e scritto « Genus VIII Ostrya » , e 

vengono esposti i caratteri, i sinonimi, ecc, di questa pianta; poi sotto 
si trova scritto : « La sudetta pianta Alborea Io I'd Ritrovata nella Macchia 
della Faiola». Nel retro poi del foglio 198 si trovano la figura colorata di 
un ramoscello colle infiorescenze e le illustrazioni delle parti della pianta 
pure a colori ; perche, dice il Sabbati, non poteva mettere la pianta intera. 

III. « Deliciae Botanicae Sive Phitoscbinos Tomi Tres Ubi per multa 
scheretra herbarum , summa cum diligentia exiccata et accomodata a 
Liberato Sabbati, Chirurgo, Chymico, Botanico inspiciuntur. Suis cum no- 
miuibus synonimisq. descripta juxta Methodum Tournefortianam nempe 
doctissimi Josephi Pitton Tournefort. Hoc in anno MDCCXXXVIII ►- 



ILLUSTRAZIONE DI ALCUNI ERBARI ANTICHI ROMAN1 53 



Appartiene alia biblioteca Casanatense (Cod. n. 3519, 3520, 3521). 

Sono tre volumi dei quali il primo contiene 103 fogli, il secondo 157, 
il terzo 210; in to tale quindi 470 fogli con 735 esemplari di piante in 
complesso. 

Nel foglio interno del primo volume, si trova la seguente dedica in 
versi che e poi quella riportata nel verso del foglio quarto, non nume- 
rate, della sua Synopsis plantarum. 



Ad Lettorem 

Romuleis multas Plantas, quas gignit in awis 
Terra Latina suis, scripsit arnica Manns 

Inculte languent tu solus, Candicle lector 
Ingenio studijs Nomine, cultor eris. 



Segue poscia Tindice degli autori eitati. Le piante sono incollate sui 
fogli, spesso parecchie per foglio ed in generale male conservate ; i nomi 
sono scritti sugli stessi fogli sopra o sotto ciascuna pianta, o su cartellini 
ineollati sui fogli medesimi. 

Nel foglio di guardia e scritto di pugno del bibliotecario P. Agnani : 



1744 
Opera Comperata daU'Autore 
a prezzo molto discreto. 
da lui data volontieri per lasciarla 

in Roma 
a quest a gran Lib re Ha; 

andando egli a Ferrara. 



Abbiamo potuto ritrovare neg-li esemplari seechi conservati nei tre Er- 
oarii sonraricordati, buona parte delle piante che Liberato Sabbati enu- 
mera, disposte in ordine alfcibetico, nella sua Synopsis plantarum. E non 
ci sembra improbabile che si debba attribuire alia mancanza di qualche 
volume delle Deliciae, se non abbiamo potuto fame il riscontro completo. 

Oediamo pertanto di poter ritenere che il Catalogs che forma la Sy- 
nopsis sia stato compilato trascrivendo puramente e semplicemente, disposti 
in ordine alfabetico, i nomi ed i sinonimi scritti sotto agli esemplari 



54 R. PIROTTA E E. CHIOVENDA 



disseccati dei detti Erbarii, specialmente di quelle intitolato: Deliciae, ecc. 
Appoggiano questa nostra opinione le seguenti considerazioni. Anzitutto e 

da notare, che non soltanto sono spesso identiche e negli Erbarii e nella 
Synopsis le frasi diagnostiche anche quando sono erronee ; ma che si ri- 
scontrano spessissimo riportati nella Synopsis anche gli errori di gram- 
matica frequenti, specialmente nei primi Erb.arii, e che noi piii innanzi 
fedelmente riportiamo. 

In secondo luogo e interessante la data della cessione dei due Erbarii, 

Innesto e Deliciae alia Biblioteca Casanatense, annotata e tramandataci 

i 

dal Bibliotecario Padre Agnani , come piu sopra e stato riportato. Gli 
Erbarii cioe furono ceduti dal Sabbati nel 1744 « il di 10 Marzo, sulle 
mosse per Ferrara » (Innesto), « andando egli a Ferrara » (Deliciae). Ora 
la Synopsis e stampata precisamente in Ferrara nell'anno seguente 1745. 
Molto probabilmente dunque L. Sabbati, prima di consegnare gli Erbarii 
alia Biblioteca, copio i cartellini (e lo stesso forse fece per YHortulus), 
che poi, ordinati alfabeticamente, fece stampare. 

Come gia altri fece rilevare (*), la Synopsis del Sabbati e opera di poco 
valore e per la scarsa attendihilita delle indicazioni e per i numerosi 
error? e perche a piante certamente indigene del suolo romano, sono me- 
scolate non poche o non romane o anche esotiche. Ora perd che a noi 
fu dato di confrontare, anzi di controllare, le indicazioni della Synopsis 
con gli esemplari degli Erbarii, sembra che a questo lavoro si possa 
attribuire Fimportanza che realmente deve avere per lo studio della flora 
romana. Indipendentemente dalle piante esotiche, noi abbiamo potuto, 
correggendo le determinazioni molto spesso errate e ridando valore alle 
frasi riportate nella Synopsis, eliminare le piante non romane e stabilire 
spesso con sicurezza quali siano state le piante che il Sabbati voile ri- 
cordare nel suo elenco. Poiche sappiamo che il Sabbati fece numerose 
escursioni nel territorio della Flora romana, nei monti delFUmbria, del 
Sannio, degli Irpini, ecc. , possiamo on> ritenere, che una parte conside- 
revole degli esemplari conservati negli Erbarii ed elencati nella Synopsis 
siano indigene e direttamente raccolte e disseccate o che gli esemplari 



(*) Vedasi anche: Pirotta R. e Chiovenda E. Flora Romana, P. I, p. 238. 



ILLUSTRAZIONE DI ALCUNI ERBARI ANTICHI ROMAN! 55 



siano stati fatti con piante portate vive dalle escursioni e coltivate nel- 
rOrto Botanico. 

Cosi pure noi abbiamo potuto, in molti casi almeno, dare i nomi esatti 
delle piante che Sabbati nella Synopsis aveva indicate come nuove, de- 
scrivendole con diagnosi proprie, e togliendo quindi la lacuna gia lamen- 
tata da Haller. 

- 

Di tutte le piante della Synopsis, che noi abbiamo potuto riscontrare 
negli Erbarii, facciamo seguire l'elenco alfabetico colla indicazione e dei 
nomi usati nella Synopsis e di quelli addottati nei tre Erbarii {Innesto, 
Hortulus, Deliciae), in modo che riesca facile a chiunque fame il ri- 
scontro. Abbiamo tralaseiato di dare i nomi di quelle piante che pure 
essendo indicate nella Synopsis non furono trovate negli Erbarii, perche, 
com' e facile comprendere, sarebbe stato molto difficile darli esatti. 



Acanthus mollis L. : Branca Orsina o Acantho Sabb. Innesto, pag. 34, 

n. I. — Acanthus sativus vel mollis I. R. H., 176. C. B. pin. 383, etc., 

Sabb. Deliciae II, fol. 149; Synopsis, pag. 1. 
Acer campestre L. : Acer campestre, et minus, vulgare, minori folio I. 

B., I, 166, etc., Sabb. Deliciae II, fol. 61; Synopsis, pag. 1. 
Acer Pseudoplatanus L.: Grossularia multiplici acino, sive non Spi- 

nosa hortensis rubra. Ribes officinarum C. B.pin. 455, Sabb. Deliciae I, 

fol. 69; Synopsis, pag. 20. 
Achillea Ageratum L.: Eupatorio di Mesue Sabb. Innesto, pag. 64, 

n. V. — Ptarmica lutea, Suave Olens. Ageratum foliis Serratis C. 



221 



Ptarmica lutea 



221 



liciae III, fol. 8; Synopsis, pag. 36. 



Achillea ligustica All.: Achillea o Millefoglio Sabb. Innesto, pag. 6, 

n. I. — Mille Folium Nobile Umbella alba, Sive Achillea Mille folia 

Odorata I. R. H., Sabb. Hortul»s, fol. 220. 
Achillea macrophylla L. : Matricaria Tanaceti folio semine umbilicato 

I. R. H. 493, Sabb. Deliciae II, fol. 154. 
Achillea millefolium L.: Millefolio Sabb. Innesto, pag. 102, n. V. 

Mille Folium Vulg-are, Album, Stratiotes Terrestre I. B. H., Sabb. 



56 R. PIROTTA E E. CHIOVENDA 



Hortulus, fol. 218 — Millefolium pennatum Umbella purpurea, Odo- 
ratum Sabb. Hortulus, fol. 219. — Millefolium Vulgare album, stra- 
tiotes Terrestre I. R. H., Sabb. Deliciae II, fol. 122; Synopsis, pag. 30. 

Achillea nobilis L.: Millefolium pennatum Umbellatum grave olens, 
Sabb. Deliciae II, fol. 122. 

Achillea ptarmica L. : Ptarmica Vulgaris folio longo serrato, flore albo 
496; I. R. H., Sabb. Deliciae II, fol 74; Synopsis, pag. 37. 

Achillea tomentosa L. : Ptarmica frutescens Santolinae facie, umbella 

i 

lutea 497, etc., Sabb. Deliciae III, fol. 174; Synopsis, pag. 36. 
Millefolium nobile album sive Achillea millefolia Odorata I. R. H., 
Sabb. Deliciae II, fol. 122; Synopsis, pag. 30. 
Aconitum Lycoctonum L. : Aconitum lycoctonum C. B. pin. 133, etc., 
Sabb. Hortulus, fol. 33. — Aconitum lycoctonum luteum C. B., etc., 



Sabb. Deliciae III, fol. 30; Synopsis, pag. 1. 



44 



Adonis autumnalis L.: Ranunculus arvensis, foliis Chamemeli, flore ni: 
atrorubente Tour., 291, etc., Sabb. Deliciae I, fol. 77; Synopsis, p. 37. 

Aegilops triaristata W.: Aegilops, vel Aegilos. Altera Theocr. Festuca 
Dod., Sabb. Deliciae III, fol. 106; Synopsis, pag. 1. 

Agrimonia Eupatorium L. : Agrimania maggiore e minore Sabb. Inne- 
sto, p. 2, n. IV e V. — Eupatorio di Dioscoride Sabb. Innesto, p. 64, 
n. IV. — Agrimonia Officinarum, Agrimonia, seu Eupatorium Dod., 
Sabb. Hortulus, fol. 36. — Sabb. Deliciae III, fol. 110; Synopsis, p. 1. 

Agrostemma Githago L. : Lychnis Segetum Maior C. B. pin. 204, etc., 
Sabb. Hortulus, foL 190. — Sabb. Deliciae III, fol. 140; Synopsis, 

pag. 27. 
Ajuga Chamaepytis Schreb. : Ajuga o IxerP a Sabb. Innesto, p. 18, n. V. 
Ajuga genevensis L. :' Bugula flore cinereo vel albo I. R. H. 209. 

* 

Consolida media, pratensis cinerea vel alba C. B. pin. 260. 
Ajuga reptans L.: Bugula Dodnei Pempt. 135, etc., Sabb. Hortulus, 

fol. 63. — Bugula Dod. Pempt 135, etc., Sabb. Deliciae III, fol. 101. 
Alchemilla alpina L. : Alchimilla alpina, quinquefoliis folio subtil 

argenteo. Alchimillae aiterum genus. Peptaphyllum argenteum flore 

muscoso 508, Sabb. Deliciae III, fol. 42; Synopsis, pag. 2. 



ILLUSTRAZIONK DI ALCUNI ERBARI ANTICHI ROMANI 57 



Alcheinilla arvensis Scop. : Chamaedrys altera folio lacineato Sabb. 

Deliciae I, fol. 90. 

Alcheinilla vulgaris L. : Alcliemilla o Stollaria Sabb. Innesto, pag. 6, 
n. II. — Alcliimilla Vulgaris, give Pes Leonis Sabb. Hortulus, fol. 
35. — Alcliimilla Vulgaris C. B., etc., Sabb. Deliciae III, fol. 34; Sy- 
nopsis, pag. 2. 

Alisina PI ant ago L. : Piantagine Aquatica Sabb. Innesto, pag. 138, 

n. I. — Ranunculus palustris, plantaginis folio, floribus albis, lineis 

ferrugineis, notatis 292, Sabb. Deliciae II, fol. 72; Synopsis, pag. 38. 
Allium Cepa L. : Cepa Vulgaris, floribus et tunicis purpurascentibus 

L R. H. 382, etc., Sabb. Deliciae III, fol. 75; Synopsis, pag. 9. 
Allium roseum L. : Allium montanum, foliis Narcissi angustioribus , 

et floribus dilutioribus reflexis , etc. , Sabb. Deliciae II , fob 67 ; 

Synopsis, pag. 2. 
Allium uivsiiium L. : Allium montanum, latifolium sive Allium Ursinum 

bifolium vernum Sylvaticum L B. 2, 565, Sabb. Deliciae I, fol. 69, 

III, fol. 23; Synopsis, pag. 2. 
illium [indeterminabile]: Scorodoprasum Italicum, latifolium, Sponta- 

neum, floribus dilute purpurascentibus, odoratis N. G. P. M. 25, etc., 



i 



Deliciae III, fol 38; Synopsis, pag. 41. 

Althaea eaunahina L.: Alcea Cannabina C. B. pin. 316, etc., Sabb. 
Deliciae III, fol. 24; Synopsis, pag. 2. 

Althaea hirsuta L.: Pentaphylloides Villosum Sabb. Deliciae I, fol. 71; 
Synopsis, pag. 34. — Alcea Seminum involucris hirsutis, flore ex 
rubro candicante, Sabb. Deliciae III, fol. 25; Synopsis, pag. 2. 
Alcea folio rotundo, lacineato. Malva montana, sive Alcea rotundi 
folia carenata, involucris hirsutis 97, Sabb. Deliciae III, fol. 25; 

Synopsis, pag. 2. 
Althaea officinalis L. : Althea Sabb. Innesto, pag. 16, n. III. 
Alyssum calycinum L. : Alysson montanum incanum Polygoni folio, 

caule folioso I. R. H. 217, Sabb. Deliciae III, fol. 14; Synopsis, 

pag. 3. 
Alyssum maritimum L.: Thalaspi Primo Sabb. Innesto, pag. 176, n. IV; 
Cochlearia annua, folio oblongo C. B. pin. 110, Sabb. Hortulus, 

fol. 58. 



58 R. PIROTTA E E. CHIOVENDA 



Amarantus tricolor L. : Blitum spicatum, foliis ex viricli sanguineo 
variegatis 507, L R. H., etc., Sabb. Deliciae III, fol. 171 ; Synopsis, 

pag. 6. 
Ambrosia maritima L. : Ambrosia maritima Artemisiae foliis inodoris, 
elatior H. L. Bat. I. R. H. 439, Sabb. Deliciae I, fol. 33; Synopsis, 

pag. 3. 
Ammi majus L. : Ammi nostrale Sabb. Innesto, p. 22, n. I. — Thlaspi 
arvense Umbellatum iberidis folio C. B., Sabb. Deliciae II, fol. 88 ; 

Synopsis, pag. 45. 
Ammi Visnaga L. : Daucus Creticus, hoc nomen, ut multis placet, pro- 

venit ab aizo tw Savsw Sabb. Hortulus, fol. 57. 
Anacamptis pyramidalis C. L. Rich.: Orchis palmata, pratensis, ru- 

bello nitente flore, angustifolia, nonnullis inspersis punctulis 435, 



Sabb. Deliciae II, fol. 130; Synopsis, pag. 32. 



Anagallis arvensis L. : Anagallide Maschio, Sabb. Innesto, p. 20, n. I. 

Anagallis Phoeniceo flore, Anagallis phoenicea, mas, Sabb. Hot- 

tulus, fol. 47. — Deliciae III, fob 10; Synopsis, pag. 3. 
Anagallis coerulea Schreb. : Anagallide Femina Sabb. Innesto, pag. 20, 

n. II. — Anagallis Coeruleo flore C. B.pin. 252, etc., Sabb. Hortulus, 



fol. 60. 



sempervirens 



© 



glossum latifolium Sabb. Deliciae I, fol. 4; Synopsis, pag. 6. 
Anchusa u art u lata L. : Buglossa de 1 campi, Sabb. Innesto, p. 30, n. I. 
Bug4ossum vulgare, Sabb. Hortulus, fol. 66. 



Andropogon halepense L. : Gramen paniculatum, miliaceum, Aqua- 
ticum, gramen miliaceum, aquaticum. Raii: Synopsis 255, Sabb. 
Hortulus, fol. 137. 

Andropogou Sorghum var. saccharatns Korn.: Milium Arundina- 
ceum subrotundo semine albo, Sorgo nominatum. C. B. pin. 26, etc., 
Sabb. Deliciae I, fol. 68; Synopsis, pag. 30. 

Androsaces villosa L.: Lychnis saxatilis, omnium minima, caespi- 
tosa, muscosa, pilosa, floribus rubris in umbellam dispositis, caliculis 
turgidis 338, Sabb. Deliciae II, fol. 96, 97; Synopsis, pag. 27. 

Anemone alp in a L. : Pulsatilla flore Coeruleo maiore, folio inciso, sive 



ILLUSTRAZIONE DI ALCUNI ERBARI ANTICHI ROMANI 59 



Apii hortensis minoris folio 284, Sabb. Deliciae III, fol. 43 ; Synopsis, 
pag. 37. 

Anemone Hepatica L.: Herba trinitas, Sabb. Innesto, p. 84, n. V. 
Ranunculus tridentatus flore coeruleo I. R. H. 287, etc., Sabb. Hor- 
tulus, fol. 6. — Ranunculus tridentatus vernus flore simplici, Tri- 
folium Hepaticum, flore simplici C. B., etc., Sabb. Deliciae III, 
fol. 84; Synopsis, pag, 38. 

Anemone hortensis L. : Anemones nemorensis, tenuifolio flore simplici 
Ianthino, Sabb. Ilortidus, fol. 174, n. 2. — Anemone Svlvestris, flore 
Symplici suave rubente, Pallentibus oris I. R. H. 281, Sabb. Deliciae 
I, fol. 69; Synopsis, pag-. 3. 

Anemone narcissiflora L. : Ranunculus rectus polyanthemos, luteus, 
simplex, foliis pallidioribus, hirsutis I. R. H. 289, etc., Sabb. De- 
liciae III, fol. 32 [escl. esempl. sinistra Trollius]\ Synopsis, pag. 38. 

Anemone nemorosa L. : Ranunculus nemorosus, flore coeruleo simplici. 
Anemone nemorosa coeruleo simplici flore quorundam. Sabb. Deliciae 
III, fol. 94; Synopsis, pag. 38. 

Anethum graveolens L. : Anethum hortense C. B. pin. 147, Sabb. De- 

* 

liciae III, fol. 6; Synopsis, pag. 3. 
Angelica sylvestris L. : Angelica minore Sabb. Innesto, p. 14, n. III. 

Angelica Sylvestris maior, altera, sen Imperatoria quorundam 
altera I. R. H. 317, Sabb. Deliciae III, fol. 46; Synopsis, pag. 4. 
Angelica aquatica, errectica umbella flava, rhiza odoratissima 
313, Sabb. Deliciae III, fol. 161; Synopsis, pag. 4. — Angelicae, 
species altera, aquaticae, foliis longioribus, radice minus odora, Sabb. 
Deliciae III, fol. 200; Synopsis, pag. 4. 
Antennaria dioica Gartn. : Thlaspi saxatile sempervirens, tomentosum, 
umbella suave rubente, Sabb. Deliciae I, fol. 43; Synopsis, pag. 45. 
Elichrysum alpinum, Umbellatum, foliis rotundioribus, candican- 
tibus. I. R. H. 453, Sabb. Deliciae II, fol. 20; Synopsis, pag-. 20. 
Anthemis arvensis L. : Cotula flore luteo, Semi flosculis albis Inodora, 

Sabb. Ilortulus, fol. 68. 
Anthemis montana L. : Cotula flore luteo radiato 495, etc., Sabb. De- 
liciae II, fol. 96; Synopsis, pag. 13. 



60 R. PIROTTA E E. CHIOVENDA 



* 



A nth em is tinctoria L.: Buphthalmum Tanaceti minoris foliis, Sabb. 

Hortulus, foL 65. — Bulphthalmo Tanaceti minoris foliis I. R. H. 

495, etc., Sabb. Deliciae III, fol. 48; Synopsis, pag. 7. 
Anthriscus Cerefolium L. : Chaerophyllum seminibus brevibus, hir- 

sutis myrrhis Seminibus Aspis, Sabb. Hortulus, fol. 74. 
Anthyllis montana L.: Tribulus terrestris, Americanus, fructu turbinato, 

foliis minoribus lanuginosis, floribus in circinum dispositis rubentibus 

266, Sabb. Deliciae II, fol. 96; Synopsis, pag-. 47. 
Anthyllis Vulneraria L. : Vulneraria rustica I. R. H. 391, etc., Sabb. 

\ Deliciae III, foL 144; Synopsis, pag. 50. 
Antirrhinum elegans Ten. : Antirrhinum arvense, majus angustifolium 

Sabb. Hortulus, fol. 37. 
Antihrrinum tortuosum Bosc. : Antirrhinum majus alteram folio Ion- 

giore C. B., etc., Sabb. Deliciae III, fol. 12; Synopsis, pag. 3. 
Apium graveolens L. : Apium hortense Petrosellinum Vulgo C. B., etc., 

Sabb. Deliciae II, fol. 17; III, fol. 1; Synopsis, pag. 4. — Apium 

palustre, cauliculis procumbentibus, ad ales floridum 305, Sabb. De- 



liciae III, fol. 26; Synopsis, pag. 4. 



44 



Sabb. Deliciae III, fol. 21; Synopsis, pag. 4. 



Aquilegia vulgaris L. : Aquilegia hortensis simplex flore coeruleo 
I. R. H. 428, Sabb. Deliciae I, fol. 71, III, fol. 22; Synopsis, pag. 4. 
— Aquilegia hortensis albo flore, Sabb. Deliciae II, fol. 28. 

Arahis hirsuta Scop. : Hespaeris lutea, Siliquis Strictissimis , Bellidis 
minoris folio 222, Sabb. Deliciae I, fol. 20; Synopsis, pag. 21. 
Hespaeris Species altera foliis minoribus ad Radicem in circinnum 
dispositis 222, Sabb. Deliciae I, fol 20. — Leucojum luteum Vul- 
gare C. B. Vulgo Viola lutea, Sabb. Deliciae II, fol. 49; Synopsis, 
pag. 25. 

Arhutus Unedo L.: Arbutus folio Serrato I. R. H. 598, etc., Sabb. 

Deliciae III, fol. 152; Synopsis, pag. 4. 
Arctium minus Bernh. : Bardana o Personata, Sabb. lnnesto, pag. 34, 

n. IV. 
Arenaria verna Bartl.: Alsint - minima angustissimo folio, Sabb. De- 
liciae II, fol. 113. 



ILLUSTKAZIONE DI ALCUNI ERBARI ANTICHI ROMANI 61 



Arisarum vulgare L. : Arisarum latifolium ^alteram C. B., etc., Sabb. 

Hortulus, fol. 10. — Arisarum Alteram, Sabb. ibid., fol. 17, n. 3. 
Aristolochia Clematitis L. : Aristolochia peregrina folio cordiformi , 

Sabbati Hort., fol. 30. — Aristolochia peregrina folio cordiformi, 

radice rotundiore, Sabb. Deliciae III, fol. 27 [escl. es. a destr.]; 
Synopsis, pag. 4. 

Artemisia Absinthium L. : Assenzo Romano Sabb. Innesto, pag. 10, 
n. I. — Absinthium Ponticum seu Romanum Officinarum, seu Dio- 
scoridis C. B. pin. 138, etc., Sabb. Hortulus, fol. 13. 

Artemisia arborescens L. : Assenzo murale Sabb. Innesto, pag. 10, 

n. III. 

Artemisia camphorata L. : Absynthium Ponticum montanum C. B. 
pin. 138. I. R. H. 457, Sabb. Deliciae I, fol. 1. — Absinthium 
Ponticum, montanum, tenuifolium, incanum L R. H. 457, etc., Sabb. 
Deliciae III, fol. 187; Synopsis, pag. 1. — Abrotano maschio, Sabb. 
Innesto, pag. 2, n. I. — Abrotanum mas., Angusti folium majus C. 

B. pin. 136, etc., Salib. Hortulus, fol. 14, n. 2. 

Artemisia coerulescens L. : Seme Santo, Sabb. Innesto, p. 156, n. I; 
Abrotanum fruticosum lini foliis, Odoratum, Corymbis aureis in 
Spicas dispositis — vulgo dicitur Seme Santo, sed realiter non est, 
Sabbati Hortulus, fol. 11. — Absinthum Seriphium Santonicum 
vulgare C. B., Sabb. Deliciae III, fol. 37; Synopsis, pag. 1. 

Artemisia Dracuneulus L. : Abrotanum lini folio et odorato. Dracun 
cuius hortensis C. B. pin. 98, etc., Sabb. Deliciae II, fol. 27 ; Synopsis, 
pag. 1. 

Artemisia vulgaris L. : Artemisia, Sabb. Innesto, p. 6, n. V. — Arte- 
misia Vulgaris, foliis ex viridi Albicantibus, Sabb. Hortulus, fol. 43. 
Deliciae III, fol. 9; Synopsis, pag. 5. 

Arum macu latum L.: Arum maculatum maculis nigris I. R. H. 158, 

C. B. pin. 195, Sabb. Deliciae III, fol. 188; Synopsis, pag. 5. 
Asarum europaemn L. : Asaro o Xardo salvatico, Babb. Innesto, peg. 12. 

n. L -r Asarum, Nardus Rustics Cyclamini folio, Sabb. Hortulus, 

fol. 173. 
Asparagus acutifolius L.: Asparagus sativa C. B. pi n. 489, etc., Sab- 
bati Deliciae I, fol. 32; Synopsis, pag. 5. 



62 R. PIKOTTA E E. CHIOVENDA 



Asparagus officinalis L.: Asparago Domestico, Sabb. Innesto, ^ag. 16, 

n. I. 
Asparagus scaber Brignoli: Asparago Salvatico, Sabb. Innesto, p. 16, 

n. II. 
Asparagus tenuifolius Lam.: Asparagus sativus C. B. Asparagus hor- 

tensis I. B., Sabb. Deliciae II, fob 73; Synopsis, pag. 5, p. p. 
Asperula taurina L.: Clematitis altera erecta, floribus coeruleis, Sabb. 
" Deliciae III, fol. 40. — Clematitis, surrecta, altera, et humilior, 

floribus albican tibus I. R. H. 294, Sabb. Deliciae III,foL 111 ; Synopsis, 

pag. 11. 
Asperula Cynanchica L. : Rubeola quadrifolia, laevis, floribus ruben- 



tibus. Rubia cynanchica, flore rubente I. R. H. 130, Sabb. Deliciae 

II, fob 155; Synopsis, pag. 39. 
Aspidium aeuleatum S\v. : Filix non ramosa pinnulis obtusis, laeviter 

dentatis L R. H. 536, Sabb. Deliciae III, fol. 203; Synopsis, pag. 17. 
Aspidium Lonchytis L. : Lochitis aculeatis, pinnulis dentatis, Sabb. 

Deliciae I, fol. 45; Synopsis, pag. 27. 
Asplenium Adiantum nigrum L.: Adianto bianco e nero, Sabb. Innesto, 

p. 14, n. I e II. — Filix ramosa, minor, Querna, pinnulis dentatis 

536, Sabb. Deliciae III, fol. 193. 
Asplenium Ceterach L.: Aspleno, Sabb. Innesto, p. 4, n. II; Asplenium 

sive Ceterach I. B/III, 749, etc., Sabb. Hortulus, fol. 8; Deliciae I, 

fol. 50; Synopsis, pag. 5. 
Asplenium fissum Kit.: Adianthum peregrinum, per elegans ramosuni, 

in lacinias divisum 543, etc., Sabb. Deliciae III, fob 165; Synopsis, 

pag. 1. 
Asplenium Ruta muraria L.: Filix Saxatilis minima, Corniculata, Sabb. 

Deliciae I, fol. 51; Synopsis, pag. 17. 
Asplenium Trichomanes L. : Trichomane, Sabb. Innesto, p, 178, n. II; 
Trichomane seu Polytrichum Vulgare, foliis Dentatis, Sabb. llortulns, 
fol. 21, n. 2. — Trichomane sive Polvtricum Officinarum C. B., 

Sabb. Deliciae II, fob 126; Synopsis, pag. 47. 
Aster aipinus L: Aster Serotinus, caute folioso acuta, radice repent*' 
482, etc., Sabb. Deliciae III, fol, 3; Synopsis, pag. 5. 



ILLUSTRAZIONE DI ALCUNI ERBARI ANTICHI ROMANI 63 



Aster Tripolium L. : Virga Aurea maior angustifolia non Serrata, vel 
Aster Canadensis Animus flore papposo quorundam, Sabb. Hortulus, 
fol. 209. — Virga Aurea maior, lati folia serrata, flore aureo, Sabb. 
Deliciae I, fol. 94; Synopsis, pag. 49. 

Aster acris L. : Virga Aurea Linariae foliis glutinosis T. R H. 484, etc., 
Sabb. Deliciae III, fol. 185; Synopsis, pag. 49. 

Astragalus Onobrychis L. : Hedysarum annum fructicosum maedium, 
luteis floribus in sumitate dispositis, siliquis laevibus I. R H. 401, 
Sabb. Deliciae I, fol. 1; Synopsis, pag. 20. 

Astrantia pauci flora Bert.: Bupleurum annuum angusti folium 310, 

I 

Sabb. Deliciae III, fol. 165; Synopsis, pag. 7. 

Atriplex hortensis L. : Atriplex bortensis alba, sive pallide virens, Sabb. 
Deliciae III, fol. 11; Synopsis, pag. 5. 

Atropa Belladonna L. : Belladonna, sive Solanum Nicotianae folio, 

frutescens, Solanum |xs>.avo)ceoaao;, Sabb. Hortulus, fol. 166. — So- 
lanum verticillatum, nicotianae minoris folio, parvo fructu Cocci neo, 
Sabb. Deliciae II, fol. 102; Synopsis, pag. 43. 

Avena sativa L. : Avena Vulgaris vel alba C. B., etc., Sabb. Deliciae 
III, fol. 41 [l'esemplare a sinistra]; Synopsis, pag. 5, p. p. 

Avena sterilis L. : Avena Vulgaris vel alba C. B., etc., Sabb. Deliciae 

III, fol. 41 [esemplare di destra] ; Synopis, pag. 5, p. p. 

Ballota nigra L. : Ortica Morta, Sabb. Innesto , p. 116, n. I; Cataria 
vulgaris, mentha cataria, altera, rubentibus floribus 202. Lamium 
alterum quibusdam, Sabb. Deliciae II, fol. 127; Synopsis, pag. 9. 

Bellis perennis L. : BellideMinore e Bellide Minima di tre s«»rte Sabb. 
Innesto, pag-. 32, n. Ill e IV. — Bellis minor Sylvestris flore pleno 
rubro I. R. H. 491, Sabb. Deliciae I, fol. 18; Synopsis, pag. 6. 
Bellis minor, spontanea. I. R. H. 491, Sabb. Deliciae III, fol. 184. 

Betonica officinalis L. : Bettonica, Sabb. Innesto, p. 36, n. I. 

Bifora testiculata Rcbb. : Coriandrum minus C. B. pin. 158, etc., Sabb. 
Deliciae I, fol. 70 [solo l'esemplare a sinistra, i due pezzi a destra 
sono del Coriandrum sativum L.]; Synopsis, pag. 13. 

Ronaveria Securidaea Scop.: Securidaea, flore luteo Albicante Siliqua 
Strictiori I. R. H., Sabb, Hortulus, fol. 15. — Securidaea, forte, 
luteo flore I. R. H. 399. Sabb. Deliciae I, fol. 82 ; Synopsis, pag. 42. 



64 R. PIROTTA E E. CHIOVENDA 



Botrychium Lunaria Sw. : Osrnunda foliis lunatis, Lunaria racemosa, 
Vulgaris, Lunaria botrytis Sabb. Eortulus, fol. 188, n. 2. — Osmunda 
foliis lunatis I. R. H. 547. Lunaria racemosa, botrytis multiflora 
I. B. Ill, 711. Osmunda foliis lunatis dissectis, racemosa ll).ux£ pot;ov, 
Sabb. Deliciae III, fol. 102; Synopsis, pag. 33. 

Brasslca Rapa L. : Raphanistrum segetum, flore luteo, vel pallido. 
L R. H., 230, etc., Sabb. Deliciae III, fol. 133; Synopsis, pag. 38. 

Briza media L. : Gramen paniculatum, maius, locustis panis, tremulis, 
Gramen tremulum panicula parva I. R. H. 524, Sabb. Deliciae II, 
fol. 82; Synopsis, pag. 20. 

Brunella alba L. : Brunella folio lacineato, flore purpurascente L R. H. 
183, Sabb. Deliciae II, fol. 119; Synopsis, pag. 6. 

Brunella vulgaris L. : Brunella major, folio non dissecto, flore purpu- 
rascente, Sabb. Ilortulus. fol. 120. — Sabb. Deliciae II, fol. 118; 
Synopsis, pag. 6. 

Bryonia dioica Jacq. : Bryonia alba baccis nigris sive vitis alba foliis 
laeviter et Speciose incisis, nigris Baccis, Sabb. Ilortulus, fol. 100 
(est planta q 1 ). 

Bupleurum rotundifolium L. : Perfoliate Yulgatissima sive arvensis 

C. B., etc., Sabb. Deliciae II, fol. 81 ; Synopsis, pag. 34 
Butomus umbellatus L. : Ornithogalum Umbellatum, medium, Angu- 

stifolium, flosculis ex albo subviridibus, Sabb. Deliciae I, fol. 61; 

Synopsis, pag. 33. 
Calaminth:i Acinos Clairv: Clinopodium montanum Sampsuci folio, 

Spicatum, et Verticillatum 195, Sabb. Deliciae III, fol. 72; Synopsis, 

pag. 11. 
Calamintha Clinopodium L. : Clinopodium montanum Origani, foliis 

verticillatis, floribus Rubris, Sabb. Hortulus, fol. 237, n. 1. 
Calamintha grandiflora Munch.: Melissa umilis, latifolia, flore maiore 

purpurascente I. R. H. 193, Sabb. Deliciae I, fob 78; Synopsis, 
pag. 29. — Melissa montana glabra, inodora flore rubenl 193, etc., 
Sabb. Deliciae III, fol. 67; Synopsis, pag. 29. 
Calaminth i Nepeta Sari: Calamintha Vulgaris to! Officinarum Genna- 

niae C. B., etc., Sabb. Deliciae III, foL 58; Synopsis, pag. 7. 



ILLUSTRAZIONE DI ALCUNI ERBARI ANTICHI ROMANI 65 



Calamintha officinalis L. : Calaminta vera, Sabb. Innesto, p. 42, n. I. 
Calendula arvensis L. : Primo fiore o Calendula, Sabb. Innesto, p. 126, 

n. II ; Asteroides Alpina glauco folio, albieante flore, Sabb. Deliciae 

III, fol. 89; Synopsis, pag. 5. 

Callitriche verna L. : Lentis Palustris Species, Sabb. Deliciae I, fol. 3; 
Synopsis, pag. 25. 

Call una Erica Salisb. : Tamariscus arborea, Sabinae facie. Sabb. Deliciae 
I, 76; Synopsis, pag. 44. 

Caltha palustris L.: Ranunculus aquaticus, Tussilaginis folio, Ocro 

leuco flore, Sabb. Deliciae I, fol. 54; Synopsis, pag. 37. 
Caltha palustris L. var. flore pleno : Caltha Palustris flore pleno, foliis 

obtuse crenatis. Nymphaea altera quorumdam foliis, Sabb. Deliciae I, 

fol. 56; Synopsis, pag. 7. 
Campanula eaespitosa Scop.: Campanula Alpina pum i la repens, flore 

coeruleo. I. R. H. Ill, etc., Sabb. Deliciae III, fol. 172; Synopsis, 

pag. 7. 

Campanula lati folia L. : Campanula Urticae foliis oblongis minus 
asperis, flore coeruleo minore I. R. H. 109, Sabb. Deliciae III, fol. 33; 

Synopsis, pag. 7. 
Campanula persieifolia L. var. : Campanula hortensis Rapunculi radice 

C. B. P. Cervicaria DocL, Sabb. Deliciae II, fol. 78; Synopsis, pag. 7. 
Campanula Rapunculus L. : Campanula Radice Esculenta, Flore Cau- 

dicante. Rapunculus Esculentus Vulgaris I. R. H., Sabb. Hortulus, 

fol. 76. — Campanula persicae folio flore coeruleo, Rapunculus Spi- 

catus sive Comosus I. B., Sabb. Deliciae II, fol. 87; Synopsis, pag. 
Campanula rotundifolia L. : Campanula, sive Rapunculus esculentus 

C. B., etc., Sabb. Deliciae II, fol. 38; Synopsis, pag. 7. 
Camphorosma monspeliaca L.: Helianthemum angustifolium luteis 

floribus I. R. H. 249, etc., Sabb. Deliciae I, fol. 43 e 4A;,Synopsis, 

pag. 21. 
Cannabis sativa L. : Canape, Sabb. Innesto, p. 54, n. III. — Meliathus 

Africanus medius humifusus, Canabis foliis 451, Sabb. Deliciae III, 

fol. 75; Synopsis, pag. 29. 
Capparis spinosa L. var. rupestris S. S.:Cappari, Sabb. Innesto, pag. 

5. Malpighia. Anno XV, Vol. XV. 



66 ft. PIROTTA E E. CHIOVENDA 



50, n. IV. — Capparis Vulgaris, non Spinosa, folio rotundo, fructu 

min. I. R. H. 261, Sabb. Deliciae I, fol. 3; Synopsis, pag. 9. 
Capsella Bursa pastoris Much. : Bursa Pastoris, Sabb. Innesto, pag. 34, 

n. III. — Bursa Pastoris major, folio Sinuato, Sabb. Hortulus, fol. 135. 
Cardamiue asarifolia L. : Cardamine montana foliis amplioribus sub- 

rotundis. Cardamine montana Asari folio I. R. H. 225, etc., Sabb. 

Deliciae III, fol. 65; Synopsis, pag\ 7. 
Cardamine impatiens L. : Sisymbrium palustre, Nasturtii folio I. R. H. 

226, Sabb. Deliciae I, fol. 16; Synopsis, pag. 43. 
Card aria Draba Desv. : Cochlearia maior, procumbens, folio sinuato 

oblongo, floribus albicantibus I. R. H. 215. Draba, species altera 

quorundam, Sabb. Deliciae III, fol. 189; Synopsis, pag. 12. 
Cardiospermum Halieacabum L. : Corindum foliis lacineatis fructu 

maiore Pisum Vesicarium, fructu nigro alba macula notato C. B. 

pin. 343, etc., Sabb. Deliciae III, fol. 148; Synopsis, pag. 13. 
Carduus delloratus L. : Cirsium foliis lacineatis, Spinis brevioribus 

munitis, flore purpurascente, Lappae Capitulis I. R. H. 448, Sabb. 

Deliciae III, fol. 4 [escl. es. a destra in alto]; Synopsis, pag. 11. 
Carex alpestris Asso. : Lavendula folio longiori, et angustiori Indica. 

Nardus Indica spica breviore spadicea, albican te flore foliis longio- 

ribus brevioribusque, Sabb. Deliciae III, fol. 93 ; Synopsis, pag. 25. 
Carex remota L. : Carex angustifolia, caule triquetro, capitulis pul- 

chellis, strigosioribus, compactis interse distantibus et in foliorum 

alis sessilibus P. A. M. N. G. P. fol. mihi 70, tab. 33, fig. 16, etc., 

Sabb. Deliciae II, fol. 23, n. 1 ; Synopsis, pag. 8. 
Carex riparia Curt: Cyperoides polystachyon , spicis teretibus, erectis 

529, Sabb. Deliciae I, fol. 19, n. 2; Synopsis, pag. 14. 
Carex vulpina L. : Carex radice repente, Caule trilatero, Spica Spadicea; 

nonnihil foliosa, Capitulis Crassioribus, Tab. 33, fig. 4, 2, 58, I. R. H. 



[escl. Fesempl. sinistr.] 



pag. 8. 



Carthamus tinctorius L.: Cnicus Sativus sive Carthamum Officinarum 
C. B., Sabb. Deliciae III, fol. 61; Synopsis, pag. 12. 

Carum Bulbocastanum Koch: Bulbocastanum tenuifolium, Umbella 
rubente 307, Sabb. Deliciae II, fol. 147; Synopsis, pag. 7. 



ILLUSTRAZIONE DI ALCUNI ERBAR1 ANTICHI ROMANI 67 



Cassia obovata Collad. : Cassia Americana, foliis glabris obtusis, carneo 

flore, Sabb. Deliciae I, fol. 36; Synopsis, pag. 8. 
Caucalis daucoides L. : Caucalis Sesretum Echinata Cicutae Minoris 



Folio T. EL H., Sabb. Hortulus , fol; 78. — Caucalis Eehinophora 
asperior altera, segetalis flo : suave rubente, Sabb. Deliciae I, fol. 39 ; 
Synopsis, pag\ 9. 

Caucalis nodosa L. : Caucalis Arvensis ad nodos Florida et Echinata, 

Minoribus Echinis, Sabb. Hortulus, fol. 77. 
Celosia argentea L. var. cristata: Amaranthus panicula in curua 

lutea, sparsa 235, Sabb. Deliciae III, fol. 179; Synopsis, pag. 3. 
Centaurea alba L. : Iacea Vulgaris folio laciniato, flore purpureo I. R. H. 

440. Squamosis Capitulis, Sabb. Deliciae I, fol. 2; Synopsis, pag. 23. 
Centaurea amara L. : Ciano maggiore, Sabbati Innesto, p. 52, n. III. 
Centaurea Caloitrapa L. : Eringio montano, Sabb. Innesto, p. 66, n. I. 

Cardus Stellatus foliis Papaveris erratici C. B., etc., Sabb. Deliciae 

III, fol. 35; Synopsis, pag. 8. 

Centaurea Cineraria L. : Iacea cinerea, lacineata, flore purpureo, capite 

villoso, Sabb. Deliciae I, fol. 36. 
Centaurea Cyanus L. : Cyanus Segetum Flore Simplici Coeruleo T. R. H., 

Sabb. Hortulus, fol. 69. — Sabb. Deliciae III, fol. 58; Synopsis, 

pag. 14. 
Centaurea Jacea L. : Carduus Cyani foliis, flore rubro, Capite Lanu- 

ginoso,' Iacea dicitur H. L. Bat, (corretto di pugno di Bonellicon: 

Iacea capite squammoso, Alpina), Sabb* Hortulus, fol. 97. 
Centaurea montana L. : Cyanus montanus latifolius vel Verbasculum 

Cyanoides C. B., Sabb. Deliciae III, fol. 58; Synopsis, pag. J4. 
Centaurea sphaerocephala L. : Iacea con il Capo spinoso, Sabb. Innesto, 

p. 88, n. VI. — Iacea Capite Spinoso, foliis Subrotundis laeviter 

Serratis, Sabb. Hortulus, fol. 96. 
Centranthus ruber DC: Valeriana Murale, Sabb. Innesto, p. 184, 

n. II. — Valeriana vulgaris Rubro flore, Sabb. Hortulus, fol. 233. 
Valeriana rubra C. B. pin. 165, etc., Sabb. Deliciae II, fol. 120; 

Synopsis, pag. 48. 
Centrophyllum lanatum DC: Carlina Sylvestris, Astractylidis folio, 






68 R. PIROTTA E E. CHIOVENDA 



polycephalos , aurea pennis. 500, etc., Sabb. Deliciae III, fol. 128; 

* 

Synopsis, pag. 8. 
Cephalanthera rubra Rich.: Helleborine angustifolia flore herbaceo 436, 

Sabb. Deliciae III, fol. 15; Synopsis, pag. 21. 

Cerastium arvense L. : Myosotis erecta, linariae foliis, candicantibus 
floribus I. R. H. 245, Sabb. Deliciae II, fol. 95. — Alsino montana 
linariae folio glabra, albis floribus I. R. H. 243. — Alsines, foliis 
oblongis strictioribus lacteis floribus, Sabb. Deliciae I, fol. 17, n. 2; 
Synopsis, pag. 2. 

Cerastium tomentosum L. : Lychnis Alpina Tomentoso Folio, Flore 
Lacteo, Sabb. hortulus, fol. 189. — Myosotis incana repens. Lycnis 
incana repeunte radice, Caryophyllus tomentosus linariae folio. 245, 
Sabb. Deliciae II, fol. 97; Synopsis, pag. 30. 

teratoma Siliqua L.: Siliqua o Guainelle, Sabb. Innesto, p. 158, n. IV. 

Cercis Siliquastrum L. : Siliquastrum I. R. H. 647, etc., Sabb. Deliciae 
III, fol. 177; Synopsis, pag. 42. 

Cerinthe aspera L. : Cerinthe, Spinoso Maculato Folio Flavo Flore 
T. R. H., Sabb. Hortulus, fol. 20. 

Cerinthe minor L. : Cerintae Spinoso maculato folio, flavo flore I. R. H., 
Sabb. Deliciae II, fol. 124 [parte superiore del caule]; Synopsis, 
pag. 9. — Cerinthe sen Cynoglossum montanum majus C. B. Ce- 
rinthe major, Sabb. Deliciae II, fol. 125 [parte inferiore del caule]; 
Synopsis, pag. 9. — Cerinthe minor flore albo I. R. H. 80, etc., 
Sabb. Deliciae III, fol. 198 [rametto fiorifero]; Synopsis, pag. 9. 

Chaerophyllum aureum L. : Myrrhis maior, annua Cicutae foliis hirsutis, 
s^mine striato. Chaerophyllum Sylvestre semine longo striato I. R H. 

305, Sabb. Deliciae II, fol. 110. 
Chaerophyllum hirsutum L. : Myrrhis maior, vel Cicutaria odorata 

C. B. pin. 160, etc., Sabb. Deliciae I, fol. 49; Synopsis, pag. 31. 
Filix ramosa, spinalis dentatis Polipodii radice 537, Sabb. Deliciae 

III, fol. 190 [una foglia]; Synopsis, pag. 17. 
Cheiranthus Cheiri L. : Leucoium Luteum, Multiplex, Vulgare, Sim- 
% piici Flore I. R. H., Sabb. Hortulus, fol. 123. — Leucojum Bor 

luteo Simplici, Sabb. Deliciae I, fol. 34. 



ILLUSTRAZIONE DI ALGUNI ERBABI ANTICH1 ROMANI 69 



Gheli (Ionium majus L.: Chelidonia Maggiore, Sabb. lnnesto, pag. 46, 
n. IV. — Chelidonium Majus Foliis Quernis seu Chelidonium Folio 
Laciniato, Sabb. Hortulus, fol. 70. — Sabb. Deliciae III, foL 72; 
Synopsis, pag. 10. 

Ghenopodium album L. : Solatro Altro, Sabb. lnnesto, p. 166, n. IV; 
Chenopodium pes Anserinus, Atriplex dicta, Sabb. Hortulus, fol. 85. 

* 

Ghenopodium ambrosioides L. : Herba The seu erba Casio e Chono- 
podio, Sabb. lnnesto, p. 86, n. IL — Chenopodium Odoratum, pes 
Anserinus, Atriplex Grave Olens C B. pin. 119. Vulgo dieitur Herba 
The. Italiana, Sabb. Hortulus, fol. 170. 

Chenopodium Bonus Henricus L. : Atriplice domestico, Sabb. lnnesto, 

pag. 4, n. I. 
Chenopodium murale L. : Solatro Sonnifero, Sabb. lnnesto, pag. 166, 

n. II. 
Ghlora perfoliata L. : Hypericum perfoliate, folio caule quadrangulo, 

Sabb. Hortulus, foL 16, n. 2. 

Crypsis aculeata Ait.: Aponogeton aquaticum, gramineis foliia preacu- 
tis, flore minore, cum apice bicapsulari, embrionis clypeolis circum 
crenatis, et Vasculo barbate N. G. P., Sabb. Deliciae I, fol. 98; 
Synopsis, pag. 4. 

Chrysanthemum- segetum L. : Chrysanthemum, floris corona flava, 
disco luteo, Sabb. Deliciae III, fol. 89; Synopsis, pag. 11. 

Chrysanthemum iVyconis L.: Chrisanthemum F tioSerrato, si ve Bell is 
Segetum aurei Coloris, Sabb. Hortulus, fol. 75, 117, n. 2. '— Chry- 
santhemum Segetum, flore Sulfurei Coloris 492, Sabb. Deliciae III, 

fol. 89; Synopsis, pag. 11. 
Circaea lutetiana L. : Circaea Lutetiana I. R. H. 301 : Lob. Icon. 266, etc.,, 

Sabb. Deliciae II, fol. 157; Synopsis, pag-. 11. 
Cirsium nrvense Scop.: Cirsium arvense Polycephalon Minor, Sabb. 



Ho 



■a*r 



incano C. B. pin. 677, etc., Sabb. Hortulus, fol. 94. — CJreio, Sabb. 

lnnesto, p. 44, n. III. 
Cistus salvifolius L.: Cistus foemina folio oblongo, flore albo, Sabb. 

Deliciae III, fol. 80. 



70 R. PIROTTA E E. CHIOVENDA 



48 



Mas Folio Rotundiore Dilutius Virente T. R. H. , Sabb. Hortulus, 
fol. 42. — Cistus mas maior folio rotundiore L B., etc., Sabb. De- 

liciae III, fol. 80. 
Clematis integrifolia L. : Clematitis coerulea erecta. C. B. pin. 300, etc., 

Sabb. Deliciae I, foL 40, n. 1; Synopsis, pag*. 11. 
Clematis Flammula L. : Mormotica o Saetta di Hercole, Sabb. Innesto, 

pag\ 100, n. IV. — Clematitis Sylvestris, foliis non incisis, alba 

scadens 293, Sabb. Deliciae III, fol. 209. 
Clematis Vitalba L. forma integrifolia: Clematitis Sylvestris latifolia, 

foliis non incisis I. R. H. 293, Sabb. Deliciae II, fol. 140; Synopsis, 

pag. 11. 
Clematis Vitalba L. forma serrata: Clematitis erecta, et scandens, flo- 

ribus coeruleis, latifolia dentata 294. Flammula quorundam. Sabb. 

Deliciae II, fol. 141; Synopsis, pag. 11. 
Clematis Viticella L. : Clematitis purpureo-coeruleo, flora Simplici, scan- 
dens C. B. pin. 300. Sive Flammula flore coeruleo repens, Sabb. 

Deliciae I, fol. 42; Synopsis, pag. 11. 
Cneorum tricoccum L. : Camolea a tre coppe, Sabb. Innesto, pag. 52, 

n. IV. 
Cochlearia ArmoraciaL. ?: Thlaspi frutticosum Leucoi, folio latifoli urn 

C. B., etc., Sabb. Deliciae II, fol. 89; Synopsis, pag. 45. 
Colchicum autumnale L. : Colchicum vere, et Autumno florens C. B. 

pin. 68, etc., Sabb. Deliciae I, fol. 96 et III, fol. 88; Synopsis, pag. 12. 
Colutea arborescens L. : Colutea Vesicaria, Vulgaris, luteis floribus, 

Sabb. Hortulus, fol. 71. — Colutea Vesicaria O. B. et I. B., etc, 

Sabb. Deliciae III, fol. 90; Synopsis, pag. 12. 
Conium maculatum L. : Cicuta min. foetida, filicis minoris pinnulis, 

albicante flore, Sabb. Hortulus, fol. 79. — Cicutae Moedia, Sabbati 

Deliciae III, fol. 64. 
Convallaria majalis L. : Lilium Convallium album C. C, Sabb. De- 
liciae II, fol. 22; Synopsis, pag. 26. 
Convolvulus arvensis L. : Halsine, Sabb. Innesto, p. 86, n. IV. 
Convolvulus cantabrica L. : Antirrhinum arvense majus, flore albi- 



ILLUSTRAZIONB DI ALCUNI ERBARI ANTICHI ROMANI 71 



cante, oris rubentibus I. R. H. 168, Sabb. Deliciae I, fol. 86; Synopsis, 
pag. 13? — Lychnis Sylvestris minima flore albo L B.; Lychnis 
peregrina spicae vel Lavendulae folio flore rubro, Sabb, Deliciae II, 
fol. 56; Synopsis, pag. 27. — Alcea altera, sylvestris flore rubro 
minore, hirsuta et forte Alcea canabina quorundam, Sabb. Deliciae 
II, fol. 138 [le foglie palmate a sinistra sono di un Geranium]. 
Convolvulus Soldanella L.: Soldanella o Brasica Marina, Sabb. Innesto, 
p. 158, n. II. — Convolvulus maritimus, nostras, rotundi folius. 

Soldanella I. R. H. 83, Sabb. Deliciae III, fol. 93; Synopsis, pag. 12. 
Cornus sanguinea L. : Cornus foemina, Virga Sanguinaria putata 

I. R. H. 641, Sabb. Deliciae I, fol. 75; Synopsis, pag. 13. 
Coronilla Emerus L. : Emerus caesalp. 117, etc., Sabb. Deliciae III, 

fol. 125; Synopsis, pag. 16. 
Coronilla scorpioides Koch.: Scorpioides siliqua articulata, striata 402, 

Sabb. Deliciae II, fol. 106; Synopsis, pag. 41. 
Corouilla varia L. : Coronilla flore vario, siliquis articulatis in circin- 

num dispositis — Securidaca secunda Clus., Sabb. Deliciae II, fol. 62; 

Synopsis, pag. 13. 
Corydalis tuberosa DC. : Fumaria Bulbosa, radice cava, flore rubente 

I. R. H. 422, Sabb. Deliciae III, fol. 49; Synopsis, pag. 18. 
Corydalis ochroleuca Koch: Capnoides Fumaria siliquosa, sempervi- 

rens, altera I. R. H. 423, Sabb. Deliciae II, fol. 117; Synopsis, 

pag. 7. 
Cotoneaster sp. : Crategus folio subrotundo integro, subtus incano: 633, 

Sabb. Deliciae I, fol. 42; Synopsis, pag. 13. 
Crataegus Oxyacantha L.: Mespilus Apii folio, Sylvestris, spinosa, sive 

oxyacanthis, sive spina acuta Dod. Pempt 751, etc., Sabb. Deliciae I, 

fol. 79; Synopsis, pag. 30. — Mespilus Apii folio, Sylvestris, sive 

Oxyacantha I. R. H. 642, Sabbati Deliciae II, fol. 58. 



Medium 



Hortulus 



Crepis vireus L.: Hieracium medium Dentis Leonis folio Ramosum , 



144 



44 



72 R. PIROTTA E E. CHIOVENDA 



Crocus sativus L. : Crocus Vermis angustifolius I. R. H. 352, etc., Sabb. 
Deliciae III, fol. 158; Synopsis, pag. 13. 

Cuscuta [esemplare giovanissimo indeterm.]: Cuscuta L R. H. 652, etc., 
Sabb. Deliciae III, fol. 67 et 105; Synopsis, pag. 13. 

Cyclamen neapoiitanum Ten.: Cyclamen autumnale, Folio Subtus ru- 
bente Serrato, flore Carneo, grati odoris, Sabb. Hortulus, fol. 87. 



Cyclamen repandum S. S. : Ciclamino, Sabb. Innesto, p. 54, n. I. 

Cyclamen hieme et Vere flores, folio anguloso, amplo flore albo, 

basi purpurea I. R. H. 155, Sabb. Deliciae III, fol. 198; Synopsis, 

pag. 14 
Cynanchum Yineetoxicum R. Br. : Asclepias Albo Flore I. R. H., etc., 

Sabb. Hortulus, fol. 62. — Sabb. Deliciae III, fol. 36; Synopsis, 

pag. 5. 
Cynara Carduneulus L. : Carduus, et folio Acanthi, aculeis rarioribus 

munito, floribus purpureis, Sabb. Deliciae I, fol. 72; Synopsis, pag. 8. 
Cynoglossuin creticum Yill. : Cinoglossa vulgare Sabb. Innesto, pag. 50, 

n. II. — Cynoglossum montanum, Virenti folio, flore globoso I. R. H. 

140. Sabb. Deliciae I, fol. 78; Synopsis, pag. 14. — Cynoglossum 

maius Vulgare C. B., Sabb. Deliciae III, fol. 56; Synopsis, pag. 14. 
Cyperus gloineratus L. : Cyperus Capitulis glomeratis. Juneus acutus, 

caule triangulo I. R. H. 527, Sabb. Deliciae I, fol. 6; Synopsis, 



pag. 14. 



Cyperus serotinus Rottb. : Cyperus gramineus, panicula breviore ni- 
gricante 527, Sabb. Deliciae I, foL 100, n. 1 ; Synopsis, pag. 15. 

Cytisus hirsutus L. : Cytisus minoribus foliis, ramulis tenellis, villosis 
647, Sabb. Deliciae II, fol. 133; Synopsis, pag. 14. — Cytisus 
hirsutus I. R. H. 647, etc., Sabb. Deliciae, III, fol. 54; Synopsis, 



pag. 14. 



48 



Sabb, Deliciae III, fol. 53; Synopsis, pag. 14. 



Daphne glandulosa Bert.: Chamaelea tricoccos, nigrovirenti folio Buxi 
minoris, flore candido. // Cathol. supp. 2: I. R. H. 651, Sabb. De- 
liciae II, fol. 91; Synopsis, pag. 10. 

Daphne Gnidium L. : Chamaerhododendros, altera Alpina, floribus cae- 
ruleis 604, etc., Sabb. Deliciae III, fol. 155; Synopsis, pag. 10. 



ILLUSTRAZIONE DI ALCUNI ERBABI ANTICHI ROMANI 73 



Daphne Lciureola L. : Tymelaea Laurifolia semper virens seu Laureola 

mas I. R. H. 595, etc., Sabb. Deliciae III, fol. 193; Synopsis, pag. 45. 

Datura. Metel L. : Stramonium fructu gpinoso, rotundo, flore albo, sim- 

plici I. R. H. 118, etc., Sabb. Deliciae III, fol. 149 [fiore] et fol. 157 
[frutto]; Synopsis, pag, 44. 

Datura Stramonium L. : Noce MeteHa, Sabb. lnnesto, p. 114, n. V. 
Stramonio, Sabb. lnnesto, p. 1G2, n. I. 






Daucus Broteri Ten.: Daucus annus, floribus albis I. R. H. 308, Sabb. 
Deliciae III, fol. 142 [es. fiorifero]. 

Daucus Carota L. : Gaacalide, Sabb. lnnesto, p. 38, n. I. — Daucus 

sativus, radice atrorubente, foliis obscure virentibus, et quasi lucidis. 

307, Sabb. Deliciae II, fol. 77; Synopsis, pag. 14. 
Daucus grandiilorus Scop.: Caucalis arvensis Echinata, magno flore 

C. B. pin. 152; Sabb. Deliciae III, fol. 73; Synopsis, pag. 9. 
Delphinium Aiacis L. : Delphinium hortense, flore maiore et multiplici 

coeruleo, Sabb. Deliciae III, fol. 99; Synopsis, pag. 15. 
Delphinium Consolidu L. : Delphinium segetum dictum, Bhbb. tfeliciae 

III, fol. 99. — Delphinium Segetum flore Simplici Coeruleo, Sabb. 

Deliciae III, fol. 99; Synopsis, pag. 15. 
Delphinium peregrin urn L. : Speron di Cavaliero, Sabb. lnnesto, p. 160, 
n. V. — Delphinium Segetum Flore Simplici, Coeruleo, Sabb. Hot- 

tulus, fol. 92, n. 2. 
Delphinium Staphysagria L. : Stafissaria Sabb. lnnesto, p. 156, n. IV. 

Delphinium Platani folio, Staphisagria Dictum Sabb. Ilortuliis, 

fol. 91. 

Delphinium velutinum Bert. : Delphinium glabrum Aconiti folio, coe- 
ruleo plenoque flore I. R. H. 426, etc., Sabb. Deliciae III, fol. 31; 

Synopsis, pag. 14. 
Dentaria polypliylla W. K. : Dentaria pentaphyllos maior, floribus 

suave rubentibus. 7c&iTx f \t).'ko; Dentaria 225, Sabb, Deliciae III, 

fol. 194; Synopsis, pag. 15. 
Dianthus drltoirtes L.: Caryophyllus saxatiiis, angusto, brevique folio, 

floribus simplicibus rubris, Sabb. Deliciae I, fol. 47. — Caryophyllus 

Saxatillis, vel Lychnis laevis Saxatillis, parvo rabroque flora L R. H., 

Sabb. Deliciae II, foL 25; Synopsis, pag. 8. 



74 R. PIROTTA E E. CHIOVENDA 



Dictamnus albus L. : Dittamo bianco, Sabb. Innesto, pag. 58, n. II; 
Dittamo o Fraxinella, Sabb. Innesto, pag. 64, n. III. — Dictamnus 
albus Vulgo sive Fraxinella C. B., etc., Sabb. Deliciae III, fol. 100; 

Synopsis, pag. 15. 
Digitalis lutea L. : Digitalis maior, luteo vel pallido, parvo flore I. R. H. 

165, C. B.pin. 244, Sabb. Deliciae III, fol. 191 ; Synopsis, pag. 15, p. p. 
Diplotaxis tenuifolia DC. : Eruca foliis disectis majoribus, siliqua 

angusta 227. — Eruca altera folio magis disecto, Sabb. Deliciae III, 

fol. 130. 
Dipsacus sylvestris L. : Dissaco, Sabb. Innesto, p. 60, n. I. — Dipsacus 

* 

sativus C. B., etc., Sabb. Deliciae III, fol. 96; Synopsis, pag. 15. 
Doronicum austriacum Jacq. : Doronicum, folio majore subrotundo, 
laeviter serrato brachiata rhiza nigricante 487. Sabb. Deliciae III, 
fol. 95; Synopsis, pag. 15. — Doronicum radice scorpii, latifolium 



487 



III, fol. 98. 



Doronicum Columnae Ten. : Doronicum radice Scorpii C. B. pin. 
pag. 184, etc., Sabbati Ilortulus, fol. 9. 

Doronicum Pardalianches L.: Doronicum Plantaginis folio, radice 
Scorpii, brachiata, cum semiflosculis coronam cingentibus, longio- 
ribus 487, Sabb. Deliciae III, fol. 97; Synopsis, pag. 15. 

Dorycnium erectum Ser. : Dorycnium Majus. Tour, etc., Sabb. Ilortulus, 

fol. 111. 

Dorycnium herbaeeum L. : Dorycnium pentaphyllo, floribus albis, 
minoribus 391, Sabb. Deliciae II, fol. 33; Synopsis, pag. 15. 
Dorycnium species altera, sive Tri folium album, angustifolium flori- 
ribus velut in capitulum congestis. Dorycnium fruticosum species 
altera 391, Sabb. Deliciae II, fol. 55; Synopsis, pag. 13. 

Dorycnium hirsutum Ser.: Lotus Villosus, flore glomerato I. R. H. 
403, etc., Sabb. Deliciae III, fol. 53; Synopsis, pag. 27. 

Draba aizoides L. : Alsine alpina, saxatilis, cespitosa, tenuifolia ran 
dicantia, floribus albicantibus in umbella dispositis 243. Caryophylius 
minimus muscosus, Sabb. Deliciae IT, fol. 97; Synopsis, pag. 2. 

Drosera rotundifolia L. : Ros Solis folio rotundo C. B. I. R. H. 245, etc., 
Sabb. Deliciae II, fol. 9; Synopsis, pag. 39. 



ILLUSTRAZIONE DI ALCUNJ ERBARI ANTICHI ROMANI 75 



Eeballion Elaterium Rich.: Cocomero asinino, Sabb. Innesto, pag. 42, 

n. IV. — Cucumis Sylvestris asininus dictus C. B. , Deliciae III, 
fol. 63, Synopsis, pag\ 13. 

Echiuophora spinosa L. : Echinophora maritima, spinosa, Crithmum 
maritimum Spinosum I. R. H, 656, etc., Sabb. Deliciae II, fol. 29; 
Synopsis, pag. 16. 

Echinops elegans Bert. : Carduus Eryngoides capite spinoso, folio quasi 
farina aspersus in inferna parte 442, Sabb. Deliciae II, fol. 121; 
Synopsis, pag. 8. — Cardus pratensis Spinosissimus latifolius lanu- 
ginosus C. B., etc., Sabb. Deliciae III, fol. 39 [eccet. la foglia a 



dostra], Synopsis, pag. 8. 



Echinops sphaerocephalus L. : Echinopus maior I. B. 3, 69, etc., Sabb. 

Deliciae II, fol. 104; Synopsis, pag. 16. 
Eehiuin italicum L. : Ancusa, Sabb. Innesto, p. 24, n. II. — ? Echium 

foliis angustis et villosis L R. H. 136, etc., Sabb. Deliciae I, fol. 29; 

Synopsis, pag. 16. 

Echium vulgare L.: Buglossa vera, Sabb. Innesto, pag. 30, n. III. 

Echium marinum Buglossum marinum incanum Coeruleo flore, Sabb. 
Deliciae II, fol. 38; Synopsis, pag. 16. 
Eleagnus angustifolius L. : Apocynum erectum Africanum villosum. 
Salicis folio glabro angusto, Sabb. Deliciae II, fol. 92; Synopsis, 

pag. 4. 

Epilobium hirsutum L. : Alisimachia cornicolare, Sabb. Innesto, pag. 8, 
n. I. — Chamaenerion, vel Lysimachia ad Siliquas Florida, vulgo 
Filius ante Patrem, Sabb. Hortulus, fol. 130. — Chamaenerio Vil- 
losum flore rubro, Sabb. Deliciae II, fol. 7; Synopsis, pag. 10. 

Epilobium montanum L. : Chamaenerion alpinum, foliis splendentibus 
denticulatis. Lysimachia alpina, glabra, ramosa 303, etc., Sabb. 
Deliciae II, fol. 5; Synopsis, pag. 10. 

Epilobium parviflorum Schreb. : Chamaenerion glabrum, ramosum 

parvis floribus, Sabb. Deliciae I, fol. 7. 
Fjpilobium spicatum L. : Chamaeneriim glabrum, maius et nitidum, 
Amygdali folio, floribns luteis, etc., Sabb. Deliciae II, fol. 60 ; Synopsis, 
pag. 10. — Chamaenerion g-labrum, Amvgdali folio, floribus rubeo- 



76 R. PIROTTA B E. CHIOVENDA 



tibus in spica dispositis 303, Sabb. Deliciae II, fol. 66; Synopsis, 

I 

pag. 10. 
EpiloMum sp. : Cha.maenerion seu Lysimachia Syliquosa floro rubro, mi- 
nori folio serrato H. R. par. : filius Ante Patrem, Sabb. Hortulus, 

fol. 171. 
Epipactis latifolia All.: Veratrum flore subviridi. Helleborus albus, floro 
subviridi C. B. pin. 186. I. R. H. 273, Sabb. Deliciae II, fol. 105; 

Synopsis, pag. 21. 
Epipactis palustris Crantz. Rich.: Helleborine montana , angustifolia 
flore herbaceo, intus nonnihil Candieante, Damasonium herbaceo 
flore I B. 3, 517, I. R. H. 436, Sabb. Deliciae II, fol. 42; Synopsis, 

pag. 21. 
Equisetum maximum Lam. : Equiseto o Coda di Cavallo, Sabb. Innesto, 

pag. 66, n. II. 
Eragrostis megastachya P. B. : Gramen Paniculatum, minus, locustis 

parvis tremulis. Gramen tremulum , minus, panicula parva C. B. 

pin. 2, etc., Sabb. Hortulus, fol. 140. — Cyperoides palustre, angu- 

stifolium, spicis, vel paniculis compressisbrevioribus, Sabb. Deliciae, 

I, fol. 22. 
Eranthis hyemalis Salisb.: Helleborus niger, Ranunculi folio, flore 

globoso, minore I. R. H. 272, etc., Sabb. Deliciae III, fol. 134; 

Synopsis, pag*. 21. 
Erica arborea L. : Teucri Species. 208, Sabb. Deliciae I, fol. 20. 
Erigeron acre L. : Aster montanus tlore globoso, aurni, radice odora 

I. R. H. 483, Sabb. Deliciae III, fol. 59; Synopsis, pag. 5. 
Erigeron eanadense L. : Herba Giudaica, Sabb. Innesto, pag. 86, n. ID. 

Virga Aurea linariae folio, Panicula Speciosa, Sabb. Hortulus, 

fol. 210, n. 2. ' ' 

Eriophorum latifolium Hoppe: Garei Bohemica, aquatica, annua, 
Cyperi facie, caule molli , exquisite triangulare, capitulis in glome- 
ratam spicam digestis, eapsulis lanceatis, quatnor lin^as longis, 
angustis, marginatis, atque denticulatis et in duas veluti aris tasav 
tenuatis P. A. M. N. G. P. fol. mihi 70, tab. 33, fig. 19, etc., Sabb. 
Deliciae II, fol. 23, n. 2; Synopsis, pag. 8. 



ILLUSTRAZIONE DI ALCUNI ERBARI ANTICHI EOMANI 77 



■ 

firodium malacoides L' Her. : Geranium Betonicae folio, inciso albi- 
cantibus Floribus, Sabb. Ilortulus, fol. 153. — Geranium foliis ad 
Chamaeclroydem accedentibus, floribus parvis rubentibus. Forte Zi- 
bethi odore. Sabb. Deliciae, fol. 17. 

Erodium romanuin L'Her.: Geranio di Plinio, Sabb. Innesto, pag. 80, 
n. I. — Geranium Zibeti odore. Radice Bulbosa, cauliculis Erectis, 
Foliis Cicutae, Cineraceis, Sabb. Hortulus, fol. 149. 

Emca sativa L. : Eruca Sylvestris Maior, lutea, Sabb. Hortulus, fol. 45. 

Eruca latifolia, alba, sativa Dioscoridis. C. B. pin. 98, etc., Sabb. 

Deliciae III, fol. 130; Synopsis, pag. 16. 
Eryngium campestre L. : Eryngium Vulgare C. B. pin. 386. I. B. 3, 

85. Eryngium Campestre Dod. pempt. 730, Sabb. Deliciae III, fol. 112, 

[escl. foglia di sinistra] ; Synopsis, pag. 16. 
Eryngium maritimum L. : Eringio marino, Sabb. Innesto, pag. 66, 

q. IV. — Eryngium maritimum C. B.pi/i. 386. Eryngium maritimum 

Caeruleum, Capitulis Dipsaci I. B. 3, 86. Dod. pempt 730, Sabb. 

Deliciae III, fol. 103 [solo la foglia infer.]; Synopsis, pag. 16. 
Erysimum australe Gay.: Leucoium Sylvestre incanum spicatum luteis 

floribus I. R. H. 221 : Turritis species altera lutea, Sabb. Deliciae 

III, fol. 60; Synopsis, pag. 25. 
Erythraea Centaurium Pers. : Centaurium minus C. B. pin. 278, etc., 

m 

Sabb. Hortulus, fol. 40. 
Erythraea maritima Pers.: Centaurium minus, ramosum luteo flore, 

Sabb. Deliciae, I, fol. 47. 
Ery(h\ar*a ramosissima Pers.: Pers.: Centaurea minore, Sabb. Innesto, 

p. 42, n. III. 
Eupatorium cannabinum L.: Agerato, Sabb. Innesto, p. 20, n. V; 
.Eupatorio d'Avicenna, Sabb. Innesto, p. 04, n. I; Eupatorium Can- 

nabinum Vulgare, Sabb. Hortulus, fol. 46. 
Euphorbia Chamaesyces L. : Poligono Maggiore, Sabb. Innesto, pag. 136, 

n. I. — Paronychia Hispanica Clus. hiip. 478. etc* Sabb. Ilort»h<s, 

fol. 7. — Alsine procumbens Hypenci foliis, verna. I. R. H. 292, 

Sabb. Deliciae III, fol. 180; Synopsis, pag. 2. 
Euphorbia Charaeias L.: Titbymaloides frutescens, foliis Xeri, ferren: 

rubigine subtus notatas, Sabb. Deliciae III, fol. 197 ; St/nop. t, pag. 46. 



78 H. PIROTTA E E. CHIOVENDA 



Euphorbia Cyparissias L. : Tithymalo Ciparissio, Sabb. Innesto, \)ag. 176, 
n. L — Tithymalus helioscopius C. B., etc., Sabb. Deliciae II, fol. 125 
[sommita fruttifera]; Synopsis, pag. 46. — Tithymalus cyparissias 
utriusque B. , etc., Sabb. Deliciae II, fol. 125 [esemplare sterile]; 
Synopsis, pag-. 4fr 

Euphorbia dendroides L. : Tithimalo Den clroide, Sabb. Innesto, p. 174, 
n. II. — Tithimalo Mirsinitc, Sabb. Innesto, p. 174, n. III. 

Euphorbia dul^is L.: Tithymalus alpinus atriplicis, seu chenopodii 
folio glabro 86, Sabb. Deliciae II, fol. 124; Synopsis, pag. 46. 

Euphorbia exigua L. : Tithymalus leptiophillus Matthioli, Sabb. Deliciae 

II, fol. 126; Synopsis, pag. 46. 

Euphorbia Gerardiana Jacq.: Tithymalus animus Lini folio acuto, 

Sabb. Deliciae II, fol. 126; Synopsis, pag. 46. 
Euphorbia Lathyris L. : Tithymalus latifolius eataputia dictus H. L. 

Bat., etc., Sabb. Deliciae II, fol. 124; Synopsis, pag. 46. 
Euphorbia niceaensis AIL: Tithymalus Arboreus C. B. Tithymalus 

Dendroides Matth., Sabb. Deliciae II, fol. 126; Synopsis, pag. 46. 
Euphorbia Peplus L.: Tithimalo Helioscopio, Sabb. Innesto, p. 174, 

n. V. — Tithymalus animus, montanus, folio rotundiore acuminate 

I. R. H. 87, Sabb. Deliciae I, fol. 88; Synopsis, pag. 46. 
Euphorbia sp. : Tithimalo Characia, Sabb. Innesto, pag. 174, n. L 
Euphrasia officinalis L. : Euphragia, Sabb. Innesto, pag. 66, n. III. 

Euphrasia Officinarum C. B. pin. 233, etc., Sabb. Hortulus, 

pag. 88. — Euphrasia ramosa alpina, flore albo I. R. H. 174, Sabb. 

Deliciae III, fol. 128; Synopsis, pag. 17. 
Fagus sylvatiea L.: Carpinus Dod. Pempt 841, etc., Sabb. Deliciae 

III, fol. 206; Synopsis, pag. 8. 

Pilago germanica L. : Guaphalium vulgareEchinatum, Sabb. Hortulus, 
fol. 155, n. 1. — Gnaphalium Vulgare tomentosum, multis ramulis 
adornatum 461, Sabb. Deliciae II, fol. 8; Synopsis, pag. 19. 

Fragaria vesca L.: Fragaria Vulgaris C. B. pin. 326. Fragaria et 
Fraga Dod. Pempt 672, Sabb. Deliciae I, fol. 16, II, fol. 70; Synopsis, 
pag. 18. 

Fraxinus excelsior L. : Fraxinus humilior, tenuiore et ex rotunditate 



1LLUSTRAZI0NE DI ALCUNI ERBARI ANTICHI ROMANI 79 



acuminato folio, leviter crenato, fructu obtuse mucronato, Sabb. 
Deliciae I, fol. 74 
FraxJnus Ornus L. : Fraxious humilior, sive altera Theophrasti, minore 
et tenuiore folio I. R. H. 577, etc., Sabb. Deliciae III, fol. 205; 
Synopsis, pag. 18. 

Fritillaria persica L. : Corona Imperialis flore pulchre rubente, tusai 
sive Lilium Persicum ij. Clus Hist. 128, Sabb. Hortulus, fol. 199. 

Fumaria agraria Lag. : Fumaria Officinarum, Sabb. Deliciae III, fol. 208 ; 
Synopsis, pag. 18. 

Gagea arvensis R. S. : Ornithogalum angustifolium bulbiferum, minus, 



floribus minoribus ex albo virescentibus I. R. H. 379. Sabb. Deliciae 
III, fol. 126; Synopsis, pag. 33. — Ornithogalum floribus ex albo 
virescentibus angustioribus, Sabb. Deliciae III, fol. 168. 

Galactites tomentosa Moech. : Cirsium, Singulari Capitulo, Florum 
Staminibus purpureis, Foliis parte inferna incanis, Sabb. Hortulus, 
fol. 95. 

Galanthus nivalis L. : Narcisso Leucoium bullosum tenuifolium , tri- 

■ 

petalum Alpiscum I. R. H. 387, Sabb. Deliciae III, fol. 19; Synopsis, 
pag. 31. 
Galega officinalis L.: Ruta Caprara, Sabb. Innesto, p. 144, n. L 
Galega Vulgaris C. B. galega flore ex albo Violaceo I. B., Sabb. 
Deliciae II, fol. 62; Synopsis, pag. 18. 

■ 

Galeopsis Tetrahit L. : Galeopsis segetum, flore rubro, 185, etc., Sabbati 
Deliciae I, fol. 97; Synopsis, pag. 18. — Lamium Vulgare, pur- 
pureum non foetidum I. Ft H. 183, Sabb. Deliciae I, fol. 97 ; Synopsis, 

pag. 24. 
Galium cruciatum Scop. : Rubia quadrifolia an Cruciata glabra C. B., etc., 

Sabb. Deliciae III, fol. 44; Synopsis, pag-. 39. 
Galium erectum Sm.: Gallio Sabb. Innesto, p. 80, n. IV. 
Galium Mollugo L. : Aparine Vulgaris C. B,, Sabb. Deliciae III, fol. 

44; Synopsis, pag. 4. 
Galium sylvaticum L.: Gallium montanum ramosum, erectior, elatiore, 
coeruleo flore I. R. H. 115, etc., Sabb. Deliciae III, fol. 14; Synopsis, 
pag. 18. 



80 K. PIROTTA E E. CHIOVENDA 



Galium vernum Scop.: Rubia Sylvestris minus Aspera. Sabb. Deliciae 
III, fol. 44 [escl. i pezzetti piii esterni]; Synopsis, pag. 39. 

Galium verum L. : Gallium Luteum C. B. pin. 335, etc., Sabb. llortulus, 
fol. 154, Sabb. Deliciae III, fol. 122; Synopsis, pag\ 18. 

Galla di Rosa spec: Sanatodos Hispanis, Sabb. Deliciae III, fol. 63; 
Synopsis, pag\ 40. 

Genista elatior Koch. : Genistella fruticosa Caule foliato, Sabb. Hortulus, 
fol. 89. — Genistella fruticosa Caule foliato luteo flora Chamaege- 
nista caule foliato C. B. 396, etc., Sabb. Deliciae III, fol. 77; Synopsis, 
pag. 18. 

Genista gemianica L. : Genista - Spartium minims, Germanicum I. R. 
H. 645. Genistella Dod. Pempt. 760, etc., Sabb. Deliciae III, fol. 140^ 
Synopsis, pag\ 18. 

Gentiana acaulis L.: Gentianella, seu Gentiana angustifolia, floribus 
coeruleis maioribus, Sabb, Deliciae III, fol. 117; Synopsis, pag. 19. 

Gentiana asclepiadea L. : Gentiana Asclepiadis folio C. B.pin. 157, etc., 
Sabb* j&eliciae III, fol. 116; Synopsis, pag. 19. 

Gentiana asclepiadea L. var..: Gentiana asclepiadis medii foliis, Flo- 
ribus coeruleis, Sabb. Deliciae III, fol. 117; Sjnopsis, pag-. 19. 

Gentiana Columnae Ten.: Gentiana oris pilosis. Gentianella oris pilis, 
Centurea minoris foliis Alpina estiva, flore quadripartite I. B. 3, 
525, Sabb. Deliciae I, fol. 42; Synopsis, pag, 19. — Gentiana pro- 
lifera centaureae minoris foliis, Sabb- Deliciae III, fol. 118; Synopsis, 
pag. 19. 

Gentiana cruciata L. : Gentiana floribus virescentibus verticillatis 80, 

Sabb. Deliciae III, fol. 115; Synopsis, pag. 19. 
Gentiana purpurea L. : Gentiana maior purpurea I. R H* 80, etc., 

Sabb. Deliciae III, fol. 114; Synopsis, pag. 18. 
Gentiana utriculosa L. : Car/ophyllus alpinus multiplex, flore suave 

rubente, tripetalo crenato bifido Cup., Sabb. Deliciae I, fol. 18; 

Synopsis, pag. 8. 

Geranium argcnteum L.: Geranium Argenteum Alpinum C. R t Sabb. 
Deliciae in, fol. 119; Synopsis, pag. 19. . 

Geranium molle L. : Geranium Rotundo Folio Inciso, Purpureis Flo- 



ILLUSTRAZIONE DI ALCUNI ERBARI ANTICHI ROMANI 81 



ribus, Sabb. Hortulus, fol. 151, Sabb. Deliciae III, fol. 120. — Ge- 

ranium folio subrotundo inciso, tomentoso* floribus rubentibus, Sabb. 

Deliciae III, fol. 109; Synopsis, pag. 19. 

Geranium nodosum L. : Geranium Columbinum foliis disectis, flore 

pediculo Longiore insistente I. R. H. , Sabb. Deliciae III, fol. 121 ; 
Synopsis, pag. 19. 

Geranium sanguineum L.: Geranio altro, Sabb. Innesto, pag. 80, n. V. 

Geranium Foliis Subrotundis Dissectis, Maioribus Floribus, Sa- 
turates Rubentibus, Sabb. Hortulus, fol. 148. — Sabb. Deliciae III, 
fol. 121; Synopsis, pag. 19. 

Geranium sylvatieum L.: Geranium foliis ineisis, floribus rubris. Ge- 
ranium, pes Columbinus altera species, Sabb. Deliciae I, fol. 45; 
Synopsis, pag. 19. — Geranium Columbinum minus majori flore 
et foliis florum bifidis, Sabb. Deliciae III, fol. 120; Synopsis, -pag. 19. 

* 

Geum montannm L. : Caryophyllata Alpina, lutea I. R. H. 295, etc., 
Sabb. Deliciae III, fol. 139; Synopsis, pag. 8. 

Geum urbanum L.: Caryophyllata Vulgaris Flore Parvo Luteo T. R. H., 
Sabb. Hortulus, fol. 102. — Caryophyllata vulgaris I. ft H. 294. 
C. B. pin. 321, flore parvo luteo I. B. 2. 398. Lob. Icon. 693, Sabb. 
Deliciae III, fol. 144; Synopsis, pag. 8 [tin po' diverso]. 

Glaucium flavuin Crantz. : Glaucium luteo flore I. R. H. 254, etc., Sabb. 
Deliciae I, fol. 35; Synopsis, pag. 19. 

Globularia vulgaris L. : Globularia Vulgaris I. R. H. 467, etc., Sabb. 
Deliciae III, fol. 82; Synopsis, pag. 19. 

Gnaphalium luteo-album L.: Gnaphalio, Sabb. Innesto, p. 80, n. III. 

Xeranthemum , caule, et folio tomentoso, floribus in Capitulis 
congestis, ex albo, et rubro obsoletis mixto. Stoebas incana altera 
floribus in globum dispositis C. B., Sabb. Hortulus, fol. 109. 

Gnaphalium sylvatieum L. : Eljchrysum spicatum, angusto oblongo 
folio, alterum, calyce, seu capitulis squamosis, in pappos evanescen- 
tibus I. R. H. 453, Sabb. Deliciae II, fol. 20; Synopsis, pag. 16. 

Gratiola offleinalis L.: Graziola, Sabb. Innesto, pag. 74, n. I. — Digi- 
talis media palustris, Gratiola dicta, foliis laeviter Den tat is , Sabb. 
Hortulus, fol. 38. — Digitalis, sive Gratiola Centauroides, ramosa, 

6. Malpighia, Anno XV, Vol. XV. . 



82 R. PIROTTA E K. CHIOVENDA 



palustris, ferugineis floribus ad pediculos obligatis, Sabb. Deliciae I, 
fol. 62; Synopsis, pag. 15. — Digitalis species altera, non ramosa, 
Sabb. Deliciae I, fol. 62. 

Hedera Helix L. : Phillyrea Lauri folio, non Serrato I. R. H. 596, Sabb. 
Deliciae I, fol. 3; Synopsis, pag. 35. 

H el i anthem u m polyfolium DC. var. roseura Pari.: Helianthemum 
folio angusto, hirsuto, floribus rubris. 249. Chamaecistus serpilli fo- 
lia, flore rubro, Sabb. Deliciae II, fol. 80; Synopsis, pag. 21. 

Helianthemum vulgare Mill. : Helianthemum vulgare Flore luteo. Cha- 
maecistus vulgaris luteo Flore, Sabb. Hortulus, fol. 210, n. 1. 

Helianthemum vulgare var. : Helianthemum alpinum, Samsuchi folio 
Villoso, floribus rubris. Chamaecistus folio villoso, rubro flore L R. 
H. 249, Sabb. Deliciae II, fol. 55; Synopsis, pag. 21. 

Helichrysum Stoechas Gaertn. : Stecade Citrina, Sabb. Innesto, pag. 160, 
n. VI. — Elichrysum angustiori folio, Umbella suave rubente, Sabb. 



Deliciae I, fol. 52; Synopsis, pag. 16. 
Heliotropium europaeum L.: Heliotropio, Sabb. Innesto, pag. 84, n. II. 

Heliotropium majus Dioscoridis C. B., Sabb. Deliciae II, fol. 1 ; 
Synopsis, pag. 21. — Heliotropium tricoccon C. B., Sabb. Deliciae 

II, fol. 1 ; Synopsis, pag. 21. 
Helleborus viridis L. : Helleborus Niger, Flore Viridi C. B.pin. 185, etc., 

Sabb. Hortulus, fol. 174, n. 1. — Helleborus Niger hortensis, flore 

Viridi I. B., etc., Sabb. Deliciae III, fol. 87; Synopsis, pag. 21. 
Helminthia eehioides L. : Hieracium Cichorii Sylvestris foliis, Flore 

flavo, Calyce folioso, Sabb. Hortulus, fol. 155, n. 2. 
Herniaria glabra L. var. hirtula: Poligono Minore, Sabbati Innesto, 

pag. 136, n. II. — Herniaria glabra I. B. Ill, 378, etc., Sabb. 

Hortulus, fol. 7; Deliciae I, fol. 88, n. 1; Synopsis, pag. 21. 
Hesperis matronalis L. : Hesperis sylvestris, siliqua articulata, foliis 

latioribus dentatis, floribus rubentibus 223, Sabb. Deliciae III, fol. 

178; Synopsis, pag. 21. 
Hibiscus roseus Thore: Ketmia Indica, Tiliae folio, flore amplo luteo 

100, Sabb. Deliciae III, fol 169 ; Synopsis, pag. 24. 
Hibiscus Trionum L. : Alcea eanabis folio, floribus minoribus, rubL 



ILLUSTKA2I0NE DI ALCUNI ERBARI ANTTCHI ROMANI . 83 



cantibus, calice aspro hirsuto. Sabb. Deliciae I, fol. 38 [escl. foglia . 
di sinistra]. 

Hieracium crinitum S. S.: Hieracium murorum folio- laeviter denta- 

tum minus piloso C. B. pin. 129, etc., Sabb. Deliciae I, fol. 23; 

Synopsis, pag. 22. — Hieracium murorum folio piloso I. R. H. 

471: C. B. pin. 129. Pilosella major quibusdam, aliis Pulmonaria 

Gallica, sive aurea Taber. Ico: 194, Sabb. Deliciae II, fol. 30. 
Hieracium murorum L. : Hieracium frutticosum Latifolium foliis den- 

tatisglabrum. C. B., etc., Sabb. Deliciae II, fol. 36; Synopsis, pag. 22. 
Hieracium Pilosella L.: Pelosella Maggiore, Minore e Minima, Sabb. 

Innesto, pag. 120, nn. VI, VII e VIII. 
Hippuris vulgaris L.: Equisetum palustre, brevioribus setis C.B. pin., etc., 

Sabb. Deliciae I, fol. 90; Synopsis, pag. 16, p. p. 
Holcus lanatus L. : Gramen miliaceum, semine griseo. I. R. H. 519, etc., 

Sabb. Deliciae III, fol. 175; Synopsis, pag. 20. 
Hottonia palustris L.: Ranunculus aquatilis mille folii, foliis caule 

geniculato, floribus minoribus phoeniceis 291, Sabb. Deliciae II, fob 

46; Synopsis, pag. 38. 

Hyaciiithus orientalis L. : Hyacintus Vulgaris flore Coeruleo simplici, 
Sabb. Deliciae III, fol. 51; Synopsis, pag. 22. — Hyacinthus vulgaris 
flore amethystine simplici 345, Sabb. Deliciae III, fol. 174; Smjopsis, 

pag. 22. 
Hyacinthus romaiius L. : Ornithogalum spicatum, Sature coeruleum, 

Hyacinthus Stellaris, sature ceruleus spicatus I. R. H. 381, Sabb. 

Deliciae III, fol. 131 ; Synopsis, pag. 33. 
Hyosciamus albus L. : Hiosciamo, Sabb. Innesto, p. 84, n. L 
Hypericum acutum Monch. : Hypericum amplo folio caule pentagono. 

Hypericum folio amplo, caulem ambiente. Ascyron nonnullorum 255, 

Sabb. Deliciae II, fol. 146; Synopsis, pag. 22. 
Hypericum Aiidrosaemuin L. : Androsemo Baceifero, Sabb. Innesto, 

p. 8, n. IV. — Ascyrum, Sive Andrusaemum Vulgare, Luteis Floribus, 

Sabb. Hortuliis, fob 61. 
Hypericum hirsutum L. : Hypericum, amplo, oblongo folio, caule ro- 

tundo tomentoso 255, Sabb. Deliciae II, fol. 156. 



84 R. PIROTTA E E. CHIOVENDA 



Hypericum perforatum L.: Hiperieo, Sabb. Innesto, p. 84, n. IV; 

Hypericum vulgare, glabrum, sive perforata Caule rotundo. Dicitur 
et Demonum fuga. Sabb. Hortulus, fol. 16, n. L — Hypericum, 
vulgare erectum, guttis sanguineis, flore Sulphureo notato 255, 

Sabb. Deliciae II, fol. 142. 
Hypochaeris aetnensis L. : Hieracium aculos Pilosellae foliis, Sulphureis 

floribus, Sabb. Deliciae I, fol. 31; Synopsis, pag. 22. 
Hyssopus officinalis L. : Hissopo, Sabb. Innesto, pag. 84, n. III. 

Hyssopus utrinque florida I. R. H. 200, Sabb. Deliciae I, fol. 76. 
Jasione montana L. : Rapunculus scabiosae capitulo Coeruleo C. B. 

pin. 92, et% Sabb. Deliciae I, fol. 89; Synopsis, pag. 38. 
Jasmin urn officinale L. : Iasminum vulgatius, flore albo: I. R. H. 597. 

C. B. pin. 397; Sabb. Deliciae III, fol. 138; Synopsis, pag. 23 [nom. 

un po' diverso]. 
Iberis umbellata L.: Scabiosa angusto folio, sive foliis Leucoii annua, 

flore ex coeruleo purpureo 464, Sabb. Deliciae II, fol. 47 ; Synopsis, 

pag. 41. 
Inula crithmoides L.: Asciro, Sabb. Innesto, pag. 18, n. IV. 
Inula Helenium L. : Elenio o Henula Camp.% Sabb. Innesto, pag. 62, 

n. III. — Corona Solis, tuberosa radice I. R. H. 449, etc., Sabb. 

Deliciae I, fol. 42; Synopsis, pag. 13. 
Inula ensifolia L.: Aster per totum foliosus, Salicis, vel angustioribus 

foliis, aureis floribus, Sabb. Deliciae I, fol. 55; Synopsis, pag. 5. 

Inula graveolens L.: Conyza Linariae folio, Sabb. Hortulus , fol. 82. 

Virga Aurea media, montana, angustifolia, autumnalis, luteis 
floribus I. R. H. 484, Sabb. Deliciae I, fol. 94. 

Inula salicina L. : Aster ramosus luteo flore Elenium medium nonnul- 
lorum, Sabb. Deliciae II, fol. 6; Synopsis, pag. 5. 

Inula squarrosa L.: Aster Aureis Floribus, Foliis per totum, Caulem 
Ambientibus, Sabbati Hortulus, fol. 25. 

Inula viscosa L. : Coniza maggiore, Sabb. Innesto, pag. 42, II. — Co- 
nyza major, vulgaris C. B. pin. 265, etc., Sabb. Hortulus, fol. 81. 

Inula vulgaris Trevisan: Conyza latifolia, Viscosa, sive Conyza Helenii 
folio, flore Aureo, Sabb. Deliciae I, fol. 67, n. 1 ; Synopsis, pag. 12. 



ILLUSTRAZIONE DI ALCUNI ERBABI ANTICHI ROMANI 85 



Ipomaea spec. aff. hederaeea Jacq. : Convolvulus hederacio folio a ngu- 
loso, flore purpureo, radiis albis notato 83, Sabb. Deliciae I, fol. 
28; Synopsis, pag. 12. 

Iris foetidissima L. : Iris media longissimis angustioribus foliis, flore 
vario, ven is violaceis distincto I. R H. 362, Sabb. Deliciae II, fol. 
116. — Iris angustifolia, Candida, lineis violaceis notata 361, etc., 
Sabb. Deliciae III, fol. 13; Synopsis, pag. 23. 

Isatis tinctoria L. : Ferulae species, fructu, vol Semine cordiformi, Sabb. 
Deliciae I, fol. 52; Synopsis, pag. 17. 

Juniperus bermudiana L. : Sabina Spinosa, Sabb. Deliciae I, fol. 8; 
? Sabina spinosa sterilis, etc., Sabb. Synopsis, pag. 40. 

Juniperus Oxyeedrus L. : Juniperus Vulgaris, fruticosa L R H. 588, etc. 
Sabb. Deliciae III, fol. 180; Synopsis, pag. 23. 

Juniperus phoenicea L.: Sabina fruttifera, Sabb. Innesto, pag. 150, 
n. I. 

Kochia arenaria Roth.: Alsine Villosa sempervirens, Polygoni facie, 
flore ex albo purpurascente forte Chamaepeuces species Ang. 20, 
Sabb. Deliciae I, fol. 13; Synopsis, pag. 2. — Chamaepytis lutea 
Vulgaris sive folio trifido C. B. , etc. , Sabb. Deliciae II , fol. 43 ; 
Synopsis, pag. 10. 

Xundmannia sieula DC. : Pastinaca Sylvestris, altera, latifolia, floribus 
luteis 319, Sabb. Deliciae II, fol. 144; Synopsis, pag. 34. 

Laburnum anagyroides Medic: Cytisus vulgare flore racemoso pen- 
dulo I. R H. 648, etc., Sabb. Deliciae I, fol. 51 ; Synopsis, pag. 14. 
Anagyris non foetida maior vel Alpina C. B., etc., Sabb. Deli- 
ciae II, fol. 11; Synopsis, pag. 3. — Cytisus latifolius flore race- 
moso, pendulo. Anagyris non foetida maior C. B. , pag. 391, L R 

H. 648, Sabb. Deliciae III, fob 113. 
Lactuca Scariola L. : Chondrylla Juncea, arvensis, annua vulgaris, flore 

luteo pallescente 475, Sabb. Deliciae I, fol. 25; Synopsis, pag. 10. 
Lamium amplexicaule L,: Lamium folio Sinuato, flore Verticillato , 



Sabb. Hortulm, fol. 185. 



foetidum 
24. 



86 K. PIROTTA E E. CHIOVENDA 



Lamium maoulatum L. : Lamium Vulgare Urticae Folio, Foetidum, 
Sabb. Hortulus, fol. 186. — Lamium purpureum non foetidum, flore 
rubro minore et folio, alba litura notato 183 , Sabb. Deliciae III, 
fol. 164; Synopsis, pag. 24. 

Lampsana communis L. : Lampsana Dod. : pempt. 675, etc., Sabb. 

Deliciae II, fol. 37; Synopsis, pag. 24. 
Laserpitium Siler L. : Ligusticum sive siler montanum glabrum cicutae 

folio, Sabb. Deliciae I, fol. 51 ; Synopsis, pag. 26. 
Lathyrus Aphaca L. : Aphaca Lob. Icon. 70, etc., Sabb. Hortulus, fol. 41. 

Sabb. Deliciae III, fol. 74; Synopsis, pag\ 4. 
Lathyrus Cicera L. ; Latyrus sylvestris angustiore folio, ochroleuco 

flore, Sabb. Deliciae II, fol. 137. 
Lathyrus Clymenum L. : Clymenum Flore Vario Sive Lathyrus Vi- 

ciaoides Vexillo rubro Labialibus Petal is Rostrum ambientibus Coe- 

ruleis T. R. H., Sabb. Hortulus, fol. 142. 
Lathyrus latifolius Mill. : Lathyrus sylvestris major, flore atropurpureo : 

Vulgo Cicerchia, Sabb. Hortulus, fol. 124. — Lathyrus Sylvestris 

maior flore atropurpureo I. R. H. 395, Sabb. Deliciae III, fol. 69; 

Synopsis, pag. 25. 
Lathyrus niger Bernh. : Orobus Sylvaticus, Viciae foliis C. IS. pin. 

352, etc., Sabb. Hortulus, fol. 53. 
Lathyrus Ochrus L. : Climeno, Sabb. Innesto, p. 38, n. IV. 
Lathyrus pratensis L.: Lathyrus Segetum Minor, Sulphureo flore, 

Sabb. Hortulus, fol. 125. — Latyrus sylvestris flore luteo, semine 

maculoso, 395, Sabbati Deliciae II, fol. 64 et 137 ; Synopsis, pag. 25. 
Lathyrus variegatus G. G. : Orobus Sylvaticus latifolius siliquis pro- 

pendentibus parvo flore purpureo. Moris., Sabb. Deliciae II, fol. 65; 

Synopsis, pag. 33. — Orobus sylvaticus latifolius flore purpureo 

vernus I. R. H. 393, Sabb. Deliciae III, fol. 176. 
Lavandula latifolia L.: Lavadula latifolia C. B. quae spica Vulgo, 

Sabb. Deliciae II, fol. 103; Synopsis, pag. 25. 
Lavandula Stoechas L. : Stoechas purpurea C. B. pin. 216, etc., Saba 

Deliciae II, fol. 119; Synopsis, pag. 44. — Thymelaru Roris marini 

folio, vel Lavandula- folio angustiore incana, floribus ex albo ru- 

bentibus 594, Sabb. Deliciae III, fol. 156; Synopsis, pag. 45. 



ILLUSTRAZIONE DI ALCUNI ERBARI ANTICHI ROMANI 87 



Lavatera punctata AIL: Malva seu Althoea vulgaris flore amplopur- 

purascente, Sabb. Hortulus, foL 213. 
Lemna minor L. : Lenticularia Palustris, Sabb. Deliciae I, fol. 81. 
Lepidium campestre L. : Thlaspi Umbellatum albo flore, folio laeviter 

crenato , Sabb. Deliciae I f fol. 84 ; Synopsis , pag. 45. — Thlaspi 
Umbellatum, alterum, foliis latioribus, Sabb. Deliciae I, fol. 84 
[fiorifero]; Synopsis, pag. 45. — Thlaspi folio, ad caulem sinuato 
212: Vaccaria multis, Sabb. Deliciae II, fol. 127 [fruttifero]; Synopsis, 
pag. 45. 

Lepidium gramini folium L. : Cochlearia minor, erecta, Danica, Sim. 
Paul. Quadrip. Bot. 270, etc., Sabb. Hortulus, fol. 59. — Lepidium 
gramineo folio, sive Iberis I. R. H. 216, etc., Sabb. Deliciae II, 
fol. 3; Synopsis, pag. 25. 

Lepidium latifolium L. : Lepidio, Sabb. Innesto, pag. 94, n. III. 
Lepidium latifolium Pauli et Plinii, Sabb. Hortulus, fol. 145. 

Lepidium sativum L. : Thlaspi lberidis foliis flore albo, et rubente 213, 
Sabb. Deliciae III, fol. 133; Synopsis, pag. 45. 

Linaria Cymbalaria Mill.: Cimbalaria, Sabb. Innesto, p. 48, n. I. 
Cymbalaria flosculis purpurascentibus I. B., etc., Sabb- Hortulus, 
fol. 84. — Linaria Hederaceo folio glabro, seu Cymbalaria Vulgaris 
I. R. H. 169, etc., Sabb. Deliciae III, fob 183; Synopsis, pag. 26. 

Linaria Elatine Mill.: Linaria procumbens, multicaulis, et ramosa, 
Convolvoli folio, Sabb. Hortulus, fol. 34. — Linaria segetum, Xum- 
mulariae folio aurito, et Villoso, flore luteo I. R. H. 169, etc., Sabb. 
Deliciae I, fol. 29; Synopsis, pag. 26. 

Linaria spuria Mill.: Linaria segetum, Nummulariae folio villoso I. 
R. H. 169. Elattine folio subrotundo C. B. pin, 252, Sabb. Deliciae I. 



fol. 15. 



pag 



Li- 



Ho> 



tulus, fol. 141. 



Linum angustifolium Huds.: Linum Sylvestre Coeruleum Ranmsum, 

Sabb. Hortulus, fol. 80, n. 2. 
Linum tenuifolium L.: Alsinesangustissimo folio, flore ocroleuco. Alsine 

:n....:„ fc.u„ OA't fioKh rulisin* II. fol. 27: Synopsis, pag. 2. 



88 R. PIROTTA E E. CHIOVENDA 



i 

Linum viscosum L. : Lysimachia spieata, floribus rubentibus, Sabb. 

Deliciae II, fol. 26. — Lysimachia plantaginis minoris folio, flore 

rubente, Sabb. Deliciae II, fob 26; Synopsis, pag. 26. 
Listera ovata RBr. : Ophris bifolia minor Bulbosa. Bifolium Bulbosum 

Dod. pempt. 242, Sabb. Deliciae III, fol. 173 ; Synopsis, pag. 32, p. p. 
Litho>permum graminifolium Viv. : Lavendula angustifolia C. B. P. 

Pseudonardus Matt., Sabb. Deliciae II, fol. 76. 
Lithospermum officinale L. : Lithospermum erectum, sive milium 

Solis, Sabb. Deliciae III, fol. 124; Synopsis, [nome un po' cambiato], 

pag. 18, p. p. 
Lithospermum purpureo - coeruleum L. : Lythospermum arvense, 

Flore Coeruleo, Sabb. Hortulus, fol. 54. — Lithospermum, erectum, 

sive milium Solis, Sabb. Hortulus, fol. 98. — Lithospermum majus 
. erectum C. B., etc., Sabb. Deliciae II, fol. 19 [es. frutt.]; Synopsis, 

pag. 26, p. p. — Lithospermum arvense flore coeruleo, Sabb. Deliciae^ 

III, fol. 123 [es. fiorif.] ; Synopsis, pag. 18. 
Lolium temulentum L. var. aristatum: Ordei Murini, Species altera, 

Sabb. Deliciae I, fol. 83; Synopsis, pag. 33. 
Lonieera Caprifolium L. : Periclimeno, Sabb. lnnesto, pag. 126, n. IV. 

Lotus cornieulatus L. : Panace Asclepio, Sabb. Innesto, p. 130, n. II. 

Lotus siliquosus L. : Lotus Siliquosus, luteus, trifolius Pratensis. 403, 
Sabb. Deliciae II, fol. 28; Synopsis, pag. 27. 

Lunaria annua L. : Lunaria major siliqua rotundiore I. B. II. 881, etc., 
Sabb. Hortulus, fol. 5. — Viola Lunaria, major Siliqua rotunda 
C. B., etc., Sabb. Deliciae II, fol. 18; Synopsis, pag. 49. 

Lupinus angustifolius L. : Lupinus angustifolius flore albo. 392, Sabb. 

Deliciae I, fol. 48; Synopsis, pag. 27. 
Lupinus hirsutus L. : Lupinus Sylvestris flore purpurascente, hirsutus, 

variegato fructu subrotundo I. R. H. 392, Sabb. Deliciae I, fol. 81 ; 

Synopsis, pag. 27. 
Luzula nivea DC. : Juncoides nemorosum, hirsutum, montanum, flore 

niveo Scheuchz. Hist. gram. 320, etc., Sabb. Deliciae II, fol. 24; 

Synopsis, pag. 23. 
Lychnis Coronaria L. : Lychnis Coronaria Sylvestris, folio Tomentoso, 



ILLUSTRAZIONE DI ALCUXI ERBARI ANTICHI ROMANI 89 



re Rubro, et veluti flammeo Fulgente, Sabb. Hortitlus , fol. 193. 
Lychnis Coronaria Dioscoridis sativa flore incamato C. B. , etc., 
Sabb. Deliciae II, fol. 25; Synopsis, pag. 27. 
Lychnis dioica L.: Liehnidf o Coronaria, Sabb. Innesto, pag. 96, n. II. 

Lychnis albo flore, Calyce Oblongo Striato, Sabb. Hortuhis, fol. 
191. — Lychnis Coronaria flore simplici rubro C. B., Sabb. Deliciae 
II, fol. 57; Synopsis, pag. 27. 

Lychnis sylvestris Hoppe: Lychnis multiflora, annua, floribus mino- 
ribus rubentibus, totam molendinam immitantibus, Sabb. Deliciae II, 
fol. 63; Synopsis, pag. 27. 

Lycopodium Chamaeeyparissus A. Br. : Thuja, sive Albor Paradisiaca 
Vulgo dicta, Odorata, ad Sabinam accedens I. B. 1,286, etc., Sabb. 



Deliciae I, fol. 88; Synopsis, pag. 45. 
Lycopus europaeus L. : Siderite, Sabb. Innesto, p. 154, n. II. — Lyeo- 
pus palustris verticillatus foliis Incisis. Marabium palustre glabrum, 
Sabb. Ilortulits, fol. 24. — Lycopus palustris, glaber. L R. H. 191 : 
Marrubium palustre glabrum C. B. pin. 230, Sabb. Deliciae II, 
fol. 152. 

- 

Lycopus exaltatus L. f. : Lycopus palustris glaber foliis incisis. Mar- 
rubium palustre, glabrum C. B. pin. 230, etc., Sabb. Deliciae I, 
fol. 92; Synopsis, pag. 28. 

Lysimaehia dubia Ait. : Digitalis maior, lutea vel pallida, parvo flore. 
Digitalis flore minore, subluteo, angustiore folio, 165, Sabb, Deliciae II, 
fol. 27; Synopsis, pag. 15. 

Lysimaehia Num miliaria L. : Nummolaria , Sabb. Innesto, pag. 102, 
n. III. — Lysimaehia humi fusa, folio Rotundiore, flore luteo, vel 
Numularia lutea, seu Centimorbia, Sabb. Ilortulv.s , fol. 128. 
Lysimaehia hum i fusa, folio rotundiore, flore luteo. Numolaria maior 
lutea C. B. numolaria sive Centimorbia L B. F. R. II. 141, Sabb. 
Deliciae II, fol. 47; Synopsis, pag. 38. 

Lysimaehia punctata L. : Lisimachia prima, Sabb. Innesto, pag. 92, 
n. I. — Lysimaehia flore luteo foliis quaternis ex adverse naseen- 
tibus C. B., Sabb. Deliciae II, fob 12; Synopsis, pag. 28. — Lysi- 
maehia lutea maior foliis ternis ex adverso nascentibus C. B., Sabb. 



90 R. PIROTTA E E. CHIOVENDA 



Deliciae II, fol. 12; Synopsis, pag. 28. — Lysimachia flore luteo 
foliis quaternis ex adverse nascentibus, minori flore Sabb. Deliciae 

II, fol. 13. — Lysimachia lutea que Dioscoridis foliis binis ex 
adversa nascentibus C. B. , Sabb. Deliciae II, fol. 13; Synopsis, 
pag. 28. 

Lysimachia vulgaris L. : Lisimachia Quaterna G. B. e Trifolia G. B., 
Sabb. lnnesto, pag. 98, n. I e II. — Lysimachia lutea major; quae 
Dioscoridis foliis Quaternis et Ternis, Sabb. Hortulus, fol. 126 e 127. 

Lythrum hyssopifolium L.: Forte Digitalis minor palustris, Gratiola 
dicta Coeruleis Floribus, Sabb. Hortulus, fol. 237, it, 2. 

Lythrum Salicaria L. : Crisocome o Hisopo salvatico, Sabb. lnnesto, 
pag. 38, n. Ill; Lisimachia seconda, Sabb. lnnesto, pag. 92, n. III. 
Salicaria Vulgaris, purpurea, Foliis Oblongis, Lysimachia Spi- 
cata, Purpurea, Sabb. Hortulus, fol. 129. — Salicaria Vulgaris, 
purpurea foliis oblongis I. E. H., 253, etc., Sabb. Deliciae II, fol. 
13; Synopsis, 40. 

Malva Alcea L. : Alcea folio laciniato C. B. pin. 316, etc., Sabb. Deli- 
ciae III, fol. 45; Synopsis, pag. 2. 

Malva niceaensis All. : Malva, Sabb. lnnesto, pag. 104, n. IV. 

Malva sylvestris L. : Malva Vulgaris, Sabb. Deliciae II, fol. 32. 

Marrubium candidissimum L. : Marrobbio Bianco, Sabb. lnnesto, 
pag. 108, n. V. — Marrubium Album Villosum C. B. pin. 230, 
prodr. 110, Sabb. Hortulus, fol. 119. — Marrubium album vulgare 
C. B. pin. 230, etc., Sabb. Deliciae I, fol. 30; Synopsis, pag. 29. 

Marrubium vulgare L. : Marrobbio Nero, Sabb. lnnesto, pag. 108, 
n. IV. — Marrubium album, Vulgare C. B. pin. 230, etc., Sabb. 
Hortulus, fol. 118, n. 2. 

Matricaria Chamomilla L: Camomilla, Sabb. lnnesto, 446, n. V. 

Medieago arabica AIL: Medica foliis cordatis, crenatis, echinata, spinis 
sursum decorsumque tendentibus I. R. H. 411, etc., Sabb. Deliciae 

III, fol. 136; Synopsis, pag. 29. 

Medicago falcata L. : Lotus Siliquosus flore rubeute foliis minoribus , 

Sabb. Deliciae, II, fol. 34; Synopsis, pag. 27. 
Medicago lupulina L.: Melilotus repens, folliculis Rotundis rugosis, 



ILLUSTRAZIONE DI ALCUNI ERBARI ANTICHI ROMAXI * 91 



racematim Dispositis, Sabb. Hortulus, fol. 211. — Melilotus pro- 
cumbens, lutea, folliculis rugosis, reni similibus, racematim dispositis 
407, Sabb. Deliciae II, fol. 132; Synopsis, pag. 29. 

Medieago maritiina L. : Medieago trifolia, frutescens, incana L R. H. 
412, Sabb. Deliciae III, fol. 5; Synopsis, pag. 29. 

Medieago orbicularis All.: Medica orbiculata, non echinata foliis 

* 

obtusis crenatis 410, Sabb, Deliciae II, fol. 133; Synopsis, pag. 29. 
Medieago sativa L. : Lotus Siliquosus pratensis flore purpurascente, 

Sabb. Deliciae II, fol. 34. 
Medieago sphaeroearpa Bert: Medica folio obtuso crenato L R. H. 

422, Sabb. Deliciae I, fol. 23. 
Melampyrum arvense L. : Melampyrum Sylvaticum, luteum 173, Sabb. 

Deliciae III, fob 76 [esempl. di destra]; Synopsis, pag. 29, p. p. 
Melampyrum cristatum L. : Melampyrum Sylvaticum, luteum 173, 

Sabb. Deliciae III, fol. 76 [esempl. di sinistra]; Synopsis, pag\ 29, 

p. p. 

Melia Azederach L. : Lilac Math. 1237, etc., Sabb. Deliciae I, fol. 85 
[unito con Celtis australis L.]; Synopsis, pag. 26. 

Melilotus italiea Deer. : Meliloto, Sabb. Innesto, pag. 104, n. I. 

Melilotus officinalis Deer.: Loto domestico, Sabb. Innesto, pag-. 94, 
n. V. — Melilotus officinarum C. B., etc., Sabb. Deliciae II, fol. 14; 
Synopsis, pag. 29. 

Melissa officinalis L. : Melissa, Sabb. Innesto, pag. 102, n. II. 

Melittis Melissopliyllam L. : Melissa latifolia, maximo flore purpura- 
scente I. R. H. 193, Sabb. Deliciae II, fol. 15 et III, fob 143; 

Synopsis, pag. 29, p. p. 
Mentha aquatica L. : Oryganum sylvestre, Vulgare, Spontaneum, flore 

g-lomerato 198, Sabb. Deliciae I, fol. 100, n. 2. 
Mentha Pulegium L. : Puleg-io, Sabb. Innesto, pag. 128, n. II. — Mentha 
Aquatica, sen Puleg-ium Latifolium flore verticillato, Suave Rubente, 
Sabb. Hortulus, fol. 214. — Mentha Aquatica, sen Pulegium Lati- 
folium flore verticillato, suave rubente, Sabb. Deliciae II, fol. 79; 

Synopsis, pag. 29. 
Mentha sylvestris L.: Mentastro, Sabb. Innesto, pag. 102, n. I. 



92 B. PIROTTA E E. CHIOVENDA 



Mentha palustris, nigrioribus, et minus Incanis foliis. Vulgo Corona 
Veneris, Sabb. Hortulus, fol. 187, n. 1. — Mentha Spicata, Sylve- 
stris, foliis rugosioribus et nigrioribus, minus incanis, Odore graviore, 
Sabb. Deliciae I, fol. 26; Synopsis, pag. 29. — Mentha Sylvestris 
longiore folio C. B. , Sabb. Deliciae II, fol. 40; Synopsis, pag. 29. 
Mercurialis annua L. <?f: Mercurialis spicata, sive foemina Dioscoridis 

et Plinii C. B. pin. 121, etc., Sabb. Deliciae I, fol. 26; Synopsis, 
pag. 30. 

Mercurialis perennis L. : Mercurio Montano, Sabb. Innesto, pag. 100, 
n. III. 

i 

Meum Athamanticum L. : Foeniculum minimum acre. Ammoides, et 
Ammi pusillum, meum pumillum quorumdam foeniculum Alpinum 
perenne min: Capillaceo folio Odore medicato, Sabb. Deliciae I, 
fol. 52; Synopsis, pag. 18. — Meum foliis Anethi C. B., etc., Sabb. 
Deliciae II, fol. 41 ; Synopsis, pag. 30. 

Moehringia muscosa L. : Alsine minor, capillaceo folio, albicante flore, 
Sabb.- Deliciae II, fol. 155; Synopsis, pag. 2. 

Muscari racemosum Mill.: Muscari Arvense Coeruleum seu Hyacin- 
thus arvensis Spurius Coeruleus I. R. H., Sabb. Hortulus, fol. 80, 
n. 1. — Muscaris arvense, juncifolium coeruleum minus I. R. H. 
348, etc., Sabb. Deliciae, III, fol. 132; Synopsis, pag. 30. 

Myosotis alpestris Schm.: Lithospermum tomentosum, minus, flore 
coeruleo I. R. H. 137, Sabb. Deliciae II, fol. 113. 

Myosotis palustris L. : Lithospermum palustre, flore dilute coeruleo, 
Sabb. Deliciae I, fol. 61 ; Synopsis, pag. 26, p. p. 

Myosotis sylvatica Hoffm. : Lithospermum palustre flore dilute coeruleo 
137, Sabb. Deliciae II, fol. 114; Synopsis, pag. 26, p. p. — Litho- 
spermum arvense, flore coeruleo I. R. H. 137, Sabb. Deliciae III, 
fol. 172; Synopsis , pag. 26, p. p. 

Myriophyllum spicatum L. : Potamogeton foliis pennatis pennis bre- 
vioribus, in circinnum per caulem dispositis. Millefolium aquaticum 
pennatum, spicatum C. B. prodr. 73, Sabb. Deliciae I, fol. 65; 
Synopsis, pag. 36. 

Myriophyllum verticillatum L. : Potamogeton foliis pennatis, p«>nnis 



ILLUSTRAZIONE DI ALCUNI ERBARI ANTICHI EOMANI 93 



longioribus. Millefolium Aquaticum pennatum I. B. 3, 783, Sabb. 
Deliciae I, fol. 8; Synopsis, pag. 36. — Potamogeton foliis pennatis, 
pennis longioribus in circinnum per caulem dispositis. Millefolium 
aquaticum pennatum L B. 3, 783, Sabb. Deliciae I, fol. 65. 

Narcissus poeticus L. : Narcissus albus, maiore, circulo Croceo I. R. H. 
352, Sabb. Deliciae III, fol. 52; Synopsis, pag. 31. 

Nardus stricta L. : Cyperoides aquaticum, parvum, caulibus et foliis 
tenuissimis teretibus, spicis habitioribus, erectis, squamis in aristam 
longius productis, capsulis oblongis, bifidis. P. A. M. N. 6f. P. 57; 
Gramen cyperoides splca simplici teres pumilum. Sabb. Deliciae II, 
fol. 155; Synopsis, pag. 14. 

Nasturtium officinale R. Br.: Sisymbrium Aquaticum seu Nasturtium 
Aquaticum Supinum, Albo Flore I. R. H. ; Sabb. Hortulus, fol. 177. 

Nasturtium sylvestre R. Br. : Eruca foliis minoribus disectis, floribus 
luteis Soliqua angusta 227, Sabb. Deliciae III, fol. 129; Synopsis, 
pag. 16. 

Nepeta Cataria L. : Menta Gatta, Sabb. Innesto, pag. 102, n. VI. 
Cataria, et Mentha Cataria, Urticae foliis, floribus flavis, Sabb. Hor- 
tulus , fol. 231. 

Nerium Oleander L.: Nerion floribus rubentibus C. B., etc., Sabb. De- 
liciae II, fol. 92; Synopsis, pag. 31. 

Nigella damascena L. : Nigella Arvensis, seu Melanthium Sylvestre, 
Flore, Simplici Coeruleo I. R. H., Sabb. Hortulus, fol. 222. — NigriQa 
latifolia, flore majore Simplici coeruleo C. B. Melanthium majus, 
Sabb. Deliciae II, fol. 49; Synopsis, pag. 31. 

i 

Notochlaena Maranthe Desf.: Polypodium Ilvense I. Bauh. Asplenium 

ramosum I. R. H., Sabb. Deliciae I, fol. 37; Synopsis, pag. 36. 
Nuphar luteum Sm. : Nymphaea lutea maior C. B. pin. 193, etc., Sabb. 

- Deliciae II, fol. 48 ; Synopsis, pag. 32. 
Obione portulacoides Moq.: Chenopodium angusti folium Cinoreum 

Polyspermy, Sabb. Hortulus, fol. 169. — Chenopodium leracoii folio 

Sabb. Deliciae I, fol. 49; Synopsis, pag. 10. 
Odontites serotina Rcbb.: Pedicularis purpurea, annua verna I. E ff. 

172, etc., Sabb. Deliciae I, fol. 102; Synopsis, pag. 34. 



94 ft. PIROTTA E E. CHIOVENDA 



Oenanthe pimpinelloides L. : Oenanthe Nodulis Radicum Longioribus, 

et Nigrioribus H. R. Paris, Sabb. Hortulus, fol. 201. 
Onobrychis Caputgalli Lam.: Onobrychis foliis Viciae, fructi echinato, 

floribus dilute rubentibus I. R. H. 390; Sabb. Deliciae I, fol. 79; 

Synopsis, pag. 32, p. p. 
Onobrychys satiya Lam.: Onobrychis, foliis Viciae, fructu echinato, 

floribus dilute rubentibus 390, Sabb. Deliciae II, fol. 66; Synopsis, 

pag. 32, p. p. 
Ononis *»pinosa L. : Anonide spinosa, Sabb. Innesto, pag. 6, n. III. 

Anonis Spinosa flore purpureo C. B., etc., Sabb. Deliciae III, fol. 16; 

Synopsis, pag. 3. 
Ononis \iscosa L. : Anonis spinis carens purpurea, caulibus procum- 

bentibus, Sabb. Deliciae I, fol. 52. 
Onosma echioides L. : Echium majus, et aspe.-ius, floribus dilute Coe- 

ruleis L R. H. 135, Sabb. Deliciae I, fol. 4; Synopsis, pag. 16. 
Ophrys fusca Lk.: Orchis globoso flore C. B. pin. fol. 81. Cynosorchis 

militaris, media Testiculus Canis dicitur, Sabb. Hortulus, fol. 196. 
Orchis montana angustifolia Papilionem expansum, herbacei co- 

* 

loris referens, Sabb. Deliciae III, fol. 92; Synopsis, pag. 32. 
Ophrys tenthredinifera Willd. : Orchis montana, Italica, lingua ob- 
longa, altera 434. Orchis macrophylla, Sabb. Deliciae II, fol. 130 

i 

[esempl. a dcstra]; Synopsis, pag\ 33, p. p. 
Ophioglossum yulgatum L. : Ophioglossum Vulgatum C. B. Ophio- 

glosson I. B., Sabb. Deliciae II, fol. 67 et III, fol 173; Synopsis, 

pag. 32. 
Orchis maculata L. : Orchis Palmata Sambuci Odore, Floribus purpu- 

reis, Sabb. Hortulus, fol. 195. — Orchis Palmata, pratensis, maculata, 






floribus variegatis I. R. H. 435, Sabb. Deliciae II, fol. 75. 

Orchis militaris L. : Orchis flore violaeei coloris. Odore Hirci C. B. 
pin. 82. Testiculus Hiivinus, Sabb. Hortulus, fol. 197. 

Orchis Morio L. : Orchis montana, foliis Sessilibus non marulatis, flo- 
ribus rubentibus, Cynosorchis Delphinia media I. R. H. 432, Sabb. 
Deliciae III, fol. 92; Synopsis, pag. 32. 

Orchis purpurea Hods. : Orchis latifolia, hiante cucullo, maior 432, etc., 
Sabb. Deliciae III, fol 91; Synopsis, pag. 32. 



m 



ILLUSTRAZIONE DI ALCUNI ERBARI ANTICHI ROMANI 95 



Origanum Dictamnum L. : Origanum Creticum, latifolium, tomen- 
tosum, seu Dietamnus Creticus L R. H. 199, etc., Sabb. Deliciae 

* 

III, fol. 162; Synopsis, pag. 33. 

Origanum Majorana L.: Majorana Vulgaris C. B., etc., Sabb. Deliciae 
III, fol. 34; Synopsis, pag. 28. 

Origanum Onites L. : Origanum Sylvestre, albicante folio, floribus ru- 
bris. 199, Sabb. Deliciae I, fol. 45; Synopsis, pag. 33. 

Origanum vulgare L.: Calaminto montano, Sabb. Innesto, pag. 46, 
n. II. — Origano, Sabb. Innesto, pag. 116, n. V. — Origanum syl- 
vestre Cunila bubula Plinii G. B. pin. 223, etc., Sabb. Hortulus, 
fol. 8. — Origanum Sylvestre: Cunila bubula Plinii C. B. Origa- 
num Vulgare Spontaneum I. B., Sabb. Deliciae II, fol. 59; Synop- 
sis, pag. 33. 

Ornithogalum tenuifolium Guss : Ornithogalum angustifolium flo- 
ribus ex albo virescentibus I. R. H. 379, Sabb. Deliciae III, fol. 135. 

Orobanche minor Sat.: Orobanche maior Caryophillum olens C. B. , 

Sabb. Deliciae II, fol. 63. 
Oryza sativa L.: Oryxa I. R, H. 514, etc., Sabb. Deliciae III, fol. 154; 

Synopsis, pag. 33. 
Osmunda regalis L. : Losmundo Reale, Sabb. Innesto, pag. 94, n. I. 

Osmunda vulgaris et palustris. Osmunda Regalis, sive, Filix Florida 
Park. Theatr. 1038. Sabb. Hortulus. fol. 28. — Osmunda Regalis 



seu, Filix pamosa non dentata C. B. filix floribus insignia I. B. 

Osmunda regalis seu filix florida, Sabb. Deliciae II, fol. 52; Synopsis, 
pag-. 33. 
Ostrya carpinifolia Scop. : Ostrya Italica, Carpini folio, fructu, Longiore 
Tab. 361, fig-. 1, etc. La suddetta pianta Alborea, io l'ho ritrovata 



Hf. 



a colori coi parti< Iari dei fiori e frutti. 



Oxalis corniculata L. : Oxys lutes, oxys sive Trifolium Acetosum, 
corniculatum, Sabb. Hortulus, fol. 194. — Trifolium ttcetosum Vul- 
gare Corniculatum C. B., etc., Sabb. Deli cine II, fol. 58; Synopsis. 

pag. 47. 
Oxycoccos palustris L.: Helianthemum Serpilli folio, flora aureoo<l<>- 
rato I. R. ft 249, Sabl/. Deliciae III, foL 78; SynopH*, p f. 21. 



96 ' It. PIROTTA E E. CHIOVEXDA 



Paeonia peregrina L. : Paeonia Communis vel foemina C. B. , Sabb. 

Delidae III, fol. 127; Synopsis, pag. 34 
Pallenis spinosa G. G. : Asteriscus, animus, Foliis ad Florem rigidis. 

Flore Sulphurei Colons, Sabb. Hortulus, fol. 26 ; Deliciae III, fol. 8 ; 

Synopsis, pag. 5. 
Panicum Ous galli L. : Gramen Milliaceum spicatum semine griseo 

splenclente L R. H. 519, Sabb. Deliciae III, fol. 199; Synopsis, 

pag. 10, p. p. 
Panicum sanguinale L. : Gramigna vera, Sabb. Innesto, pag. 74, n. V. 

Gramen dactylon radice repente Isehaemum, Gramen Sangui- 

narium, sive digitatum, Sabb. Hortulus, fol. 139. 
Papaver RhoeasL. : Papaver Rhoeas, Florum foliis Sanguineis, Sabb. 

Hortulus, fol. 224. 
Papaver setiger DC: Papavero Bianco, Sabb. Innesto, pag. 138, n. IV. 

Papaver hortense, flore Simplici laeteo, Sabb. Hortulus, fol. 225. 
Parietaria officinalis L. : Parietaria, Sabb. Innesto, pag. 130, n. I. 
Parnassia palustris L. : Geum, Species altera, flavo flore striato, Vio 

lariae folio, Sabb. Deliciae III, fol. 167 ; Synopsis, pag. 19. 
Paronychia argentea Lam.: Mille Grana Maggiore, Sabb. Innesto, 

pag. 108) n. I. — Polygonum latifolium, flore Candido C. B. pin. 

281, Sabb. Hortulus, fol. 40. — Polygonum brevi angustioque folio, 

calyce florum albo. Centinodia maritima procumbens, flosculis albis 

I. R. H. 510. Sabb. Deliciae II, fol. 97; Synopsis, pag. 36. 
Pastinaca sativa L. : Smirnium Mattioi, Sabb. Deliciae II, fol. 68. 
Pedicularis tuoerosa L. : Sclarea aethiopica, foliis lacineatis flore mag-no 

coeruleo, Sabb. Deliciae I, fol. 51; Synopsis, pag-. 41. 
Peucedanum officinale L.: Peucedanum niajus italicum C. B. P.. 

Sabb. Deliciae II, fol. 83; Synopsis, pag-. 35, p. p. 
Phagnalon sordidum DC: lacea Capitata, Rorismarini folio H. R. 

Monspe. etc., Sabb. Hortulus, fol. 110. 
Phalaris caerulescens Desf. : Gramen melanosehoenus dictus, Capite 

unico Oblong-a Spica C. B. pin. 9, Sabb. Hortulus, fol. 138. 
Phalaris nodosa L. : Gramen Typhinum Phalaroides arvense, Bulbosa 

radice Ban-. Icon 10, Sabb. Deliciae III, fol. 186; Synopsis, pag-. 20. 



ILLUSTBAZIONB DI ALCUNI BBBAKI ANTICHI ROMANI 97 



Sty 



44 



Phleum asperum Jacq. : Gramen spicatum, spica Cylindracea breviore. 

L R. H. 520, etc., Sabb. Deliciae I, fol. 41; Synopsis, pag\ 20. 
Phleum ten 11 e L. : Gramen Spicatum, Spica Cylindracea, tenuiori longa. 

Gramen Typhoides, asperum, primum C. B. pin. 4, etc., Sabb. Hot- 

tulus, fol. 138. 
Phlomis frutieosa L. : Phlomis fruticosa, Salviae folio latiore, et ro- 



R. 



pag. 35. 



Phyllirea variabilis var. buxifolia DC: Olea fructu maximo I. R. H. 

599, etc., Sabb. Deliciae III,. fol. 153; Synopsis, pag. 32, 
Physalis Alkekengi L. : Alcachingi, Sabb. Innesto, pag. 8, n. III. 

Alkekengi officinarum L R. H. 151, etc., Sabb. Deliciae I, fol. 91 ; 

t 

Synopsis, pag. 2. 

Pliyteuma spicatum L.: Rapunculus alpinus Spicatus, sive comusus 
caeruleo flore, urticae foliis, Sabb. Deliciae I, fol. 43; Synopsis, 
pag. 38. 

Phytolacca decandra L.: Phytolacca Americana, minori fructu. Sola- 
rium racemosum Indicum. Solanum magnum, Virginianum, Rubrum, 

Sabb. Hortulus, fol. 67. 
Picridium vulgare Desf. : Bellide maggiore, Sabb. Innesto, pag. 32, 

n. I. 

Pimpinella magna L.: Tragoselinum majus, umbel la rubente, alteram 
I. R. H. 309, etc., Sabb. Deliciae II, fol. 153; Synopsis, pag. 46. 

Pimpinella peregrina L. : Tordylium species alteram, semine miuore 
limbo granulato 320, Sabb. Deliciae II, fol. 99; Synopsis, pag. 46. 
Caucalis Dauci Sylvestris folio, echinato minore fructu, 323, 
Sabb. Deliciae II, fol. 103; Synopsis, pag. 9. — Pastinaca altera 
latifolia, flore rubente 318, Sabb. Deliciae III, fol. 160; Synopsis, 
pag. 34. 

Pistacia Lentiscus L. : Therebintus Vulgaris I. R. H. 579, etc., Sabb. 
Deliciae III, fol. 153; Synopsis, pag. 45, p. p. 

Pistacia Terebinthus L.: Lentisco, Sabb. Innesto, pag. 92, n. IV. 

7. Malpighia. Anno XVI, Vol. XVI. 



98 R. PIROTTA K E. CHIOVENDA 



Terebintho, Sabb. Inneslo, pag. 170, n. I. — Therebinthus Vulgaris 

C. B., Sabb. Deliciae II, fol. 10; Synopsis, pag. 45, p. p. 
Pisum arvense L. : Pisum flore purpurascente, glabellis coccineis, Sabb. 

Deliciae I, fol. 81; Synopsis, pag. 35. 
Pisum sativum L. : Pisum majus hortense flore purpureo C. B. pin. 

342, Sabb. Deliciae I, fol. 80; Synopsis, pag. 35. - 
Plantago Cyuops L. : Psyllium majus, erectum foliis capillaceis 128, 

Sabb. Deliciae II, fol. 74; Synopsis, pag. 36. 
Plantago lanceolata L.: PiantagineLanceolata, Sabb. lnnesto, pag. 138, 
n. II ; Plantago Lato Oblongo q. : folio floribus albicantibus in Spicam 



Hortulus, fol. 48 



lnnesto 



Plantago latifolio, Sinuato C. B. plantago major folio glabro non 
lacineato ut plurimum I. B., Sabb. Deliciae II, fol. 70; Synopsis, 
pag. 35. 

Plantago Psyllium L.: Psyllium majus, foliis Crenatis, Sabb. Hor- 
tulus, fol. 226. - 

Platanthera bifolia C. L. Rich.: Ophris bifolia bulbosa C. B. pin. 
87, etc., Sabb. Deliciae I, fol. 73; Synopsis, pag-. 32. 

Plumbago europaea L. : Piombagine, Sabb. lnnesto, pag. 136, n. IV ; 
Plumbago quorumdam Clus. hist. CXXIII, etc., Sabb. Hortulus, 
fol. 12. 

Polycarpon tetraphyllum L.: Mille Grana Minore, Sabb. lnnesto, 
pag. 108, n. II. — Paronychia erecta, Polygoni folio, Sabb. Hor- 

tulus, fol. 227; Deliciae I, fol. 27; Synopsis, pag. 34. 
Polygala flavescens DC: Polvgala, annua erecta, Vulgaris, flore flavo 



I. R. H. 174, Sabb. Deliciae I, fol. 89; Synopsis, pag. 36. — Po- 
lygala Vulgaris I. R. H. 174, etc., Sabb. Deliciae III, fol. 55 [i tro 
esemplari piu a destra]; Synopsis, pag. 36, p. p. 

Polygala rosea Desf.: Polygala Vulgaris I. R. H. 174, coerulea Taber. 
Icon. 829, Sabb. Deliciae III, fol. 55 [i due esemplari piu a sinistra] ; 
Synopsis, pag. 36, p. p. 

Polygonatum officinale All.: Poligonatum latifolium Vulgare C. B. 
Poligonatum vulgo Sigillum Salomonis I. B., Sabb. Deliciae II , 
fol. 71; Synopsis, pag. 36. 



ILLUSTRAZIONE DI ALCUNI ERBARI ANTICHI ROMANI 99 



Polygonatum verticillatum AIL: Polygonatum angustifolium non ra- 
mosum I. R. H. 78, C. B. pin. 303, Sabb. Deliciae II, foL 156; 
Synopsis, pag\ 36. 

Polygonum aviculare L.: Polygonum latifolium C. B. pin. 281, etc., 
Sabb. Hortulus, foL 134. — Polygonum maius, fl. candido I. R. H. 
510. Polygonum, seu Centinodia Romana, longius radicata, longis- 



fe 



Mus 



fol. 14; Synopsis, pag. 36. 



Polygonum Bistorta L. : Bistorta fiorita Vera, Sabb. Innesto, pag. 30, 

n. IV e pag. 36, n. V. — Bistorta maior, radice minus intorta C. B. 

pin. 192, etc., Sabb. Hortulus, fol. 180. — Bistorta major, radice 

minus intorta rugosioribus foliis, Sabb. Deliciae I, fol. 48 ; Synopsis, 

pag. 6. — Bistorta maior, radice minus intorta C. B. pin. 192. 

Bistorta maior, rugosioribus foliis I. B. 3, 538. Bistorta Dod. pemp. 

333, Flore Spicato rubente, Sabb. Deliciae II, fol. 115; Synopsis, 

pag. 6. 
Polygonum Convolvulus L. : Fagopyrum vulgare, Scandens I. R. H. etc., 

Sabb. Hortulus, fol. 106. 
Polygonum Hydropiper L. : Pepe aquatico, Sabb. Innesto, pag. 124, 

n. III. 
Polygonum Iapathifolium L.: Persicaria mitis palustris, lati ore folio, 

Sabb. Deliciae I, fol. 8; Synopsis, pag-. 35. 
Polygonum maritimum L.: Polygonum maritimum bacciferum minus 

C. B. Uva marina Monspeliensium, Sabb. Deliciae II, fol. 53; Sy* 

nopsis, pag-. 36. 

Polygonum Persicaria L.: Persicaria Vulgaris, ures non maculosa 

I. R. H. 509, Sabb. Deliciae I, fol. 9 ; Synopsis, pag. 35. — Persi- 
caria urens, sive Hydropiper vulgaris I. R. H. 509, Sabb. Deliciae I, 
fol. 90; Synopsis, pag*. 35. 

Polygonum romanum Jacq.: Centinodia, Sabb. Innesto, pag. 38, n. II. 

Polypodium vulgare L. : Polypodium minus, radice tenui, et repente 
subcoerulea 542, Sabb. Deliciae II, fol. 73. — Polypodium Vulgare 
C. B. Polypodium I. B., Sabb. Deliciae II, fol. 83 ; Synopsis, pag. 36. 



429 



fol. 83; Synopsis, pag. 36. 



100 K. PIROTTA E E. CHIOVENDA 



Potamogeton crispus L.: Ptarmica montana, foliis partim crenatis, 
partim integris Bocc. Mus. , p. 2, 107, Sabb. Deliciae I, fol. 10; 
Synopsis, pag. 37. — Persicaria, sive Hydropiper salicis folio. 509, etc., 
Sabb. Deliciae I, fol. 87; Synopsis, pag. 35. 

Potamogeton lucens L.: Potamogeton ramosum Fon talis Plantaginis 
oblongae foliis lucidis L R H. 233, Sabb. Deliciae I, fol. 58; Sy- 
nopsis, pag. 36. 

Potamogeton natans L. : Potamogeton Plantaginis mediae foliis non 
ramosum, Splendentibus I. R. H. 233, Sabb. Deliciae I, fol. 59. 
Potamogeton Plantaginis folio, medium, Fontinalis lucens, species* 
altera I. R. H. 233, Sabb. Deliciae II, fol. 79; Synopsis, pag. 36. 

Potentilla alba L.: Pentaphylloides, maius, argenteum, fructicosum, 
Sabb. Deliciae I, fol. 80; Synopsis, pag. 34. 

Potentilla anserina L.: Potentilla o Argentina, Sabb. Innesto, pag. 120, 
n. IV. — Pentaphylloides Argenteum, alatum, Sive Argentina, vulgo 
Potentilla, Sabb. Hortulus, fol. 160. 

Potentilla argentea L.: Pentaphylloides fruticosum Argenteum, sive 
foliis, parte Inferna, Albicantibus aureis floribus, Sabb. Hortulus, 
fol. 131. — Pentaphyllum argenteum alpinum, Sulphureis floribus, 
Sabb. Deliciae I, fol. 19. 

Potentilla recta L. : Pentaphylloides erectum, fruticosum Eboracense, 
More. Hist Oxn., Part. 2, 193, etc., Sabb. Hortulus, fol. 133. 

Potentilla reptans L. : Pentaphillo del Serapione, Sabb. Innesto, pag. 126, 






n. III. 



/ 



Potentilla Tormentilla Sibth.: Tormentilla, Sabb. Innesto, pag. 170, 

n. V. — Tormentilla alpina vulgaris major, Tormentilla montana 
flore aureo, Sabb. Hortulus, fol. 130. — Sabb. Deliciae, fol. 129; 
Synopsis, pag. 46. 

Prenanthes purpurea L. : Lactuca Alpina perennis, foliis obscurius 
Virentibus. Condrillae species altera montana, flore luteo palente 
473, Sabb. Deliciae II, fol. 30; Synopsis 3 pag. 25. 

Primula Auricula ursi L.: Auricula Ursi flore luteo. I. R. H. 120, etc., 
Sabb. Deliciae III, fol. 166; Synopsis, pag. 5. 

Primula grandiflora Sm.: Primula Veris odorata flore luteo simplici 



ILLUSTRAZIONE DI ALCUNI ERBARI ANTICHI ROMANI 101 

I. B., etc., Sabb. Hortulus, fol. 2. -- Verbasculum hortense flore 
Rubro C. B., etc., Sabb. Deliciae III, fol. 85; Synopsis, pag. 48. 

Primula suaveolens Bert.: Primula veris hortensis flore Luteo Um- 
bellato. Verbasculum hortense G. B., Sabb. Hortulus, fol. 1. 

Psoralea bituminosa L.: TrifoglioBitominoso, Sabb. Innesto, pag. 172, 
n. IV. — Trifolium Asphalatoides , sive Bituminosum, Latioribus 
Foliis, Floribus, Coeruleis I. R. H., Sabb. Hortulus, fol. 158. 

Pteridium aquilinum Kulm.: Felce Maschio e Femina, Sabb. Innesto, 
pag. 72, n. I e II. 

Pulicaria dysenterica Gaertn. : Aster attico Minore, Sabb. Innesto, 

pag. 4, n. V. 
Pulicaria sicula Moris: Virga aurea angusti folia, panicula speciosa, 

Sabb. Deliciae I, fol. 21; Synopsis, pag. 49. 
Pulmouaria officinalis L.: Pulmonaria Italorum ad Buglossum acce- 

dens I. B. 3, 595, etc., Sabb. Hortulus, fol. 113. — Pulmonaria 

maculosa. Symphytum maculosum seu Pulmonaria latifolia C.B.,etc. 

Sabb. Deliciae II, fol. 69; Synopsis, pag. 37. 
Punica Oranatum L. : Punica, quae malum Granatum fert Caesalpin. 

141, etc., Sabb. Deliciae II, fol. 35; Synopsis, pag. 37. 
Pyrethrum Parthenium L. : Matricaria, Sabb. Innesto, pag. 104, n. V. 

Matricaria Vulgaris C. B. Matricaria vulgo Parthenium minus 



pag 



i 



Quercus pedunculata W.l Quercus latifolia mas, quae pediculo bre 

C. B., etc., Sabb. Deliciae II, fol. 1; Synopsis, pag. 37. 
Rhagadioius stellatus Gaertn.: Hieracium foliis Cichorii Sylvestris 

flore minus C. B., Sabb. Deliciae II, fol. 33; Synopsis, pag. 22. 
Ranunculus aconitifolius L.: Ranunculus nemorosus, multiplex, flore 

luteo simplici, Geranii Columbini folio immitante disetto, Sabb. 

Deliciae III, fol. 13; Synopsis, pag. 38. 



W 



tulus, fol. 122. 



Ea 



Sabb. Deliciae II, fol. 91 ; Synopsis, pag. 38. 
Ranunculus Chaerophyllos Desf.: Ranunculus flore simplici luteo 



102 R- PIBOTTA E E. CHIOVENDA 



rutaceo folio, grumosa radice, Sabb. Deliciae III, fol. 83 ; Synopsis, 



pag. 38. 






Ranunculus Ficaria L.: Ranunculus Cyclaminis folio, Asphodeli Ra- 
dice. 286, etc., Sabb. Deliciae III, fol. 81; Synopsis, pag. 38. 

Ranunculus lanuginosus L.: Ranunculus phragmites luteus nemo- 
rosus I. B. , Sabb. Deliciae II, fol. 84; Synopsis, pag. 38. — Ra- 
nunculus pratensis erectus acris C. B. , Sabb. Deliciae II , fol. 85 ; 
Synopsis, pag. 38. 

Ranunculus Lingua L.: Lysimachia angustifolia Canadensis altera 
Caule rubroflore minori, Sabb. Deliciae II, fol. 86; Sijnopsis, pag. 28. 

Ranunculus trichophyllus Chaix: Ranunculus aquaticus, capillaceus, 
vel foeniculaceus TpwofjXkov Col. par. I, 316, Sabb. Deliciae I, 
fol. 28; Synopsis, pag. 37. — ? Ranunculus aquaticus capillaceus 
maior Tpi/.o'cpuXXov Sabb. Deliciae I, fol. 34. 

Ranunculus [foglie soltanto]. Geranium folio subrotundo inciso, vel la- 
ciniato, Sabb. Deliciae I, fol. 4. 

Raphanus sativus L. : Raphanus major, orbicularis, vel rotundus, flo- 
ribus rubris I. R. H. 229, Sabb. Deliciae I, fol. 2; Synopsis, pag. 38. 

Rapistrum rugosum DC: Thlaspi Villosum capsulis hirsutis C. B. 
folio serato I. B., Sabb. Deliciae II, fol. 90; Synopsis, pag. 45. 

Reseda alba L. : Reseda, Sabb. Innesto, pag. 146, n. I. — Reseda Vul- 
garis C. B. pin. 100, etc., Sabb. Deliciae II, fol. 107, 118; Synopsis, 
pag. 39. 

Reseda luteola L. : Chenopodium, angustifolium integrum, Ambro- 
sioidis, sive Botrys Vulgaris, Sabb. Deliciae I, fol. 46; Synopsis, 
pag. 10. — Reseda Vulgaris C. B. foliis integris; Phyteuma quo- 
rumdam, etc., Sabb. Deliciae II, fol. 109; Synopsis, pag. 39. 

Reseda Phyteuma L. : Reseda Media, Vulgaris, Phyteum Quorumdam 



j 



I. R. H., Sabb. Hortulus, fol. 176. 



Rhinanthus major Ehrh.: Pedicularis Pratensis lutea Vulgaris, Sabb. 



pag 



Rhododendron ferrugineum L. : Arbutus folio integro minore. 598, 



44 



Rhus Coriaria L.: Somacho o Rhus, Sabb. Imesto, pag. 152, n. II. 



ILLUSTRAZIONE DI ALCUNI ERBARI ANTICHI ROMANI 103 



Rhus Cotinus L.: Lentiscus, species altera Vulgaris I. R. H. 580, etc., 
Sabb. Deliciae III, fol. 62; Synopsis, pag. 25. 

Ricinus communis L.: Ricinus vulgaris I. R. H. 532, etc., Sabb. De- 
liciae III, fol. 196; Synopsis ', pag. 39. 

Rosa rubiginosa L. : Rosa sylvestris, sive Canina, flore simplici rubro, 
Pimpinellae foliis I. R. H. 638, Sabb. Deliciae III, fol. 136; Synopsis, 



pag. 39. 



142 



Rubia Sylvestris, minus Aspera, Sabb. Hortulus, fol. 217. 
Rubia maior sylvestris tinctorum I. R. H. 114, Sabb. Deliciae III, 
fol. 108 [escl. esempl. di destra]; Synopsis, pag. 39. 

Rubia tinctorum L.: Rubia Minore, Sabb. Innesto, pag. 142, n. II. 

Rub us dalmaticus Trati: Rubus vulgaris, sive Rubus, fructo nigro 
C. B. pin. 479, etc., Sabb. Deliciae II, fol. 93 [excepto fol. sep. 



ad R. idaeum pert.]; Synopsis, pag. 39. 



Rumex 



Sag 



Ilortulus, fol. 32. 



Rumex Acetosella L.: Acetosa Arvensis erecta, Foliis Lanceolatis Oxalis 
parva Erecta, Auriculata I. R. H., Sabb. Hortulus, fol. 31. 

Rumex alpinus L.: ?Arum caulescens Nympheae foliis, Brasilianum 
esculentum 159, Sabb. Deliciae III, fol. 163 [una sola foglia basi- 

lare]; Synopsis, pag. 5. 
Rumex crispus L. : Lapathum Folio Acuto, Crispo, Sabb. Ilortulus, 

fol. 162. 
Rumex Patientia L.: Lapathum hortense folio oblongo sive 2 Diosco- 

ridis C. B.; Sabb. Deliciae II, fol. 94; Synopsis, pag. 24. 
Rumex pulcher L.: Lepidio, Sabb. Innesto, pag. 96, n. I. 
Ruta (Jhalepensis L.: Ruta hortensis latifolia C. B., etc., Sabb. Deliciae 

_ 



II, fol. 88; Synopsis, pag. 39. 



agi 



Aquatica angustifolia I. R. H. 292, Sabb. Deliciae I, fol. 66 ; Synopsis, 



pag 



Salix hastata L.: Crategus folio subrotundo serrato, celni effig 
lanato folio 633, Sabb. Deliciae II, fol. 108. 



104 R. PIROTTA E E. CHIOVENDA 



Salsola Kali L.: Kali spinosum, foliis crassioribus, et brevioribus 

L R. H. 243. Tragum Matth. 1035, Sabb. Deliciae II, fol. 44. — 

Rapunculus alpinus corniculatus I. R. H. 113, etc., Sabb. Deliciae 

III, fol. 152; Synopsis , pag. 38. 
Salsola Soda L. : Kali fruticosum, foliis crassioribus , et brevioribus, 

Floribus Membranaceis, Sabb. Deliciae I, fol. 11; Synopsis, pag. 24. 
Salvia clandestina L. : Sclarea Maggiore, Sabb. Innesto, pag. 158, 

n. VI. 
Salvia Horminum L. : Sclarea Vulgaris, Sabb. Deliciae I, fol. 54. 

Horminum Sclarea dictum C. B. Galitricum Spicatum I. B., Sabb. 

Deliciae II, fol. 45; Synopsis, pag. 22. 
Salvia officinalis L.: Salvia o Salva, Sabb. Innesto, pag. 160, n. I. - 

Salvia maior Vulgaris, an Sphacelus Thophrasti C. B. Salvia lati- 

folia L B. 

Cui moritur homo, cui salvia crescit in horto 



Contra vim mortis, non este medicamen in hortis. 

C. Durante, Sabb, Deliciae II, fol. 114; Synopsis, pag. 40. 
Salvia Sclarea L.: Sclarea Minore, Sabb. Innesto, pag. 158, n. V. 

Salvia montana maxima foliis Hormini , flore flavescente I. R. H. 

180, etc., Sabb. Deliciae III, fol. 147; Synopsis, pag. 40. 
Salvinia nutans L. : Salvinia Vulgaris Aquis innatans, foliis subro- 

tundis punctatis, laete virescentibus P. A. M. N. G. P. folio mihi 

107. Tab. 58. Lenticula Palustris, seu Lens palustris patavina I. B. 

3. 785. Stratiotes aquaticus Dioscoridis Caesalp. 612, Sabb. Deliciae 

I, fol. 10, 95; Synopsis, pag. 40. 
Sambucus Ebulus L. : Apocynum Americanum foliis Amygdali I. R. H. 

92, Sabb. Deliciae III, fol. 105; Synopsis, pag. 4. 
Sambucus nigra L. : Sambuco, Sabb. Innesto, pag. 160, n. II. 
Santolina Chamaecyparis L. : Abrotano Femina, Sabb. Innesto, pag. 2, 

n. III. — Abrotanum Foemina dicitur Santolina foliis teretihus 

C. B. pin. 136, etc., Sabb. Hortulus, fol. 14, n. 1. 
Saponaria osymoides L. : Lychnis umbellifera montana, albo flore, 

foliis brevibus C. B., Sabbati Deliciae II, fol. 57; Synopsis, pag. 27. 



ILLUSTEAZIONE DI ALCUNI ERBARI ANTICHI ROMANI 105 



Saponaria officinalis L. : Saponaria, Sabb. Innesto, pag. 164, n. III. 

Lychnis sylvestris quae saponaria vulgo. Saponaria major laevis 

C. B. pin. 206, etc., Sabb. Deliciae II, fol. 120 ; Synopsis, pag. 27. 
Saponaria Vaccaria L. : Lychnis sylvestris, latifolia, caliculis turgidis 

stria tis. C. B. phi. 205, etc., Sabb. Deliciae I, fol. 86; Synopsis, 

pag. 27. 

Satureja hortensis L. : Satureja strictiore folio Flore Suave rubente, 
Sabb. Hortulm, fol. 22. — Satureja Sativa L B. 3, 272, etc., Sabb. 
Deliciae I, fol. 73; Synopsis, pag. 40. — Satureja molior, rubican- 
tibus floribus, Sabb. Deliciae I, fol. 75; Synopsis, pag. 40. 

Saxifraga aizoides L. : Antirrhini species, foliis strictioribus, Sabb. 
Deliciae I, fol. 50; Synopsis, pag. 4. 

Saxifraga Aizoon Jacq. : Sedum serratum longiore folio marginibus 
argenteis Moriso, Sabb. Deliciae II, fol. 76; Synopsis, pag. 42. 
Saxifraga sedi folio, serrato Cotiledon media, foliis oblongis serratis 
I. R. H. 252, Sabb. Deliciae II, fol. 97; Synopsis, pag. 41. 

Saxifraga glabella Bert.: Saxifraga foliis teretibus densissime conge- 
sts, floribus albicantibus 253. Sedum minus, teretifolium alterum, 
Sabb. Deliciae II, fol. 113; Synopsis, pag. 41. 

Saxifraga oppositifolia L. : Saxifraga Esulae facie, alpina flore pur- 
purascente 252, Sabb. Deliciae II, fol. 96; Synopsis, pag. 41. 

Saxifraga rotundifolia L.: Saxifraga quarta Matthioli , etc., Sabb. 
Deliciae II, fol. 95; Synopsis, pag-. 41. 

Saxifraga ligulata Bell.: Sedum Serratum folio breviori marg-inibus 
argenteis Morison, Sabb. Deliciae II, fol. 76; Synopsis, pag. 42. 

Scabiosa arvensis L.: Scabiosa pratensis hirsuta quae Officinarum C. 
B., etc., Sabb. Deliciae II, fol. 98 sec. dexter.; Synopsis, pag. 41, p. p. 

Scabiosa Columbaria L. : Scabiosa pratensis hirsuta quae Officinarum 
C. B., etc., Sabb. Deliciae II, fol. 98 [spec, sinist,]; Synopsis, pag. 41, 

p. p. 
Scabiosa graminifolia L.: Scabiosa capite globose minor C. B. Sca- 
biosa anonistifolia flore subceruleo, Sabb. Deliciae II, fob 100; 



Synopsis, pag. 41. 






Scabiosa isetensis L.: Scabiosa capitulo odoro globose, folio laci neat 



106 R. PIROTTA E E. CHIOVENDA 






Sabb. Deliciae I, fol. 53. — Scabiosa Purpurea, folio angusto, ad 

nervum -usque lacineato, umbellatim prolifera H. Cathol. y I. R. H. 

465, Sabb. Deliciae II, fol. 103; Synopsis, pag. 41. 
Scandix Pecten Veneris L. : Scandix foliis tenuissime dissectis Semine 

rostrate Pecten Veneris Dod. : pep. 701, Sabb. Hortulus, fol. 17, 

n. 2. — Scandix erotica minor C. B. pin. 152, etc., Sabb. Deliciae 

I, fol. 75; Synopsis, pag. 41. 
Schlerochloa rigida Panz. : Gramen Cyperoides palustre, spicis tenuio- 

ribus, rarioribusque nigricantibus, Sabb. Deliciae I, fol. 41 ; Synopsis, 

pag. 20. 

Schoberia maritima C. A. Mey. : Chenopodium Ambrosioides , linifolio 
Villoso 506, Sabb. Deliciae I, fol. 93; Synopsis, pag. 10. 

Scilla bifolia L. Hyacinthus Stellaris bifolius Germanicus vernus flore 
coeruleo: Ornithogali Species. Sabb. Deliciae III, fol. 50; Synopsis, 
pag. 22. m 

Scolopendrium vulgare Sm. : Phillitide, Sabb. Innesto, pag. 134, n. I; 
Lingua Cervina Oficinarum, Sive Phyllitis vulgaris, Sabb. Hortulus, 
fol. 21, n. 2. — Lingua Cervina Officinarum C. B., etc., Sabb. De- 
liciae 11, fol. 25; Synopsis, pag. 26. 

Scorpiurus subyillosa L.: Scorpioides Bupleuri Folio, Corniculis Aspe 

* 

ris, Magis in se Contortis, et Convolutis. Moris Hist. Oxon. p. 2, 127, 
Sabb. Hortulus, fol 19. — Scorpioides Bupleuri folii Corniculis Aspis 
magis in se contortis, et convolutis. Moris Hist. Oxon. p. 2, 127, 
Sabb. Deliciae II, fol. 44; Synopsis, pag. 41. 

Scrophularia aquatica L. : Scrophularia Palustris non Foetida , Seu 
Foemina I. R. H., Sabb. Hortulus, foL 179. — Scrofularia palustris, 
maior non foetida, flore rubra I. R. H. 166, Sabb. Deliciae III, 
fol. 141; Synopsis, pag. 41. 

Scrophularia carina L. : Scrophularia, Ruta Canina Dicta Vulgaris 
C. B. pin. 236, etc., Sabb. Hortulus, fol. 178. — Scrofularia Ruta 
Canina dicta Vulgaris C. B., Sabb. Deliciae II, fol. 88 et III, fol. 14Q; 
Synopsis, pag. 41. 

Scrophularia peregrina L.: [Sabb. Hortulus, fol. 179 , insieme colla 
Scrofularia aquatica]. 



ILLUSTRAZIONE DI ALCUNI ERBARI ANTICHI ROMANI 107 



Scutellaria Columnae L.: Cassida montana Origani folio, Sabb. Hot- 
tulus, fol. 86. 

Scutellaria galericulata L. : Cassida palustris, Vulgatior, coeruleo 
flore I. R. H., 182, etc., Sabb. Deliciae I, fol. 101, Sijnopsis, pag; 8. 

Sedurn album L. : Sedum caepea dictum floribus purpurascentibus, sive 
ex purpure candicantibus 263, Sabb. Deliciae II, fol. 28. 

Sedum Anacampseros L. : Sedum Alpinum roseum, medium, corona 
floris purpurascente, disco viridi I. R. H. 262, Sabb. Deliciae III, 
fol. 172; Synopsis, pag. 43. 

Sedum Cepaea L. : Sedum Caepea dictum H. L. Bat., etc., Sabb. Hor- 
tulus, fol. 17, n. 1. — Sedum Cepaea dictum lacteis floribus, striatis, 
Sabb. Deliciae II, fol. 117; Synopsis, pag*. 42. 

Sedum sexangulare L. : Sedum fruticosum Ericae folio, medium, flo- 
ribus albicantibus 262, Sabb. Deliciae II, fol. 101, 107; Synopsis, 
pag. 42. 

Sempervivum moutanum L. : Sedum montanum, foliis acutis non 
dentatis, caule folioso tomentoso floribus rubentibus. Sempervirum 
rubrum montanum Yva^Xib&sc, etc., 262, Sabb. Deliciae II, fol. 101; 
Synopsis, pag. 42. 

Senecio erucifolius L.: Jacea Ceneraria Minore, Sabb. Innesto, pag. 88, 

* 

n. IL — Jacobaea montana foliis Serratis C. B. pin. 131. I. R. H. 
485, Sabb. Deliciae I, fol. 5; Synopsis, pag. 23. 

9 

Senecio Cineraria DC: Jacea Ceneraria Maggiore, Sabb. Innesto, 



pag. 88, n. I. — Jacobaea Senecionis folio incano Crasso, Aurei- 



Hortulus 



Senecio Doria L.: Valeriana Vulgaris Rubro flore, Sabb. Deliciae II, 



fol. 31. 



//. 484 



Deliciae III, fol. 192; Synopsis, pag. 49, p. p. 
Senecio nebrodensis L. : Senecio Jacobeae folio, sive erigeron majus 
ramosum floribus sulphureis 456, Sabb. Deliciae III, fob 1<>7; Sy- 

nopsis, pag. 42. 
Senecio nemorensis L.: Virga aurea 1 at i folia, serrata C. B.pin. 268, etc., 



143; Synopsis, pag 



Senecio vulgaris L.: Senecio vulgaris sive Erigeron Luteis floribus, 



Hortulus 



108 R. PIROTTA E E. CHIOVENDA 



Serapias Lingua L. : Orchis montana, Italica, lingua oblonga, altera 

434. Orchis macrophylla, Sabb. Deliciaell, fol. 130 [esempl. a sinisi]; 

Synopsis, pagv 33, p. p. 
Seseli Libanotis Koch.: Thapsia alpina, lucida, Thalictri, aut Carotae 

folio, flore rubento L H. H. 322, Sabb. Deliciae II, fol. 16; Synopsis, 

pag. 45. 
Seseli montauum L.: Sassifragia, Sabb. Innesto, pag. 152, n. I. 



H. 



Deliciae , fol. 67, n. 2; Synopsis, pag. 35. 



Sherardia arvensis L. : Aparine sive Hepatica Stellaris, supina flore 

Coeruleo, folio breviore Subrotundo, Sabb. Deliciae I, fol. 34; Synopsis, 

pag. 4. 
Sideritis romana L.: Marrubium, quod allissum Galeni iam alias de- 

scriptum, Sabb. Hortulus, fol. 117, n. 1. — Marrubium Supinum 

Calyce stellato, et aculeato. Alysson Galeni Clus. Hisp. 387. Dod. 

pempt 88, Sabb. Deliciae I, fol. 31 ; Synopsis, pag. 29. 
Silene Arineria L. : Lychnis alba Viscosa Lanceatis foliis, Sabb. Deliciae 

II, fol. 56 ; Synopsis, pag. 27. 
Silene Cucubalus Wib.: Been Bianco, Sabb. Innesto, pag. 36, n. III. 

Lychnis Sylvestris, Caliculis Turgidis, Albicantibus Floribus, 

Sabb. Hortulus, fol. 192. — Lychnis sylvestris, angustifolia, caliculis 

turgidis, striatis. C. B. pin. 205. Muscipula major, calyce turgido, 

I R. H. 337, Sabb. Deliciae II, fol. 75. 
Silene gallioa L. : Lychnis Sylvestris Rubra, Viscosa, Sabb. Hortulus, 

fol. 190. 

Silene italica Pers. : Lychnis alba Viscosa, Lanceatis Foliis, Sabb. Hor- 

tulus, fol. 188, n. 1. 
Silene paradoxa L. : Lychnis foliis glabris calyce duriore Bocc, Sabb. 

Deliciae II, fol. 82; Synopsis, pag. 27. 
Sinapis alba L. : Senape, Sabb. Innesto, pag. 154, n. III. 
Sisymbrium Alliaria Scop. : Hesperis Allium redolens Mor. Hist. Oron. 

part. 2, 252, etc., Sabb. Hortulus, fol. 112. — Hesperis Sylvestris 

parvo flore C. B., etc., Sabb. Deliciae III, fol. 2 ; Synopsis, pag. 21. 
Sisymbrium officinale L. : Erisimo, Sabb. Innesto, pag. 66, n. V; 

Thalaspi Secondo, Sabb. Innesto, pag. 176, n. V. 



ILLUSTEAZIONB DI ALCUNI ERBARI ANTICHI ROMANI 109 



m 

Sisymbrium Polyceratium L. : Erysimum Polyceration, vel Cornicu- 
latum t Erysimum Alterum L R. H., Sabb. Hortulus, fol. 202. 

Sium angustifolium L. : ? Sium palustre foliis serratis, Sabb. Deliciae 
I, fol. 60. 

Sium latifolium L.: Syum palustre, foliis Serrati I. R. H. 308, Sabb. 

Deliciae I, fol. 9; Synopsis, pag. 43. 

Solanum Dulcamara L. : Solanum scandens, seu Dulcamara Solanum 
yXugua t*pov [sic], Sabb. Hortulus, fol. 168. — Sabb. Deliciae II, 

fol. "139 et 140; Synopsis, pag. 43. 

Solanum miniatum Bernh. : Solanum Officinarum acinis puniceisC B. 

pin. 166, etc., Sabb. Deliciae I, fol. 99, II, fol. 112, Synopsis, pag. 43. 

L. : Solatro Ortolano, Sabb. Innesto, pag. 166, n. V. 

Solanum Officinarum acinis e luteo virescentibus H. L. Bat. , 



Solanum nigrum 



Sabb. Deliciae I, fol. 27 ; Synopsis, pag. 43. 
Solanum sodomaeum L. : Solatro Spinoso, Sabb. Innesto, pag. 166, 



n. I. 



II. 



Solidago Virga aurea L. : Virga aurea vulgaris, latifolia I. R. 
484, etc., Sabb. Deliciae II, fol. 148; Synopsis, pag. 49. 

Sonchus oleraceus L. : Sonchus laevis crenatus, floribus Sulphureis 
L R. H. 474, Sabb. Deliciae II, fol. Ill [solo la pinnta a sinistra, 
la destra essendo di Mulgedium alpinum\\ Synopsis, pag. 43. 

Sorb us domestica L. : Tragoselini species, forte pinulis dentatis, Sabb. 



Deliciae I, fol. 88, n. 3; Synopsis, pag. 46. — Melianthus Africanus, 
medius, humifusus, foliis Pimpinellae maa: I. R. H. 431, Sabb. De- 
licUe II, fol. 113 [apice di ramo foglifero]; Synopsis, pag. 29. 



Sparganium ramosum Huds.: Sparganium ramosum C. B. pin. 15, etc., 
Sabb. Deliciae I, fol. 64 at II fol. 43; Synopsis, pag. 43. 

Spartium junceum L. : Ginestra, Sabb. Innesto, pag. 74, n. II. — Ge- 
nista Vulgaris juncea I. B., etc., Sabb. Deliciae III, fol. 122; Synopsis, 
pag. 18. 

Specularia Speculum Veneris DC. f.: Campanula arvensis erecta, seu 



EL 



fol. 



pag 



Spergularia marginata Fonzl.: Alsinastrum angustifolium viscosum 



110 R. PIBOTTA E E. CHIOVENDA 

Caryophylli holosti, angusti folii, species altera, Sabb. Deliciae III, 
fol. 168; Synopsis j pag. 2. 
Spergularia salina Presl. : Alsine multiflora, angusti folia montana, 

Sabb. Deliciae I, fol. 12. 
Spiraea Filipendula L. : Filipendula , Sabb. Innesto, pag. 70, n. III. 

Filipondula Vulgaris an Molon Plinii C. B. pin. 163, etc., Sabb. 

Hortulns, fol. 105. — Sabb. Deliciae III, fol. 202; Synopsis, pag. 18. 
Spiraea Ulmaria L.: Filipendula Peregrina, Polyanthos, Racemosa, 

Agrimonieidei folio, Sabb. Hortulus, fol. 104. 
Spiranthes autiimnalis C. L. Rich.: Orchis spiralis, alba, odorata I. B. 

2, 769, I R. K, 433, etc., Sabb. Deliciae III, fol. 159; Synopsis, p. 32. 
Stachys hirta L. : Marrubium arvense Calaminthae folio, albicantibus 

floribus, Sabbati Hortulus, fol. 118, n. 1. 
Stachys Heraclea AIL: Stachys Alpina Bettonicae Folio Acad. Reg* 

par., Sabb. Deliciae II, fol. 100, sinistr. ; Synopsis, pag. 44, p. p. 
Sthachys germanica L. : Sideritis Salviae Foliis Tomentosis Erecta, 

Rubentibus Floribus I. R. H., Sabb. HortiiUs, fol. 175. — Stachys 

Alpina Bettonicae Folio Acad. Reg. par., Sabb. Deliciae, fol. 100, 

destr. ; Synopsis, pag. 44, p. p. 
Stachys palustrisL. : Galeopsis altera angustifolia non foetida, caliculis 

aculeatis, flore rubro 185, Sabb. Deliciae II, fol. 39; Synopsis, pag. 18. 
Stachys recta L. : Cataria Betonicae folio angustiori, tuberosa radice, 

flore sub coeruleo spicato. Mentha Cataria spicata, tuberosa /. R- H. 

202, Sabb. Deliciae II, fol. 119; Synopsis, pag. 9. 
Staphylea pinnata L. : Saphilodendrum , seu Pistacia sylvestris C. B. 

pin. 401, L R. It. 616, Sabb. Deliciae II, fol. 78; Synopsis, pag. 41. 
Statice Limonium L, : Limonium fruticosum flagellis leviter fortuosis 

plantaginis foliis /. R. IL, 342, Sabb. Deliciae III, fol. 170. 
Statice virgata W.: Limonium Bellidis minoris folio flagellis tortuosis, 



Sabb. Deliciae I, fol. 44; Synopsis, pag. 26. 

Stellaria Holostea L.: Gramigna indiana, Sabb. Innesto, pag. 74, n. IV. 

Stellaria nemorum L. : Alsine Verna, Vulgaris, albo flore, Sabb. De- 
liciae I, fol. 54; Synopsis, pag. 2. — Alsine vulgaris folio cordato, 
luteo flore, 242, Sabb. Deliciae II, fol. 38; Synopsis, pag. 2. 



ILLUSTRAZIONB DI ALCUNI BRBARI ANTICHI ROMANI 111 

Sternbergia lutea Gawl.: Colchico, Sabb. Innesto, pag. 40, n. I. 
Lilio Narcissus luteus, vermis. Colchicum luteum quorumdam, Nar- 
cissus Autumnalis maior, Sabb. Hortulus, fol. 208. — Colchicum 
Autumnale flora luteo, Sabb. Deliciae III, fol. 146; Synopsis, ^. 12 
[nome un po' diverso]. 

Sticta pulmonacea L.: Polmonaria Prtma y Sabb. Innesto, pag. 132, 
n. IV. 

Stratiotes aloides L.: Aloe Americana minor, foliis angustioribus, per 
margines frequentissimis et molliusculis spinis armatis, luteis floribus 
L R. H., 366, Sabb. Deliciae III, fol. 152; Synopsis, pag. 2. 

Suaeda fruticosa L. : Ericae species, forte, et non bene dignoscit. quia 



floras non habet. Sabb. Deliciae I, fol. 46. — Helianthemum fructi- 
cosum alteram Ericae foliis, flora cameo, 250, Sabb. Deliciae II, 
fol. 117; Synopsis, pag. 21. 
Symphytum officinale L.: Consolida maggiore, Sabb. Innesto, pag. 40, 
n. III. — Symphytum, mag. Tuberosa radice, pallido flore, Sabb. 
Hortulus, fol. 114. — Symphytum Consolida major flore palide luteo 
quae foemina C. B. tuberosa radice , Sabb. Deliciae II, fol. 123; 



44 



Tagetes 



pag 



Tagetes erecta L. var. flore pleno : Tagetes majus rectus, flore ex 



44 



//. 



44 



Tamils communis L.: Tamnus baccifera flore maiore albo /. R. 2£, 
103, Sabb. Deliciae II, fol. 150 [9]; Synopsis, pag. 44. — Taumus 
racemosa, flore minore, luteo palescente I R. H., 108, Sabb. De- 
liciae II, fol. 151 l(f]; Synopsis, pag. 44. 

Tanacetum vulgare L.: Tanaceto Maggiore, Sabb. Innesto, pag. 170, 
n. IV. — Tanacetum Vulgare, Luteum, Sabb. Hortulus, 229. — Ta- 
nacetum vulgare flore luteo, Sabb. Deliciae II, fol. 134. 

Taraxacum vulgare Lam.: Deus Leonis montanus glaber, flore minore 
Sulphureo, 468, Sabb. Deliciae III, fol 18; Synopsis, pag. 15. 



112 It. PIROTTA E E. CHIOVENDA 



Taxus baceata L. : Tasso Albero, Sabb. Innesto, pag. 170, n. II. 
Taxus Albor I. B. I, 241, etc., Sabb. Deliciae II, fol. 129; Synopsis, 
pag\ 45. 
Teucrium Botrys L. : Chamaedrys fruticosa, laciniatis foliis Lob. Ixn. 
385, etc., Sabb. Hortulus, fol. 52. — Chamaedrys lacineato folio 
L R. H. , 232. — Chamaedrys palustris canescens, Foliis profunde 
incisis, Sabbati Deliciae I, fol. 8 e 10 ; Synopsis, pag. 9. — Chamaedrys 
laciniatis foliis, flore albo et rubello in eadem planta ut plurimum 
I. R. H., 205, Sabb. Deliciae I, fol. 77; Synopsis, pag. 10. — Cha- 
maedrys laciniatis foliis Botrys Chamaedryoides C. B., etc., Sabb. 
Deliciae III, fol. 79; Synopsis, pag. 9. 

Teucrium Chamaedrys L. : Chamedrio primo e secondo, Sabb. Innesto, 
pag. 46, mi. I e III ; Chamaedrys maior, repens C. B. pin. 248, etc. 
Vulgo Cerquignola, Sabb. Hortulus, fol. 49. — Chamaedrys maior, 
repens C. B., etc., Sabb. Deliciae III, fol. 66; Synopsis, pag. 9. 

Teucrium flaviim L. : Chamaedrys Alpina, fruticans, folio splendente. 
Chamaedrys alpina, lucida H. R. par., etc., Sabb. Hortulus, fol. 55. 
Chamaedrys fructicosa, multiflora, Teucrium multis 205, Sabb. 
Deliciae II, fol. 127; Synopsis, pag. 45, sub Teucrium C. B. 

Teucrium fruticans L.: Teucrio, Sabb. Innesto, pag. 178, n. L 
Theucrium Beticum Fruticosum, Foliis Inferna parte incanis, Coeruleis 
Floribus, Sabb. Hortulus, fol. 161. 

Teucrium montanum L. : Chamaedrys multiflora tenuifolia, si ve Cha- 
maedrys repens fructescens albicantibus floribus, roris marini folio 
205, Sabb. Deliciae II, fol. 74; Synopsis, pag. 9. 

Teucrium Folium L. : Polio Montano, Sabb. Innesto, pag. 128, n. V. 

Polium Campestre Lavandulae folio Candidum, Sabb. Hortulus, 
fol. 215. — Polium montanum Lavandulae folio I. R. H., 206, C. B. 
pin., 220, etc., Sabb. Deliciae III, fol. 175; Synopsis, pag. 35. 

Teucrium Scordium L.: Scordio, Sabb. Innesto, pag. 164, n. IV; Cha- 
maedrys palustris, Canescens, seu Scordium Officinarum, Sabb. Hor- 
tulus, fol. 51. 

Thalictrum angustifolium L. : Thalictrum Angusti folium, Flore flavo, 



Staminibus aureis, Caule Striato, Sabb. Hortulus, fol. 164. — Sabb. 



ILLUSTRAZIONE DI ALCUNI ERBARI ANTICHI ROMANI 113 



Deliciae II, fol. 136; Synopsis, pag. 45. — Thalictrum minimum 
foetidissimum C. B., Sabb. Deliciae II, fol. 145; Synopsis, pag 45. 
Thalictrum aquilegifolium L. : Thalictrum Medium, Siliqua Angulosa, 
Foliis Rugosis Trifidis I. R. H., Sabb. Hortulus, fol. 163. — Sabb. 
Deliciae II, fol. 128; Synopsis, pag. 45. 
Thapsia garganiea L?: Laserpitium alteram foetidum, angustissimo, 
et oblongo folio, saturate virenti, floribus per caulem nascentibus, 
324, Sabb. Deliciae II, fol. 131; Synopsis, pag. 24. 
Thymus Serpyllum L.: Satureja, Sabb. Innesto, pag. 156, n. II. — Ser- 
pyllum vulgare, majus, flore purpureo C. B. pin. 220, I. R. H. 197, 
Sabb. Deliciae II, fol. 112; Synopsis, pag. 42. — Serpillum vul- 
gare, minus flore albo, angustifolium, glabra m /. R. II 197, Sabb. 
Deliciae II, fol. 115 [mancano le corolle, i fiori bianchi sarebbero i 
peli del cingolo calicino]; Synopsis, pag. 42. 
Thymus vulgaris L. : Thymus Vulgaris latiore folio C. B. Thymum 
Vulgare rigidius folio Cinereo I. B. , Sabb. Deliciae II, fol. 132; 
Synopsis, pag. 45. 
Tilia platyphylla Scop.: Tilia Albero, Sabb. Innesto, pag. 172, n. I. 

Tilia foemina folio maiore I. R. H. 611, etc., Sabb. Deliciae III, 
fol. 210; Synopsis, pag. 46. 
Tordylium apuium L. : Tordylium minus, limbo granulato, syriacum 
Mor. : Umb. 37, etc., Sabb. Deliciae I, fol. 18, Synopsis, pag, 46. 
Pimpinella maior, sive Sanguisorba flore spadiceo I R. II, 156, 
Sabb. Deliciae III, fol. 184 [solo foglie radicali] ; Synopsis, pag* 35, 
Tordylium maximum L. : Caucalis arvensis, echinata, parvo flore et 
fructu C. B. pin. 152 , I. R. II , 323 , Sabb. Deliciae I , fol. 24 ; 

Synopsis, pag. 9. 
Trachelium coeruleum L. : Scrofolaria Aquatiea, Sabb. Innesto, p. 150 

n. IV. — Trachelium Umbelliferam, Violaceum, Urticae foliis; vel 

Valerianoides Urticae folio violaceo Flore, Sabb. Hortulus, fol. 232. 
Tragopogon maius Jacq. L. : Tragopogou pratense luteum maius C. 

B., etc., Sabb. Deliciae II, fol. 54; Synopsis, pag. 46. 
Trapa natansL. : Tribuloides Vulgare aquis innascens I. R. II, 655, etc., 

Sabb. Deliciae I, fol. 95; Synopsis, pag. 47. 

8. Malpighia. Anno XVI, Vol. XVI. 



114 H. PIROTTA K E. CMIOVENDA 



Tribulus terrestris L. : Tribolo Terrestre, Sabb. Innesto, pag. 174, 
n. IV. — Tribulus terrestris, ciceris folio, seminum integumento 

aculeate Mor. Hist Oxon., part. II, 102, etc., Sabb. Deliciae I, foil 39 ; 
Synopsis, pag. 47. — Tribulus terrestris ciceris folio, Capsula echi- 
nata, seu spinosa, Sabb. Deliciae I, fol. 53. — Tribulus terrestris 
Ciceris folio fructu aculeato C. B., Sabb. Deliciae III, fol. 29. 
Trifolium agrarium L. : Trifolium luteum, capitulo Lupoli I R. II 
404, Sabb. Deliciae I, fol. 78; Synopsis, pag\ 47. — Trifolium pra- 

tense luteum capitulo Lupuli vol agrarium C. B., Sabb. Deliciae II, 

fol. 50; Synopsis, pag. 47. — Trifolium Luppulinum, Sabb. Deliciae II, 

fol. 132. 
Trifolium angustifolium L. : Trifolium pupureum maius foliis lon- 

gioribus, angustioribusque acutis, floribus saturatioribus, capitulo 

pyramidato piloso, 406, etc., Sabb. Deliciae III, fol. 70; Synopsis, 

pag. 47. 
Trifolium arveuse L. : Trifolium Lagopoides, Angusti folium, Flore 

dilute Rubente, Sabb. Hortulus, fol. 159. — Trifolium Lagopoides, 



//. 



405, Sabb. Deliciae II, fol. 21 ; Synopsis, pag. 47. 



Trifolium echinatum M. B. : Trifolium folio Oblongo, Integro, Flore 



ftavescente, Sabb. Hortulus, fol. 157. 



Trifolium incarnatum L. : Trifolium pratense rubrum, folio crenato, 
Sabb. Deliciae II, fol. 133. — Trifolium pratense, vulgare, flore 
rubro foliis subrotundis crenatis. Sabb. Deliciae III, fol. 79; Synopsis, 
pag. 47. 

Trifolium pratense L. : Trifogliode'prati Secondo, Sabb. Innesto, p. 172, 

n. II. — Trifolium pratense purpureum B. Trifolium pratense vul- 
gare rubrum I. B., Sabb. Deliciae II, fol. 132. 

Trifolium resupinatum L. : Trifolium fragiferum, purpureum, Foliis 
Turbinatis, laeviter dentatis, Sabb. Hortulus, fol. 156. — Trifolium 
fragiferum tomentosum, Sabb. Deliciae II, fol. 51 ; Synopsis, p. 47. 

Trifolium rubens L. : Trifolium arvense spiea longiore, floribus ruber- 
rimis, foliis longioribus leviter crenatis striatis sive foliis venosi- 

I R. H. 405, Sabb. Deliciae III, fol. 144; Synopsis, pag. 47. 



ILLUSTRAZIONE Dl ALCUNI ERBARI ANTICHI ROMAMI 115 



Trigonella corniculata L.: Melilotus Qfficiaarum, vel Trifbliuin Odo- 

ratum Luteo Flore, Sabb. Hortulus, fol. 212. 
Trigonella Foenum graecum L.: Fenum-Greeum, alteram, polycrra- 

tion C. B. pin. 348, etc., Sabb. Deliciae III, fol. 201 ; Synopsis, p. 18. 
Trochiscanthes nodiflorus Koch.: Smyrnium, sive Hipposeli eum S< - 

mine nig-ro 316, Sabb. Deliciae II, fol. 2; Synopsis, pag. 43. 

Smyrnium Apii foliis, Ligusticum alteram apii foliis 316, Sabb, 

Deliciae II, fol. 4; Synopsis, pag. 43. 
Trollius earopaeus L. : Helleborine flore rot undo, sive calceolus ma- 

i 

rinus, folio subrotuudo inciso, Sabb. Deliciae I, foL 55; Synopsis, 
pag. 21. 

Tulipa sylvestris L. : Narcisso Leucoium bulbosum, exapetalon, unico 
cum flore luteo, tenuifolium L R. H. 387, Sabb. Deliciae III, fol. 20; 
Synopsis, pag. 31. 

Tunica Saxifraga Scop.: Caryophyllus Saxatilis, vel Lychnis Laevis 



Saxatilis panro rubroque flore I. R. II, Sabb. Hortulus, fol. 



) 



Tussilago Farfara L: Tossilagine, Sabb, Innesto, pag. 178, n. V. 

Tussilago Vulgaris C. B., etc., Sabb. Deliciae III, fol. 86; Synopsis, 



pag. 47. 
Ulmus campestris L. : Olmo, Sabb. Innesto, pag. 116, n. IV. 
Ulva Lactuca L. : Lichen Pulmonarius aquaticus, cor i ace us, cinereus, 

inferne e glauco subviivscens, receptaculis florum amplioribug n. y. 

P. P. A. M. 73, Sabb. Deliciae I, fol. 33; Synopsis, pag. 27. 
Urtica dioica L. : Ortica vera, Sabb. Innesto, pag. 116, q. II 
Urtiea pilulifera L.: Urtica foliis serratis C. B.> etc, Sabb. Deliciae II, 

' fol. 146; Synopsis, pag. 49. 
Utrieularia vulgaris L. : Ranunculus aquaticus, folio rotundo, et Ca- 

pillaceo C. B. fin. 180, etc., Sabb. Deli ae I, fol. 63; Synopsis, 

pag. 37. 
Valeriana tuberosa L. : Valeriana alpina minor, subrotunda radio-, 

flore rubro. Nardus montana radio- Olivari C. B. pin. 165, I. R. II. 

132, Sabb. Deliciae II, fol. 96; Sy*opri* % pag-. 48. 
Verbascum phlomoides L; Verba sum Spicatum nms latifolium lu- 

teum C. B„ Sabb. Deliciae II, foL 135; SynoptU, p. ;. 4* 



116 ft. PIUOTTA E E. CHIOVENDA 



Verbascum sinuatum L. : Verbasco o Tassobarbasso , Sabb. Innesto, 
pag. 184, n. III. 

i 

Verbena officinalis L. : Verbenaca, Sabb. Innesto, pag. 184, n. I. 



Hoi 



fol. 236. 



Veronica agrestis L. : Veronica minor, procumbens, foliis ad Chamae- 

dryn Accedentibus, Sabb. Hortulus, fol. 187, n. I. 
Veronica Anagallis L. : Bechabuncha, Sabb. Innesto, pag. 36, n. IV. 
Veronica Beccabunga L.: Veronica Aquatica floribus albicantibus 

Spicatis, Sabb. Deliciae III, fol. 10; Synopsis, pag-. 48. • 

Veronica Chamaedrys L. : Veronica erecta, spicata, floribus dilute 

coeruleis, 144, Sabb. Deliciae III, fol, 71; Synopsis, pag*. 48. 
Veronica officinalis L.: Veronica Maggiore, Sabb. Innesto, pag. 182, 

n. VI. — Veronica mas, Supina et vulgatissima C. B. pin. 246, etc., 

Sabb. Hortulus, fol. 235. — Veronica Spicata latifolia serrata C. B. 

Veronica mas spicata, Sabb. Deliciae II, fol. 146. 
Veronica serpyllifolia L. : Veronica aquatica spicata minor floribus 

subcaeruleis, Sabb. Deliciae II, fol. 109. 
Veronica spicata L. : Veronica unicaulis, erecta, spicata, flore saturate 



//. 



148; Synopsis, pag. 48. 



Viburnum Lantana L. : Tilia foliis molliter hirsutis, fructu pentagono 

611, Sabb. Deliciae III, fol. 204; Synopsis, pag. 45. 

Viburnum Opulus L. : Sanbuci species altera, fructu in umbella viridi, 

Aceris foliis atrovirentibus, Sabb. Deliciae III, fol. 150; Synopsis, 
pag. 40. 

Viburnum Tinus L.: Tinus I R. H. 607, etc., Sabb. Deliciae III, 

fol. 151 ; Synopsis, pag. 46. 
Vicia Ervilia W.: Ervum verum flore subpurpurascente /. R. H. 398, etc., 

Sabb. Deliciae II, fol. 61; Synopsis, pag. 17. 
Vicia Lens Cuss. G. : Lens Vulgaris, semine ex luteo pallido C. B. pin. 

346, etc.; Sabb, Deliciae I, fol. 84; Synopsis, pag. 25. 
Vicia narbonensis L.: Vicia erecta folio maiore subrotundo, Siliqua 

hirsuta, Sabb. Deliciae III, fol. 208; Synopsis, pag. 49. 



ILLUSTRAZIONE DI ALCT'NI ERBARI ANTICHI ROMAN1 117 



Vicia sativa L. : Vicia Sativa Vulgaris Semine nigro C. B., Sabb. De- 

liciae III, fob 47; Synopsis, pag. 49. 
Vicia serratifolia Rchb.: Vicia supina latiore serrato folio, Italica flore, 

i 

fructuque femigineis L R. H. 397, etc., Sabb. Deliciae III, fol. 207; 
Synopsis, pag. 49. 

Vicia varia Host: Vicia Segetum cum Siliquis plurimis. Vicia seu 

Cracca, cum multis Siliquis glabris, Sabb. Hortulus, fol. 234. 
Vicia sp. : Vicia Vulgaris folio glabro obtuso, floribus flavis, in summi- 

tate spicatim positis, Sabb. Deliciae III, fol. 23; Synopsis, pag. 49. 
Vinca major L. : Pervinca Vulgaris, latifolia, flore Coeruleo, Clematis 

Daphnoides, minor C. B. pin. 302, etc., Sabb. Hortnlus, fol. 181. . 
Viola sylvestris Lam. : Viola martia Simplex Vulgaris, Sabb. Deliciae I, 

fol. 76. 
Viola tricolor L.: Viola tricolor hortensis repens an <!>/.$; Theophrasti 

C. B. Viola tricolor seu trinitatis flosI.B., Sabb. Deliciae II, fol. 64; 

Synopsis, pag. 49. 
Viscum album L. : Viscum Vulgare baccis albis L R. H. 610, etc., 

Sabb. Deliciae III, fol. 167 [a sinistra vi e un rametto con 5 foglie, 

forse di Cotoneaster ; che si a l'ospitefj; Synopsis, pag. 49. 
Vitex Agnus Castus L. : Agno casto, Sabb. Innesto, pag. 10, n. V. 

Vitex foliis angustioribus Cannabis modo dispositis C. B. pin. 475, etc., 

Sabb. Deliciae III, fol. 7; Synopsis, pag. 49. 
Xanthium macrocarpum DC. : Lappa Maggiore, Sabb. Innesto, p. 96, 

n. III. 
Xanthium spinosum L. : Soneo Sativo, Sabb. Innesto. pag. 154, n. IV. 
Xanthium strumarium L.: Xantbium, Vabdissimis aculeis munitum 

I. R. H. 439, etc., Sabb. Deliciae I, fol. 103, Synopsis, pag. 50. 



Gli erbarii che seguono appartengono al secondo gruppo, cioe a quelli 
fatti per le dimostrazioni dei Semplici nella scuola di Botanica ('). Sono 
cinque, e per ordine di data, i seguenti: 



ft Vedasi anche, al riguardo: R. Pirotta ed E. Cum vex da; Flora Romania, 
P. I, p. 238-240 e note. 



118 R. PIROTTA E E. CHIOVEXDA 



IV. Collectio 

Xonmrilarum plantarum 

laxta Tournefortianam Methodum IKsposilarum 

Flores proclv'-enlinm extra 

tempus statut<'//L solitis 
Sirnplicium Ostensionibus 

in 
Hor to Medico 

Sapientiae Ramanae Anno MDCCXLVII (-MDCCLII). 

- 

Appartiene alia biblioteca Alessandrina: (codici n. 22-25). 

Sono quattro grossi volumi in quarto rilegati in pellet le piante sono 
come il solito incollate e in buono stato di conservazione. 

II I volume che riguarda le classi I-XXII porta la data del 1747 e 
contiene 155 fogli. Sul foglio che segue al titold stascritto: « le piante 
in questo libro esistonti, seccate furno, e disposte da me Liberato Sab- 
bati da Bevagna, Chierurgo, Botanieo e Chimico in Roma, con Tassi- 



stenza del Rev. mo Pre. Abb. D. Gio: Francesco Maratti Romano, Monaco 
Benedettino Vallombrosano Lettore pratico Bottanico, e prefetto nel Orto 
Medico della Sapienza di Roma, e detta opera fu fatta per ordine del 
Ill. m0 e R. m0 Sig. r Ab. Niccola De Yecchis Avuocato Circoncistoriale, il 
quale essendo adorno di tutte le Virtu, assai premumso anche si rende 
in fare risorgere le Scienze tutte ed Arti e ridurle alia vera perfezzione ». 

Sulla face i a interna della legatura d'ogni volume sta scritto: « Pro 
Bibliotheca Alexandrina Romani Archygimnasii ». 

In alcuni casi le parti che difficilmente si possono essiccare sono ag- 
giunte in disegno a colori. 

II II volume porta la data del 1747 e riguarda le classi I-IX; con- 
tiene 143 fogli. Sul verso del foglio che porta il titolo si trova scritto: 

Opus Liberati Sabhati, Arte 
et R*»& P.*™ Ab. L Maratti, Marie 

Construe t u m . 

II III volume che porta la data del 1748, ha la stessa avvertenza qui 
sopra riportata, e contiene 130 fogli con piante appartenenti alle classi 
XXXII. 



ILLUSTRAZIONE DI ALCUNI ERBARI ANTICHI BOMANI 119 

II IV volume infine, colla data del 1752, non porta la suddetta scritta, 
contiene 158 fogli con piante appartenenti alle classi I-XXII. In fine ad 
esso trovasi una pianta topografica a colori dell'Orto botanico del Gia- 
nicolo, eseguita nel 1752 e dedicata a Mobs. Clemente Argenvillers. 



per titolo: 



che 



Theatmm Botanicum 

Romanum 



Distributio plantarum virentium in Horlo 

Medico Botanico Sapient iae Almae Urbis 

Iuxta Tournefortianam Methodum 

Ilk*** et Rev. in °: B™ 

Nicolao M. a Be Vecchis 
Sacri ConcistoHi Advocato Decano, et 
Romani Archigymnasii Rectori depiitato. — Tomus I. 

Liberatus Sabbati Chirvrgiae Professor 

et Supradicti Horti Gustos 
D: B: B: Anno MBCCLVL 



^eerue sotto: Bibliothechae Alexandrinae. 



'to 



II titolo 6 in alcuni volumi lievemente variato. 

Appartiene alia Alessandrina (codici n. I-XX). 

Questo ingente lavoro eominciato nel 1756 fu compiuto20 anni dopo, 
cioe nel 1776 e comprende ben 19 grossi volumi rilegati in pelle, dei 
quali i due ultimi col titolo di Appendice. I volumi I-IV sono dedicati 
al De Vecchis, dal V allultimo la dedica e: Ill. ni ° et Rev. m0 Domino 
Praesuli Paolo Francisco Antamori. 

I volumi tutti portano la Ma plicatio nominum scriptorum Rei Herhariae 
quorum mentio fit in hoc opera (la quale nel volume XV e molto piu 
lunga che negli altri). Portano inoltre altre indicazioni relative alle 
piante stesse, che sono incollate alia maniera degli Erbarii precedent! ed 
in buono stato di conservazione, Le piante portano il nome manoscritto 
sul foglio. In fine d'ogni volume trovasi Tindice. 






120 R. PIROTTA E E. CHIOVENDA 



II primo volume contiene le piante appartenenti alia classe I attaccate 
sopra 114 fogli; nel foglio successivo al titolo si trova la dedica, dalla 
quale risulta la parte importante avuta dal Maratti in quest'opera aven- 
dola egli consigliata ed avendovi messi i nomi delle piante. 

\ 

L'opera fu fatta jussu et incitamento del De Vecchis, del quale scrive 
ehe fu grande fautore degli studii specialmente dell a chimica, della fisica 
e del inuseo di storia naturale. « Botanices vero dulcissima naturae pro- 
vincia t:bi prae caeteris in aeternum gratulabitur; Postquam enim, 
Virentem Hortum indigents pene omnibus, exotieis innumeris, quasque 
unclique comparas, instructum plantis (harum ostensiones curante Rdss. 
ex Vallumbrosana Monachorum familia Abbate Io: Franco Maratti 
Doctiss. Botanices Professore, qui suam et ipse in nominandis speciebus 
buc operam contulit) mihi commisisti, Spermatothecam bine (amplissimum 
profecto, atque in multiplicibus Botanices Systhematibus assequendis 
utilissimum Promptuarium) nobilissimam erexisti. Deerat tantummodo 
in Juvenum commodum per omnem anni tempestatem continue vigentem 
hortum sub eorum oculis ponere, quod exigua ac opera os, ni fallor con- 
sequutus ». 

Nell 1 'Explicatio nominum scriptorum che segue, si fa menzione di un 
Catalog m Plantarum Horti Medico-Botanici Sapientiae Romanae, ed in 

fine all'elenco si trova in nota: che con * « Indicantur plantae in hor- 
tum translatae ab anno 1749. Quibus carebat Hortus, ut ex Catalogo 
quis penes me est Francisci Bertoldi Patavini tunc tempo rum Custodis 
mihi tradito videre licet ». 

Nella Explicatio dei volumi X e XI e citata una Descriptio Plantarum 
Agri Roinaai, che sembra essere quella stessa che si trova ricordata nella 
Flora del Maratti. 

E notato anche che sono state messe neU'erbario solo le piante piu 
rare dell'orto. 

Nella dedica del volume quinto alTAntamori scrive (e lo ripete nelle 
dediche dei volumi successivi), che questo volume pro annuo peaso, in 
Alexandrinae Sapientiae Bibliotheca repono, e che « videre facile poleris, 
quod Generibus, quodque Speciebus Asterisco notatls partim commercio, 
par tint peregrinatione comparatis Hortum nostrum ditaverim ab eo 



ILLUSTRAZIONE DI ALCUNI BRBARI ANTICHI ROMANI 121 



tempore, quo Franciscum Bertoldi Patavinum tunc temporis Oustodem 
Horti cur am milii III.™* ac B. diS8imi Sacri Concistorii Advocati deman- 
darunt ». E cio ripete in altra forma a pagina 2. 



Nella dedica del volume XVI (1772), serive che Fopera fu cominciata 

sotto Argenvillers « cujus summa in me benevolentia ad Horti Botanici 
custodiam fui accitus»; che poi sotto il De Vecchis bibliotecario dell'Ar- 
chiginnasio la continuo; che il De Vecchis aveva fatto collocare i volumi 
in apposito annadio cad majus Alexandrinae Bibliothecae decus, ac 
adolescentium commoditato ». 

Serive pure delTaiuto avuto da Antamori: « ad plantas eolligendas, ut 
magis in dies Hortus noster amplificaretur, liortatu, jussuque tuo non 
tantum ad Aprutinas, sed et alias regiones iter fecerim. Quod quantum 
ad Horti incrementum contulerit, Plantarum, quibus modo refertus est, 
ostendit varietas, et multitudo ». 

Nella dedica dei due volumi di appendice serive: « Hoc enim ad totius 
operis complementum unum superesse videbatur, eas scilicet colligare, 
txsiccare ac in Sceleton redigere stirpes quae indigenae sunt Hortoque 
nostro hisce in diebus adjunctae ». 

II volume I, del 1756, contiene le piante appartenenti alia Classe l. a 
attaccate sopra 114 fogli. Nel vol. II, pure del 1756, trovansi fogli 119 
di piante appartenenti alia Classe 2. a e nel III vol. rilegato col II e 
della stessa data, stanno altri 34 fogli con piante pure ascritte alia 
Classe 2. a . B vol. IV del 1760 ha fogli 143 con piante appartenenti 
alia Classe 4. a ; il V, del 1761, ha 100 fogli con piante della Classe 5.*; 
il VI del 1762 ne ha 74 della Classe 6. a ; il VII, senza data e col solo 
titolo Theatrum Romanum, continua la numerazione del VI e contiene 
fogli 23 con piante ancora della Classe 6. a ; l'VIII del 1764, ha 90 fogli 
con piante della Classe 7. a ; il IX, del 1766, ha fugli 62, dei quali 41 
con piante della Classe 8. a e 21 della Classe 9, a ; il X, del 1767, con 127 
fogli appartenenti alia Classe 10. a ; 1'XI, del 1768, con fogli 78 di piante 
appartenenti alia Classe ll. a , e 30 alia Classe 12. a ; il XII, del 1769, con 
fogli 143 di piante appartenenti alle Classi 12. a , 13. a , 14. a ; il XII I, del 
1770 con fogli 99 per le Classi 15. a e 16. a ; il XIV, pure del 1770, con 
foa-li 99 Der le Classi 15. a e 16. a ; il XV, del 1771, con fogli 97 per le 



122 R. PIUOTTA E E. CHIOVENDA 



Classi 17.% 18.% 19.% 20.*; il XVI, del 1772, con fogli 84 por la Classe 
21.*; il XVII, pure del 1772, con fogli 77 per la Classe 22a 
II primo volume dell 1 Appendice ha per titolo: 

Appendix 

Ad 

Theatrvm Botanicum 

Romanum 
Seu 
Bistributio Plantarum Ra riorum et 

Indiffenarum Virentium in Horto 

Medico-Botanico Sapientiae Almae 

Urbis 
Juxta Tournefortianam Methodum 

Bispositarum 
Tom. I 
III.™* et R. mo Bom. Bom. \ 

m 

Praesuli 

Paulo Francisco 
AntamoH 
Sacri Consistorii Advocato, et Romani Archi- 

- 

gymnasii Rector i Beputato, et 
sanctae Romanae Inquisitioni Asessori 

Bicat 






Liberatus Sabbat i Chirurgiae Professor, et 

Supradicti Horti Gustos 

Romae Anno MBCCLXXVI. 

Nel second® foglio anche qui sta scritto: « Pro Bibliotheca Alexandrina ». 
E costituito da 79 fogli con piante delle classi I-VI. II 2.° volume, pure 
del 1776, ha la paginatura dei fogli continua con quella del 1.° e ne 
contiene 55 con piante delle altre classi fino alia 22.\ 

In tutti i volumi di questo grande Erbario si trovano specie con dia- 
gnosi senza indicazione di autore, le quali pertanto pare fossero ritenute 
come nuove dal Sabbati o meglio forse dal Maratti. 

Per le piante romane eper quelle comunemente coltivate vi sono spesso 
i nomi volgari. 



ILLUSTRAZIONE DI ALCUNI ERBARI ANTICHI ROMANI 123 



Anche in questo erbario spesso i fiori con le loro parti sono attaceate 
separatamente sul foglio. 

Di questo erbario furon fatte due copie, una delle guali dedicata a 
Benedetto XIV. Essendo stata la biblioteca di questo pontefice acqui- 
stata, dopo la sua morte, dai monaci benedettini cassinesi, resomplare 
a lui dedicate passo a Montecassino. II Tornabene, che era appunto del- 
Fordine Cassinese, constats Tidentita dei due erbarii. 

VL Un altro erbario che trovasi pure nella biblioteca Casanatense 
(Cod. n. 1903), e che pare facesse parte di un'altra copia del Theatrum 
Botanicum Romanum, porta il seguente titolo: 

Theatrum Botanicum 

Roman "m 

Seu 

Distributio Plantarum Virentium 

In Horlo Medico Botanico 

Sapientiae Almae Urtris 

Juocta Tournefortianam 

Methodurn Disposiiarum 

Classem X 

Complectem 

Liberal us Sabbat i Chirurr/iae 



Professor et Supradicti Hortt 



Cuslos 
Romae Anno MDCCLXVII. 

II foglio seguente al titolo e bianco. Quelle che segue convene: 

Explicatio Nominum m tttatorum Avtorum* 

Viene ancora un foglio bianco, quindi Y intestazione : 



Class is X 

Be 

Herbis et Suffruticibm 

Flore polypetalo, Papilionaceo. 

Sectio . / . 
De Herbis, Flore Papilionaceo, cuius pistil I urn abif in siliquam unicapsularem 



et brevem. 



Genus L 



124 R. PIROTTA E E. CHIOVEXDA 



Segue un foglio bianco e quindi cominciano quelli numerati con attac- 

cate le piante. 

Noa ha 1' indicazione pro Bibliotkeca Alexandra na nella dedica. Le piante 
che esso contiene sono pero soltanto in parte le stesse che si trovano a 
rappresentare la classe X nell'erbario precedente. 

VII. Un settimo Erbario porta il titolo: 



Catalogvs 
Plantarum Juxta Methodum Tour- 

ne for liana m In 
Sceleton 

Redactarum 

Plurima ex viginti duabus Clas- 

sibus genera, nonnullasque species com- 

plectens, 
In Duos 
Tomos 
Divisus 
A 

Liberate Sabbat i 

Chirurgiae Pro f esso re 9 Et 
Horti Romani Custode 

elaboratus. 

Tom: L 

Romae MDCCLXVI. 



Questo titolo sta in una graziosa cornice a chiaroscuro. Appartiene 
alia Casanatense (Cod. 1904, in folio). 

II primo foglio e di guardia; il secondo contiene il frontespizio sur- 
riferito; il terzo e bianco; il quarto e quinto, non numerati, contengono 
YExplicatio Nominum mutilatorum Auctamm Rei Herbariae eorumque 
Operum qibus in praesenti Opuscolo usi sumus. 

Col foglio quinto comincia la numerazione dei fogli delFerbario, che 
va fino a 115; seguono altri due fogli con V Index e quindi un foglio 
bianco. 



ILLUSTRAZIONE DI ALCUNI ERBARI ANTICHI ROMANI 125 



VIII. L'ultimo erbario appartenente alia Biblioteca Alessandrina (Cod 
n. 21), ha un titolo molto simile al precedente, e cioe: 



Catalogus 
Plantaimm 

Juxta Methodum 
Tour ne fort iana m 

in 

Sceleton 

Redactarum 

Geneva Nonnulla, Non 

nullasque Species 

Complectens 
a Liberate Sabbati Chi- 

rurgiae Professore 
et Horti Romani Custos 
Romae, An. MDCCLXX. 



E un volume in foglio rilegato in pelle, che nel foglio seguente al 
titolo porta la Explicatio nominum mutilator /m, etc. Le piante sono in- 
collate sopra 126 fogli e si trovano in buonissimo stato di conservazione. 
In fine al volume vi e Tindice alfabetico. * 



Di questa seconda serie di Erbarii trascriviamo, nell'ordine col quale 
si trovano nei volumi, i nomi moderni delle piante, sembrandoci cio 
sufficiente per completare la illustrazione delle numerose collezioni dis- 
seccate lasciateci da L. Sabbati. 



126 



U. PIROTTA E E. CHIOVENDA 



GOLLEGTIO NONNULLARUM PLANTARUM ecc. 1747-52. 



TOMO I. 



Glassis'I 



Fol. 



1. Mandragora offlcinarum Bert 

2. Convallaria majalis L. 

3. Ruscus hypophyllum L. 

4. Gentiana verna L. 

» » » var. fl. albo 

5. Convolvulus Soldanella L. 

6. Momordica Balsaniina L. 9 



7. 



» 



c? 



8. Cueumis Colocynthis L. 

9. Campanula Erin us L. 

10. Sherardia arvensis L. 

11. Selaginella denticulata Spr. 



Classts II. 



12. Primula Paliauri Pet. 



13. 
14, 



» 
» 



vulgaris Huds. 
rubra Sibth. Sm 



15. Plantago Cynops L. 

16. Valerianella olitoria Pollich. 

17. Valerianella vesicaria Moench. 

18. Pulmonaria officinalis L. 



Classis III. 



Fol. 



29. Aristolochia pallida L. (es. sup.) 

» » rotunda L. (es. inf.) 

30. Linaria vulgaris Mill. 
31-32. Bartsia latifolia S. S. 

33. Pedicularis tuberosa L. 

34. Polygala rosea Desf. 

35. Polygala flavescens DC 



Classis IV. 



36. Scutellaria orien talis L. 

37. Nepeta Glechoma L. var. hirsuta 

38. Lamium maculatum L. 



39. 
40. 



» 



» 



incisum Willd. 
amplexicaule L. 



41. Calamintha acinoides Ten. 

42. Thymus Serpyllum L. 

43. Origanum Dictamnus L. 

44. Hys>opus officinalis L. 



45. 
46. 



» 

» 



» var. flor. albis 
» var. flor. rubris 



Classis V. 



47. Tlilaspi arvense L. 



19. lithospermumpurpureo-coeru- 48. Lepidium perfoliatum L 

49. Iberis srmpervirens L. 



leum L. 

20. Lithosperinum arvense L. 

21. Myosotis hispida Schiecht. 
Onosma montanum S. S. 



00 



25 



» 



50. Draba verna L. 

51. Farsetia clypeata R. Br. 

52. Cheiranthus Cheiri L. 

53. Sisymbrium Alliaria L. 

54. Cardamine hirsuta L. 

» Chamaedrys L. (es. sin.) 55. Den tar i a enneaphylla L. 
» serpillifoliaL.fes.destr.) 56-57. » bulbifera L. 



23. Omphalodes verna Monch. 

24. Veronica agrestis L. 



25i>i8 Verbascum lyratifolium £ li- 58. Barbarea praecox R. Br 



nearilobum Boiss ? 

26. Cyclamen ropandum S. S. 

27. Poterium spinosum L. 

, Sanguisorba officinalis L. 




59. Eruca sativa Lam. 

60. Chelidonium majus L. var. laci- 

niatum 

61. Bunias Erucago L. 



ILLUSTRAZIOXE DI ALCUNI ERBARI ANTICHT ROMAN! 



127 



Clasiss VI. 



Fol. 



62. Argemone mexicana L. 

63. Stellaria Holostea L. 

64. Cerastium tomentosum L 



65. 



» 



glutinosum Fries. 



Fol, 

92*** Muscari comosum Mill. 

93. Crocus biflorus Mill. 

94. Iris Chamaeiris Bert. 

95. Commelina sp. 

96. Fritillaria persica L. 

97. Fritillaria montana Hoppe 



66. Helianlhemum polyfolium DC. 98. Hyacinthus romanus L. 



67. Saxifraga Tridaetylites L. 

68. Zygophyllum Fabago L. 

69. Geranium tuberosum L. 

70. Thalictrum minus L.? 

71. Helleborus viridis L. 

72. Anemone hortensis L. 
73. 



99. Ornithogalum nutans L. 
100. Allium neapolitanum Cyr. 



Classis X. 



101. Anthyllis Vulneraria L. 



74. 
75. 

76. 



» 



» 



» 



appennina L. 
Hepatica L. 



» 



fol. variegatis 



1 02. » y> 

103. Yicia Faba L. 

104. Lupinus hirsutus L. 



var. Dillenii 



» 



sylvestris L. 



105. 



» 



angustifolius L. 



77. Ranunculus bulbosus L. (fascia- 106. 



zione). 

78. Anemone ranunculoides L. 

79. Ranunculus muricatus L. 



Lathyrus variegatus G. G 
» Cicera L. 



107. » 

108. Vicia gemella Grant z. 

109. » bybrida L. 



80 



» 



Ficaria L. v. cai- 110. C<»mnilla cretica 



thaefolius Jord. 



111. Lotus Iacobaeus L. 



81. 
82. 



» 



» 



asiaticus L. fl. pi. 112. ononis spinosa L. 



millefoliatus Vahl. 113. 



» 



versicolor L. 



83. Potentilla alba L. 



114. Astragalus baeticue L 

115. Bisserula Peleeinus L. 



Classis VII. 



Classis XL 



85. Anthriscus vulgaris Pers. 

86. Smirnium Olusatrum L. 

87. Tordyiiiim apulum L. 

88. Anthriscus sylvestris Hoffm. 

89. Caucalis daucoides L. 

90. Caucalis maritima Gouan. 



Classis VIII. 



116. Viola odorata L. 

117. Fumaria agraria Bad. 

118. Platycapnos spicatus Bernh 

Lift Fumaria capreolata L. 

120. Corvdalis cava Schw. 

121. Ophrys bombylilera Lk. 

122. Orchis Simia Lam. 



91. Linum angustifolium Hud< 



1-3. 
124. 



» 



macula ta L. 

tridentata Scop. 



125. Habenaria bilblia R. Br 




92. Muscari racemosum DC. 



128 



R. PIROTTA E E. CHIOVENDA 



Classis XII 



Pol 



126. Ambrosia maritima L. 



127. 

128. 
129. 
130. 



Petasites fragrans L. 
Artemisia vulgaris L. 
Globularia vulgaris L. 
Globularia cordifolia L 



Glassis XIII. 



131. Urospermum Doleschampii F 

W. Schm. 

132. Sonchus asper L. 

133. Crepis setosa L. 



Classis XIV. 



134. Tussilago Farfara L. 

135. Doronicum hirsutum Lam. 



136. 



» 



plantagineum L. 



137. Tagetes erecta L. 



Classis XV 



138. Asa rum europaeum L. 

139. Polygonum maritimum L. 

140. Merc uria lis perennis L. tf 



Classis XX. 



141. Syringa persica L. 

142. Lonicera alpigena L 



Classis XXI. 



143. Goriaria myrti folia L. 
144. 

145. Acer monspessulanum L 

146. Evonymus europaea L. 

147. Spiraea obovata W. K. 
148. 

149. Medeola asparagoides L. 

150. Tamarix africana Poir. 



Classis XXII 



Fol. 



151. Genista elatior Koch. 

152. Cercis Siliqua strum L 

153. Anagyris foetida L. 

154. Goronilla Emerus L. 

1 55. » 

156. Index. 



valentina L 



TOMO II. 



Anno MDCCXLV1II 



Classis I. 



Fol. 



1. Polygonatum multiflorum All. 

2. Gerinthe aspera L. var. concolor 

3. Convolvulus Gneorum L. 



4, 



» 



tricolor L. 



5. Ipomaea hirsuta R. Br. 

6. Convolvulus arvensis L 



7. 
8. 



» 
» 



cantabrica L 
siculus L. 



9. Euphorbia aleppica L. 



10. 



» 



» 



» 



» 



11. 
12-13. » 



Gliaracias L. 
Helioscopia L. 
Cyparissias L. 
Gliamaesyce L. 

Preslii Guss. 



14. » 

15. Gomphocarpus fruticosus L ' 

16. Calotropis procera Ait. 

17. Stapelia variegata L. 

18. Althea officinalis L. 

19. Napaea dioica L. 

20. Althea cannabina L. 

21. Abutiion Avicennae Gaertn. 

22. Hibiscus mutabilis [ . flor. pi 



23. 
24. 



» 
» 



syriacus L. 

Trionum L. 



5. Gossypium herbaceum L. 
26. Kedrostis africana Cogn. 



27. 



Citrullus vulgaris Sclirad. 



28. Trichosanthes anguina L. 

29. Campanula pyramidalis L 

30. Specularia Speculum DC. 



ILLUSTRAZIOXE DI ALCUNI ERBARI AXTICHI ROM AM 



129 



Fol. 

31 

32 



3 



Galium Moliugo L. 






» 



» 



verum L. 
ruciata Scop 



Classis II. 



34. Ipomaea Quamoclit L. 



35. 



» 



cocci nea L. 



36. Datura Stramonium L. 



37. 



» 



fastuosa L. 



38. Yinca minor L. ilore pleno 

39. Primula Auricula ursi L. var.? 

40. Echium itaiicum L. 

41. Alkanna orientalis Boiss. 

42. Heliotropium europaeum L. 

43. Cynoglossum clieirifolium L. 

44. Eehinospermum Lappula Lehm. 

45. Plumbago europaea L. 

46. Samolus Valerandi L. 

47. Solarium Lycopersicum L. 

48. Withania somnifera 
49. 

50. Capsicum annuum L. 

51. Cyclamen neapolitanum Ten. 



Sola mi m Melon gen a L. 



Cla»is III. 



52. Tecoma radicans Juss. 

53. Digitalis lutea L. 

54. Anthirrinum sp. 



55. 



» 



Orontium L. 



56. Linaria purpurea Mill. 



57. 



» 



Elatine Mill. 



58. Odontites scrotina Lam 



Clas>is IV. 



59. Salvia calvcina S. S. 



60. 



» canadensis L. 



61. Scutellaria Columnae L. 

62. Leonotis Leonurus L. 

63. Mentha aquatica L 

64. » rotundifolia Hud 



FoL 



65. Mentha viridis L. 



66. 



» 



Pulegium L. 



67. Calamintha officinalis Moench. 

6§. Satureja montana L. 

09. Calamintha NVpeta LfoLvarieg. 

70. Lycopus europaeus L. 

71. Lavandula dentata L. (a sinistra 

multifldaL.(adestra) 



» 



» 



72. Origanum Majorana L. 

73. Verbena urticao folia L. 

74. Ajuga reptans L. 



lo. 



» 



» 



orientalis L. 

reptans L. 



70. 

77. Pentstemon laevigatas Ait 



Classis V. 



78. Thlaspi perfoliatum L. 

79. Hutchinsia petraea R. Br. 

80. Lepidium graminifolium I. 

81. Capsella Bursa Pastoris DC, 

82. Berteroa obliqua 

83. Vesicaria utriculata Lam. 

84. Lunar ia annua L. 

85. Malcolmia maritima Kh. 

86. Arabis verna L 

87. Sin apis alba L. 

88. Chelidonium maju> L 



Classis VI. 



89. Celosia argentea L. var. cristata 

90. Gypsophila Arrostii On . 

91. Cerastium brachypetalum Desi 
92- t. Lvthrum ilicaria L. 



94. 



» 



Graefferi L. 



95. Xigella saliva L. 

96. Cistu> salvifolius L. 

97. Geranium reflex um L 

98. Erodium malacoide^ L. 



99, 






romanum L. 



100. Geranium molle L 



101. 



» 



>anguineum I 



9. Malpighia. Anno XVI, Vol. XVI. 



130 



R. PIROTTA E E. CHIOVENDA 



Fol . 

102. Helleborus foetidus L. 

103. Veratrum nigrum L. 

104. Paeonia peregrina Mill. fl. pi 

105. Adonis autuinnalis L. 



Fol. 



Classis IX 



138. Colchicum autumnale L 

139. Crocus sativus L. 



106. Ranunculus millefoliatus Vabl. 140. Narcissus Tazzetta L 

107. 

108. Geum rivale L. 



Alisma Plantago L. 



109. 



» 



urban um L. 



141. Iris Xiphion L. 

142. Hermodactylus tuberosus Mill. 

143. Stcrnbergia lutea Ker. 



110. Potentilla Tormentilla Neck 



Indej\ 



ill. 
112. 



» 



» 



Gomarum L. 
Anserina L. 



TOMO III. 



Anno MDCCXLVIII. 



113. Asparagus officinalis L. 



114. 



» 



acutifolius L 



Classis X. 



115. Circaea lutctiana L. 

116. Epilobium hirsutum L. 

117. Smilacina racemosa Desf. 



1. Glycirrhiza echinata L. 

2. Tribulus terrestris L. 

3. Pi sum sativum L. 

4. Lathyrus sativus L. 

5. » pratensis L. 

6. Vicia sativa L. 

7. » narbonensis L. 

8. Galega officinalis L. 

9. Lotus ornithopodioides L. 

123. Foeniculum capiliaceum Gilib. 10. Hipochaeris unisiliquosa L 



Classis VII. 
118. 

119. Pimpinella Anisum L. 

120. Conium macula turn L. 

121. Bupleurum fruticosum L. 



J- *w^*» 



» 



rotundifolium L 



124. Seseli tortuosum L. 

125. Cuminum Ciminum L. 

126. Astra ntia major L. 

127. Anthriseus Cerefolium L. 

128. Crithmum maritimum L. 

129. Scandix Pecten Veneris L 

130. Sanicula europaea L. 

131. Ervnffium maritimum L. 



11. Lotus corniculatus L. 

12. Ononis natrix L. 

13. Dolichos Lablab L. 



Classis XI. 



14. Reseda alba L. 



15. 
16. 



» 
» 



Phytheuma L 
luteola L. 



Classis VIII. 



132. Tunica Saxifraga Scop. 

133. Saponaria Vaccaria L. 
133 bis Silene pendula L. 

134. Silene Armeria L. 

135. Cucubalus baccifer L. 

136. Linum angustifolium L 

137. Statice Limonium L. 



17. Aconitum variegatum L. 

18. Himantbogloss.bircinumSpren 

19. Spiranthes autumnalis Rich. 



Classis XII. 



20. Xanthium spinosum L. 

21. Ambrosia maritima L. 

22. Parthenium Hystorophorus L 

23. Carduus nutans L. 



ILLUSTRAZIONB DI ALCUNI ERBARI ANTICHI ROMAN! 



131 



Fol. 

24. Centaurea solstitialis L 



Fol. 



25. 



» 



sp 



26. Cirsium stellatum All. 

27. Serratula tinctoria L. 

28. Centaurea amara L. 

29. Carduncellus coeruleus Less 

30. Serratula sp. 

31. Aster Linosyris L. 

32. Inula vulgaris Trev. 
33. 

34. Eupatorium cannabinum L. 

35. Carthamus tinctorius L. 

36. Artemisia camphorata \ ill. 

37. Diotis candid issima L. 

38. Tanacetum vulgare L. 



Erigeron canadensis L. 



39. 
40. 



» 



» 



var. crisp um* 
Balsa mita L. 



41. Scabiosa sylvatica L. 

42. Succisa pratensis Monch 

43. Scabiosa sp. 



44. 



» 



maritima L. 



45. Gomphraena globosa L. 



46. » » 

47. Bidens tripartita L. 

48. » bipinnata L. 



fl. albo 



Glassis XIII. 



49. Hieracium Pilosella L. 

50. Helminthia eehioides Gaertn 

- 

51. Hieracium umbellatum L. 



Fi2 



Lactuca perennis L. 
53. Catananche lutea L. 



Classis XIV 



54. Aster Amellus L. 

55. Inula crithmoides L. 

56-57. Callistephus hortensis Cav 

58. Pulicaria dysenterica L. 

59. Solidago Virga a urea L. 

60. Inula viseosa L. 

61. Aster rubricaulis Lam. 



62. Senecio Cineraria L 



63. 



» 



erucitblins L. 



64. Helianthus tuberosum L 

65. Aster (Calliastru)n) sp. 

66. Pallenis spinosa Lu 

67. Dimorphotheca sp. 

68. Carlina corymbosa L 



Classis XV. 



69. Rumex Acetosa L. 

70. » 

71. 
72. 



» 



» 



scutatus L. 
vesicarius L. 
bucephalophorus L. 

73. Atriplex patula L. 

74. Obione portulacoides Moq. 

75. Atriplex hastata L. 

76. Herniaria hirsuta L. 

77. Paronichia argentea Lam. 

78. Alchemilla vulgaris L. 

79. Parietaria erecta L. 

80. Polygonum orientale L. 

81. » 
82. 



83. 
84. 
85. 
86. 



» 



» 
» 



» 



» 



lapathifolium L 
Persicaria L. 
romanum L. 

maritimum L. 

Fagopyrum L. 
Bistorta L, 



87. Briza maxima L. 



88. 



» 



minor L. 



89. Acorus Calamus L. 

90. Cyperus rotundas L. 

91. » fuscus L. var. virescens 

92. Sparganium ramosum Hmls. 

93. Equisetum Telmateja L. 



9'- 



i. 



» 



limosum Erh. ? 



95. Urtica pilulifera L. 

96. Hamulus Lupulus L. 



Classis XVI. 



97. Polypodium vulgare L. var. r- 

rulatum 



132 



ft. PIROTTA E E. CHIOVENDA 



Fol. 



Fol. 



Adiantum nigrum L. 
Ceterach L. 



98. Asplenium Ruta muraria L. 

99. » 

1 00. » 

101. Scolopendrium officinarum L. 

102. Scolopendrium officinarum L. 

(a sinistra) 
» Scolopendrium officinarum L. 130. 



var. crista turn (a destra) 
103. Pteris cretica L. 
10!. Scolopendrium Hemionitis L 

105. Osmunda regalis L. 

106. Botrychium Lunaria L. 

107. Ophiogiossum vulgatum L. 



Classis XIX. 



108. Corylus Avellana L. 

109. Taxus baccata L. 

110. Ostrya carpinifolia Scop 

111. Salix cinerea L. 



Classis XX. 



112. Primus Malileb L. 

113. Rhamnus A la tern us L. 
H3bia Arbutus Unedo L. 

114. Olea europaea L. 

115. Styrax officinale L. 

116. Erica mediterranea L. 

117. Desmanthus diffusua DC 

iltf. Sambucus Ebulus L. 



119. 



» 



nigra L. var. laciniata 



120. Lantana Camara L. 

121. Viburnum Tinus L. 



Claris XXI. 



122. Rhus Goriaria L. 

123. Tiiia platyphylla Scop. 



i 



Berberis vulgaris 1 



12 

125. Rubus dumetorum Weihe 

126. Zizyphus sativa L. 



127. Amygdalus communis L 

128. Gornus Mas L, 



Classis XXII. 



129. Gytisus purpureus Scop. 



Index. 



TOMO IIII. 



Anno MDCCLII. 



Classis I. 

1. 

2. Convolvulus Scammonia L. 

Soldanella L. 



» 



3. 

4. Euphorbia Preslii Guss. 



Osservazione. 



Porta il seguento 



nome: Tithy mains dulcis, Helioseo- 
pius foliis leviter crenatis. Cat. H. 
Med. Sap., Rom. 

Altre specie parecchie hanno pure 
i nomi accompagnati dall'indicazio- 

ne: Cat. Vivid. H. Med., Rom. 

5. Anoda hastata Cav. 

6. Malvastrum sp. 

7. Sida rhombifolia L. 

8. Malvastrum spicatum A. Gr. 

9. Malvaviscus arboreus Cav. 

10. Malvaviscus? 

11. Wissadula sp. 

12. Anoda hastata Cav. 

13. Hibiscus cannabinus L. 

14. Malachra sp. 

15. Hibiscus Bamania Targr. Tozz. 



16 



» 



Manihot L. 



17. Gossypium herbaceum L. 

18. Cyclanthera pedata Schrad. 

19. Sicyos angulata L. 

20. Urena sp. 

21. Galium purpureum L. 
Asperula laevigata L. 

S3. » Gynanchica L. 




ILLUSTRAZIONE DI ALCUNI ERBARI ANTICHI KUMAM 



133 



Glassis IL 



Fol. 



25. Nicotian a sp. 

26. » 

27. Vinca minor L„ 11. pi. 

28. Echinospermum Lappa la L. 

29. Heliotropium sp. 

30. Plumbago europaea L. 



31. 



» 



sp. 



32. Lysimachia dubia Ait. 

33. Kerria japonica DC. 

34. Vcrbascum sp. 

35. Solanum sp. 

36. Physalis angulata L 

37. Nicandra physaloides Gaertn. 

38. Capsicum sp. 

39. Browallia sp. 



Classis III. 



41. Odontites serotina Rchb 

42. Linaria minor Desf. 

43. Bartsia latifolia Sib. Sm. 

14. Timeloa arvensis L. 



Classis IV. 



46. Physostegia virginiafta Benth. 

47. Scutellaria altissima L. 



48. 



» 



lateriflora L 



49. Cedronella triphylla Monch. 

50. Lallemantia canescens Fisch. et 

Mey. 

51. Leonurus sibiricus L. 

52. Mentha viridis L. 

53. Salvia sp. 
Lophanthusurticaefolius Benth. 



54. 



55. Melittis Melissophyllum L. 

56. Priva sp.? 

57. Verbena urticaefolia L. 



58. 



bona rien sis L. 



59. Stachytarpheta sp. 

60. Staehys annua L. 

61. Perilla ocymoides L. 



Fol. 



62. Ocymum Basiiicum L. 

63. Calami ntha sp. 

64. Galeopsis Ladanum L. 



Classis V. 



66. Biscutella apula L. 

67. Cheiranthus Cheiri L. 
08. Sisymbrium Sophia L, 

69. Eruca sativa Lam. 

70. Cleome sp. 
71. 



Classis VI. 



72. 
73. 



Celosia argentea L. 
Argemone mexicana L. 



74. Passiflora sp. 

75. Echinospermum sp. 

76. Salsola sp. 

77. Telephium Imperati L. 

78. Andrachne telephioides L 

79. 

80. Glaucium corniculatum L 

81. Niffella sativa L. 



Saxifraga rotcindifolja L. 



82. 



» 



Garidelia L. 



83. Corchorus olitarius L.? 



84. 



» 



capsularis L. 



85. Pagonia erotica I 

86. Corispermum sp. 

87. Turn era sp. 
, Oenothera sp. 




Classis VI I. 



90. Carom sp. 

91. Scandix Pecten Veneris L 



Classis VIII. 



93. Dry pi s spinosa L. 

94. Tunica Saxifraga Scop 

95. Linum strictum L. 



134 



H. PIKOTTA E E. CHIOVENDA 



Classis IX. 



Fol. 



97. Hyacinthus orientalis L 

98. Narcisus sp. 



99. 
100. 



» 
» 



juncifolius Req. 
Pseudonarcissus L 



101. Fritillaria imperialis L. 

102. Pancratium maritimum L 

103. Phyllanthus sp. 



Classis X. 



i « 



105. Anthyllis tetraphylla I. 

106. Lathyrus angulatus L. 

107. Lotus Jacobaeus L. 

108. Trigonella coerulea L. 

109. Anthyllis cytisoidos L. 
110. 
111. 



Phaseolus angulosus DC. 



» 



Caracalla L. 



112. Dolichos melanophtalmus DC. 

113. lpomaea sp. 



Classis XIII. 



Fol. 



132. Picridium tingitanum Dsf. 



Classis XIV. 



134. Verbesina gigantea Jaeq.? 

135. Solidago Virga a urea L. 

136. Parthenium Hysterophorus L. 

137. Pentzia? 



Classis XV. 



139. Rumex crispus L. 

140. Eleusine Coracana L. 

* 

141. Cenchrus echinatus L. 

142. Sparganium ramosum L 

143. Croton argenteum 

li'i. Acalypha virginica L. 



Classis XIX. 



Classis XI. 



146. Thuya Occident a lis L. 






115. Cardiosperinum Halicacabum L 
116. 

Classis XII. 



118. Ambrosia trifida L. 

119. Chenopodium Botrys L. 

120. Crupina vulgaris Pers. 

121. A tract .y lis cancellata I . 

122. Ageratum sp. 

123. Verbesina? 

124. Senecio sp. 

125. Zinnia elegans L. 

126. Agora turn conyzoides L. 

127. Bidens sp. 

128. Sphaeranthus sp. 

129. Camphorosma monspeliaca L. 

130. Convza? 



Classis XX. 



148. Lycium curopaeum L. 

149. Cassia Chamaccrista L 

150. Lantana sp. 



151. 



» 



Camara L. 



Classis XXI. 



153. Cassia obovata Coll. 



154. 



» 



Sophcra L. 



155. Zizyphus sativus L. 

156. Persea indica Spreng. 



Classis XXII. 



158. Crotalaria incana L. 

159. Coronilla vaginalis Lmk 
160. 

161. Index, 



ILLUSTRAZIONE DI ALCUNI ERBARI ANTICHI ROMANI 



135 



THEATRUM BOTANICUM ROMANUM ecc. 1756-1776. 



TOMO I. 



Fol. 



Classis I. 



Fol. 



34. Atropa Belladonna L. 

8. Polygonatum multiflorum All 

10. Ruscus aculeatus L. 
11. 



» 



hypophyllum L. 
12. Cerinthe aspera Roth. 
13-14. 
15. Convolvulus althaeoidos 



L 



16. 
17. 



» 



» 



» 



Cneorum L. 

lineatus L. 

tricolor L. 



19-20. 

21. Calystegia sylvatica Chois 

22-23. Ipomaea hispida Roth. 

24. Convolvulus arvensis L. 

25. » siculus L. 
26. 



» 



32 



cantabrica L. 
i8. Euphorbia amygdaloides L 

29. » Lathyris L. 

helioscopia L. 

segctalis L. 
Characias L. 

aleppica L. 

Chamaesyces L 

Peplus L. 



» 



» 



33. 
34. 
36. 
37. 
38. 

39. Oxalie stricta L. 



» 
» 
» 
» 



40. 



» 



Acetosella L. 



44. Cynanchum Vincentoxicum R 

Br. 
48. Lavatcra punctata All. 
i9. Malva crispa L. 
50-51. Malva sylvestris U 



54. 

56. 



Althaea rosea L. 



» officinalis L. 

57. Lavatera arborea L. 

58. Pcntagonocarpus Zannichellii 

Pa rU 
50. Lavatera tharingiaca L 

62. Althaea cannabina I . 

63. Ma lope malacoidr- L 



64. Abutilon Avicennae Gartn. 



75. 
76. 



» 



syriacus L. 
Trionum L. 



78. Gossypium herbaceum L. 

79. Bryonia dioica L. tf 

82. Sicios angulata L. 

83. Tamus communis L. 

87. Ecbaliion Elaterium Rich. 
90. Cucurliita Pepo L. 
93. Lagenaria vulgaris L. 
97. Campanula Trachelium L. 

pyramidalis L. 



98. 

99. 

100. 



» 



» 



Erin us L. 
Traclielium L 



102. Specula ria Speculum Veneris 

DC. f. 
103-105. Rubia peregrina L. 

106. Galium saccharatum All. 

107. 

108. 

109. 

110. 

111. 
112. 



» 
» 



» 



» 



Aparine L. 
MollugO L. 

verum L. 
lucidum L. 

MollugO I,. 

purpureum I 



113. Asperula cynanchica L. 

114. Galium cruciatum Scop. 

115. Vaillantia muralis L. 

117, Index. 



TOMO II -III. 



Classis II. 



5. Nicotiana Tabacum L. 

9. Hyoseiamus niger L. 
10. 11. » albus L. 

13. Datura Stramonium L 



j. 



Tat ula U 

17. Vinca major L. 

18. » minor L 

i2. Chlora perfoliate L 






136 



R. PIROTTA E E. CHIOVENDA 






Fol. 



Fol. 






23. Erythraea Centaurium L. 
28-29. Plantago major L. 
30. 
31. 



83. Veronica Beccabunga L. 

anaeralloides Gun. 



» 



forma rosea 



84. 
87. 



» 



» 



agrestis L. 



32-33. 

34. 



» 



» 



» 



fuscescens Jord.? 
Coronopus L. 

Psyllium L. 



88. Verbascum sinuatum L 



91-02. 



» 



Blattaria L. 



39. Crucianella angustifolia L. 

40. Traehelium coeruleum L. 

41. Valeriana officinalis L. 



94. Solanum miniatum Borah 
95. 



» 



» 



» 



42. 



» 



Phu L. 



43. Fedia Cornucopiae L. 

44. Valerianelia olitoria Pollich. 

45. Centranthus Calcitrapa L. 

46. Valerianelia vesicaria DC. 



47. 
48. 

49. 



» 
» 



» 



corona ta DC 

echinata DC. 



nigrum L. 

Dulcamara L. 
. sodomaeum L. ? 

tuberosum L 

Lycopeisicum L. 

104. Physalis AlkekiMigi L. 
111-112. Capsicum annuum L. 
113-1 14. Cyclamen neapolitanumTen 

115. Poterium officinale B. H. 



97. 

99. 
100-101. » 
1 03. » 



116. 



» 



Sanguisorha L. 



membranacea Lois.? 120. Index Classis II. 



50. Centranthus ruber DC 
52. Anehusa undulata L. 



121. 



» 



» 



III. 



53. 



» 



sempervirens L. 






Classis III. 



56. Echium vulgare L. 

58. Alkanna orientalis Boiss. 



123. Arum maculatum L. 



59. Lithospermum purpureo-coeru- 124-125. Arum italicum Mill. 



leum L. 

60. Lithospermum arvense L. 

61. Myosotis sylvatica L. 

62. Symphytum tuberosum L. 

63. Heliotr opium europaeum L. 
66. Gynoglossum Columnae L. ? 

68. Cynoglo— inn magellense Ten. 

69. Opipbaiodes linifolia Mouch. 

71. Plumbago europaea L. 

72. Lysimachia dubia Ait. 
73. 

74. 



126. Biarum tenuifolium Schott. 

127. Colocasia antiquorum Schott. 

128. Zanted^schia aethiopica Spr. 

129. Arisarum vulgare Targ. 
130-131. Aristolocliia Clomatitis L. 



132. 



» 



Pistolochia L 



» 
» 



vulgaris L. 



135. Sesamum indicum L. 

136. Gratiola officinalis L. 

137. Digitalis purpurea L. 

140. Scrofularia nodosa L. 

141. » canina L. 



» forma foliis 142. Antirrhinum tortuosum Bosc 



quaternis 



75. 

76-77. 



» 



» 



nummularia L 



78. Anagallis coerulea Schr 



143. 
144. 

145. 



» 



» 



» 



flore albo 

» » rubro 
» » luteo 
orontium L. 



79. 



» 



arvensis L. 



80. Samolus Valerandi L. 

81. Veronica spicata L. 



146. Linaria purpurea Mill 

vulgaris Mill. 



82. 



» 



officinalis L 



147. 

148. 

149. 



» 



» 



» 



Elatines Mill, 
spuria Mill. 



ILLUSTRAZIONK DI ALGUNI ERBARI ANTICHI KOMANI 



137 



Fol. 

150. Linaria Cymbalaria Mill. 

151. Odontites verna Rchb. 

152. Euphrasia officinalis L. 

153. Polygala ilavescens DC. 

155. Kopsia ramosa Dum. 

156. Acanthus mollis L. 



Fol. 



157. 



» 



spin os us L. 



TOMO IIII. 



2-3. Ph lorn is fruticosa L. 
4-5. Salvia Horminum L 



6. 

7-8. 



» 



» 
» 



-» 



» 



» 



» 



» 



y> 



» 



» 



clandestina L. 

virgata Ait. 

clandestina L. 
Sclarea L. 
virgata Ait. 

nematodes L. 

canadensis L. 
glutinosa L. 

officinalis L. 

» 3 auriculata Vis 



10. 
11. 
14. 
15. 
17. 
19. 
20. 
21. 
23. 
27. Scutellaria Golumnae L 

altissima L. 



» 



» 



30. 
31. 
32. 

33. Lam iu in macu latum L. 

amploxicaule 1 



Brunella vulgaris L. 

alba L. 



» 



34. 



» 



39. Rallota nigra L. 

40. Prasium majus I.. 

41. Stachys sylvatica L. 



42 



» 



ermanica L. 



43. Leonurus Cardiaca L. 

44. Moluccella spinosa L. 



45. 



» 



laevis L. 



57. Mentha sylvestris L. 

58. Lycopus europaeus L. 



59. 



» 



exaltatus L. f. 



60. Sideritis sicula Ucr. 



03. 



» 



romana L. 



61. Stachys annua L. 

65. Nepeta italica L. ? 

66. Stachys hirsuta L. 

67. Marrubium candid issimum L. 



68. 
69. 

70. 



» 



» 



» 



Alysson L. 

vulgare L. 

candid i; imam 



L. 



forma? 



71-73. Melissa officinalis L. 

75. Melittis Melissopbyllum L 

76. Calamintha officinalis L. 

77. Satureja tenuifolia Ten. 

78. Nepeta Glechoma Bentli. 
79-80. Calamintha Clinopodiinn 

, Benth. 

81. 
82. 



» acinoides Ten. 

» graveolens Benth. 



83. Rosmarinus officinalis L. 
84-86. Thymus vulgaris L. 

87. Satureja hortensis L. 



88. 



>> 



montana I 



89. Lavandula officinalis Cbau 
92. Origanum vulirare L. 



93. 



» 



94-95. » 
96. 

7. » 

8. » 



» var. prisma ti- 

cum Gaud. 

Majorana L. 
vulgare L. 

v irons II. L. 
vulgare L. 



99-101. Verbena officinalis I, 
105-107. Hyssopu< officinalis I 



j» 



48. Ballotal eudodictamnus Benth. 108. Lavandula Stoochas L. 



49. 



saxatilis Sieb. 



51. Mentha piperita U 

viridis L. 



110. Nepeta Cataria L. 

112-113. Betonica officinalis L 



52-53. » 
5 \ . » 

55. » 

56. » 



114. 



» 



hirsuta L 



Pul< ium L. 

aquatica L 
rot undi folia L. 



115424. ocvmumBasilicumL. forma 

vari 

126* Teucrium flavum U 



138 



R. PIROTTA E E. CHIOVENDA 



Fol. 



Fol. 



127. Tcucrium Chamaedrys L. 



128. 
130. 



» 



» 



Scordium L. 

Botrys L. 



131. Zizyphora capitata L. 

132. Teucrium Polium L. 



133. 
134. 

1 35. 



» 



» 
» 



fruticans L. 
Scorodonia L. 
campanula turn L 



31. Iberis sempervirens L. 

32. Berteroa mutabilis DC. 

33. Alyssum maritimum L 

3i. » campestre L. 

35. Yesicaria utriculata L. 

36. Berteroa mutabilis DC. 



37. 



» 



incana DC. 



136. Ajuga Chamaepitys Schreb. 



137. 



» 



Iva Schreb. 



138-139. » reptans L. 



140. ^ 



» 



genevcnsis L. 



142, Teucrium Scorodonia L. 
Vib.'Indeoo. 



TOMO V. 



38. Lunaria annua L. 

39. Farsetia clypeata R. Br. 
41-42. Brassica oieracea L. 

43. Conringia orientalis Andr. 
45-46. Matthiola incana L. 
47-48. Cheiranthus Cheiri L. 

49. Argbis Turrita Lam. 

* 

50. Sisymbrium Alliaria L. 
51-52. Hesperis matronalis L. 
53. 55. Malcolmia maritima Rh. 



1. Explicatio Nominum mutilato- 56. Hesperis matronalis L. forma 



g 



rum Auctorum. 

Classis V. 



3. Rapistrum rugosum All. 

4. Camelina sativa L. 

5. Myagrum perfoliatum L. 

6. Isatis tinctoria L. 

8. Thlaspi arvensis L. 

9. Lepidium graminifolium I 



10. 



» 



-ativum L. 



11. Iberis umbellata L. 

13. Aethionema saxatile Rh. 

14. Senebiera Goronopus L. 
16. Vella annua L 

17-18. Biscuteila apula L. 
19. Cochlear ia officinalis L. 



hortensis 
57-58. Arabis hirsnta L. • 
59. Cardamine hirsnta L. 
60-61. Dentaria pinnata Lam. 
62. Nasturtium officinale Rh. 

64. Cardamine hirsnta L. 

65. Barbarea praecox Rh. 

66. Cardamine impatiens L. 

67. Barbarea vulgaris Rh. 
(>8. Sisymbrium Sophia L. 
70-71. Eruca sativa L. 

72. Diplotaxis tenuifolia DC. 



30, 
21. 



» 



» 



glasti folia L. 
Armoracia L. 



73. Eruca sativa L. 

74. Erysimum sp. 

75. Cakile maritima L. 

76. Sinapis arvensis L. 



i /. 



>> 



alba L. 



22. Lepidium graminifolium L 




9A 

*w t. 



» 



» 



latifolium L. 
Draba L. 



25, Capseiia Bursa Pastoris Monch 

var. rubella Rent. 



78. Brassica Rapa L. 

79. Sisymbrium officinale L. 

80. 
81. 



» 



polyceratium L 
Irio L. 



82. Sinapis adpressa Monch. 



26. Capseiia Bursa Pastoris Munch. 83. Brassica Rapa L. 

28. Draba verna L. 84-88-90. Raphanus sativu 

30. Iberis Garrexiana All. 92. Chelidonium ma jus L. 



L 



ILLUSTRAZIONE DI ALCUNI ERBARI ANTICHI EOMANI 



139 



Fol. 



Fol. 



97. Ceratophyllum submersum L. 52. Hypericum tetrapterum Fries 

98. Najas minor All. 

99. Potamogeton perfoliatum L. 



53. 
54. 



hircinuin L. 

hirsutum L. 



100. » 

101. Index. 



crispuin L. 



TOMO VI. 



Classis VI 



1. Achyranthes aspera L. 

2. Celosia argentea L. 

3. Amaranthus spinosus L. 



4. 
5. 



» 



» 



retroflexus L. 
Blytum L. 



16-17. Papaver setigerum DC. 

Rhoeas L. 
Argemone L. 

dubium L. ? 



» 



» 



18.- 

19. 

20. 

21. Opuutia vulgaris Mill. 

25. Stellaria media L. 

26. Arenaria serpyllifolia L 

27. Moeliringia niuscosa L. 

28. Stellaria Holosteum L. 

29. Cerastium tomentosum L- 

fflomeratum L. 



30. 
31. 



» 
» 



arvense L. 



37. 



» 



33. Iuncus acutus L. 

34. Salsola Kali L. 

35. Aizoon canariensis L. 

;6. Heliantliemum vulgare Mill. 

poly fol iu m var. 
ro urn Pari, 
vulgare Mill. 

Tuberaria Mill 

Fumana Mill, 
laevipes Pers. 



^> 



» 



38. 
39-40. 

It. 

42. 

43. Hypericum Androsaemum L. 

44. Saxifrn.ua rotundifolia L 
45-46. Lythrum Kalicaria L. 

47-18. Glaucium luteum L. 

19-50. » 



55. Ruta Chalepcnsis L. 

56. » graveoleus L. var. 
58. Nigella damascena L. 
59-60. » sativa L. 

62. Cistus villosus L. 
63-0 4. » iucanus L. 

65. » monspeliensis L. 

66. Nymphaea alba L. 

67. Nuphar luteum Sm. 

68. Capparis spinosa var. rupestrifi 

s. s. 

69. Sempervivum tectorum L. 
70c Sedum album L. 



72. 



» 



maximum Sut 



73. Spiraea Ulmaria L. 
7i. Tribulus terrestris L. 

75. Index. 



TOM<) NIL 



Sbctio VI. 



75-81. Pelargonii variao species 
82. Geranium reflaxwn L. 

83. 
i. 



85. 



» 



» 



anguineum L 

robertiamim L. 

rotundifolium L 



80. Erodium malacoides L f Her, 



87-88. » 
89. 
90. 
94. 



» 



» 



moschatum 1/ Her 
romanum Jacq. 

moachatum L'Her, 
Botrys Bert. 



92, Thaiictrum angustilblium L. 

93. » aquil ifolium I 
9& Butomus umbellatus U 
97-08. Helleborus viridis I 
99. 

100. 



j. 



» 



niger L. 
foetidus L 



coruiculatum Curt. 108- Eranthis hiemalis Salisb. 



51. Hypericum perforatum U 



103-1 04. Pa i 'ilia corallina Retz. 



140 



E. PIROTTA E E. CHIOVENDA 



Fol. 



105. Paeon ia peregrina Mill. 

107. Adonis aestivalis L. 

108. Ranunculus Aleae W. L. 



109. 
110. 



» 



» 



arvensis L. 
muricatus L 



111. Anemone Hepatica L. 

112. Ranunculus peltatus L 

113. Alisma Plantago L. 
114* Ranunculus Ficaria L. 

115. Spiraea Filipendula L. 

116. Clematis Flammula L. 

Vitalba L. 

integrifolia L. 

120. Geum urbanum I,. 



117-118. » 
119. » 



121. 



» 



rivale L. 



122. Fragaria vesca L. 
124. Potentilla reptans L. 



126. 

127. 
128. 
129. 
131. 
132. 
133. 

134. 

135. 
136. 



» 



» 



» 



» 



» 



» 



» 
» 



>> 



obscura \V. 

argon tea L. 
alba L. 
recta L. 

Tormentilla L. 
An serin a L. 
muitilida L 

supina L. 

pensylvanica L 
Sfxtio VIII. 



137. Phytolacca dccandra L. 
138-139. Asparagus officinalis L. 



140. 



» 



acutifolius L 



142. Lagoecia cuminoides L. 

143. Circa ea lutetiana L. 

144. Agrimonia Eupatoria L 
146, Oenothera biennis L. 

149. Epilobium hirsutum L. 



150. 



» 



8P 



TOMO VIII. 



Glassis VII. 



1-3. Ammi ma jus L 
i. Falcaria Rivini Hort 



Fol. 

5-6. Petroselinum sativum L. 

7. Athamanta macedonica Spren^ 

8. Pimpinella Anisum L. 
9-10. Apium graveolens L. 

11. Conium macula turn L. 

12. Aethusa Cynapium L. 

13. Oenantbe Phellandrium L. 

14. Bunium Bulbocastanum L. 

15. Daucus aureus Desf.? 



16. 
17. 

18. 



» 



» 



» 



Carota L. 
aureus Desf.? 

Carota L. 



19. Sium angustilblium L 



20. 



» latifolium L, 



21. Pimpinella magna L. 






» 



Saxifra&a L. 



25. Bupleurum protractum H. L. 

26. » junceum L. 
30-31. Foeniculum capillaceum All 
32. Danae aquilegifolia All. 



33. Laserpitium Siler L. 

34. Meum Athamanticum I,. 

35. Oenantbe pimpinelloides L. 

37. Oenantbe fistulosa U 

38. Angelica sylvestris L. 

39. Aegopodium Podagraria L. 

40. Astra ntia major L. 

41. Antriscus Ceraefolium Hoflfm 
44. Peucedanum palustre L. 

17. Chaeropbyllum temulum L. 
50. Smirnium Olusatrum L. 



61. 



» 



perfoliatum L 



52. Krubera leptopbylla L. 

53. Bifora testiculata Rchb. 
56. Critbmum maritimum L. 
57-58. Anethum graveolens L. 
59-60. Peucedanum officinale L 



62. 



» 



Cervaria L. 



63. Rison Amonuin L. 

65. Peucedanum Cervaria L. 

66. Pastinaca sativa L. 

67. Heracleum Spondylium L. 

68. Opoponax Chironium Koch 



ILLUSTRAZIONE DI ALCUNI ERBARI ANTICHI ROMAN! 



141 



Fol. 



Fol. 



69. Tordylinm apuluni L. 



70. 
71. 



» 

» 



maximum L. 
officinale L. 



72. Ferula glauca L. 
73-75. » communis L. 

76. Thapsia garganica L. 

79. Caucalis infesta B. H. 

80. Daucus maritimus Gaertn. 

81. Cachrys pungent Jan. 
83. Lecoekia cretica DC. 

85. Seandix Pecten Veneris L. 

87. Sanicula europaea L. 

88. Eryngium maritimum L. 



89. 



» 



amethystinum Lam 



90. Hydrocotyle vulgaris L. 



91. Index. 



TOMO IX. 



Classis VIII 



11. Dianthus liburnicus Bartl 



49 

1 -w. 



» 



Armeria L. 



13. Tunica prolifera Scop. 

14. » Saxifraga Scop. 
15-16. Lychnis Coronaria L. 
17. Silene nicaeensis All. 



18. 
19. 



» 
» 



gallica L. 
pendula L. 



21. Sapon?ria Vaccaria L. 

» officinalis L. 



23. 



24-25. Silene Cucuhalus With 



26 



27-28. Silene Armeria L. 



29. 

31. 
32. 



» 
» 
» 



trinervia S. M.? 

conica L. 
cretica L. 



34. Lychnis Flos cuculi U 

35. Cucubalu- baccifer L 

36. Linum usitatis mum L. 

37. » angustifolium L. 
10. Armeria elongata W. 

4 1 . 



plantain n W 



42. Statice Limonium L. 



43. » 



virgata W. 

Classis IX. 



46. 

47. Asphodelus fistulosus L. 

19-50. Golchicum antiimnalo L. 

52. Crocus sativus L 

53. [foglie di un Crocus e flore di 

un Colchicurri] 
54-55. Narcissus Tazzetta L. 



56. 
58. 
59. 



» 



» 



» 



polyanthos Lois. 

Pseudonarcissus L 



» 



flore pleno 



60. Iris foetidissima L. 

62. Scilla autumnatis L. 

63. Allium Chamaemoly L. 

66. Sternberiria lutea Sawl. 

67. Galanthus nivalis L. 

70. Index. 



TOMO X. 



Classis X. 



1. Glycyrrhiza glabra L 

» echinata L. 

4-5. Cicer arietinum L. 

6. Lens esculent* Wonch. 

7. Onobrychis Caput Galli L. 

8. Anthyllis Vulneraria L. var, 

polyphylla 

9. » tetraphylla L. 
10. Dorycnium herbaeoum U 
12. Vicia Faba L. 

13. Lupin us hirsutua L. 

14. Lathy r us nigricans Peter. 

15. » variegatus Host. 

16. Pisuni elatiua M. B. 



17 



» 



ativum L 



18. Lathyrus sativus L 



19. 

20. 

i. 



>> 



latifolius L. 
odoratus L. 
Cicera L. 



142 



R. PIROTTA E E. CHIOVENDA 



Fol. 



Fol. 



22. Vicia bithvnica L. 

23. Lathyrus odoratus L. 



u. 


» Clymenum L 


25. 


» Oelirus L. 


26. 


Vicia narbonensis L. 


27. 


» varia Hdffc 


28. 


» iativa L. 


2ft 


» lutea L. 


30. 


» cassubica L. 

* 


31. 


» Ervilia W. 




» monanthos Desf. 


33. 


■ 

Galega officinalis L. 



34. Lathyrus Aphaca L. 

36. Bonaveria Securidaca Scop. 

37. Ornithopus compressus L. 

38. Coronilla scorpioides Koch. 

39. Hippocrepis comosa L. 



40. 

41. 



» 



» 



unisiliquosa L. 

muitisiliquosa L. 



42. Hedysarum Coronarium L. 
45. Scorpiurus vermiculata L 



46. 
47. 

48. . 



» 
» 



» 



subvillosa L. 
vermiculata L. 

muricata L. 



50. Dorycnium hirsutum Ser. 

51. Lotus Tctragonolobus L. 

52. » corniculata L. 

54. 



» 



ornithopodioides L. 

55. Dorycnium rectum Ser. 

56. Lotus corniculatus L. 



57. 

58. 



» 
» 



tenuis Kit. 
corniculatus I 



- . 



59. Trifolium pratense L. 

60. Psoralen bitummosa L. 

61. Trifolium eeliinatum M. R. 

62. » resupi natum L. 

» echi natum M. B. 

» incarnatum L. 

» pallidum W. et K 

» resupi natum L. 
» agrarian* L. 
» nigrescens Viv. 



63. 
64. 

05. 

66. 
67. 

68. 



70. Trifolium patens Schreb. 



» 



pra tense L. 



» 



» 



71. . 

72. 

73. TrL mella monspeliaca L. 

75. » corniculata L. 

76. Melilotus itaiicus Deer. 

indicus Ail. 
officinalis Deer, 
indicus All. 



» 



» 



>> 



Trigonella corniculata L. 



77. 
78. 
79. 
80. 

81. Medicago lupulina L. 

83. Trigonella coerulea Ler. 

84. Melilotus sulcata Deer. 

85. Ononis spintfsa L. 



86. 



» 



-errata Forsk. 



87. Medicago varia Mart. 

88. Cytisus purpureus Scop 

89. Ononis viscosa DC. 



90. 



» 



mitissima L. 



91. Trigonella Foenum graecum L. 

92. Medicago orbiculata AIL 



93. 
94. 
95. 
96. 
97. 

98. 

99. 

100. 



» 



» 



» 



» 



» 



» 



» 



» 



arabica L. 
orbiculata All. 
sphaerocarpos Bert 

rugosa Lam. 
lappacea Deer. . 
arabica L. 
sativa L. 

maritima L. 



101. Hymenocarpos circinnata Lois 
113. Apios tuberosa L. 



115. 
116. 

117. 

118. 
119. 



Astragalus Cicer L. 



» 



» 



» 
» 



» 



.» 



sesameus U 

baeticus L. 

hamosns L. 

glyeypbyllus L 
Epiglottis L. 
massiliensis L. 



123. 

124. Biserrula Pelecinus L. 

125. » » 

126. Coronilla varia L. 



var. 



127. 



» 



retica L. 



69 n. 1. Trifolium resupinatum L. 128. Index. 



69. n. 2. 



» 



minus Reyn 



ILLUSTRAZIONfi DI ALCUNI ERBARI ANTICHI ROMANI 



143 



TOMO XI. 



Fol. 



Fol. 
1. 



Classes XI 



2-15. Impaticns Balsamina L, 
16. Viola sylvatica Lam. 
17-18. » odorata L. 



19, 
20. 



» hirta L. 
» tricolor L. 



21. Platycapnos spicatus Bernh. 

22. Fumaria officinalis L. 

23. Corvdalis lutea DC. 



24, 



» 



cava DC. 



25. Fumaria capreolata L. 
29. Reseda odorata L. 



30. 
31. 

34. 



» 



» 



» 



» 



alba L. 

Phyteuma L 

lutea L. 
luteola L. 



35. Aconitum Lycoctonum L 



36. 
37. 



» 



» 



Anthora L. 
Gammarum L. 



38. Delphinium Staph ysagria L. 



40. 
42. 

43-54* 



» 
» 



>> 



Ajacis L. 
peregrin urn L. 
Ajacis L. varietates 



hortenses 



55. Aquilegia atro-violacea A v. Lall. 



56-65. » 



vulgaris L. varietatr 



hortenses 
6. Dietamnus albus L. 
67-69. Tropaeolum ma jus I 
5. Orchis Simia Lam. 



j>* 






76. 



» 



maculata L. 



77. Anacamptis pyramidalis Rich 

78. Orchis latilblia L. 



79. 
80. 



» 

» 



maculata L. 
incarnata L. 



81. Listera hi folia Rh. 



82, 



Classis XII. 



87. Centaurea saimantica I 

88. S< tratula tinctoria L. 



91. Centaurea transalpina Schlcich 

92. Crupina vulgaris L. 

93. Centaurea sphaerocephala L. 



94. 



» 



Scabiosa L. 



i>5. Cirsium arvense Scop. 



96. 

97. 



» 

» 



lanceolatum Scop, 
polyanthemum DC. 



99. Eupatorium cannabinum L. 
102. Artemisia arborescens L. 



103. 
104. 
105. 
106. 
107. 
108. 



» 



» 

» 
» 
» 



» 



gallica W. 
pontica L. 
Abrotanum L. 
Dracunculus L. 
cainpharata L. 

vulgaris L. 



109. Tanacetum vulgare L. 
HI. Bidens tripartita L. 



113. 



» 



frondosa L. 



116. Echinops spaerocephalus U 

118. Scabiosa erotica L. 

119. Cephalaria leucantha Schrad. 
121. Scabiosa columbaria L. 



Index. 



TOMO XII. 



L 



Cla lis XII. 



2. Xanthium macrocarpum DC. 

3. » spinosum L. 

4. Ambrosia maritima L. 

6. Galactites tomentosa L. 

7. Cirsium monspe ilanum All 

8. Centaurea Calcitrapa L. 



9. 

10. 

12. 
14. 



» 



» 



» 



» 



solstitialis L. 

Gircae Somm.? 

Cyan ns L. 

men tana L. 



16. Cirsium arvense >eop. 

17. Centaurea Centaurium L. 

18. Lappa major L. 

19. Gnicus benedictus L. 

20. Carduncellus coeruleus DC 



144 



R. PIROTTA E E. (LIIOVENDA 



Pol. 



->9 

25. 

27. 




21. Atractilis eancellata L. 

Petasites fragrans L. 

Phagnalon sordidum Cass. 

Filago gallica L. 

Eschembacliia ambi^ua Moris 

Erigeron acre L. 
32. Senecio vulgaris L. 

34. Carthamus tinctorius L. 

35. Santolina squarrosa W. 
36. 
39, 



30. 



» 



Chamaecypari<sus L. 



Fiiago germanica U 
40. Tanacetum Balsamita L. 
42. Scabiosa atropurpurea L. 



46. 



» 



maritima L. 



48-49. Dipsacus sylvestris L. 
50. Globularia cordifolia L. 



51. 



» 



Willkommi Nym 



52. 



Classis XIII. 



53. Taraxacum officinale Lam. 

54. Hieracium Pilosella L. 

55. Hyoseria radiata L. 

56. Crepis setosa Hall. f. 

57. Leontodon Yillarsii Lois. 

58. Crepis lacera Ten. 

~>9. Helminthia cchioides L. 
00. Hieracium murorum L. 
61. Crepis toctorum L. 



62. 



» 



taraxacoides All. 



63. Hypochacris aetnensis L. 

64. Urnspermiun picroides Desf. 

07. Tolpis crinita Gaertn. 

68. Plena hieraeioides L. \ar. 

71. Lactuca sativa L. 



72. 
73. 



» 



» 



cariola L. 

virosa L. 



74. Sonchus tenerrimus L 

75. » asper Bartl. 
76. 



» 



deraceus L 



77-78. Pieridium vuigare D< f. 
79. Chondrylla juncea L. 
•0. Cichorium Intvbus L. 



Fol. 

81-^2. Scorzonera hispanica L. 

83. Podospermum laciniatum L. 

84. Tragopogon parvifolium L. 

85. Geropogon glabrum L. 

86. Urospermum Dalechampii Desf. 

88. Catananche coerulea L. 

89. Hedypnois erotica W. 

90. Crepis foetida L. 

91. Cichorium Intvbus L. 

92. » End i via L. 

94. Lapsana communis L. 

95. Rhagadiolus stellatus Gaertn. 

97. Scolymus hispanicus L. 

98. Andrvala lanata L. 



100. 



Chassis XIV. 



101. Inula salicina L. 

104. Pulicaria dysenterica Gaertn 

106. Inula Helenium L. 
107. 

108. Senecio erucaefolius L. 



Solidago Yirga aurea L 



109. 
110. 
111. 



» 



» 



» 



Doria L. 
Cineraria DC. 
leiicantlieniilblius DC 



var. gigantea? 
112. Tussilago Farfara L. 

115-116. Tagetes orecta L. 

117. Zinnia sp. 

118. Rudbeckia laciniata L. 

120. Leucanthemum vulgare Lam 

121. Bellis perennis L. 



Chrysanthemum segetum L. 

» Mveonis L. 



A -J •> 

123. 

125. Pyrethrum Parthenium L. 

126. Chrysanthemum coronarium L 

127. Pyrethruin Achilleao W. 

129. Matricaria CUamomilla L. 

130. Anthemis noMlis L. 



131. 



» 



arvensis L. 



132. Anaeyclus radiatus Lois. 

133. Anthemis tiiu-toria L 
134-135. Achillea Millefolium I 



ILLUSTRAZIONE DI ALCUXI ERBARI ANTICHI ROMANI 



145 



Fol. 

136. Achillea odorata L. 



139. 



» 



Ageratum 



L. 



141. Pallenis spinosa G. G. 
143. Calendula arvensis L. 



144. 



» 



Stella ta Gav.? 



Fol. 

36. Herniaria hiisuta L. 

37. Polycarpon tetraphjllum L 

38. Alchemilla vulgaris L. 

39. I 'a net aria erecta M. K. 

40-41. Polygonum Persicaria L 



148. Xeranthemum annuum L 

149. Carlina corymbosa L. 

150. Inula chrythmoides L. 
Index. 



TOMO XIII. 



Classis XV. 



42. 
43. 
44. 

45. 
46. 
47. 

48. 

19. 

50. 



» 



» 



» 
» 
» 
» 
» 
» 



» 



orientale L. 

lapathifolium L, 

Persicaria L. 

rpmanum Jacq. 

aviculare L. 
maritimum L. 

Convolvulus L. 

tartaricum L. 
Bistorta L. 



1. Asarum europaeum L. 

2. Beta Cicla L. 

3. » 
6. Rumex vesicarius L. 



vulgaris L. 



7. » 

8-9. » 



10. 
11. 
12. 



14-15. » 



» 



» 



» 



16. 



» 



» 
» 



Acetosella L. 
bucephalophorus L. 
A'cetosa L. 
scutatus L. 
Acetosa L. 

conglomeratus Murr 
erispus L. 

obtusifolius L. 
alpinus L. 



17. 

18. 

19. Obione portulacoides Moq. 

20. Chenopodium glaucum L. 

21. Atriplex hortensis L. 

22. Chenopodium Bonus HenricusL. 67. Lolium perenne L 



52. Secale cereale L. 

53. Triticum vulgare Vill. 

54. » villosuin Beauv. 

55. Hordeum vulgare L. 

56. Antephora elegans Sehreb. 

57. Triticum villosuin Beauv. 

58. Hordeum hexastichon L. 

59. Oryza sativa L. 

60. Lolium temulentum L. p spe- 

ciosum M- B. 

61. Avena sterilis L. 
>. Panicum maximum Jacq. 

63. Oryzopsis multiflora vsr« 

64. Aegylops ovate L. 

65. Vulpia ligustica l.k. 
6. Triticum villosuin Beauv. 



23. 



» 



botryoides Sm. 



68. Festuca arundinacea Sehreb 



69. 



rubra L 



24. Atriplex hastata L. 

25. Chenopodium foetidum Schrad. 70. Carex serrulata Biv. 



26 

27- 
29. 



» 
» 
» 



ambrosioides L. 
album L. 
Vulvaria L. 



30. Atriplex litoralis Sm. 

31. Chenopodium urbicum L. 

32. » 

33. » 



71. Eragrostis pilosa P. B. 

72. Bromus scoparius L. 

73. Set aria viridis P. B. 

74. Bromus madritensis L. 



75. Triticum villo^im Beauv 



capitatum B. H. 76. Elymus canadensis L. 
polyspermum L. 77. Hordeum bulbosum L 



34. Amarantus patulus Bertol. 

35. Herniaria incana DC. 



78. Setaria verticillata P. B 

79. Oryzopsis multiflora 



10. Malpighia. Anno XVI, Vol XVE. 



146 



R. PIROTTA E 8- CHIOVENDA 



Fol. 



80. Eragrostis pilosa P. B. 



81. 



» 



megastachya P. B. 



82. Ft -tuca rubra L. 

83. Oryzopsis multiflora 

84. Lolium perenne L. 

85. Phalaris paradoxa L. 

86. Lamarkia a urea Monch. 

87. Festuca ovina L. 

88. Eragrostis pilosa P. B. 

89. Panicum capillaceum L. 

90. Phalaris brachystachys Lk. 

91. Saccharum aegyptiacum L. 

92. Poiypogon monspeliense Desf. 

93. Alopecurus utriculatus L. 

94. Poiypogon maritimum Desf. 

95. Tripsacum dactvloides L. 

96. Cvnodon Dactylon Pers. f. gla- 34-35. Trisetum paniceum Pcrs. 



Fol. 

!Q. Festuca arundinacea Schreb. 

21. Oryzopsis multiflora 

22. Phleum tenue L. 

23. » asperum L. 

24. A sinistra: Lolium perenne L. 
A destra: Agropyrum elongatum 

P. B. 

25. Sclerochloa rigida Panz. 

26. Brachypodium phoenicoid. R. S. 

27. Agropyrum elongatum P. B. 
88. Poa trivialis L. 

29. Anthoxanthum odoratum L. 

30. Phalaris paradoxa L. 

31. Poa bulbosa 3 vivipara L. 

32. Holcus lanatus L. 

33. Airrostis vertieillata Viil. 



brescens 

97. Andropogon Ischaemum L. 

98. Elcusine coraeana Gaertn. 

99. Panicum Crus Galli L. 
100. Index. 



TOMO XIV. 



1. Arundo Donax L. var. picta 
2-4. Briza maxima L. 
5. Carex muricata L. 



6. 

7. 



>> 



» 



divisa Huds. 

glauca Scop.? 



36. Agrostis allja L. 

37. Ampelodesmos tenax Cyr. 

38. Setaria verticillata P. B. 

39. Genchrus echinatus L. 

40. Bromus grossus DC. 
41-43. Dactylis glomerata L. 

44. Lepturus cylindricus Trin. 

45. Arundo Donax L. var. picta 

46. Phragmytes communis Trin 

47. Arundo Donax L. 

48. Erianthus Raven nae P. B. 
50. Gyperus 1'uscus L. 



51 



8. » serrulata Biv 



•> 



» 



» 



9. 



» 



divisa Hud-. 



longus L. 

Monti L. f. 
rotund us L. 



10. » glauca Scop. 

11. » muricata L. 

12. Poa bulbosa L. £ vivipara L. 

13. Carex penduia Huds. 



53-54. » 

55. Juncus obtusiflorus Huh. 

56. Scirpus Holoschoenus L. 

58. Carex serrulata Biv* 

59. Festuca sp. 



14. Andropogon Sorghum Brot. var. 00. Typha latiiblia L. 



saccharatum 

15. Vulpia ligustica Lk. 

16. Gaudinia fragilis P. B. 

17. Panicum maximum Iacq 

18. Vulpia ciliata L. 

19. Bromus mad ri ten sis L. 



61. Sparganium ramosum L. 
02. Zea Mays L. 

63. Coil Lacryma Iobi L. 

64. Ricinus communis L. 

65. Croznphora tinctoria Rich. 
67-68. Equisetum ramosissim. Desf. 



ILLUSTRAZIONE DI ALCUNI ERBARI ANTICHI ROMANI 



147 



Fol. 



69. Equisetum maximum Lam 

70. Spinacia spinosa Monch. 

71. Mercurialis perennis L. 

72. » annua L. tf 

9 



» 



73. 

74. Acalypha virginica L. 

75. Urtica dioica L. 



76. » 



77. Boehmeria nivea 



pilulifera L. 



Fol. 

9. Alga 
10-14. Lichen i 
15. 

16. Posidonia Caulini Koen 

17. Alghe marine 

18. 

11). Lithophyton? 
20. 



78. 



Classis XVI. 



21. 



Classis XVIII. 




25. 



79. Cystopteris fragilis Bernh. 

80. Aspidium aculoatum S\v. 

81. Pteridium aquilinum Koen. 

82. Gystopteris fragilis Bernh. 

83. Poly podium vulgareL. var. ser- 

ru latum 

84. Asplenium Trichoma nes L. 

85. Polypodium vulgare L. var. ser- 

rulatum 

86. Polypodium vulgare L. var. de- 29. 

daleum 

87. Asplenium Ruta muraria L. 



Fraxinus Ornus L. 

23. Cera ton ia Siliqua L. 

24. Buxus sempervirens L 



Jasminum sp. 



26. Pistacia Terebinthus L 



27. 




» 



» 



vera L. 

Lentiscus L 



Classis XIX. 



30. 



Juglans regia L. 



88-89. Asplenium Adiantum ni- 31. Corylus Avollana L. 

. 32. Ostrya carpinifolia L. 

33. » duinensis Scop. 



grum L. 



90-91. Adiantum Capillus Veneris L. 

92. Asplenium Ceterach L. 

93. Scolopendrium offlcinarum Sw. 



34. Quercus pedunculata W. 



35. 



» 



Ilex L. 



94. » 

95. » 

96. » 

97. » » 

98. » » 

99. . » » 

101. Osmunda regalis L. 

102. Sticta pulmonacea L. 

103. Index. 



» var.crispum 
» var. (urea turn 
Hemionitis L. 



var. 

var. 

var. 



36. Fagus sylvatica L. 

37. Castanea vesca Gaertn. 

38. Abies alba Mill. 

39. Picea excelsa Dur. 
i0-41. Pinus Pinea L. 

42. Cupressus sempervirens L. 



■ 



43. 



» 



» 



var 



44. 



horizontalis Targ. 
Biota orientalis Endl. 



45. Juniperus Bermundiana L 



TOMO XV. 



46. » 

47-48. » 



Phoenicea L. 
communis L. 



1. 



Classis XVII 



2-7. Lichen i 
8. Muse hi 



49. Taxus baceata L. 

50. Morns nigra L. 

51. Platanus orientalis L 
v>. Salix babylonica L. 



148 



R. PIHOTTA 3 E. CHIOVENDA 



Fol. 

53. Salix fragilis L. 

54. » alba L. 

55. » purpurea L 



56. » 



58. 



cinerea L. 



57. Populus nigra L. 



» 



tremula L 



Fol. 

102. Viscum album L 
Index. 



1. 



TOMO XVI 



Glassis XXI 



59. 



Glassis XX. 



60. Rhamnus catharticus L 

61. Daphne Laureola L. 



62. 



» 



collina Sin. 



63. Suaeda fruticosa Fork. 

64. Rhamnus Alaternus L. 

65. Phyllirea variabilis L. 

66. Ligustrum vulgare L. 

67. Laurus nobilis L. 

69. Jasminum grandiflorum L 



70. 



» 



officinale L. 



72. Arbutus Unedo L. 

73. Styrax officinalis L. 

74. Olea europaea L. 

75. Arctostaphylos Uva Ursi L, 

76. Ilex Aquifolium L. 

77. Diospyros Lotus L. 

78. Ulmus campestris L. 
79-80. Syringa vulgaris L. 



persica L. 



81. » 



82. Erica arborea L. 



83. 



» 



mult i flora L. 



84-85. Vitex Agnus castus L. 
86-87. Xerium Oleander L. 
88. Acacia Farnesiana L. 
92. Sambucus Ebulus L. 



» 



var. laciniata 



93. 
94. 
95. 

96. Viburnum Opulus L. var 



» 



» 



nigra L. var 
» 



» 



97. 

98. 



» 



» 



Lantana L. 
Tinus L. 



99.* Lonicera implexa Ait. 

Caprifolium I 



100. 
101. 



» 



» 



alpigena L. 



2. Rhus Cotinus L. 



4 



» Coriaria L. 



5. Tilia platyphylla L. 

6. Aescultis Hippocastanus L. 

8. Celtis australis L. 

9. Styrax officinalis L. (sub Fran- 

gula). 
10-11. Hedera Helix L. 
12-13. Vitis vinifera L. 
15. Ampelopsis hederacea L. 

17. Berberis vulgaris L. 

18. Rubus ulmifolius Schott. 

19. ' 



20. 



99 



» 



» 



» 



var. 



Idaeus L. 



Acer Pseudoplatanus L 



23. » campestre L. 

24. Staph ylea pinnata L. 

25. Paliurus australis L. 

26. Melia Azederach L. 

27. Euonymus europaeus L. 

28. Philadelphus coronarius L 

30. Spiraea hypericifolia L. 

31. Cassia obovata Coll. 
37-43. Citrus sp. 

45-47. Prunus domestica L. 



48-49. 
50. 
52. 
53-54. 

55. 

56-57. 



» 
» 



» 
» 



» 



Armeniaca L. 
Persica Baill. 
Persica Baill. 
Cerasus L. 
avium L. 
Amvgdalus Baill 



58. Zizyphus sativa Gaertn. L. 

59. Primus Laurocerasus L. 

61. Pyrus communis L. 

62. Cydonia vulgaris Pers. 

63. Sorbus torminalis L. 



ILLUSTRAZIONE DI ALCUNI ERBARI ANTICHI ROMANI 



14i> 



Fol. 

64. Sorbus domestica L. 
65-66. Pyrus Mains L. 



Fol. 



17. Amorpha fruticosa L. 

18. Colutea arboresccns L. 



» 



» 






67. Punica Granatum L. flore pleno 21. Coronilla Emerus L. 

glauca L. 
juncoa L. 
erotica L. 



68. 

69. Rosa moscliata L. 

70. » gallica L. 

71. » gallica L, 

76. Ribes rubrum L. 

77. » Grossularia L. 

78. Myrtus communis L. var. 
79-80. » » 

82. Corn us Mas L, 

83. » san guinea L. 

84. Crataegus monogyna Jacq. 

85. Cotoneaster vulgaris Lindl 
Index. 



24. 



» 
» 



TOMO XVII. 



1. 



Glassis XXII. 



2. Spartium juriceiim L. 

3. Cytisus scoparius Lk. 



4. 



» 



Laburnum L. 



5. Rota ma sp. 

7. Genista elatior Koch. 

8. Cercis Siliquastrum L. 
10. Anagyris foetida L. * 



11. 

12. 

13. 
14. 



Laburnum vulgare L. 
Cytisus triflorus L' Her. 



» 



» 



viilosus L. 
scoparius Lk. 



25. Anthyllis Barba Jovis L. 

26. Appendix. 

27. Cneorum tricoccum L. 

28. Smilax mauritanica Poir. 

33. Nigella Garidella Spenn. 

34. Crozophora tinctoria Rich. 

35. Acalypha virginica L. 

37. Tamarix africana L. 

38. Osyris alba L. 

39. Elaeagnus latifolia L. 
41. Mollugo verticillata L. 
53. Brunella grandiflora L. 
59. Hyoseris Lucida L. 

61. Ephedra fragilis 

62. Salicornia fruticosa L. 

63. Camphorosma monspeliaca L 

64. Pupalia luppacoa L. 

65. Aerva javanica Juss. 

68. Thelygonum Cynocrambe L. 

71. Apios tub* rosa L, 

72. Lvcium afrum L. 



73. 



.» 



europaenm L. 



16. Robin ia Pseudo acacia DC. 



75. Con una Bpecie di Rhus (Torso 
R. lucida o cjlancescens) tstituisce tin 
nuovo genere: Vetula dedicandoloal 
rettore De Vecchis. 

Index. 



APPENDIX AD THEATRUM BoTAXICUM ROMANUM ecc. 



Fol. 

4. 



TOMO I. 



Classis I. 



7. Convolvulus altheoides L 
13. Hibiscus rose us Thore 
16. Go -ypium herbaceuni I 






Foi. 



21. Campanula medium L. ? 

22. Asperula cynanchi \ L. 



23. Sherardia arvensis L. 

21. Asperula arvensia U 
25. Galium rotundifoliuip 

20. Mollugo verticillata L 



-• 



150 



R. PIROTTA E E. CHIOVENDA 



27. 

Fol. 



Glassis II 



30. Datura Tatula L. 

31. Vinca minor L. 

33. Plantago lanceolata L, 
36. Anchusa undulata L. 
39. Polemonium coeruleum L 
43. Poterium spinosum L. 



Fol 



Fol. 

88, 



APPENDIX, etc 



TOMO II. 



Glassis VII. 



89. Amini Visnaga L 



45. 



Classis III. 



94. 



Classis VIII. 



47. Anthirrhinum majus L. 
50. Kopsia ramosa Dum. 



51. 



Classis IV. 



53. 
54. 



Scutellaria galericulata 
Rrunella grandiflora L. 



L. 



55. Stachys palustris L. 



57. 



» 



annua L. 



59. Specularia Speculum Veneris 

DC. f. (sub Acinos). 
61-62. Ocymum Basilicum L. 
63. Prasium majus L. 



64. 



Classis V, 



65. Crambe hispanica L. 

68. Biscutolla apula L. 

69. Berteroa obliqua DC. 

70. Draba verna L. 

71. Cheiranthus Gheiri L. 

72. Sisymbrium strictissimum L 

73. Raphanus sativus L. 



95. Gypsopbila Arrostii Guss 



99. 



Classis IX. 



100. Fiori a sinistra: Rom u lea Bulbo 

w 

codium S. M.; a destra: Crocus 
biflorus Mill, [colla scritta: 
Rom u lea flore ex violaceo, 
et luteo vari( >gato. Descript. 
Plant. Romuleam D. Jo. Fran- 
ciscus Maratti. Abbas Val- 
lumbrusanus Botanicae Pra- 
ticae Lector, Hort. Med. Bot. 
Rom., Anno 1772, vol. in-6.° 
Typis Archangeli Casaletti, 
Romae]. 

101. Crocus biflorus Moll, (sub Ro- 

muleae species, sive varie- 
tates cognitae). 

103. Tulipa praecox Ten. 

10 4. Fritillaria imperialis L. 



106. 



Classis X. 



74. 



Classis VI. 



79. Hypericum montanum L. 

80. Adonis aestivalis L. 
83. Geranium pratense L. 

85. Paeonia peregrina L. 

86. Potent ilia supina L. 
Index. 



108. Lotus corniculatus L. 

109. Psoralea bituminosa L. 

110. Trigonella coerulea Ser 



113. 



Classis XI. 



114. Reseda odorata L. 



ILLUSTRAZIONE DI ALCUNI EKBARI ANTKHI ROMANI 



151 



Fol. 
115. 



Fol. 



Classis XII 



136. Eragrpstis pilosa P. B. 

137. Panicum maximum Jaq. 

116. Cirsium monspessulanum Hill. 138. Lamarkia a urea Monch. 



117. Bidens bulla ta L. 

118. Scabiosa cretica L 



119. 



Classis XIII. 



120. Crepis foetida L. 
121-122. Andryala lanata L. 



139. Polypogon maritimum Desf. 

140. Agrostis sp. 

141. Phalaris paradoxa L. 

142. Koeleria phleoidcs Pere. 

143. Brachypodium distachyon R. s 

144. Cyperus esculentus L. 



145. 



Classis XVI. 



123. 



Classis XIV. 



146. Ophioglossum vulgatum L. 



125. Senecio leucanthemifol. L. var. 147-148. Lichen i 

giganteus? 

126. Doronicum Columnae Ten. 
129. Garthamus lanatus L. 



149. 
151. 



Classis XX, 
Classis XXI 



130. 



Classis XV. 



152. Cassia obovata Coll. 



t 



131. Atriplex rosea L. 

132. Kochia scoparia Schr. 

133. Suaeda fruticosa L. 

134. Pennisetum spicatum L. 

135. Eragrostis (aff. abyssinicae) 



154. 



LASSIS XXII. 



156. lndigofera Nil 
Index. 



CATALOGUS PLANT ARUM , etc. 1766. 



Fol. 
1. 



TOMO I. 



Classis I 



Fol. 



12. 



A destra: Galium verum L. 

» Moliugo L 



2. Mandragora officinarum Bert. 



4. 



Polygonatum multiflorum All 



13. 



Classis II. 



14. Erythraea Centaurium Pers. 



5. Gentiana acaulis L. 

6. A sinistra: Euphorbia Chamae- 15. Chlora perfoliata L 



syce L. 

A destra: 



16. Lysimachia punctata L. 
» Preslii Guss. 17. A sinistra: Anagallis eoeruiea 



7. Cotyledon Umbilicus L. 
0. Cynanchum Vincetoxicum Rh. 
10. Campanula Trachelium L. 



Schr. 
A destra: 



» 



arvensis L. 



18. Onosma m on tan a S. S. 



11. A sinistra: Galium lucidum L. 19. Poterium spiuosum U 



152 



R. PIROTTA E E. CHIOVENDA 



Fol. 
20. 



Classis III 



Fol. 

59. 



Classis VI 



21. Aristolochia rotunda L 



22. 



» 



Pistolochia L 



62. Stellaria media L 
63. 



24. A sinistra: Antirrhinum tortuo- 64. Stellaria Holostea L 



sum Bosc. 



65. Cerastium glomeratum Thuill 



A destra: Antirrhinum Oron- 66. Spergularia media Presl. 



thium L. 
25. Linaria minor Desf. 



26. 



» 



arvensis Desf. 



27. Bartsia latifolia L. 

28. Melampyrum arvense L 

29. Polygala flavescens DC. 



30. 



Classis IV. 



67. Helianthemum laevipes Pers. 

68. A sinistra: Helianthemum Tu- 

be raria Mill. 
A destra: Helianthemum vul- 

gare Mill. var. 

69. Lvthrum Salicaria L. 

70. Glaucium luteum Scop. 

71. » corniculatum Curt. 

72. Hypericum perforatum L. 



31. Salvia Horminum L. forma ro- 73. 

74. 



32. 
33. 



» 



>> 



sea ct coendea 
Sclarea L. 
glutinosa L. 



» 



» 



tetrapter u in Fries, 
hircinum L. 



75. Nigella damascena L. 



76. 



» 



sativa L. 



34. Stachys syhatica L. 

35. Leonurus Cardiaca L. 



77. Geranium robertianum L. 

78, Helleborus viridis L. 



38. A sinistra: Sideritis romana L. 79. Isopyrum fumarioides L. 



A destra: Stachys annua L. 
39. Melittis Melissophyllum L. 



80. Eranthis hiemalis Salish. 

81. Adonis autumnalis L. 



40. CalaminthaClinopodiumBenth. 82. Ranunculus arvensis L 



43. Betonica officinalis L. 

44. Teucrium Chamaedrys L 



83. 



» 



Ficaria L. 



45. 
46. 

48. 



» 



» 



» 



Botrys L. 
Pol iu m L 
frut icans L 



84. Anemone Hepatica L. 

85. Spiraea Filipendula L 
87. Potentilla reptans L. 



49. Ajuga reptans L. 



50. 



Classis V. 



88. 
89. 
90. 
91. 






» 



» 



recta L. 
argentea L. 
alba L. 
Tormentilla Sibth 



^ 

51. Thlaspi arvensis C. 

53. Biscutella apula L. 

54. Alysson maritimum L. 

55. Berteroa obliqua DC. 

56. Lunaria annua L. 

57. Diplotaxis erucoides DC. 

58. Potamogeton crispus L. 



93. Phytolacca decandra L. 

95. Circaea lutetiana L. 

96. Epilobium hirsutum L 



97. 



» 



tetragonum L. 



98. 



Classis VII. 



100. Pimpinella Anisum L. 

101. Petroselinum sativum L. 



ILLU8TRAZI0NE DI ALCUNI ERBARI ANTICHI ROMAN! 



153 



FoL 

102. Daucus Carota L. 

103. Pimpinella peregrina L. 

104. Bupleurum protractum L. 

106. Foeniculum eapillaceum 

107. Oenanthe pimpinelloides L. 

108. Anthriscus Geraefolium Hoff. 

109. Chaerophyllum torn ul urn L. 

110. Smir nium Olusatrum L. 

111. Bifora testiculata Rchb. 

112. Crithmum maritimum L. 

113. Peucedanum officinale L. 

Hi. Scandix PeetejD Veneris L 

115. Sanicula europaea L. 

116. Index. 



Fol. 

25. 



Glas>is X 



26. Dorycnium herbaceum L. 

27. Lath yr us sp. 



28. 
9. 



» 



» 



Clymenum L, 
Aphaca L. 



30. Bonaveria Securidaca Scop 

31. Coronilla scorpioides Koch 

32. HippOcrepis coniosa L. 

33. Dorycnium hirsutum L. 

34. Trigonella coerulea Ser. 

35. Bisseruk Pelecinus L 



36. 



Classis XI. 



TOMO II. 



1. 



Classis VIII. 



2. Dianthus Armeria L. 

3. Tunica prolifera L. 

4. Silene Cucubalus L. 



5. 



» 



Armeria L. 



6. Saponaria Vaccaria L 



7. 
8. 



10 
11 



Silene gallica L. 

conica L. 
cretica L. 



» 



» 



» 



chnis fl. albo, spiralis, annua) 



4 

12. Cucubalus baccifer L. 

13. Linum angustifolium Sm 

14. Armeria plantaginea W. 



15 



Statice virgata W. 



17. 



Classis IX. 



18. Asphodelus flstulosus L. 

19. Golchicum autumnale L. 

20. Crocus sativus All. 

21. Allium Chamaemoly L. 

Sternbergia lutea Gawl. 

23. Galanthus hiemalis L. 
84. Commelina communis L. 




38. Reseda alba L. 

39. Delphinium Ajacis L. 

40. 



41. 



42. 



43. 

45. 



trinervia Sab. Mauri (Ly- 47. 



,» 



Staphisagria L. 



Himantoglossum 



hircinum 



forma romana (Morren.) 



Classis XII. 



Senecio vulgaris L. 
Filago germanica L. 



46. Globularia vulgaris L. 



Classis XIII. 



48. Taraxacum vulgare Lam. 

49. CrepiS rubra L. 

50. Tolpis barbata Gaertn. 



51. 



Classis XP 



52. Solidago Virga aurea L. 

53. Senecio leucanthemifolius DC. 

var. gigantea? 

54. Tussilago Farfara L, 

55. Bellis perennis L. 

57. Matricaria Cbamomilla L. 

58. Anthemis nobilis L. 

59. Achillea Aft ratuin U 



154 



R. PIROTTA E E. CHIOVENDA 



Fol. 

61. 



Classis XV 



Fol. 

92. 



Classis XVIII 



62. Rumcx sanguineus Sm.? 

63. Obione portulacoides Moq. 

64. A destra : Ghenopodium Bo- 

trys L. 

65. Herniaria incana Lamk. 

66. Mercurialis annua L. $ 



93. Buxus a mpervirens L. 

94. Pistacia Lentiscus L. 



95. 



Classis XIX. 



67. 



» 



» tf 

68. Polygonum maritimum L. 



96. Abies alba Mill. 

97. Cu press us sempervirens L. 

98. Biota oriental is Endl. 

99. Juniperus Oxycedrus L. 



69. 



Classis XVI. 



100. 



» 



communis L. 



101. Taxus baceata L. 



70. Aspidium aculeatum L 

71. Cystopteris fragilis Bernh. 

72. Asplenium Trichomanes L 

73. Polypodium vulgare L. 



102. 



Classis XX. 



103. Rhaumus Alaternus L. 



74 



■ 



» 
dale urn 



» 



var. de- 104. Phyllirea variabilis Tinib 



75. Asplenium Rut a muraria L. 



76. 



» 



Adiantum nigrum L 



105. Arbutus Unedo L. 

106. Ilex Aquifolium L. 

107. Erica arborea L. 

77. Adiantum Capillus Veneris L. 108. Viburnum Tinus L 

78. Asplenium Ceterach L. 

79. Scolopendrium offlcinarum Sw, 



109. Viscum album L. 



80. 



» 



» 



var. 110. 



Classis XXI. 



81. 



» 



-crispum 
Hemionitis L 



112. Paliurus aculeatus Lamk. 

113. Mirtus communis L. 



Classis XVII. 



114. 



Classis XXII. 



82-85. Licbeni 

86. Musehi 

87. Alghe 

88. Funghi 

89. Posidonla Caulini Koen. 
90-91. Alghe e aniinali marini 



115. Coronilla juncea L. 



116. 



Anagvris foetida L, 



117. Cytisus triflorus L' Her. 

118. Coronilla Valentina L. 

119. Anthvllis Barba Jovis L 

120. Index. 



THEATRUM BOTAX1CUM ROMANUM ECC. 1767. 



Ci. X. 



Fol. 



Fol. 



1. Glycyrrhiza glabra L. 

» echinata L 



o 



4. Cicer arietinum L. 

5. » » 

6. Lens esculenta Moonch 



ILLUSTBAZIONE DI ALCUNI ERBARI ANTK HI ROMAN! 



155 



Fol. 



7. Onobrychis Caput Galli Lam 

8. Anthyllis Vulneraria L. 



9. 



» 



tetrapliylla L: 



10. Dorycnium herbaccum L. 



11. 



Skctio II, etc. 



12. Vicia Faba L. 

13. Lupin us hirsutus L. 

14. Lathyrus nigrescens Bornh 



15. 



» 



variegatus 



G. G. 



16. Pisum elatius M. B. 



17. 



» 



ativum L. 



18. Lathyrus sylvestris L 



20. 
21. 



» 



» 



sativus L. 
Cicera L. 



22. Vicia bithinica L. 

23. Lathyrus Clyinenum L. 



24. » Ochrus L. 

25. Vicia narbonensis L. 

26. » varia Host. 



28. 



» 



ativa L. 



29. » lutea L. 



30. 



» 



cassubica L. 



31. » monanthos Desf. 



O/w* 



» 



Ervilia W. 



33-34.» monanthos Desf. 

35. Galega officinalis L. 

36. Ornithopus compressus L 

37. Lathyrus Aphaca L. 



38. 



Sectio III, etc. 



39. Bonaveria Securidaca Scop. 

40. Ornithopus compressus L. 

41. Coronilla scorpioides Koch. 

42. Hippocrepis comosa L. 

43. » unisiiiquosa L. 

44. » multisiliquosa L. 
46. Hedysarum Coronarium L. 
48. Scorpiurus vermiculata L. 



49-a i 



» 



subvillosa L. 



Fol. 

51. 



Sectio IV, etc. 



52. Lotus ormthopodioides L 

53. » tenuifoiius PresL 

54. » tetragonolobus L. 

55. Dorycnium hirsutum Ser 

57. Lotus tenuifolius PresL 



58. 



» 



corniculatus L. 



59. Dorycnium erect urn L 

60. Trifolium resupinatum L. 

61. » arvense L 

62. > a ngusti folium L 

63. » arvense L. 

64. Psoralea bitmninosa L. 

05. Trifolium angustifolium L. 

66. » 

67. » 

68. » 

69. » 

70. » 

71. n.° 1 » 
n.°2» 



72. 

73. 



» 
» 



resupinatum L. 
echinatum M. B. 

incarnatum L. 
pallidum L 
resupinatum L. 

uigrescens Yiv. 

laevigatas) D« f. 
pratense L. 

agrarium L 



74. Trigonella comiculata L. 

75. Mel i lot us sulcata Desf. 



76. 
77. 

78. 



» 



» 



indica All. 
alba Deer, 
sulcata Desi 



79. Medicago lupulina L. 

80. Trigonella eoerulea Ser 
, Melilotua italics Deer. 

83. » sulcata Desf. 

84. Ononis spinosa L. 




85. 



> 



serrata Forsk. 



W. Medicago varia Mart. 

87. Ononis \ iscosa L. 

88. Cytisus purpureas Scop. 

89. Ononis mitissima L. 

91. Trigonella PoenuiQ graecam L 

92. Medicago lappacea Deer, var. 



93. 

94 . 



» 



orbicularis All. 
arabica L. 



156 



R. PIROTTA E E. GHIOVENDA 



Fol. 
95. 

96. 
97. 
98. 
99. 



107. 



Medicago 

» 



» 



» 



» 



orbicularis AIL 
rugosa Lam. 
luppacea Deer, 
sativa L. 
arabica L. 



Sectio V, etc. 



108. Apios tuberosa L. 

109. Astragalus Gicer L. 



Fol. 

110. Astragalus 



HI. 
112. 
113. 
115. 



100. Hymenocarpus eircinnata Sav. 117. 



» 



» 



» 



» 



» 



sesameus L. 
boeticus L. • 
hamosus L. 
lilycyphyllus L. 
Epiglottis L. 

massiliensis L. 



118. Biserrula Pelecinus L. 

119. » » 

120. Coronilla cretica L. 



121. » 

l^v. Index. 



varia L. 



CATALOGUS PLANTARUM ecc. 1770. 



Fol. 



Fol. 

1. Mandragora ollicinarum L. 28. Teucrium Iruticans L. 

2. Polygonatum multiflorum All. 29. Ajuga genevensis L.? 



3. Cerinthe aspera Roth. 



30. Lepidium Draba L. 



4. Gompliocarpus fruticos. R. Br. 31-32. Capsella rubella Reut. 

5. Cynanchum Vincetoxicum Rh. 

6. Hibiscus siriacus L. 



7. Bryonia dioiea L. <*> 

8. Campanula Tracheliuin L. 
9 n.° 1. Rubia tinctorum I,. 

n.° 2. Galium cruciate Scop. 

10. Ervthraea Centaurium Pers 

11. Mirabilis Jalapa L. 

12. Tractaelium coeruieum L. 

13. Centranthus ruber DC. 

14. Echium vulgare L. 

15. Heliotropium europaeum L. 

16. Plumbago europaea L. 

17. » capensis L. 

18. Veronica Chamaedrys L. 

19. Ari<tolochia Clematitis L. 

20. Phlomis sp. 

21. Ballota alba L. 

22. Stachys sylvatica L. 

23. Mentha viridis L. 

24. Lavandula officinalis Chair. 
SS. Origanum Dictamnus L. 



26. Verbena bonariensis L. 

27. Hyssopus officinalis L, 



33. Alysson maritimum L. 

34. Berteroa obliqua DC. 

35. Erysimum iongifolium Rh. 

36. Farsetia clypeata L. 

37. Sin apis alba L 

38. Barbarea vulgaris Bh. 

39. Chelidonium ma jus L. , 

40. Helianthemum vulg. Mill, var 

laevipes Pers. 



41. 



» 



42. Glaucium luteum Scop. 

43. Ruta chalepensis L. 



44. 



Hypericum perforatum L. 



45. Geranium retiexum L. 

46. Nigella damascena L, 

47. Geum urbanum L. 

18. Spiraea Filipendula L. 
i9. Phytolacca decandra L. 

50. Potentilla argentea L. 

51. Athamanta macedonica Spreng 

52. Am mi majus L 



53. Astrantia major L. 

54. Bupleurum protractum H. L 

55. St^ftice Limonium L. 

56. Allium roseum L ? 



ILLUSTRAZIONB DI ALCUNI ERBABI ANTICHI ROMANI 



157 



Fol. 

57. Lathyrus grandiflorus L. 

58. Anthyllis Vulneraria L. var 

polyphylla DC. 

59. Lathyrus Aphaca L. 

60. Vicia sativa L. 

61. Ornithopus compressus L. 

62. Bonaveria Securidaca Scop. 

63. Scorpiurus subvillosa L. 

64. Hippocropis unisiliquosa L. 

65. Dorycnium hirsutum L. 

66. Lotus ornithopodioides L. 

67. Trifolium prate use L. 
68. 
69. Viola tricolor L. 



Fol. 

93. Senecio leucanthemifolius DC. 

var. giganteus? 

94. Bellis perennis L. 

95. Calendula officinalis L. 

96. Anaeyelus radiatns Lois. 

97. Anthemis tinctoria L. 
98-99. Achillea Millefolium L. 



100. 

101. 
102. 



» 
» 



» 



nohilis L. 

Seriphium 
Ageratum L. 



103. Fallen is spinosa G. G. 

104. Xeranthenium annuum L. 

105. Asarum europaeum L. 

106. Rumex bucephalophorus L. 

70. Hymenocarpus circinnatus Savi 107. Obione portulacoidea Moq. 



» 



agrarium L. 



71. Reseda alba L. 

72. Fumaria tenuifolia Lam. 

73. Delphinium Ajacls L. 

74. Aconitum Lvcoctonum L. 

75. Centaurea solstitialis L. 



108. Atriplex hastata L. 

109. Chenopodium Botrys L. 



110. 



» 



ambrosioides L. 



76. 
77. 



» 



» 



amara L. 
montana L 



111. Herniaria hirsuta L. 

112. Polycarpon tetrapliyllum L 

113. Achillea vulgaris L. 

114. Polygonum Persicaria L. 



78. Cirsium arvense Scop. 



115. 



78 w> Phajrnalon sordidum Reichb. 116. 



» 
» 



one n tale L. 
aviculare L. 



79. Aster Linosyris Bernh. 

80. Agcratum coeruleum L 

81. Senecio vulgaris L. 

82. Echinops Ritro L? 

83. Succisa pratensis Monch. 

84. Taraxacum officinale Lam. 

85. Holminthia echioides L. 

86. Picridium vulgare Desf. 

87. Lapsana communis L. 

88. Scolymus hispanicus L. 

89. Helianthus sp. 



117. Andropogon Sorghum Brot. 

118. Holcus lanatue L. 

119. A sinistra: Phleum asperum Jacq 



A destra 



» 



tenue L. 



120. Cyperus rotund us L. 

121. Equi.se turn sp. 

122. Asplenium Adiant nigrum L. 



123. Adiantum Capillus Veneris L. 

124. Asplenium Ceterach L. 

125. Scolopendrium officinaram Sw. 

var. cri spurn 
90. Buphthalmum salicifolium L. 126. Scolopendrium HemionitisSims. 



91. Senecio erucifolius L. 



lndej\ 



92. 



» 



Cineraria DC. 



II Genere ECHIDNOPSIS 



Xota di ALWIX BERGER. 



(Tav. 111). 



Quando Hooker fil. stabiliva il suo genere Echidnopsis, una sola specie 
ne era conosciuta, e questa aveva la corona staminea semplice. Piu re- 
cent! esplorazioni, specialmente quell i di Sefaweinfurth ed altri nella 
patria di queste piante, ci hanao riportato altre specie, nelle quali la 

corona varia in forme diversissime, flno al diventar doppia. 

Ora tutte queste piante, senza dubbio, sono affini tra loro e devono 
for mare un solo genere per cunvenienza nostra. Cid dimostra, che nella 
istituzione dei generi delle Stapelieae non si dove dare troppa impor- 
tanza alia eonformazione della corona, perehe altrimenti si sarebbo ob- 
bligati a stabilire un numero grande di generi piccoli, dividendo dell* • 
piante che sono evidentemente parenti fra loro. Le poche specie del ge- 
nere presente per esempio, che tutte tanto si somigliano nelle parti ve- 
getative, si dovrebberb allora dividere in non meno che tre generi. 

Le specie colla corona semplice differiscono, per la conformazione di 
questa, abbastanza da tutte le altre Stapelieae. Le altre specie colla co- 
rona doppia invece si avvicinano molto al genere Caralluma e ne dif- 
feriscono soltanto per i caratteri vegetativi. 

Sotto questo riguardo tutte le Stapelieae proprie si dividono in due 
gruppi assai different!. Gli uni formano un vero simpodio di una quan- 
tity di assi, a vegetazione apicale li mi tat a, I loro cauli sono pentagoni 
o, per lo piu, tetragoni, li possiamo chiamare Stapelieae sym pod 'tales o 
oligogonae ; a cui appartengono i generi Stapelia , % Di<adia , Heurnia . 

Caralluma, ecc 

L' altro grappo consiste di piante con asse esagonale o poligonale, con 
vegetazione apicale piu o meno continua; ed a questo appartengono 
generi Hood i a, Decdbelone, ecc, ed anche EcMdnopsis. Li chiameremo 

Stapelieae polyganae. 

Benche il genere Echidnopsis consista soltanto di poche specie, pure 
la sinonimia in esso e alquanto intricata, e molte volte le varie specie 



1 



IL GENKRE ECHIDNOPSIS 159 



s ono state confuse fra loro; e siccome occorrono assai frequenti neUe 
nostre eoltivazioni (*), credo utile di mettere meglio in rilievo le difte- 
renze speeifiche, con questa breve revisione, 

II genere sembra essere estraneo al Sud- Africa, ove si trova il grands 
centro delle Stapelieae; almeno finora non si conosce neanche una specie 

proveniente di la. E molto facile perd che fuori delle specie qui deseritte 
si troveranno ancora altre. 



ECHIDNOPSIS Hooker fil. 



Calice 5-fido; corolla alia base brevemente tubulosa, 5-fida, coi lobi 
campanulato-eretti o distesi a ruota. 

Corona semplice o doppia. 

Cauli 6-8-ang-olari , ramificati, con veg-etazione apicale continua; spi- 
goli divisi in mamille, coronate da una piccolissima foglia; superficie 
minutamente papilloso-scabra. Fiori piccoli, brevemente peduncolati, pro- 
dotti a 2-4 da areole special! infrapposte nei solchi. QoroIIa interna- 
mente papillosa. Follicoli lunghi, cilindrici, attenuati verso la base e di 

piu verso V apice, macchiati. 



CHI AVE DELLE SPECIE : 



I. Corona semplice: 
a) Lobi della corolla campanulato-eretti ; solcbi della corona seniplici, 

senza lobi. 

Fiori larg-bi fino a 10 millim. 

g-ialli o bruni . . E. cereiformis 
Fiori largi soltato 3 million F. nubica. 



( l ) Sara cosa utile di rimarcare qui che il signor Conim. Sir Thomas 
Hanbury K. C. V. 0. coltiva nel suo giardino botanioo alia Mortola eon 
predilezione a scopo di studio una ricca collezione di Stapelieae in piena 
terra. Tntte le piante si trovano perfettamentp acclimatate, fioriscono in 



abbondanza e producono in quantity discreta i loro follicoli, offrendo cos) 
un materiaie di Grande valore ientiiico. 



160 ALWIN BERGER 



b) Lobi del la corolla distesi ; solchi della corona con lobi sporgenti , 

acuti E. Dammanniana. 

II. Corona doppia, lobi della corolla distesi. 

a) Cauli 6-angolari : 

Corona con 10 angoli ottusi . . * .-.-. M. Virchowii 

b) Cauli 7-8-angolari : 

Corona con 5 angoli ottusi • ... IE Bentii. 



1. Echidnopsis cereiformis Hook. fil. in Bot. Mag. t. 5932. (E. tes 
selata Decne., F. cylmdrica Decne.). (Nostra Tav. Ill, fig. 2, 6, 10). 
Cauli ottagonali, eretti, ascendenti o decumbenti, lunghi fino a 35 

centim. e piu, del diametro di circa 15 millim. , semplici o con pochi 
rami irregolari, patenti. Spigoli dei cauli ottusi, divisi da solchi oriz- 
zontali in mamille quadrangolari, provviste nella gioventu d'una squa- 
metta breve, triangolare, cigliata; superficie finamente verrticulosa, con 
puntini bianchi su fondo verde, con una tinta bruna, fosca. 

Fiori solitari o a 2-3 nelle areole fiorali, con peduncoli brevi, grossi, 
glabri (Tav. Ill, fig. 2). 

Lobi caiicini triangolari-lanceolati, acuti, scabri, lunghi appena 2 mill. 

Corolla campanulata, 5-fida fino sotto la meta della lunghezza ; lobi 

ovati bd ovato-Ianceolati, di fuori scabretti, di tinta bruno-giallognola ; 



internamente di colore giallo chiaro, mollemente papilloso-pubescenti. 

Corona minuta, gialla, a spigoli acuti, con cinque lobi triangolari so- 
vrastanti alle antere, e cinque solchi infrapposti ai lobi (Tav. 3, fig. 8, 9). 

II diametro della corolla distesa ra^ffiuncr-e i 10 millim. 



bb 111 "^ 



Var. a. obsct'ra A. B. non difterisce dal tipo ehe coi fiori intensamente 



bruni. 



Var. jS, brunnea A. B. Cauli piu sottili, con spignli piu acuti e piu 
regolari. Fiori bruni-giallognoli. 

Patria: Abissinia settentrionale, leg. Schweinfurth. 



2. Echidnopsis nufeina N. E. Brown in Kew Bull. 1895, p. 263. (8. 

Dammanniana Schweinf. in Gartenflora 1895, p. (533-637 con figure). 

Cauli per lo piu ottangolari (piii di rado con 6 o 10 spigoli) lunghi 



IL GBNERE ECHIDNOPSIS 161 



fino a 20 centimetri, del diametro di 1,5-2,5 centimetri, ramificati, eretti 



o piegati a zig-zag. 



Mammille con 4-6 lati, divisi da solchi profondi. 
Fiori a 1-3 nelle areole fiorifere, brevenionte peduncolati, piceolissimi, 
che arrivano appena a circa 3 millim. di diametro (Tav. HI, fig. 11). 

Lacinie calicine lanceolate o ovato-lanceolate, un po' scabre, piii brevi 
del tubo corollino. 

Corolla eampanulata, in fine distesa a ruota, col lembo diviso fino alia 
meta incirca in cinque lobi largamente ovati, acuti ; esternamente di 

colore porpora pallido, internamente picchiettata di bruno-porpora su 

fondo verde; pimte dei lobi di tinta porpora scura. 

Corona minuta, come nella & cereiformis, ma piu arrotondati (Tav. 

HI, %. 12) 

Frutti f follicoli) lunghi fino a 10 centim., grossi 8 millim., incurvati 
ad amo nelF estremita, di colore rossastro con macchie piu scure, por- 
tati dal peduncolo allungato fino a circa mezzo centim. 

Patria : Abissinia settentrionale, nei monti di Erkani, nel territorio 
dei Mensa, presso Gheleb (a 1700 m. altezza) t^cc leg. G. Schweinfurth, 

0. Penzig 1891. 

Arabia meridionale, sull' altipiano di Jemen, leg. G. Schweinfurth. 



3. Echidnopsis Dammanniana N. E. Brown in Gard. Chron. 1894, 
vol. XVI, p. 530. 

Cauli ottangolari, eretti, ramosi, lunghi fino a 20 centimetri, del dia- 
metro di 1,50-2 centimetri. 

Spigoli acutiusculi, mammille irregolari. 

Fiori subsolitarii nelle areole fiorifere, subsessili, larghi 9 millimetri. 
Lobi calicini brevi, ovato-deltoidi. 

Corolla ruota ta, a lobi distesi, ovati, acuti, brunei, scabri di dentro 
e di fuori, da minutissime papille. 

Corona sempliee globosocompn^sa, quinque-loba, con cinque linguette 
acute sporgenti dai solchi (Tav. Ill, fig. 13, 14). 

Patria: Abissinia settentrionale; leg. Schweinfurth e Penzig, 1891. 



11. Malpighia y Anno XVI, Vol. XVI. 



162 ALWIN BERGER 



4. Bchidnopsis Virehowii K. Schum. in Monatsschrift fur Kakteen- 

kunde III, 1893, p. 98 e 99, escl. la figura. 

Cauli eretti esagonali, grossi circa 10-12 mill., verdi od un poco bru- 
nastri, a superficie finamente verrucoso-papillosa. Spigoli dritti, divisi da 
solchi trasversali in mammille ottagonali, che nello stadio giovanile por- 
tano una breve fogliolina rudi men tale, caduca, a forma di cono. 

I fiori nascono solitarii in areole particolari minute, trapposte alle 
altre, ma si succedono in 2, 3" 0-4; sono sessili, minuti, del diametro 
di circa 6-7 millim. 

Corolla ruotata a cinque lobi distesi in un piano, verdognola, densa- 
mente coperta di verruchette minute, brune; faccia esterna pure verru- 
culosa, un po' piii scura. 

Corona doppia; V esterna in forma di una coppetta bassa, con dieci 
prominenze arrotondate nel contorno; 1' interna saldcita all' esterna, con 
5 lobi sovrapposti alle antere, colla base triangolare, infossata (vedi Tav. 
Ill, fig. 15). Ginostemio breve, appianato. 

Patria: Tanga, nelle possessioni germaniche dell 1 Africa orientals. Ve 
la raccolse T esploratore Hildebrandt, il quale T introdusse vivente a 
Berlino. 



* 



5. Kchidnoysis Ilentii N. E. Brown in Bot. Mag. t 7760. 

Cauli 7-8-angolari, eretti, ramificati, lunghi fino a 15 centim.; spigoli 
dei cauli ottusi, divisi da solchi orizzontali in mammille esag-onali-elon- 
gati, coronate da una squametta concava ovata, cuspidata. 

Fiori in due verso la punta dei rami, brevemente peduncolati, larghi 
12 millim. circa. 

Lobi calicini tri angola ri-ovati, glabri. 

Corolla con tubo brevissimo, late-campanulato , 5-fida, coi lobi ovati 
acuti distesi in forma di ruota coi lembi revoluti, esternamente verda- 
stra con maccbiette brune, internamente rosso viva e finemente papillosa. 

Corona doppia, in forma di una coppetta bassa, con 5 angoli acuti e 
prominent!, V interna saidata alFest'erna, con 5 lobi conniventi, all'apice 
eretti e clavati (Tav. Ill, fig. 17, 18). 

Patria: Arabia meridionale e probabilmente dal distretto Hadramaut 
all' Est di Aden. 



IL GENERE ECHIDNOPSlS 163 



Questa specie, ultimamente scoperta rial Bent nelle sue escursioni in 
Arabia e Somaliland, fiori per la prima volta in Kew nelF anno 1899 e 
fu cleseritta da N. E. Brown, botanico chiarissimo aggiunto a quest' Isti- 
tuto Reale. 



Spiegazione dell a Tavola III. 



Fig. 1. Portamento della pianta (molto ridotta). 
» 2. Ramo di E. cereiformis , mostrando le areole fiorifere (Grandezza 

naturali). 
» 3. Mammilla con fogliolina di E. Bentii (ingrandita) dal Bot. Mag. 
» 4. Base di due folliculi. 

» 5. Taglio trasTBrsale (grandezza naturale). 

Echidnopsis cereiformis. 

» 6. Bottone. 

» 7. Fiore. 

» 8. Corona, vista lateralmente. 

» 9. » vista dal disopra. 

» 10. Pollinia. 

Ech. nnbica (Dal Schweinfurthj. 
» 11. Fiore. 
» 12. Corona. 

Ech. Dammanniana. 
» 13. Corona, dal disopra. 
» 14. » dal lato. 

Ech. Yirchoicii. 

» 15. Corona. 
» 16. Pollinia. 

Ech. Bentii (Dal Bot. Mag.). 

» 17. Corona. 
» 18. Pollinia. 



<A'r 





0. PENZIG 



I 



NOTE DI TERATOLOGIA VEGETALE 



(Tav. IV. V, VIi. 



L FlORE A NORM ALE DI GLADIOLUS SEGETUM. 



(Tav. IV, Fig. 1-5). 



Nel Maggio del 1901 lo studente sig. A. Pandiani mi porto un'infio- 
rescenza di Gladiolus segetum GawL, da lui raccolta nei dintorni di Ge- 
nova, e nella quale uno dei fiori mostrava struttura diversa dagli altri, 
normali. 

L'infiorescenza constava di sei fiori in diversi stadii di sviluppo. II 
fiore piu basso era gia caduto senza essere stato fecondato, e non se ne 
vedeva che la cicatrice lasciata all'ascella della brattea; Taltro susse- 
guente (il secondo) era pure passato di fiori tura ed avvizzito, ma pa- 
reva di struttura norniale. II terzo fiore, pienamente sviluppato, era 
queH'anormale, mentre i tre fiori piu giovaiii, superiori per inserzione 
a quello mostruoso, non presentavano nulla d' irregolare. 

A prima vista il fiore anormale appariva un poco piu grande degli 
altri; ed era facile di constatarvi un aumento nel numero dei suoi fil- 
lomi, essendo cinque i carpelli e quattro gli stami (in luogo di essere 
tre, come di regola), e nove (in luogo di sei) i pezzi delFinvoglio fiorale. 

Nelle Monocotiledoni le variazioni di numero negli elementi fiorali 
sono generalmente piii rare che nelle Dicotiledoni : pero se ne conoscono 
pure molti esempi, nella maggioranza delle famiglie di quel gruppo;e 
non vi sarebbe quasi il merito di rilevare una polimeria del fiore nel 
nostra Gladiolus, se varie particolarita di conforiuazione non concorres- 
sero a rendere Tanomalia piu interessante. 

Difatti quell' apparizione di fillomi supernmnerarii nei diversi verticilli 
fiorali nel nostra caso non e dovuta ad un allargamento generate del 
talamo fiorale e conseguente comparsa di verticilli tetrameri f in luogo 



NOTE DI TERATOLOGIA VEGETALE 165 



dei verticilli trimeri normali, ma dipende piuttosto da un processo di 

- 

sdoppiamento nella corolla, e dalla comparsa d'uno degli stami ndrmal- 
mente soppressi. 

Un esame comparative) dei diagram mi normali di Gladiolus (Tav. IV, 
fig. 2) e del diagramma del fiore mostruoso (Tav. IV, fig. 3) ci mostra 
(come e anclie visibile dal confronto delle figure analitiche 4 e 5, della 
stessa tavola) come sia avvvenuta la genesi deH'anomaiia. 

Esaminiamone ora le particolorita nei singoli verticilli. 

Nel fiore normale di Gladiolus segetum (Tav. IV, fig. 4) il perianzio 
zigomorfo si pud dire bilabiato, cioe distinto in un labbro superiore o 
el mo, formato da tre tepali di colore uniforme, rosso-violaceo, ed in un 
labbro inferiore o label lo, formato da tre tepali piii ristretti, rosei con 
un disegno marcato Bulla faccia ventrale. L' elmo e costituito dal sepalo 
impari, posteriore e dai due petali pari , eollocati al lato posteriore del 
fiore. II labello vieeversa consta dei due sepali anteriori, e del petaio 
impari, anteriore. 

Nel fiore anormale invece troviamo Telmo formato da cinque tepali 

m 

rosso-violacei, ed il labello che consta di quattro fillomi rosei, ornati 
d'un disegno lineare. 

Guardando piu da vicino Tinserzione e Torigine di questi novo pezzi 
che compongono il perianzio, vediamo che i tre sepali si sono mante- 
nuti normali, il posteriore cioe di colore violaceo uniforme, i due ante- 
riori ornati di quel disegno caratteristico per i pezzi che compongono 
il labello. 

Invece nella corolla e avvenuto lo sdoppiamento laterale di tutti tre 
i petali; ed al posto d'ognuno di essi trovasi una coppia di fillomi, 
uguali per natura e tinta a quella che caratterizzava il relativo petaio 
normale. Cosi vediamo nel centro del labello, e nel mezzo fra i due se- 
pali pari, una coppia di petali ristretti, ornati tutti due, come i due 
sepali, d'un disegno scuro di forma lanceolata; mentre le altre due 
coppie di petali, corrispondenti ai petali posteriori sdoppiati, partecipano 
alia natura degli elementi del cosidetto " elmo ", essendo di tinta vio- 
lacea, uniforme. 

Tutti i pezzi del perigonio sono saldati fra loro, alia base del fiore, 



166 



0. PENZIG 



per un certo tratto, form an do un breve tubo: ma si riconoscono facil- 
mente i tre sepali per la lore inserzione un poco piu bassa. 

Lo stesso allargamento del talamo, che nella regione della corolla ha 

■ 

condotto alio sdoppiamento dei petali, ha avuto anche un'altra conse- 
guenza: cioe la ricomparsa di uno degli stami del secondo verticillo, 

che nel fiore normale sono soppressi. Ed e precisamente lo stame im- 
parl, anteriore del 2.° verticillo che ricompare, posto in alternanza coi due 
lobi del petalo anteriore sdoppiato. Ho gia richiamato in altro luogo (*) 
l'attenzione sulla ricomparsa di stami soppressi, ed anche sulla com- 
parsa di stami in posti che filogeneticamente non spetterebbero ad essi, 
nei casi in cui per lo sdoppiamento d'un petalo, o per la soppressione 
d' un altro si fa un posticino vuoto, si forma un vano nella eompagine 
del primordio fiorale; e casi analoghi nei fiori anomali d' Iris (dunque 
d'un genere vicino ai Gladiolus) sono stati notati come frequenti dal 

prof. Heinricher. 

E piuttosto strano che non si siano sviluppati ugualmente i due stami 
posteriori del verticillo interno, dacche il posto vi era, in causa dello 
sdoppiamento avvenuto pure nei due petali posteriori. 

Nel pistillo del nostro fiore anormale notasi pure un aumento nelle 
foglie carpellari. Sono bene sviluppati cinque lpbi dello stimma, in vece 
dei tre lobi normali; ed una sezione trasversaie dell'ovario confermo la 
comparsa di cinque foglie carpellari, di cui uno, imparl, in posizione 

posteriore. Essendo tutti cinque i carpelli ugualmente sviluppati, non era 
possibile intravvedere, in quale modo sia avvenuto T aumento nel nu- 
mero delle foglie carpellari: e probabile che si siano sdoppiati lateral- 
mente i due carpelli che nel fiore normale sono pari, e stanno inseriti 
verso il lato anteriore del fiore. 

Tutto questo complesso di cose da al nostro fiore di Gladiolus segetum 
un'impronta particolare, e costituisce un'anomalia fiorale abbastanza cu- 
riosa, di cui ora non ricordo analogia. 

Le anomalie finora conosciute nei fiori di Gladiolus sono poche; e nes- 
suna di quelle descritte coincide perfettamente colla nostra (vedi Penzig,. 



I 1 ) 0. Pekzig^ Pflanzenteratologie vol. 11, p. 186. 



NOTE DI TERATOLOGIA VEGETALE 167 



Pflanzenteratologie, vol. II, p. 384 e 385). Soltanto Roeper nota (Botan. 
Zeitung* X, 1852, p. 190) la comparsa d'uno dei tre stami del verticillo 
interno, in un fiore di GL flovibundus Jacq. 



II. Epiascidii apicali nelle foglie di Smilax aspera. 



(Tav. IV, tig. 6-8). 



Sopra esemplari spontanei della Salsapariglia nostrana (Smilax aspera) 
nelle vicinanze di La Mortola (Ventimiglia) la signorina Free raccolse 
nella prim a vera scorsa numerosi casi d' anomalie fogliari, ehe ebbe la 
gentilezza di comunicanni. Apparteng'ono tutte alio stesso tipo, cioe a 
quello di ascidii fogliari, ma mostrano molta differenza nelFaspetto, a 
seconda della maggiore o mi no re intensity del fenomeno teratologico. 

Si da generalmente il nome di ascidii a quelle foglie che per la 
saldatura parziale dei proprii margin! prendono la forma d'una coppa 
o tazza: e ne sono stati descritti numerosissimi casi, in molte famiglie 
d'Angiosperme. Sono particolarmente frequent] gli ascidii teratologici 
ne\V Ulmus campestris, nella Brassica oleracea, nella Saxifraga crassi- 
folia; e normalmente troviamo forme consimili nei generi Nepenthes , 
Sarracenia, Cephalotus ecc. 

Recentemente Casimir De Candolle ne ha distinto due tipi. Sono detti 
epiascidii (che sarebbero i piii comunij quelli, nei quali la faccia ven- 
trale della foglia si e fatta concava e costituisce cosi la superficie interna 
della coppa o deirimbuto forma tosi per la saldatura dei margin] fogliari : 
sarebbero hypoascidii invece quelli, nei quali F avvicinarsi e la sal- 
datura dei margini sarebbe avvenuta verso il lato dorsale della foglia, 
sicche la faccia posteriore (dorsale) della medesima verrebbe a trovarsi 
nelF interno della coppa, mentre la superficie esterna di questa corrispon- 
derebbe al lato vent rale del filloma. Tali hypoascidii sono assai piii rari 
degli altri, ed il De Candolle ne deserive appunto un caso tipico in una 
specie non determinata di Ficus delle Indie oriental], rammentando che 
anche le brattee ascidiiformi delle Marcgraviacee e gli ascidii fogliari 
di certe specie di Dischidia appartengono alia stessa categoric. 

Gli ascidii delle nostre foglie di Smilax rientraim aneora nei tipo eo- 



168 



0. PBNZIG 



mune degli epiascidii, avendo i bordi fogliari saldati verso la facciata 
ventrale, fatta concava. Ma essi differiscono dalla g-rande maggioranza 
degli epiascidii comuni per il fatto, che la coesione dei margini fogliari 
ha principio daH'apice fogliare, anzicehe dalla base. Da cio consegvie 
che la foglia normale, invece di prendere la forma d' una tazza o coppa 
aperta, riesce invece foggiata a cappuccio, coll'apertura in giu. 

Tale forma di epiascidii potremo chiamare appunto epiascidii api 
c a 1 i per distinguerli dai comuni epiascidii b a s a 1 i. 

Di epiascidii apicali, quali forme teratologiche, ora ricordo pochi casi, 
fra cui quelli delle foglie di Tidipa Gesneriana , illustrati da Hi neks, 
Germain Si Pierre,, Masters ed altri (*); mentre come esempi di epia- 
scidii apicali normali possono servire gli spadici di certe specie di Art- 
saema ed Arisarum, i sepali a cappuccio ed i petali nettarofori degli 
Aconiium, i petali di Aquilegia ecc. 

Anche negli hypoascidii possiamo fare la stessa distinzione, in hypoa- 
scidii apicali basali. Mentre p. es. quelli di Ficus sp. descritti recente- 
mente da C. De Candolle sono basali, devono essere considerati come 
hypoascidii apicali (normali) le brattee a cappuccio delle Norontea , Mar- 
cgrar'm e generi affini. 

L'aspetto delle foglie anormali di Smilax aspera raccolte cla Miss 
Free e as u diverso, a seconda che la saldatura dei margini fogliari 
siasi effettuata per un tratto piu o meno lungo. Nelle figure 6, 7 e 8 
della Tav. IV ho riprodotto i casi estremi: mentre in alcune foglie (Tav. 
IV, Fig. 7) si osserva appena un piccola punta conica, concava, alUestre- 
mita della lamina, in altre (come in fig. 6 e 8 della Tav. IV) la sal- 
datura si e stc^a a buona parte del margine fogliare, di modo che ne 
mmo risultati dei cornetti acuti, sp ■ volte ricurvati, di aspetto assai 
singolare. Questi diversi gradi di formazione si potevano osservare fram- 



( l ) Hixcks, in Meeting of the Brit. Assoc, for the Ad vane, of Sc. in New- 
castle, 18: . 

Germain de St. Pierre, in Bull, de la Soc. Bot. de Fr. I, 1854. p. 63. 



Masters, Vegetable Teratology p. 23, 



1865. d. 277 



50 



NOTE DI TERATOLOGIC VEGETALE 169 



misti nelle foglie del medesimo ramo, senza che vi apparisse alcun or- 
dine determinato o alcuna graduazione d'intensita nell'anomalia. 



III. Foglie mostruose di Carica Papaya. 



(Tav. V, VI). 



La Carica Papaya, diffusa nei paesi tropicali, da parecchio tempo e stata 
introdotta anche nella nostra Colonia Eritrea; e specialmente sulFalti- 
piano, negli orti impiantati vicino a Keren, lungo il torrente Anseba, 
prospera magnificamente e produce in abbondanza i suoi frutti gusto- 

sissimi. 

Sopra un giovane esemplare, cresciuto appunto presso Keren negli 

orti del comando militare, ebbi occasione d' osservare, nella primavera 
del 1891, un grande numero di foglie anormali, che per la loro curiosa , 
conformazione meritano d'essere illustrate. 

Come e noto, la Carica Papaya porta in cima ad uno stipite semplice 
un ciuffo di foglie grandi, lungamente picciuolate, colla lamina a con- 
torno rotondo, digitato-lobata, profondamente incisa alia base, e coi lobi 
ancora pinnato-lobati. La lamina e inserita ad angolo retto sul picciuolo, 
come nel Tropaeolum majas o in altre foglie peltate, e nel punto d' in- 
serzione, dal quale si dipartono le 7-9 nervature primarie, trovasi un 
piccolo disco rilevato, bianco, formato appunto dalFunione delle nerva- 
ture. Sopra tale disco, situato nel centra (o se vogliamo, alia base) della 
lamina fogliare, prendevano origine, in moltissime foglie della stessa 



pianta, dei piccoli fillomi accessorii, piu o meno fortemente sviluppati, 
e provvisti di picciuolo cilindrico, solido. 

Erano sempn 1 piu piccoli , che le division! normali della foglia digi- 
tato-lobata; e ne differivano anche per la presenza costante d'un pic- 
ciuolo. Inoltre, quei fillomi erano inseriti ad angolo retto sulla lamina 
stessa; e siccome, oltre alia loro presenza, la lamina principale non pre- 
sentava altra anomalia, ma era perfettamente conformata e completa, mi 
sembra che quei fillomi accessorii non possano essere interpretati quail 
divisioni fogliari apostate ed alterate. Piutt(3sto le confronterei a quelle 
produzioni fogliari avventizie che talvolta sono State osservate e descritte 



170 



0. PENZIG 



sulle foglie della Brassica oleracea, e che pure (come vedremo delle nostre) 
hanno sovente uno sviluppo mostruoso. 

Per la Carica Papaya trovo una sola notizia nella vasta letteratura 

* 

teratologica, che si riferisca ad un caso simile d'anomalia: il dott. Ernst 
descrive brevemente ( l ) la produzione d'un filloma mostruoso dal centro 
d'una foglia di Carica Papaya; ma egli non ebbe da osservarne che un 
solo caso, mentre io potei for raccolta di poco meno d' un centinaio di 
simili produzioni mostruose, di cui ho riprodotto in grandezza naturale, 
nelle tavole V e VI, le piii notevoli ed istruttive. 

■ 

Quei fillomi accessorii o avventizii nascevano sul disco della fog-lia o 
solitarii, o talvolta in due o tre, senza orientazione determinata. II pic- 
ciuolo d' essi, sempre presente, era piii o meno lungo, cilindrico, e so- 
lido internamente, mentre il picciuolo delle vere fog-lie grandi, e perfino 
le 7-9 nervature principal] della lamina sono tubulosi, vuoti nell'interno 
(vedi Tav. V, fig. 1 che mostra Finserzione di due fillomi accessorii nel 
centro d'una foglia). 

Se gia la produzione di foglie accessorie sopra la lamina fogliare e 
un fatto abbastanza raro e curioso nella Teratologia vegetale, Y anomalia 
nel nostro caso ha doppio interesse, per la conformazione straordinaria 
della lamina in quei fillomi avventizii. Rare volte questa si mostrava di 
forma normale, cioe pi ana, semplice, lanceolata o spatolata, intera o col 
margine pinnatolobato, colla base arrotondata o auriculata: nella grande 
maggioranza de' easi la lamina fogliare aveva preso un sviluppo anor- 
male ; e come pud mostrare uno sguardo ajle nostre tavole V e VI, havvi 
molta difFerenza nellaspetto delle singole foglie. 

Possiamo dividerle in tre gruppi, secondo le anomalie che vi sono piii 
spiccate; ma sovente anche si riscontra che nella medesima foglia si sono 
verificati e combinati due o tre generi d'anomalia. 

L f aberrazione piii semplice consiste nella trasformazione della lamina 
in un ascidio, unendosi i margini fogliari alia base, verso la faccia ven- 

i 

trale, per un pezzo piu o meno lungo, di modo che si lorma una coppa 
a base conica, ad imbuto, piii o meno profonda (Tav. V, fig. 4, 12, 



(') In The Nature, vol. XVIII, 1878, p. 331. 



NOTE DI TERATOLOGIC VEGETALE 171 



17; Tav. VI, fig. 35, 37). Tali ascidii appartengono per la loro confor- 
mazione alia categoria degli epi ascidii basali semplici (vedi so- 
pra, pag. 168). 

In un numero molto maggiore dei casi la base della lamina fogliare 

(sempre, si intende, delle foglie accessorie inserite su quelle grandi) mo- 
strava invece un accartoeciamento duplice, a destra ed a sinistra della 

base del nervo mediano, e sempre verso il lato ventrale della foglia, in 

modo che le foglie cosi costituite formavano una specie di ascidio doppio, 

pel quale proporrei il nome di diplascidio. Simili diplascidii sono 

frequentissimi nelle foglie della Saxifraga crassifolia (*) insieme anche 

ad epiascidii semplici); e ne ho illustrato dei casi analoghi anche per 

le foglie del Phlox Drummondi ( 2 ). L'origine pero dei diplascidii sembra 

che possa essere diversa nelle varie specie. Mentre nei casi ora citati di 

Saxifraga crassifolia e Phlox Drummo/idi la formazione del diplascidio 

sembra dovuta alia generazione di escrescenze o pieghe Iaminari ai due 

lati della nervatura mediana, nel nostro caso di Carica Papaya e evi- 

dente che il diplascidio si forma in seguito all' involuzione dei margini 

fogliari (o delle auricole fogliari) ed alia loro saldatura col nervo me- 

diano della lamina. Cio si vede immediatamente, esaminando i nostri 

disegni Tav. V, fig. 7, 16; Tav. VI, fig. 23, 27,^28, 29. Troviamo un'a- 

naiogia a simile processo nella conformazione normale di molte foglie 

carpellari, nelle quali i margini fogliari, invece di saldarsi fra loro in 

nanzi alia nervatura mediana, si involgono anche di piu, e raggiunta 

quella nervatura, si saldano a questa. 

Nelle nostre foglie accessorie di Carica Papaya Tunione dei margini 



(*) Wydler, in Flora 1850; 1852, p. 738. 

Schimper, in Flora 1854, p. 74. 

Schlechtendal, in Botan. Zeitung XIX, 1861, p. 5. 

A. Braun, in Sitzber. d. Bot. Ver. d. Prov. Brandenbg. XVI, 1874, pag. 49. 

Jacob asch, ibid. XX, 1878, p. 92. 

Heinricher, in Sitzber. d. K. K. Akad. d. Wissensch. Wien , Abth. I, Bd. 
84, Nov. 1881, p. 69, Taf. VI, fig. 22-25. 

Massalongo, in Nuovo Giorn. Bot. Ital. XVIII, 1886, p. 324, Tav. XV ed 
ibidem Vol. XXII, 1890, p. 5, Tav. 1, Fig. 9, 10. 

Arcanoeli, in Bull. Soc. Bot. Ital. 1895, p. 224. 

(*) O. PRNzm. in MalDishia III. 1889. d. 238. Tav. X. 



s 



172 



0. PENZIG 



colla nervatura mediana puo estendersi piii o meno in alto, ed essere 
anche piii estesa in un meta della lamina cbe nelFaltra: le vediamo 
p. es. pressoche uguali nolle figure 7 e 16 della Tav. V, mentre sono 
molto disuguali nelle foglie riprodotte in Tav. V, fig. 15; Tav. VI, 
fig. 23, 28, 29. Anche alia base della lamina le due estremita del di- 
plascidio possono essere involute a varia altezza, di modo che uno degli 
ascidii resta assai piu alto deiraltro (Tav. V, fig. 15, 16; Tav. VI, fig. 
18, 19, 23, 28, 29). 

Qualora la saldatura dei margini colla nervatura mediana si estende 
fino alia cima della foglia, questa ci apparira nella sezione trasversale 
come 4-"alata, simile alia sezione di certe antere; e possiamo pure osser- 
vare che le due metk d'un diplascidio si rendono, per cosi dire, auto- 
nome, trasformandosi ognuna in una coppetta chiusa anche dalla parte 
apicale, o con un apice proprio; e quelle due coppe stanno natural- 
mente col dorso dell* una rivolto a quello dell'altra. Ci danno un buon 
esempio di sifatta diposizione le figure 15 della Tav. V e fig. 30 della 
Tav. VL 

Ora, questi due cartocci o ascidii geminati, che vedevamo gia inseriti 
a diversa altezza nelle figure sopra citato, possono spostarsi anche di piii 
in senso vertieale; e possiamo spiegarci in questa maniera la produzione 
di foglie mostruose, come quelle riprodotte in fig. 2 della Tav. V, o 
in fig. 20 della Tav. VI. Se lo spostamento vertieale delle due meta della 
lamina si accentua ancora di piu, i due ascidii gemelli possono trovarsi 
perfino separati completamente, voltandosi vicendevolmento il dorso: cosi 
in fig. 5 e 6 della Tav. V, in fig. 24 e 25 della Tav. VI. 

Possono suceedere pero, nella configurazione dei diplascidii di Carica 
Papaya, ancora delle combinazioni differenti. Nella fig. 14 della Tav. 
V e rappresentata p. es. una foglia accessoria, nella quale si sono pure 
formate quelle due ripiegature in senso involutivo, che hanno determi- 
nato la formazione d'un diplascidio. Ma le due lamine che dalla base 
della lamina? ascendono lungo il nervo mediano, bruscainonte, un po' al 
di sopra della sua meta, si riuniscono fra loro, staccandosi nello sfe ->o 
tempo dalla nervatura mediana; e stendendnsi libere ancora per circa 
cinque centimentri, formano una specie di lamina mdaria, opposta a 



NOTE DI TERATOLOGIC VEGETALE 173 



quella primitive, e pereorsa da una nervatura mediana anche in tutta 
la parte libera, fino in cinia. 

Qui adunque, in conseguenza ancora della formazione d'un diplascidio, 
ne e risultato un vero sdoppiamento fogliare, nel quale le due lamine 
(prim aria e secundaria) sono voltate colla faccia ventrale dell 9 una contro 
l'omologa facciata dell'altra. 

Un caso di natura simile, ma che nell'aspetto si presenta un po' di- 
verso, e illustrate nella fig. 31 della Tav. VI. 

Questa " inversione " delle lamine e caratteristica per tutti i casi di 
gdoppiamento fogliare; e ritorneremo ancora piii sotto sullo stesso argo- 

men to. 

Le mostruosita delle foglie accessorie da me osservate nella Carica 
Papaya si romplicano ancora per l'aggiunta di altre due anomalie: Tuna, 
il distaceo della nervatura mediana dalla lamina fogliare, e l'altra, la 
produzione d'un secondo lembo (e tavolta anche d'un terzo e quarto) sul 
prolungamento di tale nervatura. 

I casi piu semplici di queste anomalie sono illustrati nelle figure 13 
e 17 della Tav. V, e nella figura 26 della Tav. VI. In queste si vede 
F estremita della nervatura mediana uscire dal piano della lamina fo- 
gliare, in forma d'un semplice prolungamento cilindrico, dritto o un 
poco incurvato, sul lato dorsale della foglia. In altri casi invece (ed anzi, 
piu frequentemente) pud uscire anche sul lato ventrale, come si vede in 
Tav. V, fig. 10, 11 ed in Tav. VI, fig. 21, 22, 27, 29, 34, 35, 36 e 37; 
ma in quasi tutte le foglie qui citato (ad eccezione della foglia rap- 
presentata dalla figura 37) la prolungazione della nervatura porta un 
lembo addizionale. Questo e semplice e rudimentale nelle foglie delle fi- 
gure 27 e 34; in tutti gli altri casi e foggiato ad ascidio, e precisamente 
presenta la forma di hypoascidio, cioe colla faccia ventrale rivolta all'in- 
fuori, sul lato esterno della coppa. Cio si vede chiaramente nelle figure 
10, 11, 21, 22, 29, e sopratutto nelle figure 35 e 36, dove al disopra 
d'un epiaseidio basale la nervatura mediana, uscita dalla pagina ven- 
trale della lamina primaria, porta un hypoascidio caratteristico , bene 
conformato. Anche in tutti questi casi dunque si e verificata quella in- 
versione delle lamine fogliari, alia quale ho gia alluso piu sopra, e che 



174 



O. PENZIG 



sempre si pu<> constatare (meno pochissime eecezioni) quando sucoedono 
deg*li sdoppiamenti seriali di fillomi ( r ). 

Di particolare interesse e aneora la foglia, rappresentata in due posi- 

zioni diverse nelle figure 32 e 33 della Tab. VI. In questa vediamo suc- 
cedersi, lungo la medesima nervatura mediana, nientemeno che quattro 
lamine separate, di cui tre ravvicinate e siraili fra loro, la quarta ter- 
minale, separata dalle altre da un tratto di nervatura prolungata, e ru- 
dimentale. Tutte quattro queste lamine sono foggiate a coppa; e nella 
loro disposizione e osservato rigorosainente il principio, sopra enunziato, 
dell'inversione delle lamine sdoppiate. Essendo tutte quattro epiascidii 
(colla faccia ventrale neirinterno delle coppa), la seconda e voltata col 
dorso verso quello della prima lamina; la terza si comporta in modo ana- 
logo, voltando il dorso verso quello della seconda lamina ; ed anche il 
quarto lembo, che colla sua forma peltata rappresenta un asciclio imper- 
fetto, e orientate in senso in verso di quello della lamina precedente. 

Nod meno complicate sono le condizioni della foglia rappresentata (in 
due posizioni diverse) dalle figure 8 e 9 della Tav. V: essa e foggiata 
a diplascidio alia base; e nella parte superiore osservasi uno sdoppia- 
mento della lamina, due volte ripetuto: ma sempre vi resta osservata 
la legge che le facciate omologhe restano rivolte una contro l'altra. 

Tutte queste forme anormali delle foglie aceessorie nella Carte® Papaya 
rammentano assai certe foglie mostruose di Croton appendicular HortuL, 
che furono descritte, illustrate ed ingegnosamente interpretate da L. Ce- 
lakovsky ( 2 ). 



Come e noto, il Celakovsky da varii decenni ha sostenuto una strenua 
lotta, riguardo alFinterpretazione rnorfologica dell'ovulo nelle Fanero- 
game, ch'egli ritiene essere una fogliolina (ovvero, un lobp delle foglie 
carpellari) con un'emergenza nocellare, mentre altri autori per lungo 



f 1 ) Ho trattato estesamente di questa M legge d' inversione delle lamine 
fogliari n nelle mie Miscellanea Teratologica (Memorie del R. Istituto Lom- 
bardo di Sc. e Letters, vol. XV, 1884, pay. 202 e seguenti), dove ho dato an- 
che 1'elenco della relativa letteratura. 

(*) L. Celakovsky. Rene Beitrage zur Folioiartheorie des Ovulum's. (Abb. 

d. Kgl. Rnrhm. Gesellsch. der Wissonschaften, VI. Folge, 1& Band: Mathem 
Naturw. Classe N.° 8). Prag 1884. 



NOTE DI TERATOLOGIA VEGETALE 



175 



tempo sostenevano che gli ovuli fossero gemme, e quincli constassero di 
una parte assile (che secondo loro sarebbe la nocella), e da una o due 
appendici fogliari (gli integumenti ovulari.) 

II Celakovsky riusci a di most rare, colF illustrazione di numerosi casi 
di virescenze fiorali, che realmente nelle cosidette oolisi, o nelle anamor- 
fosi ovulari causate da virescenza, gli ovuli metamorfizzati si trasformano 
in foglie o lobi fogliari; e che la nocella ha il valore morfologico d'una 
emergenza, la quale, come tricoma, pud uascere in qualsiasi parte della 
fogliplina ovulars. Riguardo agli integumenti, egli dimostro come nel 
caso di doppio integumento la primina e la secondina hanno posizione 
inversa, rivolgendo Furia all* altra le facce morfologicamente omologhe 



(ventre contro ventre, o dorso contro dorso); e che percid non possono 
essefe ft»liette inserite successivamente sopra il medesimo asse, perche 
allora dovrebbero avere una orientazione comune, cioe col dorso in giu 
e coll a faccia ventrale in su. Le foglie di Croton da lui illustrate mo- 
strano all'evidenza, come nello stesso filloma puo verificarsi la succes- 
ione di diverse la mine inversamente orientate; ed i casi da me studiati 
nelle foglie accessorie della Carica Papaya mi sembra si prestino pure 

i 

molto ad appoggiare la teoria del Celakovsky sulla struttura degli ovuli. 



f 



176 



0. PBNZIG 



SPIEGAZ10NE DELLE FIGURE 



Tav. IV. 



Fig. 1-5. Gladiolus segetum Gawl. 



Fig* 1. Fiore anorinale, visto di fianco \r). 

» 2. Diagrammi teorici di due fiori normali. 

» 3. Diagraming del fiore anormale, mostrante lo sdoppiamento dei tr< 

petali e la riconiparsa delio stame anteriore del secondo ver- 
ticillo. 

» 4. Analisi del perianzio d'un flore normale (y)„ 

» 5. Analisi del perianzio dei flore anormale (-J-). 

Fig. 6-8. Smilax aspera L. 
Fig. 6-8. Foglie, trasformate in epiascidi apicali. 



Tav. V. 



Foglie accessorie di Carica Papaya L. 



(tuttc in grandezza naturale). 

Fig. 1. Centro d'una foglia, colFapice del picciuolo, e col punto d'uniom 

delle nervature primarie: da questo punto nascono i picciuoli 
itroncati in alto) di due fogliette accessorie. 

» 2. Diplascidio, coi due ascidii spostati. 

» 3. La stessa foglia, in posizione in versa. 

» 4. Epiascidio basale, semplice. 

» 5. Diplascidio, come in Fig. 2. 

» 6. La stessa foglia come in Fig. 5, in posizione in versa. 

» 7. Diplascidio. 

» 8. Diplascidio, complicate per isdoppiamento ripetuto della lamina 

vedi il testo). 
» 9. La stessa foglia come nella Fig. precedente, in posizione inversa. 
» 10. Foglia a lamina sdoppiata; la lamina superiore foggiata a hypo- 

ascidio. 



XOTE DI TERATOLOGIA VEGETALE 177 



Fig. 11. La stessa foglia, vista dall'altro lato. 

» 12. Epiascidio sempliee, visto dal dorso. 

» 13. Diplascidio, colla nervatura mediana staccata sotto 1' apice della 

lamina. 

» 14. Diplascidio, con isdoppiamento della lamina. 

» 15. Diplascidio, colla lamina superiormente incisa e divisa. 
» 16. Diplascidio. 

» 17. Piccolo epiascidio semplice, basale, colla nervatura staccata sotto 

r apice della lamina. 



Tav. VI. 



Foglie accessorie di Cavica Papaya L. 

(tutte in grandezza naturale). 

Fig. 18. Diplascidio, coi due ascidii inseriti a di versa altezza. 
» 19. La stessa foglia in posizione in versa. 
» 30. Diplascidio; i due ascidii sono separati ed inseriti ad altezze molto 

diverse. 
» 2i. Foglia peltata, col nervo media no staccato dal la to ventrale, e por- 

tante un piccolo hypoascidio. 

» 22, La stessa foglia, in posizione inversa. 

» 83. Diplascidio. 

» 21. Diplascidio; i due ascidii molto disuguali, volgentisi vicendevol- 

mente il dorso. 
Fig. 25. La stessa foglia, in posizione inversa. 
» 20. Epiascidio basale, colla nervatura media staccata sotto Fa pice della 

lamina. 
» 27. Diplascidio, colla nervatura mediana distaccafa dalla faccia ventrale, 

e portante una lamiuetta secundaria, rudimentale. 
» 28. Diplascidio. 
» 29. Diplas idio; la nervatura prolungata sopra la faccia ventrale porta 

un hypoascidio. 
» 30. Diplascidio: i due ascidii, perfctti, si voltano il dorso reciproca- 

mente. 
» 31. Diplascidio con isdoppiamento della lamina. 
» 32. Foglia con quattro lainine suc< ssive(vedi il testo, pag. 174). 



178 



0, PENZIG 



Fig. 33. La tstessa foglia in posizionc inversa. 

» 34. Foglia peltata; la nervatura media, staccatasi sopra il lato ven- 
trale, porta una lamina secondaria, rudimentale. 

» 35. Epiascidio basale; una lamina secondaria in forma di hypoascidio 

portato dal prolungamento della nervatura media, uscita dal lato 
ventrale della lamina primaria. 

» 36. La stessa foglia, in posizione inversa. 

» 37. Epiascidio basale; la nervatura median a si prolunga in forma 

(Tappendice cilindriea sopra il lato ventrale. 




«$* 




RASSEGNi: 



Dott. Marco Soave. — Chimica vegetale e agraria, — Torino 

Clausen 1902. 



• 



Crediamo utile segnalare ai lettori della « Malpighia » un'opera la quale, 
sebbene non sia indirizzata agli studi botanici, tuttavia pel modo eol quale 
e condotta puo essere utile anchc ai botanici. Ne daremo quindi qualche 
cenno fermaodoci un po' piu sulla parte che riguarda la fisiologia vegetale. 

L' in ten to delPautore, nel pubblicare quest 1 opera, e stato quello di « ra- 
dunare insieme ed esporre in modo facile e piano quel complesso di co- 
gnizioni teoriche il cui possesso permetta di divenir pratici esperti anche 
a quelle persone che non ban no una preparazione speciale agli studii 
agrarii ». Per parte dell'A. lo scopo puo dirsi perfettamente raggiunto; l'e- 
sposizione della materia facile, e piana, dalle nozioni sutrli elementi e sulle 
analisi, porta a grado a grado anche colui che h ignaro dei principii della 
chimica, alia conoscenza dei principali fenomeni che ban no luogo nel regno 
vegetale. Dei brevi sommarii, ai principio di ogni capitolo, costituiscono 
come i capisaidi della trattazione, la quale e svolta avendo sempre di mira 
r applicazione pratica, agraria o industriale non discostandosi pero mai 

dal rigore scientifico. 

L' opera si divide in tre parti: la prima, la principale, riguarda la chi- 
mica vegetale. Dopo aver trattato nel primo Capitolo dei principii generali 
della chimica, l\\,, nei cinque altri seguenti, si oceupa dei piu important! 
principii immediati che compongono le piante, e notevolc h a questo pro- 
posito la trattazione degli Enzimi che oceupa il VI Capitolo. Nel VII ed 
VIII e trattata la fisiologia deirassimilazione e della respirazione e nei tre 
seguenti si parla della nutrizione azotata delle piante. Questo argomento 
intere&sauto in ispecial modo V agraria, e trattato in modo veraiuente 
complete non trascurando la parte storica dalle esperienze di Ville e di 
Boussingault flno ai recenti trovati di Winygradzki sui bacterii nitriti- 

canti. 
Vi si vede la profonda conoscenza delT argomento per parte dell'A. 

il quale vi riassume anche alcune ricerche personali. 1 quattro Capitoli 
seguenti rigaarda no la distribuzione e Tassorbimento dei principii mine- 
rali nelle piante; T ultimo, inline, della prima parte, tratta del fenomeno 
della maturazionc e della gerinioazione, e questa e una novita per i trat- 
tati di fisiologia vegetale agraria. 

La seeonda parte e dedicata alio studio del terreno, alia sua formazione, 
alle sue proprieta fisiche e chimiche. 



180 



RASSEGXE 



Conosciute cosi le sorgenti degli alimenti per le piante e i bisogni delle 
piante stesse, i'A. passa, nella terza parte, a descrivere rapidamente i mezzi 
die sono a nostra disposizione per migliorare ralimentazione delle piante. 
A proposito dei concimi azotati e interessante la trattazione dei fenomeni 
di denitrificazione che si osservano nello stallatico. 

L' opera, corredata di nuinerose figure, tabelle, formole, ecc. puo riuscire 
utile anche ai non principianti che potranno trovarci dei dati interessanti. 
Per i botanici che non intendono occuparsi particolarmente di studii di 
chimica vegetale, quest' opera si presta ottimamente a dare loro una no- 
tizia esatta suirargomento, conforme alle cognizioni attuali. E a deplorare 
clie I'A. abbia omesso ogni nota bibliografica , la quale avrebbe pei bota- 
nici accresciuto di molto l'interesse del lavoro. L'A. pero si giustifica ad- 
ducendo che sarebbe stata mutata la mole e 1' indole del lavoro senza 
grande vantaggio per coloro cui specialmente e stato dedicato. 



Torino, 17 Luglio 1902. 



G. Gola. 






Malpighia Vol. XVI 



Tav. Ill 













9 




H 






n 













15 



4 




5 





Echidnopsis Hook. fil. 



DELIN. ALW. BERGER 







12 




2 




Malpighia Vol. XVI. 



Tav. IV. 







O. PeNZIG AD NAT. DELIN ET LITH. 



Malpighia Vol. XVI. 




Tav. IV. 






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O. PENZIG AD NAT. DELIN. ET LITH, 



Malpighia Vol. XVI. 






Tav. V. 





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O. PENZIG EX NAT. DELIN. ET LITH, 















Malpighia Vol. XVI. 











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11 




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24 




Tav. VI 







O. PENZIG EX NAT. DELIN. ET LITH. 



CONDIZIONI 



La Malpighia si pabblica una volta al mese, in fascicoli di 3 fogli di stampa 
almeno, corredati, secondo il bisogno , da tavole. 

1/ abbonamento annuale im porta L. 25, pagabili alia ricezione del 1° fascicolo 
dell' annata. 

L'intiero volume annuale (36 fogli in 8° con circa 20 tavole) sara messo 
in vendita al prezzo di L. 30. 

Non saranno venduti fascicoli separati. 

Agli Autori saranno corrisposte 100 copie estratte dal periodico , 15 giorni 
dopo la pubblicazione del fascicolo. Qualora fosse da loro richiesto un maggior 
numero di esemplari, le copie in piu verranno pagate in ragione di L. 10 al 






foglio (di 16 pag.) per 100 copie. Quanto alle tavole supplemental! occorrera 
soltanto rimborsare le spese di carta e di tiratura. 

Le associazioni si ricevono presso i Redattori e presso le principali Librerie 
Italiane e dell' Estero. 

Ai Librai e accordato lo sconto del 20 %. 

I manoscritti e le corrispondenze destinate alia Malpighia dovranno essere 
indirizzate al Prof. O. Penzig in Genova. 

Si accetta lo scambio con altre pubblicazioni periodiche esclusivamente bo* 
taniche. 

Per annunzj e inserzioni rivolgersi al Redattore Prof. O, Penzig, R. Univer- 
sity, Genova. 

Tariffa delle inserzioni sulla copertina per ogni inserzione. 



1 pagina ... L. 30 1/2 pagina ... L. 20 

3/4 di pagina. » 25 1/4 di pagina. » 15 

In fogli separati, annessi al fascicolo, a prezzi da convenirsi. 



I nuovi Abbonati che richiederanno il primo e secondo volume, rilegati in 



brochure, li pagheranno Lire 25 invece di Lire 30 



SOMMARIO. 



Lavori originali. 



R. Pirotta e E. Chioyenda: Illustrazioue di alcuni Erbarii 

antichi Romani p a , r 49 

Alwin Berger: Ii Genere Echidnopeis (con Tav. Ill) .... » 158 

0. Penzig: Nota di Teratologia vegetale (con Tav. IV, V, VI). » 164 



Rassegne. 



Dott. Marco Soave : Chi mica vegetate e or/, aria » 179 









MALPIGHIA 



RASSEGNA MENSUALE DI BOTANiCA 



REDATTA DA 



O. PENZIG 

Prof. all^TJniversita di G-enova 



R. PIROTTA 

Prof, all' University di Roma 



Anno XVI 



Fasc. V-Y1I 




(con Tav. VII) 




1 
I 



5 






' 



MARCELLO iMALPIGHI 



1627-1694. 



GENOVA 

TIPOGRAFIA DI AXGELG CIMINAGO 

1902. 



Lista dei collaborator! ordinarii per le Rivisle eritiehe 



Morfologia delta cellula — Dott. 0. Kruch (R Istituto Botanico di Roma). 
Istiologia ed Anatomia comparata — Prof. R. Pirotta (R. Istituto Botanico di 

Roma). 
Trallati — Prof, 0. Mattirolo R. Museo di Storia Nat di Firenze). 
Organogrtifia, Organogenia, Teratologia — Prof. 0. Penzig (R. Orto Botanico di 

Genova). 
Fisiologia — Prof. R. Pirotta. 
Tecnica microscopica — Prof. A. Poi.i (R. Istituto Tecuico di Piaceuza). 

Patologia — Dott. U. Brizi (R. Stazione di Patologia Vegetale di Roma). 

Biologia — Prof. A. BorzI 

Fitopaleontologia — lug. C^bmci (R. Istituto Botanico di Roma). 

Storia delta Botanica — Prof. P. A. Saccardo (R. Orto Botanico di Padova). 

Botanica forestale ed industriale — Prof. R. F Solla (I. R. Istituto Tecnico. 

Trieste). 
Botanica medica — Prof. C. Avbtta (R. Orto Botanico di Parma). 
Botanica orticola — C. Sprengkr (S. Giovanui T luecio pr. Napoli). 
Flora fanerogamica & Italia — St. Sommier (Lungarno Corsini 2, Firenze). 
Pteridofiti — Dott. A. Bai.dint (R. Istituto Botanico, Roma), 
Muscinee — Dott. IT. Bkizi. 

Prof. C. Ma.— won<;o (Univ. di Ferrara). 

Licheni — Dott. A. Jatta 'Ruvo di Paglia). 

Funghi (Siatematiea) — Pi of. P. A. SaccXruo (R. Orto Botanico di Padova). 

Fnnghi (Ciologia e Morfologia) — Prof. 0. Mattirolo. 

Alghe marine — Prof. A Piccon^e (25 Via Caffaro, Genova). 

Alghe d'acqua dolce — Prof. A. Bon/i — (R. Orto Botanico di Palermo). 

Bacteriologia — Dott. L. Buscauom (R. Istituto Botanico di Roma). 





1 Signori Autori sono responsabili di quanto 
stampato nelle loro memorie originali. 



ENRICO CELANI 



Sopra un Erbario di Gherardo Cibo 
eonservato nella R. Biblioteea Angeliea di Roma. 



Nella sala dei manoscritti della R. Biblioteca Angelica di Roma, g-ia- 
cevano da molti anni, ficcati in uno scaffale, senza alcuna colloeazione 
o reg-istrazione in catalogs, cinque volumi di erbario: polverosi, mal ri- 



dotti, rovinati nelle legature e nelle coporture tanto da esigere, special- 
mente uno di essi* notevoli e radicali riparazioni. L'attuale bibliotecario, 
prof. Gennaro Buonanno, provvide affinche fossero restaurati , ed oggi, 
conservati in cassette chiuse e foderate di ovatta spalmata di nafta, sono 
una delle non poche preziosita che conserva quella biblioteca. 

A rilevare Fimportanza di questo ignoto erbario Angelicano furono i 
primi i professori Pirotta e Chiovenda, i quali, appena ne conobbero 
Fesistenza, recatisi alFAngelica, lo esaminarono e con quella competenza 
a loro universalmente riconosciuta, lo giudicarono composto nella seconda 
meta del secolo XVI. E il loro giudizio non ando molto lungi dal vara. 
II prof. Chiovenda poi, basandosi sulFesame intrinseco di esso, ten to rin~ 
venirne Fautore; ma dopo alquanto tempo dichiaro die le sue fatiche 
erano rimaste senza risultato, perche Ferbario non offriva alcun indizio 
che potesse, anche lontanamente, dare luogo a ricerche. Volli tent re 
ancor io la prova: e dacche la grande^ competenza del prof. Chiovenda 
escludeva che dall'esame di esso, dall'assieme delle sue piantr e dalla 
loro nomenclatura potesse venirne fuori una traccia, mi proposi battere 
tutt'altra via, abbandonando cOmpletamente quella dell'erbario, e sono 
lieto di essere riuscito oltre le mie speranze. 

Benche se ne ignorasse eompletamente Fautore, era gia molto potere 
accertare in quale epoca esso fosse perveauto alia biblioteca, e per questo 
eranvi dati precisi. In un opuscolo stampato Fanno 1608 ( l ) che pud dirsi 



( l ) Biblioiheca Angelica litter atom m litterarumq. arnatorum comtnoditati 
dicata liomae in Aedibus Augustinianis. Romae, St. Paulioum, MDCV1II. 

12. Malpighia. Anno XVI. Vol. XVI. 



182 



E. CELANI 



una specie d'indice per classi della Biblioteca, a pagina 57 leggesi sotto 
il titolo: Res arborea et herbaria: Herbae, ac plantae reapse super 

■ 

chartam conglutinatae pluribus tomis in folio compreliensae , ed evi- 
dentemente questo si riferisce al nostro erbario. Dunque l'anno 1608, 
epoca in cui fu stampato quell'opuscolo , Terbario era nell'Angelica : e 
forse non e azzardato l'asserire che, provenendo esso dal P. Angelo Rocca (*) 
come tutto il primo fondo che compose la biblioteca, esso vi stesse gia 
dalFanno 1605, anno in cui il Rocca dispose che i suoi libri e mano- 
scritti fossero affidati all'Ordine Agostiniano e in servizio degli studiosi. 
Ma nulla piii di qnesta notizia: gli indici e cataloghi posteriori tacevano 
assolutamente delFerbario: di modo che poteva asserirsi che per un pe- 
riodo di tre secoli nessuno dei tanti bibliotecarii deH'Ang-elica ne aveva 
compresa l'importanza: anzi considerandolo come un ingombro non ave-* 
vano perduto tempo neppure a catalogarlo. 

Esaminando Yindice delle piante contenute nell'erbario, un piccolo ma- 
noscritto oblungo del quale trattero in seguito, e notendo che vicino ai 
nomi di esse piante, 1'anonimo erborizzatore aveva spesso registrato nomi 
di autori di opere botaniche, quali Plinio, Fuchs, Mattioli, Teofrasto, 
Ruellio, Manardo, pensai che egli, oltre il conoscere quegli autori, ne 
dovesse possedere le opere per citare con tanta franchezza e precisione: 
e consegiK*ntemente mi chiesi se insieme all'erbario, non fossero perve- 
nuti all'Angelica anche i libri che lo avevano servito ed aiutato, e se da 
essi — dato che vi fossero — non potessi trarre qualche nota, un qua- 
lunque indizio che mi aprisse la via alia ricerca, non essendo difficile, 
ne raro trovare edizioni dei secoli XV-XVII annotate e postillate. A questa 
domanda non potevo rispondere se non esaminando tutte le edizioni delle 



( l ) Angelo Rocca, nato nel 1545 a Rocca Contrada nelle Marche (1'attuale 
Arcevia), all' eta di sette anni vest! Tabito degli Ereraitani di S. Agostino 
nel convento di Camorino: dipoi venue, Maestro in sacra teologia, nel con- 
vento generalizio di Roma. Nel 1585 fu chiamato da Sisto V a soprainten- 
dere alia Stainperia Vaticana: nel 1595 divenne Prefetto del Sacrario Apo- 
stolico, e nel 1605 vescovo di Tagaste in parlibus. Mori a Roma nel 1620- 
Possedeva una ricea biblioteca che nel 1605 attido agli Agostiniani, confer- 
mando poi questa sua disp izione con istromento del 23 ottobre 1614 in 
atti Gelso Gusano N. G. 



SOPRA UN ERBARIO DI GHERARDO CIBO 183 



opore dei vari autori citati daU'erborizzatore; e pazientemente mi accinsi 
a questo lavoro, prendendo nota dei nomi citati nelVitidice deU'erbario 
e riscontrandone tutte le opere registrate nei cataloghi dell* Angelica. 

Da questo esame no trassi che nessuna delle edizioni del Manardo, 
Ruellio e Odone oggi nelFAngelica, avevano appartenuto aU'erborizzatore.: 
non cosi paro per alcune edizioni delle opere di Plinio, Fuchs, Teofrasto, 

Mattioli, Dall'Horto che rinvenni postillate ed annotate ampliamente dalla 
stessa mano che scrisse Yindice deU'erbario e che numero le carte e le 
piante di esso. Ma quella che mi forni la notizia precisa, matematica, 
del postillatore di quei volumi e nello stesso tempo deH'autore deU'erbario, 
fu un'edizione del Dioscoride del Mattioli (Yenezia, 1573) che a pag. 803 

reca questa nota: Driopteri, ricavato qui dal naturale, credo nel 

1583 O 84 DA ME GHIRARDO CIBO, PATRONE DI QUESTO LIBRO. 

Una volta messo su questa via, e in possesso di un nome che per il 
solo esame paleografico comparativo tra il volume postillato e Terbario 
mi si'rivelava per quello dell'autore di esso, rivolsi le ricerche su questo 
Gerardo Cibo: e i risultati di esse formano Toggetto di questa memoria. 






Giambattista Cibo — poi Innocenzo VIII — ebbe in giovinezza due 
figliuoli: Francesco, morto in Roma l'anno 1519 (*) da cui Lorenzo che 



(*) Per la storia della famiglia Cibo, ed i loro possessi in Roma, ricordo 
alcuni atti notarili riferentisi al palazzo in Borgo — Andreas Gentili et 
Helias Lome Hi n us execu tores testamentarii q. nobiiis viri Leonardi Cibo et 
nobilis domine Franqueta uxor dicti d. Leonardi.... vendiderunt nobiii viri 
Joanni de Ancedinia.... medietatem quorundam domorum seu palatii in 
Burgo S. Petri, iunctam alia medietate hac eadem die vendita dicto Joanni 
per D. Lodisium Cibo pro pretio dnorum millium et quingentorum scu- 
torum de carlenis decern pro ducato monetae antiquae. — Marcus de Mel- 
linis fldeiussit pro evictione dictarum domuncularum ut supra vendita- 
rum. — Venditio pro Lodisio Cibo facta a D. Augustino Spinola procura- 
torem dicti Lodisii. Atti Andrea de Carosiis, Notarius, die VI aprilis 1510. 
Arch. Capitolino, Script. Arch. R. C. f. 120 et seg. — I conflni del palazzo 
in Borgo erano: ab uoo latere dooms nobilis Camiilae uxoris generosi viri 
d. Bartholomaci de Ruere, ab alio domus nobilium Vincentii et fratrum 



184 



E. CELANI 



fu il primo marchese di Massa, e Teodorina che sposo nel 1477 Gherardo 
Usodimare ( 1 ). I figli nati da questo matrimonio furono aggregati alia 
famiglia Cibo ed ottennero da Innocenzo VIII il titolo di Conti del 8. Pa- 
lazzo Lateranense, la facolta di legittimare bastardi, dare, tutori ai pupilli 
e creare dottori. Aranino, uno di essi, nato Fanno 1484, custode della rocca 
di Camerino, molto si distinse nella difesa di questa fortezza in favore 
di Caterina Cibo, sua cugina, vedova del duca Giovanni Maria Varano, 
assalita improvvisamente da Mattia Varano che pretendeva alle nozze con 
Giulia sua unica figlia; sposo Bianca Vigeri della Rovere, nipote di Marco 
Vigeri vescovo di Sinigaglia. Mori in Sarzana nel 1568, di anni 84. II 
suo cadavere trasportato a Massa per cura del figlio Scipione, fu tumu- 



de Saxis, ab alio est via publica, ante est via quae dicitur Carreria sancta. 
Franciscus Cibo Januensis, magniflcus vir , locavit partem cuiusdem 
domus suae sitae in Burgo S. Petri videlicet ab uno est via Sixtina ab alio 
latere via Alexandrina discreto viro Bartholomaeo Bachio florentino pro 
annua pensione viginti duorum duca tor um de carlenis monetae veteris 
1508, die 13 junii. Nicolaus de Bibiena, not. Vol. I, B, fol. 224 Script. Arch. 
R. C. Archivio Capitolino. 

II Burcardo nel suo Diario oltre Maurizio Cibo, fratello di papa Inno- 
cenzo VIII, ricorda tra i beneflciati Nicold Cibo, arcivescovo di Cosenza," 
Lorenzo Cibo cardinale Beneventano, Guglielmo Cibo, cameriere secreto, 
Matteo suddiacono apostolico, Cristofbro e Pantaleo suoi flgliuoli, cugini e 
consorti del pontelice, oltre molti della casa Usodimare e speciaimente di 
quella di Gherardo marito di Teodorina Cibo. Dei Cibo, beneficati da Leone X, 
rieordo Andrea, notaro e familiare del papa (19 marzo 1513), Federico, sco- 
lare genovese (5 luglio), Geronima, sorella d' Innocenzo, che ebbe la nomina 

li badessa a vita nel monastero di S. Sebastiano in Genova (3 settembre). 

(*) Di niano di Gherardo Cibo esistono queste note nel manoscritto Vati- 

cano Ottoboniano 3135, c. 233: Anno 1492, 17 julii. — Rev. mo D.no Facius 

de Sanctoris Viterbiensis emit a R. Camera Apostolica fortilitium nuncu- 

patum la Rocchetta pro pretio duorum millium ducatorum. — Anno 1495 

lie 17 octobris, praef. D. Facius cessit fortilitium supradictum d.ne Theo- 
dorinae Cibo pro ipsa acceptante D. Gherardo Us us mar is dictaed.ne Theo- 
dorioae absentia marito et tanquam procurator, pro pretio ducatorum duo- 



rum millium, est fol. 26, et vendidit cum deereto seu breve Alex. VI Pont, 
quia d. dous Facius non potcrat licite cam vondere, cum de eo litis pen- 
deret inter ipsum et qua lam muiieres, sicut in breve supradicto, sub die 
XX februari 1495, quod penes non est. — Anno 1528 "die >septembris. D.na 
Theodorina Cybo vendidit fortilitium Iil.mae Catherinae Cybo Camerini 
ducissae pro pretio ducatorum duorum millium et trecentorum. 



SOPRA UN ERBARIO DI GHERARDO CIBO 



185 



lato nella chiesa di S. Francesco (*)• Dal matrimonio con la Bianca Vigeri 
nacquero Gherardo, Mania, Maddalena, Scipione e Maria ( 2 ). 

Scipione, nato in Genova nel 1531, dopo avere molto viag-giato ( 3 ) si 
stabili, dopo l'anno 1574, in Siena e vi mori nel 1597: e di lui, tra le 



( l ) 1568 ottobre 7. Hebbi littere de Scipione mio fratello per le quali mi 
avvisava mio patre, S. Aranino Cibo essere morto in Sarzaua li 16 settem- 
bre 15(38 essendo en tra to gia nelli anni 84. Et in quel di medemo fu por- 
ta to a Massa dove sta sepolto (Gherardo Cibo, Diario, ad a.). 

La lapide posta adesso fuori della chiesa medesima, nel muro die riguarda 
l'orto dietro alia cappella dei depositi dei principi Cibo, b cosi concepita : 



(2) 



araninus cybo innocenth octavi ex 
linea foeminea nepos inyictissimae 

INTEGRITATIS heros CUIUS CERT EM 

SPECIMEN DEDIT CUM MATTHEUM VARANUM 

CAMERINI ARCIS A DUCISSA CATTHERINA 

IPSIUS CONSOBRINA ET AB ILLIUS FILIA CUIUS 

t 

AMBIBAT CONUBIUM EJUS FIDEI CONCREDITAE 

DOMINIUM MOLIENTEM ARMATORUM MANU 

AB EARUM ET ARCIS INIURIA COHIBITUM PROPUL1T 

HUMANIS REBUS CEDENS GENU AM SE 

CONTULIT ET INDE SARZANAM UBI 

OCTUAGESIMUM QUINTUM ANNUM 

AGENS OCCUBUIT M.D.LXIX CUIUS OSSA 

SCIPIO EIUSDEM FILIUS IN ECCLESIAM 

HANC TRANSFER ENDA CURAVIT. 

Viani, Memorie della famiglia Cibo, pag. 79.^ 

GIAilBATTISTA CIBO (poi Innocenzo Vni) 

I 



Francesco Teodorina m. di Gherardo Usodimare 

t in Roma nel 1519 I 



I 
Aranino 

sposa Bianca Vigeri 



I 
Giov. Battista 



I 
Peretta 



i 

Francesco 



i 

Batti8tina 



I 
Gherardo 

t 1600 



I 
Marzia. 

sposa il conte 

Antonio Maurin 



i 

Maddalena 
sposa 
Domenico Passionei 
t 1564 



I 
Scipione 

t 1597 



I 
Maria 

(raonaca) 



( 3 ) Dalle sue lettere al fratello Gherardo risulta die era a Lione nel 1559, 
a Mines nel 1501, a Vienna nel 1565, a Mas. a nel 1568 e 1572, a Siena dopo 
il 1574. Cf. Lettere nella Biblioteca Com una le di Siena, D. VII, 1. 






186 



E. CELANI 



carte di Gherardo conservate nel manoscritto Vaticano Ottoboniano 3135, 
conservasi l'iscrizione che gli fu apposta da Alberico Cibo, principe di 
Massa^ 1 ): Marzia sposo il conte Maurugi di Tolentino (*); Maddalena ( 3 ), 
Domenico Passionei che fu Gonfaloniere di Urbino; Maria, che soprav- 
visse a tutti e dove morire vecchissima, fini i suoi giorni nel monastero 
di S. Agata in Rocca Contrada. 

La nascita di Gherardo puo fissarsi con certezza avvenuta in Genova 
Fanno 1512: erra il Galletti ( 4 ) che lo fa nascere Fanno 1520 e morire 
di sessanta anni nel 1610, come sbaglia pure il Tasti (*) che lo fa mo- 
rire nel 1602 dopo una vita di settanta anni trascorsa in Rocca Contrada. 
Piu esatto e il Brunamonti ( 6 ) che ne fissa la morte al 1600 « Fanno 



( l ) SCIPIONI CYBO ARANINI EQUITIS CLARISSIMI FILIO 

INNOCENTII OCTAVI PONT. MAX. PRONEPOTI 

QUI OLIM GENUA ANTIQUISSIMA PATRIA 

SENAS SI CONTUL1T CIVIBUS IPSIS PROPTER 

VITAE INTEGRITATEM CARUS, NON UNO 

VIRTUTIS EXEMPLO EDITO, LXVI AETATIS ANNO 

DECESSIT 

M.D.LXXXXVII 

ALBERICUS CYBO S. R. L MASSAE ET CARRARIAE PRINCEPS 

GENTILI SUO 

POSUIT. 

( 2 ; Di mano di Gherardo Cibo nel mss. Vatic. Ottob. 3135: « Anno 1530 
die7xbris D. Araninus Gybo constituit dotem duorum millium et sexcen- 
torum ducatorum D. Martiae eius flliae et pro illis duobus millis ducatis, 
lll.ma Catherina Gybo Gamerini ducissa d. D.ne Martie donavit fortilitium 
nuncupatum la Rocca di mezzo o di Pier Polo, emptum a D. Theodorina 
Gybo. Copiato qui de i di giugno 1589 ». 

(■) 1570 febbraio 1 , morse a Fossombrone mia sorella Maddalena vidua 
de M. Domenico Passionei. (Cibo, Diario ad a.). 

( 4 ) Memorie per servire alia vita del card. Domenico Passionei. Roma, 
1762, pag. 81 e seg. 

( 5 ) Lakui Tastii, de situ et origine Rocchae Contratae, libri quatuor, anno 



281 



istorica 



stato di Rocca Contrada. In Nuova Rivista Misena, anno IX, fasc. 1, p. 92 
« Cibo, Gherardo di quella sovrana famiglia pronipote di Innocenzo VIII, 
del 1540, in eta di anni 28 venne in Rocca Contrada, si fece nostro citta- 
dino, piglio pubblici uffici, visse anni 60, e mori nelFeta di 88 Fanno ap- 
punto secolare 1600. \ 7, e stata la lapide in S. Francesco », 




SOPRA UN ERBARIO DI GHERARDO CIBO 187 



secolare » e asserendo che nel 1540 Gherardo si stabili definitivamente 
in Rocca Contrada, da esattamente per la nascita l'anno 1512. Al Galletti, 
che ebbe in mano le carte del mss. Vaticano Ottoboniano 3135, non sa- 
rebbe stato difficile fissare questa data solo che avesse fatto maggiore 
attenzione e uso piu intelligente dell'elogio funebre letto dal Gilii ( 4 ) in 
morte del Cibo. « 

Delia sua giovinezza ben poco sappiamo: e l'unica fonte e il detto 
elogio: « Traduxit hie puerilem aetatem et adolescentiam Romae » dice 
il Gilii « ut optimis moribus it disci plinis in quibus non parum profecit, 
imbutus, ad dignitates ecclesiasticas, sed magis ad f elicit atem consequendam 
suorum maiorum more aditum sibi patefaceret » e non e improbabile che 
venisse in Roma seguendo la duchessa di Camerino Caterina Cibo-Varano 
che vi giunse nel novembre 1526, andando ad abitare in Borgo al pa- 
lazzo dei Cibo, e torno a Camerino il 30 gennaio dell'anno seguente ( 6 ); 
fu presente al sacco di Roma, « Verum in ea incidit calamitosa tempora 
in quibus barbarorum impius furor Romanis opibus inhians, Carolo Bor- 
bonio duce, in Urbem summa saevitia irrumpens (proli dolor) illam cepit, 
diripuit, vastavit, deformavit... quae immanissima spectacula adeo Ghe- 

* 

f rardi et bonorum omnium animos perturbaverunt , perterrueruntque , ut 
felices merito haberentur, qui illinc au fug ere, et alio sese recipere possent » 
e rifuggendo dalle calamita che porto seco il sacco stesso, si trasferi a 
Camerino presso il duca Giovanni Maria Varano, suo stretto parente « Ghe- 
rardus igitur Roma profectus ad Johannem Mar I am Varanum, cum quo 
arcta sibi affinitas et necessitudo inter cedebat, se se contulit a quo huma- 
nissime quidem, ut decuit, in ilia calamitate et vastitate exceptus fuit » ; 
dopo passo con Francesco Maria Delia Rovere « in omnibus y quae tunc 
in Gallia Cisalpina bellis gestis, veluti comes et assecla perpetuus secutus 



( 4 ) Marci Lilij Rocchensis philosophi Oratio habita Rocchae Gontratae 
in funere per lllustris Gherardi Cybo Patritii Genuensis prid. non. febrarii 
MDC. — Questo elogio era tra i manoscritti del card. Passionei di cui feec 
Finventario il Galletti: oggi 6 nel mss. Vaticano Ottob. 3i35, c. 215-222. 



documenti 



Roma 



Roma, 1894 1 pag. 9. 



188 



E. GELANI 



est 9 cut in cunctis pericnUs, proeliisque praeslo fiiit , egregiam navavit 



/< 



fuit 



rimanere qualche tempo in Bologna ove frequento quell' Universita e le 
lezioni di botanica di Luca Ghini. Poi « cum Carolus V imperator adversus 
quosdam Germaniae regulos, non tarn, imperii quam catholicae religionis 
ebelles helium pararet, in eaque expeditione Paulus huius nominis III 
pout, max. Alexandra in Fames hem cardhialem nepotem suum magnis copiis 
mitteretj et Gherardus quoque tunc non postremi ordinis eques, multisque, 
non minus nobilitate, qua mbellicae arils peritia notissimus, nullo stipendio, 
aut mercede conduct us, sed solo tuendae religionis desiderio ductus pro- 



fectus 



fortiter 



nee tent pus , nee locus me a'd alia proper antem explicare sinunt ; sed eo 
bello feliciter confecto, cum Gherardus vanis mundi et temporum fiuctibus 
agitatus sibi quietem comparare, et quod sibi reliquum erat, totum Christo 
dicere plane constituisset, ratus inter hasce mundi sordes divinos divinae 
felicitatis thesauros reperiri neutiquam posse, Marco Vigerio episcopo Se- 
nogalliense ejus avunculo hortante, in lias nostras oras cceli salubritate et 
amcenitate hand injucundas , veluti in tutum tranquillitatis port it m con- 
fug it ». 

Mentre il Cibo era in Germania, strane vicende si maturavano per i 
parenti di lui. Paolo III a Pier Luigi Farnese, suo figliuolo, disegnava 
gia dare stato potente, cominciando con Camerino, antica signoria dei 
Yarano, e perche appunto allora Francesco Maria della Rovere duca 
d'Urbino gli tolse la preda agognata congiungeudo in matrimonio suo 
figlio Guidobaldo II con Giulia unica figlia di Giammaria Yarano e di 
Caterina Cibo che n'era legittima erede, dichiaro quel ducato decaduto 
alia Santa Sede. Percio pubblicati i monitorii sotto pena di ribellione e di 
perdita del feudo, e mossa accusa contro lo stesso Francesco di avere ten- 
tato di sommuovere di nuovo Perugia, non si tosto Rodolfo Baglioni che 
se n'era impadronito (1 ottobre 1534) fu costretto uscire dalla citta, spedi 
Giambattista Savelli coll'esercito pontificio ad assediare Camerino. Questa 
minaccia d'armi poteva essere favilla a grande incendio, massime per la 
pretensione del re di Francia sopra Urbino. Laonde nelT interesse della 



^r 



SOPRA UN ERBARIO DI GHERARDO CIBO 189 



quiete d v Italia, instarono vivamente i Veneziani si procedesse per la via 
ordinaria di giustizia civile, e mentre ammonivano il Delia Rovere a 
giustificarsi del fatto imputatogli, esortavano il papa ad « aprire gli occhi 
e vedere in quali tumulti si trovi Germania, Inghilterra e Francia ». 
Rispose il papa non potere fare altrimenti da quel che si usa in cose di 
statu, ne fu senza lunga fatica e molti negoziati da parte dell'Oratore 
Veneto e dell' Imperiale che s' indusse ad una tregua fino alia venuta di 
Carlo V in Italia. Appena celebrato il matrimonio di Ottavio Farnese con 
Margherita d' Austria, la guerra turehesca diede al papa nuovamente il 
destro di prendere Camerino. S' interposero anche questa volta i Veneziani 
in favore di Guidobaldo II che ne era in possesso, ma inutilmente: e 
questi abbandonato a se stesso cedette Camerino, e ne fu investito Ottavio 
Farnese. A questa spogliazione avvenuta a danno dei suoi parenti, non 
poteva rimanere indifferente Gherardo che era al seguito del cardinale 






Farnese, nepote del pontefice che tanto danneggiava i della Rovere e i 
Cibo: per modo che tornato in Italia verso la meta dell'anno 1540, ri- 

prese la vita privata, andando a soggiornare per quaiche tempo presso 
lo zio Marco Vigeri, e ascqltando i savi consigli del vescovo Senigagliese, 



scelse Rocca Contrada per sua definitiva dimora. 

II Cibo si ritiro a Rocca Contrada l'anno 1540, nell'eta sua di anni 
28, e vi dimoro per tutta la vita, assentandosi solo per visitare i parenti 
che dimoravano tutti nelFUmbria o nelle Marche. Una volta ritorno in 
Roma, l'anno 1553, come rilevasi da una sua nota: « II di ultimo di 
novembre mi parti i dalla Rocca Contrada assieme al conte Antonio Mau- 
rutio mio cognato, per Tolentino, il 16 dicembre 1553 partii per Roma, 
et il 20 detto gionsi a Roma, dov<3 ritrovai Mons. Rev.mo de Sinigaglia 
Marco Vigerio da Savona, mio zio, che alloggiava nel palazzo dell' IU.mo 

Cardinal Savello a Monte Savello ». 

Con l'anno 1553 comincia un suo diario che pervenuto a noi mutilo, 
e ora posseduto, insieme a molte memorie di lui e di altri illustri arce- 
viesi, dal cav. Aaselmo Anselmi che cortesemente lo mise a mia dispo- 
sizione, di che vivamente lo ringrazio. Questo diario unitamente a molte 



notizie personali, ne contione varie ed importanti sulle escursioni che il 
Cibo faceva vicino e anche lungi da Rocca Contrada per raccogliere piaute : 



190 



E. CELANI 



ed altre sui lavori e sullo occupazioni predilette sue, che, dopo la botaniea, 
furono la pittura ed il disegno, « tempus perlionestissime contrivit in pin- 

gendis enim montibus, mllibus, arboribus, floribus, coeterisque his similibus 
totus erat ad animi volicptatem y ac virorum praestantiorum quorumdam 
imitationem, Fabii Maximi nimirum, Hadriani, et M. Aurelii Antonini 
imperatorum quibus huiusmodi exercitium laudi qtcoquo fuit; tanta autem 
venustate atque elegantia dilutos colores ex herbis, fruticibus, Jloribus se- 
minibusque suo marte inventos penna et pennicillo disponebat ut aequalem 
sibi nullum umquam invenerit neque ipsos Flandrenses hac in arte orbe 
toto celebres: quae vero ludens ejjigiare solebat a principibus viris avide 
admodum expetebantur » (*). 

Di lui il predetto cav. Anselmi, che lo registra tra i pittori Arceviesi 
del secolo XVI , ( 2 ) conserva moltissimi disegni : e nel Diario sopra ci- 
tato, lo stesso Cibo rieorda ai 27 settembre 1579 « Venne qui alia Roccha 
Contrata il cavaliere M. Gironimo Ardoino... et mi chiese in prestito il 
mio libro grande de* paesi a penna, che glie lo prestai, con levarli prima 
molte carte spezzate de' disegni che gli erano dentro » mentre sotto la 



data dei 22 ottobre 1558 aveva notato: « Da S. Lorenzo in Campo sono 
ri tomato alia Roccha dove ho ritrovato la pietra da macinare colori con 
il macinello, ogni una de porfido et belle, mandateme da Roma dal nostra 
Monsignore elletto de Sinigaglia Urbano Vigerio » e sotto li 2 ottobre 
1572 « giunsi a Cagli dove alloggiai con i miei nepoti Passionei : la mat- 
tina mi inviai per Cassiana dove trovai S. Andrea che mi mostro il suo 
libro depinto de herbe quale mi haveria mostrato per prima alia Serra 
S. Giovanni dove lui era potesta del 1554 ». 

Io ebbi la fortuna di rintracciare un'edizione del Dioscoride del Mat- 
tioli e un volume di tavole zoologiche dipinte dal Cibo, il primo per il 
cardinale d'Urbino, Faltro per Francesco Maria della Rovere. Entrambi 
conservansi nella Biblioteca Universitaria di Roma. Le tavole di zoologia 
sono unite in un grosso volume (0.472 X 0.362) legato in pelle rossa 
con fregi e riquadrature in oro: nelle riquadrature, rappresentazioni mi- 



0) Tasti L., op. cit, pag. 280. 

( 2 ) Anselmi A., A proposito dei monumenti nazionali delta provincia di 
Ancona. Foligno, Tomassini, 1888, pag. 49. 



SOPRA UN ERBARIO DI GHERARDO CIBO 191 



tologicke: ai quattro angoli, busti elmati e laureati: nel centro un'aquila. 
Taglio dorato. Nel verso della legatura leggesi la nota : Fufatto al tempo 
di Francesco Maria primo duca d Urbino. 

Nella prima carta lo stemma dei Delia Rovere. Nell'edizione del Dio- 
scoride di Venezia 1568, leggesi nel verso della legatura: « Questo Dio- 
scoride fu colorito e miniato dal Signor Gherardo Cybo, il quale vifece 
assai diversi lavori di penna particolarmente nel secondo libro eke sono 
in molta stima. E detto Signore lo donb al Ser.mo Signor Duca di Urbino, 
Francesco Maria 2.° ». Questa dicbiarazione, come pure quella ricordata 
nel volume di zoologia, sono errate: e lo prova il Diario dello stesso 
Cibo ove, ai 14 settembre 1573 scrive: « andai alia Badia di S. Lorenzo 
in Campo a riverire il Signor Cardinale d' Urbino.... et ho ricevuto 
molte cortesie . . . et gli piacque per bonta sua accettare da me Tofferta 
eke li feci di volerli colorire un Dioscoride del Matthioli, tutta volta eke 
mi sara mandato ». Trattavasi dunque del cardinale e non del duca 
d'Urbino, e di Francesco Maria secondo e non prima. II volume del Mat- 
tioli gli fu mandato l'ultimo di febbraio del 1574: « kebbi il Dioscoride 
deirill.mo Sig. cardinale di Urbino — segue il diario — con una lettera 
di Sua Signoria Ill.ma et una di messer Viviano, accio Tabbia da co- 
lorire ». II 15 ottobre Flaminio Cattabene uomo del cardinale gY invi6 
una scatola con 25 ducati d'oro « per comprarne colori » eke il Cibo re- 
spinse, e un anno dopo, ai 15 ottobre 1575 scrive: « andai a S. Lorenzo 
in Campo per fare riverenza al signor cardinale di Urbino kavendo por- 
tato meco tutte le carte del suo libro eke ko colorite per mostrarle». Nel 
settembre 1578 il cardinale d'Urbino mori, e il volume rimasto nella 
Biblioteca dei Della Rovere, pervenne poi con le altre opere dell'Urbinate 
all' Alessandrina di Roma. Di questo volume e della bellezza delle sue 
pitture, tratta il Bacci nella lettera al Cibo (cf. Doc. III). Di altri disegni 
di lui fa ricordo una lettera diretta a Francesco Landriani (Doc. IV). Su 
questi disegni e forse per mantenere la fresckezza dei colori, usava il 
Cibo spalmare una composizione, eke credo a base di cera vergine. 

In Rocca Contrada diede opera alia fondazione del Monte di Pieta (*) 



0) (Roccha Contra ta habet) et duos, ut vocant, Montes pieta tis: unum 

ubi pignora capiuntur ad ogenos sublevandos.... alterum Charitatis, fru- 



192 



E. CELAM 



ed il ricordo delle sue elemosine e delle opere caritatevoli era vivissimo 
ancora parecchi anni dopo la sua morte (*). 

II giorno 8 dicembre 1599 per g\\ atti del Marchetti, notaio in Rocca 
Contrada, dettava il suo ultimo testamento — del quale do qualche bra no 
perche mi e stato utilissimo nel ricostruire la vita di lui ( 2 ) — e il 30 



menti scilicet sexcentarum salmarum (mcnsurae genus apud nostros usi- 
tatissirnum), cuius pars ante festuin Nativitatis D. N. J. C, et altera mense 
maio pauperibus mutuatur. Huic Monti, quam Charitativum appellant, ex 
propriis facultatibus initium dederunt Gherardus Cybo januensis, Inno- 
centii Papae VIII pronepos, et Camillus Tarucus civis noster, viri in pau- 
peres egenosque ambo liberalitate promptissimi et beneficentissimi, anno 
christiano 1590, post illam saevissimam famem , quae apud ltalos plebem 
invadens impia nece prostravit: triticum namque octoginta aureis pro ru- 
bro quod erat pauio amplius sexcentum pondo, emptum a pluribus, a Fa- 
brianensibus praesertini. Tasti L., op. cit., pag. 90. 

(*) Pauperes autem tanta semper liberalitate solvit, sublevavitque , ut 
ipse parcissime vivens, quicquid sibi supererat, ex evangelico praescripto 
paupeTibus erogaret. Gilii, op, cit. Iucundissimam itaque vitam ab omni 
solicitudine vacuam maximam cum animi tranquiilitate producebat, sem- 
per liberalis et muniticus in omnes. Tasti, op. cit., pag. 280. 

( 2 ) « Ai noine di Dio, amen. L'lll.mo Sig. Gherardo Cibo figliuolo legitimo 
e naturale del q. Ill.mo domino Aranino Cibo, genovese, et habitatore da 
molti et molti anni in qua della terra di Rocca Contrada, sano per gratia 
dell' onnipotente Iddio de mente, de senso, vedere et audito, benche sia 
infermo, et sia in letto, et in eta senile, costituito etc.... et prima cassa et 
annulla detto testatore i testamenti fatti da esso Gherardo sotto rogito del 
q. messer Annibale Pacino, messer Giovanni Berardo Massaro, et me no- 
tax^o, per gli anni addietro et de qualsivoglia altro notaro, ecc. Et vole et 
manda detto testatore che il suo corpo sia seppellito nella cliiesa di S. Fran- 
cesco della Rocca Contrada, nella sua sepoltura, ove esso testatore asseri- 
sce essere stata sepelita rill.ma q. Sig-ra Bianca Vigerio Cybo sua madre. » 
I.ascia cinque liorini a parecchie chiese dentro e fuori Rocca Contrada e 
all'ospedale, e obbliga i suoi eredi, il giorno dopo la sua morte a spendere 
« scudi cinque in cose commestibili e dar da mangiare a' poveri per una 
volta sola »; lasci^a una vigna, casa e due letti a Maddalena liglia di Mattia 
da Fossato, moglie di Rocco di Giovanni Battista Garofano della Rocca 
Contrada, sua serva; ali'altra serva, Camilla, scudi venticinque. Lascia ai 
figli del conte Cristoforo Mauruzi, suoi nepoti e pronipoti della bo: me: 
doll' Ill.ma Sig.ra Martia Cibo, sorella carnale di es i testatore, e consorte 
del Sig. Antonio Mauruzi da Tolentino, scudi cento.... Lascia al conte Baldo 
figlio legittimo e naturale di detta Martia sorella, alii tigliuoli del detto 



SOPRA UN ERBABIO DI GHERARDO CIBO 193 



gennaio 1600 si spegneva placidamente. Nella chiesa di S. Francesco, 
Marco Gilii, uno degli esecutori testamentarii, no tesseva l'elogio, che 
cliiudeva dicendo come egli « laetu vultu , laetorique animo (mortem) 

expectavit: cognoscebat etenim, quod, ut philosophic ills dixit : vir sapiens 
e vita non fug ere sed exire debet (*) ». 



conte Gristoforo Mauruzi per l'altra, la casa fraterna posta in Roma nella 
piazza di S. Pietro (*;, » quasi a rimpetto della fontana et aguglia, quale 
casa e incorporata con le case delFAchille Gybo, con un poco di spatio de 
piedi died dalla parte del giardino, in even to che li detti conti vogliano 

fabbricare et acomodare detta casa che vendendosi od afflttandosi detta 

casa si divida il denaro alia meta » Lascia alii Sig. Paolo, Innocenzo, 

Guido e Benedetto, nepoti di esso testatore e figliuoli legittinii e natural! 
deir Ill.ma Sig. Maddalena Gybo fcorella carnale di esso testatore e moglie 
del Sig. Domenico Passionei et alii figliuoli della bo: me: del Sig. Silvio 
pronipote di esso testatore e nipoti di essi Sig. Passionei, la casa che com- 
pr6 il Sig. Scipione in Siena appresso suoi lati e conflni, il giardino in 
Roma con la loggetta, staila e fienile che riescono nella strada ove e il 
palazzo deli' Ill.nio Card. Gesi (*•) e va dritto nella casa fraterna con il cor- 
tiietto congiunto con detto giardino: con il patto che volendo essi Maurugi 
fabbricare, siano li Passionei tenuti a dare dieci piedi di detto cortiletto 
ad essi Maurugi... Lascia alia venerabile illustre suor Maria Maddalena, so- 
rella carnale di esso testatore, monaca nel monastero di S. Agata della Rocca 
Contrada ed ai monastero settecento scudi, due pezzi cli vigna, mille scudi 
da esigersi sopra una possessione nel territorio di Jesi, con Tobbligo di dire 
ogni anno un officio divino per Tanima del testatore e suoi congiunti. 
11 testamento fu rogato nella casa degli eredi di Paride Leonciai sita nella 
contrada Gamaldule (oggi Camalduzzi) letto e volgarizzato in presenza del 
testatore Fanno 1599, mercoledi 8 dicembre, testimoni « Alessandro Gri- 
stiano, Giovanni Battista Pictorino, Porzio Francesco Maria Fassono de 
Urbino phisico dictae terrae, Flaminio Mannelli, Marco Gilii iilosofo, 
Claudio do Marchettis notaro. » (Mas. Vaticano-Ottoboniano, 3135, c. 208-212). 
( l ) Tandem ad metam sui longissimi aevi placid issime pervenit -anno duo- 
denonagesimo, Chris ti vero domini secundo supra miiiesimum et sexcente- 
simum (sic) 3 kal februarii et ad Divi Francisci aedem sepulchrali tumulo 
est consignatus: ibidemque viri summi iaudes Marco Lilio perorante, ab 
Rocchensibus subiectam memoriam tulit: 

(*) Di questa casa tratta nella lettera al fratello Scipione degli 11 giugno 1581. Biblioteca Co- 
munale di Si*\na. Cod. D. VII, 9. 

{**) Questa casa era sulla Piazza di S. Pietro, dal lato di porta Ca valleggieri , perclie il palazzo 
del card. Cesi, passato poi ai Earberini, era dietro la chiesetta di S. Michele e Magno presso detta 
porta. 



194 



E. CBLAXI 



La roba del Cibo, comprese le sue carte, ando a finire nel monastero 
delle Benedettine di S. Agata, ove era monaca la sorella Maria Madda- 
lena: soppresso il monaster sotto il regno italico e non piii ripristinato, 
rarehivio di esso ando disperso, e le carte del Cibo seguirono la triste 
sorte toccata alle robe del monastero stesso che allora lautamente posse- 
deva in rendita ed in oggetti d'arte (*). 

I libri appartenuti al Cibo, e con essi certamente anche Ferbario, come 
pervennero nelle mani di Angelo Rocca? Nulla di positivo su di ci6: 
ma non e strano il supporre che questi li avesse o direttamente dallo 
stesso Cibo o dalla sorella monaca che ne eredito le carte. Proprio in 
quegli anni il Rocca, che era di Rocca Contrada, e dovette conoscere il 
Cibo ed essere con lui in relazione, stava form ando la sua biblioteca, e 



D. 0. M. 
Iacet hic d. Gherardus cybo 
Januensis nobilitate 
insignis clarior virtute 

vixit annos 88 

OBIIT DIE 30 Januari 1600. 

( n In ultimo, elogio opes, quas non negligendas habebat, perfruendas re- 
liquit sacris virginibus Coenobii Divae Agathae, institutum Divi Benedicti 
profltentibus, inter quas erat Donna Maria Magdalena Cibo ipsius germana, 
quae Deo castitatem et vitam ipsa quoque voverat, omnibusque praelucebat 
ad virtutem. Tastii, op. cit. pag. 281. — Tandem cum vir hic nobilissimus 
sibi iam prope nonagcnario mortem imminere praesentiret ut faciliorem, 
latioremque ad coelum viam sibi dirigeret, aperiretque in maiorem suae 
satis amplae haereditatis partem, nostrum divae Agathae coenobium voca- 
vit, ut totum suae vitae cursum, qui, ut non ignoratis, et a me nunc au- 
distis, in omni aetate, tempore et occasione praeclarissimus fuit, tarn ho- 
nesta pia ac liberali actione eoncluderet, Gilii, op. cit. — Che le carte del 
Cibo finissero al monastero, lo prova questa nota che e nel mss. Vat. Ott. 
3135, c. 214. « Zia di questo (Ciboj fu la signora D. Zenobia principessa Doria 

m 

Genovese, come apparisce in una lettera che scrive il Sig. Scipione al Cilx) 
Sig. Gherardo suo fratello, che si conserva in monastero. Peretta , zia di 
Gherardo, moglie in primo letto del marchese di Finale, si uni poi in se- 
conde nozze con Andrea Doria, donde la parentela dei Cibo con i Doria. 
II Cibo non aveva casa propria, anzi dal diario risuita che cambiava spesso 
di abitazione. In due lettere al fratello Scipione ricorda questo suo stato : 
in una raccomandandogli un affare « del patrone del suo allogiamento », 
in un' altra dolendosi di non potere ricevere degnamente il Signor Cap- 
poni « perch b S. S. sa che io sto in casa d'altri ». 



SOPRA UN ERBARIO DI GHERARDO CIBO 195 



come tutti i bibliofili, dovette andare in cerca di libri ed adoperare tutti 
i mezzi per possederne. II Cibo, g\k vecchio allora, poco o nulla poteva 
piu usare dei suoi, e forse, come dissi, li don6 al Rocca: se pervennero 
in mano della sorella Maria , monaca , questa non dovette troppo farsi 
pregare per fame un presente al vescovo di Tagaste e al sacrista ponti- 
ficio. Comunque sia, il Rocca li ebbe, e Tincorpord alia sua biblioteca 

■ 

ove tutt'ora trovansi. Le carte invece subirono triste e peggiore sorte, 
andarono disperse; molte ne rinvenne e riuni con affetto di cittadino e 
compatriotta il cav. Anselmi di Arcevia, altre ne rintracci6 precedente- 
mente il canonico Salvioni e le inviava al cardinale Domenico Passionei : 
e sono quelle che oggi trovansi nel manoscritto Vaticano-Ottoboniano , 

3135 ('). 

A confermare la supposizione che i libri del Cibo passarono diretta- 
mente ad Angelo Rocca, sta il fatto che, morto il 6 novembre 1564 il 
cognato di lui, Domenico Passionei ( 2 ), i libri da questo posseduti e molti 
altri che erano della famiglia Passionei e ne portavano il timbro, furono 
ereditati dal Cibo e con quelli che costui gia possedeva si rinvengono 
adesso nella Biblioteca Angelica. Da una rapida ricerca fatta nei libri 
di questa biblioteca, ho ri cav a to che nove persone della famiglia Pas- 
sionei, anteriori al Cibo e a Domenico sopra citato, possedevano libri e 
ne avevano segnato il loro nome sul frontespizio ( 3 ): alcuni recano i 



( 2 ) II canonico Salvioni scriveva dalla Rocca Contrada al cardinale Pas- 
sionei in data 4 novembre 1719: « mando la copia del diploma conceduto 
da Federico imperatore alia Casa Cybo, con un foglio scritto dove si esamina 
la istoria delVholost che essendo stata ritrovata fra le memorie del Sig. Ghe- 
rardo Gybo, mi persuado possi essere a V. S. Ill.ma grato ». II foglio scritto 
b una lettera di A. Bacci al Cybo da Roma « nonis maias 1588 ». — « Ge- 
rardo Cybo ex Illustri familia Innocentii VIII, Epistola LXXV primae Cen- 
turiae Andreae Bacci Med. ac Phil. ». — Mss. Vat.-Ottob. 3135, c. 206. 

( 2 ) De lunedi li 6 novembre 1564 morse Messer Domenico Passionei mio 
cugnato (Cibo, Diario, ad a.), 

( 3 ) Essi sono: Giovanni Francesco Passionei (vol. i); Benedetto (vol. 56); 
Domenico (vol. 13); Innocenzo (vol. 8); Orazio (vol. 10): Guido (vol. 4); Pas- 
sioneo (vol. i); Marco (vol. 1); Paolo (vol. 1). In compleaso nova ntacin que 
opere. Ad avvalorare questa supposizione sta anche il fatto die molti dei 
libri di botanica che neli'iiidice dell' Angelica citato nella nota a pag. 181, 
sono cosi descritti: « Herbae, arbores vel plantae, ac fructices iconibus re- 



196 



E. CELANI 



nomi di Passionei e Cibo, riuniti. E pertanto ben curioso il fatto che i 
libri della famiglia Passionei sieno entrati sullo scorcio del XVI secolo 
in quella stessa biblioteca Angelica, dove un secolo e mezzo appresso, 

* 

doveva entrare, per acquisto fatto ne dagli Agostiniani, la biblioteca ce- 
lebre e preziosa di un altro membro della stessa famiglia, il cardinale 
Domenico Passionei, Tinfaticabile ricercatore di libri, l'appassionato bi- 
bliofilo, a cui le memorie deli'epoca, ricordandone la biblioteca, non ri- 
sparmiarono e lodi e censure ( x ). 

E anche da notare che in due volunii appartenuti al Cibo, e di cui 
parlero in seguito , trovasi di suo pugno questa nota : « Dato in notola 
de gennaro 1597 » ; ora e azzardata la supposizione che egli compilasse 
un elenco dei suoi volumi per farlo esaminare dal Rocca affinche in esso 
scegliesse quelli che piii desiderava di avere, oppure — e cid e anche 
piu sempliee — accompagnasse con detto elenco i libri che donava al 
Rocca per la nascente sua biblioteca? 

Delle opere possedute da Gherardo Cibo, da lui postulate e oggi con- 
servate nella Biblioteca Angelica, segnalo qui soltanto quelle di cui feci 
uso per i confront! paleografici con Terbario distinguendole progressiva- 
mente con una lettera dell'alfabeto che servira per i richiami e le note 
'eWindice dell'erbario. 



A. Mattioli A. 11 Dioscoride. — In Vinegia, appresso Vincenzo Val- 
grisi, M.D.XLVIIL — An nota to e postillato dal Cibo, come ne fa sicara 
fede, oltre il carattere la nota a pagina 745: « Di queste pagate io ne 
ho avuto for si 4 o 5 anni sono mandatemi dal fattore di JL Domen ico 



presentatae, nee non miniatae, ac descriptae multisque tomis comprehensae 

cum earundem proprietatibus et virtutibus » sono appunto dipinti dalla 
ma no del Cibo. 

C 1 ) In un manoscritto delle Satire di Persio, acquistato recentemente dalla 
Biblioteca Angelica e che porta ora ii num. 2666, in uno dei risguardi leg- 
gesi: « Nos hunc nostrum codicem comparavimus Caiiii e Comite Beroaldo 
indocto homine, possessor autem bibiiothecae quam collegerat Abbas Gua- 
stellensis doctissimus Baidus. Proh dolor! ex bibliotheca nobis innotuit 
postquam expilata jam fuerat ab insigno illo circuiatore maniobiblico et 
fure cardiaali Passionaeo ». 



SOPRA UN ERBARIO DI GHERARDO CIBO 197 



Passionei mio cugnato, che fu ritrovata in quel di Cagli » ed il Passionei, 
come vedemmo, aveva in moglie Maddalena Cibo sorella carnale di Ghe- 
rardo. Le note epostille sono in inchiostro nero e rossastro, di varie 
epoche. II frontespizio e molte piante sono dipinte (cf. pag\ 5, 14, 20, 
22, 45, 302, 303, 338, 340, 343, 366, 369, 370, 383, 384, 437, 449, 457, 
460, 463, 466, 473, 475, 478, 479, 483, 484, 488, 489, 490, 506, 507, 
510, 512, 518, 519, 521, 525, 538, 545, 553, 566, 571, 588, 589, 597, 
604, 607, 610, 620, 643, 644, 645): alcune note danno notizia che il Cibo 
era anche raccoglitore di pietre (cf. pag. 742) « Pietra asia » una polvere 
sottile che si pud chiamare Jiore , trovai to in una grotta sopra de* quel 
sassi a Agnano, loco del Sig. marchese di Massa, presso a Pisa tre o 
quattro miglia, che era sutilissima , e del colore non era ne hianca nh 
verde, nd gialla ni bertino, ma era quasi nel mezo de tutti questi colori 
et ce n'era assaL La grotta e vicina alia strada maestra, a pie del monte 
e dentro a una vena d y aqua »; pag. 747 « Pietra Morochto » potria essere 
quella pietra che Pieragostino mi ha donato 3 di sono, che lui la prese 
nella isola de Malta nella grotta dove si dice che si fermd S. Paolo. Questa 
d bianca, tenera et segna quasi come il gesso, de X.re 1565. Pieragostino 
d el fattor che gid serviva M. Domenico mio cognato » pag. 750 « Pietra 
ophite de X.re 1565 » Questa ophite penso che possa essere una pietra che 
to tre di sono trovai sul monte delta Justitia delta Hocca Contrata, quando 
dalla cima si cola per una valle sassosa che dirittamente arriva a certe 
case chiamate le piaggie : la tromi appresso dove si cavano le pietre non 
so se per fabricar o per far calci/ia: questa h ponderosa, tra il negro e 
bertino, con macchiette piccole rosette, verde , Mancas trine e bertine, con 

certi segni mi?iuti che si trovano motto piu che la marchesita fa foco 

col focile et non poco. » 



B. Mattioli A. Commentarii secimdo audi in libros sex Pedacii Dio- 
scoridis... — Venetiis, ex officina Erasmiana, V. Valgrisi, 1558. — Sul 
frontispizio vi e il timbro con la leggenda; « Bibliothecae Passioneae ». 
Ha poche note e postille del Cibo. Quasi tutte le figure sono dipinte. 
Furono asportate recentemente parte delle pagine 18 e 512. 



13. Malpighia. Anno XVI, Vol. XVI. 



198 



E. CELANI 



C. Mattioli A. / Discorsi nelli set libri di Pedacio Dioscoride, ecc. 
In Venetia, appresso gli eredi di Vincenzo Valgrisi, M.D.LXXIIL — E 
questa F edizione del Mattioli che piu servi al Cibo. In alto del fronte- 
spizio reea: Ghirardo Cibo, nel basso: Benedetto Passionei, e il timbro 
di questa famiglia con la leggenda. La lettera dedicatoria del Mattioli 
e datata da Innspruch, 1 aprile 1568 : e questa opera, tra quelle del Cibo 
nelFAngelica, ci fornisce notizia delle relazioni tra Fautore e il Cibo stesso. 
A pag. 44 parlando del Cneoro il Mattioli dice: Una pianta disegnata 
di sua propria mano et con arte sottilissima color ita, mi mando gid da 
Roma il gentilissimo Signor Gerardo Cibo, la quale tanto in ogni sua 
parte si rassomiglia al Cneoro bianco di Theoprasto che veramente non si 
pud negare che non sia quella istessa come per la sua figura, la quale & 
qui, si pud far vera coniettura ». E a pag, 788 ripete : « II Cneoro di 
Theoprasto con tutte le note mifu mandato dal magnifico Signor Gerardo 
Cibo ». 

Nella Tavola molti nomi di piante sono segnati con due punti, e ri- 

scontrati colYindice delFerbario e risultato che tutti i segnati cosl si 

riferiscono a piante contenute in esso. Alia lettera G della stessa tavola, 

dalla medesima mano che scrisse il Gerardo Cibo del frontespizio, e ri- 

petuto questo nome e vicino ad esso i numeri 788, 40: e infatti alia 

pagina 788, linea 40, il Mattioli fa menzione del Cneoro inviatogli dal 
Cibo. 

Non e pero questa la prima edizione del Dioscoride del Mattioli nella 
quale si citi Finvio del Cibo, ma bensi quella pure fatta in Venezia dal 
Valgrisi nel 1568 nella quale le note surriferite trovansi rispettivamente 
alle pagine 51 e 1328. Questa edizione pero non e posseduta dalF An- 
gelica. 

II Mattioli nella tavola fa uso spessissimo dei richiami e vedi a voci 






e forme simili, e in quei casi manca la citazione della pagina, per modo 
che il ricercatore e costretto ad una doppia consultazione prima di tro- 
vare F indicazione voluta : il Cibo ad evitare questa noia, vicino a quei 
richiami mise a penna il numero della paginazione a cui si riferivano, 
e questo, mentre risparmio a lui, servendosi del volume, tempo e fatica, 
fu a me prezioso e sicuro riscontro per Fidentificazione delFerbario rispetto 



SOPRA UN ERBARIO DI GfiERARDO CIBO 199 



alia numerazione delle carte e piante di esse Le postille sono in inchio 
stro nero e rossastro: che siano della stessa mano lo dimostrano quelle 
a pag. 117, 335, 335, ove trovansi riunite, con identica scrittura, e dif- 
ferente colore d' inchiostro. Alle molte note, delle quali alcune riportero 
ad illustrazione delVindice delFerbario, univa anche Fesame scrupoloso 
dell'opera : a pag. 228 corregge un difetto del tipografo e scrive sotto le 
incisioni: « porpore e buccine , buccine queste, difetto dello stampatore ; 
porpore sono queste », e similmente a pag. 524 ne corregge un altro, 
scrivendo : « il dauco II: questa pianta fu posta nella seconda specie del 
precedente contra il volere del Matiolo ». 



D. Theophrasti, De historia et causis plantar um. — Parisiis, E. Gour- 
monotum, 1529. Bollo della famiglia Passionei. — Le postille del Cibo 
cominciano a pag. 116 e sono dello stesso inchiostro rossastro usato per 
annotare l'edizione del Mattioli (C) e correggere e numernre le carte 
dell'erbario. 



E. Fuchsius, Histo? 



Ha le incisioni tutte 






dipinte, e le postille in carattere grande, simile &\V indice dell'erbario. 
Sono qui con costante continuita segnati i rimedii contro la podagra , 
malattia di cui soffriva il fratello di Grherardo, Scipione, e fors'anche lui 
stesso, 

A questi volumi che serviranno a fare dei riscontri con Ferbario, se 
ne possono aggiungere alcuni altri a titolo di curiosita e pure apparte- 

nenti al Cibo. 

Dall' Orto Garzia. Due libri delV historia dei Semplici, aromati et altre 
cose che vengono portale dalV Indie Orientali perti nenti all'uso della me- 
dicina. — In Venetia, 1582. — Sulla l. a guardia reca questa nota: 
« 1586 , Ghirardo Cibo. Questo libro con un altro simile che vo(glieva) 
mio fratello lo ricevuti di giovedl li 5 de giugno 1586 mandat(imi) dal 
S. Cavalier Gironimo Ardoino, portatomi da Paolo gid hebreo : il costo 
dell un(o) paoli 5 l /a (de V altro 5 7 2 ) che tra tutti dua sono paoli ondici ». 
Nel verso : D.ta in lista ge(nnaro) 1597. 



200 



E. CBLANI 



Sannazzaro G. Arcadia. — Vinegia, per Nicola d'Aristotile detto 
Zoppino, 1530. Sul frontespizio in alto: Ghirardo Cibo ; a meta: Data 
in notola de gennaro 1597. In basso: Di Benedetto Passionei, e timbro 
della biblioteca di questa famiglia. Con vignetta dipinta. 

Certamente appartennero alia Biblioteca Passionei, e forse al Cibo, 

m 

Tedizione delle Epistole di Plinio (Bologna, 1502) e YExpositio anatomiae 
Mundini cam additionibus Carpi (Bononiae, 1508) pure conservate nel- 
l'Angelica: in esse rinvengonsi postille anteriori al Cibo, ma alcune mi 
sembrarono di sua mano. 

II Cibo usava di scrivere in due maniere assolutamente differenti tra 
loro: o in carattere grande, di scrittura chiara e nitida, o in carattere 
piccolo, rotondo, irregolare. Questa seconda maniera e la piu frequente. 
I confronti paleografici dovevano essere necessariamente duplici, perche 
V indice dell'erbario e in carattere grande; la numerazione delle piante, 
delle carte deU'erbario e i nomi, sono quasi tutti in carattere piccolo. A 
questa duplicita di riscontro, servirono mirabilmente i libri postillati ed 
annotati da lui ove rinvengonsi note copiose nelle due differenti scrit- 



ture. Come saggio di confronto, con il carattere grande deW indice si 



possono tenere a riscontro le opere segnate: 

A) numeri della tavola alio pag. 285, 691, 709; 

B) carte a.2, a.2; /3.5; /3.6; 

C) carte biiij. eij, eiij, fiiij, e i numeri tutti della tavola. 

E) pag. 4, 68, 126, 128, 215, 304, 333, 337, 347, 355, 417, 419, 431; 
con il carattere piccolo dei numeri e dei nomi delle piante nell'erbario 
le opere segnate: 

A) pag. 295, 310, 409, 525, 709, 742, 745, 747, 750; 

B) aiiij, y i, * 4; pag. 195, 432, 435, 436, 438, 454, 480, 490; 

C) pag. 129, 150, 325, 455, 545, 567, 569, 573, 600, 619, 663, 686, 
691, 790, 791, 803; 

D) pag. 253; 
M) pag. 45, 46. 

Naturalmente queste citazioni riguardano luoghi ampiamente postillati 
e tali, per la loro complessivitk , da offrire facile ed ampio esame tra i 
due caratteri: .che sarebbe stato inutile ed ozioso citare qui tutte le pa- 



SOPRA UN ERBARIO DI GHERARDO CIBO 201 



gine postulate dal Cibo. Chi poi volesse abbreviare tale comparazione pud 
limitarsi a confrontare: 

D) pag. 253 cauda vulpis, con le identiche parole nelFerbario, vol. I, 
c. 247; 

C) pag. 521 « Smirnio di Candia » con le identiche parole nel- 
Ferbario, vol. Ill, pianta 644; 

C) tavola c. liiij il nome di Gherardo Cibo, con laparola: absinthium 
dell'erbario vol. I, c. 3; 

B) le parole Anther a (c. a. 2); pes lecticae clinopodium (c. /3, 5); 
verbascum (c. (3, 6),. con le identiche parole nelVindice dell'erbario. 

L'erbario messo assieme dal Cibo consta realm ente di quattro volumi : 
un altro volume, che nulla ha che vedere coi primi, e che sta ora a 
rappresentare un quinto volume, non e, secondo me, che il primo ten- 
tative di un erbario. Questo volume isolato, senza numerazione di carte 
(mm. 260 X 195) contiene 515 piante numerate progressivamente piu una 
in fine non numerata. Le piante sono in cattivo stato di conservazione : 
parecchie di esse totalmente perdute, altre ridotte a ben poco. A renderle 
cosi contribui la primitiva legatura del volume: Ferborizzatore non cal- 
colo Faumento di spessore che le piante avrebbero portato man mano che 
Finseriva, il dorso si ripiego alFindentro forzando il volume ad uno stato 
anormale e molte di esse, in quella costrizione violenta, si spezzarono 
e frantumarono. Era un erbario mal riuscito: ed il Cibo dove abba n do- 
nare Fidea di cavarne qualcho utile perche non risulta ne compilasse 
alcun indice, e le stesse carte non numer6, contentandosi di numerare 
solamente le piante. Questo tentativo di erbario che a mio parere risale 
a qualche anno innanzi a quello contenuto in quattro volumi, rese av- 
veduto Ferborizzatore che ripete il lavoro in modo tale da ottenere risultati 
molto piu concreti e pratici. I fogli del secondo erbario, la loro nume- 
razione e Fassegnazione delle piante tutto fu preparato innanzi che il 
Cibo vi inserisse di fatto le piante che ideo di mettere per ordine alfa- 
betico: sui fogli scrisse il nome della pianta che vi avrebbe poi agglu- 
tinata, molti pero rimasero in bianco e le piante che oggi sembrerebbero 



leg 



•agl 



202 



E. CELANI 



l'inserzione di piante di cui non aveva preveduto o prevenuto Tacquisto, 
e la numerazione delle carte fu rinnovata. 



Vol. I. (mm. 311+216). I qui n tern i sono segnati progressivamente 
dalFJ. alia Z: le carte numerate da 1 a 230, le piante da 1 a 316. Man- 
cano, ed evidentemente non vi furono mai collocate, quelle ai numeri: 



46. Allium ursinum 

52. Alsine species 

61. Alipon 

65. Amarantus luteus 

68. Ammonum 

91-92. Angelica inodora 

93. Anvsum 

110. Aphaca vera 

111. Apios vera 



2 



137. Argemone 
141. Armoracia 
171. Balausticum 
217. Cairella 
230. Cannabis 

236-238. Carduus 
241. Carum verum 
247. Cauda vulpis 
316. Colocynthis 



113. ... 

I nomi delle piante sono scritti ora in carattere grande ora piccolis- 

simo: i numeri in inchiostro nero o rossastro. 



Vol. II. (mm. 311 X 216). I quinterni sono segnati progressivamente 
A&IYAA alia YY: le carte vanno dal numero 1 al 230, le piante dal 316 
al 637. Dalla carta 7 la numerazione passa alia 12, ma l'ordine nume- 
rico delle piante non e interrotto: una lacuna verificasi nella numera- 
zione dal 541 al 547: la pianta 408 e duplicata. Mancano le piante ai 



numeri : 



328. Corylus 

337. Crocadylium 

373. Cyprinus rotondus 

380. Damasonium 

381. Daucus (?) 

382. Daucus vulgaris 

Daucus creticus 

403. Dorycnium 
415. Elephoboscum 



462. Faba sativa 
467. Filix foem. 
476. (Foeniculum syl. Hippomera- 

thron) 
490. Gentiana maior 

542. Harundo 

582. Hieracium parvum 

584. Hippophestum. 



SOPRA UN ERBARIO DI GHERARDO CIBO 203 



Vol. III. (mm. 311x216). I quinterni sono segnati da aaa a zzz: 
con la carta 232 comincia la segnatura Aaaa e va sino al Bbbb. La nu- 
merazione delle delle carte va da 1 a 251 : quella delle piante dal 638 
al 1038. Mancano le piante ai numeri: 

684-685. Lotus urban us 

205. Peliurus 

917. Papaver album 



1010 . , 
1011 


2 


1013 .. 


2 



Vol. IV. (mm. 311 X 216). I quinterni sono segnati Cccc Ddddd. La 
numerazione delle carte va da 1 a 227: quella delle piante dal 1038 a] 
1347. Sono duplicate le piante 1061, 1074, 1183, 1243, 1271 : mancano 
quelle segnate: 

1089. Satyrium 1213. Symphitum petreum 

1136. Seseli creticum 1229. Thapsia vera 

1160. Sison 1336. Vitis alba. 



Non tutte le mancanze deU'erbario, ossia le carte bianche, possono 
dirsi mancanze di piante: perche molte di esse, e sempre per quell'ordine 
che il Cibo sul principio si prefisse ma dovette poi abbandonare, se man- 
cano ove dovevano originariamente collocarsi, trovansi altrove. E infatti 

m 

Yindice spesso reca Y indicazione di due carte, Tuna, priva della pianta, 
Valtra, con la medesima pianta agglutinata. Eccone i numeri: 

Mancante la pianta n. 52 esistente al numero 812 

» » 65 » » 417 



» » 



» » 



» 


91 


» 


92 


» 


247 



» » » 



» » » 



» » » 



1299 

1300 

48 

381 » » 1009 

382 » » 928 
684 » » 1289 



» » 



» 1336 > y> 208 



Per modo che le piante elencate e non messe, si riducono da cinquan- 
tuno al numero di quarantadue, cosa davvero ben esigua di fronte alia 
vastitk deU'erbario. 



* 



204 



E. CBLANI 






Ogni pianta essiccata fu agglutinata o incollata sopra un foglio. Ogni 
esemplare e numerato e spesso trovasi indicato col nome latino adottato 
dal Cibo, corrispondente a quello adoperato dagli autori piii in voga in 
quei tempi e citato poi nelYindice dell'erbario. Parecchi i nomi volgari. 
Sopra ogni foglio e agglutinata una pianta sola; ma non raramento 
anclie due o tre specie: ed allora ciascuna e indicata coi numeri corri- 

spondenti. La compieta ignoranza di questo erbario, che per tre secoli 
rimase inoperoso e obliato, giov6 moltissimo al suo mantenimento ed alia 
sua integrity. Le piante classiche che in altri erbarii troppo ammirati e 
studiati scomparvero, qui furono eonservate, ed oggi ogni sottrazione sara 
resa difficile dall'accertamento numerico delle piante da me fatto e ri- 
portato piii sopra. 

Per rapporto al numero della specie, quelle rappresentate nelFerbario 
del Cibo, supera quanto di tali collezioni del secolo XVI ci e pervenuto. 
Risulta infatti da dati certi che Terbario di Andrea Cesalpino contiene 
768 specie, quello Estense 182, l'erbario del Girault 313, quello gran- 
dissimo del Baudin circa 4000 (di cui solo una meta giunse a noi), 
quello del Retzemberg 746, e del Rauwolf circa 400 : mentre questo del 
Cibo ne contiene 1347 che unite alle 515 del volume senza indice, fanno 
complessivamente il bel numero di 1862 specie. E pertanto, dopo l'erbario 
delFAldrovandi , molto piii limitato nella varieta essendo esso composto 
in massima parte della flora bolognese, il piii vasto che a noi sia per- 
venuto e che rimonti ad epoca tanto remota. 






Q 



Quantunqu 



sia facile a prima vista dare una risposta matematicamente precisa a 
tale domanda, perche del Cibo nessuno trattd, e per esso mi trovai a 
brancolare nel piii fitto buio, pure spero di giungere a conclusioni abba- 
stanza serie e precise. 

Gerardo Cibo era in Roma Tanno 1527 e doveva esservi venuto in una 



t> 



gli anni dal 1524 



1527 



SOPRA UN ERBARIO DI GHERARDO CIBO 205 



fino alia morte di Giovanni Battista Varano avvenuta nell'agosto deiranno 
stesso. Passo poi con Francesco Maria della Rovere, parente di sua madre, 
e con lni milit6 in Lombardia e rimase fino all'anno 1529, allorche per 
la coronazione di Carlo V, il Delia Rovere prefetto di Roma, si reed a 
Bologna a prestare omaggio al papa ed air imperatore , e nei capitoli 
della pace generale, gli fu confermata Finvestitura del suo stato. 

Era allora legato di Bologna il cardinale Innocenzo Cibo, zio di Ghe- 
rardo, e dimorava pare in Bologna, ove rimase fino all'anno 1532, 1'altro 
zio Lorenzo Cibo marchese di Massa. Con uno dei due, e molto proba- 
bilmente con Lorenzo, di cui piii tardi lo ritroveremo nuovamente ospite, 
rimase Gherardo: ed e in questo periodo — malgrado non possa per 
questo recare prove innegabili — che egli studio nell' Universita Bolo- 
gnese, nella quale sino dail'anno 1528 insegnava Tillustre botanico Luca 
Ghini. Che egli venisse in Bologna nell'anno 1529 e provato: ed e del 
pari provato — come si vedra — che nell'anno 1532, allorche abbandono 
questa citta, egli avesse cognizioni botaniche tali da permettergli osser- 
vazioni e note che un profano in materia non avrebbe potuto fare. 

v Nell'agosto del 1532 Carlo V scriveva da Ratisbona alia vedova di 
Giovanni Maria Varano, Caterina Cibo, come gli stesse a cuore si com- 
binasse il matrimonio tra Giulia figlia di Caterina ed erede del ducato 
di Camerino, con un figlio di Carlo di Lannoy principe di Sulmona. La 
Cibo non si mostrd favorevole al desiderio dell' imperatore e gli rispose 
evasivamente : incaricando di portare la risposta Aranino Cibo padre di 
Gherardo, che condusse seco il figlio. Passati per Trento si spinsero fino 
ad Ingolstad e poi a Ratisbona, dove allora dimorava T imperatore per 
la dieta apertasi il 17 aprile dello stesso anno. 

Di questo viaggio si hanno due ricordi nei libri postillati dal Cibo: 
in C pag. 129 alia Betula annota : « che i contadini di Trento lo chia- 
mano iedollo » e a pag. 663 alia pimpinella mag glove: « lo Vho veduta 
in Germania per la campagna o di Ratisbona overo di Iglestad ». E 
dunque abbastanza chiaro che il Cibo partendo nei 1532 per il viaggio 
di Germania doveva avere studiato botanica: e che studiasse giovanis- 
simo e anche provato da una lettera di Andrea Bacci — riportata in 

ppendice — che ricorda come egli ne fosse cultore ab mque primis 



206 



E, CELANI 



annis: e nel periodo corso dal 1529 al 1532, il Cibo aveva appunto dai 
diecisette ai venti anni. Che egli studiasse con Luca Ghini, sarebbe 
abbastanza provato dal fatto che dimorando in Bologna niun altro po- 
teva avere per maestro: pure nelle sue note ei ne lascio una prova, 
diremo cosi, morale. 

NelYindice dell'erbario, vicino ai nomi delle piante, il Cibo riporta 
spesso la citazione di autori di botanica; ma queste citazioni sono com- 
poste del solo cognome, abbreviato nel modo piu strettamente possibile 
(cf. PI (Plinio); Mat. (Mattioli); Fuc. (Fuchsius); Man. (Manardo); solo 
il nome del Ghini che e riportato un' unica volta alia Lychnis agria 
e scritto cosi: Dni Lucae Ghini; quasi a significare la reverenza dello 
scolare per il suo grande maestro (*). 

E poi evidente, se si confronta l'erbario del Cibo con quello del Ce 
salpino, pure scolare del Ghini, la grande uniformita tra loro nella clas- 
sificazione e denominazione delle piante, tanto che i due erbarii, se ignoti 

■ 

ne fossero gli autori, dovrebbero necessariamente giudicarsi come pro- 
venienti da una sola scuola: ed e la stessa classificazione del Cibo che, 
in piu vasta scala dell'erbario, adopero poi il Cesalpino nella sua opera 
De plantis. 

Nel 1534 Gherardo Cibo, trovavasi in Agnano, presso Pisa, ospite di 

* 

Lorenzo Cibo marchese di Massa, che vi si era ritirato appena morto 
Clemente VII ( 2 ), e li faceva collezione di pietre « pie tra asia, polvere 



(*) II nome dei Cibo si trova spesso nelle rubricelle degli studenti uni- 
versitari di quell' epoca. Di un cugino di Gherardo si fa menzione in quella 



■ ■ i 



25 



D. Laurentii Ciibo scholaris artista solvit pro sua matricola soldi 12 ». Era 
costui il figlio del marchese di Massa presso il quale Gherardo aveva di- 
morato in Bologna e in Agnano. — Andrea Cibo lesse molti anni medi- 
cina nello studio di Perugia: mori il 17 maggio 1576 di anni 83. Cf. Crispolti, 
Perugia Augusta, lib. 3, pag. 335; Renazzi, A-rchiatri pontificn, I, 330. 



( 2 ) 



a Franceschetto Cibo 



per dote di Maddalena sua moglie. « El magniflco Lorenzo la maritd 

(Maddalena) al signor Francesco Cibo et li die in pegnio per la dote lo 
Spedaietto, le muiina di Ripafratta e beni nel contado di Pisa, luogho 
detto Agniano come si vede a libri della decima ». — Carte Strozziane, 
fllza 22, c. 74-80. 



SOPRA UN KRBARIO DI GHERARDO CIBO 207 



sottile che si pud chiamare jiore y ritrovai in una grotta sopra de quei 
sassi a Agnano y loco del S. marchese di Massa presso a Pisa tre o quattro 
miglia »: poi piu nulla potei sapere di lui lino airanno 1539 in cui va 
con il cardinale Alessandro Farnese a Carlo V. II Farnese aveva studiato 
in Bologna nell'epoca nella <juale vi dimoro pure il Cibo, e nel 1531 era 
scolare di Ugo Boncompagni : nulla di piu semplice che aceogliesse nel 
suo seguito nullo stipendio ant mercede conductus — come dice il Gilli 
uno che doveva considerare come antico compagno di studi e colto amico. 

Alessandro Farnese nepote di Paolo III fu inviato a Carlo V in occa- 
sione della cerimcmia per la morte dell'imperatrice avvenuta il 1 maggio 
1539. Trovavasi allora l'imperatore nel convento dei Gerolamitani della 
Sysla a due miglia circa da Toledo, ed ivi il cardinale ai 18 giugno gli 
fece le condoglianze del pontefice, e due giorni dopo, la relazione dei 
pubblici negozi commessagli pure dal papa. Mentre il Farnese s'intrat- 
teneva a Toledo scoppio 1' insurrezione di Gand: e Francesco I fece si- 
gnificare all 1 imperatore che se voleva traversare la Francia onde abbre- 
viare il cammino per recarsi nelle Fiandre, n'avrebbe avuto il maggiore 
piacere del mondo. Dopo non brevi trattative ed esitazioni , Carlo V il 
10 novembre parti da Madrid, il 28 era a Baiona, il 12 dicembre a 
Loches ove si incontrd col re di Francia, e il 1 gennaio 1540 entrava 
in Parigi. Avevano seguito V impera tore onde soiled tare la concordia tra 
i due potenti monarch! , Marcello Cervini gia fatto vescovo di Nicastro 
e cardinale di S. Croce, e il cardinale Farnese. Partito il 7 gennaio da 
Parigi , Carlo V entr6 nei Paesi Bassi a Valenciennes il 21 , a Gand il 
14 febbraio ove rimase sino al 30 aprile, promulgazione della sentenza 
di alto tradimento. II legato Farnese — e con lui il Cibo — rimase a 
Gand fino al 9 di maggio: il 17 era a Saint Germain, il 27 giugno in 
Roma da dove scriveva al cardinale Cervini. 

Nella prima meta del giugn 1540 il Cibo abbandonava il Farnese che 
tornavasene in Roma e si ritirava in Rocca Contrada. Seccato dal genere 
di vita nomade che aveva menato dalla sua infanzia; disgustato, lui 
fervente cattolico e nobilissimo d'animo, delle lotto religiose di quei 
tempi e degli intrighi della politica di cui la sua famiglia e i suoi con- 
giunti con l'elevazione di Paolo III al pontificate avevano inteso si gravi 



208 



B. CBLANI 



angustie, amante dello studio e della sua liberta, nessun luogo poteva 
piii attrarlo che il paese ove erasi portata a vivere sua madre. Aveva 
costei, nel 1528, ceduta la Rocchetta a Caterina Cibo (cf. pag. 183); il 

marito era lontano quasi sempre da lei e pur lontane due sue figliuole: 
il primo occupato nelle condotte militari, le seconde aceasate a Fossom- 
brona ed a Genova; non le rimaneva che tornare presso i suoi, i Vigeri, 
allora stabiliti in Rocca Contrada e presso Tunica delle figliuole rimasta 
nubile e monaca nel convento di S. Agata. E Gerardo che doveva di 
essa essere amantissimo, tanto da disporre nel suo testamento d'esserle 
sepolto vicino, si rium cosi alia madre ed alia sorella, e mai piii si 
mosse da Rocca Contrada. 

La parte del diario del Cibo, pervenuta fino a noi, comincia con l'anno 
1553 : manca tutto quanto poteva dare notizia dei suoi studi e sopratutto 
di quando avesse cominciato a raccogliere ed agglutinare piante. Da esso 
tolgo alcune poche notizie riguardanti la raccolta del Cibo: 



1557, maggio 22 . . . . andai insieme con Gaspare Marchetti et con un 

altro da Sigillo in cima al monte dove trovammo gran copia 

di peonia, massime dalla banda che scopre il mare: trovammo simil- 

mente gran copia di narcissi. Et in certe baize do' sassi alFandare in su 

trovammo grandissima copia di gigli azzurri e fioriti havendo l'odore 

degli altri irios. Ma nella radice non si sentiva alcun odore. Et portammo 

una soma de ribos trovati in valle ombrose che si trovano nell'ascendere 
il monte. 



1566, settembre 30. De domenica si monto sopra Monte Nero per 

la strada della valle di gorgo nella quale a un miglio dentro messer 
Alfonso Ceccarelli (*) da Bevagna e medico di Gualdo vidi il titimollo 

mirsinite lo quale per essere di colore simile alia ruta anzi piu chiaro 

si vedeva benissimo. E nasceva poco lungi dalla strada, et ne pigliammo 
una pianta. 



(*) E costui il celebre falsario di documenti e carte anticlie, decapitato 



1583 



/ 




SOPRA UN ERBARIO DI GHERARDO CIBO 209 



1568, aprile 28. Andammo al Monte detto Sassoferrato ♦ . . dove trovai 
il narcisso che g\k fioriva, et similmente trovai quella sorte di martago 
che fa il fiore di colore tra il verde, giallo e rosso, e tutto piticchiato 
de' punti paonazzi scuri , che a questo fine andai di questa stagione a 
questo monte sapendo che in tal tempo e solito fiorire. Trovai il croco 
martis ma sfiorito. Et de tutte queste ho prese e portate. Sopra il detto 
monte ho ritrovato la stellaria che non credevo ci nascesse. 



1569, montammo al monte Regedano e al monte contiguo 

molto piu alto dove sono herbe piii notabili, et ove si ritrova assai 

herba luccia dal fior turchino. 



1570 , giugno 22 mi partii dalla Rocca per FAlvacino a 

mezza montagna trovai il cardo bianco e bello che anchor non haveva 
fiorito, alto forsi due cubiti, con el gambo grosso un deto et vacuo, che 
io credo sia la spina bianca. 



1573 , giugno poi andammo alia Badia Santa Croce nel 

monte di detta badia ci trovai copia di elleboro bianco fino appresso alia 

i 

fonte, dove ne colsi un poco. 



1573, luglio IL Andassimo a Monte Cucco, dove su la cima trovai 
il nardo montano, molto bello con radice sode e basse, et ne ritrovammo 
per tutto airintorno della cima, ma non gia in basso. Trovammo ancora 
assai stellaria trovammo T herba paris. 



Nei 18 detto andai alia Trinity dove su le sue mura viddi da 

cinque o sei piante di quella bella pianta che fa fronde et fiori assai 
simili a quelli del rododafne anchorche assai minori et fiori spicati. Per 
i prati all'alto trovai gran copia di filipendula fiori ta, copia grande de 
carlina, eufragia infinita e molte piante de effodillo e stellaria. 



1573, luglio 23 andai al Castello di Passilupo trovai gran 

copia delFherba gatta, j. nepeta- 



210 



E. CELANl 



1573, agosto 3 passai per Passilupo e mi fermai a raccogliere la 

bettonica in quel luoeho dove sta tanta copia de enula campana. 



1575, giugno 26. Andai al monte del Sassoferrato nel prato piil 

alto fu trovata da me della seorzonera, bella con radice grossa et 

alcune longhe un palmo et piu, et grosse alcune come un grosso bastone, 

piene de succo latteo. Trovai ancora una sorta de geranio cioe pie 

colombino con le radice curte et grossette quasi come mazzole i 

fiori erano piccoli con un certo colore tra Tincarnato e pavonazzo, le 
radici di fuori negre: cioe di dentro bianche con certi circoli purpurei 
et di sapore astringente. 



1576, giugno 17 andai sul monte Catria e trovai assai fegatella. 



1577, ottobre 1 nella selva delle grotte (del Massaccio) nasce assai 

bonifatia. 



1581, ottobre 4. Andai a S. Gironimo di Passilupo a pigliare dell'an- 
gelica in fondo al romitorio. 



1582, agosto 14. De venere con Gaspare Marchetti e con Berardo Bianchi 
andai alia grotta delFAracoeli per ritrovar la lunaria odorata o greca 

che non trovammo giunsimo alia cima del monte cogliemmo della 

sassifragia dalle fronde simili al fenocchio colsi della luccia mag- 

giore li alia grotta non potei trovare di quella pianta che vado 

trovando e credo possa essere la mirris. Ci ritrovai una gran pianta di 
solatro maggiore . . . et per quel sito ci sono piu piante cli herba caprina 
che mi e stata cara havercela ri trovata. 



Se il diario ci fosse pervenuto nella sua interezza, le notizie che n- 
guardano la raccolta del Cibo, forse risalirebbero all'epoca della sua di- 
mora in B'ologna (anni 1530-1532), perche prestissimo — ed e il Bacci 
che lo afferma — egli comincio le peregrinazioni e le gite alpinistiche 
e botaniche. « Nisi quantum assiduo labore , ac studio conati sunt cut 



SOPRA UN ERBARIO DI GHERARDO CIBO 211 



similes aliqitas tantae confusionis verruncare et esplanare semitas, quod 
tu ab usque primis annis ad hunc validam senectam praestitisti, qui hoc 
solo studio ac amore indagandae naturae plantarum et stirpium non con- 
tentus peragrasse din diversas Italiae terras ac salebrosos Apennini subire 

et perlustrare monies mira ad luce dexteritate studiisti ». II Cibo 

dopo il 1540, anno in cui si ritiro in Rocca Contrada, non si mosse che 
per gite o piccole escursioni e sempre nelle Marclie ed Umbria: e quei 
viaggi da lui compiuti in giovinezza e nelle varie contrade d' Italia ai 
quali accenna il Bacci debbono certamente riferirsi ad epoca anteriore 

all'anno 1540. 

Ne pregiudica a questo asserto l'osservare come nelYindice dell'erbario 
siano citati autori che pubblicarono le loro opere verso la meth del se- 
colo XVI ed anche dopo, e nell'erbario si conservino piante la cui im- 
portazione e certamente della seconda metk del secolo stesso: Yindice e 

■ 

di molto posteriore alia formazione deU'erbario: e questo, ideato e co- 
minciato con il sistema delle piante in ordine lessicografico, fu poi am- 
pliato e completato, tanto da sconvolgersi quasi del tutto Tordine primitivo 
con le piante che pervenivano al Cibo, o che egli medesimo si procurava 
nelle sue escursioni. A questo sconvolgimento dell'ordine ideato, rimedio 
il Cibo compilando Yindice dei quattro volumi di esso: non tenendo 
affatto conto dell'altro volume che, mal riuscito, rovinato nella sua con- 
servazione non distrusse forse per quell'affetto o feticismo che si ha talvolta 
per i lavori proprii, anche se cattivi : volume che rappresenta, almeno a 
mio parere, la prima ed informe concezione di un erbario. 

Nella Flora romana ( x ) i proff. Pirotta e Chiovenda, trattando di Andrea 
Laguna, osservano: Aggiungeremo qui la notizia, che riteniamo nuova, 
che il Laguna fece un erbario, giacche a proposito della Psoralea bitu- 
minosa egli scrive: (Laguna, Dioscoride, pag. 342). « Hallase gran copia 
del Trebol bituminoso inuto a S. Juan de Latran en Roma, de donde 
yo mismo cogi una planta que aun tengo entre otras conglutinada ». 
A nessuno sfuggira Timportanza di questa notizia: gia abbiamo veduto 
che il Laguna asserisce di essere vissuto parecchi anni in Roma anche 



(*) Pirotta, Chiovenda, Flora Romana, Roma, 1901-902, fasc. I-IL 



212 



K CELANI 



prima del 1546 , laonde pud il Laguna competere il primato nella for- 
mazione degli erbarii , che finora , come tutti sanno era attribuita al 
Falconer, il quale pare abbia fatto il suo tra il" 1540 e il 1547. Perd noi 
a questo pun to osserviamo che ambedue furono grandi peregrinatori nel- 
TEuropa e ambedue frequentarono in Italia le lezioni di parecchie uni- 
versity e in modo speciale, nell'universita di Bologna, quelle di Luca 
Ghini, il quale si sa di certo che raccoglieva ed agglutinava piante. Non 
ci pare quindi improbabile che da quest'ultimo maestro ambedue appren- 
dessero quella maniera di conservare le piante che venivano raccogliendo 
nei loro viaggi. Anche Meyer (*) viene a queste conclusioni ». 

E questa una forte scossa al primato del Falconer, ed un grande van- 
taggio per coloro che asseriscono essere stato il Ghini il primo ad agglu- 
tinare piante* Ne minore importanza ha quanto pud congetturarsi sull'epoca 
nella quale il Cibo comincio il suo erbario. 

Come dimostrai , egli studio in Bologna, certamente col Ghini, nel 
periodo corso dal 1530 al 1532, cioe molto tempo prima che il Falconer 
e il Laguna ne frequentassero le lezioni: il Falconer poi, passava da 
Ferrara portando il suo erbario tra gli anni 1540 e 1547: ma se e vero 
quanto asserisce il Camus ( 2 ) che egli in quell'epoca fosse di ritorno dai 
suoi lunghi viaggi e che cinque anni dopo il 1547 era in Inghilterra 
citato dal Turner tra i migliori e reputati botanici inglesi, e lecito sup- 
porre che passasse da Ferrara piii verso il 1547 che il 1540. Perd, e 
questo nella migliore delle ipotesi per i fautori del primato del Falconer, 
pure accettando Taltro estremo limite, cioe Tanno 1540, il Falconer pas- 
sava da Ferrara quando il Cibo era assente dall 9 Italia gia da quasi un 
anno, e tornandovi, si ritirava a Rocca Contrada senza toccare Bologna 
e Ferrara. Egli evidentemente non conobbe il Falconer: e non da lui, 
ma dal Ghini dovette apprendere e mettere in pratica, molto prima del 
Falconer stesso, l'arte di conservare ed agglutinare le piante : tanto piu 
che nell'erbario si riscontrano varieta di piante che egli stesso forse 
riporto dai suoi viaggi, come ad es., la betula che si conosce essere non 



(*) Geschichte der Botanih, IV, 271-273. 
(*) EistoHque des premiers herbiers, M 



SOPRA UN ERBAUIO DI GHERARDO CIBO 21 3 



una pianta eoltivata, ma trovarsi quasi esclusivamente nel Trentino, dove 
appunto passo il Cibo sullo scorcio deR'anno 1532, notando che cola essa 
e chiamata dai contadini hedollo. Ne vale Fosservare che nello stesso 
erbario sianvi piante non rinvenibili in Italia e che dovettero necessa- 
riamente essergli inviate : perche questa osservazione riguarda piante 
rare o di allora recente scoperta, mentre la betula e una pianta comu- 
nissima e tan to di poco valore da potersi senza danno trascurare in un 
erbario, e, data la difficolta delle comunicazioni (Tailors, non preoccu- 
parsi troppo per possederne un esemplare. 

Facendosi poi ad esaminare le marche della carta usata dal Cibo, si 
trova una nuova conferma alle mie deduzioni. II volume che attualmente 
e il quinto dell'erbario, e che io dissi una prima e mal riuscita conce- 
zione di esso, reca costantemente la marca del toro, che ricorre in quella 
data forma, nelle carte di fabbricazione veneta — probabilmente Padova 
e Treviso — sullo scorcio del secolo XV e principio del secolo XVI (cf. 
a. 1482, 1503-1504); gli altri quattro volumi hanno le marche delVdncora 
sormontata dalla croce che rinviensi in carte veneziane dagli anni 1502 
al 1544: dei tre monti con croce e cappello senza fiocchi produzione della 
medesima epoca: del giglio chiuso in un cercMo che ritrovasi identico in 
carte degli anni 1539-1552; delVdncora senza anello e cerchiata, che ri- 
seontrasi negli anni 1538-1541, e della testa di moro, forse marca Fa- 
brianese, unica nella serie, pure della prima meta del secolo XVI (*). 

* 

Come appare chiaro, la carta usata dal Cibo e nella massima parte 
produzione di cartiere venete, ed evidentemente egli ne fece Facquisto 
in qualche centra — non asseriro fosse Bologna — alimentato dalla pro- 
duzione veneta, e questo prima dell'anno 1540, nel quale anno egli si 
ritird a Rocca Contrada; perche se Ferbario Tavesse cominciato dopo tale 
epoca, la carta dovrebbe recare tutte marche Fabrianesi, come il luogo 
di produzione quasi unico che allora fornisse i mercati delle Marche e 
deirUmbria di cui Fano e Perugia ne erano gli empori. Xon pretendo 
con cio di sostenere il valore preciso e seientifico della rispondenza tra 



( l ) Ringrazio vivamente i Sigg. proff. A. Venturi e A. Zonghi per le no- 
tizie fornitemi sulle marche delle carte. 

14. Malpighia. Anno XVI, Vol. XVI. 



214 



E. CELANI 



gli anni di fabbricazione delle carte e Fimpiego fattone; ma e indubitato 
e lo provano tutte le recenti monografie sulle marche della carta — 
che quasi sempre trovasi una perfetta rispondenza di anni tra la scrit- 
turazione di manoscritti o documenti e la produzione della carta ado- 
perata, e se rinviensi alcuna differenza essa non risulta superiore ai tre 
o quattro anni. Se si riflette poi che essendo molti i bisogni e scarsa la 
produzione, la cosa non rechera meraviglia. 

Non mi sembra quindi piu sostenibile Fipotesi del Camus favorevole 
al Falconer: comunque sia, l'erbario del botanico inglese e seomparso, 
e quello deirAldrovandi rappresenterebbe nella storia della botanica il 

piu antico ed il piu importante documents di questo genere ( 2 ), poi che 
date le ricerche del Camus, del Saint-Lager e del Mattirolo il suo inizio 
risalirebbe all'anno 1551. Innanzi ad esso viene oggi a porsi questo di 
Gherardo Cibo: della sua importanza e valore botanico trattera, illustran- 
dolo nelle singole specie, il prof. Penzig, che volonterosamente voile 
assumersi tale incarico; io, povero profano in botanica, tentai solo di 
ricostruirne la storia e ricercarne Fanonimo autore. 

Di Gherardo Cibo, come botanico, niuno fa menzione: nelFaccurato 
lavoro sulla Flora romana ( 2 ) che e la piu recente e minuziosa opera 
che sulla storia della botanica e sui botaniei siasi fino ad oggi pubbli- 
cata, il suo nome mai apparisce. Eppure fu in relazione e riscosse la 
stima dei migliori botaniei suoi contemporanei , quali FAldrovandi, il 
Mattioli, il Bacci: e questo silenzio su di lui e solo spiegabile dal non 
avere egli prodotto e pubblicato qualcosa che lo tramandasse ai posteri, 
almeno nel frontespizio di un libra. Forse di lui rimase qualcosa inedita? 
Le sue carte e le sue robe andarono disperse: e le mie ricerche, volte 

specialmente alle biblioteche ed archivi deH'Umbria e delle Marche, riu- 

scirono infruttuose: forse — e questa mi pare la migliore delle induzioni 
nun si occupo di nulla in partieolare, astrazione fatta dell'erbario e 
della riproduzione in pittura delle piante e dei luoghi artistici e pitto- 
rici deirUmbria. E in questo fu perfetta mente simile al Falconer, del 

( J ) Mattirolo O., lllustrazione del prime volume dell'erbario dell'Aldro- 
vandi, Genova, 1899. 
(*) Op. cit. 



SOPRA UN BBIBARIO Dl GHERARDO CIBO 215 



quale il Turner scriveva: There haue bene in England, and there are 
now also certain learned men: whych haue as muche knowledge in herbes, 
yea, and more then diver ses Jtalianes and Ger manes, whyche haue set 

* 

furtli in prynte Herbelles and bokes of simples ( 1 ). 

L'Aldrovandi ricorda, due volte di seguito, il Cibo nel suo Catalog us 
virorum qui mea studia adiurarnnt ( 2 ): Tuna, chiamandolo « Cardinal! 

de Cybo nepos » e 1-altra « Genuensis Gerardus de Cybo nepos cardinalis 
de Cybo»: e certo dovette essergli grato per l'invio di piante o agglu- 
tinate o dipinte. 

Dei rapporti col Mattioli, che eonobbe per mezzo del fratello Scipione, 
ho lungamente accennato innanzi, e molto piii ne potranno dire le let- 

1 

tere che pubblico in appendice (Doc. I-II): essi cominciarono l'anno 1563 
con Finvio di molte piante dipinte dal vero, e subito il Mattioli, che 
forse non fece in tempo a citare e ringraziare il Cibo nelle sue Epistole 
medicinali edite a Lione nel 1564 ove tratta diffusamente del Cneoro , 
ne fa speciale e replicata menzione nell'edizione del Dioscoride del 1568. 
Forse la corrispondenza col Mattioli continuo, ma di essa nulla giunse 
a mia notizia; solo da una lettera di Gherardo al fratello Scipione, .si 

* 

rileva che, morto il Mattioli, ne ebbe il ritratto che « ricevette con grande 
piacere ». 

Del carteggio con Andrea Bacci, rimase una lettera: quantunque unica, 
il suo contenuto e importantissimo, perche pur tenendo conto della forma 
eccessivamente laudatoria, da uiFidea chiara di quanto quel botanico, se 
non illustre certo non ultimo tra i suoi contempnranei , apprezzasse e 
stimasse il Cibo (Doc. III). 



( ] ) Turner W., A new herb all, London, 1551. 

(*) Mss. Aldrovandi N. 110 nelia Biblioieca Universitaria di Bologna. In 
questo stesso niss. nel « Catalogus virorum qui visitarunt Musaeum no- 
strum et manu propria mbscripserunt in nostris lihris Musaei » troviamo 

notizia di tre personaggi di Rocca Con tra da che visitarono il Museo Aldro- 
vandiano e certo lo fecero per sollecitazione del Cibo. Essi furono: « Eques 
auratus artiumque et medicinae doctor Fulgent ius Belo de Rocca Contrata » 
del quale il Cibo nel suo Diario registra le gite botaniche insieme com- 
piute e la morte: « D. Victorius Philippinus Theologiae doctor » e « Pe- 
trus Manellus studiosus » forse paivnte di queU'altro Manneili che figure 

come testimone nel test am en to del Cibo. 



216 



E. CELANI 



Altri ancora lo aiutarono nel mettere assieme l'erbario: neirottobre 
1574 gli manda alcune piante il cardinale di Urbino, e nel gennaio del- 
l'anno appresso, in una postilla al Dioscoride del Mattioli, egli ricorda: 



/ 



sono roscetti et di colore assai simile alia 



pietra corniola : nel territorio del Casteljicardo ne nasce, presso certe acque, 
da dove mi fu portato da Francesco herbolaro da Sorbolongo ». • 

In appendice pubblico alcuni brant di lettere dello stesso Cibo (Doc. 
IV-XII), essi servono maggiormente a lumeggiare la figura di questo 
ignorato botanieo, del quale, come risultato delle mie modeste ricerche, 
sono lieto di avere aggiunto il nome, non inglorioso, alia storia della 
botanica in Italia. 



Roma, 1902. 



DOCUMENT!, 



Doc. I. 



Molto magnifico signor mio 



Prego V. S. che se ben mi accusara di negligenza, non me vogli pero 
tenere ne per discortese ne per inhumano, se piu presto che hora io non 
rispondo alle sue de' XX di marzo, quali ricevetti il passato agosto, in- 
viatemi dal mio M. Gio. Angelo Crotto: voglio che, merce sua, me creda 
cio non essere intervenuto se non per legitime cause, dalle quali me son 
trovato cosi occupato, che in sei mesi non ho ne scritto lettere ne ri- 
sposto a veruno. Troppo sarebbe lungo il narrarle ogni cosa, ma per- 
suadendomi che V. S. mi credera, posporro per hora questa parte, et 
solo attendero, se ben tardi, a risponder alle sue cortesissime et amore- 
volissime lettere, certificandola che le mi sono state di non poca conso- 
latione, vedendo fuor d'ogni mio pensiero d'aver ritrovato un amico di 
tanto valore. Pero non poco me ritrovo obligate a M. Gio: Angelo, che 
di cosi onorato acquisto e stato caguone. Ho inteso con piacere infinito 
dell' opera para che ha fatta in pittura delle piante el signor Gherardo 
suo fratello, la quale mi pare fin di qua vedere come in uno specchio 
di purissimo cri stall o. Volesse Idio ch'io la potesse vedere visibilmente, 
che piii chiaro mi sarebbe che veder qual'altra si voglia cosa che dilettar 
mi potesse: pero poscia che la lontananza ne veta ch'io non possa ve- 
dere il tutto, prego V. S. che almeno voglia far ch'io ne vegga tanto 
quanto la me scrive, cioe un paro di quelle figure fatte con si bello arti- 



SOPRA UN ERBARI0 DI GHERARDO CIBO 217 



fizio et con tanto giuditio et diligenza: che facendolo, oltre che io ne le 
restero obligate, mi dara causa di mandarle qualche dozzena delle mie 
figure nuove grandi cavate con non poca fatica dal vivo, le quali sono 
fino al numero di mille, e tutte saranno nel Dioscoride nuovo che hora 
si stampa a Venetia. Se io sard buono a giovare air opera del suo si- 
gnor fratello, tenga V. S. per certo che io le saro liberalissimo di quanto 
sara in potesta mia, impero che io non sento refrig*erio maggiore che 
giovare et servire a huomini virtuosi. Pert voglio che V. et sua S. fac- 
ciano di me quel capitale che farebbono loro stesse di se stesse insieme, 
che sempre me ne ritrovaranno pronto et apparecchiato per servirle. Et 
qui facendo fine, senza fine me le raccomando. 

Di Praga, alii 20 di Dicembre 1563 

di V. S. affettionatiss. serv. 

Pietro Andrea Mattioli. 

(Indirizzo) Al molto magnifico signor 

mio osserv. m0 il Sig. Scipione Cibo 
a Marsilia. 

(Biblioteca Comunale di Siena, Mss. miscell. D. VI, 7, f.° 3). 



Doc. II. 



Molto magnifico signor mio 



Ho ricevuto questi giorni passati la letters amorevolissima di V. S. 
insieme con le figure delle piante fatte per mano del molto magnifico 
suo fratello, le quali come cosa rara, et da me molto desiderate, mi 
sono state tanto chare quanto dir le possa , perche in vero me par che 
siano tanto vive et naturali, che piu non vi si possa desiderare: et mas- 
simamente che vi si discerne una leggiadria che da loro l'ornamento 
di quel paesetti ameni, che non si discerne nelle naturali. Onde le dico 
che se ben da molti et diversi luoghi mi sono state mandate piante co- 
lorite, tanta differenza veggio tra queste et quelle, quanto si vede dal 
piombo all' argento o per dir meglio all' oro. Me ne furno mandate di 
Costantinopoli , gia furno tre anni, cinquanta in foglio reale, le quali 
furno tenute tutte per una cosa bellissima, ma appresso a queste (tanto 
pu6 il paragone) paiono una cosaccia. Di qui adonque vengo in eagni- 
tione che il libro del sig. suo fratello sara il piu bello di quanti se ne 
trova al mondo, et prego Idio che a lui dia gratia di finirlo et a me 
tanta vita che possa vederlo. Rispondero a sua signoria pill presto eh'io 



218 



E. CELANI 



me sia sleg*g*erito d'alcune occupationi che me tengono come prigione, 
et intanto V. S. le potra mandar questa, accio resti sicuro che ho rice- 
vuto il suo eosi bello et honorato dono, per il quale me li tengo non 
poco obligate Et qui facendo fine resto pregando Iddio che et a lui et 
a V. S. dia ogni contento, et le bascio (!) la mano. 

Di Praga, alii 24 de' giugno 1565. 

di V, S. servidore 



Pietro Andrea Mattioli 



(Indirizzo) Al molto magnifico signor 



mio osser m0 il Signor Scipione Cibo 
Vienna. In sua assenza al signor 
Giovanni Angelo Crotto agente del 
signor conte di Fiesco. 

(Bibl. pred. Mss. miscell. D. VII, 2, c. 15). 



Doc. III. 



Gerardo Cibo ex Illustri Familia Innocentii VIII Epistola LXXV pri- 
mae Centuriae Andreae Baccij Medici ac Philosophic 

In qua examinatur Historia Holostii apud Dioscoridem variis opinio- 
nibus. 

Cum simplicium historia, ac rei plantariae sylva (ut cum vulgo Me- 
dicorum loquar) amplissima sit, et diversarum ab invicem specierum 
vix explicabilis similitudo, Gerarde Vir Illustris, non mirum, ut cum 
a doctissimis ac eximiae in hac parte peritiae vivis fuerit adeo exeussa, 
adhuc tamen inaccessibiles habeat saltus, et inextricablies ambages. Nisi 
quantum assiduo Lahore, ac studio conati sunt cui similes aiiquas tantae 
confusionis verruncare et explanare semitas, quod tu ab usque priinis 
annis ad hanc validam senectam praestitisti, qui hoc solo studio ac amore 
indagandae naturae plantarum et stirpium non contentus peragrasse din 
diversas Italiae terras ac salebrosos Apennini subire et perlustrare montes 
mira adhuc dexteritate studuisti perspicuis coloribus ac picturis tua 
manu naturales ipsas plantas ita effingere ad vivum, ut in tanta hodie 

^ 

luce Matthioli, Clusii, Dodonaei (cum pace dixerim aliorum et Patavi- 
norum doctorum) ex his potissimum yconibus, quos ad me proxime mi- 
sisti plantarum abstrusae notitiae, et Holostii inter has, praeclarum miln 
visus sum habere argumentum de tuo appicto Dioscoride, cuius iam fama 
celeberrimus es, nihil esse pulchrius, nee praestantius. In quo vero perhu- 



SOPRA UN ERBARIO DI GHERARDO CI BO 219 



maniter a me requiris quid sentiam de Holostio. Equidem praetor hanc 
tiiam de eo picturam, quam adeo exquisite ad naturam delineasti , eo 
magis tuum laudo iudicium, quod dum varias de eo invenerim nostro- 
rum hac aetate interpretum positiones, vix tamen ullam mihi videtur 
referre genuinam speciem. Quippe Dioscorides, quern habemus in hac 
parte naturae (Galeno teste) antesignanum lib. 1 1 II. cap. X. « 6\o;iov 

« inquit, quod et o/s^ov herba est pusilla, humi incum bens, trium 

« aut quatuor digitorum folia habens, et viticulas, Coronopo similes, 
« aut gramini, gustu adstringentes, radice alba praetenui quae in capil- 
« lament] usque speciem, longitudine quatuor digitorum nascitur in 
« collibus ». Affatim, inquam, his notis tua haec respondet plantula, exi- 
guis foliis, gramini proximis, sapore adstringenti, radicibus capillaribus, 
ceu Nardi spica protensis et odoratis in collibus ac fabulosis nascens locis. 
Deficit autem quod haec viticulosa non est, immo foliis gramini proximis 
exilibus , ac nodulis distincta , habet vero insuper et tenues culmos et 
spicas in apice , Ristide similes , idest inanes semine. Et praeterea Pli- 
nius acldit inter praecipuas notas , hanc lib. XXVII , cap. X ab Etimo- 
logia Holostion dici , quasi sine duritia , ex adverso hoc est per anti- 
phrasym, quia scilicet folium cum duritie habeat, et forte scabrum, haec 
tenuibus est. In reliquis imitatur Plinius Dioscoridis descriptionem , 
quanquam ipsum non citat, vel quia non legit iam ab Augusti usque 
et M. Antonii aetate scriptorem , vel ut facile unus ex alio transcribe 
multa, eadem accepisse videtur a praecedentibus ante Dioscoridem scrip- 
toribus. Deficit adhuc magis Matthiolus, qui ut in primis eius editio- 
nibus Holostium nee cognovit nee appinxit, ita in ultimis reposuit Plan- 
tain valde tuo Holostio adsimilem, eique a Mutinensi quodam Medico 
transmissam, sed apocripham. Unde earn nullis describit notis, sed quam 
ex relatu illius appingit foliis graminis, et culmis apice non spicatis sed 
a medio sursum alatis cum flosculis Odontidi aemulis, ut dentes serra- 
tulis, quos Monachinas hodie appellant, vel cum spicis divisae sint in 
quolibet culmine, Aegilopi proximis, hoc (ni fallor) Aegilopis potius 
species nequaquam Holostium. Sunt et qui a spica parva plantaginis, 
caudae muris nomine putant Holostium humililms et ipsa foliolis, per 
quam angustis arctibus (?) coliculis, qui in spicam desinant tenuem 
herbaceam, caudae muris aemulam. Caeterum et haec longe differens 

ab Holostio est. 

Minime vero omnium pro Holostio acceptanda est Clusii et Dodonei 
positio, quorum novissime legimus de natura stirpium commentaria, qui 
plantaginis angustifoliae (?) ponunt speciem, foliis minoribus angustio- 
ribus, lanugineque albida, incanescentibus, humi procumbentibus, inter 



220 



E. CELANI 



quae seni aut quini pediculi attolluntur seorsum versus, flosculis gra- 
vidi, iisque spicatim digestis, semine cum maturaverint in minutis val- 
vulis quale plantaginis radice longa, tenui et lignosa in aridis nascitur. 
Quae notae vix ullae leguntur in Holostio Dioscoridis caret viticulis, 
et in super pediculis abundat ac spicatis floribus, quae in Holostio non 
leguntur. Quare sententiam quasi revocans Dodoneus, baud verum banc 
admittit Holostium. Mibi vero ea figurae specie relata, quam pro Holo- 
stio appingii Onosma, haec potius videtur Dioscoridis, quae Anchusae 
aut Ecchij species est, foliis quatuor digitorum longitudine, et unius la- 
titudine, mollibus, humi strati s, sine caule, sine flore, sine semine, radice 
oblonga, tenui infirma, rubescente: gignitur in apricis. Quale memini 
me vidisse copiosum, ac colligi iuxta salebrosas Potentiae fluminis ripas 
cum proficiscens Matilica Septempedum irem , sine culmine (ut dictum 
est) nee flore nee semine praeditam. His ergo reiectis opinionibus quam 
proprie speciem dixerim Holostium, nullam magis quam banc tuam vi- 
deo congruam. Nee obstat earn carere viticulis, attolli vero pediculis et 
spicatis aristulis. Nam saepe Dioscorides et alii a uc tores ex notis omittunt 
aliquas, et cum Dictamnum similiter descripserit sine flore et semine, 
ex adverse flosculis, ut perspique niteat purpureis iamdiu in nostris 
Italiae hortis videre est. Similitudines porro in plantis vite decernendis 
saepe fallit indicium. Nam qui hodie Herbarii ex officii! a Plantina pro- 
dierunt libri , qui innumeras a similitudine sub eodem genere plantae 
multiplicant species, et graminis triginta, vel amplius figuras non sine 
taedio ignarae iuventuti hanc sub Hordei adnectunt genere. Ut etiam 
Aegilopem, festucam, Zeam sterilem, et Holcus apud.Plinium lib. iti 
dem XXVII cap. X. In saxis (inquit) nascitur siccis, aristas babens in 
cacumine tenues, culmo quale ordeum restibile, unde et Ristidam hanc 
quidam vocant. Huius ergo minorem speciem et sterili spica videtur tua 
plantula aemulari , ut etiam radice odora est, et arida , desiccandi vim 
babet cum adstrictione, Galeno teste. Quamobrem adrupta cum vino 
eglutinanda ulcera in decoctis probatur, quo nomine quidam, ut Mat- 
thiolus, Pilosellam a chyrurgis vocatam putant Nee subticenda cum Pli- . 
nio et Dioscoride proprietas, quod Holostium cum carnibus coctum, eas 
cogit. Atque hanc equidem censuram, (Jerarde optime, in tuam reporto 
gratiam. Vale. Romae Nonis Maias M.D.LXXXVIII. 

Tuus ex affectione Andreas Baccius. m. pr. 
(Bibl. Vatic. — Cod. Ottob. 3135 c. 224). 



SOPBA UN ERBaRIO di gherardo cibo 221 



Doc. IV. 



111. mo Sigrnore e P. rone mio Qsservand. 



t> 



Adesso ho ricevuta una sua con la inclusa di messer Gironimo Ard[oino] 
et cusi per il suo mandato gli maiido de quella rosetta che dice messer 

Gironimo, la quale per essere da dieci anni che fu fatta ha perso di co- 
lore: perche questa sorta de rosette mantiene il suo bel colore quasi per 
uno anno, et poi si svanisse: niente di manco per Teffetto che si ha de 
operare : credo che sara buonissima, tanto piii quanto che la sara tem- 
perata per l'opera con acqua di go mm a dove sia un poco de allume de 
roccho. Messer Gironimo soleva havere una laccha chiara che per que- 
sto effetto e buonissima. Se di questa Rosetta ne havessi havuta piu , 
piii gle ne haveria man data, et me despiace non sia de quella bellezza 
che si converria pur sara V. S. III. ma contenta accettar il mio buon 

animo. . 

Ho fatto cinque pezzi di disegni come in Senigaglia gli promessi, 

quali gli mando per il presente suo mandato. Me rincresce non saperli 
far meglio s\ per la satisfattione sua come che a me saria anchora de 
maggiore honore. Sono tre in carta azzurra de chiaro et de scuro: uno 
in carta bianca et Taltro colorito in carta azzurra. Anchora che siano 
goffi potranno fursi far questo effetto , che quando la li vedra si ricor- 
dera che gli sonno affezionato servitore come fui sempre. 

Me saria charo che V. S. 111. ma si degnasse farmi sapere si li ha- 
vera ricevuti , che volendomi far scrivere potra farla dare a messer Do- 
menico Passioneo mio cognato. E con questo humilmente gli baso le 
mano pregandola si degni comandarme dove La cognoscera sia bono a 
fali (!) servitio che ]' havero sempre a grandissimo ftivore. La prego an- 
chora si degni basar le mano per mia parte al Sig. Conte Pietro, al 
quale son servidore de core. 

Dalla Rocciia contrada 
alii 21 de giugno 1562. 
Di V. S. Ill.ma Servitor Gherardo 

Cibo. 
(Tergo): Alio Ill.mo Sig. Conte 

Gio. Francesco Landriano 
Sig. et Prone mio Osserv.mo 

in Urbino 

(Arch, di Stato, Firenze. Archivio dei Duchi d' Urbino. Class. I, 
Div. G, Filza 268, carte 87). 



222 



E. CELANI 



Doc. V. 



Dalla Roccha Q.ta li 29 de Genii aro 1579. 




.... ho visto la memoria che mi date di piii quadretti vi feci, et di 
un paesino, che sta nel libro de herbe, che si ben mi ricordo, sta de- 
pinto nella figura delFJSlleboro bianco. La radice che mi havete man- 
data non e quella del milium solis, che amazza i vermi essendo 
una radice con molti filamenti sottili , che deve andare per il traverso 
della terra, che penso sia il milium solis maggiore dal fior celeste, et 
grande come le viole salvatiche, cioe litospermo: quello che voi deside- 
rate cognoscere fa ben le fronde assai simile al maggiore dal fior tur- 
chino, ma le fa piii negre, piii dure, et piu aspre: con il fior piccolino, 
et bianchiccio, i fusti diritti piii duri, piu grossi : et la radice grossa 
come il deto minore, quando piu et quanclo meno che va per diritto 
sotto terra, senza filamenti: negra di fora, et qualche volta rossigna, che 
tenge di rosso le mani: et di dentro bianchiccia: et dolce assai. Nasce nei 
terreni sterili, et brecciosi, come in greppi et apresso le giare dei fiumi, 
dove sia herba, et arburi. 

Se in simili lochi porrete cura per adesso ne potrd ritrovare i fusti 
secchi con delle perlette di sopra, ma per ciarirvi (sic) del vero, bisogna' 
cavarne le radice: el maggiore nasce volenti eri acanto le selve, et le ma- 
che (sic), che siano fresche et ombrose: fa le radice piccole, che vanno 
per traverso la terra, negre et legnose : ma quella che amazza i vermi 
le fa suecliiose, et grassette, che non si ponno seccar cusi presto, per 
tal rispetto le figure del libro vostro ve le potra insegnare etc. 

(Bibl. Comun. di Siena, Cod. D. VII. 8 c. 93). 



Doc. VI. 



Molto Mag.co Fr.llo Hon.do 



La vostra delli 6 del presente con il viluppetto ricevei li 18 detto da 
certi nostri frati tornati dal Capitolo di Perosa et subito mandai a no- 
stra sorella i vostri lavori per camise ; il ritratto del S. Matthioli b. ni. 
mi e stato caro, parendomi molto simile al suo ritratto che si vede ne 
i suoi libri, e ben vero che sono un poco differenti per rispetto dell bar 
bito che quello in stampa e fatto con la beretta e zazzera alia tedesea, 
et questo con beretta piccola o berettino che lo fa somigliare propria- 
mente a un castraporcelli di quelli di Cassia et Norsia: similmente i 
legno quercino me e stato caro et voglio operarlo per le vertigine cne 



SOPRA UN ERBARIO DI GHERARDO CIBO 223 



questi giorni mi travagliano un poco di di: anchor che adesso non mi 
dia fastidio. 

Dalla Roccha Q.ta, li 22 maggio 1581. 

Vostro Amor.le f.llo 
Ghirardo Cibo. 



(Bibl. Comun. di Siena. Cod. D. VII, 7, c. 56). 



Doc. VII. 



Dalla Roccha Q.ta li 25 Maggio 1581. 



di novo vi ringratio del ritratto del s. r Mathioli b. m. quale 

ogni giorno mi e piu caro, per rispetto dell a memoria di quell' homo 
tan to eccellente et dabene, al quale sempre per le qualita sue ho portato, 
et portaro sempre affettione, che in quelFaltro secolo potr& chiarirsene, 
se sara in loco di salvatione, per le preghiere che fart fare per l'anima 
sua, et sacrifitii in altari privilegiati , che qui ne havemo gia dui, da 
poco tempo in qua, et in cambio di questo voglio piacendo a Dio man- 
darvi una figurina colorita di S.ta Catarina che sara de mia mano etc. 

(Bibl. Comun. di Siena. Cod. D, VII. 4, c. 158). 



Doc. VIII. 



Dalla Rocca Q.ta li 29 di Agosto 1581. 



mi dispiace che il legno quercino mandatomi sia andato per 

mala via, massime essendo come questo, che ho al presente, et odori- 
fero: mi dubito che quei dui pezzi piccoli, che mi mandasti la prima 
volta, per non sentirli odor alcuno, et molto bianchi di dentro, siano 
de melo o de altri arbori domestichi : quanto 1' esser bono per le verti- 
gine portandolo, come ben insegna il Matthiolo, venne dalla S. ra Cornelia 
Varroma di f. m. per cosa eccellente et esperimentandolo io sopra di me 
da 7 anni sono, che tal infirmita mi comincio travagliare, et bene, a 
me pare che assai mi giovasse, ancor che lo portasse senza la sua scorza, 
come non vuol essere, che si bene il legno sara grossetto si potra un po- 
chino segato spaccaiio per mezzo, o vero in terzo, o in quarto, che verra 
pur haver da una banda la sua scorza, poi pertugiarlo per metterli il 
filo , et attaccarlo al collo , che tocchi la bocca dello stomaco : et portarlo 
per molti giorni, et facendolo voi, credo ve ne ritrovarete contento etc. 

(Bibl. Comun. di Siena. Cod. D. VII. 8, c, 130). 



224 



E. CELANI 



Doc. IX 



Dalla Roccha Q.ta li 26 di Ottobre 1586. 



El lapatio minore, cioe romice minore : teng-o che sia quella spetie 
piccola, che vulgarmente da noi e ehiamato rapacciolo, che si mangia 
di primavera, et nell'autunno, et a me piace assai, et mangione spesso 
al tempo sue: ne conosco romice piu piccola di questa , che ordinaria- 
mente le sue fronde passano di poco la grandezza di quelle della pianta- 
gine: et asai volte sono minore, le quale nel fondo loro si ristringono, 
et poi si alargano alquanto, quasi come si vede nelle foglie de i naranzi, 
proprio stanno come questa, che vi ho dipinta con il lapis, accio meglio 
la possiate conoscere, et nessuna delFaltre romice hanno il garbo di que- 
sta, ma sono seguite fino in fondo etc. 

(Bibl. Comun. di Siena. Cod. D. VII. 5, c. 88). 



Doc. X. 



Molto Mag.co F.llo Hon.do 



.... Dispiacendomi del vomito et mal di fianchi al quali vi disegnava 
ritrovare rimedio accio non vi dia si spesso travaglio et pena et bevere 
tanta acqua non e bono ne tan poco i vini bruschi ne i dolci perche 
opilano : ne manco e bene arischiarsi di prender per bocca cio che ci si 
insegna. La imperatoria e bona a tal male come ancora la angelica, ma 
per essere callide assai non convengono quando ci e febbre. La impera- 
toria e calda quasi in 4 grado e la angelica in 3 grado, et quel miscu- 
glio di butirro et mel rosato a me non piace, piaceme che sia capitate 

la mia con la foglia del tasso barbasso che si opra per la quartana 

Ho voluto dirvi questo accio crediate che con 1' ordinamento bene ne 
guarirete. E credo faria molto a proposito di pigliare questo sciropp" 
cioe: capel venere, del fresco citrae, che e la scolopendria di Dioscoride 
pur fresco, con un poco di cannella et il tutto far bollire con acqua in 
un pignatino novo vitriato che tenga un bicchiere e mezzo et farlo 
tanto bollire che cali un terzo et la matina beverne che sia tepido un 
bicchiere et il siroppo si facci ogni sera per la matina che altramente 
se putrefaria et quando lo pigliarete ci potrete mettere un pezzo di zue 
caro quanto una castagna overo con un poco di gileppe. Si potria ancor 
fare il sciroppo con il brodo di polastro ehc habia bollito solo il boDore, 
et schiumato perche questo e migliore per il stomaco e da anche so- 
stanza. 



■ 

SOPRA UN ERARIO DI GHERARDO CIBO 225 



Ancora mi venne li 15 del presente I 1 ultima vostra di 7 detto. Con 
le molte misure de quadretti et la misura e disegno dell' orto vostro : 
il quale io non intendo bene che sari a meglio misurarlo a piedi che 
a braecia, et mandarine la misura del piede con uno spaghetto o filo , 
ch'a braecia non potria ri^)onder giusto, e saria an cor bene da muro a 
muro anchor che ci sia la pergola, misurar anco il spatio quanto che 
occupa di quel sito, e se la pergola piglia tutto il spatio da ogni banda, 
overo la parte che piglia o una, o 2, o 4, ec. et cosi intendero meglio, 
ma non vedo che in si piccolo spazio si possa far cosa garbata , biso- 
gnandovi le stradelle che per poterci andare non ponno essere di manco 
di un bon piede che e quanto piii stretta si pol fare, ogni manco che 
siano non ci si potra caminare e qui vi sara la misura del piede nostro 
de' muratori : e quando non si usi far le misure di piedi li, ma di palmi, 
mi manderete la misura del palmo. 

Di Roccha q.ta li 25 di aprile 1588. 

Mi scordavo dirvi et ringratiarvi della ricetta della quartana che mi 
e stata carissima pel servitio de molti et io in cambio de questa vi 
mandero la ricetta contro la pontura che si fa solo con olio comune 
et acqua di pozzi vivi, adesso non lo tempo di farlo. 



Vostro amor.le fr.llo 



Ghirardo Cibo, 



(Bibl. Comun. di Siena. D. VII. 9. c. 72). 



Doc. XL 



Molto Mag.co P.llo Hon.do. 



Un prete amico mio mi ha dato una ricetta per il mal di fianchi, che 
si diletta di secret! e di sperimentarli, e dittomi di haverlo provato con 
varie persone, sempre con felice successo, et di piii che guarisce per 
sempre. E sara questo: pigliar comino, anici crudi, menta, maggiorana, 
mentuecia, salvia, rosmarino e canapione cioe artemisia, le erbe si tri- 
taranno alquanto ed alii semi si dara un' acciaccata e tutte le sudette 
cose si faranno bollire assieme in bon vino e sapia che tanto si faccia 
bollire che cavi la" sostanza di dette herbe et semi, et poi se ne faccia 
un servit'ale che ho voluto mandarvelo con la speranza n 1 habbia da gio- 
vare e liberarve affatto, non e si gran cosa un servitiale! 

Anchora per la pontura havuto questo secreto: che un capuccino per 
rimedio sicurissimo avuto in Genova da un gentilhuomo. Prendesi olio 



226 



E. CELANI 



t 



comune che sia bono et dolce once 6, et once 30 di acqua di pozzo vivo 

overo di fontana, et mettesi Folio e Facqua insieme et si faranno bollire 

fin tan to che tutta V acqua sia consumata e il detto olio diase tutto a 

here in una volta, che in una sol volta guarira la pontura, ma 1' olio 

vuole essere caldetto. Io poi per farlo migliore penso sia ben farlo bollire 

in fiasco a bagno maria. Che si fa in questo modo: si mette il fiasco 

con T olio et 1' acqua dentro, et si acconcia in un caldaretto con acqua 

che lo ricopra un poco piii di mezzo, che la bocca del fiasco sia aperta 

et aconciarlo con dui sassi uno per banda acid che mancando o consu- 

mandosi F acqua non possa andare a galla, et si mettera il fiasco nel 

caldaro che V acqua sia fredda , che in questo non potra crepare che 

quando si mettesse nell'acqua calda al prirno creparia subito. E questa 

sorte di bollire non lascia pigliare sapore alFolio ne di fritto ne di fumo. 

E perche V acqua che sta nel caldaro si va consumanclo per il bollire, 

bisogna tenere continuamente acqua in una pignatta al foco che sia 

calda accio che gittandola nel caldaro non fermi il bollire. E con questo 

fard fine con raccomandannivi di core pregandovi sanita. Di Roecha q.ta 

li 8 di Maggio 1588. La vostra ricetta per la quartana si sperimentera 

al presente da] un mio caro amico, che V ha tormentato da 8 mesi et 

seguita tutta via. 

(Bibl. Comun. di Siena. D. VII. 7. c. 56). 



Doc. XII. 



De Rocca q.ta L° Ott. 1592 



M.to Mag.co Fratello H.do. 



Ricevei la vostra do' 20 del passato, con la copia della lrtterina, che 
m' ha scritto Mons.* Capponi li 29 detto; gia vi ho dato risposta dell (sic) 
littera, che ricevei dal rim an dato indietro dal Padre f. Ventura, con i 
castellini, et mostre de' vostri albenni, piantati nel vostro giardino, con 
i loro nomi, con dirvi anco di un'altra herbetta per piantare nel vostro 
praticello: ne manchero ritrovare semi del litosperno minora, et mande- 
rolli, io non so n6 il tempo, ne a che luna bisogni seminarli, non ne 
havendo mai seminati; ne piantai tre o quattro piante nel giardino che 
havendo benissimo preso, si seminarono da loro stesse, che in pochi ann 
prese gran parte del giardino del Vescovato, le semente gli cascano, di 
ottobre o di novembre , pero si pol credere, ch'a tal tempo si possi se- 
minare: come si potra davera la cognitione della pianta che fa il torna 
sole, mi sara caro haverla etc. 

(Bibl. Comun. di Siena, D. VII. 4 a c. 110). 



i 



ANTONINO PONZO 



ESOURSIONI NEI DINTORNI DI LICATA 



II desiderio di conoscere la flora dei dintorni di Licata, mia attuale 
residenza, mi spinse ad intraprenderne lo studio e ad erborizzare; su 
tale mia impresa non poteva trattenermi il pensiero che altri, prima di 
me, se ne fosse gia oecupato, poiche, per quanto mi consti, nessun lavoro 
speciale esiste che illustri la flora licatese; solo si trovano delle indica- 
zioni, sia nelle opere d' indole generate, quali quelle del Gussone, Lo- 

* 

jacono (incomplete), ecc. , che hanno trattato la flora siciliana, sia nei 
ricchi erbarl di Gussone, Tineo e Todaro conservati nei R. Orto botanico 
di Palermo. 

Intrapresi, ora da solo, ora in compagnia di alcuni fra i piii diligenti 
dei miei allievi, delle escursioni fin dal dicembre ultimo scorso e le pro- 

■ 

seguii nei mesi successivi, colla speranza, se avessi dovuto ancora ri- 
manere a Licata, di riprenderle e di raccogliere altro materiale, che mi 

- 

avesse messo in grado di render quanto piii completa fosse stato possi- 
bile la conoscenza di questa flora. In questa mia prima contribuzione 
mi limito a far noti i dati, che fino ad ora ho raecolti , augurandomi 



Alcamo 



sto studio da me iniziato. 



II territorio di questa flora giace nella parte meridionale della Sicilia 
e si presenta piii o meno pianeggiante e collinosa, con elevazioni poco 
rilevanti e non superior! a 465 metri dal livello del mare. La citta di 
Licata e situata alle falde di una collina, che sorge proprio presso il 
littorale, chiamata volgarmente Montagna, e resa molto deliziosa per fre- 
quenti ville e graziosi giardini. 

Dal punto di vista geologico si troviamo in piena zona solfifera e vi 
predominano: il calcare, i gessi in molte varieta pietrografiche , come' 
specchiali, marmorigni, amorfi, terrosi, arenacei e lamellari o balatini: 



228 



A. PONZO 



i trubi e le argille. Tutti questi terreni sono clisposti fra loro in modo 
frastagliato e senz'ordine, pero i calcari abbondano piu dei gessi, ed anche 
molto estesa e l'argilla. Non manca inoltre qualche aftioramento di tri- 
poli, specialmente sul versante meridionale della sopradetta Montagna 
(al disotto del quale compaiono le argille tortoniane) e su un'altra col- 
lina, chiamata monteJ Pizzuto. Infine nella regione pianeggiante, intesa 
Piana, e nella contrada detta Mollago, il terrftorio e costituito da una 

% 

formazione argilloso-sabbiosa alluvionale. 

Questa flora pr&senta intieramente i caratteri della regione mediter- 
ranea, a cui appartiene. La mancanza completa di qualche montagna 
considerevole o di altri colli imprime alia vegetazione spontanea, per le 
quasi uguali condizioni meteorologiche cui il territorio nelle sue diverse 
localita e sottoposto, un carattere molto uniforme che dal littorale va 
alia vetta delle colline; ed i diversi aggruppamenti, che vi si distinguono, 
debbono riferirsi piuttosto ai diversi aspetti del substrate ed alia mag- 
giore o minore influenza del mare nelle varie localita. 

Questi aggruppamenti determinant le stazioni botaniche, di cui una 
fra le piu importanti e la arenosa, estesa in tutta T area sabbiosa di 
Mollaga e lungo il littorale. Qui, fra le piante piii caratteristiche, ricordo: 

Anthemis mixta, Centaurea sphaerocephala, Diotis candidisshna, Senecio 
gallicus, Anthemis abrotani folia, Crucianella maritima, Echinophora spi- 
nosa, Orlaya maritima, Eryngium maritimum, Ononis ramosissima, Me- 
dicago arborea, M. marina, M. obscura, Retama Gussonii, Coronilla ? e ~ 
panda, Ornithopus ebracteatus , Hippocrepis miiUisiliqiiosa, Anchusa ag- 
gregata , Erodium chium, Helianthemum niloticiim , Silene colorata, S- 
nicaeensis, Cerastium siculum, Malcolmia panijlora, Cakile marituna, 
Brassica Tourneforlii, Glaucium flavum, Platycapnos spicatus, Hermann 
cinerea, Emex spinosa, Euphorbia terracina, Eu. Par alias, Pancratium 
maritimum, Galilea mucronata, Bromus tenuis, Sclerochloa diraricata, 
Juniperus Lobelii. 

Da questo elenco si vede che mentre non difettano specie comuni a 
tutto il littorale siciliano come: le Cakile, Diotis , Pancratium, Eryn- 
gium, Crucianella, Orlaja, Echinophora, Euphorbia, Silene nicaeensis e 
Medicago marina , altre ne abbondano che sono caratteristiche e quasi 



ESCURSIOM NBI DINTORNI DI LICATA 229 



peculiari della Sicilia meridionale, cioe: Anchusa aggregata e Medicago 
obscura, comuni lungo tutto questo littorale; Brassica Tournefortii, che 
ritrovai nelle sabbie di Mollaga; Bromus tenuis, Cerastium siculum , 
Retama Gussonii (indicata anche a Terranova e Mazzara), Coronilla re- 
panda. Juniper us Lobelii (non vidi), Platycapnos spicatus, Anthemis dbro- 
tanifolia. \lEmex spinosa , non ancora indicata a Licata, era gia nota 
per la Sicilia meridionale, perche stata raccolta a Terranova; lo stesso 
dicasi: per Er odium chium , indicato a Terranova, Girgenti, Sciacca, 
Mazzara, Marsala, Trapani, Bagheria, Catalfano; Anthemis mixta, g\k 
data per Caronia, Messina, Catania, Nicolosi, Comiso, Terranova, Butera, 
Biscari, Piazza, S. Michele, Aidone, Pietraperzia, Trapani, Marsala ; Scle- 
rochloa divaricata, raccolta a Trapani, Termini, Catania, Terranova, Cal- 
tanissetta, Delia, Pietraperzia, Montallegro; Ononis ramosissima, ecc. 
Queste tre ultime specie, con qualche altra, fra cui Helianthemum nilo- 
ticum, pur estendendosi fin presso il lido, non sono esclusive, come pud 
vedersi dalle citate loealita, delle regioni littoranee. Raccolsi il Glaucium 
Haxum, oltre che nelle sabbie di Mollaga, anche a circa 5 chilometri 
lontano dalla spiaggia, a quasi 200 metri sul livello del mare, e su rocce 
gessoso-manmcee o ealcaree. Trovai la Medicago arbor ea molto rigogliosa 
ed in densi cespug*li nelle arene di Mollaga. 

La stazione palustre e scarsamente rappresentata, per quanto finora 
mi fu dato di vedere, da fanerogame acquatiche propriamente dette, a 
foffliame intieramente sommerso o galleggiante, e, ad eccezione del Ra- 



- 



nunculus tricliophyllus , della Zannichellia palustris e di qualche altra 
specie comune, non ne ho notate molte. Piu abbondanti invece si tro- 
vano le pi ante riparie, come: Heleocharis palustris, AHsma Plantago , 
Lythrum Salicaria , Oenanthe globulosa, Samolus Valerandi , Veronica 
Anagallis, Nasturtium officinale, Mentha rotundi I folia, Ranunculus ophio- 
glossifolius e Koeleria hispida. 

Cio non deve sorprendere se si tiene presente che qui la massima parte 
degli allagamenti, stagni o speechi d' acqua formati o dal fiume Salso, 
che attra versa questo territorio, o da qualche altro piccolo torrente, in 
estate restano all' asciutto, determinando piuttosto una stazione iiiondata, 
la quale offre due differenti aspetti , a seconda se influenzata da acque 

15. Malpighia, Anno XVI, Vol. XVI. 



230 



A. fcONZO 



dolci o da acque salse. Nei fossati lungo le vie, presso i rigagnoli, piccoli 
torrenti o stagni, format! dalle acque piovane, alberga la vegetazione 
ora detta; mentre i terreni inondati dal mare, quali i littoranei argil- 
losi posti a un livello basso, o da acque salmastre per le loro sorgenti 
o pei terreni che attraversano, sono abitati da: Suaeda fruticosa, Sali- 
cornia macrostachya, Atriplex portulacoides, Schoenus nigricans, Hordeum 
secalinum, Statice Limonium, Triglochin Barrelieri, Sphoenopus divari- 
catus, Melilotus compacta , Alsine heterosperma , Plantago commutata, 
Inula crithmoides. Anche Bellis annua, Evax pygmaea, Matricaria Cha- 
momilla, Iris Sisyrinchium, Ranunculus heucheriifolius , Sonchus oleraceus 
e Melilotus infesta, proprie di altre stazioni, non disdegnano questi ter- 
reni, e Tamarix africana e Arundo Phrag mites, viventi lungo i fiumi 
o torrenti lontano dal littorale, vi albergano rigogliosi e si estendono 
fin presso la spiaggia. Lungo le rive del fiume Salso non vidi una ve- 
getazione spontanea molto rioca e rigogliosa, ma solo qua e la qualche 
cespuglio di Suaeda fruticosa, Arundo Phragmites, Tamarix africana e 

qualche altra specie riparia comune; cid T attribuisco , sia alia natura 
del terreno ed a quella dell'acqua, salmastra, che le lambisce, per cui 
irioltissime piante non trovano un ambiente adatto per la loro vita; sia 
sopratutto al fatto che la coltura ed i seminati, estesi fin proprio quasi 
agli orli delle dette sponde, impediscono qualsiasi accantonamento che 
ivi potrebbe effettuarsi. 

Un' altra stazione molto estesa, ma nello stesso tempo forse la piu 
tormentata, e quella dei pascoli, ove Tazione nefasta delle pecore, capre 
e buoi, che vanno a pascolarvi, produce nelle piante che Tabitano una 
devastazione continuata; ne vi si puo escludere quella delFuomo, il quale 
va a farvi legna, e quasi giornalmente si vedono entrare in citta degli 
asini carichi di Thymus capitatus , Pistacia Lentiscus, Teucrium fruti- 
cans, PhyUirea media ed altri frutici, che vanno a finire nei forni. Ecco 
perche questa vegetazione si presenta in generale molto umile, rachitica 
ed intisichita; ecco perche vediamo il Ckamaerops humilis , come ebbe 
ad osservare tinche il prof. Baccarini nella Sicilia orientale (*), formare 



a leu ne 



orient Nuov. Giorn. bot it. vol. VIII, n. 1, p. 457. 



EXCURSION! NEI DINTORNI DI LICATA 231 



dei cespugli bassi e striscianti, mentre fra le rupi inaccessibili del monte 
Cofano, presso Trapani, ove vive indisturbato, ebbi a notarlo col tronco 
slanciato ed eretto. 

Anche questa stazione non manca di alcuni fra quegli accantonamenti, 
che sono caratteristici della Sicilia meridionale, come: Satureja nervosa, 
Astragalus caprinus, Anthyllis Hermannae (non ritrovai), Sedum albescens ; 
ne e priva di specie che vegetano e sono notevoli in altre regioni del- 
T isola. Cosi vi raccolsi : Tragopogon Cupani, che, per la Sicilia meridio- 
nale era date solo a Sciacca, Girgenti e Butera; Sonchus asper , non 
ancora indicate nella Sicilia meridionale; Anacamptis pyramidalis , che 
qui Gussone indica solo a Val di Note; Orchis longibracteata, non in- 
dicata finora piu al sud di Caltanissetta ; Aceras anthrfipophora e Con- 
volvulus pentapetaloides , nella Sicilia meridionale noti solo a Sciacca; 
Ornithogalum collinum, che Gussone indica solo a Roccapalumba, Alia, 
Catania; Ophrys bombylifera , gia raccolta a Montallegro, Cattolica , 
Palma, Girgenti e Terranova; 0. oxyrrhynchos, non indicata ancora per 
la Sicilia meridionale. Fra le specie estese a tutta V isola notai: Cistus 
salviifolius , Ranunculus bullatus, R. fiabellatus , Teucrium fruticans, 
Hypericum ciliatum, Cynara horrida, Erythraea ramosissima , Bellis 
perennis, Orchis undulati folia , Ophrys lute a, Pistacia Lentiscus, Crocus 
longiflorus, Asper ula longijlora, Scilla maritima , Cyclamen repandum, 
Erica multijlora , Thymus capitatus , ecc. Ritrovai Phlomis fruticosa , 
Hermodactylus tuberosus, Bromus racemosus , Linum decumbent, Cistus 
creticus e qualche altra pianta indicatavi da Gussone. 

A questa stazione segue quella delle rupi e dei vecchi muri. Vi ap- 
partengono : Cotyledon horizontalis , Sedum coeruleum, Campanula Eri- 
nus, Sedum glanduliferum, Silene fruticosa, Centranthus ruber, Euphor- 
bia dendroides, Ceterach officinarum, Ficus carica, Parietaria officinalis, 
Adiantum Capillus- Veneris , Artemisia arborescens, comuni a tutta i\i- 
sola; Matthiola rupestris, Capparis rupestris, Ilyoscyamus albus, Satureja 
graeca, Rhamnus oleoides, Lotus cytisoides, Daucus Bocconei, D. hispidus, 
D. gummifer e Passerina hirsula, che, specialmente le ultime sei piante 4 
non si allontanano dalle regioni littoranee. 

Inoltre vi ho visto : Asparagus horridus ed Ephedra fragilis, che, 



232 



A. PONZO 



malgrado siano proprl delle rupi marittime, s'internano: il primo a Bu- 
tera, Grammichele, Piazza Armerina, Aidone, Pietraperzia, Caltanissetta, 
Castrogiovanni, ecc; e V Ephedra a Butera, Biscari, Niscemi e Caltagirone; 

Coronilla glauca ed Antirrhinum siculum, raccolti anche a Caltanissetta; 

Vaillantia muralis e Selaginella denticulata, ancora poco noti per la 
Sicilia meridionale, e Teucrium fiavum. Plantago ceratophylla e Alyssum 
maritimum, mentre hanno rappresentanti in questa stazione, vegetano 
indifferentemente nelle sabbie marittime; lo stesso dicasi per le citate 
Daucus Bocconi, Asparagus horridus e anche per il Crithmum mariti- 
mum, che non si allontana mai dalla spiaggia. 

1/ alternarsi qui di rocee calcaree colle gessose, mi ha dato modo di 



vedere se fra le due vegetazioni esistono dei dati che valgano a contra- 
distinguerle; tantopiil che i botanici, i quali se ne erano occupati, come 
il Contejean e il Macchiati (*), erano venuti a delle conclusioni alquanto 
divergenti. Cosi, mentre il primo opinava che la flora del gesso sarebbe 
la stessa di quella del calcare, il secondo invece rifiutava questa ipotesi 
e, riconoscendo fra le due vegetazioni una differenza, concludeva che il 
gesso nelF attirare o nel respingere le piante non agisce soltanto in ra- 
gione della sua composizione chimica e mineralogica, ma anche in virtu 
del suo stato fisico e del suo disgregamento meccanico. 

Io, nelle varie escursioni fatte finora, ho potuto rilevare che la mag- 
gior parte delle specie rupicole qui viventi si mostrano indifferenti al- 
Talternarsi di quest! substrati. Infatti, quando al calcare segue il gesso, la 
vegetazione del primo si estende quasi intieramente e con uguale vigore 
anche sul secondo, senza che subisca delle modificazioni de^ne di nota. 



Di questa vegetazione fanno parte: Teucrium fruticans , Ficus carica, 



Foeniculum 



anno parte: jLeucmum jruiicans , ricus curiuw, 

Chamaerops humilis, Urginea Scilla, Asphodelus 
ramosus, Thymus capitatus, Euphorbia dendroides, e sopratutto Passerina 
hirsuta, Ceterach officinarum e Vaillantia muralis, le quali, ritenute 
calcicole, ho potuto anche vedere sulla nuda roccia gessosa; e la stessa 

I 1 ) Macchiati L., Contribuzione alia flora del gesso. Bull. Soc. hot. ital., 
luglio 1888. Id., Seconda contribuzione alia flora del gesso. Bull. Soc. bot. 
it., gennaio 1891. Id., Terza contribuzione alia flora del gesso. Bull. Soc. 



bot 



ESCURSIONI NEI DINTORNI DI LICATA 233 



Diplotaxis crassifolia, indicata da Gussone solo per le rupi ^essose, e 
stata ritrovata anche sul calcare, come a Marsala e, nella Sicilia orien- 
tale, a Patern6. 

La vegetazione delle nude ed aride argille, o delle marne, specialmente 
presso il littorale, e costituita da: Salsola oppositifolia , data in Sicilia 
per le regioni settentrionali , oriental] e meridional], intemandosi a Ca- 
strogiovanni e Caltanissetta sul terreno salato; Moricandia arvensis, Me- 
sembrianthemum nodijlorum, Lygeum spartum, Phalaris nodosa, Convol- 
vulus lineatus , Teucrium spinosum , Scorzonera decumbens , Lycium eu- 
ropaemn , Statice Smithii e Capparis sicula. Inoltre non fan no difetto 
Suaeda fruticosa e Statice Limonium, gia indicati per i terreni inondati 
marittimi. 

La stazione sepincola presenta, come in tutta la Sicilia eSardegna (*), 
un carattere spiccato per la estesa coltivazione de\Y Agave americana e 
sopratutto deWOpuntia Ficus-Indica, le quali, oriunde dall' America, sono 
preferite specialmente nei limiti delle proprieta, ove, tantopiu se accom- 
pagnate da densi cespugli di Rubus e di Smilax, si rendono ottime per 
la difesa della proprieta stessa. In questa stazione vengono a stabilirsi : 
Rubia peregrina, Bryonia sicula, Lycium europaeum , Smyrnium Olu- 
satrum, Psoralea bituminosa, Asparagus acutifolius, Smilax aspera, Ari- 
sarum vulgare, Fumaria capreolata, Convolvulus italicus, Lonicera im- 
plexa, Prasium rnajus , Rosa sempervirens , Rubus dalmaticus, Atriplex 
Halimus, Solanurn sodomaeum, ecc. Quest'ultima specie predilige le siepi 
lungo il littorale spesso sabbioso; ma non e raro il caso in cui trovasi 
in regioni piii interne e poco o pun to influenzate dal mare, come potei 
vederla presso Sciara, Causi e Montemaggiore. 

Le stazioni delle messi, orti e terreni coltivati in generale non sono 
scarse di tutte quelle piante che ne infestano il suolo e che resistono 
alle cure dell' agricoltore. Cosl nei campi di frumento e orzo abbondano 

Silene fuscata, Gladiolus segetum, Nigella damascena, Bupleurum Odon- 
tites, B. subovatum, Geropogon glabrum, Tordylium apulum, Coronilla 



F. Cavara, La vegetazione della Sardegna meridionals Nuov. Giorn 
bot. it. vol. VIII, n. 1, luglio 1901. 



234 



A. PONZO 



scorpioides e sono degne di nota Geranium tuberosum, Vicia Seguenzae, 
data finora solo per Licata, ed Hypericum crispum, il quale, indicato a 
Caltanissetta, Terranova, Militello V. N. , Catania, Regalbuto, Giarre, 
fiume di Nisi ed Ibiso*, oltre che fra le messi si trova non di rado in 
luoghi aridi rocciosi. Nei vigneti sono comuni: Papaver Rhoeas, P. hy- 
bridum, Diplotaxis erucoides , Lamium amplexicaule , Linaria rejlexa, 
Calendula arvensis, Fumaria parvijlora; e in quelli di Mollaga, impian- 
tati su terreno sabbioso, sono molto infesti Senecio gallicus , Malcolmia 
parvijlora, Euphorbia terracina e JEmex spinosa. 

Seguono ancora: la stazione ruderale con Chenopodium opulifolium, 
Ch. murahy Urtica membranacea, Mercurialis annua, Solanum nigrum, 

■ 

Sisymbrium Irio ecc, la pratense, quella dei fossati, margini dei campi 
e qualche altra affine, le quali presentano caratteri identici a quelli del- 
T intiera isola. 

Le colture principal!, che questo territorio ofFre, sono date da cereali 
e leguminose, quali il frumento, orzo, fave, piselli, ceci, ecc. Non si pre- 
sentano molto estesi i vigneti, gia distrutti dalla filossera; attualmente 
sono limitati alia contrada di Mollaga, ove, per il suolo sabbioso, hanno 
resistito al male micidiale, e in qualche altro spezzone sparso qua e la, 
impiantato di recente con viti americano. Non difettano gli ulivi, i man* 
dorli, i carrubi e non mancano gli agrumi e gli alberi da friitta, quali 
i Meli, i Susini, i Peri, ecc. Non si trova nessun bosco. 

II clima di Licata, per V influenza del mare, e mite e dolce; si scono- 
scono gY inverni rigidi e nevosi , ne, ad eccezione di qualche giornata, 
si hanno estati afose ed insopportabili. Non cadono pioggie molto abbon- 
danti; sono scarse le precipitazioni in primavera ed autunno, e propno 
rarissime nei mesi estivi. I venti, specialmente lo scirocco e il libeccio, 
spirano con una certa assiduita e spesso con violenza. E per queste con- 
dizioni meteorologiche che la vegetazione qui vivente presenta tutte le 
caratteristiche di una flora xerofila e propria della regione mediterranean 

Cos! alcune pi ante vivaci, come le Ophrys, Orchis, Iris, Ranunculus 
bullatus, Triglochin Barrelieri, Thrincia tuberosa, Smyrnium Olusa 
trum, ecc. traversano il periodo estivo coi soli organ i sotterranei. 

II Triglochin Barrelieri (proprio di un terreno piu o meno acquitn- 



ESCURSIONI NEI DINTORNI DI LICATA 235 



noso ed inondato da acque salmastre nel periodo delle piogge, asciutto 
e completamente inaridito invece nell' estate), offre nelle foglie, che emette 
e mantiene soltanto durante il periodo invernale e primaverile, dei ca- 
ratteri che ci richiamano quelli delle piante palustri. Infatti la loro 
epidermide non e molto ispessita, gli stomi sono situati al livello esterno 
e ugualmente distribuiti su tutte le facce, essendo le dette foglie di 
struttura centrica; vi manca un distinto tessuto a palizzata, ma all'epi- 
dermide segue un parenchima verde a cellule un po'ovali, molto ricco 
di grandi meati e lacune aerifere; nel centro vi si trova un tessuto aequi- 
fero incolore e discretamente sviluppato. I fasci sono sparsi in que- 
tfc 1 ultimo. 

Convolvulus althaeoides, Scabiosa maritima ed altre, forniti di radici 
molto sviluppate, possono assorbire, durante Testate, Tacqua rimasta 
negli strati profondi, senza che apparentemente offrano altri caratteri di 
protezione contro la siccita. 

Non mancano specie con foglie rivestite da indumento ceroso (Portulaca 
oleracea, Linaria rejlexa, Moricandia arvensis) ; molte le hanno protette 
da una piu o mono fitta pelurie o su ambe le pagine e spesso assieme 



(Fa 



fruticosa 



Medicago marina) 



► (Teucrium fruticans 
Characias), essendo la 



e Teucrium ora citate, fornita di spessa cuticola e priva di stomi. 

Le seguenti piante: Rhamnus oleoides , Pistacia Lentiscus, Eryngium 
maritimum, Lonicera implexa, Crucianella maritima, Daphne Gnidium, 
ed altre, hanno foglie glabre, cuoiacee, fornite di una cuticola molto 
ispessita e per lo piii, come in Rhamnus, Pistacia, Lonicera, Daphne, 
Smilax aspera, mancanti di aperture stomatiche nella pagina superiore; 
solo alcune, fra cui la Crucianella, Silene Cuculalus ed Eryngium ma- 
ritimum, pur presentando gli stomi ugualmente distribuiti in ambe le 
pagine, li hanno spesso forniti di vestibolo piu o meno profondo. Cosi 
le foglie del detto Eryngium offrono un' epidermide costituita da due 
strati di cellule e stomi con anticamera uguale alio spessore della parete 
esterna cuticola rizzata. Glaucium flavum, oltre ad avere in ambe le pa- 



236 



A. PONZO 



gine fogliari gli stomi situati al livello inferiore delle cellule epidermiche 



e con vestibolo quasi uguale alio spessore dell'epidermide, presenta anche 
la radice carnosa rivestita di spessa striscia peridermica e con ufficio di 
serbatoio acquifero. 

Non mancano piante a foglie piu o meno carnose, quali sono: Cahile 
maritima, Silene nicaeensis , Portulaca oleracea, Sedum coeruleum, Cri- 
thmnm maritimum \ 3 Inula crithmoides , Suaeda fruticosa, Salsola longi- 
folia, Moricandia arrensis, Mesembriaathemum nodi jlor urn, ecc. In queste 
specie T acqua delle foglie e immagazzinata: o nell'intiero parenchima, 
come in Centaur ea sphaerocephala e Beta maritima, le quali presentano 

* 

tutte le cellule del mesofillo, anche le periferiche piii allungate, ricclie 
di clorofilla e nello stesso tempo vescicolari ed abbondanti d 1 aequa; o 
in un tessuto acquifero speeiale, come: in Inula crithmoides, che, sotto 
i 4-5 strati palizzatiformi e clorofillacei, ha un tessuto acquifero ad ele- 
ment! ovali allungati piu grandi a misura che si trovano al eentro delle 
foglie stesse; in Atriplex portulacoides, ove il tessuto assimilatore, costi- 
tuito da 2-3 strati di cellule piccole ed ovali, segue il contorno delle 
foglie, mentre il restante parenchima, incoloro, e acquifero e ad elementi 
vescicolari, grandi; in Crithmum maritimum e in PI an tag o ceratophylla. 
Le lung-he e flessuose foglie di Pancratium maritimum hanno 1' epi- 






dermide di uguale struttura e con cuticola fortemente ispessita in ambo 
le pagine. Le cellule epidermiche, disposte in serie longitudinali , sono 
di forma ovale allungata, rigonfiate nel mezzo e per lo piu s'alternano 
agli stomi, i quali, ugualmente distribuiti nelle due facce e posti alio 
stesso livello- delle dette cellule epidermiche, presentano un' antieamera 
di una certa profondita e circa uguale alio spessore della cuticola. II tes- 
suto assimilatore, che segue il contorno delle foglie, presenta uno strato 
esterno di cellule cilindriche, grandi e tipicamente palizzatiformi, a cui 
seguono altri 2-3 di elementi piu piccoli ed arrotondati. II restante pa- 



renchima, molto sviluppato, e incoloro, a cellule turgescenti e ricche di 
acqua. I fasci meccanico-conduttori , parallel i fra di loro, sono disposti 
in un'unica serie, percorrono le foglie in tutta la loro lunghezza e sono 

* 

immersi nel parenchima acquifero. Vi si trovano cristalli sottili e quasi 
aghiformi. 



ESCURSIONI NBI DINTORNI DI LICATA 237 



La Reseda, alcune legunainose e molte rosacee presentano nell'epider- 
mide produzione di materia tanniche (*); il Crataegus oxyacantha ( 2 ) e 
qualche alt pa specie contengono, nelle pareti delle cellule epidermiche, 
della mucilagine. 

Thymus capitatus , Erica mult i flora, Satureja graeca, Helianthemum 
glutinosum, Crocus longijlorus, ecc. presentano foglie lineari accartocciate, 
con stomi per lo piii localizzati nelle docce. La struttura fogliare della 
Erica multijlora mi ricorda intieramente quella dell'JSl sicula gia da me 
descritta ( 3 ). Infatti V epidermide e costituita da uuo strato di cellule 
grandi nella pagina superiore e sempre di minori dimensioni nelFawi- 
cinarsi alle docce, ove sono piccolissime; anche la cuticola, molto ispes- 
sita nella prima, e nulla nelle ultime. Le cellule a palizzata, disposte 
in unico strato, seguono la struttura delF epidermide, cioe sono molto 
grandi e tipiclie nella pagina superiore, mentre vanno diminuendo di 
dimensioni piii che si avvicinano all' inferiore, ove si confondono col re- 
stante parenchima. Gli stomi, protetti da una fitta peluria, sono loca- 
lizzati nelle docce. 

Vi sono molte piante, che nell' estate perdono le foglie, quali sono: 
Euphorbia dendroides, Lycium europaeum, Statice Smithii, Medicago ar- 
bor ea , Calycotome infesta; e non mancano le afille, come: Salicornia 
macrostachya, Ephedra fragilis, Retama Gussonii (fogliosa nei soli rami 
giovani) Asparagus horridus, ecc. 

Cosi la Statice Smithii, fornita di uno sviluppato sistema radicale, per 
cui nel periodo delle siccita puo usufruire di quelle tracce di umidita 
che sempre persistono negli strati argilloso-arenosi piii profondi, al so- 
praggiungere dell' estate emette un ramificato scapo fiorifero, mentre le 
sue foglie, prive di qualsiasi mezzo protetti vo contro Teccessiva evapo- 
razione e fornite di stomi in ambe le pagine, si avvizziscono ed inline 
• seccano. 



Q) A. Borzi, Apparecchi idrofoH di alcune xeroflle della flora mediter* 

ranea; nota preventiva. Firenze 1896. 

( 2 ) 0. Kruch, U epidermide mucilaginosa nelle foglie delle Bicotiledoni , 
Ann. del R. Istit. bot. di Roma, Ann. XI, 1895-96. 

( 3 ) A. Ponzo, Contributo alia conoscenza dei caratteri biologici della flora 
trapanese. Palermo 1900. 



238 



A. PONZO 



I cauli afilli di Ephedra fragilis hanno 1' epidermide fornita di cuti- 
cola molto sviluppata. Gli stomi, le cui cellule, piccole, sono situate al 
livello inferiore della epidermide, presentano un vestibolo piu profondo 
dello spessore della detta cuticola. II clorenchima sottoepidermico, e co 
stituito da 3-4 strati di cellule a palizzata, interrotto da gruppi di fibre 
sclerenchimatiche. Anche i cladodi di Asparagus horridus hanno l'epi- 
dermide con cuticola fortemente ispessita e gli stomi con vestibole uguale 
al suo spessore. Qui il parenchima verde, formato da 5-6 strati di cellule 
palizzatiformi, non e interrotto dalle fibre, pero tutto il restante tessuto 
e sclerenchimatico; i fasci vascolari sono sparsi in quest' ultimo, ma se- 
guono il contorno del cladodio ed il piu grande trovasi al centro. 

Ancora sono notevoli tutti gli apparecchi idrofori die molte piante 
presentano per assorbire il vapore acqueo dell' atmosfera. Cosi si sa, se- 
condo recenti esperienze, come alcune piante effettuino questo assorbi- 
mento per tutta la superficie fogliare, mentre Silene injlata, Foeniculum 
piperitum, altre cariofillee, ombrellifere e molte graminacee per la sola 
guaina fogliare. 

Infine un altro mezzo importante di assorbimento del vapore acqueo 
e determinate dalla secrezione viscosa di alcune piante, come: Inula vi- 
scosa, Silene nicaeensis e Ononis ramosissima, Quest'ultima, p. e., presents 
i peli ghiandolari per lo piii con 3-4 cellule uniseriate e col capolino 
apicale di forma ovale. Silene nicaeensis, malgrado abbia gli stomi nu- 
merosi in ambe le pagine e privi di vestibolo, perche alio >tesso livello 
dell' epidermide, e carnosa e nello stesso tempo viscosa; ha i peli di forma 
conica allungata, acuminati all' apice, pluricellulari , uniseriati, o solo 
pluriseriati alia base, che e allargata. 

I venti, oltre ad attivare maggiormente 1' evaporazione ed a prosciu- 
gare piii celermente il terreno, per la loro frequente violenza determinano, 
alia vegetazione piii esposta, delle forme aberranti e piii adatte per re- 
sistere agli urti. Infatti lungo il littorale le piante si elevano pochissimo 
dal suolo, ma si mantengono generalmente basse, cespugliose, spesso 
prostrate e sono fornite di forti e lunghe radici che servono anche a 
tenerle fisse al terreno. Inoltre osservando la vegetazione vivente sul fianco 
della gia citata Montagna, che guarda il mare, completamente esposto 



ESCURSIONI NBI DINTOHNI DI LICATA 239 



alio correnti atmosferiche e sopratutto all 1 azione del libeccio, si vede 
che la maggior parte dei carrubi, ivi abbondanti, presentano i tronchi 
curvati nel senso della direzione del vento; altri, pur mantenendosi ver- 
tical!, invece oftVono la chioma avvizzita dal lato esposto maggiormente 
al libeccio e la restante protesa verso la parte opposta; infine qualche 

individuo e intieramente prostrato, cespuglioso, coi grossi tronchi prin- 
cipali flessuosi e toccanti in due o piii punti il terreno i cui rami se- 
condari si elevano alquanto a guisa d 1 ombrello. 



Queste sono le condizioni che in linee generali offre la vegetaziono 
licatese. Nel seguente elenco presento una prima nota di piante che fino 
ad ora ho raccolto in questo territorio. 



Ceterach officinarum W. — Fra le rupi calcaree e gessose presso 
S. Oliva. 

Adiantum Capillus-Veneris Lin. — Fra le rupi ed in caverne 
amide e acquitrinose; eomune. 

Selaginella denticulata Lk. — Fra le rupi di monte Pizzuto e 
della Montagna. 

Juniperus Lobelii Guss. — Indicata da Gussone nelle arene marit- 
time, non la ritrovai. 

Ephedra fragilis Desf. — In luoghi aridi e rocciosi della Montagna, 

sul fianco che guarda il mare. 

Phalaris nodosa Lin. — In campi aridi argillosi; qua e la. 

Ph. minor Retz. — In campi argillosi, come la precedente. 

Ph. paradoxa Lin., var. b (Guss.) — Piuttosto eomune, nei campi. 

Crypsis schoenoides Lam. — In localita inondate d'inverno; sparsa 
qua e la. 

Lygeum spartum Lin. — Bui colli argillosi. 
Eehinaria capitata Desf. — Sparsa sui colli erbosi. 
Cynodon Dactylon Pers. — Molto eomune fra le coltivazioni. 
Andropogon hirtum Lin. — Sparso in luoghi aridi e sui colli. 
Phragmites communis Trin. — Comune presso i fossati e lungo le 
sponde del f. Salso, 



240 



A. PONZO 



Ampelodesmos tenax Lk. — Comune sulle a ride colline. 



Ammophila arenaria Lk. — Nelle sabbie lungo il littorale. 
Polypogon monspeltense Desf. — Qua e la pei prati. 
Lagurus ovatus Lin. — Oomune in luoghi aridi rocciosi. 
Avena barbata Brot. — Ovunque nei prati e presso le abitazioni. 
Sclerochloa divaricata Lk. — Nelle sabbie lungo il littorale. 
Briza maxima Lin. — Sparsa sugli aridi colli presso S. Oliva. 
Sphenopus Gouani Trin. — Nei luoghi inondati da acque salmastre. 
Koeleria liispida Dec. — In terreni arenosi marittimi inondati. 
K. phleoides Pers. — Qua e la fra le coltivazioni. 

Vulpia tenuis Pari. — Nelle sabbie lungo il littorale. 
Bromus rubens Lin. — Sparso sulle aride colline. 
Serrafalcus racemosus Pari. — Nei pascoli e luoghi aridi presso 
il littorale. 

Agropyrum repens P. B. — Comune nei campi. 

Triticum villosum P. B. — Ovunque lungo i margini delle vie. 

Aegilops ovata Lin. — Sparso sulle aride colline. 

Hordeum murinum Lin. — Comunissimo lungo le strade e presso 



1 muri. 



H* secal inum Pers. — In luoghi inondati da acque salmastre. 

Schoenus nigricans Lin. — In luoghi paludosi presso il littorale. 

Cyperus mucronatus Vahl. b. ater (Guss) — Nelle sabbie littoranee 
di Mollaga e presso Falconara. 

C. Preslii Pari. — Sparso nei fossati e luoghi paludosi. 

Eleocharis palustris R. Br. — Comune lungo i fossati delle vie e 
presso i torrenti. 

Carex serrulata Biv. — Sparsa alia Montagna su terreni aridi. 

C. distans Lin. — In terreni umidi e acquitrinosi. 

Zannichellia palustris Lin. — Alia Mollaga, nei fossati e stagni 

lungo le vie. 

Posidonia oceanica Del. — Nei bassifondi del mare lungo la spiaggia. 

Arisarum vulgare Targ. — Comunissimo nelle siepi e nei campi. 

Arum italicum Mill. — Lungo i margini dei campi, ovunque. 

Chamaerops humilis Lin. — In luoghi aridi rocciosi, dal littorale 
alia vetta delle colline, 



ESCURSIONI NEI DINTORNI DI LICATA 241 



Alisma Plantago Lin. — Nei letti dei torrenti e presso i corsi d'ac- 
qua, ovunque. 

Triglochin Barrelieri Lois. — In terreni inondati salsi presso 
Mollaga. 

J uncus acutus Lin. — In terreni inondati da acque salmastre, sparso. 
Tamus communis Lin. — Nelle siepi della Piana. 
Asparagus acutifolius Lin. — Comune nelle siepi. 
A, aphyllus Lin. — Indicatovi da Gussone non l'ho ancora ritrovato. 
A. horridus Lin. — Fra le rupi e nelle sabbie presso il littorale, alia 
Montagna e alia Falconara. 

Smilax aspera Lin. — Comunissima nelle siepi, alia Montagna. 

Caruelia arabica Pari. — Nei prati e lungo i margini dei campi, 
alia Piana. 

Ornithogalum collinum Guss. — In luoghi aridi rocciosi e nei pa- 
scoli, alia Montagna e a S. Oliva. 

0. narbonense Lin. — In luoghi aridi, sparso qua e la. 

Urginea Scilla Steinh. — Nei pascoli e fra le rupi, ovunque. 

Bellevallia dubia R. et S. — Comune in luoghi aridi rocciosi e 
nei pascoli. 

Museari commutatum Guss. — In luoghi aridi e nei pascoli, ovunque. 

Allium nigrum Lin. — Nei campi, sparso qua e la. 

A. roseum Lin. — Nei prati e nei seminati, ovunque. 

A. subhirsutiim Lin. — Nei coltivati e lungo le vie, comune. 

Asphodeline lutea Rehb. — Nei pascoli e fra le rupi, qua e la. 

Asph^delus ftstulosus Lin. — In luoghi aridi rocciosi, alia Montagna. 

A. microcarpus Viv. — Comunissimo nei luoghi aridi e nei pascoli. 

Pancratium maritimum Lin. — Nelle sabbie marittime presso Mol- 
laga e presso Falconara. 

Crocus longiilorus Raf. — Sparso sugli aridi colli. 

Komulea Bulbocodium Seb. et Maur. — Nei pascoli presso il littorale* 

R. Columnae Seb. et Maur. — In luoghi aridi e nei pascoli colla 
precedente. 



Gladiolus segetum Gawl. — Comune nei campi e fra le messi. 
Xiphion junceum Pari. — Indicata da Splitgerber e Tineo fra Paimi 
e Licata. 



242 



A. PONZO 



Gynandriris Sisyrincftium Pari. — In luoghi aridi e in terreni 
inondati marittimi. 

Hermodactylus tuberosus Pari. — In luoghi aridi rocciosi, dietro 

m. Pizzuto, alle Pietrulle. 

Thelysia alata Pari. — Comune sulle aride colline. 

Aceras anthropophora Br. — In luoghi aridi rocciosi, a S. Cate- 
rina, m. Pizzuto e sopra S. Oliva. 

Anacamptis pyramidalis Rich. — Nei pascoli presso Mollaga, con- 



trada Palma e alia Montagna. 



Orchis papilionacea Lin. — Nei pascoli delle colline; a Gall, S. Ca- 
terina e presso S. Oliva. 

0. undulatifolia Biv. — Comune nei pascoli e in luoghi erbosi. 

0. commutata Tod. — In luoghi aridi rocciosi , dietro m. Pizzuto 
alle Pietrulle. 

* 

Barlia longibracteata Pari. — Nei pascoli rocciosi presso i corsi 
d'acqua, a S. Caterina e Montegrande. 

■ 

Ophrys aranifera Huds. — Nei prati e nelle siepi, alia Montagna. 
0. bombyliilora Link. — In luoghi aridi rocciosi presso Mollaga. 
0. oxyrrhynchos Tod. — In luoghi aridi rocciosi presso S. Oliva. 
0. tenthredinifera W. — Nei pascoli rocciosi , dietro m. Pizzuto 
alle Pietrulle. » 

0. lutea Cav. — Comunissima nei pascoli e in luoghi aridi. 
0* fusca Link. — Nei pascoli rocciosi, presso S. Caterina. 
Urtica ureas Lin. — Xei ruderi e lungo le vie, ovunque. 



U. membranacea Poir. — Comunissima nelle macerie e lungo le vie. 
Parietaria officinalis Lin. — Sui muri e nelle siepi, ovunque. 
Ficus carica Lin. — Sui muri e fra le rupi presso S. Oliva. 
Euphorbia Chamaesyce Lin. — Alia stazione frrroviaria, fra i sassi 
delle rotaie. 

Eu. Peplis Lin. — Nell a stessa localita della precedente. 

Eu. ceratocarpa Ten. — Nelle siepi, alia Montagna. 
Eu- helioscopia Lin. — Comune nei campi e nelle siepi. 
Eu. Peplus Lin. — Negli orti, nei coltivati e lungo i margini dei 
campi, ovunque. 



HSCURSIONI NEI DINTORNI DI LlCATA 243 



Euphorbia pepolides Gouan. — In luoghi aridi rocciosi, al monte 
Pizzuto. 

Eu. exigua Lin. — Nei campi e in luoghi aridi rocciosi presso lo 
Stretto. 

Eu. pinea Lin. — In luoghi rocciosi e arenosi di Mollaga. 
Eu. Paralias Lin. — Nelle sabbie littoranee di Mollaga e della 
Falconara. 

Eu. terracina Lin. — Nei terreni sabbiosi coltivati di Mollaga. 

- 

Eu, dendroides Lin. — Fra le rupi, alia Montagna e sparsa ovunque. 
Eu. Characias Lin. — In luoghi aridi rocciosi e nei pascoli , alia 
Montagna. 

Mereurialis annua Lin. — Comunissima fra le macerie e nelle siepi. 
Polygonum aviculare Lin. — Comunissimo nei prati e nei vigneti. 
P. maritimum Lin. — Sparso qua e la nelle sabbie lungo il littorale. 






Emex spinosa Camp. — Nelle sabbie di Mollaga e in luoghi aridi 



o erbosi di Montagna. 

Kumex pulcher Lin. — Comunissimo nei fossati e lungo le vie. 

R. bucephalophorus Lin. — Lungo i margini dei campi e nei vi- 
gneti, ovunque. 

R. thyrsoides Desf. — Comune nelle siepi e lungo i margini dei 
campi. 

Atriplex portnlacoides Lin. — Nelle sabbie e in terreni inondati 
salsi lungo il littorale. 

A. Halimus Lin. — Nelle siepi presso il littorale. 

Beta Cicla Lin. — Nei prati e lungo i margini dei campi , sparsa 

qua e la. 

B. maritima Lin. — In terreni aridi, argillosi o sabbiosi lungo il 

littorale. 

Chenopodium murale Lin. — Comunissimo nei ruderi e lungo le vie. 
Ch. opulifolium Schrad. — Nelle macerie, presso le abitazioni e nelle 

siepi, ovunque. 

Salicornia macrostachya Moric. — In terreni inondati da aequo 

salmastre, alia Caduta. 

Salsola Tragus Lin. — In terreno arenosoargilloso lungo la spiaggia. 



244 



A. P0N20 



S. Soda Lin. — Colla precedente alle falde della Montagna. 

S. oppositifolia Jan. — In luoghi aridi argillosi alia Montagna, sul 
fianco che guarda il mare. 

Suaeda fruticosa Forsk. — In terreni inondati marittimi e in luo- 
ghi aridi argillosi di Montagna. 

Passerina hirsuta Lin. — In luoghi aridi e fra le rupi pressp il 
mare, alia Montagna. 

Daphne Gnidium Lin. — Fra le rupi, a Montegrande, m. Pizzuto 

e S. Oliva. 

Osyris alba Lin. — In luoghi aridi rocciosi , alia Montagna e a 
S. Oliva. 

Thesinm humile Vahl. — In colli aridi rocciosi. 

I 

Aristolochia rotunda Lin. — Nei coltivati e nelle siepi, sparsa 
qua e la. 

Anemone eoronaria Lin. — Nei campi e nei pascoli ; Montagna, 
Montegrande, Stretto. 

A. hortensis Lin. typ. e var. alUflora (Loj.) — La specie comune 
nelle siepi e lungo i margini dei campi; la var. in luoghi aridi rocciosi 
di m. Pizzuto e S. Oliva. 

Adonis microcarpns Dec. — Nei pascoli e nei luoghi erbosi di Mon- 
tegrande, Montagna e m. Pizzuto. 

' Ranunculus trichophyllus Chaix. — Comune nei condotti lungo le 
vie e negli stagni. 

R. ophioglossifolius Till. — In luoghi umidi acquitrinosi, ma 
piuttosto raro. 

R. bulla! us Lin. — Comune sulle aride colline. 

R. Ficaria Lin. — Comuaissimo nei luoghi coltivati e nelle siepi. 

R. heucheriifolius PresL — In terreni umidi argillosi, Montagna e 
Mollaga. 

R. flabellatus Desf. — Comune in luoghi aridi rocciosi e nei pa- 
scoli, alia Montagna. 

R. trilobus Desf. — In terreni argillosi umidi, ma raro. 

R. murieatus Lin. — Nei fossa ti lungo le vie, ovunque. 
R. arvensis Lin. — Comune nei prati e fra i coltivati. 



ESCURSIONI NEI DINTORNI DI LICATA 245 



Nigella damascena Lin. — Comunissima ovunque nei pascoli e 
fra le messi. 

Delphinium longipes Moris. — Sparso qua e la pei campi e lungo 
i margin! delle vie. 

Papaver liybridum Lin. — Comune nei campi e nei vigneti. 

P« Rhoeas Lin. — Comunissimo ovunque col precedente. 

Glaucium flavum Crantz. — Nelle sabbie marittime di Mollaga e 
in luoghi rocciosi di S. Oliva. 

Fumaria officinalis Lin. — Comune ovunque nelle siepi e in luo- 
ghi coltivati. 

F. capreolata. Lin. — Colla precedente nei campi e nei vigneti. 

F. flabellata Gasp. — Colle precedenti. 

F. parvillora Lam. — Colle precedenti. 

Platyeapnos spicatns Bernh. — Sparsa qua e la nei campi arenosi. 

Matthiola rupostris Guss. — Fra le rupi e sui muri dentro la citta. 

M. tricnspidata R. Br. — Nelle sabbie lungo il littorale. 

* 

Nasturtium officinale R. Br. — Comunissimo nei fossi e in luoghi 
acquitrinosi di Mollaga. 

Malcolmia parvillora Dec. — Nelle sabbie coltivate di Mollaga. 
Sisymbrium officinale Scop. — Lungo il margine delle vie e dei 
campi, ovunque. 

S. Irio Lin. — Comunissimo fra le macerie e presso le abitazioni. 
Brassica campestris Lin. — Fra le messi e nei vigneti. 
Br. Tournefortii Gouan. — Nelle sabbie littoranee di Mollaga. 
S i nap is alba Lin. — Sparsa qua e la pei prati e nelle siepi. 
Diplotaxis erucoides Dec. — Comunissima nei campi e nei vigneti. 
D. viminea Dec. — Colla precedente nei vigneti e nei coltivati. 
D. crassifolia Dec. — Fra le rupi, ma non comune. 
Moricandia arvensis Dec. — In terreni aridi argillosi della Mon- 

tagna ov' e comune. 

Carrichtera Teliae Dec. — Sulle aride colline sparsa qua e la. 

Raphanus Landra Morett. — Sparsa in luoghi rocciosi presso il littorale. 

R. Raphanistrum Lin. — Comune nei campi e nelle sabbie di 
Mollaga. 

16. Malpighia, Anno XVI, Vol. XVI. 



246 



A. PONZO 



Cakile maritima Scop. — Nelle sabbie lungo tutto il littorale. 

Alyssnm maritimum Lam. — Comunissimo sui muri , fra le rupi 
e nelle sabbie littoranee. 

Capsella Bnrsa-Pastoris Dec. — Comunissima fra le macerie e 
nei prati. 

Bi scut el la lyrata Lin. — In luoghi aridi rocciosi e nei pascoli, 
sparsa qua e la. 

Capparis rupestris S. et Sm. — Fra le rupi presso il mare, alia 
Montagna. 

C. sicula Duch. — Comune alia Montagna, in luoghi aridi argillosi. 
Reseda alba Lin. — Comune nelle siepi e lungo i margini delle vie. 
R. lutea Lin. — Ovunque fra le macerie e nei campi. 
Polygala monspeliaca Lin. — In luoghi aridi rocciosi, a S. Oliva 
e contrada Palma. 

i 

Cistns creticus Lin. — In luoghi aridi rocciosi presso Mollaga. 

C. salviifolins Lin. — Nei pascoli e in luoghi aridi, sparso qua e la. 

Helianthemum niloticum Pers. — Sparso sulle aride colline. 

H. salicifolium Pers. — In luoghi sterili, alia Montagna presso le 
Calcare. 

H. rubellum Presl. — Fra le rupi e in luoghi aridi, ma raro. 

H. arabicum Pers. — Sulle aride colline, a S. Caterina. 

H. glntinosum Pers. — Nei pascoli e in luoghi aridi rocciosi, sparso 
qua e la. 

Fraiikenia pulverulenta Lin. — Sparsa pei campi arenosi e roc- 
ciosi lungo il littorale. 

Silene vespertina Retz. — Comune nei prati e lungo i margini 
delle vie. 

S. nocturna Lin. — Come la precedente lungo i margini delle vie 
e nelle siepi. 

S. colorata Poir. — Nelle sabbie littoranee e coltivate di Mollaga. 

S. fuscata Link. — Comunissima nei campi e fra le messi. 

S. nicaeensis All. — Nelle sabbie lungo il littorale, alia Mollaga 
e presso Falconara. 

S. Cncubalns Wib. — Nelle siepi, nei campi e in luoghi rocciosi. 



ESCURSIONI Nfi'l DINTORNI DI LICATA 247 



Cerastium glomeratum Thuill. — Comune nei prati e lungo i mar- 
tini delle vie. 

C. siculum Guss. — Nelle sabbie lungo il littorale, ma non comune. 

Stellaria media Vill. typ. e var. apetala (Ucria) — La specie la 
var. comunissime nei prati. 

Alsine procumbens Fenzl. var. b. — Nelle sabbie lungo il littorale. 
A. heterosperma Guss. — In luoghi inondati da acque salmastre, 
presso Mollaga. 

A. rubra Wahl. — In luoghi erbosi e lungo i margini delle vie , 
comune. 

Herniaria cinerea Dec. — Nelle sabbie ma piuttosto rara. 
Illecebrum Paronychia Lin. — Abbondante nelle sabbie presso 
Mollaga. 

Tamarix africana Poir. — Lungo le sponde del frame Salso e di 
altri piccoli torrenti. 

Hypericum perforatum Lin. var. b. microphyllitm — Comune pei 
campi ed in luoghi aridi rocciosi. 

H. ciliatum Lam. — Sparso in luoghi aridi rocciosi. 

IL crispum Lin. — Comune nei campi, fra le messi ed in luoglii 
aridi rocciosi. 

Malva cretica Cav. — Nei campi , pascoli e sulle aride colline, 
ovunque. 

M. sylvcstris Lin. — Comune nei campi e nelle macerie, ovunque- 

M. uicaeensis All. — Coll a precedente. 

M. parviflora Lin. — Nei prati , nelle siepi e nelle macerie daper- 

tutto. 

Lavatera trimestris Lin. — Nei campi erbosi od aridi sparsa 

qua e la. 

L, cretica Lin. — Nelle sabbie coltivate di Mollaga. 

L. agrigentina Tin. — Nei campi, fra i coltivati e in luoghi aridi 
alia contrada Palma. 

Althaea officinalis Lin. — In campi inondati e nei fossati lungo il 

littorale. 

Geranium tuberosum Lin. — Nei campi coltivati e fra le messi 

della Piana. 



X 



248 



A. P0N30 



Geranium molle Lin. — Comune nei prati e lungo i margini delle 



vie. 



G. dissectum Lin. — Colla precedente. 

G. Robertianum Lin. — Nelle siepi e in luoghi ombrosi, alia Mon- 



tagna. 



Erodium mosehatum L'H6rit. — Comunissima nei campi erbosi e 
nei prati. 

E. malacoides W. — Colla precedente. 

E. c hium W. — In terreni sabbiosi erbosi lungo il littorale, presso 
il Pos'Srio dell a Guardia. 






Linum strictum Lin. — In luoghi aridi rocciosi di, contrada Palma. 

L. august i folium Huds. — In luoghi erbosi presso Mollaga e con- 
trada Palma. 

h* decumbens Desf., var. b (Guss.) — Nei campi erbosi della Mon- 
tagna e presso contrada Palma. 

Oxalis cernna Thunb. — Comunissima nei prati , siepi ed anche 
nelle sabbie erbose. 

* 

Ruta bracteosa Dec. — In luoghi aridi rocciosi di S. Oliva e dello 
Stretto. 

Pistacia Lentiscus Lin. — In luoghi aridi rocciosi , a Montesole, 
S. Oliva e Stretto. 



P. Terebinthus Lin. — Alia Montagna, in luoghi aridi rocciosi. 

Rhus eoriaria Lin. — Sparsa alia Montagna in luoghi selvatici. 

Rhamnus oleoides Lin. — Fra le rupi alia Montagna, sui fianco 
che guarda il mare. 

Calycotome infesta Guss. — Sparsa qua e la sulle aride colline. 

C, villosa Link. — Come la precedente, ma piu rara. 

R eta ma Gussonii Webb. — Nelle sabbie lungo il littorale, ma rara. 

Ononis ramosissima Desf. — Molto comune nelle sabbie lungo il 
littorale e in luoghi aridi. 

0. biflora Desf. — Sulle aride colline sparsa qua e la. 

O. breviflora Dec. — In luoghi aridi o fra i coltivati in contrada 

Palma ed alia Falconara. 

0. Columnae All. — Sulle aride colline, ove fu raccolta da Bonafrde. 



ESCURSIONI NEI DINTORNI DI LICATA 249 



Ononis variegata Lin. — Nelle sabbie lungo il littorale, presso Fal- 



conara. 



0, mollis Savi — Sparsa qua e la.sulle aride colline. 

Medicago arborea Lin. — Abbondante nelle sabbie littoranee di 
Mollaga. 

M. marina Lin. — Comune nelle sabbie lungo il littorale, alia Mol- 
laga e presso Falconara. 

M. scutellata All. — Molto comune nei campi erbosi e nelle siepi. 

M. orbicularis All. — Come la precedents 

M. obscura Retz., typ. e var. b. spinosa (Guss.) — Nelle sabbie litto- 
ranee, Mollaga, Poggio della Guardia. 

M. Hystrix Ten. — Abbondante pei campi erbosi e nei prati. 

M. Murex W. — Come la precedente. 

M. ciliaris W. — Sparsa qua e la nei prati e lungo i margin! dei 
campi. 

Rfelilotus infesta Guss. — Comune nei campi erbosi, anche acqui- 

■ 

trinosi. 

M. compacta Salz. — In campi argillosi erbosi presso il littorale. 
M. messanensis Desf. — Come la precedente nella Piana. 
Trifolium angustifoliuni Lin. — In luoghi aridi rocciosi di con- 

* 

trada Palma. 

* 

Tr. lappaceum Lin. — Comune nei campi erbosi e nei prati. 

Tr. nigrescens Viv. — Come la precedente. 

Tr. stellatum Lin. — Sparsa qua e la pei campi e lungo i margini 

delle vie* 

Tr. tomentosum Lin. — Comune sulle aride colline. 

Tr. spurn o^um Lin. — Come la precedente. 

Anthyllis Yulneraria Lin. — Sparsa nei pascoli e in luoghi aridi, 

alia Montagna. 

A. tetraphylla Lin. — Comune lungo i margini dei campi, alia 

Montagna. 

A. Hermanniae Lin. — Indicata fra le rupi sotto la Torre di Fal- 
conara, non l'ho ritrovata. 

Dorycnium hirsutum Ser. — In luoghi aridi rocciosi presso Mollaga. 



250 



A, PONZO 



Lotus cytisoides Lin. — Fra le rupi, alia Montagna, sul fianco che 
guarda il mare. 

L. edulis Lin. — Sparsa ovunque in luoghi erbosi e nei prati. 
L. ornithopodioides Lin, — Lungo i margini delle vie alia Mon- 
tagna in contrada Palma. 

L. Tetragonolobus Lin. — Comune nei campi, alio Stretto e Mon- 
tegrande. 

Psoralea bituminosa Lin. — Comunissima ovunque nelle siepi. 

Astragalus hamosus Lin. — Nelle sabbie di Mollaga e in luoghi 
erbosi, alia Montagna. 

A. caprinus Lin. — In luoghi aridi rocciosi presso S. Caterina e Call. 

Scorpiurus subvillosa Lin. — Nei campi, alia Montagna, contrada 
Palma, ecc. 

Coronilla glauca Lin. — Fra le rupi, alia Montagna e Montesole. 

C. scorpioides Koch. — Comune ovunque nei prati e fra le messi. 

C. repanda Guss. — Nelle sabbie lungo il littorale, ma non comune. 

Ornithopus ebracteatus Brot. — In campi arenosi, sparsa qua e 1&. 

Hippocrepis multisiliquosa Lin. — Nelle sabbie lungo il littorale. 

H. unisiliquosa Lin. — Comune nei pascoli e sulle aride colline. 

Hedysarum capitatum Desf. — Nei pascoli a Montesole, contrada 
Palma e Montegrande. 

H. coronarium Lin. — Nei prati, pascoli e lungo i margini dei campi. 

Onobrychis Caput-Galli Lam. — In luoghi aridi a S. Oliva e con- 
trada Palma. 

0. aequidentata Dec., var. b. supina (Guss.) — Sparsa sulle aride 
colline. 

Pisum elatius M. B. — Nelle siepi presso Falconara e in luoghi 

rociosi a monte Pizzuto. 

Lathyrus Ochrus Dec. — Comunissimo nei campi e fra le messi, 

ovunque. 

L. Clymenum Lin. — Come il precedents. 

L. sphaericus Retz. — In luoghi aridi alia Montagna, contrada 

Palma e Falconara. 

L. Cicera Lin. — Sparso sulle aride colline. 



ESCURSIONI NEI DINTORNI DI LICATA 251 



L. sylvestris Lin. — Alia Montagna e a Montesole in campi aridi e 
nelle siepi. 

Vicia hirta Balb. — Sparsa pei campi. 

V. sativa Lin. — In luoghi erbosi e nei pascoli , alia Falconara e 
sulle colline. 

V* peregrina Lin. — Sparsa qua e la pei campi. 

V. dasyearpa Ten. — Come la precedents 

V. Seguenzae Hue! — Indicata da Lojacono (Fl. sic.) presso le case 
di contrada Palma, ritrovai nella stessa localita. 

* 

V. bithynica Lin. — Comune in luoghi erbosi e lungo i margini 
delle vie. 
Amygdalus communis Lin. — Fra le rupi, a S. Oliva. 

Rubus dalmaticus Tratt. — Comune nelle siepi, specialmente alia 
Montagna. 

Poterium muricatum Spach. — Nelle siepi e lungo i margini dei 
campi. 

Rosa canina Lin. — Sparsa qua e la nelle siepi. 

R, sempervirens Lin. — Comune nelle siepi e in luoghi ombrosi. 

Crataegus monogyna Jacq. — In luoghi aridi rocciosi, a S. Oliva. 

Pyrus cuneifolia Guss. — In luoghi aridi rocciosi dietro m. Pizzuto, 
alle Pietrulle. 

Myrtus communis Lin. — In fruticeti e fra le rupi, alia Montagna. 

Punica Granatum Lin. — Inselvatichito alia Montagna, in luoghi 
aridi, sul fianco che g-uarda il mare. 



Lythrum Hyssopifolia Lin. — Comune lungo i condotti delle vie. 

Cotyledon horizontalis Guss. — Ovunque, sui muri e fra le rupi. 

Sedum glanduliferum Guss. — Sulle rupi, alio Stretto. 

S. coeruleum Vahl — Sui muri e sulle rupi sparso ovunque. 

S. albescens Haw. — Nei luoghi aridi rocciosi della Montagna e 



di altre colline. 



Mesembrianthemum nodiflorum Lin. — In luoghi aridi argillosi 

alia Montagna, dalla parte del mare. 

Eryngium maritimum Lin. — Comune nelle sabbie lungo il littorale. 

E. triquetrum Vahl. — Sparso qua e la nei campi argillosi e lungo 
i margini delle vie. 



252 



A. PONZO 



Echinophora spinosa Lin. — Nelle sabbie littoranee di Mollaga. 
Conium maculatum Lin. — Frequente nei campi e nelle siepi. 
Smyrnium Olusatrum Lin. — Comune nelle siepi e in luoghi aridi. 



Sm. rotundifolium Mill. — In luoghi selvatici, dietro m. Pizzuto, 
alle Pietrulle. 

Bupleumm Odontites Lin. — Comunissimo nei campi e fra le messi. 

B. subovatum Link. — Come il precedente. 

Sium intermedium Ten. — Sparso in luoghi umidi e presso i fossati. 

Ridolfia segetum Moris. — Sparsa pei campi. 

Pimpinella peregrina Lin. — Frequente nelle siepi e nei pascoli. 

Athamantha sicula Lin. — Sparsa, ma non comune, fra le rupi. 

Scandix Pecten-Yeneris Lin. — Comunissima nei campi e nei 
prati. 

Foeniciilum piperitum Dec. — In luoghi aridi rocciosi, a S. Oliva. 
Crithmum maritimum Lin. — Fra le rupi littoranee, alle falde 

- 

della Montagna. 

Oenanthe globiilosa Lin. — Nei prati umidi e acquitrinosi, presso 
Mollaga. 

Opopanax Chironium Koch. — In luoghi aridi rocciosi dietro monte 
Pizzuto, alle Pietrulle. 

Tordylium apulum Lin. — Comune ovunque pei campi erbosi e 
nei prati. 

Bifora flosculosa Marsch. — Nei luoghi erbosi e lungo i margini 
dei campi. . 

Caucalis platycarpa Lin. — Fra le messi e in luoghi coltivati. 

Orlaya maritima Koch. — Comune nelle sabbie lungo tutto il lit- 
torale. 



Dane us aureus Desf. — Sparso qua e la fra i campi e lungo i 
margini delle vie. 

D. Carota Lin. — Comune sulle mura delle case vecchie e nei 
campi aridi argillosi. 

D. Gingidium Lin. var. b. (Guss.) — Qua e la sulle aride e roc- 
ciose colli ne. 

D. siculus Tin. — Stato raccolto pre>so il Forte, ma e raro. 



ESCURSIONI NEI DINTORNI DI LICATA 253 



D. Bocconei Guss. — Sparso qua e la nelle sabbie lungo il littorale, 



ma non comune. 



D. gummifer Lam. — Stato raccolto al Forte e alia Torre di Fal- 
conara (Loj.). 

D. hispidus Desf. — Sparso fra le rupi presso il littorale. 

Torilis nodosa Spr. — Comunissima ovunque nelle siepi e lungo 
i margini delle vie. 

Thapsia garganiea Lin. — Comune ovunque, nei pascoli, lungo i 
fossati delle vie e anche nelle sabbie. 

Sherardia arvensis Lin. — Comunissima nei campi, siepi e prati. 

Asperula longiilora W. et K. — Nei luoghi aridi rocciosi di tutte 
le colline. 

Crucianella maritima Lin. — Nelle sabbie littoranee di Mollaga 
e presso Falconara. 

Rubia peregrlna Lin. — Nelle siepi alia Montagna. 

Galium verum Lin. — Sparso sulle colline in luoghi aridi argillosi. 






Fra le rupi e sui nmri alia Montagna 



G. saccharatum All. — Comune nei prati e in luoghi erbosi. 
G. Aparine Lin. — Nelle siepi. 

Yaillantia muralis Lin. — Fra le rupi calcaree e gessose in con- 
trada Palma e colle di Call. 
Campanula Erinus Lin. 

e in con trada Palma. 

Bryonia sicula Guss. — Abbondante alia Montagna, nelle siepi. 

Ecballion Elaterimn Rich. — Ovunque lungo i margini delle vie 
e nei ruderi. 

Lonicera implexa Ait. — Nelle siepi e fra le rupi, alia Montagna. 

Valerianella mixta Dec. — Sparsa qua e la pei campi. 

Fedia Cornucopiae Gaertn. — Comunissima ovunque nei prati e 

in luoghi aridi. 

Centranthus ruber Dec. — Sparsa sulle colline fra le rupi. 

C. Calcitrapa Dufr. — Fra le rupi, alia Montagna ed in contrada 
Palma. 

Dipsacus silvestris Mill. — In luoghi aridi rocciosi, dietro monte 

Pizzuto, alle Pietrulle. 



254 



A, PONZO 



Scabiosa maritiina Lin. — In luoglii argillosi e nelle siepi di Mon- 
tagna e Mollaga. 

Sc. atropurpurea Lin. — Lungo i margini delle vie e in luoglii 
aridi rocciosi. 

Conyza ambigua Dec. — Comunissima fra le macerie e presso i muri. 

Bellis annua Lin. — In campi erbosi , spesso inondati , presso il 

littorale. 

B. perennis Lin. — Nei pascoli e spesso anche in terreni inondati 

marittimi. 

Senecio vulgaris Lin. — Comune fra le macerie e lungo i mar- 
gini delle vie. 

S. gallicus Chaix. — Nelle sabbie coltivate di Mollaga. 

S. delphiniifolius Vahl. — Nei campi, nelle siepi e lungo i margini 
dei campi. 

Chrysanthemum coronarium Lin. — Comunissima nei campi erbosi 
e lungo le vie. 

Matricaria Chamomilla Lin. — Ovunque nei campi e lungo i con- 
dotti delle vie. 

Anthemis mixta Lin. — Nelle sabbie lungo tutto il littorale. 

Anth. abrotanifolia Guss. — Sparsa qua e la sulle aride colline. 



Anacyolus tomentosus Dec, typ. e var. 
luoghi erbosi, la specie comune, la var. rara. 



In 



Diotis candidissima Desf. — Nelle sabbie littoranee di Mollaga, 



Poggio della Guardia e Falconara. 



Artemisia arborescens Lin. — Fra le rupi presso S. Oliva. 

Inula viscosa Ait. — Comune in terreni argillosi e nelle siepi. 

I. erithmoides Lin. — In terreni inondati salsi argillosi, arenosi e 
rocciosi, alia Montagna e lungo il littorale. 

Pulicaria odora Rchb. — In luoghi aprici erbosi, alia Montagna. 

Asteriscus spinosus Gr. et Godron. — Comune in luoghi aridi 
rocciosi. 

Calendula arvensis Lin. — Ovunque pei campi, nei vigneti e nei 
prati. 

Phagnalon saxatile Cass. — In luoghi aridi rocciosi delle colline. 



BSCURSIONI NEI DINTORNI DI LICATA 255 



Ph. rupestre Dec. — Colla precedente. 

Filago spathulata Presl. — In luoghi aridi, incolti, alia Montagna. 

Evax pygmaea Pers. — In terreni argillosi inondati di Mollaga e 



in luoghi aridi rocciosi. 



E. exigua Dec. — Sparsa sulle aride colline in terreni marnacei. 

Atractylis gummifera Lin. — Ovunque, in campi aridi. 

Crupina Crupinastrum Moris. — Nei pascoli e in luoghi aridi 
rocciosi presso contrada Palma. 

Serratula eichoracea Dec. — In luoghi aridi rocciosi , colli di S. 
Caterina. 

Centaurea Schouwi Dec. — In luoghi aridi e lungo i margin i 
delle vie. 

C nicaeensis All. — Comune nei campi. 

C. sphaerocephala Lin. — Nelle sabbie lungo tutto il littorale. 

Carduncellus coeruleus Dec. — Comune nei campi e lungo i mar- 
gini delle vie. 

C. tingitanus Lin. — Sparso in campi argillosi. 

Carduus pycnocephalus Lin. — Comune nei pascoli e lungo i mar- 



gini delle vie. 

Cirsium syriacum Gaertn. — Nei campi e lungo i margini delle vie, 

ovunque. 

Cynara horrid a Lin. — In luoghi aridi arenosi o rocciosi e lungo 

le vie, comune. 

Onopordon iliyrioum Lin. — Come il precedente. 

Galactites tomentosa Moench. — Nelle siepi e lungo i margini 
dei campi. 

Scolymus grandifloms Desf. — Come la precedente. 

Sc. hispanicus Lin. — Nelle sabbie marittime e lungo le vie, 

comune. 

Hyoseris scabra Lin. — Nei pascoli di Montegrande. 

Hedypnois tubiformis Ten. — Nei prati e lungo i margini dei 
campi. 

Catananche latea Lin. — In luoghi erbosi coltivati e fra le messi, 

a Mollaga. 



256 



A. PONZO 



Cichorium Intybus Lin. — Comune in luoghi aridi e lungo i mar- 
gini delle vie. 

* 

Seriola aetnensis Lin. — Nei pascoli e in luoghi aridi rocciosi. 

Thrincia tuberosa Dec. — Come la precedente. 

Helminthia echioides Gaertn. — Comunissima fra le macerie e 

nelle siepi. 

H. aculeata Dec. — Nei pascoli ed in luoghi aridi rocciosi, in con- 
trada Palma ed alia Montagna. 

Urospermum Dalechainpii Desf. — Nei campi e lungo i mar- 
gini delle vie. 

Seorzonera deliciosa Guss. — Nei pascoli, alia Montagna, S. Oliva 
e contrada Palma. 

So. decumbens Guss. — In campi argillosi presso il littorale. 

Sc. intermedia Guss. — Sparsa in terreni argillosi calcarei a Mon- 
tegrande, Montagna, ecc. 

Tragopogon Cupanii Guss. — Nei pascoli e in luoghi erbosi a Mon- 
tesole, Mollaga e colli di S. Caterina. 

Geropogon glabrum Lin. — Nei campi e fra le messi, a S. Oliva 
e Falcon a ra. 

Lactuca Scariola Lin. — Sparsa nei pascoli di tutte le colline. 
Sonchus tenerrimus Lin. — Comune nei prati e sulle mura. 
S. oleraeeus Lin. — Comunissima in luoghi erbosi e fra le macerie. 
S. asper Vill. — Nei pascoli e presso i coltivati, a Montegrande e 
S. Oliva. 

Picridium vulgare Desf. — Comune nelle siepi e lungo i margini 
delle vie. 

Crepis bulbosa Cass. — Alia Montagna, nei prati e nei pascoli. 

Or. vesicaria Lin. — AS. Oliva, in luoghi erbosi coltivati. 

Erica multi flora Lin. — Nei pascoli e in luoghi aridi rocciosi di 
tutte le colline. 

Olea europaea, oleaster. Lin. — Sparsa qua e la in luoghi aridi 
rocciosi. < 

Phyllirea media Lin. — Sparsa qua e la in luoghi aridi rocciosi 

sulle colline. 



ESCURSIONI NEI DINTORNI DI LICATA 257 



Chlora intermedia Ten. — In campi aprici e lungo le Yie, alia 

Montagna. 

Erythraea ramosissima Pers. — In campi erbosi, alia Mollaga. 
E. spicata Pers. — Comune in luoghi argillosi asciutti. 
Convolvulus lineatus Lin. — Sparso in luoghi argilloso-marnacei 
sulle colline. 

C. italicus R. et S. — Comune nelle siepi e nelle macerie. 

C. cantabricus Lin. — Sparso sulle aride colline. 

C. tricolor Lin. — Comune ovunque nei campi e nei vigneti. 

C. meonanthus H. et Link. — Sparso qua e la pei campi. 

Q, pentapetaloides Lin. — In luoghi aridi rocciosi presso Mollaga. 

C. siculus Lin. — Assieme alia precedente. 

Cuscuta Epithymuin Murr. — Su diverse piantq in terreni inondati 
marittimi di Mollaga. 

Cerinthe aspera Roth. — Comunissima nei prati. 
Echium parviflorum Moench. — Comune nei campi incolti rocciosi. 
E. maritimum W. — In luoghi aridi argillosi e nelle sabbie litto- 
ranee. 

Lithospermum arvense Lin. — Sparso nei pascoli e nei campi. 

Myosotis apula Lin. — Sparsa qua e la sulle aride colline. 

Borrago offtcinalis Lin. — Comunissima nelle siepi e lungo i mar- 
gin i dei campi. 

Anchusa italica Retz. — In luoghi aridi di Mollaga, contrada Palma 
e S. Oliva. 

A, aggregata Lehm. — Nelle sabbie littoranee di Mollaga, Poggio 
della Guardia e Falcon ara. 

Cynoglossum pictum Ait. — Comune fra le macerie e in luoghi 
aridi. 

Heliotropium europaeum Lin. — Ovunque nei campi e nei vigneti. 
Hyosciamus alb us Lin. — Comune sui muri delle case entro la citta. 
Lycium europaeum Lin. — Alia Montagna, nelle siepi e in luoghi 
aridi argillosi. 

Solanum sodomaeum Lin. — Nelle siepi presso il Poggio della 
Guardia. 



258 



A- PONZO 



S. nigrum Lin. — Ovunque presso le abitazioni e nelle siepi. 
Mandragora autumnalis Bert. —In luoghi aridi argillosi e lungo 

i margini delle vie. 

Celsia cretica Lin. — Alia Montagna, in luoghi aridi e lungo i 

margini dei campi. 

Scrophularia peregrina Lin. — Dapertutto nei prati e in luoghi 

coltivati. 
Antirrhinum Orontium Lin. — Come la precedente. 

A. siculum Ucria — Fra le rupi ealcaree, a Mollaga e colli di S. 
Caterina. 

Linaria spuria Pers. — In campi aridi argillosi , alia Montagna 
dalla parte del mare. 

L. triphylla Mill. — Comune nei luoghi erbosi e nelle siepi. 

L. chalcpensis Mill. — Ovunque presso i coltivati e lungo i mar- 
gini dei campi. 

L. reiloxa Desf. — Sparsa qua e la pei campi, ma non comune. 

Veronica Anagallis Lin. — In luoghi umidi acquitrinosi e lungo 
i fossati delle vie. 

V. Cymbalaria Bod. — Fra le macerie, presso i muri e fra le rupi, 
ovunque. 

Bartsia Trixago Lin. — Comune in luoghi erbosi e lungo i mar- 
gini delle vie. 

B. latifolia S. et Sm. — Nei pascoli e in luoghi aridi rocciosi, sui 
colli di S. Caterina. 

B. viscosa Lin. — In camp; inondati marittimi di Mollaga. 
Orobanche speciosa Dec. — Comunissima, parassita delle Fave. 
0. crinita Viv. — Presso Mollaga, parassita del Lotus cytisoides. 
Phelipaea ramosa C. A. Mey. — Parassita di diverse leguminose, 
in contrada Palma. 

Mentha rotundifolia Lin. — In luoghi umidi, acquitrinosi e presso 
le fonti. 

Bff. Pulegiurn Lin. — In campi aridi argillosi e lungo i margini 
delle vie. 

Thymus capitatus H. et L. — Nei pascoli, in luoghi aridi e fra 
le rupi. 



ESCURSIONI NEI DINTORNI DI LICATA 259 



■ 

Satureja graeca Lin. — Nei pascoli e in luoghi aridi rocciosi dei 

colli di S. Caterina. 

S. fasciculata Raf. t var. b. hirsuta (Guss.) — In luoghi aridi rocciosi, 

a S. Oliva. 

S. nervosa Desf. — Nei pascoli e in luoghi aridi rocciosi di contr- 
Palma, S. Caterina e Montagna. 

Calamintha Nepeta H. et L. — Comunissima nelle siepi e lungo 
i margin i delle vie. 

Salvia Verbenaca Lin. — Ovunque nei prati, nelle siepi e lungo i 
margini dei campi. 

Staehys hirta Lin. — Nei pascoli e lungo le vie, comune. 

Sideritis romana Lin. — Sui colli aridi rocciosi di S. Caterina. 

Lamium amplexicaule Lin. — Comunissima negli orti, vigneti e 
pei campi. 

Phlomis fruticosa Lin. — Nei pascoli e luoghi aridi rocciosi di 
Montesole, S. Oliva e Vallonesecco. 

Prasium majus Lin. — Fra le rupi e nelle siepi, alia Montagna. 

Teucrium spinosum Lin. — Sparsa qua e Ik in campi argillosi. 

T. flavum Lin. — Nei pascoli e fra le rupi, alia Montagna. 

T. fruticans Lin. — Comune ovunque fra le rupi. 

T. Polium Lin. — Nei pascoli e in luoghi aridi rocciosi sui colli 
di S. Caterina. 

Ajuga Iva Schreb. — Comune nei pascoli e in luoghi aridi rocciosi. 

Verbena officinalis Lin. — Dapertutto, fra le macerie e lungo i 

margini delle vie. 

Acanthus mollis Lin. — Comunissimo nelle siepi. 

Cyclamen repandum S. et Sm. — In luoghi selvatici a monte Piz- 
zuto. 

Anagallis arvensis Lin. , typ. e var. /3. Monellii (L.) — Comune 

nei pascoli, campi e vigneti. 

Samolus Valerandi Lin. — In luoghi umidi, acquitrinosi e presso 

i ruscelli. 

Statice Limonium Lin. — In campi argillosi, spesso inondati, lungo 

il littorale. 



260 



A. PONZO 



St. Smithii Ten, — In luoghi argillosi o marnacei, alia Montagna, 
dalla parte del mare. * 

Plumbago europaea Lin. 
margin i delle vie. 



Comune in luoghi aridi e lungo i 



Plantago Psyllium Lin., con forma nana e precoce — Pei campi e 



lungo le vie. 



PI. Lagopus Lin. 



Sparso sulle aride colline. 



PI. serraria Lin. — Comune pei campi e lungo i margini delle vie. 
PL commutata Guss. — In terreni inondati da acque salmastre 
presso Mollaga. 

PL ceratophylla Linck. — Nelle sabbie e fra le rupi lungo tutto 

il littorale. 








Dott. ARMANDO VILLANI 



Dello stimma e del ppeteso stilo delle Cpocifere 

(NOT A PRIMA) 



(Con Tav. VII). 



Nello studio delle numerose specie appartenenti alia famiglia delle 



& 



Crocifere fummo attratti dalla diversa conformazione del loro stimma e 
fin da varii anni scorsi ci convincemmo che un esame accurato di tali 
organi pud offrire un aureo enteric per la classificazione dei diversi ge- 
neri e delle diverse specie. 

Gia in una nota precedente mostrammo Fimportanza che ha lo stimma 
nelF affinita delle Crocifere con altre famiglie e ci riserbammo di par- 
larne ancora piu estesamente. 

In generate lo stimma delle Crocifere e costituito di papille di co- 
lore ora bianchiecio, ora verde, ora giallo; infinite pero sono le tinte 
meravigliose per cui si passa gradatamente da un colore air altro. 

Per farci una chiara idea della disposizione delle papille del tessuto 
stimmale esaminiamo alcune specie di Crocifere, ed anzitutto comin- 
ciamo il nostrq studio da quei generi, che maggiormente richiamarono 
la nostra attenzione. 

Nel genere Malcolmia R. Br. le papille stimmali sono piccolissime, 
riunite intorno alia parte superiore deH'ovario e disposte in quattro lobi, 
due ottusi e stretti abbassati, e due, molto acuti, eretti. 

Sono piegati gli stimmi che guardano i carpidii , eretti quelli che 
sono dalla parte delle placente. Le specie di questo genere, pur avendo 
i lobi stimmali disposti come poc'anzi dicemmo, differiscono le une dalle 
altre per la lunghezza, acutezza e larghezza di essi lobi. Questi difatti 
sono strettissimi e molto acuminati nella Malcolmia maritima R. Br. , 
(Tav. VII, fig. 10 e 11), meno stretti nella Malcolmia africana R. Br., 
dalla quale si passa man mano alia Malcolmia mongolica Maxim. (Tav. 
cit. fig. 14), alia Malcdmia ckia DC. ecc, nelle cui ultime specie i lobi 

17. Malpighia. Anno XVI, Vol. XVI. 



262 



A. VILLANI 



carpidiali vanno diventando sempre piii larghi e grossi e quelli placen- 
tarii piii ottusi. 

Sicche potremmo stabilire rispetto alio stimma delle dette specie il 
seguente ordine : 

Malcolmia maritima. R. Br. 

i 

Malcolmia afrtcana R. Br. 

i 

Malcolmia mongolica Maxim. 

i 

Malcolmia chia DC. ecc. 

II genere Chorispora DC. per la disposizione delle papille stimmali e 
affinissimo senza dubbio al genere Malcolmia R. Br. 

Ed invero nella Chorispora tenella DC. (tav. VII, fig. 12 e 13) i lobi 
carpidiali sono lunghi e stretti e si presentano forniti di papille molto 
corte, i placentarii anch'essi abbastanza lunghi sono insensibilmente 
meno acuminati della Malcolmia R. Br. 

E passando a specie di altri generi notiamo che nell' Hesperis matro- 
nalis L. (tav. VII, fig. 1 e 2) i lobi stimmali acquistano maggiore svi- 
luppo, sono piu corti e forniti di papille piu lunghe. Visto dalla parte 
delle placente osserviamo che lo stimma arieggia la forma di un cap- 
pello da carabiniere; sia i lobi placentarii, che i carpidiali sono larghetti 
ed ottusi, dai primi si passa ai secondi mediante una leggera ristret- 
tezza di papille. 

Notiamo frequente un caso teratologico , come si osserva nelle fig. 3 
e 4 tav. VII, per cui uno dei lobi placentarii diventa piii acuminato e 
piu lungo deH'altro; questo fatto lo si riscontra spessissimo in molte 
altre specie. 



Hesp 



L., si avverano in quello della Moricandia arvensis Cand. (tav. VII, fig. 9). 
Eretti sono i lobi placentarii, abbassati i carpidiali; i primi sono molto 
piii aperti e si continuano coi secondi per mezzo di papille tutte della 
stessa grandezza; queste le differenze che distinguono i lobi stimmali 
delle due ultimo specie. 

Nella Conringia clavata Boiss. (tav. VII, fig. 22) evidentissimi sono i 
quattro lobi stimmali, i placentarii eretti si presentano nella parte supe- 



DELLO STIMMA. E DEL PRETESO STILO DELLE CROCIFERE 263 



riore alquanto ristretti e convessi, i carpidiali sono un po' piii corti di 
quell i deir Hesperis R. Br., e sono divisi da una fenditura abbastanza 
larga. 

Potremo dire che nella Conringia clavata Boiss. si ripetono gli stessi fe- 
nomeni che nelle altre specie, e che per la forma dello stimma deve essere 
considerata molto affine alia Moricandia Cand. ed all 1 'Hesperis R. Br. 

Dalla Conringia clavata Boiss. si passa alia Conringia orientalis Andrz., 
che ha anche uno stimma quadrilobo coi lobi bene sviluppati e, men- 
tre in alcuni esemplari i 4 lobi si presentano quasi tutti orizzontali, in 
alcuni altri si constata un leg"giero abbassamento dei lobi carpidiali.' 

Nel genere Matthiola R. Br., ad esempio nella Matthiola bicornis DC. , 
lo stimma e anche diviso in quattro lobi, due che guardano le placente 
e due i carpidii; i lobi carpidiali si presentano un po' rigonfiati nella 
parte superiore e si vanno assottigliando man mano che si distendono 
sui carpidii. E degno di nota che nella Matthiola bicornis DC. spessis- 
simo i lobi sono disuguali come i\s\Y Hesperis matronalis L. e come in 
questa specie tra i lobi placentarii ed i carpidiali esiste una ristrettezza 

di papille. 

Nel Cheiranthns Cheiri L. (tav. VII, fig. 19), lo stimma sembra diver- 
samente conformato; ma nel fenomeno diverso avviene in sostanza lo 
stesso fatto ed in vero Tunica differenza che si nota e lo sviluppo enorme 
dei lobi stimmali e la divisione di essi molto piu accentuata; s'aggiunga 
a tanto che i lobi carpidiali sono poco abbassati , ne si addossano ai 
carpidii ed in questo differiscono dagli altri stimmi sopra descritti. 

La conformazione dello stimma del Cheiranthus Cheiri L. darebbe 
origine ad un'altra sequela di Crocifere tutte collo stimma foggiato nella 
detta maniera e differendosi le une dalle altre per caratteri pochissimo 

salienti* 

Nella Lonchophora Capiomontana Dur. e nella Lonchopliora Cuyoniana 

Dur. (*), che non abbiamo potuto esaminare direttamente; ma di cui 
se ne hanno chiarissime e ben fatte figure nella flora scientifica dell'Al- 
geria, lo stimma e anche quadrilobo. 



Eocploratioyi scientifiq 



r • i 



264 



A. VILLANI 



La tav. 72 della citata flora non ci lascia alcun dubbio in proposito; 
nella fig*. 16 della suddetta tavola si osserva lo stimma quadrilobo coi 
lobi carpidiali abbassati ed i placentarii eretti, tale disposizione e piu 
evidente nella fig*, lc, ove e disegnata la stessa siliqua piu ingrandita 
e di cui si e distaccata una delle valve, le fig. 2a e 2b comprovano con 
maggiori particolarita quanto noi poc' anzi dicemmo. 

Prima di esaminare altre specie, che, pur essendo molto affini alle 
precedenti per i caratteri dello stimma, se ne allontanano poi per altri 
di maggiore importanza, diremo che filogeneticamente si avrebbe la se- 
guente discendenza di forme stimmali: 

Malcolmia R. Br. 

i 

Chorispora DC. 

I 

Moricandia DC. 
Cvnringia Heist. 

i 

Matthiola R. Br. 

i 

Lonchophora Dur. 

i 

Cheiranthus L. ecc. 

Nella Lunaria biennis Monch (tav. VII, fig. 5 e 6) i lobi sono abba- 
stanza arrotondati e corti, e l 1 abbassamento ed il rialzamento si opera 
come nelV Hesperis matronalis L. 

TSelVIberis semperHorens L. lo stimma, che e ritenuto a capocchia, e 
invece anch'esso quadrilobo coi lobi carpidiali leggermente ripiegati ed 
i placentarii appena appena eretti. 

NelYlberis sempervirens L. il rialzamento e 1' abbassamento dei lobi 

* 

diventa meno evidente. 

La Dentaria bulbifera L. ha lo stimma quadrilobo coi lobi placen- 
tarii appena eretti, i carpidiali insensibilmente abbassati. 

Nella Sinapis alba L. i lobi sono piu grossi e con una fenditura meno 
profonda di quella che divide lo stimma del Cheiranthus Cheiri L., an- 
che nel genere Sinapis L. possiamo osservare una serie continua di 



DELLO STIMMA B DEL PEETESO STILO DELLE CEOCIFERE 265 



specie, in cui lo stimma va sempre meno diventando quadrilobo. Alia 
Sinapis alba L. segue la Sinapis pubescens L. , il cui stimma appare bi- 
lobo, ed in realta e anch'esso costituito da quattro lobi, con una fendi- 
tura ben distinta. Sia i lobi placentarii die i carpidiali sono arroton- 
dati, alquanto grossi e quasi orizzontali, non essendo manifestamente 
rialzati i primi ed abbassati i secondi; dalla Sinapis pubescens L. peri 
caratteri dello stimma si passa alia Sinapis dissecta Lag*, e da questa 
man mano alia Sinapis turgida Delil., alia Sinapis nigra L., ecc. 

T$e\V Eruca sativa Mill. (tav. VII, fig. 7 e 8) lo stimma quadrilobo, 
come d'ordinario, ha i lobi carpidiali cortissimi e molto ottusi , i pla- 
centarii, dalle papille abbastanza piccolo, visti dai carpidii, si presen- 
tano quasi piani nella parte superiore. 

Lo stesso avviene nell' Eruca cappadocica Reut. e nelU Eruca longiro- 
stris Uechtr. 

II Rapistrum rugosum Berg, ha i quattro lobi stimmali col solco me- 
diano appena accennato, sicche riesce difficile il poter distinguere i lobi 
placentarii e quelli carpidiali. 

Molto affine alio stimma del Cheiranthus L. e quello del genere De- 
plotaxis DC. 

La Diflotaxis tenuifolia DC. (tav. VII, fig. 15) ci da uno dei piu be- 
gli esempi di stimma quadrilobo, i lobi carpidiali non sono molto ab- 
bassati ne i placentarii molto eretti, intanto il solco e distintissimo ed 



i lobi 



Q 



carat- 



teristica del genere, vanno impicciolendosi in alcune specie ed il solco 
diventa sempre meno manifesto. (Diplotaxis erucoides DC. tav. VII, fig. 
20) sino a che i lobi appariscono quasi orizzontali come nella Diplo- 
taxis muralis DC. Si ha dunque nelle citate specie il seguente ordine: 

tenuifolia DC. 



Diplotaxis erucoides DC. 
Diplotaxis muralis DC. ecc. 



Quadrilobo e lo stimma del Raphanus Rapkanistrum L. , i cui lobi 
sono accennati con piu. chiarezza che nel Raphanus sativns L. (tav. VII, 
fig. 26 e 26a), nel quale lo stimma a prima vista sembra capitellato. 



• 



266 



A. VILLANI 



l 

'NeWFrucastrum Pollichii Schimp. et Spenn. i quattro lobi dello stimma 
sono molto estesi, ma stretti e si ravvicinano a quelli del Cheirantlius 
L. , nel quale pero l'abbassamento ed il rialzamento e piii accentuate 
Nei pistilli giovanissimi i quattro lobi si presentano orizzontali. Mono 
cbiaramente quadrilobo e lo stimma dell' Erucaslrum varium Dur. e 
meno ancora quello dell' Erucastrum ahyssinicum A. Rich. ecc. 

Nella Lesquerella grandiflora Wats, il solco mediano e poco visibile 
per cui i lobi, che sono strettissimi, sembrano quasi orizzontali e piani. 

Nel Sisymbrium Columnae Jacq. lo stimma e quadrilobo, la fenditura 
e molto manifesta, i lobi placentarii sono eretti e piii sviluppati dei car- 
pidiali, che si ripiegano regolarmente in giii a ridosso dei carpidii. 

Nell' Erysimum clieiranthoides L. (tav. VII, fig-. 21) lo stimma e rap- 



presentato da papille cortissime, ridotte si puo dire alia piii semplice 
espressione, formando un piccolo straterello al disopra del rostro conico. 

E sul tronco di questo piccolo e tozzo cono che trovasi lo stimma, 
nel quale pero e possibile vedere, sebbene poco manifestamente, la solita 
disposizione dei quattro lobi stimmali. 

Nella Brassica japonica Sieb. le papille stimmali di color giallo for- 
mano uno stimma quasi capitellato con una strettissima fenditura visi- 
bile solo colFaiuto di forti lenti. L'esame di parecchi stimmi ci ha con- 

r 

vinti che anche in questa specie vi e un accenno di stimma quadrilobo, 
i lobi carpidiali sono appena eretti, i placentarii quasi orizzontali si 
mostrano lievemente ripiegati verso il basso. 
Nella Goldbachia torulosa DC. e nella Erucaria aleppica Gartn. lo 

stimma quadrilobo assume una forma caratteristica per la irregolarita 
dei lobi, questi sono pochissimo eretti e ripiegati, e spesso uno dei pla- 
centarii, diventando piii eretto deH'altro, fa che lo stimma si present! 
inclinato da una parte. 

E tralasciando per ora di esaminare moltissime altre Crocifere , nelle 
quali si ripetono gli stessi fenomeni, diremo che molte specie, che riuniamo 
per ora a quelle dallo stimma quadrilobo, potrebbero con piii esattezza 
e con piii ordine dividersi in tre altri gruppi: il j>rimo comprenderebbe 
quelle specie fornite di stimma coi quattro lobi orizzontali , il secondo 
quelle coi quattro lobi eretti ed il terzo quelle coi lobi tutti ripiegati. 



DELLO STIMMA B DEL PRETESO STILO DELLE CROCIFERE 267 



Spesso le Crocifere si presentano con lo stimma piano. Tale e, per 
esempio, quello delYIsatis tmctoria L. (tav. VII, fig. 16, 17 e 18), nella 
quale specie lo stimma sessile e quadrilobo con due lobi piii ottusi e 
due piii acuti, i quattro lobi orizzontali sono costituiti da corte papille, - 
che form an o una specie di cuscinetto poggiato sul breve ovario, che e ver- 
dognolo e schiacciato perpendicolarmente al replo. 

In molti esemplari osserviamo un leggiero abbassamento dei lobi che 
guardano le placente. Questo fatto, per quanto segni una maggiore af- 
finita delle Crocifere con le Papaveracee , in alcune specie delle quali 
piante lo stimma e quadrilobo coi lobi carpidiali eretti ed i placentarii 
ripiegati, ci presenta un caso del tutto opposto a quello che si verifica 
nella sopra esaminata specie e ci indica l'origine di un altro gruppo di 
Crocifere collo stimma fornito di quattro lobi, di cui i carpidiali sono 
eretti ed i placentarii ripiegati. 

Perche poi l'abbassamento dei lobi placentarii e appena indicato, noi 
riteniamo che Ylsatis L. debba appartenere piii al gruppo delle Croci- 
fere dallo stimma piano che a quelle dallo stimma coi lobi placentarii 
abbassati ed i carpidiali eretti, e poiche inoltre questo abbassamento 
esiste, non puo Ylsatis L. neanche essere compresa tra quelle Crocifere, 
che hanno lo stimma coi quattro lobi orizzontali. 

Anche nella CaMle maritima Scop, lo stimma e piano ed e diviso da 
un solco mediano, che riscontrasi pure nelYIsatis tinctoria L. Alcune 
Crocifere poi hanno lo stimma capitellato, che e proprio di molte specie. 

Lo stimma capitellato da origine a due numerosi gruppi: il primo 
comprende quelle specie che hanno lo stimma capitellato intero, il se- 
condo quelle fornite di uno stimma capitellato con un leggiero solco 

mediano. 

Questo solco ci indica che si tratta di stimma derivante dalle specie, 
che lo hanno quadrilobo; dalle forme ove il solco e ben distinto si passa 
gradatamente a quelle in cui lo e appena accennato ed in ultimo a 
quelle, che hanno lo stimma capitellato intero. 

Lo stimma quadrilobo dunque, secondo noi, mostrerebbe maggiore 

antichita delle altre forme. 

Fra le Crocifere, che hanno lo stimma capitellato intero citiamo il 



268 



A. VILLANI 



Ionopsidium acaule Rchb. (tav. VII, fig. 23), in cui lo stimma capitellato 
ha forma rotondeggiante ed e di color bianchiccio; il Ionopsidium albi- 
florum Dur., come si vede dalla figura disegnata nella tavola 72 dell a 
Flora dell'Algeria gia citata; il Myagrum perfoUatum L. , die ha lo 



stimma capitellato in forma di un cuscinetto leggermente convesso nella 
parte superiore; il Sisymbrium Sophia L., che lo ha piccolissimo; la 
Clypeola Jonthlaspi L. e moltissime altre. 

Hanno poi lo stimma capitellato con una leggiera fenditura mediana 
la Crambe maritima L. (tav. VII, fig. 33), in cui lo stimma e sessile ed 
il solco mediano appena appena indicate), anzi alio volte manca, ren- 
dendo lo stimma capitellato intero, il rialzamento di alcune papille nella 
parte mediana non puo farcelo ritenere piano e quelle, che circondano 
intorno intorno Tapice dell'ovario, non essendo regolari, rendono il con- 
torno abbastanza sinuoso; la Cochlearia Armor acia L. (tav. VII, fig. 24); 
la Cochlearia officinalis L.; la Biscutella ciliata DC. ; la Biscutella leio- 
carpa DC. ; la Bmias Erucago L. ; il Lepidium Draba L. (tav. VII, fig. 25 
e 2oa); il Nasturtium officinale R. Br. (tav. VII, fig. 27 e 21a) ecc. 

Un altro gruppo di Crocifere infine ci si presenta con uno stimma 
costituito di pochissime papille corte, che fonnano una specie di pen- 
nello raso. Alio stimma cosi fatto noi daremo il nome di stimma sub- 
penicillato, esso comprende due sottogruppi : il primo e rappresentato da 
quelle specie in cui le dette papille per lo scarso numero, occupano la 
porzione centrale ed apicale del rostro o dell'ovario; il secondo da quelle 
che, essendo fornite da un gran numero di papille, queste occupano o 
circondano tutta la parte superiore dell 1 ovario o del rostro, facendo ap- 
parire lo stimma capitellato. A volte le papille oltre a circondare la 
parte superiore dell'ovario ricadono ancora verso l'esterno. 

Al primo sottogruppo appartengono : la Calepina Corvini Desv. (tav. 
VII, fig. 32), YAUiaria officinalis Andrz. (tav. VII, fig. 28), la Cardamine 
hirsuta L. (tav. cii fig. 29 e 30), la Draba verna L. (tav. cit. fig. 31), 
YArabis muralis Bert, la Crambe Mspanica L., Y Hutchinsia procum- 
bens Desv., la Neslea paniculata Desv. ecc; al secondo poi Y Ileliophila 
crithmifolia Willd., YAlyssum saxatile L., YAlyssum calycinum L., YAe- 
thionema cappadocicum Spreng., YAethionema saxatile R. Br. ecc. 



DELLO STIMMA E DEL PRETESO STILO DELLE CROCIFERE 269 



Notiamo ancora che nella Chamaelina dentata Pers.; nella Chamaelina 
sativa Crantz; nella Chamaelina foetida Fr. gli stimmi sono molto pa- 
pillosi ed alquanto schiacciati d' avanti indietro , assumendo cosi una 
forma ellissoidea ; perche poi sono forniti di un solco mediano quasi in- 
visibile, occupano un posto tra gli stimmi capitellati con solco e gli 
stimmi subpenicillati. 

Da quanto dicemmo si rileva che in molte specie di Crocifere lo stimma 
e diviso da una fenditura trasversale piu o meno accentuata, che lo 
rende quadrilobo con due lobi, che rispondono al dorso dei carpidii 
(stimmi carpidiali) ed altri due rispondenti alle placenta (stimmi pla- 
centarii) ; alle volte due di tali lobi sono ripiegati leggermente e due 
appena appena eretti da far apparire lo stimma bilobo. 

Nella Moricandia DC, per esempio, come sopra esponemmo , quando 
gli stimmi sono eretti e sono ripiegati, sono eretti gli stimmi placen- 
tarii, sono ripiegati gli stimmi carpidiali. 

Circa il rialzamento e Y abbassamento dei lobi si possono ammettere 
cinque casi : nel primo caso i lobi si presentano tutti alzati, nel secondo 
tutti abbassati ; nel terzo tutti orizzontali ; nel quarto si osservano al- 
zati i lobi placentarii, abbassati i carpidiali; nel quinto alzati i carpi- 
diali, abbassati i placentarii. 

II quarto caso si riscontra comunissimo nella maggior parte delle 
Crocifere: cosi nella Malcolmia R. Br., nella Chorispora DC, neVYHespe- 
ris L. , nella Moricandia DC , nella Conringia Heist. , nella Matthiola 
R. Br., nel Cheiranthus L., nelYlberis L., nella Lunaria L., nelF Eruca 
Adans. ecc. ; simile disposizione di papille stimmali ci indica un carat- 
tere antico, la cui normalita esiste nel genere Hi/pecoum L. , delle Fu- 
mariacee, alle quali piante anche da questo lato le Crocifere sono affi- 

nissime. 

Poiche in tutte le tribti troviamo sempre molte specie di Crocifere 
con lo stimma quadrilobo, queste potrebbero benissimo essere messe a 
capo di ciascuna tribu, nella quale poi le diverse specie si succedereb- 
bero per i caratteri stimmali per una serie non interrotta; essendo, ri- 
peto, visibili e caratteristiche le successive trasformazioni dello stimma 
quadrilobo. 



270 



A. VILLANI 



Gli stimmi della Malcolmict, R. Br., del Cheiranthus L. ecc. perche 
hanno una forma uguale a quella degli stimmi del g-enere Glauchm 
Scop, e del genere Ckelidonium L. delle Papaveracee li chiameremo 

glaucioidi. 

In varie Crocifere abbiamo visto anche lo stimma piano come nella 
CaMle Gartn., in altre il capitellato, ed in altre ancora il subpenicil- 

lato. 

Sicche le diverse forme degli stimmi delle Crocifere possono essere 

divise in quattro gruppi. II primo sarebbe rappresentato da quelle specie, 
che hanno lo stimma glaucioide, il secondo da quelle clie lo hanno 
piano, il terzo comprenderebbe quelle fornite di stimma capitellato ed 
il quarto le rimanenti dallo stimma subpenicillato. 

Lo stimma glaucioicle poi a sua volta si suddividerebbe, come dicemmo, 
in cinque sottogruppi. 

Dalle ragioni suddette ricaviamo il seguente prospetto schematico: 



/ 



1.° tutti alzati 
2.° tutti orizzontali 
3.° tutti ripiegati 
1.° Glaucioide { coi 4 lobi { 4° abbassati i carpidiali, 

zati i placentarii. 



a! 



Stimma 



2.° Piano 



5.° abbassati i placentarii, al- 
zati i carpidiali. 



3.° Capitellato 



intero 



( 



con fenditura 



4*° tiuhpenicillato 



a papille molto ridotte 
a papille numerosissime 



Presso molt^ Crocifere lo stimma e sessile, presso le altre quelle che 
gli autori chiamano stilo, secondo noi, non e che un rostro. 

Prima pero di addurre le ragioni che ci hanno condotti a tali risul- 
tati esaminiamo alcune specie di Crocifere. 

II genere Sinapis L. comprende molte specie, caratteristiche perche 
tutte le loro silique sono fornite di un rostro, che assume forma diversa 
nelle diverse specie. 

Nelk Sinapi* alba L. il frutto e biarticolato, Farticolo superiore sot- 
tile e cmnpresso ontiene una cavita a volte sterile, a volte fornita di 



DELLO STIMMA E DEL PRETESO STILO DELLE CROCIFERR 271 



un some. A maturita il rostro va in balia degli agenti esterni e, quando 
porta il seme, coopera alia disseminazione della pianta in siti lontani. 

Nella Sinapis arvensis L. il rostro, lungo da un terzo alia meta della 
siliqua, contiene anche un seme, e, quando si distacca dall' articolo in- 
feriore della siliqua, va a disseminare la pianta in altri luoghi. 

La Sinapis seiigera Gay e anch' essa fornita di un rostro , die con- 
tiene pero da uno a tre semi e die e destinato, come nelle precedenti 
specie, alia disseminazione lontana; lo stesso dicasi della Sinapis Chei- 
ranthns Koch, che differisce solo perche il rostro e cilindrico. 

La Sinapis turgida Delil. e anche una specie che deve ascriversi alle 
Crocifere eteromericarpe descritte dal Prof. Delpino ( 1 ). 

Le silique, glabre, sono costituite da due articoli, il terminate e un 
rostro alquanto rigonfio alia base ed assottigliato all'estremita, ha forma 
di una piramide tetragona ed e fornito di costole longitudinali; nella 
porzlone rigonfia porta un seme. L' articolo basale e breve e turgidc, e 
inserito su un grosso e breve pedicello, e schiacciato un po' dalla parte 
delle placente e contiene da 6 a 10 semi, divisi dal noto setto; per lo 
piu i semi sono in numero di 9 ed a volte se ne riscontrano anche 11 
o 12; ma in quest' ultimo caso osserviamo che 1 o 2 non sono buoni. 
La porzione superiore della siliqua ha un seme ed e indeiscente, V in- 
feriore invece ha la solita deiscenza circumscissa a ferro di cavallo sul 
do r so dei carpidii, come si vede bene dalle li nee di deiscenza; e, quando 
le valve scattano. i semi cascano e cooperano a disseminaro la pianta m 
loco. V articolo terminate rimane attaccato alia pianta merce V esile 
setto ( 2 ); ma questo ad un piccolo urto si rompe e lascia in balia degli 
agenti esterni il pezzo di siliqua, che provvede alia disseminazione a 
distanza; e cavo e fornito di un tessuto spugnoso, bianchiccio, che lo 
rende leggiero ed atto ad essere trasportato dai venti e dalle acque. 

Anche eteromericarpo e il frutto della Sinapis dissecta Lag., in esso 
1' articolo superiore e un rostro sottile e molto lungo, fornito di una 



P) F. Delpino, Elerocarpia ed eteromericarpia nelle Angiosperme. Bologna. 
Gamberini e Parmeggiani, 1894. 
O A volte il rostro si disarticola conipletamente e viene posto in liberta 

non appena le valve scattano. 



272 



A. VILLANI 



espansione alata, rassomigliante molto quella della Sinapis alba L., 
colla sola differenza che e piu stretta; a volte contiene un seme, a volte 
si presenta sterile. L'articolo inferiore e grosso, rigonfio, con tante stroz- 
zature quante sono i semi, di questi ne porta generalmente quattro, piu 
di rado tre. La deiscenza delF articolo basale ed il distaccarsi del rostro 
od articolo terminate si opera come nelle altre Sinapis L. ; V espansione 
membranacea e destinata a far presa al vento. 

NelYHirsclifeldia d'lpressa Munch, il rostro e fornito di due cavita, la 
piu ristretta contiene 1 o 2 semi, l'altra si presenta rigonfiata ed e co- 
stituita da un tessuto leggiero, bianchiccio, spugnoso, destinato a ren- 
dere piu facile e sicura la disseminazione longinqua del rostro. 

L 1 EnartJirocarpus lyratus DC, ha il rostro, che con 4 o 6 semi a ma- 
turity si stacca dalla pianta e va in balia degli agenti esterni come 
nelle precedenti specie. 

Nella Reboudia erucarioides Coss. et Germ., quello che gli autori chia- 
mano stilo non e che un rostro lanceolato compresso, che serve ancora 
alia disseminazione longinqua della pianta. 

Nella Cakile maritima Scop., la parte superiore della siliqua e un ro- 
stro clue o tre volte piu lungo della parte inferiore; di forma ovoide-pi- 
ramidata ed ottuso all'apice, indeiscente, monosperma, che, come e chiaro, 
a maturita si stacca dalla rimanente porzione della siliqua e coopera 
cosi a disseminare la pianta distante dal luogo ove trovasi. 

Nel Rapistrum rugosum Berg., il rostro e all'apice molto acuminate 
ed ha la base rigonfiata e tonda, fornita di varie costole grosse longi- 
tudinali e con un seme; a maturita il rostro si stacca dalla porzione 
inferiore della silicula e ripete cosi i caratteri disseminativi poc' anzi 
citati. 

Nella Cranibe maritima L., la silicula e costituita di due articoli, di 
cui il superiore globiforme, monospermo e un rostro collo stimma ses- 
sile. 

UHemicrambe fruticulosa Webb., ha una siliqua, di cui la porzione 
superiore e un rostro con 3-4 semi ; e di rostro monospermo, omolog*o a 
quello del genere Rapistrum Desv. , sono eziandio fornite le silique del 
genera Didesmus Desv. 



DELLO STIMMA B DEL PRETESO STILO DELLE CROCIFERE 273 



NelV Otocarpus virgatus Dur., (*) i frutti sono biarticolati, entrambi gli 
articoli sono indeiscenti, uniloculars il superiore piii grosso e lungo non 
e che un rostro fornito di un pugione molto acuminato, l'inferiore e piii 
piccolo ed e obconico-tetragono. I semi sono disuguali, essendo piu grosso 
quello contenuto nell' articolo terminale, che possiede ancora due orec- 
chiette (donde il nome al genere) aperte, coriacee, ellittiche, cocleate. 
Questo articolo terminale a maturita si disarticola dalla porzione basale 
e va in balia degli agenti esterni. In questa specie dunque i caratteri 
di doppia disseminazione sono evidentissimi. L' articolo terminale prov- 
vede alia disseminazione longinqua, il basale alia disseminazione in 
loco. La disseminazione longinqua dell'artieolo terminale e maggiormente 
favorita dalle due orecchiette, che nelle acque funzionano da galleg- 
gianti e nell' aria fanno presa al vento. 

Nella Gruiraoa arvensis Coss. i frutti biarticolati hanno l'articolo ter- 
minale prolung-ato in rostro, destinato alia disseminazione idroanemofilai 
nel Cordylocarpus muricatus Desr. , 1' articolo superiore del frutto con- 
tiene un seme e compie lo stesso uflicio del rostro delle precedenti spe- 
C1 e, e cos\ ancora avviene nella Ceratonema rapistroides Coss. et Bal. 

Nella Dipfotaxis erucoides DC. le silique sono biarticolate ; l'articolo 
superiore e un rostro di circa 5 mm. di lung-hezza, di forma conica a 
sezione ellittica schiacciata, a volte porta un seme, a volte e sterile. A 
maturita le valve della porzione inferiore della siliqua, che e inserita 
sopra un pedicello sottile, lungo un terzo, un quarto del frutto, saltan© 
al piu piccolo urto e lasciano cadere i semi, che provvedono alia disse- 
minazione in loco; una causa qualsiasi, per esempio an colpo di vento 
anche leg-g-iero, e poi capace di rompere resilissimo setto ed allora il ro- 
stro coll' unico seme e posto in balia degli agenti esterni e va cos) a 

disseminare la pianta in localita distanti. 

^WErucaria aleppica Gartn., il frutto e anche biarticolato; il rostro 
nella parte inferiore, ove porta un seme, e alquanto rigonfiato, ha forma 
quasi tetragona ed e assottigliato all'apice. 



L'articolo inferiore e, come il rostro, tutto pereorso da costole loogf- 



(*) Bory et Durieu, op. cit. tav. 77. 



274 



A. VILLANI 



tudinali, ha forma cilindroide, contiene da 8 a 10 semi ed e posto so 
pra un pedicello corto e grosso. A maturita il rostro si disarticola dalla 



porzione inferiore della siliqua in una maniera simile a quella che si 
osserva in altre specie; quando le silique cioe sono mature le valve dei- 
scono ed il rostro, che e gTosso e pesante si stacca dal sottile replo e 
viene cosi trasportato dagli agenti esterni in siti lontani; a volte il ro- 
stro rimane attaccato ad una delle valve e da essa si libera solo quando, 
durante la via che percorre, urta contro qualche ostacolo. 

Nella Goldbachia laevigata (M. B.) DC, il rostro e fertile, ricurvo, ap- 
pena assottigliato all'apice e di forma irregolarmente conica. In quests 
specie la disseminazione si effettua come nella Erucaria aleppica Gartn. 
Nella Morisia hypogea Gay, ( ! ) la silicula coriacea e costituita da 
due articoli, il terminale e un rostro quasi rotondo, bruscamente acumi- 
nato, monospermo, 1' inferiore anche di forma quasi globosa, piu grosso 
del superiore, contiene da 3 a 5 semi ed a volte e monospermo. 

Qualunque sia Tufficio dei due articoli della silicula, certa cosa e che 
ancora in questa pianta la parte superiore del frutto non e che un ro- 
stro fertile. 

Fin qui abbiamo parlato di Crocifere dal rostro seminifero; vi e pur 
tuttavia un' altra numerosa serie di Crocifere col rostro asperma. In ten- 
diamo parlare di quelle specie, la.cui porzione superiore dell ovano e 
dalla maggior parte degli autori ritenuta per vero rostro senza seme. 
Tutte queste altre specie, secondo noi, discendono da quelle, che pos- 
seggono il rostro seminifero. Dunque dalle Crocifere col rostro fertile si 
passerebbe senz'altro a quelle dal rostro sterile. 

Appartengono a questo gruppo la Vella spinosa Boiss., il cui rostro 
sterile e largamente ovato-fogliaceo e nell' interno e cavo, cavita che, 
senza dubbio, indica che il seme si e atrofizzato; V Eriica sativa Mill- , 
YE. cappodocica Reut., VS. longirostris Uechtr., che hanno il rostro senza 
seme, largamente ensiforme, appianato, membranaceo ; ora raggiungente 
in lunghezza la meta delle valve, ora lungo quanto esse {Eruca longi- 
rostris Uechtr.); la Carrichtera annua (L.) Prantl, col rostro ampw 



( l ) J. H. Moris, Flora sardoa. Taurini. 1837 



STIMMA 



275 



mente dilatato, fogliaceo, quasi occleare, asperma, il Boleum asperum 
(Pers.) Desv. ('), il cui rostro e somigliantissimo a quello della Car- 
richtera Adans., e ne differisce solo perche e piu stretto; 6 sterile e si 
presenta ancora compresso ed angustamente linguiforme: la Schimpera 
arabica Hochst. et St., che ha il rostro allungato, ensiforme, compresso 
ed obliquo lateralmente ; e moltissime altre specie. 

Dalle Crocifere dal rostro aspermo, passiamo ora ad esaminare alcune 
di quelle, la cui porzione superiore delFovario e ritenuta dagli autori 
senz'altro per un vero stilo. 

Nel Raphanus sativus L., Tovario si continua direttamente col rostro, 
che e tutto cavo internamente ed e diviso dal setto. L'unica differenza, 
che abbiamo potuto notare tra la cavita ovariana e quella superiore, e 
die questa e sfornita di semi, che probabilmente si saranno atrofizzati 
per il poco spazio offerto dalla continua cavita sempre piu ristretta ed 
allungata. 

Nelle varie specie del genere Brassica -L., il rostro e sempre sterile; 
ora e grosso e bianchiccio in basso, cilindrico e verdognolo in alto, ora 
e egualmente cilindrico ed eretto, ora e cilindrico; ma un po 1 ingros- 
sato in alto, ora conico, lesiniforme, compresso ecc. 

Prescindendo dalle forme colle quali si presenta, e certo che qui il 
rostro assume caratteri diversi e rassomiglia senz' altro ad uno stilo. 
Quantunque pero il rostro abbia perduto i caratteri proprii, noi tuttavia 
dobbiamo ritenerlo tale, perche in realta non si tratta che di una forma 
particolare, semplificata e ridotta, discendente dalle altre descritte in- 
nanzi. 



Mo) 



'candia arvemis Cand., il rostro e alquanto allung-ato, co- 
nico o lesiniforme, piu g-rosso delle valve e rigonfiato alia base; e degno 
di nota il fatto che in alcuni esemplari il rostro e internamente vuoto. 
Nel genere Cheiranthus L., il rostro e breve, grosso e sterile; tale e 
anche quello della Matthiola R. Br., e, sebbene meno grosso, quasi si" 
mile e il rostro del genere Barbarea Beckm. 

Seguono poi man mano gli altri generi, nei quali il rostro si va ren- 



i l ) E.vgler e Prantl. Natiirl. Pfanzenfamilien, III, 2. 



276 



A. VILLANI 



dendo molto phi sottile e lungo, avvicinandosi, ripeto, ancora maggior- 
mente alia forma di uno stilo. Tale, per esempio, e quello di alcune 
specie di lberis L., del genere Biscutella L. ecc. 

Da quanto sopra dicemmo risulta die in alcune specie il rostro e fer- 
tile, in altre, pur conservando la propria forma, e sterile, in altre as- 
sume l'apparenza di uno stilo. 

Sieche si avrebbe la seguente discendenza di forme: 

fertile 

I 

Rostro <^ sterile 



stiliforme. 



Le osservazioni , che abbiamo potato finora fare, ci hanno convinti 
che tutte le Crocifere sono sfornite di stilo e che lo stimma e sessile. 

Moltissime specie difatti hanno lo stimma sessile: cito, ad esempio, la 
Calepina Corvini Desv., V Isatis tinctoria L. , la Clypeola Jonthlasjri 1+, 
la Capsella petraea Fries. , il Pachypterygiiim multicaule Kar. et Kir., 
varie specie appartenenti al genere Arabis L. , al genere Sisymbrium 
L. , ecc. 

Nelle altre specie poi che hanno il rostro ora molto molto allungato, 
ora appena accennato, lo stimma deve senza dubbio ritenersi sessile ed 
a prova di cio valg % ano le seguenti ragioni. 

Noi intendiamo per stilo la parte del carpidio interposta fra la regione 
ovulifera e lo stimma, destinata, mediante il tessuto conduttore, a dar 
passaggio al tubo pollinico. 

Ora e questo Tufficio della porzione superiore dell' ovario delle Croci- 
fere? Noi riteniamo fermamente di no. 

E difatti, second® noi, il rostro e una porzione apicale dell 9 ovario (& 
cavitii coatlnua con quella della porzione ovulifera) angustata e piu ° 
nieno allungata, individualizzata per servire a qualche scopo Uologico, 
che generalmente si riferisce alia disseminazione. 

Supponiamo ora che in un carpidio normale costituito dallo stimma, 
dallo stilo e dalFovario manchi lo stilo, che lo stimma sia sessile e che 
1' ovario si strozzi in un punto qualsiasi in modo da dividersi in due 
parti; in una terminale, ordinariamente piu sottile, ed in una basale. 



DELLO STIMMA B DEL PRETESO STILO DELLE CROCIFERB 277 



La porzione apicale dell' ovario in questo modo si presenta come uno 
stilo ed in realta non e che una parte dell' ovario. 

E questo appunto cio che avviene nell' ovario delle Crocifere, e tutte 
le specie fornite di rostro fertile rendono validissima la nostra asserzion<\ 

Per le altre specie ricordiamo, quanto sopra dicemmo, che cioe i ro- 
stri sterili sieno essi ben appariscenti, sieno essi stilifonni, debbono in 
ogni caso essere sempre ritenuti quali forme discendenti dalla prima piii 
perfetta, in cui la porzione apicale dell' ovario e fertile 

Adunque, riepilogando, lo stilo per le ricerche e per la convinzione no- 
stra non esiste presso le Crocifere. 

Lo stimma e sessile, e cosi si scopre un altro importante carattere d'af- 
finita delle Crocifere colle affini Papaveracee. 

Cio che e state dagli autori considerate come stilo, per noi non e che 
la parte superiore dell'ovario ristretta in modo da assumere Tapparenza 
di uno stilo. 

Infine il preteso stilo non e che un rostro. 



SPIEGAZIONE DELLA TAVOLA VII. 



Fig. 1. Stimma delVHesperis matronalis L.; a lobi carpidiali, 6 lobi pla- 

centarii. 
» 2. Proiezione verticale dello stimma delT Hesperis ?natronatis L. visto 

dai carpidii, b lobi carpidiali, a lobi placentarii. 
» 3 e 4. Stimma della stessa specie coi lobi placentarii disuguali; a e c 

lobi placentarii, b lobi carpidiali. 
» 5. Stimma della Lunaria biennis MOnch visto dai carpidii; a lobi 

placentarii, b lobi carpidiali. 

6. Lo stesso stimma visto dalle placente; a lobi placentarii, b lobi 

carpidiali. 

7. Stimma dell 1 Eruca sativa Mill, visto dalle placente; a lobi placen- 
tarii, b lobi carpidiali. 

8. Lo stesso stimma visto dai carpidii; a lobi placentarii, b lobi car- 
pidiali. 

18. Malpighia. Anno XVI, Vol. XVI. 



278 



A, VILLANI 



Fig. 9. Stimma della Moricandia arvensis Cand.; a lobi placentarii, b lobi 

carpidiali. 

» 10. Stimma della Malcolmia maritima R. Br. visto dalle placente; a 

lobi placentarii, b lobi carpidiali. 

» 11. Lo stesso stimma visto daicarpidii; a lobi placentarii, b lobi car- 

pidiali. 

» 12. Stimma della Chorispom tenella DC. visto dalle placente; a lobi 

placentarii , b lobi carpidiali. 

» 13. Lo stesso stimma visto dai carpidii; a lobi placentarii, b lobi car- 
pidiali. 

» 14. Stimma della Malcolmia mongolica Maxim.; a lobi placentarii, b 

lobi carpidiali. 
» 15. Stimma della IHplotaxis tenui folia DC; a lobi placentarii, b lobi 

carpidiali. 
» 16. Proiezione verticale dello stimma delV Isatis tincioria L. visto dalle 

placente; a lobi carpidiali, b lobi placentarii. 
» 17. Proiezione verticale dello stesso stimma visto dai carpidii; a lobi 

placentarii, b lobi carpidiali. 
» 18. Proiezione orizzontale del medesimo; a lobi carpidiali, b lobi pla- 

i 

centarii. 

» 19. Stimma del Cheiranthus Cheiri L. ; a lobi placentarii, b lobi carpi- 
diali. 

» 20. Stimma della IHplotaxis erucoides DC; a lobi placentarii, b lobi 

carpidiali* 

» 21. Stimma delVErysimum cheiranthoides L.; a lobi placentarii, 6 lobi 

carpidiali. 

» 22. Stimma della Conringia clavata Boiss.; a lobi placentarii, b lobi 

carpidiali. 

» 23. — a stimma capitellato dello Ionopsidium acaule Rchb. 

» 24. — a stimma capitellato della Cochlearia Armoracia L. 

» 25. Stimma capitellato del Lepidium Draba L.; in cui si vede in a an 

leggiero abbassamento dei lobi ed in b un innalzamento appena 
accennato. 

» 25.a — e proiezione orizzontale dello st» so Lepidium L., mostrante la 

fenditura mediana. 

» 20. Stimma del Raphanus satiras L.; a lobi placentarii, b lobi car- 
pidiali. 



DELLO STIMMA E DEL PRETESO STILO DELLE CROCIFERE 



279 



» 26. a 



Proiezione orizzontale del medesimo con una leggera fenditura 
mediana. 



» 27. Stimma del Nasturtium offlchtale R. Br. 



» 2J.a 



» 28. 

» 29. 

» 30. 

» 31. 

» 32. 

» 33. 



e proiezione orizzontale dello stesso con una divisione nel 



mezzo. 

a stimma delVAIIiaria officinalis Andrz. 
a stimma della Cardamine hirsula visto dai carpidii. 
a lo stesso visto dalle placente. 

\ m 

a stimma della Draba verna L. 

a stimma della Calepina Corvini Desv. 

a stimma della Crambe maritima L. 



Dal R. Orto Botanico deW Universitd di Parma, Luglio 1902. 



* 




Dott. G. B. Traverso 



Note critiche sopra le " Sclerospora „ parassite di Graminacee. 



Due fatti principalmente mi hanno indotto a fare un breve studio com- 
parativo delle specie del genere Sclerospora ch6 attaccano le Graminacee: 
la distinzione mantenuta dal Berlese, nella sua recente monografia delle 
Peronosporacee (*), fra Sclerospora Kriegeriana e Scl. macrospora, con- 
traria ai risultati di alcune mie ricerche fatte a proposito di uno studio, 
in collaborazione col prof. Cugini, sui parassitismo della Scl. macrospora 
nel granoturco (*), ed il riferimento alia specie Scl. graminicola delle 
oospore riscontrate dal Peglion nel frumento ( 3 ), le quali invece debbono 
ascriversi , per quanto io ho potato vedere, ad altra specie, e precisa- 
mente alia Scl. macrospora Sacc. 

II genere Sclerospora , istituito dallo Schroeter nel 1879 ( 4 ) per nfe- 
rirvi quella specie che il Saccardo aveva chiamata dapprima Protomy- 
ces graminicola ( 5 ) e poi Peronospora graminicola ( 6 ), mentre il Ma- 
gnus Taveva indicata col nome di Vstilago (?) Urbani ( 7 ) ed il Passe- 
rini con quello di Peronospora Setariae ( 8 ), conta oggi, secondo la ci- 
tata monografia del Berlese, quattro specie; e precisamente: Scl. grami- 
nicola (Sacc. [1876]) Schr., Scl. Magnusiana Sorok. [1889], Scl macro- 
spora Sacc. [1890] e Scl. Kriegeriana Magn. [1895]. Ad eccezione della 



(*) Berlese A. N., Saggio di una monografia delle Peronosporacee (in 
Rivista di Pat. Veg., vol. VI, pag. 237 e segg.). 

( 2 ) Cugini e Traverso, La Sclerospora macrospora Sacc. parassita della 
Zea Mays L. (in Le Staz. Spe>\ Agr. It., vol. XXXV, 1902, pag. 44). 

( 3 ) Peglion V., La peronospora del frumento (in Le Staz. Sper. Agr. It>, 
vol. XXXIV, 1901, pag. 506). 

( 4 ) Schroeter J., Protomyces graminicola Sacc. (in Hedicigia, 1879, pag. 83). 

( 5 ) Saccardo P. A., in N. Giorn. Bot. It., 1876, pag. 172. 
(*) Saccardo P. A., in Michelia, vol. II, pag. 586. 

( 7 ) Magnus P., in Hedicigia, 1879, pag. 17-19. 

( 8 ) Passerini G., in Grevillea, 1879, pag. 99. 



NOTE CRITICHE SOPRA LE « SCLEROSPORA » PARASSITE, ECC. 28 J 

seconds, che si sviluppa negli Equiseti, tutte queste specie attaccano le 
Graminacee, nelle quali non si conoseono altre specie di Peronosporacee 
all'infuori della Peronospora Maydis recentemente descritta dal Raci- 
borski (*) per Giava. 

Secondo il Saccardo in voce, come risulta dalla sua Sylloge fungorum, 
le specie di Sclerospora dovrebbero essere tre sole, non essendo sufficien- 
temente distinta — come egli mi disse — la Scl. Kriegeriana dalla ma- 
crospora; e d'altra parte il Berlese, in un lavoro precedents alia sua mo- 
nografia ( 2 ), aveva pure ridotte a tre le specie di questo genera, nui in 
modo diverso: ritenendo non abbastanza individualizzata la Scl. macro- 
spora del Saccardo che egli uni allora alia graminicola. Con quali cri- 
terii il Berlese abbia, nelle sue Icones, fatta questa fusione non e detto, 
ne riesce di poterlo indovinare perche allora avrebbe pure dovuto, ed a 
maggior ragione, fondere colla graminicola la Scl. Kriegeriana del Ma- 
gnus, della quale scrive lo stesso Magnus « Von den beiden anderen auf 

* 

« Griisern bekannten Sclerospora-Arten , der Scl. graminicola (Sacc.) 
« Schroet. auf Setaria viridis in Europa und Nordamerika und der Scl. 

macrospora Sacc. auf Alopecurus in Australien, unterscheidet sich Scl. 
« Kriegeriana durch die Grossenverhaltnisse der Oogonien ( 3 ) ». 

Come si vede da quanto ho sopra esposto, uno studio comparative) di 
queste specie era necessario per portare un po' piu di luce sull 'argo- 
mento. E tale necessity era state anche rilevata dal Peglion il quale 
scrive ( 4 ): « A questo punto tornerebbe opportuno di discutere della po5- 
« sibile identita della Sclerospora macrospora descritta dal Saccardo comr 
« parassita di Alopecurus sp. e della Scl. Kriegeriana descritta dal Ma- 
« gnus come parassita della Phalaris arundinacea. 

« Alcuni autori non fanno alcun cenno di queste specie: fra essi il 



(*) Raciborski M., Lijer, eine gefcihrliche Maiskrankheit (in Berichte d. 



deulschen 



wootcti nui. vreseiiscrt., r>u. av, io*?/, p<*£- £ * 4 ^y- 

( 2 j Berlese A. N., Icones fungorum, etc.: Phycomycetes , fasc. I, 1898, 



Pag. 12-13). 

'.V, \€ . 



P., Ueber das Mycel und den Pavasitismus ein 
in Botan. CentralbL, Bd. LXIV, 1895, pag. ill). 



( 4 ) Peglion V., loc. cit., pag. 525. 



282 G. B. TRA VERSO 



« Fischer e lo Schroeter; invece il Berlese ne riporta le descrizioni e da 
« anche la figura delle oospore della Scl. Kriegeriana. 

« Non avendo potuto esaminare esemplari tipici delle due specie suin- 
« dicate non posso esprimere alcun giudizio in merito a questo argo- 
« mento. Alcuni caratteri invocati per distinguere queste varie specie, 
« come sarebbero l'assenza di conidiofori e di austori, hanno poco peso, 
« veriiicandosi quasi costantemente il primo nel caso della Scl. grami- 
« nicola e non essendo sempre facilmente discernibili gli austori anche 
« in lunghi tratti di micelio di questa medesima specie. V identifica- 
« zione o meno potrd perb essere definitivamente stabilita con iui accurate 
« paragone di esemplari tipici delle varie specie in questione ». 

Ora, avendo il prof. Saccardo messo a mia disposizione il suo ricchis- 
simo erbario micologico, ed avendo potuto avere, per la cortesia delFegre- 
gio prof. Magnus di Berlino, gli esemplari original] della Scl. Kriege- 
riana , ho creduto far cosa utile esaminando comparativamente quelle 
specie di Sclerospora che 'si sviluppano nolle Graminacee ( 2 ). 



Quali caratteri dobbiamo noi prendere in considerazione per la distin- 
zione di queste specie? Non certo i caratteri deH'apparato vegetativo, di 
pochissima importanza in tutto il gruppo dei Funghi e specialinerlte 
nelle Peronosporacee dove le ife miceliche assumono forme e dimensioni 
variabilissime a seconda della compattezza dei tessuti che attraversano. 
Xeanche ci puo servire di base l'apparato conidiale il quale e conosciuto 
soltanto per una di queste specie: la Scl. gramimcola, e p^r di piu ha 
a quanto sembra — una durata molto breve ed effimera. Ci resta 
adunque T apparato sessuale. Ed in questo e opportuno scegliere, per 
la distinzione delle diverse specie, la oospora a completo sviluppo , sia 
perche e questa che piu frequentemente si riscontra, come e naturale, 
negli organi delle piante attaccate dal parassita , sia anclie perche negli 
anteridii e negli oogonii, come nel processo fecondativo, non troviamo ca- 
ratteri peculiari importanti. 



( l ) Agli ilhistri professori P. A. Saccardo e P. Magnus mi sia concesso 
rendere qui le piu sentite grazie. 



NOTE CRITICHK SOPRA LE « SCLEROSPORA » PARASSITB, ECC. 283 




Ed infatti anche il Berlese, nella sua Monografia, si serve unicamente 
di questo carattere per la chiave analitica delle specie del genere Scle- 
rospora, (*) che e opportuno di qui riportare nella parte che ei interessa: 

Parete dell'oogonio rubiginosa 

Oospore 32-36 ji. d Scl. graminicola 

Parete dell'oogonio giallo-pallida 

Oospore 50-55 \i. d Scl. Kriegeriana 

Oospore 60-65 ji. d Scl. macrospora 

Prima di procedere debbo ricordare che nel genere Sclerospora la pa- 
rete dell'oogonio , dopo la fecondazione , si ispessisce assiome a quella 
dell'oospora aderendo ad essa od essendone separata da un sot-tile strato di 
protoplasma indifferenziato. Ora e da notare che il Saccardo usa , nel 
caso speciale, il vocabolo oospora ( 2 ) per indicare T insieme delle vera 
oospora e della parete oogoniale ispessita, ed e questo fatto che ha dato 
origine ad un equivoco, non rilevato dal Berlese, per il quale il Magnus ha 
potuto creare la sua specie Kriegeriana. Infatti se aoi togliamo dai 60- 
65 |i. di diametro dell'organo ibernante di Scl. macrospora, la parte che 
spetta alia membrana oogoniale ispessita ed al sottile strato protopla- 
smatico, la quale parte si aggira intorno a 10 n., otteniamo appunto i 
50-55 jx. che dovrebbero caratterizzare la Scl. Kriegeriana. Questa mia 
supposizione mi venne poi confermata dalle misurazioni fatte, che ri- 
portero piu innanzi. 



Prima credo conveniente dire due parole a proposito della Sclerospora 

trovata dal Peglion sul frumento e su parecchie altre Graminacee (Arena 

saliva, Arena fatua, Agropyrum repent, Glycerin mar it i ma (?), Pha- 
laris coerulescens (?), Ph. arundinacea (?), Ph. canariensis, Lolium pe- 

renne, Agrostis alba (?), Holcus mollis (?), Phragmites communis) e da 
lui riferite alia specie Scl. graminicola ( 3 ). 



Cenno di una monogra.fr 



Jtivista di Pat. veget.). 



238 



vnospora del frumento: terospora 

,ii NntiziP Aararie. an. 1900, n.° 20). 



284 G. B. TRA VERSO 



Io non ho potuto esaminare che due esemplari di questa forma, am- 
bedue sopra il frumento: T uno esistente nella R. a Stazione Agraria di 
Modena, Taltro proveniente dalla R. a Stazione di Patologia vegetale di 
Roma, ed ambedue raccolti dallo stesso Peglion. Su questo materiale ho 
pero trovato costantemente la Sclerospora macrospora , con spore anche 
un po 1 piu grandi del normale, e quindi credo di poter affermare che la 
peronospora del frumento riferita dal Peglion alia specie Scl. gramini- 
cola va invece riferita alia Scl. macrospora Sacc. (Questo inesatto ap- 
prezzamento di un diligente osservatore quale e il Peglion , ben noto 
ai cultori della Patologia vegetale, si pud, io credo, facilmente compren- 
dere e spiegare: probabilmente il Peglion non ha creduto cosa necessa- 
ria il misurare le spore del parassita che egli riferi senz'altro alia Scl. 
graminicola come la piu diffusa e la sola specie fino allora conosciuta 

* 

in Italia). 

Che le cose stiano realmente cosi : cioe che la peronospora del frumento 
sia da riferire alia Scl. macrospora lo provano le misurazioni da me 
fatte parallelamente ad esemplari classici delle diverse specie congenen. 



Queste misurazioni, fatte sopra esemplari originali di Scl. graminicola ( )> 
Scl. Kriegeriana e Scl. macrospora ( 2 ) ed esemplari della Sclerospora 
del Mais ( 3 ) e di quella del Frumento (*), in numerO di quindici per 
ogni gruppo, sono riassunte nel seguente prospetto ( 6 ). 



Peglion V., La peronospora del frumento. Nuove ricerche (in Le Staztont 
Sper. Agr. Ital, vol. XXXIV, 1901). 

Peglion V., La peronospora del frumento nel Ferrarese (in Rendic. R. Accad. 
Lincei; classe Sc, ser. V, vol. XI, 1902). 

Peglion V., La peronospora del frumento (in Italia Agricola, an., 1902). 

0) Essendo molto alterati, per l'eta, gii esemplari originali del Saccardo, 
ho adoperati quelli dello Schroeter (Pilze Schlesiens, n.° 352). 

( 2 ) NeilYsemplare originate dell'Erbario Saccardo ho potuto misurare sol- 
tan to tre spore mature; vi erano invece abbondanti oogonii. 

( 3 ) Cu'iiNi e Traverso, loc. tit. 

( 4 ) Peglion V^ loc. tit. 

( 5 ) Nei prospetto indico, per hrovita, eol vocabolo psendospora ia spora 
tbernante, ossia I'msieme della vera oospora e della parete oognniale ispes- 

sita ad essa aderente. 



NOTE CRITICHK SOPJtA LE « SCLEROSPORA » PARASSITE, EOa 



285 



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286 



G. B. TRA VERSO 



Parmi che le cifre esposte in questo speechietto sieno abbastanza elo- 
quenti e possano bastare a far considerare le Sclerospora delle colonne 
2.% 3.% 4 a e 5. a come appartenenti ad una sola specie che, per la legge 
di priori ta , deve essere la Scl. macrospora Saccardo , dalla quale resta 
distinta la Scl. graminicola (Sacc.) Schroet. (colonna l. a ) per le dimen- 
sioni dell'oogonio avvolgente la oospora e per quelle delle oospore vere 
— i cui termini massimi si confondono bensi qualche volta coi termini 
minimi della Scl. macrospora , ma la cui media si mantiene sempr 
molto al disotto di quella dei diversi tipi di questa seconda specie — e 
per qualche altro carattere che ora mettero in rilievo. 

Primo tra questi, perche piii appariscente, ma forse di minore impor- 
tanza, e il colore della parete oogoniale ispessita , il quale e marcata- 
mente ferrugineo nella Scl. graminicola mentre e giallo-pallido nella 
macrospora, tanto che, ad un esame macroseopico, riesce piii facile con- 
statare la presenza delle spore del parassita negli organi vegetali attac- 
cati dalla prima specie che non in quelli colpiti dalla seconda. 

Un altro carattere differenziale e lo spessore della parete oogoniale 
stessa , maggiore , come si vede dai dati sopra riportati , nella prima 
specie che nella seconda, mentre e quasi uguale, in ambedue le specie, 
lo spessore della parete della oospora propriamente detta (vedi figura). 





Spore ibernanti: a) di Scl. graminicola ; b) Scl. macrospora 



Da ultimo e anche da ricordare che gli organi 



i ibernanti della Scl 



graminicola sono a contorno alquanto angoloso o almeno largamente on- 
dulato, mentre quelle delle macrospora sono sempre quasi perfettamente 
sferiche (vedi figura) ( 2 ). 



( l ) Per quanto sia un carattere negativo, pure merita di essere ricordato 
anche il fatto seguente: che della Scl. graminicola e stata trovata, sia in 
Europa che in America, la forma conidiofora, mentre che questa forma 
sconosciuta per la Scl. macrospora in tutti i suoi ospiti. 



NOTE CRITICHE SOPRA LE « SCLEROSPORA » PARASSITE, ECC. 287 



Pertanto io modificherei la citata chiave analitica delle specie propo- 



sta dal Berlese, nel mode seguente: 



Oospore 28-35 |i. d. ; spore ibernanti a contorno ondulato, con pa- 

» 

rete oogoniale molto spessa, rubiginosa . • . ScL graminicola 
Oospore 40-60 jjl. d.; spore ibernanti a contorno li- 
scio, con parete oogoniale non o poco piu spessa f 

di quella delloospora, giallo-pallida ScL macrospora 



A queste due specie e poi da aggiungere la ScL Magnusiana che si 
distingue piu che altro — dato che questa distinzione possa aver valore 

per la matrice. Essa infatti cresce sugli Equiseti anziche sulle Grami- 
nacee ( 1 ). 

* 

Anche per la matrice si potrebbe, in certo qual modo, distinguere la 
ScL graminicola dalla macrospora perche la prima fu sempre trovata 
esclusivamente sulle Setaria: in quasi tutta Europa ed in parte del 
Nordamerica, ad eccezione degli esemplari del Peglion i quali perd, dopo 
quanto ho dimostrato per quelli di Frumento, e permesso supporre appar- 
tengano tutti alia ScL macrospora, la quale infatti cresce sopra pianti 
diverse — sempre pero Graminacee — ed ha un area, specifies non meno 
estesa di quella della ScL graminicola. 



Gia che sono sull' argomento , credo opportuno chiudere questa mia 
nota con un ce.mo sulla distribuzione geografica delle due specie di cui 
roi sono occupato, in base ai dati che ho potuto procurarmi consultand 
minutamente la ricca biblioteca micologica del prof Saccardo ed il non 
™eno ricco suo erbario. Non voglio pero esclttdere che qualche dato possa 

niancare nell' elenco che qui sotto trascrivo e che credo pressoche com- 
pleto. 

La Sclerospora graminicola e stata trovata, sempre su specie del ge- 
°ere Setaria e sopratutto sulla S. viridis, nelle seguenti regioni : 



potuto esaminare questa specie del Soroki 



P°8So pronunciarmi in proposito. 



288 G. B. TRA VERSO 



in Italia; a Treviso (*), a Parma ( 2 ), a Verona ( 3 ) ed a Ferrara ( 4 ). 
in Francia: a Rouen ( 5 ), a Nerac ( 6 ) ed in Normandia ( 7 ). 
in Germania: nel Brandeburgo ( 8 ), nel Baden ( 9 ), in Slesia ( 10 ) ed 
in Prussia ( u ). 

in Russia: nel Caucaso ( ia ). 

negli Stati Uniti d 'America: nello stato di Kansas ( l3 ), nello stato 



I 1 ) Vedi Saccardo P. A., Mycotheca Veneta, n.° 496 e N. Giorn. Bot, IL, 
1879, pag. 172, ecc. 

( 2 ) Vedi Passerini G.,in Rabenhorst, Fungi europaei, n.°2564; in Grevillea, 
1879, pag. 99 (Two species of Peronospora\ ecc. 

( 3 ) Vedi Massalongo C, Nuova contribuzione alia micologia Veronese ;in 



in 



Malpighia, VIII, 1894, pag. 7 dell' Estratto. 

(•) Vedi Massalongo C, I Funghi delta provincia di Ferrara, Iserie; 
Atti (?) Accad. di Scienze mediohe e naturali in Ferrara, 1899, pag. 20 del- 
r Estratto. 

( 5 ) Vedi Saccardo P. A., Fungi gallici; in Michelia, II, pag. 586. 

C 5 ) Prillieux E., Sur la Peroyiospora Setariae ; in Bull. Soc. Bot. de France, 
t. XXXI, 1884, pag. 397. 

( 7 ) Vedi Malbranche et Letendre, Champignons nouveaux ou peu corn- 
mans recoltes en Normandie, 2 e liste; in Bull, de la Soc. des Amis des be- 
Nat. de Rouen, ann. 1883, pag. 6 dell' Estratto. 

( 8 ) Vedi Magnus P., in Hedicigia, 1879, pag. 17. 

Id., Die Peronosporeen der Provinz Brandenburg; in Abh. d. bot. Ver. 
Prov. Brandenb., XXXV, 1893, pag. 67. 

Jaap 0., Anfzdhlung der bei Lenzen beobachteten Pilze; in Abh. a. oo ■ 
Ver. d. Prov. Brandenb., XLI, 1899, pag. 6. 

Id., Verzeichnis der bei Triglitz in der Prig ait z beobachteten Peronospo- 
reen; Ibidem, XXXIX, 1897, pag. 71. 

( 9 ) Vedi Schroeter J., Protomyces graminicola Sacc; in Hedioigia, 18' » 

pag. 83. 

( 10 ) Vedi Schroeter J., in Cohm Kryptogamen Flora von Schlesien, m** 

pag. 236 e Pilze Schlesiens, n.° 352. 

I* 



( n ) Vedi Hennings P., Benefit ueber meine vom 31 august bis zu> n 
sept. 1890 ausgefuhrte hryptogamische Forschungsreise im Kreise Schiceh> 
in Schr. d. Naturf. Gesellsch. in Danzig , n. f . , VIII Bd. , pag. IT deli'E- 



stratto. 



( 12 ) Vedi Speschnew, Mate riali per una flora micologica del Caucaso 
in russo — (1896), — pag. 5. 

< 13 ) Vedi Swingle W. T., A list of the Kansas species of Peronosporaceae 
in Tram, of 20 and 21 Ann. Meet, of the Kansas Acad, of Science (1887-88 
vol. XI, pag. 70 — e Some Peronosp., in Herb. Div. of Pathol., pag. * 1& * 



NOTE CRITICHE SOPRA LB « SCLEROSPORA » PARASSITE, ECC, 289 

di Iowa ('), nello stato di Nebraska (*) e nello stato di New-Jersey ( 8 ). 
La Sclerospora macrospora , alia quale dunque io ascrivo per ora, 
oltre alia Scl Kriegeriana, tutti gli esemplari dal Peg-lion indicati come 
Scl graminicola, e stata invece trovata : 

in Australia, (*) su Alopecurus sp. 

in Germania: in Sassonia ( 5 ) su Phalaris arundinacea. 

in Italia : nel Lazio ( 6 ) , nell'Emilia ( 7 ) , nel Ferrarese ( 8 ) ed in 
bardegna; su Triticum sativum, Zea Mays, Avena sativa, A.fatua, ecc. ( 9 ). 

in Francia: a Parigi ( 10 ) su Avena sativa. 



Riassumendo brevemente quanto ho fin qui esposto, parmi si possa 



concludes: 

1.° Che non vi e ragione di tener separata la Sclerospora Krie- 
geriana Magn. come specie distinta rientrando essa, evidentemente, nella 
Set macrospora Sacc, specie anteriore. 

2.° Che la Scl. macrospora Sacc. e invece, per diversi caratteri, 

oen distinta dalla Scl. graminicola e quindi da ritenersi come buona 
specie. 



merican 



(') Vedi Mac Bride T. H. and Hitchcock A. S., Tfie Peronosporeae of Iowa; 

ln BuU - from Labor, of Nat. Hist, of the State University of Ioica , vol. I, 
1888, pag. 49, ~ . _ . — 

n.° 1803. 

(*) Vedi Webber H. J. , Appendix to the catologne of the Flora of Ne- 
braska; in Trans. Acad. Se. of St. Louis, vol. VI, 1892. 

( 3 ) Vedi Halsted D., Notes upon Peronosporeae for 1891 ; in Botan. Ga- 
2e "e, vol. XVI, 1891, pag. 338. 

(*) Vedi Saccardo P. A., Fungi aliquot australienses ; in Hedwigia, 1890, 
Pag- 155 — e Cooke M. C, Handbook of Australian Fungi, pag. 322. 

( 5 ) Vedi Magnus P., in Verhandl. d. Ges. deutsch. Not. u. Aerzte, 67 Vers. 
™ Litbeck, 1895, pag. 100; ed in Botan. Centralbl., 1895, Bd. LXIV, p. 111. 

( 6 i Vedi Pegliox V., La peronospora del frumento ; in Le Staz. Sper. Agr. 
Iu &, vol. XXXIV, pag. 512, ecc. (Cfr. Nota (3) a pag. 4 e 5). 

( 7 ) Vedi Cd.im e Traverso, loc. cit. 

(*) Vedi Pegliox V., La peronospora del frumento nel Ferrarese; in 
Ben*. R. Accad. Lincei, Class. Sc., ser. V, vol. XI, 1902. 

(*) Cfr. l'elenco a pagina 4. 

0°) Vedi Peglion V., Cfr. Nota (6). 



290 G. B. TRAVEUSO 



3.° Che, pertanto, le specie del genere Sclerospora le quali attac- 
cano le Graminacee sono due sole: Scl. graminicola (Sacc.) Schroet. e 
Scl. macrospora Sacc. 

4.? Che la peronospora del frumento descritta dal Peglion come 
dovuta alia Scl. graminicola e invece dovuta alia Scl. macrospora. 

5.° Che probabilmente anche tutte le altre matrici indicate dal 
Peglion come ospiti della Scl. graminicola lo sono invece della Scl. ma- 
crospora. 



R.° lstituto Botanico di Paclova, 14 luglio 1902. 





MONOGRAFIA 

dei generi AI^ZjESCHERINA. e CR YPTO VA.L.SA. 

pel Dott. MICHELE ABB ADO 






PARTE GENERALE 



Niuno nega che dopo la splendida innovazione introdotta, si puo dire 
dal celebre De Notaris, collo studio clegli organ i di fruttificazione dei Pi- 
renomiceti, la micologia microscopica abbia subito un notevolissimo im- 
pulso, principal mente per 1' opera di valenti studiosi che, pei Ioro pode- 
rosi lavori, sono gloria e vanto del nostro paese. Pur tuttavia non e te 
raerita asserire che i criteri diagnostici seguiti dai micologi delle diverse 
parti del mondo, se ora, dopo la riforma porta ta nel campo micologico 
dal] a Sylloge del celebre Prof. Saccardo e dalle pubblicazioni che le fan no 
degna corona, sono piii conformi ad un solo indirizzo, pure furono per 
lo passato cosi vari ed indecisi, o cosi tenacemente ispirati alia memoria 
temporis acti, da creare talvolta una vera confusione anche in argument 1 



che 



Q 



ste le ragioni per le quali sino a pochi anni or sono apparivano specie 



generi co 



Pike 



Wi 



&e 



di eguale o minor valore. 

Non dobbiamo quindi meravigliarci se tra i Pirenomiceti alcuni 
n en piii ricchi di specie sentono tuttora il bisogno di un monografo. 
Cio spiega Tapparire della Monografia dei generi Pleospora, Clathrospora, 



ragi 



fyrenophora del Prof. Berlese: del fi-enere Eutupa del Prof. Paoletti, e 
di altri minori lav 
] ntrapreso da ben dodici anni dallo stesso Prof. Berlese: Icones Fungorv 
omnium hucusque cognitorum. E appunto ooll'idea di poter anch'io con- 
Wbuire all' ord in amen to della Micologia cui da ogni parte alacremento si 
lavora , io chiesi alio ste^o chiarissimo Prof. Berlese di potermi occupare 
n 6llo studio di un genere di Pirenomiceti che presentasse qualche panto 



292 MICHELE ABBADO 



meritevole di schiarimento. E fu scelto il genere Cryptovalsa, alia cui 
revisione sopra ottimo materiale (*) e dietro la benevola guida del sud- . 
detto Prof. Berlese, impiegai parecchi mesi. I risultati dei miei studi 
offro ora al lettore, nella speranza che essi siano benevolmente accolti, 
e lieto approfitto dellVoecasione che mi si offre, per attestare al Prof. Ber- 
lese la piii viva rieonoscenza per le indicazioni e i eonsigli validissimi 
di cui mi fu prodigo, per Finteresse dimostrato al mio lavoro e per 
aver messo a mia disposizione anche la sua ricca collezione micologica 






dove figurano esemplari preziosi determinati dalla penna dei classici 
della micologia. 



Che il genere Cryptovalsa Ces. e De Not, per quanto da molto tempo 
ben delimitate, richieda uno studio comparative critico delle varie specie 
ad esso ascritte, si rileva facilmente dali' esame delle diverse opere ai 
micologia e sopratutto da quella piii autorevole, voglio dire la ponde- 
rosa Sylloge deU'eminentissimo Prof. P. A, Saccardo. 

Se noi apriamo la detta opera al Vol. I, pag. 187, dove e trattato il 
genere Cryptovalsa , vediamo dapprima descritta col nome di C> p' ' 
tracta una forma che cresce sulYAcer campestre. Peru l'autore stesso av- 
verte che per CI. Fabre ( 2 ) la C.protracta e una specie molto piu estesa, 
comprendendo anche le C. ampeli/ia, C Nitschkei, ecc. di altri autori. riu 
sotto, dopo la diagnosi di C. Nitschkei, Tesimio autore esprime il dubbio 
se non siano da riunire in una sola le specie sopradette e la stessa C- tj- 
fusa. Si rendeva dunque interessante cercare di sciogliere tale questione. 

Argomento speciale di studio e pure offerto dalla C. Pnmi che, secondo 
Fuckel ( 3 ) e Saccardo, si avvicinerebbe a C. Nitschkei e C. effusa, aa 
cui differirebbe per asehi e sporidi piu grossi. Dalla diagnosi di FucKe. 
riportata dall' illustre Saccardo nella Sylloge, si scosta alquanto quel a 
posteriore del Winter (*), la quale avvicinerebbe di piii la specie det a 



( l ) Questo materiale e io stesso che servi al Chiar. mo Prof. Berlese per le 



sue Icones. 



Essa i 



(*) Fuckel, Symbolae mycologicae. Nachtr. I, pag. 33, 1871. 
( 4 ) Winter, Die Pilze in Kvyptogamen-Flora, p. 692, 1886. 



MONOGRAFIA DEI GENERI ALLESCHERINA E CRYPTOVALSA 293 

a C. RabenhorsW. Siecome l'esemplare m cui e fcndata la C. Prmi e 

in cattive condizioni, d'altra parte io avevo a disposizione esemplari di 

Priifuis con Cryptoralsa , si rendeva necessario esaminare questi ultimi 

e confrontarli colle due diagnosi , per vedere quali rapporti av&ssero con 
esse. 

Delle altre specie, alcune appaiono ormai saldamente costituite giacche 
le loro diagnosi rilevano del caratteri specifioi ben netti; tuttavia non 
era inutile una revisione di esse per meglio ancora studiarne le parti- 
col a rita e sopratutto per constatarne Taffinita colle altre specie, e la loro 
piu opportuna posizione sistematica. Alcune poche poi sono assai rare, 
ana talora rappresentate da un unico esemplare; altre infine hanno dia- 
gnosi cosi poco caratteristiche, da far fortemente dubitare della loro an- 
tonomia. Disgraziatamente di queste ultime non potei esaminare nessun 
esemplare, per cui fui costretto per ora ad aecettarle colle diagnosi date 
dagli autori, allegandole a quelle ben note cui sembrano piu ailiiii. 

Nuovo argomento di studio era la scissione teste fatta dal Chiarissimo 
Prof. Berlese del genere Cryptovalsa in due piii ristretti di cui all'uno 
conserve il nome di Cryptoralsa , all' altro diede la denominazione di 
Mlesclierina , dedicandolo alFesimio rnicologo Axdreas AllssCHBB. Prima 
d'ora si erano tenute riunite nel genere Cryptovalsa specie con periteci 
acervulati ed altre con periteci sparsi. Erano tra le prime C.protraeto, 
ampelina, Rabenhor&tii, extorris, ecc; tra le seconde C. eftisa, Cl&m&r 
fulls, Terebinth}, Riibi, ecc. Ora, come gia fu fatto per i generi Euiypa 
ed Eutypella, il Prof. Berlese stimo doroni dividers queste forme e as- 
aegnare a due generi diversi, e cio egli fece nella revisione del genere 



compiuta per la sua magistral^ opera gia citata, /cones Fungarum, il 
cui relativo fascicolo vedra a suo tempo la luce. 

Noi dovremo dunque intrattenerci Bopra questi due generi, stabilirne 
i caratteri, rivedere le singole specie, dare loro quelP ordinamento die 

F< une critico avra suggerito, ed insieme esporre le conclusion! che da 
$uesto esame saranno derivate. 

Ma prima di venire a questa parte speciale, sarfc utile risalire un peeo 

airorigine e seguire nei tratti generali la storia del genere Crypforaha 

n el ©so larg in cui e stato da tutti fin ora considerate 

Valpighi Anno XVI, Vol. XVI. 



294 MICHELE ABBADO 






Nel classico « Schema di classijicazione degli Sferiacei italici aschi- 
geri » di V. Cesati e G. De Xotaris (*), compare la prima volta il ter- 
mine Cryptovalsa ad esprimere quasi un sottogenere del genere Dia- 
trype. In quest "opera ammirevole per la vastita ed originality dei con- 
cetti, importantissima pel progresso segnato nella micologia, innovatrice 
per la classificazione fondata non solo sui caratteri dei periteci e dello 
stroma, ma anche, e in preminenza, degli aschi e degli sporidi, in que- 
st' opera che fu uno dei capisaldi della riforma sistematica ed e vero 
vanto della micologia italiana, F antico genere Sphaeria di Persoon e 
smembrato in un gran numero di g-eneri non tutti, in verita, ma in 



& lUU ~"*"^*v, u. ^ 



gran parte creati dagli autori; generi i quali anche oggidi esistono o 
intatti o variamente modificati. 

Gli autori dell'opera suddetta, dopo aver dato la diagnosi del genere 
Diatrype ed enumerate le varie specie ad essa appartenenti, aggiungono 
in fine V antica Sphaeria protracta Fries che essi dubitano se debbano 
denominare Diatrype oppure Cryptovalsa. Questa forma che ora sappiamo 



» % 



essere ben distinta da Diatrype per una somma di caratteri, aveva gia 
destato 1' attenzione di detti autori per il fatto di avere un gran nu- 
mero di sporidii entro agli aschi, mentre il genere Diatrype ne ha o 
soltanto. Tale carattere della forma in questione gli autori, data la poe<> 
estesa cognizione di fatti simili, consideravano come una cosa anorinale, 
il che spiega il loro dubbio sulla creazione del nuovo genere. Ma gi a 
lo stesso De Notaris poco piii tardi, nei suoi Sferiacei italiani , p- 40, 
tav. 46, pubblicava la stessa forma sotto il name di Cryptovalsa P %0 ' 

- 

tracta, adottando definitivamente il nome generico. 

Non sara inutile trascrivere qui la diagnosi data dai due chiarissinn 
autori summentovati : 

« Diatrype *? (Cryptovalsa) protracta — (Sphaeria protracta Fries 
« Syst. myeol. II, p. 425) — In ramis Vitis et Aceris campestru pro- 
« miscue , in valle Intrasca , ad Verbanum atque in agro Comensi 



oc 



MONOGRAFIA DEI GENERI- ALLESCHERINA E CRYPTOVALSA 295 



« Pyrenia, in speciminibus visis, insculpta, e conoideo hemisphaerica , 

« coriacea, vertice in ostiolum breve corticem exeedens, teretiusculum 

« attenuata. Asci innumeri, diffluentes, elongati, tenues, polyspori. Spo- 

« ridia exigua, spermatioidea, cylindracea, eurvula, translucida. Stroma 
« effusum ». 

Diagnosi mirabile nella sua brevita e precisions, la quale, data la 
mancanza, allora, di altre specie note, era piu che sufficiente per distin- 
guere la forma in questions. 

Immediatamente dopo di questa specie gli autori aggiungono la 
Sphaeria depressa Fries (in Montagu.- Not. in A an. Sc. natvr. cum 
icone et Sylloge 232), ch'essi ritengono simile, se non identica alia pre- 
cedente e che ancora oggi e discussa. 

La Cryptovalsa protracia di Cesati e De Notaris comprendeva, come 
s'e visto, individui vegetanti sull'acero campestre, ed altri Bulla vita La 
diversita della matrice indusse la maggior parte degli autori posteriori 
a considerarli come rappresentanti di specie diverse. La distinzione in 
dapprima fatta dal Fuckel (*), ma chi veramente divise in due la specie 

C. protracta fu Nitschke ( 2 ) il quale conservo V appellativo specif! co 

protracta per la forma vegetante sulF aeero, e diede quello di ampelina 
alia forma della vite. E qui dobbiamo pure notare come Nitschke, per 
quanto di acutissima mente, non abbia saputo rilevare la importanza 

dei nuovi criteri sistematiei posti in eampo da Cesati e D' Notaris, ed 
anzi abbia combattuto quest' ultimo col non aceettarli, ed anehe in piu 
aperto tnodo. Cosi eg-li non ammise come genere la Cryptovalsa, del 
pari che Diatrype, Eutypa, Cryptospkaeria, ecc. die tenne invece rac- 

colte sotto l'unico g-enere Valsa. 

A Nitschke dobbiamo la creazione delle specie C. Mori .he poi passo 
in sinonimia di C. Nitschkti Fuck.) e C. 'RUe/ihorsti! che e una fra le 
specie piu caratteristiche del genera 

Xotevole sviluppo ebbe il geoere CffjA visa dal Fuckel ( 3 ) il quale 

lo arricchi delle specie C. NiticMui, & frwi, 0. effusa. 



1 1 ) Fi kbl, / ngi rh \ani <•., ccati ed. I, X. 1 J4« 

1 2 ) Nitschkb, Pyrenotnycetes gertnamci I, p. 156. 

Fuckel, tymbolae tcokyi 1 19-75 c Fungi rhena M 



'296 MICHKLE ABBADO 



Proseguendo in ordine di tempo, noi troviamo elaborate il genere 
Cryptovalsa dal chiarissimo Prof. Saccardo nelle sue opere Fungi veneti 
novi vel critici 1873; Fungi italici autographice delineati; Mycologiae 
venetae Specimen 1873. Quivi incontriamo, oltre alle specie gia note, le 
nuove C. arundinacea e C. extorris. Quest' ultima in seguito a nuove 
vedute, fu dal Prof. Berlese aseritta al genere Diatrypella. Segue dello 
stesso autore la Michelia (1879) dove e noteVole 1' enumerazione di nu- 
merose forme di C. Rabenhorstii e C. Nitschkei , le quali crescono su 
diverse matrici e presentano per ciascuna specie delle variazioni di aspetto 
afFatto secondarie. s 

Nel 1880 L H. Fabre nel suo Essai sur les Spheriacees de Vaucluse, 
cita Cryptovalsa protracta e in tale specie accoglie non solo la forma 
che vegeta sull' acero campestre e che per molt] autori rappresenta da 
sola la specie, ma anche la C. ampelina e la ft Nitschkei, colle diverse 
rappresentanti di quest' ultima , vegetanti su diverse matrici. Di tutte 
queste forme l'autore fa altrettante varieta con nomi derivati dalla ma- 
trice, eccezione fatta per quella vegetante sul Cor mis sanguined a cm 
conserv6 il nome di Nitschkei, e per quella vegetante su Quercus pube- 
scens che egli chiamo C. pr. var. linearis. 

Le varieta restano pertanto le seguenti: ampelina, Nitschkei, Scorpn 
Ilicis, Crataegi, Auiygdali, linearis, Coryli, Paliuri. 

E con questo noi giungiamo alia classica Sylloge Fungornm omnium 
hucusque cognitorum del celebre P. A. Saccardo (I vol. 1882), in cui troviamo 
il quadro complete) delle specie fino allora conosciute, e possiamo farci 
un' idea g-enerale del genere Cryptovalsa quale era allora considerate. In 
detto volume sono accolte le specie che gia abbiamo nominate, ft f T0 ~ 
tracta Ces. e de Not., C. ampelim Nits., C Nitschkei Fuck, (compren- 
dente V. Mori Nits.), C Pruni Fuck., C. effusa Fuck., C. extorris, Sacc, 
C. Rabenhorstii Nits., C. arundinacea Sacc, e inoltre le specie nuove 
C. platensis Spegazzini, e C. Citri Cattaneo, e infine alcune specie di 
antiea creazione gia appartenenti ai generi Sphaeria ed Eutypa. E sse 
sono: C. depressa (Fries) Sacc. (Sphaeria Fries); C elevata (Berk.) Sacc 
(Sphaeria Berkeley); ft uberrima (Tul.) Sacc. (Eiitypa Tulasne). 

I lavori posteriori in cui e" trattato il genere Cryptovalsa sono per lo 



9 



MONOGRAFIA DEI GENERI ALLESCHERINA E CRYPTOVALSA 297 



piu flore crittogamiche loeali, di cui alcuno ci offrono osservazioni ori- 
glnali o anche specie nuove e altre invece si limitano a dare f elenco 
delle specie trovate, colle diagnosi tratte dalla Sylloge. Tra essi sono 

■ 

notevoli le flore di Brunaud, BotoBier e Rousseau e le altre che il let 
tore trovera indicate a stto tempo nelle sinonimie e specialmente in quella 
del genere Cryptovalsa. 

Importante e la trattazione dei funghi fatta dal Winter nella Kryp- 
togamen-Flora , dove anche per diverse specie di Cryptovalsa esistono 
osservazioni originali. Egli pero continua le tradizioni di Xitschke, se- 
guendo il sistema punto accettabile di accogliere nell'unico genere Valsa, 
come altrettanti sottogeneri , i gruppi Eittypa, Cryptovalsa, Crypto- 
sphaeria, ecc. 

E qui dobbiamo notare quanto sia d urate in Germ an i a qttesto sistema, 
a segno che lo seguirono ancora negli ultimi tempi (1897) due chia- 
rissimi micologi quali lo Schroeter (*) e il Lindau (*). 

XelPanno 1882 Passerini e Beltrami nelFopera Fungi siculi nam erea- 
vano la specie C. Rubi e il Saccardo in Michel i a II, la C. eutypaeformis. 
Nel 1890 Ellis ed Everhart in Proc. Acad Nat. Set. Phil, creavano la C. 
sparsa e nel 1891 Briard e Hariot nella Revue Mycologique la C. Cle- 
matidis. Tutte queste specie furono raccolte dal Saccardo nel Vol. IX 
delta Sylloge (1891). 

NelFopera Fungi abyssinici il Saccardo creava inoltre nel 1891 la 
C. tenelfa che compirve poi nel Vol. XI della Sylloge. 

Nella vasta opera North-amerk%n Pyrenomycetes di Ellis ed Everhart 

(1892), vediamo pure riferita al genere Cryptovalsa la DiatrypelU pu- 

stulata creata anteriormente dagli stessi autori in Journ. Mycol Iff, 

p. 116 (1887) e riportata dal Saccardo in Sylloge IX, p. 478 nell'anno 1891. 

Finalmente dobbia no annoverare come ultirne create la C. Coryli 

del Chtar» Prof. Yog-lino, descritta nel Bullettino della 8oc. Bot. It. 1896, 
e riportata nel Vol. XIV della Sylloge, e la C. crotonicola del ehiam mi- 






(') Schroeter, Kryptogam a-Flora von SdMet >i III Band, 102. 

(*) Undau, Pyrenomycetineae in Naturliche Pflanzenfamilien I Teil, I 

Abteilnng p. 456. 



"J 98 MICHELE ABB ADO 




> 



eologo Rehm, descritta in Hedwigia 1901 e riportata nel VoL XVI della 

Sylloge. 

Ne mancarono nel eons i derate volger di tempo opere di illustrazione di 
qualcuna delle specie piu important!. Tra esse eiteremo i Fungi italici 
autographice delineati del Saceardo, le illustrazioni nel Mycologiae Venetae 
Specimen, quella del Cattaneo per la C Citri , ripetuta poi dal chia- 
rissimo Prof. Penzig nella sua pregevolissiroa pubblicazione Sttodi bo- 
tanici svgli Agrumi (1887), e quelle delFopera Fungi moricolae del Prof. 
Berlese (1889). 

A queste dovremo fra non molto aggrangere le rappresentazioni gra- 



fiche dello stesso autore che proseguiranno la serie gia tanto aininirata 

nei volumi editi delle Icones Fungorum gia citate. 

Devo pure qui ricordare che il genere Cryptovalsa fu, con molte altre 
Hferlaeee, citato dal Ruhland in un suo lavoro (*) il quale ebbe lo scope 
di indagare specialmente lo sviluppo dello stroma e dei periteci di questi 



funghi. 






II genere Cryptovalsa, quale fu inteso finora clagli autori, presenta 
dei earatteri proprii ben evidenti che lo limitano nettamente dai generi 
vicini. Noi li possiamo desumere dalla diagnosi data dal Saceardo nella 
Sylloge Vol. I, p. 187: 

« Stroma effusum, eutypeum, plerumque cortieale, rariiifi ligneum, 
« intus saepius atminquinans. Perithecia immersa, ostiolo parum emer- 
« gente, saepius exarato. Asci stipitati, polyspori, aparaphysati. Sporidia 
« allantuidea, hyalino-lnteola. Spermogonia in nonnullis nota, cytispo- 
« roidea ». 

La sua posizione sistematiea e nella famiglia delle Valsaceae, pereio 



tra ([uei Pirenomiceti che hanno i periteci immersi nello stroma. Inoltre, 
giacche ora di tale famiglia si fanno piu sezioni basate sulla forma degli 
sporidi, esso appartiene alia sezione delle allantoidee, ossia a quelle forme 



0) Ruhlanb, Uniersuchungen tu evner Morphologie der stmmahildemh 

Spaeriates auf entwichelungsgeschichtlicher Qrundlage in Hedicigia Ed- 
XXXIX, 1900. 



MONOGRAFIA DEI GENERI ALLESCHERIXA E CRYPTOVALSA 299 

cho possiedono sporidii foggiati ad allantoe, cioe cilindrk-i ed alquanto 

cuiTati. In detta sezione si distingruono infine dei g-eneri con stroma cir- 



coscritto o valseo (Valsa, Vulsella, ecc.) ed altri con stroma effuso (eu- 
typeo): a questi ultimi appartiene Cryptovalsa insieme con Endoxyla , 
Cryptosphaeria, Cryptosphaerella, Eutypa, e seeondo i recenti studi del 
Prof. Berlese anche Entypdla, Diatrype, Diatrypella, Peroueutypa e Pe- 
roneutypella. La massima affinita ha poi Cryptovalsa. con Eutypa, da 
cm differisce solo per il numero degli sporidi clie nel primo genere sono 
molti per ciascun asco e nel seeondo otto soltanto. 

Come gia ebbi oceasione di dire, nelle specie del genere Cryptovalsa 
seeondo g-li autori , si possono distinguere due serie di forme, le quali 
si cornspondono in tutti i caratteri generici, ma si distinguono per avere 
Tuna i periteci acervulati, Y altra sparsi, e noi gia sappiamo che il 
Prof. Berlese fece delle due serie due tipi generici, serbande al primo il 
nome di Cryptovalsa e creando pel seeondo quello di Allescherina. 

Noi percio d' ora innanzi, avendo oramai esaurito la parte storica e 
tutto quanto poteva riguardare in generale l'antico genere Cryptovalsa, 
e doviMido discendere alio studio particolareggiato dei singoli gruppi e 
delle varie specie, ci intratterremo separata men te sui due nuovi generi, 
cominciando dal genere Allescherina come quello che, mancando di i er- 
vuli periteciali, rappresenta forme meno ©volute, e venendo in seguito 
al genere Cryptovalsa inteso nel senso ristretto attribuitogli dall 9 aatore 

suddetto- 

Ed ora , prima di intraprendeiv la descrizione particolare delle yarn 1 
forme faro ancora una o^orvazione circa la delimitazione delle specie. 

Nello studio dei funghi qui trattati si devono eonsiderare: \o stroma, i 
periteci, g-li aschi e g-li sporidi. Ora 1' .-same dei vari esemplari ci di- 

niostro conn- la maggior importanza v.ala attribuita agli aschi e spe- 
"'ialmoute agli sporidi, come quelli die presentano caratteri pin eo- 
stanti. Lo stroma, la disposisione dei periteci, il torb aspetto poesono va- 
riare entro certi limiti, sia su matrici diverse, sia sulla stessa matriee, 

e cio potrebbe far supporre I'eeistenza di specif diverse. Invece V i >me 

degli aschi e degli sporidi serve spes<o a far attribuire a dette van a 
zioni il loro giusto valore, e ascriwr.- alia st«' a specie forme in appa- 



300 MICHELE ABBADO 



renza diverse, giacebe, come vedremo meglio in seguito, queste varia 
zioni paiono piu che altro dipendere dalle varie condizioni di vegetazione 
in cui si e trovato il fungo. 

Percio nella classificazione delle forme in questione si ebbe sempre 
riguardo specialmente ai ca ratter i degli aschi e degli sporidi, e, come si 
vedra, cio portu alia modificazione del concetto di parecchie specie. Nel 
genere Cryptomlsa (nel senso nostro) ad es., tale criterio fece ricono- 
scere Fesistenza di due gruppi affatto distinti, di cui il primo possied* 
sporidi piattosto piecoli, ristretti ed appena colorati ; il secondo sporidi 
piii grandi, piii larghi e sopratutto piii intensamente colorati. Questa 
distinzione fii un'ottima guida per la distribuzione delle specie, e portu 
alia separazione netta di una serie di forme meno evolute, con la C. 
protracta a capo, da un'altra serie piu evoluta, rappresentata in prima 
linea dalla C. Rabenhorstii 



PARTE SPECIALEL 



Allescheriua Berl 



(Preclaro mycologo Andreas Allescher dieata). 
Syn. Cryptovalsa auctorum pro p. 

Allescher ina Berlese, in iitteris. 
Stroma plerumque tenue, cortici adnatum, crustaceum, peridermio tec- 
tum, rarius in ligno serpens; peri thee i a sparsa, paulo prominentia, glo- 
bosa, cortici vel ligno immersa, erecta, in collum incrassatum repents 



producta; ostiola tumescentia, rotunda ta, plerumque integra, tandem 
late pertusa. Asci clavati, longe stipitati, polyspori; sporidia allantoidea, 
pallide viridilutescentia. 

Ab affini genere Cryptomlsa Ces. et De Not. (em.) differt praecipe 
peritheciis sparsis vel subgregariis, sed nunquam in acervulos valsae- 
formes bene definitos collectis. 

Qaesto gene re come gia sappiamo, comprende quelle forme finow 
ascritte al genere CryptovcUsa, le quali presentano peri tec i sparsi, eretti, 

talora aggregati, ma non mai addossati e raggruppati in aceWttli <u- 

stinti, delineati dallo stroma a rigonfi. Qui i i Hi, di solito, non son 



MONOGRAFIA DEI GBNBRI ALLESCHERINA E CRYPTOVALSA 301 



convergent^ e ciascun ostiolo perfora il periderma per useire isolate al 
Festerno. Attorno ad ogni ostiolo puo il periderma leggermente solle- 
varsi, oppure rimanere pianeggiante. Lo stroma e di solito poeo svilup- 
pato, ne mat raggiunge lo spessore di carta specie di Cryptovalsa. I 
periteci sono per lo piu immersi nella eorteccia, ma in alcune specie 
SViljippate su rami desorticati, essi sono eompletamente affondati nel 
legno. I colli possono essere, a seconds dalle specie, brevissinii o alquanto 
allungati; terminano in ostioli circolari integri, con ampia aprrtura cen- 
trale. Gli asehi sono di solito cilindrici, come li ritrovereino in C. pro- 
tracta e specie affini, talora invece largamente clavati, "ma sempre somi- 
gliano a quell i della specie detta per contenere un numero grande di 
sporidi i quali, quando sono raccolti nell'asco, hanno una tinta pallida, 
giallo-verdastra , e in liberta sono quasi incolori. 



A. Clematidis (Br. et Har.) Berl. 
Syn. Cryptovaha Clematidis Briard et Ha riot Champignons nouveauz 

/ in Re rue Mycologigue, p. 15. 189JL 
Id. id. Baecardo, Sylloge XI, p. 471. 1891. 

Allescherina id. Berlese, in litteris. 
Stromate evanescent^ sed corticem inquinante; peritheciis numerosis, 

plus minus gregariis, nigris, ovatis, VrVi mm - diam., rortici immersis, 
%no adnatis; collis brevibus; ostiolis mtundatis, late pertasis, perider- 

mium non elevatum singule perfora ntibus ; ascis eylindraceo-clavatis, 
long* stipitatis, myriosporis, 60-70*7-8 fi; sporidiis allantoideis , cylin- 
draceis curvatis, utrinque rotundatis, pallide luteo-Tiride^ utibus, 8-9 ¥ 

Ifah. in eaule emortuo Clematidis Loudun, Vienna Galliae. 
Studiai questa specie sulFesemplare originate del Sig. Hariot, ii quale 
la trovo or sono pochi anni nei press! di Loudun. I sa ha an aspetto 

molto caratteristica Manca an wo stroma, il quale h solo rappresentato 
da un annerimento della eorteccia Completamente immersi in « isa fino a 
contattocol legno stanno i periteci i quali sono sparsi ed eretti, ma j - 
sono anche a gregarsi in duo o tre, senza pert costituire dd veri acer- 
v uli, giacehg ne la eorteccia n£ il periderma sono soilevati, e qu< ultimo 



302 MICHBLE ABBADO 



e perforate individualmente dai singoli ostioli die appaiono alia super- 
ficie come tanti piccoli punti. Questi ostioli sono ciirolari e ampiamente 
perforati. Gli aschi sono strettamente cilindrici e contengono numerosis- 
simi sporidi, ricordando in cio la C. protracta che vedremo in seguito, 
Gli sporidi appaiono colorati in giallo-verdastro quando sono negli aschi. 
ma in liberta sono ialini e quasi incolori. 
Questa specie e la meno evoluta di quelle aseritte a questo genere. 



A. tenella (Sacc.) BerL 
>yn. Cryptovalsa tenella Saccardo. Fungi abyssinici, p. 4, tav. XX, f. 3. 

1891. 

Id. id. Sylloge XI, p. 276. 1895. 

Allescherina id. Berlese, in litteris. 
Stromate evanescente; peritheciis effusis, vel vix gregariis, saepius 
aequo distributes, peridermio pulverulento immersis, globosis, nigns, 
0,3-0,5 mm. diam.; collis brevibus; ostiolis vix erumpentibus , obtusis, 
integris, late pertusis; ascis elavato-fusoideis, sursum rotundatis, myno- 
sporis, p. sp. 45-50 v 9-11; spordiis allantoideis, pallide viridi-lutescentibus, 

6-7 * 1 ,5. 

9 

Hob. in ramis Acaciae (?) Valle Bogu pr. Keren, socia Valsella my- 
riotheca (leg. 0. Penzig). 

Dall'esame dell' originate del Chiar. m0 Saccardo, si rileva trattarsi di 
una forma poco evoluta, con uno stroma fugace e i periteci piccoli, im- 
mersi nei primi strati corticali ridotti a sostanza pulverulenta, con colli 
brevi e ostioli appena emergenti clal periderma, rotondi e ampiatnente 
perforati. 

Sulla superficie del ramo si osserva come una punteggiatura bruna. 
I periteci sono per lo piu eretti e distribuiti uniformemente; alcuni p* w 
convergono, accennando quasi alia disposizione acervulata. Tuttavia I a- 
spetto generate e di Allescherina. Gli aschi sono piu rigonfi che nella 
specie precedents e hanno un aspetto di clava fusiforme. Contengono un 
numero straordinario di sporidi minuti e quasi incolori, ialini. 



MOMOGBAFIA DEI GENERI ALLpSCHERINA E CRYPTOVALSA 303 



A. sparsa (Ell. ed. Ev.) Berl. 
Syn, Cryptovalsa sparsa Ellis and Everhart , Proc. Acad. Nectar. Set 

Phil. p. 224. 1890. 
Id. id. Saccardo, Sylloge IX, p. 472. 1891. 

* 

ffl. id. Ellis and .Everhart , North american Pyreno- 

mycetes, p. 515. 1892 
Valsa sparsa Lindau , in NatUrliche Pjlanzenfamilien I Teil, I 

Abteilung, p. 457. 
Allescherina sparsa Berlese, in litteris. 
Stromate tajitum circa ostiola evoluto; peritheeiis saepius solitariis, 
raro binis vel term's, cortici mgre&ctae immersis, ligno adnatis, globosis, 
erectis, peridermium elevantibus et ostiolis baud prorainulis perforan- 
tibus, pruina alba indutis; ascis cylindraceo-clavatis, polysporis, 35-46. * 
'~8 |i; sporidiis allantoideis, curvulis, pallide virescentibus, 5-7 ¥ I x / 2 -2. 
Hab. in ramulis quercinis, Louisiana (Langlois). 
Questa specie si distingue per uno stroma visibile solamente so- 
P ra a * periteci, attorno all'ostiolo, per la eorteeeid molto annerita e per 

1 periteci isolati quasi sempre, con collo brevissimo e con ostiolo non 

sporg-ente. Benche i Chiar. mi autori della specie, Ellis ed Everhart, diano 

"me molto distinte le solcature degli ostioli , neU' esemplare originate 

c h cl)hi sott'occhio, esse non erano guari pronunziate. 



A. deusta (Ell. ed Mart) Berl. 
s yn. DiatrypeUa deusta Ellis and Martin, Amer. X«t., p. 809, oct. 1882. 

Id. id. Saccardo, Sj/lloge II add. IX. 1883. 

Id. id. id. id. IX, p. 478. 1891. 

, Id. ■ id. Ellis and Everhart, North Oi**ricon Pt/rew- 

mycetes, p. 593. 1- ®. 
Allesckerina deusta Berk \ in litteris. 
E^ce. Ellis, K A. F. 1184. 
Stroniate plus minusve effuse, epiderniide nigrescente extufl formato, 

ap eas plus minus latas, forma varias sed nitide drfinitas efficient*, ca- 

Ka&eo et demum atro, vix elevato; peritheciis rnatrici pruinosae immer- 

s,s ' gfabosig, in quaque area phis minus numer lis, sed non in acer 



304 MICHELE ABBADO 



vulos valseos eollectis, erectis, in collum brevissimum productis; ostiolis 
integris, demum late pertusis, vix emergent i bus ; ascis clavatis, longe 
stipitatis, polvsporis, 30-35*5-6 p.; sporidiis allantoideis , dilute melleis, 
6-7 * 1 7 .fc 

Hub. in petiolis Sabalis serrulatae, Green Cove Springs Amer. bor. 

Questa specie, di cui osservai esemplari originali eonservati negli er- 
bari dei Cliiar.™ professori Saeeardo e Berlese , ha la particolarita cli 
crescere sopra una palma. Dai Chiar. mi Ellis e Martin che primi la stu- 
diarono fu ascritta al genere DiatrypeUa, come avvenne anche per altre 
forme die trovano invece posto piu adatto nei generi Allescherina e 
Cryptovalsa. II Prof. Berlese, nel preparare il suo lavoro gia citato, la 
ascrisse al genere Allescherina , a cui mostra di appartenere per la di- 
sposizione sparsa dei periteci. Lo stroma determina delle aree piu o 
meno estese e di varia forma in cui sono impiantati i periteci i quali 
sono piii o meno ravvicinati , ma non mai raggruppati in acervuli. I 
colli sono brevissimi; gli ostioli perforano isolatamente l'epidermide da 
cui emergono pochissimo. Gli aschi sono clavati ; contengono numerose 
spore pallide, curve e leggermente acuminate ai due capi. 



A. Terebinthi (Ces.) Berl. 

Syn. Sphaeria Terebinthi Cesati ms. 

Cryptovalsa Terebinthi Briard et Hariot, in Revue Mycologist > 

p. 15. 1891. 

Id. id. Saeeardo, Sylloge IX, p. 471. 1891. 

Allescherina Terebinthi Berlese, in litteris. 
Stroma te effuso, peri derm io tec to; peritheciis subgregariis, aeque cli- 
stributis, in cortiee mgrescente et fere pruinosa omnino impiersis, g° 
bosis, nigris, erectis, 9 / 4r l mm. diam., in collum longiusculum abrup 

productis; ostiolis obtusis, peridermium perforantibus, subpronnnim** 
M ^ ^.u^i^^ j-^x-. i i.- :^x- _ i • ^ ^ ?uu\ft*8-9; 



sporidiis allantoideis, inaequilateralibus, pallide lutescentibus 9-11*^- 
Hob. in ramis Pistaciae Terebinthi in Italia boreali. 
Questa specie fu studiata su esemplare originate raccolto da Cesati 

appartenente airerbario del Musqo di Parigi. Essa presenta le sue par l 



MONOGRAFIA DEI GENERI ALLESOHERINA E CRYPTOVALSA 305 



esterno piii sviluppate die le antecedenti. Lo stroma S facilmente visi- 
bile, i peritt'ci sono molto grossi, raggiungendo talora il diametro di 
1 mm. Gli aschi contengono an numero minore di sporidii, i quali sono 
piu grossi. La loro forma boh e propriamente quella di nn cilindro curvo, 
giacehe nel mezzo essi sono ingrossati e quindi il lato esterno resta piu 
fcurvti deir interno. Cio vedremo ripetersi nel genere Cryptovalsa per 
molte specie (efr. C. Rabenliorstll). 



A. effusa (Fuck.) BerL 
Sya. Cryptovalsa effusa Fuekel, Symbolae mycologicae, p. 212. 1869. 

Id. id. Saecardo, Sylloge Vol. I, p. 188. 1882. 

Id. id. Brunaud, Contributions a la Flore inycologique de 

VOuest p. 32. 1884 
Valsa effusa Winter. Pyrenornycetes in Kryptogt t men-Flora, p. 693. 

1886. 

Allescherina effusa Berlese, in litteris. 

Stromate tenui, latissime effuse, ramorum partem magnam ambiente, 

pdrideratio tecto; peritheciis subgregariis vel saepius sparsis, cortici vix 

pruinosae omnino immersis, globosis; collis brevissimis; ostiolis obtusis, 

lender quadrisulcatis, peridermium vix perforantibus ; ascis clavatis, lon- 

gissime stipifatis, myriosporis, p. sp. 35-45*8-10; sporidiis cylindrac.'is 

curvatis, utrinque rotundatis, pallida viridi lutesoMitibus, 9-10 '/» * 2 '/ & 

Hah. in rainis exsiccatis Rosae caninae, Oestrich (German ia), Saintes 

(Cliarente-Inferieure), Battag-lia (Italia bor.). 

Questa specie assai rara, trovata dapprima da Fuekel presso Ostrich, 
f "'i in seguito raccolta da Brnnaud pivsso Saintes nella Charente infe- 
'•iore e dal Prof. Berlese presso Battaglia (Padova). Da quest' ultimo 
esemplare io trassi i caratteri specified. E notevole la grande \ rtensione 
die suole prendere lo stroma attorno al ramo, spesso circondandolo eora- 
I'l-'tamente a g-nisa di ampio anello. Questo stroma del resto e J co 
maivato e appare chiarament-' come prodotto dallo strato esterno della 

'''"'t '■-'■ia, trasformato. I periteci sono uniforniem.-nte distribuiti; i loro 
^'"li producono una fitta puoteggiatora attorno al raino. 

Non e possibile confbnd mesta specie colla Cnjphniha Rabntor* 



306 MICHEL E ABB ADO 



stii var. Rosarum che vedremo a suo tempo, perche quand'anche si aves- 
sero dei dubbi circa l'interpretazione della disposizione sparsa o acervu- 
lata dei periteci, basterebbe sempre alia distinzione Pesame degli aschi e 
degli sporidi i quali nella specie in iquestione hanno dimensioni mi- 
nor! che nella varieta suddetta. 



A. Rubi (Pass, e Beltr.) Berl. 
Syn. Cryptovalsa Rubi Passerini e Beltrami, Fungi siculi novi, o. 1& 

1882. 
Id. id. Saccardo, Sylloge, IX, p. 472. 1891. 

Valsa Rubi Lindau, in Natilrliche Pjtanzenfamilien I Teil, I Ab- 

teilung p. 457. 
AllescJierina Rubi Berlese, in litteris. 
Stromate tenui effuso, vel limitato; peritheciis discretis vel geminatis 
aut ternis, vel seriatim ordinatis, ligno adnatis, epidermidem pustula- 
tim subelevantibus, clein collo cylinclrico, crasso, ruguloso, apice pertuso 
erumpentibus, nucleo albo farctis; ascis copiosissimis, elavatis, in stypi- 
tem tenuissimum, partem sporiferam ant ice acutam, 50^7 1 / 2 ji, longo 
superantem protractis, polysporis; sporidi is cylindraceis, curvulis vel sub- 
erectis, eontinuis, dilute luteseentibus, 7 '/• v 2 l / r 
Hub. in sarmentis aridis Rubi, Monostalla (Sieilia). 
Anche di questa specie non potei osservare 1' esemplaiv; i earattefl 
dati nella diagnosi dagli autori la fanno ascrivere al genere AUescJien/Hi- 



A. eutypaeformis (Sacc.) Berl. 
Syn. Diatrype quercina (Pers.) var, lignicola , Cooke et Ellis, GrenlM 

V, p. 54. 

Cryptovalsa eutypaeformis Saccardo, Miehelia II, p. 569. 1882. 
U. id, Saccardo Sylloge, IX, p. 471. I89L 

Id. id. Ellis and Everhart, Xurth american Pt 



} 



-enotuycetes, p. 517. 1892. 



A!f etcher iaa eutypaefornus Berlese, in litteris. 
Stromate effuso, crustaceo, ligno adnato ; peritheciis ligno immersi» , 

erectis, dispersis vel 2-3 gr rariis, globosis, atris, l / t mm. diam-t * n 



MONOGRAFIA Dfil GENERI ALLESCHERIXA E CRYPTQVALSA 307 



collum brevissimum productis; ostiolis vix emergentibus , depresso-co- 
noideis, levibus, demum late pertusis; ascis long-e stipitatis, subfusoideis, 
sursum acutato-truncatis, myriosporis, p. sp. 45-50 v 8-10 jjl; sporis allan- 
toideis, curvnlis, pallide viridi-lutescentibus, 7 * 14 l ] i ^ 

Bab. in ligno decorticato Acer is, Newfield N. J. Amer. bor. (Ellis). 

Questa specie ch'io potei studiare sopra un esemplare appartenente al- 
Ferbario del Chiar.™ Saccardo, e propria dell'Ameriea del Nord e si dif- 
rerenzia dalle altre per prasentare i suoi peri tec i immersi nel legno di 
rami decorticati di acero, i quali sono rivestiti dallo stroma nereggiante- 
Detti periteci sono sparsi o appena aggregati, ma eretti, e cogli ostioli 
oromponti all'esterno isolatamente. E da notare ancora la cortezza dei 
colli e la pochissima emergen za degli ostioli. Gli aschi si distinguono 
per il loro aspetto affusolato e per essere troncati all' apice. Gli sporidi 
sono piccollssimi, pallidi e ialini. 



A. (?) crotouicola (Rehm) Berl. 
Syn. Cryptovaha crotmicola Rehm, Hedwigia p. 120. 1901. § 

. Id id. Saccardo, Sylloge XVi, p. 426. 1902. 

Allescherina (?) crotonicola Berlese, in litteris. 

Stromate corticali , crasso, ramuli dimidiam partem ambiente, extns 
fusco-nigro, intus subfusco, filamentis mycelicis dense contextis formato, 
»n partes polygon ales fracto, 6 cm. circa longo, 2 cm. la' to, 2-3 mm. 
cr «- >; peritheciis cortici immersis, sparsis vel subgregariis, erectis, in 
collum longum cylindraceum, crassum productis, ostiolis singule peri- 
dermium perforantibus, conoideo-obtusis , prominent ibus; ascis elavatis, 
valde evanidis et vix visibilibus, polysporis (?); sporidiis allantoideis, 
curvulis, pallide umbrinis, 5-6*2 % 

Hob. in ramulis Crotonis, Serra Geral Brasiliae (Ule). Si asci vere 
polyspori sint, dubium est, nam nimis evanidi et vix visibiJ -unt. 8i 
'»sci octospori, ut sporidia saepe in libertate in acervulos octonos collecta 
demonstrare videntur, aptius species haec, propter etiam stromatis lmtu- 
r am, in genus Euti/pa transferenda est, tibi speciebus nonnullis (K spi- 

nosa, ecc.) affinis videtur. 

Relativaroente a questa specie sono desiderabili osservaziom piu (o\ 



308 



MICHELE ABBA DO 



tunate, affinehe si possa stabilire se gli aschi siano veramente poiispori 
o mm piuttosto ottospori. Difatti nelF esemplare originate f proveniente 
delTerbario del chiarissimo Rehm, essi sono troppo vecchi per cui e im- 
pedita una esatta visione. II fatto che gli sporidi, si trovano spesso riu- 
niti in gruppi di otto, lascia dubitare che otto pure debbano essere in 
ciascun asco , e tale fatto ci persuaderebbe trattarsi di una Eutypa, tan- 
topiii che l'aspetto dello stroma, diviso in parti poligonali, ricorda quello 
di altre Eutype, e alcune di qvieste si mostrano assai affini alia specie 

i 

in questione. 

Lo stroma suole estendersi per circa 6 cm. sul ramo, cingendolo al- 
V intorno per circa una meta, e costituendo come una lunga e larga 
verruca, in cui sono immersi i periteci. Essi poggia.no sul legno , sono 
uniformemente e fittamente distribuiti ; possiedono un collo cilindrico 
piuttosto lungo, il quale perfora il peri derma; gli ostioli non sono in- 
grossati, bensi conici, ottusi, leggerissimamente 4 solcati; gli sporidi piut- 
tosto piccoli, pallidi e trasparenti. 



Cryptovalsa Ces. e De Not (em,). 

Etym. a cryptos abditus et Valsa. 
Syn. Spliaeria Haller, Histor. Stir p. indiy. Helvetiae III, p. 120 p. p* 

Id. Persoon, Synopsis methodica fimgorum. Conspect. gener. 

p. XIII. 1801 p. p. 

Id. Fries, Sy sterna mycologicum. 1821 p. p. 
Cryptovalsa Cesati e I)e Notaris , Schema di classijicazione degli 

Sferiacei italiani. 1863 p. p. u 

Valsa Nitschke, Pyrenomycetes germaaici. 1867 p. p. 
Cryptovalsa Fuckel, Symbolae mycologicae. 1869 p. p. 

Id. Fabre, Essai sur les Spkrriacees du Departement deVav- 

cluse. 1880 p. p. 

Id. Saccardo, Sylloge Fimgorum omnium hucusque cognito- 



187 



Id. 



Flore 



p. 29. 1884 p. p. 



Id. Bommer et Rousseau, Florule mycologlque des environs 

de Bruxelles p. 166. 1884 p. p. 



MONOGRAFIA DEI GENERI ALLESCHERINA E CRYPTOVALSA 309 

Cryptovalsa Bizzozero, Flora veneta crittog arnica , Fmgki p. 183. 

1885 p. p. 

Valsa subg-en. Cryptovalsa Winter, Pyrenomycetes in Kryplogamen- 

Flora p. 69. 1886 p. p. 

Cryptovalsa Lambotte, Flore mycologique de la Belgique l. er sup- 
plement p. 194. 1887 p. p. 

Id. Briard, Florule cryptogamique de I'Aube p. 247. 1888 p. p. 



Id. 



Nor 



p. 515. 1892 p. p. 



Valsa subgen. Cryptovalsa Schroeter, Kryptog am en-Flora von ScJile- 

sien III Band. 402. 1897 p. p. 
Id. Lindau, in JVatilrlicke PJlamenfamilien I Teil. I Abtei- 

lung p. 456. 1897 p. p. 

Cryptovalsa (emend.) Berlese, in litteris. 
Stroma effusum, eutypetim, crustaceum, corticale vel ligneum; peri- 
thecia monosticha, rarius disticha, in cortice vel rarius in lig*no immersa, 
plus minus emergentia, in acervulos valsiformes bene definitos collecta, 
in collum parum emerg-entem, cylindraceum , ostiolo saepius leniter exa- 
rato terminatum, producta. Asci longissime stipitati, elavati vel cylin- 
dracei, polyspori, aparaphysati. Sporidia allantoidea hyalino4uteola, vel 

luteofuscescentia, vel etiam subolivacea. 

Hab. in ramis emortuis vel exaridis plurimaram arborum. Ab affini 
geaere Entypa ascis polysporis differt et ab Allescherhia propter peri- 
thecia acervulata. 

Questo genere presenta uno stroma ampiamente effuso a ma 1 di crosta 
sotto il periderma, o, piii spesso, sotto la corteceia , sul leg-no, inqui- 
nando in ogni caso piu o meno gli strati corticali inferiori. Talora esso 
manda anche delle ramificazioni nell'interno del legno. I ranted, di 



mediocre grossezza, sono riuniti in gruppi, benche se ne p« a trovare 



( iu3 e la qualcuno isolate Gli acervuli sono talora rotondi, ma per lo 
P>u lineari od elittiei , disposti nel senso della lunghezza del ramo, ed 
fompenti dal periderma. I periteci sono talora eretti, ma piii speflBO con. 
vergenti; rotondi od ovali, spesso per mutua compressione angoL i; per 
to piii monostici, raramente distici; passano bruseamente in on collo 

20. Malj hia, Anno XVI, Vol. XVI. 



310 MICHELE ABBADO 



breve e grosso, cilindrico; gli ostioli sono poco prominenti e talora tri- 
quadrisolcati ; altre volte invece appaiono nettamente circolari ed interi, 

■ 

con una grande apertura centrale. 

Gli aschi sono polispori e lungamente stipitati. A seconda delle spe- 
cie, si presentano in due tipi diversi; ce ne sono infatti parecchie (con 
a capo la C. protracta) le quali hanno aschi cilindrici, lunghi e stretti, 
con spore piccole, numerosissime, giallicce nell' asco e in liberta ialine, 
quasi incolore; le altre (con a capo C. Rabenhorstii) hanno invece aschi 
grossi e piii corti, clavati o fusiformi, con un numero minora di spore, 
e quali sono piu grosse, intensamente colorate e pochissimo ialine. 

II genere Cryptovalsa e rappresentato da un numero mediocre di specie, 
di cui alcune abbondano tan to in Europa quanto in America. 

A. Species ascis cylindraceis, sporidiis numerosissimis, minoribus, pal- 
lidioribusque. ' 



C. exigua (Wint.) Berl. 

Syn. Diatrypella exigua Winter, My k. Not. in Hedwigia, p. 133. 1874 

Id. id. Saccardo, Sylloye Fungorum Vol. I, p. 203. 1882. 

Id. icL Winter, Pyrenomycetes in Kryptogamen-Flora 

p. 834. 1887. 
Cryptovalsa exigua, Berlese, in litteris. 
Stromate tenui, evanescente, corticem inquinante; peritheciis cortice 
immersis, saepius ligno adnatis, 2-10 acervulatim collectis, vel rarius so- 
litariis, ovoideis vel mutua pressione angulatis, 1 / s mm. latis; collis bre- 
vibus; ostiolis congestis, incrassatulis, parum exertis, 4-6 sulcatis, e pe- 
ridermio, laciniatim rupto parum elevato, erumpentibus; ascis clavulato- 
cylindraceis, deorsum in stipitem longissimum productis, sursum rotun- 
datis, myriosporis, p. sp. 70-85*9-10 p; sporidiis allantoideis, pallide 
flavo-viridulis, 5-7*2 jjl. 

Hah. in ramulis exsiccatis Solids, prope Halle (Germania). 



Questa 



al genere Diatry- 



pella. Peru Tesemplare originate del Museo di Berl i no, favorito al Prof. 
Berlese dal Chiar. mo J. Urban, sottoposto ad accurato esame dimostro 
di essere piuttosto da ascrivere al genere Cryptovalsa. Difatti lo stroma non 






MOXOGRAFIA DEI GENERI ALLESCHERIXA E CRYPTOVALSA 311 



e limitato, bensi effuso, e forse il suo riferimento al genere Dlatrypella 
e dovuto al fatto che questo stroma e <tssai poco evidente, spesso quasi 
evanescente, e rappresentato qua e la da semplici fili che inquinano ir- 
regolarmente la corteceia, colorandola in bruno. I periteci sono immersi 
profondamente nella corteceia e toccano spesso il legno; costituiscono 
degli acervuli di varia estensione, ma sempre poco prominentia sollevando 

m 

il periderma e lacerandolo cogli ostioli che sono convergenti ed emer- 
gono poco o pun to. 

Rispetto agli aschi ed alle spore, la C. exigua appartiene a quel 
gruppo di specie che possiedono aschi stretti e lunghi, cilindricij, con 
moltissime spore piccole, ialine e pallidissime. Queste ultime, quando 
sono in liberta, non rivelano quasi affatto quella colorazione olivastra 
che presentano quando sono raccolte negli aschi. Sono poi tra le piii pie- 
cole del genere, misurando solo 5-7 \x di lunghezza per 2 di larghezza. 

% 

E una specie ben caratterizzata e differenziata dalle altre non solo 
per le parti microscopiche , ma anche per lo stroma la cui scarsa evo- 
luzione fa considerare questa specie come la piu semplice e quindi la 
prima della serie. 

Cresce, come si disse, nei rami seech i e marcescenti di salice, e per 
ora non e nota che in Germania. 






C. Sassafras (Ell. ed Ev.) Berl. 

Syn. Diatrypella Sassafras Ellis and Everhart, North american Pyre- 

nomycetes, p. 588. 1892. 
Id. id. Saccardo, Sylloge, p. 277. 1895. 

Cryptoralsa Sassafras Berlese, in litteris. 

Stromate tantuin circa ostiola evoluto et superficie corticis nigre- 



scente formato; peritheciis acervulatim aggregatis, globosis vel mutua 



pressione angulatis, ligno adnatis, pruina alba indutis, in collum breve, 
crassum productis; ostiolis vix prominentibus; ascis cylindraceo-clavatis, 
myriosporis, p. sp. 50-60 * 8-9 n; sporidiis pallidissime luteis, allantoidei 
6-7 * 1 7 2 -2. 

Hab. in ram is emortuis Laitri Sassafras, Newfield, N. J. Amer. bor. 

Anche questa specie, secondo quanto osservai in un esemplare >rigi- 



312 MICHELE ABBADO 



nale dei Chiar. mi autori, non presenta un vero e proprio stroma, bensi 
un annerimento dell a corteccia superiore attorno agl! ostioli. I periteci 
sono aggregati in numero variabile, ma costituiseono sempre degli acer- 
vuli abbastanza distinti'; gli aschi si segnalano per essere quasi perfet- 
tamente cilindrici nella parte superiore. 



C. promiiiens (How.) Berl. 
Syn. Diatrypella prominent Howe, Bull. Torr. CI. V, p. 42. 

Id. Id. Saccardo, Sylloge IX, p. 480. 1891. 

Cryptovalsa prominens Berlese, in litteris. 
Exsicc. Shear, New Jork Fungi 338. 

Stromate tan to circa ostiola evolutum et epidermide nigrefacta for- 
mato; peritheciis in acervula tuberculiformia collectis, mediae cortici 
immersis, pruina alba indutis, in collum brevem crassum productis, 
ostiolis vix emergentibus, verisimiliter non sulcatis; ascis clavatis, toy- 
riosporis, 155-165*12 jjl, p. sp. 55-65 v 12; sporidiis allantoideis, cylin- 
draceis, curvulis, pallide melleis, 8-10 * 2 l f r 

Hab. in ramis emortuis Lonicerae japonic ae, Pointe k la Hache, Amer. 
bor. (Langlois). 

Anche qui siamo di fronte ad una specie ascritta dal Chiar. 1110 Howe 
al genere Diatrypella, ma che per le propriety dello stroma pare piut- 
tosto doversi riferire al genere Cryptovalsa. Questo stroma e d'altra parte 
poco appariscente, non potendosi osservare che alia sommita dei tuber- 
coli, presso gli osfioli. I tubercoli sono prominenti; contengono circa 
quattro periteci adagiati nel mezzo della corteccia e avvolti da pruina 
bianca. I colli sono brevissimi e gli ostioli poco o punto sporgenti non mo- 
strano solcature. Per i caratteri degli aschi e sopratutto per le dimen- 
sion i degli sporidi , questa specie si deve ascrivere al gruppo della C. 
protracta. 



C. microsperma (Sacc.) Berl. 
Syn. Diatrypella microsperma Saccardo, Fungi Abyssinici p. 4, t XX, f, 4, 

Id. id. iu. Sylloge XI p. 278. 1895. 

Cryptovalsa microsperma Berlese, in litteris. 



MONOGRAFIA DEI GENERI ALLESCHERINA E CRYPTOVALSA 313 

Acervulis prominentibus, peridermio elevato tectis; peritheciis cortici 
immersis, globosis, in collum longiusculum produetis, superne pruina 
nigrescente indutis, ostiolis non prominentibus; ascis clavatis, latis, my- 
riosporis, p. sp. 50-60 * 10-12 ji; sporidiis cilindraceo-curvatis, pallide mel- 
leis, 5-6 * 2-2 l / 2 . 

Hab. in cortice laeviusculo ignoto, M. Dongolla pr. Ghinda Col. Ery- 
thraeae (leg. 0. Penzig). 

L'esemplare originate esaminato si presenta privo di vero stroma , il 
quale e solo rappresentato dalla pruina bruna che sta attorno ai colli 
dei periteci. Gli acervuli sono elevati pustuliformi. E notevole la lar- 
ghezza degli aschi i quali sono inoltre quasi cilindrici. 



C. protracta (Pers.) Ces. e De Not. 
Syn. Sphaeria protracta Persoon, Synopsis methodica fimgorum. 1801. 

Id. id. Fries, Sy sterna mycologicum II, p. 425. 1821. 

Id. id. Nees., Syst. fig. 322. 

Cryptovalsa protracta Cesati e De Notaris, Schema delle Sferiacee 

italiane p. 27. 1863. 
Valsa protracta Nitsclike, Pyrenomycetes germanici. 1867. 

Id. ampelina id. id. 

Id. Mori id. id. 

Cryptovalsa protracta Fuckel, Symbolae mycologicae. 1869. 

Id. ampelina id. Id. 

Id. Nitschlei id. id. 

Bchusias Vitis Hazlinszki, (ubi?). 
Cryptovalsa protracta Saccardo, Mycologist venetae Specimen, p. 134, 

Tav. XIV, f. 11-13. 1873. 



Id. Nitschkei 



Tav. XIV, f. 14 



Id. 



/< 



chiv. Bot. 



P 



Id. protracta Fabre, Spheriacees de Vaucluse. 1880. 
Id. Id. Saccardo. Sylloge. I, p* 187. 1882. 

Id. ampelina id. p. 187. 



314 MICHELB ABB ADO 



Cryptovalsa Nitsckkei id. p. 188. 

Cytospora ampelina (spermogon.) Saccardo, Sylloge III, p. 257. 
Cryptovalsa protracta Brunaud, Contributions a la fiore mycologique 

de V Ouest p. 30. 1884. 

Id. ampelina id. id. 

Id. Nitsckkei id. id. 

Id. protracta Baccarini e Avetta, Contribuzione alio studio 

delta Micologia romana p. 6. 1885. 

Id. ampelina id. id. 

Id. Mtschkei * id. id. 

Id. protracta Bizzozero, Flora veneta crittogamica p. 183. 1885, 

Id. ampelina id. 'id. 

Id. Nitsckkei id. id. 

Valsa protracta Winter , Pyrenomycetes in Kryptog amen- Flora p. 

690. 1886, 
Id. ampelina id. id. 

Cryptovalsa Nitsckkei Lambotte, Flore mycologique de la Belgique 

l. er supplement, p. 195. 1887. 
Id. protracta Briard, Florule cryptogamique de VAube, p. 

247. 1888. 
Id. ampelina id. id. 

Id. Nitsckkei id. id. 

Id. id. Berlese, Fungi Moricolae. Fasc. I, N.° 1, Tav. 

XVIII, %. 2. 1889. 
Id. Nitsckkei Ellis and Everhart, The North american Py- 

renomycetes p. 516. 1892 (?). 
Valsa protracta Schroeter, Kryptogamen- Flora von Scklesien III 

Band, p. 402. 1897. 
Id. protracta Lindau in Natiirlicke Pjlanzenfamilien I Teil 



I Abteilung, p. 458. 1897. 
Exsiccata Cryptovalsa protracta Fuckel, Fungi rkenani. 1982. 



Id. ampelina id. id. 1824. 



Id. Nitsckkei id. id. 2653. 

Id. ampelina Rehm, Ascomycetes 79. 



MONOGRAFIA DEI GENERI ALLESCHERINA E CRYPTOVALSA 315 



Exsiccata Cryptovalsa protracta Saccardo, Mycotheca teneta 208. 

Id. Nitschhei Saccardo , Mycotheca teneta f. Carpini 

209, f. Salicis 1187. 
Id. Nitschhei D. Saccardo, Mycotheca italica 479. 
Stromate late effuso, saepius peridermio tecto, rarius in cortice vel 
ligno serpente, crustaceo, nigro, circa perithecia acervulatim collecta sat 
elevato; acervulis parvis, tumidulis, gregariis, subrotundis, peridermio 
laciniatim rupto cinctis; peritheciis in quoque acervulo plerumque 4-6, 
sat stipatis, ovoideis, mutua pressione angulatis, 1 / 3 - 1 / 2 mm. latis; collis 
brevibus, ostiolis congestis, incrassatulis, parum exsertis, tri-quadrisul- 
catis terminatis; ascis clavulato-cylindraceis, deorsum in stipitem lon- 
gissimum productis, sursum rotundatis, myriosporis, p. sp. 60-70*7-9 ji; 
sporidiis allantoideis, pallide flavo-viridulis, 8-9 * 2. 

Hah in ramis emortuis Ulmi, Aceris campestris, Vitis, Mori, Pruni, 
Crataegi, Carpini, Coryli, Paliuri, aliarumque arborum in Italia, Gallia, 
(xermania, America bor. et austr. 

La specie in questione e una delle piii anticamente conosciute e delle 
piu diffuse, ed io potei esaminarne numerosi esemplari, tra cui quello 
classificato come C. Nitschhei in Ulmo di Fuckel (Fung. Rhen. 2653), 
quello di Magnus in Ulmo, e molti del Chiar. m0 Saccardo, indicati se- 
condo i casi coi nomi di C. protracta, C. ampelina, C. Nitschhei. Questa 
specie e nettamente caratterizzata tanto dagli organ i interni quanto da- 
gli esterni, e gia abbiamo visto che essa si puo mettere a capolinea di 
quelle forme che possiedono aschi stretti e lunghi con moltissimi spo- 
ridi piccoli. 

Lo stroma, non molto sviluppato, invade ampiamente i rami, sten- 
dendosi come una crosta, ora immediatamente sotto il periderma, ora, 
ma piii raramente, entro la corteccia, oppure sotto di questa, lungo il 
leg-no, e la sua posizione puo variare anche nello stesso esemplare. Non 
e poi raro il caso di osservare delle diramazioni irregolari dello stroma 
stesso nelle profondita del legno. Qualunque posizione esso abbia, la 
corteccia pu6 essere piu o meno annerita, o anche ridotta in sostansa 
pulverulenta. Lo stroma si solleva piu o meno, a seconda che e corti- 
cale o ligneo, attorno agli aci-rvuli dei periteci i quali sono aggruppati 



316 MICHELE ABBADO 



di solito in numero di 4-6, ma talora anche di piii, in cerchio od in 
ellisse, emergen do un poco da una spaccatura del periderma. Essi sono 
>pesso immersi nel mezzo della corteccia; altre volte invece confinano 
col legno; rarissimamente penetrano in esso o stanno invece affatto al 
disopra della corteccia. La lora forma e pressapoco globosa, ma la mu- 



/. 



tua compressione li rende spesso angolosi; le dimensioni variano tra 1 
e V 2 mm. ; la disposizione e quasi sempre monostica. I colli sono brevi, 
cilindrici e grossi; convergono per mezzo degli ostioli ingrossati, poco 
prominenti e leggermente solcati tre o quattro volte. Talora p^ro detti 
ostioli sono interi e nettamente circolari, con una grande apertura cen- 
trale. 

Una fisonomia speciale presenta Tesemplaro di Fuckel in Fungi Shen. 
N.° 2653 (C. Nitschlei in Ulmo). Gli acervuli appaiono piu sporgenti 
e vicinissimi tra loro; gli ostioli piii gonfi, molto prominenti e spesso 
molto evidentemente 4-5-solcati. Tutto cio si deve considerate, piii che 
altro, come un' accentuazione di caratteri che non vale a fare staccare 
detto esemplare dalla specie C. protracta, a cui d' altra parte e legato 
dalla perfetta uguaglianza degli aschi e degli sporidi. 

Importantissimi per la determinazione della specie sono gli aschi e 
gli sporidi. I primi sono lunghi e stretti , cilindrici e arrotondati in 
cima, leggermente clavati, sostenuti da un lunghissimo pedicello. Hanno 
colorazione molto chiara e una notevole trasparenza ; contengono un nu- 
mero straordinario di sporidi piccoli, densamente stipati. Questi ultimi 
in liherta sono quasi incolori, presentando appena una debolissima tinta 
verde-gialliccia; sono trasparenti, cilindrici, curvi e arrotondati agli 



• • 



apici. 

La specie qui considerata comprende i vari rappresentanti del genere 
Cryptovalsa che da alcuni autori furono pure raccolti sotto lo stesso nome 
specifico, e da molti altri invece distinti nelle tre specie C. protracta, 
C. ampelina e C. Mtschhei. Circa i dubbi che parecchi autori ebbero sulla 
autenticita di queste specie, gia ho riferito nella parte generate. Kip e " 
tero qui che Y esame critico di un gran numero di esemplari, portati 
tanto da uguali quanto da diverse matrici e classificati ora con V uno. 

m 

■ 

ora con V altro nome, mi parve dimostrare che una limitazione di specie 



MONOGRAFIA DEI GENERI ALLESCHERINA E CRYPTQVALSA 317 



tra essi e impossible. Difatti, stabilita la quasi perfetta uguaglianza in 
tutti degli aschi e degli sporidi , lo studio comparativo dell' aspetto e 
della disposizione dei periteci e dello stroma dimostra che quelle stesse 
variazioni che si possono incontrare tra esemplari cresciuti su matrici 
diverse, si osservano pure spesso su quelli appartenenti a matrici uguali, 
o anche su un solo esemplare. Tali differenze d'aspetto appaiono dunque 
incostanti e di nessun valore per la sistematica , e sono piuttosto da 
considerate come frutto di condizioni speciali di sviluppo. 

Dette variazioni riguardano specialmente la posizione dello stroma che, 
come gia hodetto, puo essere disposto sulla corteccia o entro ad essa 

sul legno: l'azione esercitata dal micelio sulla corteccia la quale puo 
nmanere intatta o invece piu o meno annerita o distrutta: la posizione 
dei periteci rispetto alia corteccia ed al legno e il loro numero; infine 
Taspetto degli acervuli i quali possono essere nottamente delineati dallo 
stroma che li avvolge e scende subito in basso,' oppure mancare di que- 
sto confine, poiche lo stroma passa da un acervulo all' altro senza di- 
scendere lungo i loro fianchi. 

Grli esemplari su Ulmus che io ebbi occasione di esaminare ci pos- 
sono dare un'idea di questa variability In essi trovai lo stroma ora cor- 
ticale, ora ligneo, ora disteso nel mezzo della corteccia, lasciando questa 
per lo piu intatta, ma talora invece colorandola intensamente in bruno. 

1 periteci erano immersi di solito nel mezzo della corteccia e monostici, 
ma talora anche distici, costituendo degli acervuli per lo piu pochissimo 
sporgenti, ma invece, in certi esemplari, molto prominenti e strettamente 
contornati dallo stroma. 

Anche gli esemplari cresciuti su Crataegus presentavano simili varia- 
zioni. Lo stroma si mostrava ora corticale, ora ligneo; la corteccia molto 
annerita, oppure pruinosn o completamente distrutta. 

Degli altri esemplari offrivano stroma per lo piu corticale quelli por- 
tati da Vlex, Ribes , Aesculus , Moms, Rosa, Primus; ligneo quelli di 
Acer campestre, Ligustrum, Rhus radicans, Salix , Corylus, Pali»rus, 

Broussonnetia, vario in Vit/'s. 
Era piu o meno alterata la corteccia, perche annerita o pruin< >sa in 

Ulex, Aesculus, Row, Salix, Corylus, Broussontietia. 






318 MICHELE ABBADO 



I periteci erano immersi Del mezzo della corteccia in Riles, Aesculus, 
Morus, Rosa; sul legno o quasi sul legno in Acer , Ligustrum, Rhus, 
Salix, Corylus, Paliurus, Broussonnetia, ZJlex, Vitis, manifestandosi qui 
in generale una certa corrispondenza fra la elevazione dei periteci e 
quella dello stroma. I periteci erano infine completamente sopra la cor- 
teccia in qualche esemplare di Primus. 

Gli acervuli erano ben delimitati per mezzo dello stroma in Rosa, 
Rhus, Paliurus, Broussonnetia, Prunus; meno negli altri. 



C. depressa (Fr.) Sacc. 
Syn. Sphaeria depressa Fries, in Montagn. Syll. Crypt. N.° 819. 



Id. id. Fries Noti 



Id. id. 



Sft 



liane p. 27. 1863. 



Cryptovalsa depressa Saccardo , Sylloge I, p. 190. 1882. 

Effusa, immersa; peritheciis extus intusque nigris, sphaerieis, confer- 
tis, nunc cortici interiori, nunc et ligno inquinato immersis, ostiolis ma- 
ximis, superficial! bus, demum cupuliformibus; ascis fusiformi-subclavatis, 
sporidia copiosa oblonga incurviuscula inordinate foventibus. 

Hob. in ramis Carpini, Sedan (Gallia). Rursus inquirenda. vensimi- 
liter C. protractae adscribenda. 

Trascrissi la diagnosi che esiste nella Sylloge del Prof. Saccardo di 
questa specie creata anticamente da Fries, ma contestata tanto da Cesati 
e De Notaris, quanto piii tardi dal Saccardo. I primi dubitarono non si 
trattasse di altro che di un esemplare di C. protracta; il Saccardo pen so 
clie si trattasse di una varieta di C. Nitschkei. Avendo riunito questa 
specie con C. protracta, dobbiamo tornare alia antica supposizione di 
Cesati e De Notaris. 



C. pustulata Ell. ed Ev. 

Syn. Diatrypella pustulata Ellis and Everhart, Journ. My col. p. 116- l 8y ' 

Id. id. Saccardo, Sylloge IX, p. 478. 1891. 

Cryptovalsa pustulata Ellis and Everhart, North american Pjff** 

mycetes, p. 516. 1892. 



MONOGRAFIA DEI GENERI ALLESCHERINA. E CRYPTOVALSA 319 

Stromate effuso, ligno adnato , circa perithecia solitaria vel 2-4 acer- 
vulatim collecta elevato-tuberculi forme; acervulis gregariis, intus albis, 
epidermide nigrificata circa ostiola tantuin rupta tectis; peritheciis glo- 
bosis vel mutua pressione angulatis , ligno adnatis, 7 2 - 3 / 4 mm. diam. ; 
collis brevibus, cylindraceis , crass is , ostiolis quadrisulcatis , vix emer- 
gentibus terminates; ascis clavato-fusoideis, paraphysatis, polysporis, cum 
stipite 100-110^10 [i; sporidiis allantoideis , curvulis , pallide melleis , 
hyalinis, 5-8*1 2 4 -2. 

Hab. in ramulis emortuis Lvnicerae (cult.) Newfield N. Jersey, Amer. 

bor. et Symphoricarpi vulgaris Manhattan, Kansas (Kell. and Swingle 
1926). 

L'esame di un piccolo esemplare del Chiar. m0 Ellis dimostrd esistere 
in questa specie un debole stroma effuso, e non limitato, come hanno 
ritenuto gli autori. Tale stroma scorre sul legno e si eleva a guisa di 
tubercolo per chiudere i periteci che possono essere isolati, oppure ag- 



2-4 



* • 



disposti uniformemente sul ramo. L 1 epidermide annerita copre i tuber- 
coli stessi e non si lacera che in corrispondenza degli ostioli. I periteci 
hanno collo brevis>imo e poggiano sul legno. Non potei vedere gli aschi 
e percio diedi a loro riguardo le indicazioni dei Chiar. ml Ellis ed Ever- 
hart. Questi autori accennano pure alia presenza di parafisi. 

In proposito giovera qui osservare che io non potei mai scoprire tali 
produzioni in nessuna delle specie studiate, tanto di Cryptotalsa quanto 
di Alle seller ina. 



C. uberrima (Tul.) Sacc. 
s yn. Eutypa uberrima Tulasne, Selecta Fimgont.m Carpologia II, 64 



1863. 



Cryptotalsa uberrima Saccardo, Sylloge I, p. 189. 1882. 

Valsa id. Lindau, in Natiirliche Pflanzenfamilien I Teil. 

I Abteilung p. 459. 1897. 

Stromate corticali late ramos ambiente; peritheciis in acervulos mi- 
n 'iti)s quaternariifonnes digeetis, denique aggregatis, liriea nigra vane 
excurrente cireumscriptis; ostiolis vix extantibus, minutis, obtusis, ri- 



320 . MICHELE ABBADO 



mosis; ascisclavatis, 10 |i cr. , polysporis; sporidiis allantoideis exiguis 
6,5-8 * 2. 

Hab. in ramis Tiliae ewropeaem Gallia. Spermogonia: spermatiis fili- 
formibus, valde curvatis in cirrlios aureos denique propulsis foeta. Habi- 
tus, sec. Nits. Eutypae leprosae.- 

Cio e quanto si trova nella Sylloge del Chiar. m0 Prof. Saccardo riguardo a 
questa specie creata da Tulasne e da questi ascritta al genere Eutypa, e dal 
Saccardo stesso riferita in seguito a Cryptovalsa. L'originale proveniente 
(lair erbario del Museo di Parigi non presenta piu altro che la forma 
spermogonifera. 



C platensis Speg. . 
Syn. Cryptovalsa platensis Spegazzini, Fungi argentini I, p. 181. 1880. 

Id. id. Saccardo, Sylloge I, p. 189. 1882. 

Valsa id. Lindau, in Natilrliche Pflanzenfamil. I, 1, p- 

459. 1897. 
Peritheciis in acervulos valsiformes, parvulos, */ 4 4 mill, digestis, 
cortici immersis, totos fere ramulos ambientibus, minutis, globulosis, l / 5 - 
1 / 6 mill., atris, contextu parenchymatico-sinuoso, olivaceo-fuligineo ; ostio- 
lis fasciculatis, superficiem matricis attingentibus, sed nunquam exsertis, 
atris; ascis cylindraceo-clavatis, p. sporif. 60-65 ¥10-12, stip. 20-25^5, 
sursum obtuse rotundatis, deorsum in pedicellum desinentibus, polyspo- 
ris, aparahysatis ; sporidiis botuliformibus, eguttulatis, 6 * 1-1 */ v dilute 
olivaceis. 

Bab. ad ramulos emortuos Salicis Humboldtianae San Jos6 de Flores, 
Mart. 1880 (Amer. merid.). Crypt, uberrimae (Tul.) Sacc. videtur af- 
finis. 
Dalla Sylloge del Saccardo. 



C. citrieola (Ell. ed Ev.) Berl. 
Syn. Diatrypella citrieola Ellis and Everhart, North american Pyreno 

mycetes, p. 587. 1892. 
Id. id. Saccardo, Sylloge XI, p. 277. 1895. 

Cryptovalsa citrieola Berlese, in litteris. 



MONOGRAFIA DEI GENERI ALLESCHERINA H CRYPTOVALSA 321 



Stromate effuso, tubercula nigra, sparsa, e peridermio erumpentia for- 
mante; peritheciis monostichis, 5-15 in quoque acervulo, cortici immer- 
sis et saepe ligno adnatis, pruina alba vel lutescente indutis, ovatis, in 
collum longiusculum productis; ostiolis crassis, vix prominulis ; ascis 
clavatis, myriosporis , p. sp. 65-70*10-12 p; sporidiis allantoideis , pal- 
lida melleis, hyalinis, 6-9 v 2-2 f / r 

Hob. in ram is emortuis Citri Aurantii, Florida (Underwood). 

Questa specie, ascritta dai Chiar. mi autori Ellis ed Everhart al srenere 



Diatrypella, pare si debba piuttosto ascrivere al genere Cryptovalsa per 
Taspetto dello stroma il quale si mostra forma to dagli strati superiori 
della corteccia anneriti; esso non e litnitato, ma bensi scorre sotto al 



Quest i 



ele- 



vati e verrucosi; lacerano il periderma con una fessura rotonda o alhm- 



gata , e 



Questi sono piii 



ovati che nelle altre specie ed hanno anche il collo alquanto piti lungo. 
Aschi e sporidi ricordano quelli delle altre specie del gruppo di C. pro- 

tracta. 



C. Citri Catt. 
Sya. Cryptovalsa Citri Cattaneo, in ArcMvio Botanico Crittogamico II, 

379, tav. XXIII, f. 1-4. 
Id. id. Saccardo, Sylloge I, p. 191. 1882. 

Stromate longe lateque extenso vel valsiformi-interrupto, cortlC€ 
dente, emergente, lignum penetrante lineolisque nigris circumscripto ; 
peritheciis ligno immersis confertis, non vero coalitis, ostiolis brevibus, 
papillitis cum stromatis superficie concretis; ascis crasse clavatis, stipi- 
tatis, p. S p. 74 |i longa, polysporis; sporidiis allantoideis, curvis, hya- 
linis, 12*3. 

Hob. in radicibus crassioribus , cortice saepe orbatis, Citri Limoni, 
Bnndisi, (ItaL merid.) et Sicilia. 
Dalla Sylloge del Saccardo. 






C Coryli Vogl. 



yn. 



Flo 



Soc 



322 MICMELE ABBADO 



# 




Cryptovalsa Coryli Saccardo, Sylloge XIV, p. 487. 1899. 
Stromate longe lateque effuso, ligni superiiciem infuscante ; peri the- 

ciis monostichis, stipatis, immersis, sphaericis, cortice rimoso 
collo cylindrico, ostiolo crassiusculo, cylindraceo, vertice rotundato, late 
pertuso ; ascis clavatis, apice rotundatis, longissime stipitatis, polysporis, 
50-60^15, stipite 40 \i longo; sporidiis conglobatis, minutissinris, egut- 
tulatis, curvulis, luteis, 6-8^2. 

Hob. in ramis corticatis Coryli Avellanae, Gandria, (Canton Ticino in 
Helvetia italica). 

Questa specie fu creata dal Voglino su esemplari trovati sui rami di 
Coryliis presso le cantine di Gandria sul monte Caprino. Non avendo 
potuto vedere V originate, mi limitai a riportare la diagnosi del Chiar. m0 
autore. 

B. Species ascis clavatis, sporidiis minus numerosis, majoribus et sa- 
turatioribus. 



C. elevata (Berk.) Sacc. 



>f 



Id. id. Currey, Linn.. Trans. XXII, tav. 47, f. 109. 



Handbook of 



Cryptovalsa 



Id. elevata Saccardo, Sylloge I, p. 191. 1882. 

Stromate late effuso, ligneo, fusco-luteo, vel nigrescente , circa peri- 
thecia acervulatim collecta sat elevato; arervulis parvis, tumidulis, spar- 
sis; peritheciis ligno immersis, sat stipatis, ovoideis, mutua pressione 
angulatis, 1 / s J / 2 mm. latis; collis brevibus , ostiolis congestis , incrassa- 
tulis, e ligno parum exsertis, terminatis; ascis clavatis, brevibus, in- 
crassatis, longissime stipitatis, polysporis, p. sp. 45-50*14-18 n; spon- 
diis crassis, allantoideis, fusco-luteis, 14-18 v 5-6. 

Hab. in ramis emortuis Evonymi in Britannia, Fici caricae in Italia. 
Lecta quoque in Tasmania. 

A C. Rabeahorstii differt peritheciis lignicolis, ascis brevioribus eras- 
sioribusque, nee non sporidiis majoribus. 

Con questa specie noi iniziamo quella serie di forme le quali >* dl " 



MONOGRAFIA DEI GENERI ALLESCHERINA E CRYPTOVALSA 323 



stinguono da quelle finora descritte, specialmente per la presenza di 
aschi brevi e grossi, con un numero molto minora di sporidi, i quali 
alia lore volta sono molto maggiori e intensamente colorati in giallo- 
bruno. 

LaCryptovalsa elevata comprende, oltre alia forma vegetante in Brettagna 
sull'Evonimo, anche quella die cresce in Italia sul Fico e che il Saccardo 
(Michelia I, p. 22) dapprima aveva considerate come una forma della C. 
Rabenhorstii. Come si rileva dall'esemplare originate del Chiar. m0 Saccardo, 
questa specie ha la proprieta di presentare i periteci completamente im- 
mersi nel legno, il che la limita nettamente dalle specie affini. Lo stroma 
non ha un grande spessore; scorre sul legno o anche alquanto sotto alia 
sua superficie ed ha un colore variante tra il giallo-brimo e il gri- 
gio scuro o il nerastro. Gli acervuli sono relativamente distanti tra loro; 
emergono un poco, costringendo il legno a sollevarsi attorno ad essi. 
Degni assai di nota sono gli aschi assai brevi e larghi, contenenti un 
numero relativamente piccolo di sporidii. Anche questi si segnalano per 
le loro notevoli dimensioni. Tanto in questa specie quanto nelle seguenti 
gli sporidi, oltre alle dimensioni maggiori, presentano sempre una tinta 
giallo-bruna e mancano quasi completamente di trasparenza. Inoltre, men- 
tre colle specie precedenti essi avevano la forma come di un cilindro ri- 
curvo, qui sono inequilateral] per un forte ispessimento centrale, cosicche 
la curva esterna e molto piu sensibile di quella interna. 



C. arundinacea Sacc. 
Syn. Cryptovalsa arundinacea Saccardo, Fungi veneti Ser. IV, p. 17. 

Id. id. id. Fungi italici tab. 159. 

Id. id. id. Sylloge 1, p. 190. 1882. 

Id. id. Bizzozero, Flora veneta [crittogamica 

Funghi p. 184. 1885. 
Valsa id. Lindau, in Natilrliche PHanzenfamil 

I, Teil 1 Abteilung, p. 456. 1897. 
Exsicc. Cryptovalsa arundinacea Saccardo, My cotheca veneta 111, X.°210. 

Id. id. D. Saccardo, Mycotheca italica 626. 

Stromate long-e effuso, cortice tecto, nifirescente, pr«)i)e perithecia * 



324 MICHELE ABBADO 



riatim collecta elevato; acervulis linearibus, parallelis, tumidis, e cortice 
erumpentibus ; peritheciis in quaque serie plerumque 7-10, ovoideis, mu- 

■ 

tua pressione angulatis, 2 / 3 mm. latis, in culmi substantia immersis, 
extus albidofurfuraceis ; collis brevissimis, ostiolis crassis, vix exsertis, 
tandem late pertusis, terminatis; ascis clavatis, brevibus, latis, long-is- 
sime stipitatis, polysporis, p. sp. 45-55*12-15 jjl; sporidiis allantoideis , 
crassis, luteo-fuscescentibus, 12-15 * 5-6. 

Hob. in culmis Arundinis Donacis, et Zeae May Ms in agro veneto. 

Questa specie, ospite di piante monocotiledoni , ossia in prima linea 
di Arundo Donax , e inoltre di Zea Mays, come si rileva dagli esem- 
plari del Saccardo, fa parte, per riguardo agli aschi e sporidi, del gruppo 
della C. elevata, C. Rabenhorstii, ecc, ma ha una fisonomia tutta par- 
ticolare dovuta sia alia costituzione della matrice che differisce da quella 
delle piante dicotiledoni fin qui considerate, sia alia disposizione dei pe- 
riteci. Difatti e caratteristico il loro allineamento in serie parallel* ben 
nette erompenti da spaccature longitudinali della corteccia e spiccanti 
per la loro tinta nera sul colore giallo-chiaro di questa. E notevole pure 
la cortezza dei colli e la grossezza degli ostioli i quali sporgono pochis- 
simo e sono largamente aperti. 

Gli aschi ricordano quelli della specie precedente, ma sono un po meno 
larghi ; gli sporidi sono alquanto piii corti e con colorazione meno intensa. 



C. Rabenhorstii (Nits.) Sacc. 
Syn. Sphaeria spiculosa var. Robiniae Rabenhorst , in Klotzsch , Hero. 

mycol. Edit. I, N.° 1843. 
Valsa Rabenhorstii Nitschke, Pyrenomycetes germanici p. 158. 1867. 
Cryptovalsa Rabenhorstii Saccardo, Mycologiae Venetae Specimen 

p. 135, tab. XIV, fig. 7-20. 1873. 
Id. id. Saccardo, Michelia I, p. 21. 1879. 

Id. id. Saccardo, Sylloge I, p. 190. 1882. 

Id. id. Bizzozero, Flora veneta crittog arnica , p* 

183. 1885. 
Valsa Rabenhorstii Winter, Pyrenomycetes in Kryptog m men-Flora 

p. 691. 1886. 



MONOGRAFIA DEI GEXERI ALLESCHERINA E CRYPTOVALSA 325 



Cryptovalsa Rabenlwrstii Berlese, Fungi moricolae fasc. V, N.°3, 

tav. XVII, fig. 1-4. 1889. 
Valsa id. Lindau, in Natiirliche Pflanzenfamilien, I 

Tail. I Abteilung, p. 456. 1897. 
Exsicc. Rabenhorst, Fungi europ. 336. 

Cryptovalsa Rabenlwrstii D. Saccardo, Mycotheca italica 283. 
Stromate crasso, nigro , effuso, peridermio tecto vol cortici immerso, 
vel saepius ligneo, cortieem nigrificante, acervula includente; acervulis 
magnis, rotundatis vel ellipticis, emargentibus , contiguis; peritheciis 
saepe disticliis , cortici immersis vel ligno aduatis, pruina alba indutis, 
V 2 mi u. latis, ovatis; colli s brevibus, ostiolis parum incrassatis vix qua- 
drisulcatis terminates, e peridermio lacerate vix emergentibus ; ascis cla- 
vatis, longissime stipitatis, polysporis, p. sp. 55-65 ¥13-15 n; sporidiis 
fusco-luteis vel olivaceis, saturatis, allantoideis, 12-13 * 4 [i. 

Hal), in ramis corticatis Robiniae , Mori, Coryli, Crataegi, Ulmi, 
Primi, Fici aliarumque arborum in Germania, Italia. 
. Questa specie si pud considerare come la piii notevole rappresentante 
del tipo ad aschi corti e grossi e agrossi sporidi, di fronte all'altro tipo 

i 

rappresentato in prima linea, come gia vedemmo, da C. protracta. E 

una forma mol to diffusa, la quale puo incontrarsi sopra i rami di molte 
specie di alberi, ed io ebbi occasione di studiarne numerosi esemplari 
di varia provenienza. Anche qui, come in C. protracta, noi vediamo una 
certa variability nel modo di presen tarsi delle parti esterne anche su una 
stessa matrice. 

La C. Rabenhorstii suole avere uno stroma piu considerevole chenon 
la C. protracta. Questo stroma e spesso ade rente al legao e allora si 

prolunga spesso sotto gli acervuli, ripiegandosi poi indietro, per rive- 
stirli sui fianchi e superiormente. La corteccia e sempre piu o meno an- 
nerita; nelFinterno degli acervuli si ha una pruina bianca che riveste 



Q 



per ogni acervulo; si 



addossano rfi uni afirli altri distribuendosi talora in due ordini di ai- 



& *» wti1 *«» 



tezza; sono orientati disordinatamente, eonvergendo in pia li croechi di 

: *-4. Si restringono in un collo breve e largo, terminate da on mi >lo 

poco rigonliato. Gli aschi -mo clavati, ma hanno una forma piu cilm- 

21. Malpighia. Anno XVI. Y<>1. XVI. 



326 MICHELE ABBADO 



drica che non nelle due specie precedents dipendente dalla loro lun- 
ghezza un po' maggiore. Le spore sono alquanto piu piecole. II colore 
corrisponde a quello degli sporidi di C. elevata, ed e quindi alquanto 

piii carico che in C. arundinacea. 

Come forma tipica di questa specie si deve considerare quella della 

Robinia, incontrandosi in essa i caratteri piu spiccati. Le variazioni 

che si possono osservare sulle diverse matrici non bastano perche si possano 

distinguere diverse varieta, e gia il Saccardo nella Michelia, Vol. I, p. 21, 



facendo una lunga ed accurate enumerazione di forme secondo le ma- 
trici, dice pero che tra esse non vide intereedere differenze essenziali. 
Un' eccezione occorre fare in verita per le forme vegetanti su Rosa ca- 
nina e Celtis auslralis , le proprieta delle quali permettono di conser- 
varle separate come due varieta che trattoremo distintamente. 

Quanto alle altre forme, a complemento di quanto ho detto, bastera 
ricordare che lo stroma era ligneo in Robinia Pseudacacia, Herberts 
vulgaris, Rhamnus Frangula, Acer campestre, Fagus sylvalica, Opuntia 
Ficus indie a, Carpinus Hetulus ; corticale in Riles rubram, Prunus spi- 

nosa, Fumaria gallica, Populus angulata, Comas sanguined; ora ligneo, 

ora corticale in Ulmus campestris. 

La corteccia era annerita quasi sempre e pruinosa attorno ai periteci. 
Quest i erano distici in Robinia, Acer, Fagus, Carpinus, Ulmus ; mo- 

nostici nelle altre matrici; attorniati piii o meno dallo stroma inferior- 
mente in Robinia, Acer, Ulmus ; aderenti al legno in Herberts, Rhamnus, 
Acer, Fagus, Opuntia, Carpinus; piii sollevati e immersi nella corteccia 
in Ribes, Primus, Fumaria, Populus, Cornus; ora aderenti al legno e 
ora lontani in Robinia e Ulmus. In complesso si osserva che la mag- 

i 

giore o minora profondita dei periteci nella corteccia si accorda con 
quella dello stroma. 

Probabilmente si deve ascrivere a questa specie la C. Nitschkei di 
Ellis ed Everhart (North american Pyren. p. 516) per le diniensioni 
degli aschi e degli sporidi. 



C- Rabenhor^tii (Nits.) Sacc. var. Rosarum Sac& 

Hyn. C Rabenhorstii t Rosae caninae Saccardo, Michelia I, p. 22. 1879 



MONOGRAFIA DEI GENERI ALLESCHERINA E CRYPTOVALSA 327 

C. Rabenhorstii f. Rosarum Saccardo, in herbario. 

Stromate ligneo; acervulis gregariis; peritheciis distiehis in collum lon- 
giusculum productis; ascis 45-55*11-13; sporidiis 11-12*3,5-4. 

Hab. in ram is Rosae caninae. 

Ebbi di questa varieta esemplari tratti dagli erbari dei Chiar.™ Sac- 
cardo e Rehm. Essa e caratterizzata anzitutto dalT aspetto che presen- 
tano nel loro insieme gli acervuli i quali sono circolari, riuniti in gran 
numero e spesso attorniano il rarao a guisa di an ell 0, 1 periteci presen- 
tano un eollo alquanto piu lungo che Bella specie. Infine gli aschi e 
sporidi hanno dimensioni alquanto minori. 



C. Rabenhorstii (Nits.) Sacc. var. sabcndoxyla Sacc. 
Syn. C. Rabenhorstii f. Celtidis australis Saccardo, Michelia I, p. 22. 1879. 

Id. f. Celtidis, subendoxyla Saccardo, in herbario. 

Stromate ligneo, corticem inquinante; peritheciis parvis, acervulatim 
collectis, pruina alba indutis, ligno immersis, vel etiam cortici immer- 
sis et ligno adnatis, in collum brevissimum productis; ascis ut in C. Ra- . 
benhorstii; sporidiis 12-14*4 jx. 

Hah. in ramis Celtidis australis. 

Questa varieta si distingue pel fetto di avere i periteci piu o meno 
immersi nel legno. Gli acervuli presentano di solito una parte dei peri- 
teci poggianti sul legno e altri penetrant! in esso; ma esistono pure 
degli acervuli completamente immersi nel legno st §a I periteci sono 
molto piccoli. Gli aschi hanno la forma e le dimensioni della specie; 
invece gli sporidi sono in generale alquanto piu lunghi. 



€. Rabenhorstii (Nits.) Sacc. var. eutypelloidea Sacc. 
Syn. C. Rabenhorstii f. eutypelloidea Saccardo, in herb. 

Stromate corticali, circa perithecia acervulatim collects elevato; acer- 
vulis pustuliformibus, distincte rotundatis, peridermio elevato et circa 
ostiola aggregata laciniatim rupto tectis; peritheciis cortici immersis vel 
ligno adnatis, pruina luteo-ferruginea superne indutis, in collum breve 



superne rotundatis, p. sp. 48-53 * 12-14 n; sporidiis 



ascis 



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luteis, saturatis, allantoideis, 11-13 ^ 3-4. 



328 MICHELE ABBADO 



Hab. in ramis Castaneae, Selva. 

E una forma molto caratteristica. I rami si presentano coperti da tante 
pustole emisferiche distinte, alia cui sommita escono in fascio gli ostioli 
robusti ed eretti. E notevole la larghezza degli aschi e la loro forma 
di clava ampiamente arrotondata; gli sporidi hanno la stessa tinta che 

nella specie. 

Questa forma e molto affine an che alia C. ampelina, da cui pare dif- 
ferire specialmente per la solcatura degli ostioli che e quasi sempreben 
evidente. Tuttavia questo carattere non e costante, giacche talora essa 

* 

non si pud distinguere; possiamo percio dire che questa varieta unisce 
la specie C. Rabenhorstii alia affine C. ampelina. 



C. ampelina (Wits.) Fuck, emend. 
Syn. Cryptovalsa ampelina Fuck. var. macrospora Saccardo, in herbario. 

Stromate effuso, nigro, peridermio tecto, vel in ligno serpente, circa 
perithecia acervulatim collecta elevato, corticem inquinante; acervulis pro- 
minentibus, rotundatis vel ellipticis, distinctis; peritheciis numerosis, 
monosticis vel disticis , cortice immo immersis , vel ligno adnatis , nia- 
jusculis, mutua pressione angulatis , erectis; collis longioribus, ostiolis 
valde exsertis, non sulcatis, terminatis; ascis clavatis, polysporis, 45-55 ** 
10-13 |i; sporidiis allantoideis, luteo-fuscescentibus, saturatis, 9-12*3-4. 

Hab. in sarmentis Vitis, in Italia bor. Valde affinis Cryptovalsae Ra- 
benhorstii a qua differt pracvipue acervulis magis distinctis et tumidis, 
collis longioribus, ostiolis non sulcatis. 

Questa specie fu finora considerata come una semplice varieta macro- 
spora della C. ampelina dogli autori la quale fu qui riunita con C. pro- 
tracta. In realta invece essa ne e affatto differente, non solo per i ca- 
ratteri degli aschi e sporidi , che gia sarebbero, come sappiamo , suffi- 
cient! a distinguerla, ma anche per l'aspetto degli organi esterni. Essa 
appartiene alia serie di C. elevata , arimdinacea , Rabenhorstii, anzi ha 
con quest'ultima una grande affinita; tuttavia non si pud con essa riu- 
nire, per certe particolarita dell' aspetto generate, e per la differenza 
delle dimension i degli organi intern i. Siccome poi essa appare come 
una forma propria della vite, non sara ingiusto conservarle l'appellativo 



MOXOGRAFIA DEI GENERI ALLESCHERINA E CRYPTOVALSA 329 



specifico di ampelina che prima apparteneva ad un'altra forma che non 
pare abbia ragione di esistere come specie a se. 

La C. ampelina, a seconda degli esemplari pud apparire piu o meno 
rigogliosa. Naturalmente gli esemplari piii evoluti sono quelli che ci 
danno meglio spiccate le carattmsticlie delle specie. E pertanto degna 
di nota la sporgenza deg*li acervuli i quali , nei tratti senza corteccia, 
appaiono nettamente sollevati, come delle verruche , sul legno; notevo- 
lissima la lunghezza dei colli cilindrici ed emergen ti parallelamente 
dallo stroma; gli ostioli non presentano solcature. Gli aschi e gli spo- 
ridi, benche abbiano Taspetto di quelli di C. Rabenhorstii, tuttavia hanno 
dimensioni alquanto minori. 



C. Pruni Fuck. 



Syn. Cryptovalsa Pruni Fuckel, Symbolae Mycologicae App. I, p. 33. 1871. 



Id. id. Saccardo, SyUoge I, p. 188. 1882. 



Wi 



248 



1888. 






Exsiccata Cryptovalsa Pruni Fuckel, Fungi rhenani. 2336. 

Stromate diatrypeo, latissime effuso, subcortieali, nigro; peri theciis sub 
stromate in cortice interiori nidulantibus, plerumque dense stipatis, glo- 
boso-ovatis, majusculis, ostiolis ut in C. Nitschkei formatis, ex cortici- 
rimis erumpentibus ; ascis longissime stipitatis, cl a vat is, antice subobtusis, 
polysporis, 74*8; sporidiis cylindraceis sed utrimque paruni attenuatis, 
curvatis, continuis, pallide fuscescentibus (in ascis), 10-12*4 

Hob. in ramis siccis corticatis Pruni spinosae, wins prope Oestrich, 

(Rhenog-ovia), Troves (Aube). 

Ho riportato qui la diagnosi del Fuckel (') il quale, come s' e visto, 
avvicina tale specie alia C. Xitschkei, ossia alia nostra C. protracta, da 
cui differirebbe per le maggiori dimensioni degli ashci e sporidi. Tali di- 
mensioni parrebbero invece avvicinare tale specie piutto a C Raben- 
horstii. Tuttavia bisue-na confessare che siamo di froute ad una specie 



(*) Fuckel, Symbolae Myc. App. I, p. 33, 



330 MICHELE ABBADO 



piuttosto incerta, Difatti il Winter (*) eseminando Fesemplare clei Fungi 
rhenani a sua disposizione, trovd per gli aschi e gli sporidi dimensioni 
minori di quelle date dal Fukel e cioe 50-70 * 8-9 n per gli aschi e 
9-11 ¥'2,5-3 per gli sporidi. 

Piii tardi Briard ( 2 ) trovd una Cryptovalsa su rami di ciliegio a Troyes 
e la classified come C. Pruni, ma anch'egli da le nuove dimensioni di 
76-88 ¥ 8 per gli aschi e 10-12 v 3-4 per gli sporidi. 

Negli esemplari su Prunus spinosa ch'io potei osservare, non trovai 
altro che le due specie C. protracta e C. Rabenhorstii. Nulla possiamo 
dunque ora dire circa 1' autenticita della specie in questione, la quale 
solo potra essere stabilita se si troveranno nuovi esemplari. 

Non e pero da escludere Tipotesi che si tratti semplicemente di forme 
ora di C. Rabenhorstii ora di C. protracta. 

Milano. Laboratorio di Patol. veget. della R. Scuola Sup. di Agricolt. 
Luglio 1902. 



(') Winter. Die Pilze II Abtheiiung p, 690. 

( 2 ) Briard, Florule cryptogamique de VAube p. 248, 



NOTIZIE 



LA STAZIONE BOTANICA INTERNAZIONALE A PALERMO. 



Pare che il progetto, gia da molto tempo vagheggiato, d' istituire una 
Stazione internazionale botanica a Palermo f stia per essere tradotto in 
fatto. Dair Egregio Gollega Prof. A. Borzi in Palermo riceviamo infatti le 
seguenti informazioni : 

L'Orto Botanico di Palermo, colle sue collezioni, opportunamentc am- 
pliato, arricchito e dotato di mezzi meglio corrispondenti alle esigenze 
dell'indirizzo biologico moderno, sarebbe, si puo dire, trasformato in un 
grande laboratorio vivente a vantaggio non solo della Botanica considerata 
nei sen so strettamente teorico, ma anche delle applicazioni di questa di- 
sciplina ; le quali, com' 6 noto, sono molte ed importanti, poichfc riguar- 
dano la medicina, L'economia agraria e forestale, 1' orticoltura, l'acclima- 
zione, il governo e commercio dei vegetali utili, ece. 

E cosi anche per questa sola considerazione, la proposta stazione, favo- 
rita dalle sue propizie condizioni di clima e di terreno, dk affldamento 
che coi suoi lumi possa esercitare una beneflca influenza sulla coltura e 
sulla economia nazionale senza gravi sacriflzi da parte dello Stato. 

Per raggiungere tale scopo la Stazione Botanica di Palermo dovrA prin- 
cipalmente rivolgere la sua attivita : 

a) al progresso dei vari rami della botanica, particolarmente della 
Morfologia e deirAnatomia, della Fisiologia, e della Biologia vegetale. 

b) agli studi sulla conoscenza delle malattie delle piante utili. 

c) all' introduzione e diffusione dei vegetali riconosciuti utili alle in- 
dustrie ed al commercio, all' agricoltura ed all' orticoltura. 

Percio l'attuale Orto botanico e le terre annesse della Vigna del Gallo 
(ottari 8 V 2 ), salvo l'aggiunta di altri terreni non difficili ad aversi o gra- 
tuitamente da enti morali od a pagamento da privati, serviranno da giar- 
aitio per collezioni scientiliche viventi e per acclimazione di nuove piante. 
All' uopo saranno aggiunte serre calde, semplici ricoveri, aranciere, ecc. f 
mentre il personale verra aumentato e migliorato con persone adatte. 

L'attuale biblioteca ricevera l'incremento richiesto dalla maggiore sfera 
di attivita in cui si esplicheranno gli studi, si da poter soddisfare a tutte 
le nuove esigenze. 

Si costruiranno nuove sale di erbari e pei musei, secondo gli ultinii por- 
teti della Scienza, dando per tal modo un vantaggioso impulso alPincre- 
^ento delle raccolte ed alia quasi completa creazione del museo, tenendo 
»nto dei prodotti massimamente coloniali e di quanto mai e in rapporto 
con le Industrie e col commercio delle piante utili. 



332 



KOTIZIE 



La stazione sar& fornita di laboratori destinati alle ricerche di anatomia, 
fisiologia, ehimica fisiologica, biologia, fltopatologia ; e gli studiosi di qua- 
lunque nazione, che volessero iatraprendere particolari ricerche su argo- 
menti compresi nel campo delFattivita dell' Istituto , avranno ognuno un 
tavolo di lavoro con gli strumenti piii indispensabili per la durata di un 
anno e col pagamento di L. 1000. 

Nel F inter esse poi dell' agricoltura siciliana, a chiunque 6 lecito inviare 
campioni di piante amniaiate; se ne indicheranno le malattie ed i mezzi 
curativi quando si sia corrisposta una tassa, che v^erra tissata da apposita 
tariffa. Le nuove piante introdotte si porranno nel commercio a prezzi i 



piu miti che sia possibile ed indicati in specialc catalogo a stampa. 

La stazione avra pubblicazioni proprie; con le quali, ad intervalii con- 
sentiti dair indole delle ricerche, dara con to della sua operosita, 

Essa provvedera ai suo sviluppo e mantenimento : 

a) con le tasse d' ammissione , calcolate a L. 1000 per ogni tavolo di 
lavoro e per la durata di un anno. 

b) con la dotazione di cui F Orto sara provvisto al momento della sua 
trasformazionc in Stazione botanica internazionale. 

c) con i proventi derivati dalla vendita delle piante e delle pubblica- 
zioni, nonche dalle tasse stabilite per la sezione di patologia vegetale. 

Gonservera nei suoi rapporti didattici, amministrativi e gerarchici il ca- 
rattere di un Istituto Universitario alia dipendenza del Ministero della 
Pubblica ktruziona 11 governo e Famministrazione di essa spettano al suo 
Direttore sotto la sorveglianza del Ret tore della R. Universita degii studii 
di Palermo, e nelle forme e nei modi stabiliti dalle leggi di contabilita 
dello Stato. 

O. Penzig. 



Malpighia Vol. XVI. 



Tav. VII. 



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A. VlLLANI AD NAT. DELIN. 



CONDIZIONI 



La Malpighia si pubblica una volta al mese, in fascicoli di 3 fogli di stamps 
almeno, corredati, secondo il bisogno, da tavole. 

L' abbonamento animate importa L. 25, pagabili alia ricezione del 1° fascicolo 
dell' annata. 

L' intiero volume annuate ( 36 fogh in 8° con circa 20 tavole } sara mesao 
in vendita al prezzo di L. 30. 

Non saranno venduti fascicoli separati. 

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SOMMARIO. 



Lavori original!. 



Enrico Gelani : Sopra un Erbario di Gherardo Cibo conservato 
nella R. Biblioteca Angelica di Roma .......'. Pag. 181 

Antondw Ponzo : Escursioni nei dintorni di Licata . . . . ' » 227 

Armando Villani : Dello stimma e del preteso stilo delle Cro- 
cifere. Nota prima (con Tav. VII) » 261 

G. B. Tra verso : Note critiehe sopra le « Sclerospora » paras- 
site di Graminacee » 280 

Michele Abbado : Monografia dei generi « Allescherina e Cryp- 
to valsa » » 291 



Notizie. 



La Stazione Botanica Internazionale a Palermo . . . . . » 331 



Annesso a qumto fascicolo trovasi il catalogo della Libreria 
a tiquaria 0. Weigel di Lipsia, N. 107. 




ALP 





HI 




RASSEGNA MENSUALE DI BOTANICA 



REDATTA DA 



O. PENZIG 

Prof. alT.TJniversita di Geneva 



R. PIROTTA 

Prof, all' University di Roma 




Anno XVI 



Fasc. V1II-X 



(con Tav. VIII-IX) 







MARCELLO MALPIGHI 

1627-1694. 



GENOVA 

TIPOGRAFIA DI AXCrELO CIMIXA-GO 

i902. 



C0NDIZ10NI 



La Malpighia si pubblica una volta al rnese, in fascicoli di 3 fogli di stampa 

almeno, corredati, secondo il bisogno , da tavole. 

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Polydesmus exitiosus Kiihn ed Alternaria Brassicae (Berk.) Sacc 



Ricerche del Dott. Pietro Voglino. 



(con Tav. VIII;. 



Una marcatissima infezione sviluppatasi nel 1901 presso Verona (*), 
sulla Brassica oleracea L. var. Botrytis (cavoljiore), mi forniva il modo 
di studiare quell a forma parassita ritenuta dal Kiihn ( 2 ) come un Po- 
lydesmus (P. exitiosus). Nel medesimo anno pero su cavoli coltivati 
(Brassica oleracea L. var.), in alcuni orti , nei dintorni di Torino (Ma- 
donna di Campagna), erasi reso manifesto un deperimento che potei fa- 
cilmente riconoscere come determinato dallo sviluppo della tipica Al- 
ternaria Brassicae (Berk.) Sacc. ( 3 ). 

L'esame contemporaneo delle due forme e specialmente la artificiale 
coltivazione dei conidii e V inoculazione su piante sane, mi confermo che 

il Polydesmus exitiosus di Kiihn e la Alternaria Brassicae (Berk.) 

Sacc. debbono unirsi in una medesima specie. * 

I/autonticita del Polydesmus exitiosus di Kiihn era gia stata messa 
in dubbio da parecchi valenti micologi, fra i quali specialmente il Sac- 
cardo, il Briosi ed il Cavara. II Saccardo ( 4 ) dice « Conf. Kiihn 1. c. ubi 
« expositio plena habetur. Conidia subinde murali divisa more Alterna- 
« viae. An ergo hujusce status? » Nel n. 87 della Exsiccata ( 5 ) dei Pro 
fessori Briosi e Cavara, in una nota si legge: « Probabilmente alia Ah 
« ternaria Brassicae (Berk.) Sacc. va pure riferito il Polydesmus exi- 
« tiosus Kiihn , trovato in Germania sui cauli, sulle silique ed anche 

« sulle foglie della Brassica rapa L. II Kiihn fece rilevare le mol- 

« teplici forme normali ed anormali che possono assumere le spore, le 



(*) Gli esemplari di studio mi furono gentiimente favoriti dal Chiaris- 
8imo Dott. Prof. Tito Pog- i, benemerito Direttore della Cattedra Amb. d'Agri- 

Qoltura di Verona. 
I 2 ) Botanische Zeitung 1856. Die Krankheiten der Kulturgewaehse 1859. 

( 3 ) Sylloge fang. Vol Hyphomycetes pag. 516. 

( 4 ) Idem. p. 408, 



I funghi parassiti delle pint 

22. Malpighia. Anno XVI, Vol. XVI. 



334 



P. VOGLINO 



« quali nel maggior niimero dei casi gli si presentarono sol tan to tra 

« versalmente settate. Non sono peraltro infrequenti, anclie nella Alter- 

« naria Brassicae , spore in egual modo settate, ed ivi pure si riscon- 

« trano le formazioni a catena, terminali o lateral!, con deviazioni ed 

« anomalie, quali vennero dal Ktihn segnalate pel Polydesmus exitiosus, 

« sicche sembra a noi che non vi siano carattori sufficienti per tenere 

« distinto quest'ultimo dalla Alternaria Brassicae, venti anni prima se- 

* 

« gnalata dal Berkeley. » 

Le piante di catolfiore presentavano, nelle foglie, macchie aride, bra- 
ne o quasi nere, rettangolari o sferiche, a contorno non nettainente 
distinto, del diametro di 2 o 3 mm. od anche punti neri che spiccavano 
in mezzo al tessuto verde-clorotico della lamina, cosi pure la nervatura 
principale e le secondare apparivano imbrunite sopra porzioni lunghe 
da 1 sino a 2 o 3 cm. 

Le infiorescenze erano, su larghissimi tratti, colorate in giallo-castagno, 
e qua e la, in zone circolari, si vedevano porzioni annerite, come carbo- 
nizzate. 

Le sezioni, nelle infiorescenze, mostravano tessuti disorganizzati,da nu- 
merosissime ife incolori , (fig. \a) molto allungate, rami fie ate, settate, 
larghe 2 a 3 |i. Verso i'esterao delle porzioni nere, le ife si allargavano 
(fig. le) sino a misurare 5 a 6 ji. di diam. e formavano, perpendicolar- 
mente al substrato (fig. lb), conidiofori di color castagno-chiaro , cilin- 
drici, con alcune ramificazioni, specialmente nella parte superiore , lun- 
ghi da 50 a 70 m, largW da 6 ad 8 p.., divisi da rari setti trasversali. 
Dall'apice o dai rami laterali si disponevano a catena i conidii (fig. d) 
clavato-allungati (50-65*7-10), divisi da 5 ad 8 setti trasversali, leg- 
germ en te ristretti ai setti , coi loculi , eccezion fatta dell 1 apicale che si 
manteneva piu allungato e jalino, di color bruno-olivaeeo. Oltre ai co- 
nidii settati solo trasversalmente, se ne trovavano anche molti con - tti 
longitudinali, fra i singoli loculi, molto allungati (100-110 (i) (fig. h) od 
altri piii rigonfi nel mezzo e distintamente muricati. 

Nel tessuto fogliare, le ife miceliari erano molto meno sviluppate, i co- 
nidiofori brevi ed i conidii in generate molto allungati (100430 \i) (fig. 4). 
Nelle nervature principali invece te ife miceliari, i eondiofori ed i coni" 



POLIDESMUS ~ ALTERNAR1A 335 



dii mantenevano il medesimo sviluppo, forma e dimension] che non nelle 
inflorescenze. ■ * 

La forma, la disposizione dei con i dii, il modo di presenters! del firngo 

ricordavano perfettamente la descrizione e le figure lasciate dal Kiihn per 

il Polydesmus exitiosus. Solo non corrispondeva sempre la grandezza dei 
con i dii e il numero dei setti trasversali poiche il Kiihn indico nella de- 
scrizione « conidii all ting ato-obclavati, 8-12 settati, lung hi 1:20-140 |i, larghi 
14-16 |i. Nella forma trovata a Verona e specialmente negli esemplari 
sulle foglie, si notavano conidii molto allungati (fig. 4); d'altra parte pero 
il Kiihn medesimo nelle sue ricerche sul Polydesmus ricorda e figura co- 
nidii di grandezza molto variabile. 

Non vi era dubbio percio di dover riferire il fungo trovato nei caw- 
lifiori al Polydesmus exitiosus Kiihn. 



Sulle foglie dei cavoli raccolte presso Torino apparivano maeehie ton- 
deggianti od irregolari, olivacee o brunastre a contorno nero piuttosto 

* 

mareato. Nelle sezioni si vedevano circolare fra le cellule necrotizzate, rare 
ife esili del diam. di 3-4 ji, giallicce, die convergevano verso gli stomi, 
allungandosi in fasci di coniodofori piuttosto brevi (30-40 ji), poeorami- 
ficati , di color castagno-bruno, divisi da rari setti trasversali, muniti 

all'apice o lateral roente di condii eaten ulati, allungato-fusoidali o clavato- 

allungati, lunghi 70 p sino an che ad 80 o 90 ji, larghi da 14 a 18 jx, 
divisi da 6 ad 8 setti trasversali, ed anohe da setti longitudinali. Nu- 
merosi erano i conidii muricati e fra la grande massa alcuni risultavano 
piuttosto brevi ed ingrossati nel mezzo. Nelle nervature principal*! le ife 

raggiungrvano un notevole sviluppo in lunghezza e si mantenevano in- 

colore. 

. Questa forma fungina che ritenevo essere YAlternaria Brassicae I Berk*) 

Sacc. I' avevo altre volte trovata come parassita dannoso in alcune lo- 

calita del Piemonte unitamente alia sua tarietd macrospora, che fu gia 

ben descritta dai Prof. Briosi e Cavara ("). 

Confrontando i conidii di Alternaria con quelli che avevo gia rife- 



( Vedi Saccardo Sglloge 1. a, pag. 402. 



336 



P. VOGLINO 



riti al Polidesmus mi venne il dubbio che le due specie ritenute come 
distinte dovessero essere identiche, poiche, tan to nell 1 una che neir altra 
forma, oltre ai conidii allungati (fig. 4) e divisi unicamente da setti 
trasversali (Polydesmus), ve n'erano molti coi loculi divisi anche da setti 
longitudinali (AUemaria), ed altri ancora se ne notavano identici a 
quelli gia descritti e figurati dal Kiihn per la specie Polydesmus exi- 
tiosus, cioe piuttosto brevi, rigonfiati nel mezzo e muricati, caratteristica 
dei conidii di Altemaria. II Kuhn nella descrizione del Polydesmus 
exitiosus accenna ad un loculo summo longiore et pallidiore (*), ma an- 
che a questo proposito devo ricordare come tutti i conidii allungati 
che osservai per le due forme mi si presentarono sempre col loculo su- 
peri ore molto allungato ed incoloro o pochissimo colorato ( 2 ). Siccome 
pero il Kuhn basa quasi unicamente la distinzione del Polydesmus exi- 
tiosus dalla Altemaria Brassicae (Berk.) Sacc. sui conidii divisi solo da 
setti trasversali, cosi ho creduto opportuno, vista Tanalogia che avevo . 
trovato fra le due forme, di es+endere le ricerche a qualche altra specie 
di Altemaria. 

Scelsi esemplari di Altemaria tenuis Nees raccolti in diverse localita 
e su diverse matrici. Anche in queste trovai conidii , meno raramente 
pero, settati solo trasversalmente (fig. 3.a). 

II minor numero di conidii muricati trovati negli esemplari riferibili 
al Polydesmus e.iitiosus Kiihn, in confronto di quelli della Altemaria 
tenuis Nees , potrebbe forse lagciare un qualche dubbio riguardo alia 
identificazione del Polydesmus exitiosus Kuhn colla Altemaria Bras- 
sicae (Berk.) Sacc, ma facendo replicati esami ed in diverse epoche in 
conidii giovani o vecchi , mi convinsi che la presenza di un numero 
maggiore di setti trasversali e essenzialmente in relazione coll' eta dei 
conidii, e maggiore cioe nei conidii gi& formati da un certo tempo, mi- 
nore in quelli in via di sviluppo. Devo inoltre ricordare come i conidii 
riferibili al Polydesmus exitiosus Kuhn, presentino frequentemente delle 



( l ) Come attestano del resto anche Briosi e Cavara fl.c.) ... spore ... terminanti 
con lung a appendice filamenlosa piu pallida. 
O /. c. 



POLYDESMUS - ALTERNARIA 337 



proliferazioni laterali (fig. 2 c, d, e) gia indicate da Gibelli , Penzig e 
Cavara come caratteristica di alcune specie di Alternaria. 

II micelio piu sviluppato e pallido nel Polydesmus, si riteneva potesse 
servire come carattere differenziale fra Polydesmus exitiosus Kiihn ed 
Alternaria Brassicae (Berk.) Sacc. Ora la forma, grandezza e colore 
delle ife miceliari (tipo Polydesmus) sulle giovani infiorescenze , sulle 
grosse nervature e sul tessuto laminare della foglia di cavol-Jiore, erano 
perfettamente identici a quelli delle ife (tipo Alternaria), sulle nervature e 
lamine del cavolo: erano cioe molto sviluppate ed incolori nei tessuti car- 
nosi come nelle nervature, meno all ungate e giallicce nel tessuto laminare. 



Per chiarire con certezza se i due tipi Polydesmus ed Alternaria siano 
da mantenersi disgiunti o si debba invece unirli nell'unica specie Alter- 
naria Brassicae (Berk.) Sacc, ho creduto opportuno di tentare la colti- 
vazione dei conidii ritenuti come tipici di Polydesmus, di Alternaria 
Brassicae (Berk.) Sacc. ; e da ultimo estesi anche le ricerche ai conidii 

di Alternaria tenuis Nees. 

Per le coltivazioni adoperai, per il Polydesmus , conidii gih vecchi di 

10 mesi, presi dalla matrice cavol-Jiore, e per V Alternaria Brassicae (Berk.) 
Sacc, presi dalla matrice cavolo comune e gia formati da 5 mesi. Col- 
tivai tanto la forma delle nervature come quella delle lamine. 

I conidii presi dalla porzione annerita di giovani infiorescenze di cavol- 
fiore germinarono facilmente (fig. 5) in diverse ife incolore che uscivano 
dai loculi e si disponevano in varie direzioni, come del resto indicd gia 
il Kiihn (I.e.). 

■ 

Dopo qualche giorno riesce difficile riconoscere il conidio nelle colti- 
vazioni, poiche le ife che si protendono dalle estremita del conidio 
stesso , sono subito divise in numerosi loculi ristretti , come quelli del 
conidio, dalle membrane di divisione (fig. 6, 7). II color bruno-castagno, 
che va per6 rendendosi sempre piii sbiadito nelle ife, puo solo servire a 

delimitare il conidio. 

Le ife appena uscite hanno il modesimo diametro del conidio, verso h 
estremita mm invece piii ristrette , si allungano in vario modo (fig. 6, 
7, b) 9 si ramificano (fig. 7 e) e restano successivamente pure divise da 
setti trasversali coi loculi ristretti e disposti quindi a rosario (fig. 7 a). 



338 P, VOGLINO 



II micelio, nei mezzi liquidi , si sviluppava molto lentamente, ed in 
diverse colture impiego un tempo lunghissimo, circa un mese e mezzo 
a raggiungere il complete) sviluppo; ad accennare cioe ad un principio 
di fruttificazione. Esso ha in tal caso un aspetto monili forme per il gran 
numoro di setti trasversali ed il marcatissimo restringimento dei loculi. 

Fra l'uno e l'altro restringimento, si forma quasi sempre un setto tra- 
sversale dan do alle ife un aspetto molto caratteristico (fig. la, 10, 15). 
Due o tre giorni prima della formazione dei conidii apparivano, alia 
estremita dei rami, loculi molto rigonfiati, sferoiclali e divisi da un setto 
nella regione equatoriale (fig. 16). Tali ingrossamenti che possono pre- 
sentarsi anche sdoppiati (fig. 12) o con special! prolungamenti ad un- 
ci no (fig. 13) ritenevo rappresentassero il principio di una speciale frut- 
tificazione, invece essi non sono che porzioni vegetative; poiche da essi 
infatti non tardarono a prolungarsi, regolarmente, ife miceliari (fig. 
11, 15). 

Durante Faccrescimento, frequentissime apparvero le anastomosi (fig. 9a). 
Da speciali ingrossamenti laterali o pseudo-tubercoli (fig. 14) circondati 
dapprima da una esilissima guaina incolora, hanno origine le ife fruttifere. 
I pseudo-tubercoli si biforcano e si allungano, poche ore dopo la loro for- 
mazione (fig. 17), in un filamonto continuo, incoloro, il quale si dispone 
perpendicolarmente fuori del substrato di coltura, I filament! dopo aver 
raggiunto una lunghezza di 40 a 60 \x pivsentano un ingrossamento 
apicale di forma conica, incolore. Pur continuando ad allungarsi la ifa, 
ma piu lentamente, F ingrossamento resta diviso successivamente in due 
o tre loculi delimitandosi cosl un conidio incoloro di forma clavata (fig. 
18). Questo, in 10 o 12 ore, si allunga ancora assumendo dopo 24 o 36 
ore r aspetto caratteristico dei conidii normali. 

- 

Da un ingrossamento che appare alFapice si protende un nuovo co- 
nidio e cosi successivamente finehe ne risulta una catena di 3 o 4 co- 
nidii. Oltre agli ingrossamenti apieali ne compaiono anche dei laterali 
che generano lino o due conidii. 

I conidii, mcolori per due giorni , assumono gradatamente la colore- 
zione castaneq-brunastra, la quale appare ben manifesta nel quinto giorno 
della loro formazione. 



POLYDESMUS - ALTERNARIA 339 



Nei mezzi solidi lo sviluppo e phi rapido, ma non ottenni mai la 
formazione di nuovi conidii prima di otto o dieci giorni (temp. 12 a 
16° C). 
Seminai anche conidii presi dalle foglie ed ebbi un analogo sviluppo. 

Come confronto seminai spore tipiche, cioe distintamente muricate, 
della Alternaria Brassicae. Esse germinarono nel modo sopra indicate, 
producendo da ultimo conidii eaten ulati, coi soli setti trasversali, e mi- 
celio, dapprima incoloro poi verdastro. 

Cercai inoltre di ottenere la riproduzione del male, adoperando conidii 
tipici del Polydesmm di Kuhn preso dalle infiorescenze e dalle foglie del 
cavol-fiore e nello stesso tempo conidii brevi e lunghi distintamente mu- 
ricati, staccati dalle macchie brune fogliari di Brassica oleracea. 

Seminai tali spore sopra due giovani infiorescenze di cavoli-fiore col- 
tivati in vaso e coperti di un cono di garza finissima e sterilizzata. Tanto 
nelFuna che nell'altra pianta le infiorescenze, dopo una quindicina di 
giorni, risultavano, verso i punti infestati, di colore bruno, quasi nero, ed 
eransi sviluppati conidiofori e conidii. 

Ne risulta pereid certa 1'unione della forma Polydesmus exitiosus Kuhn 
colla Alternaria Brassicae (Berk.) Sacc, cplla aggiunta delle matrici gia 
indicate dal Kuhn, cioe Brassica cawpestris e B. Bapa e di quella da 
me studiata della B. oleracea var. Botrytis. 

Colle riuscite inoculazioni su piante sane, resta anche dimostrato il pa- 
rassitismo di tale specie, fatto che il Comes ( 3 ) mette in dubbio rite- 
nendo che tale forma di Alternaria, si sriluppi solo sulle pianti 4 . nelle 
quali le radici sono gia colpite da Rhizoctonia o da marciume. 

Per quanto io abbia cercato su esemplari lasciati appositamente all'a- 
perto durante tutta la stagione invernale e sui giovani individui in pri- 
mavera, non mi fu dato di notare mai quei picnidii che il Kuhn riferi 
ad una Depasea Brassicae. Cosi pure sugli esemplari di Brassica oleracea 
var. Botrytis non potei riscontrare la forma periteciale trovata in prima- 
vera dal Fuckel sui fusti secchi di Brassica Najnis. 



(*) Cvittogamia ca/raria, Napoli 1901, pag. 344 



340 



P. VOGLIXO 



SPIEGAZIONE DELLA TAVOLA VIII. 



Fig. 1. Sezione, nella parte ester na, di una infiorescenza annerita dal Poly- 

desmus exitiosus di Kiihn: a micelio, b conidiofori, c conidii (Mic. 

Koristka oc. 3 ob. 5*) 
« 2. a e b conidii isolati, c, d, e conidii con proliferazioni e setti lon- 

gitudinali fra i loculi (Mic. Kor. oc. 3 ob. 8*). 
« 3. Conidii di Alternaria tenuis (oc. 3 ob. 8*)' 

4. Conidii di Polydesmus exitiosus Kiihn moito allungati presi da tes- 

suto fogliare (oc. 3 ob. 8 # ). 
« 5, 6, 7. Conidii di Polydesmus exitiosus Kiihn in via di germinazione, 

con ife miceliari ingrossate e moniliformi in a, strette all'estreinita 

in b (oc. 3 ob. 5*). 
« 8. Porzione di nuova ife con rami (oc. 3 ob. 8*). 
« 9. Ife miceliari con anastomosi a e loculi regolarmente ristretti ai 



setti e divisi anche da setti intermedi c, con ramiflcazioni b } per- 

pendieolari al substrate (oc. 3 ob. 8 # ). 
« 10. Ifa con ramiflcazioni speciali all'apice (oc. 3 ob. 8*). 
« 11. Ifa con rami che hanno origine da un ingrossamento (oc. 3 ob. 8*). 
« 12. Ifa con ingrossamento sdoppiato (oc. 3 ob. 8*). 
» 13. Ifa con ingrossamento sdoppiato e ripiegato ad unci no (oc. 3 ob. 8 # ). 
« 14. Ifa con ingrossamento circondato da guaina che si allunara in un 



D U " 1UU V>^V> KFM «"«»ft 



ifa conidifera (oc. 3 ob. 8 # ). 



« 15. Ifa con ingrossamento che si prolunga in un ramo (oc. 3 ob 8 # ). 
« 16. Ifa con ingrossamento (oc. 3 ob. 8*). 
« 17. Ifa con rami laterali (oc. 3 ob. 8*). 

« 18, 19. Stadi successive di ife fruttifere che formeranno conidii. 
« 20. Ifa e conidii regolarmente formate ed a membrana bruna (oc. 3 

ob. 8 # ). 



Torino, Luglio 1002. 






Dott. GIACOMO CECCOXI 



Sesta contribuzione alia conosceoza delle Galle 

della Foresta di Tallombrosa. 

(Con descrizioni e figure di galle nuove e di nuovi substrati) 

(Tav. IX). 



Sono lieto di poter presentare anche quest'anno un numero abbastanza 

ricco di galle, tutte nuove per questa flora non solo, ma parecchie nuove 
per la srienza (*); alcuno di queste sono gia accennate nel lavoro del 
Kieffer ( 3 ), il quale con squisita gentilezza mi porse il suo validissimo 

aiuto Delia loro determinazione. 

E nello stesso tempo in cui manifesto la mia gTatitudine sincera a 
questo illustre cecidologo, ringrazio vivamente V egregio Prof. Adriano 
Fiori, die gentilmente mise a mia disposizione le diverse galle die fino 
ad oggi ineontro nelle sue ricerche special!, sopra le pi ante della flora 

di questa foresta. 

ABIES PECTINATA L. 



• 



1** Eriophyes pini Xal. (Tav. IX, fig. 4). 

Da alcuni anni osservavo che abbastanza frequentemente quassii, al- 
r epoca della fioritura, in alcuni rametti tutti o parte degli amenti ri- 



manevano chiusi alio stato di gemma e non si sviluppavano affatto ; 



esclusa la possibility che cio si dovesse ad un insetto, feci alcuni pre- 
parati al microscopio, per vedere se si trattasse di una deformazione do- 
vuta ad acari, e vidi subito una quantita di Eriophyes, che pei caratteri 
riferii all Eriophyes pint Nal. 

Queste galle si vedono molto chiaramente quando le gem me fiorali 



( 1 ) Le galle nuove per la scienza le in dice con * # e i nuovi substrati o 
galle nuove per T Italia con \ 

( 2 ) Synopsis des Zoocecidies d' Europe, Annates de la Societe Entomolo- 
gique de France, Volume LXX, a. 1901. ; 



342 G. CECCONI 



maschili si sono sviluppate in amenti , perche si presentano della gros- 
sezza di un piccolo pisello, di colore giallo-rossiccio dapprima, in se- 
guito rossiccio-scuro, costituite da tante squame addossate fra loro ehe 
non sono altro ehe le squame della gemma fiorale maschile, alquanto 
ipertrofizzate ; il loro diametro e da 3 a 4 mm. e nel loro interno l'asse 
delFamento colic squame polliniche e atrofizzato, 

Essen do cosi diversa questa galla da quella ehe comunemente que- 
st'acaro produce sui rametti di pino, mi venue il dubbio sulla detenni- 
nazione fatta e per due anni consecutivi mandai queste galle all'illu- 
stre specialista di Vienna, il Prof. A. Nalepa, il quale gentilmente con- 
fermo trattarsi indubbiamente di Eriophyes pini Nal. 

E questo stesso acaro lo trovai ancbe sulle gemme dei fiori fern-mi* 
nili della medesima pianta, cosicche per la loro azione anch' esse rima- 
nevano chiuse, un po' rigonfie e colle parti interne atrofizzate. 

Ed a maggior conferma ehe si trattasse di questa specie, il Profes- 
sors Perona trovo, alcuni anni fa, in piantonaio, una pianta giovane 
di abete bianco ehe sui rami aveva molti dei rigonfiamenti die sono 
caratteristici di questa specie sui rametti di Pinm sihestris e Montana; 
non potei allora rendermi ragione di quei rigonfiamenti ehe, posti in 
opportune condizioni, non mi dettero alcun insetto. Su preparati al mi- 
croscopio ehe ho fatto ultimamente, ho trovato ehe, su quei rigonfia- 
menti disseccati, si trovano ancora alcuni acari , ehe ho potato ascri- 
vere all 1 Eriophyes pini Nal. 



ACER MONSPESSULANUM L. 



2* (?) Contarinia acerplicans Kieff. 

Fr. L5w. Verb. zool. bot. Ges. Wien 1885, p. 499; Kieffer, Synopsis 

des Zooce'cidies A 9 Europe, pag. 240. 

Non avendo potato osservare neanch'io la larva ehe produce sulle fo- 
rlie quelle pieghe debolmente ipertrofizzate, di color rosso sangue, ehe 
si aprono sulla pagina inferiore e ehe stanno fra due nervature, rifen- 
sco con riserva quelle ehe trovai sulle foglie di questo acero , nel mo 
mento in cui le larve produttrici erano cadute sui terreno. 

Non frequenti sulle pi ante a Masso del Diavolo, 






GALLE DELLA FORESTA DI VALLOMBROSA 343 



ACER PSEUDOPLATANUS L. 



3* Coeidomyidaruiii sp. 

Kieffer, L c, p. 239. 
Gall a del parenchima della foglia, circolare, del diametro da 4 8 mm., 
di colore sbiadito, provvista inferiormente di una piccola prominenza om- 
belicale, lunga un quarto di millimetre; questa galla e sollevata ap- 
pena sulle due pagine della foglia e nel suo interno vive una larva 
isolata bianchiccia la quale, a un dato momento , fora la pa rote infe- 

riore per cadere nel terreno. • 

Fino ad ora si conosceva una galla identiea soltanto delV Acer cam- 
pestre L. 

Non frequente dietro Tlstituto, su piante cespugliose, verso la meta 
di luglio di quest 'an no. 



BETULA ALBA L. 



4. Eriophyes rudis Can. 

Canestrini , Ricerclie interne at Fitoptidi, pag. 14; Famiglia dei 

Phytoptini, pag\ 658-659, tav. 52, fig\ 1 e tav. 57, fig. 5. 

Pelosita anormale della foglia, spec i aim en te agli angoli formati dalle 

nervature secondarie colla nervatura prim aria, costituenti YErineum he- 

tulinwm Schum. 

Su alcune fbglie trovate in esemplari da erbario, raccolti quasstl. 



CALENDULA AKVENSIS L. 



5 + * (?) Aphis sp.? 

Riferisco ad afidi, per averne trovati alcuni sopra piante deform ate e 
raceolte il 25 maggio di quest' anno dal Prof. Fiori, nelle vicinanze di 
Filiberti, la deformazione dei capolini, sui quali per cladomania e fillo- 
mania in luogo dei fiori normal i si trovano dei peduncoli piu o mono 
lunghi (fino a 2 cm.) che portano all'apice delle pquame, che non sono 
altro che rudiment] di un capolino; il tutto presenta una vireseenza 

speciale. 



344 



G. CECCONJ 



Questa deformazione corrisponde, almeno in parte, ai caratteri che di- 
stinguono la var. prolifera, descritta da Augusto Pyramo de Candolle 
nel suo Prodromus systematis naturalis regni vegetabilis , Pars sexta , 
Parisiis 1873, pag. 451-452, nel passo che trascrivo: 

pedicellis nenipe phirimis ad squamarum inv. axillas ortis et 

capitulum vulgar i simile sed minus gerentihus. — C. Bauh. pin. 275. 
Pliaenomenon frequens in hortis pinguibus. Flore s centrales tunc saepe* 
virescentes. 



CALLUNA VULGARIS Salisb. 



6. Wytilaspis pomorum Bouch6. 

Garden Chron. 1875, I,- p. 83, fig. 15; Douglas, Ent. Mont. Mag. 

XXV, 1888, n. 289. p. 16; Albert C. F. Morgan, id. id., n. 290, 

p. 46; Penzig, Pjlanzen-teratologie, Zweiter Band., p. 114; Kief- 

* fer, Mycocecidies de Lorraine, p. 11; Bezzi, Primo contribute 

Cecidiologia trentina 1899, p. 37; Kieffer, Synopsis des Zooce- 

cidies d' Europe, p. 278. 

Da alcuni anni notavo sopra questa pianta, e eon inolta frequenza, 

quella anormale produzione, quasi sempre molto caratteristica, di ra- 

metti a cespuglio, che crescono in punti diversi e a diverse distanze fra 

loro; nella porzione del ramo dal quale partono questi rametti si nota 

u n ingrossamento anormale e lo spazio che corre fra Tuna e 1' altra di 

queste cladomanie e del tutto privo di rami e di foglie. 

Sapevo che fino ad era la formazione di questa specie di scopacci si 
attribuiva ad un fungo (Exoascus) o ad una ferita , con conseguente 
cladomania, e percid mi detti ad osservare minutamente, in epoche di- 
verse, un gran numero di esemplari, riuscendo in fine a trovare alcuni 
scudetti di Mytilaspu pomorum Bouche, e questo sopra diversi esemplari 
e d'estate; non esitai allora a riferire questa cladomania alle ferite pro- 
dotte da questo ecocide, che il Douglas e il Morgan ricordano di aver 
trovato sulla medesima pianta. 

In Italia, pmduzioni simili Bono state ricordate dal Bezzi, che le trove 
frequent! nelle montagne di Porto Ceresio, sul Lago di Lugano; quassu 

sono frequenti ssi me, 



GALLE DELL A FORESTA DI VALLOMBROSA 345 



CAMPANULA TRACHELIUM L. 



T* Perrisia n. sp. (Tavola IX, fig. 6). 
Kieffer, 1. c, pag-. 279-280. 

Lo foglie terminali si presentano riunite insieme, accartocciate e in- 
crespate verso la pagina superiore e ricoperte di peli bianchi, numerosi; 
le nervature primarie e secondarie, e anche il picciuolo, sono ipertrofiz- 
zati e di colore piii chiaro, e cosi pure e ipertrofizzato il getto termi- 
nale che porta fiori atrofizzati. 

Dentro le ripiegature delle foglie si notano parecchie larve di colore 
bianco. 

■ 

Questa galla somiglia a quella osservata dallo Hieronymus nel 1890 
su Camp, rapunculoides, ma in questa le larve sono di color rosso. 

Frequente abbastanza subito dopo Masso del Diavolo a sinistra, nel- 
I'abetina giovane, in giiigno e luglio. 



CARPINUS BETULUS L. 



8. Contarinia carpini Kieff. 
* Massalongo, Le galle nella flora italica, n. 180. 

Sulla pagina superiore questa specie produce una ripiegatura un po ri- 
gonfia e sporgente fra due nervature secondarie, di color xwdc dapprima, 
appresso di colore rosso bruno; sulla pagina inferiore corris])onde un solco 
lineare cogli orli stretti che si combaciano prima, e poi, a maturita, si 
scostano per far uscire le numerose larve di color bianehiccio. Di queste 
pieghe se ne possono trovare ])arecchie sopra una foglia. 

A Masso del Diavolo, frequente in luglio di quest' an no. 



CORYLUS AY ELL AN A L. 



9" Lepidopterocecidium. 

Kieffer, 1. c, pag. 559. 
E abbastanza frequente quassu di vedere, verso la fine di marzo, le 

o-enime terminali che si arrestano oel lore svi hippo, ingrossano alquanto, 



346 G. CBOCOKI 



ma rimangono costantemente cliiuse; e*>e non debbono confondersi con 

quelle attaccate dall 1 Eriophyes avellanae Xal., che, quantunque a prima 
vista sembrino quasi identiche almeno estornamente , differiscono per 
avere le squame ispessite e pelose. 

Le gem me invece che costituiscono il lepidotterocecidio si presentano 
un po' piu ingrossate delle normali e si distinguono molto bene, quando 
queste ultime hanno cominciato a svilupparsi, perche rimangono cliiuse. 

Osservando esternamente queste galle vi si trova un foro circolare del 
diametro di circa 1 nun., alcune yolte aperto, ma generalmente cliiuso 
da piccoli caccherelli di color rossiccio scuro; questo foro mette dentro 
una cavita o galleria interna, abitata da una piccola larva di colore 
verdiccio , colla testa nero-lucente e il pronoto dello stesso colore ; tre 
paia di zampe toraciche, coniche, terminanti in punta, di color nero, e 
5 paia di zampe addominali. Nun di rado dentro questa galla invece 
di una sola larva se ne trovano anche due. 

Messe alcune di queste galle in condizioni opportune, troyai ben pre- 
sto fuori di una di esse una larva adulta , che passu subito alio stadio 
di ninfa; questa presentava un colore gialliccio-scuro ed era lunga 6 mm. 

Questo fatto dimostra come le larve escano dalle galle e incrisalidino 
nel terreno. f 

Disgraziatamente pero la farfallina che usci da questa crisalide, non 
so in qual modo, mi volo via, senza averla potuta osservare; trovai sol- 
tanto la spoglia della crisalide. 

Spero di poter presto riferire intorno alia specie di lepidottero alia 
quale appartengono queste larve, avendo messo paracchie di queste galle 
nelle migliori condizioni di sviluppo. 

Frequente su pi ante dietro Tlstituto. 



CRATAEGUS OXYACANTHA L. 



10** Coleopterocecidium. 

KiefFer, 1. c, pag. 299. 
Dalla seconda metk di maggio ai primi di luglio, secondo la stagione, 
alVaprirsi delle gem me se ne osservano alcune che rimangono cliiuse: 



* 



GALLE DELLA FORESTA DI VALLOMBROSA 347 



si presentano esse un po' piii grosse delle normali, globose, con un dia- 
metro che pud giungere da 3 a 5 mm. Bono formate da foglioline nel- 
l'inizio del ioro sviluppo incurvate internamente e ricopreutisi fra loro, 
un po' ipertrofizzate e indurite, di color verde o rossiccio. AlTapice qua- 
nta galla e un po' depressa e nel suo interno presenta una cavita cen- 
trale, dentro la quale si trova la larva di un curculionide, col corpo di 
color gialliccio e la testa di color nero ; in galle piu avanzate si os- 
serva un foro circolare, del diametro di poco piu di un millimetre, dal 
quale esce la larva per cade re nel terreno. 
Abbastanza frequente verso Metato. 



DENTARIA PINNATA L. 



11** Ceutorrliynchus sulcicollis Pay. (Tav. IX, fig. 1), 
Kieffer, 1. c M pag. 305. 

Xella parte piu alta della pianta , generalmente nei punti di inser- 

zione delle foglie o lungo il picciuolo o lungo Tasse della infiorescenza, 

si notano degli ingrossamenti talora limitati e quasi rotondi , con un 
centi metro circa di diametro, talora ovali, larghi un centimetre, lunghi 
1, 5 em.; piu spesso pero questi ingrossamenti si seguono gli uni agU 
altri e si riuniscono fra loro in modo da formare come un ingmss*- 
mento unico, lungo il quale si notano dei leggier] restringimenti che 
stanno a rappresentare i punti di divisione dei singoli rigonfiamentL 
Queste riunioni di galle possono avere una lunghezza da 5 a 8 cm. con 
1 cm. di diametro o poco piu. 

Queste galle di colore un po' piu sbiadito del fusticino , sono dovute 
ad ipertrofia dei tessuti , provocata da una larva che, a compiuto svi- 
luppo, presenta un colore bianco gialliccio, scudo cefalico giallo-rossiccio 
chiaro, apparato boccale rosso-scuro, priva di zampe, ricurva ad arco e 
con tutti gli altri caratteri che distinguono la larva di un curculionide. 

Quando le larve hanno raggiunto il loro compiuto sviluppo, la galla 
si presenta tutta seavata all* interno e quindi invece di trova rsi le larve 
isolate coma prima, queste si trovano riunite. 

Quando la pianta e matura le galle avvizziscono e si scolorano prima 



348 G. CECCONI 



delle altre parti del la pianta; se era state) attaccato V asse della infiore- 
scenza i frutti abortiscono : se invece il picciuolo della foglia , questa 
avvizzisce. 

Ben presto i tessuti della galla si decompongono e le sue pareti si 
aprono mediante fenditure longitudinal] ; appresso diventano di color 

* 

nero per la loro decomposizione. Aprendo questa galla non vi si trovano 
piii le larve; cid indurrebbe a credere che esse siano uscite dalle aper- 
ture, per incrisalidare nel terreno. 

Invece, se si apre la porzione inferiore ancora intatta della piantina, 
si trova una quantita di larve una dietro V altra che seen don o alle ra- 
dici , preferendo questa via piii facile per pen et rare nel terreno e quivi 
incrisalidare; questo avviene verso la meta di luglio. 

La ninfa, anch' essa di color bianco gialliccio, presenta i caratteri di 

* 

una ninfa di curculionide; da galle messe in condizioni buone di svi- 
luppo, ottenni il 25 luglio due insetti perfetti, che, servendomi del la- 
voro del Seidlitz potei riferire al (7. sulcicollis Pay, come mi venue con- 
fermato poi anche dal Prof. Andrea Fiori di Bologna e dal Dott. Karl 
Petri di Sella ssburg. 

Quantunque questa pianta sia molto diffusa quassii dappertutto, quelle 
provviste di galle si trovano, si puo dire, solamente in un luogo, cioe 
sopra Paradisino, dove quasi tutte le piante si trovano attaccate da que- 
sto eoleottero, nei mesi di giugno e luglio. 



FESTUCA RUBRA var. HETEROPHYLLA Lam. 



12* (?) Isosoma depressum Fitch. 

Riferisco con riserva a questa specie una galla trovata lungo il culmo 
di pochissime piante, alia base del secondo internodio , della grossezza 
di un granello d 1 orzo , lunga 15 mm., larga 2 mm., di colore verde 
sbiadito. II rigonfiamento prodotto sul culmo dalla galla si nota da una 
parte soltanto, cosicehe il culmo si presenta in quel punto un po' in- 
clinato. 

Lungo la strada Vallmibrosa-Tosi, 2 luglio 1901, Prof. A. Fiori. 



GALLB DELLA FORESTA DI VALLOMBROSA 349 



HELMINTHIA ECHIOIDES Gartn. 



13** Aphidamm sp. (Tav. IX, fig. 2). 

Penzig, Pflanzenteratologie, II Band. pag. 91. 

Su alcune pi ante , per opera di afidi certamente ., si vede clio tutti i 
fiori delle diverse infiorescenze sono peduncolati (alcuni piii, altri meno), 
mentre nei casi normali, sono tutti sessili ; di piu vi si osserva una 
virescenza particolare e per fillomania attorno a ciascun fiore si produce 
una quantity di foglioline, le quali vengono ad aumentare la deforma- 
zione, che era gia stata osservata dal Clos. 

Sotto Vallombrosa, nel luogo chiamato Altomena, il Prof. Fiori, verso 
la meta di agosto di questman no, trovo che tutte le piante presentavano 
codeste anormalita cosi evidenti. 



HYPERICUM PERFORATUM L. 



14. Zeuxidiplosis Giardiana Kieff. 
Kiefier, 1. c. , pag. 341. 
Le due ultime .foglie di un germoglio si "ipertrofizzano, si incurvano, 
riducendosi quasi perfettamente emisferiche, e i loro margini si toccano 
in modo da form are una galla sferica, della grossezza di un pisello,di 
color rosso vivo; quando di queste galle se ne trovano molte sopra una 
pianta, e non e raro il caso, sembra a prima vista die ci siano tante 
bacche rosso; con una semplice pressione delle dita, dove i margini delle 
due foglie combaciano, la galla si apre e neirinterno si trova una larva 
isolata di colore rossiccio, la quale compie il suo sviluppo dentro la 

galla. 

Comunissinia in estate sotto Saltino, nei dintorni di Pitiana e nolle 

vicinanze di Reffgello. 



JUX1PERUS COMMUNIS L. 



15. Oligotrophia Panteli Kieff. 
Kieffer, 1. c, pag. 346. 

23. Malpighia, Anno XVI, Vol. XVI. 



350 



G. CECCONI 



Questa galla differisce da quella prodotta dall' Oligotrophia juniperi- 
nus Latr. per essere piii stretta e piii sviluppata in lunghezza: difatti 
il verticillo esterno si compone di tre aghi di lunghezza normale (12 mm.), 
colla meta terminale sviluppata normalmente, mentre la meta basale e 
allargata; il verticillo interno si compone di tre aghi fortemente care- 
nati , che terminano in punta acuta; al centro si trova un verticillo 
atrofizzato, appena visibile, con una larva di colore arancione, la quale 

si sviluppa dentro la galla. 

Mentre le galle di Oligotrophus janiperinus Latr. sono molto frequenti, 
quelle prodotte invece dall'O. Panteli Kieff. sono abbastanza rare. 



LEUCANTHEMUM (Chrysanthemum) VULGARE L. 



16. Trypeta prohoscidea H. Lw. 

Baldrati, Appunti di cecidiologia, pag\ 41, n. 87. 

Galla globosa, rotonda, della grossezza di un pisello, talora anche di 
una nocciola, di colore bianco-verdiccio, carnosa, situata sul colletto della 
radice; ha pareti spesse e al centro una cella rotonda, dentro la quale 
vive una larva di color bianchiccio, che vi compie tutte le metamor- 
fosi. L'insetto esce per un foro circolare di 1 mm. circa di diametro. 

Frequente attorno al muro di cinta dell'Istituto, in giugno di que- 
st' anno, dove la raccolse il Prof. Fiori. 



LIGUSTRUM VULGARE L. 



17. Rhopalosiphon ligustri Kali 

Kieffer, Les Hemipterocecidies de Lorraine y n. 32. 

Questa specie determina nelle foglie un accartocciamento del margins 
verso la pagina inferiore e una conseguente decolorazione, seguita anche 
da un incurvamento della lamina fogliare. 

Nun frequente, nelle vicinanze di Donnini, in luglio di quest'anno. 



GALLE DELL A FORESTA DI VALLOMBROSA 351 



LOTUS CORMCULATUS L. 



18 + * Perrisia sp.? 

Trovai una sola piantina con le tve ultime fog-lie apicali alquanto 
ipertrofizzate, die pres.entavano il margine accartocciato verso la pagina 
superioro , fino alia nervatura mediana, ed una colorazione giallastra f 
tendento in qualche punto al rossieeio; inoltre erano un po' ricurve a 

falce verso la pagina superiore. Quaste galle hanno inolta somiglianza 
per la forma con quelle prodotte dalla Perrisia viciae Kieff, su diverse 
specie del gen ere Vicia. 

Nel loro interno contenevano una laira di colore bianco rossiccio 

chiara. 

Subito dopo Masso del Diavolo, a sinistra sotto i primi castagni, 17 



luglio 1902. 



PTERIS AQUILINA L. 



19*' (?) Acarocecidiuin? 

Kieffer, Synopsis des Zoocecidies d s Europe pag. 400. 
Da tre anni raccolgo, in estate, alcune deformazioni caratteri stiche, che 
si trovano su questa pianta, ma ancora non sono riuscito ad osservare 



i produttori, quantunque le abbia studiate in tutti gli stadi di sviluppo 
8 sotto diversi punti di vista. 

La deformazione oflre tutti i caratteri di un fitoptocecidio, cio£ densa 

pelosita, anormale di peli bruno rossicei sopra una fogliolina, ipertrofia 
e stretto accartocciamento cominciando daH'apice, cosicche una foglio- 
lina, o parte di essa, si cambia in una agglomerazione a spirale , rico- 
perta da peli bruno rossicei, gros>a quanto un pisello o poco piu. 
Neanche il Prof. Nalepa, al quale niandai parecchie volfe queste galle, 

pote osservare il minimo accenno di acari, quantunque sia (V accordo 

es^v^ opera lo >; il Prof. Kieffer stesso mi dice di non aver tiwato 

acari, ma giustarnente pone queste galle fra i litoptocecidi , avendone 
tutti i caratteri. S.^uitero nelle ricerche, augurandomi T anno v ntum 
di poter preeisare con certezza la causa di questa galia. 



352 G. CECCONI 



QUERCUS CERRIS L 



20* Contarinia quercina Rubs. 

Kieffer, L c, pag. 462. 
La femmina depone le sue uova sulle gem me al momento nel quale 
schiudono, cosicche gli internodi rimangono anormalmente accorciati e 



le giovani fog-lie rimangono agglomerate a mazzetto e piegate, inerc- 



spandosi lungo le nervature ipertrofizzatc ; le larve, di color bianco, sal 
lellanti , vivono in societa. 

Raccolta una sola di queste galle in settembre dello scorso anno. 



QUERCUS ILEX L. 



21. Andricus coriaceus Mayr. 

De Stefanr, Entomocecidiologia della flora sicula, 1901, n. 27. 

Galla fogliare, che si presenta come una pustola rotonda, lenticolare, 
dapprima dello stesso colore della foglia, appresso sbiadisce un po' e di- 
venta brvina; ha lo spessore di 1 mm. circa, il diametro di poco piii di 
2 mm. e pareti molto sottilij una dello quali viene forata lateralmente, 
sulla fine di aprile, dal produttore. 

Non troppo frequente su piante cespugliose sui primi di maggio dello 
scorso anno, nelle vicinanze di Raggioli. 



22. (?) Andricus coriaceus Mayr. 

Galle in tutto sirnili a quelle descritte sopra , colla differenza pert 
che, mentre quelle sono leggermente convesse sulla pagina superiore, 
queste sono piane. Rara, vicino a Masso del Diavolo. 



23. Phylloxera coccinea Heyd. 

La forma attera primaverile produce un ripiegamento e una leggera 
ipertrofia del margine fogliare verso la pagina inferiore, dove si trovano 
i produttori; la forma estiva, che si trova spesso numerosissima sulla 
pagina inferiore della foglia, produce Le caratteristiche piccole macchie 
gialle sulla pagina superiore. Abbastanza frequente tutti gli anni. 



GALLE DELLA FORESTA DI VALLOMBROSA .353 



QUERCUS PSEUDOSUBER Santi. 



24* Andricus coriaceus Mayr. 

Kieffer, 1. c. , pag. 439. 
Galle in tutto simili a quelle indicate sopra per la Quercus Ilex L. 
Comuni lungo la strada del Lago, in agosto dello scorso anno. 



25. Arnoldia sp. ? 

Kieffer, 1. c. , pag. 462. 

Rigonfiamento allungato, poco appariscente , ad un lato dalla nerva- 
tura principale, raramente di una nervatura secundaria, di colore un po' 
piii chiaro; nell'interno vi si trova una larva bianca. 

Questa galla fu raccolta la prima volta dal Kieffer nel 1897 sulla 
Quercus cerris e per V Italia fu gia ricordata dal Trotter. 

Abbastanza frequente in estate, lungo la via del Lago. 



26* Cynipidarum sp.? 

Kieffer, 1. c. , pag. 471. 
L'unico esemplare di questa galla, cfae trovai sulla pagina inferiore di 
una foglia e che era ancora un po' immature, mi sembro dapprima una 
galla di Neuroterus saltans deformata e non sviluppata; avendola man- 
data al Prof. Kieffer, e quindi non avendola piu sott' occhio, riporto la 
descrizione che egli ne da: galle a siera depressa, del diametro di 1,5 
mm., coperte di lunghi peli bianchi e folti , allineate sulla pagina in- 
feriore di una foglia, ai due lati di una nervatura secondaria. Sulla pa- 
gina superior© si vede una piccola nodosita, append visibile, che risulta 



dal rigonfiamento della sotiile nervatura sulla quale e i user ita la galla 

Lungo la strada del Lago, in estate. 



27* Synergus semisulcatus Kieff, n. sp. 

Kieffer, 1. e. , pag. 433; Description d'une nouvelle espece de Syner- 
gus, Marcellia, vol. I, fasc. IV, a. 1902. 
Riporto qui la descrizione che ho dato di questa galla per la Qptrcw 

macedonica, nella seeonda parte delle mie Contribution* alia Cecidologia 



354 G. CECCONI 



italica. (Le Stazioni sperimentali agrarie italiane 1902 , Vol. XXXV, 
fasc. VIII, pag. 633-634). 

Sulla pagina inferiore delle foglie e lateralmente alia nervatura prin- 
cipale o ad una secondaria, galla isolata o in societa, che a prima vista 
pot rob be confondersi con quella prodotta dal Neuroterus saltans Gir. o 
con quella di Andricus ostreus Gir. ; pero, raentre il N. saltans produce 
galle che terminano in punta alio due estremita e sono fusiformi, e la 
galla prodotta dallM. ostreus e lucente, punteggiata e prowista di due 
valve alia base, quella invece prodotta dalla nuova specie non presents 
che una valva soltanto alia base, ha superficie opaca , un po' rugosa, 
forma elissoidale, come quella di A. ostreus, ed una lunghezza di due 
mm., con una larghezza di mm. 1.5; nel punto corrispondente della 
pagina superiore si nota una leggera decolorazione della nervatura. 

Per la descrizione di questa nuova specie di Synergies , che produce 
galle uguali tanto sulle foglie di Q. macedonica quanto su quelle di 
Q. vseudomher , si consulti la Marcellia (pag. 120-121) dove il Kieffer 
descrive minutamente tanto il maschio che la femmina. 

* 

Strada del Lago, estate 1901. 



QUERCUS PUBESCENS Willd. 



28. Andricus hystrix Trotter. 

Trotter, Zoocecidi flora mantovana, 2.° cont. , n. 22; Entomocecidi 
italiani, 1899, n. 29. 

Galla che si forma a spese di una gemma laterals, general men te so- 
pra i giovani rametti di piante eespugliose, e che rassomiglia ad un 
piccolo riccio di mare per essere ricoperta da aculei di color verde-rosso, 
o rosso violaceo, a maturita bruno-scuri , lunghi 3-4 mm., cosicche con 
questi ognuna ha un diametro di 5-10 mm. circa. 

Trovai una sola di queste galle ['ultimo d'aprile dell'anno scorso, lungo 
la strada del Lago. 



29. Andricus pseudo inflator Tav. 

Kieffer, Synopsis des Zoocecidies dJ Europe, pag. 408; Trotter, Zoo- 



GALLE DELLA FORESTA DI VALLOMBROSA ' 355 



cecidi flora mantovana, 2.° contribute, n. 21 ; Cecconi , Quarta 
contribuzione galle Vallombrosa, n. 17. 

I ramotti piu giovani presentano generalmente al loro apice un ri- 
gonfiamento, lungo circa 5 mm., largo 4, di consistenza legnosa e dello 



^w *, «.. WU U . U VV»«» ^ fi 



stesso colore dei rametti, con la superficie ricoperta di scabrosita lunghe 
2 mm. e larghe 1,5 mm. 

Nell' interno si trova una galla ovoidale che termina in punta e che 
e libera nella sua meta superiore, dove Y insetto si apre un ampio foro 
circolare. 

E galla molto frequente quassu sulle piante piuttosto giovani, lungo 
la strada del Lago; il Trotter ne trovo molto al bosco Fontana e il De 
Stefani le trovo abbastanza comuni in Sicilia, al bosco Ficuzza. 



30. Andricus Trotteri Kieff. 

Trotter, Entomocecidi italiani, 1899, n. 30. 
Sui giovani rami e a spese di una gemma laterale , galla di forma 

elissoidale, lunga 3 mm., larga 2-2.5 mm., che da T aspetto di un pic- 
colo uovo posato orizzontalmente sopra un cuscinetto ; la sua superficie 
e opaea , debolmente rugosa , di colore generalmente oscuro , screziata 
qualche volta di bianco o di grigio , e la sua parete e sottile e quasi 
legnosa. 

L' insetto produttore esce da dicembre a febbraio. 

Abbastanza rara; trovai alcune di queste galle in aprile del passato 
anno, vicino alia Cascina Nuova. 



31. Dryophanta divisa Hart. 

Misciatelli, anno 1895, n. 30; Trotter, Zoocecidi della Flora mode- 
nese e reggiana a. 1898, n. 33. 
Sulla pagina inferiors delle foglie e aderente alle nervature, galla tan- 
deggiante, un po' schi ace lata ai 2 poli, liscia, lucente, di colore gialla- 
stro, del dia metro di circa 7 mm. , con un' altezza di 5 mm. ; nel suo 
centro si trova una loggia larvale quasi elittica , dalla quale , dopo fo- 
rato lo strato sottile o quasi legnoso della galla, esce verso la fine del- 
r anno V insetto alato , che si trova gia dentro la galla a questo stato 



356 



G. CECCONI 



fin dal mese di settembre , ossia poco prima che la galla cada sul ter- 



reno insieme con la foglia. 



E la forma agama di Dryophanta verrucosa Schlecht. 

Abbastanza frequente in pi ante gnovani, lungo la strada del Lago, in 



estate. 



32* Neuroterus lanuginosus Gir. 

Debbo alia gentilezza squisita dell' Abate Prof. Kieffer la determina- 

zione di una galla giovane, di forma rotonda, coperta di sottiii peli se- 
tacei, di color bianco-grigiastro, attaccata sulla pagina inferiore di una 
foglia, per mezzo di un peduncolo molto corto e sottile. 
Lungo la strada del Lago, agosto 1901. 



33. Phylloxera coecinea Heyd 

Vedi sopra Quercus Ilex. 



QUERCUS SESSILIFLORA Bm. 



34* Andricus lucidus var. erinaceus Trotter. 

Trotter, Entomocecidi della flora italiana, 1901, n. 31. 
Galla, che si forma a spese di una gemma terminate, differente da 
quella del tipo solo perche le appendici sono lunghe mono di 4 mm. 
(fino a 2 mm.), un po' assottigliate airestremita e striate longitudinal- 
mente. Lungo la strada del Lago, marzo, 1901. 



35. Cynips coniflca Hart. 

Mayr, Die MUteleuropaeischen Eicliengallen in Worth mid Bild > 
Wien 1870-71 ; Schlechtendal , Die G a Mil dung en (Zoocecidien) 
ecc, n. 204; Kieffer, Les Cynipides, pag. 518-519; Trotter, En- 
tomocecidi Flora italiana, a. 1902, n. 41. 

Sopra un rametto, del diametro di circa mezzo cent i metro, trovai una 
galla, prodotta da questo imenottero, abbracci ante per un certo tratto il 
ramo stesso ; essa ha la forma di cono, con l'apice ottuso e ripiegato un 
po' lateralmente, un'altezza di circa 13 mm. e una larghezza, alia base 
e in senso trasversale al ramo, di 11 mm. circa. 






GALLE DELLA FORESTA DI VALLOMBROSA 357 



Q 



percorsa pel lungo da strie spesso interrotte e confluenti , poeo pronun- 
ciate ; ha consistenza legnosa e nell' interne presenta una cavita abba- 
stanza grande, posta verso V inserzione di essa col ramo , e che si apre 
aU'esterao, verso la base della galla, con un foro rotondo, circolare, del 
(liametro di 2 mm. circa L' insetto esce in marzo. 

Trovai una sola di queste galle il 17 marzo di quest' anno. 



36. Dryoplianta longiveutris Hart. 

Malpighi, De Gallis , p. 21, fig. 19; Trotter, Zoocecidi della flora 
mantovana, 1897, n, 18. 

Sulla pagina inferiore della foglia e aderente per un punto alia ner- 
vatura, galla sferica, un po' depressa alia faccia inferiore, da 5-10 mm. 
di diametro , ca ratter izzata il piu delle volte da zone rossastre e giallo 
chiare, che si alternano, e con superficie provvista generalmente di gra- 
nulazioni che le danno un aspetto rugoso. Nel suo centro si trova una 
camera larvale con pareti grosse e dure a maturita. 

Queste galle cadono in ottobre insieme colle foglie; a questo momento 
vi si trova gia sviluppato 1' insetto perfetto che si scava un passaggio 
attravereo la grossa parete, senza intaccare Pepidermide della galla; essa 

viene aperta soltanto in dicembre , tempo di uscita del produttore , il 

quale vola e va a deporre le uova sulle gemme dormienti dei tronchi 

di querela. Da queste uova esce la forma sessuata Dryopkanta similis Adl. 

Rarissima quassu, trovai una sola galla in settembre dello scorso anno. 



37. Neuroterus laeviusculus Schenck. 

- 

Massalongo, L c, n. 128, taw XXIX, fig. 1, 2. 

Generalmente sulla pagina inferiore delle foglie, di rado su quella su- 

periore , galle attaccate per un cortissimo peduncolo alia nervatura , di 

forma lenticolare, discoidale, di colore rosso scuro. Le galle tipiche sono 

del tutto glabre o con pochi peli , mentre quelle da me raccolte sono 

pelose e imitano quelle di NeurotervA fmnipennU Hart. La galla e quasi 

piana sulla faccia inferiore, su quella cioe dove e inserito il peduncolo, 
mentre si presenta leggerment incavata sulla faccia opposta , con una 



358 



g. CECCONI 



leggera sporgenza nel mezzo. Spesso il margine di queste galle non e 
aderente alia lamina della foglia e allora si solleva e si ripiega all'insu, 
in modo da assumere aspetti caratteristici. Queste galle cadono verso la 
fine dell'autunno e, nel terreno, diventano biconvesse; 1' insetto esce nel 
marzo o aprile che segue. 

Frequente a Masso del Diavolo, in settembre. 



38. Phylloxera coccinea Heyd. 

Vedi sopra Quercus Ilex e Quercus pubescens 



39. Trigonaspis synapis Hart. 
Massalongo, 1. c, n. 198. 

Sulla pagina inferiore delle foglie, aderente per un pun to lungo la 
nervatura principale o lungo le nervature secondarie, galla sferica f gla- 
bra, di color verde dapprima, appresso rossiccio , con un diametro di 
circa 6 mm. La larva vive nel centro di questa galla , dentro una log- 
gia limitata da una sottile parete saldata al tessuto carnoso che la cir- 
conda; V insetto perfetto abbandona la galla in dicembre o in gennaio. 

Questa specie e la forma agama della Trigonaspis megapteropsis 
Wriese. 

Abbastanza frequente sulle piante giovani lungo la strada del Lago, 
in luglio di quest' anno. 



KOSA CANINA L. 



40. Blennocampa pusilla Klug. 

Massalongo, 1. c, n. 215. 

Kipiegatura e arricciamento delle foglioline verso la loro pagina in- 
feriore fino alia nervatura mediana, formando una cavita dentro la quale 
vive la larva di color verdastro, che si trasforma nel terreno. 

La porzione accartoeciata della foglia presenta un colore legg-ermente 
piii scuro e un leggiero ispessimento ; a prima vista questi accartoccia- 
menti non si prendono per galle, ma per avvizzimento della foglia. 

Comune nella siepe dell' Orto botanico, in giugno di quest' anno. 



GALLE DELLA FORESTA DI VALLOMBROSA 359 



ROSA CEXTIFOLIA L. 



41. Rlennocampa pusilla Klug. 
Come la specie precedente; abbastanza frequente in piantonaio. 



ROSA MICRANTHA Smith. 



42. Rhoclites rosao L. 

Massalongo, 1; c., n. 165. 
Glomeruli compatti, che rnggiungonu anche 5 e 6 centimetri di dia- 

j 

metro, ricoperti di numerosissime e sottili appendici rarnificate, intrec- 
ciate fra loro, di color verde ehiaro dapprima, appresso piii o meno ros- 
siccie, con aspetto muscoso e consistenza molle. 

Questi glomeruli, noti col nome di Bi'deguar delle rose, risultano for- 
mati da un ammasso di piccole galle rotonde, unicolari, a pareti molto 

resistenti , strettamente sal date fra loro e rieordano nel loro aspetto le 
galle di Cynips caput medusae Hart; si trovano generalmenie sulle fo- 
glie, che talora sono compiutamente trasformate, oppure lungo il fusto 
della pianta o anche sui segmenti del calice dei fiori. 
Abbastanza frequente in piantonaio, in estate. 



SAL IX CAPREA L. 



43** Dorytomus teaniatus Fab. 

KiefFer, 1. c, pag. 484-485 (Curculionide). 
Al momento della fioritura si vedono molto spesso quassu le infiore- 
scenze masebili giovani, le quali, anormalmente rigonlie e contorte, si 

arrestano nel loro sviluppo; neirinterno si osserva una larva di curcu- 
lionide che si scava una galleria, le cui pareti diventano quasi legnose 
per forte ipertrofia dei tessuti. 

Da galle messe in b.uone condizioni di sviluppo ottenni molti pro- 

duttori. 



360 



G. CECCONI 



44 ~ Lepidopteroceeidium. 
Kieffer, 1. a, pag. 485. 
Ricordo qui semplicemente la deformazione prodotta da larve di le- 
pidotteri sulle infiorescenze femminili , che si presentano molto piii ri- 

gonfie dalle normali , contorte ad arco , colle pareti ispessite e con una 



galleria che corre dalla base aH'apice dell* amenta 

In attesa dei produttori, mi riserbo di dare piu avanti minute e pre- 
cise indicazioni sopra questa galla tan to frequente da trovarsi delle piante 
compiutamente invase. 

Frequentissime al Saltino, in aprile. 



SAMBUCUS EBULUS L. 



45 Schizomyia nigripes F. Low. 
Kieffer, 1. c, pag*. 498. 

Quando i fiori della pianta si sono aperti, le galle prodotte da questa 
specie si vedono bene perche alcuni fiori rimangono cliiusi; osservandoli 
si trovano i sepali e i petali ispessiti e gli organi riproduttori atrofiz- 
zati. Dentro eiascuna di queste galle si trova una larva, di color giallo, 
che si trasforma nel terreno. 

Frequente su piante verso il Castello d'Acqua Bella, in estate. 



SAROTHAMXUS SCOPARIUS Wimm. 



46. Asphondylia Mayeri Lieb. 

Kiefler, Les Dipterocecidies de Lorraine, n. 151. 
Questa specie produce vicino alia base dei legumi ancora erbacei, che 
rimangono pereio accorciati, un rigonfiamento sulle due valve, globoso, 
resistente, della grossezza di un pisello, di un verde un po 1 piu chiaro 
del resto del frutto; neH'interno si trova una larva solitaria, di color vi- 
telline, la quale vi giunge a compiuto sviluppo. 

Abbastanza comune tutti gli anni in luglio. 



GALLE DELLA FORESTA DI VALLOMBROSA 361 



47. Asphondylia sarothamni H. Low. 

Trotter, Nuovo contribute) alia conoscenza degli Entomocecidi delta 
Flora italiana, 1901. 

Deformazione di una gemma all' ascella delle foglie, la quale si tra- 
sforma in una gal la ovoide, acuminata all' apice, sessile e peduncolata, 
a pareti sottili, di colore verdastro, lunga poco piu di 5 mm. 

Nel suo interno si trova una larva di colore arancione , che si tra- 
sforma dentro la gall a in maggio o giugno. 

E specie molto rara quassu. 



48** Perrisia n. sp. (Tav. IX, fig. 3). 

Kieffer, Synopsis des Zoocecidies d' Europe, pag. 502. 
Questa specie attacca a preferenza le foglie semplici all' apice delle 
piante, abbastanza di rado le foglie composte; in questo caso e la fo- 
gliolina di mezzo che viene generalmente attacca ta, qualche rara volta 
anche una delle lateral] o tutte clue. 

* 

L'attacco consiste in questo che le due meta del lembo fogliaresi ac- 
cartocciano verso la pagina superiore in modo da unire i loro contorni, 
cominciando dalla base; i tessuti si ipertrofizzano in modo da formare 
a poco a poco una galla turgida, a forma di falce, il lato esterno della 
quale e formato dalla nervatura mediana. 

La fogliolina perde allora il suo colore verde scuro caratteristico, sbia- 
disce a poco a poco, diventa verde giallastra e prende in seguito una 
leggera sfumatura rossiccia, diventando inline di colon 1 oscuro, dopo di 

che avvizzisce e cade. 

Nell* interno di questa galla si trovano piccole larve di color rossiccio 
piu marcato alia parte anteriore e posteriore del corpo, spesso in nu- 
mero di tre; talora se no trovano anche due o una; raggiunto il suo 
compiuto sviluppo, essa esce dalla galla e cade nel terrene per incrisa- 

* 

lidare, o cade colla foglia avvizzita. 

Da queste galle, comunissime in giugno e luglio, non mi fu dato 



ancora di ottenere Tins tto perfetto; e certo pero che passa V inverno 



alio state di ninfa, per uscir fuori Finsetto perfetto mi primi di giugno 



362 



G. CECCONI 



SEXECIO VISCOSUS L. 



49** Aphis sp.? 

Kieffer, 1. c, pag. 509. 

Deformazione di una parte o di tutta intera la pianta, che non rag- 
giunge lo sviluppo normale; le foglie si presentano elorotiche, arricciate 
e arrotolate verso la pagina inferiore, tutte pieghettate e sono ricoperto 
da numerosi afidi produttori, ai quali fan no guerra alcune larve di 
Si/rftdi, di colore giallastro. 

Non e raro il caso di trovare queste galle in estate. 



SENECIO VULGARIS L. 



50* Contarinia jacobae H. Lav. 
Kieffer, 1. c, pag. 509. 

E frequente vedere quassii, in agosto, i capolini che rimangono chiusi, 
colle pareti fortemente ipertrofizzate e indurite, talora con una sfuma- 
tura rossastra alia base; aprendo queste galle vi si trovano dentro i 
fiori atrofizzati e parecchie larve di color bianco giallastro , che riem- 
piono la cavita. 

Trovo le prime di queste galle, tanto frequenti, il Prof. Fiori, in estate 
di quest' anno, nel piccolo orto adiacente alia vasca grande. 



SOLIDAGO YIRGA AUREA L. 
51** Aphis sp.? 

Kieffer, 1. c, pag. 515. 

Le foglie dei germogli ascellari si presentano tin po* grinzose e col 
margine stivttamente accartocciato verso la pagina superiore e paralle- 
lamente alia nervatura mediana; inoltre song elorotiche, leggermente 
ipertrofizzate e con pelosita a normale in qualche pun to. 

Questa deformazione, abbastanza frequente, e dovuta certamente ad 
un afide , di colore gialliccio e con occhi neri , che- si trova numeroso 

* 

sopra queste pi ante anormali. 

Escludo per ora che trattisi dell'azione combinata di un afide con un 



Galle della foresta di vallombrosa 363 



fitoptide, perche, nei preparati microscopici che feci sopra mater i ale fre- 
sco, non ho trovato mai nessun acaro. 

Abbastanza frequente nel mese di luglio. 



SONCHUS OLERACEUS L. 



52 + * Tephritis formosa L\v. 

In settembre di quest'anno trovai, nell'orto inter no deiristituto, molt* 1 
piante che avevano i capolini chiusi, con evidente ipertrofia della base 
delle foglie involucranti ; queste formano come un grosso disco rigonfio, 
colla parte superiore depressa verso il centro dal quale sorgo la parte 
sviluppata del fiore. 

Aprendo questa galla, nel posto degli ovari trovai una cavita piii o 
meno ampia, secondo lo stadio di sviluppo die avevano alcune larve di 
dittero, di colore gialliccio che presto passarono alio stato di ninfa, dalle 
quali ottenni parecchi insetti perfetti. 



TAXUS BACCATA L. 



53. (?) Acarocecidium I 

Kieffer, 1. c, pag. 525. 

NelFerbario di questo Istituto trovai alcuni getti, in cui lefogliegio- 

vani avevano cessato di svilupparsi e formavano all' cstromita , essendo 

avvicinate fra loro, una specie di rosetta; osservando bene queste foglie 

rimaste piu piccole si vede il margine strettamente avvolto e un po' 

increspato. 

Non avendo osservato nei preparati microscopici che feci n< ->unatra< 
cia di acari, riferisco col Kieffer questa deformazione, ma con molta ri- 
rerva, all 1 azione di un acaro. 



TEUCRIUM POLirM L. 



54. Laccometopus teucrii Host. 
Kieffer, 1. C, pag. .525-526, 



364 



a. CECCOM 



Sulla infiorescenza e in mezzo ai fiori normal] se ne trova uno, due 
o piii che presentano il calice deform a to e di colore giallastm, circa tre 
volte piu g-rande del calice normale, alquanto ipertrofizzato e coi lobi 
ricurvi e riuniti pel loro apice, in modo da formare una galla quasi 
sferica, della grossezza di un grosso pisello. Aprendo questa galla si 
trova la corolla e le altre parti del fioiv atroiizzate e uno o due dei 

produttori. 

Comune sotto Vallombrosa ad Altomena, dove le raceolse il Profes- 
sore Fiori, il 12'agosto 1902. 



THYMUS SERPILLUM L. 



55. Janetiella thymicola Kieff. 

(?) Massalongo, Le galle nella flora italica, n. 99, {Cecidomyia sp.). 

Galla, all'estremita del caule e delle sue ramificazioni ascellari, della 
forma di una gemma, o rosetta, lunga da 8-15 mm. larga 15 mm., co- 
stituita generalmente dalle quattro foglie terminali, talora an che da un 
numero maggiore, spesso scolorate e ricoperte di numerosi peli bianchi. 
Larve gregarie, di colore rossiccio, che si trasformano dentro la galla. 

Frequente sotto Saltino, in lug-lio di quest'anno, riunita con una galla 

affine e prodotta ddST l&riopkyes Thamasi Xal., gia ricordata. 



TRIFOLIUM CAMPESTBE Schreb. 



56. (?) Apion pubescens Kirby. 

Per la posizione al colletto della pianta, per essere rigonfie e a forma 
di fuso, per la loro lunghezza di 6 mm. e larghezza di 2,5 mm., e per 

contenere nel loro inter no una larva di curculionide , riferisco alcune 

* 

galle, raccolte in giugno nelle vicinanze di Raggioli , a questo coleot- 
tero, ma con riserva, non avendo ancora ottenuto il produttore. 



GALLfi DELLA FORESTA DI VALLOMBROSA 365 



TRIFOLIUM STRIATUM L. 



57* Eriophyes plicator trifolii NaL 

Capolini poco sviluppati, di color verde o verde chiaro molto carat- 
teristico. 
Al Saltino, luglio 1901, Prof. Ad. Fiori. 



58* Tyohius polylineatus Germ. 

Gall a fioralo di forma ovata, caratterizzata dalle cinque lacinie del 
calice cresciute normalmente all' apice, mentre la porzione restante del 
calico e rigonfia anormalmente e in modo tale da raggiungere la lun- 
ghezza di cinque o sei millimetri e la larghezza di quattro circa; e di 
colore verdastro, e le dieci coste die si osservano nei calici normali sono 
molto appariscenti e rilevate Bulla superficie dell a galla ; le altre parti 
del fiore sono abortite, Aprendo la galla, si trova verso la sua base una 
cavita occupata da una sola larva che la riempie cornpiutamente, co- 
sicche la cavita va aumentando col crescerv della larva. Questa ha la 
forma caratteristica delle larve dei curculionidi ed ha il corpo di colore 
gi all astro, collo scudo cefalico giallo scuro. 

In una infiorescenza si trovano generalmente da due a cinque fiori 
cosi trasformati; le galle cadono a maturita sul terreno, le larve si tra- 
sformano in ninfa, che passa la stagione invernale, e Tinsetto perfetto si 
sviluppa dentro la galla, uscendo da questa sulla fine di primavera: 

qttesto secondo quanto ho potuto osservare dalle galle numerose che 

misi in condizioni buone di sviluppo e dalle quali ottenni parecchi in- 
setti alio stato adulto. 

Galle abbastanza frequenti al Saltino, proprio vicino alFAlbergo, in 
luglio dello scorso anno, dove le raccolse il Prof. Adriano Fiori. 



TRIFOLIUM SUBTERRAXEUM L. 



59. Tychius polylineatus Germ. 

Trotter, Entomocecidi italiani , 1899, n. 49: Fatoraocecidi flora ita- 

liana 1901, n. 56. 

24. Malpighia, Anno XVI, Vol. XVI. 



366 



G. CECCONI 



Uno saltan to, raramente due o piu, dei fiori fertili si rigonfia anor- 
malmente e si trasforma in una galla quasi globosa od ovata , lunga 
da 6 a 8 mm., larga 4 mm. , di colore verdastro , colle lacinie del ca- 
lice, airapice, sviluppate normalmente ; dentro vi si trova una larva di 
Tycliius polylineatus Gem., la quale, raggiunto il suo massimo sviluppo, 
pud uscire dalla galla, ma anche rimanervi e passare nel suo interno 
lo stato di ninfa per uscire alio stato di insetto perfetto, al principio 
del la prima vera seguente. 

Comune sotto Saltino nella seconda meta di luglio , dove lo raccolse 
il Prof. Adriano Fiori, che raccoglieva questa galla nuova a Melfi , in 
Basilicata, il 9 giugno 1898. 



ULEX EUROPAEUS L. 



60* Eriophyes genistae Nal. (Tav. IX, fig. 5). 

Massalongo, Sopra alcune milbogalle move per la flora d' Italia , 

quarto, comunicazione , Bull. Soc. Bot. It, 1898, pag. 39, n. 29. 

I getti annuali, specialmente quelli verso V apice della pianta , ven- 

gono invasi da quest'acaro e si ricoprono di densi e lunghi peli bianchi 
o di colore giallo solfino chiaro; questi peli sono generalmente avvolti 
a spirale e presentano gli stessi caratteri dei peli normali , differendo 
soltanto nella lunghezza e nel numero maggiore. I getti si arrestano 
nel loro sviluppo, rimanendo cosi gli internodi accorciati e avvicinati 
e risultandone una porzione ingrossata terminate, piii o meno grande, 
secondo Tattacco. 

Questa galla era gia conosciuta fin dal 1898, avendola descritta il Mas- 
salongo sopra esemplari raccolti sopra S. Giuliano, in provincia di Pisa, 
dainilustre botanico Sommier; ancora pero era sconosciuto il produttore. 
In preparati al microscopic) mi accorsi che i molti acari erano affini al- 
V Eriophyes genistae Nal.; studiando i loro caratteri e confrontandoli co- 
gli individui di questa specie che producono le comuni galle quassu 
sul Sarolhamnas scoparius Wimm., li trovai identici, come ebbe anche 
a confermarmi il prof. Nalepa. 

Dai lavori cecidologici risulta che quest'acaro fu trovato ancora sopra 



GALLE DELLA FORESTA t>I VALLOMBROSA 



367 



altre leguminose e ultimamente il Trotter ricordava questa stessa galla 
sopra T Ulex Jussiaei (Terza comunicazione intorno a lie galle del Por- 
togallo). 

Comunissima verso S. Donato, dove la raccolse il Prof. Fiori in luglio 
di quest' anno. 



Vallomhrosa , R. Istituto forestale, novembre 1902. 



SPIEGAZIONE DELLA TAVOLA IX. 



Fig. 1. Dontaria pinnata L. con galle di Ceulorr/tt/nchus sulclcollis Pay 
« 2. Helmintia echioides Gartn. con galle di Aphidarum sp. 
« 3. Sarotliamnus scoparius Wimm. con galle di Perrisia sp. n. 
« 4. Abies pectinate L. con galle di Eriophyes pint Nal. 
« 5. Ulex europaeus L. con galle di Eriopliyes genistae Nal. 
« 6. Campanula Trachelimn L. con galle di Perrisia sp. n. 



♦3S* 



R. htituto Botanico di Torino diretto dal Prof. 0. Mattirolo 




zolfo e i suoi composti neU'economia delle piante. 

RICERCHE DI FISIOLOGIA VEGETALE 



pel Dottor G. GOLA, 1.° Assistente. 



CONTRIBUZIONI I. b II. 



I. I composti solforati dei tessuti meristematici 



E cosa nota che lo zolfo e indispensabile alia vita delle piante, come 
del resto di tutti gli organismi, e questo si sa fin da quando venne ri- 
conoscivita la presenza costante di questo elemento in quegli albumi- 
noidi, ai quali sono affidate le piu importanti funzioni nel protoplasma 
vivente. 

Oltre a questo zolfo contenuto n&Lla molecola albuminoide , si sono 
scoperte nel regno vegetal e parecchie altre sostanze a costituire le quali 
entra lo zolfo, e si moltiplicarono le ricerche su questi corpi, sia per ri- 
conoseerne la natura e la distribuzione, sia per indagarne l'ufficio fisio- 
logico. I risultati di queste ricerche rimangono an cor a dispersi nella let- 
teratura botanica e nell' occasione di uno studio su alcune sostanze sol- 
forate non ancora conosciute nel regno vegetale, mi parve utile riassu- 
mere quanto riguarda questo importantissimo e pure cosi poco conosciuto 
costituente del protoplasma. Spero cosi che esponendo i risultati delle 
ricerche sullo zolfo in parte eseguite, in parte ancora in corso, mi riu- 
scira piu facile e piii spedito il richiamare alia mente i fatti gia noti. 

Le forme piu semplici, dal pun to di vista chimieo, delle sostanze sol- 



forate, si incontrano negli organismi inferiori ed e facile in questo caso 
accertarne microchimicamente la presenza e il valore fisiologico. 

Lo zolfo libero si incoutra nel plasma di alcuni organismi inferiori, 
e si riconosce facilmente alia sua rifrangenza, alia sua insolubility negli 
ordinarii solventi ed alia solubility nel solfuro di carbonic Fisiologica- 
mente e il prodotto della ossidazione dell'idrogeno solforato, mediante la 



LO ZOLFO E I SUOI COMPOST1, ECC. 369 



quale 1' organismo si procura quasi per intero V energia necessaria alia 
vita ( 1 ). 

L'idrogeno solforato si riscontra solo come prodotto di elaborazione di 

parecchi bacterii die lo originano decomponendo i solfati o le sostanze 
albuminoidi , e la sua ricerca non offre alcuna difficoltk. Gli organismi 



che lo producono nienano vita anaerobia e dalla scomposizione dej sol- 
fati ossi traggono lVssigeno che Ioro abbisogna; assai spesso i varii mi- 
crorganismi sulfurei vivono associati fra loro, gli aerobi utilizzando il pro- 
dotto di elaborazione degli anaerobii. 

Si ha allora un circolo chiuso nel quale lo zolfo e successivamente 
ossi da to e ridotto: cosi il gesso puo essere scomposto dai microrganismi 

anaerobi con formazione di H 3 S e CaC0 3 . L 1 idrogeno solforato viene os. 
sidato dai microrganismi prima in zolfo poi in H 2 S0 4 che agendo sui 
carbonati circostanti produce di nuovo (lei solfati e prevalentemente 
gesso, il quale puo di nuovo ricominciare il ciclo. 

II solfuro di carbonio e stato riscontrato soltanto dai Went ( 2 ) come 
prodotto dejla coltura dello Schizophyllum lobatum di Giava in special i 
liquid! contenenti tra altro peptoni , solfati, solfiti e mantenuti in pre- 

senza di ossigeno. 

I solfuri di alcuni radicali alcoolici sono conosciuti da molto tempo 
come i eostituenti principal) delle essenze che si estraggono dalle piante 
del genere Allium. II pit! noto e il piu studiato e il solfuro di allile 
Ae\Y Allium sativum, nelF^L ursinum si trova invece il solfuro di vinile; 
questi solfuri sono stati anche riscontrati frequenti in un'altra famiglia 
di piante, cioe nelle Crocifere; infatti in varie parti come nei semi, ra- 
dici, e eaule. di Sisymhryum Alliaria Scop., Thlasj)/ arvense L., lberis 
award L. , si trova insieme ad altri composti solforati anche il solfuro 
di allile. Per la ricerca di questo corpo nei b ssuti vegetali Voigt ( 3 j ha 
consigliato parecchi reattivi : cioruro di platino, che da un precipitato 



(*) Infatti il calore di formazione delFH^S & = 4,5; qufcUo deli'HjO b 68,3. 
La differenza 6 l'energia utilizzata dalle Beggiatoe. 



Sch icefelbacte) 



Bd 



( 5 ) Ref. in Bot. Centr. 1890, Q. 1. 



370 



GK GOLA 



giallo, cloruro d'oro che da pure un precipitate) giallo; i sali di mer- 
curio che preeipitano in bianco col solfuro di affile, il nitrato d'argento 
che da luogo alia formazione dv solfuro nero d'argento; quello di pal- 
ladio che produce un precipitate rosso bruno e infine 1' acido solforico 
concentrate che da una bella colorazione rossa. Tra quest] l'autore vanta 
come migliori il nitrato d'argento e quello di palladio; io ho trovato 
piii vantaggioso Tacido solforico; e vero che Tacido solforico in reazione 
con una infinita di corpi d'origine vegetale da luogo ad una colorazione^ 
di un bel rosso, p. e. col plasma in prcsenza di zucchero, con alcuni 
glucosidi, ecc, ma con un po' d' abitudine si puo distinguere bene in 
una sezione quale sia la tinta caratteristica data dalla sostanza solfo- 
rata in esame e quale da altre sostanze differenti. 

Ai solfuri ora accennati occorre aggiungere i solfuri aventi la formola 
C 7 H 12 S 2 ; C 1X H 20 S 2 ; C 8 H 16 S 2 ; C 10 H 18 S 2 , che entrano come costituenti del- 
l'olio etereo di alcune ombrellifere : Ferula scoro&osma, F. alliacea Boiss., 
F. Assa foetida L., F. Narthex Boiss., F. Pernca Willd. Quasi nulla si 
sa a loro riguardo dal punto di vista botanico. 

Gli eteri dell' acido isosolfocianico sono come e noto assai frequenti 
quali prodotti della scomposizione di alcuni glucosidi esistenti in molte 
crocifere, nonche nelle resedacee, capparidee, limnantee, tropeolee. 

A questo riguardo Guignard ( l ) ha fatto delle interessantissime ri- 
cerche tentando anche di stabilire delle reazioni microchimiche per va- 
lersene nei suoi studii sulla loro localizzazione. Delle reazioni dirette 
sopra queste sostanze fanno per ora difetto, non essendo risultati van- 
taggiosi i due metodi proposti dal Solla ( 2 ). Guignard si valse della pro- 
priety comune a moltissimi olii essenziali di colorarsi con speciali sostanze 
quali la tintura di alkanna; reattivi pero che agendo anche sui corpi 
grassi forniscono solo in casi speciali e con speciali cure dei risultati 
sicur?; anche i glucosidi solforati che danno loro origine, furono rico- 
nosciuti dal Guignard median te reazioni indirette vale a dire colla ri- 
cerca del potassio che si trova legato ai glucosidi prodotti. Gli isosolfo- 



Q) Journal de Botanique 1890-1893, Vol. IV-VII. 
(*) Bot. GentralbL 1884, Bd. XX, pag. 342, 



LO ZOLFO B 1 SUOI COMPOSTI, ECC. 371 



cianati ora eonosciuti sono quell i di allile (Sinapis alba), d\ butile (Co- 
chlearia officinalis), di ortossibenzile (Sinapis nigra). Nella Carica Papaja 
si hanno dei prodotti analoghi. che si incontrano in condizioni eguali a 
quelle delle crocifere e furono studiati dal Guignard ( x ) riguardo alia 
loro localizzazione, ma non peranco riconoseiuti esattamente nella loro 
natura .chimica. 

I glucosidi delle crocifere e delle famiglie affini nelle loro scomposi- 
zioni fermentative producono oltre che deg*li isosolfocianati alcoolici an- 
che dei solfati di potassio, come gia si e accennatp. Ma i solfati non si 
riscontrano nelle piante solo in questi casi, anzi essi sono frequentissimi. 
Secondo la massima parte degli autori sarebbe quella di H 2 S0 4 , la forma 
nella quale lo zolfo sarebbe assorbito dalle piante nel terreno, came si 
dimostra facilmente mediants i liquid] nutritizii di coltura. Berth el ot 
invece ammette che lo zolfo sia assorbito dalle radici sotto forma di com- 
posti organici, ma su questo e il caso di ritornare piii tardi. Inoltre nella 
germinazione e durante lo sviluppo delle gemme , si npta un grande 
aumento nei solfati, au men to che precede di pari passo colT idrolisi delle 
sostanze albuminoidi di riserva. Certo non e questa la forma esclusiva 
di circolazione delle sostanze solforate nelle piante in via di sviluppo; 
alcune sono gia note, come nelle crocifere, altre saranno indicate piii 
tardi. 

Procedendo verso i composti solforati so m pre piu complrssi che si co- 
noscono nel regno vegetale, non resta ora che a parlare delle sostanze 

albuminoidi; ma su queste pochissime sono le conoscenze, e inferior! a 
quelle gik searse che si hanno nel regno animale. Se in quasi tutte le 
albumine si era riconosciuta da tempo Tesistenza di S. nella loro mo- 
lecola, ben poco si sapeva sul modo col quale l'elemento fosse legato 
nella molecola stessa; in un tempo abbastanza vieino si e dimostrato 
che lo solfo si trova legato sotto la forma di due eombinazioni diverse, 
fatto questo di non poca importanza pel suo valoiv fisiologico. Se si 
trattano, non tutte, ma molte sostanze albuminoidi con un alcali a caldo, 
si vede che la soluzione che ne deriva eontiene dei solfuri , i quali an- 



( l ) Journal de Botanique 1862, Vol. VIII. 



372 



G. GOLA 



neriscono la soluzione alcalina di piombo e possono essere altrimenti 
svelati con adatti reattivi. 

Se poi si eontinua V eseme del liquido alcalino nel quale si e di mo- 
strata Fesistenza dei solfuri, si vede che vi si trova dell'altro zolfo; ma 
questo e piii difficile a riconoscere giacche occorre la distruzione della 
sostanza organica con potassa fusa e salnitro. La prima parte di zolfo 
viene ritenuta come legata all'idrogeno o al carbonio, ma non all'ossigeno 



ed e chiamata zolfo labile o neutro o non ossidato, la seconda e detta 
zolfo stabile, od anche dalla maggior parte degli autori ( l ) zolfo ossi- 
dato giacche lo si ritiene legato alFossigeno. Recentissimamente Morner ( 2 ) 
in seguito ai risultati delle sue ricerche, ritiene necessario porre dei li- 
miti a questa affermazione. Trascurando per ora le conclusioni di Morner 
che hanno bisogno ancora di essere maggiormente precisate e appro- 
fondite, si pud ritenere che lo zolfo labile e quello stabile si trova in 
rapporti di quantita variabili nelle varie sostanze albuminoidi, rapport i 
che probabilmente avranno un grande valore in una classificazione ra- 
zionale delle -sostanze albuminoidi. Variazioni nel rapporto tra lo zolfo 
labile e quello stabile delle piante viventi si hanno, sia riguardo alle va- 
rie parti che si prendono in esame, sia riguardo ai momenti nei quail 
ha luogo Tesame stesso, cosi si ha aumento di zolfo stabile nella germi- 
nazione, variazioni inverse nella fioritura ; diversi sono pure i rapporti 
se si considerano le varie specie vegetali come hanno dimostrato Bertlie- 
lot e Andre (/'). 

Cosi ho cercato di riassumere in breve le nostre conoscenze sullo zolfo 
nel regno vegetale, le quali, come ognuno vede, sono scarsissime rispetto 
agli altri element] egualmente indispensabili che entrano a costituire il 
protoplasm a vegetale. 

Nel corso di alcune ricerche ~ui semi di Acacia, ebbi occasione di 
praticare sui semi stessi la reazione del nitroprussiato sodico e idrato 
potassico cosi sensibile per i solfuri alcalini e da tempo impiegata in 









V. Bottazzi, Chimica fisiologica, Vol. I, Gap. V-VI. Miiano, 1898. 

( 2 ) Morner, Zeitsch. f. Phys. Chemie XXXIV. 

( 3 ) Compt. Rend, de l'Acad. des sc. de Paris, Tom. 112, pag. 122. 1891. 



LO ZOLFO E I SUOI COMPOSTI, ECO. 373 



chimica analitica. Onde controllare i risultati ottenuti, volli praticare ri- 
cerche analoghe su parti diverse di vegetal i anche appartenenti a gruppi 
sistematieamente lontani delle leguminose, e potei cosl constat; ire la 
presenza di sostanze solforate non ancora conosciuto nel regno ve- 
getale. Constatazione die mi parve tanto piu interessante in quanto 
che quasi contemporaneamente MOrner col medesimo reattivo impie- 
gato in vitro aveva ottenuto notevoli risultati nelle sostanze albuminoid] 
animali. 

Descrivero anzi tutto il metodo che ho seguito. Delle parti di pi ante, 
p. e., apici radicali, vengono immersi in una soluzione diluita di po- 
tassa caustica e lasciati per qualche minuto; tolti dal liquido e fattone 
sgocciolare l'eccesso, i pezzi in esame vengono posti in una goccia di 
soluzione fresca di nitroprussiato sodico; assai spesso per l'eccesso di al- 
cali che bagna il pezzo in esame, il liquido ingiallisce ed allora il pezzo 
e trasportato in un altra goccia di nitroprussiato e cosi per tre o quat- 
tro goccie fincho il colore proprio della soluzione di nitroprussiato ri- 
manga stabile, Se si e sperimentato, come si e detto, su un apice ra- 
dicale, si rede che l'apice stesso appena al disotto della pile riza, si co- 
lora di un bel rosso porpora piu o mono intenso ; colore she va degra- 
dando rapidamente fin dove cessa la zona meristematica apicale e co- 
miucia quelta assorben^e, vale a dire la colorazioucsi osserva solo per 
un tratto di 3-4 mm. Se si esperimenta sopra uu grosso apice vegeta- 
tivo di radice, p. e. di radice avventizia di Vanilla plant folia occorrono 
delle sezioni longitudinali piuttosto spefcse. In ogni caso poi e necessa- 
rio avere l'aTvertenza di non eccedere nella potassa la quale potrebbe 
nuocere alia chiarezza della reazione a causa della tinta gialla cui dk 
luogo col nitroprussiato. Questa colorazione porporina non si osserva 
solo sugli apici radicali, come finora appare, ma anche sopra altre 
parti di vegetal] e trascrivero ora i risultati delle osservazioni al ri- 
guardo. 

Apici radicali — Azolla caroliniana W. f Aquilegia fragrans Blh. , 
Cheira/ithiis Cheiri L. f A<>sculus Hippocastanum L. , Acacia Farnesiana 
Willd. , A. horrida WilldL, Orobm aureus Stav., Vicia orobus DC, Me- 
dicago saliva L. , Lot»s corniculatus L., Azalea sp., Salvia sp., Solanum 



374 



G. GOLA 



tuberosum L., Coprosma lucida Forst. , Serissa fectida Comm., Hordeum 
vulgare L., ConvaUaria majalis L., Allium ursinum L., Lemna minor L. 

In tutti questi vegetal i la colorazione ha luogo appena sotto la pi- 
leoriza per un tratto equivalents a due o tre volte il diametro della 
giovane radice In esame. 

Sulla ConvaUaria majalis experimental la reazione sia su radici fre- 

sche, sia su radici state preventivamente bollite a lungo in acqua, onde 

sciogliere, se fosse stato possibile, la sostanza colorabile; il risiiltato fu 

g-uale in ambedue i casi. Sul Solanwm tuberosum eseguii il saggio 

tanto is radici fresche che su altre conservate da parecchi anni in al- 
cool; anche qui i risultati furono positivi ; pero i materiali in alcool si 

colorarono piu debolmente. 

Si potrebbe credere che la presenza di sostanze solforate in quest) or- 
gani sia dovuta all' assorbimento immediatp dal terreno di questo corpo, 

e cio secondo quanto afferma Berthelot; ma a provare il contrario sta la 
localizzione della sostanza in esame proprio nella zona meristematica e 

inetta airassorbimento, e la mancanza dove appunto cofriincia la zona 
assorbente. Del resto, a togliere ogni dubbio, ricorsi anche all' esame di 



apici radical! che non avessero mai assorbito. 

Apici di radici avventizie — Saccharum oJficinarimL., Vanilla pla- 
nifolia Andr. Cono radicale dell' embrione del seme di Ricinus commu- 
nis L. In tutti la reazione e inolto bella in corripondenza dell 1 apice. 
Del resto la reazione non e esclusiva delle radici come si vede dalle 
esperienze seguenti : %. 

Apici caulinari — Acacia floribunda Willd., A. cult r if or mis Hook., 
Convallaria majalis L., Asparagus officinalis L., Isoetes lacustris L. 

Apici di bulbilli di Arum ternatum Thumb., Ornithogalum umbella- 
ti'M L., Lilium bulbijleruni L. 

Nei bulbilli la reazione e particolarmente bella; si vedono il cono ve- 
getativo e le prime bozze fogliari colorarsi in rosso porpora, che spicca 
bene sulle parti circostanti. 

Esperi men tando su giovani polloni di Asparagus si hanno risultati 
splendidi; tutta la zona apicale per un trattato di 8-10 mm. reagisce 
intensissimamente col nitroprussiato e nel tratto gia citato la reazione 






LO ZOLFO E I SUOI COMPOSTI, ECC. 375 



e sempre piu debole finche reagiscono solo i fasei vascolari. La colora- 
zione e visibilo anche a distanza e puo servire per dimostrazioni scola- 
stiche. 

Fa^ci vascolari — La reazione e evidente nei cordoni procambiali 
delle radici avveatizie di VamUa planifolia ; cosi pure lungo lo primane 
dei fasci di Iris orientalis Mill. Asphodelus alius W. 

Nell 1 'Asparagus, come gik si disse, i fasci vascolari dei giovani pol- 



len i si colorano in rosso porpora col nitroprussiato; cosi pure i fasci dei 
peduricoli delle giovani infiorescenze di Brassica oleracea come si os- 
serva nei comuni cavolfiori. 

Nella zona eambiale degli alberi in questa stagione non riuscii ad os- 
servare la reazione in causa della tenuita della zona meristematica e piu 
ancora a causa delle abbondanti sostanze tanniche che nuocciono col 
loro colore ad una osservazione esatta. 

Potei quindi valermi soltanto di quelle piante nolle quali mancassero 
queste sostanze, e nelle radici napiformi di Brassica Rapa e Raphanus 
sativus la reazione benche debole esiste ed e limitata alia zona eambiale. 

Fiori — Nolle giovani infiorescenze di cavolfiore , la reaziom* e par- 
ticolarmente pronunciata appunto dove e piu attivo il processo di for- 



mazione degli organ i fiorali. 






Ovuli — Ginkgo biloba L., Paeonia sp., Delphinium sp., Papaver somni- 
feriun L., Asphodelus albus W., Lilium candidum L., Arum teraatum Tun. 

La reazione qui ha luogo nella solo nucella con esclusione assuluta 
dei due strati tegumental. I tegumenti del Papaver somniferum con 
KOH si colorono in rosso bruno, che si fa piu intenso col nitropru— iato, 
mentre la nucella si colors in rosso porporino. 

Gli ovoli di Lilium candidum anche conservati in alcool si colorano 

come quelli freschi. 

Polline — Liriodendrum Tulipifera L., Corylus Avellanah*, Paeonia 
sp., Asphodelus albus W. , Lilium croceum Chaix., Iris orientalis Mill., 
Sal da grandiHora Ett. Nei polline e solo la parte plasmati cache si co- 
lora in rosso porporino, come potei facilmente osservare lacerando i gra- 

nuli ed enucleandone il contenuto. II polline di Corylus era stftto con- 
servato a secco da piu mesi. 



376 



G. GOLA 



\ 



Spore — Macro e microspore di Isoetes lacustris L. Qui occorre as 
solutamente schiacciare le spore perche il durissimo tegumento siliceo 

impedisce una conveniente penetrazione del reattivo. 
. Spore di Genea verrucosa Vitt — Hydnocystis Beccari Matt. In quests 

la reazione e debole e limitata alia parte plasmatics, che circonda la 
grossa gocciola di grasso la quale occupa la massima parte della cavita 
della spora. 

Nello studio degli ovari, radici di cupulifere, apici caulinari, ecc. ap- 
pare spesso una colorazione rosso bruna dei tessuti dovuta senza dub- 
bio alle sostanze tanniche in essi contenute, e talvolta Fosserratare puo 
essere tratto in fallo. Perd si possono clistinguere le due reazioni. An- 
zitutto la colorazione dovuta ai tannini tende a divenire sempre piii 
intensa per l'azione ossidante dell'aria sulle sostanze tanniche in solu- 
zione alcalina, mentre l'altra tende a scomparire rapidamente. Inoltre 
basta una reazione qualunque delle sostanze tanniche per far conoscere 
esattamente quale sia Festcnsione dei tessuti tanniferi ; in alcuni casi 
pero e quasi impossible avere risultati sicuri , come nello studio del 
cambio degli alberi secondo quanto ho gia accennato. 

La clorofilla inoltre costituisce un inconveniente pel buon risultato 
dei saggi, Jbasta pero togliere il pigmento mediante l'alcool per ottenere 
la reazione desiderata, sebbene un po' meno intensa. 

Nel genere Allium i solfuri gia noti possono ingenerar dubbi se si 
debba ad essi attribuire la reazione o alle sostanze contenute nei meri- 



stemi; ma oltre che la colorazione e sempre piu intensa nei meristemi 
che altrove, bastera, per dissipare ogni dubbio, estrarre prima con alcool 
i solfuri dei radicali alcoolici. <•*• 

In parecchi casi si puo ricorrere ad un artifizio peiv ottenere risul- 
tati piii evidenti, si puo cioe applicare il metodo indicate dal Goppels- 
roeder (*) per lo studio delle miscele di sostanze coloranti. 



Quando si hanno delle miscele di soluzioni di sostanze coloranti , e 
spesso assai difficile il riconosere quali siano i componenti delle miscele 
stesse; il G-oppelsroeder consiglia in questi casi di fare assorbire il liquido 



(*) Capillaranalyse. Basel 1901, 



LO 20LFO E 1 SUOI COMPOSTI, ECC. 377 



da una striscia di carta da filtro ; le varie soluzioni colorate risalgono 
cosi per capillarity sulla striscia di carta da filtro in modo che su di 
essa appaiono distinte le varie sostanze coloranti che hanno servito alia 
miscela. Nel caso dei tessuti vegetali si tritura il tessuto in esame con 
qualche goccia di soluzione di potassa, e dopo qualche minuto, si fa as- 
sorbire il liquido da un pezzo di buona e consistente carta da filtro; si 
fa poi cadere sulla carta stessa una goccia di soluzione di nitroprus- 
siato, in modo che questa, espandendosi,. vada a confluire colla soluzione 
alcalina stata assorbita dalla carta. Al punto di contatto si ha una bella 
tinta rosso porponna, spesso assai piii evidente di quella che si ottiene 
operando sul tessuto intiero. 

I/idrato potassico reagendo sulla albumina dei tessuti produce degli 
albuminati di natura colloide e quindi dotati di un enorme attrito in- 
terno che rende lentissimo il loro assorbimento per capillarity nella carta 
da filtro; all'incontro T idrato potassico coi corpi solforati che tiene in 
soluzione sale rapidamente piu in alto nella carta da filtro in modo che 
ha luogo una specie di concentrazione della sostanza solforata stessa, la 
quale cosi anche se in piccolo quantita nei tessuti e percettibile col ni- 
troprussiato di sodio. 

Come si deduce da un sempliee sguardo all' elonco degli organi esa- 
minati, la reazione al nitroprussiato e comune al plasma di tutte quelle 
cellule che hanno propriety riproduttive o le hanno da poco perdute; 
negli altri organi non citati qui la reazione ebbe sempre risultato ne- 
gativo, salvo che nei semi, sui quali pero occorre fare diverse considera- 
zioni che fa ran no oggetto di una prossima contribuzione. A mio credere 
adunque la proprieta di reagire colle soluzioni di nitroprussiato e par- 

ticolare ai tessuti meristematicu 

Quale sia precisainente la sostanza che entra a reagire col nitroprus- 
siato non e facile il conoscere, giacche e, si puo dire, impossibile il pro- 
curarsi una quantita sufficiente di apici radicali , o di polline, ecc, in 

modo da poterli sottoporre ad analisi accurata ed a determinazioni di- 

rette; ma se cio e impossibile direttamente e pero possibile fare delle 

designazioni abbas tan z a fondate e con molta probabilita di colpire nel 

segno. Che la sostanza sia solforata e contenga lo zolfo almeno in parte 



378 



G. GoLl 



alio stato di solfuro, non vi ha dubbio, giacche basta porre delle giovani 
radici in una soluzione bollente di idrato di potassio e ossido di piombo 
per veder colorarsi in nero i soli punti che danno positiva la reazione 
al nitroprussiato. Morner ha indicato questa reazione col nitroprussiato 
come la piii sensibile che si conosea per la cisteina, ma V autore stesso 
non le da il valore di reazione caratteristica; anche la tirosina reagisce 
in modo analogo, ma ottenuta la tinta porporina in presenza di tiro- 
sina basta Taggiunta di acido acetico per produrre la formazione di 
bleu di Berlino; nel caso della cisteina invece il bleu di Berlino non si 
forma se non aggiungendo l'acido acetico dopo la scomparsa della tinta 
porporina (*); nel mio caso adoperando sezioni o estratti di apici di 
Asparagus potei escludere la presenza di tirosina. 

Ricorsi inoltre ad una esperienza diretta; preparai un estratto di un 
agaricineo nel quale constatai col solito metodo della resina di guaiaco 
la presenza di abbondanti ossidasi e vi posi delle radici di Pisum ap- 
pena contuse; non si verifico alcun cambiamento di colore, come avrebbe 
dovuto avvenire colla tirosina in presenza di ossidasi. Questo per esclu- 
dere la presenza di tirosina; del resto la reazione dei solfuri teste accen- 
nata depone in favore della cisteina. E non mancano altre prove a que- 
sto riguardo. II trattamento successivo con solfato di rame e idrato po- 
tassico colora le radici gia formate in bleu azzurro e in un bel violetto 
i giovani apici (Reazione di Suter) ( 2 ); colla soluzione di cloruro fer- 
rico ha luogo talvolta, ma non sempre, una colorazione bluastra di grossi 
apici p. e. dell'apice della radichetta principale di un germoglio di Pi- 
sum (Reazione di Baumann) ( 3 ). Una propriety della cisteina e poi 
quella di trasformarsi cogli ossidanti, p. e. coll' iodio in cistina la quale 
non si colora piu col nitroprussiato; ora gli apici di radici trattati per 
qualche minuto con una soluzione di iodio, non reagiscono piu col ni- 
troprussiato e se Fazione dell' iodio non fu troppo intensa, la riduzione 
successiva con soluzione fortemente alcalina di glucosio ripristina, ben- 



( 1 ) Morner Zeitsch. f. Phys. Ghemie. BcL XXVIII. 

( 2 ) Zeitsch. f. Phy>. Chemie. Bd. XX, pag. 575. 1895. 
f) Zeitsch. f. Phys. Chemie. Bd. XII, pag. 301. 1874. 



LO 20LFO E I strot coMposti, eco. 379 



che in minor grado, la colorabilita del nitroprussiato. E noto che si di- 
scute tuttora se la cisteina, la quale e stata trovata come prodotto di 
scomposizione di alcuni albuminoidi animali, si debba riguardare come 
preformata o prodotta per riduzione a spese della cistina. 

Ho cercato nel mio caso di chiarire il problema e credo di poter af- 
fermare che e la cisteina quella che va a poco a poco scomparendo per 
ossidazione; infatti se si pratiea sopra delle giovani radici di Pis urn la 
reazione delle ossidasi colla tintura di guaiaco, si vede che la colorazione 
azzurra occupa tutta la zona gia formata delle radici e va affievolen- 
dosi e quindi scomparendo dove incomincia la zona meristematica e con 

essa la reazione positiva per la cisteina. 

Nei polloni di Asparagi si puo seguire molto bene la graduale scom- 
parsa della cisteina dalle parti piu giovani verso le piu evolute ed il 
corrispondente apparire delle ossidasi con intensita inversa. 

Appare dunque evidente che la cisteina va scomparendo per ossida- 
zione man mano che le cellule hanno perduto la faeolta riproduttiva ; 
che pero il prodotto della ossidazione sia la cistina questo e presumi- 
bile ma non posso per ora affermarlo. 

Dimostrata, almeno a mio credere, 1' esistenza della cisteina nel pro- 
toplasma vegetale si possono ti^rre alcune deduzioni. 

Berthelot e Andre (*) gia si occuparono di chiarire I' ufficio fisiolo- 
gico dello zolfo nei vegetali e ricercarono come variasse la quantita di 
questo elemento nei varii stadii della vita della pianta e sotto quale 
forma si trovasse nella pianta stessa. Essi esperimentarono sulle se- 
guenti specie: Sinapis alba, Camelina saliva, Tropeolum majus , Al- 
lium Cepa , Avena saliva, Lupinus albus. Tra le conclusioni alle quali 
giunsero colle loro ricerche vi hanno le seguenti che meritano qualche 

* 

osservazione. 

1.) La proporzione di S organico raggiunge il massimo nelle piante 

nel peribdo di fioritura e poi decivsce. 

2.) Probabilmente TS e assorbito delle radici alio stato di S orga- 

nico del terreno, il quale contiene in notevole quantita S organico; in- 



0) Compt. Rend. Tom. 112, pag. 12: 



oo 



380 



G. GOLA 



fatti esso si trova nelle radiei in grande quantity salvo nel principio 

della fioritura. 

Alia stregua dello osservazioni fin qui esposte, le conclusioni dei due 
chimici francesi si possono in parte confermare con nuovi argomenti, in 

parte interpretare in modo diverso. 

Che rS organico (o S labile) si trovi in maggior quantita nelle piante 
fino alia fioritura, appare facilmente ove si considera che e solo in questo 
primo stadio della vita della pianta, che hanno luogo fenomoni di ri- 
produzione cellulare (almeno nelle specie enunciate che sono quelle 
studiate da Berthelot e Andre). Avvenuta la fecondazione, formato Tern- 
brione e l'albume, si pud dire che cessino completamente nelle piante 
annue i processi formativi e che 1' individuo si limita soltanto al feno- 
meno quasi esclusivamente chimico di concentrare tutte le sostanze uti- 
lizzabili, nella formazione dei materiali di riserva dei semi. 

II fatto poi che V S si trovi nelle radiei prevalentemente alio stato or- 
ganico (o labile) , si puo interpretare in modo diverso senza tuttavia 
escludere che 1\S organico del terreno entri nella nutrizione della pianta. 
Se si pone mente alia formazione incessante di nuove radichette che in- 
tersecano tutto il terreno circostante alia pianta , appare molto fondato 
il concludere che la quantita notevole di S organico che si trova nelle 
radiei, e dovuta non alia nutrizione, ma alia formazione di nuovi or- 
gani. Del resto, come si e veduto, la reazione di S labile cessa di essere 
visibile dove comincia la zona assorhente. 

Tali sono i risultati ai quali son > giunto per ora colle mie ricerche 
e mi riservo di continuare gli studii a questo riguardo. 

La chimica fisiologica vegetale ci ha fatto conoscere da tempo, grazie 
specialmente ai lavori di Schultze e della sua scuola, la formazione, du- 
rante il periodo di sviluppo dei semi e delle gem me, di notevoli quan- 
tita di corpi eminentemente azotati quali l'asparagina, leucina, glutam- 
- mina, ecc. Di tali composti e indiscussa la provenienza dalle sostanze 
albuminoidi di riserva, e si ammette che durante il periodo di sviluppo 
e quindi di attivi fenomeni riproduttivi che hanno luogo nei germogli, 
le sostanze proteiche, seomponeodosi per scissione idrolitica, diano luogo 
da una parte a corpi ammidici, dalFaltra a solfati. Cid si spiega col di- 



LO ZOLFO E I SUOI COMPOSTI, ECC. 381 



/ 



* 



stacco di un gruppo atomico solforato che per ossidazione produce acido 
solforlco (*); ora sarebbe appunto tale gruppo atomico solforato clio ap 
pena disgiunto o presso a disgiungersi dalla moleeola albuminoide sa 
rebbe a noi rivelato dalle reazioni della cisteina , gruppo che a poco a 
poco, distruggendosi in presenza delle ossidasi, darebbe luogo ai solfati 
die si riscontrano abbondanti durante la germinazione. 

Riassumendo si pud per ora concludere che: 

Nel regno vegetale oltre ai composti solforati gia noti esiste anche le- 
gata alle sostanze albuminodi, la cistina, o un corpo molto affine ( 2 ) e la 
sua distribuzione e esclusivamente legata a quelle cellule che sono do- 
tate di proprieta formative. Questa sostanza non si produce a spese della 
cistina, ma al contrario e quella che probabilmente da luogo alia for- 
mazione di cistina, per mezzo di fermenti del gruppo delle ossidasi, la 
cui localizzazione e in istretto rapporto colla presenza della cisteina. 

Questi fatti trovano piena conferma nello studio dei tessuti analoghi 

# 

del regno animale secondo ricerche ora iniziate in collaborazione col 
dott. Buffa ; i risultati delle quali promettono di 'riuscire oltremodo in- 

teressanti. 

Cosi la presenza di tale sostanza acquista il valore di un fenomeno 

di cui e evidente V alto significato biologico. 



( 1 ) V. Sestini, Fitochimica. Suppl. Ann. EncicL di Chimica , Torino 1896, 
pag. 240. 

( 2 ) Alio stato presente la struttura chimica e la proprieta della cisteina 
sono cosi poco precisate che non e il caso di far delle affcrmazioni rccise 
con sole reazioni colorate come soltanto e possibile nello studio di tessuti 
yegetali. 

Utilizzando specialmente i polloni di Asparagus mi sara forse possibile 
estrarre la sostanza teste studiata, e spero con adatte reazioni di preci- 
sare piu esattamente la distribuzione della sostanza stessa onde stabilire i 
rapporti di causa od effetto tra la presenza di questo corpo e la funzione 

riproduttiva nel regno vegetale. 



» 



25. Malpighia, Anno XVI, Vol. XVI. 



382 



G. GOLA 



II. Processi fermentativi nelle specie della tribu 

delle Mimosee. 



In tutte le specie del genere Acacia e di alcuni affini ha luogo un 
fenomeno assai complesso il quale ha, senza dubbio, una notevole impor- 
tanza fisiologica. 

Se si polverizzano dei semi di Acacia Farnesiana e si lasciano a se 
dopo averli inumiditi con acqua, si svolge da essi dopo breve tempo una 
sostanza, o meglio parecchie sostanze, dotate di odore intenso misto di 
solfidrico e di agliaceo; questo fenomeno si presenta nei semi di al- 
cune acacie e di generi afiini assai a questo, i quali sono da alcuni bo- 
tanici compresi ancora nel genere Acacia. Io ho potuto esaminare semi 
di circa 90 specie diverse e solo in poche si verified questa fermenta 
zione. Do qui Telenco delle specie esaminate disposte secondo le sezioni 

i 

di Bentham. 



Phyllodineae: Armata RBr. — juniperina Willd. — verticillata Sieb. 
obliqua Cunn. — calamifolia Sw^et. — riceana Hensl. — externa 
Lindl. — hismdiila Willd. — anceps DC. — Irachylotrya Beuth. — lu- 

m 

nata Sieber. — suaveolens Willd. — angmtifolia Wendl. — pychnantha 
Benth. — lejophylla Bth. — falciformis DC. — cyanopliylla Lindl. 
saligna Wendl. — falcata Willd. — microdot ry a Benth. — penninervis 
Sieber. — salicina Lindl. — obticsata Sieber. — rubida Cunn. — rostel- 
lifera Benth. — nereiifolia Cunn. — sabulata Bonpl. — linifolia Willd. 
acinacea Lindl. — dodonaeifolia Willd. — stricta Willd. — pendida 
Cunn. — cyclopis Cunn. — stenophylla Cunn. — melanoxylon R. Br. 

-heterophylla Willd. — laurifoHa Willd. — linearis Sims. — jlori- 
bunda Willd. — mucronata Willd.- — sophorae R. Br. — longifolia 
Willd. — trinervata Sieber — elongata Sieber. — undulata Willd. 
binervata DC. — paradoxa DC. — cidtriformis Cunn. — cuneata Bth* 

lati folia Bth. — cun/iifighamii Hook. — • rupicola F. Muell. — ne- 
matophylla F. Muell — uncinella Bth. — aneura F. Muell. — retinoides 
Schl. — notabilis F. Muell. — siibporosa F. Muell. 



LO ZOLFO E I SUOI COMPOSTI, ECO. 383 



Botryocephalae: Elata R. Gr. — pruinosa Cunh. — discolor With. 
decurrens Willd. — dealbata Link. 
Pulchsllae: Pentadenia Lindl. 

Gummiferae: Cavenia Berl. — Giraffae Hochst. — arabica Willd. 
eburnea Willd. — horrida Willd. — farnesiana Willd. — hebeclada DC. 
Yulgares: Modesto, Walld. — martii Beuth. 
Filieinae: Filicina Willd. 

Albizzia: Lebbek Bth. — lophantha Bth. — iulibrissin Durazz. 
Piptadenia peregrina Benth. 
Leucaena glauca Benth. — diver sifolia Benth. 
Mimosa acanthocarpa Poir. 

Prosopis strombulifera Benth. 
Dicrostachys nutans sp. 



Tale proprieta e limitata ai semi di tutte le specie dalla sezione 
Gummiferae che mi fu dato osservare e delle altre solo c\\Y Acacia Fi- 
licina, Albizzia Lophantha e Rosopis strombulifera ; conviene jnotare che 
qualunque sia la posizione sistematica delle tre ultimo specie , i loro 
semi presentano nella loro conformazione una spiecata analogia con 
quelli delle specie della sezione Gummiferae. 

Nelle condizioni normali di germinazione dei semi ora accennati non 
ha luogo mai Femissione di sostanza solforata; ma in questo periodo i 
cotiledoni se triturati ne svolgono in quantity assai minora che i semi 
secchi ; questo almeno a giudicare dai sensi perche e difficile qui dame 
una misura esatta. Sta il fatto pero che conviene qui stahilire, che Dei 
semi germinanti la fermentazione ha luogo solo Vjuando si alterino le 
condizioni normali di vita. 

Analisi elementare e immediata dei semi di Acacia Farnesiana. — Xel- 
rintento di chiarire le condizioni nelle quail ha luogo la produzione di 
sostanze solfbrate, intrapresi delle ricerche speciali a questo riguardo. 
La scelta cadde sui semi de\V Acacia Farnesiana come quelli che era 
piii facile avere in quantity e che del resto si comportavano riguardo 
alio scopo che mi proponevo, nello stesw modo che quelli delle altre 
specia 



384 



a. GOLA 



Anzitutto giudicai che potesse interessare un'analisi chimica dei prin- 
cipali componenti tanto piii che a mi a conoscenza mai si e fatta un 
analisi quantitativa di quest! semi. E qui mi e grato esprimere la mia 
riconoscenza al prof. I. Guareschi, direttore deiristituto di Chimica Far- 
maceutica, il quale mi permise di compiere nel laboratorio da lui di- 
retto le ricerche necessarie per questa analisi immediata. 

I semi vennero finamente polverizzati dopo aver separato con cura la 
parte tegumental© da quella appartenente all'embrione. L' acqua fu de- 
terminata mediante pesate fatte prima e dopo T essiccamento a 100-110°. 

Le ceneri furono determinate per combustione della sostanza secca in 
capsula di platino e successivo trattamento con carbonato d'ammonio. 

II grasso fu determinate nella parte embrionaria seccata a 100°, me- 
diante T estrazione con etere in apparecchio Soxhlet e successiva solu- 
zione della sostanza disciolta per mezzo del solfuro di carbonio; la quan- 
tity estratta veniva poi controllata dalla perdita di peso subita dal cam- 
pione in esame. 

Sopra la sostanza seccata venne eseguito il dosag*gio di azoto; Tazoto 
totale fu determinato dapprima col metodo di Kjeldahl , poi per con- 
trollo con quello della combustione di Dumas; tra i dosag-gi coll'uno e 
colFaltro metodo si noto sempre una differenza dell' 1 °/ ^ n ^zoto at- 
tribuibile forse alia ossidabilita straordinariamente difficile della sostanza 
in esame. 

Le sostanze albuminoidi furono dapprima fissate col metodo di Stut- 
zer e successivamente distrutte col processo di Kjeldahl. 

I risultati di questa analisi sono riassunti nella seguente tabella che 
rappresenta la media delFanalisi di due campioni presi nella medesima 
provvista di semi d' Acacia impiegati nel corso dell' intero lavoro. 



Acqua Ceneri Grassi N. totale N. totale N. albuminoideo 



Kjeldahl Dumas 



0/ 0/ 0/ 0/ • 0/ 0/ 

/o /o '0 /o /o /o 

Tegumento 11,09 3,5 

Embriotie 10,02 4,8 4,3 7,9 8,9 7,9 



LO ZOLFO E I SUOI COMPOSTI, ECC- 385 



La polvere degli embrioni seccata a 100° e lasciata a se all 1 aria as- 
sorbe acqua in notevole quantita: 9,9 °/ . 

Di molto interesse sarebbe pure un analisi di zolfo , specialmonte in 
vista della distribuzione di questo elemento alio state di SH e di S0 3 - 
S0 4 ; sura mia cura di compiere anche questa ricerca tosto siano ces- 
sate certe cause indipendenti dalla mia volonta. 

Fermentazione. — Che i semi di Acacia Farnesiana triturati e inumi- 
diti svolgessero un odore sgradevolissimo era un fatto noto da tempo , 
ma da quanto ho potuto constatare nessuno si e. mai occupato scienti- 

ficamente del fenomeno ( x ). 

Ritenni percio opportune iniziare nel nostro Istituto Botanico una 
serie di ricerche chimico-fisiologiohe a questo riguardo. 

Basta inumi dire lievemente i semi per dar luogo alia fermentazione. 
Poiche come tale si deve interprets re questo fenomeno, giacche bastano 
ad arrestarlo il calore sopra il punto di coagulazione degli albuminoidi, le 
soluzioni dei sali dei metalli pesanti, quelli dei sali neutri, degli acidi ecc, 
cosi pure V alcool in una certa concentrazione. Al contrario se si umet- 
tano i semi polverizzati con etere, alcool etilico anidro, alcool amilicof, 
benzina e si provoca poi una rapida evaporazione del liquido aggiunto, 
la fermentazione e di nuovo possibile qualora si aggiunga acqua; fatto 
questo che esclude ogni fenomeno vitale. 



Avvicinando una cartina inbevuta di acetate di piombe ai semi in 
fermentazione si ha un rapido imbrunimento della cartina stessa; i corpi 
prodetti della fermentazione seno detati di intensissima attivita ridut- 
trice. Se infatti si fa avvenire questa in un vaso chiuso escludendo per 
quanto e possibile tutta Taria e impie inde acqua bollita alia quale si 
sia aggiunto un po' di bleu di metilene, si osserva in breve tempo uno 
scoloramento piii o meno marcato della pasta, scoleramento che non e 



\ 



( l ) In Liguria questo fatto e noto da tempo ai ragazzi che sogliono ma- 
sticare i semi di Acacia Farnesiana e poi gettarli nei luoghi eve seno 
raccolte.melte persone e disturbarle eel fetere die vi svolire. Anche Ruf- 
fini nel suo Lorenzo Benoni accenna a questa proprieta delV Acacia Fame- 
siana nei suoi ricordi di gioventii. 



386 



G. GOLA 



dovuto al fissarsi del bleu di metilene sui materiali tannici , ma che si 
puo ripristinare rapidissimamente ove si ponga la massa scolorata in 

contatto dell' aria. 

• Anche il liquido spremuto della massa fermentata non presenta nessuno 
debolissimo fetore nei primi istanti in cui si trova all'aria, ma questo si 
manifesta appena l'ossigeno abbia avuto il tempo di agire. 

- 

Conviene notare che in un estratto di semi sia Termentato o no, non 
si puo riconoscere la presenza di ossidasi. 

Se si fa avvenire la fermentazione in un pallone dal quale sia stata . 
scacciata V aria mediante una corrente di idrogeno e si pone in comu- 
nicazione il tubo di sviluppo con un refrigerants e poi con una serie 
di bolle di Liebig contenenti successivamente ossido di mercurio in so- 
spensione nell'acqua, acetato neutro di piombo e idrato di baric, si pos- 
sono raccogliere i vari prodotti che si formano. I semi triturati si pon- 
gono neir acqua, si scaccia V aria da tutto Y apparecchio e si lasciano 
cosi per 24-36 ore; in capo a questo tempo si fiscal da il pallone e tosto 
si ha uno sviluppo di gaz che continua fin quasi al principio dell' ebol- 
lizione della massa fermentata. In questo tempo Y ossido di mercurio 

» 

non subisce apparentemente trasformazione alcuna e cosi pure Tacetato 
di piombo, soltanto Y acqua di barite si intorbida notevolmente. Se in- 
vece dell'ossido di mercurio si e collocata una soluzione alcoolica di 
sublimato corrosivo si ha notevolissimo intorbidamento. Cosi resta esclusa 
per ora, la presenza di acido solfidrico libera. Al momento della ebolli- 
zione cessa o si affievolisce lo sviluppo di gaz ed insieme col vapor 
d' acqua distil la un corpo biancastro dotato di un forte odore che ri- 
corda assai quello de\Y Allium Cepa, ma piu sgradevole. Questo corpo in 
parte si solidifica gia nella canna del refrigerante laddove il vapor 
d'acqua comincia a condensarsi in liquido ed in gran parte sgocciola 
coll' acqua e lo si puo raccogliere intercalando nell' apparecchio una 
boccia a doppia tubulatura tea il refrigerante e le bolle di Liebeg. 
Dopo 15-20 minuti la distillazione della sostanza biancastra e compiuta 
e non passa che acqua, avendo anche il gas cessato completamente di 
svolgersi. Se. ora si fa passare nell'apparecchio una corrente d'aria, tosto 
nel pallone ha luogo un forte sviluppo di acido solfidrico che annerisce 






LO ZOLFO E I SUOI COMPOSTI, ECC. 387 



T ossido di mercuric* o precipita V acetato di piombo abbondantemente. 

La deeoinposizione ha luogo proprio nel pallone e hum nella sostanza 

distillata , come si puo rieonoscere assai facilmente isolando il pallone 
dal resto dell' appareecliio. Evidentomente nel matraceio era rimasto in 
notevole quantita un eorpo non volatile a 100°, dotato di energiche pro- 
priety riducenti. 

II liquido lattiginoso proveniente dalla distillazione, se agitato con 
etere, cede a questo una sostanza dotata di forte odore agliaceo, di con- 
sistenza come di cera la quale si mostra costituita di due sostanze, Tuna 

* 

liquida a temperatura ordinaria, l'altra solida, ambedue riccamente sob 
forate ; si possono separare sia per distillazione con vapor acqueo , sia 
assorbendo quella liquida per mezzo di carta bibula. 
Ambedue le sostanze sono dotato di forte se*radevoIe odore, sono in- 



o 



solubili neir alcool e nelT acqua, si combinano col sublimate corrosivo 
dando un precipitate bianco, e coir acido nitrico si ossidano facilmente 
con sviluppo di ipoazotide e colla formazione di una sostanza cristal- 
lizzata in lunghi aglii. Tali corpi sono solubili in una soluzione diluita 
di potassa e tale soluzione a caldo svolge una sostanza volatile dotata 
di intensa reazione alcalina; nel matraceio resta una sostanza di odore 
sgradevole rosso bruna e dell' acido solfidrico combinato colla potassa. 
II corpo alcalino volatile raccolto sull' HC1 da un cloridrato solubile nel- 
I' acqua e nelFalcool il quale, per evaporazione del solvente, si depone in 

cristalli- allungati disposti a eroce. 

Come si vede i corpi cha derivano da questa fermentazione sono ol- 
tremodo interessanti che non hanno riscontro in alcuno altro processo 

fermriirativo nel regno vegetale. 

Ne mancai di tentare di estrarre la sostanza contenuta dai semi che 

poteva dar luogo alia formazione di tali prodotti. Estraendo i semi con 
alcool, o con acqua e alcool si ottiene un liquido nel quale mediante 
riscaldamento con piombato potassico si ha la formazione di abbondante 
solfuro di piombo. Questa sostanza solforata non precipita coll' acetato 
di piombo, ne coi sali di mercurio, argento ecc. ; non da composti col- 
l'acido fosfovolframico e dalla soluzione alcoolica si puo precipitare me- 
diante r etere. 



388 



a. GO LA 



Eliminando dalFestratto dei semi i grassi, i peptoni,"ecc, mediante i 
sali di piombo, mercurio c, si ha un liquido dal quale si separa per 
evaporazione una sostanza amorfa di sapore amaro, che non riduce il 
liquido di Fehling e che e rieca di zolfo alio stato di solftdrile. Bollita 
cogli acidi diluiti, svolge H 2 S e il liquido aequista propriety riducenti 
sul liquido di Fehling; anche la semphce ebollizione con acqua da 
luogo a sviluppo di H t S, ma in tal caso manca il potere riduttore della 
sostanza seomposta. Questa facile alterabilita della sostanza solforata, e 
la mancanza di cristallizzazione impedisce di giudicare con sicurezza 
se lo zolfo sia legato ad un carboidrato, p. e. alio stato di glucoside o 
di mercaptale, o se insieme al corpo solforato sta mescolato uno zuc- 

chero suscettibile di idrolisi. Anche ripetuti tentativi di separarne un 
composto con fehilidrazina andarono falliti per la rapida decomposizione 

con emissione di H 2 S che il liquido subisce per riscaldamento un po' 

prolungato a bagno maria, tanto piu cob acido aeetieo. 

Fenomeni fermentativi nella vita attiva delle piante del genere Acacia. 
Allorquando e iniziata la germinazione , noil' Acacia Farnesiana la 
radice appena uscita dai tegumenti e ricca di sostanze solforate, mentre 
Tasse ipocotile e i cotiledoni , pur non essendone privi , se -no mostrano 
meno ricchi. La presenza di tali corpi non si puo riconoscere se il tessuto 
epidermico dai semi germinanti e illeso, e questo si ottiene con facilita 
fticendo avvenire la germinazione tra fogli di carta bibula ed evitando 
Tazione di mufFe e di bacteri ; se invece si fan no germinare i semi nella 

_ 

terra o nella sabbia e si estraggono anche con molta cautela , si sente 
nella radice assai spiccato 1' odore caratteristico , poiche basta V azione 
delle particelle del terreno sopra le tenere cellule epidermiche per pro- 
vocare Femissione di tali sostanze. 

Quanclo le radici si sono fatte piu. grosse e sulla superficie si e svi- 
iiippato un tessuto suberiflcato, allora una lesione leggera della super- 
ficie non da luogo alia fermentazione solfidrica e appare evidente es- 
sere piii profonda la sede della sostanza che ci interessa. 

Mentre i semi di poche specie presentano questo fenomeno particolare, 
le radici di tutte le specie di Acacia , alineno per quanto mi fu dato 
esaminare, emanano, se ferite, F odore agliaceo ; emanazione che e cosi 






LO ZOLFO E I SUOI COMPOSTI, ECC. 389 



intensa che i g'iardinieri dell' Orto Botanico incaricati di rinnovare la 



t> 



terra ai vasi delle Acacie, mi riferivano di feno; . n\ di lacrimazione ana- 
loglai a quelli cosi conosciuti che sono provocatf dalle piante del genere 
Allium. 

Io non posso con sicurezza generalizzare il fenomeno a tutte le specie 
di Acacia, enumero quindi le specie di piante adulte da me sottoposte 
ad osservazione, che son quelle coltivate nel nostro Orto Botanico. 

- 

Phyllodineae : Cultriformis Cunn. — cyanopJiylla Lindl. — sueveolens 
Willd. — saligna Wendl. — stenophylla Cunn. — rostellifera Seem. 
salicina Lindl. — trinervata Sieber. — retinodes Schlecht. — heterophylla 
Hook. — Melanoxylon R. Br. — microbotrya Benth. — verticillata Willd. 

Riceana Heusl. — lejophylla Benth. — Soph3) % ae R. Br. — lunata Sieb. 

penninervis Sieber. — brachybotrya Benth. — obovata Benth." — ovoi- 

- 

dea Benth. — oxycedrus Sieb. — subulata Bonpl. — montana Benth. 
dodonaeifolia Willd. — implexa Benth. — xylocarpa Cunn. — floribuada 
Willd. — mucronata Willd. — doratoxylon Meissn. — glaucescens Willd. 

plectrocarpa Cunn. — Hookeri Meissn. — Meissneri Lehm. — alata 
H. Br. — nereiifolia Cunn. 

Botryocephalae : dealbata Link. — cardiopylla Cunn. 

Gummiferae : capensis Burch. — eburnyi Willd. — Farnesiana Willd. 
Cavenia Bert. — korrida Willd. — robusta Burch. 

Filicinae: Filicina Willd. 

Albizzia Zophanta Beuth. — Lebbeli Pocuth. (*). 

Mimosa pudica L. — moltissima Stort. — Spegazzinii Pir. 

Pro so pis siliquastrum DC. 

Se il fenomeno della fermentazione e costante nelle specie di Acacia 
non e costante pero la sua presenza in tutti i periodi della vegetazione. 
Nella stagione invernale potei osservare che 6 specie di Acacia che nelle 
nostre serre perdono abitualmente le foglie [Eburnea, Capensis, Farne- 
siana y honnda, Filicina) e che quindi avevano una piccolissima super- 
ficie traspirante, non presentavano nelle loro radici ferite alcuna fermen- 
tazione, mentre intensissima, come al solito, era in quelle piante di al- 
tre specie a foglie o fillodii persistenti, che si trovavano in piena atti- 
vita vitale, alcune anche in piena fioritura; pero anche alcune di que- 



r 



390 



G. GOLA 



ste piante in giornate fredde e coperte allorche torpida era- la vegcta- 
zione em an a va no dalle loro radici ferite poca sostanza solforata. 

I canli, le foglie, i fiori delle Acacie in generate non presentano al- 
cuna particoiarita riguardo alia presenza di queste sostanze solforate , 
pero se si recidono dei rami di Acacia alata, dopo qualche ora da que- 
sti emana ovidente il caratteristico fetore specialmente lacerando le espan- 
sioni aiate del caule. Cosi nella stessa Acacia alata si osserva Y emis- 
-ione di queste sostanze in varie condizioni sfavorevoli alia pianta. Un 
esemplare di questa specie stato tolto dalle serre nella scorsa prima- 
mavora in una giornata un po' fredda, presentava nei fiori uno spice a to 
odore agliaceo; da un altro esemplare di grandi dimensioni tenuto in 
serra lo scorso inverno in un luogo prossimo ad una apertura e sog- 
getto a correnti fredde, emanava sempre un odore agliaceo debole ma 
facilmente percettibile ; nella primavera potei osserva re che tutte le 
estreinita dei rami erano secche presentando le caratteristiche lesioni da 

* 

freddo. 

Di non minore interesse e il fatto riferitomi da un proprietario di una 
villa presso Nizza, nella quale due alberi di Acacia Farnesiana vennero 
colpiti da una malattia gangrenosa; dalle ferite che si erano prodotte 
emanava un puzzo di solfidrico e di agliaceo cosi sgradevole che il pro- 
prietario, per evitare la molestia, fu costretto ad abbattere le piante 

malate. 

Localizzazione dei composti solforati net genere Acacia. — Alio seppo 

di chiarire la funzione fisiologica di questi composti solforati ricorsi 
anche a reazioni microchimiche onde determinarne la localizzazione e 
la distribuzione nei varii tessuti. Mi valsi per questo di due reattivi 
cioe dell* acido solforico e del nitroprussiato sodico con idrato potas- 
sico; per ambedue i reattivi ricorsi al controllo trattandoli in vitro 
coll' estratto alcoolico dei semi di Acacia Farnesiana; i risultati furono 
i seguenti : 

Cotiledoni del seme secco. — Reazione positiva in tutte le loro parti. 

Radichetta del seme germinanie. — Colorazione intensa lungo i fasci 

vascolari e precisamente lungo la zona dcil'endodermide; colorazione de- 

* 

bole dell'epidermide; a dar valore a quest? reazione vale anche in que- 



LO ZOLFO E I SUOI COMPOSTI, ECC. 391 



: 



sto caso un carattere organ olettico. Se si prendono dei semi fatti ger- 

mogliare tra carta bibula in modo da evitare ogni minima lesione dell a 

superficie , non si avverte alcun odoro agliaceo; se con un ago fine si 

pratica una leggerissima sealfittura sulF epidermide in modo da non le- 

dere menomamente le cellule sottostanti, in pochi second i emana inten- 

sissimo Fodore delta sostanza solforata racchiusa nelle cellule epider- 
miche. 

Asse ipocolile. — La colorazione si osserva soltanto nei fasci vascolari 
senza che se ne possa precisare maggiormente la sede e manca negli 
altri tessuti. 

Nei cotiledoni delle pianticelle germinanti la colorazione e masche- 
rata dalla clorofilla e nelle pianticine eziolate il corpo in questione si 
trova distribuito uniformemente. 

Nella pianta adulta rimane ben rieonoscibile nelle radici, e manca in 
condizioni normali nelle altre parti; in caso di perfrigerazioni o di altre 
lesioni si trova in cosi piccola quantita da non essere rieonoscibile che 
all' odore. 

E qui conviene richiamare dei fatti gia noti da tempo nella fisiolo- 
logia vegetale. Uasparagina, come ognuno sa si forma assai di frequente, 
nella germinazione dei semi, ed inoltre appare i i che siano lese le 
condizioni normali di vegetazione delle piante. Cosl la si osservq po- 
nendo delle piante neiroscurita, oppure recidendone i rami e ponendoli 
nell'acqua (Con if ere, Lonicera, Sambucus) ( l ). Ed e ormai ben chiarita 
la funzione fisiologica di questo corpo e dei eomposti ammidati ana- 

loghi a questo che si trovano nelle piante. 

Dai dati ancora incompleti che ho potuto raccogliere, non si pu6 per 
ora emettere alcun giudizio sul valore fisiologico delle sostanze solforata 
delle Miitiosee: pero la sua diflusione in tutto un gruppo cosi numeros«>, 

il suo contenuto in azoto e zolfo e Fanal fia di com imento c 1- 
Vasparagina nelle condizioni anormali di vita della pianta, fanno subito 
pensare ad una forma di trasporto di sostanze al i men tari nei tessuti dell 



(') V. Sestim: FilocJuiiitai. Supp. Ann. Enc. d? Ghimica, Torino, 1896, 
pp. 248-251. I 



392 



G. GOLA 



piante, paragonabile ai corpi ammidici ora aecennati, sembrandomi poco 
probabile V ipotesi di una sostanza di difesa dell'individuo mediante il 
fetore. 

Ma per addentrarsi piu oltre in questo argomento occorrono lungphe 
e delicate ricerche di natura prettamente chimica che con to di ripren- 
dere allorche potro disporre di maggiori mezzi di indagini. 

Mi e gradito dovere ringraziare il prof. 0. Mattirolo che mi fu largo 
di incoraggiamenti e di aiuti nel corso delle mie ricerche. 



• 



Le Speeie Italiane del genere 




/ 



MONOGRAFIA 



Del Dott. C. MASSALONGO 



gerade die polymorpben Sippen . . . . 

sind bei una nnn mit Recht ein passendes Object 
iur den Fleiss und Scharfsinn des PhytogTaphen 
geworden, und ein ernster Phylogenetiker kann 
sieh daker nichts besser wiinschen, als eine solche 
grnndlicbe Vorarbeit dee Floristen und Mono- 
grapben . 

KrAsax Fr. , Beitrag z. Klarung einiger 
phytograph. Begriffe in Engler's Bot. Jahrb. 
31 Bd. 1901. 



Ho consegnato in questo scritto il risultato delle mie ricerche, piii 
particolarmente relative alle specie del genere Scapania, finora segnalate 
nel dominio della Flora Italica, colla speranza di portare qualche con- 

tributo alia piii esatta conoscenza ed illustrazione della sistematica di 
questo difficilissimo e polimorfo genere. 

Chi ha esaminato copiosissimi esemplari di Scapania, provenienti da 
localita le piii diverse, si sara senza dubbio incontrato in numerose forme 
le quali, per taluni caratteri, non corrispondono interamente ai tipi spe- 
cifici dalla maggioranza dei fitografi ammessi per questo genere, rappre- 
sentando esse delle modificazioni intermediarie o di passaggio, siccome 
quelle che mostrano degli svariati e molteplici rapporti di parentela 
ancora con due o piii altre entita tassonomiche, alle quali si e convenuto 
di attribuire valore specifico. Stando cosi le cose si potrebbe considerare 
il genere Scapania costituito da una associazione di entita di valore si- 
stematico difterente, le quali idealmcnte potrebbero raffigurarsi fra loro 
distribuite a mo di un reticolo irregolare, di cui i nodi corrispondereb- 
bero alle cosi dette specie, mentre i loro tratti di congiunzione verrebbero 
occupati dalle surriferite forme di passaggio. In base del suesposto con- 
verra ammettere che questo genere comprenda quasi e-sclusivamente delle 
specie in via di formazione o nascenti, le quali essendo percio di origine 
recente non possono aver raggiunto la loro stability, e sarebbe questo 






394 C. MASSALOXGO 



il motivo perche la caratteristica delle stesse, stante le numerose modi- 
ficazioni transitorie che tuttora subiscono, difficilmente la si puo cireo- 

i 

scrivere entro i limiti di una diagnosL Sono pertanto spiegabili tali 
modificazioni intermedie (forse in parte di origine ibrida), essendo esse 
Fespressione e la prova vivente dei rapporti genealogici che sussistono 
fra le dette specie nascenti, da cui risulterebbe attualmente costituito il 
genere che ci occupa. Queste forme ambigue o di passagg*io certamente 
si sarebbero invece, in massima parte almeno, dileguate nella lotta per 
Fesistenza, qualora il genere eomprendesse soltanto delle vere specie nel 
senso linneano, dei tipi tassonomici cioe, i quali hanno ormai conseguito 
il definitivo loro processo morfologico, od in altri termini V optimum di 
adattamento alle vigenti condizioni dell'ambiente. II monografo del ge- 

nere Scapania dovra accontentarsi pereio di descriverne i tipi piu spic- 
cati (che adunque corrisponderebbero a specie nascenti), rilevando le 
affinita che fra loro presentano in base delle ricordate forme di passaggio, 
le quali perd a motivo delle sottili ed instabili variazioni a cui sotto 
s tan no, si sottraggono ad ogni tentativo di precisarne la caratteristica. 
In una parola bisognera procurare di svelare i rapporti filogenetici sussi- 
stenti fra le entita meglio definite di questo poli mo rfo genere, per rag- 
giungere cosi lo scopo a cui devono tendere le nostre ricerche sistematiche. 
A questi criteri mi atterro nelle pagine seguenti, dove quantunque 
vengano essenzialmente prese in e.same le Scapania sinora indicate nel 
nostro paese, verra tenuto conto ancora di tutti gli altri rappresentanti 
del genere noti per la Flora europea ( v ). 



( l ) Ii prof. Douin del liceo di Ghartres (Note sur le genre Scapania in 
Revue Bryologique, annee 28 [1901], p. 46-47) ha soguito lo sviluppo della 
Scapania nemorosa a cominciare dai propaguli di questa specie ed ha con- 
statato che le pianticellc svoltesi da cletti propaguli dopo meno un anno 
di tempo, per il profilo delle loro fogiie potevano scambiarsi per S. curia, 
mentre al termine del secondo anno avevano assunto caratteri pressochS 
identici a quelli della S. resupinata. Soltanto dopo il secondo anno le fogiie 
flnalmente offrivano Taspetto di quelle della vera S. nemorosa. Ho voluto 
riferire questa interessante osservazioneper dimostrare che converra andar 
molto cauti nella determinazione di esemplari sterili ed imperfettamente 
sviluppati di Scajjania, essendo certo che qualche cosa di simile a quanto 
ha notato il Douin per la Scap, nemorosa si verifichi ancora per altre specie- 



LE SPECIE ITALIANE DEL GENERE « SCAPANIA » 395 



In questo luogo mi e grato di esprimere la mia particolare rieono- 
scenza verso il chiarissimo epatologo signo.r K. Miiller di Friburgo, il 
quale da anni occupandosi di una completa monografia del genera in 
questione, si compiacque di controllare molte delle mie d 'terrain azioni 
e di inviarmi per esame non pochi e preziosi esemplari del suo erbario, 

■ 

contribuendo a dileguare vari miei dubbi ed a rendere cosi meno im- 
perfetta la presente memoria. 



I. — Caratteri del genere 



Scapania Dmri Rev. gen. Jung. p. 14 (1835); G. L. N. Syn. Hep. 
p. 61 (1844). — Candolleae sp. Raddi (necLabill. 1805) Jungerm. Etrusca 
in Mem. Soc. Mod., p. 22 (1820). — Martinellii sp. Gray Nat Arrang. 
Brit. PL I, p. 691 (1821). — Radulae sp. Dmrt. Oomm. Bot. , p. 112 
(1822) et sect. II Scajiania Dmrt. Syll. Jung. Europ., p. 38 (1831). — 
Jungermanniae sp. L. Sp. PI. ed. I (1753) et Mich. Nov. PI. Gen., p. 7, 
tab. 5, fig. 8, 16 (1729). 

Folia alterna disticho-biseriata amplexicaulia, conduplieato-biloba (in- 
terdum conduplicato-bipartita) vulgo magi a minus ad latus ventrale 
caulis deflexa aut declinata, rarissime ad ejusdem dorsum curvata, mar- 
gine utrinque ad basim varie decurrentia. Lobi subobovato-oblongi, vel 
suborbiculares, rarius sublauceolati, fotegri', dentati, aut ciliati; antici 
(vel dorsales, lobuli) posticis(vel ventralibus) 2-4-minores, rarb subaequales; 
plica commissural carinata aut carinato-subalata. Areolatio foliorum e 
cellulis leptodermicis vel plus minus pachyderm icis, saepe collenrbyma- 
toideis contexta; cuticula levis, granulatoscabra aut verrucosa. Foliola 
nulla. Bracteae foliis subconformes ; colesula plus minus elongata ter- 
minalis vel ob innovationes pseudolateralis , e dorso compressa et ante 
capsulae egressum superne vulgo recurvata, intenlum plicata ; ore trim- 
cato subbilabiato, integro, deutato ciliatove. Capsula ovalis castanea in 
valvas quattaor usque ad basim rumpens; sporae supe icie plus minus 
granulato-scabra, elateres decidui bispiri. Perigonia spicata pro more po- 

lyandra, foliis minora utplurimum subaequaliter bilobo-conduplicata, basi 
cucullato-concava, plica obtusa; antheridia elliptiea pad i cello longinsculo 



396 C. MASSALONGO 



uniseriato suffulta. et paraphysibus polymorphis stipata. Propagula glo- 
merate ad apicem caul is sed vulgo loborum foliorum in eatenulas ramosas 
digesta, rubiginosa, fulvo-aurantiaca, globosa, elliptica, subpyriformia, 
1-2-cellularia, raro irregulariter anguloso-substellata. 

Plantae 9|. f caespitosae, dioicae rarissime monoicao, magnitudine va- 
riabiles utplurimum tamen statura mediocri vel robusta. Caulis inferne 
subrhyzomatoideus, superne foliosus, furcatus aut subfasciculato-ramosus, 
postice radiculas edens. 

Osservazione. — L'area di diffusione dei rappresentanti di questo ge- 
nere si estende quasi esclusivamente alia zona temperata e fredda del- 
Temisfero settentrionale, perche soltanto qualche rarissima specie fa nella 
zona tropicale. 

Rispetto agli altri generi di epatiche, presenta la massima affinita col 
genere DiplopJiylliim il quale pero ne e distinto per la colesula cilin- 
draceo-fusiforme ed attenuato-plicata superioratente, nonche, in seconda 
linen, per i lobi delle foglie tipicamente cultriformi o subfalcati. Ya pero 
notato che talune specie di Scapania (p. es. : S. vexata) avuto riguardo 
ai lobi delle foglie sublanceolati ed alia colesula longitudinalmente piii 
o meno plicata ed appena conipressa dal dorso, accennano a far passag'gio 
al genere Diplophyllum. D'altra parte specie di quest'ultirno (per es. : 
D. gymnostomophilum) per il profilo delle foglie potrebbero, almeno nello 
stato sterile, scambiarsi, alle volte, con qualche forma gracile di Scapania. 
Ad ogni modo per il loro portamento e fades, nel piii grande numero 
dei casi,le specie di Scapania sono ben distinte dai rappresentanti deiraffine 
Diplophyllum. Rieordero per di piii che talune specie di Jmgermannia 
della sezione Splienolobus, a parte il carattere della colesula, per le foglie 
(canaliculato -, od ottusamente - ) conduplicato-bilobe, offrono una certa 
rassomiglianza col genere Scapania. Cosi la Jungerm. saxicola partico- 
larmente, anche per l'inflessione delle foglie rispetto al caule, ricorda 
non poco la S. Kaurihi. 

Tutte le specie di questo genere finora note per la Flora europea, 
potrebbero distribuirsi in due serie come segue: 

L Foglie inflesse verso il lato dorsale (anteriore) del caule, a lobi 
percio piu o meno concavi; questa serie filogeneticamente forse proviene 



LE SPECIE ITALIANE DEL GENERE « SCAPANIA » 397 



da un capostipite comune ancora alia Jtmgerm. saxicola ed e rapprescn- 
tata dalla sola S. Kaurini (*). 

II. Foglie inflesso verso il lato ventrale (posteriori) del caule, coi 
lobi (specialmente il ventrale) convessi. Potrebbe considerarsi derivata 
unitamente al genere DiplophyU%m da uno stesso capostipite, e suddi- 
vidersi in due sezioni, cioe: ■* 

a) Fog-lie conduplicato-bipartite, plica commissurale evanida o 
molto ridotta; comprende la S. planifolia e S. nimlosa. 

£) Foglie conduplicato-bilobe, coi lobi cioe separati da una inci- 
sione che arriva generaliuente appena oltre la meta della lunghezza delle 
foglie; plica commissurale bene distinta: tutte le altre specie europee. 
Questo schema di classificazione se lia un qualche valore in quanto 
si riferisce alio Scapania d'Europa, dovra di certo venire modificato 
allorche vengano prese in considerazione anche tutte le altre specie con- 
generi estraeuropee. 

Le specie segnalate nel nostro paese spettano interamente alia seconda 
sezione della serie II, le quali, a motivo delle loro affinita, credo che 
in darn o si riuscirebbe a riunirle in gruppi o stirpi nettamente caratte- 
rizzati. 

II. — Disposizione delle Specie. 



L Lobi folioruiti antici posticis vix minores vel subaequales ( 2 ). 

a. Cutlcvla folioruni minute papillate scilicet papillis 1-2 jjl. in dia- 
metro exasperata, saepe tamen leviuscala. 



0) Qualora si consideri che la Scap. Kaurini, a parte ii carattere della 
colesula, per la conformazione e prorilo delle foglie molti imo ricorda la 
Jung, saxicola, foi e si potrebbe sospettare per essa ancora un' origine 
ibrida; ammettere cioe che la Scap. Kaurini sia nata dairincrocio fra una 



sa.r 



cie di Scapania* I caratteri dei due genitori pero, invece di trovarsi ftisi 
insieme nella prole ibrida, si sarebbero, nel caso nostro, mantenuti dis- 

giunti. 

(*) Nella varieta Biroliana della S, compacta, soltanto le foglie situate 
airestremiU dei cauli pre intano lobi subeguali, mentre tutte le altre 

hanno il loro lobo anteriore la meta circa piu piccolo del posteriory 

2o. Malpighia, Anno XVI, Vol. XVI. 



398 



C. MASSALOXGO 



1. S. compacta Dmrt. 



Biroliana (C. Massal.) 



2. 8. subalpina Dmrt. 

undulifolia Nees. 

3. 8. Bartlingii Nees, 

p. Cuticula foliorum verrucosa, verrucis 3-6 ji. in diametro, 

4. 8. aequiloba Dmrt. 



II. Lobi fol. antici posticis 2-4-plo minores. 



A. Foliorum lobi postici obovati vel suborbicu 



lares. 



1). Cuticula fol. crasse verrucosa, verrucis 4-10 [i. in diametro. 

5. 8. verrucosa Heeg. 

6. 8. aspera Bernet. 



X 



2). Cuticula fol levis vel minute papillata, papillis 1-3 |i. crassis 

* 

7. 8. gracilis K. Mull. 

8. 8. eras sir etis Brhyn. 

9. S. nemorosa Dmrt, 

aconiensis (De Not). 

10. 8. dentata Dmrt 

ambigua (De Not). 

11. 8. Franzoniana De Not. 

12. 8. undulata Dmrt. 

13. 8. uliginosa Dmrt. 

14. 8. irrigua Dmrt. 

minor C. Massal. 

15. 8. helvetica Gott. 

16. 8. curta Dmrt. 

— spimdosa Nees. 



rosacea (Cda). 
geniculaia C. Massal. 



LE SPECIE ITALIANE DEL GENERE « SCAPANIA » 399 



B. Foliormn lobi postici subovati yel elliptico-su 
blanceolati (Plantae vulgo lignicolae). 



17. S. umbrosa Dmrt. 

18. S. apiculata Spruce. 

19. S. Massalongi K. Mull 

20. 8. vexata C. Massal. 



III. — Descrizione della Specie. 



I. Lobi fol. antici posticis vix minores yel subaequales (*). 



a). — Cuticula foliorum minute papillata, scilicet papillis 1-2 (i. in 
diametro exasperata, saepe tamen lenuscula. 

1. S. compacta (Roth.) Dmrt. Recueil d'Obs. I, Rev. Gen., p. 14 (1835); 
G. L. N. Syn. Hep., p. 63 (1844); Carrington Brit. Hep., tab. VIII, 
fig. 25; C. Massal. Hejfc It Venet. exs. n. 41. — S. compacta grandis 
De Not. App. Cens. Ep. It. Mem. Ace. Tor. ser. II, vol. XXII, p. 370, 
tab. Ill, fig. 15. — Candollea carinata Raddi Jungermanniogr. Etr. 
(1820). — Jungermannia resupinata Hook. Brit. Jung., tab. 23 (1816). 
Jung, compacta Roth. Fl. Germ. Ill, p. 375 (1803). 

Dioica; caule radicante 1-3-cent. longo subfurcato-ramoso ; foliis im- 

bricatis disticho-squarrosis e viride-olivaceis, vel fulvo-rubiginnsis, subae- 
qualiterad tertiam partem conduplicato-bilobis, plica obtusiuscula, vulgo 
angulum subrectum cum caule efficiente; lobo postico late obovato, ro- 
tundato-obtuso, raro submucronato, integro aut denticulato, margine 
ventrale recurvato; lobo antico parum minore et in foL terminalibus fere 
subaequali, subsemicirculari rotundato, utplurimum integro, margine 
incurvo. Cellulis ad medium loborum foliorum polygonis 18:22 |i. circiter 
in diametro, interstitiis trigonis optime evolutis, cuticula leviuscula. 



( l ) Osservazintie. — Nella varieta Biroliana della Scap. co pacta, per lo 
piu soltanto le foglie situate aU'estremiti del cauli, sono fornite di lobi 
subeguali, men t re tutte le altre presentano il loro lobo anteriore circa la 

ineta piu piccolo del posteriori 



400 C. MASSALONGO 



Bracteis foliis parum majoribus sed iisdem subconformibus ; colesula 
oblonga ore truncate, repando dentatove; theca vel capsula ovali castanea, 
sporis 12:16|i. in diametro, rubiginosis superficie asperulis; elaterilus 
bispiris 6 :8 p. crassis. Spiels q* gemmiformibus, perigoniis eucullato-con- 
cavis et subaequaliter obtuse bilobo-eondtiplicatis 2-4-andris. Antheridiis 
ovalibus longiuscule uniseriato-pedieellatis, paraphysibus polymorphic , 
plurimis articulatis, consociatis; propagulis 1-2-cellularibus. 



/3 



Scapania Bi- 



rolht.aa C. MassaL et Caresi Ep. Alp. Penn. in Muovo Giorn. Bot. It., 

XII, p. 320, tav. VIII, fig. 1 (1880). — Scap. compacta var. 2 Spruce 
Hep. Pyr. exs. n. 11. 

Minuta gracili; caule saepe subinterrupte folioso 8-12 mill, longo ; 
foliis sursum admodum ampliatis inaequaliter conduplicato-bilobis, iobo 
antico ventrali subtertia parte minore (solum in fol. terminalibus subae- 
quimagno) sublunulato-reniformi aut subrhomboidalL 

Ab. Sulle rupi e sulla terra umida muscosa abbastanza comune; 
Lombardia: ad Olmo, ed Edolo in prov. di Bergamo (Rota) ed altrove 
(Garovaglio), presso Domodossola in val Sorda (Gagliardi); Veneto: negli 
Euganei al Sasso di S. Biagio (C. MassaL et Bizz. !); Trentino: valle 
di Pejo e Fassa, Montagna Grande di Pergine (Vent.!); in Liguria (De 
Not.); nel Piceno (Orsini, Marzialetti) ; in Toscana : dintorni di Firenze 
(Raddi! Savi, Rossetti!), Alpi Apuane (Rossetti!), mi Amiata (Arcan- 
geli !) , mi Pisano (Barsali) ; prov. di Roma : tufi vulcanici del mi Cavo 
(Brizi); nel Napoletano: mi Gerace (Pasquale); in Calabria a Bagnara 
in prov. di Reggio (Macchiati !) ; Sicilia sull'Etna (Balsamo), bosco della 
Ficuzza (Lojacono-Pojero) ; in Sardegna (De Not., Moris); Isola d'Elba 
(Beguinot!); Isola del Giglio nella valle Carbugina (Sommier!); Isole 
Eolie (Zodda!). — /5 in Valsesia presso il villaggio La Balma (A. Ca- 
restia!). 

Fruttifica di inverno e prima vera, la varieta pert finora non fu trovata 
fruttifera. — % . 

Osservazione L — Gli esemplari tipici della S. compacta si possono 
confondere facilmente colla 8. subalpina, pert se ne distinguono oltreche 



LE SPECIE ITALIANE DEL GENERE « SCAPANIA » 401 



per un abito diverso e le fog-lie di una tessitura piu compatta, per i 

carattari da me seg-nalati a proposito di quest'ultima specie (vedi n. 2). 

La S. compacta v. Biroliana potrebbe scambiarsi con modificazioni 

specialmente della 8. curta e S. irrigua v. minor, dalle quali differisce 
tanto per la forma dei lobi delle sue fog-lie, quanto per la plica commi- 
BuraLe delle inedesime canaliculato ottusa, no acutamente carinata. 

Osservazione II — Scapania Kaurini Ryan ! in Bot. Notiser, p. 210-211 
(1889). — Questa sing'olaro specie che per il profilo delle sue fog*lie ha 
qualche analog-ia colla S. compacta, distinguesi pert facilmente da questa 

ultima, come pure da tutte le altiv congeneri europee, oltreche per Fin- 
fiorescenza paroica od autoica, ancora per l'inflessione affatto particolare 
dei lobi delle sue foglie, i quali non sono come d'ordinario inflessi o 
rivolti piu o meno verso il lato ventrale (posteriore) del caule, ma invece 
si presentano arcuati verso il lato opposto (anteriore o dorsale), quasi a 
somiglianza della Jung, saxicola. Detti lobi sono percio concavi (ne va- 
riamente convessi). 
Ab. Sulla cima del mt. Nystuguhe in Norvegia (Kaurin, Ryan). 



2. S. subalpina (Nees) Dmrt. Rev. Jung-., p. 14 (1835); G. L. N. Syn. 
Hop., p. 64. (1844); Miiller K. Vorlaufig'e Bemerk. zu einer Monograph, 
d. europ. Scapanta-Arten in Bot. Centralbl. Bd. LXXYI1 (1900), Sepa- 
ratabdr., p. 6. — Jungermannia Nees in Lind. t>yn. Hep. Europ., p. 55 
(1829). 

Dioica, caule radicante saepe furcato; foliis pallicb'-viridibus vel ful- 
vescenti-rubiginosis, imbricatis subaequaliter ad medium COnduplicato- 
bilobis, plica subrecta, acute-car inata, fere angustissime subalata, angulum 
plerumque acutum cum caule efliciente; lobo postico subovato cauli adpresso 
marg-inead basim recurvo, integro aut imprimis apicem versus plus minus 
dentate; lobo antico parum mi n ore vel in fol. superioribus fere aequali, 
subrotundo-quadrato, haud raro subacutato , utplurimum integro ultra 

caulem optime protracto, Cellulis ad lob. medium polyg uiis 18 : 24 jjl. 
circiter in diametro, interstitiistrigonis vulgo parvis evanidisve, parietibus 



cell, marg-inalium interdum mag-is incrassatis; cuticula minute granulata. 



p.-a^.^m ».*v^v*v*.,. »..._ 



Brwteis fob parumper majoribus >ed iisdem subconformibus; coUsida oh- 



402 C. MASSALONGO 



longa ore truncato denticulate. Perigoniis spicatis, basi gibbosis aequaliter 
obtuse bilobo-conduplicatis 4 5-andris ; antheridiis ovalibus , uniseriato-pe- 
dicell'dtis, par ap/t y sib us ininutis consociatis. Propagulis ad apicem loborum 
fol. glomeratis, subglobosis, ovalibus, pyriformibusve 1-2-cellularibus. 



/3, undulifolia Nees in G. L. N. Syn. Hep., p. 65 (1844); G. et 
R. Hep. Europ. exs. ic. ad n. 465. — Lobis foliorum fere integerrimis 
et etiam in statu udo undulatis; ore colesulae subintegro. 

Ab. Sulle rupi bagnate e lungo i rigagnoli della regione per lo piii 
subalpina ed alpina in Piemonte: sul monte Tagliaferro in Valsesia c. 
col. ed in Val d'Aosta a Bionaz presso le capanne dell'alpe Preraye 
(Carest.!); Trentino: nella valle di Pejo lungo il torrente ehe proviene dal 
Careser presso la cascata (Vent.), rigagnoli alpini a Saent in valle di 
Rabbi (Vent,!); Lombardia: val Furva nei boschi supra Santa Caterina 
prov. Bormio (Lev.!); Toscana: nell'alta valle del fiume Sestajone nella 
localita « Greppo » 1500 m. s. m., nel distretto di Boscolungo (Lev.!); 
Sicilia: bosco « della Renda » presso Palermo (Lojacono-Pojero). — <5, 
boschi della Montagna Grande di Pergine nel Trentino (Vent. !) c. col. 

N.B. Forme ambigue o di passaggio alia Scap. undulata (forse per la 
massima parte appena distinguibile dalla sua var. aequatiformis De Not. 
ex p.) osservai delle localita seguenti: sulle rupi della localita « Desblina » 
in Valsesia (Carest.!), mi Ebelctona (Carest.!) e lungo il torrente « La 
Vogna » (Carest. !). 

Fruttifica? %. 

Ossermzione. — La Scap. subalpina per mezzo di forme intermediarie 
intimamente si connette colla 8. undulata, #. dentata e S. irrigua e 
perci6 in taluni casi molto difficilmente si riesce a limitarne la caratte- 
ristica rispetto a quest'ultime specie. Considerando pero gli esemplari 
tipici della S. subalpina (e sua var. undulifolia) , si rileva come i lobi 
delle sue foglie, massime di quelle inserite verso l'estremita del caule, 
sono subeguali, mentre nelle altre tre specie surriferite il lobo superiore 
delle foglie, d'ordinario, si presenta il doppio o quasi piu piccolo dell'in- 
feriore. Si noti per di piii che in S. dentata le foglie sono quasi sempre 
piu o meno purpuree, cid che non si verifica nella S. subalpina. 



LE SPECIE ITALIANE DEL GENERE « SCAPANIA » 403 



In riguardo alia conformazione delle foglie e relativa grandezza dei 
loro lobi, la S. subalpina ricorda assai ancora la 8. compacta, pero in 
quest'ultima il lobo superiore e subreniforme ed al suo lato interno si 
prolunga appena al di la del caule; a citi si aggiunga che in corrispon- 
denza della plica eommisurale non sono le foglie acutamente carinate e 
quasi subalate, essendo nella 8. compacta detta plica, invece piuttosto 
ottusa. 



3. S. Bartlingii (Hampo) Nees in G. L. N. Syn. Hep., p. 64 (1844); 
Carrington Brit. Hep., tab. IX, fig. 27; Gott. et Rabenh. Hep. Euro]), 
exsicc. ic. ad n. 292; Massal. C. Hep. It.-Venet. exs. n. 76; De Not. 
Scap. it. in Mem. Ace. Tor., ser. II, torn. XXII, p. 374, tav. Ill, fig. 18 
(forma lobis fol. apiculatis). — 8. Carestiae De Not. in 1. s. c, p. 373, 
tav. Ill, fig. 17. — Jungermannia Bartlingii Hampe in Nees Europ,, 
Leberm. II, p. 425 (1836). 

Dioica parva ; caule radicante exstremitate adscendente 6 : 12 mill, 
circiter longo, subfurcato ; foliis vulgo dense imbricatis e pallide-viridibus, 
fulvescentibus, basi attenuatis eonvoluto-amplexieaulibus, subaequaliter 
conduplicato-bilobis, plica subcarinata unguium acutum cum caule effi- 
ciente, lobis integris undulatis, subovatis, rotundatis aut (in fol. propa- 
guliferis praesertim) plus minus apiculato-subrnucronatis; lobo antico 
ventrali parum vel vix minore et subconformi, patulo. Cellulis ad medium 
lob. fol. 12 : 18 [i. utplurimum in diametro, parietibus externis cellularum 
marginalium saepe magis incrassatis, trigonis manifestis, cuticula minute 
papillata. Bracteis foliis similibus; coles ula subovato-oblonga ore truncato 

* 

integro subrepandove ; capsula ovale. Spicis (f plurijugis ; perigoniis 
basi gibbosis 1-4-andris; antheridiis ovalibus breviuscule uniseriato- pe- 
dicellatis. Propagulis in fol. extremitatis ramorum, glomeratis, fulvo- 
aurantiacis, ellipticis, pyriformibus 1-2-cellularibus. 

Ab. Terra e rupi umide muscose della regione montana e subalpina; 
Piemonte: cateratte del torrente Otro in Valsesia (Carestia!) e ghiacciajo 
del Corno Bianco (Carestia), val d'Aosta noll'alpe « La Verra » (Carestia!) ; 
Lombardia: sopra Branzi ed al mt. Pi- ana in prow di Bergamo (Rota), 
mi Dosde neiridni Retiche ( Anzi); Veneto: luosrhi olevati dei ml. Porto 



404 c. massalongo 



sopra Campofontana, presso Giazza e nel mt. Baldo « Bocchette di Xa<>le» 
nella prov. di Verona (C. Massal.), mt Grappa nel Vicentino (G. Bizz. !), 
nel mt. Pel mo sopra « la Piana Madier » nel Bellunese (C. Massal. !); 
mt. di Bedretto presso Lugano (L. Mari !). 

Fruttifica d'estate; 9J . . 

Ossermzio/ie. — Rassomiglia a varieta minori o forme gracili della 

S. aequiloba, quest'ultimapero ne e distintaper le foglie disticQ -squarrose, 
a lobi piuttosto rigidi, non unclulati, per la euticola delle medesime pros 
samente ^ rrucosa, come pure per l'orificio della colesula dentato-ciliato. 
Esemplari a foglie lasse di S. Bartlingii, talvolta assumono un aspetto 
che ricorda anche il Sarcoscyphus Ehrharti. 



&y Cutlcula fol. verrucosa, terrucis 3-6 p. in diametro 



4. S. aequiloba (Schw.) Dmrt. Recueil d'Obs. Rev- Gen., p. 14 (1835); 
G. L. Noes Syn. Hep., p. 64 (1844); De Not. Scap. it. in 1. s. c, p. 366, 
tab. II, fig. 11 (excl. G. et R. Hep. Europ. exs. n. 169); Massal. C. Hep. 
It.-Venet. exs., n. 39. — Scap. aeqi'/loba v. inermh Qott; Cattringi Brit. 

m 

Hep., p. 81, tab. VIII, fig. 2(5, n. 2. — Scap. tyrolensis Nees in G. L. 
N. Syn. Hep., p. 69 (1844); De Not. Scap. it. in 1. s. c, p. 367, tab. II, 
fig. 12 l e 12 2 . — Scap. rupestris Dmrt. Rev. Gen. Jung., p. 14 (1835), 
fide Jack et Bernet — Jmgermannia aequiloba Sclrsvagr. Prod. Hep. , 

p. 214 (1814). 

Dioica caespitosa; caule 2-4-eent. longo, furcato-ramoso, ventre radi- 
cante; foliis subpectinato-disticho-patulis subinaequaliter vel (in fol. su- 
perioribus imprimis) aequaliter conduplicato-bilobis, inferne subinfundi- 
buliforme circa caulem adnexis, plica carinata recta vel curvula, angulum 
acutum cum caule efficiente; lobis integria Tel sparsim denticulatis, lobo 
postico subobovato-obtaso, interdum (in fol. propaguliferis semper) acuto; 
lobo antico subaequimagno vel parum minore, trapezioideo-subreni forme 
pro more oblique apiculato saepe patulo, aut squarroso subrecurvo, mar- 
gine interno caulem excedente. CeUulis ad medium lob. fol. subrotundo- 
polygonis 12-16 fi. circiter in diametro, interstitiis bene evolutis trigonis, 
cuticula verrucosa, verrucis 3-6 |±. crassis. Bracteis foliis parum majoribus 



LE SPECIE ITALIAN E DEL GEXERE « SCAPA"NIA » 40 



caeterum iisdem subconformibus; colesula ante fructi egressum fore syg- 
moideo-inflexa, basi plicate, ore truncato-ciliato ; caps via ovali. Spicis 
$ terminalibus vel interealaribus; perigoniwSol. similibus basim versus 
saccato-concavis vulgo 1-2 andriis, antherldlis ovoideis pedicello unisoriato 
longitudine eorumdem breviore suffultis, et parapkysibus lanceolatis, 
linearibusve stipatis. — Propar/ulis ad apicem lob. fol. glomeratis, ovoideis, 
pyriformibus uni-bieellularibus. 

Ab. Sullo rupi amide, Bulla terra muscosa ed al piede degli alberi dalla 

pianura alia regione alpina, molto comunemente nell'Italia settentrionale 
cosi nel Piemonte (Lisa), nel dominio delle Alpi Pennine (A. Carestia!); 
Lombardia (Garovaglio), pro v. di Bergamo (Rota), di Como (Ces., D<» Not, 
Anzi), alio Stelvio (Lev.!), in valle Intrasca « Monterosso » (De Not), 
Stravalle presso Como al lago di Torno (F. Artaria!); prov. di Sondrio 
(Anzi); nel Veneto prov. di Verona: valle di Tregnago, mt. Lobia, rat. 
Baldo (eromo dei S.S. Bonigno e Caro) e sull'Altissimo, mi Lessini (Poll, 
e C. Massal.!), prov. di Vicenza: mt Spitz, valle Sardagna (Montini, 
C. Massal.!), sopra Reeoaro mt. Cam petto 1700-2000 m. s. m. (Lev.!)! 
Friuli: valle Racolona presso Chiusaforte (Breid. in erb. Lev.!); prov. di 
Treviso nel Cansiglio (Sacc), mt. Marmolade (^peg. !); prov. di Belluno 

f 

sul mt. Corva (Speg. !); prov. di Udine alia Pontebba (C. Massal.!); 
Tirolo: selve presso Bolzano (Hausmann) e mt Ritten (Vent.!); nel 
Trentino: Montagna Grande di Pergine, boschi di Molveno, Lovaron, 



selve d'AIba in Val Fassa (Vent!); Svizzera it.: monti di Bedretto presso 
Lugano e mt. Generoso (L. Maril); Toscana (Rossetti, Baroni, Levicr), 
mt. Amiata sotto le sorgenti di 8. Filippo (Arcangeli!), Alpi Apuane 

% 

(Rossetti!); prov. di Roma: solve dell a Moseosa (A. Pelosi). 
Fruttifica di prim a vera %. 

Osservazione. — Differisce dalla 8. aspera per la sua statura minore 
e per un abito assai piu gracile, per le foglie distiche appena ripiegate 
verso il lato ventrale del caule, le quali inoltre sono piu piccole ed a 
lobi non cosi fra loro diseguali e d'ordinario interi. Le foglie perigoniali 
in 8. aspera sono poliandre mentre in 8. aequiloba soltanto (sempre?) 

1-2-andre. 
NIB La 8. aequiloba var. isoloba Be met! (in Catal. Hep. Sud-Ovest 



406 C. MASSALONGO 



Suisse, p. 42), non merita di essere distinta, rientrando nelle modifica- 
zioni del tipo. 



II. Lobi fol. antici posticis 2-4-pIo minores. 



A. Foliorum lobi postici obovati vel suborbicuhires. 



L Cuticula foliorum crasse verrucosa, verrucis 4 : 10 (jl. in diametro. 

5. S. verrucosa Heeg. Hep. species novae in Revue Bryol. annee 20 
(1893), p. 81; M tiller K. Vorlaufige Beinerk. Monograph. Europ. Sea- 
pania-Avten in Bot. Centralblatt. Bd. LXXXII (1900), Separatabdr., p. 9, 
n. 19. 

Dioica, caule fusco 2-3 cent, longo interdum ramoso, inferno parum 
radicante; foliis subolivaceo-viridibus, rigidulis inaequaliter condupli- 
cato-bilobis, plica carinata vix subalata, lobis minutissimo denticulatis, 
denticulis unicellularibus; lobo postico obovato-oblongo cochleari-convexo, 
rotundato-obtuso, antico duplo minore oblique ovato-subrotundato, mar- 
gine externo inflexo-undulato et in tern o vix ultra caulem extenso. Cellulis 
suhrotundo-polygonis ad medium lob. foliorum circiter 15: 19 p. in dia- 

* 

metro (seriebus marginalibus multo minoribus), parietibus ad angulos 
trigono-incrassatis; cuticula eximie et dense verrucosa, verrucis crassis 
subhemisphaericis 6 : 10 (i. latis. Bracteis foliis majoribus sed iisdem 
subconformibus; colesula oblonga compressa ore dentato-ciliato ; capsula 
etspicis (3 71 ? Propagulis 1-2-cellularibus irregulariter anguloso-substellatis. 



/3. Schiffneriana MiilL K. in 1. s. c, p. 10.- minore, caule 0,5-1 cent, 
longo; foliis luteo-stramineis, lobis irregulariter dentatis, dentibus magis 
evolutis 2-1-cellularibus 8 : 10 |jl. longis. 

Ab. Sulla terra presso Boscolungo (Toscana), riva destra del fiume 
Sestajone sotto Ponte della Sega, 1300 m. s. m. (31 Ag. 1885 Levier!). 
,5 sul troneo di Pinus Larix in Carinzia « Grossglockner » (J. Miiller); 
finora non segnalata in Italia. 

Fruttifica? %. 

Osservazio/ie. — Specie affine alia S. aequiloba, ma da questa diversa 



LE STECIE ITALIA NE DEL GENERE « SCAPANIA » 407 



per la forma o profilo delle foglie e denticolazione dei loro lobi, dei quali 
ranteriore e molto piii piccolo (il doppio almeno) del posteriore; per la 
cuticula fornita di verruche piii sporgenti, piu grandi e Qum erase. Per 
la conformazione dei propaguli la S. verrucosa distinguesi da tutte le 
altre congeneri della Flora europea. 

6. S. aspera Bernet, Catalogue Hep. Sud-Ovest Suisse et Haute Savoie, 
p. 42 (1888). — S. aequiloba var. dentata major Gott. in G. et R. Hep. 

Europ. exs. ic. ad 331. — Scap. aequiloba v. dentata Carringt. Brit. Hep., 
tab. VIII, fig. 26, n. 3; C. Massal. Hep. It.-Venet. exs., n. 62 et Erb. 
Critt. It, ser. I, n. 266 e ser. II, n. 704. 

Dioica robusta, caespitosa; caule usque ad 10 cent, longo, furcato-, 
vel subfasciculato-ramoso; foliis ex olivaceo-viridibus, rubiginosis, inae- 
qualiter conduplicato-bilobis, plica angustissime alata, anguluin utplu- 
rimum acutuni cum caule efficiente; lobo postico deflexo late subobovato, 
apice rotundato vel saepe acuta to, ob marginem ventralem recurvum 
fere subcochleare , supra medium praesertim dentato, dentibus 1-2-cellu- 
laribus; lobo antico fere dupTo minori oblique subreniformi-ovato, convexo 
raro subpatulo, pro more apiculato, repando vel sparsim dentato, margine 
interno ultra caulem producto. Cellulis polygonalibus, ad medium loborum 
fol. circiter 14:22 p.. in diametro, interstitiis trigonis manifestis, cuticula 
verrucosa, vnrrucis 3:5 ji. crassis. Bracteis foliis subconformibus, intordum 

tamen crebrius dentatis. Colesula terminal] vel pseudolaterali, elongata 

e dorso compressa, oretruncato dentato-ciliato; capsula subovali castanea, 

sporis granulato-scabris 12 : 15 ji. ; elateribus 2-spiris 8 : 10 \x. crassis. Pe- 

rigoniis spicatis, foliis minori bus, subaequaliter canaliculato-conduplirato- 
bilobis, polyandris, inferne cucullato-concavis, lobis subintegris, repandis, 
squarrosis; antheridiis subovalibus pedicel lo uniseriato ^ufFultis et para- 
physibus polymorphis consociatis. Propagulis glomeratis ad apicem lob. 
fob, subglobosis, ellipticis vel pyriformibus, dein bicellularibua fere puc- 

cinioideis. 

Ab. Sulla terra muscosa e rupi umide, per lo piii nei boschi della re- 
gione collina e montana in Piemonte: nel dominio delle Alpi Pennine 
CCarestia!); Lombardia: Domodossola (Rossi!), colli del lago di Como 






408 C. MASSALONGO 



fino alia regione alpina (Anzi) , Stravalle presso Torno (F. Artaria!); 
Sondrio (Anzi); Veneto: vari luoghi dell a vallo di Tregnago e mt, Baldo, 
presso il Santuario della B. M. V. della Corona (C. Massal. !) nel Ve- 
ronese; vette del mt. Sumano nel Yicentino (C. Massal. e Bizz. !) ; prov. 
di Udine: montagne sopra La Pontebba (C. Massal.!); ToScana (Raddi, 
LevierJ), mt. Verna nel Cosentinese (Rossetti!), Alpi Apuane alle radici 
del mt Procinto (800 m. s. m.), mi Pisano, int. Altissiino, in Yarsilia 
(Rossetti!), mi Senario « Grotta di S. Filippo » (Levier!), valle del Ser- 
chio (Bicchi!); prov. di Roma: al mi Rosso (Brizi !). 

Fruttifica di prima vera. %. 

Osservazione. — Questa specie viene spesso confusa col la S. nemorosa, 
dalla quale pero si distingue per il lobo posteriore delle foglie piu o meno 
dentato-subserrato , eoi denti piecoli, di solito unicellular], ed il lobo 
anteriore per lo piu non apiculato e relativamente piii grande, ed inoltre 
per le grosse verruche della cuticula delle foglie. Si aggiunga che la 
S. aspera e piii robusta della S. nemorosa la quale ha un abito diverso. 

N.B. Gli esemplari di Candollea nemorosa, da me esaminati, dell'erba- 
rio dello stesso Raddi, corrispondono alia S. aspera Bernei 



2. Cuticula foliorum levis vel minute papillata, papillis 1-3 fi. crassis 



7. S. gracilis (S. 0. Lindbg.) Miiller K., Vorlaufige Bemerk. Mono- 
graph. Europ. Seapania-Artan in Bot. Centralbl. Bol. LXXXII (1900) et 
Vorarb. zu einer Monograph, d. Gatt. Scapania in Bull. Herb. Boiss., 
ser. II, torn. I, n. 6, p. 609. — Scapania resupinata Auct. ex p. ; Car- 
ringi Brit. Hep., tab. VIII, fig. 26, n. 4, 6-8; — Martinellia gracilis 
S. O. Lindebb. Manipulus Muse, secundus, p. 365 (1874). 

Dioica, caespitosa ; caule radieante 4-6- cent, longo, furcato-ramoso; 
foliis imbricatis, membranaceis , rigidulis e viride-olivaceis, ferrugi n nis, 
inaequaliter conduplicato-bilobis, plica carinato-subalata, subfalcata ; lobo 
postico oblongo obovato praesertim supra medium plus minus denticu- 
lato-subserrato, dentibus unicellularibus, raro subintegro, apice rotundato- 



obtuso, interdum vix acuto, margine ventrali decurvo, basi decurrente; 
lobo antico duplo minore oblique rotundato-subreniformi, convexo sparse 



LE SPECIE ITALIANS DEL GENEBK « SCAPANIA » 409 



dentate integrove, ultra caulem protracto. Cellulis ad medium lob. fol. 
polygonis, eirciter 12 : 18 ijl in diametro, parietibus ad angulos incrassatis, 
trigonis manifestis, cuticula minute granulato-scabra aut leviuscula. 
Br act en foliis similibus sed lobis crebre dentatis; colesula ohconico-elon- 
gata, ore truncato spinuloso dentato, capsula ovali. Perigoniis spicatis ad 
insertionem gibbosis, 2-3-andris, antheridiis ovalibus uniseriato-pedicellatis, 
paraphysibus polymorphis stipatis. Propagulis ellipticis, pyriformibusve 
1-2-cellularibus. 

Ab. Sui tronchi di castagno presso il paese di Impruneta e non lungi 
dall'eremitaggio di S. Stefano nel luogo detto il « Poggio del Castellare » 
prov. di Firenze (Mich. Nov. PL Gen., p. 8, tab. 5, fig. 9 « pessima » 
fide Lindenb.); sulle rupi calcaree nelle Alpi Apuane (C. Rossetti !); isola 
di Montecfisto (Beguinot!); alpi Retiche e monti di Bormio (Anzi); 
valle Brembana in prov. di Bergamo (Rota). 

Fruttifica d'estate; 9|_. 

Osservazione. — Questa specie differisce dalla S. aspera, alia quale e 
affinissima, essenzialmento soltanto perche la cuticula delle sue foglie 
presentasi sublevigata o tutto al piu con minute papille (ne con grosse 
verruche). Noto pero die sopra esemplari archetipici di S. gracilis rac- 
colti e determinati dallo stesso S. 0. Lindb. , talvolta osservai qua e la 
delle foglie con cuticula coperta a tratti, da verruche pressoche grosse 
come quelle della vera S. aspera. Per questo motivo e molto probabile 
che la S. gracilis altro non sia che una forma fpredominantemente set- 
tentrionale) della tipica S. aspera (conf. etiam M filler K., Bull. Herb. 
Boiss. in L s. c). 



8. S. crassiretis Bryhn. in Revue Bryologique, ann6e 19 (1892), p. 7; 
Mil Her K., Vorlaufige Bemerk. Monograph, europ. Scapania-kvtm in Boi 
CentralbL, Bd. LXXXII (1900), Separatabdr., p. 7. 

Dioicaf; caule plus minus elongato, radicante ; foliis rigidis ex olivaceo 
rufescentibus (interdum hie illic colore roseo suffusis), inaequaliter con- 
duplicato-bilobis, plica carinata aut, ad ramorum extremitatem, alata; 
lobo postico subobovato, rotundai obtuso, apicem versus denticulato, vel 
integro; antico subreniformi, oblique ovato-rotundato , convexo vulgo 



410 a MASSALONGO 



suhintegTO, parum vel vix ultra caulem extenso. Cellulis subpolygona- 
libus, ad medium lob. fol. circiter 18-22 pu in diametro, pavietihus ad 
angulos eximie incrassatis , inter calar ib u s , subrotundis, tri-, tetragonis, 
. lumine ambitu sinuoso-substell&to, ciiticula mag-is minus distincte gra- 
nulato-seabra. Propagulis glomeratis in fol. superioribus, ellipticis vel 
pyriformibus, fuseo-rubiginosis, unicellular ibus. Caetera desiderantur. 

Ab. Sopra Riva-Valsesia nell'Alpe 11 Castello, 25 Agosto 1881 (A. Ca- 
restia!). 

Fruttifica? % 

Osservazioni. — Per il profilo e denticulazione delle foglie presenta 
molte analogie colla S. gracilis, per6 e molto piu affine alia S. nemo- 
rosa (di cui possiede la stessa forma di propaguli unicellulari), alia sua 
varieta aconiensis specialmente, dalla quale differisce per il lobo infe- 
riore delle foglie appena dentato o repando. Per V areolazione di dette 
foglie, formats di cellule a pareti fortemente inspissite agli angoli , la 
S. crassiretis si distingue da tutte due le specie surriferite. 



9. S. nemorosa (L.) Dmrt. Recueil d'Obs. I, p. 14 (1835) ; G. L. N. 
Syn. Hep. p. 68 (1844); Carringt. Brit. Hep. p. 74 tab. V, fig. 15 (op- 
tima); De Not Scap. it. in Mem. Ace. Tor. ser. II, Tom. XXII, p. 363 



(gemynipara) 



fig. 9 (densa); Massal. C. Hep. It. Tenet, exs. n. 38 et 63 (gemmipara) ; 
Erb. Critt. It. ser. II, n. 958. — MartinelUa Gr. Nat. Arcang. brit. pi. 
I, p. 692 (1821). — Jungermannia L. (ex Mich.) Sp. PL ed. I, p. 1132 
(1753); Hook. Brit. Jung. tab. 21 (exel. varietates) ; De Not. Prim. Hep. 
It. p. 10. — Jungermannia nemorosa etc. Mich. Nov. PL Gen. p. 7, tab. 
5, fig. 8. 



Dioica caespitosa; caule hie illic radicante, parum ramoso usque ad 
4-6 cent, longo; foliis e pallide-viridibus, blivaceis vel rufescentibus, im- 
bricatis, inaequaliter conduplicato-bilobis , plica recta vel apicem versus 
solum parum curvula, et angustissime carinato alata ; lobo postico ellip- 
tico-subobovato, arcuato-patente, dentato-subciliato, dentibus 2-3 cellulo- 
ribus, terminate vulgo majore, margine ventrali decurrente et plus minus 
decurvo; lobo antico triplo-vel duplo minore, late subcordato-ovato , aut 



LE SPECLE ITALIANS DEL GBNEHB « SCAPANIA » 411 



trapezioideo, pro more apiculato, planiusculo interdum patulo, dentato- 
subciliato vel repando-dentato , margine interno ultra caulem producto. 
Cellulis subpolygonalibus, parietibus ad angulos trigono-incrassatis, ad 
medium lob, fol. 16-20 ji. in diametro, cuticula minute granulata. Brae- 
teis parum ampliatis, fol. subconformibus , sed crebrius dentato-ciliatis, 
- earumdem lobo postico magis elongato. Colesula oblonga, ante capsulae 
egressum plus minus recurva, apice truncata, ore ciliolato; capsula ovali, 
castanea; sports 10:14 jx. in diametro, superficie granulato-scabridis ; 
elateribus bispiris 6: 10 \x. crassis. — Spicis tf terminalibus, subovatis; 
perigoniis 4-5-jugis, foliis multo minoribus, saepe propaguliferis, basi cu- 
cullato-concavis , subaequaliter conduplicato-bilobis , lobis magis minus 
dentatis; antheridiis ovalibus uniseriato-, et longe-pedicellatis, in quavis 

A 

axilla usque ad 10, cum paraphysibus forma variabili interpositis. 
Propagulis glomeratis ad fol. lob. apicem, subrotundis, oblongis vel py- 
riformibus unicellularibus dein rubiginosis. 



/3, aconiensis (De Not). — Scapania De Not. Soap. it. in 1. s. c, 
p. 368, tab. II, fig. 13 (1865). — Caule subflexoso 1-1,5 cent, longo; fo- 
liis laxiusculis , nitidulis aeneis; lobo postico margine inferne integro, 
subrepando, caeterum sparsim plus minus dentato; antico oblique mucro- 
nato convexo, integro vel obiter subdenticulato. 

Ab. Sulla terra e rupi umide muscose nei boschi e luoghi ombrosi , 
per lo piu della regione collina e montana; Piemonte (De Not): din- 
torni di Domodossola (Rossi! Gagliardi), Alpi Pennine (Carestia!). 
Liguria (De Not). — Lombardia (De Not): agro di Sondrio (Anzi), 
prov. di Como (Anzi), a Cernusco Lombardone (F. Artaria!), Lago Mag- 



5 



lag 



Not) — Veneto: prov. di Padova, sui colli Euganei (C. Massal. !), prov. 
di Verona, boschi presso S. Mauro di Saline (C. Massal.!), prov. di Vi- 
cenza sopra Recoaro (C. Massal. !), prov. Treviso bosco Montello (Sacc. !); 
Tirolo merid. : presso Trento, luoghi etevati della Montagna Grande 
di Pergine (Vent.!): — Svizzera: dintorni di Lugano e sui monti di 
Vallemaggia (L. Mari!). — Agro Piceno (Marzialetti). — Modenese e 
Reggiano (A. Fiori). — Toscana: prov. di Firenze (Mich., Raddi, De 



412 a massalon<to 



Not, Areangeli, Levier), Alpi Apuane (C. Rosdeiti), mt. Pisano (E. Bar- 
sali !, C. Rossetti!). — Prov. di Roma (Brizi, Pelosi,). — Xapoletano: mt. 
St. Angelo di Castellamare (Areangeli !). — /:.: rupi umide e talvolta 
irrigate lungo FAgogna verso i Mulini d'Ameno insieme al Campylopus 
atrovirens (De Not. !) ; mt. Rosso in prov. di Roma (Brizi) ; Varallo- 
Valsesia, rupi presso il ponte della Gula (Carestia!). 

Fruttifica: Marzo-Giugno (la var. si conosce soltanto in stato sterile); % . 

Osservazioni. — Si distingue dalla 8. gracilis specialmente per i lobi 
delle foglie densamente dentato-subciliati , coi denti piii allungati e 
formati d'ordinario di 2-3-cellule, per il lobo anteriore delle stesse rela- 
tivamente piu piccolo e di solito apiculato, non eke per V orificio della 
colesula subciliato. — Pressocke per gli stessi caratteri ed in oltre per 
la cuticula delle foglie giammai fornita di grosse verruche , non puo 
confondersi la -8. nemorosa colla 8. aspera. 

Dalla affine 8. dentata differisce perche le sue foglie non si presen- 
tano purpurescenti , ma essenzialmente perche il lobo inferiore di dette 
foglie e dentato-subciliato, ed il superiore di forma diversa, noncke per 
Torificio della colesula. 

Secondo il De Notaris gli esemplari della sua 8. nemorosa var. purpu- 
rascens (nee Hook. = 8. dentata) in Mem. Ace. Tor. ser. II, Tomo XXII, 
p. 364, tab. II, fig. 8, corrisponderebbero alia Jung, nemorosa var. re- 
curvifolia Hiibn. u. Genth. Hep. exs. n. 112 (ne per errore n. 113), 
sotto al qual numero (sia detto in passando) trovasi una Scapania molto 
critica, forse intermedia alia Scap. irrigua e 8. undulata. Si aggiunga 
che i saggi studiati dal De Not. in riguardo al colore delle foglie sa- 
rebbero « ex rubiginoso-lutt rentes vel pallescentes L s. c. » Dal com- 
plesso di tutto cio, sebbene non abbia veduto esemplari tipici dell' erb. 
De Notaris , della forma in parola , tuttavia in base anche della surri- 
ferita figura, ritengo trattarsi di una Here modificazione della vera 8. 



nemorosa. 



Come ho gia sopra ricordato gli esemplari di CondoUea nemorosa del- 
l'erbario Raddi, da me veduti, devono riferirsi alia 8. aspera Bernet. 



VS. L — Scap. nemorosa var. alata (Kaalaas)! K. Miiller, Verarb. 



LE SPECIE ITALIANS DEL GETSEBE « SCAPANIA » 413 



Monograph. Gatt. Scap. in Bull. Herb. Boiss. II ser. , n. 6 , p. 608. 
Major latifolia; foliis laete viridibus, plica arcuata interdum alata, lobo 
postico apicem versus imprimis sparsim ciliolato, antico subreniformi , 
convexulo oblique apiculato, ad latus internum optime ultra caulem 
ex ten so. 

Ab. Norvegia (Kaalaas); Tirolo (fide Miiller); Boemia (Schiffner!). 



NB. II. — Scap. spitzbergensis (S. 0. Lindb. !) Miiller K. Verarb. 
Monograph. Gatt. Scap. in Bull. Herb. Boiss. II ser., n. 6, p. 607 (1901). 
Martinellia S. 0. Lindb. Musci Asiae Bon I, p. 31 (1889). — Specie 
somigliantissima alia Scap. nemorosa tipica, dalla quale diversifica oltrehe 
per un abito differente, perche il lobo anteriore delle foglie e reniforme, 
turgido, e perche la plica commissurale delle medesime presentasi for- 
temente arcuata. 

Ab. Presso Smerenberg nell'isola Spitzberg (1868 Berggr!). 



NB. III. — Scap. Jorgensenii Schiffn. in Sched. !; Miiller K. Vorarb. 
Monograph. Gatt, Scap. in Bull. Herb. Boiss. II ser., n. 6, p. 607 (1901). 
Questa specie latifolia e di color purpureo, e quasi intermediaria alia 
S. nemorosa tipica, ed alia S. dentata tipica, ma per i suoi caratteri 
morfologici, meglio si accosta alia S. nemorosa; e pero sempre piu ro- 
busta di tutte due queste specie. Nel eolorito delle foglie, corrisponde 
alia S. dentata, mentre per il loro profilo e donticolazione ricorda a^ u 
la S. nemorosa, di cui le foglie presentano una tinta differente. 

Ab. Presso Bergen in Norvegia sulle rupi umide (Jorgensen!). 



NB. IV. — Le due specie di cui faccio cenno in questo notabene per 
le loro foglie bipartite costituiscono, come venne gia ricordato, una se- 
zione distinta del genere: 



A. — Scap. planifolia (Hook.) Dmrt. Rev. Jung., p. 14 (1835); Car- 
ring*. Brit. Hep. tab, VI, fig. 20; G. L. N. Syn. Hep. p. 68. — Jun- 
germannia Hook. Brit. Jung. tab. 67 (1816). — Nell' abito, come pure 
per i lobi delle foglie d'ordinario dentato ciliati, ricorda la S. nemorosa, 

27. Malpighia. Anno XVI, Vol. XVI. 



414 



C. MASSALONGO 



per6 facilmente se ne distingue per i detti lobi che sono piani ed ovati, 
nonche fira loro separati fin dalla base, in guisa che il caule potrebbe 
dirsi fornito di 4 serie di foglie. 

Ah. Irlanda, Scozia, Inghilterra, Norvegia. 



B. — Scap. nimbosa TayL! in Lehman n Pugillus PL p. 6 (1864); 
G. L. N. Syn. Hep. p. 662; Carringt Brit Hep. tab. VII, fig. 21 (optima). 
Lobi delle foglie separati fin dalla base, lassamente ed irregolar- 
mente spinoso-dentati; lobo portico ovato-oblungo , lobo antico un poco 
piu piccolo e convesso, obliquamente ovato , col margine interno esteso 
al di la del caule. 

Ab. Irlanda sul mt. Brandon (TayL I). 



10. S. dentata Dmrt. Recueil d'Obs. I, p. 14 (1835). — S.resupinata 
Auct. pi. ex. p. — Scap. undulata ser. A in G. L. N. Syn. Hep. p. 65. 
S. undulata De Not Scap. il. in L s. c. p. 357, tab. I, fig. 1 ; Erb. 
Critt. it, ser. I, n. 416 et ser. II, n. 462. — S. nemorosa fi. purpura- 
scens (Hook.) Nees in G. L. N. Syn. Hep. p. 68. — S. purpurascens 
(Hook.) Pearson in Sched. ; Carringt. Brit Hep. tab. V, fig. 16 fide 
Pearson. — Jungermannia nemorosa v. purpurascens Hook. Brit. Jung. 

* 

tab. 21, fig. 16 (baud bona); Hubn. u. Genth. Hep. exs. n. 111. 
Jungermannia repens, foliis cordatis carinatis Mich. Nov. PI. Gen. p. 8 f 
tab. 5, fig. 9 (pessima), fide Lindenb. 

Dioica y caule ramoso, fusco; foliis imbricatis vuglo plus minus purpu- 
rascentibus, inaequaliter conduplicato-bilobis, plica subalata-carinata, su- 
brecta; lobo postico plerumque obovato dentato (praesertim in fol. supe- 
rioribus) , dentibus utplurimum 1-2 cellularibus , aut hie illie integro , 
margine ventrali magis minus recurvato et inferne decurrente; lobo an- 
tico duplo-subtriplo-minori, rotundato-subreniformi, convexo, integro raro 
denticulate ultra caulem parumper producto. Cellulis polygonalibus ad 
medium lob. fol. 18: 24 \i. in diametro, parietibus ad angulos vix vel 
parum incrassatis, trigonis pro more evanidis, cuticula minute granulate- 
subscabrida. Bracteis, foliis parum majoribns crebre dentatis; colesula 
oblonga, ore truncate subintegro vel minute denticulate. Perigoniis sub- 



LE SPECIE ITALIANS DEL GENERE « SCAPANIA » 415 



aequaliter conduplieato-bilobis j feasi gibbosis sed interdum a foliis vix 
difformibus, spicatis, 2-5-andris ; antheridiis ovalibus uniseriato-pedicel- 
latis, paraphysibus polymorphis intermixtis. Propag'ula baud vidi. 



/5, ambigua De Not — 8. undulata v. ambigua De Not. Scap. it. 
in 1. s. c. p. 359, tab. I, fig. 3. — Scap. dentata v. subedentula C. Massal. 
in herb. — Scap. uliginosa Auct. nonnulis et C. Massal. et Carest. Ep. 
Alp. Penn. ex p. — Lobis fol. (in superioribus imprimis) minunte et 

sparsim denticulatis , vel vulgo fere omnino integris; lobo postico subo- 
obovato-rotundato. 

Ab. Sulla terra e rupi umide, dei luoghi sorgivi od irrorati da stillicidio, 
in vicinanza dei rig*agnoli in Piemonte: lungo T Agogna tra Bolzano 
ed Ameno in prov. di No vara (De Not.); in Valsesia: ai Lanconi, alpe 
Larecc ed i Ronchi « c. fr. 9 Giugno « (Carestia!). — Lombardia sopra 
Bormio al passo Stelvio (Lev.!), mt. Bronzone in prov. di Bergamo 
(Rota), in valle Intrasca al Lago Maggiore (De Not). — Svizzera : valle 
di Prato e monti di Peccia, dintorni di Lugano (L. Mari!). — Toscana 
(Lev.!): Alpi Apuane nei boschi di faggio (0. Rossetti!). — (1. Alpi 
Pennine: alpe La Parete, e Pile, Bacca Pietra, Scopello presso il colle 
« della Boscarola », al lago del Gran 8. Bernardo, a Boleto riviera d'Orta, 
presso il Santuario d'Oropa (Carest. !). — S. Bernardo di Rabbi in Ti- 
rolo (Vent.!). — Toscana: Alpi Apuane, valle d'Arnetola ed alia Foce 
del Pollan sopra Vinca sulla terra umida silicea « 300 m. s. m. » (C. 
Rossetti !). 

Fruttifica di primavera ed estate; 2[. 

Ossercazio/iL — Dalla affinissima S. undulata (colla quale trovasi 
congiunta da forme intermediarie) distinguesi questa specie, per un abito 
diverse e maggior gracilita, per le sue foglie non flaccide e meno grandi, 
le quali d'ordinario, in parte o del tutto, sono inoltre porporine, e piu o 
meno dentate, coi denti di solito piii grandi clie non si verifichi nelia 
S. undulata; per il lobo posteriori delle stesse foglie non subrotundato, 
ma general men te oblungo-obovato, e quello anteriore in proporzione piu 
piccolo, nonche convesso. In riguardo ai profilo deile foglie la S. dentata 
piuttosto che colla 8. undulata, pud paragonarsi a forme di S. nemorosa. 



416 0. MASSALONGO 



La var. fi. ambigua, per i suoi caratteri costituirebbe quasi una forma 
di passaggio o congiunzione fra la 8. dentata tipica e la S. undnlata, 
poiche rispetto ai lobi delle foglie che ^(»no minutamente dentati o piii 
spesso quasi interi, comporterebbesi come in 8. undulata, mentre per il 
profilo delle stesse foglie piuttosto ricorderebbe la vera 8. dentata, alia 
quale anche per il portamento e colore deve riferirsi. 

La Jungerm. nemorosa var. purpurascens a giudicarne dalla- figura 
fornitaci daH'Hooker (in 1. s. c.) eccetto che nel colore, non sembra po- 
tersi distinguere dalla forma tipica di Scap. nemorosa. In considerazione 
pero del fatto che tutti gli esemplari da me esaminati e riferiti dagli au- 
tori a tale varieta (anche quell i dell' erb. Nees fide K. Miiller, ed erb. 
Carrington e Pearson) , per il profilo e denticolazione specialmente del 
lobo superiore delle foglie, corrispondono alia S. dentata, e da ritenersi 
che la fiffura data dalFHooker non sia del tutto esatta. 



jYB. I. — La S. dentata v. pyrenaica (Douin.! Note sur le genre 
Scap. in Revue Bryol. annee 28 [1901] p. 50 = 8. nndula v. dentata 
Douin in 1. s. c. p. 45 PL II, fig. 9) e caratterizzata dalle foglie invo- 
lucrali (o brattee) fornite di una plica commissurale prolungantesi in un 
ala distintamente dentata. 



KB. II. — La Scap. intermedia Husnot. ! (in Douin, Note sur le genre 
Scap. j Revue Bryolog. annee 28 [1901] p. 47) per i suoi caratteri e cer- 
tamente una forma interessantissima, e quasi intermediaria alia S. um- 
brosa e S. dentata tipica. Dalla prima di queste due specie, della quale 
ha Tabito e pressoche la gradezza, si distingue per i lobi delle sue foglie 
arrotondati fne acuti) , nonche forniti di denti piii numerosi. Differisce 
dalla Scap. dentata tipica, per le dimension] molto piii piccole in tutte 
le sue parti e per le foglie forse piu densamente imbricate. 

Ab. Mt. Dore presso Sancy in Francia (Douin 1899). 



11. S. Franzoniana De Not! Scap. it. in Mem. Ace. Tor. ser. II, 
Tom. XXII, p. 370, tab. Ill, fig. 14 (haud omnino bona)! — Caespitosa 
dioiea; caule usque ad 1-1,5 cent, longo; foliis imbricatis aeneo-, vej 



• 



LE SPECIE ITALIANS DEL GENERE « SCAPANIA » 417 



fusco-rubellis , distichis inaequaliter conduplicato-bilobis , plica carinata 
subfalcata; lobis rotundato-obtusis , postico subobovato-oblongo , integro 



vel (in fol. terminalibus imprimis) denticulate) , antico subtertia -parte 
circiter minore vulgo sublunulato-reniformi, ultra caulem interdum pa- 
rum extenso; cellulis leptodermicis ad medium lob. fol. polygonis 18: 
22 ji. circiter in diametro , parietibus fusco-rubentibus , interstitiis eva- 
nidis, cuticula minutissime granulata, sublevi. Caetera desiderantur. 

Ab. Luoghi acquitrinosi al S. Gottardo (Franzoni !) ; Riva-Valsesia , 
rupi umide dell'Alpe Rizzolo alio sbocco del Lago Bianco (Carestia!). 

Fruttifica? %. 

Osservazione. — Nell'erbario De Notaris i sag*gi archetipici di questa 
specie, d'autonomia assai dubbia, sono rappresentati da scarsi ed imper- 
fetti esemplari sterili , i quali non pienamente corrispondono alle figure 
forniteei dallo stesso autore (in 1. s. c). Le dette figure infatti mostrano 
un profilo delle foglie che ricorda la Scap. compacta var. Biroliana , e 
per questo motivo , in un mio precedente scritto (Osserv. crit. Spec, e 
Varieta create dal De Notaris) ritenni la S. Franzoniana almeno somi- 
gliantissima a quest' ultima varieta della S. compacta. — Dall' esame 
accuratissimo per6 degli esemplari originali , ho potuto ora soltanto ri- 
conosce^e che la specie in questione invece, per il colore delle foglie e 
loro reticolazione pud paragonarsi alia S. uliginosa, mentre in riguardo 
alia forma delle medesime sarebbe affinissima alia S. dentata var. am- 
bigua, ed in seconda linea ancora si accosterebbe a talune modificazioni 
di S. irrigua. 



12. S. undulata (L.) Dmrt. Rec. d'Obs. p. 14 (1835); G. L. X. Syn. 
Hep. p. 65 ser. B. ; Carringt. Brit. Hep. tab. V, fig. 17; Erb. critt. it. 
ser. I, n. 416 et ser. II, n. 462? -- Scap. u<idnlata var. aequatiformis 
De Not. (saltern p. maxime parte) Scap. it. in 1. s. c. p. 360 tab. I, fig. 
4 et var. prolixa De Not. ibidem p. 358, tab. I, fig. 2. — Jungermannia 
undulata L. Sp. PL ed. I, p. 1132 (1753) saltern ex p. 

Dioica caespitosa, caule fusco magis minus elongato, ramoso, inferne 
haud raro denudato; foliis imbricatis rarius laxiusculis, plerumque vi- 
ridibus vel fuseis, flaccidis inaequaliter conduplicato-bilobis, plica ca- 



418 C. MASSALONGO 



rinatosubalata vix curvula, lob is saepe undulatis, vulgo Integerrimis , 
haud rare tamen hie illic minute denticulatis ; lobo postico subrotundo- 
obovato, margine ventrali recurvo, inferne decurrente; lobo antico utplu- 
rimum duplo vel solum subtertia parte minore, subtrapezioideo-rotundato 
ultra caulem protracto. Cellulis fol. polygonalibus ad loborum medium 
circiter 16: 22 p,. in diametro, interstitiis fere nullis, cuticula levi. Brae- 
teis parumper ampliatis sed foliis subconformibus; coles ula elongata in- 
terdum plicata , ore truncuto-integro vel repando-denticulato. Capsula 
ovali casta nea,- sports levibus 12: 16 jx. in diametro; elateribus 2-3-s\nvis 
8: 10 |x. crassis. Perigoniis spicatis fere semper subaequaliter et canal i- 
culato-conduplicato-bilobis , basi cucullato-concavis; antheridiis 3-6 in 
quavis axilla, ovalibus, uniseriato-pedicellatis , paraphysibus , minutis 
lanceolatis , linearibus consociatis. Propagiilis subrotundis aut ovalibus 
1-2-cellularibus, ad apicem lob. foliorum glomeratis. 

Ab. Sulle rupi e terra umida, nei luoghi paludosi, lungo i rigagnoli 
e sulle pietre sommerse, di rado sui legni fracidi, in Piemonte: Ayaz 
Aosta nel piano delFAlpe Vase (Carest. !), Riva-Valsesia, mi Plaida ed 
in val Mala (Carest.!), Riviera d'Orta (Carest.!), valle d' Otro ed alpe 
Olen (Carest.!). — Lombardia: pietre sommerse d'un rigagnolo all'Agogna 
sul mt. Pisogno (De Not), al Lago Maggiore in val Canobbina (De 
Not); monti di Bormio (Anzi); prov. di Bergamo (Rota); prov. di Como 
(Artaria!) — Tirolo merid.: ruscelli alpini in val di Pejo e luoghi pa- 
ludosi delFaltipiano di Saent in val di Rabbi (Vent.!). — Svizzera it: 
clintorni di Lugano in valle Peccia, e di Campo, monti di Bedretto (L. 
Mari!). — Emilia: Apennino di Reggio ad Ospedaletto (Fiori!). — To- 
scana: in vari luoghi delle Alpi Apuane (C. Rossetti!), mt. Pisano, ed 
Apennino di Lunigiana (C. Rossetti!), dintorni di Varsiglia (C. Rossetti!), 
S. Salvatore e mt. Amiata sulle rocce silicee (Areangeli!). — Prov. di 
Roma (Brizi). — Isola d'Elba: Semaforo Campo (Beguinot I). — Corsica: 
al piede del mt. Cinto « 1800 m. s. m. » (Lev. !), presso Calvi « Bonifato » 
(F. Camus). . 

Fruttifica di primavera ed estate. 9|. 

Ossercazioni — E specie affinissima alia S. dentata, alia sua var. am- 
bigua essenzialmente, se ne distingue pero per un abito diverso, per le 



LE SPECIE ITALIANS DEL GENERE « SCAPANIA » 419 



fog-lie flaccide, in general© non purpurascenti, coi lobi piii o meno un- 
dulati e di un profilo piii arrotondato. Va notato che nel ciclo delle 
numerose modificazioni della 8. undulata, incontransi alle volte delle 
forme che rivelano intimi rapporti ancora colla 8. subalpina (partico- 
larmente quelle forme che per lo piii vanno sotto il nome di 8. undulata 
v. aequatiformis De Not, o 8. undul. f. aequata Svn. Hep.), e 8. irriaua. 



13. S. uliginosa (Sw.) Dmrt. Recuil. d' Obs. I Rev. Gen. Jung. p. 14 
(1835); G. L. N. Syn. Hep. p. 67 (1844); Dmrt. Hep. Europ. p. 39; 
Carringt Brit. Hep. tab. VI, fig. 18. — Jungermannia Sw. ex Lind. 
Syn. Hep. Europ. 59 (1829). 

Dioica y caule furcato-ramoso 5-10-cent. longo; foliis vulgo purpureis 
vel fusco-sanguineis , subimbricatis valde inaequaliter conduplicato bi- 
lobis, plica acute-carinata (interdum angustissime subalata) plus minus 
curvula , lobis integerrimis ; lobo postico suborbiculari, margine ventrali 
deflexo, inferne decurrente, lobo antico triple-, quadruplo-minore reniformi, 
convexo ultra caulem pa rum vel vix extenso , basi decurrente. Areola- 
Hone reticulata, cellulis ad medium lob. fol. polygonis circiter 20-30 ji. 
in diametro (marginalibus minoribus), jjariettbus saepe coloratis ad an- 
gulos parum trigono-incrassatis , cuticula subgranulata aut leviuscula. 
Bracteis foliis subconformibus vix ampliatis, sed minus inaequaliter 
bilobocon duplicates; colesula saepe pseudolaterali subovato-oblonga ore 
truncato subintegro; caetera non vidi. 

Ab. Rivo che esce dal ghiacciaio Careser in valle di Pejo, nonche da 
quello che proviene dal ghiacciajo La Mar, e nella palude alpina sopra 
la malga di Sorasass a S. Bernardo (Vent.!); luoghi uliginosi del mt. 
Civedale in valle di Rabbi « 2400 m. s. m. » (Vent!) nel Tirolo merid. 
Alpi Retiche: mt. Rocca, Foscagno (Anzi). 

Fruttifica di Maggio-Luglio (fide Limprieht). Q|. 

Osservazione. — Per i suoi caratteri questa Scapania abbastanza fa- 
cilmente si distingue dalle specie e forme congeneri piii affini, cioe dalla 

S. irrigua, S. dentata v. ambigua e S. undulata. 



14. S. irrigua (Noes.) Dmrt. I v. Gen. Jung. p. 15 (1835); G. L. N. 



420 C. MASSALONGO 



Syn. Hep-, p. 67 (1844); De Notaris Scap. it in L s. c. p. 361, tav, I, 
fig. 5 et var. luxurians in 1. c. p. 362, tav. I, fig. 6; Carringt. Brit. 
Hep. tab. VI, fig. 19 n. 2 ; — Erb. critt. it., ser. I, n. 215 (sub S. un- 
dulata). — Jungermaania Nees Europ. Leberm. I, p. 193 (1833). — Jun- 
germannia uliginosa Htibn. u. Genth. Hep. Germ. exs. n. 20-21. 

Dioica; caule parum ramoso plus minus elongato ; foliu subnitidulis 
e viride sublutescentibus, rarius rufescentibus, laxiusculis, flaividis inae- 
qualiter conduplicato-bilobis, plica acut«3 carinata, magis minus arcuata, 
lobo postico late suborbiculari vel subrotundo-obovato, pro more apiculato 

* 

aut acutato, integro repandove, interdum remote subdentato ; lobo antico 
duplosubtriplo minori, vulgo subreniforme-triangulari, apiculato utplu- 
rimum convexulo, ultra eaulem varie extenso, integro. CelluJis ad me- 
dium lob. fob polygonis 18:22 p.. in diametro , i/itercalaribus trigonis 
parvis , interdum evanidis , cuticula minute granulata aut fere levi. 
Bracteis fol. subconformibus; colesula oblonga basi angustata , superne 
saepe plicata, ore truncato subdentato. Perigoniis spicatis basi cucullato- 
concavis, antheridiis 2-4 in quavis axilla, ovalibus pedicello uniseriato 
subaequilongo suffultis et paraphysibus minutis polymorphis stipatis. 



[i y minor, Caule 8-12 mill, longo; foliis saepe obscure ferrugineis 
imbricatis, lobis margine integris, raro apiculato-acutatis, postico sub- 
orbiculari, antico subrbomboidali-subreniforme. 

Ab. Sulla terra bagnata, lungo i ruscelli , luoghi acquitirnosi in Pie- 
monte, nel dominio delle Alpi Pennine (Carestia!), presso Domodossola 
(Rossi). — Lombardia: giogo di Castione (Sordelli, fide Vent.); val Brem- 
bana, passo Tonale, ai Laghi Gemelli in prov. di Bergamo (Rota) ; presso 
Pisogno sopra il ponte dell'Agogna (I)e Not), lungo la via di Dozzo 
al Gorgo di Castione in prov. di Milano (Vent.) ; neir Agro di Locarno 
(Franzoni). — Tirolo merid.: in val di Rabbi presso la Malga Sorasass 
« 2400 m. s. m. » (Vent.!), sopra Bolzano nel mt. Ritten (Hausm.!). 
,■5, nel dominio delle Alpi Pennine p. e. nelF Alpe Larecc, Piccolo 
S. Bernardo ed al Lago di S> Bernardo (Carestia!); Alpe Aventina in 
val d'Aosta (Carestia!). 

Fruttifica di Primavera 9|. 



4 



LE SPECIE ITALIANE DEL HENERE « SCAPANIA » 421 



Osservazione. — Essenzialmente si distingue dalle altre specie di Sca- 
pania piii affini, per il lobo posteriore delle sue foglie orbicolare od al- 
meno subrotondato-obovato, soventi apiculato od acutato; per il lobo 
anteriore di solito il doppio piu piccolo, convesso, subreniforme-acutato 
ed infine per la plica commissurale variamente arcuata. — Esistono 
pero molte forme di Scapama le quali, so per alcuni caratteri mostrano 
qualche rassomiglianza col la vera 8. irrigua, per altri invece si acco- 
sterebbero piuttosto alia 8. undulata, 8. dentata, od anche alia & sub- 
alpina e S. curta. Bisogna pero accootentarsi di segnalare la presenza 
di tali forme ambigue , percke indarno si riuscirebbe di tutte subordi- 
narle come varieta air una od alFaltra delle predette specie, stante le 
molteplici e graduate modificazioni. RicorderO ad ogni modo che la var. 
minor rappresenta una importante deviazione dal tipo, per mezzo della 

quale la 8. irrigua si connette intimamente colla var. geniculata della 
8. carta, nonche colla S. helvetica. 



NB. I. — 8. irrigua var. sudetica Velenovsky Jatr*ovky Ceske I, p. 9, 
tab. I, fig. 8 (1901). Latifolia, feliu viridibus, sublutescentibus , plica 
subsemicircolari-arcuata; lobo postico suborbiculari, subintegerrimo, antico 
reniforme interdum deltoideo-subapiculato,^iltra caul em eximie extenso. 

Al. Boemia sui monti Sudeti (Velonovsky!). 

A questa varieta quasi identica od appena divei i per il lobo infe- 
riore delle foglie d'ordinario minutamento dentato nel margine, mi sembra 
la 8. Hfidulata var. paludosa K. Mull, (in Beiheft Bot CentralbL Bd. X 
N [1901] p. 8), la quale forse piu giustamente, <*utrerebbe nel ciclo delle 
modificazioni della 8. irrigua. 



NB. II. — 8. remota Kaalaas ! Beitrage zur Leber moosflora Norwegens 
p. 2, Christiania 1898. 

Dioica, caule gracili elongato (usque ad 5 cent) subsimplice; foliis 

subolivaceis ratione plantae parvis, plus minus remotis, inaequaliter con- 

duplieato-bilobis, plica haud raro (ob folia fere subexplanato-biloba) ob- 

tusa , interdum evanida; lobo postico obovato-rotundato , vulgo arcuato 

squarroso, integro repandove, pro mum obtuso, antico subduplo minore 



422 C. MASSALONGO 



subovato-cordato, obtuso aut oblique apiculato, ultra caulem varie pro- 
ducts , convexo sed saepe etiam subreflesso-patulo. Cellulis fol. polygo- 
nalibus, parietibus ad angulos incrassatis, trigonis bene evolutis, cuti- 

cvla levi. 

Ab. Sulla terra presso Mosjoen « Norvegia » (Kaalaas!). 

Questa specie od almeno forma insigne di Scapania, mostra degli in- 
timi rapporti di affinita, da una parte colla S. irrigua e dall' altra an- 
cora colla 8 curta. 



15. S. helvetica Gott. in Gott. u. Rabenh. Hep. Europ. exsicc. n. 426; 
C. Massal. et Carest. Ep. Alpi Penn. n. 16; Stepbani, Deutschl. Jung, 
p. 22, fig. 27; Muller K., Vorlaufige Bemerk. Monograph. Europ. Sea- 
pania-Arten in Bot Centralbl. Bd. 82 (1900). 

Dioica caespitosa vel inter hepaticas alias irrepente; caule prostrato 
aut adscendente plus minus ramoso inferne, satis radteellifsro, usque ad 
2 cent, circiter \ongo\ foil is vulgo subolivaceis inaoqualiter conduplicato- 
bilobis, plica acute carinata, raro angustissime subalata, curvula, lobis 
integris rarius repando-denticulatis; lobo postico oblongo subobovato pro 
more rotundato-obtuso, antico duplo minora subovato-quadrato, vel sub- 
reniformi, baud raro convexulo, interdum acutato, margine intern o ultra 
caulem haud producto. Areolatione fol. laxa, cellulis ad medium loborum 
subpolygonis 16 : 24 \i. in diametro, trigonis bene distinctis , cuticula 
minute sed dense granulato-scabra. Bracteis foliis subconformibus sed 
ampliatis; colesula exserta plus minus elongata, ore truncato vulgo re- 

* 

pando; capsula ovali castanea, sports granulato-scabris 10: 12 ji. in dia- 
metro, elateribus laxe bispiris 6: 8 ji. crassis. Spicis tf intercalaribus ter- 
minalibusve; perigoniis subinaequaliter obtuseque conduplicato-bilobis , 
basi gibbosis; antheridiis in quavis axilla plerumque 2-3, ovalibus pe- 
dicello uniseriato suffultis et paraphysibus b racteoli form i bus, linearibus 
aut clavulatis intermixtis. Propagulis ut in 8. curta. 

Ab. Sulla terra umida fra i muschi, sui monti di Bedretto presso Lu- 
gano (L. Mari!), nel dominio delle Alpi Pennine al Col de T Epine in 
Val Grisanche (Carestia!), Riva-Valsesia nell'Alpe Rizzolo e nella localita 
« La Ea » (Carestia !) , Val Foglia presso Fornero « Valle Strona » (Ca- 



LE SPECIE ITALIANS DEL GENERE « SCAPANIA » 423 



restia c. fr. 12 Giugno!). — Alpi di Bormio in Vallaccetta, Vallaccia, 
Fraele, Trella e mt. Spluga (Anzi). 

Fruttifica di Giugno (Carestia) 9J . 

Osservazione — Specie molto affine alia S. curta (partieolarmente alia 
sua varieta geniculata), dalla quale pero differirebbe per un diverso por- 
tamento e perche un poco piii robusta; per le foglie piuttosto rigidette 
e di una tessitura non cosi delicata, formata cioe da cellule a pareti 
verso gli angoli maggiormente inspessite, ragion per la quale gli inter- 
calari trigoni risultano piu sviluppati : per il lobo poster iore delle stesse 
foglie, oblongo-subobovato (ne subrotundo-obovato), nonche per Forificio 
della colesula d'ordinario repando. Va inoltre notato che nella S. helve- 
tica le foglie all'estremita del caule non sono cosi subflabellato dilatate, 



come cio spesso si osserva in S. carta v. geniculates. Del resto si deve 
pero confessare che tanto la S. irrigua col mezzo della sua var. minor y 
quanto la S. curta mediante la var. geniculata y sono intimamente colle- 
gate alia S. helvetica. 

Qui aggiungerocheesemplari sterili e gracili di 8. aequiloba, offrono 
qualche rassomiglianza coll a S. helvetica^ dalla quale pero distinguonsi 
per i lobi delle loro foglie piii o meno acuti , e massimamente per la 
cuticula fornita di grosse verruche. 



16. S. curta (Mart) Dmrt Rev. Gen. Jung. p. 14 (1835); G. L. Nees, 
Syn.- Hep. p. 69 (1844); Carringt. Brit. Hep. p. 86, tab. VII, fig. 23 n. 
1-3, 6-7. — Jiingermannia Mart. Fl. Crypt. Krlang. p. 148 (excl. Syn.), 
tab. IV, fig. 24 (1817). 

Dioica; caule suberecto parum ramoso usque ad 2 cent, longo , in- 
ferne radicellifero; folUs inaequaliter conduplicato-bilobis, plica ad apicem 

plus minus falcata, vix acute earinata; lob is acutis obtusisve integris 
aut superne dentato-subserratis; lobo postico obovato-oblongo; aatico duplo 
minore, ovato nel trapezioideo margine interno ultra caulem baud pro- 
ducto. Cellulis ad medium lob. fol. subrotundo-polygonis, 14:20 \i. in 
diametro, interstitiis trigonis, parvis; cuticula minutissime vel vix gra- 
nulato-scabrida. Bracteis fol. subeonformibus, plus minus ampliatis, vulgo 
magis dentatis; colesula exserta interdum plicata, ore trunrnto ciliolato. 



424 c. MASSALONGO 



Spicis tf intercalaribus terminalibusve, perigoniis utpluri mum fere sub- 
aequaliter conduplicato-bilobis, basi saccatis; antheridiis in quavis axilla 
2-4, ovalibus, uniseriato-pedicellatis, pedicello antheridio breviore, para- 
physibus lanceolatis, linearibus, interdum irregulariter ramosis. Propa- 

gulis flavo-viridibus, glomeratis ad apieem eaulis vel fol. lob., oblongis 
pyriformibus 1-2-cellularibus. 



* spinulosa Nees, in G. L. N. Syn. Hep. p. 70; Carringt in 1. s. e. tab- 
VII, fig. 23 , n. 5 — Lobis foliorum apice sparsim spinuloso-dentatis. 



; 5, rosacea (Cda.) Carringt. in L s. c. p. 87, tab. VII, fig. 23, n. 5; 
C. Massal. Hep. ital. -venet. exs. , n. 49. — Scapania G. L. N. Syn. 
Hep. p. 71; De Not. Scap. it in 1. s. c. p. 371, tav. Ill, fig. 16. 
Jungermannia Cda. in Sturm Deutschl. Krypt. Fl. 22-23 , p. 9, tab. 29 
(1832). — Jung. Conradi Cda. in Hilbn. et Genth. Hep. Germ. exs. 
n. 7. — Minuta; caule dense radicante, usque ad 1 cent, longo; foliis 
imbricatis, lobo postico saepius apice rotundato-obtuso ; colesulae ore den- 
tate; spicis (f utpluri mum purpurascentibus. 



y, geniculata (C. Massal.) — Scapania C. Massal. Hepaticol. Venet 
fasc. I, p. 20, tab. I (1879) et Hep. It. venet. exs., n. 88, 119. — Minor*, 

caule prostrate, radicante circiter 8-14 mill, longo, innovante-ramoso, ram is 
fertilibus (colesnliferis) saepe geniculato-adscendentibus;/ofeYj e virideoli- 
vaceis, imbricatis, sursum ampliatis, distico-subsquarrosis, lobis apice ro- 
tundato-obtusis, integris, postico late obovato (imprimis in fol. terminals 
bus) antico oblique subrhomboidali-ovato, ultra caulem interdum parum- 
per extenso, plica vulgo curvula; colesula haud raro pseudolaterali, ore 
interdum dentate. 

Ab. Sulla terra e rupi umide fra i muschi, lungo i sentieri dei bo- 
sehi, piu di rado sui legni muscosi in Piemonte: dominio delle Alpi Pen- 
nine p. e. in valle Yogna, selve d'Otro (Carestia!); Favaro nel Biellese 
(Carestia!). — Lombardia (Garovaglio): nel nit. Tonale, monti Azzarini 
e presso Adrara in pro v. di Bergamo (Rota.), nell'agro di Como e Soft- 
drio (Anzi.) ; — Tirolo (Hausmann) : valle di S. Giovanni di Rabbi 



LE SPECIE ITALIANE^DEL GKNERE « RCAPANIA » % 425 



(Vent !) e presso Vetriolo (Vent. I). — Nel Modenese a Campo di Loglio 
(Fiori). — Toscana: luoghi elevati delle Alpi Apuane (Rossetti), Bosco- 
lungo nelTAppenino Pistoiese (Lev.!). — *, prov. di Como e Sondrio 
(Anzi). — ( , dominio delle Alpi Pennine p. e. Chiavica ai mulini della 
Balma (Carestia!), Rassa in Valsesia (Carestia!), Alpe Larecc, i Ronehi, 
i Cengi (Carestia!), Courmayeur e val Tournanche « Aosta » (Carestia!), 
Alpe Gabiet (Carestia!). — Lombardia: margine delle strade eampestri 
di Miasino ai Mulini di Ameno ed al Sempione (De Not.) , mt. Bronzone 
in prov. di Bergamo (Rota); Veneto: S. Pietro Montagnon e Montegrotto 
nei colli Euganei (C. Massal. !), mt. Spitz sopra Recoaro, e mt. Grappa 
in prov. di Vicenza (C. Massal.); mt. Posta, presso Revolto in prov. di 
Verona (C. Massal.) ; mt. Ghiacciaat e Pozzetto sopra Pontebba in prov. 
di Udine (C. Massal.!). — Tirolo a Vetriolo presso Levico (Vent.!); 
Toscana : Alpi Apuane, mt. Pisano (Rossetti !), Boscolungo neirApennino 
Pistoiese (Lev. !) — y, Al Gran S. Bernardo presso TOspizio, Alpe Breuil 
in Val Tournanche, Alpe Le Pisse sotto al ghiacciajo di Bors (Carestia!;; 
S. Giovanni di Rabbi nel trentino (Venet. !) ; mt. Cavallo e Cerva nel 
bellunese (Speg. !), mt Ghiacciaat e Pozzetto sopra Pontebba, prov. di 
Udine (C. Massal); mt Grappa « al Cason del Sole » in prov. (^ Vi- 
cenza (C. Massal.) ; mt. Baldo « alle Fassole » nel Veronese (C. Massal.). 

Fruttifica di Prima vera %. 

Osservazioni. — La var. geniculata per i suoi caratteri potrebbe con- 
siderarsi come una modificazione intermediaria fra la vera S. curta e la 
S. irrigua v. minor. 

NB. — L'illustre prof. Velenovsky dell' tiniversita di Praga , sotto il 
nome di corcontica! descrive una forma di S. curta, la quale sembrami 
molto affine alia S. helvetica, ma da questa fcrse differente per Forificio 
della colesuia spinoso-den tato ; detta forma presenta pure intimi rapporti 
colla S. carta v. geniculata, dalla quale molto difficilmente si riesce di 
distinguerla. 



B. — Foliorum lobi postici subovati vel elliptico-siiblartceolati. Plantae 
u tplu i ' im u m lign icolae. 



426 * . C. MASSALOXGO 






umbro 



a L. N. 



Syn. Hep. p. 69 (1844); Carringt. Brit Hep. tab. VIII, fig. 24; C. MassaL 
Hep. it.-venet. exs., n. 120. — Jiingerynarinia Schrad. System. Samm. 
crypt. Gewaclise II, p. 5 (1797) ; Hook. Brit. Jung. tab. 24. — Jmger- 
mannia convexa? Scop. Fl. carniolica ed II, vol. II, p. 349, n. 1348 
(1772). 

Dioica parvula caespitosa, pro more lignieola; caule inferne radicante 

■ 

5-15 mill, longo, innovante-ramoso; foliis dense imbricatis sursum am- 
pliatis, pallida-, vel sublutescenti-viridibus, rarius purpurascentibus, inae- 
qualiter conduplicato-bilobis, plica carinata superne subfalcata, et an- 
gulum acutum cum caule efficiente; lobis posticis oblongis acutis subu- 
nilateraliter-decurvis , margine plus minus dentato-serrulato (rarissime 
subintegro), dentibus unicellularibus; lobis anticis vulgo duplo minori- 
bus, convexis, oblique ovatis aut subrhoaiboidalibus, acutis, minute ser- 
rulato-dentatis catili adpressis et eidem subparalellis. Ceilidh ad me- 
dium lob. fol. polygonalibus 15:20 p.. in diametro, parietibus sensim 
ad angulos trigono-incrassatis, cuticula subgranulato- scabrida. — Brae- 



teis foliis majoribus sed iisdem subconformibus; colesula elongata com- 
press^ arcuato-reeurva , ore truncate integro; capsula ovali, castanea ; 
sporis superficie scabridis 7: 10 p.. in diametro, elateribus bispiris 6 : 8 jji. 
crassis. Spiels tf saepe rubellis terminalibus intercalaribusve, haud raro 
binis ternis seriatis; perigoniis foliis minoribus cucullato-concavis , fere 
subaequaliter obtuseque conduplicato-bilobis, lobis subrotundatis integris; 
antheridiis 1-3 in quavis axilla, ovalibus, pedi cello uniseriato subaequi- 
longo suffultis et paraphysibus polymorphis consociatis. Propagidis glo- 
meratis in foliis ad ramorum apicern e viridi-fulveseentibus , elliptico- 
oblongis, dein bicellularibus. 

Ab. Sui tronchi marci, per lo piu di con i fere, fra altre epatiche in Pie- 
monte: Valsesia selve di Alagna ed Ovago d' Otro (Carest.!); — Lom- 
bardia: prov. di Corao nei boschi della valle del Bitto (Anzi), valle Brem- 
bana nel bergamasco (Rota); Tirolo merid. : boschi di Cavelonte nel 
trentino (Vent.!); — Veneto: mt. Baldo « valle Le Buse » prov. di Ve- 
rona (C. MassaL); boseo del Cansiglio prov. di Treviso (Speg. I); mt. 
Cavallo in prov. di Belluno (Speg.!); luoghi alpini del mt. Pozzetto 



LE SPECIE ITALIA ME DEL GENEKE « SCAPANIA » 427 



« rupi di Bielega » sopra Pontebba in prov. d'Udine (C. Massal. !). 
Toscana : nell'Appenino pistoiese all'Abetone (Rossetti , Baron i I), Bosco- 

■ 

lungo, lago di Greppo (Lev.!). 

Fruttifica di primavera e piu tardi in estate %. 

Osservazione. — Specie, fra le altre, particolarmente distinta anche per 
i lobi anteriori delle foglie embriciati e disposti quasi parallelamcnte 
(ne in direzioue piu o meno obbliquamente-transversa , come si verifiea 
nelle altre Scapania europee) al caule. 



18. S. apiculata Spruce Hep. Pyren. exs., n. 15; S. 0. Lindb. Distinctio 
Scap. carintiacae et S. apiculatae in Revue Bryolog. 1880, p. 78; S. 0. 
Lindb. et Arnell, Musci Asiae bor. I, p. 32-33; Dmrt. Hep. europ. p. 40; 
Gott. et Rabenh. Hep. Europ. exsicc. ic ad n. 293; C. Massal. Hep. it.- 
venet. exs. n. 85; M tiller K., Scapania Massalongi sp. nov. u. ilire nach- 
sten Verwandten in Beiheft. Bot. Centralbl. Bd. XI, Heft, I, p. 4 tab. 
fig. 7-10, anno 1901. 

Dioica minuta lignicola; caule 3-5 mill, longo e basi prostrata, radi- 
cante, adscendente; foliis e viride rubiginosis, interdum pallescentibus, 
iinbricatis sursum ampliatis, inaequaliter conduplicato-bilobis, plica ca- 
rinata, subfalcata, lobis integris, postico subovato apiculato, antico duplo 
minore oblique ovato-subrhomboideo, aeuto ultra caulem hand vel vix 



>hs 



Cell ul is ad medium 



lob/fol. subrotundo-polygonis 16-20 (i. circiter in diametro, interstitiis 
trigonis subrotundisve optime evolutis, lumine ambitu sinuoso-substel- 
lato, cuticula papillis parvis plus minus exasperata. Bracteis foliis sub- 
conformibus sed majoribus; colesula (vulgo ob innovationes pseudola- 
terali) exserta subovata, ore truncato subrepando; capsula ovale castanea; 

sports 6-9 |i. in diametro, levibus; elateribus bispiris 6-8 (i. crassis. Spi- 
els tf terminal] bus aut intercalaribus; perigonm basi gibbosis caeterum 
a foliis vix dissimilibus, polyandris; anteridiis ovalibus (paraphysibus 
minutis consociatis) uniseriato-pedicellatis. Propagnlis glomeratis ad 
apicem foL terminalium e viride, fusco-rubiginosis, subrubellis, catenu- 
latis, rotundis, oblongis , et Bubpyri form i bus, unicellularibus (semper?) 
uromycoideis 10:12 X 6:9 p. 



428 a MASSALONGO 



Ab. Xella selva del Cansiglio, sui tronehi marci nella prov. di Treviso 
(Speg. !) e nel mt Marmolade nel bellunese (C. Speg.!) in societa di altre 
epatiche p. e. Scapania umbrosa, Cephalozia serriflora, e C% currifolia. 

Fruttifica? %. 

Osservazione. — Si distingue dalla & umbrosa oltre che per um\ fades 
differente, par le sue foglie meno inegualmante conduplicato-bilobe , a 

* 

lobi sempre interi (giammai piti o meno den ticolato-ser rati) ed ancora 
per il lobo anteriore che e patulo-recurvo (ne convesso) e non orientate 
in direzione subparalella al caule. 

NB. — Affinissima alia S. apiculata e la S. carintiaca Jack (Mlil- 

ler K. Scap. Massalongi u. ihre nachsten Verwandten in Bot. Centralbl. 
Beihefte Bd. XI, Heft I, anno 1901, p. 1, fig. 1-2. — Scap. apiculata 
p carintiaca Gott. et Rabenh. Hep. Europ. exs., n. 293), la quale pen) 
ne differisce: per essere piti gracile e per la lunghezza maggiore (5-7 
mill.) del caule, per le foglie a lobi cVordinario subequali, o col lobo 
anteriore (giammai fornito di margine subsinuoso od arcuato-subreflesso) 
appena della meta piu piccolo del posteriore, per Fareolazione delle stesse, 
formata da cellule piu piccole (quelle situate verso il mezzo dei lobi 
fogliari misuranti 12: 16 ja. di diametro) ed a cavita non subsinuosa o 
substellata nel contorno, pareti piu sottili, infine per la colesula subci- 
lindracea e piu allungata. 



19. S. Massalongi Miill. K, in Beihefte Bot. Centralbl. Bd. XI, Heft 
I, p. 3 Taf. fig. 3-6 anno 1901. — Scap. carintiaca yar. Massalongi 
Mull. K. Vorarbeiten Monograph. Gatt. Scap. in Bull. Herb. Boiss. II , 
Ser. n. 6, p. 538 anno 1901. — Sap. carta var. spinulosa Massal. C. 
Hep. it-Tenet exs. n. 86 (propagulifera) et n. 87 (colesulifera). 

Dioica minuta, lignicola; caule radicante subadscendete 5-7-mill. longo, 
dense foliato; foliis subflavo-viridibus sursum ampliatis , inaequaliter 
conduplicato-bilobis, plica carinata vix curvula; lobis sparsim denticu- 
latis, subserratisve , dentibus minutis vel integris (praesertim in ramis 
sterilibus et in fol. inferioribus); lobo postico ovato acuto, acuminatove, 
rarius obtuso, basi subattenuato; lobo antico vulgo duplo minora subo- 
vato-quadrato, sul)undato-patulo, apiculato, margine interne ultra caulem 









LE SPECIE ITALIANS DEL GENERE « SCAPANIA » 429 



haud protracto. Areolatione compacta scilicet e cellulis parvis contexta, 
ad medium lob. fol. subrotundo-polygonis, circiter 10: 16 \i. in diametro, 






parietibus crassis, ad angulos praesertim (cellularum marginatum circum 
circa aequaliter magisque incrassatis) ; inter stitiis tri-, tetrogonis plus 
minus manifestos , interdum evanidis , cuticula fere levi. Bracteis fol. 
subconformibus quanivis majoribus, earumdem lobis supra medium magis 
dentatis; colesula subobovato-pyriformi , compressa superne plicata, ore 
sinuato integro. Propagulis glomeratis ad apicem lob. fol., fulvo-rubigi- 

nosis, catenulatis, subrotundo-ellipticis, unicellularibus (semper?) 8-10 |jl. 
in diametro. Caetera desiderantur. 

Ab* Sui legni marcescenti delle conifere presso Revolto aH'origine della 
valle di Tregnago nella prov. di Verona (C. Massal.). 

Fruttifica?; 9| . 

Osservazione. — Specie affine alia S. apiculata di cui possiede 1' a- 
bito e pressoche le dimension], ma da questa distinta per il profilo ed 
inflessione dei lobi delle foglie, i quali sono sovente piu o meno, qua e 

la clentati, per la loro areolazione, nonche per la forma della colesula. 



20. S. vexata C. Massal. in litt. ad Miiller K. 1901 (nomen novum). 
Diplophylleia scapanioides Massal. C. in Repertorio Ep. it. p. 18, n. 
48.(1886). — Jungermannia scapanioides C. Massal. Hepaticol. Venet. 
fasc. I, p. 64, n. 15, Tav. Ill (1879) et Hep. It.-venet. exs., n. 75, 

Dioica minuta lignicola; caule vulgo 3-5 mill, longo, innovante-subra- 
moso, postice radicante ; foliis pallide-viridibus T imbricatis ina^qualiter 
conduplicato-bilobis, plica subcarinata, subfalcata; lobo postico avato-sub- 
lanceolato, subarcuato-squarroso, subsinuoso, apice acuto apiculatove, haud 
raro rotundato, integro, margine ventrale cauli adpresso; lobo antico du- 

plo mi no re anguste subparallelogrammico, integro saepe oblique acuto, 

rarius obtuso, patulo et ultra caulem vix extenso. Cellulis ad medium 
lob. fol. polygon is 18:22 \i. in diametro, pachydermicis, parietibus so- 
rierum marginalium magis et circum circa aequaliter incrassatis, trigonis 
plus minus distinctis; cuticula verrucis crassis (3-5 p.. in diametro) ornata 
sed pa rum pmminentibus et ideo (imprimis in fol. junioribus) hie illic 
haud semper conspicuis , intorduin fere evanescentibus. Bracteis pro 

28. Malpighia, Anno XVI, Vol. XVI. 



430 C. MASSALOXGO 



more foliis majoribus, lobis rarissime margine subdenticulatis ; colesula 
utplurimum (ob innovationes) pseudolaterale , oblongo-obovata , plicata, 
vix compressa, et parum emersa, ore integro. Capsula immatura sub- 
globosa. — Propagulis glomeratis, in fol. saepe subaequaliter et anguste 
bifidis, subrotundo-ovalibus, fulvo-rubiginosis 1-2-cellularibus. 

Ab. Sui tronchi marcescenti di conifere presso Revolto all'origine della 
valle di Tregnago nella prov. di Verona (C. MassaL) 

Fruttifica?; %. 

Osservazione. — Questa specie presenta senza dubbio degli intimi rap- 

porti di parentela colla 8. Massalongi, dalla quale ad ogni modo si di- 

stingue per i caratteri seguenti cioe: per le foglie piii piccole e rigi- 

dette, ne cosi spiccatamente accrescenti-dilatate verso l'estremita dei rami 

colesuliferi; per i lobi delle medesime interi nel margine , dei quali il 

posteriore e piii stretto , cioe subovato-lanceolato ; per la cuticula delle 

foglie fornita di verruche, d'ordinario, bene distinte, pressoche della gran- 

dezza di quelle della Scapania a&pera, sebbene non cosi sporgenti. Si 

aggiunga che la colesula in & texata e quasi sempre (a motivo di in- 

novazioni sviluppantisi alia sua base) pseudolaterale, nonche plicata ed 

appena compressa dal dorso (probabilmente in conseguenza di tale sua 

situazione). Per quest'ultima particolarita massimamente, ho molto esi- 

tato prima di decidermi a riferire questa specie al genere Scapania, al 

quale sicuramente spetta in riguardo all* abito ed a tutti gli altri suoi 

caratteri. 



IV. — Chiave analitica delle Specie. 



1« Folia subaequaliter concluplicato-biloba 



2. 



Folia inaequaliter eonduplicato-biloba , scilicet lobo antico 



2-4-plo minore quam postico 



5 



2* Cuticula foliorum crasse verrucosa, verrucis 3 6^. in diametro: 

Folia subpectinato-disticho-patula,basi attenuato-amplexicaule 

inserta; lobis integris vel sparsim denticulatis, apice obtusis 

aut apiculatis, postico subobovato, antico trapezioideo-sub- 

reniformi, saepe patulo ad internum latus caulem excedente; 






LE SPECIE ITALIANE DEL GENERE « SCAPANIA » 431 



ore colesulae truncato, ciliato (conf. 8. aspera e 8. verru- 
cosa) ♦ . . . , S. aequiloba 



Cuticula fol. minute papillata, papillis 1-2 |i. crassis, vel leviu- 
scula 



3. 



4. 



3. Folia ad tertiam partem conduplicato-biloba , plica commis- 

surali haud acute-carinata . 

Folia ad medium conduplicato-biloba, plica commissurali 

acute carinato-subalata : 

X Lobi fol. in statu udo haud undulati, integri, dentative; 
posticus subovatus cauli adpressus, margine ad basim re- 
curvo, anticus subrotundo-quadratus ultra caulem optime 
protractus; plica commiss. angulum plerumque acutum 
cum caule efficiens; ore colesulae truncato, denticulato 
(conf. S. compacta, S. irrigua, 8. undulata). . . S. subalpina 

XX Lobi fol. etiam in statu udo undulati, integri ; ore colesulae 
integro caeterum ut in X. - * S. subalpina var. undulifolia 



4. Folia disticho-squarrosa, lobis subrotundatis vel subsemicir- 

cularibus, integris aut apicem versus denticulatis: 
Caulis 1-3 cent, longus, lobus anticus fol. convexus, plica 
commiss. vulgo angulum subrectum cum caule efficiens; 
colesula ore truncato repando dentatove (conf. S. subal- 



pina) 



S. compacta 



Folia inferne circa caulem attenuato-subconvoluta, lobis ovatis: 
Caulis 6-12 mill, longus, lobi fol. subundulati, integri, 
interdum apiculati; plica commiss. angulum acutum cum 
caule efficiens; colesula ore integro repandove (conf. 8. aequi- 



loba) 



S. Bartlingii 



5. Lobi postici fol. subobovati, vel subrotundi .*...-. 6. 
Lobi postici fol. subovati, vel sublanceolati ; colesula ore in- 
tegro aut repando; plantae lignicolae parvae, saepe minutae 24. 



432 C. MASSALONGO 



6. Cuticula fol. crasse verrucosa, verrucis 3-10 |i. in diametro . 7, 



Cuticula fol. granulato-scabra, aut papillata, papillis 1-3 \i. in 



diametro, vel saepe leviuscula 



8 



7. Lobi fol. margine spinuloso-dentati; verrueae cuticulae 3-5 p.. 

in diametro; propagula 1-2-cellularia, elliptica, pyriformia 

(conf. S.. gracilis) . S. aspera 

Lobi fol. margine minutissime denticulati, verrueae cuticulae 

* 

creberrimae, subhemisphaericae 4rl0 \i. in diametro; pro- 
pagula 1-2-cellularia, anguloso-substellata (conf. S. aequi- 



loba) 



S. verrucosa 



8. Cavitates (scilicet lumina) cellularum fol., ambitu subsinuoso- 

stellato, earumdem parietibus ad angulos valde incrassatis, 
interstitiis 3-4-gonis, subrotundisve eximie evolutis; pro- 
pagula elliptica vel pyriformia 1-cellularia: 
Folia rigida, lobo postico subobovato, rotundato-obtuso, apicem 
versus denticulato aut integro, antico oblique ovato-rotun- 
dato, convexo subintegro, vix ultra caulem protracto (confr. 
S. nemorosa v. aconiensis et S. gracilis) . . . S. crassiretis 
Cavitates (scilicet lumina) cellularum fol., ambitu subrotundo, 
earumdem parietibus ad angulos mediocriter incrassatis, 
interstitiis trigonis interdum evanidis, nullisve .... 9. 



9. Lobi fol. antici (utplurimum) sublunulato-cultri formes vel sub- 



falcati 



Lobi fol. antici aliter conformati 



10. 
11. 



10. Planta statu ra -mediocri; eaule 1-1,5 cent, longoj foliis fusco- 

purpureis; lobis fere integris, postico obovato-rotundato ; 
cellulis parietibus ad angulos vix incrassatis, interstitiis 

fere nullis (conf.: S. dentata v. ambigua) . . S. Franzoniana 
Planta minuta; caule subinterrupto-folioso 8-13 mill, longo; 
foliis olivaceo-rubiginosis, sursum admodum accrescentibus ; 



LE SPECIE ITALIANS DEL GENERE « SCAPANIA » 433 



lobo postico dimidiato-subobovato; cellulis fol. subcollen- 
chymaticis . . . S. compacta var. Biroliana 



11, Colesulae ore dentato ciliatove 



12 



Colesulae ore integro vel repando-subdentato 17 



12. Plica commissuralis loborum fol. haud carinato-subalata; lobo 

antico fol. ad internum latus ultra caulem haud producto. 13 
,Plica commiss. lob. fol. plus minus distincte carinato-subalata 15 



13. Lobi postici fol. acuti obtusive; perigonia non colorata; caulis 

usque ad 2 cent longus 14. 

Lobi postici fol. vulgo rotundato-obtusi ; perigonia pro more 

purpurascentia ; caulis 1 cent, longus . S. curta var. rosacea 



14. Fol. lobi integri, vel sparsim dentati • S. curta 

Fol. lobi apice sparsim spinuloso-dentati . S. curta var. spinulosa 



15. Lobi fol. ciliato-dentati; postico elliptico-subobovato, arcuato- 

paten te, antico subdeltoideo-quadrato, vel subcordato, oblique 
mucronato, planiusculo, interdum patulo; propagulis ellip- 
ticis, pyriformibusve 1-cellularibus (conf. S. aspera, S. gra- 
cilis) S. nemorosa 

Lobi fol. plus minus irregulariter et sparsim dentati . * \ 16. 



16. Caulis 4-6 cent longus; folia viride-olivacea, lobo antico con- 

vexo, rotundato-subreniforme; propagulis 1-2 cellularibus , 
ellipticis subpyriformibusve (conf. S. aspera) . . . S. gracilis 
Caulis 1-1,5 cent, longus; folia nitidula aenea, lobo antico 
subcordato-deltoideo, convexulo, oblique mucronato, subin- 
tegro (conf. 8. crassiretis) . . . S. nemorosa var. aconiensis 

17. Lobi fol. antici , posticis solum 2-3-plo minores 18. 

Lobi fol. antici posticis 3-4-plo minores: 



434 C. MASSALONGO 



Caulis 5-10 cgnt. longus; foliis vulgo purpureis vel fusco-san- 
guineis, lobis integerrimis, postico suborbiculare, antico 
34 minore, reniforme, convexo; colesula subobovato-ob- 
longa, saepe pseudolaterali, ore truncate subintegro S. uliginosa 



18. Fol. lobi postici obovati vel oblongi 



19 



FoL lobi postici suborbiculares vel rotundato-obovati ... 20 



19. Lobi fol. dentati, den ti bus unicellularibus, hie illic subintegri, 

vulgo purpurei: 
Lobus posticus obovatus, anticus 2-3-plo minor, rotundato-sub- 
reniformis (conf. S. dentata v. ambigua et 8. undulata) S. dentata 
Lobi fol. integri raro repando-dentati , hand purpurei: 
Lobus posticus obovato-oblongus rotundatu-obtusus, anticus 
duplo minor, subovato-quadratus (conf. S. curta var. geni- 
niculata, 8. irrigua var. minor) S. helvetica 



20. Lobi fol. antici trapezioideo-rotundati , aut subrhomboidales ; 

plica comrnissuralis vix curvula 21 



Lobi fol. antici plus minus reniformes; plica commisuralis vulgo 
arcuata 



23 



21. Folia purpurea vel purpurascentia, lobis subintegris saepe tamen, 

imprimis ad apicem caulis, denticulatis (conf. 8. Franzo- 
niana) S. dentata var. ambigua 



Folia vulgo haud purpurea, lobis integris vel rarius minutis- 
sime denticulatis 



22. 



22. Fol. lobi flaccidi plus minus undulati, integerrimi aut interdum 

minute denticulati ; colesulae ore integro repandove; caule 
3-5 cent, longo .....■' 8. undulate 

Fol. lobi haud undulati, integri; colesulae ore plerumque 



LE SPECIE ITALIANE DEL GENERE « SCAPANIA » 435 



integro, rarius subdentato; caule 8-14 mill, longo (conf. 

8. irrlgua v. minor, et 8. helvetica) S. curta var. geniculata 



23. Caulis 2-4 cent, longus; foliis vulgo viride-sublutescentibus, 



lobis saepe apiculatis, utpluriinum integerrimis, postico suh- 
orbiculare, antico convexo-reniforme, plica commissuralis 
arcuata S. irrigua 

Caulis 8-12 mill, longus; foliis plerumque obscure ferrugineis, 
lobis vulgo baud apiculatis, integris, postico obovato-ro- 
tundato, antico subreniformi, plica commissuralis subarcuata 

(conf. 8. curta v. geniculata , 8. helvetica et S. compacta 

v. Biroliana) S. irrigua var. minor 



24. Fol. lobi subserrato-dentati (raro hie illic repandi); posticis 

ovato-acutis , anticis subconformibus convexis, imbricatis, 
cauli adpressis et eidem paralellis (conf. 8. apicnlata) S. umbrosa 
Fol. lobi integri vel hie illic dentati; posticis ovatis vel ovato- 
sublanceolatis, anticis oblique subrhomboidalibus baud cauli 
paralellis 25. 



25. Cellulae fol. versus ambitum lob., circum circa parietibus aequa- 

liter incrassatis, pachyderm is p'raoditae 26. 

Cellulae fol. versus ambitum lob. sensim minores, sed parie- 
tibus solum and angulos incrassatis praeditae, ideo trigonis 

manifests: 

Caulis 3-5 mill, longus; lobis fol. integris acutis; posticis 
subovatis, anticis subrhomboidalibus, margine subsinuato- 
patulo vel recurvo; lumine cellularum circuitu sinuoso, 
earumdem cuticula papillis parvis magis minus exaspe- 
rata (conf. 8. umbrosa) S. apiculata 



436 



C. MASSALONGO 



26. Caulis 5-7 mill, longus; lobis fol. posticis subovatis sparsim 

denticulatis, saepe fere integris, cuticula sublevi; colesula 
vulgo terminali subobovato-pyriformi , compressa, superne 

subplicata; propagulis subrotundo-ellipticis, unicellularibus 

(semper?) i . . * S. Massalongi 

Caulis 3-5 mill, longus; lobis fol. posticis sublanceolatis integris, 
cuticula vulgo opti me verrucosa; colesula utplurimum pseu- 
dolaterali, oblonga parum compressa, plicata; propagulis 
subrotundo-ovalibus 1-2 cellularibus ..«,.. S. vexata 



LE SPECIE ITALIANS DEL GENERE « SCAPANIA » 437 



INDICE 



delle specie e varieta descritte o menzionate 

in questa memoria. 



N.o 



Scapania aequiloba Dmrt 4 

- isoloba Born., N.B. ad ...... . » 

» t apiculata Spruce f 18 



» 



» 



aspora Bern. *...... 6 

Bartlingii Nees . 3 

carintziaca. Jack., N.B. ad .... 18 

» coinpacta Dmrt 1 

Biroliana fC. Massal.) » 

crassiretis Brhyn 8 

curta Dmrt 16 

corcontica Velen., N.B. ad . . . . » 

gen icu lata C. Massal 



» 



» 



» 



» 



» 



» 



» 



» 



» 



» 



» 



rosacea (Cda.) » 

spinulosa Nees • 



» dentata Dmrt 10 

ambigua (De Not.) » 

pyrenaica (Douin), N.B. I ad » 

Franzoniana De Not 11 

gracilis Miili. K 7 

helvetica Gott 15 

intermedia Husnot., N.B. II ad 10 

irrigua Dmrt 14 

minor C. Massal • . . . . » 

sudetica Velen. N.B. I ad » 

Jorgensenii Schif., N.B. Ill ad 9 

Kaurini Ryan. Oss. II ad 1 

Massaiongi Mull. K 19 

nemorosa Dmrt 9 

aconiensis (De Not.) 



alata (KaaL), NB. I ad 



438 C. MASSALONGO 



N.o 



Scapania niinbosa Tayl., N.B. IV B ad » 

» planifolia Dmrt., N.B. IV, A ad » 

» remota Kaal., N.B. II ad 14 

» spitzbergensis MiilL K., N.B. ad 9 

» subalpina Dmrt * 2 

— undulifolia Nees » 

» uligiaosa Dmrt • 13 

» umbrosa Dmrt. ...♦»; 17 

» undulata Dmrt »....♦ 12 

— aequata Syn. Hep., Oss. ad » 

— aequatiformis De Not. Oss. ad » 

— paludosa Mull. K. N.B. I ad 14 

» verrucosa Heeg • 5 

— Schiffneriana Miill. K. » 

» vexata C. MassaL ........ 20 










NOTIZIE 



II Prof. G. B. De Toni e stato troslocato, secondo la sua domanda, dair Uni- 
versity di Sassari alia R. Universita di Modena, come Professore straor- 
dinario. E stato chiamato a succedergli nella cattedra di Botanica a Sassari, 
in seguito a concorso, il Prof. L. Buscalioni, flnora Assistente al R.° Orto 
Botanico di Pavia. Air Universita di Camerino^e stato noniinato vice-direttore 
di quell' Orto Botanico, il Prof. D. Filippi. E morto, a soli 57 anni, V ing. 
J. Freyn, noto per i suoi numerosi lavori sulla Flora orientale. E una 
grave perdita per la Scienza anche la morte, teste avvenuta, del Prof. Lad. 
Gelakovsky, distinto cultore della inorfologia vegetaie, e benemerito deila 
Flora fanerogainiea della Boemia. 

All' ultimo momento riceviamo l'annunzio della prematura morte del 
Prof. A. N. Berlese, insegnante di Patoiogia vegetaie nella R. Scuola 
Superiore d'Agricoltura a Milano, distinto micologo. Riserbandoci di pub- 
blicare un cenno necrologico non possiamo a meno di esprimere qui ii 
nostro rimpianto per la perdita d'un nostro assiduo collaboratore. 



E stata distribuita in questi giorni la terza centuria dello Herbarium 
Siculum editodal Dott. Hermann Ross; e richiamiamo Tattenzionedei nostri 
lettori sopra questa raccolta iuteressantissima. Anche la terza centuria, come 
dimostra Telenco qui sotto riportato, racchiude un buon numero di piante 
rare e rarissime, endemiche della Sicilia; e sopra tutto b degna d'encomio la 
cura scrupolosa colla quale le singoie specie non state raccolte e preparate. 
Abbiamo veduto rare volte un « Exsiccata » che dasse dei campioni cosi 
completi e ricchi ; ed il prezzo (L. 37.50 la centuria) non ci sembra eccessivo. 



HERBARIUM SICULUM 



213. 



203. 



204. 

205. 



3. a Centuria 

201. Clematis cirrhosa L. 

202. Anemone hortensis L. (A. stel- 

lata Lam.). 

Adonis microcarpa DC. (A. Cupa- 

niana Guss.). 
Thalictrum calabricum Spr. 
Ranunculus hederaceus L. var. 

homoeophyllus (Ten. p. sp.). (R. 

coenosus Gu-^.). 
Matthiola incana R. Br. var. ru- 

pestris (DC. p. sp.). 
M. tristis R. Br. 
Brassica macrocarpa Guss. 
Isatis tinctoria L. forma cane- 

seen- DC. p. sp.). 
Reseda alba L. (R. suffruticulosa 

L._). 

Helianthemum laevipes Pers. 
H. glutinosuiu Pers. 



206. 



207. 
208. 

209. 



210. 



211. 
212. 



214. 
215. 
216. 
217. 



218. 
219. 



220. 
221. 
222. 

** -w %y • 

224. 
225. 
226. 



227. 
228. 



Viola tricolor L. subsp. arvensi 
Murr. var. Hymettia (Boisa et 
Heldr. p. sp.). 

f'olygala Presiii Spr. 

Silene sedoides Poir. 

Lavatera trimestris L. 

Hypericum perfoliatum L. (H. ci- 
liatum Lam.!. 

H. tomentosum L. 

H. acutum Mnch. (H. tetrapte- 

rura Fr.) var. nea poll ta nam 
(Ten. p. sp.). 

H. crispum L. 
Cercis Siliquastrum L. 
Anagyris foetid a L. 
Lupin us albus L. 

Ononis Columnae All. 

Anthyllis tetraphylla L. 

Tri folium fragiferum L. forma 
Bonanni (Presl p. sp.). 

Dorycnium rectum ^>v. 
Lotus creticus L. var. cytisoides 
(L. p. sp.). 



440 



NOTIZIE 



229. 
230. 
231. 



233. 
234. 



235. 



236. 



Lathyrus odoratus L. 
Vicia ochroleuca Ten. 
Crataegus Azaroltis L. 
Poiycarpon peploid 3 DC. var. 

Cupanii (Bub. p. sp.). (P. Bivo- 

nae Gay). 
Daucus siculus Tin. 
Foeniculurn vulgare Mill. var. 

piperitum (DC. p. sp.). 
Tinguarra sicula Bth. Hook. (A- 

thamanta sicula L.). 
Seseli Bocconei Guss. 



264. 



£65. 

266. 
267. 
268. 
269. 
270. 



271 
970 



Erythraea pulchella Fr. var. te- 
nuiflora (Hoffmgg. et Lk. p. sp). 
Anchusa italica Retz. 
Mandragora autumnalis Spr. 
Linaria purpurea Mill. 

L. spuria Mill. 

Prasium majus L. 

Thymus capitatus Hoffmgg. et 

Lk. 
Roubieva multiflda Moq. 
Atriplox tataricuin L. var. Tor- 



nabenei (Tin. p. sp.). 

237. Hippomarathrum siculum Hof- 273. Arthrocnemum glaucum Ung. 

fmgg. et Lk. Sternb. 

238. Asperula hirsuta Desf. var. rupe- 274. Rumex thyrsoides Desf 



239. 



240, 



241. 
242. 
243. 



stris (Tin. p. sp.) 
A. hirsuta Desf. var. rupestris 

(Tin. p. sp.) forma glabra. 
Senecio erucifolius L. var. lyco- 

pifoiius (Desf. p. sp.). 
S. delphiniifolius Vahl. 
Lonas inodora Gaertn. 



275. 
276. 



Polygonum serrulatum Lag. 
Daphne sericea Vahl (D. coilina 

Sm. p. sp.). 
D. Gnidium L. 



277. . 

278. Thymelaea Tartonraira All. 



279. 
280. 
281. 



244. 



Helichrysum rupestre DC. var. 

pendulum (Presl p. sp.). 
H. saxatile Moris (H. Errerae 283. 



Osyris alba L. 
Euphorbia dendroides L. 

E. Bivonae Stead. 



^O^ f 



245. 
246. 



Tin.). 
H. litoreum Guss. 



247. 
248. 



sp.). 



Cass. 
Tonorii 



249. 
25i ). 

251. 



253. 
254. 



?r>5. 

25( i. 



Filago germanica 
thulata (Presl p. 

Pbagnalon saxatile (L.) 
P. rupestre DC. (Ph. 
Presl.). 

Pulicaria odora Rehb. 
P. sicula Moris. 
Eupatoriuni cannabinum L. 

Petasites (Nardosmia) fira grans 
Presl, 

Atractylis cancel lata L. 

Cent a urea nicaeensis All. (C. fu- 

scata Desf.), 
C. sphaerocephala L. 
Hieracium crinitum Sibth. 

ma minorieeps H. Zahn. 
Crepis purpurea Guss. 

Geropogon giaber L. 
Thrincia tuberosa DC. 



E. ceratocarpa Ten. 

E. bigiandulosa Desf. 

Salix cinerea L. var. pediceilata 

(Desf. p. sp.). 
L. var. spa- 285. Orchis tridentata Scop, forma 



284. 



286 

287 



288. 

289. 
290. 
291. 
292. 



^w I/O* 



ibr- 



294. 



257. 
258. 

260. Catananclm lutea L. 



295. 

296. 



commutata (Tod. p. sp.). 
O. provincialis Balb. 
Ophrys lutea Cav. forma minor 

Tod. (O. sicula Tin.). 
Iris alata Poir. 
Allium subhirsutum L. 

A. Chamaemoly L. 
Chamaerops humilis L. 
Cyperus Laevigatas L. (C. mucto- 

natusRottb.C.co^yrensisTin). 
Andropogon pertususW ilia. var. 

panormitanus ( Part p. sp;)« 
Pennisetum ceaehroides ««»• 

(P. (list v him Guss.). 

Echinaria capita t a Desf. 
Erairrostis megastachya Lk. (*•■ 



261. 
I. 

263. 



L. 



Campanula dichotoma 
Gomphocarpus fruticosus R. Br. 
Caralluma iStapelia) europaea N. 

E. Dr. 



297. 
298. 
299. 



300. 



major Host). 

laudinia train I is P. B. 

Asplenium Adiantum nigrum u 
Aspidium aculeatum Sw. var. 

angular*? Sw. forma hastuia- 

turn HVn. p. sp. . . 

Ophioglossum Lusitanicum u 




























Malpighia Vol. XVI. 



Tav. VIII. 




P. VOGLINO AD NAT. DELIN. 



talpighia Vol. XVI 



Tav. IX 



Fig. 2 




i. Cecconi. Fotografo. 



Lista del collaborator! ordinarii per le Riviste critiche. 



Morfologia della cellula — Dott. 0. Kruch (R Istituto Botanico di Roma). 
Istiologia ed Anatomia comparata — Prof. R. Pirotta (R. Istituto Botanico di 

Roma). 
Tratlati — Prof. 0. Mattirolo (R. Museo di Storia Nat di Firenze). 

Organografia* Organogenia, Teratologia — Prof. 0. Penzig (R. Orto Botanico di 

Genova). 
Fisiologia — Prof. R. Pirotta. 

Tecnica microscopica — Prof. A. Poli (R. Istituto Tecnico i Piac aza). 
Patologia — Dott. U. Brizi (R. Stazione di Patologia Vegetale di Romr 
Biologia — Prof. A. BorzI. 

Fitopaleontologia — Ing. Clerici (R. Istituto Botanico di Roma). 
Storia della Botanica — Prof. P. A. Saccardo (R. Orto Botanico di Padova). 
Botanico forestale ed indusfrlale — Prof. R. F. Solla (I. R. Istituto Tecnico 

Trieste). 
Botanica medica — Prof. C. Avetta (R. Orto Botanico di Parma). 
Botanica orticola — C. Spkenger (S. Giovanni Teduccio pr. Napoli). 
Flora faneroga't ca & Italia — St. Sommier (Lungarno Co iini 2, Firenze). 
Pteridojiti — Dott. A. Baldini (R. Istituto Botani >, Rom.- , 

Muscinee — Dott. U. Brizi. 

Epatiche — Prof. C. Ma.-.-alongo (Univ. di Ferrara). 

Licheni — Dott. A. Jatta (Ruvo di Puglia). 

Fnnghi (Sistematica) — Prof. P. A. Saccardo (R. Orto Botanico di Padova). 






FungTii (Ciologia e Mprfelogia) — Prof. 0. Mattirolo. 

Alghe ma ne — Prof. A. Piccone (25 Via CatFaro, Genova). 

Alghe d'acqua dolce — Prof. A. BorzI — (R. Orto Botanico di Palermo) 

Baxter iologia — Dott. L. Buscaliom (R. Istituto Botanico di Roma). 



s 



di quanto 



e slam pa to nelle loro memorie originali. 



SOMMARIO 



Lavori originali. 



P. VcJglino : Polydesmus exitiosus Kiiha ed Altei'iiaria Bras- 
Berk.) Sacc. (con Tav. VIII) Pag. 333 

G. Cec »m : Sesta contribuzione alia con oscenza delle Galle 

della Foresta di Vallombrosa , con descrizioni e figure di 

i die nuove e di nuovi substrati (con Tav. IX) » 34i 

G. Gola : Lo zolfo e i suoi composti neir economia delle 

pianto. Ricerche di fisiologia vegetale (Contrib. I e II) » 26^ 

C. Massaloxuo: Le Specie ltaliane del gen ere Scapama M<> 

nojrrafla) . » ^ 



Notizie » 439 







ALP 




HI 




RASSEGNA MEHSDALE Dl BOTANiCA 



REDATTA DA 



O. PENZIG 



Prof, all' University di Genova 



R. PIROTTA 

Prof, all' Unirersita di Roma 



Anno XYI 



Fasc. XI-X1I 



+ 



(con Tav. X-XI) 




W£ 



\ 










/ 



MARCELLO MALPIGHI 

1627-1694, 



GENOVA 

TIPOGRAFIA DI AXGKLO CIMJ \GO 

10 



Lista dei collaborator! ordinarii per le Rivisle critiche. 



Morfologia delta cellula — Dott. 0. Kruch (R Istituto Botanico di Roma). 
Istiologia ed Anatomia co: jarata — Prof. R. Pirotta (R. Istituto Botanico di 

Roma). 

Tratlati — Prof. O. Mattirolo R. Museo di Storia Nat di Firenze). 
Organografia, Qrganogenia, Teratologics — Prof. 0. Pexzig (R. Orto Botanico di 

Genova). 
Fisiologla — Prof. R. Pirotta. 

Tecnica microscopica — Prof. A. Pop (R. Istituto Tecuico di Piacenza). 
Patologia — Dott. U. Bafel (& Stazione Patologia V :etale di Roma). 
Biologia — Prof. A: Bonzi. 

Fitopaleontologia — lug. Ci ebici (R. Istituto Botanico di Roma). 

Storia delta Botanico, — Prof. P. A. Saccakdo i'R. Orto Botanico di Padova). 

Botanica forestale ed hmiriale — Prof. R. F. Solla (I. R. Istituto Tecnico 

Trieste . 

Botanica lica — Prof. C. Avktta (R. Orto Botauico di Parma). 
Botan a orticdla — C. Siw*rt»int (S. Giovanni Teduccio pr. Napoli). 
Flora fan^rotfr dca d' Italia — St. Sosimiew (Lu mo Corsiui S, Firenze). 
Pteridofiti — Dott. A. Baimn. (R. Istituto Botanico, Roma). 
Muscinee — Dott. U. Bnr/.i. 

Epatiche — Prof. C. Ma u.om,o (Univ. di Ferrara). 

Lichen i — Dolt. A. Jatta (Ruto di Pu^lia . 

Fnnghi ,-mati, - P,of. I>. A. Saccar7>o (R. Orto Botanico di Padova). 

Funglri r« MorfoJo — Prof. 0. M.vrrmoLo. 

Alghe man t — Prof. A P. s E ( Via ( ,,. Genova). 

Alghe dacj I ■ _ p ro £ A. Bou/.i — (R. Orto Botanico di Palermo). 

Bacteriologia - Dott. L. Bi u.,mm (R. Istituto Botauico di Roma). 



I Signori Autori sono responsabili di quanto 
fe stampato nelle loro memorie oriainali. 



Dott. TEODORO FERRARIS 



MATERIALI PER UNA FLORA MICOLOGICA DEL PIEMONTE 



Miceti della Valle d ? Aosta 



(Prima contribuzione) 



(con Tav. X-XI). 



La ricchezza e varieta della flora che si va facendo sempre phi inte- 
ressante man mano che dalle ampie e verdeggianti vallate subalpine ri- 
salendo il corso della Dora Baltea si procede fin sotto alle nevose vette 
delle piu alte Alpi, rendono la Valle d' Aosta una delle regioni botani- 
camente piii interessanti del Piemonte. La ricchezza della flora fanero- 
gamicalascia quindi sperare al Micologo una non comune abbondanza 
di miceti interessanti, parassiti o saprofiti sulle numerose e talora rare 
piante alpine cosi ricercate dai botanici , e quindi una ricca messe di 
specie o varieta nuove per la scienza. Ed animato da tale speranza nel 
settembre del 1900 intra presi una piccola spedizione micologica in Valle 
di Aosta collo scopo di raccogliere un buon ma tori ale che doveva poi 
servire per le mie successive contribuzioni alia flora micologica Piemon- 

tese. Visitai speciahnente 1'alta Valle della Dora, fino alia sua origine, 
raccogliendo nei dintorni di Pr6 St. Didier, di Courmayeur, e spingendomi 
fino al Piccolo S. Bernardo (2.200 m.) ove feci una messe abbondante 
di miceti parassiti viventi specialmente sulle piantine spontanee e colti- 
vate nel piu alto giardino botanico la Chanousia! Ed e colla maggior 
parte del materials raccolto in tale epoca chehopotuto mettere insieme 
questa prima contribuzione, nella quale figurano ben 162 specie, molte 
delle quali rare o interessanti per la flora italiana e non poche specie 

e varieta nuove per la scienza. 

Ho intenzione di visitare ancora e parecchie volte tale regione inte- 
ressantissima e quindi di far seguire a questa prima altre numerose ag- 

29. Malpighia, Anno XVI, Vol. XVI. 



442 TEODOKO FERRARI- 



giunte alia flora micologiea Piemontese, sempre coll' intento di giovare 



b' M " vv cti4 " ~~*« M ..^w.w & 



con questi eontributi alia maggiore conoscenza della flora Micologica 



Italian a. 



Dott. Teodoro Ferraris. 



Alba, R. Scuola di Yiticoltum e di Enologia 

Laboratorio di Palologia Vegetale. Dicembre 1902. 



- 



PHYCOMYCETAE 



PERONOSPORACEAE 



CYSTOPUS Lev. 



1* (116.) Cystopus candidus (Pers.) Lev. Ann. Sc. Nat Ser. 3, 1847 

1 * 

t. VIII , p. 371; Saccardo, Sylloge Fungorum VII, p. 234; 
Fischer in Winter, Die Pilze (Rabenh. Kryptog. Flora) IV, 
p. 418. 
Su foglie di Capsella Bursa Pastoris (L.) Moench. Courmayeur in Valla 
di Aosta. Settembre 1900! 



219. 2. Cystopus Tragopogonis (Pers.) Schr. Kryptfl. Ill, 1 , p. 234; 

Sacc. 1. e. p. 234; Fischer 1. c. p. 421. 
Su cauli e foglie di Tragopogon pratensis. La Thuile (Valle Aosta) , 
Courmayeur, ecc. Settembre 1900! 



PLASMOPARA Schrot. . 



220. a Plasmopara pusilla (De Bary.) SchrSt 1. c. p. 237; Sacc. L c 

p. 241; Fischer 1. c. p. 428. 
Su foglie di Geranium sp. Courmayeur. Settembre 1900! 



(*) 1 numeri segnati tra parentesi si riferiscono a funghi gia citati nelle 
mie precedenti contribuzioni alia Flora Micologica del Piemonte, i numeri 
della prima colon n a segnano progTessivamente le nuove specie da me 
raccolte. 



MATERIALI PER UNA FLORA MIGOLOGICA DEL PIEMONTE 443 



PERONOSPORA Corda. 



221. 4. Peronospora effusa (Grev.) Rabenh. Herb. myc. ed. 1, 1880; 

Sacc. 1. c. p. 256; Fischer 1. c. p. 467. « 

Su foglie di Chenopodium album. Pre St Didier (Valle Aosta). Set- 
tembre 1900! 






> 



BASIDIOMYOBTAE 

UREDINACEAE. 

UROMYCES Link. 



222. 5. Uromyc.es Eabae (Pers.) De Bary. Ann. Sc. Nat. IV, 1853; Sacc. 

1. c. VII, p. 531 = U. Orobi Fuck. Winter Die Pilze I, 
p. 1 58. .,..' 

Su fog-lie di Vicia sp. (Uredo e teleutospore). Pre St. Didier. Settem- 

bre 1900! 



223. 6. Uromyces Polygoni (Pers.) Fuck. Syrab. myc. p. 64; Sacc. 1. c. 

p. 533,; Winter 1. c. p. 154. 
Su cauli di Polygonum atlculare. Strada verso Courmayeur. Settem- 
bre 1900! 

* 

Osservazione ; Pedicello delle teleut. lungkissimo (ja. 93-100), gialliccio, 

persistente. 






V (34.) Uromyces Astragali (Opiz.) Sace., M. S.pag. 208, Sylloge 

1. c. p. 550 = V. Genistae t ctoriae (Pers.) Wint. 1. c. 

p. 147. 
Su fog-lie di Onobrychis sativa Lmk. La Thuile, prati verso Courma- 
yeur, ecc. Settembre 1900! 



224. 8. Uromyces Anthyllidis (Grev.) Schroet. in Hedw. 1875, p. 162 ; 

Sacc. 1. c. p. 551 -= U. Genistae tinctoriae (Pers.) Win- 



ter 1. c. 



Su fog-lie di Anthyllis vulneraria L. Pr<§ St. Didier. Settembre 1900 



t 



444 TEODORO FERRARIS 



225. 9. Uromyces Behenis (DC). Ung. EinfL Bod. pag. 216; Sacc. 1. c. 

p. 559. Winter L e. p. 153. 
Sulle foglie di Silene vulgaris (fm. ecidio- e teleutosporica). Pr6 St 
Didier, Courmayeur. Settembre 1900! 



MELAMPSORA Cast 



10* (126.) Melampsora Helioscopiae (Pars.) Cast. Cat PL Mars. 

p. 205, Winter, Die Pilze p. 240, Sacc. 1. c. p. 586. 
Su foglie di Euphorbia Cyparissias. Pre St. Didier. Settembre 1900! 



11* (49.) Melampsora farinosa (Pers.) Schroet. Pilz. Schles. p. 360; 



Sacc, 1. c. p. 587 
p. 239. 



Winter 



Su foglie di Salix herbacea (sori uredosporiferi) e di Salix Caprea 
Piccolo S. Bernardo (Yalle Aosta), Courmayeur. Settembre 1900! 



226. 12. Melampsora Tremulae TuL Ann. Sc Nat. 1854 p. 95; Sacc. 

1. c. p. 589 = M. populina (Jacq.), Winter L c. p. 238, 
Sulla pagina inferiore di foglie di Populus tremula (sori teleutospo 



riferi). Pre St. Didier. Settembre 1900! 



13* (50.) Melampsora populina (Jacq.) Lev. in Ann. Sc. Nat. 1847, 

p. 375; Winter L c. p. 238; Saccardo 1. c. p. 590. 
Su foglie di Populus nigra. Pr<§ St. Didier. Settembre 1900! 



227. 14. Melampsora betulina (Pers.) TuL Ann. Sc. Nat. 1874, p. 97 ; 

Sacc. 1. c. p. 592; Winter 1. c. p. 792. 
Su foglie di Betula alba (fin. uredosporica). Pre St. Didier. Settembre 1900! 



228. 15. Mdampsora Euphorbiae-dulcis Otth. Mitth. Nat. Ges. Bern. 

1858, n. 654-683 p. 70; Sacc. 1. c. IX, p. 296. 
Sulla pagina inferior i di fo Lie di Euphorbia dulcis. Oltre Courmayeur. 
Set: nbiv 1900! 



MATERIALI PER UNA FLORA MICOLOGICA DEL P1EMONTE- 445 



229. 16. Melampsora alpina Juel. (Cfr. Hedw. 1895); Sacc. 1. c. XI, 

p. 183. 

Su fog-lie di Salix herbacea. Piccolo S. Bernardo. Settembre 1900! 



CRONARTIUM Fries. 



230. 17. Cronartium Asclepiadeum (Willd.) Fr. Obs. myc. I, p. 220; 



Wi 



Su fog-lie di Cynanchum Vincetoxicum (Uredo e teleutospore). Pr6 St 
Didier, Courmayeur. Settembre 1900! 



PUCCIXIA Pers. 



231. 18 Puccinia Yiolae (Sebum.) DC. Fl. Franc. VI, p. 92; Sacc. 1. c. 

p. 609; Winter 1. c p. 215. 
Su foglie di Viola sp. Strada da Pre St. Didier a Courmayeur. Set- 
tembre 1900! 



232. 19. Puccinia Menthae Pers. Syn. Fung*, p. 227; Sacc. 1. c. p. 617; 

Winter 1. c. p. 204. 
Su foglie e cauli di Mentha sp. (Uredo e teleutospore). Courmayeur. 

Settembre 1900! 



20* (39.) Puccinia graminis Pers. Disp. Fung. p. 39, t. 3, f. 3 ; 

Winter 1. c. p. 217; Sacc. 1. c. p. 622. 

Forma ecidiosporica e spermogonica : sulle foglie di Berberis vulgaris 
Pre St. Didier. Settembre 1900! 

Forma teleutosporica : Sui cauli di Agrostis alia, di Agropyrum cam- 
num e di varie altre graminacce. Pre St. Didier, Courmayeur (letto della 
Dora e presso il Gbiacciaio della Brenva). Settembre 1900 ! 



Puccinia 



1. c. p. 633 = P. flosciilosarum Roehl. Winte 
i (1) Hyporhaeris sp., di (2) Lemtodon Jiastil 



446 - . TEODORO FERRARIS 



siuiti spinosimmum, di (4) Cirsium acaule, di (5) Centaur ea nervosa, di 
(6) Meraciurn sp. Presso Courmayeur (1), nel giardino della Chanousia 
al Piccolo 8. Bernardo (2, 3, 4, 5) alia Thuile (6). Settembre 1900 ! 



233. 22. Puccinia Rumicis-scutati (DC.) Winter, Die Pilze p. 187; 

Sacc. 1. c. p. 636. 

■ 

Su entrambe le pagine fogliari di Bumex scutalus L. Al Piccolo P. 
Bernardo (Chanousia). Settembre 1900! 

Osservazioni. Sori uredo e teleutosporiferi: Uredqspore n. 33*21; te 
leutospore i*. 35 * 21. 



234. 23. Puccinia Tanaceti DC. Fl. Fnmq. II, p. 222; Sacc. 1. c. p. 637; 

Winter 1. c. p. 209. 
Su foglie di Artemisia Absinthium. Tra Pre St. Didier e Courmayeur. 
Settembre 1900! 






235. 24, Puccinia Stachydis DC. Flor. Franc. II, p. 595 ; Winter 1. c. 

p. 188; Sacc. 1. c. p. 637. 
Su foglie, cauli e calici di Stachys recta. Pre St. Didier. Settembre 1900 ! 



236. 25. Puccinia Bistortae (Strauss.) DC. 1. t. VI, p. 61; Winter 1. c. 

p. 186; Sacc. 1. c. p. 638. 

Su foglie di Polygonum Bistorta e di P. viviparum. Piccolo S. Ber- 
nardo. Settembre 1900 ! 



PHRAGMIDIOl Link. 



26. (47.) PhragniHiium subcorticium (Seluank.) Winter D. P. p 

228, Sacc. 1. c. p. 746. 

Su fog-lie di Rom. Pre St Didier. Settembre 1900 ! 



(OLEOSPORimi Lev. 



27* (51.) ( oleosporium Sonclii (Pere.) Lev. in Ann. Se. Nat. 1847 






MATERIA!,! PER UNA FLORA MICOLOGICA DEL PIfiMONTE 447 



p. 373; Sacc. 1. c. p. 752 = C. Sonchi arvensis (Pors.) 
: Winter 1. c. p. 247. 

Su foglie di Ttissilago Farfara e di Petasites alba. Pre St. Didior, 



Courmayeur. Settembre .1900! 



t 



237. 28. Coleosporium £uphrasiae (Schum.) Winter 1. c. p. 246; Sacc 

■ 

1. c. p. 754. 
Su foglie di Odontites lutea. Pre St. Didier. Settembre 1900! 



PUCCINIASTRUM Otth. 



238. 29. Pucciniastrum Epilobii (Chaill.) Otth. in Mittheil. Bern. 1861 

p. 72; Sacc. 1. c. p. 762 — Melampsora Epilobii (Funk.) 
Winter 1. c. p. 243. 

Su fog-lie di Epilobium montanum (fm. uredosporica). Strada verso Cour 
mayeur. Settembre 1900! 



UREDO. 



239. 30. Uredo Alpestris Schrot. in 53 Jahresb. Schles. Ges. 1857; Win- 
ter 1. c. p. 253; Sacc 1. c. p. 840. 

Su foglie di Viola biHora. Courmayeur. Settembre 1900 ! 



ASCOMYCETAE 



PYRENOMYCETAE. 
PERISPORIACEAE. 

SPHAEROTHECA Lev. 



31* 00.) Sphaerotheca Castagnei Lev. Ann. Sc. Nat. 1851 t. XV, 

p. 139; Sacc. 1. c. I, p. 4; Winter 1. c II, p. 27. 

Su foglie di: (1) Taraxacum off., (2) Leontodon hastilis, (3) Plantago 

major, (4) Alchemilla vulgaris, (5) Hamulus Lupulks. La Thuile (1, 2 

Pre St. Didier (3) Courmayeur (4, 5). Settembre 1900! 



448 TEODORO FERRARIS 



240. 32. Sphaerotheca Epilobii (Link.) De By. Syst. Ueb. L. Erysiph. 

in Hedw. 1871, p. 68; Sacc. 1. c. p. 4; Winter 1. c. p. 27. 
Su foglie di Epilobiiim montanum. La Thuile. Settembre 1900! 
Osservazioni : Forma Conidica. 



PHYLLACTINIA L6v. 



33* (61) Phyllactinia suffulta (Reb.) Sacc. Mich. II, p. 50 ; Sacc 

Sacc. Syll. I, p. 5., Winter 1. c. p. 42. 
Su foglie di Fraxinus. Courmayeur. Settembre 1900! 



UNCINULA. 



241. 34. Uncinula adunca (Wallr.) L6v. in Ann. Sc. Nat. 1851, XV, p. 

151 ; Sacc. 1. c. p. 7 = U. Salicis (DC.) Winter 1. c. p. 40. 
Su foglie di varie specie di Salix. Pre St. Didier, Courmayeur. Set- 
tembre 1900! 



ERYSIPHE Hedw. 



242. 35. Erysiphe Gaieopsidis DC. FL Fr. VI, 108; Winter 1. c. p. 33; 

Sacc. 1. c. p. 16. 
Su foglie di Galeopsis Tetrahit. La Thuile. Settembre 1900! 



36* (62) Erysiphe communis (Wallr.) Fr. Summ. Veg. Scand. p. 

406; Sacc. 1. c. p. 18; Winter 1. c. p. 32-33. 
Su foglie di : (1) Centaurea sp., (2) Polygonum aviculare, (3) Hiera- 
cium sp. (4) Ononis sp. La Thuile (1), Pre St. Didier (2, 3) Courma- 
yeur (4). Settembre 1900 ! 



37* (63) Erysiphe Martit Lev. in Ann. Sc. Nat. 1851, t. XV, p. 166; 

Sacc. 1. c. p. 19, Winter 1. c. p. 31. 
foglie di Tri folium sp. Prati presso Courmayeur. Settembre 1900! 



543. 38. Erysiphe graminis DC. Fl. Fr. VI, p. 106; Winter 1. c. p. 30; 

Sacc. 1. c. p. 19, 



MATERIALI PER UNA FLORA MICOLOGICA DEL PIEMONTE 449 



Forma condica Oidium monilioides (Link.) Sacc. 

Su foglie di Festuca sp. Dalla Thuile al Piccolo S. Bernardo. Settem- 



bre 1900! 



SPHAERIACEAE. 

EXDOXYLA Fuck. 



244 



fig. I, 



Su ramo secco e decorticato di Abete. Valle della Thuile. Settembre 
1900 ! 

Osservazione : Stroma legnoso, ceneri no-scuro alia superficie. Periteci 

immersi nel legno solo annerito alia superficie, sparsi, globosi, con ostiolo 
conico erompente-superficiale, neri, p. 350-360 larghi, ji. 430-440 alti, com- 
preso l'ostiolo. Aschi strettamente clavati lungamente pedicellati 8 spori: 
parte sporifera molto breve |i. 20-24^5-6. Spore distiche giallo-brune , 
curvule assai piccole \i. 7-8 v 1,5-2. 

Differente dell'JK parallela, E. operculata per molti caratteri e special- 
mente per le spore assai piii piccole. 

Diagnosi: Stromate ligno innato, cinerascenti; peritheciis ligno, super- 
ficie nigricante, immersis, sparsis, globosis |i. 350-360 * 430-440, ostiolis 
majusculis, prominentibus. Ascis anguste clavati s, longe pedicellatis, oc- 
tosporis 20-24 v 5-6 (p. sporif.) sporidiis distichis , subfuscis , curvulis 

ji. 7-8 * 1,5-2. 

HYPOXYLON Bull. 



fuscum 



Winter 



Su rametti secchi di Alms viridis. Oltre Courmayeur (Valle Aosta). 



Settembre 1900! 



LAESTADIA Auersw. 



245. 41. Laestadia rhytismoifies (Berk.) Sacc. Syll. I, p. 424; Winter 1. 

c. p. 566. 
Su foglie languide di Dryas octopetala. Piccolo S. Bernardo, Settem- 
bre 1900! 



450 



TEODORO FERRARIS 



SPHAERELLA Ces. et. Do Not. 



246. 42. Sphaerella Vulnerariae Fuck. (Symb. Nachtr. II , 21); Win- 



* 



ter 1. c. p. 368; Sacc. 1. c. p. 503. 



t 



Su foglie di Anthyllis vulneraria, Pre St Didier. Settembre 1900! 



247. 43. Sphaerella Vincetoxici Sacc. Syll. 1. c. p. 516. 
1 Su st el i secchi di Cynanchum Vincetoxicum. Pre St. Didier. Settem- 
bre 1900 ! 



248. 44. Sphaerella Petasitidis ? (Rabh.) Fuck. Symb, mye. p. 99; Sacc 

1. c. p. 138. 

Sulle foglie di Adenostyles albifrons e A. leucophylla. Piccolo S. Ber_ 
nardo (Chanousia). Settembre 1900! 

Osservazione : Periteci numerosi, prominuli, epifilli in macchie angolose 
oeracee. I periteci contengono neirinterno una massa biancastra, cellulosa 
probabilmente ascigera. II Saccardo (1. c.) osserva pure che tale fungo os- 
servato sulla Petasites officinalis non venne ancora riscontrato maturo. 



- 



249. 45. Sphaerella Sehoenoprasi Auemv. Myc. Eur. Syn. Pyr. p. 19; 

Winter 1. c. p. 364; Sacc. L c. p. 522. 
Su scapi e foglie secche di Allium folio sum. Piccolo S. Bernardo (Cha 
nousia). Settembre 1900 ! 



250. 46. Sphaerella pachyasca Rost. Fungi Groenl. p. 552; Sacc. Syll. 

IX, p. 613. 

Var. alpina Ferraris nov. var. 

Su steli floral i di Armeria alpina. Piccolo S. Bernardo " (Charioosia). 
Settembre 1900! 

Osservazione : Periteci sparsi, erompenti, globosi, minuti, membranacei, 
brunb-sciiri, largamente pertugiati \i. 140-150 di am. Aschi non parafisati, 
ovali, piii grossi alia base che all' est remits, ma qviivi piii ispessiti ji. 60 * 
14-16. Spore distrche, jaline, ovali-fusifwmi o talora piu rotondati ad una 

•stremita ji. 15-17 * 5-6. 



MATERIALI PER UNA FLORA MKOLOGICA DEL PIEMONTE 451 



- 

251. 47. Sphaerella Digitalis Ferraris sp. now taw X, fig. II. 

Su steli secchi di Digitalis lutea. Courmayeur (Chapelle de Ndtro Dame). 
Settembre 1900 ! 

Osservazione : Periteci minuti, greg-ari, nerastri, globosi ji. 150 diam., 
distintamente pertugiati, membranacei. Aschi non parafisati, brevi, pint- 
tosto dilatati verso la base ed ivi poi attenuati in breve pedicello \i. 60 v 
20-21, non parafisati. Spore sub-distiche o stipate , jaline, settate presso 
la meta , arrotondate fortemente ad una estremita , alquanto attenuate 
all'altra, fi. 18-19 v 5-6 non ristrette al setto. 

Diagnosi : Periteciis minutis , \i. 150 diam. , dense gregariis , nigris , 
globosis, poro pertusis, ascis brevibus, basi brevissime stipitatis, p.. 60 * 
20-21. Sporidiis sub-distichis vel stipatis, hyalinis, medio uniseptatis , 
non constrictis, inferne attenuati s, |i. 18-19 v 5-6. 



STIGMATEA Fr. 



252. 48. ? Stigmatea conferta Fr. Sumna Veg. Scand. p. 421; Sacc. 1. 

c. I, p. 544. 

Su foglie di. Vaccinium ulif/inosiim. Piccolo S. Bernardo (Chanousia) 

Settembre 1900 ! 

Osservazione: Aschi non ancora maturi. 



DIDYMELLA Sacc. 



253. 49. Didymella Picconii (De Not.) Sacc. Syll. I , p. 548. 

Su rami secchi di Pinus silvestris. Pre St. Didier. Stfttemhre 1900! 
Osservazione : Aschi cilindracei p.. 84 * 9. Spore monostirhe \l 12 * 4.5-5. 

254. 50. Didymella sepincolaefonnis (De Not) Sacc. Syll. I, p. 551. 

Forma acuminata Ferraris. 

Su sarmenti secchi di Rosa villosa L. § pomifera (Herrm.). Pre St. 

, Didier. Settembre 1900! 

Ossertazione. Differisce dal tipo per le spore quasi fusifornri e settate 

porfetta in. Mite nel mezzo (dim. •>■. 12-15*5-6). 



452 TEODORO FERRARIS 



DIAPORTHE Nits. 



255. 51. Diaporthe Chorostate detrusa (Fr.) Fuck. Symb. myc. p. 205; 

Winter 1. c. p. 653; Sacc. Syll. I, p. 619. 
Su rametti secchi di Berberis vulgaris. Pr6 St. Didier. Settembre 1900! 



LEPTOSPHAERIA Ces. et De Not. 



256. 52. Leptosphaeria Doliolum (Pars.) De Not. Schem. Sfer. p. 61 ; 

i 

Winter 1. c. p. 460; Sacc. 1. c. II, p. 14. 
L Su steli secchi di una Ombrellifera. Piccolo S. Bernardo (Chanou- 

sia). Settembre 1900! 

II. Su cauli secchi di Artemisia Absinthium. Tra Pre St Didier e Cour- 
maveur. Settembre 1900! 

Osservazione: La forma mlY Artemisia presenta: Aschi p.. 120-130^8, 
pore monostiehe, fusoidee, 3-settate, giallo-brune, poco ristrette ai setti 
ix. 21-22 * 7-7,5. 



257. 53. Leptosphaeria dolioloides (Auersw.) Karst. Myc. Fenn. II y p 

106; Winter 1. c. p. 483; Sacc. 1. c. p. 44, 

Su cauli secchi di Centaicrea scabiosa. La Thuile. Settembre 1900 ! 

Osservazione: Spore col 3.° loculo rigonfiato, 6-settate, gialliccie ji. 31 
4,5. Aschi 80-90 v 10. 



258. 54, Leptosphaeria Silenes-acaulis De Not. Reel. Pyren. p. 487 ; 

Winter 1. c. p. 485; Sacc. 1. c. p. 47. 
Su foglie secche di Silene acatclis. Piccolo S. Bernardo. Settembre 



1900 ! 



259. 55. Leptosphaeria Arabidis Allesch. Ber. Bayr. Bot. Ges. V, 1897, 

p. 14; Sacc- 1. c. XIV, p. 562. 

Su steli secchi di Arabis alpina. Piccolo S. Bernardo (Chanousia). Set- 
tembre 1900! 

Osserr'izione: Nuova per Tltalia! 



MATERIA LI PER UNA FLORA MICOLOGICA DEL PIEMONTE 453 



260. 56. Leptosphaeria microscopica Karst Fung-, in Spetsb. et Beer. 

Eil. p. 102; Winter L c. p. 445; Sacc. 1. c. II, p. 59. 

Var. alpina Ferraris, now var. 

Su foglie di Luzula lutea. Piccolo S. Bernardo (Chanousia). ^Settem- 
bre 1900! 

Osservazione : Aschi (i. 35-40 * 9,5. Spore giallo-brune 3-settate |jl. 12 v 4. 



26L 57. Leptosphaeria culmicola (Fr.) Karst. Winter 1. c. p. 483; Sacc 

1. c. p. 70. 
Su culmi secchi di grano. Valle della Thuile. Settembre 1900! 



MELANOMMA Nits, et Fuck. 



262. 58. Melanomma Pulvis-Pyrius (Pers.) Fuck. Symb. myc. p, 160; 

Winter 1. c. p. 240. Sacc. 1. c. p. 98. 
Su Wno denudato di Betula alba. Pr6 St. Didier. Settembre 1900 ! 



263. 59. Melanomma Pulvis-pyrius (Pers.) Fuck. 1. c. fm. Corni-Sangui- 

neae Sacc. Syll. II, p. 99. 
Su rami secchi di Cornus sanguinea. Pr6 St. Didier. Settembre 1900! 



TREMATOSPHAERIA Fuck. 



264. 60. Trematosphaeria alpina Ferraris now sp. tav. X, fig. III. 

Su sarmenti secchi di Rosa villosa L. /5 pomifera (Herrm.). Pv6 St. 
Didier. Settembre 1900! 

Osservazione: Periteci superficial! o quasi, colla base alquanto infos- 
sata nel legno, carbonacei, sparsi. globosi, neri. Aschi allungati, clavati, 
assottigliati alia base ji. 96 * 12. Spore distiche in alto , monostiche in 
basso, brune, sub-fusiformi, rette o leggermente curve 5-settate, alquanto 
ristrette ai setti dim. |i. 21-24 v 6-7. Parafisi filiformi. 

Diagnosi: Peritheciis subsuperficialibus , basi ligno insculptis, carbo- 
naceis, subhemisphaericis, sparsis, atris; ascis elongato-clavatis, basi at- 
tenuatis |i, 96 ¥ 12 ; sporidiis distichis vel oblique monostichis, fuscis , 



-454 XEODOBO FERRARIS 



fusoideis, rectis vel leniter curvulis 5-septatis, ad septa constrictis p. 21- 
24 ^ 6-7. Paraphysibus filiformibus. 



PLEOSPORA Rab. 



265. 61. Pleospora vulgaris Niessl. € var. distkha Niessl. Notz. p. 27; 

Winter 1. c. p. 503; Sacc. Syll. II, p. 244. 
Su cauli secchi di (1) Galium sp. e di (2) Carduus sp. LaThuile(l). 
Pre St Didier (2). Settembre 1900 ! 



* 



Winter 



1. c. p. 504; Sacc. 1. c. p. 247. 



Su rami secchi di Ononis rotundifolia e su varl steli floral i secchi. La 
Thuile. Settembre 1900 ! 



267. 63. Pleospora|herbarumJ v Pers.) Rabh. 1. c. forma Artemisiae Ferraris. 



t 



Su steli secchi di Artemisia sp. La Thuile. Settembre 1900! 
Osservazione : Spore 6-7 settate (ordinariamente 6-settate) p* 20-22 
9-10, distiche. Aschi 96-100 * 15-16. 



« 






268. 64. Pleospora orbicularis Auersw. in Hedw. 1868, p. 186; Winter 



1. c. p. 508; Sacc. 1. c. p. 255. 



Su rametti secchi di Berber is vulgaris. Pre St. Didier. Settembre 1900! 



' 






PYRENOPHORA Fr. 



269. 65. Pyrenophora coronata (Niessl.) Sacc. SylL II, p. 283 = Pleo- 
spora coronata Xiessl. Winter 1. c. p. 520. 
Su steli fiorali secchi di Astragalus sp. Letto della Dora presso il Ghiac- 



ciaio della Brenva a Counnayeur. Settembre 1900! 



I 



TEICHOSPORA Fuck. 



Teichospo 



Symb. myc. p. 161; Sacc. 



MATERIALI PER UNA FLORA MICOLOGICA DEL PIEMONTE 



455 



1. e. p. 295 
p. 285. 



Strieker ia oMucens (Fries.) Winter 1. c. 



1. Su framenti lignei putrescent!. Pr6. St. Didier. Settembre 1900 ! 

2. Su rametto secco e decorticato di Al/ius viridis. Courmayeur. Set- 
tembre 1900! 

Osservazione : (2) Spore 21*9. 



CUCURBITARIA Gray. 






271. 67. Cucurbitaria Berberidis (Pers.) Gray's. Nat. arrang. 1 , 519 ; 

Winter 1. c. p. 319; Sacc. 1. c. p. 308. 
Su rametti secchi di Berberis vulgaris. Pre St. Didier. Settembre 1900! 



OPHIOBOLUS Riess. 



272. 68. Ophiobolus Cirsii (Karst.) Sacc. Syll. 1. c. p. 341. 
Su cauli secchi di Cirsium sp. Courmayeur. Settembre 1900! 
Osservazione: Ostiolo breve, conoideo, troncato, ecc. 



273. 69. Ophiobolus fruticum (R. et J).) Sacc. Syll. 1. c. p. 347; Winter 

1. c. p. 531 . • '••■.. 

Su steli secchi di Ononis sp. La Thuile. Settembre 1900! 



DOTHIDEACEAE. 

PHYLLACHORA Kits. 



274. 70. Phyllachora Poae (Fuck.) Sacc. Syll. 1. c. p. 603 ; Winter 1. c 



p. 900. 






Su fog-lie di Poa alpina. Piccolo S. Bernardo. Settembre 1900 ! 



PLOWR1GHTIA Sacc. 



276.. 71. Plowrightia Berberidis (Wahl.) Sacc. Syll. 1. c. p. 637 

thidea Berberidis (Wahlenb.) Winter 1. c. p. 909. 



Do- 






456 TEODORO FERRARIS 



Su rametti secchi di Berberis vulgaris. Courmayeur, Pr6 St. Didier. 

Settembre 1900! 

LOPHIOSTOMACEAE. 

LOPHIDIUM Sacc. 



276. 72. Lopkidium compressum (Pers.) Sacc. Mich. I , p. 340 e Syll. 

1. c. p. 711; Winter 1. c. p. 305 (sul Lophiostoma). 
Sul legno denudato di un rarao seeco di Abete. La Thuile, Courma- 
yeur. Settembre 1900! 



HYSTERIACEAE. 

LOPHODERMIUM Chev. 



277. 73. Lophodermium laricinum Duby. Hyst. p. 46; Sacc. 1. c. p. 794; 

* 

Rehm. in Rab. Krypt. Fl. p. 43. 
Su foglie secche di Zarice. Courmayeur, La Thuile. Settembre 1900! 



8. 74. Lophodermium Pinastri (Schrad.) Chev. Flor. Par. I, p. 430 

Sacc. 1. c. p. 794; Rehm. 1. c. p. 43. 
Su foglie di Pinus dtoestris. Pre St. Didier. Settembre 1900! 
Su foglie di Abete. La Thuile. Settembre 1900! 



279. 75. Lophodermium arundinaceum (Schrad.) Chev. 1. c. p. 435; 

Sacc. 1. c. p. 795; Rehm. 1. c. p. 45. 
Su foglie secche di Nardus stricta L. Piccolo S. Bernardo. Settembre 



1900! 



280. 76. Lophodermium montanum Ferraris sp. now tav. X, fig. IV. 

Su foglie secche di Tojieldia calyculata. Courmayeur. Settembre 1900! 

Osservazione : Periteci sparsi, rugosi, depressi, neri, ovali o rotondi, 
lunghi 1 j % -\ mm. , con apertura longitudinale che solca tutta la faccia 
del peritecio. Aschi numerosissimi, clavati, assottigliati in basso jx. 70-80 * 
9-10 con otto spore filiformi, gialliccie lunghe quasi quanto l'asco, sti- 
pate parellamente n. 40-50 v 1-1,5, pluriguttulate. 






MATERIALI PER UNA FLORA MICOLOGIOA DEL PIEMONTE 457 



Parafisi filiformi, flessuose. 

Diagnosi: Peritheciis sparsis, innato depressis, atris, ellipsoideis, mm. 
l / f -l long*., rugulosis, rima longitudinalr demum hiantibus. Ascis clavatis, 
basi attenuatis |i. 70-80*9-10, 8-sporis ; sporidiis parallele stipatis, fili- 
formibus, pluriguttulatis ji. 40-50 * 1-1,5. 

Paraphysibus filiformibus, fiexuosis. 



LOPHIUM Fries. 



281. 77. Lophium mytilinellum Fr. S. M. II, p. 534; Sacc. 1. c. p. 799; 

Rehm. 1. c. p. 27. 

Su corteccia di un ramo secco di Larice trovato per terra nel giar- 
dino alpino della Chanousia al Piccolo S. Bernardo. Settembre 1900! 

Osservazione : Non e il L. mytilinum perche gli aschi sono piii lun- 
g-hi e piu stretti (ji. 190-200 v 5) e le spore dentro Pasco sono gialliccie. 



DISCOMYCETAE 



PEZIZACEAE. 



LACHNELLULA Karst 



282. 78. Lachnellula ehrysophthalma (Pers.) Karst. Fung-. Fenn. rar. I, 

p. 138; Sacc. Syll. VIII, p. 390; Rehm. 1. c. p. 863. 
Sulla corteccia di un ramo secco di Larice trovato per terra nel giar- 
dino della Chanousia al Piccolo S. Bernardo. Settembre 1900 ! 



DERMATEACEAE. 

TYMPANIS Tod. 



283 



. 79. Tympanis conspersa Fr. Syst II, p. 175 ; Sacc. 1. c. p. 578 ; 



Rhem. 1. c. p. 264. 



Su un rametto secco di Salice. Pre St. Didier. Settembre 1900! 



30. Malpighia. Anno XVI, Vol. XVI 



458 TKODOKO FERKAKIS 



PHACIDIACEAE 

RHYTLSMA Fr. 



284. 80. Rhytisma salicinum (Pers.) Fr. 1. c II, pag. 568; Sacc. 1. c. 

p. 753 ; Rehm. 1. c. p. 84. 
Su foglie di Salix sp. Letto della Dora presso il Ghiacciaio della 
Brenva alle falde del M. Bianco (Courmayeur). Settembre 1900! 



PATELLARIACEAE. 

HETEROSPHAERIA Grev 



285. 81. Heterosphaeria Patella (Tode.) Grev. var. alpestris Fr. Elench. 

II, p. 133; Sacc. 1. c. p. 775. Rehm. 1. c. p. 202. 

Su steli secchi di Allium victoriale. Piccolo S. Bernardo (Chanousia) 

Settembre 1900! i 

EXOASCACEAE. 



TAPHRINA Fr. 



286. 82. Taphrina aurea (Pers.) Fr. Obs. I , p. 217 j Sacc. L c. p. 812 

Exoascus aureus (Pers.) Sad. Winter J. c. p. 9. 



Su foglia di Populits nigra. Pr<§ St. Didier. Settembre 1900! 



I 



DEUTEROMYCETAE 



SPHAERIOIDACEAE 



PHYLLOSTICTA Pers 



7. 83. Phyllosticta Petasitidis Ell. et. Ev., Proc. Ac. Phil. 1891, p. 76; 

■ 

Sacc. Syll. X, p. 129; Allescher (Fungi imperfecti in Krypt 
Rab. Flora VI, p. 136). 
Su foglie di Petasites officinalis. Courmayeur. Settembre 1900! 



288. 84. Phyllosticta yiridi-tingens Ferraris sp. nov. tav. X, fig. V, 
Su foglie di Cynanchum Vinceto vicum. Courmayeur, Settembre 1900 \ 



MATEBIALI PER UNA FLORA MICOLOGICA DEL PIEMONTE 459 



Osservazione : Macchie fogliari piccole, sparse, irregolarmente rotonde, 
da prima verdiccie poi giallo-ocracee, talora zonate di fosco. Periteci pic- 
eolissimi, numerosi, epifilli , brum , membranacei jx. 70-110 diam. , glo- 
bosi. Sporule esilissime , arrotondate alia estremita p.. 3-3,5 ^ 0,5. 

Diagnosi: Maculis minutis, sparsis, subcircularibus, initio viridi-tinctis, 
dein luteo ochraceis, interdum fusco zonatis. Peritheciis minutissimis, epi- 
phyllis, pertusis, globosis \i. 70-110 diam. Sporulis perexiguis, utrinque 
rotundatis ja. 3-3,5 * 0,5. 



PHOMA Fr. 



289. 85. Phoraa errabunda Desm. Ann. Sc. Nat. 1849 , p. 282 ; Sacc. 



Syll. Ill, p. 128. 



t 



Su steli secchi di Verbascum nigrum. Valle della Thuile. Settembre 1900! 



0. 86. Phoma herbarum West. fm. Medicaginis Fuck. Symb. p. 134; 

Sacc. 1. c. p. 133; Allescher. 1. c. p. 330. 
Su cauli secchi di Medicago sativa. Prati presso la Thuile. Settembre 



1900 ! 



West 



Su cauli secchi di Reseda lutea. La Thuile. Settembre 1900! 
Osservazione: Sporulis |i. 8*3. 



292. 88. Phoma Yaccarii (') Ferraris sp. nov. tav. X, fig. VI. 

Su guaine fogliari disseccate di un Allium. Pre St. Didier. Settem- 
bre 1900! 

Osservazione; Periteci sub-epidermico erompenti, prominulif, nerastri, 
sparsi su macchie indefinite nerastre , scarsi , globosi , ostiolati , ji. 200 
diam. circa. Spore numerosissime, jaline, diritte, cilindrico-arrotondate 
alle estremita, non guttulate [i. 12-14 * 3. 



( l ) Dedicato alFEgregio collega ed amico prof. Lino Vaccari distinto bo- 
tanico e studioso appassionato della Flora Valdostana. 



4(50 TKODORO FERRARI 



Diagnosi : Peritheciis sub-epidermico-wumpentibus, prominulis, atris, 
sparsis, globosis, partusis, p. 200 diam. Sporulis hyalinis cylindraceis, 
rectis, utrinque rotundatis, eguttulatis, |x. 12-14 ¥ 3. 



APOSPHAEMA Berk. 



293. 89. Aposphaeria pulviscula Sacc. Mich. I, 258; Syll. 1. c. p, 175; 

Allescher. L c. p. 394. 
Su rametti decorticati di Salix Caprea. La Thuile. Settembre 1900 ! 



DENDROPHOMA Sacc. 






294. 90."Dendrophoma alpina Ferraris sp. nov. Tav. X, fig. VII. 
Su vecchia corteecia di Abete. Valle della Thuile. Settembre 1900! 

Osservazione : Periteci sparai, corticoli, quasi superficial!, neri, globosi, 

carbonacei, \i. 400 diam. circa. Sporule numerosissime, jaline, minute, 
cilindracee, rotondate alle estremita t±. 2,5*0,3-0,5. Basidii fascicolati , 

* 

assai lunghi (p.. 30-35), flessuosi, alquanto ramosi o denticolati, portanti 
ciascuno numerose spore. 

Diagnosi: Peritheciis sparsis, subsuperficialibus, globosis, carbonaceis 
{i. 400 diam. basidiis faseiculatis |i. 30-35 lona flexuosis, vage ramosis 



vel dentieulatis. Sporulis perexiguis, hyalinis, copiosissimis, cylindraceis, 
utrinque rotundatis |i. 2,5 « 0,3-0-5. 



CICIXNOBOLUS Ehrenb. 



V 

295. 91. Cicinnobolus Kpilobii Ferraris sp. nov. tav. X, %. VIII. 

Su foglie <> cauli di Fpilobium mmfanum invasi dall' Oidium Erysi- 
phoides. La Thuile. Settembre 1900! 

Osservazione : Periteeii ovali , giallo-bnini , membranacei \i. 60-70* 

35-40, inseriti sulle if& conidifere dvlY Oidium Erysiphoides. Spore cilin- 
driche od ovali, irregolari , fortemente rotondate alle estremita, giallo- 
gnole ji. 7-8*3 Don guttulate. 

Si distingue facilmente dalle specie affini per le spore colorate. 



MATERIALI PER UNA FLORA MICOLOGICA DEL PIEMONTK 4(51 



Diagmsi: Peritheciis ovalibus, luteo-brunneis, membranaceis, |a. 60-70 * 

35-40, mycelio Oidii Erysiphoidis innatis; spqrulis ovoideis, saepe irre- 
gularibus, luteolis ji. 7-8 * 3 eg-uttulatis. 



YERMICULARIA Er. 



296. 92. Yermicularia Dematiuin (Pers.) Fr. Sum ma. Veg. Sc. p. 420; 

| 

Sacc. 1. c. p. 225; Allescher. 1. c. p. 505. 
Su guaine fogliari di Heracleum Spondylium. La Thuile. Settembre 1900! 



PLACOSPHAERIA Sacc. 



297. 93. Placosphaeria Onobrj chidis (DC.) Sacc. Mich. II, p. 283; Syll 

III, p. 245; Allescher. 1. c. p. 542. 
Su foglie di Ofiobrj/cliis sativa. La Thuile. Settembre 1900! 



CYTOSPORELLA Sacc. 



298. 94. Cytosporella alpina Ferraris sp. nov. tav. X, fig. IX. 

Su rametto secco di Abete. Pre St. Didier. Settembre 1900! 

Osservazione: Stromi verrac i, rotondeggianti o piii o meno depressi, 
atri, erompenti, internamente piii chiarij, irregolarmente pluriloculari , 
Vt mm. diam. Sporule numerose, ovali, jaline, piccolissime |*. 4 * 2,5. 

Diagiiosi: Stromatibus verrucosis, innato erumpentibus , irregulariter 
pluriloculari bus mm. l /s diam.; sporulis ovoideis , hyalinis, perexiguis 
P. 4*2,5. 



299. 95. Cytosporella Rhodoibiulri Ferraris sp. nov. tav. XI, fig. X. 
Su rametti secchi di Rhododendron Mr&uttm. Piccolo S. Bernardo (Cha- 

nousia). Sett* ibre 1900! 

Osservazione: Stromi corticolo- erompenti, circondati dal periderma 
sollevato, bruni o neri, piccoli, disposti in senso longitudinale al ramo, 

irregolarmente ovali o globulosi , internamente pluriloculari con loculi 
pallidi, irreg tari. (Dimens. dello stroma in lungh. p. 7 00-800, in altezza 



462 TEODORO FERRARIS 



ix. 300). Sporule numerosissime, jaline, ovali o cilindriche, rotondate alle 
estremita, diritte, inserite su basidi brevissimi, jx. 4,5-7 * 2,5. 

D lag no si : Stromatibus corticolo erumpentibus, atris, ellipticis, pluri- 
locularibus, loculis irregularibus , n. 700-800 long. ji. 300 alt Sporulis 
copiosissimis, hyalinis, ovoideis vel cilindricis, apiee rotundatis ^. 4,5-7 v 2,5. 



CYTOSPORA Ehrenb. 



300. 96. Cytospora stenospora Sacc. Myc. ven. n. 751; Syll. Ill, p. 259; 

Allescher 1. c. p. 568. 
Su rametti corticati di Alnus viridis. Courmaveur. Settemhre 1900! 



301. 97. Cytospora nivea (Hoffm.) Sacc. Mich. II, p. 264; Syll. Ill, p. 

260; Allescher. 1. c. p. 590. 
Sulla corteceia di un vecchio Pioppo (Populus tremula). Pre St. Di 
dier. Settembre 1900! 



302. 98. Cytospora Schweinitzii Sacc. Syll. Ill, p. 261 ; Allescher 1. c 

p. 602. 
Sulla corteceia di un Salice. Pr<5 St. Didier. Settembre 1900! 



303. 99. Cytospora amlriens Sacc. Mich. I, p. 519 ; Syll. 1. c. p. 268 ; 



Allescher 1. c. p. 592. 



» 



Su rametti secchi di Populus nigra. Pre St. Didier. Settembre 1900 I 



304. 100. Cytospora Hippophaes Thum. F. Austr. n. 282; Sacc. 1. c. p. 

274; Allescher 1. c. p. 583. 
Forma italica Ferraris. 

Su rami secchi di Hippophae rhamnoides. Courmaveur. Settembre 1900! 
Osservazione : Sporulis cylindraceis, leniter curvulis \l. 5,5-6*1. 



COXIOTHYRIUM Corda. 



305. 101. Coiiiothyriiim olivaceum Bon. in Fuck. Symb. p. 377; Sacc, 

Syll. Ill, p. 305; Allescher 1. c. VII, p. 2(5. 



MATERIALI PER UNA FLORA MICOLOGICA DEL PIEMONTB 463 



Var. Ononidis Allescher Sacc. Syll. XIV, p. 923. 

Su rametti secchi di Ononis rotimdifolia. La Thuile. Settombre 1900! 



DIPLODIA Fr. 



* 

306. 102. Diplodia mamillana Fr. Summa Veg. p. 417; Sacc. L c. Ill, 

p. 344, Allescher. 1. c. p. 116. 
Su rametti corticati di Comus sanguined. Pre Si Didier. Settembre 1900! 



ASCOCHYTA Lib. 



307. 103. Ascochyta microspora Trail. Scot. Nat. 1887 , p. 87 ; Sacc 



Syll. X, p. 304. 



» 



Su foglie di Arctium sp. La Thuile. Settembre 1900! 
Osservazione : Sporule p.. 7-8 v 2-2,5, jaline, 1-settate. 



DARLUCA Cast. 



104* (80.) Darluca Filum (Biv.) Cast Cat. PI. Mars. Suppl. p. 53; 

Sacc. 1. c. Ill, p. 410; Allescher 1. c. p. 704. 
Nei sori uredo e teleutosporiferi della P/rcci a Rumici 's-Scutati su 
fog-lie di Rumex scutatus. Piccolo S. Bernardo (Chanousia). Settembre 
1900 ! 



HENDERSONIA Berk. 



308. 105. Hendersonia sarmentorum West. Bull, de Brux. XVIII, n. 

60, f. 2; Sacc. 1. c. p. 420; Allescher 1. c. . 
Su sarmenti secchi di Rtibus caesius. La Thuile. Settembre 1900! 



309. 106. Hendersonia Fiedleri West, in Kickx. PL Krypt. Fl. I, 389; 

Sacc. 1. c. p. 421. Allescher 1. c. p. 202. 
Su rametti corticati di Cornus sanguined. Pre" St. Didier. Settem. 1900 ! 



310. 107. Hendersonia pulchella Sacc. Mich. I, p. 112; Syll. Ill, p. 430. 

Allescher 1. c. p. 236. 



464 TEODORO FERRARIS 



Var. Hepaticae Ferraris- 

Suuna foglia languida di Hepatica triloba. Courmayeur. Settembre 1900! 
Osservazione : Periteci minuti, puntiformi, nerastri, pertug-iati, mem- 

i 

branacei, v-. 80-90 diam. scarsi, globosi, epifilli. Spore numerose espulse 
in cirro, olivacee, fusiformi o piriform] allungate, ad una estremita ar- 
rotondate 7-septate, non ristrette ai setti, diritte, flessuose o curve 

Ii. 31-35 ¥46. 



311. 108. Hendersonia canina P. Bran. Act. Soc. Linn. Bordeaux 1898; 

Sacc. L c. XIV. p. 955; Allescher 1. c. p. 232. 
Su rametti secchi di Rosa sp. Courmayeur. Settembre 1900 ! 



CAMAROSPORIUM Schultz. 



312. 109. Camarosporium Robiniae (West) Sacc. Syll. Ill, p. 459; Al- 
lescher. 1. c. p. 280. 
Su rametti secchi di Robinia Pseudo-acacia. Pre St. Didier. Sett. 1900! 4 



313. 110. Camarosporium polymorphum (De Not.) Sacc. Syll. Ill, p 

461 ; Allescher 1. c. p. 271. 

Su sannenti secchi di Lonicera Xylosteum. Pre St. Didier. Settem. 1900 ! 



SEPTORIA Fr. 



314. 111. Septoria betulina Passer, in Herb. Sacc. 1. c. p. 506; Allescher 

L c. p. 742. 

Su foglie languide di Betula alba. Pre St. Didier. Settembre 1900! 



315. 112. Septoria Geranii Rob. et Desm. Ann. Sc Nat Bot. 1873, XX, 

p. 93; Sacc. 1. c. p. 514; Allescher. 1. c. p. 788. 

Su foglie di Geranium sp. La Thuile. Settembre 1900 ! 



316. 113. Septoria Soldanellae Speg. Dec. Myeol. 115; Sacc. 1. c. p. 532: 

Allescher I. <\ p. 859. 



MATERIALI PER UNA FLORA MICOLOGICA DEL PIEMOXTE 465 



Su foglie di Soldanella alpina. Piccolo S. Bernardo (Chanousia). Set- 
tembre 1900! 

Osserrazione: Periteci immaturi. 



317. 114 Septoria Convolvuli Desm, Ann. Sc. Nat. 1842, XVII, p. 108; 



Sacc. 1. c. p. 536 ; Allescher 1. c. p. 764. 



Su foglie di Convolvulus arvensis. Courmayeur. Settembre 1900! 



I 



318. 115. Septoria Convolvulina Speg\ Fg. arg. nov. v. Crit. p. 323; 

Sacc. 1. c. XVI, p. 966. 

Var. montana Ferraris. 

Su foglie di Convolvulus arvensis. Le Thuile. Settembre 1900! 

Osservazione : Spore curve, dilatate verso l'apice, assottigliate alia base, 
jaline 4-5 septate, non guttulate ji. 60 * 2,5-3. 

Del tutto diversa dalla S. Convolvuli Desm. e dalla S. Calystegiae West. 



319. 116. Septoria Yincetoxici (Schreb. Auersw. in Rabenh. F. Eur. Sacc. 

L c. Ill, 542; Allescher 1. c. p. 769. 
Su foglie di Cynanchum Vincetoxicum. Pr6 St. Didier. Settembre 1900! 



« 



330. 117. Septoria Scabiosicola Desm. Ann. Sc. nat. 1853, XX, p. 96; 

Sacc. 1. c. p. 553; Allescher. 1. c. p. 851. 
Su foglie di ScaMosa intey r [folia. Tra Pre St. Dieder e Courmayeur 

(Valle Aosta). Settembre 1900! 



118* (86.) Septoria Yirgaureae Desm. Ann. Sc. nat. 1842, XVII, 

p. 109; Sacc. 1. c. p. 546; Allescher 1. c. p. 859. 
Su foglie di $olidago Virgaurea L. Pre. St. Didier. Settembre 1900 ! 



321. 119. Septoria Centaureieola Brum Champ. Saint. 1887, p. 430; 

Sacc. 1. c. X, p. 368; Allescher 1. c. p. 753. 
Su foglie di Centaurea sp. La Thuile. Settembre 1900! 



322. 120. Septoria Prismatocarpi Desm. Ann. Sc nat 1853. p. 89; Sacc, 

1. c. III. p. 544; AIL usher 1. c p. 8<i2. 



466 TEODORO FERRARIS 



Fm. Chanousiana Ferraris. 

■ 

Su foglie di Campanula barbata. Piccolo S. Bernardo (Chanousia) 

Settembre 1900 ! 

Osservazione : Macchie ocracee indefinite, periteci sparsi, amfigeni, mi 
nuti, sporule diritte o leggermente curve, integre jjl. 24-35 ¥ 1,5, jaline 



323. 121. Septoria Berberidis Xiessl. in Rabenh. Fungi Europ. n. 1080; 

Sacc. 1. c. p. 475 ; Allescher 1. c. p. 741. 

Fm. Alpina Ferraris. 

Su foglie di Berberis vulgaris. Pre St. Didier, Courmayeur. Settem- 
bre 1900! 

Osservazione: Periteci ipofilli in macchie internervie brune, piccoli, 
pertugiati. Spore filiformi, jaline, curvule, ad una estremita acute, di- 
stintamente 24 settate \x. 40-50 * 2,5. Differisce dal tipo per i periteci 
ipofilli e le spore distintamente settate. 



324. 122. Septoria Chanousiana (*) Ferraris sp. nov. tav. XI, fig. XL 
Su foglie languide di Luziila lutea. Piccolo S. Bernardo (Chanousia). 
Settembre 1900 ! 

Osservazione: Macchie fogliari numerose, amfigene, porporino-scure , 
sparse o piu spesso confluenti , larghe , ovato-allungate nel senso delle 
nervature. Periteci globosi, perforati, brunicci , membranacei , assai mi- 
nuti, situati al centro della macchia , 90-100 jjl. diam. Sporule jaline , 
dritte o alquanto flessuose, colle estremita piuttosto accuminate, distin 
tamente 1-settate fi. 19-21 * 2,5. 

Ben diversa dalla Septoria minuta Sehrjt. e dalla S. luzulae Schrot. 

Diagnosi: Maculis amphigenis purpurea fuscis , saepe confluentibus, 
ellipsoideis. Peritheciis globosis , ostiolo pertusis , brunneis ♦ minutis 
|i. 90-100 diam. Sporulis hyalinis rectis vel curvulis utrinque acuminatis 
1-septatis |i. 19-21 * 2,5. 



( l ) Dedicata ai Reverendissimo Cav. Uff. Abate Chanoux, Rettore dell* O 
spizio del Piccolo S. Bernardo, distin to Botanico, che si e reso benemerito 
della scienza fomlando a 8200 metri ii giardino Botanico che a suo onore 



hanoima man 



italiani e stranieri il 29 Luglio 1897 



MATERIAL! PER UNA FLORA MICOLOGICA DEL PIEMONTE 467 

325. 123. Septoria glacialis Ferraris sp. nov. Tav. XI, fig. XII. 

Su foglie cli Rwmex scutatus. Courmayeur, Piccolo S. Bernardo (Cha- 
nousia). Settembre 1900! 
. Osservazione: Macchie fogliari ocracee , irregolarmente rotondate a 



contorno non [ben definito , bruniccio , talora zonate. Periteci minuti , 

puntiformi, erompenti, epifilli, membranacei , bruni , globosi 120-140 ji. 
diam. ostiolati. 

Spore bacillari, quasi jaline, curvule (leggermente) 2-3-settate, diam. 
[x. 35-40 v 2-2,3. 

Differisce da tutte le Septorie che si trovano sui Rumex, solo si as- 
somiglia alquanto per i caratteri delle spore alia 8. Rumicis Trail. 
Diagnosi: Maculis ochraceis, rotundatis, interdum zonatis. Peritheciis 

minutis, punctiformibus, erumpentibus, epiphyllis, globosis, poro apice 
pertusis , ji. 120-140 diam. Sporulis filiformibus, subhyalinis, leniter 
curvulis 2-3-septatis |i. 35-40 * 2-2,3. 



326. 124 Septoria Chanousii Ferraris sp. nov. Tav. XI, fig. XIII. 

Su foglie languide di Erygeron uniflorus. Piccolo S. Bernardo. Set- 
tembre 1900! 

Osservazione : Macchie fogliari irregolarmente rotondate, brunicce. Pe- 
riteci numerosi grandetti, neri, spare! nella macchia, erompenti dalT e- 
pidermide per Tostiolo alquanto prominente, globosi \i. 120 diam. circa. 
Sporule numerose, jaline, filiformi, dritte o leggermente fl< suose, rara- 
mente curve, esili, piu o meno distintamente 3-4-settate p.. 45-50 ^ 1,5. 

Diagnosi: Maculis irregulariter rotundatis, brunneis. Peritheciis dense 
gregariis, irinato- erumpentibus, prominulis, globosis \i. 120 diam. Spo- 
rulis hyalinis, filiformibus, rectis vel leniter flexuosis , 3-4-septatis , 
\i. 45-50 * 1 ,5. 

RHABDOSPORA Sacc. 



327. 125. Rhabdospora pleosporioides Sacc. Syll. Ill, p. 588; Allescher 

1. c. p. 895. 
Su cauli secchi di Rawex scutatus. La ThuiK Settembre 1900! 



468 TEODORO FERRARIS 



328. 126. Rhabdospora pleosporioides Sacc. 1. c. 



' 



Yar. Phyteumatis Ferraris! 

Su steli fiorali secchi di Phyteitma haemisphaericiim. Piccolo S. Ber- 

nardo (Ckanousia). Settembre 1900! 

Osservazione: Periteci alia fine superficial!, quasi carbonacei , ovali , 
bruno scuri , completi , con piccolo foro \l. 580*430 circa. Sporule fill- 
formi , jaline, diritte o flessuose o leggermente curve,, indistintamente 
settate ji. 48-50 * 2, acuminate ad una estremita. 



PHLYCTAENA M. et. D. 



♦ 



329. 127. Phlyctaena alpina Ferraris sp. nov. Tav. XI, fig. XIY. 

Su steli fiorali secchi di Valeriana sp. Piccolo S. Bernardo (Chanousia). 
Settembre 1900 ! 

Osservazione : Periteci caulicoli , sottocutanei , numerosi , puntiformi , 
disposti in serie nel senso delle fibre, piccoli, ovali, depressi , bruni, di- 
stintamente pertugiati, a parete esile, membranacea dim. |i. 250 * 150-170. 
Spore numerosissime, jaline curve a C. leggermente guttulate, indistin- 
tamente settate jx. 26-30 * 2-2,4. 

Diagnosi: Peritheciis spars is, punctiformibus, subcutaneis, oblongatis, 
applanatis, poro pertusis, membranaceis |i. 250*150-170. Sporulis hya- 
linis, copiosissimis , falcato-purvatis , guttulatis , continuis fi. 26-30* 
2-2,4. 

CYTOSPORINA Sacc. 



330. 128. Cytosporina Abietina Ferraris sp. nov. Tav. XI, fig. XV. 

Su rametto secchi di Abete. Pre St Didier. Settembre 1900 ! 

Osservazioni : Stromi minuti , erompenti-superficiali , neri, tuberculi- 
formi, irregolari, \i. 220 alti, larghi p.. 500-550 circa, internamente a lo 
culi irregolari giallo-bruni. Periteci immersi, irregolari. Sporule in massa 
giallo-ocracee , isolate gialliccie , filiformi , curve od uncinate, ad una 
estremita piii appuntite non distintamente settate, ma talora fornite di 
numerose piccole goccioline gialliccie |jl. 21-25 * 1,5-2. 

Diagnosi : Stromatibus minutis, verrueiformibus, erumpentibus n. 220 



MATERIALI PER UNA FLORA MICOLOGICA DEL PIEMONTE 469 



alt. \i. 500-550 lat, intus luteo-brunneis, loculis irregularibus: sporulis 
x filiformibus, arcuatis, vel uno apice hamatis, dilute luteolis ji. 21-25* 



1,5-2. 



LEPTOSTROMACEAE. 

LEPTOTHYRIUM Kunze 



331. 129. Leptothyrium alneum (Lev.) Sacc. Mich. I, p. 202; Syll, III, 

p. 627; Allescher. 1. c. VII, p. 325. 
Su foglie di Alms viridis. Courmayeur. Settembre 1900! 



MELASMIA L6v. 



332. 130. Melasmia acerina Lev. Ann. Sc. Nat. 1846, p. 276; Sacc. 1. 

c. p. 637; Allescher. 1. c. p. 371. 
Su foglie di Acer. Pr6 St. Didier. Settembre 1900! 



LEPTOSTROMELLA Sacc. 



333. 131. Leptostromella hystcrioides (Fr.) Sacc. Syll. 1. c. p. 659; Al- 
lescher. 1. c. p. 389. 
I. Su steli secchi di Cynanchiim vincetoxicum. Pr6 St. Didier. Set- 

temBre 1900! 



II. Su steli secchi di Artemisia sp. La Thuile. Settembre 1900 ! 



» 



EXCIPULACEAE. 



HETEROPATELLA Fuck. 



334. 132. Heteropatella lacera Fuck. Symb. mycol. Nacht. II , p. 54 ; 

Sacc. 1. c. p. 670 ; Allescher. 1. c. p. 403; fm. Alpina Fer 

raris ! 

Su steli fiorali secchi di Phyteuma haemisphaericum. Piccolo S. Ber- 
nardo (Chanousia). Settembre 1900! 

Osservazioni : Periteci subsuperficiali, da secchi plicati superiormente, 
nerastri, sparsi, con foro irregolare. Sporule numerose, jaline, fusiformi- 



470 TEODOBO FERRARIS 



curvule talora 2-settate, fornite ad una estremita di un prolungamento 
filiforme jalino a guisa di setola. Dimensione delle spore \i. 28-35 (com 
preso Fappendice che misura da sola circa ji. 10-12)^3-3,5. 



MELANCONIACEAE. 

GLOEOSPORIUM Desm. et M. 



5. 133. Gloeosporium Salicis West. Herb. Crypt. Be 

1. c. p. 711; Allescher. 1. c. p. 500. 
Su foglie di Salix sp. Courmayeur. Settembre 1900! 



MELANCONIUM Link. 



336. 134 Melanconium sphaeroideum Link, in Willd. , Spec. Plant. 

Fung. II, 92; Sacc. 1. c. p. 755; Allescher. 1. c. p. 568. 
Su rami secchi e caduti di Alans glutinosa. Courmayeur. Settembre 
1900 I 



MARSSONIA Fisch. 



135* (199.) Marssonia Juglandis (Lib.) Sacc. F. Ital. t. 1095; Syll. 

p. 768; Allescher. 1. c. p. 602. 
Su fog-lie di Juglans regia L. Pre St. Didier. Settembre 1900! 

337. 136. Marssonia Delastrei (De Lacr.) Sacc. Syll. Ill , p. 750 ; Al- 
lescher. 1. c. p. 610. 
Su foglie languide di Silene vulgaris. Tra Pr6 St. Didier e Courma- 
yeur. Settembre 1900 ! 



PESTALOZZIA D.N. 



338. 137. Pestalozzia Corni Allescher. F. imp. p. 687 ; Sacc. 1. c. X , 

p. 687. 

Var. Alpina Ferraris. 

Su rametti secchi corticati di Cornus sanguined. Pr6 St. Didier. Set- 
tembre 1900! 



MATERIALI PER UNA FLORA MICOLOGICA DEL PIEMONTE 471 



Osservazione: Differisce dal tipo per i loculi mediani delle spore tutti 
eguali e non guttulati. 
Setola bifida o trifida lunga ji. 15-16. 



CYLINDROSPORIUM Ung. 



339. 138. Cylindrosporium Ranunculi (Bon.) Sacc. Mich. pag. 540 — &. . 



Calihae Sacc. Syll. Ill, p. 738. 



T 



Su foglie di Caltha palustris. Piccolo S. Bernardo. Settembre 1900 ! 
Osservazione: Sporule filiformi , flessuose, lunghe talora fino a jjl. 



100-110! 



HYPHOMYCETAE 



MUCEDINACEAE. 

BOTRYTIS Mich. 



340. 139. Botrytis cinerea Pers. var. sclerotiophila (Kl.) Sacc. Mich. 

II, p. 358; Syll. IV, p. 129; forma Phyteumatis (Ferraris! 
Su assi fiorali secchi di Phyteuma hemisphaericum. Piccolo S. Ber- 



i 



nardo (Chanousia). Settembre 1900! 

Osservazioni : Cespuglietti nascenti su uno sclerozio erompente dal- 
l'epidermide, ovale. Ife conidifere rigide , grossette , erette , piii o meno 
flessuose, settate, bruno-olivacee in basso, piii pallide in alto semplici 
ix. 500-580 v 18-20. 

Articoli spesso rigonfii, ife denticolate all'apice e conidii aggregati a 
capitolo fitto, quasi jalini, ovali jx. 12j*8. 



OVULARIA Sacc. 



341. 140. Ovularia pusilla (Ung.) Sacc. F. it. t. 970; Syll; L c. p. 140. 

Su foglie di AlcJiemilla vulgaris. Piccolo S. Bernardo (Chanousia). Set- 
tembre 1900! 

Osservazione: Spore ovoidee |i. 9-10*7. 



472 TEODORO FERRARIS 



342. 141. Ovularia Alpina C. Mass. Contr. Mic. Ver. p. 107; Sacc. 1. c. 

X, p. 542. 

Su foglie di Alchemilla Alpina. Dal Piccolo S. Bernardo alle Thuile. 

Settembre 1900! 



343. 142. Ovularia obliqua (Cooke.) Oucl. (Hedw. 1883, p. 85) Sacc. 

Syll. 1. c. IV, p. 145. 
Su fog-lie languide di un Rumex. Tra Pre St. Didier e Courmayeur. 

Settembre 1900! 



DIDYMARIA Corda. 



344. 143. Didymaria Ungeri Corda. Aul. t. B. fig. 9.; Sacc. 1. c. p. 184. 
Su foglie di Rannuculus repens. Tra Pr6 St. Didier e Courmayeur. 
Settembre 1900! 



RAMULARIA Ung. 



144 



i. 211. 



I 



Var. Alpina Ferraris ! 

Su foglie di Campanula sp. Courmayeur. Settembre 1900 ! 

Osservazione : Conidi cilindracei , fortemente rotondati all' est re mi ta , 

jalini 1-5-settati, ordinariamente 3-settati, ristretti ai setti (i, 20-35 * 7. 
346. 145. Ramularia variabilis Fuck. (Symb. Myc. p. 361); Sacc. L c. 

p. 212. 
Su foglie di Verbascum nigrum. Pr6 St. Didier. Settembre 1900! 



347. 146. Ramularia Picridis Faut. et Roum. (Rev. Myc- 1891, p. 133); 

Sacc. 1. c. X. p. 558. 
Su fog-lie di Picris Meracioides. Dal Piccolo S. Bernardo alia Thuile. 



Settembre 1900 ! 



348. 147. Ramularia pratensis Sacc. Mich. II, p. 550; Syll. 1. c. IV, 

p. 215. 
Su foglie di Rumex scutatus L. Pr6 St Didier. Settembre 1900! 



MATERIALI PER UNA FLORA MICOLOGICA DEL PIEMONTE 473 



349. 148. Ru miliaria macularis (Schroet.) Sacc. et Syd. Sylloge XIV, 

p. 1064. 

Su foglie di Chenopodium Bonus Henricus. Piccolo S. Bernardo (Cha- 
nousia). Settembre 1900 ! 



350. 149. Ramularia Urticae Ces. in Fries. Beit rag*, p. 89; Sacc. 1. c 

p. 216. 

Su foglie di Urtica sp. La Thuile. Settembre 1900 ! 



851. 150. Ramularia Geranii (West.) Fuck. Symb. Myc. p. 361; Syll. 

IV, p. 204. 
Su foglie di Geranium sp. La Thuile, Pr6 St. Didier. Settembre 1900! 



352. 151. Ramularia Yaccarii Ferraris sp. nov. Tav. XI, fig. XVI. 

Su foglie di Geum montanum. Piccolo S. Bernardo (Chanousia) Set- 
tembre 1900! 

Osservazione : Macchie fogliari amfigene, brunoocracce al centro, alia 
periferia bruno-violacee, irregolari , sparse o talora confluenti. Cespitoli 
amfigeni, piccolissimi, formati di ife fitte, jaline, semplici , denticoiate 
all' apice ji. 25 30*2,5. Conidi jalini, diritti, cilindracei, 1-2-settati 
ix. 20-28*2,5-3. 

Diagnosi: Maculis amphigenis ochraceo brunneis, fusco-purpureo-mar- 
. ginatis, irregularibus , sparsis vel confluenti bus. Caespitulis minutis, 
hyphis hyalinis, continuis, simplicibus, apice denticulatis |i. 25-30*2,5; 
conidiis hyalinis, cylindraceis, rectis, 1-2-septatis fi. 20-28 * 2,5-3. 



353. 152. Ramularia Chaerophjlli Ferraris sp. nov. Tav. XI, fig. XVII. 

Su foglie languide di Ckaerophyllum hirsutum. Tra il Piccolo S. Ber- 
nardo e la Thuile. Settembre 1900! 

Osservazione: Macchie fog-liari piccole, giallognole poi bruniccie in 
pagina superiors, irregolari ; inferiormente presentanti una scarsa efflo 
rescenza biancastra. Ife filiformi, jalino, settate. del diam. di p. 3,5. Co- 
nidi jalini, cilindracei, semplici oppure 1-3-settati, affusolati all r estreraita, 
!i. 26-15*3,5, 

31. Malpighia. Anno XVI. Vol. XV I. 



474 TEODORO FERRARIS 



Diagnosi: Maculis parvulis, primitus subluteis, dein brunneis , epi- 
phyllis, irregularibus. Caespitulis albis, hyphis filiformibus, hyalinis, sim- 
plicibus, septatis ji. 3,5 diam. Conidiis hyalinis, cylindraceis 1-3-septatis, 
rectis, apice leniter apiculatis ji. 26-15 * 3,5. 



DEM AT I ACE AE. 

CAMPTOUM Link. 



354. 153. Camptoum curvatum (Kunze et Schum) Link. Sp. PL Fungi 

I, p. 44; Sacc. 1. c. IV, p. 276. 
Su fog-lie secche di Carex foetida. Piccolo S. Bernardo. Settembre 1900! 



CLADOSPORIUM Link. 



355. 154. Cladosporium herbarum (Pers.) Link. Observ. Myc. II, p. 37; 

Sacc. L c. p. 351. 
Su foglie secche di varie graminacce, su foglie cadute di Betula alba. 
Pr6 St Didier. Settembre 1900! 

# 

Su foglie secche di Veratrum. Oltre la Thuile. Settembre 1900! 



356. 155. Cladosporium Asteroma Fuck. Symb. p. 355; t IV, f. 49. 

Su foglie di Populus tremula. Pre St Didier. Settembre 1900! 

Ossermzione: Macchie irregolari gialliccie con orlo bruno. Cespituli di- 
sposti in serie dendriticamente, olivacei. Ife fruttifere quasi jaline, sem- 
plici, brevissime (p.. 12 lunghe). Conidi per lo piii 1-settati , bruno-oli- 
vacei, con loculi ineguali, il superiore piccolo o 2-settati col loculo me- 
diano maggiore, |x. 21-31 * 7. 



FUSICLADIUM Bon. 



357. 156. Fusicladium Chanousii Ferraris sp. nov. Tav. XI, fig. XVIII. 

Su antere secche di Gentiana lutea. -Piccolo S. Bernardo (Chanousia) 
Settembre 1900! 

Osservazione : Cespuglietti minutissimi, effusi, vellutini, olivacei, sparsi 



MATERIALI PER UNA FLORA MICOLOGICA DEL PIEMONTE 



475 



sulle antere seccho. Ife brune, erette, continue e con un solo setto, den- 
ticolate all'estremita , isolate, ma piu frequentemente riunite a cespu- 
glietti fitti, non ramificate. Dim. {i. 35-50 v 4,5-6. Con idii acrogeni, bruni, 
ellittici, da prima continui poi 1-settati, non ristretti al setto ji. 14-19 * 6-7. 
Diagnosi: Caespitulis minutis, velutinis, effusis, olivaceis, hyphis fu- 
scis, erectis, simplieibus, non vel 1-septatis, apice subdenticulatis ji. 35-50 y 
4,5-6. Conidiis olivaceis, ellipticis, continuis, dein. 1-septatis non con- 
strictis |i. 14-19 * 6-7. 



HETEROSPORIUM Kl. 



358. 157. Heterosporium groenlandicum Allesch. in Allesch. et P. Hen- 

nings. Pilze aus dens Umanahd. 1897 , p. 15 ; Sacc. L c. 
XIV, 1088. 
Su una foglia marcescente di Palaver nudicaule coltivato al giardino 
alpino della Chanousia sul Piccolo S. Bernardo. Settembre 1900! 

Osservazione: Corrispoade pienamente alia diagnosi delFAUescher. Ife 
fruttifere olivacee, grosse, erette sub-semplici, settate 72 y 7. Conidl oli- 
vacei sub-echinulati , di forma varia 1-3-septati jjl. 16-24 v 7-9. E un fun- 
gillo certamente nuovo per l'ltalia ! 



CERCOSPORA Fres. 



359. 158. Cercospora Violae-tricoloris Br. et Cav. Fung-, parass. n. 185; 

Sacc. 1. c. X, p. 620. 

Var. montana Ferraris. 

Su fog-lie di Viola sp. Pre St. Dieder. Settembre 1900 ! 

Osservazione: Non e la O. Violae. Le Ife, piii lung-he, si orig-inano da 
un tubercolo parenchimatico : ife p. 70 di lung-. Conidii clavulati , clo- 
rini 70-100 « 3-4. 



476 TEODOBO FERRARIS 



* 



TUBERCULARIACEAE. 

TUBERCULARIA Tode. 



360. 159. Tubercularia Sambuci Corda. Ic. fung. I, p. 4, fig. 69; Sacc 

1. c. IV, p. 642. 
Su rami secchi di Sambucus racemosa. La Thuile. Settembre 1900 ! 



VOLUTELLA Tode. 



361. 160. Volutella setosa (Grev.) Berk. Outl. p. 340, Sacc. 1. c. p. 685. 

Su rametti putridi di Rosa. Pre St. Didier. Settembre 1900 ! 
Osservazione: Setole piu numerose e piu fitte che nel tipo, almeno da 
quel che risulta dalla figura di Corda in Sturm, DC. Fl. tav. 58. 



EPICOCCUM Link. 



161* (217) Epicoccum pittpurascens Ehrenb. Sylv. p. 12; Sacc. 1. 

c. p. 736. 

Su foglie secche e cadute a terra di varie graminacee, in societa col 
Cladosporium herlarum. Pre St. Didier. Settembre 1900! 



3IYCELIA STERILIA. 



SCLEROTIUM Tode. 



362. 162. Sclerotium glaciale Ferraris sp. nov, Tav. XI, fig. XIX. 
Su assi fiorali secchi di Phyteuma hemisphaericum. Piccolo S. Ber- 



I 



nardo (Chanousia). Settembre 1900 ! 

Osservazione: Erompente, ovale, dim. 1 1 / r 2 mm., di color roseo, li- 
scio, alquanto lucido alia superficie. Internamente roseo, minutamente 
celluloso, a cellule tutte pressoche di eguale grandezza, angolose. 

Diagnosi: Erumpens, oblongum , longitudine 1 x j % -% mm., roseum, 
convexum, lucidum, intus roseum, cellulis angulosis compositum. 



MATERIALI PER UNA FLORA M1COLOQICA DEL PIEMOaTE 477 



CONCLUSIONE. 



Nella presente contribuzione alia flora micologica del Piemonte, oltre 
a numerose specie interessanti o rare o nuove per la Micologia Italiana, 
sono descritte per la prima volta le seguenti specie e variety : 



Pyrenomycetae. 

(*) 1. Endoxyla microspora Ferraris nov. sp. Su ramo secco e decorti- 



' 



cato di Abete. La Thuile (Valle Aosta). Settembre 1900 ! 
2. Sphaerella pachyasca Rost. var. Alpina nov. var. Su steli fiorali 
di Armeria alpina. Piccolo S. Bernardo (Chanousia). Settembre 
' 1900! 
(*) 3. Sphaerella Digitalis Ferraris nov. sp. Su steli secchi di Digitalis 



lutea. Courmayeur. Settembre 1900 ! 



olaeft 



p. pomift 



Prt St. Didier! 



5. Leptosphaeria microscopica Karst. var. alpina nov. var. Su foglie 
di Luzula lutea. Piccolo S. Bernardo (Chanousia) ! 
(*) 6. Trematosphaeria alpina Ferraris sp. nov. Su sarmenti secchi di 

Rosa villosa L. p. pomifera (Herrm.) Pr6 St. Didier! 
7. Pleospora herbarum (Pers.) Rab. forma Artemisiae fm. nov. Su 
steli secchi di Artemisia sp. La Thuile! 
(*) 8. Lopho&ermium montanum Ferraris sp. nov. Su foglie secche di 
Tofiel&ia calyculata. Courmayeur! 



Deuteromycetae-Sphaerioidaeeae. 

(*) 9. Phyllosticta viridi-tingens Ferraris sp. nov. Su foglie di Cynan- 

chum Vincetoxicum. Courmayeur! 

■ 

10. Phoma herbarum West. fm. Resedae Ferraris fm. nov. Su cauli 

secchi di Reseda lutea. La Thuile! 
O 11. Phoma Vaccarii Ferraris sp. nov. Su guaine fogliari disseccate 

di un Allium. Pre St. Didier! 



O Le specie nuove sono segnate coH'asterisco. 



478 TEODORO FERRARIS 



(*) 12. Dendrophoma alpina Ferraris sp. nov. ! Su vecchia corteccia di 

Abete. La Thuile! 

(*) 13. Cicinnobolus Epilobii Ferraris sp. nov.! Su foglie e cauli di Epi- 

lobium montanum invasi dall'Oidium erysiphoides. La Thuile! 
(*) 14. Cytosporella alpina Ferraris sp- nov.! Su rametto secco di Aiete. 

Pr<§ St. Didier! 
(*) 15. Cytosporella Rhododendri Ferraris ! sp. nov. Su rametti secchi di 

Rhododendron hirsulum. Piccolo S. Bernardo (Chanousia) ! 
IS.Cytospora Mppophaes Thum. fm. italica Ferraris! nov. var. Su 

rami secchi di Hippophae rhamnoides. Courmayeur! 

17. Hendersonia pulchella Sacc. var. Hepaticae Ferraris! nov. var. Su 

foglia languida di Hepatica triloba. Courmayeur! 

18. Septoria Convolvulina Speg. var. Montana Ferraris ! nov. var. Su 

foglie di Convolvulus arvensis. La Thuile ! 

19. Septoria Prismatocarpi Desm. fm. Chanousiana Ferraris! fm. nov. 

Su foglie di Campanula barbata. Piccolo S. Bernardo (Cha- 
nousia) ! 

20. Septoria Berberidis Niessl. fm. alpina Ferraris! fm. nov. Su fo- 

glie di Berberis vulgaris. Courmayeur! 
(*) 21. Septoria Chanousiana Ferraris ^sp. nov. Su foglie languide di 

Lmula lutea. Piccolo S. Bernardo (Chanousia)! 
(*) 22. Septoria glacialis Ferraris! sp. nov. Su foglie di R umex scutatus. 

Courmayeur ecc. ! 
(*) 23. Septoria Chanousii Ferraris! sp. nov. Su foglie languide di Eri- 

geron uniflorus. Piccolo S. Bernardo ! 
24. Rhabdospora pleosporioides Sacc. var. Phyteumatis Ferraris! nov. 

var. Su steli fiorali di Phyteuma haemisphaericum. Piccolo S. Ber- 
nardo ! 
(*) 25. Phlyctaena alpina Ferraris nov. sp.! Su steli fiorali secchi di Va- 

leriana sp. Piccolo S. Bernardo (Chanousia) ! 
(*) 26. Cytosporina abietina Ferraris nov. sp.! Su rametti secchi di Abete. 

Pr6 St. Didier! 



MATERIALI PER UNA FLORA MICOLOGICA DEL PIEMONTE 479 



Excipulaceae. 

27. Heteropatella lacera Fuck. fm. alpina Ferraris, nov. var! Su steli 

fiorali di secchi Phyteuma haemisphaericum. Piccolo S. Bernardo 



(Chanousia) ! 



f 



Melanconiaceae. 

28. Pestalozzia Corni Allescher. var. alpina Ferraris ! nov. var. Su 

rametti secchi corticati di Cornus sanguinea. Pr6 St. Didier! 



Hyphomycetae, 

29. Botrytis cinerea Pers. var. sclerotiophila (Kl.) Sacc, forma Phy- 

teumatis Ferraris nov. fin. Su assi fiorali secchi di Phyteuma 
haemisphaericum. Piccolo S. Bernardo (Chanousia) ! ^ 

30. Ramularia macrospora Fres. var. alpina Ferraris nov. var. Su 

foglie di Campanula sp. Courmayeur! 
(*) 31. Ramularia Vaccarii Ferraris sp. nov.! Su foglie di Geum mon- 

tanum. Piccolo S. Bernardo (Chanousia) ! 
(*) 32. Ramularia chaerophylli Ferraris sp. nov.! Su foglie languide di 

Chaerophyllum hirsutum. La Thuile ! 



Dematiaceae. 



O 33. Fusicladium Chanousii Ferraris sp. nov. ! Su antere secche di 

Gentiana lutea. Piccolo S. Bernardo (Chanousia)! 
34. Cercospora Violae-tricoloris Br. et Cav. var. montana Ferraris var. 

nov. Su foglie di Viola sp. Pre St. Didier! 



Mycelia sterilia. 

(*) 35. Sclerotium glaciale Ferraris sp. nov. ! Su assi fiorali secchi di 

Phyteuma haemisphaericum. Piccolo S. Bernardo (Chanousia) ! 



480 • TEODORO FERRARIS 



SFIEGAZIONE DELLE FIGURE 



Tavola X. 



1. Endoxyla microspora Ferraris. 1. Porzione di rametto di Abete col fungo 

in grand, nat. — 2. Due periteci immersi nello stroma (d. 60) — 3. 
Aschi e parafisi (370 d.) — 4. Spore (d. 370). 

2. Sphaerella Digitalis Ferraris. 1. Porzione di stelo di Digitalis col fungo 

(gr. nat.) — 2. Un peritecio (65 d.) — 3. Un asco con spore (370 d.) 
4. Spore (370 d.). 

3. Trematosphaeria alpina Ferraris, i. Rametto secco di Rosa col fungo 

■ 

(gr. nat.) — 2. Alcuni periteci magg. ingranditi (10 d.i 3. Un asco 

con spore (375 d.) — 4. Due spore (37o d.). 

4. Lophodermium montanum Ferraris. 1. Porzione di foglie di Tofieldia 

calyculata col fungo ingr. 10 volte — 2. Peritecio sezionato (60 d.) 

3. Un asco con spore (360 d.) — 4. Due spore isolate (id.)* 

5. Phyllosiicta viridi-tingens Ferraris. 1. Foglia di Cynanchum Yincetoxi- 

cum colie macchie determinate dal fungo (gr. nat.) — 2. Porzione 
di foglia col fungo maggiormente ingrandito (10 d.) — 3. Un peri- 
tecio isolato (d. 370) — 4. Spore (620 d.). 

6. Phoma Vaccarii Ferraris. 1. Porzione di fusto con guaina fogliare di 

Allium sp. su cui vi sono alcuni periteci (10 d.) — 2. Un peritecio (60 
d.) — 3. Spore (370 d.). 

7. Dendrophoma alpina Ferraris. 1. Porzione di corteccia di Abete col 

fungo (gr. nat.) — 2. Un peritecio neli'atto di emettere le spore (60. d.) 
3. Basidi (375 d.) — 4. Spore (375 d.). 

8. Cicinnobolus Epilobii Ferraris. 1-2. Due periteci, uno chiuso l'altro aperto 

da cui escono le spore (d. 370) — 3. Spore (370 d.). 

9. Cytosporella alpina Ferraris. 1. II fungo su un rametto secco di Abete 

(grand, nat.) — 2 Stroma in sezione longit. (d. 65) — 3. Spore (d.375) 



Tavola XL 






10. Cytosporella Rhododendri Ferraris. 1. Porzione di rametto AiRhodo- 

dendron hirsutum col fungo (gr. nat.) 2. — Stroma in sez. longit. (65 d.) 
3. Spore (370 d.). 

11. Septoria Chanousiana Ferraris. 1. Porzione di culmo e di foglia di Lu- 

zula lutea colle macchie determinate dal fungo (gr. nat.) — 2. Tre 
periteci (65 d.) — 3. Spore isolate (375 d.). 

12. Septoria glacialis Ferraris. 1. Foglia di Rumex scutatus colle macchie 

determinate dal fungo (gr. nat.) — 2. Peritecio (65 d.) — 3. Spore 
(370 d.). 



MATERIALI PER UNA FLORA MICOLOGICA DEL PIEMONTB 



481 



13. Septa ria Chanousii Ferraris. 1. Foglia di Erigeron uniflorus col fungo 



(10 d.) 



2. Peritecio sezionato longit. (60 d.) 



3. Spore (370 d.). 



14. Phlyctaena alpina Ferraris. 1. Porzione di stelo florale secco di Vale- 



riana tripteris col fungo igr. nat.) 

(370 d.). 



2. Peritecio (60 d.) 



3. Spore 



15. Cytosporina abietina Ferraris. 1. Porzione di raoietto secco di Abies 



col fungo (10 d.) 
(360 d.). 



2. Stroma sezionato longit. (60 d.) 



3. Spore 



16. RamulaHa Vaccarii Ferraris. 1. Foglia di Geum montanum colle mac- 



cliie determinate dal fungo (gr. nat.) 
3. Alcuni co nidi (370 d.). 



Z. 



Ife conidifere (370 d.) 



17. Ramularia Chaerophylli Ferraris. 1. Porzione di foglia di Chaero phyh 



lufn hirsutum colle macclue determinate dal fungo (gr. nat.) 
conidifere e 3. Co nidi (370 d.). 






Ife 



18. Fusicladium Chanousi Ferraris. 



1. Antera di Gentiana lutea col 



fungo (10 dO — 2, Ife conidifere (370 d.) — 3. Conidi (370 d.). 
19. Sclerotmm glaciate Ferraris. 1. Porzione di asse florale secco di Phy- 

teuma haemuphaericum collo sclerozio visto di fronte (10 d.) 
Lo stesso visto di flanco (10 d.) 
ingrandimento (370 d.), 



3. Porzione di sclerozio a forte 






0. MATTIR0L0 



Le raccolte botaniche della Stella JPolare 



La fortunata spedizione della Stella Polare guidata da S. A. il Duca degli 
Abruzzi (come risulta dalle relazioni recentemente venute alia luce) (*), 
non si rivelo feconda di splendidi risultati nel solo campo dalla geografia 
e delle scienze ad essa affini; ma ebbe ed avra pure per le scienze na- 
tural! non lieve significato, perocche, oltre a far conoscere un certo numero 
di forme nu'ove, forni importanti dati sulla distribuzione geografica di 
tipi gia noti, e nozioni interessanti sulla costituzione mineralogica e geo- 
logica delle nude roecie, cho per cosi brevi periodi nell'annata risen tono 
gli effetti dei raggi solari. 

Avendo avuto, da S. A. R., unitamente all'amico prof. Saverio Belli 
della University di Cagliari, Tincarico di studiare le raccolte vegetali fatte 
dal Dott Pietro Achille Cavalli Molinelli, medico della spedizione 
« Al Capo Flora nelV /sola Northbroocl, al Capo Saulen e al Capo Auk 
nella terra del Principe Rodolfo, ed a Capo Fligely, » (la terra piu setten- 
trionale raggiunta dalla Stella Polare); rispondo oggi ben volontieri alia 
domanda dall'egregio Direttore della Malpighia di far conoscere somma- 
riamente ai lettori del suo periodico i nomi delle specie iperboree raccolte 
nella celebre spedizione italiana. 

Alcune delle specie da noi determinate, non figurano nella relazione 
dei viaggi della Vega ; ne si trovano enumerate nelle pubblicazioni che 
hanno rapporto alia flora delle regioni iperboree; mentre una e affatto 
nuova ; attalche e indubbia cosa che se l'Augusto esploratore non avesse 
trovati i noti ostacoli che furona causa della perdita di un tempo pre- 
zioso e che non gli concessero di intendere Fingegno e Topera alia rac- 



(*) S. A. R. Luigi Amedeo di Savoia Duca deoli Abruzzi — La Stella Polare 

A Mare Artico. Vol. I. Osservazioni scientitiche eseguite durante la spedi- 

S, Belli 



e 0. Mattirolo pag. 435-485, 



Hoepl 



LB RACCOLTE BOTANICHE DELLA STELLA POLARE 483 






colta delle produzioni natural], anche per riguardo alia botanica, si sa 
rebbero potuti ottenere grandi risultati dalla spedizione della Stella Polare. 

Abbiamo studiato con ogni attenzione e cura i materiali confidatici da 
S. A. R. ele nostre deterirrinazioni furono poi sottoposte algiudizio di emi- 
nenti specialist! , quali 0. Kihlman di Helsingfors per le Fanerogame 
U. F. Brotherus per i Muschi ; P. A. Saccardo per i Funghi ; A. Jatta 
per i Licheni ; C. Massalongo per le Epatiche ; e dove le nostre inda- 
gini soffrivano per mancanza di materiali di paragone o per mancanza 
di libri f ci siamo valsi della cortese e intelligente opera dei sunnomi- 
nati speoialisti. 

Trattandosi di localita iperboree, scientificamente vergini, era naturale 
che tutto quanto vi si trovasse, dovesse rivestire un carattere di interesse 
speciale; eppero ci siamo dati la cura di occuparci anche delle specie rac- 
colte in quantity veramente esigua , come successe per i Muschi , per i 
Licheni e per alcuni Funghi , fra i quali fummo lieti di trovare una 

forma nuova di cui riferiremo la diagnosi. 
Ecco adunque T elenco delle specie raccolte: 



Phanerogamae 

(determinate da S. Belli.) 



Saxifraga nivalis L. 

oppositifolia L. 
» > » v. sterilis L. 

» rivularis. L. 

» cernua L. 

Cochlearia officinalis var. groenlandica L 
Draba corymbosa R. Br. 
Papaver radicatum Roth. 
Ranunculus sulphureus Soland. 
Stellaria longipes Goldie. 
Cerastium Edmonstoni Wats. 
Alopecurus alpinus Sm. 
Catabrosa concinna Th. Fr. 



484 



0. MATTIR0L0 



Cryptogamae 

(determinate da 0. Mattirolo). 



MUSOI. 



Andreaea papillosa Lindb. 
Tortula ruralis (L.) Ehrh. 
Aulacomnium turgidum (Wahl.) Schwag\ 
Bryum pseudotriquetrum. Schwag. 



» 



obtusifolium Lindb. 



Tetraplodon Wormskjoldii (Horn.) Lindb 
Webera cruda L. 

Racomitrium lanuginosum (Ehrh.) Brid. 
Brachythecium salebrosum Hoff. 
Orthothecium chyrseum Schwag. 



HBPATICAE. 



Marchantia polymorpha L. 



LICHENES. 



Usnea sulphurea Th. M. Fries. 
Cornicularia divergens Ach. 
Stereocaulon alpinum Laur. 
Cetraria nivalis (Lin.) Ach. • 



» 



» 



lacunosa Ach. 
islandica Ach, 



Peltigera canina v, carnea Del 
Gyrophora proboscidea Ach. 



» 



» 



» 



tornata Ach. 
cylindrica Fr, 

arctica Ach. 



Parmelia coesia (Hoff.) v. teretiuscula Ach. 



LE RACCOLTE BOTANICHE DELL A STELLA POL A RE 485 



Physcia lychnea Nyl. 
Lecanora melanophthalma DC. 

» subsulphurea Nyl. 

polytropa Th. Fries. 
Caloplaca elegans Th. Fries. 

» subsimilis Th. Fries. 

» miniata Krb. 
Pertusaria oculata Th. Fries. 

» glomerata Schoer. 

» panyrga Th. Fries 

Lecidea goniophila Krb. 
Rhizocarpon viridi-atrum Koerb 






FUNGI. 



Agaricus pediades Fries. 

Pleospora spec. 

Leptospheria microscopica Karsten. 

Sphaerella Tassiana D. Ntrs. 

Ascochyta Ducis Aprutii. Mattirolo nov. spec. 






Nel lavoro di complessive pagine cinquanta (v. loc. cit. pag. 435 a 485) 
il lettore trovera tutte le indicaziqni, di sinonimia, di habitat ec&, non- 
che le osservazioni principali riferentesi a ciascuna delle specie ora indi- 
cate; mentre qui mi permetto riferire solo la frase diagnostica relativa 
alia nuova forma ampiamente discussa e.illustrata nel teste 



Ascochyta Ducis Aprutii. Mattirolo nov. spec 



Picnidiis, (Peritheciis) sparsis, punctiformibus, globosis, umbrino-fuli- 
gineis, mycelio basilare radiante cinctis, poro apicali pertusis, epiderniide 

velatis. 

Sporulis cylindrico — oblongis, bicellularibus, medio vix constrictulis, 
utrinque abbreviate. — rotundatis, byalinis, rectis vel curvulis, (guttulis 



486 



0. MATTIR0L0 



oleosis mimitissimis in plasmate nonnullis) e basidiis brevissimis orien- 
tibus; 30-35 micron long- 9, circiter lat. 

Hab. in foliis emortuis graminum in regionibus hyperhoreis — juli 1900. 
Cap. Saulen. 

Stimo di non poter meglio chiudere questo brevissimo resoconto, che 
comunicando ai colleghi botanici, come V Augusto Principe abbia fatto 
generoso dono di tutto il materiale vegetale da lui raccolto, al Museo del- 
ristituto Botanico di Torino, dove esso verra religiosamente conservato (*), 
e potra essere consultato dagli studiosi. Le raccolte botaniche della Stella 
Polar e rimarranno a testimonio di una impresa che onora l'ltalia e che 
da particolare testimonianza del valore e dell'alto idealismo scientifico di 
S. A. R. il Duca degli Abruzzi. 

Torino, Gennaio 1903. 



( ] ) Tranne alcuni esemplari, fra i doppi, i quali furono offerti ali'Er- 

& ■■ i _~ _ 



bario Gentrale Italiano di Firenze. 



ENRICO PANTANELLI 



Studi suH'albinismo nel Regno Vegetale 






in. 



SUL PORTAMENTO PLASMOLITICO ' 

DEI PROTOPLASTI ALBICATI. 



Nel corso del II studio suH'albinismo (1902) ('), allorche per rendere 



visibili i vacuoli nei cloroplasti albicati seg-uivo il processo di Zimmer- 
mann (1891), vale a dire plasmolizzavo le cellule con soluzione di clo- 
ruro sodico al 10 % aggiunta di un po' di eosina per colorare il ptro- 
toplasma morente, fui colpito piii volto dal fatto, che in alcune piante 

(Buxus sempervirens , Pandanus javanicus, Pittosporon viridijlora, ecc.) 
le cellule albicate non entravano in plasmolisi a quella concentrazione, 
mentre i protoplasti provvisti di cloroplasti verdi si contraevano subito 
fortemente. Una tal differenza di portamento, specialmente ad una con- 
centrazione cosi alta, meritava uno studio, il quale ha fruttato risultati 
important*! non solo per la questione dell' albinismo , ma anche per la 
fisiologia generale del protoplasma e per la metodica fisiologica. 

Mia prima cura fu anzitutto di ricercare il fenomeno suddetto e le 
sue cause in quante piante albicate mi capitavano nelle mani. Questo 
lavoro faticosissimo e tedioso ha assorbito cosiffattamente il tempo che 
ad esso potevo dedicare, che molte particolarita individuali o specifiche, 
le quali (p. es. nella Sanchezia ndbilis) presentavano un grande inte- 
resse per ulteriori questioni ed aprivano nuove vie a piii profonde in- 
vestigazioni, ho dovuto per quest' anno lasciarle riposare nel mio gior- 
nale di laboratorio. 



O Per risparmio di spazio , i dati si riferiscono all'elenco della lettera- 
tura riportato in fondo. II primo h Tan no, il secondo la pagina. 



488 E. PANTANELLI 



I. Metodi. 



Come sostanze plasmolitiche vennero scelte: cloruro di sodio (abbre- 
viate: sale), nitrato di potassio (salnitro), saccarosio (zucchero), glice- 
rina. Quest' ultima servi piu che altro alle ricerche sulla permeabilita 
(eccettuato : Aegopodium Podagraria, Pliormium tenax, Sanchezia noMHs). 

Le determinazioni dell'altezza della concentrazione isotonica coll'atti- 
vita osmotica delle varie . cellule , o soluzione plasmolitica limite (De 
Vries, 1884, II, 430, qui abbreviate in « limite ») vennero fatte eon so- 
luzioni in volume °/ 1 e non m P es o, perche altrimenti non si possono 
ealcolare le corrispondenze isosmotiche ( x ). Le ricerche sulla permeabi- 
lita vennero condotte con soluzioni equimolecolari (le quali non sogliono 

- 

corrispondere, adottando i coefficenti isotonici di De Vries, ai valori isos- 
motici, v. Pfeffer, 1897, 126). 

Le determinazioni dei limit! vennero condotte cosi: dopo una misura 
preliminare nel sale, delle cellule della stessa foglia veniva misurato il 
limite contemporanea?nente in sale, salnitro e zucchero , e cio per sot- 
trarsi alle oscillazioni del turgore (v. De Vries, 1884,561), che nel fatto 
sono assai comuni, p. es. nella Vine a minor. 

La plasmolisi avveniva nolle capsule da istologia a coperchio smeri- 
gliato (cfr. Stance, 1892, 274), assai piu comode dei cilindretti di De 
Vries (1884, 450) in cui le sezioni affondano rendendo difficile la posca. 

Sul tempo necessario ad una buona plasmolisi (abbreviate « tempo ») 
regnano disparita nella letteratura. De Vries nel suo lavoro sui coeffi- 
centi isotonici (1884) non peritava di tenere le sezioni nelle soluzioni 
anche 7-8 ore, sebbene riconoscesse che dopo un'ora o due Pequilibrio e 
gia stabilito; nei lavori ulteriori (1885, 1888, 1889) piu volte ripete che 
dopo 4-9 ore le condizioni non cambiano. Pfeffer invece (1893, 293) e il 



(*) Purtroppo la maggior parte degli autori che hanno adoperato il me- 
todo plasmolitico per la determinazione del turgore ccc. , hanno lavorato 
con % in peso, cio che rende i loro risuitati e sopratutto le loro conclu- 
sion! dubbie o addirittura false. Cio si dica dei risultali di Eschenhagen (1889), 

di Bruhne (1894) ecc. Pfeffer (1893) ed Errera (1899) hanno adoperato % 
in volume. - 



STUDI SULL* ALBINISMO NEL REGNO VEGETALK 489 



suo allievo Stange (1892, 274) nan prolungavano mai l'azione oltre 20, 
30 minuti. Oggi si pud dire, dopo tanti studi sulla permeabilita (depla- 
smolitica) da Klebs a van Eysselberghe , che cio dipende dal grado di 
impermeabilita (statica) del protoplasma (membrana plasmica) per la 
sostanza, dalla rapidita d'azione di questa (costanti fisicochimiche) e dalla 
sua azione chimica sul plasma. Per i sali inorganici anche dopo 9-10 
ore in verita nulla eambia (premesso che non sieno velenosi e che le 
cellule sieno normali), ma per le sostanze organ iche invece molto eam- 
bia dopo alcune ore. Come tempo medio ho assunto 4-5 ore, ma i miei 
fini hanno richiesto, che variassi continuamente questo tempo da pochi 
minuti a parecchi giorni. 

Talvolta ho aggiunto rosso Congo (Klebs 1887-1888) o bleu di meti- 
lene alle spluzioni plasmolitiche (quesfultimo piu che altro per costa- 
tarne l'assorbimento nelle varie cellule alio stato vivente) , ma , per ra- 
gioni che verranno esposte nel seguente capitolo , e meglio astenersi , 
qualora non si abbiano speciali mire, dalF uso di queste sostanze nelle 
determinazioni plasmolitiche. 

I metodi adaperati per le ricerche sulla permeabilita vengono ricor- 
dati nel capitolo IV; del resto nessuno e nuovo. Va da se, che tali ri- 
cerche vennero condotte sulle stesse foglie che avevano servito alia de- 
terminazione dei limiti , e lo stesso dicasi delle ricerche microchimiche 
dirette a scoprire qual' era la sostanza responsabile dell 1 aumento del 
turgore, e delle osservazioni anatomiche. 

Le ricerche microchimiche vennero condotte coi metodi soliti, special- 
men te quelli di Schimper (1888 e 1890) per i sali inorganici , ecc. (v. 
Zimmermann, 1892). Debbo pero io pure deplorare, che le uniche rea- 
zioni sicure sono quelle dei nitrati, fosfati (sempre adoperare i due reat- 
tivi, cioe molibdato nitrico d'ammonio e miscuglio ammonio-mag-nesiaco! 
v. Iwanoff, 1901, 365 er Arcang-oli 1 902; e tannine (cereato con bicromato 
di potassio e con acetato di ferro, perche il bicromato di potassio eolora 
in giallo qualsiasi protoplasto, cio che non ha fatto Timpe, 1900). Per- 
fino la reazione dello zucchero puo ingannare per la presenza di g-li- 
cosidi {Camellia japmica p. es.) saponificati dalla potassa del reattivQ 



(potassio 



32. Malpighia, Anno XVI, Vol. XVI. 



490 E, PANTANELLI 



c'e reazione attendibile , ed anclie il magnesio e il calcio si lasciano 
svelare, per cosi dire, quando credono bene. 

Infine il residuo della foglia che aveva servito a tutte le precedent! 



ricerche veniva fissato e preparato coi metodi istologici descritti nel II 
studio. 



II. Portamento dei protoplast! albicati nei liquidi plasmohtici 



Prima di parlare dei principali risultati di questo lavoro, e indispen- 
sabile premettere che io parlo di vera plasmolisi (normale) e non di al- 
tre contrazioni, e quindi conviene imparare come si comportano i pro- 
toplasti albicati nei liquidi plasmolitici , vale a dire si domanda anzi- 
tutto, come base sicura per giudicare la qualita della contrazione a cui 
abbiamo assoggettato i protoplasti, se i protoplasti albicati si compor- 
tano di fronte alle soluzioni plasmolitiche come i protoplasti normali , 
specialmente come i loro compagni verdi. 



a) Varii fenomeni plasmolitici nei protoplasti albicati. 



») Aspetto della plasmolisi (normale) nei protoplasti albicati 



Nella plasmolisi normale i protoplasti privi di grossi plastidi (cellule 
incolore p. es. deli'epidermide, parenchima nervale, radici, antofilli, peli), 
ed ancbe i protoplasti albicati sogliono prendere V aspetto di sfera , la 
membrana plasmica rimanendo liscia e tesa, ma questa caratteristica 

* 

non e necessaria , come gia riconobbe Niigeli (1855, 4) , e nel fatto in 
alcune delle raie piante albicate a qualsiasi eta (Acorns, Iris albomar- 
ginata e germanica, Aralia, Funkia, Diervilla), in altre specialmente alio 
stato giovanile (Vinca, Hedera, Pelargonium zonale, Pittosporum) il pro- 
toplasto si contrae irregolarmente, piu che altro per ineguale riparti- 
zione e grandezza dei vacuoli, bid che si osserva bene nelV Aloe umbel- 
lata, Del resto su queste mo&ilita hanno manifestamente influenza an- 
che i rapporti del protoplasma colla parete , quanto al ritirare o Spez- 
zare le comunicazioni protoplasm at i che ecc. Tale questione non ha a cne 



STUDI SULL* ALBINISMO NEL REGNO VEGETALE 491 



fare col nostro tema, per cui, ricordato che Pringsheim (1854, 12) aveva 
gia osservato il fenomeno, rimando al recente lavoro di Strasburger (1901) 
nel quale non solo tutta la letteratura viene riportata, ma anche espe- 
rienze, le quali dimostrano che nella plasmolisi le comunicazioni proto- 
plasmatiche vengono ritirate nel protoplasto contraentesi. 

Che la sfera formata dal protoplasto plasmolizzato sia piu o meno 
rifrangente (abbreviate « sfera scura» o « lucente » ), cio dipende eviden- 
temente dalla lunghezza del raggio di curvatura (*) e dal grado di le- 
vigatura della membrana plasmica; in certi casi pero (Buxus semper- 
virens, Selaginella Martensi) puo dare un'idea del grado della , contra- 
zione. Nelle cellule albicate giovani , specialmente di Citrus Limonum, 

i 

Buxus sempervirens, Ligustrum vulgare, la plasmolisi e sempre a sfera 
scura. 

D'altra parte il protoplasma vivo deve possedere sempre un certo grado 
di rifrangenza, perche, come e note fin da Nageli (1855, 3) e PfefFer, 
(1877, 136), e come Do Vries osserva (1885, 510) : « alle membrane pla- 
smiche morte manca quella lucentezza, quella forte rifrangenza propria 
dello state vivente. » 

Ad ogni modo, mezzi assai piu. sicuri che l'apparenza, per giudicare 
se una plasmolisi e genuina e se, in caso di contrazione irregolare , il 
protoplasto e vivo o morto, li abbiamo nel fare estendere i protoplasti 
plasmolizzati in soluzioni di mi no re concentrazione (N&geli, 1855, 3) e 
nel saggiarli con un colore d'anilina sciolto nella soluzione plasmolitica 
stessa ; in caso di protoplasti contenenti eritrofilla (Achyranthes Verschaf- 
felti) la presenza di questa garantisce che membrane plasm i che sono 

vive. 

Nella plasmolisi in soluzioni fortemente ipertoniche il protoplasto al- 
bicato al pari di qualsiasi altro protoplasto si spezza spesso in piii fram- 
menti, cio che e noto e chiaro (Nfigeli 1855, 5; D» Vries 1884, 1885); 
ma in alcune delle mie pxante (Citrus Louonum adulto, Ntrivm Olean- 
der) ciu accade di regola anche nel limite e quivi nelle sole cellule al- 



Vedi a proposito della tendenza del protoplasto a premiere la forma 
di una sfera, le considerazioni di Pfeffer, 1877, 170-171. 



492 E. PANTANELLI 



bicate. Ci6 dipende probabilmente dalle condizioni di aggregazione del 
plasma e dalla distribuzione dei suoi inclusi figurati. 



(i) Contrazioni aplasmolitiche. 



Bene spesso i protoplasti albicati invece di plasmolizzare si contrag- 
gono pid o meno irregolarmente, cio che pud accadere ancora in vita, 
ed allora si ha la contrazione progressiva, od e segno di morte, ed al- 
tera va indicate come collasso mortale. 

I. Contrazione progressiva (plasmolisi anormale). Gia Nageli (1855, 

4) ha, senza dubbio, visto qualcosa di simile, quando dice: « piA 

tardi, a contrazione maggiore, si formano sporgenze e insenatureperla 
pressione prevalente dell