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Full text of "l'Unità (1980-12-14)"

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/. 


Quotidiano / 

V. ' ' ? ■ -5 ' ; > r ■.' r- _■ 


A' Domenica 14 dicoifibro 1980 / L 400 


ì V 



ORGANO DEL PARTITO COMUNIS A ITALIANO 







/ .„ 



Fiorentihà-Romà 
clou in serie « A » 


v'> :)■ 


Ancora 11 calcio tiene banco nella domenica sportiva. Il , 
campionato toma in scena con una partita di grande - 
richiamo: floìentina-Roma.* Di fropte la prima e la terza ;.j 
della classifica. Una sfida senza pronostico, che dovrebbe 
offrire nello stesso tempo uno spettacolo degno dell’avve- , 
nimentb. Toma il .calcio anche a Napoli, dopo lo spaven- 
tóso terremoto di tre settimane fa..-Al S. Paolo è in 
programiha Napoli-Torino. In B Milan é Lazio sono impe¬ 
gnate in casa. Nella foto: Paulo Hoberto Falcao 

^ NELLO SPORT 


♦. ‘..‘c •/,“ . r ‘ •*’ : 


. i ^ 


INTERVISTA CON ANDREA GEREMICCA 


IL DOPO TERREMOTO 



errori 


quando sì 



sempre dalFalto 




Dalla nostra redazione 


NAPOLI — Le decisioni e 
gli interventi governativi 
per le zone terremotate par¬ 
tono da Napoli: da qui ogni 
giorno Zamberletti fa il 
punto sulla situatone e illu¬ 
stra le iniziative prese. Per 
avere un giudizio su quan¬ 
to si è fatto é si incende 
fare, a tre settimane dal 
terremoto e a più di due 
eétUmane dall’insediamento 


dèi commissariato straordi¬ 
nario di governò, abbiamo 
intervistato il compagno An¬ 
drea Gerémicca, che rappre¬ 
senta il PCI nel Comitato di 
coordinamento politico-ope¬ 
rativo presso lo stesso com¬ 
missariato straordinario. 


A oltre due settimane daU 
Vinsediamento, quale è U 
tuo giudizio sul rapporto tra 
Vonorevole Zamberletti ed il 
comitato politico operativo? 

E’ francamente critico. No¬ 
nostante le nòstre ìnsisten- 
ae, il comitato viene convo¬ 
cato sporadicamente, mentre 
l’onorevòle Zamberletti assù¬ 


me decisioni importanti, e 
spesso sbagliate, senza sen¬ 
tire neppure il bisogno di 
una consultazione. Per non 
parlare > dell’ostinato rifiuto 
commissariale ■ alla costitu¬ 
zione di centri provinciali di 
coordinamento operativo, po¬ 
litico e istituzionale. 

Puoi fwe qualche esempio 
di decisioni assunte senza 
consultare il comitato? 

H «fitto forzoso», owem 
la requisizione delle secon¬ 
de case e dei villaggi turisti¬ 
ci: il commissario lo ha lan¬ 
ciato come un nuovo piano, 
un piano-bis rispetto a quel¬ 
lo degli albergò o poi ha 
annunciato il piano-ter de¬ 
gli ‘ alloggi lACP. Questo 
mentre dovunque, e specie 
nelle zone interne, l’ineffi¬ 
cienza e la confusione sono 
grandissime. 

Al di là del metodo, che. 
come dici tu è decisiop, qua¬ 
le è il tuo parere nel merito 
di queste decisioni del com-, 
missario? 

• Si tratta di decisioni che 
non possono, essere gestite 


attraverso una doccia scoz¬ 
zese di piani inventati a ta¬ 
volino € alternativi l’uno al¬ 
l’altro. Posti-albergo, ; case 
mobili, seconde case, ' case 
sfitte, alloggi lACP (non 
tutti, ma solo quelli vuoti e 
non ancora assetati) edi¬ 
fici abusivi disabitati, gran¬ 
di complessi e strutture pub¬ 
bliche adibibili ad apparta¬ 
menti-pareheggio: queste ' e 
: altre disponibilità devono fa¬ 
re parte di un piano che sia 
un processo unico, da verifi¬ 
care e realizzare in un co¬ 
stante rapporto con i diretti 
interessati, le istituzioni e le 
forze politiche. Altrimenti 
all’esasperazione di massa 
pw-la inefficacia dei prowe- 
dimenti può aggiungersi la 
reazione violenta di gruppi 
sociali e di zone territoriidi 
contro misure dolorose, che 
tuttavia sono necessarie e 
vanno prese, ma che si devo-. 


m. • cl. 


(Segue in. penultima) 


ALTRE NOTIZIE A PAG. 4 


Primo messaggio dei 


'■.■t 







D’Urso 


Il nuovo ricatto delle Br 


iChìudeiè il tàitére deH'Asìnara> 


Tre telefonate, poi un documento fatto ritrovare a Róma assie^me alla foto del magistrato scattata nel covo dove e 
tenuto prigioniero - Annunciato un « processo » all’ostaggio - Il ^udice (incaricato di decidere i trasferimenti 
dalle supercarceri) era senza scorta - n suo nome trovato in un archivio br a maggio - Intervista della moglie alla radio 





ROMA foto dot magtstroto Ofovónni O'Ufso, scottata dai brigalMI 


soquostro 


ROMA — Siamo ripiombati 
nella cupa atmosfera dèi se¬ 
questrò Moro. Con il sòlito ma¬ 
cabro rituale le Brigate ros¬ 
se. a ventiquattro ore dal ra- 
pimoito di Giovanni D’Urso, 
il c ma^trato delle carceri », 
hanno fatto trovare tma foto 
dell’ostàggio e uh primo co¬ 
municato. nel quale annuncia¬ 
no che il giudice sarà <pro- 
cessàtb ». n magistrato è sta¬ 
to ritratto con un cartello tra 
le mànl in cui è scritto, tra 
l'altro: € Chiudere immediata¬ 
mente V Asinara». Sullo sfon¬ 
do. un drappo con la stella 
a cinque punte d^e Br. E’ 
un’immagine che richiama il 
còpkxie già usato, dai terróri- 
sti p& i kro piéc^lenti se¬ 
quèstri «politici»: quello dd 
giudice Mario Sossi, nel '74. 
quello del - giudice Giuseppe 
Di Gennaro, nd *75. e quello 
dd presidente deBa DC. Ora 
le Br tornano a perseguire la 
tattica del ricatto. ; 


' Già con le prime telefona¬ 
te di rivendicaziane. i toiga- 
Usti avevano commdato a far 
capire il kro disegno, facen¬ 


do esplicito riferintento alla 
richiesta di chiusura ' del su- 
percaroCTe sardo. E anche nel 
documento fatto trovare • as¬ 
sieme alla foto viene ripetuto 
lo slogan « chiudere immedia¬ 
tamente VAsinara », indicato 
come uno degli « obiettivi prin¬ 
cipali dei P.P. » (nella buro¬ 
cratica terminologia terrori¬ 
sta vuol dire t proletari pri¬ 
gionieri »). ■‘ t - 

Intanto le indagini e le ri¬ 
cerche cominciate in modo 
massiccio l’altra notte a Ro¬ 
ma- non hanno dato alctin ri¬ 
sultato. C’è appena ima rico- 
struziiMie sommaria dd rapi¬ 
mento, mentre invece ha avu¬ 
to piena conferma un aspdto 
grave - e sconcertante della 
drammatica vicenda: Giovan¬ 
ni D’Urso; dmgente del più 
delicato ufficio 'del ministero 
della Giustizia (qiielk che si 
occupa delle carceri è dd tra¬ 
sferimenti dei detenuti), suc- 


Bruno Miserendino 


(Segue In penultima) 


ALTRE NOTIZIE A PAG. 5 










Questione morale, incapacità di governare^^^ M 




*41 - ^ ;:*■ ' r.* -4. 








-V. . i 



il 



■ ">- . i- 


Si chiedòno 



Iniquo il blocco IRPEF 


Chìaromonte a Catania: decisioni superficiali e ingìaste 
mentre non esiste ^ una ^ strategia per il Sud e il paese 



governò senza I 



La clamorosa propcsta segnala una completa sfiducia 
nel rinnovamento deOà DC - D attacca ^dreatta 




« Improvrisate, superficiali, 
socialmente ingiuste » — così 
il compagno Gerardo Chiaro- 
m.onle. ■ parlando ieri • a - Cata¬ 
nia, ha definito le misnre fi¬ 
nanziarie decise nell’nltima 
rìiinione del consiglio dei mi¬ 
nistri.-^ 

« Non ri tratta — ha aggiun¬ 
to Chìaromonte — di rifiutare 
ogni provvedimento che impli¬ 
chi rinance o sacrifici a fa¬ 
vore della assistenza, della ri- 
CMtmzione e dello sviluppo | 
ndle- zone : terremotate del 
Mezzogiorno. Anzi — e noi 
comunisti Io abbiamo sottoli¬ 
neato fin dal primo giorno — 
c'ò bisogno di nn ingentissi¬ 
mo sforzo 'finanziario, di on 
grandioso spostamento di 
risorse, di nn cambiamento 
profondo di politica economi- 
cS; è non c*è nessuno che pos¬ 
sa illndersi che tutto questo 
avvenga senza il contrìbnto di 
tutti e quindi anche degli ope¬ 
rài e dei lavoratori. D'altra 
parte, lo slanrio di solidarietà 
che ri è verificato e tuttora si 
vcrifìea io tatto il paese, a 
favore delle popolazioni col¬ 
pite . da una sciagura tremen¬ 
da della natura e da colossali 
imprevidenze ed errori dei go- 
venunti, è là a testimoniare 
i lavoratori (e i comnm- 


sti che Btmo stati in prima'fi¬ 
la, in tolte le sedi, neiropera 
di- soccorso) .non rifìntino' di - 
fare sacrifici, di accettare li- 
mitarioni dei : loro consnmi 
ecc., quando ritengono che 
qnnto sia giiuto. Ma le mi- 
snrè del governo sono un'altra 
cosa. Si imbocca la via più 
facile e banale,, con .nn prov¬ 
vedimento (ranmento del prez¬ 
zo della benzina) che colpisce ' 
tatti, in modo indiscriminato. 
Ma soprattutto si rinvia qnel-' 
la ' revisione v delle aliquote 
IRPEF, snila qnale vi era sta¬ 
ta nna Innghissima trattativa 
con 1 sindacati e il parlamen¬ 
to, e che è invece necessàrio 
mantenere per sanare nna in¬ 
giustizia clamorosa (quella del 
peso fiscale, crescente eoo la 
inflazinne, sui redditi piò. bas¬ 
si).' 0o«*lo delle aliquote 
IRPEF ci sembra in verità 
l'aspetto piò grave e per cer¬ 
ti versi assurdo delle decisioni 
governative; ri tratta di una 
misnra che noi proporremo al 
Parlamento di non accettare 
nella forma che è stala annnn- 
ciala. . V. ^ 

Ma tutto questo è stato de¬ 
finito prima che fossero chiarì 
i criteri con i qnali il governo 

(Segue in penultima) 




- ■ Anche ieri Von. Piccoli è tomaio a ripetere la sua con¬ 
vinzione che contro la DC sìa in corso una « cooghira 
massonica internazionale » con lo scopo di liquidare dalla 
scena ■ de! paese una forza (Tispiraziotie cristiana atte- 
rondo le regole del gioco democratico: Alla dómanda: 

^« Ma quali sono queste logge massòniche? ». . il segretario 
della DC risponde: «Di più non dico».,'. > 

Ora è la t^za volta che Pìccoli evoca massoni^fe e 
progetti eversivi. Nessuno .è riuscito a capùrè a du'si 
riferisca in concreto. Ma se irisiste. qualcosa deve pur 
• sapere. E allora la smetta di invocare ignoti, e oomiucì 
a parlar un po’ più chiaro, d indicare ombieiiti e nond. 
Non è stato proprio lui a denuhcktre l’immoralìià di 
anonime allusioni colpevólizzanU? . . ^ ' 

Che'vi sia 'in parte delle classi dhrigenti, dei 0iippi 
econòmici dominanti un bramoso-desideno di oonmda 
y repubiblica, tutti lo hanno capito. Che la DC sia-l’oggetto 
esclurino di questi desideri eversivi è da ^Bmùstrare. Di 
certo vi è che « massonerie » del ger^e san cresciute 
e si son pasciute —md mondo fitianzictrìo, tiri parastato 
, economico, negli apparati pubblici — proprio jjro^. a 
quella < democrazia' imperfetta », a quel, monopolio del 
. potere, a quel sistema di comando -e commistione tra 
pubblico e privato, tra Stato e cosche dinteresm che 
recano il segno trentennale deUk DC. • 

. Piccoli, dunque, non ha che da guardare attomoi e 
anche dentro, U sistema,, ora in evidente crisi. e| ■edlT' 
centro si colloca U suo partito. È" da tèmpo che amBàmo 
denunciando la degenerazione dtììa latta politieo, ìm guer¬ 
ra per bande entro le dossi dì r ì gè nU - F queào U 
■ reno su aù i sorta la questione monde. Ma Psecrii^di 
questo non parìa. Perciò la sua è una den s aseìa,^a da 
poco, ingenua. Non si può evocare U èhaoaìo dtTinferua, 
come non si può evocare Sindonà a Pkam dd Gesà 
se fossero forze misteriose. ; , 


ROMA -!> Scòssa dà vktonte 
priémkdie interne, qpuisi pa¬ 
ralizzata di fnmte all’emer- 
gere impetuoso della «que- 
stkme morale ». incerta ed 
éritante sxà p roge tti ' di- rko- 
struzkne deU’enorme area 
sconvolta dal teimpoto. la 
maggioranza di governo esoe- 
vacillante, pericoksamente, 
da una settimana politica 
riie -avrebbe dovuto segnar¬ 
ne la risibona. Rtvèbe. ootne 
ha notato il liberale Bìgiiar^ 
dL . « gli scricdùolii del go- 
vamo..'cre:teooo.di Ireqiienza 
e di Intensità ». • ‘ ■ ■ • 

Dopò ràttaboo del minirito 
socialdemocratico Nkolàzzi 
alTesecntivo per: ^ aggravi 
sulla benzma e- il boUo-aato. 
rintuzzato ieri dal reptd)bii- 
canO La Malfa, una nuòva 
stxlita del segretario del 
PSDL Longò. minaccia dac¬ 
capo baniOa nel quatkìpar- 
tito. Longo mette in patìscn 
sotto accasa i ver tici de e la 
‘ dekgazkDe d e m o cri stiana nel 
govemo. a! qpa£ chiede di 
«noe rip ropor ci .'un•;litfcuMi. 
dedsioudle e di potére logo¬ 
rate dd tempo e dagU even¬ 
ti. Urna tde ri p ropo dz kme 
' jnevHùbf mente . condurrébbe 
a àaoof acóofrf e trite TOtim- 
ra ddréOumau»: 


€ nessun partito può trovarsi 
diffrante risoluzioni presen¬ 
tate all’nltìmo momento o a 
criteri personàlistìci e catte- 
■ dratici di esercizio del po¬ 
tetesi ---- 

; Si tratta di riferimenti dr- 
postanziatL Anzitutto agli ina¬ 
spriménti fiscalL. N^i ani- 
..bienti del FSDI si. sostiene 
die i mìDìstri sodaldemocrà- 
tici ^ sono viste prnentaie 
•per la prima vòlta le misme 
«nd Coùi^io dri''miniatri te¬ 
nutosi subito dopo 0 vertice 
di gkvedL e le hanno ap¬ 
provate poorinti che i aegre- 
tarf portiti le àvéaOerii 
esaminate e approvate. Inve¬ 
ce.: orila rnmione dri « diret¬ 
torio» non erano nemmeno 
state accemiate. n se condo 
punto tocca le nomine nelle 
bandie. E qm si sa che Lon¬ 
go vuote ostmatamente impe¬ 
dire il tentativo £ Anfteat- 
ta di liberarle in qoaldié mi¬ 
sura dall’ipoteca drila apar- 
tìzkne. 

A pcescbidere daOe questte- 
ni tfi merito, nn ponto è chia¬ 
ro: la crisi drila « centrali¬ 
tà». democristiana, e quùkB 
£ nn metodo «fi finuoo fon- 



(Segue in penuitrma)' 


Il servizio sanitario c' è/ aia «taie 



Si costituiscono le 665 Unità sanitarie locali > n PCI impegnato, a dare corpo ai nnoTÌ stmmenti A base - La relaiione 
di 6. Berlinguer all’assemblea nazionale sulla salute - Bassolino denuncia la drammatica situazioaè ione teiremolate 


887 mila 
comunisti con 
la tessera ’81 


rsi- 


r lu . 

«va» 01 tmmmmmn» m m ... 

■ iiniias al Kl »OT M Itti. 

Muu eift «oetTS. su rt ncti i i 

1 i iisas H m menu m “ 

Is ora 

A laBmo'u II TeHu» a 



ROMA — Vinta stri piane 
culturale e legislativo la bat¬ 
taglia per la riforma sani¬ 
taria — die ha portato dopo 
dieci anni alla legge dri di¬ 
cembre 1979 . istitutiva dri 
Servizio sanitario nazionale 
in sosUtuzkoe dri vecchio e 
fallimentare sistema motoali- 
stko —; predi^tosto. o in via 
di attuazione, fl nuovo fandon- 
to giorkSco e funzkoate dri 
Servido bas a to strile (11^ (u- 
nità sanitarie locali) che rias¬ 
sumono in sé tutti i compiti 
prima' suddivisi tra mutue, 
ospedali o altri enti, o che 
team cape ai Cobmmì 


tre alle Regioni compete la 
programmazione sanitaria). 
^ interrogativi che ora si af¬ 
facciano. meglio che assflla- 
no, i lavoratori, i cittadini, 
le famiglie sono questi: co¬ 
me funuooa il nuovo servizio 
sanitario? Quah vantaggi ne 
vengono in con creto per la 
difesa della propria sahrie? 

Le risposte non aono onl- 
vodbe e com un q u e non tutte 
derisamente positive. Sono 
andate dduae. .è vero, le pre- 
viskai catastnfidie di ooioco 
che vedevano, con la fine del¬ 
le mutue, il croOo dei aervi- 
ri aanitarL Non è 


di, saibotag^ gli oepediK 
~ ora tfinrifi'daBe Begkei — 
àmbuiséori, ecc.. a nche, 
per fl c u m p or tm neoto te ge¬ 
nerale respo nsò bO e . dei. me-, 
did e dri personale setrils- 
rio, hanno retto. Ma fl Hadrio 
di 



Là 

data oWriifata p et iA é dò eer- 
védg a è tpedke dri 31 
bre pniaiimn. B 
nwdMo è dunq 
'dare corpo o o p er ril v Ri « 
questi stram wd!. 

: Come fare? Di qoerio ri 
sta dberismte da bài a Jte- 




(Sdgud in pdnultim*); 


' A piò riprese, nelle vUme settimane, Flaminio Picco¬ 
li se l’è presa con la massoneria, colpevole ai suoi occhi, 
insieme od PCI, di prendere a bersaglio la DC. Lasciamo 
stare la massoneria, deUa quale sappiamo poco o niente. 
n fatto indiscutibile é che negli ultimi tempi, in settori 
ddle forze dontinantì, si manifesta una accentuata ten-. 
danza a prence le distanze dalla DC; all’origine c’è 
la preoccupazione che. p^ la frantumàzkmè feuddé in 
cofTenfi, :per,la m^hinità del personale pditico, per, 
la carenza progettuale, per la difficóttà congenita o 
contrastare tàteresri corporativi o di clan onuH conna¬ 
turati ndhs struttura del partito e nello stesso biacco 
dettonde, la DC non sia pià in grado di garantire nn 
governo ùcedtdbUe per Vltalìa. I ' ] ' 

Milano i là città nèUa quale è farse pià agevole regi¬ 
strare e seguire i mafamenti neU’orientamento di questi 
gr»^ di/potere; )'- s< ^ ; 

^ Sona uùdtì, qd, Lsegndj che melano la «presa di 
iBstanza » dalla DC. Lo stile è certamente diverso, thoer- 
si gli argomenti, la sensibilità: ma non e’è dubbio dte, 
sotto questo punto di visto, Vorientamento dd magiare 
organo di m/onaazbme e di opinione. U Corriere della 
Sera, eoa è meno critico di quanto fosse cinque, sei anni 
fa, quando fu accusato dtti dirigenti democristiani di es¬ 
sere — con un’altra buona parte dèOa stampa italiana — 
respomsatde ddle traversie poUtìche ed dettordi dello 
eeudqcrociato. 

■ Cosa e’è èSetro questo orientamento dd Carriere? Al¬ 
cuni partano di movimenti di oapifali, di manovre intor- 
ao d coutrdio defla testata o dd gruppo e&oride. Nem 
sappiamo se ci sia qualcosa di vero. Ma anche scio « 
.osservare di umori e le preoccupazioni di hu po r tantì set¬ 
tori ddTesUMishment mSauese, esso appare tmtteitiu 
che arWfrarte e mspiegdde. Moki sono i gruppi di bn- 
• oomtnctere dotte leaderdtìp ddTAssdom- 
iqusU. mrr uaturdmeuu portatori dei vàUiri deOr 
a dèOm sua aafoaomte, non approdano a aa liao- 
e iuconsapevclla, ma ow ert o a v e 
te neoessifd di aa gooerm ddl'ccoaoaite che 
te va progetto coerede, m obiettivi chiari e te 
timeart V insofferenza per te easuPtitìL ri 
e Tìneffìrienza dedi interventi è motto for¬ 
te. A dò d agg i u n g a aa risveglio manageriale che. anche 
guunuo aumentato da pretese tecnocratiche, d scontra 
M ri sktema di potere ttadizkmde. con te sèsia dd va- ' 
lari e di fuapanadnUtà (o di irrespoasobiltfd) che lo ac- 
compemaì è un risveg lio che si riscontro arile ariende 
M sopraffatto te queOe pdtbtiche. dovè si coh- 
pte — per ri contatte tfirefto con rteferio- 

—~ di izznaMi - voiìfirt 

Vmt deve truttard di fenomeni limitati sÌTurau mttm- 
naaa e lombarda, visti i malumori a le critiche verso te 
agaote.yiriidfiiia * democristiana » detta Coa/tedeifrin, 
^ Ori Tètto,^pnprio fl qmotidiam) con fìn d us t r ide Sole- 
Si Ore. te poifbiulait dopo fl rioa mb to detto staff dìri- 
geafe, si fa p orl av oce. senza timnìesse ni emutde dpla- . 
mdkhè, di severe c emnie verso, nn esodò di gover-, 
acre che di mollo maggior spazte aOc adgenae corren- ' 
ttete che ai b fcsg ni e aOe attése di vaa saeicii te 
tniimteo par la arid che ìm acuate a par le a fu r m di 
uacirae. 

- Nen stiamo pariaade dal eaammarau» m dd .rign er. 

di ic ag M s n ad^mdZ d aam.mtfi- 
DC a asm ttdti frm i 




> (Sd^iG io pan u ttinM) 


Dojpo le 


sconfitte 
ritentano 
una 




« 



» 


ROMA Di nuovo nn rapi¬ 
mento, il qùàrto nella storia 
del terrorismo: dopo i giudici 
Sossi e Di Crennaro, e dopo 
il calvario fdì. Aldo Moro," il 
c partito armato 9 torna a gio¬ 
care questa sfida alle ìstitu- 
sioni demoeratkbe. ./ 

: Un sequestrò di persona pre¬ 
suppone necessariamente un 
ricatto, e ^ sarà cura : dei ter¬ 
roristi precisarne i termini an¬ 
che ae già i riferimenti alla 
« chiusura del lager dell*Asi¬ 
nara» fanno ri»nete che le 
rìchieate vertetinho proprio 
snllé eoliddetio carceri 


spo- 


ÀUeaa lo^Brìgate jnm- 
ós'rìéabMA. im èopioòé già 
qierìmeiilalò? Oggi reversió¬ 
ne organista, si muove - m 
una situarne molto diversa, 
aia rispetto agli anni *74 e '75 
(Sossi e Di'Gennaro),.sìa ri¬ 
spetto alla primavera del *79 
(vicènda ‘ Moro). Non si i 
modificato soltanto il quadro 
politico e sociale del Paese, è 
soprattutto cambiata la realtà 
interna del « partito; armato ». • 
Esso ha ora l'esigénsa di ten¬ 
tare di guadagnare « spazi ». 
che ha perso grazie, alla ee- 
atante ripulsa ^móentiea po¬ 
polare, e deve soprattutto fare 
i conti eon la sua profónda 
erìri politica, che ha prodotto . 
la recente valanga di confe»- 
siom dei c pentiti > » te eon- 
aegnentl cseoufitfo ariRtazà» 
(pesantissime) in 
ne d'Italia. Inwmma, In 
sto moinento i' vertici del ter¬ 
rorismo-baàmq bisogno il 
«tutto ' di (tecmilrtiiió- 
« credibilità » al Jorò - 
Pndiàbilmente . è • quésta la 
n.cioiie.: principale che . ha 
spinto te Brigate rosse a ri? 
percoriere nna strate che neL 
la-primavera del *79, eoa Tas- 
sassinio di Moro, portò ad mi 
sostanziate fallimento politico 
di qneiroperazione criminale. 
In quel caso, infatti, non solo 
te Br non ottennero fl rico¬ 
noscimento politico che cerea- 
vano, ma nel c dopo-Moro » 
si trovarono dinanzi a dissen¬ 
si e spaccature che in questi 
due anni si sono approfondi¬ 
ti. E* dei giorni scorsi Talta- 
lena di rivendicazioni e sni e o - 
tile che hanno seguito gli as¬ 
sassini dei dirìgenti industria¬ 
li di Milano, Renalo Briano 
e Manfredo Mazzanti: la c co¬ 
lonna Walter Alasia » firmò 
quei delitti, ma poi fu s c a n 
tessala dalla cDìrezìaae stra¬ 
tegica», che bollò come cev- 
rentarzsti» i killer dette «co¬ 
lonna Walter Alàsia » e — per 
dare maggior peso afla at o m o 
niea — fece ritrovare mm co¬ 
pia della «RìsolnzHMio della 
Dimdone Strategica » falla 
nscire (si dice) dal snpercar- 
cere deirAsinara neiroitohre 
scorsa. Allora gli carrentn- 
rùtià replicarono conferman¬ 
do la rìvendkarioDe dei dne 
omicidi e facendo sapere che ; 
loro si rkonoscévano soltanto . 
nella .«Risriesioae Stiategi- 

lo*- 

po il « caso Moro ». 

Tra i dne docnmcnli 
sembrano esserci -dìffe 
sostanziali. Si pnò s«ln no- 
Ure che nella risolnawne dd- 
l'ottobre seorsn si sortotinen 
rbe i crmtennti cd! rihzrnste- 
oe e dism titdnxiàne » devò- 
ae passare altravcran « num ti- 
nen di messe che dmtettàai 

i programmi «nmediati » eoa 
gli obiettivi piò genenH. 

A qnale fazione delle Brl- 
ple fosse, dnnqoe, * bisogna 
far risalire fl rapimeato dèi 
magirtralo Gìòvaaai D*ITf«or 
Brnbnbflmeate a qaella defh 
«Dho a te n o Strategica», la- 


dei *7ov qnella ascila d^ 


. Strgio Crhcuoti 

(S«gu« in pqhuIHma) 




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PAG. 2 runitÀ 


VITA italiana 




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Domenica 14 dicembre 1980 


Campagna di tesseramento per l'81 


~ ^ • 

A Napoli già oltre 

500 nuovi iscritti 

, 1 

Forte r impegno 

in tutto il partito 

\ 

ROMA — Risultati che confermano l'Impegno e la mobilita¬ 
zione del Partito per 11 tesseramento ed 11 proselitismo sono 
stati conseguiti nelle ultime settimane. Una rilevazione sla 
pure ancora parziale Informa che gli iscritti per il nuovo anno 
hanno raggiunto la cifra di 886.973 con 24.351 reclutati. Par¬ 
ticolarmente significativi i risultati di Napoli e Potenza le 
due città colpite dal terremotò. A Napoli gli Iscritti con la 
tessera del 1981 sono 14.702, oltre il 31% dell’anno scorso, 
con 548 reclutati. A Potenza 2710 (30,48% dell'anno scorso) 
con 200 reclutati. . • . ft .j 

Nelle grandi città, Torino e Milano hanno superato 11 
70% con migliaia di reclutati: Milano 60.445 iscritti (72%) 
2.448 reclutati; Torino 31.070 iscritti (71%) 1.412 reclutati. E 
poi Genova con 22 901 iscritti (53%) e 485 reclutati; Firenze 
con 40.700 iscritti (58%) e 350 reclutati; Bologna con 58661 
(627o) e 810 reclutati; Palermo con 6.621 (46%) e 371 reclu¬ 
tati; Cagliari con 4.898 (40%) e 396 reclutati, ' 

Tra le federazioni minori citiamo: Imola 10579 iscritti 
(73%) e 217 reclutati; Vercelli 3 999 iscritti (63%) e 101 re¬ 
clutati; La Spezia 12 578 Iscritti (71%) e 324 re<'lutatl; Trle.s*^e 
4.030 Iscritti (62%) e 99 reclutati; Viareggio 3.772 (70%) e 120 
reclutati. 

Il compagno Giorgio Napolitano ha cosi commentato: « Ri¬ 
spetto alla precedente rilevazione del 27 novembre la cam¬ 
pagna di tesseramento e reclutamento ha segnato un note¬ 
vole progresso, valutabile all’lnclrca — anche se 1 dati sono 
ancora parziali — in 230mila iscritti in più. Ciò significa che 
nonostante l’impegno straordinario che l’opera di solidarietà 
con le popolazioni terremotate ha comportato per molte no¬ 
stre organizzazioni, e non solo per quelle della Campania e 
della Basilicata, 11 laVoro del Partito attorno agli obiettivi 
fondamentali del ritesseramento e del ‘ proselitismo si sta 
Intensiflcanùo. Esso va ulteriormente accelerato per recupe¬ 
rare il ritardo delle prime settimane». 


Domani sarà consegnata a Fanfanì la relazione 

' ' ' . "> *■ -, 

Caso Bisaglia: il giurì 
prepara il suo verdetto 

Per i socialdemocratici le dimissioni sono definitive - Anderlini: «Nominare 
subito il nuovo mìnistt'o » - Gli ultimi interrogatori a Palazzo della Sapienza 


ROMA — Mentre II giuri 
d'onore sul caso Bisaglia si 
appresta a concludere i suoi 
lavori, la posizione del di- 
missionario ministro dell'In¬ 
dustria continua a provocare 
ostili reazioni fin - dentro la 
maggioranza. Il v-segretario 
del PSDl, Longo ‘ ha aspra¬ 
mente dichiarato: * Bisaglia 
non può venirci a raccontare 
una cosa per un'altra. Care- 
nini ha confermato resisten¬ 
za di certi rapporti con Pe- 
corellì». E. con evidente ri¬ 
ferimento alle voci su un pos¬ 
sibile ritiro delle dimissioni,' 
ha aggiunto: < Bisaglia ha 
fatto un gesto apprezzabile, 
ma le dimissioni una volta 
date, specie se ‘ irrevocabili, 
non si ritirano più >. . 

Da parte sua il presidente 
dei senatori della Sinistra In¬ 
dipendente. Anderlini ha chie¬ 
sto a Forlani « di sostituire 
immediatamente il ministro 
dell'Industria » perché si è 
ormai creata «una situazio¬ 
ne costituzionalmente scorret¬ 
ta. politicamente deprecabile». 


' In quanto ai lavori de] giu¬ 
ri. c‘è da dire che il con¬ 
fronto delle rispettive tesi 
è terminato soltanto a tar¬ 
da notte. Da oggi i senatori 
Ferralasco, Venanzi, De Ca¬ 
rolis, Malagodi e Filetti da¬ 
ranno il via alla stesura del 
verdetto che l'assemblea del 
Senato '^dovrebbe conoscere 
già nella giornata di martedì. 

Venerdì, per esempio, è sta¬ 
to ascoltato l'ex ufficiale del 
SIFAR Nicola Falde (coUa- 
boratore della agenzia OP fi¬ 
no agli inizi del 1974), già 
interrogato anche dal magi¬ 
strato Domenico Sica che 
da venti mesi ormai conduce 
l'indagine sull’oscuro assas¬ 
sinio di Mino Pecorelli. I 
risultati del colloquio ovvia¬ 
mente non si conoscono. SI 
sa però '"che Falde è stato 
chiamato per chiarire la vi¬ 
cenda deH’ispezione che subì 
alla fine del '74 dalla Guar¬ 
dia di Finanza su indicazio¬ 
ne del generale del SID Ma¬ 
letti. A metà del *75 U SID 
preparò poi una nota con la 


quale il generale della ' Fi¬ 
nanza Raffaele Giudice — 
arrestato per lo scandalo pe¬ 
trolio — viene accusato di 
aver avvertito Falde dell'ispe¬ 
zione. Ma in casa dell'ufficia¬ 
le'sarebbe statò egualmente 
rinvenuto « un '■ appunto ri¬ 
guardante la somma di 30 mi¬ 
lioni passata, da Bisaglia a 
Pecorelli ». 

' Gira e rigira, come si ve¬ 
de, il petrolio torna sempre 
alla ribalta e, in questo ca¬ 
so. anche U nome di Bisa¬ 
glia, S. ^ ’ r , 

Il nome del^capo doroteo 
vien fatto anche dal «gruppo 
di onesti' funzionari * dell’am¬ 
ministrazione finanziaria che 
nel '76 scrivono al comando 
generale della Guardia di Fi¬ 
nanza (dove sedevano il Giu¬ 
dice ed il latitante Loprele) 
per ribellarsi alle indagini del 
colonnello Aldo Vitali. Agli 
anonimi appare « doveroso se¬ 
gnalare cte il Vitali va insi¬ 
nuando che noti uomini poli¬ 
tici (quali rOn. Mmto. l'On. 
Bisa^a e altri della zona ve- 


Riunioni 
in Snrdegnn 
per In nuovn 
Giunta 
regionnie 


CAGLIARI — E’ all’esame 
dei partiti la situazione po¬ 
litica sarda, dopo il rinvio a 
mercole<ll della seduta del 
consìglio regionale per la pre¬ 
sentazione della giunta e del¬ 
le-dichiarazioni programma¬ 
tiche. * - 

segretario ^eaionale del¬ 
la Mario Puddu. ha con¬ 
vocato iier domani pomerig¬ 
gio il comitato regionale del 
suo jmrtlto per una defini¬ 
tiva presa di posizione sul¬ 
la giunta di imità autonomi¬ 
stica dopo le polemiche dei 
giorni scorsi con il PCL Al¬ 
lo scopo di trovare una ba¬ 
se comune di accordo, il pre¬ 
sidente della Regione, il so¬ 
cialista Rais, infatti, aveva 
rinviato il consiglio. 

Secondo 11 comitato regio¬ 
nale del PSI. che si è riunito 
assieme al gruppo consilia¬ 
re e alla delegazione per le 
trattative sulla composizione 
della nuova giunta regionale, 
« esistono margini sufficien¬ 
ti per arrivare a costituire 
la giunta di unità autonomi¬ 
stica. Risulta sempre valida, 
al di là di contingenti diffi¬ 
coltà. la base politico-pro¬ 
grammatica di tale giunta». 


Sinistra PSI 
in Emilin 
per il 
processo 
n Gioin 


BOLCXJNA — Più di cento 
militanti della sinistra socia¬ 
lista hanno sottoscrìtto una 
lettera indirizzata agli orga¬ 
nismi dirigenti del PSI a li¬ 
vello di serionl. federazioni e 
regionale ' den’Khiiltà - It^na- 
gna per chiedere, che I parla¬ 
mentari del parato .sociali, 
sta firmino' «la ptnpóeta' ra¬ 
dicale perché l'ex-ministro de¬ 
mocristiano Gioia venga pro¬ 
cessato ». 

Nel documento si chiede 
pure « che tutti gli organi 
del partito discutano in ogni 
sede la cosiddetta questione 
morale e s’impegnino, in con¬ 
creto, per dare al paese una 
classe dirigente politica se¬ 
ria, efficiente e non ladra ». 

' I firmatari « chiedono, an¬ 
cora. che gli organi dirigen¬ 
ti delle sezioni e delle fede¬ 
razioni emiliano-romagnole 
vengano convocati per discu¬ 
tere ed approntare gli stru¬ 
menti idonei per avviare la 
opera di pulizia morale» ne¬ 
cessaria per battere 11 qua¬ 
lunquismo. - 



I^ISGUSTATO rilevo 
^ silenzio gruppo Fiat 
, et famiglia Agnelli prò 
terremotati • Buonomo 
Portici ». 

Caro Buonomo (non so 
se sei un compagno, ma 
ti darò del a tu» ugual- 
mente: consuieralo tn ogni 
caso come un segno di 
cordialità), mi pare di 
aver letto che gli Agnelli 
a proposito dei terremotati 
qualàisa abbiano fatto. 

■ Sarò lieto di dame atto. 

Afa questo tuo telegram¬ 
ma mt offre una occasio¬ 
ne. che non voglio lasciar¬ 
mi sfuggire, di offrire ai 
lettoli un ritrattino veri¬ 
tiero della società in cui 
viviamo, e la Fiat vi fa 
da sfondo essenziale, eli 
Messaggero n ha pubblica¬ 
to giorni or sono la noti¬ 
zia che i primi uomini 

E ibblici a denunciare i 
ro redditi sono stati i 
deputati repubblicani, ini¬ 
ziatica lodevole dello quale 
non c’è ragione di non 
dar loro atto. Ecco, te¬ 
stualmente riportata, la 
parte che riguarda la si¬ 
gnora Susanna Agnelli, 
una persona seria, che me¬ 
rita fiducia e rispetto. 
< Ha dichiarato un red¬ 
dito oomplessivo (annuo, 
naturalmente) di 417 mi¬ 
lioni, 373 mila lire; un im- 
ponibile di 411 milioni 713 
nula hre e paga un’impo¬ 
sta di 222 milioni 426 mila 
lire. Le sue entrate deri¬ 
vano soprattutto da divi¬ 
dendi azionari (403 milio¬ 
ni 426 mila): ha dichia¬ 
rato infatti di possedere 
1.549.430 azioni iFI ordi¬ 
narie; 1.170.715 IPI privi¬ 
legiate; 66.487 IPI Interna¬ 
tional OTRI è la finanzia¬ 
ria della famiglia Agnel¬ 
li). Il reddito da fabbrica¬ 
ti (una casa a Monte Ar¬ 
gentario, Comune di cui 
Susanna Agnelli è sinda¬ 
co, e un appartamento di 
nove stanze a Roma) è 
di 2 milioni S2S mila lire. 
Quello da "lavoro dipen¬ 
dente " 6 milioni 60S mila; 
da "lavoro autonomo" • 


questo è il mondo 
in cui viviamo 


milioni 61 mila (collabo¬ 
razione al ’’ Corriere della 
Sera”. RAI "Espresso”). 
Ha inoltre due piccoli ter¬ 
reni a Monte Argentario 
e a Fregene. un'auto e sei 
domestici ». 

Ecco come è fatto que¬ 
sto mondo; e noi siamo 
lieti che ci sia possibile 
mostrarlo sull’esempio, ri¬ 
petiamo di una persona 
rispettabile. Essa guada¬ 
gna. lavorando con serie¬ 
tà. suppergiù 13 milioni 
all’anno, che non possono 
neppure lontanamente ba¬ 
stare per pagare i sei do¬ 
mestici che la servono. E 
poi incassa, pagate le tas¬ 
se di 222 milioni, circa 
ISO milioni (vale a dire, 
se abbiamo fatto bene il 
conto, quattordici volte 
tanto) sul lavoro di altri, 
in fabbriche e imprese che 
forse non ha mai visto e 
che probabilmente, con 
esattezza, non sa neanche 
dove siano. Bddate bene 
che questi milioni, o ci¬ 
fre corrispondenti, li ha 
ricevuti da quando è na¬ 
ta. unicamente perché si 
chiamava con un certo 
nome, e li seguita a per¬ 
cepire oggi (Ut dichiara¬ 
zione ' sopra riportata è 
deU’anno scarso) e forse 
la signora andava a in¬ 
cassare i suoi redditi men¬ 
tre nelle fabbriche da lei 
serenamente ignorate si 
stava decidendo di butta¬ 
re sulla strada gli operai 
che con i milioni a lei 
caduti dal cielo in un an¬ 
no ne vivrebbero ancor 
meglio pii di venti Chi 
sono, dove sono gli assen¬ 
teisti? 

Gentile signora^ 1 me¬ 
talmeccanici deUa Fiat, i 
suoi benefattori, sono con¬ 
tenti di lei. che è cortese, 
intelligente e. tutto som¬ 
mato. modesta. E hanno 
una fortuna, che lei non 
è i suoi fratelli, le pare 
poco? Se pensano che 
avrebbe potuto essere Um¬ 
berto o Basetta, la trova¬ 
no persino a buon mercato. 


^ / 

Il Tesoro non reimpiega i frutti della stangata fiscale 


Banca d'Italia: misure 
monetarie espansive 

Eccesso di denaro nelle banche già prima che venissero 
aumentate le imposte - Tassi d’interesse in ribasso 


ROMA — n ministero ha mo¬ 
dificato, in conseguenza dei 
provvedimenti fiscali, la ri¬ 
chiesta di finanziamento per 
coprire il proprio indebita¬ 
mento. nel mese di dicembre. 
Poiché -g^ in novembre il 
Tesoro era venuto a trovarsi 
con uh avanzo di cassa ~ 
anche’'gfìàzie al rinvio di uh ' 
finanziamento di 'mlUè mi-' 
Hard! destinato agli Investi¬ 
menti delle imprese pubbli¬ 
che — si calcola che la mi¬ 
nore richiesta di denaro del 
Tesoro per il solo mese in 
corso sarà di 2500 miliatdL 

CIÒ conferma ' quanto di¬ 
ciamo in sede di commento 
al provvedimenti fiscali: lo 
scopo della stangata non è 
la ' ricostruzione delle zone 
terremotate (che del resto 
richiederà molto denaro sol¬ 
tanto fra molti mesi) e nem¬ 
meno l’aumento degli inve- 
stimentL Lo scopo è ridurre 
Il potere d’acquisto. • r 'I , 

Ieri U Governatore della 
Banca d’Italia Carlo Azeglio 
Ciampi è stato ricevuto dal 
presidente del Consiglio For¬ 
lani proprio per esaminare i 


le conseguenze da tirare dal 
diminuito potere d'acquisto. 
La minore richiesta di de¬ 
naro del Tesoro crea vm im¬ 
barazzo per le ' banche, le 
quali': dlfipo^ono . di.,molto, 
denaro e lo hanno-finora' in- 
vestlt^p, la^mente, ad ^la-, 
simo interesse, nel buoni dèi 
Tesoro. Le banche e altre 
istituzioni pubbliche posseg¬ 
gono buoni del Tesoro per 
quasi settantamlla mUlardL 
I depositi bancari, diminuiti 
nella prima parte dell’anno 
(ed ancora In agosto) hanno 
ripreso ad aumentare in ot¬ 
tobre e novembre. Inoltre so¬ 
no affluiti in Italia, nell’ul¬ 
timo mese, consistenti cre¬ 
diti esteri, .i, ^ _ 

Come impiegheranno le 
banche questo denaro? La ri- 


I Saputati CMiaBistl aeno tmnti 
»S MMT* prwcDti SENZA ECCE¬ 
ZIONE a partirà «alla aaSuta SI 
martaSI 16 Sicaakra fi» Sai ani- 
tino. 


Proposte di Psichiatria 


I manicomi cessano i ricoveri 
Diventano aree di assistenza? 


ROMA — Per il 31 dicembre 
sono previste due importanti 
scandenze nel campo dell'aa- 
sistenza psichiatrica: con la 
fine deU’anno, cessa anche 
— a termine di legge — la 
possibilità di ammettere pa¬ 
renti negli ospedaU psichia¬ 
trici e non potraimo più es¬ 
sere rinnovate le convenzioni 
con le case di cura private. 
Che cosa significa, in realtà? 
Con U primo punto si affer¬ 
ma che in manicomio non si 
potrà ricoverile più nessuno, 
neanche coloro che in passa¬ 
to vi erano entrati e che suc¬ 
cessivamente erano stati di- 
messL Dunque, non potran¬ 
no più essere accettati nem¬ 
meno i ricoverati vokmtaiL 
Si pone subito una domanda: 
quale sarà il destino degU at- 
tuaU degenti nei manicomi 
italiani? Avranno la possi- 
' Mlità, In un prossimo futuro, 
di rientrare spontaneamente 
in ospedale psichiatrico, dopo 
esserne eventualmente usciti? 
E quale assistenza sarà loro 
gaimntità? 

Con una scelta dei tempi 
molto utile, hi questa delica¬ 
ta fase di passaggio deU’or- 
ganizzazione sanitaria del 
pzieae. il coordinamento na- 
rionale di Psichiatria demo¬ 
cratica ha fornito una serie 
di risposte a questi interro- 
gatlvL L’ha fatto nel corso’ 
di utm oonfereiua stampa, 
ieri mattina, a Roma, affron¬ 
tando con làbltuale franchez¬ 
za 1 temi chiave dU tutta la 
«questione psichiatrica». E 
soprattutto quelli lepitl alle 
prossime scadense. 

VI sono vod insistènti se¬ 
condo le quali il governo ri 
^onesterebbe a « risolvere» 
le inadempiense in campo 
sanitario, facendo ricorso ad 
un decreto che consentirebbe 
lo slittamento Indiscriminato 
di tutta la scadérne e ebe ri 


sovrapporrebbe al potere del¬ 
le Bièìaoni, principalmente 
quelle che hanno lavoreto « 
rispettato 1 tempL E* un at- 
teggjamento di dilazione che 
Psichiatria democratica non 
solo denuncia, ma che dichia¬ 
ra di non poter accettare; e 
la proposta che i venuta da 
alcuni suol esponenti (Agosti¬ 
no Pirella. Antonio Slarich. 
Franco Rotrib, Sergio Pira 
Vieri Marzi, Paolo Crepet, 
Pierluigi Adamo) è che con 
il primo gennaio prosrimo l 
manicomi cessino la loro fun¬ 
zione ospedàlierà. per traSfor- 
marsi in aree socloàssisten- 
riall. in cui si faccia assisten- 
aa ripaxativa, senza tlc c rrere 
a dimissioni selvagge. 

Queste aree, gestite dalle 
unità sanitarie locali, si ca¬ 
ratterizzerebbero cosi come 
strutture « progressive e aper¬ 
te», dentro le quali le perso¬ 
ne in condlrione di ospedar 
lizzarione potrebbero restare 
in una situazione di ospitali¬ 
tà (dunque, non « cmigekte > 
per tutta la vita) e di civile 
assistenza. Per far questo, ai 
tratterebbe di superare la na¬ 
tura giuridica dell’ospedaie 
psichiatrico e la sua attuale 
gerarchia; e oooonerebbe che 
lé Reglotii si impegnassero a 
presentare de! pèanl concreti 
lier il rlutlllaso del raanlcoal. 

E* questa l’unica strada, a 
parere di Psichiatria ' 


Manifesiazioiii 
del PCI 



É V 

la T»m. 


eretica, per ix» riudere a 
snaturare la riforma sanita¬ 
ria e per uscire dalla fortilce 
del controllo manicomiale. L* 
altro aspetto, strettamente 
connesso al primo, riguarda 
le convenzioni con le case di 
cura private. Qui. rachiatria 
deraocretica afferma: siamo 
per il liriTetto delia legge, ma 
è chiaro che dove le situaziO' 
ni ri sono lasciate marcire, 
non si potrà pretendere di 
osservare le scadense. Le con- 
vensfonl, poò. dovranno es¬ 
sere limitate nri tempo e ga- 
rentlre un oontroUo pubblico 
delle unità sanitarie locali e 
delle RegkmL Con questo se- 

E k) di pcogresrività, ri dovrà 
vorare in direzione della 
riforma, tendendo alla dimi¬ 
nuzione dei peaU letto oon- 
venzionatL 

Intanto, Prichiatria demo¬ 
cratica riiaocia TiniziaUva, 
eone tnov tt ne n lD. per sup s i» 
re le mende a le grosse dtftl- 
coltà che la l e g g e suirasri- 
stenaa psichiatrica incontra. 
Annuncia per Ipreariml giar- 
ni un’assemblea nazionale a 
Trieste e un convegno pro¬ 
mosso insieme alla COIL. Al¬ 
tre iniziative verreimo pre¬ 
se per i manicomi gtndisifurl. 
come un seminarlo a Peru¬ 
gia. in coBaborazione con il 
CNR, sul tema della pe rizia 
psichiatrtea. Ancha rorgano 
di stampa dri movimento. Fo¬ 
gli di informazione, sarà pre¬ 
sto rinnovato e amptlato. Ma 
la notiria più mteieresiiU. 4 
fone questa: donunica pres- 
di Bona, Pe- 
a vWtara 
del Santà Mbria 
dando inirio cori 
di tnlriatlre eul- 


U 

troariU, 


1 padigUoQi 
dwanetlC i 

ad una su 

turali sdì 


ri r e cher à 


. ^ <■' 

neta) si Celino dietro ad'ope¬ 
ratori economici e manovrino- 
per propri fini anche noi fun¬ 
zionari dell'Amministrazione 
doganale ». . v v.,} 

In realtà, ntìU'ormai famo¬ 
so rapporto dell’ottobre '76, 
Vitali non citava nomi Idi uo¬ 
mini ' politici: indicava come 
« veri » proprietari della Co¬ 
stieri Alto Adriatico Bruno 
Musselli, latitante in Svizzera, 
Mario Milani attualmente in 
carcere ed un « noto esponen¬ 
te politico (o suo parente) ». 
Aldo Vitali, in questi quattro 
anni, non ha mai detto a chi 
volesse riferirsi. E’ singolare, 
quindi, che questi funzionari 
colpiti dalie indagini dell’uffi¬ 
ciale (ma gli ispettori Spac- 
càmonti e Pistella sospetta¬ 
vano che la lettera anonima 
potesse essere stata scritta ‘ 
dagli stessi contrabbandieri 
forse in combutta con 1 do¬ 
ganieri corrotti) facessero fin 
dal febbraio del '76 i mani 
dei due importanti esponenti ■ 
democristiani. 

g. f. m. 


sposta implica decisioni 
espansive della politica mo¬ 
netaria. Nelle scorse setti¬ 
mane sono state sottoposte 
al Tesoro ed allq Banca 
d’Italia, da parte delle orga* 
nizztoqnl^Jtella pl eéola -lny 
presa,” due'ripi di richieste: 
-I) aumentare il voiunre 'dt 
credito a cQspoeizlonè "delie 
imprese almeno per quelle il 
cui indebitamento è più mo¬ 
desto (piccole imprese), fra 
i 130 ed i 500 miUorn .(sotto . 
1 130 milioni non vi sono 
limiti amministrativi al ere-’ 
dito);-2) portar^ da cento a 
iniUe miH arrii, lo sconto di 
cambiali per 1 produttori 
agricoli o per altre categorie 
di imprese che ut lW n ano ri¬ 
sorse Interne .e vedono la 
loro produzione limitata dal¬ 
la mancanza di crefUto. 

Va. osservato, tuttavia, che 
le pósslMUtà di una ma¬ 
novra espansiva del credito a 
sostegno della produzione 
era possibile anche senza 
che venissero adottate le 
misure fiscalL 


chiatrias. 


Gigncirio AngglonI 


Illegittime 
per lo Corte 
dei Conti 
le nomine 
allo RAI? 


àOMA — Anche la Cor¬ 
ta dei Conti ti sarebbe 
pronunciata contro i*eu> 

' monto dolio carleho di vi* 
codirottoro Rei, l’etto più 
ccandahMO dolio lottizza¬ 
zione eelvaggla voluta dal¬ 
li maggioranre «preàm- 
bollata» in ceno al Con- 
, sigilo di amminlatraziono ' 
del Ponte radkrtelaviriva 
'Là Corte avrebbe' e- 
s pr c cao il suo peroro no- 
gatlvo .giudicando Illegit¬ 
tima quell’operazione de- 
cin n maggioranza, tra 
faroci polemicfia a dacl- 
eèmanta eatagglata dal 
: ra ppree antantt dal PCI In 
seno alla Rai. 

Dopo quatto autorovolo 
pronunciamonto quelle no¬ 
mine potrebbero oaooro 
Moocato o annullato: in 
questo modo potrobbo tor¬ 
nar# in discussione ancha 
tutto fi chiacchlorato or¬ 
ganigramma radiotalevicl- 
.vo approvato a colpi di 
maggioranza In uh dima 
roventa a s e c ondo I prin¬ 
cipi della lottizzazioiM più 
afacciata. La delibera in 
discusaione ora dovrebba 
tornare airaaamo dal Par* 
lamanto. 

L'aumanto del numero 
doi vicodirottori Rai fu 
decice dal (tonaiglio di 
amminiatrazlona nella tur¬ 
bolenta aeduta del S e 2f 
eettembre neH’ambito di 
una grande abbuffata di 
lettlstazionl. Wonoat a nta 
la legga di riforma dal¬ 
la Rai pravada re p racc a 
manto la praaanza di tra 
vicadirattarL II Conciglie 
ritanna di potarne aumon- 
tara a aue pladmanto II 
numére fino a dnque. L' 
eparBzfaaa non ora gluati- 
ficata da alcuna aa lg c n - 
za né f iornaliotlca né toe- 
nlca. né di aarvizio, In* 
aomma neeauno fino a 
qual momento aveva ao- 
riamonta avvertito la no- 
casafté di un ampllamon- 
te dallo carfcho di vico* 
direttore. Ma la m a gglo- 
ranza dol Conaigtio Rai 
-aro pracaata da aa lg a n aa 
di doaaggle a sellacitata 
da bramo 


Corano da gluMlaro 
Cmlllo RoaaL damoc ristia- 
no dI r oWaro dal TOI o 


Hat a, dalla n^aARre to¬ 
rà hirono htvantata lo 

di 


, Tutto questo In 
Ilo dalla appesizierw net¬ 
ta dei conriglieil designa¬ 
ti dal PCI (a cui al ag- 
gl u na a II rep u bbl i c a no 
Luigi Pirpo) o M 


c cl ln lp del alndaet che 
afrunanimità al 
spreaao oa nb o 
ne. Al momento dotta vo- 

I 


con e lil l erl del PCI 
don a r o no la sala dal Con- 


Patta che ai 
c o m p i er e In cagu t ta i 
sigllarl dal PCI hanno de¬ 
nunciato alla m a g latiat u 
ra R C e na l g lla di ammlnl- 

dl 



UnERE 




uftu tuftvti» juvurc «dei** 

[. Vogliamoperò far soffre quat- 
> che succede nella fabbrica dove 


Tante volte alla fìne 

del turno, torniamo a casa x 

piangendo di rabbia 

•c , r- 

Cara Unità, 

si parla tanto in questi giorni dei successi 
riportati dalle forze delFordine sui terrori- . 
sti. ma a ru>l sembra che ci si stia dimenti¬ 
cando che sono tutti successi di repressione \ 
del terrorismo e che troppo poco si parli di j 
come prevenirlo. Noi no)t vogliamo certo, , 
unirci a quelli che vedono il terrorismo solo 
come Conseguenza di questo nostro sistema 
di società capitalista e non scriviamo nem¬ 
meno per spezzare una lancia in favore del¬ 
la violenza. " “ 

cosa di ciò 
lavoriamo noi. 

E‘ questo un setifìcio situato nel Crema- 
sco. una zona dove la maggior parte degli 
altri lavoratori sono costretti a fare t pen- ' 
dolori e dove quindi t nostri padroni, consci 
di quanto sia oggi prezioso un posto di la¬ 
voro poco distante da casa, spadroneggiano 
e credono di essere in diritto dt farlo come 
se tutte le lotte e le conquiste dei lavoratori 
in questi anni per loro non ci fossero state. 

Qui, in questa fabbrica (siamo in 33 o 
poco più, quasi tutte donne) si ignorano i 
diritti sindacali (a volte non si concedono 
neanche i permessi alle delegate), e si cal¬ 
pestano i diritti civili e politici, con violente 
sfuriate (guarda caso) contro i comunisti, e 
si offendono le operaie con parolacce e vol¬ 
garità. ‘ , 

Ora. anche perché in questa fabbrica, le 
assunzioni vengono da sempre effettuate 
aggirando tutte le leggi esistenti sul collo¬ 
camento, su 35 dipendenti siamo solo in 5 o 
6 ad avere la forza e la volontà di reagire a 
questo stato di cose ed a partecipare attiva¬ 
mente alle iniziative del sindacato. 

Cosa ci costi in una situazione del genere 
mantenere la nostra lotta sul plano del con¬ 
fronto civile, lo sappiamo solo noi. e quanto 
ci costi resistere alle tentazioni di gesti 
sconsiderati, quando tante volte, alla fine 
del turno, torniamo a casa piangendo dt 
ràbbia. 

Io credo che se veramente si vuole toglie¬ 
re spazio a quelli che predicano la violenza, 
se veramente si vuote evitare dt trovarsi 
sempre a chiedersi, dopo, perché tanti gio¬ 
vani si lascino coinvolgere nella spirale del 
terrorismo, tutti (amministrazioni locali e 
poteri costituiti compresi) debbono impe¬ 
gnarsi seriamente come lo siamo noi comu¬ 
nisti e come io è il sindacata per porre fine 
a queste vere e proprie barbarie. 

LETTERA REMATA 

ds due operaie di Trescore Cremasco (Cremona) 

«cAzznrri» del no^e 

con •^gganci)?^ neri : - t i i ^ 

e «maniglie» «Toro 

Cari compagni. \ 

ve l’immaginate una squadra nazionale 
di calcio cosìformata: Caltagirone /*; Cal- 
tagirone 2*. Cattaprone 3^; Ursint, (^cia¬ 
ni, Sdndona; Lefebvre i* Cianeimtno, To¬ 
nassi, Rovelli, Lefebvre 2*. ^ ' 

Non et posso mettere il commendator 
Giuffri ed Arcaini perché sono deceduti. 
Ho messo Caltagirone /* in porta perché lui 
di porte ne apriva tante; i/rateifi Lefebvre 
f e 2* li ho messi all’ala destra e sinistra 
perché, parlando di ali, il ricordo andrà 
agli •Hercules». Sindona l’ho messo cen¬ 
trocampista di spinta, perché di spinte a 
diverse banche, nazionali ed intemazionali, 
ne ha date tante. - 

Questa squadra, io penso, vincerebbe di 
sicuro il •Mundiaiito» peY la sua poteraa, 
per I suoi magganci», per le sue •maniglie», 

L'INO PALA 
(Ciiiaravalic * Ajkom) 

La tentazione 
di marinare la scuola 

Cora Unità, 

al prefetto (e al questore) delta mia città, 
Reggio Calabria, ho inviato in questi pomi 
la seguente lettera: •Stiamo attraversando 
un periodo veramente triste delta nostra 
storia. Le nuove generazioni sono abbando¬ 
nate a se stesse ed esposte alla visione di 
una straordinaria fioritura dt attività iile- 
galL 

•Anziché circoli di cultura, palestre 
sportive, centri di perfezionamento e dt ag¬ 
giornamento, prosperano indisturbati i 
ni^t-club, le discoteche, i cosiddetti circoli 
ricreativi e i ritrovi ciandestini. dove trova- 
HO fatile esca lo spaccio incontrollato di 
' alcooliti e di ogni altro tipo dt sostanze 
voluttuarie, droga compresa. 

•Aleuti di questi locali iniziano la loro 
attività nelle ore antimeridiàne, la qual co¬ 
sa provoca nei giovati la tentazione di ma¬ 
rinare la scuola. 

•Alle autorità competenti resta il dove¬ 
roso compito di reprimere gli abusi che pa¬ 
lesemente commettono i surriferiti esercizi 
non osservando i limiti delVorario». 

NELLO CAPITINI 
(Reggio Calabria) 

Arrivati a cinquant’anni 

ci vengono a dire 

che abhhuBO sbagliato tatto 

GuvUnìti, 

Per molti che, come me, net1945avevano 
vent’anti o quasi, i primi anni del dopo¬ 
guerra sono paragonaMt ad un corso di 
recupero culturale SKcelerato. Scopriamo, 

• tmche con Vtinto di Vìnoriti, Imkt tenumm 
americana. Attraverso le compagnie di pro¬ 
sa, stednU e no, ti acc ost am m o sd Tesoro 
europeo. Per ìa prima volta sentimmo par¬ 
lare di espressiotismoL. E poi il cinema e il 
neorealismo, h^ne Gramsci e tanti altri. 

Oggi, arrivsat a tinquam'anti o ^ di R, 
ti vengono a dire die abbiamo sbaglimto 
tuttsK Non Melville o Fltxgerald snmem m o 
dovuto leggere ma I gisuli di Raymond 
Chandler e di DashMgfammet, Macché i 
film di Rosseltiti o di Long o sk Dreyer, 
quelli di Totò dovevamo vedereì 
ìrotia a parte, credo sia ora ^ qusdeu- 
no risp onda a queste operasiom difunam- 
botisnto culturale Mvicbte sdie montature 
skl nuovi filosofi fianeesi che std una seria 
rtvtsUaslone entioL Certame nt e mm 


estranee, a queste operazioni, ragioni squi¬ 
sitamente commerciali: si sa: il riciclaggio 
dei fondi di magazzino, se oculatamente 
gestito, può dare una resa impensata. Però 
certe sfrontatezze potrebbero essere almeno 
contestate. . , ' < » 

Non voglio qui calarmi nel merito delta 
rivalutazione del •gialli». Invece due paro¬ 
le su Totò, eletto a nume dello spettacolo 
nazional-popolare (il), le voglio dire sotto¬ 
lineando un semplice dato di fatto: il perio- • 
do più infelice del cinema italiano, dopo 
l'offensiva democristiana post aprile 1948, 
ha come segno distintivo soprattutto ifilm ' 
di Totò. con la sua corte di Silvane Pampa- 
nini, Franche Marzi e via dicendo. 

Ma è davvero possibile ignorare che, sal¬ 
vo rarissime eccezioni, i film in questione si 
reggono su situazioni e doppi sensi tipiche 
del più becero avanspettacolo? Ritenendo 
di no debbo dedurne che qualcosa non qua¬ 
dra. 

Tuttavia sarebbe bene che quqiehe voce 
più •autore'.'ole» chiarisse sulle pagine del 
giornale quello che per me risulta pur sem¬ 
pre un artifizio -letterario». Anche perchè 
non vorrei che fra un po’ di tempo qualche 
spericolato intellettuale (magari non tanto 
aisinteressato) rivelasse che a .noi poveri 
cristi è sfuggita la grandezza di Macario. 

AUSANO LORENZETTI 
(Milano) 


Gramsci aveva detto 
Ora possiamo dire... 

Cara Unità. \ . 

’ è'tiunta Fora che II PCI assuma respon¬ 
sabilità di governo dello Stato, senza ten¬ 
tennamenti e timori di qualsiasi natura. 
Qui si tratta di salvare la Patria. \ 
Gramsci aveva detto: voi fascisti portere¬ 
te alla rovina l'Italia, spetterà a noi comu¬ 
nisti salvarla. Ora possiamo dire: voi de¬ 
mocristiani avete rovinato la Repubblica i- 
taliana. nata dalla Resistenza, spetta a noi 
comunisti salvarla. 

ARTURO DATTOLA 
(Moncalieri - Torino) 


L’enigmistica è fatta 
anche così 

Caro direttore, 

la •perla» che il lettore Sergio Save dt 
Ronco Biellese (/'Unità del 7 dicembre u.s.) 
ha creduto dt trovare nella definizione di un 
cruciverba di «Parole Incrociate», edito dal¬ 
la Tedeschi dt Firenze e delta quale faccio 
parte (l’estrema sinistra “ MORTE), ' una 
perla veramente è ma in senso positivo per¬ 
chè sifratta, in tentiti enigmistici, di W|d 
cntto^iralia-mnemonica assai bella (autdrd 
•Lucignolo») e nòh di una batttifddal duh^ 
- bio.gustq.^Iifatti •estrema» sta per.nultf- 
~7na» Mòrdine di (empà, còme ultimo evento 
delta vita, e •sinistra», sta per raccaprìe- 
tiahte, che incute paura perchè (brutta co¬ 
meta morte, si dice), da culla soluzione cka 
è MORTE. 

Per consolare il lettore e indurlo a perse- 
’ verare nella sua passione enigmistica ècco 
, qui sotto altri simpatici esempi tratti dalia 
[ «Raccolta di Crittografie» di FrofteercoGo^ 
merci (Medameò): . 

CREMATI - I partiti alle urae (rertm, 
che se ne sono andati per sempre, cioè mor¬ 
ti); - * 

SPOGLIARELLO l^ovimento di Ube- 
razìoue della donna (liberazione... dagli in¬ 
dumenti); 

COMUNISTA >■ Manco per idea! (man-' 
cino, cioè di sinistra); 

REGNO DEI MORTI La maggioraA- 
za silenziosa (non necessita commento, in 
tutti i sensi!); 

OPERAZIONE AL CUORE • Apertu¬ 
ra a sinistra; 

MANCE B BUSTARELLE « Armi del 
brigante (colui che briga, che si dà da fare, 
ma sempre brigante èX 
• E perfinire, se si sentisse un deputato de, 
dichiarare solennemente che è deciso a 
•battere i rossi», non ti sarà da preoccupar¬ 
si perchè, tutt’al più, se ne andrà a casa a 
farsi..: una frittata! / •rossi» sono quelli 
delle uova. L’enigmistica è fatta anche casi 

Grazie per l’ospitalità. 

GIUUO BRUNNER 
Cspo redattore di 
«PSrole lacrodate» (Fireaze) 

l ' 

Tuttavia l’afiissjitore. 
con un po’ di fantasia... 

CkiniUnità, 

da circa tre mesi mi sono assunto il com¬ 
pito di affiggere ogni giorno fXJnità alla 
vetrina della sezione in sostituzione del 
compagno che dopo averlo fatto per ben 
sette anni ora non se Ìa sentiva mù (ma 
pienamente giustificato: classe ISWi). 

X} alle due •lettere» dei com- 


Mi riferisco 
pagti Serri (II/II)eFilitti (27/11) per con¬ 
cordare appetto con i loro rilievi, aggiun¬ 
gendo di mio che anche nelle pagine interne 
capita spesso che un foglio sia utile in en¬ 
trambe te facciate ma che una resti inmtiHs- 
zeta. 

Tuttavia r«tffissatore. con un po' dt fan¬ 
tasia, può sopperire a talune manehevotex- 
se. La nostra vetrina può contenere un mas¬ 
simo di sei pagine, ma quando la pubblicità 
viene sistemata in senso verticale, con s e nte 
un utilizzo per sovrapposizione di otto pa¬ 
gine e anche nove. Un altro espediente può 
essere quella di ritagUare il •pezzo» utile 
di ieri appon e ndolo sulla pubMitità odier- 
' IM mediante graffiztura 'e con to scotch in 
quanto tutti gli articoli dè/rUnità sono 
senqne attutii e non pettegolexxL 

Un’altra buona aorma è quella di evidem- 
siare gA articoli più stgtiflcativi contor¬ 
nandoti con pennarello (ma sema esagerare 
per non cadere nel superfluo e qtindi a tut¬ 
to donno per Vattemione del lettore) specie 
quando si tratti di polemica eoa i giornali 
padronali, oppure in fatto di questtine mo¬ 
rale. politica, ere. 

Jqfine non è male aggiungere dt proprio 
, un piccolo ritaglio (battuto a moctidna o 
sempre su fondo pubblicitario) che ricordi. 
In cogreìazione ad artìcolo interessonte, I 
ritardi per certi amiti, gli annosi praMemi 
i eat progetti dt hgge dormono nei cassetti 
ndtisteriali. come le riforme satitarim, 
penstotistica, la protetione civile a ria m- 
spettando... ... 

CARLO SARTORia 
•VamBi) 


■l.-A. 


•» ’ì fe. 




Us ri.'.’.’'. 


ì 

.j^A 





















r. AVt/W^'tS^f.' ^-.M V^Lig*^ 


:A 5 


Domenica 14 dicembre 1980 


>1 iutieri meesl In gabUa 
dietro cancelli e muretti. 
Lo stradone di sampietrini 
a quattro corsie che parte . 
dritto dal Colosseo. Le mac> 
chine e i pullman dei turi¬ 
sti in colonna che prendo¬ 
no la rincorsa tra un se¬ 
maforo e l’altro fino a per- 
dersi nel nodo inestricabi¬ 
le di piazza Venezia. Mo¬ 
numenti più automobili; lo 
accostamento cinquant’anni 
fa a qualcuno sembrò per¬ 
fino ardito e moderno, al¬ 
la maniera di Marinetti. Le 
Corbusier venne a Roma 
giusto nel '30 per un ciclo 
di conferenze e volle fare e 
rifai'e in macchina quella 
via dei Fori Imperlali ap¬ 
pena inaugurata. Tornò a 
Parigi entusiasta. , 

• Mezzo secolo dopo le au¬ 
tomobili stanno ancora in 
mezzo ai Fori in fila in un 
€ ingorgo veloce » che co- 
. mincia la mattina alle 8 e 
finisce dodici ore più tardi. 
Intanto i monumenti stan¬ 
no agonizzando, il gas di 
scarico fa saltare il marmo 
come fosse gesso, gli archi 
e le colonne jmrdono pezzi 
giorno dopo giorno, un na¬ 
so, una faccia che ieri c’era 
e oggi non si legge più. In¬ 
tanto il centro storico di Ho- 
ma è diventato una spe¬ 
cie di informe city di ne¬ 
gozi, banche, uffici, mini¬ 
steri e il torrente di mac¬ 
chine che proprio questa 
vecchia strada sputa tra i 
vicoli e le vie dei rioni si 
a\'via ad una paralisi pro¬ 
gressiva. 

n processo cominciato 
cinquant’anni fa si è com¬ 
pletato e la città è ad un 
punto di non ritorno. Quan- ' 
to ci metterà l’arco di Set¬ 
timio Severo (o quello di 
Costantino) a perdere le 
sculture? Poco, pochissi¬ 
mo. Si deve intervenire ur- ^ 
gentemente. A giorni verrà 
tolta di mezzo via della 
Consolazione, una stradina 
costruita nell’SOO a spezza¬ 
re in due i Fori dal colle 
capitolino con la massiccia¬ 
ta e ì sampietrini messi a. 
coprire un pezzo di tempio 
e il tracciato in salita del¬ 
la via Sacra. Ma è un’altra . 
Roma quella che si vuole 
far nascere, ima città mes¬ 
sa nelle condizioni di ritro¬ 
vare il suo centro storico.. 
Un’idea affascinante, un 
programma audace é previ- 
dente che contrasta con la 
passività, il fatalismo e l’i¬ 
nefficienza di tanta pàite 
dello stato.- i i■ :-<i- - - 
Il piano prevede un par¬ 
eo archeol(^ico che. paten¬ 
do dal centro giunga fiho al- : 
l’Appia Antica.^.E’/previ¬ 
sta la . chiusura' di ' via '' 
dei ■ For^, Imperiali. : in 
un lungo ' tratti). Al/'pò-', 
sto dell’asfalto M riporte¬ 
ranno fuori parti intere del 
tessuto della città antica, il 
foro di Nerva, ' quello dì 
Cesare, templi, colonne, fon 
damenta che durante il fa 
seismo furono riportate al¬ 
la luce (a prezzo della di- • 
strozione di un intero quar¬ 
tiere medievale e della ^ de 
portatone di 5.000 persone 
verso le borgate di perife 
ria) e frettolosamente ri 
sepolte. Certo,- i problemi 
non mancano; -certo, sarà 
da risolvere • la questione 
traffico, ma l’operazione si 
deve fare.. r • ■ 

; « Via dei Fari Imperialt 
— dice Giulio Carlo Ar- 
gan— dal punto ài vista 
urbanistico è stata un erro¬ 
re gravissimo, tanto quan¬ 
to corso Rinascimento e via 
della Conciliazione. Qui, a 
ridosso dei Fori, &era un 
quartiere, un tessuto socia- = 

■ le vivo, vitale ed è stato 
amputato ' per sostituirlo 
con - un rettifilo d’asfalto. 
Era la stessa U^ica con cui 

\ si era costruito V "altare 
della Patria^' (costato al- 

■ tri sventramenti), con cui 
' si era realizzata una assur¬ 
da piazza Venezia, che di¬ 
ventava un innaturale cen¬ 
tro della città». 

Una scelta urbanistica 


Colloquio 


con 


Ritrovare 
il centro 

storico 

. ■ - - . / , . -■ < 

per una 
nuova 
idea della 



La zona delimitata dal ' 
tratteggio, da piazza 
Venezia al Colosseo 
. (sullo sfondo).. 

comprendente i Fori ; 
Imperiali, diverrà ~ 
parco archeologico. 
La Via del Fori Imperlali 
scomparirà 


Scavare k radia 

Via dei Fori imperiali è un grave errore ur^nistico - L’allarme per i danni provocati dal 
traffico ai monumenti - Un patrimònio di storia sotto l’asfalto - Il parco archeologico 




/ «v ':-. 




AÌK.ATA 



4 ■ 




I-li 5 i 


^ J»* •••VLI 



A R X ^ 


..... r -SI. • 


COMITIVM 



La cartina mostra i monumenti deirantica Roma, fra Faftuala piazza Vanezia a il Caiqssao. La rana In ipigia. indica 
quelli ancora ricoperti : che dovranno assera - portati alla - iuca^ ricostruendo l'originalo assetto ■ • 


die apriva la strada a pro¬ 
fonde trasformazioni soda¬ 
li e urbane, che prefigura¬ 
va una funzione nuova per 
i vecchi rionL Un tempo 
sidenziali ‘ e popolari, di¬ 
ventavano una specie di 
centro direzionale. «E’ da 
anni — dice Aigan — che 
abbiamo cosciènza della 
gravità di questo "errori' 
urbanistico. Ma oggi c’è un 
elemento di allarme in più, 
che impone di agire subito: 
lo stato dei monumenti è 
gravissimo. E questo è il 
segnale del gradò 'di in- 
compatibilità che c’è fra 
centro storico e centro Se¬ 
zionale ». • - 


■E allora si capisce che ; 
l’operazione su via- dei Fo- - 
ri Imperiali non è solo una ^ 
«luestione di : monumenti. ; 
< Chiudere questa' strada : 
— aggiunge Argan — non 
serve solo a recuperare una ^ 
striscia archeologica. Certo 
anche questo conta: è im- . 
parure restituire una uni- ; 
tà spezzata ai Fori, è im-. 
portante arrivare ad una 
lettura migliore, ad una co- : 
noseenza più' profonda del 
fedito urbano della città ■ 
antica. Ma con questa ape- > 
razione si purità più in alto, ■ 
si costruiscono tè condizio¬ 
ni per un mutamento di 
qualità di Roma, per una 


rìqualifKazione del suo ceri-, 
tro storico ». • 

'E’ questa aBorà la chiave 
per leggere anche-'ll pro¬ 
getto dei parchi ardieolo^ 
gici delFAppia Antica e di 
Vejo, due cunei di verde 
die penetrano da sud e da 
nord fino ai centro della 
dttàr < £’ la rottura — dice 


game impari, tra una dttà. 
gonfiata p& decenni. dalTe- 
sterno e che ora sta «espor¬ 
tando» nel suo hinterland 
(nella zona dei Castelli) 
problmni e contraddizioni ' 
enormi e drammatiebe. 

- - * Mezzo secolo fa — con¬ 
tinua Afgan dietro al 
grande sventramento di via' 


Aigan — delVaneUo di con- y dei Fori Imperiali non c'era 

_- *1. a' _1**_lÌaA _ta^.^_».• 


tenzione ' m cui è chiusa 
Roma. XJn cerchio grigio dt 
periferia che stringe ed af¬ 
foga U centro e al tempo 
stesso fa da barriera al rap- 
p&ilo tra la capitale ed il 
suo territorio»: Ed è an¬ 
che qui uno dei mdi ur¬ 
bani di Róma, in questo le- 

; ■ ; . : ■ : . j I, : '-i 


solo mediocrità culturale, 
non solo la retorica trotir, 
fia della romanità ma an¬ 
che e s opr a tt u tto una po- 
litim di apertura alla spe¬ 
culazione. Questa ' stnida 
tión aveva fràinone ni ,di- 
gnità. Non erano ' pi* 
Champt Elisées, era aa tu 


' ho per .automobili..la cui 
funzione di : massimo pre¬ 
stigio eranò, figurarsi, le 
riviste militarL Ma riusci-■ 
va al contrario a mettere' 
in moto un processo di trà- 
sf orinazione, tutto negativo, 
della capitale segnato pro¬ 
fondamente dalla logicò del¬ 
la rendita paròssittàia e da 
. quella dei palazzinari. Chiù¬ 
dere i Fori imperiali si¬ 
gnifica inverUrè ima ten¬ 
denza ed anehé; affrontare 
per la prima volta su scala 
cosi vasta e in modo nuovo 
U rapporto tra città antica 
.e . moderna, r L'operaziqne 
•, che ’òrtt'Iowd •coraggiósa* 
mente U sindaco PetroseUi 
! pud ngrwè ; roboio - di mia 

■ rebisione^ or fzitto 'il pro¬ 
grammò urbanisUeo della 

■ capitale *. v ! 

Un mutamento ^e inve¬ 
ste assieme centrò e peri¬ 
feria, Dia che certo tocca 
innandttttto i vecchi. rionL 
TrasformatL imbrnttitì^: in-' 
golfati di macdiine, di mi¬ 
nisteri con migliaia di di¬ 
pendenti che spendono ore 
' dellapTopria vita chiusi in 
'macchina in mezzo a^i.in¬ 
gorghi-Ma die significa 
cambiare questa funzione 
direzionale dèi centro? Un 
esempio viene; proprio dal 
VCainpidoglio: c’è un pro¬ 
getto pò- fratferire la gram 
de maggioransa degli uffici 
amministrativi da^ antidii. 
edifici che wrgono in d- 
'ma ài colle. £ questo da¬ 
rebbe uno sp^o nuovo ai 
. museiL òlle istìtozioiii cuF 
turali, saerificaté, malcmi- 
ce, funzionanti a m^zzo sér- 
vizio e.magari om le can- 
tipe piene di opere d’arte 
. lasdate B, in fiìgorifero. : 

« Io crédo •— adGfeiina Af¬ 
gan — che sia questa l’oc- 
eàsione auche pré cercare . 
; strade nuove di intèrvento- 
pubblico nelle questioni nr- 
banùtichei Per una riqua, 
j Zificomme in senso potitieo 
e culturale, penso ed esem¬ 
pio allo stamùmento di 


-fondi da parte dello Stato 
(quello 1 stesso . Stato che 
questi ^oblemi ha contri¬ 
buito sino ad oggi ad in -, 
gigantire) per andare rapi¬ 
damente alVesproprio, per 
fini di ^pubblica utilità, di 
alcuni nuclei direzionali 
^ pàriicoiqrmènte dannosi. - 
' Ho già fatto altre volte un ' 
esempio illuminante. _ Tre 
anni fa Palazzo Poli, prò- 
'. prio"dÌetrò Fontana di Tre- 

■ vi, stava per essere trasfor-- 
moto nella sede centrale di 
una grande banca. La giun¬ 
ta capitolina impose Vdequi- 
sto-d^ parie dello Stato « 
ora li al-postò' di impie- 

.'goti è "uf^i (ovvero: di 
tiuoop.. traffico,, di nuova, 
asfissia) c'è là Calcografia 

■ nazionale. Vn altro esem¬ 
pio: di fronte < o Palazzo 

■] Chigi oggi c’è il grande- 
edificio ; della Rinascente. 
:Che -sewo ha' un grande 
magazzino in una zona chiù- > 
sa al traffico, dove penino 
trasportare la merce diven¬ 
ta un, ' problema? Questo ■ 
mentre non c’è spazio per 
: una adeguata sède della 
stampa liazUmale e interna- 
; zionale, che oggi è costretta 
' in una specie di soffitta ». 
E stiamo parlando della 
trasformazione di un cen¬ 
tro storico dove già sono 
avviati cambiamenti = seri, 
dove già il Cmnune punta 
a restituire isolati e palaz¬ 
zi fatiscenti ai vecchi abi¬ 
tanti, invertendo anche per 
questa vìa la logica dello 
spopolaniento e della spe¬ 
culazione. 

' Mutamenti ^profcmdL di ’ 
sostanza, die si misurano 
sui tèmpi medi e lunghL 
Intanto, qualcosa sta cam¬ 
biando ràpidamente. E si 
attende che si possa toglie¬ 
re la prima pietra in qudla 
via dei Fòri ImperiaH, re¬ 
gno del traffico, della Ro¬ 
me bg night e dello « zoo »- 
archeologico, r.' 

; Roberto Roscani 


Paolo Bufalìni ricorda i fatti di Celano del 1950 


30 aprile 1950: sotto i col¬ 
pi dei carabinieri di Sceiba 
e dei cecchini del principe 
Torlonia cadono, davanti al 
Afunicìpio di Celano, in pro¬ 
vincia deUTAquila. due brac¬ 
cianti ■ poveri: Antonio Be- 
rardicurti. 35 anni, e An¬ 
tonio Paris. 45 anni. Altri 
dodici restano feriti e . tra 
questi tre donne. 

Quella data segnò un nuo¬ 
vo anello della tragica ca¬ 
tena degli eccidi di lavora¬ 
tori perpetrati nel dopoguer¬ 
ra, Ma non si trattò di una 
provocazione scatenata con¬ 
tro braccianti e contadini 
senza terra. Fu. se possi¬ 
bile. ancora peggio: una ven¬ 
detta del padrone, U prin¬ 
cipe Torlonia. contro una im¬ 
portante vittoria dei lavora¬ 
tori per rimponibile di ma¬ 
nodopera e per la terra. 

' Ecco come rUnità raccòn- 
tava i fatti: e Sulla piazza 
erano raccolti i gruppi di 
contadini: nella casa comu¬ 
nale si svolgevano i lavori 
della commissione per U col¬ 
locamento e i braccianti at¬ 
tendevano i risultati. Si sta¬ 
vano definendo i nomi di 
coloro che avrebbero dovuto 
lavorare, per turni, in segui¬ 


Quando; Torlonia 
sparare sui trac 


to, olla conquista di 350 mila 
giornate lavorative a carico 
di Tòrloma....l carabinieri 
aprivano. Q fuoco. J contadi¬ 
ni si gettavano a terra. Ed 
ecco che dal lato opposto 
deHà piazza altri colpi 0 
arma - da ' fuoco venivano 
esplosi da alcuni fùsdsti. La 
sparatoria si p^mngava per 
alcuni mìnatL Antonio Pa¬ 
ris cadeua in una pozza di 
sangue; così Berardicurti; 

’ così i 12 feriti. Non c’era 
\ scampo quella ' doménica 
sera». 

€Sì, i vero — ricordò 
Paolo Bufalìni, aSTepoca gio¬ 
vane segretario dèi nostro 
Panno in Abram i cec¬ 
chini di Torìmda eparmrem 
dalle finente. L'òbietthfo ora 
in ntiiè OiatteuHo Cauàrt - 
mi, oggi deputato, aOora za- 


gretario della sezione comu¬ 
nista di Cetano. Accanto a 
' lui erona i due braccianti 
' che furono colpiti dalle pal¬ 
lottole >. 

' L’obiettivo era quindi un 
' comunista (ed erano comu- 
x. 'nuli anche i due compagni 
' caduti) perché furono t co- 
mùnistL i socialisti, i compa- 
- gni della CGIL in un clima di 
grande unità a dirigere le lot¬ 
te per là terra (Pàolo BufaJi- 
ni. Luigi Sandirocco per la 
CGIL, Domenico Tarantini, 
' i socialisti Gentile, Paladini 
è ancora Bruno Corbi, Giulio 
Spallone, Nando Amiconi, 
Umberto Scidia e mòtti aUri). 

Nel Fucino - feudu m 
Terioahi — si MIè pur. dm 
■ * mesi; da f f wnai a a fttdfrmh 
da '59. Là pafide #«iippé 
erano: «Via Torioato»; 


c L’impmUnle <8 ' manodo¬ 
pera ». ■ 

I braccianti iniziarono lo 
sciopero a rovescio sui li 
mila ettari di terra da prìn¬ 
cipe, proprietario dei pode¬ 
ri, p a dr one ddlo xuedteri- 
fich che lavorava le barba¬ 
bietole. Sua era auche la 
Banca del Fucino. QueOà 
forma di lotta si rwOò ef¬ 
ficace coinvagenào i conta¬ 
dini e poi tutta la popola¬ 
zione della zona: dogli stu¬ 
denti ai commerciawti, dagti 
artigiani al clero. Ne restò 
fuori soltanto la DC. Cad¬ 
dero nel ridicolo anche le 
provocazioni di Scefba; di 
f n du ddm «Mi mOè popo¬ 
lar* kdurm ai - Iroic tanfi 
senza MsM. i ra m ar ti ddla 
Celere é o uettero li lw a rs i fra 
gH ag pl ani i c le borio Mia 


tPormilr i moai dèOa tal- 


fa — (fice Bufalini non 
volò un sasso. La' nostra 
grande forza fu qutita di 
non isolarei moL Trascor¬ 
remmo nottate infere a con¬ 
vincere gruppi di laoormtori 
cw cfiìconMO oinctu 
rustiche per impedire che la 
gion getaè rt* ?Te tòt-, 
re dose si scioperala». - 
Dopo tre settimane si de¬ 
cise £ lanciare Vnttimatmm: 
o entro tre giorni racc o r do 
per rimponi^ di manodo¬ 
pera ó si presùBavanu le 
aziende di Torionta. L’ntti- 
motum s oadeo B nn s a bota 
aOe 12. Ntila nette inm te¬ 
lefonata dei prefetto dèi- 
VAqmta: aveva Veedme di 
fare VimpsnSbde e di far 
p agare a Tortanta le gior¬ 
nata looorofe con gli scà»’ 
pari si raw a rf a. Ero lo sM- 
taria. Era: té grinta g rande 


la stràlcio della .^riforma 
agraria fé espropriato. ■ - 
. I lavoratori eàaqtiètarono 
coti 250 mUa giomate lavo- 
rotive e ad essi n on n ero pa¬ 
gati 14 stilanti (di m ansti 
fa) per ar rètta ti. Fa a que¬ 
sto jmnto die interven n e la 

- -«-• -- - - -J 

mruiDw* cvit nuuvui omo* 
re a lavorare? 

La notte di do m e ni c a 90 
aprile in una sala dd Co¬ 
mune si sfocona decidendo 
appunto gli elenchi dogli av¬ 
viali al ìmomr Non c’era 
accordò anche perdhi tre 
consiglieri dei PSl erano, nel 
frattempo, passati ai soctal- 
demoeratìcL La piazza era 
affollata di br o cc i o n t i che 
attendevano di leggere le li¬ 
ste. G fu qnri^ tafferu¬ 
glio e i earedrìnìeri spararo¬ 
no. pare in aria. Ma dalle 
finestre gii nomini di Tor- 
lonta sp ararono ad olfezza 
duomo, colpendo a morte i 
due compagni. 

Tutto VAbruzzo reagì su¬ 
bito con lo oc tap ora genera¬ 
le. Poi gii i n d im en ìi cab gi 
funerali ai quali p or t o c ipò 
Gtaòeppe Di VWorfo cita do 
Roma..por tnW qnri mesi. 
ooeM seg uil o 0 m aoim fntu 
di lotta. ' 

/Lo cerim on ia ^tiìgém aa-. 

^ J s i 4 • «V * ‘ ’ » > f t t 


S però, avanti per le lun- 
rghe.e suBa piazza ^ Celano 
U sole batteva forte. Di Vit¬ 
torio sbottò e ricòtto a Bu- 
p- fatiti: < Ragazzo mio. non si 
3 fò coti. Questa p over a gen¬ 
te è off amala, stanca, ad¬ 
dolorata. Le hanm> uccisa i 
figìL Non si può agg iu ng e - 
re altra sofferènza ». 

/ Dopo il rito funebre, nella 
manifestazione in piazza, 
paria Cantehni e si rivolge 
. direttamente ai due lavorato¬ 
ri uccisi: «Oro ocefe final- 
merOe tu pie^ le scarpe nuo¬ 
ve che non avete mot acuto e 
die vi siete comprati con 
rtmponibge». A queste pa¬ 
rale — i ricordo dì Bufoli' 
. ni è netta e commosso — 
dòlio, grande fòlla ti leva 
come un muggito di tempe¬ 
sta che sale e brenta sem¬ 
pre pià potente. sDi Vittorio 
mi afferra: "fallo finire, 
follo finire. Qui non sai co¬ 
sa può snecedere!”. La ràb- 
. bia e n dolore collettivo era¬ 
no visibiti. Feci smettere la 
orazione. Fot parlò Di Vit¬ 
torio. Sm tutti i botasti dd 
paese la gente aveva messo 
. Unxutia bianche con, non 
: ”r* nero: Torlonia come 
simbeta di lotta». 

G. F. MémiiiRa 


Sull’I/ni(è delI’S dicembre, 

: rarlicolo di Marino Livolsi 
(« Quelle immagini che non 
possiamo dimenticare >) per 
l’esattezza della sua analisi e 
degli allarmi che vi sono con¬ 
nessi mi sembra, tra l'altro, 
un tacito invito a una discus¬ 
sione proficua. Le preuccupa- 
zioni espresse da Livolsi sono 
più che legittime. Riflettendo 
sui comportamenti dei mass- 
media nelle lunghe settimane 
seguite alla tragedia del 23 di 
novembre, Livolsi mette l’ac¬ 
centò sull’a enorme ' consumo 
di produzione » (radio, tele- 
' visione, giornali) che ha pro¬ 
vocalo reazioni opposte e con¬ 
trarie: da una parte una c sor¬ 
ta : d’impietrimento », consi¬ 
stente neh fatto che non sia¬ 
mo riusciti a staccarci dalle 
immagini televisive e dalla 
lettura nevrotica dei giorna¬ 
li; dall’altra, « un rifinto im¬ 
motivato, non resistendo all' 
angoscia di questo dolore che 
invadeva la nostra sfera più 
. intima, con il senso di un’im¬ 
potenza quasi colpevole ». - - ' 

- Livolsi ha piena - ragione 
quando scrive che la comuni- 
. cazione è diventala, ' come è 
sua . natura, presto e - spesso 
spettacolo ' e « non solo ne! 
senso di alternare particolari 
agghiaccianti a momenti di 
assurda ufficialità. Verità e 
immediatezza alternate a 
chiacchiere e retorica... forse 
abbiamo vissuto riniziò di 
. nna fase nnova anche nel cam¬ 
pò della comunicazione: dif¬ 
ficilmente un evento si è im¬ 
posto con pari'violenza ed ef¬ 
ficacia. Purché non si finisca 
come quim sempre nell’^sne- 
fazioàe, nella rimozioné. Ma 
^ perchè questo non accada, non 
bisogna dimenticare o rìfiu- 
t'iisi di riflelterè a fondo: 
r • altriménti. gli'stessi mass-nié- 
ÌÀ diaTchè oggi, ci 'sovraccarica¬ 
no d'informazioni, ben presto 
si metteranno in moto per di- 
stiàrcr, ^vèriirei, riempire, la 
' ■ n'pètra qòòÙdlahiUi; di -gioco e 
mòdè .»V 'R'nò' àD’evàsione 'tò- 
tale e. allo sprofondamento, ag- 
ginngèrei, : in quei còdici che 
: fanno . di noi creature total- 
. raéntè.-étérod^té.; dà'quelli 
• vche' detengono il potete dei 
grandi ■ mezii.''di eomunieàsiò- 
-■ rie. Per'\a3èie''iii tali Irigòr- 
. gU,' òòn è neeessario essere' 
pèrsone del Pitto spregevòli. 
Basta èssere normali coma- 
, malori delle «idee correnti» 

: proposte e codificate dai mass- 

méÀa^ ' ; ' 

' Stèpan' Arkaderie, il fratel¬ 
lo di Anna .Kaienina, non era 
affatto, nn uomo spregevole. 
E cionondimeno Tolstoj ce ne 
ha dato im tìtraito. allar- 
■ màhté. 

Stepari Azàadevie è abboria- 
to .a un' giornale liberale e 
' non. legge che quello. Stepan 
' non appartiene dunque all'e- 
' atrèma, è aòltànio uno della 
maggioimiza. Scienza, arte è 
: politica non l’inieceasano sid 
’ serio. Le idee che egli pro¬ 
fessa aono.qiiélle indotte dal 
ano. gìohialg.'Stepan le modi- 
' fìèà ae è il suo giornale a 

- modificarle: insomma ' non è 

- Ini che cambia le proprie 
idée, tono le idee ebe insen- 
aibilmerite ai trufoimano in 
Ini. Quindi egli non sceglie 

' né le sue tendenze nè le sue 
opinioni, tono qnesle ebe si 
impongono a IttL Nella st^ 
sa misura. Stépari non sceglie 
il modello dei suoi cappelli e | 
il taglie dei suoi vestiti, gli 
basu eonfomarsi alla moda 
; corrente. Se preferisce le idee 
liberali a quellé conservatri¬ 
ci, non è peicbè le trevi pìn- 
rasioqali ma pnriiè sì avvici¬ 
nano di più al suo modo di 


’ vivere. Il suo giornale sostie¬ 
ne che in Russia le cose van¬ 
no male, e vanno male anche 
per Stepan che è carico di 
debiti. 11 suo giornale procla¬ 
ma che il matrimonio è una 
istituzione - superata, i e :lo à 
i anche per Siepan che annaspa 
' in piena crisi coniugale. E co- 
' sì ' il liberalismo è diventato 
per lui un’abitudine, un cap- 
. pello, un vestilo; : quanto al 
suo giornale, questo gli pro¬ 
cura lo stesso piacere che gli 
dà ' il suo sigaro dopo pran¬ 
zo, per la nebbia leggera che 
gli diffonde ' nel cervello. E’, 
quindi un iiomo ideologica¬ 
mente tranquillo, un gregario 
a ima informazione, un asca¬ 
ro della maggioranza dal cer¬ 
vello piacevolmente annebbia¬ 
to dal fumo del suo sigaro e 
dalla lettura del suo giornale. 

Ora, noi corriamo il rìschio 
dì ritrovarci un giorno le co¬ 
pie conformi di Stepan Arka- 
devìc. Un rischio aggravato u 
distorto - però dal sovraccari¬ 
co d’informazioni emotive e 
contraddittorie, in grado di. 
darci oggi un'angoscia e do¬ 
mani una ' distrazione, > oggi 
uno choc e domani nn sedà- 
livo. Da urta parte i'e iinpie- 
.trimento » a cui accenna Li¬ 
volsi, dall’altra il c rifiutò » 
ossia la fuga o l’evastone; da 
una parte l’inlensìficarsi'dell* 
agitazione nevrotica, dàll’al- 
tra quel senso di c impoten¬ 
za quasi colpévole . 

' Se fosse un personaggio del 
nostri giorni, Stepan Àikade- 
vic sarebbe costietto a concen¬ 
trare - mila la sna attenzione 
snl rapido apparire e sparire 
delle immagini e sqll’accamn- 
ló enòrmè^ delie notizie atam- 
pale: di conseguenza sarebbe . 
forse portalo a reprimere nel¬ 
l’inconscio ogni,reasione del¬ 
la ptira e semplice. assimila¬ 
zione. Cosi noi. Anche se sia¬ 
mo portati a. riflettere, non 
sempre siamo in grado di va- 
.gliare le informazioni che ri- 
eevimo dalle immagbiì o dal 
^idòmali. Cosi, dalla riftessio- , 
ne critica andiamo a cadere 
: nel. éalderoné:' dei nrnnéfi .• ' 
della quantità, ossia neU’enq> 
me-'-consóirtó 'iii produxiotiè .... 
discriminala. Un esempio di >- 
' ulé" fratniiimiialòne, ee le :dà 
Hans Magni» Erizensberger kì- -' ' 
lorché ci trascrive rallocinan- 
te sommarie di questo noti- ; 
riarìo tedesco: a A Wolfsburg, 
milioni di persone ut festat. 
Apertura del festivti'manétta-\ 
le della gioventù; Il congres- . 
so- eucaristico; - Impressionan¬ 
te manifestazione di massa m ; 
Rio de Jattéiro; Esercitaziani' 
di lancio di quattromila para¬ 
cadutisti statunitensi; ! Manò¬ 
vre atomiche della Forza Ae¬ 
rea della Nato sulla Germatùa; 
Tokio: sfilano in centomila; , 
Ottantaànquémila spettatori ’ 
assistono ad un finale che moa- ; 
za il fiato nello stadio di Dorò- : 
manda. 

Come si réde, in va etida- ;. 
rone di questo genere c’è di i 
tutte.. Vi sono, in modo spe- f 
ciale, . i genrii per creare dòn- ■ 
tro di noi, e intorno à-noÌ, nn 
vuoto tolalusànte e assolato. 
Poi, in quésto gran vnolo. non . 
è impossibile inventare nUtt^ 
logie, regressive èome qneUe ’ 
della prc^ommanza del priv»- 
io sol pubblico, dell’aeoriale ; 
snl sociale, del liflnaao e della . 
BtagnazifHie stri moti deità sio- ' 
ria: ossìa quell’insieme d* ide é- 
logie e favole nere aventi co¬ 
me obiettivo finale la più ini- ; 
qua delle operazioni, e eìoè la 
scissione delinqaòiziale tra 
questione morale o qnestìooo : 
politica. . . 

; Luigi Compagnone 


Eugenio Montale 
L’opera iiì versi 

. , Edìziooe crìtica 

a cura £ Rosanna Bettarìw e Gianfranco Codiìq! 

Tutte le poesie, ^ite e inedite, 
con le varianti e note critiche. 

• - ^ . s . , , - . 

'. .. V . .«lùflienma» . -à ' 
^ ’ V - Einaudi « 









































>• V|»«i4 '««c -wnji-ii* \ 9i^»mrjTnt ri w^i«^*** - 






. !. •« W* ^ 'Jp*j t i t» ^ 


PAG. 4 l’Unità 


VITA ITALIANA 


Domenica 14 dicembre 1980 




Presentato ieri a Napoli il dossier della FGCI 

- — ,.,, •• ' " • ^— ^-——-.q—■—^.. 

Non ci sarà silenzio sui ritardi 


L'appello di Nilde JofH si concretizza 

Da domani le scuole 




« 


» con 1 


.} / f 


^ i Dal nostro Inviato r;^*. 

NAPOLI — Avevano promesso un dossier 
sul terremoto ed hanno mantenuto la parola. 
Ieri mattina, a Napoli, il segretario nazio¬ 
nale della Fgci, Marco Fumagalli, ha ^e- 
sentalo alla stampa un primo t libro bian¬ 
co sul terremoto », una raccolta di t testi¬ 
monianze, fatti, episodi raccontati dai gio¬ 
vani volontari, dai giornalisti e dagli abi-. 
tanti delle zone terremotate », Si tratta di 
una raccolta ancora < aperta », che presto 
sarà trasformata in un libro, perché nel¬ 
le fabbriche e nelle scuole di tutto il pae¬ 
se si possano confrontare le due Italie: 
quella della solidarietà e quella delVinef- ' 
ficienza, della corruzione, dei soccorsi ar¬ 
rivati con un ritardo criminale. Cerano 
con lui alcuni dei ragazzi protagonisti in 
queste settimane dello straordinario movi¬ 
mento di solidarietà che c’è stato con le 
popolazioni colpite e c’erano anche t com¬ 
pagni Pio La Torre, della segreteria na¬ 
zionale del partito, Antonio Napoli (coordi¬ 
natore del lavoro volontario degli oltre 
5.000 giovani accorsi in Campania e in Ba¬ 
silicata), Andrea Geremicca e Fausto Tar- 
sitano. 

Una presenza particolarmente significa¬ 
tiva, quest’ultima, dato che il Partito e la 
Fgci hanno deciso di non fermarsi alla 
denuncia politica delle responsabilità che 
hanno accresciuto l’entità del disastro, ma 
di costituire nazionalmente un collegio di 
avvocati che ~ sulla base delle varie te- 
. stimonianze — chieda alla magistratura di 
procedere per tutti i reati commessi prima 
e dopo il terremoto, 

«Alcuni aonisi di reato — ha detto l’av¬ 
vocato Tarsitano — sono già partiti. An¬ 
che alcune condamie ci sono già state. Ora 
, si tratta di vagliare con attenzione un 
materiale probatorio rilevante. Si possono, 
comunque, già ipotizzare tutta ma serie 
di reati che vanno dall’omissione di atti di 
.. ufficio, all’omissione di soccorso, al disa¬ 
stro colposo. E chiederemo alle procure 
della repubblica competenti di aprire vàri 
procedimenti penali ». 


PCI e FGCI costituiranno un collegio nazionale 
di avvocati - La magistratura 
deve intervenire per tutti i reati 
Interventi di Fumagalli, La Torre e Tarsitano ' 


In alcune situazioni — lo ha annunciato 
Fumagalli — la Fgci pensa anche di co¬ 
stituirsi parte civile, laddove — ad esem¬ 
pio — giovani militanti comunisti sono peri¬ 
ti sotto le macerie dei palazzi della specula¬ 
zione. « Il nostro dossier — ha aggiunto Fu¬ 
magalli — vuole anche essere un contribu¬ 
to perché non cada il silenzio sul ritardi, 
sulle responsabilità e perché la solidarietà 
civile da parte di tanti giovani, anche di di¬ 
verso orientamento, si trasformi in iniziati¬ 
va politica meridionalista ». E* possibile. 
Anche perché la € questione meridionale» 
è apparsa — in questa occasione — per la 
prima volta in tutta la sua crudezza a mi¬ 
gliaia di giovani di Milano, di Bologna, di 


Roma per l guali te condizioni del Mezzo-, 
giorno interno, dell’Alto Seie, dell’lrpinia, 
della Basilicata erano completamente sco¬ 
nosciute e che invece sono accorsi sponta¬ 
neamente, superando anche la lacerazione 
che il compòrtamento delle autorità di go¬ 
verno aveva ancora di più ap^o tra.le nuo¬ 
ve generazioni e la democrazia. Invece oggi 
la questione meridionale ha un senso più 
profondo, diverso grazie a questa nuova uni¬ 
tà tra Nord e Sud, tra giovani e popolazioni, 
nata a partire dalle cose. Ma a quali con¬ 
dizioni? 

In primo luogo a condizione che non si 
attacchino i giovani, che si organizzino co¬ 
mitati di lotta per il lavoro, la ricostruzione, 
la rinascita. 


n sindaco de: « Via giovani e volontari » 


E’ già accaduto — ci informa la compa¬ 
gna Daniela tastri, di Firenze, che da tre 
settimane lavora in Irpinia — che si chia¬ 
mino addirittura i carabinieri per far scio¬ 
gliere le assemblee che si stanno tenendo 
in tanti centri. L’episodio più recente si è 
verificato a Guardia dei Lombardi, dove 
il sindaco de ha deciso che giovani e vo- 
‘ lontari sono una vera rovina per i suoi gio¬ 
chi di sempre. A Lioni, qui c’è'una giunta 
comunale di sinistra, si è stabilito un rap¬ 
porto positivo tra amministrazione e volon¬ 
tari e si potrebbero riaprire le scuote su¬ 
periori. Si tratta di un istituto tecnico agra¬ 
rio e di un istituto per geometri: tutte e 
due scuole utilissime per la ricostruzione. 


ma U provveditorato di Avellino, benché 
sollecitato, ancora non dà segni di vita. E 
c’è da aggiungere — lo testimonia un altro 
compagno — quanto accade a Sant’Angelo 
dei Lombardi.'sempre in Irpinia, dove si po¬ 
trebbero tranquillamente assumere decine 
di giovani per reintegrare i servizi comuna¬ 
li. Ma* rum lo si fa, forse per poter distilla¬ 
re meglio — in tempi più opportuni — le 
assunzioni con i soliti metodi clientelari. - • 
' Sbaglia chi si illude che i giovani comu¬ 
nisti molleranno la presa. Fumagalli e i 
compagni della FGCI, infatti, dopo aver de¬ 
nunciato dettagliatamente le responsabiVtà 
preesistenti al tèrremoto, t ritardi gravissi¬ 
mi nei soccorsi, l’impreparazione e l’impac¬ 
cio dimostrato anche dopo il loro arrivo 


— da molti dei soccorritori, la oomiziOne « ; 
il clientelismo di quanti cercano di mettere ' 
le mani anche su questo * dopoterremo- 
to», il boicottaggio e il vuoto di direzione 
di fronte a cui si sono trovati i volontari, 
hanno ribadito che continueranno a lottare 
non solo perché < non òi sia un nuovo Beli- 
ce, ma anche perché tutto non ritorni, in 
queste zone, come era prima ». Si tratta di 
un impegno politico quanto mai pressante 
come ha sottolineato il compagno Pio La 
Torre. ' . ^ 

« Purtroppo — ha aggiunto — la denunìda 
dei ritardi nella prima fase, non è separa¬ 
ta da quanto sta avvenendo ancora oggi. 
Le cose continuano ad andare male. Si par¬ 
la di plani mirabolanti da parte del commis¬ 
sario di governo, anziché accostarsi alla 
realtà con la serietà e la documentazione 
necessaria. Intanto vi sono vecchi, bambi¬ 
ni. la parte più debole della popolazione si¬ 
stemati in condizioni di fortuna in centri di 
alta collina o di montagna, dove certo non 
possono passare indenni l’inverno ». , . 

E dopo aver illustrato le proposte, precise 
e concrete dei comunisti perché il governo 
e il commissario siano capaci, almeno ora,.. 
di intervenire con un minimo di tempesti¬ 
vità. La Torre si è soffermato sul compito 
dei comunisti e dei giovani in questa fase. 

«Si tratta — ha detto — di organizzare 
la gente, di impedire la disgregazione delle 
popolazioni, di rinnovare le istituzioni de¬ 
mocratiche, di far sorgere — anzi — stru¬ 
menti nuovi di organizzazione e di democra¬ 
zia, perché la volontà del popolo dei terre¬ 
motati possa esprimersi pienamente. E’ òe- ;- 
ro. infatti, che niente potrà restare come 
prima, ma che cosa cambierà dipende dal¬ 
la capacità di battersi contro chi vuole, in¬ 
vece. che nulla cambi. Per questo dobbiamo 
far sì che in ogni comune, in ogni tendopo¬ 
li, in ogni baraccopoli si costituiscano orga¬ 
nismi capaci di rappresentare la volontà e 
le esigenze del popolo dei terremotati ». 

Rocco Di alasi 



Riunione del Comitato Istituito dal presidente della Camera - Lo 
Regioni impegnate - «Un libro come messaggio di speranza» 


ROMA -- Scatta da domani 
nelle scuole deirobbligo del 
Centro-Nord Toperazione ge¬ 
mellaggio eoo le scola*escbe 
delle zone terremotate del 
Mezzogiorno. B' questo U 
primo, importante risultato 
> dell'appello lanciato dal pre¬ 
sidente della Camera, Nilde 
Jotti, per assicurare libri, 
giocattoli, materiale didattico 
td bambini dell'area sinistra¬ 
ta, come segno di solidarietà 
e di fiducia necessario so¬ 
prattutto perchè la vita sco¬ 
lastica e l’educazione deU'ia- 
fanzia non subiscano ulteriori 
interruzioni. 

All'appello della dotti erano 
giunte subito importanti ade¬ 
sioni delle Regioni, del mi¬ 
nistero della Pubblica Istru¬ 
zione, delle maggiori case e- 
ditrici, di associazioni indu¬ 
stri^ e cooperative, di ban¬ 
che e di privati cittadini. In 
relazione al consenso ampio 
raccolto dall'iniziativa, il pre¬ 
sidènte della Camera ha co-' 
; stituito un • Comitato per i 
problemi della scuola. deH’e- 
• ducazione e deH'infanzia delle 
zone terremotate. 

' Al Comitato — che ha già 
tenuto a Montecitorio una 
prima riunione — partecipano 
1 presiedenti delle giunte re- 
'giona1i( d» T^ombardia. Li«ni- 
■ ria. Emilia-Romagna e To- 
" scena (anche in rappresen¬ 


tanza delle altre regioni), il 
presidente della RAI-TV, . il 
ministero deUà Pubblica I- 
struzlone. le organizzazioni 
femminili. e . le , associazioni 
dei genitori i 

Pàrticoiarmente pronta era 
stata l’adesione dell’Emilia- 
Romagna e . della Toscana, i 
' cui presidenti 'Turci e Leone 
hanno immediatamente mes¬ 
so a disposizione deU'iniziati- 
va le reti di intervento che 
operano nelle zone sinistrate 
di ■ rispettiva competenza, e 
promosso la mobilitazione 
dei loro. enti, locali. 

«Sappiamo che quello dei 
bambini —. ha rilevato Turci 
in un messaggio — costitui¬ 
sce uno degli aspetti più de¬ 
licati. della situazione creata 
dal sisma. Ad esso dunque 
bisogna prestare una grande 
attenzione. Cosi è stato anche 
in passato, nell'immediato 
dopoguerra, quando di fronte 
ad altre esigenze ■ l’Emi- 
lia-Romagna. accolse migliaia 
di bambini meridionali dèlie 
zòne più ’ diiramènte colpite 
dalla'guerra e dalla miseria. 
In auesta drammatica situa¬ 
zione, uguale deve essere il 
nostro impegno. I Comuni e 
le Province della nostra re¬ 
gione ■ già stanno ' predispo¬ 
nendo nelle zone sinistrate 
strutture provvisorie '• per 
raccoglimento di bambini, ed 


adeguati interventi di animar 
zione>. ‘■ 

-• «E*.giusto, oltre che dove-' 
roso — ha concluso Turci — 
che i ■ bambini del Sud rice¬ 
vano da tutti noi un messag¬ 
gio di speranza, perchè sap¬ 
piamo che sono loro, tutti I 
giovani del Sud, un capitale ^ 
umano prezioso su cui fare 
affidamento ' per costruire 
quella ripresa di cui tutti avr 
vertiamo la necessità ma an¬ 
che la grande, terribile diffi¬ 
coltà*. ■ ; ' ■ . 

. Come funzioneranno, dun¬ 
que. i gemellaggi scolastici? 

A partire da domani, in tutte ’ 
le scuole (i provveditori e i 
distretti - sono già all'opera 
per sostenere l’iniziativa), i 
ragazzi potranno scrivere let¬ 
tere di solidarietà e di amici¬ 
zia ai loro coetanei del Sud. 
Le lettere dovranno essere 
consegnate alle Regioni cui 
ciascuna ■ scuola appartiene 
per essere unite ai pacchi 
confezionati nei centri regio¬ 
nali che appunto cerano nel 
quadro del gemellaggio già in 
atto tra regioni e province 
sinistrate o gruppi di comuni 
sinistrati. A questi centri già 
comineianb ad affluire i 
contributi in libri, materìalè 
didattico, giocattoli, dolciumi 
messi a • disposizione da or¬ 
ganismi e società pubbliche e 
private. : , 


La manifestazione indetta dai sindacati e dal Comune ' 

" — ..Il , - . -. 

Di nuovo in piazzo a Pagani 
contro 1 delitti della camorra V 

Giovani, lavoratori, cittadini in corteo - c Chiediamo chiarezza sa ruberie, ri¬ 
catti, posizioni di poterei» - B sindaco inviò ài giudice una lettera-dànuucia? 






Potenza: 
i sindaci 
contro 
la giunta 
regionale 

Dal nostro inviato 

POTENZA — Lhuilco che 
va via furioso, non senza 
aver prima urlato « Ba¬ 
stai -Voi non siete neppu¬ 
re democristiani, non so 
cosa sietel ». è un consi¬ 
gliere provinciale de di 
Modena, coordinatóre de¬ 
gli . aiuti dell’Bmilia Ro- 
^ magna al comune di Bel- 
- la. Restano invece tutti 
. i sindaci e gli ammini- 
. stratori della Basilicata, ' 
a fronteggiare, dopo il si¬ 
sma, anche ; T arroganza 
della giunta e de^ as¬ 
sessori regionali 
E* cosi che si è aperta' 
ieri mattina ' la seduta 
straordinaria - del consi¬ 
glio regionale della Basi¬ 
licata, convocata nell’au- 
ditorlum deil’cepedaie ci¬ 
vile. Un fonogramma del 
presidente del consiglio,. 
n de Guarino, su propo¬ 
sta del grup^ comuni¬ 
sta, aveva invitato sinda- 
el e amministratori dei 
comunL Ma la cosa non 
è stata gradita dalla 
giunta ’ regionale. H pre¬ 
sidente Guarino è stato 
cosi costretto a un disin¬ 
volto voltafaccia: non vie¬ 
ne dichiarato aperto il 
consiglio ma si Inventa 
su due piedi una a au¬ 
dizione » pubblica delle 
commissioni consUiarL n 
presidente delia giunta, 
il de Vincenzo Verrastro. 
abbandona la seduta e. 
con lui se ne vanno di¬ 
versi assessori. Quello al 
Bilancio, il de Carmelo 
Azzarà, dice «per me ve 
ne potete pure andare» 
rivolto agli amministra¬ 
tori locali venuti qui dal_ 
centri più colpiti creden¬ 
do dì trovare un governo 
regionale che fosse, al¬ 
meno in questa occasio¬ 
ne, un interlocutore re¬ 
sponsabile. 

I sindaci e amministra¬ 
tori locali prendono tutti 
la parola e si rivolgono 
polemicamente — anche 
quelli democristiani — al 
consiglio regionale e non 
alle commissioni come 
pretendeva la maggioran¬ 
za. Tutti accusano impla¬ 
cabilmente la giunta al 
completo. Lamentano- la 
confusione, -1’Intervento 
clientelare. «Se si vole¬ 
va un’ ennesima prova 
deirincapecltà e del fal¬ 
limento di questa giunta 
— dice il capogruppo del 
PCI alla regione Giaco¬ 
mo Schettini — stamane 
ne è stata fornita una 
che è persino offensiva e 
umiliante per decine e 
decine di amministratori 
kjcall ». 

G. Manfredi 


pai nostro Inviato 

PAGANI — « Continueremo 
nella nostra battaglia». La 
voce che pronuncia : queste 
parole dal palco in piazza 
S. Alfonso a Pagani è quel¬ 
la di un giovane. « Questo 
vuole essere un invito a tut¬ 
te le forze giovanili, sinda- .| 
cali e politiche, per rimanere 
insieme^ e poter battere la 
camorra, perché Tassassinio 
di Marcello Torre sìa final¬ 
mente rultìmo dì questa trop¬ 
po lunga serie». L'appello è 
stato pronunciato a nome del 
collettivi - studenteschi e dei 
disoccupati di Pagani. E U 
sindacato Vha accolto subito. 

< La nòanlfestazione di sta¬ 
mani -> ha risposto SQvaoo 
Ridi, segretario regionale del¬ 
la Federazione unitària, ad 
una grande folla dì riovanì. 
lavoratori, cittadini di Paga¬ 
ni -j testimonia questo im- 
p^o. Noi chiediamo che le 
indagini affondino in quell’ln- 
treccio di ruberie, di affari 
loschi, di posizioni dì potere 
che stanno dietro alla camor¬ 
ra». ; 

' «Per la rinascita dell'Agro 
Nocerino-Sarnese. basta alla 
camorra >: diceva così h) stri¬ 
scione della Federariooe uni¬ 
taria sindacale che apriva il 
corteo partito da piazza S. Al¬ 
fonso. Un corteo fuori prò-, 
gramma. improvvisato dialla 
gente, dal lavoratori, quasi a 
volere dare una testimonian¬ 


za _dipià della combattività 
dèlia classe operaia e dei gio¬ 
vani. Molti ^ slogans contro 
D'Arezzo. Bisaglia. contro il 
sistema di potere della DC 
che impera in queste zone. E 
a un certo punto la delega¬ 
zione ufficiale della Democra¬ 
zia cristiana si è ritirata. 

Al ccHteo era presente la 
parte più impegnata dì una 
città «Èfficile. C’era lo stri¬ 
scione della Fatme, oltre a 
quello del giovani dì « Nuovo 
impegno», del liceo sdentifl- 
co. dei lavoratori della FLC 
e dì diversi consigli di fab¬ 
brica, scendendo in piazza 
contro gli assassini dei sin¬ 
daco, àncora una volta ì com¬ 
pagni di Antonio Ferraioli E- 
sposito, il sindacalista della 
CGIL ucciso a colpi £ lupara 
nell'agosto del '78. hanno riaf¬ 
fermato die ì delitti della ca¬ 
morra non possono rimanere 
impuniti. 

Antonio Ferraioli Esposito 
aveva contrastato dii giocava 
pesante nella Fatme tentan¬ 
do di truffare i lavoratori. Sì 
era ribellato anche agli oscu¬ 
ri traffici organizzati intorno 
alla mensa della fabbrica. Ma 
lo stesso Marcello Torre, po¬ 
co prima di morire, aveva 
chiesto un accertamento dei 
carabinieri su come andavano 
le cose nella mensa preparata 
per i terremotati, gestita, co¬ 
me quella della fabbrica, da 
Giuseppe De Vivo e dalla fa¬ 
miglia Mancino (Aldo Mandno 


è tra Tattro .oggi -oooai^aere ’ 
de al comune di Pagani; per 
l'omicidio Ferraioli À lui che 
Giuseppe De Vivo sono, stati 
prosdolii)- ‘ ‘ • 

Sul fronte delle indagini per 
l'cMnicidio ^ Marcello Torre, 
sono state interrogate òumero- 
ae persone. Gli investigaUvi 
stanno cercando di ricostruire 
le ultime giornate di lavoro 
dell’aw. Torre, con partico¬ 
lare ‘ riferimento ai suol < in¬ 
contri con persona^ che «- 
vrebbe respinto sde^iasà- 
mente ' perché ddedevàno 
Tavallo per grosse specula- 
ricHii ai danni dei terremotati 
Marcello : Torre avrebbe 
consegnato, qualdie giorno 
prima ddl’agguato. una let¬ 
tera al fdùdìce i s truttòr e dd 
trilnmale di Salerno. Un do¬ 
cumento che potrebbe rìv^ : 
larsì la diiavé di volte p« 
la scoperte degli assas^^. 

In queste' lettera àfarceDò 
Torre potreUie aver nsessó 
per iscritto anche quanto poi 
chi giorni fa aveva riferito 
all'aw. Giovami Sofia, pre-, 
sideate ddl’ordine degH' av¬ 
vocati e p roc u r a tori iffi Vallo 
della Lurània. « AI municipio 
di Pagani — avrebbe detto 
Torre ~ ho scoperto cose 
grosse, ma io avrò n corag¬ 
gio di denunciarle. Una cosa 
è fare fl penaltete. una cosa 
è fare 0 pubblico ammini' 
stratte». 

Fabrizio Feo 



PAGANI — Uiio scorcio dolio manifoitazlowe centra rvccisioiie 
d«l sindaco Marcello Torre 


E' noto Ucio nei bu^pednle 

NAPOLI — Una donna delle aohe terremotate,' Marte Ola- 
seppa Lamdolfi di 24 anni, ha dato alla luce poco prima di 
mezzanotte deU’altro ieri ima bambina alla quale è stato dato 
11 nome di Lucia. 

Marte Giuseppa Landolfl e il marito Vito fàndolfl, di S 
anni, sono ospitati sotto una tenda'e assistiti dai soldati è 
dai sanitari dell'ospedale da campo della R eglmi e Marche 
diretto dal tenente medico Tizteiio OosslgnanL 1 eooingi 
hanno un altro figlio, Michele,'di un anno e meimo. Ad aiu¬ 
tare nel parto la donna, in un autobus dell’asiakia trasporti 
delle Marche attrezzato a sala parto, sono stati Tostetrioo 
Ponzonetti di Recanatt e un’assistente di Fermo. 


I provvedimenti passano al vaglio della Camera 

Senato: decreti approvati 
con profonde modifiche 

Interventi per 1.500 miliardi - Aitri mille destinati alla 
Cassa .'deporitiie pre8titi^?I>er;.la-Teonte|8iofi^dS muM 


?R0MA -r Con fl voto favo¬ 
revole di pressoché tutti i 
gruppi (unkn oootrari i mia- 
sini) il Senato ba approvato 
ieri i decreti legge per le ra¬ 
ne. terremotate.-I testi, che 
passano ora all’esame della 
Carom’a, risultano profonda¬ 
mente modifìcaU, anche per 
fl cootributo determinante dei 
senatori cmnunisd (come ha 
ricordato il compagno (teli- 
oe esprimendo il voto favo¬ 
revole del ^ppo comuniste) 
per il [Huficuo lavoro della 
commissione speciale ebe ha 
ésaminato F provvedimenti. 

. La battaglia per fl ml^io- 
ramentb dei decreti è conti¬ 
nuata anche in anla: smo sta¬ 
ti approvati altri , emenda¬ 
menti proposti dal PCL tra 
i quali uno, illustrato dal emn- 
pagno Zìocazdi. ebe prevede 
una indennità «una tenbim» 
di 300 nula lire (e 100 mite 
per .ogni convìvente a cari¬ 
co) per i braccianti agrico¬ 
li e gli edili ddle zone tener 
motete rimaatt privi di lavoro 
per il sisma. 

La cifra conqUessiva d^ 
in te rvent i urgeteì è passata 
dà IJOO a 1.500 miliaidi; al¬ 
tri mille sono destinati alla 
Cassa depositi e prestiti per 
la oonoessioiie di mutui, attra- 
verw l’istituxìODe di una sua 
siedale aerione. per il flnan- 
ztemento dei piani di rioostru- 
ztone o per la riparaziooe del¬ 
le opera pobUiebe di perti¬ 
nenza d^ enti locali per la 


relativin'hssistenza' tecnica,,, 

E* state, ioòltrèi respinte 
una nUmovra del governo té¬ 
sa a precostituìre i soggetti 
che dovrebbero ■ impiegare i 
mutui . ottenuti attraverso. te 
Banca europea di investimen¬ 
ti (mille miliardi) tra cui la so¬ 
lita Cassa per fl Meoogìor- 
Do e non meglio definiti en¬ 
ti «che operano nei servizi 
dell’energia, delle telecomuni- 
caziooL e delle'' comunica¬ 
zioni ». 

n compagno C!oIaJannÌ, te 
cui proposta di stqiprimere 
quésto comma è stata accol¬ 
te, ba ricordato che per te ri- 
partiziaoe dei mutui è suffi¬ 
ciente fl potere affidato al 
governo <Ùlo stesso decreto. 

I missini, presentendo un 
cnsendamento ebe pre ve dev a 
di stanziare tremila miliardi 
per Napoli, hanno tentato una 
manovra demagogica, rintuz¬ 
zata dal ' compagno Ferma- 
rieflo. il quale te ricordato 
che occorre evitare per Napo¬ 
li soluriooi assistenziali e 
élientelari che possono acate- 
naie guerra fra i poveri. La 
assenriUea te accolto un ordi¬ 
ne del giorno del compagno 
Valenza che impegna il go¬ 
verno ad indudere nella leg¬ 
ge di rico atruz ionc un . capi' 
t(Uo specifico per N&poli. per 
il quale . i comunisti hanno 
pronte precìse proposte. 

Sufl’indìrizra della ricostru¬ 
zione e sulla gestione degli 
ingenti fiossi finanriari neces¬ 


sari ci mteureremo. te rfta^ 
dito il compagno Calice, diao^ 
tendete legge già annuncia¬ 
ta; per l’emergenza possiamo 
affermare di aver, preparato 
uno strumento di intervento 
che può funzimure ed essere 
efficace anche per ravvio, 
o^ possibile, drila vite pro¬ 
duttiva. uno strumrato vali¬ 
do che va però gestito bene, 
produttìvamoite e perciò de¬ 
mocraticamente, coinvolgendo 
ih im rapporto stretto, per le 
direttive e le procedure di 
intervento,, gli enti localL 

Abbiamo evitato — te det¬ 
to àncora Calice e dobbia- 
nw evitare per te rioostni- 
ziooe — le aecdie A un me¬ 
ridionalismo strapaesano ché 
pòi è l’altra faccia di Un me- 
ridkMialismo reazionario dove 
c’é. spazio' per h> strapoteu 
dc^ clientele, per lo scate¬ 
namento ddte « guerra dei po¬ 
veri».’ - -. 

Bisogna ormai porsi fl pro¬ 
blema di andare oltre l’emer- 
génza te condoso Calice 
— per' affroòtare te questio¬ 
ni sodali, dvfli e politiche 
stòricamente aperte nel Hez- 
zpgiatno e ebe il sismà ha tra- 
gicamentè riportato all’atten¬ 
zione dd paese. Bisogna far¬ 
lo con una forte tendone mo^ 
rale e nd quadro di una po¬ 
litica nazionate che ''final- 
mente affranti te questione 
roeridicMiale. 

- n. c.' 


Contraddittorie decisioni del commissario 


Zamberletti cambia idea e rinvia 
Fora X delle temute requisizioni 


Dalla nostra radaziona 

NAPOLI — Ventunesimo gior¬ 
no dal terremoto; nessuno ha 
ancora una oaao. Le centi- 
lutia di migUsia di persone 
che, per quel «maledetto» 
minuto in coi la terra ha tre¬ 
mato. hanno perso il loro 
tetto, sono ancora li ad aspet¬ 
tare che ano solo dei decreti 
del commissario straordkiar 
rio diventi realtà. 

Per ora le « rlvoluzloiMUle » 
inisiaUve pensate da Giusep- 
pe Zamberletti non sono che 
pezzi di carta io cui si parla 
di requisizione, di censimen¬ 
to degli alloggi sfitti, di mi¬ 
gliaia di vani disponibili. So¬ 
lo parole, nesaon fatto. Nel¬ 
le case non è finora entrato 
nessun terremotato, neanche 
in quelle, com'è il caso di 
ben 500 appartamenti, messe 
spontaneamente a disposizio¬ 
ne dai proprietari sul lito¬ 
rale domlzio. Eppire il Co¬ 
mune di Napoli ha fornito 
ieri l’elenoo dei primi nove- 
mila terremotetl te col oasa 
alle verifiche si è dimostrata 
Inabitabile. Oli elenchi (ooro- 
pleti <U stato di lamigUa) 


sono eoo tr oflrmatl. cosi co¬ 
me prevedeva U decreto del 
oommiaserìo. del sindaco di 
Napoli che è quindi garante 
della loro veridicità. Ma a 
Zamberletti questo non ba¬ 
sta. Perde tempa Sostiene 
che ora bisognerà rifare tut¬ 
te le verifiche (non a cam¬ 
pione. come affermato fino 
a ieri) e per questo saranno 
impegnati reparti speciali di 
tecnici militari comandati 
dal genende OlaonuUo. 

Insomma la tanto temute 
ora « X > che scadeva ieri se¬ 
ra e contro cui si erano 
schierati infuriati migliaia di 
proprietari di seconde caee 
che vedevano « minacciate » 
le loro proprietà dall’arrivo 
del terremotati, si è rivelata 
anch'essa, come tante sca¬ 
denze di questi giomi. una 
bolla di sapone ebe al è dl- 
sdolta nel nulla. H oommls- 
sarto in realtà non eembra 
seriamente Intensionato a 
compiere tutta ropcraMooe, 
alisi tenta di fària dlmentt- 
care. «Oggi non parto di Ma- 
poli — ha aeofdlto ieri al¬ 
trimenti la gente penserà che 
io stia divAtaodo il ooznmte- 


sarto del mali storlei di que¬ 
sta città». 

Per diversivo alT opinione 
pubblica, ba ^erto la pos¬ 
sibilità di tipariare delle ra¬ 
ne interne. Ma in ebe ter¬ 
mini? Frali accennate, nea- 
suna cifra, nessun dato cer¬ 
to a tre settimane dal sisma. 
«Abbiamo cominristo a ri¬ 
contare tutto ~ ba dovuto 
dire ad un certo punto Zam- 
berletU — 1 morti, i disper¬ 
si. I acàdi finora spraL Qual¬ 
che rifra si potrà avere tra 
un paio di giomi. di qcsDe 
passate non poeriamo fi¬ 
darci ». 

Intanto la gente continua 
a dormire sotto le tende. Ari¬ 
le roulottes, nel vogonl fer- 
rovteri. D’altra parta, se aves¬ 
se scelto di andare al villag¬ 
gio «Ippocampo» nrite baia 
di àlsnfredonla cosa avreb¬ 
be trovato? B es ld e a ca tenaa 
fogno « senà’aeqna, Inablte- 
biU. dove le nqutsiskml so¬ 
no state fatte salvando rin- 
teresse di qmlcunok A «mac¬ 
chia A leoparte », per 
re te terannoiogla 
Zamberletti. 

Marculla CianMlli 


































Dornenica 14 dicanjibra. 1980 . 

: ■ ■ ' ; Tri i:t i -.i •■«'*,' ) .■ . j ■ ' I ; ' ■ !. i ■ ■' 1 


\l. 


ATTUALITÀ 



runitA; PAG. 5 


Le reazioni al sequestro di Giovanni D’Urso 


■' ■ u ■= 

■'-! ■-•’ 


Popo la richiesta deirergastolp per Vanarchicp 


bìs<^na difenilere la[ democrazia è còniinto ma nònlià le prove 


, •• S* t, y ■ V'.I •f.-'t.-: ■- •’ ■,■ ' ■ ■... ■:- >1 ■ ■■-• . - ... j\*.; < 

Sdegno e grande emozione nel mondo polìtico e nella magistratura - Pec- 
chiolì: «Fare il possibile per liberare il giudice, restando dentro la legalità» 


ROMA — Grande Impressione e sdegno 
profondo nel mondo politico e fra i ma¬ 
gistrati, non appena si è diffusa : la 
notizia del rapimento di Giovanni D’Urso. 
I conunenti sono -unanimi nel sottoli¬ 
neare la gravità dell'attacco alle isU- 
ttizioni dello Stato, la necessità di un 
impegno forte e solidale che confermi 
la volontà di mantenere e difendere la 
vita democratica. , . 

Risalta, nelle dichiarazioni, la certez¬ 
za che l’assalto e il ricatto del terro- 
ri-smo sì fanno più forti propiio in un 
momento, come questo che l’Italia at¬ 
traversa. di grande crisi polìtica e so¬ 
ciale. e di difficile ripresa dopo la tra¬ 
gedia del terremoto che ha colpito il 
Mezzogiorno. , ' 

Tra le prime dichiarazioni quella del 
senatore Ugo Pecchioli. membro della 
Direzione del Pei e responsabile della 
sezione «Problemi dello Stato»: «Non 
si conoscono per ora le richieste dei 
rapitori ». ha detto. « noi vogliamo che 
tutto il possibile sia fatto per liberare 
il giudice^ catturato. Nell’ipotesi •' die 
giungano richieste lesive della legalità, 
è chiaro che, per parte nastra, non 
saranno accolte». -■ • • • 

Una netta presa di posizione è venuta 
anche dai repu’uuiicani riuniti in Con¬ 
siglio nazionale. Nel documento conclu¬ 
sivo si afferma «la necessità dì prose¬ 
guire la lotta contro il terrorismo con 
assoluta fermezza e senza alcun cedi¬ 
mento ». 

Per il sen. Francesco Spinelli, sotto- 
segretario socialista alla Giustizia. « d 
sono chiari segni ed avvisaglie che 
reversione terroristica si riorganizza 
nonostante i duri colpi inferii dalla ma- 
gi.stratura e dalle forze deH’ordine. Que¬ 
sto ennesimo atto contro im giudice », 
ha. aggiunto SpinelU, « deve far riflet¬ 
tere tutti, e in particolare £l Parlamento, 
sull’attuale difficile condizióne dei ma¬ 
gistrati, specialmente di quelli impe¬ 
gnati nella lotta alla criminalità orga¬ 
nizzata ». 

Il presidente della Camera,. Nilde JotU, 



Giovanni D'Urso 

_ ... .. , f ^.- 

esprimendo i sentimenti di sdegno del- 
TAssemblea, ha ricordato che « il terro- 
• rismo è un mostro che non vuole morire. ■ 
guai ad illudersi die contro di esso la 
lotta si possa attenuare. Anche in que- ’ 
sto momento occorre, : dunque, un ipi- 
pegno forte e solidale che confermi la 
volontà di tenere forte e viva la vita 
^ democratica del nostro paese dìnan^ 

' ad attacchi che da tanti anni -vengono 
ad essa apportati e che diventano più ' 
duri e selvaggi in momenti di crisi 
politica e sociale ». Il presidente della 
Camera ha espresso la più viva solida¬ 
rietà alla magistratura. ' 

Una dichiarazione, che è anche. una 
preoccupata testimonianza, quella rila¬ 
sciata da Libero Riccardelli, della Si¬ 
nistra Indipendente, che è un magistra¬ 
to: « Vorrei sbagliarmi ». ha detto. « ma 
credo che questo rapimento diverrà un 
■ problema di enorme difficoltà soprat- • 


•.i'-rj:.-- 


1 * - *>:t 

«una 




MILANO -r C’è fermento fra:' 
gli'mquirenti. magìs^ati è ca¬ 
rabinieri, dòpo la clamOTosa 
operazione di giovai sera a' 
Alflano, nel corso dèlia'quale ■ 
le « Brigate rosse » sono state 
private di uno dei più perico¬ 
losi elementi, Hoba^ Serafi¬ 
ni. ucciso in una sparatoria 
dai CC con l'altro terrorista . 
Walter /Pezzoli. Un fermento 
caratteristico. d(^e . «grandi 
occasioni », che gli osservatori 
più attènti ritengono, sia da 
attribuirsi .soprattutto ai ri- 
trovamèntb . c del . documento 
scoperto dopo la sparatwia 
di ria Varesina. . 

Su questo argomento i ma¬ 
gistrati noli parlano, i cara- - 
binieri rispondono immancabil- : 
mente i no .«imment », Ma'j 
qualcosa — sitante vóci— 
emerso. Vota che, ad Ogni .itìò- 
do. vale la pena di registra¬ 
re perché, in caso di cóof«Tna 
d. si troverebbe di fronte ad -' 
un « casoi > dì eccezionale ira- ' 
portanza. Pare che Serafini a- 
vesse con sé (latore o desti¬ 
natario?) una sorta di comu¬ 
nicazione interna alle BR nel- ■ 
la quale il cosiddetto «comi¬ 
tato esecutivo» si rivolgereb¬ 
be in termini molto duri ai 
componiti ^Ua colonna Wal¬ 
ter .Alasìa. 

n documento (un «origina¬ 
le»?) sembra contenere una 
serie di indicazioni strategi¬ 
che generali riferite all’ul- 
tima « risoluzione » datata 
« ottóbre 1960 », fatta' trovare 
daUe «Brigate rosse> circa . 
tre settimane fa a'IÓlano. 
subito dopo Vassassinìo del 
dirigente della Fah^, Uanfre- 
do Màzzanti, Pare che il do¬ 
cumento . contenga ' critiche 
all’operato della «Walter 
.\lasia » in riferimento soprat¬ 
tutto agli omicidi compiuti dai 
terroristi a Milano. Il «Co¬ 
mitato esecutivo» delle BR 
avrebbe addirittura minaccia¬ 
to di eliminazione fisica i : 
componenti della « colonna > 
milanese od caso che i «se¬ 
cessionisti » continuino lungo 
la sanguinosa strada defi’as- 
sassink) ad oltranza, al di 
fuori delle direttive della di¬ 
rezione strategica nazionale. 

Onne si vede, il caso te¬ 
stimonierebbe di una spac¬ 
catura all’interno dell’orga¬ 
nizzazione terroristica. Po¬ 
trebbe non essere solo una 
coincidenza U sequestro del 
giudice D’Urso, avvenuto a 
Roma ad appena tre gi^l 
dall'uccisione di Serafini e 
Pezzoli. In tal caso la direzio¬ 
ne strategica delle BR avreb¬ 
be dato un esempio pratico 
di « corretta applicazione * 
della tattica 

•. S. 


Verbale Peci: 
resa nòta la : 
parte mancante 
su Donai Cattin 

ROMA — L’Espresso ' di 
.questa settimana pubblica 
il famoso « f<^o > man¬ 
cante fra quelli che il vice- ' 
capo del Sisde, Silvano 
Russomanno; conse^iò al ; 
giornalista Fabio Istqan. 
E’ la parte della depusi- ; 
zione di Patrizio Peci, - il 
. br..« pentito », nella quale 
-pv via- prima vcdta ''5i fa 
‘ B nóme di - Marco Donat ' 
Cattim Peci ^^acooata di 
aver saputo da un « piel— 
lino » di una spaccatura 
all’interno di Prima Linea : 
verificatasi-a Torino, Mi¬ 
lano. Bologna e Brescia. 
Tra ì fuoriusciti dì Torino 
c’«a il figlio ddl’èr-vice- 
segretarìo de Dopai Cattin, 
die era un mutante di ri¬ 
lievo. -i -! - 
■' Peci spi^a. poi che tra 
PL c Brigate Rosse non 
c’è : mai stata-- strategìa 
comune (gli unici contatti, 
elusivamente polìtici, li 
teneva Micaletto), anche 
se, la spaccatura, la 
«parte rimasta in PL ha 
manifestato atteggiamenti 
o mègiiò orientamenti cne 
per noi delle Br fidavano 
bene, cosi da detominare 
un awicinam^to politìoo». 

n settimanale pubblica 
inoltre stralci dai verbali 
d’ìnteiTogatorio dei più im¬ 
portanti fra i brigatisti co¬ 
siddetti «pentiti»: Fioro¬ 
ni. Casiratì. Borromeo, 
Sandalo, Zedda, Giai e Vì- 
scardi, .Alcune ddle cose 
che i terroristi avrèbbwo 
detto ai giudid sono ine¬ 
dite. Bornxneó. ad esem¬ 
pio. confemùi, ; parlando 
della rapina dì .Ai^Uito, 

‘ la prana deposizione di 
’Koi^ e precisa: «Mi òc- 
. capai io deil'espatno de¬ 
gli •-autori'della rapina. 
L'orfne mè lo diede Toni 
Negli*.-r', 

Vìscar* i conferma die. 
molte ddle anni dd gin^ 
clandestinTirrivavane dal -1 
rOIp e Zedda precisa che' 
i rapporti con ì palestinesi 
erano tenuti dall’autono¬ 
mia romana. Sandalo, ol¬ 
tre a parlare di Donai 
Cattin come personaggio di 
rilievo, essendo stato il 
progettatore e resecutore 
ddl’omicidio Alessandrini, 
si sofferma a lungo sulle 
scissioni avvenute aH’inter- 
no ddl’organizzaziane. 


della lòtta 

ROMA —^ « SI è avvertita una certa' ripresa deÙ’attlvltA atti 
piaino strategico in forme più apparlsoentl di lòtta armata, ' 
con visibile — seppur relativo — splègamento di forze ». Cosi 
sta scritto ad un certo punto della'relazlorie sém^trale che. 
il governo ha presentato al parlamentò stilla' politica infor¬ 
mativa e la sicurezza. E coincidenza ha voluto che la comu¬ 
nicazione cadesse pressoché In contemporanea con gU ultimi 
avvenimenti legati al terrorismoi non ultimo. U sequestro 
del giudice D’Ursò, . - 

La relazione riferisce suU’attirttà svolta dal servizi se¬ 
greti nel semestre 22 maggio-22 novembre e sottolinea l’at- 
tegglàmento messo ih atto dal governo in riferimento alle 
cognizioni acquisite. Il docomento,.^ affetti, pur. non sotto-. 
valutando la ^vità è-la'eotmAewRà dd fenooMnò eversiva 
- sembra ottlnfl^ttcamente indulgere vy» coochistool-poslttw,. 
Non si dice, certo, chp fl térxerlsllw^ da;'sUto pratkUuàente 
sconfitto (il rapfiziento del gludicè TfMnano Jò dtmoii^) ma 
si tiene a-far TUé«ure che « idi oegàntonri Mli Btotànssa si 
sono sftHzati di ricercale le linee di sviluppo del tezvòrishio 
e i risultati già' òòosegùiti costitulscatto dati oohfoitahtl» 
e «si confida che altri dèctatvl rtsulUti SBiànno laggiuntt». 

' il dòc u rnento del govenio si c^irfaòe di quanto dn que¬ 
sti ultimi .mesi è stato po^lbllé cOiiseguire grazie al «pen¬ 
timento» di numerósi teriwlstl c’si pone come « probien» » 
rim'pediire al terrorismo di'fare nuovi proseliti apode In se¬ 
guito ai suol legami con la crlmlnàllià eomatie. 8 ai:tàpp 0 ftl 
tre fenomeno eversivo italiano e quello di paed esteti a dò- 
cumento fa riferimento ad. alcuni risultati poeitivl. Si rende 
noto, tra Tattro. che grazie alle Informazioni imccoltè dal 
Sismi è stato pcésiblle indlviduara un agente straniero nella 
persona ., di un diplomatico d’ambaseiàta che è stato già 
espulso. E, micma. si affertna die non si-è t ralàsclst o di 
segoìrè «la situaztone deCe oarDèrl». ottra. ad altre maólfe- 
stazioni che hanno a ttìh e n nì cen;..n fenameDa 

' Li’SÒoeiino Zll’istitnsione carcerarla, dopò fl tapbnenfto 
DTTrsò e il'ricattò delie Br che, per fi rOaidei pretendono 
reliminazkmeL delTAsinars, androne'.-aeei^io'spieflata Che 
notizie hà potuto ra cc og ll ère -R^ go v em o? Coea-l nostri 
servizi son venuti esattamente a eapereT 


1 Ha ucciSQ:^àldi]^^ 
a^ Pari^^Pi^ è^o 

«Ho ucciso la nda ragUBa a nriM a fi corpo è aaoorm 
nel suo ai^iaitaniento in roe da Pa e eage de Genié^. Cosi 
si sono sentiti dire ieri sera due ageuU deg u gldo stmniert 
da un ragazzo. Aanoeae fennato per caeoi, per un normale 
controllo alia stazione TeradnL n glovana, RiQftipe Brodi- 


koff. J7 anni.' accompagnato ne g l i vfdd ddla ' pofizia. ha 
successivamente conferinsto la confessione' 

Una telefonata ella Oendarmerie ed è arrivata poto dopo 
la conferma deiromlcidia Pascal Mlraaz, cori al cMamava 
la rittima, di vent’anni. è stata trovata nel mio apparta¬ 
mento messo a sooquadro con un profondo sqaarèlo fei gola, 
Philippe Bnxhkoff ha leccontato di aver uedw randea la 
sera del suo compleanno, giovetf storaa hnhan con on 
amico. 

Subito dopo avrebbe preso Q treno per Roani dóveaarcbbd 
giunto venenfi. Qui ha preso allofglo aJThotd « PJieiiie », 
nel preed della stazione Termini dove gH zfisuU Thum» 
fermato. . 


4 industriali di Torino 


TORINO — Quattro oomuni- 
cazioni giudiziarie hanno rag¬ 
giunto i titolari di alcune dit¬ 
te torinesi ebe operano nel 
campo ddla distribuzioae dd 
gasolio da rìscaldameotoi;.. De¬ 
vono rispondere ddle acidse. 
di falso e contraMbnia 
spe^ nd kro ooifraill 
emèrsi ndl’ambiiè/deìm 
gini sui trarfI<Ì.iÉr<ìliV diÌ!Ìdrz*«: 
li attuati in numierz fraudò' 


lenta dalla ohnai nota «fra- 
mar > di S. Ambraffo. r* li 
azienda propr i e t à d! Pie¬ 
tro c Cesare ChIabottL en¬ 
trambi laUtantL 


I Boini ddis. forsiaé colpf- 
ìa dnBe.> rnmiiiiìre ilarii sono 
jilttMlò'noU iì ’ftdno. .Si 
iildtr di Fraòii Cboapidaini- 
^ ■fuqéPernd.^Adka Sarto- 
Iri • Drobìeito Chiesa. ‘ 


Pronunciandosi a favore della condanna la pubblica accusa non è in grado dì documentare il 
collegamento tra gli anarchici e il gruppo fascista — Aria da comìzio e accuse alla stampa 


tutto nel momento in cui l’onda degli 
scandali e gli effètti del terremoto dan¬ 
no un'immagine cosi deteriorata dello 
Stato », . Riccardelli si domanda se esi¬ 
ste una persona - o tm organo a cui 
Topinione pubblica possa . riconoscere 
rautorevolezza della scelta di una ri¬ 
sposta ai terroristi. - 

• Anche la federazione romana del Pd 

ha diffuso un comunicato in cui espri¬ 
me sdegno verso !’« atroce sfida del ter¬ 
rorismo », e chiama le organizzazioni 
di partito alla mobilitazione e alla vi¬ 
gilanza. • • 

Intanto si fanno più forti le polemiche 
‘ sulla mancata proiezione del magistra¬ 
to rapito e. più in generale, sulle con¬ 
dizioni nelle quali i giudici si trovano 
ad operare. Alcuni senatori del Pai han¬ 
no chiesto, in un’interrogazióne ai mi- 

• nistri dell’Interno e della Giustizia, se 

• sia vero e come sia stato possibile che 
«nonostante la delicata mansione alla 
quale era preposto, il magistrato fosse 
prito della scorta». 

Magistratura • Democratica ‘ sottolinea 
che « il giudice Giovanni D'Urso è stato 
rapito senza che godesse di alcuna pro¬ 
tezione. nonostante svolgesse funzioni 
delicate e nonostante il sequestro o 

• romicidio dei magittrati Di Gennaro. 
Palma. Tartaglione e Minervini che 

' ricoprivano incarichi analoghi ». Ancora 
I una volta, secondo. gli esponenti del- . 
Tas-sociazione. viene la tragica confer¬ 
ma che il potere politico non tutela 1 
magistrati più espósti : 

Anche Mario Sossi, il giudice rapito 
per primo dalle Brigate Rosse (fu se¬ 
questrato la sera del 18 aprile 1974 e 
rilasciato dopo -35 giorni), ha voluto 
fare ima dichiararione: « O Io Stato 
— ha detto —, in- cmidiziom di emer- 
goiza,- ha il coraggio di assumere po¬ 
sizioni di fctiA, trovando gli strumenti 
adeguati e deliberando, se necessario, , 
-lo stato di guerra, oppure bisogna fare 
tutto il possibile per salvare la vita, 
baie supremo, deUa -persona in balia 
dei -criminail ».. 


' Dal nostro Inviato ! 

. CATANZARO — Dunque l’er- 
gastolo anche per Valpreda- 
e Merlino, oltre che per Fre^ 
da. Ventura e Giannettìni. 
Solo Marco Pozzan — chis¬ 
sà perché — è il grande Ja- 
vorito. Tutti colpevoli? Per 
carità! Per gli « ambienti 
politici » non ci sono le pro¬ 
ve. Il PG Domenico Porcel- 
' li si rammarica, come giudi- 
■ ce e come cittadino, ma che 
[ può fare? I massimi espo¬ 
nenti dello Stato maggiore 
della Difesa e del SlD delV ■> 
epoca sono usciti dalla scena 
' processuale di Catanzaro 
senza, conseguenze penali. 

Ma il PG, che è un ferreo 
osservatore delle garanzie 
processuali, che cosa può 
farci se le prove non sono 
state raggiunte? Anche per 
Stefano Delle Ghiaie, indica¬ 
to dal PG come uno dei tver- 
tici della organizzazione », la. 
giustizia è evidentemente im- 
potente, visto che questo per¬ 
sonaggio, sicuramente fasci¬ 
sta, nel processo di Catan¬ 
zaro non ha mai avuto aìcu- ■ 

, na veste, • i 

« Questo — ha tenuto a di- ] 
re nel suo « preambolo », ini- ' 

' ziafo cinque giorni fa, il PG ' 

— non è un processo poli¬ 
tico ». Peccato che poi larga 
parte della sua argomenta¬ 
zione non attenga minima- ; j.' 
mente alle carte processuali ' 
e abbia, invece, il sapore del - ‘ 
comizio. Nella udienza di ie¬ 
ri, ad esempio, il PG ha «o- , 
luto ricordare le campagne ' 
della stampa che, a suo di¬ 
re. avrebbero esercitato una 
pressione indebita siti magi¬ 
strati e perfino sul parla¬ 


mento. Ma ora, sempre se¬ 
condo ■ il ‘ suo giudizio, non 
sarebbe più tempo di sven¬ 
tolare la « bandiera Valpre¬ 
da ». Ora questa bandiera 
dovrebbe essere « ammaina¬ 
ta» perché t (empi ' sono 
cambiati e la democrazia 
italiana ha di fronte ben al¬ 
tri e più drammatici proble¬ 
mi. Il'che è vero, natural¬ 
mente. Ma non si capisce 
che cosa c'entri questa af¬ 
fermazione 

« Sbatti 
il mostro... » 

■ Uavevamo già detto che 
l’aula di Catanzaro non è 
la sede di un dibattito poli¬ 
tico o di una tavola rotonda. 
Qui ciò che conta è portare 
le prove per dimostrare la 
responsabilità penale degli 
imputati. Ora va da sé che 
per il PG queste prove ci 
sarebbero anche nei ' con¬ 
fronti di Pietro Valpreda. Ma 
quali? Alcuni giomali, • cri¬ 
ticati ieri dal PG. hanno os¬ 
servato che a undici anni di 
distanza dalla strage di 
piazza Fontana si è tornati 
all’epoca del « mostro » sbat¬ 
tuto in prima pagina. 

E così il PG. e non poteva 
essere altrimenti, tomo a 
parlare ■ del riconoscimento 
del taxista Cornelio Rolandi, 
dell’alibi € fragile» di Vai- 
preda per la giornata del 12 
dicembre, dell’Ambra Jovi- 
nelli e vìa dicendo. Tutte 
cose che avevamo già senti¬ 
to, per l’appunto, undici ori¬ 
ni fa, quando' l’inchiesta per 


DopoTuccisioite di Serafini e Pezzoli Presentata uno relazione al Parlamento 

Nel dossier segróto E il gove^ 



MILANO — Si lagHena I 
ce w I z wznH le n iv rtliie ^ 




Morfino per 80 Miliardi 
nascosta in un CMnion 


MILANO — Il sortituto pracu- 
nAoca DeB’Otoo ha dato no- 
tizìB «fi ta edambrozo se¬ 
questro di un’cooniie < par¬ 
tita» <fi morfina. 

Si tratta di ben 70 chili 
della «materia prima» dalla 
quale si sarebbero potuti ri¬ 
cavare ben 30 chììogramnli 
di eroina pura per il valore 
di TOfiO mìEardi. Un dato, tale 
da r eo d ere evidente «lo spa¬ 
ventoso potenziale di- mor¬ 
te» die sarebbe stato libera- 
to ae la sostanza fosse sitata 
laròcata e reroina koniessa 
ad «enmto. Un qoaotitzÉivo 
dia si rksOega a qioefia da¬ 
gli altri 05 chiH della stessa 
materia prima, più '15 daH 
dB eroina pura già.ottcnala a 
aM pradotti per la lavora- 
ztaae, rin v enu ti il 6 giugno 
aooria,' icsapra dalla « tribu¬ 
taria» mBanese nel castdio 
di Cenaeto Monferrato.. 

.E’ a quella aperaziane eba 
parte andw alla scopata a 
Milawn in vìb Cardinioi Mez- 
réfa n ti , «fi una dd piè Mffder- 
ni lalieialarl pier la laviNi.io- 
na ddla inaHlHii (oltra aà due 
MMlaU Milycr dèli ;■ aitato) 
cite. ^ iMfAillò il:fi|àgi^*nÉa 
— può farsi risalirà anche la 


scoperta e il sequeitro dei- 
rattuala «partita». Ai prind 
riam i essa zi è già riveiata 
di provanieiga anakiR. va¬ 
ia, a dire dalla a de¬ 

stinata, prctebOmente, afia 
lavorazione in Italia. Fmsfiii- 
lità forte interrotta dafia opa- 
r aikne ddlo ' scorso’ giupio 
a Ceeascto e Sfilano. 


I settanta saochettì di od- 
lophMe, In perfetto stato di 
ua Barv aiiu oe, som stali ri¬ 
pescò daUe acqae dd ftam 
ItevK In an tratto fra il co- 
naaie di Borgo Val di Tàra 
a la tocafatà Rocca .Ifimla, 

in proviDCi^<fi«AfiómMU 

capoluogo. I sa o d ie tti tram 
odati aB’iatorno di dae inte¬ 
se rneto di pdl ni a n coaiMlè to 

iiy oerridoot a'camere d’aria' 
e Clipei (od, affondati, nel letto 
del IliaBa. 

H «deposito nuriale» dd 
70 chili di morfina era stato 
localizzato ' dai finanzieri già 
potaa dopo roperaitooe fh O- 
naolo. Si trattava cridento- 
màÉm di far si, ìitiiÉralu la ' 
èoìéiiL » à,aao pMtoy dm i 
.dnUnatari d' deCUesàMO-^a' 
;pKlevarla ^ .^xORdlqri' 
trasferimenti. ^ ^ ' 1 


la strage venne tolta al giu¬ 
dice naturale che aveva mo- ■ 
strato la volontà di esami¬ 
nare con un po’ più di rigo¬ 
re i fatti, non accontentando¬ 
si dì mutuare acriticamente 
le versioni delVallora questo- ■ 
re Marcella Guida o del pre¬ 
fetto ^ Libero Mazza. Il PG 
d’altronde ha riconosciuto- 
che tutti gU elementi porta¬ 
vano alla cellula eversiva ' 
neofascista di Padova. Ha 
atnito espressioni durissime 
■ per gli inquinamenti e le 
scandalose omissioni che 
hanno giovato « tutte all’e¬ 
versione di destra ». 

E dunque? L’argomenta¬ 
zione del PG è sì suggesti¬ 
va. ma è fuori dal quadro 
delle risultanze processuali. 
Per lui, uno dei fini dell’or- 
: ganìzzazioni eversive fasci- : 
ste era quello di agire in 
modo da far ricadere la re- ■' 
sponsabilità su gruppi di op¬ 
posto segno. Verissimo. Alio 
scopo gli eversori fascisti s{ ■ 
servivano di infiltrati in que¬ 
sti gruppi. Può essere vero, 

, Anche la polizìa, del resto, ' 
aveva infiltrato propri ele¬ 
menti' nel - circolo '* XXIT ' ’ 
marzo ” di Roma. Anche il 
questore ài-Roma è un man¬ 
dante della strage? Il vero 
infiltrato (e questo si che 
risulta dagli atti del proces¬ 
so) era ' un tale Giovanni 
Ventura ,. il quale, : però, ; i fi 
collegamenti li aveva coti ts'. 
esponenti dei servizi segreti. 

Ma veniamo pure al nodo 
centrale della argomentazio¬ 
ne del PG. Da una parte, 
secondo luì, c’era Stefano . 
Dèlie Ghiaie che si serviva ' 
di Merlino; dall’altra Guido - 


Le indàgini su P.L. 


Gìannettini che si valeva di 
Ventura e Freda. Delle 
Chtaie era un eversore neo¬ 
fascista? Si capisce che lo 
era, e nessuno oserebbe met¬ 
tere in dubbio questa palma¬ 
re verità. Ma, intanto, con 
chi teneva I contatti? Chi c’ 
era alle sue spalle? Cerò 
soltanto il « principe nero » 
Valerio Borghese o c’erano, 
come è stato detto da più 
parti, anche funzionari del 
disciolto Ufficio affari riser¬ 
vati del Ministero degli In¬ 
terni? 

Opposte 

matrici 

Non vogliamo qui ripropor¬ 
re interrogativi noti, voglia¬ 
mo dire però che, per chie¬ 
dere la modifica della sen¬ 
tenza di primo grado nei 
confronti degli anarchici, bi¬ 
sogna portare la prova del 
còllegamento fra i due grup¬ 
pi di opposta matrice. Ora 
questo collegamento è stato 
nettamente negato da tutti i 
giudici che prima del PG 
Porcelli si sono interessati 
di questo-processo. Perfino la 
Corte di Cassazione, con la 
nota ordinanza per la riuni¬ 
ficazióne dei ' due procèssi, 
ha parlato dì alternanza o. 
per dirla m parole più sem- 
:-plìcì, i guidici della suprema 
Corte hanno affermato che 
colpevoli erano o gli uni o 
gli altrL ='• . > • -- ■ / • ^ 

n PG Porcelli invece è 
di avviso contrario ed è na¬ 
turalmente liberissimo di es¬ 
serlo e di avere proprie per¬ 


sonali opinioni. Ma U giudice 
deve recare la prova del col- 
legamento e, per farlo, non 
bastano^ richiami strumenta¬ 
li alla terribile attualità 

E queste prove non ci sono. 
Nessuno, pur cercandole, le 
ha trovate. Non le hanno tro¬ 
vate i giudici di Treviso, Ca¬ 
logero e Stiz. non le hanno 
trovate ali inquirenti dì Mi¬ 
lano, . D'Ambrosio, Alessan¬ 
drini e Fiasconaro. non le 
hanno trovate i giudici di Ca¬ 
tanzaro. Migliaccio e Lom¬ 
bardi. Non le hanno trovate, 
infine, i giudici della Corte 
d’assise di primo grado. Il 
solo PG Porcelli, a undici 
anni di distanza, le avrebbe 
trovate, pescando però nel 
trito repertorio di quei fun¬ 
zionari che, anche a suo giu¬ 
dizio, operarono per inquina¬ 
re e depistare le indagini. 

Disinvolto e apparentemen¬ 
te sicuro di sé, può così pun¬ 
tare il dito accusatore con¬ 
tro quella stampa che si ac¬ 
canisce a ritenere valide le 
; risultanze di tanti altri ma¬ 
gistrati. e contro i legali del 
; collegio di difesa degli anar- 
' chici. e può. « con serena 
coscienza ». chiedere l’erga- 
■ stola, oltre Che per ' Freda.' 
Ventura e Gìannettini. anche 
: per Merlino e Valpreda. Per 
i due ufficiali del SJD. Ma¬ 
letti e Là Bruna, chiede in¬ 
vece la conferma del ver¬ 
detto dì primo grado. E per 
i ceri responsabili, indicati 
come alti'personaggi che fa¬ 
cevano parìe di ambienti po¬ 
litici e militari, c’è soltanto H 
€ rammarico». 

; Ibio Paolucd 


Valpreda dichiara 




Arrestata 

Fattrice 


< fV-.-f ' 


Bonino 


BASSARI L’attrice Elisabetta Bonino. 85 
anni, che si trovava in Sardegna per la 
rappresentazione a Macomer (NUcnx» dd 
lavoro teatrale «n divorzio» di ' Vittorio 
Alfieri, è stata jurestata in esecuzione' di 
im provvedimento della magistratura emes¬ 
so neirambito delFinchlestà sulla colonna 
romana di «Prima linea». L’attrice subito 
dopò rarresto, effettuato da^ uoihinl della 
Uclgos di Sassari, è stata trasferita a Roma 
a disposizione del magistrato inquirente. Eli¬ 
sabetta Bonino, - della compagnia « Coope¬ 
rativa dell’Atto »,-è legata senttmentalmento 
ad Adalberta Rcòsetti, l’attore rotUatiò ozie- 
Statò a Genova la Hcmsà /net tiineTt^ t • y -"- 
' L’ipòtesi di reato oontostotà al due a.ttò-' 
ri, insieme . ad altre ;tre - penoné,' è quella' 
di ptwtrolpazlone a .bandai ormata. La-Coo¬ 
perativa dell^Atto ha-praientato-a Porto 
Toires ed in altri tentziyirolaai il'lavóro: 
nell'ambito del «Clròtiito-teatrale-regiOEiate ^ 
sardo ». Elisabetta Bohihó , ha lavorato m'T 
oltTè dieci anni presso il; tootoo àtabae di 
Trieste. 

Intanto, à Napoli, un presunto térroriata 
di .« Prima linea ». Salvatore Granata, di 
27 anni, noUva pòlizià e carabinieri sin dal 
1977, è stato arrestato dai caiaUniert 

.Contro-Granata,- infermiere al primo po- 
llcli n ico, nòtt’iatituto di Semeiotica medl^ 

; era.stato emesso.ordine di cattura dalia pro- 
. cura della. ftopabUka per costituziooe e 
partoeipasiòne a banda armata, insanéstone 
annata contro 1 potori ddlo Stato e gaerirm 
civile. • ■ . • ^ . 

Ad Assisi proseguono le indagini tei covo 
di.'PJL,- base di'appogglo ò smistanieBto: a 
questo, secondo esperti, potev»- iarvlra 
rappartamento. 


«La richiesìa. 
c di condanna - i 
del PG è 
una oscenità » ^ 

colano — Conferenza stampa di Pietro 
V®lpr®da nella sede dd circolo anarchico 
« Ponte della Ghìsolfa », dopo la immotivata 
richlKta della sua condanna all’ergastolo. 
Valjnreda non è stato molto loquace; « Venire 
qui di fronte a voi a dire che la -rir^esta 
del procuratore generde di Catanzaro è 
im’oscenìtà mi pare , ovvio e scontato.. Non 
avrebbe essere la stampa a chiedere dl- 
chiarazaoni -a me, ma dovrebbero .essere 1 
giornali a prendere decisa posizione contro 
. que sta. richiesta. Se oggi c’è un procuratore 
generale — ha aggiunto-Valpreda — che può 
avanzare una . richiesta oed immotìvata- è 
pei^é in questi undici anni è cambiato 11 
phhia. ci sono i sequestrati del 31 dleem- 
' 1 nostri compagni anare hiei in 

.teioere.fla anni, si è demomzàato». L’ha 
anche il PG. Questa tesi Tha ribadita 
: ri^Kmdei^ alla domanda di uh pnlfrgja ae 
ateettato una richiesta di questo 
gener e: «Rrtevo aspettarmi di tutto, visto 
come vanno le cose oggi In Italia», in so¬ 
stante Valpreda compie lo stesso arbitmlo 
ooU^amento fra redgenzà della lotta al ter¬ 
rorismo e la richiesta della sua condanna 
semirfloeniente. appare Im- 
izmtivata-in base alle risoltanae prooeaoualL 

pesato, allora, in qneat! 
*°**T®' proprio, ammette un diri¬ 

gente dei clreolo anarchico Àmte della Ohi- 
solfa secondo n quale la . battaglia per la .ve¬ 
rità sulla strage di Piazaa Pontana qualebe 
aegno lo ha lasciato, ma «oggi c’è il tenta¬ 
tivo di tonume indietro e d ammette In 
mezaa v«ttà per dire òna colossale oalon- 
nia». 



U 


À 
































PAG. 6 runità 


ECONOMIA E LAVORO 


r^n^;' r 


Domenica 14 dicembre 1980 


i Sob 1 rèdditi i^ììì bassi era 

: ma si tollérano veatimila miliardi di evasioni 

■ ' ■ ■ .. . :,■■ r ^ ■ ' , •''^: '' s , r ■ - ' ; ■'•' ‘ ^ m-.;^ ì.' ' ■ 

La tassa sul chìlovattora: dopo quella sul gas si torna ad un prelievo ancora più antisociale della vecchia imposta di 
famìglia - Rilancio deirìnflazione e quasi certo aumento dei disoccupati - Inevitabile aumento delle richieste salariali 


y 


Ih Calabria 
U mafioso ora fa 


ROMA — La Federazione la¬ 
voratori elettrici aderente al¬ 
la CGIL ha definito < sba¬ 
gliata. contraddittoria e so¬ 
stanzialmente impraticabile > 
rimposta di dieci lire per chi- 
lovattora consumato dalle fa¬ 
miglie. Ad essa, rileva il sin¬ 
dacato. si aggiungerebbe nel- 
rai. l'aumento della tarif¬ 
fa derivante dai rincari del 
petrolio (il 65 per cento del- 
relettrlcità si produce ancora 
a petrolio). 

I comuni chiedono, da anni, 
di riscuotere imposte proprie, 
da utilizzare per migliorare 
investimenti e servizi locali. 
Non hanno mai chiesto, però, 
di tornare aìVimposta di ]a- 
miglia soppressa nel 1£^3. 
FVa l’altro l’imposta di fami¬ 
glia era più giusta perchè 
consentiva di esentare tutte 
le famiglie a reddito basso, 
n governo si è mosso, fin 
dair’anno scorso, per ripristi¬ 
nare l’imposta sulle famiglie 
in modo occulto, tassando la 
fornitura di servizi: il gas, 
relettricltà, l’automobile, que¬ 
sta volta però prelevando la 
maggior parte dell’imposta 
dalle famiglie a reddito bas¬ 
so. per le quali le 20 o 30 
mila lire al mese c contano > 
(anziani, disoccupati, famiglie 


numerose). • 

I Comuni hanno chiesto di 
prelevare una imposta sui 
redditi patrimoniali, derivanti 
cioè, dall’uso commerciale di 
terreni ed immobili, 11. cui 
valore cresce del 25 per cen¬ 
to all’anno. Il governo ri¬ 
sponde loro invitandoli a col¬ 
pire in basso, sui consumi, 

II prelievo sarebbe di 350 
miliardi all’anno (ben poco, 
per le finanze dei Comuni) 
ma l’effetto di politica fisca¬ 
le è enorme. Si afferma il 
principio che a pagare deb¬ 
bano essere solo i più deboli 
economicamente: La stessa 
valutazione emerge dal dre¬ 
naggio di 2800 miliardi dalle 
buste paga. Sono 2800 mi¬ 
liardi in più a quello che de¬ 
riva ' dall’applicazione delle 
imposte esistenti che già au¬ 
mentano per loro conto al 
crescere del reddito. Quindi,, 
una imposta suH’lmposta. La 
sfHssa per i terremotati non 
c’entra perchè due settima¬ 
ne fa il governo ha accolto, in 
Parlamento, una vecchia rl- 

, chiesta degli ambienti finan¬ 
ziari di eliminare ogni impo¬ 
sta sugli interessi riscossi da 
chi acnuista titoli obbligazio¬ 
nari. Il governo, cioè, ha ri¬ 
tenuto di poter diminuire l'en- 


irata. di quattromila miliar¬ 
di a favore di poche decine di 
migliaia di persone; vuole re¬ 
cuperarla calcando ancora la 
mano au tutti gli altri. . . 

Dopo due anni di clamore 
dei ministro delle Finanze ci 
viene detto diiaro e tondo che 
sui recupero dell’evasione fi¬ 
scale non c’ò da contarci. Le 
imposte da recuperare sono 
stimate , in circa 20 mila mi¬ 
liardi. Le imposte non paga¬ 
te su c autorizzazione » per ef¬ 
fetto di sgravi, esenzioni e 
rimborsi, ammonta, forse al 
doppio (il governo non forni¬ 
sce alcuna documentazione di 
questa spesa occulta). Il pre¬ 
lievo si concentra sui < soli¬ 
ti >. Gli effetti prevedibili so¬ 
no gravissimi. ■ 

In primo luogo, riducendo il 
potere d’acquisto si creano 
nuovi disoccupati. La capacità 
di consumo interno non può ri¬ 
solvere tutti i problemi del¬ 
l’economia italiana ma è ri- 
meista, in questi mesi, uno del 
pochi punti di appoggio della 
produzione. In secondo luogo 
le . imposte concentrate sulla 
capacità di acquisto fanno au¬ 
mentare.! prezzi. Se gli ac¬ 
quisti di automobili, televi¬ 
sori. lavatrici o altri diminui¬ 
ranno ancora le industrie non 


ridurranno i prezzi ma chiu¬ 
deranno le fabbriche. La ben¬ 
zina a 850 lire — che arrive¬ 
rebbe a 1000 lire entro l’Sl, 
secondo certe previsioni di 
rincari del petrolio all’origine 
— fa rincarare 1 trasporti e 
quindi le merci trasportate. II 
maggior prelievo IRPEF, sul¬ 
le buste paga promuove, alla 
fine, nuovi e validi motivi per 
la richiesta di maggiori sala¬ 
ri. La scala mobile stessa 
«lavorerà» appieno nel pros-^ 
simi mesi. ' ’ ■ . ■ • ' 

Ma soprattutto ' costitidsce 
un calcolo sbagliato quello di 
chi punta sulla rassegnazio¬ 
ne e l'abbandono da parte 
della classe sociale chiamata 
a pagare per tutti e per tutto, 
dai salvataggi » dei padroni 
al terremoto, dallo arricchi¬ 
mento dei redditieri all’arric- 
chimento degli evasori protet¬ 
ti da politici corrotti. La ri¬ 
sposta verrà, già nei prossi¬ 
mi giorni, in Parlamento. La 
risposta sarà comunque una 
rinnovata ed estesa lotta eco¬ 
nomica sui luoghi di lavoro e 
sul piano sociale. Per il bene 
di tutti: guai a lasciare in pa¬ 
ce 1 fuorilegge del fisco ed 1 
loro protettori. 

■ ^ ■ ■ ■ ' ' r. 1 . ■ 


Liquidazioni: 
il referendum 
non serve 


MILANO Assemblea na¬ 
zionale, ' ieri a - Milano, di. 
Democrazia ' proletaria per 
lanciare la campagna di rac¬ 
colta delle firme a sostegno 
di due referendum: quello 
per abrogare le norme legi¬ 
slative che bloccano la con¬ 
tingenza ai valori raggiunti 
nel ’77 per 11 calcolo della 
liquidazione e quello per 
cancellare quegli articoli 
dello statuto dei diritti del 
lavoratori che escludono dal¬ 
la tutela sindacale il pub¬ 
blico impiego e le aziende 
al di sotto dei quindici di¬ 
pendenti. 

H'blocco della contingen¬ 
za sulla liquidazione, a par¬ 
tire dal n, ha effetti sem¬ 
pre più «peirversl», per cui 
l termini dell’accordo confe¬ 
derale di quell’anno (e la 
successiva legislazione). de¬ 
vono essere rivisti. La Fe¬ 
derazione unitaria CQIL- 
CISL-IIIL ha elaborato ire 


<Lo 0,50? E' una proposta bruc|ata> 

Una conversazione insieme ai delegati di due fabbriche milanesi sulla consultatone .in corso 


MELANO — < Sarà un bel pro¬ 
blema per le tre confederazio¬ 
ni riproporre Io 0,50». Per¬ 
ché? « Perché qui lo bocciano 
tutti. Dicono di no e basta ». 
La rtostra conversazione con 
alcuni delegati sull’avvio del¬ 
la consultazione nel sindaca¬ 
to non poteva in effetti che 
partire da qui, da questo fa¬ 
moso 0,50 che già a luglio 
accese le assemblee e che 
già allora fu ampiamente re¬ 
spinto. E Vittorio Piemo, na¬ 
poletano, ■ operaio e delegato 
da tanti.anni alla Innocenti 
di Lambrate, non si sottrae 
alla nostra richiesta di un 
« linguaggio di verità ». 

Su questo punto, del resto, 
e'è unanimità di giudizio in 
tutto il gruppetto di delegati 
comunisti con cui parliamo, 
sìa alla Innocenti, sia alla 
Carlo Erba. Concorda con la 
previsione di un secco rifiu¬ 
to anche chi, come Enzo Tar¬ 
sia, (anch’egli delegato limo- 
centi) esprime il rammarico 
che una tale proposta sia sta¬ 


ta tanto malamente * brucia¬ 
ta politicamente », a causa 
<del metodo con il quale fu 
presentata a giugno, quello 
della solidarietà per decreto, 
dopo Un accordo nella notte 
e sema consultare nessuno ». 

Ed è d’accordo anche chi, 
come Mario Pucci, della Car¬ 
lo E.'ba, esprime U dubbio che 
una bocciatura nelle fabbri¬ 
che del nord del fondo di so¬ 
lidarietà finanziato con la 
trattenuta dello 0,50 sulle bu¬ 
ste paga sarebbe e molto im¬ 
popolare nel'Sud ». Enzo Tar¬ 
sia annota ancora che «ci si 
ritrova in troppi in questo nò 
allo zero e cinquanta: quel¬ 
li che non vogliono che U sin¬ 
dacato perda o • stempii le 
proprie earàtteristiche di clas¬ 
se, accanto a quelli che te¬ 
mono la cogestione, accanto 
ancora a quelli che sempli¬ 
cemente sono contrari a tira¬ 
re fuori ancora ì soldi». - 
- Ma tant'è. Ormai, a giudi¬ 
zio dei compagni che inter¬ 
pelliamo, la propaga è t brur 


data ». E tutto per •. il meto¬ 
do, (z pazzesco», lo defini¬ 
sce Giampaolo Vigo, deU’In- 
nocenti) di proporre la solida¬ 
rietà per decreto la scorsa 
estate. Ormai, recuperare un 
discorso sereno su questo 
p\into sarà molto difficile, e E 
non bastano le autocritiche 
per queste cose — aqgiunge 
ancora Vigo, che contìnua la 
sua (dtivUà di denegato, an¬ 
che Se da,anni ormai è fuori, 
della fabbrica, in cassa hite-' 
graziane ' quegli errori di 
metodo ■ U&cidno U segno,' è 
poi si pagano». ' ' 

Quello che venne alla luce 
in modo tanto clamoroso a giu¬ 
gno, in fondo, era essemial- 
mente un pnblema di de- 
mocràzìa all'interno del sin¬ 
dacato, un problema che re¬ 
sta apèrto. Nelle fabbriche in 
questa fase dì avvio delle 
consultazioni, si discute ■ so¬ 
prattutto dì questa democra¬ 
zia, del modo in cui si forma 
la volontà del sindacato. Se li 
làsci poi parlare e ti limiti a 


stare a sentire, i discorsi dei 
delegati finiscono immanca-. 
burnente col tornare a batte¬ 
re sullo stesso tasto. 

€ Il problema — spiega Wal¬ 
ter De Luca, della Carlo Er¬ 
ba — è di fare fumionare i 
canali delta formazione delle 
deèisUmi, di discutere di più 
e .meglio, di non mettere in 
votazione un argomento che ri 
risolve con un é o con un 
no. Un esempio: quando pochi 
-pi^l fa abbiamo chiuso la 
vertenza ' aziendale, abbiamo 
fatto le assemblee. Mólti han¬ 
no approvata, qualcuno ha di¬ 
chiarato di astenersi, pochis¬ 
simi hanno votato contro, ma 
tanti lavoratori, che pure era¬ 
no venuti alle riunioni, non 
hanno mai aliato la mano, né 
per approvare, né per respin¬ 
gere, né per astenersi. Il pro¬ 
blèma é come recuperarli a 
una partecipazione più attioa. 
non di dargli in mano una 
scheda e farli votare su uu 
referendum ». . 


Ecco un altro puntò sul 
quale c’è accordo pieno. Di 
mega-assemblee bisogna «far¬ 
ne a meno posribile ». « Quel¬ 
lo che conta — dice Pucci — 
è a rapporto del delegato' col 
gruppo omogeneo. Noi nel 
corso della vertenza abbiamo 
sperimentato ■ piccole assem¬ 
blee introdotte con VausUio di 
un breve audiovisivo, hanno 
avuto successo. Questi stru¬ 
menti U.mqftQ tuHUMjuaJq 
puJtfNdcUàr-^ehd, n^SrdÌàvr«f 

' ■« A^io”fiudlrio -dice 
Vigo — la partecipazione vie¬ 
ne meno anche a causa di un 
certo tipo ài unità siùdacaJe. 
Questa mediazione eontiiuia, 
questo os^ssiva calibrarè gli 
equilibri, questo lavoro di li¬ 
matura fatto sui documenti, 
che diventano tali che ognuna 
li può tirare dalla sua parte, 
e dare Vbitnpretazlone èhè 
pfà pii aggrada. Tutto questo 
tòglie interesse àUa vita rin* 
docóle. Torse la via giusta i 
queifa di votare pià spesso. 


proposte, ohe sono riassun¬ 
te nel documehto ora in di¬ 
scussione fra 1 lavoratori. 
Anche il POI sia studiando 
un progetto di legge. 

Altro problema reale: la 
difésa del diritti sindacali 
nella piccola Impresa, so¬ 
prattutto net momento in 
cui il decentramento pro¬ 
duttivo si allarga, diventa 
sempre più consistente. Ed 
anche su questo terreno 11 
sindacato sta. studiando la 
possibilità di arrivare ad 
una legge di Iniziativa po¬ 
polare che, proprio per que¬ 
sto è una risposta giusta a 
giuste esigenze (senza pe¬ 
raltro scatenare 1 «falchi» 
contro lo statuto dei lavo¬ 
ratori). Perché, dunque. De¬ 
mocrazia proletaria ha scel¬ 
to, invece, la via pretestuo¬ 
sa e fuorvlante del referen¬ 
dum? Bisogna dire che,, sce¬ 
sa su un terreno che è più 
familiare al radicali, dlmen. 
ticate le promesse di qual¬ 
che anno fa che davano 
per spacciato in pochi mesi 
lo Stato borghese. DP mo¬ 
stra ora un qualche imba¬ 
razzo 

E cosi, in un teatro senri- 
vuoto — tanto diverso dal 
Lirico ribollente della con¬ 
testazione antlstndàcale di 
qualche anno fa — di fron- 


ma su una proposta politica, 
non per schieramenti ». ' 

« In questi anni — dice Pier- 
no — abbiamo cercato di co¬ 
struire l’unità sindacale dal¬ 
l’alto, e non a siamo riusci¬ 
ti. Non c‘è niente da fare, 
dobbiamo provarci dal bas¬ 
so, riprendendo' lo strumento 
delle riunioni di reparto, di 
ufficio, tornando a • rendere 
potere reale al delegato. Per¬ 
chè se no, tra l’altro, va a 
finire che nessuno vuol più 
fare il delegato. Ma come! 
Quello si affanna a discute¬ 
re, a convincere, i lavorato^, 
ri, ■ poi esce l’intervista di 
questo 0 di quello e lai si tro¬ 
va spiazzato. _ Una, due, cen¬ 
to vcite- éOa finè.qù^ il 
stanca,-e> nei-facciamo-fa^ 
en a . rinnovare: il _ consiglio; 
'awhe-, i.^q(hnpqa7!t eapot 
ci spòso ri tkuiio'iódieiro ». 
, eC’é anche un próbtema di 
preparazione, di formazione 
culturale-dai. nostri dtdegati. 
caricati s — : - Domòiko 

Bertelli, dtdta Carlo ' Erba V 
m. questi anni di responsabi¬ 
lità crescenti». , 

' « n sindacato — dice anco¬ 
ra Vigo —^ sconta, queste dif¬ 
ficoltà. Si è dato, e non po¬ 
teva. essere diversamente, 
obiettivi ambiziosi, ma la 
sua struttura di base non è 
stata sufficientemente aUita- 


tq ad una platea di tren¬ 
tenni un po’ distratti. Ca- 
lamida. con un cèrto affan¬ 
no. si è prodigato a dimo¬ 
strare nella sua relazione 
introduttiva come anche 1 
referendum possono essere 
considerati una . Iniziativa 
«contro». 

E’, toccato ' al compagno 
Antonio Pizzlnato, segreta¬ 
rio della Camera del lavo¬ 
ro. Intervenuto a titolo per¬ 
sonale, ricordare come an¬ 
che la riforma di un isti¬ 
tuto come la liquidazione fa 
parte di una politica rlven- 
dicatlva che vuole privile¬ 
giare il salario diretto, le 
pensioni, la difesa della con¬ 
tingenza, In un mondo del 
lavoro che cambia. Il ritor¬ 
no puro e semplice « al pas¬ 
sato». cosi come propongo¬ 
no 1 referendum, è la sola 
risposta?, si è chiesto Piz¬ 
zinato. 11 sindacato deve ri¬ 
nunciare ad essere protago¬ 
nista. consegnando ad altri 
— anche a coloro che vo- 
gliono rimettere In discus¬ 
sione contingenza e statu¬ 
to rammirllstrazlone di 
questi problemi? . . 

L’assemblea, di ieri al Li- 
rico non sembrava avere di 
. queste . pre^up^lonl: 

- b. m. 


ta a crescere, ad essere all’ 
altézza dì quegli - obiettivi. 
C'è forse troppa distanza tra 
gli uffici studi e i delegati, 
che si - trovano a sostenere 
vertenze ^complessive", a 
contatto con una controparte 
' agguerritissima. Non so bene 
come se ne esce. Comunque 
la via dTuspita non può esse¬ 
re un passo .indietro, un ri¬ 
torno aita commissione’inter- 
.na». 

Nella crisi di.sfiducia, di dif¬ 
fidenza. crescente, che sem¬ 
bra investire tutte le istitu¬ 
zioni .della Repubblica è 
il parere dei compagni — an¬ 
che U sindacato viene in 
qualche modo toccato, eli 
grosso delta discussione, tra 
i^^lapeeater h sutta ■■ sòttòscrir 
zìone delle.4:ore per- il-'svd 
dice Bertelli ~ è se S sinda¬ 
cato ■ dà - suffléiénti garanzie, 
posto '■ come assunto éHe lo 
i Stato certamente non ne dà. 
Ma anche qui c’è tt riflesso 
. di un problema più genera¬ 
le: se guardi bene, il rifiuto 
della sottoscrizione cresce in 
misura dirèttamente propor¬ 
zionale alla crescita dei red¬ 
diti. dei livelli: quelli che ci 
voltano le spalle, anche in 
questo caso, sono gli hnpìe- 
pafi. i tecnici, i quadri». . 

Dario VenogonI 


Dalla nostri redazione 

CATANZARO — Spesso non sanno neppure dove andranno a 
lavorare. Imbarcate su vecchi camion, vanno da un capo 
all'altro della regione, da una piana all’altra, da un’azienda 
agricola a un'ritra. paga reale per otto ore di lavoro è 
8 mila (Ire, un terzo rispetto a quella fissata dai contratti 
sindacali, n solo volto che conoscono è quello- del caporale, con 
il padrone delTiùlenda non hanno nessun contatto, non ne 
conoscono né il nome né la faccia. B guai a fare domande. La 
punizione è la perdita del lavoro, poi ci sono le intimidazioni 
e le minacce, n caporalato non è solo, dunque, un fenomeno 
pugliese. EIsso è presente anche in CJalabrla, dove assume 
aspetti particolari. Succube sono migliaia di donne. ' 

Ad alzare il coperchio dì questa pentola ribollente sotw state 
la commissione femminile e la commissione economica del 
PCI calabrese. Per tre giorni, da venerdì scorso, una delega¬ 
zione parlamentare composta dai compagni on. Giglia Tedesco, 
Franco Politano, Saverio Monteleone, Renato Talassi, Maria 
Cocco e Anna CasteUi, è stata in Calabria per raccogliere una 
prima mappa del fenomeno e per prendere iniziative idonee per 
fronteggiarlo. Assemblee ed incontri hanno punteggiato l’inl- 
ziativa del PCI. A discutere del caporalato, allo stesso tavolo 
con 1 comunisti, ci sono stati 1 responsabili dell’Ufficio' del 
Lavoro e degli ispettorati. 1 sindScatl, le organizzazioni profes¬ 
sionali e contadine, l’assessore all’Agricoltura della Regione. 

- I momenti più significativi ,dl questi Incontri, sono stati .una 
riunione di lavoro, venerdì a Catanzaro, una conferenza staroph 
svoltasi ieri sempre a .Catanzaro, e poi tutta una - serie di 
assemblee, concentrate in quelle zone dove il caporalato A or¬ 
mai l’unico vero ufficio di collocamento della manodopera; 
dalle piane reggine alla zona di Vìbo. a Sibari, fino all'Alto 
Jonio cosentino... . - . 

La tratta della manodopera fehùnlnlle.' collegata alle grandi 
raccolte stagionali (uva, olive, arance, cipolle, eoe.) e anche 
ad una sòrta di impiego stabile, ha aspetti ancora più inquie¬ 
tanti. n fenomeno del caporalato ha strettissimi legami eoo 
l’organizzazione mafiosa, nè mutua 1 sistemi, ha zoné di in¬ 
fluenza beh delimitate, I cui confini negli ultimi tempi sono 
stati segnati daUe stesse cosche a cólpi di lupara e^ con 1 
morti lasciati sul terreno. Epicentro e, in un certo senso, 
luogo di smistamento della manodopera, la zona di Gioia Tauro. 
Si calcola che in questa zona il.mercato nero del caporalato 
interessi, nella sola provincia, ben 4300 donne. SI tratta di 
.cifre provvisorie, indicate da una inchiesta sindacale che è 
appena agli inizi. Altre cifre parlano di centinaia di donne a 
Romblolo (nel Vibonese) di parecchie migliaia nella Piana di 
Sibari e nell’Alto Jonio. *. - ' 

Tuttavia il raggio di azione del caporalato ha dimensioni più 
vaste, segnate dagli interscambi tra regione e regione, fra 
la Calabria e la Campania e la Basilicata, tanto da far pensare 
ad una sempre più stretta alleanza, anche in questo campo, tra 
mafia e camorra. D’altra parte, ci vuole poco per capire che 
il caporalato calabrese-non si nutre-trio delle-tangenti che fa 
gravare già sul misero salario dèlie donne. L’altro fiume sotter¬ 
raneo è costituito dal denaro delle integrazioni della CEE, fl 
prezzo dell’olio, per esempio. E’ il vecchio « gabellotto » <*« 
diventa., caporale, che imp«)e all’agrario Taffitto dèlie pi a n t a 
per la racoi^ è la trasfonnarione del proMto^ per inUuieii^ 
i /sbldì; *dàl’Ìrfégfariorie, -e ora^ anche il',rad^ ,*Ba 

mànqdopera. Quali, i primi, .rimèdi ad .un fènqmenò cÓal;d:tf- 
fusó, cosi'radicato nelle coofraddtà^ lU una Caìèbria dhHst 
tra agricritura ricca, qnrila deHe piiiM/e àgricritura póranC 
quella della montagna, che al cai^ialato dà il più gròsso cóà^ 
trilmto di braccia femmii Hli ao ttopagate e sfruttate? La dele¬ 
gazione pàrianiórtiare del PCI ché et propone di redigne un 
libro' bianco e di prèndere ima inillativa legirietiva a ; 
nazionale sul fenomeno del caporalato, ha chiamato' in campo 
la giunta regionale,- le sue reeponsabilità gravissime per là 
mancanza di programmazione, il fatto che per. Tagricoltura* 
prépriq DCT l'assenza di. piani, abbia da anni nd cassetti là 
somma di mille miUàrÀ non speri. C’A poi & problema della 
mancanza di un piano. regionale di trasporti che in qùaki» 
modo potrebbe limitare il fenomeno dd caporalato. ^ • 

Nuccio Marutio 




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come un grande 












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Domenica I 4 dicembre 19^0 


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E IJWORO 


1 Unità PAG. 7 


Nomine in alto mare: anche 
le <rose^ iMtrehbero saltare 


Le indicazìolii della Banca d’Italia in mezzo alle lotte tra 
la riunione del Cicr - Inaccettabile attacco^di.Longo ali 


correnti -j Martedì 
profe^sbr j. Ippolito 


ROMA >— Andreatta ha af- 
fernìato nei giorni «corsi che 
martedì avrebbe riunito il 
Comitato per il credito e il 
risparmio perché esprimesse 
un parere sulle nomine dei 
61 presidenti « 67 vice pre¬ 
sidenti delle Casse di rispar¬ 
mio, attualmente in regime 
di « prorogalio a. Questo en¬ 
nesimo rinvio è , il segnale 
della assoluta incapacità 
del governo ^ a proceilere a 
un suo compito istituzionale, 
un altro pezzo di (|uella acpie- 
stione morale » che sta lo¬ 
gorando ormai rapidamente 
« pericolosamente le istitu- 
aioni. 

Le nomine nelle Casse di 
risparmio e in altri enti pub¬ 
blici non si riescono a fare 
perché, come al solito, par¬ 
titi e correnti di governo non 
riescono a mettersi d’accor¬ 
do: la Banca d’Italia ha pre¬ 
sentato ormai da molti mesi 
le «rosea di. eleggibili ai 
vertici di casse e i, enti. E* 
passato ' tanto tempo, nono¬ 
stante- impegni ufficiali dei 
vàri governi, ancora hon si 
é fatto nulla; c II rinvio del¬ 
la riunione del-comitato per 
il credito e gli ostacoli che 
si desumono dalle dichiara¬ 
zioni del ministro Andreat¬ 
ta, fanno temere che anche 
questa volta alle parole non 
seguano i fatti s, commenta¬ 
va giovedì, scorso, dopo la 


\! ,r- •- ‘ 'y,, ■ . 

riunione con Andreatta >. del- 
la commissione Tesoro • del 
Senato. ' il compagno Bonaz- 
zi, riferendosi appunto a 
queirennesimo rinvio. 

Sulla strada della vicenda 
delle nomine si è inserito, 
in ultimo, Pietro Longo. «E* 
necessario tenere conto delle 
designazioni dei parliti — 
ha affennato ■ — per scon- 
, giurare il pericolo di finire 
nei sistemi dei cinhs o peg¬ 
gio in quelli ■ di stampo ma¬ 
fioso o delle amicizie parli- 
I colaci ». Tener conto ‘ delle 
designazioni dei parliti, - che 
- vuol dire? Si tratta di un se- 
• ' gnale? Che, j cioè, il PSDI 
si sente discriminato • nella 
spartizione e v quindi è prón¬ 
to a dare battaglia? Questa 
è Pimpres.siòne: ciò eviden- 
teinente complica^* ulterior¬ 
mente le cose con il rischio 
reale che martedì il Cicr non 
si riunisca e che il lutto slit- 
. ti ancora una volta. Ma il 
pericolo vero è che alla fine 
saltino del tutto le stesse 
« rose » della Banca d’Italia 
e, senza questo punto di ri- 
ferimento, si scaleni l’arrem¬ 
baggio di gruppi e correnti 
;-<per la conquista dei vertici 
,ì‘di casse e enti pubblici.- ‘ >• 
ìv C’è, in questo, quadro de- 
'Solante, . da . segnalare npa 
per Io meno ineludibile sor¬ 
tita dèi segretario del PSDI: 
costui accusa. il PCI dì vo- 


. Felice Ippolito 

■ ler fare entrare nel consiglio 
' di amministrazione ' dell’ 
ENEL « un uomo condanna- 
. lo due volte per peculato ». ■ 
Quest'uomo è il professor Fe¬ 
lice Ippolito. Premesso che 
il PCI non ha assolutamente 
' indicalo nessuno, in quanto 
. non"ha partecipato a incon- c 
tri o riunioni per decidere .. 
: di nomine, né ,ha avanzato 
■candidature di alcun genere 
per nessun ente, va osserva-. 

; to che il giudizio di Longo .' 
_.; sul professor Ippolito, elet¬ 
to nelle liste . comuniste al 
Parlamento europeo, è inde¬ 
gno e inaccettabile. II pro¬ 
fessor Ippolito, come è noto 
(e la sua vicenda fa ormai ; 


. Nino Andreatta .<> ; 

1 

parte della storia recente del 
Paese), fu vittima all’epoca 
della sua presidenza del 
CNEN. di una oscura mano¬ 
vra di multinazionali USA 
e di gruppi di petrolieri ita¬ 
liani che vollero ostacolare, 
anche con il linciaggio mo¬ 
rale del suo artefice, la scel¬ 
ta di sviluppare in Italia utia 
industria . nucleare avanzata 
e adeguala alle esigenze del 
paese. E* così che l’on. Lon¬ 
go .vuole sollevare la c que¬ 
stione morale » o intende cob- 
tinnare la guerra di quelle 
forze alle quali il PSDI è 
stato legato per tanto tempo? 

m. V. 


iali occiipàiiò il Comune 


■« 


> arriva a 


Clamorosa iniziativa di imprenditori aderenti alla Coòfìndustrià, còintro le ver¬ 
tènze aziendali - La Confaci si è dissociata: già firmato ii contratto coi sindacato 




[ ■ Nostro servizio 

SIENA — , Ci sona. voluti ,i 
^iii urbani per « liberare » 
il '. lìalazzo comunale di. PÓg-! 
gilKKtsi quando —. meroolèdìi 
scorso — eira stato occupato 
perequasi un’ora.da un grup¬ 
po di una quarantina di' im¬ 
prenditori, capeggiati dal di- 
.rettoré. deila Confindustria se¬ 
nese. l’organ^azione a cui 
gli occupanti, aderiscono. 

: I siedaci dei Comuni dell’as¬ 
sociazione intercomunale della 
Val d’Elsa senese erano stati 
costretti ad uscire per evitare 
ulterióri spiacévoli conseguen¬ 
ze dopo essere stati provocati 
e insultati dal manipolo dì in¬ 
dustriali scesi sul piede di 
guerra- contro gli Enti locali 
perché irritati dalle agitazioni 
che sono in corso per il rinno¬ 
vo degli integrativi aziendali 
nel settore del legno. 

Questo gesto ■ clamoroso è 
una delle punte «nergenti di 
un iceberg fatto di. iniziative 
antislndacali che. mirano ad 
eludere i diritti dei "lavora¬ 
tori conquistati .ili tanti anni 
di lotte; ihsorama. l’offensiva 
padronale, che riguai^a pera 
solo gli.imiffeditori che ade^. 
riscono alla' Confindustria. è 
il traslato senese del dopo- 
Fiat. \ ■ ■ ' • ■ --'.i 

Una. classe operaia e con¬ 
tadina si è fatta imprenditore 
neU’immediato dopoguerrà. ha 
dato alla Val d’Elsa una « sa¬ 
lute economica » che ha re^ 
per anni. Cosi, da una parté,.'- 
si ritrovano i piccoli impren^ 
ditori che si fanno rappresen¬ 
tare dalla Confapi che è pron¬ 
ta a misurarsi con le realtà 


locali che vanno dai sindacati, 
ai Comuni, alle forze politi¬ 
che: non è détto che non esi¬ 
sta 'confUttua|ità, ma un ac- 
■coTOÒ, _^aQa\fine, lo , sì trova 
sempre, nelì’interesse di tutti, 
operài e imprenditori < con le 
maniche tirate.su». ; 

DaU’altra parte, invece, c’è 
una classe imprenditoriale-ar¬ 
ricchita e accidiosa die si cre¬ 
de. in possesso della ricetta 
magica deH’economia solo per¬ 
ché ha delle conoscenze in alto 
e si lascia facilménte strumen¬ 
talizzare da personaggi conile 
il direttore della Confindustria 
senese, dr. Centini. E’’stato 
quest’ultimo, infatti, ad orga¬ 
nizzare una settimana prima 
la « marcia > sul Comune di 
Poggibonsi e successivamente 
r occupazione di mercoledì 
scorso delle stanze dov^e i sin- 
dacì attendevano una delega¬ 
zione per ascoltare quello che 
avevano da dire gli industria-: 
li valdelsani. Sono, invece, ar¬ 
rivati in una quarantina pes¬ 
tandosi a rimorchiò utia tv-pri¬ 
vata che ha inimediatatnente 
trovato-:^ ^sponsor .per .una 
tìrasnìissionevelie hanno ihti- 
tolàto. come ahiiundàvano le 
locandine^ affisse nei locali 
pubblici. « Gli industriali della 
Val d'Elsa occupano il Comu¬ 
ne di Poggibonsi ». 

- € L’offensiva' padronale, por¬ 
tata -acanti in,' q^to periodar, 
nella próninda di.Siéna -y 
ferma Elio Cii^uinì, segretଠ
rio .della CGIL tfi . Poggibonsi 

— si è manifestcdà 'a jiià ripre-^ 
se. Prima degli avvenimenti 
di mercoledì scorso, veramen¬ 
te inconcepìbili e compieta¬ 


mente fuori dagli schemi del¬ 
la dialettica democratica del 
nostro paese, l’offenswa' pa¬ 
dronale si era~mànifestata in 
una fabbrica di 'ctieinè tèm¬ 
pre qui in Val d’Elsa. dove tt 
direttore senese della Confin¬ 
dustria si era presentato cer¬ 
cando di intavolare, stillo stUe 
dei ■ tondinari ■ bresciani, una 
trattativa diretta con gli ope¬ 
rai cercando quindi di scaval¬ 
care il consiglio di fabbrica, e 
U sindacato; In Val d’Elsa, pe¬ 
rò, la cpsciehza.dei lavoratori 
è saldò e U tentativo della 
Confindustria è stato immedia¬ 
tamente sconfitto:e respinto». 
-'.Seimila addetti circa per un 
settore, quello del mobile, che 
rappresenta un .po’ la bandie¬ 
ra . dell’industria valdelsanà. 


Ducila -sono dipendenti di-a- 
ziende affiliate alla Connbdù- 
stria: rii’rimanentei in-veoel lé- 
vora in aziéndé artigiane o;cl)e 
aderiscono alla ~C0nfa|rile''che 
da tempo hanno siglato un' ac- 
coido integrativo ' aziendale 
con- i rappresentanti-dei làvo- 
ratOTi di cui, invece, la Còn- 
findustria non vtKH sentir par¬ 
lare. . ■ • 'V • 

< fn qualche azienda — nt- 
fermano alla Confapi di Pog¬ 
gibonsi — non c’è stata nem¬ 
meno un’ora di sciopero. L’ac¬ 
cordo è staio trovato subito'». 

Una prova in più per dimo- 
strare che l’attàcco del mani¬ 
polo confindustriale, è chiara¬ 
mente di ordine politico. 

kttssi 




Al diretta 

rodesioiie dettaVtiòMa 


ROMA — La volontà della FLM di 

Intarnazionala è stato oggetto di dtt_- t-t 

tato direttivo della CGIL; Con una 
tallo è stata approvata la questione' datWMflW laaoql 
intemazionali ad anche alcuni problemi di pofRica aalarp. 
Là CGIL, difatti, riconfarmando la aua poaiziafio di 
; autonomia nei confronti delle, centrali alndacair^fo^- 
' nazionali (a la dimoatraziona di ciò è stata l’uacfta dalla 
FSM) sottolinea coma anche la CISL intamsrionala 
non-aia lontana da una logica dai blocchi che è. 
tuttavia, sconfitta a . massa in discusaiona dai 
fatti polacchi. 

Il .Comitato direttive, quindi, pur aaprimando- . 
'prsoeeupazioni prenda atto dali’orientamanto dalli .PLM 
riconoac an do sia gli slamanti di spacifleiti dalia -mefitica 
internazionale finora evolta dalla Fadaraziorta mat al me c 
Cinica , eia la pre s e n za nella FISM dai settori più .pro- 
graasisti dal aindacalismo amaricàrM sia, infine, rimpa- 
gno riconfermato dalla FLM di. contrastare ogni logica , 
dai blocchi « aprendo » ai sindacati dal Terzo Monde^ 




Da Venezia iìHa 
del «capo»: il 


vs;- - Vi , - r 


V ' -l- • ' ^y 





Dàl nóstrò inviato V 

VE^^EZIA ' — Impiegali. - tec¬ 
nici, capi: ■ ecco l'esperienza 
in corso nd.Veneto. Si fa in 
questa Tègione come cdtrove; 
un gran discutere sul- ruolo 
della parte « alta » del mon¬ 
do del lavoro, sulla sua cri¬ 
si, sulle possibili evoluzióni 
di una ricerca dì identità av¬ 
viata. Si discute, ci si scon¬ 
tra. an<^, si confrontano po¬ 
sizioni: tatto, insomma, tran¬ 
ne che una placida plumbea 
laguna ' di - insensibilità al 
€ nuovo» che ci circonda. ■ 
AlVinterno '-'■ del sindacato 
chimici CGIL' — la FILCEA 
— opera' per l’appunto il Co- 
ordinamento regionale impie¬ 
gati e tecnici. Questo gruppo 
di lavoro ha redatto quattro 
tesi su altrettanti argomenti 
cruciali: t) molo, organizza¬ 
zione del lavora, professiona¬ 
lità; 2) infltìióne. salario e 
reddito: 3) paniche industria¬ 
li occupazione, produttività: 
4) democrazìa sindacale, rap¬ 
presentatività. Le tesi, ripro¬ 
dotte in più di trentamila co¬ 
pie dal sindacato sono state 
distribuite ai lavoratori dei 


complessi chimici, in tutto S 
Veneto, e- sopraitafto. ovvia¬ 
mente, ■ allo .Montedison ‘ tfi 
porto Marghera. Poi. conden- 
saté in 'una relazione di no¬ 
ve cartelle, sono'Siate pre¬ 
sentate ieri ad un convegno 
qui a Mestre, concluso da A*é- 
no ColdageRi. della FILCEA 
nazionale. 

L'ispirazione politica è un 
pel questa: che cosa deve fa¬ 
re U - sindacato per rappre¬ 
sentare i € quadri», i tecni¬ 
ci. gli impiegati. - riporre i 
consigli di fabbrica tra i ri¬ 
cordi? No, semmai deve ri¬ 
costituire condizioni di demo¬ 
crazia interna (la cosa vale 
anche per gli operai), edìar- 
gando ì consipli olla noce e 
al contributo di queste cate¬ 
gorie. La € novità » dei con¬ 
sigli non fu. tra rolfro. imo 
storico spostamento di potere 
verso il basso? E’ una strada 
giusta: anche oggi, infatti oc¬ 
corre conquistare nuovi spazi 
di potere per i lavoratori: an¬ 
che per tecnici e quadri. In 
pratica è il contrario di ciò 
che. implicitamente propone il 
Sinquadrt, 



Ma vediamp. più nel detta: i 
gito, le tesi deli Coon Cn qniqé- ‘ 
io.- Si miote; iimanzitstto. co^^ 
legare' Tintervento sutforga¬ 
nizzazione del lavoro al tema 
della strategia delTazienda. 
Una delle più diffuse ragioni 
di demotivazione dei tecnici 
viene infatti individuata nel¬ 
l’incertezza sulle destinazioni 
prodxdtive, riassumibile in u- 
na demanda del genere: che 
senso ha « razionalizzare » i 
processi, se poi magari U tuo 
impianto viene chiuso per 
motivi che tu non sei chiama¬ 
to a discutere? L’altro' moti¬ 
vo per cui ri collega rinter- 
vento . sulVorganizzazione del 
lavoro alla strategia di grup¬ 
po è che il modo di lavorare < 
che un’azienda tnsfoura è di¬ 
rettamente correlato alla sua 
collocazione nel mercato. 

Da qui le proposte: utilizza¬ 
re l’elaboratore, la sua gam¬ 
ma smisurata di possibilità, i 
sistemi dell’informatica: Per 
quaUficare la gente àrricchen- 
dane le HMnsùni:. 

' Ecco U punto, U pM/ete: et 
sono due tipi di pmféssionaU- 
tà raggiungUfiU in un’azienda 


ì; i K'.-’ 

■cppse,la,,y^fitedi^n: uno di 
i sfccja^sflcVi;- che ' non 
consente'grmi^èKursioni dò 
cdriiera, '~e uh'mro che deri¬ 
va dal contrailo su pezzi esi¬ 
stenti del cielo produttivo, 
cui sono in genere associate 
mansioni di comanda. La Mon- 
tedison non incoraggia questo 
secondo tipo di ^ofessiouali- 
tà .e .cori faceudó contribuisce 
a creare msoddtsfazkme tra 
i tecnicL Occorre dunque ri- 
céndicare una distriburione (B 
maggior potére nelle fabbri¬ 
che. che faccia crescere i li- 
vella complesrivo.d^ professio¬ 
nalità. - ; > ■ ■ ’ ■ ' 

. Prpfessionàlità, ma pagata 
come? La busta-paga, si dice, 
dev’essere formata da un «sa¬ 
lario sociale », cioè dalla con¬ 
tingenza e da'UH € salario pny 
fessùmale», con nna forte ri¬ 
parametrazione, per remune¬ 
rare la professkmalità. Per la 
contingema, si propone che il 
punto resti unica e uguale per 
tutti, ma che uguale per tut¬ 
ti diventi anche la tassazione, 
che oggi com’è noto non lo 
è e penalizza i redditi inter¬ 
medi; si propone inoltre che 


Da, domani 

' a’-' 

in 




• ‘ \ ' 


perrm 

- •• ‘ * .• ! 

le isole 


ROMA —Difficoltà nel- coi- 
legamenti nutritUml con le 
isole ai potranno avere do¬ 
mani e martedì In. seguito 
allo sclopeiro . di .48 ore del 
marittimi aderenti alla auto¬ 
noma Federmar-CMsal imbar¬ 
cati su tutte le uiìità della 
flotta Pinmare, ' compresi i 
teasSiettl della Tirrenia e 
quelli Caremar, Torèmar e 
Sldemar - In servizio; fra, Il 
continènte e le isole minori. 

Il pretesto per l’agitazione ò 
la mancata esecuzióne di sen¬ 
tente della magistratura su 
questioni relative al lavoro 
straordinario!. > • • j. 

• Sempre nel settore marit¬ 
timo. prenderà 11 via-nuirte- 
dl 11 programma di scioperi 
articolati per complessive : 48 
fn-e che si concluderà 11 10 
gennaio, deciso dàlia Pedera- 
zSone marinara Qgll. ClsL 
UH per protestare contro 11 
rifiuto degli ■ armatóri pùb¬ 
blici e privati a discutere 
quello che è considerato il 
punto principale della piat¬ 
taforma contrattuale. della 
categoria : un. nuovo. rappor¬ 
to di lavoro del marittimi ta¬ 
le da realizzare un legame 
diretto con la società armato¬ 
riale; la valorizzazione della 
profeaslonalità. L’atteggia¬ 
mento nativo ^ deU’àzma- 
mento ha ' dètermlnato ' una 
rottura deile trattative 

Qll scioperi sulicolati por¬ 
teranno al fermo, in fasi suc¬ 
cessivi^ di tutte le navi bat¬ 
tenti bandièra italiana, com¬ 
prese ■ quelle . impàgnàte nel- 
le..erocleTei sla nei péitl-ha- 
rionali che in quelli esteri 
per la durata di 48 ore. La 
Federazione marinara -ha .cò- 
rounqùe ' voluto evitare che 
Tarione-di -lotta si,ripercuo¬ 
tesse liegativamenté sul col¬ 
legamenti con' le isole so¬ 
prattutto .nel periodo delle 
feste di fine d'anno. .Per 
questo il fermo del traghetti 
sarà attuato dopo lé festi¬ 
vità -e -in-tm’tmioa fase, il 
7 e 8 gennaio. 

Serie preoccupazioni con¬ 
tinuano a gravare anche sul 
trasporto aerèo.' Cisl é auto¬ 
nomi non hanno infatti an¬ 
córa decìso 'se sospèndere ó 
meno gli scioperi del control¬ 
lori di volo programmati a 
partire da martedì fino .al 
20 dicembre. Deddetanno 
hanno détto — d<^ Tiiicohi 
tro di donuml con 1 mintotri 
Dartda (Fonzlane pubblica) 
e Formica (Tri^sportl). n mi¬ 
nistro dd’TnspdrtL'In-ùw 
Intervista die esce" oggi su 
!> Avanti!-» Tiochfenaa Tlit- 
tenalmie, pdr evitare, per càu¬ 
sa di pochL la disattivazione 
dèi servizio’iteieò, -dì' impor- 
fe a eoìmp che ebannó pro- 
claniato lo sciopèro 'di’ zeétà^ 
n in sèrvtìan». . ; , 

' si steC.' iiitahto. .tercando 
di stringere I tèinpi per ar¬ 
rivare ad una, soluzione, sia 
pure temporsnéa, déllà vicen¬ 
da Itavlal Stamane U mini¬ 
stro Formica avrà un'incon¬ 
tro con 1 dirigenti delI’Alita- 
Ifa e deR’Alisarda per esami¬ 
nare e possibOraente mette¬ 
re-a.punto II'piano .di emer¬ 
genza per la ripresa imme¬ 
diata dei collegamenti alme¬ 
no sulle principali linee fl- 
norr gestite dallTtavia-.e an¬ 
che le possibili-setusIad faT 
ture in vista dèi fltlzo. ddle 
concessioni, o di altri 'prov¬ 
vedimenti. a carico della com¬ 
pagnia di. DavanialL: All’It^- 
vla -A -stato - posto Taiit-atit; | 
dopo che è'statò'Téspbita: 
la richiesta dÌ -DavuiMli di 
- finanziameTiti a fondò per¬ 
duto a rlpianameiiio; del dè-r 
fictt p rese nte è di quelli fur: 
turi: o'entro domani saran¬ 
no ripresi l voli, o scatteran-' 
no te’ zazizloni previste-dal¬ 
la lègge, fra «ti fi'ritirò dèl¬ 
ie concèarionL . 

Sempre entrò ' domanLfl 
gov^no —- ha .ecritto .Futinlr. 
cs ‘ a Foriàid sollecitando 
« urgenti prow^iinenti to' 
ordine »Be ' conèessiòni » — 
dovrebbe Improcrastlnabfl* 
mente pretwlérò le decisiòol 
del caso. ; : . ' ' . 


•à- 


là -eontìngema 'sia seer p p ivd m 
dal computo dèi restantè im- 
■ pondriie* Cosa varre b be di- 
' re? Vorrèbbe dhre che. fermò 
if. vabire.dél psmto.a.SIÓ lire,. 
per esempio. duemOe .eamto, 
al lavoratore 'e 3S9 ài fbÒK : 

- pqpqA^.però Vlr^ ver-’ 
Tcbbe caìcolàta sullo stipenèBo 
del ìavoraiore esclusa Ut con¬ 
tingenza, e su questo sT pò- 
gherebbero le tasse. , 

Insommo, una diseussione 
siimalante . e argomentata;: 
Ma quòte sbocco troverà, uu 
dSxdtìtO del ge^é. se i si¬ 
stema dei consìgii tk fabbri-, 
ea nott si disporrà ad ecéo- 
gherU) dentro di sé in tutta 
la sua compìessUàT Ecco la 
risposta del ' ceoriMnamènle: 

* Dobbiamo troeare i 
tfi aprire spati di 
uSbWmm^ cpranro ■% cms^pìid» 
t a certe figure dì quadr i , pen¬ 
siamo s opr à t tu Oo ai -ospìre- 
parto, ^ p r opri o per la fsh-' 
rióne cte s volgàno éfiffieSmeà- 
te possono en t r ar vi carne .de- 
legati ' dei pr o prio reparto. | 
(Quindi eMediamo al stùdeca- ‘ 
to una seéba coraggiosa; che : 
seeoqdó noi min snaturerebbe 
affatto i consìgli cori óome 
si sono sterieamenle afferma¬ 
ti; la sc^ta di ìa dki ì d a ar e mo¬ 
menti specchi di ste s fa g t -per 
queste figure.' meguri -rag- 

Jf9T CdCn 

Edoardb mjiint i b i 



■ i. -:r. 


vii Vi' 
















































rj-^'***A'/** Ti,!.'' r » *::V?-!*i ■K-V' ■^',1%*^ 






.ir^\ jFu''*;. /-•*< ’>' v-; -• /_ 


PAG. 8 runitA _ 

La mova serie dì ^Portobello» 

Sotto il segno 
del pappagalld 


Dicono che Portobello sia 
ona trasmissione «popolare». 
E te lo dicono come se quei* 

. l'aggettivo (il cui uso ricat* 
tatorio incide pesantemente 
■olle scelte e le non-scelte 
di chi produce e organiiaa 
la cultura di massa) dovesse ' 
tagliare la testa al toro; e 
come se la critica del c po« 
polare » rischiasse sempre di 

{ lottare acqua al mulino del> 

'« impopolare ». Sarà bene, 
allora, aprire queste brevi 
note sulla prima puntata del¬ 
la nuova serie di Portobello 
(andata in onda l’altra sera ' 
sulla Rete due) ricordando 
che l’etichetta di . « popola¬ 
re » è stata via via applicata 
alle più disparate confezioni 
televisive: Camonissima ma 
anche l’Odissea di Franco 
Rossi, Rhchiatutto ma an¬ 
che l’ispettore Maigret, Por- - 
tobello ma anche le comme¬ 
die di Ediiardo; a conferma 
che la « popolarità » è una 
categoria quantitativa arbi¬ 


trariamente appiicata alla 
qualità dei programmi. Non 
esistono trasmissioni « popo¬ 
lari »; esistono . trasmissioni 
molto seguite. Qualunque al¬ 
tra applicaaione deU'aggettl* 
vo in questione rappresenta 
un’appropriasione indebita, 
un’illecita trasformaaione di 
unità di grandesaa in unità 
di giudizio. 

Toltoci dallo stomaco il 
peso della non-popolarità, 
vedian.o su quali càrdini 
Enzo Tortora ha impostato, ' 
ancora una volta, la pro¬ 
pria « popolarità ». Il primo 
ospite delia quarta serie di. 
Portobello era una canuta - 
signora di Trento che, in at¬ 
tesa di ' più cospicue folgo¬ 
razioni, ha inventato una 
spazzola ad acqua per ’ ba¬ 
gnare i vestiti prima di sti- ‘ 
rarli. La signora Nostra (si 
chiama proprio cosi) ha di¬ 
mostrato come, dopo elabo¬ 
rati preparativi e prolungate 
esercitazioni, la spazzola-con- 


acqua-incorporata : possa fare 
brillantemente le ,veoÌ della 
vecchia, nidinientale spaszo- 
la-eon-acqua-senaratat insi¬ 
nuando nel telespettatori 1* 
Ingiustò sospetto che. a Tren¬ 
to abbiano molto tempo da 
perdere'e non siano stati in¬ 
formati deH’eaistenza del fer¬ 
ro a vapore. 

E’ stato ‘ successivamente 
introdotto In studio un sim¬ 
patico frate francescano, il 
quale ha sostenuto di essere 
di Arenzano, di avere an> cu¬ 
gino di 102 anni e' di' amare 
moltissimo i canarini t prero¬ 
gative certamente encomiabi¬ 
li, - ma insufficienti, a nostro 
modesto avviso, a giustifica¬ 
re la sua presenza davanti a 
venti milioni di italiani. 

Dopo una breve parentesi 
dedicata a un tale che colle¬ 
ziona giocattoli automatici d’ 
epoca (bellissimi oggetti, e 
come tali poco intonati alla 
trasmissione), si è arrivati al 
elou della serata: un certo 


algnor Fazio ha sostonuto di 
•saere in grado di dlstraggera 
• dlstanaa qualunque tipo di 
motorei basta premerà un 
. bottoiw • treni, aerei, navi 
e carri armali esplodono co- 
me pop-corn, lasciando il si¬ 
gnor Fazio padrone delle ser- 
' li del mondo. Si trattava,. 
- come 4 parso subito chiaro, 
di un geniale mentecatto, una 
.'sorta di Ligabue dell’elettro- 
bica nei cui meandri men- 
’ ' tali il male del mondo si 
' stempera in infinite serie di 
cortocircuiti ed esplosioni 
purificatricit ma Tortora, un 
uomo che nel suo salotto leg¬ 
ge .la letteratura della crisi 
ma a Portobello dice paVo- 
laccé, non ha dato segno di 
cogliere la poetica demenza 
' del I algnor Fazio, e ' lo ..ha 
trattato come i pasai delle 
barzellette: curiose fratta¬ 
glie di umanità il cui unico 
compito 4 farei ridere. 

Congedato il c passo », ec¬ 
co sbucare il signor Vemola, 

. un araiilo settantenne che 
per tenersi in forma parte¬ 
cipa alle maratoiM. Il signor 
Vernola ha spiegato di aver 
cominciato a correre dopo 
essere scampato al naufragio 
di capo Matapan: una moti¬ 
vazione quantomeno inaspet¬ 
tata, ma tale, comunque, da 
destare solidale apprensione 
nel pubblico, perchà dopo 
. essere sopravvissuto a una si¬ 
mile disfatta bellica, l’inte¬ 
merato podista ha rischiato 
di schiattare ingloriosamen¬ 
te proprio a Portobello: lo 
hanno costretto a salire • 


spntÀcòu 


' acendece ' eeuttMli di velie 
debuti enorme gradine per 
poterlo sottoporre a elettro* 
cardiogramma aalte aforae. Il 
poveretto, aianoUeo, ha pie* 

! ferito correre il rischio di 
I slramaaàare piuttosto che de* 

. ludere le attese deiritalia 
tutta. ' 

Ed eccoci-al gran finale.y 
’ (Proceduto dall’angolino del 
! cuori solitari: per usare le t 
‘ parole di Tortora. « fornaret- 
> to cerca fomaretta »; temia* 
mo resti scapolo).' Si abbai- 
; sano le luci cd entra un uo- 
. mo. E* di Sant’Angelo dei 
; Lonibartlit : il terremoto gli 
ha ucciso sette parenti. Ma, i 
; dice a chiare lettere, prima 
i che dal terremoto la sua cit- 
! tà è stata uccisa dalle clien¬ 
tele e dalia speculazione e- 
dilizia (case di gesso) ; e do-. 
po il terremoto ò minacciata 
dallo sciacallaggio politico 
di chi vuole amministrare i 
fondi di ricostruzione per ot¬ 
tenere in cambio voti. Per 
questo lui ha fondato un’ 
associazione per raccogliere 
fondi. 

Ma ì nomi dei responsabi¬ 
li di tanto scempio? I nomi 
li sappiamo, tutti: Sant’An*. 
gelo i nei cuore delPIrpinia, > 
infeudata ai < De Mita e ai 
, Bianco. Ma a Portobello quei • 

. nomi non sono stati fatti: ; 
viene considerato « popola¬ 
re » organizzare ■ collette: 
non « popolare > dare del ma- 
scalaone a chi ha ridotto on . 
paese all’elemosina. 

Michel* Serre 


Domtnice 14 cilcembre 1910 


Mostri ed eroi alla rassegna cinematografica di Porretta 

Sì, vivere è Lino sport brutale 

Da «Aria per un atleta» a «Lezione di lìngua morta » sì nota un interesse per la rievocazione in 
costume dal sapore letterario - «Golem» rinverdisce Frankenstein in una chiave fantascientifica 


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PROGRAMMI TV 

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Un^nquadretura di a Aria per un atleta una dei film preientatl ■ Pamtta Terme 


Nostro servizio 

PORRETTA TERME — Un 
bambino cavalca una donna, 
entrambi sono nudi e sema 
testa: un sesso filiforme, 
braccia sema mani che si 
prolungano • Tuno nell’altro, 
pezzi architettonici in minia¬ 
tura, simbólt metafisici, caba¬ 
listici o scientifici, un cielo 
oscuroà completano Vambigui- 
tà del poeìer disegnato da 
Franciszek Starowteyski, che 
ha vinto la medaglia d'oro 
l’anno scorso a Chicago e 
. che tà Mostra di Porretta 
riproduce netta copertina del 
suo catàlogo sul cinema po¬ 
lacco contemporaneo. / po 
lacchi sono dà decenni i pri¬ 
mi del; mondò nel manifesto 
cinematògrafico. Questo si ri¬ 
ferisce, ovviamente, al film 
Incubi ài Wojdech Marczeto- 
ski; ma anche il poster per 
Lezione di lingua morta di 
Janusz Mafewski « gioca » 
sulla cancellazione del viso 
nelVimpettito ufficiale degli 
ulani che ne t il protagoni¬ 
sta. 

Sullo schermo, costui ha 0 
volto di Olgierd Lukaszewiez, 
ruttore che in Bosoo di be¬ 
tulle di Wafda impersonava 
il fratello giovane e moribon¬ 
do. Anche nel film di Mafew¬ 
ski a tenente i tubercoloso, 
ma si direbbe che è già mor¬ 
to vrima di morire. Come T 
impero austroungarico che ti 
sta disfacendo in un angolo 
di Galizia (un microcosmo di 
lingue, razze e culture diver¬ 
se). come la guerra mondiate 
entrata ftegtt ultimi mesi d* 
agonia e la montagna semi¬ 
nata di.'catinveri insepolti 11 
destino ; dell’ufficiale austria¬ 
co. estenuato dall’amore dette 
cose bette e vecchie che col¬ 
leziona con avidità, e dal gu¬ 
sto sadico per Fucetsione che 
non pub reprimere, questo 
destino tuttavia sicuro gli i 
preannunciato da una zinoa- 
ra, in un’incomprensibtle lin¬ 
gua morta. 

Egualmente raffinato netta 
forma, egualmente ambienta¬ 
to nella Galizia austriaca al- 
rinizU> del secolo, egualmen¬ 
te tratto da un romanzo è 
Incubi, storia delTeducazione 
di un ragazzo polacco lascia¬ 
to solo dai genitori divisi ad 
affrontare la rigida discipli¬ 
na oscurantista di un colle¬ 
gio imperiale, tra preti fana¬ 
tici e professori ottusi e vol¬ 
gali, a iniziarsi atta-scoperta 
del sesso nella maniera più 
morbosa, e finalmente, giun¬ 
to atta maturità scolastica, a 
operare una scelta di vita che 
gli si presenta ancora una 
volta scissa, ira politica e 
poesia. Quest’uUimn parie del 
film è la più affrettata e 
confusa, non mantiene la coe¬ 
renza che II più esoerto Ma¬ 
fewski assicurava a Lezione 
di lingua morta. 

Forse Vopera più fantasiosa 
e libera, in ' questo primo 
gruppo di rievocazioni in co¬ 
stume. è Alia pef un atleta 
di Filip Bafon, che già si 
fece notare alla Mostra del 
cinema ' d'autore di Snn Pe¬ 
rno. C^trlnsnme.v*- k in me., 
no letteraria, sebbene fauto¬ 


re stesso provenga dalla let¬ 
teratura. Ciò perché U regi- 
. sta, già interessato à racconti 
di tematica sportiva, trova 
per il suo campione mondiale 
di lotta (un polacco che vin¬ 
se il titolo a Parigi nel 1906, 
poi a New York nel 1921 e 
nel 1922} i dite contrappunti 
del circo e dell’opera lirica. 
Nel circo si compie, tra fe¬ 
nomeni da baraccone, la sua 
educazione atta ■ lotta leale: 
nel confronto con le arie che 
un cèlebre tenore italiano gli 
dèdica (salvo portargli via, 
più tardi, la betta moglie 
'francese) si enuclea invece la 
finezza di spirito, la romanti¬ 
ca malinconia di questo gi-, 
gante buono, di questa ma»- 
sa ài mùscoli illuminata dotta 
gèrierosità e dalTeleganza. Lo 
indubbio e anche .divertente 
esotismo del film risulta tem¬ 
perato dalla dimensione mo¬ 
rale che fa detta leggenda 
di un atleta la storia di un 
uomo. Intervistato nd 1932 
tra t suoi trofei (una còBe- 
zfone di sculture di Atlante 
che solleva U mondo) R po¬ 
polare campione è appena sul- 
la cinquantina ma sembra 
già un vegliardo: in effetti 
gli pesa ancora Vaver dovu¬ 
to vincere il suo più irridu¬ 
cibile avversario, che lo sta¬ 
va massacrando, avvalendo¬ 
si degli stessi mezzi brutali 
che quello praticava tra le 
. corde del ring. 

Questa brutalità, questa 
rriancanza di regole sportive 
dilagano infatti nei tempi no¬ 
stri. quelli di 'cut ci parlano 
i registi giovani nei toro film 
puntati suirattùàlità. Cosi 
Clinch di Piotr Andrefew, 
che racconta il « corpo a cor¬ 
po » cui è costretto (non tan¬ 
to eon gli avversari, quanto 
con la disonestà deWambien- 
te) un forte operaio avviato 
atta carriera pugilistica. Co¬ 
sì. su un piano sociale più 
omp/o. Kung-fu di Janusz 
Kifowski, dove ritorte mar¬ 
ziale n viene metaforicamen¬ 
te impiegata da un gruppo 
di amici per soccorrere uno . 
d* ìnm ehe. p^ In ma inte- 
arttà netta professione, si 
trova émaroinato dalTazien- 
da in cui valgono i metodi 
del carrierismo. Senonché la 
autodifesa diventa a sua vol¬ 
ta agaressione. facendo pèr¬ 
dere olla lotta il suo carat¬ 
tere di competizione e viso 
averto. Come dice uno deàli 
àttnri. il nof'- Daniel Oh 
brgchski del fOm di Wafda, 
inori et può «Ureveriaie le 
vite: agitando elegantemen¬ 
te le ». Bisogna anche 

menar pugni. 

Queste cose succedono an¬ 
che in Soazzar via. titolo 

ifaliano, alovnpfn mftferinfo 

di «n, film di Krzgswtof Ro- 
pulskt. basato su 'un biologo 
che tra mille diffieóltà ricer¬ 
ca ^'ini prodotto anticancro., 
fino a essere coloito egH stes¬ 
so dal morbo ' (il che sposta 
evidentemente a dato inizia¬ 
le della nolemtea): e sopmt- 
' tutto nel secondo lungeèàè- 
tmonlo d* Felikn Folk. 11 di* 
Tvtfore del hallo, moffo df- 
arvsso- in Polonia ■ perehA i 
una specie di impietoso • do¬ 


ve corri Sammg » ets «H in¬ 
trattenitore e animàtore di 
feste, che si agita ininterrot¬ 
tamente, . calpestando ogni 
principio di correttezza, per 
ottenere un ingaggio impor¬ 
tante ed eliminare gli altri 
concorrenti L’attore pràtss- 
gonista Jerzy Stuhr, che ri- 
trooeremò nel ClneamaUùe « 
che ha partecipato col reglatà 
atta stesura dei dialoghi ha 
qui il ruolo ingrato di un 
«eroe» negativo, che viene 
punito netta sera del Irton- 
fo dal pugno giuetMere di 
un amico, 

Gkìlem, di Piotr Szulkin, 
molto Uberamente ispirato al 
romanzo di Oustàv Meurinck, 
era invece runico titolo pro¬ 
iettato netravoenirè Ma gasi- 
le avoentrel Come la creatu¬ 
ra àrtìficiale detta leggenda 
ebraica, e poi del. cinema 
espressionista tedesco che an- 
tieipava- tra VaUro il Fran¬ 
kenstein detto schermo àmè- 
Ticano (lo si vedeva dal fatto 
che sia nel fOm' del 030, sia 
in quello del 1932, era sem¬ 
pre una bambina a-frater¬ 
nizzare col mostro), anche il 
protagonista del /Rat pofoeco 
è un èssere sp os i esmt à detta 
pro pri a personaUlà. Qtd però 
è un prodotto siàentifico del- 
rena atomfoo, ùn^manichino, 
un tranquitto automa dai 
sembianti ■ umanissimi La 
suggestione che il film eser¬ 
cita sta nel rigore détte sue 
scelte scenografiche (una ca¬ 
sa sbrecciata, un vicolo ma¬ 
landato e pièno di cartacce, 
un negozio di bambole senza 
porte e finestre, te finestre 
di un casamento squallido 
che si aprono e si chiudono 
da sole) e anche nel volto 
défrattore Marek Valczesoski, 
a quale rinuncia al trueeo 
che aveva sostenuto te fsiter- 
pretoskmi di Paul Wègener o 
di Boris Rarìoff. Ciò eeoen- 
tua. netta vicenda fantascien¬ 
tifica, respetto di. normoMtà 
quotUttana. Vn’emoskme no¬ 
tevole là si ha nel finale, 
quando U disgraziato ètmbat- 
te nel suo facsimile in cre¬ 
ta. gli mette in bocca H ear- 
tettino segnalètico tìi’egU si 
era portotó appresso come 
una maledizione, .^e quètta 
bocca di creta subito si riani¬ 
ma. ■ 

OH etto fàm cui sbbtamio 
accennato eostituieano il pri¬ 
mo Moeeo deOa riwMfde por- 
rettana. Aleum ddm ap e re 
più attcrn faggsal'parU del 
secando, ehe si essMrtsce sta-. 
sera, inslemg eed-là menlfe- 
stazione. , Tré te n éla ff ee 
cottatereM ve tntamte segna- 
tata ene mostra .fotoqmnea- 
di Praneeseó MeselH. erdthe- 
ta de OhtmpféfO B er an e u 
Oardtn e prpwf n t é l a' «nene 
de MMtMaugsdo 'A nt ò nk m l 
Sono foto e eetori seattate 
dotta Pet a rold del repmsi 
oggi cinquantenne, con tem¬ 
pi di pese lunghissimi anche 
di pereeehie ore.' tmmeqtnl 
di oeeetti. .«f enOnenti. di. 
riunioni, ma s opr ut t uti o •«- 
t u r tt è am (àna serie è' addt- 
n*tm m Mttcfnra, pta- tngin 
sliminte.! s ffateltei). . 


L'OCCHIO CHE UCCI DB - Picoole foUie con Marty 

Feldman. Regia di John Roblns 

V^ENEZIA, PALAZZO LABIA: UN CONCENTO PER 

DOMANI • di Luigi Pali. Musiche di Debussy» Oukaa, 

Buzza 

MESSA 

SEGNI DEL TEMPO - a cura di Liliana Ghiaie 
SPORT INVERNALI: EUROVISIONE • Val Oardena: 
Coppa dèi Mondo di sci • Discesa Ubera. Tnaiw»h<i» 
TO L'UNA-* <U Alfredo Femiaa. 

TO 1 T NOTIZIE 

bAhLO Irt’UOIO • DI RÓMA. Pl'PPb'liAUDO PRB* 
SINTA’TXSMENIOA IN-'^ • regiA (If Uno ProoaeeL 
NOTIZIE SPORTIVE 

DISCORINO SETTIMANALE Di MUSICA « DISCHI 
NOTIZIE SPORTIVE 

«MIKE Anoros» * «L'intoocabile di Park Àvenue» 
M. MINUTO 

FUORI DUE • Meato da A. Pedani 
TBLEOIORNALE 

MOSE* di O. De Bealo (replica della 3. pi), con Burt Lan- 
caater, Anthony Quayie, In^d Thulin . 

LA DOMENICA SPORTIVA. 

PROSSIMAMENTE * a cura di Fla Jacotuocl 
TELEGIORNALE > 


□ TV 2 


IMS ANTOLOGIA DI SUPEROULP • fVmett! In TV 
1«aS CINECLUB • di L. Mlchetti Rlecl fll. p.) . 

.11A5 OLI INDIANI DELL’AMERICA DEL NORD • di Do¬ 
ni^ Oubols: «Sul sentiero di guerra» 

.11JS D’ERA UNA VOLTA UNO ZOO • Telefilm 
11JS PROSSIMAMENTE - a cura di Fla Jaooltiocl- 
.11A8 TO t • ATLANTE • di Tito Cortése 
IBIS QUI CARTONI ANIMATI * AttenU a .J:.uni 
13A0 TO t - ORE. TREDICI 

IMO POLOARK • con Robin Bilia • J111 Townsend (10. p.) 
is,« TO t • diretta SPORT • Oabicce: clcloerosa: Euro¬ 
visione - Val Gardena - Spcnt invernali; Coppa del 
Mondo di sci - Discesa Ubera maschile (Sinteel); 
Roma; Ippica • Premio Australta 
-NJSCRAZV BUS «AUTOBUS PAZZO» 

IMO TO C - OOL FLASH 

ItjOS CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO * Cronaca re- 
. Bistrata di un tempo di una partita di serie A 
1f»S TO t * STUDIO APERTO • 

SASSTO f • DOMENICA SPRINT 
SBAS elementare. WATSON I - TelefUm con John Cleese 
e Arthur Lone 

MAS TO S «.DOSSIER • a cura di Ennio Mastrostefano 

BJI TO t • STANOTTE 

«Ai KURT TUCHOLSKY: WEIMAR KABARETT • di 
. V Adriana Martino 


□ tv 3 


1M> TO > • OmCTTA aPORTIVA • TtlemM* <U mm 

manlfestasione di pallacanestro e di pallamano. 
IMS PROBSIMAMENTS • Programmi per sette sere 

IMS TO S ' 

19.« AIUTO BUPERNONNA • «OH spiriti del casteUo» 
mS CONCERTONE: CHARLIE DANIELS BAND 
IMS TO S • LO SPORT • a cara di Aido Biscanii ' 

tf.1S TO S * SPORT REOIONE _ 

tlAB CULTURA: OSTERIE E CAPPE* NEL VENETO * re¬ 
gia di Ghueppe MaffloU (3. p.) 

SEIStTOS __ . 

BJS L’ESTATE IN OIRO. FESTIVAL 


PROGRAMMI RADIO 


□ Radio 1 

OIORIIAU RADIO: S, laiO. 
13.17. IS, ai circa, S: S: Ri- 
svegUo arasloale; «SO: Il topo 
In discoteca; 7-S,40: Musica 
per un glomo di fesUi; S»0: 
Meraa; KUS:^ Calabila - In¬ 
contri alle sH fiorai di Vlbo; 
11: Rally; La mia voce 
per la tua domenica; 11.3» 
IMÓ-iSJO: Carta Uanoa; IS4S 
B le stelle non stanno a guar¬ 
dare; 14: Radkatno Jasi at- 
tuaUtà *30; li»: TuOq U 
calcio mtamto per minuto; 
18J0: ORI Bport; Tuttoba- 
sket; ttJS: Ida ù ion hnak; 
JAIS: eOtofanna d’Aico» di 
OlasÉppo VeedL direttore: 
James Ledlne;^tSS: Faeile 
•oeuNo; aAlS: .In diretta da 
Radiou n o . La tallonata. , 

Q Rodio 2 

OIOIIMAU RADIO: «SS. 
SA T JA SJO, SJS, 11.1A OSA 
njA lAlA ISA ISA ISA 
IMS. 0, CA SA 7A 7A 
A dirótta da via Aslàfo M. 
OMòol juimnla «Bakalu e 
OoOMnlea»; Ali: ùm A «o- 
iMnleai r 9M: ▼ufibÀuNi, 
prtnamM Q. Qòuirtào 0 CH» 
■sBpnSays: SA*. Q SsisieB 


SWSNNMmO-asuftnooOl» 
r*». MBpnSays: SA*. Q WisieB 

reno»). nm; im|A; BMiegrafmi; 

CaalvaflkS ' Antéprfrtih Kwri; 

'^'****^*o*** ia,lS: Le mlite cansonL iA4Ì: 


Hit Farade; 1A41: Bound 
Track; 14; Trasmissioni te- 
gionall; 14A-1A3(): Dooacntca 
sport; 1A20-Ì74MA33: Dome-, 
nloa con noi; ISA: Il peeoa- 
tore di perle; 2M0: La chitar¬ 
ra in salocto e ancora móiloa, 
curiosità, rubriche; 30A: n 
villino di & OrappelU; 3US; 
Nottetempo; 22A: Buonànot- 
te Europa. .. 

□ Radio 3 ; ; 

OKmMàLl RADIO : AA 
7A AA ILA AA MA 
IMA AA SAA S; Qnotldta- 
no Radletiu: SA SA ISA: 
Il oenccite oN mattine; 7A: 
Ftima pagina; A4S: Ooombi- 
ca tre; lASS: Cooeerto del 
coro da cumera della HAI; 
13: n tempo a l gloral: rNi- 
flonc a donna a>; 13: Dlm» 
noviA; 14: Le Saliate deh 
FAntloiate; UA: Bnene l'a- 
cusUoo e l’ el e tU cinloe in mu¬ 
sica; MA: n pamsto da ml- 
vare; 17: « IVReae et Mettasn- 
de». di Dfoosqr. dfrettece 
P.'Bouiei; AA: Un nuwen- 
to di A. Fletti e Là verna, 
A: «Pranee alle ette»; 31: 
BtagAne ttnfenloa piMiNa 
.deOa ttOa del ConderratoHo 
di ifUatwi AA: 
PMiìis dt «IMI vita m UMa- 
passant; S: D Jsm, 


ILTUO 


TU INGRECIA. 
IGGOZIANTE IN STOGNA 

ILSOLE.® 




Una splendida vacanza piena di sole, nel tnesé di agosto, per te 
è un'altra persona: sette giorni al Club Mediterranée. 

Vincerla è facile, come prèndere il sole: ^ 

• ritaglia dalle confezioni dei prodotti Soie 
on bollino^ontfoilo o un marchietto Sole; ^ 

e incollato sul retro del tagliando ;; ^ 

o su una cartolina postale; . ^ 



una settimana a Marbella, In Spagna, sulla 
(losta dei Sol. 

L'estrazione avverrà il 30 maggio 1981. 


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infarr» 


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SOLE 


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PERCHTliNAGIORNÀIA^C^^ ENERGIA. 

Questo concorso è limitato al prodotti Yoyo» Bl*bt£ Pìirm* da cucina^ fanfié da monUfA 




. t.;')*.-' -’-’i :• 

-. ** .• ’S ; I - 4 - » 











Gukb PatteiTMEio 
delPastronave 
con suoni'^:^'- 
elettronici. 


Wpp Bop è un vero flipper no nostan t e le sue «ffmen* 
#eni comerwA F^pp Bop fiirsions a pile, quindi puoi 
gocNeonmquetuvofÀ 

t suoni sono prppawmgt i «fai micropro ceM cra. 
Aatorwido M puBsntL la bìflii verrà bndtta 


^ fUggrt co ntro 1 bumpérs. che hmno pi^ 
CM vofm che àoMzzcru11000 pumi 

npp CRVCmCfA Wl fCMiCIPBniCniD 


RWMilechedhrerTàprohingnoerf- 
pi B NO A il BN abOlà ti porterà a 
l epe r an i ilWp u niL 
Pkl anenare rastroneve 
«a I mae suoni di mpp Bop. 

VEpo Hip Spese • per 

leiMiwSr 


OMSiONE 

ELETTRONICA 




























Doménica T4 dlcembrè ' 1980 


SPETTACOLI 


> •• :i 


rutiitd PAG. 9 


A Nizza, aspéttaridd (invano^) 
là divina Sofia, abbiamo . 
visto Vultimo Alien e, i ; 
nella rassegna, 
un certo «Panni sporchi»i.. 


^ -J .4 




lAlJ# ' ^*^+^ 


K"i{< 










V •. ' V > "" " 


C—ìlls _ -i. , 


NELLE FOTO: due Inquadrature ' di t Stardust Memories b 
Il nuovo film di Woody Alien presto sugli schermi Italiani 


L’incubo di Woody Alien 


si chiama «Otto e mezzo 


Dal nostro inviato 


NIZZA — Pare che Fellini 

10 volesse denunciare per pla¬ 
gio. Mah, se 'si dovessero 
portare in tribunale tutti gli 
imitatori dì Otto e mezzo il 
cinema chiuderebbe definiti¬ 
vamente bottega. 

Però, la spudorata ingenui¬ 
tà nel ricàlco del nuovo film 
di Woody Alien Stardust me¬ 
mories ha in effetti del cla¬ 
moroso. Se ne sono accorti 
perfino i francesi, che dopo 
aver manganellato ■ La città 
delle donne, non hanno potu¬ 
to salvare l’ancor più racco¬ 
mandato, piccolo Woody. pre¬ 
so ‘con le dita nella marmel¬ 
lata. Ma sò i giornali si man¬ 
tengono SU' un cortese scetti¬ 
cismo. con titoli tipo < L'om¬ 
belico del genio ». il pubblico 
come al solito ci va più pe-, 
sante assai. Eravamo -ben 
quattro, in sala, a vedere 
Stardust memories. Per una 
strenna natalizia, anche in 
Francia è quasi un record. 
Dove sono finiti, dunque, i fa¬ 
mosi € frustrati » che Claire 
Br^técher dipingeva in stato 
di ..grazia aU’uscita da Ma¬ 
nhattan, come tanti umanoidi 
fieri di appartenere al movi¬ 
mento‘per la nevrosi poetica 
di massa? 

In questo film più che mai. 
si tratta di Woody Alien che 
dirige Woody Alien • che fa 
Woody Alien, e vi facciamo 
grazia del numero periodico. 
Stardust (Polvere di stelle) 
è il nome di uno strano lo¬ 
cale. che - sta fra l’albergo. 

11 cinema e l'ospizio, dove si 
proietta una acclamata retro¬ 
spettiva di film del grande 
comico Sandy Baez. in arte 


Woody Alien. Mentre fervono 
'i preparativi, ‘ il ptotagonista 
si ■ interroga - amleticamente 
sui significati della vita, del¬ 
l'opera e della morte, tartas¬ 
sato da telefonate; importune, 
da coIlatoraf'oH ' pasticcioni, 
ma soprattutto da folgoranti 
allucinazioni sulla sua.infan¬ 
zia di bambino prodigio. Nel¬ 
l’alluvione psichica che sicu¬ 
ramente, secondo Woody, 
inonda l’ànticamera dell'etCT- 
nità. l’alter ego Sandy sguaz¬ 
za drammaticamente pieno di 
sè. In questo narcisistico ab- 
bandonoi ' sfilano bergmanià- 
namente le immagini .delle 
sue tre donne: l'aguzza é pèr- 
versd Charlotte Ramplihg. la 
morbida e matronale. Marie- 
Ciiristine Barrault con i suoi 
marmocchi pestiferi. la fragi¬ 


le e indifesa Jessica Harper. 
L'artista se ne sta perplesso 
sotto la tenda di questo cir¬ 
co. circondato da una pazza 
fólla di gente che l'adora, 
rimplora, gli vemita addosso 
adulazioni e scemenze, in un 
girotondo su se stesso inva¬ 
riabile. anzi spietato. 

' La vanità logora chi ' co 
l'ha. I film di Woody Allén 
dnn'ai non sono più film, sem- 
turano spécial sui film che. 
Woódy Alien • vorrebbe fare 
.se potesse. Capita cosi che 
un - autentico special, come 
. quello ■ dedicato dal ' regi-sta 
belga André Delvaux ad Al- 
- len presentato giórni fa ' al 
Festival dei Popoli di Firen¬ 
ze. finisca per re'tóuirci una 
immagine più intrigante del- 
.rincasinatisslmo Woody. ' 


facilmente qualche bruttezza 
che li riscatta, che dà loro 


uno sfjessore umano, una per¬ 
fida credibilità di sentimenti. 
Guarda la pancia di Marion 
Brando, il ghigno di Robert 
Mitchum, la morte stupida 
di James Dean. 


Còme un iéntato suicìdio 


Stardust memories i, inve¬ 
ce. soltanto un teniamo -suici¬ 
dio. Agiscono come barbitu¬ 
rici le soggettività distorte 
della macchina da presa, le 
mostruose smorfie in primo 
piano con gli obiettivi gran¬ 
dangolari. le fumate oniriche, 
le giostre- infernali;; le* -musi-' 
chette insinuanti alla .Nino 
Rota, tutto un bagaglio <ii 
sogni d'occasione che Woody 
Alien ha rubato a Fellini.con 
'una ingenuità cosi disartfian-' 
te da far sospettare la pura 
pazzia. - - .•>■ 

Chi'ci segue sa che abbia- i 
mo polemizzato con il Woody 
Alien di Interiors e di Ma¬ 
nhattan, ma prioprio per que¬ 
sto. non possiamo rallegrarci 
di una resa tanto incondizio¬ 


nata. Rialzati Woody, f<Kse 
il match non è finito. Al pros¬ 
almo round tiferemo per -te. 
Soltanto ora che sei scopi^a- 
to. purtroppo, ti riscopriamo 
umano. Le tue battute, come 
quella sul voler somigliare a 
Dio, s^pre fa stessa, rim- 
“bòmbano "nel vuoto dèU’àn- 
goscia. Sei finito, al tappeto 
'schiacciato dalla .micidiale re¬ 
torica del farsi e disfarsi con 
le proprie mani.- E* morto fl 
.Woody Alien < Uomo Vogue ». 
lui il più brutto, il più nevro¬ 
tico. il più vero, che sgomi¬ 
nava i .più belli .ormai pas^- 
, ti di ^oda. I brutti 'perdono 
sempre. Woody. questa è fa 
loro bellezza, perchè farsene 
Ir un -cruccio? • I belli trovano 


Questo monumento dispera¬ 
to che è Stardust memories 
.finisce con un colpo di pisto¬ 
la, come quello, che ha am¬ 
mazzato veramente John Len- 
non. Ma ' è ' Alien stesso a 
sparare (non si farebbe mai 
rubare la parte) dal momen¬ 
to che scopre con terrore di 
essere diventato un uomo or- 
- mai * senza ■ inconscio. Altri¬ 
menti, non sarebbe riuscito 
a fare della sua memoria 
un album cosi sciocco, ordi¬ 
nato e rilegato. Ha fatto col- 
fino à ieri» Woody, met¬ 
tendo le didascalie ‘ ai suoi 
stati d’animo» fino al punto 
di non possederne più. In 
quella geometria . non c'era 
ormai posto per ' un - -ge¬ 
sto : istintivo, inatteso, - In¬ 
sperato. - che. tradisse qual¬ 
cos'altro. . E’ l'ideologia del 
personaggio che ha disìruttìb 
la poesia dell'uomo. i 


Che cosa Tarai domani, 
Woody? O getti la s'ptTgnà. 
o ricominci da capo, come 
Cassius Clay. Dici che non 
vuoi più far ridere perchè- 
un tuo comoagno di banco 
che da bambino era sano co¬ 
me un pesce l’altro giorno 
imorowi'smente è morto di 
cancro. Ecco, ' ricomincia da 
qo». ' . 

' Ma fa.ccia perdere' Dio. E' 
•un pessimo modpbo. ' 


.David Grieco 


Dai nostro Inviato 


NIZZ.A — Sofia Loren? Mac¬ 
ché. non esiste.-Sì. beati voi, 
si fa presto a àtrio. Invéce, 
eccola qui a Nizza in viag¬ 
gio-lampo-al Festival del ci¬ 
nema -italiano. ■ vanamente 
'braccata da ' giornalisti, fo¬ 
tografi, 'uomini ■ d’affari e 
donne di servìzio. Insamma, 
è lecito ritenere che si possa 
ancora perdere la bussola 
per lei. nonostante la clas-, 
sificazione anagrafica ^-tar¬ 
dona. la pacchianeria d’àni^ 
mo, i ritocchi al bell’aspetto 
in puro stile Frankeristein 
(H creatore, non U mostro,, 
non continuate a fare con¬ 
fusione). Sofia è sempre So¬ 
fia, cioè una principessa che 
sembra una servetta o vice¬ 
versa, fatto sta che l’acqua 
va sempre al suo mulino, so¬ 
prattutto in tempi tanto avari 
di favole edificanti e prodi -. 
ghi di realtà raccapricciatiti. 
Che ci volete fare? 

Non serve a niente neppu¬ 
re lanciare anatemi contro 
le subdole statistiche che la 
collocano ancora oggi,' prò-., 
pria oggi; al centro delle tur¬ 
be sessuali degli ' ifoltani 
Embè? Semmai.-cóminciamo . 
ad imparare • che c’è una 
« media Italia » che-non mol¬ 
la. che Irà Scàliori c Monta¬ 
nelli. tra BmUio Fede e Mar¬ 
co Pannéllà, tra Nanni- Mo- ‘ 
retti e Giorgio Strehler. tra 
mille e' uno dibaitìti politici, 
sociologici, metodologici con¬ 
tinua a preferire la scolla¬ 
tura di &/to. 

A possi corti, allora,' Nizza 
sgambeita dietro Sofia come- 
un qualsiasi Cibi o Dodo. E 
lei. crudde.: non si fa vede¬ 
re. non vitóle parlare con 
nessuno, sbnnd’iera il <no 
comment ». Come fa bene, co¬ 
me ha capito, svelta svelta! 
Tanto, vnn finestra sul ma¬ 
re. un bàl''one in mezzo agli 
Chnmps Elvsées. un posto a 
tavola acconto ad un vecchio 
bahhtone decorata non plieli 
foalie nessuno. Proprio ades¬ 
so può conrpàstare la aioria 
eterna, - purché sorrida e 
tarda. 

La - cercano ì carabinieri, 
la maledicono i terremotati, 
la invocano le patrie galere? 
Quisquilie. Bada mostrarsi 


Soifià; Loren 


■ 1 i 


Oggetto 
del desiderio 




. nei sogni di costoro, salutare, 

' e bmnanotte ai suonatori. 

€ Quanto è buona* escla¬ 
meranno quei robusti iutm- 
. ditori, e la mattina dopo 
' neppure ricorderanno la nòe 
questkme di certi soldi che 
essa e U marUo.., cobbd Io- 
' sciamo perdere. 

D’accordo, parliamo di ci¬ 
nema. Qaest’anno a Nizza 
- d'era sm premio, e mica sma 
^ patacca. Una giuria assegna¬ 
va ad un firn italiano ine- 
• dito in Francia una settimana 
C éS-tacanza-in an cinema pò- 
rigmo, incassi magri ma 
. pubblicità e recensioni assi- 
' curate. L’iniziativa era pa¬ 
trocinata da ^la nota fab¬ 
brica di sig{àette che iton 
staremo qui a meazionore 
perché sospettiamo già-da 
tempo di avere U cancro ai 
, polrnonL!:H'^>%rjs^:.m\z^.' 


A cavai donato non si guar¬ 
da in bocca, però 'sta botta 
di celebrità, che sia capitela 
al ligabue di Salvatore No- 
; cito, A curioso. Ma come, an 
'' fBm già abbondantemente 
passato sotto t ponti, per 
giunta premiato due Festival 
fa’ in quel di Montreal, Co-, 
nodo? Del resto, qssesto non 
era che rsdtimo purodosso 
della lunga serie eoU ezs s m 
ta daUVattegra e snsenòuta 
rassegna nizzarda, i- 
Eppure, nella sezione sNuo- 
,,00 sguardo sai ciaema iUUia- 
' ho» aOeàHtè per la gita a 
'^Fàrigi, film decenti e Wso- 
- gnosi non mancavano. Pen¬ 
siamo a Educatore autorizza¬ 
to di Luciano Odorisio, fórse 
la più interessante opera 
-prima deUa RAI-quest’anno. 

Fot. c’era Nella città perdu- 

.«rta-'di.Sonam di Lsdgt^Fne- 


■ , ~ « - * 

-. cini, -funi anUfàseista ' ;in- - 
' € chiave'' vestém * ' nìenVaf- \ 
■. fatto badale.. In/ine, ooglta- 
mó ricordàre la ^esenta di,.^ 
Panni '^spoòclù. cÙ. Giuseppe 
• Bertolucci, - per- fortuna^ri-l 
sarcito dal rècenfe - riconpf 
. scimento al Festival'dei Po^ .- 
poli di Firenze. Presenza in- - 
quietante, quella di Ifanni - 
sporchi che strappa U cupo 
sipario di conformismo dei '■ 
cinema italiano. Sapete che 
*si tratta di un film girato a’ 
rimestato nella verità - san.- 
guÌTiante dì quella fóssà co-' 
mune deU’emargìnazionp che 

- è la stazione di MUath.- vi 
^sarà giunta notiàa rhé a 

produrlo è stata VUnittìe- ' 
fSm. ma proprio per ciò che 
sapete non potete mmaqina- 
re come e quanto Panni 
sporchi sovverta cerH dogmi 
dd. documeniarìsmo.'- ^--a -- 
■ Questo film é poesia, dun¬ 
que cinema, a parità dì re- 

■ gista è di argomento, molto 

- pià (fi. Oggetti smamtì an 
’ mgmar jflm che non ci con- 
. vinse affatto. Giuseppe Ber- 

toiucci ha ~ capito; stavotta, 

■ ciò che nessuno dei nostri ' 
(a parte rìtridmcRnle Zavat- 
tmL e U BàHhcdtio di Mat- 

^ ti da slegare) sembra capace- 
; (fi intendere.'V(de a <Bre che 
quando la realtà bolle, il ci¬ 
nema è già bdTe cotto, basta 
cucinare in casa. Ci abbia¬ 
mo messo tanti anni, ma chi 
sa che non si riesca a ritor¬ 
nare al punto di partenza, 
per veder davvero risorgere 
U cinema italiano magari 
proprio dalle ceneri del noe- - 
realismo che fu, dopo esser¬ 
ci liberati ddTipoteca idfn- 
-. iapka:-'' ' 

Intanto, però, oi-'fioooni. 
registi dd eìnenia italiano 
^ ritardale é puetilatota, qael-' < 
' li deOa generasisae di Odo- 
risto, : Faccini, Fe i t etocci , 
Amelio, Dd Monte, gli dogi 
formo crescere la .barbo. 

X Cen leeo zi rUe 'v si piemia; ; 

- ci si p rende in giro, si con¬ 
tano i denti rimasti e si mef- : 

. 'itono le dIUt ’nd-nata,'gnor- 
dando -fi mora sedo i tem- ^ 
pioni deBa Promenade dee 
ÀngUds, carne i viteìUmL 


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Qualcuno ha ^^oàrorìuna tetta dilhnettone Maina. 
fypurenKuicano ancora dcun giorni a Natale. 


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PAG. 10 r Unità 


VITA 


Domenica 14 dicembre 1980 


Dopo il voto che ha messo in minoranza il governo 

Patti agrari: 


davvero 


Ciò che è accaduto vener¬ 
dì alla Camera dei dc|iulali 
è nolo. L'asscmhlea, col voto 
delcrininante dei comunisti, 
ha respinto l’art, 9’del lèsto 
della maggioranza sui patti 
agrari: una norma che in¬ 
tendeva stabilire i canoni di 
affitto in misura eccessiva ed 
iniqua, *. '''\1 ' 

Il nostro voto risulta coe¬ 
rente a' tutta una lungA bat¬ 
taglia, combattuta per difen¬ 
dere il lavoro e l’iinprcudi- 
torialttà in agricoltura. - Sin 
dàU’ihizio del dibàttito, al 
donato, avevamo denunciato 
come la proposta della mag¬ 
gioranza privilegiasse la ren¬ 
dita fondiaria, a danno , di 
valori assai più alti, per il 
loro rilievo costituzionale è 
per la loro positiva incidenza 
sullo sviluppo economico. 

Da un lato infatti è pro¬ 
prio la Costituzione, secondo 
l’interpretazione che anche 
la Corte Costituzionale ne dà. 
ad imporre che l’affittuario 


‘ coltivatore diretiò sia messo 
in grado di ricavare dal la¬ 
voro ^ una .. retribuzione tale 
da a assicurare a lui ed alia 
. sua famiglia un’esistenza li¬ 
bera e ilignitosa a. 

D'altro lato occorre fissare 
regole di convenienza econo¬ 
mica |ier tutti gli imprendi¬ 
tori agricoli, anche ' per gli 
affittuari non coltivatori di¬ 
retti. sì da dare incentivo ad 
un processo generale di tra¬ 
sformazione * e di razionate 
sfruttamento della terra, dì 
• aumento della produzione: 
in una situazione nella qua¬ 
le invece le Iniziative di col- 
- tivazione troppo spesso ri- 
manentio arretratissime, li 
' continua ad assistere all’ab- 
! bandono delle campagne, 
. quella che resta la più gran¬ 
de fabbrica d’Italia rischia 
di fallire. R nella bilancia 
commerciale il deficit agrico- 
lo-alìmentare è secondo solo 
a quello petrolifero. 

La nostra quindi è assai 


più che una-pretesa di-clpit.' 
/ le^si muove in direzioni utili 
all'intero paese. L’abbiàrqó 
sorretta, in positivo.' con |iro- 
poste dì'' modifica; d«l ' teglo 
? aclla. maggioraniaVv Queste 
- propóste sono ; sfate : accolte 
solo in piccola parie: le li- 
Mièe foridamentali'sono rima¬ 
ste quelle che erano. Rd al¬ 
lora la maggioranza non po¬ 
teva chiedere, né potrà mai 
attendersi. II' èonsenso dei 
comunisti su scelte sbilan¬ 
ciate a favore della proprietà, 
volte a mortificare il lavoro 
e la produzione: su riforme 
che non sono tali, che non 
spingono al camhiamenlo. 
che scivolano invece verso la 
mistificazione. 

Difenda da sé questa mag¬ 
gioranza, le sue logiche, se 
ne è capace. Solo che non 
t ne à capare. Così la vicenda 
■ deirari. 9 del testo sui patti 
agrari ' ■ acquista • significato 
; esemplare, al di là della que- 
, \ stione specifica, che pure non 
secondaria. Non è un caso 
se la maggioranza si rnmrte. 
■e viene battuto un governo 
che pure nominalmente pos- 
gia SII estesi settori ; parla- 
. ; mentari. T.e nurnerose assen¬ 
ze in qiiesfi settori e i franchi 
tiratori stessi sono «intorni di 
lina crisi pnlitica profonda. 
Le forze di maecioranza non 
possono non avvertire le do- 
' mande sociali che nerrorronn 
il paesf": ma non riescono ad 
assegnare ad ’ esse shocchi 
.. adeguati. La crisi sta in qiie- 


... 

». > *•> ' -. 1 » . _ 

stìf -divaricazione: tra gtapdi 

V : insopprimibili bisogni ed’ as- 
'. setto di governo; in questa 
..'v reale •assenza di una co'ali- 
; alone ' rappresentativa, capa- 

ce dì' prendere posizione i.^el 
'‘ conflitto di interessi in cor- 
. so: capace di mediazione e 
di egehionia. Capace, nel éa- 
. ‘ SO concreto, di dettare ima 
V. disciplina dei patti agrari 
'■ che trovi das-vero consenso 
'. nel paese e In ■ Parlamento. 

-Sicché il problema dei con- 

V temiti, delle scelte concrete, 
; della soddisfazione dei gran* 

' i di bisogni, si intrecria Ìn*cin- 
dihiimenle con quello d’iina 
rnàlizinne di ■ governo rorrl- 
spnnilente. di coerenti al¬ 
leanze soriati. Se questa mag¬ 
gioranza non sa « non può 
difendere le «ne logiche, or- 
corre cambiare logiche e 
m.sagioranza: per la salute 
collettiva, perehé 11 paese non 
rimanga senza guida.- , 
Nel ristagno, nella disgre¬ 
gazione. il partito dello sfa¬ 
scio naturalmente si rafforza. 
Dà segni di vita (ed è esem- 
phirc) anche adesso, dopo la 
radula delPari. 9; asserendo, 
per bocca di rappresentanti 
delia destra de e del MSI, 
■ ai quali ai era unito si spera 
: provvisoriamente un sottose¬ 
gretario mi erano «aitati i 
nervi, che con i patti agrari 
. si è chiuso.. •:'< i/ ì ; ’ - 

n discorso invece resta 
'■ aperto più di • prima: il li¬ 
scilo dello scontro è più avan¬ 


zato. La. forza dei contadini, 
dei lavoratori, di tutti i pro¬ 
duttori agricoli cresce , per il 
‘ successo della nostra opposi- 
' alone: it .cùi senso tion per- 
’ in,etièremó venga frainteso. 
La Camera dei deputati ha 
detto di no ai coefficienti di 
aumento ' dei ' canotti agrari 
proposti ' dalla maggioranza, 
/non ad altro: restano in vi¬ 
gore' i criteri di delermina- 
. 5 alone di questi canonL sla- 
hlliti dalle leggi pre*‘-*ilcnli: 
' . restano in vigore le norme 
che dei canoni dispniignno 
una tiqiiiilazinne provvisoria. 
Fid esiste im debito costltii- 
rion.ale del Parlamento, die 
dovrà stabilire, nell’nmhilo 
dei erileri vigenti, mal abro¬ 
gali. rneffirienli di àimientn 
diver.si da quelli ehe sono 
«tali .prnpocii dalla maggio¬ 
ranza : eoeffideniì ehe len- 
. gano ronto dèlie ragioni che 
noi abbiamo difeso e difen¬ 
diamo. E’ nn debito ehe va 
pagalo ^ al ' più presto, senza 
rinvìi: se non si vuole che 
le derisioni delia Rorle Co- 
- slittizlonale rimangano lette¬ 
ra morta, con grave danno 
per lo Stato: se non si vuole 
ehe il nrovvlsorio si risolva, 
come non deve, in defini¬ 
tivo. --y- 

'Su qiM***®- ®uche su que¬ 
sto. le forze politiche adèsso 
si qtialifichèranno. e verranno 
giudicale 

: Salvatore Mannuzzu 


Legge di iniziotivo popolare del SUNIA e.degll altri; sindocoti dégli inquilini 

Sfratti focili 9 fitti tioiipo alti: 

' ■ • • • ' » • ’i ■ ' • . . ' 

GC|iio canone 


ROMA — La legge di equo canone deve 
essere modificata. Altrimenti si andrà 
ihcontro a conseguenze molto serie per la 
. valan.ga di sfratti è pfr l’aumCTto ver- | 
' tiginoso degli affitti provocati'dàll'indi¬ 
cizzazione dei canoni. ' Per evitare ciò. 
il SUNIA d’intesa con gli altri sindacati 
ha lanciato la raccolta di céntomila 
firme per presentare in Parlamento un 
, progetto di legge popolare di tttodiflca 
dell'equo canone'(stabilità del contratto, 
indicizzàziòne. snellimento delie procedii- 
! re per 11 fondo sbciale). Aprendo 1 la¬ 
vori . del Consiglio nazionale, .U presi- 
, dente del SUNIA onorevole Pietro Amen- 
.dola, oltre alle niódlflche all’^uo ca-' 
none, ha illustrato le iniziàtivé in' atto 
che riguardano lo scàglionatrtentò degli 
sfratti, la ricos^uzione dellé zone ter- 
, remptate. l'attuazione del piano decenna¬ 
le. per redillzia. la revisione della c Bu- 
calossi ». la riforma degli lACP. 

• Nel dibattito, concluso dal searetario 
dell’organizzazione Antonio Bordieri — 
che ha annunciato la proposta di utì- 
- lizzare .circa duemila miliardi per r.edi- 
lizta.' senza intaccare il ‘ bilancio dello 
, Stàio;— sono Intérvenuti i deputati Toz- 
zettl. della commissione lavori pubblici 
dèlia Camera per il PCI. Querci della 
direrione del PSI e Musacchio ■ per il 
PdUP. - , , : . : . , - - 

i .^aie la plattàfprmà elaborata ; dal 
SUNIA? L’ha riassunta Amendola. Nel 
1981. a partire da 'agosto, nel giro ’di 


un anno, scadranno circa due .milioni 
di contratti di locazione. Quindi, U 30 % 
delle famiglie Italiane, che abitàho irt 
_ case in .affitto, potreb^rp . ricévere. la 
'disdetta,, Ih altei'natlvà' allò sfratto, ' 
dovranno sottostare al ricatto di ca¬ 
noni néri, al di sopra.di .quelli fissati 
dàlia legge. Da qui la necessità .di Un 
rinnovo automatico di tutti i contratti 
per altri quattro anni. 

Malgrado l'equo cahune. gli affitti sa , 
no aumentati di . più dei redditi da la¬ 
voro. Il SUNI/^ suggeriscè allora' una 
modifica deh congegnò di dèterttiinaziP- 

- ne dei prezzi delle ntiove costruzioni e 
un raffreddamento (teU'aUùale. inèccè- 
nismo di indicizzazione, che' non ; deve 
scattare automaticamepte ogni'anno. Coti. 
gli attuali parametri, un canone rad¬ 
doppia in quattro amd nel caso di una 
svalutandone annua attorno al 20%. Ad 
esemplo,- un affitto che nel novembre 

• del '78. era 100.000 liré, è pà.ssatò que¬ 
st'anno a 128.000; arriverà ■ neU’8l a 
150.000. nell’82 à 177.000 è'nell’83 a 209.000. 

Nel quadro dei miftlioramèati all'equo 
canone, il SUNIA reclama per gli inqui- ■ 
lini —. che sono piùy di sette inllitNii -r 
il diritto a deliberare sulle Spèse condo-. 
miniali. éd accessorie: la revisióne del 
fondo sòcialé per/e famiglie meiio ab- 
. bienti/C la règolàméntajiohe dejJè vèn-;' 

- dite frazionate, .t^ ^ykmettendq.'^il rlla- 

: scio deirabiterione prima di cinque anni. 
daH’acquisto deirappariamento. 


^er gli sfratti — un problema di scot¬ 
tante attualità — il SUNIA ripropone la 
graduazione nell’esecuzione per consen¬ 
tire un alloggio a tutti gli sfrattati: una 
complete utilizzazione di tutte le abita¬ 
zioni con un provvedimento legislativo, 
anche attraverso un decreto, che obbli¬ 
ghi la proprietà ad affittare. Intanto, 
per legge, si dovrà autorizzare la magi¬ 
stratura a graduare l’esecuzione delle 
sentenze secondo la disfjonibilità di case 
•per sistemare tutte le famiglie colpite. Si 
tratta ^l dare disposizioni ai préfelU per¬ 
ché. su richiesta dei sindaci requisisca¬ 
no gli' alloggi ingiustamente tenuti sfitti 
e non requisiscano, invece, quelli degli 
lACP In corso di assegnazione, per Im¬ 
pedire che il dramma della casa si tra¬ 
sformi In guerra tra i pòveri, 

‘ L’emergenza, tùttatda.' non si supe¬ 
rerà. secondo il sindacato unitario de¬ 
gli inquilini, se non si arriverà ad un 
uso programmato dei finanziamenti pub¬ 
blici e, quindi, ad una programmazione 
vera e propria della spesa per la casa 
per soddisfare il fabbisogno abitativo, an¬ 
dando. incontro soprattutto alla domanda 
dei ceti popolari a redditi bassi e me¬ 
dio-bassi tramite i canali dell'edilizia 
sovvenzionata e agevolata e utilizzando 
anche forme di risparmio-caéa. < . . 

Claudio Notar! 


Una interpellanza comunista 

Quanto fruttano 

ainNÌ»$ 

i soldi in banca? 


‘ . I 


RO.\L4 ~ U IN PS ha rischia¬ 
to di perdere ingenti somme 
per il mancato accredito di 
parte degli interessi sui de¬ 
positi. Il rischio è staio for¬ 
tunatamente evitato; ma- il 
problema di cautelare ogni 
ente (e anche lo Stato e le 
amministrazioni locali) da 
analogo pericolo resta in tut¬ 
ta ‘la sua serietà. E'. , anche 
questa una ^questione ■. mo¬ 
rale»..'.. . 

Vediamo t fatti, quali so¬ 
no con molta chiarezza indi¬ 
cati' in Una ' ihterpéllànzà' dèi 
compagni Adriana Lodi, Ma¬ 
rio Pochetti e Giuseppe D’Ale¬ 
na al presidente del Consigliò 
e ai ministri del Lavoro e 
del Tesoro. >' ■ 

’ 1) La presidenza del Con¬ 
siglio di amministrazione del- 
l'INPS rimasta in carica fino 
a novembre, viene informata 
dal facente funzioni di diret¬ 
tore generale, di < discordan¬ 
ze » tea gli interessi effetti¬ 
vamente pagati da alcune ban¬ 
che sui depositi di fondi del- 
l’Istituto e gli interessi .< con¬ 
trattati negU anni 1978 e 1979 
dall’allora direttore generale». 
Le banche, in. parole povere, 
per. , un biennio non hanno ac¬ 
creditato a .favore delVINPS 
somme notevàlii dell'ordine di 
ceiitinaìq di milioni. Il fatto 
è stàio scoperto, sid pure in 
extremis'. Le banche, colte in 
fallo, hanno tiUte (o quasi tut¬ 
te) < pareggurto ». Ma ce ne 
i voluto. Lecita la.domanda: 
perché gli istituti di credito 
hanno tentato U, « colpo ». e 
perché ai vertici burocratici 
delVINPS, non è riuscito di 
evitare irregolarità? 

2) La procedura attuata 
per la < pattuizione dei sag¬ 
gi di- interesse» ha potuto 
consentire che si verificasse¬ 
ro c differenze anche rilevan¬ 
ti fra i saggi praticati dai 
vari istituti di credito ». Un 
esempio: nel 1977 al 9,25 % 
ufficiale praticato da banche 
di interesse nazionale ha fat¬ 
to riscontrò' un saggio assai 
più elevato (fino td 17 %) di 
altre. : ■ - 

Come fa una banca a pa¬ 
gare. per interessi, quasi U 
doppio di un’altra? Questa 
anomala realtà in campo cre¬ 
ditizio apre il discorso sul 
terzo ^lesito dei deputati co¬ 
munisti. <le rUevanti diffe¬ 
renze dell’entità fra'i deposi¬ 
ti nelle varie banche nazio¬ 
nali » e U fatto che € tali dif¬ 
ferenze non sembrano trova¬ 
re giustificazione in reali esi¬ 
genze ftatzionedi ». 

La domanda che ci si deve 
porre, al riguardo, è se V 
INPS abbia saputo. ' o potu¬ 
to. valersi delle migliori ban¬ 
che e deQé migliori possibi- 


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1 


lità nel ' funzionamento '• del 
servizio .di credito. L'INPS, 
di certo, per l’ampiezza- del 
suo intervento finanziario de¬ 
ve avere a che fare con isti¬ 
tuti di credito di elevata ef¬ 
ficienza e di larga presenza 
come numero e diffusione ter¬ 
ritoriale di .HporteUi..sul mér- ' 
cato: cidi s^ per rendere |nù 
dgeVoljg^Ù ‘S^^^'jisjcqssiò- 
ne dei dMtntfuU f^évidenzia- 
U.^àssmenziaìi ? jicr medàttia, ' 
tubercolosi, assegni familia¬ 
ri, ecc.)i sia — una volta ri¬ 
dotto- all'essenziale - l’utilizzo- 
delle poste — per il pagamen¬ 
to delle prestazioni. Ma le già’ 
cerne presso le banche corri¬ 
spondevano (e corrispondono) 
a queste finalità? Cioè, i de¬ 
positi INPS erano direttamen¬ 
te proporzionali ai bisogni? 
E — v’è da domandarsi an¬ 
cora — qualora vi siano sta¬ 
te (e vi siano) ' banche che 
hanno usufruito di depositi su¬ 
periori alle'esigenze e alla 
funzìonàlitd del' servìzio, han¬ 
no corrisposto almeno un tn- 
teresse maggiore oppure no? 

- L’INPS, nei suoi organi di 
amministrazione democratica, 
non è certo andato aUo sba¬ 
raglio. Si è mosso lungo una 
linea indubbiamente corretta, 
.t rapporti con le banche 
sia per la riscossione contri¬ 
butiva che per il servizio ài 
pàgamp Uo ' Ielle ' prestaziotà 

— sono .--ìgolati da apposite 
convenzioni, sottoposte d con¬ 
trollo degli organi di vigilan¬ 
za. Lo stesso avviene per le 
operazioni di pagamento dtHe 
attività correnti (quali le fge¬ 
niture. ecc.). Mentre con cia¬ 
scuna banca vengono defini¬ 
ti, dal direttore generale che 
ha la competenza i tossi cB 
interesse dovuti all’ente svi¬ 
le somme in giacenza.per ri¬ 
scossioni o per U pagamento 
di prestazioni e fomUare. 

Ci sono differenze anche 
notevoli nella regolamentazio¬ 
ne dei compensi dovuti alle 
banche, per la riscossione dei 
contributi INPS come per quel¬ 
la deU’lRPEF per conto dèl¬ 
io Stato. Occorre peitento 
che il governo dSea: 1) le ra¬ 
gioni ehe giustifìee^ tali dif¬ 
ferenze; 3) se. 0 <i orpani À 
controllo sonò posti a cono¬ 
scenza dtìle pattuizioni fra 
altri enti e banche per ope¬ 
razioni similari e se anche in 
tali casi esistano difforense 
sostanti rispetto ai casi 
INPS e IRPEF; 3) quali nri- 
zìative siano state assunte (o 
si intendano assumere) aòo 
scopo di umformarè ' ai uà 
unico intirizzo sostanzkie t 
rapporti’ tra te banche, io 
State e pii enfi pnbblieL - 

Antonio Dì Mauro 


estrazioni m urrro 


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Tu .'MUNITA' /: ,14 dicembre 1980 



Il sensio dèlie 




nostre scelte 




Tro /a fine del 1ST7 e il 1979 gli Editori Riuniti — non 
diversamente dagli altri editori di sinisira — videro diminuire 
i loro lettori. Il problema, di non facile decodificazione, non 
ci si pose in termini di marketing ma di mutamento culturale: 
avvertivamo la stanchezza dei lettori per gli ideologismi astrat¬ 
ti, la ripetitività os.<;essiva di talune proposte editoriali, Vin- 
sofferenza per uno concezione limitativa dell'impegno. Cer¬ 
cammo allora di scrollarci di dosso il grigiore di una certa 
produzione e di una certa grafica, di ritrovare un’identità 
senza discusiarct dalla nostra tradizione e di ridare alla casa 
editrice quell’immagine di capacità d’intervento in campi di¬ 


versi e di attenzione costante al nuovo pubblico, che rischiosa 
ormai di appannarsi. Ci sembrò che dò che si definiva con 
' molta approssimazione riflusso nel privato fosse in realtà tut- 
: t'qltrq cosa da, quelle i tendenze regressive e qualunquiste 
enfatizzate dai mass media:' si trattava invece — secondo la 
nostra analisi — di una riflessione, di una presa di coscienza, 
di una volontà di approfondimento che' faceva giustizia di 
troppe facili illusioni. Fu proprio questa interpretazione del 
< riflusso x> od evitarci di cadere nella pania di quella che con 
una felice espressione Nello Afelio ha definito « industria della 
, nostalgia », fatta quasi esclusivamente di revivals e di re- 
■ caperì. ‘ i;.- » ■- i 

Gli obiettivi che ci ponemmo allora e cHe sono alla base 
delle nostre scelte attuali furono essenzialmente tre: affron¬ 
tare nuove tematiche (anche quelle per troppo tempo rimaste 
tabù), dare un forte spazio alle discipline scientifiche e, insie¬ 
me, intervenire nel dibattito, politico e culturale con pamphlets 
rigorosi e spregiudicati di analisi e di proposta; fare uscire 
la saggistica da un'area troppo paludata e accademica, accen¬ 
tuandone il ecrattere stimolante e collocandola per una mag¬ 
giore diffusione nei paperbacks; affrontare con un’iniziativa 


specifica quel potenziale pubblico di lettori che per ragioni 
varie (di istruzione, di reddito, ecc.) era rimasto escluso dalla ; 
pratica delle, lettura. Sta ai lettori giudicare se questi obiettivi 
siano stati 0 meno raggiunti: possiamo solo dire che nel 1980 
le tre nuove collane Tendenze, Universale, Libri di base — 
gli strumenti per la realizzazione di tali obiettivi — hanno 
avuto una forte risposta di pubblico: l'aumento della diffu¬ 
sione nelle librerie ha sfiorato nel 1980 il 50%. Accòlito a 
queste collane abbiamo cercato di rinnovare e di vivificare 
anche il resto della nostra produzione: le € strenne» di cui 
diamo conto in queste pagine ne sono una testimonianza. 

Nel nuovo anno andremo avanti su queste linee e cerche¬ 
remo di affinare la nostra proposta, di renderla più pun¬ 
tuale e rigorosa: daremo un nuovo impulso alla Biblioteca di 
storia allargandone l’arco tematico, rinnoveremo la collana 
Idee inserendole «elTUniversale e immettendovi, insieme con 
i classici della cultura politica, quelli della cultura .scientifica, 
economica e storica, svilupperemo il settore scientifico anche 
a livelli divulgativi, continueremo, a dispetto dei nuovi filmici, 
la nostra produzione scolastica e parascolastica. Una rapida 


carrellata tra i titoli più significativi del 1981: l’autobiografia 
di Indirà Gandhi, la ripresa de II tappeto verde di Pratolini. 
• il Catalogo dell’universo di Murdin e Alien, il Dizionario delle 
istituzioni curato da Luciano Violante, la conclusione della 
Ontologia dell’essere sociale di Lukàcs, l’Epistolario ; di La¬ 
briola, la biografia del Che Guevara scritta dal padre, ricca 
di numerosi inediti, l’Antologia della letteratura fantastica 
curata da Borges, La mia avventura atomica del fisico au¬ 
striaco Otto Frtsch, l’Io fotografo del pioniere della fotografia 
Nudar, inediti e riscoperte di Gianni Rodari. L’opera di mag¬ 
gior rilevanza del 1981 sarà la Storia fotografica del Pei, cu 
rata da Paolo Spriano per la parte storica e da Paola Amen¬ 
dola per la ricerca iconografica, due volumi di complessive 
ottocento. pàgine con 2500 fotografie, al OO’/o inedite, frutto 
di lunghe ricerco negli archivi ’ pubblici e privati. Sarà il 
maggiore - ma non unico — contributo degli Editori Riuniti 
alla celebrazione del sessantesimo anniversario del nostro 


La prima 
biografia italiana 
deir autore 
di Senilità : 


Schmìtz 


partito. 


Roberto Bonchio 


Zeno 


Storia della musica 


f ‘«ì *• f 




col permesso del disco 


if 


Tre domande al musicologo 
Massimo Mila. 


In che modo è possibile una 
storia della musica: è storia di 
note, di compositori, di orche¬ 
stre, di pubblico...? 

La storia della musica è sto¬ 
ria di compositori e. di stili 
(non direi di note, né — come 
si è tanto a lungo creduto e 
praticato — di forme). L’in¬ 
fatuazione sociologica a cui 
soggiace la cultura mar.xista 
avanza talvolta la richiesta 
che la storia della musica di¬ 
venti invece storia_di orche¬ 
stre, di pubblico. Ma questo, 
nella misura in cui è Utile, è 
sempre stato fatto dalla sto^ 
riografia musicale degna di 
questo nome. Non c’è storia 
della musica che non registri, 
leniamo, l’invenzione del vio¬ 
lino e la. costituzione'dell’or- 
chestra moderna, con tutte le 
conseguenze che questi fat¬ 
ti ebbero-sulla creazione nau- 
sical’e. (La storia delle singole 
orchèstre può "essere general¬ 
mente oggetto di cronaca lo¬ 
cale, ad opera degli interes¬ 
sati. Ma non c’è studioso di 


Mozart .il quale trascuri l’im¬ 
portanza che ebbe per lui il 
contatto con l’orchestra di 
Mannheim, o la possibilità di 
disporre di strumenti come il 
.clarinetto e il corno di basset¬ 
to. che a Salisburgo non c’era¬ 
no e c’erano invecé a Man¬ 
nheim e a Vienna). Ugualmen¬ 
te non c’è studioso serio che 
trascuri l’importanza determi- 
nante che ha sulla creazione 
■ artistica 'la sua destinazione: 

' per la chiesa ó per il castello, 
per la festa popolare in piaz¬ 
za o per la corte, per il teatro 
o per il concerto. Non si po¬ 
trebbe dire neanche una paro¬ 
la sulla musica di Bach .se .si 
; prescindesse dalla situazióne 
sociale e .professionale in cui 
egli si venne a trovare nelle 
diverse sèdi di lavoro da lui 
occupate. Quanto ad orchestre 
e strumenti, la storia - degli 
strumenti musicali è ujja bran¬ 
ca particolare della ' storia 
della musica, ricca di opere 
gloriose. Tuttavia non è, non 
esaurisce, la storia della mu¬ 
sica. Serve, ed è necessaria, 
alla stona della musica, che - 


è disciplina piu vasta c più 
comprensiva. ^ 

Quale rapporto' sussiste tra ] 
storia editoriale della musica 
e la storia editoriale (che or¬ 
mai si può tutta scrivere) del¬ 
le riproduzioni discografiche? 
-Uh tèmpo, coth’è ovvio, la’ 
storia editoriale delle riprodu¬ 
zioni discografiche aveva fun¬ 
zione sussidiaria ed esemplifi- 
catrice rispetto alla storja del¬ 
la musica. Esisteva, già^ al 
; tempo dei dischi a 78 giri, una ' 
stòria della musica attraverso 
il disco, che veniva umoristi¬ 
camente chiamata: «storia 
della musica col permesso del 
disco ». Oggi il rapporto si è 
rovesciato: la produzione di¬ 
scografica. anche per le epo¬ 
che oscure e lontane della mu¬ 
sica, è divenuta così impetuo¬ 
sa, che spesso precède la sto¬ 
riografia libresca. Sii certi 
aspètti della musica medioe- ■ 
vale e quattrocentesca, certi . 
dischi, e le illustrazioni stori¬ 
che che li accompagnano, fan¬ 
no testo nel senso letterale 
della parola, in attesa che 1’ 
editoria libraria sì decida a 


mettersi al passo. Le ricerche 
degli studiósi trovano a vol- 
: te più fàcile e pronto sbocco 
; nel disco che nel libro. ■ : 

L’interesse del govani pet 
la'musica (concerti rock ecc.). 
Si è collegati ad una produ- 
; rione editoriale: molto ampia, 
c diffusa in tutte lé edicole: per 
■ esempio, i libri dèlta « Lato Si¬ 
de » su Dalla, Bob Marley, 
Guccini. E’ un fatto di costu- 
' me 0 una parte reale di storia 
della musica? ‘ 

' Non ne so niente.- L’interes¬ 
se dei giovani per la musica 
va ben oltre la produzione e- 
ditoriale diffusa nelle edicole. 

; Investe tutti i settori della mu¬ 
sica. e questo è un fatto che 
mi fa molto piacere. Ma non 
amo la paternalistica distin¬ 
zione deU’umat)ità in giovani e 
vecchi (forse perché nella pii-, 
ma categoria non*ci posso più. 
• entrare) ; e preferiscono con¬ 
statare che l’interesse per. la 
- musica va crescendo, di que¬ 
sti tempi, presso persone d’o- 
gni età e d’ogni ceto. ; 


Ambra SomaschinI 



ENRICO GHIDETTI, Itala 
Svevo - La coscienza di un 
borghese triestino. L. 10.000 


Uno 


invito 


Una nuova edizióne del Decamerbne 


ROLAND DE CANOE', storia universale della mùsica, 

2 volumi in cofanetto, L, 60.000. ' ' 


« Non è assolutamente — dice Roland de Candé — l’espe¬ 
rienza di un lavoro scoilo in collaborazione. Fin dalle origini 
— il progetto risale infatti a 7 o a 8 anni fa — né l’editore, 
né io plogettammo na redazione collettiva delVopera. Credo 
proprio che il vantaggio principale della nostra scelta sia 
stato quello di aver evitato lo scoglio comune del lavoro col¬ 
lettivo: la sovrapposizione e le contraddizioni. Si potrà sem¬ 
pre rimproverarmi, nessuno è infallibile, di alcuni érrorì ma. 
dopo tutto, perchè lo storico deve scompariré dietro quello 
che scrive? E quindi poiché questa storia è firmata, è nor¬ 
male, anche se la mia pratica ' resta in qualche. modo. di 
stampo enciclopedico, ritrovarmi nella, sua redazioneIl mu¬ 
sicologo come lo storico non sfugge olle^ sue preferenze e 
alle sue avversioni. Questo problema si è posto anche per 
Roland de Candé: < la soluzione si è creata da sola. Avevo 
scelto di seguire l’ordine cronologico per la redazione del¬ 
l’opera. E’ vero che seguendo rigorosamente questa linea di 
condotta lo storico non si fa sempre uà piacere. Tuitcria, 
quando si inizia ad esplorare un’epoca o un uomo, è raro'che 
non si finisca per essere catturati da quell’epoca o da quel¬ 
l'uomo. Si trovano comunque aspetti opposti al concetto che 
si aveva precedentemente», ■ 

Ciò che rende importante quest’opera è precisamente la 
sua € soggettività »: il suo essere una miniera di infòrmazionì, 
di segni di riferimento anche per quelli che non la condivi¬ 


deranno. la Storia della musica di Roland de Candé non 
aspira affatto all'obbìetliciià totale. QiU o là considerazioni, 
o giudizi fortemente personalizzati. ■ ne fanno . un ; libro che 
vive, suscettìbile talvolta di generare passioni o discussioni, 
chi tutti i modi — aggiunge Roland de Candé — non è ne¬ 
cessario. quando si fa opera da storico, cercare di soddisfare 
tutti. E' evidente che questo libro, se si vuole evitare la dè- 
magógia, ’ non è : indirizzato a tutti. I bambini al di sotto 
dei 12 o 13 anni non potrebbero leggerlo. Un’assenza totale 
di cultura — non solo musicale — d^ lettore avrebbe come 
presupposto, ugualmente, uno sforzo troppo, grande. D’altra 
parte t professionisti della musica non ne sarebbero soddisfatti. 
Tra questi tre estremi, comunque, mi sembra che esista un. 
pubbìicà molto vasto: quél pubblico che ama la musica, che 
la scopre dai dischi 0 dalla radio, o anche che la pratica da 
amatore e che desidera, senza necessariamente sapere tutto, 
conpscerne un po’ di più ». : ' ^ ‘ ■ 

De questo punto di vista l’autore dà prova di una splen¬ 
dida lucidità. Né oscura, né povera, la sua opera —di cui 
bisogna sottolineare la ricchezza iconografica e l’intelligenza 
dell’impaginazione — ha un vasto « auditorio ». Preoccupato 
dell’essenziale, dalle tradizioni antiche alla più scottante at¬ 
tualità passando per luoghi extra europèi, è concretamente 
uno dei più begli inviti alla musica che, dopo molto tempo, 
ci offre la bibliografia musicale francese. . ov 


t , GIOVANNI BOCCACCIO, 

Decameron - Tre volumi in 


Un classico 


/ -.■* •'* "v',' i, V ’ 

'■» - ./X _ : 


cofanetto, L. 21.000. 


(da Noucelles Litteraires) 


Trent’anni or sono, verso la - 
fine di agosto, usciva nella * 
milanese « Universale Econo¬ 
mica ». con il numero ^ ai , 
pre^o di lire 100. a quella . 
inségna del « Canguro > die 
era diventata in breve fami¬ 
liare a tanti, -cwi i suoi ta¬ 
scabili settimanali^ la prima 
gkmata dd Decameron. Cu¬ 
ratore dell’edizione, che. a re¬ 
golari interv^.' si Completò 
rapidamente, volumetto dopo ■ 
volumetto (e molti ne ricor¬ 
deranno' ancora la ' gialla 
copertina), era Mario ' rubi¬ 
ni. U quale, riservando a sè 
la quinta giomata. aveva di¬ 
stribuito le altre tra studiosi - 
dì diverso , gusto e diversa. 
formazione, da Cecchi a Pe¬ 
tronio., da Alleata a Muscet- 
ta, affinchè introducessero li- 


e noi 


beramente il fruitore, ■ sezio¬ 
ne per sezione, a una lettura 
'agevole di questo capolavoro, 
! ed èra riuscito a collocare, 
l’uno a fianco dell’altro. Mon¬ 
tale prefatore della - settima. 
: e Baldini dell’ottava giomata. 
Nasceva cod, in ,1 qualche 
modo, Ja « lectura Boccac- 
eli », destinata., con simile ta¬ 


glio. A singolare fortuna ulte¬ 


riore. Nasceva soprattutto, vo¬ 
glio dire, mediante sìmile 
[U’assi ' ' editoriale, inconsueta 
ma felicemente popolare, una 
più netta percerione della 
struttura significante dell’ope- 
-ra. resa sensibile e come mia: 
terìalizzata nella stessa distri¬ 
buzione in fascicoli. Era sug- 
^gerita.’e rilevata. ’ di fatto, 
per quella relativa autonomia 
delle partì. • dei corrispon¬ 


denti Scorsi critìci'-prelimi¬ 
nari. quella -immiaginè di un 
Boccaccio narratologo, e non 
soltanto narratore, che esplo¬ 
ra le fórme possibili del rac-. 
conto. Je catégorie tematiche 
e formali dd novdiare. in¬ 
nalzando defìmtivaipente, a. 
dignità di consapevole e ri¬ 
flessa operazione., letteraria, 
la pratica, sino allona emi¬ 
nentemente orale, .della fabu- 
lazimie breve, realisticamente 
tipica ed esemplare — un'im¬ 
magine mmai meditatamente 
acquisita.,-- 

- > n rìtmTio di questa edizio¬ 
ne (integrata ora da una pre¬ 
fazione del nuovo curatore. 

' Mirko Bevilacqua^ die afCron- 
fa il problema deQa cornice e 
della prima giomata) non ce¬ 


lebra dunque »ltantó un ca¬ 
so memorabile delia fortuna 
moderna del Decameron, ma 
lo ripropone, ■ con ' debito re¬ 
stauro critico dei testo, in tut¬ 
ta là suà ancora attiva fecon¬ 
dità. Dopo un trentennio-che 
fu folto come altri pochi di 
’ indagini intorno a questo clas¬ 
sico, e di studi boccaccescdii 
in^genere, l’accesso alla « lun¬ 
ga galleria di caratteri uma¬ 
ni. di ambienti, di vicende» 
— per ritmendere le parole 
conclusive di Salinari — e ai 
«mille toni che fanno pas»- 
re il lettore dalla comicità 
più sboccata alla tragedia più 
alta », quali' si armonizzano e 
si ordinano nel* Decameron, 
. rimane aperto e agevolato es- 
■ senzialmente, - per noi, sem¬ 
pre da queste pagine, in cnii si 
impegnò la nostra più matura 
cniltura interiKetativa. proprio 
nel giusto mezzo del cammino 
' di questo nostro secolo. . 


Edoardo Sanguineti 


Un Bulgakoy 
per la televisione 


fortebraccio 


ì saggi di'Gior^ò Aulendola 




MICHAIL BULGAKOV - 
Feuilletons. L. 5.600. 


Ugo Gregoretti. che ha cni- 
rato la regia televisiva cte 
Le uova fatali, ha « un vec¬ 
chio amore per Bulgakov » 
e lo preferisce a Majakovskji. 
perché, nel « borrisse un po' 
scettico» (come lo definisce) 
trova una « pietà, sia pur ir¬ 
ridente, nei confronti di quei 
népmani un po’ squallidi e 
un po’ miseri; Majakovskij 
resta, invece, l’utopista casti¬ 
gatore... ». 

Quel che conta in Bulgakov 
è U rapporto tra le pagine e 
la loro spettacolarità: «la 
pnxligiosità. rinverosimile. 
la magia e. infine, il duali¬ 
smo insenndibile deH'elemento 
comico e di quello ironico in¬ 
sieme». Questa ironia toma 
nei Feuilletons attraverso 
« l’osservazione diretta dei 
costumi e delle psicologie dei 
personaggi: il mondo conta¬ 
dino e l’ambiente burocrati¬ 
co servono al grande russo 
quasi per smorzare la voglia 
irresi.stibile di prendere in 
giro i connazionali ». 

Feuilleton significa scenet¬ 
ta satirica e. come tale, 
forse rimaneggiandola un po’ 


« potrebbe essere .trasportata 
in ’iV. pothé -basata sulla 
quotidianità, sulle cose minu¬ 
scole e, soprattutto, perché 
' ambientata in esterni: la sta¬ 
zione. gli uffici, le strade: sa¬ 
rebbe troppo difficile, insom- 
, ma, ricavarne una rappre¬ 
sentazione teatrale ». Da re¬ 
gista televisivo e teatrale 
Gregoreiti. ’ quindi, propone 
un - Bulgakov da televisione. 
Va considerata O feuilleton 
marginale rispetto alla produ¬ 
zione complessiva dell’autore 
! «anche, se meno impegnati¬ 
va ». dove i grandi fenomeni 
« soprannaturali, demoniaci e 
grotteschi presentì in Cuore 
di cane come ne II Maestro 
e Margherita (il vero miraco¬ 
lo!). nelle scalette diventano 
satira del frammento della 
giornata e, a voWe. irrealtà, 
nella descrizìane' della morte 
d» appare..^. E Tìmniedesi- 
mazione completa tra fl regi¬ 
sta e l’autore ani v eretbe 
chissà dove < non accantonan¬ 
do l’idea di proporre, per il 
piccolo o il ^ande schermo, 
n Maestro e Margherita, di 
nuovo e. ex novo. Il romanzo 
teatrale. ^ -- 




tézióm di 




mmm 








CIpflCiO AfNENDOLA, Gli 
H apab U i c a, L. 4500; Lattóra 
L. 12.600; Starla dal Partita 
nMmm mi-IMI, L. 7500 , 


ni dalla 
MIImm^ 


Giorgio Amendola politico a Storico tn- 
- sìeme; storicista in politica, fortemente 
interìessato a cavare le lezioni poUtiche 
dd passato, dalla sm rivisitazione. -Il 
' suo lavoro di riflessione critica a ànto- 
,. biografica resterà come una traccia non 
caduca sìa aeOa st o riogr a fìa Uaiiana sia 
’ neOa « memoria storica » : dei mUiUmtu I 
ì rofatmi che ara gli Edtari Hmnrti er i pr o - 
i . pongono » — come si dice — sono come 
j . un’esemplificazione di tutte lé dmensìoni 
^ e le proiezioni degli interessi culturaU a 
l dell'impegno attivo di quél grande com- 
bàttente. B del laro intreccio. 


Detto tra noi 


latradnziana di TalNa Da Maara. ll l a iIrait ai H di Attaa 

L. 4.500 . . „ 

n consueto appuntamento con gli appassionati della 
satira politica quest’anno sarà ancora più emowonanta. 
I corsivi scritti sull'Unitd da Fortebraccio nel 1900 banoe 
trovato in Altan un insuperabile illustratore. Nulla sfugge 
agli occhi attenti c arguti dei due grandi usnorisU- Tra 
una battuta e una vignetta essi delineano con tratto 
rapido ma inconfondibile caratteri a vicende della scena 
politica italiana. , 


ì .’oN'» C>'. ** *• 


( Diciamo anzitutto della sm Storia de) 
r. Partilo co mu nis t a italiano, aa grande di- 
i : segno s m i e tie o che Vamtore rìaaci a trac- 
per Terco storico che va détta fon- 
t dazione sino ^le soglie della Resistenza 
: e che la morta gli tiapodi di ceatlaaars 
^ .'fAmendola stava lavorando propria tregli 
^ alfiniì alesi al p r im a eaphelà dd eaeonéa 
|ioohnac>. La ddaoe di lettara di faeOa 
l: Storia é sempiica, la si r i hwa aaOo slasso 
t^fìrtoa dai capitoli; pwHa di partama, ottl- 
f. cé prirttegiata. seno godìi dd Parsa; Tia- 
l'serimento e la ilautoaa dpi caai aaiirt nd- 
*^'10 étmie inolia.' della seeielé ItaHarra. 
delle sue classi lavoratrici, nella dialetti¬ 


ca ài.scontro tra e antifascismo. 

In quésta visione Amenósia inserisce tutti 
gli spunti peculiari di una poleoùca solle- 
cffonre; resame dette responsaMità degli 
eintdiettmdi» italiani néWawento e nd 
' trionfo dd regime fascista; il « ritardo ». 
- sforico ddrantifascismo mUHgnie; la ton 
tìnuità Gramscì-Togliatti nétto svSuppo 
ideale e pratico M PCI. 

Le lettere a Milano sono già un testo 
classìcg nétta storiografia deùa guerra ds 
Liberaztoae e al tempo stesso un racconto 
pi^ di concreta drammaticUà sui dSbat 
liti mtemi ai gruppi dirìgenti comunisti, 
sulle sedie che si o p èr a rong nei fuoco 
détta latta. Ma bisogna non meno segna¬ 
lare Vimportanza dei terzo volume. Gli 
anni della Repubblica nei qaale sono rac¬ 
colti, ottre a una suggestiva proposta di 
periodizzazicme ddle storia . contempora¬ 
nea dal I9t4 al alcwit dei sappi 
storico-politici più tnaooatori; tpteUo sulla 
€ rottura i del 1917* ad esempio. ' parilo 
sul «balzo aei Mezzopiorao». paeB o saBa 
classe operena itdkma nel primo renten- 
aio dd secondo dopoguerra. Ci, ta questo 
volume, come Vanticipazione dei tenti e 
ddrinterpretazìone di una storia generale 
dell’esperienza vissuta dal movimetào ope¬ 
raio. détte sue generazioni <S miitanH ta 
tétte mn trentennio dd quale Giorgio Amen- 
dda non fu solo attento studioso ma prò 
tagonista di prima fila. 



Sarà una vecchia ubbia, ma 
noi conlinuiaino a credere 
che Italo Svevo non abbia, qui 
da noi, il pubblico ' che do¬ 
vrebbe - avere. Da un po’ di 
tempo, i suoi libri sono nel¬ 
le classifiche dei c più Tenda¬ 
ti»: ma si sa che queste clas¬ 
sifiche ser^’ono soltanto all* 
industria editoriale. 11 segno 
più cospicuo di una cèrta, per¬ 
durante indifferenza era la 
mancanza di una biografia 
dello scrittore triestino. La 
lacuna viene colmata ora con 
questo Italo Svevo, La coscien~ 
za di un borghese triestino, 
scrìtta da Enrico Gbìdelti. La 
noncuranza delia letteratura 
ufficiale si spiega: non si em¬ 
pisce Svevo se non si ha aria 
coscienza europea. E le no¬ 
stre lettere, ih tutti i loro trave¬ 
stimenti, neorealisti, rieoavan- 
giiardisti -e ora neonatnralisti 
(gira e rigira, scherzando o fa¬ 
cendo finta di scherzare, il no¬ 
stro letterato si rivela pur sern- 
pre per un appassionato ammi- 
, ratore di tutto ciò che, in fat¬ 
to.di romanzi, può essere in¬ 
cluso . una linea ideale .Wai- 
.ter ScòU-Sho'ópy: a spuntarla 
è sempre quel micidiale attàé- 
co: c Era nna notte buia • 
tempestosa ». Robert Mnsil 
aveva già rovemato il luogo 
comune, Mahler zi era giù pre¬ 
so giòco di Ha^dn in an cè¬ 
lebre attacco musicale...) si to¬ 
no tenute, sempre, nei pressi 
del focolare. D’altronde, la via 
dello humonr appare imprati¬ 
cabile: alla fine, Taforisma dir 
venta predica e richiamo all* 
ordine, la scrittura anà sacra 
BcrìUura, l*epigramma ria mat¬ 
tinale dei carabinieri, e via di 
segnilo. Se le cose atanno to¬ 
si,-come capire Svevo? 

-/.Le .biografìa scrìtta da Enri¬ 
co Ghidetti ci dà anche le spie¬ 
gazione della perdurante non- 
enranza nei confronti di Svevé 
da parte delle nostre lettere 
officiali. Perché è la primi 
che viene scrìtta a più di cin¬ 
quantanni . dalla morte - dello 
scrittore e perché affronta . il 
«caso Svevo» (è ancora «■ 
« caso ») da nn angolo visna- 
lè europeo. ' II borghese trie¬ 
stino vi appare per quello che 
era: nn indrvìduo nntrìto dèl¬ 
ia grande coltura del suo tem¬ 
po, da Schopenhauer a Nietz¬ 
sche, dalle idee socialiste alla 
psicoanalisi. Svevo, come De 
Sanctis (ma a questo De Sanr- 
tis viene sempre proibito di 
rivelare il suo volto, che poi 
è qwllo vero), è an ber^iese 
che sa di essere borghese. Ha 
la sua coscienza di classe, e 
da questo eeservatorio serata 
se stesso, la propria. scissura 
(il commerciante e lo scrìllo- 
re) e la metamorfesi che ne 
deriva. Ettore Schmila, bor¬ 
ghese di nascita, impiegato per 
necessità, di nuovo borgbeeo 
in seguito a nn ricco matri¬ 
monio, a poco a poco dìvenla 
Italo Svevo (swà Italo Svevo 
solo quando gli amici Iettan¬ 
ti, da Jojce a Moniale, da 
Baalen a Crémìenx lo ric e no 
sceranno con questo nom dm 
piume) ; ma nel m om c u l o ataa- 
so in cui egli riesco a esame 
Svevo si identifica in Zenq: 
Zeno guarda Svevo godere del 
snccesso, ma alle spalle di 
inni e due c'è, o vi rimane, 
riroako eoonncirianle Etiece 
Schmita. NeH'ampio sgu a rdo 
snlTEnropa, 'sulla cultura te¬ 
desca, austrìaca e triestina, 
elùdetti ha taaccìato questo 
ìtineraio: cho poi è ritinera- 
rio di dee solitodint, quella 
dell'uomo o quella deÓo scrit¬ 
tore. 

Sembra superfloo aggmui»-. 
re cho una iHOgrafìa come 
questa diventa imìucdìalamen- 
le una guida alla lettura di 
Svevo: della sua vita e dello 
tue opere. 


P«*l* Spriano 6i«a, 


Pél 'M 


io Cocchi 










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L'UNITA' / .14 dicembre 1980 


Ricordi, gusti, giudizi delVautore di Ulisse 


■ i -. - 


A passeggiò 


con 



ARTHUR POWER, ConvtrsailonI con Joyce, L. 3800 . 
Dopo la fondamentale biografia di Richard Ellmann, e 


dopo gli studi innumerèvoli comparsi negli ultimi decenni, 
sembrava impossibile aggiungere nuovi tocchi al ritratto di 
James Joyce. E tuttavia l’esile libro in cui un ' modesto 
pittore e critico irlandese, Arthur Power, ha trascritto, dopo 
cinquant’anni, le sue Conversazioni con Joyce, non costituisce 
soltanto una lettura gradevole e fresca, nonché una garbata 
rievocazione della vita artistica della Parigi degli Anni Venti, 
ma esercita appunto la funzione di arricchire e perfezio¬ 
nare quel ritratto, di ampliare e approfondire la. nostra cono¬ 
scenza dello scrittore irlandese. E* il Joyce che ha appena 
completato TUlissc, quello che il giovane Power incontra a 
Parigi nel 1921 • (il romanzo uscirà, com’è noto, nel 1922), 
e non stupisce quindi che il gran libro — al quale Power 
guarda con perplessità, configurandosi come la « proiezione 
fin troppo rassicurante di qualche imbarazzato lettore », scri¬ 
ve Franca Ruggieri, davvero eccellente curatrice dell’opera — 
stia al centro delle « conversazioni » e che su di esso Joyce 
(un Joyce rappresentato qui anche nella sua più domestica 
condizione) esprima giudizi, non sempre noti, che da un lato 
illuminano la comprensione dell’opera (e per esempio: < Ulisse 
è un’opera fondamentalmente umoristica, e quando verrà meno 
tutta la confusione della critica attuale in proposito, la gente 
lo vedrà per quello che è») dall’altro rivelano la sua piena 
consapevolezza del ruolo che il romanzo sta assumendo (« Ulisse 
h^ cambiato tutto, perché con Ulisse io ho aperto una nuova 
strada ... ho liberato la letteratura da ceppi secolari»). 

Ma non soltanto queste osservazioni rèndono ^ il libro di 
. Power una testimonianza preziosa. Sollecitato. da Power. 







.,,,, 









i .. ■ 

, - 







4 









A colloquio con Renato Nicolìni 


L ^immagiharìo 


a strìsce 


LA SCOPERTA DEL MON¬ 
DO A FUMETTI, Voi. 1 : 
Ulisse, Alessandro Magno, 
I Vichinghi, Marco Polo, 
L. 10.000: Voi. 2: Colombo, 
Balboà, Cartés, De Cote, 
. Vasco de Gama, Albuquer- 
. que, L- 10.000. 


le manifestazioni in merito 
sono quelle dei collezionisti 
che spesso restringono la di¬ 
scussione ». , 


Le vecchie tavole 
di « Yellow Kid » 


■ Renato Nicolini ha nel cas¬ 
setto un programma di * mo¬ 
stra sull’immaginario tecno¬ 
logico: l’immaginario che na¬ 
sce dallo sviluppo deila tec¬ 
nologia e come tale dà un 
ruolo rilevante ai fumetti ». 
£ così, come ha socializzato 
le altre forme espressive di 
massa, questa volta lo fa con 
i fumetti anche se gli sembra 
€un po’ difficile, perchè il 
loro "'consumo reale” è quel¬ 
lo dei centomila lettori ame- 
■ ricani delle strisce domeni¬ 
cali dei giornali, dove ognu¬ 
no legge per confo proprio: 


. Il tentativo della mostra di 
€ entrare heU’universo imma¬ 
ginativo* si collegOi natural¬ 
mente, al fumetto come for- 
i ma più antica dell’immagina- 
- rio: sii montaggio (elemento 

■ fondamentale del linguaggio 
cinematografico e teìeTrìsivo) 

■ nasce proprio con le vecchie 
tavole di ” Yellow Kid"*. Si 

■ mostra cosi nel suo rapporto 
con il mercato delle imma¬ 
gini: € Guerre Stellari* che 
da fUm diventa fumetto o 
€ Superman * che da fumetto 
diventa personaggio cinema- 


\ tografico. Il nqècioJo del fu . 
metUi, ■■ C’jni,iìiqàe, - non 
. tanto nel commento della si¬ 
tuazione politico-sociale (pen¬ 
so alle vignette di Alton, Fp- 
rattini, Bucchi), « ma nell’in¬ 
tervento indiretto, della situa¬ 
zione ideologico-suciale: ■ la 
crisi déll’erore "Superman" 
che produce personaggi come 
ì' ” Uomo ■ Ragno " divéntato 
eroe perdente, che non vìnce 

■ più*. - . <-;■ W-" '■ 

La preoccupazione di Nico^ 
lini è quella, però. « di re- 

■ dere l’uso dei fumetti come 
• possibile riduzione del libro. 

lo stesso processo che pre- 
- cede la visione del ■ telero¬ 
manzo in TV alla lettura del 
lesto*. Nella < Storia del 
mondo a fumetti*, el’enor- 
. me fascino sta. invece, nella 
scoperta del mondo che rac¬ 
chiude, amalgamandolo. Véle- 









m 




Luigi 

Yerpnesi 

maestro 

d’arte 


LUIGI VERONESI, a Cora 
dì Glatico Viazzi. il SO.OOIK 


n teatrino di casa mia 


UGO GREGORETTI, Il teatrifie « casa mia. L. t.OOO 

Il teista Ugo Orcgorelti per due anni ha raccontato a 
milioni (li a.scoltatcri radiofenici le cronache tenere e burrascose 
delia sua vita in famiglia. In questo libro le ha trascritte e 
piacevolmente illustrate con disegni a colorì. Si tratta quindi (S 
< scritture orali * o anche di « cinema invisìbile » come k> 
dc.lniscc l'autore. Ritroviamo in queste pagine la diflicoltà 
di essere padri, madri, figli; l’ansia che si nasconde in un 
sorriso. I padri del nostro tempo si riconosceranno, i figli sco¬ 
priranno un ritratto che non li tradisce. 


I..uigi Veronesi (Milano 
1906) rappresenta una ddle 
personalità artistiche più com¬ 
plesse del *900 italiano. La 
sua opera di pittore. graHco. 
maestro d'arte attraversa i 
movimenti d'avanguardia più 
significativi del nostro tem¬ 
po: dal suprematismo al 
Bauhaus. da Kandisfcij a Ma- 
levic. La sua però è una scel¬ 
ta materialista, che si inse¬ 
risce nel campo operativo di 
Tatlin, Rodeenko. Lisitskij. 
Moholy-Nagy. Fondamental¬ 
mente • costruttivìsta. la sua 
concezione dello spazio si ri- 
fà alle geometrie non eucli¬ 
dee. alle suggestioni del più 
avanzato pensiero logk»ma- 
tematico. 

Le Immagini del Veronesi 
— come precisa il critico 
Glauco Viazzi. curatore del 
volume — costruiscono un 
modo di invenzione e di fe¬ 
sta, dicono il piacere dello 
esistere, del pensare, del sen¬ 
tire, del fare. 


e disposto nei dieci anni della loro frequentazione, a con¬ 
fidarsi col giovane e un ’ po* sprovveduto amico assai più 
che con 1, critici ufficiali, Joyce parla liberamente di molte 
cose, dell'amata-odiata Irlanda, di politica, di religione: còn^ 
fessa le pròprie avversioni (singolare quella per la conteniv 
poranea pittura dei Braque e dei Pièasso): e sOfN'attutto 
esprimé con. franchezza opinioni su scrittori del passato e 
del presente che in certo modo coinpletano oralmente ' una 
attività critica che il durissimo lavoro, creativo aveva inter¬ 
rotto. E se esse sono sempre interessanti (si vedano'quelle ' 
su Shakespeare e Swift, Stendhal. Ibsen, Cecov, Gide, Heming-' 
way) e spesso acutissime e suggestive (e > penso a certe frasi 
su John Donne: «... con Donne si entra in un labirinto di 
pensiero e sentimento. La sua poesia è un’avventura, in cui 
non sai dove andrai a finire, ed è quello che -jla pagina 
scritta deve essere. Nella vita non sai dove ti porta un’espe 
rienza, ed è quello che la pagina scritta deve essere »: su 
Prbiist: « E’ nostro obiettivo creare un nuovo rapporto di 
fusione : tra il mondo esterno e la nostra identità contem 
‘ ixiranea ' ed inoltre, come ha ' fatto Proust, il ' vocatelarlo 
del nostro subconscio»; su DostoievskI: «E‘ l’uomo che più 
di chiunque altro ha creato la prosa pioderna »; su quel T. S. 
Eliot della cui importanza e della cui affinità col suo lavorò 
-7 non a caso anche La Terra Desolata è del 1922 — Joyce 
sùbito s’avvede: « La Terra Desolata è l’espressione del no 
stro tempo »). il dato più interessante sta nel loro com¬ 
porsi a formare la linea della « tradizione » di Joyce. La 
linea degli artisti che nella loro ricerca di verità, nel lorò 
scavare • sempre più ■ a fondo nel rèale (« noi ora ' siamio 
ansiosi di esplorare il mondo nascosto»), nel loro rifiuto di 
ogni illusione, sia essa « classica » o « romantica », nella. loro 
accettazione del presente (« bisogna ' essere coinvolti dallo 
spirito del proprio tempo ». « tutto tende o.ggiginrno al flusso 
e al mutamento e la letteratura moderna, per essere valida, 
deve esprimere questo flusso ») portano al realismo totale 
deU’Uiisse e di quel Finnegan’s Wake di cui registriamo, 
in queste paginette, la nascita. 

-Quelle opinioni, allora, finiscono con l’apparire, anche ■ e 
sonrattutto come una dichiarazione di noetica, come il ma¬ 
nifesto della vera e propria rivoluziwie che il distinto, appar¬ 
tato, riservato signore frequentato da Power, amante della 
« vita ordinata » e della buona tavola, stava mettendo in atto. 





'■mm'-xv-. hcMcm ct-t* >Anm ph* i i ft.nc 

(A > < ' ' -_ 1 




4t rSt-GenttàM-rAutcrreii, rsm< {t 
CMqiM poH*} ; 949-47.' 


PfWK* «t 9 wéiv à 99 it 

: 9 «1^, 9»: fr,7 è aoi*!, 9} fr.( t» imI*^ m» Ir. 




>,'W' VJ 



Discussion 
sur le rapport du camarade Ercoli 


l« ragfort eamsrsd* Utenti 


Trente<inquième séaii 





Agostino Lombardo 


compagno 

Ercoli 


PAOLO SPRIANO, Il compagno Ercoli, 
Togliatti segretario deirinternazionale, 

L. 8.000. 


« Spriano è l’autore della più im^rtante 
storia del Pei. Questo studio su Togliatti se¬ 
gretario dell’Internazionale comunista gli 
consente di ripercorrere il terreno da lui già 
ampiamente arato (...) ». « Spriano mette in 
luce, senza ambiguità, come il "filo rosso” 


dell’opera di Togliatti nel d^cnnio 1934-44 sia 
rappresentato dall’"identificazione assoluta * 


con l’Urss, dall’adegùamento ” ad ogni pie¬ 
ga. ad ogni zig-zag della situazione, ad ogni 
svolta deila poiitica estera (ma anche inter¬ 


na) sovietica”. Bisogna dire che, a lettula 
ultimata del libro, si esce con un'immagine 
piena di Togliatti "animale politico”. Un uo¬ 
mo razionale, straordinariamente intelligente 
nell'elaborare mezzi efficaci per portare avan¬ 
ti la sua strategia nei limiti definiti e piena¬ 
mente accettati e difesi di quella staliniana. 
Le sue qualità furono insieme la ■ prudenza, 
•: la sottigliezza. la decisione, la brutalità, fat¬ 
te valere a seconda deU'utile. Sempre calco¬ 
lo alla luce dei rapporti di forza. Questo es- 
u sere permanentemente calcolatore e "reali¬ 
sta” fu lo "stile togiiattiano” per eccellenza »... 
(Massimo L. Salvadori da Tuttolibri). 




.MA LASCIAI ìN , 
LACAim.MUA 
SPlAGCtlA... r 

i'ACOUA DlèfSA 
OtL RAitt 
O/^IMtAVA.r. 




Un romanzo ebe sarà discusso 


-, »-. - >. / \ 


ero bella, 


di uria carnefice 


PAVEL KOHOUT, La car- 
' neflca, L. 8.600. 


' Qualcuno^ avrà' visto, in 
Friidi, nel ’77, al Teatro sta¬ 
bile, Roulette, testo r.càvato 
dai racconto Oscurità ■ di 
Leohid Andreev. Si tratta del 
Payel • KòlMHit «teatrale», 
rappresentato in Italia come . 
nel rèsto dell'Occidente (par- 
tii-olarmente nella Repubblica ■ 
Federale Tedesca) dove tutte 
le sue opCTe vengono pubbli 
cate dM 1969, : anno In cui - 
l’aùtore viene • espulso dai 
Partito Comunista Cecoslo¬ 
vacco. . ■ ■ . ■ , ’ - 

«Kohout è destinato a di¬ 
ventare — ‘scrive^il- Neio 
York Times — - il regista 
teatrale dell’est europeo, ns- 
siunendo, così, un posto d’a- 
vangu.'ìrdia - n'alio ir^'- 'ione 
dèi teatro». E non solo in 
questa. ; Prima - della parteci¬ 


pazione attiva alla primavera 
Praghe^, e della sua espul¬ 
sione dai partito, infatti, .si 
occuoava di poesia e; p ù di¬ 
rettamente. di giornalismo 
(reporter e speaka, atta ivi 
ricoprcndò in poco tepo la 
carica di addetto culturale 
pre^ l'ambasciata cecoslo- 
\-acca di Mosca. Il «sociali¬ 
smo dal volto umano» costi¬ 
tuisce ■ la trama della sua 
prima novèlla, il Libro bton-. 
co., fritta dopo Tinvasione 
sovicòca. ’ «Comicità e - pro¬ 
fondità d’animo — scrive del ■ 
mes Review — si intrecciano 
ciane elementi che ogni ce- ■ 
coslovacco possiede, e vengo¬ 
no presentati da Kohout co¬ 
me qualità fondamentali». 

' Siamo quindi alle . prèse 
con uno «le» unmi firmatari 
della «Charta ’TÌ * che é- 


sprime. la sua dissidenza in 
senso poliedrico: teatro, pòe- 
/' sia, letteratura; in modo an¬ 
cora più incisivo (gli verrà 
tolta la cittadinanrò, attual¬ 
mente vìve a Vienna) con la 
pubblicaziohe. due anni fa. in 
Cìermania, di Die ■ Benerìn, 
(La carnefice). La violenza 
del titolo prosegue e si in¬ 
grossa, di pagina m nagina: è 
il messaggio che Kóbòut vùò- 
• le dare , del '■ «regtoe». - dd- 
: l’uomo . .ridotto a numerò. La 
storia.di Lizinka: là protago: 

’ nistà, è storia déri'évanescen- 
za di una figura femminile 


priva di sessualità nella qua¬ 


le si., sintetizzano beOez^ e 
malvagità insieme. 

H romanzo è mfatti la pro- 
, gressipne mortale, di im'in^a- 
' rijone ché i perwagirivruota]^ 
ti intorno a Uzinkà, creano.' 



iHento dèil’immàgiìuizione mi¬ 
tica ' legato alVallarganiento 
dei confini reali del lettore». 


Il disegno 
come pensiero 


- ' E* questa l’originalità ‘ del 
tutto. *Chi legge, in questo 
caso ' il < ragazzo, scopre il 
mondo attraversò le strisce, 
anche se queste possono sem¬ 
brare un impoverimento del¬ 
la ' immaginazione, piuttosto 
che una sua espansione men¬ 
tale (il disegno è già la de¬ 
finizione di un eventuale pen¬ 
siero). Ma anche se U proces¬ 
so può sembrare quello del- 
Vìmmaginazione riatta (co¬ 
struiamo un nostro "Ulisse" 
in mente e ne vediamo, nel 
fumetto, s>ibito un altro, o 
non abbiamo proprio U tem¬ 


po di immaginarlo) la veico- 
lazione della conoscenza,, in 
; questo caso deUa scoperta dizi 
mondo, . si. espande comun- 

■ que*. L’dvventurq. è il .dato 
fondamentale, ciò che conduce 
alla scoperta del tutto. Per. 
esempio « l’itinerario di Ulis¬ 
se che, in una tavola ■specifi- 

; ca del libro, viene confronta¬ 
to con un disegno fatto sulla 
sabbia e una ipotetica carta, 
apre una serie infinita di pos¬ 
sibilità nel gioco . mentale; 
contemporaneamente assomi¬ 
glia alla geografia intesa co¬ 
me scienza sperimentale*, a 

■ Insamma, questa t soprat¬ 
tutto è una forma nuova- di 
fumetto che sicuramente pia¬ 
cerà ai genitori... c!è da au¬ 
gurarsi che piaccia, nello 
stesso modo, al ragazzi »., . 

. (a cura di Ambra Soroasebioi) 


AMEDEO GIGLI, Fara per 
capire, 10 volumi a L. 4000 
ciascuno. " - - ; - 


- 'Ogni tanto andavo a casa 
di 'Amedeo Gigli a discutere 
del libro che aveva in prepa; 1 
ra^pne; e mi imbattevo nè 
gli « aggeggi » che aveva co¬ 
struito Erano quelli, le vére 
bone. Amedeo, scettico, cre¬ 
deva e crede làù' nei fatti • 
che néUe parole: gli si atta- 
gUà - il mottò del Ciménto, 
« provando e ' riprovando ». 
Per quésto, ha costruito tutto 
o quasi tutto quello che ha de¬ 
scritto. « per vedere se è ve¬ 
ro». Molte delle sue soluzio¬ 
ni sono Ingegnose e, nàturel- 
mehté, non richiedono mate-, 
riali pregiati: carta, colia, le¬ 
gno, spaghL . 

' Ma là capacità di progetta¬ 
re e disegnare non è di tutti: 
cosicché in 'questi'libri Fare 
per capire si' affronta soprat. - 
tutto questo problema, visto 
che un volume non può con- 


La scuola 
del 

bricolage 


tenere materialmente gli og¬ 
getti che descrive. E’ molto: 
1 ragazzi, che non hanno per¬ 
so l’uso delle mani (a diffe- 
- renza de^i adulti) imparano 
qui come si fa a volere una 
cosa, precisandola in ogiii suo 
dettaglio. Quando c < voluta » 
nel modo giusto, la cosa ap¬ 
pare realizzabile e la tenta¬ 
zione di cmnperarla a caro 
prèzzo può cedere il passo a 
quella di costruirla con gran¬ 
de soddisfazione. 


- L’indicazione d’obbligo è 
che i libri di Amedeo Gigli 
sono dedicati ai ragazzi dai 
7 ai 13 anni. Certamente, so¬ 
no soprattutto per loro: ma 
.come siamo formaltstil Cono¬ 
sco tanti adulti a cui farebbe¬ 


ro im buon servizio. E poi. 
piendlanx)' il caso degU Inse¬ 
gnanti della scuoia dèlTobbli- 
go: ce ne sono di bntvissi- 
mi ed ingegnosissimi; mà ce 
ne sono tanti che vanno alla' 
ricerca disperata di una ispi- 
razìmie per quanto riguarda 
la costruzione, di macchine e 
struznehU significativi Oe ne 
. sono ■ tanti che si rifugia¬ 
no nelle. parole perchè non 
sanno più « fare »; non sanno 
più pensàiè che ogni casa è 
un magazzinOL Ci sono cose, 
n^i appartamenti di oggL 
che Tabile artigiano rinàSci- 
mentale nemmeno si sarebbe 
sognato. Ma non ci sono làù 
rimmàginazione è le nùùìL 
E*' per farcele , tomaie che 
Amedeo Gi^ con paziente 
umiltà, ha provato di 'perso¬ 
na a «capirò e farò»; per 
poi offrire là sua esperienza 
di sapiente èstrovèrzo ed en¬ 
tusiasta. 


Cario BernardinL 





Le opere complete idi Marx e Eogels 

■ ; ^ ' ì ' ' . 





PHYLLIS ROSE, Virginia 
Woolf, L. 7.000. 


Una leiieiM M Luigi Varanest a Brara 




un occasione di analisi 


MARX ENGELS, Opere - 
Kart Mara ' (UM^ISO). 
L. S.OOO. , 


Tròdiemila e 509 pagine di 
Marx e dt Engels nei ventun 
polafai finora in ogni 

volume, olire d centinaia di 
note Mustrative per ognuno 
àegH zcrìtti degli autori, an¬ 
che ana serie di àttri stru 
nienti (documenti ddTepoca. 
elenca dettaglialo del mate 
fiele biblioaìafito che Marx 
ed Engelz anep B w o ntiizzato. 
indice, ragi ona l o dei nomi ci 
tati) non meno indtspensabilì ■ 
allo studioso: potreb^ essere 
la prima réjMa ' desaUhne 
del pento cui i érrivatd •igOi 
l’edmone dèlie Opere com¬ 
plete di Marx ed Engels che 
gli Editori Riuniti hanno co 
mmeiato a pubUìeore ne ■ 
1973 e che. quando sarà con 
elusa, conterà cinquanta va 
lumi di testi e en volvme d 
imrict. 


ne con gli Istituti per il 
marxismo-teninismo di Mósca 
e Berlino ha potuto accoglie¬ 
re moltissimi testi finora t- 
nediti — sono confUàti i ri- 
sultati di un cinquantennh di 
eccezionale lavoro fBologico, 
dalla vecchia ' MEGA degli 
anni ’39 (la gloriosa c Gesam- 
tausgdbe* o raccòlta comple¬ 
ta degli scritti .di Marx ed 
Engels) fino alla nuova MS- 
GA avviatasi pochi anni fa. 
Ma rispetto a queste si pre- 
ienta, dir^ pìft comparto c. 
:ert6, pìù manieggevole. 

Segnalo, a ragion veduta, la 


^ èrta^ kèzìone. le « Lettere * 




Credo però che si debbo 
subito aggiungere qualcosa di 
pii. In quest’edizione — che 
gióvànàosl dèOà coBabotutio 


'km^rénde U carteggio tra 
Marx ed Engels, e le lettere 
fa loro inviate ad àUri, I va 
.'unti finora uscHi 
XXXVÌIl - XLIII e Lì copra 
IO gli anni dal 1844 al IMO e 
hi 1893 al 1895. Cé da otigà 
'orsi che stmòlino lo stndh 
M càrteggh. che è un do¬ 
cumento msosHtuibile per 
penetrare a fondo nel patri¬ 
monio teorico e pratico di 
Marx ed Engéls. Battano in 


proposito due esempi. Non si 
può capire la coneesioie ma¬ 
terialistica éeHa storia se 
non tenendo presenti le co¬ 
siddette € lettere sul materia¬ 
lismo storico * deU’Engels 
degli anni 1890-94. E proprio 
n^’epistolario ■ l’ultimo En¬ 
gels ebbe a confrontarsi, t- 
noltre, con fatti e problemi 
spettacolarmente nuovi: ti 
capìtoiismo monopolistico 
avviato sulla strada delTrm- 
perialismo, la crescita impe¬ 
tuosa dà, mocimento operaio 
e dà suoi partiti, la questio¬ 
ne detta transizione al socia- 
, lismo in an assetto di capita¬ 
lismo avansato. Era una real¬ 
tà che preannónciava, fòrte¬ 
mente, buona parte di quàla 
del nostro secolo. Non è 
dunque authe Tepistolario 
OTi’occortone per T6lg,ire alle 
posixioid deWìdttmo Engàs 
un’attemkme ài enotisi mag¬ 
giore di quella che gH stedf 
dì marxismo teorico vi hamio 
/inora dedicato? 


Nkolao Marlcér 


. «Ed eccoci a una delle dlf- . 
ficoltà derio ;l scrittore di 
memorié. che spièga come 
mai, deùe tante che leggo, ’ 
tante skùiò dei fallimenti. La 
persona a cui sono accadute 
le cose • non ’ compare. ' E 
questo' perchè è cosi dìhicile 
déscrivere im essere umano. 
Perdò dicono: "Ecco qudlo 
che è accaduto ma non di¬ 
cono oom’on la persona a 
cui è accaduto. E gii eventi 
Significano molto poco, se 
già non conosciamo la per¬ 
sona a cui sono occorsi. Chi 
ero io? Adeiìne Virginia Ste¬ 
phen.' secràda figlia di Lesile 
e Julia Prìnsep Stephen, nata 
fi 25 gennaio 1882, disc^a da 
una numerosa ascendenza, in 
parte famosa, in parte oscu¬ 
ra; nata in una famiglia'md- 
to ramificata, nata da genito¬ 
ri non ricchi ma agiati.. nata 
in un mondo fine secalo die 
amava comunicare idee, .seri: 
vere lettere, farsi visita, con* 
versare, elaborare idee; sic¬ 
ché.'potrd se volessi scrìvere 
a lungo ' non ' solo ■ di mia 
madre e mio padre, ma di 
zie. e zìi. di cugini e amici. 
Mà io non so quanto di tutto 
questo, nè quale aspetto di 
tutto questo, mi fece provare 
quella sensaziope neUa stanza 
dei bambini a Si Ivès. Non 
so quanto io sia diversa da'- ; 
gli altri. Questa è un'altra 
difficoltà per chi scrive me¬ 
morie. Pise, per descrivere 
se stessi in modo vaiiiero 
bist^na avere un criterio di 
paragone: ero intelligente. 
stuiMda. befia. brutta, appas-. 
sionata. fredda...? 

«E tuttavia è per tali in¬ 
visibili presenze che ”il «og- ■ 
getto dì queste memorie” è ■ 
spinto ora in cuesta ora in 
quefia direzìane ogni giorno 
sua v^ita; sono che 
gli conferiscono stabilità. Si 
pensi a quali immense forze 
la sodetà mette in gioco su- 
ciascuno di noi. e come la 
sodetà cambi da un decennio 
afi’altro; e anche da una 
dasse all'altra; ebbene, se 
non sappiamo analizzare 
qtiest e presenze Inivisibìli, sa- ' 
premo ben poco dei .soggetto 
deite memorie; e allora, che 
rirtile attività diventa scrivere ' 
biografie, lifi vedo come un 
pesce nella corrente; .sospinto 
Altrove; trattenuto: ma non 
ao descrìvere la corrente», 
fd» Virginia Woolf, Momen¬ 
ti di essere. Milano 1977). 


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EDITORI RIUNITI /Proposte dì lettura 


\ jVi}mA' / 14 dicembre 1980 


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' ^ ; Som già dodici i Libri di bf^ 

Cóntro la denutrizione 





Abbiamo cominciato a discutere l’idea 
dei Libri di base nel 1976. Nel progetto 
abbiamo coinvolto decine è decine di 
cialisti. che di solito non si incontrano, 
fisici e archeologi, medici, storici, filo¬ 
sofi ecc. E persone che lavorano nel-. 
la casa editrice e librai e insegnanti. 
E ancora, amici e compagni che lavo¬ 
rano nell’editoria, che dirigono case 
editrici. La Makno di Milano ci ha fat¬ 
to una piccola inchiesta su qualità e 
attese di lettori e non lettori. E’ diffici¬ 
le raggiungerli i non lettori (il 51% del¬ 
la popolaziwie adulta), e anche i letto¬ 
ri: il 28% delle persone che dice di leg¬ 
gere almeno un libro l’anno. E’ diffi¬ 
cile con sistemi bibliotecari allo sfa- . 


scio o. più radicalmente, inesistenti 
e con sole 850 « vere > librerie. • .• , - 

Non è stato facile. Ma alla fine, gra- 
rie al coraggio dei dirigenti degli Edi- •' 
tori Riunti, e anche alla capacità di la^ 
voro e invenzione dei redattori, e gra¬ 
zie alla risposta positiva di moltissimi 
autori il progetto è partito. I Libri di : 
base sono da giugno non in 800, ma in 
1200 librerie (dunque anriie in piccole 
cartolerie). Agli autori e alle autrici, 
gente che per esperienza di studio o di ^ 
lavoro in un settore conosce a fondo un 
argomento, chiediamo di scavare nella 
loro esperienza fino a trovare gli eie- ' 
menti essenziali d’ogni questione e fino , 
a far capire perdié un argomento oggi 


è vitale nella nostra cultura e società. 
E come conviene che se ne diventi pa¬ 
droni sulla lunga via che porta verso 
una maggióre eguaglianza tra le classi, 
le regioni del paese, le generazioni. ' 

‘ Agli autori, abbiamo chiesto e chie¬ 
diamo di rinunziare a gerghi e ammic¬ 
camenti: attraverso - le parole d’ogni 
giorno (oMnedogici e filosofi hanno in¬ 
segnato che si può fare) vogliamo por¬ 
tare in pubblico i termini e le cono¬ 
scenze del sapere critico e scientifico 
che .servono a tutti.' Come Gramsci 
sperava, vorremmo che la nostra so¬ 
cietà guarisse della sua secolare < de¬ 
nutrizione scientifica ». 

Tullio De Mauro 


SINC£^flM£Ur£' U £!/££/ CONC£P/T/ 
INtìLWOMOÒO - 0^ 

a 




Molti l’hanno voluto ridur¬ 
re a uno formula: argomento 
difficile + seimila parole 
(ovverosia il famoso vocabo¬ 
lario dì base) = libro di 
base. Oppure a un gioco di 
enigmistica: ' tutto su un ar¬ 
gomento, in seimila parole. 
Oppure . una - sfida: datemi 
seimila parole e vi spiegheìrò ' 
il 'mondo. E molti (sempre ■ 
gli stessi) si sorui scandaliz¬ 
zati: il vocabolario di base è 
una camicia di forza iti cui si . 
vuol costringere \intetièttuale ' 
(colui che scrive) e popolo 
(Hi dovrebbe leggere) umi¬ 
liando reananti e plebe \ m ; 

nome della dea sragione^ Di¬ 
vulgare è diventata una paro- : 
la oscena, peggio che imbomr, 
re, imbrogliare, truffare. Dèi ' 
resto perchè meravigliarsi? . 
Viviamo in ' un paese in cui ' 
parlar chiaro è sempre più 
in. odore di sospetto. Rubare 
non è rubare. Rubare è se¬ 
greto di Stato. Nascondere la 
verità- non è nascondere la 
verità. Diventa un omìssis. E 
così via. esémjilificandó. ^ & 
Ma anche cominciare con 
una polemica significa scan¬ 
tonare. Meglio soprassedere e 
rispiegare con pazienza che 
cosa significa un libro di ba¬ 
se. Scrivere e produrre un 


Enigma^ sfida? 
No, divulgazione 


libro di base, vi dirò, è u- 
n'avventura affascinante. 
Riuscirà il nostro eroe — che . 
sarebbe poi l’autore — a su¬ 
perare i sette scogli di una 
scritta semplice chiara diver- 
r tenie coerente problematica 
esauriente breve? Riuscirà a . : 
farlo senza ^cadere nei sette 
I trdbàcchetti di una trdttazio -. 

■ ne ' setnplicisiicd, banale, . i 
' gròssoland, "schematica,'' /li¬ 
mosa, dispersiva, ■ approssi¬ 
mativa? C’è da sudare le soli¬ 
te (fatidiche, preferirebbe di- ' 
re qualcuno) sette camicie. Il 
vocabolario di base non è 
\^che un oiuto, una base, ap- 
’ punto, di partenza;' una bus¬ 
sola, un termometro. Non 
basta la bussola per arrivare , 
al nord e non basta U ter- 
mometro per guarire la feb-X 
bre. . v - - ■ ' ■ " 
n nostro eroe, il nostro au- ' 
tore è - un ' esperto dell'argo¬ 
mento che deve trattare. Co¬ 
nóscere tutto ò quasi tutto-di' 
un ‘determinato argomento è 
per lui un fatto già acquisito. 
Spiegarlo, farsi capire, da tut¬ 
ti è, invece, un fatto ancora 
da acquisire, un’altra eporida 
da raggiungere. Molti si fer¬ 
mano a metà del guado: è il 


momento più pericoloso. Si 
diventa bersagli facili di un 
fuoco di critiche. Da ' una 
parte, da una riva del fiume 
altri autori, altri esperti o 
tuttologhi sparano sul malca¬ 
pitato collega una serie di a- 
biezioni sulla complessità 
della materia, sulla necessità 
di wn divulgare poi troppò»^. 
di non scadere a bassi lipelli. 
Accanio à giuste preoccupa- ' 
zioni, c’è un pizzico di gelosa 
conservazione, di una vecchia 
scienza che non vuol farsi 
nuova. -, . 

Dall’altra ' sponda, lettori 
impazienti, curiosi alle prime 
armi — chè per costoro do-, 
vrebbe essere scritto un libro 
di base — diventano clienti 
esigenti, vogliono là semplici¬ 
tà a tutti ì. costi, aprono il 
libro a mezzo, - scoprono la 
parola difficile e inorridisco¬ 
no. Insistpno che si è ancora 
troppo astrusi, troppo com- 
plìcati. Nessuno dì. loro sì 
sognerebbe di capire un gial¬ 
lo televisivo accendendo il 
video a metà: in questo caso 
seguono con pazienza ' dalla 
prima puntata, cercando di 
inttire o di prevedere. Nella 
lettura sono invece impazien¬ 


ti, disabituati. Anche qui c’è 
del giusto, ma c’è anche del 
populismo, un farsi più inge¬ 
nui di quel che non si sia: 
che vuoi da me, dicono', io 
sono ignorante e tu devi 
farmi capire. E se ti colgo 
ad adoperare una parola che 
non capisco, sei fritto. 

■Bisogna dare atto del co¬ 
raggio: nessun autore, finóra,. 
s’è fermato a mezzo il guado. 
Anzi, à quel pùnto’, cóà fio-" 
ché-'bràctiàte ha'Xìà^ eèfii^- 
prè-tìiggtunió' WdèHne 
va. quasi che il.fuoco di cri¬ 
tiche fosse tino sprone, una 
sfida . da ' vincere. ' Ridurre 
questioni complicate a solu¬ 
zioni sémplici è statò sèmpre 
alla, base di grandi progressi. 
E, accanto a questo, in ogni 
■ esperio, in ogni conoscitore 
dei più astrusi problemi c’è 
Una voglia di divulgare, una 
passione di farsi capire che 
alla fine vìen fuori prepoten¬ 
te. come un amore troppo a/ 
lungo soffocato. La volontà 
di far partecipi tutti, più 
gente che si può. delle pro¬ 
prie esperienze e del proprio 
sapere è dura a morire. E' 

' su questo che conia chi 
s’imbarca nell’avventura di 
un libro di base. 

Elisabetta Bonuccì 



sono 

tutti 



r? 


Un buon anno, il 1980, per 
gli Editori Riunili, anche sul 
fruiile dei premi. Gli addii di 
Juan Carlos Onetli (collana I 
David) ha vinto il premio in¬ 
ternazionale Mondello; Il sor¬ 
riso di Giulia di Luca Canali 
(I David) il Comisso; La sto¬ 
ria della letteratura italiana 
tra le due guerre (1919-1943) 
di Giuliano Manacorda il pre¬ 
mio Città di Tagliacozzo; il 
romanzo per ragazzi La città 
era un fiume di Mario Sah- 
hieli la sezione narrativa del 
premio Monza e Due più due 
non fa quattro di Maria Gra¬ 
zia Cancrini e Lieta Harrison 
(il primo a manuale pratico 
di psicologia per adolescenti ») 
la sezione divulgativa dello 
stesso. ' • > 

: Forse non è del tutto un ca¬ 
so che i libri degli Editori 
Riunili abbiano vinto questi 
premi. I premi son tutti ugua¬ 
li, si dirà. Ed è in parte vero, 
àia al a Monza », ad esempio, 
g'c un inter>'Onto diretto e ori¬ 
ginale dei lettori nella scelta fi¬ 
nale. Un gruppo di adolescen¬ 
ti provenienti da . tutta Italia 
ba sottoposto a un serrato in- 
terrògalorio, per un'intera mat¬ 
tina, gli autori delle opere a 
suo tempo scelte per la fina¬ 
le. E ha decretato il successo 
della collana nella quale sono 
usciti i due libri: la Bibliote¬ 
ca Giovani. ' 

Nel a Comisso » la rosa scelta 
da una giuria composta da nu¬ 
merosi critici c scrittori (da 
Fernando Bandini a Piero 
Chiara, da Silvio - Guamieri, 
Nico Naldini, Giancarlo Vigo- 
relli a Andrea Zanzotto) vie¬ 
ne poi discussa con trenta fra 
studenti é amici di Comisso: 

' persone di lutti i celi intellet¬ 
tuali e sociali, legate al gran¬ 
de autore di 'Treviso. Per ras¬ 
segnazione: del premio a Ca¬ 
nali e’è stala battaglia: una 
componente moderata guidata 
’ da (fiancarlo VIgorelIi si è op¬ 
posta alla vittoria del candi¬ 
dato degli Editori Riuniti. IT 
dibattito è ..stato ampio « ’ vi¬ 
vace, coinvolgendo forze gio¬ 
vaci è aliente al rinnovamen- 
!to, culturale, che hanno finito 
per decretare la vittoria del' 
Sorriso di Giuiié.' , j ’ 

Nessun próbiema, ^ Invece, 
per gU Adii di Onetli al nono 
premio internazionale Mondel¬ 
lo. La vittoria del grande sérit- 
tore ' lìruguayano si ' inseriscè 
nella scelta della - giuria di 
. premiare ogni anno uno degli 
autori stranieri più prestigio¬ 
si della letteratura contempo¬ 
ranea. . Anche a Tagliacoazo, 

3 infine, dovè si assegna an- 
: nualmente un premiò dedica- 
. lo alla poesia e alla critica, la 
novità della ' manifestazione 
consiste neirintervento diret¬ 
to dei lettori, in questo caso 
gli abitanti della cittadina a- 
; bruzzese. E il, loro . favore .è 
andato a Manacorda, e al suo 
impegno di studioso della lel- 
' leratura italiana contempora¬ 
nea. 

Alberto Cadioll 



Il libro-intervista di Bruno Trentin 


La fatica 
del sì 





:I1 sindacato dei consigli rischia di rappresentare all’in¬ 
terno della storia del movimento operaio uno di quei simboli 
che, se da un lato danno alimento e spessore a una grande 
tradizione, dall’altro finiscono per allontanare nella prospet¬ 
tiva lunga dell’utopia gli obiettivi';di emancipazione e di tra¬ 
sformazione della realtà dei grandi movimenti di massa. Come . 
può essere interpretato e concepito il sindacato dei consigli, 
nella teoria e nella storia: lo striimento con cili la classe 
c^eraia risolve la fatica di Sisifo del sindacato, di cui par¬ 
lava Rosa Luxemburg? La forma polìtica con cui, prome¬ 
teicamente. la classe operaia sancisce Tautogovemo dei 
produttori? E che cosa può essere oggi, negli Stati minwi, 
U sindacato dei consigli, d(^ i fallimenti della Seconda In- 

temazicnale e le sconfitte dei tentativi rivoluzionari, ctmsilia- 
nsti, compiuti sull’tmda della riyoluzioné d’ottobre? Bruno 
Trentin, nel suo librointervi^, è tutto dentro questa di¬ 
mensione e questo liveUo del problema e Trentin, si sa. è 
uno dei dirigenti del movimento operaio ìtaliam più sensi-, 
bili alle questioni dell’autogoverno ed, è tra quelli che più 
hanno agito politicamente perchè il sindacato con la sua azione 
e la sua organizzazione fosse all’altezza déUa coropl'essità dei 
sistemi póUtici moderni, divenisse soggètto politico, protago¬ 
nista dei processi di formazione delle decisióni e quindi della 
solidità stessa di una democrazia. 


E’ un approccio, questo, che fa l conti non solo col dis¬ 
sensi e i rifiuti degli avversari, polìtici e di classe, ma con 
le valutazioni diverse presenti sul piano politico e teorico nel 
movimento operaio. Infatti le 'risposte di Trentin assumono 
spesso il carattere del pamphlet: tanto per cominciare quando 
difende non solo il «biennio’ rosso», il ’68-’69, ma le caratte¬ 
ristiche fondamentali del movimento di lotta del decennio 
successivo, come un. processo formidabile che ha posto le 
condizioni per un rinnovamento dello Stato e delle sue isti¬ 
tuzioni; e poi quando respinge le tesi < spontaneiste ». una 
volta abbastanza diffuse in quegli ambienti sociali e politici r 
che nel «grande caos» del ’68-’^ individuavano una scoia 
di catarsi, operaia sulle cènéri. del rif<Hinismo comunista: 
infine quando respinge le tesi operaiste, responsabili di rin¬ 
chiudere in concezioni subalterne e settarie il ruolo ddla 
operaia in .z^pporto allo Stato e aUe istituriotd. . ‘- 

Le elaborazioni di Trentin; naturalmente, per questi motivi, 
si prestano alle discussiom e alle pol^idte. e Ù .libro-inter¬ 
vista rappresenta la fase più complessiva della sua rifks- 
sione^ come studioso è cóme dirigente della Cgil, sulle tra- 
sformazioni avvenute nel sindacato a partire dall’autunno 
caldo e su dò che ba significato Tingresso del sindacato dd 
consigli ndia società e «dio Stato. 


• -J .• 






Fabrizio D'Agostmt 


La 'collana di nairativà-V-^^-^^:-^^^' 


f ■- : V 




: Cinquantaael • - titoH,' 
quattro anni e mezzo di 
vita, uno spazio editoriale 
epecifico, aìcune - grandi 
voci della narrativa italia¬ 
na e straniera contempo¬ 
ranea: con questo bilancio, 
la collana dei David si 
presenta atte soglie del 
1981 dopo un anno che ha 
segnato la seconda fase 
del suo sviluppo. Dall’apri¬ 
le 1980. infatti, la collana 
si è completamente rinno¬ 
vata nella veste grafica, e 
ulteriormente definita nel¬ 
la sua fisionomia comples¬ 
siva. 

Se la sua fase preceden¬ 
te era stata caratterizzata 
da opere narrative di Gar¬ 
da . Mórquez e Brandys, 





. •• ‘I i It / M / r'. ' X 


Trifonov. e. -Laura - Conti, 
V Vargas Uosa e Amado, O- 
netti e Canali e da opere 
€ diaristiche » o < polemi¬ 
che » come il classico 16 
ottobre 1943 — Otto ebrei 
di Debenedetti e i pubblid 
« dialoghi » di Pasolini, in 
questi ultimi mesi essa ha 
presentato la prima edi¬ 
zione mondiale di un ecce¬ 
zionale .carteggio Paster- 
nak-Rilke-Cvetaeva, ha eia- 
sciato» in Italia due autori 
in diverso modo rilevanti 
come it cinese Pa Kin e il 
. cecoslovacco Kohout, ha 
riproposto Zoscenko e 



l’eccezionale coppia Bor- 
ges-Biojt Casarez e ha 
pubblicato ‘ Ufi XUbro . di 
racconti rari é sconósciuti : 
di Bulgakov (autori, questi 
ultimi, già presenti nel ca- 
talogo degli anni sàprtì)^' 
ì Una cottanà. tìi.sostanza, ' 
che si confenha-priva di s 
pregiudiziali e di' schema- 
tismi, tdeologid o letterari 
o di genere. e\ aperta atte 
esperienze e anche tenden¬ 
ze più diverse: Una collana 
< aperta » ma non una col¬ 
lana « antologica ». eclet¬ 
tica o disponibile. ■ Nel 
senso particolare che le 


sue scelte e i suoi prO‘ 
grammi (almeno nette tm 
tensioni di chi la dirige e 
dei consulenti che vi coh 
laborano) non si ispirano 
soliunto a precisi criteri 
di rigoT.e critico, ma per¬ 
seguono anche lo sforzo di 
costruire un discorso cri¬ 
ticò e problematico sulla 
: realtà, considerata in tutte 
le sue implicazioni è inte¬ 
razioni individuali e collet¬ 
tive, sociali e private, dn- 
che per Timmediàto futuro 
i titoli confermano questa 
impostazione, con iin ro¬ 
manzo di Aksenov e il re¬ 
cupero di uno straordina¬ 
rio pratolini giovanile, \ 

Gian Carlo Ferretti 


; V V* 


U succèsso détta cottana € Tendenze » 


Tempo di 



S’. 

.V 


n lavoro, la pdittea. £’ un. 
caso se, deBa fortimata col¬ 
lana « 'i.=ndraze » degli Edi¬ 
tori Riuniti, proprio il libro 
di Mario Tronti. (Il Temrto 
della politica) e qudlo di Fi¬ 
lippo Battaglia L Allergia ai 
lavoro) abbiamo avuto suc¬ 
cesso? Si deve pensare di no- . 
molte strade della società di 
<^gi cassano da queste due . 
svìncoli. Quello dì Mario 
Tironti, come fu Operai e ca¬ 
pitale, è un pamplet di acuta 
critica ài capitalismo, che ne 
costituisce al tempo stesso 
anche una apologia. 'Tronti si 
fa erede dell’espressìoaisino 
nella teoria politica. L’e- 
spressìoniszno piace, sbalza 
Tinunagine e U concetto, e il 
suo liteo piace, infatti. La 
tesi dominante è che, dopo il 
«Tempo» dello Stato) anni 
trenta), e la successiva crisi 
delle tecniche di intervento, 
siamo entrati in un altro 
tempo, quello della politica. 
Tramonta l'autonomìa dell'e- 
conomico. ne subentra un'al¬ 
tra. Gli strumaiti vengono 
sostituiti dai giochi, nel re¬ 
gno delle relazioni formali 
sofisticate. Tronti accoglie 
parte delle tematiche deci- 
sionistiche di Luhman. Ma 
non il tema della morte dei 
soggetti. Salva infatti il sog¬ 
getto classe operaia i « nuovi 
soggetti » con una particolare 
accentuata attenzione ai già 
vani e. sia pure riformulan¬ 
done i caratteri, il soggetto 
partito. Ma. risnetto a quin¬ 
dici anni prima, ^wsta 
completamente il baricentro: 
non è il capitale che produce 
politicamente la classe, ma 
« il politico stesso ». ■ 


' 



La questione è ««pie¬ 
rai e Stato». Che cosa è la 
classe: « L’erede della politica 
n^’epoca della sua riprodu- 
ciMità tecnica». A me pare 
che Tronti ci porti avanti su 
un punto e indietro su un 
altro. H punto su cui ci por¬ 
ta avanti: la donocrazia non 
può essere solo mediazione 
statale e partecipazione di 
base alle, ^ocedure, demo¬ 
crazia è decisione; e nessuno 
nuo\'a decisione è possibile 
sta.ndo sotto il liveUo della 
complessità .sodale data: le 
parallele della lotta di. classe 


e deDa storia della politica 
devono incontrarsi, dunque 
uno non pt^, nella teoria e 
nella prassi, restare arretra¬ 
ta. n punto su cui ci porta 
indietro: ; del « Tempo della 
politica » viene dichiarato 
Tawento forse proprio nel 
momento in cui, su scala in¬ 
ternazionale. la politica sta 
cedendo alla pura - forza; 
«manovrare le pratiche del 
nemico» ~ come indica 
Tronti —- vuol dire anche a- 
'dattarsi a manovrare prati¬ 
che di pura forza? Coaì la 
proapcttiva democratica si 


annebbia. Preferisco il'modo 
in cui. .sotto la teoria dell’e¬ 
gemonia. Gramsci ha indicato 
la possibilità di cambiar pra¬ 
tiche. Altrimenti diventa irre¬ 
versibile la tendenza autori- 
taria.- 

In TAIIerpia al lavoro in¬ 
tanto Battala, come inette in 
evidenza anche Aris - Acconte¬ 
rò nell’introduzione. coropie-J 
proprio questa ops^azione: • 
da « disaffezione » ad « aller¬ 
gia ». Non è una medattìa del¬ 
lo spirito, nià una reàzìohe 
del corpo. L’autore analizza 
le cause dì demotivazione in¬ 
terna. aziendale, ed esterna, 
sodato. Ne trova molte: 1) | 
nei caratteri, parziali distarti 
limitati, della innovazione 
tecnologica; 2) ndDa manovra 
sulla forza lavoro in relazio¬ 
ne all’economia < sommer¬ 
sa»; 3) negli stessi carattm 
del management aziendale. 
La crisi dei « valori » nasce 
co^ essenzialmente dalla cri¬ 
si dei fatti. La conclusione è 
pessimistica, e infatti alla fi¬ 
ne riaffiora fl TManic, ormai 
generoso dìspensatore delle 
simbolo^ da affondaniento. 
Che fare? «La semplice ma¬ 
nutenzione periodica del si¬ 
stema capitalistico' tante vol¬ 
te rimandata — dice Batta¬ 
glia — non è più sufficienlc: 
ormai si chiede la modificà 
di una parte dei risultati fi¬ 
nali del sistema e quindi dei 
suol meccanismi interni», E 
con questo risiamo alla pòli- 
tioa, tema del precedente li¬ 
bro. 

Fabio Mussi 


; AGNES HELLER > Teoria 

. dei aontimonti. L.-10.000. 

AD’allieva ■ di Lukacs. di 
di passaggio a Roma; abbia* 
mo chiesto: 

Che impressione hai delle 
accoglienze riservate in Ita¬ 
lia al tuo uìfimo libro. Teoria 
dei sentimenti?: 

E’ steano: U IìImx» è appena 
arrivato in libreria e ho tro- - 
vato già un’infinità dì perso¬ 
ne che lo hanno letto. Evì- 
, dentemente il suo argomento 
corrisponde a un bisogno (se 
mi è p«inesso parlare di bi¬ 
sogni!). 11 fatto è che. mi 
sembra, la coìte di sinistra 
in Italia (io qui conosco solo 
gente di sinistra) oggi si sta 
aprendo ai problemi del « mi- 
cromondó». e il mondo dei 
sentimenti è appunto centrato 
in questa ottica. Tanto più 
che nella sinistra ci si è sem- \ 
pre mossi sul piano « ma- 
CTO».. ■ dimenticando , questi 
aspetti essenziali. Ricordo che. 


Vìdtimo Uhro di Agnes Hetter T 

Sì parla di nuovo di felicità 


quando usci il mio Sociologìa 
della vita ■ quotidiana, tutti 
mi dicevano che avevo sba¬ 
gliato tema, che biso^iava di- ' 
scutere della lotta di classe. 
Oggi, invece, si guarda agli 
aspetti « micro ». .4nché tròp¬ 
po. direi. In realtà, ancora 
Una volta ìó non sono d’ac¬ 
cordo: qui • o^i cosa viene 
fatta diventato « crìài». C’è la 
crisi dello Stato, dell’econo- 
mia. della politica, della ra¬ 
gione. della conoscenza, della 
personalitàt e via dioendo..,- 

Ma forse si tratta di feno¬ 
meni reoILu . - ,v -, : . 

Solo in parte. Al fondo di 
tutto c’è che non ci sì aspetta 
più Q cambiamento da una 
rìvohizione, da -un « riscatto » 
in un futuro prossìinò. La stèa- 


’-T - > ; 


sa strategìa della sinistra, ba¬ 
sata sulla «trasformazione» 
e non più sulla « rivoluzione ». 
contribuisce a far d che gli 
individui si pongano nella pro¬ 
spettiva di una felicità da rea¬ 
lizzare ora, ' qui, in questo 
mondo. Og^ sì parla di nuo¬ 
vo. e giustamente, di felicità. 
Ed è in questo senso chè il 
tema dei Pentimenti viene in 
primo piano. L’uomo non è 
solo intelletto e « razìanalìtà ». 
ha anche un mondo emotivo 
che pone i suoì problemi. 

^ Questo significa che là Teo¬ 
ria dei sattimentì si inserisce 
in una consideraz i one genera¬ 
le déiruomo, in una antropo¬ 
logia filosofica? 

Sì. certo. E la mia antropo-. 
logia fUosofica vuole reagire g 

i K j,-. .V.# 


al relativismo culturale dif¬ 
fuso proprio dalle antropolo¬ 
gie scientifiche. Secondo me. 
al contrario, c’è una universa¬ 
lità nell'u<»iK>. ci sono elemen¬ 
ti comuni. Ma non sono quel¬ 
li biologicL E’ nella storia 
che gli utHnini conquistano la 
coscienza di appartenere tut¬ 
ti allo stesso genere umano, 
che conqiBstano il loro «ès¬ 
sere piar sé », E questo è un 
portatore ddla civiltà. Fèr 
questo la mia antropologia — 
di coi sarà chiara Timposta- 
zioDe quando 'verrà puÙlica- 
fa anche la seconda parte, die 
ho intitolato Teoria della sto¬ 
ria — s’interessa uomi¬ 
ni quali si sono formati negli 
ultM duecento anni, facendo 
oeatro sdl’Etenpa e gB USA. 

iù ^ - vi -. .i 


E’ un discorso forse Jfiscu- 
tìbile. ma interessante. Coùte 
,_.vìene accolto in Europa? 

Per ora non so. Po^ dira 
. soltanto' che la Teoria-d^ 
^ sentimenti è stata Toocastoot 
nella RFT perché mi 
. assegnato il «Prendo 
. sing ». dì cui sono motto lie¬ 
ta. non solo per il fatto che 
è tm riconoscimento fra i più 
: importanti in Germania, ma 
softoattutto perché nd 1961. 
quando in fibrato il prendo 
mi verrà consegnalo nf firiaU 
mente ad Amburgo, rioOiTe- 
rà il secondo centenario «telto 
morte di questo grande auto- 
' re europeo. ... - 

w l Alberto Scarponi 


y. 


I tìtoli 

più 




anno 


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* «,> r r •• .*1; :, j * f * . 


li 1900 è statò eariitterizxàto tla un grosso sforzo pronta 
zinnale di rilancio delTttranagìne della casa editrice, e com¬ 
merciale per la pubblicazione di tre nuove collane. «Ten 
dense», saggi spregiudicati e di ixoposta che si inseriscono 
nel dibattito più vivo e nei problemi più attuali. Tra ! titoL 
pubblicati particolare' successo hanno avuto II tempo della' 
politica di Uario TrontL L’tttlergia al lavoro di FiUppo Bat¬ 
taglia e Copie nasce un conformista di Alberto Oliveria 
«Universale nuova serie», collana stiutturata nelle sezioni 
di Letteratura, Sciense aodaU, idee. Scienza e 'fenica, ^let 
taoolo e comunicazione; che na visto un largo consenso pei 
titoli quali Leopardi progressivo di Cesare Luporini, Stalin 
sconosciutó di Boy Medvedev, Il milione di Marco P 3 lo con 
la prefazione di Otorgio Manganelli, La madre di Gorkij con 
la prefazione di Gian Carlo Paletta. Il mondo ellenistico d: 
Piene Lévèque. I «Libri di base », collana che si articola in 
otto sezioni e che si pone Tobiettlvo di aiutare la compren¬ 
sione a la conoscenza del diversi linguaggi delle tecniche, 
delle sclenm « delle varie posizioni politiche c cultotalt, con 
■ una eBXsiiione sempilice e piana, curata da esperti italiani 
e itranierl. Nei 1000 sórto smti pubblicati dodici titoli che 
hanno tutti avuto ampia dtifuskme (nonostante le classifl- 
ohe afnetàli). speclalmenie nel Sud, fra l quali la OaMa ai- 
ruso dtìls parole di Tullio De Mauro, VUso dsil’emergia solare 
di Vittorio SilvestrinL il Saper leggere dì Lkmcl Bellcrten. 
i due voltimi della Guida aU'tuimentazlone di E. Djahna Vitali, 
Handleap di Maatimo Ammaniti, L’economia mliina dal 
dopoguefrm a oggi di Bugierò Op weo. Alcuni tltott, tra «ui 


Le tiberiò delTuomo dì Demetrio NSrL sono stati spontaiiea- 
mente adottati nelle scuole.' 

Oltre a queste nuove collane, nel 1900 haimo avuto un buon 
andamento anche le collane ptu tradizionali della ecu. 
trìce, con il sucoemo di titoli quali la ristampa delle Lettere 
a Milano di Giorgio Amendola, 1 saggi di Agnes Htiler Per 
cambiare la vita e Teoria dei sentimenti; n sindacato dai 
Consigli di Bruno Trentin e Vroere a Torino di Diego Novelli; 
Nascere meglio di Lorenao e Paride BnUbanti; il continuo fa¬ 
vore di tutu i titoli a carattere scientifico; nei «David», Il 
saioacondotto di Pastemak. Tepistolaiio di PaMernaje. RUfee 
e Cvetaeva II settimo sogno, il romanao di Loca Canali II sor¬ 
riso di Giulia, Il giardino del riposo di Pa Kin; nelle «Ko- 
grafie » partioolate soeaesnd ha riscossò VAutotriògrafia di su 
fisico di Max Bora; la ooetante vendite de / miei sette ftaU 
di Cervi-Niot^aL ristampato .nel 1800, con la ptefaxkme di 
Sandro PertinL nella « Biblioteca giovani », che ha visto nre- 
miara due titall, Doe ptk due non fa quattro di Maria Grazia 
Cancrini • Lieta Harrteon e La città era un filane di Mario 
Sabbioti. con il Prendo Monza della letteratura per ntgam. 

Accanto a queste novità continua Tinteieeee del lettoiu 
per i testi fondamenteli della letteratura marxista, dal Ma¬ 
nifesto al COpttaZr di Marx ai Quodenii di OramscL &saa 
Atti dei convegni pteracael dalTMltuto Oinnnci al 
ne Scienaa e storia di Critica warxirta, 

; fine ratdMlto 
























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EDITORI RIUNITI/noposte di tettufQ 



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Marsala, 21 settembre 1920. Comizio a Porta Nuova 

La Storia Fotografica del PCI 

Una sequenza 
di 60 anni 


La Storia fotografica del PCI, che viene annunciata 
per la primavera, è un’impresa editoriale unica. Per 
la prima volta si è tentato di ricostruire il cammino 
del comunisti italiani utilizzando retoriche, simbolismi, 
condizionamenti propri della fotografia. La ricerca ha 
permesso di riscoprire fotografie di fatti, personaggi, 
situazioni censurati o dimenticati nel tempo; anche di 
quegli avvenimenti il cui ricordo sembrava ormai legato 
per sempre a poche Immàgini canoniche, come il con¬ 
gresso di Livorno o il VII deU’Internazionale. Vedremo 
le immagini. € private* scattate perché siano soltanto 
ricordo di un momento esemplare di lotta, di f^ta, 
d: vita quotidiana, che ci verranno restituite accanto 


alle rappresentazioni della storia più < solenne > e 
celebrata. In questo modo le testimonianze del confino, 
deiremigrazionè, delle riunioni, del lavoro politico, delle 
battaglie di massa si incontrano con le prove del vis¬ 
suto indlvlduaie e collettivo raccolte per più. di 60 
anni nelle pieghe o alle spalle della cronaca, della 
retorica, deH’ideologia ufficiali. L’opera — curata da 
Èva Paola Amendola, con una introduzione di Paolo 
Spriano — sarà divisa- in due volumi di complessive 
mille pagine. Raccoglierà circa 2.500 fotografie sele¬ 
zionate fra le molte inviate dai militanti che hanno 
risposto agli appelli lanciati dalla stampa comunista 
e,quelle reperite presso archivi pubblici e privati, istituti 
storici, fotoreporters e agenzie. 



UnMmmagine inedita di Togliatti a Mosca nef 1935 








ià&lji' 



1959 Kippero Fiat: D'Amico, Farnex a Novaili fermati dalla PS € W la classe del 1902»; cosi commentavano >• foto questi giovani della FGS di ritorno dal congresso di Livorno 


di ana storia 


Ammazzare le persone in pace e in guerra viene consi- 
derato da secoli un bisogno talmente eterno che ci si è abi¬ 
tuati. Ma registriamo questo di incredibile: che si può par¬ 
lare e scrivere, come di fatto avviene, contro tale comporta¬ 
mento dell’uomo (da vita è sacra*) ma senza tuttavìa compiere 
le azioni che logicamente e organizzativamente dovrebberoX 
discéndere dalla predetta affermazione che è purtroppo sol- ’ 
tardo moralistica nel senso peggiore. 

Mi è sembrato opportuno tornare su questo vecchio tema 
proprio nei presente lugubre 1980 non perdié sperì in im¬ 
provvise leggi o in marce pubbliche e private capaci di cam¬ 
biare la nostra psicologia. Mi pare però di vedere dei ba¬ 


gliori • positivi, all'orizzonte. : dei segnali che si è messo in 
moto qualche cosa di meno criminale per l’avvenire degli 
uomini. E non mi riferisco atta scoperta o all’uso di congegni 
elettronici, mi riferisco atta fotografia, neppure quelle di 
autore, che abbiamo tanto venerato, da Cartier Bresson a 
Avedon, a Berengo Gardin e a altri. No, mi riferisco sola¬ 
mente òlle fotografié da due sòldi, queXle riprese con macchi-' 
nette da due soì^, dove c'è un neonato, una cena tra. amici, 
un matrimonio, un funeraletto,- un corteo di partito, e cose 
del gènere, finite domesticamente nei cassetti, in soffitta, netta 
cantina, o nel portafoglio di un emigrato. Immagini straca¬ 
riche di provvisorie letizie quotidiane che si mostrano sol¬ 
tanto ai parenti, agli amici; magari ce n’è una che ha pro¬ 
vocato tante risate (la zio colto mentre urina) e un’altra 
tante lacrime, con gente che alza le braccia al cielo, e si 
tratta di un lutto (i dolori della povera gente, che fa da com¬ 
parsa netta nostra società, sono dolori da primari‘come nelle 
tragedie greche). 

Ma vengo al nocciolo. Sta avvenendo^ un vero rivólta- 
mento, secondo me, tramite queste foiografiuzze da niente. Si 
comincia a dare importanza cioè a tutte le persone che 
contengono, ancftc a quelle prese solo di schiena. Chi le va 
a cercare le fotògrafiuzze? Dei professionisti dell’infornw- 
zione, che le adoperano quali componenti di un mosaico 
grandioso, storico, infatti poi esce un servizio, un libro, e 
chi fino a quel momento era niente, non aveva mai acuto 
il coraggio di presumersi qualche cosa nella .società mo¬ 
derna, comincia a sentirsene nazionalmente un ingranaggio. 


Assumersi responsabilmente scoperte del genere non è fa¬ 
cile, infatti per adesso la massa vi si sta soltanto allenando. 
Noi intellettuali invece ci stiamo allenando a una operazione 
'che ha dei punti di contatto con questa. Stiamo rifiutando 
l’archivio, U suo concetto tradizionale, non lo consideriamo 
più come una delle funzioni più polverose del tempo. I mate- 
riali che contiene — ci riferiamo ancora alle foto •— non ne 
vogliono sapere di appartenere al passato. Sono di oggi. 
Infatti sono di oggi gli occhi che li guardano, e allora che 
cosa c’è da aspettare per intervenire a cambiare la situazione 
dentro la quale quegli anonimi personaggi sono stati collocati 
in ordine affinché muoiano una seconda volta? E’ finita, l’ar¬ 
chivio significava ciò che era succeduto, e adesso invece ciò 
che sta succedendo. Ogni cosa sta succedendo, perciò è: in 
atto Vannullamento dette tre classiche categorie del tempo, 
per affrontarne solo una. Chi avrebbe mai supposto che il 
passato e il futuro erano, netta pratica, suddivisioni gerar¬ 
chiche, convenienti soltanto al potere? Il potere da secoli li 
usa per distrarre i sudditi dal presente e non solo nella 
nostra amata e cariata Italia. Le voci di implorazione che 
venivano dalle macerìè irpine erano, in quell’istante, voci 
non so di che classe. Era possìbile udirle più tempestiva- 
. mente se la coscienza del presente fosse più allarmata, più 
organizzcda? Lungo il filo dei sessant’aimì di questo volume 
si arriva a domandarcelo con una tensione nuova. 

Cesarie Zavattini 


La vita della grande leader indiana 


Indirà Gandhi racconta la sua verità 


INDIRÀ GANDHI, La mìa 
verità, intervista di Ein- 
, manici Pouchpadass, in li¬ 
breria nd 1981. 

Ricordo perfettamente, il 
giorno In cui cominciam¬ 
mo a bruciare i nostri abiti 
occidentali. Ho ancora vì¬ 
va nella memoria Teccita- 
zione di queU'episodlo e 
rivedo la grande terrazza 
disseminata di vesti — che 
stoffe sontuose, che ric¬ 
chezza di colori! E quale 
fortuna per un bambino 
sgambettare e giocare a 
nascondino tra mucchi di 
velluti e di rasi, di sete e 
di mussoline! Quel giorno 
presi coscienza del mio 
potere sui miei genitori. 
■Tutti si preparavano ad 


assistere al grande falò, 
ma io ero troppo piccola 
per partecipare alla festa 
e decisero di mandarmi a 
letto. Allora mi rivolsi al 
nonno che prese le mie di¬ 
fese, come avrebbe sempre 
fatto in seguito. Però mi 
addormentai quasi subito 
ed ebbi solo il tempo di 
vedere gettare 1 ramoscelli 
accesi sulla montagna di 
-vestiti che il fuoco comin¬ 
ciava a, divorate. 

Poco tempo dopo, ebbi 
la mia prima crisi di co¬ 
scienza. Essendo figlia u- 
nlca, mi piaceva giocare 
da sola, ma dovevo avere 
mia madre sempre a por¬ 
tata di mano e di voce. 
Una sera mia madre rlc- 
cevette la visita di una pa¬ 


rente che tornava da Pari¬ 
gi e che mi aveva portato 
un bellissimo vestitino tut¬ 
to ricamato. Mamma rifiu¬ 
tò il regalo con un sorriso 
-spiegandole che usavamo 
soltanto stoffe filate e tes¬ 
sute a mano (khadi)... 

c Inda, vieni a vedere — 
chiamò mia madre — Ta- 
tie U ha pòrtalo un vesti¬ 
tino ■ straniero. E molto 
carino e se vuoi puoi met¬ 
terlo. Ma prima ricordati 
il grande falò nel quale 
abbiamo bruciato tutti i 
nostri abiti occidentali. Ti 
piacerebbe andare in giro 
con questo abitino delicato 
e morbido mentre noi por¬ 
tiamo il kìiabi? ». 

La tentazione era gran¬ 


de: con gli occhi sfavillan¬ 
ti dì desideriò, tesi la ma¬ 
no verso quel delizioso 
capo; ma prima che le mie 
dita sfiorassero quella 
stoffa squisita, mi sentii 
rispondere: « Può ripren¬ 
derselo. Non lo metterò 
mai». «E perché? Non tl 
piacciono le cose belle?», 
insistè la nostra ospite p^ 
punzecchiarmi. « Si... si,., 
ma...», e tirai fuori tutti 
gli argomenti orecchiaU 
dai discorsi dei grandi. Al¬ 
lora ella mi disse: «E 
giusto, mia ragazzina mo¬ 
dello, ma allora come si 
concilia il fatto che hai li¬ 
na bambola occidentale? ». 
SI trattava di una sempli¬ 
ce osservazione, mossa 
sensa alcuno scopo ag¬ 


gressivo. Gli adulti tendo¬ 
no molto spesso a consi¬ 
derare 1 bambini dei gio¬ 
cattoli, ' senza capire ciò 
che si nasconde dietro la 
loro difficoltà di espres¬ 
sione. Avevo una vera a- 
dorazione per la mia 
bambola e mi rifiutavo di 
vedere in essa uh oggetto 
inanimato. Per me. ogni 
cosa aveva un nome e 
possedeva una ' proprta 
personalità: la bambola e- 
ra la mia amica, la mia 
creatura. 

Per giorni, settimane — 
un'eten^tà per la bambina 
che ero a quel tempo. — 
vi^i come scbiacclaita dal 
peso del dilemma, tormen¬ 
tata tra l'attaccamento al¬ 
la bambola, rorgoglio che 


provavo nel possedere una 
cosa tanto bella e ciò ebe 
consideravo il mio dovere 
verso il paese. Ero per na¬ 
tura svegliata nel mangia¬ 
re e ora l’obbligo dei pasti 
mi pesava più ebe, mM e 
la sera mi addormentavo 
soltanto quando ero sfini¬ 
ta dalla stanchezza. Mia 
madre pensò che fossi 
' ammalaita. e in effetti lo 
ero. Alla fine presi la mia 
decisione e, tremante d’e- 
mozioné, portai la bambo¬ 
la in terrazn, c lassù la 
; bruciai. Dopò ho pianto, 
pianto come se le lacrime 
non dovessero più smet^• 
re di colare e per diveial 
giorni ebbi la febbre! An- 
• cora oggi mi fa paura ac¬ 
cendere un fiammifero. 


Uesordioìnarràtivoi deU^auiore di Metello 


quasi 


VASCO PRATOLINI, Il tap- 
palò verde, con un’intervU 
,, sta all'autore di F. P. 

' , Metnnio; in libreria nel 
: 1981. , ' • 

■ ^ Ar 

La ristampa, a quarànt’an- 
ni esatti dalla prima appari¬ 
zione, de €11 tappeto verde * 
di Vasco Pratolinì costitiUsce. , 
a mio avviso, un avvénimén¬ 
to editoriale di grande im -, 
portanza: e non soltanto per¬ 
chè il libro era, ormai da 
molti anni, introvabììe persi 
no nelle biblioteche, ma an 
che e soprattutto perchè una 
sua lettura (o rileùtira) atten¬ 
ta e aggiornata può contri- ■ 
buire a una nuova valnia- i 
zione di tutta la complessa I 
opera dello scrittore fiorenti-- 
no. € Il tappeto verde ». rap - 
presentò l’esordio narrativo dì 


Pratolini, già noto, nel ‘41. 
'per le sue prose liriche o po¬ 
lemiche sparsamente pubbli¬ 
cate e per aver dato vita, 
insieme ad Alfonso Gatto, a ' 
quell'esperienza tuttora . fon- 
. damentale che fu t Campo di 
/ Mòrte *. - 

• Un esordio che stupì i cri¬ 
tici sia per la maturità sfili 
iStìcq .che loscrittore dhno- 
, strava di avere raggiunto, sia 
per le-'promesse che conte¬ 
neva. E davvero in ' jiudla 
settantina di pagine si affol¬ 
lavano, sìa pure alto stato 
embrionale, tutti i temi e i 
motivi più tipici e le sra¬ 
gioni * stesse del sttcce.^.'iivo 
, lavoro di Pratolini: il tema 
dell’adolescenza, ad esempio, 
e dell’amore; ma anche quel¬ 
lo della morte, connesso ad 


una non superficiale medita¬ 
zione sul dolore pubblico e 
privato: l’esigenza, sempre 
così profondamente ribadita, 
di allargare lo sguardo dal 
chiuso ambito familiare e au¬ 
tobiografico alla più vasta 
realtà esterna. € E’ dall’orto 
di casa che ci si incammina 
per il mondo ». dirà infatti 
Bruno, il protagonista di un 
romanzo di molto posteriore, 

€ La costanza della ragione ». 

c li tappeto verde * si con¬ 
figura in tal modo non già 
come documento di una 
« preistoria * (affidata sem¬ 
mài ad altri testi), sì invece 
come la prima tappa di un 
itinerario narrativo tra i più ^ 
fecondi del nostro Novecento. 

. . f 

Francesco P. Memmo 


Guida labirinti ministeriali 


r- -, } . ' À ■ ' A . • ^ l' A.: ■ ; 

GIANFRANCO BIANCHI, L'Italia dei 
.PJlnlsieri: lo sfascio guidalo; . in libre- 
’ • .' ria nell’81. '.v ., a : 

■ NeÙ’òpìnioné pubblica fermenta un . generi¬ 
co qualunquismo verso. la burocrauà. alimen¬ 
tato da una altrettanta generica 'còhóscenza 
del modo di essere deiramministrazione pub¬ 
blica,, su come è gesU.ta, su cosa essa fa.Asù 
chi favorisce e su chi fa pèrdere. L’opiniònè 
pubblica è convinta "che la nostra àmmini- 
strazione statale sia ' immersa in una notte 
buia, della quale ignora la durata, i contorni 
e l’origine, a tratti rischiarata soltanto dai 
lampi tempestosi costituiti dagli scandali, dai 
ricorrenti episodi di corruzione assurti a sim¬ 
boli di uno sfacelo perenne. Le cose stanno 
proprio in questo modo? Che cosa si sa ve¬ 
ramente sulla pubblica amministrazione, - su 
come è organizzato uh ministero, che cosa 
fa e che cosa non fa, come vengono scelti i 
ministri^ ccane si muovono, a chi rispondono 
del loro operato? E’ vero ciò che la ^nte 
pensa e cioè che ramniinistrazionè pubblica ■ 
è formata da inetti e da fannulloni, da tardi¬ 
gradi e da cultori di formalismi, come ha. 


scritto un. ex ministro? Come si è formato. 

, come si articola nella sua azione di tutti i 
giorni il sistema di potere democristiano, in¬ 
trecciatosi profondamente con l’organizzazio- 
, i^e mmisteriale? Insomma. lo sfascio della 
^ rì03trà'\ pubblica amministrazione, del quale 
' si ha una costante riprova ad ogni scandalo, 
ad ogni terremoto, ad ogni alluvione, è do¬ 
vuto ad una maledizione divina o non è piut¬ 
tosto il risultato di un sistema che si muove 
obbedendo a proprie leggi e con una sua vi¬ 
talità e perfino una sua efficenza?. E quali 
sono queste leggi? • : 

A queste domande risfwnde questo viaggio 
nel sottosuolo dell’organizzazione ministeria¬ 
le. una indagine sul campo compiuta interro¬ 
gando decine e decine di impiegati statali, 
funzionari e dù*igenti della pubblica ammini¬ 
strazióne. raccontando la loro' vita di dipen¬ 
denti dello Stato. L’autore ha cvisitato» ad 
uno ad uno tutti i ministeri e la presidenza 
del consiglio alla ricerca delle sorgenti di 
uno sfascio che appare ."sempre più guidato, 
voluto e testardamente perpetuato. 


g. b. 


La storia deirésiliato Goldstiicker 


come 


EDUARD GOLDSTUCKER, 

Da Praga a Danzka, in- 

teridsta di Franco Berto- 
- ne, in libreria. neU’81: j 

Eduard GoìdstUcker, in¬ 
tellettuale prestigioso, lea--. 
der poUtico e dirigente del 
gruppo dubcekkmo che. ha. , 
guidato- la « primavera di '' ' 
Praga» del 1968, ha rac¬ 
contato, to un lìbro-ìnter- iv 
vista la sua lunga: awen- 
tura pezscmale e politica. > 
La storia comincia negligi' 
anni Trenta e con sino al- 
resino provocato dall’in- .. 
tervento . sovietico dell’a-. 
gosto 1968 sino ai Tatti di : 
Danzlca: questa storia 
GoldsttickeT la trasforma 
in una sua tragica « con- - 
Cessione». ' 

- Giovane comunista'e poi 
esiliato ; una prima volta ' 
durante la guerra, profes- ' 
sore universitario, amba¬ 
sciatore e poi vittima del 
processi staliniani -, degli 


anni Cinquanta insieme 
con Slansky, a Arthur 
Londòn, Eduard Goldstii¬ 
cker è certo abilitato — . 
: còme fece London con la 
sua celebre Confessione — 
a parlare «dal di dentro» 

' degli anni di ferro del do- 
, poguerra, ma. Goldstiicker r 
pin ^ che ’ ’ raccontare ’ 
< smonta >: affronta rana- 
lisi e smonta il tenibile 
^ noieccanismo dell-illegalHà' 
staliniana ma non sòltahto 
■ in - rapporto ai 'pròceisi: - 
egli affronta la questione 
. cosi come si poneva. in ’• 
tutta la società, nella vita 
culturale e in quella priva¬ 
ta, nel partito, nella scuo- 
là. nella diplomazia. 

- Nella sua intervista 
Goldstiicker. fa sfilare una - 
lunga gallérià '. di perso¬ 
naggi della politica e della 
cultura dei paesi dell*Ea- ' 
ropa (Xientàle. Singolari e ' 
di alto interesse sono le 
sue 'riflessioni' e i suoi 


commenti sui momenti 
centrali del < nuovo cor¬ 
so» cecoslovacco: il suoi 
incontri con Dubeek, il 
racconto delle trattative di 
Mosca, la lunga battaglia 
che ha condotto - come 
presidente dell'Unione de¬ 
gli scrittori a fianco di 
Dubeek. di Smrkovski, di 
Hiisak, tutti personaggi di 
cuir TÒTOisce profili di 
grande' iócislvltà. - 
l^; Ma.doIdstiicker. Intellet¬ 
tuale comunista ‘ di alta 
statura, germanista e stu¬ 
dioso finissimo' dell’opera 
di Kafka racconta soprat¬ 
tutto con fine e indomabi¬ 
le ironia, sicché il raccon¬ 
to già tragiò) se viene a 
ogni frase come illumina¬ 
to. più finemente scolpito, 
alleggerito ne • viene reso 
cosi, se possibile; ancora 
più tragico e àwìncehte. 

b. 


. RANUCCK) BIANCHI BAN- 
i OINELU, La pRtora aaH- 
; ca, L. 2.000L •; 

Proporre oggi, a cinque 
anni dalla sua scomparsa, 
là pubbUcazlone di tutte le 
Opere di Ranuccio Bianchi ^ 
Bandinelli' (anche degli 
aeriti - IneditL . anche . dei 
suoi appunti di coltura e 
di vita politica) significa 
proporre la storia di una 
cultura, la storia della 
tormefntata formàsiotte di 
iiominl che, in quel soffer¬ 
to modo di pensare, hanno 
ciascuno nel proprio cam¬ 
po.' profondamente opera¬ 
to. modificando manière 
di pensare ed agire: essi 
hanno modificato maniere 
di - considerare la. storia,' 
antica • meno, attoaverso 
il suo costituirei in'mol¬ 
teplici ' appetti ed 'espres¬ 
sioni, e preparato, • nella 
discuMooc. aperta c libe¬ 
ra. nuovi modi di pensare, 
una 'divena coneesione 
della «euKura»; hanno 
preparato la noetra attua¬ 
le maniera di concepire. 


3aiidiiiellì: 
pensare con 
via storia I 


hanno delineato la nostra 
storta. ' 

Di Bianchi Bandinelli, 
quindi, ' non si fa uno 
strumento .per una «con¬ 
servazione » . dì : posizioni 
raggiunte: « Considero la 
capacità di pensare stori¬ 
camente — diceva paca¬ 
tamente^ — la più impor¬ 
tante conquista della civll-. 
tà europea e quella ^ che 
Iriù di ogni altra caratte¬ 
rizza e distingue tale civil¬ 
tà (alla quale tuttora mi 
onoro di appartenere) da - 
ogni altra». - 

Convlhtr che rópera di 
Bianchi - Bandinelli v va 


' « pensata storlcam^te.» a 
che non possiamo essere 
uomini di cultura nel 
' nostro tempo se non rifa¬ 
cendo la « storia » . di noi 
stessi, cioè la . «stola» 
delle culture (oggettlvan- 
dole in un rigoroso esame 
storico filologico) per 
questo riteniamo che oggi 
sia utile storicamente e fi¬ 
lologicamente presentare 
la sua « opera ». L’inten¬ 
zione, quindi, è quella di 
proporre un disegno della 
cruciale e -. mossa storta 
della cultura europea tra il 
1920 e il 1970. riflessa in 
un uomo che studiando le 
origini e la priina forma¬ 
zione del pensièro ' euro¬ 
peo, attraverso i vari mo¬ 
menti deH’arte antica, ha 
saputo non essere prof^ 
sore In cattedra ma «cit¬ 
tadino» che civilmente, e- 
ticamente. ossia « polifl- 
caroente » ha vissuto la vi¬ 
cenda umana. « Politica, 
vita morale — scriveva -r- 
e vita culturale sono cosà 
inscindibili». > .. 

FraiKBBco Adorna 


, ,r;'VV- ‘ A 
























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. / ». ■ » • .. -1.' 


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PANDORO COOP PANrrrONE COOP 

- ^ g681 : ., g700 .; 


WHISKY 

BALLANTINES 

.cl.75 I 


brandy STÒCK 84 

i cl. 70 . ^ 


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ASTI CINZANO 

; : cL 7S 


ZAMPONE 
«BELL’E PRÓNTO”. 


BURRO COOP 




j BBÙLENTAWr ^ 


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npuROiAtn 

nORELLO 

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. ; • rv,“ 5.; ( 


TACCHINA 

Intera o metà 
UKg. 


FARAONA 

Il Kg. 


CIOCCOLATO NESTLi 
IN TAVOLETTA 
8 500 


CAFFÈ PAUUSTA 

sacchetto i - 


PRÒSECCO HASCHIO 


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MAIONESE KRAFT OLIO EXTRAVERGINE 

•" . ^tùbo" CÀRAPELU-"'^- 

- gi50 r , 1 . 1 ^ 


TONNO RIO MAM 

2 confezioni da f17Ó , 


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; - 
















Dopo uh anno di lavoro, 
tutti hanno diritto a far festa 
a Natale; E per fendere ' 
la festa ancora più belia, " 
là Coppi ti piropòhe una ricca 
offerta di prodotti a prezzi . 
: vanta^;iOsi.; A 

C’é anche quache piccolo 
lusso, ma certamente 
nessuna follia. ' 


SPUMANTE 
LA VALLE 

d.72 - 


ANANAS FRESCO 
COSTA D’AVORIO 

' ^ \-.-iiKg.; 


OLIVE SACLA 
SNOCCIOLATE 

;:.«345::'.;: 


HLETTIFINDUS 
AL NATURALE 
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m im 750 2X0 


BAROLO**MARCHESI 
DI BAROLO*'-1976 

■■■ ;cl.75- 


CLEMENTTNI SICILIA 










CHIANTI DOC 
'CHIANnOANET 


FERNET COOP 

d.75 ; 


FRUTTA SECCA MISTA 

(noci Sorrento, mandorle, nocciole e nod brasfliam) 

gSOO 

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POMODORI PELATI PISELUNIPRIMAVBÌA 
DERICA HNDUS 

g400 g450 

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GRANDI CONFEZIONI 
A PREZZI FERMI 


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PAG. 16 runiu 


ROMA-REGIONE 


Doindnka 14 dicembre 1980 


La riunione del Comitato federdié dal PCI e del cohidà|id provindàlé della Fgd 




Una 




,ì ■ 


j' 


rìtlÉiàno a ca^? 


«Siamo ancora indiètro nell'analisi dei fenomeni che invéstòno le nuove generazioni » - La relazióne di Canullo 
e gii interventi nel dibattito - Cosa sono i « progetti' speciali » - Aumentare l'indennità di.disoccupeziohe 


V-- V'V. , 

Si dice che aìmeìw il ' 30. 
per cento di loro alle ultime 
elezioni si sia « astenuto >, 
eppure sono in piazza nei 
momenti decisivi, si dice che 
sono « rifluiti », e che è pas~ 
salo il disimpegno, eppure a 
migliaia sono parliti per le 
zone terremotate. C'è chi li 
descrive come subalterni alla 
€ cultura della droga », ma, 
solo in città, hanno dato vita 
a più di trenta circoli t al¬ 
ternativi*. 1 giovani a Roma 
sono tutto questo, e molte, 
molte altre cose ancora. A- 
spetti, fenomeni ancora da 
scoprire, da studiare. Si è in 
ritardo nell'analisi, ina si 
vuole recuperare al più pre¬ 
sto. <Sono anni che gli or¬ 
ganismi dirigenti del parlilo 
non si ritrovano per discute¬ 
re la questione giovanile. Alle 
simile di questa riunione ab¬ 
biamo un enorme lavoro di 
indagine e di approfondimen¬ 
to. Ma nella conoscenza del 
fenomeno abbiamo molte la¬ 
cune. Il perché è semplice: 
nella condizione giovanile e- 
siste una varietà di aspira¬ 
zioni, di modi di vita, di 
comportamenti che è diffici¬ 
le. e sbagliato, tentare di in¬ 
casellare in schemi precosti¬ 
tuiti ». Così Taltro giorno in 
federazione, il compagno Leo 
Cannilo, del direttivo, ha in¬ 
trodotto la riunione congiun¬ 
ta del comitato federale del 
PCI e del consiglio provincia-■ 
le della FOCI dedicata alle 
nuove generazioni. L’incontro 
è servito a discutere la « boz¬ 
za di piattaforma », elaborata 
da una « équipe » di compa¬ 
gni, che contiene un'analisi e 
una serie di proposte per 
affrontare i problemi della 
condizione delle nuove gene¬ 
razioni a Roma. 

Il dibattito ha, preso il via 
dalle novità, dai * segnali», 
come hanno ..detto molti, che 
arrivano da qué^’universo^ 
Un segnale è venuto proprio 
dalla vicenda del tehremoto. 
Da Roma sonó j pàtiiti fnfe 
gliaia^di giovani'per^igccòt;^'-- 

■ J. ■■ V A , 'f ‘vV - 

' 1* .'u':- 

‘iw- * 7t:‘Z. ^ • 

r* V' . - • . 

Jl,-!! J : • tm.g. . V • « 

Ecco le proposte contenute 
nella sbozza di piattaforma> 
elaborata dal PCI e dalla ' 
FOCI ■! sulla condizione giova¬ 
nile a Rdnàa: 

LAvpRò:^" y: " 

Alla fine dell'anno scade il 
periodo di validità della leg¬ 
ge « 285 ». 1 risultati sono 
stati più che deludenti. Che 
fare? li documento del PCI e ■ 
della Ft^I'^dice cte va svi¬ 
luppata ^ima riD^siime su 
quelle < poÉ^ ;esperienze po¬ 
sitive che 'si sono fatte con 
la legge ». 11 documento si 
riferisce, alle cooperative, 
qu^lé agrìcole e quelle dei 
servizi. ■ La = proposta - è: che 
vari enti, o'c ^getti istitu¬ 
zionali » elaborino . c progetti 
speci^ » per interventi so¬ 
cialmente utili: Le ammini¬ 
strazioni potrebbero disegna¬ 
re ima jv vera ^ e • propria 
« mappa dèi bisogni » della 
città, in nìodOi che. le. coope¬ 
rativa possàhò ' specialióiùsi 
e coordinarsi. 

NelTaffrontare i problemi 
dell’occupazione giovanile il ^ 
partito non vuole comunque 
ignorareTimpàlto. talvolta 
traumatico, dei Rovani con 
le strutture che regolano le 
assunzioni nei settori pubbli¬ 
ci e {Hìvati. Si tratta quindi 
di riformare completamente' 
Tufficio-di collocamento, chc^ 
dovrà' occuparsi di tutta la' 

« politica del lavoro » (dal- 
Favviamento alla mobilità, 
fino alla qualificazione e rì- 
qualificazione)^ > di - creare, 
presso là' Regione fl < centro ' 
di osservazione e ' {vi^am- 
mazione del mercato», di ri¬ 
vedere 1 metodi di assun¬ 
zione nel pubblico impiego, 
di limitare: Fuso delle diia- 
mate c nominative », n parti- 

-■i^T 


re le popolazioni del Sud, tan¬ 
tissimi altri si sono impegna¬ 
ti nella raccolta di materiale 
e di fondi, t E" un'esperienza 
che lascia il segno — ha det¬ 
to Canullo — le nuove gene¬ 
razioni hanno potuto toccare 
con mano cosa sia lo sfasciò 
delle istituzioni, hanno tocca¬ 
to con mano cosa vogliano 
dire 30 anni di potere de, di 
sottogoverno, di compromis¬ 
sione del potere ». 


€ Il moto di solidarietà -r- 
aggiunge Carni Leoni, segre¬ 
tario della . FOCI., romana — 
non "'ha'-.'' avuto " precedenti, 
neanche dopo il sima che 
coipì, il vFriuli. ' E , questo ci 
dimostra che i nostri discor¬ 
si,-le nostre battàglie pìer il 
Sud e con il Sud hanno fatto 
breccia nei giovani, sono 
"passate" ». Insamma, le vi¬ 
cende del terremoto hanno 


dimostrato — hanno sottoli¬ 
neato molti — che è tempo 
di accantonare 'facili slogan’ 
e di capire che tra i giovahi 
esistono . enormi ■ potenzialità. 
Potenzialità ' • che possono 
.'esprimersi' -, solo se ci .sono 
proposte, T: obiettivi - ' chiari 
(€come quelli contenuti net- 
l'ultimo documento della di¬ 
rezione», ha aggiunto Carlo 
Leoni). , 


35 mila gli iscritti alle liste di collocamento 
Un’enorme domanda è un’offerta limitata 


Insamma, c'è la possibilità 
di ricostruire il < movimén¬ 
to», di riunire quello che og¬ 
gi è disperso. Su cosa? Su 
che obiettivi? La relazione di 
Canullo e la- piattaforma 
hanno indicato alcuni punti. 
Primo fra tutti il lavoro. In 
città oggi alte liste di collo¬ 
camento sono iscriité 135 mi¬ 
la persone. Di queste, ^ il 60 
per cento (81 mila), sono 
giovani sotto t 29 anni. Poi .ci 
sono le liste speciali, quelle 
della € 285 ». Si sono iscritti 
in 73 mila, di' cui- 37. mila 
ragazze. Un’enorme dómdnàa 
a cui corrisponde tui'offerta 
limitatissima. Un’offerta che 
non si è esaurita con la legge_ 
per l'occupazione gtovànÙe, 
In tutto con là €285» ih Ita¬ 
lia sono stati occupati 13.800 
giovani nel settore privato e 
44 mila in quello pubblico. 

Le ragioni? La mancanza di 
una politica - di ; interventi 
globali in economia, è la ri¬ 
sposta di Canullo. e non, 
come vorrebbe qualcuno, la 
scelta del < posto facile » in 
gualche ministero. Allora che 
fare? Una r^isposta è venuta 
dal convegno della F(}CI ■ a 
Napoli. Una proposta- che è 
valida anche per la riostra 
città. Gli enti locali, l’ammi¬ 
nistrazione pubblica, gli . ap¬ 
parati- dello Stato, coordi¬ 
nandosi tra loro, potrebbero 


elaborare alcuni progetti spe¬ 
ciali di validità sociale. Un' 
esempio: per le terre incolte 
del Santo Spirito il Comune 
(per le aree), la Regione (per 
la formasene professionale), 
il CNR ) fper i progetti), 
VERSAR (per le macchine e 
Vassistenza) potrebbero elq- 
bofàre ùn. e progetto specia¬ 
le» da àf fidare alle coopera-- 
Uve. Ancora, un’altra propo¬ 
sta venuta dal dibàttito: per¬ 
ché non.-utilizzare anche nel¬ 
l’opera'' 'di . ricostruzione dei 
paesi tefremotàti, di cut si è. 
assunta Votieré Vamminisira- 
zione capiiatmai ^le migliaia 
di giovani che già hanno fat¬ 
to utVesperiéhza al Sud. ih 
questi \gkrni? ' Perché, non 
ereari Svaghi 

-— un € servizio civile » a 
Roma? 

Ancora, altre proposte per 
U lavoro. 1^ creazione di, un 
sevizio , riàziònate che regoli ■ 
il € paii-tme ». affidandone il 
controllo alte Regioni, la bat¬ 
taglia per modificare le nor¬ 
me dei concorsi (te su que¬ 
sto — è ancora Canullo 
dobbiamo operare 'una torté-^ 
zione della nostra' Uneà ») 'e 
l’aumento dell’indennità di 
disoccupazione. Su quest’ul¬ 
timo . punto- .si: è siAluppato 
un acceso'RibdttHo. n ' com¬ 
pagno Leoni ha detto ’ che 
non si tratta di una nuova 


assistenza perché il contribu¬ 
to (che dovrebbe essere ele¬ 
vato a 5 mila lire) è regolato 
da criteri ‘ rigorosi ■ e viene 
sospeso se un giovane, anche 
per Una volta sola, rifiuta un 
lavoro, sia pure temporaneo. 
Per cHri compagni, come Co- 
taiàcómo. .^deUa -VI circoscri¬ 
zione, questa ■ proposta, ■ se 
trasformata in legge, sottrar¬ 
rebbe agli investimenti centi¬ 
naia di miliardi e non cree¬ 
rebbe posti ma solo <sussi¬ 
di». ■' V. 

■ Altri spunti ~ polemici:' , U 
rapporto col idndacóio. E qui 
si iammina su uh € terreno 
niinató». L’esperienza dette 
€Ìeghé », fallita, scotta anco¬ 
rò.: .èli -sindàcato; anche- a' 
cauàa di divisioni ideologiche, 
non ha saputo cogliere la no¬ 
vità, e il movimento è inade¬ 
guato alla riunificazione^ fra 
occupati e, disoccupati », ha 
detto. Stefano . Btrtìl, della 
FGCJ. ' ■' • • ■•■''-fc- .'-.s-f 

Dalla discussione sono ve¬ 
nuti molti altri contributi che 
è difficile sintetizzare. Una 
cosa però vale per tutti: ne¬ 
gli. iniérvehti horf c'c stato 
solo il tentativo di definire il 
'Toblema, di comprenderlo. 
Tutti, chi più, chi meno, han¬ 
no soilècìtato U partito e , la 
FGCl à tradurre subito in i- 
niziative, in battaglie questa 
discusnopé ,...: ...., 3 ; \ 


. Le proposte , del 'docùmentp df PCI e FG^ 

* - • ' ' * ‘ ‘ ■ 

Da dove é dà cói^a ripartii 
per ricostruire il movimento 


to e la FOCI propongono an¬ 
che di aumentare Findeonità 
di disoccupaziime (5 mila, li-, 
re al giorno) che dovrà esse¬ 
re assegnata con crìt^ rigo¬ 
rosi e selettivi. - — 

= Un paragrafo a parte è de¬ 
dicato ai raiH>orti dei giovani 
col sindacato. Il documento 
lancia- la proposta di aprire 
un dibattito di massa e senza 
pregiudiziali, con i lavoratori 
e con i consi^ di fabbrica, 
con l'obiettivo di far, contare 
nel sindacato, i molto di più 
che ili passato, i giovani: in - 
cerca di occuDàzione ». 

CULTURA E SPORT 

n documento - PCI • 
della FOCI {n'opone di avvia-, 
re un'indagine ■ conincitiva 
sulla condizione giovanile a 
Roma. La ricerca dovrebbe 
essere condotta dagli enti lo- 
calL assieme al.CT^. ali’unì- 
versità. all’ufficìp centrale di 
statistica e ad alcune asso¬ 
ciazioni di massa. 

Per le striitture culturali e 
sportive si propone di repe¬ 
rire nuovi spazi e di control¬ 
lare la'realizzazione'del pia¬ 
no per i cóltri polivalenti. In 
particolare si chiedé là tra¬ 
sformazione di sale dnema- 
togra fiche chiuse in luoghi 
destinati a più attività, di 
aprire una vertenza col Coni 
per l’uso di. alcune stottùre 


' •• .'T' 


(Palasport. VdodrtKDo, Sta¬ 
dio dei Marmi.T Olimpico), di. 
acquistare il < Tèatro Olimpi¬ 
co». di individuare , nuovi 
spazi per le esposizioni.' di 
costruiré - un ,3 i^yo ostdlo 
della gioTentùù di poter - uti¬ 
lizzare le yOlé (^i .moltf; par¬ 
chi romani. . 

Il documento insiste anche 
sulla necessità del decentra¬ 
mento. . La prc^o^ è di fi¬ 
nanziare ogni drcOacrbdohe 
con 100 mìfioài, parte .dei 
quali dovrà èssere" ' gèstita 
. dalle ctHisulte gióvanìtL Soi£ 
ebe dovrebbero essere" spesi 
in base a progetti 

DROGA- ^ 

' docuinento elèncé'lé ne-' 
•cessaiiè modifiche àllà legge 
€ 685 dalla neoessitè .di; in¬ 
erirci i anche' la lotta all’al- 
còol al ' ruolo che devono 
svolgerfe le regioni ail'aggkv- 
namento t^e- tabule,. in 
modo die si^no ihaggiorinen- 
te sottolineaté .differenze 
fra i derivati della' cànapa e 
le dro^W; pericolose. & esi- 
.stono numerosi punti dì con¬ 
tatto tra-il partito e-la FOCI 
foomè : sull'ut sperimentale 
di sostanze sostitutive per 0. 
trattamento terapeutico dei 
tossicodipendenti, e suITau- 
roento - delle pene per gli 
.spaqciatMi). .^esistono anche 
differenti valótatìoai auQa 1i- 


bo-aboazione ddla , canapa, 
cosi come è'préyi^ dalla 
proposta di lige dèi mòèi- 
menti giovanili e sull’inclu¬ 
sione dell’eroina odia farma¬ 
copea uffidale.. : ,— : 

Sulle « organióRzioni ^ dei 
territorio» il documento er 
tenme un giudizio . positivo 
ma, critico sulle ctx^ràtive 
Bravettà > e Magliana '80. 
cOccore estèndere queste , e- 
^>erienze — è àcHtto .nd do¬ 
cumento •— - incéntivàndiaie 
l'aspetto - sociale. :: facendo 
svòlgere hwo Un ruolo di 
sensibilizzazione, mfòrtnazioile 
e ag^egazione è ridimensio¬ 
nando i’aspetto ter a peu ti co». 
H documéntò ^ inrita tutto il 
partito a mobffitard . per 
creare -comitati di lotta alia 
droga, coinvolgendo le fami¬ 
glie e i cfùartieri, e chiede 
agli enti locdi di-.promuove¬ 
re una «ópÌKulta' cittadina 
per la lotta^ pH’réurgmazhine 
• alla devianza».'^' ^ “ ' 

SCUOIA E ONiVBISfTA' 

A Roma i lied - classici, 
^ientifici e artistici, dal *75 
al *78 hanno registrate un 
netto calo di iscrìziom. SÒno 
aumentati, e ' dì pa re cchio, 
invece gli studenti delle scuo¬ 
le che forniscono una c pro¬ 
fessionalità per s er vi zi » (re- 
gionierì. dirigenti e-via-èB- 
rèndo). In forte aómento an- 


issèoaipiMza 


E Jo stesso i f metodo » è. 
vàlsó anche per l'àltro gran¬ 
de temadiscusso;, la droga.^ 
Leo Cdnifilo non ha avuto pe¬ 
li sutla- lingua: dobbiamo ri¬ 
muovere un atteggiamento ' 
psicologico che investe tanta 
parte del partito e del mo¬ 
vimento operaio. C’è qugsi 
un senso di fastidio a occu¬ 
parsi di queste cose, io si 
liquida come una questione 
€ estranea » ai nostri proble¬ 
mi. E invece a Roma, solo 
quest’anno, , sono morti 43 
giovani d’eroina, intere fa¬ 
miglie sono distrutte. E allo¬ 
ra dobbiamo avere il corag¬ 
gio di sporcarci le mani an¬ 
che su questo. Sporcarsi le 
mani vuol dire aprire un di¬ 
battito, un confronto, e, anche 
una battaglia cóntro i traffi¬ 
canti della € morie », vuol di¬ 
re impegnarsi sulle cause so¬ 
ciali che spingono mtgltato di 
ragazzi verso la droga. Si 
tratta, insamma, di trasfor¬ 
mare là rìptdsa della città in 
lottò', in iniziativa, te '.espe¬ 
riènze /affé, comé-le cóppera- 
tiVé Brevetta '80 è Màgliana 
'80, aóno. positive, ma bisogna 
andare.al:di, là del semplice 
aspettp^, terapeutico, bisogna, j 
er^rè ' comitati per sensibi- 
lizzòre.ila ciìià, /n 

- Voltttàfàenìe, nella sua 
lozione,' U compagno Carnàio, 
ha tralasciato - alciini settori 
di iniziativa come la scuola e 
l’università, dóve ha detto 

— € l’elaborazione da sempre 
è più approfondita» (per al¬ 
tro proposte su questo teina 
sono nella piattaforma). Al¬ 
cuni compagni, tra cui Gian- 
nantqni hanno \ approfondito 
.questi temi, ricordando ' che 
alla ‘ ripresa dell’anno acca¬ 
demico si assiste a fenomeni 
nuovi nell’univérsitò (ad e- 
senipio U ritàimd >-atto stù¬ 
dio), altri, * cgmè Éhhiò Co- 

labria, hanno messo l’accento 
stilla «risi (fi ^valori che m- 
veste le nuove gen^àziòni, 
std ruolo che dévono avere 
giti fatdlettyili in que^ bàt-i 
^ ,6-^/ . I 

— ' :' >-Ì * - ■ -'v.^ . 

^ . C.* • . iT'., A* ' ■ 


che: gli! allièvirdeìte^^ècubre 
inec^óidie. mdù>- 

ristiché.’odonto^nichB .e cod 
via. Durante'lo stesso perìo¬ 
do è "cresciuto notevolmente 
' il tassò di' 'sc<>Uuizzaziosiè: 
nelle scuole statali prima era 
del 54 per cento, nell’80-81 è 
arrivato al 66 per cento. In 
crescita andie le scuole pri¬ 
vate: prima ci andava ^o 
'l’il per* cento, «a sono frè- 
quentate dal. IS*. per, cento. ; 
Che significa/qùìtetot «IM 
dati — si legge’nei dócumèn- 
to — emergono akunè'ten¬ 
denze: si privilegiB la ricerca 
di 'indirizri più teevi, c’è ri¬ 
cerca di istituti. che abbiano 
un rapporto col mercato dd 
lav<}ro».* Di fronte a questa 
situazione, di fronte al disin¬ 
teresse del governo pèr' la. 
scuola, che ormai è arrivata 
a uno stato grave, £1 d(^ 
mento afferma 'che c’è lo 
spazio per una battaglia; dd 
Invanì tesa al riscatto del- 
l’istituzioDe scolastica, - Nd 
dettaglio, oltre all’obietti v o 
cenale della rifama, il P(?I 
e’ia IXXH dnedono al mim- 
^•teró: il diritto -ad avere hi- 
segnanU qualificati.-ad avere 
occasioni reali di alternanza 
studio-lavoro di speriinenta- 
doDe. Alla Regione e agli en-' 
ti locali chiedoii6 .il. supera¬ 
mento graduale ddl'interven- 
to >< monetizzato » in materia 
di diritto allo studio. 

All’Università è dedicato un 
capitolo a porte. Ci sono ri- 
diieste per la democrazia Oa 
FGCI ha deciso di presentar¬ 
si solo pò- i consigli (il am- 
ministzazione}. per la speri- 
mentazàone. per il diritto allo 
studio, per la politica delle 
ooTvenzioni (servizi colturali, 
sport. trasp(ìrti c turismo). 


Fuga, voti sottobanco: la DC ha oauràdella sfiducia 


Dì fronte ai gravi problemi del centro storico una gestióne clientelare 
e svuotato^-. Assemblea interrotta davanti alla maggioraBza dei ruo» .- 


* f. 

Una fuga ingloriosa, persi¬ 
no la richiesta dei voti mis¬ 
sini sotto banco: al consiglio 
della I circoscrizione Valtra 
sera è successo di tutto. Pro¬ 
tagonisti i dieci consiglieri 
democristiani, aggiunto Spi¬ 
nelli tn testa. Proprio Valtra 
sera, infatti, si doveva discu¬ 
tere ~ e si era cominciato a 
tarlo — un ordine del giorno 
dì sfiducia nei confronti del 
presidente deìVassemblea 
firmato da tutti i partiti del¬ 
la sinistra e sostenuto anche 
dai radicali. Malgrado le in¬ 
terruzioni improvvise e le 
« riunioni » segrete tra de¬ 
mocristiani.^ dal consialio u- 
scica jénèf^ fhagfioranza 
favorome rnnn sfiimeiu aà nn 


isolamento totale deità DC. 
Ma prima di arrioare al noto, 
i democristiani haUno gìòeato 
la carta del rinvio: prima si 
sono iscritti tutti a patUtré' 
poi Spinetti (s visto che R 
dibattito i lungo ») ha deciso 
di sospendere la riunione. Di 
corsa la pattuglia àcudocro- 
data ha lasciato Vauta di via 
TomacelU. Ma rinviare a 
quando? Questo non si sà, 
visto anche che raggiunto ha 
comunicato di essere ricove¬ 
rato in clinica. 

Un comportamento scanda¬ 
loso, al quale ieri mattina i 
partiti di sinistra hanno re- 
plicaio con una conferenaa 
stampa tn cui hanno annun¬ 
cialo la rtehmta di ama eoii- 


_ tmUUdiata dèi eon- 

siptla 'circosólMonale. B vo- 
gitamo tiedera — hanno detto 
ieri — se la DC riuscirà an- 
.eora a sfuggire. La sfiducia è 
aperta. Mala nel metodo e 
nel merito delta gestione 
(tutt^ targata de) di guasta 1 
cireoscrUiouai 'A questo pun¬ 
tò—è tm Ttehmta di nati — 
SptnetH te ne deve andare, 
ma evidentemente quella 
poitnma è importante (te 
non nitro, a scopi clientèlan 
adesso spedatmente che ti 
avvicinano le Meeloni). Per 
non essere eoètretti a farlo i 
demòcTistkmi hanno chieste 
addirittura — come dicevamo 
T-^ f Ép u o fi i u 'dèf pori m Ui i wt . 
È. m-,>mrd-4n èsìa rldiietla cf 


si è messo anche nn espo¬ 
nente da comitato romano, 
sembra - Bacchetti, • che di 
quOtorganismo è vteesegre- 
tarlo. Sta, Voperaziona è stata 
talmente maldestra che per¬ 
sino t neofascisti hanno cer¬ 
cato (dennneiandota in con- 
stglio comunale) di passare 
per € maraUaatéri » ad à 
to dire. 

I motta di 
e dei completò 
democris t iano sono staH am¬ 
piamente tìtnstmti na corso 
Saia eonferenòa stampa. La 
g esti o ne Spmollf -> i stati 
detta — si segnala per inca- 
capacità, perfM pieeolo gioco 

. che rha 

i’-^tÌ)eòh àMIU a a la sua 



Un consiglio paràHziiita 
óe ne deve andài^» 


ccTfTifRlSfioiii sono siate mes¬ 
se da tempo in condizione di 
non funzionare, in qutdeha 
caso di non' rinntrsi affatto. 
Tutto questo mentre i pro¬ 
blemi del centro sono tanti e 
gravissimi Solo per averne 
un’idea ■ pérssiamo ’ a qudlo 
del commercio. dMte insegne 
dei negoei. A rgome ntò di òri 
al consiglio è statò imposòL 
htta esprimersi,’-Par la tosa- 
gneeene sono Ttf'iTJaiiW da 
damòUre, ma al pesto dt psa- 
lama in assemblòa SpinéIH 
si è tneontruto con gnalchò 
commsretatMs: così — è stato 
dottò — st gestisca fosse 
.fuicimansn. non ài 


pà: mesi:sonò sènza compensi 

{Martedì iiplsciopóro" 
gli animatori dei 
servizi 

Chiedono alla Provincia di approvare la 
delibera per i centri di igiene mentale 

In sciopero, dopodomani,, gli animatori • del servizi psl- 
; chiatrlcl della Provincia. Senza còntratto. pagati con gettoni 
. di presenza dall’amminlstrèzione provinciale per le presta^ 
zlonf nei centri di igiene .mentale, gli animatori rischiano-| 
ora di non vedersi retribuiti gli . ultimi mesi , di lavoro. , In 
: tutto questi lavoratori. la maggior parte dei quali, giovani 
nslcóiogi,- sono circa trecento. Per pagare loro il lavoro, 
svolto la Provìncia ha approvato una deliberà, che ha 
permesso, a hòvembre scorso, a'circa 150 di loro di ottehefé' 
le, retribuzioni-relative al mesi estivi. ; 

Sono rìmàstL tagliati fuòri però tutti gli altri, che hanno 
svolto -lo. stesso tipo di lavoro nei servizi psichiatrici. E se 
non ci si affretta a trovare una soluzione anche per loro 
si creerebbe una ingiusta e incomprenslbllé descriminazlone. 
Nel documento i lavoratori chiedono un nuovo rapporto 
di convenzione più organico con la Regione Lazio - e con 
le USL, anche per garantire la continuità al servizi fino 
ad oggi prestati. Dal primo gennaio infatti tutte le compe¬ 
tenze passeranno alle Unità sanitarie. - 

Sere fa gli animatori hanno chiesto un incontro, in 
consiglio provinciale, al caplgrupp» dei partiti pwr esporre 
1 loro problemi. Dopodomani manifesteranno in massa nel 
corso della riunione della giunta provinciale, per sollecitarla 
ad approvare la delibera che consentirebbe loro di ricevere 
1 compensi dovuti. . ; 

ì " Flàiano: autori italiàni 


iVìóbili 

augura alla geritile clietitela 

BUONE FESTE 



0 tollèratì? 


‘ L’uitima replica romandi 
quest’oggi, della commedia di 
Manlio Santanelli Uscita di 
emergenza, al Fiatano, lascia 
dietro di sè l’orfna' di una 
polemica tra Srùno Cirino, 
regista dello si^ttacólo (e 
suo.- interprete, còri / Netto 
Móscia) è il Teatro di Roma, 
che ospita nella soletta di via 
Santo Stefgnq.del ’Cocco una 
' rassegnò. : di : àutori Ataiiàrii 
eóhterhpqrànei, pattócinatà 
daiesfL Cirino ha lamentato 
lo.r scórso'. o Tiuiio sostegno 
pròmoziotiale del teatro di 
Roma all’allestimento da lui 
curato; giungendo, in segno- 
di protesta, a sospendere la 
prima :■ replica della', rappre- 
.iéntaz(one,.:il venerdì -della' 
scórsa sèttinìana. Là repliché 
successive, del resto, avreb¬ 
bero registrato un discreto 
concorso di pubblico, anche 
in conseguenza di favorevoli 
recetiiionì giornalistiche.. 

: IL-.featró; di ■ Rorna^ per. 
bocca del suo amministratore 
delegato,' Diego Gullo, ha ri¬ 
battuto > alle. critiche, argo¬ 
mentando che, per. contratto, 
la pubblicità degli spOlaàOli 
in cartellone al Plaìanp è di 
'pértinénta dette copuiógnie: a' 


ché, comunque, Votiéntarrien- 
to'di vaste masse di svetta-: 
tori verso t classici, antichi "é 
moderni, piuttosto che verso 
le '« novità » dì còsa nòstró. è 
iUn datò che non può nìo- 
dificafe con eventiiaU fe pa¬ 
radossali). misure r coercitive. 
' ' Cóntrofispóstà ■ : di ^ Bruno 
.Cirino, in una lettera indiriz¬ 
zata al nostro'giornale: egli 
^precisa di ritenere « qùalifL 
cote e .mólto capaci profù- 
■ siónalméiité» diverse pérsoHe. 
che -lavorano al Teatro- di 
Roma, ma conferma la sua 
denuncia di un «disinteresse 
organizzativo» dell’ente capi- 
. Mino ■' nei confronti della 
Rassegna del Ftaiano. Non\si 
chiede ad -esso, égli dice, .uh 
impegno pubblicitario, ma u- 
na doverosa « informazione 
culturale». ' 

Al di là delle reciproche 
messe;a;:pii«fo; su dettàgli a 
volte sécOndurt, sta di fatto, 
■che péìr diffusa opinione del¬ 
l’ambiente teatrale, la pro¬ 
grammazione del Flaianó 
sembra . abbàndonata ^ a se 
stessa, o atta,- buona volontà 
dei singoli, sino a figurare 
softo te-piwerbialt . vesti di 




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V^^VXvV' *' fc^»' »•»•!►•’*•#* ••4«»#»». V * V V'-V » I. *4 «C av-i, I ♦ .» # - 


Domenica 14 dkambra ^19801 


.-;''■{ •> ,> 


ROMA-REGIONE 


.=^ i-'i w '•' -■'- f' * 


l’UnlU^ PAG. 17 


Mentre le BR si rifanno Vive, PL continua a subire colpi 


• V 


U Mwva |N«|Nl«tà (hi n«t 9 locale di vl« VMWtd IleMBla metà dipendenti 


t •■ 


-i 


I due terreristi di Prima Linea 

: , 5 ■ • . • 1 ■ . ■ ■ ■. . ‘ - 


Hei covo di Ostia un piano d'evasione 

In carcere Anna Maria Gabrielli di 22 anni ed Enzo Ferruzzi di 25 — Tra le carte trovate ali Udo di'Roma 
un progetto di fuga del .carcere di'Pianota a un assalto a Fotsombrona — Un «manuale della guerriglia» 


ieri CI Fiumicino 


«Corrieri arrestati» > 

' con eroina e cocaina i 
per -quattro miliardi 

' Una quantità di droga che sul mercato clandestino avrebbe 
fruttato piu di quattro, miliardi è. stata sequestrate ieri al- 
l'aeroporto di Fiumicino, S<mo stati 'arrestati ànchè i ,due 
€ corrieri!, dei quali però nqn si conosce il'nome perchè là 
polizia spera di risalire ai destinateri della merce. Si tratta 
di quattro chiU di cocaina e di due chili e secento ìp'amml di 
eroina, trovali in due diverse valigie. Entrambi gli uomini 
arrestati avevano usato lo stesso espediente: il doppiofondo 
del i^oprio bagaglio. 

n primo fermato è un cittadino (argentino, proveniente da 
Rio de Janeiro. Dopo uno scalo a Lisbona, il corriere si pre¬ 
parava a sbarcare nella capitale italiana, dove, evidentemente 
doveva consegnare la merce. Quando la valigia con la cocaina 
è passata sul nastro trasportatore i finanzieri hanno deciso di 
darle un'occhiata. Sono bastati pochf mlnuU-per scoprire il 
trucco del doppiofondo e quando l'ate^utinò'si è presentato, 
per ritirare il bagaglio si è trovato' ammanettato.. 

n secondo «trasportatore» è. di origine .turcè.‘Piweniente 
da Istanbul era diretto a Milano.‘A Roma èra sóèso dal¬ 
l’aereo per prendere una coincidenza nazionale. Stesso stra¬ 
tagemma e stessa tecnica per tràsportare etòina'. 'ArK^é lui 
è stato fermato dopo im veloce controUp del bagaglio. ' 
L'operazione condotta dalla guardia di'flnàiiza in collabe- 
razione con 'i funzionari della dogana dell'aeroporto, ha evi- ' 
tato che circa sei chili e mezzo di « roba » andassero à flnire 
sul mercato clandestino della capitale. Un altro colpo sferrato 
ai < portatori di morte », e la polizia non dispera di mettere 
le mani sugli spacciatori nostrani che erano in attesa del 


Mentre le Brigate rosse 
colpiscono di nuovo (quasi a 
dimostrare la loro eliicienza 
« militare ») Prima Linea 
continua à subire colpi. Gli 
ultimi, ad opera della Dlgos 
romana, sono gli arresti .di 
due « militanti » io provincia 
di Roma e la scoperta di un 
altro covo ad Assisi. Gli ar¬ 
restati si chiamano Anna Ma¬ 
ria Gabrielli, di 22 anni ed 
Enzo Ferruzzi. 25 anni. La 
priiba studentessa di Rocca 
di Papa, il secondo studente 
di Genzano. Sono poi emersi 
molti particolari interessanti 
dall'esame 'del materiale 
trovato nel covo di Ostia, 
scoperto quando vennero ar¬ 
restati Roberto Rosso « gli 
altri del gruppo. <•. i 
Com'è noto venne rinvenu¬ 
to nell'appartamento il car¬ 
teggio . rubato all'architetto 
Lenoi, ferito allà nuca ' lo 
scoreo anno. I documenti ri¬ 
guardavano l progetti di Len- 
ci per le carceri di Spoleto, 
Reblbbia ed un altro com¬ 
plesso penitenziario ancora 
allò itudlo. Dille alèrA narfa 
scoperte dalla polizia risulte¬ 
rebbe che il gruppo^di Rosso 
stava preparando una grossa 
evasione da Pianosa ed un 
assalto al carcere speciale di 
Fossombrone. Ed ancora, nel¬ 
lo stesso covo di Ostia, sono 
saltati fuori addirittura gli o- 
riginall del ciclostilati c^ ri¬ 
vendicarono gli assassinii del 
dirigente Icmesa di Milano, 


Paolo Paoletii. avvenuto il 5 
febbraio di quest'anno e di 
William Vaccher, avvenuto 
sempre a Milano due giorni 
dopo. . • ■ 

' ’ Sempre nell'lmportantisst- 
mo covo di Ostia infine, c'era 
un documento scritto a mano 
con le istruzioni per i «mili¬ 
tari » di Prima Linea, capi e 
sottocapi. SI spiegava il tipo 
di addestramento ottimale 
per ogni « compagno » che 
consisteva in almeno 500 col¬ 
pi sparati in ogni addestra¬ 
mento. Venivano poi specifi¬ 
cate le caratteristiche « tecni¬ 
che » per ogni arma In dota¬ 
zione, soprattutto per quelle 
che dovevano essere usate 
negli agguati, cioè le « pistole 
operative ». 

E' evidente da questi parti¬ 
colari che il covo di Ostia di 
Prima Linea è stato frequen¬ 
tato dai « Cervelli » dell'orga- 
nizzazione. O te non altro, da 
li partivano rivendicazioni e 
pregiami. Il particolare degli 
appunti sulle armi scritti a 
mano e fotocopiati potrebbe 
far supporre che • U : abbia 
scritti qualche frequentatore 
del « covo » forse lo stesso 
Rosso, ritenuto uno dei re¬ 
sponsabili del gruppo roma¬ 
no. V . * -V 
T L’elenco delle armi parla di ‘ 
una 4 santabarbara > ‘ molto 
consistente, soltanto in parte 
recuperata durante le varie 
operazioni dalla polizia. C'è 
di tutto, mitra, pistòle di tut- 


ti i calibri, bombe a mano. 
Per ogni arma gli appunti 
spiegano li numero minimo 
di colpi da sparare. 500 per 11 
mitra. 150 per la « Magnum », 
mentre le « pistole operative » 
devono èvere sparato almeno 
100 colpi. •' v; . • 1 

Tra gli appunti cl sono 
poi • alcuni disegni iiicom- 
prensibili. Incfwnprensibili per 
ora: la polizia sta cercando 
di decifrarli e venirne a ca¬ 
po. Il materiale più interes¬ 
sante sembra proprio questo, 
oltre ai vari carteggi di Lene! 
e gli originali delle rivendica*, 
zioni fatte a ; Milano. 

Dopo la scoperta di questo 
covo, tra raltro, venne ab¬ 
bandonato ■ immediatamente 
anciie quello di Assisi. Evi¬ 
dentemente potevano esserci 
del riferimenti ' compromet¬ 
tenti. Dal covo umbro sono 
così fuggiti in cinque. i 
Della ■ stessa ■ organizzazio-, 
ne di Prima Linea, ma pro¬ 
babilmente ' meno importan¬ 
ti .del gruppo di Rosso,, 
sono i due giovani arrestati 
nsi psssi doi Csstdii roiTjfin?. 
Anna Maria Gabrielli e Enzo 
Ferrlizzi erano già conosciuti 
per appartenere al < colletti¬ 
vo autonomo dei Castelli ». 
In particolare la ragazza, sa¬ 
rebbe stata legata a Roberto 
Vitelli, coinvolto nella san¬ 
guinosa rapina di Viterbo, 
quando morirono due cara¬ 
binieri. Avrebbe frequentato 
il liceo artistico di Marino. 






' r. \ ' 1 ‘ 




non sa 


€ose 


: - r ; . ^ i r f ■ , 


A,colloquio con i lavoratorrln lotta Il vecchioi regno dalla «(dolce vita »! arti¬ 
sti, : scrittori e paparazzi — I titolari vogliono colpire fondamentali diritti sindacali 


Intitolato 
0 Amendola 
lo sezione 
Ostiense 


La 'sezione Ostiense del 
Pel si chiama dairalira sera 
« Giorgio Amendola ». L'han¬ 
no inaugurata i compagni du¬ 
rante un’affollata assemblea 
alia quale erano presenti il 
segretario della Federazione 
Sandro Morèlli, il presidente 
nazionale dell’Anpl, Arrigo 
Boldrlnl ,e Dom Pmnzonl. 

Non è stata soltanto una 
cerimonia. Nel ricordare Tim- 
pegno politico e civile di 
Amendola, tutti hanno sotto- 
lineato 11 suo contributo al- 
ranalisl del maggiori feno¬ 
meni che investono oggi la 
società. Oltre al. dramma del 
terremoto e 16 sue consegueh 
ze politiche, agli scandali, 
gli Interventi hanno dedica¬ 
lo inolia allèn 2 lortè «tìa ri¬ 
correnza del 12 dicembre, ad 
undici anni dalla strage di 
piazza Fontana. 

L'inaugurazione è servita 
anche a fare 11 punto sulla 
situazione politica, sulle de¬ 
cisioni del Partito di propor¬ 
si come'punto di liférimento 
per un reale cambiamento di 
rotta che faccia uscire 11 Pae¬ 
se da una crisi altrimenti ir¬ 
reversibile. r-’ 


il 1" ^ t . * - 

Le hanno messe tutte lì, vecchia latteria e lanciò la 

una sotto l’altra. Venti lette, sua creatura. Il boom durò 

re di licenziamento, attacca- fino al 1973. 

te alla porta del locale, E Quei tempi noti Ci sono più. 
poi ■ manifesti, cartelli fatti Quei clienti neppure. E’ catn- 

a mano, slogan disegnati col biata la proprietà due volte. 

{ pennarello rosso: accanto ài- Prima una multinazionale in. 

'ingresso, sui vetri delle tre glete, la stessa dell’albergo 

verande di stoffa arancione. Savoia (U dietro, in via Lu- 

Eon basta. Ci sono comunica- dovisi) e adesso l’ultima: il 

ti di solidarietà arrivati an- clahslCo padrone vecchio 

òhe da Torino insieme a sem- stampo. Stile: « Qua dentro 

plioi, brevi biglietti scritti in decido tutto io, l lavóratori 

fretta da una vecchia cliente devono stare sempre a mia 

di. passaggio nella capitale, disposizione, il sindacato lo 

da un turista. metto in riga e zitti n. Dallo 

Il Cafè de Paris, in questi il ^padrone» 

giorni, ha cambiato faccia, l 

lavoratori di urto dei locali /roteili sMliani, Rosario e 


più antichi e più noti di Ro¬ 
ma sono do quasi tre settima¬ 
ne in assemblea permanente, 
SI danno il turno e stanno 
sempre lì, anche la notte. So. 
no scesi in lotta. La proprie¬ 
tà vuote mandar via ben 
venti dipendenti su 45, quan¬ 
ti ne sono , rimasti in totale 
dai tempi dorati degli anni 
’60. ,Con la, edolQe. vita» il 
Cafè de Paris era diventato 
il salotto della gente che 
conta: artisti, scrittori di 
rango, nobili, miliardari, sta¬ 
tisti, tutti avevano fatto di 

^UC3» LUt/Uttni StFCAtH 

ti alla lunga parete e. dei di¬ 
vani-dàl velluto-rosso una 
specie di seconda casa .pub¬ 
blica. Fra i gelati serviti sul¬ 
le . verande (stanno là da 
14 anni) sulla centralissima 
via Veneto, per anni e anni, 
lo stuolo dei « paparazzi » ro- 
TTionf trovava facce e argo¬ 
menti per foto piccantL Vic¬ 
tor Tombolini, allora, nel ‘56, 
comprò , gli stanzoni di una 


Giuseppe Ciccazzo, e Paolo 
Vplentini. Hanno comprato 
l’azienda e hanno idee chia¬ 
re. Vogliono seppellire — spie¬ 
gano t dipendenti in lotta — 
quello che finora, anche fini¬ 
ta la a dolce vita ». siamo sem¬ 
pre stati Di ciò che il locale 
rappresenta nella vita della 
città, per il turismo, non san¬ 
no cosa farsene. . - 
f nero. Basta leggere i no¬ 
mi dei licenziati. La proprie¬ 
tà taglia di netto metà del 
posti di lavoro e chiudé uno 
dopo l’altro: il bar interno, 
la pasticceria, il guardaro¬ 
ba, mezza cucina. E le ve¬ 
rande. Con una scusa ■ che 
ò una bugia. Jl Comune — 
dicono — non ci ha rinno^ 
vaio il permesso. Solo che 
l’arnministrazione capitolina 
di sinistra vuole, in verità, 
mettere un po’ d’ordine, con 
nuovi eriterii nelle conàessio- 
ni è nel frattempo i vigili 
non faranno multe. Il servi¬ 
zio ai tavolini su via Vene¬ 
to può continuare, per noi 


come per gli altri, dicono f 
lavoratori. Quella del padro¬ 
ne è solo una scusa. Il suo 
vero desiderio Ò cancellare 
diritti sindacali 
La proprietà — continuano 
i dipendenti — non si pre¬ 
senta alle riunioni - aU'ispet- 
torato del lavoro, conduce 
una gestione caotica: abbia¬ 
mo da recuperdre 600 giorni 
di ferie. Non cl perdona di 
aver lottato contro Vaumento 
del prezzi Finge di non sa¬ 
pere che qui c'è un perso¬ 
nale altamente qualificato, 
con perfino ventanni daneia- 
nità. Molti parlano due, tre 
lingue per trattare coi tu¬ 
risti Niente — racconta una 
dei più anziani — loro pen¬ 
sano solo a licenziare con 
razioni inesistenti Non sarà 
come una volta, d’accordo, 
ma la clientela non manca 
davvero. Gente dt passaggio, 
impiegati, commessi, il su¬ 
perlavoro d’estate con gli 
stranieri.- Oli stessi commer¬ 
cianti della via sono allar¬ 
mati. Il padrone aiuole can¬ 
cellare il Café de Faris, met¬ 
tendo sulla strada i lavora¬ 
tori. E pensare che una vol¬ 
ta, qui, eravamo addUritturd 
149. Era un ritrovo. Vedevi 
pontecorvo, Moravia, FellinL 
Kennedy, Frank Sinatra coi 
e gorilla», che net '66 prese¬ 
ro a schiaffi i fotògrafi. Pai 
Panagulis, un amico nostro: 
per UU facemmo sciopero alt 
epoca del processo. Più tar¬ 
di: gli arabi, Kissinger, i 
maf/natl alloggiati all’Excet- 
sior. Tutti finito, scompar¬ 
so. Mts U Cafè de Paris re¬ 
sta, i licenziamenti sono in- 
giuitifiódtl 


i. .V 

> j:' .‘fi- 


Iniziano i lavori in via dello Consolozione 


Dalla strada 


ì moniunéntì 

L'appuntamento coti là ruspa è por le >10 
L'avvio dell'operazione Fori - L'isolo pedo¬ 
nale al Colosseo - Anche il «Tìnies» ne parla 

Sarà una nispa domattina a far saltare la zolla d'asfalto 
di via della Consolazione. Non ci vorrà molto per dissei- 
Giare tutta là strada che spezza (ormai da quasi un secolo) 
i Fori .dal (x>lle del Campidoglio cbii una frattura Innaturale. 
Tolto di mezzo il grosso però le’ Mie meccaniche si riti¬ 
reranno In buon ordine lasciando U posto a pàté e bàdUl, 
Ijerché due metri sotto 11 manto stradale si nascondono 
alctme parti di due templi . ■ ■ , 

L'appuntamento — la chiameremmo una festa più che 
una cerimonia — è fissato per domattina alle 10 e a vedere 
l'avvio dei lavori ci saranno in molti. ammlnistratorL archeo¬ 
logi ma si può dire fin d’ora che l’aw«iImento attiretà 
anche molta gente. Con rellmlnazione di via della (Conso¬ 
lazione si apre l'operazione Fori. Le prossime tap pe, _ come 
abbiamo già scrìtto, sono la creazione di un'isola pedonale 
nella zona del Colosseo, la nomina di una commissione per 
stabilire le forme mi^iori per cancellare vìa dei Fori. 
Ma in tempi strettissimi si pbtrà già iniziare a lavorare 
col piccone nelle parti che sono oggi occupate dai giardi¬ 
netti e dalle « bretelle » laterali. 

Sotto il grande stradone, voluto nei '30 per celebrare 
i fasti « imperiali » del fascismo, sono nascosti parti intere 
della Roma antica come il Foro transitorio (noto anche 
come Foro di Nerva). quello di Traiano, di Augusto, di 
(Cesare. Una zona archeologica di grandi dimensioni che 
prima dei grandi sventramenti faceva da fondamenta ad 
un pezzo delia Roma medievale. Le case furono abbaUute, 
ì monumenti riportati alla luce ma poi al decise che era 
meglio farci sopra una grande strada di scorrimento e con • 
si tornò a coprire tutto con la massicciata e l’asfalto, un 
rettifilo tra piazza Venezia e n Colosseo. La scomparsa, di 
via dei Fori Imperiali è allora una invertione di tendenaa, 
un fatto storico che non riguarda solo Roma, E non è 
un caso allora che di questo piano del Campidoglio si 
occuDi anche il Times. 

Nelle foto: accanto al titolo, f tecnici del Campidoglio 
ieri al lavoro per xprendere le misure» a via deUn Conso¬ 
lazione. Domattina entreranno in funzione le ruspe, poi 
torneranno alla luce i monumentL In basso. Varticoìo del 
Times: s Mussolini espulso dal Fori». 


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MUSSOLINI EXPELLED FRO.M THE FOKU.M 

Tee Vsvvr V rv Ken si rPe r.^emsd Cpe, sg«ir* af 149 «to« Sto 

a«àed. ;Se a« s^- .n tSe F^rasa. r«ie- su laas ito taaraed 

v*d -.pi'* ^-9s r»4 rà# wrereS feraeag, fdef um >f Ci tot» allM 

Ts dr-f?-T’—re a--.. r'r rvd «te»-# ^ ito ct j e T to i ito CapAel 

re»-* Pvre j* *rto fsrem «to 4iBpE 

52 ^ -t i» tS« t» 

.t to T-idfa psmet tto^t^K ttoir 

■•e e' -a.,- \.j dsr aeclaca# fnt 

.s -ve x'T T-» «a far se ef pmz lf.bs nf 

• c-r—•swT. i-a »c Srpm » ^»:s itovrs éppp fpf gf 

rve s-ce r*j: «vie-., Fa-.»* «*• te eaa si eri to?fstos*—<to 

set e*? i-' *4. j per? ** e^fs s kaapvae wi% to# to «tod totama tto 

Wsc» tto *,** W Tto mav ea r-p- Viertto. ptoWt tof 

I-—-e. TeeTwK ere mera •toraa.va. 



il Cofflime vuole graduolmenlg recuperare i 12 chilometri di . mura Aureliase 


.-vi t / 


.1 problemi urbanistici deità 
Roma Imperiale, che_ sé-\ 
cqndo alcune fondate | ipotest ; 

vantava quasi uh ‘milione 
e mezzo di ■ abitanti, ' nonché 
una divisione per « zone » ia 
ben quattordici regioni, dove¬ 
vano essere . per molti versi 
legati ad una generale condi-, 
zione di grande metropoli, 
con tutti i suoi pregi e : suoi ' 
difetti, e, proprio per que¬ 
sto. }ión troppo lontani dal¬ 
l'intricata - rete di questioni 
urbanistiche di questa nostra ' 
Roma moderna. Per di - più 
la città non era stala taglia¬ 
ta perpendicolarmente da 
strade e violi perfettamente 
squadrati e orni .da ciò 
nacque — e sopravvive — d 
fùscinq di iin agglomerato Ur¬ 
bano per nulla « razionate > 
a geometricamente perfetto, 
ha stessa suddivisione in re¬ 
gioni, assai diverse per esten¬ 
sione tra loro, conferma tale 
bizzarra e lucida anomalia 
urbanistica di Roma. 

E* da qualche tempo nelle 
librerie una carta iconografi¬ 
ca particolarmente interes¬ 
sante per due aspetti diversi. 
La < Roma Urbs Imperato- 
rum Astate» ~ cosi si chia- 
1 ma quest'opera —, firmata 
da Francesco Scagnetttì e Giu¬ 
seppe Grande, riesce a dare 
tma esatta eaóocazione a edi¬ 
fìci é monttmenli prima dub¬ 
biosamente riportati nelle 
corta topografiche, ma colpi¬ 
sce ttndie perché riporta V 
estensione della Roma Antica 
•ovmimpressa a quella della 
Roma di oggi. Un documento. 

■ fnsómmà. prezioso perchè 
aiuta a leggere Ut disposizio¬ 
ne e lo sviluppo urbanistico 
della città dtùTetà Imperiale 


; Una riiapiHi 
per confrontare 
Roma antica ^ 
con quella ’ 
moderna 


oi nostri giorni.' " ' ' - 

Anche ad una lettura par-, 
ticolarmente prófana. dunque, 
risalta^ fl fatto òhe Vodierna 
disposizione di vie, piazze'ed 
edifici offra a rictdeare, co¬ 
me è ovvio, alcune strutture 
tuttora esìstenti, riprende un 
gran numero di temi urbani¬ 
stici già • sperimentati molti 
secoli fa: Se ciò, da una par¬ 
te, non dovrebbe impressio¬ 
nare, vista la straafdinarus 
filiazione della nostra metro¬ 
poli da quella così simile di 
.aUora, su aa offro versante, 
of confrorio, colpisce per la 
fedeltà con la quale certe Ih 
nee architettoniche sono ri¬ 
maste intatte a dispe^ dei 
temoi. e certe altre risultino 
la diretta a precisa ripropó- 
sizione di quelle tegole che 
i horiri antichi predecessori 
avevano fin da tdlara codifi¬ 
cato. . . f 

La sRoma Urbs Imperato- 
rum Aetate», disegnata in 
scala 1:5.999, rappresenta il 
frutto di un lunghissimo la¬ 
voro compiute negli anni dai 
due curatori, anche attraver¬ 
so meticolose misarozioiii sul 
posto; ne scaturisce un sog- 
I getto» prezioso, mm sdo per 


gli addetti al lavori, ma an¬ 
che per òhi. come noi, Vha 
avvicinata mosso solo da eu- 
riosifd estemporanea. E- in . 
mo-ario di ' corte topografi- 
; che antiche questo è in qual¬ 
che' modo una novità: sem¬ 
bra infatti una caratteristica 
aobastanza ricorrente in tut¬ 
te le opere^ di tale genere, 
presentarsi solo come lino " 
strumentò àltdmente specià- ' 
lizzato. Ma nonostante ciò l'o- ' 
pero in questione rivela an-' 
che secreti che per anni era- - 
no, rimòsti' prattcamenle ha- ' 
scosti. La grande « Forma ’ 
Urbis. Severiùna », per ese'm- ' 
pU}', ' viene qui per la prima ' 
colta ^riprodotta nella sua tn- 
terà complessità - di iconogra- ■ 
fio marmoera della città, rea¬ 
lizzata sotto Vimperaiare Set- 
thhìo- Sevèro, agli inizi ’ dal ‘* 
III secolo d.C., e stupisce U ■■ 
rigore con il gitale !’« oggla^ ■ ■ 
merato» -di edifici’sia stato- 
situato'e disegnato. • : 

E ancora un dato partteu- ■ 
larmente ' interessante: ' quel ■ 
vasto numero di abitanti 
< riempiva» la sola zona cu- 
tadina compresa entro le an- . 
fiche mura (vale a dire quel- ■ 
la zona che oggi viene appun¬ 
to considerata centro storico), ■ 
cioè la densità demografica 
e. conseguentemente, urbani¬ 
stica raggiungeva già allora 
livelli, perfettamente corri¬ 
spondenti a quelli ottmdL la' 
«a travatdioto periodo di con¬ 
tinui adeguamenti urbanistici 
- é ìB questi giorni il dibat¬ 
tito tuOu chiusura di vìa dei 
Fori imperiali — ronolisi di 
qàéde strutture cittadine po- . 
tràbbe essere di non poco ' 
interesse. 


. i.-* 


n. fa:- 


Un programma di itinerari e visite guidate promosso doll'Oporo universitaria 


In giro per 


, alla riscoperta delle «due città> 


Alla riscoperta elei monu¬ 
menti. dei musèi cittadini, 
ma anche del vasto e prezio¬ 
so patrimonio artistico. anc<^ 
ra poco conosciuto, che è 
racchiuso neiriinhiersità. E’ 
questo, per grandi linee, k) 
scopo deH'iniziativa promossa 
dall'opera universitaria e rea¬ 
lizzata dalla «cooperativa in- 
terdiscinlinare per 1 beni, cu!- 
turali e ambientali», dal tito¬ 
lo «Le due città». 


n projgraimui delle attivitk, 
deificate agli studenti e al 
fuorisede, ha preso fl via ieri 
e si concluderà neU'aprlie 
dell’anno proasimo. E* aitioo-. 
lato in due grossi momenti,' 
ofueUo delle viete gtidaile • 
oe^ bicontri. GH « ittoorari > 
sono dì tre tipi:' cittadini,' 
«cnusMU» • unimsltarl. 
Ciàeaiao earà preceduto de 
un I ncontro durante il qtMte. 
mediante pro l c r kin l di dàepte 


attive c ricostruzioni caxto- 
pafidie. gli operatori oitu- 
rali kitrodurrànno i conoat- 
ti-guida la lettura dri 
zMoutnento o dei peroono 
proposto; daranoo una ri- 
costhÀione stoefeé diBe fasi 
. ttfienli dote vita del reperto 
tf<d)cologico e forniranno In- 
dio aEl qni au tementi non 
tenKdtatannnte visualizzabi- 
B. QoesU incontri, che si ter- 
Tunfò a scadenxa seUlmanalt 


si svolgeranno in genere il 
sabato pomeriggio (it gion» 
è stato scelto per pennetiore 
la pertecipazienc degU - stu¬ 
denti neUa sala teatro del 
prastaiato <8 via Dt Lollb 
». 

Le visite guidate (previste 
per la mattina della domeni¬ 
ca a uocasetva ad ogni incon¬ 
tro me tter ann o i’acoanlo 
SQgU aspetti amtafentaM e aCi- 
listid. ^ qperatori ateunÉtt 


delia cooperativa (ptetodo; 
gi. archeoiogi, a rc hi t e tti , sto¬ 
rici deH’arte. antropologl e 
naturalfsU) fomiraivio intere 
ai p arte ci panti matólate di¬ 
dattico per gli Htotari 
(schede > rinteUebe dei .temi 
tràttati con relativa bHite- 
graTia: il tutta appoatemen- 
te Mmllatò e pr^i ar ato per 
permettere una' conosoena 
approfondita di Roma a ( Hte 
•torta doil'Universitè 


£ pensare Che ai. tempi 
dell’impero era vietato per¬ 
fino ai generali avvicinarsi 
fumati alle mura di Romcu 
Le léggi punivano con ia 
morte quello che veniva 
considerato un oltraggio 
gravissimo, un attentato al¬ 
la . sicureasa della dilà è 
. del, « clvM », pomerio, io 

spàlelo cf^prèsò tra le. case = 

- e le mura, dentro 'la' òKtà;' 
tra queete e i oampl. al- 
Festemo, era dunque sacro, 
invlolabUa Ma quelle leggi 

, non potevano durare in 
eterno f . le invasdasil' boir- 
bariche ' finirono per cari- 
ceUame anche il ricordo. 
Cominciò coai. sotto U do¬ 
minio della chieea, un as¬ 
salto più lento, senza spsr- 
gimentl di sangue, zna iion 
meno devastante. Gli spe¬ 
culatori amici dei «piemon¬ 
tesi ». gli 'Urbanisti di Mus¬ 
solini e infine i « clientes » 
demoorietlani noh furono da 
■ meno, li risultato ' è che 

- adesso quelle mura, le mu- 
. la Auiellane, sono pratica- 
. niente affogate nella, città. 

Esistono ancora, sono inte¬ 
gre per gran parte dei 12 
chilometri, ma per lunghi 
tratti è quasi impoesiblie 
scoprirne la presenza. Nel 
migliore dei casi sono state 

- incorporata in . ville, patil- 
, zie. nel peggiore sotto sUte 

spazzate via 6 sottoposte a 
incredibili maltrattamenti: 

' e così 1 mattoni romani so¬ 
no stati. rio(q>ertl con pia- 
atreile maioacate (il bagno 
di Am bar) con uno strato 
di cernito (un deposito di 
: bus dell’Atac). di calce (una 
rimessa). 

Sé non si può tornare m- 
> r dietro nei sei»!!, bisogna àl- 
> meno salvate il ■ salvabile. 

I riconsegnando le mura ai 
: loro legitumi ptoprietari;- i 
I romani: gli usi poteebbero 
I esser» divem. ma u mù 
I adatto poiretee es e ere un 
' museo Itinerante che 'darli 
della Città; a Porta Pia del¬ 
la storica « breccia », a Por¬ 
ta Pinciana della distnuio- 
ne della villa Lodovisi. a 
Porta San Paolo della bart 
taglia contro l nazisti 

Più (li un anno fa, il Co¬ 
mune ba avviato un censi- 
! mento dei sue patrimonio, 
un patrimonio inesUmabiie 
e del qdàle però non esiste 
quasi documentaziane: In¬ 
teri edifici botteghe, ter¬ 
reni e, appunto, le mura 
. Aur rli a ne . Una volta finita 
quella, rtraraa, m deeUerà 
«« teile smgele por- 
tem « lyopnetà. M- deci- 
I àeià su rtentiarae m pos- 


Un grande museo 

al nòte di bar 




In gran parte sono integre, malgrado la 
. devastazione ' portata avanti per secoli 
Il censimento di un gruppo di stùdenti 



no ai co 
«rfRtòart 
goeti al 
ter le 
cn«> U ea 
a sa ira 


nari o agii 
affitti, ade- 


(In questo 
to, aoMato 
atudcntL.di 
tetiarpro- 
I, a terttU- 
aèflà pre¬ 


sa. In una delibera appro¬ 
vata nèU’agosto scoiso, il 
consiglio comunale ha sta¬ 
bilito di «aprire al pubbli¬ 
co i locali ubicati nel com- 
plcsao aonumentole deile - 
mura urbane, net rispètto > 
del valore storico e docu¬ 
mentale da essi rappresen- ^ 
tato». Qùesto^ Bignlfieherà ' 
che-dovrà-osere «abotita 
la presenza di studi di ar-. 
lisu, alloggi di scrvisto^ oa> ’ì 
Mne : olottziehe. eerbàtrt • 


ogni altra aov Apposizione». 

E* evidente: si tratta di 
onlmpresa non certo faci¬ 
le e dal tempi eenz'àltro 
lunghi, ma (luteo che conta 
t rlìfi si ris nomlnrlsta. che 
una letidenùa < eterica » sia 
stata invertita. Il ponto sul¬ 
la sitoazioRe A stato fatto 
Ieri Utottina la una confe- 
renat stampa !a Campido¬ 
glio dall'aasessore aL patri- 
: monto o deU’égate di stu¬ 
denti cte ha eondoUo la 


I « beni » del Campidoallo 

iUjr ^ py ol^OoaNNMMim - ■ 


ricerca. 

Delle 187 toni <U avvista¬ 
mento originarie (da piaz¬ 
zala Ftomiiiió a Testacio, 
passando intorno alla città 
imperlale) ne sono rimasto 
integre, o quasi, 78: 16, di- 
; ce la ilcecca^ «oono In ma- 
: no stranliua» (Accademia 
:dl Francia a^vlUa MedicL 
' ambSMiata preseo la Santa 
' -sede;^' àtebaedate’' Inglese), 
M sono in mano al mivati 
(via Cammmla o via Tlbitr- 
tina), » acoo tornate al 
Comune, ma - aoio 21. tra 
Porta Mélronia e la Cristo- 
foro Colombo, - sono già 
aperto al pubblico. 

Brevissimo è and» ' Il 
tratto di eamminamento 
aperto al pubblioo. tra Por¬ 
ta Metronia e 11 Bastiona 
del Sangailo. H pomerio to- 
. terno (la sona di rispetto) 
è - ooempeto da manufatti 
: vari per il 60H quaa^ quello 
esterno per 11 »%. 

E* Impossibile dare mil R 
, quadro completo dei (Uversl 
usi che ven gon o fatti di 
questi qiari «rubati» dtiUa 
specUlaztone privata e anche 
da enti pobblici c ministeri. 

. Bolo ».iftun( esempL A piaa^ 
za nume le mura aono di* 
ventate le pareti di un vD- 
lino fàlso-medioevale <x>- 
Btrulto negu anni trenta. VI 
abituo te eredi della fa* 
tnltee che lo oosiru), 1 Fer¬ 
rai! D .^canonlnamento > è 
stalo tnofonnaito in hun». 
toto.diterVBBgi)»»-^ 1 
panni da aàctùgare. Accanto 
al villiào uii 'bar, dJsoréto 
anche nella scritta, ma pur. 
sempre in contrasto contle 
mura. Un altro bar al trova 
in via Montebelto, proprio 
nel pomerio che dii^eva tm 
tempo lé mura dal liceo 
Plinto Seniore. A Santa Cto* 
oe in Getusalemma, i fiati 
hanno trasformato In orto 
privato rAnfiteatro Castren¬ 
se. l 4 > scultore Ruffinl st 
è Invece-installato nel Ba- 
sUone dri Ssngalto o ha 
anche fatto un buco nd 
soffitto per farci passare la 
canna fumarla del suo ci^ 
mino. 

Come utillsmn questo 
patrimonio? La propo sta di 
chi ha condotto la ricerca, - 
to sMteno accennato, è xm 
musco Itinerante del quale 
ogni slngoto tratto illustra 
una fSM dtea storia urba¬ 
nistica di Roma, n «Museo 
della città», cori, sarà hin* 
go p iù di 12 chilometr! Na> 
turalUMttte mn dovrà araa- 
re visitato tutto In una volta 
perchè rarà dlvleo per «po- 
u» di interesse. V"»*""»»,. 
ogni pane della città avrà 
in consegna un tratto di 
mura • un peactto di sto 
ria. 

Olmii Palma 


NELLA FÓTO: Il bar 
si «appeggle» >te R 
a piena FhmM. 




iimranils yrwFw a (piai * , um e arà aperte una tràt- ele nertte a i 

m luijwwq mjwa ail^gge; regate «f« te « an n dal aue tsMvu aan gN aWI tt u a ri a *• aflWte pra 

I iBaaiii l e n a d intenalana la aaaupaate 

a oj, rii i ijyjywraH eawiro yidgte avanti. Il aaw e bwan- dal C tedWi A appNsara P ta diMate « 

frìStSi^naT” •dfeu aonana a tolte la aM- m i j Oarapi i 

y ai^ apoeftaiwao- taataol di aoa prapriali (ow te a Mlliiidn 

^ **•*••??*♦*) * »• 9um pa rm alte anaha di ii ana dal 

wa y teòlte dalta aMtarianl a dai fava flpaiaal aha qualaha af- wtia aartlaal 


^ semm dawa awtaaani a dai tara npiloal aha qaalaha af- 

Snaaha^^wTmr? «£ fju_ ^ 

^ jgy **y**« ’ re da t lampa) qoallo"d5 iT s a tora^iteSaa'aM d?una 
aai«aami-te nanaa NI pias- terreni. - caaa aaaalaro -ha davaora 

ta tei Fapa^ te mw a Wra E daga àaaa au rt edir à t Oli WYoownSToZrm fSSSTìI 
y y. —y Pg ww * Jm mte WI di, p art k ol ara to - aaaa dal laeÉll.' dallahatto- 

aMte* fl WNteb la tte(w aailato a arOteaa gha a dal rtateraat l I wiam 


ma* aaah 

la afrutla. 
Oria» * I 


nana di 


Ltedaghid aa 
alate ptedl uh 


ìrnmsAm p a rt ls alan In aate^dal la«dl.7MÌa ^ 

aate» a a rtedia a . gha a del rlatera n t l Iwidm ara 
- ddrtanna temdra al Oato g ma.' 'mudi 

S TT. qaaara mèaal a ditea- La Ma paé quatte ripa ' all* 
fa dal altlana dii (dttedhiL par gir « ImmaMa nan ateMPaaa llaa 


di ahi 






















^w» *’*/«% SA*' t^'*«h» >ri.‘.‘>i£itii!i**jii'*ix'-P^^ 






,'K/^i;s;;C.’l:.v*it,;i: 


^^4vcrvi.c^ 






‘ -.;i'r . »-, 




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•l- .-À-. v*'' '--i ^j-./ a.■.■!•.*v :.-j i>:y>inV, 'U,iii •>-• i. 


FA0.18T^nitA 


ROMA-REGIONE 


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» - -' ■• • •• ^ :ì^ w .• i'- 

* t.* i f ; V,* z > 


Z)i dove in quando 


- ' ' . '■ - '- ■■'• n '"'V:' ■'^'v^ f-: .-••■: ■' l'j:- <■ ;■ -s*'^ ■'. 

Nuova Consonanza ; , 




Coro di S. Cecilia 


. Con due concerti — splen¬ 
didi — deU'Orchestra sinfo¬ 
nica siciliana, venuta da ì^i- 
termo a inserirsi nella ma¬ 
nifestazione con molti musi¬ 
cisti che avevano parteci¬ 
pato, vent’anni fa, alle Set¬ 
timane di Nuova Musica 
(Palermo si poneva in con¬ 
correnza o, piuttosto, in coh- 
testazione con Darmstadt), 
si è concluso, venerdì, al Po¬ 
ro Italico (Auditorium del¬ 
la Rai) il Festival di Nuova 
Consonanza. 

Uno per tutti, citiamo il 
flautista Angelo Paja, tut¬ 
tora un pilastro di quella 
compagine orchestrale, cui 
già vent’anni fa — era un 
ragazzo — riconoscemmo 
temperamento e genialità 
che 11 tempo ha affinato e 
scaltrito. Tant’è, questo glo¬ 
rioso flauto siciliano ‘ si è 
tramutato in bacchetta di¬ 
rettoriale, presentando con 
un nucleo strumentale, enu¬ 
cleato dall’orchestra gran¬ 
de, pagine eseguite a Pa¬ 
lermo nelle « Settimane » 
del 1960 e 1961: Ideogrammi 
di Aldo Clementi: Movimon* 
to di Donatoni, Un Iter se¬ 
gnato di Guaccero, Pluxus 
di Gerolamo Arrigo, Com* 


J ' •' V 






:U, 




Uno dei fratelli ; Celam- 
' baioni : : ' ' 

DI famiglia e tradizio¬ 
ne circense, Romano-e 
Mario CToIombaioni sono 
al Giulio Cesare, in questi 
giorni, con La coppia 
bulla, uno spettacolo di 
clown senza facce infa- 
: rinàte, cappelli à pan di 
■zucchero, costumi rigom 
fi, scarpacce- deformi. Ve- 
stono - nomataehte, o 
quasi, e semmai assumo¬ 
no,, còh ironia, le pose az* 


Musica 
danza e 
gesto: il 
fascino 
indiano 




fìTASERA . 


iPOVE 


^ CINEMA — Oggi, a meno 
' che non .si yoglUmo inse- 
. gùire i'titoli ..più recenti, è 
quasi obblijp^torìo ftnize In 
una eala parrocchiale: alle 
^ Bèlle Arti e al Casaletto si 
. programma' infatti. Sporta- 
ali, .0 kolossal sulla rivolta 
degli'schiavi contro rdomi- 
: lUktorl ■ romani dirètto mol¬ 
ti. molti anni fa dà Stan¬ 
ley Kubrick. Un fflm dì tuu 
to rispetto, prodotto e in- 
' terpretato da KIrfc Douglas. 
' AlVAvila per chi non abbia 
modo di seguire la maxi- 
rassegna televisiva dedica¬ 
ta a TotÒ, ce n’è una ana- 
; Ioga • ridotta: t upeiMI*. 

ovvero una macedonia di 
' materiale arclnoto t rari re- 


Da Palermo con bel^ 
suono per concludere 
un grande Festival 


••• V /♦; /- Tv** ’ A' 


posizione t di Eglsto Mao- 
chi. 

Gabriele Ferro, con l’or, 
chestra al completo, ha sug¬ 
gellato Il Pestiyàl, aggiun¬ 
gendo al paesaggio musica¬ 
le. riempito da Franco Evan- 
gelisti, il timbro e 11 peso 
d’una musica affidata, ol¬ 
tre che alla qualità, anche 
alla quantità del suono. ~ 

. Sera per sera, rppere 
omnia di Franco Evangeli¬ 
sti, ha ripreso a vivere. Tut¬ 
to un mondo ricco di sor¬ 
prese è venuto in primo pia¬ 
no. . 

A conclusione del concer¬ 
to, una densa> pagina d! Lui¬ 
gi Nono. Canti di vita e 
d'amorè, metteva in eviden- 
: za 1 due mondi sonori; quel¬ 
lo di Franco Elvangellstl, 
non estraniato, ma andato , 
oltre certi confini terrestri 
(e si capisce come null’al- 
tro che il. silenzio potesse, 
dopo, rappresentare per 
Evangelisti il solo modo di 
far musica) ;. l’altro, quello ' 
di Nono, radicato nella reai- . 
tà e bisognoso di ben quat¬ 
tro timpanisti per dare uno 
scossone ella dura crosta 
terrestre. ■ 

- Vedremo meglio dopo la 


riflessione che un Festival 
come questo impone quale 
sla oggi il giro della nuova 
musica. • 

' Preme ora indicare ' alla 
riconoscenza per una mani¬ 
festazione di cosi alto pre¬ 
gio gli organizzatori di Nuo¬ 
va Consonanza (Macchi. 
Guaccero, Sbordoni, Mari¬ 
nelli e Piazza), gli enti che 
hanno collaborato fAssesso¬ 
rato alla cultura del Comu¬ 
ne, di Roma. Rai-Tv di Ro- 
ma, Goethe Instltut), gli 
amici della Nuova Musica, 
accorsi numerosi, nonché 
quelle persone che hanno 
anch’esse sopportato dop¬ 
pie e triple fatiche per 11 
Festival: la moglie di Evan¬ 
gelisti (« la mia cara Irme- 
la j>, come diceva Franco), 
che ha organizzato un’ariosa 
,e felice mostra di foto^a- 
fle, manoscritti e documen 
• ti; 11 padre del composito¬ 
re, Enea, vicino al novanta, 
che fortemente ha accetta¬ 
to il capovolgimento’ della 
tradizione, per cui è lui. 
Enea, a portare .ora sulle 
spalle, in salvo, la memoria 
del figlio. 

Erasmo Valente 


Dal confuso presepe 
di Respighi alla netta 

di Braihhs 


Siamo ormai inesorabilmente. entrati In clima natalizio. 
D’ora in poi per circa un mese saremo circondati da pe¬ 
corelle, pastpri, zampegne e buoni prt^sitl. Non c'è niente 
da faré, bisogna rassegnarsi. Le prime avvisaglie musi¬ 
cali del Natale incipiente sono, venute da Santa Cecilia, che 
ha riproposto, , venerdì, la. Lauda. per la Natività dal Sh 
gnore, di Ottorino Respighi, una composizione per sopra¬ 
no. mezzosoprano, coro e < istrumenti pastorali ». ' che uti¬ 
lizza il bel testo di Jacopone da Todi. 

La Lauda (1929) appartiene al periodo «gregoriano», di 
Respighi, quello cioè ip cui il sue interesse per la riioda- 
lità antica si risolse in . un tentativo di connubio anacro¬ 
nistico con la tonalità: un atteggiamento in cui non si può 
vedere né ironia verso il passato, né rigore filologico, e 
che lascia quindi il tempo che trova. A nulla è valso l’im-' 
pegno profuso da Giulio Bertela, direttore del Coro del- 
rAccademia, dai coristi e dai .solisti. ' ’ ^ ! 

Ben altro risultato, si era avuto, nella prima parte .del 
programma, che comprendeva musiche di Brahms ' e di 
Mendeissohn. Di questo abbiamo ascoltato l’inno « Hoèr, 
mein BItfen, Herr», per soprano, coro e organo, che Clar- 
men Lavani ha interpretato in maniera intensa e pura. 
La spiritualità che emana da questo brano è di un valore 
completamente diverso da quello del prerèpe respighiàno. 
In apertura si erano' ascóltàti i Quattro canti op.' 17 per 
coro femminile, . due corni c arpa di Brahms: quattrè ■ 
brevi esempi di -come un musicista del calibro di Brahms 
poteva esprimere U pregno inondo poetico, squisitamente 
romantico, attingendo alla fonte, del patrimonio popolare. 
assirtiUato in maniera personale e convintissima. -.. . ' 

■ • ‘ "e.er. ■ 


Dà ieri al Giulio Cesare 


zimate del vecchi intrat¬ 
tenitori di varietà, di caf-, 
fé concerto. Lavorano sul 
repertorio: piccole acro¬ 
bazie, giochi, di prestigio, 
gap di .conio antico e va- 
riartoni parodistiche. Sve¬ 
lano/anche, 1 tracchi del 
mestiere,' a beneficio so¬ 
prattutto del bambini; al¬ 
cuni dei quall,^ nella. 
conda fase della rappre- 
eentaìEione, sono chiamar 
tl alla ribalta per appren- 
dere, ad esenipio, come 
tirare uno schiaffo senza 
far male (mentre il «col¬ 
pito > produce lui reffet- 
to sonòro) o coinè tenére 
in equilibrio sulla fronte, 
appena piegata all’lndie- 
tro, un bicchier d’acqua. 

•' SI. parla tanto di parte- 
cipaziòne dello spettatore 
'(non più passivo, come si 
dice) all’evento teatrale. 
'Per quanto riguarda il 
pubblico ■ Infantile, noi 
non sapremmo immagi¬ 
nare niente di meglio d’un 


. tale coinvolgimento, che 
consente di scoprire, nel- 
;jle meravlgUè della « sire¬ 
na povera », le semplici 
risorse dell’Ingegno uma¬ 
no, e il potenziale di de- 
■ strezzà ' d’ogni membro 
del corpo. . • - 

, .I.Colombaloni, che .van? 
t taxìo. 'neÌ Idra precedenti 
Jtnmediati, direttori .P .Un: 
presari di ìustrò (F^ilini 
nel cinema, Dario IV» nel 
teatrò) dichiàrano di rial¬ 
lacciarsi alla Commedia 
deirArte, piò come a- im 
titolo di nobiltà che per le 
tecniche specifiche adot- 
, tate. Connessioni si pos¬ 
sono pure ' trovare con 
esperienze recenti ed in¬ 
signi del tempu nostro,, da 
' ChapUn a Eduardo. 'Tut¬ 
to, del resto, s’impernia 
qui sulTecu^ro’di un ba¬ 
gaglio espressivo che non 
conosce cbnflhi, anche 
perchè là parola vi svolge 
una funzione' sussidiaria, 
strumentale rispetto alla 
' mlmiéa e. ài movimento. 


Vi sono sketch più co¬ 
struiti. come la caricatu¬ 
ra del dramma shake¬ 
speariano; e levitazioni 
vagamente surreali, come 
la partita di golf disputa¬ 
ta con una pallina Invisi¬ 
bile. A noi son piaciute. 
In modo' pàrticolare.' cer- 
te cose che paiono dul- 
la* riflessi e barbagli d’juna 
eterna nevrosi quotidia¬ 
na: Romano che cerca di 
raccogliere il- cappello, e 
quello gli scappa di con¬ 
tinuo. finché lui ci si get¬ 
ta sopra come il porUere 
di calcio sulla sfera con¬ 
tesa.: -. ... . ’ . 

C’é poi, a chiusura, un 
pezzo splendido, che può 
evocare perfino gli Atti 
senza parole di Beckett. 
I-due sonò abbigliati, óra^ 
da suonatori ambulanti; e 
si aggirano furtivi, spau¬ 
riti, incorniciati da un co¬ 
no' di luce, sbirciando la 
platea come una presen¬ 
za ostile. Quindi, 11 « nù¬ 
mero». L’uno, schiena a 


- i 




** ‘ 


-• - t 


La daasafrfca Sanjakfa 



' - A condoslonè dalla rassagna/41 teatro^ musTca a dareta 
dairindla del Itord, si è asibila al Taatro Argantbia ;la 
famosa danzatrìta Sanjukta Panigridii ’ 

. L'asselirta padronanza dal carpe, la mòbilitè dal yèlfair 
la meitaplica.eapacifà dì coerdinamanta daliùrnmansa.patri- 
monie dl -gasti a di attaffgiamanti flssàtt, ma non cristal¬ 
lizzati, in un rigorosa codka aspres^a'a descrittiva kaó¬ 
ne ^ ancora ana volta sorprèso a àffasclnata II piAfcItca 
chi si riconosca sampro mano estraneo a un H n gaa g g l a 
che. un tempo si prasonfòva' salto la iaca^ di un g g nar lca 
asotismo a cha ora. caniribaisca éllx. conoscanza di una 
civiHi densa di aiti valori ^estètici o spiritiiali. 

Ma il fascina non basta a p an oi r ar a Faioquonn Inizia¬ 
tica di Sanjukta ' Panigrahi,'a quaicha aiuta viono ,tetta 
sfossa danzatrica con I suol fntorvonti esplicativi, dai qa^. 
trasj^ra srprattiitta ana di msnsi on a emana, cha sfagte 
allo spettatora rapita dalla grazia, • Paltganza, In rafll- 
nafazza, ■ Kabilitè. - Oiciama dalla fafka a dalFaftamia^ 
del posa dallo sforza fbka sampra acculfata dktra la :vlr 
tala incarnaziono di milk lm'"*fi>d cakbrata dail Hc ana 
grafia indiano. 

' Al successo della aerata — a toatra gramila camo-aam- 
pra noila occasioni offorta dall* rasségna indiana ko 
data il proprk apporta la vaca dal Pandit Pag h ana t k-Po- 
nigrahi, marita dalla danzatricar cui .facavana cara H aitar, , 
il flauto a la parcassiana di tra accollanti caNabaratari. 



Film per ragazzi 
otto ^li ottantanni 
Kemp : ultima serata 



perti dell’arte dri. cóinico 
napoletana * Al -Virtòs, JJn 
americano a Parigi: il deli- 
. zioso classico interpretato e 
danzÉÙo da Gene Kelly su 
musiche di- Qeishwin^ Sono 
. tutti titoli adatti anche ai 
' ragazzi, ma per lora'In par¬ 
ticolare, va ricordate inol¬ 
tre la rassegna di cartoni 
animati óanadesi che si con¬ 
clùda stamatUnà all’ Archi- 
. Doede (l’ingrèsao è libero; 
, ma arriva te. prima delle die¬ 
ci e trénia perché Inizia 
i oempra lii anticipo). 

Avete tempo oggi e doroa- 
.nL invece, per vede?® 
Pilinstudio Agukra furore 
- di Dk, un benissimo' film 
sulla eonqolsta del Patù. fra 


f primi dell’oggi famosissi¬ 
mo Womor Harzag. * 
MUSICA — miziaUva tutte 
particolare quella in pro¬ 
gramma per domani all’Al¬ 
tra Tonda (via Casal San 
Basilio): una glonwte a'ba- 
se di lirica (si comincia al¬ 
le 15) tutte dedicate agli 
anzianL VerraniK) èaeguita 
le romanie più faroooe: da 
« Un bai di vadrama > q « Ca¬ 
sta dlvq». da «Vkol d’érta» 
.a « Parigi a aara ». L’tngrea- 
so è Ubera . ; 

TEATNO — Sa avete il prò- 
blema dcITIiraaoblUimo do- 
menkak, vi conalgnaàM di 
superarlo angUendo fra* le 
saguenil poèslMlità. 

- ApprofMteta dalle ùrima 


. repliche den’Oroola di .yit-. 
torio Alfieri al P iecs i e Éll- 
eae: la regia è di Okioappa 
1 Patroni O^i e ^ Jnter- 
prcU sono Edmonda AldinL 
Rema Girone, Paola Baod 
, e Franco Acampora. n te¬ 
sto plassicò si avvale di una. 
interpretexiane < psieaaalitl-. 
ca » e attenta id 'teaoaiia • 
famUlare. . > 

Non lasciarsi zfmiìrt. so 
già non lo si è fatto, al Nuo¬ 
vo Parioli una della due ul- 
, timo repliche (previste am- 
- bedue par ogiDcdi D a mi e. 
il «poma faateaUaa» cha 
Lfndeay Kémp hà «teratto 
sulla vite di. O èrcla. t a re a; 

. si ri p ercarropa in parte i fa¬ 
sti te Pl ewaia L il- 


Di Mattia a Jh l a iia a tet a 
RoaséDa Or, .Xarla 
QiàskBa.Biaai 


Ica v14 dicQmbrQ 1980 



LkNfsay-Kamp 

hèna' e gambe in aria, 
funga. da ' leggio; l’altro 
comfde una serie di assur¬ 
de manovre, finché dal- 
.Tasttmeio : del violino 
estrae una banana, la 
sbuccia, la divora con la 
golosità _dl una. scimmia, 
o di un. uomo affamato; 

AUa «prima», un caldo 
. successo, che' le repliche, 
crediainò. conferinerannò. 

-ag. sa- 


a tutVoggI del 
sta inglesà 

Astistere, all’ Aurora. - al- 
Tennesima reidioa di Plooa 

la dan n a un muelaa l , k rl- 
scrittuia In chiave 
musicéle dei fai 
co di Louise Alcott opè r s te 
da Pa<da PasoolinL Tonino 
Pulci a . Stefano'M bzcudcI 
(per le mnslche). 

Un a acenn o anche a da 
mani aera: al Tavdindné da- 
butte La ffuéte te Tmwour, 
«put-potoTi». dt dialogM a-, 
morqst tratti, da fUm piò a 
meno noti, aerttta^ 


Xeffefc , 
alla crònaca 


L’adèhda chiède 
pazienza... 

Cari compagni, i' *' /' 
éuguràtevl di non Avere 
mài fughe di gas in casa 
Non c’è solo 11 pericolo di 
saltare in aria per un’esplo- 
sioné o quello di morire per 
Intosslcamento. Può succede- 
dervl -quello che è successo 
a noi. niente di tragico, ma 
d| intollerabile sé. 

:1A storia è cominciate mar¬ 
tedì alle 16,30 quando uno di 
noi — siamo cinque famiglie 
di uno stabile di via delle 
Agavi .9, àli’Ale^andrino — 
si è accorto che dal conta¬ 
tore della cucina c’era una 
fuga di-gas. Naturalmente ha 
sùbito chiamato il pronto In¬ 
tervento . della Romana Gas. 
Ripetiamo, la chiamata è sta¬ 
te. fatta alle. 16,30. Sapete 
quando sono venuti gli operài 
della, società? Allè 11 di sera. 
Ma non è finità; constatata 
la'perdita, non hanno fatto 
altro che scendere le scale 
e chiudere 11 rubinetto gene¬ 
rale; quello che regola l’ero¬ 
gazione a cinque famiglie, 
un’lntejra colonna del palazzo. 
« Tòmlamo . domani » hanno 
detto andandosene, e Invece 
11 glonio dopò niente. 

Sono passati due giorni e 
slamo, ancora nella stessa, si¬ 
tuazione, nessuno di noi ha 
potuto. cucinare . qualcosa di 
caldo e le telefonate che ab¬ 
biamo fatto alla società per 
sóllècitare un IntervCTito non 
sono servite a liiente. « Sla¬ 
mò In quattro per gli Intèr- 
ventl .urgenti in tutta la cit¬ 
tà'» ci' rispondono sempre, 
« dovete avere pazienza ». - 
< Lettera firmata 



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»ll« 9 (Spcrénia); QUÀDRARO 
alla 10 (Vitala); NUOVO SALA- 
.RIOs all» 10 (lambo); CINE¬ 
CITTÀ' • SUBAuGÙSTA; aHa 
10,30 comizio (Borgi\a); TORRE- 
VECCHIA, all» 940 (Mlcuccl); 
SETTECAMINI «Ila 10 (Laoni); 
MDENE alla 9,30. (O. Mancini); 
VlLtANOVA all» 10 (M. Amati); 
QkOTTAFERRATA «H» 10 manlf^ 
atisien» ;(Rtnzi). 

- ' FROSIN(>NB 
CASTROCIÉLO alla 10 C.D. 
' (Vaoia); SANTANGELO aUa 10 
AaéàmWa» (Mazzocchi); SANTAN- 
.' DREA' all» 10 Cemizie (D« Gi«- 
•bH^i-TREVI NEL LAZIO «ite 10 

■•ÌUITINA 

bi.-(‘adarazionf él«. 10 Attive 
;Ml. comnérelo (tertl):. IPÙZE àlk 
li)--ManlfaatazieiM mi aHuadóm 
Mitica (Imbailona); MINTURNO 
•n»; 940 ìCD. t.(Valkte)r ARItl. 

' LIA ■H«-:9.30-'AaÉunbb* (haco); 
'TEKIIACINA «II» 9.30 Asa«i»bt«i 

Rum ‘ 

-BORGOROSE alla 10 Aaaaró hl a» 
ROMA ' 

■ BBIONB AGRARIA All» 17 

ikniofMi d»{. comuniiti M »»tto;« 
asrfeele (Spcranaa-Stnitaldi)... 

,ASRRMetSI- — VILLALBA ali» 

- IR.attivo .erènlo fOttaviano). . 

COMITATI DI ZONA — CASI- 
LINA: 'à)I« 1B a Tonenoya*. riu- 
< nlona- In prcpaieaiona Mmióario 
(W. Vetroni); CASSIA-FLAMI- 
NIAs alI» 19,30 Cd-Z. (G. Roda¬ 
no) ; TiBURT1NA^aII«. 17:30 fa ■ Pi»- 
lr»lte «òSaribiémanto; agnltà - (Loo- 
carini);'ARPIA alla 19,'30'aaaaiii- 

- Mai fùnt elèa (Da Ntàil).- 

.ggZIOMI . A OaUKE AXtlN- 
tiAU' STATALI ' Nk 17’. Ili 
tad.n» attivo (Fosco-Vttala); . ' > 
• Alla .17 fn Itd.na rìunlooa aa- 
•raMrT dt'sBMvdaXa (CttlA ;a datla 
p to' v filda '■ (Baócertttàvtawo). - 
«IINARIO DRLLA ZONA 
OSTIENSE titiOMBO SUL GO- 
.VIRliD iÓCAU ^ Ont a'^dem*. 
ni alla-'1740.'htifa mieva aada'dl 
'ONtanià (V. Giacomo . Bovo 24) 
•aminario dalla Zona Ósliaina » Co- 
lómbe ani ' 90 v«nw Votela. .Intro- 
doea g g amp a g h o Agdatind Ottavi. 
Pattadpane 1 compagni Enzo' Prèiat- 
tl • Lti}^ Pmn». Cendiid» H eoo»- 
pagno .Lflcmardo *l«mbo. 

Oivanizzato dal Coe idto a- 
.. mante Nézienola di «oUdaricth 
; "per il Sahradòr a dal Clicele 
PàWe Nani da, oggi alla 10,30 
naI-tocaH dai drcalè Pa M o'.Na- 

- rude In vk Bievatt», 60. dl- 
. battito Mila situazien^ in Sal- 

*’ vadpr. Part w cipane : Tullle Vao- 
' dilani, dàlia Diraslana dal pa, 

- - 'Albarto Bàn z én l , - dal CC dai 
..PSI .a aaponantt ■ dal :ceotdl- 

namanto nazionaia di aoKda- 
.' 'riatb par H Salvador a dal Cn- 
: ; «olo PoMo Natùda. 

• FOCI. ■ 

oggi ■- 

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Domtnlca 14 dicambra 1980 


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iuiìità PAG. 19 


*’ > f ' 


Concerti 


di SANTA CICILIA (Silt iccidtmlca 

di Via dal Oraci) . 

Alla 17,30 (domani alla 21 a mirtad) alla 19,30) 
« Coarto dirotto da Wolfgang Sawallitch » (tagi. 
n. 7^*.*'* programma: Straust, sollatit Vincanxo 
Marlotzl o Farrtando Zodinl; (planoforta tollita; 
Wolfgang SawalliKh). Bigllattl in vendita all'Au¬ 
ditorio oggi dalla 16,30 In poi (domani a mar- 
tadì daRa 17 in poi). 

ACCADEMIA BAROCCA (Via dalla Tarma Oaclana 
n. 15 - Tal. 572.166) . ■ 

Alla 21,15 : ■ 'v.iii/j 

Chiaia dl 5. Agnesa (Plaira Navona): Concerto 
atromantola. Muaicha di Leo. Durante, Scarlatti. 
Porpora, Pergotesi. Solisti: Felle Ayo (violino), 
Fulvio Leofireddi (violino), Jody Severa (violot>- 
' callo), Wanda Anaelmi (clavicembalo). Informa- 
lionl praaao la Segreteria deirAccademia, telefo¬ 
no 572.166. 

CIRCOLO ARCI bela BARTOK (Via di Vermlclno 
n. 40 • Tal. 616.15.52) 

Alla 17,30 

« Il Pianoforte dall'800 al 900 i. Pianista: Ni¬ 
colò lucolano. (Centro 8, Via di Vermlclno n. 40, 
Quart. Borghatiana). 

ICTITUZIONE UNIVERSITARIA DEI CONCERTI 

. (Via Fmcaaatnl n. 46 - Tel. 361 00 51) 

. Martedì alla 21 

' Presso l'Auditorio 9. Leone Magno (Via Boti*- 
■ no n. 38, Tel. 853.216). Oleg Kryssa (violino) 
:a Tatiana Cekina i (pianoforte). Musiche di Bea- 
thOven^ Bartok, Debussy a Paganini. Prenotarioni 
tvlefonicha alla Istituzione. Vendita al botteghino 
. deirAuditorio un'ora prima del concerto. 
rONTIFlCIO ISTITUTO DI MUSICA SACRA (Pial¬ 
li Agostino li. 20/a - Tal. 654.04.22) 

Domani elle 17 ■ ’ 

• ’ « Musica e pittura >, concerto del violoncellista 
/ Guido MaKellini e della clavicembalista Maria 

j. . 'Clotilde Sieni. In programma: G. Sammartinl, F. 5. 
Gcminiani, J. Ph. Rameau, J. S. Bech, G. Grazioli, 
F. M. Varacinl. Esposizione dal ‘ pittore Amilcare 
, • : Achilli Inaugurata da S. E. Moni. G. Fallanl. In- 
’ grasso libero. 

TEATRO OLIMPICO (Via Flaminia n. 118 - Tela- 

• fono 360.17.52) 

• Domani e martedì alla 21 ' 

La Cooperativa Unicorno presentai « Lalla a la 
fanciulla fiori • balletto tratto da i La Mille e 

‘ una notte s di Manfredo BlancardI. Biglietti in 
vendita al botteghino del Teatro) 

' CHIESA VALDESE (P.zza Cavour) 

• Alla 21 • • . 

Concerto straordinario prò terremotati. Musiche 
;• di ■ .Vivaldi, Telemann, Couperln. Charpentlar. Or¬ 
chestro barocca del C.I.M.A. Direttore: Sergio Si- 
minovlch. 

BASILICA DI SANTA FRANCESCA ROMANA (al 
Foro Romàno) 

AHa 18 

Concerto deII'ore5r>'st« J, B. Goettsche. Musiche di 
Bach. HIndemIth, Vltallnl, Duruflà. Biglietti all'ln- 
gresso. 


ANFITRIONB (Via Manlalo n. 35 - Tal. 3598636) 
Alle 18 - - 

L’ATA Teatro In collaborailona con l'ETI presen¬ 
ta: a Delirio a, novità assoluta di Giuseppa Fava 
. con Carlo Alighiero, Fernando Cajati, Laura Tan- 
liant. Regia di Marco Gagliardo. 

IL BACAGLINO (Via Due Macelli, 75 - Tcta- 

.fon! 6791439 - 6798269) 

Riposo 

BELLI (P.ia 5. Apollonia. 11/a - Tel. 5894875) 
Alla 77 . 

La Coop. Il Grantaatro Pazzo presenta: a il vl- 
•conta dlmeziatoa di Cecilia Calvi. Regia di Lo- 
ramo Alessandri con Piatro De Silva. Gaetano Mo^ 
sca. Rosa DI Brigida, Guido Fiori. 

BORGO S. SPIRITO (Via dal Panitanzlarl, 11 • 
Tal. 8452674) . , . . , r 

Alia i? " . ■ 

La Compagnia O'OrIglla-Palmr rappresenta: e La 
namlio », commedia In tra alti di Dario Nlccodeml. 
Ragia di A. Palmi. 

BRANCACCIO (Via Mattiitna. 244 • Tal. ;735255) 
Alle 16,15 a alla 19,15 

Pippo Franco a Laura Troschal In: a Balli al na¬ 
sca •• commedia In due tempi di Pippp Franco. 
Prenotazioni a vendita presse II botteghina del Tée- 
tro, ora 10-13, 16-19. Preni L. 3500. 5500. 6S00> 

CENTRALE (Via Celsa, S - Tal. 6797270) • ^- 

Alle 17,15 . 

La Coop. Lo Spiraglio. Cariò Croccolo presenta 
Glsèlla Soflo In uh classico dèi Teatro còmico 
a La zia di Carlo » nuova edizione da Thomas 
Brandon. Con R. Marchi. 

DEUB ARTI (Vh Sicilia 59 - Tel. 4758598) 

Alla 17 

; « Ipirite allegre » di Noel Coward. Con-, A. Tierl, 
G.' Loiodica. G. M. Spina a la partecipuiona di 

- PmI 8 Borboni. Regia-di L. Saivcti. 

'DEI SATIRI (Via del Grottapinta, 19 - Tele- 
. fono 6565352) 

Alfa 17,30 

La Coop. C.T.I. presenta: a Llmpertanza di esse- 
' za— Emaste » di Oscar Wilde. Regia di Paolo 
Paeloni. Con: F. Dominici, T. Sciarra, S. Dorìa, 
L. -Franci, M. Bosco. 

DE' SERVI (Via dei Mortaro 22 - Tel. 679.51.30) 
Alle 21,15 

. li;^ClBn del 100 dirette da Nino ScardlM im 
. a Svolta pericolosa » di J. B. Priestley. .'Regio di 
. Nino Scardina. Con N. Scardina. I_ Sestili,'«A. M. 
Ròtoli, F, Flamini. (Ultima replica). ■- . - 
DEU.E MUSE (Via Fori). 43 - Tel. 86294B) 
Martedì alle 21,15 c Prima » -- - 

a Vipere e marsine», il musical italiano Americo 
Style scritto e diretto da Mario Moretti. Musiche 
originali di Stefano Marcucci. 

ELISEO (Vie Nazionale, 183 • Tal. 462114) 

Alle 17 

La Comp. Teatro La Maschera presenta Paolo 
Steppa in: « Il mercante di Venezia > di W. Shake¬ 
speare'. Regia di Memè Periini, con A. Buonaiuto, 
E. Sirravo. T. Accolla. S. CÙteilitto, L. Monta¬ 
nari, E. Fantastichinl... 

PICCOLO ELISEO (Via NazIeiMle, 183 • Tela- - 

fono 465095) • \ ^ - =. - 

Alle 17.30 ^ " : 

La Compagnia di Prosa del Piccole Eliseo prasan- 
ta: « Oraste a di Vittorio Altieri. - Con: Franco 
Acampora, Edmonda Aldini, Paola Bacci, Ncstor 
. Garay, Remo Girone. Regia di Giuseppa Patron] 
Griffi. 

; BTI-QUIRINO (Via M. Minghettl, 1 - Tela- 

feno 679.4585) 

Alla 17 

Il Teatro di Eduardo presenta: * La acorzetta iB 
timone ». « Dolore setto chiave », ■ Tra i pari 
a i dispari Edoardo legga la sua poesia ». Regia 
di Eduardo. 

ETI-VALLE (Via del Teatro Valle. 23,^i - Tele¬ 
fono 6543794) 

' Alte 17,30 (uirima replica). 

La Compagnia della Loggetta (Centro Tootralo Bio- 
sciano) presenta; ■ Cosi è sa vi paro », di Luigi 
Pirandello. Con Luisa Rossi. Virginio Gazzele. R^ 
già dì Massimo Castri. 

GIULIO CESARE (Viste Giulio Casaro. 229 • 
Tal, 353360) 

Alle 18 ^ 

Romano a Mario Co'ombaienl. ■ I Cowns dalia 
Commedia dell'Arte » pres.; c La coppia beffa », 

RA MADDALENA (Via delie Steiictta B. 1B - Tale- 
. fono 656.94.24) ,j., 

AHa 18,30 (ultima replica) ■ ^ - 
Il Teatro Lucemaire di Parigi In cellaborazlono 
con il Teatro La Maddalena p i e san t a no; • Lofan 
da Scbyzophrenie ». Com Ch. Cbils. Enrico Car^ 

• ne^o, Paola Pozzuoli. 

MONGIOVINO (Via Genocchl, 115, tng. Via C. ■ 
Colombo - Tel. 5139405) 

Alla 17.30 (ultima replica) 
i a Dacitai per Gercia Lerce a New Yerk a lamaiitò 
. par Imiacie » con studio suH’autora. 1980. Pre- 
: notazioni ed informazioni dalle 16. 

NUdvO PARIGLI (Via G. Sorsi, 20 • Tele¬ 
fono 803523) 

Alla 17 e alle 20.45 (ultime gleme) 

- Direzione c programmazione dei Gruppo Teatro 
Libero RV diretto da Giorgio Da Lullo. • Und- 
Bay Kemp Company a presenta e Doaoda a poame 

■ fantastico per Federico Garcia Lorca. 

PORTA PORTESE (Vie N. Bettonl. 7 - Telo- 
fono 5810342) 

Mmtedì. giovedì c sabato alle era 18-20,30 laso- 
• ratorio prcparazonc profrssicnaic a: Teatro 

ROSSINI (Piazza 5. Chiara. 14 - Tel. 7372630 
6542770) 

All# 16.30 c elle 19,30 (ultima replica) 

La Compagnia Stabile dei Teatro di Roma c Chec- 
CO ' Durante » in: « L’allegre comoiarì de... Tro- 

■ a les erà », due tempi dì E. L'berti, de W. Shske- 
Bpaara. Musiche dì L. Tega. Regio di E. Liberti. 
NoSiti assoluta. 



' ; 
<vì 



SISTINA (Via Sistina n. 129 - Tal. 475.68.41) 
Atié 17 e alla 21 

■ Garinei e Giovannini presentano Gino Bramifri 
In: « Felici e contenti », due tempi di Terzoli e 
Vaimc. Musiche di Berto Pisano, con Liana Trou- 
chi, Daniela : Poggi a Orazio Orlando. Regia di 
Pietro Carinci, ' . 

TEATRO MAGENTA (Via Maganta 25 - T. 463.703) 
Alle 18 

La F.I.T.A. e la C.A.P.I.T., per il 1. Festive! del 
Teatro Dialettale presentano, con il G.A.D. Picco¬ 
la Ribalte di Pesaro; < La notte della Vàrne », 

. . di Italo Alighiero Chiosano. 

TEATRO AURORA (Via Flaminio Vecchia S20 • 
Tel. 393269) ■ ' . 

Alle 18 .. ' ' 

a Piccola donna », un musical di Paola Pascolinl. 
Musiche di S. Marcucci. Regia di Tonino Pulci, 

. Con V. D'Obici, C. Noci, G; Onorati, O. PiKtn- 
' tini. , - ' 

-V teatro Di ROMA AL TBÀTRO ARGENTINA 
(Via dai Barbari. 21 • Tal. 6544601-2-3) 

Alla 17 

La Compagnia di Teatro di Roma praianta: d Co-' 

■ ta cuorinframo » di George Bernard Shaw. Regia 
di Luigi Squarzina. Pr'oduzionai Teatro di Roma. 

TEATRO DI ROMA AL TEATRO ENNIO FLAIANO 
(Via Santo Stefano del Cecco n. 18 - Telefono 
'679.85.69) 

*’ Alle 17,30 (ultims replica) ' 

Il Teatro di Roma e l'Entt. Teatrata Italiano pra- 
.. sentano la-Coop. Gli Ipocriti ini a Uteiia di emer-- 
( genia a di Manlio Santanelli. Regia di Bruno Cirino, 
TEATRO TENDA (Piazza Mancini - Tel. 393969) 

. Alia 18 ... 

« I gatti di Vicolo Miracoli », nuòvo spettacolo. 
ARCAR (Via F. P. Tosti n. 16/» - Tel. 839.57.67) 
Alla 18 . .. ' 

. a Insomma tutto» di Armando Ritpoll (novità) 

' con Leila Spinelli e Giorgio Fiora. Regia e coreo- 
gralia dell'aùtore. 

BEAT 72 (Vìa G. G. Belli n. 72 - Tel. 317.715) , 
Alte 21,30 

L'Associar. Culturale Beat 73 presenta a Alazaiw 
dre Mandarln », un lavoro teatrale di Bettina Best. 
DEL PRADO (Vie Sore n. 28 Tei. - 342. 19 .jji 

; Alle 21,30 ... 

' Teatro Incontro (diretto da Franco Meroni) In 
collaborazione con la I Circ, comunale di Rome 
presenta: all canto del cigno» da. Anton Cechov 
(riduzione di Franco Mè/on!) còn Franco Certe- 
cìolo e Dimltri Temaròv. Regia di Dimitri Temarov. 

'' Ingresso libero, 

GIOVENTÙ DEL LAZIO - TEATRO IL LOGGIONE 

(Via Montabelìo n. 76 - Tel. 475.478) 

. Alle 17,30 

I Nuovi Gobbi In: a Rivoluiiene alla romana », 
cabaret musicale in due tempi di Sistl-Migalll. ‘ 

■ Con: G. Sisti, S. Schemmiri. Musiche di Bacci. 

Gribanowski, Santucci. -- 

LA PIRAMIDE (Via G. BanzonI SI - Tel. 576.162) 
All» 21,15 

La Compagnia a Odradck 2 » presenta: a Cerimi 
nle» di Ugo Leonzio. Regia di Gianfranco Va- 
retto, con Carlotta Barilti. Gianni Da Feo, Daniela 
Di Giusto, Gianfranco Varetto. 

POLITECNICO (Via G. B. Tiepolo n. 13/a - Tala- 
lono 360.75.59) 

Alle 17,30 a alla 21,30 

a Sa fessi nate In America» di a con Renata 
Zaméngo. (Ultima replica). ' 

SPAZÌOZERo (Via Galvani * Testaccio - Telefoni > 
573.089 - 654.21.41) , - ' 

. Alle 17,30 ^ : 

Spaziazero presenta: a Latitudine Nord ». ragia di 
Lisi Natoli, musiche di Paolo Damiani. Con Fran¬ 
cesca Amato, Ivan Fodaro, Francesca Montasi, An¬ 
tonio Pettine, Pino Pugliese. 

TORDINONA (Via degli Acquasparta n. 14 - Telo-' 
fono 654.58.90) „ . , 

Domani elle 21,30 ' 

La Nuova Compagnia deH'Arcó pres.: a La rondo 
. de l'ameur »- di Anna Brasi con Rosstlks (Óre 
Maurizio Di Mattia. ’ 

LA COMUNITÀ (Via G. Zanazzo 1 - Tei. 5817413) 
Martedì alle 21 

Le Piramida Verde presente- a || ritratto di Do- 
rian Cray • dì Oscar Wllde. 

TEATRO IN TRASTEVERE (Vicolo Moronl, S - 
Tel. 5895782} , . 

,S.alo A T Alle 17,30 (ultima replica) 

II Teatro dal Mimodramma presenti: a Hlaro# Ga-< 

’ ■ mos ». Regia di IVIarihe Spraaflcò . < 

■ -Saia- B i All# '18-'(ulfima replica)'' ^ '' ‘ ' i < 

■La compagnia a Enterprisa film» presenta a FUU; 
_ Fitti » di Rienrdo Fucks Regìa di W Moreira.: 
Sara C e Sala Pozzo - Alla 18 (ultima replica) 

I- Teatro ' Autonomo di Roma prcscnia. a mesta- 
liaa • di e con Alida Giardino e Silvio Banadatte.. 
■Lo spettacolo # aelo por 20 persone a sere ò 
. oe- orenotazione 

PICCOLO DI ROMA (Via della Scafa. 67 - Tra¬ 
stevere - Tal. 5895172) . . 

Alla 18 

La Compagnia a Coop. teatro da poche» pre- 
aenta • I fiori del male » di Baudeiaira Ragia 
- di' Aiché Nana Scio per erudenti e operai In- ' 

. gròsso L 1.000 
AVANCOMICI TEATRINO CLUB 
Allo 18,30 (ultimo giorno) 

' La Compagnia degli Avencomici presenta e ...Ma- 
fkharas... »' da L. Andraiav. con P. Marinelli a 
G. Zingona. Regia di Marcello Laurentis. 


VI SEGNALIAMO 


TEATRO 


l'Due atti unici • po««lB di Eduar¬ 
do a (Quirino) 

« Gasa Cuórinfranto » (Argantina) 
e Goal A. (g« VI para) » (Valle) < 

■ Duande » (Nuovo Parioll) 
a Uscita di amtrgfnzà a (Fialano) 


CINEMA 


i'v 


a La città della donne a (Aleyone) 
a Kegemusha l'ombra del guerriero a 
(America, Barberini, Cepitol) 
c The Bluea Brothers » (Aritton, 
Majettlc) 

« Apocalypse now a (Beltito, Etrurla, 
Diana, Apollo) ' 
a Ho fatto gpiaah s (Capraniea) . 


• e Anil Véra » (Capranlehetta, Cuà> 

dòlo) 

• aio. Willy e PhII» (Hollday) 

• a il Pap'eeehie » (Eden, Metropolitan) 

• a Bentornato Picchiatello a (Eurcl- 

ne. Europa, Oregory. King) 

• a La morie In diretta » (PlBiumBita) 

• a Quando chiama uno Bconoealuto s . 

(NIr) - 

• aBrubakers (Quattro Fontana. 

Rita. Royal, Vittoria) ' 

• a Gloria, una nolto d'aatato e (Qui- 

rinetta) 

• a Bionda fragola » (Rivoli) . . . 

• evoltati Eugenio» (Augugtue) 

• a II piccolo grande uomo » (Novocine) 
'• «Haràld e-Maude» (Trierton) • 

• a Film sul Jazz» (L'Officina) 

• e La stangata» (Il Labirinto) 

• a Parsonale di De Sica » (Sadoul) 


MUSIC-INN (L.go dai Florantlnl 3 • Tal. 654.49.34) 
Mercoledì alle 21,30 
Concerto del pianista Martin loseph. 

MAGIA (Pitzia Trilutsa, 41 - Tei. 581.03.07) 
Tutte le sere dalle 24: « Musica rock «. 
MISSISSIPPI (Borgo Angelico, 16 - Piazza Risoti 
manto - Tel. 6540348/6545652) 

- Alla 17 e ella 21 « I Classici degli anni 20 e 30 » 
presentati dalie Old Time iézz Band. 

IL GIARDINO DEI TAROCCHI (Via Vaile Tram¬ 
pia, 54 - Mohtesacro) 

Il lunedi, martedì a mercoledì dalla 21i M aecoF 
' ta musica dal vivo, li giovedì, venerdì a sabato 
a Discoteca rock». Ingresso L 2000 (Domeni¬ 
ca riposo). 

SARAVA'-BAR NAVONA (Phuzs Navona. 67 - 
. Ttlelono 6561402) 

Dana 21: t Mus.c» orasiirant dai vivo e regi 
strata » Spaetalita vere ' Betide 
KING M6TAL X (Via Borgo Vittorie 34. S. Pietro) 
Atte 22 < DìKoteca Rock ». 

CLUB DEGLI ARTISTI (Via Agostino Bartanl, 22 • 
Traitavcra • Tal. S8982S6) 

Tutta la sera aii# 21 « Remo de* Roma % canta li 
toiklore romano 

CLUB * LA PARENTESI » ' (Via dalla Scala, ds . 

■ Trastévere) . : 

Alle 16,30 e DiKOteca ». 

CENTRO JAZZ ST. LOUIS (Via del Cardetio 13/a- 
Tel. 483.424) - - 

Alla 17,30 a Jazzsamba ». trio di Michela Asce- 
lesa, con M. Ascotesa (chitarra), E. Platropaoll 
(contrabbasso), G. P. Ascolasa (batterla). , 


LUNEUR (Luna Park oarmahente Via della Tra 
Fontana EUR' Tò« 59106 08 ) 

Il posto Ideala per trascorrerà una oiacevoi» tarata. 


Cineclub 


Cabarèt 




BATACtAli (Via Trtònf«e 130. a) ' 

■ Alia 21.^0 « Musicat show» con I tad'a. clan trio 
band è Angia Baboi. Incontri culturali organiz¬ 
zati con il club. 

IL PUFF (Via G. Zanazzo n. 4 - Tal 581.0721 • 
580 09.89) 

- - Ore 22,30 . 

Landò Flerihi In: ■ L'Infeme p«6 attande ra > di 
: M. Amendola e B. Corbuod con O .01 Nardo, IL 
Cortesi. M. Gatti. Mutlclie di M. Mattili. 
VELtOW-nLAG GÌUB (Via dalia PunHòaziona 41 • 
Tei. 465.951) 

-Tutti i mercoledì e 1 giovòdl aiie 22 dito Oone- 
. tene presenta • I frutta candita » in « EaHi a 
' collant ». 

INAHONA (Via Agostino Bartanl. B-1 Ptazz» San 
■■'Cosimato' - Tal 5810462) 

Riposo 

LA CHANSON (Largo Brancaccio n. 82/a • Talafo¬ 
no 737.277) 

Alle 21,30. Renato Carosone a 11 sue compitsso. 
PARAOiiE (Via Mario da' Pion. 7 retatone 
■ 67848381 . 

~ Tutta la tare alla 22,30 a 0,30 auperspattacoio 
. musicala e Lo pii- Balla alella dal nraÀao • di 
Paco Bornik Apertura ora 20.30 > Pranotasioni 
tal. 869.398 • 854.4S9. 

TWTTAEOMA (Via dai Salumi 36 - Tal 589.46 87) 
: Alle 21,15 

OtMie BelardI In « Ee penneltelav lo.» », rad arai 
' scritte da BelardI e FrabettI Musldw di Msurisie 
Marcilli. Movimenti corengra Ti d di E. McOoHèll. 
Costumi dì Ua D'InzilIo. 

MANUIA (Vkoio del CiWue 58 • Tei. 581.70.18) 
Ripose 


Sperimentali 


TEANSTSATEO 89/81 AL CO WVEWTO OCCUPATO 

(Via dal Colosseo. 61 • Tei. 679J8.S8) . . 
Martedì aHe 21 e Prima » ' . , 

■ 4 II Cardilo » 


Jazz e folk 




EJàSIN STEEET JAZZ 8AE fVls Auror». 27 
fono 4837lE/4a3S86l 
, Demani »■!• 22 « I Jazz Makers » di Enzo Scoppi, 
con Palermo, Munari, Ooid a Donald Hirst. 

CL TRAUCO iVi» Fonte 'Se<''U"e s re.'oaV3V38) 
Alla 29. Aumitto Sento ad Ely Olìvaìra « Musica 
. braallaira ». Calao Karan cn Fanrasis Bres'tair» 
Raffaella Folklore sudamericano. 

FOLK STUDIO (Via G. Secchi. 3 Tal. 5892374) 
Alla 17,30. Folk Studio giovani programmo: di 
folk happening con la partecipazione 'di numerosi 
Ofpitf. 

FOLK STUDIO RADIO TEE (Via G. SacchI n. 3 - 
Tel. 589.23.741 
Martedì ali» 15,30 

< Un certo discorso » presenta e Moaica par gH 
it e r mi Sia ». .... 


AUSONIA (Via Padova, 92 - Tal. 426160/492334 
« La cicala » con V. Lisi - Santimantala - VM 18 
AFRICA (Via Galla a Sidama.' 20 - Tal. 8380718) 
c Kramer òontro Kramar a con 0. Hotfman - San- 

• timentale. . ■ ' 

; FILMSTUDIO (via.OrH.d'AUbert, 1/c ^ Tale- 
•^lafono 6540464) ... 

. Studio 1 - Alle 16,^0-16,30-20,30-22,30: « Agalr- 
re, furore di Dio » 'di Htrzog 
Studio 2 - * Rauegni Ctnt'ma canadese St elle 
17,30: « Meurir a tue-tate s (Morire e equarcle- 
' gola) ■ di A. C Pelreri alle 19: « Outrsgeeua-» 
(Scandaloso) di R. Banner; >tlla 21:- « Incontro 
Con gii - autori-*:.-M. Brault,'A. KInfl a.F.,.Ml>>* 

klÒVVltZ.* -r-- t'c::';' 

• L'OFFICINA--il.Via.Beliacot 9 .-«M 
. --AUt 16:30-29,45 lEatreni di: e HollyàMNd'■teirno. 
of ' 1929 »; • Gold diggetv :of .:1935 >ii « GèldJ 
diggera of 1937.», « In caliantà»i 'élla 18,15^22,1(3 
, .«Ziegfeld girl ('41) di. .R-Z. Laonard, con J. 

. Stewart, e,L. .Turnar. . . , 

' CR.S. IL LABIRINTO (Via Pompeo Magno, 27 • ^ 
Tel. 312283) 

Alle 16,30-23 « Le atangata » con P. Newman e 
R,' Redfòrd Satìrico 

SADOUL (vià Garibaldi'2/e. T r eataeeré, tele-. 

tono sai 637») - ' • • , 

Alle 77,45-19,3001,15-23 «UmtartO De'di V1K 

torio De Sica. ' . 

cineclub politecnico (Vie G.D Tlepal a , 13/0 

Tel 360.75.59k ' i , . t.. , 

• Al!» 17 e alle 23 (ultima TepUéa) - 

- « Radio on > di Christopnar Pètn. ■ Muslctie A 
David Bowia. (Ultima replica). 

MIGNON (Via Viterbo, Il • Tei. 869493) 

---Alia 16.30-22,30 «Il piccole Branda uomo» con 
; O.- Hòfiraan - Avventuroso . 

IL MONTAGGIO OELLL Al TRAZIONI (Via Cassie 
0: 871 Tal 366 28 37) 

Alle .17-19-21 «i cannibali » di Liliana Cavani. 
SANZIBAE (Via da* Poiifaama, 8 Tal 589.59 35) 

. Alle 21 nChl à denliB à daniro dd è f«aH à 
''- fuori» dI-rF..GIiiItetti e I. Bruno. «Timo-duel 
tempo » di Valeria Viganò; A Cecily aeting » di 
R. Eveleigh; » Casa dolca casa > di Michela Caruso. 
CINE-TEATRO MERCALLI (Via Mercnili n. 58 - 
. Tel. 879,378) 

. Alla 16,30-22,30 m L’uome che cadde sulla Tat^ 
ra > con. D. Bowia - Drammetico - VM 14 
GRAUCO (Via Perugia 34 - T..75S1785-7822311) 
-Alle 20,30-22,30 e.TutlI flU nomini'dri pfM- 
. v.dànto» di Alm J. Pofcu!a,.con R. Rodford oì O. 

■ . .Méffnvifi-', 

CIRCOLO ARCI FUORI .9EDE (Caéa ddlo.Studen- 
- te - Via C Dà . Louis, 20) 

Alle 20-22 e II dotm l gllon» • di a con Wy Allan' 

Satirico . • - ' . 


Prime visioni 


ADRIANO (P.za Cavour, 22 - Tel. 352153 L. 3500 
PoiUielto fupar pià con T. Hìll Avventuroso 
(16-22.30) ^ 

iUXYONE (Via L. Lesina, 39 - Tei. 8380930} 

L. 1500 

La città dellé donna di F. Ftllini • Oraromatice - 

VM 14 

(16,30-22,30} 

ALFiBRI (Via Rcpattl, 1) U 1200} 

American G Ig alè con R. Gera - Giallo 
AMBASCIATORI SEXY-MOVll (via Montebeno. 
101 - Tel. 481570} ' - L. 2500 


(10-22,30} 

-AMEASBADB (Via A. Agiatt, 97 TsL 940890} 

- L. 2500 

Cruising con Al Pacino - Drammatico - VM 18 
(16-22.30) 

AMERICA (Vìa N. dai Grande. 9 • TeL S916168} 

U 2500 

Kagimaaàa, l’embru 9al g ns iiUi a « 'A. Kuro- 
sawa - D i u mm ag i co '-'v- 

(16-23.30} , • 

ANIENR (Paa S aasp l w ia . 19 • TeL;E9QSl7) - 

• ;... -■.:A. .i7oo ‘ 

ANTARIS (V.le Adi laH aa , ZI • Tel.- 890947} 
lacaadlBÌ« Atamano'' - 

ADDILA - (Via L'AdidIa. 74 - Tel. 7594951} > 

' i... ■ sfc. 1200 


ARCHIMEDE CESSAI (Vìa ArcMmadt. 71 - Tè- 

lefono 875567}■ :»L. .2000 

. Rassegna del cinema canadese: ■ CM àn- vàde R'. 
vento? » , 

(16-22.30) .- 

ARISTCM (Vìa Cicerone. 1» - TeL 353230} 

L- 3500 

The Blues Brettiara (I fratòtn Blues) cen i - Be- 
. luschi Musicale 
(15-22.301 ; 

ARISTON N. 3 «L Colonne • Tel. 6793267) 

t- 3000 

L'eeree piè peoo del menda con R. Heys €» 

mico 

(16-22.30) . . . 


ASTORIA (Vie di V. BelardI. • • Tal. 3119105) 

L. 1500 

L'uome dalPatchle di vetre con Mora Tappart - 
Giallo - VM 14 . 

(16-22,30) 

ATLANTIC (Via Tuscolent. 743 - Tal. 7610696) 

L. 1500 

Tha black boia (Il buco nero) • Fsntasclanza 
(16-22.30) 

AUSONIA (Via Padova, 92 - Tal. 426160 L 1200 
La cicala con'V. Liei • Santlmantala - VM 19 ' 
AVOMIO EROTIK MOVIB (Via Macerata, 18 • 

. HIauala Prenastino - Tal. 753.527) L. 1500 
Fabbri. arellca dal plKire 
(16-22) 

BALDUINA (P.za Balduina, 52 - Tal. 347592) 

■ Zacchere, miala a paparonalne con B. Fenoch • Co¬ 
mico VM 14 

(16-22.30) 

BARBERINI (P.za Barberini, 2S - Tal. 4751707) 

- ■ • > L. 3900: 

K i ge mua ha, Vembre dal guarriam di A Kur» 
aaws Drammatico . »■ 

(I6-22.90) 

BBLSITO (P.la M. d'Oro, 44 - Tot. 340887) 

L. 2000 

. ApocelypM now cen M. Brando - Drammatico - 
VM 14 

(16,15-22) 1 • “ 

BLUB MOON (Via dal 4 Cantoni, 53 - Talt- 
fono 481336) L. 4000 . 

IndiscrealoBl areticho di u» latto maltaieto 
(16-22.30) 

BOLOGNA (Via Starnile. 7 - Tal. 426.778) 

■ : American. Otgolà con R. Gare • Gfalto 
, (16,30-22,30) ■ . . 

CAPITOL (vie G. Sacconi, Tal. 393280 L.' 2000 
Kagamuaha, l'ombra del guerriare di A. Kurotawa 
(16 22.30) - 

CAPRANICA (P.aa Caprantea, 101 - Tal. 6792465) 

. L. 2500 . 

He Fatte apleah di e con M. NIchattI • Comtèo ' 
(16-22,30) 

CAPRANICHETTA (Piazza Mentaeltorie, 125 • Ta- 
• ItfonO 6796957) U 2500 

Angl Vara con V. Papp ♦ Drammatico . 

- (16-22.30) 

-CASSIO (Via CaMle. 694) 

' Araaricao GIgolà con R. Gara • Giallo 
COLA DI RIENZO (Piatta Cela di Rlanto. 90 
. • Telafòno 350584) ' . L. 2500 

. Defitte à Pòrta Remann-een T. Mlllui - Gitile 
(15.30-22.301 ^ 

ML VASCELLO (P.M R. Pilo, 39 • TeL 568454) 
.... — . . \ i, aooo . 

, ZuoUiera,àÉ|Wa o .pepenpain» cen- R.- Fenech- * 

Comico -TVSru.',,: 

■'• '■ 

- DIAMANTE ’(Vie PrénèfHnV'23 » T«.' 29S60E): i 

---y— - L.-1500V 

FH» rittdis con R. PooMto ..Comico . • 
IHANA (Via Appiè, 427 . Tal. 780146) L 1500 

.a-Apooulypoo -now con M. Brando • Drammatico • 

VM 14 

DUE ALLOBl (Via CaaUlna, 909 • TaL 273207 

L- 1000 

Ln cicala con V. Ual • Santlmanlolo • VM 19 
'BOSif (p. Cela di Rlénte 74, tal. 380188 L. 1800 
Il Pap 'a tri l l a di R. Arbore, con Benigni . Satiideo 

• (16-22.30) * ' , 

RMEASSY (Via SteppnnI.'T - Tal. 870245 L. 3000 

; OBtu n glardiBO con P. SoUtrs . Drammatico 
?■ (18,50-22.30} 

EMPIRE (VJa R. Marghtitta. 2» • Tat 997719) 

L, 3500 

Fanietts centro tutti con P. Vlllaggin Camtm 

(16-32,30) - 

BTINLB (Poa In Ludna, 41 . TaL 6797556) 

L. 3500 ■ 

Ow aolte il dhmo con W Mattnau Sant.mant 
(16 22.30) 

RTRURIA (Via Caaalo, 1972 • TÓL 999107») 

- L. 1900' 

. ' A p ocal /ps a noar, con M. Brando > Drammatico • 
VM 14 " 

EURCINB (Via Uszt, 32 * Tal. 5910996} U 250 
■antenato Pic d d a l a llo con Jarry Lawia • Ceniiee 
(16,15-22,30) : 

EUEOPA (C d’Italia, 107 . TaL 095739) L. 2500 
■antornato PiccàlaMIo con Jerry Lawia • Comico 
. (16-22.30) 

FIAMMA (Via Biaselatl, 47 • TaL 4791100) 

- L. 3000 . 

- Mia meglio è uno attu^ eon E. GIorBi Senti- 

montalo . 

> (16:15-22.30) 

- FIAMMETTA (Via S. H. da TolciiHno, 3 . Tala- - 

fono 4750464). L. 2500 

La morta la dbalta con R. Schnddar * Dnmiaatice 
(15.50-22,30} 

GARDEN- 

Pessima aparturu - - 

GIARDINO (P.zza,Vultura - TaL B94946) L. 2009 
Non ti connaco om ansato con M. VitH • Comico 
(16-22) 

GIOIELLO (Via Nemantana^ 43 • TaL B641496) 

■ L. 3000 

L u dw ig con H. Barfar • OranmwHco • VM 14 

(16-2040) 

GOLDEN (Via Tannio, 39 - TaL 799002) L. 2000 
Flon ti cannaao pi9 amato con M. Vitti • Comico 
(16-22.30) . 

6RECORT (Vìa Gregorio VII, ISO • TaL 6390600) 

■onionain PIccMaaoRo ^ ^ L. 2509 

(16-2240) . 

HOUDAY (Ugo R. Mareallo • ToL B9E328) 

U 3000 

lo. Rnny o PWI con M. KIddar • SaMamatuIo ' 

(16-2240) 

KING (Vìa Feglitne. 37 . faL 8319941) L 2500 
■nlaiaala PNcWaiallo con Jony Laaria - Comico 
(16.15-22.30) . 

iNOIfftO 

PreosTma riap ai t u r a 

- LE-GINESTRE (Cosalpaloeco ..ToL EOiStlE) 

L. 2900 

Airfvano I t — g B n ri gon U. Tò gnanl • .Satfricd 

, (16-22.30) 

MAESTOSO (Vìa Apolo FfOoaa, l79>Ta«. 7B9099) 

- L. 3009 

- aam mogHo 9 «m ÒNuga can 8 OÒrm • Saiirim. 

. 16-22.30) . 

• MAIESnc. SEXY CINt (Vàa 91 ApoMon, 20 - 

. TeL 6794S08) L. 2500. 

tba Mmu i n tài w (al Matn Kuaa») (ean J.. Ro- 

■ lushi - Musicai# ' 

. (15-2249) ’> : . . " ' . ' . 

MERCURY (Via P. taataiio, 94 • TaL 9941787) 

• - L. 1990 


(18.15^22.30)- - 

METRO DRIVE IN (Vìa C 

Tel. 6090243) 


on. 21 . 
L. 1509 

B. Spanca 

Comico 

(19-2240) 

METROPOLITAN (rio dal Corco. 7. ML 8789409) 


n 

(19-2249)/ 


di R. A r bore . 



NATALEOGGI 


XXI Mo atra l'iterr^ri/ion.ilo dfH-egrifo dj ortxjuifvit,.-' 


6*18 dicembre 1980 Fiera di Roma 
ORARIO: 15/ 22, sabato e festivi: 10/22. 


MODIRNITTA (p.M Repubblica, 44. fai. 460285) 

L. 3500 

.. Zucchare, miala o paparoiwino con E. Fanach ■ 

! Comico • VM 14 •!■,,(■,; T :. ‘ : ’>>.(■ 1 ' 

(16-22.30) - 

MODERNO (p.za Rapubbllci 44. tal. «(60289) 7 

. L. 3500 

Apriti cen amera 
■ ■ (16-2240) 

NEW YORK (via dalla Cava 36, tal. 780271) 

L. 2500 

. Fantaaai centre tatti cen P. Villaggio • Comico 
(ibCZ.iU) 

N.I.R. (via B.V. Csrtnalé. lai. 5882296) L. 2000 
, Quando chiama arie Mohatclufo con C. Ktita • 
Giallo 
(16-22.30) 

PALAZZO (Tal. 492.487 • 495.49.54) 

(Centro raccolta pro-tarremetati) 

PARIS (via. Magna GracU, 112, tal. 754368) 

L. 3000 . 

. Dua aotta II .4lvano con W. Matthau • Santimant. 
( 18 - 2240 ) 

PASQUINO (vicolo dal Piada. 19. lei. 5803622) 

‘ L. 1200 ‘ 

Tha farli (« Lo atraccienò ») con 5. Martin • Sa¬ 
tirico , , 

(16,30-22,30) 

QUATTRO FONTANE (via Q. Fontana, 23, tile- 
lono 480119) L. 3000 

Brubakar con R. Radford • Drammatico 
(15-22,30) 

QUIRINALE (vie Nizlonala, tal. 462653) L. 3000 ' 

, Fanlaàtl contro hiHI con P, Villaggio - Comico 
(16-22,30) 

QUIRINBTTA (via M. MinghaHt, 4, tal. 6790012) 

L 2500 

Una netta d'aatato di J, Casaavetat • Drammatico 
(16-22.30) 

RADIO CITY (via XX SaHambra, 96, tal. 464103) 

L. 2000 

Tha black boia (Il buco nere) • Fantasciania 
(16-22.30) 

REALE (p.za Sonnino, 7. tal. 5810234) L. 2500 
Fanlotzl contro tutti eon P Vliiigglo ■ Comico 
(16 22.30) 

REX (corso Trlastt 113, tal. 864165) L. 1800 
Arrivano i bcrsagllarl con U. Tognazzl • Satirico 
( 16 - 2240 ) — . ■' • ' 

RITZ (via Somalia, 109. tal. 8374911) L. 2500 
Brubaki» eon R. Rediord ■ Drammatico 
(Ì5 22,30) 

RIVOLI (via Lombardi», 23, tal. 460883) U 3000 
Btendd Iragela con U. Orsini • Satirico • VM 14 
(16.30-22,30) , . ' ,. 

ROUQE ET NOiic (via Salaria, 91, tal. 864305) 

L. 3000 

.Odio/la. Monde con E. Mentaea n o • Comico : 

(16-22.30) 

BOYAL (Vie B. Filiberto 178 - Tel. 7974549) 

L. 3000 

trubekar eon A Radford • Drammatico 

(15-22.30) 

SAVOIA (via Bergamo. ZI. tal. 885023) L. 2500 
Taglio di diamanir con 8. Raynotda - Ciaf io 
(16-22.30) 

6UPIRC1NEMA (via Viminale, HI. 485498) 

L. 3000 

Delitto a Porte Remene cen T MIlIen Gtaiio 
(16.15 22,30) 

. TIFFANY (via A. De PrtHa, HI. 462390) L. 2500 
Il sogno di Laniu con BIbl Andersson • Dranuii^ 
Ileo - VM 18 . ^ . y.. ’ 

(16-22.30) 

TRiOMPHE (p.be Annlbeliano, B. HI. 8380003) 

, _ ■ - ■ L. 1800 

BQH nellOmaoo con J. Rebarda • Drammatico .J 
: .(16-22.30) 

ULISSE (v. TlbUrtlna. 354. Hi. 4337444) L 1000 ' 
Il caaliiisH con P. Franco • Comico 
UNIVERtAL (via Bari,, 18. HI. B56030) L. 2500 
■ Politletto capar pl6 eoA T. Hill - Awantureao - 
(1822.30) 

VERSANO (p.ta Varbwio 9. HI tSIISS) L. 2000 ^ 
AimrKtan Glgelà cen A Gare • Giafio 
VITTORIA (pja 5. M. LIbaratrIca, HI. STI 357) 

L. 2500 

Dmbakar con A Radford • Orammaticd 
(15*22.30) 


Sè’eó^ visioni 


, 1 ( ... . 


1 


MuaicMo 


L. 1800 


AIRONE 

Saranno-faaaoal di A. 

AClUA (HI. 6030048) 

; La aattimana Manca con A.M« Rlnoll • Comico 
AFRICA D*E9BA1 (v. OaHlà • SMama. lE.-HMwto 
•3B071B) U 1000 

Rfamm lenirà IDamap ean O. i l o l lman • Eantim. 
AFOLLO (vìe Catroll. 98 - Hi. 7313300) L. 800 
Apataiypaa naw cen M. Brande * DrwnmaHco • 
VM 14 

ARIEL (via di Me n toreid» 48. Hi. 830921) -. 

» IU09 

la l am n d l w u cen A. CMcntano • Comico ' ' 
AUGUfTUS (cae V. Eimnuoio. 203, tri. 655455) 

L. 1500 . 

Voitell f aginia con S. Marconi • Orammatice 
•GITO (via LàoncaVailo, 12-14, tri. B310198) 

ta. •cao 

Un i mam In. g rl am riam» 41 A Saropori - Comico 
BRISTOL (via Tuacoiena, 950 • tri. 7615424) 

»00 

. Bacebarp. miala o pagmailaa' con. A Fanach - 
Comico • VM 14- 

■ROADWAY (via del Nmclsl, 24, Hi/2815740)" 
Ceontdoam. ilm iaa ì ana aatp eon A Detigla * Av¬ 
venturoso 

CLODIO (y. Riboty, 24, M. 8999657) U T.OOO 
De ri derin coo 5. Soodrriii.i- Diaminatica.» VM 18 
DEI PICCOU (Villo BerMwàe) • . L. 500 


’ttDORADO (v.le driTEamaHu, 98,-ìri. 90106SS - 
Urbea cowboy eon J. Travetta • Drammatico . 
ESPERIA (p.za Sonnine. 37. HI. 5B2884) U 1500 
A merira a GIgolà con A Cora — Girilo 
ISPIRO • ■ 

. CMmà parchi capuano taMo d-am con A Spencer 
"Comico-. 

FARNESE D'ESSAI (piazza Campo da' Fiori. 56) 
Fofit»»mra con M, P'»e'do - OrwnmMico 

HARLEM (Vie dri Labaro.E4 • Tal e98.43.8S) . 
Non porvunuto 


HOlJ^YWOOO (Via dal Ptgato 108, tri. 290851) 

' k iJu 6 ■ 

. Là megli» .In vacanza l'amante In città con E. 
Fenech - 5ej(y - VM 18 

JOLLY (Via L'. Lombirda 4. HI. 422898) L. 1000 , 
La ragazzina di buona famiglia 
MADISON (Via G. Chiabrara, 121 • T. 512.69.26) 
L'Impero colpisce ancora d. G. Lticss • Fantas -za 
MISSOURI (Via BombellI 24, t. 5562344) L 1200 
L'Impero colpisca ancora , di G. Lucas * r-sniitc r --a 
MOULIN ROUGB (V.O.M. Corbino 23 t. 55622350) 

, r, - , L 1200 

La locandicra con A. Ceientano - Comico 
NOV(KINE D’ESSAI (via Card. Mtrry dal Val 14, , 
r, tal. 5816235) L. 700 far, • L. 800 (astivi 

■ Il piccolo grande uomo con D. Hoi'man - Awant. 
NUOVO (Via Ascianghi 10, tal. 588116) L. 900 , 

Fico d'india con r< Pozzetto ■ Cnm'co 
ODEON (p. d. Repubblica 4, tei. 464760) L. 869 
Mia moalla, l'erollcisslma 1 

FALLADIUM (piazza B. Romano 11, t. 5110203) 

L. 800 ‘ 

Kramer contro Kramer con D. Hofiman - Santi- 
mèntale 

PRIMA PORTA (piazza Saxa Rubra 12-19. Hlo* 

■ fono 6910136) L. 800 

L'Impero colplsct ancora di G. Lucas - Pantaaclansa 
RIALTO (Vis IV Novambra 156, Tel. 6790763) 

u ' UUO 

La clnain con V.'Lisi - Sènfimentéle VM 18 

RUBINO D’ESSAI (Via S. Saba 24, tri. 570827) 

■ La ctoila con V. Lisi • Sent’mentata - VM 18 
SPLENDID (V. Piar dalle Vign» 4. tri. 620205) 


Il castrtsls eon P.. Frnnco - Corn'co 

TRI ANON (Via Muzto Scevoia 101 - T. 750,302) 
Harold a Maude con B, Cort • Sentimental» 


Cinema-leatri 


AMBRA JOVINELLI (p.zza G. Pepa. fri. 7313306) 

< L. 1000: 

Sax aberraetlon .e Rivista di sponliarello 
VOLTURNO (Via Volturno 37. t. 471557) L. 1009 
Amori impuri a Rivista di spogllarallo 



SISTO (via dei Romagnoli, tei 6610705) k JSOO ' 
The black hole (c l| buco nero ») • Fanlascitnao- 
(16-22.30) 

. CUCCIUkU (vie dei ><aiiortini. taietono 6603186) ' 
L >000 

Angl Vera eon V. Papp - Drammatico ' / 

Sii ivia 'Ma>>na '44 te, ooyoitiU) -L 7008 ' 

Delitto a Porta Romana con T. Millan * Gitilo 
.(16,15-22,30) ■ > : ^ ^ ^ 


Fiumicino 


TRAIANO (HI 6000775) 

L» moglie in vacanza l'amànte In cittk con E. Fo- 
nsch - » VM 18 


Sale diocesane 


-AVILA ■ ' ' / ' 

Supartetà • Comico ; 

BELLI: arti 4 / 

SparHciia con K. Douglas • Drammatico '" 

CASALfiTTO ■■ . ! '-y/'-.' '• 

Spartacua coq K. Douglas t Dremmatico 
CINEFIORBLU (via. Terni 94, tal. 7578695) 
bttr Trak con ' W. Shainer • Fantascienza ' , 

CINE SORGENTE 

King Kong! L’Imparo dal draghi con G. Wllllom », 
'Avventuroso 

DELLE PROVINCIE 

ir laureato con A. Bancreft • Santlmantal» 

DEL MARE (Acllis) 

Pladona-d'Eghte con B. Spancar • Comico 
DON BOSCO 

DuaUo^ri sola con J. Jont» * Drammatico ' 
BRITREA- 

Io zonibo'tu toinbl la) samba con D. Ori Prato 
■ Cornice : • . 

EUCUDE^ Dl Guidotiétdo,dal.Montò 94, t. B 02 Sn> i 

- AibnH-^987 Moemrakad'apir NJ giM i -^lo aow ^R. ‘ 
Moora • Avventuroso . ■ : . . 

GIRINI 

L'iacradlblia Hulck • con B. Blxby • Ayva n l u raaa 
GIOVANE TRASTEVERE 

Fuga da Alcatraz eon C Eastwood • Awant ui oa» 
GUADALUPE 

^^«Mamavano Bulldoaor eon B. Spancar • Comico 

Agania 007 Meontukar con R. Moora • Awantureao 
MONTPORT 

Candy Candy . D’animazlenà • 

MONTE ZEtIO 

Manbahan con W.. Allan- • BanHmanHia ' 
NOMENTANO ... 

■ Star Trak con W. Shatner - Fantateianza 
, NUOVO DONflA OLIMPIA 

^ Uno scarifio a sti a l arra sir o con B. Spancar • Cemled 
KURSAAL 

Kramar contro Kramar con D. Heffman - Santim. 
REDENTORE 

Forza lo da Navàrooa con R. Show - Awantureao 
REGINA PACIS 

Giallo napoiatane con M. MastrolannI • Giallo 

RIPOSO 

Tha champ (Il camploné) con J.'Volght • San-ì 
'■ timantria - 

SALA VIGNOLI 

Quali# atra»# caaa... di papà con D. Jonao • 

Satirico ■' 

Bl MARIA AUSILIATRICE 

U mar a viglierò fnòfa di Sfadcanérò - SròtfmanMo 
TIRUR (vie dagli Etruschi 40 rat... 41577651 
Ubo aceriffo calialaiiaatia con B. Spancar - Comieo 
TIZIANO 

Graasa con J. Travoita Musicala 

TRASPONTINA 

Dottor JakytI o gaoHIa rigoero cen P. Villaggio 

'•tomleo • : ; 7-: i.,. , - 1 . 

trionfale - 

CretM con J. Travolta - Musicala 
VIRTUS 

: U» aroarfcHM « Parigi con O. Kelly - Musicato 



(U fona M iooo fisieo fiotti* 
YA • Atiette - Arti Bom»- 
U ^ Bocce * CUdo - CMI* 
OimiMtioR 
< FMlATOlO . 
nuoto • l^lnBgilo • Rt» 
Bel * TMUdE • Vola. 


UIIM.. Vlàio Ok)tt 0k_ ì% U- 
Mofw DMlnt • RTStM - 4 
C Ow Hr BO Gl BONO II OlioB 

oirMofio. Vìa RaMtIov 1. 
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Gl EONG IV CtrOA* 
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Al onéma 


EUROPA-CRECORY 




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- DÓMròlCA «PICCHIATEUA» 





Ce h farèie à 
m’ora è mèzza di àéguitò? 


















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PAG. 20 r Unità 


SPORT 


Domenica 14 dicembre 1980 


c. Ji U t^-r 


I viola non vìncono da sette turni, i giallorossi soffrono del «complesso soste» (ore 14,30) 














Tra i « viola » rientra Bertoni (che ha scontato la squalificai), tra i giallorossi ^Falcàò, ‘ Conti : e 
forse Turone - A Napoli rischia grosso il Torino - La giornata potrebbe favorire la Juventus che 
gioca in casa contro la Pistoiese, mentre Tlnter è impegnata nella difficile trasferta di Brescia 



^azzurro perde per un soffio la seconda piazza nello slalom di Pioncavollo 


ROMA — Riprende la marcia 
del campionato di a A ». L’e¬ 
lastico si allunga nuovamente 
e. dopo la XH giornata, tor¬ 
nerà a rilassarsi. Si giocherà 
il « Mundlalito » in Uruguay, 
cosicché le ostilità in cam • 
pionato si rinfocoleranno 11 
18 gennaio, e cioè con l’anno 
nuovo. Questo sorta di «tira 
e molla » affievolisce l’inte¬ 
resse dei tifosi. Meno male 
che durante il «Mundialito » 
è stato organizzato il Torneo 
di Capodanno altrimenti ci 
sarebbe stato di che farsi 
cadere le braccia. Intendia¬ 
moci, mica vogliamo mettere 
contro campionato e naziona¬ 
le. Anzi., sono proprio gli az¬ 
zurri di Bearzot a tenere alta 
la bandiera dell’interesse. 
L’amico Enzo, tanto vitupera¬ 
to, si è presa la sua rivincita. 
Sta facendo il suo dovere 
come meglio non si potrebbe. 
Sembra un conservatore ma 
ogni anno Immette due gio¬ 
catori nuovi nel club. E’ la 
sua prudenza che ha fatto 
sorgere equivoci antipatici. 
Però non slamo d’accordo 
con l’anticipazione della par¬ 
tita del Mìlan con la Lazio 
per permettere a Eranco Ba¬ 
resi e Coliovati di figurare 
nella formazione del «Mun¬ 
dialito ». Cosi si favoriscono 1 
rossoneri. Ma paiamo oltre. 

L’ « undicesima » non pre¬ 
senta appuntamenti ghiotti, 
ma forse Piorentina-Roma va¬ 
le tutte le altre messe assie¬ 
me. Potrebbe segnare una 
svolta per entrambe • le 
squadre. Stimiamo 1 due. al¬ 
lenatori Cerosi e Liedhalih e 
anche le . nostre .• simpatie 
varino alle due squadre. La 
^ma dovrà dimostrare che 
è una balla quella di risenti¬ 
re delle soste.'^ la Fiorentina 
dovrà uscire dal tunnel del¬ 
l’anonimato. Oltretutto 1 viola 
sono da ben sette turni che 
non vincono. L’incontro po¬ 
trebbe dirci la verità sulle 
due compagini. Se ci sembra 
esagerato • sostenere, come 
fanno alcuni, che in caso di 
vittoria la Roma avrebbe già 
messo una mano sullo scu¬ 
detto. è indubbio però che 
avrebbe fatto un grosso pas- 
so avanti. Per la Fiorentina 
la vittoria darebbe im valore 
nuovo alle sue prospettive, 
anche perchè imia settimana 
dopo giocherà ancora in casa 
contro li Napoli. Insomma, 
tanti malumori rientrerebbe 
ro e il destino dell’cunico 
Paolo Carosi . non verrebbe 
messo in discussione come 
sta accadendo per RabittL . 

Nelle file viola rientra Ber¬ 
toni che ha scontato la squa¬ 
lifica mentre tra i giallorossi, 
rispetto, alla partita con. l!U- 
diriese, rientreranno Trirone, 
(ma forse, resta Bonetti). 
Falcao e Conti. L'infortunato 
Rocca sarà sostituito da Mag¬ 
giora. Tutto considerato un 
pareggio non sarebbe da but¬ 
tar via. Possibile però che 
Liedholm voglia'stavolta sag¬ 
giare la determinazione dei 
suol: cioè «se siete forti di¬ 


mostratelo » io svedese è 
anche un ex, avendo allenato 
la Fiorentina e avendo valo¬ 
rizzato Antognonl: allievo 
contro maestro, quindi. Ad¬ 
dentrarci nel pronostlci non 
ci è mai piaciuto, una cosa è 
comimque certa: sarà una 
partita al cardiopalmo, anche 
per i quasi diecimila tifosi 
che hanno-seguito la squadra 
giallorossa. La seconda in 
. classifica, l’Inter, dovrà an- 
ch’essa stare molto attenta a 
Brescia, Le « rondinelle » vo¬ 
lano in ba.'so, ma smaniano 
di piazzare il colpo gobbo. 
Hanno saputo imbrigliare il 
Torino, perciò vorrebbero ri- 
F>etersi, Il Cagliari ospita il 
Bologna che sembra attraver¬ 
sare im periodo di appanna¬ 
mento, dopo la sconfitta su¬ 
bita in casa proprio ad oliera 
di quel Brescia del quale ab¬ 
biamo pocanzi parlato. La 
Juventus sta rincorrendo. • e 


prima dello stop del campio¬ 
nato è intenzionata a ridiven¬ 
tare, grande. Ne ha le possi¬ 
bilità: oggi ospita la Pistoiese 
e, quindi, emdrà ad Avellino. 
Gli'altri confronti sono tutti 
da roulette russa: il Catanza¬ 
ro se la vedrà con rAscoll. il 
Como col Perugia, l’Udinese 
con rAvelIlnó (scontro per la 
salvezza).. Napoll-Torlno po¬ 
trebbe decidere anzitempo la 
posizione del tecnico granata. 
L’esclusione dalla Coppa UE- 
A ai rigori ha assestato una 
brutta both.% al prestigio e al¬ 
le ambizioni della ' squadra. 
Eppure Rabitti non è conte¬ 
stato dal suol giocatori, fatta 
eccezione per Pullcl. Certa¬ 
mente oggi il « Toro » rischia 
grosso, perchè 1 partenopei 
sono in ripresa. Stasera una 
classifica sconvolta? Accades¬ 
se. ne guadagnerebbe d’inte¬ 
resse il campionato. 

g. a. 


*111 ; i 


Rocca infortunato: 

nuova operazione? 



n solito ginocchio sinistro ha bloccato-nuovamente Francesco 
Roo^ VeperdL ned corso deU'aUgi|i^po,;.jI- gkicàta^iìVi^a 
accuf^to'nuovamente unìdolminOf ;ma''sembrava cosa di,p(^ 
conio, che al majssurió" pdfevà‘ lmpèto^^^ 

Firenze, - contro i -gigliati. Nella nottata di venerdì però il 
ginotxdiio sì è notevol^nte gonfiato, tanto da costring^ Rocca 
a recarsi subito ieri mattina in clinica.per sottoporsi.subito, 
ad esame radiografico. Dagli.esami è .emerso che nell’arficola- 
zione del giocatore c'è un corpo mobile, che gli procura dolore 
e gonfiore. H dottor Alicicop'cbe .lo ha accOmpagnàto e yisiUtó 
insieme ai dottori Èapua'e. Mariani;, non'ha ^lUso ìl .H^io 
di' una nuova operazione (sarebbe la* quintà) ^r aspòrtarè 
questo corpo mobile.'' Comuriqiia.urià decisione finale .verrà 'pre- • 
sa soltanto domani mattina, dopo .che.Rocca sarà ..visitato 
dal professor Perugia. A lui spetterà la decisione finalé. 
Nella foto in alto: Rocca s’intrattiene in clinica con il laziale 
Moscatelli^ carato ^ovedl scorso al tendine d’achilie , v > 


Oggi (ore 14,30) 

: •■i. 

giocano cosi 


Impeccabile la francese Serrai 



; BRESCIA-INTER ^ ^ 

BRESCIAt Mtlgloelioi Podavlnl. 
Calparalii De Blaal, Groppi, Ven¬ 
turi: Beraamatchl, SalvtonI, Ponzo, 
lachini, Blagini. (12 Polllzzaro, 

13 Giuda, 14 Sella, 1S Torretani, 
16 Crialeil). 

INTER:'Bordoni Bareti, Orlali: Mo* 
rini. Canuti, Bini; Caso, Prohaska, 
Altoballl, Beccalossi, Ambu. (12-Ci- 
pollini, 13 Pancherl, 14 Mozzini, 

15 Pasinato, 16 Muraro). 
ARBITRO! Longhi 

CAGLIARI-BÓLOGNA 

CAGLIARI! Corti! Alzali, Longo- 
buccot Tavola, tamagni, Brugnarai 
Oiellame, Bellini, Piras, Marchetti, 
Virdit. (12 Goletti. 13 DI Chia¬ 
ra, 14 Lol, 15. Ricci, 16 Selvaggi). 

BOLOGNA! Zlnetth BenedeHi, Vul- 
lo: Paris, Bochicchner, Sali (Zue- 
cherl): Dossena, Garrltano, Fiorini, 
Colomba. (12 Boschln, 13 Fabbri. 

14 Zuccheri e Fileggi, 15 Gam- 
berlni, 16 MorocchI). 

ARBITROt Mattel 

CATANZARO-ASCOLI 

CATANZARO: Zaninellli Sabbadlnl, 
Ranieri; Boscolo, Menichinl, Mor- 
9 sntli Braglla, OrazI, Do Glorgls. 
Mala, Palanco. (12 Mattollni, 13 
Salvaderi, 14 Salsiccia, 15 Borghi, 

16 Peceeninl), , ' . 

ASCOLl! Muraro: Anzivino, Baldi¬ 
ni: Perico, Gasporinl, Scorsa; Trevi- 
•anello. Moro. Plrcher; Bellotte, 
Torrlsl. (12 Pullcl, 13 PooluccI, 
14 Bellomo, 15 Stallone. 16 At¬ 
tili). • ■ ‘ 

ARBITRO! Redini . . . , 

1 COMO-PERUGIA 

COMO! Glulidnli Wierehwood. Ri¬ 
va; Centi, Fontolan, Volpi; Manci¬ 
ni. Lombardi, Nicoletti. Poztoto, 
Cavagnatto (Mondressl). (12 Bro¬ 
glia, 13'Maròzzl, 14 Ratti, 15 Gio> 
vannelll, 16 Mandressl e Ungerò). 
PERUGIA: Malizio (Mancini) t Nap¬ 
pi, CeccarinH Froslo, PIn, Dal Fhi- 
mo; Bagni, Córettf; • Caaàroa,' DI 
Dannare, Fortuna (Do Rota). (12 
Maaclhi e Mallzta,-lY tacc^.r l* 
UI1..15 Do Grwlt^ 16 PaatahWRiM}. 
AMÌÌ(ROt. Lo gioite / 

FIORENtlNAlROMA ; 

FIORENTINA! ! OaUIi ^ Contralto 
(Reali), Toodli GalblatI, Gaorrliti. 
Cosagréndo; SaiccliottI, Ortaodlkl. 
Doaolati. Antognonl, Bortoni. (12 
PolllcanÒ,- 13 Fattori, 14 RoaU • 
Contratto.. 15 Manzo, 16-Novol- 
Unp). . > - 

ROMAi Tancrèdl; SpIOMi, .Mag¬ 
giora; -Bonetti (Torono), .Falcao. 
Santarlnl; Centi, Di ' Barteleóaci, 
Pruzzo, Àncelotti, Scomecchla. (12 
Superebi, 13 Do Nadal, 14 Bcnet- 
tl, 15 Arnenta. 16 Glòvannolli), 
ARBITRO: Cotarin , 


Serie B: i bionconurri dovranno vedersele cóntro vnn delle sqiìedre rivelezione 





Per i laziali i pericoli arrivano anche dajle polemiche nate nel corso della settimana • Il Ce* 
sena avversario ostico per il Milan in cerca di riabilitazione • LeccerPoggìa derby pugliese. 


ROMA — All’Olimpico Oggi 
si gioca ima partita di car¬ 
tello: Lazio-Pisa. ovvero, là 
prima della classe contro-la 
terza. Dunque le premesse di 
uno gitacelo di prima qua* 
lità ci sono tutte. 

- I biancazzurri di Castagner. 
oltre ad essere i primi della 
classifica, sono anche ^ una 
delle - poche ■ squadre . che 
offrono un ' calcio ^ - piace¬ 
vole, ■ n Pisa del ' mifà- 
coli — ce Io consenta il bravo 
Toneatto di chiamare cosi la 
sua giovane squadra —. non 
è da meno. H suo terzo po¬ 
sto non è una cosa dovuta 
al caso, ma è il frutto di 
un lavoro svolto in profon¬ 
dità dal tecnico. Si^iratutto 
Toneatto è stato abile nel 
saper bruttare il materiale 
a disposizione, privo di gran¬ 
di firme, nel migliore dei 
modi, per qudlo che sa fare. 
E i risultati si sono visti e 
si vedono tuttora, perché U 
p-isa può essere benissimo In¬ 
serita nel novero di quelle 
squadre che hanno come pro¬ 
gramma finale la promoziore 
in serie A. Per 11 momento 
in casa nerazzurra se ne par¬ 
la velatamente. Ha è indub¬ 
bio che interionnente.il tra¬ 
guardo resta qutila 
Per la Lazio perciò è in 
arrivo* una domenica irta di 
difficoltà. La vittoria, i ra¬ 
gazzi di Castagner. dovran¬ 
no veramente sodarsela, n 
Pisa.^ di certo, non regalerà 
nulla. Per la Lazio sarà dura 
anche . perché i gloeatsft 
blancaànuTl .hanno trascorso 
una settimana abbastanza a- 
gitata, con la mente quasi 
sempre rivolta a risolvere i 
loro pròblémi economici nei 
confronti della ■ società che, 
soltanto dopo aver corso il 
rischio di essere messa <ln 
mora, ha provveduto a pa¬ 
gare buona parte degli sti¬ 
pendi arretrati e dei premi 
partita da pagare. Sono an¬ 
che irritati dall’ultima - ab- 
surda decisione presa dal 
presidente Aldo Lenzinl, In 
maniera quanto mai arbitra¬ 
ria, di accettare la richiesta 
della Lega di anticipare la 
partita Lazio-Milan dal. « 


gennaio al 28 dicembre. Un 
cambiamento che ha scom¬ 
bussolato tutti i loro pro¬ 
grammi. - '- -— 

Kù che il Pisa, pn^rlo 
questi, fatti collaterali po¬ 
trebbero rivelarsi i maggio¬ 
ri nemici della Lazio. Sicu¬ 
ramente i giocatori non af¬ 
fronteranno -con iao mente- 
tanto seteria il lóro inmecno; 
domeiiicbe. A loiri; • Mìiiriò; 
perfettairiente raglóbé,'^ Ha' 
dato sopratutto, .fastidio il 
oomportanìeiifio : deila' società 
che. ancora una-voltà iiaènsi- 


bile ai loro probleòil ha rairó 
con i’aooettare incondizióiia- 
tamente le richieste della Le¬ 
ga, che a sua volta- ha ba¬ 
dato esclusivamente a curare 
più 1 prof^ Intoessi e qu^ 
del^l&an.- 

Ud ^Có'*IriaDiTO^* che me- 
TilÌL:1à-.più aiì^ìiiArdUi^ppró' 
vin|ab|’-«-cl^'-iDettev« trado 
ànìi»ar<ttifa,vvoltmle ’dencieh-' 
zé ^dirigenz»li della Lazio. 
cHi^.avrebbe dovuto opporsi 
à^fàlè imposizione. I problemi 
continuano ad accavallarsl;_a 
gèttO'^ continuo, uno 

; 

- .... 







contro ranticipo Uz|||^i|im? 


R<XdA — L’aseociazlone cal¬ 
ciatori si opporrà all’anticipo 
dì Lazio-Milan. La notizia è 
stata ieri - armunciata dal- 
rawocato Cavoni, fiduciario 
dell’Ak: di Roma,, lo atesso 
che ha fatto da ttsunfte tra 
i giocatori M anc o mu i iI ri la 
società nelel ultilM 'vfaetide 
di carattere eeo n o nil WL. La 
presa di p o s irt e nè dal atadBh 
cato dei caìtìatmt è 
DFBsa a 
cisionl ddla 
zuxra. 



giocatórL L'Ale Infatti 'vuole." 
con questa sua azione far 
rispettare raccordo preso pri¬ 
ma deirinlzió del campionato 
sui riposi da concedere du¬ 
rante le festività (la serie B 
a Natale, la serie A a capo- 
danno). Canovi ha anche (ge- 
cisato che se ci sarà un im- 
gidimento dà parte delia Le¬ 
ga, non è escluso che si ar¬ 
rivi a bhKcare i campionati, 
per non tmrtn - il liachio dt^ 
caaceDàRu.'diritti Vaoiialiltt' 
con anni di lotte. 

. ■ 


Lo in^ T^ 



RETI 1 

12J5» ; __ 

1«,2éi MtMo 
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1B,1Ei «MgAsiMta l l i l lo w 41 col* 
^ (ovMca rogMiota 41 
' «n l oipo 41 nw portfta 41 
, ’ Sorlo JÓ \ 

314Bi to éggisa l ra ■BWtN* / 


RETE 2 
1 S,1St 





(dciocroM), 
. Val «or4aM (4IOCOOO l»ora 
rìoocMIo), Rmro (Iggica) 
IB.BBi cyiBwiMo Itolio ^ ^ 


Ef.fBi 

1 

RETE a 

14.SB! 4lralto 

at^Bt ì* 
àijii gport 



Taltro. E quando uno viene 
felicemente risolto ci si sfor¬ 
za di crearne degti zfitri gra- 
tuitammte. ■ 

Nei giorni scoisi avevamo 
criticato 1 glocaUHi per ’ il 
loro eccessivo fiscalismo nel 
confronti della società. Que- 
,sta volta però dobbiamo rim- 
proveràre aframente chi ha 
dato il placet .allo sposta¬ 
mento di Lazio-ldilan. Non 
tanto per aver acconsentito 
alla richiesta della Lega, che 
sicuramènte avrà fatto va-^ 
lere le sue. buone ragioni, ma 
soltanto pér il modo nel qùa- 
Ue questo-fatto è stato por- 
■ tato àvàritl. aU’oscuro dei di¬ 
retti interessatt cioè allena¬ 
tore e giocatoli , 

Se la Lazio è stata obbli¬ 
gata a far ciò. sicuramente 
dietro Tangolo. ci sono state 
le promesse di sanatòrie eco¬ 
nomiche o di dilazioni da 
parte della Lega, visto Fin¬ 
gente. debito che la società 
ha nel confronti dell’organo 
calcistico. - . - - ^ • 

■ Tornando al calcio gioca¬ 
to, . il progiairiraa prevede 
inoltre anche un Mllan-C^ 
sena tutto da seguire. Dopò 
lo scivolone di Taranto, i 
rossoneri sono chiamati od 
una pronta riabilitazione, ma 
certamente oggi di fronte 
non avranno avversari tanto 
-teneit. Se - quello di Tà- 
lantò è stato soltanto, un 
episòdio Bfortùriato 1 rosso¬ 
neri dovranno dlmòstrmilo 
nel mlgUors delm odi. «.per 
giunta contro un avversario 
che sa U fatto sua ' 

Per il resto- la giornata 
non si presenta tanto age¬ 
vole 
già, 

ri casa e su cai 
cali come quello 

e di Lecce. Ne -- 

approfittare Oenoà e Spai 
per Uberaist'Ói-pMt.compa- 

emlUaàpa*: 
versai^ 



JUVENTUS-PISTOIESE 

JUVENTUS: Zolli Cuccureddu, Co- 
brlnii Furino, Cantilo, Scireai Cau- 
alò. Tardelll, Beltega, Brady, Fan- 
na. (12 Bodinl, 13 Diti, 14 Pran- 
dalli, 15 Vena, 16 Marocchino). 
PISTOIESE: Mascella: Zogano, Bor¬ 
go; Benedetti, BernI, Ballugli Ba- 
diani, Agostinelli, Rognoni, Frusta- 
lupi. Chlmenti. (12 Pratesi, 13 
Paganelli, 14 Llppl, 15 DI Lucia, 
16 Calonact). 

ARBITRO: Tarpin 

NAPOLI-TORINO 

NAPOLI:. Castellini; Bruscololtl, Ma- 
rino; Farrarte, Krol. Marangoni Da- 
mionl, Vinanani, Musello, Nlcollnl. 
Pallogrlni. (12 Fiora, 13 Guidetti, 
14 Capone, 15 Spagglorin, 16 Ca- 
adone). ' 

TORINO! Temnao; Volpati. Salva- 
dori; P. Sala, Van Da Korput, 
Masi; D'Amloo, Pecd, Cradani, 
Zaccaraill (Sciosa). Msrlsr.l. (12 
Copporonl. 13 Sciosa e Zacearal- 
ii, 14 Cuttono. 15 Pullcl, 16 Bar- 
tonai). 

ARBITRO! Benedetti 

UDINESE-AVELLINO 

UDINESE; Della Corna; FanesI, 
Mianl; Sacci, Fatiat, Teaser; Mari- 
toni, Pili. Zanona, Vric. Cinquetti. 
(12 Pasagli, 13 Macuglla, 14 Koat- 
ting. 15 Pradella, 16 Mlano). 
AVELLINO: Tacconi; Baruatto, Ciò- 
vonnona; Valente, Cattaneo, Di 
Somma; Plga, RepeHo, UgoloHi, Cri- 
sdmanni. Massa. (12 DI Lee, 13 
Umide, .14 Ipsare, 15 Vignola, 
16 Carnevale). 

ARBITRO! Pieri 


: €rli arbitri 
di serie B ; ' 

Atalaoto-Monzo! Altoballl; Bari- 
. Catania; Magni; Canea-Verena: To- 
Rolint; Laoarossl Vicania-Varaam 
Bargame; Lade-Pisa: MIcbalettI; 
Locco-Fogglai Facchini Mllan-Ctsaniat 
AngoMII; Palermo-Tarantet C, Co- 
MAdlt 'RlnlBi-Sompderia! Parmoliilt :' 

Milais, - 


Maria Rosa ammette di aver provato timore dopo la caduta della Bieler 
Oggi e domani le due discese libere in Val Gardena (TVI, ore 12;25] 


: 1 . 


Dal nostro inviato , 

PIANCAVALLO — « Sono ue- 
ramente addolorato per loro. 
Sono ragazze magnifiche e 
meritano miglior. . fortuna. 
Posso dire che c’è soto.da.rin* 
graziarle ». Con quéste paro¬ 
le Daniele Cimlni, direttorà 
agonistico dello.sci femmini¬ 
le azzurro, ha sintetizzato 1*. 
amaro slalom di Piancavallo.. 
Nella prima manche è cadu¬ 
ta Claudia Giordani, a nove 
porte dal. traguardo, era sce¬ 
sa per ■ prima. Dopo di lei 
Daniela Zini è stata vittima 
di un infortunio incredibile. 
Aveva il secondo tempo inter¬ 
medio. sciava benissimo: leg¬ 
gera, agile, sicura. Ha man¬ 
cato l’ultima porta blu. uscen¬ 
do troppo arretrata dalla por¬ 
ta precedente, a. Niente sfot^ 
tuna », dirà con franchezza 
dopo la gara, «ho semplice‘ 
mente commesso un errore ». 
Brucia che quell’errore l’ab¬ 
bia fatto a gara quasi finita. 

Nella prima discesa sono 
saltate anche Wilma Gatta 
e Cinzia Vali, ma nella clas¬ 
sifica c’erano cinque'azzurre 
nelle priirie venti, con Maria 
Rosa Quario seconda a 28 
centesimi dalia splendida. 
francese Pebienne Serrai e 
con la sorridente Vanda Ble- 
ler quarta a 70 centesiroL ' 

La seconda discesa ha com-' 
pletato la strage. Per prima 
è scesa la quinta della man¬ 
che d’apertura, la tedesca fe¬ 
derale Chrlsta Kinshofer, sal¬ 
tata dopo il rilevamento in¬ 
termedio. Dopo di lei toccava 
a Vanda Bieler. La piccola 
atleta ha sciato sul filo della 
perfezione. E infatti a fine 
gara 11 suo tempo intermedio, 
27.87 risulterà il secondo, in¬ 
feriore solo a quelló della vin¬ 
citrice Fàbienne. Serrat (27” 
e 71, centesimi). • 

• A quattro porte dal tra- 
sguardo ha agganciato im pa- 
con lO 'Bcl destro ruzao- 


lando nella neve, è rimasta 
un po' a .terra e si tomeva 
che si fosse fatta male. In¬ 
fatti li ginocchio aveva subì-’ 
to unà ' fortissima torsione. 
Fortunatamente dopo un po’ 
si è ripresa ritrovando anche 
il sorriso^ un sorriso un po’ 
triste. Le compagne di squa¬ 
dra l’hanno circondata per 
consolarla. Le dicevano che 
chi ha sciato còsi saprà ri¬ 
petersi, che era stata brava, 
bravissima. Anche Daniele 


Banco Roma sullo 
Scovolini (96 o 87) 


BANCO, ROMAi SoIvoisI . 2, De¬ 
via 21, Pelaaolle 4, Tomaeai 17, 
Bini. 12, Htck 25. Coatolloao 15. 
N4 .ì Papitto, RoMotti 0 Arto. ■ 
SCAVOLINI PESARO: Maoniflce 
2, Penxonl 6, Bonovolll 9, Bovio 
27, Helland 10, Roborte Torénii 
6, Sylvoator 27. N.E.i Procaccini, 
Ovini o Rodolfo Taronal. 

■ - ». . • **’ ■ : 

ROMA ' Il ' Banco Roma con 
''una bolla vittoria aull’antlcipo di 
Ieri tulle Scavelinl risolvè, élmo- 
no provviaorlainenta; • i ^ problemi 
di clestillea. Alla vigilia conforta¬ 
to dalla ■ bella acontitta » aubita a 
Bologna contro la SInudyno l'alle- 
natero Paratalo ai ora dette aicu- 
ro di dato quantomeno apettecele 
o eenz'altro di poter giocare alla 
pari con i'marchigiani tarsi la dia- 
allica. In roalth il Banco Rome' 
ha dlmoftrate una ' quoti cottantt 
'tupcrioriti culminata nel due mat¬ 
timi vantaggi di 12 a 13 punti 
riipèttlvàmcntè nel primo o ~ tc- 
condó, tèmpo.' ' ' 

Ero tenyo che .non ti ved.eva 
tonto pubblico hi e Poloazettó *, 
doto tono affluiti cimane’ 600 tl- 
tOat deMa Scovolini. 

Sonz'attre ba .avute ' rotleho Pa- 
ratòré, ma ioprattùtto al '.è Impo-' 
sto Tematal ' ll quale, con 17 pun¬ 
ti, è state -Il mattatore dalla par¬ 
tita toggérendequaal tutto lo odo- 


Cimlni le ha detto che era 
stata, brava. Lei lo ha guar¬ 
dato e gli ha risposto: « Già, 
e nella classifica cosa ci met¬ 
to, brava?», r'- 

■Dopo Vanda è scesa la gio¬ 
vinetta elvetica Erica Hess, 
una biondina soiridente e ti- 
mida capace di battersi con 
buoni risultati nelle tre spe¬ 
cialità dello sci alpino. Eri¬ 
ca ha concluso . nel ■ tempo 
complessivo di l’52”98. Maria - 
Rosa Quario. In alto, dietro 
li cancelletto di partenza, os¬ 
servava col cuore In gola. La 
caduta di Vanda le a'veva 
gelato l’anima. Avrebbe dovu¬ 
to ' attaccare, affrontare la 
pista come un nemico da 
sconfiggere. E invéce è scésa 
impacciata, timorosa. Lo di¬ 
rà: « Sono scésa con timore, 
quando sarebbe stato neces¬ 
sario venir giù con rabblé». 
Al termine trà lei ed Erica 
c’erand 60 centesimL E dove¬ 
va ancora scendere Fabien¬ 
ne Serràt, capofila della pri-, 
ma manche. 

-Mario Cotelll aveva detto 
che le ariete che avevano 
partecipato alla discesa libe¬ 
ra e cioè là Hess, là Serrat, la 
Pelen. sarebbero stato svan- 
togglate. E.’ andato esatta¬ 
mente al contrario: le prime 
due in classifica sono infat¬ 
ti ariete che hanno gareggia¬ 
to sul pendio della « libera ». 
L’annotazione più Interessan¬ 
te di questa gara, cosi ama- 
ra per le nostre'— nonostan¬ 
te Il podio di Maria Rosa — 
sto proprio nel fatto che non 
è vero che cl si complichi la 
vita a frequentare le piste 
della 'disceto. libera. 

E’ interessante anche 11 
quarto posto della ventunen¬ 
ne studentessa sovietica Na- 
dezhda Patrakeeva, .seconda 
Fanno scorso a waterville, 
quarta a Wysoke Tat^T e se¬ 
sto al giochi olimpici, Anche 
qui vengono, smentiti giUdM ■ 


tecnici e previsioni. SI dice¬ 
va infatti che sovetiche e so¬ 
vietici rendano sulle nevi te¬ 
nere. Bene a Piancavallo si 
è sciato su una lastra - di 
ghiaccio. • 

Fabienne Serrat ha detto 
cose molto belle deilé azzur¬ 
re. Ha detto che sono 'inòlto 
forti e che si gettonò dal can¬ 
celletto di partenza con de¬ 
terminazione straordinaria, 

« Per noi francesi che pun¬ 
tiamo alla Coppa del Mon¬ 
do», ha detto, «sui tracciati 
degli slalom e dei "gigante 
le italiane sono le avversarie 
più temibili ». ' 

. L’amara giornata era co- 
minclato nei sole e si è con¬ 
clusa nel sole. Nel sorrisò tri¬ 
ste di Vanda Bielér brilla 
ima luce di rivincita. Danie¬ 
la Zini evita di addebitare la 
sconfitta alla sfortuna Clau¬ 
dia Giordani spiega con cal¬ 
ma 11 ruzzolone. C’è una squa¬ 
dra vera, di gente vera, al¬ 
lenata - e guidata da gente 
altrettanto vera, Daniele Ci- 
riiini ammette che bisognerà 
azzardare anche 1 pendU dèl¬ 
ia discesa libera, come fan¬ 
no le francesi, le tedesche e 
le svizzere.' Maria Teresa Na- 
dig vincerà sicuramente la 
Coppa del Mondo, ma ci sa¬ 
rà ugualmente da divertirsi, ’ 
Oggi e domani le due Ubere 
in Val Gardena (TVl, ore 
1245). 

, Remo Muàumeci 




L^ordtne d'arrivo 


1) FoblMiiiò ' Somt - (Fronclo) 
1.51.85; 2). Erlfco Non (Sviso- 
rè) 1.52.58; 3) Morii Re» Qua. -, 
rio (Italia) 1.53.26; 4) NaUoahdo 
Palrakoova (Urta). 143.50: 5) 
Oiririln Ceepor Uia) 1.53.77; 6) 
Pirrino Palan (Fronda) 1.53.30; 
7) Boiana Demlg (lugotlavla) 
1.54.77; S) An]a Zavadial fJuge. 
alavla) 1.55.04; 5) Unula Kon- 
aatt . (Uochataiii) 145.14; 10) 
Abigail Flahor (Un) 1.55,32. 


Classifica mondfalo 

1. Mario-ThèrEn Katflf (Svi», 
tara) punti-136; 3L FablaiuM Sor- 
rat (Francia) p. tir 3. Eric* Hot* 
, (Svlzaoro).. p.’ 65; 4. P o r r t ao Po- 
Im (Francia) p. 64; 5. Irono Ep» 
pio (RFT) p. 60; 6. Kattgr Kroi- 
nor (CaniEa) o Chritta Kmhetàr 
(RFT) p. 36; B- 2eo Hnao (Svla- 
lara) p.'45| B.- ChrMlBo-Ceepop 
(Stari Uniti) p. 30; 10. Ut SeoUt- 
nor (Austria) o Danialn Zini (tha- 
na) p. 28; 12. Mario Rmo gm- 
rip (IMlo) p. 37. . .. 


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liV-.- /iv-r vrv t ■'■-xw.n.S x .».•( / 'j'f't r •••••»; V. ,it' « •>.>./ ' - *,'•.< >sv.' ,y i j ' —i / •;!•••' •.’**.•> r.'^j Vv. j-'.v v.' jJy » •■ ■.•*• ; .i> \i - * •.! 


Pomenica 14 dicembre 198Q 


SPORT 


: ■ 1 ■-■* 


l’Unità PAG. 21 


Londra ed ì pugili britanpici ancora una volta fatali al nostro pugilato 




Convegno o Veneiin su « illecito penalo e sportivo 


Bloccati Mattioli/Salvemini, Antupfermo e Zqnpn 
ib boxo italiana si affida a Nati % d M 

Il superleggero affronterà mercoledì a Senigallia, titolo europeo in palio, lo spagnolo Guinaldo - Il portoricano Carios Santos, impegnato a 
Torino il 20 dicembre, «punta» ai mondiaie dei superweiter - li medio barlettano ha ceduto quasi senza combattere contro Sibson 




Prudenti gli 


Tùffi invocano provvedimenti salomonici, ma mancano le propo¬ 
ste - Conclusioni del procuratore generale delia Corte d'appello 



. Nella ‘ torrida ' « Wembley 
* arena » l’ardimentoso Vito 
- Arituoferino è stato tramu¬ 
tato iti una fontana di 6an- 
. gue dal Jàb destro preciso, 
inesorabile, tagliente come 
J una lama da rasoio, di Alan 
, Miiitèr 11 gelido mancino d’ 

’ oltre Manica, ti’lncredlblle 
errore di Vito fu quello di 
aver lasciato a casa, a New 
' York, il vecchio Freddie 
, Brown ' for^e. il migliore 
.. « cout-man », diciamo il più 
abile curatore di ferite .di 
. oltre opeaho. In compenso 
Antuofermo si portò a Lon- 
. dra la famiglia: padre, ma¬ 
dre, fratello, moglie, cuglnL 
Nessuno’ gli ha potuto da¬ 
re una mano per chiùdere 
. le profonde, crudeli ferite 
. prodotte dal guantoni mali¬ 
gni di Mlpter. ; . 

Éntro relegante, felpato 
«Wembley conference cen¬ 
tra » ecco. Invece, Rocky 
, Mattioli l'abruzzese emigra- 

■ to . bambina in Australia o 
.'tornato adulto a Milano. 

■ Al suo arrivo nel maggio 
1975, Rocky era un tipo ar- 

. cigno, chiuso, aspro, diffi- 
.. dente, un- guerriero, fiero, 
rozzo, feroce-come, una bel- 
. va sul sentiero di guerra.. 

Sembrava una forza della 
• natura. Cinque anni di vita . 
italiana, ! milioni guadagna¬ 
ti in «cflght» spesso dranà-, 
matici. la fama di campione ' 
' ■ del mondo. Io hanno fatto 
diventare un lupetto da sa¬ 
lotto. Cosi è apparso ai lon¬ 
dinesi quando, lo scorso 12 ; 
luglio, si' misurò con Mau- 
^ rice Hope il. «southpaw» di 
. Antica ■ che deve sempre 
.temere per-il suo occhio de¬ 
stro oprato alla retina. 

■ ' Non ' è-’ uh campióne dèi 
mondo imbattibile Hppe, lo 


5 ha dimostrato anche davan¬ 
ti aH’argentino Carlos Ma¬ 
ria ■ Del Valle Herrera. al- 
tro mancino. Ne potremmo ‘ 
avere la riconferma li gior¬ 
no che affronterà l’ugande- 
se Ayub Kalule. pure lui un ; 
« southpaw » per la riunì-. ! 
ficazlone della «cintura» 
delle « 154 libbre », o, ma¬ 
gari, se concederà una par- ■ 
tita al barbuto Carlos San¬ 
tos il portoricano importa^ 
to dall’America dal ' mana¬ 
ger Umberto Branchini. Si 
dice che il felino e potente 
Sàntos, che « boxa » man¬ 
cino e quindi qon 11 «jab» 
destro in avanti anche se 
si tratta di un «southpaw» 
piuttosto, frontale, avrebbe 
in allenamento malmenato 
Rocky Mattioli e Matteo 
Balvemlnl. Questo interes¬ 
sante . portoricano ha in 
programma per il 20 dicem¬ 
bre, a Torino, uno scontro 
con Alfonso Hainnan di Phi- 
ladelphia che ricordiamo ■ 
duro avversario di Mattioli 
nel - «palazzone» di San 
Siro. ... . . 

.. Nella minuscola arena di 
^Campione d'Italia Lorenzo 
Zanon, considerato Un mae¬ 
stro del gioco difensivo,’si 
è fatto incocciare e stende¬ 
re brutalmente dalle randel¬ 
late del ruvido e . violento 
John L. Gardner di Hack- 
ney, Inghilteira, un ribaldo 
che si trovava in libertà 
provvisoria. Puglllstlcamen- 
te Gardner. campione d'Eu- : 
ropa dei massimi, non vale 
certo il grande Henry 
«Twin» Cooper e neppure 
altri giganti britannici del 
dopo guerra da Johnny 
Williams a Joe Bugner. 

Di nuovo a Londra, ma 
nella « Royal Albert Hall », 








rTx.. i - 5 -.,- ' 

^ ^ '''i ' '• 


...i h-* 1 à 

, <. - ' V ' ' ' I 




• MATTEO SALVEMINI/ qui Impegnato nell'Incontro 
perso contro II britannico TONY SIB^N : ' 


è venuto infine l’amaro tur¬ 
no di Matteo Salvemini; T’ 
ennesimo «southpaw», che 
ha ceduto quasi senza com¬ 
battere la sua «cintura 
europea»-del-medi a Tony 
Sibson di 22 anni appena.- 
un giovanotto, di Leicester, 
un « flghtèr »’ rudirrientale 
che per il momento pòssle-’ 
de soltanto 159 libbre di ag¬ 
gressività e di muscoli, di 
coraggio e-durezza, di «sta¬ 
mina» in una parola. 

La storia dei pesi medi 
britannici è piena di «star» 


Per lo Federciclismo è il momento delle ossemblee regionoli 


Ferrini/ Grossi e Spadoni 
saranno iivice> di 

La situdaóiié"'ànèèra^mÒlto7ijScéttà"- Posiziotii'é 
re e xoerenti della Toscana e dell’Emìlia-Roinagiia 


ROMA — In seguito alla pre¬ 
sa di posizione dei presidenti 
dei ' comitati : regionali della 
Federcalcio — se costoro han¬ 
no davvero Interpretato la vo¬ 
lontà delle società sportive — 
sembra ormai certo che Ago¬ 
stino Omini, attuale presiden¬ 
te dei: comitato regionale lom¬ 
bardo. debba essere il succes¬ 
sore di Adriano Rodonl alla 
presidenza della PCL L’unica 
opposizione, che aveva saputo 
in qualche modo presentare 
prospettive diverse, era venu¬ 
ta in^ sostanza soltanto dalla 
Toscana e dall’Emilia-Roma¬ 
gna, che appoggiavano l’at¬ 
tuale vicepresidente naziona¬ 
le Osvaldo PetrinL un candi¬ 
dato sul quale tutti hanno 
espresso positivi apprezzamen¬ 
ti. ma che. per quelle miste¬ 
riose (ma non troppo) ragio¬ 
ni, che determinano la for¬ 
mazione di maggioranze in. 


questi casi, non ha potuto rag¬ 
giungere prospettive di suc¬ 
cesso. 

’ Al contrario. Intorno alla 
potenza dei voti di cui dispo¬ 
ne, si sono coagulati anche 
1 peggiori denigratori di O- 
mini, aprendo alla sua candi¬ 
datura prospettive di vittoria. 

Quanti haimo seguito da vi¬ 
cino l’evolversi della situazio¬ 
ne hanno potuto, con sbigotti¬ 
mento, prendere atto di cla¬ 
morosi voltafaccia. In manie¬ 
ra particolare si metteva in 
evidenza — dicendo. di non 
poterla accettare —: ■ l’aùto- 
candldatura del presidente 
della Lombardia, che in quei 
modo — si diceva impe¬ 
gnava slealmente le società 
della sua regione, senza con¬ 
cedere loro la possibilità di 
rma scelta unitaria, condizio¬ 
nandole ad accettare la sua 
. candidatura oppure a deczer 


Pallamano femminile à Roma 

In Norditalia-Sportist 
promessa dì spettacolo 


ROMA — Onest» raattin» (inhie 
or» 10) »! Palme»» dell» Sport 
di Viai» Tiziano si svolgcrè i» 
partita di ritorno degli on»»i di 
{inalo della Coppo dello Copo» di 
pallamano femminile tra la 
dra romana della Norditalla Aasl- 
cùr ai l o al o ««ella bolsara «Mio 
Sportisi di Soiia. Per la sfóva- 
nissiroo ragazze capitoline si trat¬ 
ta di on i m palo alquanto severo, 
aanche se in viltà del risaltato del¬ 
l’andata (31-6 per le àolgare), la 
a vre iiluia la Coppo poò dirsi vhw 
tnalmente ceadasa. Troppa bifad- 
ti la disparità di vrierì tra le doo 
m scaol» >, ma soprattotto tr«>ppo 
Botta è il divaria di iipi rl i an 


che aap ara la dae coaipagiBL Oa- 
fti peasara che. mcatra Potà a»^ 
'dia della Nordifana si aggira la¬ 
toma ri diciassette aahl. Bello Spor- 
tlst la amdia à aiofio a^eriora. 
Pn^ cuman q u a , far tasto l’età dal¬ 
la portiera àea 3S anal, del qiia- 
H àaa voaU « aperi • arila paHa- 


La prima. 


a faaora 


H ilsaaalo 


spettacotara a sKaiameata aoa pm- 
Irà càa fata àaoa alla propaga» 
da di qa ast a ^evaaa apor t, càa 
ha gii an gran noaicro di proaa. 
im tra I giovanL L'iagraaao è 



• ARCI-CACCIA — Si à amlto 
a Vttarào il dìrettiro dalla gaardia 
volontarie. Il vicepresidente nazio¬ 
nale datl’ARCI-Caccia. avv. Piatta 
Senadatti ha tannto una ptolarioaa 
agli oBio 30 coavcnati. a bs tor¬ 
nito cbiarìmanti in matoria riori- 
dlca. Il pms. Cavolo ha dato no¬ 
tizia che a Vìterào le gaar^ volo»- 
larie dcII’Asforiazioiie rìdeveranno 
quanto prima on dacomanto danna 
eia che, in caso di indiscriminato 
lagno dai hoschi. varrà tatto parvo- 
nira alia aotorità competenti. 

• SLITTINO — Dominio azzarra 
rana piste di Igls in Aastria aalla 
prima gara dalla stagiona vanda 
par la Coppa dal mondo di slìttiao. 
La prima doa prova dot stagàlo 
maschile si tono caaclasa eoa Ir» 
Italiani ai primi tra posth Haspin- 
ger, HiWgartnar a Ininnar. Nel sia- 
yolo famminìia la »«u ?rB Aaar a 
Rainer si sono piazzata ri qaarta 
e ri aaeto posto. Oggi «< dispa- 
terà la gara di simiao d app i è a 
ai caaciadaià gonna di riaga l a. 


Sandy Lyla eaa 1M «alpi, Daart 
è qoiato. La Cappa dal Mando ri 
sta avo l g an do a Dogotà. 


• CALCIO — L’Alim l a ha àrit at o 
il Sadaa 2-6 (1-6) aail’ l a t ia ti a 
d’aadata dal s ac o ado tarao d^ 
zona africana dalla' qvMificaileri 
ai campiaaatf mond ial i del IfOl. 
Hanno aaìsHto alla partita, evaltaai 
a Coataatia». in Algariav 56 arila 
apattaterL 


• PlfCILATO — 
Pranoseo Leon difai 


Da àW aa caatro il 
lia Naah. 


• AUTO — LUriloM l aa lr s M» 
nari sa Rat I2l Aàarth ri trova 
ri vasto poeto, ad oltro doa ora 
dal hatt lrii ad». la avadaaa Hanaa 
Mikfcofa aa Mar va da » , dopa 566 
Ina. dalla tam tappa dal rrilr 
daHa Coata d’Avario, oRhaa prova 


• COL» — Il Canada à ri to mra 
do daRa C appa d^ Monda ^po 
doa giornata eoa n? colpi (Nal- 
lord 143 0 H ri doTVOa 144) 4» 
vanti a C l appaa» a I r landa (2M). 
DldoHariaM l’Italia caa 305 (Re¬ 
nato tompagnoll 160 o Raldovino 
Dzssà 145). Ntlla gradontoria |a- 
divtdogla 'gaidMa daHa tmmm» 


• TtNNfS — Rlaaltrii dri fcatU 
m Haata dri l amp I en aH opaa faa»- 


kar (60) àdHa Rarid (ROM) 
0-7 0-3 0>4t PM I mava (CIO Ootta 
Toàta (AUSO 0-2 2-0 0-St itova 
(OD àalta Khada (RFT) 64 64| 
Mandllkova (CfC) batta Raaga 
(UOA) 60 6-7 6-0. 


Thg- tare una spaccatura in sede 
sue- regionale. • 

' ' Al contràrio, apprezzamenti 

alla positivi erano stati fatti per 
la candidatura di Ferrini, che 
aveva il pregio di non essere 
' ^ stata presentata dali'interes- 
sato, bensì da una regione e 
61 ^ discussa ed approvata da or- 
ganismi dei quali l’interessa* 
to non faceva parte, appunto 
;oui- y comitato regionale toscano; 
apprezzamenti mai smentiti, 
anphe se al tavolo della tràt- 
tativa—.dove con sòoisó Gen- 
so della oórrettezrà, era pré- 
sente Uno dei candidati e non 
l’altro — sonò stati dimèntl- 
catL > ■ ■ , ■ 

' Prima die TAssembÌM na- 
con- zionale sia chiamata a decre- 
X di tare in maniera definitiva il 
lizio- nuovo assetto della dirigen- 
su. za nazionale sì svolgeranno, 
ecze- ^ partire da oggi, le assem¬ 
blee per il.rinnovo delle ca¬ 
riche regkinaU, dóve il cicll- 
■— ■ smo'ha molti nodi da sdoglie- 
■ ! re che potrebbero ■ Co m p l ica r e 
- le prospettive. La .Toscana, 
ancora una volta con grande 
chiarezza e lealtà (anche per 
non ingannare e coinvdgere 

t quanti ne avevano asseconda¬ 
to le proposte) ha già detto 
chiaramente che, epr evitare 
lacerazioni destinate In defi- 

O nitiva a danneggiare l’attiyità 
ciclistica e rimmagine di que¬ 
sto sport nel suo' insieme, non 
fa della candidatura di Fer- 
• *•* rini alla presidenza una que- 
' "JT stione di principio e accetta 
iJr anehe l’ipotesi che esso venga 
rieletto soltanto vicepresìden- 
b M- te. così oom'ò attualmente. 
4 *»' Con identico chiarissimo 
»•••• comportamento l'Emilia-Ró- 
magna, che aveva appoggiato 
la candidatura FRrrinL fa sa- 
pere che in sede nazionale in- 
n P 9 . tende sostenere anche Lauro 
mga» GrnssL ln questo quadro vìe- 
, càa ne a determinarsi la prospet- 
•roaa. tlva Che ooh Omini (L omb a r - 
•o 5 dia) presidente vengano elf^ti. 
• ■ vlcejwesidentl Perrlnl fToécA-' 

' na). Orami (EmlUà-Ilaina' 
gna). i^iadqnl .(Lado). visto 
che rattualè presidente della 
Commissione nazionale giudi¬ 
ci di garé goda delTappoggio 
e della candidatura di pa^. 
Dmbì delle società del Lazla a que- 
4# ri sta maggioranza darrtibe U 
suo aav-nao anche il Fìemon-' 
gitolo -te, U cui presidente regionale 
ggiom dovrrtibe subentrare a Spado- 
Salto ni alla presidenza nazionale 
ariàai del idudki di gara. Nell'am¬ 
istà. bito -di un quadro unitario 
Mtari appare veraaiinile che consl- 
"■ita gu^ nazkmaU vengano elet¬ 
ti un lombardo, due veneti, 

~ un pugliese, un piemontese c 
- T forse im laziale oppure un 
I aggi • RMmAlffràno o un umbra. 

Omp- Tuttavia prima che il qua¬ 
dro abbia una verosimiglian- 
sa sarà prudente attondece I 
oongreBSl regionali' «, per 
quanto ie riguarda, le società 
* ^lortlve. per evitare errori e 
non perdere di vista 1 pro- 
■iTji bleml veil, faranno In ogni 
caso bene a tenere in eviden¬ 
za la bozza di programma sti¬ 
lata unitariamente vermean- 
fnrti done giorno per giorno la prà- 
I taa»- tleà attuazione. Sarà quello 
un autentico banco di prorà 
dell’impegno di ciascuna oom- 
ponente e della vera volontà 
del singoli dirigenti 

; EugGiiio Bomboni 


autentiche. Senza tirare in 
ballo il grande Ted Kid Le¬ 
wis che era un peso welters 
naturale anche se affrontò 
medi e mediomassiml. ci so¬ 
no stati artisti come Roland 
Todd e Ted Moore, come 
Len Johnson, Len Harvey 
e Jack Hood il vincitore di 
Bruno FTattinL 

Inoltre guerrieri ’ come 
TOmmy Mllligan (altro vin¬ 
citore di Pratiinl), Frank 
Moody e Jock Me Avey, co¬ 
me Randl Turpln, Terry 
Downes e Alan Minter. Eb- 


' bene • Tony ■ Sibson non ‘ è 
neppure loro lontano paren¬ 
te. 

• • n triestino Mitri, brillan¬ 
te schermitore sebbene pri¬ 
vo di potenza, valeva però 
. almeno due volte Matteo 
Salvemini che è pur arri¬ 
vato al titolo continentale 
malgrado la scarsa espe¬ 
rienza, 11 repertorio tecnico 
limitato ed una certa fra¬ 
gilità neU’lncassare se pen¬ 
siamo • al due « knock- 
downs» subiti a Roma da 
Nicola CirelU, ai due. di 
Londra ai piedi di Sibràn, 
ad un altro fugace nella 
palestra «Dorla» di Mila- 
- no contro Roberto Manonl. 

A parziale scusa della di- 
. sfatta londinese, 11 dottor 
Montemàgno deU’istltuto 
milanese «Bioclinic» ha 
■ diagnosticata, per Salvemi¬ 
ni, « il distacco della por- 
' zione distale dell’arco co- 
; stale destro di origine trau- 
. malica ». n doloroso gua¬ 
sto sarebbe stato accusato 
da Matteo dopo una pesan¬ 
te bordata, a due mani, di 
Tony Sibson. 

Si tratta,'naturalmente, di 
un piccolo alibi, il mede- 
simo che. magali, poteva 
sventolare (e non lo fece) 
Vito Antuofermo che en¬ 
trò nel ring di Wembley già 
’’ ferito (dal naso alla fron- 
'' te) in allenamento. Alan 
Minter. freddamente, colpi 
' subito la visibile cicatrice 
e per Vito la partita fu su¬ 
bito persa. Quel sanguino- 
. so scontro mondiale conti¬ 
nuò sino al 9. roimd per 
motivi televisivi, gli stéssi 
che impedirono il rinvio del 
' combattimento che avreb¬ 
be permesso a Vito An¬ 
tuofermo di guarire, quin¬ 


di di battersi alla pari con 
Minter. Tutto lo 6fa.scio del 
pugilato italiano, da Lon- 
' ara a Campione d'Italia, lo 
. abbiamo registrato ' nel 
. 1980, di conseguenza siamo .. 
ruzzolati In cantina in cam- 
po internazionale. 

Dlfattl anche Camputaro ^ 
(mosca), Melluzzò (piuma), 
Usai (leggeri), infine Lisca- . 
pade e Pizzo nel leggeri jr. 
sono stati bocciati in cam- . 
po europeo mentre Damla-. 
no Lassandro ha perso una. 

•• favorevole occasione contro ” 
lo Jugoslavo Benes per la . 
«cintura» continentale del-', 
le «154 llbbrè». Ci rlman- > 
gono - due ' titoli europei, : 
quello del romagnolo Vale- ■ 

• rio Nati nel gallo e l’altro 

- dei welter jr. detenuto dal 
pugliese Giuseppe Martine- ' 
se. Mentre Nati sembra àn¬ 
cora troppo acerbo, Marti- ‘ 
nese emigrata In Francia . 

• dalla natia Gallipoli poi 
tornato per stabilirsi a Se- 
; ' nigallia. destò perplessità . 
nel dicembre 1978 a Bilbao 
nel tentativo- fallito contro 
lo spagnolo Fernando San- > 
chez. In quell’occasione ' 
Martlnese apparve incerto. 
Intimidito e . l’allora tren- 
■ tenne Sanchez rimase cam- 

- pione - d’Europa delle « 140 

libbre ». . . ' ; v 

Mercoledì 17 dicembre, ’ " 
nella casalinga Senigallia,'j 
' martlnese subirà l’assalto ' 
dello sfidante Antonio Oul- . 
naldo di Salamanca, Spa¬ 
gna, pugile esperto ma non . 
.. trascendentale, n nostro 
campione dovrebbe farcela, 

' purtroppo 11 futuro della 
«boxe» italiana sembra -per¬ 
sino peggiore del presente. 

Giuseppe Signori 


! t ' f : V , ’r, V ^ 

^ balta nostra reclazìone 

VENEJ5IA — Una partita gio¬ 
cata con molta correttezza e 
farplay da ambedue le parti, 
giudici sportivi e giudici del¬ 
lo Stato. Questa fino a ieri 
l’atmosfera che si respirava 
al convegno In corso a Ve¬ 
nezia, all’Isola di San Gior¬ 
gio. organizzato dal CONI 
veneto e dalla Camera Pe¬ 
nale Veneziana sul tema « II- 
leóito penale e illecito spor¬ 
tivo ». 

' Terreno di scontro resta la 
definizione degli ambiti e dèi 
confini tra 1 due ordinamen¬ 
ti. sempre più labili e con¬ 
fusi. La ricerca di mediazio¬ 
ne è invocata da tutti gli 
interventi ma senza che si 
esca allò scoperto con pro¬ 
posti chiare. Forse è proprio 
U riferimento présente, an¬ 
che se non esplicito, allo 
scandalo deH’Italscommesse 
a rendere prudente la discus¬ 
sione. 

Oggi le conclusioni verran¬ 
no tenute da Ennio Fortuna, 
sostituto procuratore genera¬ 
le della Corta d’Appello di 
Venezia. Certo l'esigenza di 
mediazione c’è, e tutti l'av¬ 
vertono. «La Federcalcio — 
dice Piergiorgio Bertotto. 
presidente del CONI veneto 
— sollecitata dallo sconcerto 
del pubblico di fronte allò 
scandalo . delle partite trac 
caie, ha costituito una com¬ 
missione per rivedere le nor¬ 
me dell’ordinamento sporti¬ 
vo».-. ^ . 

Una ’ certa difficoltà alla 
mediazione limane in ambe¬ 
due le sponde. « L'organo di¬ 
sciplinare sportivo non è una 
pubblica autorità, pertanto 
va esclusa l’efficacia vinco¬ 
lante del giudizio penale ri¬ 


spettò a quello disciplinare » 

— ha detto Campana, pre 

sldente dell'Associazione Cal¬ 
ciatori, esprimendo altresì 
una profonda critica al siste¬ 
ma attuale dell’ordinamento 
giudiziario sportivo. L’ogget- 
tività e la imparzialità net 
criteri d’istruzione - ha det¬ 
to _sono affidate all’onestà 

dèi giudici anziché a criteri 
e à norme. " 

Non è definito quali prove 
si possano prendere In con¬ 
siderazione per emettere un 
verdetto e quali no, inoltre 
l’ufficio di inchiesta della Pe- 
dercalcio non dà comunica¬ 
zione dell’avvio di - procedi¬ 
mento air« imputato » prima 
di procèdere all’attività in¬ 
quisitoria — ha continuato 

— agisce quindi a sua Inrà- 
puta. « Gli arbitri — ha sót- 
torneato Enzo Fileno Ca-. 
rabba, procuratore generale 
presso la Corte di Appello 
di Firenze — non sono putK 
blicl ufficiali nelle competi¬ 
zioni sportive, cosi 1 dirigen¬ 
ti delle federazioni, delle as¬ 
sociazioni sportive e i tesse¬ 
rati. Pertanto rilleclto spor¬ 
tivo non può dare vita al 


7AI sovietico Beliaev 
la ,15 km. di fondò 

DAVOS Satta nisri tra I pri¬ 
mi diaci arila 15 chllómatri di 
fondo con cui tori a Davea al è 
aparta la Coppa dal Mondo dalla 
apaclalltà mondlalL Ha vinto II 
ruase Evgàny Baltaav Ih 40.54'2S’* 
davanti ri ilnlandaaa Klrvananleml 
è' al connarienato - Atoxandar 
.Tchaiko. - 

La 5 ehtiomètri femminile è 
stata vinta dalla nérveg e i e Berti, 
davanti alla aovletica Smetanna, ed 
all'altra.nonregese Nyrnad. _ 


delitto di corruzione di pub¬ 
blico ufficiale, può Invece ve- 
ricarsi truffa». Sullo stesso 
avviso Pietro Nuvolone, ordì- ' 
nàrio di diritto penale al¬ 
l’università di Milano. «Per¬ 
ché sussista la truffa — ha 
sottolineato — 'occorre ac¬ 
certare la falsiflcazlohe del 
risultato attraverso U quale 
si sia indotto In errore U 
"banco" ufficiale (totocal-. 
cio) o clandestino (allibra¬ 
tori) facendo sì che venga¬ 
no ingiustamente favoriti con 
vincite non dovute alciml , 
scommettitori al danni di 
altri ». Per l’autonomia fra . 
le due magistrature si ò e- 
spresso 11 presidente della 
commissione giudicante na¬ 
zionale della Federazione Pal¬ 
lacanestro, Antonio Miarto- 
ne; «Un coordinamento può 
porsi dòlo in .casi margina-., 
li »..Un caso marginale e iso¬ 
lalo — ha detto — è Tepl-’ 
sodio , delle scommesse tnuv 
cale di calcio. Tenendo pre¬ 
sente che la maggior parte 
dell’attività sportiva si è svol¬ 
ta sul piano dilettantesco. 

Possono coesistere due sen¬ 
tenze, della , magistratura, 
sportirà e penale senza che 
ci sla contraddizione o ne- ' 
cessità di « revoca » per Mu- 
linaZzi. redattore della Gas* 
zella dello Sport. 

Sarebbe un segno di debo¬ 
lezza dell'ordinamento spor¬ 
tivo chiedere aU’oqrdlnamento 
'statuale aiuti per d quali 
verrebbe chiesto un corrispet¬ 
tivo. Là giustizia spòrtiva non 
può dlvèntare' kmgs ihariua’ 
del giudice ordinario, questo 
11 parere di Giuseppe Prisco 
mèmbro della Corte federale 
della FGCL . 

Luciana Anzaipna 




































































































































































































































































































































































































—*«-^« V'*«^ «.«ir •,'W.^ H > % • *^' 


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PAG. 22 l’Unita 


DALMONDO 


Domenica 14 dicembre ; 1980 


POtnPj SolidariiÒsc e Ghiésà preparano la cerimònia di* màitedì 







{.■:■ 


.v-;a 


« Politika »: le orìgini delle nostre crisi vanno ricercate nelle limitazioni della; dem^razia e 
non negli errori dei dirigenti -1 vescovi fanno appello a « responsabilità e saggezza » - « Try- 
buna Ludu »: Tallarme creato in Occidente rende più difficile la soluzione dei nostri problemi 




Rubbh « Fi¬ 
ducia nei 
poiacchi » 
Documento 
della CGIL 


ROMA — La posizione del 
PCI sui pericoli che grava* 
no altorno alla crisi polac* 
ca è ripresa da Antonio 
Rubbi, responsabile della 
sezione esteri comunista, 
in un’intervista che appa¬ 
re sul a Resto del Carli¬ 
no e sulla « Nazione * al 
termine di una settimana 
in cui anche nel dibattito di 
politica interna hanno pe¬ 
sato le tensioni internazio¬ 
nali. ■ 

Rubbi — riferendosi al¬ 
le iniziative del PCI, qua¬ 
li, i passi presso ì parliti ' 
comunisti dei ' paesi del 
Patto, di. Varsavia — dice 
che « non pretendiamo ce ^. 
to che tutti condividano 
le nostre posizioni. Quel¬ 
lo che ci premeva era di 
farle conoscere con. la dei . 
..terminazione-e la chiarez¬ 
za con cui te abbiamo as¬ 
sunte. Naturalmehte spe¬ 
riamo-se ne tenga anche 
conto, certo, nel modo co¬ 
me la situazione polacca è 
stata rappresentata in alcu¬ 
ni articoli apparsi sulla 
stampa di altri paesi socia¬ 
listi, e in alcune dichiara¬ 
zioni di un portavoce uf¬ 
ficiale del POUF, si sono 
colti elementi che • hanno 
fatto temere la possibilità 
di un intervento e sono 
potuti apparire una minac¬ 
cia di intervento z. 

Rubbi aggiunge; e Posti 
di fronte agli elementi che 
hg sopra ricordati,'abbia¬ 
mo affermato, come era 
nostro dovere, che, una 
ipotesi che si riferisse al¬ 
la possibilità di un inter¬ 
vento, noi la avremmo giu¬ 
dicata inaccettabile. Però 
rint~'‘vento non c'è e bi¬ 
sogna fare in modo che 
non ci sia. Occorre lascia¬ 
re ai polacchi di risolvere 
da loro stessi la grave cri¬ 
si che attraversano. A que¬ 
sto fine sono necessari an¬ 
che aiuti, il maggiore dei 
quali, io penso, sia quello 
di creare attorno a loro 
un clima in cui possano 
operare senza indebite 
pressioni e senza esaspe¬ 
ranti allarmismi ». 

Soffermandosi - poi sulle 
garanzie della NATO, Rnb- 
bi giudica che a lo scudo 
della NATO non ha impe¬ 
dito che in Turchia, appena 
qualche mese fa, fosse 
cancellata ogni libertà, e 
fossero liquidate le istitu¬ 
zioni democratiche. Lo sca¬ 
do maggiore della nostra 
libertà in Italia penso sia 
ancora nella presenza e 
nella salvezza di quelle 
forze che. questa libertà 
hanno conquistato nella vit¬ 
toria sul fascismo e nella 
sua strenua difesa e svi¬ 
luppo in tutti questi anni ». 

Della Polonia è tomaia 
ad occuparsi anche la 
CGIL in un documento 
che è stato approvato nel 
corso di una riunione del 
direttivo. « / tentativi in 
corso tesi a mettere in di¬ 
scussione il grande proces¬ 
so di rinnovamento demo¬ 
cratico in corso nella so¬ 
cietà e neireconomia so¬ 
cialista polacca — vi si di¬ 
ce — trovano nella CGIL 
la più viva preoccupazio¬ 
ne e la più netta contra¬ 
rietà ». 

c Quel processo di rifor¬ 
ma — aggiunge il docu¬ 
mento — Thannu voluto i 
polacchi che sono in grado 
con le responsabili e ne¬ 
cessarie intese — che pur 
nella dialettica si sono 
realizzale fra sindacalo in¬ 
dipendente e governo — 
di sostenerlo nel rispetto 
delle compatibilità econo¬ 
miche, ma con la intransi. 
gente volontà di sperimen¬ 
tare una propria via di 
sviluppo della democrazia 
socialista ». 

Di Polonia si è parlato 
anche nel corso di un di* 
battilo organizzato a Mi* 
lano dal Slovimento fede¬ 
ralista europeo sul tema: 
c Lo sinistra e il ruolo in¬ 
temazionale deir Europa », 
Vi hanno partecipato gli 
esponenti comunisti Cer- 
velti e Bonaccini. il socia¬ 
lista Pelikan. il social- 
democratico Orsello, il 
socialdemocratico tedesco 
Timmermann, il socialista 
francese Barthalay, il co¬ 
munista belga De Brawe- 
re. 




DANZICA -7- il monumento.al lavoratori vittima della repres¬ 
sione di dieci anni fa davanti ai cantieri Lenin - 


Dal nostro inviato 

VARSAVIA - La Polonia sì 
prepara a ricordare il deci¬ 
mo anniversario di una sua 
tragedia, nazionale in uno spi¬ 
rito di unità e di concordia. 
Martedì a Danzica e mercole¬ 
dì nella vicina Gdynìa ver¬ 
ranno inaugurati i monumen¬ 
ti dedicàti alle uiltime della 
sanguinosa repressione con la 
qucdé si decise, il 17 dicembre 
1970, di domare una ! rivolta 
operaia contro Verrata politi¬ 
ca economica di un governo 
che pure affermava di dirige¬ 
re Ù paese nel nome della 
classe operala. Dieci anni non 
sono passati invano. Quando, 
per la seconda volta a Danzi¬ 
ca. lo scorso agosto, esplose 
una'protesta operaia', il pote¬ 
re politico dimostrò di avere 
compreso'la lezione del 1970. 
Il rìstdtato furono gli ormai 
famosi accordi di. Danzica 
Che hanno aperto una strada 
nuova al ; socialismo in Po¬ 
lonia. • - ■■ 

' Meditando sul passato e sul 
presente, un collàboratore del¬ 
l’autorevole i settimanale Po- 
litikà, Mieczyslato Mieszczan- 
howski, ha scritto: c Le .cau¬ 
se di tutte le crisi non sotto¬ 
state soltanto gli erróri dei di¬ 
rigenti... La ragione più pro- 
fonda-è da ricercare nelle for-. 
lite del- nostro sistema sociale 
è politico, che consentivano 
una limitazione della-democra¬ 


zia socialista, frenavano il 
suo sviluppo ■ e liquidavano 
ogni tentativo di ravvivarla »^ 
Abbiamo parlato di unità e 
di concordia. Non a caso, alle 
cerimonie di inaugurazione c^i 
monumenti si troveranno in¬ 
sieme i ' rappresentanti dèi 
nuovi sindacati Solidarnosc di¬ 
retti da Lech Walesa e quelli 
del potere- politico e ' dalla 
Chiesa cattolica. 'La delegazio¬ 
ne dei governo, secondo infor-. 
mozioni non ancora conferma¬ 
te ufficialmente, dovrebbe es¬ 
sere diretta' dal presidente del 
Consiglio di Stato (presidenza 
della repubblica) Henrtjk Ja- 
blonslci. dal «ice prìmo mini¬ 
stro Jerzy Ózdoivski (espo¬ 
nente cattolico) e dal ministro 
della Cultura Jozef Tejchma. 
Jablónski è anche mèmbro dèi- 
l’Ufficio politico del POUF. 
Accanto a loro saranno Td- 


A congresso 
ILPartì^ 

^ ^ contadino 

VARSAVIA — E*, cominciato 
ieri a -Varsavia e durerA- per 
tre giorni l'ottavo congresso 
del Partito dei contadini. Al- 
la apertura dei • lavorj erano 
presenti li primo - segretario 
del POUF Kania' e il presi¬ 
dente del Partito democrati. 
co Wltold Mlynczak. ■ 



n leader imgherese iiitervieiié 8l 'cori£^^so dei sm^ - c^L’ho 

già detto a Mosca » -1 Parlare di ormai parlare del futuro dèlia di¬ 

stensione » - Affrontare con francìiez za le difficoltà economiche del paese 


' - ; Nostro servizio 

BUDAPEST — Ancora una 
; volta al coDiBpresso dei 
■ ' sìndàc^ti ftÉ^iéresi, i pro- 
' blemi - biféréaziODali e la Po¬ 
lonia sono stati al centro dei 
lavori, E Jànos Kàdàr, il se¬ 
gretario del POSU (partito 
operaio socialista ungherese), 
non si è certo sottratto, mter- 
venendo alla ripresa dei la¬ 
vori nella mattinata, all'at¬ 
tesa degli osservatori. " 
t Non ho certo invidiato — 
ha cominciato a dire Kàdàr 
affrontando nel suo interven¬ 
to il tema della Polonia — U 
compagno polacco che ha par¬ 
lato ieri séra*..€La situazio¬ 
ne polacca è davvero com¬ 
plicata e difficile, cosi come 
difficile — ha aggiunto ac¬ 
cennando ad un 'disguido tec¬ 
nico, che aveva messo in for¬ 
se la traduzione simultanea 
dell'intervoito dd polacco — 
è a quanto pare parlarne z. 
c Ma parlare della Polonia or¬ 
mai, — ha detto n leader un- 
^terese — equivcde a parla¬ 
re dei problema del futuro 
della distensione e della pa¬ 
ce*. *Noi siamo interessati 
a ché la classe operaia e U 
popolo polacco trovino una 
soluzione socialista ai ' pro¬ 
blemi del paese, e desideriti 
mo che la trovino da sóli. 
Il nostro punto di vista è 
conosciuto e raWnamo ripe¬ 
tuto anche a Mosca nel ver¬ 
tice di qualche giorno fa — 
ha concluso Kàdàr —, Noi di¬ 
ciamo che t ptAacchi hanno 
la possibilità di farlo». . 

Ma ccm la sua tradiz i o n ale 
sicurezza e sem^cità di espo¬ 
sizione. Kàdàr. che anche que¬ 
sta volta parlava senza testo 
scritto né appunti, ha affron¬ 
tato anche i tèmi delle pro¬ 
spettive .économìdte interne 
andando diritto al nocciolo dd 
problemi. cGIi obiettivi più 
limitati che ci siamo propo¬ 
sti per ì prossimi anni — ha 
detto Kàdàr — sono comun¬ 
que di tutto rispetto anche in 
confronto con le prospettive 
economiche di tanti paesi M- 
cidentali più svÙuppatì*. 
c Dobbiamo renderci conto 
però — ha aggiunto Kàdàr — 
che ^ raggiungere questi 
obiettivi più limitati sarà ne¬ 
cessario una maggiore dina¬ 
mica e differenziazione inter¬ 
na e un impegno accrescitdo. 
E benché l’obiettivo per i 
prossimi anni sia quello di 


difèndere M livello di vita 
raggiunto ^ ha detto .Kàdàr 
M tùognerà comunqne'Xer-' 
■càrè di risolvere t probÌèm\'\ 
isàciali- più urgenti,, coma .gb 
alloggi per i-giovani, la sa¬ 
nità, la situazione .dell'istru¬ 
zione e quella dei. pensùmoti 
più anziani ». e Del resto — ha 
concluso — non ci nascondia¬ 
mo che : certamente esistono 
vetrine migliori i^Ua un¬ 
gherese, ma che hanno èèrta- 
tnenie anche U lorpr costo >• ' > 

. Un intdvento difficile, se¬ 
condo la definizione di Kàdàr. 
e non solo per disguidi tecni¬ 
ci, è stato quello del-del^ato 
polacco. zOggi in Polonia — 
ha detto Albin Siska. presi¬ 
dente del comitato dì :mordi- 
namento dei sindacati di cate¬ 
goria polacdii (subentra al 
posto della vecchia centrale 
sindacale disciolta) — l’obiet-' 
tivo prioritario è trovare una 
soluzione politica alla crisi 
del paese. Purtroppo bisogna 
prendere atto di una profonda 
divisione del movimento' sin¬ 
dacale del nostro paese: Og¬ 
gi non sono presenti qui -r- 
ha poi affermato Siskà — > 
rappresentanti di, SoUdqrietà 
che è in Polonta. un reale mo¬ 
vimento della classe operaia, 
ma che non ha voluto accet¬ 
tare di discutere assieme una 
rappresentanza comune a qus^ 
sto congresso». 

■ Un interesse assai vìvo 
hanno suscitato gtf interven¬ 
ti 'dd ddegatì di base, che 
neppure lo spazio e l'atten- 
zione'dedicata ai leader più 
importanti ha offuscato. Va¬ 
le la pena. quàidL di accen¬ 
nare almeno al tema dei-più 
i n t er e s s anti fra di essL 
Occorre riuscire a garanti¬ 
re ai. lavmatorì un aumento 
salariale che compensi alnìe- 
DO fl rincaro dei prezzi (in 
altre parole. una spe^ di 
scala motole che qui in Un¬ 
gheria non esiste), ha chie¬ 
sto il spretarlo di un sìnda- 
calo settoriale. ' 

La maDcanza di ìa v òr a tori. 
ha denunciato un sndacalista 
dei ferrovierL pr^iadica non 
solo le condizioai di lavoro 
dei ferrovieri stessL oostrin- 
géndoli-a un sovraccarico dì 
lavoro stressante, ma lo stes¬ 
so normale funzionamento deL 
rintero sistema ferroviario 
ungherese. .. 

^ Luigi Marcoiungo 



al PCI sulla Polonia 


PAIUGI -r Georges Mardiaìs, 
s^retario generale del parti¬ 
to comuni:^ francese, hà 
criticatb in tm’intervìsta 
radkrfonica la posizìOTé pre¬ 
sa dal PCI sulla questione p(^ 
lacca, secondo quanto riferi¬ 
sce l’agenzia ANSA da Pari¬ 
gi. 

' Marchais, sempre secondo 
l’agenria. ha deìto che con 
la loro posizione nei confron- 
. U dril'iniSS. i comunls^ ita* 
lianif non hanno fatto altro 
che' contribuire «ad aecredi- 
tare l'idea che una minaccia 
estetna pesi: sulla Polonia ». 
In questo modo i comunisti 
italiani notf farebbero dié ren- 
. dere .« più complicata, più 
dìfficRè la necessaria attua¬ 
zione did rinnovamento demo- 
cra^o è socialista in Polo¬ 
nia».- 

Per qwmto riguarda il par¬ 
tito ooitoinlsta frahoese. se-^ 
ooodo quanto l'agèozia attri¬ 
buisce a Mardìaìs.'esso si rì- 
fhda di partedare a quella 
die co ori d eca \ «iaia' cam- 
pòipai'd’mtossicoztoaé» d'ori- 
^nè am érì ca na è rimp ro vera 
al PCI di non facilitare con le 
sue prese di posizkme .U com¬ 
pito dèi diri g ent i e del popofo 
pdtocdii die — avrdibe detto 
Mimcfaais — si trovano di 
fronte al dupUce compito di 
vi nce r e «i resti éH éhgméitìr 
smo» e^dì emettere in {scac¬ 
co qadli <dte vorr^bero ap¬ 
profittare d’ano sitùadone di/- 
fìcùe». 

Chiunque Mna lètto e va¬ 


lutato le pòsirioni assunte dal 
[..PCI salto, vicènda polacca, 
sa^ bene che i.cpmum^i ita¬ 
liani non hàitno partecipqto 
— né si sono prestati — a 
campagne - di ' edcun tipo. In 
tutte le occasioni, e in tutte 
le sue prese di posizione, 9 
PCI ha espresso sòlidàrietà. e 
appoggio ai comunisti polac¬ 
chi. al POUF e al suo gruppo 
dirigente, nella loro diffìcSe 
opera di rinnovaniento e nel¬ 
la loro battaglia per impedire 
il prevalere di fenomeni disgre¬ 
ganti nel paese. ? Crediamo, 
donile, che la nostra pori- 
zioné sia stata — e sio — 
improntata a’grmdè sènw di 
responsabUiià e di equ^tbrìo. 
In questo senso. Tanarme e 
la preoccupatone che abbia¬ 
mo espresso - 7 - e i conseguen¬ 
ti passi Capresi — appaio¬ 
no più che legittimi 'e fonda¬ 
ti dinanzi agli attaecM e ai 
toni e da campagna» appar¬ 
ti soprattutto tuUa stampa 
eeeotovacca e delta RUT, è 
panMmente ripresi da gk>r- 

Wml MCtCtlCU rTCOCCmpaZÌOWf 

e ànarme. inoltre, ancor più 
topitthai ifiaoszi td fatto che 
TiptÀem (fi un intervento ester-. 
no n> Polonia non è mm 'sbh 
fa Tapb^ da parte di dd 
dooreÙe ' farlo; né, (foffra 
porte, ci sono stati p ronu n eìa- 
menti cfi prmeiph cm rtrar s ot¬ 
to sala ipotesi tUT ù der u e nt ó. 


Accerti Rimi dellf «Tfss» $« MifhvMSc 


MOSCA ~ Un dd- 

ragenzia Toss dlffiisb Imi, 
contiene per la prima -votu 
. —r insieme alle eonsoete cri- 
Uche a coloro che «ostoco- 
lono la normo Nsms ione »— 
anche alcune fram drea gii 
aspetti posi^ del rlnnova- 
raentò sindacale in atto in 


Folonia^ • 

L'agesia sorietloa aemtnà 
accettare l’idea che in PoRv 
nia possa esistere un sindaca, 
to indipende n te oome «Soll- 
danicEc ». a patto che esso ri¬ 
spetti «le basi costitusionaU 
.del sodàlismo, le oOeonze e 
gU tnteressi nazkmaU». 


Ceousescu e GrUdiUv r 
fiducia nel POUF 


BUCAREST - D Partito co¬ 
munista romeno e la L^a 
dei (^munisti ji^oslavì esfai- 
OMOO < la propria fiducia nel¬ 
la forza dei Partito operaio 
ani/icoto polacco, ddla clas- 
' se lavoratrice e deU’intero 
popolo polacco di trovare so- 
lozioni potìtkdte.odeguate ^ 
superare le ottuoli difficoltà 
ed assicurare U contimu 
avanzamento ddla Polonia 
svila strada del socialismo e 
dei benessere dei lavoratori ». 


Lo afferma un comunicato 
pubblicato dall’organo dd PC. 
romeno « Scinteià » suU’inoon- 
tró che U presidente romene 
Ceausescu ha avuto ieri cton 
Aleksandsr Grlìcfcov, mèmbro 
dd presidiuro dd CC (Mia 
Lega dì comonisU jugoslavi 
Nel corso ddl’ihoontró, so¬ 
no stati affrontati i tènif dd 
rapporti bilaterali^ per i qpa- 
li si è espressa la co n vlwfch* 
ne che esd continueranno ad 
essere « di stretta amiciiia . 


1; C o lou d ie 

distnuie di 


MOSCA — Ut un _ 

to all'appena eon dw od oon- 
sigttò (Mia NATO di Bruxel¬ 
les apparso ieri sai petnetpa- 
H quothUaitt di Itaca, la 
«TASB» ha affermato' che 
li ministre degli Esteri Ita¬ 
liano Bmillo Colombo ha pre¬ 
so le dtstanae dagli UBA 
« esp on end o (1 paesi deL 
raOsana) a^ium p roede are 
aemenU fa Nb tonfa 
•o df cn wdtoia In 
_ sòdopoUUóa'éeOa 

-T-s è usi i i nvec e prò- 

nundito per fi mantentmen- 


io deUo status quo in Eu¬ 
ropa ». 

Da parte sua. però, la' Far¬ 
nesina ha definito— in una. 
nota uffickea ^.«gtaufonf» 
le valutazioni ddla «TAB 8 ». 
«n ministro Cetotao — si 
sottolinea — Ita sosfeaitfo, 
aJTunisono con gli nitri mi¬ 
nistri degù Esteri, che la po¬ 
sizione di fronte alla situa¬ 
zione pokuxm doveva essere 
ferma ma non provocatoria; 
non tale, cioè, da aggiungere 
un alibi ai eventuaU tnts ia- 
tive sovietiche a 


Preoccupànte ilòta dell'Eliseo 


- V 



!.. ; » 


un nuovo 
militare nel Giad ? 


Il premier lìbico Jallud non esclude una intesa con Parigi 


deusz Fiszbaeh, . segretario del 
partito a Danzica e oU’ultimo 
cornitato centrale eletto mem¬ 
bro candidato dcU’Vfficio po¬ 
litico, e il «oiroda.di Danzica, 
Kolodziejski. La Chiesa cat¬ 
tolica, come abbiamo già pre¬ 
annunciato ieri, sarà rappre¬ 
sentata dal cardinale Franci- 
szek Màchafski, arcivescovo 
di ’ Cracovia, da monsignor 
Brontslaw Dabrowski, segre¬ 
tario dell’episcopato polacco, 
e dei véscovi delle diocesi lo¬ 
cali. : 

■ li significato di questa uni¬ 

tà è di questa concordia non è 
soltanto morale. Nel momento 
in cui to Polonia affronta il 
processo di rinnovàmmto; es-. 
se sono anche unairisposta al¬ 
la diffidenza e alla' ipsoffe- 
retiza che dominane i nicini 
paesl.dèlji socialismo, reale». 
Le ire forze — POUF, Ohiésa 
cattolica e'Solidarnosc che 
esprimono il pluralismo socia¬ 
le affamatosi in Polonia, han¬ 
no in questi giorni mostrato di 
auére.uno chiara cpsclerwq dèi 
limiti ■ inriiperqbili neà 'quali,.9 
rinnovamento, può réalizzqrsL 
11 POUF ha rìaffemato con 
forza è più-voliè die « to.Pó- 
lohia da, è e. ^à un paése 
socialista, ' un ,ané^O:' sicuro 
della famiglia dèi paesi socia¬ 
listi». Solidarnosc, nel comu¬ 
nicato Affuso mércoledl, ha 
ribadito' c^ « l’ordine sociale 
del paese e il sistema politico 
non 'sono• ìhjperiròlo » è * la 
realfrzàaone degli impegni de¬ 
rivanti dalie alleanze della 
Polonia;., è pienamente ga¬ 
rantita». • ■ • . • . - ■ • • 

Dal canto suo ' l’episcopato 
polacco, dopo U comunicato 
suUà sua recente conferenza 
reso noto tnonedi, farà legge¬ 
re oggi domenica, in tutte le 
chiese del paese, una lettera 
pastorale nella quale si ricor¬ 
da che « attualnirote non c’è 
una sovranità astoluta delle 
Uazumì legate in blocchi ed 
tdleonze» e. si sottolinea che 
«la necessità del momen^ è 
di unire tutti gli èfmrzi per às^ 
^skmrìm 'e protèggere Tistì^ 

■ zipoe. k> Stato è la sovranità 
toviòbita della pàtria ». 

«n prezzo che abbiamo pa¬ 
gato la libertà della Peo¬ 
nia — .dichtora to lettera pa^ 
storiò — fa ri che la sua 
skutezza e sovranità noa pos- 
sano essere messe in pmcòlo 
da dedskxù sconsiderate, ché 
crezmo i rischi di una nuova 
perdita drila nostra libertà ». 
Dopo aver rùévatò che U pro¬ 
cesso di rinnovamento esige 
« respònsabilità. equilibrio: e 
saggezza ». 9 documento sol¬ 
lécita « uno sforzo comune di 
tutti gli strati sociali» per 
«ritrovare la stabilità, tanto 
necessaria a tutto 9 paese e 
per ritornare alla vita iMnma- 
le sia sodale ed economica 
die politica ». • 4 . ■ 

Ar riflessi - intemazionali 
delle vicende polacche hà de¬ 
dicato ieri wt polemico artico- 
ìo Ttybuna Ludu. L’organo 
centrale dei POUF accusa T 
Occideute di aver creato un 
dima di oBarme intorno alla 
Polonia * per colpire l'URSS 
e. la comunità socialista ». 
« Didre ta aùtìna. fumogena 
ddla p robi wn a t i c a polacca e 
del-pericolo, «ivietico — af¬ 
ferma il quotidiano del par¬ 
tito alto sessione dì dicem' 
bré deDa NATO à Bruxelles 
si à^ posto ilprbldema del di- 
slocamento Ddl’Europa oed- 
doitale di nuove armi nudea- 
rì americane; i “falchi” atton- 
tad spingono per una nuova 
corsa agli.’ armamenti »: a 
Madrid non ha frocato ade- 
guata risposta la proposta po¬ 
lacca (fi tenere ndTautunno 
dd. USI a Varsavia una con¬ 
ferenza sulla distensione mSi- 
tarè; Washington ha respinto 
la proposta di Breznev per 
Una smUitariszadone dd Gol¬ 
fo Persico; alcnnt circOU amer 
TÌeaitt propongono la enarro- 
ne un triangolo Pedtìno- 
Toldo-WaslùngUm pir accer¬ 
chiare rUttìone Sovietica; si 
mìnaeda un congdamento dd 
commercio est-ovest; si raf¬ 
forza infine la e disciplina» 
alTintemo dd blocco ddla 
Nàto: 

In reatià, afferma Trybaon 
Ludo. < la nostra appartenen¬ 
za alla comunità socialista è la 
g a r a nz ia della nostra sicurez¬ 
za e defl’intangWìlà ddle no¬ 
stre frootàfre è lo scudo per 
realizzare eoa catoui il pro¬ 
cesso di rinoavamento soda- 
lista». Dopo aver richi osm- 
to 9 documento dd vertice (fi 
Mósca che «ha espresso la 
certezza » che càmunistL clas¬ 
se o p er a i a e la v or a t o r i pdac- 
èht sapranno superare da soli 
te laro ^ffkdtà, Tartìcolo 
conclude:' «I tamAara del- 
nstorto antisovktica dte sen- 
fteii» pervenire dall’Occklen- 
te doMnsono vahiterli come 
ito tentativo creare una 
fffiitora trii noi e i nostri al- 
teoO e di I n tred ar re nervosi¬ 
smo netto aatariOM dd nostri 
difflcSi proble mi e nd proce s -. 
so di rtonovamenio». 

Romòlù CMCfivifo 




: ... 

I Dal nostro corrlstx>nderìte | 

PARIGI - La i Francia . èì 
appresta ad intervenire nuo¬ 
vamente nel Ciad approfit¬ 
tando ■ della presenza sem¬ 
pre ’ più • massiccia di forze 
libiche in appoggio alle trup¬ 
pe del presidente Gukuni Wed- 
dei e della sua coalizione go¬ 
vernativa che si battono da 
mesi contro quelle dell’ex pri¬ 
mo ministro Hissene Habre? 

.' Dì una nuova «impresa a- 
f ricatta » di Giscard si parla 
con insistenza in queste ore 
a Parigi e secondo alcune In¬ 
discrezioni attribuite ad am¬ 
bienti militari tre ^ battaglió¬ 
ni di paracadutisti sarebbero 
già in stato ■ dì allarme in 
tre, basi diverse a Mayolte 
nelle Comóré. a Gibuti e a 
Bpuat nel (^ntrafrica. 1 
La ; Republilicà :.,Centrafri¬ 
cana,' il Càmerùn, U Niger, 
il. Sudan e TEgìtto non sa¬ 
rebbero i verosimilmente . .del 
tolto contrari — sempre se- 
condp, queste fonti: a .un 

.intervento, francese che do 
vrebbe; » - toro avviso • « mel- 
tere fine al caos che regna 
nel Ciad ». ■ Nella, tarda mat¬ 
tinato' di ' ieri la presidenza 
della -Repubblica francese ha 
preso ( fonnalmerite: ^ posizione 
cóntro 1 -intervento libico con 
una dichiarazione che viene 
definito una: seria < messo in 
guardia contro ■: il prosegui¬ 
mento d> quésto intervento 
che è contrario agli accordi 
conclusi tra gli Stati africani 
e le diverse parti del Ciad e 
. minaccia la - stabilità - della 
regione». . ■ 4 ' . 

‘ L'eliseo non parla ovvia¬ 
mente (b un . pc^ì^ìle inter- 



_ ICENTRO-AFRIOf^ 


vènto fremeese' (Parigi, si 
dice, ha mostrato il suó ri¬ 
spetto per l’accordo di La¬ 
gos ritirando' le • suè ‘ forre 
dal'Ciad),, dichiara però che 
* la Francia, ^rà il suo ap- ( 
poggio: a > tutti gii sforzi col¬ 
lettivi die ■ xntràprenderanno 
gli Stati africani .per risiabt- 
lire.la pàcp nel Ciad.'preser¬ 
varne ■ Tunità - e . mantenerne 
l’indipendenza»: L'esperienza 
del p£msato d’altra parte (i 
ripetuti interventi^ nel Ciad 
come quelli nello >Z^e. nel 
Centrafrica e in. Mauritania) 
permette di . meglio com¬ 
prèndere cosa di solito signi¬ 
fichino ' dichiarazioni del ge¬ 
nere.' Ltinedi ■ scade - la dato 
limite-fissata da Hissene Ha¬ 
bre per- sottoscrìvere- il ces¬ 
sate il fuoco che il suo av¬ 
versario Gukimi ha già pa¬ 
rafato a Lomè ; 8 - 28 novem¬ 


bre scorso. Sempre lunedì do¬ 
vrebbe iniziare la terza con- , 
ferenza di Lagos in Nigèria 
sulla questione del Ciad. . . 

L’ avvertimento : francese ’ 
non è dunque un fatto estem¬ 
poraneo. Già ' due giorni fa 
l’uomo di fiducia di Giscard 
per la politica • africana, il 
ministro per la coopérazione 
Robert Galley, in sede di com¬ 
missione esteri alla assemblèa 
nazionale aveva detto che fa 
presenza libica al'fianco di 
Gukuhì nel Ciad € è 'oggetto 
di riprovazione quasi genera- ^ 
le dà parte dei capi di Stato ' 
africani e provoca un senti- ' 
mento di sospetto tra i par- . 
tigiani-di Gukuni». La Fran- : 
eia. aveva detto, € deplora f ' 
combattimenti frairicidì e at¬ 
tende che i capi africani e- 
sprimano il modo , migliore ■■ 
per far giocare: la loro so- . 
■ lidarietà ». .- ‘..ti: . . - ^0 . ■ 

■ Galley aveva anche smèn- 
tito informazioni ^ di' stampa 
secondo cui la Libia avrebbe 
tooposto a Parigi ùna « spàr 
tizione» del Ciad, fórse pròiHìó 
per - il timore di Gheddafi 
dinnanzi a un non' imo’-obàbile 
intervento francése. Ma oggi 
ili una mterinsfa a Le monde 
il primo 'ministro libico Jàl- 
lud ; spiega che pur; non es- ; 
sendovi ; un ' accordo segreto 
tra Tripoli e Parigi sul Ciad, - 
la Libia.'da tempo ' prevede 
una cooperazione franco-!ibi- 
-ca in Africa jb che a propo¬ 
sito del Ciad « la ■ compren¬ 
sione- e gli. accomodamenti 
sono possibili dòn la Francia. 

. : Franco Fabiani 


\nsita-ìampp - tjèl ministro cubano 





Incontri con Mijatoyìc e Vrhovec - AI cèntro dei col¬ 
loqui il tentativo di mediaziotte dei paesi non allineati 


BEILGRADO.*^ L'improWisa 
visito-lampp* dì veirenfi a. 
Belgrado , del ministrò d^li 
esteri cùbauó Iridoró Malmkr- 
ca. é stola (leccato fx'eva- 
lentomente -al .-'tentativo -<8 
mediariooe : che - i Paesi non- 
alliiteati stonito] 'condùóendó 
pel cdnflitto tra: Iran ‘e Irèk. 

La mìsripoe ^ rapprèsèn- 
tante cubano è un .nuovo pas¬ 
so sulla via di un impegno, 
che ha. ipcootrato sincHra seri 
ostoo(9L Proprio nella - capi¬ 
tole ^goslava sì era svolto 
all’inìzìp di ' novembre una 
conferenza dei ministri degli 
esteri <8 Jugoslavia, Cub^ 
India. Pakistani ytombia. è 
del capo del (ilpóriìmento poK 
lìtioo dell’OLP per esanima- 
re to costìtuzìiMie dì un «co- 
Thitaio di buona volontà » div 
— se gradito a Teheran e a 
Baghdad t- avrebbe dovuto 
svolgere una attività (8 mé- 
(bazione per la cèssaznoe del 
(jonflitto nel Golfo. 

Venenfi BlalmierCa ha im 
ennfràto Cvijètin Mljatovìc. 
presidente della. Presidenza 
della Repubblica.: e 8 mini¬ 
stro degù esteri Josìp Vrix^ 
vec. Nel corso deH’incootre 
9 rappre s entante cubano ha 
riferito sui colloqui' avuti a 


. nome movixàoito dei noo- 
allineati nelle capitab ira- 
, niana. irakena e di altri Pae¬ 
si dri Medio Oiriente a dèi 
mondo arabo. - 
Nessuna indiscreziooe sugb 
incontri:-pfer quanto si a^xen- 
de. eia ima nota déU’agenzia 
.sTanjug», Mabnierca ha 
oonfèsutoto che si- è KX»ra 
alto stàdio tkgh .i sforzi suOe 
póssibilitd di riunione ài tm 
comitato di buòna vOlOntà ». 
L’iniziativa incontra dunque 
evidenti, diffìocrità per le resi¬ 
stenze opposte dai due ante.' 
gonisti. Vrhovec e Malmierca 
hanno anche (brèusso deUa 
, pròssima riuntone dri ministri 
-degU èsteri del noovìmento dei 
nòn-aUineati a New Delhi e 
degù ultinn svbuppà della si¬ 
tuatone in Polonia, to sera¬ 
te 9 ministro degb esteri cu- 
bano'ha lasciato Belgrado per 
una (testfiùizfene che non è 
stato resa nota. 

Per quanto riguarda le no¬ 
tizie die provehgoòo ■ dalla 
«zona calda» dd conflitto 
sul Golfo. l’Aralria Saudita ha 
smentito ieri - infonnaziani 
(sxnpai^ salto stampa occi- 
dentolé secondo te (juali- 
rUinooe Sovietica sta trasiMr- 
tandò aiuti militari destinati 


ab^frak attraverso fl porto 
saudita : <8 Yanou. - sol Mar 
Rosso, e ha precisato che 
rirak non ha mai -presoitoto 
richieste (8 questo genoe. ,. 


a 


Tu^ 
i militàii : ^ 
goyerneraimo : 

a « tempo "1 
indeterminato » 


ANKARA ll' Consìglio na¬ 
zionale di sicurezza turco 
« continuerà a svolggre le sue 
funzioni fino alla formazione 
del Parlamento' Tuuionale, 
che si rittnirà dopo cha intrà 
approvata la nuova Costitu- 
zUmè », afferma una legge. 
pubblicata ieri ...dalla « Gaz¬ 
zetta Ufficiale ».'■ ^ 

' La legge in questione, che 
non fissa alcuna scadenza per 
ciò che concerne l’iqqinovazio. 
ne della nuorè Costituzione o 
l’organizzazione dèlie elezioni 
legislative, dà, cod. una forma - 
lè^ato alla formazkme dd 
'Consiglio nazionale di sicu¬ 
rezza scaturito dal colpo di 
.Stato militare dd 12 settda*- 
bre Scorso.. 


Polémiche di 
sul piano 


per il Golfo 


BELDBADO — Il piano 
la sicaicsa ddla regioiie dd 
gdfo proposto da Breznev 
nd emso ddte sua riatta In 
fridia onntinuà’^ad essere al 
cenilo di contrastanti roaaio- 
nL 

Nella capitale Jugoslava H 
piano è stato accolto con In-, 
tenaae ma anche con un eer^ 
to scettidano per quante rl- 
guardà le possibilità di ima 
sua applicazione L'agenzia 
« TanJug ». in una analisi dd¬ 
la inaiattra sovietica, scrive 
dm. «rawenire di questo 
piano dipende «sclusivameat» 


dal gtudo di atncerltà di col 
daranno prova le grandi po- 
tenae Ma si.piiò dlffieUmen- 
te ettaàdad . die'te aoperpo- 
tenae - J ece itli io di 'ri nun ciare 
alle loro nwMéÉlum biooco 
per permettere un accordo 
sudi obblighi téclprocl non 
foes’aRio che nèl Golfo». 

Reazioni apèrtamente nega¬ 
tive eooo girate ieri dalla 
Giordania e daite 'Cina. Un 
po^vooe dd goveiho dì 
Amman ha ieri dichiarato 
dm la ateorcani dd Golfo 
dovrebbe eseete- lasdata ai 


soli paesi (Urettamóite Inte- - 
ressatì « senza interfermae 
da oarte deUe grandi potei»-/ 
àe ». L’ageniia « Nuova Ci¬ 
na». in un oommèhto pabbU- ; 
cato ieri ^ mattina, affanna ^ 
che le propeete di Breznev 
sono una manifestazione di 
« cinismo > ed un tentativo di 
distrarre Topinlone pubblica '- 
daHa tensione ai confini con 
la Polonia. « Nuova Cina » ' 
aggiunge che « la cosa mi¬ 
gliore che l’URSS potrebbe 
fare è 'di • ritirare le sua 
truppe dall’Afghan ìstan ». 


Due gìoraalìstì dèi ludeh 
ih Iran da un commando iracheno 


TEHERAN - B giornale del 
partito Todeh (PC iraniano), 
< Mankwn ». hà lanciàto un 
appello a tutte le organizza- 
akinl deoMMuatichè per la U- 
berulóne di due suoi gtorna 
lis|i. BUan e Badathto-Hamid 
rapiti 0 2 ottobre aoorsò dà 
cmenenart del partito Boatti 
iraehenò » mentre si trovava* 
rio come iiivtott nd Khial- 
stan per dei reportage sulla 
guta j|i. !Ba>aD. . Ne)I'ataillo 
•I (tenonela «quest’atto dd 
g ofotao lra(9)eno' che Vtola 


ogni accorto Internazionale, 
c om p r esa ilmmonità - dei 
giarnalistt». 

- «n raptaénto degù toriati 
del gloiTiale Mardom — rt 
affema nell’appello -r è una 
ultènore dUtatranone del- 
l’eglgn«riiità del regime d! 
B adda à» H àz sel n contro rin- 
dlpendenia della mtabbnea 
ialamlea ddrtran ed è inoltre 
un nuovo segno dUle aalont 
fatetete del Teglme dltutorla- 
ìé e antldciaoclntleo (M 
irachenoa. 


«Invitiamo quindi — con¬ 
clude rappeIJo di Mardom — 
tutte le organlmarionl inter-, 
naztonali e la opinione pub. 
Mic a a proteetare duramente 
contro, tali adoni criminah 
regime traeheno ehieden- 
TO rire il governo ireeheno- 
rivell la lo calità dove t noetii 
due flornallstt sono detenutt 
e 11 tiberino immediatamente ‘ 
• «ensa condizioni ». 

Ftoota li,governo traeheno* 
non ha fatto sapere nulla sul’ 
rapimento del due gknnalisU. 


1 


- * f*—•» « y-t » * 

-J-AV» V '-V- r- :AYi--,. ?; 


, 1 / 























•/»< Tii % M »—ti-»: » «M/ « V- t i,VAi.*.* #--*,V-- -r.v/.» 

» r , * ■ ’ . 'i--»; %» —M^—KV4*.««, *, , / * 


•— - t^r c,v'•-f •.'••;•{ v'"- 




V ’V . r *r ^ . ,.. 




Domenica .14 dicembro J 980 


CONTINUAZIONI 


r - - f ' 




l’UnttA PAG. 23 


x\ 


\ 

\ 


Il dopo-terremoto 


no costruire e non procla¬ 
mare. 

Sembra che Zamberletti 
intenda • saltare * la secon-, 
da jase delVemergema: quel¬ 
la, per intenderci, dei pre¬ 
fabbricati leggeri e mobili 
per passare immediatamen¬ 
te (nel periodo gennaio-giu¬ 
gno) alVinizio operativo del¬ 
la ricostruzione, che dovreb¬ 
be essere completata in 18 
mesi, cioè entro il 1982. Tu 
che ne pensi? 

$alvo situazioni partico¬ 
lari — perché non esiste 
una ricetta valida per tutti 
gli usi — penso che si trat¬ 
ti di una tragica sciocchez¬ 
za. In iinea generale, non si 
può < saltare > la seconda 
fase dell’emergenza, che pre¬ 
vede strutture di ricovero 
leggere e transitorie, le qua¬ 
li potranno poi essere rimos¬ 
se in tempi ragionevoli e 
messe a disposizione di un 
valido servizio nazionale di 
protezione civile. Tra l’altro 
< .saltare • questa fase signi¬ 
ficherebbe bloccare le atti¬ 
vità turistico-alberghiere e 
l’uso delle seconde case non 
per qualche mese ma per 
qualche anno, con : conse¬ 
guenze economiche e sociali 
facilmente intuibili. Parlare 
di avvio operativo della rico¬ 
struzione per iniziativa del 
commissariato straordinario, 
€ di completamento della ri- 
costruzione stessa entro .18 
mesi, significa non avere il 
senso della realtà, dei tempi 
operativi, delle procedure 
che la pianificazione esìge. 
Significa concepire il risa¬ 
namento, il rinnovamento e 

10 sviluppo delle zone terre¬ 
motate in termini ««tratti e 
verticistì, con una mentalità 
neo colonialista e specu¬ 
lativa. 

Perché, in particolare, usi 

11 termine speculativa? 

Perché quando lo Stato 

pretende di intervenire dal¬ 


l’alto, burocraticamente, con 
pseudo tecno-strutture oen- 
Iraiizzate, dilaga l’inefficlen- 
xa e trionfa la speculazione. 

; n Belice insegna.., • 

- Nel Belice l’Alto Ispetto¬ 
rato delle zone terremotate 
doveva provedere ■ a tutto, 
espropriando i comuni e ri¬ 
correndo ad enti ed istituti 
vari. Dopo anni di inerzia, di 
scempi e di scandali, le cose 
hanno cominciato lentamen¬ 
te a muoversi solo quando 
i poteri locali sono stati par¬ 
zialmente reintegrati nel lo¬ 
ro ruolo di programmazione 
€ di controllo. C’è qualcuno 
che vuole rirétere ' quella 
esperienza? C’è chi pensa di 
trasformare il commissaria¬ 
to straordinario in una spe¬ 
cie di ispettorato per la rico¬ 
struzione tipo Belice? Se c’è 
esca allo scoperto. E ci dica 
anche quali funzioni si in¬ 
tendono affidare a macro¬ 
agenzie in via di costituzione, 
che già offrono l’ideazione 
e la ricostruzione di ■ interi 
paesi «chiavi in mano». 

Insamma, nel commissaria¬ 
to c’è qualcosa che non va... 

Certo. Nei primi giorni sul 
commissario si agitavano e 
premevano * notabili » dei 
vari « feudi » locali, che mal 
sopportavano l’intervento di 
una autorità unica di coordi¬ 
namento e di sìntesi dell’ini¬ 
ziativa di emergenza sul ter- 
ritorio. Ora invece gli uffici 
del commissariato sono sta¬ 
bilmente presidiati da mini¬ 
stri, sottosegretari, segrete¬ 
rie tecniche d’interdicastero, 
e così via. Questa invasione, 
dopo la vergognosa omissio¬ 
ne di aiuti delle prime ore, 
ha in parte placato l’insof¬ 
ferenza dei. gruppi di potere 
locali. Perché? Perché a mio . 
avviso essi sì sentono pie¬ 
namente garantiti da chi, 
dentro il governo nazionale, 
ha sempre promosso e tute¬ 
lato quel complesso e perver¬ 


so arcip^ago di interessi 
particoiaristki e localistid 
. che costituisce, specie nel 
Mezzogiorno, il trentennale 
siatetna di potere de. • 

. E‘ una analisi preoccu¬ 
pante. 

Sono i fatti che devono 
preoccupare e che vanno 
chiariti. Perché se i poteri 
etraordinari del commissario 
dovessero essere svuotati, 
deviati e gestiti da altri per 
interposta persona, sottraen¬ 
do per altro i singoli atti ai 
quolidiatiib controllo delle as¬ 
semblee locali, del Parla¬ 
mento e dei partiti politici,, 
allora' bisognerebbe fare il 
punto con pacatezza ma con 
chiarezza, sui ruoli, le com¬ 
petenze e le responsabilità di 
. ciascuno. = 

' frt queste ultime ore si ac¬ 
cavallano « voci > diverse e 
disparate intorno a « dimis- 
sionamenti » o a dimissioni 
dell’onorevole - ■ Zamberletti 
oppure ad una sua rapida so¬ 
stituzione con personaggi po¬ 
litici ed ex-ministri dèi qua¬ 
li si fa già qualche nome. 
Qual è la tua opinione in 
proposito? 

Noi siamo contro 1 « pol¬ 
veroni » e non ci presteremo 
a campagne indifferenziate, 
generiche e strumentali, co¬ 
sì come non accetteremo de¬ 
cisioni nervose, affrettate e 
pericolose. 'Tutto quanto ab¬ 
biamo finora fatto e detto 
dimostra chiaramente che 
siamo impegnati sino in fon¬ 
do sui fatti, sulla dramma¬ 
tica emergenza ancora tut¬ 
ta aperta a cominciare dal¬ 
le zone interne, avanzando 
proposte precise e puntuali, 
apprezzando francamente 
quelle misure che ci sem¬ 
brano- necessarie giuste, e 
criticando con altrettanta 
chiarezza e fermezza il me¬ 
rito di auelle iniziative e dì 
auei metodi che giudichiamo 
sbagliati. 


n nuovo ricatto delle BR 


cessore di "Girolamo Minervi¬ 
ni. il giudice ucciso a Roma 
proprio tredici mesi fa dalle 
Br. non aveva scorta. L’ave¬ 
va avuta, fino a venti giorni 
fa. Poi, secondo quanto ha af¬ 
fermato la moglie, lui stesso 
aveva cominciato a rifiutarla, 

< perché la considerava inuti¬ 
le». Se le cose stanno vera¬ 
mente cosi, è legittimo chie¬ 
dere come mai è stato comun¬ 
que consentito che un magi¬ 
strato sicuramente nel mirino 
dei terroristi girasse senza al¬ 
cuna protezione. La scor^ è 
forse un privilegio? Òvviamen¬ 
te no. E allora, di fronte ad 
una situazione di pCToirfp'tal--n 
mente evidMte. il rifiuto del-'K 
Tinteressatò non può solleva¬ 
re gli organi di polizia dalla 
respoi^l^tà di tutelare la 
sua vita. 

H primo comunicato, fatto 
trovare dalle Br a R<xna da¬ 
vanti al cinema < Ambassa- 
de» (all’EUR) con una tele¬ 
fonata a Repubblica, come 
accennavamo, pur contenendo 
im riferimento chiaro alla ri¬ 
chiesta di chiusura dell’Asi¬ 
nara, non prospetta alcun ter¬ 
mine preciso. E' facile preve¬ 
dere che i terroristi vorranno 
centellinare le loro mosse, per 
realizzare una gestione poliii- 
ca dell’operazione criminale. 

€ Venerdì 12 dicembre — si 
legge all'inizio del comunica¬ 
to — un nucleo armato delle 
Brigate rosse ha catturato e 
rinchiuso in un carcere del 
popolo il boia aguzzino di mi¬ 
gliaia di proletari Giovanni 
D’Urso. magistrato di Cassa¬ 
zione, direttore dell’ufftcio ter¬ 


zo della direzione generale de¬ 
gli istituti di prevenzione e 
pena del ministero di Grazia 
e Giustizia ». Le Br scrivono 
che D’Urso « ora è in un car¬ 
cere del popolo e verrà sot¬ 
toposto al giudizio del prole¬ 
tariato, che U porco credeva 
di poter massacrare impune¬ 
mente ». 

H comijnicato continua con 
la solita' rozza e delirante 
analisi della < crisi struttura¬ 
le delfo stato imperialista del¬ 
le multinaziortali ». quindi 
contiene alcuni passi della 
€ Risoluzione della Direzione 
strategica » dell’ottobre scor¬ 
so, riproposti in riferimento 
esplicito al 'noto scontèo in¬ 
terno tra il massimo livello 
delle Br e la «colonna Wal¬ 
ter Alasia », le cui azioni ven¬ 
gono nuovamente tacciate di 
« avventurismo » e di « oppor¬ 
tunismo». 

Il comimicato contiene in¬ 
fine una serie di parole d’or¬ 
dine, (riprodotte anche nel 
cartello dietro il quale è sta¬ 
to fotografato D’Urso) che 
rappresentano ùn indiretto 
ma chiaro riferimento alle ri¬ 
chieste che stanno alla base 
del ricatto: * Organizzare la 
liberazione dei proletari pri¬ 
gionieri: smantellare il cir¬ 
cuito della • differenziazione: 
costruire e rafforzare i comi¬ 
tati di lotta; chiudere imme¬ 
diatamente r Asinara». 

H nome del giudice D’Urso. 
a quanto sì è saputo da in¬ 
discrezioni, era da tempo nel¬ 
le « liste » delle Br: sarebbe 
stato trovato, tra l’altro, in 
imo . dei più importanti Mvi 


Ritentano una carta « 


fatti nella risoluzione di ot¬ 
tobre, e in un altro documen¬ 
to preparato nel carcere di 
Perugia e firmato anche da 
Cnrcio, viene indicato come 
compito primario quello di 
c ottenere la liberazione dei 
compagni prigionieri » e l’abo¬ 
lizione delle supercarceri. 
l’esplicito riferimento alle ur- 
ceri speciali è stato fatto fin 
dall’altra sera dal brigatuta 
che ha telefonato ad nn quo¬ 
tidiano per rivendicare il ra¬ 
pimento di Roma, cosi 
come nelle altre telefonate di 
rivendicazione. 

Questo nnovo sequestro la¬ 
scia pensare che negli ultimi 
mesi le Br abbiano attivato 
tutti i loro sforzi per ricom¬ 
porre le file deH’organizzazio- 
ne nella capitale, dopo l’on¬ 
data di arresti e la scoperta 
di importantissimi covi — pro¬ 
prio a Roma — del maggio 
scorso. 

Nonostante le spaccature, 
nonostante la « frana » dei 
pentiti, nonostante i risultali 


senza precedenti ottenuti qae> 
st’anno dalle forze di polizia, 
insonima, il sequestro dell’al¬ 
tra sera è la prova più dram¬ 
matica del grande pericolo che 
reversione organizzata conti¬ 
nua a rappresentare, sia di fat¬ 
to che in potenza. _ 

Ancòr» una volta, ad esem¬ 
pio, aleggia il sospetto di nna 
infiltrazione terroristica in de¬ 
licati affici dello Stalo: è dif¬ 
ficile pensare'che i rapitori di 
Giovanni D’tJrso abbiano po¬ 
talo agire in modo tanto silen¬ 
zioso quanto efficace senza av¬ 
valersi dell’opera di nna c tal¬ 
pa ». in grado di controllare 
le attività e i movimenti del 
dirìgente del minuterò della 
Cinstizia. 

' Ora si intrecciano le ipote¬ 
si sulle conseguenze e sui pos¬ 
sibili sbocchi di quésta nuova 
impresa criminale. Gli inqui¬ 
renti si dicono convinti che 
le Brigale rosse - perseguiran¬ 
no nna lattica diversa da quel¬ 
la usata durante il rapimento 
di Moro, n ricatto, dicono. 


scoperti à Roma nel maggio 
scorso (quello di via Silvani). 
E’ dunque evidente che i ter¬ 
roristi seguivano il magistra¬ 
to da tempo; H rapimento, se¬ 
condo la ricostruzKOe ^gU 
inquirenti, è avvenuto intor¬ 
no. alle 20,30. dell’altra sera 
in un punto isolato di via Leo¬ 
ne Xni, nel quartiere Aure¬ 
lio. Qui sono stati ritrovati a 
terra gli occhiali spezzati di 
Giovanni D’Urso. La sua au¬ 
to era parcheggiata a poche 
decine di metti di distanza, 
regolarmente chiusa. Non so¬ 
no stati rintracciati testimo¬ 
ni oculari. L’aggressione, pre¬ 
sumibilmente, è avvenuta su¬ 
bito dopo ^ die il màiB^tràlfo 
aveva parcheggiato la mac¬ 
china . e mentre si avviava 
verso casa. C’è stata i sicu¬ 
ramente una violenta collut¬ 
tazione. anche se noti ci sono 
tracce di sangue. 

Giovanni D'Urso è nato a 
Catania* 47 anni fa. Sposato, 
due figlie (Lorena, dì 19 anni, 
e Giada, di 9). è entrato in 
magistratura nel ’59 ed ha co¬ 
minciato la carriera proprio 
in Sicilia. E’ stato trasferito 
nel *70 al Ministero della Giu¬ 
stizia, dove ha sempre svolto 
mansioni ' tecniooorganizzati- 
ve. Ieri la moglie. Franca 
Manolo, in un’intervista alla 
radio ha affermato die il ma¬ 
rito, a quanto le risultava, 
non aveva ricevuto minacce. 
< Sono in casa — ha poi det¬ 
to — mi debbono telefonare, 
debbono dire cosa vogliono, 
perchè noi trattiamo, perchè 
c’è in ballo la vita di un uo¬ 
mo che è padre di due figlie ». 


» 

•Uvoita potrebbe essere gioca¬ 
to ad «n livello < pt« buso s, 
ma proprio per qnesto potreb¬ 
be risultare più sottile, piò in¬ 
sidiose, Dopo l’esperìeiua del¬ 
la vicenda ' Moro, insomma e 
nonostanM gli slogan - della 
m Risolnsìone Strategica a, dif- 
. ficiimente le Br ora si propor¬ 
rebbero di chiedere una libe¬ 
razione di deteaoti; è invece 
probabile che si" accingano a 
fare richieste molto specifiche 
riguardanti una struttura — 
cpiella delle carceri speciali — 
che del resto à già da tempo 
al centro di ducnisioni e pe- 
lemicbe. Con 1’obiettÌTS^ inol¬ 
tre, di ricreare nna spat^inra 
Ira il cosiddetto c partito del¬ 
la trattativa a a chi aastìena 
invece che — fermo lestan-, 
do che occorra fare tetta fl 
posaflùle per difendere la vi¬ 
ta del magistrato Giovanni 
D’Ureo — non potranno esae- 
ra accolm richieste che pra- 
Boppoogeno ona violaaiooe del¬ 
la legalità. 


Sì chiedono soldi al buio 


intende muoversi, le linee cbe-| 
vnol seguire, gli investinteòli 
che decide di fare,, in relazio¬ 
ne alla ricostruzione e allo 
sviluppo. Si chiedono soldi al 


Grave lutto di ^ 

- - • r * - 

Angelo Scaglìarìni 

BOLOGNA — Un gravissimo 
lutto ha colpito il nostro 
compagno di lavoro Angelo 
Scagliarini, della redazione di 
Bologna dell’Unità per Tim- 
prowlsa perdita del padre Ai- 
fedo di 79 anni avvenuta Ieri 
a Bologna. 

Al caro oompagno Saagim- 
rini e alla aua famiglia in 
questo triste momento a UU- ‘ 
nità » esprime le più aenUte 
condoglianze. 


•buio. Già la gente nutre una 
sacrosanta diffidensa anche 
quando appare più o meno 
chiara, almeno nelle diebiara- 
zìonì, là dèstinasieéa dei fen¬ 
di: ed è una diffidenn basala 
sa tante amare esperienae del 
passato. Ftgnriamaeì qnando 
■1 diìédono soldi al baio. Ma 
cosa credono nomini corno An¬ 
dreatta a Reviglin, dw la 
gente dovrebbe affidarsi alla 
loro parole? Ma non sì rendo¬ 
no conto che, agendo cosi, con 
improvvisazione,- scperficialt- 
là, palese'irigilstiria, rendono 
ancora più Targhe e profonde 
le sene di diffidenza a dì Mi- 
dneiof ; . . . ;V 

.< Per- qneMn, fondamonlal- 
menia, eOprimiamo nn gi>* 

' disio negativo sopra le mlsora 
governative: non solo gnardan- 


do ai provve d imenti in quan¬ 
to tali, ma riflenendo anche 
sa altri aspetti più di fondo. 
Ripetiamo: soerifiei o 

•aserci. E ei 
ignobili — o 
nasiMa ~ la 
lira il Meu na gi e vn a a i 
ara rù ii o na U eba nomini 
Indro MoalaaeUi vanni 
landò avanti in qu esti fiorai. 
Siamo noi I primi • lottalo, 
nel Mezzogiorno, contro la ca¬ 
morra e la mafia, e contro il 
sistema di potere della DC 
(anche se dì qneat’nltimo pro¬ 
blema Indro Montànelli non 
parla), asa nea p esala m a con-, 
sentito èhm h gimta deànnsin 
di eamorra o mafia M t raif ar 
mi, nello oolauno del Giarmt* 
di Milano, in qualcosa di as¬ 
sai diverso o profonda'menlo 


dannoso alla stessa unità della 
nasione. C'è bisogno, più che 
mai, delTunilà fra Nord a 
Sud, e fra gli operai del Nord 
e le popolazioni del àlezio- 
giorno. E c’è bisogno di ano 
sforio grande, e di tutti. Ma 
questo sforzo deve essere so¬ 
cialmente giusto: non debbo¬ 
no pagare solo i lavoratori. E 
soprattutto il grande sforzo 
nazionale che bisogna compie¬ 
re deve tendere a evitare che 
l'economia italiana abbia, nel 
1981, uno sviluppo ' aero: se 
cosi fosse, i problemi posti 
dal terremoto e l’intéra que¬ 
stione meridionale non potreb¬ 
bero essere affrontati con se¬ 
rietà, A il lutto ai ridurrebbe 
a una diminuzione drastica 
del livello di’vita di tiitli gli’ 
italiani (in un modo social¬ 


mente ingiusto e anche awar- 
do). Le misura del governò 
tendono Invece a far parte di 
una più generale tendensa de- 
flasionUlica, che se si affer¬ 
masse definitivamente sarebbe 
assai dennosa, in primo luo¬ 
go per il Messoglorno e per 
le sue sene terremotate., Non 
sottovalutiamo I gravi proble¬ 
mi - posti . dairinflaglooe, né 
pensiamo che sia un obiettivo 
da perseguire l'aumento del 
deficit del settore, pubblico el- 
largato: ma non possiamo nèm- 
meno restare : abbacinati da 
quésto piir grave ' problema, 
tanto più che Tésperiensa di 
questi anni cl ha dimostralo 
che il deficit è diminuito sen¬ 
za che per questo diminuisse 
il tasso deirinflatione. 

Della stessa linea sono le 


misure, annunciale da An¬ 
dreatta, sulle Regioni e gli 
enti" locali:'anche quéste mi¬ 
sure noi le consideriamo in¬ 
giuste e nocive, e riteniamo 
che debbono essere sostituite 
con altre indicazioni che, fa¬ 
cendo . salva raulonomia re¬ 
gionale, provinciale ’e comu¬ 
nale, e non bloccando l’atti¬ 
vità normale di qiiesti enti,, 
consenta a Regioni, Province 
e Comuni di contribuire, con 
uno sforzo finanziario anche 
maggiore di quello che il go¬ 
verno vorrebbe loro Imporre, 
alla éicoslruzione e allo avi- 
luppo delle zone colpite. 

I provvedimenti adottati dal 
Consiglio dei ministri sono 
un'altra prova, in definitiva, 
dell'inrap.ii'ilà dei gruppi che 
attualmente dirigono il paese. 


Governo senza 1 partiti 


dato su questo assioma, non 
potrebbe essere più lampan¬ 
te. E le ripercussioni non po¬ 
trebbero essere più pròfondp 
e decisive, come dimostra una 
clamorosa proposta avanzato 
Ieri dal presidente del PRÌ, 
Bruno Visentini. 

Offerto un appoggio condi¬ 
zionato (pef il più lungo tem¬ 
po < possibile ») al quadripar¬ 
tito. Visentini ha pronunciato 
subito dopo una dura requisi¬ 
toria contro. la DC. un par¬ 
tito che < occupa dia 35 anni 
i ministeri chiave. Questo 
avrebbe richiesto uomini di 
elevate capacità professionali- 
e morali, scelte competenti, 
un effettivo ricambio». Inve¬ 
ce. c’è stata « una cristalliz¬ 


zazione ■ dei poteri ». Occorre 
perciò che la DC si rigeneri e 
trasformi sostanzialmente i 
suoi modi di operare: mentre 
al PCI si richiede «una re¬ 
visione più sostanziale e assai 
più rapida in direzione delle 
scelte occidentalt ». 

Non si tratta — spiega Vi¬ 
sentini. . riferendosi alT ipote¬ 
si di « polo socialista » — di 
« creare nuove “centralità” ». 
ma di € modificare consape¬ 
volmente il metodo ». risultato 
fin qui * deleterio». ■ 

Per favorire questo proces¬ 
so — ecco la nroposta del 
pre.sidente del PRT — sarebbe 
utile « una fase di rimedita- 
rione forse di mialrhe anno ». 
in cui fosse possibile realiz¬ 


zare « un governo omogeneo 
e compatto, non espressione 
dei partiti ». Ciò non esclude¬ 
rebbe la presenza nell’esecu- > 
tivo di uomini dei partiti, ma 
non in quanto « delegazioni » 
delle diverse forze politiche, 
bensì solo « per il loro diretto 
impegno politico, morale, prò- 
fessionale». 

Quest'uscita di Visentini 
(che è tra, l’altro anche pre- * 
sidente della Olivetti) era sta¬ 
ta preceduta di poche ore da 
un’intervista alTÉuropéo di 
Carlo De Benedetti, uno dei 
manager dei settori capitali¬ 
stici di punta, nonché vice- 
presidente della stessa Olivet¬ 
ti. Un’intervista nella quale 


Quella parte di borghesìa delusa 


gli orientamenti ai quali ab- 
tbiamo fatto cenno, sono quel¬ 
li dissettori consolidati, che 
a una esperienza imprendi¬ 
toriale e manageriale più lun¬ 
ga, assommano una più atten¬ 
ta consapevolezza dei mecca¬ 
nismi soc,iali e politici com¬ 
plessivi. 

Ma anche I sommersi, se 
avviano attività ■ non mera¬ 
mente occasionali e di rapi¬ 
na, se si stabilizzano, sono 
obbligati a foro i conti con 
le storture dello stato e con 
l'inefficienza dei governi, im¬ 
parano a capire che non è , 
possibile € difendere i propri 
interessi» ignorando le eon- 
nessionì con a contesto so¬ 
ciale e pubblico. QnantU fra 
costoro, si affacciano - stiUa 
àcena della politica, non si af' 
frettano certo a saldarsi con 
il sistema di potere deptocrl- 
stiano di cui avvertono la vó- 
racità e- la precarptà. Stqn- 

pl^. cpi^tqtti, ma 
ro è molto ferie lo Isémièismò 
suQa possibilità e : opportuni-. 
(à di accostare a wa fbrza 
che non dà tUweaà e . tìte. 
non è neppure sicttrà ài zd. \| 
Un sintomo sculturale», di que¬ 
sto stato (fanimo tono le. tan¬ 
te TV private. (B^lusconi in 
testa con U suo * canale S») 
nient’affatta decise — alme¬ 
no per il momento — a /or¬ 
si irreggimentare in una rete 
a disposizione della DC. nel¬ 
la, versione attuale o in. ipo¬ 
tetica versione. « straussiaha». 

Il qugdro ; arutlUico si -può 
estendere .e arricchire. Ci so¬ 
no anche apparati dello Sta¬ 
to. anche vertici di questi ap¬ 
parati. ■ in particolare quelli 
impegnati da anni nella lotta 
contro il (errortsma che 
hanno acquistato, con livelli 
di efficienza che U collocano 
molto più in alto della media 
delle strutture pubbliche, an¬ 
che la consapevolezza della 
distanza che passa fra lo Sta¬ 
to di cui VItalìa avr ebbe bi-. 
sogno e quello di eoi i inve¬ 
ce dotata. E. per questa via. 
avvertano tutto il peso nega¬ 
tivo di un governo privo di 
nerbo e incapaee di raecoglia 
re e tdìmentare fidndà. 

Ad aggravare VimbaTaaa 
della DC come partito di ga- 
verno e la ^ffidensa a pro¬ 
posito della sna capacità di 
continuare ad esserlo, entra 
anche la geografia dri pote¬ 
re locale. In motti enti, a eo- 
mmeiare dai comune di Mi¬ 
lano, è inàiato B secondo 
quinqnennio con la DC aO’op- 
posizione, fuori detTeseeutivo. 
Una ìegìtitatura, per un parti¬ 


to come la DC, è già pesan¬ 
te: la replico può scatenare 
meccanismi che ne intaccano 
il tessuto connettivo. Sintomi 
di disgregazione sono infatti 
evidenti.. La suddivisione in 
correnti e gruppi, senza il ma¬ 
stice fornito dall’esercizio — 
e dalla lottizzazione — del po¬ 
tere provoca' uno sparpaglia¬ 
mento di forze- e di idee, una 
casualità . di . comportamenti 
che appannano, fino a farlo 
sporire, Ù punto di aggrega¬ 
zione e di unificazione che di¬ 
stingue ■ appunto un partito 
da un mero agglomerato di 
forze e di interessi. Laddove, 
come nel ConsigUo regionale, 
e in molti comuni della Lom¬ 
bardia, Ut DC continua ad e- 
sereUare U potere esecutivo, 
questi sintomi sono meno cla¬ 
morosi, sono il riflesso di un 
disagio più generate, nazio¬ 
nale. Ma dove questo eserci¬ 
zio è stato interrotto, la « cor- 
j)òrativixzatiqp»».M%4^àà^:^ 
la tendenza^GSntrifuga'dei éh 
versi gruppi. Ut difficoltà non 
dico a unificarsi, ma a coor- 
■.dinarsi, hanno spesso manife- 
staziom sorprendenti Si m- 
trawede un problema nuovo: 
nel connubio DC-potere, non 
è più Ut OC a garantire la 
stabilià del potere, quanto il 
potere a garantire l’identità 
della DC come partilo. - 

Anche per questi molivi « lo¬ 
cali» a Milano cresce e si 
diffonde fin dentro Vestablish- 
meni Ut convinzione, che è or- 
meà giunto S momento, se non 
proprio di cercare, cèrto pe¬ 
rò £ prevedere una attemati- 
va à un pcten democristiano 
(o a una garanzia democri¬ 
stiana del potere) U cui decli¬ 
no. anziché arrestarsi, ti ac¬ 
celera. ' 

AumenUzM, insamma, quel¬ 
li che vedono nella DC non 
la garanzia, della pouernoM- 
IHà, ma Ut minaccio di tnpo- 
vemabUUà è temono di et- 
seme coinvolti. 

Sé Flaminio Piccoli «i uc- 
contenfo (fi etordtxare tutto 
ciò parlando di mastoaeria, 
padmuitsìmo iS fario; certo 
è. però, che in tal «ed» te 
De dà una pr ova di pii della 
propria bièapaeUà a iMte 
propria erW. 

Còca rignifica, per quatti 
gruppi, attaruatìva? Ritpotta 
prerite ancora uou te me col- 
QQua; ma i powteBt befipùtee 
re dot tendenze, la prìmu 
guarda nteuri a lmtnlà tOa 
forte potìririte; eia para eoa 
riferùMati dìo er ri fpM atteu- 
tiome, aotfi, (d porfito 
fista) ripoliai pèr t ega ìk 
'bra reta dbooiterti «oHe da 


quella formulata e poi aborti¬ 
ta a metà degli anni ‘70: raf¬ 
forzare un altro polo a fianco 
e in concorrenza con la DC, 
in modo da « recuperarne » la 
crisi, da un lato approfittan¬ 
done e dalValtro fornendole 

— come alleati — un punto di 
appoggio: riequilibrare, in¬ 
samma, dentro un quadro di 
continuità del blocco di go¬ 
verno, i rapporti di forza fra 
democristiani e laici-sociali¬ 
sti. 

La seconda, invece, sembra 
propensa a credere che la 
consunzione del controllo de¬ 
mocristiano sul governo pone 
problemi tali da rendere il¬ 
lusoria la ricerca di una so¬ 
luzione che si limiti a una ; 
redistribuzione di pesi e di 
responsabilità dentro l’attua¬ 
le sistema , politico e in pre¬ 
senza degli stessi attori; sia 
perché in tal modo sarebbe 
molto improbabile un effetti- 

à di 

efficienza,,^ permè. dqto Io 
attuale sHulàzioiné'Uàliàna, il 
(Ussolvimento della centralità 
democristiana ■ costringerebbe 
a un rapporto — non voluto 

— con il Partito comunista. 

Prende cosi corpo una ipo¬ 
tesi di alternativa che consi- 

E vescovo 
di Ivrea: 
difendere 
N i terremotati ' 
dallo sfruttamento 

IVREA — U vescovo di Ivrea, 
mona. Bettazzt, ba lanciato 
un aocomto appello c ai poli¬ 
tici a, in un articolo sul ^or¬ 
nale diocesano II risveglio 
popolare perché intervengar 
no a «difendere i terremo¬ 
tati dalle violenze e dallo 
sfruttamento che hanno re¬ 
gistrato nell’uccisione del sin- 
daoo di Pagani, una delle 
vittime coraggiose, un avver¬ 
timento allarmante». 

Ifons. Bettezsl chiede che 
sla affrontata «con coraggio 
(jaella moralìzzazl(me della 
Vita pubblica che si impone 
come Impegno primario in 
questo momento della nostra 
storia sociale». «E* un ap- 
prilo urgente — è scritto nel- 
raitleolo — che rivolgiamo 
al politici, a tutu 1 politici, 
non solo (fi imb(xxare seria¬ 
mente cosi come hanno pro- 
mmso di fare, la via del- 
roneilù, ma di difendere oon- 
oietamente questi poveri fra¬ 
telli dal terremoto, dalla vlo- : 
lenaa e dallo sfruttamento 
che snTraggla le stesse Inizla- 
ttve di soccorso e di rinascita 
eocnomicaa. 


n servizia sanitario c’è 


mente ri sentono te 
ne e fl clientriismo del eiate- 
ma di potete ddla DC. 

Qualche esempio. Stano or¬ 
mai a podte settimane dalla 
scadena del 31 (fioembie en¬ 
tro la quale tutte le mutue 
de b bono cessare e lé USL en¬ 
trare pienamente in finzio¬ 
ne. Ebbene te Sidlte i nuovi 
organianii A base 'fwn sono 
stotì an cora creati meabu la 
ghuita e l’assesaore de alla 
sanità mteaodaaò di sposta¬ 
re a dopo le riexteid Tegteoa- 
li il trasferimento (M serri- 
zL Cosi 5 milioid di steOiani 
saranno cos tf e tU . a raeooman- 
da.*ai M potenUti looMi per 
esscra curati. Sempre te Si¬ 
cilia la spesa saoRarte 
rista firocàpitc è ormai 
perkae a (jucila deOa Lonv 
bardfa, te Sardegna superiate 
a (pidla del Piemonte. Ma il 
Uvello dell’assistenza non è 
migliorato come dimostrano 
i «viaggi.della sofferenu a 
della aperaam a dtt i malati 
di quelle iaile ctanpiooo verso 
axrà legioal o all’èsteTo (gU 
ospedaH tOKanl hipno offer¬ 
to in un anno 600.000 gfonutta 
di degenza a questi malati; 


! dalla 

uri là per amu aD’c 
amnudati a olbe 000 
quest'anno). 

In rompente, 
(Prosterna dri 
tarde nrirepcra di 
so iti è ag ghaA o ti 
tardo di troppi 
piicaziane defia rifarma e 
k (Bs tartieti di moitt 
neOe soeìte 
tarte. A NapoR — to 
rìovdalo Gtevaati 
ntila 

zinne ~ vi 




■ AvcMa la 

ierii MIaf 

il piccolo 

seriale solo perché 
strato dalla sìnistxe. 

Antonio -Bassultaa. 
rio ri _ 

fia paristo aD’ aswmbl sa ^ 
psr leale grave ohe, rteMna fl 
eomidesM» di cetea, rattuàle 
filtrò 


i 

dd schemi; fl perielio che ti 
ripeto un niarvo Bclioe. Biso¬ 


gna rompete 11 veoeddo siste¬ 
ma ti potere, suscitare una 
grande lotto ti massa attor¬ 
no aBldea di un grande pìa- 
U9 nazKNude e unitario di 
basato so nópea for¬ 
ti democrazia a ti par¬ 



ti alenac RcgienL Ma contem¬ 
poraneamente. con una ur¬ 
genza maggkne, i Huovi or 
gantami mnRatI ti barn deb-; 
beno stobiliie un rapporto dl- 
latto cea la piginlatiini, con 

candu la necessaria otià'con 
i compégal tsrteHtii ’c 'ron 

tutte le altre forti riforma- 
trid, evitando ogni oontnp- 


e in primo luogo della DC, 
di «ffronlare i più drammaliei 
problemi,’ con giuslizis, con 
serietà, con ròbiellivo di con¬ 
quistare un minimo di fidu¬ 
cia della gente. Ma noi non 
possiamo attendere che il pae¬ 
se riesca ad avere, come pure 
sarebbe neéèssariò’ èd urgepte, 
un’altra direzionò politica. Nei 
prossimi giornLé nelle prossi¬ 
me settimane ci impegneremo, 
con tutte le forze nostre, in 
parlamento, per cercare dì im¬ 
porre ili relazione alla légge 
finanziaria, al bilancio dello 
Statò, e agl! stéssi ' provvedi¬ 
menti ; di urgenza annunciali 
dal governò, una linea giusta 
ed efficace a favore del Mez- 
zogiomo, ■ delle ‘ zone terreroo- 
late, e di tutto il Paese, 


si avanzava In pratica la stes¬ 
sa proposto, e in più si indi¬ 
cava come candidato ottima¬ 
le alla guida di un governo 
siffatto lo stesso Visentini. , ■ 
Cosa concluderne? Anzitutto 
che la profondità della crisi 
del regime democristiano ne 
,sta staccando blocchi impor¬ 
tanti del'capitalismo più avan¬ 
zato. che si mostrano.persua¬ 
si dèlTimoossibilità idi < anda¬ 
re aranti . cò.sl ». Ma da qui 
nascono - interrogativi: ' quali 
orientamenti stanno maturan¬ 
do in settori co.sl importanti 
della borghesia italiana? In - 
quale direzione essi pensano 
che il Paese no.'sa trovarè la 
via d’uscita dalla crisi? 


dera necessàri cambiamenti, 
più ó meno radicàlì, nel qua¬ 
dro istituzionale e nei mecca- 
numi- sanciti dallà Costitu¬ 
zione. ‘ 'i'' : , ' ■ 

.La . distinzione fra - queste 
due tendenze è mólto labile e 
instabile: di tutto ciò si par¬ 
la. con meno titubanza e re¬ 
ticenza del passato, ma è dif¬ 
ficile valutare se siano già in 
atto facessi di aggregazione, 
nuclei di organizzazione in 
funzione deU’una b dell’altra 
linea. Per quanto si può ca¬ 
pire siamo ancora in una fa¬ 
se di chiarimento e di discus¬ 
sione, ma non si può esclude¬ 
re che l’accelerazione delta 
crisi dia luogo anche ad una 
accelerazione nelle scelte e 
'pelle inaiatìve. ' • 

• Sarebbe superficiale e fllu- 
sorio sulla base della comune 
convinzione che sia matura 
(e obbligatoria) là indicazio¬ 
ne di una alternativa al go¬ 
verna della DCrdareperscon- 
tóf4'''°da"‘1)artèJ’ttoiàrd, ùnd'’ 
comyèrgèhzà con qujMfi g^p^ ' 
pi che ci sono.' m mólti òa¬ 
si, fieramente avversi, per in¬ 
teressi e per orientamento. 
Ma. se la loro attuale tnsfa- 
baìtà politica pone ^ anche a 
noi dei problemi, nop c'è dub¬ 
bio che su di loro iiiflùisce la 
nostra proposta di altematir 
va democratica; se non altro 
pmhé sottolinea con forza la 
discriminante democratica. E* 
importante far pesare nella 
loro ricerca questa: discrimi¬ 
nante: fare emergere non so¬ 
lo H valore di pHneipto, ma 
anche la conveniensa di una 
scélta che assuma come vin¬ 
colo la difesa e la continuità 
del quadro costituzionale. 

B* un problema òhe ei ri¬ 
guarda. ma che invèste anche 
Poltra forza di sinistra, il PSI, 
e i partiti laici itùnori che 
potrebbero invece essere ten¬ 
tati di raccogliere in modo in¬ 
differenziato queste \ spìnte 
senza rSevame e approfon¬ 
dirne le ambiguità su questo 
punto vitale. 

Nello stesso tempo bisogna 
fare uno sforzo per offrire, al- 
r interno della alternativa de¬ 
mocratica da noi perseouita. 
tutte le possibili garanzie al¬ 
le quali questi gruppi sono 
interessati, in particolare sul 
terreno della efficienza, détta 
chiarezza degli óhiettM, dri- 
1a limpidezza nétta condotta 
détta mano pubblica, dett’ap- 
prezzamento détte eomneten- 
ze e detta professionalità. 

A certe condizioni, sul ter¬ 
reno concreto e programma¬ 
tico. non appare impossìbile 
definire nree di enPabormio- 
ne e vìncere ostilità precon¬ 
cette. 


poririoae tr» USL e CoraonL 

A proposito del «ticket» 
. zolle roedictee, fl retotoro hu 
ribadito roppotizìone (iti PCI 
ti pennaoere di qiuesto teo- 
t% peso sai (dttodiiii. che doq 
aiuto certo a (]ualificare l’assì- 
stenza. e ti è prooonciato de- 
dsamento oootro le voci ti 
nuovi « tkdut a suDe visito 
medxte e aoi ricoveri oqie- 
dalìeri. urne tevece aostein)- 
to apertamente dai ministtì 
Andreatta e La -Malfa. - 

E* auspìeabOt — ba detto 
G. Berlliròuti — d« fl gover¬ 
no e il ateitirf della Sani¬ 
tà, che è socialista, ten¬ 
gano conto ti «adite nostre 
oitkdie. E fl ministro Anioai, 
portando fl propria aalpto all* 
assemtdea. ti è dkManto di- 
aponibila ad un pstitìvo oon- 
fronto.' a tipic a nd o che la coF 
laboratione ooatnittiva che ba 
atiméto « sodali- 

aU otite hmga a tormeototo 
tati di latta pti la legge di 
riforma, ifinaaga tale ora net¬ 
te MB meno teipagnaHia la- 



CAMPAONA 
ABBO NAàPBWTI 198 1 

QUALCUNO PBN5A 
CHE UN BRANDE QUO¬ 
TIDIANO DI PARTITO NON 
51 OCOUPl DI :3PORX 5PET- ’ 
TACOL l/C’lN EMA, SOI EN ZA 

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COROERAI OHE NON 

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Annuo: 7 numeri lÒB.OOO □ 6 numeri 
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Semestrale: 7 numeri 58.500 □ 6 numeri 
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E DI ASSISTENZA BOSCH CHE ESPONE QUESTI SIMBOU. 





Il futuro 
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Jmnth(. 


ma 


■■ U!|r« 


f t! Il 


COMUNE DI MARMIROLO 

^ PR OVIWCIA DI hIAirrO VA 

AVVISO Dì GARA 

81 rende noto che sarà indetta gara d’appalto me¬ 
diante licitazione privata ai senzi della Ic^ 2-2-1973 
n. 14 per l lavori di costruzione della fognatura ntila 
frazi<}ne di Postilo dellTmptnto a base d’asta di lire 
335(100000. 

BventuaU d om a n de di Invito alla gara dovranno 
essere redatte in oempetente bollo e pervenire ti Co¬ 
mune entro 15 giorni dalla data di pubblicazione del 
' pwlti tal boUètUno ufficiale della RegloM. 

.IL SINDACO Ondino Zangroati 


ovvisi tCOMMici I 



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PAG. 24 ruiìità 


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DAL MONDO 


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Domenica '14 clicemWe 1980 


Smentita la rìmozìohéy^ma non appare in pubblico 



ster 




A Pechino hanno detto: « E’ sempre presidente del partito » - Non ha però ri¬ 
cevuto un’importante delegazione governativa giapponese, né il segretario 
del PC greco (dell’interno) - Lunga riunione della CCC - Slitta il congresso? 



Dal nostro corrispondente 

PECHINO — Naturalmente 
tra i giornalisti a Pechino non 
si parla quasi d’altro. Da qual¬ 
che giorno delle voci, rimbal¬ 
zate da Tokio, sull’arresto di 
Ulta Guofeng e della sua ri¬ 
mozione dalla carica di pre¬ 
sidente del partito; da prima 
del suo destino politico in vi¬ 
sta delle scadenze congressua¬ 
li. Sui primi due fatti ci sono 
delle smentite, ma non nette 
e categoriche come sarebbe 
stato lecito aspettarsi. Sulla 
seconda questione va registra¬ 
ta invece una serie di confer¬ 
me indirette del fatto che, se 
non altro, il problema esiste. 

Se ne è parlato anche ieri 
nel corso di un incontro col 
vice-ministro degli esteri Han 
Nienlong, anche se l’interlo¬ 
cutore ha tenuto a chiarire 
che parlava per il « back¬ 
ground » dei giornalisti pre¬ 
senti e non per essere « ci- 
tato ». 

■ Gli è stato chiesto dov’è in 
questo momento Bua Guofeng. 
■cA Pechino lui risposto ri¬ 
dendo. Si è insistito sulle « vo¬ 
ci che corrono ». < Cosa inten¬ 
dete dire? . Le voci sull’arre¬ 
sto e la rimozione di Bua 
Guofeng. < Pure voci. Purè 
fabbricazioni. Hua Guofeng è 
smpre il presidente del no¬ 
stro partito »... 

Ma la risposta ad un'altra 
domanda, sul perché, nella sua 
recente visita in Cina, una de¬ 
legazione a livello governati¬ 
vo giapponese — visita che ri¬ 
cambia quella dello stesso Bua- 
Guofeng in Giappone — non 


H de Duarte 

^ . . . . 

£ presidente 
della giunta 
ì del Salvador, ; 

* fi < 

BAN SALVADOR — H demo- 
cristiano Napoleon Duarte, 
raggiunto un accordo con i 
militari oltranzisti di E1 Sal¬ 
vador, è stato nominato pre¬ 
sidente della giunta di go¬ 
verno. La decisione è stata 
prese nella notte di ieri al 
termine di una settimana di 
consultazioni tra la DC e i 
militari al termine delle qua¬ 
li è stato allontanato dalla 
gixmta il colonnello Adolfo 
Majano, il leader degli uffi¬ 
ciali progressisti che diedero 
vita al colpo di stato dell'ot¬ 
tobre 1979 contro il dittatore 
Carlos Humberto Romero. H 
colonnello Majano. a quanto 
si apprende, ha rifiutato l’in- 
carico propostogli di addetto 
militare in Spagna. ■ 

Alla vicepresidenza della 
giunta è stato nominato U 
coloimello Gutierrez. che con¬ 
serva .il comando in capo 
dell’esercito ed è ’uno dei 
principali responsàbili della 
repressione che ha provoca¬ 
to quest’anno la morte di 
oltre novemlla persone nel 
jjdesé. 

H a Pronte Parabundo Mar¬ 
ti di liberazione nazionale», 
che raggruppa le principali 
formazioni di guerriglia del 
paese, annuncia intanto Vini- 
rio di «azioni mQitari deci¬ 
sive » contro la nuova giunta. 


Chiesto in Senato 
il richiamo 
dell’ambasciatore 
italiano - 

.. ' 

ROMA — n sen. Giuliano 
Procacci ha presentato ieri 
una interrogazione urgente 
al ministro degli esteri per 
sapere «in quali modi U go¬ 
verno intenda farsi interpre¬ 
te ' dei sentimenti di indi- 
ffMoione e condanna thè le 
seatguinose ed indiscriminate 
repressioni in atto ntl Sàl- 
vmdor ad opera deOa giuntà 
ài potere suscitano in ' lar¬ 
ghissimi settori detropinione 
pubblica italiana ». Nell’inter¬ 
rogazione si chiede anche la 
convocazione in patria del- 
l’arobasciatore italiano - in 
Salvador al fine di coordi¬ 
nare il nostro atteggi®™®*'^® 
con buello di altri paesi del¬ 
la CEE che hanno già ces¬ 
sato le relazioni diplomatiche 
con il Salvador. Analoga in- 
terrc^zione ha presentato 
Il senatore Granelli della DC. 


Mercoledì 
; commemorazione 
; di Lelio Basso 

ROMA — Mercoledì 17 di- 
• cambre alle ore 18 una ma¬ 
nifestazione dì solidarietà 
con E1 Salvador e una com- 
incinorarione di Lello Basso 
avranno luogo presso la Lega 
del Popoli (Fondazione Bas¬ 
so). in via della Dogma Vec¬ 
chia 5. Partecipano l’on. Co- 
drlgnani. rappresentanti del 
FDR del Salvador e U pre- 


I mio Nobel per la pace pe^. ' 

1900 , rargentlno Adolfo Pe- 


fosse stata ricevuta dal presi¬ 
dente del partito, è stata più. 
imbarazzata: « Si trattava del 
ministro degli esteri, e c’era 
il nostro ministro degli este|i. 
Gli obiettivi ‘ della missione 
erano prevalentemente com¬ 
merciali, sono stati ricevuti 
dal vice-presidente del parti¬ 
to Deng Xiaoping e dal pre¬ 
mier ». ' _ ] 

■ ' Sta di fatto che Bua Guo¬ 
feng non riceve più delegazio¬ 
ni da qualche tempo a que¬ 
sta parte. E — benché sia co¬ 
sa abbastanza usuale e sia 
stata a suo tempo prospetta¬ 
ta — non avrà un incontro 
con la delegazione del Partito 
comunista (dell’interno)^ gre¬ 
co, guidata dal segretario ge¬ 
nerale Drakopoulos, che si tro¬ 
va in Cina sin dalla settima¬ 
na scorsa. Questioni protocol- 
lari a parte, c’è poi il fatto 
che se la smentita a propo¬ 
sito della faccenda dell’arre¬ 
sto è abbastanza netta, e an¬ 
che se ora viene smentito pu¬ 
re che sia già avvenuta la 
rimozione dalla presidenza, le 
smentite sono molto prudenti 
per quanto riguarda la stia 
posizione politica: «Sono que- 
sticHii — è stato detto — che 
investono il Comitato centrale 
in preparazione ». ■ . - ' . 

Quél che ad ogni modo non 
è in dubbio è che vi sta uno 
accesa discussione politica in 
corso. I - termini nel cui am¬ 
bito essa si muove sono per 
un verso U giudizio sul pas¬ 
sato, suUa rivoluzione cultu¬ 
rale, sull’ereditò .di Mao, sul¬ 
l’intero periodo n nero » segui¬ 
to al fallimento del * grande 
balzo in avanti » e, in una cer¬ 
ta misura anche' sul perìodo 
che ne costituisce la premes¬ 
sa cronologica, dal 1949 in pài; 
per un altro verso i -proble¬ 
mi nuovi che la Cina deve af¬ 
frontare. le dijficaltà che in¬ 
contra il nuovo corso econo¬ 
mico, le contraddizioni che 
Vaccelerazione imposta al rin- 
novamento'ha fatto emergere^ 
e ha accentuato. E pii esiti di 
questa - discussione, e della 
batfàglia politica che essa sot¬ 
tende. non 'sonò àjfattò scon¬ 
tati. . ,s . 

J Non si sa ancora quan^ si 
terrà la preannunciata riunio¬ 
ne plenaria del Comitato cen¬ 
trale. Tende invece a sfumar¬ 
si sempre più la dola di con¬ 
vocazione ■ del XII Congresso, 
che in un primo tempo era 
stato previsto per la fine di 
quest'anno, poi per la prossi¬ 
ma primavera. Corre voce nel 
frattempo però che una riu¬ 
nione €^‘lavoro», e quimH 
non uh ’« plenum » del CC sia 
imminente, forse addirittura 
già in corso. Sta di fatto che 
dal 14 al 29 novembn ma 
la notìzia è stato ri/erifo, con 
rilievo, dal giomaU : soltanto 
in questi giorni — H è-svoUa 
una riunione del e comitato dì 
disciplina» (una sorta della 
nostra Commissione centràle 
di controllo), conclusa dal se¬ 
gretario del partito Bu Yao- 
bang. . 

■ A questa riunione, la discus¬ 
sione — stando a quanto ri¬ 
ferisce 2 Quòtìdiano 'del po¬ 
polo — «è stata vivace*, 2 
che in cinese .signi/Ica che ^ 
no emersi pareri diversL L'àr- 
gomento era costituito dalle 
«radici storiche e sociali.del¬ 
le deviazìom », cioè quanto ha 
«leso il rapporto tra partito 
e masse, danneggiato 2 pre^ 
stigìo del partito. indeb<2ito la 
sua capacità di lotta, intro¬ 
dotto elementi negativi sul pia¬ 
no del costume sociale». Co¬ 
sa di cui —- dice Bu Yaobang 
nelle conclusioni — «non po¬ 
chi compagni ■ non hanno an¬ 
cora coscienza,», l.resoconti 
ufficiali si concmtrano soprat¬ 
tutto sulla ' questione dello 
e stile di lavoro», cm era de¬ 
dicata Vintrodilzione'£ Oten 
Yun, segretario del amùtàto 
e l'unico dei vìce-prenéeàti 
dei partito di cui si dice cJu 
abbia partecipato alla rimmo- 
ne, e l'unico ad essere ripe¬ 
tutamente citato da Bu Yao¬ 
bang nelle conclusioni. Ma è 
evidente che al centro del di- 
baltUo ci sono questiom poli¬ 
tiche molto grosse, tali da 
investire non solo l’organizza¬ 
zione e la disciplina ma le 
ragioni di fondo del perché 
della crisi di credibilità dèi 
partito di cui ormai si parla 
con stroordinaria franchezza. 

Entrare nel merito dèi temi 
in discussione è molto diffi¬ 
cile. Se gli aspetti, per co^ 
dire, « di potere » del conflit¬ 
to sono quelli che colpiscono 
di più Vimmaginazione degli 
osservatori, rton vi sono ele¬ 
menti sufficienti che consen¬ 
tano di cogliere le ffioergen- 
ze sitila sostanza dei contenu¬ 
ti di linea. Certo una parte 
dei gruppo dirìgenie — quel¬ 
la a proposito detto quale nel- 
le settimane scorse sì i in¬ 
sìstito nella stampa suOe e re- 
sistense » — si • psesta oUa 
crìtica di non essere stata im- 


rea EsqulveU 


le vicende detta rivoluzione 
culturale. E un'altra parte, 
quella che più si è impegnata 
nelle * modernizzazioni», non 
è immune dalla critica di aver 
voluto fare troppo in fretta. 
Il fatto oggettivo poi che sul 
piano economico il nuovo cor¬ 
so. a due anni di distanza, non 
abbia operato nessun « mira¬ 
colo», che una serie di pro¬ 
getti debbano essere ridimen¬ 
sionati, che il cattivo anda¬ 
mento della scorsa annata 
agricola — su cui hanno pe¬ 
sato siccità, inondazioni, ne¬ 
vicate precoci in alcune re¬ 
gioni dove la mietitura non 
era stata portata a termine, 
ma anche, probabilmente, fat¬ 
ti non « naturali » — rende 
meno scontato di quanto po¬ 


tesse sembrare l'esito della, 
battagila politica. 

Forse è sitftomatico il fatto 
che mentre un editoriale di 
Bandiera rossa, agli inizi di 
novembre, parlava della ne¬ 
cessità di riconsiderare non 
solo guasti della rivoluzione 
culturale ed errori dal « gran¬ 
de balzo » in poi, ma anche 
i € quattordici anni preceden¬ 
ti » la rivoluzione culturale, in 
cui erano i germi delle dege¬ 
nerazioni successive, ora si 
tenda a parlare — come- ha 
fatto Hu Yaobang — soprat¬ 
tutto del « buono stile » di Ye- 
nan (anni '30 e ’40) accomu¬ 
nato a quello « dei primi anni 
successivi alla fondazione del¬ 
la Repubblica popolare ». Così 
come è sintomatico che sulla 


Hiia Guofeng ' ", ' , . 

J l * • I t , r i • . t » 1 . • < 1 » , t ‘ 

* . (• . , . • . . ' I ' « i. 

stampa di partito si facciane^ zione del tentativo di organiz- 
frequenti espressioni del tipo:. zare una « ribellione armata * 
«Non cadere nell’eccesso op- a Shanghai, è stata annuncia- 
posto nel superare gli eccessi ta la fine dell’esame delle ac- 
del passato», lì che potrebbe' cuse contro Wang Bongwen e 
indicare là tendenza a preva- Zhang Chunqiao, sempre te¬ 
iere di una t linea di ■ mez- talmente muto in aula — coin- 

za», prudente e cauta. • cidei con' l’accelerazione dei 

: Non estranea a questa di- tempi della discussione politi- 
scussione è evidentemente la co più.^enerale di cui forse 
vicenda del processo. Ci è sfa- le « » sulla sorte politica 

to detto che la discussione de- ' di Bua Guofeng sono uno dei 
gli terrori di linea» che qel sitami. Non è detto che fine 
processo viene affogata^'nella del processo significhi simulta- 
discussione dèi é'erimini pe- ' nea comunicazione delle sen- 
nalì» degli imputati, sarà af- teme, né tantomeno una loro 
frontata dal Comitato centra- esecuzione. 'Ma potrebbe con¬ 
te. Ma il fatto che il proces- sentire di rivolgere finalmen- 
so stesso subisca un’accele- ie. l’attenzione al sodo delle 
razione — è già terminata la questioni. ‘ 
parte preliminare relativa ai 

militari, ieri, con la contesta- biegmund uinzberg 


Torna al potere a 10 anni dal golpe di Amin 

Milton Obote ho vinto 

« *1 

le elezioni in Ugnnda 

Dei 110 seggi,' su 126^ finora assegnati, 65 all’UPC, 
44 ai Partito democratico e 1 al Movimento patriottico 


KAMPALA — Radio Rampala sarebbe stato eletto, 
ha annqnciato che- il Partito Secondo le leggi elettorali 
del Congresso del popolo ugàn-.. ugandesi U partito che ottìe- 


dese CUPC) capeggiato dal¬ 
l’ex presidente Milton Obote 
ha vinto le elezioni generali. 

‘ Milton Obote presterà giu¬ 
ramento come presidente del¬ 
la, repubblica ugandese lune¬ 
di . tornando al potere dieci 
anni d(^ il colpo di stato 
di Amin. • > ^ , 

• Secondo i risultati finora re¬ 
si-noti, il suo partito il Con¬ 
gresso • del popolo ugandese 
(UPC) ha ottenuto 65 dei 126 
seggi deU’assemblea, contro 
i 44 del Partito democratico 
(DP), di Paul Semogerere e 
uno dei Movimento patriotti¬ 
co ugàndese (UPM) il cui pre¬ 
sidente, Yoweri Museveni, non 


ne la maggioranza dei seggi 
pomina automaticamente il 
presidente della Repubblica. 

diffusione dei risultati 
elettorali ’ è cominciata dopo 
24 ore\di silenzio, in quanto la 
commisrione militare, favore¬ 
vole airyPC, sarebbe stata 
colta dal panico giovedì, quan¬ 
do il DP ha annunciato di' 
aver ottenuto la maggioran¬ 
za, anche se i risultati non 
potevano essere noti a causa 
dal cattivo funzionamento del¬ 
le comunicazioni. Dopo es¬ 
sersi accertata che l'UPC era 
ben lontano dalla sconfitta, la 
commissione ha autorizzato la 
pubblicazione dei risultati. 


Finto Balsamao 
nuovo premier 
portoghese? 

LISBONA — Il Partito social¬ 
democratico ha ■' proposto 
Francisco Josè Pereira Finto 
Balsamao, 44 anni, avvoca¬ 
to e giornalista, quale nuo. 
vo primo ministro del Por¬ 
togallo. La scelta è stata fat¬ 
ta dalla commissione politi¬ 
ca. formata da diciassette 
membri, e ratificata dai set¬ 
tanta componenti del Consi¬ 
glio nazionale. Successiva- 
mente sono cominciate le pri¬ 
me riunioni con gli altri due 
partiti della coalizione di 
maggioranza di Alleanza de¬ 
mocratica per la formazione 
del nuovo governo. 


mima dal èoinvdgimànfo noi- 




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PAG. 16 l'Unità 


LE REGIONI 


Domenica 14 dicembre 1980 


I compiti del PCI in una delicata fase politica 


( s 


e i rìschi dì un nuovo '70 


REGGIO CALABRIA — L’an¬ 
nullamento delle elezioni per 
Il Consiglio comunale di Reg¬ 
gio Calabria è un fatto gra¬ 
vissimo che non ha preceden¬ 
ti nella storia delle istituzio¬ 
ni democratiche della Cala¬ 
bria. Gli illeciti denunciati ri¬ 
chiedono immediata chiarez¬ 
za a livello della magistratu¬ 
ra penale; i responsabili van¬ 
no puniti con severità; gli uf¬ 
fici inquinati devono essere 
bonificati. La città è turba¬ 
ta e la dimensione della vi¬ 
cenda è tale da colpire la 
coscienza dei cittadini, dei de¬ 
mocratici sinceri, delle perso¬ 
ne oneste. Il PCI deve racco¬ 
gliere un diffuso sentimento 
di ripulsa per svilup|iarlo sul 
terreno deiravanzaniento de¬ 
mocratico. ' 

Per questo il PCI si h fat¬ 
to promotore di una campa¬ 
gna per racccrtamcnto della 
verità: niente ricorso al Con¬ 
siglio di Stato, niente riebie- 
sta di sospensione della sen¬ 
tenza del TAR, subito l'inter¬ 
vento della Procura della Re¬ 
pubblica. Sono necessarie subi¬ 
to verità e giustizia. Questa è 
la prima condizione per bat¬ 
tere il tentativo di alcune for¬ 
ze, che hanno nel MSI un 
punto di forza ma che vanno 
anche oltre, di rcinserirsi nel¬ 
la dinamica politica e sociale 
per ripetere, a dieci anni dal 
1970, il disegno di aggrega¬ 
re una sua cultura diversa, 
un senso comune moderato e 
reazionario rivolto contro tut¬ 
ti i partiti e contro il siste¬ 
ma democratica. 

La questione più di fondo, 
però, che emerge dalla vicen¬ 
da è la crisi organica, il fal¬ 
limento delle classi dirigenti 
ahe hanno governato in passa- i 


to e lungo gli anni 70 la cit¬ 
tà di Reggio, Un sistema di 
potere dominato dalla DC, e- 
steso ad altri partiti, inqui¬ 
nato da rapporti con la ma¬ 
fia; una serie di « famiglie a 
politiche che hanno condotto 
affari decidendo le sorti delle 
istituzioni e, spesso, svuotan¬ 
dole di contenuti - è poteri; 
costoro hanno ridotto lo Sta¬ 
te a cosa privata, a, terreno 
per faide individuali. i‘ “ '-cr' 
Di questa situazione la DG 
ha dato numerosi esempi nel 
corso della campagna eletto¬ 
rale e, subito dopo, con P 
elezione delle nuove giunte: 
cannibalismo, lotta spietata 
per impadronirsi delle leve di 
comando, la politica ridotta a 
sofisticata arte . dell’intrigo. 
Per questo il problema di 
fondo è quello della sostitu¬ 
zione e del rinnovamento del¬ 
ie classi dirigenti, la promo¬ 
zione di nuovi interessi collet¬ 
tivi e di nuovi governanti, la 
costruzione di una democrazia 
pulita e trasparente in cui ogni 
cittadino si riconosca 

Questo problèma riguarda, 
in primo luogo, il PCI a Reg¬ 
gio. Ancora una volta il PCI 
deve riproporsi come polo po¬ 
sitivo per l’aggregazione di un 
fronte per il rinnovamento e 
la moralizzazione: tocca al PCI 
una • discussione capillare di 
massa nei quartieri, nei po¬ 
sti di lavoro, negli uffici, per 
le strade per chiarire ed in¬ 
dicare i responsabili " del ma¬ 
laffare politico, .la soluzione 
dei problemi e la linea per 
costruire una alternativa per 
la città. Ma questo problema 
riguarda anche le forze socia¬ 
liste ed i sinceri democratici. 

Costruire a Reggio una al¬ 
ternativa di governo significa 


fare i conti con la DC reggi¬ 
na, con il centro sinistra, con 
il sistema di potere costruito 
in questi anni. lì PSI reggi¬ 
no si ritrova davanti ad un 
nodo che ‘ non ha voluto af¬ 
frontare dopo le elezioni: 1’ 
ambivalenza della sua politica 
ed il tipo di alleanza con la 
DC. Il PSI si deve liberare 
dal giogo democristiano e la 
prossima occasione è martedì 
alla Provìncia. Il PSI conti¬ 
nua a rivendicare una esigen¬ 
za di governabilità per giu¬ 
stificare il rapporto politico 
con la DC. 

Questa linea h discutibile e, 
tra l’altro, la prova pìù 'im- 
mediata è lo scioglimento del 
Consiglio comunale ed il pro¬ 
babile commissariamento del- 
rUSL. La governabilità può 
essere garontita da un pro¬ 
getto di maggiore spazio per 
il PSI e di alternanza all’in¬ 
terno del ' sistema di potere 
Immutabile; ma essa è garan¬ 
tita daU’eccezione del consen¬ 
so sociale e dalla capacità del¬ 
le istituzioni -di affrontare i 
problemi della gente e di sal¬ 
vaguardare ed estendere la de¬ 
mocrazia. Non ci possono es¬ 
sere ' indugi ' nel ^I per la 
rottura di un equivoco rap¬ 
porto con la DC e la costitu¬ 
zione , alla Provincia di una 
giunta democratica e di sini¬ 
stra. • 

Mantenere ancora la Pro¬ 
vincia in ' una situazione di 
non governo significa alimèn- 
tare ulteriormente il sospetto 
politico, il - qualunquismo, il 
distacco delle masse dalle isti¬ 
tuzioni dei-parliti. I mesi che 
ci attendono saranno duri. Il 
vuoto di governo democrati¬ 
co, conseguenza della lotta per 
bande che -si srolge aH’inter- 


no della DC e del sistema di 
potere, peserà negativamente 
in uno dei momenti tra i 
più delicati della vita della 
città. 

Problemi drammatici sono 
venuti ' a ' maturazione dopo 
lunghi mesi di inattività: 20 
miliardi della legge 23, i fon¬ 
di per ‘ l’edilizia, il risana¬ 
mento dei quartieri « minimi z, 
i trasporti e l’AMA, le seno-., 
le, metano, rUnivèreità, e co¬ 
si via. Un elenco intermina¬ 
bile di scelte da cui dipende 
lo sviluppa urbano. Su ogni 
aspetto occorrerà una inizia¬ 
tiva del partito e del movi¬ 
mento. Coi consigli di circo- 
scrizione dovranno operare 
con maggiore efficacia e ga¬ 
rantire seppure parzialmente 
un controllo democratico dei 
cittadini sulle sctlte da fare. 
Bisogna respingere il tentati¬ 
vo di annullare le elezioni del 
consigli'di circoscrizione; bi¬ 
sogna sottrarre, questi stru¬ 
menti di partecipazione alle 
lagiche aberranti del sistema 
di jotere; bisogna sviluppa¬ 
re al massimo i rapporti di 
massa e di quelli politici con 
la formazione di giunte di si¬ 
nistra aperte alla collabora¬ 
zione delle persone, oneste. V 
■■ Più, in generale, nelle pros¬ 
sime settimane, si rende ur¬ 
gente il rilancio di un proget¬ 
to ' generale della democrazia 
e lo sviluppa attorno al quale 
mobilitare forze ed energie per 
affrontare la a questione mo¬ 
rale », acuta a Reggio per^ la 
sua storia politica e costruire' 
uh processo di profondo rin¬ 
novamento delle classi diri¬ 
genti. 

Aeone Pàngallo 


La SOCIMl protagonista di ana sconcertante itoria di finanziamenti 


Reggio: un potare in agonìa #er la moki -fàlitiìca fantasma 




tanti 



La storia di tre capannoni e di pochi lavorato^ Utilizzati come fumò negli occhi per disattendere 
gii impegni - La promessa costruzione ^ materiale ferroviario - I seguaci di Rovelli in azione 




' ♦ \ V ^ ^ ■» I 



I capannoni presi in affitto dalia SOCIMI Sarda 


La disastrosa « politica sanitaria » del governo siciliano 

_ T- - ----- _- ii^^i s—i I I — —->11 I ■■■I—iTrM-m—l■lMa■^^l- 

> lln sistema che arricchisce 
ii'iadustria del maldU» 


j". —. — 


PALERMO Altri cinque casi di tifo a Piazza Àrnie- 
rina, il comune in provincia di Enna divenuto .11 nuovo, 
epicentro dello sfascio egienico e sanitario delia SIcIlii. 
La statistica della grave epidemia, che fino all'ultimo il 
governo regionale ha cercato, con una irresponsabile 
soRovalutazione, di nascondere, ha ormai superato II cen¬ 
tinaio. In uno dei quartieri .della cittadina, nel rione 
Monte, si registra il record delle infezioni, che colpiscono 


A Piazza 
Armerina 

i altre 

. > 

cinque 

persone 


soprattùtfo la popolaziena Infantile. Qìif 4 su '-101 del 
2 mila abitanti — un Indice elevatissimo — jwnó ricorsi alle 
cure dei medici e agli esami' ospedalieri per accèrtare Rin-. 
fazione. La situazione di Piazza Armerina che, oltre allà 
vicende del tifo, ha soffarto con una rovinosa frana gli 
effetti delle mancata politica di difesa del suolo, sarà 
nei prossimi giorni discussa - a Sala d'Èrcole, per Inizie- 
tlv* del gruppo comunista. 



•K * 


' Finalmente TAssessora- 
to regionale alla sanità ha 
sco^rto che a Piazza Àr- 
inerìnà'il tifo e le affezio¬ 
ni tifoidee sono di casa, ò 
Ha scoperto che i germi ' 
delle malattìe infettive a 
diffusione oro-fecale uti¬ 
lizzano come veicolò prin¬ 
cipale l’acqua e che, come 
avviene Ih tutto il territo¬ 
rio urbano della regione, - 
le condutture dell’acqua 
potabile scorrono vicino 
alla rete fognante. ;■ 

• Tra i due sistemi insom¬ 
ma vi è un contìnuo scam¬ 
bio che consente il costan¬ 
te arricchimento dell’ac¬ 
qua < potabile > con vere 


e proprie colture, di collba- 
cillf Si è accertato ancora 
che gli orti vengono irri¬ 
gati con i liquami di fo- 


nuovi ammalati da spedi¬ 
re in ospedale, consente 
di chiedere lo stanziamen¬ 
to di nuovi e più consl- 


gna e che le case abusive, "i stenti fondi per. costruire 


sorte a centinaia, non so¬ 
no allacciate alla rete 
idrica e fognante. : 

Accertata tale realtà 
obiettiva, alla Giunta di 
governo della nostra Re¬ 
gione è data la possibilità 
di operare in due diversi 
modi. 

Il primo, quello tradizio¬ 
nale, consiste nel provve¬ 
dere alla superclorazione 
dell’acqua compiacendosi 
dello espandersi di una pa¬ 
tologia che, producendo 


nuovi : ospedali-lager da 
appaltare agli «Spatola» 
di turno, da riempire con 
le attrezzature più costo¬ 
se e meno utili — da ac-. 
quistare ‘ al doppio del 
prezzo di mercato — e nel 
quali sistemare primari ed 
aiuti che occupino i pri¬ 
mi posti nella graduatoria 
del grandi elettori demo- 
cristiani. 

H secondo modo di ope¬ 
rare consiste in un deciso 
Intervento volto ad elimi¬ 


nare 11 fenomeno di quella 
che 1 tecnici chiamano 
< fecalizzazione d^ Aerri- 
torio» e. quindL la caùsa 
della malattia,- tutelando 
cosi la salute dei cittadini i 
anziché attendere o fare 
in modo che si ammalino 
per poi curarli tardi e ma¬ 
le. Questo secondò model¬ 
lo di intervento è un 
esemplo concreto di quel¬ 
la prevenzione primaria 
della quale tanto si parla 
senza nulla fare p^ at¬ 
tuarla. 


dalla 
epidemia 
di tifò 


loro fortune la DC e le 
Aorze ad essa subalterne 
punta, ed è ovvio, sulla 
espansione deU'c industria 
dell’ammalato», piuttosto 
che sùU’implànto < della 
nuova industria della sa-' 
Iute. Perché i cittadini si 
ammalino meno, è neces¬ 
sario un sen^o sanitario 
decentrato e gestito demo¬ 
craticamente, capace di 
eliminare speculàzioni e 
sprechi, che trovi U suo 
punto di forza nèlla me¬ 
dicina di base e che si svi¬ 


li groviglio di Interessi ' luppiesi altré^nelqua- 
mafiosi, economici e cUen-, dro di una rigorosa pro- 
telail sul quale Jianno co- grammazione, 
stTulto buona parte delle AU’< industria dell'am- 


Poche 
strutture 
per ; ; 

. difendere 
I la òalùté: 

• — - * i • i-* i'-».?-.. . 

- SI Muisee 
; nelle móni 
di privati 
sènza scrupbli 


malato» serve il vecchio 
sistema - accentrato ed 
Inefficiente che abbia la 
possibilità. di sviluppa^ ’ 
c secondo logiche cUéntelàrl ' 
per il cohsegùMehto di il-, 
leciti emcchimentl' ed lì ’ 
soddisfacimento di priva¬ 
ti interessi e qiiindl slega¬ 
to da qualsivoglia Indlrlz-^ 
zo programmatico e non 
suscettibile di controlli de¬ 
mocratici. 

Ecco perché la DC ed i 
vari cohiltatl d’affari ad ' 
essa organicamente colle. 


potàbile 

■■COn:;:vi: 

colibacilli 
e prti 
annàffiàù 

\^f';C0n'-j^'.'WV.; 

liquami 


W !. - 


zazìone ^ 'degli interessi 
. dell'ammalato » -si con- 
tràppòngà rorganizzazio- 
ryh de^i; Interessi delle 
masse lavoratrici e dei ciV 
ta(Uiii.>L’organizzazipne di; 
* tali interessi compete, per 
legge, àgli ammlnlstxàtori 
: comunali,; 

E’ anche questa, insom- 
mà, una pagina della più : 
vasta «questione morale»;: 
gli amministratori locali 
siciliani sono, cosi, ebdà-' 
mati ad affrontarla, nella 
\ pratica. Ih una situazione 


gatl sabotano l’attuazione - di gravissimi guasti Igieni- 
delia riforma sanitaria in ciesanìtarL 
Sicilia. Ecco perché è ne- : 
cessarlo che alla organiz¬ 


sa verio. Madoni a 


Venerdì prossimo o Catanzaro conferenza del PCI suirossociazionismo 


Quella cooperativa ha un 
non ci mette le mani la 

Nel settore la Calabria ha una lunga fradìzi one - Quanto è cresciuto il movimento in que¬ 
sti ultimi anni - I limiti e le difficoltà posti dalle giunte di centrosinistra e dai poteri locali 



CATANZARO — Il proget¬ 
to politico ■ ed un movi¬ 
mento unitario, autonomo 
e di massa per lo sviluppo 
e II ■ cooperativismo: ne 
discuteremo venerdì 19 a 
Catanzaro nella conferenza 
regionale del PCI sulla 
cooperazione. E parleremo 
di cooperativismo nella 
sua accezione più comples¬ 
sa: di un movimento cioè 
che si organizzi e incida 
non solo negli aspetti pro¬ 
duttivi ma anche nella 
stratificazione sociale nella 
cultura e nel costume del 
nostro popolo. 

Diciamo subito che tutto 
ciò che è cresciuto nella 
cooperazione in questi an¬ 
ni costituisce una novità 
di rilievo. Aggiungiamo pe¬ 
rò che tale novità rischia 
di rimanere costretta e 
vincolata dal caratteri de¬ 
teriori Impressi nei pro¬ 
cessi economico sociali del 
sistema di potere domi¬ 
nante In Calabria. SI ri¬ 
chiede perciò un Impegno 
straordinario di tutte le 
forze :aan« per sostenere e 
raffed^aité^^ un > movimento 


che rivela qualità e poten- 
ziaUtà vistose, r . v-r.-? 

Per avviare una discus¬ 
sione occorre chiarire al¬ 
cuni punti: 1 ) si sente dire 
spesso che la Calabria non 
è TEmilia e che sarebbe il¬ 
lusoria una crescita del 
cooperativismo data la dif¬ 
fidenza tradizionale dei ca¬ 
labresi verso le forme di 
aggregazioni. Ciò. forse, è 
vero solo in parte. Pos¬ 
siamo ritrovare viceversa 
un filo rosso che, al di là 
delle alterne vicende, lega 
l’esperienza, cooperativa in 
Calabria dalle Iniziative di 
ispirazione socialista del 
primi del ’900 a quelle del 
secondo ' dopoguerra ’ con 
l’occupazione delle terre fi¬ 
no aH’ultima ondata di 
massa delle leghe del gio¬ 
vani del ’77-’78. Lungò 
questo filo rosso che Inte¬ 
ressa 1 due termini — ter¬ 
ra e lavoro — si sono ricol¬ 
locate in questi ultimi an¬ 
ni nello scontro sociale e 
politico enormi energie. 

SI sono battute per lo 
sviluppo e la irasfonna* 
zlone produttiva; > bannò 


subito sconfitte ed accu¬ 
mulato delusioni ma non 
sono defluite. Ancora In 
questi giorni in diverse zo¬ 
ne della Calabria si pro¬ 
muovono cooperative di gio¬ 
vani, certo >cori maggiore 
cautela, ma con rinnovato 
impegno 'per l’utilizzo di 
terre demaniali o per la 
gestione di impianti pro¬ 
duttivi; 2 ) c'è inoltre qual¬ 
cosa di nuovo e di diverso 
che re^te e cresce nono¬ 
stante ' gli - ostacoli della 
DC. nnsensibilltà di forze 
interne anche alla sinistra, 
la » scarsa ^ attenzione del 
movimento sindacale: una 
rete.diffusa di cooperative 
aderenti alla lega e alle 
altre associazioni di ispi¬ 
razione laica o cattolica 
Non el lasciamo abbaglia¬ 
re dalla quantità (anche se 
non^ sono pochi oltre 32 
mila soci aderenti alla sola 
lega). Ci attrae la qualità 
di questa aggregazione in 
tutti 1 settori produttivi, 
daH’agrlcoItura al turismo. 
- Cé una nuova colloca- 
itohe di fon* aoelàU emer¬ 


genti femminili e glovanUl 
che intendono svolgere un 
ruolo originale sul merca¬ 
to e sollecitano un rappor¬ 
to politico costruttivo con 
le istituzioni democratiche; 
si pensi a come la coope- 
razlone incombicia a 
scomporre alcuni equilibri 
economico sociali negli 
aggregati urbani., 

Non vogliamo enfatizsa- 
re queste peculiarità; ^ ci 
sono nel movimento coo¬ 
perativo, limiti e difficoltà 
che sarebbe errato sotta¬ 
cere. Ad esempio sulla vi¬ 
cenda di Rosamo abbiamo 
parlato chiaramente nei 
giorni scorsi. Ci Interessa 
però ora rilevare tutti gU 
ostacoli eretti dalla DC e 
dalle giunte di centro-si¬ 
nistra contro la prospetti¬ 
va di un movlmente coo¬ 
perativo forte ed autono¬ 
mo. Da una parte l'aasetuni 
idi programmazione e di 
ritardi su provvedimenti 
importanti (centro alla 
vionatl. iMiantl Bsae, me- 
taxM), dalraltro Q eolnvol- 
gtnieiito di realtà ooopifàr 


Uve e le operazioni cliente- 
lari dell’Esac o gli uomini 
politici. «disinvolti». 

La mafia ha tratto fio-: 
vammto daU’in^nsibUità. 
dei pubblici poteri ed ha 
tentato di neutralizzare o 
di piegare 11 movimento 
cooperativo.. Un sostegno 
diverso e cdraggloaO delle 
tre centrali «cooperative 
nazionali, dhe saperi ogni 
logica colonteatrioe. imò 
estendere un forte movi¬ 
mento di massa che inter¬ 
venga come soggetto auto¬ 
nomo nella programma¬ 
zione regionale delle risorse 
e eohtrlbulseat ooti le sue 


>fonne di . 
ad arricchire la dialetti^ 
democratica e a scOnflgiis- 
rev.! poteri occulti 
(^iprlmono la Calabria. 

Avanzeremo nostre 
poste il 19 sulle poBttéìie 
regionali di promoziòM e 
di sosU^o tecnico ;é fi¬ 
nanziario alle inuKeee 
cooperative. 

nÙ segretario della DC da 
una parte firma nel pés 
gramma alcuni ImpejpU 
verso la cooperailone è 
contemporaneamente, w4 
suo ruolo di presidenis: 
deU'Bsae, tende a svuotali 
scelta slgnlfleaib-' 


va per l’assegnazione deg^t 
isq^iaati alle coopeimttvs 
-di pcudnitone. Non è forse 
qaeste uno degù esempi 
ebe ci.lnducono ad Indica- 
ré quesu glunU regionale, 
e q uadro poUtiee die 
esprime, cerne dannool per^ 
le popoiaikml calabresi? Il 
movliMnto ^cooperativo 
deve cootilbiiire a soonfig- 
gen quésta logka 


epa le erfanlwarlrni sin- 


pano Ira le fono éd.la- 







Proprio cosL. non esistono, 
a meno che non si vogliano 
definire Insediamenti indu- 
sitlaU 3 capannoni che la 
SCXJEUI ha affittato daUa 
ditta Miìltineddu a «Zentu 
ngghi> presso Sassari dove 
10 operai svòlgono imo stra¬ 
no' còrso di qualificazione 
professionale per inesistenti 
treni' da spedire addirittun 
In America, da costruirsi con 
«che cosa non si sa» visto 
che dentro i'caparmonL pres¬ 
soché vuotL non d sono al¬ 
tro che pochi e banali tdal da 
montaggio! Altro che stabili¬ 
mento pronto ad entrare in 
produzione fin dal ”78 e c<m 
100 operai occupatil ' 

Sebbene a «Zentu Finhi» 
per salvare la faccia la SO- 
CZMI ha affittato tre capan¬ 
noni per 3400 mq n<m utillz- 
aabili per la costruziaDe di 
rotabili ferroviari, a Chflivani 
sui 300 mila mq acquistati 
rum è smto proprio niente a 
parte una piccola centrale di 
betonaggio, un pollaio e i la¬ 
vori di mancamento della 
costtuenda superstrada Ol- 
biaOMiiari! Inutile aggiun¬ 
gere ohe j 900 occupati sonò 
una pura fantasia. 

Ma non è tutto: sin dal "M 
la SOCIMI dava per èffettua- 
to l’ampUainento delio staU- 
Umento di Btnasoo per un 
totale di 400 óecupafi e di 30 
mila mq oopeitL Anche que- 
sta un’altra invenzione per- 
ebè n BInasco la SOdMl ha 
auso soltanto 293 occupati 
m entre ■ di coperto ci sono 
apfMBn'S ntila mqi 

Uba hrila storia non 
die dire, simile a quelle che ■ 
a decine si sono consumate 
jnima e dopo la calata dei 
vari RovelIL D meocanlsino è 
diventato persino troiaio, no¬ 
to: dare per esistenti un Oer- 
to tipo di strutture produtti¬ 
ve per avete finansiamentl 
pubUicl o in questo caso 
cwnme a re pubbliche, che 
questa volta si armonciarw 
succose come 1 12 mila mi- ‘ 
Hardt .ptevisti dal plano de- 
cenìiale per le ferrovie. Salvo 
poi non tener fede agli, im- , 
pegni ansi e Involati dopo 
aver dichi a re t o fallimento e 
ehliiso bsnoòa e burettlru. 
Con un tasegnaaNnt» m più 
qnmta volta: bi poco d sm» 

1 saldi pubblid e U 
dd tmmertt m fi 




La farmacia 
non rispetta 
il fisco : 
e la multa 
la paga 
Ja gente 

GARAGUSO (MT) — Una 
farmacia, quella di Gara- 
guso, porta una contabili¬ 
tà di gestione in cui per 
anni non sono rispettate 
le norme fiscali vigenti; . 
la Guardia di Finanza 
compie un sopralluogo, ri¬ 
leva l’infrazione che d ai- ' 
tronde è palese ed eleva 
una forte multa. Fin qui 
tutto normale: le Fiamme 
Gialle hanno fatto il loro 
dovere, Tlnflizione della 
multa è sacrosanta. Ma, 
se, come in questo caso, 
la formacia è comunale 
il discorso cambia perché 
a pagare è un’intera co- ^ 
munita e non i diretti 
réspohsabili dell‘iBeclto. ■ 
Questo è almeno quanto : 
ha .deciso con un voto di - 
maggioranza. 11 Consiglio 
Comunale di Garaguso de¬ 
liberando il. pagamento 
della multa a carico del¬ 
l'Ente locale. La richiesta 
avanzata . daU’opposizione 
perché fosse caricata al 
reali responsabili l’adde¬ 
bito è stata respinta, stra¬ 
niente l'Organo di Con¬ 
cilo non ha avuto nulla 
da ridire sul fatto che la 
I^nte multa sia stata 
elevata perché- per anni 
non si è provveduto alla 
tenuta dei registri conta¬ 
bili e aBa relativa dichia- 
iiazione annuale deRiVA, 
e .quindi sulla eventualità 
igj^^alàre alla Frocura 
.®®netale dtìla Corte del 
V<mti la responsabilità 
amministrativa.' 

- Ad abuso segue abuso; 
n sindaco di Garagi^ al 
è perfino rifiutato di rila- 
sriare ai consiglieri dell’ 
opposizione che ne face¬ 
vano richiesta copia , di 
q^Io e di altri atti deli¬ 
bativi.; terrorlzrato dal- 
ndea che ri potessero oòm- 
plere azioni «ispettive» 
nei suoi riguardi n tutto 
ffn p alese violazione della 
legge Comunale e Provin- 
efaJe e delle disposizloiù 
previste ; dal DJPJt n. «42 
del 20-10-1972 che garanti¬ 
scono ai consiglieri oomu- 
Mli ne^ademplmento del 
loro compito di ottenere 
le deliberazioni. 

Un atteggiamento, quel¬ 
lo del sindacò 'democri¬ 
stiano di Garaguso. che 
oltre ad essere intoppo 
al corretto funzionamento 
delle Istituzioni democra¬ 
tiche rasenta la violazio¬ 
ne delle norme del codice 
penale relativamente alia 
oinisrione degli àtri d*ùf- 
fida i 

m. M. 


CAGLIARI — Inediti Rovelli « formato tabloid » ritentano l'ei- 
salto alla Sardegna. Uno di questi sembra essere la SOCIMI 
sarda, affiliata alla sorella SOCIMI 'con sede a BInasco; In 
provincia di Milano. L’azienda produce materiali ferroviari e 
la suà storia'è rimbalzata nei mesi scorsi sùlle pagine di 
alcuni [^iodici e quotidiani sai'di. Vàie la pena dare una oc¬ 
chiata alla sarabanda di ih- 
traUazzl che stanno per scat¬ 
tare in occasione della di¬ 
scussióne e dei varo, del pla¬ 
no pluriennale di Investimen¬ 
ti per il settore ferroviario 
(che dovrebbe beneficiare in 
modo- particolare il ' Mezzo¬ 
giorno). . ' 

Dunque della SOCIMI, so¬ 
cietà costruzioni industriali, 
si comincia a parlare in Sar¬ 
degna nel 1977, quando si 
iscrive al Tribunale e alla 
Camera di Commercio di 
Sassari. In realtà si tratta di 
due società, una con sede a 
Sassai't e con capitale sociale 
di un miliardo-6 200 nhlloni 
di lire e. l’altra, denominata 
SOCIMI sàxda S.p.A., con se¬ 
de a Ozieri, presso il consor¬ 
zio area industriale di inte¬ 
resse regionale di Chilivani, 
con capitale sociale di 15 mi- 
Uoni di lire. 

A ChlUvàni la SOCIMI sar¬ 
da acquista anche un lotto di 
terreno per la sómma di Ure 
5.240.000. Fin qui niente da 
eccepire. Ma si arriva al 1978, 
cioè appena'tm anno dopò la 
costituziohè deUe due società, 
e la SOCIMI in‘.un documen¬ 
to diramato la vigilia delle 
assegnazioni deUe commesse 
del plànp; integrativo per ma¬ 
teriale xòtabilè, quello per in¬ 
tenderci delia legge 503 e del 
1605'miliardL fa una serie,di 
stupefacenti -r*-.dichiarazioni 
circa lo stato delle strutture 
produttive, delle previsioni di 
espansione e di occuiÀzìohe. 

GU 'stabilimenti dichiarati 
come realmente esistenti a 
quella data erano tre: uno a 
Rinasco con 40 nUIa mq, di 
cui la metà coperti, e 300 oc¬ 
cupati: uno a Sassari con 6 
mila mq «pronto ad entrare 
in produzione» e con una oc¬ 
cupazióne prevista in 100 uni¬ 
tà, e, per ultimo, uno stabi¬ 
limento a ChlUvanl, impor¬ 
tante nodo ferroviario sardo, 
comprèndente un’area com¬ 
plessiva di beh 300 mila mq, 
di cui 100 coperti ad inse¬ 
diamento completato,'^200 di¬ 
pendenti Iniziali ed una oo- 
cupazione definitiva 'prevista 

Sùperflùo conslderere die 
il - carro trainante di tutta 
l'operazione SOCIMI secondo 
quanto messo hmro su'blaACP 
dalla SOCIMI stessa era la 
SOCIMI di ChiUvanL . 

Si arriva al 1969, al feb¬ 
braio per 1» pi^isionè, 'e ' la ' 
commissione edilizia' di Prie- : 
ri approva . U progetto esecu¬ 
tivo .deUà .SCXàMI sarda per 
l’insediaihénto della zona in- 
dustritde ; di ChlUvàni. Una 
crènistòria di ^ atti ^ successivi 
che' di per aè, tntt’al più con¬ 
siderato «U'-nórinale». anda¬ 
mento di questo: genere di 
cose, può' stupire per la inso- 
Uta rapidità degU awenimeh- : 
ti.- Con Ili più un piccolo par¬ 
ticolare e cioè che la SOCI- 
MI sarda'e la SCOIMI di 
Sassari. non esistono. 


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LÉ REGIONI 


J:- 


ritaìtA PAG. 17 


Dai terribili terremoti del possàto una lézioiié che i nostri governanti non hanno imparato 





La storia, ■ per 1 nostri 
governanti, non ; insegna. 
E non insegna nemmeno la 
saggezza non scritta del 
contadini campani o luca¬ 
ni abituati nella loro esi¬ 
stenza a convivere con il 
«tremuoto>, a fronteg¬ 
giarlo con 1 pòchi mezzi a 
disposizione, a trasformar¬ 
lo in personaggio ed esor¬ 
cizzarlo In molti riti della 
tradizione popolare. Eppu¬ 
re molti del paesi oggi di¬ 
strutti portavano ancora 1 
segni del terremoti del 
passato, - e non soltanto 
per la mancata ricostru¬ 
zione del governi del cen¬ 
trosinistra. v' > : .V - 
' Un cronista del tempo, 
lo storico De ■ Sivo, nella 
sua Storia delle Due Sici¬ 
lie dal 1847 al 1861 cosi 
descrive la catastrofe del- 
rinverno dell’SST: Tre¬ 
menda notte! A Potenza 
nessun edificio salvo: chi 
potè fuggire alle macerie... 
vedea la patria e i suol 
cari in un’iihnrovvisn tom- 
ha inghiottiti... Da i rap¬ 
porti ufficiali veggo verifi¬ 
cati 1213 morti nel Saler¬ 
nitano e 9237 morti in Ba- 
siltcata^. ^ 

Scorrere l'elenco del pae¬ 
si colpiti da^ queste scosse,. 
ma soprattutto, di quelli in¬ 
vestiti dal sisma di due se¬ 
coli prima, nel 1694, è dav¬ 
vero impressionante; sem¬ 
bra di vedere 1 filmati del- ' 
le zone colpite tre settima¬ 
ne fa. Eppure non è stato 


.fatto nulla. Il dubbio che 
può venire è quello della 
Inutilità di osservare gli 
eventi sismici del passato 
ai fini della prevenzione. 

Lo abbiamo riproposto a 
Giuseppe Luongo, docente 
di fisica del Vulcanismo 
all’Università di Napoli ed 
attuale coordlnàtore . del 
progetto geodinamica del 
CNR^ seguendolo nel cor¬ 
ridoi del ONR di Roma 
mentre è impegnato nel 
lavoro deU’équfpe che coor- 
•dlna l geologi sulle zone 
terremotate. Si ' parla di 
«camper* attrezzati da far 
partire, di notti insonni, 
di persone da calmare.. 

« Il primo ‘ problema è 
Tassistenza al nostri colle- 
ghl che stanno ormai da 
settimane sul luogo per os¬ 
servare lo svolgimento del 
fenomeno sismico. Tra 11 
freddo e le scosse continue 
tornano con una vera e 
propria sindrome da terre¬ 
moto. D’altra parte biso¬ 
gnerà pur decidere In qua¬ 
le ^ posto - ricostruirei ; Alle 
volte —oltre al metodi di 
riedificazione — basta spo¬ 
stare di poco un paese per¬ 
ché 1 danni siano più che 
dimezzati ». ' ~ 

Ma tnsomma. Il terre- 
moto è proprio-casuale ed 
Imprevedibile o l'cespérlen- 
za stóricas serva a qual- 
. cosa? ■ ■ ■'. 




«La storia aervé, e mol¬ 
to. Intanto ci permette di 
stabilire dove avviene il 
térremoto. Ed inoltre si può 
ricavare un elenco della dl- 
,8trlbuzlone del danni In 
una certa area e da questa 
avere un'idea di dove si è 
verificato l^picentro in 
modo da poter individuare 
la struttura geologica che 
si è mossa >. • 

■ In parole più povera cosa, 
si riesca a vedere? > 

< In pratica riusciamo ad 
avere • una Informazione 
sul meccanismo deU’even- 
to tellurico e sulla sua. in¬ 
tensità, e questo cl permet¬ 
te di stabilire dei modelli 
da confrontare con 1 terre¬ 
moti di oggi, soprattutto 
riguardo ad un elemento 
di cui hanno parlato mol¬ 
to i giornalisti: la profon¬ 
dità della spaccatura nella 
crosta terrestre >. , .. , 

' Allora sorge la domanda ^ 
; classica: se A:cesi perché 
non si rièsce s prèvedere?. 
. Quanta affidabtitté possono 
' dare queste osseryailonl? i 
' « E’ evidente che c’è .un 
marche di indecisione, ma 
non è tale da falsare com¬ 
pletamente 11 dato stòri¬ 
co*. ,. 

' Però per I terremòti dot 
passato si potrebbe quasi 
dire che sembrane meno 
' ; gravi, perché nessuno ne 
parla, c'è quasi un tenta¬ 
tivo di rimozione nelle fon¬ 
ti- . 


£a eiro/iaca del sisma 
di novembre era sfata 
scritta 300 anni prima 


«Precipitò la cattedrale 
mentre circa séttànta per¬ 
sone ascoltavano la; ines- • 
sa; di queste SO rimasero 
cadaveri ed altré 23 più 
o meno ferite ». 

Non è una cronaca di 
questi giorni. E là difesa 
non è quella di Baivano: 
siamo a Gonza, nel terre¬ 
moto del 1732. 

Sf<^iando i libri custo¬ 
diti dall’Istituto geologico 
nazionale sembra di tro¬ 
varsi in presenza di una 
sorprendente, ripetizione 
fotografica, éd appare qua- . 
si inutile rifare degli elen- 
è sufficiente /iggior- - 
narlì. ^ ,■ ■ . 

Le crcmache dei sismi : 
del 1561. 1688, 1694. 1732, 
1793. 1857 indicano gh stes¬ 
si ' luoghi e rifXopoDgono - 
le stesse dranunatiche im- 
, magini di oggi. Quella che 
segue è una lettera auto¬ 
grafa scritta a Napoli nel 
1694. 



*Al Signor Abate Francesco Batti- 
stinì, in Roma.. Tremato in Napoli a 
puntino spiegaià^ ^i ’ * 

€„.Ma il daniio fuo^ cioè ih que¬ 
sta. Promneia di Terra di Lavoro, fu 
sopra le memorie più dolorose... 

«... In Auellino, Salerno e nelle lor ■ 
Vicinanze son te lagrime negli occhi ■ 
di ciascuno. Nel Principato Citeriore 
il terreno poco discosto da Ricigliano 
ha seppellito quasi tutti i 250 Abitan¬ 
ti; in Baluano (Balvàno hdr) con i 
70 morti son caduti il castello e due ’ 
terzi degli edifizi... in San Gregorio 
parimente, ove tre morti., fuggendo 
o cessando di vivere quei di CoUlano, 
Lauiano. Romigliano, - Sala e altre... 
distrutto è Santo Rufo... ‘‘ ' ^ ‘ - 

« Passando quindi nel Principato 
Ulteriore a ragione crescono le do¬ 
glianze: spogliato quasi del gregge 
(di fedeli ndr) Monsignor Caraccio¬ 
lo. arcivescovo di Gonza: sendo ami 
subissata che caduta con 1200 perso¬ 
ne Calitri (dal momento che Calitrt 
è più sprofondata che caduta avendo 
perso la vita milledu^entó persone, . 


ndr), con le case, Monideri (monaste¬ 
ri ndr) e chiese, e subUme castqUo, A 
Palazzo... 

* Pescopagano è diventata orribll 
fossa di dugento abitanti, e- di 50 
SanVAndrea, Terra diMO^ San Men¬ 
na (Santomenna ndr) non è più con 
la morte di 300... pi son sepolti simil¬ 
mente i grani, e le baracche fan 
prevedere fredda starna nel verno, . 

*...Leuni mostra (di Lioni rimane 
ndr) uria semplice è sprovveduta ho¬ 
staria... Gesualdo m povero avanzo 
del castello... e molta p^ case (ha 
avuto distrutte ndr) SénVAngelo dei 
Lombardi, thè a stento è salvo il ve¬ 
scovo... 

. <...Grotta Mainarda (Grottaminar- 
da) salva con la morte dt 10... Quasi 
a mille calcolato (( morti ndr) per 
la Provincia di Bùsflieata. gli estinti 
in Muro (Muro lucano ndr) città in 
tutto disfatta, son 1300. 

- *,..lo vivo e mi ritffermo ed solito. 

* Abate Glovan Battista Pacichelli 

Napoli, li settembre 1694 *. 


Uno studio 
sui movimenti 
contadini 


in Paglià 


11. 


bari — Gli ani 1949^50 e 51 
furono caratterizzati in .Pu¬ 
glia coinè nel mezzo^omo da 
un grande ornvicnènto conta¬ 
dino e popolare per l’occupa¬ 
zione delle terre ponendo con 
forza il tema oodide della ri- 
fdnha agraria. In coinciden¬ 
za 30. annlvoraarfc) di quel 
movimento il gruppo regiona¬ 
le comunista ha chiesto, con 
una moziane, che il consiglio 
regionale . predisponga una 
aerìe di iniziative per stimola¬ 


re Io altiÀo a ranéBM di qod 
movimento per la tèrra con i 
suoi limiti e con gli insegna¬ 
menti ancora «■Mi nel mo- 
mentc in col ^ paria di ce> 
mlità dell’agncoltura.’ 

Si tratta di impegnare la 
univerritè rpmlM, r-i ^ainda- 
cati e gU stèsri 
ad un'azione di ricerca, di 
documentazione anche al fi¬ 
ne di una riflessione sul pre¬ 
sente c sul futuro deUa.cam- 
pagne pugliesi 


«Questo è vero. Ma vale 
sopratutto per i periodi 
precedenti all’Introduzione 
della stampa. Da allora In 
poi possiamo dire che si 
è quasi costretti a scrive¬ 
re le cronache, anche quel¬ 
le tragiche >. 

Allora e'é II malerisis 
psr tsntsrs un'elsncazlons? 
« Infatti. L’altra Infor¬ 
mazione essenziale che cl 
dà li dato storico è la pos¬ 
sibilità di fare un catalogo 
dei terremoti, della loro 
successione ed Intensità». 

Nftssun aiuto por la pro- 
vlslona? 

« Non proprio. L’analisi 
statistica può , dare una 
idea, certo non esatta, del 
lassi di tempo nel quali si 
può verificare un evento 
sismico ». 

. 'E por quanto riguarda II 
' ‘ Mezzogiorno? 

«tossiamo dire che si 
avvertono scosse sismiche 
di grado elevato — anche 
intorno al 9., io. grado — 
ogni 30 anni. Sempre con 
grossi. margini di Incer- 
.tezza*. ; , . .. , . 

^ ' Non por fare della faette 
' Ironia, ma petrammé diro: 

, tanto leotoe poche dIfoM. 

«In effetti • è vero. A 
frónte di una ciclicità al¬ 
ta bisognerebbe quanto 
meno costruire case In gra¬ 
do di sopportare le scos¬ 
se... *. . 

: Ma qui non al tratta «ot- 

> tanto di un fatto «fatlatlco. 

€ No. Dove 11 rischio è 
maggiore crescono anche 
le spese. C’è anche uha và- 
lutarione ecònomlea.->. 

■ E politica... 

«Cèrtamente, anche po¬ 
litica. Bisogna decidere di 
costruire sttuttore non sog¬ 
getto facili crolli e dove 
costriilrle. E, biscia tener 
conto anche dei problèmi 
flodall legati al centri sto¬ 
rici delle cittadine, al mo¬ 
delli di vita dellè popola¬ 
zioni. E* Insommà una scel¬ 
ta' politica ed economica 
sulle spese: attualmente il 
bilancio tra una ipotetica 
spèsa pet.'la prevenzlona 
ed 1 costi pagati pèr le ri¬ 
costruzioni è in perfetto 
pareggio; si poteva spen¬ 
dere prima e niegllo. evi¬ 
tando tante catastrofi»..^ 

, Ma l'aspartanza dal pas¬ 
sate nai Mazzogiome^ coaa 
lasagna? 

« Sembra un > paradosso, 
ma interventi antisismici 
sono stati fatti nel periodo 
tKtt^nico, soprattutto con 
strutture di rinforzo., Do- 
<po uno del terremoti che 
investì la Calabria (oltre 
che Campania e Basilica¬ 
ta) nel 1783, si ricostruiro¬ 
no le case con delle stmt- 
ture di supporto ' al muri 
maestri capaci di assorbi¬ 
re le scòsse ondulatorie, 
che sono quelle che provo¬ 
cano i crolli ». 

Rhnndl ullll? . 

«In parte ri. Anche se 
erano tecniche molto pri¬ 
mitive. n dato dt fondo, 
però, è che le società di 
due secoli fa vivevano te¬ 
nendo costantemente pre¬ 
sente il pericolo. B conta¬ 
dino ~ che ri costruiva la 
casa da solo — pensava a 
difendersi anche tn modo 
rudimentale dal terremoto, 
che prima o poi sarebbe 
vènuto. Oggi c’è Invece 
xma separazione netta tra 
ehi costruisce una casa e 
chi ne usufruisce. Ma que¬ 
sto è un altro discorso ». 

Avqvsme portate di vol»> 
téitaol ecetwmtaho o poli- 

mM 

^ « Io sono convinto che 
dalla reazione delle cla s si 
dirigenti e dal tempi e mo¬ 
di della rioostruzlone ri 
possa abbozzare un giudi¬ 
zio ' sulla vitalità di una 
società e del suo governo. 
81 tenga preMnte che a 
tutti 1 sismi dri *800 e del 
"700 sono segidte delle pro¬ 
fonde modifiche dell’SBsetr 
to politico. In particolare 
cl seno stati interventi im¬ 
mediati per tentare d*. mi- 
nimteare U potere dei Ba¬ 
roni locali». 


del 


gawltil elefell pe rtf er fct 
hielflcleiiH. Ufi ps7 
gembéitaWl cen I 

«In qualche modo...». 

Dal tempi e modi della 
ricostruzione, dunque, un 
flndizló sulle claari diri¬ 
genti. B* nnlpotesl del pro¬ 
fessor Luongo — ma sug¬ 
gestiva xw Puntato soUio- 
pera del goverhl di onl 
c'è anche rocchio deOa 
storia. 

Miiyviv ffivwvnv 


A colloquio con 
Giusepe Luongo, 
docente di fìsica 
del vulcanismo 
all’università di 
Napoli e attuale 
coordinatore 
del progetto 
geodinamica 
del CNR - « I 
tempi e i modi 
della riedificazione 
' forniscono 
un giudizio sulle 
classi dirigenti» 
Nella società: 
attuale 
è svanita 
/Fabitudine 
, a convivere 
con i fenomeni 
naturali 
e a prevenirli 



Mi 16 dicembre del 1857 un violentissimo terremoto scosse 
quasi tutta rifalla meridionale. Le zone maggiormente interea- 
tate furono, anche allora, la provincia di Napoli, di Salamo 
a la Basilicata. La vittime furono più dt dlécimila. Il grafica 


a ottanuto ridisegnando fedelmente una cartina dell'epoca. Le 
lettere dalla A alla G indicano le zone di intensità del sisma 
allontanandosi progressivamente déli'eptcentro (A). Non c'è 
bisogno di ulteriori commenti. Luoghi a paesi sono gli stessi 
di oggi. 


Deluse le aspettative di morollzzazione con l'ingresso del PSI allo giunta di Traponi 


E il ^ bpongovoriiii 






Le stesse delibere a cui { .socialisti si opponevano dai. banchi ' dell'opposizione oggi vengono rese esecutive 
Le indagini della magistratura sulle vicende dell'appalto per la pubblicità e là costruzione dell'autoparco 


Dal nòstro corrispondente 

.r TRAPANI ~ UnivoTtice di acaodàU, 

'' di indafdni giudiziarie, di inchieste 
della procura della repubblica, ha 
' investito l’amministrazione comuna- 
, le di Trapani. Sembrano tornati 
gli anni p^giori del centrosinistra. 

L'iinpegno dèi socialisti a con-: 
durre U comune sulla via della mo- 
rallzzazlone e del buongoverno, suo¬ 
na ora come una misera giustifica¬ 
zione per il suo Ingresso in riunta 
oem la IX: dopo il voto del ■ riu- 
. gno che aveva visto crescere li suo, 
^ gruppo ' oonslliare r proprio ' per ' la 
ferma opposizione, svolta con tutte 
le forze di sinistra e laiche, elio 
strapotere . della DC, che Isolata 
non aveva esitato un momento nel- 
> ralleafsi con i fascisti e i Uberatt. 
La giunta di ieri non differisce 
minimamente da quella di oggL 

Que^ atti 
sospetti 

B sindaco socialista della città 
che ieri dai banchi della opposU^ 

. oe si opponeva alle deliberazioni 
della maggioranza, ora le firma c 
le repde esecutive e alcuni di que¬ 
sti atti amministrativi sono tanto 
poco chiari da provocare l’inter¬ 
vento della magistratura, cosi co¬ 
me è successo per l’appalto per la 
gestione della pubblicità, cosi come 
• è stato, sempre In questi giorni, 
per l’appaito concoiso per la eo- 
ttruzione dell’autoparoa 

LMngarbogilata e scandaloea vi¬ 
cenda drila gestione del servizio di 


accertamento e di riscossione del- 
l'impo^-sulla pubblicità, dei-dl- 
; zittì '! suUé .pubbliche V àfflssloni e 
sulla Occupazione temporànea dèl¬ 
ie aree comunali, comincia nell'a¬ 
prile dell’80, quando la giunta de- 
; hberalfascista cerca di dlmostiare 
al consìglio comunale che il servi- 
rio pubbUcità è passivo'per il co^ 
•.móne dal momento che negli anni 
*78 e ’79 ha fatto registrare un in¬ 
casso di 127 milioni mentre le spe¬ 
se sostenute dal Comuife sono di 
gran lunga ■ superiori ? e > che per- 
'.tanto' è conveniente:, beuidire una 
' gara di appalto per darlo In ge¬ 
stione. 

• Allora 11 relatore di maggioran¬ 
za disse che bastava assicurare al 
Comune un minimo guimtlto an¬ 
nuo- di 25 milioni ‘ per consènhre 
un ottimo affare nella gestione del 
servìzio. Socialisti, comunistL re- 
pubblicani e socialdemoctaticl al¬ 
lora si opposero a tale progetto 
poiché ritennero ■ poco attendibili 
> i dati ' fomiti dalla maggioranza 
sugli Introiti dal momento che non 
tenevano conto della morosità degli 
■ utentL di un cattivo otmtzoUo «li 
tempi d’uso da parte dei privati 
delle aree pubbliche, di - un man¬ 
cato accertamento e censimento de¬ 
gli spari occupati dalle insegne pub¬ 
blicitarie dei negocL 
Le osservazioni dell’opposizione 
iKri veniien) pr e s e In considerazio¬ 
ne e l^amministraziane ' decise di 
bandire la gara d’appalto. 'Vennero 
invitate due ditte palermitane, la 
~ Publlstudio e la Agiqi e altre sei 
ditte del nord Italia (figniianioci 
che interesse potevano avere in 


questa gara), mentre venne esclusa 
dalla gaia la PubUenóme, SpA che 
aveva chiesto di parteciparvi e che 
-. offriva un minimo garantito per 
il Comune di 120 miUonL ■. - • 

Malgrado che il gruppo comuni¬ 
sta avesse chiesto al sindaco di 
.'bloccare la gara perché nella con- 
'venrione prerista etm la ditta rin- 
citricè. sarebbero stèri lesi gli in- 
' teressl - del comune, la gara ebbe 
luogo ugualmente e fu vinta dalla 
, Agap pubblicità che stranamente 
con' la SUB offerta del aveva 

centrato In piCDo la ' percentuale 
segreta prerista come base per l’ag- 
giudlcarione. 

■> • • - < * 

; ; n contratto 
con FAgap 

In questi glonil 11 socialista Bar¬ 
bera, sindaco della città, ha fir¬ 
mato il contratto con l’Agap e Im- 
: mediatamente diH» 1 carabinieri 
hanno sequestrata su disposizione 
del sostituto piocurators della Re- 
■ pubUlea dr. Frahoescò Garofalo, 
tutti rii riti relatiri all'appalto. 

In una conferenza stampa tenu¬ 
ta venerdì sera 11 PCI ha denun¬ 
ciato, con dati alla mano che 
questa operasione nasconde una 
truffa di oltoe un miliardo al dan¬ 
ni del comune e a tutto vantaggio, 
naturalmente, dèlia società che si 
è aggiudicata la gestkme. 

Altro affare su col il p roc ur atore 
capo della RepubUica prof. Giusep¬ 
pe Lumia ha «U^xisto una accu¬ 
rata inchiesta gtoòlriaila è qurifo 


dell’appalto concorso per la costru¬ 
zione dell’autoparca Le ditta che 
si è aggiudicata la realizzazione 
dell'opera ha aiKhe l’obbligo di 
fornire Tarea ediflcaUle: questa a- 
rea è nel cuore della salinea tra¬ 
panese, in una zona soggetta a vln- 
' colo paesaggistica Alla giunta di 
Ieri questa scelta è andata benissi¬ 
mo. la giunta di oggi non si pone 
il problema, intanto circola con in¬ 
sistenza la voce che dietro questo 
primo insediamento autorizzato si 
celi una grossa maiiovra speculati¬ 
va che prevede un progetto di ur- 
banizzarione ripetendo qurilo che 
si è fatto sul lago Cepeo e lascian¬ 
do sempre più in balia delle alluvio¬ 
ni la città. Da qui l’Inchiesta. 

Béa non è tutto. E’ di ieri la 
notizia che il prof, architetto Ca¬ 
rezzi incaricato a redigere il plano 
regolatore delia città, incaricato 
non lo è affatta Dietro le sotertl 
insistenze del sindaco per la pre¬ 
sentazione del progetto, U prof. Cv 
rozzi ha comunicato da VenKia 
che nessun rincolo lo lega al co¬ 
mune dal momento che rinczuieo A 
stato dato ad uno studio di pro¬ 
gettazione di Roma di cui lui non 
ne è il tltolBze ma solo U consu¬ 
lente. Sullo studio che ha avuto 
ocm tanta l^gerezsa rincarlco di 
una progettazione tanto delicata si 
dice che gravi l’ombra di xm noto 
ingegne r e trapanese che tanto peso 
ha avuto nello scempio nrbanlsttoo 
della città. 

Chi è? H nome lo fornirà sieoia- 
mente la magistratura. 


Giovanni Ingoglii 


n problema del risanamento delle acque nell’alta valle dell’Atemo 

Niente soldi per il fiume se non sta nej feudo de 

La priorità d'intervento contro Finquinamento è stata accordata a 54 comuni della provincia di Rieti e appena 
a 16 dell'Aquila — Iniziative del Consiglio comunale di Pizzeli contro le inadempienze della Regione 


Dal nostro comspondente 

L'AQUILA — U Consiglio 
comunale di Plzzoli. riuni¬ 
tosi in. seduta siraordina- 
na con la partecipazione 
degli amministratori co¬ 
munali di Barete, Cagna- 
cfe. Campotoeto, Capiti- 
gnano e Montereale, ha 
ixòmosso un’importante 
iniziativa poUUca volta a 
creare un vaato movimen¬ 
ta popriare attorno ai 
problemi più urgenti del¬ 
l’alta valle dell’Atema In 
una loro rieoluzione, gli 
anunintotratori degli enti 
locali di questa vasta zona 
interna — in gran parte 
governata dalie einistre — 
chiamano le popolazioni 
all’unità e alla lotta ' ao- 
pratttttto zui temi dram¬ 
matici deU'occupazione, 
delio efruttamento delle 
rleorae. ktriebe g dello svi¬ 
luppo del vari settori pro¬ 
duttivi (dz quelli rtcehi di 
potenzialità espansive co¬ 


me l'artlgianato e la picco¬ 
la industria). 

Come li è giunti a que¬ 
sta iniziaUva? < La Regione 
Abruzzo — ci ziriegà. U 
compagno Vittorio Giorgi 
vice presidente della cò- 
munKà montana amlteral- 
na — ha dato , in questi 
anni la dimostrazione di 
cosa significa il non-go- 
vemo del territorio, attra¬ 
verso una gestione cllehte- 
lare e sorda al reali |xo- 
blemi delle popolazioni 
abruzzesi ». E* questo un 
giudizio certamente non 
pregiudiziale, ma fondato 
sul gravi ritardi accumula¬ 
ti In nartlcòlare durante 
gli ultimi sei mesi, dedica¬ 
ti dalla DO al consueto la¬ 
vorio delle spartizioni ed 
anche airapprovarione 
semiclandestlna di pro¬ 
grammi di finanziamento 
ispirati a critèri clientelarl 
• dlserlmlnatorL 


« La Regione, per esem¬ 
pio — continua il compa¬ 
gno Giorgi —ha elargito 
finanziamenti per U risa- 
'^mentó delle acque con la 
copèrriira. dello stesso mi¬ 
nistero, dando corso ad 
una delibera in netto con¬ 
trasto con quanto previsto 
dall’articolo 1 della legge 
650 per la tutela delle ac¬ 
que dairinqulnamento ». 

Infatti a norma di legge 
la Regione dopo aver sen¬ 
titi i comuni interessati 
deve predisporre e inviare 
al comitato Interministe¬ 
riale un primo programma 
per il risanamento delle 
acque, contenente obiettivi 
e priorità. Ma la regione, 
scavalcando di fatto lì 
momento itartecipatlvo t 
consultivo degli enU, ha 
predisposto per suo conto 
il programma con le rela¬ 
tive zone dt Intervento. 

- Tale pro c e di mento een- 


tro legge ha scopertamente 
lo scopo di rendere legale 
la priorità accordata al 54 
comuni della provincia di 
RietL contro gU appena 16 
dell'AquUa. Al riguardo ò 
necessario aprire una pa¬ 
rentesi: la provincia di Rie¬ 
ti ha il privilegio e l’onore 
di comprendere il comune 
di Gissi, che conta appena 
3 mila abltantt ma che ha 
dato niente meno che 1 na¬ 
tali aU'onorevole Remo 
GssparL.. Evento questo 
che consente al comune di 
Gissi di beneficiare di sva¬ 
riati e ^esso sproporzio¬ 
nati finanzia menti reglo- 
nalL 

In tal modo I comuni 
deU’alta valle dsil’Atemo si 
sono visti eoelQsl dal pro¬ 
gramma regionale, nono¬ 
stante n gravo e preoccu- 
panto inquinamento del 
fiume, e aoprattuttto por 


avendo la comunità mon¬ 
tana amltemlna già pre¬ 
sentato li « plano per il ri- 
sanameirio del fiume Ater- 
no » plano scientemente 
ignorato dalla Regione. An¬ 
che per questo gli ammi¬ 
nistratori riuniti a Pozzoli, 
facendosi promotori di un 
movimento che parta dalla 
base della società e dalle 
f<mdainentaU Istituzioni 
democratiche, hanno inte¬ 
so tn tetta nis dare mag¬ 
gior forza alia voce del 
cittadini, troppo a lungo 
ignorata da quei partiti 
che, nella strenua difesa 
del proprio logoro sistema 
di Dotere, hanno messo a 
nudo come anche In A- 
bruzzo esista, a livello re¬ 
gionale una « queettone 
morale » non ptù aostenlM- 
le. 

Rita CtiitofinH 












tv • v‘■-'M- 


•>> • - > * - • - ■ * / 4 *^ V ‘.'•9 f V V- ^ . 4.1 


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PAG. 18 r Unità 


>! V > 


LE REGIONI 


l'ultimo scandalo del governo siciliano 


Un bilancio senza 


zeppo di clientele 


Dopo la vergognosa vicenda delle nomine negli 
enti il nodo cruciale della spesa della Regione 


PALERMO — Usciti con le 
ossa politicamente rotte 
dal confronto a Sala d’Èr¬ 
cole sulle nomine degli en¬ 
ti, Il governo D’Acquisto e 
la maggioranza affronta¬ 
no In queste ore un altro 
nodo cruciale, quello dei 
bilanci della Regione. Il 
POI ha preannunclato la 
presentazione di numero¬ 
si emendamenti al docu¬ 
mento preventivo di spe¬ 
sa annuale. ed ha sottoll- 
nato la necessità di bloc¬ 
care il tentativo, che appa¬ 
re evidente nel documenti 
presentati dal governo, al¬ 
l’esame delle commissioni, 

, di utilizzare la scadenza 
del bilanci per allargare 1 
margini di discrezionalità 
clientelare nella spesa del 
fondi della Regione. 

La presentazione, inoltre, 
di un documento finanzia¬ 
rlo poliennale slegato dal | 
piano di sviluppo che. pu¬ 
re, D’Acquisto era impe¬ 
gnato per legge a presen¬ 
tare entro lo scorso otto¬ 
bre, e di una legge calde¬ 
rone improntata al vecchio 
stile della pioggia dì man¬ 
ce (900 miliardi) comple¬ 
ta il quadro. • 

: La battaglia per una nuo¬ 
va Regione non si svolge 
soltanto sul piano parla¬ 
mentare: ieri mattina mi¬ 
gliaia di coltivatori che si 
ostinano a produrre vino, 
fatto con l’uva, concentra¬ 
tisi a Santa Ninfa, nella 
valle del Bellce.'si sono in¬ 
caricati di denunciare, con 
una massiccia manifesta¬ 
zione • indetta dalla Conf- 
coltlvatorl, che fa seguito 
ad altri, acuti, episodi di 
lotta, l’inadeguatezza ed 11 
danno di una politica che 
contraddice ogni esigenza 
di ‘ programmazione e di 
sviluppo. ' 

Si tratta di un episodio 
di lotta esemplare: i col¬ 
pevoli ritardi della Regio¬ 
ne in materia di agricol¬ 
tura. infatti, sono intima¬ 
mente connessi agli «affa-, 
ri» del vècchio-sistema di 
potere, ché il rèi è tortìa-v 
tò à denunciare in questi 
giórni con fermezza a Sa¬ 
la d’Èrcole. L’istituto . del¬ 
la vite e del vino, i 22 con¬ 
sorzi di bonifica, la banca 
delle cooperative (IRCAC) 
sono, infatti, solo alcimi 
del 155 « sceiccati » grandi 
e piccoli che — in nome di 
esigenze di lóttizzajione — 
il governò ha preteso, con 
Una scandàlasa mozione, 
di congelare nella loro si¬ 
tuazione «abusiva*. 

Consigli di. amministra¬ 
zione scaduti e mantenuti 
ben óltre ì limiti fissati da 
195 leggi della Regione, 
commissail straordinari a 
vita, assunzioni clientela¬ 
li. miliardi sneroerati in 
una pioggia di mance. Ia 
' marroa del sottogoverno 
illustrata dal PCI all’APS 
parla chiaro, quindi, sulle 
ragioni che hanno spinto 
la ' DC- a sabotare la' pro¬ 
grammazione e la riforma 
della Regione, con una po¬ 
litica . di cui l’attuale go¬ 
verno trinartito sembra 
rànpresentare il compen¬ 
dio.- ' ' : - • ? V 

Del'bilanci abbiamo det¬ 
to. Per gli enti basterà 
ricordare come — con una 
Inaudita • nrevarirawinne 
deU’assemblea legislativa 
—. il governo abbia voluto 
concedere a se, stesso, ri¬ 
córrendo per una ennesima 
volta al voto di f’ducia; 
una.precaria «cambiale in 
bianco » circa la possibili¬ 
tà di anplicare. o no. le 
leggi della Regione, pur di 
lasciare aperto il varco.a 
nuove e più estese - lottiz¬ 
zazioni. ' 

E’ una risposta grave ed 
arrogante, che nasconde 
crescenti difficoltà ed Im- 
barazzJ. d»»! quali molti de¬ 
putati della maggioranza 
non hanno fatto mistero, 
financo nel corso di una 
.caduta della Ccmmisctone 
Finanze, oltre che in pub¬ 
bliche « conto.'=inni ♦ alla 
bouvette del Palazzo dei 
Normanni. - . 

Ed è una r1.sposta che 
conferma la necessità di 
dar batt-j^lia. con una for¬ 
te iniziativa di massa che 
trovi il suo Tìnn^o d* rl- 
fer^mento neP’onU^ d^’^a 
sinistra, per dare alia Si- 
riua un governo che go¬ 
verni 


Chìaromonte 
a Palermo: 


superare 
la Cassa 


per il 


Mezzogiorno 


PALERMO — Il Mezzogiorno 
ha bisogno di un programma 
nazionale di rinnovamento 
economico e sociale. D’accor¬ 
do su questa analisi, i ' due 
maggiori partiti della sinistra 
discutono, però, sul piano no¬ 
dale degli strumenti, e in 
primo luogo della cassa del 
Mezzogiorno. . 

In una tavola rotonda-di¬ 
battito organizzata dall’Isti¬ 
tuto Gramsci siciliano nella 
aula magna della facoltà di 
economia e commercio del¬ 
l’Ateneo palermitano, Gerar¬ 
do Chìaromonte, della, dire¬ 
zione comunista, e Nicola'Ca- 
pria, ministro socialista per 
il Mezzogiorno, hanno dibat¬ 
tuto le rispettive posizioni 
del due partiti. . 

Chiaromonte ha . ribadito 
come la questione meridio¬ 
nale tomi ad investire, con 
sempre più drammatica evi- ' 
denza dopo il terremoto. • i 
problemi generali deH’awe- 
nlre del paese, li' suo svilup¬ 
po economico, la politica in¬ 
dustriale e agricola nazio¬ 
nale, l’avvenire delle parteci¬ 
pazioni statali, una riforma 
dello stato che congiunga ef¬ 
ficienza e democrazia. 


Domani incontro sindocatMndustrialr per Pei1uso|q e Monted 




è al bivio: 




crisi e 


Tra le richieste l’attuazione del progetto Crotone punto di fò^zà per la cré 
produttiva dell’area industriale della città - L’impegno ; di Iqti^ dei l^vóràtori 


I 








X \ X I 






Quindi ' il dibattito sulta 
Cassa che divide le forze del¬ 
la sinistra (Capila ha lllu- : 
strato.-Infatti, il disegno dì 
legge col quale 11 governo pro¬ 
roga . ristltùtó) non riveste 
affatto carattere di astrattez¬ 
za ò di Ideologismo. La bat¬ 
taglia intrapresa dal PCI 
per liouidare la cassa del 
Mezzogiorno tocca infatti la 
caratteristica centrale deirin-’ 
tervento straòtdinàrió ' helr 
sud e'del suo principale erga-, 
nlsmo. una vera e propria ar- ' 
chitràvè. del sistema di ^ po- ‘ 
tere. • - ' • ’ - 














''‘1 




CROTONE ^ I problemi del- 
rindustria a Crotone éd - il 
suo futuro sono al cen^o dèl- 
Taitenzione del mondo politi¬ 
co-sindacale della. città in 
questi giorni. 

Lo sguardo, come è d’ob- 
bligo. scorre sulle due real¬ 
tà industriali più consistenti 
di Crotone: la Pertusola e 
' la Montedison. Due fabbriche 
le cui direzioni si accingono 
per vie diverse a svolgere 
una ' politica industriale con 
poche - certezze . ; . 

Per quanto riguarda la Per- 
tusoia c’è da sottolineare la 
vittoria ' dèi moviménto òpe- 
raio e sindacale che lion-ha 
permesso. l’attuazipne . della 
messa in cassa irité^àziòne 
delle maestranze che avrebbe 
posto un férmo incondiziòrià- ’ 
to all’attività produttiva. H 
provvedimento che doveva 
andare in vigore dal primo' 
di questo mese non è arri¬ 
vato per una serie di motiva¬ 
zioni. La prima, come è sta¬ 
to già dettò, dovuta alla tno- 
bilitàrione di ..tutti i iavòra-/j 
tori di Crotoné e del Cróto- 
nese culminata con lo scio- 
péro generale del 30 settem- 
Iwè scorso. ' / ' - ’ 


■ ' Furono i giorni ■ dello ' slo¬ 
gan « Là Pertusola è la no¬ 
stra Fiat ». dal momento che 
coincidenze abbastanza signi¬ 
ficative ponevano in atto a 
nord e a sud l’attacco indi- 
scriminato del padrcHiato. 

Per la Pertusola la vicen¬ 
da-si è, per il momento, 
chiusa; l’azienda sta.«goden¬ 
do» delle agevolazioni tarif¬ 
farie per il consumo - delia 
energia elettrica (molto ele¬ 
vata per Ja lavorazione di 
questa azienda) in .base ad 
una decisicHie del governo 
Fórlàni. ' 

Oggi. ' ih fabbrica, ma an¬ 
che fuori, consiglio di fabbri¬ 
ca .e organizzazioni sindacali 
guardano con sospetto ad una 
operazione finanziària che di 
fatto ha deciso lo scòrporo 
delia Pertusola di Ootone dal 
:gruppo con capitale francese 
e' tedesco'. ^ 

- La realtà produttiva di (Pro¬ 
tone è stata affidata ad una 
società sudamericana 01 nuo- 
rvo nome à Crotone sarà Per- 
:.hisola Sud) attualmente mag- 
• ^oro' fórtrttrice della ‘materia 
prima necessiula" per la pro- 
: duzìqne dello zinco, che è la 
Blenda. Lo scorporo ha fat¬ 


to sorgere, giustamente, del¬ 
le serie preoccupazioni dal 
momento che ci sono pericoli 
di un trasferimento della fab¬ 
brica. «E* una grande preoc¬ 
cupazione per noi questa — 
ci ha detto il compagno Sa- 
mà. segretario della Camera 
del Lavoro di Crotone — che 
arriva subito dopo la batta¬ 
glia per la ripresa produtti¬ 
va della fabWica. Nell’incon¬ 
tro di domani in sede di As- 
sindustria a Catanzaro, chie¬ 
deremo garanzie per il futu¬ 
ro e Tattuazìone del progetto 
Crotone 30 che da anni non 
vediamo roalizzatò e che rap¬ 
presenta un pùnto di. forza 
per lo sviluppo produttivo del- 
. l’area industriale della cit¬ 
tà ». ' 

Sul ' problema Pertusola si 
riaprono tutte le questioni e 
la vertenza va avanti, non 
dì meno la contingente situa¬ 
zione della Montedison preoc¬ 
cupa in modo serio. lÀ già 
tanto agitata decisione padro¬ 
nale ^lla chiusura del re- 
parth .’déll’acido fosforico, è 
orma! un dato di fatto certo 
ed ii re v er s ibile e si rischia 
in questo modo di lascive 
senza làvoio 80 lavoratori. 


:snio»;- 




';. i t • . i •r’.-x.i' • 




À confronto due 




è là 



a Cagliari vìnce il 






n € Ballet Theatre di Nancy » ha dato un esempio ben diverso daU’esperiméntp che ha por¬ 
tato nel capolnogo la danzatrice con nn inconclùdènte spettacolo in nome dell’ c etnia sarda » 


Dalla nostra redazione 


CAGLIARI — n vero balletto .è 
' arrivato a Cagliari dopo tanti annL 
E* il Ballet Theatre di Nancy, che 
- rappresenta quell'ecoezionale feno- 
.meno.-chiamato' in Francia «la .ri- 
"^nascita delle periferie >■ Cioè U bal¬ 
letto-classico non è solo a Parigi, 
■ma vive anche in .altre città fran¬ 
cesi e la sua esistenza è gìùstifi- 
. cala essenzialmente dalla ricerca 
e dalla concGcenza delle tiadirioni. 
locali, e non solo quelle. Una le- 
- zio'ne,_certò. per nrt italiani, e per. 
' l’Italia delle Regioni in partioòlare. 

. Qui in Sardegna, per esempio, esi- 
. ste in embrione un teatro rionale, 
ina le scuole di ballo (che.pure ci 
sono) stentato a prendere corpo e 
sostanza, vengono bòicottate «d 
ignorate dagli organismi pubblici, 
in primo luogo dair Ammini stra- 
zione regionale. 

n balletto sarda non esiste (ep> 

. pure ci sarebbe tanto da fare, « 
molto, da realizzare, se pm^aino 
ai gruppi foUdoristici, al balli bar- 
. baricini o galluiesi). ecco allora 
che si importa là cMnpagnia con-, 
tinentale con la grande stella Cod 
abbiamo avuto ancóra qnèst’anno 
Carla Praocl. che ha rappresenUtc 
per cinque sere a Cagliari il bai-- 
letto «La Péri», miscuglio inco¬ 
lore tra «Belle epoque» • «Le 
mille e una notte». 

La Pracci è brava, ha fatto del 
suo meglio, ha trascinato anche al- 
l’entusiasroo 11 pubblico, che non 


era soltanto quello aollto delle : 
«pellioce» ma U - f<dto -pubblico - ' 
popolare dei . giovani, de^ impie-: 
gali, dei professionisti, del ceti ; 
medi e de^ operai, tanta per in- 
tendetcL Pròprio un tale pabbliqo, . 
accorso sempre-luunezoso, però tot- .* 
t’altro che ignorante è quindi non 
disposto ad essere Indulgente, hà 
riservato aoroglienae idnttosto fred- ; 
de alle romànticherie della Silfide ' 
orientaleggiante, c o s t r etta a de- : 
stregglmi : tra ùn: opri» di ballo .. 

. laccòglìUock) e seenòg ia fle pie» ^ 
in prestito daU’avanspettacolo del 
.dopoguerra. • 

«La Péri» noif può areie nes- 
. sim valore culturale, né artistico: - 
infatti, difficilmente sarà - visto a . 
Milano o à Roma, ma appena nelle : 

« province dcU’inqiero ». In questo ’ 
senso la-sua «trasferta» a Cagliari - 
puzza come una «operatone cola 
xUale » E dire cbe quelli che hanno - 
preso riniriatlva — in. larga parte -, 
parvenu 'del sottog o v e rno democri- 
cristiano _ si lavano spesso la boc¬ 
ca con frasi tipo « riappropria^ 
moci deirantonooda» o «valori» 
siamo iC'ixistre tiadizIofiL storico- - 
. culturali ». Se per , berta-gente la 
«etnia sarda» è.quésta, aOorm bl--. 
sogna diffidare davvero di «rtvóhi- 
. Kionarie» dlehiarationi di principia 
Con là compagnia pravenlentè dà 
Nancy siamo naturalmente .su un ' 
altro piana Qui animatori sono 
di varia estiarione e prorenienza 
— Felià Blaska e Louis Falco, ad 
esempio — ma la traffislaiie. sfa 


cbe venga attinta da modelli clas¬ 
sici o abbia riferimenti moderni 
ed attuali, ha un valoie'centrale 
ed é elemento strutturale della stes¬ 
sa fonna di ogni singolo spettacolo. 
Attraverso 11 gesto, la musica, un 
guizzo mimioa danzatori e coreò¬ 
grafi ri coUegano agli elementi più 
sotterranei e «produttivi» della 
tiadizioiie dri balletta Una rifles¬ 
sione è suggerita pr op ri o dàf quadri 
di «Co(Adng. fienoe»: evocano le 
grandi periferie urtMute il popolo 
e 11 lavoro degli umili, gli àxnori 
e. le passoni del giovani e delle 
lagazae inoletari. il; lungoBenna, 
la sesBoalttà-e la vita. 

'Anche nel «Tamtam et perccs-' 
slon » si individuano le connessioni 
sotterranee dettate da una coltura 
antropologioa tra le più vitali: la 
. serrata. simboiogia sessuale. come 
forma di liberatone ctel minatori 
neri confinati nei ghetti e nel cam¬ 
pi di lavoro del Sud Africa. Se- 
gnendo quoato perc órso siidbollco, 
to ramiresentaziaDe della festa di¬ 
venta desiderio ilei «fantastico re¬ 
presso 9 incatenato», motivo di ri- 
beinone c di lotta, liberazione o(A- 
lettiva, . - - ' ■ . 

' Un W s cgno di Ubertà e di indi¬ 
pendenza che non può. malgrado 
tutta aiiooca e^Mndjosi, che trova 
la sua rnaarima apertura nella pri¬ 
ma .parte, per poi dissolversi in 
insoddisfazione e malessere. E* cer¬ 
tamente uno dei mmnentl più alti 
deil’tntero epettacoto, clie compren¬ 


de altre tre . parti: «Petruska - va- 
' rlations > di. Igor Stravlnsky (il 
burattino che acquista sentimenti 
. umani gràrie ed un incantesimo, 
ed é una pietoa miliaro dell’este¬ 
tismo russò);' cTfaufna'», 'did tede- - 
’ SCO Haiald Genszner (sognò imi- 
. rico tra un danzatore.e iqia bai-, 
. ; lerlria che può essere- c rlcóidó' dèi 
- Vissuto», o «fantasia», nui .che 
. evoca e comunica l’angoecta e 1 fan- 
. tàsmi di un rapporto pecdUtp' liei : 
' dramma , di un evento ctilefàivo (11 
Vietnam o rAngòlà?); «Le Cór-: 
saire» di Riccardo Drigo (una pa- 
, rentesi imipriamente elassica. con 
la vecrtiia coreografia Ai Uariù ' 
. - Fètita. immersa nel su gges ti v o mon¬ 
do della danza Bolsciol di Mo- 
' : écà' con l’inimitabile Vasrillev, - o 
del Kiiov di Leningrado con il pri¬ 
mo Nureiev).' , 

indubùamente U Ballet ’iiieatre 
di Nancy (cinque serate piene, con 
accoglienze caknoee e applausi sin- 
' ceri ed oggi domenica c’è rulUma 
recita popolare straordinaria) è ser¬ 
vito a fare ascile la Sardegna dal 
« triplice e quadruplice mondo pro- 
-vineiale », jper aprirla.' nella espces- 
;. siòoe e nelm comunkasaione. a quel 
denso e complesso tessuto colta-- 
rale .moderno attraverso il quale 
T gli "nomini, e péielò énche 1 sardi, 
possono ^nlglonaTe nel concreto la 
- loro-vera identità. L’autooomia si 
rinnova anche oosL - . r - 


Attirio Getto 


Sbarca in 



a L’Aquila 
. concerto per 


i terremotati 


L’AQUTLA — Organizzato 
dalla società aouilana de! 
concerti avrà luoqo o«»c1 alle 
ore 17.30. oresso Taudltorium 
del Castello, un concerto del¬ 
la pianista campana Laura 
De ' Fusco. • 

Gli incassi del concerto (oAl 
abbonati sono invitati a non 
usufruire della tessera) seno 
Interamente devoluti a favo¬ 
re delle pojwlazlonl meridio¬ 
nali colpite dal sisma. 


: CAGLIARI — H teatro torna in Sardegna con le ' 
compagnie professionali del continente. Contìnua ' 
infatti là < Rassegna del Circoìto Teatrale Rio¬ 
nale* organizzata dalla Cooperativa Teatro Sar* 
.degna, con « Il divorzio » di Vittorio Alfieri. 

Là commedia àlfierìana è approdata in ^r- 
^gna appena dopo la prima a Città di Castèllo. 
Si tratta quasi di una « verifica » per a regista 
Gabriele Lavia. e la pctitagoniste Bia^a Tocca¬ 
fondi, che hanno trovato un pubblico isolano as¬ 
sai ben disposto, quasi ijuanto quello toscano. 

« E’ una prova che non solo in Sardegna c’é 
fame dì teatro, ma che la nos^ isola è ape^ 
a tutte le espressioni dell’arte moderna, pronta 
a recepire i messaggi culturali lancnati da un 
teatro cbe non è affatto accademia ma ha rife¬ 
rimenti con la nostra attuaHtà. a patto che i testi 
classici,vengano .interpretati in modo moderno e 
non aimacqù^ oontenutl boa deìineatt»: Borita¬ 


ne rassessore rila Pubblica istnizioae del coanme 
di (>lbùi. czanpagno fianco Sionis. _ 

Non a caso la prima sarda de «n dìverrio» è 
awriiuta ad (Ebia. In ipiri comune, passato ori¬ 
le ritìBBe tkiàaii ad una maggiaranzB di sinistra 
e laica, gk awaninìriratori vanno cercando un 
rapporto div erso con to genie, e con i giovani 
in paitiootaic. Ed il teatro è un modo di sapere 
come comoaicarr col pubblico, rappreserta un 
ptmèo di rifcrbnanto per to culttra. Si oltrepassa 
to banteru drito raantferiariooi fokderistkhe e 
ci si lascia alle spalto iaia aorta di < separatisiDo 
bucriksrpasterale. ferma nel tempo», per en¬ 
trare nel vivo de&a storto tootona. 

OBita, cMtà ttetotica a oonnerdale, desttoata 
ad an com ple to . svOappA *• fl piana di rinascita 
de c ette r A ari seria, offra to misura di coma poè 
una.Sardegna fiorente di inkiative non 
«tevria rotonda»^ I 


spettacoli teatrali sono stati visti da alcui^ nd- 
^aia di persone; i biglietti venduti hanno an- 
perato di gran lunga i posti dispontoOL E* un 
dato cbe fa riflettere. _ • . ' 

Con qfuesto precedente. « n divorzio > è appro¬ 
dato qiuindi ad Osierì. Alghero e Fólto Toma 
mentre oggi sarà rappresentàto a llàóiDer, do¬ 
mani a Nuoro, fl 15 è Ù 16 a Sassari, il 1 a Càrtia- 
nto. a 18 a S. Antioco, per arrivare tofine a Ca¬ 
gliari a 19 e 0 38. 

L’ultiina opera teatrale di Alfieri, toiitota nel 
settembre e finito ndl’ottobre dd 1880. non rae- 
oonto. come s embre r ebbe dal titola, di una scpih 
razioae, bene! del sub esàtie opposlo: runkme in 
matriroonb drito gtovàna e brila «iMcreiina» 
con a. veodiia e gottosa Stoa M Oo n i. Orione to% 
menta stridente; «abbiigHto» da una aocirià oorw 
rotto a ipocrita, da farla deamnÉrin 
toonto, per faBBaoto, « divorzia ». 


Ppmdnka 14 dicembre 1980 


n tutto in un’ottica da parte 
della ' direzione Montedison , 
che va verso un ridimensio¬ 
namento dello stabilimento di 
Crotone. v' ' 

Si ; torna al vecchio, tema 
che ; ormai : è ■ aH'ordine del 
giorno da tanti anni. L’azien¬ 
da crotonese, infatti, ha sem¬ 
pre ignoralo le piattaforme 
del consiglio di fabbrica che 
sottolineavano la precarietà 
degli impianti, la necessità 
di una loro ristrutturazione, 
una diversificazione produt¬ 
tiva. . . . ^ 


^ Oggi, davanti al collasso, la 
direzione prende le vie più 
corte. Certo, il quadro nazio¬ 
nale del settore non'è felice, 
ma è altresi vero che gli 
sforzi produttivi della chimi- '| 
ca stanno marciando in dire¬ 
zione della detergenza e dei 
fertilizzanti. - ■ .. . . 

:Pr^rio per questo per la 
realtà industriale Montedison 
di Crotone c’è la ■ necessità, 
come si evince dai documenti 
delle organizzazioni sindacali, 
di andare verso una ristrut-. 
turazione del tripoHfosfato cd 
uno sviluppo del fertilizzanti. 
Anche per quésti problèmi 1- 
nerenti la MontediscmT le or¬ 
ganizzazioni sindacali avran¬ 
no un incontro con le parti 
domani all’Associazione in-- 
dustriali di Catanzaro ; per 
mettere hi chiaro ciò che si 
vuole fare dell’azienda croto¬ 
nese. legata al colosso italia¬ 
no della chimica. 

-Come si può notare, la si¬ 
tuazione industriale" di Cro¬ 
tone denuncia dunque gravi 
punti di crisi. Certo è che 
-non si può restare inunobili 
in una realtà come quella del 
, Crotonese, che ha sempre 
espresso validi e significativi 
momenti di . mobiiitàzione e 
di lott^ . 

«Non' si ' illudano 1 nostri 
governanti — ci ha detto un 
vecchio compagno., ex lavora¬ 
tore della Pertusola — ed i 
padroni. Lotteremo con più 
insistenza ^oggi. cori come ab- 
biainO -fatto negli anni idù 
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bonitnicÉf4 'dicembre 1980 


LE REGIONI 


1 Unità PAG.Ì9 



Cooperatori a convegno in Puglia 

di acque interne 
che aspettano solo 
di essere « coltivate » 

Il tema della aéqylcolfura tra i più dibattuti 
I 4.000 miliardi della legge quadrifoglio 


CGIL, CISL o UIL chiedono di chiudere di più presto lo crisi ‘ ' 

intervento del sindacato 
«Un governo unitanÒ ; 

(e subito) per la Sardegna 

Rais presenterà mercoledì la giunta al consiglio comunale — La DC 
ha annunciato che scioglierà entro martedì i dubbi sulla partecipazione ^ 

CAGLIARIUn governo unitario, eorrelto da una mobliitaziono straordinaria dal lavo¬ 
ratori' 0 dolio popolazioni di tutta l'isola, si ronde necessario, soprattutto in un momento 
corno' rattuàle, caràtteriuato dalla caduto precipitosa dolio situazione < ocenomico, questa 
richiesta è stata avanzata ancora una volta dalla federazione sindacale sarda al presidente 
della giunta onorevole Franco Rais. Nella riunione è stata posta la questione dell'accordo 
tra 1 partiti autonomistici, che va difeso e salvaguardato perché apre una reale prospet¬ 
tiva di cambiahienito. ■ 
cLa federazione regionale, 
come d'altronde ha. più volte 
affermato, ritiene che nell’at¬ 
tuale situazione solo uno stor^ 
zo ed un impegno straordinari 
delle forze politiche autono¬ 
mistiche isolane, senza preclu¬ 
sioni ideologiche di schiera¬ 
mento. meschini interessi di 
parte, può esprimere un ese¬ 
cutivo in grado di rendere go¬ 
vernabile la Regione ». • 

A questo passo nel documen¬ 
to della CGILrCISLr-UIL si so¬ 
no rifatti i tre segretari re¬ 
gionali Saba. Lai e Conti, sol¬ 
lecitando il presidente Rais a 
fare quanto è In suo potere 
per chiudere la crisi con una 
giunta di unità autonomistioa. 

< Le l^te dei lavoratori sar¬ 
di per la difesa del posto di 
lavoro rischiano di essere va¬ 
nificate — sostengono I tre 
segretari •— per la gestione fl- 
nm'a insufficiente dei governi 
regionali. E' pertanto indispen¬ 
sabile un superamento imme¬ 
diato ddla crisi. Individuando 
i problemi da affrontare e ri¬ 
solverà prioritariamente: cas¬ 
sa integrazione, disoccupazio¬ 
ne. sottoccupazione, condizio¬ 
ne dei giovani è delle donne. 

Oltre alle questioni generali. 
neUa riunione tra R^ e. la 
delegazione dei sindacati sono 
stati affrontati alcuni pimti 
indilazionabili, da definire en¬ 
tro l’aiuK). € Tra l’altro^ — 
hanno ricordato i tre segre¬ 
tari dei sindacati confedera¬ 
li — le conseguenze disastrose 
dd terremoto nel Mezzogior¬ 
no possono detennkiare una 
riduzione degU investimenti 
pubblici in Sardegna e nelle 
altre Regioni. Si toatta di un 
fatto inaspettato die iiende più 
difficile la sttuazionè. e perciò 
àncora più urgente la soluzio¬ 
ne della crisi. 

« Con i sindacati ~ ha sot¬ 
tolineato il presidente Rais A 
èhiusura dell'incantro — la 
discussione non finisce certo 
qui. Le proposte della federa-, 
rione unitaria saranno tenute i 
nella dovuta considerazione. I 
lavoratori e le loro organiz- 
zazioni sono chiamate a svol- I 
gere un nudo sempre crescen¬ 
te uscire dall’emergenza, 
avviare le leggi della rinasci¬ 
ta. ricuperare Tattenzione au¬ 
tonomistica. rendendo davvero 
governabile la Sardegna >. 

Rais presenterà mercole<fi 
aUe ore 19 la nuova giunta 
davanti «1 Consiglio Regiona- 
ie. La DC ha reoiò notò ebe 
acioelierA 1 suoi Aibbi «dia 
partiecipariQDe o meno idl'ese- 
cutivo entro mazteA^ doi» la 
riimione del comitato regio¬ 
nale. 

Tutti i akunall sardi non 
possono fare a meno di rile¬ 
vare che il rinvìo chiesto da 
Rais è stato prorocato dalle 
indeciskini ddia DC. La diré- 
riooe regionale di questo par¬ 
tito appare infatti spóocàta in 
due tronco ni : da una parto 
Tarea zaccagnmi disposta a ri¬ 
prendere il fdo del discorso 
con gli altri partiti laici e di 
sinistra per la creazione della 
giunta autonomistica; sull'al¬ 
tro versante sono trincerati t 
forzanovistL i fanfaniani e i 
doroteL Questi uttimi rappre¬ 
sentano Tòro della bilancia: 
dopo un primo proniaxaaiDen' 
to A cliiusuia néi oonfronli 
unitaria, ci sono 

finltiva. ■ 

E' evidente che non si può 
a ttendet e a lungo ebe la DC 
risolva le sue oaatraddizàoni 
interne: bisogna soeidioe per¬ 
ché la Sardegna — come han¬ 
no detto con fona i tre se¬ 
gretari d^ rederariooe 
dacale unitaria al 
Rais — non può i 
poetare un vóole A 
che doro da tre moA. 

' n chAUs dei PCI è dttaro. 
e riguarda resigenn A non 
concedere pià tfaiioni. cin 
zelaziane aDe ragi^ che han- 
ou indotto il prosidenla Baio 
a chiedoe il rinvio òAa rm- 
nione del Consigliò regionale 
per la presentazione d^la 
giunta — si legge in una nota 
stampa della segreteria regio¬ 
nale — il PCI ribadisce il suo 
impecio per la oostituzìane A 
una giunta A unità autonomi- 
sticà. n PCI HI questi giorni 
ha assunto tutte le possibili 
iniziative, sia sul piano poli¬ 
tico. sia in Trazione alla strut¬ 
tura della guata, per garao- 
tiie la fonnaziane Ai gover¬ 
no regionale. La DC aivece 
non ha deciso circa la sua 
adesione a questa aoluziane. 
Nessuna polemica pretestuosa 
pub cancÀlue i fatU. Di fron¬ 
te ad ima attuashme die ri¬ 
schia A diventare, estrema- 
niente grave òondude fl 


: Dalla nostra redazione 

BARI — Ventimila ettari A ac¬ 
que interne, tanti ne sono stati 
inAviduati in Puglia, rappre¬ 
sentano una notevole potenzia¬ 
lità A sviluppo per l'acquacul- 
tura. Un settore questo per lo 
sviluppo del pescato quasi dd 
tutto inesplorato se si fa ecce¬ 
zione A due iniziative . della 
Sopai a Ugente e Lecce e di 
quella, cooperativa. A Fasano, 
(iniziati^ in fase di'studio so¬ 
no in COTSO a.T^anto e a Man- 
fredonià). Quello cche .occorre 
anche per questo ciwnparto 
produttivo (su cui la CEIE sta 
mostrando ' sempre--maggiore 
attenzione tanto da pceAspor- 
re fmanziamenti.Rno: aL'50%) ■ 
è una politica A interventi prò- 
grammatL 

: . L’occasione per questi inter¬ 
venti è rappresentata dalla 
legge quadrifoglio che assegna 
alla R^one ^glia per l'ac- 
quaoultura 4 miliarA e 700 mi¬ 
lioni per quattro anni. Non è 
una ^ossa somma ma prà es¬ 
sere utilizzata insieme ai fon- 
A regionali per avviare una 
politica nuova e programmata 
con inAcazioni precise A uti¬ 
lizzo A questi fondi. Per poter 
fare questo concretamente oc¬ 
corre predisporre un progrsm- 
ma A settore e, dato che l’ac- 
quacultura è inserita nella lég¬ 
ge quadrifoglio (cioè come at¬ 
tività agricola), la Regione ne 
ha piena competenza. 

Nei piam A settore della leg¬ 
ge quadrifoglio jnedisposti d^ 
la Giunta (ed ora all’esame 
delle organizzazioni prAessio- 
nali dei contadini e dei sinda¬ 
cati) ci si limita a parlare ge¬ 
nericamente di necessità di in¬ 
centivare studi e ricerdie. 
Quello che invece occorre, an- 
ri» per superare ritarA. è im 
plano preciso di interventi nel 
settore che indichi le linee A, 
tendenza, la collocazione pre¬ 
cisa degli interventi e una nor¬ 
mativa legislativa A attua¬ 
zione. 

Questo è quanto ha «hiesto 
n movimento cooperativo ddla 
pesca in un recente incontro 
con la commissione agricoltura 
del consiglio regionale in at¬ 
tuazione della decisione presa 
ikl primo convegno unitario del¬ 
la coopcrazione della pesca 
che ti è temrto a livello re¬ 
gionale nd mese scorso a Mo¬ 
la A Bari. La cooperazione 
della pesca — d>e per la pri- 
nia volta al convegno di Mola 
ha Amostrato A volersi muo¬ 
vere in modo unitario, supe¬ 
rando particolarismi che . han¬ 
no nociuto all’obiéttlvo prìi^- 
pale che è quello A porre al- 
ràttenziooe dei governi na¬ 
zionali e regionali fl problema 
pesca — ha iniziato cosi un 
nuovo metodo di lavoro pren¬ 
dendo contatto attraverso la 
commissione agricoltura con 


l 'Tr-nr^ 


' I' 






Riprende Martedì il processo per la lAP-HONDA di Lanciano 



... ... .; * 
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Uno degli imputati si stupisce che si sia giunti iu tribunale • Nella fabbrica 
venivano « costruite » motociclette ebe in realtà giungevano quasi ultimate 
dal Giappone- Fatture false, contrabbando ed evasioni fiscali tra le accuse 


Nostro servizio 

' LANC3ANO — Riprenderà martedì prossi¬ 
mo il processo per lo scandalo della lAP- 
! Honda di Val dì Sangro. Ma la prima setti¬ 
mana A dibattimento si è già addentrata 
■ nel cuòre della vicenda, n traffico era con- 
.gegnato in modo semplice e redAtlzio. v*' 
Il materiale acquistato presso fabbriche 
del nord veAva fatturato da compiacenti 
industrie meridionali, consentendo quinA 
alla azienda del Sangro A ricevere un con¬ 
tributo maggiorato dalla CASMEZ é dall* 
ISVEIMER. Parte di questo materiale, inol¬ 
tre. veniva fatturato due volte: una prima 
volta per la lAP-Honda, una seconda per 
una fabbrica sorta accanto a questa, la CM 
che per lungo tempo è stata inattiva e ser¬ 
viva probabilmente solo da copertura per 
ricevere due volte 11 contributo dello Stato. 

A Suffragare questa interpretazione con¬ 
corrono due fatti: il primo è che il princi- • 
pale imputato del processo, i’ing. Livio Bla-, 
gini, tuttora latitante (alcune indiscrezioni lo 
segnalano in Venezuela), era contempora- : 
neamente amministratore unico della CM 
e direttore generale dell’attiguo stabilimen¬ 
to Honda, n secondo è che nrila CM figu¬ 
ravano assunti 32 operai 4 magazzinieri a . 
ben 31 impiegati, per cui non si vede pro¬ 
prio a quale criterio A produttività potes¬ 
se rispondere questa pianta del personale. 


Ma ringegner Blaglni pare avesse trova- 
' to anche altro modo A avere denaro ; 
pubblico rapido e abbondante. Nel richie¬ 
dere i mutui e i contributi allo ISVEIMER 
■ e alla CASMEZ (che nel processo figurano i- 
fra le parti offese) esibiva fatture false, 
'cioè relative a merce mai acquistata e mai . 
pagata. Grazie ad esse (c inducendo in er¬ 
rore » 1 funzionari dei due Istituti, dice 1’ 
accusa), intascava denaro pubblico che so¬ 
lo in un secondo tempo veniva usato. ' . 

Nella sua deposizione tra i c non so » ed 
1 «non ricordo». GiovanA Baserga. «nu¬ 
mero due» a piede libero tra gli imputati 
(aU'epoca. dei fatti « incriròlnati » amminl- 
nistratore unico della lAP-Honda), ha mo¬ 
strato perrino A stupirsi che questi fatti 
vengano rievocati In un’aula di tribunale, 
poiché questa sarebbe la prassi che. più o 
meno; ^an parte degli induslriali adotte- 
rAìbe nel sud. 

I solA. dui^ue, sarebbero stati ottenuti : 
con procedura discutibile (oltre che in mi¬ 
sura maggiore a quella stabilita dalla leg- I 
ge) e con l'aiuto A un nugolo A società che ' ' 
avrebbero compiacentemente offerto allo 
spregiuAcato .industriale latitante (« face¬ 
va tutto lA » dicono gli altri in^putati, che 
non si eraho mai preoccupati, p^ché sicu¬ 
ri della copertura della multinazionale Hon¬ 
da) le necessarie .« pezze d'appoggio ». 


Alcune società erano anche fittiziamente 
costituite in Svizzera e servivano ad impor¬ 
tare dal Giapponi pezzi già fiAti da mon¬ 
tare in percentuale superiore a cuella (23% 
del prodotto finito) concessa alla fabbrica 
del Sangro. Questi pezzi, ché < risAtava¬ 
no « grezzi » (per i qiiali in certa misura si 
evadevano perciò anche l’iVA e lé tasse 
doganali) venivano poi « punzonati » con 
' marchio italiano ed « assemblati » in ' uno 
stabilimento die risultava esijere nato (e 
perciò era stato finanziato dAIp Stato) per 
produrre quei pezzi in Italia. S«nbra addi¬ 
rittura che qualche volta la fase finale del 
montaggio della moto avvenisse presso i 
concessionari delle moto Honda. ; 

Contrabbando. ■ ei’aaioni fiscali, fatture 
false, soldi pubblici ottenuti m misura supe¬ 
riore A consentito: ma dovè finivano poi 
questi soldi? Baserga non ha dubbi: veniva¬ 
no investiti hello stabilimento. Qualche dub¬ 
bio sembra invece averlo la procAa della 
Repul^Uca di Lanciano, che ha imputato 
al Biàgini; al Baserga e ad altri ex dirigen¬ 
ti della Honda anche false inAcazioni ne-' 
gli atti sociali relativamente all’acqAsto A 
una Rolls Royce e dell' < Adventure », l’ìnl- 
barcazione usata dal famoso navigatore so¬ 
litario Ambrogio Fogar, che nel suo libro : 
, < L’Atima leggenda » ringrazia . l’ingegner 
Biagini A avergliela messa a disposizione. 


Secondo la magistratura, in sostanza. Il 
< mecenate » avrebbe Amosirato la sua U- 
berAità con i soldi degli altri, cioè delia 
lAP e. in definitiva, anche con il d«iaro 
pubblico ricevuto dalla CASMEZ e dall'. 
Isvéimer. I funzionari A questi enti, dun¬ 
que, sono stati tratti A errore. _ , ; 

Ma alcune domande circolai'©, senza ri¬ 
sposta, nel corridoi del Palazzo ^ Giustizia 
e fra l'opinione pubblica: è possibile che 
: enti pubblici eroghino denaro pubblico solo 
sulla base della lettura di fatture? Nessun 
controllo sA posto deve essere messo in at¬ 
to verso le industrie fmanziate? Dovere dA 
potere statale era solo quello A esibire i 
suoi esponenti originari dell’Abruzzo in oc¬ 
casione deU’inauguraziwie (msieme al sot¬ 
topotere degli enti, e dei carrozzoni lo¬ 
cali)? " ; ... ,, t . . . ^ 

Domande die sinora non trovano Acuna 
risonanza nAl’aAa, dove gli avvocati della 
difesa sono impegnati a restare sAdamen- 
V te ancorati A terreno strettamente « tecA- 
' co » ed evitano accuratamente A chiamar* 
in causa i granA protettori politici dell’in- 
dustrializzazione, in parte fallita, in parte 
tniffAdAd. che nel Sangro ebbe luogo nel¬ 
la prima metà degU anA 70. 

Nando Cianci 


Le lagune sarde assediot e da vecchi diritti feudali e veleni delle industrie 

Un progetto per 
salvare dal 

i 'i. 'r ■ 

« coma » lo stagno 
di Maléntargius 


H grande polmone verde di CagUaH 
. èòmprbmesso d^ìnqàìnam^^ ' 
industriale - A colloqmo con^^^ ; 
il professor Selienk 



! 


il CfmsigUo regionAe, cAeden- 
do un intervento preciso e 
programmato per i'acquacA* 
tura. 

. Non si è trattato A un A- 
scorso solo A principi (sep¬ 
pure vaiiAssimil, ma A prò- i ore 
poste precise quale queue uei- 
l'utiiìzzo del fonA per un pro¬ 
getto A acquacAiura a Fa¬ 
sano. un’iniziativa' della Re¬ 
gione Puglia verso il governo 
e le part^pazioA statali per 
la fattibAtà A un impianto 
A trasformazione del pesce 
azzurro (sull’esempio A una 
anAoga iniziativa sorta ad 
Ancora con capitale misto, del¬ 
la r^oflie, delle PP.SS. é dA 
movimeoto cooperativo), una 
iegge organica per il séttorà 
ittico che preveda tra l’ahro 
la possibilità A incentivare la 
fiHtnaziooe dA p^sonAe A- 
rigente e tecAco della pesca. 

C’è la volontà da parte dA 
movimento cooperativo A la¬ 
vorare a fondo in questo nuo¬ 
vo comparto {xtMiuttivo: per 
il quAe un errore sareMie far¬ 
ri eccessive illusioA o pro- 
:spettare soluzioA miracdlsti- 
che, ma nello stésso tempo al¬ 
tro grave errore sarebbe con¬ 
tinuare nelle gravi aottovalU' 
tazkmi dAle potenzialità dA 
settore, della possibAtà che 
c’è A utilizzare risorse ora 
sprecate tenendo anebe conto 
diella continua meno pescosi¬ 
tà dd mare (un impUmto a 
prodihdone intensiva può pro¬ 
durre anche 350 qmntali A pe¬ 
sce per ettmo all'anno). Dal 
ponto A vista occupazionale, 
oltre alTaumento deiroocapa- 
zione, l’attività A 
rà inserita in un pi«no A 
tóre potrebbe essere vista an¬ 
che <xHne possibilità A ledA- 
to integraUvo per Al addetti 
all’agrìcoltura. con aziende 
Aie oohnnano con le acque 
interne o salmastre. 

.. R) Pt^a per l’acquacalhi- 
ra non ri parte da zero. Ci 
sono le prròiesse per affron¬ 
tare fl problema con buone 
ìjrospettive. Il movimento 
cooperativo aderente alla Le¬ 
na già opera in concreto a 
Fasano ed In fase di proget¬ 
tazione di ìmpiaAi a Brìi^- 
.ri. Lecce, Lesina e MaAre- 
dnma. Giovani bioloA c toc- 
ntei stanno dando prova A 
impegno aerio e dì capacità. 

Quello che manca ancora 
sono i segnali da parte della 
Resone PuAia di co m orende- 
re appieno la validità del set¬ 
tore pesca in generale • A 
queflo defl’acquacuìtura in 
particolaTe. L e eTt ime-detihe- 
raziòni della CEE. che giu- 
' stamente accirnitda sempre la 
nesca all’aericoltm'a, dovreb¬ 
bero IniVirre a comprendere 
meAio 11 valore di tale set* 
toro. ■ 

italo Pìlasciano 



teaabtic* (nella foto rar* 
cagllarltaii* è A c sA i» 
A •sporti wuoi l wt* 
Il progetto rocc og l lo lo 
lo poaWittè A 


; Dalia iiMtra redazione 

CAGLIARI — Lo stagno A 
MòienUttgius. una dAlè 
« ione umide » ' protette 
dàgii accordi intemaziona¬ 
li A Ramsar, muore. Oli 
Inquinamenti ihdustxiall, i 
veleA prodotti dagli scari¬ 
chi delle fabbriche, hanno 
gravemente minato la « sa¬ 
lute » dell’oasi ambientale 
e faunlstlcB sltiiatà- àùé 
porte À Cagliari, anzi ad- 
Arittura deptìro la città. 
Occorre interveniro subito 
con un:planò straordina¬ 
rio. B’ quanto ha dette* u- 
na commlssiòné A esperti 
nominata daU’asseesotre 
regionale all’ambiente e al¬ 
la' ecologia, il compagno 
socialista Franco Manncml. 
La commissione ha''risolto 
A costituire alle porte di 
Cagliari un enorme pol¬ 
mone verde, im grande 
parco naturale che dia 
re^iro ai capoluògo e^* 
do. In praitlca Aene' ripro¬ 
posto un progetto, che .t 
comunisti vanno ^ fòrmu- 
làndo da parecchio tempo. 

' « Alle parole ^ dice il 
professor Helmar Schenk. 
zoologo tedesco, 'da seAA 
anni In Sardegna bisor 
gna far seguire l fatti, se 
A vuole davvero salvare la 
lagùna da una morte sicu¬ 
ra e veloce. Non bastano 
le buone IntenAoA biso¬ 
gna agire subito perché lo 
stagno è in condisioA A- 
sastroee ed 11 suo depau¬ 
peramento è progressivo ». 

' QaoUaono i pericótt rete 
UT 


: cLa sona lagunare mag- 
glonnehtè in pericolò é 
quella A Bellarosa minore» 
uno stagno cosiddetto A 
sbarramento, separato da 
un grosso argine dalle sa¬ 
line A Quutu e dallo 
stagno A Molentargius ve¬ 
ro e proprio. Ha una su¬ 
perficie A 118 ettari 
(complessivamente l’eco¬ 
sistema ha una estenslohe 
A • 1400 ettari). B* A ac¬ 
qua dolce. In origine fun¬ 
geva soltanto da bacino A 
raccolta delle piene A tre 
tòneritl e' nel periodo esti¬ 
vo si prosciugava. AU’ihi- 
zio degli anni sèssaùfta A 
trasformò In bacino perma¬ 
nente. con la Immlashme 
delle acque bianche e nere 
A. Quanu, Selargtns • 
QuartucAu. 

«Col passare degli anni 
gli scarichi fognari hanno 
arricchito 11 Bellarósa 
minore A nna eccesAva 
quantità'A sostanze nutri¬ 
tive. .Ciò ha eaxisato la in¬ 
terruzione parziale o tota¬ 
le A ' numerose vasche. 
Questo processo ò pro- 
gresAvo. La vegetaAone è 
in costante aumento e sta 
restringendo, sempre A 
più la laguna. Nei Belltio- 
sa minore vivono rarissi¬ 
me specie A uccelli acquଠ
tici, ma negli Alimi anni 
nioltt eaenuDlari hanno 
preso la via dell’emigra-, 
zione». '. : j 

Come fare per salvare 
questo patrimonio? 

eVer salvare Q Sellài^ 
minore bisogna InnanAtut 


to garantire l-afflusso A 
acque depurate.. Queste 
possono venire benissimo 
dai depuratore fognario 
che sarà realizzato a Is A- 
; renaa. Anche se A sono 
state poleinlAie in propo¬ 
sito. a mio avviso l’opera 
non sarà dannosa. H de¬ 
puratore potrà però giova¬ 
re aolo se sarà costruito 
con critèri tecnologi A a- 
vanzafd. In attesa del de¬ 
puratore l’afflusso A ac¬ 
que pulite potrà eòsere ga¬ 
rantito non ' appena Ai!- 
nuota la condotta A addu¬ 
zione delle acque del Flu- 
mendosa all’invaso A 
SlmbirizA \ . 

E ìe altre parti \ deJto 
stagno? '. '• 

«In condiAonl decisa¬ 
mente mlgUori è 11 Bella- 
rosa maggiore, ' la parte 
rimanente A Molentargius. 
dove Avono tutto l’anno 
migliala A fenicotteri. I 
danA causati in questi 
ànA sono t comunque in¬ 
genti anche qA. mentre il 
Bellaroea minore deve fare 
1 conti con rinquinamArto 
urbano, etm gli acaricA 
soliA e UqAA dAle picco¬ 
le AdusCrle A viale Mar- 
coA (che collega Cagliari 
a Quartu), - U Bellarósa 
maggiore risente soprat¬ 
tutto della majìcanza A 
aarvegllahsa. GII aiti A 
tvacconagglo sono nume- 
rooioAml Db Atro atten¬ 
tato ano stagno è rag^uv- 
sentato dalla rete elAtrica 


A Atà tensione. DeAno.A 
tralicci sono stati reaUzzar 
tl proprio all’intemo deUa 
laguna. Non sono pocA 1 
fenicotteri ed Atri uocelU 
ebe-muAono a causa dA- 
l’Ata tenAone». ^ 

S^ndo gli esperti • la 
prgànizzazioA A protezio¬ 
ne della natura, come Ite 
Ila Nostra e il WWF, oo- 
coirre dunque agire A più 
presto per evitare nxM> 
scempio totale, n datmo 
per Cagliari sarebbe e- 
nonne,- ed inoltre si per¬ 
derebbe un patrimonio na- 
turAe chè la Atte pòsAe- 
de, ma che non usa per 
rincurla del potere pubtdl- 

CO. J - 

' Il WWF In oeeaAoho 
della coAerenza intema- 
zionAe sAle « zone umi¬ 
de». ha prodAto un pro¬ 
memoria dove A elencano 
le AterazioA in atto nella 
laguna e negli stegA A 
Cagliari. Si fa preciso rife¬ 
rimento agli StegA A.San- 
ta GUla. A Molentarglut • 
A Capoterra, ed alle Sali 
ne Atnate prèsso la città 
capoluogo. A Santa GUla 1 
danA s<»o stati provo ca ti 
nel tratto tra l’Isola A Sèa 
Simeone e La Plaja a cau¬ 
sa della costruAcne dA 
primo lotto funAonala dA 
pwto canale, con conse¬ 
guente distrnAone A nnn 
importante zona geogcalV 
ca. 

Gìusoppa Podda 






« 


regionale dA nostro partito — 
fl P(n riaffenna lo necessità 
che A ponga fine tempestiva- 


una j 

guerra tra poveri che 
fa felici ì «baroni» 

. 3 , 

deile peschiere f 

In un cliinà da privilegi medioeval 
^ si tenta di innescare la tensione; 
tra pescatori consorziati e indipendenti 

OfUSTAIfO — La ofuorra .tim povoria è rt o op lo oa nagtt 
atagnl A ManedA. Dopo appena S gtorA A tregua nA 
oomprànaorlo Ittico A insTafta. fra 1 poacatori è soopp^ 
la tewAooa. ed è tornata la paura. La rottura tra pearólort 
conaacAatt a poa c a t ori inApondanU ha d o t a naln s to pòtaml- 
che a cc ese, aoontri ad altri atti cha potnbbero portala a 
aboochl periooloA. 


della linea già coocoedata tra 
i potiti». 



tori eooonaU A Antetra A Tèrralba cha A vanno prodigan- 


• A 


do per evitare U peggio e per Ttetabatre 
eontondentL Una trègù Aie. sia Altero^ non può 
tale, ma deve AUudeiA cori una rttoltiAoDo dAla 
tkia vettenaa catmóe A aoddisfan cntranAi la parti 
tranquilltearo gU animi e saa per m tl. 

«La «guenm fra 1 poveri» è riesptoM quando tS pioc a - 
tori dA Consorzio hanno invaso la valle A KaiceddL prò. 
cedendo aHa rtmoatone ed A sequestro A tutte te attreuo 
ture dA oUborl», circa SO imbarcsiaiOA. reti'od Atro. 

Adesso 1 pescatori «Uberi» accusano i aoci del Conaorslo 
di furto, e qutnA A aaià uno straseloo giudlAailo. «Neo 
A può aceetiaze questo aasurdo oenfUtUx Non A poai 
giupiA A p e ic a t o n plinti da Inttreari AverA e 


trepposU. K* avidonto che c’è gente che pesca nA torbido, 
I diui doUo eUentolo « degù AlariaU vogUooo bnpodire che 
A .erri nA oooprensorto Ittleo, una volta riatrutturato • 
éunc e a s D ad una ooaqiteta gesUone cooperativa, un dima A 
eoUaboraAorM • di Unità fra tutti 1 paac at ori 

• n disegno dA mestatml deve eswre comballtto • 
spinto. AHriaMtl A ritorna A tempi bui quando wH- 
vano 1 baroni deite peochlore. Non A dimentichi ebo a po¬ 
chi chUomAri da ManiodA. noOo stagno . A Cabra*, U m- 
flino dA Armi feudali A pasca non è anoora flntlos. 

Questo è rawertbnento dA Andana aoAalteta Italo-LA 
Aie « sta battsnùoi con tutti gli altri aamtnistnAart A A- 
nmrm,,per risUbWre 0 «ctimp re masao » firn 
aorilau e pascatori HberL 

e Boi con la m e Aa tto n e dalla Ragiono, 
ad una tnteaa daniùttra. ad una pace stabUa, 
dA poocatori Uberi dA Conaorilo. 

oltaAirilBwnte la R ag ten e , . oltea eh* —arai • 
non lo ha faùto, devo, portere avantt una p eil l Ai A 
tappe dAla psM», A rinaactta dA cbupundi mkf, A 
ooncielo. alla gente Aie vive A questo lavoiuu 
n stndeco eoelAiste autttene setm uwAl termini Am 
■te «stUità non hanno nemun sensoi non a mvono A 




„ a cAoro Aie 1 pescatori haimo sempre Anittate eeun 
sAilavL In tefta>l lontani e anche recenU». 

NégU ultimi giorni A è arrivati aU’aanzdo A fare una 
adeshMM dA futuri soA: gU anendevoU. quAU Aaaostt a 
thmre n capo possono entrare nA cbosoRle; gU altri, i rfbsà 
q^ ^ pòpolo e richiedono diritti (mn- 

Att dalla CostltuAone, A baA bene) non possono «far parte 
della eompagnla ». devono cambiare aria. La sA s Aone eas'' 
rivate ad escludere 12 pescattul da una rosa A A 
•ori.jtpoppo rivoluzionari». U hanno deflniU. 

«Dalla caccia aUe streghe» è nate la «guerra tra 
ri». Comunisti e soAalisU, che sono maggiaranaa net s— 
haiM lanriato un appello aUònltà. *Non c’è altra via 
uscite — ci Ace il vice Andaoo AteA >- 

una-gestione unitaria dA CoheorAo. Pescatori 
e pescatori Uberi devono stare sullo Stesso fronte 
tono entrambi vittime ddle sterne tenne A Anittenwniu ■ 
l peecatori UM non dovrs MiAu eeetritare la 
•m neUa lómna A MarcedA, la virtù " 
oAtto?». «La Regione deve dire una 
ve pronunclarA eenm. tentennamenU: 

aeatori SM o ri e t l in ooopetallva e quindi - » 

ritte a tevocare laguna»; sosuene Antonio LoL mmdA 
«rtvptaslonari», aHa teste della lotte per U lav^ 

. «tte p aò nareere, che dere uanere 

ùafla hmré «lA, A tires fà in mano la epatite bollente» 
di Marce dA. eOlare o corti — a dkhlerano oonvintl gli aui- 
mtntetraieM uuuiun ah • eoAsUiU A TUrralba^^ ^ 

a ttt» Wte nte n on sarà riandate nella 
k da ter finire te’^nena tra povrel” 
la mm gtaate reglanale unitaria naeei,. 
gtorni. suo compito prìinailo mià quoDo A 
non di divMsrU, • mal eauB» oca I pean ' 

A Unttàl» ; i’;, ^ 1 ■ . I 

^ Paolo iranco 


rtù A quale 

rea parole A 
anche dA i 



























- .i. . 


PAG. 16 r Unità 


MARCHE 


Domenica 14 dicambro 19$0 


Conferenze stompo del coffluiilsti iM^iglnnl sul problema npniiiio 

Uomini competeiitil|| non 
Qui sta la vera questione morale 

\ \ À\’' . y ■ . . ■ ? ' ^ ■ ' ■ . ■ ■ • ’ - , 

Nella nostra regione devono essere rinnovate numerose cariche di importanti 
enti pubblici - Principi e orientamenti per superare là logica delle lottizzazioni 


Dur sezioni del PCI nel hisoi^se ol 100 % degli Iscritti 




V-; 

ANCONA — Un programma 
di profondo rinnovamento 
per le Marche realizzato da¬ 
gli uomini giusti, professio¬ 
nalmente e moralmente inat¬ 
taccabili è stato al centro 
della conferenza stampa che 
si è svolta nella sede del 
gruppo del Consiglio regionale 
del nostro Partito presenetl 1 
compagni Marceello Stefani- 
, ni, Giacomo Mombello, ca¬ 
pogruppo ed 1 massimi diri¬ 
genti e del gruppo consiliare 
comunista. 

H programma che è stato 
illustrato, è il risultato della 
larga consultazione di massa 
realizzata con organizzazioni 
sindacali e di categoria di 
massa realizzata con organiz¬ 
zazioni sindacali e di catego¬ 
ria durante la crisi regionale 
ed era stato posto alla base 
del confronto delle forze po¬ 
litiche che hanno poi firmato 
l'accordo del 26 , settembre 
successivamente «stracciato» 
dalle imposizioni del vertice 
romano. 

Oltre che una puntuale a- 
nalisi dello stato della nostra 
economia il documento,. sul 
quale ritorneremo ampiamen¬ 
te. individua una serie di ob¬ 
biettivi per accrescere l'occu- 
pazione, realizzare l’effetth'a 
parità uomo-donna, armoniz¬ 
zare qualità dell’occupazione 
offerta ed esigenze delle im- | 
prese, attuare una politica di 
diritto alio studio, affermare 
un governo realmente pro¬ 
grammato del mercato del 
lavoro, garantire la ^tutela ed 
il reinserimento qualificato 
dei lavoratori emigrati, pro- 
muov'ere la cooperazione. 

Accanto ad una analisi 
giusta della realtà e ad ob- 
biettiri precisi è necessario 
l’impegno di uomini in grado 
di portare avanti il processo 
di rinnovamento facendo 
funzionare e rinvigorendo enti 
e strutturò ' che s da " tempo 
languono. ' *- 

I consigli • le presidenze 
della ; Società Finanziaria 
Marcbe e dell’Ente di Svi¬ 
luppo.'- del quattro Entidel 
turistiM e ddle Azladé di 
soggiorno, dei ^ 5>'Conittàtl di 
contrailo sugli atti degli Enti 
Locali, dei cinque Istìtoti Au¬ 
tonomi delle Case Pòpolaiì. 
nove ICasse di Risparmio, 
quattro Camere di Commer¬ 
cio, debbono essere rinnovati e 
molti di questi sono vacanti 
da tempo ed - immobilizzati 
da logiche lotUzzatrici. 

Di fronte a questo stato di 
cose fl Comitato direttivo re¬ 
gionale ed - il gruppo consi¬ 
gliare comunista alla Regione 
hanno diffuso un doemnento 
nel quale si riassunKmo i 
principi e ^i orientamenti 
per superare la logica ddla 
lottìzzàricKie. 

«Si tratta di enti ed orga¬ 
nismi. è scritto nel documen¬ 
to. che possono e debbono 
svolgere un ruolo importante 
e delicato nell’opera di rin- 
no\-amento economico e so¬ 
ciale delle'Marche, tanto più 
in una fase cnt^ come qud- 
la attuale»., 

«Occorre .porre. fine ì alla 
logica lottizzatrice che porta 
a considerare questi istituti, 
che debbono svòlgere un’im- 
pOTtante funzione pubblica e 
debbono operare secondo gli 
interessi V-della ' collettività, 
come feudi da assegnare a 
questa o quella corrente, a 
questo o quel partito del go¬ 
verno regionale o nazionale, 
senza nessun rapporto cwi le 
capacità degli amministratori 
e con gli obbiettiri prò-/- 
grammatici che vanno perse¬ 
guiti». 

E’ il modo di essere del 
sistema ; di potere della DC, 
hanno sottolineato ì comoa- 
gni nel corso delia conferen¬ 
za stampa, «spetta alle forze 
politiche democratiche deci¬ 
dere se assecondare questo 
sistema di potere o rompere 
con esso, affermare una nuo¬ 
va moralità pùbblica basata 
sulla correttezza amministra¬ 
tiva. ‘ sul rigoroso ' rispetto 
delle incompatibilità. suU'ob- 
biettività delle scelte, sulla 
. trasparenza della gestione 
pubblica e sul controllo de¬ 
mocratico di essa». • • 

Quattro sono i punti sui 
quali I comunisti si battono 
per realizzare una svolta nel¬ 
le nomine. 

Si propone che «le assem¬ 
blee elettive del livello terri¬ 
toriale corrispondente fissino 
le Knee programmatiche po" 
la gestione degli Enti cosi 
che gli amministratori eletti 
possano essere impegnati a 
perseguire gli obbiettivi de¬ 
mocraticamente stabiliti». 

Le scelte degli amministra¬ 
tori debbono av\’enire «con 
il massimo di obiettività e 
trasparenza» e debbono es¬ 
sere basate «sulla capacità, 
sulla professionalità e sulle 
garanzie di correttezza am¬ 
ministrativa che i candidati 
debbono offrire». 

I comunisti richiamano ?e 
forze politiche democratiche 


al dovere- del rispetto della 
legge regionale n. 26 deil’ll 
lugUo 1^7 che disciplina le 
fH'ocedure per le ninnine di 
competenza rionale. ' - - 

Per alcuni Enti: enti pro¬ 
vine U del turismo, Aziende 
di s..rigiomo si ribadisce l’e¬ 
sigenza di un rapido superar 
mento delegando le -compe¬ 
tenze a Comuni e Province, 
mentre per gli lACP occorre 
provvedere alla loro riforma. 

«Qualora si volesse proce¬ 
dere a rinnovare, provviso¬ 
riamente, i Consigli di Am¬ 
ministrazione di tali Enti, il 
PCI propone che si deleghi 
agli Enti locali territorial¬ 
mente competenti la designa¬ 


zione degli Amministratori di’ 
nomina reìgionale». Una par^ 
tkolare attenzione.' ha detto 
il compagno Mombello. deve 
essere posta nel rinnovo de¬ 
gli. incarichi nelle Casse di 
Risparmiò e per coinvolgere 
il sistema del credito neU’at¬ 
tuazione di un programma di 
sviluppo econc^co ' > ; 

«Occorre una iniziativa del¬ 
la Regione perchè le noinine 
dei vertici bancari' siano ef¬ 
fettuate coinvolgendo assem¬ 
blee elettive, forze politiche e 
sociali nella definizione della 
rosa dei candidati». «Per 
quanto riguarda le Camere di 
Ó)mmercio, il Presidente del¬ 
la giimta regionale dovrà e- 


sercitare pienamente il ruolo 
che gli è assegnato dal DPR 
616» è SCTltto nel documento. 

< ^ comunisti noii si limitano 
però à- defilare critèri e mò- 
todologie ma «darspno il .lo^. 
ro contributo individuane 
candidature ' corrispondenti 
alle esigenze degli enti e or¬ 
ganismi e facendo in modo 
che le migliori energie intel¬ 
lettuali e morali, persone di 
provata competenza, indipen¬ 
dentemente dalla milizia di 
partito,, possano essere im¬ 
pegnate nel governo degli en¬ 
ti ed istituzioni marchigiane, 
nell’interesse della collettivi¬ 
tà*. 


Non conosce 

soste'^-',^' , 

la solidarietà : 
delle 
Marche 
vèwo 

le : popolazioni 
del;Sud V 
colpite ^ 
dal terremoto 


. i ANCONA- A tare eettdmane di distanza dairinlzlo della 
. tragedia, la solidairieta delle Marche verso le ■ popolazióni 
terre ■.ì-'ìtate della. Campania, Basilicata e Puglia, continua 
a manifèstarsi generosamente, anche ss forse in tnàniera. 
' mcho appariscènte, attraverso i-canali oigcnizzatlvi'costi¬ 
tuiti dagli enti locali, dal elndacatl dai mòvlmehti giovanili. 
'. folcendo seguito ad una decisione dèi glorili scòrsi, 11 
I Comune di Ancona ha iniriato lo smantellamento dei piò- 
~ fabbricati residenziali disseminati-per le campagne dopo 
il sisma del ’i2. ed oggi in'larga parte inutilizzati: rusurs, 

V del tèmpo n<m-permette un loro totale reimpiego, per cui 
si pensa che. liassemblando parti di diversa provehienaa, 
dei 60 originari al Sud ne verrarmo ihviati una tréntlna. 

Domani mattina peirtirà invece-un nuovó’ gruppo di gio^ 
vani marchigiani, organizzati come volontari dal CONO 
(Comitato - Organizzativo Nazionale - Giovanile) - dèi - quale 
fanno parte anche i compagni della IGCI, diretto al Centro 
. Operativo deU’Arci di Nocera Inferióre.. ^ ' ,-• * ' • ' ' 

Si fa -invece sempre.più pressante e preoccupante l’aspettò 
del «coòzdlnamento» degli aiuti: se i Comuni si sono mòssi 
. con pUntuàlità. e attenzione, altrettanto' nori può encorà 
'dirsi, al 21'dicèmbre, per il Centro di coordinamento dtìlà 
. Regione Marche, dal quale fungono Indicazione vaghe e 
spjesso discontinue. Fra l’altro Massi ha inviato ieri un tele¬ 
gramma a sindaci è presidenti delle Province.' per vinco¬ 
lare ogni invio di aiuti ali'autorizzàzione della. Regione (ln ‘ 
contatto con il Centro operativo nel Meridione), chiedendo 
altresì notizia dell’esatto cunmontare delle disponibilità'finan¬ 
ziarle e materiali e invitando a convogliare i finanziamenti 
su obbiettivi unici fissati su scala regionale. 

Un passo Importante, che richiede però tempestività ed 
adeguatezza della struttura esecutiva regionale. Anche per¬ 
ché (ed l Comuni-hanno spesso già risposto affiggendo 
manifesti dettagliati di « rendiconto»), si-sa che di questi 
tempi 1 cittadini vogliono sapere esattamente dove va a fi¬ 
nire anche il loro ultimo soldo. 

- La gente vuole, ripetlamoi chiarezza ed efficienza. E noi 
slamo perfettamente d’accordo. - 


In fabbrica o 
(/poi casa per casà^ ètóà 
il perché di tante tessere 

Entramba intitolate a Guido Rossa, sono quella di fabbrica 
della ;?CCL ;di "Mòndoifo e quella di Pozzo Bàssò di Pesaro 


PESARO.-r^. Due sezioni del 
Pezareae —.entrambe intito¬ 
late a ;Ouido ' Rossa — che 
ragriUngono 11 cento per cen¬ 
to -degli, iscritti: quella di 
-fabbri^ della CCL di Mon- 
. dolfo ejquella di Pozzo Basso 
di : ì*esarÓ. un « borgo » di 
.circa duemila abitanti situato 
hellà cintura del capoluogo. 
Al di là della comunè deno¬ 
minazione, due realtà diverse 
in cui differenziato si esprime 
l’Impegno ,dei comunisti, da 
un lato la fabbrica (la CCL è 
il maggior complesso del 
legno della provincia) a capi¬ 
tale pubblico ma con gravi 
problemi gestionali, dall'altro 
un centro operaio e agricolo 
in espansione con una forte 
tradizione di sinistra, un 
centro « staccato » dalla cit- 
ma autonomo per servizi e 
vivacità culturale. ■ ' 

Cosa rappresenta il PCI In 
queste due dimensioni? . Quale 
il «segréto» dell'espandersi 
della forza organizzata del 
Partito? : • 

Partiamò ' dalla CCL di 
.Mondolfo. La compagna Pie¬ 
rina/ Corinaldesi. ^ segretario 
dehà aezicne, cl ha notificato 
con tempestività 1 risultati 
de tesserainentA. ra era abi¬ 
tuati ai successi della sezione 
comunista della CCL. dai da¬ 
to el^oirbsò del 1978 con 1 
35 lòchitetl -al PCI, al cresce¬ 
re graduale degli iscritti. Per 
quest/acho le preoccupazioni 
di uhà 'p^iblle stasf poteva¬ 
no sembràré Teàlistlche. lega¬ 
te al calo (sia pure contenù-- 
to) numero degli addetti, 
alle- difficoltà. - complessive . 
deH’arienda. àUo stesso rap¬ 
porto numerico (davvero ec- 
ceziònalmente positivo) tra 
gli iscritti al PÒI e addetti. 
Non al profilava facile l’ò- 
bléttlto, raggiunto Invece cosi 
rapidamente, di iritesserare il 
45 per cento dei lavoratori 
della CCL. 

Ma 1 dati, incasellati metl- 
Golosamente. sono li a con- 
fennare che un impegno ra¬ 
zionale è ihtelUgente consente 
di tróvarè nuovi spazi cuoche 
in situazioni apparentemente 
senza posriMUtà ulteriori di 
espansione. ' • - - 


Gli Iscritti sono 108, 1 re¬ 
clutati 4, le donne comuniste 
32; la media tessera è di 
13.379 - ire ' (non dice ‘ nulla 
questo scrupolo di precisione 
ai ' « inorializzatori » che vo¬ 
gliono mettere ordine nélla 
vita di « tutti » 1 partiti?), la 
spttoacFiziohe : della ' stampa 
por li 1981 ha^glà raggiunto 
le 220 mila- lire, 73 mila più 
dell’anno passato, ma il dato 
— come specifica li conteggio 
del segretario di sezione — è 
«provvisorio», riferito al 28 
novembre. 

Tralasciamo le percentuali 
di minore interesse per chie¬ 
dere alla compagna Pierina 
una valutazione politica del 
risultato. «Quattro anni fa i 
comunisti erano alla testa 
delle lotte per la riapertura 
della fabbrica; oggi, ma non 
da oggi, lottiamo per il suo 
risanamento e per contrasta¬ 
re la scelta « asslstffliziale » 
che la Gepi sta attuando». 
Poche parole (ma chiare) che 
spiegano il ruolo dirigente 
che 11 PCI ha saputo assume¬ 
re nella lotta e nella propo- 


Comitato V 
^ regionale 3 
: : con Minttcci ; 

ANCONA — H Comitato 
regionale e 'la Commis¬ 
sione regionale di contiòl- 
lò. séno oònvocate per glor ' 
vedi'18,' alle ore 940, preé-' 
so la sede del Comitato 
regionale del PCI ad An¬ 
cona, piazza Stamìra '5. 

" AITondine - del- 'giórno 
«Situazióne politica e ini-, 
ziative del partito alla lu- ■ 
ce delle conclusioni del 
CC». I lavori saranno 
aperti da ima relazione di 
Alberto Astolfl, della Se¬ 
greteria regionale, c con-, 
elùsi dal compagno Adal¬ 
berto Minuoci, della Se¬ 
greteria nazionale del PCI. 


sta per lo sviluppo dell’occu- 
pazione < - - * - 

A Pozzo Basso dì Pesaro 1 
compagni sono ' occupati a 
preparare la . festa del tesse¬ 
ramento che si svolge proprio 
Oggi ^ nella casa < del popolo 
•(interverrà il consigliere re¬ 
gionale Mario Fabbri che ha 
« seguito » per la Pederazlònè,' 
la campagna di tesseramento 
nella sezione). 

• Marcello Terenzl, 11 segre¬ 
tario, non nasconde la sod¬ 
disfazione per le 400 tessere 
già consegnate al comitato di 
zona e spiega che i reclutati 
sonò 6 (3 le donne) senza 
contare il « rientro » di due 
comjjagni «andati in crisi 
due anni fa ». Comunque il 
lavoro non è terminato: In 
gennaio, mese del 60. del 
PCI, sarà dedicato al reclu¬ 
tamento.. <.• 

' Gli iscritti al PCI costitui¬ 
scono la. qulntà parte della 
pòpòlazlone di pozzo che, e- 
lettoralmehte,. si esprime al 
72 per .cento a favore del 
nostro partito. Un lavoro col¬ 
lettivo :r- còme sottolinea più 
■.volte il’ségrètarìo — ha con¬ 
sentito ànchè il risultato del 
tesseram^to di quest’annò. 

La' vècchia suddivisione òr- 
^nizzatlva iii ceìlulè ' (10 in 
tutto) è sempre valida quan¬ 
do si àWla il lavoro casa per 
casa. Anchér.là diffusióne di 
150 còpie dòdrienicali dell'Uni¬ 
tà costituisce 11 segno di una 
presenza oòstiante é.j^fUsa 
del partito tra la gent?. ‘ . 

Tòrénzi non yuóle parlare 
di sé stesso, .ma questo .Òpe- 
- raiò;. metalmeccanico di; 43 
anni'hà. alle' spalle una lun¬ 
ghissima'militanza: 28 anni 
di impegno nel PCI. Ho as¬ 
saporato i successi e anche 
Tamaro dei tempi duri, .ma 
non ha pèrdùtó un briciolo , 
di queU’entusiàfimo,e di quel- .1 
la fiducia così necessari per 
endcare avanti. Lo salutiamo 
e si preoccupa perchè non ci 
si dimentichi dei « comF>agni 
che lavorano », ci ripete i 
nomi. Paoluccl, Lucarini, Ni- 
. codini, ' ■ Gèccaroli, Mazzoli, 
Mancini, Riéci, Baldelli, Rug- 
geii... 

m.' 


f 


Là regolamentazione dell’esercizio dèU’nttività ittica tra Italia o Jugi^laxia i 


serve lina 






Ùn incontro tra le delegazioni dei due Paesi a Fano — L’entrata in vigore il prossimo anno 
del nuovo diritto del mare ed i gravi ritardi del governo ^ La questione delle società miste 



«Da Montevérdi 
ai Beatles»: 
un recital 
. con Càthy 
Barberian' 

ANCONA — Si tiene ad An¬ 
cona marte(fi prossimo, alle 
ore 21,15 al teatro Goldoni, 
il 5oo. Concerto organizzato 
dalla Società Amici della Mu¬ 
sica «G. Michelli», per l’oc¬ 
casione allestito in elabora¬ 
zione con la . cooperativa 
«CTM Studio». 

Ospite d’ecoezkme il sopra¬ 
no Cathy Barberian, accopn* 
pagnata al pianoforte da Car¬ 
lo Levi Minzi. Tutto pas¬ 
colare anche il programma 
della serata, intitolata «Da 
Monteverdi ai Beatles», com¬ 
prendente ; Ivani di: Monte- 
verdi , Caklar. Purcell. De¬ 
bussy. Offenbadi. Weill, Stra¬ 
winsky. Cagc. Berio (affian¬ 
cato ' dalla lettura dei brani 
deiruiisse di Joyce, osati dal¬ 
lo stesso Berio in «Thema»), 
Barberian, Bassotti, MeCart- 
ney, L»um. 

I prezzi oscQleranno, se¬ 
condo gii ordini di posti, dal¬ 
ie 2.500 alle 8.000 lire. 


Ad Ancona 
0 ^ bis per 
«GILuccelU» 
versione 
Periiini 

AN(X>NA — Dopo il tutto 
esaurito ed il successo di 
ieri-sera, nuovo appunta¬ 
mento teatrale, nell’ambi¬ 
to della stagione organiz¬ 
zata dalTAmministrazione 
comtinale, con Memé Per- 
Unl e la Cooperativa. tea¬ 
trale « Nuòva Scena » che 
presentano, per la regìa 
dello atesso ^ Periini e la 
acenogiifia - di Antonello 
Agitoti. * « Oli ' uccelli * di 
Aristofane, . una gustosa 
satira . tutta giocata sullo 
thtreccloeoontro fra real¬ 
tà ed utopia. 

1 « Ospiti » d’eccezione sa¬ 
ranno gli « Area > il grup¬ 
po rock d'avanguardia' ita¬ 
liano. che — come spiega 
un ciclostilato della com¬ 
pagnia — darà « vita ritmi¬ 
ca e.musicale alla repub¬ 
blica degli hccelli». 


Settimmav^ 
in musica: 

4 canlaatori > 
per tre^/; 
“ concerti 

-àNCON-à — Due grossi con¬ 
cert! si terranno ad Ancona, 
ambedue al Cìnetna Teatro 
Metropolitan ed ambedue .su 
iniziativa di RacKo Sibilla, la 
settimana pròsshna. 

n primo, quello di Keran- 
geb Bertoh. sì • svolgerà mcr- 
co{e<fi 17 im r cm bre . alle ore 
21. E' runico ooncoto che 11 
cantautore «fi Saesoolo torrà 
ndb Marche la questa tour¬ 
née ìnvèmab che lo ha visto 
finora riscuotere ovunue un 
successo senza p receden ti sul¬ 
la scia dd. clamo roso ahe in¬ 
dice di gr adim e nto del suo ul¬ 
timo LP «Certi momenti ». 

- L’altro concerto non meno 
importante che si terrà vener- 
£ 19 «ficembre è «lueìlo che 
velie tosieme Ivan Gratlani. 
Ron e Goran Kuzminnc. Dri 
<Q. Concerto» sona la pro¬ 
gramma addirittura Aie,a^- 
tacoli: il nimo alto I6J0, il 
secondo aHe 21,30. Andie per 
questo conoeit e la tappa dì 
Ancofw è Tunica mardiigiana. 


I ANCONA — H. prossimo an- 
' nò entrerà in'vigore il nuovo 
«lirltto del mare. Aitoòìra 'pe¬ 
rò .si registra ' un viiòto di 
strumenti diplmhàtici per re-' 
golare la pesca tra Italia e 
Jugoslavia, . tra. il nostro e 
gli altri paesi livieràschi. 

Non sono rari gli episodi 
«li barehe italiane sequestrate 
da motovedette una volta ju¬ 
goslave, un’altra volta libi¬ 
che, qualche volta timisine a 
cosi via. ' y 

La settimana scorsa a Fano 
M sòno incontiràte una -dele¬ 
gazióne Italiana ed una Jugo¬ 
slava per discutere sulto posr 
sibilità «li stabilire intese , per 
TeseiGizio in <s>mune - della 
pes(ui in Adriattoo cmnprésà 
to costituzione di .una stxietà 
aólsta -italo-jugoslava con se¬ 
de in Itilto, non escludendo, 
Inflhé. la pràsibiùtà di uh in¬ 
vestimento di capitali italiani 
in organizzazioni «li lavoro ju¬ 
goslave. ; '. ^ 

Ma questo è un iHoblema 
che chiaramente non riguar¬ 
da solo le Marche. 

H com p agno Faob Guerri- 
ni intervenendo al Senato in 
sedò'di ratifica ed esecuzione 
dello Scambio di Note tra 
ritalia e la Jugoslavia per 
.la proR^ al 3l dicembre 
1979 dell’Accordo «li pesca fir¬ 
mato a Belgrado il 15 giugno 
1973, ha ricordato i ritardi 
«lei governo &<àlecitandone un 
impano serio in vista pro¬ 
prio dell’entrata in vigore del 
.nuovo «liritto di mare. 

■■i- vLe difficoltà a stipulare 
nuovi trattati di pesca con 
la Jugoslavia ma ancora di 
plà. con altri patos! nwditer- 
ranèi — ha sostenuto il com¬ 
pagno Guerrini — derivaim in 
ultima. analisi dal manteni¬ 
ménto. delto'-vecchia 'bgkà 
«lei trattati '’lneguair per cui 
i trattati devono stabilire le 
zone di pesca da acquistare 
e Tentità del pagamento, la¬ 
sciando poi via libera ad uno 
sfruttamento indiscriminato. 
Senza che ne ventow un van¬ 
taggio durevob al paesi ter- 
M». 

Andw in consideratooiie dd 
nuié o • «llri tto di mare - che 
InUòdurià il principio ddb 
«aooe economiche» a* posto 
«li .«lueUo di «ac(|ue temto- 
rtoli», « è-neeesaario* proce¬ 
dere — ha sóstenuto sempre 
il compagno Guerrini — àd 
accordi su basi paritarie fi- 
naltootti alla coopcrazione tra 
p a esi ad elevato sviluppo tec¬ 
nologico e paesi dalie grandi 
risorse naturali. lacUKaMo la 
eosUtasione étt aoeletà mi¬ 
sto». ■>- 

.«8e to- LUiiipiiihto eoi trat¬ 
toti di pBKa —' ha detto-an-, 
dora U compagno Paolo Guer- 
rint — è oca ddla CEE. il 
goffumoi, tuttavia, non può ri¬ 
manere indifferente a tale 


questione, tanto .^più che la 
provincia «li Ancona ha rea¬ 
lizzato uno stù«llò sulla fatti¬ 
bilità tecnica e giuridica del¬ 
le società miste. A fronte pe- ■' 
rò di tale impegno, dell’Ani- ' 
minìstrazipne provinciale di ’ 
Ancóna, di «luella «li Tbsaro 
e «iella Regione siciliana e 
del movimento cooperativo, 
brilla per assenza il governo 
che dovrebbe invece impe- . 
gnarsi iier dotare il nostro '• 
Paese di una politica estera ' 
prop«)6itiva nel settore della ' 
pésca». > . ì 

-; n mtoistro d^ll Estorl Co¬ 
lombo ? presento alla disctts- 
slone si è limitato a «farsi ' 
carico delb pxeoccùpazimil e 
«lei suggerimenti «lei. senatore 
Guerrini » ed a rilevare che , 
«ie società miste spesso non ' 
si possono realizzare per il '- , 
mancato consènso di quanti' 
ad esse dovrebbero essere in¬ 
teressati ». ‘ ^‘ ■ 

f. d.'f. 


Al Teatro 



Ifan 


di Ancona 



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VIVERE A TORINO 

Intervista di Ezio Mauro 

Prefulone di Adalberto Mlnucxl. 
Il sindaco come croniàta di 
: una città che anticipa i processi 
della società italiana. 
.-Interventi'». L 3.0(X). ' 


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Dorò SRAFFA 

.Traduzione, di Antonia Catnpu». 
Una rivakitaziona eietematica 
di Marx alta luca «falla critica | 
di Sraffa ai dogmi - . 
deiretronomia marxista. 

■ Nu<}va biblioteca di cultura ». 

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C. Smuraglia. 

C. Assanti, F. Galgano, 
G. Ghezzi 

lA democrazia ì 
industriale. j 

IL »tSO ITALIANO 


Ruoto defl’toip tas a . . ■ 
partecipazkma oparata a 
funzione dal. sàntocatOL 
• Politica ..-t. 4JQ0: ~ 



Venerdì 1 
Consulta 
degli Entì { ~ 
locali : 

ANCONA — Venerdì 19. 
alle 1550. rhinione «lelto 
Consulta degU Enti tooaU 
presso la sede «lei Comi¬ 
tato regìonàle del PCI ad 
Ancona, piaaaa Sùmira 5, 
per « L’impostaaitme dei 
Mlan«d annuali e «lei pèà- 
-ni triennali». La relaido-, 
he sarà.tonuta dal oomìto 
gno senatóre Gtoi^ De 
Sabbata. 


I pròginniiiii 
di Telepesain 


12,30: CandM .Cèmia: 13: . 
Film; .14,30: Sotto caneatra^ 
notizie «ial mondo «M ba- . 
aket; . 15,30: Superclaaalfioa . 
atMur; 16,15: Cartoni aniiwa-. \ 
tt; 16,40: TriefUro; 17,39:; 
Spario concerto; 18,15:' Cro-, . 
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tivo; 19,15: Telefilm; 29.10: 
Cronache del cinema; 39.35: ' 
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:UFFICIO OHTIHIONEt; 



































Domenica 14 dicembre 1980 


i- V, 






rfinità PAG. 17 


Là decisione annunciata ieri durante riricòiiitrò ài miriisterÒ del Lavoro "^^ 

i l licenziamenti alla IBF 





Primo importante risultato della mobilitazione dei lavoratori e degli Enti locali - La risoluzione 
della vertenza appare però ancora lontana - Martedì nuova riunione a Roma - Durante lo stesso 
giorno manifestazione davanti al centro direzionale di Fontivegge e uno sciopero di quattro ore 




.. A v; 


PERUGIA “ E* stato comu¬ 
nicato ieri ' ufficiaiòiente 
sottosegretario Zito: le proce¬ 
dure per 659 licenziamenti al¬ 
la IBP sono state sospese. 
In apertura deH'incontro .al 
Ministero del lavoro, la dire¬ 
zione del gruppo multinaziona¬ 
le ha dato ufficialmente que¬ 
sta informazione a tutti i pre- 
.senti. La riunione di ; ieri ' è 
iniziata intorno alle 10 di 
mattina, ed è proseguita fino 
al pomeriggio. Sono stati af¬ 
frontati tutti i problemi che 
pone la crisi finanziaria e. 
produttiva dell'lBP. Non sem¬ 
bra che si sia arrivati però ad 
alcuna decisione definitiva e 
l’accordo appare ancora lon¬ 
tano. 

Resta il fatto .che i licen¬ 
ziamenti sono stati sospesi e 
questo costituisce un • primo 
importante risultato della lot¬ 
ta operaia dei giorni. scorsi.. 
nell’intervento delle istituzioni 
e delle forze politiche. Là bat¬ 
taglia dei lavoratori e il di¬ 
battito proseguirà quindi sen¬ 
za la spada di Damocle dei 
licenziamenti. Anche se questa 
nuova sospensione delle pro¬ 
cedure non fornisce di per se 
grandi garanzie; la IBP infat¬ 
ti ci ha abituato negli ultimi 
giorni a queste decisioni oscil¬ 
lanti, a cambiare nel giro di 
poche ore. improvAdsamente. 
i propri orientamenti, 

Intanto al centro direzio¬ 
nale IBP di; Fòntivegge gli 
operai e impiegati erano se¬ 
duti in * assemblea permanen¬ 
te Nella mattinata una de¬ 
legazione d.ella" giunta tnunici- 
pale di Perugia,, guidata dal 
sindaco Giorgio CasOlf ha 
espresso la propria solidarie¬ 
tà ai lavoratori annunciando 
le iniziative decìse nella con¬ 
ferenza dei capi gruppi e dei 
partiti democratici di palazzo 
dei Priori: l’invio di un tele¬ 
gramma al presidente,del con¬ 
siglio dei ministri Forlani nel 
quale si sollecita la soluzione 
della vertenza secondo le, in¬ 
dicazioni feigK obiettivi dei la¬ 
voratori e delle forze sindaca¬ 
li. in accordo con le ' altre 
istituzioni, locali. Ieri pointtigr 
gio anche una del^azìone'^ 
parlamentari' comunisti ■ si è 
recata presso jl centro dire¬ 
zionale di Fontivegge,. 

Presele dunque la mobili¬ 
tazione delle istituzioni locali 
delle forze politiche attorno a 
questa vertenza IBP. che da 
domani presenta altri appun¬ 
tamenti e altre scadenze di 
lotta. Domani mattina a mez¬ 
zogiorno i lavoratori si incon¬ 
treranno con l’assessore re¬ 
gionale, allq syiiùpife.economi-_ 
co Alberto ProvàriUni,' il* qua¬ 
le riconfermerà la posizione 
della giunta regionale del- 
rUmbria che è quella dì una 
richiesta urgente al ministero 
dell’industria per un incontro 
fra le parti firmatarie del- 
raccordo del 23 febbraio 71. 

■ Come si sa, questa posizio¬ 
ne è stata poi ribadita anche 
dalle altre due regioni. La¬ 
zio e Toscana, che hanno sot¬ 
toscritto quell’accordo. Marte^ 
di è previsto un altro incontro 
al ministero del lavoro ma 
questa volta direttamente con, 
Ù ministro Foschi. Semjwe 
marteifi è stata promossa una 
manifestazione di quattro ore 
di tutti i lavoratori IBP da¬ 
vanti al centro dfreziwrie di 
Fontivegge dopo quéste quat¬ 
tro ore di sciopero; sono pre¬ 
viste altre ed articolare ini¬ 
ziative sindacali per tutta la 
settimana. 


«Nuove tecnologie ■ 

ristrutturazione e 
riconversione produttiva » 

Una dichiarazione del compagno Francesco 
Mandarmi segretario provinciale del PCI 


PERUGIA — Al termine det¬ 
rattivo degli operai comunisti 
della IBP perugina 11 com¬ 
pagno Francesco Mandarini 
segretario della Federazione 
provinciale, che ha concluso 
il dibattito, ha rilasciato la 
seguente dichiarazione. 

«Innanzitutto voglio mette¬ 
re in evidenza la forte con¬ 
sapevolezza del comunisti sul¬ 
la gravità della crisi IBP 
che non è riconducibile sol¬ 
tanto alla questione dei licen¬ 
ziamenti. La strada dei tagli 
occupazionali già perseguita 
negli' ultimi tre anni dalla 
azienda,, non solo non ha ri¬ 
sanato l’azienda dal punto di 
vista finanziario, ma non ha 
nemmeno migliorato le sue 
prospettive. Per questo. 1 co¬ 
munisti respingono Timposta^ 
zione dellà lBP che dice pri¬ 
ma risaniamo e poi parliamo 
di investimenti, Non soltan¬ 
to perché non è tollerabile 
per la città di Perugia , un 
ulteriore taglio occupàzionale, 
ma perché su questa stra¬ 
da- la IBP perugina tende¬ 
rà.sempre più. a ridimensio¬ 
nare rassetto produttivo. Non- 
ci hascóndiamo comùnque la. 
gravità del problemi finanzla- 
‘ ri é dèi costi fissi deirazlenda. 

«Una costante dell’Iniziati¬ 
va del PCI è stata, quella di 


affrontare le questioni del 
gruppo IBP con una anall.sl 
oggettiva. La questione fon¬ 
damentale rimane quella dt 
contrastare la -scelta della 
azienda: rendere produttiva 
ed efficiente la IBP perugina 
soltanto sulla base delle prr»- 
duzioni tradizionali, ciocco¬ 
lato e prodotti dolciari. Da 
qui la necessità di nuovi inve¬ 
stimenti che allarehlno le ba¬ 
si produttive deU’azlenda rl- 
ducehdo cosi .. i costi fissi. 
In una fase di recessione, 
come quella che abbiamo at¬ 
traversato n^ll ultimi tempi 
In Italia, fase non conclusa 
e aggravata anzi dalle scelte 
economiche del governo, le 
prodUÉloni tradizionali della 
IBP non sono riuscite e non 
riusciranno a risolvere la crisi 
strutturale deU’azlenda. 

«A meno che non si Imma¬ 
gini una IBP perugina in cui 
Il padronato abbia riacquista¬ 
to completai mento un ”ubo 
selvaggio" della mobilità In¬ 
terna ed esterna del perso¬ 
nale. Un -uso della stagiona¬ 
lità non contrattata con le 
organizzazioni sindacali, ma 
completamente condizionala 
dalle scelte di mercato del¬ 
la aziènda. Il movimento sin¬ 
dacale. 1 comunisti, hanho 
sempre rifiutato non là con¬ 


cezione del cioccolato come 
prodotto stagionale che quin¬ 
di richiede "punte” produt¬ 
tive. ma il fatto che a San 
Sisto si producessero soltanto 
cioccolato e prodotti dolciari 
legati a scadenze rigide. Si 
pone quindi ancora più che 
nel passato l’esigenza della 
trasformazione dello stabili¬ 
mento di San Sisto. Non solo 
tramite introduzione di nuo¬ 
ve tecnologie e tramite rlstrut- 
, turazione; è altresì indispen¬ 
sabile una riconversione pro¬ 
duttiva che renda ITBP una 
industria doìclarla-aUmen- 
tare. : 

«La politica del due tempi 
non la rifiutiamo per una 
questione di principio ma 
perché rutlllzzazlone .della 
manodopera ha un senso sol¬ 
tanto se sono chiarì gli obiet¬ 
tivi strategici della azienda. 
Non ci interessa Infine conti¬ 
nuare una polemica sulla que¬ 
stione ministero del Lavoro 
si. ministero del Lavoro no; 
In consl.gllo regionale, all’una 
nlmltà. tutte le forze politiche 
democratiche infatti hanno 
riconosciuto che il tavolo del¬ 
la trattativa deve rimanere 
In ministero dell’Industria, 
Ci auguriamo che gli Incontri 
promossi dal ministero del 
Lavoro servano esclusivamen¬ 
te a riportare il sindacato e 
l’azienda, unitamente alle re¬ 
gioni interessate al tavolo del¬ 
la trattativa che non può 
cambiare. 

«Il dottor Pappalardo dice 
che al ministero deH'Industrla 
l’azienda confermà la scelta 
della politica dei due tempi. 
Sanpia l’azienda che noi co¬ 
munisti riteniamo serie ed 
Impegnativo solo un accordo 
che scaturirà dal superamento 
di questa pregiudiziale». 



Grave e preoccupante situazione a Terni 



ricorso 



cassa 


Nelle prossime settimane il provvedimento dovrebbe coinvolge¬ 
re complessivamente 5.000 operai - Le proposte dei sindacati 


TERNI — Sarà una giornata di mobilitazione, quella orga<- 
nizzata dal PCI U 19, per richiamare rattenzioae della città 
intorno ai pericoli che la nostra economia sta attraverscmdo. 
« Una occasione che il nostro partito — dice Maurizio Ben¬ 
venuti della segreteria' provinciale — utilizzerà per fare ap¬ 
pello alle forze poliUché sodali affinchè si reinstauri un 
corretto rapporto tra cittadini e Istituzioni ». - ■ 

E’ un giudizio ; preoccupato quello che 11 PCt dà della 
situazione economica provinciale, sulla base del fatto che 
nelle prossime settimane saranno oltre cinquemila 1 lavora¬ 
tori coinvolti nella càfisa integrazione. «Ciò che è Impor¬ 
tante ribadire — osserva II compagno Roberto Piermattl — 
è che la crisi che cl-troviamo di fronte manca assolutamente 
di prospettive. Non tóistbno proposte valide da parte di quel¬ 
le strutture, come,le partecipazioni statali, riguardo I futuri 
programmi di aziènde che. come la 'Terni", sono in grado 
di giocare un ruolo determinante nella produrione Italiana ». 

Le situazioni più gravi, dal pfunto di vista della crisi 
economica, si avvertono comunque nelle zone di Temi e di 
NamJ dove si verificherà nelle settimane a venire II blocco 
pressoché totale. della attività produttiva. Nello, specifico 
della' situazione «Temi ». Inoltre, c’è da rilevare che la 
cassa di questi giorni non rappresenta un fatto a se stante. 
Secondo le disposizioni della CEE 11 provvedimento del 
« contlngentamerito » verrà applicato anche entro i primi .«^I 
mesi del 1981. Non è escluso Infatti che anche In auel pe¬ 
riodo la direzicne faccia nuovamente richiesta del prov- 
vedimento di «cassa». Va inoltre ribadito U giudizio che il 
nostro partito esprime In merito alla crisi. . i 

Non si tratta certo di una crisi congiunturale — come 
cercherebbero di mo-rtrare le direzioni aziendali del magsdori 
impianti — bensì di una crisi strutturale che coinvolge 
comolessivamente roreanlzzazione delia produzione nel nostro 
paese. DI qui la resìxnsabilità primaria per il governo 
centrale che da sempre si è mostrato latitante al mom'entó 
di affrontare 1 temi della programmazione e delio svilunoo 
eccnomico italiano. Occorrono quindi al più presto risrxKté 
df empio resnlro. nazionali, che più volte le organizzazioni 
stridaceli e eli enti locali hanno sollecitato. ^ . i 

' Ancora più greve anpere ellora 1» preeentartnne d<*n’''r- 
rnei nolo «libro bianco» da oar*e del ministro De Mici'elis. 
Un «libro» nei ouale la «Terni» rlsultà avere tm ruolo 
m'arginale. subaHerno rl.snetto alle aPre e*ier>d» 
del neese che fanno cj»oo alle t»ar*»-'irv»T’Anl Cori 

cntre è Prave i***teggIaroento moetrato dalla Gepl nel con¬ 
fronti della «Bosco». ■ - 




5 •• • 


Numerose 
iniziative 
dei comunbti 

■ Iniziative politictte sono 
state organizzate per il 19 in 
tutte le sezioni. Qué st o il ea- 
tutte le sezioni. Ques t o li csr 
lendario: 

Ore 1G: Sezione Angelini, FI- 
lippucci Sergio; 16: Colleetat- 
te Plano. Paci Libero; 1«30: 
Sezione Menni . Giacomo Por. 
razznl; 16,30: Sezione ' Papi- 
nio - Piermattl Roberto; 16,30: 
Sezione' Papinio - Piermattl 
Roberto; loàO: Sezione Mar¬ 
chesi • Paeetti Michele: 17: 
Sezione Cesi * Benvenuti 
Maurizio; 17: Sezione Guidi - 
Valsènti Ahraro; 17: Sezione 
proietti - Aeiaeea Vincenzo; 
Ì7; Sezione Segrestall . Ge^ 
rizno Franoesconi; 20: Sezio¬ 
ne Gabelletta - Matteueei Or¬ 
tensio; 20,30: Sezione Sorgo* 
bove • Agoetlni Mauro; 2àB>; 
Sezione Celleec ip e l l • Ricci 
Ciano; 20,30: Selene Colle- 
statte Paeae - Rischia Ro¬ 
berto; 20,30: Se z ione Damie- 
lil • Mauri Ferruccio; 20,30; 
Sezione Pfodilugo • Bartollnl 
Marie; 20,'0: Sezione Prisela- 
no - Proietti Giulio Céaare; 
21: Sezione CampItsIII - Pro- 
vantinl Alberto; 21: Sezione 
FarinI • Cipollone Maurizio; 
21: sezione Gramsci - Pier, 
matti Roberto; 21: eszlono 
Rocce S. Zenone • Gianni Ip- 
polite; 21: Sezione S. Venan* 
zio • NsvonnI Enie. 


. . Serviva da base logistica 

Covo di terroristi 
di «Prima linea» 
èéiiiro dr Asàiéi 


Abbandonato forse dopo : gli ultimi arresti 
Ritrovati documénti ritenuti «interessanti» 


PEIRUGIA — Sembra pro¬ 
prio vero: i terroristi usa- 
..no «la .tranquilla» Um- 
v bria come base. Là sco-. 
perla della base terroristi¬ 
ca è da collegare con. la 
vasta operazione antiterro- ■ 
. rìsmo che negli ultimi gior¬ 
ni ba pcKiato ali'artesto di 
numerósi. militanti dellè 
varie organizzazioni ever¬ 
sive. Probabilmente ad As' : 
. sisi gli inquirenti sono ar-, 
rivali dopo la scoperta del 
covo di Òstia dove è stato 
rinvenuto, oltre ad un vero 
e proprio arsenale di armi, 
anche rarchivio di « Prima 
linea». Il covo di Assisi più 
che altro aembra una ba¬ 
se logistica e di smista¬ 
mento. forse anche una ba¬ 
se di passaggio per I tanti ' 
terroristi che girano per’ 
l’Italia. C’è comunque mi 
altro particolare non 
sottovalutare. 

Di tanto in tanto nella 
provincia di Perugia av¬ 
vengono delle rapine a ri¬ 
petizione: una. due. tre in 
un giorno. Molte volte i 
rapinatori dimostrano pro¬ 
fessionalità e freddezza: > 
poche volte il loro modo di 
parlare viene individuato 
. come umbro. In tutte que¬ 
ste occasioni gli it^uiren- 
tì affermano che si.tratta 
^ gente non del luogo. 


.■*, - i -» > - ■ ^ • V ,• -j : ■ 

■' ^ - F -■ S > ..i 

' Questo potrebbe dar cre¬ 
dito all’ipotesi che i terro¬ 
risti usavano l’apparta- 
mento di Assisi come, base 
; d’ai^)Oggìo per le varie ra- ' ' 
pine alle banche.-a'.scopo 
di autofinanziamento per . 
la lord attività terroristi¬ 
ca. In questa base» comim- > - 
, que, non è stata ritrovata 
' nessuna arma, ma .'solo do- ' 
cumenti ritenuti « estrema- 
mente interessanti ». . 

La casa .sembrava ab: 
bandpnata di ! recente, for- ; 
Se ili seguito proprio agli ' 
ultimi arresti. I terroristi 
che Pabitavano erano an- ’ • 
che steri visti di frequente " 
dai vicini, che però li ' 
hanno sèmpre cohsideraù . 
come due normali turisti. 
D’altronde ad Assisi, città : 
mete di migliaia di turisti, 
è molto facile passare 
inosservati. ' • ; 

Le indagini, condotte dal- ■ 
la DIG06 perugina io col- 
laboràzionè con quella' ro- ‘ • 
manà, intento proseguono 
€ non è escluso die nei ; 
prossimi giorni d possano • ' 

. essere ultériori novità. Le 
■ operazióni, come è possibi- 
le immaginare, sono co- 
' munque coperte dal mas.st- 
’ mo riserbo. 

f. •. 



La squadra di Ulivieri oggi al Sìnìgallia di Como 

Un Perugia prudente ma non rinunciatario 

La squadra umbra toma sulle « antiche teorìe»: gioco corto e punzecchiare in contropiede Fav- 
: versarìo - Una partita difficile - Si tenta disperatamente di lasciare l’nltimo gradino della classifica 


PERUGIA — Un Perugia cor¬ 
saro ceron quest’oggi al Sinl- 
gallia di Corno di rinverdire 
quel ruòUno di marcia che si 
era inteirotto a Pistola. At¬ 
tanagliata da fresche remore 
psicologiche, l’ultimo p>osto 
in classifica pesa e molto,- la 
squadra di UUvietI torna a 
darsi un assetto prudente, 
rinnegando quel pressing a 
tutto campo che aveva sod¬ 
disfatto i tifosi nella gara 
con il Cagliari e nelle suc¬ 
cessive amichevolL ma che 
-.aveva portato - Il Perugia n 
subire ben dieci reti inèllé ul¬ 
time quattro partite. Ed Uli¬ 
vieri di questo tipo di gioco, 
affascinante e. se ben appli¬ 


cato» ancbn produttivo, ha 
panca « noa gli piace. 

n tecnico perugino è ormai 
solito ripetere la frase che 
«il calcio è matematica», che 
non gli pla e c i o n o. perchè rl- 
schhkd. f II òttaèchi In massa. 
Ed allora torna quest’oggi 
sulle antiche teorie. Gioco 
corto, prima non pnnderle, e 
punaeoehlare la contropiede. 
H gleéo finora gli è riuscito 
e gli ha dato anche risalisti, 
visto che in cinque tratferte 
il Perugia ha raciamlato cin- 

^ PèrTquònio ^ oggi • trovieri 
schiererà Tacconi con la 
maglia n. 10 nella non facile 
sostituzione di Butti, l’attac¬ 


co sarà privo di Fortunato 
(rimasto a frogia a .letto 
con la febbre) e sarà sosti¬ 
tuito da De Rosa. Bagni tor¬ 
neai probabilmente a giocare 
da unica «punta», il ruolo 
che in questomomento mag¬ 
giormente predilige in pro¬ 
spettiva nazionale, Casarza 
farà il trequartista con man¬ 
sioni offensive, e Ooretti co¬ 
prirà la fascia destra da 
mezzala di spola. 

Un Perugia prudente, ma 
non per questo riniUKlatario. 
«Como è un campo difficile 
esoidisoe Dllvlerl — non 
d scordiamo che la squadra 
di Maichloro ha teRtuto ria 


l’Inter che la Fiorentina. 
Dovremo andarci cauti ». 

Una partita diffieiUaslma 
per 11 Perugia che cerca di¬ 
speratamente di lasciare l’ul¬ 
timo gradino della classifica. 
VE’ chiaro che se ci sarà la 
possibilità dt vincere — pro¬ 
segue il tecnico — non ce la 
lasceremo scappare, te fondo 
ce l’abbiamo fatta anche ad 
Ascoli e a Catanzaro, ma un 
punto sarebbe d’oros. 

Dall’altra parte il Como si 
presenterà al meglio. Unica 
eccezione l’ asaen za di Vecchi 
che verrà sostituito dal gio¬ 
vane GiuUanL Un Como che 
presenta sc^rattutto due at- 
taocanU perteolori quali Ca- 


vagnetto e NlcolcttL Sul 
primo molto probabilmente 
Ullvlerl piazzerà CeecarbU, 
mentre sul lungo attaccante 
iariano andrà Celestino Pin, a 
centro campo Dal Fiume se 
la vedrà c(m Pozzato, Di 
Gennaro con l'ex LombardL 
Tacconi con Centi e Nappi 
con Mancini. 

A guardia della porta del 
Perugia rientrerà Nello Mali¬ 
zia, il quale, negli ultimi al¬ 
lenamenti ha fugato 1 dubbi 
che aveva sollevato dopo le 
liKerte prestazioni di Pistola 
e con il Cagliari.. 

StolafiQ Dottori 


1 '-l'i 


MotrImonI, nascite ' d! bambini/'divorzi in ' Umbria / 2 



'e 



giovani e 

■ - ■ ...... , V,; .. ’ .y- 

ma le separazioni aumentano 

I ricorsi spesso presentati dalle donne - Molte mogli non riesco¬ 
no a trovare una consonanza di vita con: il marito in rapporto 
alle proprie esigenze di libertà - Le statistiche degli ultimi anni 


gono rispetto a quelli presen¬ 
tati dagli uomini ». 

Còsa succède in Umbria, a 
dieci anni dall’approvazione 
delia legge sui divorzio? 
Hanno tutti preso alla lettera 
« Kramer contro Kramer », al 
punto che Perugia e ìa nostra 
Regione si sono popolate di 
madri «snaturate e disattente» 
che abbandonano i figli, in 
cerca delia propria libertà e 
di padri, al contrario, affet¬ 
tuosi e servizievoli? Natural¬ 
mente le cose non stanno in 
questi termini e la spiegazio¬ 
ne del fenomeno è molto più 
complessa che la trama di un 
film. « Esistono numerosi ca¬ 
si di donne — osserva Gra¬ 
ziella Brutti — che non rie-, 
scono a trovare una conso¬ 
nanza dì vita con il marito in 
rapporto alle proprie esigen¬ 
ze di libertà: uscire, parteci¬ 
pare a riunioni. Esigenza che 
il coniuge non riesce spesso 
a tollerare, si arriva cosi a 
punti grari di intollerabiiità 
e si ricorre al magistrato». 

Quando poi al numero dì 
separazioni e di divorzi av¬ 
venuti in Umbria dal 1970 te 
poi. la media non si discoste 
da auelia nazionale, l’anda¬ 
mento è pressoché identico. 
-Dopo imprimi anni dì. entrate 
-te.’^gdre della legge-sul di- 
. vorzio. quando si ebbe una 
notevole domanda della ces¬ 
sazione d^li effetti civ^ del 
matrimonio, viste le numero¬ 
se situazioni dì separazione 
di fatto antecedenti aHa leg¬ 
ge, là dimianda si è stabilii 
zata. Tutte le separazioni di 
fatto, antecedenti al provve¬ 
dimento. che duravano inìn- 
tenottaraente da almeno due 
anni potevano ottenere il di¬ 
vorzio. Se nel periodo tra il 
' 1 lugUo 1973 ed il 30 ^ugno 
1974 ì casi .di apphcaziooe 
érila legge 898. sono 109. di . 
ctiì 48 presentati davanti al 
tribunalè di Perugia:* 46 da¬ 
vanti a quello di Terni e le 
domande di separazione per¬ 
sonale 'sono' 201, nel 1975'' 
queste ultime salgono a 278 è 
le domande di -scióglimento ' 
del matrimonio a 147. 

• Passato il ’lò. i divorzi co- 
mteciand a stabilizzarsi, non 
invece le separaziom. Le i- 
stenze di separaziime preaen- 
tate al distretto di Perugia , 
solo nei primi-dieci mesi del 

1976 sono .263, mentre in tut¬ 
to il 1975 sono state 2^; i 
divorai, invece sonò 105 nei 
primi dieci mesi del 76. Nel 

1977 le domande di. separa- 
rione continuano ad aumoi- 
tare, si stabilizza, invece, il 
numero - delle domande di 
scioglimento del matrimoDlo. 
337 sono.le istanze di separa- 
ripne tra coniugi e 120 quelle 
di divorzio. Nel 1978 te aepa- 
razioni , continuano la loro 
asoe^, soprattutto si dice, di 
coppie relativamente giovani. 
C’e comunque, una netta 
luevatenza di quelle consen¬ 
suali 

L’andamento dei divrari è, 
invece, sterionario. Lo stesso 
nel 1979. « Oggi te coppie che 
intendono separarsi — dice 
l’aw. Brutti — preferiscono 
r ico t r e i e alla legge, non es¬ 
sendo più la separarione di 
fa^ aHa quale ricorrono di 
più i giovanissimi, presup- 
po^ dri dìvorrio, come nei 
primi due anni di applicazio¬ 
ne della 896». 

Questo non significa però 
che in Umbria il matrimonio 
noq sia più di moda. anzi. Si 
potrebbe dire che il «matri¬ 
monio ultragiovane » vada 
per la maggitue. Nel 1975 
neiu primi dieci mesi del *76 
i minori di 16 anni die han¬ 
no presentato domanda per 
rammissione al matrimonio 
sono stati 48; 106 sono state, 
teveoe. te domande di dimor¬ 
ilo. • - 

n fenomeno è In aumento, 
al punto che qualdie giudice 
di fronte alle numerose do¬ 
mande di matrimoni «in er¬ 
ba». pare, si sla visto co¬ 
stretto a respingerne alcune, 
invitando la coppia a riflette¬ 
re. Perchè, poi non al sa 
maL- 

Paola Socchi 


PERUGIA — < Non .ee la faccio più, voglio separarmi »: dice lei, 30 anni, Insegnante. < Non ca¬ 
pisco, Il matrimonio va benissimo »:, dice lui, un professionista della stessa età. « Voglio uscire, 
vedere, pensare, parlare »; dice lei, < Va tutto bene, mia moglie può uscire quando crede >t 

risponde lui all'aw'ocato. « Voglio separeumi »: dice con tenacia lei, « Mi oppongo »: risponde 
lui. Lo fa per tre anni, a nulla valgono gli sforzi dell’avvocato a farlo desìstere dal suo 
proposito, tanto che rannullamento ecdesiastlco del matrimonio arriva prima di quello civile. 

E quando, invece, la legge 
sul divorzio viene applicata, 
lui cerca di riprendersi la 
sua bella rivincita chiedendo 
l’affidamento dei figli: « Io 
non voglio altro che la pace 
familiare, non sono ìo che ho 
sfasciato il matrimonio». 

Quindi; «Io sono più degno 
di avere i figli ». Raggiunge 
Pobìettivo ed ottiene da lei 
anche un ' assegno mensile 

« Casi di questo tipo me ne 
sono capitati moltissimi — 
dice l’avvocato Graziella Tossi 
Brutti — il fenomeno è in¬ 
tendenziale aumento: i ricorsi 
di separazione o divorzio 
proposti dalle donne preval- 


A proposito di una polemica 
pretestuosa di Radio Norcia 

E* proprio vero: 
meglio 

tardi che mai 


TERNI — Meglio tardi che 
mai: così esordiva la sera del 
29 ottobre il giornale di Ra¬ 
dio Norcia riferendosi a un 
incontro, svoltosi 11 - giorno 
precedente a Perugia, tra li 
sottoscritto, i sindaci di Nor¬ 
cia c OoSCia, gii aiiuiiiJiÌatr£-= 
tori tecnici di Sellano e Pre¬ 
ci. Finalmente — diceva '• il 
commentatore — la regione 
si è convinta a unificare in 
una sola procedura l’accerta¬ 
mento del danno e l’elabora¬ 
zione dei • progetti • esecutivi 
nelle zone di recupero, affi¬ 
dando il tutto ai comuni e 
quindi accelerando i tempi 
della ricostruzione. « Final 
mente e giustamente — pro¬ 
seguiva — la Regione ha cor¬ 
retto il tiro e dobbiamo dare 
atto con molta tranquillità al- 
. l'assessore ' regionale ' Giusti- 
nelli della grande prova di 
coraggio e di umiltà che ha 
mostrato In rappresentanza 
della giunta regionale»: l’at¬ 
to di resa comportava che la 
: « nuova linea » fosse proposta 
subito alla successiva riunio¬ 
ne della giunta del 4 novem¬ 
bre. 

«Entro quel giorno — di¬ 
ceva ancora Radio Norcia — 
,1 sindaci della Valnerina fa¬ 
ranno pervenire un documen¬ 
to di accordo su questa stessa 
linea» Come è ovvio, dalla 
parte del vincitori c’era gran- 
7 de soddisfazione: «soprattut¬ 
to il sindacò-di :NoicIa Nova¬ 
li che da mesi' e spesso an¬ 
che senza l’aiuto degli altri 
colleghi della Valnerina le 
- proposte di ieri sera le anda-' 
va facendo da mesi anche a 
costo di sembrare noioso». 

A' dire 11‘vero la ristretta 
riunione di lavoro, alla quale 
11 sindaco Novelli si presentò 
con 1 redattori di Radio Nor¬ 
cia, era stata convocata con 
grande urgenza perché aveva 
appreso che gli schemi di 
convenzione redatti da alcuni 
comuni. ^ per 1 soli accerta¬ 
menti tecnici, avrebbero com¬ 
portato l’esborso di svariate 
decine di miliardi. Di qui la 
giusta preoccupazione di av- 
vlaié un 'confronto sulla base 
di una proposta alternativa, 
elaborata dal secondo dipar¬ 
timento, che prevedeva oneri 
ben più contenuti. 

' 'rutto questo .'da Radio Nòr- 
eia fu presenteto come ima 
«debacle » della regione e il 
ripudio.della legge ^ votata 
aU'unahimltà dal consiglio 
regionnle con il sostanziale 
; assenso dei oomunL Giorni 
fa. Radio Norcia, sdegnata, 
è tornata suU’ergomento. i>as- 
aando dalle blandizie ag^ in- 
sultL « Da quella riunione u- 
scl un impegno ben preciso 
della regione Umbria;.un-im¬ 
pegno s dare nel più breve 
tempo pcEsibile le nuove con¬ 
venzioni che 1 comuni dove¬ 
vano stabilire con 1 tecnici 
per 1 plani di recupeio e 1 
progetti esecutlvL Un impe¬ 
gno pres o fortunatamente da¬ 
vanti a decine di persone: 
avvocati, funzionari e compa¬ 
gni della regione, sindaci e 
amministratori dei comuni di 
Norcia, PiecL Sellano e Ca¬ 
scia ». La finezza del « com¬ 
pagni della regione» non è 
la s<^ Al mio indirizzo ven- 
grnio rivolte 'le seguenti-e- 
spreestonl: « chiacchiere, pro¬ 
messe al quattro ventL frasi 
faziose e non veritiere». La¬ 
nciamo ^ insulti a Radio ! 
Norcia e. come sempre, oer- I 
chiamo di stare ai fatti. ^ 

La causa di tanto rancore 
(sarei tentato anche io di 
parlare di faziorità) è nel 
fatto che ho scritto un arti, 
colo per il primo numero del 
giornale del nostro partito, 
intitolato « Valnerina ». in 
esso mi si rimproverano in 
particolare due frasL Nella 

I irima ho affermato: «Tra 
'altro sembra che i sindaci 
democr i stiani non siai» d’ao- 
oonSo su rdente. sulla proce¬ 
dure. sulle convenzioni con 
gli studi tecnicL che In certi 
casi flniraimo per assorbire 
somme ingenti e su tonte al¬ 
tre questioni». BT la pura a 


semplice verità, tanto è vero 
che ad oggi (e non al 4 no¬ 
vembre) 1 sindaci non hanno 
fatto pervenire alcun docu¬ 
mento d’accordo; e, d'altra 
parte, è stata proprio Radio 
Norcia a dire che Novelli 
spesso è costretto a ni'acversl 
« anche senza l’aiuto degli 
altri colleghi ». - 

Nella seconda, cosa ben più 
grave della precedente, ho 
scritto che, come comunisti, 
«per questo obiettivo, e cioè 
per raggiungere la ricostruzio¬ 
ne della VEunerina, continue¬ 
remo a batterci nella chiarez¬ 
za delle posizioni e senza ce. 
dimenti, nella coh'vinzione 
che la prima condizione per 
ricostruire presto e bene sta 
nella sconfitta dell'integrali¬ 
smo democristiano ». Apriti 
cielo I I comunisti vogliono 
sconfiggere la Democrazia 
Cristiana e per questo non A 
ricostruirà maL Sfugge a Ra¬ 
dio Norcia — e il suo com¬ 
mento è un ennesimo esem¬ 
pio dell’Integralismo di certa 
DC — che un'effettiva solida¬ 
rietà (che noi consideriamo 
Importante per gli interessi 
di tutta la Valnerina) non 
può mantenersi proseguendo 
nel gioco delle piccole furbi¬ 
zie. Ignora Radio Norda che 
qualche sindaco si è battuto 
fino allo spasimo per esclu¬ 
dere ogni presenza anche tee. 
nlea, non del PCI, ma del^ 
Tènte di sviluppo, in agrlcoL 
tura» delle province e della 
SvUuppumbria nella gestione 
del programmi di rinascita 
economica? 

Questa è stata la vera bat¬ 
taglia che hanno condotto; 
non quella per la delega di 
funzioni e per la piena pote¬ 
stà programmatoria. perché 
su questo terreno la regione 
rossa, sin dall’ihizlo (cosa che 
non è mal avvenute nelle re¬ 
gioni a direzione democristia¬ 
na) non ha avuto inceriozza» 
Quello che ci sentiamo dun¬ 
que di respingere con forza è 
una visione riduttiva della 
collaborazione: ricorriamo al*. 
la regione quando ci travia-. 
mo te difficoltà, quando si 
tratta di applicare leggi *' 
procedure. Per il resto lascia- - 
teci te pace perché sappiamo 
fare tutto da solL - . . ■ 

In queste settimane la 
giunta regionale si è sempre 
occupata della Valnerina. a 
proposito degli indirizzi che 
sta per proporre al consiglio 
regionale per Tattivltà di pia^ 
niflcazione territoriale, di 
programmazione dello svilup¬ 
po economico e di gestione 
delle deleghe; malgrado U ■ 
grosso impegno di coordina- 
mento dei soccorsi nelle sv 
ne terremotate del Balernita- ' 
.no. Foise Radio Ncnrcla do¬ 
vrebbe «stimolare» qualcun 
altro: ad esempio quella-co- - 
rounità montana, a dlreriane 
democristiana che doveva — 
per l^ge — adottare U piano 
per la rinascita e Io sviluppo 
econcmiico e sociale della Val- ' 
nertea, ' entro aetteml»* e 
che. ad oggi, non ha ancora 
ricostituito i propn organi. 

Franco Giustinelli 

Assessore r^ioDaie 


Si sono sposati 
ieri i compagni 
Giovanna PetreDi 
e Claudio Carnieri 

Si sono spoeati lòf pome¬ 
riggio al comune di Terni 1 
compagni Giovanna FetrrilL 
re^)onsab{te deila oommisBle- 
ne ecuola e cultura della F* 
derazione comunista ternana 
e Claudio Carnieri, segretaito 
regionale del nastro partita 
A Giovanna e CkuaUo van¬ 
no i migliori auguri del eo- 
munisti umbri e della 
zione dell’Unità. 


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i 


PAG. 16 l’Unità 


FIRENZE - TOSCANA 


Domenica 14 dicembre 1980 



L ^architettura istituzionale toscana: dalla parte del cittadino 

_ ; ' ________ 1^——*1^*— 

Vorrebbero r ospedale sotto casa 
ma poi vanno a curarsi altrove 

La storia dei nosocomi di Poggibonsi, Colle Val d’Elsa e San Gimignano - Dopo tanto discu¬ 
tere un progetto per razionalizzare strutture e servizi - Ridurre progressivamente Tincidenza 
dei ricoveri per potenziare la prevenzione - Necessario un nuovo rapporto con la popolazione 


‘ Tre ospedali in un fazzolet¬ 
to di terra, un’area di appena 
15 chilometri: il primo a 
Poggibonsi, che dista 7 chilo¬ 
metri da Colle Valdelsa dove 
c’è il secondo, lontano a sua 
volta 11 chilometri dal terzo, 
a San Gimignano. In ognuno 
si ripetono i servizi di chi¬ 
rurgia, di medicina generale, 
di ostetricia che ci sono nel¬ 
l’altro. Solo per Yemodialisi e 
Yemotrasfusione i servizi so¬ 
no unificati; a parte l’unica 
amministrazione che ora e- 
siste i«r i tre ospedali di 
zona, finalmente riuniti in un 
solo «Ente ospedaliero del¬ 
l’Alta Valdelsa». 

Clnquecentottonta posti let¬ 
to, qualcuno dice gonfiati per 
assicurare la prevalenza di 
un ospedale sull’altro, in vi¬ 
sta della razionalizzazione 
delle strutture e dei servizi 
da unificare secondo un pro¬ 
getto. su cui è aperto il di¬ 
battito, che dovrebbe preve¬ 
dere la sezione chirurgia a 
Poggibonsi, quella di medici¬ 
na a Colle Valdelsa e la ria¬ 
bilitazione a San Gimignano, 
per un totale di 305 posti let¬ 
to secondo il rapporto stabi¬ 
lito dalla legge regionale. Un 
progetto che smussa gli an¬ 
goli. stempera gli eccessi di 
schematismo, assicurando 
comunque in ognuno di que¬ 
sti ospedali anche una pre¬ 
senza delle altre sezioni con 
uno scambio: una trentina di 
posti letto per medicina a 
Poggibonsi e San Gimignano 
e un’altra trentina per chi¬ 
rurgia a Colle Valdelsa. 

Un nuovo compromesso, 
allora? Per il presidente del¬ 
l’associazione intercomunale 
Pii, con questo progetto «ag¬ 
giustato». si è raggiunto un 
punto positivo ed unitario, a 
condizione di realizzare, in 
ogni fase, un rapporto con 1 
cittadini. E’ questa la strada 
da battere per affrontare la 
discussione anche sulla even¬ 
tualità di un’unica struttura 
ospedaliera. Se farla — dice 
Pii — lo vedremo dopo aver 
giudicato i risultati dell’inda¬ 
gine di fattibilità affidata ad 
im istituto specializzato per- 


Proteguiamo con questo servizio la nostra indagine sulle 
Istituzioni viste « dalla parte del cittadini >, affrontando le 
situazioni più spinose e difficili, per poter meglio individuare 
le difficoltà del compito che la Toscana si è assunto con 
questa nuova « architettura istituzionale > che ora trova un 
punto di riferimento complessivo nelle associazioni interco¬ 
munali. Questa volta sono di scena gli ospedali dell’alta 
Valdelsa. ■ ; 

L’ospedale va riportato al suol compiti Istituzionali con 
un riequilibrio della sua presenza sul territorio. Un ospedale 
è c ben governabile > — cl è stato detto dagli esperti — se 
non scende al di sotto del 300 postiietto, dopo di che non è 
più In grado di corrispondere alle esigenze di una efficien¬ 
te assistenza. Riequilibrio, allora per recuperare un suffi¬ 
ciente grado di validità tecnica; razionalizzazione, poiché un 
ospedale può essere considerato valido so può sviluppare 
tutta una serie di attività che ne fanno un corpo sanitario 
Integrato, nel quadro della programmazione. Ospedale di zona 
che oggi vuol dire, sostanzialmente, struttura della Unità 
sanitaria locale, governato in modo unificato in tutti I suoi 
settori, preventivo, curativo, specialistico, riabilitativo. , 

E’ da questi punti di vista che cl siamo preoccupati di af¬ 
frontare il discorso sull’alta Valdelsa, per capire II cammino 
percorso, gli errori compiuti, ma anche le prospettive aperte. 



chè esamini la questione in 
rapporto al costo economico,' 
aU’utilità per i cittadini ed 
allo spirito della riforma. 

Ma dove costruirla, questa 
eventuale unica struttura o- 
spedaliera: a Colle Valdelsa p 
a Poggibonsi. oppure in una 
sorta ' di terra di nessuno, 
crocevia fra i paesi dell’alta 
Valdelsa? Nessuno si pro¬ 
nuncia, per ore. r - 

Ecco, forse è da qui che 
bisogna partire per capire la 
storia di queste tre struttile 
ospedaliere unificate à metà, 
insufficienti e nemmeno moi- 
to qualificate, che esprimond 
la contraddizione lampante di 
chi l’ospedale lo vorirébbe 
sotto casa ma che quando ha 
da farsi curare sul • serio, 
scappa a Siena o a Firenze. 

Ci siamo andati nell’ospe¬ 
dale di Poggibonsi. col suo 
nuovo padiglione e le came¬ 
rette a due e quattro letti. 
«Sarebbe bello avere l’ospe¬ 
dale più vicino possibile — cl 
dice im operaio ricoverato 
per analisi al fegato — a 
condizione che mi si curi be¬ 
ne. Vede, il mio compagno di 
camera è dovuto andare a 
farsi le analisi a Siena per¬ 
ché qui non e'erano gli 


strumenti necessari». «Eppol 
c’è la durata della degenza — 
aggiunge un altro — mi sono 
ricoverato per una colica e 
devo rimanere due settimane 
per gii accertamenti, franca¬ 
mente mi sembrano jnolte». 
Un giovane in disparte sta 
ascoltando e poi interviene: 
«Mi devo operare di ernia, 
con me sono stati abbastanza 
rapidi. ' sono entrato ■ due 
giorni' fa e domani mi opera¬ 
no. Ma l’ernia è un’operazio¬ 
ne abbastanza semplice e 
posso farla qui. ma chi deve 
avere interventi più compli¬ 
cati e .seri, non si fida e va 
in città». Sono le stesse con¬ 
siderazioni che si fanno negli 
ospedali di Colle Valdelsa e 
S. Gimignano. L’interesse dei 
cittadini! Ma se ne è tenuto 
conto mentre si dipanavano 
le interminabili discussioni 
fra le forze politiche e socia¬ 
li, e le istituzioni del tre co¬ 
muni? Per capire — dice Ma- 
robottl segretario del comita¬ 
to comunale del PCI a Pog- 
glbonsi — bisognerebbe ri¬ 
farsi addirittura ai Guelfi ed 
ai Ghibellini. 

Non sembri un paradosso. 
Sono rivalità storiche che 
negli ultimi anni tono state 


sostanziate anche dal nascere 
e dal cadere di attività pro¬ 
duttive, dallo sviluppo o dal¬ 
la decadenza economica di 
una zona piuttosto che di u- 
n’altra, dallo spostarsi di uf¬ 
fici pubblici da ima paese'al¬ 
l’altro, da municipalismi che 
riguardano tutti; ma anche 
da interessi reali, più o meno 
nobili a seconda dei partiti; 

#Ia «pm « a 1 

ad esempio, hanno caratteriz¬ 
zato la de; o dall’aver subito 
spinte localistlche come tal¬ 
volta ha fatto anche il PCI. 
•in una zona dove ha il 65-68 
per cento dei voti. E intanto, 
mentre il dibattito si pro¬ 
traeva, la Resone giustamen¬ 
te non consentiva nuove spe¬ 
se o ampliamenti degli orga¬ 
nici ed 1 servizi ospedalieri 
certamente non miglioravano. 

Come comunisti ci ' si è 
posti il problema di uscire 
da questa logica che offusca 
anche la concezione della Ri¬ 
forma. «La nostra opinione 
— dice ancora Pii — è che 
biso^ia progressivamente 
diminuire Tlncldenza dell’o¬ 
spedale nella vita della Val¬ 
delsa, nell’attività sanitaria, 
per pimtare invece sulla pre¬ 
venzione primaria nei luoghi 


di lavoro, nelle scuole, per 
gii anziani, le donne, i bam¬ 
bini, con 1 consultori. Riso- 
gna modificare una concezio¬ 
ne, storicamente ■ affermata, 
che ' vedeva l’ospedale come 
unico putito su cui scaricare 
le tensioni delia sanità e del¬ 
la società, per fame Invece 
uno dei punti di riferimento 
importanti della sanità». 

Se si vuole li coinvolgimento 
del cittadino nella riforma, 
se si vuole puntare sui di¬ 
stretti coine - strumento - di 
{Kirtecipazione e di preven¬ 
zione,'se si vuole intervenire 
con la medicina del lavoro 
non si può farlo con gli o- 
spedali come sonò. E d’altra' 
parte, senza questo retroterra 
culturale ogni intervento dì 
razionalizzazione potrebbe 
apparire punitivo, teso al ta¬ 
glio, invece che al migliora¬ 
mento dei seiTizL Ed eccoci 
ai nodo. Non- si possono af¬ 
frontare problemi di questa 
natura — cl è stato detto — 
se non si è sostenuti da una 
volontà popolare. 

Ora questo punto qualifi¬ 
cante sembra sia stato trova¬ 
to ma ia discussione deve in¬ 
vestire tutti i citt^ini. Ciò è 
necessario, si insiste, per far 


crescere nella coscienza della 
gente il valore e Tutllità m 
queste nuove strutture che 
non possono essere realizzate 
in venti o trenta persone, ma 
che ' per nascere e ' crescere 
devono innanzitutto - vivere 
dentro e fra la gente. In par¬ 
ticolare l’ospedale. La gente 
va coinvolta in questo pro¬ 
getto e nel dibattito su un 
eventuale ospedale unico. Fra 
15-20 giorni dovrebbe essere 
pronta la indagine di fattibi¬ 
lità, e la si vuol discutere 
con la Regione, non per apri¬ 
re una disputa, ma per ten¬ 
tare di capire se le risorse 
reperibili nella zona possono 
consentire di reallzzire un’u¬ 
nica struttura, se questa sia 
compatibile con le indicazioni 
della riforma ed il fabbiso¬ 
gno nazionale, se un ospedale 
unico, centralizzato nelle 
strutture e nel personale, sia 
socialmente ed economica¬ 
mente valido. Solo se saran¬ 
no soddisfatte queste pregiu¬ 
diziali si. potrà passare ai 
progetti. .v<>? .-v\ . : ■ - ! 

Una proposta da non stru¬ 
mentalizzare. quindi, che non 
è dettata dalla incapacità a 
gestire, ristrutturare, tra¬ 
sformare il vecchio, ma dalla 
riaffermazione coerente dello 
s’^irito della riforma. Per 
quésto si invitano fòrze poli¬ 
tiche, organimazionf sociali, 
provoco a non farsi portatori 
di ima visione deformata o 
deformante .' della . proposta 
che ■ viene ' dall’associazione 
intercomunale, per - trovare 
invece canali di discussione 
con la gente. . , 

In sostanza, si rifiuta l’alibi 
dell’ospedale unico, per non 
far niente oggi, consapevoli 
che avviando la ristruttura¬ 
zione si gettano le basi del¬ 
l’eventuale unica struttura. 
Anche il Valdelsa sì sono 
suscitate grandi attese nelle 
popolazioni e te non sarà da¬ 
ta un risposta positiva — di¬ 
ce Pii — si potrebbe finire 
per affossare l’idea stessa 
della Riforma. 

Renzo CassigoH 




Come si è organizzato il;centrò òpératiyò 


A Lioni fra ì toscani che 



per là ricostruzipne 


LIONI — Il centro storico di 
Lioni è impercorribile. Ca- 
mions dell’esercito tedesco e 
dei vigili del fuoco stanno 
trasferendo a ritmo continuo 
le macerie su piazzali che 
dovranno essere utilizzati per 
l’istallazione di prefabbricati. 
Al campo sportivo, dove fun¬ 
ziona fin dai primi giorni il 
centro operativo del comune 
di Lioni, il coordinamento 
sindacale unitario e una 
mensa della federazione ro¬ 
mana del PCI in grado di 
fornire 200 pasti al giorno, 
nel caos dei primi giorni si i 
/atta strada una organizza¬ 
zione iti ordinata. A San 
Bernardino c’è una unità o- 
perativa della Regione To¬ 
scana, i volontari della pro¬ 
vincia di Arezzo e quelli delle 
tre grandi aziende di Piom¬ 
bino, Acciaierie. Dalmine e 
Magona, stanno facendo un 
po’ tutto per alleviare i disa¬ 
gi della popolazione scampa¬ 
ta al terremoto. 

Dopo giorni di condizioni 
meteorologiche proibitive, fi¬ 


nalmente si è incominciato a 
impianti di riscaldamento. Un 
sto facilita enormemente tut¬ 
ta l’attività. A bordo di fuo¬ 
ristrada i volontari toscani di 
San Bernardino percorrono 
le strade del paese circondate 
dàlie macerie. Si fermano ai 
bordi delle strade o nei cam¬ 
pi dove sono state installate 
le Toalottes. allacciano l’e¬ 
nergia elettrica e attivano gli 
impianti di riscaldamento, n 
lavoro che si è rivelato fin 
dall’inizio estremamente utile 
e che consente un contatto 
diretto con questa gente, per 
la quale si prepara un rigido 
inverno. Si continua anche a 
fare le perizie degli edifici 
per decentrarne l’abbattimen¬ 
to o il risanaménto. Xa popo¬ 
lazione non è diffidente. 
Qualche giovane, ira quelli 
scampati all’emigrazione 
prima e al terremoto dopo, 
affianca i soccorritori nelle 
varie attività. Anche qualche 
attività artigianale ha ripreso 
a funzionare ma U ritmo del¬ 
la ripresa appare sproporzio¬ 
nato rispetto alle esigenze. 


- Nelle tende e nèlle roulotte 
dove sono ospitati i centri di 
distribuzione viveri e vestia¬ 
rio si continua a fare la fila 
in attesa dell’autorizzazione 
prelievL Altre lunghe file ai 
pochi telefoni funzionanti uti¬ 
lizzati dai volontari per dorè 
notizie ai familiari. Tra ■ i 
paesi della zona, Lioni era 
tra quelli che negli ' ultimi 
tempi ■ aveva conosciuto U 
maggiore ■ sviluppo edilizio, 
reso possibile da una discre¬ 
ta attività commerciale e ar¬ 
tigianale. La ricostruzione, 
qui come negli altri centri, è 
il principale problema. Al 
campo di San Bernardino, 
per la strada, un intero 
gruppo familiare si stava 
preparando a partire dopo a- 
ver caricato le cose rimaste 
su un camion. 

I più giovani erano al lavo¬ 
ro in Libia per conto di una 
ditta di Vicenza, quando 
hanno ricevuto notizia di ciò 
che era accaduto. Ora stanno 
trasferendo i genitori nella 
casa di Vicenza, poi, hanno 
detto, ritoméranno: non han¬ 


no intenzione di abbandonare 
il paese. £* questa, del resto, 
l’unica condizione per rico¬ 
struire davvero. <iGli altri — 
ha detto un ragazzo di Lioni 
— possono mandare giù rou¬ 
lotte, prefàbbricati; possono 
collaborare alla ricostrurdone 
delle case, degli ospedali, del¬ 
le scuole. Ma i protagonisti 
della rinascita starno noi, 
questa genten. uTroppo spes¬ 
so — dice un altro '— quando 
si sparla di noi U giudizio è 
falsato dalle notizie degli ac¬ 
caparramenti, dei’ furti di 
roulotte, dell’attività della 
camorra. Niente è più sba¬ 
gliato che fare di ogni erba 
un /ascio». 

Nei capannelli di gente si 
parla del bisogrio di liberarsi 
dalla conceziorle assistenziale 
delio stato, da feudatari che 
distribuiscono, insieme allo 
sviluppo spesso irrasdonale 
dei servizi, pósti di lavoro in 
modo clientelare. Per questo 
è importante anche la rico¬ 
struzione di forme di aggre- 
gazione sociale e politica. A 
Lioni ha ripreso a funzionare 


rapidamente la sezione dei 
PCI: Valtoparlante di uria 
macchina avvertiva che alle 
17 ci sarebbe stata una riu¬ 
nione. La FGCl nei giorni 
scorsi 'ha distribuito un ap¬ 
pello ai giovani del paese. N 
un invito a non smobilitare, 
a rendersi protagonisti della 
ricostruzione per non lasciare 
campo libero agli speculatori. 
Qualcuno diffida della politi¬ 
ca. ' 

• Per rnoUi non è stato facile 
comprendere lo spirito che 
animava i soccorritori volon¬ 
tari delle regioni: sono abi¬ 
tuati a vedere l’interessé an¬ 
che dietro gli «aiuti disinte- 
ressatin. Ma anche questo e- 
lemento di diffidenza nei 
confronti dei soccorsi della 
Toscana è ormai superato. 
Oltre al lavoro utilissimo qui 
in paese, il gruppo di San 
Bernardino sta lavorando alia 
realizzazione del nuovo cam¬ 
po base della Regione ai pie¬ 
di di Lione, lungo la strada 
che porta a SanifAngelo. Lì 
si è già iniziato a fare porta¬ 
re dai camion tedeschi le 


macerie del centro storico di 
Lioni. Il nuoììo campo è sta¬ 
to concepito secondo un’otti¬ 
ca di prospettiva che dovrà 
servire ad assicurare il dopo 
emergenza. Un gruppo ^di 
Venezia sta organizzando il 
campo per l’Unità Sanitaria 
di Lioni. ' 

Gli operai déUe Acctaìérle 
di Piombino ~ stanno prepa- 
ranto i basamenti dei pre- 
fabbricàti, i tecnici della 
provincia di Arezzo il terre¬ 
no. Ma testano ancora da fa¬ 
re tante pìccole cose per im¬ 
pedire che la gente passi an¬ 
cora la notte al freddo. Nel 
momento in cui scriviamo un 
gióvane ragazzo veneto è ve¬ 
nuto fin qua. al campo di 
San Bernardino per chiedere 
un intervento urgente. Due 
vecchi sono ■ ancora isolati 
nella loro roulotte, manca 
VaRacciamento del gas e deL 
l'energia elettrica. Il gruppo 
misto di gasisti di Arezzo e 
di elettricisti di Piombino sta 
partendo. . t , . . 

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f 


I 



































/ 



V 


Domenica 14 dicembre ,1980 


TOSCANA 




runitd PAG. 17 


i ! 


Stato di agitazione in Toscana 

Scioperano gli insegnanti 

va rispettato» 

Iniziative dei sindacati - La settimana prossima asten^ 
sione dal lavoro a Firenze, Massa Carrara ed in altre città 



Presi in giro dal governo 
per Tennesima voita, gli in* 
•egnanti quest’anno hanno 
deciso di lar sentire le loro 
ragioni per tempo. Oli accor¬ 
di di giugno (anzianità, pre¬ 
cariato, professionalità, orga¬ 
ni coneglaii. ecc.) vanno len¬ 
tamente dileguandosi in una 
bolla di sapone. La categoria 
è prossima alla esasperazio¬ 
ne; serpeggiano lo scorag. 
giaraento e spesso un pro¬ 
fondo senso di frustrazione, 
ma la voglia di dare battaglia 
sembra ancora intatta. 

I ' • sindacati confederali 
hanno proclamato da domani 

10 stato di agitazione di tutto 

11 personale insegnante delle 
scuole toscane. Mentre nella 
provincia di Pisa si sono già 
avute astensioni dal lavoro 
alla fine di novembre, altri 
scioperi sono in programma 
nei prossimi giorni in altre 
città. A Firenze gli insegnanti. 
sciopereranno il 19 dicembre 
per rivendicare le richieste 
della loro piattaforma con¬ 
trattuale elaborata l’estate 
scorsa a Riccione, per i pro¬ 
blemi del precariato e per 
ottenere un miglioramento 
dei rapporti con il provvedi¬ 
torato. 

A Massa Carrara nei giorni 
18, 19 e 20 prossimi si avran¬ 
no scioperi articolati per zo¬ 
ne; le stesse intenzioni si re¬ 
gistrano a Lucca e in altre 


Provincie iniziative come 
quelle toscane si ripetono ora 
e nelle prossime settimane 
anche in altre regioni. E’ 
molto probabile che già nel 
primi mesi dell’anno prossi¬ 
mo la mobilitazione si esten¬ 
da massicciamente in tutto il 
paese e si vada ad un’azione 
sindacale di protesta a livello 
nazionale.- 

caiL, CISL e Um, dopo gli 
stravolgimenti degli accordi 
di giugno e dopo le inerzie 
del governo e del parlamento 
sono convinte che sarà neces¬ 
saria, e assai presto, la ri¬ 
presa della lotta su vasta 
scala. Per l’acconto strappato 
a giugno (quarantamila lire) 
gli insegnanti hanno dovuto 
fare un altro sciopero. Io 
scorso settembre. Negli ulti¬ 
mi incontri al vertice il go¬ 
verno sembra si sla dimenti¬ 
cato di molte cose: nella ela¬ 
borazione di alcune leggi, 
addirittura, come quella sul 
precariato si ■ cerca di stra¬ 
volgere gli accordi raggiunti 
con il sindacato. Si precede 
ad esemplo per l docenti del¬ 
la scuola media l’obbligo di 
sostituire i colleghi assenti 
fino a venti giorni con sei 
ore settimanali di straordina¬ 
rio ciascuno. 

Serie modifiche si vorreb¬ 
bero apportare anche al di¬ 
segno di legge, sugli organi 
collegiali. Ce n’è Insomma 


per giustificare la ripresa in 
grande stile della lotta sinda¬ 
cale. Grazia Gimmelli della 
CGIL, Andrea Blso della 
CISL e Parisio Capriotti della 
UIL, responsabili regionali 
dei sindacati scuola, hanno 
sottolineato con ' preoccupa¬ 
zione il fatto che se non si 
riconosce a breve scadenza il 
diritto di questa categoria al¬ 
la contrattazione degli aspetti 
economici e delle condizioni 
di lavoro non solo si allarga 
il malcontento e la frustra¬ 
zione ma continua inesora¬ 
bilmente il peggioramento di 
tutto il servizio scolastico. 

Con il congresso di Riccio¬ 
ne gli insegnanti si sono dati 
una piattaforma rivendlcati- 
va; su questa base, come 
viene fuori anche dalle as¬ 
semblee di queste settimane, 
gli insegnanti vogliono con¬ 
trattare. Il « contratto nega¬ 
to » è una definizione che si 
addice bene alle condizioni di 
questa categoria I governi 
hanno sempre considerato gli 
insegnanti come lavoratori 
diversi dagli altri non aventi 
diritto ad un contratto. Ma è 
il problema più generale di 
tutto il pubblico Impiego e 
della tanto attesa legge qua¬ 
dro. 


I. im. 


Scioperi, manifestazipni ed 'assemblee in centinaia di fabbriche 

Coro di proteste contro 
la «stangata» del goveriio 

Gli aumenti colpiscono ancora una volta i più deboli ~ I sacrifici per le zone terremo- 
tate vanno finalizzati a precisi programmi — Un documento della FLM r fiorentina 


«Diktat» neirazienda di Castiglione 

La « Paoletti » vuole^ i 
licenziare 45 operai i 

GROSSETO — 45 licenziamenti e 108 lavoratori In Cassa in¬ 
tegrazione? Con questo «diktat» unilaterale la Paolétti di 
Castiglione della Pescala, la più grande azienda tessile e abbi¬ 
gliamento della Maremma, vuole comunque procedere ad un 
ridimensionamento delle capacità produttive, a causa di una 
riduzione di un 15% delle commesse in conseguenza del ter¬ 
remoto che ha colpito la Campania e la Basilicata. Una posi¬ 
zione che le organizzazioni sindacali respingono con nettez¬ 
za perché « pretestuosa », Immotlvata e - inconsistente. • 
Un momento di verifica, di confronto c 'di scontro sul- ' 
le prospettive > economico-occupazionali dell’azienda.. sulla 
sorte delle 320 maestranze, si avrà domani mattina In occa¬ 
sione deU’incontro previsto presso l’ufficio provinciale del 
Lavoro. In quella sede le oo.ss., oltre a respìngere qualsiasi 
iwogetto di licenziamento, cosi come 11 provvedimento di cassa 
Integrazione ordinaria o speciale, insisteranno sulla neces¬ 
sità che l’azieoda mantenga gli impegni sottoscritti nel 1978 
concernenti gli investimenti produttivi, l’occupazione e un 
processo di ristrutturazióne aziendale 

Altri obbiettivi che l rappresentanti del lavoratori por¬ 
ranno con forza alla controparte è quella di far cessare il 
ricorso diffuso al decentramento produttivo, al lavoro « nero » 
c «sommerso». Su questo argomento la direzione aziendale 
da tempo continua a fare « orecchi da mercante » respin¬ 
gendo stizzosamente tali accuse. Di fatto però, vi sono testi¬ 
monianze che documentano resistenza, per conto della Pao¬ 
letti di laboratori che svolgono commesse con l’impiego di 
forza lavorò «clandestina». 


La «stangata» decisa ' dal 
governo è stata accolta da un 
coro di proteste in tutta la 
Toscana. Scioperi improvvisi 
manifestazioni ed assemblee 
seno stati effettuati dai lavo¬ 
ratori di centinaia di fabbri¬ 
che come la Breda di Pi¬ 
stoia. Cantieri navali di LI 
vomo, la CP. le Acciaierie, 
.la Dalmlne ed. altre aziende. 
Documenti ed ordini del 
giorno sono stati votati alla 
Galileo, Longinotti, Matec-Sa- 
vlo, eoe. - ; 

' I lavoratori accusano 11 go¬ 
verno — lo stesso governo 
che non è stato in grado di 
intervenire subito per portare 
soccorso alle popolazioni ter¬ 
remotate — di voler far pa¬ 
gare solo ai lavoratori ed alle 
categorie a reddito fisso le 
spese per la ricostruzione, 
cirave preoccupazione è stata 
espressa dalla FLM della 
provincia di Firenze, la quale 
giudica 1 provvedimenti go¬ 
vernativi contraddittori. Sotto 
accusa anche il metodo del 
governo: ancora una volta — 
affeirma la FLM — è stata 
Imboccata la strada deleteria 
«di non consultare le forze 
sociali e di esautorare il par¬ 
lamento da una discussione 
di merito» . 

Sul plano del contenuti, la 


C’è la via per vincere la sete in Val di Chiana 

Da un secolo aspettano 
rirrigazione, mentre 
la campagna si svuota 

Discussa al consìglio provinciale di Arezzo 
la politica agraria - Acciai: «un cambiamento radicale 

della Regione - Gli impegni assunti e i lavori in atto 


r '' ' ‘ -j. <f » ^ 








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. 5 - 


AREZZO — Primo comandamento della po¬ 
litica agraria ad Arezzo: irrigare la Valdi- 
chiana. Alla svelta anche: i contadini aspet¬ 
tano da quasi un secolo. L’assesswre Va¬ 
sco Acciai, aprendo il consiglio provinciale 
suragricoltura, ha indicato anche gli stru¬ 
menti per rispondere a questa aspettativa: 
«il Tevere, TArno, i laghi Trasimeno, di 
Chiusi e Montepulciano, con i rispettivi ba¬ 
cini, possono soddisfare le molteplici esi¬ 
genze e necessità delle province e regioni 
interessate». Acciai ha esaminato un po’ 
tutti i problemi deU’agricoItura nella pro¬ 
vincia aretina, fornendo dati statistici e 
indicando i diversi ruoli che devono assol¬ 
vere il governo, la Regione e la Provincia 
di Arezzo. - 

■ Partiamo dalle cifre. Nulla di nuovo: 1’ - 
esodo dalla campagna continua. In sette an-, 
ni (1971-1978) se ne sono andati 6mila colti¬ 
vatori diretti. Ornila mezzadri, mille brac¬ 
cianti. Nel 71 la precentuale della popola¬ 
zione attiva occupata in agricoltura era del 
30 per cento, nel 78 è scesa al 19 per cento. 
L’età media è elevatissima. Nel '74 era di 


57 anni. < .Adesso sarà certamente aumenta¬ 
ta» ha detto Accim. Le statistiche sulla 
provincia dì Arezzo diccmo che diminuisce 
sia il numero dei contadini che delle azien¬ 
de. € Adesso si può temere, ha detto Acciai, 
di aver raggiunto la soglia critica, oltre la 
quale l’agricoltura aretina perde anche la 
consistenza che, malgrado tutto, ha fino ad 

oggi dimostrato ». . 

Sul che fare per tamponare questa emor¬ 
ragìa. Acciai ha diviso i compiti di governo. 
Regione e Provincia. Governo. « Un cambia¬ 
mento radicale, ha detto l’assessore provin¬ 
ciale. va fatto nella politica nazionale. Le 
cose necessarie: superamento dei patti 
' agrari e della mezzadria, leggi contro le 
calamità naturali, disposizioni antisofisti- 
cazioni e frodi, diversa politica fiscale in 
agricoltura, immediata attuazione del piano 
agricolo-alimentare, decentramento alle Re¬ 
gioni. n ruolo della Regione quindi. « In 
Toscana, ha detto Acciai, una programma¬ 
zione economica non può prescindere dal 
riequilibrio del reddito pro«;apite tra zone 
litoranee, zone (fisamente industrializzate 


e zone interne. Vanno dirottate su ({wste- 
ultime gran parte delle risorse e dei finan¬ 
ziamenti disponibili, tenuto conto del peso 
economico che in queste aree interne ^’a- 
gricoltura, è verso questa che bisogna con- ' 
centrare rattenzioòe ». Provìncia. « Il com¬ 
pito più impegnativo che sta di fronte alla 
nostra amministrazione in questa legislatu¬ 
ra è quello della Ixmifica. del riordino f<n- 
diario e del piano irriguo». 

Per quanto riguarda rirrigazione Acciai . 
ha fatto il punto sui lavori ^ MontedogUo. 
che dovrebbero portare finahnente l’acca 
. in yMdìchiana: i lavori per la diga prose- , 
guim nMntre.,stanDÒ per riprendere qùd- ' 
li yer la gallaia interna che pmterà l’ac- . 
qua-in Val Tiberina e stmo stati già appal¬ 
tati i lavori della gallerìa di Valico: fl con¬ 
tratto verrà firmato entro questo mese.' 
«Tutto il conqilesso di Montedoglio, ha det- ' 
to Acciai, dovrebbe realizzarsi entro 3-5 an- , 
ni ». Sono stati anche appaltati lavori per 
il bacino irriguo Valtiberìno e approvato è 
il iffogetto dell’invaso della Chiasuccia. 


Si spera quindi che entro 5 anni il proble¬ 
ma storico dell’irrigazione nella provincia 
di Arezzo sia risolto. Le cose si pràsehtiuio 
più complesse per la bonifica. Per dièci an¬ 
ni que^ problema è rimasto chiuso nel 
cassetto^ E pensare che nella provincia ^ 
Aleso, c’è da gestire, tra canali e corsi 
d’ac(iua. ‘ qualcosa come mille chilometri, 
quasi la stessa lunghezza delle strade pro¬ 
vinciali. Accai ha proposto che si formi , un 
nucleo operativo dì tecnici, coardinato dalla 
provincia, per rispondere a tutti i bisogni 
del caso.- 

Nella parte finale della sua relazione 1’ 
assess or e all’àgfìcoltura ba delineato il rùò-J 
lo politioo dèU’amministrazùme provinciale; 
programmazione e cocH^inamento deUe ihi- 
riative. Non solo sulle questioni centrali pri-’ 
ma ricordate, (irrigazione, bonifica, rior¬ 
dino fnxiiario). Ma anche sui settori trai¬ 
nante dril’a^coltura aretina: vitivinicol¬ 
tura. zootecnica, tabacchicoltura, olio.'* 


Claudio Repec 


FLM ritiene che gli aumenti 
della benzina del bollo, delle 
tariffe ENEL e del gas, non¬ 
ché il rinvio degli sgravi fi¬ 
scali, fanno parte di una naa- 
novra recessiva effettuata 
nella vana speranza di otte¬ 
nere, attraverso il taglieg¬ 
giamento del consiunl Interni, 
unl’mprobabile ripresa delle 
esportazioni. Tali prospettive. 
Invece, non harmo un reale 
fondamento, a causa della 
speculazione intemazionale in 
atto sulle monete (il dollaro 
è già vicino a quota mille). 
L’esecutivo della FLM, inol¬ 
tre. ritiene sbagliata la pro¬ 
posta del ministro del bilan¬ 
cio di restrbigere la capacità 
di spesa degli enti locali per 
stornare le risorse In Inter¬ 
venti straordinari nelle zone 
terremotate . • 

■ Una cosa — dice la FLM — 
è definire im piano organico 
di rinascita delle zone colpite 
dal sisma e dell’intero Mez¬ 
zogiorno, mobilitando il Pae¬ 
se e le sue risorse, altra cosa 
è Invece perseguire una linea 
di riduzione dei consumi so¬ 
ciali e popolari per fini re¬ 
cessivi giustificandoli con la 
tragedia del terremoto. A- tut- 
t’oggl, infatti, non esiste un 
quadro preciso delle necessi¬ 
tà finanziarie e ' dei pro¬ 
grammi di intervento. 

' Patta questa premessa, 1 
lavoratori non negano chie i 
sacrifici per il Mezzogiorno 
siano necessari, ma. essi de¬ 
vono essere selezionati e h- 
nalizzati a precisi ' program¬ 
mi,:. sulla base anche di un 
consenso generale da cóstnii- 
re nel Paese. • a j ; ■ 

• Secondo la FLM, attucu:e In 
una situazione del genere una 
politica recessiva è un fatto 
irresponsabile che non può 
che portare ad un crollo del¬ 
l’attività produttiva e dell’oc¬ 
cupazione. ' 

Per questi motivi l’esecuti¬ 
vo della FLM di Firenze 
chiede alle segreterie piorin- 
ciall, regionali e nazionali 
della Federazione imitg^a di 
assumere immediatamente 
precisi impegni per l’apertura 
di un confronto serrato con 
il governo anticipando (e a- 
degnandoli alla nuova situa- ' 
rione) i contenuti - di una 
p^att^orma generai^ : sulle, 
hcèlfe di pofitìcd^ecohómlca'e”' 
di politica iridùstriale senza i 
’qlìall i lavoratori saranno 
costretti a subire le scelte 
recessive e l’attacco del pa¬ 
dronato. . . 

«Tale iniziativa — conclude 
la FLM — non può att^dere 
1 tempi dèlia consultazione» 
anche perchè su certi prò-: 
blemi 11 sindacato non parte 
da zero (fisco casa traspor' 
ti partecipazioni statali poli¬ 
tica industriale). «Chiediamo 
perciò Iniziative immediate 
tese a riportare il governo ■ 
fuori dalla logica dei provve¬ 
dimenti straordinari e a dare 
risposte serie ai problemi del 
Paese. Se a questo, hon ri 
dovesse andare a tempi rapi- 
, di la categoria impegna¬ 
ta in prima persona a ri¬ 
chiamare ^ rattenzione nel ^ 
Paese rispetto alle priorità e 
al segno da dare all’emergen¬ 
za. Non è possibile separare 
ancora una volta lemergenza 
dal risanamento e dal cam¬ 
biamento dei termini dello 
sviluppo». 


f.ga. 


La procura 
indaga 
sulla giunta 
provinciale 

LU<XA — L’amministraziono 
fvoviiKiale di Lucca ha com¬ 
messo irregolarità nelle pro¬ 
cedure dì assunzione di perso¬ 
nale. nell’affidamento degli 
tocarìchi professionali, nelle 
assunzioni a tempo indetermi¬ 
nato? La procura della Re¬ 
pubblica di Lucca ha dispo- 
rio una indagine nei confron¬ 
ti dell’anuninistrazìone pro¬ 
prio per verificare la rispon¬ 
denza al vero di una serie di 
denunce apparse sulla stampa 
in questi ultimi mes». 

La ristrutturazione dei ser- 
▼Ì 2 i e Tapprovazione della 
nuova pianta organica hanno 
rawjresentato infatti Tocca- 
■iràie per la sistemazione di 
tutto quel personale recluw- 
to in maniera clientelare, spes¬ 
so senza concorso, con il mec¬ 
canismo dei tre mesi 


Montedison 
domani in 
consiglio 
; comunale 

M.ASS.A — Riunione straordi¬ 
naria del consiglio comunale, 
domani a Massa. All’ordine 
del giorno « la questione Mon- 
tedisòo». H OMrsigUo dovrà 
pronunciarsi sulla proposta di 
mediazione avanzata dal mi¬ 
nistero del lavoro per risol¬ 
vere la vertenza che impegna 
da 4 mesi, operai, sindacati, 
enti locali e Montedison sul 
futuro dello stabilimento Diag. 

Ora. sulla base dei paren 
espressi da vari esperti, si è 
articolata una proposta del 
sottosegretario al lavoro sena¬ 
tore Zito per la quale la pro¬ 
duzione dello stabilimento può 
riprendere, purché siano fat¬ 
te salve certe garanzie. II 
consiglio è dunque chiamato 
ad esprimersi su questa Ipo¬ 
tesi di soluzMme presentata 
dal sen. Zito. 


Nuovi orari 
per la SITA 

A seguito della chiusura 
del tratto Siena-Monterig- 
gioni della Superstrada Sie- 
na-Firenze, e conseguente 
instradamento delle corse 
lungo la S.S. 2 (Cassia), la 
SITA, dal giorno 16 dicem¬ 
bre anticiprà di 10 minuti 
le seguenti corse attual¬ 
mente in partenza da Siena 
per Firenze (rapide alle ore 
6,45, 7, 8, 8,15; dirette alle 
ore 6,15, 6,35, 8,15). Firenze 
per Siena (rapida alle ore 
6,30; diretta alle ore 6.10). 
lÀ SITA si riserva di dare 
ttmpestivamente notizia di 
tventuali variazioni, r . - 


Ricordi 

N«l tme aMÙwmri* MI» 
*cosi»ana dal eoapasiw Roan» 

Bsllerì di Rosisnano Sotnr, la mo¬ 
glie Wanda lo ricordi con immo¬ 
talo affetto sottoscrnrendo diecimila 
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parva a compegno CIno C aia ar i li 
della gerione Sod di Montecatini 
Terme. Katoia. La fandslia nel ri¬ 
cordarle con inwmlalo affeUo a 
peraoti, compagni c amici che ne 
eppi ec erano le qoalìti sodali od 
amane e n grande ettaccamoolo al ' 
partilo, fottescrive diedmìla llrs 
per rUniti. 

• e • e 

Lee Patgpìni c lo rio ricordane 
con tUma a affetta il caro Fosco 
Laneront, di Locca, s por oooromo 
le memoria «ettescrivono diecimila j 



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\ • 


r 

























‘.'i 


PAGélS runitA TOSCANA Domenica 14 dicembre 1980 

Concluso il convegno promosso dal ’ ^ 

Il porto dì Livorno sì qualifica 
per rispondere alla sfida europea 

Sostanzialmente accolta la proposta di un comitato di coordinamento portuale 
Manca una strategia nazionale, ma esistono le possibilità di sviluppo per lo scalo 


' LIVORNO — A febbraio la 
' prima conferenza nazionale 

• dell’economia marittima or- 
! ganlzzata dal PCI a Geno- 
! va, porrà ai lavoratori e al 

paese un problema di enor¬ 
mi dimensioni: la necessità 
di affeirnare il ruolo dell’Ita- 
'lia nei rapporti fra Europa 
e paesi emergenti. In prepa- 
' razione della conferenza, si 

■ è tenuto ieri e .venerdì il con- 
:vegno sul ruolo del porto di 
■Livorno in relazione alle at- 
ituall correnti di traffico e 

• alle prospettive di sviluppo 
, e di integrazione dei tra- 

/, sporti. ■ 

Il dibattito, stimolato dal- 
,• la relazione di Tedeschi, 

> della segreteria provinciale 
■(del PCI (di cui abbiamo rl- 
. portato ieri alcuni stralci) e 
concluso da Lucio Libertini, 
membro del comitato centra¬ 
le comunista e responsabile 

■ della commissione nazionale 
; trasporti -è stato ricco di 

•punti interessanti. Purtroppo 

■ — sta qui forse l’unica nota 

■ ne^tiva — è mancato su 
quéste problematiche di estre- 
: ma importanza per la città, 

; — e non solo per essa — un 
i confronto aperto con gli 
1 esponenti ’ di tutte le altre 
,for 2 » politiche locali, invita¬ 
te ma in gran parte assenti. 

-;Su un tema, in particolare 
'c’è stato dibattito e dialet- 
' tica: il comitato di coordina- 

• mento portuale che il PCI 
propone alle forze locali li- 

;;.vomesi. ..- - .--k - v 

■ - La proposta sostenuta da 
.'-•Tedeschi e adaffermata. ■ da 
i Libertini ha trovato-consen* 
t so, sia pure coti alciine sfu* 
(.mature, negli interventi del 

console della compagnia Pic- 
Cini e del segretario provin- 
;Ciale del sindacato i^rtuali 
' della CGIL Penco; è stata 

* invece solo in parte condi- 
; Visa dall’assessore regionale 

Baugi. Piccini ha messo in 
guàrdia di fronte agli attac¬ 
chi sferrati negli ultimi tem¬ 
pi ai lavoratori. « Per respin¬ 
gere questi attacchi — ha 
detto — • difendere I risul¬ 



tati acquisiti dal nostro por-, 
to, condivido la necessità di 
andare alla costituzione di 
un comitato che elimini il; 
vuoto programmatico emerso, 
intorno alla realtà portuale e; 
saldi il momento di attività) 
portuale con le esigenze del 
tèrrltorid». 

‘ E Penco « i modelli gestio- ? 
nali degli altri porti sono da 
scartare nel modo più assolu- ; 
to » e inoltre « occorre scin¬ 
dere il momento della pro¬ 
grammazione e degli investi-, 
menti' dal momento economi- ; 
co e produttivo. La proposta, 
del comitato è comunque ori¬ 
ginale e interessantè perché 
im coordinamento è indispen-. 
sabile. Ma deve essere appro- • 
fondita». ' 

• L’assessore regionale -Rau-; 
gi ha' accentuato / la distin-. 
ziohe tra il movimento della 
programmazione « per la qua¬ 
le esistono già strumenti isti¬ 
tuzionali, enti locali e. Re¬ 
gione, competenti » e il mo¬ 
mento gestionale per il qua¬ 
le è necessario uho strumen¬ 
to nuovo e moderno. « E’ pe¬ 
rò indispensabile una legisla¬ 
zione nazionale — ha conclu¬ 
so Raugi — al di fuori di es¬ 
sa, si possono solo proporre 
soluzioni provvisorie ». Dopo 
ima decina di .altri interven¬ 


ti estremamente interessan¬ 
ti e costruttivi. Libertini ha 
riportato il dibattito alla « sfi¬ 
da» europea e al campanelli 
di allarme' che il nostro pae¬ 
se non può non avvertire. 
« Possiamo front^glare que¬ 
sta sfida con un allargamen¬ 
to dello sviluppo e un miglio¬ 
ramento della sua qualità, al¬ 
trimenti . saremo perdenti e 
non ci resterà che un gros- 
! so arretramento e l’emargi¬ 
nazione». ;■< ‘ . 

■ « E’ essenziale modificare 
! radicalmente le condizioni at¬ 
tuali e realizzare una strate¬ 
gia complessiva deU'ecònomia 
marittima che il regime de¬ 
mocristiano basato sui . feu¬ 
di e sulle.corporazioni ha sin 
qui n^ato ». Il quadro legl- 
slativò .attùàie -'è costituito 
dalia ihancanza di una -legi-.’ 
slàziohe e dalla conseguente 
dispersióne dei mézzi;, dalla 
frammentazione delle compe¬ 
tenze^ (su questi temi si è 
soffermato il sindaco Nanni- 
pieri), dalla crisi profonda 
del sistema dei trasporti; dai 
limiti e dalle carenze nelle 
gestioni portuali. 

« E’ perciò necessario — 
ha continuato Libertini — un 
grande processo di trasfor¬ 
mazione e riqualificazione 
che renda competitivo il si¬ 


stema portuale italiano e nel 
quale siano protagonisti i la¬ 
voratori ». All’interno di que¬ 
sto modello si collocano i pro¬ 
blemi di Livorno, il porto 
che ha assimto rilievo na¬ 
zionale per le proprie carat¬ 
teristiche e per l’Iniziativa 
dei lavoratori e del comunisti. 

« Ma pèr manteiiere e raf¬ 
forzare questo ruolo — ha 
sottolineato Libertini in una 
situazione generale che cam¬ 
bia e di fronte al nuovi pro¬ 
blemi che emergono, sono ne¬ 
cessari nuovi interventi : e 
nuove iniziative ». Dopo aver 
ribadito le posizioni, già 
espresse dal relatore Tedeschi 
sul piano regolatore e sulle 
soluzioni da adottare per il 
canale del Navicelli e la pre¬ 
giudiziale nel confronti del 
progetto ministeriale di una 
^ grande diga. Libertini ha ana¬ 
lizzato le diverse soluzioni che 
occorre urgentemente avvia¬ 
re: la costituzione di un co¬ 
mitato di coordinamento che 
garantisca l’unità tìi Inter¬ 
venti In tutta l’area di inte¬ 
resse portuale; l’unificazio¬ 
ne di tutti ' i cicli operativi 
del lavoro nella compagnia 
portuale (su questo punto si 
era soffermato in particola¬ 
re Cialandroni dell’agenda 
Mezzi Meccanici): la realiz¬ 
zazione delle opere Importan¬ 
ti (tra l’altro la Pontremole- 
sé e la Pirenze-Pisa) inseri¬ 
ta nel piano delle ferrovie 
che da tre anni la DC tiene 
bloccato Ih parlaménto; il, 
raddoppio dell'Aimelia ■ (che- 
non^uò esjsj^q assorbito-nel. 
‘ progetto di'aUtòstraitte). V) i 

Libertini ha condùsò So-‘ 
stehendo che la' battaglia per 
uno sviluppo del porto di Li¬ 
vorno nel quale siano prota¬ 
gonisti 1 lavoratori è parte 
della grande battaglia per II 
rinnovamento del paese che, 
in alternativa al corrotto si¬ 
stema di potere DC, sta con¬ 
ducendo il PCI sul piano na¬ 
zionale. 

Stefania Fraddanni 


Dibattito a Pistoia con Pajetta, Codignola e Baiestracci 


f-' ’■ . \ V- > ^ ■: ' 


i j •!, J : ^ . i ’ 


Amenaoia, uomo e politico; 
un esempio da tenere vivo 

Ripercorse le tappe e le convinzioni del dirìgente comunista - Attivo provinciale sulla 
situazione politica attuale - Come. reagir e alla crisi dello Stato - Il dopo terremoto 


PISTOIA — Nella prima del¬ 
le sue iniziative, nelTlstituto 
Storico della Resistenza si 
è discusso di Giorgio Amen- 
dolo, A questa prima analisi 
seguiranno quelle su Pietro 
Nenni, Aldo Moro,- Ugo Im 
M alfa e Luigi Longo. Figure 
diverse, che hanno giocato 
un diverso ruolo nel nostro 
paese e lasciato una traccia 
profonda. E questa ■ eteroge¬ 
neità è forse il modo mi¬ 
gliore per fare la conoscen¬ 
za con la storia più recente 
del nostro paese e con gli 
uomini che l’hanno fatta. E 
ad attraversare da diverse 
prospettive la figura di A- 
mendola sono stati chiamati 
a Pistoia Gian Carlo Jafetta 
(delta direzione del PCI), 
Nello ^Balestracci (deputato 
democristiano) e Tristano 
Codignola (senatore sociali¬ 
sta). Ne è venuto fuori non 
tanto un confronto, quanto 
un mosaico di cui giudizi e 
testimonianze sono state le 
tessere. 

Pajetta ha ripercorso le 
tappe deUa vita di Amendo¬ 
la uomo e politico, fin dal 
passaggio coraggioso dalla 
eiUtura liberale — in cui si 
era formato — a quella mar- 
ttista, che rappresentò la sua 
a scelta di vita ». Pajetta ha 


sottolineato come egli si sia 
confrontato ed abbia impa¬ 
rato dalla vita, come abbia 
costruito le sue convinzioni 
anche - sulle sue sconfitte. 
Dopo la mòrte del padre, prò¬ 
prio l’essere stato avversario 
(allora si diceva vfozioso v) 
dei comunisti, fu la base per 
la ricerca di una risposta, 
fu lo stimolo per « cercare 
coloro che erano disposti a 
combattere — ha detto Pa¬ 
jetta — ed a resistere al 
fascismo. E la risposta ìa 
trovò net comunisti, venne, 
come dicevamo allora, alla 
scuola deUa classe operaia j>. 

Pajetta ha poi delineato 
la figura di grande dirigente 
di partito, ha ricordato - le 
sue battaglie, i suoi scontri 
anche aspri, la sua grande 
capacità di far discutere. E* 
il tema che ha affrontato 
anche Baiestracci. Al di là 
di quello che è significato 
per i comunisti, Amendola 
ha vivacizzato la vicènda 
politica in questi anni. Quello 
che ha immesso in termini 
di riflessione aU’iniemo del 
movimento comunista, coin¬ 
volge tutte le forze politiche, 
il Del suo rigore — ha detto 
Baiestracci — della sua fran¬ 


chezza. tutti noi ce ne siamo 
avvantaggiati ». 

Codignola ha ricordato la' 
sua vecchia amicizia con A- 
mendola e si è detto con¬ 
vinto che l’articolo scritto : 
dal dirigente comunista sulla 
FIAT rappresenta il testa¬ 
mento spirituale di Amendo -, 
la, il suo sforzo per licer- ' 
care le energie in grado di 
cambiare e ' governare l'Ita¬ 
lia. ■ ^ - - - , 

Dalla stòria alla cronaca: 
nel pomeriggio Pajetta ave- ; 
va concluso un attivo prò-. 
vinciale del PCI sulla situa¬ 
zione politica. Dopo il dibat¬ 
tito. nétte sue conclusioni ha 
messo in rilievo come ci si 
trovi di fronte — jn Italia e 
nel resto del mondo — ad 
una svolta ed alla possibili¬ 
tà di un deterioramento del¬ 
la situazione, che impone al 
PCI di trovare nuove rispo¬ 
ste. Toccando il problema del 
dopo terremoto. Pajetta ha 
detto: e malia che si cono¬ 
sce dopo il 23 novembre è 
sempre esistita. E* da tempo 
che denunciamo ritardi 'e i- 
nefficienze; e qualcuno ci 
accusa di essere proprio il 
partito della sciagura. Ma se 
c’è in Italia il partito delle 
sciagure, è quello che in 35 
anni ha portato il paese in 


Marzio Dolfi 


Firmato il contratto di affitto per i nuovi impianti dell'Amiata 

Dai soffioni energìa per le serre 

; Per venti anni il calore sarà garantito per le. strutture che sorgerenno sulla montagna 
; Primi passi per gli stabilimenti della Vài di Paglie - 1 lavori inizieranno neli'SI 


PIANCASTAGNAIO — Un 
oltio importante tassello è 
stato inserito nel mosaico 
della rinascita deU’Amiata 
‘ anche se come dicono al 
. Sindacato, «l'opera non è 
stata ancora definita nei mi- 
’ nimi particolari ». E* stato 
’ firmato il contratto di affitto 
• per circa 200 milioni annoi 
fra ITndoii (la società del¬ 
l'un che si occupa della ri¬ 
conversione industriale) e il 
; Consorzio dei Cornimi del- 
, l’Amiata per dare energia 
termica airunpianto di serre 
' che sorgerà a breve termine 
sulla Montagna Amialina. 

■ 11 contratto ha una validità 
, di venti anni e prevede un 
flusso di energia termica da 
ricavare dai soffioni dellA- 
' miata pari e 125 milioni di 
' «hllocalorie-ora. Il nuovo im- 
' pianto serricolo, che piodur- 
fà orchidee, fiori recisi, pian¬ 
ai» ornamentali, ortaggi, avrà 
i.PMt superficie di 50 ettari 


coperti che daranno luogo ad 
un giro di affari ■ pari a 
due-ire miliardi Tanno. . . - 
A gestire le sen'e riscaldate 
dal vaptore dei soffioni sarà 
r < Amiata SpA », una società 
composta al cinquanta per 
cento dai privati e per il 
rimanente 50 per cento dal- 
l’ENL Al momento della sti¬ 
pula del ccmtratto per la for¬ 
nitura di energia termica che 
comincerà ad essere erogata 
tra quindici mesi (mentre la 
costruzione delle serre co- 
roincerà con i primi delTan- 
no), il dottor Elidano Ada¬ 
mi. presidente doir« Amiata 
SpA » ha fatto notare che u- 
no dei problemi principali 
per lo sviluppo Melle attività 
industriali e la commercializ¬ 
zazione dei prodotti è costi¬ 
tuito dalla viabilità che at¬ 
tualmente dimostra gravi ca¬ 
renze. Spetta all’ANAS, 
dunque compiere gli inter¬ 
venti opportuni. 


Intanto suU’Amiata la mac¬ 
china della rinascita si sta 
muovendo laitamente e non 
senza ritardi e difficoltà. Nel 
settembre scorso sono co¬ 
minciati i corsi di formazio¬ 
ne profes^onale per «ricon¬ 
vertire » i lavoratori a cui 
partecipano circa duecento 
peiscme fra col alcimi disoc¬ 
cupati .Circa 2M latocatori 
sono anoma Inqiegnatl 
miniere 'per la nuu^utenzio- 
ne, ma proprio domani, lu¬ 
nedi 15 dicembre, scade rac¬ 
cordo semestrale a suo tem¬ 
po stipulato J^babilmente il 
governo prorogherà l’incarico 
a questi lavoratori, ma anco¬ 
ra non ci sono‘comunicazioni 
nè Incontri ufficiali: 1 sinda¬ 
cati aspettano notizie. 

In Val di Paglia la costru¬ 
zione degli insediamenti in¬ 
dustriali sta muovendo i 
primi passL Sono oomlnctaU 
1 lavori per la costruzione 
degli stabilimenti « Amiagel a 


(conservazione di prodotti a- 
limentaii) e «Rivali» (pan¬ 
nelli truciolati). Per le Mire 
si pensa che 1 lavori possano 
cominciare nei primi mesi 
del IMI. 

«Le azioide in Val di bi¬ 
glia devono partire — affer¬ 
ma Vello Aressini della OQIL 
di sona — e bisogna riuscire 
a far coincidere i tempi dei 
corsi di foimazione prol'es- 
^onale con quelli della rea¬ 
lizzazione degli stabilimenti 
per non restare spiazzati». 
Tra Taltro l’ENI si è impe¬ 
gnato a presentare una rela¬ 
zione su questi temi entro la 
fine di quest anno. «C’è poi 
il problema dell’aspetto mi¬ 
nerario — afferma ancora A- 
rezzini —: U minlirtre deve 
convorère un inoniirè per 
trattare sui livelli occupazio¬ 
nali e la produzione di mer¬ 
curio nelle ndntao».? ■ 


Sandro Rotti 


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una situazione in cui, se chie¬ 
dete perché c’è stato ritardo 
nei soccorsi, i ministri ri¬ 
spondono che l’ufficio dei 
sismografi era chiuso ed al 
Ministero non c’era nessu- ì 
no». -- • ■ - • : 

■ i Ma ci dobdiamo domanda- 
re, la società è soltanto gue- 
sta? . , 

' « ATo — sostiene Pajetta — 
se ha dormito Logorio, non 
ha dormito tutta Vitalia. Gli 
aiuti consistenti, soprattutto 
dall’Emilia e dalla Toscana, 
sono arrivati subito nelle zo¬ 
ne distrutte*. 

E non siamo di fronte so-, 

10 al dramma del terremoto, 
ma al dramma ben più grave 
che il ièrremoto ci ha rive¬ 
lato: quello delTItalia détto 
scandalo, più grave di tanti: 
altri — come diceva anche 

11 compagno Dolce, segretario 
detta Federazione, nélVintro- 
dazione — perché coinvol¬ 
ge profondamente la questio¬ 
ne dello Stato, detta vita dei 
cittadini e per questo occor¬ 
re evitare che alla crisi pro¬ 
vocata dal profitto si ag¬ 
giunga quella del privilegio, 
detta corrùzkme e del paras¬ 
sitismo. ■ 



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N CAPISCO LE PAROLE 

Quando l'udito si «appanna» noti c'è tèmpo da perdere. Oggi un piccolissimo tìmpano 
elettnU'ico può risolvere il problema senza ricorrere ai normali apparecchi acustìél. 

Il primo segnale è proprio questo: > sentire la voce senza capire le parole >. Ci si 
arrabbia con le persone perchè si pensa die borbottino invece di scandire bene la 
parole, si dà la colpa alla TV perché è troppo bassa, si dice che il telefono è rotto, 
ma... la vera causa purtroppo, è un'altra, sta nel nostro orecchio che comincia ad 

indebolirsi. ó -. ..- 

La voce infatti non giunge più nitida, ma è sfuocata, confusa ed è sempre più difficile 
distingjF-rne le parole, li nostro orecchio è stanco, e deve essere aiutato altrimenti 
peggiora sempre di più e senza possibilità di ritorno. Giorno dopo giorno, i sènza 
' scampo, si arriva alla sordità. ' 

Si può lare qualcosa? Sì ed anche molto bene. Sino ad oggi l'unico rimedio era H 
solito apparecchio acustico, che poteva avere un tubicino, un cordino ed un ricevitore 
esterno Oggi invece è disponibile un piccolissimo timpano elettronico miniaturizzato 
che amplifica fedelmente le voci e i suoni permettendo un ascolto naturale e-chiaro 
e che ri.cu'ta invisibile perché tutto nascosto nel condotto uditivo.. 

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quasi tutte le perdite uditive ed è dì grande affidamento, perché. ha superato mesi 
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Domenica 14 dicembre 1980 


TOSCANA 


runitd PAG. 19 




Due conferenze nel Pistoiese 

Più dentro alla 
realtà, il PCI 
punta sulle zone 

Un nuovo modo di essere delle sezioni 
Rilanciare la partecipazione attiva 

• PISTOIA “ SI stanno svolgendo In tutta, la provincia di 
Pistola le assemblee di seziotie. In preparazione delle due 
conferenze di zona del PCI che porteranno al rinnovo de* 
gli organismi del già esistente comitato di zona della Val 
di Nlevole e alla costituzione di quello deU’area pistole* 
se. Le due conferenze si terranno rispettivamente al clr* 
colo Gramsci di Montecatini (domani e martedì) ed al ‘ 
"CRAL Breda di Pistola (19 e 20. dicembre). E’ questa 
ruUima fase del decentramento politico del partito che 
' ha le sue premesse nel forte sviluppo del tessuto demo¬ 
cratico. Una realtà nuova che chiede nuovi adeguamenti 
che siano 11 frutto di una sintesi sempre più avanzata 
fra dlrezlOTie e autonomia. E’ ormai chiaro che sólo svi¬ 
luppando momenti di valorizzazione di autonomia a ogni 
livello si può rilanciare la partecipazione attiva e di 
massa alla vita del partito. 

iSu questi problemi abbiamo discusso con Gianfranco 
Venturi, della segreteria provinciale e proposto come 
responsabile per la zona pistoiese. 

« In primo luogo — afferma Venturi ~ occorre rìlan- 
clàre 11 ruolo delle nostre sezioni, facendone momenti 
'.di forte intervento politico e punto di riferimento per 
tutti 1 problemi della realtà su cui operano. Assieme al 
ruolo delle sessioni deve essere rilanciato quello deH’iscrit- 
to, chiamando ognuno ad una forte militanza politica e 
sollecitandolo a dare il proprio contributo di idee ». 

Per questo le zone del PCI debbono costituire « un 
nuovo modo di essere delle sezioni», un nuovo modo di 
aggregazione, perchè la sezione possa esercitare ed esal¬ 
tare la sua iniziativa ed il proprio ruolo politico. Al tem¬ 
po stesso la zona sarà un momento Importante di sintesi 
per una direzione politica e per un Intervento sul go¬ 
verno locale. Ed anche un tramite ed una cerniera con 
la più empia dimensione regionale. L’assemblea del se¬ 
gretari di sezione è destinata a costituire il momento 
più signiflcatìvo e costante di verifica e raccordo fra se¬ 
zioni nel loro insieme direzione dèlia zona. 

Talvolta si critica un appiattimento del partito sulle 
istituzioni. Cosa si può dire in proposito? « Appiattimen¬ 
to :— dice Venturi. N non è sinonimo di Interessamento 
ai problemi delle Istituzioni, che sono poi quelli delle 
giunte. Credo si abbia appiattimento quando il rapporto 
fra partito e istituzioni si svolge tutto o quasi al di 
fuoTirdì un legame reale con la gente e con l’insieme del ' 
partito. Quando al contrario, esso st^so si pone come 
veicolo di pu^bcìpazioné alla vita delle istituzioni, elle 
scelte, di governo, come momento di sintesi del bisogni 
reali, verificati assieme al cittadini, allora si dà un con¬ 
tributo reale non solo a governare meglio ma anche a 
rinsaldare il legame fra cittadini e Istituzioni. Ed è anche 
a questo che dovranno servire le zone ed il decentramen¬ 
to politico che come comunisti vogliamo attuare». 


Attivo provinciale PCI sul movimento associativo 


A 


Nelle campagne pisane 
la coopérazione sta 
mutando Fagricoltura 

' Gii organismi non hanno un peso pari aiia proprie forza - Il ruo- ' 
lo della Regione per lo sviluppo di questa realtà economica 


^IS.\ ~ L'attualità politica 
del movimento cooperativo è 
l’oggetto di un’ampia rifles¬ 
sione avviata nel PCI in pre- 
paraxione - della conferenza 
'nazionale sulla cooi^razione. 
Se ne è discusso ieri anche a 
: Pisa tra gli arazzi della Sala 
delle Baleari di Palazzo Gam- 
\ bàcortì :nel corso dl ’un breve 
convegno che ha visto riuniti 
gli operatori delle più diver¬ 
se esperienze cooperative ope¬ 
ranti della provincia. 

di movimento cooperativo 
non possiede ancora un peso 
pari alla propria forza ha 
detto il responsabile del di¬ 
partimento economico della 
federazione. Ardenze Felloni 
—, e questo non solo per l’at- 
teggiamento ostile dei governi 
democristiani. Per lungo tem¬ 
po nel movimento operaio ita¬ 
liano e anche nel PCI ha pre¬ 
valso una visione riduttiva del 
fenomeno al quale non veniva 
riconosciuta, neirambito di un' 
economia dì mercato, capaci¬ 
tà competitiva rispetto all'im¬ 
presa privata e pubblica ». 

Le riflessioni più recenti sot¬ 
tolineano l’esigenza di una 
piena valorizzazione deU'espe- 
rienza cooperativa in un con¬ 
fronto critico con quelle posi¬ 
zioni che tendono ad asse¬ 
gnarle un ruolo marginale ed 
assistenziale,'secondo un'otti- 
: ca;ché.'di fatto mette il mo- 
' violentò cooperativo in una 
posizione del tutto subalterna 
all’impresa privata. 

•c Bisogna definire con ur¬ 
genza il ruolo delle coopera¬ 
zioni nel governo dell’econo- 


;;tnia», ha aggiunto 11 compa¬ 
gno Felloni. « Questo compor¬ 
ta necessariamente un ade¬ 
guamento delle istituzioni sta- 
^ tali per incorag^are le poten¬ 
zialità di sviluppo della coope¬ 
razione che ormai ha assunto 
.una caratteristica sempi^ più 
nazionale. Solo cosi il movi¬ 
mento cooperativo potrà ave¬ 
re un ruolo ligeneratore dell’ 
economia italiana in una fase 
storica * caratterizzata dalla 
crisi della grande impresa e 
dalla disgregazione delle atti¬ 
vità produttive. Si tratta in¬ 
somma di fare in modo che 
anche attraverso l'imprendi¬ 
torialità cooperativa le mas¬ 
se popolari, nella loro veste 
di lavoratori, di produttori, di 
consumatori possano far pesa¬ 
re sempre di più le loro esi¬ 
genze comuni ». - . 

Il dibattito si è poi articola¬ 
to intorno a tre comunicazioni 
su temi specifici con le quali 
si è inteso vedere la coopera¬ 
zione come componente di un 
ampio movimento di lotta su¬ 
gli obbiettivi che più diretta- 
mente investono le condizioni 
di vita delle masse popolari: 
^organizz^lzione autonoma dei 
consumatori, la lotta per la 
casa. la forma cooperativa in 
agricoltura. . 

In questo ultimo settore che 
ha visto fiorire intorno a Pi¬ 
sa numerose e interessanti ini¬ 
ziative, il PCI individua un 
fattore determinante per un 
processo dì riforma delle 
strutture e per rallargamento 
delle basi produttive, la rior¬ 
ganizzazione e regolazione del 


mercato,' la necessità di un 
nuovo rapporto con l’industria 
di trasformazione e produttri¬ 
ce di mezzi tecnici nel quadro 
della progranunazlone agrico- 
lo-alimentare. v*: 

. < Va fatto un salto di quali¬ 
tà nella verticalizzazione del 
settore », è stato detto. € al¬ 
trimenti si rischia che lo svi- 
lup^ proceda in maniera 
equilibrata». Da questo pun¬ 
to di vista è necessario che 
venga sostenuto Tintervento 
della cooperazione agricola 
nel settore industriale e nei 
processi di commercializzazio¬ 
ne. aH’interno di un tessuto 
associativo costruito su base 
democratica, autonoma e 
unitaria. . 

Ma gli strumenti che lo Sta¬ 
to fornisce non sono più ade¬ 
guati a queste nuove esigenze 
per la promozione e lo svilup¬ 
po della cooperazione: in par¬ 
ticolare occorre un intervento 
delle Regioni sul terreno del¬ 
la programmazione, mentre 
un ruolo specifico e più inci¬ 
sivo spetta alle centrali coo¬ 
perative che devono indirizza¬ 
re r<^ra di promozione so¬ 
prattutto verso il mezzogior¬ 
no e i giovani, espandendo la 
cooperazione nel comparto in¬ 
dustriale e nel settore dei ser¬ 
vizi: nuove leggi e riforme si 
, rendono indispensabili per li¬ 
berare quelle forze che posso¬ 
no concorrere alla crescita c 
al consolidantento di nuove 
iniziative. 

Aldo Baàsoni 


Cinema in Toscana 


PISTOIA 

OOP. FERROVIERI: Non 
pervenuto 

LUX: (cAlrport 'SO» 

OL! .^cP^^tip^ntrò 
tutti^^ .r ...... « 

GLOBO: « Mia moglie è ima 
strega » 

EDEN: «Ben tornato pic¬ 
chiatello » 

VIAREGGIO 

CENTRALE: « Il fantasma 
del palcoscenico » 

EDEN: «La dottoressa cl 
sta col colonnello » 

EOLO: «Mia moglie è una 
strega » 

POLITEAMA: « Pantozzl con¬ 
tro tutti » 

SUPERCINEMA: «Blue ero- 
tlc climaw » 

ODEON: «Taglio di dia¬ 
manti » 


PISA 


NUOVO: Non pervenuto 
ARISTON: «Fantozzl contro 
tutti» 

MIGNON: i « Lia '' ninfòmane 
pomo» '■ 

ASTRA: « Il pap’occhlo » 
MODERNO: «1 ragazzi del 
coro » 

ODEON: « Candy Candy» 
ITALIA: «La dottoressa ci 
sta colcolonnello » 

LIVORNO M 

MODERNO: « Fico d’india » 
LAZZERi: «Doppio sesso in¬ 
crociato » ■ ' 

4 MORI: Non pervenuto 
GRANDE: « Fantozzi contro 
tutti » 

METROPOLITAN; «Mia mo¬ 
glie è una strega » 

GRAN GUARDIA: «Aereo 


più pazzo del mondo» 
ODEON: «11 pap’occhlo» 
AURORA: « Contdawn di¬ 
mensione zero » 

= CAIVIAIOREÌv^ 

MODERNO: « La professo- 
ressa di scenze naturali » 
COMUNALE (Pietrasanta): 
Non pervenuto 

CARRARA 

MARCONI: « Cruslng» * - •' 
SUPERCINEMA: «La dotto¬ 
ressa cl sto col colonnello » 
TEATRO SOLVAY (Rosigna- 
no Solvay): Non pervenuto 

MASSA 

ASTOR: «Mia moglie è tma 
strega» 

LUCCA 

ASTRA: « Mia moglie è una 
strega» 

MIGNON: ' c Gioia mocboea 
-dd sesso» 

PANTERA: « Fantozzl ooàteo ' 
tutti» 

MODERNO:’ « Bmbaktt»- > 
NAZIONALE: «Il buco nero» 

SIENA 

METROPOLITAN; « Bruba- 

ker » 

FIAMMA; «Mia moglie è 
ima strega» -- 

PONTEDERA 

ITALIA: « Brubeker » - • v- 
MA8SIMO: < DeUtto a Porta 
■: Romana» . 

MONTECATINI 

KURSAL; «Zucchero miele 
e peperoncino» 
EXCELSIOR: «L’Isola» 
ADRIANO: «La liceale al 
mare con l’amica di papà » 


1 programmi delle TV locali 


TELE ELEFANTE 
Non trtsnMtt*. 

CANALE 44 


, I 


Or« 10: Film - Ls fuaa;11,30: : 
Faoui Super; MesB> Cartoons; 12: 

- Il vangalo; t2,30; boneaÀo'^ dome- ' 
Ricala; 13: Oocumantarlo; 13,30: ' 
Film • Totò Fabriti ' • i giovani ' 
d’oggi; 15: Mazlnger - Cartoons; 
15,30: Film - Il mare; 17: Pome¬ 
riggio musicale; 17,30: Splash - 
Quasi un pomerìggio per i ra¬ 
gazzi - Fanta Super Mega > Me- 
•zingér - Vickle il vlklngo,' Boyi ’ 
and Giris; 19.30: Vetrina Musi¬ 
cale; 19,45: Il Musìcuore; 20: 
Spazio Redazionale; 20,30: Specia¬ 
le Sport; 21; Telefilm; 21,30; La 
fattoria dei prati verdi; 22: Bel¬ 
la bellissima - moda a bellezza 
con Italo Cirri; 23: Libreria; 
23,20: Telefilm; 24; Film - San¬ 
gue sull'esfaito. 

R,T.V. 3S 

La sveglia dei ragazzi; 7: Film - 
A cavallo della tigre; 8,30: Film - 
.Totò. Lascia o Raddoppia; 10: 
FÀni La ragazza con la valigia; - 

pentolo rubrica di ge- 
''ttronomla; 12,30: Gackeen - Car- 
j^fogci»;^-^13: topo da lli|dA« Cat'- 
t34à( MialWj (lliapò} 14: : 
, Nakié - Nal^-^ Triàlp^^lS: Ga- 
ckeen - Cartoons; 15,30: Mister 
Magò - Cartoons; 16: Agente Spe¬ 
ciale - Telefilm; 17; Gackeen - 
Certoons; 17,30: Lupe ùo lupi - 
Cartoons; 18: Mister Magò - Car- 
toons; 18,25: Nekie Nakia - Te¬ 
lefilm; 19,30: Gockoan • Car-’ 
tooiH; 20: Lupo do lupi • Cai^ - 
toons; 20,40; FHm - La ragazza ' 

I dalla paHc di Inhà; 22,15: Agcn- 
ta Spedala - Tctìlilih; 23,45: So- 
gni Proibiti; 24; Film - Perversi 
ad occhi chiusi; 1,30; RTV 30 no- 
stop - Programmi per tutta la 
notte. 


TELE 37 

Ore 10,30: L’incrodibile Hulk - 
Taleiilm: 11,30: Una parola di 
fade; 11,'45: incontri con Fio¬ 
rella Mazzel; 12: II ciuf club • 
Cartoons; 13:.L*avama a Shirlay « 
Talefilin: 13,30:‘Apà/Mtga> Car- 
toons;. 14: Dite Jockey; 15: lì 
cliia club - Cartoons; '15,30: 
Film • Brogliaccio d’amort; 17: 
Avvenimento agonistico; 18: Char- 
lotta — Cartoons; 18,30: Il clan 
di Mr. WAeela - Cartoons; 19: 
Washington a porta chiuse; 20: 
Charlotte • Cartoons; 20,30: Film 
Brcczy; 22: Angie - Talifilm; 
22,30: Film - Entrato senza bus- 
eare - Talcfilm. 


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7,30; Ciao ' Ciao - Cartoons; ; 
8,30: Palina Story • Cartoons; 
9: Star trek - Taionil»; 10; Pe¬ 
line Story • 'C a rtoo ns; 10,30: 
Ciao. Ciao •- Carlegns; 11,30: 
Candy Candy • Cartoons; 12: Òió, 
Cito - Cartoons: 13; Marameo - 
Cartoons; 13,30: Pomerìggio In- 
sianM-;- con Ciao Ciao. Candy 
Adams; 19,30: . 
Pèllnn Stoty^.'f.Cattòóiu; 20; Con- 
vjiCailgoh^20,30: Fuor . 
Ut an 'dl\ GÓggióU.'!* ; 
idraiil; 2l5^vF{lny'’r 
,dalÌB aia ;co«pagnto( 2^19: ^ 
GM.'Scrà; 0,T5i^FÌIm • La casa < 
dell’amore: Polizia intcrviana. 

TELE REGIONE TOSCANA 

Ora 12: ' Cartoni ' animati; 
12,15: La parola di Don Stefa¬ 
ni; 12,45: Grand Prìx; 13,45: 
Telefilm; 14;45:, Ippica Certa al 
trotto In dTmtta rIoU'ippodramo 
Lo Mulina; 18: Cartoni- animo- ^ 
ti; 18,30: Pianeta diMÓia; 19.30: , 
Notidtrio dal Brivido : Sportivo; > 
20: Il grande Click di Catherine 
Spaak; 2Ò,45: Film - Il figlio 
di Frankestein; 22,45: Oretocco: 
La ribollita; 23,45: Arte Tosca¬ 
na oggi; 24: Film. 


VIDEO FIRENZE 

ta Ora 14,30: Film - il sanilo» 
ro dal Sioux; 18: Gli antanoti - 
Cartoons; 16,30: Stara en tea; 
17: Film - Con ut» mano ti 
rompo con duo piedi ti sposto; 
: :18;30t Film:- Il trionfo di'King 
Kong; 20: GII’ antenati - Car¬ 
toons: 21: Un'idaa per un roga¬ 
lo; 21,15: Film - L'uomo che vi. 
de il suo cadavere; 22,30; Pros- 
simamento; 22,40: Film -- La me. 
" ta ordina. 

.' , ’ .RETE.A ■„ 

Oro 13: Haiuió o Barirém*. 
, Telefilm; 13,50: Don Chlavaed; 
14,20: I gioielli dal VII conti- 
nenie 14.50: Mondo spotticolb; 
15,10: Film « WA II .'coraggi^ 
- so; 16,35: Vlvarn il. futuro; 17: 
-Don Chuck Csiatere; 17,30: Ma- 
;'’go Marllno; 18:’nccadiily; 18,25: 
:-Rey music; 18,90: RomaiKa; 
• 19.40: Gli animaiU 20,40: Film - 
Tana Ipetos) au un;case di p^ 
fettas tratagia crimtnate; - 22.05; 
Pctrocelli . Telefilm; 23,20: Film 
Rotamunda non parla ... ma 
::ra; 0,1: La carousai da Paris. 


• •<>. 


; : > R.T.l.; ;- v : 

.. Non trasmetta. : :. ^ ' -i 

: THÉ^TOSCANA UNO , 

- Ora |0: Aàimatad.daaslc - Car.' 
: toons; 12: Pop Com > Musica¬ 
la; 13: Grizzly - Taiafilm; 14: 
Tennis: Connors-FIcming; 15: La 
avventura è il mìo mestiara: Ar¬ 
senio Lupin, Simon Tcmplar, 
Sempre tra sempre infaliibili. Leu 
GraiR. Hawai squadro cinque ze¬ 
ro; 13: Grizzly - Talcfilm; 20: 

. Cartoni «nirooH; 20,30:. I semii 
. noi rasia tf e - con Mike Eengior- 
:ne; 21,30: Film • Craab lldolo 
: del mare; 23,19: Spoeiaia era 11. 

Kf 'TOfCAIIATvV 

Ora 18: Film; 19,30: I eòft- 
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Domenica 14 dicembre 1980 


FIRENZE 


l'Unità PAG; 17 


Costituita una commissione tecnica paritetica 


Università e 


programmano 


insieme il'C pòlo» centro storico 

I risultati di un confronto politico sui problemi delFedilizia - Il piano verrà in¬ 
serito come stralcio della variante al PRG - Quattro scelte per Temergenza 


SI Inaugura l’anno accade¬ 
mico. Fioriscono le polemi¬ 
che sulle elezioni universita¬ 
rie, sulle varie facoltà e la 
loro «gestione», si ricomincia 
a parltire della riforma, del 
dipartimenti. Intanto gli stu¬ 
denti affollano segreterie, au¬ 
le e istituti, e continuano 11 
loro pellegrinaggio alla ricer¬ 
ca di una sistemazione. Que¬ 
st’anno però c’è qualcuno che 
ha l’Intenzione di partire con 
il piede giusto e cominciare 
ad affrontare alcuni nodi del¬ 
ia situazione universitaria in 
città. 

Una delegazione dell’ateneo, 
guidata dal rettore Scara- 
muz 2 Ù e dal presidente del- 
roi>ei*a universitaria Molipari 
si è incontrata con la giunta 
comunale. Argomento, l pro¬ 
blemi deiredillzla universita¬ 
ria. nell’urgenza e nella 
prospettiva. Risultato deU’in- 
contro: verrà formato un 
gruppo tecnico misto unlver- 
sità-Comune incaricato di 
studiare e di formulare ua 
programma di massima per 
gli insediamenti nel centro 
storico, finalizzato alla ap¬ 
provazione di una variante 
stralcio che farà parte del 
processo di revisione del 
Piano regolatore generale. Ne 
hanno parlato ai rappresen¬ 
tanti della stampa il sindaco 
Gabbuggionl. il vice sindaco 
Morales e l’assessore all’urba- 
nlstìca Franco Camarlinghi. 

La decisione di costituire il 
gruppo, e quindi di dare il 
via ad im processo concreto 
di esame delle prospettive e 
delle possibilità di sviluppo 
dell'ateneo in centro è segui¬ 
ta ad una serie di contatti 
prevalentemente incentrati 
sui problemi dell’emergenza. 
La giunta comunale ci ha 
pensato im po’ e ha proposto 
di allargare il tema dell’ur¬ 
genza a un progetto più 
complessivo, che interessa sia 
l’univeiaità, in quanto pro¬ 
blema prioritario per la qua¬ 
lificazione della città, ma an¬ 
che l’intera gamma delle fun¬ 
zioni che devono trovare po¬ 
sto nel cuore di Firenze. 

«L’università — ha com- 
nìentato il vice sindaco Mo¬ 
rales non può limitarsi a 
prospettare di volta in volte I 



I 

-- 




proprie necessità edilizie di 
carattere urgente, ma deve 
programmare il proprio svi¬ 
luppo complessivo, stabilendo 
più precisamente la distribu¬ 
zione dei propri insediamenti 
nel tre poli. Sesto Fiorentino. 
Ca reggi e centro storico, te¬ 
nuto conto dei ■ mutamenti 
introdotti dalla riforma con 
il nuovo assetto per diparti¬ 
menti». 

Tutto questo — ha aggiim- 
to Camarlinghi — significhe¬ 
rà dare precisi orientamenti 
sui temi della ricerca e della 
didattica, del sistema biblio¬ 
tecario, della residenza, 
mentre fa ’! suo relngresso 
nel dibattito la questione, da 
tempo bloccata, deH’utilizza- 
zione del complesso di S. Or¬ 
sola. Questo «salto di quali¬ 


tà» di tipo programmatico 
dovrà avere tempi brevi, per 
quanto è possibile, e riferi- 
m«iti chiari, in grado di ta¬ 
gliare l’annoso «nodo di gor- 
dio» di proposte e contro¬ 
proposte che non si concilia¬ 
no p)oi mai in una prospetti¬ 
va certa. Mentre il confronto 
politico e tecnico di grande 
respiro si avvia, la giunta ha 
però anche preso posizione 
su alcuni problemi particola- 
ri. ma non di poco conto. 
Ecco in sintesi le sue posi- 
' zionl. / 

JJ Complesso di S. Afar/a. 
E’ stato acquistato dall’uni¬ 
versità dopo lunghe e difficili 
trattative. Il problema è po¬ 
terlo utilizzare al più presto 
per Ingegneria. Il Còmùne 
assicura che l'anno prossimo 


verranno spostate nella nuo¬ 
va sede di viale Morgagni 
anche le sei classi della me¬ 
dia Poliziano (150 alunni) che 
ancora oggi svolgono qui la 
loro attività ; . . 

2) Pia Casa di Lavoro. Oli 
organi di amministrazione di 
Montedomlnl hanno deciso di 
mettere a disposizione dell’u¬ 
niversità locali per circa 3600 
metri quadrati, da destinare 
ad attività scientifiche e bl- 
bliotecarie a favore di Giu¬ 
risprudenza e della Scuola di 
Servizio sociale. Ma il com¬ 
plesso ha l)lsogno di grandi 
lavori di rlstrutturazlrme che 
nè l’(?p9ra nè l’Università 
possono realizzare. ; 

Una prospettiva concreta si 
aprirà con il F>assagglo delle 
IPAB (proprietà e personale) 
al Comune, di cui si discute¬ 
rà in tempi brevi in consiglio 
regionale. A quel punto in- . 
terverrà 11 Comune. Contem¬ 
poraneamente verranno rea- . 
Uzzati anche l miniapparta- ' 
menti per anziani previsti 
nell’ala prospiciente a viale : 
Giovane Italia. - ^ ^ ^ V 

3) Istituto degli Innocenti. 
Su questo ' immobile presti¬ 
gioso di Piazza SS. Annunzia¬ 
ta l’università aveva da tem¬ 
po avanzato una opzione (già 
operano qui strutture univer¬ 
sitarie dell’Istituto di storia 
dell’Arte). Unanimemente la 
giunta comunale ha dato 11 
suo assenso a questa pro¬ 
spettiva. Il problema sarà tro¬ 
vare adeguate sistemazioni 
per le altre attività che que- < 
sto «contenitore» ospita, che , 
interessano l’assisténza alla . 
maternità e all’Infanzia Cco- ' 
me la blbllovidcoludoteca). - 

4) Residenza. Come sempre 
un dramma. Ma intanto pro¬ 
cedono i lavori di ristruttu¬ 
razione nell’ex-albergo Nazio¬ 
ne di Piazza S. Maria Novel¬ 
la. in via Visconti Venasta e 
in via S. Gallo (tre stabili 
per circa 300 posti letto), 
mentre l’Università ha ac¬ 
quistato due piani di uno 
stabile in via Palazzo dei , 
Diavoli (60 posti letto) e il 
comune dovrebbe acquistare ’ 
il Diano terra dà destinare ad 
attività culturali e sociali. 

Susanna Crossati 


lifougurdzlone delPonno accademico 

Intanto Tatenèo 
vive un clima 
di restaurazione 

Interrogativi sull’organizzazione universitaria 
Occorre un corretto rapporto tra le componenti 

' .j . : 

’ L’Università deve essere adeguata alle esigenze dello 
sviluppo della nostra società ed agli studenti oppure 
lo sviluppo della nostra società e chi frequenta l’uni¬ 
versità si deve adeguare ad essa? Questo dilemma è 
per noi un antico problema, quanto antica ed ottusa 
è la volontà di chi dentro il nostro ateneo intende. 
riesumare con tutti 1 crismi e pomposità l’apertura . 
ufficiale dell’anno accademico, previsto per lunedi nel¬ 
l’Aula Magna di Piazza S. Marco. Àvrémo quindi in 
regalo questo ritorno air«Ancien Regime», 

Non cl meravigliamo:-gli atti o meglio 1 veri e propri . 
colpi di mano stanno percorrendo il nostro ateneo in v 
largo e in lungo, e c’è chi pensa fra l baroni che an-. 
cora nessuno si sia accorto del tentativo di restaura- - 
zione più generale In atto nelle facoltà, A queste forze, • 
di cui non disconosciamo « l’acume politico »,. doman¬ 
diamo però .quale debba essere, secondo loro.' l’atleg- 
glàmento degli studenti e più in generale delle forze 
vive e democratiche della nostra università. Se queste . 
forze credono che solamente co.\ un processo di re¬ 
staurazione si possa appesantire il rapporto di dipen¬ 
denza e di privilegio fra docenti e studenti, sappiano 
che invece vogliamo delle risposte a una serie di . 
quesiti. 

Come si intende giustificare l’aumento delle tasse 
universitarie, quale fine faranno qiiestl soldi? Quante 
volte e in quali occasioni l’organismo di alta «democrazia 
accademica » ha discusso delle condizioni materiali e 
di vita degli studenti che sembra -stlanó particolar¬ 
mente a cuore a diversi presidi dell’ateneo fiorentino? 
Perché non si spiega cosa si intende per sperimentazione. 
dipartimentale e che cosa si sta facendo delle norme 
delegate di riordino della docenza universitaria? Cosa 
se ne pensa del rinnovaménto della didattica, deU’àc-- 
cesso alia ricerca, dell’esperienza .di studio lavorò? Ci 
si è, mài posti iì problema di considerare superata 
Tottica da «grande liceo» che si ha del corpo stu¬ 
dentesco. riconoscendo invece agli studenti stessi l’iden¬ 
tità di forza lavoro intellettuale informazione o • par¬ 
zialmente già occupata? Come si giudica la crisi to- : 
tale di legittimità degli attuali organi di ^ governo' 
dell’università, già evidenziata dalle ultime elezioni e ' 
ulteriormente aggravatasi nei due anni che ci separanò 
da allora? Come si intende muoversi rispetto aUe mo¬ 
dificazioni avvenute con le norme delegate per la crea¬ 
zione dei corsi di laurea e di dipartimento, essendo 
queste sedi gli strumenti di rinnovamento istituzionale? . 

Una proposta: perchè non si promuove come univer¬ 
sità il superamento della vecchia e centraiisticà logica. 
che ha affidato al senato accademico il potere politico 
ed al consiglio di amministrazione dell’università quello ; 
amministrativo, attraverso l’istituzione di un unico con- '■ 
sigilo di ateneo con rappresentanze paritetiche e con 
uguale diritto di voto per il rettore? 

Da troppi anni è attribuito agli studenti il solo (pre* ■ 
sunto) potere di partecipare a scelte già cwnplute da 
altri. Credo sia giunto il momento di voltare capitolo 
e di considerare che soltanto con il corretto rapporto ' 
tra governo deU’unlversità e sue componenti si possa 
esercitare quel reale controllo e quella. gestione unita¬ 
ria. necessaria per una società migliore, come per 
una cultura veramente autonoma. 

Luigi Chicca 

(responsabile universitario PGCI) 



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Verso la conclusione il 24° congresso provinciale 


La DC discute ma problemi 
e proposte restano fuori 


A BARBERINO DI MUGELLO 

I NEGOZI DI ARREDAMENTO 


Un discorso tutto interno i 
quello che si sta svolgendo al j 
ventiquattresimo congresso 
provinciale della DC che ha 
imboccato binari che non sem¬ 
brano toccare minimamen¬ 
te i grandi- problemi della 
società, la crisi immane che 
scrmvolge il paese che non 
ha .per ora nessun punto di 
riferimento con la realtà di 
questa provincia fiorentina e 
della città, vei^ la quale an¬ 
cora una volta non si formu¬ 
la una preposta. Un congres¬ 
so che potrebbe svolgersi sul¬ 
la luna se i temi che vengono 
sfiorati lión fossero dramma¬ 
ticamente terrestri. 

Interno, dunque, per gii In¬ 
terrogativi anche sofferti che 
elctmi delegati si sono posti j 
in rapporto alla questione mo- ; 
relè e. interno, per lo scon¬ 
tro aperto sulla gestione del 
partito. 

Se c’era bisogno di una con¬ 
ferma questo primo scorcio di 
dibattito ha ancora una vol¬ 
ta confermato le due anime 
di una DC che non riesce più 
a definire un suo ruolo (né 


d! oppostone né. di gover¬ 
no) in questa fase travaglia¬ 
ta della vita del paese: l’ani¬ 
ma di chi punta al rinnova¬ 
mento del partito, al \’olto 
nuovo; pulito da presentare 
ai suoi stessi elettori, senza 
riuscire però a abbandonare 
la sua identificazione cchi lo 
stato; contrapposta a quel¬ 
la espressa da Cecchi a no¬ 
me dei fanfaniani di Buli¬ 
ni che ha addirittura chiesto 
di porre in votazione un or¬ 
dine del - giorno che esprime^ 
solidarietà a Dohat-Cattin, a 
Bisaglia,.a Gioia; . 

Una distanza chè api»re^ in¬ 
colmabile-rispetto'a posizio¬ 
ni. come quella espressa da 
Matulli,. secondo cui ai mo¬ 
tivi strumentali della «cosid¬ 
dette questione morale », co-' 
me l’ha definita, e^t<Mio an¬ 
che motivi reali dei quali la 
DC deve farsi carico per le 
responsabilità assunte in qué-. 
stl trenta anni. S i motivi 
strumentali non erano solo 
esterni alla DC .ma anche (e 
forse soprattutto) - interni al 
partito per l’oso 'che dello 


scandalo viene fatto «come 
strumento di lotta politica ». 
Ci sarebbe però anche uno 
scandalismo cavallo di batta¬ 
glia di chi vuole creare una 
alternativa alla DC. 

E poi c’è la gestione del 
partito (sta circolando anche 
il nome del futuro sgelarlo, 
nella persona di : Ca{H>ugi) 
per la quale si delinca un 
accordo fra sinistra, dorotei 
€ «Liberi e forti » che esclu¬ 
de la componente andreottla- 
na e quella di Bulini.'Un ac¬ 
cordo innaturale — secondo 11 
butiniàno Checchi ^ chè ge¬ 
nera uno stata di confusione. 
politica che rende difficile an¬ 
che una- risposa agli interro¬ 
gativi che Michele Ventura 
pcHieva nel suo fondo . sul¬ 
l’Unità . - 7. . • 

' Per MatuUI Invece, si auto- 
esclude dall’accordo solo chi 
non, è -in grado di cammi¬ 
nare con i tempi, chi mar¬ 
cia cioè secondo vecchi sche¬ 
mi chè oggi non reggono più. 






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servizio Esso », Viale Europa, 
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15-19). . 

DMrfOwtorl A.C.f. aperti 
Viale Redi: Via della Fon¬ 
deria; Via Campo d’Arriga 
LUTTO 

E’ deceduto In questi gior¬ 
ni il compagno Aiviero Pesci 
della sezione Fallerò PuccL 
Era -Iscritto’ al partito dal 
1944. I compagni della sezio¬ 
ne sottoscrivendo diecimila 
lire per la stampa comunista 
rivolgono le più sentite con¬ 
doglianze alla famiglia. 
RICORDO 

A tre mesi dalla scompar¬ 
sa del compagno Rolando 
1 Ponzccchl, ■ militante comu- 
i nlsta e perseguitato politico 


durante il fascismo, la fa- . 
miglia ricordandolo con im- ; 
mutato aifetto sottoscrive 
centomila lire per la stam- 
pa emnunista; 

NOZZE D’ORO 
Domenico Mazzi e Paimira 
Galiorlni festeggiano cin- i 
quanta anni di matrimonio. ! 
I figli e le figlie, i genitori | 
e le nuore e tutti i nipoti, in 
occasione della lieta ricorren¬ 
za sottoscrivono ventimila li¬ 
re per l’Unità- A Domenico 
e a Palmìra le felicitazioni 
più sincere da parte del com¬ 
pagni de l’Unità. 
RINGRAZIAMENTO 
La famiglia del compagno 
Rutllio Pistoiesi, non poten¬ 
dolo fare personalmente rin¬ 
grazia tutti i compagni e ami¬ 
ti per la partecipazione al 
dolore che l'ha colpita e sot¬ 
toscrive cinquantamila lire 
I)er l’Unità. 
SOTTOSCRIZIONE 
I lavoratori soci delle coo- 
pjeratlve Ceramiche Artisti¬ 
che « n Quadrifoglio » di Via 
San Bartolo a Cintola, in 
adesione alla sottoscrizione 
nazionale i>er l'Unità, gior¬ 
nale che nel 1965. dopo la 
chiusura dtila (Quadrifoglio, 
ap>poggi6 in pieno razione de¬ 
gli ex dipendenti per la sal- 
vetm della fabbrica e fino 
alla ripresa dell’attività pro¬ 
duttiva con la gestione della 
Cooperathra costituita dal la¬ 
voratori, hanno sottoscritto 
! unitariamente nel corso di 
I una assemblea sociale cen- 
i toventlmlla lire per l'Unità, 


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Domtnica 14 cUcembra 1980 


Stato dì agitazione in tutta, la Toscana 


Scioperano gli insegnanti 
Il governo è inadempientè 

Le iniziative annunciate dai sindacati confederali Cgil-Cisl-Uil - La settimana prossi¬ 
ma astensioni dal lavoro a, Firenze, Massa Carrara e in altre città — Le richieste 


Presi In giro dal governo 
per l'ennesima volta, gli in¬ 
segnanti quest’anno hanno 
deciso di far sentire le loro 
ragioni per tempo. Oli accor¬ 
di di giugno (anzianità, pre¬ 
cariato, professionalità, orga¬ 
ni collegiali, tee.) vanno len¬ 
tamente dileguandosi in una 
bolla di sapone. La categoria 
è prossima alla esasperazio¬ 
ne; serpeggiano lo scorag- 
giamento e spesso un pro¬ 
fondo senso di frustrazione, 
ma la voglia di dare battaglia 
sembra ancora intatta. 

. I sindacati confederali 
hanno proclamato da domani 

10 stato di agitazione di tutto 

11 personale insegnante delle 
scuole toscane. Mentre nella 
provincia di Pisa si sono già 
avute astensioni dal lavoro 
alla fine di novembre, altri 
scioperi sono in programma 
nei prossimi giorni in altre 
città. A Firenze gli insegnanti 
sciopereranno il 19 dicembre 
per rivendicare le richieste 
della loro piattaforma con¬ 
trattuale elaborata l’estate 


scorsa a Riccione, per 1 pro¬ 
blemi del precariato e per 
ottenere un miglioramento 
del rapporti con il provvedi¬ 
torato. ■ . - 

A Massa Carrara nei giorni 
18, 19 e 20 prossimi si avran¬ 
no scioperi articolati per zo¬ 
ne; le stesse intenzioni si re¬ 
gistrano a Lucca e in altre 
provincie - iniziative come 
quelle toscane si ripetono ora 
e nelle prossime settimane 
anche in altre regioni. E' 
molto probabile che già nei 
primi mesi dell'anno prossi¬ 
mo la mobilitazione si esten¬ 
da massicciamente in tutto il 
paese e si vada ad un’azione 
sindacale di protesta a livello 
nazionale. 

CGIL, CISL e UIL, dopo gli 
stravolgimenti degli accordi 
di giugno e dopo le inerzie 
del governo e del parlamento 
sono convinte che sarà neces¬ 
saria, e assai presto, la ri¬ 
presa della lotta su vasta 
scala. Per l’acconto strappato 
a giugno (quarantamila lire) 


gli insegnanti hanno dovuto 
fare- un altro sciopero, lo 
scorso settembre. Negli ulti¬ 
mi incontri al vertice il go¬ 
verno sembra si sia dimenti¬ 
cato di molte cose; nella ela¬ 
borazione di alcune leggi, 
addirittura, come quella sul 
precariato si cerca di stra¬ 
volgere gli accordi raggiunti 
con il sindacato Si precede 
ad esempio per 1 docenti del¬ 
la scuola media l’obbligo di 
sostituire i colleghi assenti 
fino a venti giorni con sei 
ore settimanali di straordina¬ 
rio ciascuno. 

Serie modifiche si vorreb¬ 
bero apportare anche al di¬ 
segno di legge sugli organi 
collegiali. Ce n’è insomma 
per giustificare ia ripresa in 
grande stile della lotta sinda¬ 
cale. Grazia Gimmelli della 
CGIL, Andrea Biso - della 
CISL e Parisio Capriotti della 
UIL, • responsabili regionali 
dei sindacati scuola, h{mno 
sottolineato con preoccupa¬ 
zione li fatto che se non si 


‘, <1 -'li ‘i* ’ 

riconosce a breve scadenza il 
diritto di questa categoria al¬ 
la contrattazione degli aspetti 
economici e delie condizioni 
di lavoro non solo si allarga 
il malcontento e la frustra¬ 
zione ma continua inesora¬ 
bilmente il peggioramento di 
tutto il servizio scolastico. ' 
Con il congresso di Riccio¬ 
ne gli insegnanti si sono dati 
una piattaforma rlvendlcatl- 
va; su questa base, come 
viene fuori anche dalle as¬ 
semblee di queste settimane, 
gli insegnanti vogliono con¬ 
trattare. Il « contratto nega¬ 
to » è una definizione che si 
addice bene alle condizioni di 
questa categoria. I governi 
hanno sempre considerato gli 
insegnanti come lavoratori 
diversi dagli altri non aventi 
diritto ad un contratto. Ma è 
il problema più generale di 
tutto il pubblico impiego e 
della tanto attesa legge qua¬ 
dro. 

I. Im. 


Scioperi, manifestazioni e assemblee in centinaia di fabbriche 


Coro di proteste contro 
la stangata del governo 

Gli aumenti colpiscono ancora una volta i più deboli -1 | sacrifici per le zone terre¬ 
motate vanno finalizzati a precisi programmi -- Un documénto della Firn fiorentina 


La «stangata» decisa dal 
governo è stata accolta da un 
coro di proteste in tutta la 
Toscana. Scioperi improvvisi 
manifestazioni ed assemblee 
sono stati effettuati dal lavo¬ 
ratori di centinaia di fabbri¬ 
che come la Breda dì Pi¬ 
stoia. Cantieri navali di Li 
vomo, la CP. le Acciaierie, 
la Dalmine ed altre aziende. 
Documenti • ed ordini del 
giorno sono-stati votati alla 
Galileo, Longinotti, Matec-Sa- 
vip. ‘ ecc. - ■ 

:I lavoratori accusano il go¬ 
verno — - lo stesso governo 
che non è stato in grado di 
intervenire subito per portare 
soccorso alle popolazioni ter¬ 
remotate — di voler far pa-' 
gare solo ai lavoratori ed alle 
categorie a reddito fisso le 
spese per la ricostruzione. 
Grave preoccupazione è stata 
espressa dalla FLM della 
provincia di Firenze, la quale. 


giudica l provvedimenti go¬ 
vernativi contraddittori. Sotto 
accusa anche il metodo del 
governo, ancora una volta — 
afferma la rLM — è stata 
imboccata la strada deleteria 
«di non consultare le forze 
sociali e di esautorare il par¬ 
lamento da una discussione 
di merito» 

sili piano dei contenuti, la 
FLM ritiene che gli aumenti 
della benzina del bollo, delle 
tariffe ENEL e “del non¬ 
ché il rinvio degli'Sgravi-fi¬ 
scali.' fanno parte di una ma¬ 
novra recessiva effettuata 
nella vana speranza di otte¬ 
nere. attraverso il taglieg¬ 
giamento dei consumi interni, 
uni’mprobabile r ipresa delle 
esportazioni. Tali prospettive, 
invece, non hanno un reale 
fondamento, a causa della 
speculazione internazionale in 
atto .sulle monete (il dollaro 
è già vicino a quota mille). 


L’esecutivo della FLM, inol¬ 
tre. ritiene sbagliata la pro¬ 
posta del ministro del bilan¬ 
cio di restringere la capacità ‘ 
di spesa d^li enti locali per 
stornare le risorse in inter¬ 
venti straordinari nelle zone 
terremotate . 

Una cosa — dice la FLM — 
è definire un piano organico 
di rinascita delle zone colpite 
dal sisma e dell’intero. Mez¬ 
zogiorno; mobilitando li Pae¬ 
se e le sue risorse, «Utra cosa 
. è-invece perseguire una linea 
di riduzione dei consumi so¬ 
ciali e popolari per fini re¬ 
cessivi giustificandoli con la 
tragedia del terremoto. A tut- 
foggi, infatti, non esiste un 
quadro preciso delle necessi¬ 
tà finanziarie e del pro¬ 
grammi di intervento. 

Fatta questa premessa,^-1 
lavoratori non negano che i 
sacrifici per li Mezzogiorno 
»ano necessari, ma'essi de- 


Accordo sui pagamenti 
per la guardia medica 

Un accordo tra amministrazione comunale 
e rappresentanti sindacali dei medici risolve 
il probleiM' delle retribuzioni degli operatori 
della guardia medica. Gli assessori Bernabei 
e Bassi hanno informato che i pagamenti sa¬ 
ranno organizzati cosi: ieri sono state pagate 
le competenze di agosto e di settembre, mar¬ 
tedì quelle dì ottobre e sabato 20 quelle di 
novembre. 

' Se per i primi due mesi si registra un ri¬ 
tardo, questo viene compensato per i paga¬ 
menti di ottobre e novembre, anticipati rispet¬ 
to al termine dei 45 giorni concordato con i 
sanitari. 

Per quanto riguarda altri problemi sollevati 
dai rappresentanti sindacaU dei medici, e con¬ 
cernenti il trasferimento totale della gesticme 
del servizio alle Unità sanitarie loc^ e la 
»ua riorganizzazione, è stata convocata una 
riunione tra le partì che si terrà mercoledì 17. 


Domani manifestazione 
dei pensionati 

Domani mattina, alle ore 9,30. all’Audito¬ 
rium del Palazzo dei Congressi, avrà luogo 
una manifestazione regionale di pensionati 
per porre al governo e al parlamento una 
sollecita approvazione del disegno di legge, 
all’esame della Camera dei deputati, sul 
riordino prevideirziale e per procedere, dopo, 
alla legge di riforma della previdenza. 

Alla manifestazione, organizzata dalla 
CGIDSPI, CISL-FNP e UIL-UILP, parteci¬ 
perà il segretario regicnale. .della CGIL, 
Gianfranco Rastrelli. Saranno presenti an¬ 
che 1 consigli di fabbrica delle piu impor¬ 
tanti realtà produttive' della Toscana.' 

In un documento, i sindacati di categoria 
chiedono che al problema generale della 
previdenza vengano aggiunte altre questioni 
di immediata attuazione, come il problema 
della trìmestiaiizzazione, l'aumento della 
base pensionabile dei pensicnati dell’assi- 
curazione generale obUigatorla, l’appiicazio- 
ne del duplice congegno scala mobile-aggan¬ 
cio della dinamica salariale. 


vono essere selezionati e fi¬ 
nalizzati a precisi program¬ 
mi, sulla base anche un 
consenso generale da costrui¬ 
re nel Paese. - . 

Secondo la FLM, attuare'In 
una situazione del genere una 
politica recessiva è un fatto 
irresponsabile che i non • può 
che portare ad un crollo del- 
l’àttività produttiva e dell’oc¬ 
cupazione. 1 < 

• Per questi motivi l’esecuti¬ 
vo della 'FLM di PiretUje 
chiede alle segreterie tofovin- 
ciall, regionali' e '' nazionali 
delia Federazione unitaria di 
assumere immediatamente 
precisi impegni per Tapertura 
di, un confronto serrato con 
il governo anticipando (e a- 
deguandoll alla nuova situa¬ 
zione) i contenuti di una 
piattaforma • ' generale sulle 
scelte di politica economica e 
di politica industriale senza i 
quali i ' lavoratori - saranno 
costretti a subire le scelta 
recessive e l’attacco del pa- ’ 
dronato. ! 

«Tale iniziativa — conclude 
la FLM — non può attendere 
i tempi delia consultazione» 
anche perchè su certi pro¬ 
blemi il sindacato non parte 
da zero (fisco casa traspor¬ 
ti partecipazioni statali poli¬ 
tica industriale). «Chiediamo 
perciò iniziative Immediate 
tese a riportare 11 governo 
fuori dalla logica del'prowe- 
dimentl straoidlnari e a dare 
risposte serie ai problemi del 
Paese. Se a questo non si 
dovesse andare a tempi rapi¬ 
di la categoria sarà impegna¬ 
ta In ~ prima persona a ri¬ 
chiamare l’attenzione ’ nel 
Paese rispetto alle priorità e 
al segno da dare aU'emergen- 
za Non è possibile separare 
ancora una' volta 1 emergenza 
dal risanamento e dai cam¬ 
biamento dei termini dello 
sviluppo». 


f. ga. 


I programmi delle TV locali 


I I 1.1 . 


VILE ELEFANTI 

Non trasmette. 

CANALE 41 

Ore IO: Film - La tuga;! 1,30: 

. Fanta Super Mega - Cartoons; 12: ' 
Il 'vengeio; 12.30: Grnccrto doipc- 
tiicaìe: 13; Documentario; 13.30; 
Film - Totò Fabrìzi • i gloranì 
d’o99<; 15: Mazinser - Cartoons; 
15,30: Film - II mare; 17: Pome- 
rigg-'o rous'cale; 17,30: Splash * 
Ouasi un pomeriggio per i ra¬ 
gazzi - Fanta Super Mega - Ma- 
zinger - Vickia il vikingo, Boys 
and Gìris; 19,30: Vetrina Musi- 
:a'e: 19,45: Il Musicuore; 20: 
.Spazio Redazionale; 20.30: Speci»- 
• le Spoft; 21; Telefilm; 21.30: La 
fettoria dei prati verdi; 22: Bel- 
■ la belliss ma - moda • bellezza 
con Italo Cìrr:; 23: Librerìa; 
23,20: Telefilm; 24: Film - San- 
' sue sull'asfalto. 

R.T.V. 3* 

1 

Le svcgl'a dei ragazzi; 7: Film - 
A cavallo della tigre; 8,30: Film • 
Teto Lascia o Raddoppia; 10: 
Film - La ragazza con la valìgia; 

' 11,30; La pentola rubrica dì ga¬ 
stronomia; 12.30: Gackeen - Car¬ 
toons: 13; Lupo da lupi - Car¬ 
toons; 13,30: Mister Magò; 14: 
Nakia Nakia - Telefilm; 15: Ga¬ 
ckeen • Cartoons; 15.30: Mister 
' Magò - Cartoons; 16: Agente Spe¬ 
ciale - Telefilm; 17: Geckeen - 


Cirtoons; 17,30; Lupo de lupi - 
Cartoons; 18: Mister Magò - Car- 
toons; 18,25: Nekia Nakia - Te¬ 
lefilm; 19,30: Gackeen • Car¬ 
toons; 20: Lupo de lupi • Car¬ 
toons; 20,40: Film - La ragazza 
dalla pelle dì luna; 22,15: Agen¬ 
te Speciale - Teìefilm; 23,45: So¬ 
gni Proibiti; 24: Hlm - Perversi 
ed occhi chiusi; 1.30: RTV 30 no- 
stop • Programmi per tutta la 
notte. - 

TELE 37 

Ore 10,30: L’incredibile Hulk - 
Telefilm; 11,30; Una parola dì 
fede; 11.45: Incontri con Fio¬ 
rella Mazze!; 12: Il due club - 
Cartoons; 13: L’aveme e Shirley - 
Teìefiim; 13,30: Ape Maga - Car¬ 
toons; 14; Disc Jockey; 15: Il 
due dub - Cartoons; 15,30: 
Rim - Brogliacdo d’amore; 17: 
Avvenimento agonistico; 18: Char¬ 
lotte - Cartoons; 18.30:' Il clan 
di Mr. Wheelc - Cartoons; 19; 
Washington a porte chiuse; 20: 
Charlotte - Cartoons; 20,30; Film 
Brcczy; 22: Angle - Telefilm; 
22,30: Film - Entrate senza bus- 
•era - Telefilm. 

J 

- • TELI LIBERA PIRENEI 

7,30: Oso Ciao - Cartoons; 
8.30; Peline Story - Cartoons; 
9: Star trek - Telefilm: 10; Pe¬ 
line Stmy - Cartoons; 10.30; 
□ao. Creo - Cartoons; 11.30: 
Cendy Candy * Cartoons; 12: Ciao, 


Ciao • Cartoons; 13; Marameo - 
Cartoons; 13,30: Pomerìggio iiv 
tieme - con Ciao Ciao. Candy 
Candy, La famiglia Adains; 19,30: 
Peline Story - Cartoons; 20: Can¬ 
dy Candy - Cartoons; 20,30: Fuo¬ 
rigioco - a cura dì Goggioii e 
Sendreili; 21,30: Rtm - Il pia¬ 
cere .della sua compagnia; 23,15: 
Gran' Sei»; 0.15: Film - Là casa' 
dell’amore; Polizia interviarte. , 

TELE REGIONE TOSCANA 

Ore 12: Cartoni enìmeti; 
12.15; La parola di Don Stefa- 
.ni; 12.45; Grand Prix; 13,45; 
Telefilm; 14,45: Ippica Corse al 
trotto in diretta dall’ippodromo 
Le Mulina; 18. Cartoni anima- 
ti; 18,30: Pianeta cinema; 19,30: 
Notiziario del Brivido Sportivo; 
20: li grande Click di Catherine 
Spaak; 20,45: Film - Il figlio 
di Frankestein; 22.45: Oretocco: 
La ribollita; 23,45: Arte Tosca¬ 
na oggi; 24: Rlm. - 

VIDEO FIRENZE 

te Ore 14,30; Film - Il sentie¬ 
ro dei Sioux; 16: Gli «ntenatì - 
Cartoons; 16,30: Star» on ice; 
17: Rim • Con .una meno ti 
rompo con due piedi ti spezzo; 
18.30: Film • Il trionfo di King 
Kong; 20; Gli antenati - Car¬ 
toons; 21: Un’idea per un rega¬ 
lo; 21,15: Film - L'uomo che vi¬ 
de il tuo cadavere; 2230: Pro^ 
eimamente; 22,40: Rlm - La m» 
la ordina. 


RETE A - - ^ 

Ore 13: Henna « Bart>tra - 
Telefilm; 13,50: Don Chiavacci; 
14,20: I gioielli del VII conti¬ 
nente 14.50: Mondo spettacolo; 
15,10: Film • Web II coraggio¬ 
so; 16,35: Vivere il futuro; 17: 
Don CfMtck Castoro; 1730; Ma¬ 
go Merlino; 18: PieeaCBy; 1835; 
Boy music; 1830: Romanot; 
19.40: Gli animali: E0.40; Rlm - 
Terza ipotesi su un caso di per- 
. fettas trategia criminale; 22.05: 
Petrocelli - Telefilm; 2330: Film 
Rosemunda non perla ... ma spa¬ 
ra; 0,1: Le carousci de Paris. 


- R.T.L. 
Non trasmetta. 


i - 
- - 1 ,- 


TELE TOSCANA UNO ' * 

' Ore 10: Animaied ciassic - Car¬ 
toons; 12: Pop Com - MusTca- 
. le; 13; Grizzly - Telcfilnt; 14: 
■ Tannis: Conners-FIeming; 15; La 
avventura è il mio mestiere: Ar¬ 
senio Lupin, Simon Tempiar. 
Sempre tre sempre infallibili, Lou 
Grant. Howai squadra tinque sa¬ 
ro; 19; Grizzly • Telefilm; 20: 
Cartoni animati; 20,30: I sogni 
nel cassetto - con Mike Bongìor- 
‘ no; 21,30: Film - Crash l’idoto 
del more; 23,15: Speciale ore 11. 

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. Oro 18: -Rlm; 19.30: I eoa- 
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• • • ‘ 

Domenica 14 dicembre 1980 


FIRENZE 


runità PAG. 19 


Fra un anno molte attività ih un cascinale vicino al nuovo stabilimento 


Anche la 
Un'oasi 



La Fondazione della Galileo seguirà lo spostamento dei lavoratori — Idee e progetti per non 
disperdere quel profondo rapporto che si è formato con il quartiere di Rifredi e Tintera città 


Un documento sul lavora¬ 
tori delie Oilicme Galileo die 
vedremo U prossimo febbraio 
sul terzo cenale televisivo è 
1 ultima delle inldative cultu¬ 
rali della FLOG. Si somma 
alia vastissima attività che 
questa associazione ha pro¬ 
mosso e realizzato nei suoi 
irentaclnque anni di vita. 

La FLOG (fondazione lavo¬ 
ratori officine Galileo) il 
prossimo anno, piobabUmen- 
te in autunno, lascerà la vec¬ 
chia sede di Rifredi per se¬ 
guire la nuova fabbrica nella 
zona industriale tra l’Osman- 
«oro e campi Bisenzio. Non 
è esagerato affermare che si 
tratta di un fatto storico per 
tutta la città. 

Firenze con il trasferimen¬ 
to dello stabilimento a Campi 
è innegabile che ha perso un 
tassello importante di quel 
mosaico complesso e solido 
di rapporti sociali di co¬ 
scienza civile. Per quasi ot¬ 
tanta anni si può dire che il 
quartiere di Rifredi e gli ope¬ 
rai della Galileo sono stati 
tuttuno, una simbiosi che ha 
prodotto momenti emblema¬ 
tici nelle relazioni sociali e 
nei valori culturaU di una in¬ 
tera città. 

Con il trasferimento della 
FLOG vogliamo ridurre la 
perdita al minimo, anzi pos¬ 
siamo cogliere questa occa¬ 
sione per ampliare l’attività 
dell’associazione e promuove¬ 
re iniziative rivolte non solo 
a Firenze ma anche ai lavo¬ 
ratori della Galileo e a tutti 
gli operai delle numerose 
piccole fabbriche che si tro¬ 
vano nella zona industriale 
vicino a Campi. 

Ad illustrare queste inten¬ 
zioni e questi progetti futuri 
è il presidente della FLOG, 
Giancarlo Malavoltl. 

La nostra ambizione è 
quella di costituire un centrvo 
culturale e ricreativo a Cam¬ 



pi vicino al nuovo stabili¬ 
mento, dice Malavoltl, e non 
ci nascondiamo che è ,una 
scommessa molto gròssa, 
quasi una follia se pensiamo 
alla situazione attuale di 
quella zona. Decine e decine 
di fabbriche, quasi tutte di 
piccole dimensioni, luoghi di 
lavoro assai separati l’uno 
daU’altro. possibilità di po- 
chl.ssiml contatti sociali, 
trasporti e collegamenti con 
la città non sempre comodi e 
veloci. Un ambiente insomma 
nel quale quando si entra la 
mattina si rimane per quasi 
tutto il giorno isolati. 

Il trasferimento ' della 
FLOG ha. fatto nascere l’idea 
originale (e molto coraggiosa 


anche), di dare vita ad un 
punto prestigioso di aggrega¬ 
zione sociale, di vita cultura¬ 
le e* ricreativa. Nel cascinale 
in via di restauro davanti al 
nuovo stabilimento trayeran- 
no posto la biblioteca, e molte 
delle attività che ancora a- 
desso ^ svolgono nella vec¬ 
chia sede di via Carlo Bini. 
Il complesso del Pcggetto. 
impianti sportivi, auditorium 
ed attività musicali, resteran¬ 
no di proprietà della FLOG e 
saranno sempre a disposizio¬ 
ne di tutta la città. 

Migliorare la qualità della 
vita In una zona piena di 
fabbriche; cosi si potrebbe 
condensare il programma 
della FLOG. In altre paiole 


rendere meno Isolata dalla 
società l’attività di lavoro, ri¬ 
costruire anche là l'ambiente 
umano. e quell’aggregazione 
Sociale che permettano di 
andare oltre il rapporto quo¬ 
tidiano con la fabbrica. 

E’ un progetto apprezzabile 
e la FLCXl da sola non può 
farcela. Va da sè che un’ope¬ 
razione di questo tipo che 
non. si può limitare ad un 
trasferimento burocratico in¬ 
terno ai lavoratori della Gali¬ 
leo. deve vedere coinvolti in 
primo luogo i Comuni e gli 
altri enti pubblici. I dirigenti 
della FLOG hanno già illu¬ 
strato il programma alle am¬ 
ministrazioni comunali di Fi¬ 
renze, Campi e Calenzano, al¬ 


la provincia e alla Regione. 
Stanno preparando anche un 
libro bianco su tutta l’attività 
dell’associazione fin dalla sua 
nascita che sarà presentato a 
primavera nel corso di una 
giornata di studio organizzata 
par affrontare i problemi del 

trasferimento.. . .. 

■ L'impegno degli enti locali 
non saerebbe affatto secon¬ 
darlo. Pensiamo ad esempio 
al modo di utilizzare certe 
aree che si trovano in quella 
zona industriale e che il pla¬ 
no regolatore ha già previsto 
come destinatarie dì impianti 
sportivi. Oppure alla utilizza¬ 
zione di centri sociali vicini 
o da promuovere sempre in 
quella vasta area. . . 

La FLOG ha rappresentato 
uno stimolo significativo per 
tutta la città. Nella bibliote¬ 
ca si conservano documenti 
originali della storia del mo¬ 
vimento operalo fiorentino; 
nell'archivio si possono con¬ 
sultare giornallnl di fabbrica 
del periodo 1948-52 quando lo 
stabilimento era autogestito 
dagli operai. Dalla BTX5G, 
negli anni della guerra fred¬ 
da, partirono molte iniziative 
che portarono poi al conve¬ 
gno delle grandi città pro¬ 
mosso dal sindaco La Pira. 

Fino ad arrivare al progetti 
recenti, degli ultimi anni: il 
centro per le tradizioni popo¬ 
lari (musica dei popoli, ras¬ 
segna di blues ecc,), la sala 
per l'ascolto (mediateca) che, 
ha detto il coordinatore, Gil¬ 
berto Gluntini. apriremo al 
Poggetto nei prossimi mesi, 
la sezione di ricerca sulla 
cultura e i valori aU’lntemo 
della fabbnca. l'archivio fo¬ 
tografico (5000 foto) e le se¬ 
zioni spedalizzate della bi¬ 
blioteca. 

Luciano Imbasciati 


Ciclo di film da domani all’Artigianelli 

Rìvìsdtmda Oggi Weimar 
tra speranza e 



tiétla storia della cultura 
occtientule Weimar è qualco¬ 
sa di più della cittadina della 
Turingia che salutò nell ago¬ 
sto del 1919 la costituzione 
della Repubblica tedesca ri¬ 
messa in piedi dalle sanzioni 
di Versailles: è un periodo, 
una stagione morale, la 
summa di contraddizioni e 
speranze di una nazione nella 
drammatica svolta tra rivolu¬ 
zione, socialdemocrazia e na¬ 
zismo, l’appuntamento man¬ 
cato della democrazia occi¬ 
dentale. 

Per questo l’ombra di 
Weimar ricorre come una 
maledizione non appena il 
punto di rottura dei sistemi 
sembra avvicinarsi, passibile 
di qualsiasi direzionalità, sia 
in senso progressista che in 
senso reazionario. Il cancel¬ 
liere Hitler e l’incendio del 
Reichstag (’33) fecero crolla¬ 
re definitivamente le speran¬ 
ze della traballante Reìnibbli- 
ea, ma quei quindici anni 
della storia tedesca resteran¬ 
no tra i più intensi, tra i più 
rivoluzionari per le potenzia¬ 
lità individuali e collettive 
che seppero esprimere, per il 
fermento di idee e di crea¬ 
zioni artistiche, per la porta¬ 
ta intemazionale che seppero 
emanare. 

Il cinema, tra i protagoni¬ 
sti di quegli anni violenti, 
proprio da Weimar traeva gli 
impulsi a trasformarsi defini¬ 
tivamente in settima arte, a 
coniare un linguaggio sno 
proprio, a diffondersi tra le 
masse. Non c’è circolo del 
cinema che non programmi 
almeno una volta l’anno un 
ciclo sul cinema espressioni¬ 
sta tedesco, ma più spesso tl 
' campo si allarga per abbrac¬ 
ciare tutta Fattività cinema¬ 
tografici fio'-ita in quel pe¬ 
riodo: ba^ti ricordare la mas¬ 
siccia rassegna organizzata 
dal Comune di Firenze « Il 
cinema della Repubblica di 
Weimar* cl Parterre, due 
anni fa. 

Ma Weimar non ha ancora 
esaurito il mo influsso: ne fa 
fede la televisione che dedica 


alla « Repubblica incantata » 
una trasmissione in più pun¬ 
tate, ne fa fede il ciclo dt 
film che parte da lunedì al 
cinema Artigianelli organizza¬ 
to dal centro linguistico Koi¬ 
né in collaborazione, addirit¬ 
tura, con il Comune di No¬ 
rimberga, oltre quello di Fi¬ 
renze- e il Quartiere 3. 

Parafrasando il titolo del 
classico libro di Kracauer 
«From Caligari to Hitler*, il 
ciclo rivisita con pocfti, signi¬ 
ficativi esempi, il percorso 
intemazionale suggerito dal 
critico che inde nei fantasmi 
dell’espressionismo i segni 
premonitori, le fobie colletti¬ 
ve per l’ascesa di un nuovo, 
incontrollabile homunculus 
che avrebbe travolto il suo 


creatore, la socialdemocrazia 

Il cinema può essere, 
anche nella rilettura storica 
proposta dagli organizzatori e 
sostenuta da incontri, semi¬ 
nari e tavole rotonde, un oc¬ 
chio dilatato che consente la 
decodificazione dei segni con¬ 
fusi di un’epoca di trasfor¬ 
mazioni, colta attraverso le 
inquetudini a i presagi di 
Lang, gli appelli di Pab'st. la 
disperazione di Mumau, pri¬ 
ma che il regime si im¬ 
padronisse anche . deU’arma 
più forte, 

Weimar oggi non è curiosi¬ 
tà archeologica, fi Golem può 
ancora sopravvivere o dormi¬ 
re in qualche anfratto delle 
democrazie. m m « 

9* m. r. 


Una rassegna allo Stensen 

Passi di danza 
a 35 millimetri 

' Da ieri sino al 17 dicembre l’Ente Teatro Romano di Fiesole 
organizza un ciclo di films sulla Danra Lkuitemporanea. L’ini¬ 
ziativa. résa' possile d^a o^imrazìone del Goethe Institute 
di Roma, l’Associazipne Italia-UR3s di Roma* Tfastitut Fran- 
9 ais de Florence e le ambasciate del Canada. Olanda, Francia 
e Unione Sovietica, si svolgerà allTstituto Stensen di Firenze, 
Viale Don Minzmii. 2S/A. 

Scopo dell'iniziativa la rivalutazione di questo settore arti¬ 
stico, pressoché sconosciuto ed ingiustificatamente trascurato. 
Fonneranno la Rassegna una serie di documenti e rappresenta¬ 
zioni Rimate nell’intento di soddisfare le esigenze di documen- 
Uiztone e di verifica che vengcmo da parte degli allievi deUe 
acròie di danza e de^ appassionati a questo genere di spet¬ 
tacolo.- V • ^ - 

Nei cinque giorni di spettacolo passeranno dallo schermo 
dello Stensen filmati. provenienti dalle principali scuole di 
danza di tutto il mondo. 


Succèsso al C APITOL 

L'ultimo capojavoro di Stanley KRAMER, 
il regista che può vantare 15 PREMI OSCAR 


0<K VAN CrrXt KATHiffN OUmUkN 

STANuiv licR AMER 



UNOsniiNOGASoinoiiiuGni 


MANZONI 

UNA INAFFERRABILE VALANGA DI RISATE 
COL PIU' IMBRANATO CASINISTA DEL SECOLO 


FULVIO LUCISAf\IOv<=f-,t^ - ., 



CASTELLACCI PIIVJGITORF 



„ MjujttiM rtAnrro-, 
• v TAJVW 


VideoFirenzc 


Con voi 

ANCHC LA 

Domenica 

DALLI 

14,3t 


I PROGRAMMI 
DI 

VI DEOFI RENZI 
OGNI GIORNO 
SU 

c L'UNITA' * 


Successo al METROPOLITAN 


LANDÒ BUZZANCA i*NfT «CREN 
DANIELA POGGt CL ADDINE AUGE» 

Prestami 
tua %Ioglie 


MASSIVO SOLDI 


\ 


r 0( N70 MOK-'Jli/dNI 


p;ppO FqflfVCO 

IL CASINISTA 

PEMZQ VIGMAGNAWl -, « 

' ■ iV -SEPCIO LEOMARCH • SflL BORGESE 

E\ZO CfllNi\flVaLE ■ - . PIER FRANCESCO PINGITOPE 
•. - i. ; ■ alEssamdroni • raimonoo casteili ■ Hi- ' 

TA..ÌAN iMTEBAiATIOMAL FILV - COLORE DELLA telTCOLOC 


SCHERMI E RIBALTE A FIRENZE 


ODEO 



RENATO POZZETTO • ELEONORA GIORGI 





MI8 

MOGLIE H 

E’UNA mSL 

STREGA K * 

HELMUT BERCER if 

.-..v A''Tf,,»M:i K pipoLo Br 

VAkKJ t V(T ioghi I. Il 1. HI - 




CINEMA 




ARI8TON 

Piazza Ottavlanl • TeL 287 833 
(Ap. 15) 

L'iMla di MIchiel Rltcha, In technicolor, con 
James Caan, David Warner, Angela Punch 
McGregor. ‘ . ..-i ■ ' 

(15,30, 17,55, 2Q.20, 22.45)- 
ARLECCHINO SEXY MOVICS 
Via del Bardi. 27 TeL 384.322 
(Inizio «peli, ore 15,30) 

Pernerolie anlholofy, in technicolor, con ' Btr- 
flltta Almatrom, Roaamarle Bora. (VM 18) 
CAPITOL 

Via dei Castellani - Tei. 2)2 320 
Eccezionale giallo misterioso: Uno strano case 
di omicidio, a Colori, con Dick Vin Oljkt, 
Kathieén Qulnlan, Maureeh Staplatdn, Batn 
Bridgts. Regia di Stanley Krsmar. , 

(15,30, 18. 20.15, 22.45) 

Corso 

SUPERSEXV MOViES N. » 

Borgo degli Alblzi - Tel. 282 687 - 
(Ap. 15) : 

Ragazzine di buona famiglia. In technicolor, 
con Jessica Deme, Sylvia La Fontalne, Merla 
George Pascal. (VM 18) 

(15,25, 17.15. 19,05, 20,55, 22,45) ’ 

EDISON 

Piazza delia Repubblic*. 5 - Tel. 23.110 
(Ap. 15) 1 

Il pap'occhio, di Renzo - Arbore, - In techni¬ 
color. con Roberto Benigni, Isabella RoesaF 
Uni. Le sorelle Bandiera Renzo Arbore, 

(15,15, 17,15, 19. 20,45, 22,45) 
EXCEL8IOR 

Via Cerretani. 4 • Tel. 217.798 
(Ap. 15) 

Capitelo fecondo, diretto da Robart Moor, In 
technicolor, con Jemet Caan, Manha Mason. 
(15.15, 17,45, 20,10, 22,45) 

FULGOR SUPERSEXV MOVIES 
Via M Plnlguenra • Tei. 270.117 
(Ap. 15) - . 

Faaclpatlon, In. tachnlcolor, con Franka Mal, 
Brigltta Lahala. (VM 18) 

(15,15, 16,45, 18,15. 19,45, 21,15. 22,45) 
GAMBRINUS 

Via Brunelleschi • TeL 215.112 
(Ap. 15) 

Diretto da Stuart Rosenberg; Brubakar, Ih 
technicolor, con Robert Redlord. Yaphel Kotlo. 
(15,10, 17,45, 20,10, 22,45) 

MANZONI 

Via Martiri Tel '388 808 
Il casinista. In tachnlcolor, con PIrpO Franco, 
Renzo Montagnani, Bombolo, Enzo Cannavala. 
Diretto da Castellacci c Fingitore. 

(15,05, 17. 18.55. 20,50, 22.45) 

METROPOLITAN 

Piazza Beccarla Tel 663.611 ' 

Prestami hia moglla. In technlcolsr, con Lande 
Buzzanea, Janel Agren, Rthzo Montagnani. 

Claudinc Auger. 

(15. 16,55, 18,50, 20,45. 22,45) 

MODERNISSIMO 

Via Cavour; Tel. 215954 

(Ap. 15) . 

Brubakar, diretto de Stuart Rosembatg, Hi 

technicolor, con Robert Redlord, Yanette Cotto, 

iene Alexander. ' 

(15.15, 17,45, 20,15, 22,45) 

ODEON 

Via ' dei Sassettl • TeL 314.068 
(Ap. 15) • 

Mia moglla è una etrega, di Castellane • 
Pipaio, in technicolor, con Renato Pozzette. 
Elp.ip-'ns L>» tgnzi e Helmut hergar. 

(15,10, 17.05, 18.40. 20,40. 22.45) 

PRINCIPE 

Via Cavour. 184/t - TeL SI5 891 

11- fUni e loperdivertenHsslmo *s L'eetee hlft 
pazze del mende, diretto de Jlm Abrthems. 
David - Zucker; Jerry Zucfcer. In technleoler, 
con Rebert Hays'a Julle H a g e rty. 

(15,30 17.20 19.10. 20,50. 22.49) 
SUPERCINEMA 
Via Cimatoti Tel. '272.474 • 
Sbalorditive) Mal vitto , prima d’or* tulle tdwr- 
mo: La vere tierle delle meneta di Mente, 
e Colori, con Zera Kerove, Anthony Fremtn. 
Un film, di Stefen Oblowsky; • (VM 18)' - - 
(l8,30r^ 17,1S,-Ì9, 20.45, 22,45) • 

VERDI - 

Via GhlbelUna. - - ; ' 

L'iwenlnniMto più : «óttrotwneiito dlvérttntd 
della etagionclll rentneii conire hrttt. a Celeri, 
con Paolo Villeggio e Milena Vuketic 
(15.30. 17 . 15 ; 19. 20.45 22.451 

ADRIANO ~~ ~ 

Via Romagnoli • Tal 483.607 
(Ap. 15) 

Sarahiio fametl, di A'en fV-bBr, In technkeidr, 
con Edd'te Barrii. Irene Cara. 

(15,20. 17.50. 20.30, 22,45) 

ALDEBARAN 

Via P Baracca. 151 - TeL liaocn 
(Ap. 15,30) 

The atocb Hela (Il buco nere). In techni¬ 
color. con Maximliian Schcll, Anthony Perkint, 
Ernest Borgnìne. Robert Poster. Per tutti! 
(15, 17. 19, 20.45. 22,45) 

APOLLO 

Via Nazionale Tel 210.049 

Nuovo, gre.ndl 0 se. ttelgorente. ' confortevole, 
elegante). 

Per le gioia e Pentutlatmo di tutti, ecce 
le nuove divertenti avventure di: Candy Candy. 
a Colorì, con Candy. Anthony, Tercnct, Archie, 
Star e Klin. 

(15,30, 17,15, 19. 20,45, 22.45) 

CAVOUR ■'1. • ; 

Via Cavour • Tel- 5P7.700 ' 

(Ap. 15,30) 

Zacchere, miele « pe p e r e w c l e n, in technicolor, 
con Pippo Franco. Renato Pozzatto, Edwige 
Fencch, Lino Banfi. 

(16, 18.15. .20.30. 22.40) 

COLUMBIA 

Via Faenza - TeL 212.178., . 

(Ap. 15,30) 

Hard core rìgoresamante vietato minori 18 
anni; in technicolor: - Le. aagrele eeeerienaa 
di Lece e .Fanny, con Danlete Giordano, Fer- 
rin Julia e Brìgitte Ven Meerhaegfw. 

EDEN 

Via della Fonderla ' Tel 22S 643 
Un film tpatsoee e divertente; Odte le bl eede . 
In teehnicoior, eoo Enrico Montetano, Jaan 
Rochcfoet, Cerlnno Ocry, Ivan Desny. Per 

tuttil 

(Ult. Spett.j 22.30) 

CAp. 15) 

FIAMMA 

Via Paclnottl - TeL 30.401 
(Ap. 16) 

in edizione integrele, R cepoltrore di Lecfilno 
Vitconri: Ledwigi. in tedmlceior. con Helimit 
Bergcr. Romy Setmeider. Trevar Howard. Ri¬ 
chard Wagner Per futtìt 
(Seett. eie: 16,15, 20.30) 

FIORELLA 

Vi» D’hnnunzto • TeL 960.240 
(Ap. 15,30) 

Da un libro famose eh film- thipendo. In 
technicolor: Jach Leedee alery, con Rod Stel- 
ger, Angie Dldcnsen e Jeff East. Par tuttil 
(15.30. 17.20. 19.10, 21, 22,40) 

FLORA sala 

Piazza Dalmazia • TeL 47ai0} 

(Ap. 15) 

He fatte iplaaa, scrine. d i rette e tnlerpretete 
de Maurizio Nichetri. In fachnleelor Par fetta 
(Ult. Speri.: 22,45) 

FLORA SALONE 

Piazza Dalmazia . TeL 470.101 

(Ap. 15) 

The Meca Hate (fi beco nere), dirette da 

Gary Neiten, in technicoler, con Maximillan 
Shell, Anthony Perttìnt. Emeit Borgnlne. 

Par tatrit 

(15. 17. 18,50, 20.40, 22,45) 

GOLDONI 

Via del SerrafU - TeL 222.437 

(Ap 15.30) _ 

Palme d'oro ai Pes t i ^«^Cinnet 

Kurosewe. in lechnlcalar. 

(15.45 19. 22.15) 

IDEALE 

Via Plorenmola' Tel. 10706 
CM ea peiead i tg Rt eg Mito a ow. di Michele 
Lupo, in technicolor, con Bud Spencer. Par 
tutta 


ITALIA 

Via Nazionale - TeL 311.069 . ' 

(Ap. ore 10 sntlm.) 

Le zia di Monica, in technicolor, con Kerin 
Wall, Magda Kenopkt. (VM 18) 

NAZIONALE 

Via Cimatori . Tei. 210.170 
(Locale di ciefse per temigile) 

Proseguimento orime visioni. 

Il miglior Hlm dtil’annol Un eapeltvoro di 
humor di grazia d’ironia: Oltre il giardino, 
a Colori, con Peter Sellerà e Shirley Mac Laine. 
(15,30, 18. 20.15. 22.45) 

IL PORTICO 

Via Capo del Mondo - TeL 675 930 
(Ap. 15,30) 

Ho fatto apItiM, scritto diretto e Interpre¬ 
tato da Maurizio NichettI, in technicolor. 
Per tutti! 

(Ult. Spett.i 22,30) 

PUCCINI 

Piazza Puccini Tel 363 067 
Voltali Eugenio, di Luigi Comencinl, con Da¬ 
lila DI Lazzaro, Saverlo Marconi, Bernard 
Bller, Francesco Bonelli, Carole André, Mcmé 
Perllnl. A Colori per tuttil 
(15,30. 17,15, 19. 20,45, 22,30) 

VITTORIA 

Via Paganini Tel. 480 37» 

Due sotto il divano, diretto da Rontid Neo- 
men. In technicolor, con Walter Maltheu e 
Gienda lackton 

(15. 17. 18,55, 20,40, 22,40) 

CINEMA D’ESSAI 

AB8TOR D'ESSAI 

Via Romana. 113 Tel 222 386 
Un film scritto e diretto da Giuseppa Berto¬ 
lucci: Oggetti smarriti (1980). con Marian* 
gela Melato e Bruno Ganz. Colorì. L. 1500. 
(15,30, 17,20, 19,10, 21. 22,45) 

ALFIERI ATELIER 

Via dell’Ulivo • Tel. 282.137 

L'ultimo grande colpo delle « pantere grigie si 

Vivere alla grande, di Martin Brest, con Robert 

Burns, Art Carney, Lee Strasberg, 

Ingresso L. 2500 (AGIS 1500) 

(14. 17. 19. 21, 23) 

UNIVERSALE D’ESSAI 
Via Pisana. 17 • TeL 226.196 
(Ap. 15,30) 

Una feroce regulsltorla contro II poteer, una 
satira della casta de! giudici... E giustizia per 
tutti, con Al Pacino, Lea Strasberg. Colori. 

L. 1200. 

(Ult. Speri.: 22.30) 

SPAZIOUNO 

Via dei Soie. 10 - TeL 315.634 
c Alfred Hitchcock » 

(Ore 18,30): Notoriua. ramante perdura. 
(Ore 20,30): Il ceso Paihdine. 

Domani: ore 18,30 The secret egent. Ore 
20,30 Sabotege. Ore 22,30 Neterfus, l’amen- 
le perdute (replica). 

ANDROMEDA ATELIER 
Via Aretina 

Omaggio al cowboy: Steve McQueen In: Tom 
Hom, di William Wyard. Ingresso L. 1500. 
(Speri, ore: 16,30. 18,30, 20,30. 22,30) 

ALBA (RItradi) 

Via F Vezzani - TeL 453.296 

(Ap. 15) 

Nadia Cassini è L’Infermiere nella corsie del 
; militari, e colori, con Lino Banfi e A. Vitali. 
Per tuttil ‘ 

(Ult. Speri.: 22.30) 

OlOLIO (Galluzzo) 

TeL 204.M.93 
(Ap. 16) 

L'ultimo cecclatere, in technicolor. Per tutti. 
(Ùlt. Speri.: 22,45) 

LA NAVE 

Via VUlarriagna. Ili 

Un film avventuroso: L’tsole mi si or i o e e • 6 

capitane Nemo. con O. SheriH. 

L. 900/700 

(15, 17, 20,30, 22,30) 

CIRCOLO L’UNIONE . . 

Ponte a Ema «Bus 21 -,33) 

(Ore 16, si ripeta 11 primo tempo) 

Póntcrlggle clnemétogrhfiéo-del Regdssii C«s 
telata Khn delta Walt. Disney ttint: Del pagè' 
aef dae fami Una divattanM'-'comniedib di 
' Walt Disney.■ '• 
ARTIOIANELLt 
Via SeiragU, IO# • TeL 33&(I67 
(Ap. 15) 

Walt Disney presenta: La agade nelia rpeets. 
Indimenticablla technicolor,, per turin Solo 
oggi. 

(Ult. Speri.: 22,40) 

■ ASTRO- 

piazza S. Blmona - 
. (Dalie ore 15 elle ere 19,30); Ls eodlna 
del conigli (Meraviglioso cartoneanlmate a 
colori}. Dello ere 20,30 in poh iea — Cbrfat 
i ug erst av (In engllah) con sott. in Italiano. 
Shows Bt: 6.30 10.30 
ESPERIA 

Via D. Compagni Cure . 

Hlm di fantascienza! 2001 ...e di aaa a neflg 
apazie, in technicolor. 

(Speri, ore: 14,30, 16.15 18) 

FARO 

Via F PaolettL 38 - Tei. 469.177 
(Ap. 15) 

Oiffb expreaa, e coleri, con Nino Manfredi. 
(Ult. Speri.: 22,40) 

FLORIDA 

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- Sergio Corbuccì, bi tectmicolorl Non 11 
Éwace giù amonL Per tuttil - 
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ROMITO 

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nico Vitti, Johnny Dorelli, Luigi Proietti. Per 
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(Ap. 15,30) 

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amenti, con Renzo Montagnani, Veronica Ml- 
rlel a Luciano Salce. Per turili 


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1 -■ 


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do a Umberto Orsini; « Servo di teena a, 
di R HdrwooU di CjdOrietfc Lavia, la 

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successo londinese 

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W. Shakespeare. 

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Lungarno Ferrucci Tel 68.10.550 
Bus; 3 • 8 - 23 • 31 • 32 33 . 

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Vinci' presentano: a La para poppine delle 
pippa s, con ’ Nella Barbieri,- Lina - Rovini, 
Prenotazioni al 68.10.550 
Spettacoli: giovedì, venerdì, sabato ora 21,30| 
domenica e iestivi ore 16,30 a 21.30), - 
(Strepitoso successoli!) ... 

TEATRO AMICIZIA 

Via n Prato Tel 218 820 

Venerdì e Sabato alle ore 21,30, Domenica • 

Festivi, alle ore 17 e, 21,30. Le Compagnie 

del Teatro Fiorentino diretta da Wanoa Pa- 

squlni presenta: LA NOVITÀ' ASSOLUTA: 

• Se la moglie l’é molesta, si divorzia e ai 
fa lesta ». Tre arii comicissimi di Marie Ma- 

rotta. IL venerdì- sono valide tutti 

LE RIDUZIONI AGIS. 

TEATRO NICCOLINI 
(già teatro del Cocomero) 

Via Hicasoll 5 Tel 213 282 
Ore 16,30 TEATRO STABILE DI TORINOs 
Adriana Asti:. * Coma tu mi vuol », dt L. 
Pirandello, regia di Susan Sontag, con Osval¬ 
do -Ruggeri, Maria Fabbri, José Quaglio. Gian¬ 
franco De Grassi. 

(Ultima rappresentazione, pubblico normale) 

CENTRO HUMOR SIDE 

‘ Vl:-i V Emi-HH’hic tU3l Tei 48U.‘261 
Stasera, ore 21,30: «Tra- notti prima* quin¬ 
dici eventi teatrali in tre sere con 14 attori 
autori,, fiorentini. NOVITÀ' ASSOLUTA! (Ul¬ 
tima sera). 

TEA1RO AFFRATELLAMENTO 

•Via G.P Orsini. 73 

'.Alla ore 17. La Comunitb Teariala itallaiw 
oresenta: « Iliaci» ». di Giancarlo Sene. Pro¬ 
dotto dal Comune di -Firenze a dai Centro 
. Teatrale Attraieiiamento ei Festival di Spoleto 
1980. Prenotarsi ora 10,30-13 • 15-16,30. 
Tel. 6812191. 

SPAZIO CULTURALE 
IL PROGRESSO 
Via Vittorio Emanuele 135 
Tei. 496.670 Bus 1-8 20 

Da sabato 13 a domenica 28 dicembre (tutti 
t saboti ora 21.15, domeniche e festivi ero 
16,30) 3^:-'mesa di repliche delle Cooperativa 
Teartale di Fiorino », con Giovanni Nannini 
In « La trovata di •or’Orazio >, 3 atri bril¬ 
lantissimi di Giulio Svetoni. Pranotarel et 
496670. Ultimo dell’anno In grande allegria 
con Glomnnl Nannini ■ Casanova.». VHa Ng- 
va ». SI accettano gib la orenotazionllll 
CENACOLO DI SANTA CROCE 
Martedì 16, ore 21: Orchestra Medicea Laurei»- 
ziana. Musiche dii GORELLI, BACH, MOZART, 
Violiniate: MASSIMO NESI. Dlreltoras PIER¬ 
RE ALAIN URISARl. Biglietti: Agenzia Ante, 
P.zza degli OriavionI 7/r. 

CIRCOLO ARCI e LE BAQNBBB» 
Centro dell Arte Vito Frazzi) r 
Concerto della plenisle SUSANNA SGRILLt. 
pemehlca 14 Dicembre 1980; ore 11: ScuaMi 
E lementare P. Calamandrei. Via Ciaaft 
Bacnesc SCANDtCCI (Linea 27). 

TEATRO CINEMA ARTIGIANELLI ' 
Via dèi Serragli 

Domani 15 dicembre. Centro Kolnd Ccmfrg- 
radlo, Firenze Spettacolo Volkaechuia di N«> 
rimberga con la coUaberazione del Comune dt 
Ffrenzé Consiglio , di Quartiere . 3, per la raa- 
seghà: 4 Dal Óori. Caligari e Hitler », Ore Ifk 
.-ll'.:BabiiMrie del Dori. Caligari, di R. 

.Ora 20; I NlbriUhght dt F. Làng. Ori 22: 

I Nibelunghi (seconde parte) - di F. Lans 
. Biglierió giornaliero L. 1.500. 

e SPAZIO CULTURALE P 
IL FABBRICONE . 

Viale Galilei Prato 
Ora 16,30; La Compagnia Anreboroa prasanMi 
Giulia Round Giulia e algnarlaa Gtaftae» .di 
- A. Strindberg. Regie a Spazio di KarillL 

TEATRO METABTASIO 

Via Cairoli. 61 - TeL 0674/33.047 
Prato 

Ore 16,30. la Compagnia - Tauri* . 

Toaieeno. presenta: Qui' comtnda la 
dai aigaor Bonaventura di Sergio Tefan*. 
TEATRO ORIUOLO 
Via delldriuolo. 31 Tel 210.586 ' 

Teatro Regionale Toscane - Comune dt Flr 
Pomani 15 dicembre, ore 21,15 * Prime na¬ 
zionale »: Alfredo Bienchi in ■ Univa Teeca- 
na in becca fiorentina », recita, con G'useopa 
Friceili pianista. (Informazioni a prevendita: 
we 9,30-12.30 e 15,30-18,30. 

ENTE TEATRO ROMANO 
(Istituto Stensen) 

Viale Don MinzonL 2S/A ■ 

II Balletto Contemporaneo. Inizfe prefcsfoid 
ore '16: » La bisbetica denmta », Balletta. 
Coreografia: John Cranke. con Marcia Miydaa 
a Brigit Kell del Coro di Batte del Taaria di 
Stato di Stoccarda. Origine: R.P.T. 1973 
KAREN KAIN. Intervista . con ia baiteria* 
Karen Kain prime di un bellette. Originai 
Canada 1977 BALLET ADAGIO. Balletta. 
Coreografia: A. Messercr. con David e-Arai*» 
marie Haimcs su Musica di T. Aibbieira. Orf- 
giiit: Canada 1967. Regia di Norman McLaren, 
(Tessera di abbonamenta L. 3.000). 
TEATRO APOLLO 

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martedì 16 alle ora 21,30. 


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ore 21.30: SCUOLA DI BALLO LISCIO. 
(Le iscrizioni si ricavano gll'inìtfa daR* 1^ 
zioni). 

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alle ere 21.30; Scv-ola di BWio lisde). 
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Ora 16 e 21,30 TattMo soceesso * 
so atriazionc: Farima e il Grappa eaatMla, | 
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lOEN; Non pervenuta 
CENTRALE: Non- pervenut a 
CORSO; Fantozzi contro lutti 
ODEON: Il casinista 

G" •n^tocarit 

.PARADISO: Ben tornato piecMatetIa 


EMPOLI 


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LA PERLA: Il Pap'eechla 
CRIETAUO: Mia megila è aim 
•XCBLiNMIi Fantoati cantra 


►I ( 


M Italia) __ _ 

Martam n. 8 • Talafa n it wn.lh • «lÀsi 















































ff.ru 




/ 




\ .. 


PAG* 16 l’Unità 


V l 


NAPOLI 


\ 


Domenica. 14 dicembre 1980 


Do oggi olla proea il Piago di 




prmo elèil^ di senz^etto 


ieri 


Riguarda novemila persone ~ Sì renderà necessario un nuovo confrollo degli stabili lesionati?— Vommi- 
nistrazione comunale non si oppone ma chiede tempi brevi — Firmata la convenzione Comùne-Università 


ìito diretto con là PcffòiMi^ 


L'anno scorso, di questi 
tempi, gli iscritti al PCI era¬ 
no 28.223. Quest’anno sono 
14.702. Mancano dunque cir¬ 
ca 13.500 tessere. 

Parte da qui. da questi da¬ 
ti, una discussione estrema- 
mente franca con il compa¬ 
gno Salvatore Vozza, della se¬ 
greteria provinciale del PCI 
e responsabile dell’organizza¬ 
zione. 

La prima domanda è d’ob- 
bligo: perchè questa flessio¬ 
ne? Vozza affronta il proble¬ 
ma di petto, si vede subito 
che non ha alcuna intenzione 
nè di minimizzare nè di cer¬ 
care inutili e superficiali giu¬ 
stificazioni. « Tanto per co¬ 
minciare — ris[X)nde infatti 
— sarà bene chiarire che que¬ 
sta tendenza l’avevamo av¬ 
vertita anche prima del terre¬ 
moto, prima cioè che tutti gli 
sforzi, tutte le energie dei 
compagni si concentrassero 
su questa ennesima e gravis¬ 
sima ^ emergenza >. Dunque, 
perchè? « r;' innegabile — 
continua — che quest’anno la 
campagna di tesseramento 
, è partita tra mille difficoltà, 
sia politiche sia organizzati¬ 
ve. I tragici fatti di questi 
giorni, poi, hanno accentuato 


ancora da rinnovare 


ritardi e limiti che già si era¬ 
no manifestati >. 

. 'Detto - questo, però. Vozza 
ci tiene ad operare alcyni di¬ 
stinguo e ad articolare me¬ 
glio il suo ragionamento. Le 
sezioni — ecco uno dei punti 
che per primo sottolinea — 
stanno lavorando al meglio 
delle loro possibilità. Dovun¬ 
que ci sono iniziative, dovun¬ 
que .1 comunisti sono in pri¬ 
ma fila per fronteggiare una 
situazione che è poco defini¬ 
re drammatica. Ed è proprio 
da qui che bisogna partire 
per un rilancio del tessera¬ 
mento, per far fare alla cam¬ 
pagna di proselitismo quel 
saltò di. qualità indispensa¬ 
bile. " 

« In questi giorni —* dice — 
i comunisti hanno coinvolto 
intorno, alle loro'iniziative ce¬ 
ti' e soggetti con i quali non 
sempre c'è stato un rapporto 
cosi stretto e proficuo; han¬ 
no fatto leva su contributi 


, nuovi ed originali; hanno 
"scoperto" risorse e intelli¬ 
genze. Bene. - 'Ditto ' questo 
non deve andar perduto. An¬ 
zi. bisogna ' consolidarlo, ed 
estenderlo >. ^ -s . .. , - . 

• E* un-discorso tanto più va¬ 
lido oggi, quando cioè si 
aprono problemi e prospettive 
di grande portata. « Dalla 
emergenza dr questi giorni — 
spiega Vozza — biso^erà 
XMissare alla ' fase della rico¬ 
struzione e del risanam^to. 
Avremo - allora : bisogno di 
idee, di progetti, di'forze ca¬ 
paci di fare i conti con que¬ 
sta nuòva realtà». Non sono 
còosidtfazioni astratte, piut- 
t<»to ^ flessioni su esperien¬ 
ze* già realizzate. < Penso — 
dice Vozza — al modo dfxae 
stanno tevorando i compagni 
di - CastéUamniaré, della zona 
orientale di Napoli, di Stella, 
tutte zone dove le conseguen¬ 
ze del terremoto sono state 
particolarmente pesanti e do¬ 


ve. nonostante-: tutto, l’inizia* 
Uva - politica non ha subito 
cali o flesMonì 

A- Sarebbe comunque sbaglia¬ 
to — ed è'lo'stesso Vo^ a 
sostenerlo — appiattire tutta 
la problematica idei tesserà- 
mento e del ràfitn-zamento del 
PCI sul fatU drammatici del 
dopo-terrèmoto. Una nuova 
fase politica si è aperta, sia 
a livello locale che naziona¬ 
le. Le recenti posizioni del 
PCI hanno rimesso tutto in 
movimento. Non solo: si ripro¬ 
ne. con più forza che in pas¬ 
sato, la « questione morale > 
e contemporaneamente la gen¬ 
te si interroga sul ruolo dei 
partiU. 'v ^ 

;. Una prima scadenza devono 
essere proprio quésti giorni 
del periodo natalizio, che so¬ 
no sempre stati un'occasione 
per discutere con la gente, 
per riflettere interne.. .,r 

• < Uno sfOTM parUcolare — 
conclude Vozza — devono 
compierlo i compagni impe¬ 
gnati nelle fablmcbe.' perché 
è alla ‘dasse c^keraia. del re¬ 
sto come sempre;'che in que^ 
sU'^omi spé^ un ruolp de¬ 
cisivo di direzione e di inizia¬ 
tiva' politica». ' 


Cimiteri - Contro gli altri iiìdiziiàti iioh è emerso niillà ' 

_ _ ' / ■ 

Mandato di cattura per Barbato (Psdi) * 
L'inchiesta $1 avvia alb conclusone £ : 

L’ex assessore finora non è stato trovato —* Le : inda^ni svolte conferma¬ 
no^ la completa estraneità del compagno Luigi Imbimbo da ogni illecito 


L'affare-dmiteri si avvia: alla concia- f. calcolo apprcjssimativo Tespemente re- 


siorie. Il'sostituto procuratore Arcibaldo 
Miller ha emesso un .-àltco.-ordine:! di- 
cattura e la . vicenda ha mmai i 'con¬ 
torni più chiari. £ 

Le manette dove\'ano scattare cjuesta 
volta intorno ai polsi dell’ex-assessore 
socialdemocratico Vincenzo Barbato, 55 
anni. . ; 

« Dovevano i-. perché . l'ex-assessore j 
non è stato trovato nella sua abitazione 
in via Salvatore Gambardella, - e per 
il momento il suo arresto è stato rin¬ 
viato a quando la polizia lo trove¬ 
rà. Il sostituto provuratore avrebbe e- 
messo rordìne di cttmia dopo la con¬ 
fessione dèi segret^o di Barbato. Do¬ 
menico An^isàpo. il quale.— secondo 
indiscu^oni — avrebbe raccontato che 
tutte le tangenti da lui prese erano de¬ 
stinate al suo dirigente. 

Come per il repubblicano Arpaia l’ac¬ 
cusa ^è di concussione;, vale a dire la 
estorsione compiuta da un pubblico uf¬ 
ficiale. Secondo'il magistrato, che con¬ 
duce l’inchiesta coadiuvato dalla squa-. 
dra mobile, i tre ex-assessori incrimi-. 
nati (De Rosa. Arpaia é Barbato) o i 
loro collaboratori a\’Tebbero. imposto il 
versamento di somme di danaro a co¬ 
struttori di Ioaili e cappelle per la con¬ 
cessione di licenze-- 

Arpaia fu accusato'da did<^ costrut¬ 
tori che raccontarono al magistrato di 
aver dovuto sborsare parecchi milioni 
per ottenere di costruire; secondo un 


pubblicano avrebbe intascato in questo 
. mòdo centosessanta .milioni, v > • . 

: Lo stesso ' mieccanìsmo doveva aver V 
ùtilbxato Vincenzo - Barbato secondo 
quanto avrebbe confessato il suo .se- ; 
gretorio. • ' " ; . 

Assolutamente nulla.— ctene già lui 
stesso aveva pubblicamente dichiaurato 
; — è stato invece scOpertp a carico dei : 
' compagno ìaiigi Imbimbo. ■ che aveva 
ricc^rto la carica di, assesscare ai-cimi¬ 
teri nel '75. all’inizio della giunta di 
sinistra, e che aveva fin dal piiroo mo-, 
mento decentrato ogni decisile in me- 
; rito alla costruzione dei loculi ài con-. 
Osigli di quartiere. - - . 

'!) Il compagno Imbimbo aveva avuto ! 

' ima óxnunicazione giudiziaria da parte : 
del giudice Miller cte indagava appunto 
per ogni persona die si era interessata 
l alla materia. Sono .stati interrogati còsi 
decine e dédne di costruttori di . loculi ' 
e cappelle e nessuno di essi ha espresso 
una qualsivoglia accusa contro il com- ' 
pagno Imbimlxi. Si spera solo che ora 
ogni dubbio sulla sua attività di ammi¬ 
nistratore possa èsser al più presto can¬ 
cellata per evitare che i'opinione'pub-. 
blica c<Mifonda. le^ responsabilità e non 
' riesca a ' discemere i col^voU . dagli ' 
innoceiti. ^ • . . V .' 

Per tOTnare ' alla vicenda di quello 
che è stato definito il racket del «caro 
, estinto » c'è da sottolineare die le in¬ 
dagini dei sostituto procuratore hanno 


considerato iHi elemento molto bnpcnrr 
tante per .le' indagini: il geometra San- 
tagata, anche lui azre^tq nella prima 
parte deU'mchiestà.' { : 

n geometra comunale, ; accusato an¬ 
che lui di concussione-sécondo"^ il giUr. 
dice, t^iéva le fila raffarè-cimiteri. 01- ' 
tre a fornire un parere tecqìco sui col¬ 
laudi-(<^^xKiunamente guidati) il dipen¬ 
dente comunale (lo derà' fin dal-’Sl) 

' cohduceva le trattative con crii era di¬ 
sposto a pagare. Le indagini ora si 
' avviano alla cradusidie: nove sono gli 
arrestati, dieci le comunicazioni giudi¬ 
ziarie. I primi a Cadere nelle mani del¬ 
la poliria — lo rkKHrdìamo — furono 
, quattro membri della , fanùglia 'fìoni- 
' betta, noto clan di costruttóri ;è di ven¬ 
ditori di loculi e cappelle. Iinfiteme *a ’ 

' loro fu arrestato Salvatore De Rosa, 
assessore sodaldempcratico della nuo- 
. va giunta di sinistra per-pochi gioroì; 

; U De Rora era 3 iximo assessore ac- 
:CU5ato di aver ricevuto tangenti 
' Pòi è stata la volta di Santagata. di 
Arpaia e infine di An^sano e Barbato. 
La vicenda ebbe inizio l'estate scorsa 
quando il sostituto prociiratore M31er 
decise di aprire un'incfaimte in seguito 
alla gambizzazione di <ten D et t ene . 3.^ 
parroco di S. Giovanni a Cartxnaza. epL 
: pito dal clan Trombetta pèrdié facendo 
parte di airicotifratemite che ri occu¬ 
pano della gestióne di locidi senza fini 
di lucro, ri «a trovato oggettivainente 
- sulla loro strada. ; ^ ^ ^ 


Anche lui è accusato dì fiancheggiare Prima Linea 



Terrorismo: ancoi*a|iin 
E’ un infermiere ài Policlinico 


Sono cinque ora le persone in carcere in seguito alle rìvelazioni dèi € 
no » pentito Michele Viscardi - L’operazione dì carabinieri e IHgos Gontìima 


Nuovo arresto r in. seguito 
alle indagini che carabinieri e 
Digos' conducono ' anche"; a 
Napoli in segrato alle damo- 
rose ri\dazioni ' del «pielli- 
no» patito Michele Viscardi. 
arrestato l’ottobre scotso a 
Sorrento insieme con Anna¬ 
maria (tonti. 

Un infermiere dd Primo 
Polidinioo è stato arrestato 
ieri da militi del gruppo Na¬ 
poli I. sotto l'accusa di in¬ 
surrezione contro i poteri del¬ 
lo Stato e partedpazkine a 
banda armata. ' ^ ' 

Si tratta di Salvatore Gra¬ 
nata, ha ventisette anni, abita 
in via Veterinaia. 81 e lavora 
come paramedico al reparto 
di semiotica del vecchio Po¬ 
liclinico. 

n Granata è stato arrestato 
ieri mentre era sul posto di 
lavoro e farebbe parte — se¬ 
condo le forze dell’ordine — 
del gruppo «operaio» delle 
PL; il suo arresto doè è da 
legare a quello dei due ope¬ 
rai. ddrAlfasud in carcere 
già da qualche giorno, e Ae- 
rìtalia più che a quello della 




professoressa Saochettì ^- 
rOrientale e della sua óMieva. 

Anche per Tinfeimiere l'ac-' 
cusa è quella di hancheggisffè 
Itorganizzazione terroristica 

. Suo compito doè doveva 
essere quello di reperire 
«basi» per TorganizziKione 
clandestina; appartamenti o 
qualunque posto dove i ter¬ 
roristi potKsero trasferire i 
loro mezzi, appura I toro 
uomini, per aver la possitefi- 
tà di es^ndersi «icbe in aa- 
ne non ancora toccate. 

Suo compito inóltre doveva 
essere — aenqsre a detta del¬ 
le forze deS’otdine — queOp 
di reperire docianenU fidri u- 
tili naturalmente aHo spo¬ 
stamento dei dandestini.ma 
anche a dare atta toro vHa 
un’apparente normalità. 

. Salvatore Graiwta. et» ' 
cercato fin * dal ' primo dl-^ 
cembre 

Le sue mete erano soprat¬ 
tutto Roma e Bologna e pare 
che durante i suoi viaggi ab¬ 
bia conosduto Susahna Ron¬ 
coni. la ragazza arrestato à 


Firenze in'Segoito s e mìae al¬ 
la confes^one di Michele 
Viscardi. fosieme a Id fu ar- 
restoto. Ciro Luongo. un na- 
pdetano che abitava tre anni 
fa neiia stessa strada dd. 
Granato In via Vetoinaia ap¬ 
punto. Coincidetue? 

L?e forze deH’cadìDe non ne 
erano molto convMe ed in¬ 
fatti hanno scoperto che en¬ 
trambi i giovani parteciparo¬ 
no 3 primo -febbraio <fi 
quest'anno ad una nfjna.a 
PoazuolL aDd Banca Popoiare 
di'Navàra. dre fruttò toro 
quatantocìnque miliani; dia 
raiiiha ' : avrebbe partecipato 
aiMlie Masriao RomandH, di 
22 anni, già fai gedera. 

Le indagini sr^a presenza 
di Priiàa Linea a Napoli co- 
idndaroDO nd 17 quando fu 
scoperto ;a Bagnoli, in via 
Nuòva ^Ba^; 210 per la 
pcécisiohè. un covo, e furono- 
arrestati Rosario (torpen ti eri, 
Stefano MSanesi. Raffaetta. 
Pfaid e Loredana Biancame- 
no. Ma solo un anno dopo 
l'organizzazione terroristica 
compare ndla dttà fai grande 



con un. vero :e proprio 
omiddi o . B Ù .attoime dd *3B 
infatti viene oociBo.^.rand?; 
ddio viene ri vendic a to da PL, 
3 giudice Paoiefia. ammazza¬ 
to con colpi di pistola nd 
garage deBa wa auto.- 

Sembrava che raoicìdis 
dd giudice però fosse 3 pròno 
e l’ultiino atto.dd t e rrdr i scào 
a Napoli: l’orgaoizzBziooe — 
ri pensa va—.dovev 
debole e non 'anoora 
Se fai generato è 
ra questo ip oto d , é 
ro die M capitda 
non ri è condoso con Paoid- 
la n^ nostra dtti. Lo 
stanno a dknostrare di v- 
restì di questi gtogii « M 
scoperto di ben quattro covi 
(sena voler ripescare di ^ 
^sodi legati aU’amìcìdio A- 
molo che pure aprirono di 
occhi agli inqaircnti suHp 
realtà m c ri tfonale) che nsn 
dovrebbero lasciar Mi¬ 
la voiontA da ptote dd|e ar- 
ganinaitoni darde Mlii e v di 
volar aprire io scontro con k» 
stato democratico anche ne^ 
nostra regione. ' 


: - y 


* Alla' mezzanotte è scaduto 
rultunaium di.2;amberletu ai 
' proprietari' deile secon'ae ca¬ 
se ' (« O conse^i-iate sponta- 
neamdite. 1 = vostri' apparta- 
.miéiòtl '-.ó passeremo alle re¬ 
quisizióni »). Airinvito . ncki 
hanno risposto in molti, 'ma 
almeno buu appaxtamenti so¬ 
no stati messi a disposizione. 
Contemporaneamente il co¬ 
mune — come è stato annun¬ 
ciato nella conferenza stam¬ 
pa di ieri — ha già fornito 
un primo elenco di senzatet¬ 
to — circa 9.000 persone — 
evacuati da stabili pericolan¬ 
ti. C’erano dunque le premes¬ 
se per far scattare almeno in ' 
parte il Piano-Napoli; ma 
nessun senzatetto — oggi — 
sarà trasferito sulla costa 
Domitlana. 

'' n motivo? Zamberletti, co¬ 
me diciamo anche in altra 
pàite del gionirie, dopo aver 
innescato un • meccanismo 
aifftoUmente governabile ora 
vuoi- ricominciare a contare 
tutto daccapo. L’elenco for¬ 
nito 'dal -comune- controfir¬ 
mato - dai. skidaco e compren- 
dènté: anche centinaia.'e cen- 
' tinàia di certificati di fami- 
'glia, non gli basta, anche se 
riàpouue a L’ùlle iè caratteii* 
stiche ■ rlóhléste. Adesso, 3 
comaàssàriò^ Ordinerà ^ Un 
nuovo, controllo. Ufficialmen¬ 
te dice di temere che tra i 
9.000 cl sla qualche «furbo»; 
qualche. « infiltrato » che ter¬ 
remotato non è.-Il Comune, 
da parte sua. sollecita tutti 
gli accertamenti ed i con¬ 
trollo necessàri; nel con- 
tempo però chiede che si fac¬ 
cela presta e che si trovi Un 
tetto a chi ancora non ce 
l'ha. <- 

; L’elenco presentato dal Co¬ 
mune si riferisce' al nuclei 
. familiari sgomberati da 170 
stabili, la cui ina^bilità è 
stata confermata anche da 
un controllo suppletivo. Pro¬ 
prio per evitare errori Tarn- 
nànistrazicne ha evitato di 
inserire, in queU’elencò;! sen¬ 
zatetto ■‘evacuati dagli altri 
710 stabili già dichiarati ina- 
bitablU ma per l quali non 
è stata ancora emessa la re¬ 
golare ordinanza di- sgom¬ 
bero. Rigore e responsabili¬ 
tà ^vono dunque essere ri¬ 
ferimento essenziale per gli 
Intuenti di questi gioaml a*i^ 
che perché-in città cresce a 
.-dismisura-il '^disagio di cM 
' da tre settbhMie. ormai,' e do- 
stietto a vivere óéUe . scuò¬ 
le.' nei puUinan, nei vagoni 
'ferTòviari e nelle case senza 
servizi delllACP. D Comune 
continua a-fare fino in fon¬ 
dò il suo dòv^, ina' uh. ugua¬ 
le Impegno, - uh - uguale sfor¬ 
zo non viene dagli altri or¬ 
gani e poteri dello Stato. - 

II numerò dei periti a di¬ 
sposizione è leggermente au¬ 
mentato in queste ore. sono 
volontà^ invtitti da altri co¬ 
muni; ma aiicréa-tantissime 

— circa 30.0ÓÓ -^ .8<mò le ri¬ 
chieste di verifiche Inevase^ 
Sé si andrà avanti di'quésto 
'passo ci - vorranno àncora 
qtiindici-venti giorni per oom- 
^etore la prima parte del lar 
voto. E dopo? Zamberletti 
insiste sulla nec^sità di ul- 
tèrlort controlli' agli stabili 
dichiarati inagibili. Un com¬ 
pito che sarà, affidato a ih- 
'gegneri e tècnici deU’eseicito. 

Anche su questo il comune 

— è stato detto ieri —- non 
ha nulla in oòntràrlo, anzi, 
ma quando arrivèranno que¬ 
sti reparti specializzati? Elnò- 
n, infatti, non ri è-visto un 
solo ingenera in divisa; .< La 
rituazione di Niqx>U è'dram- 
matica». ha ripeta in pKk 
di hh’ocasione. il T commirèa- 
rio ZamberlettL Bene. Ora bi¬ 
sogna agire di oqnsegaenza. 

Sempre ' nella' conferenza 
stampa di ièri è statò annun- 
ciató che è orma} operante la 
convenzione tra comune ed 
nniversttà. La flrisà hi calcé 
ai documento è stata posta 
pèigirio ieri mattina. «Si apre 
cori una nuova fase nel rap¬ 
porti tra le due istituzioni», 
ha commentato U rettore Cuo- 
mo. Oggetto della convenzio- 
nè non è solo la ristrutturà- 
stane di sedi o la locàllzza- 
ttane di nuove strutt ure (Pri¬ 
mo RkUclinlcD. Monte S. An¬ 
gelo), ma anche una più 
stretta collaborazione su te¬ 
mi specifici: gestione del ter¬ 
ritorio» actdo^a, traffica., in 
ghetto quadro va inserita an- 
cte la coUaboraztane della fa. 
caltà di Ingegneria per le ve- 
. riflbiie a^ stabili póicolantL 


I Aperta lacampasnal 
abbanamenti alla 
stampa commiìsta 

Si è aperta la campagna ab¬ 
bonamenti per 3 IMI att’Uni- 
|à' a alla stompa camànhla. 
Ltebiettivo della. FederatMie 
capunfato iiapuhlsaa.— per 
quest'anno è di 41 «Oiohi di 
lire per ^ «tabonamenti al- 
l’UnitA e di 22 nutioni per Ri- 
nascRa». - 

Lo scorso amo forom rag¬ 
giunti risuhati postivi neHa 
canopagna di abbonamenti , per 
3 nostro gtarnale; fu raggiun¬ 
to. infatti 0 102% degli abbo¬ 
namenti rispetta aS'ama pre¬ 
cedente. Occorto giiaMBcare è 
rafforzare la : sxcMtota 
l'Unità, fai paittoatote to 
alo isomento poBÙéo 
dove.tutto 3 partito è impe¬ 
gnato neQ'opera di ricoetru- 
liSAe, ' ' 


U i Vito ? 




•J 













V'.'f' 






marci In due o tre famiglie 
per ogni aula. Viviamo cosi 
in promiscuità giovani, don¬ 
ne, anziani, bambini, una' 
quindicina di persone o o- 
gnl aula. Dormiamo col vesti¬ 
ti addosso, arrangiandoci con 
qualche materasso e poche ' 
masesrizie. Non c’è possibili¬ 
tà di cucinare e -mangiamo ; 
cibi precotti. NèU’edificlb ' cl 
sono due servizi igienici ma 
imò.non è utilizzabile. Lascio ' 
perciò immaginare qual ' .è la 
situazione . per le oiicà';130 
péiaòhe.£ :;. : *, 

r Non cl sono fontane utiliz¬ 
zabili per fate im minimo di 
pulizia e le ■ condizioni Igieni¬ 


che peggiòrano. ogni tanto 
• qualcuno rischia andando a 
lav'arsl a òaàa nel palazzo pe¬ 
ricolante. Alcuni vecchi tra i 
85 e 70 anni ed i bambini 
che sono una quarantina 
hanno tutti raffreddore, tosse 
■ o bronchite a causa del fred- 
'do e, delle correnti d'aria. 

'Ecco brevemente descritte 
lé sofferenze e le privazioni 
degli sfollati che occupano le 
j;^uole. Ma il peggio per 
noi, che dopo tre settimane 
dal terremoto nòn si apre 
uno spiraglio e non cambia 
nulla. 

Distinti saluti 

: Roberto Ouglislml 


Nelle aule scoisstiche occupate dai senzatetto rinasce !'< econo¬ 
mia del vicolo » 


Siamo 

neUa scuola. 
in condizipm 
disumane 

‘■• Gentile cronista, .‘i-,,; 

mi rendo cotìto* che le condi¬ 
zióni dlsùmane : in - cui - da 
venti glorhi si trova la mia 
famiglia sono uguali per mi¬ 
gliala di altre famiglie colpite 
dal tcrrciuoto. Ivla ne vogiio 
parlare lò stesso-perchè può 
servire a farsene una idea. 


Abitavo a via S. Maria di 
Costantinopoli alle Mosche 
14 nella zona di via Giantur- 
. co. Il palazzo gravemente le- 
sionato dal terremoto venne 
sgomberato dalle 43 famiglie, 
la mia compresa. Dopo cin¬ 
que giorni trascorsi all’ad¬ 
diaccio 11 28 novembre una 
parte -' delle ■- fàmiglle, 28 
compresa ^ la : mia - composta 
da me. mia móglie e tre 
bambini. ' decidemmo di ' òcr 
cupare la scuola professiona¬ 
le INAIP che si trova nella 
stessa via ». Maria di Co¬ 
stantinopoli. 

. . Qui abbiamo dovuto siste- 


Trasferiti per il sisma ; 

Ma il padrone esagera 1 : \ 

Cara Unità, 

1 250 operai della Comind Sud SpA di Napoli trasferiti c/o 
gli stabilimentL C.GJl. di Casalnuovo in seguito ài terremo¬ 
to che ha colpito la nostra regione e di conseguenza anche 
lo stabilimento Comind Sud sito In via De Roberto 71 Na<- 
poli denunciano quanto segue: 

La direzione Comind Sud ha irasfèrito in poche ore la 
lavorazione nel reparto cavi presso il suddetto stabilimento 
di Casalnuòvo, pennettendo cosi il rientro Immediato di 
- cirea 2S0 operai, òhifettendo però quali sono le esigenze del- 
ropèraio stesso che insistentemente ha fatto rilevare ai 
. TèspònsabUi la mancanza assoluta dell’ambiente di lavoro. 

1). Mancanza assriuta di riscaldamenti (specialmente per 
; l'turnisti). • - ' 

.-2) thesisteriza diclino spogliatoio costringendo l’operalo a 
lavorare': ìBon : abiti-noà adatti a tale tipo di lavoro. 

'3) Consumarionè del pasto neU’amblente di lavoro sog¬ 
getto airinquiiiamèhto:- 

4) Ineài^hza .di-meari- di trasporto capaci di garantire 
agli Operai la puntualità sul posto di lavoro. 

5) Mancanza aBériuta .di servizi igienici e sanitari, basta 
dire che vi sono solo 4'gabinetti ed una sola fontana di acqua 
potabUè per 1 2S0Tavoratoii. 

Gli operai Comind Sud 

' : ^ ' ^ (seguono 92 Arme) 


Ièri conferenza stampa 


- J ^ 



modifiche 
dillamberlétfi 


Si è i^olta ieri nella sede dell’ASCOM una conferenza 
stampa sui problemi del commercio a Napoli In seguito 
-ri terremoto. Per quanto Napoli sia stata solo sfiorata 
dal sifflim che ha-devastato Tlrpinla; la struttura econo¬ 
mica, delia città ha subito duri colpi. Per quello che ri¬ 
guarda il commercio; i danni che si latbentano sono quasi 
tutti di natura economica, valutabili in termini di affari e 
cUenti perduti più che come crolli di edlficL Alla prèvedl- * 
bUe ridHziohe-delle vendite In una città dove migliaia di 
cittadini sono oggi senza casa, riduzione che in adetmi set¬ 
tori raggiunge livelli. assai preoccupanti (per i ristoranti 
60% di calo, secondo 1 dati fomiti daU’ASCOM), stanno 
faceQ do^ adesso seguitò, altri fenòmeni che ^ rischiano di -ooin-- 
proinetteré' la stessa sòprawiveziza di mólte aziende. com- 
.mtoriaH. 


•per 


'^mdle ^ horii iteeténdoÀò ,ò^ 


; pagamenti in contanti per le loro forniture nelle zone col¬ 
pite dal terremoto, H che, proprio, per il rallentamento del- 
>le .VMjdlte. chè 'el è'verificato, è' una òondizioile ins^Ópèr- 
tabile. -Vi grossisti che rifornivano l’irpinia e la Ba¬ 
silicata che hanno perso In un colpo solo Tintera clientela. 
Proprio per questo I rappresentanti • dèll’ASCOM hanno 
rivolto una serie di critiche al decreto di Zamberletti pér 
le zone terreinotate, che non terrebbe sufficientemente con¬ 
tò dei prbblrihi della' categoria.' Sono state inoltre àvan- 
rate alcune proposte in favore del commercio, fra cui la 
fiscal izza zione degli oneri sociali per le aziende commer¬ 
ciali per almeno due anni, e una serie di agevolazicmi per 
quanto riguarda R credito. ' • =. • 

' ; A questo- proposito.' essi hanno elencato'/Una serie di 
proposte; fra le altre r^qdlcazione da pòrte delle..banche' 
di tassi d’interesse non superióri al 20,50%; -la crtolziorie; 
di un fondo per. facilitare l’accesso- al credito delle 'àriénlde 
commerciali'riiè dovranno effettuate'lavori di ricoetnizione, 
ripristino e ristrutturazione; la possibilità di ricevere, in 
dèroga alla honnatlva vigente, crediti al di sopra dei hor- 
màU limiti di affidamento bancario.* 

L’A^ÓM chiede inoltre che la disposizione del decretò 
Zamberletti che blocca gù sfratti dalle abitazionii sia estesa 
anche ai locali adibiti a negozL Su questi ponti sono state 
richieste risposte concrete entro una settimana. Gli alba*- 
gatori,-dal canto loro, hanno'messo a diaporiziane déi'aìùi- 
' zàtetto 11 20% dei poeti delle loro aziende, chiedendo però 
prectae garanzie per il futuro del turismò hèlia regione. - ! 

, L’ultimo punto^toccato è stato quello rriìAi^ò al racket e 
alla cUDocra, che. lumostante la maniféatazione dèil’ll'no¬ 
vembre, scorso, sono, rimasti più aggressivi-riie-mai, e han- 
^no anzi colto l’occasione del-terremoto, per .tentare di au-^ 
mentale ultertarinente 3 proprio poCeré.' A ■ questo pro¬ 
posito‘è stato chiesto ancora una volta n raffonamento 
delia pollria e precise garanzie per le vittime dei ricatti- 
che ooUaborano oom la giustizia. 


spio] còiiirò - ; 
lé secoiiìé:% ■ ^ ■ 
case? ( 

' C’è" stato irterrèmotol Per 
chi? i_ teriemótatl, i poverini,- 
sonò quelli'sènza casa, è ve-' 
ro. E nói? Noi che 'sòldo do¬ 
po soldo, con sacrifici enor¬ 
mi abbiamo realizzato 3 so¬ 
gno di ottenere la casetta al 
mare, perché dobbiamo pa¬ 
gare 3 tributo che ci si chie¬ 
de Inutilmente? Il-potére è 
contro gli indifesi. Ctan la 
forza e senza àlcuha'.àncÉlbi- 
lità viene violata là tranquil¬ 
lità di tante famigliai- ' 
si, la mia è una seconda 
casa, e con questo? Perché 
non si requisiscono alberghi, 
perehé rtan p^dòQo i 
convènfi? ' S>péxchè?è • uno: 
perché còsi F'tutto molto 
facUe quindi più comoda E* 
quel la legge? ; C 
'I mUlardi che àrrivano allo 
Stato non potrebbero- servire 
per .costriiire. a. Napoli-.pié- 
fabbricati é nel ; frattempo 
ospitare I terremteàti aU’E- 
xódsior dove di còmfórts 
non ne mancano? y" 

Lèttera non firinètè 


' Sappiamo.bene che;le et^e 
détte fai questo lettene tono 
ih- inotti a pènsarlè; prapHo 
per questo rispóndiài^', én-: 
che sé è anonima é advvèra 
non ci- spieghiamo fi pen^. 
Intanto ima premessa. ',Le. 
proposte atwàate'dal' ComiL- 
ne erano motto più. ampie 'è 
articoìate del piano pòi'para- 
to da Zamberletti. L’ammi- 
:histrazione aveva sdOecttatò 
fuso di navi, di casèrme, tù 
conventi e di altre strutture 
ccteàci di .ospitare tempoftì' 
nèarnente i sénaatetto.^ séno 
sói^ però rnottè difficoltà: U 
eàmrnissarto, ad esempi, ^ha 
detto che nél porto non ef erg 
spazio per altre nevi; efié-le. 
casóTne bisognava terùnìé m- 
disposisUnte détte mi^aim 'e 
migliaia di soldati impu^ièti 


nelle opere di soccorso: che . 
molti conventi erano o già 
utilizzati dalla curia o inagi- 
bili. ■ - . - 

- A questo punto Zamberletti 
ha deciso di utilizzare le se¬ 
conde case disseminate lungo 
la . costiera domitiana. Di 
fronte .al dramma dei cin¬ 
quantamila senzatetto non 
solo -il comune, ina i rappré- 
séhtanti di tutti i partiti poli- 
■ tici , ed anche del governo 
hpnno preso atto di questa . 
scelta. Il Comune, però, • ha 
invitato il commissario a non 
concentrate la sua attenzione 
iolo su quella parte'del lito- 
ratei e à tenere presente an-y 
Che le case sfitte di Napoli e 
' dei-comuni limitrofi non col- 
pili dal sisma. Non sola: ha 
anche chiesto che in caso di 
requisiziohi si cominci dal 
pàtrinionio: edilizio invenduto ; 
é'dai.Compléisi di proprietà 
àéttéf {rròfadf iocietà immobt- ‘ • 
l^ri.- Tutto questo, naturai -1 
ménte, per evitare laceranti 
Conflitti sociali. - ■ 

• ; Nei confronti, dei proprie¬ 
tari, inoltre, il commissario . 
.si è impegnato a pagare un 
-regolare fitto anticipato, a -, 
y 'Ximborsdrii di eventuali dan- . 
ni e ad autorizzarli a portar 
■iHa dalle rispettive case tutto .. 
'.quanto .non è strettamente 
necessario per vivere. Tutti 
impegni che: dovranno essere 
rigorosamente rispettatL E 
siamo d’accordo con . quei 
proprietari che a questo prò- : 
pósifo sóHècitano tutte le ga- 
' ranzia necessarie. 

(Hò detto, però, siamo, dél- 
Vttwiso che in un momento 
yparticotaimente difficile co¬ 
inè questo tutti' sono chiama- . 
ti in qualche modo a cotta- ' 
barare. Quando una città su¬ 
bisce un colpo durissimo 
come questo terremòto, 
quando migliaia e migliaia di 
persone soffrono e Vivano tra 
mitte disagi, nessuno può ti¬ 
rarsi indietro. L’intera città, : 
del restò, risentirebbe ■ d^ . 
dramma di quei senzatetto a 
cUt non »rù garantita un’e- 
'spitemà'-meno travagliata. E ■ 
in: parte già sta accadendo 
baste pensare nOe 150 scuote . 
àeemptOe: . . 


f Numerose azioni di' te>l*zia e carabinieri 

ima banda di eÉtorècra 






Il « capo », Iricamur^, fungavi da 


— .Arr«rtitì litri setta conimarcianti 


che avevano maggieratò i prozìi - Rapina inr ima ^pizzeria ìA via CavaAaritza a CKiaia 



Una banda di cstenori, che 
operava nel Giuglianeac. a 
Hugnaoo. e a Funri g otta, è 
stata scoperta dai carabinieri 
del gruppo Iterali I. Sono sta¬ 
te iarebate 5 per a oo e . bbcd- 
tre altre 2 se sodò rese lati¬ 
tanti e veBÓsaa toCtara ricer¬ 
cate. HaiÉto tMtte peecèdenti 
penali, menò 3.« og» », Raf¬ 
faele (SocarciL di 4t 

abitaate -a: 
merciante .M. 

di ame- 
diatore». IsMIi,'* iMniM .i 
cemp i icì ai 
«avvertire» vari 
danti, teatondo esiorsioaf ^ 
ceaiplcisivi 7W milioni. 3 Òc- 
carelfi, in un secondo maibeQ- 
to. si presentava come 3-«pa¬ 
ciere»: «Eh. che volete 
mettetevi d’accordo... ». ' ' 

Gli altri arrestati sorwi’Sih 
vario Anioiuso. di 32: «mi, 
« Napoli; ed 3 fratello Ma¬ 
ria, di 21 anfà. di Idc^tanoi*- 
Giocoino Miglìaodo, di 21 ait¬ 
ai, «A Mugnanò e Giovanni 
Bonadìes, db 34 anni, di' Na- 
peli. 

Le vìttime dei loro tentati-.. 

. ■ j:-' 




Galdiero. di 
del 

£ via Napefi 91 ^ a 
Mùgnana che. non cssendon 
aottoposto al ricatta ha avolo 
3 suo negecio prima dasmeg- 
giato, - a tebbraìo. e poi dH 
attutto nèn'ottobre di questo 
Amo. Sempre col trìtolo sono 
alati fatti aaltarè in aria ì 
4 VllteHo Caserta, di 
cui erano stali 
100 milioni e quriìa. 
MO di confezioni, di Al- 
Maogiafrilì, cui erano 
MrtriMiMmiUom. T. 

• • • . ' 

Altri sette c o m ro eicianM so¬ 
no stati arrestati ieri per aver 
aoracntoto i pressi dei denari 
albuaiUri di^ aqaaén tari- 
smo e tmfTioo defla 
df Napefi, dto dii I 



di'43 ami. titolala del nego- 
aio di via Calatot Cnpodicfai' 
na 217; Gfa in cctii no' Marina 
di anni .4I,- t i l a lare del pedo- 
siodi via Nervo,3i; Madda- 
ieiMr Stliito. dt aniri 45. tito- 
l«ó dei negosìo di vìa Mar¬ 
cila 4; ' Antoi^ FàrddiÉ. di 
3r onai; peaprietorio del oo- 
gocio M via Ptofiagamento 
Cario Oa .Marca 35; Rodolfo 
Fèa 36 smni. titolare del 
nedocio di via Pim deUe Vi¬ 
gne 12; e AdHaide Parimto, 
di 43 aoni. che gestiva m 
n^oaio in via Napoli Càpodk 
monte 51 Sonò stati, andee 
denoqciatì 14 caagnoerciaatt 
che non avevÉno. provveduto 
a mettere 3 .cartoline faidt^ 
canto i pretti dei vari gè-' 
neri. 

Rapina raÉra sera al ri-' 
storante-ptaeria « Gigfaio », di 
pivprìrtà id Ciro Troise. fai 

via CavaBifiaii a CMala.- 
Versa le M hanno IMto ir- 
oel locali 4 



tré 3 praprietorìo. tre dienti, 
ia cameriere e un ex dipéa- 
dento. Francesco - Messo di 
16 «fati. Sotto la mfaMocla 
ddia pàrtola, i quattro hanno 
asporiato denaro per com¬ 
plessive It inBa -^ lire e nn 
orologio. Ttonodo la reazìo- 
ae di òB ciiento, che avevi 
fatto m gesto con la mona 
fl giovane armato ha ^tara¬ 
to. ferendo ad un braccio fl 
snocessìmmeale rico- 
ai Loreto Pròno. I 
si SODO dati alla 
fuga inmgiiiti dai pr esam 
n^ pitaeria. die sono rio- 
adti a raggiangenie ano — 
Cfaò (SrimafaS. di IS anni ^ 
e a oonsegmo-lò alla polizie. 

la fwitaìa 
^ ^ te m gara^ 
al loagu ddla rapina, 
gli altri tre. die si sono ar¬ 
resi. Si tratta di Antonio Rus- 
dl If ami. di Antonio 
anch'egfi di li «mi, 
Antonio Crispanl. di S. 

Abnte, di 15. 'Tutti, 
il pM giorane. erano 
La refurtiva è 


e. di' 




REDAZKmE;’Vui CfOVAljlUS; ss • TCUFONÒ m.ril >Vra.n 3 .' DVWSlOta^UlÒ'ONÒ SriSM": 1 CROMStl RKEVONO ÌMUè 





• t 


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>.. • . irv. 




.Vivi ■ 


• «. > .vr-\. 
















\/ 


Domenica 14 dicembre 1980 


NAPOU-CAMPANI A 


runitaPAG.17 


comunisti propongono di rinàscita pei* le zòne terrémotàte 



Tre domeniche terre¬ 
moto. ‘A dls^nza ■di. venti 
giorni^ la sltùàdone rimane 
grave e drammatica. I dan¬ 
ni sono superiori anche ri* ■ 
spetto a quanto era apparso 
nei primissimi giorni. 

•Le Iriimag^hl TV. e le cro¬ 
nache dei quotidiani subito 
dopo la scossa del SS no- 

■ vembre hanno squarciato un 
velo sul sistema di potére 
della DC nel Mezzogiorno, 
ma già ora in certi settóri 
deirinformazione il Sud vie¬ 
ne descritto soltanto come 
terra di mafia, racket e sfa¬ 
sciò. Si rischia che lo stes¬ 
so dibattito sulla ricostru¬ 
zione si sviluppi' in modo 
astratto e inconcludente. 

Invece il'tema della ri¬ 
costruzione è fondamentale, 
per ravverilre dellé zone ter¬ 
remotate e delfiniera Cam¬ 
pania. Le idee, le proposte, 
l'Impegno di lotta del co-, 
munisti per la ricostruéloné 
' e la rinascita sono state al 
centro del comitato regiona¬ 
le campano del PCI riunì-, 
tosi a Mercogllano. presenti 
i compagni Antonio Basso-, 
lino, segretario regionale e 
della direzione e Adalberto 
Minucci, della segreteria 
nazionale. 

■ . « Il terremotò — ha det¬ 
to Bassolino — solleva in 
modo nuovo il tema del 
Mezzogiorno come problema ' 
di tutta la società italiana». 
La lotta per la ricostruzio¬ 
ne significa lotta per uno 
sviluppo fondato su un’eco¬ 
nomìa integrata fatta di. 
agricoltura moderna, ma an¬ 
che di una nuova industria 
e di terziario qualificato. 

Ma dove deve avviarsi la 
ricostruzione, dal momento 
che il terremoto ha provo¬ 
cato danni enormi su una 
suoerfioie «ssai estesa? Il. 
comitato regionale comuni¬ 
sta. ha indicato come prio¬ 
ritaria la scelta delle zone 
interne. 

L’« arretramento » propo¬ 
sto dal commissario Zam- 



ricostruzione è uno 



storica 




nc»'cambiare il volto del 



Riunito a Mercogliano il comitato regionale del PCI con 
una più forte unità regionalista < L’opera di Zamberletti 
morosa - Necessaria una svolta nel governo della Regione > 


Bassolino e Minucci • Dopo il sisma 
sta dimostrando una inefficienza cla> 
Economia integrata per le zone interne 


beirìettl non ha avuto suc¬ 
cesso: chi è andato via ha 
Imboccato la strada della 
emigrazione al nord o al¬ 
l'estero (dalla sola Alta Ir- 
pinia sono emigrate circa 
vaitimlla persóne) ed ora 
la pressione si sta spostan¬ 
do sulle città e- i centri più 
vicini ai comuni distrutti 
creando ultertori ■ problemi 
di sovraffollamento. «C'è 
una perplessità - comprensi¬ 
bile della gente à trasferir¬ 
si — ha detto Bassolino — 
per là poca credibilità dei 
programmi del còmmlssario 
straordinario ». - 

Il commlssarlq sta ■ dimo¬ 
strando una irièfflcienza 
claniorosa. Bi pètisi solo al¬ 
l’assurdo decreto' di requi¬ 
sizione degli alloggi lACP 
già assegnati di Salerno; al 
modo avventuristico con cui 
è stata gestita Toperazione 
di requisizione del Villaggio 
Coppola: airihspiegabile no¬ 
mina del sindaco Di Vlcen- • 
za a commissario del comu¬ 
ne di Teòra in Irplnia; in- 
. fine alla decisione secondo 
cui 1 prefabbricati leggeri 
non servirebbero, mentre so¬ 
no decisivi per .chi non vuo¬ 
le abbandonare il proprio 
paese . 

«Nei confronti del com- 


missario straordinàrio e del- ; 
le strutture che da lui di- 
pendono’ — ha detto Bas- 
sollno. — si pone un pro¬ 
blema politico». Il PCI ha 
chiesto un urgente incon¬ 
tro con Zamberletti nel 
corso del qualéM comunisti 
ripropórranno • e avanzeran¬ 
no proposte precise. Tutti 
i compagni intervenuti nel 
dibattito (tra gli altri Dal¬ 
li ' Carri, Gentile, Vendltto 
hanno rilevato che Zam- 
berlettl ha preferito siste¬ 
maticamente scavalcare 11 
comitato. . 

In questi giorni il partito 
comunista ha dato vita ad 
un impegno e ad uno sfor¬ 
zo eccezionale. Ma col pas¬ 
sare del tempo le tensioni 
vanno àumentando e posso¬ 
no esplodere violentemen¬ 
te, In particolare nelle gran¬ 
di città come Napoli e Sa¬ 
lerno. Soltanto nel capoluo¬ 
go campano cl sono centi¬ 
naia di scuole occupate in •, 
cui si vive in condizioni tre-. 
mende, con II tentativo del - 
MSI e di settori DC di in- . 
nescare strumentàllzzazioni.,, 
Diventa pertanto Indispen¬ 
sabile il rispetto dei tempi 
entro cui realizzare gli in¬ 
terventi del dopo-terremoto: 
per esempio, se le perizie 


sugli ' stabili procedono col 
•ritmo attuale, trascorreran- 
ino mesi e mesi soltanto per 
gli accertamenti. 

Napoli, pur con i dram¬ 
matici problemi che deve 
affrontare ha anche in que¬ 
sta fase un ruolo decisivo 
per il destino delle zone in 
terne dove alcune realtà ri¬ 
schiano di essere cancellate 
definitivamente dalla carta 
geografica e dall’economia 
della regione. Dopo il terre¬ 
moto si fa ancora più evi¬ 
dente la necessità di una 
più fo’le unità regionalista 
(Donlse). 

Cl sono infatti segnali 
preoccupanti che tendono 
ad affermare un'immagine 
del Mezzogiorno anni 40-50, 
un Sud dal quale non emer¬ 
ge il nuovo che pure c’è 
stato in questi anni, e forse 
che puntano alla liquidazio¬ 
ne del Mezzogiorno Interno. 

Le migliala di volontari. ; 
di compagni che dalie re¬ 
gioni settentrionali hanno 
portato i soccorsi nelle zone 
colpite possono ritornare 
- nelle loro città portandosi 
un’impressione negativa sul¬ 
le capacità di ripresa del 
Mezzogiorno (Guarino) e lo 
stesso rapporto Nord-Sud 
potrà essere vissuto nel pros¬ 


simo futuro con difficoltà 
e contraddittorietà.- 

Contro questo indirizzo, 
che viene rafforzato dalla 
stessa azione dèi commissa¬ 
rio straordliìarlo, si oppon¬ 
gono 1 comunisti. La nostra 
critica — ha detto Basso- 
lino — deve essere tndin:*- 
zata non solo verso la po¬ 
litica d’abbandono persegui¬ 
ta dalia DC, ma anche verso 
il modo con cui si è proce¬ 
duto all’industrializzazione 
del Sud: una modernità sen¬ 
za sviluppo, un’industrializ¬ 
zazione inserita In un tes¬ 
suto produttivo precario che 
si è sbriciolato rapidamente. 

I comunisti -lottano, dun¬ 
que, affinchè la ricostruzio¬ 
ne significhi anche sviluppo 
di un’economia integrata 
che assicuri la rinascita del¬ 
le zone - interne, di Napoli, 
delle città e delle campagne. 

Ma basta una semplice 
legge-stralcio per realizzare 
questo programma di rina¬ 
scita? Sarebbe un provvedi¬ 
mento del tutto Insufficien¬ 
te. Ci vuole una iegislazione 
unitaria che. tenga conto di 
tutti gii aspetti dèirinter- 
vento dello stato a partire 
dallo scioglimento della Cas¬ 
sa. Ma- bisogna anche rimet¬ 
tere in discussione problemi 


e questioni generali dello 
Stato. 

• Spesso ' singoli comuni 
. i (S. Antimo, Vlllarlcca,- ccc.) 

' hanno risolto da soli e ra- 
•. pldamente l problemi del ri¬ 
coveri per 1 terremotati. 

■ SI tratta anche di mettere 
In moto energie è Intelligen¬ 
ze che finora sono state 
t estranee al diVattito sulla 
ricostruzione; anzi bisogna 
. evitare che. gli intelelttuall, 
anche quelli di parte demo¬ 
cratica, si defilino dal prò- 
: blemi • del dopo-terremoto 
. (Marzano). 

Vanno anche valorizzate 
. forme nuove di democrazia 
che in alcune realtà stanno 
nascendo, l comitati popo¬ 
lari del terremotati, per un 
controllo e una ilgenerazlo- 
ne dal basso dèlie Istitu- 
zlonL 

Il ruolo istituzionale del-- 
la Regione Campania deve 
assiunere una funzione di 
primo plana La giunta re¬ 
gionale ha accumulato ri¬ 
tardi delittuosi, al pari del 
’ governo, nell’organizzazione 
' dei soccorsi. E anche i com- 
' portamenti successivi rendo¬ 
no chiara la neèessità di 
' una svolta nel governò del- 
la . Càinpania. una svolta 
che non può essere frutto 
' di manovra politica '«con¬ 


giunturale i>, ma deve matu- 
■ raré attraverso processi po¬ 
litici profondi che provo¬ 
chino una netta rottura del¬ 
la concezione,- del metodo, 
degli obiettivi di governo 
della DCi. nonché una pro¬ 
fonda riforma della mac¬ 
china regionale t ale da 
'■ creare una nuova dialetti¬ 
ca tra DC e móndo cattoll- 
co e riportino il PSI alla 
conquista della autonomia 
e di una forte capacità di 
unità a sinistra (Morra). 

Le giusto critiche alla 
giunta regionale, tuttavia, 
non sono critiche all’Istitu¬ 
to regionale in quanto tale.' 
Tutt’altro, Li dove hanno 
.funzionato le regioni hanno 
rappresentato un . avveni¬ 
mento veramente'nuovo 
ha detto nelle conclusioni 
'■ Mlnuccl — e non è un ca¬ 
so che 1 primi soccorsi, in- 
. vece che dà! governo, siano 
venuti proprio dalle ammi¬ 
nistrazioni regionali del cen- 
V tro nord. 

■ La ricostruzione' è un’òpe- 

- ra che dovrà rldlsegnare 
. l’intero assetto della socie¬ 
tà. Ma non potrà esservi ri¬ 
lancio deU’autonomia del 
Mezzogiorno se non c’è la 
rifondazione dei poteri lo¬ 
cali meridionali. 

L’attuale ■ giunta reglona- 
. le dunque se ne deve ■ an- 
. dare per lanciar posto ad un 
governo che sia in grado di 

■ dirigere un grande plano di 

■ ricostruzióne e di rinàscita 
con il protagonismo effetti- 

. vo dei comuni e degli enti 
locali.- 

. ’ ■ Questa è la strada da se-. 
guire anche a livello nazia 
' naie. Infatti è irrinviablle 
Vesigenzà di una nuova di¬ 
rezione politica del paese 
capace' di istaurare ~ tra 

- Taltro — un rapporto credi- 

- bile con. le masse. Le vlcen. 

; de di queste ultime settima¬ 
ne hanno fatto vedere che 
è possibile governare sènza 
la DC. 


I. 


V. 


Come ricostruire e con chi: inchiesta sui drammatici problemi del dopo terremoto 




macerie può 








W-' 



una nuova 

À colloquio col compagno Francesco Barbagallo, storico e meridionalista - «Que¬ 
sto sisma deve costituire una grandeoccasionè di riscattò»-Gli ^ingredienti «per 
avviare un processo rinnovatcnré ci sono - Capacità di pCOporte é di .controllare 


Lò hanno sòritto i gìónia- 
li, lo hanno confermato tan¬ 
tissimi testimoni oculari: nei 
terribili - giorni immediata-- 
mente successivi al terremo^ 
to, tra le macerie è i morti 
di decine di paesini distrutti 
deU’Irpinià, del Salernitano, 
in mezzo ai superstiti dispe¬ 
rati, c'erano le organlzzàzio- 
ni di soccorso venute da ogni 
parte del mondo; c’erano i 
giovani: con tutte le loro ca¬ 
renze, ritardi e. disorganizza¬ 
zioni c’erano alcuni apparati 
dello Stato, l’esercito, i vigili 
del fuoco. Afe la Regióne 
Campania nessuno l’ha vista, 
nessuno l’ha sentita: un gran¬ 
de fantasma incapace e im¬ 
potente... . 

Questo terremoto dice 
il compagno Francesco Bar- 
bagallo. direttore dell’Istitu¬ 
to di studi storico-politici àel- 
Vuniversità di Balemo — ha 
funzionato anche come una 
immensa cartina di tornaso¬ 
le: oltre, a scoperchiare le 
case di pietra tagliata delie 
zone interne ha messo a nu¬ 
do tutta Vinconsistenza; del 
tessuto politico istituzionale 
della nostra regione, che. è 
poi uno dei tratti tipici e 
generalizzati della debolezza 
dell’intero Mezzogiorno ». 

Barbagallo avvia il filo del 
ragionamento, partendo dal¬ 


la sua specifica esperienza di 
storico ^meridiònallsta, coor- 
din'atore_ tra l’altro delta pri¬ 
ma «Storta regionale delta 
Campaniap,.per sottolineare 
che non è un caso se l’iden¬ 
tità istituzionale di questa 
regione a dieci anni dalla 
sua nascita è ancora %utta 
da costruire: «Predtìtnina 
ancora la tradizionale non¬ 
volontà delle classi dominan¬ 
ti a consentire che nel Mez¬ 
zogiórno té, istituzioni espli¬ 
chino la - loro naturale fun¬ 
zione.^ programmazione del¬ 
l’economia e della società, di 
direzione -politica, di demo¬ 
crazia. ■ Su. una concezione, 
che rischia di diventare ideo¬ 
logica, del ” primato delta 
politica",, finisce preva¬ 
lere la rozza pratica delta 
lottizzazione, del clientelismo, 
delle ■ mance. Un ." sistèma ” 
anche Quésto^ ma un sistema 
perverso, su cui la DC ha 
saouto costruire un .suo con¬ 
senso ài massa nella difesa 
più ostinata' dello "status 
quo’’p. - ' 

La Regióne 'Còme ènte de¬ 
mocratico di programmazio¬ 
ne e di sviluppo non «devep 
esistere in questa logica. Tut- 
■ to. invece, va conformato al- 
Tandazzo della spartizione 
tra bande, correnti e.gruppi 


d’interesse: ■ « Si spiega cosi 

— osserva Barbagallo — che 

i nostri amministratori regio¬ 
nali possono addirittura per¬ 
mettersi di non presentare i 
bitahei, come oggi succede; 
oppure possono tralasciare di 
chiarire le singole voci di 
spesa. Si arriva, non esito a 
dirlo, a una gèstione camor¬ 
rista e mafioso del potere. 
B allora non bisogna mera¬ 
vigliarsi se ,. nel corpo delta 
società, la' camorra affonda 
le sue radici, si fa ogni gior¬ 
no più tracotanté zittisce a 
colpi di lupara_ come è suc¬ 
cesso l’altro .giorno a Paga¬ 
ni, chi tenia di opporsi alle 
regole del gioco t». ; ■ 

Sono solo le risultanze più 
dramtnatiche di scelte poli¬ 
tiche . che stanno a monte, 
che puntano a inchiodare il 
Mezzogiorno alle sue arretra¬ 
tezze, alle contraddizioni del 
suo • sviluppo ^ distorto, alta 
pratica coltaudata deU’assi- 
steruialismo. Di tutto questo 
il terremoto è stato la gran¬ 
de cartina di tornarle. Può 
diventare questa stessa pur 
dramiAatica vicenda un‘«oc- 
cazione^ storica per avviare 
il cambiamento? « Sta innan¬ 
zitutto a noi, alta sinistra 

— dice Barbagallo — a tutte 
le forze che veramente si 


battono per U rizoatto del 
Mezzogiorno, essere capaci di 
realizzare - questa grande 
scommessa, questa " ricostru¬ 
zione” e modernizzazione. Io 
credo che gii "ingredienti”, 
le forze economiche,-cultu¬ 
rali, sociali per avviare que^ 
sto processo rinnox?atore ' ci 
stano nella nostra • regkme, 
nel Mezzogiomo. . 

Si tratta ^ e sta qui uno 
dei compiti storici delta' si¬ 
nistra — di dar voce e rap¬ 
presentanza adeguata a que¬ 
ste forze, di dirigerle; di con- 
gulstare, in una parola; la 

■ necessaria egemonia perchè 
tale progetto riformatóre di¬ 
venti vincente. Si ' trutta, 
quindi, di spingere avanti tut¬ 
to ciò che di nuovo in. questi 
ultimi anni è già emerso ne¬ 
gli atteggiamenti ■ culturali, 
nei punti di riferimento ideò- 
li delle'.masse meridionalL 
Quel sommovimento profon¬ 
do che ha portato' aùa rea¬ 
lizzazione di esperienze come' 
quella dsiVajnministtazionè 

■ di sinistra al comune di l(d- 
poli. alta vittoria nelle 'cam¬ 
pagne referendarie sul divori 
zio 'e raborto ». 

Barbagallo insiste sulla pe- 
cessità di tenere tempre pre¬ 
sente il nesso inzeindibite tra 
politica^ economia, cultura e 


società: «E" illusorio — egli 
dice agire per comparti 
separati o. prediligere uno del. 
piani rispetto alFaltro. Solo 
cosi sarà possibile evitare fu¬ 
ghe in avanti; visioni .setto¬ 
riali, particoìaiismi o^provln- 
cialismi sèmpre in agguato ». 
«E poi. — aggiunge —, òe- 
corre. aver r chiaro che '■ ùh 
progètto realmente riforma¬ 
tore .' è "immediatamente” 
alteinàtivo al eterna di po¬ 
tere oggi;dominante». L’oc¬ 
casione terremoto . può esse¬ 
re, allora, il banco di prova 
per imporre il rinnovamento 
dttraverso U confronto éi un 
programma «concreto e mi¬ 
nutissimo»,, in tempi ravvi¬ 
cinati e definittJ «Non deb¬ 
biamo commettere terróre di 
muderei che -■ il processo di 
«ricostruzione» si svòlga in 
■ manieru indolore. Le forze 
del cambiamento, a mio av¬ 
viso, 'non possono isolarsi, o 
: sottrarsi ■ al .^confronto.' Ma 
nemmeno devono cadere nel¬ 
la possibile trappola' di’ «ap¬ 
piattire » ogni conflittualità 
in 'generici solidarismi - ' tif 
fronte alla tragèdia. Dobbia¬ 
mo mantenere, invece, la no¬ 
stra identità, ed essere nel 
contempo capaci soprattutto 
m proporre e di controllare». 

Procolo Mirabèlla 


Gcm il compagno Bassolino 






i Ricostrùzioner stamane 
'manifestazione a Eboli 

Domani assemblea a Salerno con Forte e. Perrotta 

S-àLESlMO — Manifestazione indetta dal PCI questa mattina 
ad Eboli per la rìcostmzìaae- Si svolgerà alle ore 9,30 in 
piazza "della Repubblica con la : partecipazione del sindaco 
Antonio Cassese e di -àntonio Bassolino, segretàrio regitmale 
del PCI e menteo tlella direzione nazionale, 

«L'impegno e la lotta dei comunisti per la ricostruzione 
, della Valle .del Seie e pw la realizzazione dì una nuova de¬ 
mocrazia; per organizzare la volontà dei terremotati, dei 
giovani' e À tutti i cittadini; per ricostruire coti le popola¬ 
zioni contro le speculazitmi di colmro - che vogliono ricavare 
profiUi dal terremoto sulla pelle della gente > è la parola d’or¬ 
dine al centro della manifestazione odierna del rci. 

'La mobilitazione dei comunisti salernitani'si s:\iluppa .con 
numerose altre'iniziative. Per domani; è stata' convocata a 
Salerno un’assemblea popolare sul tema; «L^ proposta poli¬ 
tica e inogrammatica dti comunisti per fronteggiare le con- 
v^guenze del terremoto ». All’assemblea — ' convocata hd 
salone del palazzo d’igiene (in via Imo) per le ore 18 — in¬ 
terverranno l’on.. Salvatore Forte, capogruppo del PCI al 
comune, e Giovanni Perrotta, ddla segreteria provinciale 
dd PCL . - 


Conferenza stampa del sindaco 

Castellammare: la De 
vuole fare tutto 
nei suoi « corridoi » 

Il PCI: « Resteremo nel coordinamento per 
vigilare sulla corretta gestione dei fondi » 

CASTELLAMMARE — SI ve movimentando to scenario poli¬ 
tico del post-terremoto. Il PSI ha lanciato con un manifeste 
la proposta dell'Intesa di governo fra tutta la forze demo¬ 
cratiche. per affrontare con le necessarie garanzie di con¬ 
trollo ed efficienza la difficile fase della ricostruzione. Incontri ' 
bilaterali con gli altri partiti sono in corso II PCI, con una 
dichiarazione del segretario 


di zona Antonio De Martino, 
ha ricordato di aver costan¬ 
temente premuto, fin dal vo¬ 
to amministrativo ' del 1977, 
per una giunta, di solidarietà 
comunale, e si è detto dispo¬ 
nibile oggd a verificare tale 
ipotesi sul fatti concreti. Ma 
di fatti ne sono emersi ben 
pochi, durante la conferenza . 
stampa convocata venerdì se¬ 
ra dal sindaco (il de Della 
Mura) per trarre un primo 
bilancio della gestione del¬ 
l’emergenza. Dopo aver forni¬ 
to uri sommario quadro della 
situazione (2(X) edifici inagibl- 
II, U 20 per Cento dei quali 
da abbattere; 7000 senzatetto 
ricoverati In tende, vagoni 
ferroviari, strutture pubbli¬ 
che e alberghi; 30. incarichi 
di perizie affidati alla trenti¬ 
na di tecnici disponibili. Del¬ 
la Mura ha polemizzato con 
gli organi di iiifonnazlone 
che,. a suó dire, ■ avrebbero 
sottovalutato l’entità ■ - dei 
danni sùbiti da Castellamma¬ 
re e con i comunisti che — 
pur facendo parte del coor¬ 
dinamento - dei : capigruppo 
consiliari — continuerebbero 
a fomentare critiche e scon¬ 
tento tra la . popolazione. . 

Sul primo punto gli è stato 
fatto rilevare come egli stes¬ 
so abbia dichiarato — In u- 
n’intervista al TG-3 — che la 
città era autosufficiente ad 
affrontare gli Iriterventl ne¬ 
cessari dopo il sisma; e come 
sia stato proprio un tecnico 
DC a sostenere presso 11 con- ■ 
sigilo dell’ordine ' degli inge¬ 
gneri, che i tecnici disponibili 
in città bastavano al fabbi¬ 
sogno. 

Si tratta ora non di recri¬ 
minare, ma di accelerate il 
censimento del sinistrati ef¬ 
fettivi, che può fornire nel 
minor tempo possibile il 
quadro certo — sin d’ora al¬ 
larmante. ■ 

A quelli ricordati dal sin¬ 
dacato, infatti, vanno aggiun¬ 
te le migliala di persone che 
coàbileTìo o hariftò abbando^ 
nato la città del senza^tto. 

. Sulla qUèStloue deUe pratese 
specuMuslont'politiche, il< pura, 
to di vista del PCI è stato 
chiaramente esposto dal con¬ 
sigliere Chiacchio. 

■ « Noi ^ ha detto — sin 
dall’inizio slamo stati al f iara 
òo dèU’amministrazlbne; che 
solò d^po quattro giorni si è, 
decisa a formàre mi eooitU. ' 
namento dei capigruppo. In 
questo < coordinamento ci 
sismo e ci resteremo, per 
vigilare sulla correltezzà del¬ 
la gèstione. E* chiaro che so¬ 
lidarietà non può ^gnlflcare 
unanimismo; ' perciò conser¬ 
viamo tutta la nostra auto¬ 
nomia. Facciamo proposte: se 
vengono accettate a parole e 
non persegttltè nei fatti però, 
la città questo deve saperlo, 
e noi lo diciamo.» 

E* il caso delle requisizioni 
delle seconde case- e dell’ac¬ 
quisizione ai comune deU’edl- 
lizia abusiva fiórita nella zo¬ 
na agricola. D principio fu 
accettato dal sindaco - una 
settimana fa per creare im 
polmone abitativo che con¬ 
senta in brave di liberare gli 
alberghi e riprendete le 
vità scolastiche: ma nel cozso 
della conferènza stampa egli 
ha olsmorosamente amesso 
che requisizioni non ne farà, 
le lascerà fare a ZamberlettL 

Una conferma eclatante dei 
dubbi del PCI: che dietro la 
solidarietà qualcuno cerchi di 


far passare sotto silenzio le 
proprie responsabilità di 
amministratore in carica. Un 
inammissibile gioco a scari¬ 
cabarile, ripetuto dai DC nel¬ 
l’incontro di Ieri tra forze 
politiche e sindacati, per il 
quale la città rischia di pa^ 
giare pesanti prezzi in termini 
di condizioni di vita e crollo 
del tessuto produttivo. 


Una settimana fa 

Un aereo ha 
rischiato di 
abbattersi 
su piazza 
Carlo ITT 

i Poteva accadere una tra¬ 
gedia ma rabiUtà di un uo¬ 
mo e un pizzicò di fortu¬ 
na hanno permesso di evi¬ 
tarla. Il fatto è avvenuto 
una settimana fa ma si è 
saputo soltanto ade^ gra¬ 
zie anche alla denuncia del¬ 
la cdltda PCI dell’aero- 
portò di Opodichino. 

/ Il 6 dicembre scorso un 
aereo DC-9 dell’ATI, volo 
BM 137 dinoto a Roma ha 
rischiato^ di abbattersi sm- 
fabbricaù di piazza Carlo 
in subito dopo il decollo, 
awrauto alle are 11 circa 
de]l’aer(^Tto dì CapodieW- 
Do, L’aereo con 1^ pas¬ 
seggeri a bordo, appaia al¬ 
zatosi in volo si è imbat¬ 
tuto in uno stormo di gab¬ 
biani che proprio ìri quel 
momento si è posto suRa 
direttrice del velìvolo il qua¬ 
le, a causa dell’ingestione, 
ha riporto un’avaria ad 
uno dei due motori. B 
comandante, con una ma¬ 
novra di emergaiza, ha 
Immediatainente cambiato 
rotta di volo ed è ritisdio 
a riportare l'ateo con un 
8(do motore in funzione, 
sidla pista di atterraggio di 
.Capodidiino. Grande spa-, 
vento per-i passeggeri ma 
per fortuna nessrm danno. 

In ogni caso, giacchi è 
impossìbile impedire a^ 
uccelli di volare dove gli 
pere o abbattere i [uda^ 
per agevolare i voli di chic¬ 
chessìa. « questo episodio 
ripropone in maniera im¬ 
prorogabile. la necessità, 
per Napoli, di dotarsi di un 
nuovo aen^iorto fuori dalr 
Tarèa urbana — come af¬ 
ferma la celiala PCI dd- 
r a croporto — dò non solo 
per soddisfare le accre- 
sdute esigane del traspor¬ 
to aereo ma anche per evi¬ 
tare uMeriori perioaii per 
la cktà. Che ^ afi’aoo- 
pocto di (3apodichino si sia¬ 
no d im entic a ti e. pare in- 
giustiBcatamente. di instal¬ 
lare appositi di^o slUv i at-^ 
ti ad dkntanare ddia pi¬ 
sta i ”peticd 08 i’* volati 
sign^ca die qoaldie re- 
aponsahffità, per fepiso- 
dk) dd 6 dicembre scorso, 
quakimo pure ce Favrà». 


Ora la Provincia di Avellino deVe dire la suo 




per la gestione dell’IPAI 


.■W’ELLINO — L’amministrazione prov'inciale 
di Avellino deve ora soopiire le sue carte e 
rendere chiaro fino a che punto è direttamen¬ 
te interessata a cacciare via l'UDI e la Ca-' 
ritas dall’IPAI. il brefotrofio di Mercogliano, 
dove, COI un gruppo ih volontari, hanno orga¬ 
nizzato un centro di raccolta di ragazzi ter¬ 
remotati dell'lrpinia. £' infatti, quanto mai 
fondato il sospetto che la giunta di centro- 
sini^ra (DC-PSI-PSDI) miri, dopo aver man¬ 
dato via i volontari, ad «istituzionalizzare» 
il servizio che essi hanno creato per rastrel¬ 
lare centinaia di mili<^ di fondi. Ora, però,, 
la Provincia, da cui dipende l’IPAI, si trova 
di fronte a un documento —. (Innato dall’UpI 
e dalla Regione .Lazio al termine di una riu¬ 
nione con il prefetto di Avellino — con cui 
rUDI si impegna a coordinare il scrtàzto di. 
assistenza agli 80 ragazzi terremotati che Iw 
raccolto presso il brefotrofio, servendosi .di 
personale volontario, tra-cui.spedaiisU for-, 
niti dalla Regione Lazio. 

Perché questo accordo divenga esecutivo è 
necessaria la firma del pi^idente. fl social- 
democratico Silvestro Petrillo. E’, quindi, ne¬ 
cessario e opportuno che l’inlera questione 
torni in Consiglio provinciale, dove I comunisti'. 
I hanno già sollevata ne. la scorsa seduta. 

€ In questi giorni — dice uno dei voiontari 
.Sandro Geremicca — hanno c-ntato in tutti 
i nìodi di cacciarci via. Noi volontari, dal 
canto nostro non abbiamo alcuna dUDcoltà 
ad andarcene a patto però che là nostra ini¬ 
ziativa. in questa grave situazione di emer¬ 
genza. non venga smantellata o. peggio, di¬ 
venga un nuovo carrosaooe clientelare demo¬ 


cristiano». «All’lPAI — aggiunge Lucìa A- 
campora.. un’altra volontaria, studentessa in 
medicina — abbiamo. raccolto bambiiU che 
ci sono stati affidati da famiglie alloggiate 
in tendopoli da ospedali e da parroci. 

■ < L’altra notte — racconta Eimeo Petruc- 
d. un altro volontario — av^vanoo da poco 
finito ima riuniane quando. aMiamq'aèììl^. 
io e la compagna Cristina Florio, h pianto dì 
un bimbo prov^iiente da jin piano superiore 
-e un rumore sordo.' come di uno schiaffo. 
Siamo saliti di corsa: nella stanza' una delle 
vigilatiici continuavà a schiaff^giare dietro 
la mica un b a mb in o di poco più di due anni 
che piangeva a dirotto. A quella vista ho oó- 
mindato ad urlare aD'indirizzo di quella sda- 
gureta : - ; ' - . ^ ^ 

-1 bambini de! brefotrofio — tutti pallidi ira 
-sicmi, .mabraiUti sono costretti a fare 34 
.ere «u 24 in uno atanzone disadon» e privo 
: di gioc a tto ii . Psf imporre il silenzio e il «tatti 
a nanna » appena fa scuro, c’è un awtodo 
ormai ben collaudato dalle vigflatrid: spen¬ 
gono la luce e cominciano ad urlare. I più 
piccoli poi, trascorrono tutta la giornata aeDe 
loro cullette: ne abbiamo visti tre di -€-7 mesi 
che sembravano nati da poche seUiroafie .o 
da qualche mese al massimo. Nell’istjtuto. di¬ 
retto ^1 dottar darlo Mottola, assessore de 
al- Comune dì Avellino, S personale non si 
spreca certo a lavorare: ancora qualche gior¬ 
no fa, come negM albi giorni del dopotore- 
moto an un organica di 9è unttà si^sono pre¬ 
sentate solo M a tavorare / f 

Olilo ^Aniilont 


WILim hU! 

oenjA 

23-a/4-re H-S/àf 

ABBUZZO 

»StM e «•■141 


a-a/4-i 


M-Q/l-i 

PUGLIA 

«-S/H « m um 

vunouaMEE 

RnUMMMIMU 


11 


PICCOLA CRONACA 



VOMEROnUIA- 


■ V,.; 


- t 
. W A 



IL OlORPIÒ 

' Oggi Domenica 14 dicembre 
1960. Onomastico Pompeo (do¬ 
mani Achille). 
ABILITAZIONI 

LtanivcisitA degli studi di 
ItapoU cflmunlr.a agli interes¬ 
sati rtie le p rove scrìtte de¬ 
gù saaani èU Btreo per rabUi- 
tarto ne arnmeliiu iWlc pto- 
-fMBkml di retartnarto, dotto¬ 
re e ommet ela nsta. ingegnere 
e architetto avranno luogo 
nei fiomi di seguito indica¬ 
ti: medicina veterinaria 16 
diècnbre. ore 8,80. prseso la 
sede delia facoltà; economia 
e.ooouMrcio. 22 dicembre ore 
8 , presso la sede della facol¬ 
tà; Ingegnerta I e II commis- 
staoe. 22 d t ee mt re. ore 8 pres¬ 
se la sede drtta facoltà in 
piaamle Tecchio; aichitettu- 
ra: 22 dicembre, ore 8 , nel¬ 
l’aula della facoltà di tngc- 
fnecla in pisamls rsecfato. 
LUTTO 

r decaduta la madre del 
compagno Mario Di Malo. In 
qatrèe triste mowsnte ftora 
gaz» al campagne a ala fa- 
miftla tutta le cen degUa n ss 
della serieoe «Otraaele» a- 
detta redarione deinndtà. ■ 





n Praf. OMt. UJfGI aio 

CMMuttattofU nw B l D iIrS i • essmOssm whU ww ita 
V. Solila 4ia (Seirlt* MMe) - Tol. SIMM (laRi i i 
Vi« g«iiw. 118 - Tol. 2a.7SSS (i 


baldi 11. Al 
71. 

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. 4 > • » •. . 






PAG. ISruniu 


Domenica 14 dicèmbre 198D 


Ieri a Pagani manifestazione sindacale per. l’assassinio di iMarcello Torre 


. (ttwmy ■ . 


'‘Wl- 

Ir 

fiijfin NDEEniN0,iSflRNE5E 
E.1M tfl lRriORRB - ^ 




roi-CISL- Ulj-, 


Una lettera per la — 
nel caso di un «brutto guaio 

L'avrebbe consegnata a un magistrato di Salerno - Forse ricono¬ 
sciuto uno dei killer - Forte risposta popolare al barbaro omicidio 


SAXJIRNO — Le indagini per romicidio di E 
Marcelio Torre, il. sindaco di Pagani, vanno- 
avanti, però non si .sa se gli inquirènti sia-, 
no approdati o meno r a novità di illievo. 
Sta di fatto che — secondo indiscrezióni — ' 
l’avvocato Torre aveva precisamente coscien- . 
za dei pericoli cui andava incontro dal tnò- . 
mento in cui avrebbe assunto. la carica di 
sindaco: si dice addirittura che. egli abbia . 
consegnato ad un ma^strato di Salerno, il 
dottor Santacroce, una lettera . che ■ questi 
avrebbe dovuto dare poi alla moglie nel caso 
gli fosse capitato qualche « brutto guaio ». 

Questa notizia, girata da ieri negli am* 
bienti del tribunale sembra confermata; d' • 
altra parte è perfettamente logico che Mar¬ 
cello Torre sapesse di quale peso e di quale - 
rischio — ovviamente non solo politico — 
fosse la carica di sindaco di. un Comune che 
non a torto è considerato la «capitale della 
camorra » nel Nocerino. Ed è proprio a Pa- . 
gani, in una delle roccafortl della camorra, 
che il sindacato ha organizzato l’imponente 
manifestazione, a cui si riferisce la foto so¬ 
pra. Si è detto pure che Franco Bonaduce 
rassis*^ente di Marcello Torre avesse ricono¬ 
sciuto uno del killer che hanno assassinato 
il sindaco di Pagani. La rivelazione di que¬ 
sto particolare ha causato un vespaio. «Per 


qualsiasi. informazioné riguardo alle indagi¬ 
ni, parlate con il dottor Nlcefero, ohe le dl- 
>rige; io non dico niente» còsi ci ha rispósto 
il cape della squadra mobile dóttor Vincen- 
■ zo Ferrini, visibilmente contrariato per al¬ 
cune notizie pubblicate sui giornali locali in 
questi giorni. • 

In effetti l'incolumità di Franco Bonadu¬ 
ce può essere messa seriamente — ed Inutll- 
■mente in discussione da alcune di queste no¬ 
tizie. Per il resto mentre si rafforza la ri¬ 
sposta popolare al barbaro assassinio e al 
crescere dell’arroganza camorrista — come 
Bcnviamo anche in altra parte del giornale 
si continua il lavoro di ricerca sui possi¬ 
bili moventi e sulle responsabilità dell’ag¬ 
guato aU’awocato Torre. Si parla spesso. In 
queste ore, del boss napoletano Raffaele 
Culolo: si formulano le ipotesi più dt^>arate 
— non ultima quella che fa risalire l’oniici. 
dio al tentativo di eliminare dal gioco la 
banda di «Cartuccia» colpendo il suo avvo¬ 
cato — a proposito degli Interessi che il 
boss napoletano avrebbe avuto In questa 
operazione. Ma ovviamente al punto in cui 
si è. mentre si continuano a esaminare in¬ 
cartamenti e fascicoli nello studio dell’av¬ 
vocato Torre, ogni «idea» è buona e azzar¬ 
data al tempo stesso. 


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Per le indagini stavolta 

nàrtenza 

La decisione di bloccare tutti gli appalti - Questo delitto 
della camorra non sbuca dal nulla - Evitare polveroni 



Suirassasslnlo di Marcello 
Torre, sindaco di Pagani, c’è 
un ragionamento piano, ele¬ 
mentare che deve essere fat¬ 
to e che — sui giornali di 
ieri — in gran parte non si 
fa. - V, 

Si parla molto della banda 
Cutolo e di Salvatore Serra, 
detto « Cartuccia », che cl si 
ostina a presentare come un 
« grande boss », mentre si ha 
più di una ragione per rite¬ 
nere che sia soltanto un ese¬ 
cutore materiale, più volte u- 
tilizzato da altri e mandato 
allo sbaraglio per conto terzi. 

Ora .non sarà certo l'Unità 
a negare questo retroterra, la 
funzione e il peso — via via 
crescente — che anche nel¬ 
l’Agro Nocerino hanno assun¬ 
to varie « potenze. oscure » 
ma non troppo. - 
' E. tuttavia, in questo modo 
c’è il rischio che non si veda 
il filo più semplice, più di¬ 
retto. ; : ■ V- - 

Per una volta questo delit¬ 
to di camorra non sbuca dal 
nulla; non emerge.da un In¬ 
treccio di mille mpventL .: 

Chi scrive e dichiara que¬ 
sto non fa che dare copertu¬ 
ra e Alimentare,, volutamente 
o meno. confusionL 
Che cosa è accaduto & Fa-, 

gemi? V .;' - - • ; . - - - ' 

E’ accaduto che> subito-do¬ 
po il terremoto c’è stato un 
summit della camorra per 
decidere il « che fare ». 

E che subito dopo il sum¬ 
mit varia gente si è piazzata 
sul comune per cercare In 
tutti i mòdi di approfittare 
della situEizione, di ottenere 
apnalti, di forzare la mano e 
allargare la propria influenza. 

Ma questo-è stato visto e. 
denunciato a tempo, dai cO: 
munisti, dall Unità, dalla ra¬ 
dio. E a questo punto a fare 
U sindaco. In quel comune, 
non c’era il solito «culo di 
pietra», quello che dice 
« parlate, scrivete, tanto nulla 
cambierà »; f ■ v,, iV - > 

No. C’era un uomo sensibi¬ 
le alla questione morale, che 
ci teneva alla sua dignità. E 




# ; 



Marcello Torre 

che ha ’ bloccato' tutto. Tut¬ 
ta là spèculazione che' stava 
partendo a velocità superso¬ 
nica. . ‘ ^ • ; > • ■ ■ . 

À chi si era « inventato.» la 
mensa, cercando di trasfor¬ 
marla in un appalto stabile 
per ‘il comune, ha detto di 
no. Ha mandato, anzi, i cara¬ 
binieri a controllare quanti 
. pesti effettivamente venivano 
serviti. -•■ , -, 

' Alle imprese che volevano 
' abbattere in fretta per ri- 
costniire a modo loro ha fat- 
. to sapere che nem c’era nulla 
da fare: le perizie sarebbero 
state rigorose e ha ritirato le 
dimi^ioni. che - aveva dato, 
assicurando che avrebbe ri¬ 
sposto «personalmente» del¬ 
la gestione dei fondi per la 
ricostruzione, che garantiva 
di « persona » . una ricostru-. 
zione. one^. • ' y . - ; 

J E —per rendere possibile 
questa scelta — ha chiesto 
l’aiuto di tutte le forze one¬ 
ste di Pagani: i comunisti e i 
sòcialisfti in ' primo luogo. E 
ha detto pubblicamente che 9 
carabinieri in quel paèse e- 
rano una quantità risibile. 

Ecco, dunque, . come , • 


- ..V • ...t » -, 

quanto Marcello Torre si è 
«esposto»: offrendo in ga¬ 
ranzia la sua persona, la sua 
moralità contro le specula¬ 
zioni. : 

C’è da meravigliarsi, allora, 
se lo hanno tolto di mezzo? 
Ed è tanto difficile — se 

davvero lo sì vuole fare _ 

scoprire quali interessi sono 
stati lesi a] punto da spinge¬ 
re al delitto? i , , ■ . 

C’è — infine — una coinci¬ 
denza. che agli^lnquirenti non 
può essere sfuggita; 11 com¬ 
pagno Antonio Elsposito Fer¬ 
raioli contestò la gestione 
della mensa della PATME e 
fu assassinato. . ' ' 

Ora, se non andiamo errati, 
gli stessi gestori di quella 
mensa stavano tentando un 
nuovo colpo con i terremò- 
tatl. ' 

E - Torre — spintovi dai 
giornali e dai partiti di si¬ 
nistra — li ha bloccati • di¬ 
cendo che non avrebbe dato 
aCT>alti- e mandando' i carabi¬ 
nieri a controllare 1 pasti ef¬ 
fettivamente ' fomiti ' e. solo 
per l’emergenza di . questi 
primi giorni. 'Ribadendo che 
non sarebbe nata', insomnia, 
una « mensaperpetua » ali¬ 
mentata con il danaro pub¬ 
blico. ; Anche . Torre è stato 
subito ' dopo, assassinalo. 

~ Soltanto una coincidenza? 
Puq darsi. • Ma l’opinione 
pubblica vorrebbe che su 
queste, ed .altre coincidènze 
si indagasse — per una volta 

— fino in fondo. ' 


r. d. b. 


Arzano « Sala - consiliare », 
ore 10, assemblea con Fran¬ 
cese. . . , 


f 


r'.-W 









lal!' 



il*»® 


anli 


ciiP2 



Pi 



MliO 








. 


, , Dopo le seqtMzo ihilTar:» del csnsiglio di Stato 

NqUa-ostauffi^^ 
cèménto tra le ville 
vesuviane dèi ’700 


Storia esemplate 
^ del palazzo 
«Edll Bellavista» 
a Ercolano 

Un fungo 
assurdamente 
estraneo 
airambiente 
circostante 

XJn Soprintendente 
male informato 

La parola è ora 
al magistrato 

Un altro 
crimine contro 
Tambiente 


La struttura dal. palazzo sul¬ 
l'antica via Catara, a pochi 
passi dal parco o dalia roggia 
di Portici 


Ora, dopo il TAR ed il Con¬ 
siglio di Stato, sarà la ma¬ 
gistratura ordinaria ad occu¬ 
parsi dell’ultima controversia 
edilizia ercolanese. Si * tratta 
di lùi fabbricato che, secondo 
l’opinióne ■ più diffusa, rap¬ 
presenta un vero e proprio 
pugno : in un occhio, messo 
oom’è nel bel mezzo di una 
delle.:Zone più singolari della 
provtocia per caràtteri am¬ 
bientali. storici e architetto¬ 
nici; ràntica via Cecere, oggi 
via Roma, al limite tra Por¬ 
tici' .ed -Rrcolano. ’ 'i 

L*ed{ficiò,‘ che già " svetta 
'per quattro piani, è opera 
ddla Società lldil Bellavista, 
diet]::o i cui titolari Ciro Ot- 
-tieri e Aldo Stwbor non è dif- 
j^ficile scorgere glf^ipteressi di 
noti persóDfigi r-i^4^faristi 
DC. Le cpée, .bèninfti^, sono 
apparenfennèntè ’ ìri ^;*bif^la. 
C’è per esempio la Ucedzàye- 
. <filizia n: ,33. rilasciata dal 
c^unc: . dì -Ercolano il -.22 
1977 età; conforto del 
puere fav<x«vole della So- 
pciiib^enza ai ; Monumenti. 

: Là. lice^- era intestata al 
" signor ' ‘Armando Senatore, 
{uoprietario di ’ un suolo e di 
un rudere : esistenti > a vìa 
Roma, dal quale la società 
Edil Bellavista la rilevò. - 
' Quando comparve il cantie¬ 
re, un jicmso chiamò in 
causa il Tribunale arranini- 
stràtivo regionale (TAR) e 
poi il Consiglio (B Stato. H 
primo d^io aver sospeso i 
lavori il 26 hj^io 1978 in at- 
t^a di ptcnunciaÈsi^ ir.3 ot¬ 
tobre yscorso-, pronunciò: uiia 
sentenra die. senza apfanfon- 
dire ì motìvi dd^rìcorsò, àe 
ne sbriga dìchiarràdeào bmnF-.' 
missibiley e concludendo die 
il nuovo edificio, sorgendo al 
posto di . UDO vecchio, non of¬ 
fende Tambieofté' più di; quan-. 
tò non. lo' fosse già.’ Ó Con¬ 
sìglio di Stato ha detto la 
sua il 28 novembre scorso. Al 
rifiuto di riconoscere il valo¬ 
re ambientale ddla zona ag¬ 
giunge che l’edifìcio è ormai 
. quasi complèto per cui non 
sonbra il caso di sospender- 
ueJi lavoi^ ... . 

Cosa dirà ora ii magistra¬ 
to? Intanto dovrà dirlo al 
:più presto^; |»erclié coinè' 
dice rarefaHetto RqmaneHo 
dell’Ente ' ViOe Vesudane — 
sarebbe'-strano che.il giudizio 
venisse a cose fatte e: a case 
vendutele abitate. Peraltro la 
comróversia non è difficile 
da chiarire, bèndiè le acque 
appaiano confuse da dedÀ)- 
ni affrettate, suptffichdità e 
omissioni. , non sì capisce fino 
a che ponto involontarie. 

Cheóchè ne dicano o non 
vedano il TAR e B .Cónsi^ìo 
di Stato, fl palazzo deua. « E- 


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dii Bellavista > spunta come 
ùn.' lungo assùraaraente e- 
straneo all’ambiente circo¬ 
stante. Ai luogm, cioè, dove a 
17 ' secoli ;di distanza si in¬ 
contrarono due società otti- 
miste e opulente: l’aristocra¬ 
zia delia Roma imperiale e 
quella dei -Borioni del sette¬ 
cento che qui velcro a go¬ 
dere le loro rendite ed a cìr- 
condarù di capolavori d’arte. 
Dei qiiàlì.'j^ la verità, sia¬ 
mo stati (Attivi eredi e cu- 
stòdL. - Chi^à -se dopo quer 
st’altea prova- disastrosa del 
terremoto, non riusciremo ad 
avere pìù rìguardi per quello 
che rimane del nostro pàlri- 
mofiio ambienlàle. ' ’ ' ' 

Il 2 ■ Boaggio 1750 l’in- 
gégoere. mìliti’; Jòadih) De 
Al<mbieQ^TÌn.ccirica.to da; Cai’*, 
lo di'-Bji^beneidi^alcuni :Scavi,. 
ad Btecólano, si imbattè, sul' 
fóndo di un ppzzo apèrto a 
pochi passi ^ vìa Cecere, 
nei : resti di . una splendida 
vola suburbana, la « villa dei 
Pisoni» più nota come <-vilÌa 
dei Papiri k sontuosa dimora 
di un patrìzio romano - con 
ricché .’coll^ioni di. marnri « 
bronzi ed làia ’ intera bibiio- 
teca (B papiri con scritti' di 
fOosofia ^curea. 

Nulla esclude ' che - qui in-^ 
tomo possano esservi altre 
dimore ’sUburbane . ^polte 
daBe eruzioni del 'Vesuvio, 
benchè,yconie dice 0 dottor 
Giusepfw Maggi, direttore 
degli scavi dì Ehcolano. eia 
Soprintendenza- - non ^ ha . la 
poss&flità di operare dtre il- 
limite se^ato da via Róma ». 
A partè ciò, sec(Mido 0 dottor 
Ma^, a- indire molta cau¬ 
tela per qui^iàsi intérirento 
edilizio: .nella' zona, rimane il 
fateo che siamo a ‘ ridosso 
della reggia di Portici e ac¬ 
canto alle |>iù-prestigìoee vil¬ 
le vesuviane dri settecènto. - 

Cominciata nel 1738. : la 
costruzioae della reggia del 
Borbone, spinse raristocrazìa, 
napcOetana a ricrearè' anche 
qui mtomò al re ima picco¬ 
la -corte. Nacquero così quei 
g^ìeOi df ! a^itetturà del 
tardo barocro dovuti all'estro 
Vaccàro, del Fugà, del 
VanvitelH, del Sanfelice. n 
,« migUo d’oro » ««ne ' è 
ditello'fi tratto della strà-- 
da per la Calabria, dove sor¬ 
gono le più belle, comincia 
proprio a questo punto con 
villa Maltese che confina con 
la r^gia e con villa De Li- 
guoro all’angolo dì via Roma. 
Dì fronte è villa Granito di 
Belménte; lungo via Roma a 
'metà strada è villa.Signorini. 
Più avanti sf incontrano villa 
Passàró e villa ConsigBo. . 

Questo è l’ambiente cuHn- 
ràle. storico e ntìutettónicD 
die il Consiglio di-^Stato non 


riescala scorgere ed il TAR := 
liquida sbrigativamente af- ■ 
fermando che si tratta di zó- ' 
pa definita « di completamen¬ 
to . del tessuto ■ urbano e di - 
, sostituzione edilìzia ». Se non " 
che, tanto la delibera comu- ’ ! 
naie del 7 febbraio 1977 che 
delimita le zwie oggetto di r 
piani particolareggiati a 
colano, quanto la successiva . 
modifica che definisce le.zo-- ; . 
ne di completamento urbano, 
avrebbero bisogno del parére " 
di conformità della Regione ■. 
per essere valido. Ma questo; •- 
parere non c’è. Se ciò aU-- '• ■ 
menta dubbi sulla legittirhKà y.. 
dèllà Beenza, non minori.:, 
periàessità desta > il parere 
deila St^rintendenza. - •> , -■ 

' yll, professóri : Aldo'^'jGrilJpl ' 

. cbe, . àhbiamQ. hàmpell^ sui , •. 
.:Critìtei di .quésto parere ri ha i ■ 
detto che'« dal punto di vista y 
paesistico non , ci sono .prò-! ~ 
blcmi , visto;, che . ringombro - 
volumètrico è il medesimo : di 
un edificio preesistente.», 
«Ciò vale- anriie per l’altri-.’ . 
za?», abbico sottolineato.; 
« Certo, anche pct l’altezza » ■ 

ha ' confermato il soprintèn-. '. 
dente. Ma le. c<Ke ntm stanno 
cosi.. Dri progetto .depositato - 
il fabbricato risulta alte rne- ‘ 
tri 17.60. In. più è prevista ’ 
una soi^elevazione a torret¬ 
ta: die misura almeno altri 3 
metri. ' . 

.- : Quanto al vecchio fabbri- - - 
calo, tra le carte dell’archivio 
comunale c’e una perizia die 
il signor Armando Senatore 
fece eseguire il’-17' maggio’ 
1977 dal géometeà Gennaro 
Piezzo; In essa si legge che 
l’edificio misura d^ll livello 
stradale metri 16,15. Ma non. 
è tutto. 

La primitiva .costruzicoe. 
per la quale n Senatore era 
stato.- autorizzato, riguardava 
un capannone indusMale alto 
metri 3,60. In seguito, rag¬ 
giunse metri 8,10 con. un mu¬ 
ro - perimetrale che rimase 
sènra copertura e, infili i .. 
16,13 coi due piani adiacenti 
edificati, abasivam«ite. a più . 
riprràe e - in modo talmente 
precario .che in breve la 
fabbrica tninaedò di crollare 

e vìa Roma rimase a hmgo. 

transennata. 

E’ quanto menò superfrciaie 
perciò dire che dal pimto di ! 
vista paesistico non ci siano 
problCTi. 

: A questo iJunto il lettore 
avrà capito che si sta con¬ 
sumando ‘ un altro criniine 
.contro-rambiente, in cui me- 
tódi e mec<^nismì concorro¬ 
no nel favorire la rapina del - 
territmio da parte di privati. . 
Cane abbiamo detto, la pa- - 
rola è ora al magistrato. 

Franco pwArcangèlis 


: I 




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Domenica ' 14 dicembre 1980 




NAPOLI-CAMPANIA 


» /' 


runitd PAG. 19 


DKimo concerto della stagione autunnale 

liovitò di Roman VIad 
e Bruno liflazzotta 
all'Auditorium Rai 


Con un* novità assoluta di Roman Viad ha avuto inizio/ 
Kaitra sera ail'autdiiorio RAi-TV, li decimo concerto deila sta* 
flione autunnale. Viad ha posto in musica tre poesie di Montale/ 
uno dei rari tentativi di accostarsi ai testi del grande poeta 
da parte d‘un musicista e pensiamo quello che ha 'dato gli 
esiti migliori. Non v'è nessuna prevaficazicme di Viad rispetto 

ai testi, nessun tentativo di 


Pantomima 
music-clown 
al ««Babele 
Theatre » 


Con uni tosta di suoni, luci • 
colori i ritornato in scena il Labo¬ 
ratorio Intrecci che ha presentato 
in questi giorni el * Na Babele 
Theatre > Il suo nuovo spettacolo 
€ Pantomima music-clown ». Pro- 
venienta dalla esperienza piuttosto 
interlocutoria di c El Ter », il grup¬ 
po di Lino Vairetti e compagni 
tenta con questa nuova operazione 
di ricollocare e ridefinire l'interes¬ 
sante ed ambizioso progetto di to¬ 
tale c hjsion » tra I vari campi del- 
l'cspressiona artistica. 

Tanta musica Intatti, me anche 
mimica e teatro equilibrati con auf- 
ticientc gusto e choc continuo di 
immagini e colori, vìtcnK sempre 
col grande cnhisiasmo tipico del 
c laboràtorìo ». Tutto k realizzato 
dalia cooperativa, dalle coreografie 
' (Cynthle Plumanò), alte musiche 
(Lino Vairetti), da! costumi (Car¬ 
la Colarusso) alla regia (Armando 
David e Lino Vairetti). 

E la cosa, pur se in alcune fasi 
dimostra qualche lacuna di profes¬ 
sionalità, recupera ampiamente sul 
piano della verifica progressiva e 
delta giusta scelta dì una ricerca 
in sampre crescente divenire. La 
storia vive dei continui e parados¬ 
sati conflitti che immartcaùimente 
si determinano nelle quinte di un 
circo, con H < padrone », il signor 
Loyel, e i danzatori da una parte 
e i « poveri clowms » dall'altra. 
Si riproduce cosi una mlcroconflit- 
tualifi sociale piuttosto ovvia, in¬ 
farcita però di gags e trovate con¬ 
tinue che mantengono alto il ritmo 
dell'irifero narrato. 

Rispetto ella precedente esptrien- 
n ai nota una maggiore organicità, 
legata in gran parte anche elle ridu¬ 
zione del numero degli attori, ed 
alle ritrovata uniti di scena. Il fi- 
naia, appartnfemenft tragico, stgne 
ta matatoflea impiccagione di Leyal, 
ma la successiva sarabande di com¬ 
miato el riporta alia lucidità di sem¬ 
pre, sgombrando H campo da supe¬ 
rate e contraddìttOTte conclusioni 
di chiaro segno catartico. - 

Per quanto riguarda. le musiche ' 
esse vivono le continua alternanza' 
tra scelte di studio (Weather Ré- - 
port e « Peacnes cn -Regalia »' di 
Frank Zappa) t brani composti 
dai laboratorio canlBti dal vivo su 
basi prerégfstrate. ■ GII attori sonò 
Lino Vairetti, Armando David, Fran¬ 
co Paoloantoni, Edgardo Visciola, 
Rosarie De Cicco, 1 danzatori Cyn- 
thla Piumenò, Elena Papulino ed 
Enzo Castaldo. Si replica ancóra per 
queicha giorno alla « Babele », 
mentre per il futuro è previsto 
l'utitizao d! un grosso teatro Atte¬ 
dino a la realizzazione dì una tour¬ 
nee che dovrebbe toccare le zone 
interne della Campana e la città 
di Roma. 

Stefano De Stefano 


sovrapporsi ad essi, di for¬ 
zarne in qualche modo la 
particolare cifra espressiva. 
C’è. piuttosto, ■ l’intento pie¬ 
namente riuscito di prolun¬ 
gare col suono gli echi che la 
. parola poetica suscita per la 
sua intrinseca virtù. 

; Lo stupore, il senso di so¬ 
spensione del tempo — limi¬ 
tandoci ad un solo esempio 
— che una lirica degli « Ossi 
di seppia * provoca in noi 
' (forse un mattino andando in 
un’aria di vetro) ci viene re¬ 
stituito intatto dalla musica 
in una perfetta simbiosi tra 
suono e parola. 

Il mezzosoprano Rosina 
Cavicchioli è stata una in¬ 
terprete delle liriche stilisti¬ 
camente attenta e misurata, 
sostenuta dalla orchestra di¬ 
retta con sensibilità da Rena¬ 
to Piemontese. 

il « concerto breve »per 
pianoforte e orchestra di 
Bruno Mazzetta, anch’esso in 
prima esecuzione assoluta, è 
una composizione che si di¬ 
stingue per sobrietà di taglio 
ed essenzialità di svolgimen- 
Aspetti, questi, che non 
escludono una ' elaborazione 
temàtica esaurientemente 
compiuta. L’esecuzione del 
pianista Carlo Lapegna ha a- 
\'uto i pregi d’una Immediata 
chiarezza, in virtù anche d’u¬ 
na puntuale tecnica pianisU- 
ca. ■ 

Ancora il mezzosoprano 
Rosina Cavicchioli si è fatta 
applaudire eseguendo il 
< Tramonto > . su testo di 
Shelley, una composizione di 
Respighi in cui le ben note 
risorse di onchestratore del 
musicista sonò appannate da ¬ 
nna certa prolissità e dal to-. 
no complessivamente mono- 
corde del soccorso. 

Un personale successo ha 
ottenuto, a conclusione del 
concerto. Renato Piemontese 
riaffermando le sue doti di 
musicista nell’interpretare 
cwi nitore formale — met¬ 
tendone a fuoco ogni detta¬ 
glio — «Le Festin de l’Arai- 
gnee > di Albert Roussel. 

Sancirò Rossi 




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Ore 18,30: « le e ta telcvl- 

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TITANUb fCorso Naenra. 97 Tm 
letono 2ES.122) 

La po rno atoria O Cioeaaaa 

PROSEGUIMENTO 
PRIME VISIONI 

ACANTO (Via Aagaet» Taiefm 
a# 419.923) 

'Palialaite l ap ir g ì à, con T. Hlil • 

A • 

ADdlANO (ToL 919.005) 

' KaaoaRMlm, dì A. Kurosmra • 

OR 

alle ginestre (pmoaa Eoa V» 

con E. Fencch - C (VM 14) 
AMfeOEw ivm Matracm. 69 
Taf 6S0.266) 

Ha letto epIaslL dì e con M. 

Nichctti - C 

AMbRiCA (Vw Tito Aagenai. a 
Tot Tds.aei) 

' Ka-Tatta aplaalL di a con M. 
V Nkiwni . C 

arcobaleno ((ho C CareM». I 
Tel 377.SS3) 

Crarsing. con Al Pacino • DR 
(VM 18) 


ADRIANO-MAXIMUM AMBASCrATORI 


QUARTA 

SEHIMANA 


SNCCI 

; SEONALATO DALLA critica 
CINEMATOGRAFICA ITALIANA 

1^ PAUEAPPilO AL FBgnVALDI CANNES IIBO^ 


KAGEMUSHA 


BRUBAKER era solo contro tutto e tutti 




ROBERT REOFORO 
e BRUBAKER 


ARGO (Vie A. Paortav 4 Tosa- 
toao 224.764) 

L# « Igaora dei qoarta piaaa . 

AZALEA (Vie Caomaa, 29 Tal» 
tono 419.2SO) 

; CraMoib con Al Padna .- DR 
(VM 18) 

ASTRA (Tal. 806.479) ' - 

. L’altre di gaalta para# 41 

AVIOH (Vwm dagli Aitvoaeati 
Taf 741.98.664) 

DeUita a Porta Ramaaa, con T. 

Miiìan - C 

dELLINf (Vie Cdal» 41 Rovo.' 16 
Tel. 341.288) 

T)m Mach Ma (ii buca noró) * 

FA 


ARISTON 

UuUimo 
Peter SéUers 
\non è da perdere 


SERNINt (Vm SaiaiBL 119 - fa- 

LUX (Vm Nicaaara. 7 - rami. 

toao 377.109) 

414.623) 

1 amanlHu oaCta aalla «paaio 

te^ripotaala fa raccUatta ai 

CASANUVA > (Còno ‘-Ttrr 

^«^^M.44f) 

LA PERLA (TaL 760.17.13) 

CORALLO (Piazze G. «. (hiia 

Il Caalalsta. con P. Franco - C 

Tol 444.960) 

MAESTOSO ' (Vm - Msairtiiai. 34 

Ha latto splaaA. di « -con M. 

Tm. 7S23443) 

Nichatti • C 

. latarsopter, con M. Cibson > DR 

COEN iVw «k- SaoMme Ta*» 

(VM 1S) 

teno 322.774) 

Caaadasi aapeieaa 

MiUNOft (Vm Aramàoo Ome 

Tm. 124.693) 

dUKUi-A ivie Nicole Rocca. 49 

Tei 293 423) 

La lìgama del quarto piaaa 

Amara dolca amNo 

VITTORIA (Vm Pmocoib. a Ta 

GLORIA . A ■ (Vm A ialina. 896 

lelaa 377937) 

Tm 29I.360) 

Ha fatta aptaob. di o eoa M. 

Braccio di forre apacca tetta - 

Nicbetti - C . _ , 


(Via 


ALTRE VISIONI ^ 

ITALNA POLI (Tol «19961) ' 

Seilars • SA 
MOBERNIEbiMO 
Tol 3tO.O«3) - 
Il ca ppa t t a « 

Doroiii - SA 

PIERBUI (Vm 

nano rei. 79G7.4SS) 

U dcalB, can V. Uai ' > S 

(VMylS) 

POEiLLiPO ((ha . Pmmm «O • 
Tm 76.S4.741) 

MMaM-, con S. Cdanarr • OR 
OUnu,tiMM»LH> (Vm caea4B«mi 
U cicala, can (T. LW • S (VM 
; 18). . 


FIORENTINI - ACACIA 

Divertimento e risate con la imova coppia comica hitemazIORaie 


SPEn. 15,30-17,50-20,10-22/30 ■ POI TUTTI 







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