Skip to main content

Full text of "l'Unità (1991-08-09)"

See other formats


con/orzto 
etrurlQ 

Impresa generale m cosmuzioNi 


fUnìtà. 


Anno 68", n. 165 
Spedizione in abbonamento 
postale gr, 1/70 
L, 1200/aiTetrati L. 2400 

Venerdì 

9 agosto 1991 * 


Giornale fondato da Antonio Gramsci 


Riesplosa Temergenza dei profughi sulle coste pugliesi: sono sbarcati forzzindo il blocco della Marina militare italiana 
Nell’impianto sportivo presi d’assalto gli spalti: hanno tentato di uscire, cariche della polizia. Navi e aerei pronti a rimpatriarli 

Diecimila albanesi allo sbara^o 

Chiua nello stadio di Bari, scoppiano incidenti 





Tirreno in tilt Alghe e mi cilliigini di tre tipi 

Hall'Ar/iont'arin stanno invadendo il Tineno. 

wuenuiriu n (enomero si allarga dal- 

diie Eolio l'i^entano alle Eolie. Solo 

mudllaalni S» esami 'lei prelievi eflet- 
HIUUIMyini ngj fondali, dove nuvo¬ 

le gelatinose stanno ucci- 
dendo ponidonie e gorgo- 
nie, diranno quali passiono essere le protiabili cause dello 
stress che ha colpito questo mare. La balneabilità non è per 
ora in pericolo. Chic.'.lo lo stato di calamità a pagina 4 


E ritaKa fia sorpj’esa 
(per la terza volta) 


OTTAVIO CICCHI 


C he si trattasse di un esodo e non di una sempli¬ 
ce, seppure inusitata e rilevante emigrazione, tu 
chiaro nella primavera scorsa, quando ventimi¬ 
la albanesi approdarono sulla costa Italiana. 

_ Era un esodo guidalo da un'immagine di terra 

promessa; ritaua del benessere. Il paragone era 
possibile solo con la fuga dalla Germania orientale di mi¬ 
gliaia e migliaia di tedeschi dopo l'abbattimento del Muro 
di Berlino. Con gli emigranti, gli albanesi avevano in comu¬ 
ne la povertà, il desideno di una vita migliore. U distingueva 
da loiD un altro carattere proprio dell'esodo: la fuga In mas¬ 
sa dairoppresslone, tutti insieme. Cosi li vedemmo aggrap¬ 
pati alle navi, poi nei dormitori improvvisati, negli accam¬ 
pamenti e, di nuovo, sulle navi che riportavano una parte di 
essi in Albania. Fu subito evidente che la storia non si sa¬ 
rebbe conclusa II. Sul finire della primavera vi fu una nuova 
ondata di esuli, più contenuta, meno clamorosa. Ieri le navi 
partite da Ourazzo hanno portato di nuovo diecimila alba¬ 
nesi sulla costa pugliese. Ancora una volta, ti abbiamo visti 
aggrappati alle imbarcazioni, a miguaia, uno sull'altro, sui 
ponti e in ogni luogo dove fosse possibile stare. SI sconta 
anche cosi, con queste fughe, con queste immagini, con II 
dolore di migliaia di persone umane, il male del secolo, il 
corrivo Indulgere alle mitologie, alle imposture, alla gran¬ 
diosa progettualità. 

In un paese come l'Albania, dove la minaccia di rima¬ 
nere alla fame e quotidiana, ogni nave che porta via da Du- 
razzo mille o diecimila albanói riduce il labblsogno di pa¬ 
ne. Non farebbe meraviglia se qualcuno incoraggiasse l'e¬ 
sodo. Ma, appena giunliln Italia, gli esuli si vedono costretti 
a lare i confi con una legge che Intima di respingerli, di ri¬ 
mandarli a casa. Tulfarsim mate dalle navi, forzare il bloc¬ 
co? Il rischio di morire come £ accaduto a dieci o dodici di 
loro a Durazzo, ancor prima della traversata, £ una even- 
Qiàiitt OA «utiBie b£l iùTaò, :in attfl lemtni:' la sliuaziooe 
non £ facile per nessuno. Lettighe di piccole o grandi mas¬ 
se sono desonate a ripetml. len gU albanesi hanno forzato 
il bkxreo e sono stati ricevuti duramente. La polizia li ha 
malmenati. Poi sono stati raccolti in uno stadio, a Bari. 
L'immagine dà i brividi, suggerisce il ricordo di altri stadi, in 
altri paesi. Da quello stadio saranno riportati in Albania per 
mezzo di aeroplani e di navi. O in parte saranno dispersi tra 
le regioni Italiane come £ già accaduto? Ma sarà possibile? 


Diecimila o dodicimila albanesi sono riusciti a sbar¬ 
care a Bari nonostante il blocco della Marina milita¬ 
re italiana. Viaggiavano sulla «Vlora», una carretta 
sulla quale si erano stipati fino airinverosimile. Li 
hanno rinchiusi nello stadio cittadino dove in serata 
c’è stata una rivolta e si sono avuti gravi incidenti 
perché gli esuli cercavano di uscire. Il governo: en¬ 
tro tre giorni dovranno andarsene. 

DAL NOSTRO INVIATO 

FRANCO DI MARR 


Rissa tra tifosi Rissa notturna a Rimini tra ti- 
Clftmhoa/l dell'Inter c del 

~"*''"*** j Napoli in vacanza. Un grup- 

di lo anni uccìso r>t> di «slunheads» milanesi 
a Rimini provoc.>to. all'cstcmo di 

a miiiiiii yfij, discotaca. alcuni napo¬ 

letani. Nella rissa. Luca Scio, 
sedicenne di Milano, è stalo 
ucciso da un colpii d > cacciavite al cuore. I ndizialo un ragaz¬ 
zo napoletano di 19 inni, ricoverato a sua volta all'ospiedale 
per ferite. pagina S 




■1 BARI Li hanno accolti i 
manganelli della celere, gli 
spintoni dei carabinien, le uria 
dei funzionari della prefettura, 
I cordoni sanitari delle Usi. i 
diecimila o dodicimila albane¬ 
si (ma c'£ chi parla di quindi¬ 
cimila) che ien mattina hanno 
forzato il blocco della marina 
militare italiana e sono riusciti 
a sbarcare nel piorto di Bari 
non hanno trovato nemmeno 
stavolta il paradiso che aveva¬ 
no sognato. Come in primave¬ 
ra sono giunti aggrappiolati su 
un peschereccio malandato 
pieno fino all'Inverosimile. Il 
•Vlora» ha rotto lo sbandimen¬ 
to delle motovedette ed £ pie- 
netralo nel piorto pugliese. 
Molti profughi non hanno 
aspettato nemmeno che la na¬ 


ve attraccasse per gettarsi in 
acqua e raggiungere la terra¬ 
ferma. GII altri hanno atteso a 
lungo prima di poter scendere 
a Icira anche p)efch£ la nave 
non piossedeva più la passerel¬ 
la. Appicna giunti sul molo so¬ 
no stati condotti con pullman 
nel vecchio stadio «Della Vitto¬ 
ria» dove in serata sono scop¬ 
piati gravi incidenti e feriti. I 
profughi hanno provalo a for¬ 
zare le uscite dello stadio ma 
la pxilizia li ha bloccati. Ci sono 
stati scontri violenti. Il governo 
ha deciso di rimpatriarli entro 
tre giorni: saranno messi a di¬ 
sposizione undici aerei milita¬ 
ri, cinque navi, decine di tra¬ 
ghetti. Altre navi in partenza da 
Durazzo. 




-1 Fi I ri 






Italia Già dimezzalo nell'ultimo 

crescita zero decennio il saldo tra nati c 

^ morti, in l alia, si £ ultcnor- 

|v|a si vive mente diinezzalo tra T89 e il 

nin ■■•nnA ormai siamo a un passo 

|»IU lUliyV Jgllj crescita Itero. Ma vivia¬ 

mo più a lungo. A certlficar- 
lo £ il Compendio statistico 
Italiano dell'lstat, oltre 600 pagine che disegnano un ritratto 
preciso dell'Italia anni 90, un paese che cenrinua a viaggiare 
a velocità diverse al ( ienlro-Nord e al Mezzogiorno. 

A PAGINA 6 




PADRE 

BROWN 

INDAGA 


Un cadavere 
decollato 

dlQ.K.CHE«TgRTOM 

Racconto 
In tre puntate 

Seconda 

puntata 


A PAOINA 3 


l‘arrivo a Ban nei oiecimiia proiupni aioanesi 


n capo dello Stato intanto boccia un decreto di Andreotti e blocca le nomine del Csm 


Q uando giunse la prima ondata il ministro di al¬ 
lora, Lattanzio, non seppe muoversi, non capi o 
non volle capire. SI vide allora muoversi la gen¬ 
te della Pugna, che dette abiti e pane a quegli 

_ ospiti giunti aU'improwiso. Oggi torse le cose 

sono cambiate. Anche un paese come il nostro, 
dove non £ tutto oro ciò che brilla, dove l'Immagine di terra 
promessa appare perlomeno eccessiva, ha f suol problemi. 
Quando un piccolo numero di esuli albanesi £ incorso, co¬ 
me si dice, nei rigori della legge, la simpatia per quegli ospi¬ 
ti da vestire c sfamare £ venula meno. Gli slanci di generosi¬ 
tà possono durare a lungo, o esaurirsi. Ci si chiede che cosa 
accadrebbe oggi se le stesse strade della primavera scorsa 
fossero battuleaa una nuova ondala di gente ridotta alla fa¬ 
me. Se le ondate di esuli si ripetessero, quante mani soccor¬ 
revoli si tenderebbero verso I profughi? Non si potrebbe da¬ 
re la croce addosso a nessuno se gli stessi cittadini che a 
primavera accolsero con generosità gli albanesi, si chiudes¬ 
sero in casa negando ciò che in altri momenti hanno invece 
donato con larahczza per solidarietà e per amore. Anche il 
cancelliere tedesco, Kohl, ha detto che il problema degli 
esuli deve essere considerato in un insieme europeo. Le 
stesse parole non sarebbero meno importantt sulle labbra 
della «me della Puglia c delle regioni nelle quali £ stata 
ospitala una parte degli albanesi della prima ondata. 

Perché se £ vero che un dovere di solidarietà cl lega gli 
uni Mli altri, c soltrarvisi non £ giusto, £ anche vero £ 
ora di vedere la questione degli esuli come una delle più 
unitarie, delle più urgenti. In Italia, in Germania e ovunque 
si ponga. Saranno le solite Cassandre, fatto sta che ci han¬ 
no avvertilo: non siamo che agli inizi. Masse di gente stanno 
per muoversi, esuli ed emigranti. Noi intanto siamo stali 
colli di sorpresa, non solo nei marzo scorso ma anche ieri. 
Destino delia progettualità: ci trova prodighi quando il pro¬ 
getto £ Impossibile e avari quando £ possibile. 


La De spaia a zero, à di Ingrao e Formica 

La grazia per Renato Cuicio arriverà entro Ferrago- il governo non dovesse con- 

sto. Parola del presidente della Repubblica, France- (roflnnarlo? nel governo 'TJ-.J— ;1 

SCO Co.ssiga, che cosi s’è impegnato ieri con igior- ^"cosl^hl^guartì'^ idXìdi li ^UGICC oOSSl. 
nalisti che lo seguono a Courmayeur. La De, il Pri e ,n..i n ministro guardasigillL x T ^ • 

anche i liberali sono fortemente contrari. Gelido An- iier me il governo é lui». E se ^ iriPI 0Yr\ 

dreotti. Critico r«Osservatore romano». «Un segnale II governo insistesse? «Allora CINICA 

da apprezzare» dice, invece, Pietro Ingrao. E Formi- non mi ^ufferò, nò 

ca:.LoStatohavinto.pue>essereclemente.. iJglSr^t^^N^^nL^n^un CieVe StaTe ITI galeifa» 

Ca t/^cniseci al T7 rifn- 


ScontrD frontak 
tra due treni; 
un morto, 15 fdtiti 


FABIO INWINKL VITTORIO RAOOHR 


H La grazia per Renato 
Curcio forse sarà cosa fatta 
prima di Ferragosto. Lo dice 
Cossiga, ma restano aperti 
alcuni ostacoli procedurali e 
di sostanza. ‘Con Martelli - 
afferma - slamo perfetta¬ 
mente d'accordo». Ma la gra¬ 
zia viene vista malissimo dal¬ 
la De e dal presidente del 
Consiglio. Andreotti, che 
passa le sue vacanze com'é 
tradizione a Cortina, ha ri¬ 
sposto ieri con un gelido 
«buongiorno» ai giornalisti 
che gli chiedevano giudizi 
sull'iniziativa annunciata dal 
presidente della Repubblica. 


Diverso l'atteggiamento della 
sinistra. Pietro Ingrao, in 
un'intervista che appare oggi 
sul «Manifesto», dice che si 
tratta di «un segnale da ap¬ 
prezzare» e il ministro delle 
Finanze, il socialista Rino 
Formica, sostiene che Cossi- 
ga ha ragione perché «lo Sta¬ 
to ha vinto e può essere cle¬ 
mente». Il presidente intanto 
ha ribadito che £ già pronto a 
varare il provvedimento per 
la parte che gli compete. E se 


il governo non dovesse con- 
(rofinnarlo? «Se nel governo 
i»istono posizioni diverse 
non £ cosa che riguardi me, 
ma il ministro guardasigilli, 
jier me il governo é lui». E se 
Il governo insistesse? «Allora 
ciccia, non mi azzufferò, nò 
larò aprire una crisi». Poi Cos- 
.'iiga aggiunge; «Non sono un 
IJentito. Se tornassi al 77, rifa¬ 
rei tutto ciò che ho latto. Ma 
iKfultà vuole che non stia in 
carcere. uno che non ha 
commesso reati di sangue, 
■nentre i colpwli di 1,2.3,4 
i» passa omicidi sono a pas¬ 
seggio o stanno imboscati al- 
e Acli, a Cl o in organizzazio- 
.11 del partito comunista, par- 
dòn. del Pds». Ieri il presiden- 
:e ha anche bocciato un de- 
:reto legge del governo sulla 
slcunizza nei luoghi di lavoro 
8 la rinnovata polemica sulle 
nomine del Csm, che il presi¬ 
dente vuol bloccare in attesa 
di un chiarimento. 


JBNNBRMBLBTTI 


■B «Non ha chiesto la gra¬ 
zia. e questo £ un punto a suo 
favore. Ma Cuicio sarebbe pie¬ 
namente coerente se si com¬ 
portasse come Pertini, che ri¬ 
fiutò sdegnosamente la grazia 
non richiesta». A parlare del 
capo delle Br - per la prima 
volta - £ il giudice Mario Sossi, 
sequestrato a Genova da Cur¬ 
cio, Franceschini e Bertolazzi il 
18 aprile 1974. Trcniaeinque 
giorni in mano alle Brigate ros¬ 
se. poi la liberazione a Milano. 
«Come cattolico concedo am¬ 


piamente il perdono, ma la 
questione giudiziaria é un'altta 
cosa». Perla grazia occorrono 
- dice Sossi - il pentimento, Il 
risarcimento dei danni («Ho 
ancora una causa con Curcioc 
Franceschini»), e soprattutto 
bisogna presenUire una richie¬ 
sta, e questo non £ slato fatto. 
E' vero, come dice il [^residente 
Cossiga, che il terrorismo £ un 
capitolo chiuso? «Ho i miei 
dubbi. Si può accettare come 
una speranza, ma non si può 
dare nulla per scontato». 





ALLE PAGI»IR 7,8 • 13 


A PAGINA 0 


L'incidente ferroviario di Villa San Giovanni 


A PAOINA B 


In Libano i filoiraniani liberano un ostaggio inglese rapito nell’SS 

Assassìiiato a Par^ Bakhtìar 
il grande oppo^ore di Khomeim 


Se TEuropa (dicesse a Belgm(io... 


DAL NOSTRO CORRISPONDENTE 

OIANNIMARSILLI 




M PARIG. ShapourBakhtiar, 
l'ultimo primo ministro irania¬ 
no prima deH'avvento di Kho 
meini e uno dei principali op¬ 
positori al regime, £ stato as¬ 
sassinato Ieri a Parigi dov'era 
in esìlio dal 1979. Accanto al 
suo corpo, la gola squarciata, 
c'era quello senza vita del suo 
capo di gabinetto colpito al 
ventre dalle pugnalate. Gli 
esuli iraniani a Parigi non han¬ 
no dubbi: Teheran £ il man¬ 
dante del feroce omicidio. 
«Colpevole é Rafsanjianl» dice 
Bani Sadr. ex presidente della 
repubblica islamica. Alla sua 
accusa si uniscono i «mujahi- 
din del popolo» che hanno 
chiesto la chiusura dell'amba¬ 
sciata iraniana a Parigi. 

Drammatica altalena di 


speranze e angosce a Beirut: 
In mattinata la Jihad islamica 
ha liberato II giornalista bri¬ 
tannico John Me Carthy, rapi¬ 
to nel 1985. È latore di un 
messaggio dei terroristi per il 
segretario dell'Onu contenen¬ 
te proposte di mediazione per 
risolvere il dramma degli 
ostaggi. Javier Perez de Cuel- 
lar sarà domani a Londra per 
incontrare l'ex ostaggio.Nel 
pomeriggio l'Organizzazione 
per la difesa del diritti dei pri¬ 
gionieri ha rapito un membro 
di Médecins du Monde. I ter¬ 
roristi - che già martedì aveva¬ 
no compiuto un attentato 
contro la sede Onu di Beimi - 
minacciano di ucciderlo se 
dovesse essere liberato qual¬ 
che altro ostaggio. 





ALLIPAQINBIOell 


Shapour BaKhtIar 


BB Quest'anno, nel mezzo 
dell’estate, viene dunque dal¬ 
la Jugoslavia il richiamo più 
inquietante alla complessità e 
gravità dei problemi propri di 
una fase nuova della storia 
europea e delle relazioni in¬ 
temazionali come quella che 
stiamo vivendo. Una fase 
apertasi nel segno della libe¬ 
razione - per i paesi dell'Euro- 
pa centrale e orientale - da 
pesanti coercizioni interne e 
vincoli esterni, e più in gene¬ 
rale nel segno del superamen¬ 
to di quell'antagonismo tra i 
blocchi, tra le superpotenze 
dell'Est e dell'Ovest, che ave¬ 
va alimentato e influenzato 
crisi e conflitti nelle situazioni 
più diverse. A quella svolta li¬ 
beratrice, a quell'annuncio di 
nuove possibilità di cooptera- 
zione e di pace - e quanta 
strada si £ realmente fatta, so¬ 
prattutto nel rapporti tra l'U¬ 
nione Sovietica, gli Stali Uniti, 
l’Occidente, come hanno an¬ 
cora mosUalo i vertici di Lon¬ 
dra e di Mosca - é tuttavia se¬ 
guilo il riaccendersi di antiche 
tensioni, l'esplodere di nuove 
spinte centrifughe. Appare 
chiaro che la costmzione dì 
un nuovo ordine europeo e 


mondiale è destinata a passa¬ 
re attraverso prove diflicilì e 
pericolose, mentre si vanno 
appena delineando regole e 
istituzioni capaci di larvi Iron¬ 
ie. 

L’anno scorso, nello stesso 
periodo, già si pose un pro¬ 
blema inedito di mobilitazio¬ 
ne della comunità intemazio¬ 
nale dinanzi a un alto dì ag¬ 
gressione peraltro ben defini¬ 
bile come tale, alla bmtale in¬ 
vasione di uno Stato sovrano. 
Slamo ora alle prese con il 
convulso disintegrarsi di uno 
Stato federale multinazionale 
come la Jugoslavia, con spin¬ 
te secessioniste, conflitti inte¬ 
retnici, rivendicazioni territo¬ 
riali. che configurano - sul 
piano giurìdico - un dramma¬ 
tico problema «di carattere in¬ 
terno», non facile ad affrontar¬ 
si con misure di «polizia inter¬ 
nazionale», con operazioni di 
ristabilimento della pace. E 
sono in giuoco non uno ma 
più principi, universalmente 
riconosciuti, da far rispettare: 
più principi, non facili da con¬ 
ciliare - il diritto all'autodeter- 


OIOROIO NAPOLITANO 

minazione, i diritti delle mino¬ 
ranze nazionali, il rispetto del¬ 
le frontiere e l'inammissibilità 
di una loro modificazione at¬ 
traverso il ricorso alla forza. 
Bisogna dunque rifuggire da 
polemiche e sollecitazioni 
semplicistiche - in particola¬ 
re, verso la Comunità europea 
- per quanto angoscioso sia 
l'assillo di risultare impotenti 
di fronte al possibile precipita¬ 
re della situazione jugoslava, 
già sull'orlo di un orribile mas¬ 
sacro di una guerra insensata. 

Occorre invece premere 
perché sia l’Europa dei dodi¬ 
ci, sia la Csce, sia - in ultima 
istanza - Il Consiglio di Sicu¬ 
rezza dell'Onu, assumano 
ogni iniziativa, svolgano ogni 
mediazione, che possa con¬ 
correre all'effettiva e definitiva 
cessazione delle ostilità e al 
concreto avvio dell'indispen¬ 
sabile negoziato sui nuovi as¬ 
setti da dare alla convivenza 
tra i popoli, e le repubbliche, 
di quella che fu la Jugoslavia 
federale. Per quel che riguar¬ 
da la Csce. si é ai primi passi 
della sua «istituzionalizzazio¬ 


ne». Per quel che n|. uarda la 
Comunità euroixa. se ne 
sconta la storica insufficienza 
come entità politica unitaria, 
a cui solo di recenle si £ deci¬ 
so di porre riparo lavanuido a 
un'unione politica e non sem¬ 
plicemente econoi lico-mo- 
netaria. Tenendo co ilo di tut¬ 
to ciò, debbono co isiderarsi 
notevoli gli sforzi compiuti 
verso la Jugoslavia almeno da 
qualche mese a questa parte. 
Sì vada avanti, non ci si fermi. 
Si insista nel trovare un punto 
di equilibrio tra i d versi ap¬ 
procci pur chiaramente pre¬ 
senti nello stesso consesso dei 
dodici. Ben venga una confe¬ 
renza sul futuro dell.' Jugosla¬ 
via, ed eventualin'nte una 
consultazione po|xilare. Usi, 
la Comunità eurOfK' i, i tangi¬ 
bili incentivi e disiiuenlivi di 
cui dispone 

L'Italia è interess.ila più da 
vicino di qualsiasi suo partner 
- e per molteplici aspetti - al 
dramma jugoslavo. Deve per¬ 
ciò dar prova di particolare te¬ 
nacia e dinamismri. Se ne è 
discusso più volle in Parla¬ 


mento, e non abbiamo fatto 
mancare il nostro contributo e 
il nostro sostegno allo svilup- 
p>c> di ur 'azione adeguata da 
parte del governo. Abbiamo 
di recenle chiesto che le Com¬ 
missioni esteri di Camera e 
Senato siano convocate m via 
straordiraria se le cose doves¬ 
sero voljiere al peggio. Vivia¬ 
mo tempi contraddittoria¬ 
mente scandiu da passi avanti 
verso un avvenire di maggiore 
sicurezz .1 e cooperazione e 
da fatti di alUirmante repres¬ 
sione. Anche m questo mo¬ 
mento, non guardiamo solo 
alla Jugoslavia. Guardiamo al 
Medio Oriente, e ribadiamo la 
necessiti di una onesta solu¬ 
zione del problema della rap¬ 
presentanza palestinese per 
far dee aliare davvero una 
Conferenza di pace. Guardia¬ 
mo all'A bania, e ribadiamo la 
necessita di una ben più im¬ 
pegnativa e generosa coopc¬ 
razione Italiana con quel pae¬ 
se. per non ridurci a misure di 
rigetto nei confronti di sempre 
nuove ondate di disperati. Per 
poter dnentare tempi di pace, 
bisogna che questi siano tem¬ 
pi digiuf tizia. 
























PA&m2 L’UNITÀ 


Commenti 


VENERDÌ 9 AGOST01991 


Giornale fondalo 
da Antonio Gramsci nel 1924 


Bakhtiar e llran 


MARCIUA nilUANI 


G 


haddafi, quello tuonante della prima metà 
degli anni Ottanta, per intenderci quello che 
Reagan chiamava «il cane di Tripoli», era a 
suo modo molto naif; credeva, il Cheddafi 
non ancora tacitato e ridimensionato dal 
rakl americano sul suo quartier generale, di 
acquisire status e prestigio minacciando ad 
alta voce <i nemici del popolo libico» per poi 
sguinzagliare subito dopo i suoi kilter a ucci¬ 
dere i suddetti «nemici» in ogni parte del glo¬ 
bo, con una spiccata preferenza per l’Italia. 

Rafsanjani, detto «lo squalo», nuovo signo¬ 
re di Teheran dopo la morte di Khomeinl, 6 
senz'altro meno naif: da quando ha eredita¬ 
lo l'Iran, stremato dalla prima guerra del Gol¬ 
fo. ha dato prova anzi di Incredibile ponde¬ 
ratezza politica. Smorzati i toni flammeg- 
gianti deUa scomunica contro l'Occidente e 
gli Stati Uniti in particolare («il grande Sata¬ 
na») che erano stati propri dei suoi prede¬ 
cessori. sta tentando di ricostruite il suo pae¬ 
se con l’apporto imprescindibile del medesi¬ 
mo Occidente. Per lui vale in fondo la stessa 
cinica considerazione che si fa, da un anno a 


Q uesta patte, per la Siria: di colpe, in Occi- 
ente, ne avevano molte da farsi perdonare 


(e di che cosa fosse capace r«astuto» Raf¬ 
sanjani k) si è visto propno quando le sue ri¬ 
velazioni hanno fatto scopinare l’irangate e 


velazioni hanno fatto scoppiare l’irangate e 
tremare Reagan), ma il loro comportamento 
durante |a guerra del Golfo, quella tra l’Irak e 
il mondo intero, 11 ha per cosi dire riabilitati 
presso governi e cancellerie occidentali. Nel 
caso dell'Iran, nonostante l’accordo di pace 
sulle dispute di confine firmato con Saddam, 
non si è schierato a fianco di Baghdad, anzi 
ne ha opportunamente <congelato» l'aviazio¬ 
ne in fuga. 

Sullo sfondo di questo quadro «rassicuran¬ 
te» a livello intemazionale, per di più nello 
stesso giorno in cui la Jihad islamica libane¬ 
se (una voita di ispirazione iraniana, oggi si¬ 
riana) finalmente si decide a iiberare i suoi 
ostaggi stagionati rivolgendosi nientemeno 
che all’Onu, arriva la notizia da Parigi dell'as¬ 
sassinio di Shapur Bakhtiar. Bakhtiar fu, or¬ 
mai dodici anni fa, la «catta della disperazio¬ 
ne» giocata dallo Scia, prima di essere travol¬ 
to dall’onda khomeinista, l'ultimo tentativo 
gattopardesco di cambiar faccia a un regime 
già condannalo daiia storia. Troppo poco, 
troppo tardi. A dodici anni di disumza, nono¬ 
stante te vicende convulse che hanno scon¬ 
volto l’Iran, c'è chi non ha dimenticato e da 
scrupoloso ragioniere della morte depenna 
da un'ideale Usta nera «1 nemici dei popolo 
iraniano» abbattuti dalla solita mano anoni¬ 
ma. 


N 


on dimentichiamo Infatti che Bakhtiar è la 
seconda vittima, nel giro di pochi mesi, di 
questo tiro a segno macabro, dopo l'uccisio¬ 
ne a Tokio del traduttore giapponese dei 
Versetti seUania di Salman Rushdle e l'atten¬ 
tato a Milano contro Ettore Capriolo, il tra¬ 
duttore italiano del medesimo volume noto¬ 
riamente condannato dal regime degli aya¬ 
tollah. 

In altre parole, per l'Iran, finita la crociata 
intemazionale, rimane quella tutta interna 
della vendetta. Con questo non vegliamo af¬ 
fermare che lì governo iraniano o Rafsanjani 
in persona siano i mandanti dell'omicidio 
Bakhtiar, ma che aH'intemo del paese la cul¬ 
tura, U costume politico che hanno ispirato 
l'omicidio vivono e prosperano, dunque le¬ 
gittimano in un certo qual senso l'operato 
dei killer di ToUo e di Parigi. Non a caso 
nemmeno r«astulo» Rafsanjani ha revocato 
la condanna a morte nei confronti del «bla¬ 
sfemo» Rushdje, nemmeno quando il tapino, 
la cui vita è ormai ridotta a un inferno, ha 
chiesto apertamente perdono e ha ripudiato 
il frutto della sua perversa fantasia. Che fine 
fa allora la ponderatezza polìtica di un RM- 
sanjani o la moderazione, a livello intema¬ 
zionale, di cui l'Iran dà prova negli ultimi an¬ 
ni? Ci troviamo, in casi come questo e in Me¬ 
dio Oriente non è l'unico, di fronte a una 
prassi del «doppio binario» dove la politica 
estera ha toni e ragioni consoni ai toni e alle 
ragioni della «convenienza» intemazionale, 
mentre la politica interna segue - che piac¬ 
cia o meno a noi occidentali - regole, umori 
e logiche che hanno poco a che vedere con 
le nostre ed anche con l'immagine che spes¬ 
so quel paese proietta di sé ail’estemo. E il 
divario tra imm^ine esterna e immagine in¬ 
terna è tanto più marcato quanto piu è as¬ 
sente un reale regime democratico e dunque 
il consenso interno ai governanti di turno 
viaggia su crociate e sentimenti che vengono 
alimentati ad arte, meglio se legittimati da un 
messaggio religiOM. 


flXaità 


Renzo Foa, direttore 
Piero Sansonetti, vicedirettore vicario 
Glancarto Bosetti, Giuseppe Caklarola, vicedirettori 


Editrice spa l’Unità 
Emanuele Macaiuso, presidente 
Consiglio d’Amministrazione; Guido Alboighetti, GiaiKarlo 
Aresta, FiraiKO Bassanini, Antonio Bellocchio, Carlo Castelli, 
Elisabetta Di Prisco, Itenzo Foa, Emanuele Macaiuso, 
Amato Mattia, Ugo Mazza, Mario Paraboschl, Enzo 
Proietti, Liliana Rampello, Renato Strada, Luciano Ventura 
Amato Mattia, direttore generale 


Direzione, redazione, amministrazione: 00i85 Roma, via dei 
Taurini 19, telelono passante 0&'44490l. telex 613461, lax 06/ 
44SS305:20162 Milano, viale Fulvio Testi 75, telefono 02/ 64401. 

Quotidiano del Pds 

Roma ■ Direttore responsabile Giuseppe F. Mennella 
Iscriz. al n. 243 del reglÀro stampa del trib. di Roma, iscriz. 
come giornale murale nel registro del tribunale di Roma n. 4555. 

Milano - Direttore responsabile Silvio Trevisani 
Iscriz. ai nn. 158 e 2550 del reglslro stampa del trib. di Milano, 
iscriz. come giornale murale nel regia, del trib. di Milano n. 3599. 


CcflHIcito 

ii.U74dclM/U/1990 


_Parla Ottaviano Del Turco 

«Hanno torto sia Lama che Asor Rosa 
Curdo? Ora i suoi conti sono in pari» 


Lo Stato ha vinto 


e può essere giusto 


■■ OtUnrlano Dd Turco non d 
•ente corremnsabile, come ha 
•crllto Aw>r RoMi, di quella «tra¬ 
gedia nazionale» rappresentata 
dal terrorismo? 


Una affermazione del genere mi 
sembra solo una grande scioc¬ 
chezza. Io non mi sento corre¬ 
sponsabile. Mi sento un orgo¬ 
glioso protagonista. Sono stato 
fra quelli che hanno affrontato a 
viso aperto il fenomeno brigati- 
stico. Non ho mai avuto dubbi 
circa la patte in cui stare. L'as¬ 
semblea più bella della mia vita 
è stata quella alla sala chiamata 
del porto di Genova, il giorno 
dopo la morte di Guido Rossa. 
Aiùlai a dire ai camalli che lo 
slogan di una patte di loto, «né 
con lo Stato, né con le Br», aveva 
ucciso Guido Rossa, aveva ar¬ 
mato la mano degli assassini. 
Avevo conosciuto personalmen¬ 
te, con Trentin, Guido Rossa, un 
delegato della Fiom di Comiglia- 
no, a Genova, comunista. Rossa 
condivideva, con Trentin, la pas¬ 
sione per le montagne e Trentin 
ha ancora, sopra la scrivania, 
una foto di Rossa in cima ad un 
picco. Sono stalo l'ultimo, dei 
dirigenti nazionali, che l'ha visto 
vivo. Cera stata una assemblea, 
due giorni prima che venisse 
amazzato per aver denunciato 
un brigatista di fabbrica. 

Epperà lo stesso Cntcio ha 
rievocato quei cortei tnmul- 
tnod deD’antmuM caldo, tm 
dima di eccitazione, riviven- 
doli qnast come un htdlamen- 
to a deviare da un percorso 
democntlco. Lo slogan «pa¬ 
droni, borghesi, ancora pochi 
mesi» era tm rHomello osses¬ 
sivo. Altri ancora (Romiti) 
haruM fUlo una eqoazloiw tra 
antimno caldo e terrorismo. 
Lo stesso Cossiga non disde¬ 
gna accostamenti del genere, 
accusando la slnisira <U non 
awer sanato gestite «le forti 
tensioni sodaS».... 


BRUHOUQOUNI 



Nadia Ponti, Vincenzo Guagliardo e Renato Curdo durante II processo «Moro- 
ter», In alto, Ottaviano Del Turco 


Io so che noi, i sindacati, ci sia¬ 
mo fatti già un'autocrìtica venti 
anni or sono. Ma era relativa ad 
un linguaraio stupido, esaspera¬ 
to, infantile. 


te, incontrate davanti ai can¬ 
celli delle (abbrIclK? 


Solo Hngnagglo? E gli obictti¬ 
vi, qnelU rdatM aUa conqui¬ 
sta m nn nuovo potere in fab¬ 
brica e nella società, non po¬ 
tevano far coltivare illnsioni, 
speranze? 

Non ricordo un solo obiettivo 
sindacale che si potesse consi¬ 
derare come eversivo. Nessuno 
può scambiare una rivendica¬ 
zione di spttzi di democrazia nei 
luoghi di lavoro come una azio¬ 
ne di favoreggiamento del briga¬ 
tismo. Semmai è vero il contra¬ 
rio. L'azione terroristica contri¬ 
buì, in modo decisivo, a restrin¬ 
gere progressivamente tutti gli 
spazi di democrazia conquistati 
dai sindacati. Io la ricordo bene 
la Fatme di Roma, quando l'a¬ 
zione di Potere Operaio c di Pi- 
pemo spaccò il popolo della 
fabbrica, nel I9o9. E Bruno 
Trentin dovette entrare, portato 
a spalle dai lavoratori, per fare la 
prima assemblea dentro l’azien¬ 
da, per recuperare credibilità e 
restituire prestigio al sindacato. 
C’è stato un incontro di recen¬ 
te, In carcere, tra Ottaviano 
Del Torco, Cnrdo, altri terro¬ 
risti. C’erano anche facce no- 


Sl, era un seminario sulla vita 
carceraria, coordinato da Ma¬ 
riella Sciavi. E ho rivisto due bri¬ 
gatisti che facevano quello che 
chiamavano allora «l'intervento 
politico» davanti ai cancelli della 
Romanazzi e dell'Autovox. Io di¬ 
stribuivo volantini, loro si rifiuta¬ 
vano perfino di prenderli e 
quando li prendevano ci sputa¬ 
vano sopra, al grido dì «sindaca¬ 
lista bidone». Ora, incontrandoli, 
ho spiegato che non ero II per 
vendicarmi di quelle angherie e 
che quelli erano «reati estinti». 

È stata una conversazione 
amiclievole, come tra ex n«t- 
mid? 


«Stai attento, sei sotto control¬ 
lo...». L'ho visto sparire tra la fol¬ 
la, quel Baglioni, come inghiotti¬ 
to. 


L’«Unltà» ha pnbbllcato anche 
lettere die parlavano del disa¬ 
gio di vecchi operai comnnl- 


Amichevole non direi, lo appar¬ 
tengo ad una generazione che è 
profondamente segnata dalla vi¬ 
cenda terroristica. Quegli ste.s.si 
personaggi lì avevo poi rivisti 
nelle fabbriche milanesi, alla 
Magneti Morelli di Crescenzago, 
quando, con Pizzinato, si face¬ 
vano assemblee di otto ore. Loro 
erano i dominatori delle assem¬ 
blee, terrorizzavano la gente. Ri¬ 
cordo bene la faccia di un im¬ 
piegato, Baglioni, che stava in 
prima fila, in quelle ore alla Ma¬ 
gneti e protestava per alcune af¬ 
fermazioni. E uno di loro disse: 



«Ho incontrato, in carcere, i brigatisti, quelli che nel 1969 
mi insultavano. Lo Stato ora può dichiarare vinta la sua 
battaglia. Gli operai che protestano indignati dovrebbe¬ 
ro essere più consapevoli del ruolo avuto in quegli anni». 
Ottaviano Del Turco rievoca Guido Rossa, le aissemblee 
con Trentin. «Non facciamo di Curcio un martire*. Pole¬ 
mica con Asor Rosa; «Non mi sento corresponsabile». 
Per la seconda volta in dissenso con Lama. 


smo erano anni tabù. E invece 
mi sembrò la più bella vittoria 
dello Stato democratico. Aveva¬ 
mo finalmente sconfitto e digeri¬ 
to la bestia fascista, lo sono lega¬ 
to ad una idea dello Stato che 
produce giustizia, non vendetta. 
La CgU, dunque, malgrado 
questo iBcandesceiite passa¬ 
to, è per nna linea di tlconcl- 
Uazione? 


Attenzione, l’ho detto anche alla 
televisione. Io parlo non come 
segretario generale aggiunto 
della Cgil, ma come se fossi un 
giurato di una di quelle giurie di 
Perry Mason, nei telefilm che tut¬ 
ti conosciamo. È un campo, 
questo, in cui non valgono le pa¬ 
role d’ordine dell'organizzazio¬ 
ne. 


E ribadlMd D gindizio circa il 
comportamento «ginsio e co¬ 
raggioso» di Cosslga, a propo¬ 
sito della grazia a Cnrdo? 

L'ho considerato tale, anche 
perché veniva dall'uomo politi¬ 
co forse più segnato dall'espe¬ 
rienza terrorìstica. Non ho mai 
dimenticato il suo pianto davan¬ 
ti alla cappiella di Torrita Tiberi¬ 
na dove giaceva il cadavere del 
suo amico Aldo Moro. 

Ma Ottaviano Del Torco è a fa¬ 
vore dell’indnHo per 1 terrori¬ 
sti? È per la grazia a Cnido? 


sd? E per la grazia a Cnido? 

Non sono un giurista. Se mi 
chiedessero se i conti fra lo Stato 
e quest’uomo sono in pari, ri- 
spionderei che per l’idea che mi 
sono fatto, conversando con lo 
stesso Curcio e per la riflessione 
che faccio sull’Italia di questi an¬ 
ni, per me quei conti sono in pa¬ 
ri, E si trovi la formula per risol¬ 
vete questo problema. 

Ma nerché solo Cnrdo, allo¬ 
ra? Egli altri? 


ra? Egli altri? 

È po^ibile cominciare con Cur¬ 
cio, È un emblema singolare, 
poiché è considerato il capo di 
una esperienza sanguinaria, pur 
non essendosi macchiato mai di 
nessun delitto. 


E la proposta di cancellare la 
legUazMiic d’emergenza? 

Mi sembra un obiettivo indero¬ 
gabile, ormai, grazia o non gra- 


gio di vecchi operai comnnl- 
ra, oggi dd Pds, proprio pro¬ 
venienti da Sesto San Giovan¬ 
ni, Gente che non capisce 
questa ondata di «perdoni¬ 
smo», ia considera qnasi co¬ 
me una «riabilitazione», mia 
visione degli anni di piombo 
come anni di irredentismo po¬ 
litico... 


zìa a Curcio, 


Io penso che sia arrivato il mo¬ 
mento in cui lo Stato dichiari, uf¬ 
ficialmente, dì aver vinto la sua 
battaglia contro il tenorismo. 
Provo dolore nel leggere quelle 
lettere. I loto autori non sono 
sufficientemente consapevoli 
del ruolo che hanno svolto in 
questa battaglia. Noi riceviamo, 
paradossalmente, più riconosci¬ 
menti dall’esterno di ciò che sia¬ 
mo stati nella lotta contro il ter¬ 
rorismo che daH'ìnlemo. Non è 
un cedimento, il nostro. Vorrei 
fare un paragone che potrà ap¬ 
parire un po' azzardato. II Co¬ 
mune di Milano ha promosso, 
tempo fa, una mostra sugli anni 
30. Sembrava una mossa azzar¬ 
data, perché gli anni del fasci- 


Comc rispondi a CU dice: cosi 
facendo voi, alla fine conse¬ 
gnale nn ilcoDOscimento poli- 
neo alle Br, criminali per no¬ 
bili Ani Ideali e non delin¬ 
quenti comnni? 

Proprio perché sì chiude questo 
capitolo si evita che si perpetui 
una sorta di mito continuo della 
realtà |x>Iitica italiana. £ anche 
un modo per evitare che dei car¬ 
cerati diventino dei martiri. 


Ottaviano Del Torco non si 
•ente Imbarazzato nell’avere 
per la prima volta, forse, una 
opinione opposta a quella di 
Lodano Lama? 


Lama è stalo l'uomo che ha per¬ 
sonificato la resistenza operaia 
contro le Brigate Rosse. Anche 
per quella ragione ho sempre 
pensato che meritasse il titolo dì 
senatore a vita. Detto questo, 
considero banale il dissenso su 
questo particolare argomento. È 
la seconda volta che mi capita di 
non essere d’accordo con La¬ 
ma. La prima fu sul referendum 
sulla scala mobile. 


■■ Le Opere di Lenin in cin¬ 
quanta volumi, non l'edizione 
rilegata ma quella più econo¬ 
mica in brossura, dalla coper¬ 
tina rossa (più nella tonalità 
mattone romano, per la verità, 
che bandiera comunista, co¬ 
me sarebbe forse stato più ap¬ 
propriato). comunque ele¬ 
gantissime nella loro semplice 
copertina tipografica, senza 
immagini: sono arrivate nella 
mia stanza di capogruppo del 
Pds in Campidoglio, Esigenze 
di spazio e di funzionalità nel 
mio lavoro mi hanno spìnto a 
dare loro questa nuova collo¬ 
cazione, più ufficiale che do¬ 
mestica: non senza qualche 
compilo, come dire?, a metà 
di testimonianza, a metà di 
rappresentanza. 

Resta nella mia camera da 
letto, dove mi guarda dallo 
scrittoio. Il busto di Lenin; di 
quel tipo una volta cosi comu¬ 
ne a Mosca, da dove me lo 
portò, mosso non so bene da 
quali ragionamenti, non es¬ 
sendo certo lui il tipo del leni¬ 
nista, il vecchio direttore del 
Servizio giardini del Comune 


dì Roma, Umberto Mollame. E 
già, caro lettore; nella mia vita 
sono stato anche, per un paio 
d'anni, assessore ai giardini e 
ai magri parchi della città di 
Roma. Proprio quel busto è 
stato per molto tempo sul mio 
tavolo di assessore a piazza 
Campitelli; tra le Opere di S. 
Alfonso dei Liguorì, la S/oria 
d Italia Nerbini e il grande ma¬ 
nifesto di John Travolta nella 
Febbre del sabato sera. Nono¬ 
stante questo celebre film sia 
di John Badham, e sia a suo 
modo, come II suo autore, 
portatore di umori più sovver¬ 
sivi e proletari di quanto non 
gli venga comunemente ac¬ 
creditato: non negherò che la 
ragione di questo anomalo 
assemblaggio risiedesse in un 
certo gusto, tardo anzi tardis¬ 
simo dadaista, della dissacra¬ 
zione anche provocatoria. Il 
1977, però, è trascorso; ed an¬ 
che il 1985, anno della caduta 
della Giunta rossa di Roma. 
Ed oggi, del resto, cosa é rima¬ 
sto più a Vladimir Ilic' Lenin di 
sacro, che potrei togliergli? 
Cosi è diventato per me un og 
getto di alletto domestico, co- 


N(>TTURNO ROSSO 


RRNATO NieOUNI 


Perché non butterò via 
quel busto di Lenin 


L'Italia, i pescei>pacla, i turisti 
hanno in comune un obiettivo: 
difendersi da un ministro incapace 


VEZK> DE LUCIA 


A nche se con decine di 
ore di ritardo, sono or¬ 
mai a destinazione ì 
viaggiatori che ia prò- 
»^^"" testa dei pescatori ave¬ 
va bloccato lungo le 
autosirade e nei treni. Ma la pre¬ 
caria normalità tornata nello Stret¬ 
to e il Ferragosto in arrivo non 
possono farci dimenticare il caos 
drammatico e le sofferenze dei 
giorni scorsi. Su due questioni so¬ 
prattutto è bene tenere aperta la 
discussione: I) il conflitto fra la 
tutela ambientale e le richieste dei 
pescatori: 2) la strozzatura dello 
Stretto nel sistema nazionale dei 
trasporti.' ' 

Sul primo punto è del tutto evi¬ 
dente che la politica ambientale é 
stata subordinata, prima ancora 
che a valutazioni economiche e 
sociali, a problemi di ordine pub¬ 
blico. Sono cose da Terzo mondo. 
E in effetti, il ministro responsabile 
del mare di uno dei paesi più ric¬ 
chi del pianeta, nel tentativo di 
giustificare una decisione ingiusti¬ 
ficabile, non trova di meglio che il 
paragone con la Tunisia e con al¬ 
tri paesi del Mediterraneo dove la 
pesca con le spadare é praticata 
senza difficoltà. Il decreto di Ferdi¬ 
nando Facchiano pare che in veri¬ 
tà sìa un bluff e che dovrebbero 
tuttora considerarsi in vigore le 
precedenti norme contro la pesca 
con le reti spadare. Comunque, 
un gran pasticcio. 

Per ottenete questo risultato, i 
pescatori hanno fatto quello che 
in altre circostanze fecero ferro¬ 
vieri, piloti e controllori di volo. 
Hanno cioè deciso di approfittare 
delia prevista emergenza del traf¬ 
fico nella prima settimana di ago¬ 
sto per provocare, a colpo sicuro, 
a migliaia di famiglie in viaggio, 
un disagio che i pubblici poteri 
non sarebbero stati in grado di 
controllare. Cosi è slato. Anzi, sta¬ 
volta è stato peggio del solito. Le 
descrizioni di quello che è succes¬ 
so martedì lungo le strade dirette 
allo Stretto sono bibliche. Uomini 
e donne che vagano nelle campa¬ 
gne alla ricerca di acqua e cibo 
per i figli. La resa dei governo era 
a questo punto inevitabile. Ma 
non è solo questo il motivo dello 
scandalo. Il motivo più grave sta 
nel fatto che stavolta non erano in 
discussione contratti di lavoro o 
compatibilità aziendali - per i 
quali c'è quasi sempre un rimedio 
- ma la sopravvivenza di un equili¬ 
brio biologico irriproducibile. Se¬ 
condo Greenpeace in una sola 
stagione nelle nostre spadare 
muoiono migliaia di delfini e deci¬ 
ne di balene, tartarughe e uccelli 
marini. E continuando cosi, fra 
cinque anni nei mari italiani non 
ci sarebbe più nemmeno il pesce- 
spada. 


<1 causa della guerra fra In, Eni e 
<illri per la spartizione di questi 
fandi. Cosi le migliaia di metri cu¬ 
ti di rifiuti e di idrocaiburi che nel- 
ì eslate scorsa furono raccolti da 
•appositi battelli, quejit’anno sono 
ili vacanza con gli italiani. 

La pesca del prescespada impe¬ 
gna 800 pescherecci, 3.500 addet¬ 
ti e quasi altrettanti occupati nel- 
r indotto, con un giro d'affari com- 
pilessivo stimato intorno ai 2.500 
miliardi. La riconversione del set¬ 
ti ire non è sempliciss ma, ma non 
0 certo impiossibile. Lo dimostra il 
disegno di legge ad hoc del Pds di 
cui ha dato notìzia ieri questo 
giornale. Sono dispc'nibili trenta 
Il lilìardi, come al solito inutilizzati. 
Ci vorrebbero le per.rane adatte. 
Ci vorrebbe un governo capace di 
comprendere che le questioni 
il Tibientali non sono l'espressione 
d I una cultura snobistica o reazio- 
II uria. Non si tratta di tornare in- 
dietro rinunciando el progresso 
ticnico. È vero proprio il contra¬ 
ri X Si tratta di sfruttan: fino in fon¬ 
do le infinite possibilità offerte, 
pi»r esempio, dalla rivoluzione in¬ 
fi rmatica. Una nazione ricca e ci¬ 
vile, con migliaia di chilometri di 
coste dovrebbe investire risorse 
cospicue nella ricercti e nell'eco- 
riirmia legate al mare, attuando 
Li’ia grande politica di conserva¬ 
zione e di valorizzazione delle ri¬ 
si uso naturali. Invece, prendiamo 
a modello la Tunisia. 


nr » altra questione tornata 

Il ' di attualità a seguito 

Il j della protesta dei pe- 
jil—* scalori è quella dei tra- 
"»'■ I ' sporti fra la Sicilia e la 
lerraferma. Secondo 
qi laiche giornale se ci tosse il pon¬ 
te sullo Stretto non ci sarebbero 
tmversate, traghetti e scioperi (co¬ 
me se bloccare un ponte non fos¬ 
se più facile che bloccire un brac- 
c I' > di mare). Per molt il ponte sa¬ 
ri; bbe in grado di risolvere - chis- 
sil perché - gran parte dei proble- 
mi delia Sicilia. Come se la Cala¬ 
bria, che non 6 un'isola, di 
problemi ne avesse di meno. 

Ma il ponte - quello a campata 
unica definitivamente prescelto 
dal governo -ò solo una illusione. 
Uii sogno che per ora non ha al¬ 
cuna possibilità di prendere cor¬ 
po. Il progetto é allo studio da 
uri'etemìtà e chissà qu.unto tempo 
seivirà ancora per risolvere gli infi¬ 
niti problemi tecnici [lostì da un 
m. mulatto di quelle dimensioni. Il 
p<:>rite é perciò solo una sorta dì gi¬ 
gantesco pretesto al riparo del 
quale, tra l'altro, si rinv a ogni rior¬ 
ganizzazione del sistema dei tra¬ 
sporti con la Sicilia. La quasi tota¬ 
lità del traffico continua a essere 
convogliata sul percorso Villa San 
Gìovanni-Messina, mentre potreb¬ 
be svilupparsi una rete selettiva di 
caliotaggio estesa ad altri scali 
m.irittimi. Gli stessi collegamenti 
Io<'ali, quelli interni alla «città del¬ 
lo Stretto», sono trascurali e insuf¬ 
ficienti. Non ci sono aliscafi dopo 
le otto di sera, è quasi inevitabile 
l’uso dell'automobile. Forse in at¬ 
tesi del ponte é stata accantonata 
anthe la realizzazione degli im¬ 
pianti di sicurezza per regolare il 
traffico delle centinaia iJi navi che 
ogni giorno passano lo Stretto. Im¬ 
portante è continuare a far crede¬ 
re <'he rilalia sta per realizzare la 
pili straordinana opera pubblica 
della storia deH'umanità. 


E inutile prendersela 
adesso con i pescatori 
in qualche misura an- 
ch’essi vittime dell’inet- 
. . titudine politica. Han¬ 
no ragione le associa¬ 
zioni ambientaliste a chiedere le 
dimissioni del ministro della Mari¬ 
na mercantile che, pur conoscen¬ 
do da mesi i termini del problema, 
non è stato capace dì trovare una 
soluzione ragionevole. È lo stesso 
ministro che già nelle settimane 
scorse era stato accusato dì non 
aver saputo utilizzare i fondi di- 
sponibììì per la pulizia delle coste 



me i Izji e i penati che gli anti¬ 
chi romani custodivano nella 
parte più intima della propria 
domar.. 

Non essendo mai stalo (ma 
in modo un po' diverso dal 
suo. il vecchio Mollame me lo 
consentirà) «leninista»; posso 
oggi non solo riconoscere in 
Lenin una delie più alle figure 
del noìlro terribile secolo, ma 
dargli lutto l'affetto che merita 
«il più terrestre degli uomini». 
Non diceva forse cosi Maia- 
kovski? Me lo posso immagi¬ 
nare ritto sulla tribuna per gli 
oratori che aveva progettato 
per lui E1 Lisistskj. Ftotessi fare 
un'Estate romana sulla piazza 
Ros.sa di Mosca, metterei il 


grande schermo di Massenzio 
davanti al Mausoleo di Lenin. 
Alla fine dell'Estate, quando 
lutto si smonta degli effimeri 
allestimenti, sorpresa!, il Mau¬ 
soleo non c’è più. Al suo po¬ 
sto c'è la tribuna di El LisitskJ, 
e. ritto in piedi, Lenin si rivolge 
al popolo russo. Ahimè, que¬ 
sto non é possibile, non potrà 
mai essere niente di più di 
un'immaginazione. 

E chissà: forse anche le no¬ 
stre immaginazioni sono de¬ 
stinate a mutare. Per qualche 
anno ho avuto in mente di 
scrivete un testo teatrale su 
Mejer’chold, il «futurista alla 
corte dello Zar» che ha cam¬ 
bialo il teatro del nostro seco¬ 


lo, il Dottor Dappertutto come 
amava chiamarsi per amore 
di Gaspare Gozzi, il regista 
della Cimice e del Bagno di 
Maiakovski, l’uomo che con 
più risolutezza ha affermato il 
principio - rivoluzionario ri¬ 
spetto al teatro deH’Ottocento 
- che «il regista è l’autore del¬ 
lo spettacolo». Hai capito chi 
era Meier'chold, caro lettore? 
Di quel testo mai scritto avevo 
in mente i finali dei due atti in 
cui pensavo di divìderlo. Nel 
primo finale, Meier’chold e i 
suoi amici .si avviano cantan¬ 
do verso la sede del Pattilo co¬ 
munista (bolscevico). per 
collaborare alla Nep, alla 
nuova politica economica. 


Nel secondo finale, sempie 
cantando, sempre sulla stessi 
aria musicale (si, hai cap lo 
bene: pensavo ad un musicai) 
Meier'chold e i suoi amici sca¬ 
valcano il reticolato del lafcr 
staliniano in cui erano ni- 
chiusì e si avviano sotto la ri ¬ 
ve verso un incerto futuio, 
sempre perù con lo stes,so ge¬ 
neroso animo. L’avevo penfci- 
lo perché della morte di Ve- 
ier’chold non si avevano Deli¬ 
zie certe. Purtroppo, adesso .-ii 
hanno; due anni fa sono stili 
ritrovati i verbali dei suoi inter¬ 
rogatori, e il registro in cui !' 
stata burocraticamente nnne - 
tata la sua avvenuta fucilazic>- 
ne. «Don Gonzalo entra in 


scena come se .saltasse olir" 
una siepe»; diceva la nota ci 
regia di un suo spettacolo. M.) 
di saltare oltre al reticolalo 
nonostante tutta la sua legge¬ 
rezza, al Dottor Dappertutto 
non é stato possibile. 

Sarebbe mollo grave se tul¬ 
le le idee che la «Russi,i dei 
Soviet» ha prodotto nel inon 
do dovessero essere gettati- 
via, come errori, illusioni, slr,i- 


de senza uscita. Cosi Me- 
jer'chold finirebbe per morire 
una seconda volta, ed in un 
modo ancora più spaventoso- 
perché verrebbe cancellalo 
non il suo corpo, ma le sue 
idee. Come avrei voluto vede¬ 
re le sue mes,se in scena della 
Cimicec del Bagno) Chissà se 
è vero, come sembrerebbero 
provare alcune tc.stimonian- 
ze, che Maiakoi-ski non si é 
suicidato, ma è stato ucciso 
dalla polizia stai niana. Non é 
che cambierebbe però molto 
Mentre cambienrbtxe )’es.sen- 
za del Novecento se non sa- 
piessimo dare una collocazio¬ 
ne d'onore alle rivoluzione 
d'ottobre ed ai rivoluzionari 
che ha prodotto Piuttosto 
fuori che deninj le file del 
Peus- ma tali che le loro im¬ 
maginazioni del futuro mi 
commuovono ancora, a po¬ 
chi anni dal 2000. Senza que¬ 
sto, chissà se riusciremo ad 
aiutare l'Urss di Gorbaciov, 
che non ha .solo bisogno di 
aiuti economici, ma di con¬ 
servare dignità c coscienza al¬ 
la di sé 


I 























VENEBDi 9 AGOST01991 


Emergenza 



Precipita la situazione'dopo una giornata allucinante 
Tradotti con la forza nel campO' di calcio, dopo poche ore 
cominciano a lanciare fuori pezzi di cemento: 400 «evasi» 
L'«invasione» sul molo: «Poliziotto dammi da bere! » 


Scende la notte, esplode la rivolta 

Migliaia di profughi tentano la fuga dallo stadio di Bari 


Ammassati con la forza nello stadio di Bari, diecimi¬ 
la, forse quindicimila albanesi sono esplosi in una 
rivolta disperata; nella notte hanno cominciato a 
demolire gli spalti e a lanciare pezzi di cemento sui 
cordoni di polizia. Circa 400 sono riusciti a scappa¬ 
re, nella notte è continuata la battaglia. Erano arri¬ 
vati in mattinata su un mercantile-formicaio che ha 
forzato il blocco navale. Una giornata apocalittica. 

_ DAL NOSTRO INVIATO _ 

niAiicooiMAm 


MBARI. Lo Stadio illuminato 
a giorno, decine di elicotteri 
che volteggiano; e. dentro, mi¬ 
gliaia di albanesi in rivolta. 
Prendono d'assalto le gradina¬ 
te, staccano pezzi di cemento 
e li lanciano sui poliziotti e sui 
cellulari che presidiano i can¬ 
celli. Un agente cade, ferito. 
Altri scappano terrorizzati. I 
profughi, affamati, come im¬ 
pazzili, attaccano. Hanno pez¬ 
zi di cemento in mano. Mille, 
duemila, riescono a forzare le 
porte, evadono nella notte, 
nessuno pud fermarli. Dentro, 
sul prato e sulle gradinate, d 
l'inferno. Non vogliono essere 
rimpatriali. Le luci, dall'alto, il¬ 
luminano figure stravolte, spet¬ 
trali. 

£ l'ultima immagine di una 
giornata crudele. Dodici, forse 
quindicimila albanesi sono ap¬ 
prodati ieri sulle coste pugliesi 
a bordo di vecchie caiTettc.del 
mare, accalcali come bestie 
nelle stive, aggrappati alle can¬ 
ne fumarie e alle isaratie dei 
mercantili. Questa volta hanno 
trovalo poca comprensione c 
nessuna simpatia. Ad atten¬ 
derli c'erano i manganelli della 
Celere, gli spintoni dei carabi¬ 
nieri. le urla dei funzionari del¬ 


la Prefettura, i cordoni sanitari 
delle Usi. E presto la sconfitta 
di un ritorno a catta, dopo uno 
squallido pasto freddo consu¬ 
malo In un campo di calcio 
circondato dal filo spinato, tra 
svenimenti veri e finti, malori 
simulali nel tentativo di com¬ 
muovere e concreti ricoveri In 
ospedale. Ma che cosa voglio¬ 
no questi albanesi? Perchè so¬ 
no tornali? Non sapevano che 
sarebbero stati rimandati in¬ 
dietro? Se lo chiedono adesso 
la Prefettura, la Questura, la 
Regione, il Comune. Se lo 
chiede una Bari sonnacchiosa 
e pigra, colta di sorpresa. Ma 
bisognava essere sul molo Piz¬ 
zo del porto commerciale di 
Bari ieri mattina, per poter ten¬ 
tare di trovare una risposta. Bi¬ 
sognava vedere migliaia di uo¬ 
mini, donne e bambini assie¬ 
pati come fili d'erba di un pra¬ 
to sulla tolda del mercantile 
•VIora* che gridavano «Italia, 
Italia* per tentare di capire. 
«Vogliamo una speranza», di¬ 
ceva un giovane di Tirana. E 
l'odissea della speranza è co¬ 
minciala l'altra notte a Duraz- 
zo, quando per un misterioso e 
incontrollabile tam-tam si è 
sparsa la voce che la polizia di 


Tirana non sarebbe intervenu¬ 
ta contro chi tentava di imbar¬ 
carsi per fuggire dalla miseria e 
dalla disperazione. Tanto è 
bastato. E a Durazzo si sono 
imbarcati a migliaia. A bordo 
di pescherecci, che hanno at¬ 
traccato ieri mattina a Brindisi 
e a Otranto, sulle spiarne pie¬ 
ne di turisti. E a bordo dei gran¬ 
de mercantile «VIora». diecimi¬ 
la tonnellate di stazza, un car¬ 
go adibito al trasporlo di merci 
«povere», che ha subito il mo¬ 
struoso assalto di dodicimila 
persone, nel corso del quale 
sono morti almeno ip dodici. 
Da quel momento è scattata 
l'emergenza anche in Italia. La 
capitaneria di porto albiinesc 
avvisa Brindisi c Bari: un cargo 
carico di profughi sta facendo 
rotta verso i vostri porti. Il «VIo¬ 
ra» salpa alle 19 di mercoledì. 
Sosta al largo di Durazzo per 
un'avaria alla sala macchine. 
Riprende la navigazione due 
ore dopo. E arriva davanti «dia 
costa di Brindisi alle 4 di ieri 
mattina. La capitaneria di por¬ 
to era all'erta. Con le buone c 
con le cattive, il mercantile vie¬ 
ne costretto a deviare la sua 
rotta. A bordo scoppiano i pri¬ 
mi incidenti, si accende qual¬ 
che rissa; non c'è cibo, non c'è 
acqua, mancano completam- 
nete i servizi Igienici. In condi¬ 
zioni normali quel cargo tra¬ 
sporta 40 persone di equipag¬ 
gio. Ce ne sono dodicimila di 
più, ammassati come bestia¬ 
me nelle stive, senza oblò; in 
piedi in coperta, senza nean¬ 
che la pussibilitè di .sedersi; ag¬ 
grappati ai fumaioli, legali per 
la vita alle paratie. Per venti¬ 
quattro ore. Un girone inferna¬ 
le galleggiante. E' questo che si 


presenta al largo del porto di 
Bari alle 9,40 di ieri mattina. 
Svegliato da un'allarmante te¬ 
lefonata, il comandante in se¬ 
conda del Porto di Bari (il co¬ 
mandante del porto era in fe¬ 
rie), Giovanni Attili, appronta - 
dopo una convulsa riunione in 
Prefettura - le prime misure an- 
li-albanese. Davanti al porto di 
Bari viene formata una piccola 
flotta di motovedette, di «piloti¬ 
ne», di rimorchiatori: un cordo¬ 
ne sanitario che deve impedire 
l'ingresso della «VIora», costi 
quello che costi. Ma le autorità 
baresi non hanno fatto i conti 
con la disperazione che guida 
la mano del comandante del 
mercantile. Via radio la sua vo¬ 
ce gracchia in un inglese ap¬ 
prossimativo: «La mia nave 
non ha la marcia indietro». 
Macchine a tutta forza avanti, 
la «VIora» forza il blocco con il 
suo straripante carico umano, 
passando a due metri appena 
dalla prua della fregata «Euro» 
della Marina Militare italiana, 
che aveva tentalo l'impossibile 
per tagliare la rotta al mercan¬ 
tile. «Il comandante della "VIo¬ 
ra" non conoscenva però il 
porto di Bari - dice Giovanni 
Attili - c stava rischiando di 
portare la sua nave su una sec¬ 
ca». Intervengono cosi i rimor¬ 
chiatori, che spinano il mer¬ 
cantile sul molo 20, II molo Piz¬ 
zo. Sono le 10,45. Dalla nave si 
buttano in acqua a centinaia. 
Sono uomini, donne, bambini. 
Chi può e sente di farcela si ca¬ 
la a forza di braccia dalle go¬ 
mene della nave fissate ai pilo¬ 
ni di ferro del molo. La scala 
d'imbarco non c'è più, è stata 
irrimediabilmente danneggia¬ 
ta nella spaventosa ressa del 
porto di Durazzo. Sono scene 


aF-ocalittichc. Ix: pilotine della 
cspitancria di porto tentano di 
ccnirollare quelli che si sono 
lanciati in mare e di spingerli 
verso il molo. E' un'impresa ar¬ 
di a. Inventi riescono a far per¬ 
de re le proprie tracce. «O sono 
ar negati, o vagano nelle cam¬ 
pa gne pugliesi», dice ora la po¬ 
lizia. Sul molo si accalca un'or¬ 
da di disperati: i volti stravolli, 
lumeiatli, feriti; i poveri vestiti 
laceri. Molti indossano solo 


uno slip. Le forte dell'ordine 
sono impreparate. L'organiz¬ 
zazione è inesistente. Manca 
qualunque coordinamento; 
c'è uno schieramento di radio¬ 
trasmittenti e telefoni cellulari, 
ma manca l'acqua potabile. 
Sul molo Pizzu nasce in pochi 
minuti un surrogalo dell'infer¬ 
no. «Acqua! Acqua! Poliziotto 
dammi acqua. Sono ventiquat¬ 
tro ore che sono senza acqua. 
Se mi fai bere tomo a casa» gri- 









Il ministro Boniver: «È un’emergenza, Gee e Onu óra devono aiutar^:- 

Rimpatriati: tutti e subito 
Navi e aerei per il contro-esodo 





Rimpatriati: tutti, nei prossimi due-tre giorni. Undici 
aerei militari, altri civili, cinque navi, decine di tra¬ 
ghetti; faranno la spola tra la costa pugliese e quella 
albanese per riportare a casa i circa diecimila profu¬ 
ghi arrivati nelle ultime 48 ore. Il governo italiano ha 
deciso: Tirana è d’accordo, in cambio aitri dieci mi¬ 
liardi di aiuti alimentari. Polemico il ministro Boni- 
ven «Onu e Cee adesso devono aiutarci». 


GIAMPAOLO TUCCI 


■i ROMA. Tutti, saranno rim¬ 
patriali lutti. È stala una gita 
disperata di pochi giomi, un 
esodo beffa. Quindici aerei, 
cinque navi e decine di tra¬ 
ghetti trasporteranno dalle co¬ 
ste della Puglia a quelle alba¬ 
nesi i 10.00(5 profughi arrivati 
nelle ultime 48 ore. Il Governo 
italiano ha deciso. (Juello di 
Tirana è d'accordo. Riprende¬ 
rà i suoi disperati e militarizze¬ 
rà i suoi porti: in cambio, altri 
dieci miliardi di aiuti alimen¬ 
tari. Le nostre acque territoria¬ 
li saranno pattugliate dalle na¬ 
vi della Marina militare, schie¬ 
rate lungo il canale d'Citranto. 
Il blocco dovrebbe impedire 
che si verifichi una terza inva¬ 


sione. Quanto durerà? «Finché 
è necessario», dice il ministro 
dell'Interno Scotti. 

L'esodo, che si risolverà in 
una gigantesca e febbrile ope¬ 
razione di polizia, ha un'ap¬ 
pendice politica. Il ministro 
dell'Immigrazione, Margheri¬ 
ta Boniver, accusa il governo 
albanese («Incapacità orga¬ 
nizzativa») e le rigenzìe inter- 
neizionali (come l'Onu): l'Ita¬ 
lia sta affrontando da sola 
questa emergenza, non può 
continuare cosi. 

Tocca al ministro dell'Inter¬ 
no Scotti riassumere queste 
quarantotto ore di riunioni, 
vertici, e telefonate tra Roma e 
Tirana. Ha appena ricevuto 


notizie da Claudio Vitalone, il 
sottosegretario degli Esteri: 
tutto bene, il governo albane¬ 
se è d'accordo, metterà a di¬ 
sposizione un porto e un ae¬ 
roporto per il contro-esodo. Il 
commento di Andreotti; «Noi 
facciamo più del nostro dove¬ 
te, perchè siamo andati oltre 
le quote previste dalla legge 
Martelli (il presidente del 
Consiglio la riferimento ai 
24.(X)0 profughi giunti nel me¬ 
se di marzo, ndr.). Non siamo 
assolutamente in grado di ac¬ 
cogliere anche questi,altri. Mi 
fa piacere che il Governo al¬ 
banese sia d'accordo con 
noi». 

L'operazione - spiega il mi¬ 
nistro dell'Interno - dovrebbe 
durare due, tre giorni. Sono 
state requisite cinque navi, 
l'Aeronautica ha messo a di¬ 
sposizione undici aerei (sette 
GI22, quattro CI30), l'Alitalia 
quattro. Le navi possono tra¬ 
sportare mille persone, gli ae¬ 
rei un centinaio. Nel calcolo, 
bisogna includere anche i po¬ 
liziotti addetti al servizio d'or¬ 
dine durante il viaggio: in me¬ 
dia, uno ogni tre albanesi. Ieri 
sera: daH'aeroporto di Bari è 


partito il primo CI30, a bordo 
S2 profughi'.e trenta agenti; 
dal porto, le prime due navi, 
con un carico di 1500 «pas¬ 
seggeri». 

E gli altri; le njigliaia di alba¬ 
nesi che aspettano nello sta¬ 
dio di Bari? Qtfelli fermi sulle 
navi al largo della costa pu¬ 
gliese? Scotti: «Seimila li ab¬ 
biamo sisterriàti nel campo. 
sportivo, per non lasciarli sul 
molo. LI stanno' al sicuro, e al 
co(>erto. Sono arrivati letti, 
materatisi e coperte per 5000 
persone, dato che mille sono 
già in viaggio verso l'Albania. 
Abbiamo fornito 9000 pasti 
freddi. Da domani (oggi, 
ndr.) forniremo anche pasti 
caldi. Abbiamo predisposto 
servizi igienici e sanitari. Ab¬ 
biamo dovuto permettere a 
questi profughi di scendere a 
terra, (jll altri no: sono immi¬ 
grati clandestini c la nostra 
legge parla chiaro». 

La strategia del governo - 
impedire l'ingresso nei porti 
italiani alle navi cariche di 
profughi - non ha funzionato 
solo nel caso del mercantile 
arrivalo a Bari, dice il ministro 
dell'Interno. Perchè, in questo 





coso, non ha funzionalo, dato 
che si trattava di un'«invasio- 
ne» annunciata? «Siamo stati 
costretti a far entrare quella 
nave Nonostante lo sbarra¬ 
mento, il capitano è venuto 
avanti, fino a sfiorare la colli¬ 
sone. Non avevamo altra 
scelta». 

Nessuna apocalisse c nes- 
sm problema, fa capire il mi¬ 
nistro: un'emergenza che stia¬ 
mo per risolvere. Qualche 
problema, però, c'è: dalla Sar- 
(tigna. Il presidente della Re¬ 
gione vuole l'immediata revo¬ 
ca del provvedimento che 
chiede alla'società «Tirrenia» 
di mettere a disposizione del 
governo italiano due traghetti: 
«Il provvedimento causerebbe 
problemi di ordine pubblico e 
ingenti danni al turismo. La 
Sardegna è già penalizzala 


dalla mancanza di trasporti e 
collegamenti alternativi». 

Non avevamo altra scelta, 
cosi il governo presenta que¬ 
sto gigantesco rimpatrio. Il mi¬ 
nistro Boniver aggiunge: «L'o¬ 
perazione ci è stala chiesta 
espressamente da Tirana. Ci 
sono stati ritardi? Sono dovuti 
all'incapacità organizzativa 
delle autorità albanesi: non 
c'erano un porto e un aero¬ 
porto disponibili». Oggi, il go¬ 
verno dovrebbe decidere in 
merito ai dieci miliardi pro¬ 
messi da Vitalone, che vanno 
sommati ai novanta già stan¬ 
ziali. Il ministro Boniver: «Ab¬ 
biamo chiesto anche l'inter¬ 
vento della Cee e deH'Onu, 
Non possamo affrontare que¬ 
sta emergenza da soli». 

Perchè di emergenza si trat¬ 
ta. Chi può escludere che ci 


Tirana: «L’eserdto normalizzerà la situazione in 48 ore» 


Militarizzati i porti sull’Adriatico 
A Durazzo un morto nella calca 
e una persona uccisa dalla polizia 
A migliaia si ammassano sui moli 
Colonna di profughi dalla capitale 


OMBRO CIAI 


■i ROMA. «Massimo control¬ 
lo» per evitare che i cittadini al¬ 
banesi si impossessino di mez¬ 
zi navali per raggiungere le co¬ 
ste Italiane. E questa ora la li¬ 
nea del governo di Tirana che 
ieri ha dichiarato «aeree di im- 

B artanza speciale» i porti di 
urazzo, Valona, Saranda c 
. Shegin. Li ha cioè completa¬ 
mente militarizzali. La situa¬ 
zione è particolarmente dram¬ 
matica a Durazzo dove ieri 
mattina sono morte altre due 
persone c dove decine di mi¬ 


gliaia di albanesi si accalcano 
lungo le banchine in attesa di 
una nave che II porti via. 

Una persona è rimasta ucci¬ 
sa nella ressa, un'altra dai col¬ 
pi sparati dalla polizia giunta 
nel porto per disperdere la fol¬ 
la. Altre notizie, mollo fram¬ 
mentarie c incontrollate, par¬ 
lano di un esodo in corso da 
Tirana verso il porto di Duraz¬ 
zo da dove, l'altro ieri, circa 
diecimila profughi sono riusciti 
a partire su un vecchio mer¬ 
cantile. Ci arrivano con ogni 


mezzo - biciclelte, treni e vec¬ 
chi carri agricoli - richiamati, 
probabilmente, dal miraggio 
di una vita libera da carestie. 
L'emergenza, insomma, non 
accenna a rientrare e il gover¬ 
no di Tirana riesce a mantene¬ 
re un fragile controllo della si¬ 
tuazione solo grazie al pesante 
intervento dell'esercito. 

Ma come si spiega a distan¬ 
za di pochi mesi questo nuovo 
esodo? Non sanno questi nuo¬ 
vi aspiranti profughi che colo¬ 
ro che li hanno proceduti stan¬ 
no per c.sscrc rimpatriali? E 
che fine hanno fatto le pro¬ 
messe di democratizzazione, il 
nuovo corso seguito alle prime 
elezioni libere di qualche me¬ 
se fa? «La gente - ha detto al- 
VAnsa un giornalista albane.se 
- non ha lede nel futuro, non 
crede che il governo sia in gra¬ 
do di migliorare le loro condi¬ 
zioni di vita, non ha più voglia 
di aspettare..,». Poi i racconti 
che arrivano dall'Albania de- 
.scrivono una situzione disa¬ 


strosa. Non si tratta, per ora, di 
mancanza di generi alimentari 
o di prima necessità ma di una 
diffusa sensazione di carestia 
incombente. Grazie agli aiuti 
umanitari, giunti in questi mesi 
dall'Italia e da altri paesi, non 
c'è particolare penuria di ali¬ 
menti ma la gente sa che que¬ 
sti aiuti finiranno e sa, anche, 
che non può contare sulle pro¬ 
prie forze perchè l'ixonomia 
albanese è un disastro che 
nessuno riesce più a controlla¬ 
re. Le vecchie strutture del po¬ 
tere, quelle del partito e dello 
Stato si sono scollate, la terra, 
ancora non divisa tra i contadi¬ 
ni, è per lo più incolta c i pro¬ 
dotti, quando ci sono, non 
vengono distribuiti. In questa 
situazione, il benessere visto 
dalle televisioni straniere che si 
ricevono liberamente a Tirana, 
sembra vicinissimo: basta tro¬ 
var posto su una nave. 

Ma ora, mentre gli accam¬ 
pali di Durazzo aspettano sul 
molo qualcosa che II porti via. 


il goiemo di Tirana a decreta¬ 
to la linea dura. «Il prosegui¬ 
mento di questo esodo di mas¬ 
si è un trauma per la .stabilità 
della nazione», ha detto un 
portavoce annunciando che 
l'esercito «farà uso di qualsiasi 
mezzo per normalizzare la si¬ 
tuazione entro le prossime 48 
ore». 

Ixi nuova fuga di massa da 
Durazzo è il primo lenlalivo di 
esodo dopo le elezioni libere, 
le prime nella .storia dell'Alba¬ 
nia, svoltesi il 31 marzo scorso. 
Molli giovani albanesi avevano 
ri[) 0 .sto le loro speranze nel 
Partito democratico, legalizza¬ 
to nel dicembre .scorso e dive¬ 
nuto la seconda forza politica 
del paese. Da giugno il Partilo 
democratico ha (ormalo un 
governo di coalizione con gli 
ex comunisti ma a quanto pu¬ 
re la nuova amministrazione 
non è riuscita ad arginare il de¬ 
grado economico in cui versa 
il paese dopo quattro decenni 
di regime .stalinista. 




da dal mare un ragazzo. Ma 
l'acqua non c'è. Nessuno'ci ha 
ansato. C'è paura invece. 
Paura di non farcela a conte¬ 
nere la ressa. Qualcuno perde 
la lesta. «Carichiamo!», urla un 
funzionario della polizia men¬ 
tre gli albanesi spingono. E vo¬ 
lano le prime manganellate. A 
nuoto, in molli tentano di sali¬ 
re sul molo: vengono ricacciati 
a colpi di manganello anche 
loro. «Poliziotto fammi salire, ti 


prego, sono stanco», implora¬ 
no a decine dal mare. «Ma per¬ 
chè sei venuto?», lo rimprovera 
il poliziotto. Arrivano gii auto¬ 
bus dell'azienda di trasporti 
comunali. Arrivano le ambu¬ 
lanze delle Usi, dei pnvi iti, del¬ 
le cliniche. Ma non basi ino. E, 
soprattutto, non riescono ad 
arrivare in fondo al mo o, che 
è stretto. A decine, i feriti e 
quelli colpiti da malore, vengo¬ 
no latti stendere sul ce mento. 
Senza acqua. «Se av'jsslmo 
portato l'acqua .saremn io stati 
sopraffatti», si giustifica Emilio 
Giovanni, della Protezione civi¬ 
le. «Ma questi sono coll is.si da 
sete!» protesta il dottor Giaco¬ 
mo Carissimo, volontari 3 della 
Croce Rossa. Bocxhezgiano 
sul cemento bollente dt fmolo 
a decine, gli occhi sbarrati e le 
labbro riarse. Sul [tonte della 
«VIora» c'è un cadaveri, dico¬ 
no, ucciso a coItcLate in una 
rissa. Un altro mortoci s irebbe 
stato a Brindisi: un giovane che 
si è buttato 'n mare ed (• anne¬ 
gato. Forse è morto arrthe un 
bambino, colpito da Malore. 
Ma nella stiva nessuno si az¬ 
zarda a entrare. Le condizioni 
igieniche sono proibitiv;. In fi¬ 
la indiana, gli albanc.si vengo¬ 
no fatti passare tra la dl).|a fora¬ 
nea e un muro di [xjliziotti: 
moderne forche caudine. E 
ogni tanto parte una m Ifica di 
manganellale. Quelli et e han¬ 
no un Pantalone miliUi'e ven¬ 
gono perquisiti. «CI sono armi 
a bordo»: urla un carabiniere 
via radio. A cenlinuia 1 profu¬ 
ghi vengono fatti salir; sugli 
autobus e portati verso II vec¬ 
chio stadio di calcio cittadino, 
lo stadio «Della vittoria» LI tro¬ 
veranno finalmente acqua. Ma 
chiusi nelle cancellate e tr.s reti 


di filo spiralo. Il Ibefetlo vica¬ 
rio (li «titolare» è in ferie). Giu¬ 
seppe Cislemino decide cosi. 
Il sindaco di Bari, il democri¬ 
stiano Enrico Dalfino, e il Presi¬ 
dente della giunta regionale. 
Michele Bellomo, non erano 
d'accordo: avrebbero preferito 
lasciare i [irofughi nel porlo in 
attesa di un reimbarco imme¬ 
diato. Ma il vice p efetto si giu¬ 
stifica: «Abbiamo voluto evita¬ 
re di ripetere a Bari l'esperien¬ 
za di abbandono dei profughi 
sul molo, come avvenne a 
Brindisi in marzo». 11 vecchio 
stadio comunale di Bari si tra¬ 
sforma cosi in una gigantesca 
prigione all'aperto. Arrivano 
naimentc due autoclavi dei vi- 
• gili del fuoco che portano ac¬ 
qua potabile E .iiriva anche 
del cibo 1 : delle coperte. La 
tensione s. taglia.» fette, e ver¬ 
so le '22 sicoppia un principio 
di rivolta, prevedibile. Ai gior¬ 
nalisti che girano ira gente che 
bivacca all'addiaccio, gli alba¬ 
nesi chiedono, con tutto l'ita¬ 
liano che hanno imparato cat¬ 
turando via etere i nostri pro¬ 
grammi tv, di telefonare al loro 
parenti, ai loro amici più fortu¬ 
nati che sono in Italia dal mar¬ 
zo scorso. «Che tu pensa? Noi 
rimaniamo qui?». E chi può dir¬ 
lo? Ma forse un stagnale c'è. Il 
ponte aereo è sospeso per il 
momento. E anche quello ma- 
nttimo. La moton.rve «Tiziano» 
della «Tim-nia», die già ieri se¬ 
ra avrebbe dovuto riportare in 
patria 900 alboneii, è bloccata 
nel porto in attesa di istruzioni; 
una nave l'aliana partila ieri da 
Brindisi (la «Tiepolo») col suo 
carico di profughi non ha otte¬ 
nuto il permesso di entrare nel 
porto di Durazzo dalle auorità 
albanesi. 


Lo sbarco dei profughi nel porto di Bari, In alto la disperazione di una giovane: in basso, un gruppo di albanesi 
cerca di lasciare Tirana a bordo di un camion 


siano altre «invasioni»? Il go¬ 
verno di Tirana - dicono Scot¬ 
ti e la Boniver - dovrebbe im¬ 
pedire che i profughi lascino i 
porti albanesi. Già, si può solo 
.sperare dhe vengano mante¬ 
nute le promesse fatte al sot¬ 
tosegretario Vitalone. L'Italia, 
in cambio, continuerà a coo¬ 
perare con l'Albania, e con¬ 
vincerà gli altri paesi europei 
ad inviare aiuti alimentari ed 
economici. 

Restano i profughi arrivati a 
marzo e quelli che vivranno a 
Bari, Otranto, Brindisi, Lecce, 
solo per qualche giorno. Clau¬ 
dio Petruccioli, del coordina¬ 
mento politico Pds: «L'Italia 
deve comunque garantire 
condizioni essenziali di vita 
alle migliaia di profughi, nel 
periodo in cui si trovano nel 
nostro paese». 


«Sapevcimo da ^onà 
dell’arrivo di altri 
nostri connazionali» 


Come hanno reagito gli albanesi della «prima onda¬ 
ta» di marzo etgli arrivi di questi giorni? «NE:ssuna sor¬ 
presa - afferma Fatmir, ora pizzaiolo a Bari - Io sa¬ 
pevamo da almeno due giomi. Mie padre al telefo¬ 
no mi ha detto di SOmila persone all’assalto del por¬ 
to di Durazzo nel tentativo di imbarcarsii...». E ag¬ 
giunge: «Purtroppio l’Italia rimanderà indietro anche 
questa mia gente, non può fare altrimenti...». 


ONOFRIO PEPE 


BARI. Quello che stav.i acca¬ 
dendo si sapeva da giurni. Lo 
dicono gli stessi albanesi, ospi¬ 
ti in Fhigiia, che qui hanno tro¬ 
vato modestissimi lavori: chi in 
ristoranti e pizzerie, ihi nei 
campi, chi in alcune .irlende 
artigiane. Altri hanno preferito 
ripartire con l'assegno di un 
milione dato dal governo ita¬ 
liano per permettere loro il 
reinserimcnio nella soc ie'.à al¬ 
banese. Fatmir Koka, nsieme 
a 6 suoi amici e amiche. grazie 
all'opera della Comunii.l Plvan- 
gelica di Altamura, ha trovato 
un lavoro e una casa Non fa 
certo il pittore, come era nei 
suoi sogni. Ma si acconlenta di 
lavorare in una pizzeria li per¬ 
messo lo ha ottenuto, come i 
suoi amici. Ha trovato datori di 
lavoro abbastanza onesti Fat¬ 
mir ascolta Radio Tirana che 
sta dando notizia di qii< ilo che 
sta accadendo a Lunjzzo. 
«Quello che trasmction 1 - dice 
Fatmir - io lo so da due- giorni. 
Ho parlato con mio pa Ire due 
giomi la: mi ha raccontalo di 
più di SOmila personecliehan- 
no preso d'assalto la CI Ità Tra¬ 
volto I posti di blocco, forzalo 1 
confini del porto. Hanno deva¬ 
stato quei pochi negozi e .aper¬ 
to i magazzini viveri È una si¬ 
tuazione ormai incontn ilabile. 
La lame sta sconvolge ido tut¬ 
to e tutti. Arrivano dalle cam¬ 
pagne. decisi a prende si tutto. 
Vogliono imbarcarsi [ i;r l'Ita¬ 
lia. Non sanno che qui la .situa¬ 
zione è già mollo triste per 
noi». 

Intanto la radio annuncia 
che il governo albanese ha da¬ 
to ordine di «ripulire» il porto. 
Probabilmente si sta anche 
sparando. Mentre Fatmir parla 
della sua gente, forse c'è chi 
sta morendo. «È una fc llia col¬ 
lettiva - aggiunge Fatiriir - la 
gente scappa. Non ha liù spe¬ 
ranze. Certo c'è chi seflia sul 
fuoco. Ma le cause sono reali. 
C'è un procc.s.so demicratico 
in atto, questo si: ma Ir fame è 


la .stessa. Non c'è più chi diri¬ 
ge, chi incute fiducia. Eppure è 
l'unica strada. Immagina che 
noi mandiamo ai nostri fami¬ 
liari daU'Italia pacchi viveri. 
Dei soldi non sanno che farse¬ 
ne. E poi mancano le materie 
prime. Il lavoro non esiste. E 
soprattutto tra quelli che sono 
arrivati e stanno .srrivando c'è 
chi ha conti con la giustizia in 
sospeso. Le bravile di alcuni 
qui in Italia hanno messo in 
cattiva luce tutto il nostro po¬ 
polo. Sento che la solidarietà 
iniziale che c'era nei nostri 
confronti è dimin aita, il gover¬ 
no italiano deciderà di nman- 
darc indietro aiKhe questa 
mia gente. Non [luò fare altri¬ 
menti». 

Intanto Radio ''Trana smette 
di dare notizie sui fatti di Du¬ 
razzo e Vallona e inizia una 
lunga serie dì interviste con so¬ 
ciologi c esponenti delle varie 
comunità albaneiù sparsi per il 
mondo. Promettono aiuti di 
ogni genere. Parli il signor Ka- 
daschin responseibile della co¬ 
munità allaanese statunitense 
in visita in questi giorni a Tira¬ 
na: «Gli Usa sono vicini al po¬ 
polo albanese Ora inizierà 
una lenta opera di ricostruzio¬ 
ne Noi saremo .il vostro fian¬ 
co». Appelli-interviste che la 
radio trasmette in continuazio¬ 
ne. Sono rivolli soprattutto ai 
giovani per non farli partire. 
«Certo bisogna lestare - dice 
Fatmir - noi dobbiamo anche 
ritornare. Ma la vita è una sola. 
Gli anni p.issano e non si vive 
solo di speranza». 

Improwisamenle. sono già 
le 17.30, lo speaiier interrompe 
i programmi. Attende di colle¬ 
garsi con , porti di Durazzo e 
Vallona. Irivano. Le linee sono 
interrotte. Alla fine tutto è rin¬ 
vialo. La m usica rock occupa il 
programma. A I3ari intanto la 
gente vive con la paura. Si è 
sparsa la voce che molti alba¬ 
nesi sono armati di pistole e 
coltelli. E vogliono uscire, 
scappare.. 


I 


«I 






















PAGINA 4 L'UNITÀ 


IN ITALIA 


venerdì 9 AGOSTO 1991 


Dall’Argentario alle Eolie un grido d’allarme: 
i fondali soffocano sotto «foreste» di alghe 
L’esperto: «Situazione nuova e gravissima» 
Prelevati dei campioni, tra giorni i risultati 


Al momento nessun pericolo per i bagnanti 
ma danni ingenti per le cooperative di pesca 
Qualche predente già dal ’79: ora però 
il fenomeno si è esteso in modo minaccioso 


Lettere 


Tirreno sotto stress, Sos mudUagine 

I pescatori: «Nelle nostre reti solo gelatina e fango» 


Da sette anni 
laTaxifolia 
alla «conquista» 
del Mediterraneo 

OIANCARLOLORA 

Wm MONTECARLO. Ogni esta¬ 
te, dal 1984, si paria con ap¬ 
prensione della piesciua, nel¬ 
le acque del •midi», di un’alga 
che va sotto il nome di Cauter- 
pa taxifolia. Nel breve arco di 
sette anni ha invaso i fondali 
marini - estendendosi per cir¬ 
ca trecento chilometri - rag¬ 
giungendo anche quelli della 
riviera ligure di Ponente. Vive 
ad una profondità che varia 
dai tre ai quaranti metri e le 
sue foglie, di un bel colore ver¬ 
de, raggiungono anche il me¬ 
tro di lunghezza e possono es- 
sercne fino a ottomila nelle 
profondità di un metro quadro 
di mare. 

Quest’alga è daiutosa per la 
flora e per la fauna? 1 pareri so¬ 
no discordi. Il professor Ale¬ 
xandre Meinesz, direttore del 
laboratorio dell’Università di 
Nizza di Sophia Antipolis, af¬ 
ferma di si. La Caaletpa taxih>- 
Ih asfissierebbe con la sua 
presenza le altre alghe e gli er¬ 
bari di posidonie, eliminando 
cosi l’alimentazione per la fau¬ 
na. Si sostiene anche che l’al¬ 
ga produca una sostanza ve¬ 
nefica capace di far fuggire in¬ 
tere colonie di pesci. Pero non 
sarebbe pericolosa per'• l’uo¬ 
mo. 

Di diverso parere è invece il 
professore Fransoisc Doumen- 
ge. docente aU’Università di 
Marsiglia, da qualche anno di¬ 
rettore del Musco Oceanogra¬ 
fico di Monaco PriiKipato. Ha 
' sostituito il comandante Jac- 
ques-Yves Cousteau che ha 
aperto a Parigi una Fondazio¬ 
ne che porta il suo nome. Oou- 
menge afferma l’esatto contra¬ 
rio che, cioè, la presenza della 
Caulerpa taxifolia ha ripopola¬ 
to l’alto ’nrreno di specie itti¬ 
che quasi .scomparse. E lo ha 
ribadito in un comunicato 
stampa emesso ieri, sottoli- 
neardo che la presenza del¬ 
l’alga non ha causato danni né 
alla flora, né alla fauna. Anzi, 
proprio l’opposto; avrebbe ri¬ 
popolato molti fondali, anche 
in zone di mare vicine alla Sar¬ 
degna che negli anni passati 
erano diventate deserte. 

L’alga della «discordia» ama 
le acque dal clima temperato, 
ia cui gradazicn» non scenda 
mai al di sotto degli undici gra¬ 
di in superficie c non più di tre¬ 
dici ad una profondità di dieci 
metri. Nel Mediterraneo ha tro¬ 
vato l’ambiente ideale. AlUove, 
viene segnalata soltanto nelle 
acque della Polinesia, del Mar 
Rosso e della Guadalupc. Ma 
chi l’ha portata nel Tirreno? La 
direzione del Museo Oceano- 
grafico di Monaco se ne assu¬ 
me la responsabilità. Accadde 
nel 1984. Accidentalmente al¬ 
cune esemplari dell’alga, du¬ 
rante un’operazione di pulizia 
delle vasche del museo, ven¬ 
nero gettati in mare. Trovaro¬ 
no un ambiente per la riprodu¬ 
zione ideale e in tempi brevi 
hanno proliferato in grande 
misura. 

Il Consiglio generale delle 
Alpi Marittime ed il Consiglio 
regionale hanno stanziato fon¬ 
di - l'equivalente di 25 milioni 
di lire circa - per finanziare 
studi sulla Caulerpa taxifolia. 
Alga assassina o alga benefi¬ 
ca? Intanto, mentre la polemi¬ 
ca divampa, nelle acque anti¬ 
stanti la città di Nizza, nella 
•Baie des Anges», é in corso 
l’operazione «bcrceau» («cul¬ 
la») che intende ripopolare i 
fondali di posidonie e ricreare 
una foresta tropicale sottoma¬ 
rina. A curare la messa a dimo¬ 
ra di seimila Uilee di posidonie 
- provenienti dai fondali di Vil- 
lelrance-sur-mer - é proprio il 
professor Alexandre Meinesz, 
lo scienziato che ha messo sot¬ 
to accusa la Caulerpa taxifolia. 
Forse, nei mari, gli uomini ci 
mettono troppo le mani, quan¬ 
do non CI mettono lo reti a 
sconvolgere i fondali. Porti, di¬ 
ghe, terrapieni per strappare 
spazio teneslre alle acque, 
hanno distrutto le praterie di 
posidonie ed ora si va alla 
piantumazionc artificiale. 


Nuvolette gelatinose invadono il fondale, aw’ol- 
gono posidonie e goigonie uccidendole. È uno 
spettacolo impressionante che si registra in que¬ 
ste proporzioni per la prima volta nel Tirreno. Il 
fenomeno delle alghe e delle mucillagini si esten¬ 
de daU’Argentario alle Eolie. Per ora la balneabili- 
tà non corre molti pericoli, ma sono i pescatori a 
registrare i danni più pesanti. 


MIRKLLA ACCONCIAMBSSA 


■1 ROMA. Alghe, dopo l’A¬ 
driatico il Tirreno. E1 due feno¬ 
meni hanno, purtroppo, molti 
punti in comune, si somiglia¬ 
no. Quelle che hanno invaso la 
costa Adriatica, procurando 
nel 1989 danni grairissimi al tu¬ 
rismo della riviera romagnola, 
hanno molte affinità con le al¬ 
ghe e le mucillagini che stanno 
mettendo in crisi, in queste 
ore. pesatori e abitanti della 
costa tirrenica. Mentre suH’A- 
driatico regna una calma che 
tutti si augurano che regga, 
dall’Argentario ai porticcloli 
della costiera amallitana, giù 
giù fino alle Eolie, le cooperati¬ 
ve dei pescatori hanno comin¬ 
ciato a chiedere la dichiarazio¬ 
ne dello stalo di calamità. Ed 
hanno ragione, dicono i biolo¬ 
gi; la situazione é difficile c la 
pesca è la prima a risenlimc. 
•Tiiiaiiiu su leii piene oi mucil¬ 
laggini»; é la denuncia allarma¬ 


ta che lanciano da diversi gior¬ 
ni. Già all’inizio di questa setti¬ 
mana da Napoli, Salerno sono 
arrivate relazioni su una situa¬ 
zione che si fa sempre più gra¬ 
ve. 

Attilio Rinaldi è il coman¬ 
dante della «Daphne», la nave 
oceanografica della Regione 
Emilia Romagna che conduce 
da anni le ricerche e I controlli 
ncH’Adrialico. Un esperto 
d’eccezione, soprattutto per la 
sua lunga esperienza. Lo ab¬ 
biamo visto ieri, nei servizi dei 
telegiornali, mentre prelevava 
campioni di alghe e mucillagi- 
ni nei fondati dell’Argentario e 
delle isolo toscane. E quindi, la 
sua, una testimonianza diretta, 
di prima mano Ci dico Rinaldi, 
che raggiungiamo nell’Istituto 
di ricerche di Cesenatico. «So¬ 
no venti anni che faccio im¬ 
mersioni nelle isole toscane, 
ma devo dire subito che mi so¬ 


no trovato di fronte ad una si¬ 
tuazione che non esito a defi¬ 
nire nuovissima. Quello nuvo¬ 
lette gelatinose, che avrete vi¬ 
sto in tv, stanno avvolgendo 
tutto; le praterie di posidonie, 
le coloratissime gorgoiiic sono 
messe proprio male e corrono, 
purtroppo, il rischio di morire. 
E uno spettacolo davvero im¬ 
pressionante. 1^ fortuna, se 
cosi vogliamo chiamarla, é che 
le acque sono abbastanza 
fredde e quindi mucillagini e 
alghe fluttuano c non riescono 
a venire a galla. Abbiamo pre¬ 
levato una gran quantità di 
campioni e comincialo gli esa¬ 
mi. Ora nonc’è che attendere i 
risultati, ci vorranno una deci¬ 
na di giorni per saperne qual¬ 
cosa di più. Ma devo dire la ve¬ 
rità; sono molto preoccupato». 

Si dice che la causa di que¬ 
sto proliferare algalc sia il co¬ 
siddetto stress del mare? È pos¬ 
sibile? «AiKhe su questo si sta 
studiando. Una risposta ce la 
potranno dare, ancora una 
volta, le analisi». Al lavoro si 
sono messi in tanti. Della spe¬ 
dizione che ha scandaglialo il 
mare della costa toscana e che 
conduce le ricerrhe fanno par¬ 
te rirsa, il Cnr di Brughcrìo e 
rUniversità di Rrenze. 

Il fenomeno algalc nel Tirre¬ 
no era, però, latente. Era stato 
avvistato molli anni fa. Roberto 


Fenigna, esperto di Greenpea¬ 
ce, ne é stalo un testimone di- 
rclli>. «&a il 1979 stavamo sot¬ 
to l'Elba. E per la prima volta 
vidi le reti dei pescherecci im- 
bra late da queste, strane al¬ 
ghe. E d’altra parte sono dicci 
,inri che studiosi seri, come 
Kol«!rto Marchetti, ad esem¬ 
pio segnalano stati di eutrofiz¬ 
zazione anche se in zone cir¬ 
coscritte. Fino ad ora il feno¬ 
meno era limitalo al golfo di 
Naiioli. di Sant’Eufemia o alta 
ball di Milazzo. È l’allarga- 
menlo del fenomeno che 
preoccupa. Il fatto grave é. che 
fino ad ora si è fatto poco o 


niente. Se si la eccezione per 
gli studi e i rilevamenti della 
“Daphne”, per quanto nguar- 
da il governo il suo im[x;gno 6 
stato quello di stanziare miliar¬ 
di per la costruzione di pisci¬ 
ne». 

Dopo l'emergenza Adriatico 
(dove si spera che la stagione 
si concluda leliccmentc) ora 
c’é quella del Tirreno, mare 
più grande, più aperto e, per 
questo, ritenuto immune. Ma il 
fenomeno delle «gelatine» non 
è solo italiano. È stato registra¬ 
to. più volle, in altre zone del 
Medilemaneo, dal Magreb alla 
Spagna. 


Alghe e mucillagini, ancora 
limitate in superficie, non met¬ 
tono in forse la balncabililà, 
ma allarmano chi del mare vi¬ 
ve. «La colpa é del Vesuvio» - 
hanno gridato i pescatori di 
Torre del Greco paventando 
una possibile ripresa dell’attivi¬ 
tà eruttiva. Ma l’ipotesi è stata 
subito e decisamente smentita 
dal direttore deirosservalorio 
vesuviano professor Giu.scppe 
Luongo. «Il vulcano non crea, 
al momento, nessun allarme. 
Credo che la mucillagine - ha 
aggiunto - debba spiegarsi su 
basi assolutamente biologi¬ 
che». 


«Tre alghe diverse 
molto pericolose insieme» 


Perché si formino è, secondo gli esperti, ancora un 
mistero. Ma per studiarle e sconfiggerle il ministero 
deH’Ambiente ha istituito ieri una «task-force» di bio¬ 
logi marini. Parliamo delle alghe, le mucillagini che 
infestano il Tirreno e che. pur non costituendo preri- 
colo per la balneazione (lo dice il ministro Pacchia¬ 
no), sono nefaste per la pesca. Intervista al coordi¬ 
natore della forza antialghe, professor Eugenio Fresi. 


■1 ROMA. Sarà una task-for- 
ce istituita dal ministro del¬ 
l’Ambiente, Ruffolo, a tentare 
di mettere sotto controllo la 
pericolosa fioritura di alghe 
che ri.schia di rovinare irrepa¬ 
rabilmente il mar Tirreno. È 
questa infatti la nuova emer¬ 
genza dell’eslate e se per ora 
il fenomeno danneggia solo i 
pescatori, in un futuro prossi¬ 
mo potrebbe anche inibire la 
balneazione, nonostante le 
rassicurazioni dell’altro mini¬ 
stro interessato. Pacchiano, 
della Marina mercantile, l-a si¬ 
tuazione, in ogni caso, è an¬ 
cora confusa. E dall’incontro 
che si è svolto ieri tra I tecnici 
e i biologi del ministero del¬ 
l’Ambiente non sono emersi 
dati precisi e mappe riguar¬ 
danti l’estensione e la gravità 
dcir«emergenza Tirreno». Gli 


studi sono ancora in corso e 
di cifre, per ora, non si può 
parlare. Lo ha sottolinealo Eu¬ 
genio Fresi, docente di ecolo¬ 
gia alla II Università di Roma 
(Tor Vergrala) e coordinato¬ 
le della «task-force» appena 
Istituita. 

Quali zone sono iptereasa- 
te, professor FYesI, si nuovo 
fenomeno delle mucUlsgl- 
ni7 

Direi che l’area già colpita 
dall’Invasione di alghe di tutte 
le dimensioni si estende dalla 
Toscana alla Sicilia. L’intero 
Tirreno sta correndo un peri¬ 
colo gravissimo e. devo ag¬ 
giungere un po’ polemica¬ 
mente, tutl’altro che imprevi¬ 
sto. Già nel 1989, quando 
epiosc la questione delle mu¬ 
cillagini nell’Adriatico, diversi 


ricercatori, me compreso, 
avevano ricordato che anche 
le coste della Campania e del¬ 
la Calabria erano a rischio. Le 
nostre osservazioni, purtrop¬ 
po, stanno avendo una dram¬ 
matica conferma. É il ^Ifo di 
Salerno, attualmente, il punto 
che desta le maggiori preoc¬ 
cupazioni. LI, i pescatori por¬ 
tano a galla, ormai, solo una 
grande quuntità di sostanza 
gelatinosa di incerta origine. 
Che aspetto ha questa mos¬ 
sa di alghe, riscontrata an¬ 
che nelle acque delle isole 
EoUe? 

È difficile dame una descrizio¬ 
ne univoca. S'intrecciano, co¬ 
si siamo riusciti ad appurare 
dopo numerosi rilevamenti, 
tre fenomeni diversi. La prima 
delle tre esplosioni algali che 
interessa il Tirreno è una ma¬ 
croalga. Essa prolifera In ac¬ 
que più o meno profonde, e si 
deposita sulle pareli rocciose, 
cresce sui coralli e sulle posi¬ 
donie. Sembra lana di vetro. £ 
poi in corso un’invasione di 
microalghc. Siamo riusciti a 
seguirne gli .sviluppi via satelli¬ 
te in Corsica, in Sardegna 
orientale, nell'arcipelago to¬ 
scano e in tutto il Tirreno me¬ 
ridionale. Si tratta di una so¬ 
stanza caratterizzata da una 



forma priva di materia vivente, 
é un «essudato» che si stratifi¬ 
ca nella zona che divide le ac- 
quif fredde da quelle calde di 
.su|>erricie, a una profondità di 
quindici-venti metri. 

C’è Infine la madUaghie 
che potremmo definire 
«daaalca»? 

Proprio cosi. Ci troviamo infat¬ 
ti eli fronte a dei lunghissimi e 
astai ramificati filamenti di 
bava biancastra, che ricorda¬ 
no le mucillagini adriatiche. 
-Sono strisce marine prodotte 
ila le diatomee. I tre fenome¬ 
ni, insomma, sembrano diver¬ 
si Ira loro, e non si sa come 
possano essere legati. 

Quali SODO le cause di tutto 
dà? 

'.je origini di questa generale 
ebnllizione sono sconosciute. 


Per ora, si può solo registrare 
il fatto che il Tirreno è un ma¬ 
re povero di nutrimenti. E pro¬ 
prio la scarsezza di fosforo e 
azoto nell’acqua è una delle 
cause invocate per ogni Mori¬ 
tura aigaie. 

E per quanto riguarda la pe¬ 
sca e I bagni a mare, cosa 
succederà secondo lei? 

Varie USL hanno già preleva¬ 
to dei campioni di queste so¬ 
stanze. Ma la balneabilità, a 
mio avviso, non dovrebbe al¬ 
meno per il momento essere 
in pericolo. Mollo più grave è 
la situazione della pesca. Ri¬ 
peto; non abbiamo dati nu¬ 
merici precisi. La richiesta dei 
Ijescatori di proclamare lo 
stato di calamità nazionale 
non mi sembra tuttavia assur¬ 
da. E non dobbiamo dimenti- 


ì Le mucillagini 
stanno 
minacciando 
la costa 
tirrenica 


care che anche neH'Adriatico 
la presenza della mucillagine 
è in grande crescita. Spero so¬ 
lo che non si raggiungano di 
nuovo i livelli di qualche anno 
fa. Da parte nostra, stiamo fa¬ 
cendo il possibile per evitarlo. 
Nelle zone colpite dal disastro 
è al lavoro la nave oceanogra¬ 
fica «Thetys», mentre il mini¬ 
stero dell’Ajnbiente ha predi¬ 
sposto un progetto di studio 
mollo approfondilo, in colla¬ 
borazione con l'università. 
Anche l’Istituto centrale per la 
ricerca scientifica applicata 
alla pesca e l’Istituto scientifi¬ 
co della Marina mercantile 
stanno procedendo alle anali¬ 
si dei fenomeni algali del Tir¬ 
reno. Ci troviamo insomma al¬ 
le prese con un equilibrio eco¬ 
logico intaccalo, che va segui¬ 
to con la massima attenzione. 


Attentati in Sardegna e Corsica per «prot estare» contro le petroliere nelle Bocche di Bonifacio 
Il Fine rischia di compromettere la mobil^itazione di pescatori, verdi e forze di sinistra 

Bombe corse nella battala ecologica 


Il tenorismo corso sbarca in Sardegna? Allarme tra 
gli investigatori dopo la rivendicazione dell’attenta¬ 
to di lunedi scorso ai depositi Esso di Porto Torres 
da parte del Fronte nazionale di liberazione della 
Corsica. Il movente sarebbe «ecologico»; impedire il 
passaggio delle petroliere attraverso le Bocche di 
Bonifacio. E cosi il terrorismo rischia di inquinare la 
battaglia dei pescatori, dei verdi e delle sinistre. 

_ DALLA NOSTRA REDAZIONE _ 

PAOLO BRANCA 


wm CAGUARI. Contro il «folle 
traffico» di petroliere che da 
un paio d’anni a quc.sla parte 
rischia di inquinare irrimedia¬ 
bilmente lo stretto di Bonifa¬ 
cio, il piccolo tratto di mare 
che separa la Sardegna dalla 
Corsica, Ma anche contro le 
operazioni speculative sulle 
coste delle due isole, la ce¬ 
mentificazione selvaggia, il 
degrado del mare. Parole e te¬ 
mi Insoliti nel linguaggio ter¬ 
rorista; eppure servono a ri¬ 


vendicare due attentati, quelli 
compiuti lunedi scorso al de¬ 
posito Esso di Porto Torres e a 
Portovecchio, nel sud della 
Corsica. La firma è del Fronte 
di liberazione nazionale della 
Corsica, il gmp|X> storico del 
separatismo. Dopo i primi 
contatti con la Gendarmerie 
di Ajaccio, gli investigatori sar¬ 
di sono portati a considerare 
«autentica» la rivendicazione. 
Anche per i riferimenti con¬ 
creti che sono contenuti nel 


volantino - recapitato alla 
gendarmeria corsa - ad altre 
azioni del movimento, come il 
precedente attentato del 10 
luglio scorso ad Ajaccio. 
Un'unica anomalia; a diffe¬ 
renza di tutte le precedenti ri¬ 
vendicazioni di attentati. Il vo¬ 
lantino non ò scritto in lingua 
corsa ma francese. Ma forse - 
fanno notare gli invesigatori - 
la scelta si spiega col fatto che 
questa volta i terroristi devono 
rivolgersi ad un pubblico più 
vasto, fuori dai confini della 
loro isola. 

La rivendicazione del Fine 
determina una svolta nelle in¬ 
dagini su un episodio apparso 
sin dall’inizio oscuro c miste¬ 
rioso. L’attentato risale all’al¬ 
ba di lunedi 5 agosto; cinque 
chili di gelatina fatti esplodere 
contro il muro di cinta del de¬ 
posito Esso della «Marinella», 
proprio in riva al mare. Oltre 
al muro di recinzione, la bom¬ 
ba aveva danneggiato rim¬ 


pianto idrico e alcuni mano¬ 
metri Esclusa subito l’ipotesi 
di un tentativo di disastro eco¬ 
logico (gli attentatori avreb- 
IX!ro potuto collocare senza 
troppi problemi l’ordigno sot¬ 
to il pomo serbatoio, distante 
.ipirena una cinquantina di 
metri, e i danni sarebbero stati 
da .vero terrificanti; nel depro- 
.siti • ci sono circa 14 milioni di 
litri di benzina), le indagini 
■ioiio stale indirizzate inizial¬ 
mente sulla pista di una ven- 
de.ta o di un avvertimento 
co Uro qualche dirigente della 
listo. Non senza dubbi e in¬ 
certezze; la situazione occu¬ 
pazionale nel deposito é da 
.inni slabilie, non ci sono stati 
lici'nziamenti o provvedimen¬ 
ti punitivi nei confronti di al- 
cu't dipendente. Il volantino 
recapitato alla gendarmerie 
co ìsentc adesso di riesamina¬ 
re adeguatamente l’intera vi- 
cei ida. Ma non tutti gli interro¬ 


gativi sono stati sciolti. In par¬ 
ticolare re.sta da stabilire che 
ha eseguito materialmente 
rallentalo di Porto Torres; i 
terroristi corsi o qualche «fian¬ 
cheggiatore» sardo? Le indagi¬ 
ni sembrano indirizzarsi in 
particolare verso i piccoli 
gruppi separatisti operanti nel 
nord dell'isola, anche se mai 
finora hanno firmato attentati 
o atti dimostrativi a differenza 
dei loro «fratelli» corsi. 

FTendendo di mira la Esso, i 
lerronsti corsi intendono 
adesso minacciare tutte le 
compagnie petrolifere che in¬ 
viano lo loro navi attraverso lo 
Stretto di Bonifacio, con danni 
gravissimi per l'ambiente. Da 
mesi 6 in corso nelle due isole 
una grande, pacifica, mobili¬ 
tazione ecologista, con in pri¬ 
ma fila i pescatori, i gruppi 
ambientalisti, il Pds, i sardisti, 
e altre formazioni della sini¬ 
stra sarda e corsa. Il caso è fi¬ 
nito anche alle Camere e nel¬ 


lo stesso Parlamento europeo, 
per iniziativa dei deputati e 
dei senatori della Quercia. Il 
passaggio delle petroliere (ad 
una m^ia di quasi 700 l’an¬ 
no). infatti, è definito dagli 
esperti «ad alto ri.schio»; le 
Bocche di Bonifacio sono bat¬ 
tute da correnti fortissime c un 
incidente provocherebbe 
conseguenze incalcolabili per 
le coste delle due isole, di¬ 
stanti appena quindici miglia. 
Senza contare i danni già no¬ 
tevoli provocati sui fondali da¬ 
gli scarichi a mare dei residui 
delle petroliere. Pescatori, si¬ 
nistre e ambientalisti hanno 
già ripetutamente chiesto ai 
governi italiano e francese di 
vietare il transito delle petro¬ 
liere, suggerendo anche dei 
percorsi alternativi a sud della 
Sardegna, L'entrata in campro 
dei letroristi corsi, adesso, 
non potrà che complicare 
una battaglia già difficile per I 
grossi interessi in gioco 


Per le riforme 
istituzionali c'è 
un punto fermo; 
la Resistenza 


Egregio direttore, ho 
apprez-zato molto l'Interven¬ 
to del compagno Occ Molto 
alla Camera sul messaggio 
del Presidente della Repub¬ 
blica, per la lucidiUl e la 
concretezza propositiv.i. È 
mancato però, se mi c per¬ 
messo un rilievo (almeno ri¬ 
manendo al resoconto), un 
aspetto importante chi- an¬ 
dava maggiomicnte svilup¬ 
pato e che, credo, deve ritor¬ 
nare con più forza nella no¬ 
stra impostazione come filo¬ 
ne conduttore del dilnittito 
sulle riforme cosbtuziirnali. 
Mi riferisco agli attiggia- 
menti e interventi ira orag- 
gianti intervenuti da certe 
parti nei confronti dcll'Msì, 
tendenti a sminuire e mini¬ 
mizzare le colpe del fasci¬ 
smo, svalutando per cernirò I 
contenuti e i valori dell’anti¬ 
fascismo e della Resisleiizji. 

Bisognava e bisogna in 
ogni caso riandate alle nrigi- 
ni, cioè ai fatti che awi nne- 
ro in Italia allora e che inci¬ 
sero profondamente sulla 
natura stessa dello Stato; la 
dittatura fascista. Viniii: la 
democrazia e non per ): razia 
ricevuta, ma perché in Italia 
migliaia e migliaia di u t nnini 
e donne, operai e inlellet- 
ludli nelle carceri fasciste, 
nelle dure ed esaltanti batta¬ 
glie partigiano in monligna 

I, nL.)lL. nei 

minio nazisti, seppero con il 
loro sacrificio, ia loro coe¬ 
renza c la loro lotta stimola¬ 
re nella maggioranzii del 
popolo italiano la ctinvin- 
zione della necessità di con¬ 
durre una grande balt-iglia 
politica e ideale che sconfig¬ 
gesse il fascismo e il nazi¬ 
smo e che ridesse dignità e 
onore al nostro Paese. 

Parlare di Costituzione 
nata dalla Resistenza signifi¬ 
ca tenere fermi i presu; ■!tosti 
che diedero vita alla d t mo- 
crazia italiana in partk nlare 
nel momento in cui si parla 
di «fine della prima R> pub¬ 
blica» 0 di «nuovo patt:i co¬ 
stituzionale». Ed è api unto 
su ciò che va incenlr. < a la 
nostra attenzione scio,tlien- 
do decisamente l'equ.voco 
che la discussione in atto 
ancora mantiene; e ci tè se 
la Resistenza 6 un valore in 
sé ormai superalo oppi i re vi¬ 
ve ancora come valore fon¬ 
damentale generale c i suoi 
Ideali possono ancora pro¬ 
manare slancio anima rirc e 
unificante. 

Sta qui, a me semb ra, lo 
snodo per avviare con fran¬ 
chezza c senza mistificazio¬ 
ni o fraintendimenti il libat- 
tilo sulle riforme istitui.iona- 
li. Perché è propno de que¬ 
sto dibattito che deve .virge- 
re la indispensabilità rii ri¬ 
creare, come allora, 
tensione ideale e credibilità 
nelle istituzioni demCK-rati- 
che al line di riicssen- un 
tessuto sociale che rischi.! di 
disperdersi c frantumarsi in 
tanti rivoli che po'isono 
creare preoccupanti situa¬ 
zioni di acquiescenza a fa¬ 
vore di atteggiamenti eli in¬ 
tolleranza nei confron' i del¬ 
lo Stalo unitario e don (iera¬ 
tico. 

Amieto Rlgamontl. Vi 'iiezia 


Sulla rìfomia 
delle pensioni 
nessuno chiede 
a noi interessati 


■i fregio direttoli, ù 
mollo arbitrario e poc o de¬ 
mocratico decidere u iiKite- 
ralmentc le sorti future della 
«vecchiaia» dei lavcraton 
pubblici c privati, dipK?riden¬ 
ti e autonomi «senza fri ma 
interpellarli 

A lult’oggi nessuna orga¬ 
nizzazione sindacale l'.a in¬ 
detto nei luoghi di liivoro 
un’a.sscmblca genera e per 
raccogliere anche soli? uno 
«straccio» di orienlaTiento 
della «base»; tutto si sti deci¬ 
dendo arrogantemente sen¬ 


za prima sentire il parere del 
«primo vero soggetto di dinl- 
to inleressiito» Qu<.*sto sa¬ 
rebbe. semmai, runico, e 
non altri, seno c valido moti¬ 
vo per rinviare ogni decisio¬ 
ne a nguaidc. È auspicabile 
che almeno lei, signor diret¬ 
tore, diffondendo l’idea, 
prenda in seria considera¬ 
zione la singolare e inusitata 
civile protesta di un cittadi¬ 
no che, da solo, si lamenta 
«a proprie spese» (ho spedi¬ 
lo col moderno e costoso 
fax questo appello al Parla¬ 
mento, agli organi comixì- 
tenli e alle organizcazioni 
sindacali); si lamenta, dice¬ 
vo, per un comportamento 
oggi talmente diffuso che ù 
diventato ormai una prassi. 
Nel nostro Paese le isiiluzio- 
ni spe.sso dimenticano che ò 
mollo importante la parteci¬ 
pazione diretta dei cittadini. 
Luigti Cardinale, hun/iona- 
rio della Procura g<-ncrdle 
presso Corte dei conti Roma 


Più donne, 
più soldi 

(e scompaiono gli 
orizzonti idealil 


■1 Cara Unità, la proposta 
mini-riforma di Turco-Gra- 
maglia di distribuire i finan¬ 
ziamenti ai partiti in percen¬ 
tuale alle donne elette in 
ri;è<u'iino Hi osci, à sonza 
dubbio l'ennesima dimo¬ 
strazione della condizione 
drammatica in nn v»»rva 1« 
politica oggi Un vero e pro¬ 
pno salto di qualità' Dalla 
cultura della differen;» alla 
mercificazione delle donne 
nelle istituzioni. La irolitica 
costa, e costa troppo, quindi 
occorre finanziarla mercan¬ 
teggiando <orpi dì donne» 
in Parlamento. Più corpi, più 
soldi. 

Cambiamimto radicale 
dell'orizzonte femminile'^ 
Guardare in faccia alla rea)- 
tò e quindi sintonizzarsi con 
essa. Con una rcullà che po¬ 
ne iì fondarrcnto di se stes¬ 
sa il «dio denaro», vero pa¬ 
dre-padrone di oggi, artefice 
di discriminazioni singole e 
collettive, crc'atore di classi c 
celi, causa di clientele, affa¬ 
rismi, corruzioni, insomma 
fine, mezzo e scopo di «po¬ 
tere». Quel potere che conti¬ 
nua sistematicamente a le¬ 
dere pantà, dignità, traspa¬ 
renza. 

Più donne, più soldi, per 
contribuire, ancor di più, al¬ 
la scomparsa di orizzonti 
ideali px^rchó di idealità non 
c’è più bisogno, perché 
idealità è solo utopia c in 
quanto tale non ha più spa¬ 
zio in una società sempre 
più mercificata. 

Non è forse questo il prin¬ 
cipio di fondo di quel siste¬ 
ma di potere che noi donne 
e «soprattutto noi donne di si¬ 
nistra, ancor più del Pds, af¬ 
fermiamo di volere contra¬ 
stare? Evidentemente per al¬ 
cune di noi. riforma della 
politica, ndefinizionc di 
nuovi orizzonti ideali sono 
solo nobili affermazioni di 
principio. 

Guardare in faccia la real¬ 
tà. quindi cmologarsi? Tale 
proposta, mini-riforma, va in 
questa direzione, diventa ul¬ 
teriore mezzo per rafforzare 
gruppi c lobbies di potere al- 
rintemo di ogni partilo, j>er- 
tanlo, ancoi più le donne di¬ 
ventano «inconsapevolmen¬ 
te» strumento di con.serva- 
zione di quella logica di po¬ 
tere prettamente maschile 
togliendo definitivamente 
ogni autonomia alle donne 
stesse. Apparali, pressioni, 
singoli pen.onaggi saranno 
coloro che decideranno in 
merito alla rappresentanza 
femminile. 

Al Sud, infine e io sappia¬ 
mo bene noi chi' ci viviamo, 
non potrebbe mancare la 
•manolung i» delle organiz¬ 
zazioni crmìinali, per le qua¬ 
li il denaro pubblico rappre¬ 
senta la fetta di torta più am¬ 
bita su cui nellcre le mani. 
Amalia Benclvengat Rosal¬ 
ba Bottali, Giulia Branchi- 
cella, Fiidla Colonna, Gio¬ 
vanna Cuppoiie, Mimma 
Marotta, Giovanna Marta¬ 
no, Iolanda Murolo, Imma 
Polito, Waiida Spolo, Tere¬ 
sa Vitale. Del O imitato fede¬ 
rale del PdsdlNa|x>h 


à 


1 


A 




I 

















venerdì 9 AGOSTO 1991 


Caduti in guerra 

Rintracciate in Germania Est 
le tombe di 650 italiani 
morti nel conflitto mondiale 


M ROMA. La Storia si ripete, 
come quattro anni fa, quan¬ 
do dall'Urss arrivarono le ter¬ 
ribili rivelazioni sul massacro 
da parte delle Ss naziste di 
duemila soldati italiani. La 
stessa angoscia di chi, figlio o 
nipote, ma anche qualche 
mMlie ancora in vita, aspetta 
di ritrovare i miseri resti di un 
soldato caduto cinquant’an- 
ni fa sui fionti dell'Europa 
sconvolta dalla Seconda 
guerra mondiale. 

Questa volta, però, la «Sto¬ 
ria» la riapre l'iOnorcadutl», 
una !^la che sintetizza il no¬ 
me di un ufficio del ministero 
della Difesa sconosciuto ai 

P iù, ma meta obbligata nel- 
ultimo quarantennio dei pa¬ 
renti dei soldati scornparsi 
neU'ultima guerra. Il «Com¬ 
missariato generale per le 
onoranze ai caduti in guerra» 
(questo il nome pier esteso) 
è quasi arrivato alla conclu¬ 
sione di una ricerca iniziata 
mesi fa nei territori dell'ex 
Germania dell’Est. Qui furo¬ 
no inumati oltre Smila italia¬ 
ni. Non solo militari, caduti 
sul fronte orientale oppure 
morti di stenti e di maltratta¬ 
menti nei lager nazisti, ma 
aixthe civili, in massima par¬ 
te ebrei, deportati dalle Ss. 

Militari e funzionari civili di 
«Onorcaduti» hanno visitato 
oltre 80 località dell'ex Ger¬ 
mania comi.nista, particolar¬ 
mente in Sassonia, dove so¬ 
no siati scoperti 360 luoghi di 
sepoltura. Solo nel cimitero 
della città di Zedithaim sono 
già state esumate le salme di 
650 caduri, di questi la stra¬ 
grande maggioranza, ben 
630, sono identificabili. 

Dopo quasi cinquant'anni 
sarà possibile dare un nome 
a poveri resti dimenticati. 
Riaprire vecchie ferite ormai 
chiuse dal tempo, stroncare 
per sempre le residue spe¬ 
ranze di quanti atKora so¬ 
gnavano di veder tornare un 
giorno uno delle migliaia di 
militari dispersi in guerra. 
•Per questa ragione - dicono 
al ministero della Difesa - 
non vogliamo aiKora dare 
noOzie sui reparti ai quali ap- 


Controlli dei nuclei antidroga 

Lo spaccio in ospedde 
nel mirino dei carabinieri 
Due arresti in Liguria 


Passati al setaccio dai nuclei antidroga dei carabinieri 
ospedali, cliniche e farmacie. I risultati; 2 arresti, 164 
denunce penali, 116 amministrative e 134 denunce a 
piede libero, rivelano che spaccio di droga e deten¬ 
zione «illegale» di farmaci oppiacei sono fenomeni 
diffusi. Il ministro De Lorenzo; «Sono certo che in al¬ 
cune strutture ospedaliere circola la droga. Sono epi¬ 
sodi che vanno assolutamente repressi». 


OnJA VACCARBLLO 


M ROMA Ospedali, (armacle 
e cliniche privale non sono 
luoghi inaccessibili agli spac¬ 
ciatori. I risultati dei controlli 
condotti dai nuclei antidroga 
dei carabinieri (Nad), fra giu¬ 
gno e luglio, in 517 strutture so¬ 
cio sanitarie, svolti proprio per 
verificare fenomeni di spaccio 
e di detenzione «illegale* di far¬ 
maci oppiacei, confermano 
quelli che fino adesso erano, 
in molti casi, soltanto dei so¬ 
spetti. Le ispezioni dei militari 
hanno infatti rilevalo 280 illeci¬ 
ti, 164 di natura penale e 116 
amministrativa, portando al- 
l’anesto di 2 persone c alla de¬ 
nuncia a pi^ libero di altre 
134. «Ho purtroppo la certezza 
che in alcune strutture ospeda¬ 
liere, o presso farmacie e de¬ 
positi ad esse collegati, circola 
la droga - ha dichiarato il mi¬ 
nistro della Sanità, Francesco 
De Lorenzo - o che, comun¬ 
que, esistono fenomeni di 
spaccio di sostanze stupefa¬ 
centi; si tratta di episodi che 
vanno assolutamente repressi 
e su questo saremo inflessibi¬ 
li». 

i due arresti, effettuati in Li¬ 
guria, sono un esempio cal¬ 
zante delle preoccupazioni del 
ministro. In questo caso veni¬ 
vano spacciate alcune dosi di 
eptadone (un derivato del me¬ 
tadone). Il farmaco, ritirato 
presso una delle strutture sani¬ 
tarie per motivi terapeutici, ù 
stato «cedute» subito dopo, a 
pochi metri dal deposito, ad 
un tossicodipendente. I con¬ 
trolli dei Nad sono stati latti an¬ 
che all'interno degli ospedali e 
delle Usi. Si è trattato spesso di 
ispezioni durale solo 24 ore. 
«Ci siamo appostati anche nel¬ 
le corsie - dicono al reparto 
antidroga -, soprattutto duran¬ 
te gli orari di visita. Per ogni 
stmtlura il controllo ù durato 
un giorno». Ma, secondo il mi¬ 
nistro, le ispezioni «vanno eser- 


//v Italia 


L’incidente è avvenuto 
a ViUa San Giovanni (Re) 
Coinvolti i convogli 
diretti a Palermo e Bari 


Due inchieste sul disastro 
Indagano Fs e magistratura 
La vittima aveva 17 anni 
Oggi a Reggio arriva Necci 


partenevano i soldati dei 
quali abbiamo ritrovato i re¬ 
sti». Abbottonatissimo anche 
il generale Benito Gavazza, 
presidente di «Onorcaduti». 
«Anche se sono passati cin- 
Cjuant’anni - dice - molte fe¬ 
rite della guerra sono ancora 
aperte. Il nostro è un lavoro 
delicatissimo, soprattutto per 
i risvolti sociali ed umani che 
ha». 

Le uniche supprosizioni 
che si possono avanzare fan¬ 
no riferimento alla zona dove 
sono stati effettuati i ritrova¬ 
menti, teatro della catastrofi¬ 
ca ritirata dell’Armir, l'ottava 
armata italiana che Mussolini 
creò prer «sprezzare le reni» al¬ 
la Russia. Quella «madre di 
tutte le battaglie» si rivelò tra¬ 
gica. Gli uomini dell'Armir 
erano armati con vecchi fuci¬ 
li «modello 91», male equi- 
ptaggiali, demotivati, non 
prepiarati prer una guerra in 
un territorio cosi diffìcile. E la 
campagna di Russia costò la 
vita ad 81.891 uomini, di de¬ 
cine di migliaia di questi non 
si conosce ancora il luogo 
della seproltura. I disprersi fu¬ 
rono un numero impressio¬ 
nante: 70mita. Ma in quei ci¬ 
miteri dell'oblio prossono an¬ 
che trovarsi i corpi delle mi¬ 
gliaia di soldati italiani inter¬ 
nati nei cosiddetti campi 
«Imi» ai quaii fu chiesto di 
continuare a combattere sot¬ 
to le insegne della Repubbli¬ 
ca di Salò oppure di prerire. 
Ma solo il due prer cento dei 
nostri militari decise di aderi¬ 
re alla «repubblichetta», gli 
altri furono mandati a morire 
nei campi di concentramen¬ 
to nazisti. 

In Germania l'oprerazione 
recuprero è quasi al termine. 
Già ad Ottobre i primi resti 
arriveranno in Italia, e saran¬ 
no temporaneamente custo¬ 
diti nel sacrario di Redipuglia 
p>er consentire poi la conse¬ 
gna ai familiari. Per i caduti 
non identificabili, e por quelli 
le cui salme non saranno ri¬ 
chieste dalle famiglie, il mini¬ 
stero della Difesa ha dispxasto 
la tumulazione presso il sa¬ 
crario militare di Bari. 0££ 


Due treni si scontrano 
Un morto e quindici feriti 


Un morto e quindici feriti. È questo il bilancio dello 
scontro fra due treni nella stazione di Villa San Gio¬ 
vanni a Reggio Calabria. L'Espresso Roma - Palermo 
e rintercity Reggio-Bari, secondo le prime ricostru¬ 
zioni, stavano viaggiando sullo stesso binario. La vit¬ 
tima è un ragazzo di 17 anni, Giuseppje Agosta, che 
al momento del violento impatto era chiuso nella 
•toilette» del treno diretto in Sicilia. 


SIMONBTIIBVBS 






■1 REGGIO CALABRIA. Tragi¬ 
co scontro fra due «treni delle 
vacanze» ieri alle porte di Reg¬ 
gio Calabria. Sono da p>oco 
passate le 16,30. Sotto le proen- 
siline del quinto binario della 
stazione di Villa San Giovanni, 
centinaia di p>eisone sono in 
attesa dell'«Espresso 78 i» pro¬ 
veniente da Roma c diretto in 
Sicilia. Un'attesa snervante; il 
treno, infatti, viaggia con quasi 
venticinque minuti di ritardo e 
il sole picchia implacabile, in¬ 
torno. la solita tessa estiva di 
viaggiatori e bagagli. Intanto, 
da p>ochlssimi minuti dai terzo 
binario è partito un altro treno; 
l'«Intetcity 632» da Reggio di¬ 
retto a Bari. Tutto sembra nor¬ 
male, anche il ritardo del con¬ 
voglio atteso da Roma. Ma a 
circa un chilometro dalla sta¬ 
zione di Villa San Giovanni, 
nei giorni scorsi bloccala dalla 
protesta dei pescatori, un bot¬ 
to improvviso. Il locomotore 
deil’lnterclty investe letteral¬ 
mente l'Espresso proveniente 
da Roma. Le lamiere dei due 
treni si Incastrano, alcune vet¬ 
ture vanno fuori binario. Per 
Giuseppie Agosta, un ragazzo 
di 17 anni, non c'é scampo. 


Viaggiava a bordo del treno 
Pier Etari e pochi minuti prima 
si era chiuso nella «loiletle»; II 
lo troveranno i soccorrilorì, or¬ 
mai senza vita. 

L'allarme scatta immediata¬ 
mente, il lerrificanle spettacolo 
dei due treni incastratisi e in 
parte deragliali. Tra le lamiere 
senza più forma le urla dispie- 
rate dei viaggiatori ed i lamenti 
dei feriti. Otto vengono ricove¬ 
rati agli «Ospredali riuniti» reggi¬ 
ni, i più gravi sono Gaetana 
Cinquemi (57annidiNiscemi, 
Caltanissetta), Sebastiana di 
FrarKO (82 anni, Roma) e 
Giorgio Scarso, un ragazzo di 
17 anni di Modica. Nella sala 
di dannazione dei nosoco¬ 
mio, una donna, della quale si 
conosce solo il cognome. Mi- 
raglia, è gravissima. In gravissi¬ 
me condizioni anche il mac- 
chinlsla dell'Intercity, che più 
ha risentito dello scontro fron¬ 
tale tra i due treni. 

Undici prersone, non tutte fe¬ 
rite in modo grave, vendono 
invece soccorse nella clinica 
«Caminiti», di Reggio. SI tratta 
di Giovanni Chcrabin (21 an¬ 
ni, Padova). Valentina Rodi- 
gliano (20 anni. Sondrio), An- 


.. 


Lo sointro frantale tra due treni a Villa San Giovanni 




»At* . 


gelo Meliadò (35 anni, Reggio 
Calabria), Caterina Minuti (46 
anni, Messina), Alberto Porto 
(24 «inni, Palermo), Vitxtenzo 
Olmi lagna (52 anni. Paler¬ 
mo), Rosalia Vasari (52 anni, 
Palerno), Giuseppina Ciciulla 
(68 anni. Siracusa). Tutti viag¬ 
giava io a bordo dcll’«espres- 
so». 1 ra i feriti anche una bam¬ 
bina il .soli sette mesi. Debora 
Mallo. 

Sulle cause del disastro, che 
fino <1 notte inoltrata ha bloc¬ 
cato 4 traffico feiToviario nelle 
due dilezioni, si avanzano solo 


ipxitesi, ma quanti hanno assi¬ 
stilo all'incidenle dicono che 
al momento dell'impatto i due 
treni stavano viaggiando sullo 
stesso binario. Una ipx>tcsi in¬ 
quietante, che se confcmtala 
coinvolgerebbe quanti in quel 
momcnio avevano la respion- 
sabilità della direzione del bai- 
fico deU’imprortante nodo reg¬ 
gino. Forse un guasto nel siste¬ 
ma elettronico degli scambi, 
dicono alcuni. Oppure un er¬ 
rore umano aggravato dal ri¬ 
tardo del treno proveniente da 
Roma che avrebbe dovuto 


consigliare una maggiore pru¬ 
denza nella messa in partenza 
del treno «632». Ipotesi che sa¬ 
ranno chiarite dalle due in¬ 
chieste apierte dall'Eme ferro¬ 
viario c dal sostituto procurato¬ 
re della repubblica di Reggio. 
Giorgio lachia, che ha già 
provréduto al sequestro deile 
«scatole nere» dei due locomo¬ 
tori. E questa mattina a Reggio 
arriva Lorenzo Necci, ammini¬ 
stratore straordinario delle Fs, 
per capire le ragioni di un inci¬ 
dente che forse si poteva evita¬ 
re. 


Scontro nella notte tra tifosi deirinter e del Napoli. Indiziato un diciannovenne 

Teppismo da stadio nell’estate rìminese 
«Sk^ead» sedicenne ucdso in una irìssa 


Il suo eroe era Matthaeus, il centrocampista del- 
rinter. Ora Luca, sedici anni, non potrà più assi¬ 
stere allo stadio alle gesta del suo beniamino. È 
morto l'altra notte a Rimini colpito al cuore du¬ 
rante una furiosa rissa con un gruppo di coetanei 
napoletani. Luca Scio, milanese, faceva parte de¬ 
gli «skinheads». Un'altra vittima sull'altare di un ti¬ 
fo esasperato e violento. 

DALLA NOSTRA REDAZIONE 

ALUSANDRO AONOLeiTI 


citate con continuità», perchè 
«nelle strutture sanitarie è an¬ 
cora più importante che in altri 
luoghi prevenire e reprimere». 

Oltre allo spaccio, nel miri¬ 
no dei carabinieri c'era anche 
la cosiddetta «distrazione», 
cioè la mancata registrazione 
presso le stmttuie sanitarie dei 
larmaci «speciali», quelli che 
contenmno sostanze stupefa¬ 
centi. Un fenomeno diffuso. I 
Nad infatti, hanno sequestrato 
oltre ad alcuni grammi di eroi¬ 
na e di hashish, diverse confe¬ 
zioni di medicinali detenuti il¬ 
legalmente. FTa queste; 218 
fiale di morfina, 38 flaconi di 
metadone. 384 fiale di «Tem- 
gcsic» c 234 fiale di Tahvin. In 
alcuni casi (114) gli operatori 
tralasciavano di documentare i 
«movimenti» di queste medici¬ 
ne, in altri casi si trattava di lar¬ 
maci presenti nei depositi, ma 
che non erano stati registrati. 
Omissioni latte per negligen¬ 
za? Oppure con rintenzlone di 
Kstire in maniera «allegra» i 
farmaci «speciali»? «Ci vogliono 
le prove per accertare questa 
Ipotesi», dicono i carabinieri. 
Di fatto, comunque, la manca¬ 
la registrazione è già una viola¬ 
zione della legge. Tra le strut¬ 
ture «Irregolari» vanno citate 
anche quelle sprovviste di far¬ 
maci obbligatori. Sì tratta so¬ 
prattutto del «Narcan», il medi¬ 
cinale che se preso in tempo 
riesce a bloccare l’effetto degli 
oppiacei, un farmaco di prima 
necessità nei casi di overdose. 
Ben 51 strutture ne erano 
sprovviste. 

La Liguria, con due arresti e 
515 confezioni di medicinali 
sequestrate, è al primo posto 
tra le regioni «fuorilegge». Se¬ 
gue la Campania, dove sono 
stati sequestrati 478 farmaci 
«speciali». Nessun sequestro 
invece è stalo effettuato In 
Emilia-Romagna, regione dove 
sono stali riscontrati 6 illeciti 
amministrativi. 


MRIMINl. Morire a sedici an¬ 
ni per una malintesa passione 
cafcistica. Non è successo a 
San Siro o in qualche altro sta¬ 
dio italiano, ma nel «salotto» 
della Rimini balneare, la capi¬ 
tale delle vacanze che in questi 
giorni sta vivendo il momento 
più magico della stagione turi¬ 
stica. Una rissa fra una squadra 
di «skinheads» milanesi tifasi 
dell'Intel e un gruppo di napo¬ 
letani è finita in tracia l'altra 
notte a Marina Centro. La furi¬ 
bonda lite che ha coinvolto al¬ 
cune decine di giovani è scop¬ 
piata nei pressi di un noto lo¬ 
cale da ballo della «Kiminì by 


night», il «Barcelona». A perde- 
rela vita è stato Luca Scio, 16 
anni, di Milano. Lo ha ucciso 
un colpo al cuore infcrtogli 
con un cacciavite od un punte¬ 
ruolo (l'arma non è stata an¬ 
cora ritrovata). 

Al momento unico indiziato 
dell'omicidio è un napoletano. 
Graziano Bonelli di 19 anni. Ri¬ 
petutamente ferito al fegato, 
ad una mano e ad un gluteo, il 
ragazzo è piantonato all'ospe- 
dalc di Rimini dove ieri matti¬ 
na è stato interrogato per un 
paio d'ore dal sostituto procu¬ 
ratore Paolo Gengatelli. Prima 
di precisare il capo d'imputa¬ 


zione ed emettere i provvedi¬ 
menti del caso il magistrato at¬ 
tende l'esito di ulteriori indagi¬ 
ni. poiché, ha spiegato ai cro¬ 
nisti, «non è possibile esclude¬ 
re altre ipotesi». Si parla, co¬ 
munque. di omicidio 
volontario o pretenntenziona- 
le. La dinamica dei fatti pre¬ 
senta ancora diverse zone 
oscure, anche perché il dram¬ 
ma lico episodio si è consuma¬ 
to in pochi minuti. 

I.a scintilla della gigantesca 
zuffa è .si:occata verso le 3.30. 
Pare che siano stati i giovani 
milanesi ad innescare la vio¬ 
lenta rissa. Esaltati dalla vitto¬ 
ria della loro squadra del cuo¬ 
re nella partita con il Verona 
gli «skinheads» lombardi (pro¬ 
tagonisti, pare, di altre scara¬ 
mucce nei giorni scorsi), han¬ 
no ben presto preso ad inveire 
contro alcuni coetanei napole¬ 
tani che si trovavano nei pa¬ 
raggi. Il tifo calcistico è rapida¬ 
mente degenerato in uno 
scambio di iasulti ed offese al 
punto da aggregare ì parteno¬ 
pei che fino ad allora non co¬ 
stituivano un gruppo omoge¬ 
neo e neppure si conosceva¬ 


no. «Terroni» si è gridato da 
una parte, •milanesi tutti appe¬ 
si» si è urlato dall’altra. E dopo 
le ingiurie verbali le contrap¬ 
poste tiloseric sono venute alle 
mani. Il tutto sotto gli occhi di 
centinaia di persone che a 
quell’ora affollavano viale Ve- 
spacci. DaU'ingresso della di¬ 
scoteca (i CUI gestori hanno 
peraltro precisalo che nessuna 
violenza è avvenuta all’inter¬ 
no) gli scalmanti si sono spo¬ 
stati in una .stradina laterale 
poco distante (davanti all’al¬ 
bergo «Club House») dove so¬ 
no proseguiti i taflcrugli. 

Secondo alcune testimo¬ 
nianze sembra che I giovani 
avessero intenzione di sfidarsi 
sulla spiaggia, ma avrebbero 
poi linito per scontrarsi duran¬ 
te il tragitto. Ed è a questo pun¬ 
to che probabilmente si é veri¬ 
ficaio il sanguinoso epilogo. 
Luca Scio colpito a morie al to¬ 
race si è accascialo su una del¬ 
le fioriere che delimitano il 
parcheggio dell'albergo. Poi, 
all’arrivo di una volante della 
polizia il fuggi, fuggi generale. 
Fra i testimoni sentili Ieri dal 
sostituto procuratore, anche 


un diciannovenne milanese. 
Roberto G., che con Scio divi¬ 
deva la camera in pensione. 
Non avrebbe fornito particolari 
relativi alla morte dell’amico 
perché avrebbe raccontato di 
essere svenuto dopo aver ri¬ 
portalo nello scontro una ferita 
ad un orecchio da un’arma da 
taglio. 

Luca Scio era arrivalo a Ri- 
mini il primo agosto ed avreb¬ 
be fatto ritorno a casa sabato 
prossi.no. Il tilolarc della pen¬ 
sione dove era alloggialo ha 
affermato che i due amici tace¬ 
vano soprattutto vita notturna 
e di giorno riposavano. Tra¬ 
scorrevano la vacanza con 
quattro compagni scesi in un 
altro albergo. I familiari della 
vittima sono arrivati ieri pome¬ 
rìggio nella metropoli balnea- 
re/La madre del giovane uccì¬ 
so aveva parlato con Luca la 
sera precedente la tragedia. Il 
ragazzo l’aveva rassicurala, ga¬ 
rantendole che non si sarebbe 
caccialo nei guai, la sua morte 
getta una tragica ombra su una 
riviera al settimo ciclo per una 
stagione turìstica da incorni¬ 
ciare. 


Pànseca, il Psi non è un’«isola» felice 


M Filippo Panseca, l'estroso 
architetto craxiano, disegnato¬ 
re del simbolo del partito, il 
ben noto garofano, c ideatore 
delle scenografie degli ultimi 
congressi socialisti, (nonché 
della Domenica Sportiva) 
rompe col F^i. La clamorosa 
notizia viene da Pantelleria ma 
abbisogna di una precisazio¬ 
ne. Panseca non è in rotta di 
collisione con Craxi e vìa del 
Corso, ma più modestamente 
con i socialisti della bella isola 
siciliana, dove il celebre archi¬ 
tetto trascorre le vacanze da 
una ventina d’anni. 

Panseca addirittura sta fon¬ 
dando un movimento politico 
locale, in aperta polemica col 
suo partito. Motivo del conten¬ 
dere: la decisione, presa il me¬ 
se scorso dal Psi locale, di par¬ 
tecipare a una nuova maggio¬ 
ranza con gli stessi conslgrierì 
della De che avevano ricevuto 
un avviso di garanzia nell'am¬ 
bito dell’inchiesta sulla proget¬ 
tazione del porto turìstico. Una 
mossa, queìla dei socialisti lo¬ 
cali, che Panseca non ha gra- 


Da ideatore delle grandi scenografie 
craxiane a disegnatore di simboli per 
le liste civiche locali; il genio di Filippo 
Panseca, architetto dei congressi so¬ 
cialisti (e della Domenica Sportiva), 
non conosce limiti. Stavolta però il sim¬ 
bolo l'ha disegnato in proprio, nel sen¬ 
so che Panseca la lista civica ha l'inten¬ 


zione non solo di rappresentarla grafi¬ 
camente ma anche di guidarla politi¬ 
camente. Panseca si presenterà, pare, 
alle prossime comunali di Pantelleria, 
la bella isola dove l’architetto socialista 
trascorre le sue vacanze da molti anni. 
E la novità è che la lista la vuole forma¬ 
re in apierta polemica col Psi. 


dito affatto e che anzi ha criti¬ 
cato pubblicamente e aspra¬ 
mente. Quella del celebre ar¬ 
chitetto non è, come sembre¬ 
rebbe, una intromissione sia 
pure legittima, nelle vicende 
locali. Panseca, infatti, da anni 
prende parte parte all’attività 
politica del Psi di Pantelleria, 
tanto che nelle comunali 
deir87 è stato messo in lista ri¬ 
sultando però soltanto il primo 
dei non eletti. E anche questa, 
dicono a Pantellena, è un'e¬ 
sperienza locale che Panseca 
ha gradito fino a un certo pun- 


BRUNO MISERENDINO 

to L’intenzione dell’architetto, 
a questo punto, sarebbe quella 
di prr'sentarc alle prossime 
elezioni una lista civica che si 
chiamerà «per Pantelleria». 
Inutile aggiungere che l'idea¬ 
tore dell»’ scenografie craxia¬ 
ne. ha gU preparato il simbo¬ 
lo: sarà una grande X circon¬ 
data dal nome dcU'isola scritto 
in una corona circolare. 

Tanto per fugare dubbi in 
proposito, l'anscca spiega 
chiaramente che la sua pole¬ 
mica non ha nulla a che vede¬ 
re con Craxi; «Resta fermo - 


spiega - il mio impegno in 
campo nazionale per il Psi». 
Del resto segnali dì gelo tra 
Panseca e V'a del Corso rocen- 
lemente non se ne erano regi¬ 
strati. Le scenografie dei con- 
grcs.sì socialisti, compresa la 
trovata dcH'ormaì famoso 
camper che ha segnato l’epo¬ 
ca politica del Caf, piacciono 
al leader del garofano e a tutto 
lo stato maggiore di via del 
Corso. Negli anni pxii. l’aichi- 
tclto, sembra aver mitigalo una 
propensione al grandioso che 
aveva provocalo qualche iro¬ 


nìa. Dalla famosa piramide, dì 
involontario sapore massoni¬ 
co, in cui sì riflettevano i volti di 
Craxi e degli altri oratori, che 
ha campeggiato al congresso 
dell’Ansaldo, Panseca è passa¬ 
to quest'anno a Bari air»arco 
della pace», dove due colonne 
di granito dali'arìa seria e so¬ 
bria erano sormontate da un 
arcobaleno di luci al neon. 
Sullo sfondo erano proiettati 
sempre i volti dei leader ma 
stavolta senza giochi piroet¬ 
tanti di piramidi. Non che al¬ 
l’ultima scenografia sia man¬ 
cata quaiche crìtica, ma riguar¬ 
dava più l'organizzazione tec¬ 
nica che non la scenografia ve¬ 
ra e propria. Il problema, a Ba¬ 
ri, era che manr.ava l’aria 
condizionata e il congresso, 
svoltosi alla fine di giugno in 
giornata particolarmente cal¬ 
de, è diventato una sauna col¬ 
lettiva con lamentele c sveni¬ 
menti di leader, onorevoli, de¬ 
legati e giornalisti. Ma Panse¬ 
ca, a buon diritto, ha respinto 
ogni addebito. 



PAGINA 5 L'UNITÀ 


La Difesa critica 
la popolarità 
di Bellini 
eCocciolone 


La popolarità del maggiore Giammarco Bellini e del ca¬ 
pitano Maurizio Gocciolone (nella foto) ha suscitato le 
critiche del sottoscgrsliirio alla Difesa, Antonio Bruno. 
Dopo aver precisato ms la stampa italiana «continua a 
parlare, forse anche tir ippo della coppia del tornando fi¬ 
nito nella rete di Saddam Hussein», ha aggiunto <he non 
è di buon gusto far assi rgere ad eroi la figura di due piloti 
che sono stati abbattut alla loro prima missione». Secon¬ 
do l’onorevole Bruno «‘.ssi stanno sfruttando a loro bene¬ 
ficio una popolarità cne dovrebbe essere tributata all'in¬ 
tera spedizione italiani e non ai singoli piloti». Il sottose¬ 
gretario alla Difesa ha ricordato anche che Gocciolone in 
questi giorni ha concesso l’esclusiva del suo matrimonio 
a un settimanale. 


Bimbo di 7 anni Stava giocando con un 

ferito alle aamibe gruppo, di amiclietti nella 
■ VII ■ w Hi»^ centralissima via Naziona- 

in un ayyuatO Ic di Torre dei Greco quan- 

/•aitirfiMf ic t i f «> do due colpi dì pistola lo 

camomsneo raggiunto alle gam- 

be. Giuseppe Sepe, un 
bambino di 7 anni, è stato 
ferito dal killer che ier, alle 19, hanno sparato una raffica 
di colpi contro Vincenzo Del Prete, un giovane di 24 an¬ 
ni, con precedenti peni ili per droga e detenzione di armi. 
Il Del Prete si 6 accasci, ito al suolo privo di vita 11 bambi¬ 
no è stato soccorso dai passanti e accompagnato all’o¬ 
spedale. 


Nomade ucciso Un nomade slavo, Sln'isa 

in linn «rnntm Stojanovic, è rimasto ucci- 
in unu M.uniru ^ scontro a fuoco 

a fuoco con una pattuglia di cara- 

con I carabinieri in¬ 

torno alle 17 a Pieve Quin- 

ta, in provincia di Forlì. 
Cinque nomadi, approfi- 
tando dell'assenza dei proprietari, erano entrati in un ca¬ 
solare della zona. Un passante li ha notati e ha chiamato 
i carabinieri. Gli slavi, .iccorlisi della presenza dei militari, 
sono fuggiti per i cami>i. Secondo indiscrezioni ad aprire 
il fucxio contro i carabinieri sarebbe stato uno del gruppo 
che è riuscito a fuggire tx>rtando con se l'arma. I militari 
avrebbero quindi rìsp< i.sto al fuoco uccidendo Stojanovic 
mentre, lasciata la miicc-.hlna ai bordi della strada, stava 
tentando di scappare jIv con i compagni. I militari hanno 
poi catturalo gli altri slavi. Al fatto hanno assistito nume¬ 
rosi testimoni che saranno sentiti dal magistrato per rico¬ 
struire l'esatta dinamica. 


Violento Due fiersone sono morte 

niiklfraniA >cfì a Torino a causa del 

T It *** violento nubifragio che si è 

3 Torino abbattuto sulla città. Un 

Due vittime operaio imp>egnato nei la¬ 

vori dì ristrutturazione di 
un fratto della rete fogna¬ 
ria, nei pressi dell’ospdale 
Molinetle, è stato ucciso dall’acqua che aH'improwiso ha 
riempilo il cunicolo tliwe lavrorava. L’altra vittima è un 
uomo che ha perso la vita in un incidente stradale avve¬ 
nuto per colpa del temporale, presso la gEillerìa del trafo¬ 
ro, sulla collina torinei.e II nubifragio ha riversato sulla, 
città 20 millimetri di pioggia in pochi minuti determinan¬ 
do un brusco calo della temperatura da 36 a 20 gradi. 
Anche il ttaftico aereo stato interrotto. 


AdUCSnni l vicini hanno sentito un 

n«r franta nra pianto insistente, hanno 

per irenid ure pj^ ^|,a 

solo con 13 ta, poi hanno chiamato il 

mastra mnrta U2.1 carabinieri entrando 

msore mona neirappanamento lo han- 

no trovato che piangeva 
accanto al corpo ormai 
privo dì vita della macini. Silvia Maggio, <li 29 anni, che 
soffriva di crisi epilettiche. Francesco Todaro, un bimbo 
di due anni, stava II a j iitingere da almeno 30 ore. Non vo¬ 
leva staccarsi dal corfio della madre ed era in stato di 
choc. 11 padre del bambino, Pietro, di 30 anni, sta scon¬ 
tando una condanna j «er furto. La madre di Silvia, Rosa 
Salvato, di 54 anni, hci riferito ai carabinieri di essere an¬ 
data a trovare la figlia due giorni fa, c di esisere andata vìa 
nonostante nessuno Iti avesse aperto, perchè riteneva 
che la donna si fosse assentata momenlaneamente.Su 
tutta la vicenda è staici inviato uri rapporto alla magistra¬ 
tura. 


GìuIì 3 Occhìni Il bollettino medico emes- 
Is /■Amn 3 Aii& ^ ieri mattina dai sanitari 

dell’ospedale Maggiore di 
di Coppi Novara, dove Giulia Occhì- 

è fuori oericoio * ''*c'wefa‘a «la “^lato 

pomeriggio, annuncia che 
«dal punto di vista neurolo¬ 
gico la paziente è vigile c 
collaborante». Già nei | irossimi giorni piotrcbbe lasciare il 
reparto rianimazione, lira rimasta coinvolta dabato scor¬ 
so a Serravalle Scrivia in un incidente stradale. È rimasta 
in coma sino a ieri, quando ha iniziato a dare segni di ri¬ 
presa. 

GIUSEPPE VITTORI 


Anno scolastico ’91-92 

Fra il 16 e il 23 settembre 
ripresa delle lezioni 
Il 2 esami di riparazione 


■■ ROMA Dal 16 al 2': s<rt- 
tembre prenderà il via con 
gradualità l'anno scolastico 
1991-92. Il calendario di ini¬ 
zio delle lezioni, deciso dai 
sovraintendenli scola;.li<-i, 
varia, come avviene orm?.i da 
qualche anno, da regione a 
regione sulla base delle con¬ 
dizioni specifiche locali. Ec¬ 
co comunque le date di ini¬ 
zio del nuovo anno scoljsti- 
co ese note dal minisliii'o 
della Pubblica istruzione: 

lunedi 16 .settembre: \jom- 
bardia, provincia di Bolz.inti; 

mercoledì 18 settembre: 
Piemonte, Veneto, Friuli Ve¬ 
nezia Giulia, Emilia Roii.r- 
gna, To.scana, Umbria, Mar¬ 
cite, Abruzzo: 

giovedì 19 settembre: Sar¬ 
degna; 


venerdì 20 settembre: Val¬ 
le d’Aosta; 

lunedi 23 settembre: Ligu¬ 
ria, Lazio. C.impanla, Puglia, 
Galabria, Sicilia. 

La provincia di Trento e le 
Regioni di Molise e Basilicata 
non hanno ancora comuni¬ 
cato i propri calendari. 

La |X>F>olzzione scolastica 
che si presenterà’ all’appun¬ 
tamento di settembre si aggi¬ 
ra intorno ai dieci milioni di 
studenti, di cui circa un mi¬ 
lione e mezzo alla scuola 
materna, circa tre milioni alle 
elementari, poco più di due 
milioni alla scuola media, e 
circa tre milioni .dilla scuola 
media .superiore. Gli esami di 
riparazione, per gli studenti 
che non sono stati promossia 
giugno-luglio, inizieranno il 2 
settembre. 















't 


l' 

1'. 




1 





SJ 




ti 


i' 



i 

y 

ì> 

l 

i' 

f 

V 




PAGIIVaB L'UNITA 

Italia 

aiia^X 



Dal «Compendio statistico» 
delllstat la conferma 
del calo demografico: 
siamo alla crescita zero 

Crescono omicidi e rapine, 
tribunali sommersi dalle cause 
Aumenta la spesa culturale, 
ma non si va più al cinema 


""/yy Italia 



Nei oratici 
a fianco 
e in basso, 
tre aspetti 
dell'Italia 
anni 90; 
i consumi 
culturali, 
in netta 
crescita; 

Il traflico 
bilancio 
dei suicidi; 
l’evoluzione 
del bilanci 
delle tamiglle 
negli ultimi 
quattro anni 


Un Belpaese dalle culle vuote 

Ma si vive più a lungo e nel Mezzogiorno si muore meno 


VENERDÌ 9 AGOST01991 


& 




a 



1 ^ 

__ 1 

-TT-n —: 




a 

. 

pe 

loi 

r’ 1 




svag 

0 

, .. 







P— 


7 

TMl» 

Mici 

É-J 

\ 



XSmm 





w 

Spoti 
4*- 



1_ 





K 

P 

Dlll 

— 

In muore 

idHrn 

— 


- 7 




200 400 600 800 1000 



Il ritratto - con qualche aggiustamento - è sempre 
quello; un'Italia a due velocità, sempre più ricca, 
longeva, poco propensa ad avere figli al Centro- 
Norà e meno consumista, più povera nel Mezzo¬ 
giorno, dove si nasce di più ma si vive complessiva¬ 
mente peggio. A radiografarla, questa volta, sono le 
oltre seicento pagine di dati del Compendio statisti¬ 
co italiano elaborato anche quest'anno daH’lstat. 


PnmO STRAMBA-BAMALB 


M ROMA. Un italiano che 
guadagna e spende un po' di 
più, si sposa un po' di più e di¬ 
vorzia un po’ meno, vive un 
po' più a lungo ma continua a 
essere ucciso da attacchi di 
cuore e tumori, spende più sol¬ 
di per seguite le manifestazio¬ 
ni sportive ma non va più o 
quasi al cinema c continua a 
snobbare musei e gallerie. £ il 
ritratto che esce daircdizlonc 
'91 del Compendio statistico 
italiano pubblicato dall'lstat, 
seicento pagltte fitte di tabelle, 
dati, cifre che vengono ad af¬ 
fiancarsi a quelle, presentate 
appena qualche giorno fa, dei 
Conti degli Italiani. 

Non ù, per la verità, un ritrat¬ 
to sostanzialmente diverso da 
quello di un anno fa. Ma tra le 


pieghe di molte delle apparen¬ 
temente aride e non di rado 
ostiche colonne di cifre è pos¬ 
sibile rintracciare diverse cu¬ 
riositi e non poche contenne 
di queiraltro ritratto dell'Italia 
che da anni vengono dise¬ 
gnando i vari «rapporti», a par¬ 
tire da quelli del Censis, di ta¬ 
glio sociologico. A cominciare 
dal fatto che continuano a 
coesistere - qualche volta in¬ 
contrandosi ma il più delle vol¬ 
te viaggiando su binari diversi 
a differenti velocita - due Ita¬ 
lie. quella del Centro-Nord e 
quella del Mezzogiorno, dove 
nascono più bambini che perù 
in Campania, Calabria, Sicilia 
c Sardegna hanno quasi il 
doppio di probabilità di non 
sopravvivere più di un mese ri¬ 


spetto ai neonati di regioni co¬ 
me il Friuli-Venezia Giulia, il 
Veneto o la Lombardia. E dove 
perfino la statura media - che 
pure ù notevolmente cresciuta 
negli ultimi decenni - 6 di 
171.64 centimetri contro i 
174.55 del Centro-Nord. Per 
non p.irlare. ovviamente, dei 
drammatici confronti su reddi¬ 
ti, occt pazione e consumi, lut¬ 
ti o quitsi negativi per il Mezzo¬ 
giorno. 

QUAIVn SIAMO. Calano le 
morti, precipitano le nascite: 
siamo ormai vicinissimi alta 
crescita zero. All’inizio del 
1990 gli italiani erano 57 milio¬ 
ni e seicentomila. appena 
71.738 più dell’anno prece¬ 
dente. Nel giro di dieci anni, 
dal censimento del 1981, la 
percentuale di incremento an¬ 
nuo della popolazione si ù di¬ 
mezzata. passando dal 4.4 per 
mille dei decennio precedente 
al 2.2, Ma tra r89 e il '90 e addi¬ 
rittura crollata all‘1.2 per mille, 
in compenso la durata media 
della vita si è andata allungan¬ 
do, fintr a toccare i 79.4 anni 
per le donne e i 72.9 per gli uo¬ 
mini. valori inferiori nel mondo 
solo a quelli del Giappone, 
della Svezia, della Svizzera e - 
ma solo per lo donne - della 
Francia. 


LA SALUTE. Che lo Stato tute¬ 
li la salute è tutto da dimo.stra- 
re. A partire dal latto che per 
ogni farmacia esistente in Italia 
(complessivamente sono 
15.727) ci sono ben quattro ta¬ 
baccherie (60.183 in totale). I 
ricoveri in ospedale, comun¬ 
que, tendono a rimanere pres¬ 
soché invariati, mentre cala, 
sia pur di poco, la durala delle 
degenze. In lieve calo anche 
gli aborti volontari. W primo 
posto tra le cause di morte 
(232.609 casi nel 1988) resta¬ 
no le malattie dell'apparato 
cardiocircolalono, che sem¬ 
brano perù confermare la ten¬ 
denza a una diminuzione len¬ 
ta ma costante dal 1985. Allar¬ 
mante, invece, l’incremento 
dei tumori, che noi 1988 han¬ 
no ucciso 143.050 persone, 
11.326 in più rispetto al 1984. 
In questo campo è il Mezzo¬ 
giorno a prendersi una rivinci¬ 
ta non solo si muore meno al 
Sud (781.2 persone ogni cen¬ 
tomila abitanti) rispetto al 
Centro-Nord (1.010 su cento- 
mila), ma si contraggono me¬ 
no tumori, meno m^attie car¬ 
diocircolatorie e, sfatando an¬ 
tichi pregiudizi, anche meno 
malattie infettive e parassitane, 
che - pur apparendo per fortu¬ 
na in via di estinzione, salvo 


l'Aids - uccidono molto di più 
in Trentino, Liguria ed Emilia- 
Romagna. 3.828 sono le perso¬ 
ne, per oltre due terzi maschi, 
che si sono tolte la vita nel '90, 
mentre ha i 2.040 tentati suici¬ 
di sono le donne a essere in 
maggioranza, il 55.4iK. 
L'UTTKUZIONE. Prima o poi - 
non certo grazie al governo, 
ma come conseguenza del ca¬ 
lo demografico - i doppi turni 
nella scuola delTobbligo do¬ 
vranno pur finire. Il calo di 
iscritti è nettissimo, fino a ra« 
senlatc il crollo; nel giro di 
vent’anni le elementari hanno 
perso qualcosa come 
1.800.000 alunni, e le medie - 
dopo il boom dei 1980-81 - al¬ 
tri 600.000. Continuano ancora 
a crescere, invece, gli iscritti al¬ 
le superiori, con incrementi 
più sensibili negli istituti per ra¬ 
gionieri. nei licci scientifici e 
negli istituti professionali. Tra 
tutti gli istituti secondari, gli 
unici a perdere iscritti sono 
quelli magistraii, che con la ri¬ 
forma degli ordinamenti didat¬ 
tici sono comunque destiiiatl a 
scomparire. Sembra invece or¬ 
mai esaurite l'onda lunga del 
boom delle iscrizioni all’uni- 
versitù, che crescono ancora 
ma di poco, mentre bassissima 
resta la «produttività» del siste¬ 


ma universitario, che nel 1IIS9- 
90 su un totale di I.29I.991 
iscritti è riuscito a laureare ap¬ 
pena 87.714 studenri 
LA CULTURA. Nel 1989 seno 
stati pubblicati ben 33.89: l li¬ 
bri, 8.043 dei quali di nanailva, 
poesia c teatro classici e mo¬ 
derni, per un totale di oltre 200 
milioni di copie. Ma mollisi imi 
sono rimasti sugli scaffali d rlle 
librerie. In compenso sono ul¬ 
teriormente aumentati gli ab¬ 
bonali alla Tv, che ormai sfio¬ 
rano i 15 milioni. Con alcune 
clamorose differenze tra re;<lo- 
ne e regione che non possono 
non far pensare a un più o me¬ 
no consistente «sommerso» an¬ 
che in questo campo; mentre 
in Piemonte si pagano 303 ab- 
bonamenU ogni mille abita liti, 
e in Liguria addirittura 338. in 
Campania si arriva appen.i a 
156. Un po' poco anche rispet¬ 
to ai 243 della Puglia e ai 191 
della Calabria La spesa com¬ 
plessiva per spettacoli e culiu- 
ra. comunque, appare in forte 
crescita; 56.305 miliardi nel 
'90, con un Incremento del 
21.9% rispetto a cinque anni fa. 
LA ausmZIA Sempre più 
ingolfali i tribunali civili; nel 
1986 riuscivano a smaltire il 
32.2% delle cause, nel '90 ne 
hanno risolto appena il 28.8 E 


i procedimend ancora insoluti 
sono ormai più di tre milioni. 
Situazione decisamente mi¬ 
gliore nei tribunali penali, ma 
solo in quelli di pruno grado, 
che nel '90 hanno definito 
l’80.3% delle cause. La giustizia 
italiana, comunque, è lenta; in 
appello la pementuale - pure 
in crescita risiietto ai due anni 
precedenti - non supera il 
37.1. Dramm,Itici i dati sulla 
criminalità; in cinque anni gli 
omicidi sono cresciuti del 
57.4% (da 1.913 a 3 012). e ra¬ 
pine, estotsioii e sequestri di 
persona del 3Zj.2%. 

QUANTO SPENDIAMO. Con 
un'inflazione che tra r89 e il 
'90, in barba ai «tetti» velleita¬ 
riamente fissad dal governo, si 
colloca appena al di sotto del 
10%, sono anc ora le spese ali¬ 
mentari (156.371 miliardi nel 
’90) a fare la piarle del leone, 
con un netto aumento dei con¬ 
sumi di pesce In forte crescita 
anche abbigliamento e scarpe 
(83.593 mllTardi). mobili e ca- 
saUnghi (77.008 miliardi), tra- 
spioni (99.236miliardi), spese 
Pier la salute e i servizi sanitari 
(51.568 miliardi), mentre cre¬ 
sce più lentamente la spiesa 
Pier la casa c l'elettricità, che 
comunque assorix ben 
118.641 millanti. 



Scricchiola reconomia, «tiene» solo Tedilizia 
L’occupazione in fabbrica cala del 2,7 per cento 


Nella grande industria, a maggio, l'cxcupazione è ri¬ 
sultata in calo del 2,7 % rispetto al maggio '90. Un in¬ 
dice superiore alla media di ore non lavorate, nono¬ 
stante il boom dei cassintegrati; «Gli ammortizzatori 
sociali non bastano, le aziende preferiscono espel¬ 
lere», è il preoccupato commento del segretario 
confederale Cgil, Paolo Lucchesi. Aumentano la re¬ 
tribuzione media e il costo del lavoro. 


QIOVANNO LACCATO' 


TO MILANO. L'occupazione 
nella grande industria è in fa¬ 
se calante, una emorragia 
quasi Imprercettibile se esa¬ 
minata mese pter mese (lo 
0,2 pier cento tra aprile e 
maggio'). Ma nell'arco del¬ 
l'anno la forza lavoro estro- 
messa dalle grandi fabbriche 
è un fiume abbastanza impre- 


tuoso, il 2.7 pjer cento in me¬ 
no dal maggio '90 al maggio 
'91. 

Sono immagini di un fotte 
scricchiolio dell'economia, 
suggerite dai dati resi noti 
daTTlstat nella consueta in¬ 
dagine sull'occupazione, su¬ 
fi orari di lavoro e sulle retri- 
uzioni nelle imprese con oi- 


tre 500 dipendenti (con la 
sola esclusione del settore 
costruzioni ed installazioni 
impianti prer l'edilizia). 

Oali'lstiluto centrale di sta¬ 
tistica dunque giungono ulte¬ 
riori ed autorevoli conferme 
alle previsioni pessimistiche. 
Tanto più che il trend viene 
ribadito (- 2,4%) anche nel 
confronto tra i primi cinque 
mesi di quest'anno rispetto 
allo stesso periodo del ’TO. 

Per l'Istat i vuoti più vistosi 
(-3,8%) riguardano operai 
ed apprendisti e, a maggio, 
anche i colletti bianchi del¬ 
l’industria (-0.4%) per la pri¬ 
ma volta dall’Inizio dell'an¬ 
no. Distinta infine per com¬ 
parti economici, la flessione 
è più contenuta nell’industria 
dei beni di consumo (- 


1,7%), mentre sale nell'im- 
resa di beni intermedi (- 
,2%) e dei beni di investi¬ 
mento (-2.9%). 

Preoccupazioni, infine, 
confermate dall'esame dei 
flussi occupazionali; nel pe¬ 
riodo Knnaio-maggio '91 il 
tasso d’uscita è delTS.e per 
mille contro un tasso d’entra¬ 
ta del 6.3. Nello stesso perio¬ 
do (a parità di giorni lavora¬ 
tivi) le ore effettivamente la¬ 
vorate per addetto diminui¬ 
scono dell’1,7 per cento, un 
calo da addossare quasi per 
intero all'industria metal¬ 
meccanica (- 3,7%) che tro¬ 
va riscontro nel boom della 
cassa integrazione (vedi il 
caso Rat) che risulta supe¬ 
riore del 110 & rispetto allo 
stesso periodo del '90. 

Proprio dal raffronto tra ri¬ 


duzione di ore e riduzione di 
occupazione (forbice di 1 a 
2 ed oltre) il segretario con¬ 
federale Cgil, Paolo Lucchesi 
trova le ragioni fier affermare 
che «stavolta il dato congiun¬ 
turale non ha beneficiato del 
class’ico amortizzatore socia¬ 
le; le aziende hanno reagito 
esprellendo. Per un giudizio 
compiuto occorrerebbe co¬ 
noscete il preso dei prepen¬ 
sionamenti, tuttavia il ricorso 
all’espulsione mi pare indub¬ 
bio, considerato anche il fat¬ 
to che il 'ooom di cassintegra¬ 
ti riguarda un solo settore». 
Una valutazione di marcata 
preoccupazione che Luc¬ 
chesi trae anche dal dato 
medio di disoccupazione, un 
«quasi tre prer cento, molto 
elevalo». 


Infine i dati Istat sulle retri¬ 
buzioni. Il guadzigno lordo 
medio prer addetto nei due 
preriodl presi in esame (primi 
cinque mesi '90 e '91) risulta 
aumentato del 12,5% prer l’in¬ 
sieme dell'industria, cosi dif¬ 
ferenziata; 8,4% prer industria 
alimentare, tessile e legno; fi¬ 
no al 12,5% prer metalmecc s- 
nica; la prunta massima, del 
14,5%, per i comparti estratti¬ 
vi, trasformazione di minerali 
non energetici e chimici. 
Crescerebfc dell’l 1 % arxifje 
il costo del lavoro medio per 
dipendente (guadagni lordi, 
oneri sociali c indennità di li¬ 
ne rapporto). 

Rilevando «la forbice mol¬ 
to alta» tra i settori. Lucchesi 
osserva che «guarda caso i 
più bassi sono i settori c^ie 


non hanno rinnovato i con¬ 
tratti, o li hanno rinnovali sol¬ 
tanto ora come i tessili». In 
questi casi l’aumento delle 
retribuzioni non si discosta 
da quello dell’inflazione. 
Mentre la media dei 12,5 prer 
cento riguarda i settori che 
hanno nnnovato i contratti. 
Una lettura supxrficiale p>o- 
trebbe dedurne che ora le 
buste paga sono gonfie. «Ma 
questo 12,5 prer cento non 
verrà sicuramente conferma¬ 
to a fine anno», dice Paolo 
Lucchesi. «Sul dato dei primi 
cinque mesi incidono infatti, 
falsandone il valore statisti¬ 
co, due elementi sprecifici; 
runa tantum dei contratti, 
che si carica appunto all'ini¬ 
zio dell'anno, e i dodici mesi 
di ritardo con cui i contratti 
sono stati rinnovati». 


CHE TEMPO FA 



IL TEMPO IN ITALIA; la pressione atmo¬ 
sferica sulla nostra penisola è In graduale 
diminuzione per II sopraggiungere di una 
perturbazione atlantica che ha già abbor¬ 
dato Il nostro settore nord-occidentale 

TWHPBIATURB IN ITAUA 



ItalìaRadio 

Solzano 

16 

33 

L’Aquila 

15 

32 

Frequenze 

FREQUENZE IN MHz Aiessandila 105.400, Aorfgento 107800; 
Ancona 106400, Arezzo 99.600; Ascolf Piceno 105500; Asti 
105300, Aveino 87 500; Bari 87 000; Belhmo 101 SS&Befoa- 
mo91 700; Biella 104 650; Bolrana 94 500 / 94 750/é7 500; 
Benevento 105 ZOO, Brescia 87 ^ / 89.200; Brindisi 104 400; 
CagUarl 105800; Òampobasso 104900 / 105800: Catania 
104300. Cetanzaro 104500 / 108000, Chieti 106300 / 

Verona 

20 

31 

Roma Urbe 

19 

33 ' 

Trioste 

23 

31 

RomaFlumic 

20 

31 

provocando marcati fenomeni di instabili¬ 

Venezia 

21 

"37 

Campobasso 

20 

30 

tà. La perturbazione tende ad Interessare 
tutte le regioni dell'Italia settentrionale e 
quelle dell'Italia centrale a cominciare 
dalla fascia tirrenica. 

Milano 

21 

33 

Bari 

19 

30 

Torino 

19 

29 

Napoli 

22 

31 

Cuneo 

21 

25 

Potenza 

15 

30 

TEMPO PREVISTO: sulla fascia alpina, le 

Genova 

23 

26 

S. M. Leuca 

22 

28 

103 500 /103 900; Como 96 750 / 88 900; Cremona 90 950 / 
104100. Civitavecchia 96900; Cuneo 105350; Ctitvxiano 
93800. EmpM 105800; Ferrara 105700; Rrenze 105800; 
Foggia 90 QOO / 87.500: 87.500; Roslnone 105 550; Geno¬ 
va 88550 / 94250; Gorizia 105200, Grosseto 92400 ì 

104 800Jmola 87 500; Imperia 88 200; Isemia 105 300, L’Aqui¬ 
la 100 300, La Soezia 10S 200 /106 650. Latina 97 600, Lecce 
100800 1 96250, Lecco 96900; Livorno 105800 / 101200; 

località prealpine, sulle regioni settentrio¬ 
nali, Il Golfo Ligure e le regioni dell'alto e 
medio Tirreno, cielo generalmente nuvo¬ 
loso con possibilità di piovasdFil o tempo¬ 
rali localmente anche di forte Intensità. 

Soloona 

21 

34 

Roggio C. 

22 

32 

Firenze 

19 

35 

Messina 

26 

29 

Pisa 

19 

33 

Palermo 

23 

29 

Ancona 

19 

29 

Catania 

20 

30 

Sulle altre regioni dell’Italia centrale ini¬ 

Perugia 

21 

“32 

Alghero 

16 

32 

Lucca 105800; Macerata lOéSSO f 102.200; Mantova 

Uaeaa Tamn lÓRARD / lARttW UHsm 01 IVVb 

zialmente ampie zone di sereno ma con 
tendenza alla variabilità. Sull'Italia meri¬ 
dionale cielo sereno o scarsamente nuvo¬ 

Peacara 

18 

30 

Cagliari 

19 

31 

■ urouu, Mas-sa uanara lueosu i iuqvw, Mnano vtuuu; 
Messina 89050, Modena 94 Monfalcone 92100, Ka^ 







68 000 / 98 400, ftovdn 91350. Oristano 105 500 / 105 800 
Padova 107 300, Parma 92 000 /104200; Pavia 104100; Peru¬ 
gia 105900 / 91 250. Piacenza 90950/ 104100, Pordenone 

1 OS 200, Potmza 106 900 / 107^00; Pesaro 89 800 / 96 200, 
Pescara 106300 / 104300: Pisa 1K800. Pistoia 9S 800: Ra- 

loso. 

VENTI: deboli o moderati provenienti dai 

TKMPKRATURI ALL'BSTBRO 



quadranti occidentali. 

Amsterdam 

13 

19 

Londre 

15 

"21* 

vMina 94 650. Raggio Calatiila 89 OSO: Roggio EnAa 96Z00 1 
97000, Roma 97o00, Rovigo 96650; fwQ 102200; Saiemo 
98800 / 100650-, Savona 92500, Massari 105800, Siena 
103500 / 94750; ^racusa 104300; Sondrio 89100/és 900, 
Teramo 106300, Terni 107600. Torino 104000; Treviso 
107 300, Trento 103000 /103 300 Trieste 103250 /105 250. 

MARI; mar Ligure e Tirreno mossi, leg¬ 
germente mossi gli altri mari. 

DOMANI: miglioramento del tempo sul 
settore nord-occidentale, il Golfo Ligure e 
le regioni dell'alto e medio Tirreno; peg¬ 

Atene 

22 

34 

Madrid 

22 

■33 

Berlino 

15 

25 

Mosca 

17 

27 

Bruxelles 

e 

19 

New York 

18 

31 

Copenaghen 

ir 

25 

Parigi 

16 

21 

Udine 105200, Urtilno 100200, Vatdamo 105 900; Varese 
96400, Ver^ezia 107300, VerceW 104 650. Vicenza 107300; 
Viterbo 97 050 

gioramento delle condizioni atmosferiche 

Ginevra 

15 

31 

Stoccolma 

18 

23 

sulle Tre Venezie e sulla fascia adriahea. 
Prevalenza di cielo sereno sulle regioni 
meridionali. 

Helainkt 

15 

25 

Varsavia 

16 

30 


Lisbona 

17 

30 

Vienna 

20 

28 

TELEFONI 06/6791412 - 06/6796539 


lUbnità 


Tariffe di abboDamento 
Italia Annuo Semestrale 

7 numeri L 325 000 L. 165.000 

6 numeri _ L 290.000 _ L M6.000 

Estero Annuale Semestrale 

7 numeri L 592.000 L 298.000 

Cnumen L 508.000 L 255.000 

Per abbonar.! viersamcnto sul c.c p n 29972007 Inte¬ 
stato aU'Umtti hpA. v)a dei Taurini. i9 • 00185 Roma 
oppure vers ndo Timpono presso gli uffici propagaii- 
_ da i elli* Sezioni e Federazioni del PcU _ 

_ Tiulgc pnbbllcttartc 

A mod (mm.39 x 40) 
CoTirnerclalc feriale L 358.000 
Co nnercialc sabato L 410 000 
Co inncrclafc festivo L. 515.000 
Flnestn‘Un > pagina feriale L 3 000 000 
Flncstri ila 1 • pagina sabato L 3 500 (KX) 
Finestnllz l‘pagina festiva L 4 000 000 
Mai ci lette di testata L 1 600 000 
Rixjazionali L 630.000 
Rnany -Legali.-Concess -Aste-Appalti 
Feriali L 330 000 - Sabato e Festivi L 600.000 
A parola Nocrologie-part.-lutto L 3.500 
Economici L 2 000 

Coni Cfrsionarie perla pubblicità 
SIPRA.via f3ertola 34. Tonno, tei. 011/ 57531 
SPI, via Manzoni 37, Milano, tei. 02/63131 

Stampa in f ic-similc Telestampa Romana, Ro¬ 
ma - via della Magliana, 285. Nigi, Milano - via 
Cino da Pi:ii oU, 10. Ses spa, Messina • via Taor¬ 
mina, 15/c. U.nione Sarda spa • Caglian Elmas. 


A 


/ 






à 


-4 




t 




























VENERDÌ 9 AGOST01991 


IN ITALIA 


PAGINA 7 L UNITÀ 


Tenroirìsmo 

Falcone 
in Usa visita 
la Baraldini 


Polemica 

Costa (Pii) 
contesta i 
vigili di leva 


Bloccato al Csm il lavoro 
della commissione «direttivi» 
Le presidenze restano vacanti 
in Corti d’appello e Cassazione 


Dura replica di Salvi (Pds) 

«Si tratta di destabilizzazione 
del capo dello Stato 
contro la magistratura» 


M ROMA Questa volta il 
«giudice antimafia» non è an¬ 
dato in Usa per Interrogare 
qualche boss mafioso ma 
per incontrare Silvia Baraldi- 
ni Si è conclusa oggi la mis¬ 
sione negli Stati Uniti di Gio¬ 
vanni Falcone per cercare di 
convincere il governo amen- 
cano ad acconsentire al tra¬ 
sferimento in Italia di Silvia 
Baraldini, I ita'iana condan¬ 
nata a 20 anni, perche so¬ 
spettata di far parte di un or¬ 
ganizzazione terronsta oggi 
gravemente malata Sono di¬ 
versi anni, ormai che m Italia 
è In corso una campagna per 
permettere che Sihàa, opera¬ 
ta due volte di cancro, possa 
tornare a scontare in Italia la 
sua pena dove potrebbe es¬ 
sere seguita e ed assistita dal¬ 
la sua famiglia Ma gli Stati 
Uniti che pure in un primo 
tempo erano sembrati dispo¬ 
nibili ad accogliere la nchie- 
sta, hanno poi latto marcia 
indietro Sembra che dietro 
aila decisione statunitense ci 
sia scarsa fiducia nel nostro 
sistema carcerano Gli ameri¬ 
cani temono, in sostanza, 
che appena messo piede in 
Italia Silvia Baraldini possa 
restare in carcere troppo po¬ 
co Già nel dicembre scorso, 
quando gli Usa rifiutarono la 
nostra richiesta, precisarono 
pierò che essa avrebbe piotu 
to essere rivista entro un an¬ 
no li viaggio di Giovanni Fal¬ 
cone, che nei paese amen- 
cano §ode di buon fama pier 
le sue indagini sene contro la 
mafia e pier la collaborazione 
offerta nella caccia alle orga¬ 
nizzazioni cnminali trapian¬ 
tate in quel piaese, è servito 
appunto a sondare il terreno 
pier vedere se qualche cosa è 
cambiato Faicone ha piotuto 
liKontrarsi l’aitro giorno con 
Silvia Baraldini nel carcere di 
massima sicurezza di Ma- 
nanna, in Rorida, dove è at¬ 
tualmente detenuta, per ac- 
certzire di persona le sue 
condizioni di salute Ieri il ca- 
pio degli uffici affan pienali si 
e incontrato con altre autori¬ 
tà Del viaggio di Falcone in 
America ha parlato anche II 
ministro Martelli durante la 
trasmissione Filo rosso in on¬ 
da ogni settlmàna alla radio 


■■ ROMA Vigili di leva non 
pnmadel 1993 ElaCisl-Fun 
zione pubblica piolemizza 
con il deputalo socialista 
Francesco Colucci, che ave¬ 
va propiosto («ironicamen¬ 
te’») di assumere vigili urba¬ 
ni exiracomunilari anziché 
di leva 

Secondo il presidente del¬ 
la commissione difesa della 
camera, l'onorevole Raffaele 
Costa 1 tempi per il provvedi 
mento che consentirà ai gio¬ 
vani di leva di svolgere servi¬ 
zio presso I vigili urbani non 
avrà tempi brevi «£ un'illu¬ 
sione - ha dichiarato Costa - 
quella che si sta dando ai 
giovani di pxiler presto svol¬ 
gere il servizio militare facen¬ 
do il vigile urbano Occorro¬ 
no precisi chiarimenti pier 
evitare precoci delusioni 
Tutta la materia della nforma 
della leva é in discussione, 
da alcuni mesi, alla commis¬ 
sione difesa della camera, 
dove è anche in discussione 
una propxista che prevede 
appunto la possibilità di pre¬ 
stare il servizio militare nei vi¬ 
gili urbani «Tempio fa, li go¬ 
verno ha annunciato, attra¬ 
verso il ministro Rognoni 
una sua propxista compiessi- 
va sulta materia che, se 
amverà a settembre, verrà 
unita e discussa insieme alle 
dodici propioste dei partiti 
Sarebbe stato più oppiortuno 
che il governo si fosse mosso 
unitariamente - sostiene Co¬ 
sta - e non con diversi "dise¬ 
gni ' che nschiano ora di di¬ 
venire conflittuali Anche 
con la miglior buona volon¬ 
tà' SI riuscirà forse ad appro¬ 
vare una seria nforma della 
leva in questa legislatura solo 
da piarte della camera e sarà 
già mollo Nella prossima le¬ 
gislatura si piotrà avere, ma 
non pnma del '93, una nuova 
legge da allora, se le camere 
SI saranno 

espresse favorevolmente, si 
pioirà gradualmente compie¬ 
re il servizio militare o I alter¬ 
nativo servizio civile nei vigili 
urbani» 

Elio Quercioli, Pds. Invece, 
propione che la possibilità di 
svolgere il servizio di leva nei 
vigili urbani venga estesa an¬ 
che alle guardie del verde» 


«Non firmo più nomine» 
Cossiga sta con Martelli 


La lettera ufficiale di Cossiga è arrivata ien mattina 
«Bloccate tutte le nomine finché non si nsolve la que¬ 
stione pxista dal guardasigilli», ha scotto il presidente 
a Galloni, aggiungendo che non si prevedono tempi 
brevi Saltano dunque le nomine del presidente della 
Corte d’appello di Roma e i trasfenmenti di quattro 
presidenti di Cassazione. Salvi (Pds) È il nuovo atto 
di guemglia destabilizzante contro i giudici» 


ANTONIO CIPRIANI 



H ROMA Nomine c trasferi¬ 
menti bloccati E pier mollo 
tempio ancora La decisione 
ufficiale del presidente France¬ 
sco Cossiga è arrivata ieri mat¬ 
tina al vicepresidente del Con¬ 
siglio supieriore della magistra¬ 
tura Giovanni Galloni Una let¬ 
tera del Quirinale ha reso mol¬ 
to chiara la piosizionc presa 
dal capro dello Stalo l'attività 
della commissione direttivi del 
Csm Pier ora 6 bloccata c la si¬ 
tuazione resterà cosi a lungo 

Cossiga che presiede in ba¬ 
se alia Costituzione anche il 
Csm ha infatti scritto «Non 
metterò più all'ordine del gior¬ 
no le propioste non concertate 
Nò firmerò i decreti per le pra¬ 
tiche già approvate c concerta¬ 
te essendo state seguite delle 
procedure che danno adito a 
discussione» 

Tra le pratiche che nmar 
ranno ferme perché non con 
cordate tra II Csm e il ministro 
di Grazia e giustizia Claudio 
Martelli, cl sono quelle che ri¬ 
guardano incarichi Impiortanli 
Per esemplo quella del presi¬ 
dente della Corte d appello di 
Roma Marco Boschi, del presi¬ 
dente della Corte d'appello di 
Palermo, del capio del distretto 
calabrese di Catanzaro 

Al di là delle nomine rimar 


ranno fermi anche I trasferi¬ 
menti di quattro presidenti di 
sezione della Cassazione, del 
procuratore generale di Lecce 
di quello del tribunale dei mi- 
non di Milano. Giovanni Ingra 
sci dei presidenti dei tribunali 
di Mazara del Vallo e di Mode¬ 
na, oltre alle numerose nomi¬ 
ne decise nelle ultime settima¬ 
ne dalla commissione direttivi 
del Consiglio superiore della 
magistratura 

Il consigliere togato di Uni- 
cost, Gaetano Amato Santa- 
mana ha espresso len il suo 
«forte disagio pier queste nuove 
tensioni che dairestemo si 
scancano sul consiglio» Santa¬ 
maria, infatti, sostiene che «le 
norme regolamentan vigenti» 
hanno tentato di rconlcmpicra- 
re le giuste esigenze del mini¬ 
stro guardasigilli rcspionsabile 
Pier quanto attiene alla orga¬ 
nizzazione giudizlana con le 
attnbuzioni che la costituzione 
confensce in via esclusiva al 
Consiglio supcriore della ma- 

gistraturaK 

Il cons^iere di Unicost nel¬ 
la sua dichiarazione si riferisce 
alla lettera scntta recentemen¬ 
te dal ministro Martelli al vice¬ 
presidente del Csm, Galloni 
Lettere m cui si ricordava che 


la legge dispone in maniera di¬ 
versa dalla prassi e dal regola- 
mentri adottati dal Consiglio in 
matei la di nomine degli uffici 
direttvi La normativa, aveva 
sottol iieato Martelli, prevede 
che ministro c consiglieri 
espnmano insieme di concer¬ 
to 1 <-andidaU da indicare al 
plenum o quelli prescelti per il 
ballo.taggio 

Galloni quando ricevette la 
lettcn prese atto della «squisi 


ta delicatezza c cortesia mo¬ 
strata» nel pioirc una questione 
che sebbene piosla in termini 
formalmente corretti nvolu- 
zionava i metodi seguiti da an¬ 
ni dal Consiglio supienore della 
magistratura 

«ModilK.he regolamentari 
intese ad Inquadrare 1 istituto 
del concerto del ministro, che 
ha natura di propxista obbliga¬ 
toria ma non vincolante sono 
sempre possibili ma, per la de¬ 


ll vicepresidente 
del Csm 
Giovanni GailonI 


licatezza della matcna e la ne¬ 
cessità comunque di nspettare 
un complesso iter procedi- 
mentale richiedono tempi giu 
sti di ponderazione» ha ag 
giunto Santamana, ricordando 
che il sistema finora usato non 
aveva trovato oppiosizioni 
neanche nella magistratura 
amministrativa che per legge 
nvede gli atti del Consiglio 
«La decisione del presidente 
Cossiga di bloccare le nomine 
ò il nuovo allo di guemglia de¬ 
stabilizzante avviala da tempo 
dal capio dello Sialo contro 
Csm e giudici» Cosi ha com¬ 
mentato I iniziativa del presi¬ 
dente Cesare Salvi del Pds 
Quindi ha aggiunto « Il punto 
di pnncipio del nuovo conflitto 
non va affatto sottovalutato si 
tratta di stabilire se il ministro 
della Giustizia debba avere un 
ruolo determinante nella scel¬ 
ta dei capi degli Ulfici giudizia- 
n con gli effetti suH'aulonomia 
della magistratura che é facile 
intendere» Quindi Salvi ha 
concluso «Dispiace che il mi¬ 
nistro Martelli si presti a questo 
gioco e non comprenda la ne¬ 
cessità di abbandonare la poli¬ 
tica della giustizia fin qui segui¬ 
ta dal Psi, nella parte in cui 
punta alla subordinazione del¬ 
ia magistratura al potere politi¬ 
co* 


Franco e Germana Marra n» I r cor 
do degii indimenticabili A5 inii di 
lolla comune nella Ffici e » ol Pc» 
partecipano commobbi a) ;?r.inde 
dolore del compagno <j u) ano 
(Giano) Gargiulo t delle si l iiglie 
per la perdita della cans5im< 

MIREUA STOPPA 
in Gargiulo 

Roma 9 agosto 1991 

Undici anni ma 1 atFetto i il rim 
pianto di Verena c Giorgio p«T 

FRANCO PETRONE 

sono immutati 
Roma 9 agosto 1991 


1 compagni della reda7ion< di «Cro¬ 
nache» piangono la primitura 
scomparsa del loro direttori 

ANTONIO CAPUANO 

esemplo di dirittura morali c urna 
nità 

Castellammare di Slabia a tosto 

1991 


I compagni di Moneglia c di Cc mu 
SCO sul Naviglio partecipano il dolo¬ 
re delta famiglia per la scomparsa 
del compagno 

CIUSEPPEMA2ZOU 

ricordandolo con stima px r k apr- 
prezzate doti morali c uman* 
Moneglia 9 agosto 1991 


I compagni dell apparato Iella Pe 
dcraz'onc Pds della bpczia ricorda 
no le doti umane e politii h » del 
compagno 

aOVANNI ROZZI 

che ha lasciato un vuoto in4.olrnabi 
le in quanti hanno lavorato e lotta 
to con lui La camera arde lite sarà 
allestita stamani venerdì illi* ore 
9 30 nella sala consiliare del Munici 
pio II corteo funebre muov rà per il 
cimitero dei Boschetti alle o \ 1 30 
La Spezia 9 agosto 1991 


Ciao 

PATY 

Hai tenuto duro con la Tu i g ande 
forza Andandotene t hai I hm. ata a 
noi Dina Domenico Silva io Ales¬ 
sio Montanari c Roberto P rt remo 
da Monte Piatto di Tomo i Cc mo) 
nella mattinala di sabato I agosto 
pcrilcrematonodclCimltcr iMonu 
mentale di Como 
Monte Piatto 9 agosto 1991 


La sezione del Pds di MigI ama n 
corda a quanti lo conobbet ( > il com 
pagno 

GIOVANNI ROZZI 

deceduto mercoledì alla S ia In 
questo momento di dolore ^ forte il 
ncordo della sua personal tà urna 
na e del suo impegno di lingentc 
del movimento dei lavoratoti che gii 
valse la stima c I affetto della stente 
La sezione Invita i compagr a pren¬ 
dere parte alia camera aid ntr che 
stamani alle ore 930 sarà allestita 
nel Palazzo comunale 
Izd Spezia. 9 agosto 1991 


La presidenza i dirigenti della Uni 
poi Assieura/ioni espnmono il prò 
pno dolore per la morte del loro col 
lega e amico 

PAOLO GUIDA 

avvenuta a Bologna 1 8 agosto 199! 
Alto dirigente della compagnia assi 
( uratnee ha sempre svolto con dedi 
/ione intelligenza c pissione il prò 
pno lavoro distingui ndosi per la 
sua umanità con tutti i colleghi e per 
le sue idee di sincero e convinto de 
mocratico riccogliendo la stima e 
la considera/ione di tutti 
Bologna 9dgoslo 1911 


I dingenti della compagnia assicura 
tnce lavoro e Previdenza SpA. 
Gruppo Unipol partecipano con 

K it commozione al dolore del 
all per la perdita del collega c 
amico 

PAOLO GUIDA 

Bologna 9 agosto 19*)1 


Gianni saluta e ricorderà sempre i) 
suo amico 

PAOLO GUIDA 

per la sua profonda c affe-ttuosa 
amicizia la sua onestà intellettuale 
e abnegazione sul lavoro la sua 
gioia di vivere e i suoi bronlolamen 

ti 

Bologna 9 agosto 1991 


Enea Gianni Ivano Giancarlo Di 
no Giancarlo Franco Mano Silvia 
Chicco Marcella Carmelo Massi 
mo Silvia Mana Viicenzo Valter 
Roberto Amgo Gigi Mauro Salva 
tore Marcello partecipano com 
mossi al dolore di Ti resa per la im 
matura tragica e dol ^rosa scompar 
sa di 

PAOLO GUIDA 

Lo ricordano per la ua voglia di vi 
vere per la sua dedizione al lavoro 
per il suo calore umun^' c simpatia 
Bologna 9 agosto K91 


Gli amici c compagni dell Unione 
Nizza Lingotto del f^fs espnmono le 
loro più sentite amdoglianze al 
compagno Giancarlo Marulio dura 
mente colpito dalla perdita della 
sua cara 

MAMMA 

Sottosenvono per ILniió 
Tonno 9 agosto 1991 


Icolicgh dello compagnia assicura 
tnce PKEVI A.A C S p A. ricordano 
con grande stima 

PAOLO GUIDA 

c partecipano con profonda com 
mozione al dolore dei familian 
Bologna 9 agosto 1991 



I 



CERTIFICATI Ol CREDITO DEL TESORO SETTENNALI 


• 1 CCT hanno godimento 1® agosto 1991 e 
scadenza 1® agosto 1998. 

• La cedola è semestrale e la pnma, pan al 
6% lordo, verrà pagata il 1^.2.1992. 

• Le cedole successive sono pan all’equiva¬ 
lente semestrale del rendimento lordo dei 
BOT a 12 mesi, maggiorato del premio di 
0,50 di punto. 

• Il collocamento dei CCT avviene con il 
metodo dell’asta marginale rifenta al prez¬ 
zo d’ofTerta. 


• I certificati possono essere prenotati pres¬ 
so gli sportelli della Banca d’Italia e delle 
Aziende di credito entro le ore 13,30 del 9 
agosto. 

• Poiché i certificati hanno godimento 1° 
agosto 1991, all’atto del pagamento, il 16 
agosto, dovranno essere versati gli interessi 
maturati sulla cedola in corso, senza alcuna 
provvigione. 

• Il taglio unitario minimo è di L. 5 mi¬ 
lioni. 


In prenotazione fino ai 9 agosto 


Prezzo minimo 
d’asta % 


96,65 


Rendimento annuo 
in base al prezzo minimo 

Netto % 


Lordo % 


13,14 11,47 



è in edicola 
il numero di agosto 


Prezzo di aggiudicazione e rendimento effettivo saranno resi noti con comunicato stampa. 


























PAGINA8 LVNITA 


llcaso 

Cindo 



Politica Interna 


VENERDÌ 9 AGOSTO !99l 


Il capo dello Stato in Val d'Aosta toma sugli anni di piombo 
«Forse il provvedimento per Curdo entro Ferragosto» 

«Io non posso fare amnistie, ma lancio un segnale ad altri» 
Accuse alla De e poi a Violante, Queixini, Rossanda e Vattimo 


«La grazia? È un’operazione politica» 

;Cosàga insiste: «E se il governo non controfirma, deda... » 


La grazia per Curcio forse sarà cosa fatta prima di 
Ferragosto. Lo dice Cossiga, ma restano aperti alcu¬ 
ni ostacoli. Con Martelli, dice, «siamo p>erfettamente 
d’accordo». E se il governo non controfirma? «Cic¬ 
cia», risponde. La grazia sarà una sorta di sfida alla 
«classe politica* perché pensi a soluzioni più ampie 
per archiviare gli anni di piombo. Cossiga cita l’am¬ 
nistia che fu concessa ai repubblichini di Salò. 

, _ DAL NOSTRO INVIATO _ 

VITTORIO RAOONE 


COURMAYEUR ^osla). La 
igrazia per Renato Curcio arri¬ 
verà a tamburo battente, entro 
•Ferragosto? «Penso di sl>, dice 
[Cossiga. dopo aver sentito i 
suoi consulenti giuridici, che 
l'hanno raggiunto ieri manina, 
per poche ore, a Courmayeur. 
Il presidente lascia intendere 
che sì sta muovendo in sinlo- 
|nia con Martelli; «Siamo perfet- 
itamente d’accordo». Questa 
•grazia che il Quirinale ha fretta 
[di condurre a buon fine vuole 
lessero «un segnale alla classe 
•politica, per dire che si deve 
•chiudere un periodo della vita 
italiana». «Io non posso conce¬ 
dere iis: amnistia nè indulti», 
■rammenta a se stesso e agli al¬ 
tri il capo dello Stato. Ma cita il 
Togliatti ministro della giusti- 
l'/.ia, «che ebbe il coraggio di 
•chiudere un capitolo tragico 
;dclla storia d'Italia», c diede 
[l'amnistia «a fascisti cd espo¬ 
nenti della repubblica di Salò». 
|ln sostanza, Cossiga dice: io 
sto facendo la mia parte per 
•archiviare il terrorismo c gli an¬ 
ni di piombo. Ora gli altri, go- 
,verno, parlamento, partiti, si 
• incarichino di pensate a una 
•soluzione più ampia. E questo 
,11 senso della seconda «ester¬ 


nazione» valdostana, fatta ieri 
poco prima di pranzo nella ca¬ 
serma »Monlc Bianco» di La 
Thuile, dove ha sede la Scuola 
militare alpina. Il cerimoniale 
prevedeva una passeggiala del 
presidente nelle foreste di Lan- 
praz, a 2.065 metri di quota, 
dove gli allievi ufficiali alpini 
stavano effettuando una eser¬ 
citazione. Ma un temporale ha 
ridotto drasticamente il pro- 

S ramma, e il capo dello Stato è 
ovulo rimanere in caserma, 
dove si e offerto di nuovo ai 
giornalisti. L’argomento di par¬ 
tenza, come si diceva, è stalo 
la grazia. Di qui a Ferragosto, 
alcuni ostacoli potrebbero ral¬ 
lentare l'iter. Di mezzo, infatti, 
ci sono questioni procedurali e 
di .sostanza, nonché la concer¬ 
tazione col governo per la con¬ 
trofirma al decreto. Cossiga 
sembra curarsi più delle prime 
che della seconda. Ieri ha ripe¬ 
tuto che «la grazia pud essere 
concessa d'utflclo», e ha elen¬ 
cato un'ampia casistica di mo¬ 
tivazioni; situazioni di oggetti¬ 
va Incertezza giuridica, motivi 
umanitari (a favore dei malati 
di Aids, per esempio, la ritiene 
pressappoco un obbligo), mo¬ 
tivi di equità, motivi politici. Per 



Il presidente Cossiga a pranzo nella caserma degli alpini a La Thuile 


Curcio, a detta del capo dello 
Stato, ci sono motivazioni di 
tutti I tipi, ^uìlà vuole - ha in¬ 
sistito Cossiga - che non stia in 
carcere uno che non ha com¬ 
messo reati di sangue, mentre 
«i colpevoli di 4,5,6,7.9 e pas¬ 
sa omicidi sono a pas.scgglo, in 
oiganizzazloni di destra e di si¬ 
nistra, laiche o clericali», o 
stanno «imboscati alle Adi, a 
CI, o in organizzazioni del par¬ 
tito comunista, pardòn. del 
Pds». Ma ora si tratta di verifica¬ 
re se il decreto di grazia sia, nel 
nostro ordinamento, un prov¬ 
vedimento «blankct», cioè una 


<opcrta» che può cancellare 
«anche i reati per i quali non vi 
è sentenza passata in giudica¬ 
to e i reati ^r i quali vi sia in¬ 
criminazione ma non senten- 
za«. Quanto ai rapporti col go¬ 
verno c alla controlirma, Cossi¬ 
ga dice che se la grazia è «un 
atto duumvirale. in cui il presi¬ 
dente e il governo hanno lo 
stesso peso», si dovrà capire se 
il governo vuole che l'iniziativa 
sia presa dal Quirinale o vuole 
assumerla per primo. In en¬ 
trambi i casi, però. Cossiga an¬ 
drà avanti per la sua strada. 
Anche perchè il ministro guar¬ 


dasigilli. quello che deve fir¬ 
mare, è proprio Martelli; «Se 
nel governo esistono posizioni 
diverse - dice il capo dello sta¬ 
to - queita non è cosa che ri¬ 
guardi me, ma il ministro guar¬ 
dasigilli. f^r me il governo è 
lui». E se alla fine l'esccul'ivo 
decidesse comunque di non 
controfirmare? «Ciccia - ri¬ 
sponde - Non mi azzufferò, 
mica farò aprire una crisi o 
chiederò dimissìonii». In realtà, 
mentri; lui si avvia a questo al¬ 
lo «es<*mplare». la preoccupa¬ 
zione che davvero tormenta 
Cos.siga è quella di non essere 


capito dalla genie, di cs.sere at¬ 
taccato perchè ieri, negli anni 
di piombo, fu l’alfiere della ler- 
mezza. mentre oggi sembra 
convertirsi alla politica del 
«perdono». Bruciano, soprat¬ 
tutto, le proleste e le accuse 
dei familiari delle vittime del 
terrorismo. Ed è a loro che 
pensa quando difende la sua 
coerenza. La grazia a Curcio - 
protesta Cossiga - è «un’opera¬ 
zione politica», che potrà an¬ 
che essere impopolare, ma 
serve a recuperare «una gene¬ 
razione che è stala bruciata e 
continua ad essere bruciata», 
«lo non sto cambiando campo 
- esclama l'uomo che nel 
1976-78 fu ministro degli Inter¬ 
ni -. lo non intendo olìendere 
chi è morto, lo sto sempre dal¬ 
la stessa parie. Non mi pento, 
e se tornassi a quel tempo rifa¬ 
rei le stesse cose, dalle perqui¬ 
sizioni per blocchi ai piani per 
dare una legnala ai domila au¬ 
tonomi di Bologna se si fossero 
mossi dai confini che gli aveva¬ 
mo messo. Ma è un periodo 
storico finito». Deve costare 
mollo, a Cossiga, essere co¬ 
stretto a difendersi, lui che in 
nome della fermezza ricorda 
di aver concorso ad ammaz¬ 
zare Moro». l»o ripete tante vol¬ 
te, come un’ossessione; «Ab¬ 
biamo lascialo ammazzare 
Moro, che era mio amico, e 
contro ogni logica corrcnlizia 
mi aveva nominalo ministro 
degli Interni». Moro, che egli 
aveva incontralo quattro giorni 
prima del sequestro. Che non 
gli riuscì di soltrarre al rapi¬ 
mento, nè dì salvare. Ancora dì 
più gli pesano i silenzi. In que¬ 
sta vicenda della grazia. Quel¬ 
lo del Psi Cossiga lo giustifica; 
«Probabilmente vogliono con¬ 


siderare quali sono le implica¬ 
zioni» di ciò che il Quirinale va 
.sostenendo. Ma i silenzi della 
De... «Sono ì silenzi dì sempre. 
I silenzi di chi era convinto del¬ 
la linea dell’intransigenza, e di 
quelli che non erano convinti 
ma che hanno taciuto. E di 
quelli che quando io ho dello 
che ero responsabile materiale 
della morte di Moro si sono 
.seccati, perchè non volevano 
dover dire la slessa cosa. E in¬ 
vece la dovrebbero dire». Però 
le parole più insultanti - e que¬ 
sto è ormai un corollario fisso 
- .sono per gli uomini del Pds. 
Alcuni, sempre gli stessi, che 
Cossiga attacca in un lormen- 
lonc infinito; Luciano Violante, 
•piccolo inquisitore da quattro 
soldi che SI divertiva a perse¬ 
guitare Pacciardi, e faceva l'in- 
Iranslgentc con ben munite 
scorie c l'unica cosa che ha 
fatto è di aver mandato in gale¬ 
ra i brigatisti rossi per far di¬ 
menticare che forse alcuni 
suoi compagni erano respon¬ 
sabili quanto ì brigatisti rossi»; 
Stefano Rodotà («io devo stu¬ 
diare, lui no perchè sa tutto») ; 
il capogruppo alla, Camera 
Giulio Quercini, reo d’aver 
chiesto pubblicamenic i nomi 
dei presunti «complollatori» 
antiCossiga; «Ma questo Quer¬ 
cini che cosa fa di mestiere 
nella vita? Di cosa si occupa? 
Di politica, non mi sembra. Ma 
sa lare dì conto?». Non molto 
meglio va al «Manifesto» e a 
Rossana Rossanda: «Ancora 15 
giorni fa dicevano che io ero 
un assa.ssino impunito. Ora al¬ 
la Rossanda dispiace che io sìa 
più a sinistra di lei. Ma in politi¬ 
ca. non in letteratura, non ci 
vuole niente ad essere più a si¬ 
nistra di lei*. ■ 


'■Duro r«Osservatore». Ingrao invece parla di «segnale da apprezzare». Formica: «Liberiamo una cella per un evasore...» 


La De replica: «Gli anni di 



non SI 



» 


S !,■ 

! i'. 
1 

; li 


Contro l’iniziativa annunciata da Cossiga a favore di 
.Curcio crescono i dissensi, a partire dalla De; parti- 
[colarmente aspro Casini, braccio destro di Forlani. 
Assai polemici Fri, Pii e Psdi. In seno al governo, 
dunque, la controfirma dovuta da Martelli all’atto di 
[grazia del Quirinale si profila minoritaria. Per il prov¬ 
vedimento si pronunciano invece il socialista Rino 
[Formica, Pietro Ingrao e Sergio Garavini. 


FABIO INWINKL 


■B ROMA Si molliplicano le 
prese di posi-zione contro la 
; [; concessione della grazia a Re- 
; [: nato Curcio c le proposte di su- 
I " perarc la legislazione dell’e- 
[ ' mcigenza. L'iniziativa di Cossi- 
ga. deciso a formalizzare nei 
["[prossimi giorni il prowedi- 
I •)■ mento di scarcerazione del 
1 B [ fondatore delle Br. sta detcrml- 
' n [ nando. una volta di più, un «ri- 
1 v compattamento» nelle file de- 
ì ' mocristianc, dopo le reazioni 
[ [. articolale dei giorni scorsi. Il 
[ J ministro dcH’Intcmo Vincenzo 
1 ff Scotti è contrario a provvedi- 
I \ menti di carattere generale in 
[ ’ maleria di terrorismo c lascia 
['• alla responsabilità del capo 
I I dello Stalo e del ministro della 
' Giustizia gli atti singoli di cle- 
[ menza. Più categorico Giusep- 
t » pe Gargani: secondo il presi¬ 


dente della commissione Giu¬ 
stizia della Camera «la grazia a 
Curcio, finché non la chiede 
personalmente, non gliela si 
può concedere». Ma la sortila 
più dura ed esplicita viene da 
Pier Ferdinando Casini, diri¬ 
gente de vicino al segretario 
Forlani. Casini sostiene che la 
grazia è «un falso problema» e 
definisce «francamente inac¬ 
cettabile ritenere che questo 
provvedimento individuale si 
debba incardinare in una ma¬ 
novra legislativa più generale, 
lesa ad archiviare gli anni di 
piombo». L'esponente dello 
scudocroclato accusa i «re¬ 
sponsabili istituzionali» di non 
accorgersi che Curcio .si pre¬ 
senta come «controparte di 
Stalo e istituzioni» e si rivolge 
polemicamcnie al titolare del 


Quirinale: «Lo Stato, vorrei dire 
al presidente Cossiga, non ha 
niente di cui vergognarsi, nem¬ 
meno della "legislazione d'e¬ 
mergenza"». 

Un'altra contrapposizione 
assai netta alle ipotesi di revi¬ 
sione del Irallamento dei Icno- 
risti si registra sulle colonne 
deir«Osscrvalore romano». Per 
Il quotidiano vaticano la voce 
dei familiari delle vittime «vie¬ 
ne umiliata e svilita» e «si con¬ 
fondono, c non sempre inge¬ 
nuamente. il perdono con la 
giustizia, l'indulgenza con la 
dimenticanza», fnsomma, «i 
vcniilali provvcdimcnli...non 
possono che suscitare diso- 
rìentamenlo nei cittadini». 

Anche nello .schieramento 
laico prevalgono gli alteggia- 
menti ostili ai propositi di Co.s- 
siga e dì Martelli. Tra ì più in¬ 
transigenti continua a palesar¬ 
si Giorgio Izi Malfa, a parere 
del quale «sulla questione del¬ 
la libertà a Curcio si sta dcler- 
mìnando una situazione mo¬ 
ralmente inaccettabile». A chi 
parla della necessità di lascia¬ 
re alle spalle gli «anni di piom¬ 
bo» il .segretario del Pri replica 
che «dietro posizioni di questo 
genere c'è molla cattiva co¬ 
scienza di chi non volle o non 
seppe combattere a fondo il 


terrorismo». «Ma noi - conclu¬ 
de - non desideriamo essere 
confusi in alcun modo con 
una parie della classe politica 
cosi affannata a dimenticare le 
proprie insufficienze, le pro¬ 
prie colpe c in certi casi ancfie 
le proprie connivenze». 

Rigidi anche i socialdemo¬ 
cratici, col vicesegretario Mau¬ 
rizio Pagani («Il prcsidenle del¬ 
la Repubblica non è un sovra¬ 
no assoluto e non può non te¬ 
ner conio del grave turbamen¬ 
to e del significato che il suo 
alto comporterebbe») c i libe¬ 
rali, «Abbiamo difeso e soste¬ 
nuto il presidente Cossiga da¬ 
gli ingiusti attacchi - afferma 
Antonio Patuelli - ma questa 
volta dissentiamo: anticipiamo 
fin d'ora la contrarietà liberale 
all'eventuale parere positivo 
ministeriale alla grazia a Rena¬ 
lo Curcio». 

Anche nel Psi si leva qual¬ 
che voce di dissenso. È il caso 
del senatore Giorgio Gasoli, 
magistrato che pronunciò una 
condanna conUo Curcio nel 
'79 a Milano. Per Gasoli la gra¬ 
zia o, peggio ancora, un gene¬ 
ralizzalo provvedimento di cle¬ 
menza sarebbero «un grave ed 
inopportuno errore, umano, 
civile e politico». Resta cosi 
quasi isolala, nel panorama 


della giornata, la valutazione 
di Rino Formica. «Il presidente 
della Repubblica - nota il mi¬ 
nistro delle Finanze - ha ragio¬ 
ne. Iz> Slato ha vinto oppure 
no la balLiglia contro il terrori- 
smoi' Se l'ha vinta, cosi come 
io cn.-do, allora dev'essere cle- 
menic». Per Formica la grazia 
ha un valore simbolico: «quel 
che importa è il segnale politi¬ 
co forte che viene dallo Stalo 
che considera chiusa per sem¬ 
pre la sanguinosa pagina degli 
anni di piombo e deve consi¬ 
derarsi impegnalo a vincere al¬ 
tre battaglie, la droga, la crìmi- 
nalilà organizzala, l'evasione 
fiscale». E qui l'uomo di gover¬ 
no si lascia andare a una bat¬ 
tuta: «Se esce dal carcere il lea¬ 
der storico delle Br si libera un 
posto per qualche leader stori¬ 
co... deH'cvasionc fiscale». Ma 
tutte quelle proteste dei fami¬ 
liari delle vittime? «Tante fami¬ 
glie, come i Bachelel - ricorda 
Formica - hanno saputo per¬ 
donare. Comunque, in questo, 
lo Stato non c’entra». 

In un’inlervisla al «Manife¬ 
sto» Pietro Ingrao apprezza il 
gesto di concedere la grazia, 
ma rileva che serve l'indulto 
per su[>erare le conseguenze 
dell'emergenza. Il terrorismo 
non costituisce oggi «una mi¬ 


naccia tale da giustilicare gli 
ergastoli comminati negli anni 
scorsi». Secondo Ingrao la ri¬ 
cerca della verità su quegli an¬ 
ni e sui molti «misteri» può es¬ 
sere agevolata se si chiude la 
partita delle leggi e delle re¬ 
pressioni di emergenza. Rivol¬ 
gendosi ai parenti delle vitti¬ 
me. l'esponente del Pds osser¬ 
va che «la punizione del nemi¬ 
co non dà pressoché nulla: lo 


- conclude - non dico dimen¬ 
tichiamo. Dico: oggi, forse, 
possiamo rivolgerci in altro 
modo (più ambizioso c più 
avanzato) a chi ieri sparava». 
Consensi al superamento del¬ 
l’emergenza vengono infine 
dal leader di Rifondazione co¬ 
munista Sergio Garavini, da 
Giovanni Russo Spena del 
gruppo Dp-comunisli c dalla 
presidenza deH'Arcì. 


> In vacanza a Cortina. «Craxi e Forlani hanno Tetà per candidarsi al Quirinale» 

[ 

1 Andreotti Ireddo con il presidente 

I;«I1 capo Br fuori dal carcere? Buongiorno» 



Il presidente del Consiglio Giulio Andreotti 


[ j Che ne pensa della grazia a Curcio? «Buongiorno*. 
1 Freddamente gentile a Cortina; «Mi auguro di essere 
I lasciato in pace*. Più loquace a Pieve Tesino, il paese 
1 natale di De Gasperi, che visita per la prima volta; 
, «Oggi è un giorno felice della mia vita*. Ma Giulio An- 

• dreotti, in vacanza, non «esterna». Parla appena degli 
■ -albanesi «non siamo nssolulamente in grado di te- 

• neme altri» - e si ritrae alla domanda sulla staz\&. 

] OAL NOSTRO INVIATO 

MICMBLB SAKTOm 


IB CORTINA. La signora Do- 
• menica, 87 anni suonati, lo ha 
'finalmente visto e toccato; 
•Mentre parlava mi veniva da 
'piangere. Ma che bravo. Con 
lui ballerei anche la lambada». 
Nonna Rina, due anni più gio¬ 
vane, sgomita sotto la canicola 
lino al palco: «Ix) gò visto tante 
'volto in Tv. L’è proprio ugual 


preciso», fa beata c soddisfatta. 
La vacanza di Giulio Andreotti 
comincia con un bagno di fol¬ 
la sotto la canicola a Pieve Te¬ 
sino, in Trentino. Continua su¬ 
bito a Cortina, dove l’attende 
la sorpresa di una mostra di fo¬ 
tomontaggi; lui. con altri Vip, è 
presente nelle vesti di playboy 
che seduco la regina d’Inghil¬ 


terra, di guerriero curdo e di to¬ 
rero. I «ritratti» vanno a ruba, gli 
autori sperano in una sua visi¬ 
ta. 

Non «esternerà», Andreotti, 
durante le settimane di Corti¬ 
na. «Buon soggiorno», provano 
a rompere il ghiaccio i cronisti, 
•Grazie, ma mi auguro di esse¬ 
re lasciato in pace», risponde 
con gelida cortesia. Qua, nel 
convento delle Orsoline con 
moglie c figli, scrìverà l'enn&si- 
iiiu auro ueiia prossima estate, 
uscirà a sorpresa per passeg¬ 
giate e visite a gallerie, presen¬ 
terà tre volumi altrui, forse par¬ 
teciperà domenica alla pre¬ 
sentazione dei ricordi scritti lo 
scorso agosto, «Il potere logo¬ 
ra... ma è meglio non perder¬ 
lo». Sempre domenica dovreb¬ 
be pranzare con Cossiga, nei 
frattempo trasferitosi sul Cansi- 
glio, e nei giorni attorno incon¬ 


trarsi con qualche ministro In 
vacanza da queste parti. 

Ncanclie a fìcve Tesino il 
presidente del consiglio ester¬ 
na. Che dice dell'annuncio di 
Cossiga, della grazia a Curcio? 
Disintreccia le mani, le solleva 
dui grembo allontanando gior¬ 
nalista importuno c fastidiose 
visioni: «Di politica non voglio 
parlare». Ma dipende da "qua¬ 
le» politiea. Sugli albanesi, ad 

r»i»’ampÌ4"«, rivp^'^nHa Oiutfio al 

lontanare i nuovi arrivi; «Un 
certo numero si poteva acco¬ 
gliere, però non .siamo assolu¬ 
tamente in condizione di to- 
iicrnc altri, abbiamo già fatto 
più del nostro dovere», E alla fi¬ 
nanziaria accenna di propria 
iniziativa; "Eh, le stangate, sen¬ 
to dire. Ma non esistono cure 
indolori, .se non si passa per 
queste vie slrcltc ci assumiamo 


la responsabilità enorme di 
perdere il bus europeo». È 
sciolto, rila'Bato. Nel paesino. 
800 metri <• 800 anime, dove 
nacque Alcide De Gasperi. An- 
drcotti non c'era mai stato. 
«Oggi è un giorno felice della 
mia vita», dice pertanto. L'oc¬ 
casione è I inaugurazione del 
•Centro Studi Alpini Alcide De 
Gasperi», una dcpcndancc 
dell’universiia di Viterbo, o 
della Tuscia 

È giorno iclicc anche per 
Pieve, tirala a lucido, straripan¬ 
te di valligiani c turisti curiosi, 
banda segue passo passo 
Andreotti. suonando l'«lnno 
del Trentino» e ■•Si fa sera». Da¬ 
vanti gli danzano ragaz.zi e ra¬ 
gazze in costume. Per conse¬ 
gnargli un regalo-ricordo lì co¬ 
mune è andato a setacciare 
l'archh'iii pamrcchiale, sco¬ 
vando - c lo annuncia orgo¬ 


glioso lo speaker - una valletta 
d'eccezione, «la pronipote del¬ 
la madrina di baitcsimo di De 
Gaspr-ri». 1-aura Bia.selto, 25 
anni, latta rientrare da Trento 
dove vive, è agghindata in un 
costume tipico, camicia a cas¬ 
setto. corpetto ricamato, «la¬ 
scia da pè«, cresta in lesta, col¬ 
lana di granate. Ci sono discor¬ 
si. visite, per ultimo un buffet 
aH'aperto. Quando si apre arri¬ 
va finalmente, in perfetto ritar¬ 
do di un ora c trenta minuti, il 
ministro Bernini, reduce dal 
varo dell'alta velocità ferrovia¬ 
ria. Andreotti, da un palco im¬ 
provvisato, accanto alle figlie 
di De Gasperi, Lia c Maria Ro¬ 
mana, parla un buon quarto 
d'ora ricordando lo slatista che 
lo avviò alla politica «quando 
non ci i>ensavo lonlananien- 
te«: «Se l'Italia ha evitato di arri¬ 
vare alle tristi esperienze del¬ 


l'infatuazione sovietica lo dob¬ 
biamo proprio alla sua chia- 
rczzxi d'idee, non comprese al¬ 
lora neanche da molti dei suoi 
stessi amici». Sarà d'accordo, 
allora, con chi propone la bea¬ 
tificazione di De Gasperi? Ri- 

spo.'ila ovicoluntc: "Non dipen¬ 
de da me». 

l’rima di partire per le va- 
Crtii/.e Aiidieolli aveva coiliuii- 
que lasciato le sue ultime bai- 

tuie pullticl’IC ol violilo ClO. Cui 

la corsa al Quirinale ("Craxi 
ha l’età e i dlritli civili, quindi 6 
un legittimo aspirante. Cosi 
Forlani. E io non posso dire 
che non ci tengo tanto nc*.s.su- 
no ci crede,.."), sull’inutilità 
delle elezioni e soprattutto di 
conferma dei patto con il Psi 
per non fare ncs.suna riforma 
elettorale; "Ci vogliono tempi 
lunghi». 



Marco Pannella durante lacorterenza stampa di ieri 


Pannella attacca: 

«D capo dello Stato 
si autodenund» 


«Cossiga si autodenurici per attentato alla Costitu¬ 
zione e si dimetta». L’appello lanciato ieri da Mar¬ 
co Pannella, nel corso delia presentazione della 
denuncia contro il ca oo dello Stato che verrà for¬ 
malizzata al rientro dùlla presidente della Came¬ 
ra. Oggi secondo round del leader radicale: si par¬ 
lerà di atti di «tipo omissivo* compiuti da Cossiga 
dal ’77 ad oggi. 


ROSANNA LAMPUONANI 


M ROMA. Cossiga annuncia 
che non sottoscriverà le non li¬ 
ne già fatte dal Csm dei nuovi 
magistrati. Contemporanea¬ 
mente Pannella gli rivolge un 
appello ad aulodenunciatsi 
per attentalo alla Coslituzicaie 
e a dimettersi. Tutte le azioni 
pubbliche del capo dello Sl.i- 
lo. le esternazioni di questi me¬ 
si. lo stesso me.ssaggio alle C.i- 
merc, l’uso fuori misura dei 
mezzi di informazione radiote¬ 
levisivi, sostiene il leader radi¬ 
cale, vanno in questo senso. 
Sono tutti alti che si configur.i- 
no come attacco «ai partiti, .il 
Parlamento, al governo e alla 
giurisprudenza». 

Pannella è tranquillo, soni- 
dentc, attende la risposta a 
stretto giro, perchè solo qual¬ 
che giorno fa dal presldeine 
aveva ricevuto attestali di .sti¬ 
ma. B i genliluomi, sì sa, agli 
appelli rispondono subito.,"Ma 
- avverte Pannella - questo non 
è uno scherzo e nemmeno un 
gioco, è una cosa drammatica, 
bag'ica». 

Il leader radicale il suo ai >- 
pello l’ha lanciato durante la 
presentazione della denuncia 
contro Cossiga, per atti «dirci :i 
esplicltamenli o ìmplicitamcu- 
te al mutamento della Cosli'.L - 
zione dello Stato». La formalu- 
zazione, alla presidenza delia 
Camera, è per ora rinviala. Cle¬ 
to che lotti è 08,16010 c non p'jò 
trasmettere gli atti alla coir- 
missione per i procedimenti c i 
accusa (tenuta a deliberar: 
poi entro dieci giorni). Il Pari - 
to radicale avrà cosi iempo per 
mettere a punto e arricchirc l.i 
documentazione - perora è .il- 
legalo un articolo del costilu- 
zionalista Gustavo Zagrebcls- 
ky; di discuterne al suo interno 
e di informare adeguatamente 
l'opinione pubblica. Nel frat¬ 
tempo. cioè oggi, lo stesso 
Pannella illustrerà altre denun¬ 
ce che si riferiscono a reali 
specifici «di tipo omissivo». Ieri 
ha solo fatto intuire di cosa si 
tratta, con alcuni riferimenti 
all'uccisione di Giorgiana Ma 
si, nel 77, quando Cossig.i erti 
ministro degli Interni, all’esi¬ 
stenza di particolari tecnologie 
nei sotterranei del Quirinale 
che permetterebbero di acce 
dcre a SOOmìla dossier su citta¬ 
dini italiani, all'affidamenic 
della sicurezza dei Quirinale ai 
carabinieri e non più ai coraz¬ 
zieri, alle dichiarazioni del 
consigliere militare di Cossiga, 
Carlo Jean, sull’utilità dei refti- 


mi autoritari. Pannell.i non ha 
dubbi sull'esistenza dell'atlcn- 
lalo alla Costituzione, per cui 
rimanda all’articolo 283 del 
codice penale. E si ri.serva di 
verificare se sussistono i pre¬ 
supposti dell'allo tradimento. 
«Ci troviamo in una fase avan¬ 
zatissima di attentato alla Co¬ 
stituzione che ha già provoca¬ 
to danni irreparabili. Deve es¬ 
sere interrotta in flagranza, pri¬ 
ma che quanlo rimane della 
Costituzione scritta venga 
spazzato vìa». L'attacco secon¬ 
do Pannella sarebbe iniziato 
nel 1987, «con i' golpe bianco¬ 
rosso», che fece Icnr inare la 
legislatura con la sfiducia c 
non con la fiducia chic.sta dal 
presidente del Consiglio. 
«Complice» allora fu ■il Pei dì 
Natta, cosi si spiegano i guaiti 
di fronte a quanto avviene og¬ 
gi». Ma gli attentati di Cossiga 
,sono continuati, insiste Pan- 
■ nella, dichiarando la Costitu¬ 
zione «obsoleta e superata», 
considerando di fatto superato 
l’articolo 138 della Ccsliiuzio- 
ne, minacciando rcilcrata- 
mente lo scioglimenio delle 
Camere, c ricorrendo "al ricat¬ 
to politico insito nel quohdia- 
no irrituale, di per sè eversivo, 
turbamento della vita politica c 
istituzionale». 

Per rafforzare la sua denun¬ 
cia Pannella ricorda le parole 
di Scallaro alla Camera («da 
tempo l'inlcrpreiazionc della 
suprema magisiralura copsti- 
tuisce riforma di fatto della no¬ 
stra Costituzione») e un artico¬ 
lo di Zagrebelskv («il lopiolmo 
chiamato innocentemente 
esternazioni è cresciulo a tal 
punto da dìvenl.ire un mostro 
che scuole dall.i fondamenta 
la nostra Costituzione»)- Ma, 
conclude Pannella, «voglio di¬ 
re a Cossiga che sposso si tra¬ 
disco per amore, per nobiltà, 
dovete di eosrienza. Può esse¬ 
re un onore proclamare il pro¬ 
prio tradimento, Si aulodonun- 
ci, si dimetta Coisiga, cosi poi 
potrà diventare il presidente 
presidenziaiisla o il capo di 
quel partito che già esiste e 
che si esprime da mesi attra¬ 
verso il capo del'o Stato c par¬ 
tecipare, questa volta nel ri¬ 
spetto delle regole costituzio¬ 
nali, alla lotta politica». Ma 
Cossiga non ha l)isogno di di¬ 
mettersi per farlo: a Cour¬ 
mayeur ha detto esplicitamen¬ 
te che il suo rifiuto di ralineare 
le nomine del Csm sono «un 
allo di politica giudiziaria». 


Firenze, un bazooka 
per colpire 
fl consolato Usa 


BB FIRENZE. «Guerriglia me¬ 
tropolitana» si preparava a col¬ 
pire il consolato americano di 
Firenze con un lanciarazzi. 
Probabilmente dall'altra spon¬ 
da dell'Amo. L’ipotesi ò stala 
avanzata dai magistrali e dalia 
Uigos che stanno indagando 
sulla presunta terrorista Carla 
Siano, arrestala il 4 agosto. 
questa conclusione gli inqui¬ 
renti .sono arrivati dopo l'esti- 
me delle fotografie scattalo 
con un teleobiettivo e dei dise¬ 
gni della facciata delia sede d - 
plomatica. Negli schizzi saret- 
bero indicalo le finestre deg i 
uffici più importanti c di quell.; 
del console. Ieri mattina il di¬ 
plomatico ha ricevuto la visiLi 
proprio del sostituto procura¬ 
tore Chelazzi. Riserbo assoluto 
sull'Incontro. Tra gli obiettivi di 


•guerriglia metropolilan.a». che 
a Pasqua rivendicò il m,meato 
attentalo alla sedo centrale ro¬ 
mana dell’Avanl., c’è anche 
un'altra persona. IjO hanno de¬ 
dotto gli inquirerli analizzan¬ 
do i fogli sequestrati. Ma per 
oro non al riusciti o scoprite 
l’identità dell’altro «obiettivo" 
dei brigatisti. Ci vorrà tempo 
per completare 11 puzzle Tra le 
carte di Bianu, inf.itti. sono sta¬ 
li 

scritti con una sorta di codice 
personalizzalo, ei e per e.s.serc 
decodificalo richiederà tempo. 
Cosi come altro tempo richie- 
iJerà il controllo delle decine di 
numeri telefonici e nominativi 
che la ragazza aveva sulla sua 
•igenda e che comunque (an¬ 
no pensare a suoi possibili 
contatti con frange dcll’evcr- 
‘iione intemazionale. 


A 


■■i 















V£N£RDl 0 AGOSTO 1001 




Politica Interna 




ncaso 

Curdo 



'HOLITICA INTERNA 

IVf^ivSrk Qrkccì 11 magistrato sequestrato dalle Br 
ralla l^iaiiu ^^^a proposta del capo deUo Stato 

manca di alcuni presupposti tra cui Tassenza di una richiesta di Curcio» 
«Come cattolico ho già perdonato ma qui si tratta di un’altra cosa» 


«Curdo, rifiuta questa offerta» 

n giudice al capo bn «Devi essere coerente come Pertìni» 


«Curcio dovrebbe fare come Pertini; rifiutare la gra¬ 
zia». Parla Mario Sossi, sequestrato dal nucleo «stori¬ 
co» delle Brigate rosse. «Ad organizzare il terrorismo 
furono i servizi cecoslovacchi e sovietici». Come cat¬ 
tolico, il magistrato perdona. «Ma il perdono giudi¬ 
ziario è un’altra cosa, e bisogna rispettare le norme 
previste». È la prima volta che Sossi parla dell’ipotesi 
di grazia. «Se incontrassi Curcio...». 


■H Ogni giorno si infila nei 
boschi o si inerpica sulle mon¬ 
tagne. Mario Sossi adesso 6 
consigliere di Cassazione, vive 
a Roma, ma non abbandona i 
monti conosciuti quando era 
sostituto procuratore a Geno¬ 
va. Sono passati diciassette an¬ 
ni, da quel 18 aprile del '74, 
quando le Brigale rosse lo se¬ 
questrarono dìavar.U a casa, lo 
Inlilarono in un furgoncino. 
•Un nucleo armato - era scritto 
nel primo comunicato - ha ar¬ 
restalo c rinchiu.so in un carce¬ 
re del popolo, dove verrà giu¬ 
dicato, il sostituto procuratore 
Mario Sensi». T^nlacinquc 
giorni in mano ai brigatisti, in 
un crescendo di tensione e di 
polemiche, nel primo scontro 
fra «linea morbida» e «linea du¬ 
ra» nei confronti del ricatto bri¬ 
gatista. 


La fotografia del volto triste 
ma deciso di Mario Sossi, da¬ 
vanti alla «bandiera» con la 
stella a cinque punte, é ormai 
un ricordo di quei primi anni di 
piombo. Oggi sul giornali c'è 
l’immagine di Renato Curcio, 
che sequestrò Sossi assieme a 
FTanceschini e Bertolazzi. Per 
Curcio lo stesso Presidente del¬ 
la Repubblica ha annunciato 
la grazia. 

Dottor Sossl, è vero che - co¬ 
me dice Cossiga - il terrorismo 
è un capitolo chiuso? «Ho i 
miei dubbi. Si può accettare 
come una speranza, ma mi pa¬ 
re che sia problematico espri¬ 
mersi con caratteri di certezza. 
Non si può dare mai nulla per 
scontato, anche se ormai la 
criminalità più pericolosa è 
rappresentata da camorra, 
mafia, 'ndrangheta». E' giunto 



Mario Sassi 


il tempo di abbassare la guar¬ 
dia? «No, non mi sembra il ca¬ 
so». Il presidente della Repub¬ 
blica ha però deciso di conce¬ 
dere la grazia con una sua ini¬ 
ziativa. Lei cosa ne pcnsti? «So¬ 
no un magistrato in servizio, c 
non posso esprimere pareri in 
merito. Ho sempre nutrito una 
grande stima per le iniziative 
del Presidente. Come Pubblico 
ministero che ha istruito nu¬ 
merose pratiche di grazia dico 
però che se non ci si vuole di- 
scostarc dalla prassi - e non c'è 
ragione per discòstarsene - oc¬ 
corre rispettare alcuni presup¬ 
posti». 

L’ex sostituto procuratore 
sembra ricercare nella memo¬ 
ria le norme di legge. «E’ ne¬ 
cessaria innanzitutto - dice - 
una meticolosa consultazione 
delle persone offese, alle quali 
va richiesto il perdono, ed io 
sarei fra le persone offese. Se¬ 
condo; è necessario il risarci¬ 
mento del danno avvenuto, o 
l'attivazione in questo .senso. 
Terzo; nella stragrande mag¬ 
gioranza dei casi è il condan¬ 
nato che chiede la grazia, 
quindi il procedimenmto di 
concedere una grazia non ri¬ 
chiesta è perlomeno inusuale». 

Il magistrato sequesbato 
dalle Brigale rosse non nutre 
odio per chi lo rapi e lo minac¬ 
ciò di morte, ma vuole precisa¬ 


re il suo stalo d'animo. «Come 
cattolico osservante il mio per¬ 
dono è ampiamente concesso, 
ma un conto è il perdono per¬ 
sonale, un conto è il perdono 
di tipo giudiziario. Al perdono 
deve fare fronte un'espiazione 
totale e non parziale o condi¬ 
zionata della pena. Ci devono 
essere il perdono dell’olfeso, 
c<l un effettivo pentimento ri¬ 
spetto ai reati stessi da parie di 
chi 11 ha commessi. In base alle 
notizie giornalistiche dirci che 
Curcio non è in queste condi¬ 
zioni, quindi le reazioni dell’o¬ 
pinione pubblica sono giustifi¬ 
cate», 

«Da parie mia - che come 
cattolico, lo ripeto, concedo 
ampiamente 11 perdono - ho in 
piedi una causa civile presso il 
tribunale di Genova contro 
Curcio c Rranceschini per il ri¬ 
sarcimento dei danni. Da 
quanto mi corista, nessuno si è 
offerto di concedere un risarci¬ 
mento, e per questo manca 
uno dei presupposti per la gra¬ 
zia». Dottor Soèssi, lei pensa che 
si possa addebiUue a Renato 
Curcio una responsabilità mo¬ 
rale ulteriore rispetto a quella 
accertata giudiziariamente? «Si 
può concepire una responsa¬ 
bilità morale che abbraccia 
una maffliore entità di reati, 
ma agli eneti della grazia il di¬ 
scorso va fatto cotlegandolo ai 


reati per i quali Curcio è stalo 
riconosciuto colpevole con 
sentenza passata in giudicalo. 
Il discorso sul 'mandante' si 
può fate soltanto - rispetto al 
diritto - quando il ruolo sia ef¬ 
fettivo e provalo. Il 'mandante 
morale' giudiziariamente non 
ha nessun senso». 

Nel giorni del sequestro, l’U¬ 
nità scrìsse che «le sedicenti 
Brigate rosse» erano formate 
da »provocatori di professio¬ 
ne». Per il magistrato scomodo 
ci fu il primo sciopero dei lavo¬ 
ratori di Genova. In quei lien- 
lacinquc giorni ci furono la «ri¬ 
voluzione dei garofani» in Por¬ 
togallo c la vittoria del no al re¬ 
ferendum del divorzio. Dottor 
Sossi, ha mai avuto occasione 
di parlare con Curdo? «No, gli 
unici colloqui in carcere, du¬ 
rante l'istruttoria. Il ho avuti 
con Franccschini e Bertolazzi. 
Cile cosa gli dirci se lo avessi di 
fronte? Mah, avrei una curiosi- 
tà legittima rispetto alle affer¬ 
mazioni comparse In un libro 
di FVanceschini. Cerano illa¬ 
zioni sul mio comportamento 
durante il sequestro, ed io ho 
querelato. Con una lettera è 
stato dato atto della mia totale 
correttezza, dell'assenza di 
comportamenti collaborativi 
da parie mia, ed ho ritirato la 
querela». 


E’ vero che, come sostiene 
Cossiga, bisogna distinguere 
fra cattivi maestri e giovani ab¬ 
bagliati da un’illusione di nvo- 
luzione? «E’ una distinzionmc 
che va latta. A livello esecutivo 
probabilmente c'era questa il¬ 
lusione, ma la petizione dei 
mandanti, di chi tirava le fila, 
era sicuramente più cinica. 
Erano i servizi cecoslovacchi e 
sovietici che si opponevano al¬ 
l'Occidente, non ho dubbi su 
questo». Cossiga ha parlato di 
una «degenerazione dei prìnci¬ 
pi marxisti e leninisti». «Il mar¬ 
xismo è aberrante di per se 
stesso. Sta dando gli ultimi sus¬ 
sulti da moribondo». Cosa ri¬ 
corda del rapimento? «In parie 
ho rimosso, perchè ho ripreso 
una vita normale. Ma ricordo 
tantissimi particolari, ed anche 
le illazioni successive, le inter¬ 
pretazioni giomaliUche...». 
Pensa di avere ricevuto giusti¬ 
zia? «Direi di si, soprattutto per 
la serietà con cui hanno lavo¬ 
ralo i giudici istruttori Caselli 
ed il compianto Caccia». Dot¬ 
tor Sossi, lei cosa pensa di Re¬ 
nato Curcio? «Non ha chiesto 
la grazia, e questo è un punto a 
suo favore. Ma sarebbe coe¬ 
rente pienamente se si com¬ 
portasse come Pettini, durante 
il regime fascista, che quando 
la grazia gli fu offerta la rifiutò 
sdegnosamente». 


A Gronchi il record dei provvedimenti, Cossiga il più prudente: nel 1990 ha «perdonato» solo 105 detenuti 

Quarantaseimfla «graziati» in 40 anni 


Le cifre della clemenza 

ANNO 

CONDANNATI 

QRAZUTI 

ANNO 

CONDANNATI 

GRAZIATI 

1851 

2.162 

1871 

506 

1852 

2.642 

1872 

807 

1853 

2.777 

1873 

998 

1854 

880 

1874 

- 1.383 

1855 

1.473 

1875 

1.247 


È già aperto un fascicolo per concedere la grazia a 
Renato Curcio. Il giudice di sorveglianza di Rebibbia 
sta completando gli accertamenti. L'iter, che di soli¬ 
to dura anche un anno, potrebbe essere questa vol¬ 
ta più veloce. Da 1950 ad oggi ne sono state conces¬ 
se più di 46mila e nella grande maggioranza dei ca¬ 
si in gran segreto. <1 Presidente che ha graziato di più 
è stato Gronchi. Pertini e Cossiga i più prudenti. 


CARLA CHILO 


1857 

2.209 

1877 

1.289 

1858 

2.206 

1878 

505 

1858 

1.182 

1878 

219 

1860 

1.465 

1880 

401 

1861 

2.489 

1881 

727 

1862 

2.475 

1882 

394 

1863 

1.360 

1883 

249 

1864 

1.510 

1884 

456 


1866 

1.043 

1886 

444 

1867 

767 

1887 

131 

1068 

1.538 

1888 

160 

1868 

1.286 

1888 

146 

1870 

856 

1880 

105 


■1 ROMA Dal 1950 al 1990 i 
presidenti della Repubblica 
hanno firmato 46.586 provve¬ 
dimenti di grazia. Il numero 
degli abitanti di una piccola 
città di provincia, una cifra su¬ 
periore a lutti i detenuti che si 
trovano oggi nelle carceri ita¬ 
liane. Ancora adesso, dunque, 
dopo 45 anni di Repubblica, 
quel provvedimento che in al¬ 
tri regimi il re dispensava all’u¬ 
dienza del giovedì, dopo aver 
ricevuto dalie mani del mini¬ 
stro di Grazia e Giustizia le do¬ 
mande dei postulanti, lungi 
dall'essere .scomparso, è tutto¬ 
ra vivo e vitale. Anzi, a aludica- 
re dal grande numero di perso¬ 
ne che ne hanno usufruito, si 
direbbe quasi che è uno dei si¬ 


stemi per fare giustizia; esiste 
im «ufficio grazie», al Ministero 
dma Arenula, dove giungono, 
ogni mese centinaia di do¬ 
mande. E qui che si istruiscono 
le pratiche, si compiono le do- 
vute verìfiche presso gli uffici di 
sorveglianza, la procura gene¬ 
rale, i carabinieri e «la parte le¬ 
sa» prima di sottoporre al mini¬ 
stro le domande. Sia il perdo¬ 
no dei familiari delle vittime 
che il parere dei giudici non è 
ostativo alla conces-sione della 
grazia, ma una consolidata 
prassi ha reso queste indagini 
quasi di roudne. La clemenza 
è anche revocabile. Se entro I 
cinque anni successivi il «gra¬ 
ziato» commette altri reati il 
provvedimento si annulla au¬ 


tomaticamente e ricominciano 
gli anni della pena. 

Ora non è più il guardasigilli 
a portare piersonalmente al 
Quirinale tutti i plichi delle do¬ 
mande da rtrmarc, ma è pur 
sempre dal suo ministero - e 
dopo avere ottenuto la sua fir¬ 
ma -- che escono le richieste 
dirette al capo dello Stato. An¬ 
che .sul -colle» esiste un picco¬ 
lo ufficio e dei funzionari che 
mettono a punto tutte le prati¬ 
che prima di sottoporle al pre¬ 
sidente deila Repubblica che, ' 
stabilisce la Costituzione all'ar¬ 
ticolo 87, «può concedere gra¬ 
zia c commutare pene». 

Quando Cossiga s'insediò al 
Quirinale disse subito ai sui 
collaboratori che da quel mo¬ 
mento In poi avrebbe esami¬ 
nalo i provvedimenti meticolo¬ 
samente caso per caso. Era an¬ 
cora vivo, in quei mesi, il ricor¬ 
do delle polemiche che colpi¬ 
rono Pertini per l'unica grazia 
mai concessa ad un terrorista, 
Fiora Pirri Ardizzonc . Difficile 
dire se Cossiga abbia mante¬ 
nuto la promessa, certo è che 
negli ultimi sci anni le grazie 
sono sempre di meno. Se l'an¬ 
no record è stato il lontano 
1953 con 2.777 provvedimenti. 


il 1990 ha registralo II numero 
di grazie più basso ( 105). dal- 
l'istiluzlonc della Repubblica. 
In totale Cossiga ha firmato 
meno di 1400 provvedimenti. E 
a via Arenula sottolineano che 
non sono state le domande a 
mancare. All’epoca in cui il 
Guardasigilli era Vassalli erano 
diverse migliaia le richieste 
controfirmate dal ministro di 
Grazia e Giustizia non accolte 
da Cossiga. 

, Ad inaugurare il nuovo cor¬ 
so fu, a dire il vero, il presiden¬ 
te Pertini. In sintonia con il pa¬ 
rere dei più autorevoli giuristi, 
che considerano la grazia co¬ 
me una manifestazione ecce¬ 
zionale del potere di clemen¬ 
za, Pertini aveva detto, anche 
lui appena eletto, che non 
avrebbe mal «perdonato» ter¬ 
roristi e spacciatori. E i suoi no 
furono davvero tanti, basta ve¬ 
dere il numero delle «istanze ri¬ 
cevute» c quello della grazie 
conce.ssc; nel '79 furono 219 
su 2.014 domande: nell'EO: 
401 su 2.559 domande, nell'81 
le richieste furono 3.361 le 
concessioni 727. In tutto il suo 
mandato firmò 2.810 provvedi¬ 
menti. 

Ben più numerosi quelli fir¬ 


mati da Giuseppe Saragal 
(8.282) o Giovanni Leone, 
che senza terminare 11 manda¬ 
to graziò 7.261 persone, men¬ 
tre a Gronchi va addirittura un 
record: più di 2000 grazie l’an¬ 
no. 

Al ministero di Grazia e Giu¬ 
stizia azzardano anche qual¬ 
che spiegazione per la drastica 
riduzione di grazie degli ultimi 
anni. Sarebbero le nuove pos¬ 
sibilità offerte dalla legge Goz- 
zlni ad avere sostituito la gra¬ 
zia. Adesso, quando un dete¬ 
nuto ha dato prova di avere in¬ 
tenzione di tentare davvero il 
leinscrìmento, la possibilità di 
ritenUue è offerta per legge. Più 
difficile è capile chi si è avvan¬ 
taggiato di questi provvedi¬ 
menti. In teorìa non dovrebbe¬ 
ro essere atti segreti, ma sia al 
ministero di Grazia e Giustizia 
che al Quirinale vige la regola 
della riservatezza. I provvedi¬ 
menti non sono neppure sud¬ 
divìsi secondo il tipo di reato 
commesso. Per salvaguardare i 
detenuti, pare di capire. Cosi 
che, a parte qualche caso tra¬ 
pelato per indiscrezione, o per 
volontà degli interessati, i gra¬ 
ziali sono assai spesso scono¬ 
sciuti. 


PAGINA 9 L'UNITA 

Mancino: 

«La De non apre 
la strada 
ai referendum 
elettorali» 


1 


•La De non apre Iti strada al sistema unnonìiruilc puro nelle 
elezione dei sen.iton della Repubblica». Nicola Mancino 
(nella foto), presidente del gruppo de a pakuzo Madama, 
smentisce le anlK ipxsioni di stampa di Ieri, secondo le quali 
un emendamenti' r.idicale alla sua proixjsla di legge per la 
nuova elezione del Senato apnrebbe la strada al referen¬ 
dum, appunto, sul sistema uninominale puro «Sono dietro¬ 
logie», ha tagliate» corto il presidente dei senatori democri¬ 
stiani. «li nostro obiettivo - ha precisato f.1ancino - è la mora¬ 
lizzazione delle c Itsdoni, togliendo dal computo dei voti le 
schede nulle c le •l'ihi'de bianche». Ritiene, Nicola Mancino, 
«mollo ruvido» |>er il nostro paese il passaggio ad un sistema 
«uninominale di tij>o Inglese», «dirompente». Nulla a che ve¬ 
dere, sottolinea però, tra questo giudizio politico e un even¬ 
tuale wudizio di legittimità sul referendum, ripropo.sto da 
Mano Segni dopo la lxx:ciatura deH’Alta Corte. 


Mano Segni dopo 1 al 

Andreotti «Quandci tome-remo tutti più 

abbronzali»; è la risposta di 
dopo le tene GIuIìo Andreom, intervistalo 

laCTPrà Mes.s,iggero», a chi gli 

' ,7*'i ? . chiede quando sarà nsolto il 

QIÌ «intenni» problema dei ministeri che 

® egli detiene, dall’aprile scor¬ 

so. «ad mtenm». Si tratta del- 
le f’artecipazioni statali c dei 
Beni culturali, ma ()j.ilcuno include anche neH’clenco il mi¬ 
nistero deali Affa'i regionali ingloirato in quello degli Afiari 
istituzionali...«Ci sono difficoltà di equilibri tra i partiti meno 
grandi e gli altn»; c è tutto Andreotti in questa cauta defini¬ 
zione delia concunenza scatenata dall'uscita dei repubbli¬ 
cani dal governo Nei giorni scorsi, infatti, indiscrezioni di 
stampa sulla spartizione degli «interim» tra De c socialisti 
avevano suscitalo le proteste di socialdemocratici e liberali. 


PirO 2tt2CC3 Franco Piro, il presidente so- 

ti ^ cialisla della commissione- 

li CapO del gOVemO Finanze di Montecitorio, è 

«Usa cinicaim ente 

, , da Giulio Andieotti nel suo 

la parola ultimo «BIocR Notes» de 

han<lt/-9nns1’M.. «L'Europcoa. «li SUO cinismo 

nandlCappatO» . senno len al presidente 

del Consiglio-mi ha lascialo 
senza fiato: lei ha [).ir agonato l'Onu ad un autorevole handi¬ 
cappato». «Se t'Oi III non assomiglia più tid un handicappalo 
è grazie a Saddai i», ha titolato, da parte sua. i! settimanale. 
E il deputato socutllsta chiosa: «Saddam ne ha latti più di 
cinquecentomila eli handicappati nell'ultima guema». «Cor- 


razioni per il Quii male. Presidente • conclude - ne convetrà, 
gli handicappati più pierìcolosi sono quelli che non .sanno di 
essere handicappsli». 


Biondi: «Cossioo «Francesco Cossiga spara 

A coUro 8’i arcieri e contro il 

SI K UaSlOniialO palazzo, al contrario di quel 

m ‘ un Rohin Mnnd accade nella leggenda 

un HQDin nooa Robin Hood»; lo dice Al- 

SinflOUrS» hedo Biondi, vice presidente 

“ della Camera dei Deputali, 

che non ritiene tuttavia fon- 
data la denuncia radicale 
contro il capo dc’.o Stato, ossia «attentalo alla Costituzione». 
Secondo Biondi, iiifalti, mancano alle esternazioni di Cossi¬ 
ga 1 requisiti di «all i idonei» e aintenzionc non equivoca». Tut- 
tavia. aggiunge Biondi, cerio il presidente Cossiga -avrebbe 
bisogno di un amico che qualche volta lo trattenesse per la 
giacca». 

Orìando respinge y ,coordinatprc nazionale 

«Rete», Uìoluca Orlan- 
I Oli cria do. risponde «no, grazie» alla 

Hi Riit0lli proposta dei 'Veroi, avanzata 

**• ■'H ., da Francesco Rutelli, di un 

DGf liste comuni apparentamento in vista dcl- 

Lm. le prossime elezioni poliu- 

tr3 KCte e verdi che. «Lc numerose prono- 

sic» ricevute in questo senso, 
argomenta Orlaiiib, •confermano t'incisività def progetto 
politico» della «Rete». Ma, aggiunge, 'tali proposte e richieste 
creano conlusior»: e non colgono la tota le novità della pre¬ 
senza della Rete, c'fic non vuole riperconere strade ed espe¬ 
rienze fallimcnlan- La aRcle». conclude Orlando, vuole con¬ 
tinuare a legare so lo «storie e volontà individuai i». 

Il de LednZtl' Vincenzo Lcanza, de, il 

nuovo pnjsidenle delia giun- 
nUOVO presidente ta regionale siciliana. Nel sc- 
HpIIa aluntai sm'o deH'uma gli sono man- 

**''•*“ giuniol j-ali 14 per lui ha votato 

siciliana *' '■ 

Psdi. Luredl pro.ssimo 1 As¬ 
semblea siciliana ciceserà 
gli asse!«>ri della nuova 
giunta: gli accordi di governo ne attnbuiscono 7 alla De, 5 al 
Psi e 1 al Psdi. 

MaxiOrOCeSSO L'Avantl, quotidiano sociali- 

pubblica oggi un corsivo 
adii aUTOnOmi di critica per li nnvio a giudl- 

I guanti rnintm oersone. tra cui Ne- 

r , tO on c Sccilzone, per latti di 

i giudia milanesi ferrorismo che nguard^o 
® gli anni tra il 1973 e il 1980. 

«Se nell'.iRosto del 1991 - 
senve f.’Avanli - giudici di 
Milano prendono un'iniziativa pc-r fatti ohe si riferiscono a 
un periodo tra il '73 e l'80, rinviando a giudizio 47 imputati 
per attività c'versi-.’t di allora, non può non suscitare qualche 
curiosità e sorpres >, e il sospetto che non sia precisamente 
diretta a un impu Is-u e a uno scopo di giustizia*. 


MONICA LORENZI 


Oriando respinge 
i’offerta 
diRuteiii 
per iiste comuni 
tra Rete e Verdi 


li dcLeanza 
nuovo presidente 
deiia giuntai 
siciiiana 


Maxiprocesso 
agli autonomi 
L’Avanti contro 
i giudici milanesi 


Dall'elettrotecnico al deputato: storie di perdoni famosi 


1 casi di Graziosi e Ghiani 
protagonisti di due «gialli» 
che divisero l’Italia 
La grazia di Saragat a Moranino 
e di Pertini a Fiora Pirri Ardizzone 


CINZ» ROMANO 


H ROMA. Fu il primo pro¬ 
cesso indiziario che appassio¬ 
nò e divise, fra innocentisti e 
colpcvolisti, l’Italia appena 
uscita dalla guerra. «Il delitto 
di Fiuggi», il «caso Grtiziosi» - 
cosi titolarono i giornali- fu 
seguito con attenzione mor¬ 
bosa, quasi un piccolo diversi¬ 
vo ai guai molto più grossi che 
la guerra, finita da sei mesi, 
aveva lasciato. Gli elementi di 
un tragico «feuilleton» c'erano 
lutti: la piccola pensione in 
cui dormono marito, moglie e 
una bambina: il colpo di pi¬ 
stola alla lempia che nella 
notte uccide la giovane don¬ 
na; la storia della relazione 
del marito, pianista, con una 
bella ragazza tra le mura del 
conservatorio romano di San¬ 
ta Cecilia; la «scappatella» pri¬ 
ma del matrimonio della mo¬ 
glie: la lettera in cui la donna 
confessa il suicidio; l'accusa 


della madre al pianista di 
averla fatta scrivere alla figlia 
ad arte, per procuraisi un ali¬ 
bi. 

La storia durò dalla notte 
del 20 ottobre del 1945, quan¬ 
do mori nella pensioncina di 
Fiuggi Maria Cappa, al 7 ago¬ 
sto del 1959 quando, con die¬ 
ci anni d'anticipo, il maestro 
Arnaldo Graziosi ottenne la 
grazia dal presidente della Re¬ 
pubblica Cionchi. Dieci anni 
fa, a riproporre all’attenzione 
dei più giovani il oso Grazio¬ 
si» fu uno sceneggialo Rai. 

Il caso inizia la notte del 20 
ottobre del 1945, quando Ma¬ 
ria Cappa, in una piccola pen¬ 
sione di Fiuggi, muore con un 
colpo di pistola alla tempia 
nel letto dove accanto dorme 
il marito, il maestro Arnaldo 
Graziosi e la figliolelta Andrei¬ 
na. «È successa una disgrazia, 
mia moglie si è ammazzata». 



Raoul Ghiani 


dirà l'uomo al proprietario 
della pensione. E da allora la 
vicenda si trascinò per altri 
due anni, fino al processo ce¬ 
lebrato davanti alla Corte 
d'Assise di Frosinone. I giudici 
non accettarono la lesi del 
suicidio e il processo, tutto in¬ 
diziario, si concluse con la 
condanna del piani.sla a 24 
anni per omicidio premedita¬ 
lo. Le porte del carcere si apri¬ 
rono con dieci anni di antici- 
1X3, il sette agosto del 1959 
quando il presidente Gronchi 
firmò la grazia per Graziosi, 
che riprese ad insegnare pia¬ 
noforte. 


Fiora Pirri Ardizzone 


Fu il presidente della Re¬ 
pubblica Giuseppe Saragal 
nel 1965, a firmare la grazia 
per il comandante partigiano 
comunista Francesco Morani¬ 
no, mettendo fine al lunghi 
anni di esilio all'csicro. Mora- 
nino, militante comunista, fu 
processato e condannato a 
dodici anni dal Tribunale mili¬ 
tare fascista. Nell'agosto del 
'43, alla caduta del fascismo, 
usci dal carcere è diventò co¬ 
mandante partigiano in Pie¬ 
monte, col nome di «Gemi¬ 
sto». Finita la gucrta, Morani¬ 
no diventò deputato del Pci e 
nel terzo governo De Gaspen 


Arnaldo Graziosi 


fu sottosc^lario alia Difesa. 
Nel 1947 runità antifascista si 
spezzc e cominciano i proces¬ 
si contro alcuni partigiani. 
Moranino fu accusato della 
morte di cinque uomini, fuci- 
Lìti il 9 maggio del 1945, con 
I accusa di essere fascisti che 
avet'ano cercato dì infiltrarsi 
nei gruppi partigiani. Durante 
il processo davanti alla corte 
d’Assise di Firenze, Moranino 
si a.ssunse tutta la responsabi¬ 
lità dei latti, per evitare che al¬ 
tri partigiani potesisero essere 
(lerseguiti. Ma il tribunale giu¬ 
dicò la fucilazione dei cinque 
uomini non come un fatto di 



Francesco Moranino 


guerra, c condannò Morani¬ 
no. Nel 1951 la Camera, con il 
voto della De e del Msi, con¬ 
cesse l'autorizzazione contro 
il parlamentare del Pei che in¬ 
tanto era espatriato c sì era ri¬ 
fugiato a Praga. Nel 1953 ven¬ 
ne rieletto deputato e ci fu 
una richiesta di una nuova au¬ 
torizzazione a procedere sem¬ 
pre per la stes.sa accusa. Ci lu 
un secondo espatrio che ter¬ 
minò nel 1965, quando Sara¬ 
gat concesse la grazia. Rien¬ 
trato in Italia, nel 1968 fu elet¬ 
to senatore. A 51 anni, il 18 
giugno del 1971, morì per una 
crisi cardiaca. 


Sulla colpevolezza di Gio¬ 
vanni Fenaroli l'Italia non nu¬ 
trì mai dubbi. Ma su lui, Raoul 
Ghiani, si. L'uomo del «misle- 
ro», cosi lo chiamarono i gior¬ 
nali, condannato all'ergastolo 
con Fenaroli per la morte di 
Maria Martirano, divise il pae¬ 
se tra innocentisti e colpcvoli¬ 
sti. Sull'uomo i riflettori si riac¬ 
cesero nel gennaio del 1984, 
quando dopo ventiquattro an¬ 
ni usci dal carcere: il presi¬ 
dente Pertini aveva firmato la 
grazia che, invece, il suo pre¬ 
decessore Leone, aveva nega¬ 
to all'elettrotecnico milanese. 
Raoul Ghiani fu arrestato il 26 
novembre dei 1958 con l’ac¬ 
cusa di aver ucciso a paga¬ 
mento Maria Martirano, mo¬ 
glie di Giovanni Fenaroli, im¬ 
presario edile milanese in gra¬ 
vi difficoltà finanziarie. Maria 
Martirano fu trovata strangola¬ 
la la mattina dell’l 1 settembre 
1958 nel suo appartamento 
romano di via Monaci 21, Al¬ 
l'inizio si pensò ad un furto: 
daH'appartamento erano spa¬ 
riti 1 gioielli della donna. Ma 
nessun segno dì effrazione 
mise in sospetto ^li investiga¬ 
tori. E ancora di più ta polizza 
sulla vita della consorte, 150 
milioni, che Penatoli aveva 
sottoscrìtto all’insaputa della 
donna. Ma il marito aveva un 
alibi: al momento del delitto 
era a Milano. Uscirono poi 
fuori testimoni che accusaro¬ 


no Fenaroli e Chiari, indicato 
come il killer. Il piocesso ini¬ 
ziò il 6 febbraio del 1961 da¬ 
vanti alla corto d’Ai-sise di Ro¬ 
ma, che l'li giugni i dello stes¬ 
so anno presento I conto; er¬ 
gastolo per Fenaroli c Ghiani. 
Sia in Appello ch<' in Cassa¬ 
zione il verdetto fu t onferma- 
to In tutti questi anni Raoul 
Ghiani si è sempre ilichiarato 
innocente. 

il presidente Pertini firmò la 
grazia ma poi disse che se 
avesse saputo che ad inoltrar¬ 
la era stala una terrcrista, non 
l'avrebbe mai concessa Fu 
Antonio Maccanico, allora se¬ 
gretario generale della presi¬ 
denza della Repubblica ad as¬ 
sumersi la responiisbilità per 
la grazia concessa rei giugno 
del 1985 a Fiora Pin-i Ardizzo¬ 
ne, condannata a dieci anni 
di carcere (in celli: ne ha tra¬ 
scorsi sette) per il rt ato di as¬ 
sociazione sowersisa. Il con¬ 
sigliere Maccanico .mmisedi 
«non aver illustralo al Capo 
dello Stato con sulfk lente pre¬ 
cisione tutti gli aspi-ili del ca¬ 
so». 1 liberali chiesetii le dimis¬ 
sioni di Maccanico (il consi¬ 
gliere le presentò, rna Pertini 
le respinse) e prole iiizzarono 
anche con l’allorii ministro 
della Giustizia MinC' Martinaz- 
zoli che aveva concesso il suo 
parere favorevole l.e polemi¬ 
che si trascinarono in Parla¬ 
mento. E non solo in Parla¬ 


mento. Il Corriere della Sera 
indicò nella «parentela» di Fio¬ 
ra Pini la causa principale del¬ 
la grazia, chiamando in causa 
il legame affettivo che allora 
univa la madre c ella giovane 
con il senatore Emanuele Ma- 
caluso, all'epoca direttore 
deirUnitii, accusando anche 
il giornale di «reticenza» sull’e- 
piórdio. Accuse lólse alle qua¬ 
li propno Macaiuso rispose 
sul giornale. E in Parlamento a 
chiudere la vicenda lu Marti- 
nazzoli, che rispondendo alle 
interrog 2 zioni presentate, 
spiegò di aver dato il suo pa¬ 
rere favcrevole alla domanda 
di Grazia in «piena coscienza 
e convinzione», ricordando 
che, p>er quanto riguardava la 
possibiliià di ottenere la con¬ 
cessione presidenziale, quella 
di Fiora Pirri Ardizzone. era 
una «site azione assolutamen¬ 
te ineccepibile». Fiora Pitri Ar¬ 
dizzone 'u anestata vicino Na¬ 
poli, in un appartamento a Li- 
cola, insieme ad altre tre per¬ 
sone ap|>artenenti all’oiganiz- 
zazione terrorista «Primi fuo¬ 
chi di guerriglia» Nella casa 
furono travate .sei pistole, vo¬ 
lantini e documenti vari. Fiora 
Pim Ardizzone lu condannata 
per detenzione di armi e asso¬ 
ciazione sovversiva e in segui¬ 
lo, in carcere, partecipò atti¬ 
vamente al movimento per la 
dissociazione. 






A 


A 

■S 
















PAGINA 10 L'UNITÀ 


NEL Mondo 


venero! 9 AGOST01991 


L'Organizzazione per la difesa dei prigionieri II giornalista britannico liberato dopo 
sequestra un medico di Médecins du monde cinque anni di prigionia: «Ero con Anderson 
e minaccia: «Lo uccideremo se verrà e Waite, sono vivi ». È latore di un messaggio 

rilasciato un altro ostaggio occidentale » dei terroristi per Javier Perez de Cuellar 

La Jihad lìbera l’ìn^ese Me Cartl^ 

Ma un’altra fazione islamica ranisoe un fiancese a Beiru 



Giandomenico Picco 


Risaliva 
al 1988 
l’ultimo 
rilascio 


WB ROMA. Dopo la libera¬ 
zione di John Me Carthy, so¬ 
no sicuramente nelle mani 
della Jihad islamica altri tre 
dei 25 ostaggi trattenuti in Li¬ 
bano. Si tratta degli statuni¬ 
tensi Terty Anderson - la cui 
liberazione viene comunque 
data per imminente - e Tho¬ 
mas Sutherland, e deiringle- 
se Teny Waite, l'inviato del- 
l'arcivescovo di Canterbuiy 
rapito durante una missione 
di mediazione per la libera¬ 
zione degli altri ostaggi. Fi¬ 
nora la Jihad islamica aveva 
liberato dieci suoi prigionie¬ 
ri: quattro statunitensi, un 
saudita e quattro francesi. 

Jeremy Lewis, statuni¬ 
tense corrispondente della 
catena televisiva Cnn, è stalo 
rilasciato il 14 febbraio 1985. 
Era stato rapito nella capita¬ 
le libanese il 7 marzo 1984. 

Danielle Carton Perez, 
francese, rapita li 22 maizo 
1985, viene liberata 9 giorni 
dopo il sequestro. Era stala 
rapita assieme al padre, 
Marcel Canton, che sarà rila¬ 
sciato dopo tre anni. 

Hussein Farrache, con¬ 
sigliere deU'ambasciata del¬ 
l'Arabia Saudita in Ubano, è 
tornato In libertà il 20 mag¬ 
gio 1985.11 suo rapimento ri¬ 
saliva al 17 gennaio dello 
stesso anno. - 

Be^amln Welr, pastore 
statunitense, viene rilasciato 
il 14 settembre 1985, dopo 
16 mesi di prigionia. Era sta¬ 
io rapito a Beirut nel maggio 
1984. 

Martin Jenco, sacerdote 
statunitense, toma in libertà 
il 26 luglio del 1986. Era sta¬ 
to rapito nel novembre del 
1984. Anche lui, come oggi 
John Me Carthy, fu incarica¬ 
to dalla Jihad di consegnare 
un messaggio contenente 
proposte di mediazione su- 



Esplode drammaticamente il contrasto interno ai 
terroristi islamici. In mattinata la Jihad libera il gior¬ 
nalista britannico John Me Carthy, dopo cinque an¬ 
ni di prigionia. La Jihad gli ha affidato il messaggio 
per Perez de Cuellar. Il segretario dell'Onu sarà do¬ 
mani a Londra per incontrarlo. Rapito un membro 
di Médecins du Monde. I sequestratori; «È un agente 
segreto» e minacciano di ucciderlo. 


LOmNZO MIRAGLI 


David Jacobsen, statu¬ 
nitense, viene liberato il 2 
novembre 1986. Era stato ra¬ 
pito a Beirut il 28 maggio del 
1985. 

Marcel Carton, Marcel 
Fontaine e Jean-Paul 
Kanffmann, tutti e tre fran¬ 
cesi, vengono rilasciati il 4 
maggio del 1988. Carton e 
Fontaine erano stati rapiti il 
22 marzo 1985, mentre 
Kauffmann era stato seque¬ 
strato il 22 maggio del 1985. 

Negli ultimi anni altri due 
ostaggi erano tornati in liber¬ 
tà, ma non si hanno le prove 
che fossero tenuti in prigio¬ 
nia dalla Jihad islamica. Nel 
maggio del 1990 fu lo statu¬ 
nitense Frank Reed a esse¬ 
re rilasciato; nel novembre 
dello stesso anno venne rila¬ 
sciato il britannico Brian 
Keenan. 


MB ROMA. È durala poco la 
soddisfazione per la liberazio¬ 
ne di John Me Carthy. il giorna¬ 
lista britannico rilasciato ieri a 
Beirut. Subito, infatti, è giunta 
la risposta della frangia della 
Jihad contraria alla liberazione 
degli ostaggi: nel pomeriggio 
l'Organizzazione per la dilcsa 
dei diritti dei prigionieri - la 
stessa che martedì aveva com¬ 
piuto un attentalo contro la se¬ 
de Onu di Beirut - ha annun¬ 
ciato di aver rapito un cittadi¬ 
no francese, Jérome Leyraud, 
di 25 anni, che lavorava a Bei¬ 
rut con l'organizzazione uma¬ 
nitaria Méjdecins du Monde, i 
terroristi in un comunicato 
hanno detto di aver preso in 
ostaggio «un ufficiale dei servi¬ 
zi segreti che lavora a Beirut 
sotto la copertura di un'orga¬ 
nizzazione umanitaria». L'or- 
ganizazzione non ha fornito 
alcuna prova dell'avvenuto se¬ 
questro. ma ha minaccialo di 
uccidere l'ostaggio se dovesse 
essere liberato un altro prigio¬ 
niero. 

Questo avveniva mentre 
John Me Carthy era in volo ver¬ 
so la Gran Bretagna (alle 
23.4S, ora italiana, C arrivato 
nella base della Rai di Ly- 
neham, nel sud dell'Inghilter¬ 
ra). Cinque anni, tre mesi e 


ventuno giorni. Tanto è durala 
la prigionia del giornalista bri¬ 
tannico in Libano. Era stato in¬ 
fatti rapito il 17 aprile del 1986 
mentre, a bordo di un'auto, 
tentava di raggiungere l'aero¬ 
porto di Beirut per rientrare in 
Inghilterra. Da pochi giorni l'a¬ 
viazione statunitense aveva 
bombardato Trìpoli, e agli oc¬ 
cidentali presenti in Libano era 
stalo consiglialo di lasciare il 
paese. Di lui non si erano avu¬ 
te pio notizie fino al maggio 
dello scorso anno, quando lo 
statunitense Frank Reed, appe¬ 
na liberato, disse che Me Car- 
thy era vivo c stava bene. Il bri¬ 
tannico Brian Keenan. rilascia¬ 
to qualche mese dopo, confer¬ 
mò quanto detto da Reed. 

E ieri, nel corso della confe¬ 
renza stampa tenuta subito do¬ 
po il suo arrivo a Damasco do¬ 
ve ò stato consegnato alle au¬ 
torità britanniche. Me Carthy ò 
apparso in buona forma c con 
la barba rasala. Il giornalista 
britannico sembra anzi in mi¬ 
gliori condizioni rispetto ad al¬ 
tri ex ostaggi rilasciati dalla 
Jihad islamica. «Sono molto 
contento di essere libero qui a 
Damasco dopo cinque anni di 
prigionia» sono .state le pnme 
parole di Me Carthy appena 
giunto nella sede dell amba- 


KCiala britannica in Siria. 

Com'era stato ipotizzalo nei 
giorni scorsi toccherà proprio 
a lui consegnare al segretario 
dell'Onu Javier Perez de Cucl- 
lar un messaggio dei suoi rapi¬ 
tori. La Jihad islamica, infatti, 
ha fatto pervenire un comuni¬ 
cato nel quale annunciava di 
aver «incaricato il nostro invia¬ 
to John Me Carthy di portare la 
nostra lettera al segretario ge¬ 
nerale dell'Onu e di conse- 

E narla personalmente a lui», 
a notizia è stala confermata 
anche dall'ex ostaggio, che ha 
dello; «Mi pare di capire che la 
lettera chieda l'aiuto del segre¬ 
tario generale per oqtanizzare 
il rilascio di tutti i prigionieri e 
gli ostaggi detenuti in Libano e 
per quem detenuti In Israele». E 
li segretario dell'Onu ha an¬ 
nunciato che domani si reche¬ 
rà personalmente a Londra 
per incontrarsi con l'ex ostag¬ 
gio. 

Me Carthy, dopo aver ringra¬ 
ziato le forze armale siriane 
che lo avevano scortalo sino a 
Damasco, ha dato una buona 
notizia per quanto riguarda al¬ 
cuni degli ostaggi della Jihad: 
«Voglio tranquillizzare le fami¬ 
glie di Teny Anderson, Tho¬ 
mas Sutherland e Terry Waile 
- ha detto il glomalisla inglese 
- li ho lasciati due giorni fa in 
buone condizioni di salute e di 
morale». Terry Waite però, ha 
aggiunto l'ex ostaggio, «e stato 
molto malato e ha sofferto di 
un problema ai polmoni. Deve 
essere stato portato da un me¬ 
dico che lo ha curato». Me Car¬ 
thy ha affermalo che il tratta¬ 
mento era «tollerabile, direi 
buono», aggiungendo com¬ 
mosso che la vicinanza con gli 
altri ostaggi «mi ha dato la for¬ 
za d'animo per sopportare 
questi anni di prigionia». 


Per quanto riguarda gli altri 
stranieri rapiti in Libano, il 
giornalista britannico ha affer¬ 
mato che i suoi carcerieri gli 
hanno detto di non avere nelle 
loro mani tulli gli altri undici 
ostaggi occidentali. Ma - ha 
aggiunto Me Carthy - mi han¬ 
no assicurato che «sono in 
buona salute c in buone con¬ 
dizioni di vita». Me Carthy ha 
voluto ringraziare quanti si so¬ 
no adoperati per la sua libera¬ 
zione. c ha lanciato un appello 
affinché «vengano pro.seguiti 
gli sforzi per mettere fine alla 
sofferenza di lutti quelli che so¬ 


no detenuti nella regione». E in 
Libano si troverebbe attual¬ 
mente l'assistente di Perez de 
Cuellar, l'italiano Giandomeni¬ 
co Heco: sarebbe lui ad aver 
lavoralo dietro le quinte per ot¬ 
tenere questo rilascio. Picco 
stava conducendo le trattative 
anche per la liberazione di un 
altro ostaggio - annunciata an¬ 
che dal segretario dell'Onu - 
ma e evidente che il rapimento 
di Leyraud renderà tutto più 
difficile. 

La liberazione di Me Carthy 
è slata accolta In Inghiltenra 
con manifestazioni di gioia. Le 


campane della chiesa di Saint 
Bride - la chiesa dei giornalisti 
- hanno suonato a distesa e 
una folla di amici e colleghi di 
Me Carthy si ò raccolta in pre¬ 
ghiera. Il premier britannico 
John Major, in vacanza in Spa¬ 
gna, ha dichiarato di essere 
«e.sticmamente contento» e ha 
ringraziato «il governo della Si¬ 
ria per la sua assistenza e il go¬ 
verno dell'Iran per aver utiliz¬ 
zato la sua influenza umanita- 
na». Ovviamente felicissima la 
fidanzata di John Me Carthy, 
Jill Monell: «Sono al settimo 
cielo - ha detto - ora la vita 
può ricominciare». 





Attesa per il secondo ostag^o 
L’Onu fiducioso: «Presto a casa» 


Si attende il rilascio del secondo ostaggio, un ameri¬ 
cano dopo il britannico MeCarthy. Sarà il giornalista 
Teny Anderson, prigioniero dalI'SS, anticipano da 
Beirut. Questione di ore, dice all'Onu Perez de Cuel¬ 
lar, dopo aver parlato col suo assistente italiano, 
Picco, in'viato a Damasco. Mentre Bush, scottato dal 
mancato concretizzarsi di altre liberazioni annun¬ 
ciate, attende e insiste; «Vanno liberati tutti». 

_ DAL NOSTRO COBBISPONOENTE _ 

SIIQMUND OINZBRRO 


im NEW YORK. Bush 6 andato 
a pescare, come aveva pro¬ 
grammato, sul suo motoscafo 
Fidelity. Incaricando il suo por¬ 
tavoce Rlzwater di riferite che 
ha dato l'ordine di Informarlo 
minuto per minuto degli svi¬ 
luppi, che è compiaciuto per il 
rilascio del giornalista britanni¬ 
co John MeCarty, ma anche 
che non gli garba mollo il gio¬ 
co delle librazioni pezzo a 
pezzo. «Reiteriamo il nostro 
appello che tutti gli ostaggi 
vengano liberati immediata¬ 
mente, sani e salvi e senza 
condizioni», ha dichiarato Filz- 
water a Kennebunkport, la Ca¬ 
sa Bianca d'estate, premuran¬ 
dosi anche di temperare gli en- 
tuslasnmi che si erano dilfusi 


alla notizia che alla liberazio¬ 
ne di MeCarty seguirà, a ruota, 
quella di un altro ostaggio, un 
americano: «Persistono voci 
sul rilascio di un ostaggio ame¬ 
ricano, ma non abbiamo an¬ 
cora informazioni dirette che II 
rilascio avrà luogo». 

Ovviamente Bush non può 
che far buon viso alla libera¬ 
zione degli ostaggi. Ma ci tiene 
a far sapere che il modo non 
gli piace. G che uno non gli ba¬ 
sta. Lo la anche ostentando 
l'atteggiamento del tipo: «Fin¬ 
ché non lo vediamo non ci cre¬ 
diamo». 

Eppure diverse ore pnma al 
palazzo di vetro dcH'Onu a 
New York il segretario generale 
Perezde Cuellar, aveva accan¬ 


tonato la sua proverbiale pru¬ 
denza per dare per sicura la li¬ 
berazione anche di un secon¬ 
do ostaggio, «Spero che ne ■ 
avremo un altro oggi o doma¬ 
ni... Spero che si tratterà di un 
americano, ma non mi atten¬ 
do che i liberati siano più di 
due...», aveva dello al momen¬ 
to di entrare nel suo ufficio. 
Come fa a saperlo, gli avevano 
chiesto? «Ho le mie fonti», era 
stala la risposta. 

La •fonte» cui Perez de Cuel¬ 
lar si riferisce é certamente il 
suo assistente italiano, Gian¬ 
domenico Picco, invialo in 
fretta c furia martedì a Dama¬ 
sco a prendere in consegna 
MeCarthy. E se Picco, che é 
persona serissima e con alle 
spalle una vastissima esperien¬ 
za in Medio Oriente Cura stato 
lui a tessere per conto del se¬ 
gretario generale la pace tra 
Iran e Irak nel 1988, lo aveva 
accompagnato in tutte le sue 
missioni a Baghdad alla viglia 
della guerra), dice che ci sarà 
una seconda liberazione, per il 
cronista è Vangelo. Ne sono 
convinti e confermano, a 
quanto riferisce la corrispon¬ 
dente della Cnn all'Onu, an¬ 


che i funzionari americani. 
Che quando gli si chiede per¬ 
ché allora Casa Bianca e Di- 
paniinenlo di Stato conlionui- 
no a mettere le mani avanti, ri¬ 
spondono che vige la pratica 
di non confermare la liberazio¬ 
ne di un ostaggio finché un 
funzionario del governo ameri¬ 
cano abbia potuto vederlo e 
parlargli di persona. A confer¬ 
mare che non ritengono affat¬ 
to che stavolta si tratti di un fal¬ 
so allarme, c'é il fatto che un'e- 
qui|>e medica é già stata spedi¬ 
ta in Germania pronta ad ac¬ 
cogliere e prestare le cure che 
si rivelassero necessarie al li¬ 
berato. 

Il problema probabilmente 
è anche nelle modalità del rila¬ 
scio. Washington, pur guar¬ 
dandosi bene dal criticare 
apertamente la mediazione 
dell'Onu, ribadisce che non in¬ 
tende aprire un negoziato coi 
rapitori. Ma non mette il veto a 
ohe a trattare siano altri, il gior¬ 
nalista britannico liberato, 
.lolin MeCarthy. ha portato con 
ié un messaggio dei suoi se¬ 
questratori della Jihad islami- 
ita al segretario generale del- 
’Onu. E ne ha anche rivelato il 
oonlenuto, in base alle convcr- 



Jili Moirell (al centro), la fidanzata di John Me Carthy. Sopra l'ex ostag¬ 
gio col padre e il fratello a Damasco dopo la liberazione 


sazioni che prima della libera¬ 
zione aveva avuto con i diri¬ 
genti del gruppo sciita ulirà; si 
dicono pronti a liberare tutti gli 
altri sequestrali purché Israele 
liberi i circa 400 sciiti che ha 
latto prigionieri in Libano. La 
risposta israeliana è che sono 
pronti a negoziare uno scam¬ 
bio di prigionieri, ma in cam¬ 
bio dei sette soldati israeliani 
che ritengono prigionieri degli 
sciiti in Libano, non di altri 
ostaggi occidentali. Un nego¬ 
ziato quindi é già in alto, sotto 
la garanzia, se non la diretta 


n dopo Golfo «ammorbidisce» i signori delle stragi 


L’organizzazione terroristica libanese 
ha mantenuto la sua promessa 
Dopo 8 anni di sanguinose stragi 
sta davvero mutando strategia? 
Un’ipotesi maturata dopo la guerra 


OIANCARLO LANNUTTI 


Perez de Cuellar 


■■ L'«elfeUo Golfo» sembra 
aver raggiunto anche la Jihad 
islamica, messa alle strette dal¬ 
la «normalizzazione» siriana in 
Libano e dal «nuovo corso» 
dell'Iran di Rafsanjani. Nei mu¬ 
tati equilibri regionali (e non 
solo regionali). la più temibile 
e inafferrabile Ira le organizza¬ 
zioni terroristiche dei Medio 
Onente deve ormai sentirsi un 
po' come un pesce fuor d'ac- 

a ua; ecco dunque l'ammorbi- 
imenlo (almeno relativo) 
nella sua posizione sul proble¬ 


ma degli ostaggi, che peraltro 
ha provocalo subito una frattu¬ 
ra al suo interno, con la rivolta 
della pattuglia degli «irriducibi¬ 
li». Siamo naturalmente nel 
campx) delle ipotesi e delle il¬ 
lazioni; in un universo oscuro e 
magmatico come quello delle 
organizzazioni armate operan¬ 
ti in Libano (e dal Libano) 
non è ovviamente possibile 
raggiungere certezze, come di¬ 
mostra del resto il mistero che 
ha sempre circondato non so¬ 
lo i caratteri e la struttura, ma 


perfino la stessa effettiva esi¬ 
stenza della Jihad islamica in 
quanto tale. 

Il debutto, se cosi si può di¬ 
re, della Jihad islamica avven¬ 
ne il 18 aprile 1983 con l'atten¬ 
tato alla sede deiramba.sciala 
americana a Beimt-ovesi, che 
costò la vita a G3 persone. Si 
era allora al culmine della 
spinta espansionistica della ri¬ 
voluzione khomeinisla, men¬ 
tre sullo scenario più stretta¬ 
mente libanese il processo di 
disgregazione innescato dalla 
guerra civile cominciava ad 
apparire irreversibile. Di qui la 
scelta di perseguire da un lato 
la creazione di una «repubbli¬ 
ca islamica» anche in Libano 
(oltre che in un Irak eventual¬ 
mente «liberato» con le armi 
dal regime di Saddam Hus¬ 
sein) e daH’altro di impegnare 
una battaglia senza esclusione 
di colpi contro i «Satana» occi¬ 
dentali. 

La strategia della Jihad fu 
dapprima fondala essenzial¬ 


mente su azioni terrorìstiche in 
grande stile: ricordiamo fra gli 
altri, oltre a quello già citalo, i 
due simultanei attentati del 23 
ottobre 1983 contro i contin¬ 
genti americano e francese 
della Forza multinazionale a 
Beimi (rispettivamente 241 e 
r-8 morti), I sanguinosiattenta- 
I. del dicembre successivo 
contro obicttivi americani e 
francesi in Kuwait, un nuovo 
iiltcrilalo nel 1984 contro l'am¬ 
basciata americana trasfcrìlasi 
a Beirut-est (20 morti). Dal 
marzo 1985 inizia invece la pa¬ 
rallela strategia dei sequestri, 
con rapimenti a catena di 
ostaggi occidentali e un freddo 
e spietato dosaggio, nel corso 
degli anni, di minacce e dì uc¬ 
cisioni. Malgrado tutto ciò la 
J had islamica é sempre rìrna- 
s'a una entità impalpabile, 
s-znza volto, senza mal una so¬ 
la slilacciatura. Tanto da far 
avanzare l'ipotesi che in realtà 
quel a di «Jihad islamica» (co¬ 
me quelle dì altri gmppi consi- 
dera'i generalmente sue dira¬ 


mazioni, dairOrganizzazione 
degli oimressi della terra all'o¬ 
dierna Organizzazione per la 
difesa dei prigionieri politici) 
fosse soltanto una sigla, una 
etichetta usala come copertu¬ 
ra da gruppi formalmente le¬ 
gali - come gli Hezbollah liba¬ 
nesi filo-iraniani - ed anche 
dai servizi speciali di questo o 
quel Paese della regione. 

Quale che fosse la verità, era 
indubbio un collegamento 
con l'Iran di Khomeini; e alla 
luce dell'alleanza fra Teheran 
e Damasco nella guerra Iran- 
Irak c della presenza militare 
sinana in Libano era logico 
che si attribuisse alla Siria una 
"influenza speciale», sia pure 
indiretta, nella vicenda degli 
ostaggi. Influenza che Assad 
ha dimostrato in positivo otte¬ 
nendo nei primi mesi dello 
scorso anno la liberazione di 
due ostaggi americani. Poi il 
processo si è inceppato ed é 
sopravvenuta la crisi del Golfo 
acomplicare le cose. 


Ora, nel «dopo Golfo», tutto 
é nuovamente mutalo. Il Liba¬ 
no è in via di avanzata «norma¬ 
lizzazione», sotto tutela siriana 
e con la benedizione dell'Oc¬ 
cidente; e Assad, tanto più do¬ 
po la «svolta» nella vertenza 
arabo-israeliana, non può tol¬ 
lerare che sotto gli occhi delle 
sue truppe si continuino a te¬ 
nere sotto sequestro cittadini 
americani c occidentali. Quan¬ 
to all'Iran, il pragmatico Raf- 
sanjani sta capitalizzando i 
frutti del suo atteggiamento 
■moderato» nella guerra del 
CjoIIo e rifacendo in termini di 
rispettabilità il maquillage al 
suo regime (in questo senso, 
l'assassinio di Shapur Baktiar 
potrebbe essere un colpo di 
coda dei «khomeinisti arrab¬ 
biati»). La Jihad islamica ap¬ 
pare dunque uno strumento 
■del passalo» e quello degli 
ostaggi un bruito capitolo, or¬ 
mai da chiudere una volta |)er 
tulle. Resta da vedere, natural¬ 
mente. se l'operazione riuscirà 
ad andare fino in fondo. 


Shamir disponibile a rilasciare 
400 libanesi sciiti filo-iraniani 

Israele accetta 
lo scambio 
con i terroristi 


■i TEL AVIV. Israele é dispo¬ 
sto a negoziare con i radicali 
islamici libanesi la liberazione 
degli undici occidenlril tuttora 
in ostaggio a condizione che 
con essi siano rilasci-sti anche 
sette militari israelian ilispersi 
durante missioni in Libiino ne¬ 
gli anni 1982-1987 e probabil¬ 
mente caduti nelle mimi di or¬ 
ganizzazioni sciite. Lc> ha detto 
Uri Lubrani, il coordinatore 
della attività in Libano del mi¬ 
nistero della difesa israeliano, 
in un'intervista alla nidxi mili¬ 
tare. Lubrani ha comunque 
precisato che il «prertD massi¬ 
mo» che lo stato ebraco ò di¬ 
sposto a pagare è la liberazio¬ 
ne di 375 cittadini libanesi 
(detenuti in Israele o nel Liba¬ 
no del sud) e non la .sc»iicera- 
zione di palestinesi dei Territo¬ 
ri. Nonostante la «jihad islami¬ 
ca» e lo «hezbollali» siano 
«gruppi duri e barban», Lubra¬ 
ni ha detto che Israele non esi¬ 
terà a contattarli pur di riscat¬ 
tare i suoi soldati tenuti in pri¬ 
gionia. Secondo l'alto lunzio- 
nario, questi gruppi e i loro 
mandanti cominciano a ren¬ 
dersi conto che gii ostaggi 
stanno ora lappren-ritando 
per loro più svantaggi che lan- 
faggi. Lubrani ha infine esclu¬ 
so che, in caso di uno scambio 
generale di prigionien, possa 
essere rilasciato anclie Shab- 
lay Kalmanovitz, una ebreo 
russo condannato anni fu in 
Israele per spionaggio a favore 
dell' Urss. «Noi parliamo solo 
della liberazione di ci Jadini li¬ 
banesi - ha ricordalo - e non 
mescoliamo le mosche al bro¬ 
do». 

A Gerusalemme il ministro 
della difesa Moshe Juens ha 
confermato le parole di Lubra¬ 
ni affermando che l’esecutivo 
israeliano è pronto ed un ac¬ 
cordo «he riporti a casa tutti i 
prigionieri c i dispersi», ma non 
ha voluto assumere irnptgni di 
alcun genere. E quando gli é 
stato chiesto se Israele avrebbe 
fatto delle concessioni Arens 
ha risposto: «Preferitcc' non 


condurre trattative su una ma-, 
teria tanto delicata attraverso i 
mezzi di infonnazione». Quan¬ 
to al ruolo che la Siria potreb¬ 
be giocare in tutta la vicenda, il 
ministro della Difesa ha affer¬ 
mato: «Non ho alcun dubbio 
che possa lar molto. 1 nostri so¬ 
no a quanto pare trattenuti in 
territorio sotto il controllo siria¬ 
no». 

La disponibilità dì Israele è 
arrivata do>ao che il sottosegre¬ 
tario agli Esteri inglese, Dou¬ 
glas Hogg, ha chiesto al gover¬ 
no Shamir la liberazione dello 
sceicco sciita Abdel Karìm 
Obeid, rapilo da un comman¬ 
do israeliano nel Libano meri¬ 
dionale nel 1989. ■Bisogna ve¬ 
dere tutte le parti coinvolte per 
assicurare la liberazione degli 
ostaggi occidentali, dello 
sceicco Obeid e di tutti gli 
ostaggi in Libano merìdiona- 
.e», aveva detto Hogg oom- 
nentato il rilascio, ieri, dell'o¬ 
staggio inglese John MeCarthy. 
«Gli israeliani - ha aggiunto il 
diplomatico inglese - sanno 
quanta importanza attribuia¬ 
mo al rilascio dello sceicco 
Obeid. Abbiamo Infonnato già 
molte volte Israele del nostro 
punto di vista su questo argo¬ 
mento. Lo faremo di nuovo». 

La liberazione di circa 400 li¬ 
banesi. catturati dal 1982 nel 
Libano meridionale e trattenu¬ 
ti prigionieri da Israele, e dello 
sceicco Obeid, influente per¬ 
sonalità sciita libanese, é stata 
più volte chiesta dai gruppi 
Hezbollah che detengono ^1 
ostaggi occidentali, sopratutto 
diplomatici e giornalisti, a Bei¬ 
rut. 

Hogg ha anche aggiunto 
che la Grari Bretagna ha deci¬ 
so all'inizio di quest'anno dì ri¬ 
stabilire rapporti diplomatici 
con Iran e Sma - due paesi che 
possono influenzare le orga¬ 
nizzazioni sciite libanesi) in 
parte anche nell'interesse de¬ 
gli ostaggi, ma ha seccamente 
smentito che per il rilascio di 
John MeCarthy ci sia stato 
«qualsiasi tipo dì scambio». 


mediazione dell'Onu. Perez de 
Cualler ha detto di aver inviato 
Picco a Damasco «come una 
specie di testimone». Ma ieri, 
parlando una seconda volta 
coi giornalisti all'uscita dal suo 
ufficio, ha voluto andare in¬ 
contro alle riserve venute da 
Bush sottolineando che la libe¬ 
razione di MeCarthy era avve¬ 
nuta «senza condizioni» e che 
riteiene che essa «vada consi¬ 
derala come l'inizio di un pro¬ 
cesso che porta al rilascio dt 
tutti gli altri ostaggi, americani, 
britannici c tulli gli altri...». 


COMUNE DI GARAGUSO 


PROVINCIA DI MATERA 


RIpubbllcazIone estratto bando di gara 

Questo Comune deve indire idUizione privata per l'appalto del lavori di Infra- 
strutturazlorw P.I.P. comp'orrsorlale. Importo a base d'appalto L1837.286.853, 
finanziamento tondi'legge n M.'CG. 

L'agoiudicazione avverrà rii del combinato disposto deirairt 24 punto 2 tett | 
a) della legge n. 584/77 e doU'art 2 bis punti 2 e 3 ieggu n. 155/89 
Le Imprese Interessate, isedrte al’A N.C nella categoria 6 ed importo minimo di 
L 3 000.000.000, possooD cNedere con domanda in carta bollata, di essere In* 
vitate, facendola pervenire entro il giorno 30 agosto 1991 a quesfAmmlnlstra- 
zione • Ufficio Tecnico, che : pediii gli Inviti entro 30 giorni 
Le dichiarazioni e documentirioni da rendere ed allegarsi alla domanda sono ri¬ 
portate sul bando Integrale Ir'viato in data odierna alla Gazzetta ufficiale della Re¬ 
pubblica Italiana 

Possono partecipare alla gar.i anche imprese riunite o che dichiarino dì volersi ' 
riunire ai sensi deH'ari 20 o PI dalla legge n 584/77 e successive modifiche 
Le richieste di Invito non vincolano rAmministrazlone. 

Garaguso. 30 luglio 1991 


A LIVIGNO 

FINALMENTE ISOLA PEDONALE IN 
LIVIGNO, CON AL SUO INTERNO 25 HOTELS 

L’AGENZIA TURISTICA LIVING vi invila a preno¬ 
tare, per le Vs. gilè, i \s. week-end e per le Vs. va¬ 
canze, gli alberghi situati all’interno dell’isola pe¬ 
donale nella zona più centrale e finalmente più 
silenziosa e tranquilla di Livigno. 

Con la riservazione hotels riceverete regolare 
pass gratuito con numero illimitato di entrate ed 
uscite giornaliere dall'isola pedonale. 

PER INFORMAZIONI: Agenzia Turistica Living 
Via Fontana 52 

23030 Livigno (So) ■ 

Tel. 0342/996739 - Fax 0342/92G922 


,t 






















VENERDÌ 9 AGOST01991 


L'ultimo ministro prima deirimam sgozzato 
da un commando penetrato nella sua villa 
Trovato morto anche il suo capo di gabinetto 
A proteggerlo i servizi destinarono il figlio? 


Bani Sadr, ex presidente dell'Iran, racconta 
«Ci arrivò una lista con i nomi da eliminare» 
La comunità in esilio accusa Rafsanjiani 
Si teme per la vita degli altri esponenti 


Ucdso Bakhtìar nemico de^ <o^tollah 

Accoltellato a Parigi. Gli esuli iraniani accusano Teheran 


Shapour Bakhtiar, che fu l’ultimo primo ministro ira¬ 
niano prima deU’awento di Khomeini e uno dei 
principali oppositori del regime, è stato ucciso ieri a 
Parigi, dov'era in esilio dal 1979. Assieme a lui è sta¬ 
to assassinato a coltellate anche il suo capo di gabi¬ 
netto. L’opinione unanime attribuisce l’omicidio a 
killer agli ordini di Teheran. Si teme per la vita di al¬ 
tri oppositori. 

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE 

OIANNIMARSILU 


H PARIGI. L'hanno trovato 
ieri mattina al piano terre della 
villa che occupava a Suresnes. 
pochi chilometri fuori Parigi. 
Shapour Bakhtiar era allunga¬ 
to su un divano, la gola sgoz¬ 
zata-, il suo capo di gabinetto 
giaceva sul pavimento, qual¬ 
che metro più in la, colpito al 
ventre. Ambedue pugnalati a 
morte qualche ora prima, sen¬ 
za che nessuno si accorgesse 
di nulla, nù 1 due poliziotti fran¬ 
cesi di guardia nelle garrittc 
davanti alla villa nè gli altri due 
che stazionavano in perma¬ 
nenza all’Ingresso interno. So¬ 
no stati messi in alletta verso le 
10.30 dal figlio di Bakhtiar, al¬ 
larmato dal latto che suo pa¬ 
dre da ore non rispondesse al 
telefono. Particolare agghiac¬ 
ciante: il figlio di Bakhtiar è na¬ 
turalizzato francese, lavora nei 
servizi di sicurezza e secondo 
buone fonti sembra che pro- 
prrio lui fosse incaricato della 
protezione del padre. Sul du¬ 


plice assassinio le autorità 
fraiKesi hanno steso subito un 
velo di riserbo totale: si sa solo 
che il ministero degli Esteri è 
«in contatto permanente» con 
quello degli Interni, come reci¬ 
ta uno scarno comunicato del 
Qual d'Orsay.Lc implicazioni 
politiche dell'attentato sono 
infattidelle più gravi. 

Più prodigo di particolari è 
stato l’altro oppositore del re¬ 
gime khomelnista in esilio a 
Parigi, l'ex presidente delia Re¬ 
pubblica iraniana Bani Sadr. 
•Recentemente - ha detto Bani 
Sadr - avevo ricevuto una pri¬ 
ma Informazione che mi assi¬ 
curava che questa volta l'affare 
era serio: i mollah al potete 
erano decisi a sopprimermi. 
Poi, tre o quattro giorni la, è ar¬ 
rivata una lista di oppositori 
che il regime aveva deciso di 
. eliminare, e tra questi figurava 
il nome di Shapour Bakhtiar. 
Credo che l'abbia ricevuta an¬ 


che lui». Per la comunità ira¬ 
niana in esilio non cl sono 
dubbi: mandante del delitto è 
il governo iraniano, Rafsaniia- 
nl in persona. Lo dice Bani 
Sadr, lo dicono 1 «mouiahidin 
del popolo», che hanno chie¬ 
sto la chiusura deH'ambasciata 
iraniana a Parigi. Meno precisa 
è l'opinione deH’ayatollah 
Mahdi Rouhani, capo spiritua¬ 
le della comunità sciita in Eu¬ 
ropa: ritiene che l'omicidio sia 
opera di «estremisti», ma fa no¬ 
tare che «l’interesse del gover¬ 
no iraniano non è di eliminare 
gli oppositori del regime». Ha 
aggiunto tuttavia un particola¬ 
re inlerc.ssante: qualche giorno 
la «ho ricevuto la visita di una 
personalità molto conosciuta 
dal governi francese e irania¬ 
no, che mi ha consigliato pru¬ 
denza poiché ero in pericolo». 

I segnali di una nuova offen¬ 
siva del terrorismo khomeinl- 


sta sono dunque numerosi. La 
tecnica dell'arma bianca sem¬ 
bra essere il segno distintivo 
degli ultimi attentati: quelli 
contro i traduttori di SaJman 
Rushdle a Roma e Tokio (que¬ 
st'ultimo tragicamente andato 
a segno) c quelli contro gli op¬ 
positori politici. Lo scorso 18 
aprile Abdel Rahman Borou- 
mand, ricco uomo d'affari Ira¬ 
niano, presidente del comitato 
esecutivo del Movimento della 
resistenza nazionale (fondato 
da Bakhtiar), amico intimo e 
collaboratore dell'ex primo 
ministro, era stato ucciso a col¬ 
tellate in pieno giorno nell'a¬ 
trio dell'elegante palazzo in 
cui abitava nel centro parigino. 
Un'ora prima era stato a collo¬ 
quio con Bakhtiar. Quell'omi¬ 
cidio era passato quasi inos¬ 
servato, ma Bakhtiar vi aveva 
visto «l'opera di professionisti 


al servizio dei mollah di Kho- 
memi». Gli inquirenti francesi, 
sconcertati dalla tecnica, ave¬ 
vano perfino ipotizzato una pi¬ 
sta «privata». Aita luce del du¬ 
plice omicidio di ieri anche l’e- 
limmazlone di Boroumand ac¬ 
quisii contorni nettamente po¬ 
litici. E i «mouiahidin» denun¬ 
ciano la presenza in Francia di 
un commando di sicari com¬ 
posto da quattro uomini e due 
donne, spreilito da Teheran per 
fare una vo ta per tulle «piazza 
pulii,!». 

Le autorità francesi hanno 
iminirdialaincnte «disposto 
controlli severissimi alle fron¬ 
tiere terrestri, marittime e negli 
aero|}oill. Le speranze di arre¬ 
state 1 sicari sono tultasàa scar¬ 
se: sia irerchè il delitto è stato 
scopert.o appena qualche ora 
dO|X> esser stalo commesso, 
sia perchè non vi sono tracce 
per risalire una pista. Niente 


pallottole dalle quali identifi¬ 
care un'arma, niente testimoni 
allertati dagli spari. L’ultima 
volta che Bakhtiar era stato vi¬ 
sto era martedì scorso, mentre 
facL^va il suo solito jogging sot¬ 
to scotta. Gli inquirenti stanno 
passando al setaccio tutti colo¬ 
ro che frequentavano la villa, 
neH’ipotesi che l'assassino fac¬ 
cia parte deH'enlouragc del¬ 
l'ex primo ministro. Ma la 
preoccupazione maggiore è 
sul versante politico. Proprio in 
que.ste settimane Francia e 
Iran stavano chiudendo un 
contenzioso durato un decen¬ 
nio. Fu infatti nel luglio dell’80 
che un commando di terroristi 
attentò per la prima volta alla 
vita di Bakhtiar a Parigi: il ber¬ 
saglio si salvò, ma un poliziot¬ 
to e una donna francesi mori¬ 
rono crivellati da raffiche di 
mitra, il capo del gruppo. Anis 


Combattè lo scià, ne divenne ministro 
per fermare l’ascesa degli Imam 

Laico, moderno 
nemico giurato 
dei dispotismi 

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE 



■I PARIGI. La figura asciutta, 
l’eleganza sobria, l’andatura 
atletica nonostante i 76 anni, il 
francese impeccabile, due baf¬ 
fi curatissimi sul volto forte e 
angoloso: Chapour Bakhtìar 
aveva «le phbiique du rote» di 
un primo ministro laico c mo¬ 
derno, l’esatto opposto di un 
ayatollah. Era nato nel 1914, 
rampollo di una tribù ricca e 
influente, che mai negò il suo 
app<>88^ Allo i^clà di Persia. 
Ma lui no, fu la pecora nera. 
Combattè il sovrano senza re¬ 
more, denunciandone l’aicai- 
smo c l'assolutismo. Bakhtiar 
era repubblicano convinto. 
Aveva appreso ad esserlo a Pa¬ 
rigi, dove aveva fatto il liceo (il 
«Louis le Grand») e gli studi 
universitari. In Francia aveva 
trovalo la sua patria d'elezio¬ 
ne, tanto che nel '40 si arruolò 
nell’esercito per combattere 
l’invasione tedesca. E in Fran¬ 


cia aveva incontrato anche la 
compagna della sua vita. Un fi¬ 
glio è del resto francese: lavora 
per i servizi d'informazione del 
ministero degli interni, ed è 
stato lui, ieri, a dare l'allarme 
dopo aver inutilmente tentato 
di telefonare a suo padre. 

Bakhtiar era rientrato in Iran 
nel 1946, per dare battaglia 
politica. Fu tra i leader del 
Fronte nazionale, alla testa 
della sua componente social- 
democratica. Conobbe gli en¬ 
tusiasmi e il dramma della bre¬ 
ve stagione di Mossadek, di cui 
nel '53 fu sottosegretario al La¬ 
voro. Il colpo di Stato di Reza 
Pahlevi lo costrinse ad un lun¬ 
go periodo in cui si alternaro¬ 
no clandestinità, residenza 
sorvegliata e prigione. Era uno 
degli avversari più accaniti del 
dispotismo imperiale. Fino al 
1978, data del suo ritorno sulla 
scena politica. Gli ayatollah 


scuotevano il regno dello scià, 
e Bakhtiar vide in ossi il perico¬ 
lo di un dispotismo ancor più 
oscurantista. Era un laico con¬ 
vinto. disposto a tutto pur di 
sbarrare la strada al potere reli¬ 
gioso. Fu cosi che il 4 gennaio 
del 1979 accettò l'investitura a 
primo ministro dalle mani di 
Reza Pahlevi. I suol antichi 
compagni di lotta lo accusaro¬ 
no di tradimento. Lui rispose 
che lo scià si era impegnato a 
governare secondo la Costitu¬ 
zione. Durò poco, meno di 
due mesi. Quando arrivò Kho- 
mcini per lui non ci fu più 
scampo. Isolato dai suol, per¬ 
seguitato dal regime dei mol¬ 
lali. Riuscì a fuggire grazie al¬ 
l’aiuto del primo capo di go¬ 
verno nominalo da Khomeini. 
il suo amico Bazargan. Appro¬ 
dò a Parigi, sua città di elezio¬ 
ne, e si rifugiò nel dorato sob- 
boigo di Neullly. Ma Khomeini 
aveva già pronunciato la «fat- 


wa» nei suoi confronti: tutti 
avevano il dovere di ucciderlo. 
Ci provò un cristiano libanese 
conveitito all'islam della iihad, 
Anis Naccache. Riuscì soltanto 
a crivellare di colpi di mitra 
due innocenti. Oggi è libero, 
graziato da Mitterrand un anno 
le, e gestisce una piccola im¬ 
presa informatica a Tunisi. Ba- 
khliar traslocò nella «ban¬ 
lieue», a Suresnes. All'inizio 
degli anni '80 fondò II suo Mo¬ 
vimento di resistenza e apri 
una sede, e una radio, a Bag¬ 
dad. Incontrò spesso Saddam 
Hussein, ma rifiutò sempre 
ogni accusa di connivenza con 
colui che fece guerra al suo 
popolo per tutti gli anni '80. Si 
dice che non si curasse molto 
delle continue minacce alla 
sua vita. Rno aH’ultimo avverti 
le capitali occidentali: a Tehe¬ 
ran, diceva, c'è sempre la stes¬ 
sa cricca sanguinaria, anche 
dopo la morte di Khomeini. 

aCi.Ma. 


Dagli anni 70 fino ad oggi 
una lunga scia di sangue 


HI P,àRlCI. L'uccisione di ieri 
a Parigi dell'ex primo ministro 
Iran ano .Shapur Bakhtiar si 
agjfiunge a una lunga serie di 
attentali commessi negli ulti¬ 
mi anni nella capitale france¬ 
se contro personalità politi¬ 
che straniere: ecco una lista 
del più importanti Ira quelli ri- 
guaidanti la situazione nel 
Med io Oriente o nell’Iran. 

3 «igoato 1978: assassinio 
del rappresentante dell’Olp a 
Parigi Ezzedin Kalak rivendi¬ 
cate dal gruppo di Abu Nidal. 
7 dicembre 1979: assassinio 
del nipote dello Scià Shahryar 


Muslafa Shafik, rivendicato da 
un gruppo di integralisti ira¬ 
niani. 21 luglio 1980: assas¬ 
sinio dell’ex primo ministro si¬ 
riano Salah Bilar. fondatore 
del partito «baath arabo». 18 
gennaio 1982: assassinio 
aeU'addetto militare aggiunto 
presso l'ambasciata statuni¬ 
tense, il colonnello Charles 
Ray, rivendicalo dagli estremi¬ 
sti libanesi delle «fari». 23 lu- 
gUo 1982: assassinio del di¬ 
rettore aggiunto ad interim 
dell’ulficio deU’Olp, Fadl Da¬ 
ni, che perisce nella deflagra¬ 
zione della sua automobile 
caricata di esplosivo. 8 feb- 




Naccache, fu arrestato, con¬ 
dannato all'ergastolo c incar¬ 
ceralo. Per dieci anni l’estremi¬ 
smo khomelnista tentò di otte¬ 
nerne la liberazione: vi furono 
le stragi in pieno centro parigi¬ 
no ncir86, la «guen-a delle am- 
ba.sciale», gli ostaggi francesi a 
Beirut, pressioni economiche. 
Un braccio di ferro al quale 
Francois Mitterrand pose line 
nel luglio dello scorso anno, 
accordando la grazia a Nacca¬ 
che e ai suoi quattro complici. 
Il gesto non fu senza polemi¬ 
che: i più vi videro il saldo di 
un debito contratto per la libe¬ 
razione degli ostaggi in Liba¬ 
no. Alla grazia segui la norma¬ 
lizzazione dei rapporti con 
Teheran: la diplomazia france¬ 
se ha scommesso infatd su 
Rafsanianl. Roland Dumas è 
già stato in Iran, Mitterrand si 
appresta ad andarci nel prossi¬ 
mo autunno. Nelle strategie 
del dopo-C3ollo Teheran toma 
ad essere interlocutore privile¬ 
giato pet Parigi, che nel corso 
del conflitto tra Iran e Irak ave¬ 
va sostenuto quest'ultimo. Ma 
la condizione del credito poli¬ 
tico allerto a Rafsanjiani, per 
Parigi come per altre capitali 
occidentali, è la democratizza¬ 
zione del regime. Il duplice as¬ 
sassinio di ieri contraddice 
questa scelta. A meno che il 
governo iraniano o gli inqui¬ 
renti francesi non dimostrino 
che si tratta di schegge Impaz¬ 
zile del vecchio khomeinismo. 



Shapour Bakhtiar 


Teheran tace 
Secco annundo 
(Ma ra(Jio 


Poche parole dalla ratìio di Teheran hanno annun¬ 
ciato l'uccisione di Elakhtiar, licordando il suo esilio 
dopo la vittoria della rivoluzione iraniana. Gli oppo¬ 
sitori e i mujaheddin accusano il governo iraniano e 
Rafsanjani di essere; i mandanti. Anche l'ayatollah 
Madhi Rouhani gli ha reso omaggio. La Francia con¬ 
danna l’a.ssassinio ma non si sbilancia in attribuzio¬ 
ni di responsabilità 


La polizia francese 
blocca la strada 
dove à stato ucciso, 
nella sua abitazione Bakhtiar, 
ultimo primo ministro durante 
Il regime dello Scià. 

Sotto, Teheran 


brolo 1984: assassinio con 
due colpi di arma da fuoco 
deH’ambasciatore degli Emi¬ 
rati. Abdel Aziz al-Mubarak, ri¬ 
vendicato dalle «brigale rivo¬ 
luzionarie arabe». 23 ottobre 
1990: assassinio dell'opposi¬ 
tore iraniano Cyrus Elahi, ap¬ 
partenente all'organizzazione 
»drappello della libertà». 18 
aprile 1991: un collaborato¬ 
re di Bakhtiar, Abdel Rahman 
Borumand, è ucciso in un ten¬ 
tativo di assassinare l’ex pri¬ 
mo ministro. 

Tra le altre vittime di atten¬ 
tali commessi a Pangi figura¬ 
no diversi diplomatici turchi 
(nel dicembre 1979 e nel 
marzo 1981), un diplomatico 
israeliano (aprile 1982), un 
esponente curdo (giugno 
1987) e una dirigente del mo¬ 
vimento aniisegregazionista 
nel Sud Africa (marzo 1988). 


wm ROMA. Condanna iiniini- 
mo in Francia per 1' assassinio 
dell’ ex primo ministro irania¬ 
no Chapour Bakhtiar. in esilio 
forzalo a purigi dal 1979, ma 
poche righe senza alcun com¬ 
mento a Teheran, dove 1' ulti¬ 
mo premier dell’ odiato scià 
era stato condannato a morte 
in contumacia dal suo grande 
nemico, II defunto ayatollah 
Khomeini. 

1,’ emittente iraniana .si è li¬ 
mitala a dare notizia dell' ucci¬ 
sione di Bakhbar alcune ire 
dopo il fatto, leggendo dispuc- 
ci di agenzie intemazionali e 
ricordando che l'ex prernit r si 
trovava in e.silio in Francia <1 al¬ 
la vittoria della rivoluzione isla¬ 
mica nel 1979. 

Le autorità francesi hanno 
stigmatizzalo 1' assassinio, av¬ 
venuto forse a sorpresa dat. i la 
permanente proiezione di i ui 
godeva 1' ex premier, già ;ig- 
getto di un tallito attentato nel 
1980. Ma pirr ora non si scmo 
sbilanciate in attnbuzione di 
responsabilità, consideralo al¬ 
che il nuovo clima instauratosi 
di recente Ira Pangi e Teheran, 
per cui add ritura sì è ip>otiz/.a- 
la una possibile visita ufficiale 
nella capitale iraniana del p -e- 
sidenle francese Francois ftlit- 
terrand. «È stato un vite attenta¬ 
to - ha detto il primo minl-tro 
Edith Cresson - adotteremo ul¬ 
te le misure per ricercare e .ir- 
restare gli uuton». E il govei no 
in un comunicalo ha promes¬ 
so « un’ indagine che faccia 
piena luce». Unanime invece 
lo sdegno dei partiti di opfxisi- 
zionc conservatori che implici¬ 


tamente puntano il duo contro 
1' Iran o contro suoi agenti e 
esprimono pure dubbi sull' ef¬ 
ficacia della scoila di cui gode¬ 
va Bakhtiar. 

I movimenti .intigovemativi 
iraniani non hanno alcun dub¬ 
bio sulla matrice dell’ attenta¬ 
to. I mujaheddin del popolo 
hanno detto senza mezzi ter¬ 
mini che gli assassini « sono 
terroristi inviati dal presidente 
attuale» Hasliemi Rafsanjani E 
il segretario dell organizzazio¬ 
ne, Alchine Alevi, ha rivelato 
che dal marzo scorso « squa¬ 
dre della morte orano .stato 
sguinzagliate in tutta Europa» 
per eliminare g i oppositori. I 
mujaheddin del popolo, inol¬ 
tre, hanno collegato 1' as-sassi- 
nio con gli assalti recenti ai 
danni dei traduttore italiano e 
giapjjonese dei • versetti sata¬ 
nici» di Satman Rushdic 

La « resistenza n.!/.ionale ira¬ 
niana», il movimento fondato 
proprio da Bakhtiar nel 1981, 
ha addirittura accusato il presi¬ 
dente Rafsanjaiii di essere lui 
in jjersona il manduntc dell' 
a.ssas.sinio definendolo » un 
politico che ha labiato e conti¬ 
nua tuttora, la sua camera nel 
tenorismo». 

Anche 1' avatollah Mahdi 
Rouhani. il capo sjuntuale del¬ 
la comunità’ senta in Europa, 
ha preso le distanze dall' atten¬ 
tato condannando ii terrori 
smo « da qualunque parte pro¬ 
venga» e ha pagato omaggio a 
Bakhtiar definendirlo • un pa¬ 
triota» .inche se uomo piu o 
menoantireligic so» 


Cè un filo rosso che le^a 13 anni di attentati 


■i NEW YORK. A chi tocca 
ora? A Bani Sadt? Ho visto 
abbattere in questi anni, uno 
per uno, molb dei protagoni¬ 
sti della rivoluzione che ave¬ 
vo seguito in Iran per questo 
giornale 13 anni fa. Ne viene 
ammazzato uno ogni volta 
che sì profila un cainbiamen- 
to profondo, una correzione 
brusca della rotta più cupa 
che ha prevalso nel rivolgi¬ 
mento popolare di cui net 
1978 e 1979 da Teheran ave¬ 
vo cercato di raccontare le 
origini e le cause, gli entusia¬ 
smi che aveva suscitato e le 
angosce per I già evidenti 
germi di ferocia e intolleran¬ 
za medievale. 

Fa notizia e orrore Bakh¬ 
tiar accoltellato a Parigi pro¬ 
prio mentre si stava dipanan¬ 
do uno dei capitoli più disgu¬ 
stosi. quello aegli ostaggi in 
mano agli sciti fuo-iraniani in 
Libano, uno dei principali 
ostacoli residui al rientro pie¬ 
no dell’Iran nella politica in¬ 
temazionale. Meno risonan¬ 
za aveva avuto la morte di 
Abduirahman Ghassemlou, 
il leader del partito democra¬ 


tico del Kurdistan iraniano, 
ucciso con due colpi alla te¬ 
sta in un appartamento a 
Vienna due anni fa. Anche 
allora proprio mentre stava 
maturando, con l'approssi¬ 
marsi della fine della guerra 
Iran-Irak, una svolta nella 
sanguinosa guenra tra Tehe¬ 
ran e i propri ribelli curdi. I 
killer avevano freddato con 
pistole di grosso calibro col 
silenziatore Ghassemlou, il 
suo vice Abdullah Ghalezi e 
un terzo curdo, e avevano fe¬ 
rito un diplomatico iraniano 
nella capitale viennese, 
Mohammad Djaferi. Si disse 
allora che l'appuntamento 
del leader della reistenza 
curda con l’esponente di 
Teheran era stato predispo¬ 
sto per fargli avere un salva¬ 
condotto perché tornasse a 
Teheran a negoziare un ac¬ 
cordo per portine alla guerri¬ 
glia. A qualcuno, ben infor¬ 
mato di quell’abboccamen- 
to. evidentemente la prosjiet- 
tiva non garbava. 

Cosi’ per Bakhtiar. I sicari 
l'hanno ammazzato proprio 
mentre Teheran sta dispera¬ 


tamente cercando di ritesse¬ 
re rapporti con le economie 
occidentali, emendare l'im¬ 
magine di fanatismo che 
aveva accompagnato tutto il 
decennio precedente di regi¬ 
me khomeinista. II quadro è 
quello del dopo-guerra nel 
Golfo, del ruolo intemazio¬ 
nale che l’Iran si era conqui¬ 
stato rifiutando l'abbraccio 
di Saddam Hussein. La pre¬ 
messa è il latto che una rivo¬ 
luzione nata dalla concentra¬ 
zione urbana dei senza-scar- 
pe nella capitale, dalla spinta 
di masse di diseredati in cer¬ 
ca di un leader che li condu¬ 
cesse al purgatorio su questa 
terra o al paradiso nell'al di 
là per sfuggire alla miseria 
quotidiana, non ha risolto il 
problema che le aveva dato 
origine. Ai giornali di tutto il 
mondo, concentrati sulla 
grande politica al summit di 
Mosca era sfuggita una noti¬ 
zia dei primi di ago.sto a 
Teheran, quella di una rivolta 
dei senza-scarpe, con incen¬ 
di e barricate al bazar, che ri¬ 
corda i giorni della rivolta an- 
ti-Shah in nome di Allah e di 


L'assassinio di Bakhtiar riporta alla lu¬ 
ce 13 anni segnati da una serie di ucci¬ 
sioni mirate a bloccare sul nascere 
ogni tentativo di cambiamento in Iran. 
Se l’omicidio di ieri fa orrore, altrettan¬ 
to angosciose furono altre uccisioni 
quali quella di Ghassemlou. leader 
curdo che cercava un'intesa con 


Teheran. Forse la colpa di Bakhtiar 
era quella di essere non solo «poco» 
islamico ma anche «poco» iraniano. 
Come lo Scià aveva fatto con l’opposi¬ 
zione politica, la rivoluzione iraniana 
ha drasticamente, fisicamente elimi¬ 
nato le alternative. A chi potrebbe toc¬ 
care ora? 


Khomeini. Il dato di fatto è 
che. come ha ammesso Hadi 
Khamenei, fratello deH’aya- 
tollah Ali Khamenei, l’erede 
spirituale di Khomeini, il 659^ 
degli iraniani vivono tuttora 
al di sotto dei limiti di pover¬ 
tà. E non ne possono più. Di 
fronte alla nuova esplosione 
di cui maturano le avvisaglie 
ci sono solo due possibili 
sbocchi; la rivoluzione e la 
guerra senza line, con l'o¬ 
biettivo immediato di un 
gran revival sciita che con¬ 
quisti alla causa integralista il 
Sud deirirak sconfitto, oppu¬ 
re una perestrojka islamica. 


DAL NOSTRO CORRISPONDENTE 

SIBQMUND OINZBERa 

Per l’holatol-eslam Rafsanja- 
ni. Il possibile Gorbaciov ira¬ 
niano l'assassinio di Bakh¬ 
tiar per dinamica e sceltadel 
momento, equivale al terrori- 
sm< dei Eerretti neri in Litua¬ 
nia. 

S*; Rafsaniani potrebbe di- 
venlaine il Gorbaciov. Sha- 
pqur Bakiitiar era il Kerenskij 
di q iella rivoluzione. E, insie¬ 
me, li simbolo più forte del- 
l’allemati'/a laica all'integra¬ 
lismo religioso. Quando l'a- 
veviiino 1 rtervistalo la prima 
volt,!, nei a sua vecchia casa 
a "l’vlìeran, con una magnifi¬ 
ca fontana di manno che ne 


rinfre.scava l'interno e faceva 
a pugni col tanfo di sudore 
ed escrementi degli slums in 
ebollizione, era ancora uno 
che era stato in galera per¬ 
ché erede di Mossadoq, In 
quel colloquio si era definito 
social-democratico. La storia 
lo ricorderà come il permier 
che aveva mandato in esilio 
lo Scià e consentito il ritorno 
di Khomeini da Parigi. Ma 
probabilmente, non solo l’e¬ 
ia avanzata. 79 anni, ma so¬ 
prattutto la macchia di esse¬ 
re stato l'ultimo primo mini¬ 
stro scelto dallo &ia e di aver 
dato l’ordine di sparare sulle 


lolle che inneggiavano a 
Khomeini gli avrebbero im¬ 
pedito di svolgere un ruolo in 
una possibile svolta. Cosi’ co¬ 
me è impensabile che ritorni 
la dinastia dei Pahlevi. Ma il 
messaggio dei sicari è più 
esplicito di quanto sia la .scel¬ 
ta della vittima. Non a caso si 
accompagna al terrorismo 
che potestà contro la pro¬ 
spettiva stessa della libera¬ 
zione degli ostaggi, sin da 
quando l’aveva qualche gior¬ 
no fa preannunciata il «Tehe¬ 
ran Times». 

La colpa di Bakhtiar era di 
essere non solo p>oco islami¬ 
co ma poco iraniano. Lau¬ 
reato alla Sorbona, francofo¬ 
no e francofilo, era di essere 
troppo «occidentale». La col¬ 
pa di Bani Sadr, il primo pre¬ 
sidente eletto della Repubbli¬ 
ca islamica, che avevamo in 
quei giorni frequentato e co¬ 
nosciuto più che Bakhtiar, di 
teorizzare una via di mezzo 
tra Est ed Ovest. Come lo Scià 
aveva fatto con l'opposizione 
politica, lasciando come uni¬ 
co sbocco la leadership di 


Khomeini, la rivoluzione ra- 
niana ha drasticamente, libi¬ 
camente, eliminato le alier- 
native. Il loro Gorbaciov i lo- 
vranno trovarlo laddove è ii- 
spionibile. Se tornassi a Te le- 
ran in questo momento r.on 
ritroverei più nessuno dei 
protagoni.sti che avevo co' lO- 
sciuto 13 .inni fa. E parados¬ 
salmente proprio nessunc > di 
quelli che avavno temjoer ito 
le mie riserve con il loro er i:u- 
sia.smo sulle possibilità di Ila 
trasformazione. La sinl’.'ra 
islamica dei muiaheddin ilei 
popolo di Rajavi si è brucl ita 
pa.ssando sotto la peotezioiie 
e al soldo di Saddam Hus¬ 
sein. La sinistra laica del l'u- 
deh, dopo aver venduto 1 a- 
nima airintegrali.sno islani- 
co cercando di spingere l’I¬ 
ran su posizioni anti-Usa l'fi- 
lo-Breznev, è stata tiagii a- 
mente decapilita. 

L’ayatollah Taleghani, l'uni¬ 
co che forse avrebe potuto 
esprimere una leadersrtip re¬ 
ligiosa alternativa a quella di 
Khomeini, è improvvisamen¬ 
te e misteriosamente morto 


nel 1979. Sb.!riati. il primo 
ayatollah che asevamo inter¬ 
vistalo per l’uiiità, illudendo 
forse i lettori su un islamismo 
dal volto tollerante, è morto 
in disgrazia. L'ingegner Ba¬ 
zargan. l'islamico mite che 
Khomini aveva scelto come 
primo suo capo di governo, (• 
scomparso di scena. 

E Bani Sadr, che lacev.i 
sparare sui Curdi e gli stu¬ 
denti, ma poi segretamente 
trattava con il curdo Ghas¬ 
semlou e il marxi.sta-islamico 
Rajavi. deve ora stare attento 
a non fare la fine di Bakhliar. 
Tanto più che a volergli far la 
pelle potrebbero essere non 
solo i sican degli ultra islami¬ 
ci. Soprattutto ora che conti¬ 
nua da Parigi ad insistere di 
avere le prove che nell'80 gli 
uomini di Reagan e di Bush 
fecero davero il patto del dia¬ 
volo per cui Teheran rinviav.i 
la liberazione degli ostaggi 
all'ambasciata a dopo le pre¬ 
sidenziali americane e i fnluri 
titolari della Ca,sa Bianca pro¬ 
mettevano di ricamiare il la¬ 
vo re. 


r 


/ 
























PAGINA 12 L'UNITÀ 


NEL Mondo 


venerdì 9 AGOSTO .'991 


I capi delle varie fazioni invocano il dialogo Sporadiche violazioni della tregua 
ma si barricano dietro pregiudiziali Uccisa una guardia nazionale nella Banija 

che rendono quasi impossibile accordarsi I profughi (Me zone degli scontri allog^ati 

Movimenti di truppe ai confini con TAlbania nelle case di vacanza dei serbi in Dalmazia 

Mesic: «Intoccabili i confini croati» 

Ma per Milosevic la Krajina ha diritto alla secessione 


Csce: «Altri 4 paesi 
in Jugoslavia 
con quelli della Cee» 


M PRAGA. I 35 paesi della 
conferenza per la sicurezza e 
la cooperazione in Europa 
(Csce) hanno lancialo ieri al 
termine di una lunga riunione 
durata cinque ore «un appello 
urgente al rispetto del cessate 
il fuoco» in Jugoslavia. La Csce 
ha deciso inoltre di allargare la 
missione dei Oodic! per il con¬ 
trollo del cessate II fuoco ad al¬ 
tri paesi membri deli'organl- 
smo. Questi paesi, «invitati dal¬ 
la Jugoslavia», saranno la Sve¬ 
zia, la Polonia, la Cecoslovac¬ 
chia ed il Canada. 

La riunione della Csce è co¬ 
minciata ieri a Praga con tre 
ore di ritardo, alle 18,30, a cau¬ 
sa del ritardo con cui si è pre¬ 
sentata la delegazione jugosla¬ 
va. Un ritardo dettato, come ha 
precisato al suo arrivo il vice- 
ministro degli Esteri e capo 
delia delegazione Novak Pribi- 
cevic, da «problemi tecnici» nel 
volo della compagnia cecoslo¬ 
vacca Csa che ha portato i de¬ 
legati da Belgrado a Praga. 

Al centro dei lavori dei 35, il 
conflitto serbo-croato e il so¬ 
stegno alle iniziative della Co- 
muniti europea per risolvere 
la crisi, inclusa la possibiliti di 
creare una missione di osser¬ 
vatori analoga a quella decisa 
dalla Csce per la Slovenia. 

Si tratta in sostanza di offhtv 
ai mediatori della Cee r«om¬ 


brello» della più rappresentati¬ 
va Csce, che comprende Ira i 
suoi membri anche Stati uniti c 
Unione sovietica. Un appoggio 
che contribuirebbe all'interna¬ 
zionalizzazione della crisi au¬ 
spicata dai dirìgenti croati. Ed 
6 stata proprio la Cee, martedì 
scorso, a sollecitare un inter¬ 
vento di forum intemazionali 
più vasti, come appunto la 
Csceol’Onu. 

Il capo della delegazione 
sovietica alla riunione, Yuri 
Deriabine, ha detto che «l’Urss 
non è venuta con proposte 
specifiche a questa conferen¬ 
za. La soluzione della crisi è 
solo nelle- mani degli jugosla¬ 
vi». 

La questione centrale resta 
l’invio di una missione di os¬ 
servatori in Croazia, missione 
alla quale la Serbia si 6 finora 
opposta recisamente. Secon¬ 
do il delegalo cecoslovacco 
Svatopluk Bucholovsky, È im¬ 
probabile che .su questo punto 
si arrivi a un accordo. 

I 35 sperano comunque, vi¬ 
sta arKhe la sostanziale tenuta 
del ccssate-il-fuoco decretato 
mercoledì scorso dalla presi¬ 
denza federale jugoslava, di 
poter ripetere il successo otte¬ 
nuto a luglio, sempre nella ca¬ 
pitale cecoslovacca, con gli 
accordi che hanno portalo alla 
soluzione del conflitto slove¬ 
no. - 


Sciopero piloti e controllori 

L'Urss rischia la paralisi 
dei voli da sabato 
Rotte bloccate con TEuropa 


La tregua regge nonostante nuovi incidenti anche se 
lo stesso Stipe Mesic afferma di essere scettico. Milo¬ 
sevic insiste per Tautodeterminazione dei serbi di 
Croazia. Milan Babic; «La Krajina è ormai nostra». 1 
profughi croati saranno alloggiati in Dalmazia nelle 
case di vacanza dei serbi. Tre albanesi del Kosovo 
uccisi dalle guardie di frontiera mentre tentano di 
passare il confine. 

DAL NOSTRO INVIATO 

QIUSIPPKMUSUN 


■■ ZAGABRIA Sono trascorse 
48 ore dalla proclamazione 
della tregua c nonostante una 
serie di micro-incidenti che 
hanno provocato la morte di 
una guardia nazionale croata, 
si nota un progressivo atte¬ 
nuarsi delle ostilità. Stipe Me¬ 
ste, Il croato presidente dì tur¬ 
no della Jugoslavia, però non 
nasconde il suo scetticismo di 
fondo sulla possibilità di un el- 
lettivo cessate il luoco. «La Ser¬ 
bia - afferma il presidente ju¬ 
goslavo - ha un interesse parti¬ 
colare nel dimostrare all'Euro¬ 
pa che non c'ù bisogno alcuno 
di un intervento straniero». La 
Jugoslavia può uscire, secon¬ 
do affermano I serbi, dalla crisi 
da sola, con le sue forze. Dia¬ 
metralmente opposta invece 
l'analisi di Zagabria. La Jugo¬ 
slavia, afferma Mesic, ha biso¬ 
gno dell'Europa, e quindi di 
osservatori e di un sistema di 
monitoraggio che prevenga 
nuovi scontri. 

La Croazia, ed ò del tutto 
comprensibile, punta molto 
suU'intemazionalizzazione del 
conflitto, unico modo, secon¬ 
do i dirigenti di Zagabria, per 
giungere ad un riconoscimen¬ 
to se non giurìdico almeno di 
fatto dell’indipendenza della 
Repubblica. Ma è anche 
preoccupata per la situazione 
interna che potrebbe, secondo 
Meste, dare l'opportunità al- 


rUrss di impedire a Croazia c 
Slovenia l'accesso alle istitu¬ 
zioni intemazionali, quali l'O- 
nu e altri organismi. 

Lo scetticismo di Meste, ma¬ 
nifestato nel corso di una con¬ 
ferenza stampa, deriva dal fat¬ 
to che lo scoppio delle ostilità 
sarebbe stato provocato dal di¬ 
segno della Grande Serbia, 
peneguito da Slobodan Milo¬ 
sevic e legato strettamente alla 
rìdefinizione dei confini Interni 
della Jugoslavia. «Noi non pos¬ 
siamo accettare il principio - 
ha aggiunto Mesic - secondo 
Cui dove ci sono serbi là c'ò la 
Serbia» perchè in questo caso 
atKhe «noi potremmo preten¬ 
dere la stessa cosa per i croati 
di Serbia». Ma non si Illudano 
quelli di Belgrado, perchè «non 
cederemo un centimetro del 
nostro territorio». Mesic ha pre¬ 
cisato che le modalità del ces¬ 
sate il fuoco sono ancora da 
definire, che le conclusioni 
della commissione Kostlc non 
sono da condividere, tanto che 
sono state respinte dalio stesso 
governo croato. E il dialogo? «E 
possibile - ha affermato - è 
necessarìo e si farà con i rap¬ 
presentanti serbi liberamente 
eletti». Quindi con lo stesso Mi¬ 
lan Babic, presidente della co- 
-skleRa repubblica autononui 
della Krajina, Uberamente elet- 
, to nel corso di una recente 
consultazione? «Nemmeno per 





Un soldato croato esausto dopo i combattimenti di Ieri 


sogne» è stata la risposta. 

Mllsn Babic a sua volta ha 
affernatoin un'intervista ap- 
patsii su «Slobodna Dalmaci- 
ia»: «Siamo disposti al dialogo 
e rìleruarno che i serbi abbiano 
il dirigo di decidere cosa vo- 

t liono fare». Anche quelli della 
raiiiiii? «1^ Krajina ha già det¬ 
to che vuole essere annessa al¬ 
la Serbia» ha risposto Babic. E 
Slobodan Milosevic In un'inter¬ 
vista lilla televisione di Belgra- 
- do, ha ribadito che la Grouiia 
-* ha il -J Ititto di decidere sul pro- 
' prìo luturo, ma se vuote uscire 
' dalla Jugoslavia allora si pone 


il problema dei serbi di Croa¬ 
zia che vogliono rimanere ju¬ 
goslavi. «Sì dovrà permettere ai 
serbi - ha sottolinealo Mllose- 
vic - attraverso un referendum 
di decidere se vogliono seguire 
la Croazia o se invece deside¬ 
rano unirsi alla Serbia». 

Con queste posizioni non si 
vede come Croazia e Serbia 
potranno andare ad un accor¬ 
do. E per restare sul «pratico» è 
di ieri la notizia che il governo 
di Zagabria, nel quadro del 
congelamento dei rapporti 
con Belgrado, évrebbe posto 
l'alt alle esportazioni di benzi¬ 


na in quella Repubblica. 

Negli scontri di ieri una 
guardia nazionale croata è sta¬ 
ta uccisa a Topusko nella Ba¬ 
nija e Ire civili sono rimasti feri¬ 
ti nel lancio di granale a Gred- 
jani. Si registrano colpi di mor¬ 
taio a Stara Tenia e Ceminac, a 
Desni Stefanski, esplosioni a 
Gospic, sparatorie a Osijek, 
scontri a Vukovar. Zagabria ha 
annunciato che ai confini con 
la Serbia si nota una forte di¬ 
slocazione di unità dell'arma- 
la. E, cosa che non farà piace¬ 
re a Belgrado, i profughi croati 
sarebbero alloggiati nelle case 
di vacanza serbe in Dalmazia. 
Intanto la tensione sale anche 
al confini con l’Albania. Il mi¬ 
nistro degli Esteri di Tirana ha 
protestato con Belgrado per I 
concentramentì di truppe ju¬ 
goslave alla frontiera fra i due 
paesi e le unità militari albane¬ 
si nella regione sono state a lo¬ 
ro volta messe in stalo dì aller¬ 
ta. L’altra sera 11 presidente Aliz 
Alia ha incontrato i dirigenti 
dei partiti politici del paese per 
informarli della situazione nel 
Kosovo, la provincia della Ser¬ 
bia dove vivono due milioni di 
albanesi e che è già stata negli 
scorsi anni teatro di gravi con¬ 
flitti etnici. Secondo l’agenzia 
ufficiale albanese. Alia ha det¬ 
to che la crisi jugoslava minac¬ 
cia il Kosovo, dove potrebbe 
aprirsi un «secondo fronte». 
Nel momento in cui chiede il 
diritto alla secessione dei serbi 
residenti in Croazia, Belgrado 
si troverebbe in forte imbaraz¬ 
zo se dovesse riesplodere la 
questione dei diritti civili e po¬ 
litici degli albanesi del Kosovo 
e delle Toro rivendicazioni na¬ 
zionali. Ieri sera si è appreso 
che tre albanesi del Kosovo so¬ 
no stati uccisi dalle guardie di 
frontiera jugoslave mentre ten¬ 
tavano di passare la frontiera 
con l’Albania. 


L’ala radicale dei deniocratici attacca Eltsin sul trattato dell’Unione 


Govbadov 


Germania Nord-Irak 

Diritto d'asilo Altri attacchi 
Kohl propone dei turchi 
la revisione contro i curdi 


progrmnma 


■■ BERIJNO. La massa di 
profughi, soprattutto dei psesi 
dell’Est europreo, che chiede 
di entrare nella Repubblic.i fe¬ 
derale tedesca appellan-Josi 
al diritto di asilo politico h.i in¬ 
nescato in Germania un d bat¬ 
tito i»litìco e costiluzioiialc, 
in cui il governo tende hi na¬ 
no all'opposizione alla rici -rea 
di un difficile equilibrio. 

Sono oltre 22 mila le perso¬ 
ne che nel solo mese di luglio 
si sono presentale alle froi ilie- 
re tedesche asserendo d es¬ 
sere perseguitati in patria so¬ 
prattutto Jugoslavia, Polonia, 
Turchia. Bulgaria. Da geni .aio 
a luglio, secondo le cifre ii|)or- 
tale concordemente dai gior¬ 
nali, le domande di asilo sono 
state oltre 112.000, Un sesto in 
più di quelle registrate nello 
stesso perìodo dell’anno si or¬ 
so. 

Recentemente il ministero 
degli Interni, rispondendo ad 
una interpellanza, ha reso no¬ 
to che nel 1990 per l’assisten¬ 
za ai profughi la Germania h,j 
speso circa cinque miìiaiili di 
marchi. 

Di fronte a queste c fre-, ieri 
il cancelliere cristiano-deino- 
cratico Helmut Kohl si è di -tto 
a favore di una modifica i lei- 
l’articolo 16 della costituì ione 
del 1949 che impedisce <illa 
polizia di respingere cni si 
presenti alle frontiere dteliia- 
randosì prerseguìtato politico. 
I socialdemcxtratici (Spid). 
principale partito di opposi¬ 
zione si sono schierati cernirò 
un cambiamento costituzio¬ 
nale proponendo nuove rego¬ 
le per il diritto di asilo. 1^ 5|>d. 
attraverso la sua capognippo 
Herta Daeubler-Gmelin. ha 
proprosto l’istituzione di ima 
commissione federale urica 
che esamini in tempi blesi (al 
massimo quattro settimane) 
tutte le domande di asilo pali- 
tico dei profughi i quali ver¬ 
rebbero concentrati in un .salo 
centro di raccolta. Lo scopo 
della commissione, ha preci¬ 
sato la settimana scorsa la 
Daeubler-Gmclin, è quello di 
distìnguere 1 perseguitati poli¬ 
tici «veri» dai semplici irtini- 
grati «economici». 

Per cercare di derimeu- la 
questione, Kohl ha prospetta¬ 
to f>cr dopo l’estate un vasto 
dibattito che coinvolga un va¬ 
sto spettro di forze politk he 
nella speranza che anche, i li¬ 
vello di comunità europiea 
venga concordala una ix>sì- 
zione comune sul diritto di 
asilo. Il ministro dell’lntemi;., il 
democristiano Wolgang 
Schaeuble, ha detto che «il 60 
per cento e più» delle dom .lin¬ 
de di asilo sono ingiustific ate, 
vista la migliorata situazitme 
prolitica dei paesi dell’Est. 


M ANKARA L'aviazione tur¬ 
ca ha bombardato ieri, prer il 
quarto giorno consecutivo, le 
basi dei separatisti curdi del 
Pkk nel nord deH'Irak, nella 
regione prossima alle frontie¬ 
re turca, irachena ed iraniana. 

Ieri mattina, aerei F-104 ed 
F-4 partiti dalle basi di Diyar- 
bakir e Malatya, hanno colpi¬ 
to prer quasi due ore e mezzo 
con bombe e razzi obbiettivi 
dei ribelli. Dopo .sono arrivati 
gli elicotteri da combattimen¬ 
to, a completare l’opera sugli 
accampamenti del Partito dei 
lavoratori curdi, organizzazio¬ 
ne che da oltre sette anni lotta 
con le armi pjer l'indiprenden- 
za da Ankara. 

Il governo turco, nel dare 
notizia delle «pesanti perdite» 
inflitte ai guerriglieri, giustifica 
l’operazione, definita «di puli¬ 
zia». con la necessità di piorre 
fine all'intensificarsi degli at¬ 
tacchi del Pkk contro esercito 
e forze dell'ordine turchi nel- 
l'Analolia orientale e del sud¬ 
est. 

L’altro ieri, con l’appoggio 
dell’aviazione, gruppi d’attac¬ 
co dell’esercito turco erano 
entrati in territorio iracheno, 
per una profondità di 16 chi-' 
lometri. Il governo di Baghdad 
ieri ha inoltrato a riguardo 
una protesta ufficiale al mini¬ 
stero degli Esteri turco, che 
l'ha respinta, riaffermando 
che le operazioni militari non 
sono dirette contro «l'integrità 
territoriale irachena». Secon¬ 
do indiscrezioni della stampra 
turca, Ankara aveva preavver¬ 
tito dell'attacco le due mag¬ 
giori organizzazioni dei curdi 
iracheni, il Partilo democrati¬ 
co del Kurdistan (Pdk) di 
Massud Balzani, e l’Unione 
patriottica del Kurdistan 
(Upk) di Jalal Talabani. 

Un rappresentante di Bal¬ 
zani si era recato mercoledì 
nella capitale turca «pjer infor¬ 
mare Ankara» degli striluppi 
dei negoziati turco-iracheni a 
Baghdad, mentre Talabani è 
atteso nelle prossime ore, do¬ 
po gli incontri da lui avuti in 
Europa pser discutete della si¬ 
tuazione irachena. Una fonte 
vicina alla delegazione Ira¬ 
chena ha commentato che da 
parte sua Baghdad può essere 
soddisfatta, perchè le opera¬ 
zioni militari «rischiano di pre¬ 
giudicare ì buoni rapprorti che 
la Turchia ha con le organiz¬ 
zazioni curde irachene». In¬ 
tanto. il Fronte nazionale di li¬ 
berazione del Kurdistan, vici¬ 
no al Fkk. ha fatto saptere, a 
Bonn, che i dieci tedeschi ra¬ 
piti una settimana fa da un 
campieggio vicino al monte 
Nemrut, sarebbero stati libe¬ 
rati nella tarda serata di ieri, 
ma gli eventi fanno temere 
che bisognerà asp>ettare anco¬ 
ra. 


M MOSCA Dopxb i piloti, da 
ieri anche i controllori di volo 
sovietici si sono decisi a 
scendere in sciopero da sa¬ 
bato. 10 agosto, e la loto 
azione è appoggiata dal sin¬ 
dacato degli equipaggi di vo¬ 
lo dell’aviazione civile che ha 
proclamato lo stato di agita¬ 
zione a partire da quella data 
con minaccia di sciopero prer 
il 3 settembre. Si profila cosi 
la paralisi totale dell’Intero si¬ 
stema dell’aviazione civile 
sovietica che si era riusciti ad 
evitare in extremis nella scor¬ 
sa primavera, quando il go¬ 
verno aveva fatto alcune con¬ 
cessioni che avevano portato 
al rinvio al 10 agosto della 
proclamazione dello sciopie- 
ro. I controllori di volo hanno 
chiesto la settimana lavorati¬ 
va di 36 ore. 48 giorni di ferie 
annuali e aumenti economi¬ 
ci del 300 pjer cento, il gover¬ 
no aveva concesso in aprile 
la settimana di 36 ore, 33 
giorni di ferie, aumenti retri¬ 
butivi medi del 40 p>er cento. 
ArKhe il sindacato dei piloti 
(Palga) ha avanzato rivendi¬ 
cazioni salariali, normative e 


sociali (alloggi, pasti, tra¬ 
sporto), denunciando inol¬ 
tre la situazione di arbitrarie¬ 
tà ed illegalità rappresentata 
- ha detto un esponente del 
sindacato - dalla «violazione 
di tutte le norme di lavoro». 
Durante lo stato di agitazio¬ 
ne, i piloti attueranno rìgida¬ 
mente le vigenti norme di la¬ 
voro il che - ha detto il rap¬ 
presentante del Palga - porte¬ 
rà al blocco dell’aviazione ci¬ 
vile. Lo statuto delia federa¬ 
zione sindacale dei 
controllori di volo prevede il 
diritto di sciopiero ed in tale 
forma è stalo registrato dal 
ministero della giustìzia so¬ 
vietico. La procura dell’Urss 
ha pierò’ impugnato tale regi¬ 
strazione ritenendo che, nel¬ 
la sua forma attuale, lo statu¬ 
to sia in contrasto con la leg¬ 
ge statale sui conflitti di lavo¬ 
ro approvata nel maggio 
scorso. Un articolo di tale 
legge vieta infatti espressa- 
mente gli sciopreri nel settore 
dei trasprorti. La procura si ri¬ 
volgerà al tribunale distret- 
tuaTe di mosca prer far dichia¬ 
rare illegale lo scioprero. 


H BRUXELLES. È duralo po¬ 
che ore nella notte di ieri l'al¬ 
larme prer un incidente avve¬ 
nuto in una fabbrica chimica 
nel sud del Belgio, che ha cau¬ 
sato aiKhe una breve chiusura 
al traffico deH’autosIrada Parl- 
gi-Bruxelles. 

L’incidente è avvenuto negli 
impianti della Pantochlm di 
Fcluy, un’azienda considerala 
a rischio. Durante un trasbor¬ 
do, si è surriscaldata una ci¬ 
sterna contenente 20 tonnella¬ 
te di acido maleicu, che diven¬ 
ta esplosivo a 200 gradi. Il 
pronto intervento delle squa¬ 
dre di sicurezza interna e dei 
piompierì ha permesso di bloc¬ 
care la tempjeratura a 190 gra¬ 
di e |x>i di raffreddarla ultenor- 


Con una strategia del compromesso Gorbaciov spera 
di conquistarsi la fedeltà del grosso del PCus. 11 pro¬ 
gramma del partito, riveduto e corretto, ha espunto le 
innovazioni più radicali, Sull'altro fronte Eltsin attacca¬ 
to dall’ala radicale del movimento democratico sul 
punto nevralgico del nuovo trattato deU'Unione. In Li¬ 
tuania tensione per la presenza degli Oman sospettati 
per l’omicidio delle 7 guardie. 

DALLA NOSTRA INVIATA 

JOLANDA BUMUNI 


M MOSCA. Smussare te 
espressioni di più radicale rin¬ 
novamento e assicurarsi cosi 
la fedeltà del grosso del FCus 
nel Rush finale che dovrebbe 
portare alla firma del nuovo 
trattato deU’Unione con il con¬ 
senso delle principali forze pjo- 
liltehe dell’Utss. Questa sem¬ 
bra la strategia seguita da Mi- 
khail Gorbaciov, a giudicate 
dalla pubbblicazione del testo 
riveduto e corretto del nuovo 
programma del partito c dal 
cambio della guardia al vertici 
del pK russo. Mancano dal 
nuovo testo del programma 
del Feus, pubblicato ieri dalla 
Frauda, le affermazioni di prin¬ 
cipio più incisive, come il so¬ 
lenne ripudio della massima «il 


fine giustifica i mezzi». Si man¬ 
tiene la condanna dello stalini¬ 
smo ma non vi è più cenno al¬ 
la critica del bolscevismo, e 
quindi di Lenin, che era invece 
contenuta nella versione pre¬ 
cedente». «La rivoluzione - si 
leggeva nella prima versione - 
è stala accompagnala da una 
crudelissima guerra civile. Il 
bolscevismo, come ala radica¬ 
le del marxismo, ha incarnato 
Insieme alle illuminazioni an¬ 
che te illusioni dell’inizio del 
secolo. Il tentativo di costruite 
un nuovo mondo con i metodi 
di forza del comuniSmo di 
guerra è fallilo». Tutto questo 
non c’è più in un testo che ha 
perso in incisività, pur restan¬ 
do innovativo. Mancano signl- 


fteath.ìmente i riferimenti alte 
resistenze oppjoste dai conser¬ 
vatori ull .1 pjerestrojka, cosi co¬ 
me è scomparsa l’alfermazio- 
nc secondo cui i deputati co¬ 
munisti rispondono prima di 
tutto agli elettori. Sono più nu¬ 
merosi i riferimenti all’unità 
dello Stato, mentre nella ver¬ 
sione imcedente si accentua¬ 
va il termine federazione. È 
evidentemente una soluzione 
di compromesso che spiega 
anche la rapidità con cui .si è 
proceduto all’espulsione degli 
eretici del partito dei «comuni¬ 
sti democratici». Aleksandr 
Rutski'i, il vicepresidente della 
Russi! fondatore del movi- 
menu, è stalo ieri anche for- 
malmunle escluso dal partilo 
dall'oigano competente, la 
ceilult cui era iscritto. Del re¬ 
sto i /crbali del plenum del 
partite nisso mettono in evi¬ 
denza rorientamento forte¬ 
mente conservatore dell’as- 
scniblra che ha discusso sen¬ 
za sapere della decisione già 
presa dal piolitburòdi sostituire 
il scg-etario, Ivan Polozkov, 
con il centrista Valentin Kupl- 
sov su l’altro fronte, quello de- 
mc»:ratico, esce allo scopxirto 
l'opixulzione radicale a Boris 


Eltsin. colpiendolo nel punto 
nevralgico della politica di ac¬ 
cordo con Gorbaciov; la firma 
del nuovo trattalo deH’unìonc. 
Con una lettera pubblicala dal¬ 
la Nczavisimaja gazeta. lo sto¬ 
rico e deputato Juiyj Afanasiev 
e altri sei famosi esponenti del 
movimento democratico fra 
cui la vedova di Andrej Sakha- 
rov, Elena Bonner. chimono di 
sottoporre a referendum la 
partecipazione della Russia al¬ 
la nuova unione. Fanno obie¬ 
zioni di forma e di sostanza al 
compjortamneto di Eltsin e ai 
prìncipi cui si ispira il nuovo 
trattalo. «Il testo dell'accordo- 
scrivono - o non è stalo reso 
nolo alla piopaolazione della 
Russia». Ciò che .si conosce del 
nuovo trattalo, aggiungono, 
non ci convince. L’obiezione 
che fanno è. però, tale che se 
fosse accolta farebbe saltare i 
fondamenti dell’accordo rag¬ 
giunto Ira il prresidente msso e 
Il presidente soviclico; «vi è il 
tentativo di unire - scrivono - 
ciò che non può stare insieme, 
la sovranità della Repubblica e 
il carattere unitario della pre¬ 
cedente unione». Se si accet¬ 
tasse questo, sostengono, in 
cambio di temporanei e limita¬ 


ti vantaggi p>er la Russia, sì pre¬ 
parerebbe un futuro di conflitti 
per l’intero paese». Nessuno è 
in grado di spiegare - continua 
Tappsello - paerehè la Russia e 
te altre repubbliche devono 
avere sopra di sè due presiden¬ 
ti e due Soviet supremi, se noi 
non vogliamo dipendere dal 
rapjjorto Ira di loro». «Nessuno 
- sostengono gli autori della 
lettera - ha il diritto di decidere 
del destino dei propoli senza 
aver ricevuto una chiara 
espressione di sostegno». Afa¬ 
nasiev e gli altri chiedono la 
convocazione di un referen¬ 
dum. L’obiezione a questa 
proprosta è immediata, proiché 
i russi sono già stati chiamati a 
rispondere ad un quesito refe¬ 
rendario, sia pur confuso nella 
formulazione, da Gorbaciov, il 
17 marzo scorso. 

La tensione si accumula an¬ 
che in Lituania. L’omicidio di 
sette guardie di frontiera conti¬ 
nua a alimentare le prolemiche 
contro la presenza dei berretti 
nen, le forze speciali del mini¬ 
stero degli Interni, nella Re¬ 
pubblica. Domani e dopodo¬ 
mani la base degli Omon a Vil- 
nius sarà circondala da pte- 
chelti organizzati dal movi¬ 
mento nazionalista «Sajudis». 


Incidente chimico in Belgio 

Cisterna rischia di esplodere 
I pompieri evitano il (disastro 


Francia sotto shock per il massacro dei Roucoult, trovati in un bosco 

Belgio, uccisi per una vecchia auto? 


mente, fino a riportare la situa¬ 
zione sotto controllo. Secondo 
gli esperti della protezione ci¬ 
vile SI è comunque corso il ri¬ 
schio di una nube tossica, che 
si sarebbe sprigionata se il ser¬ 
batoio fosse esploso. Nella zo¬ 
na intorno alla fabbrica è scat¬ 
tato il cosiddetto «piano .Seve- 
so» c, oltre a bloccare la circo¬ 
lazione sulla vicina autostrada, 
la protezione civile ha invitato 
la px>px>lazlonc dei dintorni, 
compresa la cittadina di Nivcl- 
tes. a chiudere pwrte e finestre 
c a non uscire da casa. All'alba 
fuIlKio del governatore della 
provincia ha annuncialo la fi¬ 
ne dell'emergenza e ad un pri¬ 
mo esame si sono nvelati mini- 
ni anche i danni agli impianti 
della Panlochim. 


■■ ROMA Una truffa di dicci 
milioni per un’auto usata può 
degenerare lino a far uccidere 
tutta una famiglia, cinque per¬ 
sone? C'è cosi sproporzione 
che l’iiKitesi sembra folle, ma 
la follia e una vecchia Ford pa¬ 
gata ma bloccata sono gli unici 
fili che gli inquirenti belgi e 
francesi seguono per scoprire 
movente e autore del massa¬ 
cro dei Roucoult. I cinque fran¬ 
cesi. di cui tre bambini, sono 
stati trovati in sacchi di plasti¬ 
ca. martedì, a trenta chilometri 
dalla frontiera, in un piccolo 
bosco frequentato da podisti e 
sportivi, nel Belgio del sud. 
Nulla ancora permette di capi¬ 
re «il massacro del bosco di 
Grandglisc». com’è stalo già 


battezzato. La Francia è sotto 
shock, scrivono i quotidiani. 
‘Vallers, il paese vicino 'Valen- 
cienne, dove abitava la fami¬ 
glia Roucoult, non figurava fi¬ 
no a ieri neanche sulle guide. 
Ora questo borgo sperduto nel 
dintorni di Dcnaim venrà .scrìtto 
a lettere maiuscole nelle guide 
dei grandi affari criminali, c al¬ 
meno per ora. anche in quelle 
del misteri insoluti. I pochi abi¬ 
tanti hanno raccontato con 
una certa insistenza l'affare 
deU’aulo andato mate. Recen¬ 
temente la coppia aveva ac¬ 
quistato per 46.000 franchi, 10 
milioni, una Ford d’occasione. 
Ma alla prefettura trovarono 
una brutta sorpresa, l’auto era 


ipolec.ila. niente permesso di 
circalazione dunque. Fredorìc 
Rouco ili decise di regolare da 
sok' la questione. Giusto lune¬ 
di dow va esserci un incontro e 
un risrrcimento da parte del 
vendiU're dell’auto. L’uomo, 
che la polizia ha identificalo 
come Jeiiis Guedin, 27 anni, 
rintracciato nella regione del 
Pas-de Calais, è stalo interro- 
gato, pii s’è dilegualo. 

I quotidiani francesi, te ra¬ 
dio. le ai hanno sottolineato la 
particolare crudeltà con cui i 
cinque sono stati assassinali. 
Ciascuno con un colpo di luci¬ 
le calibro 22 alla lesta. I fori 
netti, precisi, fanno escludere i 
tiri di u 1 cecchino, o una rin¬ 


corsa Ira cacciatore e vittime. 
Ma dove sono stati uccisi? do¬ 
ve sono tracce, sangue dì quei 
cinque corpi, delle ferite? E co¬ 
me è stato possibile? Nessuno 
ha reagito, ha rivelato l’auto¬ 
psia. Non ci sono segni di vio¬ 
lenza sui corpi, non c’è stala 
resistenza, solo il piccolo Jo¬ 
nathan ha provato a fuggire. 
Dunque quale trappola li ha 
attirati senza insospettire? Dor¬ 
mivano forse? Ma la casa dove 
abitavano non dà sogni. Eppoi 
quella macabra Imirgia, meti¬ 
colosa, per legame mani e pie¬ 
di uno ad uno, per infilarli sen¬ 
za troppo ingombro nei sacchi 
di plastica. Tutto quc.sto per 
dicci milioni? Anche il traspor¬ 


to dall’altra parte della frontie¬ 
ra non ha dato problemi. Tutto 
è filato bene per l'assassino, gli 
inquirenti non hanno nulla e si 
sono aggrappati alla truffa per 
l’auto. Comunque sia andata, 
qualunque finale avrà questa 
tristissima storia, chiunque sal¬ 
terà fuori come assassino alla 
fine delle indagini che gli in¬ 
quirenti hanno esteso in tutta 
la Francia, vi entrerà un pesan¬ 
te dato di follia. Non aitnmenti 
si può tirare colpo dopo colpo, 
otto In tutto, alla testa di cin¬ 
que persone, lino a puntare la 
carabina in mezzo alla Ironie 
di una bimba dì tre anni, la pic¬ 
cola Elodie. E quella mano 
omicida non ha mai tremato. 


PROVINCIA PI SALERNO 

Avviso « 7 gara - astratto 

H PresUente, ai sons) deii'an 7 doRa 17/2/87 n. 80, rende noto ctw t'AmmirìistrazIo- 
ne Provinciate Intende appaltare, mec ir lite gara di bcitazioite privata il segiiente iavoro tm- 

mMÌìnNa mtt am • rampiti hndoMH M etitiia * AimH « 7* mn « «*• 

ftr alcte (Tvitt IWm). lapifla a boat L 14N.2I14M. t«Cfiztone rtcDiesta. 
AN C categ 3 a) • Impoito minimo L ‘ .8(n 000 000 Le interet^te possono tar per¬ 
venire a Questa Amministrazione Provi tcijle le istanze di Invito entro 1119 B91 Le riciM- 
ste non vincolano rAmmlnistrazione 

L'ASSESSORE Al BENI CULTURALI IL PRESIDENTE 

Aalaala Pfitlfllarl Aadraa Pa IhMaa 


■' (. 5 .^ 

f fj'f . ; f / / ?(' 


If ti- lllj; ; ' , 

. ■■ ■ 'h:'' .'j|. ■ 

ci 1 {c 


tt fUturiA tiolfa 

t' ni'Uf mani 
<ii chi umu tcà CHr< 'a. 





A 


A 





























li 


venerdì 9 AGOST01991 


Borsa 

Invariato 
Mib 1108 
(+10,8% dal 
2-1-1991) 




Lira 

Arretra 

sul 

fronte 
dello Sme 




Dollaro 

Flessione 
(1.278,3 lire) 
In rialzo 
il marco 



ECONOMIA&LAVORO 


PAGINA 13 L'UNITA 


«Letrebin 

restano 

in Mediobanca» 
dicerirì 



Il (decreto sulla sicurezza sui luoghi di lavoro La battaglia, iniziata mesi fa dagli operatori 
non passa. Il presidente della Repubblica per la salute, proseguita (dai sindacati e dai 

lo rinvia al Consiglio dei ministri magistrati, fatta propria dai partiti 

e lo annuncia al telefono a Del Turco (di opposizione, segna un punto di vantaggio 

No dì Cos^ga al decreto antìàcurma 

Sindacati e associazioni per la salute Thanno spuntata 


Il decreto antisicurezza non passa. Cossiga non lo 
ha firmato. Prima positiva conclusione di una lunga 
e costante battaglia dei sindacati, delle associazio¬ 
ne per la prevenzione e per l’ambiente, dei magi¬ 
strati progressisti e dei partiti di opposizione. Ieri 
mattina una telefonata di Del Turco a Cossiga, poi il 
no del presidente: il decreto peggiora le condizioni 
dei lavoratori italiani. 


RrrANNAARHmi 


B ROMA Cossiga non ha fir¬ 
mato. Il decreto legge, appro¬ 
vato dal consiglio dei ministri 
che, seguendo alcune diretti¬ 
ve Cee, avrebbe peggiorato ie 
condizioni ambientali e di si¬ 
curezza dei lavoratori per ora 
non sarà emanato. Contestato 
dalle tre organbscazioni sinda¬ 
cali, accusato di illegittimità 
costituzionale dagli operatori 
per la prevenzione (Snop) e 
dalla associazione ambiente e 
lavoro; oggetto di una dura 
opposizione in Parlamento da 
parte del Pds e di Rifondazio¬ 
ne comunista e di critiche du¬ 
rissime da parte di molti magi¬ 
strati era tuttavia stato appro¬ 
vato dal governo e inviato al 
Piesidente della repubblica 
per la firma definitiva. Ma Cos¬ 
siga ha detto no e ai giornalisti 
che lo seguono nel suo perio¬ 


do di vacanza ha spiegato le 
ragioni del rinvio. Il consiglio 
dei ministri si è discostato sen¬ 
za motivazioni dal parere del¬ 
le commissioni competenti e 
a lui era venuto il «dubbio, 
che le norme del decreto leg¬ 
ge avrebbero abbattuto gli 
standard di sicurezza sul luo¬ 
ghi di lavoro. Infine - ha detto 
ancora il presidente - non è 
pensabile che l'Italia entri In 
Europa peggiorando le condi¬ 
zioni del nostri lavoratori.Di 
qui la decisione di non firma¬ 
re e di rinviare di nuovo il tutto 
al consiglio dei ministri. «Do¬ 
vrà esserci un'altra delibera 
del governo e. naturalmente, 
se il decreto sarà approvato 
dovrO emanarlo» ha concluso 
Cossiga. 

Per ora comunque il perico¬ 
lo è stato sventato. Il decreto 


antisicurczza dovrà riprende¬ 
re un lungo iter che non è det¬ 
to si concluda con la sua ap¬ 
provazione, la lunga battaglia 
degli oppositori. Ignorata dai 
massmedia ma non per que¬ 
sto meno costante e tempesti¬ 
va, ha raggiunto un primo 
obiettivo. E del 24 aprile di 
quest'anno, infatti, la lettera 
scritta dalla Snop ( la società 
nazionale degli 0 |>mtori del¬ 
la prevenzione) inviata ai mi¬ 
nisteri della sanità, dell'am¬ 
biente, del Lavoro e quindi al¬ 
le Regioni, ai sindacati e ai 
partiti nella quel si denuncia¬ 
vano i pericoli di una legge 
che, seguendo le direttive 
Cee, avrebbe peggiorato la le¬ 
gislazione attualmente vigen¬ 
te in materia di sicurezza sul 
lavoro, E le preste degli ope¬ 
ratori erano siate recepite da 
CgiI, CisI e Uil che hanno in¬ 
viato nei giorni scorsi una let¬ 
tera a Cossiga nella quale si 
afferma che «i contenuti del 
decreto sono lesivi di alcuni 
principi fondamentali sanciti 
dalla Costiluzione e dalla legi¬ 
slazione vigente; tanto da far 
ipotizzare prossimi Inevitabili 
riucorsi alla Corte costituzlo- 
nale>.leri, infine l'ultimo atto 
che ha definitivamente con¬ 
vinto il Presidente della repub¬ 
blica ad una decisione che 
stava evidentemente meditan¬ 


do ma alla quale non era an¬ 
cora giunto. 

Il telefono di Cossiga, in va¬ 
canza a Courmayeurina squil¬ 
lato alle 8 del mattino. Dall'al¬ 
tro capo del filo c'è Ottaviano 
Del Tureo, segretario generale 
aggiunto della CgiI che chia¬ 
ma da Roma. Si scusa con 
Cossiga almeno dieci volte 
per averlo disturbalo ad un'o¬ 
ra cosi mattutina in un giorno 
di vacanza, ma la questione è 
della massima importanza. Il 
decreto «antisicurezza, do¬ 
vrebbe essere approvato en¬ 
tro il 19 agosto, nel periodo in 
cui tutti sono In ferie e quindi 
è possibile che l'opposizione 
pt^ inosservata, ma Cossiga 
deve ricordare che sono in 
molti a non volerlo anzi a rite¬ 
nerlo incostituzionale. 

Racconta il segretario gene¬ 
rale aggiunto della Cgil: «Il 
presidente è stato di una sen¬ 
sibilità straordinaria, conosce¬ 
va bene l'argomento e ha vo¬ 
luto sottolineare più volte nel¬ 
la nostra telefonata la sua vo¬ 
lontà di dialogo con le orga¬ 
nizzazioni sindacali. Ovvia¬ 
mente io non ho chiesto di 
fare sue le nostre osservazio¬ 
ni, ma che il Parlamento riesa¬ 
minasse una materia cosi de¬ 
licata». 

E l'atteggiamento di Cossi¬ 
ga è stato sicuramente diverso 


Coà, sperando nelle vacanze 
il governo ha violato la Costituzione 


Il decreto del governo sulla sicurezza dei lavoratori 
è stato corretto ben due volte, per introdurvi cavilli 
che consentissero ai padroni di non adottare misure 
di prevenzione. Sono state violate le norme della 
Costituzione che antepongono sempre la sicurezza 
umana alle esigenze deU'impresa ed impongono ai 
governo di seguire i criteri fissati dal Parlamento nel- 
l'emanare decreti delegati. 

DALLA NOSTRA REDAZIONE 

aUCHIUI COSTA 


VroRINO. «La sensibilità 
sui temi della sicurezza e della 
salute è più diffusa di quanto 
non si ritenga». Con questo la¬ 
pidario commento il pretore 
Raffaele Guariniello, da sem¬ 
pre impegnato sul fronte degli 
infortuni c delle malattie pro¬ 


fessionali, accoglie la notizia 
che il Presidente della Repub¬ 
blica è contrario a firmare 
provvedimenti che peggiorino 
le condizioni dei lavoratori ita¬ 
liani, come il decreto legislati¬ 
vo varato il 2 agosto dal gover¬ 
no. 


Il magistrato torinese non lo 
dice, per owii motivi di riserbo, 
ma uno degli aspetti più odiosi 
del provvedimento governati¬ 
vo è che si configura come un 
decreto anti-Guariniello. An¬ 
nulla o capovolge proprio le 
norme di legge su cui il pretore 
aveva costruito alcune delle 
sue coraggiose Inchieste. Gua- 
riitiello aveva rinviato a giudi¬ 
zio Cesare Romiti ed altri diri¬ 
genti Fiat, accusandoli di es¬ 
sersi serviti di medici privati 
per attestare la gravità degli in¬ 
fortuni, anziché di medici pub¬ 
blici come prescrive lo Statuto 
dei l.avoralori? Il governo scri¬ 
ve nel suo testo che il medico 
può essere «anche» delia Usi, 
sottintendendo che di regola 


da quello del ministro per le 
politiche comunitarie Romita 
che - racconta Del Turco - 
aveva dimostrato una assai 
scarsa sensibilità di fronte alle 
rivendicazioni sindacali dimo¬ 
strandosi, se mai, più incline 
ad assecondare la filosofia 
della Conflndustrìa quella per 
cui risfxrtto alla sicurezza sui 


luoghi di lavoro si fa quel che 
si può». È una filosofia - com¬ 
menta il dirigente sindacale - 
che ha portalo l’Italia a vanta¬ 
re un ben triste primato, quel¬ 
lo degli incidenti sul lavoro 
con più morti e feriti rispetto 
agli altri paesi europei. «Ecco 
- conclude, non resistendo a 
una battuta - in questo cam- 




sarà privato. Guariniello aveva 
aperto indagini sulla nocìvità 
dei gas anestetici usati nelle 
camere operatorie? Il governo 
scrive che le nuove norme non 
si applicano nelie sale opera¬ 
torie degli ospedali. 

Tutto questo non c’era nel 
primo testo elaborato dal mini¬ 
stero del lavoro. È stato ag¬ 
giunto in Consiglio dei ministri. 
E la frase più «eversiva» è stata 
corretta ben due volte. In un 
primo tempo il governo aveva 
scritto che il datore di lavoro, 
«in relazione alle conoscenze 
acquisite in base al progresso 
tecnico, concretamente attua¬ 
bili, adotta le misure...». In una 
seconda stesura quel «concre¬ 
tamente attuabili» è stato riferi¬ 


to a «misure». Cosi si autorizza 
ogni padrone a dire che nella 
sua fabbrica le misure di sicu¬ 
rezza iK>n sono concretamen¬ 
te .Jttuabill, perchè costano 
troppo, rallentano la produzio¬ 
ne e chissà cos’altro. Non ci 
sono dubbi, insomma, sulla 
natura deiropcrazione che si 
voleva far passare in pieno 
agosto, sperando che ne.s.suno 
la notasse. 

Nel far ciò il governo ha vio¬ 
lato due volte la Costituzione. 
Ha vie lato l’ait 41, in cui si di¬ 
ce ch>' l'iniziativa economica 
privala non può svolgersi in 
modo da recare danno tùia si¬ 
curezza umana. Ha violato 
l’art. 7G. in cui si stabilisce che 
al guvi mo non .si può dare una 


delega in bianco per fare leggi, 
ma gli .si devono fornire «prin¬ 
cipi e criteri direttivi... per og¬ 
getti definiti» cui il governo de¬ 
ve attenersi. Criteri che il Parla¬ 
mento aveva indicalo chiara¬ 
mente nella legge delega: ri¬ 
condurre le nuove norme alle 
leggi vigenti e, per quel che ri¬ 
guarda il medico, definirne 
competenze e professionalità, 
non la dipendenza dal pubbli¬ 
co o dai privati. Il governo non 
ne ha tenuto conto. 

Questa palese incostituzio¬ 
nalità del decreto era stata se¬ 
gnalata al Presidente della Re¬ 
pubblica. tra gli altri, dall’asso¬ 
ciazione «Ambiente e lavoro». 
«La decisione di Cossiga sugli 
aspetti di legittimità - ha com- 


po non arriviamo settimi». 

Già in mattinata, quindi Del 
Turco rilascia una dichiara¬ 
zione concordata con il presi¬ 
dente nella quale si a.ssicura 
che Cossiga «avrebbe esami¬ 
nato con scrupolo e attenzio¬ 
ne l’intera materia» e che co¬ 
munque «non avrebbe firmato 
nè o^i nè mai una iegge che 
avesse per conseguenza un 
p^gioramento delle condi¬ 
zioni di salute e di sicurezza 
dei lavoratori italiani». 

Condizioni di salute e di si¬ 
curezza che non inducono 
certo all’ottimismo sul miglio¬ 
ramento delle condizioni di 
lavoro deiritalia moderna. 
Siamo l'unico paese in cui fra 
il 1970 e il 1989 sono aumen¬ 
tali gli incidenti di lavoro con 
cinque o più morti. E siamo al 
terzo posto nella classifica de¬ 
gli .stessi. 

Un aumento di incidenti «ri¬ 
levanti» progressivo e costante 
: due fra il T975 c il 1979 con 
10 morti; tre tra il 1980 e il 
1984 con 19 morti, quattro nel 
quinquennio 1985-1989 con 
33 morti.La situazione è anco¬ 
ra più brutta se oltre i dati Oc- 
se si prendono in considera¬ 
zione quelli Inai! sugli infortu¬ 
ni e sulle malattie professio¬ 
nali. Erano diminuiti fra il 76 e 
rSS, sono aumentali a partire 
dal 1986. 


Ottaviano Del Turco, 
segretario generale 
aggiunto della CgiI 


mentalo II suo segretario Rino 
Pavanello - dimostra la non in¬ 
fondatezza delle nostre osser¬ 
vazioni». Il ministro delle politi¬ 
che comunitarie on. Romita, 
che aveva tentalo una malde- 
sUa difesa del decreto, è stalo 
invitato ad un pubblico con¬ 
fronto durante l'iniziativa na¬ 
zionale che «Ambiente e lavo¬ 
ro» ha indetto a Milano il 23 
settembre. Non regge eviden¬ 
temente l'argomenlo che altri 
paesi europei hanno una legi¬ 
slazione sulla sicurezza del la¬ 
voro meno avanzata di quella 
italiana: «Il problema - osserva 
l'associazione Operatori della 
Prevenzione - non è dì ade¬ 
guarsi. ma di adeguare l'Euro¬ 
pa agli standard europei». 


Nessuna delle tre banche di interesse nazionale (bin) di 
proprietà deiriri -Comil, ( reidit e Banco di Roma - ha deci¬ 
so di modificare la propri.i partecipazione azionaria in Me¬ 
diobanca e nemmeno sta [lensando di farlo. E quanto affer¬ 
ma l'istituto guidalo da Franco Nobili (nella foto ) in una no¬ 
ta nella quale spiega la pos zione delle tre banche delle qua¬ 
li ha il controllo. «A richiefita della Consob - è scritto nel co¬ 
municalo - ed in relazione alle notizie stampa su ipotesi di 
ristrutturazione deirazioniiriato di Mediobanca, si comuni¬ 
ca che non risulta a questo istituto che le Bin abbiano assun¬ 
to decisione in ordine ad eventali mcxlifiche delle rispettive 
partociazioni azionarie in Mediobanca, né che abbiano allo 
studio progetti al riguardo» 


Italstat mette Il consiglio d'amministrazio- 

fHUU ne dcU'ilalstat ha approvato 

li relazione con la quale 

controllo ramministratore delegato di 

||._|»_u.A Iritecna Ernesto Schlano ha 

■UilsaniUI illustrato alla finanziaria la 

situazione della controllala 
Italsanità dopo le dimissioni 
deH’amministratore delegalo Ugo Benedetti in seguito alla 
vicenda delle «residenze d aro» per anziani. La relazione ap¬ 
provata dal consiglio invìi,i gli organi scxiietari di Italsanità 
(ed in piartìcolarc il comitato esecutivo al quale sono stati af¬ 
fidati nel frattempo i poteri deH'amministratore delegato) a 
riesaminare i contratti finora stipulati dalla società ed a «rea¬ 
lizzare con le controparti contrattuali le possibili intese volte 
al miglioramento dei conienuti economici c normativi dei 
contratti in essere ed, eventualmente, alla loro risoluzione 
tenuto conto del (atto che finora tali contratti non hanno 
avuto esecuzione». Nella rc'lazione si afferma che riell'attivi- 
tà di revisione dei contratt i dovranno essere tenute costante¬ 
mente informate Italstat «i Iritecna. Il documento invita 
inoltre gli organi societari iti Italsanità ad attivare le iniziative 
necessarie a garantire che ' a gestione delle residenze sanita¬ 
rie per anziani generi ricavi tali da coprire i costi e da deter¬ 
minare profitti. L'Iritecna, da parte sua. continuerà ad accer¬ 
tare eventuali resjxmsabihtà connesse con le atbvità pre¬ 
gresse di Italsanità, «provvedendo a tal fine ai nccc5.sdrì con¬ 
fronti e approfondimenti con il coìnvolgimcnto di Italsanità 
e dì Italstat». 


Federconsolzi A 24 ore daH’appicllo del go- 

Dopo appello “p*' 

.T” tT L ° ° finanziamenti con¬ 
dì GOria, banche gelati verso l consorzi agrari 

in nrilinp «nar«n provinciali, gli istituti di cre- 

in oraine sparso muovono in ordine 

sparso nel riattili; 1 finan- 

ziamenti. La più attiva in 
questo senso sembra esser! la Bna che già Ieri aveva espres¬ 
so un parere favorevole sulle indicazioni pervenule dal verti¬ 
ce di Palazzo Chigi, governo-banche, per la riapertura dei fi¬ 
nanziamenti verso i con'-orv.i agrari provinciali. Secondo 
fonU dell’istituto i canali finanziari sarebbcio già stati riatti¬ 
vati nei confronti di 7-8 consorzi giudicati più affidabili, con 
la disponibilità di allargare la «rosa» dei beneficiari sulla ba¬ 
se di valutazioni tecniche Più «riflessive» le reazioni di altri 
istituti di credito. Secondo fonti accreditale. <i sono all'in- 
temo del mondo bancario ancora numerosi aspetti da chia¬ 
rire sull’invito governativo < una sostanziale divergenza Ira le 
banche poco esposte con la Fedii e quelle che invece vanta¬ 
no crediti con ordini di gr.indezza rilevanti». Queste ultime 
non avrebbero alcuna inli azione di ampliare la portata dei 
loro crediti. 


Sessanta Autentica serrata allo stabili- 

Hcen^mentt 

in un'acciaierìa pendenti hanno trovato i 

lif CarHiMina cancelli della (abbnea chiusi 

in ^rucyna cartello .innunciante 

le ferie «forzate» fino al 26 
agosto. Contestualmente la 
direzione della società ha inviato 60 lettere di licenziamen¬ 
to. La decisione dell'azien : la è stata contesUita ilai sindacati 
e dalle maestranze che leiranno oggi un assemblea davanti 
ai cancelli della fabbrica. I sindacati hanno chiesto l'inter¬ 
vento della regione che st.iva svolgendo un'opera di media¬ 
zione in relazione alle difficoltà incontrate dalla Fas nel do¬ 
tarsi di impianti per abbatlerc i fumi delle lavorazioni. Nei 
mesi scorsi il pretore avevi disposto la temporanea chiusura 
dello stabilimento in quan' o l fumi disturbavano i piloti degli 
aerei in fase di alterraggic i sulla pista dell'aeroporto di El- 
mas. La decisione odierna della società riapre la vertenza al¬ 
lontanando la soluzione, i sindacati hanno chiesto alla re¬ 
gione dì bloccare qualsian intervento a favore della società 
senza la conclusione dell.’i trattativa in corso che, iieraltro, 
non prevedeva i llcenziami'.'nti. 


FRANCO BRIZZO 


Superata la parità centrale nello Sme. Bankitalia è intervenuta vendendo ecu. Saliranno giovedì i tassi tedeschi? 

Anche la lira nella morsa di «supermarco» 


Con una progressione lenta ma ferma, continua il 
rafforzamento del marco. Ieri ha superato la soglia 
di parità centrale Sme nei confronti della lira. Al 
punto che Banca d’Italia è intervenuta vendendo 
ecu. Anche il dollaro ha mostrato nuovi segni di ce¬ 
dimento ma le contrattazioni a New York lo hanno 
visto in ripresa. Attesa per le decisioni tedesche sui 
tassi; giovedì il rialzo? 


QILOOCAMPISATO 


H ROMA. «Tutti sul marco, 
ma senza farsi prendere trop¬ 
po daU'cntusiasmo». È la paro¬ 
la d'ordine che corre sui mer¬ 
cati monetari in questi ultimi 
giorni. Dopo che martedì scor¬ 
so la Fed amencana ha deciso 
di abbassare di mezzo punto il 
tasso di riferimento sui fondi 
interbancari portando al 5,5% 
il costo base del denaro a bre¬ 
ve, l’attenzione si è spostata in 
Germania. Giovedì pros.simo si 
riunirà a Francoforte il consi¬ 
glio direttivo della Bundesbank 
e molti segnali parlano di un 
imminente irrigidimento dei 



tassi tedeschi Di qui lo sposta¬ 
mento delle attenzioni degli 
operatori verso il marco. 

Tuttavia, per il momento la 
moneta tedesca non pare sot¬ 
toposta alla pressione di bru¬ 
sche ondale speculative. La 
corsa agli acquisti di marchi si 
può chiaramente leggere gior¬ 
no dopo giorno nelle tabelle 
dei fixing delle varie Borse, ina 
assistiamo soprattutto ad un 
movimento senza strappi, più 
simile alla progressione rego¬ 
lare di un passista piuttosto 
che alle accelerazioni improv¬ 


vise di un velocista. Ciò ha 
consentito alle banche centrali 
di tenere sotto controllo la si¬ 
tuazione senza molti sforzi. 
Anche se va segnalato che ieri 
la Banca d’Italia è intervenuta 
vendendo 50 milioni di ecu. 
Un'operazione che aveva l’o¬ 
bicttivo di placare gli eccessi di 
tensione sul marco che ri¬ 
schiavano di produrre indesi¬ 
derati effetti di debolezza sulla 
lira. Ieri la moneta tedesca è 
stata (issata a 749,25 lire. Una 



quotazione al di sopra della 
parità centrale dello Sme che 
nei confronti della valuta italia¬ 
na è fissala a quota 748,217. La 
lira ha dato mostra di qualche 
indebolimento, sìa pur limita¬ 
to, anche nei confronti delle 
altre valute dello Sme, tranne 
la sterlina. 

Alla salila del marco fa ri¬ 
scontro un andamento altale¬ 
nante del dollaro. Il mercato 
sembra aver assorbito abba- 
.stanza rapidamente e con so¬ 
stanziale indifferenza l'abbas¬ 


samento del Fed Fund. Già da 
qualche tempo la moneta 
americana segna un costante 
declino (in quattro settimane 
ha iierio il 7,5% sul marco) ma 
non sembra voler scendere ol¬ 
tre la .'ogiia degli 1,70 marchi. 
Ieri a Tokyo la chlu.sura del 
dollaro è stata fissala a 135.45 
yen, s Francoforte a 1,7055 
marchi, a Milano a 1278,6 lire. 
Ma nel corso delle contratta¬ 
zioni a New York la valuta sta¬ 
tunitense .si rafforzava recupe¬ 


rando una parte delle perdile 
(a metà seduta ora quotala a 
1,7145 marchi). 

Ieri la Fed ha annunciato 
che in giugno il credilo al con¬ 
sumo negli Stali Uniti ò dimi¬ 
nuito di 1,83 miliardi di dollari. 
La flessione su base annua è 
del 3 per cento, l-a domanda 
delle famiglie stenla dunque a 
tramare la ripresa, anzi. Questa 
considerazione potrebbe con¬ 
vincere le autorità monetane 
americane ad allentare ulte- 


La Borsa nel 1992 

Varato il nuovo calen(dario 
L'ultimo «vecchia maniera»? 


riormenle la presa sulla mone¬ 
ta portando al 5% il tasso dì 
sconto. Un’operazione a due 
(acce: da un lato funzionereb¬ 
be da ricostituente per l’eco¬ 
nomia, ma dall’altro rischie¬ 
rebbe di indebolire eccessiva¬ 
mente il dollaro in caso di un 
rialzo dei tassi in Germania. I 
riflettori, dunque, tornano ad 
aprirsi su Francoforte. Le auto¬ 
rità monetarie tedesche non 
fanno alcun mistero di essere 
preoccupate per quel 4,4% di 
inflazione che mostrano le ulti¬ 
me statistiche (0,9% in luglio). 
Ed il nuovo presidente della 
Bundesbank, Schlesinger, l’ha 
detto chiaramente: c'è troppa 
discrepanza tra i lassi ufficiali e 
quelli del mercato. Ma le auto¬ 
rità politiche tedesche temono 
che il rincaro del denaro freni 
gli investimenti nei lander del¬ 
l'Est. E cosi il braccio di ferro 
tra Usa e Germania sulla parità 
tra dollaro e marco si trasfor¬ 
ma in un braccio di ferro tra 
Bonn e Francoforte con sul 
piatto un vecchio dilemma: 
sviluppo o inflazione? 


■■ MILANO Dopo la speri¬ 
mentazione di queste settim )- 
ne. nel corso delle quali ili 
operatori hanno provato a 
gruppi a simulare gli scarr hi 
azionari con i compuier (i «ri- 
deogiochi», come si è detto in 
piazza degli Affari) la Cons< b 
toma a premere per l’csple 5- 
zione di tutti gli adempimenti 
previsti dal programma di pas¬ 
saggio alla «Borsa tclematic >. 
Si tratta non solo di oiganiz:' !- 
re un sistema informatico che 
consenta di superare il nie- 
dioevale rituale delle «gridi» 
ancora in uso da noi; ma e n- 
chc di accelerare l'iter per l'ac- 
coiciamento dei tempi delle li¬ 
quidazioni. 

Il mercato borsistico Italia io 
è a termine: si può comprare 
oggi e pagare magari tra un 
mese. L’obiettivo è quello di 
arrivare a un mercato «percem- 
tanti», dove chi compra si dc' e 
presentare con il denaro. Bi',.!- 
gna però accelerare, dice la 
Consob, i tempi per la defitii- 
zione di procedure informali- 


che che costilu scano un insie¬ 
me di riscontn e di rettifiche ta¬ 
li da consentire di definire nel 
minor tempo possibile i con¬ 
tratti da liquidare. 

A dispetto del clamore su¬ 
scitato dall'inizio della speri¬ 
mentazione la trasformazione 
della Borsa in un mercato in¬ 
formatizzato pervia telematica 
sarà quanto mai lenta, l-c po¬ 
me contrattazioni vere e pro- 
peie, su un ristrettissimo nu¬ 
mero di titoli, non comince- 
ranno che nel mese di sellem- 
bre. 

In attesa di questa trasfor¬ 
mazione la CoiKSob ha varato il 
calendario delle scadenze bor¬ 
sistiche del 1992, bussato an¬ 
cora sulle vecchie procedure 
Potrebbe es.sere l’ultimo, ma 
c'è chi ne dubita. Izi rifomia 
della Borsa procede a ritmo 
non esattamente incalzante. In 
particolare ora il malcontento 
interessa i procuratori, che si 
sentono gravemente minac¬ 
ciati, tanto da non e.scluderc 
un nuovo ricorso allo sciopero. 


1 


r 


/ 


r 

















VENERDÌ 9 AGOST01991 



‘ PAGINA Ì4 L'UNITÀ 






^ Td^otii (^Uulari 
! Motorola e Matra 
puntano all’Europa 


■■ ROMA. Grand) manovre 
sul fronte della telefonia cellu¬ 
lare europea, un business di 
non poco conto attorno al 
quale da tempo si muovono i 
principali gruppi mondiali. E 
proprio in questa chiave va let¬ 
ta l'intesa sottoscritta ieri da 
Matra Commuttication e Moto¬ 
rola su Gsm (sistema globale 
per la comunicazione mobile) 
c Pcn (rete di comunicazione 
' personale), le due tecnologie 
destinate a diventare standard 
uificiBle europeo. 

Entro la fine del 92. sosten¬ 
gono alla Motorola, una parte 
della rete paneuropea sarà ul¬ 
timata e potrà partire la speri¬ 
mentazione e la commercializ¬ 
zazione del prodotto. Attual¬ 
mente infatti, aggiungono, il 
pori eumpean digitai mobile Sy¬ 
stem sviluppato da Matra com- 
municatlon è stalo adottalo da 
molti operatori di reti cellulari 
in Europa, e una volta comple¬ 
tati i primi sistemi operativi 
supporterà un totale di circa 
12S mila utenti nel Regno Uni¬ 
to, in Francia, Svizzera, Italia e 
Spagna. La Motorola dal canto 
suo si è aggiudicata in Europa 
diversi contratti per sistemi cel¬ 


ECONOMIA E LAVORO 


Caduti nella rete del fìsco 
anche i redditi dei fabbrichiti 
Formica però vuole riaprire 
la sanatoria fallita neir89 


n provvedimento assicurerà 
mille miliardi in due anni 
Previste misure straordinarie 
per coprire il «buco» deliaci 


Contratto allimentaristì 

Settimana à 39 ore 
aumenti da 200mila lire in su 
più diritti: ecco Tintesa 


Casa, GOOmìla evasori 
Ma è in arrivo un condono 


ROBERTO QIOVANNINI 


Sono circa GOOmila gli evasori immobiliari caduti da 
settembre ad oggi nella rete del fisco grazie ai con¬ 
trolli incrociati. Anche loro tuttavia potranno benefi¬ 
ciare della riapertura dei termini del vecchio condo¬ 
no del 1989, con il quale Formica spera di incassare 
almeno mille miliardi. Intanto, ragioni «tecniche» e 
«politiche» hanno provocato lo slittamento al '93 
della nuova imposta sulla casa. 


RICCARDO LIQUORI 


■i ROMA. Per gli «evasori del 
mattone» il lisco adotterà la 
politica del bastone e della ca¬ 
rota. In questi mesi una vera e 
propria tempesta di controlli si 
6 abbattuta sui possessori di 
immobiii che hanno «bucato» 
del tutto o in parte la dichiara¬ 
zione dei redditi sui fabbricati 
di loro proprietà. Ora sono 
scattati gli accertamenti veri e 
propri, dai quali gli esperti tri¬ 
butari sperano di recuperare 
una quota consistente di im¬ 
posta evasa. Ma una scappa¬ 
toia c'è. ed è queiia contenuta 
nel «libro giallo» di Formica dif¬ 
fuso nei giorni scorsi: il mini¬ 
stro tende la mano ai contri¬ 
buenti infedeli, prospettando 
la riapertura dei termini del 
vecchio condono immobiliare 


del 1989, una delle tre sanato¬ 
rie previste dal «piano strategi¬ 
co»'92-'94. 

L'operazione è partita nel 
settembre-ottobre dello scorso 
anno, da quando cioè sono 
comittciali i controlli incrociati 
Ira gli atti degli uffici del regi¬ 
stro e le dichiarazioni dei nu¬ 
diti. I contribuenti «sospetti», 
nel confronti dei quali far parti¬ 
re gli accertamenti sono circa 
€00mlla. In 2'JOmlla hanno già 
ricevuto per posta la notifica: 
una sacca di evasione nella 
quale il fisco ritiene di protcr 
«pescare» almeno 150 miliardi 
di lire che, una volta completa¬ 
ti tutti gli altri accertamenti, po¬ 
trebbero anche diventare 400. 
Ma la caccia all'evasore immo¬ 
biliare non è finita: stanno per 



Rino Formica 


partire altri controlli automati¬ 
ci tra i dati del Catasto e delle 
Conservatorie e le dichiarazio¬ 
ni del 740, dai quali potrebbe¬ 
ro e.ssere recuperati altri 100 
miliardi. 

In tutto 500 miliardi, dun¬ 
que. L'esatta metà della som¬ 
ma cfie Formica prevede inve¬ 
ce di ottenere riproponendo il 


vecchio condono del 1989, 
che prevedeva una sanatoria 
con aliquote agevolale per le 
inadempienze sulle dichiara¬ 
zioni del redditi da labbrìcati. 
Quel provvedimento fu in real¬ 
tà un fiasco totale: dei circa 
3700 miliardi di gettito previsto 
(in tre anni) a tutt'oggi ne so¬ 
no stati racimolati appena 135. 
La situazione, dice Formica 
nel suo documento, «giustifica 
una misura di regolarizzazione 
del pregresso», e quindi la ria¬ 
pertura del condono. Del qua¬ 
le - assicurano al ministero 
delle Finanze - potrebbero be¬ 
neficiare anche gli evasori pre¬ 
si in castagna neT'90 e nel '91. 

Mentre annuncia per set¬ 
tembre una nuova inondazio¬ 
ne di floppy disk contenente 
tutte le dichiarazioni dei reddi¬ 
ti, da rendere accessibili a tutti 
i cittadini. Formica appare in¬ 
tenzionato a ripercorrere la più 
classica strada delle «nozze ri¬ 
paratrici» tra fisco ed evasori 
(ne sono stati scoperti com¬ 
plessivamente 1.483 nei primi 
sette mesi dell'anno). E nel 
frattempo spiega II perchè del 
rinvio al '93 dcll'lci, la nuova 
imposta comunale sul valore 
dei fabbricati e delle aree fab¬ 
bricabili. Prevista in un primo 
momento per il '92, l'ici slitterà 


di un anno «al fine di evitare - 
si legge nel piano Formica - 
un accumulo di inasprimento 
di tassazione sugli Immobili», 
sui quali opereranno dal pros¬ 
simo anno i nuovi estimi cata¬ 
stali. Ma tra le ragioni del rinvio 
I più maligni hanno aiKhe in¬ 
travisto una motivazione più 
terra-tetra: quelle cioè di non 
far coincidere una stangata 
sulla casa con le prossime ele¬ 
zioni politiche. Per fare fronte 
al mancalo gettilo proveniente 
dairici, comunque, verranno 
ritoccati per il 1991 i coeffi¬ 
cienti di rivalutazione catasta¬ 
le, e al tempo stesso prorogata 
in vìa straordinaria l'invim. 

Della riapertura del condo¬ 
no Immobiliare, cosi come 
della sanatoria sul contenzio¬ 
so, si è cominciato a parlare 
sin dalla scorsa primavera. La 
«novità» assoluta del piano For¬ 
mica è invece quella tendente 
ad azzerare la massa di «crediti 
inesigibili», quelle somme cioè 
che le esattorie non hanno po¬ 
tuto incassare poiché i contri¬ 
buenti sono diventati improvvi¬ 
samente irreperibili o nullate¬ 
nenti. In ballo ci sono circa 
limila miliardi, ma grazie ad 
un maxisconto il lisco si ac¬ 
contenterebbe di incassarne 
500. 


■■ ROMA. L'intesa per i 
300mila alimentaristi è saia 
firmata. Ora mancano .soltanto 
i braccianti perché l'intemiin.»- 
bile e tormentata stagurne 
contrattuale avviata ormai nel 
lontano 1989 possa et,'«•re 
considerata ufficialmente ccm- 
clusa. Airche per gli alimenta¬ 
risti la firma del nnnovo t em- 
trattuale non è stata una luc- 
cenda semplice: per amvaie 
alla ipotesi d'intesa di merco¬ 
ledì scorso, ci sono volut<' 56 
ore di sciopero nazionale, 
quattro mesi di trattativa e 16 
giorni di confronto no-stop tra 
le delMazioni degli impteridi- 
tori (Federalimentare per le 
aziende private, Intersind per 
quelle a partecipazione stata¬ 
le) e quelle dei sindacati di ca¬ 
tegoria (Flai-Cgil, Fat-CisI <■ Ui- 
lias-Uil). 

A parte le riflessioni sulle pa¬ 
radossali relazioni sindiicali 
Mode in llaly (ci vc^liono S' 'in - 
pre mesi per tare i contrari 1 , e 
almeno per gli alimentiiiistì 
non c'è voluto l'ennesimo lodo 
del ministro del Lavoro), ve¬ 
diamo più in dettaglio i conte¬ 
nuti dell'accordo, secondo l.i 
consueta triade «soldi-onirìo 
diritti». Per quanto riguarda gli 
aumenti salariali ci sr ino 
200mUa lire in più per il 6 l.vel- 
lo, 7?0mila per il quinto, 
240mila per il quarto: 2d0iii1I.i 
per il terzo (quello dovi' si 
coiKentra la maggior parte dei 
lavoratori del settore), 290inil.i 
per il terzo A, e via via fino .ille 
460mila lire mensili di aumeri- 
to per il livello primo A. Gl in¬ 
crementi. come sempre, tet- 
ranno versali dai datori di lavo¬ 
ro in tre Oandìes. Per il lu igo 
periodo di «vacanza conliat- 
tuale», verrà corrisposta una 
«una tantum» di SOOmila lue. 
Per quanto riguarda l'orario, ci 
sarà una riduzione di otto ore 


annue per i lavoratori gioma- 
lien e i turnisti in due lumi; di 
12 per i turnisti in tre turni; di 
16. infine, per gli addetb a ciclo 
continuo. L'orario settimanale 
sarà dunque di 39 ore, mentre 
nelle singole aziende si proce¬ 
derà a una progr.immazione 
annuale degli orari di lavoro. 

Nutrito il capitolo partecipa¬ 
zione e diritti. Verià cosi attiva¬ 
to un osservatorio congiunta 
sull'andamento dell'occupa- 
zione, della produttività e sui 
problemi specifici dei 18 com¬ 
parti in cui si articola l'indu¬ 
stria alimentare. Il futuro nuo¬ 
vo inquadramento professio¬ 
nale, poi, verrà discusso e pro¬ 
posto da una commissione pa¬ 
ritetica. Infine, verranno estesi i 
diritti di partecipazione dei sin¬ 
dacati e si introducono specifì- 
che tutele a favore di alcune 
fasce deboli di lavoratori (por¬ 
tatori di handicap, tossicodi¬ 
pendenti. e cosi via). Il con¬ 
tratto avrà durata quadrienna¬ 
le (dal primo agosto 1991 al 
31 maggio 1995). 

Soddisfatti i commenti dei 
sindacati. Per Angelo Lana, se¬ 
gretario generale della Flai- 
Cgil, si tratta di un contratto «di 
livello, soprattutto per i risultati 
significativi raggiunti sull'asset¬ 
to delle relazioni industriali Ci 
sono più strumenti, ci sono più 
spazi per la contrattazione de¬ 
gli orari e dell'organizzazione 
del lavoro a favore dei Consigli 
del deipari, c poi il discorso 
sui diritti individuali». L'au¬ 
mento salariale viene giudica¬ 
to «buono», nonostante tutto, e 
va segnalata quella che viene 
definita «una piccola, significa¬ 
tiva, riforma del modello con¬ 
trattuale»: è stato concordato 
l'impegno a d anticipare di tre 
mesi l'avvio delle trattative per 
il prossimo rinnovo contrattua¬ 
le. 


Falso «giallo» dell’estate in Borsa 


Distratti 23 milioni di dollari a favore di Noriega 


Beirluscom compra tutto Scandalo Bcd, testimone ctove 
... a spese deU’Erarìo «14 persone decidevano su tutto» 


lulari digitali. Con l'accordo la 
Motorola c la Matra si sono as¬ 
sicurati lo scambio reciproco 
delle licenze dei brevetti es¬ 
senziali del settore. 

La Matra Communication è 
la seconda azienda francese 
del settore dopo l'Alcatel (con 
la quale l'Italtel del gruppo Iri- 
Stet ha già firmato un'intesa di 
collaborazione per lo sviluppo 
del sistema cellulare radiomo¬ 
bile a 900 megaherz In tecnica 
numerica). Motorola, oltre ad 
essere una delle maggiori 
aziende mondiali nel settore 
dell'elettronica, è il leader 
mondiale per la progettazione, 
la produzione e la commercia¬ 
lizzazione di apparati e sistemi 
per la radiotelefonia cellulare. 

«Queste intese - ha com¬ 
mentato David Hughes, vice 
presidente di Motorola e diret¬ 
tore generale della european 
cellular infrastructure division 
- confermano che il modo mi¬ 
gliore per risolvere i problemi 
legati ai diritti di proprietà In¬ 
tel- lettuale relativi al Gsm o a 
qualsiasi altra tecnologia è una 
equa negoziazione bilaterale 
fra i produttori». 


DARIOVBNBQONI 


M MILANO. Cinque «lanci» di 
agenzia dell'Ansa hanno mo¬ 
vimentato il sonnaccchioso 
pomerìggio della finanza mi¬ 
lanese, annunciando che Sil¬ 
vio Berlusconi è entrato in un 
sol colpo nella compagine 
azionaria di tutte le principali 
società quotate in Borsa, Me¬ 
diobanca e Generali escluse. 

Nella calura soffocante del¬ 
la vigilia del temporale schie¬ 
re di giornalisti sono sobbal¬ 
zati alla scrivania nell'appren- 
dere che il presidente della Fi- 
ninvest era diventato da qual¬ 
che settimana azionista di ri¬ 
lievo della Cir, la holding di 
Carlo De Benedetti, l'acerrimo 
avversario delia battaglia per 
il controllo della Mondadori, 
informava l'Ansa infatti che 
con un'operazione condotta 
fuori Borsa tra il 16 e il 18 lu¬ 
glio scorso la Mediolanum Vi¬ 
ta, compagnia assicuratrice 
della Fininvest, aveva compra¬ 
lo addirittura 3 milioni e 
365mila azioni Cir, con un in¬ 
vestimento di circa 9 miliardi 
e mezzo. Con quel pacchetto. 
Ilari allo 0,62% del capitale or¬ 
dinario, Berlusconi si sarebbe 


potuto presentare alla prossi¬ 
ma assemblea ad Ivrea, ma¬ 
gari rivendicando un posto in 
consiglio. 

Cosa astava succedendo? 
Una ricomposizione su larga, 
scala degli schieramenti e del- ' 
le alleanze del capitalismo? 
Possibile che d'un colpo tutti i 
principali gruppi finanziari Ita¬ 
liani avessero deciso di strin¬ 
gere una alleanza strategica 
con il patron di Canale 5? I da¬ 
ti parlavano chiaro: La medio¬ 
lanum Vita ha acquistato ad¬ 
dirittura l't.2l% della Toro. 
l'I.ll deirifil, lo 0,98 della 
Montedison, lo 0,86 della Uni- 
poi, lo 0,62 della Ferfin, lo 
0,49% della Stet, lo 0,28 della 
Sai, lo 0,18 della Fiat, e via 
elencando, per un esborso to¬ 
tale di oltre 215 miliardi. Non 
male, soprattutto se si consi¬ 
dera che oggi la compagnia 
vrita di Berlusconi non ammi¬ 
nistra ancora 1000 miliardi di 
premi, e che quindi in un palo 
di giorni, a luglio, ha investito 
oltre un quarto di tutti i mezzi 
a sua disposizione. 

Interrogati, i portavoce del¬ 
la Fininvest aggiungevano un 


dettano Importante. E' vero, 
abbiamo comprato quelle 
azioni. Ma le abbiamo riven¬ 
dute tutte il giorno dopo. A 
Chi? f'ercliè? Mistero. 

Questo trascurabile giallo 
estivo ha invero una spiega¬ 
zione. Si è trattato con ogni 
evidenza di una partita di giro 
tra società Rninvest, La Me¬ 
diolanum vita tramite la Me¬ 
diolanum commisùonaria ha 
acquistalo dai fondi del grup¬ 
po quei titoli il giorno 16 lu¬ 
glio, vale a dire quello prece¬ 
dente allo stacco dei dividen¬ 
di. L'intero pacco di azioni è 
tomaio .si fondi il giorno suc¬ 
cessivo, a un prezzo «depura¬ 
to» del dividendo. Un giochet¬ 
to abbastanza comune, che si 
basa sul fatto che i fondi di in¬ 
vestimento non hanno diritto 
al credito di imposta (pari ai 9 
sedicesimi del dividendo). 
mentre le società si. In questa 
partita di giro l'utile per Berlu¬ 
sconi è il credito d'imposta sui 
dividendi che sarebbe altri¬ 
menti andato disperso. Che 
poi Fomiica decida di pagare 
quel credilo con Bot e Ccl, è 
un'altra questione: sempre 
meglio che niente. 


Il crack della Bcci ha il suo personaggio chiave: è un 
ex direttore della banca che ha deposto dinanzi alla 
commissione Usa incaricata di un'indagine parlamen¬ 
tare. Intanto dal Perù, l’ex presidente Alan Garcia pro¬ 
testa la sua innocenza in una storia di bustarelle per 
coprire operazioni illecite tra il Tesoro peruviano e l'i¬ 
stituto di Abu Ohabi. Il fondatore della Bcci, Abedi, ai 
Financial Times; «Aprirò una nuova banca». 


MICHELE RUQOIBRO 


M ROM/v. Se non ha il vigore 
di un romanzo di Dashlell 
Hammcit è senza dubbio il Ih- 
riller dell'anno. Il casi è nolo: 
dittatori coiTotti, ex capi di sta¬ 
lo, Icrrorlsti mediorientali, 
banchieri malandrini, control¬ 
lori di prestigio dlslratu, servizi 
segreti negletti c complici e un 
immancabile «probo* funzio¬ 
nario sullo sfondo di un «buco» 
dì venti miliardi di dollari. Lo 
scandalo della Bcci, la banca 
mondiale di Abu Ohabi con¬ 
trollala dalla famiglia reale, è 
una sorta di laminatoio che 
sforna a ciclo continuo notizie 
«bollenti» da oltre un mese. E 
non mostra segnali di cedi¬ 
mento. Anzi. 

Ieri è stalo tolto l'anonimato 
al personaggio misterioso che 
ha svelato le vischiose trame 


della Bcci. Si tratta di Masihur 
Rahman, 57 anni, dal 1975 al 
1990, direttore finanziario del¬ 
la banca, collaboratore di pri¬ 
mo piano della commissione 
esteri del Senato statunitense, 
incaricata di indagare sulle at- 
tiirità illecite della Bcci. L'uo¬ 
mo, a più riprese minacciato di 
morte, è stalo interrogalo dal 
senatore democratico John 
Keny, presidente del comitato 
sul terrorismo c sulla droga. 
Secondo la sua testimonianza, 
non più di 20 persone su 14 
mila dipendenti, «hanno fatto 
quello che leggete in questi 
giorni». Rahman, infine, ha 
consegnalo al senatore Keny 
un dossier che riassume i «mali 
della Bcci» scrìtto in collabora¬ 
zione con la Price Waterhouse. 

Sempre ieri si è avuto l'«Abe- 


di day», nel senso che il sra- 
santanovenne fondatore della 
Bcci, paralizzato su una se lia 
a rotelle da una serie di att ic- 
chi cardiaci, ha aperto alct ne 
finestre sullo scandalo dalle 
pagine del Financial Tim'» 
Una lunga intervista nella q> la¬ 
te Agha Hassan Abedi ha di ito 
perù l'impressione di «non nm- 
dersl conto del furore provo a- 
lo dalla Bcci». a detta del qui iti. 
diano londinese. Il bancnien' 
ha annurxiiato sostanzialmt n • 
te due cose: 1) personaggi di 
spicco e autorevoli istituti di 
credito intemazionali (Jiminy 
Carter. James Callaghan, lu 
National Westminster Bank) 
potrebbero intervenire quale re 
lui lo chiedesse (per la crora- 
ca la Banca d'Iiighillerra ra 
escluso ieri l'altro la sua par e- 
cipazione ad un eventuale p a- 
no di salvataggio della Bcci): 
2) una nuova Mnca, proget a- 
la con l'aiuto della moglie F a- 
bia e di alcuni amici, stareb re 
per vedere la luce. Impietoso il 
commento del Financial Ti¬ 
mes: «Abedi ha forse tutte te n- 
sposle necessarie a capire co¬ 
me la Bcci abbia tessuto la sua 
rete mondiate: ma. capace di 
parlare soltanto in frasi, di una 
vaghezza spesso senza spe¬ 
ranza. appare come una figura 
tragica che getta poca luce .«ul 
suo sogno e su come fu sp< z- 


Montepaschi. I conti non tornano, dice uno dei sindaci revisori 
La Spa significa privatizzare? Bankitalia vuole il Bcinco di Napoli? 

AUanne a Siena: privati alle porie? 


I conti non tornano. La trasformazione in Spa del 
Monte dei Petschi potrebbe rivelarsi un'operazione a 
rischio ed aprire le porte alla privatizzetzione. Nei 
piani di Bankitalia vi sarebbe l'iiràtesi di una fusione 
con il Banco di Napoli. A Siena molta cautela tra le 
forze politiche. Carlo Turchi, membro del collegio 
dei sindaci revisori, numeri alla mano, parla degli 
scenari possibili. 

DAL NOSTRO INVIATO 

PIERO BENASSAI 


HI SIENA La Spa è la strada 
che porta all'ingresso dei pri¬ 
vati nel Monte dei Paschi c ma¬ 
gari alla fusione con il Banco 
di Napoli, il dubbio, o per 
qualcuno la certezza, incomin- 
'* eia a farai strada tra le forze pcH 
t litiche senese. Le due ipotesi, 

• se dovessero concretizzarsi ov- 
J viamente vengono viste come 
4 una vera e propria iattura. A 
J Siena ci si pu6 pestare a san- 
1 , gue per il Palio, mr sulle vicen- 

' * de del Monte bisogna andarci 

• con i piedi di piombo. L'istituto 

• di credito, fondalo nel 1472, è 


di proprietà della reomunilà 
senese» e parte degli utili ugni 
anno sono destinati aH'ammi- 
nlstrazione locate, all'universi¬ 
tà ed ad una miriade di piccole 
o grandi associazioni locali. 
Degli otto membri della depu¬ 
tazione il Comune ne elegge 
quattro, uno la Provincia c tre il 
ministero del tesoro. I cinque 
«deputati» eletti daglicnti locali 
devono essere residenti in pro¬ 
vincia di Siena, mentre per 
quelli di nomina governativa è 
sulficienle risiedere in uno dei 
comuni italiani dove ha sede 


uno sportello della banca. 

Un meccanimo, che può 
sembrare arcaico, ma sulla 
«.sencsìtà» della banca non si 
discute c nessuno si può per¬ 
mettere alzate di Ingegno. E fi¬ 
nora in attesa che una speciale 
commissione del consiglio co¬ 
munale ed una della deputa¬ 
zione del Monte termino i loro 
studi sull'opportunità o meno 
di trasformare l'attuale fonda¬ 
zione in una Spa. solo il Prt ed 
il provveditore Carlo Zini can¬ 
tano te lodi della società per 
azioni. Zini molto probabil¬ 
mente anche su pressioni di 
Bankitalia al cui interno .sem¬ 
bra sia visto di buon occhio 
un'Ipotesi di fusione con il 
Banco di Napoli, che ha biso¬ 
gno di essere ricapitalizzato. 

Ma mentre le varie commis¬ 
sioni sono al lavoro ed un gior¬ 
nale locale ha addinttura lan¬ 
ciato la proposta di indire un 
referendum tra i cittadini per 
decidere le sorti della banca 
qualcuno ha incominciato a 
lare ì conti. Carlo Turchi, 


membro del collegio dei sin¬ 
daci revisori, Pds, eletto dal 
consiglio comunale e grande 
esperto di cose bancarie non 
ha dubbi. «La Spa - afferma - ri¬ 
schia di diventare un cavallo di 
Troia per aprire le porte ai pri¬ 
vali. Il patrimonio attuale del 
Monte si aggira attorno ai 4 mi¬ 
la miliardi. L'avviamento del¬ 
l'attività bancaria con una va¬ 
lutazione prudenziale vate al¬ 
meno altri 8 mila miliardi. Il 
conferimento da parte della 
fondazione alla futura Spa si 
aggirerebbe attorno ai 12 mila 
miliardi. La Spa perù, secondo 
il codice civile deve compiere 
gli ammortamenti, che am¬ 
monterebbero ad almeno 
1.200 miliardi all'anno. Ma at- 
tulemnte gli utili netti del Mon¬ 
te dei Paschi non superano i 
240 miliardi. Il bilancio dei pri¬ 
mi anni sarebbe quindi fiscal¬ 
mente in perdila. Si rendereb¬ 
be quindi necessaria una rica¬ 
pitalizzazione della Spa ce¬ 
dendo quote sul mercato. A 
chi? Gli acquirenti non manca¬ 


no. I.a strategia di grandi grup¬ 
pi come Agirelli, De Benedetti, 
Fenruzzi sembra puntare dccl- 
.sainente su Francia. Grecia c 
Spagna, ma sono estrema¬ 
mente interessati ad estendere 
la loro presenza nel settore fi¬ 
nanziano italiano, da dove po¬ 
ter attingere i soldi per portare 
avanti l'csp.>nsione in questi 
nuovi mercati». 

Carlo Turchi, nettamente 
contrario all'ipotesi di trasfor¬ 
mare il Monte dei Paschi in 
Spa, «sull) base di convenien¬ 
ze economiche per l"istituto», 
sottolinea un altro aspetto, che 
non appare secondario. «La 
legge Amato - continua - dal 
punto di vista fiscale concede 
una sospensione del paga¬ 
mento delle imposte, non 
un'e,senzione. Pertanto, ad 
esempio, se la Spa dovesse de¬ 
cidere di cixlere alcuni immo¬ 
bili la Fondazione dovrebbe 
pagare le tasse al fisco per 
quelle operazioni. Ma con 
quali soldi se ha ceduto tutte te 





proprietà alla Spa? L'unica 
strada sarebbe ancora una vol¬ 
ta l'alienazione di patte del 
pacchetto azionario». 

Se si prende a base il valore 
di 12 mila miliardi la Fondazio¬ 
ne avrebbe, secondo Turchi, 
almeno 5 mila miliardi di im¬ 
poste in «sospeso» da pagate c 
la notare che se ven-à accolta, 
come sembra, la quarta diretti¬ 
va della Cee che vieta alte so¬ 
cietà che hanno costi in sospe¬ 
so di dividere utili «per almeno 


trent'anni la «comunità sene¬ 
se» non vedrà più un soldo per 
tutte quelle istituzioni ed attivi¬ 
tà economiche che finora ogni 
anno hanno potuto usufruire 
di patte degli utili prodotti dal 
Monte dei Paschi». In pratica la 
rivalutazione del patrimonio 
dcU'istituto senese si tradur¬ 
rebbe in un danno. Ma secon¬ 
do Carlo Turchi è in alto da al¬ 
cuni anni una strategia che 
tende a dimostrare che il Mon¬ 
tepaschi è sotto patrimonializ- 


zato. «Il piano triennale appo •- 
vaio nel 1989, da cui mi sono 
dissociato - insiste - tendevi 
proprio a questo. Allora avev.i- 
mo 2.800 miliardi di palnmi»- 
nio netto disponibile. Si è dato 
il via a tutta una serie di investi¬ 
menti infrutOfen, che lo hanno 
fatto scendere a 1.350 miliard . 
Se si dovesse concludere an¬ 
che l'opierazione Cassa di Prn- 
to si scenderebbe sotto la so¬ 
glia limite dei mille miliardi, lì 
poi con quali soldi facciamo il 


zaio». Rimane intatta comun¬ 
que la grande intuizione del 
banchiere che si è rivelata, an¬ 
che in assenza di una concreta 
vigilanza mondiale sul sistema 
ciìeditizio, la vera forza d'urto 
della Bcci: un coacervo di 87 
nazionalità sorretto da un mot¬ 
to: «lede nella ^uaglianza di 
tutte te religioni e di tutta la 
gente». 

Con questo «pensiero forte» 
Abedi ha fatto affari con Ma¬ 
nuel Noriega, l'ex uomo forte 
di Panama ora associato nelle 
carceri Usa. cui la Bcci avrebbe 
dato una mano per «distrairxs» 
23 milioni di dollari dal Tesoro 
nazionale, una parte forse di 
quei 100 milioni di dollari che 
Noriega avrebbe accumulato 
con i suoi .soci colombiani del 
cartello di Medellin, dove la 
banca lussemburghese aveva 
impiantato cinque filiali. In 
proposito. Il governo pana¬ 
mense ha promosso un'azione 
legale presso la corte distret¬ 
tuale di Miami per farsi rimbor¬ 
sare dalla Bcci 69 milioni di 
dollari illecitamente sottratti 
durante la dittatura militare. 
L'esito appare incerto. Ieri, in¬ 
fatti. i banchieri di Abu Dhabi, 
hanno indicato l'ombrello po¬ 
litico sotto cui la Bcci intende 
operare: soltanto i 35mila ri¬ 
sparmiatori delle otto filiali del 
paese verranno rimborsati. 


Carlo Zini, 
provveditore 
generale del Monte 
del Paschi di Siena 
e, a sinistra. 

Il presidente 
uscente Luigi 
Banicd 


bilancio'?». 

L'ultima considerazione ri¬ 
guarda i poteri decisionali del¬ 
la deputazione, che attual¬ 
mente è incompleta in quanto 
il ministero del tesoro non ha 
ancora provveduto a nomina¬ 
re i suoi tre consiglieri. Si atten¬ 
de da oltre tre anni. «E' indub¬ 
bio - prosegue Turchi • che per 
decidere la trasformazione in 
Spa I rappresentanti di Comu¬ 
ne e Provincia devono avere 
un mandato specifico, che at¬ 
tualmente non hanno. Infatti 
sono slah eletti sulla base di 
una programma che non pre¬ 
vede questa eventualità». 

Anche il sindaco, Pier Luigi 
Piccini, che guida una giunta 
di sinistra, pur ritenendo tecni¬ 
camente impraticabile un refe¬ 
rendum. sostiene che è «ne¬ 
cessaria un'ampia informazio¬ 
ne e consultazione popolare» 
prima di giungere a qu.alunque 
.scelta. Intanto si attende che le 
varie commissioni di esperti 
concludano i loro studi. Ma il 
dibattito è aperto.* 


















venerdì 9 AGOSTO 1991 


PAGINA 15 L'UNITÀ 


Cultura 


I classid riletti. La fiaba di Saint-Exupéry 


Un piccolo principe 
per diventare gran 



Un «piccolo libro», che compare e scompare negli 
anni, che lascia un segno inavvertito ma profondo. 
Una fiaba, potremmo dire, o comunque un testo 
che aiuta a crescere, in cui l'immaginazione batte la 
semplice fantasia. Si tratta del «Piccolo Prìncipe» 
scritto nel 1946 da Antoine de Saint-Exupéiy, un 
classico non soltanto per ragazzi, che abbiamo fatto 
rileggere alla giovane scrittrice Susanna Tamaro. 


SUSAN* 


kRO 


■i C'è una fiaba che amo 
molto ed è quella del soldati¬ 
no di stagno. In questa fiaba, 

' che probabilmente lutti cono¬ 
scono, ad un certo punto il 
soldatino innamorato spinto ' 
da un refolo cade dalla fine¬ 
stra e finisce in un rigagnolo 
sottostante. LI viene inghiotti¬ 
to da un pesce enorme e affa¬ 
mato e per un po' vive nel suo 
ventre, girovagando per le fo¬ 
gne. Un giorno, quando il po¬ 
vero soldato ha ormai perso 
ogni speranza di vedere la sua 
amata. Il pesce viene pescato 
e vertdaloralmeraato. Acom- 
{, pntriq a pvSrip Mf cameMen 
della‘ctB»'dii cni «l-a caduto e 
cosi, poche ore dopo, estratto 
dalle viscere, è di nuovo da- 
' vanti alla sua ballerina. 

// Piccolo Principe ha avuto 
lo stesso destino nella mia vi¬ 
ta. Ricevuto, smarrito, miraco¬ 
losamente ritornato. Credo 
che in ogni vita ci sia qualco¬ 
sa, una specie di aria, che ai>- 
pare, scompare, vive dietro le 
quinte, ritorna, scompare 
un'altra volta. Cosi è stato il 
rapporto tra me e // Piccolo 
Principe. Me ne sono resa 
conto non appena ho iniziato 
a sfogliare le sue pagine. Mi 
sembrava di averlo letto il 
giorno prima e non ventotto 
anni fa. Ventotto anni sono 
tanti e avendone io pochi di 
pio è evidente che è stato una 
delle prime letture della mia 
vita, tuizi la prima, il primo li¬ 
bro letto tutta da sola. Lo rice¬ 
vetti da mia nonna 11 giorno 
della cresima. Ricordo benis¬ 
simo la sua copertina blu rigi¬ 
da sotto le mie dila e II vago 
disappunto nello scoprire che 
era un libro. A quel tempo in¬ 
fatti. contrariamente ad ades¬ 
so, odiavo di un odio feroce i 
libri di fiabe. Odiavo le princi¬ 
pesse felicemente convolale a 
nozze, odiavo i ranocchi infe¬ 
lici, l'ottusa malvagità delle 
streghe, odiavo lutto ciò che 
in qualche modo poteva aver 
a che lare con la fantasia. Tut¬ 
to mi sembrava estremamente 
falso, luorvianle. Cerano mil¬ 
le cose più interessanti in 


quello che accadeva realmen¬ 
te nel mondo. I piranha capa¬ 
ci di divorare un bue in pochi 
secondi, i coleotteri che vive¬ 
vano felici in enormi palle di 
escrementi, i rondoni in grado 
di votare e dormire allo stesso 
tempo. MI appassionava l'ac¬ 
cadere delle cose naturali, l'e¬ 
norme mistero di amore e cru¬ 
deltà racchiuse In esso. Cosi, 
quando ho aperto // Piccolo 
Principe e ho Ietto le prime ri¬ 
ghe; «Un tempo lontano, 
quando avevo sei anni, in un 
libro sulle foreste primordiali 
intitolato Storie vissute della 
natura vidi un magnifico dise¬ 
gno. Rappietentava ~un sei^ 
pente boa nell'atto di inghiot¬ 
tite un animale...» ho avuto un 
moto di gioiosa sorpresa e an¬ 
ziché chiuderlo sono andata 
avanti. 

Di quella lettura antica, poi, 
non ricordo molto altro a par¬ 
te il dubbio sulla seconda illu¬ 
strazione - non ero molto si¬ 
cura se il boa avesse mangia¬ 
to un elefante o una Volkswa¬ 
gen - e la sensazione precisa, 
una volta finito, di non essere 
sola al mondo. Qualcun altro, 
insomma, seppur di carta, ve¬ 
deva il mondo come lo vede¬ 
vo io e non come lo vedevano 
le maestre. Molti anni dopo, 
setua che me ne tendessi 
conto, il libro ha fatto nuova¬ 


mente capolino nella mia vita. 
Mi trovavo in un periodo di 
grande perplessità Interiore e 
mi ero ritirata In un kibbutz, 
lontano da tutto e da tutti. Me¬ 
tà del giorno lavoravo e metà 
la passavo distesa sulla mia 
branda. 

A lato del letto, qualche 
ospite precedente grattando 
viu l'intonaco, aveva scritto: 
•On ne uoit bien qu'auec le 
coeur. L'essentiel est invisibile 
pour lesyeu». Vedevo questa 
frase un numero infinito di 
volte al giorno ma pur sem¬ 
brandomi estremamente fa¬ 
miliare, non riuscivo a ricor¬ 
darmi dove mai l'avessi già 
letta. 

Passati un altro po' di anni 
mi sono trovata a dover disfa¬ 
re la casa di mia nonna per¬ 
chè lei non c'era più. Sman¬ 
tellare la casa di una persona 
amata con cui si è vissuti a 
lungo è una delle cose più tri¬ 
sti che possa capitare. Ci si ag¬ 
gira tra i mobili e gli armadi 
come passeggeri di una nave 
a pochi istanti dal naufragio. 
Bisogna salvate qualcosa di 
importante, ma cosa? Cercan¬ 
do confusamente tra i libri ho 
trovalo la copia del Piccolo 
Principe. Nell'aprirlo mi ha 
colpito il fatto che la nonna vi 
avesse scritto quattro volte il 
suo nome e l'avesse sottolie- 
nato ogni volta. Era una sorta 
di messaggio inviato nei mo¬ 
menti più oscuri della malat¬ 


tia: tengo tanto a questo libro 
c ho tanta paura che me lo 
portino via. Cosi assieme a 
poche altre cose l'ho preso e, 
come il soldatino di stagno. Il 
Piccolo Prindpe è tornato alla 
casa da cui era partito. 

La prima cosa che mi è ve¬ 
nuta in mente leggendo il li- 
.bro di Saint-Exupèry è la di¬ 
stinzione che fa Giacomo 
Leopardi, nello Zibaldone, tra 
Fantasia c Immaginazione. La 
Fantasia, dice, è un fruito del¬ 
la mente allo a stupire: l'Im¬ 
maginazione, pur essendo al¬ 
trettanto priva di legami con la 
realtà, riporta a qualcosa di 
inafferrabile e grande. Dicen¬ 
do fantasia mi viene subito in 
mente un altro classico per 
l'infanzia: Alice nel paese delle 
meraviglie. 

Ecco, tanto il libro di Carrol 
è un libro di fantasia, altret¬ 
tanto. secondo me. Il Piccolo 
Prindpe è un libro di immagi¬ 
nazione. 

La storia si fa presto a rac- 


Alcunl 

degli 

straordinari ' 
disegni 
che Illustrano 
Il Piccolo 
principe 


contarla. Un pilota ha una 
panne all'aereo ed è costretto 
ad atterrare nei desrto. U, 
mentre si arrabatta intorno al 
motore, incontra un piccolo 
uomo (un piccolo uomo, non 
un bambinol) che gli chiede 
di disegnargli una pecora per 
poriarta con sé sul suo asteroi¬ 
de. La strana creatura, infatti, 
si tmva sulla terra di passarlo 
per compiere un insolito viag- 
gk> di istruzione. Piano piano, 
giorno dopo g'iomo, mentre i 
bulloni non si mollano e la se¬ 
te aumenta, stando per lo più 




a penzoloni con la testa tra gli 
ingranaggi deH'aereo, il pilota 
discorre con il Piccolo Princi¬ 
pe, che, a parole o con dise¬ 
gni, risponde o tenta di ri¬ 
spondere alle sue domande. 
Dopo alcuni giorni spinti dalla 
necessità dell'acqua, vanno 
insieme alla ricerca di un poz¬ 
zo. Vicino a quel pozzo, il 
mattino seguente, il Piccolo 
Prìncipe si farà mordere da un 
serpentello giallo e lasciando 
il suo corpo sulla terra come 
«una vecchia scorza» farà ri¬ 
torno al suo asteroide. 

Nel racconto non c'è né la 
,.9'logica delle cose normali, né 
quella delle fiabe. Il Piccolo 
principe è si un eroe che com¬ 
pie un viaggio ma è un viaggio 
che non contempla ostacoli 
da superare o metamorfosi in 
stati superiori. Semplicemen¬ 
te va in giro, osserva, doman¬ 
da, oppone un sentire tutto 
suo alla banalità del mondo. 
Ecco, è proprio il discorso sul 
sentimento a rendere cosi im¬ 
portante U Piccolo Prindpe. Ili' 
un'momenio storico in cui Itiv 
lo sembra contrassegnalo dal¬ 
la velocità e dal possesso II 
Piccolo Prindpe ci dice che 
ciò che dà senso e unicità al¬ 
l'esistenza è il rapporto d'a¬ 
more con gli esseri che ci cir¬ 
condano e che quest'amore 
non è frutto di un filtro o di 
una volontà Ideologica ma il 
risultato di un esercizio conti¬ 
nuo di pazienza e attenzione. 
Non solo. Ci dice anche che il 
sentimento anziché essere un 
atollo pacìfico è molto spesso 
fonte di tristezza e turbamen¬ 
to. La vita degli uomini è priva 
di luci totali, perlopiù c'è un 
alternarsi di ombre e spazi 
chiari. La Rosa, al momento 
di accomiatarsi dal principe 

11 



dice: «dovrò pur sopportare 
qualche bruco se voglio cono¬ 
scere le farfalle» e dice una 
grande verità. Ma tra tutti i per¬ 
sonaggi è la Volpe, una volpe 
assai slmile ad un fennec 
(quegli animali del deserto), 
a svolgere II ruolo centrale, 
quello rivelatore Appena la 
incontra il Piccolo Principe le 
chiede di giocare Insieme. 
Lei. da sotto il melo, gli ri¬ 
sponde: «Non posso giocare 
con te, non sono addomesti¬ 
cata». 

«Cosa vuol dire addomesti¬ 
care?» le chiede allora il prin¬ 
cipe. 

«È una cosa da tempo di¬ 
menticata - dice la Volpe 
-vuol dir creare dei legami. Tu 
fino ad ora per me non sei che 
un ragazzino uguale a cento¬ 
mila ragazzini. E non ho biso¬ 
gno di le. E neppure tu hai bi¬ 
sogno di me. lo non sono per 
te che una volpe uguale a 
centomila volpi. Ma se tu mi 
addomestichi, noi avremo bi- 
;'sqgno l'uno dell'altro. Tu sarai 
per nte unico al mondo, e io 
sarò per te unica al mondo». E 
davanti all'obiezione del Pic¬ 
colo Principe di non aver tem¬ 
po perché ha da scoprire del¬ 
le cose e conoscere degli ami¬ 
ci, la Volpe risponde: «Non si 
conoscono che le cose che si 
addomesticano». Allora con 
pazienza il Piccolo Principe 
addomestica la volpe, seden¬ 
dosi ogni giorno più vicino al¬ 
la tana, in silenzio, perché «le 
parole sono fonte di malinte¬ 
si». Al momento della parten¬ 
za la Volpe promette di svela¬ 
re un segreto. «Ecco il mio se¬ 
greto. E molto semplice: non 
si vede bene che con il cuore. 
L'essenziale è invisibile agli 
occhi». 

Tutto qui. 

Guardare con il cuore vuol 
dire vivere in uno stalo di pe¬ 
renne apertura, di disponibili¬ 
tà. Vuol dire essere capaci di 
attenzione, di pazienza, cre¬ 
dere che dietro l'apparenza di 
ogni giorno si nasconde qual¬ 
cos'altro e che questo qualco¬ 
s'altro è l'unica cosa in grado 
di rendere unica e emozio¬ 
nante ogni esistenza. 

«È mollo semplice?» La vol¬ 
pe dice di si. lo non ne sono 
altrettanto sicura. È molto 
semplice e molto difficile, co¬ 
me tutte le verità profonde. 
Addomesticare le cose non è 
un'utopia ma una scelta, un 
viaggio da affrontare in com¬ 
pagnia della pazienza e del 
coraggio. 


In mostra, dopo il restauro, nel monastero di Santa Giulia a Brescia il celebre polittico Averoldi di Tiziano 

Quell'«imperiosa presenza» nell'arte italiana 


B Quando nel maggio del 
1522 il polittico Averoldi del 
Tiziano venne portato a Bre¬ 
scia nel «destinato luogo», 
che era la chiesa dei santi 
Nazaro e Celso, la folla 
esplose in un lungo applau¬ 
so. Plaudenti anche il Roma- 
nino, il Moretto e il Savoldo, i 
tre grandi della scuola bre¬ 
sciana del Cinquecento? Cer¬ 
to è - come osserva Bruno 
Passamani, curatore della 
mostra in corso nella stupen¬ 
da sede del monastero di 
Santa Giulia - che tutti, allo¬ 
ra, furono «folgorati da quella 
presenza imperiosa, che 
condensava in sé, come 
sempre è di Tiziano, i senti¬ 
menti c i pensieri che allora 
agitavano il mondo dell'arte 
di mezza Italia» e che «di col¬ 
po, con una naturalezza da 
far trasecolare», venivano 


portati «ad una forma supe¬ 
riore». 

Tiziano aveva allora supe¬ 
rato da poco i trent'anni e 
aveva già alle spalle quel ca¬ 
polavoro, che è yAssunta dei 
Frali. Il polittico gli era stato 
ordinato da Altobello Averol¬ 
di, nunzio pontificio a Vene¬ 
zia, bresciano purosangue. 
Cinque, come si sa, sono le 
parti dell'opera. In mezzo, il 
Cristo risorto: nel lato sinistro 
['Angelo annunciante, in alto, 
e i santi Nazaro e Celso e il 
committente, in basso: nel 
lato destro la Vergine e, sot¬ 
to, lo sconvolgente San Seba¬ 
stiano, che poggia il piede 
sul rocchio di marmo, dove 
sono incise la data e la firma: 
«Ticianus faciebat/MDXXlI». 

Di questo affascinante Se¬ 
bastiano, atletico ed efebico 
nel contempro, sono state tro¬ 


vate, tanto per cambiare, 
ascendenze michelangiole¬ 
sche. Deriverebbe - è stato 
scritto - dal Prigione ribelle o 
dal Prigione morente. Ma Ti¬ 
ziano quelle statue non le 
aveva viste e, d'altronde, la 
classica impostazione del 
santo, la medesima impagi¬ 
nazione, i brani straordinari 
del paesaggio, la deliziosa fi¬ 
gurina dell'angelo, che indi¬ 
ca le ferite di San Rocco, è a 
Tiziano e soltanto a Tiziano 
che fanno peasare. Cosi la 
classicità statuaria del Cristo 
col vessillo crociato al vento. 
Cosi soprattutto l'Angelo an¬ 
nunciante, con quella luce 
che tanto colpirà il Savoldo. 

Brescia allora non era l'ul¬ 
tima delle province. Vi ope¬ 
ravano, come si è visto, tre 


IBIOPAOLUCCI 

artisti di livello grandissimo. 
Il Romanino col più giovane 
Moretto stavano lavorando 
nella Cappella del Santissi¬ 
mo Sacramento, in San Gio¬ 
vanni, il cui complesso è uno 
dei vertici della pittura del 
Cinquecento. Savoldo stava 
firmando le prime opere e vi¬ 
veva a Venezia, a contatto di¬ 
retto, dunque, con l'opera 
del Tiziano. Vincenzo Pop¬ 
pa, ormai vecchio, aveva pe¬ 
rù scoperto quel lume argen¬ 
teo, che si ritroverà nel Mo¬ 
retto e di cui il Tiziano sem¬ 
bra essersi ricordato nel get¬ 
tare giù l'angelo, che appare 
a Maria. 

Il 1'iziano. peraltro, era 
consapevole di avere creato 
un capolavoro. Si guardi, in¬ 
fatti, a quello che scrive l'am¬ 


basciatore Jacopo Tebaldi 
duca di Ferrara: «... beri lui à 
veder la piclura de Sancto 
Seba-stiano. die ha facto ma- 
gistro Titiano, et vi trovai 
multi da questa terra, quali 
ciim grande admiratione la 
vctlevano, et laudavano, et 
epso disse a tutti noi. ch'era- 
mo ivi, ch'el l'era la megliore 
piclura. ch'el facesse mai...». 
Giudizio che tre secoli dopo 
viene condiviso dal padre 
della nostra crìtica d'arte, 
Giovanni Battista Cavalcasel- 
le, il quale si .sofferma spe¬ 
cialmente sull'Angelo, che 
trova «bellissimo e del più bel 
tempo... uno dei più belli del 
maestro». 

Grande la fama di questo 
polittico in tutti i tempi. Nel 
1765 gii inglesi cercarono di 


portarselo a casa, ma, per 
fortuna, quel tentativo non 
ebbe successo. La storia ce 
la racconta il cronista Andrea 
Costa, che riferisce che un in¬ 
glese intendeva acquistare e 
aveva già acquistato dai ca¬ 
nonici di San Nazaro la pala 
per tremila zecchini e che la 
mediazione erano già pronti 
500 zecchini. Un gruppo di 
parocchiani, però, venuti a 
conoscenza di questo sporco 
mercato «ricorsero alla giusti¬ 
zia, facendo conoscere che 
per la pala è stata fatta fare a 
spese di un nobile prevosto 
Averoldi, e dopo la sua morte 
ne fece regalo dell'antidetta 
alli parrocchiani, e non al 
Capitolo». I giudici, fortunata¬ 
mente, dettero ragione al cit¬ 
tadini e la grande pala del Ti¬ 
ziano rimase nella chiesa 
bresciana. 


DairEifmitag.e 
a Roma e Venezia 
le sculture 
di Canova 


■■ L'Italia ospiterà e •cultu¬ 
re del Canova provei icnti dal 
museo dell’ErmUage li Icnin- 
grado. Tra esse le fan ose «Tre 
grazie», che, assieme ad altre 
opere potranno esser? viste in 


una mostra allestita prima a 
Roma, a Palazzo Ruspoli. dal 
dicembre 1991 al febbraio 
1992. e poi, da marzo a sc*t- 
tembro 1992. a Venezia (mu¬ 
seo Correr) e a Possagno noi 
«luoghi sacn» canoviani. con 
l'anicchimento di alln capola¬ 
vori dello scultore veneto. 
mostre sono promosse dal mi¬ 
nistero dei L^ni culturali, dal 
comune dì Venezia, dalla re¬ 
gione Veneto, dalla fondazio¬ 
ne Memmo di Roma e dalla 
fondazione Canova di Povsa- 
gno. 


È uscito in Germania «Glossarium» 
opera postuma di Cari Schmitt 

Nietzsche, insulso 
Spinoza, sfacciato 

nullità 



CRISTIANA PULCINELLI 


!■ Nelle librerìe te<lesche sì 
trova da qualche giorno un'o¬ 
pera postuma di Cari Schmitt, 
il titolo è «Glossariuin Aufzei- 
chnungen der Jahri! 1947- 
1951», si tratta di una raccolta 
di annotazioni in cui S<:hmitt 
affronta temi diversi. :iei;ondo 
Heinrich Meier, che ti i ecen- 
sito il libro sul settima lale Der 
Spiegel, il Gjossarium pane II 
critico del liberalìsm-) e del 
parlamentarismo in ui a nuova 
luce: nei brevi scritti S.;hmltt si 
mostra in tutta la sua capacità 
di brillante scrittore e ii 11 ulta la 
sua brutalità. Profonde rifles¬ 
sioni si trovano accanto a vere 
e proprie ■frivolezze», "'lotazio- 
ni su se stesso di pattk ol.ire in¬ 
tensità (Nella mia vite non ho 
fatto altro che pronunciare 
ammonizioni benevole e ben 
ponderate. Ma gli ammoniti le 
hanno sempre avvertile come 
un noioso iaslidio) si alterna¬ 
no a taglienti giudizi sui filoso¬ 
fi. La frase di Jakob Buickhardt 
secondo cui il potere sarebbe 
cattivo in sé, viene ad ■ «'mpio 
commentata da Schmitt in 
questo modo: c'6 infinitamen¬ 
te più ateismo e nichilismo in 
questa affermazione c 'le In tut¬ 
ta l'opera di Bakunin L'attac¬ 
co al nichilismo c all’atirismo 
del filosofi é il motivo domi¬ 
nante di tutto il Glossarium. 
Una battaglia che comincia 
con una presa in giro :li Carte¬ 
sio (Cogito ergo suni • sum, 
sum, sum. la l'ape che ronza 
quaggiù) prosegue con nn se¬ 
vero rimprovero a ''Iktsche 
(una filosofia della voorità di 
potenza, dice Sctimitt, è l'api¬ 
ce della più miserabile insul¬ 
saggine c della stupiditi esi¬ 
stenziale), culmina con un al¬ 
lo d'accusa a Spinoza l'offesa 
più sfacciata che sla mai stata 
arrecala a Dio e all'Uinanità, 
secondo Schmitt, m iei le in 
quel «.sive» della frase Deus si- 
ve Natura», cioè nel mettere 
sullo stesso piano Dio •: !a Na¬ 
tura. Per Hegel, considerato un 
nichilista non meno d rgli altri. 


CI sono parole di stima. Una 
vera sfortuna, però, che un 
pensatore di diritto pu ^blico di 
tal livello fosse anche un filo¬ 
sofo. Hobbes viene invece sal¬ 
valo grazie ad una sua frase: 
«Jesus is Ihe ChrisI». Non sfug¬ 
gono alle accuse neanche 
Ernst fùnger (il più citato, ma 
anche il più criticalo e denso 
nelle pagine del libro) e Mar¬ 
tin Heidegger (conosco i salmi 
c nella Bibbia leggo «il Signore 
è il mio pastore». Conosco la fi- 
losolia moderna e in Heideg¬ 
ger leggo; l'Uomo è il pa.store 
(dell'essere). Semiti conosce¬ 
va Jùnger fin dall'inizio degli 
anni 30. Quello con Heidegger 
fu invece un «non-rapporto». si 
conoscono solo due lettere Ira 
1 due filosofi. 

Il centro del libro risiede in 
una convinzione esplicitata da 
Schmitt stesso; che il cristiane¬ 
simo non sia tanto una dottri¬ 
na, né una morale, e neppure 
una religione, quanto invece 
un evento storico. Il più impor¬ 
tante degli eventi storici, «l'asse 
della storia del mondo» è l'in- 
camazionc di Dio. Schmitt sve¬ 
la cosi la sua identità di teolo¬ 
go politico. Questo motivo cat¬ 
tolico. che nel Glossarium si 
manifesta in modo esplicato, 
era già presente nelle opere 
precedenti. Ad esempio, affer¬ 
ma Meier sullo-‘.pi'qge/, nel dia¬ 
logo che il lilosolo intrattenne 
negli anni 1932-33 con Leo 
Strauss. Un dialogo che però 
fu per lungo tempo ignorato. 

Ma nel Glossarium Schmitt 
alfronta anche altri argomenti; 
parla ad e.sempio diffusamen¬ 
te dei processi di Norimberga 
cosi come di quelli che gli ap¬ 
paiono gli sviluppi distorti del¬ 
la storia tedesca (Goethe, Hol- 
derlin, l’estetismo ecc.). In- 
somma, alfenna Mcier, il libro 
contiene matenale sufficiente 
per alimentare ancora nei 
prossimi anni II conllitto tra i 
cntici indignati e gli ammirato¬ 
ri spassionali di Schmitt. 


Ora, restaurata, è in mo¬ 
stra fino al 31 ottobre, ed è vi¬ 
sibile tutti i giorni dalle 10 al¬ 
le 19 in agosto e dalle 9 alfe 
18 in settembre e ottobre. Ma 
in Santa Giulia non c'è solo il 
polittico. In un'altra sala gli 
organizzatori hanno esposto 
una trentina di quadri di in¬ 
calcolabile bellezza. Sono 
opere del Poppa, del Lotto, 
del Romanino, del Moretto, 
del Savoldo e di Callisto Piaz¬ 
za. Sono dipinti custoditi nel¬ 
la vicina pinacoteca, attual¬ 
mente chiusa. Non si può 
parlare di tutti. Ma fra 1 tanti 
c'è quel Redentore e l'Artgelo 
del Moretto, che è un capola¬ 
voro assoluto. Dove, con 
quel povero Cristo seduto, 
stanchissimo, su uno scalino, 
con l'Angelo che scoppia in 
pianto, c'è davvero tutto il 
dolore del mondo. 



Un particolare del polittico Averoldi 


> 


t 























PAGINA 16 L'UNITÀ 


SCIENZA E TECNOLOGIA 


VENERDÌ 9 AGOST01991 


Gli astronauti a bordo della navicella «Atlantis», giunti al 
nono giorno di volo, hanno acceso un fuoco e hanno gio¬ 
cato con il «mouse» di un computer. Il fuoco, acceso con 
mezzi elettronici neU’anibito di un programma di ricerca 
mirante a rendere più sicure le condizioni degli astronauti 
nello spazio, ha divampato p>er circa un minuto in un con¬ 
tenitore di alluminio sigillato. Jim Adamson, l'astronauta 
che ha attivato la fiamma, era a bordo di un volo «shuttle» 
nell'agosto del 1989 quando un corto circuito deirimpian¬ 
to elettrico provocò un breve incendio a bordo. Le immagi¬ 
ni televisive dell'esperimento di ieri giunte sulla terra mo¬ 
strano fiamme di forma sferica che consumano un pezzo 
di carta senza cenere. Nell'assenza di gravitò dello spazio, 
infatti, la Mamma non assume la forma appuntita che si è 
abituati a vedere sulla Terra, in quanto non esistono le cor¬ 
renti che ne determinano la sagoma. Funzionari della Nasa 
hanno detto che si tratta del terzo esperimento con il fuoco 
a bordo di una navicella e che nella prossima primavera si 
proverà ad accendere una candela. Un altro degli astro¬ 
nauti, David Low, ha invece incontrato difficoltà provando 
ad usare un «mouse» di un computer. Alla Nasa hanno 
spiegato che usare un mou.se non è facile nello spazio per¬ 
ché la piccola sfera che si trova al suo interno gira attorno a 
se stessa e rende difficile stabilizzare il cursore. 


Nuovo impianto Al centro ricerche energia 
nor rninhiicHAiiA Casaccia dell'Enea è 

per COmOUSuOne realizzato un impianto 

per la combustione con il 
■ 3 tecnologie 

1 .3VW yroui innovative è stata raggiunta 

la massima potenza con 
una tempreratura di fiamma 
di 3000 gradi centigradi. L'impianto, che è equipaggiato 
con un combustore di tetrene, un idrocarburo ad alto con¬ 
tenuto di carbonio, ha una potenza di 300 chilowatt. L'ap¬ 
parecchiatura, potrà essere utilizzata per esperienze sul si¬ 
stemi di controllo della qualità e della quantità della com¬ 
bustione e sul comportamento ad altissime temperature di 
materiali ceramici. È stala sviluppata dall'Enea nell’ambito 
delle attività di ricerca su materiali e componenti che trova¬ 
no applicazione di una nuova generazione di centrali ad 
alto rendimento per la produzione di energia elettrica. Si 
tratta di centrali con cicli innovativi combinati o indiretti ed 
impianti basati sul principio della conversione magneto¬ 
fluidodinamica. Per impianti di questo tipo e di grossa ta¬ 
glia (500/600 megawatt), l'applicazione del combustore 
consentirà di ottenere un rendimento globale di energia ol¬ 
tre Il 60% a fronte di un 35-40% attualmente ottenibile. Im¬ 
pianti sperimentali analoghi e di potenza maggiore saran¬ 
no realizzali presso i centri ricerche dell'Enea della Casac¬ 
cia e del Brasimene In collaborazione con Ansaldo e 
Snamprogelti. 


Gran Bretagna: Le piogge acide hanno pro¬ 
le nlfwiae acide p*' ‘’ua*' i'» 

le piogge duoe miliardi di lire a centinaia di 

danneggiano Peugeot, Citroen e Volkswa- 

centinaia di auto parcheggiate in 

(.eiranaia ai auio deposito vicino alia cen¬ 
trale elettrica di Rlchborou- 
gh, nella contea del Kent, 
nel sud della Gran Bretagna, lo ha detto oggi il quotidiano 
popolare «Tlte Sun». Secondo II giornale la centrale elettri¬ 
ca. ritenuta responsabile del fenomeno delle piogge acide, 
dovrà ora affrontare una ingente richiesta di danni da parte 
delle tre case automobilistiche. Il fenomeno é iniziato do¬ 
po che nella centrale di Richborough si é cominciato a 
sperimentare un combustibile proveniente dal Venezuela. 
La sostanza, secondo il sun, si chiama «orìmulsion» ed é 
latta di acqua e bitume. 


Usa: commissione La commissione anti-Aids 


anH Aldc governo americano ha 

ailu ~#Wl» reso nolo ieri che circa un 

l’ufficio terzo del totale dei casi di 
anti dMuia ^'^ti Uniti sono 

anu-uruga legati all'uso di stupefacenU 

di Bush .oer via endovenosa ed ha 

accusato l'ufficio anii-droga 
del presidente George Bush di non occuparsi, di fatto, della 
connessione Ira Aids e stupefacenti. L'organismo presi¬ 
denziale per le questioni relative agli stupefacenti, secondo 
la commissione, non ha preso alcun provvedimento per 
ostacolare la dllfusione dell'Aids fra le persone che non 
possono fare a meno della droga. Secondo i dati diffusi, il 
32 percento dei casi di Aids negli Stati Uniti sono da adde¬ 
bitarsi all'uso promiscuo di siringhe, ai rapporti sessuali in¬ 
controllati sotto l'effetto della droga o a quelli con tossico¬ 
dipendenti che hanno già contratto la malattia. «Nonostan¬ 
te questo insidioso e indiscutibile legame fra l'uso delle so¬ 
stanze stupefacenti e l'infezione da Hiv - é scritto nel docu¬ 
mento diffuso dalla commissione - l’ufficio nazionale per 
la politica del controllo degli stupefacenti continua di fatto 
ad ignorarne l'esistenza». Il documento della commissione 
raccomanda che le siringhe e quanto altro utilizzato dai 
tossicodipendenti venga legalizzalo, sottolineando che tut¬ 
te le restrizioni all’acquisto di tale materiale incoraggiano 
lo scambio di siringhe. 


MARIO PKIHONCINI 


_La Terra e ^ extraterrestri/2 

Gli ipotetid, fortissimi abitanti del pianeta rosso 
Nature: tra lOOmila anni ci potremo trasferire 


Il superuomo? 






E un marziano 




In basso: 

(X)Sl si 

presenterebbe 

Marte 

!» fosse 

visto 

dal suo 

satellite 

Delmos 


Dalla Luna, a Marte dove i famosi canali fornirono 
materiale per le più bislacche ipotesi parascientifi¬ 
che. E proprio oggi Nature, la prestigiosa rivista scien¬ 
tifica, pubblica un saggio del professor McKay della 
Nasa il quale afferma che il pianeta rosso sarà abita¬ 
bile, anche se solo tra lOOmila anni. L’effetto serra 
presente sul pianeta potrebbe essere utilizzato per far 
sviluppare anidride carbonica alle calotte polari. 


FABIO FSMIN< 


M 11 più noto propagandi¬ 
sta della teoria che i canali di 
Marte fossero artificiali fu Per- 
cival Lowell (1855-1916), un 
miliardario con l'/iobbydiell'a- 
stronomia, secondo il quale 
servivano per Inigare la super¬ 
ficie di Marte con l’acqua del¬ 
le calotte polari. Scrisse Lo¬ 
well in Mars, 1896: «Una men¬ 
te di ordine elevalo sembre¬ 
rebbe aver supervisionato il si¬ 
stema che vediamo... una 
mente certo più abile di quel¬ 
la che controlla i vari settori 
dei nostri lavori pubblici. I 
partiti politici non hanno avu¬ 
to parte in esso, perché il si¬ 
stema è esteso su tutto il pia¬ 
neta». Un ingegnere di nome 
Charles E. Housden descrisse 
perfino un possibile schema 
di tutta la rete di canali, con 
tanto di dighe e stazioni di 
pompamio. Alle loro interse¬ 
zioni si trovavano macchie 
chiamate «oasi».., 

Quelli che si vedevano dal¬ 
la Terra non erano I canali ve¬ 
ri e propri, ma le piantagioni 
che crescevano intorno ad es¬ 
si. Un membro della Brìtish 
Astronomica! Association 
aveva stimato che la loro co¬ 
struzione sarebbe equivalsa a 
quella di 1.634.000 Canali di 
Suez e avrebbe occupato 200 
milioni di uomini per mille an¬ 
ni. Ma secondo Lowell, i Mar¬ 
ziani potevano essere molto 
più robusti e forzuti dell'uo¬ 
mo. «Supponiamo che un abi¬ 
tante di Marte sia tre volte più 
sviluppalo di un essere uma¬ 
no». scrisse in Mars. «Se fosse 
sulla Terra, peserebbe venti¬ 
sette volte di più, ma sulla su¬ 
perficie di Marte, poiché la 
gravità è solo un terzo eira di 
quella terrestre, peserebbe so¬ 
lo nove volte tanto. La sezione 
delle sue ossa sarebbe nove 
volte la nostra. Di conseguen¬ 
za, sarebbe capace di stare in 
piedi con ia stessa nostra faci¬ 
lità. Ora considerate il lavoro 
che potrebbe lare. I suoi mu¬ 
scoli sarebbero tutti ventisette 
volte più forti dei nostri, ed es¬ 
so potrebbe lavorare ventiset¬ 
te volte di più. Ma, a causa 
della gravità ridotta, lo sforzo 
da superare sarebbe solo un 
terzo. La sua forza effettiva, 
perciò, sarebbe ottantuno vol¬ 
te maggiore di quella umana 
nello scavare i canali o in 
qualsiasi altra occupazione. 
Poiché la gravità sulla superfi¬ 


cie di Marte è in realtà un po’ 
più di un terzo di quella terre¬ 
stre, il vero rapporto non è ot¬ 
tantuno, ma circa cinquanta: 
cioè, un Marziano sarebbe, fi¬ 
sicamente, cinquanta volte 
più efficiente dell'uomo». 
Inoltre, la costruzione dei ca¬ 
nali poteva essere facilitata da 
ritrovati tecnici potentissimi. 
«È possibile che il popolo 
marziano sia possessore di in¬ 
venzioni che non abbiamo 
ancora sognato, e che per es¬ 
so elettrofoni e kinetoscopi 
siano reliquie di un remoto 
passato, preservale con vene¬ 
razione nei musei come testi¬ 
monianze della semplice in¬ 
fanzia della razza». 

Anche il fatto che Marte 
aves.se un'atmosfera rarefatta 
non lo turbava: «È abbastanza 
certo che esseri costituiti fisi¬ 
camente come noi trovereb¬ 
bero Marte un posto poco 
confortevole», scrisse In Mars. 
•Ma i polmoni non sono legati 
alla logica, come dimostrano i 
discorsi politici, e non c'é nul¬ 
la che possa impedire, per 
quanto ne sappiamo, che un 
essere con le branchie possa 
dimostrarsi una persona mol¬ 
to supcriore a noi. Senza dub¬ 
bio, un pesce immagina che 
la vita fuori dell'acqua sla im¬ 
possibile e nello stesso modo 
pensare che la vita come noi 
la conosciamo, o più elevala, 
sia impossibile a causa di me¬ 
no aria da respirare di quella a 
cui siamo abituati, significa 
ragionare non come un filoso¬ 
fo, ma come un pesce». 

Oltre a Mars Lowell scrisse 
sull'argomento altri due volu¬ 
mi. Mars and ìts Canais del 
1907 e Mars as theAbode ofU- 
fedel 1908. 

Le opinioni del pubblico ri¬ 
guardo I canali di Marte, furo¬ 
no condensale da un popola¬ 
re libro di Desiderius Papp, 
apparso in Italia nel 1935, e 
intitolato Chi vive sulle stelle? 
(Bompiani). Papp descrisse 
cosi la possibile civiltà tecno¬ 
logica marziana: «Batterie di 
macchine colossali stanno 
presso i campi di ghiaccio dei 
poli, centri di forza motorizza¬ 
la, a fronte delle cui enormi 
dimensioni i più colossali sla- 
bilmenti industriali d'America 
sembrano nani. Esse, ancora 
alla distanza di 4000 chilome¬ 
tri dai poli, là dove occorre 
dare acqua a piantagioni di 



particolare estensione, po.sso- 
no riempire dell'acqua fusa 
dai ghiacci perfino canali 
dO|>pi, tracciati l’uno accanto 
all'altro». «Le macchie circola¬ 
ri ira un canale e l'altro sono 
le grandi città dei Marziani. In 
quelle città, migliaia di alti 
edifici ergono le loro torri al 
cieio: anche i più bassi egua¬ 
gliano i grattacieli amencani. 
Lassù, la forza di gravità è 
quiisi tre volte minore che nel¬ 
le trassure del nostro mondo; i 
M.irziani possono quindi edi¬ 
ficare con maggiore facilità di 
noi terrestri simili gigantesche 
ccstruzioni. La ferrea necessi¬ 
ta d! dare dimora a molti mi- 
Ik'iii di abitanti nei pochi pun¬ 
ti d'intersezione della rete dei 
canali senza mbare spazio al¬ 
le piantagioni prosperanti in 
quei pochi luoghi ricchi d’ac¬ 


qua. forzò i Marziani a fabbri¬ 
care le loro città non nel sen¬ 
so della larghezza ma dell'al¬ 
tezza». I Marziuani avrebbero 
vinto il freddo del loro pianeta 
con l'ausilio dell'energia elet¬ 
trica e sterminato tutti gli 
aniamii per non dividere con 
loro le scarse nsonie. 

Altre iprolesi furono ancora 
più bizzarre. Elihu Thompson, 
noto ricercatore elettrotecni¬ 
co. pensò che i canali fossero 
tracce del passaggio di ani¬ 
mali. «Non essendovi monta¬ 
gne o fiumi mollo larghi ad 
ostacolare la toro marcia, du¬ 
rante le migrazioni annuali gli 
animali possono spostarsi in 
linea retta. La ripetuta fertiliz¬ 
zazione e il lungo processo di 
usura hanno gradualmente 
stabilito dei sentieri lungo 1 
quali si è formata una fitta ve¬ 


getazione. mentre il resto del 
pianeta è rimasto deserto. A 
questa grande distanza la tra¬ 
ma delle vie che si interseca¬ 
no può essere interpretata er¬ 
roneamente come una rete di 
canali» (citato in David O. 
Woodbuty, Beloved Saenlist- 
Elihu Thompson: A Cuiding 
Spiri! of Ihe Etectrica! Agg, 
1944). 

Ci fu anche chi pensò che 
Marte fosse un pianeta total¬ 
mente coperto dall’acqua e 
che il suolo di Marte che si ve¬ 
deva al telescopio fosse in 
realtà composto da enormi 
masse galleggianti di alghe 
giallo-rossastre. I canali sareb¬ 
bero stati allora divisioni delle 
masse provocate dalle corren¬ 
ti marine, attraverso cui si sa¬ 
rebbe vista la vera superficie 
del pianeta... il fondo dell’o¬ 


ceano. 

Ma già molto prima del li¬ 
bro di Papp parecchi scienzia¬ 
ti avevano .sospettato che i ca¬ 
nali fossero illusioni ottiche 
[vedi l'aslronomia n 33 pag. 
26]. Il matematico Simon 
Neweomb aveva calcolato 
che avrebbero dovuto ricopri¬ 
re addirittura il 60% de lia su¬ 
perficie del pianeta, secondo 
le osservazioni fatte. In segui¬ 
to, il numero di persone con¬ 
vinte che su Marte vi lo:>se vita 
intelligente cominciOi a decli¬ 
nare sempre più in fretta. Mol¬ 
li altri pianeti venne’o esami¬ 
nati per cercarvi forme di vita. 
Era già chiaro a Henjamin 
Franklin (1706-17!0j che 
eventuali abitanti di Mercurio 
sarebbero stali capaci di sop¬ 
portare altissime teir.ixrature: 
•Come dice Sir lsaa<' Newton, 


il calore del Sole è II selle volte 
maggiore che da noi, e fareb¬ 
be bollire l’acqua». Più tardi si 
diffuse la teoria errata che 
Mercurio non ruotasse e rivol¬ 
gesse al Sole sempre la stessa 
faccia e che uno dei suoi emi- 
sfen fosse composto da mate¬ 
ria fusa, mentre i'allro - in 
ombra - sareblxi .stato .sepolto 
dai ghiacci eterni. «Fra i due 
emisferi si sarebbe cosi creata 
una piccola zona di confine - 
scriveva Papp - che non deve 
essere più larga di 100 chilo¬ 
metri, ove regna un perenne 
crepuscolo. Colà, il Sole sta 
quasi immobile, vicino all’o- 
nzzonlc. e solo metà del suo 
ampio disco è visibile, come 
se si fos.se fermalo nella sua 
corsa ed ora non pote.sse né 
salire né discendere». (2<on- 
tinua) 


Un rapporto deirOnu sull’urbanizzazione nel Terzo mondo 


Parla il professor Ventafridda: le cure palliative per i malati terminali 


Qttà, violenza sul territorio Amore e dignità, fino alla fine 


ATTILIO MORO 


■H NEW YORK. Secondo i dati 
pubblicati dalla l‘opulalion 
CommissiondeWe Nazioni Uni¬ 
te è l’Africa il continente meno 
urbanizzato: nel '90 soltanto il 
34% (217 milioni di abitanti) 
viveva in città con popolazione 
suTCriore al milione di abitan¬ 
ti. nù alta la percentuale di po¬ 
polazione urbana nei paesi 
africani che si affacciano sul 
Mediterraneo (45%) e nelle re¬ 
gioni più sviluppate del Sud 
(55%), ba.ssissima Invece nei 
nove paesi meno sviluppati, al 
di sotto del 20%. Si direbbe 
perciò che la urbanizzazione 
accompagni lo sviluppo, e 
questa ipotesi sembrerebbe 
confemiata dal dato secondo 
il quale II 73% della popolazio¬ 
ne del Nord sviluppato (900 
milioni di abitanti) vive nelle 
città, mentre la percentuale 
scende al 37% (ma si tratta di 
1,4 miliardi di persone) nei 
paesi meno sviluppati. Scnon- 
ché i paesi della disastrata 


America Latina fanno registra¬ 
re uno dei più alti tassi di urba¬ 
nizzazione al mondo: 72%. É 
vero che nei sette paesi asiatic i 
più poveri (Afghanistan, Ban¬ 
gladesh, Bhutan. Laos, Nepa., 
Cambogia e Timori) il tasso di 
urbanizzazione é al di sotto del 
18%, ma nessuno potrebbe ra- 

f lionevolmentc sostenere che 
a crescita demografica di citli 
come Calcutta, Bombay, o Gia- 
karta (le città che hanno co¬ 
nosciuto il più alto tasso di in¬ 
cremento nel quinquennio 
'85-’90) sia stata accompa¬ 
gnata da ritmi comparabili di 
sviluppo economico, del resto 
basterebbe nchiamare qual¬ 
che dato segnalato dal rappor¬ 
to della Population Commis¬ 
sion appena pubblicalo: il tas¬ 
so di incremento della popola¬ 
zione urbana nei paesi del Ter¬ 
zo mondo é stato negli anni 
che vanno dal '75 al '90 del 
4,4% all'anno, mentre invece é 
stalo al di sotto dell'1% nei 


paesi industrializzali. Il ta.sso di 
sviluppo delle economie ha 
conosciuto invece un processo 
esattamente capovolto. Delle 
34 megalopoli che nel '90 ave¬ 
vano una popolazione supc¬ 
riore ai 5 milioni di abitanti, 
ben 23 appartenevano allo 
aree del sottosviluppo. La rivo¬ 
luzione industriale diede luogo 
in Europa alla rivoluzione ur- 
bana, certo con aspetti di de¬ 
grado sociale mai visti prima, 
ma si trattava pur .sempre di 
sviluppo. L’urbanizzazione 
neH’odiemo universo del sot¬ 
tosviluppo sembra accompa¬ 
gnarsi invece soltanto all'incal- 
zare della miseria. 1^ sviluppo 
ne é un aspetto accidentale. 
Ciò ovviamente non significa 
che ai paesi «mrali» si dischiu¬ 
dano prospettive migliori. Al 
contrario, ilruralismo nei paesi 
del sottosviluppo accompagna 
come abbiamo visto le forme 
più estreme e stagnanti di po¬ 
vertà. Sulla base dell’anda¬ 
mento dei processi migratori 
nel quinquennio '85-’901o stu¬ 


dio elabora le proiezioni per i 
pro.ssimi decenni: gli abitanti 
delle città saranno nel Duemi¬ 
la il 51% dell’Intera popolazio¬ 
ne mondiale c nel 2.025 arrive¬ 
ranno a superare il 61%, l'au¬ 
mento della popolazione ur¬ 
bana .sarà impetuoso nel paesi 
sottosviluppati, attiverà a toc¬ 
care il 45% nel Duemila c quasi 
il 60% nel 2,025. Del sei miliar¬ 
di c mezzo di esseri umani che 

X leranno la terra nel Due- 
intorno ai 5 miliardi vi¬ 
vranno in quelle che sono oggi 
le aree del sottosviluppo. 2,5 
miliardi di loro si accalcheran¬ 
no perciò nelle citta del Terzo 
mondo, rendendole probabil¬ 
mente del lutto ingovernabili. 
La proiezione per il 2025 - 
quando la popolazione mon¬ 
diale sarà più che raddoppiata 
- apre uno scenario apocalitti¬ 
co, con quasi IO miliardi di di¬ 
sperati accampati in enormi 
agglomerati urbani, ed é diffi¬ 
cile immaginare in queste con¬ 
dizioni qualunque possibiliu 
disviluppo. 


SILVIA RUTIOLIANO 


■H Ci sono malattie gravi 
che, arrivate a un certo stadio, 
rii'h ledono un tipo di cure e di 
alteirzione diversi dalla terapia 
tr.rdizionale. Su quelle che so¬ 
no state definite cure palliati¬ 
ve, intervistiamo il proles.sor 
Ventafridda. presidente del- 
riXs.sciciazione europea di cute 
p.;llialivc e socio fondatore 
d: H'Associazionc mondiale 
p. r la terapia del dolore. 
Profeuor VentafriiiilB, la 
alia attività al avolge ala iiel- 
l'amblto delle cure palUati- 
ve afa in quello della terapia 
del dolore: vuole spiegarci 
ladUfereuza? 

La terapia del dolore 6 una tec¬ 
nica che ha come finalità la ri¬ 
duzione o la scomparsa del 
dolore fisico di una persona. É 
una grande conquista della 
medicina, che é cosi riuscita 
d(i alleviare enormi sofferenze. 


Qu.indo però si tratta di malati 
terminali, i problemi si compli¬ 
cano: l'ammalato può non es¬ 
sere in grado di respirare o di 
muoversi, oppure può avere 
problemi psicologici, econo¬ 
mici, o di rapporto con la fami¬ 
glia A lutti questi problemi 
tentiamo di rispondere con la 
medicina palliativa. Le cure 
palliative, quindi, includono la 
terapia del dolore, ma corta¬ 
mente non SI fermano ad e.ssa. 
E non possono essere offerte 
dal medico soltanto: diventa¬ 
no necessarie vane figure, co¬ 
me l'infermiere, l’assislenle so¬ 
ciale, lo psicologo, eccetera. 
Una medicina mollo diversa 
da quella col slamo abitua¬ 
ti... 

Si traila di una nuova cultura, 
di una rivoluzione della medi¬ 
cina. Non c’é più la figura del 
medico carismatico, nascono 


figure d'insieme, multidi.scipli- 
nari: l'infermiera, il medico, 
l'assistente .sociale, e soprattut¬ 
to la famiglia. Messe insieme, 
creano questo nuovo tipo di 
medicina che é la medicina 
palliativa. 

Su quali basi etiche al muove 
l'AsooclazioDe europea di 
cure palliative? 

Su Ire punti fondamentali; ri. 
spello della vita, autonomia 
del malato e uso sapiente di ri¬ 
sorse limitate. Noi non voglia¬ 
mo che l'atto deliberalo di fini¬ 
re la vita di un malato venga le¬ 
galizzato; quello che, siamo 
convinti, si debba fare, é ridur¬ 
re il sintomo doloroso. Con- 
u-ollando i sintomi fino all'ulti¬ 
mo istante e dando ogni con¬ 
forto al malato c alla famiglia, 
si possono evitare quei deside¬ 
ri di morte che si sviluppano in 
questi maiali. Noi non faccia¬ 
mo niente per prolungare la vi¬ 
ta, ma non facciamo niente 


neanche per affretla-c la mor¬ 
te, lasciamo che arrivi come 
deve arrivare. Riguardo all'au¬ 
tonomia del malato, noi vo¬ 
gliamo che il malato st clga .se 
vuole stare a casa o 11 ospeda¬ 
le, se vuole gli analgi',sjci o no, 
che insomma sia il roggetto e 
non un oggetto. 

Ma vogliamo anc le evitare 
quegli sperpen che spesso si 
verificano soprattutto nell'ulti¬ 
mo anno di vita di questi mala¬ 
ti. 1 costi di inutili degenze 
ospedaliere, di interve nti chi¬ 
rurgici, di esami diag te stici lie¬ 
vitano in modo assurdo; per¬ 
ché é tulio mutile. Si il malato 
sta a casa sua, assistit») da un 
gruppo ben prepara o e orga¬ 
nizzato, vive meglio *- si posso¬ 
no abbattere i co .ti Certo, 
que,sto é contro gli i ileres.si di 
un certo establishment medi¬ 
co. soprattutto del '-euore on¬ 
cologico. Perché il i o.slro pro¬ 
getto prevede la sotpensionc 


di certi medicamenti e l'uso di 
quelli, ad esempio, prescritti 
dairOrganizzazione mondiale 
della sanità, come la morfina e 
altrc sostanze che hanno un 
costo minimo e che non .sono 
quindi di inlerr-sse economico 
In Italia che cosa si fa per le 
cure palUalIvc? 

Ufficialmente niente Esistono 
delle iniziative pnvate, come la 
Fondazione Flonani di Milano, 
di cui sono direttore scientifi¬ 
co Una delle ultime iniziative 
die abbiamo promos.so ò la 
Scuola ilalian,! di medicina e 
cure palliative, che é tutta au¬ 
togestita, anche dal punto di 
vista economico. Poi abbiamo 
fatto un corso anche per gli in- 
Icrmien PurtronjX) e.si.stono 
difficoltà economiche Noi vi¬ 
viamo con quei piccoli sussidi 
privati senz.i nessun aiuto da 
parte dello .Stato Siamo ai 
miirgini della medicina ullicia- 
Ic. 


1 

































VENERDÌ 9 AGOST01991 



Giorgio Molteni, 
Gianfrancesco 
Lazotti, Nico 
Cirasola e 
Pasquale 
Squitierisulset 
di «Corsica». A 


destra Italo 


SpEmcou 


PAGINA 17 LVMTA( 




Un opera in cinque episodi 
per raccontare la questione 
del separatismo isolano 
«Evento speciale» a Venezia ^ 
pei' Pasquale Squitieri 
e quattro giovani registi ; 








Corsica, mon amour 


Si chiama Cornea! ed è un film in cinque episodi 
ambientato neìlt turbolenta isola a sud della Fran¬ 
cia, per indagare tra le pieghe del separatismo. Un 
pro^tto nato a Bastia un anno fa e coordinato da 
Pasquale Squitieri con il supporto finanziario di Rai- 
due. Gli altri registi sono Cirasola, Lazotti, Molteni e 
Spinelli. Tutti a Venezia alla prossima Mostra del ci¬ 
nema in un imprevisto «evento speciale». 


OAMOroilHISAHO 


WM ROMA. Bastia, aprile 1991. 
Nel cono di un piccolo festival 
dedicato al cinema italiano si 
incontrano alcuni giovani regi-. 
sti ed altri meno giovani come 
Pasquale Squitieri. che accom¬ 
pagna il suo Atto di dolore. La 
Corsica è mare, turismo, la di- 
sponiblllUi delta gente del luo- 
Eppure una sera, suU'auto- 
moblle di uno di quei registi 
c'd un inquietante avvertimen¬ 
to; un graiHo gigante che ripro¬ 
duce U simbolo del Pronte di li- 
beiazione nazionale della Co^ 
sica, ^ppo «independentista» 
non alieiQpida,ai|ientati e dlpio- 
stiaziorii ^enorlgOcti» .tCcco r*:, 
raCconniiJ^Htiuale ^ulUeil - 
in quel momento è nato Corsf- 
cof, ridea di un film a più mani 
chc..ra(Xontasse la nostra sco- 
perta'di.iun problema, quello 
del rapporto del popolo cOrso 
con la nancia e if resto d’Euro¬ 
pa, che conoscevamo soltanlo 
dalle cronache dei giornali». E 
in una notte dunque Nico Clra- 
sola, Gianfrancesco Lazotti, 
Gioigio Molteni, Italo Spinelli e 
appunto Squitieri pensano il 
loro progetto: cinque episodi 
di un quarto d'ora ciascuno, - 
altrettanti racconti ambientati 
suH'isola, nei quali sia presente 


il problema dell'identità etnica 
e culturale del popolo còrso. 

Cosi Cirasola (un lungome¬ 
traggio all'attivo. Odore di 
pioggia, e un altro in fase di 
montarlo. Da do Da) raccon¬ 
ta, in Stonde, Stonde, te ortiche 
di Seneca, di un giovane bota¬ 
nico sbarcato sull'isola sulle 
tracce del filosofo (al cui no¬ 
me ò legato un particolare tipo 
di ortica) che s'innamora di 
una ragazza sorpresa a tra¬ 
sportare armi da un nascondi¬ 
glio. Anche LosbaBliod\ Gian¬ 
francesco Lazotti (ha esordito 
nella serie Piazza Nauona, poi 
|}a giralo Saremo felici) ò una 
stona d'amore: tra un turista 
italiano, «superficiale e qua¬ 
lunquista» e una giovane còrsa 
impegnata nella battaglia se¬ 
paratista. Bd esplicitamente 
politiche le altre tre storie; 
Giorgio Molteni (Aurelioe Uri- 
tomo dei grande amico) è alle 
prese, in atvioa a nazione, con 
un giovane nazionalista che, 
prima di eseguire un attentalo 
contro un allargo in costruzio¬ 
ne. consaperole della gravità 
del gesto, scrive una lettera al¬ 
la sorella amata e odiata che 
invece vive in Francia ed è per¬ 
fettamente integrata. Lo xhiaf- 


10 di Italo Spinelli (Roma, Pa¬ 
ris, Barcelona) addirittura rie¬ 
voca un episodio avvenuto 
nella seconda metà del '700 
(lo schiafleggiamento di un 
nobile da parte di un pastore c 
la querelle giudiziaria che ne 
segui) inquadrando un perio¬ 
do cmcialc per la nascita delle 
rivendicazioni separatiste del¬ 
l'isola. Infine Pasquale Squitie¬ 
ri rievoca in La polveriera i fatti 
del Capodanno l%3, quando 

11 governo francese tentò con 
una serie di azioni di polizia di 
mettere line alla ribellione còr- 
.sa, dopo l'assassinio di un im¬ 
prenditore da parte del Fnic. 

C'è una presa di posizione 
che accomuna i cinque corto¬ 
metraggi? «Diciamo che cia¬ 
scuno si 6 assunto le proprie 
responsabilità - dice Lazotti - 
ma una certa distanza dall'ar¬ 
gomento ci ha aiutato. Se aves¬ 
simo dovuto occuparci di pro¬ 
blemi a noi più vicini, del feno¬ 
meno delle Leghe ad esempio, 
avremmo avuto tutti più imba¬ 
razzo». Corsicat in ogni caso 
non è un film di denuncia in 
'senso stretto. «Nel senso che 
nohliposa la càula déFsdpairh-' ' 
' tismo còrso, ma documenta 
una realtà in continua ebolli¬ 
zione che rimanda a problemi 
attuali ed universali - aggiunge 
Spinelli - penso ad esempio a 
certe vendette storiche che si 
compiono processualmente e 
che si cerca di far passare co¬ 
me "giustizia" solo perchè av¬ 
vengono attraverso il diritto. 
Un fenomeno che conoscia¬ 
mo anche noi, basti pensare al 
processo Sofri-Calabresi«. Ciò 
su cui tutti convengono, al di là 
delle bombe sui villaggi turisti¬ 
ci in costruzione e degli atten¬ 


tati, è la legittimità della riven¬ 
dicazione culturale. Quel che 
la maggioranza dei còrsi vuo¬ 
le. al di là del terrorismo, è ve¬ 
dersi riconosciuto lo status di 
popolo, una propria lingua. 

«L'attualità della questione 
còrsa - dice Squitieri - 6 in 
questa capacità di sintetizzare 
quello che in questo momento 
avviene in Europa. Da un lato II 
moltiplicarsi di forze centrifu¬ 
ghe, dai Balcani alia Jugosla¬ 
via, dairirlanda alla regione 
basca. Dall'altro le ragioni del¬ 
l'economia che premono per 
un'unica grande Europa, un'u¬ 
nica comunità Intemazionale. 
L'importante, come diceva 
Chabod, è che questa unità si 
nutra delle diversità dei singoli 
popoli». 

Corsica! sarà presentato co¬ 
me «Evento speciale» nell'am¬ 
bito della Mostra del cinema di 
Venezia. Finanziato da Raidue 
con un contributo di 2S0 milio¬ 
ni è stato prodotto dalla Vidi 
(la società di produzione di 
&]uitieri) grazie al sacrificio di 
registi, autori, attori (Ira gli altri 
Totò Onms, Gian''Marco Tc^ ■; 
'gnazzi, FVanioàcil’PrandL'.ltiP''^ 
no Marcscotti, Carlo CcccHi). 
Non si sa se potrà contare an- 
' che su una distribuzione cine¬ 
matografica. «Il film è pronto, 
qualcuno si faccia avanti - di¬ 
ce Squitieri - L'Istituto Luce ci 
ha incoraggiati salvo poi tirarsi 
indietro. inspiegabilmente, 
al'ultimo momento». «D'altron¬ 
de - conclude Cirasola - lo 
stato della nostra distribuzione 
lo conoscete bene. I film italia¬ 
ni di rado riescono a trovare 
un varco nel mercato. Forse 
dovremmo cominciare a fare 
. come 1 còrsi...» 




«I francesi fora» 
Duecento anni 
di rivolte e attentati 


M Era uno slogan, è diventa¬ 
to una i.igla. «I francesi fora» 
(superflua la traduzione) è il 
leit motiv di duecento anni di 
storia del popolo còrso. Un po¬ 
polo aggrappalo alla propria 
lingua, alle proprie .superstiti 
tradizioni, nonostante l'emi- 
grazinne l'abbia nei secoli de¬ 
cimato. La Corsica contempo¬ 
ranea ha duecento anni di sto¬ 
ria. essendo nata nel 1768 
quando l'isola fu ceduta dalla 
Repui.iblica di Genova (dopo 
due sistoli di ininterrotto domi¬ 
nio) olla Francia di Luigi XV. 
Da qi.iindici anni già esisteva 
però a questione nazionalista: 
era b isUto che Pasquale Paoli 
(l'unico grande eroe locale, 
da-ddirihaphorre al,«traditore» 
Napoleone) fosse nominato 
nel 1755 generale deH’armata 
còrsa in contrapposizione al 
potere genovese. Un contro- 
potCK!» duralo quattordici anni 
e annientato nel sangue a Pon¬ 
te Nuovo, con la definitiva 
sconlitUi dell’esercito còrso ad 
opent dei nuovi dominatori 
franerai, l’esilio del Paoli, l’ini¬ 
zio di un grande sonno, di 
molte stagioni di reciproca in- 
diffcienza Ira isola c continen¬ 
te. 

DLiCccnioircntamila abitan¬ 
ti, quasi tulli divisi Ira le due 


principali città. Ajaccio e Ba¬ 
stia, la Corsica è il «ragazzo dif¬ 
ficile» della Francia, la «male¬ 
detta» Belfast del continente. 
Dalla fine degli anni Sessanta 
le istanze separatiste sono 
molto fotti e ciclicamente 
esplodono (i primi violenti 
episodi ci furono a metà degli 
anni Settanta) in una lunga se¬ 
rie di attentali. Oggi c’è un po¬ 
liziotto ogni cenlotrc abitanti. 
Basta pensare del resto che nel 
solo 1990, uno degli anni più 
neri, ci sono stali ben ventisei 
morii ammazzali, quattro dei 
quali erano politici molto In vi¬ 
sta. Ccntotlanta gli allentati 
senza vittime, molti dei quali 
nel segno di qucll'«ecoterrori- 
smo» clic contraddistingue la 
più'teccnte attività dei'.separa» 
tisti; alberghi in costmzione, 
villaggi turistici, ville di impren¬ 
ditori, industriali, presunti spe¬ 
culatori edilizi che saltano, 
preventivamente imbottili di 
plastico. La più rappresentati¬ 
va Ira le oiganizzazioni terrori¬ 
stiche è offii il Fronte di libera¬ 
zione nazionale còrso (Fine), 
nonostante molte divisioni in¬ 
terne esplose alla fine dello 
scorso anno in una vera c pro¬ 
pria «frattura». Il movimento se- 
parailst.i 0 nato nel 1976. con il 
proposito di battersi «per una 




democrazia popolare» c riven¬ 
dicando una «Coisicà non alli¬ 
neata». In realtà il movimento 
separatista è poco ideologiz¬ 
zalo; rim|)oriante è essere 
contro il •coloniali.smo» france¬ 
se. Nè mancano infiltrazioni 
maliose che condividono, con 
l’indipendentismo, l’aspirazio¬ 
ne al controllo economico del 
temitorio, un po' come nella Si¬ 
cilia di Salvatore Giuliano. 

Si ignora quanti siano gli af¬ 
filiati dcirorganÌ7.zazionc: gli 
stessi suoi <' • f-enlì (più volte 
incontrali il,' S' siamna inter¬ 


nazionale) non lo sanno con 
precisione. Quel che 6 certo 6 
che vogliono l'indiptetulcnza 
della loro isola da Parigi. Nel 
1982. dopo un settcnatc di du- 
nssima roprcs.sione gisc.irdia- 
na, Mitterrand si dcci.se a con¬ 
cedere una forma eli autoii'' 


Imia. non paragon-ibile però a 
quella che gli statuti speciali 
concedono ad alcune nostre 
regioni. Izi questiono è .stata ri¬ 
proposta con forza quest'an¬ 
no. con la votazione di una 
legge (tuttoracontrastata) che 
mc^ificando l’attuale statuto 
dell'isola riconosce per la pri¬ 
ma volta «resistenza di un po- 
ixilo còiso, componente del 
popolo francese». Una conces¬ 
sione che non ha impedito che 
siano già stati tre gli attentati di 
una certa entità .soltanto in 
lestn sro«cin del mese - 




1^^ I vip sfrattano il pubblico dalle proiezioni alFaperto. Ed è polemica. Il via con un film berlinese 

Loccimo divisa fici il Muro e la Razza _ 




In con(X)irso arriva 
un’esordiente 
assoluta: la Papuasia 


DAL NOSTRO INVIATO 

SAURO BORBUJ 


LOCARNO. L'avvio delle 
proiezioni della rassegna com¬ 
petitiva di Locamo '91 ha visto 
in campo due film di singolare 
impianto narrativo e di contra¬ 
stante cifra espressiva. Parlia¬ 
mo di Octhreuz di Michael 
Klier, di produzione tedesca, c 
di Tinpins Run di Pengau Nen- 
go. sorta di oggetto misicnoso 
proveniente dalla Papuasla- 
Nuova Guinea realizzato in co- 
produzione con la Francia. 

Osthreuz è un lavoro auste¬ 
ro. scarnificalo, tutto basato su 
una traccia evocativa di dolor- 
sa, divampante attualità. Elfie, 
una ragazzetta quindicenne 
(uggita all'Ovest con la madre 
dalia Berlino Est di qualche 
tempo fa, ancora separata dal 
Muro, si ritrova, giusto nel pe¬ 
riodo in cui non esistono più 
steccati nè barriere di sorta tra 
tedeschi orientali c occidenta¬ 
li. a condurre un'esistenza 
stentata, desolatissima, acca¬ 
sata come è malamente in uno 
squallido agglomerato di con- 
tainers adibiti ad appartamenti 
per profughi. Dei tanti, clamo¬ 
rosi mutamenti della storia in¬ 
nescati con la caduta del Muro 
non si trova segno in questo 
miserabile scorcio berlinese. 
Tutto corre, inerte c devastan¬ 
te, nel solco di una vita quasi 
vegetativa, dove ai deboli, agli 
indifesi è concesso esclusiva¬ 


mente il dubbio privilegio di 
arrangiarsi. 

Elfie vtiole trarsi fuori da 
questa esistenza precaria, sen¬ 
za prospettive. Invano cerca di 
stimolare la madre, disoccupa¬ 
ta c intrigata in una povera sto¬ 
ria .sentimentale con un disgra¬ 
ziato pari suo. a tentare altro¬ 
ve. in una nuova casa e in un 
quartiere meno tetro, di rifarsi 
una vita. La madre, pur non in¬ 
differente alle suppliche delia 
figlia, non coglie fino in fondo 
quella allarmata richiesta di 
aiuto. E allora Elfie si imbranca 
con altri disattati e spostati co¬ 
me lei: un ragazzo polacco 
fuggiasco dal proprio pae.se e 
dedito a piccoli, sporchi traffi¬ 
ci, Darius, c un giovinetto spa¬ 
ventato, che trova nella prodi¬ 
ga amicizia di quella adole¬ 
scente risentita, ma non rasse¬ 
gnata, un appoggio, un sorriso 
rincuoranti. 

Film di un nitore e di un ri¬ 
gore estremi, Oslkreuz (a pen¬ 
sare, per la dislocazione am¬ 
bientale c lo scorcio storico¬ 
politico nel quale è calalo, al 
memorabile, straziante apolo¬ 
go rosselliniano di Germanio 
anno zero. Taluni evidenti 
punti di contatto, qualche av¬ 
vertibile coincidenza, infatti, 
non si possono negare. Ciò 
che peraltro costituisce il ner¬ 


bo reale, concreto dcU'opera 
di Michael Klier è proprio, ci 
sembra, quel suo spoglio, re¬ 
soluto messaggio di solidarietà 
verso gli umiliati e offesi di 
sempre. Bravissima, nel ruolo 
centrale di Elfie, ci è parsa Lau¬ 
ra Tonke che, tra dolori c tur¬ 
bamenti precocissimi, sa resti¬ 
tuire verità e spessore dram¬ 
matico al suo impervio perso¬ 
naggio. 

Di tutt'altra natura, come si 
diceva, la vicenda che anima 
Tinpins run, primo lungomc- 
tra^io a soggetto realizzato da 
Pengau Nengo nel e sul suo 
paese, la Papuasia-Nuova Gui¬ 
nea. Qui si raccontano le tra¬ 
versie, i casi piuttosto picare¬ 
schi di autentici «papua» degli 
altipiani che, por campare la 
vita, da fieri guerrieri che erano 
si sono tra,s(ormati, loro mal¬ 
grado, in faccendieri, manova¬ 
li pronti ad ogni bisogna. C'è, 
però, una frattura palese tra 
abitudini, costumi cui pensano 
ancora gli anziani (no.slalgici 
persino delle ricorrenti, rovino¬ 
se guerricciole tribali) c le am¬ 
bizioni, le speranze con cui 
guardano al loro futuro le gio¬ 
vani generazioni. Anzi, lo 
scontro più comico che tragico 
riscontrabile in Timpins run è 
sorretto, ancora e sempre dal¬ 
l'antica. controversa contesa 
tra «padri c figli» 

Qualcuno ha posto in rilievo 
che ì personaggi, le situazioni 
dalle connotazioni vistosa¬ 
mente umoristici di Timpins 
run arieggiano per certi versi 
alla surreale arguzia parodisti¬ 
ca del Tali di Traile. A noi sem¬ 
bra un richiamo an-ischiato, 
ma come .segno di considera¬ 
zione verso il volonteroso film 
di Pengau Neiigo non guasta, 
per una volta, largheggiare con 
io ascendenze prestigiose. Ve¬ 
re o presunte che siano. 


H LOCARNO. Piazza Grande è un t«o’ meno 
grande. Il taglio di 1500 posti a sedere (r.iica il 
15 per cento della capienza). sollecita to dai di¬ 
stributori cinematografici elvetici, ha avuto l'ef¬ 
fetto di un colpo di bisturi inatteso, «tr.Kliloie» e 
doloroso. Sarà (>er questo, forse, che la serata 
inaugurale di martedì, nonostante l’cwntodella 
proiezione del restaurato Citizen Kaneiii Orson 
Welics, si è svolta sui toni dimessi di una festa ri¬ 
mandala. Disertata emotivamente dal pubblico, 
stranamente silenzioso c rispettoso del cerimo¬ 
niale. Quasi che un tam lam sotterraneo avcs.se 
•ordinato» una sorta di contestazione muta. 

La festa è cominciata, dunque, come da ca- 
I Icndario. Ma con i convitati ancora seduti ai 
blocchi di partenza, indecisi sul da fa-e. Proba¬ 
bilmente seccati anche dall'aumento dello spa¬ 
zio dedicato alle poltroncine vip, die unito al ri¬ 
dimensionamento della piazza ha costnillo il 
popolo dei cinefili a un affannoso c cn-ilc «assal¬ 
to» alle poltroncine del settore non riservato. 


Una rincorsa, cominciata due ore c mezzo pri¬ 
ma del film, regolata in modo inflessibile dai so¬ 
lerti funzionari della gendarmeria ticinese. 

Dopo molti anni di tranquilla routine, insom¬ 
ma, Il Festival sembra essersi svegliato all'im¬ 
provviso sotto un altro cielo. In un luogo diver¬ 
so. dove non lutto funziona alla perfezione. Il ta¬ 
volo degli accrediti, ad esempio, non era riusci¬ 
to (a poche ore dal via) a registrare circa il 30 
per cento delle domande. Un inconveniente 
bizzarro per la meticolosa precisione degli sviz¬ 
zeri. Ma è nulla di fronte al vero grande proble¬ 
ma che Locamo si prepara ad alfrontare. Come 
potrà, infatti, la piazza ridona sopportare l'onda 
d'urto degli spettatori che si precipiteranno alle 
proiezioni di i. ’/iomme qui a perda son ombre di 
Tanner (domenica) c del Porlnlxzrsed'i Luchel- 
ti (mercoledì)? Come potrà la festa evitare di 
trasformarsi in una specie di assedio di Fort 
Apache? Purtroppo, sono domande alle quali 
nessuno sa rispondere. CJ B. V. 


«Quarto potere» oggi 
Gli eredi di Kane 
non provano rimorsi 


VINCENZO VITA 




La Piazza Grande dt Locamo durante una proiezione 


EH LOCARNO Faceva una 
certa impressione Citizen Kane 
nella Piazza Grande di Locar* 
no. Il film di Orson Welles ha 
cinquant'aimi e coraggiosa ò 
slata la scelta degli organizza¬ 
tori del Festival ticinese di apri¬ 
re con un vero capolavoro; 
uno di quei film che svelano 
sempre qualcosa d» nuovo e 
che, sempre, ld.sciano sbalor¬ 
diti per la qualità tecnica. 

I^a vicenda di Kane era c ri¬ 
marrà una metafora dei rap¬ 
porti dì potere, centrati sul 
mondo deirinformazione - 
Kane magnate della carta 
stampata -, ma emblematici 
dei cicli dello sviluppo (e delle 
crìM, a CUI del resto il film allu¬ 
de) del capitalismo rampante 
di questo secolo. Era e rimane 
un film-verità, ancorché pen¬ 
sato e giratocon largo impiego 
di motivi espressionisti; il lin¬ 
guaggio della fotografia è bel¬ 
lissimo. denso di rimandi, di 
allusioni, di suggestioni. 

Comunque, faceva specie 
vedere quel film in una piazza 
non gremita, ma pur sempre 
popolata da qualche migliaio 
di persone, per lo più giovani 
di diverse nozlondlità. Un film 
del lontano 'A 1 raccontava una 
«storia attualissima c moderna, 
parlava di queirintrcceio cosi 
presente oggi tra politica, fi¬ 
nanza, infomi.izionc, con l’In¬ 


formazione collocata «isatta- 
mciile dove sta ora: in quel 
tratto particolare delle relazio¬ 
ni .sociali c di potere, in cui 
rende agibile rcsercizio stesso 
dei poteri; oltre ad e-ssofc es.sa 
sles.sa potere autonon o, quar¬ 
to. quinto o sesto che sia 
Il riflesso condizionato corre 
ai .succe.s.sori odierni di JCtne- 
/Wollcs: Murdoch. Ec'rtel- 
smann, Turner, Maxv.'rll. Ha- 
chctlc, Berlu.sconi barn a. pro¬ 
babilmente, qualcos«ì del Ka- 
nc, a sua volta Lspiralo a famo¬ 
so magnate Hearsi. H.inno 
certamente qualcosa di lui nel- 
l’utilizzo spregiudicao delle 
proprie testate, neH’arnhizionc 
politica diretta o, ancor phì. in 
quella Indiretta, lesa ^ nfluen- 
zare il corso degli evcrit i 

Non hanno di Welles io spi¬ 
rilo della tragedia del U in|X) o 
la straordinaria forza deirac- 
cumulazione, la creaziciiie di 
un impero informativo ( luando 
l’importanza enorme di-i mass 
media non slava ancore st ritta 
nei manuali o nella sUiri.3 vis¬ 
suta. Ugualmente, il i>*fcorso 
drammatico di Kane, vriiinadi 
s<* .sles.so, forse non >i «iddicc 
alle attualità nostrane, in cui il 
legame tra istituzioni e potere 
della comunica/ionc s< « ide al¬ 
la dimensione del ’<;i;K*rettd 
casereccia: non ò que 11.i vicen¬ 
da seria c terribile ef e Quarto 




potere ha mlc.so raffigurare. 

Eppure, si legge nel film tan¬ 
to di CIÒ che viviamo le 
asprezze dei condizionamenti, 
delle manipolazioni, delle 
contaminazioni a cui la libertà 
è «sottoposta. Cosi, l’universo 
attorno a Citizen Kane prefigu¬ 
ra la moderna lobby, capace 
di co«struire artificialmente il 
successo nei teatri della secon¬ 
da moglie di Kane. travolta in¬ 
fine dal suo medesimo succes¬ 
so immaginano, ma in grado 
di interrompere la vortico.sa 
a.sce.sa del padrone/conìp.i- 
gno. Qui sla una delle chiavi 
del film i! suo essere fino in 
fondo «svolgimento di un in¬ 
treccio cupo, drammatico, ne- 
russimo come le immagini che 
nc parlano, inquietante ne) 
motivo che dà il via alla trama 
e la conclude. Invano il giorna¬ 
lista che conduce la ricerca 
sulla morte di K.ine. i vecchi 
amici suballemi ocolleghi cer¬ 
cano e ricercano il senso di 
quella parola detta in punto di 
morte da Kane: Rosebud. È un 
rinvio «ille parti che il protago¬ 
nista ha nnioss<'» di sf*. preso 
daH’irrcsistibile voglia di domi¬ 
nio che lo ha |X’rva«so e con¬ 
dotto per mano nella vita 

Può apparire ingenuo parla¬ 
re di rimorso del potere, ma il 
film M svolgeva quando una 
demi-rcazione tra buoni e cat¬ 
tivi poteva sembrare si^mplicc, 
persino ovvia. Ora i) potere 
della e nella informazione ò 
as.sdi piu smaliziato, pervasivo. 
coiLsimsuale Poc’o gli .si addi¬ 
ce il duro e profondo bianco e 
nero di Orson Welles. Magari 
per questo it pubblico giovane 
di Ixxamo ha vissuto la stona 
del film come [niro rinvio alla 
stona del i. inem.i, come altra 
rispetto dH’oggi Porse per que¬ 
sto ò rimasto sì rispettoso de) 
grande Orson Welles, ma al¬ 
quanto freddo e distante. 




I 



















PAGINA 18 L'UNITÀ 


GUIDA 
RADIO & TV 



Spettacoli 


VENERO! 9 AGOSTO 1991 


Intervista con Everardo Dalla Noce 
inviato del Tg2 alla Borsa di Milano 
Ogni giorno spiega ai telespettatori 
affari e misteri della «corbeOle» 


«Facevo il calcio minuto per minuto 
e la Formula 1, cerco di rendere 
leggera e comprensibile una materia 
arida, fatta anche di tragedie» 


I CONCERTI DI RAIUNO (Raiano, 8.50). Tocca ancora al 
violinisia Salvatore Accardo dare il buongiorno agli 
amanti di musica classica. Oggi £ in programma ia Sinto¬ 
nia concertante in mi bem. maggiore per violino e viola 
K364 di Mozart. Si tratta di un concerto svoltosi a Villa 
Contarini, a Razzola sul Brenta, protagonista l'Orchestra 
da camera di Praga. 

UNA PIANTA AL GIORNO (Raidue. 9.25). Si parla di inda¬ 
co e di sedano nel programma estivo di Luca Sardeila, 
che va in onda da lunedi al venerdì, dedicato interamen¬ 
te al giardinaggio. 

PRIMA DELLA PRIMA (Vidfrre, /5J. Ultima settimana di re¬ 
pliche per il programma che indaga dietro le quinte dei 
teatri d’opera. Oggi è la volta di Peter Maag che prova la 
Sinfonia in re magg. K504 di Mozart con TOKhestra sinfo¬ 
nica delia Rai di Roma. 

... E L’ULTIMOCHIUDA LA PORTA (Raidue. 17.05). Pro¬ 
gramma comico con il cabarettista Clod Onesti, il mago 
Lo Manto, Ennio Marchetto che imita le gemelle Kessier, 
Alessandro Bergonzoni. Completano il programma il 
cartone animato con Lupo Alberto e le temerarie incur¬ 
sioni del celebre Nick Carterdi Bonvi. 

RAINTREE CROW SPECIAL (Videomusic. 1830). Profeti 
del punk tra il 78 e l’Sl, tornano gli ex Japan con il nuo¬ 
vo ttome di Raintree Ciow. Un gruppo che dieci anni fa 
diede inizio a una «ttew wavo della musica inglese ispi¬ 
rala a inventiva e improvvisazione. 

SCHEGGE DI RADIOACOLORI (Rcdtre. 19.30). Un’anto¬ 
logia storica della radio, rivisitata attraverso lo schermo. 
In pratica una vecchia radio tron^gia in studio, mentre 
corrono levoci di trasmissioni famose.. 

STASERA MI BUTTO (Raiurto, 20.30). Continua la gara 
fra imitatori al Bandiera Gialla di Rimini. Pippo Franco ed 
Heathcr Parisi presentano l’ultimo gmppo in gara per la 
prima eliminatoria. A condire II lutto, gli Antico che can¬ 
teranno WeneedFreedom. 

CERA UNA VOLTA IL FESUVAL (Qinak 5.20.40). Vie¬ 
ne riproposta la prima delle Ire puntate condotte da Mike 
Bongiomo sulla storia del Festival di Saruemo. Ospiti al¬ 
cuni cantanti delle prime edizioni, tra cui NUla Pizzi, Gi¬ 
gliola Cinquelti, Nicola di Bari, Little Tony, Don Baciv. 

JOSÈ CARRERAS IN CONCERTO (Raiuno. 22.40). Il ce¬ 
lebre tenore spagnolo si è esibito qualche giorno la, per 
la prima volta, nella suggestiva cornice deH’anlitealro ro¬ 
mano di Pompei, accompagnato dall'Oichestra sinfoni¬ 
ca di Siviglia. La Rai ne ripropone la registrazione con¬ 
dotta da Fabrizio Del Noce. Tra gli autori eseguiti, Pucci¬ 
ni cDonizetti. 

LA PENISOLA DEL TESORO (Radiouno. 12.04). Il pro¬ 
gramma di Federico Sanguigni va alla scoperta delle ric¬ 
chezze artistiche culturali del nostro paese. In studio 
Paolo Leoni e Gabriella Mazzucchi. 

SCATOLA SONORA (Radiotre, 17.30). U scuole pianisti¬ 
che In Unione Sovietica sono il tema del programma pre¬ 
sentalo da Matelda Viola. La seconda parte va in onda 
alle 19.20. 

L'AMERICA ITALIANA (Radiouno. 17.30). Adriano Maz- 

’ ’zoleltic^Tatrasmlssionesu grandi e-mènograndi mu¬ 
sicisti Itàlb-ath'eribani. Oggfè la volta di Ray Antony.' 

(Monica Luongo) 


L’uomo che amava le blue chips 



Dal Caldo minuto per minuto ai numeri e ai misteri 
della Borsa. Everardo Dalla Noce era da anni una 
voce notissima, ora anche il suo volto è diventato fa¬ 
miliare in milioni di case per le sue corrispondenze 
da Piazza Affari, quando si sono appena concluse le 
contrattazioni di Borsa e sono stati fissati i cambi 
della lira con le altre monete. E a centinaia gli scri¬ 
vono ogni mese, anche per chiederlo in marito... 


MARIA NOVRLLA OPRO 


■i MILANO. Eccoci qui da¬ 
vanti al palazzo della Borsa 
con il «genius loci» Everardo 
Dalla Noce. Tutti lo conosco¬ 
no, molti lo salutano mentre 
avviamo una chiacchierala 
dalla quale ci aspettiamo di 
capire che uomo sia. Perche 
che giornalista sia lo sa tutta l’I¬ 
talia. É colui che è riuscito a fa¬ 
re della Informazione borsisti¬ 
ca un momento divertente del 
Tg2. Ma prendiamola alla lon¬ 
tana. E partiamo da una curio¬ 
siti: come mai quel nome cosi 
singolare, quasi da romanzo 
d'appendice? E lui risponde, 
come sempre conversevole 
senza essere divagante: «Eve- 
rardo era il nome di mio non¬ 
no. Nome chiaramente di ori¬ 
gine sassone, che unisce un te¬ 
ma che significa cinghiale con 
quello che significa foiza. E co¬ 
si cinghiale forte sarei io. che 
non sono né cinghiale nò for¬ 
te...». 

DIdoveseir 

Sono nato a Ferrara da padre 
genovese che purtroppo é 
morto. Mia madre ha 93 anni 
e<l é più in gamba di me. 

E profcarioiialmcnte come 

adnalo? 

Sono nato ncH’economia c 
nella finanza. Mio padre si oc¬ 
cupava dei conti dell’Eridania 
e lo sono cresciuto con i nu¬ 
meri in testa. 

Coti quasi natorslmenie ad 

dKraitate giornalista econo¬ 
mico. 


pre in Rai... Facevo Tutto il cat¬ 
eto minuto per minuto c segui¬ 
vo la Formula 1 in giro per il 
mondo. Poi mi sono .stufato e 
sono rientrato... ho ntrovalo la 
mia anagrafe, per cosi dire nu¬ 
merica. 

E come hai trovato il tuo sti¬ 
le di comunkazlonc? 

Anzitutto devo diro che ho cer¬ 
cato di non essere mai un 
mczzobuslo... 

E infatti sei spesso Inqua¬ 
drato a figura intera... 

... comunque non scrivo mai 
nulla c racconto quello che ve¬ 
do con un poco di animo. For¬ 
se non accontento lutti i tecni¬ 
ci. ma sareb^ presunzione 
che in 4-5 minuti ci parLissimo 
addosso con paroioni che i più 
non capiscono, lo credo che la 
gente voglia soprattutto sape¬ 
re: ho vinto o perso? Ho cerca¬ 
lo di popolarlzzare un seg¬ 
mento cosi arido come la Bor¬ 
sa. Per farlo, racconto anche 
quello che succede fuori quel¬ 
lo che mi passa sotto gli occhi 
in giornate intere passate II 
dentro, che sono giornate vis¬ 
sute intensamente. 






La sali delie contrattazioni alla Borsa di Milano e, cotto. Everardo Dalla Noce. 
Il giornalista che rende comprensibili altan e misteri della «corbeille» 


Invece no: ho avuto prima uno 
spazio diverso. Mi sono occu¬ 
pato di sport per t S anni, sem¬ 


Ma tra popolarizzazione e 
spenacolanzzazioiie c'è 
pande differenza? 

Non laccio mai. mai. assoluta- 
mente mai. informazione spet¬ 
tacolo. Cerco di fare Informa¬ 
zione leggera per un argomen¬ 
to cosi pesante... non è sempre 
facile perché ci sono anche 
momenti ■ duri... gente che 
muore... cose di cui non voglio 
neanche parlare. 

Ma a stare B dentro tutto li 


giorno non al rloclita di dl- 
venrzue troppo interni al- 
l’aniblente? Per noi gloroall- 
slt c'è sempre questo ri¬ 
schi o, in qualsiasi campo. 
Voghe dirti una cosa: io non 
ho m.ii comprato un titolo e 
mai lo comprerò. Prima di tut¬ 
to perché non amo il rischio, 
anche perché ho sangue ligu¬ 
re. Certo, però, la Borsa mi, 
emoziona sempre. Non è solo 
economia, c’è amore, odio, un 
mondo intero... lo. che di mio 
sarei i n po’ distaccalo, questa 
atmos'era la succhio tutta. 
Siccome però hai anche un 
versante emiliano e ironico, 
non ti tarai offeso, penso, 
(ter la tua imitazione fatta da 
i^ci Greggio. 

Greggio non lo conosco. Quel¬ 
li di Cimale S mi hanno telefo¬ 


nalo tante volte per invitarmi e. 
alla line, una voltaci siamo in¬ 
contrali, lo non sono presen¬ 
zialista, non vado mai da nes¬ 
suna parte. Comunque prenso 
che gli autori abbiano voluto 
cogliere più un’atmosfera che 
un personaggio. Del resto non 
mi sono mai fermalo in casa 
per vedere Odiens. Poi, quan¬ 
do uno diventa una figura pub¬ 
blica che pervent’anni enira in 
casa della gente, è fatale che 
possa incorrere nelle imitazio¬ 
ni. Posso capire. Anche il mio 
amico Luca Goldoni ha scrìtto 
una cosa scherzosa, dove di¬ 
ceva che non vorrebbe essere 
me. Ne abbiamo parlato iasic- 

me.. 

' E se U definissi la UUI Gru- 
ber della Borsa? 

Mah, guarda, anzitutto io sono 
completamente maschio e poi 



non credo di farmi notare. Non 

10 so proprio; sono cosi, un 
sangue misto emiliano-gt no- 
vcsc. Poi sono di natura ottimi¬ 
sta e anche nel momenti brutti 
cerco di pensare che ho usio 
momenti peggiori, cerco di 
mettere una parola buona La 
Borsa è comunque il cuc»'; di 
un paese. 

Una domanda più tecnica. 
Tu sorridi se c'è nn rlalzoe d 
incupisci se c'è un calo. È 
sempre aulomaUcanirote 
vero che il rialzo sia posi Ilvo 
e viceversa? 

È veramente una facc'"ida 
complicatissima. Ci '«ino 
un’infinità di giochi, al ria'zo o 
al ribas.so. £ tutto un insieme di 
situazioni. La Borsa diciai io é 
al rìba.sso per i titoli a magni ore 
flottante. Altri piccoli, m.igan 
speculativi, possono funziona¬ 
re. lo cerco sempre di spie fan; 
la differenza tra specula? one 
c investimento. 

E prova a spiegare a me che 
cosa sono le blue chips. 
Guarda, questa è una cos.i sc¬ 
ria. Ricevo centinaia di te iere 
al mese, anche con numerose 
profiosle di matnmonio. M.\ 
più di tutto mi chiedon? di 
spiegare le blue chips. 
ShipcndoI Allora dillo ari che 
a noi. 

Fcco. Al Casinò ci sono .i- fi- 
ches colorate. Quelle di mag¬ 
gior valore sono le blu. in lutto 

11 mondo. Quindi te btue chips 
sono i titoli che valgono di jlù, 

Ma è semplteisainiol Ori in¬ 
vece spiegami I tuoi rw| orti 
con la dilezione del Tg3, TI 
fanno critiche, oppure ti 
spingono a continuare cori? 
Sono amico di La Volpe, ma 
con lui non ho mai fatto 'les- 
sun discorso se non stretta- 
mente professionale. Lui so¬ 
stiene che io vengo fuori callo 
schermo. Mi ha anche latto 
una proposta incredìbile. t;hc 
non ho accettalo. Tutte le si ilio 
mi dice: pensaci. 

DI che cosa si tratta? 

Ah, no, non te lo dico. pci:;hé 
se no tornano alia carica. 


Tmc, 23,30 

In replica 
il concerto 
per i curdi 


■■ KOMA. SleLScra su Tcle- 
monlecarlo (nel programma 
musicale A suon diSansSouci. 
alle 23.30) si replica «The sim- 
plelrulh» (La semplice verità), 
li mega concerto ci le venne or¬ 
ganizzalo in maggio per racco¬ 
gliere londi a favore del popo¬ 
lo curdo e che si tenne nello 
stadio Wembley di Londra. 
Una replica, questa di stasera, 
che servirà a raccogliete altri 
fondi che giungeranno t^li ol¬ 
tre seicentomila profughi curdi 
attraverso la Croco Rossa. Ra¬ 
ramente una replica fu più tra¬ 
gicamente opportuna: in que¬ 
sti giorni 1 curdi sono di nuovo 
sottoposti a violenze e uccisio¬ 
ni. 

In collegamento dall’Aia si 
esibirono per la poma volta in¬ 
sieme Peter Gabnel, Sinead 
O’Connore Stmg (nella foto). 
Dopo le performance dei tre 
artisti, rivedremo i New Kids on 
thè Block, che d.i Wembley 
presentarono Cali il what you 
Ulani c No more gamss. seguiti 
dagli Snap con You haue gol 
thè power c The power. La pa¬ 
rata musicale proseguirà poi 
con Whllney Houston, da Ok- 
land; Ryuicni Sak.imoto. che 
da New York esegue al piano¬ 
forte il tema della colonna so¬ 
nora de L'ultimo miperalore. 
M.C-Hammer con //ere Comes 
thè hammer. ITcn, You cant'l 
touch Ihis. Paul Simon in You 
cari cali me Ai E .incora alle 
tre ore ai musica partecipano 
gii Yes da Denver. Hall & Òates 
da Tampa (noridii) e 1 Gipsy 
King, dai palco di Wembley. 
Cliiudcrù la se, ala la canzone 
The simple irulh. scrina per 
l’occasione da Chris De Burgh 
e cantala in coro da tutte le 
rock star presenti al megacon¬ 
certo. 


'Tl!'i|t' "'ì'! Hlii',''' 


II 




li 




II 


Ci^arjno 


RAHXJE 


RAITRE 


Ifì 


Ili 




SCEGLI IL TUO FILM 


TBIAtONIfCanO 


CmA UNA VOLTA. IO MNATO 
RASOOLIA* puntala) 


I CONCnri DI RAIUNO 


DAVINIA. Scenogolalo 


LO BHmORATO DI COI I ■ONO. 

Film con Totò. Regia di S. CorbuccI 


TOI-FLASN 


OCCHIO AL OlOUNTTa Eilate 


LA SNMIORAIN OUULOi TeMllm 


lOI - TRB MINUTI OL. 


IL nAHNTA PNOIBITO. Film con W. 
Pidgeon. Regia di Fred Me Leod Wllcox 


■rat UTATa Per ragezzl 


LA «niAONDINAIIIA OTONU OOLe 
L'ITALIA. «Il Medioevo» 


UN’BSTATB O'AMONR. Scen 


UNA PIANTA AL OlONNO 


ONANOI SNniANZa Film 


LAMIA Telefilm «La strega» 


LA CUNICA DILLA PORHTA Tele- 
IMm «Occhio per occhio» 


ToaoNi’niiDiei 


VIOIOOOMIC. di Nicoletta Leggeri 


QUANDO M AMA. Telenovela 


MUTA lANIAIIA. Telenovela 


QAZnO. Con F. MangonI e S. Milo 


L'ASSO OBLLA MANICA. Telefilm 


TOa FLASH 


11.aO CAVALCATA Ol SUOI film 



1B.S6 SCHSOOS _ 

1«.00 I CINQUI SBQRen DSL OMIRTÒ. 

Film con Anne Baxter 


17.2B ATLSnCA. Meeting Internationale 


ASPETTANDO IL DOMANI 

ROTOCALCO ROBA _ 

CANTONI ANIilATI _ 

CANNON. Telefilm _ 

IL MOTORINO» Film con Eleo¬ 
nora Vallone. Regia di Nini 

Qraagla _ 

LI ALTWS NOTTI _ 

CATCH. Selez. mondiali _ 

DUBOHSSTIFUORILSOOB 


IWAOAZZI DI AM LAC.FIIm 

L'IMBOSCATA. Film _ 

DOWIS DAY SHOW _ 

MATLOCK-Telelllm _ 

TMC NBWS. Telegiornale 

IN ONDA. Attuai Uà _ 

CALCIO. Sampdorla-Psv EIn- 


fcL'tii’J i.l V 

URIKIT.iVm 




dhoven (da Amsterdam) _ 

STASSRANIWS _ 

A SUON DI SANS SOUCIS* 

«The Simple Truthi- 


GRANDI SPERAN;’E 

Regia di David Le.ima con John Mille, Valerlo Robson. 
Gran Bretagna (19*36). 113 minuti. 

Sjbito dopo II mitilo «Breve lncontro«. David Lean fir¬ 
ma con «Grandi speranze» una delle migliori trascri¬ 
zioni cinematooriillche di romanzi di Charlos Die- 
Kene. B la storia di un forzato che, evaso, viene aiutato 
da un ragazzino. Ripreso e nuovamente incarcerato, 
l'uomo non dimentica II bimbo e. dalla galera, lo aiuta 
economicamente. M ragazzo cresce e fa fortuna, sen¬ 
za sapere che tutto dipende da un galeotto... 

RAIDUE 


aoeon 




TSLSOIOHNALB 


CALCMl Lazlo-Genoa 


1T.SO OINNASnCAARTISTtCAPBMM. 


tS.SO TOSSPONTSBRA 


1S.4B HILLSTHSSrOKNINOBNOTnL 


1A«4B TSLSOIOHNALH 


a0.30 Li TROVBRd AD OONI COSTO. Film 
_ con Jame» Caan, Jlll Elkunberry _ 

ss.0e TOSSIRÀ 


S2.10 IPROPBMIONAIS. Teisfllm 


23.02 TOa NOTTB. Meteo 3 


23.03 DONNE IN ATTESA. Film 


t8.00 ARAZZO WARS 


13.00 CARTONI ANIMA'n 


ti.f rg rfu. f 




qiosA CArawiiAS IN eoNcnrra 

Con l'orchestra sinfonica di Siviglia. 
Presenta Fabrizio Dal Noce 


TQ1 NOm. Che tempo fa 


IFPIDA. Corsa Tris di trotto 


GASnALL. Campionato eur 


MBZZANOrra ■ DINTONNI 


SO.BO tTASmA MI BUTTO. Campionato na- 
zlonale imitatori, presenta P. Franco 


8B.1B TOaNOTTB 


BBoBO IHETB08-TQS«0IKMIC0F0 


83.40 FUQtLATaBenIcon-BottIglieri 


0.88 OfIDINB DI UCCIDBRB. Film con Paul 
Massie. Regiadi Anthony Asquith 


20.00 Bvrop HOT LINK 


21.80 BLUB NIGHT 


22.90 ONTHBAIRNOTTB 


2.00 BLUB NIGHT 


8.00 RADIOLAB 


17.80 SANSONE CONTRO I PIRA¬ 
TI. Film di Amerigo Anton 


10.2S LO SMEMORATO DI COLLEGNO 

Regia di Sergio Co rbuoci, con Totò, Nino Taranto, Er¬ 
minio Macario. Itailila (1962). 90 minuti. 

Totò é un reduce di guerra che pretende una nuova 
identità. Ambientandone «moderna- di un famoso ca¬ 
so di cronaca deg i anni Venti. Owlamonto con una 
vorticosa girandclti di equivoci. Il cast ò notevolissi¬ 
mo (c'è anche Yvonne Sanson, già supeidiva dei me- 
lodrammoni di Mat.irazzo). 

RAIUNO 




20.80 VALANOA.Film con Mia Far- 
row, Rock Hudson 


14.00 IL PIANETA PROIBITO 

Regia di Fred Mac Leod Wllcox, con Welter Pidgeon, 
Anne Francis. Use (1956). 90 minuti. 

Affascinante riletti,ra interplanetaria della «Tempe¬ 
sta- di Shakespeare, un classico deita ‘antascienza 
anni Cinquanta LlM'ustronave sbarca su un pianeta 
dove vivono un m/'tterioso scienziato, lei sua bella e 
ingenua figlia, e un devoto robot. Ma sul pianeta c'è 
anche «qualcosa» di orrendo che comincia a mietere 
vittime Ira gli astrcnautl 
RAIUNO 




TeiE 


MO BONANZA. Telefilm 




18.80 BSTATB S. Varietà con Iva Zanicchi 


18.88 CANALB 8 NBW8. Notiziario 


18.48 IROBINSON.Telefilm 


14.80 TOP SBCllBT. Telefilm 


ù’Iiiù.lli:! !».M PlTTm 


18.00 BIM BUM BAM. Varietà 


17.88 MAI DIRA 8L Telefilm 


18.80 LAVBfllTA.Oiocoaquiz 


18.S0 COS'tCOS'É. Gioco a quiz 



1.80 ILTQDBLLBVACANZB 


1.8S VBNTI DI QUBRIIA. Film con Robert 
MItchum (7* puntata) 


STUDIO APBRTa Attualità 


UmCAI Gioco a quiz 


SUPBR VICKY. Telefilm 


RIPTIDB.Teieriim 


STUDIO APBRTa NEWS 


CIAO CIAO. Cartoni animati 


PBSnVALBAR 01. Zona verde 


FRANCO B CICCIO SUPBRSTAR. 

Film. Regia di Giorgio Agiiani 


JUKMOXs URU D*AMOR8. Film. 
Regia di Mauro MorassI 


BUPBRCAR.Telefllm 


STUDIO APBRTOaAttualltà 


A -TBAM. Telefilm con G. Peppard 


CARTONI ANIMATI 


CALCIO. Bologna-Milan 


COLPI DI LUCI. Film con Erik Estra¬ 
da. Regiadi Enzo Qirotaml 


STUDIO APBRTO. Notiziario 


8.80 LA VALLE OBI PINI 


RADIO 




10.08 PER BLISA. Teleromanzo 


10.88 VALERIA. Telenovela 


1SLOO RIVIERA Telenovela 


1.00 PANIC BUTTONro. OPBRA- 
ZIONB FISCO. Film (Replica 
dalle falle 23) 


ti-a.! 




1AOO DALLAS. Telefilm 


ffi\ 


RADIOOIORNALI GR1 6; 7; 8; 10; 12; 13; 14; 
16; 17; 19; 23. GR2 6.30; 7.30; 8.30; 9.30; 11.30; 
12,30; 13.30; 15.30; 17.30; 19.30; 22.30. GR3 
6.45; 7.20: 9.45; 11.45; 13.4$; 14.4S; 18.45; 
20.45:23.53. 


20.30 LI TROVERÒ AD OCiNI COSTO 

Regia di James Ca nn, con James Caan, Danny Alelto. 
Usa (1960). 92 mimril 

Esordio nella regi.ii per it bravo attore James Caan, 
anche protagonlstsi nei panni di un ex campione di ba¬ 
seball. L'uomo, diviirziato, si risposa ma nella sua vi¬ 
ta Irrompe II nuovo i nnrito della sua ex moglie 

RAITRE 


18.08 STELUNATelenovela 


KEETl 

■riCTi i.imm——1 

17.88 

TQ4. Notiziario 

16.00 

aSNERAL HOSPITAU Tolofilm 

ì8.4d 

18.40 

PRIMAVERA. Telenovela 

20.80 

CRISTAL. Telenovela 



28.80 

PREMIO RINO GAETANO. Prog**ani- 
ma speciale sul festival delia canzono 
d'autore 

1.80 

DALLAS. Telefilm 

2.38 

LOVBBOAT.TelcMm 


10.00 VENTI RIBELL I_ 

20.80 IL PECCATO PI OYUKt 
21.18 Al PRANDI MAGAZZINI 
22.00 GLORIA E INFERNO. Teien. 


RADIOUNO Onda verde 6 03, 6.56, 7 56,9 56, 
11.57, 12.56, 14 57. 16.57, 18 56, 20 57, 22.57; 
9.00 Radio anch'to agosto. 11.20 Tu, lui. i figli, 
gli altri; 12.05 La penisola del tesoro. 16.00 II 
psglnone estate. 21 Musica italiana de) '9(X) 



RADiOOUE Onda verde- 6 27, 7 26. 8 26. 9.27. 
11.27, 13.26. 1527. 16.27. 1926. 22.27, 10.30 
Pronto Estate. 12.50 Tuttifrutti, 15.00 L'isola di 
Arturo; 18.35 Le stanze del sole, 19.50 Voci 
nella sera 


28.88 DONNE INATTESA 

Regia di Ingmar Sergman, con Anita Bloork. Cva 
Dahibeck. Svezia (1952). 60 minuti. 

Quattro mogli, in alesa dei rispettivi conugi. si con¬ 
fessano. Uno dei p'iml film di Bergman. jne delicata 
(e crudele) analisi delia psicologia fomminilo Molto 
bollo. 

RAITRE 


18.30 I GEMELLI EDISON _ 

18.80 TERRE SCONFINATE _ 

20.80 LA SAETTA NERA. Film con 

Tony Saiter 


RADIOTRE Onda verde 7 18.9 43.11 43; 8.30- 
10.30 Concerto del mattino, 10.001 padroni del 
melodramma. 11.50 Opera incanto. 14,00 Dia¬ 
pason. 16.00 Orione, 21.00 La natura attraver¬ 
so la musica 


RADIO VERDE RAI Musica e informazioni sul 
traffico in MI dallo 12 50Blle24 


ORDINE DI UCCIDERE 

Regia di Anthony it.aquith, con Paul Massier, Eddle 
Albert, Lltlian Glah. Gran Bretagna (1956). 101 minuti. 

Un pilota american') viene paracadutato in Francia o 
nascosto dai partig ani Uccide un presunto traditore, 
nonostante nutra f(>rti dubbi sulle suo cc>lpo e a lino 
guerra scopre che a vittima ora offettivamente inno¬ 
cente Il capitano si prodiga por cercare ci ripararo at 
suo errore. Un Interessante dramma psicologico, bon 
interprotalo e ben U-togralato 
RAIDUE 









































































































































































































































VENERDÌ 9 AGOST01991 


Spettacoli 


PAGINA 19 LVMU 


Con il «Tancredi» si inaugura domani sera a Pesaro 
la 12esima edizione del festival dedicato al grande musicista 
Parla la protagonista delFopera, Lucia Valentini Terrani 
«La carriera? Un bellissimo sogno, ma potrei anche smettere» 


Rossini che passione 


; ' ■■ PESARO. La validità di una manlfcsta- 
* zionc artistica è commisurata alla sua ca- 
pacità di ri^ncrarsi. Giunto alia sua dodi- 
cesima edizione, U «Rossini Opera lesti- 
'■ vai», aspettando il bicentenario del pressi- 
mo anno, mostra nelle scelte del suo car- 
”4’ tcllone la solidità e la serietà di una impo- 
« stazione sperimentata e vincente. Passata 
X l'eccitante ubriacatura delle grandi risco- 
perte, 6 il momento dell’approlondimento 
e delle riletturc. Il Tancredi inaugurale 
i (Palalestival 10 ■ agosto, repliche 13, 
'r, 16,18) riproduce la versione deH’opera 
approntata da Rossini per l'esecuzione 
'' milanese del 1813, pochi mesi dopo la pri- 
^ ma veneziana. Cambiamenti fatti, come si 
T usava allora, per una specifica compagnia 
di canto. Lo spettacolo 6 una nuova pro- 
} dazione, firmala per regia, scene e costu- 
’’ mi da Pier Luigi I^i. Nel cast Lucia Va- 
lentini Terrani, Mariella Devia. Raoul Gi- 


menez c Boris Marlinovic. Dirige Daniele 
Gatti al suo debutto pesarese a capo del¬ 
l'Orchestra del Comunale di Bologna. 

Pizzi toma con Otello, produzione del 
1988, ma con un nuovo direttore, Gianlui¬ 
gi Gelmelti, e un nuovo cast che compren¬ 
de Cecilia Gasdia. Monica Bacelli, Chris 
Merritt, William Matteuzzl o Pietro Spa¬ 
gnoli. Recile al chiuso del teatro Rossini 
dal 17 agosto, con repliche il 20-23-25. 

L'esplorazione delle cinque farse vene¬ 
ziane scritte da Rossini tra il 1810 e il 1813 
per il teatrino San Moisé si conclude con 
La cambiale di matrimonio, che è la prima 
in assoluto. Legando idealmente la nasci¬ 
la di Rossini alla morte di Mozart, l'operi- 
na é stata accoppiata col primo Sinsgpiel 
spirituale del Salisburghese, Die Schuidig- 
keit des ersten Gebotes (L'obbligo del pri¬ 
mo comandamento, 1767). Ne è regista 


Luigi Squarzina, con scene e costumi di 
Giovanni Agostlnucci. Donato Renzetti di¬ 
rige due cast diversi, da cui spiccano i no¬ 
mi di Enzo Dara e Luca Canonici: AlI'Au- 
ditoiium Pedrolli, 19-22-24-26 agosto. Se¬ 
conda tornata anche per le Cantate dei 
Borboni, sempre nell'edizione critica della 
•Fondazione Rossini». Gabriele Ferro, con 
l'Orchestra di Torino della Rai, dirige Ceci¬ 
lia Bartoli, Rockwell Blake e Francesco 
Piccoli; Al Teatro Rossini solo il 21 agosto. 
Le ciliegine alla gustosa torta comprendo¬ 
no l'Integrale deTl'opera pianistica di Ros¬ 
sini, con quattro concerti (28/31 agosto) 
affidati a Michele Campanella, Jeffrey 
Swann, Francois Joel Thiollier e Laura De 
Fusco, un concerto del giovani che parte¬ 
cipano aH'aAccademia Rossiniana», il 27, 
e dibattiti e conferenze affidati alla troika 
Cagli-Cossctt-Zedda per «iniziarsi all'a¬ 
scolto». Buon divertimento. 


1- 


M PESARO. Conversare con 
^ Lucia Valentini Terrani é faci- 
lissimo. Occhi ceiesti e mani in 
movimento che disegnano 
nell'aria i pensieri, le emozio- 
.1 ' ni. Un'emotiva col groppo alla 
gola ammette di esserlo lei 
,. stessa, e invidia quelle colle- 
ghc che sul palcoscenico rìe- 
t; scono a sdoppiarsi, «vedendo- 
I si cantare». Ma un po' di trai- 
■ ? ning autogeno forse lo farà pri- 
^ ma di entrare in scena, per do- 
minate l'impatto con l'immen- 
•4 sità dell'arena del Palasport, 
dove è allestito un prato vero 
; conunrusceliodiveraacquae 
alberelli di limone tra i quali 
ij. pascolano veri cavalli. È una 
'' Sicilia al naturale quella ideata 
da Pier Luigi Pizzi per queil'ac- 
i quareilo raffaellesco che à 
^ Tancredi. «Manco da sei anni, 
; da quando feci 11 Maometto II 
r' nell'BS», dice la Valentini, «ma 
qui mi sento a casa e per me à 
i una grande occasione poter ri- 
cantare Tancredi. La prima vol- 
/ ta, nelI'SI, ero terrorustata, ora 
^ metterò avanti la famosa 
;> ’esperienza".» . , , 

> Nel *02 I daeceato anni dt 
I ' RoMial colncUoiio eoo I 
noi vem di carrierst- Teo- 
UuMmibilandaT 
t stalo un bellissimo sogno, 
j- vissuto con una intensità forse 


MARCO 

esasperata, lo e mio marito 
(Alberto Terrani, ndr) non ab¬ 
biamo figli e la carriera è stata 
il nostro grande «enfant». Oggi 
però non ho più lo stesso entu¬ 
siasmo. A vent'anni credevo 
che 1 grandi fossero tutti felici e 
sistemati, famiglia, lavoro, sti¬ 
pendio. A quaranta la mela 
sembra sempre più lontana. Si 
vuole approfondire, ci si chie¬ 
de i perché. Ora aprirò un altro 
capitolo, nel quale c'6 forse la 
possibilità che smetta di canta¬ 
re. 

Pochi però oggi posMno 
vantare ancora una carriera 
cori lunga. Cosa i cambiato 
nel ano lavoro In questi venti 
annl7 

È cambiato il modo di assistere 
a uno spettacolo. Tutto é più 
mediato e difficile e anche il 
teatro risente delle nevrosi del¬ 
la società. Quando ho comin¬ 
ciato io nel '69. l'Italia era an¬ 
cora tutta II, ma oggi il con¬ 
fronto con quello che succede 
fuori 6 all'ordine del giorno c 
per noi che lo viviamo suila 
nostra pelle è molto stressante. 
Ne risentono soprattutto 1 gio¬ 
vani, che si bruciano in cinque 
anni. Purtroppo manca la pro¬ 
vincia per scaricare le prime 
tensioni e per lare carriera si 
corre a lare l'audizione dal di- 


tPAM 

rettore celebre, perché non cl 
si può più permettere di perde¬ 
re il treno. 

Ma lei non ha fatto lo stesso 
nel '72 con 0 debutto In Ce¬ 
nerentola alia Scala e con 
Abbad o? 

Certo, ma poi se lutto va bene, 
si toma a casa, ci si rimette a 
studiare e ci si prepara a dire 
una infinità di no. Vede, oggi 
manca soprattutto la solidità 
psicologica per affrontare que¬ 
sto lavoro. Una volta forse era¬ 
vamo più alla buona, ma an¬ 
che più concentrati c calmi. 
Oggi c'è la televisione che bru¬ 
cia tutto. Un passaggio di un 
quarto d'ora dalla Carrà fa più 
di dicci anni di lavoro. È atwr- 
rante, ma- forse tra venfanni 
capiremo dove questo ci avrà 
portato. 

La Urica lo Italia marcia a 
colpi di «eventi» IdevlatvL 
Lei ha partecipato anche al 
concerto dei soprani di Ve¬ 
nezia. 

Una volta ero contrarissima. 
Oggi non lo so, perché vedo 
che in questo modo tanta gen¬ 
te si avvicina alla lirica, anche 
chi non può permetlensi i soldi 
del biglietto. Del resto lo sa che 
come educazione musicale 
veniamo al settimo posto, do¬ 
po rUganda. Altro che paese 


del bclcantol Almeno, girando 
canale la gente può sentire Pa- 
varottienonlaOxa. 

La rlcercn deUa perfezione 
tecniea'vocale è tonata di 
moda. La sua necessità è In¬ 
discussa, ma non ri rischia 
di fané un feticcio? 
Altroché. Bisogna un po' tor¬ 
nare indietro, non preoccupar¬ 
si solo di acuti e sopraculi, ma 
riguadagnare aU'inlerprctc un 
suo carattere globale, di artista 
di teatro. Il cait^le.spcclaliz- 
zato, verdiano^ rossininano 
come me, ben venga, ma inne¬ 
stato su un mestiere che, nel 
suo registro vocale, gli consen¬ 
ta una rosa di possibilità. Del 
resto, anche la critica che è vis¬ 
suta con noi ha le sue colpe. 
Ogni volta che sono voluta 
uscire da Rossini ho avuto i fu¬ 
cili puntati contro. 

A proposito di Rossini, lei è 
nata come Interprete agli 
inizi della Trnalmanrfi de¬ 
gli anni 70. Cosa è mutato 
nell'approccio stilistico? 
Allora eravamo come uscite 
da collegio. Guai a mettere 
una fioritura in più, una varia¬ 
zione. Era una questione d'o¬ 
nore. Si voleva un Rossini «co¬ 
me era scritto», tutto ritmo, 
spumeggiante. Il polso di Ab¬ 
bado net concertali era un mc- 


Luda Valentini Terrani 
nel «Tancredi»: sotto. Il logo 
idei Rcssinl Opera Festival 



tronumo. incanalava la musica 
in un ordine severo, che al li¬ 
mite diventiva un disordine 
severo. Gli alhrgn erano cosi al¬ 
legri da essere impervi. Oggi è 
un po' diverso; non si esclude 
che due più due possa anche 
fare cinque. I fattori espressivi 
sono aume.itatl, c con essi 
l'aggiunta delle variazioni Pe¬ 
rò siamo arrivali all'eccesso 
oppo.sto: personalmente amo 
una via di misero, nella quale 
le lince mcloiliche siano si va¬ 
riale. ma non sovraccariche di 
orpelli. 

RdmIuI, faro portaule della 

sua vita allora? 

Speriamo ne sia contento. Per 
me é stala una scoperta mera¬ 
vigliosa s.ipere che ncil'Otto- 
cento c'era un signore che 
scriveva cose adatte alla mia 
musicalità con un seruo dell'u¬ 
morismo incredibile. Si figura 
lei Verdi e Puccini a mettere in 
musica versi come «Si tratta 
niente rien clic Imprinciparvi!» 
nella Ccnen-ntola? Rossini sa¬ 
rebbe un comico di oggi, che 
so un. Verdone. Faccio Tancre¬ 
di; che è un eroe serio, ma in 
una versione con finale lieto, 
con la moralina. Checi sta ma¬ 
lissimo. Ma i .sospiri della mor¬ 
te, al Palasport forse non li 
avrebbe sentiti nessuno. 




Debutta stasera a Perugia «Nella gabbia» da Henry James, con Annamaria Guamieri 

Una telegrafista per Ronconi 

STBFANIA CHINZARI 


■■ ROMA. Heniy James 
(1843-1916) é stalo un gran¬ 
de, grandissimo scrittore, ma 
ogni volta che, lui in vita, sono 
andate in scena sue opere tea¬ 
trali si é trattato sempre di fia¬ 
schi. È anche per vincere que¬ 
sta «sfida» che Luca Ronconi 
ha accettato di curare l'allesti¬ 
mento di Nella gabbia, da do¬ 
mani sera c per la prima volta 
in Italia al Teatro Morlacchi di 
Perugia. Appositamente rivolu¬ 
zionato per l'occasione, il tea¬ 
tro ospiterà II pubblico (solo 
70 spettatori per sera) sistema¬ 
to in una tribunetia in fondo al 
palcoscenico, mentre lo sfon¬ 
do della scena sarà la grande 
sala vuota. 

lo spettacolo, tratto dall'o¬ 
monimo racconto che James 


scrisse nel 1898, va in scena 
nella traduzione c nell'elabo¬ 
razione drammaturgica di F.n- 
zo Siciliano, che ha convertito 
alla prima persona la forma 
narrativa del breve romanzo, 
sfoltito personaggi c snodi c 
cercato di stemperare la densi¬ 
tà introspettiva della scrittura 
jamesiana, troppo spesso d'o¬ 
stacolo alla dimensione del 
palcoscenico. 

Protagonista assoluta di 
questa riduzione, Annamaria 
(Juamicri conferma, con que¬ 
sta prova, il lungo sodalizio ar¬ 
tistico avviato con Ronconi c 
con l'Audac, lo stabile umbro 
che produce lo spettacolo e di 
cui si ricordano il successo del¬ 
la Serva amorosa di Goldoni e. 
più di recente, la versione «ma¬ 


tura» delle Tre sorelle di Ce- 
chov. L attrice è una telegrafi¬ 
sta che lavora nei quartieri alti 
di Londra e che rrel continuo 
trasmetcìe e ricevere tele¬ 
grammi c notizie finisce per 
elaborare un suo personale 
castello di sogni costruito con 
frammenti di storie immagina¬ 
te c diverse, lino a quando non 
riesce tid introdursi nelle co¬ 
municazioni telegrafiche di 
una coppia di aristocratici 
adulten. 'Anche in questa oc¬ 
casione ■ ha detto Luca Ron¬ 
coni “ è .«tato per me determi¬ 
nante I inteti3sse ed il piacere 
di lavorare con Annamaria odi 
fornirle la possibilità di cimen¬ 
tarsi con un autore che mi 
sembra mollo congeniale alle 
sue qualità d'interprete». 

NorKKilanle le ambizioni so¬ 


ciali e la tcn,sionc al benessere 
psicologico che la telegrafista 
.si trova a condividere con una 
vedova, anche lei in gara perla 
conquista del bel mondo, l'e¬ 
roina di James è pronta a disil¬ 
ludersi e ad accettare, con cru¬ 
dele buon .senso, ciò che la vi- 
la. quella vera, è in grado di of¬ 
frirlo: un matrimonio modesto, 
un uomo pratico e senza pre¬ 
tese. un futuro senza slanci 
senza -imbigiiit.V 

In cartellone al Teatro Mor¬ 
lacchi fino a fine agosto. Nella 
gabbia sarà in tournée in altri 
teatri umbri lino all'autunno e 
verrà npreso a Torino, allo Sta¬ 
bile diretto da Ronconi, nella 
pros.sima primavera. Con que¬ 
sto Iter, ralleslimenlo .segue i 
percorsi di queste «produzioni 
estive» della collaborazione 
Ronconi-Audac. invitale ad 


entrare nei circuiti importanti 
solo dopo una prima verifica 
con li pubblico. Tra i prossimi 
progetti si parla ancora del 
Candelaio di Giordano Bmno. 
•È un lavoro mollo impegnati¬ 
vo, che presenta non poche 
difficoltà - ha ribadito Ronconi 
- che speriamo possa andare 
in porto il prossimo anno». Il 
regista, dopo Tanno trionfale 
degli Ultimi giorni delTumonità 
da Karl Kraus, è impegnato 
nella prossima stagione con la 
regia di Misura per misura di 
Shakespe.ire e di due regie liri¬ 
che: // trovatore di Verdi a Mo¬ 
naco di Baviera e la Dannazio¬ 
ne dì Faust di Berlioz a Torino. 
Annamari.i Guarmen, invece, 
lavorerà nuovamente con TAu- 
dac come protagonista della 
Moglie saggia di Goldoni, diret¬ 
to da Giuseppe Patroni Griffi. 


¥ 


_ UNA PLATEA PER DESTATE 

Il jazz italiano del duo Fresu-Di Castro 



■I Iniziamo con uno sguardo alla 
rosa degli appuntamenti con la musi¬ 
ca italiana; molti dei suol autori e in¬ 
terpreti. vecchi e giovani, sono infatti 
impegnali nelle classiche tournée esti¬ 
ve: Lucio Dalla è a Mortone (Bn), 
Ornella Vanoni canta a Taormina 
(CO e Rossana Casale a Caltaniset¬ 
ta. &mprc in Sicilia la tappa odierna 
del tour estivo di Gianna Nannini 
(Marsala, Trapani), mentre Fabri¬ 
zio De André stasera si fenna a Pesca¬ 
ra. Se preferite un po' di sana demen¬ 
zialità, i Lino e i Mislclerilal stasera 
suonano al Pala J di lido degli Scac- 
cld(ite). Più seri gli ormai famosissi¬ 
mi Litfiba, che oggi presentano il nuo¬ 
vo disco Eldiablonci tour«E1 diablo li¬ 
ve» allo stadio di Pietra Ligure (Sv). 

I nostalgici della disco anni Settanta 
potranno lare un salto indietro nel 
tempo con il corpulento Barry While, 
che si esibisce con la sua The love un- 
limited orchestra a Francavllla al 
Mare (Ch). Sul versante jazz vi se¬ 
gnaliamo l'ultimo concerto della ras- 
.segna «Un'iminaginc del lazz italia¬ 
no»: al Cortile dell Appannaggio di Je¬ 
si (An) suona II duo Fresu Di Castri, 


ovvero due dei musicisli più intcres- 
.sanli della .scena nostrana. Paolo Fre¬ 
su sarà alla tromba, flicomo, sintetiz¬ 
zatore; Furio Di Castro al contrabbas¬ 
so. 

D’Annunzio e Cliopin. Musicalità 
poetiche è il titolo del recital interpre¬ 
tato da Marina Greco o Fabrizio Salva¬ 
tori che si svolge nell'antico convento 
di Santa Maria delle Grazie di Cala¬ 
selo (Roma). Salvatori reciterà L’on¬ 
da, la pioggia nel pinelo. Meriggio e La 
morte dei cervo accompagnalo da 
quattro ballate di Chopin eseguite al 
piano dalla Greco. Si replica domani a 
TagUacozzo che stasera invece ospi¬ 
ta una novità: la compagnia di danza 
Torao Suzuki di Firenze presenta Er¬ 
minia, un balletto liberamente tratto 
da La Gerusalemme liberala di Tor¬ 
quato Tas.so c musicalo con brani di 
Monteverdi e di compositori anonimi 
modioevali. Un'antologia dalle opere 
di Giuseppe Verdi (dal Nabucco alla 
’Traviata) ù l'appuntamento odierno 
del Luglio Musicale Trapanese (an¬ 
che se siamo in agosto) e viene ese¬ 
guila da orchestra e coro dell'Opera li¬ 
nea moldava diretti rispettivamente 


da Michael Scchkin e Alexandru Mo¬ 
vila; a Villa Margherita, ore 21. Pri¬ 
ma data, oggi, per il balletto Romeo e 
Giulietta di Prokoviev all'Alena di Ve¬ 
rona firmalo da Beppe Mcncgacci 
con la Fracci e lancu. 

Chi ama Beppe Grillo e non sa ras¬ 
segnarsi alla sua sparizione dalla tv, 
può ancora vederselo a teatro. E sta¬ 
sera a Pletraaanta (Lu). in una delle 
moltissime serale nel cartellone della 
Versiliana. Si ride anche a Pergine 
(Tn) con la rassegna di teatro comi¬ 
co «Torà d'aria»; al Cortile della ex pre¬ 
tura in Polo est/Ostpolsi esibisce Mas¬ 
simo Calaruzza, giovane sudtirolese 
alla ricerca di se stesso. Ancora alTin- 
Icrno della Versiliana, un'altra propo¬ 
sta d'autore; Giorgio Gaber replica al 
Teatro Comunale di Pietrasanta lo 
spettacolo Storie de/S^norC. N.2. 

Tutta dedicala ai bambini (ma non 
solo) la rassegna «Burattini, rocche c 
castelli di Romagna. Un festival lungo 
un'estate» ospita oggi la Compagnia 
del Pavaglione. L'arena della Sirena di 
Cervia (to) è il palcoscenico per La 
scolta viva, drammone popolare dcl- 
l'Ótlocenlo raramente rappresentalo 


con i burattini. All'interno della stessa 
ras-segna, sempre stasisra. i fiorentini 
Pupi di Stac presimi ano la fiaba tosca¬ 
na / fre doni del vento Tramontana. 

Con La dodicesima notte di William 
Shakespeare si conclude il 25" Fe.slival 
teatrale di Borgo Vcrezzi (Sa); di¬ 
retti da Jerome Sivaiy. recitano Rena¬ 
to De Carmine e Ottavia Piccolo An¬ 
cora Shakespeare, ma in Calabria: la 
compagnia I Dioscuri presenta a I^- 
ml (Re) Sogno di uno notte di mezza 
estate con Ugo ^agliai c Paola Gas- 
sman, regia di Mauro Bolognini. Mo¬ 
lière è invece la scelta di Cordone Ri¬ 
vieni (B«) ; al Teatro del Vittorialc è 
di scena II borghese gentiluomo con 
Flavio Bucci. Ancoia un classico, que¬ 
sta volta italiano, t Cordano (Pg): 
nel giardino dell Antico Convento. 
Paola Quattrini è La locandiera di Car¬ 
lo Goldoni. Regia di EnnioCollorti. 

Vi piace il cin;o.’ «D'estate a Radi- 
condoli» porta in piazza tredici artisti 
del Circo di Mosca (a Radicondoii 
provincia di Siena, naturalmente. 
piaz.za della Collegiata). 

{Stefania Scateni) 




LA COLUMBIA SI CHIAMA SONY. La grande major hol¬ 
lywoodiana, acquistata nelT89 per 3,4 miliardi di dollan 
dal colosso giapponese dell'elettronica, ha assunto uffi¬ 
cialmente il nuovo nome di Sony pictures entertain¬ 
ment. La nota statua continuerà a reggere la fiaccola 
accesa ma, per una decisione del consiglio d'ammini¬ 
strazione, cambierà nome. La Sony corporation, capo¬ 
gruppo americana delT.tzienda giapponese, ha poi in¬ 
tenzione di raccogliere nuovi fondi per due miliardi di 
dollari in Usa, attraversC' il collcxiamento al pubblico di 
una quota delle attivitfi statunitensi nel settore dello 
spettacolo, entro la fine dell'anno. La Sony Tia bisogno 
di liquidità per ridurre l'indebitamento contratto per fi¬ 
nanziare l'acquisizione della Columbia. 

GREGORY PECK PREMUTO AL KENNEDY. Il celebre 
attore americano orma settantenne, Gregoiy Peck, ri¬ 
ceverà l'8 dicembre T.imbito premio alla camera del 
Kennedy Center. L'inleqirete de II buio oltre la siepee di 
Vacanze romane ha commentato la notizia con il suo 
abituale self-control: '‘Passare una serata a Washing¬ 
ton, intrattenuto, premiiito e servito a tavola, senza do¬ 
ver pronunciare un discorso, è una vera chicca». 

RINVIATO A OGGI a PUIANOELLO DI ZEFHRELU. Il 
«blocco» dello stretto di Messina, causato dalle proteste 
delle spadaio, ha impedito l'arrivo a Taormina di tutto il 
materiale di scena e ha costretto il regista Franco Zeffi- 
relli a rinviare la prima dei Sei personaggi in cerca d’au¬ 
tore, prevista per ieri. U> spettacolo è stato quindi spo¬ 
stato ad oggi e di conse ipenza slitteranno anche le suc¬ 
cessive rappresentazic rii, che si concludenmno il 12 
agosto. 

CENTO ARTISTI A CATrOUCA PER LA PACE. Sting, 
Tom Cruise, Robert Dir Niro, Ursula Andress, Serena 
Grandi, tutti i divi di Beautiful, e molti altri [lersonaggi 
assortiti del mondo dello spettacolo saranno, daITS al 
14 settembre, a Cattolica fjer la prima edizione di Ac- 
quafest, una manifestazione a favore della p-tee nel 
mondo. L'iniziativa, promossa dalTagenzia teatrale Le 
monde con il comune di Cattolica, vedrà i cento parte¬ 
cipanti esibirsi in gan; di nuoto, tennis, calcetto e molo 
ad acqua, e l'incasso vrtrà offerto tramite la C roce rossa 
intemazionale al Bangladesh, recentemente colpito da 
un terribile alluvione. La sfilata di moda dello stilista so¬ 
vietico Valentin Yndastikin, per la prima volta in Italia, 
anicchirà lo spettacolo e sarà il «pretesto» per un dibat¬ 
tito sull'intellighenzia sovietica daT17ai giorni nostri. 

SARAMAGO E PETRUSirVSKAIA A TAORMINA Gran¬ 
de successo di pubblici.> hanno avuto a Taorrtina le Let¬ 
ture drammatizzate e Ch incontri con l’autore Due sono 
state le presenze importanti, quella del piottoghese Josè 
Saiàma^, candidato .il Nobel e autore, frii l'altro, di 
Memoriale del convento, e la scrittrice sovietica Ljudmi- 
la Petrusevskaia, autrice del dramma Cinzano. Del pri¬ 
mo è stato letto La seamda vita diS. Frances:o d’Assisi, 
della seconda The ragaz-x vestite d'azzurro. 

COSTmjITA LA TV DI S. MARINO. Sergio Zavoli è da 
ieri foimàlmente il pre.siderite della Tv di S. V'arino. L’e¬ 
mittente nasce da un accordo tra la Rai e la Fkipubbllca 
del Titano. L'atto costitutivo è stato firmato ieri da Ga¬ 
stone Pasolini, per l'ente televisivo sammarinese, e da 
PierVIncenzo Porcacchia e Attilio Zeccali, per la Rai. Il 
consiglio d’amminislTiirione ha nominato subito dopo 
Giuseppe .Maria Bruscolini direttore generale e Mario 
' CobeUini suo vice. «Ncn abbiiimo aperto il libro dei so¬ 
gni - ha detto Zavoli - ma essere piccoli non significa 
essere appartati e modesti. La nostra strat^ia sarà: non 
essere nè velleitari nè riduttivi. Siamo qui per costruire 
la qualità di una radio e iJi una tv di uno Stato sovrano». 

««ILGAMESH» ALL’OPERA DI ROMA Gilgamesh, se¬ 
conda opera lirica di Fianco Battiato, verrà presentata 
neT92 al teatro dell'Opera di Roma. Dopo il successo 
ottenuto nelT87 al RegiC' di Parma con Genesi, il musici¬ 
sta siciliano si è nuovamente cimentato in questo gene¬ 
re. La nuova opera di Buttiato si compone di due atti ed 
è per soli coro e orchestta. 

A PETER ARNETT IL PREMIO ISCHIA II reporter ameri¬ 
cano Peter Amett ha vin lo il Premio Ischio iniernaziona- 
le di giornalismo ’9I, die ritirerà il 14 settembre al Ne- 
gomto di Lacco Ameno, nel corso di una serata che sa¬ 
rà ripresa da Raiuno. La giuria, presieduta da Biagio 
Agnes e dal direttore ckil BaiKO di Napoli, Ferdinando 
Ventriglìa, ha anche premiato, per la sezione italiana, 
Mario Pendinelli, direttore del Messaggero. Per la sezio¬ 
ne economica il premio è andato a Osvaldo De Paolini, 
del Sole 24 ore, e per la stampa turistica a Uorst Dam- 
mash, del settimanale B-ld. 

«FAUST-FAUSTA» DI LEVA MANGIACAPRE U regista 
Lina Mangiacapre ha a,>pena finito di girar; il suo se¬ 
condo Hlm, il primo era bidone non è morta, intitolato 
Fausl-Faustina, che prò pone una rilettura in chiave an¬ 
drogina del mito di FausL Gli interpreti, che provengo¬ 
no da esperienze teatrali «off», sono: Marco Di Stefano, 
Teresa De Biasio e Iridano Crovato. 

«LACAMERADALEnrrO» DI BERTOLUCCI. Il poeta At¬ 
tilio Bertolucci ha iniziai o le riprese de La camera do let¬ 
to, un tentativo di riascolto in presa diretta attraverso, la 
voce e l'immagine de l'autore, del testo pubblicato 
neir84. Le riprese, diretie da Stefano Consiglio e Fran¬ 
cesco Del Bosco, si svolgeranno a Casarola, nelTAp- 
pennino parmese, dove si trova da secoli la casa della 
famiglia Bertolucci. 

(Paola Di Luca) 


Nel ’92 con «Akia» a Central Park 

Pavarotti 
re di New York 


M ROMA. Da Hyde Park <i 
Central Park. Luciano Pava 
rotti non finisce mai di stujpi- 
re, e stavolta non si tratta di 
un recital, ma di un'opera ve • 
ra e propria: l’Aida, il cavallo 
di battaglia della stagione di 
Caracalla. E infatti l'annun¬ 
cio che l’opera di Verdi satfi 
rappresentata nel graii'Je 
parco di New York, Tha dato 
Giampaolo Cresci, nuovo so¬ 
vrintendente all’Opera di Ro 
ma. Le rappresentazioni d'jl- 
TAicfosono previste per per il 
settembre del '92, in occasio¬ 
ne dei festeggiamenti per i 
cinquecento anni della sco¬ 
perta delTAmerica. L'opera¬ 
zione prevede un costo com¬ 
preso Ira i venti e venticinque 
miliardi, necessari per il tra¬ 
sferimento negli Stati Uniti di 
circa 800 fra tecnici, orche¬ 
stra, coro e balletto. 


Per permettere l'allesti¬ 
mento dello sfieMacolo, la 
realizzazione del palcosceni¬ 
co e delle sceriografie, una 
grande area del Central Park 
sarà chiusa al pubblico: «Per 
ora abbiamo previsto due 
rappresentazlori - ha detto 
Cresci - che siiranno inter¬ 
vallate dalla messa in scena 
del balletto Zortxi il greco di¬ 
reno dal suo iiutore, Mikis 
Teodorakis». Afiianco a Cre¬ 
sci l’organizzatore america¬ 
no Michael Ahem si è dichia¬ 
rato orgoglioso di questo ac¬ 
cordo, ed ha dichiarato che 
per la prima vo ta «Il Central 
Park ospita un'opera lirica, 
con tanto di sirenogralie e 
costumi originali». In passato 
in Central Park si erano esibi¬ 
te stelle del rock come Simon 
e Garfunkel e Bob Marley. Per 
VAida sono previste circa 
500.000 persone. 



! 

























/ 







PAGINA 

20 

L'UNITÀ 

VENERDÌ' 
9 AGOSTO 
1991 


Nove parole ci'agosto. Ab¬ 
biamo scelto lo nove paro¬ 
le che più di frequente ab¬ 
biamo ritrovato tra i titoli e 
tra le pagine dei libri pub¬ 
blicati durante un anno di 
editoria, libri che molto 
spesso hanno proposto te¬ 
mi dettati dalla attualità 


politica c di costume. At¬ 
torno ad ogni parola ab¬ 
biamo cercato di costruire 
un percorso di letture e di 
idee. Una sorta insomma 
di catalogo (parzialissimo 
ovviamente e arbitrario) 
per chi voglia ancora leg¬ 
gere e approfondire. 


GIALLONERO 
PETROLIO 
INDIVIDUO • 
VIAGGIO 
STRANIERO 


IMMIGRATO 

ISLAM 

EBREO 

GUERRAPACE 


SOGGETTIVITÀ» _ 

La doppia vita 
del Faraone 


I V I 


u o 


PERSONE 


A ccingersi a scrivere 
qualcosa sulla sog- 
gcltivilà - cosi co¬ 
me su qualsiasi al- 
tro argomento 
d'ordine generate - 
comporta la necessità di assu¬ 
mere un punto di vista che se¬ 
gnati a chi legge la posizione 
di chi scrive, a meno che. co¬ 
me spesso accade, non si ri¬ 
corra al sostegno di numerose 
citazioni c/o di una dotta disa¬ 
mina dì quanto i stato detto in 
proposito nei secoli, in genere 
dal pensiero greco ad oggi, tra¬ 
lasciando, ovviamente, il pen¬ 
siero orientale. Qualora si ri¬ 
nunci a questo sostegno cultu¬ 
rale. si profila una situazione a 
rischio: mettere in campo il 
proprio pensiero, il modo in 
cui ci rappresentiamo il mon¬ 
do pretendendo che si manife¬ 
sti in forma comprensibile per 
gli altri e che appaia dotato di 
senso, comporla una scelta, o 
se si vuole una serie di scelte, 
che indicaito la nostra colloca¬ 
zione e la nostra identità (cul¬ 
turale, scientifica, personale. 


■NZO niNARI 


loci può generare angoscia: il 
tema del Doppio ne e la testi¬ 
monianza tangibile. Nelle rcli- 
giotii antiche, nelle pratiche 
antropologiche, nelle opere 
letterarie, il tema del Doppio e 
ricorrente: ed esso compare 
inoltre nella torma più irrilicssa 
possibile, e cioò, nella mente 
sconvolta della sofferenza psi¬ 
chica, in forma di allucinazio¬ 
ni, di delirio, ccc. Il •.soggetto» 
ha il suo Doppio: qualcosa di 
Identico In tutto c |)cr tutto al 
•soggetto» .stesso e. nel con¬ 
tempo, qualcosa di terribil¬ 
mente diverso, di spaventoso, 
di mortilero, oppure di immor¬ 
tale, onnipotente, ecc. Nell'an¬ 
tico Egitto, il Faraotie faceva 
mettere l'effigie della testa del 
proprio Doppio nella tomba In 
funzione della propria salva- 
guardia come essere eterno: 
sdoppiarsi per preservarsi, 
sdoppiarsi per vìvere una spa¬ 
ventosa sensazione di minac¬ 
cia e di inconsistenza, sono 
ambedue vicende legate all'in- 
sorgerc di questo fenomeno. 

È noto come il cosiddetto 



ecc.). A ben guardate, dun¬ 
que, noi siamo sempre costret¬ 
ti ad attuare un insieme di scel¬ 
te che si coagulano, attraverso 
esperienze c contesti diversi, in 
qualcosa che possiamo defini¬ 
re soggetto. Cosi se la soggetti¬ 
vità è la forma in cui si incarna 
il soggetto, questo soggetto 
può incarnarvisi a condizione 
che affronti e aitraversi la crisi 
promossa da tutto quanto lo 
può aver condizionalo, sugge¬ 
stionato, convinto, informato, 
aiutato ecc. dalla sua origine in 
poi, per poter rintracciare un 
proprio nucleo, una propria 
autenticilà, quale prodotto di 
un lungo e faticoso apprendi¬ 
mento: un luogo che lo costi¬ 
tuisce c in cui si può ricono¬ 
scere. Cosi intesa la condizio¬ 
ne del soggetto, ovvero la sua 
soggeltivilà, emerge per II con¬ 
corso del riconoscimento di 
quanto ha ricevuto nella pro¬ 
pria storia e, congiuntamente, 
per l’elfelto di un lavoro auto- 
poietico e non scmpliccmenie 
passivo-imitativo. La condizio¬ 
ne soggettiva, quindi, non ò ri¬ 
ducibile a qualcosa di astratto 
e monolitico, non t data ab 
origine una volta per tutte, ma 
si presenta piuttosto come l'ef¬ 
fetto dell'assunzione della pro¬ 
pria crisi come soggetto sup¬ 
posto, ossificalo, ridotto per 
inerzia all'assunzbnc passiva 
di schemi ideativi già dati, per¬ 
sino di parametri emozionali c 
allenivi preconfezionali. 

Ritengo sia sufficienicmenic 
chiaro a questo punto come 
ho cercato di non parlare sulla 
soggeltivilà. ma di calarmi al- 
i'intemo della sua pratica c 
quindi del suo farsi, del suo 
modilicursi, del suo presentar¬ 
si in una molteplicità di eventi 
che ne costituiscono II tessuto 
c la natura. Una certa gestione 
della tradizione culturale ci ha 
consegnato una rappresenta¬ 
zione della soggettività che 
non tiene conto di quanto so¬ 
pra accennalo: il soggetio con¬ 
trapposto all'ogger/o, l'indivi¬ 
duo c il sociale, la persona, so¬ 
no altrctlantc forme di schemi 
comodi e utili a evitare compli¬ 
cazioni di vario genere. Rivol¬ 
giamoci al concetto di perso¬ 
na. se rilletliamo sul tessuto In¬ 
terno di questo termine ci ac¬ 
corgiamo di qualcosa di slngo- 
lare: la sua supposta identità si 
ù costituita paradossalmente 
sul proprio contrario: l'origine 
della cosa, della persona. Cper- 
sonare. cioò suonare attraver¬ 
so-. chi si presenta non appare 
direttamente: ò la condizione 
della maschera. Non ci trovia¬ 
mo allora semplicemctilc di 
fronte a un'elegante disquisi¬ 
zione da salotto letterario: la 
laccenda è antica c concenic 
una modalità strutturale in cui 
ò coinvolta la condizione uma¬ 
na. Se è vero, cioò. che la no¬ 
stra mente abbisogna di ordi¬ 
ne e cortezza, ò altrettanto ve¬ 
ro che tale nece.ssilà ci può 
.spingere a negare quanto ci 
può mettere a disagio o quan- 


Neirepcx:a del «personal» 
non si realizza il desiderio 
più forte della modernità: 
essere un individuo-persona 


È la caduta del modello di 
uomo assoluto, senza creatività 
e nessun fondamento etico 
fine delfutopia del soggetto 


n volo di Superman 


N el crollo delle s|ic- 
ranze di riscatto 
sociale, la società 
individualistica dì 
mussa infittisce la 
rete delle maniixr- 
lozloni. Il destino del singolo si 
oscura, vacilla l'idca-forza del¬ 
la modernità: la promessa di 
realizzarsi come individuo- 
persona. Ne ò però vivo il desi¬ 
derio, chiuso nella gabbia do¬ 
rata degli agi della civiltà. Mar¬ 
ca la situazione di privilegio 
della società di •individui desi¬ 
deranti» assediate dal più vasto 
mottdo delle •sociefd senza in- 
dividuh. Che anelano a inva¬ 
dere spazi dove si può deside¬ 
rare d'essere individui-perso¬ 
ne. la cultura politica della sini¬ 
stra ha disatteso questo nodo. 
E non c'ò ancora un libro che 
illumini la discesa agli inferi, 
nel sottosuolo degli individui 
•che non sono^. Ma Julia Kriste¬ 
va ha chiarito in Stranieri a se 
stessi che l'escluso non ò l'om¬ 
bra di un estraneo inframon- 
do, nò l'ombra che resta dietro 
di noi, accucciata per terra, 
quando la oltrepassiamo per 
la vìa. Lo straniero, che ci guar¬ 
da da un vuoto, diventa anche 
la nostra inquietante estranei¬ 
tà. l'altro che 6 il nostro pro¬ 
prio inconscio, l'impedimento 
interno a divenire - noi che lo 
potremmo • individui-persone. 
Ma quanto ò radicato il deside¬ 
rio di essere persone. In che 
forma si esprime, che senso ha 
in un'era dell'individualismo di 
massa? Molti libri degli ultimi 
anni ne hanno cercato rispo¬ 
ste, Cominciando proprio dal¬ 
l'individualismo di massa, f. 
solo ciò che sappiamo, c il di¬ 
zionario dcfini.scc •orienta¬ 
mento egoistico», enfatlca- 
menlc, c •teoria sociale del li¬ 
bero agire degli individui»? 

I,a iKirlata ò ben altra. Habits 
ot thè heart. una grossa ricerca 
sul tema condotta da un'òqur- 
pc di sociologi americani, arri¬ 
va alla conclusione ctie •l'indi¬ 
vidualismo ò la matrice stes.sa 
della cultura americana», pre¬ 
sente in ogni suo indirizzo. C'ò 
un individualismo utilitaristico, 
mo ce n'ò anche uno biblico- 
rcligioso, cc n'ò uno civico ma 
hn«-.hc uno mitico. F, tanta poe¬ 
sia, come il Song ol Mysett di 
Walt Wliitman, cc tic mostra 
anche uno espressivo, la stes¬ 
sa cultura tecnologica ò all’in- 
.segna del personal, le molte 
interviste del libro mostrano 
|)OÌ come l'individualismo sia 
radicato in tante abitudini di vi¬ 
ta, quelle clic smuovono gli al¬ 
letti. Anche Louis Dumont, nei 


•periodo rinascimentale», sia 
stato associato alla nascila di 
un nuovo tipo di soggettività, 
all'ideale deH'uomo arbitro del 
proprio destino, ccc. Tale im¬ 
magine si ò imposta per lungo 
tempo ed ò tuttora largamente 
condivisa. Ebbene, proprio nel 
momento in cui una serie di 
eventi suscitavano la rappre¬ 
sentazione di un uomo siflatto 
- finalmente Ubero dallo 
schiacciamento da parte di 
una realtà trascendente che ne 
aveva determinato II destino - 
compare, prima timidamente, 
quindi sempre più diffusamen¬ 
te. la raffigurazione della Morte 
nelle forme del teschio c dello 
scheletro umani, fenomeno fi¬ 
no ad allora sconosciuto all'i¬ 
conografia pittorica. Il movi¬ 
mento verso l'acquisizione 
dell'identità c della soggettivi¬ 
tà, ò, al contempo, il movimen¬ 
to verso l'assunzione del senso 
del limite, dei corpo e della 
realtà che incontriamo. Ci pen¬ 
serà il Calvinismo a riconvcrti- 
n; la iiercczlonc delle dìfiicol- 
tà, l'angoscia della morte, il 
dubbio circa l'etemilà, che tra¬ 
vagliano gli uomini, nella mol¬ 
la della imprenditorialità, ri¬ 
proponendo un tipo dì sogget- 
livilà tutta tesa alla riuscita 
competitiva, negandosi il sen¬ 
so del limite c ponendo le basi 
per il moderno narcisismo di 
morte. È in questi termini che il 
messaggio kantiano troverà, 
invece, una dillicilc apiilicabi- 
lilà c fortuna: ò possibile inlatli 
accettare i nostri limili, giocarli 
in gioia e divertimento, trovare 
in noi un posto per gli altri, 
senza una ricom|icnsa tra¬ 
scendente? 

No, non siamo monolitici. 
Ma il fenomeno del Doppio, 
cosi come la persona sono se¬ 
gni, indici potenziali di cam¬ 
biamento, in cui l'assunzione 
di questo profondo disagio 
apre la crisi e la crisi esige un 
lavoro di trasformazione trami¬ 
le il quale può profilarsi la con¬ 
dizione della soggettività. Che 
la soggettività, allora, si (lossa 
iruitaurarc nelle maglie di una 
esperienza traslormativa, iier il 
raggiungimento di una mag¬ 
giore relativa consu|icvolczza 
circa la propria |>rccarictà, 
a|>rc il soggetto all'es|>cricnzu 
con l'altro. È la jiossibililà del 
/otxiroquindi che costituisce la 
capacità di riconoscersi in 
questa precarietà, il che deci¬ 
de nel senso indicalo: l'as.sen- 
za o lo scarso funzionamento 
di un proccs.so claliorativo, si 
segnala nel costituirsi di tanti 
•soggetti» c di tante •|>crsoiie>, 
che subiscono il mondo e il .so¬ 
ciale e, al contrario, lo grwer- 
nano con prevaricazione e 
preiiotcnza. t. chiaro che, .sul 
piano della realtà elleltuale, il 
vantaggio ma.ssimo lo ottiene il 
falso soggetto che prevtirica ri- 
sfietlo a quello che sulii.see 
ina, al dì qua degli esiti male- 
riiill cosi delcrmiiiiili - (kt altro 
mollo iKrsanli e alla liase di tut¬ 
te le ingiustizie di qiiesla terra ■ 
le due ligure si Ux-eano. 


FILOSOFIE 


suoi àissaù sur l'indiuiduali- 
sine. lo vede come un modo di 
liensarc globale, un punto di 
vista che, nella sua lunga gene¬ 
si storica, ha via via sgominalo 
il modo di pcn.sarc comunita¬ 
rio. Cosi, l'individualismo ò 
rc.sscnza .stessa della moderni, 
tà, ormai affermatasi. Domani, 
in Europa, il dibattito sarà Ira i 
diversi individualismi. 

Non diversamente Alain Re- 
naut, in /,'òrp y 

de l'indiuidu. X 

lògge l'intera / 

storia della fi- / 

losofia mo- / 

dema come / 
l'epifania del- / 
l'idea di indi- j 

viduo espan- / 

sa.sl fino a tra- / 
valicare, con / 

NictzjKhe, / 
ogni limite •al / 
di là del bene f 
e del male», l 
Ma mentre la \ 
filosofia ci 
schiudeva 

questa «età dcH'individualismo 
assoluto», veniva al tempo stes¬ 
so dissolvendo l'idea filosofica 
di sqggc«o. Ma cos'ò l'indivi¬ 
duo a.ssoluto senza soggettivi¬ 
tà, senza autonomia creativa e 
fondamento etico? Non ò forse 
la proiezione dell'indìviduo- 
massa nel suiicrman del fu- 
meni? 

1. aerisi del soggetto ha regi¬ 
stralo in parallelo un crescente 
iulcrcsse per l'idea di persona. 
Enrico Dcrii (vedi Ut vie della 
ragione c i suoi saggi in /terso- 
na e diritto e La dilleremo e l'o¬ 
rigine^ ne ha ripercorso le al¬ 
terne fortune fino al suo intrec¬ 
cio, oggi, con l'indca di indivi¬ 
duo. lioiK) l'eclissi dei iicrso- 
nalismi - osserva Berti - l'idea 
di persona ò tornata a inqxrrsi 
con Ilio forza nel dibattito lilo- 
solico, coinvolgendo autori 
come Ricoeur c Icvinas, I lan- 
nati /Ucndt, Apcl c 1 labermas, 
oltre a una scliiera ragguarde¬ 
vole di filosofi analitici di .scuo¬ 
la anglosassone. Numerosi li¬ 
bri e saggi di questi autori han¬ 
no mcs.so al ccniro I temi dell'i¬ 
dentità personale, dcH'autono- 
mia c dei diritti della |>ersona, 
cosi essenziali a fondare un'e¬ 
lica c una bìoctica fuori della 
vecchia conirapiiosizione tra 
l'idea di individuo c queliti dì 
persona. 

il tema dcU'idcnlilà (icrso- 
nale non ò ixtrò affatto pacifi¬ 
co, oggi, nelle scienze umane. 
L'io ò un'unità indivisa o non 
piuttosto un io rnotleirlicc? Il te¬ 
ma ò discusso da Alberto Me- 
lucci in Hgioco dell'io: non più 
vincolalo a un'identità forte. 


Pieno LAVATSLU 

l'io - :sccondo Metucci - ha gio¬ 
co, oscilla, si moltiplica, assu¬ 
mendo identità diverse. Io 
stc-ssiv tenta ò al centro di un 
imtiortfinle volume eollclta- 
ncn, curato da Jon F.lstcr, L'io 


nuitliplo. afrpunto, che uscirà 
in ottobre da Feltrinelli. Gli au¬ 
tori (filosofi, |>sicologi, ceoiio- 
misti) ricottono all'lixitesi del- 
r/o rnulflirto ixir spiegate pro¬ 
blemi quali rautoingaiino, la 
formazione delle credenze, le 
dissonanze cognitive c simili. K 
l>cr tifironlarc un tema |>oslo 
anche dalla rircrca di Norticrt 
F,lias, che vi ò rilomalo nel suo 
ultimo libro, la società degli in¬ 
dividui. il tema ò; nel inicroco- 
snio dctia iicrsona non vive 
torse, e si strullura, il macrex-o- 
smo del eoiillitli inlcrixtrsona- 
li? 1 pronomi [Xirsoiiall che 
usiamo nella trama dei discor¬ 
si c del rapiKitti con gli altri, 
non sono tutti, anche, catego¬ 
rie dell'io? 

K quindi la nczslra klenlità 
non assume i suoi contorni 
pro|>rk- in questo diakigo? 
Scnzsv '/ero dialogo con gli al¬ 
tri. infatti, 1.1 no.slra idcnlità si 
riduco olla dimensione di un lo 
niiniino. f. il titolo dcll'ulthno 
libro di Cliri-vlopher l,asch, clic 
ck'finìscc cosi la |x-rs<>iialitA 
odicriu. più dilfusa, quella che 
segue una logica di mera .so- 


Libero e vuoto 


I n questi ultimi de¬ 
cenni, i concetti di 
•individuo» e di «in¬ 
dividualismo» sein- 
brano calamitare 
nuovamente l'at¬ 
tenzione, sia in ehm)>o teorico 
clic politico. Nel primo ca.so .si 
accompagnarìo al t>lsogiK> di 
riformuìare il stmso dei legami 
che ciascuno instaura con se 
stesso e con gli altri. Nel MKon- 
do - in particolare )>er la cultu¬ 
ra <leila .sinistra • a un più con¬ 
vinto rk’oiioscimcnto dei prin 
cip] della democrazia rappre- 
M’titativa, di cui i'«individiiali- 
sino» eostituisc'e uno dei pilastri 
fondamentali, assieme al «plu- 
ralisiiu*». 

Defalcali gli as|K'Mi più seo- 
jK-namenle kleoiogiOi e )(> apo 
logie riiwiralrk i, dovute ad esi¬ 
genze a lungo IraM'iirate. sorge 
tuttavia un so.s{K‘tto; clic* si parti 


REMOBODCl 

tanto più di questi valori, quan¬ 
to più se ne avverte il bisogno, 
la scomparsa o la minaccia. 

In termiiti filosofici, ciò signi¬ 
fica che si cercano rimedi alla 
diffiiSit sensazione che l'indivi- 
duo sia in effetti sempre più •di¬ 
vidilo», ossia divisi!)ile. Da un 
laUi. eon la (perdita di un pre¬ 
sunto |xMcre centralizzato e 
granitico, si prcKiuce nel sog¬ 
getto un effetto liU'ratorio, una 
spc'cie (li sollievo |K'r tKJii esse¬ 
ri* più tenuto a ri|K>r1are esjK'- 
rieiize e eon(»seeiizc eteroge- 
n<‘e a un sislenia unitario ormai 
pak'semenU^ inadeguato; dal¬ 
l'altro, cresce, ^K'rò, il disagio 
prove K'ato da esjK'rienze ceiilri- 
iuglie e da eonosc<?nze prive dì 
.siiffieiente te.ssulo eoiinellive». 
Diventa, inoltre, iiiaggioriiieiite 
plausibile il timore clic rideiiii- 
t<i personale si disgreghi (rsi di- 


.sorienti, che ciascuno .st'iita si* 
stesso come un cslramx» do¬ 
vendo dar M*fiso c relativa cck*- 
renza u s>*ric di agglomerati di 
(rventi, ci kkx‘, <11 passioni cIk* 
ai>paioiK) con! distiinli coim* se* 
t<»s.sero .stati vissuti da un altro. 

Aceai to airciiforia .si capta¬ 
no cosi segnali di |>crk*olo e 
renfasi f>oNia siiU’iiKlividiio 
coincide am'he ceni il sin» pro- 
gr(xs.sivo sv'iiolainento. Prima 
ik'iia sua rcx'cnte risco|)erta iti 
|X>shivo. la <ri.si deiriiidivkluo» 
Ini offerii», del resto, uikmIcì te¬ 
mi iirefe^ki ala cultura <lel No- 
vixrento» I le.i ii <k*Ka «folla soli¬ 
taria», dell. I pluralilA <k‘i •iikiikIì 


PAGINA A CURA 01 

PIERO LAVATELU 


prawivcmza, che non c.sce dal¬ 
la sua tana psichica, barrican- 
dovisi nel rifiuto di ogni vero 
dialogo c coinvolgimelo 
emotivo. E in questo ridotto 
scenario .senza futuro s'otlun- 
dc la creatività tx^rsonaic. Il te¬ 
rna ha forte rilievo anche nel 
rt“Ccnlissimo 

^ Trattato di 

pskofogio 
della f>crsO' 
rìofUò e dette 
differenze iih 
dioiduati 
Aldo Carote- 
nulo, lab ricca 
ras.scgna del 
modelli 

i , psiche clabo- 
rati dai classi- 

cerca 

centc focaliz- 
la 

. I>cr- 

sonale 

risorsa csscn- 
zialc f>cr vin- 
cere la soflc- 
' renza c aprir- 
si uno sj)azio 
W trasformatore 

’ in cui vivere 

meglio, anche il terna, nella 
sua estensione al camf>o so¬ 
ciale. della ricenra d( Pietro'. 
Barcellona, da ÌTindividuoìè 
sino proprietario a il ritorno 
def tegame sociale, l/indivldua- 
lismo di masxsa non elimina, 
con la gratificazione dei con¬ 
sumi. il disagio delta persona 
conformistica rinchiu.sa nella 
presente miseria dei rapporti 
umani. 

Ma se l'io minimo o l'io ato¬ 
mizzato di massa sono forme 
})ovcre di una vita individuale 
che copnt con gli agi deila ci¬ 
viltà il vuoto della )>rcscn7.a de¬ 
gli altri, quali diverse forme di 
individuo moderno possiamo 
pr(>}>orci? It) Scont/tosizioni - 
sottotitolo; Forme dell 'indine 
duo moderno • Kemo Bodcì ri¬ 
visita la tradizione filosofico- 
|KK?!k;H dcli’clci di Goethe, e 
oltre, guidandoci alla .sco)>ct1a 
di molte forme deirindividuo 
incxlerno • apj»a.ssionatc. crea¬ 
tive. progettanti • nicni’affallo 
riducibili al t)OvcrrD modello 
economicìstìco dcll individuo 
atomizzato in ansia |>cr un 
.succcfKSo di mcrc'alo. Sono for¬ 
me di individui che, .seguendo 
le vie profonde (kririntcriorllà 
c del coinvolgiinenlo con gli 
altri, hanno tutte il gusto forte 
di figure che si misurano eon • 
e .sfidano • la realtà. Quando 
aptH*iKlercino ncli'annadio 
l'abito dcirindividiialisino di 
massa che ci impedisce di <;s- 
sere inditfiduèpersone? 


vitali» a cui il .singoli» appartiene 
o <k*l •narcisismo» (inteso qui 
come jncai>aeità di distinguere 
i cc»nfjni tra realtà e ])roiezioni 
di desiderk») sono tipici del 
licnsicro s(x*iologico, allo stes¬ 
so modo in cui io sono quelli 
<ieli’«io diviso» ticiramblto della 
l>sico|)ato]ogia o deiranoninii- 
là <le} .soggetto diiiaiizi all’Esse- 
R* e alla Storia - con le con.se- 
giK'Uti nc'C(‘Ssilà |»er alcun» del 
,suoici'U|H'ro- nella iilosolia. 

Il fallo C cIk' nò la sedia del- 
rìiidividuo monolitico. nC quel¬ 
la del «dividuo» disgregalo sono 
ragkHK'vohneiite so.stenibili. 
l-*4itrat}UK' (e {Kisizioni soni» 
eoinpieinenlari e connìvenii. 
Non sì esce, dunque, da una 
iiH?dcsìnia logica, sìa quando si 
dk'c che il soggetto ò uno, .sia 
<tuaiidosì.soslieticehcC molte- 
plke. 

Ui soluzione del prohlema 
va eereata, lor.se, in adeguate 
strategie di artieolaziime delk* 
sfcR’ dì (-sperienza, nella CR'a- 
zkmedìnu(»vc forme di R'Iazio- 
ne inl(‘r|)<.‘rsoi)ale e di |X)lìtk'a 
in quanto s<.'f»ema di eiHwivcn- 
/.iì allargalo. 

Per foiKlam leoriea»neiile 
rìndlvidualìtà non st ))uò più ri- 
eorrcR' al eoni'dto eri.stiaiio o 
Mistati/ialistico <ti «atiiuia» co¬ 
me suo ikktìoIo [MTtnaiìente. 
ma neppure alla eiMitinuilà del- 


Per tutti 
gli embrioni 


ENRICO BERTI 


Bibliografìa 

HablU of thè heart. Indivi- 
diialism and commilmcnt in 
American lilc ■ Robert N. Hcl- 
lali & olhers (University ot Ca- 
lìlornia Press; Berkeley, Los 
Angeles, london, pagg. 356) 
L'io minimo, di Christopher 
Lasch (Feltrinelli, pagg. 2M, 
lire 26.000) 

Il gioco dell’Io, di Alberto 
Mclucci (Fellrinclli, pagg. 
154, lire 28.000) 

La aocletà degli Individui, 
dì Norbert Elias (Il Mulino, 
pagg. 272, lire 30.000) 

Che coa’è la sociologia, dì 
Norbert Elias (Roscnterg & 
Scllier, pagg. 216. lire 24.000) 
L’ère de rindMdu, par 
Alain Rcnaul (Gallimard, 
pagg. 300,115 FF) 

Louis Dumont, Essala sur 
rindivtduallsme (Esprit- 
/Scull, pagg. 280,106 FF) 

Le vie della ra^one, Enrico 
Berti (Il Mulino, pagg. 300, lire 
34.000) 

Persona e Diritto, AAW a 

cura di Danilo Castellano (Ed. 
Missio) 

La differenza e Poriglne, 

AAW a cura di V. Melchiorre 
.(Vita e Pensiero) 

Persona e Personalismi, 
AAW a cura di A. Pavan c A. 
Milano, Edizioni Dehonianc 
Problemi deU’io di Bernard 
Williams (Il Saggiatore, pagg. 
322, lire 45.000) 

Trattalo di psicologia della 
personalità e delle diffe¬ 
renze Individuali di Aldo 
Caroicnulo (Raffaello Corti¬ 
na, iiagg. 8(K), lite 92.000) 
L’Individualismo proprie¬ 
tario di Pietro Barcellona 
(Boringt)icri. pagg. 154, lire 
20 . 000 ) 

II ritorno del legame socia¬ 
le di Pietro Barcellona (Bollali 
Boringhicri, (lagg. 146, lire 
16.000) 

Scom^sizloni - Forme 
dell’Individuo moderno di 

Remo Bodei (Einaudi, (lagg. 
272, lire 28.000) 

Sol-màme comme un au- 
tre, Paul Ricoeur (Esprit- 
/Seuil, Paris) 

Ragioni e Persone, Dcrck 
l’ariii (Il Saggiatore, pagg. 
070, lire 65.000) 

L’io multiplo, /\AW, a cura 
di Jon Klsicr (Feltrinelli, pagg. 
304, lire 60.000) 

Enzo Funari ( a cura di) Il 
doppio (Raliaele Cortina 
Fzlilore, )>agg. 268, lire 
25.000) 


la ineinoria, |>o.slulata da Ixx-- 
kr. o alT'lo ix-riso» kantiano e 
alle .sue propaggini sino a llus. 
seri, Insulllcicnlc ati|>arc anclie 
la ix>si'/k>nc dello slorkisnio 
che appiallisce l'Individuo sn|. 
l'eixx-a, il luogo c la jxisiz.ione 
scK'iale in coi casualmente ò 
nato e cresciuto. Bisognerà al¬ 
lora dire che l'individuo ò on 
prortollo deiriminaginario, il ri¬ 
sultato di una elalxirazionc del¬ 
la volontà di vivere senza nome 
(come per Sclioixrnliaucr) o 
della «la-sc dello sixecliio» (co¬ 
me l-acan)? 

Oggi lutti questi as|>clli do- 
vreblxTO essere rimeditali, le¬ 
nendo conto di questi punti: a) 
che, a partire da una •eoiidi- 
scciidenza» soiuatiea c eulliira. 
le, ogni individuo ò una cosini- 
zione, elle rieliiede un conti. 
lino disiK'iidio di energie, intel¬ 
ligenza c buon senso |x;r man- 
leiiere c .sviluppare unii pro|>ria 
relaliva klenlità: h) elle il grado 
di individuazione varia o oscilla 
anipiaincnic (si ixissono deli- 
nire •individui» i nieinirri di so. 
eielA loFlernente geraretiizzale 
eri in etti la so|>rawivenza de) 
tulio dipende dalla eex-sione 
delle parli?): <•) clic la iisieoa- 
naiisi e l'einologia liaiino pKislo 
in rilievo l'eslrenia varietà delle 
loriiie <lieuslrn/ione rlelt'indivi- 
dnalilà (e (|ne.slo quando 
Inenil nota che non ò ^•i<>• co 


E aliliastariza fre¬ 
quente, nella lette¬ 
ratura di ispiriizio- 
ne •[xnfsonalis'i ca», 
incontrare la di iliii- 
zione, anzi la eon- 
traiiposizionc. Ira •individua c 
•persona», dove al primo leiTni- 
ne viene dato in generale 11 > si- 
gniliealo negativo, cioò quello 
di atomo, di monade chiusa in 
se stessa, di unità puramente 
numerica, di entità meramente 
quantitativa, mentre al secondo 
viene dato un significalo positi¬ 
vo, cioò di entità qualitativa, 
aperta alle relazioni con gli altri 
c sopratlullo dotata di un 'Ino 
trascendente, che la colloc.i al 
di so|>ra della massa, della so¬ 
cietà c persino dello Stato. Un 
documento eloquente di questa 
letteratura, ò l'opera di Jncc: ucs 
Maritain, uno Ira i più solkii e 
profondi rappresentanti del 
personalismo cristiano, di 
orientamento fondamental¬ 
mente tomistico: ma la stessa 
contrapposizione può essere: ri¬ 
trovata anche nell'opera di Eht- 
manucl Mounier, esponente 
non meno nolo dello stesso 
personalismo, tolse meno soli¬ 
do dal punto di vista filosofico, 
ma certamente più impegn ilo 
sul piano della lotta polilk:a. 

La distinzione Ira individuo e 
persona costituisce uno degli 
aspetti filosoficamente meno 
validi del personalismo, pcrchò 
conduce a quella nozione piut¬ 
tosto vaga di persona come atti¬ 
vità creatrice, consistente nell'e¬ 
spressione di sé c nella comtini- 
cazionc con gli altri, la quale ha 
latto si che il personalismo per¬ 
desse la «battaglia del concet¬ 
to-, come ha dichiarato uno elei 
suoi più autorevoli intcrpntti, 
cioò Paul Ricoeur. 

La battaglia del concetto a 
cui allude Ricoeur ò proba! >11- 
mente quella sferrata contn; Il 
concetto di persona dalla fi o- 
solia analibca anglo-america¬ 
na, la quale, riallacciandosi a 
tlumc, ha messo In crisi il can¬ 
cello stesso di soggetto c di 
identità personale, come dimo¬ 
stra il recente libro di Derckf’ar- 
flt. Ragioni e persone (Milano 
I ^9), c come ò accaduto ne Ila 
più recente produzione dello 
stesso Ricoeur, dove ridenlilà 
personale viene ridotta ad una 
semplice -identità narrafrvn», 
cioò all'ldenlllà propria dei pe r¬ 
sonaggi dei racconti letterari :si 
veda il volume Soi-meme corn- 
mc un aulre, Parigi ) 990). TuK >- 
via, come Ricoeur osserva ne 1- 
l'articolo sogira citato, alla mu¬ 
te del pctsonalismo fa risconlio 
un ritorno della persona, che si 
rivela concetto londamcnla'e 
|x:r l'elica c soprattutto, oggi, 
per la bioctica: a questa disc i¬ 
plina ò infatti indispensabile dl- 
stwiTc di criteri chiari per identi¬ 
ficare chi ò persona c chi non lo 
ò (jiroblcrna degli embrioni, 
dei menomati, del malati i.n co¬ 
ma, degli animali non umani, 
ccc.). la stessa filosofia analiti¬ 
ca ha elaborato, soprattutto con 
Peter F. Strawson, &ul Kripke e 
David Wiggìns, una serie di Ic::- 
ric dcU'idcnlilà personale die 
rccu;x;rano In modo rigorose', 
cioò attraverso l'analisi del lin¬ 
guaggio comune, il concetto 
classico di soggetto come «so¬ 
strato materiale* c II concetto 
classico di essenza. 

In questa nuova prospettiva si 
sujxira la contrap)x>sizionc fra 
|x:rsona e individuo, nel senso 


sciente dei genitori ad educare 
i figli, belisi il loro "suixir-io- 
ossia la jxinnancnza intcrioriz. 
zaia di modelli arcaici, che essi 
stessi lianno ereditato dai loro 
genitori, dimododiò ogni gene¬ 
razione non si salda solo con 
quella clic la precede ma, aJ- 
l'indieiro, con anelli più remoti 
della catena, o quando Marga¬ 
ret Mcad c Gregory Batcsori 
ino.strano come il carattere dei 
liambini deH'isolB di Bali vcriis 
.se jilasmalo da improvvisi e ri 
lualiz/ali mulatiionli di umore 
delle madri, che passav<mo 
dalla tenerezza allo sguardi- 
gelido) ; d) che occorre abbati 
donare la condanna dcH'indivi 
dualismo, senza («r questo ca 
dcrc nella sua esaltazione loti 
cistica, in quanto la sua traslor 
inazione in tabù o in iirincipic 
insindacabile deriva six'ssd 
dalla [laura di risvegliare i fan 
lasmi del totalitarismo collctti- 
vi.stieo negatore dei diritti indi 
viduali: e) che tii.sogncrcbbc. 
infine, evitare di fcniiarsi alle 
lamentazioni [x-r la disgrega¬ 
zione dell'individuo o affidarci 
alla smiiilicc buona volontà 
[icr cambiare: sarcblic neces¬ 
sario riiirogellare (senza vellei¬ 
tà [irometeiche) nuove .strate¬ 
gie [icr rimuovere le cause della 
disgregazione, che sono - ol- 
treintio fattori di infelieilà. 


clic la tiersona si definisce anzi- 
lutto corno individuo nel quale 
si concretizza una specie (quel¬ 
la umana, ovviamente) che lo 
rende uguale a lutti gli altri indi¬ 
vidui della stessa specie e lo di- 
stinguc dagli indh-idui di specie 
diversa. L'identità della perso¬ 
na, inoltre, non ò più legata a 
fattori di dubbia identificazione 
quali la coscienza, le attività spi¬ 
rituali, l'impegno morale e simi¬ 
li, ma ò ricondolla alla penna- 
nenza del sosfralo, alla conti- 
nultà della vita fisica, all'uriltà 
[isicolisica originaria. 

Ciò che, invece, merita anco¬ 
ra di essere ripreso nel persona¬ 
lismo di Maritain c di Mounier ò 
il corxrello di società corrispetti¬ 
vo a quello di persona: per i due 
classici del personalismo cri¬ 
stiano, infatti, l'individuo ò il 
componente della società bor¬ 
ghese. cioò di una società es¬ 
senzialmente individualistica, 
in cui ciascuno opera esclusiva- 
metile per finalità particolari, 
quali sono i fini economici 
(cioè il profitto), e la sfera del 
privato si contrappone alla sfera 
del pubblico, visto esclusiva¬ 
mente come limite negativo alle 
libertà individuali. 

Il declino della società civile, 
nata dallo Stato moderno, e del¬ 
lo stesso Stalo moderno, nato 
nel Rinascimenta, ò sotto gli oc¬ 
chi di lutti ed ò stato recente¬ 
mente rìconosciulo anche da 
due acuti studiosi del pensiero 
politico moderno, quali Norber¬ 
to Bobbio e Nicola Matteucci, i 
quali Iranno richiamato l'allcn- 
zionc sul sorgere di un nuovo ti¬ 
po di Stato, chiamalo da essi ri¬ 
spettivamente Stalo poliarchico 
c Stalo posl-modemo (si veda il 
volume a cura di Dino Fiorol su 
La filosoHo potilica oggi. Torino 
1990). Corrispondente o Iole 
declino si va riccsliiuendo un ti¬ 
po di società che é giusto chia¬ 
mare socielà potilica’, in omag¬ 
gio oH'antico nome deità polis 
intesa come luogo per eccellen¬ 
za del politico, cioò dell'attività 
umana avente per fine non l'in- 
Icressc particolare, ma il bene 
universale, cioè il bene di lutti I 
membri della comunità. 

Questa nuova società politica 
ò formala da «individui» umani, 
cioè da esseri maleriali, costitui¬ 
ti da un sostrato corporeo, i 
quali sono contemporanea¬ 
mente tutti, senza discrimina¬ 
zione alcuna, anche «persone», 
c quindi sono aperti alle relazio¬ 
ni reciproche od eventualmen¬ 
te. cioò per chi ha una fede reli¬ 
giosa. ad una relazione con un 
Assoluto trascendente. In una 
siffatta società, dì cui ò difficile 
prevedere l'estensione, i linca- 
mcnll istituzionali c il funziona¬ 
mento amministrativo, ma che 
certamente in qualche modo si 
realizzerà, prendendo il posto 
delle aggregazioni attuali, cia¬ 
scun individuo umano, in quan¬ 
to persona, sarà soggetto di di¬ 
ritti e di doveri, non .solo giurìdi¬ 
ci. ma anche politici, c dovrà, 
nella misura delle sue possibili¬ 
tà c capacità, collaborare al rag¬ 
giungimento di un bene comu¬ 
ne, che non sia soltanto la liber¬ 
tà per cia.scuno di decidere in 
quale modo realizzare la pro¬ 
pria felicità, ma sia. come ha rc- 
ccnlcniente teorizzalo l'econo¬ 
mista c filosofo morale Amarlya 
Scn, la piena realizzazione per 
ciascuno di tulle le proprie pos- 
.sibililà. 


Queste ultime considerazio- 
, Ili ci riixirtano alla dimensione 
[Xilitica. Si teme - non senza 
buoni motivi - clic un'eccessi¬ 
va enfasi posta sull'individuali¬ 
smo possa condurre a un allen¬ 
tamento del vincoli di .solidarie¬ 
tà sociale, che si traslormi cioò 
in alibi per la difesa delle rendi¬ 
te di [xisizionc raggiunte. Il ter¬ 
mine stesso «individualismo» 
sorge del resto, negli anni Venti 
del setolo scorso, in parallelo 
con [x-nsatorì reazionari come 
Maistre, tra i saiiit-simoniani, 
che gli atlribui-scoiio il slgnitka- 

10 negativo di opjajslo al lorini- 
ne •socialismo». 

Sembra, lullavia, evidente ■ 
in conclusione - clic i/n au- ' 
mento dcH'imixigno civile non 
[luò oggi [lassare, almeno nella 
nostra stx-ielà, atiravcrso una 
negazione dcH'individualismo 
o un restringimento delle .sue 
(irerogalive. la strada da segui¬ 
re ò, al contrario, quella di una 
riarticolazionc della identità 
;.>crsonale c dei suoi legami con 

11 mondo della [xjlilk-a c delle 
istituzioni clic [Xirti allo snian- 
icllanicnlo dei privilegi ingiusti. 
hcabili, acceleri il inclatxilismo 
del singolo (assieme a quello 
della s(xietA) c niodilichi i suoi 
interessi e leganti atlivi e .sentili 
eon gli altri, inserendolo in ini- 
[irose eoniuiii che risultino [x-r 
lui stxldi.sfaccnli. 


0 















PLANCIA 


viah moszini 5 
via trionfai*7996 
vW* XXI aprii* 19 
viotineolanaMO 
•HT'piosia caduti 


Igrj © minima 19“ 
^ massima 33° 

Ooo’ì ilsolcsofge“'l«6,12 
^oo' elraiiionlaalle20,18 


Roma 


rUnità - Venerdì 9 agosto 1991 
La redazione è in via dei Taurini, 19 
00185 Roma - telefono 44.490.1 

1 cronisti ricevono dalle ore 11 alle ore 13 
c dalle 15 alle ore 1 



Autobotti e lOOmila cartoni Acea 
per sopperire ai black-out idrici 

Emergenza acqua 
A secco 

tutta la zona nord 


B È l'acquedotto più re¬ 
cente della città, ma ha fatto 
cilecca; per un guasto al «Pe¬ 
schiera», diverse zone a nord 
di Roma in questi giorni d'a¬ 
gosto SI ritrovano senz’acqua 
e i nuovi cartoni d'acqua po¬ 
tabile, realizzati dall'Acea 
per le emergenze, hanno già 
trovato migliaia di «clienti». 

Succede, già da due gior¬ 
ni, nei quartieri di La Storta, 
airoigiata, e anche nel co¬ 
mune di Cesano. Quanto ci 
vorrà per rimettere le cose a 
posto? L'Acea minimizza e 
parla di «ore». Ma i carabinie¬ 
ri, che giudicano piuttosto 
serio II guasto nella rete idri¬ 
ca del «Peschiera», dicono 
che. forse, perché si tomi alla 
normalità, «occorreranno pa¬ 
recchi giorni». 

Il «Peschiera», l'ultimo de¬ 
gli acquedotti romani, co¬ 
struito nel 1942, ha una rete 
lunga circa ottantaselte chi¬ 
lometri e serve, oltre ai quar¬ 
tieri del nord, anche una se¬ 
rie di comuni limitrofi, come 
Cesano, appunto. Formello, 
Sacrofano, Castel Nuovo di 
Porto... Il guasto, forse, po¬ 
trebbe estendersi anche qui. 

.. ' Nei quartieri «colpiti», in¬ 


tanto, la gente fa incetta di 
acqua minerale nei super- 
mercati. E, tra le villette del- 
rOlgiata e i palazzoni di La 
Storta, girano senza sosta te 
autobotti dell'Acea. I condu¬ 
centi invitano gli abitanti a 
scendere in strada con tani- 
che e bottiglie. Soprattutto - 
ed è la grande novità di que¬ 
st'estate - distribuiscono gra¬ 
tuitamente i cartoni da un li¬ 
tro. che la Regione ha voluto 
per i «casi di emergenza». So¬ 
no cartoni grigi, un po' ano¬ 
nimi, simili ai contenitori del 
latte, con sopra scritto sem¬ 
plicemente «acqua potabile». 
L'Acea ne ha confezionati 
centomila, con l'aiuto della 
Centrale del Latte. Saranno 
utilizzati, in caso di siccità, 
anche fuori Roma. Ma è più 
probabile che il loro utilizzo 
dipenda nuovamente dal 
«Peschiera», per il quale, nei 
prossimi giorni, dovrebbero 
cominciare i lavori di ristrut¬ 
turazione. L'Acea, però, a 
questo proposito dice: «Se e 
quando saremo costretti a to¬ 
gliere l'acqua, avvertiremo i 
cittadini Interessati». 



Cozze e vongole 
vietate 

n mare è inquinato 


122 




in tasca 


quotidiana 

aii*aatata 

parchi 

resta 

incittA 


cu APPUNTAMENTI DI OGGI 

Monteflaacone. Sono moltissime le iniziative per l'estate 
organizzate nella cittadina sul lago di Bolscna. L'appun¬ 
tamento ù con la XXXIII* Fiera del vino. Oggi venà rievo¬ 
cata la leggenda del servo Martino che nel liti, entran¬ 
do nel paese, scrisse sulle porte delle osterie la frase 
«EstlEstlEst!» per comunicare in codice al suo padrone la 
bontà del vino della zona. Dopo la rievocazione storica, 
largo al ballo liscio. 

Velletri. Ancora cinema presso la piazza del Comune con 
Dick Tracy. il film di Warren Bealty dedicalo al celebre 
detective dei fumetti. Lire 3.500. 

Genazzano. Soul e rythm'n'blucs allo stadio «Le rose» con il 
cantante americano Harold Bradley e la sua Jona's Blues 
Band 

Cineporto. Il parco della Farnesina ospita, per il ciclo di ci¬ 
nema muto, il film ie luci della cillà di e con Charlie Cha- 
plin, accompagnalo dall'orchestra da camera di Bolo¬ 
gna diretta da Cari Davis. Il secondo film è L'amico ritro¬ 
valo di Jerry Schatzberg. Per la musica di scena il Trio 
magico. 

Fiuggi. Il «Quartetto Academica» proponà al teatro comu¬ 
nale il «Quartetto in re min.» di Mozart, «Quartetto Satz» di 
Schubert e «Quartetto ;n,sol min. op. 10». 

Tenne fU Curacalla. Dopo il concerto dei solisti dell'Ope¬ 
ra. la quinta rappresentazione del Nabucco (ore 21). 

Caprarola. Musica c risate per festeggiare la seconda edi¬ 
zione del «Festival dei funamboli»; clown, funamboli e 
acrobati affolleranno le strade del paesino in provinciadi 
Viterbo, li cartellone prevede concerti jazz e esibizioni in 
piazza c in teatro di mimi, cabarettisti e artisti comici. 

Castel Sant’Angelo. Appuntamento con «Invito alla lettu¬ 
ra»; libri, musica, giochi c cabaret. 


H «caso piazza Vittorio». Non d sono vincoli 



Una delle 
facciate 
multicolore 
di piazza 
Vittorio. 

Non esistono 
direttive 
precise 
perla 

tinteggiatura 
dei palazzi, 
e I proprietari 
decidono 
ognuno per 
conto proprio 


Mille colorì per la capitale 
In centro p^bzzi arìecchino 


Palazzi a strìsce come zebre. In piazza Vittorio spun¬ 
tano le facciate restaurate di fresco, secondo l'estro 
delle assemblee condominiali. Le tinte rosa, gialli- 
no, rosso e arancio si affiancano le une alle altre, 
sullo stesso edificio. Il Comune non ha un «piano 
colorì» per imporre criteri per la tinteggiatura, ad ec¬ 
cezione degli edifici soggetti a vìncolo. «Decidono i 
proprietari ed è difficile metterli d’accordo». 


MAMMA MAtmOLUCA 


M Spuntano fuori dal pon¬ 
teggi con i profili levigali, le 
sbucciature dell'intonaco or¬ 
mai spianate, vestiti di tinte ae¬ 
ree o autunnali, sorprendente¬ 
mente accostate le une alle al¬ 
tre. I palazzi di piazza Vittorio 
escono dalle impalcature co¬ 
me zebre; a strìsce verticali di 
colore, secondo i gusti e le in¬ 
clinazioni dei proprietari che 
hanno scelto per la parte di 
facciata di loro competenza. 

I e diatribe di storici e architetti 
su quali tonalità preferire per 
rimettere a nuovo i polaazi ro 
mani - i pallori settecenteschi 
o i toni caldi della ctmitale um¬ 
bertina - sono Torìiane irtllle 
miglia. Il risultato finale è affi¬ 
dato all'estro dell'assemblea 
condominiale. E sull'anello 
della piazza già si affacciano 
gli arcobaleni dei muri multi¬ 
colori. 

il rosa pesca con le moda¬ 
nature color panna confina 
con il rosso e giallo deciso dai 
condomi della scala accanto, 

II rosa scuro con i profili sabbia 
si affianca senza problemi con 
l'arancio tenero bordato in co¬ 


lor creta. Tutto In un palazzo, 
dove le colonne del portico se¬ 
guono le sorti dei piani di so¬ 
pra: si allineano bianche, gri¬ 
ge, ocra dietro le auto ferme In 
tripla fila. Spesso le pennellate 
di un colore si arrestano a me¬ 
tà arco, non riuscendo a trova¬ 
re confini architettonici per 
giustificate la bizzarrìa delle 
scelte cromatiche. Un solo edi¬ 
ficio è riuscito ad ottenere uno 
tinteggiatura quasi uniforme, 
quello tra via Ricasoli c via La- 
marmora, dove le preferenze 
condominiali si notwo solo 
sulle persiane, in verde brillan¬ 
te o verde marcio. 

Lu V,V7IIIUIIV|UV 

ai proprietari del palazzo tra 
via Machiavelli e via Foscolo. 
Un angolo rosa fragola, una 
«striscia» butterata in attesa di 
restauro, una larga parete glal- 
llna, un'altra striscia ancora 
non dipinta. «Il problema è che 
non è facile mettere d'accordo 
I diveral condomini! - spiega 
l'architetto Danilo Paganelli, 
che ha curato il restauro "in 
giallo" -, È già difficile trovare 
una soluzione scala per scala». 
Tanto difficile che per i lavori 


esc guili nel palazzo in questio¬ 
ne, costati circa un miliardo 
secondo quanto affermato da 
qui'ilche condomino, é partila 
più d'una denuncia: per asso- 
claeione per delinquere, falso 
e abusivismo. Motivo? Non sa¬ 
rebbero stali eseguiti gli inter- 
venll di consolidamento impo¬ 
sti d.ill'amministrazlone co¬ 
munale. dopo il crollo ncll'S6 
di un edificio nella zona. «Nel 
coiso del tempo sono stati ab- 
‘ballati muri portanti per allar¬ 
gare i locali c sono stale tolte 
quasi tutte le catene che anco- 
ravsno il porticato all'edificio - 
sostene l'ingegner Salvatore 
Priiizi. che risiede ai numero 
32 di piazza Vittorio -, I colori 
della facciata sono solo l'ulti¬ 
ma goccia. Ma a controllare 
come vanno te cose non ci 
pensa nessuno». 

Paganelli non si addentra 
nella «luestione, ma sul colore 
si difende dicendo che ha spe¬ 
dito agli uffici della Sovrinten- 
dcitza le piove di colore. «Nes- 
suro <;1 ha risprosto». Il Comu¬ 
ne, d'<iltra parte, non ha nessu¬ 
no stnimento che gli consenta 

il «'"ttnlroHo. Po» il voatowro dol 

Ghetto si inaugurerà un labo¬ 
ratorio che servirà a coordina¬ 
re i lavori, dando anche consi¬ 
gli il privali su quali tinte e ina- 
teriiii privilegiare. Ma per il re¬ 
sto non c'è niente. Il piano del 
cobre, dopo anni di studi, si è 
.irenalo su qualche scaffale. 
«Indicazioni precise possono 
lì.»»;!»; date solo per gli edifici 
sogMlti a vincolo - spiegano 
negli uffici capitolini -. Per gli 
aitr non è ptràsibile fare nien¬ 
te. Hspuntano questi orrori». 


Verde o rosa shocking? 
«Ricetta difficile 
ma evitate il fai-da-te» 


■■ ' Una città ocra e rosso 
mattone, I colori che accom¬ 
pagnarono la ricostruzione 
ottocentesca di Roma, dive¬ 
nuta capitale del regno d'Ita¬ 
lia, dopo secoli all'ombra 
della cupola. Oppure una 
Roma autunnale, lontana 
dalle tinte vivaci del '700, gli 
azzurrini imprevedibili, i ver¬ 
dini teneri teneri, I gialli palli¬ 
di di una società incipriata, 
stesi tra le linee bianche che 
sottolineavano il disegno ar¬ 
chitettonico, le comici delle 
finestre, gli stucchi. Quale 
Ispirazione seguire nel re¬ 
stauro? «È un problema an- 

capwilv./, o livii ù fav»!^ 

le dare una soluzione - dice 
Giorgio Ciucci, storico del- 
l'arcnitettura -, Venti anni fa 
a Parigi decisero di ripristina¬ 
re il colore bianco degli edifi¬ 
ci. All'inizio sembrava un or¬ 
rore, vedere un palazzo can¬ 
dido tra gli altri sporchi o di 
altri colori. Ma una volta ter¬ 
minato il restauro, il risultato 
non è stato negativo. Il conte¬ 
sto è molto importante. Ed è 
comunque inevitabile perde¬ 


re qualcosa con ogni restau¬ 
ro: si cancellano necessaria¬ 
mente le stratificazioni pre¬ 
cedenti». 

E allora che cosa fare? «La 
decisione non è facile. An¬ 
che perchè in questo mo¬ 
mento cosi carico di incer¬ 
tezze non abbiamo la forza 
culturale di fare delle scelte - 
continua Ciucci -. Si è portati 
proprio per questo a valutare 
il passato come qualcosa da 
tutelare .sempre e rnmiin- 
que. anche il passato molto 
roconlo, anche quando è di¬ 
scutibile. Ma una cosa certa 

r'ik’ nrtn ò . p<r\cciKi)o« qho 

ognuno decida da sé. £ asso¬ 
lutamente necessario che 
l'amministrazione si faccia 
carico del problema, dando 
indicazioni valide per tutti. E 
anche per se stessa: inutile 
porsi il problema dei colori 
se poi in pochi anni le faccia¬ 
te dei palazzi e i monumenti 
sono destinati a ritornare neri 
per l'inquinamento. Il primo 
nodo da sciogliere è proprio 
questo». 


Pietralata, cingolato con 2 militari di leva sfonda un muro e cade in uno sfasciacarrozze 
Nella stessa caserma nell’SO per un incidente simile morirono due soldati 

Carro armato vola giù, due feriti 



CARLO FIORINI 


Il carro armato precipitato dal piazzale della caserma di Pietralata 


■1 A i9 anni hanno rischia¬ 
lo la vita. Il carro cingolato che 
i due soldati di leva stavano 
parcheggiando ha distrutto un 
muro alto 2 metri ed è precipi¬ 
tato giù per la scarpata. Un vo¬ 
lo c I quattro metri dopo il qua¬ 
le i carro, un pesante «Vcc 2». 
si è schiantato sulle carcasse di 
aul>r ammonticchiate in uno 
tifate iacarrozze che è proprio 
sotto il muro di cinta della ca- 
senria del primo battaglione 
gra latieri, a Pietralala. La stes¬ 
sa caserma dove due anni fa, 
in un incidenle molto simile, 
due militari morirono c due rì- 
maiero feriti, schiacciati tra le 
laiT bre di un «M 13» che preci¬ 
pito giù dalia scarpata. Ieri per 
fortuna i due ragazzi che erano 
a bordo del mezzo, entrambi 
romani, l'hanno scampata. Il 
più grave è Massimiliano Fon¬ 
tani. che si è procuralo una fe¬ 
rita alla testa e che è ancora ri¬ 
coveralo in os.scivazione al Po- 
iiciinicu. L'altro, Massimiliano 
Duso, che ha riportalo soltanto 
delle contusioni, guarirà in 5 
gioirli. 

«Isrmio le 14,20. Ho sentilo 
un boato, sono uscito dal ca- 
pannonne c ho visto una gran 


nube di polvere - racconta il 
proprietario dello sfasciacar¬ 
rozze dove è precipitato il car¬ 
ro - Per pochi metri 11 cingola¬ 
to non è finito sul tetto del mio 
ufficio. Ci avrebbe schiacciali». 
Dalla torretta del carro è uscito 
Duso, era sotto shock, il volto 
completamente annerito dal 
fumo o dall'olio luoriuscilo da 
un tubo. Il suo amico invece 
era rimasto dentro, svenuto 
per la ferita alla testa. Un clien¬ 
te e alcuni operai dello sfascia¬ 
carrozze lo hanno tiralo fuori e 
adagiato in terra. Poi. con un 
furgone dei carabinieri, arriva¬ 
to insieme ad altri mezzi mili¬ 
tari, 1 due giovani di leva sono 
stati accompagnati al Policlini¬ 
co Umberto 1. Sotto scorta, co¬ 
me so fossero in arresto. Im¬ 
possibile avvicinarli per sapere 
cosa avessero provato, se ma¬ 
ledicono la naia, quel carrar- 
malo e quella caserma. Ma sul 
volto di Du.so, seduto nel fur¬ 
gone dei carabinieri parcheg¬ 
gialo nel cortile del Policlinico, 
c’è ancora dipinta la paura. La 
lesta tra le mani, capelli bion¬ 
di, e un VISO da ragazzino. 1 
tuoi genitori li hanno awertitP 
Ma II ragazzo non può nspron- 
dere alle domande dei croni¬ 


sti. cacciati via da carabinieri e 
ufficiali. Lui vorrebbe rispon¬ 
dere ma i militari sbattono la 
porta del furgone lasciandolo 
chiuso dentro. «Quella caser¬ 
ma 6 un pericolo, - dice un 
cliente deH’aulodemolizione 
che era II al momento dell'inci¬ 
dente - 1 carri vanno spesso a 
sbattere contro il muro che è 
diventalo un colabrodo. Oltre 
che per quei poveri ragazzi il 
rischio è per tutti quelli che vi¬ 
vono o passano qui sotto la ca¬ 
serma». L'unico muro infrangi¬ 
bile 6 invece quello del silen¬ 
zio dei militan e del coman¬ 
dante della caserma. Che ci fa¬ 
cevano due giovani di leva da 
soli su un carro? Cera un istrut¬ 
tore che li seguiva? E fare quel¬ 
le manovre sull’orlo della scar¬ 
pata. dopo la tragedia di due 
anni fa, non sarebbe una cosa 
da evitare'' E i genitori dei ra¬ 
gazzi sono stati avvertiti subito 
dell'incidente? Domande a cui 
nessuno ha voluto rispondere. 
Le uniche scarne notizie uffi¬ 
ciali sulla dinamica dell'inci¬ 
dente i militari le hanno affida¬ 
te all'ulficio stampa dei carabi¬ 
nieri. Senza possibilità di sa¬ 
perne di più, di capire se ci sia¬ 
no delle responsabilità, se vale 
la pena far rischiare la vita per 
nulla a due ragazzi. 



Caracalla gratin 
a Ferragosto 
Mostre e musica 
a mille lire 


Caracalla (nella foto) non chiude a Ferragosto. Anzi, lo fe¬ 
steggia con un concerto speciale, a un prezzo simbolico di 
mille lire, e delle mioslr». Lo ha deciso il sovTentendente del 
Teatro dell’Opera di Roma, Giampaolo Cresci. Tutte le 
strutture del teatro, e le relative mostre, re.>teranno aperte. 
Questo il programma. Il 15 Mauro Maur, una delle trombe 
più famose del mondo, e Liugi Filippi, primo violino del 
teatro, accompagnati dal maestro Steven Roach eseguiran¬ 
no musiche di Tartini, l’aganini. Rota, Monicone, Farace. Il 
14 ven-à rappresental.i l'Aida: i biglietti costeranno lOmila 
lire. 1116 sarà la volta del balletto «Zorba» con le musiche di 
MikisTheodoralds 


Delitto 
deiroigiata 
Martem 
il test del Dna 


Con un procedimento d'ur¬ 
genza Ernesto Cudillo, pre¬ 
sidente dei giudici per le in¬ 
dagini preti Tiinan, ha fissa¬ 
to per martedì prossimo la 
data d'inizio degli esami 
sulle macchie di sangue tro- 
vate sui par taloni di Rober¬ 
to Jacono e Winston Manuel ai quali è stata notificata 
un'informazione di garanzia per il delitto della contessa Al- 
berica Filo della Tome La decisione è stata presa ieri matti¬ 
na in tribunale alla p'utenza dei due sospettati, dei loro di¬ 
fensori, degli avvocati eli parte civile c del pubblico ministe¬ 
ro Cesare Martellino, .Mia decisione non sono state oppo¬ 
ste eccezioni: anche l'avvocato Alessandrc Cassiani, difen¬ 
sore di Jacono, ha st:f;lto due consulenti. ,5i tratta dei pro¬ 
fessori Riccardo Cortese e Gennaro Ciliberio, dell’istituto di 
biologia e ricerche inolecolarì di Pomezia. L' esame del 
Dna verrà svolto dal professor Angelo Fiori e Ernesto D'A- 
loia. La risposta do'vnthbe aversi entro 60 giorni. 

Oltre quattpxento posti let¬ 
to immersi in un parco di ot¬ 
to ettari di terreno. È l'ospe¬ 
dale «Villa /Jbani» di Anzio, 
il nosocomio specializzato 
per il ricovero e la lungode- 
genza degli heindicappati. E 
secondo i Verdi, il Pds e al¬ 
cune associazioni ambientalistiche, rischie di chiudere per 
far posto a un non b;n precisato insediamento. Lo hanno 
denunciato ieri i consiglieri verdi alla Regione e alla Provin¬ 
cia Laura Scalabrìni e Giancarlo Capobianco. «Il Comune 
di Anzio - hanno detto - avrebbe intenzione di costruire 
un altro ospedale, siTi.«<ntellandocosI la sttuttura».Contro la 
minaccia di chiusura, i consiglieri orgar izzeranno ban¬ 
chetti per la raccolta di firme. 

Loredana Mancini, la don¬ 
na torvata morta mercoledì 
scorso, in un prato al quar¬ 
tiere Talenti si è suicidata. 
Cade definitivamente l'ipo¬ 
tesi dell'omicidio. Lo ha sta¬ 
bilito l’autopsia che ieri ne 
ha accertato la morte per 
soffocamento. Secondo i medici il soffocamento è dovuto 
al rigonfiamento dell e ghiandole liniatiche che avviene so¬ 
lo dopo una notevole assunzione di stupefacenti o di me¬ 
dicinali. L'ematoma che la donna aveva suH'occhlo sini¬ 
stro è stato dato da un versamento ematico dovuto alla po¬ 
sizione in cui Loredana Mancini è stata trovata. 


Ad Anzio 

vogliono chiudere 

l’ospedale 

degli handicappati 


Si è suicidata 
la donna 

trovata in un prato 
a Talenti 


Ladispoli 
Extracomunitarìo 
resta sepolto 
sotto uno scavo 


Un bambino 
americano 
muore all’Hitton 
Forse un malore 


Un operaio extracomunita¬ 
rio, impiegato in un’impre¬ 
sa edile di Ladispoli, è mor¬ 
to all'inizio di agosto a cau¬ 
sa di una frana di terriccio 
nel cantiere dove lavorava. 
L'uomo si chiamava Sing 
Amar Jit. 32 anni, ed era cit¬ 
tadino indiano. L'Incidente risale al primo agosto scorso, 
ma la notizia è stata rtifriisa solo oggi da una nota dalla Fil 
tea Cgil. «Lo scavo dove l'uomo lavorava - ha denunciato il 
sindacato - è assoiiilEimente privo, delle oiù elementari 
norme di sicurezza. Nella zona sarebbero inoltre avvenuti 
altri incidenti; e un sindacalista che in passato ha tentato di 
far rispettare le norme di sicurezza sul lavoro, sarebbe stato 
minacciato da un imprenditore dei luogo. 

Un bambino americano di 
nove anni, Michel Christo¬ 
pher Cianci, è morto ieri 
mattina in una camera del- 
l’Hotel Hilton. Sarà l’auto¬ 
psia ora a stabilire la causa 
del decesso, il bambino, 
che risiedeva a New York, 
era in vacanza a Roma con i ganitori. Sono stati loro, ieri 
mattina, a trovarlo morto nella stanza da bagno. Ora si do¬ 
vrà accettare se il det;esso è stato provocato da una cadu¬ 
ta, oda un improvvise' malessere. 

Servendosi di nominativi di 
cittadini somali regolar¬ 
mente in Italia, apponeva¬ 
no visti di reingresso su pas¬ 
saporti falsi che venivano 
spediti in Somalia. Con que¬ 
sto sitema, stesso nominati- 
vo, ma foto diverse, veniva¬ 
no (atti entrare irrego tirmente decine di cittadini somali. 
L'organizzazione aveva come base logistica un apparta¬ 
mento, in via Canova 2'5, di proprietà di un cittadino soma¬ 
lo residente a Mogadiscio dove la polizia giudiziaria di Fiu¬ 
micino ha trovato ì pa «.saperti falsificati e centinaia di fogli 
di soggiorno. Il locatario dell'apparlamenlo Abdulkadir 
Osman Yusuf di 37 ari li e altri due connazionali sono stati 
arrestati. 


AniHATARQUINI 


Rubavano 
passaporti somali 
«r far entrare 
landestini 


rs 



Sono 

pasMtllOS 
giorni da 
quando il 
conalgllo 
comunale 
hadeciaodi 
anivara una 
linea verde 
entitangente 
e di aprire 
aporlelll per 
conaenUre 
l'acceaao 
del cittadini 
agli atti del 
Comune. 
Ancora 
non datato 
fatto niente 


> 

























PAGINA 22 L’UNITÀ 


Roma 


venero! 9 AGOSTO 1991 




•t 


> 



A 


Sì al cemento nell’oasi verde 
sul lago di Bracciano 
Contrari Pds, Msi e Verdi 
Una consigliera psi vota «no» 

Ville a Vicarello 
Via libera 
alle lottizzazioni 

Cemento a Vicarello. Il comune di Bracciano ha ap¬ 
provato len la variante di piano regolatore che con¬ 
sente alla «Vicarello spa», una società inglese, di co¬ 
struire 271 ville, due campi da golf, un molo e un al- 
tiergo nell’oasi agncola . Favorevoli De, Psi, Psdì e 
Pn. Contrari Pds. Msi, Verdi e una socialista. La deli¬ 
bera potrebbe essere bocciata dalla Regione. «Fare¬ 
mo ricorso», dice il Pds di Bracciano 


H II cemento ha vinto anco¬ 
ra Ouencentoseltantuno ville, 
due campi da golf, un albera 
da duecento stanze e un molo 
per windsurf sommenKranno 
l'oasi agricola di Vicarello, 
adagiata suite sponde del Iago 
di Bracciano Con ventidue vo¬ 
ti a favore (13 De, S fói, 2 Rsdi 
e 2 Pri) e sei contran (4 Pds, l 
Psi e 1 Msi) ii consiglio comu- 
naie di Bracciano ha approva¬ 
lo ia vanante ai piano regola¬ 
tore Da oggi, i I OIS ettari di 
verde stretti tra Trevignano e ia 
cittadina deli'omonimo Iago, 
non sono più fondi agricolo, 
ma terreni destiratl allo svilup- 
rcsidenziate turistico e al- 
rshiero 
via iibera, dunque, dal go¬ 
verno locate - un quadrifiarUto 
Oc, Psi. Psdi e (M, guidato dai 
democristiani - alla costruzio¬ 
ne del villaggio per Vip, im¬ 
merso nel verde, progettato da 
Marcello Viltonni e Corrado 
Sciamni per la «Vicaiello spa», 
una società creala da due 
gruppi inglesi, la «Schroder As 
seley bank» e la «Manna! Inve- 
slement Properfles» Ora la de¬ 
libera sulla variante di piano 
regolatore e quella sulla lottiz¬ 
zazione di Vicarello saranno 
inviale alla Regione E proprio 
dalla Pisana potrebbe arrivare 
lo stop Nei giorni scorsi Adria¬ 
no Redter, assessore socialista 
al Turismo, e Paolo Tuffi, as¬ 
sessore democristiano all'Ur¬ 
banistica. hanno espresso la 
loro contrarietà al piano della 
•Vicarello spa> Una bocciatu¬ 
ra già espremma prima dal 
gruppo regionale del Pds. co¬ 
me pure da quello provinciale 
Anche ien, come due giorni 
la, il consiglio comunale di 
Bracciano è stato molto ani¬ 
malo Athos De Luca, consi- 


Itele Verde del Campidoglio, 
a protestato durante la riu¬ 
nione e I carabinien lo hanno 
allontanato dall'aula, insiema 
a diverse persone presenti per 
seguire la discussione I trenta 
rappresentanti del governo lo¬ 
cale si sono ritrovati nella sala 
allesso Dopo aver analizzato 
altri punti all ordine del giorno, 
lasciati m sospeso ieri, verso 
mezzogiorno si £ cominciata a 
discutere la variante su Vica¬ 
rello L'unico rappresentante 
del Msi ha parlato per circa tre 
ore II Pds, al momento della 
dichiarazione di volo, ha pre¬ 
sentato a| sindaco, Fiorenzo 
Bergodi, te 2 000 firme raccolte 
dal Comitato difesa Vicarello, 
che raggmppa gli abitanti del¬ 
la zona. Alle 18 40 il consiglio 
ha votato Assente Zelinda 
Baccetti, unica rappresentate 
Verde, contraria al progetto 
ma in vacanza in Cina Piccolo 
colpo di scena Patrizia Riccio¬ 
ne, architetto, moglie di Adria¬ 
no Redter, ha bocciato la va¬ 
riante perche non d'accordo 
con alcuni punti della propo¬ 
sta «Non finisce qui-dice An¬ 
tonio Di Giulio Cesare - capo¬ 
gruppo del Pds - nei prossimi 
giorni presenteremo delle 
obiezioni al Comitato regiona¬ 
le di controllo che deve vaglia¬ 
re te delibere E anomala. In¬ 
fatti, la prassi adottata di ap¬ 
provare lavanantee II progetto 
di lottizzazione insieme 
Un'osservazione contenuta 
aiKhe nel parere del segretario 
comunale li progetto poi non 
è passato in commissione edi¬ 
lizia» La vicenda Vicarello è 
intanto arrivata anche in Parla¬ 
mento. dove Massimo Scalia, 
deputato Verde, ha presentato 
un interrogazione ai ministn 
dell'Ambtente e del Turismo 
□ TT 


Provvedimento della Regione 
dopo le analisi sulle acque 
effettuate un mese fa: 
alto tasso di coliformi fecali 


Continua sul litorale laziale 
Fallarme per lo strano fango 
che ha infestato il Tirreno 
I più colpiti sono i pescatori 


Cozze e vongole vietate 
«n mare è troppo sporco» 



Pescherecd 
che rientrano 
In porto. 

Ieri nel tratto 
di costa tra 
Pomezia 
e Tarquinia 
è stata vietata 
la vendita 
dei molluschi 


Vietata la pesca e la vendita di fnitti di mare nel trat¬ 
to di costa tra Tarquinia e Pomezia. Le analisi effet¬ 
tuate dall’Istituto zooprofiiattico spenmentale del 
Lazio e Toscana hanno nveiato la presenza di coli¬ 
batteri Firmata len dal presidente della giunta re¬ 
gionale l’ordinanza di divieto. Problemi anche per i 
pescaton- una poltiglia gelatinosa aggredisce e rovi¬ 
na le reti. Mucillagine? Lo diranno le analisi 


TmaSATRÌLCf 


M CannolicchI, cozze, telli¬ 
ne e vongole a rischio 1 coli- 
batteri fecali tormentano le ac¬ 
que che bagnano il tratto di 
costa tra Tarquinia e Pomezia 
e cosi, da ieri, £ vietato pescaie 
i frutti di mare In questo spic¬ 
chio di Tirreno Vietato pesca¬ 
re, ma anche vietato vendere «I 
molluschi eduli lamellibran- 
chi» nelle cittadine costiere af¬ 
follate dai villeggianti II divieto 
I ha firmato Rodolfo Cigli, pre¬ 
sidente della Regione Lazio 
Coste sfortunate, quelle laziali, 
flagellate ora anche da una mi¬ 
steriosa poltigita gelatinosa, 
composta da filamenti bianca¬ 
stri e terriccio limaccioso Un 
autentico incubo per i pesca¬ 


tori che gettano le reti tra Civi¬ 
tavecchia c Gaeta 
La decisione di bloccare la 
raccolta e la vendita dei frutti 
di mare £ stala resa ien dalla 
Regione Dalla fine di giugno e 
per tutto il mese di luglio i tec¬ 
nici delle unità sanitene locali 
hanno effettuato prelievi lungo 
la costa I campioni sono stati 
poi analizzati dall Istituto zoo- 
profilattico sperimentate del 
Lazio c Toscana Secco il re¬ 
sponso presentato nei giorni 
scorsi presenza di colibatteri 
fecali Un risultato che ha in¬ 
dotto il presidente della giunta 
regionale a vietare la pesca dei 
frutti di mare tra Taniuinia e 
Pomezia, in particolare nel 


tratto compreso tra la foce del 
Fosso del Copino fino a 500 
metn prima del fosso della 
Caffarell .1 «È un provvedimen¬ 
to de tato dalla cautela - dico¬ 
no alla Regione - per tutelare 
la salute dei cittadini, una mi¬ 
sura dis rosta tutte te estati, 
quando le località turistiche 
sono molto affollate e mangia¬ 
re nKillu*chi freschi pescati vi¬ 
cino la riva, £ più pericoloso» 

Dopo questa ordinanza 
teinparaiiea, te Usi continue¬ 
ranno a controllare te acque 
laziali e li divieto sarà revocato 
so o quando l'Istituto zooprofi- 
latlico fcmirà esiti negathi I 
pescatori potranno pero conti¬ 
nuare a raccogliere i frutti di 
m<ire destinau alle industrie 
alimentan, che inscatoleranno 
o congeleranno cozze e ven¬ 
go e 

’ioblcml, intanto anche per 
eh setaccia le acque alla ricer¬ 
ca di pesce Dagli inizi di luglio 
una misteriosa poltiglia attac¬ 
ca te reti lanciale in mare dai 
pe.>caton tra Civitavecchia e 
Gaeta Tra la gente di mare si £ 
dii usia il terrore che la gelatina 
rischiosa sia mucillagine Do¬ 
po il loro grido d'allarme lan¬ 


cialo nei giorni scorsi, l'Icrap, 
l'Istituto centrale per la ricerca 
scientifica applicata alla pe¬ 
sca, un organismo della man¬ 
na mercante, e il Presidio sani- 
tano multizonale, che fa capo 
alla Usi Rm/S, hanno effettua¬ 
lo dei prelievi in mare aperto a 
Ladispoli, Anzio e Civitavec¬ 
chia per analizzare la compo¬ 
sizione dello strano miscuglio 
•Questa mattina (ien, ndr) - 
dice Vincenzo Fiorentino, re¬ 
sponsabile della capitanerìa di 
porto di Ladispoli - i tecnici 
dell Istituto hanno prelevato la 
fanghiglia dalle reti del pesca- 
lon sia a nva, sia in alto mare 
Quella che viene impropria¬ 
mente chiamala mucillagine 
sembrerebbe, a pnma rista, 
una sostanza aiglllosa, co¬ 
munque il responso verrà dalle 
analisi» I risultati saranno 
pronti nei prossimi giorni, 
quelli del Presidio multizonale 
potrebbere essere pronti addi¬ 
rittura da questa mattina 
In attesa dell'esito delle ri¬ 
cerche di laboratono, tra i pe¬ 
scaton la preoccupazione non 
scema «Come va? - npete An¬ 
tonio Di Mauro, della Coopera¬ 
tiva pescatori «La Sirena», di 


Teriacina - Male E impossibi¬ 
le pescare dalle dieci miglia fi¬ 
no a terra La "mucillagine", fi- 
lamenu bianchi c temccio, si 
appiccicano alle reti, renden¬ 
dole pesanb e quando le tiria¬ 
mo su sono tutte attorcigliate» 
Stessa situazione a Anzio e Ci¬ 
vitavecchia «Le alghe - dice 
un dipendente della Coopera- 
Uva «La Concordia», di Arizlo - 
ostruiscono le reti e danneg¬ 
giano la pesca» 
isola felice Humicino «Qui 
si pesca tranquillamente - as¬ 
sicurano alla cooperativa "La 
pesca romana" - Le acque so¬ 
no limpide, le nostre reti rie¬ 
mergono perfette Non ci sono 
problemi Perché? Le correnti, 
£ tutta una questione di coe¬ 
renti marine» Guai in rista. In¬ 
vece, per Larinio e Lido dei Pi¬ 
ni, dove uno squarcio nel fian¬ 
co di una condotta di acqua 
nere crea problemi alte acque 
Lo scanco, lungo I 200 metn, 
sembra si sia rotto a SOO metn 
dal litorale II comune di Anzio 
ha incancato una Usi di Roma 
di analizzare un campione di 
acqua manna Questa mattina, 
la capitanena di porto dovreb¬ 
be avere notizie su un eventua¬ 
le divieto di balneazione 



rUNITA VACANZE 


MILANO - Viale Fumo Testi 75 - Tel. (02 ) 64,40 361 
ROMA - Via del Taurini 19 - Tel (06) 44.490 345 
IntonrtcafonI anche oresso te FederarlonI de! Pds 


01 miigo® A 

INCONTRO eSKA - ROMA 

Partenza: 15 settembre 
Trasporto: volo Aeroflot 
Durata: 5 giorni (4 notti) 

Itinerario: Romei/'Mosca/Roma 
Quota di parteciipazione: L. 1.415.000 
Supplemento singola: L. 47.000 a notte 

La quota comprende volo a/r, la sistemazione in 
camere doppie in albergo di prima categona A, la pen¬ 
sione completa, tutti i trasferimenti a Mosca, il biglietto 
d'ingresso allo stadio, lo visite del Cremlino, Novodle- 
vfcl e al museo Puskin, il visto di ingresso in Urss 



Edward P Thompson 

OI PAZ 

•rj Grandi» 
pp m Ure )2 000 


Nella stessa collana 
Alcksandr Lurija 

UN MONIDO PERDUTO 
E RITROVATO 

Prefaztouv di Oliver Sachs 
PP tSCUrrZSOOO 

Cesare Brandi 

VERDE Nll-O 

¥Ì Grandi» 
pp 780 Ltiv 24 000 

Bjciin Kurtén 

IA DANZA 
DEULA TIGRE 

PP ’PII Uff IH 000 



Piscine 


Maneggi 


[ r Octopus A.C. (ria Tenuta di Toirenova - tei 
! ’f 2(u0480) Piscina scoperta con solarium 
’l (m 25x12,50) Turno unico dalle 10 alte 16 
' '> tutti I giorni compresa la domenica Punto ri- 
I storo aperta fino a Ferragosto compreso 

* Possibilità di abbonamento (25000 6 in- 
I grossi e SO 000 12 ingressi) 

, ; Shan^ La (viale Algeria, 141 - Tel 5916441) 

I \ E diviso in due turni l'accesso a questa piscl- 

I I na disegnata con fantasia Dalle 9 alte 13 o 

> dalle 13 «lite 18 si paga 10 000 lire, 5 000 in 

, più per tutto il giomo Possibile l'abbona- 

- mento TCr 10 ingressi (120000 per l'orario 
, pieno, 80 000 per quello parziale) Si pud 
1 1 usufruire gratuitamente di sdraio e lettini In 
funzione bare ristorante 
DeOe Roae (viale America. 20 - Tel 5926717) 

I Aperta dalle 10 alte 17 nei giorni feriali e deil- 
Ic 10 alte 19 nei fesuri A questa piscina, di 
dimensioni olimpioniche (m 50x25), si ac- 
„ cede pagando un bigltello di 18 000 lire per 
h la domenica, 10000 per gli altri giorni Di- 
t sponibili ombrelloni e sdraio 
t Spoiting aob Villa Pamphlll (ria della No- 
, celta. 107- Tel 6258555) Felicemente collo¬ 
cala davanti ad una delle più belle ville della 
città, la piscina £ aperta tulli i giorni (la do¬ 
menica per isoli soci), dalle 9 alte 21 L'ab- 
' bonamento mensile £ di lire 200 000, 

130 000 quello quindicinale Snack bar e ta- 
. vola calda 

K Knnaal (Ostia Lido, lungomare Lutezio Catu- 
!. lo, 40-Tel 5670171) Corredata di bar, rìsto- 
r rame e tavola calda, la piscina £ aperta tutti 1 

giorni dalle 9 alle 19 II biglietto giornaliero 
costa 8 400 lire, Pabbonamenlo mensile 120 
mila, 40 mila quello settimanale 
'' La Nocetta (via Silveshn, i 6/A-Tel 6258952) 

’ Idromassaggio, campi da tennis c palestra 

accessibili, unitamente alla piscina, previo 
abbonamento mensile (140 000 lire) Ora¬ 
rio 9-20 30 1 feriali, 9-19 1 festivi Bare tavola 
' calda 


Le Magnolie (ria Evodia. 10 - Tel 5032426) 
Dalle 9,30 alle 19 di ogni giomo E possibile 
affittare sdraio e lettini Lire 13 0001 giorni fe¬ 
nati, 16000 sabato e testivi Abbonamenti 
per 12 ingressi (140 000) per20 (210 000). 
per 30 (280 000) 

Nadir (ria Vincenzo Tomasslni, 54 - Tel 
3013^0) Aperta a lutti dalle 10 alte 17, o 
solo agli adulti dalle 19 alle 20,30, offre per 1 
più piccini la possibilità di giocare m compa¬ 
gnia di istiuttori, apprendere il nuoto ma an- 
; che il calcetto e la pallavolo L'ingresso per il 
giorno costa 13 000 lire (ISO 000 l'abbona¬ 
mento mensile), quello per la sera 10 000 li- 
> re (75 000 l'abbonamento) 

Rari NaoteaNoinentano (riale Kant, 308 -Tel 
8271574) E' in funzione fino al 20 settembre 
e costa 10000 lire dalle 9 alte 13 o dalle 14 
alte 18 del giorni tenall, 12 000 1 testivi L'ab- 
. bonamento mensile, sempre per metà gior- 
nata è di lire 185 000 



Tahu (Mentana, località Mezzaluna - Tel 
9090048) A mezz'ora dal caos cittadino 
questo circolo ippico offre lezioni di equita¬ 
zione a 20 000 lire I ora e la possibilità di 
passeggiate a cavallo a lire 15000 Aperto 
tutu i giorni dalle 8 a sera 
n Bruco (FVegene- via Paraggi) Aperto dalle 
9 alte 12 e dalle 17 alle 20 ofire scuola di 
equitazione a 23 000 lire l'ora 
I due Ughi (Anguillara Sabazia • Tel 
9010686) E necessana la prenotazione per 
salire su uno dei cavalli disponibili nel ma¬ 
neggio Aperto dalle 9 alte 12 e dalle 17 in 
poi di tutti i giorni, propone passeggiate a li¬ 
re 18 000 lire l'ora e lezioni a 25 000 Rag¬ 
giungibile con mezz'ora di auto facendo la 
Cassia-bis 

Centro Ippico Caatelfuuno (viale del Circui¬ 
to 68. sulla Cristoforo Colombo prima di 
Ostia - Tel 5670991) Dalle 8 alte 11 e dalle 

17 alle 20. escluso il lunedi, £ possibile mon¬ 
tare m sella per 22 000 l'ora 

PIccoU Elude (Morlupo 30 km della Flami¬ 
nia-Tel 9071890) Dodici ore di lezione di 
equitazione, fruibili in due mesi, costano in 
questo circolo 140 000 lire Necessana la tes¬ 
sera annua (lire 50 000) A venti minuti da 
Roma 

Campolugo (Monterosi-Vt, località Campo¬ 
lungo - Tel 0761 69431) si raggiunge con SO 
minuti di macchina questo circolo immerso 
nel verde 20 000 lire per ogni ora di lezione, 

18 000 se SI diventa SOCI Cliluso il lunedi 
VUUnova (San Polo Sabino-Ri, Tel 0765- 

68025) Lezioni di equitazione e, nei wee¬ 
kend escursioni nel verde della Sabina Lire 
25 000 per ogni ora, 200 000 per 10 A cin¬ 
quanta minuti da Roma 

FaraglU (Castel 5,10 Benedetto- Ri, nei pressi 
delle terme di Fonte Cottorella - tei 0746- 
496394) Si può cavalcare per un mimmo di 
due ore a 15 000 lire l'una Escursioni la do¬ 
menica (70 000 pranzo compreso) Neces 
saria la tessera Aics (é possibile farla sul po¬ 
sto con 25 000 lire) In agosto I attività SI Ira 
slerisce sul Terminillo 

L'uliveto (nel cuore del parco di Ninfa Lt Tei 
0773-318162) Aperto tutti i giorni dalle 8 al¬ 
le 12 e dalle 16,30 alte 20 II circolo dista da 
Roma SO minuti di auto Lire 18 000 per ogni 
ora di lezione 15 000 per un mimmo di die 
ci L iscrizione annua costa 25 000 lire 
Circolo Placiarelll (nella località omonima a 
pochi chilomein da Bracciano Tel 
9988332) Esperti e principianti possono di 
tettarsi con le escursioni nel verde delle 
sponde del lago proposte da questo maneg¬ 
gio li costo è di I 3 odo lire 1 ora 



Biciclette 


Piazza del Popolo (lato Rosati) Dalle 9 a 
notte fonda £ possibile noleggiare te due 
ruote pagando 4 000 per ogni ora. 15 OOO 
per Finterà giornata Domenica e festivi 
orano ridotto dalle 9 alle 20 La catena 
antifurto £ compresa nel prezzo 

Piazza Navoua. Bicicletle grandi e piccole 
nel cuore di Roma, fruibili dalle 10 alle 13 
e dalle 16 a sera 3 000 per ogni ora, 
15 000 per gli infaticabili che hanno voglia 
di pedalare tutto il giorno 

Piazza Sidney Sonnlno. «Bicimani.a» e il no¬ 
me di questo reni a bike in funzione dalle 
9 alle 20 dal lunedi al giovedì, e dalle 9 al 
le 24 dal venerdì alla domenica Un ora 
costa 4 000 lire, mezza giornata 10 000 
intera 14 000 lire I prezzi possono \anare 
a seconda delle due ruote scelte Seno in¬ 
fatti disponibili tandem mountain bike e 
altro Non chiude per ferie 

Piazza di Spagna (uscita della metrojlolita- 
na) Orano continualo dalle 9 alte 23 per i 
giorni fenali prolungato alle 24 nei festivi 
4 000 lire 1 ora 15 000 se si superano le tre 
ore e mezza A disposizione del ciclista 
anche lucchetti antifurto 


Gelaterie 


Palazzo del freddo G. Faad via Pnncipe Eu¬ 
genio 65 In attività dan928 offre numerose 
specialità Tra queste il «fnilletto» e la «calan- 
nella» Chiuso II lunedi 

Gloilttt, via Uffici del Vicario, 40 Davvero am¬ 
pia la vanelà di gusti proposti Lunedi il npo- 
so settimanale 

Caalna del tre laghi, viale Oceania,90 Chiuso 
li lunedi 

Pellacchia via Cola di Rienzo 103 Produzione 
propna dal 1923 

lYe Scalini piazzaNavona Specialità il tartufo 
al cioccolato 

BarchlesI & Figli via La Spezia 100 Produzio¬ 
ne propria c plunprcmiata Da provare la 
crema nocciola c il pistacchio 

Monteforte via della Rotonda 22 Semifreddo 
allo zabaione c cassala siciliana tra le spe¬ 
cialità Chiuso il lunedi 

Europeo, piazza 5 Lorenzo in Lueina 33 In¬ 
gredienti naturali freschi per gelati e semi¬ 
freddi Anche da asporto Mereoledì chiuso 

Bella NapoU, corso Vittono Emanuele 246 
Produzione artigianale Insoliti il gelato al 
babà e quello alfa pasliera Chiuso la dome¬ 
nica pomeriggio 

WilU’a gelateria, Corso Vittorio Emanuele 
215 Ocinlo artigianale Doc Speciale lo za¬ 
baione Chiuso il mereoledì 

Le tre maschere Borgo Pio, 40 Specialità ge¬ 
lato allo yogurt di trutta Ipocalonco 


Terme 


Acque Albnle (Bagni di Tivoli, via Tiburtlna 
km 22,700 • Tel 0774/529013) A mezz'ora 
da Roma, piscine di acqua sulfurea aperte 
tutti 1 giorni dalle 9 alte 16 Prezzi variabili 
dalle 13 alte 27 mila lire 

Terme di Cretone (Palombara Sabina, locali¬ 
tà Cretone-Tel 0774/615100) Vasche con 
acqua sulfurea aperte tutti i giorni dalle 9 alte 
19 (lire 11 000 1 feriali, 13 000 1 festivi) Pos¬ 
sibile l'ingresso prer il solo pomeriggio 
(9 000 lire dalle 14 m poi) In funzione bar e 
tavola calda 

Tenne dei Papi (Viterbo, str Bagni, 12 - Tel 
0761/250093 - 250113) Piscina termale con 
acqua sulfurea aperta dal mereoledì alla do¬ 
menica Orano 9-20 10000lire!ingresso 

Terme di Pompeo (Ferentino ■FI’ Km 76,000 
della Casilina) A partire dal 7 luglio oltre al¬ 
te cure termali £ possibile accedere alla pi¬ 
scina scoperta con acqua sulfurea a tempe¬ 
ratura ambiente Tutti i giorni dalle 9 alte 17, 
ingresso lire 8 000 

Terme di Orte (Otte, Vt- ria Bagno 9 - S S Or- 
tana km 24 200 - Tel 0761/494666) Piscina 
temiate di acqua sulfurea aperta tutti i giorni 
dalle 9 alle 19 I bimbi Imo a 14 anni pagano 
5 000 lire, gli adulti 10 000 Possibile un ab¬ 
bonamento per 15 bagni a lire 100 000 Par¬ 
co attrezzato, ristorante e bar 

Terme di Sant’Egldlo (Suio-Castelforte. Ll-via 
delle Terme Tel 0771/672212-672162) Per 
chi ha voglia di fare qualche chilometro in 
più e raggiungere il sud della regione, te ter¬ 
me di Suio, oltre alle cure, offrono piscine 
termali con acqua sulfurea Dalle 9 alle 17 di 
ogni giorno, ingresso lire 7 000 


Locali 


Clasdco (vid di Ubella, 7 - Tel 5744955) Co¬ 
lonne sonore dal mondo, musiche di oggi, 
degli anni '60 e '70 per ballare sotto la luna e 
ancora cocktails d autore gelati e sorbetti 
Aperto anche il giardino Fino alio agosto 

Alpheiu (via del Commercio, 36 - 

Tel 5783305) Per tutta l'estate la sala Red 
River ospiterà proiezioni cinematografiche, 
li blues sarà di scena nella Momotombo 
mentre la Mississipi funzionerà come disco 
teca 

Ahroqiiaiido (via degli Anguillara, 4 - Calcata 
vecchia. Tel 0761/587725) «Musica di 
mezza estate» £ il nome della rassegna che 
terminerà il 9 agosto Un programma origi¬ 
nale che spazia dal blues alla musica classi¬ 
ca indiana 


A 


Discoteche 


Miraggio mare di Ponente £3 - te! 6460369 
Fregeni' Discoteca e giochi in piscina Dal 
lunedi .il giovedì ingresso lini 20 000 Vener¬ 
dì sabeioedomenica30 00(i 

Rio che fcilUa I mare di Levante - tei 6460907 
Fregeni Discoteca, concert dal vivo caba¬ 
ret mu .ica anni 60 Alcune serate nentrano 
nell'ini/ stiva «Rio campagna progresso» 
piomo» .4 in collaborazione con associazio¬ 
ni ambii ntalisle per raccogliere fondi 

Udo, piaz-ti Fregene-tei 6460517 Fregcne Di 
scoteca on maxischermo e ristorante 

Tirreno v i Gioiosa Marea, 64 - lei 6460231 
Fregene Discoteca house e dance piano 
bar Lm 30 000 nel weekend. 25 000 gli altn 
giorni 

Belslto, p e Magellano - Tel 5626698 Ostia 
Venerdì s<ibato e domenica dalle 22 alle 2 
musica dal vivo e intrattemmenti ingresso 
gratuito 

Il Caatello via Praia a Mare - tei 6460323 Mac¬ 
carese Revival e tedino house 

11 Corallo I mare Amengo Vesp ucci 112 Osùa 
Disco b. r 

Acqiialand via dei Faggi 41 - tei 9878249 Lavi- 
nio Pisi me giochi acquatici due piste dan¬ 
zanti coiredatc di acqua-scivolo dai giovedì 
alla don lenica nel mese di luglio dal marte¬ 
dì alla Jomenica in agosto Aperto dalla 
mattina a notte inoltrata Ingresso lire 
20000 

Acquapiptr ria Maremmana infenorc km 
29,300 Guidonia Montecelio Accessibile 
già dalli 9 II pareo acquatico si trasforma 
dalle 22 di ogni sera in discoteca con ani 
reazioni c musica dal vivo anche con nomi 
prestigiosi 

Peter’s, via Redipuglia 25 - tei 6521670 Fiumi¬ 
cino Pop rock, disco anni 70 e altn ntmi 
ancora i «*7 questo locale aperto dal martedì 
alla don ionica Ingresso lire 20 000 consu¬ 
mazione compresa 

CoUaeum r a Pontina kni 90 700 Musica nera 
e di tendenza 

Even AurRia Vecchia km 92 500 • tei 
0766/851)767 Tarquinia Techno rock hou¬ 
se music 

La nave, vi i Portorose - tei 6460705 Fregene 
Giochi ir piscina e discoteca con serate a te¬ 
ma 

PUnlua 1 mire Duilio tei 5670914 Ostia Revi 
vai e tedino music 

La bussola I mare Circe - tei 0773/5Z8109 San 
Felice C ict-o Aperto tutti i giorni con un 
programma che comprende tutù i nimi bal¬ 
labili 

Kursaal I mare Lutazio Catulo tei 5602634 
Ostia C,i lellusano Dalle 22 30 ngorosa- 
menle disco music Ingrosso I re 2Ci 000 





































'^'*1 > llR»-»»*-* 


venerdì 9 AGOST01991 


NUMI» unu 

Pronto Intervento 113 

Carabinieri 112 

Questura centrale 4686 
Vigili del fuoco 11S 

CrT ambulanze 5100 

Vigili urbani 67691 

Soccorso stradale 116 

Sangue 49S6375-7S75893 
Centro antiveleni 3054343 
(nollel 4957972 

Guardia medica 475674-1-2-3-4 
Pronto soccorso cardiologico 
830921 (Villa Mafalda) 530972 
Aids (lunedì-venerdì) 8554270 
Aied 860661 


Per cardiopatici 8320649 

Telefono rosa 6791453 

Soccorso a domicilio 4756741 


Policlinico 4462341 

S. Camillo 5310066 

S. Giovanni 77051 

Fatcbenefratelll 5873299 

Gemelli 33054036 

S. Filippo Neri 3306207 

S. Pietro 36590168 

S. Eugenio 5904 

Nuovo Reg. Margherita 5844 
S. Giacomo 67261 

5. Spinto 650901 


Centri vatarlnarh 

Gregorio VII 6221686 

Trastevere 5896650 

Appio 7182718 


Intervento ambulanza 47498 
Odontoiatrico 861312 

Segnalazioni per animali morti 
5800340/5810078 
Alcolisti anonimi 5280476 
Rimozione auto 6769838 
Polizia stradale 5544 

Radio taxi: 

3570 - 4994 - 3875 - 4984 - 88177 


^\^co 




'Roma 


Una guida 

per scoprire la città di giorno 
e di notte 


Acea: Acqua 575171 

Acea: Recl. luce 575161 

Enel 3212200 

Gas pronto Intervento 5107 
Nettezza urbana 5403333 

Sip servizio guasti 182 

Servizio borsa 6705 

Comune di Roma 67101 

Provincia di Roma 67661 

Regione Lazio 54571 

Arci baby sitter 316449 

Pronto tl ascolto (tossicodipen¬ 
denza, alcolismo) 6284639 


PAGINA 23 L UNITÀ 


Acotral 5321462 

Uff. Utenti Atac 46354444 
Safer (autolinee) (90510 
Marezzi (autolinee) (60331 
Pony oxpress 3309 

CItycross 861652/84(0890 
Avis (autonoleggio) 47011 
Hertz (autonoleggio) 547991 
BIcInolegglo 6543394 

Collaltl (bici) 6541084 

Emergenza radio 337809 
Psicologia: consulenza 389434 


mORNALI DI NOTTE 

Colonna, p.zza Colonna, via S. 
Maria in Vi i (galleria Colonna) 
Esquillno' v.le Manzoni (cine¬ 
ma Royal); v.le Manzoni (S. 
Croce In Gerusalemme): via di 
Porta Maggiore 

Flaminio: t .so Francia; via Fla¬ 
minia N. (fronte Vigna StellutI) 
Ludovici, via Vittorio Veneto 
(Hotel Excdislor, P.ta Pinciana) 
Parloll. p.zza Ungheria 
Prati: p.zza Cola di Rienzo 
Trovi: via dalTrIlone 











«Venice CaWomia». da una foto del Hbro 


Visita al Museo delle Cere fra personaggi storici e di fantasia 

L’eco (di McuJame Tussaud 


Died cinni 
di attività teatrale 
in un libro 


MARCO CAPOHAU 


■I È stato presentato ieri se¬ 
ra nel piazzale delle Benedetti¬ 
ne di Fondi, prima del saggio 
di fine anno degli allievi del la¬ 
boratorio «Etlore Petrolini» (di¬ 
retto da Ferruccio Padula), il 
volume Dieci anni di attiolUI del 
Fesilual del Teatro Italiano, edi¬ 
to in collaborazione con l'Idi. 
Nei libro sono raccolte testi¬ 
monianze di Franco Portone e 
di Renato Giordano, rispettiva¬ 
mente curatore e direttore arti¬ 
stico del Festival, di Enore Zo- 
caro, Antonio Parisi (sulla ras¬ 
segna cinematografica «Dalia 
prosa alla posa»), Marco 
RPortone e Gaetano Carneva¬ 
le, con ricco apparato lotogra- 
fk-o a cura di Egidio Daniele ed 
eleiKO degli spettacoli presen¬ 
tati e premiati a Fondi in que¬ 
st’ultimo decennio. Ricordava 
Firanco Portone la scelta, rara 
nel panorama nazionale, di 
priviiegiaie la drammaturgia 
italiana contemporanea e in 
particolaie i giovani autori. Na¬ 
ta nel 1981 come una sorta di 
filiazione del premio «Fondi-La 
Pastora» per un'opera teatrale 
inedita, ia rassegna estiva fu 
Inaugurata dieci anni (a da La 
moglleela fedelegovemantedi 
Adeie Cambria (per ia regia di 
Eisa De Giorgi), vincitrice del 
premio neU'cdizione del '79. 
Realizzalo fin daii'inizio in col¬ 
laborazione con la Provincia e 
con l'Ente per il Turismo di La¬ 
tina (col patrocinio del Mini¬ 
stero dello Spettacolo, dell'Eti 
e deH’Asscssorato alla Cultura 
della Regione), Il (estivai si ò 
trasferito recentemente da 
piazza Matteotti (di fronte gl 
palazzo dei Gonzaga) al piaz¬ 
zale delle Benedettine, dove 
sorgevano un convento sei¬ 
centesco e la chiesa di S.Seba- 
stiano, demoliti senza troppi 


scrupoli nel 1969. 

La volontà di frenare il de¬ 
grado del centro storico, e l'e¬ 
sodo verso quartieri di dubbia 
(altura tipo il «167». ò alla base 
di una manifestazione che in¬ 
tende ripristinare - come pre¬ 
cisava l’architcìto Marco Porto¬ 
ne - <ondlzfoni di vivibilità, di 
scambio e informazione iniel- 
teltuale». All'attività promozio¬ 
nale di una drammaturgia na¬ 
zionale contemporanea - in 
cui lungo e l'elenco degli auto¬ 
ri proposti, da Franco Cordelli 
a Dario Bellezza, Mimo Pro- 
sperL Roberto Mazzucco, Ma¬ 
rio Moretti, Eruo Siciliano, 
Giorgio Manacorda, Alberto 
Santacroce. Domenico Purifi¬ 
cato, Giuseppe Manfridi (di 
cui e stato rappresentalo a 
Fondi il primo lavoro teatrale) 
- si accompagna negli ultimi 
anni la ricerca di testi caduti 
nell'oblio. A tal proposito Re¬ 
nalo Giordano (che ha allesti¬ 
to vari lavori neU'ambllo del fe¬ 
stival, da Cabiria e Doppio gio¬ 
co) rammentava la sua ripro¬ 
posta della commedia di Casa¬ 
nova La calunnia smascherata 
e la prima messinscena di Er 
cole in Fondi di Libero De Libe¬ 
ro (per la regia di Mario Mattia 
Giorgetti), dramma Inedito in 
cui il poeta narra la villeggiatu¬ 
ra, intrecciata a motivi tragici e 
a segni premonitori, di una fa¬ 
miglia borghese nella cittadina 
laziale . Analoga attenzione è 
riservata alla riTettura dei clas¬ 
sici (come la La Venexiana e 
Salomé, rivisitate rispettiva¬ 
mente da Giordano e Bellez¬ 
za) e alla nuova drammatur¬ 
gia straniera, da Angel city di 
Sam Shepard a Lo straniero di 
Rainrr Werner Fassbinder, il 
drammaturgo tedesco con¬ 
temporaneo più rappresentato 
in Europa. 


M Una «parata» di perso¬ 
naggi celebri, in costumi d'e¬ 
poca e scenografie storiche, 
che si susseguono senza alcun 
ordine cronologico, spesso 
giustapponendo i giorni più re¬ 
centi ai secoli lontani, o addi¬ 
rittura al mondo della fantasia 
favolistica. É il museo delle ce- 
rcchcdalI9S6ha aperto i bat¬ 
tenti nella capitale, prima In 
piazza della ^pubblica, poi, 
da circa vent'anni, in un'ala di 
Palazzo Colonna ,ln piazza 
Santi Apostoli. Quello che'bf- 
fre, al prezzo d’entrata di cin¬ 
quemila lire, 6 un viaggio nei 
<oiTi^oi» de(la storia, non ccr- . 
to quella dei popoli, nia oei 
grandi uomini, dei leader poli¬ 
tici o religiosi che compaiono 
sul sussidiari c 1 manuali scola¬ 
stici. In tutto circa 200 statue 
dai volti lucidi c impietriti, cosi 
come compaiono nelle foto¬ 
grafie d'epoca o nei ritratti. 

«È stato mio padre a fondare 
il museo -, dice l'attuale diret¬ 
tore e proprietario Marcello 
Canini, con un filo di malinco¬ 


nia nella voce, che si spezza al 
ricordo delle «avventure» pa¬ 
terne -, Veniva dallo spettacolo 
viaggiante, era spinto da un'in¬ 
saziabile curiosità di conosce¬ 
re luoghi c divertimenti lonta¬ 
ni. Ha portato a Roma le bale¬ 
ne, i robot, il circo e poi anche 
le statue in cera, dopo aver vi¬ 
sto il museo di Madame Tus¬ 
saud a Londra». Insomma, una 
vocazione per Ventertainment 
popolare, che ha spinto Fer¬ 
nando Canini e i suol ligll a im¬ 
barcarsi in questa avventura. 
Hanno cominciato da ven e - 
propri pionieri, non avendo al¬ 
le spalle i quasi I SO anni di sto¬ 
ria, appannaggio esclusivo del 
celebre •Tussaud's». Provando 
a miscelare diversi tipi di cera 
sono arrivati alla «ricetta» per¬ 
fetta. resistente al tempo e al 
calore, ma abbastanza morbi¬ 
da da poter essere modellata. 
Sugli »ingredienti» vige il più ri¬ 
gido topsecret. «Sonoqualtroo 
cinque tipi di cera, più o meno 


BIANCA DI GIOVANNI 

resbitentl -, dice Canini - il resto 
e un segreto di famiglia». Ma 
questa <3 soltanto l'ultima parte 
del procedimento che dà (or¬ 
ma ai Napoleone o ai Robe¬ 
spierre che oggi «Incontriamo» 
nelle stanze semioscure di Pa¬ 
lazzo Colonna Si comincia 
con una testa in creta o in pla¬ 
stilina su cui si (orma un calco 
in gesso, che servirà poi a mo¬ 
dellare la cera. Il nemico peg¬ 
giore del materiale è la polve¬ 
re. c he lo (a annerire nel giro di 
pochi mesi. Cosi circa una vol¬ 
ta .tiranno le statue devono es¬ 
sere riprodotte, sempre sul cal¬ 
co originale. L'autore di tutti I 
celebri volti del musco ù lo 
scultore Mario Gabriolti, che 
scruta ritratti, scatta fotografie 
a mezzibusti, rintraccia docu¬ 
menti visivi per riprodurre le 
eiprer-sioni più tipiche. Nella 
sua carriera non sono manca¬ 
le difficoltà. Per esemplo Papa 
Giovanni XXIII è stato rifatto sei 


fVERyrw/A/R 


Un disegno di 
Marco Petrella: 
nella foto 
sotto. Bianca 
Toccafondl: 
sopra, due 
allestimenti del 
museo delle 
cere: Lenin che 
partasi 
contadini e 
Napoleone 
Bonaparteche 
Incorona 
Giuseppina 



volte, prima di arrivare al risul¬ 
tato finale, cioè quello che è 
più «riconoscibile» da parte del 
grande pubblico. 

Gli ostacoli, comunque, non 
intralciano l'infaticabile attività 
del direnore, che tiene aperta 
l’esposizione [>er tutto l'anno, 
anche nei giorni festivi. Per i 
(lochi destinali ad affrontare la 
città deserta di Ferragosto, esi¬ 
ste, quindi, una via di scampo: 
la compagnia di manichini 
che hanno «fatto» il nostro pas¬ 
sato. «Ho chiuso soltanto il 
giorno che hanno rapito Moro 
-, prosegue Màiccllo (lanini -, 
avevo paura che accadesse 
qualcosa. Non ho pensato, pe¬ 
rù, a far 'imbalsamare' nella 
cera 1 volli del terroristi». In ef¬ 
fetti. gli unici ancora in vita che 
hanno avuto un (sosto nella 
«passerella» del museo sono i 
Pooh, che sono riusciti a «sfrat¬ 
tare» dalla prima stanza addi¬ 
rittura Napoleone e la sua cor¬ 
te. Sono stali realizzati quattro 


Scialpi 
in concerto 
domani 
a Genazzano 


H La rassegna musicale di 
Genazzano subirà una piccola 
variazione di programma. Il 
concerto di Scialpi antici|sa a 
domani, sabato 10 agosto. Il 
giovane cantautore, è entrato 
di recente anche nei panni di 
produttore dei propri successi. 
Sul palco dello stadio comu¬ 
nale di Genazzano presenterà 
la sua ultima fatica dal titolo -A 
Amare», un pezzo Ispirato ad 
atmosfere e sonorità totalmen¬ 
te nuove i>er Scialpi. Nato a 
Parma vcntlnove anni la esordi 
nel 1983 con •Rocking Roling». 
Sulla scia di questo successo 
neirSS vince il disco d’oro per 
le copie vendute con l'album 
«Un morso e via». L’Ingresso al 
concerto è dì 5 mila lire. 


«Esordii recitando una poeàa a Maria Josè...» 


Ritratti. Una poesia a Maria Josè, una particina alla 
Pergola di Firenze ail’età di quattro anni accanto a 
Gino Cervi. Inizia cosi la carriera di Bianca Tocca¬ 
fondi. In questo caldo agosto, con la regia di Gabrie¬ 
le Dolcini, sta preparando «L’Imperatrice della Ci¬ 
na», un testo di Ruth Woolf. In una Cina fine secolo 
sale al trono una concubina, Tzu-Shi. Lo spettacolo 
verrà presentato a settembre al Festival di Todi. 


PINOSTRABIOLI 



Mi «F’rcqucntavo l'asilo ‘Ma¬ 
ria Josè', un giorno la princi¬ 
pessa venne a farci vìsita, biso¬ 
gnava intrattenerla in qualche 
maniera, scelsero me per reci¬ 
tarle una poesia... Mio padre 
faceva dei lavori a 'La Peigola' 
di Hrenze, a quattro anni salii 
su quel palcoscenico con una 
particina in un testo di Bour- 
del, in compagnia c'erano Gi¬ 
no Cerri e Renzo Ricci. Cervi 


mi sembrò tanto bello. Fu il 
mio principe azzurro. Avevo 
due o Ire battute da dire. Le di¬ 
cevo e subito scappavo in pla¬ 
tea con la S|}cranza di r>olermi 
veder recitarc...Ma quando ero 
scesa in platea, sul palcosceni¬ 
co non c’ero già più...Non ci 
sono mai riuscita a vedermi. 
Mail E dire che ci ho provato 
scmpre...Fino a dieci anni, 
quando ce n'era bisogno, veni¬ 


vo scelta picr piccoli ruoli, poi 
smisi e a sedici ripresi in un 
teatrino di vìa Laura. Da quel 
teatrino erano usciti Sara Fer¬ 
rali e Rossano Brazzi, l'anno 
prima del mio c'erano stati 
Franco Zelfirelli e Alfredo 
Bianchini, con me Giorgio Al- 
beriazjEi c Franco Enriquez. 
Entrai (xico dopo in una com¬ 
pagnia Stabile di Firenze, face¬ 
vamo dei lavori importanti. 


ogni settimana cambiavamo 
lesto, da La fiaccola sotto il 
moggio di D'Annunzio ai Sei 
personaggi in cerca d’autore di 
Pirandello, io avevo sempre 
dei ruoli importantissimi. Ri¬ 
cordo un De Musset, // cande¬ 
liere dove Enriquez faceva la 
sua prima regia, Piero Tosi i 
primi costumi e io e Albertazzi 
i 'primi' attori. Avevo latto tal¬ 
mente tanto in quel [>eriodo 
che quando amvai a Roma, 
avevo venlidue anni, mi sem¬ 
brò impossibile che nessuno 
mi conoscesse. Era proprio co¬ 
si, a Roma, non mi conosceva 
nessuno. Non ho fatto scuole o 
accademie. Se devo ricordare 
un maestro è senz’altro Atos 
Ori. un non professionista, in¬ 
segnava la dizione e l'imixrsla- 
zione della voce, oltre ad esse¬ 
re il mio fu anche il maestro 


dell.! Ferrati e di tanti altri... 

Nsl'SI, '52 entrai alla televi¬ 
sione a Milano, era un tale fe¬ 
nomeno, allora il Icleschcnno 
che si diventava subito famosi 
e rkhicsti... T’ho detto tutta la 
mia infanzia c la mia giovinez¬ 
za. .1 r»to dillo tu...», mi dice 
Biarca Toccafondi. 

Inutile elencare una carriera 
zeppa di ruoli, di «protagoni- 
sle», di premi e successi. In 
questo mese di agosto ci in¬ 
contriamo ogni giorno in una 
s.»la prove, stiamo pie(>arando 
per I Festival di Todi L'/mpera- 
irìcc della Cina dì Ruth Wolff 
con la regia di Lucio Gabriele 
Dolcini, le scene di Jack FVank- 
fiirter e i costumi di James 
/Vcheson. Vedere Bianca Toc¬ 
cafondi costruire il carattere, 
l'immagine, la voce di Tzu-Hsi, 
una concubina assurta a) (oote- 


re. seguirla nella preparazione 
di un personaggio tanto mal¬ 
vagio quanto umano è senz'al¬ 
tro un esempio di grande tea¬ 
tro (jer me fter i miei colleghi 
che citerò (in ordine di appari¬ 
zione) Pier Francesco Poggi, 
Mattia Machiavelli, Stefano 
Oppedisano, Francesca Lori- 
ga, Paola Rinaldi, Fernando 
Calati. 

«Ogni lavoro che affronto mi 
sembra il più imptortante della 
carriera, di questa Imijeralrice 
(tosso dire pochissimo ci sono 
tropix) dentro in questo mo¬ 
mento... - conclude Bianca -j 
Oggi più di ieri ho bisogno di 
sperimentare testi nuovi, registi 
giovani, idee, soltanto cosi tro¬ 
vo l’entusiasmo e il piacere di 
lavorare...Non ho mai sacrifi¬ 
cato la vita, i sentimenti o i de¬ 
sideri [ter questo mestiere...». 


anni fa (quando il gruppo pop 
ha feste^iato il ventesimo an¬ 
no di attività) per accontenta¬ 
re il pubblico di giovanissimi. 
Per i bambini, invece, c'è Bian¬ 
caneve In compagnia dei sette 
nani, oppure la Bella addor¬ 
mentata. I personaggi inventati 
finiscono qui. il resto sembre¬ 
rebbe tutto «vero», se non fos¬ 
se che nel giro di pochi metri si 
incontrano Hitler e Galilei, o 
Heasso e Leopardi. Nel firma¬ 
mento delle celebrità è difficile 
fare una graduatoria delle pre¬ 
ferenze dei visitatori. Quello 
che «impressiona» di più, pro¬ 
vocando commenti e esclama¬ 
zioni del pubblico, è Benito 
Mussolini, attorniato dal Gran 
Consiglio fascista, nel giorno 
dell'ultima seduta del 25 luglio 
1943. Tra le scenografie, note¬ 
vole è quella deH'amblenle 
che ospita Alcide De (jaspieri e 
don Luigi Sturzo, in cui com¬ 
paiono un telefono c una mac¬ 
china da scrivere d'epoca c 
una parte della libreria del fon¬ 
datore del Partito Popolare. 


Vocalità 
indiana 
nel cuore 
di Calcata 


M Dall'India i suoni per l'ul¬ 
timo concerto di «Musica di 
Mezza Estate», che l'associa¬ 
zione culturale Altrrxjuando 
presenta stasera. Il professor 
T.R. Subramaniam eseguirà 
musica vocale classica dell'In¬ 
dia del sud. Con lui si esibiran¬ 
no la moglie Kanakam alla 
tampura e Rashmi V. Bhatt alle 
lable. Questo concerto rappre¬ 
senta un'occasione pratica- 
mente unica per ascoltare un 
grande maestro di musica vo¬ 
cale indiana in stile «Camatìc», 
in un luogo particolare come 
la sala tardo duecentesca del- 
l’AItroquando. incastonata in 
un [>aese magico come Calca¬ 
ta Vecchia. 

A Fiuggi l'appuntamento 
degli «Incontri musicali d'esta¬ 
te» è con il quartetto Accade¬ 
mica, ospite al teatro comuna¬ 
le di Fiuggi. Mariana Sirbu e 
Ruicandra Cola, violini, James 
Creitz, viola e Mihai Dancile al 
violoncello. Insieme dal 1967, 
nell'arco della loro lunga car¬ 
riera, hanno suonalo per le più 
imprortanti istituzioni dei paesi 
europrel e degli Stati Uniti, otte¬ 
nendo ovunque successo di 
critica c di pubblico. Il pro¬ 
gramma prevede l’esecuzione 
del quartetto in re minore di 
Mozart e di Shubert il quartetto 
in do minore «Quartetsalz» del 
1820 lasciato incompiuto dal 
comprosilore che ne scrisse so¬ 
lo Il priirio tem|x> e alcuni 
frammenti del secondo. Il con¬ 
certo si concluderà sulle note 
dell'unico quartetto dì Debus¬ 
sy in sol minore Ofrera 10, che 
lo stesso musicista, quindici 
anni doF>o, arrangiò per piano¬ 
forte. 

L'antico convento di Santa 
Maria delle Grazie di Calaselo, 
in Abruzzo, ospiterà, invece, le 
struggenti note di Chopin, in¬ 
terpretate da Marina Greco e 
Fabrizio Salvatori. 




I APPUNTAMENTI l 


Terme di Ceracene. Un mostni «50 anni di .'itoiia e musica alle 
Terme di Caracalla» 6 iitinerta tutti i giorni dalle ere 9.30 alle ore 
18.30. Altra mostra, quella su «Alberi pererni>/Sculnire per il 
teatro di Ceroli, ore 18.30 (per entrambe le mostre 

so è gratuito). In visione per tutto il periodo di aperture della 
stagione del Cinquantenano 

E...vtve le p em crie. Iniziative del Comune e dell'Uisp c/o 
rimpianto «rUMo Bernardini* Via Pasini (zona Pictralata, tei. 
41.^.111): oggi ore 19-21 corsi gratuiti di nuoto e incontri di 
calcetto, ore 20.30 conci rto di Marco Bambati. ore 21 proiezio* 
ne de) film «Il signore degli anelli*. Piscina aperta (con libero in¬ 
gresso) dalle 21 alle 23. In funzione 11 servizio di pizzeria-bine- 
ria. 

Concerti del Tempietto. Prosegue per tutto agosto la rasse¬ 
gna di concerti al Teatro Marcello. Stasera Cluodio Ek>nechi pro¬ 
pone un programma misto che va dalla Fantasia K396 di 
wAMozait alia sonata op.3) n»2 di Beethoven, concludendo 
con la Rapsodia in blu di C^rshwin, un brano particolarmente 
amato dal pianista. 

Eatete d'argento *91. In via Montalcini 3. parco di Villa Bonelll 
XV circoscrizione, dalk‘ ore 17 alle 19,30 sono previsti spettacoli 
musicali, teatro, dibattiti, giochi per la terza età. Po.-ssono parte¬ 
cipare tutti 1 cittadini. Irvgresso gratuito. La manifeslazione con- 
tiua fino al 9 settembre, i^r informazioni rivolgersi alla cooF>era- 
tiva Magliana Solidale te 152.63.904-52.86.677. 

Estate d'argento a Ostia. Oggi alle 17,30 scuola di liscio «Ra- 
taplan*, la storia dei pjwssL e i primi passi della storia a cura di 
Monica Di Nunzio. Domani, sempre alle 17,30, illusionismo e 
magia con Marco Piota Caselli. 

Roat a Maccarese. Oggii al Palmeto di Maccarese Radio Rock 
racconta la storia del rocik. Discoteca airaperto a partire dalle 
ore 23. Nell’attesa venTi proiettato il film «Sur Trek*, li Palmeto, 
unico punto rock deire sete, è a Maccarese, rdricolo di via Aure- 
lia per Pregne (via Ca stei S. Giorgio). L'appuntamento del ve¬ 
nerdì con il «Rock da spiaggia* si protrarrà ])er tutto il mese di 
agosto. 

Meeting l]itenmzlon.iile di mimo; dal 27 al 31 agosto a Viter¬ 
bo. Iscrizioni aperte pi-ifiso la segreterìa della manifestazione. 
Informazioni al telef. 00.80.176. 

TagUacoezo. Nell'airilnto delia VII edizione del Festival di 
mesa estate di Tagtlai'orzo domani sera ci sarà il gran galà di 
danza del Ballct Nacional de Cuba in omaggio ad Alicia Alonso, 
preceduto dairassegn& /'ione di un «premio élla carriera e aH'ar- 
te* dedicato a questa itiipenda artista di fama mondiale che, 
per l’occasione danzerà (eccezlorialmente) l'Adtigio del se¬ 
condo atto del La^ de Cimi, 

Scuola viva è un'assoc ja»one nata ne) 1975 con lo scopo di at¬ 
tuare e diffondere una mt^ologla educativa basata sul pieno 
rìspeotto delle diverse i>ersonalltà e sulla stimolazione delle po¬ 
tenzialità cognitive cd «iipressive. Offii è rultimo giorno airAre- 
na Esedra (N^a de) Vin i male 9) perla mostra de) laboratorio di 
attività espressive (in contemporanea con gli spettncoli previsti 
airaiena). 

ScnoUjM infiermlcr 1. Sono aperte fino al 7 settembre le iscri¬ 
zioni al Corso triennale per II conseguimento del diploma di sta¬ 
to di infermiere professionale. I corsi sono gratuiti e finanziati 
dalla Regione Lazio. Le iscrizioni si effettuato presso la Scuola di 
via Cassia 600. Informa.tioni al tei, 36.59.05.35. 

■ MOSTRE 

Toti Sdalotau Opere t\iù ì 940 al 1 991. Galleria nazionale d'arte 
moderna. delle Bc'lk; Aiti n. 131. Ore 9-14, domenica 10-13, 

lunedi chiuso. Rno al 30 settembre. 

Omaggio • Mauù. Uim scelta di opere conservate nella «Rac- 
coltavTArdca, Via Lauii;ntina km. 32,800. Ore 9-19. Fino al 22 
settembre 

Mlbao capolavori. Venticinque dipinti del Museo dì Belleas 
Artes della città basca; da Zurbaran a Goya a Van Dyck. Palazzo 
delle Esposizioni, via Noztonaie 194. Ore 10-21, mariedi chiuso. 
Ingresso lire 12.000. Pino al lOsettcmbre. 

Salvador DaD. L’atthntà plastica e quella iliustrativa, presso la 
Sala del Bramante (SaiiUi Maria del Popolo) piazza del Popolo. 
Ore 10-20, venerdì, sabnto e domenica 10-22. Fino ai 30 settem¬ 
bre. 

■ MUSEI E GALLERIE 

Miuel Vadcanl. Viair Vaticano (tei. 698.33.33). Ore 8.45-16, 
sabato 8.45-13, domenic., chiuso, ma l'ulUma (fogni mese è in¬ 
vece aperto e l'ingresso 6 gratuito. 

Galleila nazionBle d’iirtc moderna. Viale delle Belle Arti 
131 (tei. 80.27,51). Ore 9-13.30, domenica 9-12-30, lunedlchiu- 
so. 

Miueo deDe cere. Piazza Santi Apostoli n.(>7 (tei 67.96.482). 
Ore9-21, ingressoIire4 000. 

GallcTla Con^. Via della Lungara 10 (lei. 65.42.323. Ore 9- 
14. domenica e festivi 9-13. Ingresso tire 3.000, gratu under 18 e 
anziani. Lunedi chiuso. 

Mueo napoteonlco. Via Zanaidelll I (tetef.65.40.286). Ore 
9-13.30, domenica 9-12.30, giovedì anche 17-20, lunedi chiuso. 
Ingresso lire 2.500. 

■ VITA DI PART (TO 

Sezione Pda A. Granmd • Bncclno (Sa). 12-13-14 agosto 
Festa de «l'Unità*. Nell’.imbito della festa: gastronomia-musica- 
balU-dibattiti-mostre-sLmds. Serata conclusiva conclusiva (14 

S ore 21 ; FabioTievese la sua band in concerto 

Festa de «l'Uni.à* ore 20.15 dibattito «Fiuggi, l'dmbicntc 
*. 

Pallano. Festa de «l'Ur lUi* ore 19 dibattito Di' Angehs. 

S. Vittore. Festa de «rUn Ità*. 

Morolo. Inizia festa de 'l'Unità*. 

Stnmgolagalll. Inizia Festa de «l'Unità*. 

UNIONE REGIONALE PDS LAZIO 
Federazione CaotelU. Aprono le Feste de «l'Unità- di: Lanano 
Neml, Nettuno, Anzio. 

Federazione Clvltavit^chia. Feste de «i'Unltà*: Civitavecchia 
continua. Allumiere co ’ itìnua. Canale continua. 

Federazione Rieti. F( ste de «l'Unità*: BorgC' Quinzio continua, 
Gavjgnano continua. Colicvccchio continua. Bocchignano ini¬ 
zia. Pozzaglia ore 20.30 a.tsemblea iscritti (Bianchi). 
Federazione lìvoll. Torrita Tiberina continua Pesta de «l'Uni¬ 
tà* ore 19.30dibattito5till(i|x>)it}calocale 0uggcrì, Papa). 
Federazione Viterbo. Feste de «l'Unità»: Ronciglionc apre. Ca¬ 
nino continua. Vasanelkn continua ore 21 dibattito sulla situa¬ 
zione amministrativa regionale e provinciale con Luigi Daga 
Consigliere regionale e Massimo Maracci Consigliere provincia¬ 
le. 

■ PICCOLA CRONACA 

Lutto. Si è spento dop*) una breve malattia il compagno Dante 
Novelli, combattente nella lotta antifascista di Roma. Alla mo¬ 
glie. ai figli e alle sorelli; la sezione di Settcville e la federazione 
di Tivoli e la redazione dell'Unità si stringono con grande affet¬ 
to. Sottoscrivono per «l'i Jrutà*. 

Servtad medici aperti nel mese di agosto: Rocomar analisi cli¬ 
niche, via E. Salvi 12. U I. 50.10.658 e 50.14.861. convenzionato 
Usi. orario 7.30-17 (7.3)-10 prelievi) escluso sabato e giorni fe¬ 
stivi. Prof. Gianfranco Carvlcchioll, sp^ial'sta in genatria, via 
Igea 9, tei. 30.71.007. Dr. Giovanni D'Amico, specialista in 
(^ontostomatologia, piazza Gondar 14. tei. ^13.91.837. dal mar¬ 
tedì al venerdì orario continuato 10-19 (convenzionato con Ca- 
sagit, Fasi e Fisdam). iStodlo veterinario, via Filippo Nicolai 
24, tei. 34.51.332, aj^rro tutti i giorni (escludo sabato e festivi) 
ore. 16-20. 


























PAGINA 24 L’UNITÀ 


TBLBROMA69 

Or« 17 Dimensione tavoro; 
16.30 Telefilm «1 gemelli Edi¬ 
son»; 19 Telefilm «Fantasllan- 
dia»; 19.S0 Novela «Terre scon¬ 
finate»; 20.30 Film «La saetta 
nera»; 22.30 Tg sera; 24 TCm «il 
bel mostro»; 1.45 Tg; 2.30Te- 
lefllm «I gemelli Edison». 


OBR 

Ora 1S.15Tele()lm «Stazione di 
servizio»; 1S.30 VIdeoglornale; 
20.30 Delitto Notarbartolo: 

21.40 Film «Il terrore del West»; 

22.40 Auto oggi motori no-stop; 

23.15 Medicina senza frontie¬ 
re; 0.30 VIdeoglornale; 

1.30C'era una volta. 


QUARTA RITE 

Ore 13 Telenovela «Nozze d’o¬ 
dio»; 13.35 Telenovela «Felicità 
dove sei»; 20.30 Quarta Reto 
News; 21.00 Film «Haw- 
kln8»;22.40 Politica News; 23 
Telefilm «Pattuglia recupero; 
24 Quarta Rete News; 0.30 Te¬ 
lefilm «After Mash»; 1.30 Tele¬ 
film «Lotta per le vita». 



CINEMA □ OTTIMO 
O BUONO 
■ INTERESSANTE 


OEFINlZfOHI. A: Avventuroso; BR: Brillante; D.A.: Disegni animati; 
00: Documentarlo; OR: Drammatico; E: Erotico; F: Fantastico; 
FA: fantascienza; 0: OiaUo, H: Horror; M: Musicale; SA: Satìrico; 
SE: Sentimentale; 8M: Storico-Mitologico: ST: Storico; W: Western. 


VENERDÌ 9 AGOSTO 1691 


VIDEOUNO 

Ore 5.30 Rubriche del mattino; 
13.30 Teienovela «Marina»; 14 
Telefilm «Fantasilandia»; 15 
Rubriche del pomeriggio; 18.50 
Telenovela «Marina»; 20 Laver- 
ne and Shirley; 20.30 Film «Pri¬ 
ma doiruraoano»; 22.30 Film 
«Il tempo di Charleston - Chica¬ 
go 1929». 


TELETEVBRE 

Ore 17 Ratna appuntamelo 
con l'occulto; 17.30 Musei In ;e- 
sa; 19.301 fatti del giorno; 20.30 
Film «Il boia aspetterà»; 22.15 
Spazio moda; 22.30 Specr.ile 
teatro; 24 I fatti del glorio; 
IFilm «Città nuda». 


TELERBOIONE 

Ore 14.30 Ftìm -Don Milani»; 16 
Film «Terra nera»; 17.30 Film 
«Sansone contro i pirati»; 19 
Cartoni animati; 20.30 Film 
«Valanga»; 22 Emozioni nel 
blu; 22.30 Film «O tutto o nien¬ 
te». 






ACADEMYHAU 

ViaStamira 

L 8.000 
Tel. 426778 

Chiusura estiva 

AOMIAAL 

Piazza Vertano, 5 

L. 10.000 
Tel. 8541195 

CoMvt di Carlo Lizzani; con Giuliana 
De Sio-OR (17-22.30) 

ADRIANO 

Piazza Cavour, 22 

L. 10.000 
Tal. 3211896 

□ Bona col lupi di e con Kavin Cost- 
nar-W (18.30-22) 


ALCAZAR L. 10.000 Rassegna'LenottideirAlcatraz’':Vor- 

VIsMerrydslVni.U TsI.SSOOOOd rei che fu fossi qui 


(21-23)(lngrs8SO solo a Inizio spsttaco- 

J2Ì_ 


t 

ALCIONE 

Via L di Lesina, 38 

L 8.000 
Tel. 8380030 

CniuaoparrasUuro 


AMPAftffADP 
Accademia Agiati, 57 

L. 10.000 
Tel. 6408901 

Chiusura estiva 


AMERICA 

Via N. del Grande, 6 

L. 10.000 
TaI.SeiSltO 

Chiusura asilva 

r 

ARCHHKOE 

Via Archimede. 71 

L 10.000 
Tal. 6075087 

Cniutura saliva 

> 

AROTON 

Via Cicerone, 19 

L. 10.000 
Tel. 3723230 

■ Whera di Ken Russell; con Theresa 
Russell-OR (17.39-19.10-20.45-22.30) 

¥ 

ARISTONH 

Galleria Colonna 

L 10.000 
Tel. 6783287 

Chiuso par lavori 


ASTRA 

Viale Jonlo, 225 

L. 8.000 
Tel. 8176256 

Chluauraaallva 


ATIANTIC 

V.Tuacolana.745 

Laooo 

Tel. 7610868 

Chiuauraeallva 


AUGUSTUS 

C.SOV. Emanuela 203 

L. 7.000 
Tei. 8875456 

Chiuso par lavori 

> 

BARBERN 

Piazza Barberini, 25 

L 10.000 
Tet. 4827707 

Chiuso per lavori 

CAPITOL 

VlaO. Sacconi. 38 

L 10.000 
Tet. 3236819 

Chiusura estiva 


CAPRAMCA 

Piazza Capranica. 101 

L 10.000 
Tel. 8782486 

Un weekend N due PRIMA 

(17-18.60-20.35-22.30) 


CAPMMCNEnA 

P.iaMonlacHa(lo,12S 

L 10.000 

Tel. 8786967 

O Bnebà (S piccolo olmnlere) di Bah¬ 
ram BeizaI-OR (18-20.15-22.30) 

i' 

CASSIO 

Via Cacala. tSI 

L. 6.000 
Tel. 3861607 

Chiusura ostlva 


GOLAMRCICO L. 10.000 

Piazza Cola di Rienzo, 88 Tal. 8878303 

Al dlmrelo S pnradMo di David Leland; 
con JefI Daniela-BR (17-22.30) 


DIMIANTE 

VlaPrenaatlna.230 

L. 7.000 
Tol. 286608 

Chiusura estiva 


COEN 

P.ZZM Cola di Rienzo, 74 

L. 10.000 

Tel. 8878862 

Chluauraaallva 

s; 

é. 

t 

EMSASSY 

VlaStoppanl,7 

L 10.000 
Tel. 870245 

Chiusura saliva 

DtfMK 

Via» R. Margherita. 28 

L. 10.000 
Tal. 8417718 

■ aiaiiaevc di Aaron Norr»; con Chuck 
Norrit-DR (18.I6-I8.26-2020-22.30) 

ì 

'è,. 

p 

ESVfflES 

V.ledairEaarclto,44 

L. 10.000 
Tal. 6010662 

Chiusura eel iva 

ESPERIA 

Piazza Sonnino. 37 

L 7.000 
Tel. 6812884 

O U doppia «tti di VoroMoi di Kr- 
zyaztof Kleeiowsk); con Irene Jacob - 
OR (16.30-ia.30>20.30-22.30) 

1 

ETOU 

Piazza In Lueina, 41 '' 

L 10.000 
Tal. 0878125 

□ Mar» ad » di Jlrf Welu: con Mi¬ 
chel Piccoli-OR 

118.30.18.30-20.30.22.30) 

t 

J 

EUnCM 

V» Liazt, 32 

L 10.000 
Tal. 6810000 

Chiusura saliva 

t 

CUROPA 

Coreo d'iul», 107/a 

L 10.000 
Tal.S668736 

Chiusura attiva 

i. 

EXCaSKM 

V»B.V.dalCamwlo.2 

L 10.000 
Tal. 6282288 

Chiusura attiva 


FAWeSe 

Campo da'Fiori 

L&OOO 

Tal.8864395 

■ URaddtdlChrlstMnVIncant-SE 
(18.18-20.30.22.301 

H 

RAMMA1 

Vla8lnolaU.47 

L 10.000 
Tel.4827100 

□ Rattncran» a OuUdtnaMm anno 
maiR di Tom Sloppard; con Qtiy Okl- 
man-OR I1820.2O22J0) 


FIAMMA2 

VlaBluolatl.47 

L. 10.000 
Tal. 4827100 

OaidMa to Ra»gonta di Carina Sorin: 
con Oan»l Day Lawls - BR(17.18I9.06- 
20.46-2230) 

(Ingrotso aalo a Inizio spahacolo) 

i 

OAMtCN 

Viale Trastavore, 244/a 

L.SOOO 
Tal. 6812848 

Chluturaatliva 


oocuo 

VlaNoman»na,43 

L 10.000 
Tal. 8654148 

Chiuauraeitlva 

te 

OOUMM 

V»Taranto,3S 

L 10.000 
Tat.7598e02 

Schegge di foWa di Michael Lehmann; 
con WInona Ryder • OR 

(16.46-18.45-20.30-22.30) 


anEGORY 

V»QreoorloVll.iaO 

L. 10.000 
Tal. 8384882 

Chluaurt estiva 

L 

t 

HOUOAY 

LargoB.Marc«llo, 1 

L 10.000 
Tal. 0648328 

O n titani» dagli ImMoanV di Jona- 
Ihan Damma; con Jodle Postar ■ Q 

(17.30-20.1822.30) 

I 

INDUNO . 

ViaG. tnduno 

L 10.000 
Tal.681248S 

Chiusura saliva 

i'- 

IQNG 

Via Fogliano. 37 

L. 10.000 
Tel. 6319641 

Chiuauraeitlva 


MADISONI 

VlaChiatrera.121 

L 6.000 
Tal. 8417926 

Putì a Bavarly Rita di MIck Jacson; 
con Stava Martin-BR 

(17.3819.1820.4822.30) 

> 

IIAINSON2 

VlaCniabrera.121 

L 6.000 
Tal.5417B28 

Amtata di Franco ZaMIralll: con Mal 
Gibson-Dfl 117.3820.0822.20) 

MAESTOSO 

ViaAppia.41B 

L. 10.000 
Tal. 786086 

Chiuso por lavori 

3!. 

MAjcsnc 

ViaSS.Apo8lol).20 

L 10.000 

Tel. 6794806 

Cyrano Da Bargarac di Joan-Paul Ra^ 
penaau: con Gérard Depardiau ■ SE 

(17.30-2822.30) 


METROPOLITAN 

VladelCorso.8 

L 6.000 
Tel. 3200833 

Spallo nudo di David Mare; con Blair 
Brown- (18.30-22.30) 

» 

MIGNON 

Via Viterbo, 11 

L. 10.000 
Tel. 8559493 

Chiusure nativa 

5 

NEWYOmC 

Via della Cava, 44 

L 10.000 
Tel. 7810271 

Chiusura estiva 


PARIS 

V»MagnaGracla 112 

L 10.000 
Tal. 7506688 

Ohoaf Fontnenti di Jerry Zucker; con P. 

Swayze-FA (17.30-22.30) 


PASOumo 

Vicolo del Piada. 19 

L. 5.000 
Tei. 5603622 

Chiusura saliva 


QUIRRUUJE 

Via Nazionale. 180 

L.8.000 

701.4882663 

La mia preda di Riccardo Schicchi • DR 
(17.30-19.15-20.50-22.30) 

i 

OUIIUNCnA 

VlaM. Mlnghetti.5 

L 10.000 
Tel. 6790012 

Chiusura saliva 

„ 

REALE 

Piazza Sennino 

L. 10.000 
Tal. 6810234 

Biade Runner con Harrlaon Ford - A 

(17-22.30) 


RIALTO 

Via tv Novembre. 158 

L 8.000 
Tel. 8790783 

Q L'AMinle di Jean Vigo; con Miche) 
Brown-DR (18-22.30) 


RITE 

Viale Somalia. 109 

L. 10.000 
Tel. 837481 

Chi usura estiva 

> 

RIVOU 

Via Lombardia. 23 

L. 10.000 
Tel. 4880883 

O II portebofae di Daniele Luchetti; 
con Silvio Orlando, Nanni Moretti - BR 
(19-20.45-22.30) 

f 

ROUQECTNOIR 

Via Salaria 31 

L 10.000 
Tei. 8564305 

Paprlka di Tinto Brass - E (VM16) 

(16.3818.3820.3822.30) 


ROYAL 

Via E. FillbeHo.175 

L. 10.000 
Tel. 7574549 



UNIVERSAL 

Via Bari, 18 

L. 7.000 
Tet. 8831216 

Chiusura estiva 


V1P-80A 

VlaGaliaeSidtma,20 

L. 10.000 
Tel. 8395173 

Chiusura estiva 


■ ARBNB 


CINEPORTO L 8.000 LsluddslIscHtèdleconCharlieCha- 

ViaA. di San Giuliano Tel. 4453223 plin; segue concerto (vedi spazio jazz- 
rock-folk); U guerra dal Rossi di Dan- 
ny De Vito .(Inizio spettacoli ore 21.30). 
Sala Teatro; Rassegna "Fantafestivat' 
Il eegrtio del TIbel di Stuart Walker 
(ore 24) 

ESEDRA L 7.000 Un'arida ataglone Manca di E. Palcy; lo 

Vi&del Viminale, 9 Tel. 4874404 e II vento di J. lvene.(lnlzio proiezione 
ore 21) 

TIZIANO L 5.000 DMtTrscy (21-23) 

Via Reni. 2_Tel. 392777_ 


■ CINBCLUB 


AZZURRO8CIPI0NI LS.000 Saletta'Lumiere': Film. In lingua ori- 

Via degli ScIplonI 84 TaI.STOlOM ginala Inglaaa: WhI» 5w cttit alaapa 

(20); DW‘M*lor morder (22) 


SalelU 'Chapdn': OuarMto Baallaua 
(18.30): Té nel daaarto (20.30): OuarM- 
la_Baallaut_(22.30). 


pOLrrccNKO 

via G.B.TIspolo. 13/a 

Tel.3227SS9 

Ripoao 





AMBASCIATORI SEXY 

Via Monlebsllo. 101 

L 8,000 
Tel. 4941290 

Film par adulti 

(1811.381822.30) 

AOUtU 

Via L'Aquila. 74 

L. 6.000 
Tel. 7594961 

Fllmpar adulti 


MODERNETTA 

Piazza Repubblica, 44 

L 7.000 
Tel. 4880285 

Film par adulli 

(10-22,30) 

MODERNO 

Piazza Repubblica. 45 

L. 6.000 
Tel. 4880285 

Film par adulti 

(16-22.30) 

MOUUNROUQE 

ViaM.CofbÌno,23 

L. 5.000 
Tel.SS623S0 

Film per aduli! 

(16-22.30) 

ODEON 

Piazza Repubblica. 48 

L. 4.000 
Tel. 4884780 

Film par aduni 


PRESIOENT 

Via Appia Nuova, 427 

LS.000 

Tet.7B10148 

Chiuso per restauro 


PU8SYCAT 

ViaCalroli.08 

L 4.000 
Tel. 7313300 

Film par aduli! 

(11-22.30) 

SPIENOIO 

VitPlerd6lleV)ane4 

L 5.000 
Tel. 620205 

Film par adulti 

(11-22.30) 

UUSSE 

VlaTlbuHlna,380 

L. 5.000 
Tet. 433744 

Film par adulti 


VOLTURNO 

Via Volturno, 37 

L. 10.000 
Tel. 4827667 

Film por adulti 

(1822) 


■ FUORI ROMA 


ALBANO 

aORIOA 

via Cavour, 13 

L. 6.000 
Tel. 9321339 

Riposo 


BRACCIANO 

yiRGlUO 

VlaS.NagreHI.44 

L.8.000 
Tel. 9987996 

BIk 

(16.1822.30) 

FRASCATI 

POLITEAMA 

Largo Panizza. 5 

L 9.000 
Tal. 9420470 

Sa»A:CaMva (18.3822.30) 

Sa» B: Sua Matalé vtana da Las Vsgat 

(16.3822.30) 

SUPERCRCMA 

P.udalQssù.9 

L. 9.000 
Tel. 9420193 

Chiuso par lavori 


QINZANO 

CYNTHIANUM 

Viale Mazzini. 5 

L. 6.000 
Tal. 9384484 

Chiuso por lavori 


QROTTAFIRRATA 

VENERI L. 9.000 

Vialal'Magglo.06 Tal.9411692 

Chiusura asti va 


MONTBROTONDO 

NUOVO MANCINI L. 6.000 

V»a.MaRaoni.63 Tal. 9001888 

Chiusura saliva 


TIVOLI 

QIU8EPPETT1 

P.zzaNlcodeml.5 

L 7.000 
Tel. 0774/20067 

Riposo 

- 

TRBVIQNANO ROMANO 

ONEMAPALMA L. 4.000 

Via Garibaldi, 100 Tal. 9019014 

Riposo 


VBLLETRI 

ONEMAFUMMA 

Via Guido Nati. 7 

L 7.000 
Tel. 9633147 

Chiusura estiva 



■ CINBMAAkMARE 


OABTA 

ARISTON llrlagglodlCapRanFiacaaaa 

Piazza Roma Tel. 0771/480214 ___ (17.30-22.15) 


LAOISPOLI 

aNEMALUCCKXA L5.000 atorlfdIsmorltIrdodeM (18.30-22.30) 

P.zzaMartiniMarosconi Tel.9828462_ 


ARENA LUCaOLA L 7.000 

P.zza Martini Marescotll Tel. 9928462 

So Papenme effe ricerca della lampe- 
damagka (21) 

NUOVA ARENA 

Via La Spezia, 110 


QhoaFPanltsmi 

(21-23) 

OSTIA 

RDYSTAU 

VlaPallottlnl 

1.9.000 
Tet. 5603186 

Bonn cM parla 2 

(17-22,30) 

SISTO 

Via dei Romagnoli 

L. 10.000 
Tel. 5610750 

Affteprlnu Teneramente tre 

(16.30-22.30) 

SUPERQA 

V.ledella Marina, 44 

L 9.000 
Tet. 5604076 

RaanliMtar2 

(17-22.30) 

Sta PEUCE CIRCEO 

ARENA VmORIA 

Via M. E. Lepido Tel. 0773/527118 

Ld noHa dal mofH viventi 

(21-23.15) 

S.MARINaLLA 

ARENA PIRGUS 

Via Garibaldi 

MedHetronec 

(21-23) 

ARENA LUCaOU 

VlaAurella 


NIU» 

(21-23) 

SALAFUMINM 

Via della Libertà. 19 


Soggetti prIobM 

(21-23) 

a. SEVERA 

ARENA CORAUO 

Via dal Normanni 


PrallyWomMi 

(21-23) 

SCAURI 

ARENA VITTORIA 

V» Marconi 


llmlstarsVonBulcw 

(21) 

SPERLONQA 

CINEMA AUGUSTO 

ViaTnrredI Nibbio. 10 T6I.0771/54644 

Piccola pasta 

(2822.30) 

TERRACINA 

CINEMA MODERNO 

ViadelRio, 19 

Tel. 0773/709000 

Missry non dava morire 

(20.30-23) 

CINEMA TRAIANO 

ViaTraisno, 16 

Tel. 0773/701733 

PrettyWomen 

(20.30-23) 

ARENA Piar 

Via Pania nelle. 1 

Tel.0773/727500 

Come lare carriera dlaoneatamente 

(21-23 15) 


SCELTI PER VOI 



ELATltdlDA 

Opera prima del francese Chri¬ 
stian VIrcont. questo film arriva 
da r»o* forte di uno straordinario 
successe di pubblico In Franta e 
debole Ci un titolo sbagliato; In 
originale ai intitolava «La discrè¬ 
te», con riferimento a quel nel fin¬ 
ti che le noblldonne di un tempo 
si applicavano, a mo' di messag¬ 
gi amorosi, m vari punti dei viso. 
La «discrète» o la «timida» dei ti¬ 
tolo è Cstherino, ragazza parigi¬ 
na non p’oprio brutta, semmai un 


po’ goffa, ma comunque concupi¬ 
ta per scommessa da Antolne. 
giovane scrittore donnaiolo e 
molto snob. Antolne la usa per ri¬ 
cavare dall'esperienza, materia¬ 
le per un libro, ma in realtà scher¬ 
za con il fuoco, perchè da sedut¬ 
tore finirà per trasformarsi in se¬ 
dotto. Catherine ne uscirà vinci¬ 
trice. Splendidi Fabrice Luchini e 
l'Inedita Judith Henry. 

FARNESE 


B WHORE 

Ken e Theresa Russel, stesso co¬ 
gnome ma non sono parenti (il re¬ 
gista è inglese, l'attrice america¬ 
na). Per la prima volta insieme in 
questo Whore (che in italiano si¬ 
gnifica «puttana»), una specie di 
monologo interiore travestito da 
cine intervista. Inguainata in una 
minigonna di pelle rossa, (a no¬ 
stra battona è una professionista 
dal sesso dalla battuta salace e la 
libido inesistente. Oisprezza gli 
uomini di cui conosce, più di ogni 
altra, le perversioni e le debolez¬ 
ze. Suo marito l'ha piantata, suo 
figlio ha due nuovi genitori, lei 
non ha amici, soltanto un «pap¬ 
pa» che la riempie di botte e la 
minaccia di morte. Forse in stra¬ 
da tra gii altri emarginati come 
lei, in un «rasts» goffo e mattoide 
troverà quel po' di solidarietà che 
le manca. In attesa di cosa, nep¬ 
pure lei sa. 

ARI8TON 


O BA8HU 
ILPICCOtO 
STRANIERO 

Primo titolo di una breve rasse¬ 
gna che si svolge al Capranlchet- 
ta. «Bashu» è - salvo omissioni - 
il primo film targalo Iran regolar¬ 
mente distribuito sui nostri scher¬ 
mi. Ed è un ottimo film, a testimo¬ 
nianza di una clnemaografia ira¬ 
niana eslrsmamente matura e 
composita, come ha dimostrato 
anche l'edizione 1990 della Mo¬ 
stra di Pesaro. Diretto da un regi¬ 
sta da tempo attivo a Teheran, 


Bahram BeizaI, e benissimo in¬ 
terpretato da un'attrice splendida 
(Sussan Tasllml), il film racconta 
la storia di un bambino che, •fu¬ 
rante la guerra con l'IraK, fu<;gs 
dai Sud del paese martoriato c al¬ 
le bombe di Saddam Hussein s 
approda nel profondo Nord, d(>vs 
la gente parla una lingua diveiss 
e non stravede certo per la p<i ile 
«nera» e la parlata aspra del rie- 
colo straniero. Ma una donna, il 
cui marito è lontano, forse al fri>n- 
te, lo prende con sé. lo cura, lo 
sfama, lo adotta contro il parure 
di tutto il paesello. Forseèl'lni :io 
di una nuova solidarietà, slcu'a- 
mente di una speranza. 

CAPRANtCHETTA 


E L'ATALANTE 
Non capita tutti I giorni, di poi;er 
vedere al cinema uno del più 
grandi film della storia girato nel 
'34 dalla buonanima di Jean Vi no. 
sicuramente uno del più geniali 
artisti (per lui la parola «registi^ 
è troppo poco) del nostro secolo. 
Esageriamo? SI. e lo facciamo ii 
bella posta, perchè per «i'AtaLm- 
te» ogni Iperbole è lecita, 80 pr.it- 
tutto in questa copia paziente¬ 
mente restaurata che ha avuto In 
propria «anteprima» a Canna» 
nel '90. Terminato da Vigo pochi 
giorni prima della sua morte pre¬ 
matura (scomparve a soli 29 »n- 
ni), è la storia quotidiana ed umi¬ 
le di Jean e Juliette, novelli sposi 
nella Francia del tempo. I duo si 
sposano e Juliette segue Jean « 
bordo de) barcone dove lui lavo¬ 
ra, l'Atalanta, appunto, e comin¬ 
ciano I viaggi lungo i canali della 


campagna francese, In compa¬ 
gnia di uno stravagante nostro¬ 
mo. il «pére Jutes» Interpretato 
da uno strepitoso Michel Simon. 
C'è poco altro nella trama. Ma 
bastano i paesaggi e i sentimenti, 
ritratti da Vigo e dal suo direttore 
della fotografia (il russo Boris 
Kaufman, fratello di Dziga Ver- 
tov) con una maestria per la qua¬ 
le c'è un solo nome, per quanto 
fuori moda: poesia. 

RIALTO 


□ MARTHA E IO 

Praga, anni Trenta, m giovane 
Emit non è quel che suol dirsi uno 
studente modello. Per fargli pas¬ 
sare un po' di grilli dai capo. I ge¬ 
nitori lo spediscono pnotso lo zio 
Ernst Fuchs, Il «geniscclo» di fa¬ 
miglia. Sullo sfondo. l'Europa è in 
fiamma, un certo Hitler ha preso 
il potere In Germania e la mino¬ 
ranza tedesca dei Sudeti. in Ce¬ 
coslovacchia, ò in fermento. 
Ernst ebreo, pensa di premunirsi 
sposano la domestica Martha, te¬ 
desca e ariana. Scandalo In en¬ 
trambe te famiglie. Ma ben presto 
lo scandalo sarà nulla rispetto al¬ 
la tragedia che attende l’Euro¬ 
pa... Film autobiografico del ceco 
di origine tedesca Jlri Welsa. 
•Martha e lo» è un apologo mora¬ 
le di grande spessore, m cui le vi¬ 
cende Intime del Fuchs e del loro 
servitori ben simboleggiano 1 ri¬ 
volgimenti della storia. Sempli¬ 
cemente strepitosi I due protago¬ 
nisti. Michel Piccoli (Ernst) e la 
toccante Marianne Sàgebrecht 
(Martha) 

ETOILE 


I PROSAI 

ANnTfiATRO DEL TASSO (Passeg¬ 
giata dvlGtanicolo-Tel 675082)^ 
Allo ?1.f5 Tartufo di Molière, con 
Marchilo Sonini Olas, Elio Bero- 
lotti; ^aqte di Sergio Ammirata. 
ATENEO (Viale delle Scienze. 3 - 
Tel 4.19.5332) 

Ripone 

AUT AUT Via degli Zingari, 52-Tel. 
474343C) 

Ripotio 

BEAT 72 :Via G. G. Beili. 72 - Tei. 
3207266) 

Riposo 

BELLI (PI izza S. Apollonia, 11/A - 
Tel 5894875) 

Fino alt 11 .tgoato campagne ab¬ 
bonamenti stagione teatrale 1991- 
92. Orario botteghino dalle 10 alle 
18, tutti I giorni. Domenica dalle 
10 allo 13. 

BRANCACCIO (Via Merulana. 244 - 
Tel. 732104) 

Ripoco 

CATACOMBE 2000 (Via Ublcana, 
42-Tal. 7003495) 

Ripoco 

CENTRAU (Via Celia. 6 - Tel. 
679727C» 

Riposo 

C0L088i;0 (Via Capo d'Airica 5/A - 
Tel. 7004932) 

Riposo 

COLOS6i:0 RIDOTTO (Via Capo 
d'Africa 5/A-Tel. 7004932) 

Riposo 

DEI COCCI (Via Galvani, 69 - Tel. 
S7e3502> 

Riposo 

DEI DOCUMENTI (Via N. Zabaglia, 
42-Tal. 3744034) 

Riposo 

DEI OATIRI (Piazza di Grottaplnta, 
19-Téli.'5540244) 

Riposo 

DELLA COMETA (Via Teatro Mer- 
cello, 4-Tal 0784380) 

E' aperta la Campagna abbona¬ 
menti per la stagione teatrale 
1991-^2 F^>r Informazioni rivol¬ 
gerai al teatro dalle 10 alle 13 e 
dalle lOalie 19. 

DELLE ARTI (Via Sicilia 59 - Tel. 
4818506) 

Aperta campagna abbonamenti 
staglont' teatrale 1991-92. Infor¬ 
mazioni tuli» i giorni dalie 11 alle 
18, escluso la domenica. 

DEUE MliSn (Via Forti. 43 - Tei. 
8831300 64410749) 

Riposo 

DELLE VOCI C/ia Bombetll, 24 • Tel. 
55944*8: 

Riposo 

DEL PRAOO (Via Sora. 28 • Tei 
68927771 
Riposo 

DE' SERVI (Via del Mortero, 5 • Tel. 
67951301 
Riposo 

DUE (V^c<4o Due Macelli, 37 - Tel. 
67882591 
Riposo 

DUSE (Via eterna. 6 • Tel. 7013522) 
Riposo 

ELISEO (Vie Nazionale. 183 - Tel. 
4882114» 

Campapna .ibbonamenti Stagio¬ 
ne 1991/92 orarlo boUe9hlno 
9.30'13o 18;M>-1930 Sabato e do- 
menicii chiuso. 

EUCLIDE (Piazza Euclide. 34/a - Tel. 
8062511> 

Riposo 

EURMUSE: (Via dell'Architettura - 
Tel 592J'26i: 

Riposo 

FLAIANO ' Via S. Sletano del Cacce. 
15-Tel. ■: 798496) 

Riposo 

FURIO CAMIUO (Via Camilla. 44 - 

Tel.7e8r72'’) 

Riposo 

GIARDINO DEGLI ARANCI (Via di 
Santa Sablnn-Aventino) 

Allo 21.* V Arldeleee lo Jovinellil 
con Fiorenzo Fiorentini, Glgl Bo- 
nos. Mui iche di Paolo Gatti e Al¬ 
fonso Zengn 

GHIGNE (Via delle Fornaci. 37 - Tel. 
6372294; 

E’ Iniziata le campagna abbona¬ 
menti per la Stagione Teatrale 
1901-92. Molto rumore per nulla. 
La vedova ticaiira. Il paese dei 
campannlli. Caro Goldoni, Le al¬ 
legre comari di Windsor, Turan¬ 
do!. Ornine La cena delle beffe. 
Pensaci Giacomino. Calllornia 
suite. 

IL PUFF(Via G. Zanazzo. 4 - Tei. 
5810721/5800989) 

RIpoac 

IN TRASTEVERE (Vicolo Moronl, 1 - 
Tel 5695';82) 

SALA PE RFÓRMANCE: Riposo 
SALA TEATRO: Riposo 
SALA CAFFÈ’: Riposo 
LABIRINTO (Via Pompeo Magno. 27 
-Tel 5215153) 

Riposo 

LA CHANUON (Largo Brancaccio, 
82/A-Tel 4873164) 

Riposo 

LA COMUNITÀ (Via G. Zanazzo. 1 • 
Tel 5817413) 


Riposo 

LA SCALETTA (Via del Collegio Ro¬ 
mano, 1 • Tei. 6783148) 

Riposo 

LET *EM IN (Via Urbana, 12/A -Tel. 

4821250) 

Riposo 

MANZONI (Via Monte Zebio, 14/C - 
Tel. 32236^) 

Alle 21.10 plocotl Indiani di Aga- 
tha Chrlatle, regia di Piar Latino 
Guidoni. (Aria condizionata). 
META TEATRO (Via Mameli. 5- Tel. 
5865807) 

Riposo 

NAZIONALE (Via dal Viminale, 51 - 
Tel. 48S498) 

Riposo 

OROLOGIO (Via be' Filippini. IT/a - 
Tel. 8548735) 

SALA GRANDE: Riposo 
SALA CAFFÈ TEATRO: Riposo 
SALA ORFEO (Tel. 6548330): Rl- 
' poso 

PALAZZO DELU ESPOSIZIONI 

(Via Nazionale, 194 - Tel. 6847283) 
Riposo 

PARIOLI (Via Giosuè Borei, 20 - Ta). 
B083523) 

Riposo 

PICCOLO ELISEO (Via Nazionale, 

183-Tel. 4885095) 

Riposo 

POUTECNICO (Via G.B. Tlapolo, 
13/A-Te). 3811501) 

Riposo 

QUIRINO (Via Mingheni, 1 - Te). 
8794565-6790616) 

Abbonamenti Stagione 1991/92 
orarlo 10-14 e 16-19, sabato e do¬ 
menica chiuso. 

ROSSINI (Piazza S. Chiara. 14 - Tel. 
6542770) 

Riposo 

SALA UMBERTO (Via della Merce¬ 
de, 50-Tel. 6794753) 

Riposo 

SALONE MARGHERITA (Via Due 
Macelli, 75'Tal. 6791439} 

Riposo 

SAH QENE8IO (Via Podgora, 1 - Tel. 
3223432) 

Riposo 

SAN RAFFAELE (Viale Ventimlglla, 
6 -Tel. 8534729) 

Riposo 

SIS’TiNA (Via Sistina, 129 - Tel. 
4828841) 

Riposo 

SPAZIO UNO (Vicolo dei Panieri. 3 - 
Tei. 5896974) 

Riposo 

SPAZIO VISIVO (Via A. Brunetti. 43 • 
Tel. 3612055) 

Riposo 

SPAZIO ZERO (Via Galvani, 65 • Te). 
5743069) 

Riposo 

SPERONI (Via L. Speroni, 13 • Tel. 
4112287) 

Riposo 

STABILE DEL GIALLO (Via Cassia, 
871-Tel. 3669800) 

Vedi Teatro Manzoni. 

STANZE SEGRETE (Via della Scala, 
25-Tel. 5347523) 

Riposo 

TEATOO IN (Vicolo degli Amatricia- 
ni.2-Tel. 6867810) 

Riposo 

TEATRO PENSILE (Palazzo del 
Congressi-Viale della Pittura EUR 
•Tei, 5921771) 

Riposo 

TERRACINA (Centro Sportivo - Via 
del Moto) 

Domenica alle 21. Immagini di re¬ 
pertorio di e con Paolo Cananzi. 
Seguirà Le formiche non vengono 
mal eofe di o con Daniela Alroldi. 
TORDINONA (Via degli Acquaapar- 
ta,ie-Tel.8545890) 

Riposo 

TRIANON (Via Muzio Scevola, 101 • 
Tel 7880965) 

Riposo 

ULPIANO (Via Calamatta, 38 • Tel. 
3223730) 

Riposo 

VAUE (Via del Teatro Valle 23/a • 
Tal, 8543794) 

Abbonamenti Stagione teatrale 
1991/92. Prenotazioni e vendila 
presso la biglietteria del teatro. 
VAUERANO (Piazza S. Vittore - Vi¬ 
terbo) 

Riposo 

VASCELLO (Vìa G. Carini, 72 - Tel. 
5809389) 

Riposo 

VILLA FLORA (Via PoHuense, 610 • 
Tel. 6813733) 

Riposo 

VITTORIA (Piazza S. Maria Libera¬ 
trice, 8-Tal 5740598-5740170) 
Riposo 

fli PER RAGAZZI 

ALLA RINGHIERA (Via del Riari, 81 - 
Tel. 6868711) 

Riposo 

CENTRO STUDENTESCO ANIMA¬ 
ZIONE (Tel. 7089026) 

Teatro dei burattini e animazione 
teste per bambini 

CRISOQONO (Via S. Gallicano, 8 - 
Tel. 5280945-536575) 

Riposo 


DON BOSCO (Via Publio Valerlo. 63 
-Tel.7487612) 

Riposo 

ENGUSH PUPPET THEATRE CLUB 

(Via Grottaplnta. 2 - Tel. 6679670- 
5896201) 

Spettacoli In inglese e In italiano 
per te scuole. 

GRAUCO (Via Ptrugla, 34 - Tel. 
7001765-7822311) 

Riposo 

IL TORCHIO (Via E. Moroainl, 16 - 
Tel. 582049) 

Riposo 

TEATOO MONGIOVINO (Via Q. Oe- 
nocchl.15-Tel 8601733) 

RIdmo 

TEATRO VERDE (CIrconvallaziona 
Qlanlcolenaa. 10- Tal. 5882034) 
Riposo 

CLASSiCA 


Mm 


ACCADEMIA FIURMONICA RO¬ 
MANA (Via Flaminia, 118 - Tel. 
3201762) 

Il termine ultimo per il rinnovo de¬ 
gli abbonamenti per ta stagione 
1991/82 è stalo propogato al 31 
agosto, La segretaria detl'Acca- 
demla sarà chiusa nel periodo 
3/25 agosto. 

ACCADEMIA NAZIONALE 8. CEa- 
LIA (Via dalla Conciliazione • Tet. 
6780742) 

Riposo 

1* FESTIVAL MUSICALE DI CARA- 
CALLA (Tel. 4817003) 

Oggi alle 19.15. Concerto de) Sell¬ 
ati del Teatro dell’Opera. Alle 21. 
Nabucco di OluB^pe Verdi, con 
Paolo Gavanelll, Ezio DI Cesare, 
Bonaldo Qaiottl. Maestro concer¬ 
tatore e direttore Nello Santi. 
Domani alle 19.15. Concerto de) 
Gruppo Corale del Teotro dell'O¬ 
pera In programma musica Poli¬ 
fonica Italiana del Rinascimento 
direttore Romeo Profani. Alle 21. 
Zorba II greco musiche di Mikia 
TheodoraKia, coreografie di Lorca 
Maaalna. Interpreti principali Raf¬ 
faele Paganini, Guido Pistoni. 
Claudio Zaccarl, Patrizia LollobrI- 
glda, Gianni Rosaci. 

ACCADEMIA D'UNGHERIA (Via 
Giulia, 1) 

Riposo 

ACCADEMIA DI SPAGNA (Piazza S. 
Pietro In Montorlo, 3 • Tal. 
5818807) 

Ripeto 

AGORA’ 80 (Via dalla Penitenza, 33 
-Tal. 6868526) 

Riposo. 

ANFITEATRO DEL TASSO (Passeg¬ 
giata dal Qianicolo-Tal. 5750827) 
Lunedi alla 21.15. Batlatio in Con- 
cerio con la Compagnia dal Nou- 
vaau Thaatra du Ballai Internatio¬ 
nal diretta da Gianni Notari. Muti- 
che di Prokoflav, Patrassi, Ml- 
Ihaud. Raval. 

ANZIO FESTIVAL 1891 
Alla 21. Catabrazioni dai Bkanta- 
narlo Mozartiano concerto di Cor- 
ciona-Trolta-Morace-AtunnI-Ella- 
ro-8cognamigllo*Patlolllnl-Tralo- 
la-Tiibno-Datao. 

AUDITORIUM DI MECENATE (Urge 
Leopardi) 

Riposo 

AUDITORIUM DUE PINI (Via Zando- 
nai, 2 • Tal. 3262326-3294288) 
Riposo 

AUDITORIUM RAI (Sala A - Via 
Asiago, 10-Tal. 32^52) 

Riposo 

AUDITORIUM RAI (Piazza da Boala 
•Tal. 5818607) 

Riposo 

AUDITORIUM 8. LEONE MAGNO 

(Via Bolzano. 38- Tal. 653.216) 
Riposo 

AUDITORIO DEL SERAPHICUM (Via 
dal Serafico, 1} 

Ripoao 

AULA M. UNIV. LA SAPIENZA (Piaz¬ 
za A. Moro) 

Ripoao 

AVtLA (Corso D'Italia, 37 - Tal. 
3742018) 

Ripoao 

BASILICA S. CLEMENTE (Piazza S. 
Clamante) 

Alla 20.45 Concerto diretto da 
Fritz Maraffl. Solista Lorenzo 
Raulll (pianoforte). Musiche di 
Schubart. Beethoven. Liazt, luco- 
lano. 

BRANCACCIO (Via Merulana, 244 - 
Tal. 732304) 

Ripoao 

CASTEL 8. ANGELO (Sala Cappel¬ 
la) 

Riposo 

CENTRALE (Via Calsa. 6 • Tel. 
6797270-6795879) 

Ripoao 

CINECITTADUE (Viale Paimiro To¬ 
gliatti, 2) 

Riposo 

CLUB EUR (Viale Artigiano, 38) 
Riposo 

COLLEGIO AMERICANO DEL 
NORD (Vladet Qlanicolo, 14) 
Riposo 


COLOSSEO (Via Capo d’Africa 5/ \ • 
Tel. 7004932) 

Riposo 

DÙÌCOTECA DI STATO (Via Caeta 
ni, 32) 

Ripoao 

EURMUSE (Via dell ArchItetturii - 
Tel. 5922251) 

Riposo 

FIUGGI (Teatro Comunala) 

Oggi alle 21. Concerto del Ouar- 
latto Acadamlea (Mariana Sirbu. 
Ruxandra Colan, James Cra tz 
Mihal Dancita). In programma W 
A. Mozart, F. Schubart, C. Debus¬ 
sy 

Domani alla 21. Concerto dal pis- 
niBla Sandro Da Palma. In pri>- 
dramma muaicha di W. A. Moza 1. 
F. Schubart, F. Chopin. 

GALLERIA NAZIONALE D'ARTE 
MODERNA (Viale Balla AHI, 131) 
Ripoao 

QHIONE (Via delle Fornaci, 37 • Tul. 
6372294) 

Eurmualca Master (3onceH Se'ia 
Stagione 1991-92. Tatyana Nil.p- 
laeva. Ruggero Ricci, Shua 
Cherkaaiky, Fou Ta'Ong, Mai»d 
Martin ToHalier. Vlado Perlerr u- 
ter. 

IL TEMPIETTO (Tal. 4814800) 

Teatro Marcello (via dal Taa'jo 
marcano, 44). Mualca vhra ogni 
aera concaHo di Moria D’Ariani 
(pianoforte). In programma muti- 
che di Beethoven, MozaH, Schu- 
mann, Debussy. 

ISTITVTO MUSICA SACRA (P.za 3. 
Agostino, 20/A • Tal. 6786834) 
Riposo_ 

LE SALETTE (V.lo dal Campaniio. 
14) 

Ripoao 

MANZONI (Via Monta Zebio, 12) 
Ripoao 

OLIMPICO (Pla 22 a Q. Da Fabriaio, 
17-Tal, 3962635) 

Riposo 

ORATORIO DEL GONFALONE TZi- 

colo dalla Scimmia, 1/b - T»l, 
6875952) 

Riposo 

PALAZZO BARBERINI (Via data 
Quattro Fontana) 

Riposo 

PALAZZO CANCELLERIA (PIbzeb 
dalla Cancellaria) 

Riposo 

PALAZZO COMMENDATORIO (Bi^r- 
00 S. Spinto, 3 • Tal. 6685285) 
Riposo 

OUIRÌNO (Via Minghatt), 1 - Tal. 
6794585-6^16) 

Ripoao 

RONCIOUONE (Piazza dal Corru- 
na) 

Oggi ella 21.15. A qualcuno pia- 
ca... mieto spettacolo di danza 
classica a moderna a oparattei, 
musiche di autor) vari, coreogra¬ 
fia di Patrizia Salvatori. 

Domani alla 21,15. Donna Laurs 
Carini spettacolo di danza con la 
Compagnia Italiana Danza Cor» 
tamp^ranaa, muaicha di Ton/ 
Cucchiara, coreografia di Renato 
Greco. 

SALA BALDINI (Piazza Campitelll) 
Riposo 

SALA CASELLA (Via Flaminia, lift) 
Ripoao 

SALA DEUO STENDITOIO (S. Mi- 

chefe a Ripa • Via S. Michele. 22> 
Riposo 

SALA D'ERCOLE (Campidoglio) 
Riposo 

SALA PAOLO Vt (Piazza S. Apolli¬ 
nare, 49) 

Riposo 

SALA PIO X (Via Piemonte, 41) 
Ripoao 

SALA 1 (Piazza S. Giovanni, 10-T'»i. 
7008691) 

Ripoao 

SAN GENESIO (Via Podgora, 1 - Tol 
3223432) 

Riposo 

SCUOLA TESTACCIO (Via Morie 
Testacelo. 91 - Tel. 575(076) 
Riposo 

XXXI ESTATE MUSICALE DI GAETA 

(14 luglio-25 agosto. Albergo A»- 
neas Landing) 

Domenica alle 22. Concerto dei In 

Nuova Compagnia di Canto Popo¬ 
lare. 

VALLE (Via del Teatro Valla, 23/A - 
Tel. 6543794) 

Riposo 

VILLA CEUMONTANA (Rassegna di 

danza dal 24 luglio al 31 agosid 
Teatro Verzura * Piazza SS. Gio¬ 
vanni e Paolo. Tel. 4825755) 

Alte 21. Momenti Jazz spettacelo 
con la Compagnia Jazz Baliat di- 
ratto da Adriana Cava. Musiche di 
Varese, Casacci, Sting, Millrif. 
Qlass, Piazzolla. Coreografia di 
Adriana Cava, André De La Ro¬ 
che, Èva Von Gencsy, Thierry Ili- 
rou. 

VILLA MARAtNI (Via B. Ramazzini, 
31-Tel. 4814600-5280647) 

Riposo 

VILLA MEDICI (Piazza Trinità csi 
Monti, 1) 


Ripoao 

ZAGAROLO (Palazzo Rospigliosi) 
Domenica alle 21.30. Bla Ma Ma 
spettacolo di danza, coreografia 
di Maria Grazia Santucci, Ales¬ 
sandra Lubartl, Federica Fazioni. 
Guido Tuvan. RobaHo Ricciuti. 

■ JAZZ-ROCK-roUC ■ 

ALEXANDCRPLATZ (Via Ostia, 9 - 
Tal. 3729398) 

Ripoao 

ALPHEU8 (Via del Commercio, 36 - 
Tal. 5783305) 

Sala MlaalaaipI: Alle 22.30. Ras¬ 
segna Rock: oonceHo dal gruppo 

Trin. 

Sala Momoiombo: alle 23. Disco¬ 
teca 

Sala Rad Rlvar: Riposo. 
ALTROOUANDO (Via degli AnguM- 
tara, 4 - Ta). 0761/587725- Calcata 
Vecchia) 

Oggi a oomanl alla 22. Musica vo¬ 
cale claaaica oeirindla dal Sud 

con SoaMte Krliihna MufSil - Dro- 
chanTMaakaf. 

BIG MAMA (V.lo il Francesco a Ri¬ 
pa, 18-Tat.562e51) 

Riposo 

BIRO UVESt (Cono Matteotti. 153 - 
Tal. 0773/48980:') 

Ripoao 

BRANCACCtO (Via merulana, 244 - 
Tal. 732304) 

Riposo 

CAm LATINO (\'ia Monta Taatac- 
cio, 96-Tal. 5744020) 

Ripoao 

CmÉPORTO (Via A. da San Olulia- 
no-Tal. 4453223) 

Alta 23. Son cubano eoe i Ofopo- 

8on. 

CLASSICO (Via Llbatta 7 - Tal. 
5744955) 

Riposo 

EL CHARANOO (Via Sant'Onofrlo. 
28-Tal. 6879908) 

Riposo 

FONCLEA (Via Crescenzio. 62/a - 
Tal. 6896302) 

Vedi Clnaporto 

QENAZZANO (Stadio Comunala 
"La Rose") 

Oggi alla 21. ConcaHo di Harold 
Bradlay and Jona'a Blues Band. 
Domani alle 21. Concerto di Sdal- 
M. 

MAMBO (Via dal Flanaroli, 30/A • 
Tal. 5897196) 

Riposo 

MUSIC INH (Largodai Fiorentini, 3- 
Tal. 6544034) 

Riposo 

OLIMPICO (Piazza G. da Fabriano, 
17-Tal. 3962635) 

Riposo 

PALLADIUM (Piazza Bartolomeo 
Romano.8-Tal.5110203) 

Riposo 

PANICO (Vicolo oalla Campanella, 
4-Tal. 6874953) 

Riposo 

SAINT LOUIS (Via dal Cardello, 13/a 
-Tal. 4745076) 

Riposo 

TENDA STRtSCe (Via C. Colombo. 
393-Tal. 5415521) 

Ripoao 

VILLAGGIO GLOBALE (Lungoteve¬ 
re Taataccio) 

Ripoao 

ZAGAROLO (Palazzo Rospigliosi) 
Ripoao 

(Tagllacozzo: 19H)gllo>19 agoalo) 
PIAZZA OBELISCO. Oggi alla 
21.15. Erminia liberamente tratto 
da "La Gerusalemme liberata", 
spettacolo di danza con ta Com¬ 
pagnia Torao Suzuki. Muaicha di 
Montavardi, Hawndal, e composi¬ 
tori anonimi madlevali. Domani 
alla 21.15. Omaggio od Alida 
Alonao spettacolo di danza con la 
Compagnia Baliat Nacional da 
Cuba, coreografia di Perrot, Alon¬ 
ao, Mendaz ad Ivanov. 

CHIOSTRO S. FRANCESCO. Do¬ 
mani alle 19. Recital D'Annunzio a 
ChoMn musicalità poetiche con 
Marina Greco al planotoHo e Fa¬ 
brizio SoNolori voce recitante. 


2 

FUNAI 




DBI 


(Caprarola; 7-11 atioato) 

SCUDERIE FAF.NESI. Oggi alla 
21. Jaaalcah a II luuupua con il 
Duo Balena. Alla 22 30. Musica 
jazz con la Jam Saaalon Blue. Se¬ 
guirà uno spettacolo di cabaret 
con Johnny Matvtlla a I Pendolari 
dairaaaara. 

Domani alle 12.30. Concerto d) 
mazzoglomo con Karl Pollar, 
Massimo Bognettl, Fabio Focha- 
sato, Statano Pacioni. Alla 21 
Troubia Shoolar con Johnny Mal- 
ville. Alla 22.30. Mualca jazz con 
la Jam Saaalon Blue. Seguirà uno 
spettacolo di cabaret con Darlo 
VargasBola e Renata Curel. 


/ 


4 

























0 


RACCONTO 


PADRE 

BROWN 

INDAGA 



PERSONAGGI 

Aristide Valentin, 

caF>o della polizia di Parigi 

Ivan, 

suo servitore 

lord e lady Galltrway, 

ambasciatore inglese e consorte 

Margaret Grabam, 

loro figlia 

dncheasa di Mont Saint Michel, 

esponente del bel mondo 
dottor Simon, 
tipico scienziato francese 
padre Brown, 
prete cattolict i rtrmano 
maggiore O’B rlen, 
nobile ma sca piestrato soldato 
Julius ICBrayne, 
multimilionario americano 


A 

K 


l 


1. 


y 


y 

4 


i 




.V 


i 


r 

I 

* 


l 


1 


r 

i 


A ristide Valentin, capo della polizia pari¬ 
gina, era in ritardo per il pranzo, cosi che 
qualche ospite era già giunto prima di 
lui. Però gli ospiti erano rassicurati circa 
—queU’assenza, dal servo confidente del 
padrone, Ivan, il vecchio dalla cicatrice 
sul volto grigio quanto quasi i baffi; il quale se ne 
stava sempre seduto a una tavola dell’anticamera, 
una sala tutta tappezzata d'armi. 

La casa di Valentin era forse interessante e cele¬ 
bre quanto il suo proprietario. Era una vecchia ca¬ 
sa, circondata da alte mura e da alti pioppi quetsi a 
picco sulla Senna: ma la stranezza - e forse n valo¬ 
re, dal punto di vista poliziesco - della sua architet¬ 
tura, era questa: che la casa non aveva altra uscita 
aH'estemo tranne quella porta d’entrata, la quale 
era sorvegliata da Ivan, con tutta l’armeria. Il giardi¬ 
no era vasto e complicato, e molte porte davano 
sul giardino della casa, ma nessuna porta, dal gieu-- 
dino, conduceva all’esterno, chè tutto, intorno, era 
circondato da un alto muro liscio, impc^bile a 
scalare, difeso da punte aguzze alla sommità. Certo 
non era un cattivo giardino per un uomo che centi¬ 
naia di delinquenti avevano giurato di uccidere. 

Come Ivan spiegava agli ospiti, il suo padrone 
aveva telefonato che avrebbe tardato di una decina 
di minuti. Stava, in realtà, facendo gli ultimi prepa¬ 
rativi per certe esecuzioni capitali, e altre orribili 
cose del genere; e benché questi suoi doveri gli ri¬ 
pugnassero profondamente, egli li compiva sem¬ 
pre con precisione. Spietato nel ricercare i delin¬ 
quenti, era molto mite nel punirli. Egli, ch'era l’au¬ 
torità suprema in fatto di metodi polizieschi france¬ 
si - e. indirettamente, di queili europiei - aveva fatto 
uso della sua grande influenza in modo onorevole, 
adoperandosi a mitigare le pene e a purificare le 
prigioni. Era uno dei grandi liberi pensatori umani- 
tan francesi; l’unico torto dei quali consiste in que¬ 
sto: che rendono la misericordia ancora più fredda 
della giustizia. 

Quando Valentin arrivò, era già vestito di nero, 
con la rosetta rossa all’occhiello, e formava una fi¬ 
gura veramente elegante, con la sua barbetta già 
brizzolata. Egli andò direttamente, attraversando la 
casa, al suo studio, che dava sul giardino dietro la 
casa. Poiché la porta sul giardino era aperta, egli, 
dopo ch'ebbe chiuso a chiave il suo scrittoio, rima¬ 
se a guardare per qualche momento, nel giardino, 
per la porta aperta. Una luna tagliente lottava con 
gli ultimi brani della nuvolaglia, avanzo di una tem¬ 
pesta; Vaicntin la fissò con attenzione insolitamen¬ 
te peasosa per una natura scientifica come la sua. 
Ma forse tali nature scientifiche hanno un qualche 
psicologico sentore del più tremendo problema 
della loro vita. Comunque, da quel suo occulto sta¬ 
to d’animo egli si rimise subito, giacché sapeva 
ch'era in ritardo e che parte dei suoi ospiti erano 
già arrivati. Uno sguardo gettato nel salone al mo¬ 
mento di entrare, 1 assicurò che almeno il suo ospi¬ 
te più importante non c’era ancora. Vide, tuttavia, 
gli altri personaggi mi^iori della piccola riunione; 
vide Lord Callowav, rambasciatore inglese - un 
vecchio collerico dal volto bruno come una mela 
ferruginosa, che portava il nastro azzurro della 
Giarrettiera. Vide lady Galloway, sottile come un fi¬ 
lo, con capelli d’amento e un volto delicato e nobi¬ 
le. Vide la figlia di lei, lady Mamaret Graham, una 
pallida e graziosa ragazza dalla faccia maliziosa, 
dai capelli color di rame. Vide la duchessa di Mont 
Saint Michel, donna opulenta, dagli occhi neri; e le 
due figlie di lei. altrettanto opulente e con gli occhi 
neri. Vide il dottor Simon, tipico scienziato france¬ 
se, dagli occhiali e dalla barba bruna a punta, e la 
fronte solcata da quelle rughe parallele che sono 
come la punizione della presunzione o deU’anò- 
ganza, poiché nascono in colui che suole tenere le 
sopracciglia aggrottate. Vide Padre Brown, da Co- 
bhole, nell'Essex, che aveva recentemente incon¬ 
trato in Inghilterra. Vide - forse con maggior inte¬ 
resse - un uomo atto, in divisa, che s’era inchinato 
davanti ai Galloway, senza riceverne un saluto mol¬ 
to caloroso, e ora si avanzava solo, per salutare il 
suo ospite. Era questi il maggiore O’Brien, della Le¬ 
gione straniera francese; dalla persona snella, ma 
un po' pomposa, completamente rasato, dai capel¬ 
li scuri, gli occhi azzurri, e con un’aria che - come 
piareva naturale in un ufficiale di quel famoso reggi¬ 
mento di insuccessi vittoriosi e di suicidi fortunati - 
era, insieme, audace e malinconica. Era costui, di 
nascita, un nobile irlandese, ed aveva, nella sua 
prima giovinezza, conosciuto i Galloway e special- 
mente Mamaret Graham. Aveva lasciato il suo pae¬ 
se dopo un certo infortunio, per debiti, e ora mani¬ 
festava la sua assoluta indipendenza dall’etichetta 
britannica, pavoneggiandosi in divìsa e speroni. 
Quando egli s’era inchinato davanti alla famiglia 
dell’ambasciatore lord e lady Galloway, lo avevano 
contraccambiato con un rigido inchino, e lady Mar¬ 
garet aveva volto altrove lo sguardo. 

Ma, qualunque fosse la vecchia ragione che 
spingeva costoro a interessarsi gli uni agli altri, il lo¬ 
ro distinto ospite non badava in modo speciale a 
loro. Nessuno dei convenuti era ai suoi occhi l’o¬ 
spite desiderato di quelia sera. Valentin attendeva, 
per ragioni spicciali, un uomo di fama mondiale, la 
cui amicizia egli s’era assicurata durante uno dei 
suol grandi giri di polizia e di trionfi negli Stati Uniti. 
Attendeva Julius K. Brayne, il multimilionario, i cui 
colossali e quasi schiaccianti donativi ai diversi pic¬ 
coli culti, hanno cagionato tanto facili canzonature 
e facili lodi ai giornali americani e inglesi. Nessuno 
pioteva dire di sicuro se il signor Brayne fosse un 
ateo o un mormone o uno Scientista cristiano; cer¬ 
to, egli era pronto a versar danaro in qualsiasi vaso 
intellettuale, purché fosse un vaso non provato an¬ 
cora. Una delle sue passioni dominanti era quella 
di attendere uno Shakespeare americano, una pas¬ 
sione questa che richiedeva maggior pazienza dì 
quella del pescatore. Ammirava Walt Whitman, ma 
pjensava che Lukc P. Tanner, di Parigi, in Pennsyl¬ 



vania, fosse più «progressivo» di Whitman stesso, in 
ogni cosa. Amtiva tutto ciò che gli sembrava «pro¬ 
gressivo». Stimava Vtilentin come uomo «progressi¬ 
vo», facendogli con ciò una grave ingiustìzia. 

Il solido a-spretto di Julius K. Brayne. quand’egli 
apparve nella stanza, fu decisivo come la campana 
del pranzo. I^li aveva questa grande qualità, che 
pochissimi di noi ixissiamo vantare; la sua presen¬ 
za era tanto grande quanto la sua assenza. Era un 
colosso, grosso quanto alto, vestito dì tutto punto, 
in abito da sera, senza alcun ornamento, senza 
neppure la catena dell’orologio o un anello. Aveva 
i capelli bianchi e bene spazzolati aH’indietro, co¬ 
me un tedesco. Aveva il volto rosso, torvo e da che¬ 
rubino insieme, con un neo oscuro sotto il labbro 
inferiore, che dava all’espressione infantile del vol¬ 
to, un aspetto teatrale e mefistofelico insieme. Ma 
uel salone non rimase a lungo in contemplazione 
el celebre americano, il ritardo del quale era già 
divenuto un problema domestico; cosi che egli fu 
mandato in fretta nella sala da pranzo, con, al 
braccio, lady Galloway. 

Tranne in un caso, i Galloway erano gente alla 
mano e cordiali. Fino a che lady Margaret non 

g rendeva il braccio di queil’avventuriero dì 
l’Brien, ii padre di lei era soodìsfatto; ed essa non 
l’aveva preso, ma .rviwa accettato con molto deco¬ 
ro il braccio del dottor Simon. Nondimeno, il vec¬ 
chio lord Galloway era irrequieto e quasi scortese. 
Durante il pranzo" egli si contenne abbastanza di¬ 
plomaticamente, ma quando, al momento dei si¬ 
gari. tre dei più gìcivani - Simon, il dottore, Brown, il 
prete, e il pregiudizievole O’Brien, l’esiliato in divisa 
estera - passarono, per conversare con le signore o 
per fumare, nella serra, allora il diplomatico inglese 
divenne davvero molto p<«o diplomatico. Tortura¬ 
to ogni sessanta secondi dal pensiero che quel 
rompicollo di O’Brien riuscis.se a mormorare qual¬ 
che parola a Maqiaret, non cercava d'immaginare 
come. Era rimasto a prendere il caffè con Brayne, il 
canuto americane’ che credeva a tutte le religioni, e 
Valentin, il grìgio Irancese che non credeva ad al¬ 
cuna. Essi discuteva IO tra loro, ma nessuno dei 
due poteva rìuscìie a interessare l’ambasciatore. 
Dopo un certo tenipe, quella logomachìa «progres¬ 
siva» languì, in un.:i crisi di tedio; anche loro Gallo¬ 
way si alzò e s'awiò, diretto al salone. Girò durante 
una decina di miruti per i corridoi*, poi udì la voce 
strìdula e accademica del dottore e poi la voce mo¬ 
notona del prete, seguita da risate generali. 

Essi pure, pensò con una bestemmia, discuteva¬ 
no di «scienza e religiane». Ma aprendo la porta del 
salone, vide soltanto una cosa, vide ciò che non vi 
era. Vide che il maggiore Ó’Brien era assente e che 
anche lady Margaret era assente. Andandosene im¬ 
pazientemente dal Stilone, come se ne era andato 
dalla sala da pranzo, si ritrovò a camminare col suo 
passo pesante lungo il corridoio. 


L’idea di proteggere la figlia da quel fannullone 
d’irlandese-algerino, divenne una specie di osses¬ 
sione che gli turbava il cervello. Mentre s’awiava 
verso il lato posteriore della casa, dov’eia lo studio 
di Valentin, fu sorpreso d’incontrare sua figlia, che 
gli passò accanto con un volto pallido e sdegnoso; 
la qual cosa fu un secondo enigma per lui. Se era 
stata con O’Brien dov’era O'Brien? Se non era stata 
con O’Brien, dov’era stata? Con una specie di seni¬ 
le e appassionalo sospetto, s’inoltrò sempre più 
verso la parte posteriore della casa, e fini col trovar¬ 
si di fronte a una porta di servizio, che dava sul giar¬ 
dino. La luna, con la sua scimitarra, aveva straccia¬ 
to e disperso ogni avanzo del temporale, e con la 
sua luce argentea illuminava i quattro angoli dei 
giardino. Un'alta figura vestita di turchino attraver¬ 
sava a grandi passi il praticello, verso la porta dello 
studio: e uno scintillio d’argento acceso dalla luna 
sugli ornamenti della divìsa gli fece riconoscere, in 
quella figura, il maggiore O’Brien. 

Il quale spari per la grande vetrata, nella casa, la¬ 
sciando lord Galloway alle prese con un terribile 
malumore, violento e vago, nello stesso tempo. Il 
giardino azzurro e aigenteo, come una scena di 
teatro, pareva beffeggiarlo con tirannica tenerezza, 
contro la quale la dignità mondana del lord lottava. 
L’alta statura e la grazia del portamento dell’Irlan¬ 
dese lo esasperavano, come se si sentisse un rivale 
e non un padre; la luce lunare lo irritava. Pareva in¬ 
cantato come da magia, in un giardino di mene¬ 
strelli, in una terra dì fate alla Watteau; cosi che, de¬ 
sideroso dì parlare, per liberarsi da tali sciocche te¬ 
nerezze, affrettò il péisso dietro il suo nemico. Ma 
ecco che inciampa in un tronco o sasso nell’erba. 
In un primo momento, guardò che cosa fosse, con 
irritazione, poi, la seconda volta, con curiosità. Un 
momento dopo, la luna e gli alti pioppi furono testi¬ 
moni di uno spettacolo insolito; un vecchio diplo¬ 
matico inglese correva veloce e gridava o belava, 
mentre correva. 

Le sue grida rauche attirarono un volto pallido 
alla porta dello studio, gli occhiali scintillanti e la 
fronte coniugata del dottor Simon, che udì le prime 
parole chiare del nobiluomo. Lord Galloway, grida¬ 
va: - Un cadavere nell’erba... un cadavere insan¬ 
guinato. 

Evidentemente, O’Brien gli era uscito dalla men¬ 
te, del tutto. 

- Dobbiamo'avvertire subito Valentin, disse il 
dottore, quando l’altro gli ebbe raccontato con pa¬ 
role spezzate che cosa aveva osservato, - E una for¬ 
tuna ch’egli sia qui. 

E a queste parole, ecco proprio il grande detecti¬ 
ve entrare nello studio, attrattovi dalle grida. Era 
quasi divertente osservare la sua tipica trasforma¬ 
zione; era venuto II con la solita premura dell’ospi¬ 
te e dei gentiluomo, temendo che uno degli invitati, 
o uno dei servi, fosse ammalato. Quando apprese il 


n giardino 
chiuso 



Monsignor 
O'Connor, 
Ispiratore del 
personaggio 
di «Padre Brown» 
con un ritratto 
di Gilbert K. 
Chesterton 


fatto sanguinose’, diventò, con tutta la sua gravità, 
subito pronto e animato, poiché quella era, per 
quanto inasF>ett^ta e orrìbile, una faccenda del suo 
mestiere. 

- Stremo, signori, - diss’egli, mentre u.scivano in 
fretta nel giardino, - che io abbia .seguito le tracce 
dei misten in tutt ;ì i I mondo, e che ora uno di questi 
mi si offra proprio nel mio giardino. Ma dov'è il luo¬ 
go? 

Attraversano il prato, con una certa difficoltà, 
giacché una leggera nebbia aveva incomincialo a 
levarsi dal fiume ma colla guida dell'agitato Gallo¬ 
way, riuscirono a ritrovare il cadavere affondato 
nell'erba alta, il cadavere di un uomo molto alto c 
dalle spalle larghe. Giaceva con la taccia in giù, co¬ 
si che potevano soltanto vedere ciie le sue spalle 
larghe erano vestite di nero, e che la sua grossa te¬ 
sta era calva, provvista solo di alcune ciocche di ca¬ 
pelli oscuri attaccate al cranio come alghe benna¬ 
te. Un rosso serpente di sangue gli strisciava di sot¬ 
to la faccia. 

- Per fortuna, -- disse Simon, con una profonda e 
singolare intonaziione, - non è nessuno ai noi! 

- Lo esamini, dottore! - esclamò Valentin, con 
modi alquanto bnischi, - può darsi che non sia 
morto. 

Il dottore si chinò. 

- Non è ancora raffreddato, ma temo che sia 
morto, - rispose. - Mi aiuti a ricilzeirlo. 

Lo sollevanono’ accuratamente, a qualche centri- 
mento dal suolo, e ogni dubbio se fosse realmente 
morto svanì ad ui tratto, nella più orribile constata¬ 
zione: la testa era staccata. Era stata completamen¬ 
te separata dal bjsto; chi aveva tagliato la gola era 
riuscito anche a tagliar tutto il collo. Lo .stesso Va¬ 
lentin era leggermente impressionato. 

- Deve esser stato forte come un gorilla, - bor¬ 
bottò. 

Non senza un brivido, benché fosse avvezzo a 
esperimenti e studi anatomici, il dottor Simon pre¬ 
se in mano la ti.*s'ta decapitata. Era leggermente 
scorticata intorno al collo e alle màscelTe, ma la 
faccia era del tutto illesa: una faccia dai lineamenti 
forti, gialla, scarna e gonfia insieme, col naso aqui¬ 
lino e dalle palpebre pesanti, la faccia dì un cattivo 
imperatore romano con forse un tocco dì impera¬ 
tore cinese. Tutti i presentì parvero guardarlo col 
più freddo occhw •JeU’ignoranza. Null'allro di par¬ 
ticolare poteva ewre osservato su quel cadavere, 
se non che nell’alzarlo era apparso il bianco spara¬ 
to della camicia r' gato di sangue. Come aveva detto 
il dottor Simon, tiiicH'uomo non aveva mai fatto 
parte della loro compagnia. Ma era pur possibile 
che avesse avuto l'intenzione dì parteciparvi, giac¬ 
ché s’era vestito per tale occasione. 

Valentin si mise carponi ad esaminare con la 
massima attenzione professionale l’erba e la terra, 
per una ventina di metri intorno, assistito in ciò, 
con minore abilitò, dal dottore, e molto vagamente 
dal nobile signore inglese. Nessun risultato piositivo 
compensò queliti loro fatica, perché non trovarono 
che dei ramoscelli spezzati o tagliati in minutissimi 
pezzi, che Valentin raccolse per un momentaneo 
esame, e poi gettò via. 

- Dei ramoscelli, - diss’egli, gravemente - dei ra¬ 
moscelli e un uciino completamente sconosciuto, 
con la testa tagliata; ecco tutto quello che c’è sul¬ 
l'erba. 

Dopo un silenziC' quasi pauroso, il turbato Gallo¬ 
way si mise a grìd.sre forte: - Chi è quello? Chi è 
quello là, vicino al muro del giardino? 

Una piccola figuia con una testa esageratamente 
grande si avvicinò a loro, incerta, nella nebbia illu¬ 
minata dalla luna e parve per un momento come 
un fantasma, sinché non videro che non era altro 
che il piccolo prete innocuo che avevano lasciato 
nel salone. 

- Ma, - diss'egli umilmente, - non vi è alcuna 
porta in questo giardino, sapiete! 

Valentin aggrottò le sopracciglia come soleva, 
per principio, alla vista di una casacca ecclesiasti¬ 
ca. Ma era un uomo troppo giusto per negare l’opi- 
portunità deH'osservazione. 

- Avete reigioni!, - diss’egli, - Prima di scoprire 
come è stato ucciso, dovremmo forse indagare co¬ 
me si trovi qui. Ora, ascoltatemi, signori. Se queste 
indagini possonc’ essere fatte senza pregiudizio 
della mia posizione e del mio dovere, dobbiamo 
convenire che ceiti nomi distinti darà bene che ri¬ 
mangano estrane’ a questa faccenda. Vi sono delle 
signore, signori, t vi è un amba.sciatore straniero. 
Se dobbiamo considerare questo delitto, è neces¬ 
sario trattarlo corre delitto. Ma per il momento pos¬ 
so condurmi con la maggior dLscrezione. Io sono il 
capo della polizia; cioè un uomo cosi pubblico che 
posso permettermi di regolarmi da privato. Voglia il 
cielo che io possa liberare da qualsitisi sospetto tut¬ 
ti i miei ospiti prima di chiamare i miei agenti per 
cercare qualcun'.litro. Signori, sul vostro onore, 
nessuno di voi la'x;erà la casa prima di domani a 
mezzogiorno; vi sono camere da letto per tutti. Si¬ 
mon, credo che voi sappiate dove trovare il mio uo¬ 
mo, Ivan, neH’entrata; è uomo di assoluta fiducia. 
Ditegli di lasciare un altro servo a guardia, e di veni¬ 
re subito da me. Ixi'rd Galloway, voi siete, certo, la 
persona più adatta per esporre alle signore l’acca¬ 
duto ed evitare un panico. Anch'esse debbono ri¬ 
manere. Padre Brown e io rimarremo coi cadavere. 

Quando lo spiritò del capitano parlava in Valen¬ 
tin, era ubbidito come se fosse squillata una trom¬ 
ba. 

Il dottor Simon andò fino aH’armeria e strappò di 
là Ivan, il privato detective del detective pubblico. 
Galloway andò nel ;«lone e raccontò l'orribile noti¬ 
zia, con abbastanira tatto, sicché, quando tutti furo¬ 
no riuniti nel salone, le signore erano già state spa¬ 
ventate e poi calmate. Intanto il buon prete e il 
buon ateo stavano ai piedi e alla testa del morto, 
immobili nella luce lunare, come simboliche statue 
delle loro due filosol ie della morte. 


K 


i 


'I 




i 


V 




I 




















L'UNITA 


Sport 


Fornitila 1 Alesscindro Nannini, toscano purosangue, 
Domenica parla del Circus senza ipocrisie. Ha 
in Ungheria frecciate per Senna e Prost, loda la Ferrari 
'■II. Cura il braccio e prepara il ritorno in pista 


«n mìo cuore batte 


a 300 all’ora» 


Da alcuni mesi è costretto ad una forzata inattività. 
Ma non ha certo p)erso io smalto di quando era im¬ 
pegnato al volante della Benetton-Ford. Alessandro 
Nannini, divìso in questi giorni tia spot pubblicitari e 
vacanze in Maremma, dice la sua in merito alle vi¬ 
cende della FI. Non risparmia soprattutto Senna e 
Prost, con ì quali promette presto di confrontarsi: 
«Pazientate ancora un po’», afferma. 


tODOVICOaMALC 


■i .Ovvia, ragazzi. Il duali¬ 
smo c'è sempre stalo, ma que¬ 
sti due stanno davvero esage¬ 
rando». Alessandro Manninl 
non si tira certo indietro sulla 
questione del momento In For- ' 
mula I: il duello, sia in pista sia 
verbale, tra Senna e Prost. Il se¬ 
nese è appena giunto da Tori¬ 
no, dove ha girato uno spot 
publicitark) con la Ford. Una 
parentesi, in un'estate dove 
•Nun fo nulla dalla mattina alla 
sera», come lui stesso ammet¬ 
te. niello è iiKredibile - prose¬ 
gue -. Senna è sempre stato 
difficile da passare. Ne so qual¬ 
cosa io, visto che l'anno scorso 
mi butto fuori a pochi giri dalla 
fine, proprio nel Gran Premio 
d'Ungheria. La potevo vincere 
quella gara, cavolo se la pote¬ 
vo vincere. Ma con Prosi il bra¬ 
siliano è Indubbiamente anco¬ 
ra più duro. Fa ricorso a ogni 
più sottile espediente, pur di 
contrastario. Comunque mi 
fanno rabbia tutti c due. Anche 
io ho litigalo, ho avuto dei pro¬ 
blemi con qualcuno. Tutto pe¬ 
rù finiva in una bieve incazza¬ 
tura, senza strit)ièichl.di alcun , 
tipo. LoiO'CortiinUiirKiiihgiomo ' 
dopo e vanno avanti all'lnfini- ' 
to. È pura polemica, alimenta¬ 
ta anche dai giornali. Ecco, se 
fossi In voi cronisti, parlerei 
meno di loro, cercherei di non 
prenderli in considerazione». 

È aaa penooa sdiletta, Nan¬ 
nini, alla mano come tem¬ 
pre. 

Mi sono sempre tirato fuori da 
queste cose - afferma -, altri- • 
menti si finisce con l'essere 


palloccolosi. Ecco, Senna e 
Prosi sono proprio due palloc¬ 
colosi. 


n Uniaagglo tchletto non ^ 
(a difetto, la pattlone per la 
Formula 1 nemmeno. 


Cavolo, va davvero forte quella 
Williams-Renaull - ammette -. 
Se non altro la scuderìa anglo¬ 
francese ha avuto il merito di 
rìlaiKiare l'interesse di tutti gli 
appassionati. Prima non era 
mollo divertente vedere due 
macchine che partivano e se 
ne andavano, come ha fatto 
per anni la McLaren. Eppoi c'è 
anche Riccardo (Patrese ndr). 
Secondo me è ancora in lotta 
per II titolo mondiale, anche se 
è difficile dire che cosa farà 
Frank Williams, cioè quale at¬ 
teggiamento avrà verso il pa¬ 
dovano, con quel Mansell in 
piena rincorsa su Senna. Una 
cosa è certa: il titolo quest'an¬ 
no non lo vince il brasiliano. 
Anzi, particolarmente in Un¬ 
gheria, le Williams saranno im¬ 
prendibili. 

Il tema di sempre, per tutti, 

compreso Nsllii|li)l, è la Fer- 


Non li ho più sentiti, quelli di 
Maranello. Ho visto il cosiddet¬ 
to "Pastiecino", il loro cuoco 
sui campi di gara. Ma grandi 
cose con i dirigenii non ce ne 
slamo più dette, 
n ticonlo di quel settembre 
1990, quando stava per ap¬ 
prodare a Mannello al po¬ 
sto di Mansell, è ancon vi¬ 
vo. E Nannini non nasconde 
I suol propositi, dopo quel 


Nel RlCCtiny a pochi giorni dai campio- 

M Casi Ma»4nn nati mondiali di Tokio, molti 

ai Mn manno appresta- 

«OCSti* SU 9 IÌ oOO no a partire per il Giappone 

Der Di Naooli "ffovano oggi al piedi del 

” monte Titano per dar vita al 

meeting di San Marino di at¬ 
letica leggera. Protagonista 
annunciato della manifestazione è Gennaro DI Napoli (nella 
foto). L'atleta lombardo, che a Tokio punta a una medaglia 
sui 1500 metri, si cimenterà sulla distanza inferiore, gli 800, 
dove dovrà vedersela con Viali, D'Urso (reduce dalla vittoria 
nelle Universiadi) e il senegalese Moussa Fall. Nel lancio del 
peso sfida impari fra Alessandro Andrei e il colosso elvetico 
Werner Gunthoer, capofila delle graduatorie mondiali stagio¬ 
nali. I 100 metri vedranno in pista Pierfrancesco Pavoni. Lo 
sprinter romano, bloccato a lungo da una serie di infortuni, 
cercherà di conseguire il tempo minimo per i mondiali, 
10'’30. Da seguire anche la gara del salto in alto con l'atleta 
delle Fiamme Azzurre, Fabrizio Borellini, che tenterà di incre¬ 
mentare ulteriormente il suo limite stagionale di 2.28. 


bratto incliicntc con l’dlcot- 
lerodldledmealfa. 


L'avambraccio e la mano de¬ 
stra migliorano. Ora ho anche 
le sensazioni di caldo e di fred¬ 
do. Prima non ero in grado di 
avvertirle. Purtroppo quei dot¬ 
tori che mi hanno operato ave¬ 
vano ragione, lo pensavo di 
poter provare una Formula 1 
già nel prossimo mese di set¬ 
tembre. Ma è meglio aspettare 
ancora un po', altrimenti sai 
che figura da bischero che ci 
fo. Intanto continuo le terapie, 
la ginnastica, ma soprattutto 
tanto sole e tanto mare. E poi 
gli impegni non mi mancano 
di certo. Ho appena finito di gi¬ 
rare uno "spot" con la Ford. Le 
macchine di tutti i giorni le gui¬ 
do senza problemi, staccare a 
300 all'ora prima di una curva 
è. perù, tutt'altro affare, 
n rUacono advoU ralla raa 
vecchia squadra, ra quelle 
Benetton coodotte dal due 


braalllaiil Piqqet e Moreno. 

È chiaro che .se tomo, vorrei 
farlo con loro. Ho mantenuto 
degli ottimi rapporti con i diri¬ 
genti, con Luciano Benetton in 
particolare. Non vedo motivo 
di cambiare, anche se. lo npe- 
to, bisogna che aspetti ancora 
qualche mese. 

La fama di dlaaacratore. In¬ 
curante di lutto e di tutti. 
Nannini la conferma quando 
ai porla di Sholbiro Honda, 
deceduto pochi giorni fa. 

Ah. chi l'è? - dice in un primo 
momento -. Ah. si. quello che 
ha fondato quella casa che 
fabbrica motociclette e auto- 
mibill. Oh, sicuro. Nel suo pae¬ 
se sarà un mito, come lo ora 
Enzo Fenari da noi. Ma a diffe¬ 
renza del costruttore modene¬ 
se, quel mito è rimasto dentro i 
confini nipponici. Ovvia, non 
diciamo bucherate. Le "rosse" 
hanno fatto il giro del mondo. 
Roba unica, irripetibile. 




^ ■ 


|n bulovaI 


Alessandro Nannini In una posa ufficiale con i colon della Benetton. Squadra con cui spera di tornare a correre 


Mosca a caccia di gran premi 


Una delegazione di esperti moscoviti ha studiato ac¬ 
curatamente il circuito e gli impianti di Hungatoring e 
ha preso contatto con i costruttori ungheresi. A quin¬ 
dici chilometri a est di Mosca nascerà il nuovo circui¬ 
to per il Gran Premio di Formula 1. Ulteriori gravi 
preoccupazioni per gli ungheresi il cui Gran Premio 
era già minacciato da austriaci e sudafricani. Verso 
una rinuncia dfEcclestonedM'Hungworing? -- 


IBARIOU 


■■ BUDAPEST. Mosca si pre¬ 
para ad ospitate il Gran Premio 
di Formula I e a Budapest cre¬ 
scono le già molte preoccupa¬ 
zioni per le sorti del Gran Pre¬ 
mio d'Ungheria che giunge 
domenica prossima alla sua 
sesta edizione. Una delegazio¬ 
ne di esperti moscoviti, tecnici 
automobilistici, ingegneri, uo¬ 


mini d'affari sono stati nel gior¬ 
ni scorsi nella capitale unghe¬ 
rese ed hanno compiuto un 
accurato sopralluogo a Hun- 
garoring al circuito e agli im¬ 
pianti, hanno avuto colloqui 
con i gestori, hanno preso con¬ 
tatto con le ditte che hanno 
realizzalo le strutture. SI assi¬ 
cura che le autorità moscovite 


hanno già predisposto il sito 
per il circuito a una quindicina 
di chilontclri a est di Mosca, 
che la progettazione è già a 
buon punto, che una nutrita 
schie 'a di sponsor è già in atte¬ 
sa, eh e ci .sono tutte ie premes¬ 
se perché un Gran Premio a 
Mose J riscuota un grande suc¬ 
cesso anew dii punto di' vista " ■ 
findn.tfSrirrrfeBe'm.-i “garar 
più tardi nel '95. Mosca potreb¬ 
be porre la sua candidatura 
per ospitare il Gran Premio. Ma 
l'ingresso di Mosca nel gran 
circo della Formula I signifi¬ 
cherebbe la condanna per 
uno dei cucuiti sui quali attual¬ 
mente si corrono le prove del 
campionato mondiale. E gli 
ungheresi si sentono l'anello 
debole della catena. In realtà 
le nubi .sì addensano su Hun- 
garoring. 

Gli austrìaci non nascondo¬ 


no le loro ambizioni per ripor¬ 
tare la Formula 1 sul rinnovato 
circuito di Zeltweg (e furono 
proprio gli ungheresi neir86 a 
rapinarli di un Gran Premio 
che era giunto alla diciottesi¬ 
ma edizione), il Sudafrica, nei 
cui confronti sembra finito l'o¬ 
stracismo politico instaurato 
nel 1985, vuol riportate il Gran 
■'fteifflèf'sul c'ticalto''Br KyalanflC 
Già lo'Scorso anno molti inter¬ 
rogativi erano stali posti sulla 
sopravvivenza del circuito un¬ 
gherese andato ad Ingolfarsi in 
un crescente deficit di gestione 
dopo i grandi successi del pri¬ 
mi duo anni (360mila spetta¬ 
tori e una enorme risonanza 
mondiale che alzò anche il 
prestigio della Foca e della Fi¬ 
sa alle quali andava il merito di 
avere superato la cortina di fer¬ 
ro e di avere lancialo un ponte 
di valore anche piolitico verso 



Atletica. Dopo il record a Zurigo la staffetta statunitense potrebbe ripetersi nei Mondiali 
A Tokio ci sarà Cason al posto di Marsh. Nei 400 ostacoli esplode il talento di Matete 


Il «Letzigrund» di Zurigo ha confermato di essere lo 
stadio dei record grazie alla sensazionale staffetta 
veloce degli Stati Uniti con Dennis Mitchell, il nemi¬ 
co di Cari Lewis, nella delicata frazione deH'ultima 
curva. A Zurigo l’Africa ha trovato l’erede di John 
Akii-Bua sui 400 ostacoli. È Sam Matete che è pure 
l’erede del leggendario Ed Moses. Domenica ultime 
sfide a Grosseto. Poi sipario su Tokio. 





r'[ii'iiMii'i MI 


■■ Sarà molto difficile, ora, 
per Cari Lewis sostenere che la 
staffetta dei Campionati del 
Mondo la debbano correre i 
quattro velocisti del suo club, il 
^nta Monica. Sarà difficile, 
per non dire impossibile, per¬ 
ché Dennis Mitchell - che ha 
corso la terza frazione - vale 
mollo di più di Floyd Hcard. Si 
pensava che i quattro america¬ 
ni sulla pista magica del «Letzi- 
gnind» zurighese non si sareb¬ 
bero dannati l'anima per fare il 
record del Mondo. E infatti Mi¬ 
ke Marsh aveva corso una pri¬ 
ma frazione con gambe di le¬ 
gno. Ma Leroy Burrell non po¬ 
teva sciupare la bella vittona di 
poco prima sui 100, ICOi 
contro un vento pari a un me¬ 
tro al secondo, correndo da 
paralitico la staffetta. E infatti 
Leroy ha fatto onore a .se stes¬ 
so con un rettifilo superbo. Al 
cambio. Ira lui e Dennis Mil- 
chcll, le staffette degli Stali 
Uniti, della FVancia c della 
Gran Bretagna erano sulla stes¬ 
sa linea. E dunque la differen¬ 
za l’ha fatta Dennis Mitchell 
che non ama molto Cari Lewis 
che, a sua volta, lo ama ancora 
meno. Ma quando si corre per 
vincere si corre e basta. E mer¬ 
coledì sera i quattro americani, 
con l't-ccezione di Mike Marsh, 
erano lampi di fiamma nella 
notte. Niente da fare per fran¬ 


cesi c inglesi che pure dispon¬ 
gono di staffette valorose. C'è 
da chiedersi quale tempo pos¬ 
sa centrare la staffetta degli 
Stati Uniti quando potrà mette¬ 
re inm campo, in prima frazio¬ 
ne, il piccolo Andre Ca.son, 
l’uomo che si era piazzato al 
quarto posto sui 100 ai trials di 
New York conquistando il dirit¬ 
to di correre la staffetta in terra 
giapponese. - 

Ma il meglio del Letzigrund 
lo si è visto sui 400 ostacoli do¬ 
ve lo zambiano ventitreenne 
Samuel Matete ha mancalo II 
primato del Mondo di Ed Mo¬ 
ses ■ '17''02 II 31 agosto 1983 a 
Coblenza - di soli olio centesi¬ 
mi. Il povero Danny Harris non 
riuscirà mai a raccogliere l'ere¬ 
dità del grande Edwin: lo zam- 
blano è infatti più forte di lui. 
Stavolta, per giustificare la 
sconfitta, non c'è la scusa del 
fuso orario da assorbire. Sta¬ 
volta Danny Hams ha perso 
perché Sam Matete lo sovrasta. 
Con 'I7’’10 lo zambiano mi¬ 
gliora di 13 centesimi il record 
airicano che lì senegalese 
Amadou Dia Ba aveva fissato a 
47’'23 cogliendo l'argento 
olimpico a Seul. 

Gli ostacoli bassi si addico¬ 
no agli africani. Al Giochi olim¬ 
pici di Monaco di Baviera, il 2 
settembre 1972, la medaglia 
d’oro premiò l'ugandesc John 



L'atleta dello Zambia. Samuel Matete, si i portato a soli 8 centesimi dal record mondiale di Moses sul 400 hs 


Vent*anni di record 


Usa (Black, Taylor, Tinker, Hart) 

Monaco 10-9-1972 

Usa (Collins, Riddick, Wliey, Williams) 

Duosseldorf 3-9-1977 

Usa (King, Cauli, Smith, Lewis) 

Helsinki 10-0-1983 

Usa (Graddy, Brown, Smith, Lewis) 

Los Angeles 11-8-1984 

Francia (Morlnlère.Sangouma.Troubal, Marie-Rose) 
Spalato 1-9-1990 

Santa Monica (Marsh, Burrell, Heard, Lewis) 

Montecarlo 3-8-1991 

Usa (Marsh, Burrell. Mitchell, Lewis) 

Zungo7-8-1991 


Ì/ENERDI9 AGOST01991 


Mettiseli prepara 
il sorpasso 
all’Hungaroring 


■■ BUDAPEST. La rincorsa di 
Nigel Mansell alla leacership 
del mondiale piloti del.a For¬ 
mula 1 ricomincia con la pri¬ 
ma sessione di prove ifficiali 
(Rai3 dalle 13.00) sul circuito 
deH’Hungaronng, sede del Gp 
d'Ungheria. II pilota della Wil- 
liams-Renaull si è aggiudic.ito 
gli ultimi tre gran premi ed or¬ 
mai ha soltanto otto punti di 
distacco dal capofila iridato, 
Ayrton Senna. Con la gara di 
Budaprest l'inglese può iiiinta- 
re al sorpasso anche se le ca¬ 
ratteristiche del traccialo po¬ 
trebbero consentire una difesa 
insperata a! brasiliano della 
McLaren-Honda. La pist,i é di¬ 
segnata in modo tortuoso ren¬ 
dendo quasi impossibili i sor¬ 
passi. Inoltre, la bassa velncità 
media rimette in gioco anche i 
team dotati di propulsori non 
particolarmente potent.. Per 
tutti sarà essenziale partire il 
più avanti possibile nello 
schieramento. La Williams si 
presenta in pista con una vet¬ 


tura senza sostanziali mcxlifi- 
che mentre i tecnici della 
McLaren si sono dati un gran 
daffare per consegnare a Sen¬ 
na una macchina in grado di 
puntare alla pole-positlon e 
quindi alla vittoria finale. In 
particolare il campione del 
mondo potrebbe usare in pro¬ 
va una McLaren dotata di cam¬ 
bio automatico, soluzione già 
adottata da Williams e Fenari. 
Le "rosse» puntano molto sul¬ 
l'appuntamento ungherese 
por dare una svolta ad un cam¬ 
pionato che ha visto la scude¬ 
ria di Maranello in prima fila 
solo per la quantità di polemi¬ 
che. I.,e due «643» di Prost e 
Alesi saranno equipaggiate 
con un nuo'ro propulsore che 
secondo i tecnici del Cavallino 
dovrebbe garantire una mag¬ 
giore erogazione di potenza ai 
medi regimi un problema che 
aveva fortenenlc penalizzato 
la Ferrari nel precedente gran 
premio di Girrmania sul circui¬ 
to di Hockenheim, □ AB. 


l’Est). 

Lo scorso anno le dillìcollà 
poterono essere superate gra¬ 
zie aH’intervento diretto del 
presidente della Foca Eccle- 
stone che (particolare a dir 
poco curioso) rilevò in affitto 
per cinque anni la gestione del 
circuito attraverso una società 
costituita con altri due uomini 
cTSflàrrfiTHiIfiftSf'iérfit'CffilijIa 
One Grand Pnx LimitedT Gli 
ungheresi tirarono un sospiro 
di sollievo: se il presidente del¬ 
la Foca prendeva in affitto per 
cinque anni il circuito, si pote¬ 
va ragionevolmente ^rare 
che fino al '95 il Gran Premio 
d’Ungheria sopravvivesse. Le 
ambuionl degli austrìaci e dei 
sudafricani avrebbero dovuto 
trovare altre vittime. Ma la can¬ 
didatura di Mosca potrebbe ri¬ 
mettere lutto in discussione 
prima ancora della scadenza 


del contratto di affitto. Ls For¬ 
mula 1 spiccherebbe il gran 
salto nel cuore dell'Unioii ; So¬ 
vietica, realizzerebbe il suo im¬ 
pero mondiale grazie anche al 
trampolino di Budapest che 
però verrebbe a perdere 1 .1 sua 
funzione e la sua importanza. 
Tanto più che tra la socieUi di 
Ecclestone e i padroni di Hun- 
"gartJrin'g’l rajSjjbnrstSti'o tùB'al- 
iro che idilliaci. Non chi- dal 
punto di vista affari le cose si 
mettano male: per il -c-sto 
Gran Premio dal 9 all’ll ago¬ 
sto si prevedono almeno due¬ 
centomila spettatori. Sono i 
problemi burocratici c le liti in¬ 
terne fra gli ungheresi che 
stanno stancando Ecclestone 
L'ultima questione sorta C ai 
limili dell'assurdo. Una ditta 
ungherese ha siglato un accor¬ 
do con la cooperativa ag'icola 
proprietaria del terreno sul 


quale c'è Hungatoring fier rea¬ 
lizzarvi un villaggio turistico 


esclusivo che ovviamente ver¬ 
rebbe a portare una grave tur¬ 
bativa nel funzionamento del 
circuito c nei diritti acquisiti 
dai gestori dello stesso. La ditta 
ungherese si dice disposta a ri¬ 
nunciare al progetto solo die¬ 
tro un indennizzo di un milio- 
Tfè "oTìnezzÓ dl'aollaifEc.itesio-' ’ 
ne si chiama fuori (è una ro¬ 
gna tra ungheresi), la vixehia 
società Hungaroring sostiene ' 
di avere ceduto diritti e rioveri 
con l’affitto della gestione, la 
cooperativa agricola afferma il 
suo buon diritto ad utilizzare i 
terreni non coperti dalla pista 
e dagli Impianti, la ditta unghe¬ 
rese ha nelle mani un solido 
contratto: un bel puzzle che 
potrebbe contribuire a segnare 
la line del Gian Premio d'Un¬ 
gheria di Fomiula 1. 


U.S.L. N. 36 - LUGO 


PROVINCIA DI RAVENNA 


Lewis e C. «condannati» al primato 


Notifica (Logge 19 marzo 1990^ n, SS- art. 20) 


SI rende noto che è stalo aggiudicato mediante licita- 
zione privata l’appalto dei lavori murari <>d affini per la 
manutenzione ordln<»ria degli ospedali e d«3gli altri 
fabbricati adibiti a servizi dell'Unità Sanitaria Locale 
nel periodo dairi.1.t991 al 31.12.1992, alla I.T.E.R. 
(Coop.va Ravennate di Interventi sul Territorio) Soc. 
Coop. a r.l. di Lugo. 

Sono state invitate aiia gara le ditte: 

1) IMPRESA PADOVANI AMEDEO di Veo Padovani 
di RAVENNA; 

2) CONSORZIO RAVENNATE DELLE COOPERATIVE 
DI PRODUZIONE E LAVORO di RAVENNA. 

3) CONSORZIO FRA COOPERATIVE DI PRODUZIO¬ 
NE E LAVORO di PORLI; 

4) SOCIETÀ COOPERATIVA MURATORI E CEMENTI¬ 
STI - C.M.C. di RAVENNA; 

5) COOPERATIVA MURATORI CEMENTISTI AFFINI 
di COTIGNOLA; 

6) A.C.M.A.R. (Associazione Coop. Muratori Affini) 
di RAVENNA; 

7) I.T.E.R. (Coop. Rcn/onnate Interventi sut Territo¬ 
rio) di LUGO; 

6) CONSORZIO NAZIONALE COOPERATIVE DI PRO¬ 
DUZIONE E LAVORO "CIRO MENOTTI” 
di BOLOGNA, 

9) C.A.R.E.A. (Cons. Artigiani Edili o Attlni) 
di BOLOGNA. 

10) IMPRESA "COLOMBO CENTRO COSTRUZIO¬ 
NI” di FOLIGNO; 

11) CONSORZIO EMILIANO ROMAGNOLO FRA LE 
COOP.VE DI PRODUZIONE E LAVORO 
di BOLOGNA. 

Delle Imprese invitate hanno partecipate alla gara le 
Imprese di cui ai nn. 1>. 2). 5). 6). 7) 

Lugo. 29 luglio 1991 

II. SERVIZIO attività TECNICHE 


Noi IMHIItfÒO tÉi oiyoolò'’ 


Akii-Bud che sconfisse Ralph 
Mann c Dave Hemery con un 
sensazionale che fu mi* 
glloralo da Ed Moses quattro 
anni più tardi nella finale olim¬ 
pica di Montréal. John Akii- 
Bua era l’unico atleta intema¬ 
zionale delTUganda e Sam 
Matete ù l’unico atleta intema¬ 
zionale dello Zambia. Paese 
che gli appassionati di calcio 
ricordano per una catastrofica 
sconfitta subita dagli azzurri ' 
del calcio, 0-4. proprio ai Gio¬ 
chi olimpici di Seul SamMale- 
tc è molto vicino a Ed Moses e 
potrebbe riuscire a lui Timpre- 
sa che il leggendario america¬ 
no non seppe compiere: ab¬ 
battere la barriera dei 47 se¬ 
condi. 


RAPPORTO SULLA SESSUAUIA. 

Siete eoologid o tecnolotjid? 

IN VACANZA CON IMMO. 

Sergio Stoino presenta «Attento al lupo!». 

IN REGALO. 

World Wotdi, u;n fasdcolo di f>0 pagine. 


iw itoiora I TKMCiMM uMno luu raaiNii v 



L'INFOkIMAZIONE 
DI CHI VIVE AL NATURALE. 


I 


I 


/ 


f 
































VENERDÌ 9 AGOST01991 


Sport 


Una camera Da quest’anno Bruno Giordano è il giocatore più anziano 
tra lud del campionato. Undici anni dopo lo «scandalo-scommesse» 

e ombre vuole chiudere in bellezza con TAscoli. Tante vittorie 

■ e il rimpianto di aver giocato poco nella nazionale azzurra 

Gol senza età 


Nato il 13 agosto 1956:35 anni anni fra pochi giorni, 
dal prossimo campionato Bruno Giordano è il «non¬ 
no» italiano della serie A in cui debuttò il 5 ottobre 
75. Solo un brasiliano, il 36enne Cerezo, lo supera 
in questa speciale classifica che ha perso alla fine 
dello scorso campionato vari protagonisti, da Bruno 
Conti a Bodini, da Martina a Cabrini. Giordano è alla 
sua terza stagione nell'Ascoli, di cui è capitano. 


FRANCnCO ZUCCHINI 


■I Da quest'anno è tl «non¬ 
no» riconosciuto del calcio ita¬ 
liano, ma non sono pochi a 
contestargli ancora una sag¬ 
gezza adeguata al ruolo: un 
■marchio» é un marchio c 
quello incollato addosso a 
Bruno Giordano resisterà fino 
alla fine della carriera. Ancora 
oggi, undici anni dopo il primo 
«scandalo-scommesse» che 
sconvolse il campionato por¬ 
tando in caiccre il centravanti 
laziale (poi squalificato per 
due anni) e un nutrito mppo 
di colleghi, Gioidano sT porta 
dietro la sua croce; la bravura, 
i 1 ^ 1 , il dono naturale di saper 
giocare al calcio spesso non gli 
hanno reso giustizia fino m 
fondo, cosi osservando la car¬ 
riera complessiva, ormai vicina 
al rendiconto, si ha la sensa¬ 
zione di qualcosa di incompiu¬ 
to malgrado uno scudetto 
(vinto a Napoli), una Coppa 
Italia, due promozioni dalla B 


alla K un paio di classifiche 
cannonieri dominate alla 
grande. «Ma io sono contento 
lo stesso, e poi non ho fatto 
poco. Porto con me soltanto 
un rimpianto o due, la Nazio¬ 
nale in cui giocai appena 13 
partite e soprattutto quel Mon¬ 
diale '86 in cui mi furono pre¬ 
feriti Calderisi e un Rossi ormai 
in declino. Era la mia ultima 
occasione per disputare un 
campionato del mondo, nel 
'90 sarei stalo comunque trop¬ 
po vecchio». 

Orni Brano Giordano si riaf¬ 
faccia alla serie A conquistata 
l'anno scorso con l'Ascoli, si 
riaffaccia da capitano di una 
squadra che punta esclusiva¬ 
mente alla salvezza senza far¬ 
ne mistero: soprattutto, si riaf¬ 
faccia forse per l'ultima volta, 
perché ha praticamente deci¬ 
so: la fine del campionato 
coinciderà con il suo addio al 
football. «E un mondo che é 


cambiato, o forse sono molto 
cambiato io. Ho giocato la pri¬ 
ma partita in serie A nel 1975, 
qualche volta mi sento davvero 
un sopravvissuto». Resta fotte 
la passione: ma al suo mondo 
ò legato soprattutto da amici¬ 
zie antiche; Manfredonia, poi 
Maradona, Carnevale. «C!on 
Lionello cl sentiamo per telefo¬ 
no quasi tutti 1 giorni. Diego 
l'ho contattato anche di recen¬ 
te, ma ho potuto parlare sol¬ 
tanto con la moglie». Con Car¬ 
nevale, rivale e amico ai tempi 
del Napoli, si è fatto strada un 
rapporto di solidarietà, chia¬ 
miamola cosi, fra calciatori 
che, in tempi diveisl, hanno 
conosciuto l'amarezza delle 
domeniche senza pallone. 
«Andrea ha un carattere forte, 
nella vita ha superalo tante dif- 
licollà, ce la farà anche stavol¬ 
ta se la gente gli saprà stare vi¬ 
cino. Un anno senza calcio 6 
paragonabile a 6 o 7 anni sen¬ 
za un altro tipo di lavoro. Ma 
lui è un po' come me: fra errori 
e tiacrificl, le nostre storie si as¬ 
somigliano». 

Giordano viene da una sta¬ 
gione difficile: due infortuni se¬ 
ri, un pesante litigio con l'alle- 
nalore Sonetti, un solo gol in 
appena 20 partite, coincisi per 
fortuna sua e dell'Ascoli con le 
22 reti segnate da Casagrande, 
decisive per la promozione in 
serie A. «Chi mi ha convinto a 
concludere qui la carriera è 
stato il presidente Rozzi, una 


persona che mi ha latto sentire 
a casa (in dal primo giorno. 
Due anni fa cl restò male 
quando decisi di andare a Bo¬ 
logna. arrivò a offrirmi, in pro¬ 
spettiva, la presidenza: io ^rò 
andai lo stesso, per poi torna¬ 
re. Oggi spero solo che Rozzi 
tomi presto in forma, dopo l'o¬ 
perazione al cuore: abbiamo 
tutti molto bisogno di lui». «Con 
Sonetti il rapporto non funzio¬ 
nò, capita. Oggi il nostro alle¬ 
natore Ò De Siiti e io credo sia, 
per equilibrio e doti umane, la 
persona che ci voleva: que¬ 
st'anno dovremo darci da fare 
parecchio per evitare la serie B 
e cl sarà bisogno di tanta tran¬ 
quillità». ^er lo scudetto vedo 
bene Juventus e Inter, anche 
se le mie preferite restano Na¬ 
poli e Lazio, due squadre e 
due città con cui sono ancora 
legato. A Napoli furono tre an¬ 
ni fantastici, peccato il finale 
non sia staio in linea con il re¬ 
sto. Dopo, pensavo di tornare 
alla Lazio: con Calieri eravamo 
d'accordo sulla parola, poi lui 
non si fece più sentire. Non ho 
mai capito perché». Alla Lazio, 
non sarebbe tornato più («ma 
anche II é cambiato tutto, dei 
‘miei'' é restalo solo Bob Lova- 
ti»), non sempre si toma alle 
radici. Giordano chiude ad 
Ascoli, possibilmente alla 
grande, la sua storia fatta di 
chiaroscuri in cui a qualcuno 
place ancora sentire l'antico 
odore di zolfo. 


Iniziato al «Ciocco» il raduno dei calciatori disoccupati. Sono cinquantacinque, Soldà 
e Valigi i nomi illustri. Venti giorni di lavoro in attesa della fatidica «telefonati!» 

AAA. offire^ ^unbe da pallone 


Da ieri fino al 28 agosto II Ciocco ospita il raduno dei 
calciatori disoccupati organizzato dall'Aic in collabo* 
razione con la Federcalcio. Una sessantina di ammes¬ 
si agli ordini di Cadé, con il solo Soldà reduce da una 
spione in serie A. In tre hanno trovato una sistema¬ 
zione alla vigilia del collegiale. L'iniziativa costerà alla 
Federcalcio 130 milioni. Nella passata edizione tutti i 
calciatori trovarono una Quadra. 


niANCO DARDANKLU 


■R IL CIOCCO (Lucca). Fino a 
pochi giorni fa il centro turisti¬ 
co sportivo del Ciocco in Gar- 
fagnana ospitava la prepara¬ 
zione precampionato della 
Sampdoria campione d'Italia. 
Da ieri, invece, sono ospiti i 
calciatori disoccupati. Il rove¬ 
scio della medaglia. UalUa 
faccia del calcio dei miliardi 
che sembra essersi dimentica¬ 
to di questi giocatori. Un radu¬ 
no come tanti, anche se man¬ 
cavano t tifosi urlanti e i presi¬ 
denti a (are i proclami o gli 
sponsor a evidenziare il nuovo 
marchio presente sulle ma¬ 
gliette. Tutt'al più qualcuno si 
è (atto accompagnare dalla 
moglie o dalla fidanzala e ad 
attenderlo ha trovato l'incari¬ 
cato dell'Ale (Associazione 
italiana calciatori) Fidcnzio 
Nardello, che ha comunicato il 
numero della stanza. Anche 
un bambino, che si aggirava 
armato di quaderno e penna 
in cerca di autografi, è rimasto 
deluso. Gli avevano detto che 
dovevano arrivare del calciato¬ 
ri. ma lui si attendeva ben al¬ 
tro. 


Da ieri, fino al 28 agosto, po¬ 
co meno di una sessantina di 
giocatori rimasti senza contrat¬ 
to hanno cominciato a sudare 
agli ordini di Giancarlo Cadé 
(responsabile tecnico), che si 
avvale della collaborazione di 
Graziano bandoni, Amos Ma¬ 
riani, Urano Navarrinl. Com¬ 
pletano l’équipe il medico dot¬ 
tor Fabbrizi e i massaggiatori 
Pieri e Marchetti. Anche que¬ 
st'anno sarà la Diadora a forni¬ 
re il materiale sportivo ai parte¬ 
cipanti che devono pagare 
una iscrizione simbolica 
( I OOmila lire per quelli di serie 
A e B, SOmila per gli aitri). Alia 
Federcalcio, complessivamen¬ 
te. questa operazione verrà a 
costare quasi 130 milioni. Dei 
calcialori presenti al Ciocco 
solo uno proviene da una 
squadra di serie A (Roberto 
Soldà della Lazio), quattro 
dalla B (Piraccini del Taranto, 
Armenisc del Pescara, De Si- 
monc e Onorato del Messina), 
mentre i rimanenti sono cosi 
suddivisi; 16 di Cl e 34 di C2. 
Solo una decina sono gli ultra- 
trentenni, con una età media 


che si aggira attorno al 27 anni. 
L'elenco dei partecipanti, ini¬ 
zialmente cinquattotto, si é su¬ 
bito ridotto: tre giocatori, pro¬ 
prio alla vigilia del raduno, 
hanno trovato un ingaggio. I 
tre «fortunati» sono Bogglo. che 
ha firmato per il Montevarchi 
(npescato in C2), Lorecchio 
accasatosi a Formia e Fantoni 
a Varese. 

(Quello di quest'anno é il ra¬ 
duno numero cinque che l'Aic 
in collaborazione con la Fe- 
dercalclo promuovono, li pri¬ 
mo si tenne a Pomezia agii or¬ 
dini di De Sisti, poi il quartier 
generale fu spostato al Ciocco. 
«L'esperienza positiva degli 
anni passati - dice il fiduciario 
dell'Ale, Nardello -ci porta a 
proseguire la strada intrapresa. 
Lo scorso anno tutti I sessanta 
calciatori che lavorarono con 
noi riuscirono a trovare una si¬ 
stemazione, c speriamo che 
avvenga altrettanto anche que¬ 
st'anno. Con questo sistema 
noi forniamo ai nostri associati 
una possibilità non Indifferen¬ 
te di mettersi in mostra e di 
prepararsi adeguatamente in 
vista di un ingaggio, senza che 
il giocatore debba andare a 
chiedere ospitalità a questa o 
quella società». 

Con l’abolizione di un giro¬ 
ne di C2 c'era da attendersi 
una vera e propria marea di ri¬ 
chieste per partecipare a que¬ 
sto coilegiale. Invece quasi lut¬ 
ti sono stati accontentati. «Sia¬ 
mo riusciti - continua Nardello 
- ad esaudire quasi tutte le do¬ 
mande che cl erano state sot¬ 
toposte. Come limite avevamo 


posto l'età massima di 33 anni 
e che negli ultimi tre anni i cal¬ 
ciatori fossero stati tesserati 
per società professionistiche, 
invece alla fine abbiamo ac¬ 
contentato anche qualcuno 
che non rispondeva a questi 
requisiti. L'elenco che abbia¬ 
mo stilato non é definitivo, per¬ 
ché qualcuno é riuscito ad ac¬ 
casarsi e quindi vedremo di so¬ 
stituirlo con altri». 


Quando Liedholm 
sentenziò: «Sarai 
l’erede di Falcao» 


H II listone dei cinquanta- 
cinque in cerca di futuro Inizia 
con Saverio Albi, ventlnovenne 
difensore (ino a un paio di me¬ 
si in forza al Celano Olimpia, e 
chiude con Roberto Zuppar- 
do, un altro difensore, venti- 
quattreenne con ultima tappa 
a Catania. In mezzo, nel mag¬ 
ma dei peoncs «disoccupali» di 
Cl e C2, un paio di nomi illu¬ 
stri: Roberto Soldà e Claudio 
Valigi. Storie diverse, le loro: il 
primo fino a due mesi fa era ti¬ 
tolare nella Lazio di Zoff, men¬ 
tre il secondo sprofondava in 
C2 con il Mantova. Eppure le 
loro strade si sono incrociale 
in questo bivio del «Ciocco», 
dove fra giri di campo. Il sudo¬ 
re che infradicia le maglie e i 
tackle delle partitelle, il calcio. 


ii P 


GII uomini di Rozd 


Preai deote: Costantino Roz¬ 
zi. 

Vlce|iretidente: lachino Pal- 
lolta. 

Ammlnlatratore delegato: 

Carlo Sabatini. 

Segretario generale; Leo 

Armillel. 

Addetto stampa: Marco 
Marcolini. 

Medico sodale: Luigi Formi¬ 
ca. 

Allenatore: GlarKarto De Sl- 
sti. 

Allenatore In seconda: 
Massimo Cacciatori. 
Prepiiralore adedeo; Gae¬ 
tano Coluoci. 

Massaggiatori: Ivo Micucci 
e Urbano Vannini. 

LA ROSA 

Porderi: Fabrizio Lorieri e 
Roberto Bocchino. Difenso¬ 
ri: Antonio Alobi, Paolo Be- 
nettl, Giovanni DI Rocco, ^1- 
vatore FU.sco, Osvaldo Manci¬ 
ni, Luca Marcato, Rosario Per- 
golizzi. Ontrocamplsd: Lu¬ 
cici Bernardini, Luigi Bu^rdi- 
nt, Giancarlo Cavaliere, 
Giorgio Enzo, Michele Meno- 
la»:ina, A.igelo Pierleoni, Pa¬ 
trick Ver/oort. Attaccand: 
Oliver Bierhoff, Borislav Cvet- 
kovic, Bra IO Giordano, Clau¬ 
dio Pieranlozzl. Giovanni Spi¬ 
nelli, Pietro Zaini. 



Bruno Giordano, 35 anni, chiuderà la cartiera noi '92? 


I «nonni» Italiani della A 


Giacomo Violini 
Fulvio CollovatI 
Stefano Tacconi 
Cornelio Dorati 
Giuseppe Baresi 
Felice GarzIIII 
Giovanni Galli 
Giuseppe Oossena 
Pietro Panna 
Alessandro Zaninelll 
Pietro VIerchowod 
Gianfranco Matteoli 
Carlo AncelottI 
Stefano CuoghI 
Fernando Orsi 
Marino Magrin 


4 ; ' * 


31 / 3/'57 

9 / 5/’57 

13 / 5/'57 

18 / 1/’58 

r/zrsa 

30 / 3/'58 
29 / 4/'58 
2 / 5/'58 
23 / 6/'58 
26 / 2/'59 
6 / 4/'59 
21 / 4/’59 
10 / 6/’59 
8 / 8/’59 
12 / 9/’59 
13 / 9/‘59 


Cremonese 

Genoa 

Juventus 

Parma 

Inter 

Cremonese 

Napoli 

Sampdoria 

Verona 

Verona 

Sampdoria 

Cagliari 

Milan 

Parma 

Lazio 

Verona 


L'a''ventura è partita. Gior¬ 
nate divise Ira campo e leleto- 
no, in attesa di utui chiamata 
di que Ite buone per continuare 
a gioc are a pallone e assicurar¬ 
si lo Mipendk). Per urui volta, 
insorrma, la speranza é che 
dalla tra parte del filo non ci 
sia la moglie o la fidtmzaia ma 
un ditettorc sportivo o un pro¬ 
curatore pronto ad offrire il 
timto .«aspirato ingaggio. 



Claudio Valigi, 29 anni, «disoccupato» Illustre 


perduti i sogni, é (altea e ango¬ 
scia. 

Stoiìc estive, quelle di Soldà 
e Valigi, che Ira qualche gior¬ 
no, o poco più, troveranno 
probabilmente l'ennesimo in¬ 
gaggio per «svoltare» un'altra 
stagione. Più dura, sulla caria, 
sarà per i colleghi, costretti ad 
un'anticamera più lunga, ma 
intanto con Soldà e Valigi c'è 
da scrivenc sulle lllusionT che 
regala il grande circo. Claudio 
Vaìlgl approdò a Roma quan¬ 
do aU'ombra del Cupolone sta¬ 
va per decollare U secondo 
scudetto giallorosso. Il santone 
di quella squadra. Nils Lie- 
dholm, gli affibbiò un'etichetta 
niente male: «Terede di Fal¬ 
cao». .Schiacciato dal confron¬ 
to ingombrante, il ventenne di 


Derula vide il sole appena tre¬ 
dici volte. Gettoni buoni per In¬ 
collarsi al petto lo scudetto, 
ma per lui I illusione era finita: 
la Roma lo mollò subito al Pe¬ 
rugia. Da II a Padova, e poi 
Messina e poi Mantova, fino a 

a uest’eslate 91, con in tasca la 
lsoccuF>azionc. quelle tredici 
partite aU’ombra dì Falcao e la 
profezia di Liedholm da rac¬ 
contare al nipotini. 

Il conipagno di sventura. 
Roberio Soldà, ha scalato la 
montagna del pallone passan¬ 
do per altri sentieri. Piedi buo¬ 
ni e faccia d’angelo, nella sua 
Valdagno si diviaeva fra lavoro 
e calcio del poveri. Poi, prima 
tappa Fori), il salto nel proles- 
sionismo. E poi Como, m serie 
A, e poi Alalanta, da dove, do¬ 


po tre campionati a lesta alla, 
sbarcò in terra iuventina. Il top, 
un breve assaggio e poi la ca¬ 
duta airindielro, lentamente. 
Una sola stagione a Torino, e 
da II la discesa, passando per 
Verona e Lazio, fino aH'infemo 
dei senza lavoro. Soldà ci é ar¬ 
rivato in maniera sbilenca fra i 
•prones», dopo un’annata di¬ 
gnitosa a guidare la difesa del¬ 
ta banda Zoff. Trentaduc anni 
però sono merce pesante. Fini¬ 
to il contratto e invano richie¬ 
sto un «biennale» alla Lazio, di 
un anno buono e di un'illusio¬ 
ne chiamata Venezia - sem¬ 
brava latta per 800 milioni in 
due anni, poi, all'ultimo, é sal¬ 
tato tutto - ò rimasta, a Soldà, 
una sola certezza: un futuro da 
inventare. OSB. 


Amichevoli 


RISULTATI 

FOGGI A-Terento 

5-1 

PADOVA-JUVENTUS 

0-4 

Perugia-SANTOS 

0-0 

CREMONESE-Carpi 

2-0 

CASERTANA-Acireale 2-0 | 


OGGI 

Bologna (20,30) 

BOLOGNA-MILAN 

Aosta (20,30) 

QENOA-LAZIO 

Amsterdam (21) 

Psv Eindhoven-SAMPDORIA 

Siena (21) 

Siena-PISA 


DOMANI 

Pescara (20,30) 

PESCARA-FIORENTINA 

Avellino (20,30) 

AVELLI NO-ROM A 

Bolzano (20,30) 

Bolzano-FOOGIA 

Cagliari (20) 

CAQLIARI-INTER 

Ferrara (20,30) 

Spal-ATALANTA 

Catanzaro (22) 

Catanzaro-JUVENTUS 

Carrara (21) 

Carrarese-NAPOLI 

Udine (20,45) 

Udinese-Leon 

Bassano (18,30) 

Bassano-LECCE 


Prosegue a Sportilia il ritiro delle giacchette nere, sotto rocchio vigile del designatore 
di A e B. Menù rigoroso, niente sesso. Ieri la visita dei nuovo giudice sportivo, Fumagalli 

Casarìn landa Tarbitro-monaco 


DAL NOSTRO INVIATO 

WALTRR QUAONELI 


■1 SPORTILIA. Le due nazio¬ 
nali maschile c femminile di 
pallavolo, la Benetton Basket, 
116 arbitri e guardalinee di se¬ 
rie A e B, fra pochi giorni an¬ 
che la ^Icmitana. Non c’è 
dubbio: Sportilia detiene il pri¬ 
mato italiano in fatto di squa¬ 
dre ospitate per i rituali ritiri di 
inizio stagione. I motivi di tan¬ 
to afflusso sono presto spiega¬ 
ti: l’altitudine di circa 700 metri 
è Ideale per l'ossigenazione 
mentre le strutture sono mo¬ 
derne ed ell'icientissìme. Attor¬ 
no al residence, con un’ollan- 
tina di camere, ci sono mezza 
dozzina di campi di calcio, al¬ 
cuni del quali in erba sintetica 


a prova di tallonitc. E ancora: 
due palazzetti dello sport, pa¬ 
lestre. saune, sale convegni e 
un centro di pronto soccorso 
con apparecchiature all’avan¬ 
guardia. 

Paolo Casarin, designatore 
degli arbitri, é entusiasta: • Bel¬ 
la terra la Romagna. Cordialità, 
ospitalità ed efficienza trovano 
la massima espressione qui a 
Sportilia. E sotto il profilo tec¬ 
nico le strutture sono sempli¬ 
cemente meravigliose». Come 
risposta a tanti complimenti, 
per il boss delle giacchette ne¬ 
re ò arrivato anche un bel rega¬ 
lo. L’amministrazione provin¬ 
ciale di Porli gli ha infatti con¬ 


segna o una corale», vale a dl- 
reìa nproduzione di un antico 
codice min iato conservalo nel¬ 
la biblioteca di Cesena. Il pro¬ 
gramma di lavoro per 1 38 arbi¬ 
tri c i 78 guardalinee pirrcede 
speditamente sotto l'occhio vi¬ 
gile di Casarin, che si compor¬ 
ta cone un qualsiasi burbero 
allenatore. Controlla 11 menù, 
legge attentamente i risultati 
dei tesi fisici non mancando di 
rimbrottare coloro che offrono 
prestazioni scadenti. Non solo: 
di notte vengono effettuate vi¬ 
site improvvte nelle camere, 
per vctìficare che tutti osservi¬ 
no scrupolosamente gli oran 
di riposo. Non si sgarra. Si rac¬ 
conta addirittura che un arbi¬ 
tro, sceso nel vicino paese per 


comprare i giornali, attratto dal 
profumo emanato da un forno, 
sia entrato nel negozio, ma si 
sia sentito rispondere; «Mi di¬ 
spiace ma lei é un arbitro, 
quindi niente pasticcerìa». In- 
somma i «veti» di Casarin sono 
arrivati dappertutto. 

Ieri è giunto a Sportilia Al¬ 
berto Fumagalli. Il nuovo giu¬ 
dice sportivo si è intrattenuto 
con arbitri e guardalinee per 
quasi due ore. L'incontro ave¬ 
va lo scopo di portare avanti 
quel processo di «unità d'in¬ 
tenti» che è un po’ la bandiera 
dì Casarin. «L'artrilro - spiega il 
designatore - coi suoi referti 
deve raggiungere il massimo 
della chiarezza, della precisio¬ 
ne, ma anche della semplicità. 


Verona-Giiainii>an 
Per bancarotta 
inquisito 
i’ex manager 


Frodi fiscali c bancarofa fraudolenta, sono i reati che hanno 
portalo al fallimento l'Hellas Verona c alla cessione della so¬ 
cietà al grappo milanese InvesL Per questo sono .‘sotto in¬ 
chiesta e sono già stati inquisiti il presidente, Ferdinando 
Chiampan (nella foto), il stio vice, Eraldo Pelato, e altri sei 
dirìgenti. La Procura indaga airche su Umbero Uzzo e Emil 
Mirzakanian, della Invesi 


Trofeo BaretU Dopo una putita abulica- 

l■■/aAcl 9 ul cnaaa’ati mente trascinata i>er 90', la 
Jugoww yaei>aD Jugoslavia, cui nemmeno i 

bnttUti 21 rigori numerosi cambi (Lekovic, 

dai rpmdmiarjrlli Jokanovic. Lukie, Mllatovic 
«RI CeCOMOVaOCni nella rpresa) hanno 

portato sollkrtto, é state 
sconfitte (3-4 ) al calci di ri¬ 
gore dalla CecoslovaccJtia che ha meritato il successo se 
non altro per il maggiore impegno e per il numero di angoli 
(9-3). 

E la crisi Croazia Dopo la «fuga» di Prosinecki 

moltA Im fiins e Boban, i due calciatori del- 

micais m lugd ,a stella Rossa campione 

i tenniSu d'Europa passati al Reai Ma- 

M r'nmia riauic drid e al Milan, sono i tenni- 

Ul URVIS sti Ivanisevtc <• Pq 5 ic, ambe¬ 

due croati, a soffisue sul fuo- 
co della crisi etnico politica 
jugoslava. Hanno annunciato che non parteciperanno alla 
semifinale di Coppa Davis cton la Francia (20-22 settem¬ 
bre). 

Por BOttigliOri stasera nel ring allestito ncl- 

rhanrp pumn»» pineta di Juan Les Plns, 

UIdnu. europea suga costa Az:ttirra, Salvato- 

Sili quadrato re Bottlglierì, si anni, sfida 

di luRII Plll't P®’’ corona europea dei 

Ul JIMU Le» rin.> piu^,, l ispano-francese Fa- 

brice Benichou, detentore. 
Bottiglieri ha già boxato per 
l'europeo con l'inglese Me Donnei ('86) e per il mondiale 
con il sudafricano Mitcliell ( ’89), entrambi perduti. 

Incontri cesenall Nel triangolare di ginnastica 
di flinnasHca artistica che In zia oggi a Ce- 

Oggi ObbligatOnI nla, ritornerà agli attrezzi per 
rAH Unric Prpti esercizi obtiligatorì, Boris 

Lwn Dun» rreu azzurro recen¬ 

temente infortunatosi e ope- 
rato al lendine d’Achille, li 
piogramma degli obbligtitori del meeting è quello dei mon¬ 
diali in programma a settembre a Indianapolis. 

Vuelta di Burgos Lo spagnolo P<»lro Delgado 
VInrp npinadn t^élla Banesto, la squadra di 

“f“!l“**** Induran vincitore dcU'ultimo 

davanti a Buono Tour, ha vimo la Vuelta di 
6*tappaaRÌncon Kp"c?n"te°dàic^ 

lombiano Olivierio RIncon, e 
la corsa con 21 secondi di 
vantaggi su Gianni Bugno che nulla ha potuto per annullare 


E la crisi Croazia 
mette in fuga 
{tennisti 
di Coppa Davis 


Per Bottiglieri 
chance europea 
sul quadrato 
di Juan Les Pins 


Incontri cesenall 
di ginnastica 
Oggi obbligatorii 
con Boris Preti 


Vuelta di Burgos 
Vince Delgado 
davanti a Bugno 
6*tappaaRfìicon 


vantaggi su Gianni Bugno che 
Io svantaggio. 


La Sampdoria 
al completo 
cerca il bis 
nell’«A'Dam716» 


Psv e Aiax contro i braslhani. 
minence e Aiax-Sempcloria. 


Da oggi ad Amsterdam la 
Sampdoria, in foimazionc ti¬ 
po con Silas Cerezo Mancini 
e Vlalli, è impegnate nella 
Coppa «A'Dair 716», trofeo 
già vinto dai I4iurì nel 1988, 
con Psv Eindhoven, Fluml- 
nence e Aiax. Stasera Samp- 
Domenica Psv Eindhoven-Ru- 


Tempi duri Nei campionato di calcio :n- 

neroli hoolioan 

U*' U” nwiigail «hoollgans» potranno essere 
Da sabato multati sino a '. .000 Sterline 

fio^CSnO Hilllte miliotù di lire) alla vol- 

■lULLAnv mulu; stabiliscono nuove e 

più severe disposizioni del 
«Football offences act 1991» 
che entreranno in vigore sabato prossimo nel «Chanty 
shicid» fra Tottenham e A.rscnal allo stadio Werabley di Lon¬ 
dra. 


Vela tragica Francesco Salerno, 25eniie 

a Palma rii Mainrv-a timoniere della barca «Eme- 
« raiRM Ui PMIun-A „uyg, impegnata a Palma 

Muore Salerno di Maiorca nelle regate di al- 

timOniRTR baliann lenamento della Coppa del 
umonien; lUlianil y, Spagna, e morto ieri in 

circostanze poco chiare. 1^ 
notizia è state tesa note solo 
oggi- «Emeraude» ha atirz ccato al club del more di Palma e II 
Salerno si è sentilo male. ì morto poco dopo in ospedale. 


I 04111000011X1 

LOSiORTINTV 

Raiuno. 20.25 Calcio: La»:io-Genoa; 0.30 Ippica: Corsa Iris; 0.35 
Baseball: campionato cttopeo. 

Raidne. 17.30 Ginnastica alislica: Italia-Urss; 18.30Tg2 Sportse- 
ra; 20.15 Tg2 Lo sport 23.40 Pugilato; Benìcou-Bottìglicri, 
campionato europeo pe ti piuma. 

Raltre. 13.00 Formula I ; (ìp d'Ungheria, prove ufficiali: 16.00 At¬ 
letica: Meeting di San Merino; 18.45 Tg3 Derby. 

Italia 1. 20.30 Calcio: Bolog na-Milan. 

Tmc. 1 3.00 Sport News; 2 1 .( 0 Calcio: Sampdoria-Psv Eindhoven. 

I Mondiali under 17 

C’è anche junior 

fra ^ azzunrini di Vatta 
Esordio coni gli Stati Uniti 


Per lacilitare il compito della 
giustizia sportiva. In questo 
scaso bisogna andare verso 
una sempre maggiore unifor¬ 
mità di giudizi». Uno degli im¬ 
pegni prioritari della cla^ ar¬ 
bitrale per il prossimo campio¬ 
nato sarà quello di allungare il 
tempo di gioco effettivo, che al 
momento si aggira sui 58 mi¬ 
nuti. Per superare l'ora occor¬ 
rerà velocizzare le rimesse in 
gioco della palla c abbreviare i 
tempi di preparazione dei tiri 
di punizione e dei rigori. E an¬ 
che fischiare meno falli. Intan¬ 
to i test mettono in risalto le 
noicvoli doti atletiche di Sguiz¬ 
zato, Stefoggia, Bazzoli, Cor- 
nieti e del «pompiere» Cinciri- 
plni. 


■li ROMA La Federcalcjo ha 
comunicato la lista dei 18 gio¬ 
catori convocati per 1 campio¬ 
nati mondialie Under 17. che 
si svolgeranno dal 16 al 31 
agosto in Toscana. Dalla resa 
dei 20 giocatori in allenami'n- 
lo collegiale a Macugriaga 
(Novara) il tecnico Sergio Val¬ 
la ha escluso i due centrocam¬ 
pisti Capecchi, deirAtelarita, e 
Maran, del Padova. Sabato alle 
18.00 gli azzumni disputerim- 
no, sempre a MacugiLtlia, 
un’amichevole con la Pro 'Ver¬ 
celli. La partite inaugurale del 
mondiale per l'Italia è fiscita 
per il 16 agosto alle ore 18.00 
con gli Stati Uniti. CJueste la li¬ 
ste dei 18 convocati; Mainar lis 


(Juventus), Rinaldi (Lazio), 
Birindelli (Empoli), Sartor 
(Juventus), Giraldi (Rorenti- 
na), Tortorelli (Milan), Del 
Pietro (Padova), Caputi (Ro¬ 
ma) . Baggio (Rorentina), 
Della Morte (Torino), Poloni 
(Atelante), Sereni (Sampdo¬ 
ria) , Chiummicllo (Fiorenti¬ 
na), Sala (Sampdoria), Moro 
(Milan), Conte (Inter), Cermi- 
nara (Udinese). Lorusso (Bo¬ 
logna). La deleftazione azzur¬ 
ra, guidate da Mauro Vladovi- 
ch, è composte oltre che dal 
tecnico Vatta, dai vice Romeo 
Benetti, dal preparatore atleti¬ 
co Leali, dai medici Tudisco e 
Petrazzl e dai ma.ssaggiatori 
PaolinieSalvalon. 















L'UNITÀ 


LA BORSA 


VENERDÌ 9 AGOST01991 


IL MERCATO E LE MONETE 


INDICI MIE 


Indica 

valore 

prac. 

ver. % 

INDICE MIB 

110B 

110B 

0,00 

ALIMENTARI 

997 

991 

0.61 

A3SICURAT. 

113B 

lisa 

0.00 

BANCARIE 

1140 

1141 

-0.00 

CART. EOIT. 

1315 

1313 

0.15 

CEMENTI 

1233 

1232 

o.oe 

CHIMICHE 

1104 

1105 

-0.09 

COMMERCIO 

1320 

1326 

-0.60 

COMUNtCAZ. 

990 

991 

■0.10 

ELETTROTEC. 

1291 

1280 

0.30 

FINANZIARIE 

1055 

1059 

•0.38 

IMMOBILIARI 

1030 

1016 

1.38 

MECCANICHE 

1123 

1122 

0.09 

MINERARIE 

1112 

1115 

•0.27 

TESSILI 

1164 

1162 

0.17 

DIVERSE 

917 

018 

-0.11 


CAMBI 


DOLLARO _1 

MARCO _ 

FRANCO FRANCESE 
FIORINO OLANDESE 

FRANCO BELGA _ 

STERLINA _2 

YEN _ 

FRANCO SVIZZERO 

PESETA _ 

CORONA DANESE _ 

LIRA IRLANDESE _2 

DRACMA 

ESCUDO PORTOGHESE 

ECU _1 

DOLLARO CANADESE 1 
SCELLINO AUSTRIACO 
CORONA NORVEGESE 
CORONA SVEDESE 
MARCO FINLANDESE 
DOLLARO AUSTRALIANO 1 


Borsa immobile: se d sono afìari 
non passano per piazza Affari 


FINANZA E IMPRESA 


■i MILANO Seduta assoluta- 
mente incolore por piazza Af¬ 
fari che sempre più vede lan¬ 
guire l'attività. L'indice Mib 
conferma i 1.108 punti della vi¬ 
gilia 0 gli scambi si mantengo¬ 
no rigorosamente sotto I cento 
miliardi. Dunque Borsa pove¬ 
ra. Gli stessi operatori non san¬ 
no fornire spiegazioni certe 
circa questa perdurante situa¬ 
zione di stallo. Pausa estiva, 
imminenza delle scadenze 
tecniche e assenza di temi 
operativi possono essere le- 
menti frenanti del mercalo, ma 
non lino a questo punto e con 
tanta tenacia. Ed inoltre non 
vanno dimenticati i fattori in¬ 


centivanti, come la proposta 
Formica sugli incoraggiamenti 
fiscali per chi investe nei capi¬ 
tali azionari. Ma nemmeno i 
fatti positivi sono stali efficaci. 
La Borsa quindi per ora .sem¬ 
bra aver gettato la spugna in 
attesa di verificare se il nuovo 
mese borsistico di seltcmpru 
porterà qualche spunto di di¬ 
namismo. li tabellone di piaz¬ 
za Affari di Iweri olire un qua¬ 
dro desolante, con performan- 
ces irrilevanti. Fiat (rispettiva¬ 
mente -1- 0,3156 e ■f0,16*; 
hanno accentralo l'atlivilà. 
Idem te Comil (-6 0,32*), AIO 
contrario su Mediobanca si P 
allentata la corrente di acquisti 
registrata nei giorni scorsi ed i! 


titolo ieri ha chiuso a 16.085 li¬ 
re con una perdila dello 0,7156, 
oggetto di ulteriori limature nel 
dopolistino. 

Airintemo del gruppo 
Agnelli si registra un amolon- 
damento del prezzo per Ifil 
(•t- 0,18* a 5.720 lire) e Gemi¬ 
na ( -l- 0,58*) mentre Rina¬ 
scente e Snia accusano an^.-- 
tramenti superiori all'l per 
cento. Sulla medesima linea si 
collocano le Gir (- 1,35* a 
2.910 lire) mentre Codile ed 
Olivetti spostano leggermente 
il prezzo: la prima di un 
■t-0.18* e la seconda di un - 
0,13*. Flessioni superiori all’l 
per cento anche nel gruppo 
Fcrruzzi per Ferfin (2.1M lire) 


e Montedison ( 1.442). Mentre 
Eridania registrano uno spunto 
favorevole dell'1,19*. &;duta 
incolore per i telefonici, con 
Sip a 1.129 lire (-6 0,36%) e 
Sic a 1.985 lire (- 0,50*). Tra 
gli assicurativi (indice invaria¬ 
to) pesanti le Ausonia (- 
2,51%) eie Assitalia (-1,67%). 
Tra i bancari in evidenza Bnl c 
Credit con progressi superiori 
siri*. Decisa avanzata per le 
Cogefar ordinarie ( + 4,66%) e 
Rnc ( + 3,61%), e per altri va¬ 
lori legati all'accordo sull'alta 
velocità siglato mercoledì da 
Necci. Particolare spunto sulle 
Pirelli SpA che da un +0,41* 
a 1,970 lire .sono salite nel do- 
polistino fino a 2.025 lire. 


■■ MANtiSARDl-FIDEURAM. Po¬ 
co piu' di 1.420 Lire per le azioni della 
banca Manusardi e 8.969 Lire per 
quelle della Fideuram. Sono questi i 
valori unitari elaborati in vista della fu¬ 
sione tra la banca milanese e la rete di 
vendita di prodotti finanziari, entram¬ 
be società del gruppo Imi, cui domani 
daranno il via libera le assemblee 
straordinarie degli azionisti. Sulla base 
di questi valori è stalo stabilito il rap¬ 
porto di concambio di 628 azioni del¬ 
l’istituto di credito contro 100 della Fi¬ 
deuram. 

COHNTER SOSPESA. Da oggi la Con- 
sob ha sospeso I’ acce-sso delia commis¬ 
sionaria milanese Cofinler agli antirecinti 
alle grida di piazza Affari. La decisione fa 
seguito a quella, già presa 1' 11 giugno '91 
dalla stessa commissione, In cui si Invitava 
la Camera di Commercio di Milano a ritira¬ 
re, in via cautelare e In attesa di ulteriori 
accertamenti, le tessere di ingresso in bor¬ 
sa rilasciate ai rappresentanti ed al perso¬ 
nale della commissionaria. La Con.sob ha 
rilevato gli estremi per ia sospensione in 


bare, -sopratlutto, all' esistenz,! di una serie 
di ofKTazioni di compravendita con socie¬ 
tà d( gruppo realizzate dalla Cofinter ne¬ 
gli anni '89 e '90 «a prezzi prm di un para¬ 
metri di riferimento oggettivi» c con 1' ef¬ 
fetto ili re alizzare consistenti plusvalenze». 

ClfEDIT LYONNAISE. La Altus Kinan- 
ce (Ciedit Lyonnais) rileverà per 2,7 mi¬ 
liardi di dollan il portafoglio di "junk 
bonetti della compagnia di assicurazioni 
statunitense Executive Life, di un valore 
nominale stimato di 6,4 miliaidi di dollari. 
L' op'crazione si i.scrive nel quadro di un 
piani ■ globale di ripresa e di rilancio delle 
attività della disastrala compagnia Usa da 
parte 41 un gruppo d' investitori francesi 
guidato dalla Maaf (Mutue-ile assurance 
artisanale de France) e dirette, pi-r la parte 
finan.tari.i dalla stessa baniui pubblica 
fraiK rte. 

Sti-NY. La Sony Corp. ha inlen/ione di 
ricav.iiie due o tre miliardi di dollari dai 
mere,Iti a,rionari di Stati Uniti e Giappone 
per ridurre i suol debiti e immettere capita¬ 
li nella sua crescente industria dell'Intrat¬ 
tenimento. In particolare m Giappone 
pensi di vendere il 25* della Sony Music 
con un ricavo di 800 milioni di dollari. 


■“inij l'-’-ciiiii'i II I Lti i : 




MERCATO AZIONARIO 


il i 


TITOLI DI STATO 


FONDI D’INVESTIMENTO 


. jomprritftt Aowcoui 


ALIVAR 10ft2S 


RISANAMENTO SaS90 »0,30 

VIANINI (NO _ 1505 2.24 

VIANINILAV _ 5400 3 65 

W CALCESTR_4320 0 00 





CEM BAR RNC 
-■ s CE BARLETTA 
\ ‘ MERONE R NC 

:, CSM. MERONE 
5 CESARDEGNA 
[ CEM SICILIA 
• ITALCEMENTI 
; ITALCEMENR 


' WUNICEMRI 


* 


ATT>VIMM.05CV7.5S 
BBgOAFIN$7^Wy% 
i CIQA«e»90CV»% 

; c>R-owcvio% 

■ ClW4N92CVt% 
EmS0N-W/»CV7% 
EFie-OSIFtTALiACV 
, CUWMET-LM»4CY10% 
euHOMoeiL-agcvios 
r FERF>W-W«CV7% 
FQCHtrn.-9?cve% 
oiM-a6/wcvy.5% 

tMl46/0328iND _ 

' PION03WIN0 
iRt8iFA.ae/gi 7 % 
IWIsAWSTHASOftCVaS 
IRI^TeTS6/»lCV7% 

rrALCAS-«v9ecvio% 


4020 .0,00 

0040 0,14 

10250 0.00 

10770 1,13 

22250 »0.S4 

13550 0.37 


eON SI RPCV 
BONSmtE 
DON SIELER 
BREOA FIN 
BRIOSCHI 
BUTON 
CAMFIN 
CANT MET tT 


3040 0,00 

5415 «0.00 


CONVERTIBILI 


167.2 170 

110.7 110,26 
00,6 100 
00,7 06,76 

07,6 07,3 

100.85 101,05 
125 

106,5 106.65 
06,7 00,5 

03,75 04 

265.0 - «.5 

_^ 

_^ 

115.65 117 

00,4 08.6 


MAGNMAR.05CV8% 

MEDIO OflOMA»04eXW7% 

MeOIOB.BARl04CV6S 

Me0»0B-CIRRtSWC7% 

MED>0B.C»RR>SF7% 

MEDI08-FTOSI07CV7S 

MEn>0B»ITALC£MCV7% j 

MeOIOMTALCeM exv<2% 

ME0I0B-ITAL085CV6% 1 

ME0l0B»tTALM0BCV7% S 

Me0»0MINlFfllSP7% 

MeDt08-METAN03CV7% 1 

MeDK)B«PIR06CV8.5% 

MEOIOB»SAIPEMCVS% 

MEDIOfl»8ICIL05CV5% 

ME0>06«SN1AFIBHE6% 

MEDtOB-SNIATECCVrS 

ME0I0B.UNIC6MCV7% 1 


CALTAQRNC 
COQEFAR.IMP 
COQEF-IMPR 
DEL FAVEflO 
GABETTIHOL 


IFIMPRIV 


RASSETTO 


MERLONI-87/OlCV7% 

MOWTEDSELM-FF10% 

MONTED-88/02AFP7% 

MONTE067/02APF7% 

0LCES6«W94CV7% 

OLIVEni-&4We,375% _ 

OPERE BAV»e7/93CV6% 

PACCHEni«0Q/9SCV10% 

PIRELLI SPA«CV 8,75% 

RINA8CeMTE-66CVe.5% 

RISANNAB6/07CV7% 

SAFFA67167CV6,5% 

SERFI-SS CAI 05CV6% 

S>FA.88/03CV8% _ 

SIP86103:V7% _ 

SNIA BPC-e5/03CV10% _ 

S0PAF.a6/92C07% 
ZUCCHI>86/83CV9% 


2460 

3830 

•0 64 

0.00 

JOLLY HOTEL 
JOLLY H-R P 

13830 

23000 

•0.25 

0,00 

2647 

1.2? 

PACCHETTI 

500 -1 36 

15710 2.22 

UNIONE MAN 

2704 

2.00 




99.5 0 00 CT019ST9612.5% 

09,8 05 CTO.?ONV9512.5V9 


100,7 0 00 CTO.20ST9612.6% 


100,3 0 00 CTO.ON9512.5% 


lamiera? 
assinmaBaiaiiniBraiBBEa; 

[=r= gmL S!Hè « q> fl i- 

:ri;r-Vij ».gj,Ti J-Tfa: 

'ai:»<di;i.iiii»j;mFH'f. 

ffiSHiiaìHiniii 

« l: f. f , ’f J3 T :r: i r 




PRIME I/ IQN 


, PflOFI 
QUAD 'II 

’__14821 

I RENDI ^IT 
12125 fiiyOICA 
Ì 3W RISPA R' ^^IQ ITALIA RED 
r^7 RISPA RMIO ITALIA CORR 
10510 

11550 9AL ^j: 




99,35 »010 

99,95 


99,95 


100,05 0 05 




OBBLIGAZIONI 


TERZO MERCATO 


ORO E MONETE 


MERCATO RISTRETTO 


Titolo _ 

A2F3 84/92 INO 
AZFS 85/92 INO 
AZFS 85/95 2A INO 
A2FS65/003A INO 
IMI82/922R: 15% 


lori proc, 
101,25 101,30 
107,20 107,35 
107,05 107,05 
106,30 106,60 
300,60 200,60 


(Prozzi informativi) 
CRROMAGNOLO 
FtNCOMID 


IMI62»’923 R215% 

20/.50 

207.00 

CREOOP 030*0356% 

96,00 

96.00 

CflED0PAUT0758% 

80,90 

80,80 

ENEL84/92 

102.90 

102,70 

ENEL84/923A 

113,25 

113,75 

ENEL 65/9514 

106,40 

106,65 

ENEL 66/01 INO 

106,40 

106,30 


WARP MILANO 93 


17800 WARITALGAS 


2050 WARMiTTEL 


153800 WARS SPIRITO A 


58700 WAR RAGGIO SOLE 


000/910 WARGAICRIS 


38600 WARITALMOB. 


2450/2500 WARREPUeSLlCA 


1930 WARSSPIRITOB 


45 «MAR POP MILANO 92 


denaro/lenera 

ORO FINO (PER GR) 

14800/15000 

ARGENTO (PER KG) 

165600/174600 

STERLINAV.C. 

112000/116000 

STERL NOIA.73) 

114000/120000 

STERL NC(P 73) 

112000/118000 

KRUGERRANO 

460000/500000 

50PESOS MESS 

595000/615000 

20 DOLLARI ORO 

500000/590000 

MARENGO SVIZZERO 

87000/93000 


Titolo 
AVIATOUR 
BCA AGR M 


- MARENGO ITALIANO 

_ MARENGO BELGA 

640 MARENGOfRANCESE 


67000/93000 
65000/90000