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Full text of "l'Unità (1992-03-23)"

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SISTE»«A 

I TfCMOLOOlC t COSTRUZIONI • MOOCNA 


fUllìtà 


Oicjriiak* ' ijhrod'Ark- 

Allllt) 1 1“, lUUA.I SI-’IU' Il IL' 
S|K*(li/i()iii,‘ III ahlxin.inn-nli 
postale gr. 1 70 
1, 3000 / an'elrali L GODO 


Lunedì 

23 marz-o 1992 * 



Giomzde fondato da Antonio Gramsci 


Editoriale 


I SERQIOSeORE 


A lla vigilia delle elezioni regionali francesi 
venivano fatte cinque previsioni. Due sono 
state fortunatamente smentite, La prima 
concerneva un altissimo tasso di astensio- 
—— nismo, vicino osuperiore al 50%. In realtà 
sono andati a votare più di due terzi degli 
elettori, e questa partecipazione molto superiore al 
previsto è all'origine di una affermazione del Fronte 
nazionale di Le Pen che con il 13.5% dei voti 6 molto 
più contenuta del 15 e più percentoche gli veniva attri¬ 
buito. Altre tre previsioni sono state invece confermate: 
il sensibile declino del partito socialista, il relativo in¬ 
successo del centro-destra di Chirac e di Giscard e l’af¬ 
fermazione delle due listo in cui si dividevano gli ecolo¬ 
gisti. La conseguenza prima è quella di una frantuma¬ 
zione del panorama politico francese, con fenomeni 
accentuati di radicalizzazioni a destra e a sinistra. Ad 
un anno dalle elezioni politiche del 1993 tutta la situa- ' 
zione francese entra cosi in una fase di grandi incertez¬ 
ze destinata a porre sul tappeto, con forza ancora mag¬ 
giore. tutti i dibattiti recenti sulla non corrisprondenza 
attuale delle istituzioni della Quinta Repubblica alla ' 
lealtà transalpina. Una prima risposta, a questi interro¬ 
gativi. dovrà giungere già in settimana, poiché la legge 
francese fissa per venerdì l'elezione dei presidenti e de¬ 
gli uffici di presidenza delle regioni. Ieri sera, nei dibat¬ 
titi televisivi, questa prima risposta è già stata delineata ' 
tanto dal segretario socialista Fabius. che ha auspicato 
la formazione di maggioranze di progres.so compren¬ 
denti socialisti, comunisti ed ecologisti, quanto da Chi¬ 
rac che da un lato ha preso posizione contro «restrema 
destra demagogica e pericolosa» e dall'altro ha messo 
in guardia il presidente Mitterrand contro un cambia¬ 
mento. in senso proporzionale, della legge elettorale. ' 
Indipendentemente dagli accordi che verranno o non 
verranno conclusi nei prossimi tre o quattro giorni, e 
dunque dal grado dì governabilità della maggior parte 
delle regioni francesi, è dunque già al 1993 che guarda¬ 
no ormai le forze politiche di Parigi. 

E qui interviene quello che l'altro giorno Le 
—JWcv!dc^3oneva come l'interrogativo ccntra- 
. lè, nel prossimi mesi, deliavita politica fran¬ 
cese. cioè «il margine di n»anovra del capo 
<—<■ , dello Stato» nell’anno che manca alle ele¬ 
zioni politiche e nei tre anni che mancano 
alle pro.ssime elezioni presidenziali. Nessuno è in gra¬ 
do. evidentemente, di prevedetela strada che sceglierà 
Mitterrand, sia in quel che concerne struttura e guida 
del governo sia in quel che riguarda la modificazione o 
meno della legge elettorale. E nessuno è in grado, ' 
nemmeno, dì prevedere quanto potrà durare questa in¬ 
certezza. trattandosi di scelte che comportano conse¬ 
guenze profonde per la vita della Francia. In base ai ri¬ 
sultati di ieri, econ l’attuale legge elettorale maggiorità- | 
ria, i centristi di Chirac e di Giscard avrebbero nella fu¬ 
tura cissemblea la maggioranza assoluta dei seggi, c 
questo spiega la immediata messa in guardia, da parte 
di Chirac, contro una modificazione della legge. Con 
una legge elettorale proporzionale sarebbe invece ine¬ 
vitabile la ricerca di convergenze e di alleanze, con un . 
abbandono di fatto della Quinta Repubblica e un ritor- | 
no a quelle che erano le regole della Quarta Repubbli¬ 
ca. Il dibattito sulle due diverse opzioni è già esploso 
questa notte stessa, con virulenza, nelle tribune televi- 
sive di commento ai risultati delle elezioni. Si farà, per 
forza di cose, ancora più aspro nelle prossime settima¬ 
ne. con lacerazioni profonde nella maggior parte delle 
forze politiche. Ma quanto potrà durare l'incertezza 
sulle scelte di Mitterrand, in una fase politica che è già I 
cosi fortemente dominata da fenomeni di inquietudi-, 
ne? Dalla rispiosta, anche tempjorale, a questi interroga¬ 
tivi dipenderà nei prossimi mesi non soltanto il grado [ 
di turbolenza della vita politica francese, ma anche, in 
ultima analisi, il peso di Parigi in questa fase intonsa 
della vita europea. . | 


La Francia inquieta 
con l’acqua alla gola 
E l’Europa la guarda 


Sostanzialmente rispettate le previsioni; Ps al 18.7%, destra al 34%, fascisti al 13.5% 
Successo delle due liste verdi che superano il 13%. Comunisti fermi air8?4' 

Mitterrand perde le elezioni 
Ma Le Pen non sfonda 


Albania 
alle urne 
L’opposizione 
canta vittoria 



Secondo fonti del Partito democratico albanese. Topposi' 
zionu guidata da Sali Bcrisha sarebbe in testa sulla base del 
primi d:iti dusponibiii sulle elezioni che si sono s'voltc ieri in ' 
Albania. U"* zone a|?ricolc del paese, che lo scorso anno die- ’ 
doro Li majigioranza agli ex-comunisti, avrebbero votato per 
i democratici. Oggi i n.sultali definitivi. I parliti denunciano 
brogli e minacce, ma le operazioni di volo .si sono svolle nel 
complesso regolarmente. . apagina'S' 


Lo sci chiude Tomba la «bomb.!» si 6 ag- 

oTnmh;»:- giudicato l'ultimo slalom e 

v^iuiliua ultima gara di Coppa del 

Vince mondo. Il campione bolo- 

per la nona volita "SL": 

l^w» lu liw»»» wviu» svizzero, neo vincitore del 
trofeo di cristallo, Paul Acco- 
la e il campione olimpico - 
Chri.stian Jagge. Una stagione eccellente, ma purtroppo a lar ’ 
la differenza per la vittoria finale, sono stati ancora una volta ' 
I Super G.. Ma Tomba non si perde d’animo e promette ai 
SUOI tifosi di volersi prendere II record di Stenmaric 13 vitto- . 
rie in una Coppa del mondo. ' . .- 'nello sport 

italia-Germania Mercoledì prossimo a Tori- 

con 7 :t Vialli ncH’amichevole contro i 

' • ’ tedeschi, la nazionale Italia- ' 

Tra gli azzurri na di calcio dovrà lare a me- J 

P nnlPtnirR ■ ■ giocatore più pre- 

C l/uieillli.*! stlgioso: Vialli. L’attaccante ' 

della Samp, infatti, dopo es- ’ 
sere stato espulso sabato se- ■ 

ra nel corso dell'incontro di Coppa Italia contro il Parma, è 
stato depennato dalla rosa degli azzurri in virtù di una di¬ 
scussa decisione del presidente Matarrese. 11 et Sacchi ha 
commentalo; «Con me nessuno è insostituibile, ma Gianlu- ' 
ca hadawcrodoticccezionali...». nellosport 


Sostanzialmente secondo le previsioni il voto nelle re¬ 
gionali francesi, anche se l'onda Le Pen è stata meno 
grande del temuto. Il Ps prende il 18,7% perdendo oltre 
il 10% rispetto alle regionali delI'SS, la destra tradiziona¬ 
le raggiunge il 34%, meno 6%, mentre i fascisti guada¬ 
gnano il 4.5% raccogliendo il 13,5% dei suffragi. Succes¬ 
so delle liste verdi che raggiungono insieme il 13,1%: il 
7% va agli «ortodossi", il 6,1% a quelli al governo. , 

OAL NOSTRO CORRISPONDENTE 

OIANNIMARSILLI 


I risultati del voto 


. ■■ Il partito socialista, pe¬ 
santemente battuto, toeca il 
suo livello più basso da ven- 
t'anni a questa parte (18,7 per 
cento). La destra indietreggia 
di quattro punti rispetto alle re¬ 
gionali dell'86, che furono ac¬ 
coppiate alle legislative e por¬ 
tarono Jacques Chirac a palaz¬ 
zo Matignon (34 percento). Il 
Fronte nazionale non dilaga. ' 
Perù si consolida e si conferma , 
tra le forze politiche più impor¬ 
tanti di Francia (13,5 percen¬ 
to). Gli ecologisti tradizionali, i 
Verdi di Antoine Waechter, ot¬ 
tengono un ottimo risultato (7 
percento). Hanno subito la 
concorrenza di «Generation 
ecologie-, la fomiazione ca¬ 
peggiata dal ministro dell'Am- 
biente Brice Lalonde (6,1 per¬ 
cento). I comunisti mantengo¬ 
no i propri voti (8 percento). 
Guadagnano le liste minori; 
cacciatori c pescatori, presenti 


.soprattutto nel sud-ovest, rac¬ 
colgono il 3 percento, 

1 primi commenti degli uo¬ 
mini politici sono cautii Jack 
Lang, uomo di punta della 
squadra di Mittcnand, nascon¬ 
deva male una certa .soddisfa¬ 
zione per una sconfitta non su¬ 
pcriore alle attese. Ha amme.s- 
so che >si poteva fare meglio, e 
faremo meglio in futuro. Sa¬ 
rebbe una bugia diro che sia¬ 
mo contenti. Ma il partito al 
potere, sottoposto al verdetto 
di elezioni locali, .solire sem¬ 
pre di una certa erosione... È 
accaduto a KohI in Cermjinia, 
0 a molti altri. C’ù stato chi 6 
stato condannato in modo più 
duro: accadde a Chirac nel '76. 
quando II suo partilo non ebbe 
più del lOper cento. Stupisce il 
risultato-mediocre dell'opposi¬ 
zione di destra». Il primo mini¬ 
stro Edith Cre.s.son ha invece 
detto che dal voto di ieri non 


PS 

18,7% 

(-10,3%) 

DESTRA (UDF+RPR) ■ 

34% 

(-6%) 

ESTREMA DESTRA (FN) 

13,5% 

(-1-4,5%) 

VERDI 

7%'| 

[■(-1-10,8%) 

GEMER AZ. ECOLOGIA' 

6,1% J 

PCF 

8% 

( -1- 0,2%) 

CACCIA E PESCA 

3% 


DESTRA VARIA 

4% 


ASTENUTI 

32% ' 


Proiezioni dell'istituto di sondaggi Sofres delle ore 22 


viene nessuna delegitlimazio- 
ne del governo. «Tutte le forze ■ 
politiche tradizionali - ha det¬ 
to- sono in rcgrc.s.so. Per la pri¬ 
ma volta l'opposizione non 
riesce ad approliuare di uno 
scrutinio intermedio c locale. 

Ij maggioranza delle regioni ■ 
non puO contare .su maggio¬ 
ranze a.ssolutc; si vedrà ades-so 
.se la destra terrà lede alla pa- . 
rola data, di non collaborare 
con il Fronte nazionale». 


Ha commentalo il voto an¬ 
che Jean Marie Le Pen, in di¬ 
retta tv dal suo feudo nizzardo, 
dove le prime proiezioni lo da¬ 
vano attorno al 30 per conto 
(sperava nel 40). 11 leader del 
Fronte nazionale, visibilmente 
deluso e irritato, ha espres,so 
piena fiducia nel fatto che «i ri- 
■sullati finali saranno migliori 
delle proiezioni» c ha promes¬ 
so .straccili per le legislative del 
pros,simoanno. • ^ 


A PAGINA 3 


Ma il Fronte 
non sembra 
un esercito '? 
in movimento... 

JEAN RONY 

■i «...11 Fronte nazionale non 
sfonda come molti si attende¬ 
vano. Un certo catastrofismo 
aveva perfino cundotio qual¬ 
cuno prevedere addirittura il 
sorpasso sul partito socialista. 
Ma la Provvidenza non è stata 
cosi crudele. Certo, per il Fron¬ 
te nazionale non si può parlare . 
di fallimento. Ma dà l’impres- - 
sionc di essere una fortezza 
che controlla il suo territorio ' 
piutto.sto di un esercito in mo¬ 
vimento...11 partito .socialista ' 
ha conosciuto una dura .scon¬ 
fitta. C'ù stata una reazione di ’ 
rigetto. .Ma rigetto di una gc- • 
stionc di governo o di un’im¬ 
magine ’ politica, : quella - del ■ 
partito.socialisla?...". , 

A PAGINA 3 . 


Italia-Germania 
senza Vialli 
Tra gli azzurri 
è polemica 




NELLE PAGINE CENTRALI 


Occhetto al governo: siete voi Tarmata Brancaleone 

Andreottì avverte 
«Una talpa contro la De» 

Una talpa. 0, meglio, delle talpe. È la nuova parola 
d’ordine della De per invitare gli italiani a votare De 
contro la disgregazione. Anzi, contro «il disegno de¬ 
stabilizzatore». Ci sono talpe che scavano, dice An- 
dreotti, e dobbiamo restare uniti. «Partiti e partitini . 
contro la De», s'infuria Forlani, Occhetto risponde: 

«Non può essere la De lo scudo contro la disgrega¬ 
zione, è il governo la vera armata Brancaleone». 


ALBERTO LEISS NADIA TARANTINI 


Libia sotto la minaccia delle sanzioni Gnu se non cede due terroristi > 

araba solicMe con Ghed^ 
Centrati a Roma i primi italiani 


BB ROMA. «Se esi.sta una stra¬ 
tegia coordinala non lo so. 
Questi guai si sanno sempre 
dopo. Faccio l'c.scmpio della 
talpa: il male che la la talpa lo 
si sa solo quando ha scavato * 
- tutto e crolla il terreno. Bisogna 
es-scre molto prudenti, la cosa 
migliore ù quella di essere forti 
noi stessi [xr difenderci dagli 
attacchi. Se le aves-simo indivi¬ 
duale, non sarebbero talpe»: è 
l'Andreotti di giornata, da La¬ 
mezia Terme, regno delle co- . 
schc. Ma la De non pcnsii alla 


mafia, anche ieri AndrcoHi e 
Forlani hanno concentrato la 
loro attenzione sulle armate 
«disgregatrici»: «gruppi etero¬ 
genei». composti, dice Forlani. 
da «missimi, pidiessmi, leghisti, 
reti e retine». La vera «armata 
Brancaleone», ha risposto 
Achille Occhetto da Cerignola, 
ù dentro II governo: «Ma quale 
scudo • ha detto - contro la di¬ 
sgregazione, proiJrio dietro lo 
scudocrociato c'ù la fonte dei 
malanni e della disgregazione 
del Pac.se». 



La Libia mantiene alta la sfida verso l’Onu. «Non ci 
piegheremo» ha detto ieri Tripoli, «ignoreremo tutte 
le sanzioni delle Nazioni Unite» hanno dichiarato i 
portavoce di Gheddafi. La Lega araba, riunita al Cai¬ 
ro, nella sua risoluzione, approvata a tarda notte, in¬ 
vita rOnu a non adottare «misure economiche, mili¬ 
tari o diplomatiche contro la Libia» e a risolvere il 
conflitto attraverso il «negoziato e la mediazione». 


I tatari se ne 'Vcinno 
Si disgrega anche , 
la Russia=di Eltsin? 


DAL NOSTRO CORRISPONDENTE ■ 


SERGIOSERGI 


TRIPOLI. «Non appliche¬ 
remo e ignoremo ogni misura . 
o ri-soluzione che po.ssano es¬ 
sere prese sulla base del setti- ; 
mo capitolo della carta delle ( 
Nazioni Unite che autonzzii '■ 
rOnu a ricorrere alla forza per „ 
far applicare le .sue decisioni». 
La presa di posizionedìTripo- 
li. con un comunicalo ullìcia- _ 
le del ministero degli Esteri, " 
aumenta la tensione c il livello 
della sfida. La Lega araba, riu-. 
nita al Cairo, ha approvato • 


una risoluzione che invila l’O¬ 
nu a non prendere «misiircre 
economiche, militari o diplo¬ 
matiche» conho la Libia e a ri¬ 
solvere la controversia con il 
«negozialo». ■ La . risoluzione 
appare 'più ' moderata della 
proposta iniziale. A Tripoli, in¬ 
tanto, la situazione appare 
tranquilla: non c'ù, al momen¬ 
to, nessuna fuga degli occi¬ 
dentali. Un piccolo gmppo di 
italiani, però, ù rientrato ieri 


■■ MOSCA. Il Talaistan ha de- ' 
ci.so di voltare le spalle a Mo- 
.sca c, se per ade.vso non si trat¬ 
ta di .secessione, il referendum : 
.svoltosi sabato ita confennato 
la profonda trattura tra la re¬ 
pubblica autonoma, di .senti¬ 
menti mu.sulmani, e II governo 
centrale. Ui frattura investo’an¬ 
che la popolazione interna. 
Nella capitale Kazan, dove si ’ 
concentra la popolazione rus- 
.sa, il si all’indipondenza non ù 
[ja.ssulo, mentre nel voto delle 


campagne si ù espressa la ri- 
' volta contro il centralismo mo¬ 
scovita. che ha portato, a so¬ 
stegno della sovranità, il 61,4% ' 
dei voti. 37.2'% ha ottenuto il . 
Ito. Nessun commento dal 
Cremlino che ha deciso di rin- ' 
viarc (per non prrstisali moti¬ 
vi) la firma del nuovo trattato / 
della Federazione ru.ssa olla li- - 
ne del mese. Primo a congratu- .. 
larsi con i tartari, il generale - 
Dudaev, presidente dcH'indi- 
pendentìsla Ceccnia. , -r.- 


ALLE PAGINE S, 7 e 8 


Giulio AndrcottI 


GIANCARLO LANNUTTI ■ 


A PAGINA 5 


A PAGINA 5 


Fuori le macchine italiane. 1° Mansell, 2“ Patrese 

Dìsfetta per le Ferrari 
Trionfòno le AMìams 


Perché vi stupite se chiedo un po' di verità? 


martedì 31 MARZO 




L'ultimo 
libro di 

Paolo 

Spriano 




■i CITTÀ DEL MESSICO, Se¬ 
condo appuntamento del 
campionato mondiale di For¬ 
mula 1 c seconda cocente de¬ 
lusione por la Ferrari. Nella ga¬ 
ra dominala da Maascll ( dop¬ 
pietta do|X) il Gp del Sudafrica 
di due settimane fa) Capelli 
subito Inori alla partenza per 
un violento contatto. Jean Ale¬ 
si anonimo nelle posizioni di 
retrogardia ha guidalo per 31 
giri prima di rompere. AH'arri- 
vo, dietro lo scatenato pilota 
inglese il compagno di .squa¬ 
dra Riccardo Patrese c il giova¬ 
ne tedc.sco della Benetlon 
Schumacher, Primo degii ita¬ 
liani De Ce.saris su Tyrrel quin¬ 
to. 

Pro.ssima tappa del Campio¬ 
nato tutto targalo Williams-Re- 
nautt in Brasile il prossimo 5 
aprile. 


NELLO SPORT 


■■ Si era venuto delincan¬ 
do, negli ultimi mesi, un tenta¬ 
tivo di rappresentare agli elet¬ 
tori la De come una forza tran¬ 
quilla e .serena, un argine vero 
contro degenerazioni e fran¬ 
tumazioni di vario tipo, c in 
particolare contro il disordine 
c l'illegalità diffii.sa. Per otte¬ 
nere tale risultato bisognava 
puntare ■ sull'allaime sociale 
che ù certamente assai largo 
fra la gente e sulla confusione 
dilagatile. Uusognavii accre¬ 
scere la .sensazione del peri¬ 
colo di deslabili'zzazione. Ma 
questo progetto ù stalo pro¬ 
fondamente colpito da quel 
che ù accaduto daira.s.sa.ssi- 
nio di Salvo Lima in avanti. Lo 
spettacolo che stanno dando i 
vari «capi» della De ù vera¬ 
mente al di sopra di ogni iin- 
magina'zione... 

Subito dopo II barbaro omi¬ 
cidio di Lima, Andrcotli e For¬ 
lani dichiararono, all'unisono, 
che 1 calunniatori del dirigen¬ 
te democrisiiano ucciso erano 
peggiori degli assa,s.sini. A chi 
si riferivano'? Forse a 1-eoliica 
Orlando, la cui coiKezione 
della lotta politica ù del lutto 
estranea alla nostra. Andrcolti 


sa benissimo, d'altra parte, 
come io mi sia opposto, da 
presidente della Commissio¬ 
ne parlamentare aniimalia. 
alla pubblicazione delle fa¬ 
mose ".schede nominative» di 
tantissimi anni fa, cui .sono 
stato costretto da una maggio¬ 
ranza che comprendeva an¬ 
che democristiani e socialisti. 
Ma quelli che, insieme ad al¬ 
tri, .sollevarono le questioni 
deirallivilà di Lima come sin¬ 
daco di Pitlermo c dei suoi 
rapixjrti con Ciancimino, fu¬ 
rono uomini come Pio LaTor- 
re c Ce.sarc Terranova, e an¬ 
che Luigi Can-aro. La verità ù 
che, buttandola (come si di¬ 
ce) in politica, c parlando di 
quell’tissiissinio come di un 
fallo escteiuornenrp<politico». 
SI voleva mettere in ombra il 
suo carattere «politico-mafio¬ 
so». 

Poi ci sono stali i discorsi di 
Francesco Cossiga, che ha 
[K)slo il problema di una «fuo- 
riu.scila dallo Stalo <11 diritto» e 
di «leggi eccezionali» Poi c'ù 
sitila un'inleivisla di Andrcotli 
in cui il presidcnlo del Consi¬ 
glio (e non il •|>ataccaro» Cio- 
iini) itarlò dell’esislonza di un 
•desiderio fxtculto... di una ri- 


GERARDO CHIAROMONTE 


forma ■ dittatoriale» e non 
esclude che poteva esserci 
•un candidalo al Q-airinale» 
che per farsi strada non esita¬ 
va a ricorrere persino aH’omi- ,• 
cidio. Andrcotli aggiungeva 
che «bisognerebbe stare al- 
tcnliecapirechiù». ■ ' 

E infine la vicenda della cir- ' 
colare Scotti. Alla riunione 
dello Commis-sioni di Camera 
e Senato, la compagna Ciglia i- 
Tede,sco e io abbiamo denun¬ 
cialo l'atmosfera torbida e i 
pericoli di destabilizzazione. 

E abbiamo detto che il mini¬ 
stro dell’Interno ha senza , 
dubbio commesso un grave 
errore, ai limiti dell’irrespon- 
.sabililà, scrivendo, o facendo 
scrivere, quella circolare ai ■ 
proietti. Scolti e Parisi hanno ' 
reagito con due argomenti. 
Uno. di carattere difensivo, .se- 
ccntJo II quale essi dovevano 
lasciare una «prova scritta» di « 
non aver preso sotto gamba 
■in’informazione sia pure as- . 
sai vaga o anonima (e hanno 
detto che tre alti funzionari ' 
dot ministero deH'lntemo so¬ 
no sotto prextedimento giudi¬ 
ziario |K;r omissione di ulti di ' 


ufficio perchù non allertarono 
chi rii dovere, qu.’ilche tem|X> 
fu, di fronte a una intonriazio- 
ne analoga). Il secondo, più 
politico, ù stalo quello soste¬ 
nuto da Scolti, che ha rivendi¬ 
calo il suo diritto-dovere di al¬ 
lertare non solo i prefetti, ma 
anche l’opinione pubblica sui 
Ijericoli in atto per la demo¬ 
crazia Italiana. « .. ■ 

Sul primo argomento, ù sta¬ 
to Tacile replicare che lo .sco¬ 
po poteva ottenersi senza fare 
nessuna circolare, ma riunen¬ 
do a Roma -1 superprelelli 
(che sono una ventina) e in¬ 
vitarli a una più rigorosa vigi¬ 
lanza. Il secondo farebbe sup¬ 
porre che a rendere pubblica 
la circolare si.i sialo lo stes,so 
Scolli, mentre il capo della 
polizia aveva dichiaralo che la 
•indiyjrozione» era uscita fuo¬ 
ri dair«apparalo», Eallora io - 
nella riunione delle Commis¬ 
sioni di Camera c Senato - lio 
posto Ire domande 1 ) chi ini 
nie.sso in circolazione pubbli¬ 
ca il documento invialo ai ■ 
prefetti; 2) ,sc corrisponde .il 
vero la notizia, pubblic.ilj dal¬ 


la stampa, secondo la quale 
l'Ansii avrebbe avuto il placet 
di palazzo Chigi; 3) come so- • 
no andate eltettivamente le 
cose tra il magistrato di Bolo¬ 
gna lj?onardo Gra.ssi e il mini¬ 
stero deirinlemo. Abbiamo 
chiesto al ministro di Grazia e 
Giustizia un'indagine sul com¬ 
portamento e gli atti del magi¬ 
strato in questione. E asj>ettia- 
mo ' la risposta» di Martelli . 
(che, sia dello per inciso, non 
mi risulta abbia chic,sto, come 
vicepresidente del Consiglio, -, 
la convocazione del Consiglio ' 
del ministri per discutere di 
que.siioni tanto inquietanti). .. 

Qualcuno ha definito «stu¬ 
pefacente» questa nostra ulti¬ 
ma richiesta. Ma perchù mai? 
Non abbiamo il piacere di co¬ 
noscere quel 1 magistrato, e 
non alibiamo ne.ssun motivo 
' per dnlnture della sua serietà 
e professionalità. Ma anche le 
MIO dichiarazioni successive 
.iiimenlano l’oscunlà di quel 
che ù avvenuto. Scolli e Pari.si 
hanno dichiaralo in Parla- ' 
monto che quel magirtralo, 
trasmettendo i'«inform;itiva», 
non .ivev.i tatto il nome del¬ 
l'informatore adduccndo mo¬ 
tivi ili segreto istruttorio .Solle¬ 


citalo a farlo, dop<5 Ire giorni. ' 
ribadiva il .suo rifiuto e le rela¬ 
tive motivazioni. Poi. quando ■ 
la lamigerata circolare ù di¬ 
ventata pubblica, ha fatto il. 
nome (ma allora era caduto il ' 
.segreto istruttorio?). Il magi¬ 
strato ha dichianìto . invece ; 
che il nome di questo «patac- , 
caro» era ben conosciuto dal¬ 
la prjlizia c dai carabinieri. C'ù -i 
poco da lare: qualcuno non ’ 
dice la verità, ■ 

Il sospetto di cui non riesco , 
, a liberarmi ù che anche que- ' 
sto episodio che ha messo a ' 
soqquadro il paese, sia l'e¬ 
spressione di quella lotta in¬ 
terna al sistema di potere del¬ 
la De che ù fra le cause dei pe¬ 
ricoli di destabilizzazione. È 
stata (orse costruita una trap¬ 
pola in cui Scolti ù caduto? Al ' 
momento, non escludo nulla. .■ 
Quel che mi appare eviden- ' 
te ù che da lutti qur.’sii aweni- ' 
menti la De. nei suoi uomini ì 
più responsabili dirigenti del- 
- io Stalo e del governo, esce ■ 
nuda, mostrando a tutti gli ' 
elettori di che lacrime grondi ’ 
o di che singue (ù veramente - 
il ca.so di dirlo) il suo sistema ' 
. di potere. , 





























PAGINA2 L'UNITÀ 


Commenti 


LUNEDI 23 MARZO 1992 


mnità, 

Giornale fondato 
da Antonio Gramsci nel 192'f 


La vera patacca 


LUCIANO VIOLANTE 

difficile sostenere che i fatti denunciati dal mi¬ 
nistro deirintemo e dal capo della polizia sia¬ 
no inventati. Nell'arco di poche ore esponenti 
politici di diversi livelli e con storio personali 
' del tutto differenti sono stati uccisi dal crimine 
organizzato. Il compagno Costanzo a Castel- 
lamare, il tx)ss de Salvo Lima a Palermo, il se¬ 
gretario dellafedcrazionc txtiga del Psi a Bru¬ 
xelles. Negli stessi giorni sono state compiute 
misteriose perquisizioni notturne nelle abita¬ 
zioni di magistrati, uomini politici, ufficiali di 
polizia giudiziaria che indagano su vicende 
scottanti. Sono stati «visitati» segretamente 
persino gli uffici della commissione senatoria¬ 
le che indaga sullo scandalo Bnl e lo studio 
privato del ministro dell'Interno. A Catania in¬ 
fine è stato latto intenzionalmente evadere da 
un furgone lasciato insosta senza alcuna cu¬ 
stodia un pericoloso capomafia. Di Salvo, pa¬ 
drone nel Catanese del numero di voti suffi¬ 
ciente per fare eleggere più di un parlamenta¬ 
re. - . 

D'altra parte, prima ancora delt'allarme 
Scotti, è stato il presidente del Consiglio ad af¬ 
facciare in modo inequivoco, dopo 1 omicidio 
Lima, il pericolo di una manovra eversiva c Io- 
stesso senatore Andreotti non ha escluso con 
sdegno, come ci aspettavamo, l'ipotesi che il 
suo vice a Palermo rientrasse in un regola¬ 
mento di conti in vista del Quirinale, 

Prima che i tre omicidi si verificassero, tale 
Elio Ciolini - avvertiva un magistrato che nei 
mesi da marzo a luglio sarebbero stati uccisi 
esponenti del Pds, della De e del Psi, come ò 
avvenuto appunto a Castellammare, a Paler¬ 
mo e in Belgio. Accennava anche, confusa- 
mente, a Salvo Lima. Ciolini è poco attendibi- 
' le, ma gli omicidi ci sono stati. Il magistrato ha 
informalo il ministro dell'lntemo, il capo della 
polizia ha allertato le prefetture, Rn qui i fatti 
incontestabili. Se le prefetture non fossero 
state informate, tutti, noi per primi, avrebbero 
chiesto come mai le autorità dipolizia locali 
erano prive di necessarie informazioni c 
avrebbero giustamente chiamato in causa la 
responsabilità del governo, Ciolini 6 un perso- 
na^io in sé inattendibile: ma fa parte di quel¬ 
la rete oscura che comprende servizi deviati, 
avarui di Gladio e avanzi di galera, personag¬ 
gi politici di mezza tacca ma con grandi ma¬ 
neggi negli affari sporchi. Non è la prima volta 
che personaggi di questo genere dicono la ve¬ 
rità. La verità sulla strage del rapido 904, ad 
esempio, l'ha detta uno .squalificatissimo per- 
sonawio che bazzicava la questura di Napoli. 
Più volte critichiamo, c fondatamente, il mini¬ 
stero dell'lntemo: ma questa volta non si può 
certo rimproverare a questa amministrazione 
, quanto era obiettivamente opportuno. . 

r a a questo punto è cominciata la manovra 
delta De che ha tentato di utilizzare a proprio 
I . vantaggio la vicenda lanciando un patetico 
L «abbracciamoci tutti» e presentandosi come 
_ l’argine contro reversione. L'Ansa viene a co- . 
noscenza della notizia e la comunica come 
suo dovere. Ma 6 difficile pensare che una no¬ 
tizia di questo tipo, a poche settimane da ele¬ 
zioni politiche cosi comples.se, sia stata data 
senza una verifica di attendibilità e di oppor¬ 
tunità: darla avrebbe danneggiato indagini in 
corso, suscitato allarme ewessivo, inquinato 
la campagna elettorale? E difficile pensare 
che l’Ansa non abbia contattato la presidenza 
del Consiglio. D’altra parte la testata che con 
più voracità si é lanciata ncll’utilizztizione 
. della circolare Scotti é stato il democristiano 
Tgl, segno di una indiscutibile convenienza 
governativa e democristiana. La notizia ù dila¬ 
gata. 1 commentierano sempre più preoccu¬ 
pati. La De ha imbracciato lo scudo offrendo¬ 
si come protezione per tutti. Occhetto ha sot¬ 
tolineato la gravità della situazione ma ha an¬ 
che denunciato la trappola democristiana. La 
De non ha alcuna legittimazione a porsi co¬ 
me salvatrice della patria, visto cheè la princi¬ 
pale responsabile del disastro. Proprio quelle 
notizie dimo.strano quanto grave sia la crisi 
del paese e quanto inaccettabile l’invito de¬ 
mocristiano ad un nuovo consociativismo. Il 
rifiuto del Pds ha fatto strada: più di un com¬ 
mentatore si è chiesto se non fosse meglio, di 
fronte all’ennesima conferma della gravità 
della situazione italiana, cambiare classe diri¬ 
gente. La De a questo punto ha iniziato una 
precipitosa marcia indietro. Il presidente del 
Consiglio che, prima ancora del Viminale, 
aveva lanciato 1 allarme ha inne,stato il con¬ 
trordine: «E una patacca». A questo punto tutti 
di corsa ad irridere ciò che avevano esaltato 
sino al giorno prima. Ma la vera patacca non 
6 la notizia di fatti che purtroppo si .sono og¬ 
gettivamente verificati. E il tentativo compiuto 
dalla De di presentarsi come partito dellordi- 
ne e della sicurezza. Alla line dei conti persi¬ 
no quel Ciolini é meglio di alcuni dirigenti de¬ 
mocristiani. 


M 


Un libro di Adalberto Minucci sulla crisi dei comunisti italiani 
Ci fu un errore storico? Quando fu commesso? Era possibile evitarlo? E come? 

Ascesa e decadenza 
del partito di Berlinguer 


H Indagare e valutare lo spe¬ 
cifico storico del comuniSmo ita¬ 
liano non é né un problema 
e.sclusivo di chi, dentro e fuori . 
del Pds. si richiama a quella tra¬ 
dizione. né un problema mera¬ 
mente culturale, La questione ri¬ 
guarda l'intero nuovo partito e 
tutta la sinistra, ed è anche que¬ 
stione elettivamente politica per 
l'evidente proiezione di quella 
storia .sull'attualità. Dobbiamo 
riconoscere che questa ricogni¬ 
zione del rapporto passato-pre¬ 
sente, Pei-Pds, non ha fatto fino¬ 
ra grandi passi. È tutt'altro che 
definito II reale contenuto di ciò 
che viene chiamato «il meglio 
della tradizione del Pei» che si 
afferma essere conferito al Pds. 
Ognuna delle componenti del 
nuovo partito sembra riferirsi a 
un «meglio» selezionato per sé 
stessa lasciando aH'insicme del 
partito un «meglio» più storico¬ 
astratto che cogente. E allora ci 
attendiamo che ciascuno spie¬ 
ghi il suo Pei e la sua visione del 
rapporto Pei-Pds. 

Proprio su questo si é impe¬ 
gnato Adalberto Minucci che in¬ 
via alle librerie un suo saggio 
{•L'uitima sfida--, sottotitolo: 
«Crisi della democrazia e crisi 
dei comunisti italiani». Edizioni 
Sisifo). L'intento é quello di in¬ 
dagare la crisi del comuniSmo 
italiano in relazione alla crisi del 
comuniSmo tout court e, soprat¬ 
tutto, in relazione all'esperienza 
propria del partito: una crisi letta 
in rapporto causale con il suc¬ 
cesso della «rivoluzione conser¬ 
vatrice», ma anche alla luce del¬ 
la disputa interna al partito nella 
la.se bérlingueriana: una crisi, in¬ 
fine, conte.stualizzata nel «ripie¬ 
gamento di tutte le sinistre» del 
mondo. Confesso, in premessa, 
un certo sospetto che riassume¬ 
rei in queste due domande: se 
tutta la sinistra mondiale é arre¬ 
trata di fronte alla Grande Re- , 
staurazione, se la sua variante 
sovietica (la più potente) òcrol-' 
lata fino a scomparire, perchè — 
mai avrebbe dovuto uscirne in¬ 
denne c forse vincente la varian¬ 
te italiana? Davvero sarebbe ba- >• 
stato rl-valorizzare la specificità " 
italiana (Gramsci, Togliatti), az¬ 
zeccare una certa analisi di fase, 
evitare taluni errori di percorso 
per avere oggi una sorta di co¬ 
muniSmo democratico in un 
paese solo? Ma forse è un'osser¬ 
vazione epidermica che farebbe 
torto all'autore. Del resto, ogni 
indagine storica è in certa misu¬ 
ra fondata sul «se» riferito alle 
circostanze e ancor più alle scel¬ 
to soggettive. Altrimenti come 
estrame un insegnamento per 
l'oggi? 

Minucci è andato ai nodi di 
una grande storia, e si è posto la 
questione se il germe della de¬ 
cadenza non si nascondesse già 
nelle ragioni della sua ascesa. 
Egli ci ricorda che la prima ra¬ 
gione di ascesa sta nel fatto che , 
li Pei fu lo strumento della «na¬ 
zionalizzazione» delle classi su¬ 
balterne, tanto da fame le piota- ' 
geniste e la garanti della nuova '< 
democrazia repubblicana e da - 
incidere sui meccanismi dello 
sviluppo e sui modelli culturali. 

Si venne stabilendo cosi una 
contemporaneità cronologica c ■ 
sostanzialo tra il massimo di ca¬ 
pacità espansiva del modello 
politico-sociale e il massimo di 
consenso e di «affidamento prer 
il governo» al Pei. Il dramma si 
determina a partire da questo 
apice: la caduta del rapporto di 
fiducia verso il modello demo¬ 
cratico-sociale da . parte del 
mondo del lavoro si trascina die¬ 
tro il consenso verso il partito 
che di quel rapporto era stato il 
costruttore. Qui l'autore introdu- 


È uscito in questi giorni in libreria un libro di Adalberto Mi¬ 
nucci. 11 titolo è -L'ultimasfida-; sottotitolo: «Crisi della de¬ 
mocrazia e crisi dei comunisti italiani»; Edizioni Sisifo, pa¬ 
gine 122, lire 15.000. L'intento di questo saggio è quello di 
indagare la crisi del comuniSmo italiano in relazione alla 
crisi del comuniSmo tout court; una crisi letta in rapporto 
con il successo della «rivoluzione conservatrice», ma anche 
con la disputa intemaal Pei nella faseberlingueriana. 


ENZO ROGGI 




Adalberto Minued 


ce la pnma osservazione critica 
«forte»: la decadenza ha avuto la 
sua causa In una sconfitta socia¬ 
le (peggioramento della distri¬ 
buzione del reddito, caduta del¬ 
lo Stato sociale, maggior di.stac- 
co Nord-Sud, involuzione dei 
modelli culturali), e non nella 
crisi e degenerazione del siste¬ 
ma politico. Una tesi robusta¬ 
mente spesa nel dibattito degli 
ultimi anni ma che è potuta ap¬ 
parire «forte» solo nella misura in 
cui si è caduti nell'unilaterali- 

calizzava la gravità della crisi 
della coppia Stato-sistema poli¬ 
tico. Oggi appare pacifico che i 
due fattori critici erano e sono 
necessariamente interconnessi, 
l'uno alimentato dall'altro in un 
sistema come quello italiano do¬ 
ve - per dime solo una - la metà 
del Pii transita nella mediazione 
del bilancio pubblico. 


Le lotte 
contrattuali 


Tuttavia quella tesi, riferita al 
momento di svolta tra ascesa e 
decadenza del Pei, può offrire 
degli approfondimenti se non 
spiegare tutto, c Minucci li com¬ 
pie esaminando la seconda ra¬ 
gione del successo comunista: il 
«nuovo tipo di movimenti di 
classe» che, a partire dalle lotte 
contrattuali del 1962-63 fino al 
piccolo del 1969, investirono 
non più solo la questione sala¬ 
riale e i livelli elementari di liber¬ 
tà ma aspetti del meccanismo di 
accumulazione, il ruolo in e.sso 
della classe operaia, la connes¬ 
sione tra i modi e le dinamiche 
deH’organismo pnxiultivo e la 
complessiva organizzazione 
della società. Ma il Pei, sospinto 
dal consenso crescente, non riu¬ 
scì a trovare, secondo l'autore, il 
bandolo della domanda di svol¬ 
ta. anche se percepì la novità ra¬ 
dicale. Lo snodo era, per Minuc¬ 
ci, nella «contraddizione inedita» 
tra la necessità di una flessibilità ' 
e di una partecipazione nuova 
dei lavoratori al processo pro¬ 


duttivo c la rigidità gerarchica 
del sistema: tra l'accelerato pro¬ 
cesso di socializzazione e ■ le 
ideologie del privatismo. Berlin¬ 
guer. pur sensibile a tutto que¬ 
sto. poneva invece l’accento sui 
fattori esterni, intemazionali do¬ 
ve coglieva i prodromi di un mu¬ 
tamento sostanziale. Tuttavia 
queste differenti analisi conver¬ 
gevano su un medesimo appro¬ 
do: quando Berlinguer pose la 
questione di avviare «trasforma¬ 
zioni profonde, anche di tipo so- 


dualista eppur rivoluzionaria de¬ 
gli «elementi di .socialismo», det¬ 
te una risposta al «consenso per 
governare*. Ma quella risposta si 
perdette nella politica di solida¬ 
rietàdemocratica. • 

Eccoci dunque di nuovo all’ir¬ 
risolta questione della congruità - 
temporale e politica della strate¬ 
gia del compromesso storico, 
delle .sue diverse interpretazioni , 
fino al ripudio da parte del suo 
formulatore. della gestione del 
triennio 1976-79, delle differen¬ 
ziazioni nel gruppo dirigente del < 
Pei. Un capitolo tormentato su ' 
cui si è esercitata, in parte, 
un'autocritica. Minacci ci descri- ■ 
ve un Berlinguerdalla forte intuì- . 
zione ma incompreso e ormai ' 
dedito a estremi tentativi di recu¬ 
pero di un rapporto di massa. 
Siamo in pieno nel controverti¬ 
bile. Anche dopo questa lettura 
ci resta la domanda se davvero il 
mancalo supporto di massa al- • 
l’opera di governo del Pei dipese 
dal moderatismo dei suoi gesto¬ 
ri. Resta la domanda se fu un er¬ 
rore di subalternità l’impegno 
contro l’inflazione a due cifre e il 
crollo delle riserve. E perchè 
l'autore introduce solo tangen- 
talmente il tema dell’eversione e 
del terrorismo? Che cosa succe¬ 
deva realmente ■ nel profondo ' 
della società e nello spirito pub¬ 
blico in quegli anni? Penso, ad 
esempio, a quella forma di so- 
cialìz.zazione che si esprimeva 
neiraccrc.scimenlo geometrico 
delle piccole e piccolissime 
aziende: e all’altra, che fu l’in¬ 
gresso di soggetti popolari nei 
benefici del debito pubblico. Fe¬ 
nomeni quc.stì che certo aveva¬ 
no a che fare con una decompo¬ 


sizione della figura prima domi¬ 
nante dell’opteraio-massa 

(quanto lavoro nero, quanta .se- 
paratezjza sociale, quanta spie¬ 
tata fatica personale nel «fare da , 
sé»!), e che proprio per questo ' 
avrebbero dovuto indurre a ri¬ 
pensare il classico schema biix)-. 
lare della lotta di classe e il mec¬ 
canismo della diretta proiezione 
politica delle figure sociali. Una 
«radicalità» più sofisticata, dun¬ 
que, non più semplice. 

Sono stato colpito da una ci- 
tcizione di Berlinguer (che Mi¬ 
nucci riferisce in tutt’altro sen¬ 
so) : «Noi vediamo l’evidenza di 
un processo storico che è segna-, 
to dal declino irrimediabile della * 
funzione dirigente della borghe- ■ 
sia e dalla conferma che tale ■' 
funzione dirigente già comincia ’ 
a passare al movimento ope- ■ 
raio». Guardo la data: 1977. E mi ] 
chiedo (certo col senno di poi) i 
se quello ptotesse essere il giudi¬ 
zio di supporto a una strategia 
vincente: se non fosse già fuori • 
tempo: se non partisse da 11, in¬ 
vece, il ritardo grave, fatale nel- ■ 
l’elaborare una nuova analisi ■ 
della «radicalità» della crisi italia¬ 
na. Sia chiaro: non voglio dire 1 
che chi, nel gmppo dirigente, ■ 
non condivise un tale giudìzio c i i 
suoi corollari politici avesse la ri- ' 
sposta giusta. Forse non c’era 
nessuna risposta giusta a partire ' 
' dalle categorie analitiche (più a ; 
sinistra, più a destra) che convi¬ 
vevano allora nella cultura del ; 
Pei. Forse...È tutta di dimostrare ' 
l'affermazione che l'indeboli-. 
mento del Pei a partire dal 1979 •, 
sia dipeso dalla «causa peculiare t 
della "paura" della radicalità dei i 
fenomeni nuovi dì crisi». Temo [ 
che ci sia di mezzo qualcosa di ; 
più oggettivo. 


11 sogno 
di rinascita 


Fa paura il vento di destra 
Riuscirà la sinistra italiana 
a fermarlo e a tornare in campo? 


MARIELLA QRAMAGLIA 


M ai avevamo amato 
tarilo la Francia», 
.scrive Arthur Koest* 
ler nel 19dl. rieor* 
dando con amarez- 
za la «drOlc de guer¬ 
re» e il campo dì concenlramento del 
Vemet, dove ebrei e dis.sidenii politi¬ 
ci venivano internati dagli «a.mici» 
francesi per poi paSvSarc quasi auto¬ 
maticamente in mani nazisie dopo 
l’occupazione, attraverso la media¬ 
zione di una burocrazia poliziesca 
inamovibile e ottusa. - 
Anche noi delle generazioni suc¬ 
cessive « abbiamo tanto amalo la 
Francia. Abbiamo gridalo insieme a 
Daniel Chon Bendit per le strade di 
Parigi le ragioni del cosmopolitismo 
c deirintemazionalismo . giovanili. 
Più tardi abbiamo apprezzalo la , 
prontezza e Tatlivismo di «So.s raci- 
smc*. L'abbiamo tanto amala c ora 
tremiamo. All’idea che un signore 
corpulento d 1 nome ìjc Pen che è sta¬ 
to a scuola da Almirante possa fare 
del suo partito Ih prima forza politica 
di Marsiglia, aH'idea che il 15% dei 
francesi lo guardi con simpatia, all’i¬ 
dea che ci chiami «indo-europei» so- . 
lo jx'rché un residuo di pudore gli 
impedisce di definirci «ariani». 

E tremiamo anche |x?r gli effetti 
che quel voto può avere su casa no¬ 
stra a cosi breve distanza dalle eie- ' 
zioni ix>liliche. In questo nostro pae¬ 
se in cui per la prima volta la destra 
sembra avere tante esche c tanti ami 
per catturare. È la prima volta che Fi¬ 
ni, in un’intervista al Corriere della 
sera, si descrive come indispensabile 
(con 1) viatico di Cossiga) al futuro ' 
as.sctto degli equilibri istituzionali, ò ’ 
la prima volta che un movimento co¬ 
me quello delle Leghe può contare ■ 
.su un 30% di giovanissimi c spregiu¬ 


dicali attivisti fra i suoi eletti nelle a.s- 
sembiee locali, ò la prima volta che 
un uomo che si mole d/ sinistra co¬ 
me Cossutia (sul Corriere della sera 
di ieri) calcola il suo potenziale peso 
elettorale accorpandolo alle Deghc e ; 
.sognando un 20% contro i parili sto¬ 
rici, . • - 

Ho seguito a Koma il prix:cs.so 
contro i naziskin. Mi ha impressiona- , 
lo la linea di dìfc.sa, mi hanno colpito ' 
i visi c gli abbigliamenti da povera 
gente dei genitori degli'imputali. ^ 
"Non sono rcizzLsli. sono ragazzi di ^ 
bottata - ho sentito dire a un padre » 
- c lei lo sa come si vive in borgata: *' 
trenta ragazzi, trentun coltelli». 1-a tri¬ 
ste verilù ò che sp>csso i naziskin so¬ 
no razzisti e ragazzi di borgata c che 
quel «cuore vigile» che Bcttelbcim . 
proponeva come unico vero grande ' 
antidoto alle |x*ggiori tentazioni diffi¬ 
cilmente si può coltivare nclTabban- 
dono e nella degradazione sociale. Il 
razzismo può diventare anche da noi 
una variante della guerra fra poveri. ^ 
Certamente il Pcf in Francia, forse 
Rifondazionc fra noi. almeno In alcu- ‘ 
ne frange, tendono a reagire difen- ', 
derido i diritti elementari dei cittadini ' 
meno fortunati contro le pretese de- * 
gli intrusi. Ma su questo piano la de- * 
stra ò più aggressiva, più demagogi¬ 
ca. potenzialmente vincente. Su un 
diverso fronte dei valori della sinistra, " 
giovani generosi si battono per una ' 
società plurietnica e solidale. Biso- ' 
gna impedire che diventino un movi- : 
mento minoritario, studcnicjzto, di ) 
classe media e di centro storico delle ' 
città. . . ' . 

Solo una sinistra .saggia e forte, ca¬ 
pace di programmi, in grado di par- j 
lare sia il linguaggio degli interessi ' 
che quello dei valori, può riuscirci. . 


C'è un ospedale buono, ve ne parlo 


GIUSEPPE CHIARANTE 


Meno controvertibile . mi é 
sembrata la parte del saggio de¬ 
dicata alla fase più recente, che ■ 
è appunto quella del raccordo- 
separazione tra Pcì e Pds. Non. 
nel senso che ogni punto di vista ' 
sia pacifico o, da parte mia, con¬ 
divisibile (qualche giudizio mi è 
sembrato fuori misura e datalo) : 
ma nel senso che quanto Mìnuc- ' 
ci propone in positivo per il suo ' 
(e di lutti) sogno di rinascita ap- 
particne a un confronto politico 
in itinere su una tematica che ci 
è comune; la desirutturazione ' 
del sistema politico come rifles¬ 
so dello sconvolgimento della '' 
morfologia sociale, la crisi della ' 
deri.ocrazia come faccia politi¬ 
ca della crisi della giustizia so- '' 
ciale e del principio di ugua- ■ 
glianza, l'urgenza di ridìsegnare 
un nuovo modello di accumula¬ 
zione e sviluppo che ricollochi " 
l'Italia nel processo di mondia- ; 
lizzazione e che riformi tutti i ;' 
grandi sottosislemi, la riforma " 
sociale e una nuova ricomposi- r 
zione del mondo dei lavori. È 
un'enorme base comune che 
raggiunge la sua sintesi concet- ■ 
tuale neH’affermazione (messa)' 
in corsivo dall’autore): «Un prò- ' 
cesso di democratizzazione in¬ 
tegrale della società e dello Sta¬ 
to». Per me questo é ciò che si 
chiama «identità» del partito. ' 
.Non saprei se in es.sa sia propo¬ 
nibile o compatibile o auspica¬ 
bile una «ricomposizione delle r 
forze comuniste». Di certo c’é ■ 
che occorre una ricomposizione ‘ 
più vasta ed egemone. Perchè - ■ 
proprio come l’autore ha dimo- 
strato - non ci deve essere mai - 
un'«Ultima sfida». 


S crivo questo pezzo dal¬ 
l’ospedale di Mantova, 
d ove ho dovuto ricove¬ 
rarmi a causa di un ma- 
lonno che mi ha collo ' 
mentre ero in giro per l'I- " 
. talia per la campagna eleliorale. Sta- ' 
vo dando, l’altra sera, un’ultima oc-, 
chiata al giornale quando la vista mi 
è caduta su una delle «Lettere al di¬ 
rettore» che si intitolava cosi «Non è . 
una favola, .succede al Carlo Poma di ' 
Mantova». Rendendomi conto che si 
parlava dell’ospedale in cui mi trova¬ 
vo, mi sono alfreltaio a leggere con ‘ 
più attenzione e mi sono accorto che 
la lettera si riferiva allo stesso reparto 
in cui sono ricoverato, precisamente 
alla divisione di urologia, reparto B, a . 
due .stanze di distanza dalla mia. I lo ' 
letto cosi, con la naturale curiosità 
che si crea quando si è in qualche 
modo personalmente coinvolti in ) 
una stessa situazione, i giudizi più 
che lusinghieri che l'autore della let¬ 
tera, il signor Enzo Mondadori di Po- • 
gognaga (un grosso centro del basso 
mantovano) esprimeva con dovizia 
di particolari per «la gentilezza, la pa¬ 
zienza, la premura, le preoccupazio¬ 
ni costanti del personale medico o 
paramed ico» nonché «per il vitto dav¬ 
vero molto buono». ». , r.<s ‘ . 

Poiché questa valutazione cosi po- ■ 
sitiva corrispondeva effettivamente 
alla realtà, anch’io mi sono compli¬ 
mentato con piacere con il persona¬ 
le, con i medici, con il pnmario della 
divisione dottor Parma, por l'ottimo - 
funzionamento di quc,sto centro 
ospedaliero. Ma il riscontro oggetti¬ 
vo, venuto in modo cosi singolare e 
inatteso, tra le scasazioni ricavale 
dalla mia diretta e,sperienza e il giu¬ 
dizio dcll'aulore della lettera, mi ha 
indotto a riflettere una volta di più 
sullo profonde contraddizioni di 
quc.slo nostro paese; dove tanto si 
parla (purtroppo non a caso) dei 
dissesti c dei guasti della sanità e dei 
disagi c persino delle tragedie che 
molte volte questa situazione provo¬ 
ca; c dove però visono.in molle città 


c province, sia per l’impicgno dei sin¬ 
goli operatori sia per le condizioni 
assicurate dalle forze politiche c .so¬ 
cial! del luogo, realtà che pos.sono " 
considerarsi (ortunate o Iclici, per¬ 
chè assicurano al maialo un’assi¬ 
stenza sanitaria c umana di più che 
apprezzabile qualità. Non mi inlcies- 
,sa, in questo momento, il colore poli- • 
Ileo delle amministrazioni o degli ' 
amministratori, che operano nel sen- ; 
so che ho indicato. So in particolare ‘ 
che al di là degfi amministratori sono ' 
sempre decisivi la capacità proles- . 
sionale, la serietà, il rigore umano di 
chi direttamente lavora in un certo ; 
campo. Un problema politico c'è e 
sarebbe grave errore tacerlo. In que¬ 
sti anni, in Italia, molte energie .sano, ■ 
molle capacità positive, molte espe- , 
nenze di allo valore umano o civile 
■sono stale umiliate, .sollocale, co- ■ 
munque mortificate, da un modo di 
governare e di fare politica elio 6 di- . 
ventato come un cattivo modcllochc 
si è diffuso nel pac.se. Da iropiJO tom- . 
po, infatti, abbiamo, senza ricambio. • 
un sLstema di governo che piatica e 
via via estende la logica del elicmeli. : 
smo, delle lottizzazioni, deirincrzia e ' 
dell’incllicienza burocratica, dell’in¬ 
treccio più o meno oscuro ira altari- 
smo e politica, dell'occupazione da - 
parte dei partiti delle slruttun; c dei ) 
.servizi della .società civile. Questo in- ; 
lezione min-iccia oggi anche molte ; 
zone della società che finora ne era- ■ 
no rimaste immuni c clic giustamen¬ 
te si ribellano. La cnsi del sistema po¬ 
litico che è al centro di que.sla cam¬ 
pagna elettorale è un .segnaled'allar¬ 
me circa la gravità della situazione. 
Sentiamo che occorre al più presto 
invertire la rotta. Cioè ridare la parola ' 
ai cittadini c alla società, creare le 
condizioni ixtrché si moltiplichino le i 
situazioni «sane": ossia le situazioni i 
dove la gente perbene capace c ; 
competente abbia, in tutti i campi, la I 
possibilità di svolgere con efficacia il 1 
suo lavoro, senza dover soltostarc a ’ 
condizionamenti impropri o a inde- i 
bile ingerenze. Anche questo - dicia¬ 
molo - è democrazia. 


niniitsi _ 

Renzo Foa, direttore 
Piero Sansonetti. vicedirettore vicario 
Giancarlo Bosetti, Giuseppe Caldarola, vicedirettori 

' Editrice spa l'Unità 
' Emanuele Macalu.so, presidente 

Consiglio d'Amministrazione: Guido Alborgtietti, Giancarlo 
Aresta, Franco Bassanini, Antonio Bellocchio, Carlo Castelli. 
Elisabetta Di Prisco, Renzo Foa. Emanuele Macalu,so. 
Amalo Mattia, Ugo ‘ Mazza, Mario Paraboschi, Enzo 
Proietti, Liliana Rampollo, Renato Strada. Luciano Ventura 
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Roma - Direttore respoasabile Giuseppe F. Mennella 
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Milano • Direttore responsiibilc Silvio T revi.sani 
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Lsenz. come giornale murale nel regis. del tnb. di Milano n. 3599. 


Certificato 

n. 1929 del 13/U/1991 


Mi In questi giorni si spre¬ 
cano i proclami e i propositi 
contro la malia. Ui confusio¬ 
ne è grande. Si ha l’impres¬ 
sione di in.seguiri; un mostro 
.sconosciuto e incredibile. 
Negli anni 40-50 tutto era 
più semplice. La parola ma¬ 
lia veniva usata solo da chi 
effettivamente la combatte¬ 
va. Gli altri, i ministri, i grandi 
giornali, i vescovi, parlavano 
.genericamente di delin¬ 
quenza, ,di banditismo, di 
■ criminalità. La mafia, dice¬ 
vano. grazie a Dio c ai duce, 
era stata estirpata con leggi 
eccezionali dal prefetto di 
terrò, Ce.sare Mori. Oggi si 
usa dire «criminalità organiz¬ 
zata» distinguendola, evi¬ 
dentemente, da quella «di¬ 
sorganizzata». Ma la malia, è 
stato detto tanto volte, ha 
una dimensione politica, 
non si .separa dalla società 
ma rinfluenza, organizza il 
con.sen.so con la violenza c 
la Ixtnevolenza. 1 rapporti tra 
I partiti di governo c il perso¬ 


nale politico mafio.so sono 
quindi reali e complessi. E 
non serve un falso unanimi¬ 
smo invocato ancora una 
volta dopo l'uccisione di Li¬ 
ma per fronteggiare questo 
fenomeno. Se tutto è mafia 
niente è mafia, .si dice giu¬ 
stamente. Ma se tutti siamo 
contro la mafia non esLste la 
mafia. Se governo, partiti, 
sindacati, movimenti ecolo¬ 
gisti, cacciatori c pescatori. 
Leghe e Reti, mezzi d’infor¬ 
mazione, prefetti, polizia, 
carabinieri, magistrati, preti 
e suore, sono schierati tutti 
contro la mafia come mai 
questa diventa sempre più 
potente? Più il governo di¬ 
chiara di volere sgominare 
la mafia e di avere ottenuto 
successi, più delitti mafiosi si 
contano. Non scherziamo e 
non prendiamoci in giro. 
Nel 1991 i vescovi in un do¬ 
cumento hanno denunciato 
«un ri.sorgenle neofeudalesi¬ 
mo. l’ccli.ssi della legalità, l'i¬ 
niquo legamo tra politica e 


TERRA DI TUTTI 


EMANUELE MACALUSO 


Quel vecchio medico 
non ha salvato Lima 


affari, lo ^uallore politico c 
morale di uomini c Lstituzio- 
ni. le risposte istituzionali 
talvolta meramente decla¬ 
matorie. la beffa di una pro¬ 
clamazione di diritti cui non 
.segue l'effettivo godimento», 

I lettori hanno letto bene 
la data in cui queste cose fu¬ 
rono dette? Siamo nel no¬ 
vembre 1991, sci mesi fa. E 
come si fa a scindere l’ini¬ 
quo legame tra politica c af¬ 
fari con lo svolgimento della 
campagna elettorale? Il neo- 
feudalesimo, fcclussi della 
legalità non si .sono in Sicilia 
eclissati con .la campagna 
elettorale, anzi sono più in 



evidenza. Un candidato de-’ 
mocristiano ha scelto come 
slogan elettorale questo 
motto: «Con la De si può». 
Cosa si può? Si può tutto: ot¬ 
tenere un lavoro, una pren¬ 
sione non dovuta, un avan¬ 
zamento di grado in ufficio, 
un trasferimento dal Nord al 
paese d'origine, partecipare 
al corso ufficiali, una licenza 
commerciale, ; un condono- 
edilizio o un appalto. Con la . 
De si può, cari vescovi, otte¬ 
nere una benedizione se si 
vota bene. Fra sei mesi leg¬ 
geremo un altro documen¬ 
to, chiaro, limpido, impe¬ 


gnato c indignato contro il 
degrado delle istituzioni, 
contro l'illegalità diffu.sa? E a 
proposito di prolitica, affari e 
mafia, - ieri abbiamo < letto 
una interes-sante dichiara¬ 
zione del sindaco di Paler¬ 
mo Domenico Lo Vasco, ri- 
la.sciata a Torino a to Repub¬ 
blica. a proprosito del delitto ' 
Lima. Il sindaco dice: «Più 
che un delitto prolitico-ma- 
fioso sembra essere un delti- . 
to maturato in certi potentati 
economici non siciliani cui ■ 
fanno gola gli oltre mille mi¬ 
liardi di finanziamenti pub¬ 
blici che stanno per arrivare 
a Palermo prer la metropoli¬ 


tana, il rLsanamento del cen¬ 
tro storico, i parcheggi». Be¬ 
ne. E prerché questi potentati ‘ 
hanno dovuto uccidere Li¬ 
ma prer mettere le mani sui 
mille miliardi? Lima era .solo 
un deputalo europrco. Come 
mai costituiva un ostacolo? 
Quale pxrterc reale esercita¬ 
va su quegli appalti? Lo Va¬ 
sco lo dice: «Può darsi che 
taluni personaggi di un certo 
gruppro economico abbiano 
ricevuto dei no da Lima». Ri¬ 
peto: e perché questi perso¬ 
naggi SI sarebbero rivolli a 
Lima e non alle istituzioni? 
Era lui quindi l'uomo che re¬ 
golava gli appalli. Il sindaco 
di Palermo (la massima au¬ 
torità istituzion.'Je della cit¬ 
tà) dice di si. E aggiunge: 
•Non dimenticL.amo che Li¬ 
ma è stato prer anni un uomo 
d’equilibrio, che con .serietà 
ha cercato di lar prc/alcrc la 
.soluzione più piana dei pro¬ 
blemi: da quelli del partito a 
quelli della città c della Sici¬ 
lia». Quindi una soluzione 


piana-prer i miiie miliardi 
non si riuscì a trovarla ed i 
«potentati del Nord» avreb- 
tjero eliminato l'inteimedia- 
rio. Perché la De protesta 
quando si ò detto che il delit¬ 
to Lima é maturato all’inlcr- 
no di un sLstema di pxjlere 
politico-mafioso? : Infine 'ci 
chiediamo a chi andrà la be¬ 
nedizione elettorale dei ve¬ 
scovi in quc.sto .sistema? 

Ixggo. sul Comere della sera 
di ieri, il discorso di Andreot- 
li a Torino concluso con 
que.sle parole: «Ci sono vari 
modi di dare addos,so alla 
De: gli italiani debbono lare 
attenzione ad affidarsi a ma¬ 
ni diverse dalla De. Un am¬ 
malalo non va da un medico 
che si ò laureato il giorno 
prima o da un altro che ha 
mandalo tutti i suoi pazienti 
al creatore». Ma il vecchio 
medico non ha m.indato al¬ 
l’altro mondo anche un pa¬ 
ziente c-ccellente come Sal¬ 
vo Lima’ 










LUNen'23 MARZO ^992 


NEL Mondo 


La Francia 
al voto 



Il Ps scende al 18,7% ma il Fronte nazionale non dilaga 
In calo anche il centro-destra. Successo delle liste verdi 
Contenuta Tastensione: hanno votato due francesi su tre 
Toma in primo piano il nodo del sistema proporzionale 


La Francia punisce il presidente 

Crollano i socialisti, Le Pen si rafforza, crescono i verdi 


I francesi non sono andati a pesca Hanno votato in 
misura del 68 per cento due su tre anziché uno su 
due, come si temeva Hanno duramente sanzionato 
il partito socialista ma non hanno aperto il portone 
alfestrema destra II Ps raccoglie il 18,7 percento, la 
destra il 34, Le Pen il 13,5, i Verdi il 7, gli ecologisti 
del ministro Enee Lalonde il 6,1, il Pcf l’8 Edith Cres- 
son ha giù detto che non darà le dimissioni 

_ DAL NOSTRO CORRISPONDENTE _ 

QIANNI MARSILLI 


B PARIGI 11 partilo socialista 
subisce una durissima Ic/ionc 
e tocca il suo livello più bas,so 
da ventanni a questa parte 
(18 7 per cento) La destra in- 
dietre^ia di quattro punti ri 
spetto alle regionali dell 86 
che furono accoppiate alle le- 
guslative e portarono Jacques 
Lbirac a palazzo Matignon (34 
percento) Il fronte nazionale 
non sfonda non dilaga non 
conquusta Si consolida que¬ 
sto si, c si conferma tra le forze 
politiche pili importanti del 
paesr- (13 5 per cento) Gli 
ecologisti tradizionali i Verdi 
di Antoinc Wacchlcr confer¬ 
mano anch essi la loro area 
d .nfluenza - (7 > per conto) 
Hanno subito la concorrenza! 
di «Generation ecologie, la 
formazione capeggiata dal mi 
nistro dell Ambiente Brice La 
londe (6 I percento) I comu- 
na.ti non recuperano da nessu¬ 
na parte né tra gli scontenti 
socialisti né tra gli ambientali¬ 
sti né tra i loro stessi ex elettori 
(8 per cento) Progrediscono 
le leste locali c categoriali cac- 
ciaton c pescatori presenti so 
prattutto nel sud-ovest raccol¬ 
gono un buon 3 per cento sul 
piano nazionale, 

L undicesimo anno del re¬ 
gno di Francois Mitterrand non 
ò la RepubbliCit di Weimar Ma 
il paesaggio politico é terremo¬ 
tilo stravolto, atomizzato Se 
ieri SI fosse votalo per le legi 
elative con sistema maggiorila 
no non ci sarebbe oggi in par¬ 
lamento neanche un deputato 
socialista per due della destra 
E sui banchi dell estrema de¬ 
stra siodcrcbbero un ottantina 
di seguaci di Jean Mane Le 
Pen 

Come SI può tirare un rospi 


ro di sollievo avendo perso un 
terzo dei consensi raccolti allo 
regionali dell 86 quando il Ps 
viaggiava attorno «il 30 per 
cento’ Sembra impossibile 
ma Ieri sera Jack Lang o Edith 
Crcsson nascondevano con 
difficolta la loro soddisfazione 
Il primo ha ammesso che «po¬ 
tevamo laro meglio e faremo 
meglio in futuro Sarebbe una 
bugia dire che siamo contenti 
Ma il partito al potere sottopo 
sto al verdetto di elezioni loca¬ 
li soffre sempre di una certa 
erosione È accaduto a Kolil 
in Germania e a molti altri Cù 
stato chi ù stato condannato in 
modo più duro acc<idde a 
Chirac nel 76 quando il suo 
partito non ebbe più del 10 pei 
cento Stupisce il nsultato me¬ 
diocre dell opposizione di de 
slra« 

Il primo minestro sottoli¬ 
neando che dal volo di ieri 
non scaturusce alcuna influen 
za sulla legilttmita del governo 
in canea ha fatto os.servazioni 
piu puntuali «'lune le forze po¬ 
litiche tradizionali sono in re 
gresso Per la prima volta l op¬ 
posizione non riesco ad ap¬ 
profittare di uno scrutinio in¬ 
termedio c locale La maggio¬ 
ranza delle regioni non può 
contare su maggioranze asso 
Iute SI vedrà adesso se la de¬ 
stra terrà fede alla parola data 
di non collaborarccon il Fron¬ 
te nazionale Se lo facesse, rin 
negherebbe gli impegni presi* 

Ha commentato il volo an¬ 
che Jean Mane Le Pen in di¬ 
retta tv dal suo feudo nizzardo 
dove le pnme proiezioni lo da 
vano attorno al 30 per cento 
(sperava nel 40) Il leader del 
Fronte nazionale visibilmente 
deluso e imtato, ha espresso 


I risultati precedenti 



Europee '89 

Regionali '88 

PS 

23,61 

30,8 

PC 

7,7 

9.7 

UDF 

RPR 

28.8 

42 1 

VERDI 

105 

1,2 

FN 

11 7 

98 

ASTENUTI 

51.1 

21,5 


Valori m percentuale 


piena fiducia nel fatto che «i ri 
suUali finali sarmno migliori 
delle proic/ioni» e ha promos 
so disastri por le Ictjislativc del 
prossimo anno F*iu contento ò 
apparso Bricc Lilonde fonda 
torc c presidente di «Genera 
tion ccolostic- «O stiamo radi 
cando dopo una crescita mol¬ 
to rapida 11 nostio movimento 
ò nato solo diciotto misi fa 
Siamo partit?iani di un ecolo 
già realista L so \ntoine Wae 
chter non avesse rifiutato le 
nostre proposte di alleanza gli 
ecologisti sarcblwro oggi ia 
terza forza pollile \ del paese» 
Ma il %ollo piu raggiante era 
ieri sera quello di Bernard la 
pie Dato per terzo in classili 
ca dopo an CI lude G uidin 


c Jean Mane Le Pen sembrava 
balzato invece al pnnìo posto 
almeno nel dipartimento che 
fa capo a Marsiglia Inve'Ce lo 
scrutinio h i dato esiti diversi c 
I apio SI 0 visto retrocedere un 
po alla volt 1 

C ora ieri sera un cassetto 
tutto speciale in cui si sono in 
filali i risultati elettorali 11 cas 
setto personale di Francois 
Mitterrand bpett,» ormai a lui 
decidere la dcsiinaziont del 
capitale raccolto nell eiezione 
di ieri i)|X‘tla a lui dc*cidcrc se 
e in quale misura introdurre il 
sistema proporzionale in vista 
delle legislative* del prossimo 
anno II risultato gliconsonte la 
nflevsione l opposizione di 
destra non ha ottenuto un sue 


cesso tale da consentirle di 
dettare condizioni o diktat II 
Fronte nazionale ()cr quanto 
‘orte c significativo di una prò 
lesta t>encolosamcntc radica 
le* rcst.i iso)4ito nel suo 13 14 
per cento Meno di quanto 
Jean Mane I e Pen raccolse al 
primo turno delle presidenziali 
del 1988 (14 4 ixrcenlo) Mit 
icrraiìd può consentirsi adesso 
di osservare con calma gli affa 
ri regionali in molte delle veri 
lidue regioni la destra per go 
vernare avrà bisogno dell ap 
poggio dell estrema destra 
Come Ila detto Cditli Crevson 
si vedrà se rinnegherà la paro 
la data 

li convitato di pietra di que 
sic <4cziom fX)rtava il nome 


jKx-o leggiadro di «propor/io 
naie» Secondo il quadro politi 
co uscito lon dalle urne quasi 
un terzo degli elettori francesi 
(Fronte nazionale e ecologi 
sti) non e rappresentalo in 
parlamento escluso dalla logi 
ca maggioritaria Le ostilità si 
sono aperte fin da ieri sera 
Chirac ad esempio hadichia 
rato tutta la sua ostilità alla 
propK>rztonale Wacchter da 
parte su t ha fatto la valutazio¬ 
ne opfx>sta Quanto a Le Pen 
consajicvolc di essere nelle 
rnjni di Francois Mitterrand 
ha preferito astenersi dall e 
sprimcrc auspici di sorta ma ò 
chiaro che vuole la proporzio 
naie almeno tanto quanto non 
vuole ringrazuire Mitterrand 


per averla proposta II presi 
dente in vertà ha nelle sue 
mani 'a chiave della cassifor 
te Se le legislative si faranno 
con la maggioritaria sarà co 
stretto ad una nuova coabita 
zionc Nell arco di un anno dif 
ficilmcntc il Ps nusctrà a risali 
re la eh ,ia Se invece s intro 
durrà la proporzionale la Fran 
eia assomiglierà molto all Ita¬ 
lia Ixì forze politiche saranno 
tante e costrette a coalizzarsi 
l>cr governare In questo caso 
la sinistra conserverà qualche 
dìances Ma nell anno a venire 
dovrà impnmerc nuovo slan¬ 
cio alle sue retti esauste E la 
Francia dovrà abituarsi a un 
parlamento maculato come 
una pelle di leopardo 



Il premier francese 
Edith Cresson 
e (sotto) Jacques Chirac 
leader tìell’fìpr 
ieri durante li voto 



BmAGKA 

RenneS 

Orléans ) s0lì60CKA''dM/ICA^ 

CmAO \ Digione*8ésan*onSVIZZeRA. 

F;R.A. N C' InA 


■m^AHOlA \ PICCAMIA T 
Caen» . Rouen ,. js 
BASSA L t 



^HOKKABOtA'-;-'\ khlf f lOBCBA ) 
j 'fitAiKf,^(CHAmPAe»i, 

WS ' J } -- 


'fCOHTCA^i^- 


ò Poitiers 

FOITOU 


tOsrmonF- 

Lione 


V / '-,LimooeS; 

<'aivc«hia''} 

•Bordeaux / 


BOBAHOAIP! 



AQUITABIA 

,..-/m£aoe/oiiB0 'jpbovchza mon » 

, ^ /'COSTA AaOBFAi 

^ Tolosa X--*' Montocjicr^ _ 

',i/t»CW00W TiMarsiglidH 

iPOSSICllOHP 


I francesi 
hanno votato 
per II rinnovo 
dei Consigli 
regionali 
e cantonali 
La prima 
elezione é 
avvenuta 
con it sistema 
proporzionale 
e interessa 
22 regioni 
metropolitane 
Cd oltremare, 
la seconda 
riguarda metà 
della Francia 



Vince la protesta, il Ps paga il dazio al potere 


■■ PARIGI Quasi il 35 per 
cento elei francesi che han¬ 
no votalo hanno espresso 
un voto protestatario Que¬ 
sta dovrebbe essere per i 
partiti a vocazione di gover¬ 
no usciti tutti indeboliti dalla 
consultazione, una buona 
ragione per precxtcuparsi 
Anche se non si possono 
considerare protestatari i vo¬ 
ti riversatisi nelle liste di «Ge¬ 
neration ecologie* La voca¬ 
zione di questo movimento 
é infatti di partecipare alla 
gestione dello Stato Rap¬ 
presenta la sensibilità ecolo¬ 
gista nell ambito della mag¬ 
gioranza di Francois Mitter¬ 
rand E quest ultimo si ù di¬ 
chiarato estreruamente sod 
disfatto del lavoro del suo 
leader Briee l,alondc mini¬ 
stro dell'ambiente 

Il voto protestatario Or 
quello che si ù portato su 
formazioni che per natura 
oppure guidale da un supo- 
rishnto di conservazione, 
devono tenersi ai margini 
del potere 6 il caso dei Ver 
di di Ar-loine Waechter E 
anche il voto che ò andato ai 


partiti la cui concezione del 
potere esclude che il popolo 
francese piossa affidarglielo 
È il caso del Pcf e del Fronte 
nazionale 

La tenuta dei Pcf si iscrive 
in questo voto protestatario 
In effetti il partito di Gc-orges 
Marchais ha definito il voto 
comunista come I espressio¬ 
ne senza imphc<uiom poli¬ 
tiche o programmatiche del 
malcontento suscitato dalla 
gestione socialista Oli elet¬ 
tori tradizionali turbati dal 
crollo del comuniSmo sono 
stati esplicitamente invitati 
•a guardare nel loro portafo¬ 
gli» per trovarvi le ragioni 
della fedeltà al voto Pcf 

Il Fronte nazionale non 
sfonda come molti si atten¬ 
devano Un certo catastrofi¬ 
smo aveva perfino condotto 
illustri intelligenze a preve¬ 
dere il sorp«isso del partito di 
Jean Marc Le Pen sul partito 
socialista Ma la Provvidenza 
non ò stata cosi crudele 
Certo, per il Fronte naziona¬ 
le non SI può parlare di falli¬ 
mento Ma a guardarlo da vi¬ 
cino dà oggi ancor piu di ieri 


I impressione di essere una 
fortezza che conholla bene 
il suo territorio piuttosto di 
un esercito in movimento 
Lopinione pubblica pcrce 
pisce meglio il pencolo che 
rappresenta por la p«ace civi¬ 
le Se le idee che iiropag.i si 
estendono ancora al di l<ù 
del suo elettorato il suo tas¬ 
so di accettazione si ù ridot¬ 
to Per dirla tutta ù piu Lsola- 
to di quanto non lo sia mai 
stato I partiti della destra 
classica avrebbero molte dif¬ 
ficolta a patteggiare con il 
Fronte ad altri livelli che non 
siano locali dove sia possi¬ 
bile Da qui la funzione de 
stabilizzatrice che esercita il 
Fronte nazionale sulla de 
stra francese Congela nel 
1 estrema destra una parte 
decisiva dell elettorato Ciò 
potrebbe agevolare uno 
spostamento verso il centro¬ 
sinistra degli equilibri politi 
CI equilibri che una statisti¬ 
ca indifferenziata situerebbe 
piuttosto a destra È questo 
che si chiama «ruomposi 


JEAN RONY 

zionc del paesaggio politico 
francese* 

Il risultato ottenuto dal 
partito socialista può f«icili- 
tare questa ricomposizione 
Il partito che governa la 
Francia da undici anni ha 
conosciuto una dura sconfit¬ 
ta per quanto cccc!>Mva ri¬ 
spetto allo insufficienze del 
suo bilancio di governo II 
viaggiatore straniero nella 
Francia di Mitterrand sareb¬ 
be ben sorpreso se qualcu¬ 
no gli dicesse che la situa 
zione ò «catastrofica» Che 
venga d.illa Gran Bretagna o 
dairitalia dovrebbe stropic¬ 
ciarsi gli occhi per capire le 
ragioni profonde del mal 
contento del francese me 
dio r anche stropicciando 
soli furiosamente non capi 
rebbe 

Tuttavia c ò stata una rea¬ 
zione di rigetto Ma rigetto di 
una gestione di governo o di 
un immagine politica quel¬ 
la del partito socialista’ Ab¬ 
biamo già detto che la per¬ 
centuale riportata da «Gene 
ralion ecologie» ù da inserire 


nella maggioranza presiden¬ 
ziale Il voto "Generation 
ecologie» include un giudi¬ 
zio positivo sull a/io’ne di 
governo e contemporanea¬ 
mente una sconfessione cla¬ 
morosa per li partito che di¬ 
rige questa aziono di gover¬ 
no C certo un paradosso 
m<i non privo di coerenza 
C ò una totale discordanza 
tra I immagine di governo 
dei socialisti francesi sim¬ 
bolizzata dai nomi di Jac¬ 
ques Delors Michel Rocard 
Pierre Bcregovov e 1 imma¬ 
gine politica del partito L«i 
prima restii molto positiva c 
CIÒ conterà in avvenire Ui 
seconda non ha pili capaci- 
1 1 egemonica La sua pallida 
luce ò quella di un astro de¬ 
funto 

Ci SI interrogherà su'la se 
verità di CUI danno prova i 
francesi vetvr il partito che li 
governa Severità che rispar 
nii«i in S|>.igna il partito di 
Fcli|x- Gonzalez «mch esso 
al potere da piu di dieci anni 
che viene d«ato nelle ijrcvi 


stoni al 35 per cento Vale a 
dire una insignificante ero¬ 
sione di consensi Questo 
partito è tuttavia toccato da 
scandali che fanno impalli¬ 
dire gli affaires di cui si parla 
a propiosito del Ps francese 
L indulgenza dell opinione 
pubblica verso il Ps spagno¬ 
lo SI devo senza dubbio al- 
1 assenza di una destra cre¬ 
dibile Salvo che in Catalo¬ 
gna e nei Paesi Baschi, dove 
la destra nazionalista oltre¬ 
passa il partito socialista 
Questa indulgenza si deve 
forse al fatto die il partito so¬ 
cialista spagnolo ò stato ri¬ 
costruito di sana pianta da 
Fclipe Gonzalez in vista del- 
I esercizio del potere in una 
prospettiva pragmatica Ri¬ 
costruito c diretto con mano 
di ferro ò lo strumento della 
ixrlitica del governo 11 parti¬ 
to socialista francese inve¬ 
ce ricostmito in una prò 
spetiiva di trasformazione 
della società non ha resisti¬ 
lo alla prova dell esercizio 
del po’crc 

Quali sono le prospettive 
afxrrte da questa consulta 


ztone'’ La destra classica 
non ò in condizione di pren¬ 
dere I iniziativa Ha già vissu¬ 
to I suoi momenti migliori - 
nell opptosizione sistematica 
al Ps, e ne esce alquanto in¬ 
debolita Le stanno davanti ' 
due problemi sui quali man¬ 
terrà difficilmente la sua uni¬ 
tà la ratificazione degli ac¬ 
cordi di Maastricht e la rifor¬ 
ma costituzionale, che po¬ 
trebbe comportare presi¬ 
denziali anticipate' «Punire i 
socialisti» rischia allora di 
apparire una parola d ordi¬ 
ne stenle E il duello inevita¬ 
bile alle primarie tra Chirac 
c Giscard rischia di far fuggi¬ 
re verso un socialismo pre¬ 
sentabile una parte dell'elet¬ 
torato centrista 
Il Ps SI 'pcca le ferite t im¬ 
probabile che divenga sog¬ 
getto politico a parte intera 
nei prossimi mesi Eccolo 
piu che mai «partito del pre¬ 
sidente» Un presidente che 
può essere paradossalmen¬ 
te il vincitore di queste ele¬ 
zioni nel senso che in un 
gKKO aperto e fluido I inizia¬ 
tiva ormai gli appartiene 


PAGINA 3 L UNITA 



Le Pen 

Il tribuno 
razzista 
e antieuropeo 


■■ Jean Mane Le Pen 
Spera nel 154 Si sente il ca 
po induscusso della destra 
dura e pura II suo godo di 
battaglia ha fatto presa met¬ 
tendo alle corde la destra 
classica c i socialisti di Mil- 
tertand «La Francia ai fran¬ 
cesi» ha gridato battendo le 
piiLzze in cerca del succevso 
elettorale La cacciata degli 
immigrati ò stato il suo ca 
vallo di ballaglia insieme a 
tutto 1 armamentano xeno¬ 
fobo e raz,zisia Deciso a 
sbarrare il pas.so agli arabi 
pc« «argin.irc« disoccupazio¬ 
ne e criminalità la «bestia 
immonda» come viene 
chiamato il leader naziona- 


Tapie 

Capitalista 

«(involto 

umano»’ 


■i Riuscirà il socialista 
Bernard Tapic (nella foto) a 
guastare lo JqsIo tJgLtppnfo 
di Jean Mane Le Pen’ Il lea¬ 
der dell ultra destra non ha 
dubbi inc,isserà un gran 
successo e per questo ha già 
predisposto i festeggiamenti 
a Nizz .1 11 vero sconfitto era 
consideralo propno lui quel 
Tapic a CUI Mitterrand aveva 
alfidato il compilo di ncom- 
patlare lo fila socialiste Ma 
lo pnme proiezioni gli asse¬ 
gnano invece il 28% dei voti 
I SUOI avvcn>an ne hanno fat¬ 
to il simbolo del «capilali- 


Lalonde 

n ministro 
candidato 
ambientalista 


IH Ministro dell ambtcn* 
le capo di "Generation Eco¬ 
logie» Bncc Lalonde ò, con. 
verdi il vero arbitro delle 
ciccioni francesi Con il suo 
progranìma ambicnialisUi ò 
riuscito a incanalare verso il 
suo gruppo lo scontento di ' 
sinistra mettendo bene in 
ch'aro la sua collocazione 
«à gauche» L elettorato do* 
vrebbe premiarlo con un 6- 
8'4t Di uno cosa ò sicuro e 
fiero tutto il mento del pia» 
no verde realizzato in Fran¬ 
cia ò suo Non sopporta le 
mgcTon/c degli altn coileghi 
di governo "Ho remato pra- 


Waechter 

n capofila 
dei verdi 


«pun» 


lista non vede di l)uon oc 
chio nemmeno la nuova Eu 
ropd che nschia di cadere 
sotto I egemonia dt Ha gran 
de Germania Uffa late dei 
p.iracddutisti di-lla Legione 
straniera in Algeria deputa 
lo di Poujade ex sciuadnsla 
clic negli anni 50 terrorizza 
va il quartiere Ialino e che 
non esitò a praticare la lor 
tura m Algeria Iz? Pen mette 
insieme i tratti della destra 
antiRollistd erede del mare¬ 
sciallo Pòtdin e dell Algena 
francese c quelli del quamn 
quismo di Pierre Pouiade •£ 
vero sono un tribuno della 
plebe c ne sono fiero» rispo¬ 
se senza csit.izioni m un in¬ 
tervista all Espresso nvendi 
cando la libertà di definire 
un «dettaglio» lo sterminio di 
massa degli ebrei, nelle ca¬ 
mere a gas dei campi di ster 
mimo nazisti La destra clas¬ 
sica ò in allarme per la sua 
spettacolare «jscesa Tutti gli 
espxjnenU nelle ultime setti¬ 
mane hanno giurato con lui 
non SI tratta c non si paria 



smo dal volto umano» isno. 
compagni di partilo non gli 
nascondono lajoro anhpa- 
tia Abbandonato anche dal 
sindaco soaalista di.iAfaBÌ» 
glia Robert Vigoro4x,''jl3n; 
duslnale che-piace à'Miìtér' 
rand riuscirà a strappare la 
presidcnz,d del Consiglio re¬ 
gionale della Provence-Al- 
pcs Cote d Azur’ «Se non 
faccio di questa regione la 
pm competitiva di Fmncia - 
ha detto in un comizio - non 
mi presenterò mai piu ad 
un elezione Nasconderò il 
mio disonore» 



ticamenle da solo nel gover¬ 
no per far avanzare il piano 
verde* ha messo bone m 
chiaro ricordando che più 
volte ha dovuto minacciare 
le dimissioni dal governo 
per ottenere il via libera ai 
SUOI programmi Dall.i sua 
parte la realizz«jzione del 
60% del progetto ambienta¬ 
lista in quattordici mes dal- 
I accordo per I auto pulita 
all abbandono dei Cfc (do- « 
roflurocarburi) una nuova j 
legge sull acqua c 1 ustiluzjo- 
ne di nuovi organismi di tu¬ 
tela ambientale 



B «Commesso viaggia¬ 
tore dell ecologia» verde 
puro Antoine Waechter ò 
i awersjino verde del mi¬ 
nistro Lalonde Quaranta¬ 
tre anni specialista di ca¬ 
stori e faine Wacchter ò il 
capo indiscusso del grup¬ 
po ambientalista più radi¬ 
cale e ambiguo sostenito¬ 
re di una linea politica ba¬ 
sata sullo slogan «né a de¬ 
stra né a sinistra» Insieme 
ai suoi «avversari» di Gene¬ 
ration Ecologie il CUI lea¬ 
der Lalonde preme per far 
aprire le porte della mag¬ 
gioranza governativa ai 


verdi -ragionevoli» e .ii n- 
formisti potrebbe racco¬ 
gliere il 15% dei consensi 
elettorali francesi facendo 
ingres.so in molti consigli 
regionali e diventando I a- 
go della bilancia Deci-.o 
avversano dell ossessione - 
stradale dei Consigli regio¬ 
nali, paladino della pre¬ 
senza dei consigli nella ri¬ 
forma costituzionale, re¬ 
spinge con forza le accuse 
di chi taccia i verdi di cor¬ 
porativismo «Si, difendia¬ 
mo una corporazione di¬ 
ce sicuro - I umanità nte 
ra» 





















PAGINA 4 L'UNITÀ 


LaFianda 

alvoto 



NEL Mondo 


Dal gennaio scorso il presidente non è più intervenuto 
sulle vicende del paese e sulle prospettive del governo 
«La politica non si fa con i sondag^», tutti sfavorevoli al Ps 
Lui aspetta. Per qualcuno è strategia, per altri il declino 


LUNEDI 23 MARZO 1992 


Scontri Tapie 

Ferì ragazzo A sorpresa 

Arrestato batte 

«lepenista » la destra 


MtriTt 


Pesano come un macigno gli interrogativi sul dopo-elezioni 


Non parla da mesi, mentre i sondaggi segnano 
un’impietosa parahiola discendente dei socialisti. 
Che cosa farà Mitterrand dopo le elezioni? Il presi¬ 
dente tace e il suo silenzio è diventato argomento di 
vignette velenose. Eppure la sua assenza ormai pe¬ 
sa come un macigno sulla scena politica francese. 
Per qualcuno è il segno della fine della sua era. Ma 
la prova più dura la deve ancora affrontare. 

■ DAL NOSTRO CORRISPONDENTE 

QIANNIMARSILU 


■■ PARIGI. "Presidente, non . 
SI sente obbligato a cambiar . 
politica?». "Vedremo, vedre¬ 
mo». «Presidente, non do¬ 
vrebbe procedere ad un rim¬ 
pasto di governo?». «Vedre¬ 
mo, vedremo». «Almeno ■ 
cambiare ■ il ■ primo ■■ mini- ■ 
stro...». «Vedremo, vedremo». 
«Sciogliere il parlamento...». ■ 
•Vedremo, vedremo». «Eie- i 
zioni anticipate...». «Vedre¬ 
mo, vedremo». «Ridurre il ■ 
mandalo ■ presidenziale?». 


«Vedremo, vedremo». «Signor 
presidente, i francesi sono 
preoccupati, vogliono sapere 
che cosa accadrà dopo il 22 
marzo». «Dopo il 22? Ho deci¬ 
so che è primavera!». 

■ Georges Wolinski, si sa, 
non perdona. La campagna 
elettorale era chiusa da ve¬ 
nerdì sera ma la sua vignetta 
sul Journal du Dimanche 
(unico quotidiano che esca 
la domenica in Francia) non 
si é astenuta dal giudizio po¬ 


litico. C'è in effetti un grande 
punto interrogativo che do¬ 
mina Il dopo-voto. Che cosa 
farà, che cosa deciderà Fran¬ 
cois Mitterrand? ' ; • 

11 capo dello Stato non ha 
l'abitudine del silenzio, del¬ 
l’assenteismo. L’anno scor¬ 
so. per esempio, durante la 
guerra del Golfo convocava i 
giomalLsti ad ogni piè sospin¬ 
to, al fine dichiarato di tenere 
informati i francesi su quanto 
stava accadendo tra le sab¬ 
bie del deserto. Non più tardi 
di due mesi fa era apparso in 
televisione per parlare del 
caso Habbash, che aveva 
provocato una sorta di corto 
circuito psico-politico. 

1 due giornalisti che l'inter¬ 
rogavano avevano approfit¬ 
tato doU'occasione per chie¬ 
dergli lumi sul prossimo futu¬ 
ro nazionale: le riforme istitu¬ 
zionali. la durata del manda¬ 
to presidenziale, un eventua¬ 


le referendum per approvare 
gli accordi di Maa.stricht. 
Francois Mitterrand, a quel 
punto, si era ritratto nel suo 
guscio. Aveva detto che non 
c’era fretta, e che per quanto 
lo riguardava era ben lungi 
dal sentirsi afflitto, smontato. 
La politica - lo ripete sijes.si> 
- non si fa con i sondaggi. È 
un intenditore dei tempi lun¬ 
ghi. MitlerrantI, quando le 
acque s’intorbidano e si agi¬ 
tano. ha l'abitudine di stare 
sulla riva e di aspettare la 
.schiarita. . 

In fondo è un avvocato, un 
dottor sottile. 1 suoi critici di¬ 
cono che è "il più grtinde dei 
piccoli politicanti». I suoi esti¬ 
matori gli prestano .sen.so ' 
della storia e cajriicità strate- 
gica. , 

Certo è che il suo silenzio, 
stavolta, pesa più di altre vol¬ 
te. Nel corso di questa cam¬ 
pagna elettorale ha sempo- 
losamcnte rispettato, come 


del re.sto ha .sempre fatto, i 
suoi confini istituzionali. Il 
presidente, anche in un regi¬ 
me .semipresidenziale, non 
s'immi.schia. 0.sserva e sorve¬ 
glia, c .soprattutto non si. 
esprime. Il .silenzio dura da 
gennaio, ma ormai pesa co¬ 
me un macigno sulla vita ix)- 
litica france.se. C’è infatti un 
divario appnri.scente tra il ca¬ 
rattere regionale della con¬ 
sultazione e il suo significato 
politico generale: il primo a 
soffrirne è l'Eliseo, forzata¬ 
mente fedele al suo dovere di 
riserbo ma vera e unica fonte 
di decisione politica. Fran¬ 
cois Mitterrand ne ha vi.sle di 
peggio, ma neir84 (quando 
dovette cambiare politica c 
primo ministro dopo la politi¬ 
ca delle nazionalizzazioni) o 
neirSS (quando ■ la destra 
vinse le legislative e si avvia¬ 
rono i due anni di «coabita- 
zione» con Jacques Chirac 
primo ministro) aveva anco¬ 


ra un futuro davanti a .sè. Nel 
senso che non aveva ancora 
settant’anni, e poteva proget¬ 
tare attorno alla sua persona, . 

Era l’uomo che nel:’71 
aveva fondato il partito so¬ 
cialista. che l'aveva condotto : 
al ixrtere dofto aver vinto e 
umiliato i comunisti. Era l’uo¬ 
mo che incarnava la promes¬ 
sa di cambiamento, changer 
la Die era il suo programma 
fin dairSl. Poi era venuto, 
r89, il grande mutamento 
Reopolitico dell'Europa. È 
opinionecomuneche Mittcr- ' 
rand non sia stato aH’altezza: 
ha avuto fiducia fino all'ulti- 
mo ' nella perpetuità delle ; 
due Germanie,- deirUnione 
Sovietica, della Jugoslavia, 
insomma dell’ordine intema- 
zionaleche nacque a Yalta. -■ 

Il 23 dicembre deirSS era a 
Lipsia e firmava sorridente ; 
accordi con la Germania de¬ 
mocratica: . nel : novembre 


deH'anno scorso era a ca.sa 
sua nelle l.ande con Gorba- 
ciov e insisteva fiducioso sul¬ 
la nece.ssità di pre.servare l’U¬ 
nione: è .stato l’ultimo a ce¬ 
dere sul riconoscimento del¬ 
la Slovenia e soprattutto dei¬ 
la Croazia, con quel presi¬ 
dente Tudjman-capace di 
.scrivere libri revisioni.sti e an¬ 
tisemiti. ....»,. 

È pre.sto per giudicare se la 
sua era saggezza di statista o 
incomprcn.sione ■ di • quanto 
stava accadendo. Il compito 
■ spetterà agli storici. Per quel 
che riguarda la Francia inve¬ 
ce non ci si può rimettere al 
giudizio dei posteri: hic et 
nane si deve decidere il futu¬ 
ro di Edith Cresson, delle Isti¬ 
tuzioni della Quinta Repub¬ 
blica, dei criteri per la com¬ 
posizione del pro.ssimo par¬ 
lamento. La . parabola di 
Francois Mitterrand non è fi¬ 
nita: da ieri anzi è alla sua 
prova più dura. ■ ■ 


Laburisti in vantaggio sui conservatori nei principali sondaggi verso il voto del 9 aprile. In aumento anche i liberaldemocratici 

lx)ndira controvento, Kìnnock può battere Major 


I laburisti si mantengono in testa nei sondaggi. La 
macchina dei tories gira a vuoto. Innervosito, Major 
«il blando» invita per la prima volta la Thatcher a 
parlare dalla stessa piattaforma per arringare i can¬ 
didati tories: «Dobbiamo vincere, il nostro lavoro 
non è ancora finito». Commenti sullo strano tempi¬ 
smo «elettorale» della separazione fra,U [principe An- 
dreaeFergie.' 


ALnoanmAB» 


■1 LONDRA, f laburisti hanno 
vinto il primo round della cam¬ 
pagna elettorale. I tories co¬ 
minciano a dare segni di ner¬ 
vosismo nello sforzo di rigua¬ 
dagnare li terreno perduto. È 
l’unanime giudizio della stam¬ 
pa che ieri ha tirato le somme 
sull'andamento della , prima 
settimana di tenzone fra i due 


principali partiti in attesa del 
voto del 9 aprile. Su cinque 
sondaggi pubblicati dai gior¬ 
nali della domenica, quattro 
hannomesso in testa i laburisti. 
Solamente uno ha dato ai lo- 
ries unpunio in più. Anche i li- 
bcraldemocratici come terzo 
partito hanno guadagnalo un 
paio di punti. 


Il leader laburista Nicl Kin- 
nock ha approfittato del suo 
primo wolk-about Ira la gente 
di un paese del Galles, la sua 
origine d'origine, per difende¬ 
re il budget per l'anno in corso 
che il suo partito intende met¬ 
tere in atto in caso di vittoria al- ^ 
le elezióni, có'nfórlato dal fatto'' 
che gli slessisondaggi per la. 
prima volta mostrano che la 
maggioranza deH’eletlorato 
considera i laburisti -compc- 
lenli» nella gestione <>conomi- 
ca del paese. Dato che la pri¬ 
ma settimana della campagna 
è rimasta incentrata sulla poli¬ 
tica economica o fiscale, i 
commentatori giudicano im¬ 
portante il fatto che 1 laburisti 
abbiano mantenuto il loro van¬ 
taggio nel quadro di undibatti- 
to destinalo a riflettersi sui ri¬ 


sultati delle elezioni. Kinnock 
ha anche attaccalo -la campa¬ 
gna di diffamazione» contro il 
Labour ed il tono aggro-ssivo 
che il premier Maior ha comin- ' 
ciato ad usare dopo che il .suo 
primo walk-about è staio rovi¬ 
nalo da una manifestazione di 
proicsta.Malor hd«subitO'pun-^ 
tato il dito contro gli "estremi¬ 
sti» laburisti alludendo al tallo 
che Kinnock ha avuto qualche 
difficoltó <1 tenere sotto con¬ 
trollo la frangia trotzkista del 
M’Iitant. Ma uno degli studettti 
che hanno organizzjto la di¬ 
mostrazione che ha costretto 
ad interrompere il walk-about 
ha detto di non appartenere a 
nessun partito. Si sarebbe trat¬ 
talo di una manifestazione 
spontanea capeggiata da gio¬ 
vani che si sono battuti contro 
la poli ta.x e che sono accorsi 


sul ijoslo non appena si è spar¬ 
sa la soce che Major eraarriva- 
to incittà. 

Forse il più chiaro di segno . 
di nervosismo nel campo dei ■; 
tories è emerso dairinalle.sa 
decisione di riciclare l'immagi- 
.. ne «di feiTO» della Thatcher che . 
ieri per là prima volta da quàn- ' 
■«lo diede le dimis.sioni nel no¬ 
vembre del 1990 ha parlalo 
dalla stessa piattaforma insie¬ 
me a Major. L'invilo alla That- , 
clicr, emesso dagli .ste.s.si che la 
linccziarono con un "coljx) di ■ 
palazzo», ostracizzandola dal- - 
Iti politica atlivii e che appena 
.sei mesi la nel corso della cop- 
lcrenz.a annuale dei tories le 
impedirono di parlare ai dele¬ 
gati. ha suscitalo perplessità. ■- 

Ieri la Thatcher si è rivolta ai 
candidali conservatori esor¬ 


tandoli a portare avanti -il la- . 
vero di 12 anni non ancora ter¬ 
minalo». Sc-condo YObsever il 
riproporre l'immagine della 
Thatcher in un momento co¬ 
me questo "è un rischio calco¬ 
lalo». Non molto tempo fa l'ex 
premier ebbe a definire il gabi-,,' 
netto di Major «una squadra di” 
scrieB». ' ' •■" 

Nel ricapitolare la prima set¬ 
timana della campagna alcuni ■ 
organi di stampa hanno fatto 
qualche allusione allo strano ; 
tempismo nell'annuncio della • 
separazione del principe an- : 
drea e di c di Fergie, duchezz ì 
di York, Non ci sono dubbi che 
l'annuncio abbia aiutato i con¬ 
servatori. Il soap reale ha di¬ 
stolto l'attenzione del pubblico 
da una serie di statistichesul- 
l'economia e la disoccupazio- 


■■ PARICI. Un insegnante in 
pensione, candidalo del Fron¬ 
te nazionale alle ultime muni¬ 
cipali deir89 sarebbe il re- 
spon.sabilc del ferimento di 
un ragazzo, avvenuto giovedì 
scorso a Bagnols-sur Ceze, 
nella Francia sud-occidentale, 
durante una manileslazionc 
contro un -i comizio ., dello 
schieramento lepenista. 

L’uomo, .IS anni, ha spara¬ 
lo contro uno dei manife.stan- 
ti, uno studente di 19 anni, 
Gael Pellettier, perchè - ha 
dello - gli aveva graffialo l’au¬ 
to e temeva che voles.se rubar¬ 
gli l’autoradio, approfittando 
della confusione. Tanto è ba¬ 
stalo perchè l’ex in.segnante 
impugna.sse la pistola, spa¬ 
rando ripetutamente in dire¬ 
zione del ragazzo.Lo .studen¬ 
te, raggiunto dai proiettili ad 
un braccio e al torace non 
corre |5cricolo di vita. 

L’episodio, finora circo¬ 
scritto nella sua gravità pur nel 
clima tempestoso della cam¬ 
pagna elettorale, si è ripetuto 
sabato sera in un quartiere 
popolare di Montbellard, nei 
pressi di Be.sancon. Anche qui 
sono .spuntale armi da fuoco. 
Cinque attivisti del Fronte na¬ 
zionale. che stavano attac¬ 
cando manifesti, hanno spa¬ 
ralo infatti contro un gruppo 
di giovani di origine maghre- 
bina. dopo uno scambio di in- 
.sulti e un fitto lancio di pietre. 
Fortunatamente non sembra¬ 
no es,serci stali feriti. 


H PARIGI. Bernard Tapie, 
leader della maggioranza 
presidenziale nel diparti¬ 
mento delle Bouches du 
Rhone, avTebbe raccolto -se¬ 
condo le prime ptoiezioni -il ‘ 
28 per cento dei voti alle re- ' 
Rionali di ieri, piazzandosi i - 
testa rispetto all’ opposizio¬ 
ne " , parlamentare „■ (Jean- 
Claude Gaudin), che ha rac¬ 
colto il 25 per cento, e al : 
Fronte Nazionale -sCBruno ' 
Megret) 22 per cento. Il ri¬ 
sultato è una delle grandi ) 
sorprese di questa elezione, ,* 
dal momento che Tapie era " 
considerato sconfitto fino a 
qualche giorno fa dai son- , 
daggi che gli ■ attribuivano ) 
non piu’ del 22 per cento. ' 
Tapie. l’uomo scelto da Mit¬ 
terrand per ricompattare le 
fragili fila sociliste, non cima¬ 
to però dai socialisti, abban- 
donadto dal sindaco del Ps ' 
di Marsiglia, < Robert Vigo- 
raoux e inviso agli uomini di : 
Marchais, è in corsa per la 
presidenza del Consiglio re¬ 
gionale del Paca (Provence- 
Alpe.s-Cote d’ Azur), contro 
il presidente uscente, Gau¬ 
din. e contro il leader del 
Fronte Nazionale Jean-Ma- 
rie Le Pcn che a Nizza era . 
giù pronto a le.steggiare la ? 
sua vittoria. :■ 





ne che avrebbero potuto infie¬ 
rire al Tories un colpo a.s,sai più . 
duro di quello registralo dai : 
, .sondaggi. In secondo luogo è I 
nolo che ogni avvenimento , 
che fa squillare l'allarme sul fu- 
, turo della monarchia suscita 
sentimenti di insicurezza Ira gli ,, 
Inglésiiz Incoftlivaritìo la len», 
denza a proteggere i valori del- ' 
la nozione e, nel caso specifi¬ 
co, a votare per i conservatori. ; 
Secondo il Sunday Express la ' 
duchessa era sorvegliata da : 
agenti dei servizi segreti che te- • 
nevano informala la regina sul- , 
le sue"scappatellc». Alcuni ri¬ 
tengono bizzarro che cene fo- 
■ lo compromettenti scattate un i 
anno la siano venute alla luce 
solamente ora c che la .saga al . 
palazzo abbia coinciso con l’i¬ 
nizio della campagna elettora¬ 
le. . --' V:,: ■ 



I leader del partito laburista inglese ^ 


SABATO 28 MARZO 


martedì 31 MARZO 


con 


fUiiita 




insieme al n. 36 
di STORIA DELL'OGGI ^ 
e al 2°, contenitore W 

il DIZIONARIETTO \ 

su fatti, misfatti 
e vergogne 
contro la 
Repubblica 

a cura della Sinistra giovanile/Pds 


GIORNALE + INSERTI 










■■ ■ r;-r 


■' ' ■ 


.A 


L'ultimo 
libro di 

Paolo 

Sprìano 






L 2.000 


GIORNALE -f LIBRO 
L. 3.000 


















LUNEDI 23 MARZ01992 


NEL Mondo 


Tra minacce e concessioni rimane alta 
la tensione tra TOccidente e la Libia 
nel braccio di ferro sui presunti 
terroristi dell’attentato di Lockerbie 


Il leader libico attacca le Nazioni Unite 
E al summit del Cairo FEgitto e i paesi 
del Maghreb chiedono un rinvio agli Usa: 
«Aspettiamo il verdetto della Corte delFAja» 


Gheddafi: «Ignorerò le sanzioni Onu 

Rientrati i primi italiani, Lega araba solidale con Tripoli 


■■ TRIPOLI II regimi; libico 
continua a mantonero un at¬ 
teggiamento di slida e annun¬ 
cia che Ignorerà del tutto le 
sinzioni dell'Onu. Il ministero 
degli Esteri di Tripoli ha dira¬ 
mato una nota in cui si afferma 
che il paese «non se ne curerà 
e non darà credilo ad alcuna 
misura o risoluzione che possa 
essere adottata in quanto que¬ 
sto costituirà un precedente 
pericoloso e una manifesta 
violazione della carta delle Na¬ 
zioni Unite». 

Di fronte al rifiuto di Tripoli - 
di consegnare i sei agenti so¬ 
spettati degli attentati al volo 
103 della Pan Am nel 1988 e al 
Dc-10 dell’Uta nell'SS, i rap¬ 
presentanti di Stati Uniti, Gran 
Bretagna e Francia hanno pre¬ 
sentato al Consiglio di sicurez¬ 
za una bozza di risoluzione , 
che prevede il blocco del traffi¬ 
co aereo da e per la Libia e 
l'embargo alla vendita di armi ' 
e di pezzi di ricambio per ae¬ 
rei. La risoluzione, che dovreb¬ 
be essere votata a giorni, chie¬ 
de inoltre ai paesi membri del- 
rOnu di espellere la maggior ■ 
parte dei diplomatici libici. Il 
regime di Gheddafi ha definito . 
le sanzioni -quasi un atto di 
guerra»'. • 

La Farnesina, intanto, ' ha ■ 
raccomandalo agli italiani in 
Libia di lasciare il pae.se «in 


concordanza con le posizioni 
a.ssiintc dagli altn governi eu¬ 
ropei», Lo ha ribadito ieri il mi¬ 
nistro degli Esten Gianni De 
Michelis. "Ogni persona e in 
condizioni di prendere le sue 
decisioni. Allo stato II proble¬ 
ma 0 solo quello di una deci¬ 
sione che potrebbe prendere il 
Consiglio di sicurezza che 
comporterebbe un embargo 
aereo sulla Libia e quindi 
un'impossibilità di prendere 
ed uscire pervia aerea. Seguia¬ 
mo con grande attenzione 
quello che avverrà nelle prossi¬ 
me ore sia al Cairo, alla lega 
araba, che a New York», ha ag¬ 
giunto De Michelis.E anche se 
la situazione a Tripoli appare 
«tranquilla», alcuni italiani e al¬ 
cuni svizzeri .sono stati tra i pri¬ 
mi occidentali a lasciare la Li¬ 
bia dopo l'invilo venuto dai lo¬ 
ro governi in questo senso. 
Fonti diplomatiche contattate 
in Libia hanno riferito che le 
migliaia di occidentali residen¬ 
ti nel paese della Sirie non 
sembrano allarmate dal riacu¬ 
tizzarsi della tensione. Ma tra 
ieri e l'altro ieri, tuttavia, si so¬ 
no registrale le prime parten¬ 
ze. Circa 20 italiani sono rien¬ 
trati in patria con il volo dell'A- 
litalia di ieri mentre un'altra 
ventina di svizzeri sono giunti a 
Zurigo provenienti da 'rripoli. 
In generale, però, non c'ó al¬ 
cuna fuga dal la Libia. 


Ma nel Medio Oriente 

il colonnello 

non è come Saddam 


GIANCARLO LANNUTTI 


■i La Lej^a araba esprimo 
alla Libia di Gheddafi piena 
.solidarietà «contro ogni for¬ 
ma di minaccia o sanzione» 
nei suoi confronti: cosi .si leg¬ 
ge nel testo della ri.soluzione 
sottoposta all'esame della 
riunione straordinaria del¬ 
l'organizzazione panaraba, 
convocala al Cairo su rictiie- 
sta di Tripoli. Tredici Paesi 
sono presenti nella capitalo 
egiziana con i loro ministri 
degli Esteri, mentre gli altri 
otto sono rappresentali da 
funzionari di rango minore. 
La risoluzione, pre.sentata ie¬ 
ri mattina in seduta plenaria 
e che ha riscosso nei dibatti¬ 
to la maggioranza dei con¬ 
sensi, è stata affidata poi per 
la stesura definitiva ad un co¬ 
mitato ristretto per essere sot¬ 
toposta al voto in nottata o 
nella giontata di oggi. 

Il documento della Lega 


araba respinge in particolare 
qualsia.si di tipo di embargo 
economico, commerciale, 
militare, aereo o navale con¬ 
tro il regime di Tripoli impe¬ 
gnando tutti i Paesi arabi a 
garantire in ogni ca.so la li¬ 
bertà dei trasporti aerei, ma¬ 
rittimi e terrestri fra essi e la 
Libia. Si tratta in sostanza di 
una risposta «preventiva» alla 
risoluzione che il Consiglio di 
sicurezza dovrebbe approva¬ 
re entro le prossime 48 ore su 
richiesta di Stati .Uniti, Gran 
Bretagna e Francia e della 
quale Gheddafi ha già pub¬ 
blicamente dichiarato che 
non terrà alcun conto. Ed ò 
una risposta quasi certamen¬ 
te destinata ad allargarsi, 
poiché con ogni probabilità 
un analogo atteggiamento 
verrà assunto dai Paesi ■ (o 
dalla maggioranza dei Pae¬ 
si) aderenti all'organizzazio¬ 
ne della conferenza islamica. 


I 1 


Il leader libico Gheddafi 


Se dunque l'amministra¬ 
zione Bush pensava di ripete¬ 
re contro Gheddafi lo stesso 
tipo di operazione e di .schie¬ 
ramento che aveva realizzato 
contro Saddam Hiis.setn. le 
sue speranze appaiono de- 
.stinate ad andare deluse. Ne 
offre una sottolineatura cla¬ 
morosa l'atieggiamento di 
due Paesi arabi come l'Egitto 
c la Siria, che nella coalizio¬ 


ne anti-Saddam hanno svol¬ 
to un ruolo (anche militare) 
di primo piano e che oggi in¬ 
vece si mostrano decisi nel 
respingere ogni forma di at¬ 
tacco contro'la Libia; anche 
se la ferma presa di posizio¬ 
ne anti-sanzioni si accompa¬ 
gna all'esortazione - rivolta 
al Consiglio di sicurezza ma 
anche a Gheddafi - a mo¬ 
strare «flessibilità» e a ri.solve- 
re la crisi con mezzi politici. 
Particolarmente rilevante in 
questo sen.so il ruolo dell'E- 
gitlo, poiché egiziani sono 
. sia il segretario generale del- 
rOnu, Butros Gtìali, che il se¬ 
gretario generale della Lega 
Araba, Esmat Abdel Meguid, 
entrambi - ex-responsabili 
della politica estera del Cai¬ 
ro. - I 

La difformità di comporta¬ 
mento di cui sì è parlalo non 
deve sorprendere. Per quan¬ 
to po.ssa essere inviso all'Oc- 
cidenle (e per quanto possa 
es.sere stalo «demonizzato» 
dalle successive amministra¬ 
zioni U.sa, dagli anni '70 ad 
oggi) Gheddafi non è Sad¬ 
dam Hussein, il dittatore ira¬ 
cheno si era reso responsabi¬ 
le di una brutale aggrossione 
contro un Paese neutrale ed 
inerme, e per di più arabo, e 
per questo la pronuncia del- 
rOnu e la conseguente ini¬ 
ziativa militare della coalizio¬ 
ne guidata dagli Usa aveva ri- 


.scoiLso l'adesione della mag- 
, gioranza della Lega araba, 
anche a prezzo di una frattu¬ 
ra senza precedenti nel cor¬ 
po stesso di questa organiz¬ 
zazione. Ma contro Tripoli 
c'é soltanto l'affemiazione 
delle autorità americane e 
britanniche che considerano 
due esponenti dei servizi se¬ 
greti libici come responsabili 
della strage di Lockerbie e ne 
pretendono la consegna, al 
di fuori di qualsiasi accerta¬ 
mento o pronuncia di.carat- 
tere giuilsdizionale e impar¬ 
ziale e malgrado l'iniziativa 
libica - fatta propria dalla Le¬ 
ga araba - di rimettere la 
questione alla Corte Intema- 
- zionale deH'Aja. Il fatto è - 
osservano fonti arabe al Cai¬ 
ro , - che l'appetito viene 
mangiando: forte del succes¬ 
so ottenuto contro Saddam e 
della scomparsa della super- 
potenza sovietica, Bush, se¬ 
condo queste fonti, pretende ' 
dì ergersi a «gendarme del ' 
mondo» e non vuole capire 
che «non può continuare a ' 
mettere sotto accusa» quei 
Paesi arabi che per una ra¬ 
gione o per l’altra gli danno 
lastidio. Salvo poi, come ac- 
^ cadde proprio con la Libia ' 
' nel 1986, ad ammettere a co- ■ 
.se fatte che le colpe per cui 
un Paese era stato «punito* 
andavano invece attribuite a 
qualcun altro. 


Tiirana 

Due milioni 
alle urne 


■■ L'Albania è stata suddi¬ 
visa in cento circoscrizioni 
con ventimila elettori ciascu¬ 
na: i seggi sono oltre cinque¬ 
mila. Gli albanesi dovranno 
scegliere tra SI 1 candidati di 
undici partiti, «n. •. 

L’Albania ha adottato un 
sistema elettorale misto, in 
parte maggioritario (per 100 
seggi) e in parte proporzio¬ 
nale (per almeno 40 seggi). 
È stato fissato uno sbarra¬ 
mento e dal parlamento sa¬ 
ranno esclusi quei partiti che 
non superano il quattro per 
cento e ì cui voti saranno 
suddivisi in modo proporzio¬ 
nale tra gli altri partiti. I seggi 
da assegnare sono indicati¬ 
vamente 140. - 

In quelle circoscrizioni in 
cui nessun candidato avrà ot¬ 
tenuto il 51 pier cento dei suf¬ 
fragi si andrà al ballottaggio 
domenica prossima. 11 voto 
sulla scheda sarà Indicato 
per esclusione. Ciascun elet¬ 
tore dovrà cancellare i nomi 
e i ri.spettìvi simboli dei can¬ 
didati esclu.si. Le urne sono 
state chiuse alle 20.1 risultati 
ufficiali saranno invece resi 
noti tra oggi pomeriggio e 
martedì mattina. 


Il leader dei democratici Berisha: «Stavolta ce la faremo, la mentalità della gente è cambiata» 

Buona Taffluenza ai seggi; tutti i partiti denunciano brogli ma, nel complesso, si vota regolarmente 

Albania, FopposÌ2Ìone già canta vìttorìa 


File davanti ai forni e ai seggi in Albania. Alta l'af¬ 
fluenza alle urne nelle città. Sali Berisha, capo 
dell’opposizione, certo di vincere; «Gli albanesi 
hanno cambiato mentalità». Ma il leader sociali¬ 
sta Patos Nanop incalza; «Naturalmente vincere¬ 
mo». Tutti i partiti denunciano brogli e minacce, 
ma nel complesso le operazioni di voto procedo¬ 
no regolarmente. 


TONI FONTANA 


H Prima il pane, poi il voto. ’ 
Tra un disguido e l'altro, so¬ 
spetti, . irregolarità, timori di 
violenze, gli albanesi, circa 
due milioni, sono andati ieri al¬ 
le urne. A Tirana come nei 
paesini grandi file, ma soprat¬ 
tutto davanti ai forni e ai depo¬ 
siti di kerosene, alla disperata 
ricerca di mimimo indispensa¬ 
bile per sopravvivere e scalda¬ 
re le case. Con questi pensieri 
gli albanesi .sono andati alle 
urne. Intorno a mezzogiorno, 
secondo radio Tirana, nella 
capitale aveva volalo circa il 
trenta per centro degli elettori. 
A Kavaya, quindici chilometri 
da Tirana, teatro di duri scontri 
in pas.sato tra oppositori e regi¬ 
me. poco dopo le dodici il 
cento per cento degli elettori 


aveva volalo. Segnali che non . 
permettono di anticipare un 
pronostico. 

Nelle prime elezioni libere 
che si svolsero tra marzo c 
aprile dello scorso anno, i co¬ 
munisti, anche concedendo 
un po'di terra e bestiame all'ul- 
limo momento ai contadini, si 
assicurarono l'appoggio delle 
campagne c quindi la maggio¬ 
ranza assoluta. ■ 

I democratici stavolta sono 
certi di ribaltare i rapporti di 
forza. Sali Berisha. l'intrapren¬ 
dente capo dell'opposizione, 
non ha dubbi; «Sono sicuro 
che vinceremo- - ha dello ieri 
ai circa duecento sostenitori 
che lo attendevano davanti al 
seggi gridando «Democrazia e 
libertà, abbas.so il comunismo- 


».«Gli albanesi • ha aggiunto il 
leader democratico ■ hanno 
cambialo mentalità ed hanno 
compreso che il nostro pro¬ 
gramma contiene le soluzioni 
dei loro problemi. Restaurere¬ 
mo l'ordine pubblico e chiede¬ 
remo l'aiuto di consiglieri c 
specialisti stranieri». E Berisha 
non ha mai fatto mistero delle 
propria vocazione «america¬ 
na», fin dalla visita ■ (giugno - 
1991) deLsegretario di Stato 
Baker che venne accolto a Ti¬ 
rana da migliaia di bandiere a ' 
stelle e a strisce distribuite dai 
democratici. La campagn.i 
elettorale del resto è stata gio¬ 
cata, prima che a colpi accuse -, 
e provocazioni reciproche tra i 
principali partiti, con lo pro¬ 
messe di poter a.ssicurare nuo¬ 
vi aiuti dall'estero. E Berisha 
sostiene di avere maggiore cre¬ 
denziali per ottenerli. E tuttavia 
il successo elettorale dei co¬ 
munisti non è stalo ottenuto 
solamente con la demagogia c 
il regali dell’ultima ora. Nelle 
campagne la «naturale» carica 
di conservazione del mondo 
contadino (dove .sopravvivono 
codici e regole arcaiche) si é 
saldata con i timori di cambia¬ 
menti bruschi e violenti. 

I socialisti (ex-comunisti) 


che dal giugno 1991 hanno 
cercato in ogni modo di pren¬ 
dere le distanze dalla dittatura 
stalinista non si danno per vin¬ 
ti. ■ - ■ • 

Il leader del partito ed ex¬ 
premier Patos Nano é stato ac- 
' colto al seggio da grida e slo¬ 
gan ostili ma non si é jwrso ’ 
d'animo: «Naturalmente vince- ; 
remo - ha detto - vinceranno le 
forze democratiche impegnate i 
nello sviluppo dell’Albania». ■ 

Il presidente Alia intanto ha 
rotto il silenzio con un'intervi¬ 
sta nella quale ha nuovamente 
evitato un secco giudizio sulla 
dittatura: «Non c’é dubbio - ha • 
-, detto - che sotto i sistemi socia¬ 
listi .si verificarono- tante cose 
brutte. Ma c’erano limiti, politi¬ 
ci ijd economici, c ci sono stati 
errori che hanno impedito lo 
sviluppo». 

Sia i socialisti che i demo¬ 
cratici hanno denunciato ieri 
tentativi di brogli, minacce, fur¬ 
ti di schede. Ma nel comples,so 
le operazioni di volo si .svolgo¬ 
no regolennenle. La televisio¬ 
ne ha annunciato ieri sera che 
tre persone, una guardia na¬ 
zionale e altri due uomini, so¬ 
no stati arrc-slati per l’omicidio 
di un poliziotto avvenuto saba¬ 
to a 1’ir,mn. 




PAGINA 5 L'UNITÀ 


BusheKohI: 

«Rapidi 

progressi 

sulGatt» 


il presidente degli Stati Uniti Bu.sh (nella loto) e il cancellie¬ 
re tedesco KohI hanno riaffermato nel corso dei loro collo¬ 
qui a Camp David (Maryland) il loro impegno per giungere - 
a «progre.ssi rapidi» nel negoziato sul Gatt, l’accordo intema¬ 
zionale sul commercio, «I due uomini politici sono d’accor¬ 
do a dare il massimo sostegno ai negoziati sul Gau al fine di t 
concluderli entro il più breve tempo possibile. Hanno avuto 
discu-ssioni positive su questo argomento, in particolare sul¬ 
l’agricoltura» - ha detto un rcspon,sabile deH'ufficio stampa 
dellaprc.sidenza Usa, Bill Harlow. 


Diciottenne Seconda giornata di .scontri I 

rnriì^t «i /là flinrn delTordine lur- 

curaa SI oa Tuoco ^a nu- , 

per protesto sayhìn otto persone sono 

contro i turchi 

L.unuu I luruil fpi-iie. Oli agenti e i milita¬ 

ri hanno sparato su un grup- 
po di dimostranti che inneg¬ 
giavano allo stato curdo indipendente. Ieri una ragazza di- ' 
ciottenne, Rehzan Demirei, si é uccisa appicandosi fuoco su ; 
una .strada isolata di montagna della regione abitata d.illa 
popolazione curda. A quanto riferisce un ufficiale di polaia . 
locale, la ragazza suicida ha lascialo un biglietto in cui dice: * 
«Mi sono bruciata per la mia nazione curda». - .,i-. 

L’ex fidanzata: Erica Adams, ex fidanzati di 

«Dp KIprk ' - Willem De Klerk. il figlio del- 

, oiciR presidente della repubblica t 

junior e sudafricana, ha nlasciato 

un buono a nulla» un’intervista «al vetriolo- al ; 
un DUunO a nUlla Djjgncjosj convinta del ' 

latto che all’origine della rot- 
tura c'è il colore della sua 
pelle (è meticcia), rileva: «Mi dispiace dirlo, ma era un de- [ 
bolo e i miei amici mi mettevano in croce per il fatto che » 
uscivo con un buono a nulia. Eravamo irmamorati, e non ci ■ 
.siamo lasciati da nemici; purtroppo non gli è mai stato con- • 
sentilo di comportarsi da uomo». La relazione, racconUi la 
ragazza entrò in crisi lo scorso 8 febbraio, quando il giovane •- 
De Klerk le disse che non ce la faceva più a resistere alle r 
pressioni dei genitori. La Adams, 25 anni, ricorda che in di- . 
verse occasioni il presidente e la moglie. Manke, avevano 
cercato di scoraggiarli dal portare avanti un rapporto che. . 
secondo loro, non aveva prospettive. L’ultima volta, lo scor-.‘ 
so agosto, lei e il fidanzalo vennero convocati da De Werk 
padre, il quale lece capire chiaramente che non approvtiva ; 
il fidanzamento ,, ;., ,, c ,• , . ,. ■ . , 1 ; 

Ispettori Onu Un gmppio di Ispretlori delle 

da ifirì Nazioni Unite, giunto sabato , 

" " in Irak, ha iniziato ieri una 

alropera serie di controlli in alcuni ' 

In |ra|( ' Impianu nei pressi di Bagn¬ 
ili uai\ dad-dove devono-essere 

smantellate le catene di as- 
semblaggio dei missili b.ili- 

stici «Scud» impiegab contro Israele e l'Arabia Saudita nel • 
corso della guerra del GcHo. il capo della delegazione di J 
cspicrti da icn in Irak, l'inglese Derck Boothby, ha dichiarato 
che i suoi uomini ieri sono stati impeganti per tutta la giorna¬ 
ta in una serie di verifiche ed ha aggiunto che il lavoro ri- ' 
prenderà oggoi. Gli ispettori, tra l’akro, devono controllupc 
se Baghdad, come è stalo teso noto nei giorni scorsi, abbia ' 
effettivamente distrutto 800 vettori fin dalla scoisa e.slale. - . 


L’ex fidanzata: 
«De Klerk 
junior è 

un buono a nulla» 


Donne serbe Insolita '■ forma di protesta | 

nnrtann i fi/lli - contro il presidente Milo.se- ' 
jSi ' .• - ... vie. ■ ritenuto responsabile ■ 

da InilOSeVÌC: delia gravissima crisi «cono- - 

«Sfornali 'hi» ' Serbia. ' 

«JIdnuill LU» Accogliendo l’appello lun- ■ 

' ■ . ciato daH’emittentc radiofo- 

* nica B 92. Centocinquanta 
donne si sono presentate ieri davanti al palazzo presiden¬ 
ziale c hanno offerto in «dono» a Milosevic i loro bambini. Le * 
madri non sono infatti in grado di nutrirli e chiedono al mtis- s 
simo dirigente del paese di occuparsene, dì garantire condi¬ 
zioni di vita dignitose all’infanzia. 

Thailandia 1 militari andati al potere in 

I /lAlnicti 1 ' ' Thailandia con il colpo di . 

I - stato di febbraio 1991 hanno 

SCOniltu ■ avuto uno scialbo responso 

alla oloTÌnmi r^àllc elezioni di ieri per il - 

dllV CICAIuni ■ rinnovo dei 360 seggi della .' 

■ ■ ' camera dei rappresentan- 

ti.Secondo i risultab non de-, 
finitivi resi noti dalla televisione, il partito dei golpish il Sam- . 
makiTham Qustice unity) ha ottenuto 67 seggi e gli altri due ■ ! 
partiti alleati il ChartaThai ed il Social Action 70 e 28. • 


Thailandia 
I golpisti 
sconfìtti 
alle elezioni 


Buenos Aires . : - 1 vìgili dei fuoco e addeth ' 

lina noi«cnna . ^«Ilà difesa civile hanno ac- - 

und pcravnd celerato le operazionidi ri- 

in vita mozione delle macerie in ' 

tra lo marorio? cerca di possibili soprawis-. 

•*' •ndUSnci jjjjj gl nijicidigie attentato ^ 

contro l'ambasciata israelia- ' 
na a Buenos Aires. Un fun¬ 
zionario ha reso noto che ù stala rilevata quella che pare 
una risposta al colpi di chiamata effettuati sui resti dell'edifi¬ 
cio, il che sembrerebbe indicare l'esistenza di persone an- -, 
cera in vita. «Abbiamo battuto tre volte e da sotto le macerie 
abbiamo sentito altrettanti colpi. Abbiamo ripetuto i colpi e ■ 
si é ripetuta la risposta» - ha detto Manuel Ruiz, funzionario r 
della difesa civile. ^ ‘ ... 


I leader del partito democratico Sali Berisha 


VIRGINIA LORI 


In Tatarstan 61,4% per la sovranità. No comment del Cremlino che teme la disgregazione• Per Kiev raccordo è fatto: «Ci sarà una commissione intemazionale» 


1 discendenti dell’Oida d’oro dicono à 
all’indipendenza della Tatarìa da Mosca 

DAL NOSTRofeORRISPONOENTE 


DAL NOSTRotORRtSPONOENTE 

SERGIO SERGI 


fli MOSCA Ui sconfitta «an¬ 
nunciata» ù arrivala puntuale 
per Borus ElLsin. Il Tatarstan ha 
^ deciso di voltare le spalle a 

• Mosca e, so per adesso non si 
tratta di secessione, il rLsultalo 
del referendum ha confermato 
la frattura profonda tra la re¬ 
pubblica autonoma, di .senti- 
menti musulmani, e il governo 

• centrale che paga senz’altro 
per la propria non politica nei 
riguardi delle inquiete forma¬ 
zioni etnico-tcrriioriali sparse 

• per tutta la Russia. Il Tatarstan 
ha volato per la propria «sovra- 

. nita statale» c per o.ssere «sog¬ 
getto de! diritto mtomazionalc» 
‘ con il 61,4 percento dei «.si» e il 
37,2 percento dei «no». L’esito 
ò a.ssolulamcnlc inconteslabi- 
le. nonostante accuse recipro¬ 
che. tra russi e tartari, di brogli 
e irregolantà. Ma, quel che 
conta, ù il dato finale che ha 
superato le previsioni che ave¬ 


vano attribuito ai «.si» un margi¬ 
ne risicato anche se nelle città, 
abitate in maggioranza da po- 
px^lazione njs.sa, l’opposizione 
. al referendum si ù manifestata, 
a volle, anche con una preva¬ 
lenza dei «no». È. per esempio, 
il cciso della capitale Kazon, 
dove i «si» non hanno superalo 
la metà dei voti espressi pur ot¬ 
tenendo un ragguardevole 
4C,8 per cento, c di altre due 
città come Zelenogol.sk c Bu* 
gulma. In que.st’uliirno centro, 
addirittura, i •s\* hanno solo il 
32,5 per cento contro i) 66 per 
cento dei «no». Invece, ò nelle 
campagne, a prevalente inse¬ 
diamento tartaro, che il refe¬ 
rendum ha .sfondato (il 75.3 
percento e solo il 23.H dei con.- 
tran) e finito per costituire un 
segnale molto .serio per i diri¬ 
genti russi c. pi imo tra tulli, per 
il presidente. L’appello televisi¬ 
vo della vigilia non servito ed 


ElLsin Ct .sembrato a molti come 
se stesse per ripercorrere la 
stessa strada di Gorbaciov, con 
gli stessi gesti c gli identici ap¬ 
pelli a mantenere l’unità del 
pae.se. E, per giunta, nelle stes¬ 
se ore in cui si stava compien¬ 
do il fallimento del «vertice- 
delia Csi a Kiev, 

Il vento nazionalista ora .sof- 
. fta sul Cremlino dairmtcmo 
stes.so della Ru.ssia. E da quello 
stanze ieri non ò arrivato alcun 
commento sul nsuliaio del ’l’a- 
tarstan. La preoccupazione ù 
grande e non .soltanto per 
quelle .schede .scrutinate a Ka- 
zan. L’esempio potreblx! e.s.sc- 
re seguito da alcune delle di¬ 
ciannove repubbliche autono¬ 
me che Mo.sca sta provando a 
tenere insieme in una specie di 
Trattato federale che \’errà al¬ 
legato alla Costituzione la cui 
nuova versione comincerà ad 
evsero esaminala verrà. Ma 
proprio ien la cerimonia delia 
firma definitiva de! documento 
ò stata rinviata. Avrebbe dovu¬ 


to svolgersi dopodomani, mer¬ 
coledì. nella sala di San Giot- 
gio, ma ò stala spostata, M*nzii 
spiegazioni airuitimo giorno 
del mese. Sarà anche stalo per 
ragioni che nulla hanno*a che 
vedere con l’esito tlel voto tar¬ 
taro, ma lo .slittamento della 
cerimonia solenne ha comun¬ 
que rivelato resistenza di un 
clima nervo.so. Ec'ò da creder¬ 
vi se si bada alle rcìizioni di se¬ 
gno opposto che ieri sono sta¬ 
le registrate subito dopo l’an¬ 
nuncio della vittoria dei «.si» in 
Tatarstan. Il primo a congratu¬ 
larsi con i dirigenti di Kazan ò 
stato il generale Dudaev, pre.si- 
dente della «ribelle» Ceceno- 
Ingu.scetia, altra repubblica 
autonoma sul piede di guerra 
con Mosca, che ha inviato un 
telegramma in cui si esalta la 
«prima concrela vittoria sulla 
strada della conquista di sovra¬ 
nità o deirindipendenza stata¬ 
le» e. soprattutto, si sottolinea 
che i due popoli -- tartari e ce- 


Tutela dei quattro Stati nucleari 
sui missili Cà da distruggere 


ceni - sono uniti .dalla stessi, 
lede, da legami stonci ma an¬ 
che da obiettivi e compiti co¬ 
muni». 

I dirigenti del Taluislaii ieri 
hanno nbiidito di non voler 
staccarsi dalLi Russia anche 
perché, hu dello il leader na¬ 
zionalista Marat Mulykov, «noi 
non .siamo mai entrali nella 
Ru.ssia. Il nostro ò un popolo 
prigioniero e que.sti parlano di 
.secessione...». Più cauto il vice¬ 
presidente del parlainenlo. 
Alexander Lozovoii: «Siamo 
pronti a stipulare con Mosca 
un accordo che definisca i ijo- 
tori dei rt.spcttivi governi. 
AspcUiamo come reagirà il go¬ 
verno centrale». Ma un osser¬ 
vatore della repubblica ceccna 
presente a Kazan, l.sac Atsani- 
kov. ha detto: «Il Tatarstan se¬ 
guirà la nostra strada e dì con¬ 
seguenza lu proclamazione 
dell'indipendenza .sarà l'inizio 
del disfacimento doM'impero 
rus'O». 


■■ MG.SCA. Le quattro poten¬ 
ze nucleari dell’ex Urss avreb- , 
boro trovalo l’accordo sulla 
spinosa questione del trasferì- ' 
mento delle armi nucleari da 
distruggere. - Il presidente ' 
ucraino Ix'onid Kraveiuk ha 
Infatti dichiarato, ieri sera, alla , 
icIcvLsionc centrale che nel . 
corso dei vertice Csi di Kiev si '■ 
é decisa la costituzione di una ■ 
commissione intemazionale ■ 
che controlli ’ lo smantella¬ 
mento o la distruzione dei 
mLs.sili ■ tattici di stanza in 
Ucraina. L’organismo dovrà 
essere costituito dai rappre¬ 
sentanti degli stali nucleariz- 
zali ex sovietici (Russia, 
Ucraina, kuzakhslan e Belo- 
rus') c sarà lormalo «in un fu¬ 
turo prossimo», ha detto Krav¬ 
eiuk. La seconda lase, quella 
della partecipazione di os.ser- 
vatori .stranieri, ha continualo 
il presidente ucraino, «é un 
po'piùcomplicala-. 

Se. effettivamente, anche 


per la Russia di Eltsin ì termini 
dell’accordo sono quelli de- 
.scritti dal presidente ucraino, 

Il contenzioso apertosi fra la ■ 
Russia e le altre tre repubbli¬ 
che sugli armamenti tattici ha I 
trovalo soluzione. La richiesta ■ 
politica di kazaki, ucraini e . 
belorussi ò infatti quella di .1 
prendere parte al processo di ^ 
disarmo in - prima persona,, 
senza delegare alla Russia il . 
ruolo di unica potenza nu¬ 
cleare. La settimana scorsa 
proprio Kraveiuk aveva an¬ 
nuncialo la sospensione del 
trasferimento dei missili «per- 
ché non c'i sono garanzie sul- 
licienti che vengano distrutti I 
rapidamente». Poi fonti russe ' 
avevano affermato che, con - 
una ■ telefonata fra ElLsin e 
Kraveiuk, la questione era sta¬ 
ta ri.soiia. Nessun cenno di , 
confemia era ijorò venuto dal 
vertice di Kiev che aveva ap¬ 
provalo alcuni protocolli la¬ 
sciando irrisolti i problemi 


principali. Li commissione 
sarebbe un primo passo verso 
la partecipazione a pieno tito¬ 
lo delle tre repubbliche al pro¬ 
cesso del disarmo. Un ricono¬ 
scimento che la Russia, che 
mira a presentarsi ail'Occl- 
dente come l’unico garante, 
ha sin qui cercato di non con¬ 
cedere ai partner della Csi. 
Dall'Ucraina e dal Kazakhstan 
erano però venute le bordate 
più forti al disegno di ElLsin, • 
con l'affermazione che non ci 
si poteva senUre sicuri circa le 
reali intenzioni di Mosca. An¬ 
che ieri Kraveiuk ha dichiara¬ 
to di essere preoccupalo per¬ 
ché le testate, nel corso del 
tra.sferimento verso la Russia, 
potrebbero «andare perdute o 
essere vendute». ■ 

Le tesiate nucleari tattiche 
dell'ex Urss sono concentrate 
al 90% nelle tre repubbliche 
slave e in Kazakh.stan, che de¬ 
tengono anche gli armamenti 


strategici. Gli ordigni tattici so¬ 
no circa ventimila, secondo le 
stime degli spccialLsti. w - 
Leonid Kraveiuk ha parlalo, 
, ieri, anche alla televisione di 
Kiev, con un tono diverstj da 
quello della dichiarazione alla 
Tv centrale. «Finora la Csi non 
ha prodotto nsultati, per il mo¬ 
mento è solo un sogno che di¬ 
venterà realtà solo se gli Stati 
adempiranno agli accordi che 
sono stali raggiunti», ha aller- 
mato. Secondo il leader ucrai¬ 
no la Comunità di stati indi¬ 
pendenti a-s-somiglia pencolo- 
samente - airUrs,s di Corba- 
cìov, «quando nemmeno un 
documento finiralo dal presi¬ 
dente veniva attuato». Nel di¬ 
scorso rivolto alla popolazio¬ 
ne ucrama, il presidente indi- 
■ pendentista ha sostenuto che 
'«nella C.si i .problemi della 
gente sono ignorati e, finché si 
andrà avanti cosi non ci sarà 
alcuna Comunità di stati indi- 
pendenti». . , 


/ 

















PAGINA 6 L'UNITÀ 


Verso 
le eledoni 



Politica interna 


Il presidente del Consiglio lancia un avvertimento cifrato 
«Qualcuno dalFintemo mina lo scudocrociato e il sistema» 
Il leader de: «Rischiamo di andare verso un periodo buio» 
Ma sul governo del dopo-voto è rissa nel quadripartito 


Andireotti: «Una talpa contro la De» 

Le truppe di Forlani e Craxi tuonano contro i «disgregatori» 


Craxi, Andreotti, Forlatri; di nuovo uniti in un patto, 
questa volta contro «i disgregatori», il presidente del 
Consiglio li vede addirittura come «talpe» che stan¬ 
no minando dall'intemo il sistema. «11 male che la 
talpa fa lo si sa solo quando ha scavato tutto e crolla 
il terreno». Forlani invece va giù aH’ingrosso: Pds, 
Msi, «reti e retine» tutti uniti per distruggere l’Italia. 
Craxi s’impegna tutto contro le Leghe. 


NAOIA TARANTINI 


■■ ROMA Talpe. Dopo gli 
•scoop» del ministero deH'ln- 
temo sulla destabilizzazione 
elettorale, ora una nuova paro¬ 
la d'ordine arriva dal presiden¬ 
te del Consiglio, Giulio An- 
dteotti, per incoraggiare milio¬ 
ni d'italiani a votare Oc. Una 
Oc un po' screditata, certo, ma 
sempre il simbolo della sicu¬ 
rezza e dell'unita (quaranten¬ 
nale) del Paese; «Non so se 
esiste una strategia coordinata. 
- ha commentato ien Andreot- 
tì, tornando sul tema del 'pia¬ 
no destabilizzante' - Sicura¬ 
mente ci sono coloro che aspi¬ 
rano ad avere più (orza levan¬ 
dola alla Oc. Questi guai - ag¬ 
giunge con tono da buon pa¬ 
dre di famiglia - si sanno 
sempre dopo. Faccio l'esem¬ 
pio della talpa: il male che fa la 
talpa lo » sa solo quando ha 


scavato tutto e crolla il terre¬ 
no». Come reagire a que,sti at¬ 
tacchi «interni»? «Bisogna c.sse- 
ro sempre molto prudenti. La 
cosa migliore ù quella di esse¬ 
re forti noi stessi per difenderci 
dagli attacchi.» Un invito, .sem- 

. bra. all'unita interna della Oc • 
in questo scorcio di campitgna 
elettorale. E le divisioni dei 
giorni scorsi (lutti o quasi con- 

■ tro Scotti per la «patacca») so¬ 
no liquidate co.si'i «Adesso ci si 

' vuol far passare come 'gli uni 
contro gli altri' per una buccia 
di banana». Un invito all'iiniia 

■ che anche il segretario del par¬ 
tito, Arnaldo Forlani, (a discen¬ 
dere dai pericoli esterni. Se 
non 6 un «golpe», sono «gruppi 
e gruppuscoli». Tutta la mappa 
politica che ù al di fuori dell'a¬ 
rea di governo è per Forlani 
«disgregante». «Gruppi, grup- 



SSIGf 


H 


I presidente del Consiglio Giulio Andreotti 


pascoli, partiti e partitini .sono 
come gli Indiani all'assalto di 
Forte Apache, cioù .sono con¬ 
cordi nel d'Lstruggere. nel di¬ 
sgregare e nello sfasciare, ma 
non sanno indicare un proget¬ 
to comune che li motta insie¬ 
me». Ignaro della riabilitazione 
operata anche noi cinema 
americano (forse non ha visto 
«Balla con i lupi»?), il segreta¬ 
rio della Oc attnbuiscc a questi 


«selvaggi» l'unico .scopo di pri¬ 
vare l'Italia della centralità de¬ 
mocristiana e del suo «governo 
sicuro». «Se prevale-ssero questi 
esagitati - rincara con linguag¬ 
gio davvero di altri tempi - che 
gridano in modo scomposto, 
certamente ci porterebbero 
verso un periodo buio, verso 
una prospettiva confu.sa, disor¬ 
dinata, di crisi, di generale in¬ 
stabilità.» La De, evidentemen¬ 


te. sì sente assediata. E nella 
tensione del (atto inusitato, 
crolla il self control: «Ve li im¬ 
maginale voi Occhetio, La 
Malfa. Fini, Bossi, missini, ex 
comunisti, leghisti, le reti, le re¬ 
tine tutti insieme? Alla prima 
riunione del Consiglio dei mi¬ 
nistri volerebbero le sedie...». 
Andreotti dà alla Oc quest'altra 
patente di stabilità: »ln Italia ci 
sono .state le Brigale Rosse, 
mai le brigale democristiane». - 

A Scotti, comunque, dovreb¬ 
bero lare un monumento, per¬ 
ché - dopo averlo criticato 
aspramente - la .sua «destabi¬ 
lizzazione» é diventala il caval¬ 
lo di battaglia di tutti i partiti di 
governo, in una specie di ridu¬ 
zione all'essenziale delle ra¬ 
gioni per cui votare la Oc. il Psi. 
il Psdì e il Pii. «Il grande dise¬ 
gno destabilizzatore, che si la 
avanti confusamente, é quello 
che si intrawede dietro le on¬ 
dale qualunquistiche, le prote¬ 
ste estremistiche che vengono 
diffuse e npetute come giacu- 
latone anche quando .sono pri¬ 
ve di un solido fondamento». E 
questo era Bellino Craxi. che 
per amore del suo elettorato di 
.sinistra ha aggiunto: «E' il po¬ 
pulismo demagogico il vero di¬ 
segno destabilizzatore». - . 

Tutti gli esponenti di gover¬ 


no che hanno parlato ieri - pe¬ 
nultima domenica di comizi 
elettorali - hanno mostrato di ' 
temere, fra tutte lo «disgrega¬ 
zioni». in particolare Tcresia di 
Bossi. «Bossi ò la non risposta 
ai problemi veri, è l'esprc.ssio- 
ne del mal di pancia», ha detto 
il ministro degli Esteri Gianni 
De Michelis, «Un giovane che 
dà il voto a Bossi - ha detto - ri¬ 
schia di votare contro se stes¬ 
so. di (are un salto nel buio e 
nel vuoto». Il Guardasigilli Mar¬ 
telli é rozzamente esplicito: 
«Quella di dividere l'Italia in tre 
repubbliche 6 un'idea cretina». 
Cosi' li definisce Craxi; «laghi¬ 
sti scamiciati con l'annuncio 
delirante della prossima costi¬ 
tuzione di una Repubblica del 
Nord, sono i loro imitatori e 
concorrenti in doppiopetto. ‘ 
che da un lato usano gli stessi 
argomenti demagogici, e dal¬ 
l'altro stanno con i piedi ben 
piantali nel potere e nel siste¬ 
ma di governo con i loro uomi¬ 
ni e le loro lobby», allusione a 
l-a Malfa, che ò un altro degli 
obiettivi della campagna «.sta¬ 
bilizzatrice». - 

Ferve già il dibattito sul «do¬ 
po». I socialisti .sono risentiti 
perché si allaccia l'idea di una 
«doppia I maggioranza», una 
buona per il governo, l'altra ' 


utile se non indisperesabile per 
fare le riforme istituzionali. 
Claudio Martelli dà il suo «alt» 
alla «politica dei due forni»: 
«Saremo noi a tirare giù la sara¬ 
cinesca - ha affermato - per cui 
il (omo nmarrà uno solo, quel¬ 
lo che sarà disposto a vendere 
il suo pane sotlocosto alla Oc». 
Ma Andreotti ha decìso di ras¬ 
sicurarli; «Tutto quello che si 
chiama govemlssimo, o gover¬ 
no forte, sono cose leggermen¬ 
te parasportive che non mi 
hanno entusiasmato». Il presi¬ 
dente del Consiglio, che sì di¬ 
chiara contrario alle <ure di¬ 
magranti», auspica un succes¬ 
so non solo della Oc ma anche 
degli altri partiti dell'attuale go¬ 
verno. Insidiati da presso da 
quel Giorgio La Malfa, che ieri 
ha reagito con vigore alle ac¬ 
cuse di «fare molto rumore per 
nulla». «Ho (atto pulizia in casa 
nostra - ha nvendicato - quan¬ 
do ho cacciato via Gunnella. 
Ho perso .^Ornila voti in Sicilia 
per questa operazione ma so¬ 
no sicuro che verranno com¬ 
pensati». Lti Sicilia, il non detto ■ 
di qucst'ultima campagna elet¬ 
torale. Dopo l'assassinio di Li¬ 
ma, la Oc più che mai sembra ' 
nmuoverc , l'esistenza - della ’ 
mafia in queste elezioni, diva- , 
gando come può su neutre 
•destabilizzazioni». ' i. 


Il presidente a Napoli incontra il ministro deirintemo per chiarimenti sulla «patacca golpe». Oggi tete-à-tete con Voci e Pa.risi 
Il capo dello Stato sceglie una nuova (provvisoria) sede: la residenza dei Borboni. E qui riceverà gli ambasciatori da accreditare ' 

Cossiga vede Scotti, poi si «insedia» a Palazzo Reale 


Pace fatta tra Scotti e Cossiga? Sì, almeno all’appa¬ 
renza. Ieri il ministro è andato a rapporto a Villa Ro- 
sebery. Oggi anche Parisi e Voci verrano a spiegare 
il «caso» del presunto golpe. Intanto, Cossiga annun¬ 
cia che giovedì Napoli sarà simbolicamente la capi¬ 
tale d’Italia: «Riceverò a Palazzo Reale gli ambascia- 
tori da accreditare». Ed evoca r«esempio» del porto¬ 
ghese Soares, «eletto direttamente dal popolo». 

DAL NOSTRO INVIATO _ 

VITTORIO RAOONK 


■■ NAPOLI. Scotti c Cossiga 
hanno fatto la pace? Cosi pare, 
se ci si attiene alla scenografia; 

1 due si sono incontrati ieri 
mattina, per una ventina di mi¬ 
nuti, nel bar Caflisch a Napoli ; 

' con grande esibizione dì auto ' 
blu c di sorrisi. Sì sono rivisti, 
per il pranzo, a Villa Rosebeiy, 
la residenza del presidente. 
Hanno perfino camminato as- ' 
sieme per un tratto della con- ! 
tralissima via Roma, fra mi¬ 
gliaia di persone e grida di giu- ' 
bilo. Il presidente correva . 
avanti spedilo. Scotti arranca- '■ 
va con la stampella. - ' 

Cossiga, dunque. • sembre¬ 
rebbe aver dimenticato il tanfo 
di pizza bruciata (trasparente 
allusione a Scotti) che lo am¬ 
morbava dopo l'allarme sul 
presunto golpe. Ma bisognerà ’ 
vedere quanto regge il naso 
presidenziale. Probabilmente 


ha fatto da deodorante Giulio 
, Andreotti, che len era in zona, 
a Salerno, e che ha sentito più 
volte al telefono il capo dello 
Stalo. Il Viminale, ad ogni 
;, buon conto, ha divulgato con 
■ una nota la traccia dei colloqui 
con Scotti «Il ministro ha pun- 
. tualmente informato il presi- 
. dente della Repubblica sugli 
' sviluppi dei ■ recenti aweni- 
'. menti...ha disposto che il capo 
' della polizìa e il direttore del 
■' Sisde riferiscano al presidcn- 
.' te...». Scotti, insomma, é venu- 
'■ lo a rendere spiegazioni, che 
' suonano come il resoconto 
d'un intendente al suo sovra¬ 
no. D'altra parte, uscendo dal 
bar Caflisch, Cossiga aveva 
detto maligno ai giornalisti: 
•Perche non chiedete al mini- 
’ stro se abbiamo parlalo di 
quelle cose che sapete?». 

La giornata del presidente é 


Sterpa 

«Non leggi, 
ma presenze 
eccezionali» 


■D ROMA. Nelle regioni colpi¬ 
te dalla criminalilà organizzata 
devono essere «dislocati i mi- 
glion magistrati, quelli con più 
esperienza, ed i migliori prefet¬ 
ti per riconfermare la sovranità 
dello Stato e dei cittadini one¬ 
sti». È quanto ha sostenuto il 
ministro per i rapporti con il 
Parlamento. Egidio Sterpa, nel 
corso di una sene di incontri in 
Calabna. Sterpa ha .sostenuto 
che «lo Stato deve sfidare la cri¬ 
minalità organizzata e com¬ 
battere il Contro-Stato, che fa 
da padrone, non ricorrendo a 
leggi eccezionali, ma ad una 
presenza eccezionale». — 

»È impensabile - ha aggiun¬ 
to - che ci siano sodi istituzio¬ 
nali vacanti o che vangano affi¬ 
date a magist-’aii inesperti, sep¬ 
pure volenterosi: qui servono 
. giudici e prefetti di ferro che 
diano risposte efficaci e pun¬ 
tuali alla sfida della criminali¬ 
tà». 


Fini 

«È Bossi 
il peggior 
imbroglione» 


■1 MILANO Nuovi, feroci 
strali di Fini contro Bossi. Par¬ 
lando ieri, in piazza Duomo, a 
Milano, il segretario mi.ssino ha 
detto: «Gli eletton devono diffi¬ 
dare dei grandi bluff di questa 
campagna elettorale. L'imbro¬ 
glione in as-soluto é Bo.va, che 
chiede voti d'opposizione per 
praticare accordi sottobanco 
con la Democrazia cristiana, 
come dimostrano lo vicende 
sulla spartizione delle poltrone 
al Comune di Milano e alla Re¬ 
gione Lombardia». E ancora; 
«Bossi insiste con il suo proget¬ 
to da «manicomio» per divide¬ 
re l'Italia in tre Repubbliche: di 
Repubblica ne basta una. ma 
che sia presidenziale e soprat¬ 
tutto senza ladn». Attacchi an¬ 
che a Forlani. «La De, terroriz¬ 
zata di perdere milioni di voti 
perché non c'é più il comuni¬ 
Smo, ora ha inventato il dcmt>- 
nc dello "sfascusmo”». 


cominciala dentro il museo di 
Palazzo Reale, antica residen-' 
za dei Borbone. Nel fasto dei 
saloni, fra le statue dei re delle 
Due Sicilie, il capo dello Stato 
ha tirato fuori uno dei suoi col- > 
pi di teatro: giovedì prossimo 
Napoli sarà, simbolicamente, 
la capitale d'Italia, «Perungior- • 
no - ha annuncialo Cossiga - 
le funzioni di presidente della 
Repubblica saranno da me 
esercitale qui. E in questo pa¬ 
lazzo, per la prima volta nella 
storia unitaria d'Italia, si svol¬ 
gerà una delle cerimonie tipi¬ 
che dell'esercizio della sovra¬ 
nità dello .stalo: riceverò le cre¬ 
denziali degli ambasciatori 
che vengono ad essere accre- 
diUiti d^la repubblica Italia» 
na». 

Il Quirinale vuole esprimere 
in questo modo «emacio e fi¬ 
ducia a Napoli», nonché «fede 
nell'unità d'Italia concepita 
come la presenza delle tante 
culture c civiltà che fanno 
grande il paese». Poco dopo, in . 
piedi dietro il tavolo da lavoro 
' che fu di Ferdinando II di Bor¬ 
bone, Cossiga è tornato sull'ar¬ 
gomento. Ha spiegato che l'i¬ 
dea nasce «dal suggerimento e 
dall'esempio di un grande lea¬ 
der socialista e presidente del¬ 
la Repubblica portoghese. Ma¬ 
no Soares». È lui l'uomo - ha 
ricordato - «cui si deve se la fi- 


Mfd 

Pronti 200 
procuratori 
dei citedini 


■i ROMA Duecento procura- 
ton dei cittadini, già nominati 
in tutta Italia. Sono il nuovo 
«strumento» del quale si .servirà 
il Movimento federativo demo¬ 
cratico con lo .scopo di intensi¬ 
ficare il proprio impegno «per 
rendere operante una demo¬ 
crazia dei diritti, dei doveri c 
delle responsabilità, che non 
può essere ridotto <ilia questio¬ 
no della riforma dei vortici del¬ 
lo Stato». Lo ha annunciato, 
Giancarlo Quarant.i, presiden¬ 
te del Mfd ai lavori della dire¬ 
zione nazionale. «Ci sono - ha 
sottolineato Quaranta - proble¬ 
mi enormi come quelli relativi 
al rapporto tra amministratori 
e amministrati e tra governanti 
e governati. Tutte questioni, 
cioè, che potranno difficilmen¬ 
te cs.sere risolto con l'istituzio¬ 
ne del cancelliere, o di un pre¬ 
sidente della Repubblica dota¬ 
to di maggiori poteri, o con 
I naggioranze certe». 


ne della dittatura in Portogallo 
non segnò l'Inizio di una nuo¬ 
va dittatura, ma invece l'avven¬ 
to della democrazia». 

Manco a farlo apposta, Soa¬ 
res «é eletto ormai plebiscita¬ 
riamente c più volte con vota¬ 
zione diretta c immediata da 
parte del popolo». La lìngua 
batte dove il dente duole, e 
Cossiga continua a martellare 
questi tasti poco cari alla Oc. 
Ora dice che vuol mutuare da 
^ares il sistema della «presi¬ 
denza aperta», da esercitarsi , 
«nelle varie zone del paese». 
Sulla faccenda, a quanto pare, 
si sono delti d'accordo sia An- 
. dreotti, sia i «ministri napoleta¬ 
ni». In verità, il capo dello Stato . 
avrebbe voluto regalare l'idea 
della «presidenza aperta», al 
suo successore. Poi ci ha ri¬ 
pensato; «Invece di un consi¬ 
glio, gli do un esempio». - 

In questa vacanza napoleta¬ 
na, Cossiga dunque sembra 
deciso a evitare le irritazioni. ■ 
Non he. nemmeno polemizza¬ 
to coi giovani del comitato an- 
licamorra di Castellammare 
che rifiutano di incontrarlo. 
«Comprendo che ci possa es¬ 
sere una rabbia che non sa fa¬ 
re autocritica», ha detto conci¬ 
liante, invitandoli però a pren¬ 
dere esempio dai familiari del 
consigliere del Pds trucidalo 
dalla camorra, che lo hanno 




accolto «nella loro modesta 
casa». 

Disteso e dialogante, il capo 
dello Stato ha riparlato di di- , 
missioni anlicipiute senza far 
minacce, almeno all'apparen¬ 
za. «Se mi accorgessi - ha pro¬ 
messo ieri - che i partili hanno 
raggiunto un accordo per rinn- 
novare la presidenza della Ca¬ 


mera, la presidenza del Sena¬ 
to. la presidenza della Repub¬ 
blica In modo tale che sulla 
formazione di un nuovo gover¬ 
no non incombesse i'elezìonc 
del nuovo capo dello Stato, 
non avrei alcuna difficoltà ad 
agevolare questo disegno di- ■ 
mettendomi subilo dof» l'ele¬ 
zione dei presidenti delle Ca- 


LUNEDÌ 23 MARZ01992 


PDS 

Sezione Martin Luther King 
per i dirìni e ima socieli mullictnica 
piazza della Repubblica, 6 - Torino 


PDS 

Direzione 
via delle Botteghe Oscure, 4 ‘ 
Roma . 


Legge Martelli alla verifica 

CENTRI DI PRIMA 
ACCOGLIENZA 
PER EXTRACOMUNITARI 

confronto nazionale 

GIOVEDÌ 26 MARZO 1992 - ORE 1730 

MUNICIPIO DI TORINO 
SALA DELLE COLONNE 
via Palazzo di Città, 1 ' 

TORINO 

Presiede: Paola GAMBA 
Introduce: Patrizia GUIDETTI 
Intervengono: Francesca MARINARO 
DinoPELUCCIA 

Partecipano: Gabriella BUSTAMANTE 
Fausto CIGNI 
■ Marta MUROTTI 
Walter REGGIANI ‘ 

Tahar AitBELGACEM 
Adriano ALFIERI - 
Dino BARRERÀ 
Gennano CALLIGARO ^ 

Domenico CARPANINI ■ 
RitaHASSAN 
Giorgina LEVI 
LaminSOW ' 

// giorno 23 aprilo 1992 dallo oro 16 In poi Tagon- 
zla dì prostUI su pogni .. 

«ANTONIO MERLUZZI s.n.c.» 

sita In Roma via dei Gracchi 23, osoguìrà la ven¬ 
dita all'asta pubblica a mezzo ufficiale giudiziario 
dei pegni scaduti non ritirati o non rinnovati dai 
n. 53137al S46C7. I ^ ■- ■ " 


' Consiglio Nazionale 
dell’Economia c del Lavoro 



CNEL 


Commissioae per le Autonomie 
Locali e le Regioni 


Forum 


Il presidente 
Cossiga 
a Napoli 
con II pretetto 
Improta 
e II ministro 
Scotti ■ 


more». Una disponibilità un 
po' pelosa, ostacolata dai tanti 
«se». Ma in linea con un perso¬ 
naggio che sotto la serenità na¬ 
sconde le sue mille sconten¬ 
tezze. «Dopotutto - ha detto e 
ripetuto durante tutta la gior¬ 
nata - Andreotti e un grande 
leader di partilo, io sono sol¬ 
tanto u n senatore a vita». . 


«Votami, Rimini sarà Las Vegas» 


■1 RIMINI. Prima del voto la 
.scarpa destra, dopo il volo la ■ 
scarpa sinistra. Accadeva un 
tempo. Adesso invece delle 
.scarpe arrivano le fe.ste in di¬ 
scoteca, durante le quali si 
distribuisce un tagliando con 
un numero. «Se .sarò eletto - 
promette l'anfitrione - fare- , 
mo un'altra festa, ed allora 
con il numero che avete in 
ta.sca potrete vincere viaggi 
in Poline.sia, Thailandia, Las 
Vegas...». Accade a Riinini, 
dove il «trip» da elezioni ha 
colpito un normale alberga¬ 
tore, Franco Albanesi, che un 
mese (a ha deciso, di colpo, 
di diventare socialdemocrati¬ 
co ("In passato ero iscritto al 
Pei») ed onorevole. Detto fat¬ 
to, ha invaso mezza regione 
di fax e comunicati, manife¬ 
sti cd inviti. Tutti debbono sa¬ 
pere chi sia l'Albanesi, c cosa 
pen.sa dì fare per cambiare il 
mondo. Soltanto a Bologna 
ha diffuso un milione di invi¬ 
ti. «lo non sono originale - di¬ 
ce con modestia - .sono 
esclusivo». ' 

Per chi anc-ira non lo sa- 


Si mangia a sbafo, si balla gratis, si dorme in albergo 
a metà prezzo: questa la manna che cade sulla Ri¬ 
viera in tempo di elezioni. Basta farsi invitare da un ' 
albergatore, socialdemocratico da un mese, che ha 
deciso di diventare onorevole a tutti i costi. Per una 
festa in discoteca ha diffuso un milione di inviti. «So- 
no esclusivo», assicura. «Se mi votano, farò un’altra 
festa e Rimini sarà Las Vegas». 

_ DAL NOSTRO INVIATO _ 

.lENNERMELETTI 


pes.ve. «Albane.sì é l'uomo 
nuovo della sinistra». Per arri¬ 
vare al Parlamento si sta gio¬ 
cando la faccia e soprattutto 
centinaia di milioni. Se vuoi 
conoscerlo, parlare con lui, 
nessun probiema. •Telefona 
ai numeri....Ne parliamo a 
pranzo o a cena, sarai mio 
ospite». Se hai voglia di balla¬ 
re, nessun problema. Lui af¬ 
fitta una discoteca, e ti fa bal¬ 
lare fino all’alba. Si é fatto 
tardi, non hai voglia di torna¬ 
re a casa? Tutto è ri.volto. Al¬ 
banesi e • contro le stragi del 
sabato sera. Albanesi pratica 
uno sconto del 50% nei suoi 
hotel». 


Eccolo, TAlbanesi Franco, 
all'Ingresso di una discoteca, ' 
mentre riceve amici c .soprat-, 
tutto giovanotti ai quali non 
sembra vero risparmiare le 
trentamila deiringre.sso. «E' 
qui la festa», «c’é un bel movi¬ 
mento», annuncia lui, con 
pacche sulle spalle. Davanti ' 
all’ingresso ci sono una Fer¬ 
rari, una Roll Royce, una Li¬ 
mousine, sulle quali sono at¬ 
taccati i manifesti che invita¬ 
no a votare l'Albanesi. «Le ha 
inviale un mio amico, che ha 
un museo deH'aulo. lo gesti¬ 
sco sei alberghi, ogni anno 
gli mando cinque o seimila 
persone e lui ricambia». 


Palloncini gialli, vodka 
gratis. 'Ogni sera vengono a 
cena da me fra le duecento e 
le trecento persone, lo .spie¬ 
go loro cosa farò da deputa¬ 
lo. Vuole .sentire? Allora: 
abolizione della legge Mer¬ 
lin, per tutelare l'ordine pub¬ 
blico e la salute privala; tra¬ 
sformazione delle Riviera in 
l,as Vegas, con tre o quattro 
casinò fra il mare e San Mari¬ 
no. Un nuovo stadio...». - 
«Adesso ■ facciamo . uno 
spettacolo di ballerini, e poi 
parlo ai giovani. A loro dirò 
di divertirsi, perché c'é chi 
pensa ai giovani ed ai loro 
problemi; Franco Albanesi, 
35 anni, due figli. Sembro un 
buffone, ma ho i piedi per 
terra. Li inviterò tutti alla mia 
lesta, quella che latrò dopo il 
voto, per festeggiare Albane¬ 
si deputalo». , ... • 

C'è ancora tempo, per chi 
voglia mangiare . e < ballare 
gratis. Dopo le elezioni, si ve¬ 
drà. Un fatto 6 certo: l'alber¬ 
gatore si e fatto notare. «Non 
fare l'Albanesi». dicono i ra¬ 
gazzi di Rimini, aggiornando 
li vocabolario. 


REGOLAMENTI DI CONTABILITA, 
DEI COPfERATTI, CONDONO FISCALE ' 

, 25 marzo 1992 - ore 9^0. 

CNEL - Roma,’ Via di Villa Lubin, 2 

Prèridentz: Armindo Sarti - 

Consiglieri-. Adùllc Aidigò, Piero Bassetti. Mario Qriaco, Mimi¬ 
co Donali, Luciano DDIizia, Giancarlo Fonunelli, Giuseppe 
Ciacchcuo, Giuseppe Marchetti, Aotooio Pìzzinato, Massiino 
Prisco, Vincenzo ^bi, Ivano Spalanzani, Giacomo Svicho' 

intervengono: Giuseppe De Rita, Salvatore Buscema, Ermanno 
PianesL Pietro Bùieia, Antonio Giuncalo, Giovatmi GnrofoU, 

. Giuseppe FametLon. Vincenzo Scotti, Riccardo Malpica . 

Segreteria del Forum: F, PESCE - L. GRECO , 
Tel. 06 / 36932,75 - 369330» -- . 

LETTORE 

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* Se vuoi disporre di servìzi quaTif 'icati ' 

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Invia la tua domanda compiota di tutti i dati anagrafi¬ 
ci, residonza, profoosione o codice fiscale, alla Coop 
soci de «lUnltA», via Barberia, 4 - 40123 BOLOGNA, 
versando la quota sociale (minimo diecimila lire) sul 
Conto corrente poetale n. 22020<t09. 


colo 



S« diElfuggono rAm«4Xon<«, rubano o«alg«no anch* H ' 
a te Par quaaie, da 30 anni, la OattagMa di Qraanpaaca H 
*sono planalarla. Manlianl Graanpaaca In axlona. H 

CC'P N* 679M 904, inlatlalo • CraanpaMa, Vlala Manlio Oalaomtnl 29 • 00153 Roma 



















LUNEDI 23 MARZO 1992 


Verso 
le elezioni 



Politica Interna 


Intervista a Giuliano Pontara, filosofo 
candidato di «Senza confini» in Trentino 
Da 40 anni in Svezia, una vita per la pace 
«Sono un uomo al di sotto delle parti... » 


PAGINA 7 L'UNITÀ 


«Lascio ì fiordi per Roma 
con Gandhi nel cuore...» 



\ Su «Samarcanda» 
s scontro a distanza 
I Santoro-Pasquarelli 


ROBERTA CHITI 


Da Stoccolma a Roma, un salto di cinquemila chilo¬ 
metri ed una decina di frontiere. Quale miglior can¬ 
didato del filosofo Giuliano Pontara per la lista «Sen¬ 
za Confini», che in Trentino-Alto Adige riunisce Pds, 
Rifondazionc, Rete, Solidarietà, spezzoni di Verdi e 
«Beati i costruttori di pace»? Pontara, «grande vec¬ 
chio» della nonviolenza, autore della prima storica 
raccolta di scritti di Gandhi, racconta e si racconta, 

- ' - DAL NOSTRO INVIATO 

MICHELESARTORI 


■1 TRENTO. Era un ragazzi- ’ 
no scapestrato. «Cotto» di 
una turista svedese, la segui a 
Stoccolma. «Partito» per una 
quacchera americana, si av¬ 
vicinò al pacifismo. A ricor¬ 
dare. sorride malizioso. Un 
ragazzaccio ancora oggi, ' 
Giuliano Pontara, nonostan¬ 
te i capelli bianchi, le cariche 
accademiche in Svezia, i suoi 
quattro libri - tra cui la prima • 
raccolta di scritti di Gandhi - • 
e la fama di teorico massimo , 
della nonviolenza. Origini 
trentine, da oltre quarant'an- 
ni a Stoccolma. L'ha raggiun- . 
to là una telefonata intercon¬ 
tinentale dei promotori della ; 
lista ■ «Senza confini-Ohne 
Grenzen», che nel Trentino- , 
Alto Adige ha me.vio assieme 
Solidarietà, Reto, Pds. Rifon¬ 
dazione, spezzoni di verdi, di 
radicali e del movimento ■ 
«Beati i costruttori di pace». «E ' 
disposto a candidarsi al Se¬ 
nato?». Tre notti senza dormi- ' 
re. Discussioni con la moglie, ' 
psicoioga svedese. Telefona¬ 
te con Norberto Bobbio. Poi, 
■si», ed eccolo impegnato 
nella sua prima campagna 
. elettorale. Negli incontri ama ' 

, parlarceli s^ póma li^i tqtto. ', 


Per smitizzarsi. 

Com'è diventato il «filoso- 

fo della Donviolenza»? 

Ah! Non avevo proprio inte¬ 
resse per lo studio. Sono sta¬ 
to bocciato tre volte in quarta 
ginnasio. Poi due volte con¬ 
secutive alle commerciali. 
Vuole proprio la storia vera? 

Sembra promettente... 
Allora, cominciamo ' col 
1951. Sono in gita scolastica 
a Firenze e prendo una cotta 
per una tunsta svedese, una 
farmacista; figurarsi, aveva 
25 anni, io appena 17. Ma mi 
resta in testa. Quell'estate 
provo a ra^iungerla. Auto¬ 
stop, Olanefa; Danimarca, in¬ 
fine Svezia. A Malmoe mi ri¬ 
spediscono indietro, ero sen¬ 
za soldi, senza permessi... 

E addio vichinga. 

A dire il vero mi ero impunta¬ 
to. Tomo, riprendo la scuola, 
mi rimandano in matematica 
e tedesco - oh, che bestia 
quel professore! - lascio per¬ 
dere lo studio e quell'estate 
tomo in Svezia, in un campo 
di lavoro per giovani. Solo 
che II mi prendo una cotta 
enogjR,^ pe^una^ pacifista 


americana, Nancy si chiama¬ 
va, una quasi-quacchera. Eh. 
erano più avanti di noi, i ra¬ 
gazzi Usa, A me allora inte¬ 
ressavano solo due cose, il 
ping-pong e suonare il violi¬ 
no. Beh, sono bravo anche 
adesso, p>er quello. Comun¬ 
que, in quel campus, si di¬ 
scute molto, e comincio a ca¬ 
pire qualcosina. Là conosco 
un ebreo sfuggito ai nazisti, 
amico di Albert Schweitzer. 
Insomma, mi misero dei grilli 
in capo. Soprattutto N.tncy, a 
dire il vero... 

Così, rimase 117 
No, tomai in Italia per gli esa¬ 
mi di riparazione. M. andò 
bene in matematica, • presi 
due in tedesco. Bocciato. Fu 
la mia salvezza. Non potevo 
più reiscrivermi, e col primo 
gennaio '53 entravo nell'an¬ 
no di chiamata alla leva. In 
quei mesi scossi molto, a 
Nancy, a Wolfgang, l'ebreo, i 
miei dubbi sulPeticità del ser¬ 
vizio militare maturarono. 
Avevo solo due alternative, la 
divisa o la galera. Wolfgang 
mi chiamava, «vieni qui, ti si¬ 
stemiamo con unti borsa di 
studio». Il 30 dicembre, un 
giorno pnma che scadcs.se il 
passaporto, partii. Avevo con 
me uno zaino, il mio violino, 
nient'altro. Ah, un po' di sol¬ 
di mandati da Nancy, che si 
sentiva responsabile. . e 
40.000 lire prestate da un sa¬ 
cerdote. 

Stavolta slamo sul serio In 

Svezia. 

SI, Stavo in un collegio .su un 
fiordo, un posto incantato. 
Riuscivo a studiare e lavora¬ 
re. , 


Che faceva? ' 

Di tutto. Pulisci-latrine nei 
parchi di Stoccolma, guarda¬ 
robiere, bigliettaio del tram, 
giardiniere, muratore, lava¬ 
piatti, elettricista, suonatore 
di violino nelle osterie. Alme¬ 
no cosi figuravo come emi¬ 
grante, c di anno in anno evi¬ 
tavo la leva. Ecco, non ho 
avuto uno scontro frontale 
con le autorità militan. Allora 
a finire in galera c'erano solo 
i testimoni di Geova. E Pietro 
Pinna, ed Elevoine Santi, lo, 
in Svezia, cercavo di appro¬ 
fondire i miei problemi mo¬ 
rali. Un giorno decisi, dovevo 
studiare filosofia. 

Senza la «maturità»? 
Appunto. Tomai in Italia nel 
1956, per farla da privatista. 
Un lavoraccio, portare da so¬ 
lo tutte le materie di 5 anni. 
Mi aiutavano due persone: 
AJdo Capitini, a Perugia, mi 
correggeva via posta le tradu¬ 
zioni dal greco; Nino Betta, 
un docente di Trento, quelle 
di latino. Beh, ce la feci. Mi 
iscrissi alle università di Ro¬ 
ma e Stoccolma. Pian piano 
riuscii a laurearmi. Intanto 
avevo avuto delle borse di 
.studio in Penn.sylvania, là co¬ 
minciai ad affrontare seria¬ 
mente il pensiero di Gandhi, 
nacquero i primi saggi, entrai 
in contatto con Bobbio... Fu¬ 
rono lui e Capitini a spinger¬ 
mi a scrivere il primo libro su 
Gandhi. 

E Nancy? 

Oh, a dire il vero... Nel frat¬ 
tempo avevo conosciuto mia 
. moglie. Ma un giorno andai a 
trovarla, era II 1963. Si era 
sposata, mi guardava stando 


Il mahatma 
Gandhi 
di cui 

Giuliano Pontara 
è uno dei 
massimi studiosi 



sul chi va là. Ehm.. 

A lei dà fastidio essere de¬ 
finito «filosofo gandhla- 
no»? . »■ 

Non è affatto chiaro cosa si¬ 
gnifichi. Gandhi era un gran¬ 
de politico, lo sono un liToso- 
foanalitico. . .. 

Perché si è candidato al 
Senato? 

Mi hanno telefonato tre setti¬ 
mane fa, a Stoccolma. 
«Vuoi?», lo ho fatto una risata 
che non finiva più. Poi ho 
.sentito che era una co.sa se¬ 
na. Ne ho parlato con mia 
moglie, con gli amici, con 
Bobbio, sempre più ango¬ 
sciato. Però, l'idea di poter 
fare qualcosa con queste for- 
, ze che sento cosi vive, su co¬ 
se che mi interessano... Pro¬ 
viamo. mi sono detto. I mici 
figli sono grandi, restano in 
Svezia. Mia moglie si mette in 
congedo e viene con me. Ma 
' forse, prima, va due anni nel¬ 
lo Zimbabwe, a seguire un 
progetto svedese di recupero 
- delle minorenni prostitute. 


Ho posto una condizione: se 
sono eletto, faccio un anno s 
di rodaggio, e se non reggo ■ 
mi dimetto. Non ho la voca¬ 
zione del politico. . . 

Lei che è un'anima degli 
«scienziati svedesi per la 
pace»? 

Uh! Di marce ne ho fatte tan¬ 
te. scarpe ne ho consumate, 
ho anche suonato il tamburo 
nella banda del partito co¬ 
munista svedese. Ma che 
c'entra? Sono più a mio agio 
a scrivere che a parlare. Sono • 
un filosofo. , 

Con competenze precise, 
però. ■ 

Certo. Al Senato potrei occu¬ 
parmi di pace, nonviolenzu, 
armamenti, mondo dell'edu¬ 
cazione. etica della medici¬ 
na. etica ambientale, forse - 
del rapporto nord-sud del '• 
mondo. 

La sua convinzione più for¬ 
te? 

: Questa; non si può mai esse- ■ 
- re sicuri che ie proprie con¬ 


vinzioni siano giuste. Sono 
una persona ai di sotto delle 
parti. 

' I suoi obiettivi principali, 

' in caso di elezione? 

Contribuire ad arginare le 
politiche belliche; il militari¬ 
smo Usa, il nuovo militari¬ 
smo rusiio e quello europeo, 
specialmente francese. Ripo¬ 
tenziare il ruolo «pacifico» 
deirOnu. Frenare il mercato 
delle armi. E mi pare impor¬ 
tante . anche contrastare ■ la 
pornografia della violenza, lo 
tonnellate di spazzatura che 
tv, giornaletti, film, riversano 
ogni giorno sui giovani; que¬ 
sto culto fascista della violen¬ 
za, per cui il forte è sempre 
identificato col pistolero, lo 
spietato, il vendicatore, il 
boia. No, contro questi, lotta 
senza tregua. 

Lei, così pacifista? 
Onestamente: un teorico si, 
ma non posso dire di essere 
un pratico della nonviolen- 


■i ROMA. «Pasquarelli ha 
fatto come i bambini che per¬ 
dono: ha buttato le carte all'a¬ 
ria e ha detto non gioco più». ' 
Botta e risposta a distanza, nel 
giorno quinto dall'oscura¬ 
mento di Samarcanda, fra il 
giornalista e il direttore gene¬ 
rale della Rai che lo ha «imba¬ 
vagliato». «io non mi sento 
proprio una vittima - ha repli¬ 
cato Santoro, in un'intervista 
rilasciata a Radio Radicale, a 
quanti lo definiscono «San To¬ 
ro» - ma un vincitore, perché _ 
ho dimostrato che si può fare ' 
una televisione diversa anche 
con un successo di pubblico». 
Contro le minacce di Pasqua- ' 
relli - «o accettate le regole o 
ve ne andate» -, Santoro ri¬ 
sponde che «queste regole 
non hanno nes.suna validità, 
tanto che non sono state ac¬ 
cettate neanche dalle oreaniz- 
zazioni giornalistiche». E con- ' 
elude: «E una situazione in¬ 
sopportabile, ma da bastian 
contrario quale io sono, fino a 
quando Pasquarelli desidere¬ 
rà che io me ne vada, nmarrò 
al mio posto». . 

Vanno in onda tutti i giorni, 
insomma, le puntate su Sa¬ 
marcanda oscurata. L'ulficio 
di Pasquarelli comincia a es- ; 
sere tempestato di cartoline di 
protesta e c'è da registrare il 
successone mietuto ieri dalla ' 
manifestazione organizzala a 
Palermo dal quotidiano L'Ora 
e dall'Aiei regionale (mahan- , 
no aderito anche esponenti ; 
Pds, ' Verdi.. del ■ movimento 
«Una città per l'uomo»). - 

Neanche il giorno fe.stivo ha 
frenato la raffica di dichiara¬ 
zioni e prese di posizione dei ■ 
politici sul ca.so di censura. 
Oechetto in Puglia sostiene 
che «in un paese in cui .si chiu¬ 
de “Samarcanda" e si ha inve¬ 
ce il Tgl, che non dà più nes¬ 
suna notizia delle forze di op¬ 
posizione, capiamo bene che 
siamo al limite dei rischi gravi ; 
per il pluralismo». Pasquarelli ' 
ha fallo seguire una seconda 
puntata alle minacce di saba¬ 
to e da Gualdo Tadino, dove . 
si trovava per presentare Um- 
briaficlion, di fronte ai manife¬ 


stanti che gndavano «Rivoglia¬ 
mo Samarcanda», ha fatto sa¬ 
pere che non c'è mica «nes¬ 
sun bavaglio e nessuna cen¬ 
sura» e che «comunque la tra¬ 
smissione - nprenderà 
regolarmente dopo il voto». Si 
alza anche la voce del segre- , 
téirio repubblicano Giorgio La 1 
Malfa: «Oppressore della liber¬ 
tà di coscienza non è la Chie¬ 
sa, è la Rai. I vescovi sono li¬ 
beri di dire qualunque cosa, ‘ 
ma se parlano i vescovi deve ’ 
parlare anche Samarcanda^, 
Alessandra Mussolini, attnee 
candidata per il Msi, si schiera ' 
contro la censura. - 
Grida allo scandalo Massi¬ 
mo Severo Giannini. Da una 
manifestazione della Lista re¬ 
ferendaria tenuta a Bari, fa sa¬ 
pere che «la sospensione del 
programma è un'offesa aila li¬ 
bertà di espressione del pen¬ 
siero». E di Walter Pedullà, il 
presidente della Rai, dice: «Mi 
meraviglio che abbia permes- 
.so tutto ciò. Vuol dire che non 7 
conta niente». Toma sull'argo- 
mento anche Alessandro Cur- . 
zi: il direttore del Tg3 ricorda ' 
che «quando la fonte è certa e 
identificala, compito del gior- 
nali.sta è riferire la notizia sen¬ 
za porsi il problema del cui 
prodest». Nel corso di una ma¬ 
nifestazione della «Lega de¬ 
mocratica Trieste per TEuro- 
pa», il deputatopidiessino Wil- 
lerBordon definisce «una bef¬ 
fa» la sospensione di Samar- 
conztoe.investedimembrodi ' . 
quella commissione parla¬ 
mentare di vigilanza che ha 
definito le norme Rai, com¬ 
menta che «.sequesto è il risul¬ 
tato. abbiamo tutti fallito». Dal « 
fronte de. il portavoce della *' 
scgrelena Eiizo Carra non ; 
perde occasione per un'altra 
chiosa alla decisione di cen¬ 
surare il programma e. par¬ 
lando della «confusa alternati¬ 
va di Oechetto, Rifondazione, . 
Bossi. La Malfa e Rni». la defi- » 
nisce «il partito di Samarcanda ' 
che, non bisogna dimentica¬ 
re. è la capitale dell'Uzbeki¬ 
stan, della confusione e dei 
venditori di tappeti. Questa - 
conclude - è l'alternativa dei 
venditori di tappeti». . « 


Come| spiegare 

j 

al vostre^ frigòrìfero 
la differenza 


, Ruponiamo con freddezza. O^ni anno, migliaia di kilowatt-ora e molti 
soldi vanno in fumo nelle eiirine de^li italiani u causu di un uno improprio 
dei più comuni elettrodomestici. Ridurre questo spreco non è nolo oppor¬ 
tuno e conveniente, ma anche fucilinnimo. Biinta dedicare ul friporìien» 
qualche attenzione in più — come repolare correttamente il termostato, 
controllare periodicamente le puurnizioni. evitare di introdurre cibi 


ancora caldi, ridurre ul 


durata delle aperture — 


considerevole riduzione 


K. visto che il sapore del 



minimo il numero e la 


per avere in cuimbto una 
del consumo di enerpa. 


risparmio è dolce, per- 


tra un pollo 


rhé non usare un occhio di riguardo anche con il forno elettrico o u 
microornle? Anche in questo raso, per contenere i consumi è sufficiente, 
ad esempio, evitare preriscaldamenli eccessivi e aperture superflue. 
Questi sono solo alcuni dei consigli che poshono aiutarvi ad utilizzare 
<*orreltamenle renerpia eleiiriea, senwi errori e senza sprechi. Per sa|K*rne 
di più, hasta spedire il coupon in basso. L*ENKL ala investendo ni<dte 
risorse in centrali più efficienti <• pulite e nella ricerca <li fonti rinno¬ 
vabili. K da s<‘mprc offre ai suoi utenti informazioni c consulenze attra¬ 
verso olire 6(t0 uffici aperti al [>i)bbli<'o in tutto il territorio nazìo- 
«inle. IJniumo le nostre eruTj;ie. Il consumo inleUijicnle comincia <lu qui. 


e un pinguino 



















PAGINA 8 L'UNITÀ 


Verso 
le eledoni 



Politica Interna 


Il leader Pds in Puglia: «Lo scudocrociato è responsabile 
della disgregazione del Paese e dei mali del sud 
Serve una forte e serena sinistra che faccia da argine » 
Ricordato Di Vittorio e lanciato un nuovo «piano del lavoro» 


lunedì 23 MARZO 1992 


«Siete voi Tannata Brancaleone» 

Occhetto a Forlani: «Non è la De lo scudo contro lo sfascio » 



Il presidente della Camera Nilde lotti 


«Non può essere la De lo scudo contro la disgrega¬ 
zione del Paese. Proprio dal suo sistema di potere 
nasce la crisi e la malattia italiana». Occhetto, da 
Lecce e da Cerignola, capovolge la parola d'ordine 
di Forlani. «L’armata Brancaleone è quella al gover- 
' no». E ìndica una forte e serena sinistra di opposizio¬ 
ne come argine al disfacimento dello Stato. Un nuo¬ 
vo "piano del lavoro” per salvare il Mezzogiorno. 

DAL NOSTRO INVIATO 

ALBERTO LEISS 




■B CERIGNOLA. I maggiori 
quotidiani italiani puntano sul 
•partito che non c’è» e si inter¬ 
rogano suir«opposÌ 2 Ìone che 
non c’è». Ma a guardare ieri la 
piazza di Lecce strapiena di 
gente e di entusiasmo attorno 
, al segretario del Pds veniva la " 
. voglia di rispondere; e sp inve- , 
ce cl fossero già questo partito 
e questa opposizione? Certo, 
è mollo facile cadere nella re- , 
lorica o nelt’cigiografia quan¬ 
do si descrive un evento come 
Il comizio di un leader. Ma è - 
pure un dato della cronaca il 
risveglio di energie e di inte¬ 
resse che si percepisce a vista 
d'occhio intorno alla propo¬ 
sta politica del Pds. •Attenzio¬ 
ne. piazze piene e urne vuo¬ 
te», mormorano tra sè i din- 
genti delle organizzazioni lo¬ 


cali. un po' per prudenza, un 
po' per scaramanzia, spesso 
essi stessi sorpresi della rispo¬ 
sta della gente. Ma il dato 
sembra sufficientemente ge¬ 
neralizzato. e si coglie nelle 
città emiliane come nei quar¬ 
tieri operai e popolari di Ni¬ 
chelino oMirafion. 

Ieri a Lecce c'era II di più di 
quella passione meridionale 
cosi irresistibilmente conta¬ 
giosa, E Occhetto, "politico 
non findus" perautodefinizio- 
ne. se ne è lasciato volentieri 
contagiare. Il robusto servizio 
d'ordine è riuscito a stento a 
consentirgli di lasciare 11 palco 
e risalire in macchina, tanta 
era la pressione della folla che 
voleva .salutarlo. Cosi poco 
dopo, quando un giornalista 
gli ha rivolto la domanda or¬ 



I segretario del Pds Achille Occhetto 


mai di prammatica: «Sotto 
quale percentuale lei decide¬ 
rebbe di dimettersi?», ha pri¬ 
ma nsposto, un po' rassegna¬ 
lo («Quando il comune senti¬ 
re del partito me lo facesso 
capire...»!, poi è sbottato: «Ma 
è possibile che in questo pae¬ 
se le uniche dimissioni di cui 
si parla debbano essere le 
mie?». Già, perchè ncH'ltalia di 
Andreotti, Cava, Scotti c di Pi¬ 


no Leccisi, a dimettersi do¬ 
vrebbe essere alla fine il capo 
deH'opposizione? Non a caso 
Tappiauso più forte Occhetto 
Tha avuto quando ha rove¬ 
sciato l'impostazione propa¬ 
gandistica di Forlani. 

La De come «scudo», «diga» 
contro la disgregazione del 
paese, come garanzia di go¬ 
verno contro ['«armata Bran¬ 
caleone» delle opposizioni. 


«Ma quale scudo - ha c.scla- 
mato Occhetto - questa fun¬ 
zione oggi la De non puO più 
assolverla. Proprio dietro lo 
Scudocrociato c'è la fonte dei 
malanni c della disgregazione ' 
del paese. E' nelle pieghe del , 
si.slema di potere democristia¬ 
no che nascono i virus della 
decomposizione della società 
e dello Stato. Semmai è da 
una nuova sinistra forte, sere¬ 
na, democratica, pluralista, 
che può venire una barriera 
contro que.sto degrado. Da 
noi può nascere la nuova spe¬ 
ranza». Del resto, sec'è un'«ar- 
mata Brancaleone». è quella 
che sta occupando i banchi 
del governo e i vertici della 
Repubblica, come dimostra 
tutta l'incredibile gestione del¬ 
l'allarme per il cosiddetto 
•piano destabilizzante». 

Un ministro delTIntemo -ha 
ricordato Occhetto - che met¬ 
te in subbuglio tutto il paese, 
un presidente del Consiglio 
che dopo aver parlato di ten¬ 
denze dittatoriali in atto, lo 
smentisce clamorosamente 
dandogli del «pataccaro», un 
ministro della giustizia che 
minimizza lutto e se la prende 
con la Magistratura, un presi¬ 
dente della Repubblica che 
dalla Sicilia insanguinata evo¬ 


ca leggi eccezionali con la 
messa in mora dello Stalo di 
diritto. «Forse Cossiga non si è 
accorto - ha affermalo nscuo- 
tendo altri applausi il segreta- 
no del Pds - che in tante parti 
del Sud lo Stato di diritto è già 
stato soppres,so dai poteri ma¬ 
fiosi. Semmai si tratta di ripri¬ 
stinarlo». E tutto questo men¬ 
tre una risposta seria contro 
gli effettivi rischi di destabiliz¬ 
zazione c di attacchi alla de¬ 
mocrazia invece si imponeb- 
be. Ai drammi del Mezzogior¬ 
no, alla lotta alla criminalità e 
agli obiettivi di un nuovo .svi¬ 
luppo economico e civile Oc- 
chetlo ha dedicato gran parte 
dei suoi interventi in Pugiia. 
Ieri pomeriggio ha parlato a 
Cerignola, il paese natale di 
Giu.seppe Di Vittono, di cui il 
prossimo 13 agosto ricone il 
centenario della nascita. Do¬ 
po aver deposto una corona 
presso la casa natale del gran¬ 
de dingenle sindacale (che 
tra l'altro fu uno dei pochi che 
disse no alTinva.sione delTUn- 
gheria del '56 da parte dei car¬ 
ri sovietici), Occhetto tia ri¬ 
lanciato la sua parola d'ordi¬ 
ne di un «piano del lavoro». 
Questa volta non per la rico¬ 
struzione dell’Italia distrutta 
dal fascismo e dalla guerra. 


ma per colmare il divario di 
.sviluppo economico e qualità 
civile che affligge il Mezzo¬ 
giorno italiano. Un program¬ 
ma destinato ai giovani, alla 
crescita industriale, alla quali¬ 
ficazione delTagricoltura e del 
territorio, una rete di moderni 
sers’izi sociali, gestito da «uno 
Stato che non pretenda di fare 
tutto, e lo faccia male come 
avviene oggi, ma che aiuti a 
lare e a stimolare Tatonomia, 
Talogovemo del Sud», Qui sta 
il nocciolo della proptosla per 
il Mezzogiorno del Pds. soste¬ 
nuta anche attraverso il refe¬ 
rendum i contro ■ l'intervento 
straordinario e il progetto di 
legge per lo sviluppo produtti¬ 
vo. Si tratta di «sprezzare II me¬ 
ridionalismo governativo dei 
Pomicino, dei Misasi e dei 
Mannino, che con II loro a.ssi- 
stenzialismo - alimentano ■ le 
clientele e la criminalità nel 
Sud e la protesta leghista del 
Nord». C'è un patto pierveiso 
tra «Tantimeridionalismo be¬ 
cero di Bossi e il vittimismo ri¬ 
vendicativo dei ceti dominanti 
del Mezzogiorno». Solo una ri¬ 
scossa di tutte le forze sane 
del mondo meridionale può 
vincere questo «patto», ed è 
qesto il fronte su cui il Pds in¬ 
tende investire ^ le , migliori 
energie. • - . 


Uoffensiva della Lega. La propaganda «lumbard» concentrata nelle ultime settimane: volontari lavorano a tempo pieno 
Pronte un milione e mezzo di copie di un giornaletto, spot a raffica sulle reti Fininvest. Costo: un miliardo e mezzo “ 

Cento uomini in azione per lo scatto finale di Bossi 


La Lega lombarda ha inventato la campagna eletto¬ 
rale a «scoppio ritardato» concentrando tutta la pro¬ 
paganda nelle ultime due settimane. Cento volonta¬ 
ri impegnati a tempira pieno; un giornaletto pensato 
e scritto da Bossi distribuito in un milione e mezzo 
di copie: spot televisivi affidati alle reti Fininvest 
(«Nemmeno una lira ai nemici della Rai») e locali. 
Costo complessivo; un miliardo e mezzo. 


CARLO BRAMBILLA 


■1 MILANO. «Allora, Negri, a 
che punto siamo con i manife¬ 
sti»? «Ne attacchiamo duemila 
, per notte». «Accelera, accelera. 

' Meglio quattromila, bisogna ' 
portare tutta la Lega alTattac- 
, co». 1 protagonisti del dialo- - 
ghetto sono il segretano prò- ■ 
vinciate della Lega lombarda, ' 
Luigi Negn, e Umberto Bossi. 
Qualche sera fa, seduto al ta¬ 
volo di una pizzerìa in pieno ' 
' centroaMilano (inviaBagutta 
per la precisione) al termine di ■ 
un incontro con un gruppo di ■ 
«grandi elelton» bergamaschi, - 
il «senatur» non mostrava ec¬ 
cessiva preoccupazione per 
un avvio di campagna elettora¬ 
le al rallentatore. In effetti sui 
mun, sugli appositi cartelloni, 
c negli spazi van della città si 
trovano scarse tracce di Lega 
Nord. Qualche segno appare ■ 


qua e là soprattutto in provin¬ 
cia ma evidentemente Teserci- 
to degli «attacchini» non e an¬ 
cora entrato in azione. E non 
'. per pigrizia di Negri o di qual¬ 
che altro dirigente locale bensì 
. per precL» i scelta strategica. 
La confenna arriva dal quartier 
generale leghista, una palazzi- 
. na a tre piani, appena acqui¬ 
stata dal Carroccio. E’ da qui 
. che la macchina elettorale del¬ 
la «potentissima» muoverà tùia 
. conquista della Repubblica 
del Nord. «Puntiamo tutto sulle 
ultime due settimane - dice il 
fedelissimo braccio destro di 
Bossi, Alessandro Patelli - in 
modo da riuscire a rispondere 
agli attacchi degli avversari, 
pnma di tutto a quelli di Craxi 
e della De». Insomma, nel vivo 
della bagarre la Lega comincia 
a entrarci solo adesso c difatti 



J 8 







Umberto Bossi 


CHE TEMPO FA 



Ì.À 


SERENO VARIABILE 




COPERTO PIOGGIA 



TEMPORALE NEBBIA 





Patelll mostra orgoglioso Tulli- ' 
mo numero del giornaletto 
«Lombardia autonomista» pen¬ 
sato e scritto dalTinfaticabilc , 
Bossi appositamente per la . 
scadenza elettorale. Un milio¬ 
ne e mezzo di persone si ve¬ 
dranno recapitare gratuita¬ 
mente il foglio leghista e sulla 
prima pagina potranno legge¬ 
re Il titolo a caratteri cubitali «Il > 
Nord alla prova del fuoco» con 
un inquietante sottotitolo fra 
parentesi («Elezioni trucca¬ 
le») . Grande foto del padre pa- , 
drone, simbolo e un articolo di ' 
fondo ovviamente di Bossi 
(«Più lontani da Roma, più vi¬ 
cini all'Europa») completano 
il resto. Il tutto costerà circa 
400 milioni di lire. - ■ 

Due settimane per contra¬ 
stare il leader del Psi, definito ' 
un «perdente», puntando sulla 
quesUone morale e per respin¬ 
gere al mittente le accuse de¬ 
mocristiane di «aver diviso l'I¬ 
talia». Due settimane che do¬ 
vranno eesere gestite da una 
squadra composta da un cen¬ 
tinaio di persone praticamente 
alla prima espenenza del ge¬ 
nere. «Non siamo professioni¬ 
sti della comunicazione - pre¬ 
cisa Patelli - ma tutti crediamo 
in ciò che facciamo c qualche 
consiglio lo abbiamo pure 
avuto. Inoltre cl affidiamo allo 
specialissimo naso politico del 


' ' nostro leader». E il Bossi infatti ì 
ha cavato dal cilindro'la cam¬ 
pagna elettorale a «scoppio ri- ' 
tardato» aspettando fino alTul- 
i timo prima di aprire la guerra 
dei manifesti c degli spot ra¬ 
diotelevisivi. Insomma ha deci¬ 
so di andare all'attacco usan- ■ 
do la più classica arma del 
contropiede. «Ci accusano di 
voler dividere l'Italia»? «Balle, ' 
siete voi - recita un mega car¬ 
tellone in attesa di es.sere affis¬ 
so-che avete disgregato il Pae- 
se». E ciò tanto per fare un 
esempio anli-Dc. Cento perso¬ 
ne. dunque, orchestrate da Pa- 
tclii, col suo telefonino sempre 
■ gracidante. Non è una macchi- - 
na pc^erosa ma nemmeno • 
un'utilitaria anche perchè do¬ 
vrà far viaggiare tutta, ma pro¬ 
prio tutta la propaganda It^hi- 
sta, essendo infatti a.ssoluta- 
mente vietata ogni campagna 
di promozione personale. Per 
il momento non vengono .se¬ 
gnalate violazioni alla norma ■ 
interna e comunque Patelli tie¬ 
ne a precisare che «chi doves¬ 
se pensare per sè potrebbe an¬ 
che rischiare TespuLsione dal 
movimento». 

In queste due settimane ol¬ 
tre alle energie del cento su- ‘ 
pervolontari la Lega bruccrà 
anche un bel gruzzolo: alla 
causa elettorale nordista è sta¬ 
lo destinato un budget di oltre 


un miliardo c mezzo. E sicco- 
' me la Lega ha appena acqui¬ 
stato la palazzina di tre piani 
(più seminterrato) di cui si è 
detto, i nemici ptolilid, in parti- , 
colare gli scissionisti passati e ' 
più recenti hanno avanzalo 
qualche dubbio sulla limpi¬ 
dezza dei conti correnti bos- 
siani. SulTargomcnio Patelli ■ 
prima la spallucce ma poi de¬ 
cide di ripetcìe ti solilo adagio: f 
«Tutte le nostre spese sono ■ 
controllabili e ì quattrini deri¬ 
vano da sottoscrizioni». Co¬ 
munque stiano le cose il mi¬ 
liardo e mezzo verrà ceiiieili- 
nato con grande cura. Detto ■ 
delTmiziativa ■ del i giornaletto - 
che da solo ingoierà circa 400 
milioniii resto prenderà la stra¬ 
da dei classici canali della co¬ 
municazione: radio, televisio¬ 
ne e manifesti. Gli spot coste¬ 
ranno circa 700 milioni c di 
questi «nemmeno una lira fini¬ 
rà alla Rai», precisa Patelli. E ‘ 
aggiunge: «Cl mancherebbe al¬ 
tro che pagassimo un ente di ' 
stalo cui versiamo cospicui ’ 
contributi c che non perde oc¬ 
casione per spararci addosso». 
La scelta è dunque caduta sul¬ 
la Fininvest (circa il cinquanta •, 
per cento) c sulle piccole ' 
emittenti locali. Per la campa- ' 
gna al Centro e al Sud gli slo¬ 
gan leghisti verranno invece af- ' 
fidati allo meno costose voci 


Nilde lotti ironizza sul governo 
«Il Psi? Alleato fedele della De» 

«Andreotti in pista? 
Non vedo il motivo 
di divertirsi...» 

_ DAL NOSTRO INVIATO _ 

GIORGIO FRASCA POLARA 


NEVE MAREMOSSO 


IL TEMPO IN ITALIA: la pressione atmosfe¬ 
rica sulla nostra penisola è in graduale di- . 
minuizione mentre perturbazioni atlantiche 
provenienti dall'Europa nord-occldontale e 
dirette verso quella sud-orientale conti- 
nuanno ad attraversare la nostra penisola. 
Fra il passaggio di una perturbazione e 
l'arrivo della successiva si avranno periodi 
di miglioramento comunque condizionati 
dalla variabilità. ... 

TEMPO PREVISTO: sulle regioni dell'Italia 
settentrionale cielo da molto nuvolo a mol¬ 
to coperto con precipitazioni sparse, a ca¬ 
rattere nevoso sul rilievi alpini. Sulle regio¬ 
ni dell'Italia centralo addensamenti nuvolo¬ 
si associati a piovaschi di brevo durata. 
Sulle regioni meridionali condizioni di tem¬ 
po variabile caratterizzate da alternanza di 
annuvolamenti e schiarite. 

VENTI: deboli o moderati provenienti dal 
quadranti occidentali. 

MARI; mossi I bacini occidentali legger¬ 
mente mossi gli altri mari. , 

DOMANI: temporaneo miglioramento delle 
condizioni atmosferiche sulle regioni set¬ 
tentrionali a partire dal settore occidentale. 
Durante II corso della giornata il migliora¬ 
mento si estenderà anche alle regioni cen¬ 
trali, specie la fascia tirrenica. Por quanto 
riguarda le regioni meridionali Intensifica¬ 
zione della nuvolosità e successive preci¬ 
pitazioni. 


TEMPERATURE IN ITAUA 


Bolzano 

8 

15 

L’Aquila 

5 

21 

Vorona 

6 


Roma Urbe 

11 

“ÌI9 

~ 

Trieste 

9 

15 

HomaFiumic. 

12 


Venezia 

6 

n 

Campobasso «'^ 

^ 6 

"l4 . 

Milano 

5 

“re 

Bari 

7 


Torino 

5 

19 

Napoli 

7 

“17 

Cuneo 

7 

17 

Potenza 

4 


Cenova 

11 

~Ì6 ■ 

S. M. Leuca 

11 

“Ts 

Bologna 

4 

“Ts 

Reggio C. 

7 

”Ì9 

FIrenzo 

9 

19 , 

Messina 

12 

17 

Pisa 

7 

— 

Palermo 

14 

"le 

Ancona 

7 

“ • 

' Catania 

5 

20 

Perugia 

B 

"le ’ 

Alghero 

11 

17 

Poscaro 

4 

16 

Cagliari 

12 



TEMPERATURE ALL’ESTERO 


Amsterdam 

0 

7 

Londra 

6 

14 

Atene 

4 

"Ì3 

Madrid 

4 

"23 

Berlino 

2 

8 

Mosca 

•3 

5 

Bruxelles 

5 

10 

New York 

•4 

4 

Copenaghen 

2 

4 

Parigi 

2 

17 

Ginevra 

1 

17 

Stoccolma 

1 

5 

Helsinki 

2 

“6 

Varsavia 

1 

6 

Lisbona 

13 

28 

Vienna 

6 

10 


radiofoniche. Infine gli ultimi 
milioni a disposizione finiran¬ 
no incollati sui muri d'Italia da 
quel famoso esercito di •attac¬ 
chini» finalmente scatenato da 
Bossi, 1 ' ■ ■ ■ .. 'V 

Nella palazzina si fatica a 
parlare, i telefoni squillano in 
continuazione, nessuno bada 
all'ultimo sondaggio che dà la 
Lega in flessione, Patelli se la 
ride: «Non siamo degli ingenui, 
SI tratta di cifre dall'andamen¬ 
to pilotato, prima ci gonliano 
oltre ogni logica per poi dimo¬ 
strare che siamo in calo. Se 
pensiamo che le elezioni siano 
truccale figuriamoci i sondag¬ 
gi», E in attesa dei conti ven, 
quelli delle urne, vengono fis¬ 
sati gli appuntamenti di Bossi. 
Il «senatur» girerà l'Italia, pro¬ 
prio come un leader dei partiti 
uadizionali. Lo attendono a 
Genova, Tonno. Venezia, Fi¬ 
renze c anche in qualche città 
del centro sud. Ma la grande 
prova che verrà chiesta al mo¬ 
vimento nordista cadrà all'an¬ 
tivigilia del voto, ovvero il 3 
apnle alle 18 a Milano. Bossi 
ha già diramato l'ordine: «Il 
movimento dovrà fare ■ ogni 
slorzo per riempire piazza del 
Duomo come mai .si è visto». 
Un inquietante copione che 
può essere interpretalo anche 
cosi: «L'adunata oceanica pri¬ 
ma della marcia su Roma». 


H MODENA Andreotti disk- 
lokey? «Non mi sembra che ab¬ 
bia motivi per divertiisi». La 
proposta Psi? «Olfre alla De ' 
un'alleanza incondizionata». 
Nilde lotti ha quasi del tutto ri¬ 
nuncialo ai comizi. Ritiene il . 
botta-<*-n.sposta un modo più . 
diretto e utile di stabilire un 
rapporto con i cittadini. Co.st . 
sabato sera n Cuu.stalla, co.st , 
ieri mattina a Sassuolo e nel ' 
pomeriggio al Palasport di Car¬ 
pi. E quando nel teatro Canrani 
di Sassuolo (.sono più i figli 
della "bassa" o gl'immigrati 
pugliesi?') una ragazza chiede 
al presidente della Camera 
che cosa ne pensi di un Giulio 
Andreotti che s’acconcia persi¬ 
no a fare come De Michelis il ' ‘ 
disk-|okey in discoteca, la re¬ 
plica è pronta, diventila e di¬ 
vertente; «Non mi .sembra pro¬ 
prio che il governo abbia tanti 
motivi per divertirsi», tra patac¬ 
che c as.sassini eccellenti, «Co¬ 
munque -aggiunge • il presi¬ 
dente della Camera tra ^ ap- ■ 
plausi-, è il solito, ant’co vizio 
dei demix:ri,stiani. vogliono ei>- 
sor sempre loro a scegliere il 
disco e a suonare la solita mu¬ 
sica. 

■ Poco prima, "provocata" dal 
giornalista ■ Graziano ■ Manni, 
del Resto del Carlino, aveva • 
spiegato invece, e non con •• 
una battuta, perchè la propo- 
sta politica dei socialisti sia 
«sbagliata e debole». Non .solo ;■ 
perchè Bettino Craxi «olfre alla J • 
De un'alleanza inccndiziona- - 
la», ma sopraliutlo perchè II Psi 
•non avanza alcuna proposta r 
forte di riforma 'ustituzionale; lo 
stes,so presidenzialismo è fini- ' 
to, per fortuna, in un cassetto». 
Qui un ragionamento pacato ' 
ma anche preoccupato .sulle " 
prospettive della prossima le- ■, 
gislatura: sarà proficua «solo se 
le forze politiche saranno ca¬ 
paci di dispiegare con deler- ■ 
minazione e coerenza il loro • 
impegno sul terreno delle rifor- • 
mc«. Allora è inutile parlare di 
una fantomatica -■ «ripresa» 
(«Vogliono riprendersi solo il 
governo. 1 socialLsti», è la mali- ■- 
ziosa chiosa del - politologo ' 
Gianfranco Pasquino, candi¬ 
dalo Pd.s proprio nel collegio 
senaton.rle di Sassuolo) «.se 
non SI hanno le idee chiare su 
come debbono funzionare i 
fondamentali meccanismi de¬ 
cisionali della democrazia ita- " 
liana». . • •• . 

Allora Nilde lotti si pone due 


domande: «Che coerenza e 
forza potrà avere un patto Dc- 
Psi quando le idee di questi • 
due partiti sulle riforme istitu- ■ 
zionali sono cosi lontane e an¬ 
che così conlu.se? Significhe¬ 
rebbe questo forse affossare ’ 
per chissà quanto tempo una • 
fondamentale esigenza della 
società italiana quale quella di > 
un rinnovamento coraggioso 
delle sue istituzioni, pur nel¬ 
l'ancoraggio saldo ai principi ■, 
fondamentali della Carta costi¬ 
tuzionale?». 

Qui, anche, la nsprosta in po- 
sititK) a chi si itiieiToga sul ruo¬ 
lo del Pds e sulle prospeltis-e di. 
una fase costituente. - «Ecco ■ 
perchè -sottolinea il presiden¬ 
te della Camera- il Pds potrà 
giocare un ruolo importante ' 
per il nostro Paese, al di là del¬ 
le chiaccherc sul "govemLssi- 
mi" e i "patti di legislatura", 
portando avanti una grande 
battaglia politica sul terreno ? 
delle riforme istituzionali, anzi¬ 
tutto perchè icittadiiiLpossano ' 
.scegliere, con il loro voto, prò- ' 
grammi e alleanze di governo. £ 
in questa concreta possibilità 
di scelta sta la chiave per risol¬ 
vere davvero ii problema Italia- ' 
no della democrazia blocca- ' 
ta». . ■ ' «- , . i>i - 

Perchè, sottolinea dai canto 
suo Pasquino, «attenzione; se il : 
Parlamento non è messo in 
grado di lavorare presto e bene 
alle rilorme, sono i cittadini a ' 
imporle, seppure a spizzichi c ’ 
bocconi, con i referendum. E' . . 
accaduto con la .preferenza ' 
unica, accadrà con le altre ri- ■ 
chieste intorno a cui si è realiz¬ 
zalo Il patto referendario tra- ' 
svenale con cui tanti candidati " 
si sono impegnati a negare la » 
fiducia a quaSiasi governo che 
non si impegni a sostenere un t 
adeguato programma di rifor¬ 
me istituzionali». E ricorda Nil¬ 
de lotti il «grande scandalo» • 
che tu menato quasi tredici an¬ 
ni or sono quando lei stessa, 
da pochi mesi presidente della 
Camera, «osò» proporre una 
profonda differenziazione dei • 
ruoli delle due Camere (<o- 
me si fa a stare al passo coi 
tempi con un Parlamento lento 
e ripetitivo?) e la drastica ridu¬ 
zione del numero dei deputati ' 
c senatori; «Quasi mille anda¬ 
vano bene al sorgere della Re¬ 
pubblica. quando era pressoc- 
chè inesistente il tessuto de¬ 
mocratico. Ora che questo tes¬ 
suto è cosi fitto e diffuso. , - 


ItaliaRadio 

Progranimi ^ 


Ore 8.30 
Ore 9.10 


Ore 9.30 


Ore 11.10 


Ore 19.30 


Ore 22.15 


Soprawotlamo, l'opinione 
di Enzo Roggi. 

Un posto civile: il centro an¬ 
tiviolenza. ■ In studio Ton. 
Carol B.Tarantelli - 
Dalla Francia con furore, da 
Parigi Alberto Cavallari. 
Samarcanda e dintorni, la 
censura fa paura. Filo diret¬ 
to, per ' ” intervenire 
06/67.96.539-67.91.412 
Piazza Grande. Italia Radio 
In tour. San Lazzaro (Bolo¬ 
gna) 

Consumando, quotidiano di 
autodifesa del cittadini 
«PItzInnos in sa gherra». in 
studio ITazenda - • ■ 

Il commissario CattanI va In 
teatro, intervista a Michele 
Placido ■ . . • 

Piccoli terremoti di cuore. 
In studio Tori Amos 
Piazza Grande. Italia Radio 
In tour.. 

Bologna, piazza Maggiore. 
Sold Oul; appunti dal mon¬ 
do dello spettacolo > 

Notte blu: Rockland, Bruce 
Sprlngsteen 

Ospiti, commenti; till diretti .. 


TELEFONI 06/67.91.412 -06/67,96.539 


rpnità, 

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Italia '■ Annuo — Semestrale 

7 numeri L. 325.000’, L. 165,0(X) 

6 numeri • L. 290.000 ' L 146.000 ‘ 

Estero - Annuale ■- Semestrale ■ 

7 numeri ^ L. 592.000 - L. 298,000 ; 

6 numeri . !.. 508.000 ' L. 255.000 " 

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na. 285. Nigi. Milano * via Cino da Pistoia. 10. 
Scs spa, Messina • via Taormina. 1 o/c. 


4 



























lunedì 23 MARZO 1992 


IN ITALIA 


PAGINA 9 L'UNITÀ 


«Botti» 

Esplode 
una fabbrica 
a Giugliano 


■i NAPOLI. Due usplOMoni 
violentissime, a breve distanza 
runa dall'altra hanno semina¬ 
to il panico a Giugliano, in pro¬ 
vincia di Napoli. Allo 18,50 una 
tabbiica di fuochi di artificio a 
gestione familiare, formata da 
cinque baracche di proprietà 
di Giovanni Schiattarella, 37 
anni, dislocata in aperta cam¬ 
pagna. in località S. Antonio di 
Giugliano, al confine fra lo pro¬ 
vince di Caserta e Napoli, ò stil¬ 
lata in aria. La deflagrazione <t 
stata tanto potente che à stata 
registrata persino dai sismo¬ 
grafi che hanno registrato una 
magnitudo di 2,7. L'onda d'ur¬ 
to ha investito i paesi della zo¬ 
na facendo vibrare i vetri delle 
finestre. Molti hanno pen.salo 
ad un terremoto c sono .scese 
in strada. 

■ Centinaia di persone hanno 
telefonato ai centralini di Poli¬ 
zia. Carabinieri, Vigili del Fuo¬ 
co per segnalare lo .scoppio e 
chiedere co.sa fos.se succcs.so. 
Nella vasta area di pianura, im¬ 
mersa nel verde delle colture e 
in mezzo a ricchi fruttetti 0 ri¬ 
sultata inacc-ssibile ai mezzi 
dei vigili del fuoco pcrchò do¬ 
po le pnme due deflagrazioni, 
nella fabbrica di botti si su.s,se- 
guivano le microesplosioni 
che hanno reso difficile il lavo¬ 
ro di spegnimento delle fiam¬ 
me. ^ 

- Non ci sarebbero state vitti¬ 
me. All'interno delle cinque 
baracche ieri il lavoro ora stato 
sospeso alle 13.4S. Per questo 
gli investigatori (sul posto <10 
carabinien, 15 autobotti dei vi¬ 
gili del fuoco, gli uomini del 
commis.sariato di Giugliano) 
non escludono che l'esplosio¬ 
ne sia di natura dolosa, forse 
susseguente ad un attentato 
del racket. 


A poco più di un mese dalFuccisione 
dei due carabinieri a Pontecagnano 
si pensa che la camorra abbia 
eliminato il congiunto di De Feo 


Il giovane sparito da casa ad Asti 
I clan danno la caccia al ricercato 
per fare alleggerire la pressione 
degli agenti in provincia di Salerno 


Scomparso il fratello del killer 

Si teme un caso di lupara bianca «trasversale» 


Da otto giorni il più giovane dei fratelli De Feo (Car¬ 
mine è uno dei due killer che un mese fa a Ponteca¬ 
gnano cissassinarono due carabinieri in servizio di 
pattuglia) è scomparso dalla sua abitazione di Asti. 
I familiari temono che possa essere rimasto vittima 
della lupara bianca, frutto della vendetta trasversale 
dei clan che non avendo potuto raggiungere il killer 
hanno colpito il fratello trasferitosi in Piemonte. 

DALLA NOSTRA REDAZIONE 

VITO FAENZA 


■■ NAPOLI. ' Lupara bianca. 
QucNla appare, al momento, 
l'unica spiegazione plausibile 
della scomparsa di Giovanni 
Do Feo, fratello di Carmine, 
uno dei due killer della camor¬ 
ra, che, poco pio di un mese 
fu, sulla piazza principale di 
Paiano, una frazione di Ponte¬ 
cagnano in provincia di Saler¬ 
no, ha assassinato due carabi¬ 
nieri. Di lui da otto giorni si so¬ 
no perse le tracce, tanto che ' 
una sorella. Rita, è partita alla 
volta del Piemonte per cercare 
di rintracciare il fratello. Gli in¬ 
vestigatori siilcmitani. però, 
non fanno mistero che la ra¬ 
gione della scomparsa può es¬ 
sere una vendetta tra.sversale 
della camorra. Non potendo 
raggiungere il fratello Carmine, 
latitante, hanno colpito il fami¬ 
liare più facilmente raggiungi¬ 


bile, Gli Investigaton, però non 
escludono anche un altra pi¬ 
sta; il giovane potrebbe e.s.sersi 
allontanato in fretta e furia dal¬ 
la casa di A.sti per evitare una 
vendetta dei clan nemici di 
quello De Feo. 

L'ultimo contatio con la fa¬ 
miglia risale all'altra domeni¬ 
ca. li giovane, che in Piemonte 
si era trasferito dopo essere 
stato vittima di un gravissimo 
incidente stradale nel gennaio 
scorso, dal quale si era salvato 
per puro ca.so, aveva telefona¬ 
to a casa, come taceva con re¬ 
golarità. Dopo quel contatto, il 
giovane non s'ù latto più vivo. 
Cosi Rita, la sorella, ritenuui la 
più 'decisioni.sta* della fami¬ 
glia, ha latto le valigie e si ò re¬ 
cata ad Asti. 

L'abitazione pre.sti in affitto 
dal giovane salernitano ò stata 



I luogo dell'agguato a Carmine Pizzuto e Fortunato Arena 


trovala regolarmente chiusa, le 
luci, però erano accese, come 
se l'aplpartamcnlo fosse stalo 
abbandonalo in tutta fretta. E' 
stato questo particolare a far 
pen.sare alla vendetta trasver¬ 
sale, alta -luparii bianca», ad 
una ritorsione per la lunga lati¬ 
tanza del fratello Carmine o 
nei confronti del congiunto 
rinchiuso nel carcere di Saler¬ 
no. Fatto sta elio a Faiano, 


un'altra sorella, Rosanna, ulti¬ 
ma di dieci figli, rima.sta a.vsie- 
me alla madre, non ha molle 
esitazioni ad affennare che 
•hanno colpito un ragazzo in¬ 
difeso, che non slava neppure 
bene». E tra le lacrime, con un 
filo di voce, aggiunge: -È terri¬ 
bile, gli hanno fatto del male 
ingiustamente. È una maledi¬ 
zione. non riusciamo più a vi¬ 
vere. Giovanni .slava facondo 


dei sacrifici ad Asti, ci telefona¬ 
va - continuamente. ' sentiva 
mollo la nostra mancanza». . - 

Dieci figli, un clan più che r 
una famiglia. 1 De Feo a Ponte- • 
cagnano sono rispettali e te¬ 
muti. Legati alla malavita da 
anni, affermano gli investigato¬ 
ri. alcuni esponenti di questa 
famiglia sono finiti in carcere, 
altri, come Carmine, sono lati¬ 
tanti. Giovanni, però, era •puli¬ 
to». tanto che aveva deciso di ' 
trasferirsi in Piemonte. Voleva 
cambiare vita, allontanarsi dal¬ 
la morsa oppressiva della ma¬ 
lavita. .A spiegare la sua scom¬ 
paia c'ò una maxi rissa .scop¬ 
piata nel carcere di Salerno un 
paio di settimane la. Alcuni re¬ 
clusi hanno aggredito il cupo- - 
clan, Antonio, chiedendo a 
gran voce che inicrveni.ssc per 
far costituire il fratello Carmi- j, 
ne, indicato come uno dei due ' • 
killer dei due carabinieri. Sono 
volate |>arole grosso, minacce, 
qualcuno ha tentato di passare ■' 
anche alle vie di latto. 

Il clan De Feo, però, ò anco¬ 
ra potente: addirittura Camiiiie ' 
sarebbe stalo aiutalo nella sua • 
latilanta da un ex agente di Ps, 
a ca.sa del quale avrebbe trova- . 
lo rifugio subito dopo il delitio. ' 
Nonostante la caccia che gli ■ 
viene data dalle forze dell'ordi¬ 
ne da un mese e me».o, riesce ' 
a nmanere libero. È il segno ■ 


delle allenaze, [xitenti, di cui 
dispone. Ma la sua latitanza, 
porta anche ad un controllo 
maggiore, quasi asfissiante sul¬ 
le attività della malavita, cosa 
che i clan avversari non vedo¬ 
no di buon occhio. Persino il 
comandante generale qell'Ar- 
ma, nei giorni succe.ssivi al de¬ 
litto affemiò: «0 li prendiamo 
noi, o li prende la camorra!». 
Una frase che da sola la intuire 
il clima che si vive in provincia 
di Salerno. . • ■ s ■, ■ ■■ 

Carmine De Feo. cosi, conti¬ 
nua a rimanere latitante ed al¬ 
lora la vendetta trasversale col¬ 
pisce il fratello, quello che, a 
prima vista, ò fuori dai giochi 
della malavita - organizjiata. 
Qualche investigatore, però, 
ha più di un dubbio sulla «lu¬ 
para bianca», pensa piuttosto 
che da Giovanni sia arrivalo 
Carmine con il suo complice e 
che il giovano sia stato costret¬ 
to ad andar via con loro. Op¬ 
pure pensa che sia stato avver¬ 
tilo da una -talpa» che i -nemi¬ 
ci» lo stavano cercando per uc¬ 
ciderlo. ed ò fuggito. Del resto 
poche ore prima della strage 
di Pontecagnano, Carmine fu 
avsertilo che stavano per arri¬ 
vare i killer del clan avversario. 
Scappò di corsa rial suo covo. 
Nove giorni la potrebbe e.sscrsi 
ripetuta la stc.s,sa cosa. ’ ■ 


Gli investigatori liguri si sono confrontati con quelli altoatesini dopo Tultimo omicidio della diciottenne ■ 
Lo scorso febbraio nella cittadina ligure due donne furono assassinate con le stesse modalità 

Il «mostro» di Bolzano è lo stesso di Sanremo? 


E se il mostro di Bolzano fosse lo stesso che ha mas¬ 
sacrato. un mese fa. due donne a Sanremo? Nel fe¬ 
stival delle ipotesi gareggia anche questa, avvalora-. 
ta da una visita degli investigatori liguri ai colleghi 
altoatesini dopo l’ultimo omicidio di una ragazza 
diciottenne. Le «lucciole» bolzanine credono invece 
alla tesi di una donna-killer, impegnata nella ven¬ 
detta dopo che il suo uomo ha contratto l’Aids. 

DAL NOSTRO INVIATO 

MICHELESARTORI 


H BOLZANO. -Beh, che ci sa¬ 
rebbe di strano? Sere fa una 
donna mi ha seguito per tre 
ore. Lei era in macchina. A me 
sono venuti i brividi di paura». . 
La brunetta, si e no venl'anni, i 
denti mangiati dall’eroina, vive 
nella -baraccopoli» degli extra- 
comunitari, un caotico accam- , 
pamcnlo lungo l'I.sarco. Parte 
da 11 ogni sera, per prostituirsi • 
assieme ad altre sfortunate. 

Tulte adesso sono terrorizzate. 
Tutte pensano a quel killcrchc 
va sgozzando ragazzo. Un paz¬ 
zo. Anzi, una pazza. -Non ci ■ 
credete? Chiedete a mamma 
Lina». sussurra tagliente. 
•Mamma Lina» ò la decana 
delle prostitute di Bolzano. 
Quasi so.ssant'anni, ancora in 
attività nel suo appartamenti¬ 
no che neanche una lama di 


Napoli 

Volo dirottato 
per un falso 
allarme 


HB NAPOLI -Cò una bomba 
su quell'aerool». Ma era uno 
■ scherzo. Una telefonata ano- 
mima aveva .seganalato la pre¬ 
senza di un ordigno a bordo 
del volo Ali -Bm 910» partito da 
Roma c diretto a Lamezia Ter¬ 
me (Cz). L’aereo, fatto atterra¬ 
re immediatamente sulla pista 
di Capodichino, ò stalo sotto¬ 
posto a un minuzioso control¬ 
lo da parte della polizia. È ri¬ 
masto fermo sulla pista diverse 
ore, ma quando gli agenti han¬ 
no riferito ai 55 pas.scggcri che 
SI era trattato di un fal.so allar¬ 
me, quattro persone si sono ri¬ 
fiutate di nprcnderc il viaggio, 
decisi,a non correre rischi. 
L'autorizzazione al decollato è 
avvenuta dopo mezzogiorno. 

Intanto, continua a Fiumici¬ 
no lo stato di allerta per la se¬ 
gnalazione di po.ssibili azioni 
terroristiche mirate al dirotta¬ 
mento di un volo per Tunisi. 


luce penetra. -Sicuro», confor¬ 
ma. Storce il naso, annusa ru¬ 
morosamente per dire che 
sente odor di marcio. -Qua sol¬ 
fo può e.sserci una donna. 
Vuole vendicarsi, perche il suo 
uomo andando con una di noi 
si è beccato l'Aids». Prove? 
•Eeeeh...», rotea una mano, ' 
spazientita. Sensazioni, sugge¬ 
stioni. Deve aver la-scialo il se¬ 
gno la storia raccontata da un 
uomo ad una -lucciola» dopo ' 
l'a-viassinio a coltellate, all’ini¬ 
zio di gennaio, di Renate Rau- 
ch a Bolzano ed Anna Maria 
Ropele a Trento. Una moglie 
infuriata perii marito contagia¬ 
lo, aveva giuralo il -leste». Poi 
gli inquirenti lo avevano indivi¬ 
duato. Messo alle strette, era 
scoppialo: tutte i.nvenzioni, 
puntava solo alla taglia da 10 


milioni sul killer delle due pro¬ 
stitute. Quei soldi, raccolti con 
una colletta dalle .stesse squii- ' 
lo. ci sono ancora. Adesso val¬ 
gono anche per chi darà infor¬ 
mazioni utili ad individuare 
l’assassino di Renate Troger, la 
diciottenne di Bressanone sca¬ 
ricata alle quattro di mattina di ■ 
sabato su una piazzola lungo 
la statale del Brennero, 15 pu¬ 
gnalale in corpo, la lesta quasi 
moz^tala dall’ultimo fendente. 
Una graziosa ragazza sbanda¬ 
la. Mollali lutti i lavori da ca¬ 
meriera, girava la provincia in 
autostop. La sera, capitava da 
.sola nelle discoteche. Gironzo¬ 
lava tra i tavoli, chiedeva una 
sigaretta, una Pepsi. ballava da 
.sola. Se stringeva amicizie oc¬ 
casionali, spariva por un pò. In 
cura da uno psicologo. Non 
eroinomane, ma con qualche 
problema di droga. Nel suo fa¬ 
scicolo presso i carabinieri .so¬ 
lo una segnalazione per -men¬ 
dicità». Si prostituiva, magari 
occasionalmente’^ Non risulta. 
Neanche dal tam-tam delle 
•lucciole» di Bolzano, una 
quindicina di -professioniste» 
pure, una ventina di tossicodi¬ 
pendenti. Collega o no che 
fosse l'ultima vittima, rc»stano 
con la paura addosio. . 

Nessuno ha neanche lelefo- 



II corpo di Renate Troger assassinala su una piazzola di sosta lungo la statale del Brennero ' 


nato al numero per le informa¬ 
zioni riservate istituito dai cara¬ 
binieri che stanno vagliando, 
perfino, il racconto di una si¬ 
gnora dell'altopiano del Re- 
hon: -Sere ta mi ero formala 
per dare un passaggio ad una 
vecchietta che faceva l'auto¬ 
stop. Mentre posava la borsetta 
sali sedile, mi sono accorta che 


era un uomo travestito. Sono 
lipartila di .scatto. Nella borset¬ 
ta, rimasta in auto, ho trovato 
un coltello e una corda». 

L'ultima notte di RenateTro- 
ger ò frenetica. L’ha vista un ■ 
cugino, alle otto di .sera, sboc¬ 
concellare un toast nel bar di ' 
un albergo di Bre.s.sanone. -Vai 
:i casa». -SI. adcs,so vado». Due 


ore dopo, con l’autostop, era 
arrivata da sola alla di.scoleca 
-Gloria», a Valics, Ancora un 
paio d’ore ed eccola approda¬ 
re alla discoteca -Papillon» di 
Chiusa. Ne ò u.scita con due ra¬ 
gazzi, due conoscenti. Non 
aveva una lira, l’hanno portata 
a mangiare la pizza in una pa¬ 
ninoteca, Poi. od erano le tre di 


' notte, deve aver provalo anco- 
' ra a faro l'autostop, verso Bol¬ 
zano. Un’ora dopo era morta. 
Nessun segno di rapporti ses¬ 
suali. Chi può averle dato l’ulti¬ 
mo pa.ssaggio? Da Sanremo 
hanno drizzato lo orecchie gli 
investigatori che lavorano sui 
•delitti di San Valentino», Era¬ 
no già stati qui dicci giorni la. a 
confrontare i loro dati con 
quelli sull’arcollcllamenlo del¬ 
la Roperle e della Rauch. Nella 
cittadina ligure, il 12 ed il H 
febbraio, un maniaco ha am¬ 
mazzalo nelle loro abitazioni 
due amiche di mezza età e dai 
molti appuntamenti. : Wanda 
Rovatti, ex entraincusc cin- 
quanlatrecnne, 6 stala stordita 
con un portacenere, finita a 
coltellate, la gola .squarciala: 
37 colpi in tutto, Annie De Sil- 
ter, quarantanovenne, ha rice¬ 
vuto 50 pugnalate, l’hanno tro¬ 
vata con la testa pressocchù 
.staccala dal corpo. L’uso del 
coltello, i fendenti alla gola... 
• Non sono poi molle di più le 
'■ analogie tra Bolzano e &inre- 
mo. Ma nel festival delle ipote¬ 
si corre anche quella che indi- 
ea il killer come «l'uomo dei 
garofani», un camionista impe¬ 
gnalo a trasportare fiori fre.schi 
dalla Liguria verso la Germa¬ 
nia, passando perBolzano. 


Tredici arresti a Trapani : 

I racconti di due donne 
fanno scoprire molti segreti 
delle cosche del Belice. 

Ai sicari mafiosi 
SOOmila lire 
per ogni delitto 


Controllavano il traffico di droga e le estorsioni nella 
zona di Partanna. Al termine di una lunga indagine 
la Procura di Marsala ha spiccato tredici ordini di ' 
custodia cautelare nei confronti di altrettante perso¬ 
ne. Per tutti l’accusa è associazione di stampo ma¬ 
fioso, traffico di stupefacenti ed estorsioni. Alcuni : 
devono rispondere anche di omicidio. A Partanna 
da anni è in atto una faida tra due clan mafiosi. ■ -. ■ 

NOSTRO SERVIZIO ’ - 


M MARSAIA, Tredici persone 
sono state arrestale la notte 
scorsa dai carabinieri di Tra¬ 
pani, nell’ambito di un'inchie¬ 
sta sulle cotiche mafiose del 
Belice condotta dalla procura 
della Repubblica di Marsala. 
Uno dei provvedimenti, firmali 
dal gip Alberto Belici su richie¬ 
sta del .sostituto procuratore 
AIc.ssandra Camassa, ù stato 
notificalo in carcere a Placido 
Caracci, di 22 anni, detenuto 
per un tentativo di omicidio. 
Gli arrestati sono Giuseppe Ac¬ 
caldo, 68 anni, indicato come 
il capo mafia di Partanna; Gia¬ 
como Femara, di 54 anni, e il fi¬ 
glio Calogero, di 28; i fratelli 
^Ivalore c Francesco Termi¬ 
ne, di 44 c 42 anni; i cugini Bal- 
dotLsarc c Gaetano Ragolia, di 
30 c 32 anni; Antonino Trince¬ 
ri, di 27 anni; Calogero C-tscio. 
di 18; Girolamo Casciotta, di 
49; Francesco Paolo Ragolia, 
di 29; Claude Cantalicio. di 27, 
e Giuseppe Milano, di di 26. 
Per tutti l’accusa ù di associa¬ 
zione maliosa, traffico di stu¬ 
pefacenti ed estorsioni; alcuni 
devono anche rispondere di 
omicidio. 

Secondo ' gli : investigatori 
Torganizzazione avtebl^e .con¬ 
trollato Il traffico di stupieta- 
centi c le estorsioni nella zona 
di Partanna, dove 6 in atto una 
sanguinosa laida tra il clan de¬ 
gli Accaldo e quello degli In- 
goglia. - . -. - 

La laida, scoppiata all'inizio 
degli anni '80 dopo un periodo 
di gallone congiunta delle at¬ 
tività' illecite, ha provocalo una 
ventina di omicidi nella valle 
del Belice. l-a rottura degli 
equilibri aH’intemo dell’orga¬ 
nizzazione maliosa viene fatta 
risalire all'uccisione del boss 
Salvatore Accaldo, dilanialo 
da una bomba collocata nella 
sua automobile. " 'J'- ■ 

L’inchiesta ò stala avviata in 
base alle dichiarazioni • del 
■pentito» Rosario Spatola e si è 
avvalsa del contributo offerto 
da una vedova di mafia: Piera 
Aiello, moglie di Nicolò Atria, 
ucciso il 20 giugno del 1990. 
L’operazione compiuta la not¬ 
te scorsa fa seguito a quella di 
cinque mesi fa. quando furono 
arrestati altri dieci presunti 
componenti delle due cosche 
in guerra. Sulla scorta delle 
conclusioni del sostituto pro¬ 
curatore della Repubblica, il 
gip ha firmato anche 15 avvisi 
di garanzia. ■ ■ ...... 

L’inchiesta che ha portato 
all’aireslo delle 13 penionc si 6 
avvalsa del contributo di Piera 
Aiello e Rosalba Titolo. La pri¬ 
ma, 24 anni, diplomala aH’isb- 
luto di belle arti c vincitrice di 


un concorso in polizia, era 
moglie di una vittima della ma¬ 
fia, Nicolò Atria, assassinato il 
24 giugno dello scorso anno 
, nella sua pizzeria a Monteva- 
: go; Rosalba Triolo, 26 anni, era 
' l’amante del presunto killer di 
' ' Nicolò Atria, Carlo Favara, ar- 
' ' restato nei mesi scorsi. Le due 
donne hanno rivelato agli in- 
’ quirenti particolari molto utili 
•• che hanno avuto risconln posi- 

• livi. Hanno raccontalo agli in- 
vestigalori che le cosche della 
valle del Belice, utilizzavano si- 

■ cali che ricevevano compensi 
' di 200 o 300 mila lire, «secon¬ 
do l'importaaza delia vittima». 
Cario Favara, secondo le di¬ 
chiarazioni delle due donne, 
sarebbe responsabile di una 

. decina di omicidi. Uccideva 
percento della -famiglia» degli 
ingoglia ed il suo compenso 
variava da 500 mila a due mi¬ 
lioni di lire, A questo proposito 
Rosalba Triolo ha raccontato 
: che il suo amante, Carlo Fava¬ 
ra, per uccidere Antonino Rus¬ 
so. avrebbe incassato due mi¬ 
lioni di lire, mentre per quello 
di Gaetano Ragolia, «soltanto» 
500 mila lire. Lo due donne 
hanno svelato altri particolari 
•intercssanb»: agli investigatori 
hanno detto chouna'delle -fa¬ 
miglie» maliose del Belice è 
<omandala» da una donna, la 
moglie del dcfunio boss Frian- 
, 'ccscoAccardo, «. . ■ i..- 
Piera Aiello che insieme a 
Rosalba Triolo per motivi di si- 
. carezza si trova fuori dalla Sici¬ 
lia, sotto protezione dell’alto 
' Commissariato per la lotta alla 

• mafia, ha riferito agli inquiren¬ 
ti, che uno dei killer delle co¬ 
sche del Belice, -camuffa» que- 
sta sua «attività», fingendosi 
omosessuale. . Questa - sua 
•condizione» avrebbe tenuto 

’f lontano ogni sospetto degli in¬ 
vestigatori. Piera Aiello è stata 
inoltre testimone oculare del¬ 
l'uccisione del ■ marito ». ed 
avrebbe riconosciuto anche al- 
• cuni dei sicari che spararono, 
l-a vedova ha anche aggiunto 
che ii marito venne ucciso con 
"il suo stesso fucile, un’arma 

■ che qualche mese prima aveva 
’ «prestato» al suo assa.ssino. 

■ «Quando spararono a Nicolò - 

• ha detto Piera Aiello - riconob- 
bi quel lucile che era in mano 

■ a uno dei killer. Lo riconobbi 
L perché quelle canne le aveva 
' segate proprio mio marito, in 

modo artigianale, con una mo¬ 
la elettrica, quando aveva ten¬ 
tato di uccidere Carlo Favara». 

. Piera Aiello ha raccontato che 
suo marito si era scontrato con 
‘ le cosche avversarie dopo l'uc¬ 
cisione dei padre di Nicolò 
Atria. assassinalo il 18 novem¬ 
bre del 1985. , 


Arrestati il presunto killer e la convivente 

Fu uccìso per una lite 
rawocato abruzzese Fabrìzì 


Atrebbe dovuto chiamarsi «Magnolia» il centro resi¬ 
denziale che l’avvocato Fabrizio Fabrizi vcileva co- 
stuire su un terreno di due imprenditori abruzzesi e 
che gli è costato la vita. Secondo gli inquirenti il no¬ 
to legale abruzzese sarebbe stato ucciso da due uo¬ 
mini d’affari, Alfio Fedele, amministratore del Pe¬ 
scara calcio e il socio Mario Mammarella, in com¬ 
butta con un killere la convivente della vittima. 


■■ PESCARA. Due arresti per 
romicldio dell'avvocato Kabri* 
zio Fabrizi, tl legale divenuto 
nolo per avere vinto la causa 
contro lo .stalo intentala da 
20mila sotioufficiali dei carabi¬ 
nieri per ottenere Tcquipara- 
zione del loro stipendi con 
quella dei poliziotti di pan gra¬ 
do. Il legale fu ucciso la notte 
del sei ottobre scorso con cin- ■ 
que colpi di pustola, m una 
piazza dì Pe.scara. 

In manette <'* finita Patrizia 


Donatelli. 32 anni, s<Dgrelaria c 
convivente deirawocalo Fa- 
bnzi. l'unica testimone dell’o¬ 
micidio. Alovsimdro Pinti, nle- 
nuto rc.scculorc del delitto, ha 
nccvulo in carcere, dov'ò rin- 
chlu.so per duo rapine, l'orduie 
di arresto firmalo dal giudice 
per le indagini preliminari Car¬ 
lo Scars<.'lll. Secondo Anna Ma¬ 
ria Abata, il sostituto procura¬ 
tore di Pescara che conduce le 
indagini il delitto sarebbe avve¬ 
nuto por molivi d'affari. Nei 


giorni scorsi sono già «state in¬ 
viale comunicazioni di garan¬ 
zia per concorso in omicidio a 
due imprenditori abruzzesi: Al¬ 
fio Fedele, -1S anni, ammini¬ 
stratore delegato del Pescara 
calcio ed uno dei più noli uo¬ 
mini d’affan abbr\iz7.es\ c Ma¬ 
rio Mammarella, A2 anni. 

Gli uomini delia squadra 
mobile dirotta da Luigi S<jvina. 
che da mesi lavorano «sul caso 
ritengono che il movente del 
delitto sia da ricercarsi In un 
progetto di centro commercia¬ 
le .su un terreno della società . 
«In.sc*v» di proprietà di Fedele e 
Mammarella, cui era interessa¬ 
to l’awtxi.ito Fabrizi. che non 
mai stato realizzato. 

Li trappola scattò ii 6 otto¬ 
bre scorso. Fabrizio Fabrizi c 
Patrizia Donatelli ricevettero a 
casa la telefonata di un uomo 
(dusso di essere un'agente di 
polizia) che li awcrliva di un 
furto nello «studio nelPavvoca- 


to. Era un pretesto per farti 
uscire di casa. Sulla «strada, a 
quelPora compleiamcnlc de¬ 
serta, un uomo si affiancò alla 
coppia c sparò alTavvocaio 
Fabrizi a disianza ravvicinata. 
Patrizia Donatelli dis«se poi alla 
fK>lizia di aver visto il killct solo 
di «sfuggita c che prima di fug¬ 
gire questi gli avR'bbc intimato 
rii non parlare. 

Gli inquirenti seguivano da 
tempo la pista del delitto d'af¬ 
fari, nid la svolta nelle indagini 
0 avvenuta mercoledì scorso, 
airindomani del sequestro dei 
dcxrumenti amminLstrcitivi di 
una serie di .società per la rea- 
lizziizione di un centro com¬ 
merciale in un’area di 29 mila 
metn quadrati a città Sant’An¬ 
gelo, in provincia di Pe.scara. 
Su quell’area erano in concor¬ 
renza duo società, quella dei 
due imprenditori abnizzcsi e 
quella della impresa «Magno- 
ìia» inte.stata. tra gli altri ad un 
cognato di Fabrizi. 


L’imprenditore stroncato da un’epatite di tipo C 


Muore a Milano Giuseppe Cabassi 
re del mattone, genio del baratto 


È morto a 63 anni Giuseppe Cabassi. costruttore mi¬ 
lanese famoso e discus,so. Cattolicissimo, ebbe ami¬ 
cizie assai dubbie e fu condannato a 5 anni per ban¬ 
carotta fraudolenta. Comprò la Rinascente, mise in 
piedi un grande gruppo assicurativo, tentò la scalata ' 
al Corriere. Acquistò l’Ipsoa e Italia oggi. Ha costrui¬ 
to Milanofiori e il palazzo dello sport di Milano. I fu¬ 
nerali martedì 2'!. , ■ 


■■ ROMA, Era conosciuto co¬ 
me «Pino il sabbiunat» ijcrchò 
la sua lamiRliu aveva latio i .sol¬ 
di con le cave di sabbia. Oppu¬ 
re come il «re del barano» o il 
■re del mattone». Giuseppe Ca- 
ba.ssi, immobiliarista miiancse 
0 morto a 63 unni alle 20 di .sa¬ 
bato nella clinica milanese di 
S. Ambrogio, dove era ricove¬ 
ralo da Ire mesi per una epatite 
di tipo c. I funerali .si .svolgeran¬ 
no martedì 24 . mar/.o nella 
chic.su di S.Giovanni Ballista 


alla Creta, costruista dallo stes¬ 
so CabiLssi. - 

Uomo ctittolicissimo, sposa¬ 
to a Ijura Mastracchi Manes, 
figlia di un industriale pugliese. 

' con otto figli il gronde immobi¬ 
liarista milane.sc ha avuto una 
vita non lunga c scandiUi da 
continue vittorie c disfatte. E 
da molti cambiamenti. È .stalo ' 
lui a co.stnjirc il centro di Mila- 
riofiori, una .struttura di 25 pa- 
' lazzi ai cristallo progettata da 
l-'r.inccsco Clerici. Ed é sempre 


suo il Forum, un impianto 
sportivo polilunz,ionaIc ' di 
20.000 metri quadri che co.sti- 
tui.sce il paLtzz.o dello sport di 
Milano. Ed é ancora suo il pro¬ 
getto di Milanofiori 2000. 

Ma accanto alle realizzazio¬ 
ni, molli lallimenti, molte ami¬ 
cizie discutibili c discus.se, 
molle operazioni a dir poco 
ambigue. Se il re del mattone 
si trova a suo agio nell'Italia 
del dopoguerra dove si ingran¬ 
disce con continui acquisti 
.scambi e ancora acquisti che 
fanno appunto di lui il "re del ' 
barano», ben pre.slo le sue am¬ 
bizioni diventano altre. Prima 
acquista aziende indusuiali 
come la De Angeli Irua, la Pa- ■ 
ramalti. Poi passa sui terreni 
più insidiosi delle assicurazio¬ 
ni e dei grandi gruppi come la 
Baslogi. Anche qui dura poco. 
Passa alla Rinascente che 
compra dagli Agnelli c di cui 


apprezza soprattutto il patri¬ 
monio immobiliare c da II pen¬ 
sa di puntare ancora più in al¬ 
to. È il Corriere che inlere,ssa ■ 
«Pino il sabiunat», un interesse ■ 
che-si dice-sia guidato e fo- . 
mentalo dai socialisti. L'opera¬ 
zione lalliscc ed insieme co¬ 
mincia ad andar male anche 
nel campo delle assicurazioni f 
dove Cabassi aveva messo in¬ 
sieme uno dei gruppi più im¬ 
portanti formato dalla Inter¬ 
continentale, dalla Ausonia , 

' dalla Leveinte, La Sapa. La crisi 
immobiliare colpisce le assicu¬ 
razioni. Cabassi morigeratissi¬ 
mo e cattolico fervente si béc- 

• ca una condanna a 5 anni per 
bancarotta fraudolenta. Il col- 

■ po é duro. Il re del mattone ■ 

■ perde la Rinascente e le com¬ 
pagnie assicurative. Ci riprove¬ 
rà ancora. Nell'87 acquisterà 
ripsoa e Italia oggi. Ancora •< 
conquiste e ancora molte • 
.sconfitte. 











PAGINA 10 


LVNÌTA 


IN Italia 


LUNEDI 23 MARZO 1992 


Milano 

Foto bimbi 
scomparsi-: 
nelle edicole 


M ROMA. Non solo giornali 
e riviste nelle edicole milane¬ 
si. Dal prossimo mese di giu¬ 
gno nei «chioschi» del capo¬ 
luogo lombardo e della pro¬ 
vincia troveranno spazio an¬ 
che le fotografie dei bambini 
scomparsi da casa. L'iniziati¬ 
va porta il nome «Adise», l'As¬ 
sociazione per la difesa del¬ 
l'infanzia scomparsa in Euro¬ 
pa» nata in occasione della 
gara di solidarietà per la 
bambina palermitana Sanii¬ 
na Renda, della quale oggi ri¬ 
corre il secondo anniversario 
della scomparsa. E intanto la 
criminalpol ha fornito le ulti¬ 
me «cifre» sui dispersi: nei 
primi nove mesi del 1990 so¬ 
no scomparsi nel nostro pac- 
■se 2017 bimbi. ..» 

A giugno, dunque, prende 
il via la «ricerca» oeir«Adise». 
Si parte dalla città di Milano e 
nel territorio della provincia, 
ma il presidente dell'associa¬ 
zione Vincenzo Tona ha già 
un sogno nel cassetto: far re¬ 
capitare nelle mani di tutti gli 
edicolanti d'Italia le fotogra¬ 
fie dei bambini di cui si sono 
prerse le tracce. «Abbiamo 
scelto le edicole -ha dichia¬ 
rato Vincenzo Tona -perchè 
solo con questi punti vendita 
siamo certi di - raggiungere 
anche il borgo più sperduto. 
Per noi - ha poi aggiunto il 
presidente deirAssociazione 
per la difesa dell’infanzia 
scomparsa in Europa - è im¬ 
portante raggiungere soprat¬ 
tutto le regtoni del sud*. Pre¬ 
sto, infatti, l'«Adise- prenderà 
accordi anche con i sindaca¬ 
ti degli edicolanti del meri¬ 
dione». 


Barbarossa 

Infortunato 
durante 
una partita 


S FORMIA. Luca Barbaros¬ 
sa, il cantante neo vincitore 
del festlvdl dl'Sanremo', è fini¬ 
to In o.spcdale in .seguido ad 
un incidente accadutogli nel 
corso di una partita di calcio, 
per beneficienza, tra la na¬ 
zionale cantanti e una rap¬ 
presentativa di «vecchie stel¬ 
le» di Formia. Il cantante ha 
rif>ortalo un trauma contusi- 
vo dello zigomo ed un oc¬ 
chio nero. Ne avrà per quin¬ 
dici giorni. • . - 

Luca Barbarossa ' ricopre 
nella «nazionale cantanti» - 
la squadra di calcio che si è 
costituita nel 1981 e che da 
allora ha raccolto circa 15 
miliardi di lire da devolvere 
in beneficienza - il ruolo di 
centroavanti. Ieri sera a quat¬ 
tro minuti dalla ' fine della 
partita, il cantante, giunto da¬ 
vanti alla porta aVveraria, è ri¬ 
masto <hiuso» tra due difen¬ 
sori e il portiere che nel frat¬ 
tempo era uscito. C'è stato 
un contrasto di gioco, dopo 
di che si è visto Barbarossa 
coprirsi l’occhio sinistro con 
la mano ed accasciarsi sulla 
panchina. È stato accompa¬ 
gnato in ospedale dove è sta¬ 
to gioudicato guaribile in 15 
giorni e dimes.so. . " 


Handicap 

Inaugurato 
dal Papa : 1 
un centrò 


■■ ROMA. Un nuovo centro 
per la riabilitazione di bandi* 

■ cappati, soprattutto bambini, ò 

stato inaugurato dal Papa du¬ 
rante una visita alta parrocchia 
romana di San Leonardo Mu* 
rialdo. Il centro, nato dalla col¬ 
laborazione tra Tequlpc del 
neurologo ccco.slovacco Va- 
dar Vo)Uì e l'ospedale «Barn- 
bin Gesù» di Roma, garantirà 
l'assistenza diurna per 130 
handicappati. -Questo istituto 
e lo sforzo del suo staff accen¬ 
da per i molti bambini lo pic¬ 
cole fiamme della speranza, 
del sorriso e della salute», ha 
detto Giovanni Paolo 11. bene¬ 
dicendo il nuovo' centro ed i 
suoi piccoli ospiti, alla presen¬ 
za dei ministri delta Sanità e 
degli Affari Sociali cecoslovac¬ 
chi, ‘t.. i‘>.f- ' ; ' .•/. . . 

In precedenza il Papa, ac¬ 
compagnato dal cardinale Rui¬ 
ni. aveva celebrato la mes.sa c 
SI era intrattenuto con tutte le 
componenti della parrocchia. ' 
Infine anche un gruppo di no¬ 
madi aveva salutato il Papa de¬ 
nunciando le condizioni -inu* 

■ mane» in cui sono ancora co¬ 
stretti a vivere nella periferia 
romana. 


A Parigi le sfilate delfalta moda 
decretano il succèsso dell’eccentrico 
Ovazioni, dunque, per Gaultier e tiepida 
accoglienza a óaveri e Valentino 




Sposa in bianco 
stile carta Menica 


-S* 


Alle sfilate di Parigi trionfano le tuniche e gli abiti- 
gabbia di Romeo Gigli. Tiepida accoglienza per Co¬ 
veri. Valentino propone donne-paggio e signore 
leopardate. Ma i francesi, amanti della moida spetta¬ 
colo, si esaltano solo per gli show eclatanti. Ovazio¬ 
ni dunque per Gaultier. In passerella Chiara Ma- 
stroianni, Jean Cousteau e una sposa vestita di carta 
igienica. 


GIANLUCA LO VETRO 


H PARIGI. «Valentino c’est 
unc mcrd« - commentano due 
Irancetii, ascendo dal defilé del 
bailo romano. A Parigi, dove 
da lunedi scorso si svolgono le 
sitiate donna autunno-inverno 
'92-'93, la moda è spettacolo 
puro. E 1 lrjnce.si che fino a 
mercoledì prossimo rimbalze¬ 
ranno tra gli show allestiti sotto 
1 tendoni della Cour Carré a 
Louvre e quelli negli spazi ur¬ 
bani più incredibili, vanno in 
delizia per le pa.sscrcllc mora¬ 
mente sccnogralichc. L'ap¬ 
proccio degli operatori gallici, 
ben diverso da quelli italiani 


alla ricerca di una moda con¬ 
creta da indossare, risulta evi¬ 
dente fin dairingrcs.so delle sfi¬ 
late dove frotte di strampalati 
creativi nero vestiti patiscono 
anche ore di coda sotto il ven¬ 
to e la pioggia pur dì assistere 
ai fashion show. Il fanatismo 
modaiolo francese comunque 
esplode a stilate come quelle 
di Jean Paul Ckjudier tantoché 
per precauzione lo stilista ri¬ 
corro ad un minacciosissimo 
.servizio d’ordine. Venerdì sera 
gli invitati alla Salle Japy han¬ 
no salulalo con un'ovazione 
modelle rapale a zero o petti¬ 


nate come profughe dell'Est 
con lunghe trecce bionde, 
nonché vestile con giacche 
dalle grosse bisacce posteriori. 
In platea ad applaudire c'era 
Catherine Deneuve. Ma anche 
sul palco si sono visti perso¬ 
naggi quali Chiara Mastroianni 
figlia di Marcello c dcll'aliricc 
francese, l'attrice prediletta da 
Aldomovar, Rossy do Palma e 
addirillura l'oceanogralo Jac¬ 
ques Costeau. Gli italiani un 
po' ammirati e sorpresi com¬ 
mentano «è come se Piero An¬ 
gela sfilasse per Meschino o se 
Blagi andasse sulla passerella 
di Vcrsace». Ma i francesi esul¬ 
tano letteralmente. E raddop¬ 
piano gli appalusi quando 
compaiono travestiti, e donno . 
con copricapi dai tubi metalli¬ 
ci ai quali sono appesi phon, 
spazzole. ros,sctli e bigodini. 
Nel finale con la sposa vestila , 
di carta igienica e un guitto 
che canta o suona tamburi 
scoppiettanti si è vista una vera 
c propria ovazione. Alle sfilale 
di Parigi lo spettacolo può es- 
.sere anche - come .si suol dire 


- «materico»: legato alla mira¬ 
bilia dei tessuti. Ecco dunque 
Koii Tatsuno che incanta il 
pubblico con donne albero c 
abili dai grandi colli di spugna 
dai quali pendono come lo-jo 
decine di altre spugneltc. An¬ 
cora il giapponese bsey Miya- 
kc. nella realizzazione di capi 
poetici cincischiala che si ap¬ 
pallottolano nel palmo dì una 
mano, o Montanà, francese 
abilissimo nel tagliare abiti c 
cappotti in pelle sino a renderli 
sculture aereodinamichc. Sa¬ 
bato sera alla Boursc de Com¬ 
merce è stato inneggiato Ro¬ 
meo Gigli uno dei pochi stilisti 
italiani, insieme a Coveri, Va¬ 
lentino, Galante, Barocco e la 
Massai che .sfila a Parigi. Del 
creatore minimalista i francesi - 
hanno apprezzato soprattutto 
gli abili di lustrini a forma di 
nasse, ceni soprabiti tagliati in 
una gabbia di tutte, i giacconi 
in plastica traslucida effetto via 
lattea c .soprattutto i capi del 
gran finale una crinolina scin- 
ìillante. «Roba - commenta 
una ospite italiana - che se 
metti una lampadina in lesta 



Lettere 


Uno dei modelli della collezione Autunno-Inverno 92/93 presentato a Parigi 


alla modella, sembra uria per¬ 
fetta abatjourv. Già. roba stra¬ 
na. ma perfetta per i Iranccsi, 
Ce n'ò abbastanza per giustifi¬ 
care la tiepida accoglienza ri- ; 
servata alla tranquillissima ’ 
passerella di Coven? Tra la 
commoz.ionc degli amici dello - 
stilista scomparso, prima fra 
lutto Marta Marzolto, la casa 
{ioreritina ha presentato tail¬ 
leur con bottoni gioiello e abili 
da sera illuminali da arcobalc- 
■ ni di lustrini. Ma cos'ò tutto , 
questo di fronte a un abito di •' 
cartaigienica? Persino Valenti¬ 
no non ù nu.scito ad cntu.sia- 


smarc la platea, c non .solo 
quella francese. Lo stilista in 
omaggio alla tendenza della 
donna cattiva, ha pre.sentato 
abili neri chiusi come corsetti 
sadomasochisti da giochi di 
lacci incrixiati ma anche don¬ 
ne tutte in leopardo e paggi 
con la piuma sul cappello di 
sapore mediocvale. Ma per i 
francesi non è ba.Htalo. I^oba- 
bilmentc per i galli non saran¬ 
no sufficienti neanche le pro¬ 
poste di Ferrò che oggi sfila la 
colleziono disegnata per conto 
di Dior con grande rabbia de¬ 
gli sciovinisti. . ' A. . 


Da trenta anni il tentativo mai riuscito di creare un parco nazionale nella zona 
Ora la Regione sarda, ha tre mesi di tempo per firmare l’intesa definitiva con il governo 

Le occasioni perdute del Gennargentu 


Un parco nazionale sul Gennargentu.’ Dopo tren- 
t'anni di qccasioni perdute, sarà la volta buona? La' 
Regione sàrdà'ha tre mesi di tempo per firmare l'in¬ 
tesa definitiva col governo e dare vita finalmente al 
progetto. Preoccupati gli ambientalisti: «Si sta per¬ 
dendo troppo tempo». Anche perché sono rimasti in 
pochi ormai, nei comuni del Nuorese, a non volere 
il parco più controverso d’Italia. 

DAL NOSTRO INVIATO 

PAOLO BRANCA 


H NUORO. Una foto straordi¬ 
naria è stata scattata qualche 
giorno la, sulle coste d'Oglia- 
stra. da un .socio del Wwl: ri¬ 
trae la «foca monaca», uno dei 
rarissimi e-scmplari che a 
quanto pare - nonostante l'ai- 
follanento dei mari - trova an¬ 
cora rifugio nelle grotte e negli 
anfratti marini di Cala Gononc. 
Tra tante polemiche e discus¬ 
sioni, è un altro punto a favore ' 
per i fautori del parco. Por chi, 
lasomma, da anni (.una trenti¬ 
na) sostiene l'eccezionale va¬ 
lore naturale, ambientale c 
paesaggistico dell'area com- 
pre.sa tra il massiccio elei Gen¬ 
nargentu c le coste d'Ogliastra, 
o si batto per un riconoscimen¬ 
to ed una tutela legislativa. 
Scontrandosi con pregiudizi e 
ostilità fortissime, che lianno 
sbarrato la strada ad ogni in¬ 


tervento protezionistico, all'in- 
.segna del vecchio, famoso slo¬ 
gan: «Prima l’uomo, poi il mu- 
fionc«. ' ■ ■ • . . 

• I rapporti di forza, perO, so¬ 
no profondamente cambiati. 
Se SI eccettua qualche comu¬ 
ne come Orgosolo - avanguar¬ 
dia storica del movimento di 
protesta contro il «parco dei si¬ 
gnori», dove, assicura il sinda¬ 
co de Mario Monni, «ancora 
oggi la maggioranza è contra¬ 
ria, a cominciare da quei gio¬ 
vanissimi che all'epoca della 
conicstazione non orano nep¬ 
pure nati», l'atteggiamento del¬ 
ie amministrazioni e delie stes- 
■se popolazioni è profonda¬ 
mento cambialo. Soprattutto 
delle popolazioni: «Sono con¬ 
vinto che se si facesse un refe¬ 
rendum - dice Poppino Mu- 
reddu, già sindaco di Fonni e 
promotore del Comitato per II 


parco - la proposta vincereb¬ 
be neltamcnte ovunque. Lave- ' 
rita è che si 0 perso anche ' 
troppo tempo». 

Adesso potrebbe essere co¬ 
munque la volta buona. Il Gen¬ 
nargentu è stato infatti inserito 
nella legge nazionale sulle 
aree protette, approvata quasi 
in extremis dal Parlamento. Ma 
c'è una condiziono: per istitui¬ 
re formalmente il parco nazio¬ 
nale occorre che la giunta re¬ 
gionale definisca entro giugno 
un protocollo d'intesa con il 
governo. Altrimenti al posto 
del parco nazionale del Gcn- 
nargentu-Golfo di Orosei. si 
prowederà all'Istituzione di 
quello della Val d'Agri. Come 
dire: dopo trenl'anni. non si 
puO più aspettare. E tre mesi 
sono già trascorsi invano. «L'u¬ 
nico allo compiuto sino a que¬ 
sto momento dall'amministra¬ 
zione e dalla burocrazia regio¬ 
nale - denuncia Antonello 
Monni, delegato regionale del 
Wwl - è stato un ricorso alla 
Corte Costituzionale contro 
due articoli “contestati" della 
Icg^. Di questo passo, si ri¬ 
schia di perdere anche questa 
occasione. Sicuramente l'ulti¬ 
ma». 

La prima volta che si C parla¬ 
to del parco è stalo in un tem¬ 
po e in un luogo lontani: un 
convegno a Copenaghen del¬ 


l'Unione intemazionale por la 
conservazione della natura ' 
raccomandava infatti già nel ' 

1956 una «rigorosa protezione» ' 
del patrimonio naturale della ' 
zona, considerato di intereii.se ' 
intemazionale. L’arca inicres- ; 
.sala (oltre 100 mila ettari) rap¬ 
presenta quanto di più antico 
c selvaggio vi sìa nel bacino 
del Mediterraneo. Sono state • 
contale oltre 600 specie di 
piante endemiche, oltre a nu- , 
merosc specie animali in estin¬ 
zione. o comunque rarissime, 
come l'aquila reale, il grifone, 
il muflone, la foca monaca. Un ' 
patrimonic naturale senza ■ 

■ uguali, che potrebbe favorire 
oltrclulto un'alternativa turisti¬ 
ca in un'arca fortemente se¬ 
gnata dalla «monocultura p>a- 
slorale». Non a caso la propo- - 
sta di parco viene inserita nel 
primo piano di rinascita della ■ 
Sardegna, a metà degli anni 
'60. La progettazione è affidata 
alla società Ccncralpiani, che 
presenta il suo studio nel 1967. 

E scoppia il finimondo. Mani¬ 
festa la gente di Orgosolo e di . 
altri paesi interessati, i pa.stori ' 
sono in rivolta per un progetto 
che li priverebbe dei tradizio¬ 
nali pascoli, per far posto ad 
un «parco per i ricchi». «La veri- ' 
là - dice ancora il sindaco di 
Orgosolo - è che quella della ' 
Gcncralpiani era un'operazio¬ 


ne nctlamcnlc ccnlralislica, , 
con una .serie inlinila di vincoli 
a tutto scapito delle esigenze ' 
economiche delie poprolazlo- ' 
ni«. E la proposta cade, prati¬ 
camente sul nascere. Ma l’ar¬ 
gomento non viene seppellito, 
anzi se ne toma a discutere ‘ 
ogni volta che si ipotizzano 
nuove aree protette. ...» • 

La svolta avviene proprio 
nello «storico» '89. Prima sul 
piano istituzionale: il Consiglio - 
regionale vara - .su iniziativa, 
della giunta di sinistra, allora in . 
carica ~ una legge quadro sui 
parchi ■ regionali, che com- i 
prende naturalmente II Gen¬ 
nargentu. anche se con una 
superficie più limitata di quella 
onginaria (60 mila ettari). Poi, . 
sul piano politico e culturale: 
nasce infatti a Fonni il comita¬ 
to per II parco, con ammini¬ 
stratori, tecnici, ambienlalisti. 1 
tempi sono ormai più che ma¬ 
turi. anche per l’awcrsarsi di 
due condizioni: il torte aumen¬ 
to dei territori acquisiti dall'A¬ 
zienda delle foreste demaniali 
(in lutto sono oltre 30 mila et¬ 
tari) c lo "spopolamento" del¬ 
le montagne. «Le leggi di mer¬ 
cato - spiega Mureddu - han¬ 
no costretto i pastori ad ab¬ 
bandonare il campo. Sui 3600 
otinri di terre pubbliche del 
Monte Novu, vicino a Fonni, 
oggi resistono apftena una 


. ventina di pastori, in condizio¬ 
ni assolutamente proibitive. E 
T In questa''situazione è ovvio ' 
che la proptosia del parco in- 
: contri sempre meno remore». 

Che i tempi siano cambiati, - 
' del resto, lo dimosUa anche 
un’altra novità, . impon.sabile 
. solo qualche anno fa: la richie¬ 
sta di far parte del parco di al- 

* cuni comuni «esclusi» dal pro- 

' getto originario. In prima lila, • 
l'amministrazione di Gavoi: 
«Già da tempo - spiega il .sin- 
; dacopds,SalvalorcUi-laco-, 

. .scienza ambienialc è cresciu- 
i ta, la gente ha capito che scn- ■ 
za una tutela ed una valorizza- _ 

' zione delle nostro patrimonio ‘ 
naturale, non c’è possibilità di ’ 
, sviluppo. Il problema, semmai, ; 

• è quello di superare i due 
e.sircmismi che rischiano dica- i 
raltcrbzare il progetto: quello 
di chi dice che non bisogna . 
vincolare nulla e quello di chi 

> sostiene che non si pos,sa fare ' 
alcun intervento nel territorio». . 

I,a paiola, adesso, toma alla 
Regione, che Ita tre mesi di 
tempo per chiudere l'opera- ’ 
/.ione. "Dopo decenni di attc.sa 
-commenta Antonio Dessi, re¬ 
sponsabile ambienic del Pds, 
l'unico partito ad essersi schie¬ 
ralo ufficialmente per il parco 
nazionale - sarebbe assurdo 
non riuscire ad arrivare in lem- ' 

■ po-». - 


Mentre in Italia sta per riuscire il film di Disney 

«Biancaneve è troppo violenta» 
Genitori Usa cóntro la fiaba 


Mentre in Italia vanno a ruba le cassette pirata di 
Biancaneve e i Sette Nani e mentre il capolavoro di 
Walt Disney sta per riuscire nei nostri cinema. dal¬ 
l’America arriva una notizia sconcertante. Un grup¬ 
po di genitori della contea di Duval, in Florida, ha 
«vietato» la lettura della fiaba di Biancaneve agli 
alunni dalla locale scuola elementare. Motivo: trop¬ 
pe scene di malefici, orrori e violenze. 


RENATO PALLAViCINI 


■1 ROMA. Il tipo di notizia ò 
di quelle ncorrcnli c riguarda 
una piccola crociata intrapre¬ 
sa da un gruppo di genitori 
contro situazioni ed immagini 
di violenza che turberebbero 
la psiche infantile. Solo che a 
finire sotto accusa, questa vol¬ 
ta. non sono certi cartoni ani¬ 
mali o l fumetti horror, ma una 
delle fiabe più celebri: niente¬ 
meno che Biancaneve, con tut¬ 
to il contorno dei sette nani. A 
mettere aH'indicc uno dei rac- ^ 
conti più letti c più amati del ” 
mondo sono stali alcuni geni¬ 
tori di alunni della scuola ele¬ 
mentare della contea di Duval, 
tn Florida, negli Stali Uniti. Se¬ 
condo loro. Biancaneve con¬ 
terrebbe scene troppo crude 


da digerire per la sensibilità in¬ 
fantile; una fra tuUe. quella in 
cui la perfida regina ordina al 
cacciatore di uccidere Bianca¬ 
neve (di cui invidia la bellez¬ 
za) e di riportarle, come pe¬ 
gno. il cuore della candida fan¬ 
ciulla. Il cacciatore, come si sa. 
intenerito dalla vista di Bianca¬ 
neve. ucciderà un cerbiatto e 
porterà alla regina il cuore del* 
ranimalc. > , ■ , 

A muovere la truppa dei 
preoccupali genitori america¬ 
ni, non ò stato un soprassalto 
di coscienza ecologico-anima- 
ILsta, ma una paura più gene¬ 
rale. E cosi hanno .sentenziato: 
•Questa favola ò inadatta ai 
nostri figli, se vorranno legger¬ 


la, la madre o il padre dovran¬ 
no assumersene la respon.sabi- 
tità». Risultato: per ottenere in 
prestito il libro dalla biblioteca 
ci vorrà un’autorizzazione 
scritta e firmata dai genitori. 
Non ò la prima volta che acca¬ 
dono episodi del genere negli 
Stati Uniti. E se nel caso di al¬ 
cuni libri del «re» deirhorror, 
Stephen King, il prowidemen- 
to di togliere quei volumi dalie 
biblioteche per i più giovani, 
accampa (a fatica) un mini¬ 
mo di plau.sibilità, nel caso di 
opere dei fratelli Grimm o di 
Walt Whitman c di Mark Twain 
sembra il risultato di una cen¬ 
sura del tutto irrazionale (o 
forse «soltanto sciocca). 

La notizia, aldilà del conte¬ 
sto americano. a.s.sodiato ed 
os.sessionato dalla violenza e 
dove, dunque, il mestiere di 
genitore, forse ò più difficile 
che altrove: ed oltre le teorie 
sul valore culturale c formativo 
delle fiabe, comprese quelle 
impressionanti (ma qual ò la 
favola che non fa paura?), for¬ 
se suggerisce alcune riflessio¬ 
ni. Il «divieto» dei genilon della 
contea di Duval riguarda la fia¬ 
ba scritta. Ma ò abbastanza 
probabile che ad innescare le 


preoccupazioni per la psiche 
dei loro pargoli siano stati ri¬ 
cordi ed impressioni legate ad 
un altro tipo di immaginano. 
Quello, per esempio, del cele¬ 
bre capolavoro disncyario. Fin 
dalKuscita di Oianamrot' e / 
Sette Nani, nel 1937. e in occa¬ 
sioni delle varie nedr/aoni 
(l’ultima, restaurata nella co¬ 
lonna sonora originale, uscirà 
proprio questi giorni none saie 
Italiane) più di un critico avan¬ 
zò il sospetto che alcune «scene 
del cartone animato non fos¬ 
sero adatte ad un pubblico in¬ 
fantile. Dunque sotto accusa, 
te.sti cd immagink i libri, dopo 
il cinema, la tv e le videoca.s- 
scttc. 

Qualche commento di 
esperti, • sull’interdizione di 
Biancaneve dalle biblioteche 
scola.stichc americane, ha (at¬ 
to giustamente notare; come il 
rischio di leggere od assistere a 
situazioni cd episodi paurosi 
non sia p>oi cosi grave: a patto 
che i più piccoli, in quelle cir¬ 
costanze, abbiano qualcuno 
iiccanto con cui condividerle. 
Violenze, paure, dolori, persi¬ 
no il concello di morte. pos.so- 
no essere assimilati ed elabo¬ 
rati se il bambino non si sente 



Un’immagine della ««Biancaneve» di Walt Disney 


completamente abbandonato 
a quegli «stimoli. Se può conta¬ 
re su fjualcuno che lo aiuti a ri- 
cono«scerc 'chc fanno parte 
della realtà (oltre che della 
fantiisia) e possono e.s,sere ri¬ 
dimensionati, persino combat¬ 
tuti. Cìrcastunza, purtroppo, 
assai comune nell'epoca della 
«baby-,siucr elettronica». In* 
«somma quegli adulti america¬ 
ni troppo benpensanti (ma gli 
esempi non mancano ancfic 
da noi), più di preoccuparsi di “ 
cosa \^ono o leggono i loro 


figli, fareblxro bene a preoc¬ 
cuparsi di come vedono o leg¬ 
gono. Un pK)’ meno ustitutorl c 
padroni, dunque, c un po’ più • 
padricmadri. . r. 

Con,sentitcci. un ’ paragone 
azzardato, l genitori di Duval. 
in Florida, ci fanno pensare ad 
Andreotti c Pasquarclli chc . 
hanno vietato Samarcanda 
perche* mostrava orrori c pau¬ 
re, disperiizioni cd indignazio¬ 
ni di «figli» di quc«sio Staio che 
. vorrebbero accanto a loro nel 
momento del pencolo. 


Emandpazione 
e differenza... 
nel lavoro 


■fi .Art ORi'ii appro.s,simars: ■ 
dcll'8 inarco la «lampa dedi¬ 
ca più .spazio all’infùrmazio- 
nc riRuardanlc i «proi’rcsi.i» 
falli dalle donne nel corso di 
questi anni «densi di eman¬ 
cipazione». E ormai i luoghi 
comuni a riguardo non imi- 
.scono più a tal punto chc 
quando si parla con maschi * 
di qualunque età non fanno • 
che .sciorinare il ritornello : 
che ormai le donne hanno 
raggiunto l'uguaglianza in 
ogni campo c farebbero be¬ 
ne a smeitcre di lamentarsi. 

Poi dal fondo caramello- ' 
so di questa presunta ugua¬ 
glianza arrivano le ingiusti¬ 
zie di .sempre, le sopral'fazio- 
ni mai superate c le sconfitte 
oggi più amare perchè gio¬ 
cate non solo sulla pelle del- ‘ 
le donne, ma perchè giocate 
in barba ad una legislazione 
di tutela del lavoro, della 
maiemilà, dello pari oppor¬ 
tunità ccc... • ^ 

È di alcuni giorni fa la no- , 
tizia dei contratti riduttivi 
delle liberta civili di alcune ' 
operaie in una ditta marchi¬ 
giana, che le ha costrette a ■ 
rinunciare per qualche anno 
a sposarsi, se nubili, a non 
avere figli, se sposate, Un ' 
esempio per tutte questo, 
ma chis.sà quante altre clau¬ 
sole nascoste non vengono ‘ 
alla luce' .. 

Eppure non c'è bi.sogno 
di andare a corcarle troppo 
lontano da Romano di Ldia 
(Bg). anche qui una dilla 
col suo imprenditore ha li¬ 
cenziato un'operaia rea di 
aver preso alcuni giorni di, 
malattia. E alle proteste del¬ 
l’operaia .si è aggiunta an¬ 
che l’umiliazione delle per¬ 
cosse che l’hanno costretta 
a recarsi in ospedale. ,. - 

Per la donna lavoratrico, ' 
soggetta ancora a subire il 
peso del doppio lavoro, fuo¬ 
ri e a ca.sa, continua dram¬ 
maticamente la negazione 
dei più elementari. diritti: 
l’autodclerminazionc, la sa¬ 
lute, la malcmità ecc..., no- 
nostanle una leg'islazionc, 
chc è tra 'fè plù'^svanzatc' 
d'Europa. ■ . .. < 

■Qual) compìicilè ne tmpe^ ' 
discono realmente l'appli- • 
cazione? Bastano soltanto le 
leggi a modificare le menta¬ 
lità, la cultura, la quotidiani¬ 
tà dei comportamenii tra 
uomo c donna? . , ■ 

I latti soprannominali et 
fanno dire di no! 

II pcmianere di mentalità 
c culture ostili alle donne fi¬ 
nirà. alleala col sistema di 
potere, col permettere le re¬ 
strizioni legislativo, come sta ' 
avvenendo con l'adegua¬ 
mento alle normative Cee. -• 

l»iù tragico ci appare il fu¬ 
turo di fronte ad una crisi 
economica che renderà an¬ 
cora più ricattabili le donne, 
se non si troverà i! coreiggio 
di denunciare il muro di 
omertà attorno .ni quale pro¬ 
sperano le complicità anche 
delle stesse donne in stato di 
bisogno. ■«•• - 

Auspichiamo in tempo 
non troppo lontano che 
questa società sia fondata 
non sul diritto dell’uno (mu¬ 
schio) ma sul diritto del due 
(maschio e iemmina), per¬ 
chè crediamo che non ci sa¬ 
rà mai nè giustizia vera nè li¬ 
bertà .se l'ion si ri.sancrà quel- ■ 
la violenza antica c millena¬ 
ria mai sopita che ha altri- ' 
buito all'uomo un più c alle 
donne un meno. ■ - , 

• Grappo lidi. 

Romano di L.dia (Bg) 


Il tempo 
pieno va 
potenziato 
non abolito 


fregio direttore*, men¬ 
tre Governo e sindacati sono 
impegnali per il rinnovo del 
contratto a .scuola vorrem¬ 
mo proporre alcune consi¬ 
derazioni «sulla scuola a 
Tempo Fieno, che non rite¬ 
niamo affatto un «fantasma 
del pa.ss;ito» come da alcu¬ 
ne parti si vuol far credere. 

Che il Tempo Fieno sia at¬ 
tuale lo dicono ragioni di or¬ 
dine sociologico e ancora 
più fortemente ragioni di or¬ 
dine pedagogico. La moder¬ 
nità ha fatto emergere strut¬ 
ture di esistenza c perciò do¬ 
mande sociali chc si disco¬ 
stano da quelle del pa.ssalo, 

11 lavoro oggi ò diventato 
una necessità per donne c 
uomini, ragioni di ordine 
c*conomlco e personale in¬ 
ducono anche le donne ad 
e.scrcitare la loro persona ' 
non solo dentro le mura del¬ 
la ca.sa ma anche, c motto, 
fuori, nella polis. 

Noi lutti capiamo che il 


proces.so ò irreversìbile, 
qualsiasi rimpianto dei «bei 
tempi passati» ò inutile e 
controproducente, come so • 
SI rimpiangesse Tetà in cui 
gii uomini orano divisi in li¬ 
beri e schiavi, . . 

Alcuni mesi fa !a legge n. 
125/91 "Azioni positive per 
le Pari Opportunità» ha ulte¬ 
riormente avvaloralo, stimo- • 
landoli ancora, questi pro¬ 
cessi di cambiamento. • 

La scuola devo saper ri- 
sfjonderc oHh domanda di 
madri c padri che ]avv.r?.no. ‘ 
da vent’anni ii Tempo Pieno ' 
nella scuola «statale iia in«- « 
ziato ad accennare un'eco ^ 
di rispsota, ora questo ac¬ 
cenno deve diventare prò- ' 
«senza sociale adeguata. »« 
E questo può essere og¬ 
getto di contrattazione sin¬ 
dacale. Inoltre il Tempo Pie- ‘ 
no deve essere svincolalo da 
meccanismi burocratici di ' 
territorialità. 

Se queste sono considera¬ 
zioni di ordine sociologico ' 
di CUI «si può vedere la ragio¬ 
nevolezza, ce nc sono ben 
altre di ordine pedagogico e ' 
di psicologia dell’età evolu- 
ijva chc alle prime comun- i 
que sono strettamente con- 
ncs.se. • ' 

Tralasciamo, per motivi di ‘ 
spazio, una riflessione sulle 
attività di apprendimento c ‘ 
su quegli aspetti di struttura¬ 
zione individuale del sapere ) 
e di e.sercilazione tecnica " 
personale che ■ alunne c ' 
alunni possono compiere in 
un contesto scolastico come 
ilTompo Pieno, chc consen¬ 
te per molte ore al giorno la ' 
fruibilità di un rapporto con ì 
coetanei c con le insegnanti. •* 
Ci spostiamo subito sul- ’ 
l’asse della strutturazione 
della vita sociale e pcnsia- ! 
mo ad una co.sa semplice: il 
gioco. Sappiamo tutti, infat¬ 
ti. che il gioco ò matrice di ' 
una vasta gamma di compe- * 
lenze della vita di relazione. “ 
Molte bambine e bambini * 
di oggi non giocano, guar¬ 
dano la tv c la guardano an¬ 
che male. ' 

Quando tornano a casa 
da scuota, il pomeriggio ' 
spes.se son^ soli, «soli nel • 
sen.so di senza coetanei. 1 ^ 
condomini c il lavoro dei ge- ' 
nitori hanno neces«saria- ' 
mente quaslo .sbocco. . • 

In una «scuola a Tc»mpo 
Pieno, il temjx del gioco c 
della vita spontanea con le ’ 
cixtancc e i coetanei nelle 
duo ricreazioni ha una dura- - 
td di quasi un'ora c mezza al ' 
giorno: un lusso e un privile-. 
gio con i tempi che corrono. ‘ 
In realtà la sperimentazio¬ 
ne di una vita sociale spon- 
tcsnea ò una necessità per* " 
ché nelle bambine o nei '' 
bambini possano fomiarsi 
' cd equilibrarsi le strutturo 
della vita di relazione. l..a vi¬ 
ta sociale non si dà «senza 
e.scrcizio, e l’attività ludica, t 
chc stimola il «sorgere - di 
strutture dì relazione portan- - 
ti, ò questo esercizio. B il la¬ 
voro spontaneo c prezìo.so ' 
deirclà infantile. Il gioco ò ^ 
una struttura in sò piena: vi ^ 
SI .sviluppano comunicazio- ** 
ne. ■ linguaggio, ' apprendi- ' 
mento, creatività, controllo.. 
impegno,passione. - 

L'cspcnenza infantile di 
questi aspetti della vita psi- “ 
chica ò condizione di cresci-. 
IdC di equilibrio relazionale. \ 
l-a scuola deve poter ri- 
sf>onderc al bisogno delle 
bambine c dei bambini di ' 
formarsi corno es«seri «sociali ' 
pieni. ' -■ -« -• ■•«■• • 

La scuola del ’l’cmpo Pie*. 
no risponde a questa necc«s- • 
sità, crediamo. Dunque va 
sostenuta con lucida deler- 
minazionc. .-v» 

Laura Cima, EMa Franco. * 


Ricudamo à 
( in fretta) ì nostri 
rapporti? 


Siamo un gruppo di « 
beile ragazze di Trcvi.so c ' 
condividiamo . pienamente _ 
la frase detta da un critico di ’ 
Sanremo nel corso della tra- 
smi.ssionc televisiva «Mattina 
2» di domenica 1" marzo, 
sulla signora Panetti. '■ 

«La Panetti ha sfoggiato 
vestili chc mostravano tutte 
le sue nuove forme c le sue 
gambo storte». Avere le gam¬ 
be storte non ò un disonore, . 
ma presentare Sanremo con ' 

10 stile di una venditrice di 
creme dimagranti ò deplore¬ 
vole. È pure disdiccvole che 

11 no.slro giornale preferito 

(L'Unità) abbia scritto chc 
la più brava ò stata la Pariet- 
ti. Forse su suggerimento di 
qualche filosofo? * ■ • 

l complimenti da parte 
nostra vanno alla cla.ssc del¬ 
la solare Carluccì e alta sim¬ 
patia della bionica Nelsen. . 

Con l'Unità probabilmen¬ 
te ricuciremo i rapporti ma 
IXT questa tornata elettorale 
voteremo Rifondazione co¬ 
munista. « 

Curia, Tiziana, Grazia 
Gabriella. Silvia. 

Treviso 

















lunedì 23 MARZ01992- 


Economia E Lavoro 


PAGINA 11 L'UNITÀ 


La politica seguita dalla Treuhand 
Tente incaricato di privatizzare le aziende 
dell’ex Rdt, sta trasformando i Lànder 
dell’Est in un vero deserto industriale 


Critiche dei sindacati. La Spd e la Cdu 
attaccano e chiedono più risanamenti 
e meno chiusure. Pochi compratori, il 90% 
delle fabbriche rischia lo smantellamento 


Malavìa tedesca alle privatizzazioni 


Più risanamenti e meno chiusure; i sindacati, la Spd 
e la Cdu dell’Est all’attacco della Treuhand, l’ente 
incaricato di privatizzare le aziende della ex Rdt. La 
politica adottata finora sta trasformando i LSnder 
dell’Est in un deserto industriale. Aumento della di¬ 
soccupazione e distruzione di risorse economiche 
rischiano di costare di più di un equilibrato interven¬ 
to della mano pubblica. 

■ - ' DAL NOSTRO CORRISPONDENTE 

PAOLO SOLDINI 


H BERLINO. La Treuhan- 
danstalt è sotto tiro. Il che 
non è una novità: da quando , 
ha cominciato a funzionare. ' 
l'ente incaricato di privatiz¬ 
zare le aziende della ex Rdt 
non è mai stato molto amato, ' 
men che mai nei Lànder del¬ 
l’est. Che dovesse intervenire 
con la freddezza d'un chirur¬ 
go su un corpo malato, af- 
tondando il bisturi senza 
troppa pietà, lo si sapeva dal¬ 
l'inizio, ma l’esperienza dei 
mesi successivi ha convinto 
molti, a torto o a ragione, che 
la cura stesse diventando 
peggiore del male. E potreb¬ 
be andar sempre peggio: del¬ 
le 5000 aziende che la 
Treuhand deve ancora «smal¬ 
tire» si calcola che una gran¬ 
dissima maggioranza -forse il 
90% se continueranno a vale¬ 
re i criteri adottati finora- do¬ 
vrà ciiiudere i battenti perché 
non troverà compratori. In 


UN PO’ 
DI VELENO 

ANQBLO 
DB MATTIA 



Dopo il 6 aprile 
se^ di vita nuova 
anche dalla Borsa? 


■1 Se si eccettua un anonimo strillo sull'operazione 
Cementir, per la verità venerdì le grida di Borsa non si 
sono trasformate in grida di contestazione, come qual¬ 
che «velenoso» forse avrebbe voluto. Eppure, non si può 
dire che il classico pragmatismo andrcottiano del «tutto 
s'aggiusta» abbia sortito un'ottima prova: la freddezza 
raccolta, il gelido... silenzio del salone delle «grida» alle 
parole dell’on. Andreotti che per la prima volta in vita 
.sua metteva piede a piazza Affari - per una iniziativa cui 
non erano estranei moventi elettoralistici - non è stata 
forse migliore di una contestazione. 

Eppure Giulio Vllf regnante, la Borsa ha ottenuto mol¬ 
te delle nuove regole: le Sim, l’Insider Trading, l'Opa, 
l’Anti-Trust, e cosi via, per la verità promosse per la 
maggior parte da iniziative parlamentari. Ma se ciò va 
ascntto all’attivo, il mondo della Borsa ha potuto anche 
verificare un «post finale» di leg'islatura non proprio 
commendevole: è stata affondata la legge sulla Re auto 
con indubbi riflessi di Borsa; ci si é impegnati in una ga¬ 
ra contro il temf>o per varare una importante operazio¬ 
ne di dismissione (la Cementir) prima che entrasse in 
vigore la legge sull’Opa; la leMe sulle dismi.ssioni degli 
enti economici e delle aziende barcolla paurosamente 
sotto i colpi della sua assoluta inadeguatezza e dei siluri 
di un'ampia parte dell'ormai attaccaticcia maggioranza 
tenutainsiemedaAndrerotti. ■■• •• 

Ma chi guarda alla Borsa, può vedere anche l'assenza 
di strategia sui necessari prossimi interventi di riforma. 
Non bastano le regole, che vanno tuttavia completate e 
raccolte finalmente in un testo unico. Occorrono un ge¬ 
nerale statuto del risparmiatore e nuovi attori, che si 
chiamano fondi chiusi, fondi pensioni, public compa¬ 
ny. azionariato diffuso, forme avanzate di democrazia 
economica, • 

Per questa strada l’a^^ancio con le strategie di politi¬ 
ca del bilancio e di politica economica tout court é evi¬ 
dente. Certo, pesano sull’apatia di una borsa, che nep¬ 
pure le Sim sono riuscite a svegliare, le incertezze delle 
prospettive elettorali. Ma pesa soprattutto la carenza di 
una strategia economica che si aggiunge alle difficoltà 
della congiuntura. Un governo che ò costretto ad am¬ 
mettere la necessità di una legge finanziaria «bis» a mag¬ 
gio (e, forse, più in là di una «ter») non é certo con le 
carte in regofa per fare i consueti richiami all'Europa e 
per ricordare che le previsioni d’entrata dei ISmila mi¬ 
liardi delle privatizzazioni vanno certificate a consunti¬ 
vo anche p>er ottemp>erare agli accordi di Maastricht. 

Forse in Borsa vi era anche chi, magari sull’onda del¬ 
la francese legge Berogovoy, era in attesa di accattivanti 
indicazioni in campo fiscale, che Andreotti ha fatto be¬ 
ne a non inseguire. Si tratta di materia da affrontare, ma 
in un contesto organico di riforma. E certo non manca¬ 
no, a piazza Affari, aspirazioni corporative. Ma su tutto 
farebbe premio una solida politica economica che non 
c’è e una vera politica dei redditi, di tutti i redditi, altret¬ 
tanto assente: il che non dà fondamento ai ricorrenti 
piani di rientro del debito i cui effetti spiazzano la Borsa. 

In queste condizioni, a veder bene, neppure Andreot¬ 
ti poteva compiere il miracolo di ottenere entusiasmo. 
La Borsa, si sa. è come la coda del cane che 6 piegata e 
non si muove quando l’animale non sta bene. Scodin- 
zoleràL il cane, il 6 aprile? C’è da augurarsi di si, ma per 
un serio passaggio di mano nella conduzione della co¬ 
sa pubblica. ' 


temative. 

Alla vigilia dell’unificazio¬ 
ne monetaria tra le due Ger¬ 
manie, nell'e.state del 90. gli 
esperti ragionavano sul '«mo¬ 
dello 30-40-30», .secondo il 
quale un 30% delle imprese 
deil’est sarebbero state red¬ 
ditizie, magari con qualche 
piccolo aggiustamento, un 
40% sarebbero sopravvi.ssutc 
con ristrutturazioni profonde 


e .solo il residuo 30% non 
avrebbero avuto speranze. 
Meno di due anni dopo, nes¬ 
suno parla più di «modelli» e 
restano solo i fatti, le ristruttu¬ 
razioni e gli ammodcm.i- 
mcnti sono rare eccezioni e 
non superano il I0'% dei casi 
trattati, la norma sono le li¬ 
quidazioni, le chiusure pure 
e semplici o le .svendite a 
prezzi simbolici. Tra quelle 


gran parte si tratta di imprese 
piccole e medio-piccole, che 
moriranno In silenzio rove- 
.sciando su un mercato del 
lavoro disa.strato come nes¬ 
sun altro aH'intemo d’un 
paese industriale avanzato 
(tra disoccupati dichiarati e 
variamente mascherati nella 
ex Rdt si viaggia ormai verso i 
tre milioni su una popolazio¬ 
ne attiva di nove) altre centi¬ 
naia di migliaia di disperati. 
Ma tra le 5 mila ci sono alme¬ 
no 200 aziende che attual¬ 
mente occupano più di mille 
lavoratori, imprese intorno 
alle quali ruota l'economia di 
intere regioni, poli industriali 
che altrove, ma non negli uf¬ 
fici berlinesi della Treuhand, 
verrebbero definiti «strategi¬ 
ci». Scompariranno anch’es- 
si? Se la politica resta quella 
attuale si: il criterio della red¬ 
ditività pura, calcolata azien¬ 
da per azienda, non lascia al- 


_ * 



CONTROLLORI 
STOP ALLO SCIOPERO 
DI DOMANI 

Voli regolari martedì 24 mar¬ 
zo. 1 sindacati confederali 
hanno infatti sospeso lo .scio¬ 
pero del personale dell’Anav 
(l’azienda nazionale di assi- 
.stenza al volo, da cui dipen¬ 
dono, tra l’altro, i controllori 
di volo). Lo hanno reso noto 
CgiI, Cisl e Uiltrasporti speci¬ 
ficando di averaccolto l’invi¬ 
to rivolto loro dal ministro dei 
Trasporti Carlo Bernini «in 
considerazione dell’appro¬ 
vazione, da parte del consi¬ 
glio dei ministri del contratto 
di lavoro e dell’impegno del 
ministro di una veiìfica, a 
breve termine, con i sindaca- ' 
ti della deliberazione del 
consiglio dei ministri stes.so». 

1 sindacati si sono tuttavia n- 
servati «immediatamente do¬ 
po la verifica di riprendere 
ogni libertà di azione, nel ca- 
.so in cui i contenuti della de 
liberazione adottata non fos¬ 
sero corrispondenti alle giu¬ 
ste aspettative dei lavoratori». 

Diverso invece l’atteggia¬ 
mento dei sindacati autono¬ 
mi Cila-Av e Asda Quadri-Ci- 
da che invece per lo stes.so 
giorno di domani hanno pro¬ 
clamato uno .sciopero degli 
«uomini radar» con le .se- 

? ucnti modalità: dalle 7 alle 
4 p>er il personale tumantc e . 
dalle 8 alle ! 6 per quello non 
tumante. Gli autonomi han¬ 
no .motivato la loro decisione 
con «i tentennamenti ed i 
continui rinvìi, la mancanza 
di volontà nello snellire le 
procedure di approvazione» 
del contratto nazionale di la- 


ENTE FERROVIE SPA? 
CONTRARIA 
L’AUTONOMA HSAFS 

La CommLs.sione Cappugi 
sulle privatizzazioni ha pro¬ 
posto la trasformazione del- 
i’Ente Ferrovie dello Stato in 
una società per azioni, e già 
incontra le prime ostilità. Al¬ 


l’insegna del «privato non 
sernpre è pulito ed efficiente» 
la Fisafs-Cisal dice no alla 
proposta, vedendo in perico¬ 
lo soprattutto il sistema pen¬ 
sionistico dei ferrovieri, an¬ 
cora nel regime pubblicisti- 
co. «Ci opporremo con tutti 
mezzi a queste manovre - di¬ 
ce il segretario generale, An¬ 
tonio Papa - che, peraltro, 
un governo che voglia defi¬ 
nirsi tale non deve far passii- 
re». Il timore di Papa è che la 
trasformazione in Spa sia il 
veicolo di transito per una 
massiccia privatizzazione 
delle attività più redditizie 
dell’Ente. «Nessuno acquiste¬ 
rebbe in loto le Fs - sostiene 
Papa - ma solo spezzoni di 
rete c di attività, come ad 
e.sempio, .il patrimonio im¬ 
mobiliare c rete fondamenta¬ 
le. Certamente lutto il rc.sto: 
reto di carattere sociale c po¬ 
polare, attività meno redditi¬ 
zie. sarebtie Lasciato allo Sta¬ 
to». 

METALMECCANICI 
NUOVE ADESIONI 
PERLAFLM-UNin 

Il nuovo sindacato dei niot.il- 
mccctinici Firn Uniti-ha reso 
nolo oggi di aver ricevuto nu¬ 
merose nuove adesioni: me¬ 
tà della segreteria della Firii- 
Ci.sl lomb.ìrda, compreso il 
.segretario generale, ha la¬ 
sciato il sindacato confede¬ 
rale por tiderirc alla nuova 
organizzazione, naia otto 
mesi fa su iniziativa dcH'ex 
segretario della Rm-CisI lom¬ 
barda, Piergiorgio l’Iboni. In 
una nota ditfusà a Milano, la 
Firn 'Uniti precisa che «lascia¬ 
no la Fini Ci.sl per aderire alla 
Firn 21 componenti su 40 del 
comitato direttivo 106 dele¬ 
gati di fabbrica ijrecederile- 
mente i.scntti alla Fini», Se¬ 
condo 1.1 Filli, i sindac.ili 



: ì ‘ 





.«A* .-«.lisi 



f ià pas.sale al vaglio della 
renhand e quelle in attesa 
degli «esami», oggi ci .sono 
nel Lànder orientali meno di 
250 aziende con più di mille 
lavoratori, che impiegano 
tutte insieme 670mila perso¬ 
ne, e sono |Kx;he decine lo 
imprese con più di 5 mila di- 
(wndcnli. Secondo Wolfgang 
Roth, re.sponsabilc economi¬ 
co della Spd, «si sta finendo 
concretamente il pericolo di 
una desertificazione dell’in¬ 
tero panorama industriale 
della Gemiania onentale». E 
gli effetti non si .sentiranno, 
come già si sentono, solo sui 
piano sociale, ma anche sul 
piano economico. Mantene¬ 
re un esercito di disoccupati 
che continua a crescere co¬ 
sterà sempre di più. in sussidi 
diretti o in forma di ammor¬ 
tizzatori sociali, mancheran¬ 
no .sempre più gli introiti fi¬ 
scali, ma. soprattutto, verrà 
meno quclPos-satura produt¬ 
tiva. sia pure debole, sia pure 
malata, che sola potrebbe 
rappre-sentare la base intor¬ 
no alla quale aggregare nuo¬ 
vi inscNliamenti, nuovi inve¬ 
stimenti. 

I .socialdemocratici, come 
già avevano fatto in passato i 
sindacati, reclamano perciò 
un indirizzo «profondamente 
diverso» in materia di priva¬ 
tizzazioni. Si tratta, come 
spiega Roth illustrando i! pro¬ 
getto di leggo che il suo grup- 

§ o si appresta a presentare al 
undestag, di far tesoro delle 
esperienze della ricostruzio¬ 
ne postbellica nella Germa¬ 
nia occidentale, che preve¬ 
deva «il risanamento dì 
aziende o di parti di aziende» 
.scelte con criteri •strategici». 


Cipputi 


confederali negli ultimi tem¬ 
pi «hantto avuto l’opixrslo di 
un comportamento normale 
di qualsiasi sindactito demo¬ 
cratico. che avrebbe dovuto 
come minimo chiedere la 
proroga della scala mobile 
del '92. in attesa di un nuovo ’ 
accordo. A Roma - pro,scgue 
la nota dalla Rm Uniti - Cgil, > 
Cisl, Uil continuano a fare ac¬ 
cordi aziendali sulle ristruttu¬ 
razioni come Aii-saldo, Ale- 
nia. Olivetti, che chiudono 
fabbriche e accettano cassa 
integrazione a zero ore». 

DISCUSSIONE 
SINDACALE A MILANO 
FINISCE A TESTATE 

Lite Ira due sindacalisti con 
testala finale e ricorso alle 
cure del medico, L’epLsodio 
è stato segnalato oggi dalla 
Cisl inilarie.se in un comuni¬ 
cato in cui sì riferisce che un 
rappre.sentante, sindacale 
della Cisl Ferrovieri è .stato 
colpito con una testata al vol¬ 
to da un collega della dele¬ 
gazione Uil al termine dì una ' 
discussione .sorta .subito do- 
(x> la fine della trattativa sin¬ 
dacale fra la direzione delle 
Ferrovie dello .stato ed i rap¬ 
presentanti del . personale, 
nella sede milanc.se di Porta 
Ganbaldi. Secondo il comu¬ 
nicato Andrea Nocita, dele¬ 
gato di impianto della Uil, al 
termine di una discu,s,sione 
ha «usato la te.sla come una 
clava contro il rappresentan¬ 
te della Cisl, Crispino Coma, 
anch’egli delegalo di impian¬ 
to. Coinii è dovuto ricorrere 
alle cure del medico delle 
Ferrovie dello stato di Milano 
centrale. Il segretario orga¬ 
nizzativo della Fu Cisl regio¬ 
nale. Faii.sto Issposito, ha 
mandato slamane una Iclte- 
r;i al direttore compartimen- 
t.ile delle Ferrovie dello stalo 


nonché, «in casi particolari». • 
anche la loro «assunzione 
nel patrimonio federale». La ■ 
Spd chiedo che si esamini 
anche la possibilità di una ■ 
«holding industriale» alimen¬ 
tata con denaro pubblico. > ■ 

DK'erso nei particolan ma ' 
coincidente nell’obiettivo di ’ 
fondo è il progetto caldeggia¬ 
to dalla Cdu dell’est, i cui 62 • 
deputali al Bundestag, pro¬ 
prio ieri, hanno avuto sul 
problema della polìtica indù- ' 
striale un lungo incontro con 
il cancelliere Kohl. I democri- « 
stiani orientali ritengono ' 
«ineludibile», per un periodo i 
di tempo «transitorio», lo scol¬ 
ta del risanamento per un • 
numero «limitato» di «grosse 
aziende di importanza strut¬ 
turale» che vengono giudica¬ 
le «passibili di riconversione» 
con «la partecipazione (fi¬ 
nanziaria) della federazione 
e dei lànder». Nello stesso ' 
tempo, dovrebbe essere ac-, 
cclerata, invece, la privatiz¬ 
zazione delle imprese più ' 
piccole, .soprattutto quelle 
che vennero statalizzate, nel- 
l’allora Rdt, nell 972. 

Le richieste dì riforma del-' 
la Treuhand, ma più in gene¬ 
rale della politica industriale 
del governo nei Lànder del- ’ 
l’est, riaprono cosi una di-. 

■ scussione che, in Germania 
forse più che altrove, divide ' 
da sempre gli economisti e i ’ 
responsabili jKilitici- in quali 
condizioni, c fino a che pun¬ 
to, è auspicabile l’intervento 
della mano pubblica nei 
meccanismi del libero mer¬ 
cato? L’impostazione che fu ’’ 
data dai dirigenti di Bonn alla ’ 
riconversione economica > 
dell’est al momento dell’iini- 


ed alle segreterie di Cgìl e Uil 
denunciando «l’improprio 
U.SO della testa come corpo 
.contundente» e comunican¬ 
do che la delegazione della 
CLsI «non parteciperà in futu¬ 
ro a nessun incontro a qual- 
sia.si livello, se sarà pre.sente 
ilNocitd. , ; 

OSSERVATORIO PDS ' ' 

SULLA SPESA PUBBUCA 
NEL MEZZOGIORNO -- 

Si è costituita pre.sso l’area 
per il Mezzogiorno della Di¬ 
rezione del Fds, diretta da’ 
Antonio Ba.s,solino. un «Os¬ 
servatorio» sulla spesa pub¬ 
blica in Italia meridionale. Lo 
compongono quattro autore¬ 
voli studiosi: Ada Becchi, 
Franco Caz'zola, Mario Ccn- 
tomno. Augusto Graziani. Es¬ 
si avranno il compito dì veri- 
beare l’ulililà c la produttività ' 
dei finanziamenti pubblici 
nel sud, e intanto dì segnala¬ 
re, al fine di contrastarlo, l'u¬ 
so clentclarc che dì essi si fa 
in campagna elcltoralc. «Io 
facciamo - ha detto Antonio 
Bas.solino -, c.ssendo stati tra 
I principali protagonisti della ' 
-accolta di firme per il refe¬ 
rendum sull’intcrvenlo 
straordinario, a nome di quel 
milione c duc'centomila cit¬ 
tadini che hanno cluc.»to di 
cambiare radicalmente , le 
[xjlitiche pubbliche verso il 
Sud d’Italia». 


Capitali europee a confronto in una 
iniziativa della Fondazione Agnelli 

D caso Italia 
Tutto lo Stato 
in una città 


È fatale che Roma accentri tutte le funzioni di rango 
nctzionale mentre gli altri paesi europtei si muovono 
verso il modello di «capitale allargata»? I pericoli, i 
costi e l’inefficienza del «centralismo burocratico» e 
i nuovi possibili poli del decentramento italiano in 
uno studio promosso dalla Fondazione Agnelli. Il" 
confronto con quanto avviene in Francia, Germania 
e Gran Bretagna. , • 

ANDREA UBERATORI 


ficazione tedesca è stata, co- 
m’è noto, rigidamente liberi¬ 
sta, un po’per reazione alla 
percezione dei guasti indotti 
dal pesante dirigismo del 
«socialismo reale», un po’per 
un vizio che ancorava le scel¬ 
te a «una ideologia del mer¬ 
cato da tempo superata», co¬ 
me ha detto recentemente il 
presidente « della ■ Spd ’ En- 
gholm, e che scontava disin¬ 
voltamente la contraddizio¬ 
ne tra la severa obbedienza 
alle leggi di mercato chie.sta 
• ai cittadini dell'est e i molti 
strappi concessi, per ragioni 
sociali o d’opportunità politi¬ 
ca, ai tedeschi dell’ovest im¬ 
piegati in settori in crisi, co¬ 
me l’acciaio o l’attività mine¬ 
raria, o considerati «strategi¬ 
ci», come l’industria aero¬ 
nautica o bellica, che godo¬ 
no di generosissime 
sovvenzioni pubbliche o di 
politiche di sostegno dei 
prezzi. La Treuhand cosi co- 
m'è adesso è figlia dì quella 
rigidezza ideologica, sulla 
quale, peraltro, cominciano 
ad avere dubbi anche ampi 
settori politici moderati a co¬ 
minciare, si dice, dallo stesso 
Kohl e perfino da qualche 
esponente del partito libera¬ 
le. Il problema, adesso, è tro¬ 
vare il non facile puntò d’e¬ 
quilibrio tra una riforma che 
salvi il te.ssuto industriale del¬ 
l’est dalla «desertificazione» e 
’ la corsa verso un sistema in¬ 
discriminato di sovvenzioni a 
fondo perduto e di «salvatag¬ 
gi politici». Una corsa che po¬ 
trebbe .scatenarsi con ravvi¬ 
cinarsi delle elezioni del '94 e 
che finirebbe per aggravare, 
anziché ridurre, le difficoltà e 
le ingiustizie. . 


CGIL PIEMONTESE 

! SIAPRE 

I «SPORTELLO DONNA» 

rSÌ chiamerà «Sportello don- 

I na» ed è un’iniziativa della 
Cgil piemontese percostruìre 
un canale diretto tra le sinda¬ 
cai iste e le donne occupate o 
in cerca di lavoro. L’iniziativa 
partirà dal 4 maggio. Al nu¬ 
mero telefonico 011-2442306 
risponderanno dalle 15 alle 
18 di lunedi e mercoledì sin- 
dacali.ste che, nei prossimi 
giorni, seguiranno un appo¬ 
sito corso di formazione prò- 

' fessionale. L’iniziativa è stata 
presentata a Torino, alla vigi¬ 
lia dell’S marzo. .•« •. ■* , . 

VERONESE (UIL) ■ ' , 

«UNITASINDACALE r 
IN PERICOLO» .. 

’ Dopo le accuse del leader 
della Cgil, Ottaviano Del Tur¬ 
co, sulla Cisl di Sergio D’An¬ 
ioni piovono anche quelle 
del segretario generale ag¬ 
giunto della Uil, Silvano Ve¬ 
ronese. «La nuova dirigenza 
Cisl é caratterizzata da una 
.sfrenata ambizione e dalla 
sindrome del far da sé - so¬ 
stiene Veronese in - quello 
che definisce un «benevolo 
nmprovero» - ha una scarsis¬ 
sima attenzione a misurarsi 
con le posizioni di Cgil e Uil e 
fa uno .scarso sforzo verso la 
medicizione» c «ha una forte 
propensione ad anticipare i 
falli con una azione forsen¬ 
nata il cui unico scopo è 
quello di recuperare la cosid¬ 
detta egemonia del movi¬ 
mento sindacale». Tra i tre 
sindacati, continua Verone- 
,sc, CI potrebbe e.s.serc una 
certa sintonia visto che alcu¬ 
ni contenuti politici, dalla 
]X)liticn dei redditi alia con¬ 
certazione, sono simili. «Po¬ 
tremmo registrare contrac¬ 
colpi sulla tenuta del movi¬ 
mento sindacale» commenta 
preoccup.ito il dirigente del¬ 
la Uil. ricordando quanto a 
suo tempo aveva affermato 
Pierre Camiti: "Cgil, Cisl e Uil 
•sono condannate a commi¬ 
nare insieme». ■ , ■ ,, 


■■ TORINO. Lo Stato italia¬ 
no funziona male, molto 
peggio di quello di altri paesi 
Con cui deve confrontarsi ' 
ogni giorno di più mentre la 
scadenza europea si avvicina • 
inesorabilmente. Può l’Italia 
pensare di entrare in Europa 
con l’attuale assetto in ritar¬ 
do di 30 anni nei confronti 
della Gran Bretagna e di al¬ 
meno 15 sulla Francia? 11 da¬ 
to temporale di questo gap 
ha come punto di riferimento . 
la rilocalizzazione in altri poli ' 
urbani di parti considerevoli 
di funzioni dello Stato e del ' 
parastato centrale. Germa- ' 
nia, Francia, Gran Bretagna ; 
hanno diffuso in città medie ; 
e piccole una parte degli en¬ 
ti, ministeri compresi, che 
esercitano una serie di fun¬ 
zioni. In Italia di «allargare 
l’effetto capitale», osservava - 
il senatore Andreatta, non si 
discute nemmeno. Il con¬ 
fronto sullo stato delle capi¬ 
tali dei quattro paesi, sulla 
funzionalità della loro mac¬ 
china statale lo ha promosso 
la Fondazione Agnelli che da 
tempo lavora su questi temi. 

E fatale che la capitale sia 
sedè di quasi tutte le funzioni 
di rango nazionale col risul¬ 
tato di una crescente e sem¬ 
pre più costosa inefficienza? 

I maggiori paesi europei si 
sono posti da decenni il pro¬ 
blema ed hanno operato tra¬ 
sferendo enti e funzioni, mi¬ 
rando a due risultati: allegge¬ 
rimento della pressione sulla 
capitale, rivitalizzazione d’u- 
na serie di città. Durame il Ri¬ 
sorgimento non solo Catta¬ 
neo ma anche moderati co- . 
me Ricasoli e d’Azeglio pa¬ 
ventarono i rischi del centra¬ 
lismo burocratico. • Questo ' 
non ha impedito che su quel- • 
la strada ci si sia mossi e si 
continui a muoverci. Negli ul¬ 
timi decenni si ò seguito «un 
modello dì governo centrali¬ 
sta come pochi altri m Euro¬ 
pa»; l’effetto - ha affermato il " 
convegno - è stata la fjerdita 
di efficienza, rallungarsi dei 
tempi burocratici, la necessi¬ 
tà, persino per le Regioni, di ' 
dotarsi, in Roma, di uffici di ' 
rappresentanza. t. 

La rilocalizzazione, t l’e¬ 
spansione del centro, la co¬ 
stituzione di città capitali per . 
determinate ■ funzioni, omì 
ubicate nella capitale dello ' 
Stato, è cosa diversa - ha 
chiarito il direttore della Fon¬ 
dazione Marcello Pacini - 
dal decentramento ammini¬ 
strativo. Diversa, indipenden¬ 
te, ma per nulla incompatibi¬ 
le. . ■ • 


Londra e Parigi 
traslocano 


E vediamo cosa succede 
in casa d’altri, dove - le rela¬ 
zioni non l’hanno nascosto - 
difficoltà, resistenze si sono 
incontrate e s’incontrano per 
diffondere "reffetto capitale» 
con robicttivo di migliorare 
funzionalità ed efficienza 
della macchina statale. 

La depolarizzazione del¬ 
l’area di Parigi e il riassetto 
del. territorio nazionale ha 
toccato negli ultimi anni un 
suo vertice con lo sposta¬ 
mento della capitale di quel, 
sìmbolo dell’alta burocrazia 
di Francia che è l’Ena (Ecole 
National d’Administration). 
Nuova sede dcH’ente è Stra¬ 
sburgo. Ma - ha ncordato il ■ 
relatore Patrice Melé dell’Os- 
servatorio europeo di Geo¬ 
politica di Lione - lo sposta¬ 
mento dell’Ena è II punto 
d’arrivo d’una politica che ha 
portato in grandi e medie cit¬ 
tà le sedi di rilevanti attività di 
studio e ricerca e le «grands ' 
ecoles», alcune parigine da 
secoli. 1^ stessa politica ha 
fatto si che parte della strut¬ 
tura direzionale delle Ferro¬ 
vie sia oggi a Lione, l’Electrl- 
cité de (rance abbia la sua 
sede a Grenoble c l’Air Fran- 
ce abbia spostalo attività di¬ 
rezionali a Nizza, secondo 
scalo di Francia.. ■ 

In Gran Bretagna la riloca¬ 
lizzazione di funzioni di ran¬ 
go nazionale (che quel ran¬ 
go mantengono) prende av¬ 
vio nel 1963. Da Londra ven¬ 
gono .spostati verso altre lo¬ 
calità acl pae.se 32.000 presti 


di lavoro pubblico; nel 1973 
ne seguono altri 31 mila. Due i 
anni fa, nel 1990, lasciano , 
Londra 17mila .dipendenti 
pubblici. Le rilocaiizzazioni 
inglesi hanno riguardato in¬ 
teri ministeri: quello del La- -. 
voro e occupazione ha oggi ; 
la sede principale a Sheffielo, - 
il ministero della Sanità e Si¬ 
curezza sociale ha una sede 
a Leeds e l’altra a Newcastle. 
La rilocalizzazione attuata in " 
Gian Bretagna - sottolineava ? 
il relatore J. Neill Marschall * 
del Centro studi per Io svilup¬ 
po urbano e regionale del- ‘ 
l’Università di Newcastle-ha : 
ipteressato anche città note- • 
volmente lontane dalla capi¬ 
tale. 


Ma Roma ' 
rimane a Roma L, 


Dal canto suo la Germania 
ha una tradizione di plurali- . 
smo di pioli che non intende 
modificrire neppure con la 
riunificazione che le ha resti¬ 
tuito una capitale carisma 
quale Berlino. Klaus R. Kunz- 
mann, dell’lstitutc per la Pia¬ 
nificazione territoriale dell’U- 
nlverslià di Dortmund, ha ri- ■ 
ferito che la Corte costituzio¬ 
nale resterà a Karlsruhe, la 
banca centrale a Francofor- ; 
le, il polo radiotelevisivo a , 
Monaco; alcuni ministeri ri- . 
marranno a Bonn. L’assetto \ 
multipolare urbano resta una 
costante, aiutato da un effi¬ 
ciente sistema di traspiorti, ' 
ferrovie in testa. ■ 

Ma è la telematica, insie- ’ 
me alle altre conquiste tee- ' 
nologiche, a consentire oggi ; 
tutti I decentramenti di fun- > 
zioni ritenuti utili per l’effi- ■ 
cienza di un sistema econo¬ 
mico moderno. V/' .■‘■A 

Guardando a tre Stati e tre 
capitali il convegno si 6 oc- ' 
cupato dì Roma. Capitale ila- ; 
liana, centro mondiale della I 
Chiesa cattolica, sede della i 
Fao, meta turistica planetaria t 
ha visto, dopo laccentra- 
menlo di funzioni statali vo- ; 
luto dalla monarchia, quello . 
Impiosto dal fascismo e prò-. 
seguito in questi 40 anni. Le ; 
cifre della congestione; tra le 
grandi aree umane del Ccn- ‘ 
tro-Nord, Roma è l’unica che ' 
non perde popolazione: la ' 
sua occupazione (che altro- i 
ve scende) cresce-dalI’SO : 
air89del 12 percento. Per il 
1995 il fabbisogno aggiuntivo ' 
di laureati del Lazio (28mi- j 
la), secondo uno studio del- ' 
la Fondazione, sarà pari a ; 
quello di Piemonte. Val d’Ao- ' 
sta. Alto Agidc, Trentino e ’ 
Friuli presi insieme. 

Possibili poli per la riloca-, 
lizzozione italiana vengono J 
indicati - innanzitutto - nelle ■ 
«vecchie capitali» (Roma in¬ 
clusa. naturalmente): Tori-' 
no, Milano. Genova, Vene¬ 
zia, Bologna, Rrenze, Napoli, ' 
più Bari, Palermo, «forse Ca- ■ 
gliari e un polo delia fascia • 
adriatica». Andreatta ha fatto 
esempi di possibili rilocaliz¬ 
zazioni cominciando dal tra¬ 
sferimento della CoiTsob a 
Milano e sottolineando le bc- • 
nefiche influenze che am- r 
bienti e culture diversi posso¬ 
no esercitare sugli enti. Giu¬ 
seppe Roma, del Censis, ha , 
valutato l’esperienza france¬ 
se come la più interes-sante, 
insistendo sulla necessità di - 
portare lo stato, li sen.so della 
ncizione. in penferia. Per Ma¬ 
rio Rey, dell Università di To-1 
lino, occorre una cultura del ; 
decentramento; le tendenze ’ 
s|X)ntanee sono per la cen¬ 
tralizzazione. L’espansione ' 
territoriale del centro é un’i- ‘ 
potcsi nuova per l’Italia, ha ‘ 
ricordato il giuri.sta Gustavo 
Zagrebclsky. Dal punto di vi¬ 
sta costituzionale la capitale 
è punto di riconoscimento 
dcfridentita - nazionale; ■ la - 
condizione in cui oggi Roma 
vive diventa elemento di di-. 
.sunione. ■ di - disgregazione 
che deve preoccupare. Per ri¬ 
localizzare non occorre alcu¬ 
na riforma costituzionale: la 
nostra Costituzione di questi, 
problemi non si occupa. La 
via Pier «espandere il centro»,, 
p>cr pxirtare 10-15 città italia¬ 
ne a livello ouropico é. da ’ 
que.slo versante, apierta. Non 
è molto, però. 














PAGINA 12 LVNITÀ 


Rubriche 


LUNEDI 23 MARZO !992 


WM Cara Unitù. «1 lavoralori . 
hanno diritto di riunirsi, nella 
unità produttiva in cui presta¬ 
no la loro opera, fuori dell'o- 
ri\rio di lavoro, nonché duran¬ 
te Torario di lavoro, nei limiti . 
di dieci ore annue...» Così re- ; 
cita l'art. 20 della lesse 300 
(Statuto dei diritti dei lavora¬ 
tori). Lo stes,so articolo de¬ 
manda il compito di indire 
Tiis-semblea alle rappresen¬ 
tanze sindacali aziendali. Il di¬ 
ritto airas.semblea è un diritto 
.sindacale dei lavoralori, .ma il 
potere di usufruirne non di¬ 
pende da loro. .- . 

Quando i sindacati non .so¬ 
no d'accordo o negli ultimi 
anni é capitato spesso tra¬ 
smettono il loro disaccordo 
alle Rsachc restano paralizza¬ 
te nella loro attività compresa 
quella della richie,sta di as- 
semblea.ln alcuni casi, alme¬ 
no alla Fiat, capita anche che 
ogni organizzazione convochi 
autonomamente la «propria» 
assemblea. . . 

In questa situazione i lavo¬ 
ratori possono farsi «restituire» 
il loro diritto di riunirsi in as- 


■1 Si segnala il decreto del 
30 novembre 1991 con il 
quale il Pretore di Firenze ha 
dichiarato ; antisindacale il 
comportamento. della Sip ' 
concretizzatosi nella coman¬ 
data unilaterale di lavoratori 1 
a turni di presidio. Nel caso - 
di specie le organizzazioni ; 
sindacali (Oo.Ss) - avevano ' 
indetto uno sciopero di due ; 
ore, comunicando alla Sip, 
in assenza di un accordo sul¬ 
le prestazioni indispensabili, 
i turni di presidio ritenuti in¬ 
sufficienti a garantire le pre¬ 
stazioni indispeasabili. La 
Sip, senza prendere in consi¬ 
derazione le indicazioni del¬ 
la Oo.Ss., aveva comandato 
il 5% dell'organico aziendale 
in Toscana (circa 200 uni¬ 
tà), individuando anche.! 
nominativi dei lavoratori che 
avrebbero dovuto prestare 
servizio, v ■'.sf ■ . .. 

Il Pretore, ritenendo che la 
legge 146/90 garantisce il 
funzionamento dei servizi e 
delle prestazioni indispensa¬ 
bili di cui al 2° comma del- 
l'art. l nel rispetto rigoroso 
del diritto di sciopero e dei 
diritti della persona costitu¬ 
zionalmente - garantiti, ' ha 
puntualizzato che il contem¬ 
peramento tra i valori costitu- 


_ LEGGI E CONTRATTI 

fflo diretto con i lavoratori 

RUBRICA CURATA DA 

Nino Ratfoiw. avvocalo CdL di Torino, responsabile e coordinatore; Bruno Aguglia, avvocato Funzione pubblica Cflil; 
Pierglovanni Alleva, avvocato CdL di Bologna, docente universitario; Mario Giovanni Garofalo» docente universitario; 
Enzo Martino, avvocato CdL di Torino; Nyranoe Moahi, avvocalo CdL di Milano; Saverio Migro, avvocato CdL di Roma 


Assemblea e divisione sindacale 


risponde MARIO GIOVANNI GAROFALO 


semblea? E in tal caso, come 
possono fare? 

Rocco Larizza. Torino 


La lettera del compagno Lariz¬ 
za. pur nella sua breuitù, centra 
una delle contraddizioni dello 
Statuto dei lauoratori: l'art. 20 
di questa legge riconosce ai la- 
uoratori il diritto di assemblea, 
ma ne attribuisce il potere di 


conuocazione a ciascuna rap¬ 
presentanza sindacale azienda¬ 
le separatamente o congiunta- 
mente. 

Fino a che il clima unitario è 
stato buono, questa contraddi¬ 
zione non ha creato graui in¬ 
convenienti: te fisa confederali 
che. in base al patto federativo 
del 1972, erano i consigli di 
fabbrica che convocavano uni¬ 
tariamente t'assembleo e in es¬ 


sa i lavoratori potevano libera¬ 
mente e unitariamente espri¬ 
mersi. Possiamo approfondire 
il discorso: il titolo III dello Sta¬ 
tuto riconosce pari diritti sinda¬ 
cati a ciascuna delle fisa forma¬ 
te nell'ambito dei sindacali 
maggiormente rappresentativi. 
Fra una delle espressioni di 
quel patto unitario che, poi. sa¬ 
rà formalizzalo nel 1972: la 
CgiI n'nunziava a far valere il 


I pretori sullo sciopero 
nei servizi pubblici essenziali 


zionalmente protetti è de¬ 
mandalo dalla stessa legge 
all'accordo tra le parti (art. 2, 

■ 2“ comma). e che. in man¬ 
canza di es-so, non si può ri¬ 
correre alle comandate uni¬ 
laterali, ; ma è . necessario 
esperire le procedure previ¬ 
ste dalla ste.ssa legge, vale a 
diro la richiesta di lodo alla 
Commissione : di garanzia; 
oppure, nel caso che esista il 
fondato pericolo di un pre¬ 
giudizio grave ed irreparabile 
ai diritti della persona, il ri¬ 
corso alla precettazione. 

■ Analogamente II Pretore di 
Mas.sa (decreto 22 ottobre 
1991, Filpt-Cgil/Amtnistra- 
zione prov.le Poste; in Foro 
Italiano, 1992, 1, 246 .ss.) ha 
accertato l'antisindacalità 
del comportamento dell’am- 
ministrazione prov.le Pt. di ' 
Massa Carrara che ha dettato 
unilateralmente disposizioni 


NVRANNE MOSHI 


agli uffici periferici in merito 
al «comando» di prersonale in 
occasione di scioperi. 

Osservato che non vi era¬ 
no accordi in merito all’indi¬ 
viduazione delle prestazioni 
indispensabili e delle moda¬ 
lità per garantire tali presta¬ 
zioni, il Pretore ha rilevato 
che il potere di «comando», 
se non è regolato da accordi 
collcttivi, è sottratto alle am¬ 
ministrazioni, demandando 
la L 146/90 al fine del con- 
temporamento dei valori co¬ 
stituzionalmente protetti, d;i 
una parte alla pattuizione 
collettiva in ordine alle mo¬ 
dalità e alle procedure di 
erogazione dei servizi pub¬ 
blici essenziali, dall'altra at¬ 
tribuendo il potere di precet¬ 
tazione al presidente del 
Consiglio©al prefetto. 

Infine, entrando nel merito 
delle attività ritenute indi¬ 


spensabili e per le quali era 
stata fatta la comandata uni¬ 
laterale, il Pretore ha osserva¬ 
to che «i servizi di accettazio¬ 
ne raccomandate ed assicu¬ 
rate e l'accettazione e tra¬ 
smissione dei telegrammi», 
cosi genericamente indicati 
nella circolare impugnata, 
senza l'individuazione all’in- 
terao di esse delle prestazio¬ 
ni c.d, indispensabili ex art, 2 
era illegittimo. Difatti ha pun¬ 
tualizzato che in tal modo si 
confonde «la tutela di quei 
valori costituzionali chiara¬ 
mente indicati con generico 
dovere di non creare disagio 
all'utenza; il che, in fondo, 
non farebbe che vanificare le 
finalità di uno sciopero, spe¬ 
cialmente se generale». ..... 

Si ricorda a tale proposito 
che, se la L. 146/90 ha indivi¬ 
duato il settore delle Teleco¬ 
municazioni fra i cd servizi 


proprio maggior peso organiz¬ 
zativo. CisI e UH rinunziavano 
agli accordi separati. 

' La crisi dei rapporti unitari 
negli anni 'SO ù una storia nota 
che non à il caso qui di riiKr- 
correrc: à sufficiente ricrjrdare 
che accordi separali ce ne sono 
stati e quel patto si e rotto, ma 
la legge à rimasta quale era. In 
attuazione del diritto vigente, vi 
6 solo da lavorare perche la ne¬ 
cessaria, paziente tessitura di 
rapporti unitari non paralizzi 
l'azione sindacale tràdorman- 
dosi - come spesso e accaduto 
in passalo - in un 'azione diplo¬ 
matica così sottile da escludere 
la partecipazione dei lavorato¬ 
ri: questi, infatti, devono essere 
i seggetti chiamati a decidere in 
ultima istanza sulle differenti li¬ 
nee sindacali. E la possibilità di 
far ciò C garantita anche dall'al- 
luale formulazione dell'art. 20 
dello Statuto: ciascuna Rsa può 
. infatti convocare l'assemblea 
generale dei lavoratori anche 
disgiuntamente dalle altre. Il 
grado di partecipazione dei la¬ 
voralori a questa asemblea sa¬ 
rà la migliore misura del con¬ 
senso ail’optpnizzazione stessa 
eallasualinixi. 


pubblici essenziali, ogni limi¬ 
tazione legittima aH’esercizio 
del diritto di sciopero in tale 
settore deve riferirsi esclusi¬ 
vamente «aH’insieme delle 
prestazioni individuate come 
indispensabili ai .sensi del- 
l'art. 2 (2“ comma art. 1), va¬ 
le a dire a quelle prestazioni 
da ritenersi ■ imprescindibili 
c-d e.ssenziali por garantire o 
comunque non compromet¬ 
tere il diritto della persona al¬ 
la libertà di comunicazione». • 
• Quindi, se il diritto di .scio¬ 
pero non può compromette¬ 
re l'effettività dei diritti co.sti- 
tuzionali della i>ersona, tale 
effettività deve essere rappor¬ 
tata al «contenuto essenziale» 
dei diritti in parola, per evita¬ 
re che interpretazioni esten¬ 
sive si traducano in una so¬ 
stanziale e generalizzata va¬ 
nificazione'del diritto di scio¬ 
pero (a proposito della ne¬ 
cessità di verificare concreta¬ 
mente aH’intemo dell’orga- 
nizzazionc aziendale quali 
.siano le prestazioni indispen¬ 
sabili e .se le modalità dello 
sciopero limitano diritti della 
persona costituzionalmente 
garantiti si ' richiama Pret. 
Alessandria 4/6/91 Filt-Cgil, 
Silte Cisl, Vitte.-Uil/Sip, già se¬ 
gnalata sulla nostra rubrica). 


U- numerose azioni svolte nel . 
1990 dai Sindacali dei pensio¬ 
nati Cgil-Cisl-Uil, costrinsero il 
governo ad emanare il decreto 
legge n. 409/90 per la pere¬ 
quazione delle vecchie pen- 
.sioni. Durante i lavori parla¬ 
mentari per la conversione in 
legge, gli ste.ssi sindacali, oltre 
il vari miglioramenti ai provve¬ 
dimenti già previsti nel dcc:reto . 
I>egge, hanno ottenuto con il 
so.stegno del Pd.s, anche l'inse- 
rimonlo dell'art. 2 bis per la pe¬ 
requazione delle vecchie pen¬ 
sioni erogate dai Fondi «Spe¬ 
ciali» gestiti dall'lnps, . 

L'articolo 2 bis prevede duo 
fasi. |qi prima fa.se, limitata alle 
irensioni, aventi decorrenza 
anteriore al 31/12/1982, ero- 
giite dal Fondo di Previdenza - 
|5er il personale dipendente 
dalle aziende private del gas, 
dal Fondo di previdenza per il 
personale dipendente dalle 
esattorie e ricevitorie delle Im¬ 
poste Dirette, dal Fondo per i 
dipendenti daH’Encl e dalle : 
aziende elettriche private, dal , 
Fondo |X!r la previdenza del : 
personale addetto ai pubblici ■ 
.servizi di trasporto e dal Fondo 
di previdenza del personale 
già addetto alle gestioni delle 
ex imposte di consumo, preve¬ 
de un aumento in cifra lis.sa (a 
carattere perequativo: L, 3.500 
per le pensioni liquidate ante- ' 
riormente airi/1/69. L. 3,000 
|x;r le pensioni liquidate tra 
l’I/I/69eil31/I2/73. L. 2.000: 
irer le pensioni liquidale tra 
l’l/l/74 cd il 31/12/78 c L. 
1.500 per le pensioni liquidale .; ■ 
tra l’l/l/79 ed il 31/12/82) 
per ogni anno di contribuzio¬ 
ne. Tale iiumento, altribuito. 
per il ZO'.'ii dal 1“ gennaio 1990, 
per II 37% dal : 
1" gennaio 1991, por il 40% dal ■ 
1" gennaio 1992, per il 65'% dal 
.1" gennaio 1993 e per il 100%. 
dal 1” gennaio 1994, é po.sto a 
carico dello .stanziamento rcla- 


Sono impiegata prersso la Bi¬ 
blioteca universitaria di Pisa," 
dipendente dal Ministero Bea. 
Nel 1987 ho vinto un concorso . 
interno come aiulo-bibliolc'ca- ■ 
rio (6" livello, carriera di con¬ 
cetto) e poco dopo (novem¬ 
bre 1988), con l'entrata in vi¬ 
gore dei «profili profe.ssionali», X 
.sono stata inquadrata nella . 
nuova qualifica di collaboralo- 
r(! bibliolc-cario (7“ livello, prò- : 
filo 266) per la quale é stato . 
.stabilito l’accesso ai laureati. 
Poiché .sono in pos,ses,so della •: 
laurea posso chiederne il ri- ': 
scatto anche se. al momento, 
del concorso, ora sufficiente il ; 
titolo di studio di diploma di ' 


_ PREVIDENZA _ 

Domande e risposte 

RUBRICA CURATA DA 
Rino Bonazzi, Ottavio Di Loreto, 

Angolo Mazzieri o Nicola Tisci 

Fondi speciali INPS: 
approvatala perequazione 
delle pensioni d'annata 


livo all’intero provvedimento 
attuato con il DI n, 409/90 con- ' 
vertito, con modificazioni, in ' 
Leggo n. 59/91. - - ■ . - - ■ . ' 

La seconda fase, che inte¬ 
ressa le pensioni liquidate con ■ 
decorrenza , ■ anteriore .' 
airt/1/1988 sia dai cinque/ 
Fondi già interessati dalla pri¬ 
ma fase che dal Fondo di pre¬ 
videnza per il personale di vo¬ 
lo dipendente da aziende di ' 
navigazione aerea e dal Fondo • 
per le pensioni al personale ' 
addetto ai pubblici servizi di.' 
telefonia, era da definirsi con ' 
provvedimento specifico e con 't 
onere a carico delle singole 
gestioni e delle categorie inte- . 
res.sate. ' .. 

Il provvedimento relativo al- ; 
la seconda fase è stato concor- : 
dato, tra i Sindacali dei pensio¬ 
nali Cgil-CLsI-Uil ed il ministero 
del Lavoro, II 3 marzo u.s., do¬ 
po una ampia consultazione 
dei prensionati interessali e del¬ 
le Federazioni di categoria e 
dopo le necessarie valutazioni i 
degli oneri effettuata dal Ramo 
statistico - attuariale dcH'lnps. ». 

Il nuovo provvedimento - 


con il quale si é cercato di rea¬ 
lizzare una ulteriore perequa¬ 
zione delle vecchie pensioni a 
quelle di più recente decorren¬ 
za-si articola su tre distinti cri¬ 
teri di aumento, A cia.scunu 
pensione va applicalo, dei tre, 
quello più favorevole. 

1) Rivalutazione dell'iinporlo 
originario della pensione sulla 
base dei coefficienti relativi al¬ 
l'Incremento del costo della vi¬ 
ta tra l'anno di decorrenza del¬ 
la pensione ed 11 1990. L'im¬ 
porto cosi rivalutato va posto a 
confronto con l'imporlo della 
' pen.sione .spettante airi/1/91 
comprensivo .dell'intero , au- 
. mento (comprendendo anche 
le fasi 1/1/92, , 1/1/93 ■ c 
1/1/94) ‘ eventualmente otte¬ 
nuto nella prima fa.se. L'even¬ 
tuale maggiore importo va at¬ 
tribuito, come aumento, nella 
misura del 100% per le prime 
100.000 lire mensili, nella mi¬ 
sura del 60% per la quota Ira L. 
/ 100.001 e L. 200.000 mensili, 
- nella misura del SO'.t per la 
quota tra L. 200,001 e 1. 
300.000 mensili e nella misura 
del 15% per la quota ccceden- 


Quando è possibile 
il riscatto della laurea 


.scuole medie superiori? Se si, 
come? Quanto costa? 1 sinda¬ 
calisti a cui ho posto il quesito ; 
non mi hanno saputo dare una 
risposta precisa. .. . ■;:. ■■ ■ . ; .■» » 

. M, Giovanna Gldaro 

In effetti, l'articolo 13 del Testo 
Unico relativo alle pensioni de¬ 
gli slolali, emanalo con il Dpr 
n. 1092/73, consente di poter 
riscattare in lutto o in parte il : 


periodo di tempo corrispon¬ 
dente alla durata legale degli 
studi universitari e dei corsi di ; 
perfezionamento ma a condi¬ 
zione che il diploma di laurea 
»... sia stato richiesto come con¬ 
dizione necessaria all'ammis¬ 
sione...’. Tuttavia, con l'artico- > 
lo 2, comma 5, del devreto leg¬ 
ge 694/82 convertilo, con mo- ' 
dificazioni. in legge 881/82. e 
stato stabilito che rie disposi¬ 
zioni dell articolo 13 del Dpr 
1092/73 SI applicano (...) a 


le le 300.000 lire mensili. L’au¬ 
mento compic.ssivo non può. 
superare L. 800.000 al mese. 
Per le pensioni erogale dal 
Fondo »teiefonici» Pevenlualc 
maggioro importo va attribui¬ 
to, come aumento, nella misu¬ 
ra del 100% per le prime 
400.000 lire mensili, nella mi¬ 
sura del 65% per la quota tra L 
400.001 e L 1.000.000 mensile 
e nella misura oel 25% per la 
quota eccedente L I.OCIO.OOO 
al mese. - . . , 

2) Per ogni anno di Contribu¬ 
zione effettiva e figurativa valu¬ 
tato iwr la determinazione del¬ 
la ix-'iisionc originaria, va attri¬ 
buito un aumento pari a L. 
1.000 maggiorato di L. 140 per 
ogni anno di più remota de¬ 
correnza della pensione origi¬ 
naria rispetto all'anno 1987. 
Dii questo secondo criterio so¬ 
no c.sclusc le pensioni erogate 
dal Fondo «dazieri». Per le pen¬ 
sioni erogate dal Fondo «elet¬ 
trici» da questo secondo crite¬ 
rio non può derivare un au- 

■ mento supxrriore al L. 2.680 per 
ogni unno di contribuzione e 
per il Fondo «trasporti» non 
può derivare un aumento su- 
ix'riore a L. 4.360 per ogni an¬ 
no di contribuzione. v; ,. ’ ss 

3) Va comunque garantito un ' 
aumento non inferiore a L 
30.000 mensili. Per le pensioni 
erogate dal Fondo «dazieri» 
con decomenza anteriore al 
1958 l'-aumento non può esse¬ 
re inferiore a L. 50,000 mensili. 


Gli aumenti sono frazionali al 
I” gennaio 1991, al 1" gennaio 
19§2,al P’gcnnaio 1993eal 1” 
gennaio 1994 c si sommano a 
quelli eventualmente dovuti in 
applicazione della prima Ia.se. 
Dato II ritardo maturato e le 
pressioni degli interes.sati, é 
stato possibile ottenere il prov¬ 
vedimento .sotto forma di De¬ 
creto 1-cgge. • - . ; . ; 


quanti, muniti di diploma di 
laurea, si trovino inquadrati in 
una carriera direttiva dello Sta¬ 
lo anche se tale diploma sia sta¬ 
to considerato, ai fini degli svi¬ 
luppi di carriera, successiva¬ 
mente alla immissione...’. Si 
tratta di verificare se, anche in¬ 
dipendentemente dal concorso 
1987, il diploma di laureo sia 
sialo in qualche modo ’consi- 
derato- ai fini degli sviluppi di 
carriera. Ricorrendo tale circo¬ 
stanza, consigliamo di presen¬ 
tare la domanda di riscatto che: 
se resninta. si avrà modo di un- 
lulare le motivazioni dello reie¬ 
zione. se accolla, sarà comuni¬ 
cato anche I onere del nscatto. 


DA PEUGEOT CI SI ASPETTA UNA 605 ECODIESEL 

POTENTE E RAFFINATA. 


Nel 1922, Peugeot è la prima casa automobilistica a montare un motore a gaso¬ 
lio su un'autovettura. In pratica, la prima ad aprire le porte alla grande era del Diesel. Da 
allora è stata fatta molta strada. E proprio grazie a un'esperienza così unica, maturata e 
arricchita nel tempo, i motori Diesel Peugeot sono attualmente i più prodotti e i più ven¬ 
duti nel mondo. Dopo tutto quésto, era facile aspettarsi 
qualcosa di speciale, come una 605 Ecodiesel sor 
prendentemente potente, con un motore 
12 valvole nato per offrire ot¬ 
time prestazioni unite a una 
grande elasticità di marcia. 

Il massimo della raffinatezza 


e del confort, l'esclusivo equipaggiamento, il lusso dei particolari. Il tutto unito 
aH’economia nei consumi e a un totale rispetto per l'ambiente. Ma non è finita qui. 
La 605, nei modelli SRD Turbo, SVD Turbo e SVDT Plus, risponde alle nuove di¬ 
rettive CEE: non paga il superbollo e può circolare in città, sempre e comunque. La 605. 
insieme a 205, 309 e 405 berlina e Station Wagon,'forma una gamma di Ecodiesel 
decisamente unica, che ci si poteva aspettare solo da Peugeot,' 
la casa automobilistica che ha aperto la strada al Diesel. 



Modelli 605 ^ 
Ecodiesel 

12 Valvole ‘ 

SRD Turbo ■' 

Cilindrala i 
cm-' ■ j 

Prez/.o* 

2088 

35.190.000 

SVD Turbo ' 

2088 - 

41.120,000 

SVD Turbo .“lus . 

2088^ 

.50.155.000 


CHE, INOLTRE, NON PAGA IL SUPERBOLLO. 

Diesel Peu g eot. Un primato che si sente neH'aria. 






















lunedì 23 MARZO 1992 


PAGINA 13 L'UNITÀ 


In mostra a Bari 
la pubblicità 
disegnata . 
da Mario Sironi 


M Ventolto disegni e boz¬ 
zetti realizzati da Mario Sironi 
per la Rat tra gli anni Venti e 1 
Cinquanta sono esposti a Bari, 
al Castello Svevo, lino al cin¬ 
que apdle. Le opere proven¬ 


gono dal Centro storico Rat di 
Torino e furono realizzate da 
Sironi a scopo pubblicitario. 
Dalla Balilla alla Cinquecento, 
dalla Millecinque alla Milleno¬ 
ve, Sironi. racconta l’automo- 
blle come una leggenda di 
questo secolo. Nelle opere 
esposte non mancano riferi¬ 
menti stilistici ad altri maestri, 
come Balla, Boccioni. Mari¬ 
netti. La mostra è stata inau¬ 
gurata in occasione della pre¬ 
sentazione della nuova Cin¬ 
quecento. 



Il Palazzo 
dopo Pasolini 
Un dibattito 
oggi a Roma 


■■ Pier Paolo Pasolini fu il 
primo ad usare la parola Pa¬ 
lazzo come metafora del pote¬ 
re. Pakizzo come distanza, 
lontananza, separazione dalla 
realtà, dalla gente, dalla socie¬ 


tà. Metafora qu?mto mai fortu¬ 
nata. da allora la parola Palaz¬ 
zo ò entrata nel linguaggio co¬ 
mune. Ma allora il Palazzo era 
>olido. oggi scricchiola e vacil- ■ 
la: le isUluzioni democratiche 
mostrano ormai segni di logo¬ 
ramento . preoccupanti. • Che 
cosa ò successo c , soprattutto. 
come uscirne’ Ne parlano oggi . 
allo 18. al Palazzo delle Esposi- 
zionidi Roma. ' Ferdinando 
Adomalo. Giorgio La Malfa, • 
Valentino Parlato. Stefano Ro¬ 
dotà. Introduce Paolo Batti- 
stuzzi. 


Una critica del capitalismo a partire dall’essere donna: è possibile? 

A Roma, affollatissimo convegno del Centro Virginia Woolf 
Rossana Rossanda: «È andata in pezzi l’idea di una società diversa» 
Christa Wolf: «Cassandra era realista quando vide l’orlo dell’abisso » 



FRANCA CHIAROMONTE 


■■ -Cose del genere succe¬ 
dono solo in Italia», dice Chri¬ 
sta Wol! a una donna venula 
da Palermo tx:r ascoltare le 
sue parole. Cose del genere: 
cinquecento donne, venute a 
Roma da tutta Italia per parte¬ 
cipare al dibattito organizzato 
dal gruppo B del centro Virgi¬ 
nia Woolf sulla ixissibilità di 
una <rilk:a al capitalismo a 
partire - dall’essere • donna». 
•Questo incontro - ha detto la 
"padrona di casa", Alessan¬ 
dra Bocchetti, presentando le 
ospiti, la grande scrittrice te¬ 
desca e Rossana Rossanda - 
nasce da un'Idea, anzi da 
un’imms^ine; che in questo 
mondo, in profonda mutazio¬ 
ne. proprio quando l'orizzon¬ 
te SI fa più estraneo e ogni 
punto di riterimenlo sembra 
perduto, è bene che delle 
donne si mettano intorno a un 
tavolo a palare. Sempre le 
grandi difficoltà delia storia 
hanno indotto il silenzio alle 
donne, le hanno indotte a far¬ 
si da parte. Questa volta non e 
cosi*. ; ■ - - , 

Non è stato cosi: le donne 
Iniomo al tavolo hanno potu¬ 
to intrecciare (tra loro e con il 
pubblico) un dialogo non 
sempre facile (nonoslanle il 
lavoro egregio delle traduttrici 
e delle organizzatrici), ma 
sempre autentico. Nessuna, 
inl.jtti. aveva bisogno di difen¬ 
dersi e non è poco in un pe¬ 
riodo, come questo (In Italia, 
una campagna elettorale; in 
Germania, il vero e proprio 
terremoto che. dopo la cadu¬ 
ta del muro, ha costruito quel 
•muro nelle nostre teste» di cui 
la stessa Wolf ha parlato a Mi¬ 
lano) che rischia di rendere 
inautentica qualsiasi parola 
detta o scritta. Non si è difesa 
Rossana ■ Rossanda. Rispon¬ 
dendo ' alla I ad Ales-sandra 
Bocchetti che chiedeva alle 
due ospiti di parlare dei loto 
momenti di felicita («La sini¬ 
stra ha sempre fatto leva sulla 
sofferenza umana per aver ra¬ 
gione del capitalismo - ha 
detto Bocchetti - e questo è 
un male comune che le don¬ 
ne hanno con la sinistra, co¬ 
sicché entrambi non sono ca¬ 
paci di essere all'altezza dela 
loro forza») - Rossanda ha in¬ 
fatti detto di non potersi dire 
felice, visto che «volevo cam¬ 
biare la società in cui vivevo e 
non ci sono riuscita. Al con¬ 
trario. ho visto andare in pezzi 
non tanto un sistema che, al¬ 
meno da 25 anni, non consi¬ 
deravo più comunista, ma l'i¬ 


dea stessa che si possa avere 
una società diversa da quella 
capitalistica». Libera, dunque, 
di nominare la •sconfitta», il' 
•fallimento», la «difficoltà», 
Rossanda ha potuto, insieme, 
nominare la sua passione po¬ 
litica che, da comunista come 
lei si definisce tuttora, é «pas¬ 
sione per la libertà». Per la li¬ 
bertà di tutti o di nessuno; 
«non credo che vi possa esse¬ 
re una libertà per pochi». t 
Non si è difesa Chnsta Wolf, 
accusata nel suo paese - oggi 
•democratico» - di essere n- 
mosta nella Ddr. invece di 
usare il privilegio che consi¬ 
steva nel poter viaggiare, per 
abbandonarlo. «Il punto di 
partenza per questi attacchi - 
racconta la scriltrice - é stato 
un appello che, nel novembre 
89, ho soltoscrilto con alcuni 
altri intellettuali in cui si invita¬ 
vano i cittadini e le cittadine 
della Ddr a create un paese 
realmente autonomo. Sapevo 
che questa idea non sarebbe 
andata in porto: la genie vole¬ 
va altro. Ma ho valutato che 
fosse meglio parlare, anche 
per non nmprovoraisi. dopo, 
dì aver taciuto una volta di 
troppo. Oggi non ho più nes¬ 
suna utopia». Non ha più uto¬ 
pie. Christa Wolf. Chiede alle 
donne che la ospitano come, 
a partire dalle relazioni uma¬ 
ne senza le quali «non si puO 
vivere», si possa costruire una 
società più umana; «Come 
possiamo distruggere un siste¬ 
ma in cui tutti i rapporti sono 
ridotti a rapporti di scambio, 
in cui noi tutti viviamo di ciò 
che ci distrugge, senza di¬ 
struggere l'economia mondia¬ 
le?». si domanda. «Se stasera 
riusciamo a trovare una rispo¬ 
sta - afferma - allora andrò a 
dormire tranquilla». Risuona, 
anche nelle sue parole, come 
in quelle di Rossanda, la scon¬ 
fitta di «uno Stato diventalo 
Leviatano in una società nata 
per estinguere lo Stato», la 
consapevolezza, drammatica, 
che «un’economia di merci 
non può funzionare senza 
concorrenza. «Pessimismo?», 
chiede qualcuna. «Rno a Tra¬ 
ma d’infanzia (l’ultimo suo li¬ 
bro tradotto in Italia e uscito in 
questi giorni dalle edizioni 
E/O, ndr) - risponde - avevo 
l’impressione che vi tosse 
qualcosa di vivo. Poi ho avuto 
la necessità di immaginarmi 
un cambiamento più radicale. 
Mi sono ritirata dalla politica 
attiva e ho scritto Cassandra, 
un testo in cui descrivo il pes- 



ma senza 


utopie 


simLsmo di una donna che va¬ 
luta la sua posizione in una 
che va verso l'abisso, 
una realtà tragica, 
certo. In questo senso. Cas¬ 
sandra è un libro realìstico. 
Faccio latica, però, a definire 
pessimisti i libri che sono ve¬ 
nuti dopo; scrivete é sempre 
un piacere, anche quando si 
descrive una realtà tragica». 

Il dialogo si fa più serrato, si 
intreccia intorno ai suoi libri e, 
attraverso di loro - come 
spesso avviene nella politica 
delle donne (una polilica, lo 
ricordiamo, che non si avvale 
di altro che della passione di 
donne che ritengono utile alla ‘ 
loro libertà dedicare tempo, 
pensiero ed energie alla politi¬ 
ca. appunto) - affronta i temi " 
più scottami, più contradditto¬ 
ri del momento che tutte e tut¬ 
ti stiamo attraversando, «Un 
anno fa - racconta Christa 
Wolf, rispondendo a Rossana 
Rossanda che le chiedeva co¬ 
me mai oggi la maggioranza 
delle donne della ex Ddr, un 
paese ad alla emancipazione ■ 
femminile, desideri tornare a 
casa - il 50 per cento delle in¬ 
terpellate in merito, dichiara¬ 
va di essere pronta ad assu¬ 
mersi una rcspon.sabililà poli¬ 
tica. Oggi alla slessa domanda 
risponde affcrmativamenie 
solo il 7 per cento della popo¬ 
lazione femminile». Rapporto 
difficile, questo con la politi¬ 
ca: é «realistico» costruire una 
società lemminile in cui circo¬ 
la agio nei rapporti e, anche 
felicilà, quando tutto intorno 
sembra .sfasciarsi? No, rispon¬ 
de Ros,sanda, la quale, pur ri¬ 
conoscendo alle "amiche" 
del Virginia Woolf il merito di : 
aver dato senso al suo essere 
donna, le invita a non chiu¬ 
dersi in loro stesse, a non inse¬ 
guire la «quiete» di rapporti in¬ 
differenti a ciò che accade nel 


La Stinge da sempre . 
rappresenta l'enigma, 
la sfida del pensiero. 
Quella qui raffigurata 
è quella di Oelfi. 


mondo. A non scegliere, per 
u.sare un’immagine di Cassan¬ 
dra. lo «Scamandro», la comu- 
nilà di donne pacifiste (e an¬ 
che di uomini) che nulla potè 
contro la guerra di. Troia, 
•Quel grtippo di donne e di 
uomini - dice Wolf - rappre¬ 
sentava un'utopia, anche se si 
trattava di un’utopia un po' tri¬ 
ste in quanto consapevole 
della line della sua stessa esi¬ 
stenza. in questo senso, quel¬ 
la comunità era anche un 
esempio di realismo; era, in¬ 
sieme. realismo e ulopia». Ma 
a rispondere che no, non si 
può costruire una «società 
femminile parallela» c’è an¬ 
che il luogo ospitante, il Virgi¬ 
nia Woolf, quella parte, cioè, 
del movimento delle donne 
che, da anni, prova a costruire 
una via d'uscita all'alternativa 
tra la partecipazione alla poli¬ 
tica cosi com’è e la costruzio¬ 
ne dì un mondo a parte. Una 
via d’uscita che consiste nella 
costruzione paziente di una 
politica che, proprio in quan¬ 
to non dimentica che «la pas¬ 
sione per II mondo non è faci¬ 
le a una donna», è capace di 
dare vita a nuove mediazioni, 
a «una nuova lingua - ricorda 
Bocchetti - che dia alle co.se, 
alla realtà, un ordine diverso». 

' Si apre il dibattito: una don¬ 
na di Bari regala a Christa 
Wolf la sceneggiatura di Cas¬ 
sandra, ‘ scritta, - durante la 
guerra del Golfo, con le sue 
studentesse e i suoi studenti 
che hanno individuato in Ca.s- 
.sandra una donna «capace di 
vedere il futuro perché capa¬ 
ce di vedere II presente» e invi¬ 
ta la scriltrice a non sentirsi 
sconfitta, dato che ha saputo 
•usare le ormi della critica». 
«Christa Wolf - dice una don¬ 
na di Roma - non deve aver 
paura di diventare un mito 
perchè lei stessa ha crealo, 
con i suoi libri, un antidoto 
potente: quello che consiste 
nel far parlare insieme i gran¬ 
di disastri - è accaduto, per 
esempio, con Guasto. Il rac¬ 
conto della giornata in cui 
scoppiò il reattore di Cemobyl 
- e la vita quotidiana delle 
persone» Tante, alla fine, la 
vogliono salutare, ringraziare: 
segno di come le abbia spinte 
Il non soltanto l’ammirazione 
per una donna grande, ma 
anche, soprattutto, per dirla 
ancora con Bocchetti, il bLso- 
gno estremo di «donne capaci 
di mettere il principio di realtà 
vicino all’esperienza sensibile 
della vita quotidiana». All’e¬ 
sperienza femminile del mon¬ 
do. ■ ■ 


La cultura italiana bussa alle porte dell'Europa 


Collezioni, biblioteche, produzione 
dì teatro e di musica: a Bologna 
la Regione Emilia-Romagna , 
ha organizzato una conferenza 
per coordinare le proprie iniziative 


FILIPPO BIANCHI 


■i ftOLOCNA «Il crepuscolo 
della critica - sosteneva Ezra 
Round - è arrivato con Talfer- 
mazionc che un tale "è il più 
grande", cioè con l'uso degli 
aggettivi quantitativi, dove bi¬ 
sognerebbe un aggettivo quali¬ 
tativo». Già... - Sarebbe stalo 
saggio adottarlo, questo mot¬ 
to, come corollario della Con- 
fcreruta regionale sulla cultura, 
tenutasi la scorsa settimana a 
Bologna per iniziativa della Re¬ 
gione Elmllia-Romagna; mo¬ 
mento centrale di una serie di 
manifestazioni - intitolate al- 
l’«Efletto Europa». 

Ma c’è sempre un tale signor 
Nigro che sentenzia trionfale; 
•L'Emilia è la regione italiana 
col più alto consumo culturale 
procapile», come se i numeri 


fossero oggettivi, inequivoca¬ 
bili. E Invece questi numeri 
non bastano per creare r»elfet- 

10 Europa», perchè bisogna ve¬ 
dere, ad esempio, a quale qua¬ 
lità di consumo culturale si ap¬ 
plicano. Lo sa bene Eugenio 
Riccomini. preoccupato del 
latto - grave - che «la gente 
vuol vedere solo il già visto». Lo 
sa Lamberto Trezzini, secondo 

11 quale il prevalere della cultu¬ 
ra audiovisiva «uccide lo sguar¬ 
do teatrale». E lo sa di certo an¬ 
che l’assessore alla Cultura, 
Felicia Bottino, che questa 
conferenza ha voluto, e impo¬ 
stato, non a caso, con una re¬ 
lazione di grande apertura, 
perfino con modestia, solleci¬ 
tando apporti, contributi, idee. 
Nella coscienza che più è 


avanzato il livello dei proble¬ 
mi. più è ardua la loro soluzio¬ 
ne. Perché in una società che 
ha più tempo e più denaro a 
disposizione, il problema del 
loro utilizzo equivale alla qua¬ 
lità della '.éta. E allora ha ragio¬ 
ne Riccomini a ricordarci coso 
sgradevoli, e cioè che forse oc¬ 
corre una generale «alfabetiz¬ 
zazione sull'arte», picrché «bi- 
•sogna niormare le persone, 
non le leggi» (che non a caso 
sono spesso a.s.sai avanzate, 
ma solo parzialmente applica¬ 
te). Spostare l’accento sull'uo¬ 
mo a tutti i livelli; chi è destina¬ 
to a tutelare la con.servuz.iona 
dei beni culturali no porta la 
responsabilità. E se .si è dispo¬ 
sti a lasciare il 50 per cento del 
patrimonio artLstico mondiale 
«in mano ai signori del Palaz¬ 
zo. allora tanto vale tenersi la 
Bono Patrino». 

Certo, vista cosi è più diffici¬ 
le. Meglio allora rifugiarsi in un 
bel «ministero della Cultura», 
infatti da molti auspicato, c pa¬ 
nacea certa, in quanto nessu¬ 
no sa cos'è (per ora si .sa co.sa 
non è: un mincuipop, ù già 
qualcosa...'). Fortunatamente 
non è l’unica ipotesi per am¬ 
pliare i margini di autonomia 
dello Regioni dal governo cen¬ 


trale - secondo Zurlini slrettLs- 
simi - che, assieme alla diffor¬ 
mità delle risorse, fanno la 
grande differenza con paesi 
come la Germania e la Fran¬ 
cia: con la cosiddetta «Europa 
delle Regioni». C'è anche l’op¬ 
zione referendaria - ricordata 
da Trezzini - che abolisce il 
ministero dello Spettacolo 
■ste-sso, riconvertendo alle Re¬ 
gioni i suoi capitoli di spesa. 
Purché sia utile ad avvicinare 
davvero il mondo della produ¬ 
zione centrale, che ad esem¬ 
pio, in Emilia-Romagna, non 0 
solo ciò che ognun sa (dalla li¬ 
rica a Zavattini, da Dalla a Pol¬ 
lini al circo equcslrc...), ma è 
un tessuto ricchissimo di ricer¬ 
ca, di sperimentazione, che 
viene definito emergente, ma 
che ultimamente è di nuovo 
sommerso, annegato dal costo 
del credito e da sowenz.iotii 
misere. E proprio il potenzia¬ 
mento di questo tessuto - pri¬ 
vato nella gestione, pubblico 
nella lunzione - è un tassello 
fondamentale nell'organizza¬ 
zione culturale regionale: 
spc.s,so .sono proprio i .suoi fili a 
tenerla legata alla realtà euro¬ 
pea. in virtù dì qualità artistico- 
profe-ssionali, e non solo di in¬ 
vestimenti destinati all'espor¬ 


tazione. Stando realmente .sul 
mercato intemazionale. An¬ 
che se purtroppo la sperequa¬ 
zione di finanziamenti fra pic¬ 
cole realtà vitali c grandi istitu¬ 
zioni burocratizzate è lina¬ 
mente e tristemente condivisa 
nel continente. 

Il pregio di quc.stn conferen¬ 
za è stalo, al tempo slcs.so, il 
.suo limile, c cioè considerare 
la cultura di questa regione 
complc.s.sìvamcnte. in tutu i 
suoi aspetti legali alla produ¬ 
zione, al consumo, alla con¬ 
servazione (per non parlare 
dei .suoi riflessi sull'ambiente, 
l'urbanistica, il turismo, la qua¬ 
lità della vita appunto). In que¬ 
sto senso l'incontro (che pure 
era articolato in cinque gruppi 
dedicali a spettacolo, beni ciil- 
lurali, mu.sci e archivi, informa¬ 
zione e comunicazione, pro¬ 
mozione culturale) va consi¬ 
derato un punto di partenza, 
non certo uno sbocco. Fra i 
suoi esiti positivi, certi, c'è 
quello di aver davvero mobili- 
lato il «corpo culluralc» della 
regione, il mondo accademico 
o quello amiirinLsIrativo (me¬ 
no quello creativo'!. Solleci¬ 
tando coraggiosamente criti¬ 
che in pcnodo elellorale, il che 
avviene di rado. E di aver forni¬ 


to. attraverso la relazione intro¬ 
duttiva. indirizzi chiari e ragio- 
nesoli. La centralità della cul¬ 
tura nel sistema .sociale ed 
economico, ■ l'individuazione 
del patrimonio culturale come 
«fattore di eccellenza da porta¬ 
re nel confronto europeo». La 
n.sposta. come si è detto, è sta¬ 
ta ampia, ma dillorme nelle 
soluzioni indicate, v 
Nella cultura emiliano-ro¬ 
magnola, d'altra parte, convi¬ 
vono da molto due animo an¬ 
tagoniste. Quella municipali- 
sta, memore della «terra dei 
granducati» che vorrebbe qua- 
.si delle Citta-Stato, ognuna con 
proprie strutture c istituzioni 
del lutto autonome, inevitabil¬ 
mente di basso profilo. E quel¬ 
la regionalisla, che sta invece 
lirogottando un lmmen,so terri¬ 
torio metropolitano, esteso da 
Piacenza a Rimini, nel quale 
siano favorite la più ampia mo¬ 
bilità del pubblico, c la distri¬ 
buzione delle competenze 
speciliche nelle varie città. Su 
que.slo punto ha insi.stito lun¬ 
gamente Carlo Maria Badini, in 
evidente sintonia con una poli¬ 
tica im|X>stata non da ieri, e 
che, un paio d'anni fa, porto 
alla riforma dell’Ater (l'Asso¬ 
ciazione dei teatri dell’Emilia- 


Romagna) . e all'istituzione dei 
tre «centri di produzione»; a 
Modena por la prosa, a Reggio 
per la danza e a Parma per 
l'orchestra sinfonica. Per capi¬ 
re quanto sia inlluenlc l'anima 
«campanilista», però, basti dire 
che fra Racenza c Ravenna ci 
sono, in pratica, ben cinque 
polì di produzione lirica: una 
situazione abonorme che non 
ha uguali non solo in Italia, ma 
nel mondo! " - ,v-.' 

Il processo dì coordinamen¬ 
to e razionalizzazione è ben 
più avanzato nel campro dei 
beni culturali, per i quali sono 
stati creati inediti strumenti dì 
gestione (le tre società miste 
pubblico-pnvato, e cioè l'A¬ 
genzia, la Promorestauro, e la 
Poleis), o nell'avanzatissimo 
sistema bibliotecario, in fase di 
infoimalizzazione c mc.ssa «in 
rcte«. Di certo è apprezzabile 
che si cominci a valutare il 
complcs-so di interrelazioni, in¬ 
terne cd e.steme, che una poli¬ 
tica culturale oggi sottende, ad 
esplorare il potenziale dell’e¬ 
quazione fra patnmonio e n- 
.sorsa, ad applicare in tal .sen,so 
le nuove tecnologie disponibi¬ 
li, Ciò che negli altri paesi eu¬ 
ropei SI fa da tempo immemo¬ 
rabile... ,■ , . ■ . ' 



Nuovi fondi dal Comune di Genova 

Museo dell'attore 
Si salverà? 


ALBERTO SETTE 


M Uno spir^lio sembra 
aprirsi per la «Biblioteca del¬ 
l’attore» di Genova che pareva 
irrimediabilmente avviala ver¬ 
so la chiusura. Nei giorni scorsi ' 
(mercoiedt ndr) il piano di ^ 
salvataggio elaboralo dall'a.s- 
scssorc ai Beni culturali del Co¬ 
mune, Silvio Ferrari, è stalo il¬ 
lustrato al Consiglio di ammi¬ 
nistrazione della fondazione 
del «Civico musc«o e biblioteca 
dell’allore* che lo ha comples¬ 
sivamente accollo con favore, 
pur sottolineando l'urgenza di 
un ' intervento concreto indi¬ 
spensabile a garantire la so¬ 
pravvivenza dell'istituzione. ' 

I problemi sono gravi (gli 
addetti non percepiscono lo 
stipendio da tre mesi) ma la 
riunione di mercoledì scorso è 
un primo segnale della volontà ■ 
politica di salvare questo raro 
e.sempio di archeologia ludi- 
co-culturale. Insieme al museo 
della Scala di Milano c al mu- 
,soo teatrale della Siac di Ro¬ 
ma, la biblioteca di Genova, 
nata nel 1966 come sezione 
del Teatro Stabile allora diretto 
da Ivo Chiesa c Luigi Squaizi- 
na. costituisce uno dei tre poli 
nazionali dove viene conserva¬ 
to il materiale storico riguar¬ 
dante lo spettacolo. Secondo 
quanto afferma lo statuto della 
biblioteca, divenuta fondazio¬ 
ne autonoma nel 1971, gli sco¬ 
pi che animano l'attività mu¬ 
seale di Genova sono «l'acqui¬ 
sizione e l’ordinamento di do¬ 
cumenti e cimeli teatrali con 
particolare riguardo all’attore». 
La biblioteca, situala all'ultimo 
piano di Villetta Serra, contie¬ 
ne 37 000 volumi, il 60 percen¬ 
to dei quiili di argomento tea¬ 
trale. l due terzi provengono 
da biblioteche private (Salvini, 
Riston, d’Amico, Stoppa, Bri- 
gnone). È tuttora in corso di 
catalogazione la biblioteca do¬ 
nata da Roberto Chili, giornali¬ 
sta cinematografico e storico 
del cinema, nel 1988, com¬ 
prendente 14.000 volumLsul ci¬ 
nema italiano e straniero. ■ : 

Un altro settore importante 
del museo genove.se è rappre- 
.sentalo dall'archivio che docu¬ 
menta dettagliatamente i de¬ 
cenni immediatamente prece¬ 
denti l'unita d'Italia, momento 
culminante nel fenomeno del 
divismo teatrale, c il periodo 
tra le due guerre (1920/1940) 
in cui nacquero i teatri d'arte e 
ferveva un nuovo interesse in¬ 
torno alla figura del regista. La 
raccolta di oggetti non è altret¬ 
tanto ricca ma prestigiosissi¬ 
ma; primeggiando i cimeli del 
grande Tornma.so Salvini al cui 
lavoro si ispirò lo stcs.so Stani- 
slavski, nell'elaborazione del 
proprio metodo di creazione 
del personaggio c il teatrino di 
ma/ionelle «lìis.sone». 

imponente il materiale foto¬ 
grafico ed epistolare compren¬ 
dente la corrispondenza intrat¬ 
tenuta dai più grandi attori ita¬ 
liani con illustri personaggi 
storici, letlerali, scritton, colle¬ 
ghi, autori e impressali di tutto il 
mondo. Tra gli interlocutori di 
Adelaide Ristori cd - Ermete 
Zacconi si scoprono cosi Ver¬ 
di, Cavour, Gounod, Lamarti- 
ne, Dannunzio, George Sand, 


mentre Tommaso Salvini dia¬ 
logava amabilmente con auto¬ 
ri (Alexandre Dumas) e colle- 
ghi (Duse. Scarpetta, Fregoli, 
Itving e Booth). 

Tutto questo ha rischialo e 
tutto sommato rischia ancora 
di scomparire per ragioni di bi¬ 
lancio. La provincia o la Came¬ 
ra di commercio di Genova 
che insieme al Comune e al 
Teatro Stabile figurano tra i so¬ 
ci fondatori del : musco, da 
tempo manifestano l'intenzio¬ 
ne di abbandonare un proget¬ 
to divenuto per varie ragioni 
una voce costantemente passi¬ 
va nell'esercizio linanziario di 
questi enti. Nella riunione di 
mercoledì scorso si è preso at¬ 
to di questa decisione che, per 
quanto grave, verrebbe tuttavia i 
compensata dal • raddoppio 
dell’impegno contributivo co¬ 
munale (si è parlalo di una ci¬ 
fra iniomo ai 200 milioni an- ' 
nui). Una goccia noi deserto? ■> 
Non proprio anche .se forse 
è pos-sìbile fare di più. Si tratta ’’ 
comunque di una proweden- 
ziale inversione di tendenza, ' 
che dalla rassegnazione allo ' 
scioglimento della fondazione ' 
conconseguente accorpamen¬ 
to al Teatro Stabile o addirittu- ^ 
ra allo smantellamento del ’ 
museo, consente di passare al¬ 
l'ipotesi del salvata^io. II pia¬ 
no dell'asse.ssorc Ferrari, che ' 
ha rilento l'esito delia riunione 
di mercoledì al Comitato di ■ 
programmazione del Comune 
per riceverne auspicabilmente 
un mandato di intervento a 
breve per Ironleggiare le in¬ 
combenze pio urgenti, preve¬ 
de lo stanziamento delle .som¬ 
me necessarie a scongiurare il 
rischio di rhiusura immediata 
c quindi innanzitutto i! versa¬ 
mento degli emolumenti, il ri- -, 
piano del bilancio c in un se- ’ 
condo momento il progetto di 
firmare convenzioni con l'Uni¬ 
versità di Genova e la colloca¬ 
zione di parte del patrimonio , 
della biblioteca nella sede di ' 
palazzo Ducale. ' - % 

«Sarebbe assurdo - dice Lui¬ 
gi Squarzina. regista storico del 
teatro italiano c fondatore del¬ 
la biblioteca - se proprio l’an¬ 
no delle Colombiadi, che se¬ 
gna un rilomo in primo piano « 
della città di Genova, dovesse 
coincidere con l'alto di morte 
di questa preziosa istituzione. 

È bene proiettarsi nel futuro 
ma senza dimenticare l'utilità 
di conservare l'esistente». 'J.'' ;'- 
Quali ' ragioni - spinsero a 
creare la biblioteca dell'attore? 

•il dc.siderio di allargar': l'e- 
spenenza teatrale oltre la sce¬ 
na - risponde Squarzina - me¬ 
diante la creazione di uno spa¬ 
zio dove fosse po.vsibile con- 
.servare non .solo il materiale 
proveniente dalla donazione 
Salvini e dalla donazione t^- 
stori, ma anche organizzare la 
ricerca, lo. Chiesa, d'Amico e 
altri attribuimmo grande im¬ 
portanza a questa iniziativa 
tanto da farvi confluire il nostro 
denaro dirottandolo talvolta 
dagli spettacoli. Speriamo che 
nc sia valsa la pena c soprat¬ 
tutto che ancora oggi venga 
idealmente condivisa la validi¬ 
tà dei nostri sforzi di allora». ,>• ■ 




















PAGINA 14 L'UNITA 


Cultura 


Come sostituire la deterrenza atomica? 
Possibili scenari per tradurre principi etici 
in progetti realizzabili. Un’agenzia mondiale 
per governare, con giudizio, gli arsenali 


I nuovi leviatani 
del nucleare 


Il prossmo numero di Iride, rivista dell'Istituto 
Grumsci toscano edita dalla casa editrice Ponte alle 
Greizie, conterrà una sezione su «etica e politica» ed 
una su «problemi della pace e della guerra» Si trova 
qui, accanto ad un intervento del filosofo o pacifista 
berlinese Ernst Tugendhat, l’articolo «Etica e politica 
nell'età nucleare Fine della deterrenza'^» di Furio 
Cerutti Di quest’ultimo anticipiamo qui una parte 


FURIO CERUm 


Se CI raffiguriamo il mon¬ 
do degli Stati armati nuclear¬ 
mente come un secondo sialo 
di natura, o stalo politico di na¬ 
tura. la «retta ragioiKt» (recto 
rotto) - direbbe Hobbes - a 
comanda di uscirne excun- 
cium e iJaru naturae Questa 
massima non perde di validità 
anche se questo regime doves¬ 
se scomparire del tutto, ciò 
che non mi sembra nò immi¬ 
nente. inò probabile Non 
scompanranno infatti con esso 
le armi nucleari, e la massima 
nmane e nmarrù valida e at¬ 
tuale per qualsiasi regime in- 
tcma/ionale anche più stabi¬ 
le mono ideologizzato c me¬ 
glio ordinato, che lasci aperta 
per uno o più dei suoi atton la 
possibilità presente o futura di 
possedere e usare quelle armi, 
mettendo a nschio beni indi- 
sponibili come la sopravviven¬ 
za del genere umano Tuttavia, 
un altro ragionamento, alter¬ 
nativo a quello da me svolto, 
sostiene che le armi nuclean 
sono state e devono continua¬ 
re ad essere la pranzia della 
pace, avendo la deterrenza 
nucleare por la pnma volta 
nella stona reso svantaggiosa 
per tutti c quindi impensabile 
la guerra Ma non sono co¬ 
munque considerazioni pru¬ 
denziali che possono cambia¬ 
re I inaccettabilità morale di 
quelle armi Questa nmane fin- 
chù esisui anche una sola 
chance che la dotcrrenz-a falli 
sca e SI venfichi Amoficdclorr 
rischio che il regime di deter¬ 
renza può spingere verso il mi¬ 
mmo ma non può mai del tut¬ 
to eliminare perché m questo 


caso sarebbe la dettoronza 
stessa a scomparire Solo un 
Dio benevolo che giocasse 
con le paure degli uomini po¬ 
trebbe garantire I efficacia del¬ 
la minaccia e la cortezza che 
essa non debba mai attuarsi 
Assumendo dunque una vo¬ 
lontà morale di uscire dallo 
stato di natura la via più dirct 
ta pare quella di eliminare le 
armi iiuclean possiamo con¬ 
seguire questo nsultato’ 

Dal punto di vista della ra¬ 
zionalità morale, ma anche da 
quello politico della sicurczzzi, 

1 eliminazione delle armi nu¬ 
cleari non può limitarsi a quel¬ 
lo esistenti Occorrerebbe inve¬ 
ce eliminare il sapere scientifi¬ 
co c tecnologico che le ha 
create un obiettivo che basta 
formulare per accorgersi che ò 
impraticabile II controllo poli¬ 
tico della tecnologia non e - e 
come potrebbe fra i Ijcviatani’ 
- nel terreno intemazionale 
più avanti di quanto sia aH'm- 
temo degli Stati, dove è già in- 
soddisfacente L eliminazione 
delle armi nucleari non ù pos¬ 
sibile Dhaene lallora del tutto 
vacuo il ragionamento morale 
che quella elinunarione richie¬ 
deva’ SI. se osso viene inteso 
come un normativismo che in 
nsposta alla domanda <ho co¬ 
sa devo fare’, si accontenta di 
emettere massime come «Non 
usare c non possedere armi 
nucleari», «Tutela la sopravvi 
vcnzzi deU’umanilà. No se 
I approccio morale non a 
chiude nella sua sfera normati¬ 
va ma si preoccupa anche 
della realizzabilità delle norme 
in ordine all intenzione e al 


senso dei pnnc.pi dai quali le ' 
norme derivano Si potrebbe 
dunque dire che in qtà nuclca 
re é la tecnica (a sua volta un 
tema tilosol co emergente) a 
richiedere iiru nuova relazio¬ 
ne di etica e politica Si tratta 
insomma di trasformare i pnn- 
cipi c lo massime molali in 
pregctti politi; I tenendoconlo 
dei vincoli ma pure dei trends 
tecnici e politici sotto i quali si 
devo cercare di agire moral 
mente nel mondo Sposto 
quindi il ragionamento sul pia 
no della politica c delle istitu¬ 
zioni pcrehù ritengo che qui si 
possano meglio affrontare le 
sfide che la tecnica ha posto 
alla civili H c alla pace in questo 
secolo Trovo non convincenti 
e obsolete molte teorizzazioni 
globalizzanti della tecnica c le 
conseguenti esorcizzazioni 
che harmo animato molta Kul- 
lurknnk, da Jacques Ellul al 
Marcuse di One Dimensionai 
Man Assumo il tema andersia- 
no del «dislivcllo prometeico- 
creatosi tra la te-cnica e la no¬ 
stra capacità di capirla e gover¬ 
narla ma non ne condivido la 
piega seduca, anzi disperata 
Peruso insomma che valga an¬ 
cora la pena di inventare di¬ 
spositivi mentali etici c politici 
tali da porsi via via all altezza 
delle sfido poste da questo o 
quello sviluppo tecnico (di- 
saggredando si sfugge agli oli¬ 
smi inutili) 

Per discutere come si possa 
sostituire la deterrenza nuclea¬ 
re proviamo dunque ad im¬ 
maginare un agenzia mondia¬ 
le alla quale gli Stati o almeno 
te superpotenze defenscano 
le armi nuclcan strategiche c 
tattiche che esisteranno anche 
dopo un eventuale larga ndu- 
zione degli arsenali di deter¬ 
renza, c-s.sa dovrebbe altresì 
detenere il know-how o le n- 
sorsc di ricerca e sviluppo nc- 
ccs,sane per ammodernare i 
propri armamenti nel caso che 
potenze non aderenti o solo 
fittiziamonte aderenti all'agcn 
zia cerchino di dotarsi di un 
potenziale nucleare superiore 
a quello ongmanamente in 
POS.SOVÌO dell agenzia Questa 


dovrebbe insomma essere in 
grado di dissuadcrv detentori 
palesi ed occulti statali e non 
statali (esempio gruppi tcrron 
siici) presenti e futuri cioè sia 
potenze che raggiungano per 
la pnma volta la capacità nu 
cleare sia potenze exnuclenn 
che vogliano riattivare la loro 
tecnologia e dotarsi di un nuo¬ 
vo arsenale Dissuadere da che 
cosa’ Dall usare proprio ar 
sonale per attaccare o ncattare 
altre potenze o la stessa agen¬ 
zia slabilendo cosi una ditta¬ 
tura mondiale E se la deter¬ 
renza fallisse’ Diversamente 
da un' fallimento dell attuale 
deterrenza bipolare che pro¬ 
vocherebbe un conflitto globa¬ 
le con conseguenze pianeta 
ne scoppierebbe una guerra 
nucleare limitata per estensio¬ 
ne territoriale c potenziali im¬ 
piegati Ira l'agenzia e la po¬ 
tenza (o alcune poche poten¬ 
ze regionali) nbellc Sarebbe 
un orrore, ma probabilmente 
un orrore limitato Ma anche il 
verificarsi del «caso peggiore» 
sarebbe improbabile 

La mia tesi ù che questa 
agenzia risponderebbe ai due 
requisiti morale e politico so 
pra enunciati e che vi rispon¬ 
derebbe meglio di altre solu¬ 
zioni che pure si possono im 
maginaro 

L agonzianuclcarc soddisfe¬ 
rebbe all imperativo morale di 
allontanare quanto piu possi¬ 
bile la minaccia di un conflitto 
nucleare globale non poten¬ 
dosi eliminare por lutti e por 
sempre quelle armi 11 duplice 
diritto dell umanità o genere 
umano (un nuovo soggetto 
della legge intemazionale co¬ 
me dirò più avanti e non solo 
della morale) a non essere 
coinvolto in una cat istrofo o a 
non essere dominato e ncatta- 
to da un Signore del mondo 
troverebbe m qui ll'agenzia 
I organo amministrativo capa 
ccdiescrc taretalediritto 

Quando uso il termine agen¬ 
zia penso non ad un potenzia 
mento dell laca di Vienna ma 
ad un Consiglio di si< urez.za ri¬ 
formato Lo dico sole per «dare 



un idea» per vnsualiz-tarc in 
modo cscmplificatorio il con 
cello dell agenzia I ingegni na 
giuridica non la parte delle 
mie competenze né é compì 

10 del presente lavoro sugge ii 
re concrete vie di pasviggio 
dalle istituzioni .ittuali a quelle 
ipotizzate 

Ora é innegabile che I a 
genzia sarebbe il nucleo di un 
governo mondiale II nucleo 
forte perché avrebbe il potere 
supremo c decisivo ovvero - 
con parole di Cari Schmitt - il 
potere sullo stato d emergen¬ 
za Ma solo il nucleo il proble¬ 
ma non é di inventare un go¬ 
verno mondiale in piu rispetto 
ai molti che conosciamo dalla 
tradizione ulopistica ma di m 
dicare - compito difficile ma 
ben determinato - che cos<i la¬ 
re dogli arsenali nucleari so il 
disamto prosegue La distin 
zione é necessana por non so 
vraccaricare di troppe esigen 
ze ideali quel poco di raziona¬ 
lità che forse é possibile trov.i- 
re e stabilizzare nei reali pro¬ 
cessi politici che stiamo viven 
do Anche se non si può 
negare che al di là del nuclca 
re (militare) che è il problema 
piu vitale 0 quindi preliminare 

11 tema di un aulonià pianeta 
ria centrale venga evocalo an 
che da aìtn ttlobai /ssuev. c onte 
le biotecnologie umane il bu¬ 
co nella fascia di ozono e il n 
scaldamento globale 


Rispol'o all idea di un govcr 
no mondiali vengono scin[>rc 
iv.snti due coniroargomcnii 
1) che SI tr.uslormercbbe lacil 
mente in una tirannia univcr 
s.ile (aggioniamcntidella enn- 
ca svolta da Kiiiit nella Melali 
\ica dei Costumi J) che non 
funzionerebbe producendo 
invece la minaccia di una 
gucrrac ivile mondiale 

Entrambi i coniroargomenti 
(quid juris) sono da prendersi 
sul seno insieme alle diflicollà 
di dare cffettivamcnle vita ad 
un governo mondiale (quid 
fatti) essi sconsigliano forte 
mente di usare questo concet 
lo come p,inacoa o come slo¬ 
gan Avanzo quindi non un a- 
pologia di quell idea ma qual¬ 
che altro argomento slonco o 
filosofico 

Pr.no eie nen'i di un govcr 
no mondiale fnlluale esistono 
da tempo I due signon dell e 
quilibrio del terrore hanno 
esercitato per circa <10 anni un 
potere -issai reale ma non le¬ 
gittimo perché basato su una • 
mera superiorità fattuale (mili¬ 
tare) e non riconosciuto dagli 
litri Stati se non per necessità 
(In agenzia nucleare sarebbe 
invece solloposla nella sua 
crc-izionc e nel suo 'anziona- 
inento agli obblighi della pub¬ 
blicità quindi dell argomenta¬ 
zione razionale e della proce¬ 
dura legale Pur poggiando ori¬ 
ginariamente sul potere milita¬ 


re delle poienze aderenti es.sa 
si proporrebbe quindi come 
istituzione legittima, o meglio 
some istituzione che si sotto¬ 
pone ad un processo di legitti¬ 
mazione londato su cnicn uni¬ 
versalistici Kant parlerebbe di 
un governo «repubblicano» 
Secondo la chance di tra- 
s'ormare una diarchia illegitti¬ 
ma in un governo monocrati- 
co ma legittimo non cancella 
ma almeno relativizza, il timo¬ 
re della «tirannia mondiale» 
Mollo (non tutto) dipende poi 
dalla forma politico-giundica 
dell agenzia c di un eventuale 
governo mondiale 
Ho cercato di indicare che 
un approccio non dogmatica¬ 
mente realista ai problemi 
odierni non é opportuno solo 
per il nemergere di tematiche 
etiche ma pure per la dimen¬ 
sione mondiale c il carattere 
innovativo di alcuni processi In 
corso riguardanti la sicurezza 
e la sovranità Se la mia inter¬ 
pretazione é fondata e se il 
movimento non si arresta il 
più decisivo fra quei processi ^ 
consiste nella nduzione deg'i ' 
armamenti nuclean delle gran¬ 
di potenze il terrore nucleare 
finora fondamento di un pre 
cario equilibrio, diventerebbe ' 
con un benefico paradosso 
quel lerlius super piirles la cui 
assenza ha finora impc-dito 
agli Stau di uscire veramente 
dallo stato di natura « 


Inno alle neo mamme, deboK e irresponsabfli 


La cultura di massa, attraverso 
luoghi comuni non sempre inediti 
accredita Timmagine di genitori 
troppo compiici o succubi dei figli 
Che c'è di vero in questo cliché? 




SANDRO ONOFRI 


■■ 11 successo popolare che 
I ultima canzone vincitnce del 
festival di S-tnremo sta nscuo- 
tendo ron desta alcuna mera 
viglia Qualcuno già durante i 
giorni del festival, la dclinl «fur- 
betta», probabilmente alluden¬ 
do al (alto che quando in una 
canzone italiana si tocca il ta 
sto mamma mezzo successo é 
già assicurato Eppure pur nel¬ 
la convenzionalit.à del suo lin¬ 
guaggio la situ-izione descntta 
dalla canzonetta non é per 
mente iradizion-ile La «mam¬ 
ma- di Luca Barbarossa non é 
h stes.sa per intenderci di Ma¬ 
no Merola tutta cuore pancia 
e lacrime Si intravede invece 
una figura di donna moderna, 
nevrotica quanto bast.i suffi¬ 
cientemente preda della de¬ 
pressione e preoccup-ita dal- 
1 avanzamento delle rughe (la 
convenzionalità, semmai sta 
nella descrizione della donna 
come donna ma questo non 
iiiteres.sa il rostro discorso 
d altra parte il lesto è quello 
che é e pare inutile mettersi a 
fare gli schizzinosi) Alai pun¬ 
to che suo figlio lontano secoli 
e secoli dal ragazzo faticatore 
ed emigrato del repertorio tra 
dizionalc non cerca più nella 
madre un appoggio o una 
spalla sicura, ma si cifre anzi 
lui come consigliere si fa piu 
adulto di lei. le fa da padre la 
scuote e appunto si fa invitare 
a ballare 

Questo disco dunque deve 
prob-ibilmente il suo successo 
non tanfo al celebre mammi¬ 
smo Italiano quanto al fatto 
die scmbr.i alimentare il mito 
modeniivsimo dell "amicizia» 


fra genitonc figli 
Mito moderno ma anche a 
volte un po’ fasullo Si sta affer¬ 
mando infatti, nella profondità 
esistenziale dei nostri ragazzi 
un nuovo modo di essere figli, 
cui consegue un altrettanto 
profondo cambiamento nel 
ruolo dei genitori Una specie 
di nbaltamento di responsabi¬ 
lità da una generazione all al¬ 
tra dovuto a una diabolica al¬ 
chimia della stona e della cul¬ 
tura per cui I inesperienza 
coesiste nei giovani con una 
strana precoce e un po mo¬ 
struosa espenenza di vita E 
I esperienza dei grandi al con¬ 
trano con un senso di nevroti¬ 
co e disarmato spaesamento 
La tanto ricercata «amicizia» 
fra genilon c figli nasconde 
spesso una forma di disimpe¬ 
gno e di impotenza 

Una volta parecchi anni la, 
in Amenca andai a passare 
qualche giorno in una baila su 
un lago appena fuori un vii 
laggio chiamato Utica, nello 
Stalo di Nc-w York ospite di un 
amico Paul esperto dentista 
che avevo conosciuto a Roma 
l,a mattina dopo il mio arrivo 
scendemmo con la macchina 
al villaggio per fare prowisle 
Era una twlla mattina un jx) 
nebbiosa ma non abb,istanza 
da impedire al sole di far sva 
porare nell aria il verde botti 
glia dei prati c quello azzurro 
gnolo degli abeti che costeg¬ 
giavano la strada II lago invo 
ce era arane ione a causa di 
certi alberi che lo circondava 
no specchiando le loro foglie 
già sul punto di invecchiare 
nell acqua immobile Faceva 
freddo, un freddo tremendo e 



« I i' n ^ 



umido 

Di niomo dal siipermarkot 
cippKTia piu piccolo del Mlldfl* 
gio intero notai una bella ra 
ga/ya in pantaloncini corti 
che faceva jof^insi lungo il ci¬ 
glio della strada Proprio una 
bella r<igaàaa tisico atletico 
abciulto muscoli morbidi bic 
come so ctie gii americani so 
noconlran a tare i complimen¬ 
ti alle raga/ye per strada non 
dissi mente Non volevo fare il 
solito Italiano Magari quella 
ragazza potevo essere uni co 
nosccntc del mio amico, o ad 
dirittura la sorella o la iidan/a 
ta' Perciò rimasi letlcraimcntc 
di stucco quando [issandole 
a f»rinco Paul bloccò la mgic- 
chinacacco-siò esclamando - 
ioh mia madre'- > 

Scendemmo facemmo le 
presentazioni e poi il mio ami¬ 
co mi invitò a pros(*guirc da 
soio fino <i casa Lui sarebbe 
arriv »to a piedi con la madre 


Li vnd dallo specchietto retro¬ 
visore nsalirc il lungo lago ab¬ 
bracciati come due fidanzati¬ 
ni E pertutta ta mattina rima¬ 
sero chiusi in camera di Paul a 
discutere Sentii lei che pian 
geva SI confidava di non so 
quali problemi C il mio amico 
lanncviorava le dava consigli 
Quella fu la prima volta cht 
mi resi conto che si polc*va es 
sere figli m modo diverso da 
corno lo oro io Ero abituato al¬ 
te madn del mio qu iriiere al 
lora timorose e antiche angeli 
urtpo sfatti Uvotatrici sempre 
alle prese con ma! di rem c os 
, sa indolenzite Ero cresciuto 
con proverbi del tipo Chi c ha 
mamma, non piange’ c Madre 
uno/ dire martire che mia ma 
dri stessa mi aveva insc*gnato 
I ulto ciòche sapevo veniva d.i 
mia madre II mio amore filiale 
non conoscevti «iltre forme di 
rnanifestd/ionc all infuori di 


qualche sporadica esplosione 
di manesca gioia tanto piu ca¬ 
lorosa C|uanto piu rara L i^er il 
resto era un siicii/io fatto di ri 
spcttosd distanza di sotterra- 
nca consapevole partecipa¬ 
zione Una mancanza di io- 
mumcazione attraverso la qu.i- 
le passava comunqui in for 
ma mistenosg* e animalesca 
ogni infonnazionc Di sicuro io 
e mia madre non ci conosci i 
ino come Paul c sua madre 
Ma neanche loro però si co 
noscono come noi 
Comunque stiano le cose 
trovo che qui da noi questa for 
ma di nipiwrto .ipp«ircntc 
mente disinibito (» franco fra 
geniton c figli si sia «iffennata 
troppo in fretta quasi all im 
prosviso e in tr^'^'lo non seni 
pre sincero S» pensi l mio pt. r 
tornare al tem \ dei ballo all i 
scena ni cui Anna M tgnani c 
Fllore Garofalo madre c figlio 
ballano in Mamma /^omakou 


La 

i caratteristica 
immagine 
di una famiglia 
Italiana 
alla fine 
degli anni 
Quaranta 


la musica di Violino zincano 
alla loro felicita impacciala c 
quasi vergognosa al loro di¬ 
vertimento clic nasceva pro¬ 
prio dalla consapevolezza di 
ritrovarsi n una situazione in¬ 
solita e pazyarclla Non sono 
passati neanche Ircidannt da 
qu«indo Pasolini girò quelli 
scen ì troppo pochi perché un 
cambi irnento cosi profondo c 
radicale ut un r ipporto madre 
fivlio povs I evsersi introdotto 
tu maniera spontancM e doitni 
uva 

Porse* ò il c ISO di chiedersi 
se 1 itluale generazione dei 
fiadri e delle madri (sopratiui 
to nelle fisce sociali meno ac 
eiiltiirile ( che "orecchiano* 
senz4i moU i consapovolozy.i i 
sistemi efiucaiivi moderni) 
li >ii s a \ Nv.rullai do di dosso 
troppe re spoi sibilila nei con 
tionti t fiQi Irig.tzzi irrisa 
no tropjKi pre maturamente ad 
«ver» idi» chiare sul loro futi! 


ro c sembrano saltare troppo 
spKjsso la fase magmatica e in¬ 
cedila dell adolescenza Sono 
decisi scimmiottano le mo- ; 
venze dei grandi camuffano i ! 
loro corpi nascondendo i tratti i 
dspn della pubertà parlano ' 
con lo stesso tono di voce dei 
loro gcnilon dei mcdasimi ar¬ 
gomenti. mimano una sicurez¬ 
za che non può essere natura¬ 
le E non importa che poi cue- 
sto nel profondo, non ò Im¬ 
porta che comunque i ragazzi 
SI sentano obbligati a seguire 
quel modello li confronto con 
i ge’niton avviene sempre piu i 
spesso da pan a pan e spesso | 
SI risolve con l accettazione ' 
rassegnala da parte degli adul¬ 
ti della volontà dei giovani La 
caparbietà dei nosln figli é inrc- 
movibile dura come marmo 
Non SI tratta certamente di 
npnsiinarc vecchie e irrecupe¬ 
rabili gerarchie patriarcali Si 
tratta pn) che altro di riflettere 
se sia giusto che il rapporto fra 
genitOM e figli avvenga su un li¬ 
vello di parità ose questo non 
comporti alla fine una doppia ^ 
ronwguenza un immobilità ‘ 
nel passaggio generazionale di ^ 
sdpr*re e una sostanziale idcn- 
iiià nel modo di stare al mon¬ 
do (XT CUI la fase adolescen¬ 
ziale critica asociale mipro 
duiitvu viene saltata f 

Bisogna » probabilmente ri¬ 
considerare 1 importanza di 
educare iragazzi al dubbio e 
al) incertezza Forse non 0 del 
tutto fuori luogo notare la stra 
na coincidenza percui la can¬ 
zone di Barbarossd ha cono 
sciuto il successo proprio negli 
stcvsi giorni in CUI a Verona si 
ssolgova il processo alla cer¬ 
tezza e alla dclcmìinazionc di 
[^etro Maso e dei suoi affezio¬ 
nali amici E mentre SI divulga 
vano notizie riguardo a certi 
gruppi di giovani che negli sui 
di e nelle discoteche inneggia 
no al killcrdi Montecchia For 
st I acquisto di un disco na 
scondo qualche paura verso 
questi figli cosi «<ujnUi- c dalle 
id(e chiare c verso certe ma 
dri che non conoscono chi 
hanno partorito È un altro mo 
do riclullo i)cr non pensare 


LUNEDI 23 MARZO 1992 


AI Salone del libro di Parigi i temi 
deH'editoria di fronte al '93 

L'Europa 
delle traduzioni 
ineguali 


FABIO OAMBARO 


■■ PARICI È 111 corWD in questi 
giorni la dodicesima edizione 
dtl Salone del libro di Pan» 
grande vetnna del libro Irance- 
se al quale partecipano que¬ 
st anno ISOO editon Di questi 
ben -100 non sono Irancesi, a 
dimostrazione che la manifc- 
lazione parigina che si con 
eluderà mercoledì sta divon 
Lindo sempre piu un incontro 
inlemazion ile D altra parte 
non potrebbe es-sere diversa- 
mente, visto che 1 1 prospettiva 
del mercato europeo del 199') 
coslrmge gli editori a confron 
tarM con dinamiche e proble- 
nntiche che spesso fuoriesco¬ 
no dal semplice quadro .lazio- 
nale Ciò oltretutto avviene in 
una congiuntura che per I edi- 
tona non é particolarmente fe¬ 
lice dal momento che anche 
questo settore ha nsentilo del 
generale rallentamento dcllc- 
conomia mondiale Negli ulti¬ 
mi due anni infatti la crescita 
che aveva caratterizzalo il set¬ 
tore libraio nella seconda me¬ 
tà degli anni Ottanta s é prati¬ 
camente csaunta in Francia 
ad esempio nel 1990 folla 
I mllazionc il fatturato dell c- 
ditona é crcsiculo solo dello 
OSK mentre il 1991 é slato an¬ 
cora pili incerto dato che i pn- 
mi sei mesi dell’anno sono sfa¬ 
ti una vera calamità per cditon 
e librai 

La volontà . intemazionale 
del Salone del libro francese é 
sottolineata quest’anno anche 
dal titolo che é stalo dato alla 
manifctazionc «La lettura sco 
perla di nuovi mondi» Parola 
d ordine che poi si concreliz,za 
in numerose iniziative, tra cui 
spicca il convegno organizz^ito 
dal minislero della Cultura inti- 
lolalo •’l radurrc l’Europa» du¬ 
rante il quale per due giorna¬ 
le traduttori scrittori ed odilon 
prosenienti da tutta Europa si 
sono riuniti per discutere del 
I jmporlanAi c dai problemi 
della traduzione delle sue pro¬ 
spettivo c delle sue incognite. 

In parlicolare, in apertura 
del convegno, ò stata presenta¬ 
ta una nccrea che ha latto il 
punto sullo stato di salute delle 
Uaduzioni nei diversi paesi eu¬ 
ropei Nc è emerso che nel no¬ 
stro continente su cento libn 
pubblicati ben 15 sono tradu¬ 
zioni Naturalmente esistono 
variazioni importanti da paese 
a paese in Inghilterra ad 
esempio, le traduzioni sono 
solo il 3% dei libri pubblicali in 
Svezia invece tale percentuale 
giunge addirittura al 60'); L Ita¬ 
lia insieme alla Spagna tradu¬ 
cendo il 25% dei libri che pub¬ 
blica. SI colloca ben al di sopra 
della media europea mentre 
la Francia con il suo 17'A, di 
traduzioni non so ne discosta 
molto 

Senza troppe sorprese, la 
Imgu a da eui SI traduce di piu é 
I inglese a cui fanno seguito il 
francese e il tedesco Por quan¬ 
to nguarda i genon piu tradolti, 
m lesta amva la leltcratura ge¬ 
nerale seguita di solito dalla 
letteratura por 1 infanzia (al- 
1 interno della quale si contano 
anche i (umetti) e dalle scien 
ze umane Sul piano delle poli¬ 
tiche pubbliche m favore delle 
traduzioni esistono posizioni 
acsai diverse che sono spesso 

Y ' c s. V, 


il nflecso delle pm generali po 
litiche culturali Innanzitutto i 
paesi «a voc.izione interanzi 
naie» aiutano (manziamianotc 
la traduzione delle loro opere 
all estero U Francia ad cseni 
pio nel 1991 ha speso per 
questo scopo 20 milioni di 
franchi (J 5 miliardi di lire) 
Per quanto riguarda gli aiuli al 
le traduzioni di onere stranie 
re I dati vanano enomiemen 
le in Inghilterra tali aiuti sono 
pratic,imcnte inesistenti men¬ 
tre in Svezia possono coprire 
sino al 40‘J dei costi del libro 
Ua Svezia inoltre é il paese in 
CUI 1 traduttori godono delle 
miglion relnbuziom e della mi 
gliore proiezione sociale 
Quella del nconoscimenlo 
del loro lavoro m termini di re 
tnbuziom c di garanzie legali 
ò stata la nota dolente segnala 
ta da tutti I traduttori i quali 
hanno più volle invocato 1 in 
tervcnlo pubblico sul piano le 
gislativo come su quello eco¬ 
nomico Essi rchiedono tale 
intervento m nome della fun¬ 
zione essenziale da loro svolta 
nello sviluppo degli scambi 
culturali tra paese e paese tra 
cultura e cultura Ma una simi¬ 
le nchiesla si spiega anche con 
il futuro denso di incognite in¬ 
fatti se da un lato negli ultimi 
cinque anni il numero delle 
traduzioni in Europa non ha 
cessato di crescere sia in per¬ 
centuale che in numero di uto- 
li. dall’altro la diminuzione 
progressiva delle tirature mette 
seriamente in pencolo la pro¬ 
duzione di molle nuove tradu¬ 
zioni che non possono conta¬ 
re su un pubblico sufficiente¬ 
mente vasto per npagarc i co 
sh più elevati dell editore 
Il problema della traduzione 
s intreccia naturalmente con 
quello della conoscenza deile 
lingue. Alcuni. uiJalti, sosien 
gono che sarebbe meglio inco¬ 
raggiare e sostenere le sauÒio 
delle lingue straniere piuttosto 
che finanziare le traduzioni, fa¬ 
vorendo cosi 1 importanza dei 
libri in lingua ongtnalc In tinca 
di pnncipio il duscorso può cv 
sere valido (ma solo per le lin¬ 
gue più diffuse inglese france¬ 
se tedesco c spagnolo) an¬ 
che se però la realtà 6 a volte 
un poco diversa In Germania, 
ad esempio nonostante la co¬ 
noscenza dell inglese sia assai 
ditfusa. .1 numero dello Iradu 
ziorii da questa lingua conti¬ 
nua ad essere assai elevato “■ 
Una nota infine sugli scambi 
di traduzioni tra Italia e Fran¬ 
cia nel 1990 por 1538 opere 
tradotte dal francese all Italia 
no solamente 235 sono state 
tradotte dall’italiano al trance 
se Una cifra che dovrebbe f.ir 
ritletlere sulle capacità di pc 
netrazione della nostr.i cultura 
in un paese nel quale I interes¬ 
se nei nostri confronti e sen- 
z altro elevato tino al punto 
che, non più tardi di due o Ire 
anni fa molti critici c osserva 
ton francesi hanno parlalo di 
una vera e propria moda a 
proposito dell’altonz'onc per 
la nostra narrativa in Francia È 
evidente che le mode - am¬ 
messo che quella tosse eltclli- 
vamenle (ale - non sono sufti- 
cionh a garantire una reale di' 
lusione delle culture 


IINEA D'OMBRA 


MEIIRU DI CULTUU [ OUTIU DEUA NUTICA 


SAIO: IDENTITÀ E AUTORITÀ/ 

LASCH: KENNEDY EOSWALD 

UN'INTERVISTA CON EUCEN DREWERMANN: 
CRISTO, UMESA, FRETI 

Yl MUNYOl (COREA)/ INOUE, TSUSHIMA 
(GIAPPONE)/ BROCKA (EllIPPINE) 

SALAMOV: RACCONTI DEL GULAG/ 
GOODWIN: IL DIALOGO BIOLOGICO 

POESIE DI NASOS VAGHENÀS/ 

STORIE DI MOSCATO, SERENI, TAMARO 

POLITICA E IMPEGNO DI BASE 


con LA TERRA 

VISTA DALLA LUNA 

il supplemento mensile per chi agisce 
in strutture di intervento sociale o pedagogico 

n. 6 

missionari 

L'educazione alla città 
Sud e medicina 


lira 75.000 (abbonamtnlo 11 numeri) su c.c.p. $4)40207 
intestato a Linea d'ombra edizioni 
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PAGINA 15 L'UNITÀ 


LUNEDI 23 MARZO 1992 


Aggeo Savioli' 
riceve 

a Roma il premio 
«Lente d'oro» 


■■ È stato assegnato ad Ag¬ 
geo Savioli, critico teatrale 
d^WUriilà, il premio «Lente 
d'oro» che l'Associazione sin¬ 
dacale scrittori di teatro, pre¬ 
sieduta da Renzo Rosso, attri- 


., buisce ogni anno a personali¬ 
tà che si siano dLstintc e impe¬ 
gnale nell'ambito del teatro. 
La consegna dei premi «Lente 
d'oro» e «Equa mercede», que- 
■ st'ultimo as.segnato al diretto- 
. re del Todi Festival Silvano 
Spada, ò prevista oggi a Ro¬ 
ma, alle 17.30, pres.so l'Eti, in 
un «Pomeriggio di festa teatra¬ 
le- a cui saranno pre.senti lo 
stesso Ros,so. Carlo Vallauri, 
Ghigo De Chiara, Marida Bog- 
gio e autori, attori e personali¬ 
tà del teatro. 


Palacavolfiori * 
«Marta» vince 
il festival 
di San Scemo. 


■I TORINO. Il ligure Dario 
Vergassola, con la canzone 
Marta, ha vinto la terza edi¬ 
zione del festival di San Sce¬ 
mo, versione un po' goliardi¬ 
ca del festival di Sanremo ri¬ 


servato alla canzone demen¬ 
ziale e svoltosi nel «Palaca- 
. volfiori» di Torino (cosi viC' 
ne, ,. per , : l'occasione, 
nbatlezzato il palas|x>rt del 
capoluogo piemontese). Al 
secondo posto si à classifica¬ 
to un gruppo che giocava in 
casa,. i piemontesi «Bene ' 
tom» (giochetto di parole ■ 
con Benetton?); al terzo, un 
gruppo laziale, i «Trenini ; 
svizzeri». Alla manifestazione ' 
hanno assistito oltre 5,000 ^ 
• spettatori. 


«È stata Catherine»: gli attivisti del Glaad 
hanno svelato il colpevole di «Basic Instinct» 
E ora annunciano: «Boicotteremo gli Oscar 
tutti devono rispettarci, anche il cinema» 


Omosessuali Usa 
In 25 Stati 
ancora fuorilegge 


DAL NOSTRO INVIATO 


MASSIMO CAVALLINI 


MB «È .Stata Catherine». Detto e fatto, gli attivisti gay america¬ 
ni .sono .stati di parola: il giorno in cui Basic/nslinct, il thrilling 
di Paul Verhoeven, ò uscito sugli schermi Usa, loro hanno ri¬ 
velato il nome del colpevole (anzi, della colpevole). Le ma- 
nifestiizioni sono state particolarmente vivaci a Los Angeles 
(dove ai movimenti gay, ma.schili e femminili, sì à aggiunto il 
•Now». unastorica organizzazione di femministe Usa) e a San ' 
Francisco, dove la comunità omosessuale è forte c ben orga¬ 
nizzala. E infatti le reazioni al film di Verhoeven, e le annun¬ 
ciate proteste aH'imminente consegna degli Oscar (il 30 mar¬ 
zo) , .sono la dimostrcizione che i movimenti gay non si arren¬ 
dono: colpiti sia daH’intolleranza sempre più forte, sia dal 
dramma dell'aids, continuano ad essere una componente vi¬ 
tale e, in qualche caso, anche politicamente potente della vi- 
I la sociale americana. Intanto, sul film di Verhoeven (che rac¬ 
conta la'storia d’amore, ad alto tasso erotico, fra un detective 
e una bisessuate sospettala dì essere un .serial-killer) si ap¬ 
puntano anche gli strali della critica: una .serie di .stroncature 
irridenti, .su tutti i principali giornali Usa. , 


ALESSANDRA VENEZIA 


Basic Instinct. il controverso 
film di Paul Verhoeven appena . 
ascilo negli Stali Uniti, C riusci¬ 
to a fare quel che nessun film 
. era prima riuscito a fare: a uni¬ 
ficare cioè le voci della sinistra 
c della destra per una causa 
comune,'r rinlervento ■ della : 
censura sui film. Infatti, mentre i 
i registi si appellano al loro di- , 
ritto di libertà espressiva, ga- . 
ramilo peraltro dalla Costitu¬ 
zione, il movimento gay chic- ■ 
de di e.ssere rappresentalo in ' 

, maniera più degna soprattutto ' 
da Hollywood e il cardinale 
Roger Mahoney di Los Angeles 
sollecita un ritorno ai valori tra¬ 
dizionali. contro la diffusione. 
sempre più indiscriminata di ' 
pellicole ricche di «violenza, ■ 
sesso e nudità». A scatenare ■ 
questo duplice attacco ò stato 
proprio il thriller erotico di Ve¬ 
rhoeven, linterpctato da Mi- ' 
chacl Douglas e Sharon Stone. 

La storia del detective Nick 
. Curran stregato dalla bella Ca- 
i therinc Tramell, ereditiera mi- 

■ steriosa c bise.s.suale. nonchC 
sospetta as.sa.ssina, diventa il 

■ pretesto per un discorso ben - 

■ più impegnativo. Non era certo 
intenzione del regista olande¬ 
se sollevare questioni religiose 
o costituzionali .sulla - liceità 
della censura, semmai di di- 


.^v.qCi Lc.unj)ut>.bJicqadulto..con 
una-soap'òpera raffinala, con 
mollo sesso e’un buon'ritmo 
. hilchcockiano. Invece il film 
ha scatenalo le Ire dei gruppi 
-, più diversi. Non solo dei gay, a 
dire il vero: anche dei critici, 

. che l’hanno stroncato in coro, 

' Rita Kempley, sul prestigioso 
, Washington Post, ha scritto che 
Verhoeven dirige gli attori co¬ 
me «robot tratti dai suoi film 
più famosi,./?o6ocop o Atto di 
/orza-, e ha intitolalo il proprio 
articolo «The Lust Piclure 
Show», gioco di parole tra il ti¬ 
tolo del vecchio film di Bogda- 
novich L'ultimo spettacolo (in 
inglc.se The Last Picture Show) ■ 
e la parola «lust», lussuria. 

Ma, naturalmente, 0 stala 
soprattutto la comunità gay a 
indignarsi. Per quc.sto week¬ 
end di apertura, infatti, si è or¬ 
ganizzata una mobilitazione 
nazionale di disturbo: il Gay 
and Lesbian Alliance Againsi 
Delamation (Glaad, «Alleanza 
gay c lesbica contro le diffa¬ 
mazioni) ha pianificato una 
serie di manifetazioni capillari 
per sensibilizzare l’opinione 
pubblica al problema. «Stiamo 
preparando una campagna 
educativa nazionale - spiega 
Jc.s.sca Greenman, copre.sidcn- 
le della .sezione di San Franci¬ 
sco - basata su lettere informa¬ 
tive e proteste di fronte alle sa¬ 


la rockstar Elvis Costello 


le che proiettano il film». Alcu¬ 
ni gruppi si prc.scntcranno in- 
dotisando magliette con il no¬ 
me del killer,. ' altri 
organizzeranno conferenze a 
Washington. Dallas c Atlanta 
per parlare doU’immaginc gay 
nella produzione filmica attua¬ 
le. La Greenman tiene a preci¬ 
sare che si tratterà di manife¬ 
stazioni pacifiche, ma non 
esclude interventi più aggressi¬ 
vi da parte di altri rappresen¬ 
tanti della comunità gay. «Esi¬ 
ste una rabbia giustificata in 
questo periodo - aggiunge -. 
Ogni giorno a.s,sisliamo ad alti 
di criminalità contro gay c il fe¬ 
nomeno sta a.ssumendo pro¬ 
porzioni preoccupanti, i ragaz¬ 
zi non leggono più, vanno al 
cinema e quello che vedono 
sono ritratti di gay degeneri 
che contribuiscono solo ad at¬ 
tizzare il fuoco». 


Basic /ris'/iricf ù diventato co¬ 
si il capro espiatorio di una si¬ 
tuazione cortamente più gene¬ 
rale. Film procedenti, come U 
.silenzio degli innocenti di Jo¬ 
nathan Dcmem o JFK di Oliver 
Stono, entrambi candidati al¬ 
l'Oscar. avevano già innescato 
la polemica. Secondo i rappre¬ 
sentanti del Glaad le immagini 
del «.serial killer» omosessuale, 
c del gay .sadomasochista uti- 
lizzuite nei film citali sono del 
tutto gratuite. «Pellicolo di quel 
genere - sostiene Richard Jen- 
nings del Glaad * fanno erro¬ 
neamente pensare che il sado¬ 
masochismo sia più diffuso tra 
' i gay che tra gli eterosessuali e 
provocano reazioni violento 
contro la nostra comunità». Ma 
molti pensano invece che in 
Basic Instinct non ci sla nulla di 
anligay c che l'unico rapporto 
d'amore nel film sia proprio 


Michael Douglas e Sharon Stono in «Basic Instinct». Sotto, Oliver Stone e Kevin Costner sul set di «JFK»; a 
sinistra Jodie Poster nel «Silenzio degli innocenti»; altn due film nel mirino delle proteste gay - - ' 


quello fra Catherine e la sua 
amica Roxy. Semmai, sostiene , 

’ il «Now» (National Organizui- 
lion lor Women) il film è con- 
• Irò lo donne in generalo «rapr- 
prescntate come ‘ pericolose 
mentitrici di cui non et si può 
fidiire e che devono cs,scro 
usale sc.s.sualmenle. Basic In -. 
stilici ò un film oslrcmamentc • 
misogino, un e.sempio clamo¬ 
roso della vioicnzjt esercitata 
dai media contro le donne». ' ■ ' 
Come ave-vano |>romc.s.so 
prima ancora che il film u.scis- 
se, alla prima a Los Angeles sì . 
sono presentati con cartelli e 
magliette dagli slogan rivelalo- ■ 
ri; «Non ò siala Roxy» oppure 
, «È stata Catherine». Ma il Iwllo 
deve ancora venire; la comuni¬ 
tà gay si sta organizzando |xrr 
il grande evento dell'anno: la 
serata degli Oscar il prossimo 
. 30 marzo. Hanno già anticipa¬ 
to che fermeranno il traffico di¬ 
retto verso il Dorothy Ch.indler 
Pavillion, sede della cerimo¬ 
nia, che distribuiranno volanti¬ 
ni con mappe delle ca,sc e no¬ 
mi delle .star omo.scs.suali e che 
interromperanno la pre.senta- 
. zione dei premi per parlare al - 
mondo intero del problema 
gay. l-a parola d’ordine: «Il si¬ 
lenzio e il nostro vero nemico». 
Parola di Queer Nailon, l'orga¬ 
nizzazione più arrabbiala. 


BM NEW YORK. Sembrano lor- ■ 
ti e. soprattutto in alcune realtà f ' 
urbane, sanno farsi vedere e ‘ 
sentire. Ma certo la vita dei gay 
americani continua ad essere 
segnata dalla discriminazione ; 
e dalla violenza. L’ultima bat¬ 
taglia l'hanno combattuta non 
più tre giorni fa, lungo la quin¬ 
ta strada imbandierala per la ; 
festa di San Patrizio, E ancora . 
una volta non è facile dire se, . 
in effetti, essi l'abbiano vinta o 
perduta. 

È una vecchia storia, che si , 
trascina irrisolta da anni: da un - 
lato I gay e le lesbiche di origi¬ 
ne irlandese che reclamano il 
dintto di sfilare aprertamente, ' 
sotto le proprie insegne e le '. 
progne bandiere, nel grande ’ 
corteo che, in un verde tripu- ' 
dio di quadrifogli, ogni 17 di " 
marzo celebra 11 santo patrono ■ 
della madre patria; dalTaflro 
quell’Anoenr Ordcr of Hiber- 
nians che da sempre, nel no- ; 
me di Dio e della tradizione, 
malenalmenle organizza, lun¬ 
go il canyon della Fifth Ave- , 
nue, la gran festa della «Saint 
Patnck parade». E che da sem- : ■ 
pre, nel nome di quello stercso ' 
Dio c di quella stcrcsa tradizio- . 
ne, veementemente • ripudia ■ 
una partecipazione che-.sono » 
parole del cardinale O'Connor ' 
- «olfendc i sentimenti religiosi f- 
della gente ed ì precetti della ' 
chiesa cattolica». L’anno scor¬ 
so, il tribunale chiamalo a diri-. ; 
mere la vertenza aveva finito ' 
per dare ragione ai gay. E la 
«irishquecrcommunity». laco- -, 
munità omosessuale irlandc-,, 
se. era marciala compatta ed ’ 
orgogliosa in coda a quell’e- ; 
norme corteo d’antiche coma- ■ 
muse e di modernissime majo- 
rcttcs, sfidando impavida gli 
insulti e gli spuli d’una lolla ' 
non propriamente amichevo- ^ 
le. Con I gay, in segno di soli- • 
danetà, era sfilato anche il sin- . 
daco nero della città, David . 
Dinkins. Ed anche lui, con la 
stoica coerenza di chi sa di di- . 
fendere un sacrosanto diritto, 
aveva serenamente raccolto - 
fatto raro in un politico di pro- 
fes.sione - la sua parte di im- ' 
propen. di sberleffi e di fischi. - 

Quest'anno è accaduto il 
centrano. Ovvero; il tribunale 
ha dato ragione agli Hiher- 
nians. Ed ai gay altro non è re- ; 
sialo che organizzare, sotto la ’ 
protezione ■ d’un . imponente ■ 
.schieramento di polizia, una 
controparala lungo una strada I 
parallela. Stavolta il cardinale 
O'Connor, dalla scalinata della ) 
cattedrale dì San Patrizio, ha 
potuto benedire la sfilata uffi¬ 
ciale scnz.a il disturbo della lo- " 
ro visibile e peccaminosa disfi¬ 
da. Ma, per la prima volta nella ’ 
stona della città, la festa si 6 
consumata in assenzui del sin¬ 
daco c dì molti altri notabili cit- ) 
ladini. Dinkins, ancora una '' 
volta solidale con gli omosse- 
suali. ha intatti deciso dì restar¬ 
sene ostentatamente a casa. 


' Izi guerra continua. E, per 
molti aspetti, essa esemplar¬ 
mente riflette, come in una 
sorta di metafora, la storia e le 
contraddizioni di tutto il movi¬ 
mento omosessuale america- . 
no. Una storia fatta, insieme, di ' 
grande forza e di grande delx>- • 
Iczza, di grandi avanz.ate e di 
grandi arretramenti. Un movi- 
menlo.capace di farsi vedere e 1 
sentire ovunque, od ovunque 1, 
in grado di muovere c dividere 1 
apparati prolifici ed istituzioni. : 
Eppure al tempro slcs.sosoggct- : 

10 - più forse d'ogni altra mi¬ 
noranza - alla premianenle of¬ 
fesa della discriminazione e ■ 
della violenzui. Un «mondo a ) 
parte» che. occasionalmente 
accettato, subito viene di nuo- ? 
vo brutalmente respinto ai 
margini della «grande piuata». 

In molte delle realtà urbane 
degli Stati Uniti - a New York, a 
San Francisco, a Los Angeles, » 
a Chicago - gli omosessuali e ; 
le loro organizzazioni sono or- • 
mai parte del Icmtorio e del z 
gioco politico. Voli e potere, ' 
organizzazione c consen.so. E ; 
grande, in apparenza, ò l'in- ' 
fluenza dei loro raggnippa- ■ 
menti (il più grande c tradizio- 
naie: il Nglll, National Gay and ( 
Lesbian Task Force; il più re¬ 
cente e combattivo; Act up, 
«Aids Coaiition to Unieash l^o- i 
wer»). Ma sotto questo .«otlilc f 
intonaco, le statistiche e le leg- ' 
gì subito rivelano una ben di- .’ 
versa realtà. In 2.'t dei 51 siati 
deirUnìonc l'omosessualità è i 
ancora considerata un reato. ; 
Ed ovunque sono in vcrUgino- 
so aumento, contro i gay e le ; 
lesbiche, i cosiddetti hate cri- ‘ ' 
mes, i crimini dettati dall'odio, li 
Più 42 per cento solo lo scorso V 
anno nelle sei più grandi aeree V 
urbano. Più 70 percento, stan- ; 
do al dati della polizia, nella 1 
sola New York. E solo pochi f 
mesi la in California - uno sta- i 
to che un luogo comune vor- ■- 
rebbe tra i più liberi ed aman- 
cipati - il governatore ha vieta¬ 
to una legge che concedeva ai f 
gay ed alle lesbiche un diritto . 
ormai riconosciuto ad ogni mi- F 
noranzzi; quello di non pierde- ; 
re il posto di lavoro a cau.sa , 
delle proprie preferenze ses¬ 
suali. W-S’ -t'.' 

, Ma non solo di questo si trai- •; 
la. La vera grande tragedia del 
movimento gay resta infatti, v 
com’ò ovvio, l’Aids. Quando, ,- 
nel 198), la malattia ha fallo la : 
sua prima comparsa negli Usa. ;• 

11 movimento era al suo apice. 

Ed era, a tutti gli eliciti, un mo- 
vimento di liberazione. Oggi, 
dopo aver contato i primi ccn- ‘ 
tornila morti (il 60 per cento - 
dei quali omosessuali), esso si : 
È di latto trasformalo in movi¬ 
mento di sopravvivenza. «Per ?■ 
noi ormai - ha .scritto recente¬ 
mente su New Pepuhiic An¬ 
drew Sullivan - la morte non ò ; 
più soltanto un avvenimento. È 
rambienic nel quale viviamo». 


Elvis Costello, una rockstar che ama Beethoven 


Ospite di un programma della Bbc 
il cantautore inglese ha raccontato 
i suoi gusti musicali, gli esordi ■ 
e l’attuale «esilio» a Dublino : ; 
«La mia carriera è appena iniziata» 

ALFIO BERNABEI 


Mi LONDRA. Elvis Coslello, 
ormai conosciuto in tutto il 
mondo come uno dei maggio¬ 
ri cantautori inglesi, sta .se¬ 
guendo lezioni di imisica. Due 
volte la settimana, come ui'i 
qualsiasi studente, impara a 
scrivere le note. Questo trenta- 
.settenne «ritardatario» non ha 
più paura che la sua creatività 
spontaneistica rimanga intrap¬ 
polala dalla disciplina di certe 
regolo. Un primo .segnale delle 
nuove po.ssibilità che gli ven¬ 
gono offerte dalla capacità di 
scrivere la musica l’abbiamo 
già avuto a.scoltando la colon¬ 
na sonora - lanlissirno piano¬ 
forte - che ha scrìtto per Glih 
di Alan Bearsdalc, un dramma 
televisivo a puntale che ha lat¬ 
to molto discutere. È stata cer¬ 


tamente un'idea . ingegnosa 
quella di far scrivere il com¬ 
mento musicale di un strrial 
cosi politico c controverso ad 
un ribelle come Costello che 
ha menalo durissimi colpi alla 
Thatchcr e al governo con.ser- 
vatore. Ghh ù incentralo .sulle 
manovre dei ' servizi • segreti 
contro l'amministriizione co¬ 
munale di Uverpool gestita in 
buona parte da una specie di 
Lolla Contìnua mudo in En- 
gland, il gruppo Militant, più 
volte denunciato anche dal 
leader laburista Neil Kinnock. 

. Ultimamente Costello .si ò 
triLsferilo a Dublino «per sfuggi¬ 
re all'Inghilterra». Ma la sclli- 
miina scorsa 0 venuto a Lon¬ 
dra per partecipare a quel gio¬ 
co che la Bbc chiama Desert 


' /stand Discs 0 che ricliicde al- 
l'invilalo di turno di scegliere 
gli otto motivi preferiti da por- 
, lare su un’isola deserta. Coslel¬ 
lo ha avuto qualclie difficoltà 
nella.scclla. I suoi gusti musi¬ 
cali variano abba.stanza radi- 
: calmenle a seconda dello .sta¬ 
to tl'animo in cui si trova, c 
qualche volta, come lui slcs.so 
dice con ironia, .si la anche 
prendere dalla disperazione 
più cupa. In quest’occasione ò 
.sembrato di buon umore, 
preoccupato solo dal fatto che 
non .sapeva se la coordinatrice 
del programma :gli avrebbe 
perme.sso di mettere in ILsla la 

■ voce della moglie come can- 
lante o la registrazione di .suo 
figlio die già suona la ctiitarra. 
Ha dovuto rinunciare ad en¬ 
trambe pcrchò le regole del 
gioco |x.-rmcltono .solo di man¬ 
dare in onda dì.schi in com¬ 
mercio e lui si ò presentato so- 

■ locon dei nastri. 

«Comincio con lo Scherzo 
dall'ultimo quartetto di Bee¬ 
thoven (Opus 13) - ha detto 
Costello - lo metto al primo 
Ix}.sto |)erdi6 lo giudico uno 
.straordinario esempio di liber¬ 
ta di cspre.s.sionc musicale. È 
uno di quei molivi speasierati. 
ideali iH-r il pallìnaggio sul 


ghiaccio, mi diverte». Dopo 
questa partenza un po’ inaltc- 
sii, dato il tipo di musica arrab¬ 
biata con cui li normalmente ■ 
a.s.sociato, Co.slelIo ha parlalo 
del ruolo che la musica ha : 
sempre avuto nella sua vita, fin 
dalla nascila. «Mia madre lavo¬ 
rava in un negozio di dischi e 
mìo padre suonava la tromba 
e cantava, l’osso dire di essere 
cresciuto in mezzo alla musi¬ 
ca. Comunque, al secondo po- 
■sto. dopo Beethoven, tra i mici 
dischi preferiti c'O una ctinzo- 
nc di Cole l’orter cantala da : 
Frank Sinatra, Tue Gol You Un- ■ 
der My Shin O'i tengo sotto la . 
mia iielle). E legala ad un ‘ 
aneddoto che circolava in fa¬ 
miglia. Secondo mia madre l;t 
prima parola che lio dotto da , 
bitmbino non ù stala "mam- 
. ma" o “babbo", ma "skin" 

' (pelle). I miei genitori a.scolta- 
vano ontinuamunte questo ' 
inolivrj. È po.ssibile che la mia 
. mente abbia carpilo il suono 
di questa parola dal disco. Mi 
hanno raccontalo che sgam¬ 
bettavo. ridevo e dicevo "skin, 
skin,skin"». - . - :, > 

• la madre di Costello lavora¬ 
va in un negozio di dischi, ma 
non era una semplice com- 
me.ssa: «Ut sua conoscenza in : 


campo musicale era parago- , 
nabilc piuttosto a quella di una 
bibliotccaria. Conosceva bene * 
la storia della musica ed era in '• 
grado di giudicare la qualità ' 
arti.stìca delle varie registrazio¬ 
ni a seconda degli interpreti. . 
Quanto a mio padre, che suo¬ 
nava c che cantava con l'or- 
chestra di Joe Izxjs, aveva, ed ' 
hit ' ancora, gusti, profonda¬ 
mente eclettici, da Bach alle 
canzoni latino-americane. Lo ’ 
seguivo non solo quando an- • 
dava a suonare, ma anche nei r; 
momenti delle prove, alle nove 
del mattino in qualche sala al 
freddo, coi musicisti intabarra- . 
ti nei loro indumenti invernali». : 

Costello racconta che suo 
padre canta ancora oggi, in gi- ■; 
ro per ringhillcrra, col nome ; 
Ross McManu.s. È in suo onore . 
che al terzo posto nella sua li- 
• sta dì dischi preferiti mette At . 
tordi Glenn Miller «cantata da ' 
papà*. Una bella voce di miele 
anni Trenta, con una manciata ■ 
di ghiaia .sen.suale alla Luis 
Amstrong. •> • ' < ' ■ ' 

«Quanto a me - spiega an¬ 
cora - ho imparato a suonare 
la chitarra da solo senza alcu- ' 
na precisa intenzione di seguì- 
ro la professione musicale. Do¬ 
po aver lascialo la .scuola a 18 


anni cominciai a lavorare co¬ 
me impiegato dì banca alla p)e- 
riferia di Londra. Avevo 23 an¬ 
ni quando, nel 1976, lanciai il 
primo single Less Than O (Me¬ 
no di zero), un motivo che at¬ 
taccava 0.swald Mosley, il lea¬ 
der delle camicie nere inglesi ‘ 
: degli anni Trenta. Scelsi il no¬ 
me Coslello che era apparte¬ 
nuto alla mia bisnonna ed El¬ 
vis. beh, questo si spiega da so¬ 
lo. Fu questo nome. Elvis, che 
mi procurò la prima audizione 
americana. Ricordo che quan¬ 
do Presley mori una stazione 
televisiva che non aveva la mì¬ 
nima idea di cosa cantavo mi 
conuittò col solo scopo Idi 
mandare in onda una voce 
che si faceva chiamare "Elvis", 
una trovata che mi ha lascialo 
a lungo un gusto amaro in 
, bocca«. ■ : 

Sempre intorno al 1976 si 
impo.se all’attenzione dei «gio¬ 
vani arrabbiati» inglesi con la 
band chiamata Altractions e 
molivi come Watching thè De- 
tectiues, This Year Model e OU- 
uer'sArmy. - -■ . 

! gusti eclettici ereditati dai 
genitori riemergono nella scel¬ 
ta del quarto dusco: l'aria Non 
so più cosa son dalle Nozze di 
Figaro, innamoratissimo della 


voce di Cecilia Bartoli. Seguo¬ 
no noll'ordine i Beatlc-s con - 
You Reolly Gol a Hold On Me 
di Smokey Robinson («È stato • 
il primo album che ho com¬ 
pralo») , li! sonata al pianoforte ; 
in B di Schubert, il Iwmcnto di ' 
Bidone dall'opera di Purccll : 
Bidone ed Enea (innamoralo 1 
questa volta della voce di So- ■ 
phie van Otter che gli ricorda ' 
in qualche modo quella di Bil- ■ 
lie Holiday) e finalmente un 
pczato di jazz:, Black Couni , 
.scritto da BillySirayhom e suo- ^ 
nato dall’orchestra di Duke El- : 
lington. . ■ ■ ' - • ■ • 

E se fra tutti questi dischi gli . 
fosse consentito di sceglierne 
solamente uno da portare su ' 
un'Lsola deserta? «Beethoven, ' 
lo Scherzo», dice ridendo, Sen- 
: tiremo più musica cla.s,sicheg- ' 
giante nei suoi futuri motivi? ^ 
«Non .saprei dire. Mo ctimbiato 
' SPCS.SO strada e credo che con- 
linuerò a cambiare, non mi in- 
■ lercstia di coltivare l'etichella • 
dell’amato Entertainer, quel li- r 
po di cantante che una volta : 
diventalo famoso si limila a 
stare sul sicuro, magari ripe- ■ 
tendosi. Davvero non ho idea 
' cosa canterò o scriverò prossi¬ 
mamente, la mia carriera ò ap¬ 
pena cominciai;!». 


I 






















pAsm 16 L UNITA 


Spettacoli 


LUNEDI23 MARZO ^992 




Conclusa Antennacinema 
di Conegliano: un’edizione 
dominata dalle polemiche 
suirinformazione televisiva 


Gran finale con lo show 
di Loche, Dandini & Co. 
La scommessa di Augias 
con i libri a 24 pollici 


«Avcinzi» di domenica? 
E la sala urla «No! » 





Concludi a Conegliano i lavon di Antennacinema, 
che ha proposto intensi incontn non tanto tra cine¬ 
ma e tv (come era negli intenti delle ongini) ma tra 
video e Sinformazione, seguendo il filo rovente de¬ 
gli eventi in corso. Serata conclusiva per Avanzi, con 
autori e protagonisti. Ultima conferenza stampa per 
Corrado Augias, impegnato a vincere con Babele la 
scommessa dei libri in tv. 

_ DAL NOSTRO INVIATO _ 

MARIA NOVELLA OPPO 


■■CONEGLIANO Usciti da sei 
nr esi di sudati testi c disperatis¬ 
simi studi (televisivi), quelli di 
A’janzi hanno adrontalo il 
IT ondo esterno per la pnma 
volta sabato sera a! Teatro Ac- 
c.idemia di Conegliano Han¬ 
no cosi potuto venficare sul 
cimpo quello che i giornali 
siTivono da tempo, e cioè 1 es¬ 
sere diventati un fenomeno di 
callo, un mito, un tormentone , 
vvente c circolante per strade 
d Italia. Eccoli perciò (nelle 
persone fisiche di Serena Dan- 
dini. Valentina Amum. Linda 
Brunetta. Pier Francesco Lo- 
ciie, Corrado Guzzanti. Anto¬ 
nello Fa.ssan e Marco Messen) 
sai palcoscenico di Antennaci- 
nema. a contatto diretto col 
pubblico 

Si ò scoperto cosi che a su- 
sjitare più culto e più tormen¬ 
toni C forse Pier Francesco Lo- 
che, un comico incredibilmen¬ 
te sardo (al mondo non ce ne 
sono più di due) che si 6 nta- 
gliato nel cuore del pubblico 
nottambulo di Avanzi uno spa¬ 
zio tutto speciale, fatto di npul- 
sc c di condanna per tutto quel 


che vuole rappresentare «Truf- 
fa-truffa-ambiguità", .non ga¬ 
rantisco ventà*. «mi tocco*, e 
tuth gli aìtn detti del giornalista 
più sfacciatamente comprato 
e venduto d'Italia sono nmbal- 
zati con ntmo tennistica tra 
platea e palcoscenico Strano 
fenomeno, che ha non poco 
sorpreso gli stessi protagonisti 
della serata, giunti a Concglla- 
no per corxtludere i giochi di 
Antennacinema m allegria tut- 
faltro che spensierata Infatti, 
se Loche continuava (scorraz¬ 
zando con incredibile mobili¬ 
tà) a interpretare il suo esecra¬ 
bile ruolo, era presente in sala 
anche l'eco degli eventi di 
questi ultimi giorni e quasi si 
potrebbe dire aleggiava lo spi¬ 
nto di Santoro 

Corrado Guzzanti, piol, con 
la sua caratterizzazione di un 
altro giornalista (Giovanni Mi- 
noli, che era appena passato 
da Conegliano per conferma¬ 
re, suo malgrado, la vendicità 
della imitazione) ha concorso 
a portare spesso il filo della n- 
sata sul tema dell'informazio- 
ne Insomma, la lunga serata e 



Il segreto di Babele 
«Tenere gli autori 
lontani dal video» 


DAL NOSTRO INVIATO 


nuscita cosi una Irresistibile le¬ 
zione sul metodo di Avanzi, ' 
spiegata al pubblico c agli stes¬ 
si protagonisti, alla quale 11 
conduttore Bruno Veglino ha 
tentato di dare una chiave sto¬ 
rica, per fortuna senza nuscirci 
del tutto Serena Dtindini, in- 
' fatti, una volta affermata la na¬ 
scita di Avanzi daU'cspenenza 
della Tv delle mgfizze, à subito 
passata ai fatti, inierprctando 
anche sul palco il suo molo di 
saggia sensualità o, se si vuole, 
di razionale passionalità Men¬ 
tre il già miuco Loche imper¬ 
versava in sala, venivano 
proiettati spezzoni c improvvi¬ 
sati numcn del programma 11 
bravissimo Antonello Fassan 
svanava da una Sora Leila di 
potente naturalità (senza par¬ 


rucca e senza travestimenti) al 
pomo-rock e al suo Giulio Pi¬ 
nocchio 

Più timido sul palco Corrado 
Guzzanti, che ha contrappun¬ 
tato coi suoi «bravo* i momenti 
salienti e alla fine ha cantato 
con gli altn la polente sigla di 
chiusura, con la corale parteci¬ 
pazione del pubblico £ quan¬ 
do Serena Dandini ha lanciato 
il sondaggio sulla possibile 
nuova collocazione di Avanzi, 
la sala ha respinto la proposta 
della domenica pomeriggio 
(che la rete sta invece studian¬ 
do) forse perche tutti sono 
troppo affezionati all abitudi¬ 
ne serale del lunedi Per con¬ 
fermare la quale Corrado Guz- 
zanti ha emesso il suo guttura¬ 
leverdetto «Uguale'* 


■■ CONEGLIANO Può il libro 
diventare un divo della tv? For¬ 
se no Anzi c'ò chi pensa addi- 
nttura che il testo sia una «pie¬ 
tra* impossibile da digenre 
dentro il melabolLsmo leggero 
del video Insomma sarebbero 
due linguaggi non omogenei 
che non si parlano tra loro, se 
non con effetti di icmbile noia 
sullo spettatore 

A dirlo neH'ambilo di Anten- 
nacincma. paradossalmente 6 
stalo il direttore di Raitrc, An¬ 
gelo Guglielmi sempre molto 
più attento ai problemi dei di¬ 
scorso televLsivo che a quelli 
delta pedagogia sociale o poli¬ 
tica Eppure ò propno Raitrc 
1 unica rete a mandare in onda 
un programma come Babele, < 
che ruota attorno aH'editona 
come una falena attorno alla 
luce CO dunque una contrad¬ 
dizione in questo? 

Una contraddizione magan 
no, ma un dibattito interno si 
Come SI 0 chiaramente capito 
nella conferenza stampa con¬ 
clusiva di Antennacinema, de¬ 
dicata appunto a Corrado Au¬ 
gias e al suo programma della 


domenica sera (ore 22 50) 
Augias ha anzitutto annun¬ 
ciato che Babele conUnuerà 
(«£' una battaglia vinta* - ha 
dello) c ha poi analizzato i da¬ 
ti d'ascolto finora raggiunti 
Dall non certo da show televi¬ 
sivo. ma tali da dimostrare che 
c'e un pubblico per i libn in tv 
ed e un pubblico che supera 
comunque tutu i Ictton di in¬ 
serti dei quotidiani messi insie¬ 
me Un 7* di media che può 
essere scompaginato e analiz¬ 
zato per scopnrc che al suo in¬ 
terno c'e un 3% soltanto relaU- 
vo al Sud d Italia e un grosso 
10!t!l da altnbuirc al Nord 
«Abbiamo voluto iniziare 
andando un po' sulla scia del 
Icggendano Pivot - ha raccon¬ 
tato Augias - ma poi abbiamo 
capilo che dovevamo trovare 
un nostro Imguaggio tutto ita¬ 
liano* Sono nate cosi le picco¬ 
le novità di questa stagione 
«babelica*, il tono più nanativo 
e insieme frammentano, -la 
scoperta di alcuni iccenson 
dalle sconosciute o sorpren- 
denu capacità 


Antonello 

Fassan 

Serena Dandini 
Pierfrancesco 
Loche 
e Stelano 
Masciarelli 
di «Avanzi» 

A sinistra 

Corrado 

Augias 


•Abbiamo dovuto togliere gli 
autori perchè abbiamo sco¬ 
perto che spesso gli auton 
danneggiano il libro*, ha spie¬ 
gato Augias, il quale si è ab¬ 
bandonato a un elogio del te¬ 
sto che ha strappato un ap¬ 
plauso a scena aperta al tran- 
qu'llo pubblico dell ulama 
matUnata di Antennacinema 
«La solitudine della lettura è la ' 
solitudine di ognuno di noi coi 
SUOI pensien, è l'espressione 
della maggiore libertà possibi¬ 
le di un uomo* E in questo elo¬ 
gio era facile leggere per con¬ 
trasto una condanna del fra¬ 
stuono - disattento e passivo 
rappresentato dalla visione te¬ 
levisiva A esemplificare ancor 
meglio 1 due diversi atteggia¬ 
menti è intervenuto con cal¬ 
zantissime argomentazioni Pa- 
tnzio Roversi, che era presente ' 
con quello che ha definito il 
suo psichiatra (Martino Ragu¬ 
sa) e che in realtà ù il coautore ' 
del libro intitolalo Manuale di 
autodifesa televisiva (Dialoghi 
di un teledipendente col suo 
analista, ed Sperling e Kupfer, ' 
150 pag.liie 19 000),, libro 
frutto della terapia che ha sal¬ 
valo Patrizio Roversi dalla sua 
onnivora malattia visiva E che 
potrebbe salvare forse anche ' 
molli di noi 

Spenamo però che la cura 
non abbia tolto a Roversi an¬ 
che la voglia di fare tv, come si ' 
poliebljc dedurre dal fatto che 
l'annunciato programma Por¬ 
ca mtseno ( che doveva anda¬ 
re in onda len) è invece nnvia- 
10 Ad apnic. sostiene il teledi¬ 
pendente pentito OMNO 


240RE 

GUIDA 
RADIO&TV 


UNOMATTINA (Ramno, 6 SS) Si «indaga» sui sondaggi 
d'opinione e le ncerche di mercato In studio il vtcc diret¬ 
tore generale del Censis Giuseppe Roma 
I FATTI VOSTRI (Raidue, II SS) Piazza Italia ospita la 
madre di Antonio De Falchi, il ragazzo morto tre anni fa 
in seguito all aggressione di un gruprio di ultrà milanlsb 
che lo colpirono davanti allo stadio Segue il racconto di, 
una donna di Bologna che, linccziata dal lavoro, è stata ' 
costretta ad affidare il figlio all ex manto Conduce il pro¬ 
gramma Alberto Castagna 

DIOGENE (Raidue, 17) Come ogni lunedi la rubrica del 
Tg2 condotta da Manetta Milani dà spazio ai problemi 
della terza età Oggi si parla della perdita della memoria. 
La parola ad una signora di 80 anni che, in barba alla na¬ 
tura, sa tutto Shakespeare a memona grazie a un conti¬ 
nuo e quotidiano esercizio , . 

BRAVO (Telepiù !, 19 4S) Da oggi a sabato la trasmissione 
in chiaro condotta da Luca Donadoni rende omaggio a 
SCI protagoniste del cinema americano Si parte con Dia¬ 
ne Keaton, interprete di film come Prouaa ancora Som, 
Manhattan e il più recente Cnmini del cuore 
L’ISPETTORE DERRICK (-Raidue, 20 30) Serata in giallo’- 
con 1 casi del celebre poliziotto tedesco. Stavolta Dorick 
dovrà far luce sull'omicidio di un comere della droga. - s- 
PRONTO SOCCORSO (Ramno, 2040) Un ospedale mo¬ 
dello un medico disponibilissimo, un infermiere un po' 
«borgataro* c una ragazza madre votata al sacnfioo Ulb- 
ma parte della mini-sene di Francesco Massaro con Fer¬ 
ruccio e Claudio Amendola e Barbara De Rossi. ' 

MIXER (Raidue, 2130) Giovanni Minok propone le imma- - 
gini del drammatico attentato all'ambaisciata israeliana a 
Buenos Aires Testimonianze del colonnello dei Carapin- 
tadas argentini Rico, del rabbino Pollack. respionsabile 
della comunità ebraica .n Argentina, di Alexandre Bion¬ 
dini capo del ptutilo nazista argentino e di Norma Ale- 
xandro, altncc e premio Oscar con il film Histono officiai 
STORIE VERE (^Raitre, 23) Un viaggio tra gli insoliti «abi¬ 
tanti* della spiaggia di Capocotta (Roma) firmato da An¬ 
nabella Miscuglio Tra le dune di sabbia si scoprono cu- 
nosi personaggi approdati al mare ognuno F>er propri 
impeiscrutabili motivi un cinquantenne biondo vive tut¬ 
to I anno sulla spiaggia, vendendo paiuni e bibite, un si¬ 
gnore di settant'anni passa le s'oe giornate nnconendo i 
pas,santi per stnngere effimere amicizie, e ancora omos- 
sessuali, travestiti, vecchi c bambini TutU pronti a rac¬ 
contare davanu alla telecamera la loro stona. .. * I 

ASPETTANDO GRUXO (Raitre, 23 50^. AI via il nuovo ap¬ 
puntamento firmato da Arnaldo Bagnasco, dedicato alla 
«ricerca* di tutti i personaggi assenti dal video da molto f 
tempo Stasera protagonista Beppe Gnilo ne parlerà in 
studio Tom Ganani 

FUORI ORARIO VENTI ANNI PRIMA (Raiire, / 05). Ob¬ 
biettivo sulla visita in Cina del presidente degli Stati Umti ' 
Richard Nuton, nel '72 Si ncostiuisce l'awenuTiento con 
le edizioni straordinarie dei tg, i commenti dei «nostri* in¬ 
viati (Orlando, Paternostro etc ), intervisle e brani scelb 
da servizi e rubriche speaali . . **. 

• (CabnellaCallozzi) 



^tìARMO 0RADUE ^RAnPE 



e-SS UNOMATniU 


7.00 PKCOUIOlUNMirOMB 



11.30 CtCUMIO. Settimana pugliese 


13.00 OSE IL CIRCOLO DELLE 13. 

Conduce Mario Cobelllnl Alle 
12 05 da Milano Tg3 




12.00 PIAdRC RAIUHa Con G Sa- 

banl.T Colugno-Alle 12 30 Talo- 
oiornale Uno 


1130 I FATTI VOSTRI. Conduce Al¬ 
berto Castaana 




EEIXÌJ 


urtMi-tPiia: 


.i.'.T.t'i. 


tf.Mjfr-i-riTiTi'i'i'.TTi iiinni 

rEocnEEsnzìiisóaB 

I. r.’.N ! M H.i : j :Mii,.i.f.fiT.ii.TiiffB 


^S30 QRANOI MOSTRKa Arto ameri' 
I cana t930-tS70 




1730 FAROLAIVITA. Uerad 


■i >!!»!.l'r.iTTTr 




{ 1630 ORA Dt PUNTA. Di A. Borgono¬ 
vo Con M Venler, R Pazzaglia 



tPM-!''i'rT.'r 11 riivig. 


16.16 D6IIVUQQIORL6.IIICHIUL 

Acouaccltura 


1636 T08 SOLO PIR SPORT. Calcio 
C slamo, calcio A tutta B. calcio 
RbI Realone 



18.60 MBT109 


10.00 TUQIORNALP 




2030 BLOB. 01 tuttodì piu 


2030 UNA CARTOLINA. Spedita da 
Andrea Barbato 

2030 L'ULTIMO IMPBRATORE. Film 
di 8 Bertolucci con J Ione (2* 


PRIMA PAGINA 


BRACCIO DI FIRRO. Elettorale 


IL MONDO DEL EEBt. Con A 

Vlanmi 


MADDALENA. Film di A Geni- 
na con M Toren 


KLB1T0RAND0 


IL PRANZO tSERVira Glocoa 
quiz con Claudio Llppl 


APPARI DI PAMIOUA. Con mia 

Dalla Chiesa e Santi LIcherl 


TospoMiRiaaio 


RON t LA RAI. Varietà con Enri¬ 
ca Bonaccorti (0769/64322) 


FORUM. Attualità con Rita Dalla 
Chiesa e Santi Lichen 




15.30 TIAMOPARLUMONE 


15.00 BIMBUMBAM. Cartoni 


laoo okilprdzoBdiusto 


10.00 U RUOTA DELLA PORTUNA. 

Quiz con MIKo Bonqlorno _ 

8ft00 TOB5BRA _ 

30.25 STRISCIA LA NOTIZIA 


5.30 STUDIO APRRTa Notiziario 


7.00 CUOCMOMATTINA. Cartoni 


8.30 STUDIO APIRTO. NoUzIarlo 


8.08 SUPRNVtCKV. Telefilm 


8.50 CHIPS. Telefilm 


T.BB RUONOIOWIO AMICA. Varietà 

8.00 cosi PIRA IL MONDO. _ 

BJ8 LAMIAPICCOUEOLITMDINB 

8.00 LA VALLE DEI PIMI _ 

8J0 OMORETOUSMNORE _ 

10.00 UNA DONNA IR VENDITA 
10.30 CARI OENITORL Quiz. Nel cor- 
_ 80 del programma alte 10 55 TG4 



A-TEAM. Telelllm 


MACOWEK Telefilm 


STUDIO APENTa Notiziario 


STUDIO SPORT 


METRO 


ILOIOCODDR. Quiz 


I QUATTRO DELL’OCA EEt. 
VAOOIA. Film di A McLaglen. 
conR Burton 


MAIDIRBTV. CdnlaGlalapoa’s 
Band 


15.00 CERAVAMO TANTO AMATL 

Con Luca Barbareachi 


15.30 IL anco DELL! COPPIE. Quiz 
con Corrado Tedeschi 


tl AI-M.r >ii,;ri. I , ,, n 




SE 


130 UN BBUIS6IMO NOVBM* 

8ML Film con G Lollobriaida 


arja-i.*i:*:ii:r.i«-fi;i.) 


336 STBRMINiO NIL QRANM 
tCNÌICRa Film 


0.10 ROtSINL Non solo un crescendo 
«Tancredi» (1* atto) 


Fk-.-.^i'.na ..n - 


iil-l L-l«ri:il .r.fl 

I.EI M-h'I l'i.'ilTTìTI 


436 IL CIQNO DAQU ARIIOU DI 
FUOCO. Film di A Vohrer conH 
Ta 


630 BRIGATI VBRDI. Sceneggiato 6.16 DltTINL (252*) 


0.30 BLOB DI TUTTO, DI FIO 


rynTCTiTiH’PTTO- 


1.06 FUORI ORARIO. Cose mal viste 


FXi M.ViJ i.?.i.i-:-i'hii".*: 


3.00 L’IPPOCAMPO. Film 


4.10 THROB. Tolerilm 




5.16 ILVIAOQIATOR8 


0.06 SCHBOQE 


6.30 OOQIINBOICOU 



2.00 SIMON TBMPUR. Telelllm 
2.45 IDRAQHI DEL WEST. Film di J 
Clavoll.conK Lord 


4.20 AGENTE SPECULI. ToloHlm 


6.00 IL NIDO Di ROBIN. Telotllm 


6.30 LA STRANA COPPIA. Telefilm 


0.00 BONANZA. Telefilm 


032 METBO _ 

aOO LABBLLABLABB3TU 
1.60 MACOYVER. Telefilm 
2.00 A»TIAM. Telelllm 


9.60 CHIPS. Telefilm 


4.50 6UPBRCAR. Telefilm 


6.60 SUPBRVICKY. Telefilm 


20.10 PRIMAVBRA. Telenovela 


2030 LA DONNA DBL MISTERO 2. 

Telenovela 


rra.i) .'M 


230 CASINO DB PARIS. Film Idi A 
Hunebelle.conV De Sica 
436 L’UOMO PEL MARE. Telefilm 
630 IL CITTADINO SI RIBELLA. 


7.00 LA FAMtOUA ADDAMS. Tele¬ 
film 


736 L’UOMO DEL MARE. Telefilm 



Z3& 



ODCon 


Clllllllllll 


TELE. 




BATMAN. Telefilm 


Al CONFINI OHU’ARtZONA. 

Telefilm 

F.O.R. ULTIMO ATTO. Film di A 
Pago conj Robardsd") 

Vm RUBATE. Telenovela 
APRANZOCONWILMA 

QBTSMART. Telefilm _ 

TMCNEWS. Notiziario 




17.16 PICCOLE DONNE. Film di M Le 
Rovh conJ Allyson 


I 1030 6P0RTI8SIM0’02 


2030 TMCNEWS. Notiziario 


2030 BLEZK>Nf1002 




i];r8.iir.8;*:-:.\ii:*rlK 


dIP Avati conC Delle Piane 


2S36 TMCNEWS. Notiziario 


730 CARTONI ANIMATI 


630 ILMBRCATONE _ 

1336 USA TODAY. Attualità _ 

1430 ASPETTANDO IL DOMANL 

_ Soap opera con S Mathia _ 

1430 ILMAQNATE. Teleromanzo 
16.00 R0T0CALC0R06A 


1630 ANDREA CELESTI. Tolonovela 


1630 ILMBRCATONE 


1730 SETTE IN ALLBORIA. Cartoni 


1030 COMPAGNI DI SCUOLA 


1030 FANTASILANDIA. Telefilm 


2030 ANQBLHILL. Film di PD Robin- 
son con R Hatch 


CARTONI ANIMATI 


HAPPY END. Telenovela 
I FALCHI DI RANGOON. Film di 

0 Miller conj Wayne _ 

ROSA SELVAGGIA. Telenovela 

CARTONI ANIMATI _ 

IVANHOB. Telefilm _ 

I SENZA NOME. Film di JP Mel¬ 
ville con A Oelon 


BLU DINAMITE. Film di M Pros- 
sman con Jones J Cravirford 


0.00 MATTINATA CON 6 STELLE 




12.90 IL RITORNO DI DIANA 3 

GAR Telenovela 


I II I 1 1 II TT 


18.00 LA PADflONCINA. Telenovela 



Programmi codificati 

80.30 Dovi L* CASA DIL MIO AMI¬ 
CO. Film di A KlaroalamI 


22.30 ADDIO AL RS. Film di J Mlllua, 
conN Nolte N Havers 


030 MACISTE CONTRO LO SCEIC¬ 
CO. Film con B Pagano 



2238 SPORT CINOUBSTSLLE 



1.00 ILCONTlDISANTILMa Film 
con Massimo Serao 
(replica ogni due ore) 


16.00 AGENZIA ROCKFORD. Telefilm 




2.10 CNN NEWS. Attualità 



16.00 ONTHEAIR 


16.30 PUBLIC ENBMY A ARTHRAX 
IN CONCERTO 


imUlllBwtiàMi 



lS\ 


2.00 ILMBRCATONE 


22.30 TELEGIORNALI REGIONAU 


21.30 ONTHEAIR 
22.00 SUOARCUBBSSPBCUL 


1.00 BLUtNIQHT 


1^0.00 TGANBWS. Notiziario 

2 
2 


22.00 INVOTOVERITAS 




RADIO IIIIIIIH 


RADIOQIORNAU.GR1 6; 7; 8.10.11; 
12; 13; 14. 17. 10; 21; 23. GR2 6.30; 
7.30; B.30; 0.30; 11.30; 12.30; 13.30; 
15.30; 16.30. 17.30; 18.30; 19.30; 
22.30. GR3 6 45; 8.45; 11.45. 13.45; 
15.45; 18.45.20 45; 23.15. 

RAOIOUNO. Onda verde 6 03. 6 56. 

7 66 9 56 11 57. 12 56 14 57. 16 57. 

16 56 20 57. 22 57 9 Radio anch'io 
92. 11.15 Tu. lui, i figli gli altri. 12.04 
Ora sesta. 18 II paginone, 10.25 Au¬ 
diobox, 20 Parole in primo plano 
20.30 Piccolo concerto 21.04 Nuan- 
ces 

RADIODUE. Onda verde 6 27 7 26. 

8 26.9 27.11 27,13 26 15 27.16 27, 

17 27, 18 27. 19 26. 22 27 6 II buon¬ 
giorno di Rttdiodue, 0.40 Taglio di 
terza. 1030 Radiodue 3131. 12.50 Im¬ 
para l'arte, 15 Poter Pan e Wondy, 
19.55 Questa o quella 20.30 Dentro 
la sera 

RADtOTRE. Onda verde 7 18 9 43. 

11 43 0 Preludio 7.30 Prima pagina. 

9 Concerto del mattino. 12 00 II club 
doirOpera, 14.05 Diapason. 16 Palo- 
mar 19.15 Ascoltiamo insieme 21.00 
Stagione dei concerti Euroradio 
1991-92 ■' 

RAOfOVEROERAI. Musica notizie e 
informazioni sul traffico In MF dalle 

12 50 alle 24 


SCEGLI IL TUO FILM 


16.30 I FALCHI 01RANOOON 

Ràgia di David Mlllar, con John Wayna, John Carroll. 
Uaa (1942). S3 minuti. 

Capluno amorlcano. Impegnalo In Blrmnnla contro I 
giapponesi, si scontra con un compagno di pattuglia ' 
coraggioso ma indisciplinato Robusto fllmone di 
guerra, girato subito dopo II colnvolglmenlo Usa nel ' 
secorrdo connine mondiate ovviamente con tanto di 
yankee eroici e musi gialli fetenti Insomma, cl siamo 
capiti tagliato con I accetta ma spettacolare , ^ 

ODEON ^ ,Lv 


17.16 PICCOLE DONNE 

Regia di Mervyn Le Rov. con Juna Aliyaon, Uz Taylor, 
Margarat O’BrIan. Uaa (19491.121 minuti. 

Dal celeberrimo romanzo ai Loulaa May Alcott Già 
nel 35 Cukor ne aveva fatto un film in cui campeggia¬ 
va Katharino Hnpburn questa versione del '49 à al¬ 
trettanto luccicante di dive, ma c'à una comparsata di 
Rossano Brezzi a rendere II tutto pericolosamente as¬ 
surdo Storia delle quattro sorella March, unite ca un 
profondissimo afleno fino alla morte di una di loro, e 
al matrimonio di tutte 
TELEMONTECARLO 


20.30 L’UL'HMO IMPERATORE ^ 

Regia di Bernardo Bertolucci, con John Lene, Paler 
O’Toole. Gran Bretagna (1967). 120 minuti (aac e oda 
parte). 

va In onda la seconda parte (la prima è passata ieri) 
della versione «espansa» deir«Ultimo Imperatore- 
Divenuto adulto. Pu Yi è sempre II fantoccio di poteri 
piu grandi di lui Fino alla rieducazione che gli verrà 
imposta dal maoisti 
RAITRE 


20.30 I SENZA NOME 

Regia di Jsaiv4>lerra Melville, con Alain Dalon, Yves 
Montand, Gian Maria Volontà. Francia (1970). 104 mi¬ 
nuti. 

Quando alla regia c 6 Melville, si può star sicuri- è 
-pelar» al suo meglio, ovvero II oiallo francese con II 
suo giusto equilibrio di azione, di atmosfere violente 
o di toni crepuscolari Un ox poliziotto, un galeotto ap¬ 
pena uscito di galera e un ladro Italiano architettano 
una rapina al danni di un gioiolliere parigino Ma un 
commissario è sulle loro tracce 


I QUATTRO DELL'OCA SELVAGGIA 
Regia di Andrew McLaglen, con Richard Burton, Ro¬ 
gar Moore, Stewart Granger, Richard Hartia. Uaa 
(1978). 140 minuti. 

Gommando superspeclalizzato di teste di cuoio sbar¬ 
ca In Africa per liberare un uomo politico In pericolo 
Turto scuso por menar le mani Un discreto film d'a¬ 
zione con attori famosi, ma piuttosto rozzo 
ITALIA 1 


30.40 UNA PALLOTTOLA SPUNTATA 

Regia di David Zucker, con (.aalla NIelsan, Prisclllc 
Presley. Uaa (1988). 81 minuti. 

Prima visione tv oer uno del piu fortunali film «demen¬ 
ziali- del recente cinema Usa Firma David Zucker, 
leader al 33 per cento della premiata ditta Zucker- 
Abrahams-Zucker (quelli dell -Aereo piu pazzo del 
mondo») Lesilo NIelsen Interpreta il volgarissimo, In¬ 
vadente. odioso stralunato, ignorante, ma efficientis¬ 
simo detective Incaricato di proteggere la regina d'In¬ 
ghilterra in visita a Los Angeles Ma la trama non esi¬ 
ste, è una scusa per una sequela di gag surreali, 
spesso un po grevi ma quasi sempre buffissime Co¬ 
me diro? E un film molto scemo, ma può far morire dal 



me diro? Éi 
ridere 

CANALE 5 


21J20 UNA GITA SCOLASTICA 

Regia di Pupi AvatI, con Carlo Dalle Plarw, Tiziana Pi¬ 
ni. Italia (1983). 90 minuti. 

Sull Appennino tosco-emiliano, nel 1914 viglila di 
guerra, si snoda l'odissea di una scolaresca In gita da 
Bologna a Firenze Piccoli caratteri messi a fuoco con 
cura in uno del migliori film di Pupi Avati 
TELEMONTECARLO - - „ . / 

1.20 UN BELLISSIMO NOVEMBRE ^ ^ 

Regia di Mauro Bolognini, con Gina LollobrlgMa, Gs- 
briele P«rz«ttl. tlalta (I960). 88 mlnuE. 

Educazione sentimentale (ma è un eufemismo) di un 
diciassettenne siciliano che scopro il sesso grazie al¬ 
la gonorosità di una bella zia Da un romanzo di Erco¬ 
le Patti 

RAIUNO 


I 





















































































































































































































































































































































































LUNEDI 23 MARZO 1992 


Spettacoli 


PAGINA 17 L’UNITÀ 





Bilancio complesso per il secondo 
Festival del continente nero 
che si è appena concluso a Milano 
con il premio al marocchino Ferhati 


Sedici film in concorso ma pochi 
davvero originali e significativi* 
L’esortazione del regista Gisse 
«Troviamo un nostro linguaggio» 


Lunedirock 


Il cinema delle due Afriche 


Scomparso 
a 78 anni 
Fattore 
John Ireland 


M SANTA BARBARA (Califor¬ 
nia). L'attore John Ireland, in¬ 
terprete di più di 200 film, ù 
morto ieri di leucemia all'età di 
78 anni. Nato in Canada, Ire- 
land fu negli anni Quaranta 
uno dei mille volti che diedero 
continuità al cinema holly¬ 
woodiano, e i>oprattutto ai due 
generi (il western e il «noir») ai 
quali meglio sì pre.stavano il 
suo volto da duro e il suo talen¬ 
to privo dì fronzoli. Alcuni suoi 
ruoli da caratterista sono inevi¬ 
tabilmente stampati nella vo¬ 
stra memoria di sprettaton; il 
fuorilegge Bill Clanton in Sfida 
mfematedX John Ford, il pisto¬ 
lero Valence in Fiume rosso di 
Howard Hawks, ancora il pi¬ 
stolero Ringo in Sfida all'O.K 
Corrai di John Sttirges che. del 
suddetto classico fordiano, ù 
un degnissimo - rifacimento. 
Una delle sue prove migliori fu 
nel drammatico Tulli gli uomi¬ 
ni del re di Robert Rosscn 
(1949), per il quale fu candi¬ 
dato all'Oscar come attore non 
protagonista. , Fu ■ raramente 
protagonista, ma vanno ncor- 
dati almeno due gioielli «noir» 
di Anthony Mann. Railroaded 
, (del '47) Q.Scfiiauo della furia 
('48). e l'insolito we-stem Ho 
ucaso Jess il bandito di Samuel 
Fuller ('48), in cui interpreta 
, Bob Ford, l'assassino di Jcsse 
James. Nel '53 coprodusse e 
codiressc, a-ssieme al camera¬ 
man Lee Garmes, il film Qui- 
laui Terrltpiy ,,. ... OAI. C 

mtrt " ti«^’ V > J ,■ 


Sotto il segno del bla-bla. Poco c’è mancato che il 
via vai della nomenklatura politica milanese soffo- 
C£isse la seconda edizione del Festival del cinema 
africano. Da una manifestazione senza tendenze ra¬ 
dicali, sono emersi comunque alcuni segnali di cre¬ 
scita. Anche se il cartellone poteva essere un po' ri¬ 
dotto. il pubblico, da parte sua, si è sentito final¬ 
mente in diritto di partecipare: dissentendo. 


BRUNOVECCHI 


M MILANO. Crescere com¬ 
porta un bel po' di problemi, 
anche rispettando i tempi logi¬ 
ci dello sviluppo. Crescere 
troppo in betta (com'ò succes- 
.so al Festival del cinema afri¬ 
cano, esploso fin dalla secon¬ 
da edizione) e, perdi più. nn- 
corsi dalTaffctto •peloso» della 
nomenklatura politica cittadi¬ 
na rischia di provocare parec¬ 
chi sbarellamenti. Pagato il pe¬ 
daggio al clima preclctlorale, 
la speranza ò che già dalla 
prossima edizione il Festival 
possa tornare a dedicarsi solo 
al cinema. Senza dover sposta¬ 
re, '-ritardare, accorciare la 
proiezione del film per adattar¬ 
si alle esigenze e alle lungaggi¬ 
ni dei tribuni. , 

Ma il discorso sui problemi 
di una crescita affrettata, vale 
anche per i cinea-sti del Conti¬ 
nente nero. Diceva Souleyma- 
ne Cissó, padre storico della ci¬ 
nematografia del Mali: «Molti 
miei colleghi mi hanno deluso. 
Invece di cercare un linguag¬ 
gio alncano per le loro oprere 
hanno preteso di lare gli ame- 
ncani». Un'allcrmazione ama¬ 
ra che ci sentiamo di condivi¬ 
dere pienamente. Certo, non ù 
un grandissimo risultato per un 
cinema che ha solo vont'anni, 
ma potrebbe rappresentare il 
segnale per una svolta: neces- 
sana c improrogabile. Infatti, a 
parte cinque-sei pellicole, nel 
grartcaldcronc delle IS-operc- 


16 in concorso, molti lavori po¬ 
tevano tranquillamente essere 
persi per strada. Cosi come al¬ 
cuni registi hanno dato la -sen¬ 
sazione dì essere più che ci¬ 
neasti delle bravis-sime perso¬ 
ne. rubate ad altre professioni. 

Potrà anche apparire una ri¬ 
flessione brutale, ma se il cine¬ 
ma africano vuole svilupparsi 
od uscire dalle .secche della 
riaiueló, dovrà superare il con¬ 
cetto di stato di emergenza. 
Non bastano i pochi mezzi 
economici (che comunque 
non .sono più miserrimi come 
in pa.s.sato) a giustificare il ri¬ 
sultato di alcune pellicole: un 
buon film può essere realizza¬ 
to pure con scarsissimi mezzi 
finanziari. Basta avere, come 
diceva ancora Cissù, l'urgenza 
di dire qualcosa. 

E questa urgenza, fortunata¬ 
mente, alcune pellicole sono 
riuscite ad esprimerla perfetta¬ 
mente. La piago des enfants 
perdus, ad esempio, del ma- 
rocchipo Jillali Ferhati (primo 
premio della manifestazione) 
che racconta il drammatico 
tentativo di ribellione di una 
giovane donna incinta in un 
piccolo villaggio. Oppure, Ka- 
rim eSaladì ldas.sa Ouedraogo 
(ma non ò una nos'ità) ; Sango 
Malo del camenuronse Ba.ssek 
Ba Kobhio, girato nel cuore 
della foresta equatoriale, pro¬ 
tagonista un maestro pieno di 
idee «sowetsine»; Tio dona. (Al 



Una scena ' 
del film '• 
«Tadona» 
del regista 
del Mali 'f 
Adama Orabo 


fuoco) del inaliano Adama 
Drabo c tratto da un racconto 
di Scmbòne Ousmane uno dei 
capostipiti della cinematogra¬ 
fia alncana; Niuxim del sene¬ 
galese Clarence Delgado; Men- 
duints et orgueilletix delTegi- 
z.iana Asma E1 Bakri, un poli¬ 
ziesco SUI generis ambientato 
al Cairo nel 1945, nei giorni 
della bomba di Hiroshima. 
Tutti, pur raccontando storie c 
mondi non assimilabili, sono 
la materiali'zzazione di una ci¬ 
fra stilistica compiuta. Di una 
maturità espressiva che si ma¬ 
nifesta nell'articolazione e 
scansione dei movimenti di 
macchina e nella ricerca di un 
linguaggio . I cinematografico. 


fiersonale ed originale. 11 tem¬ 
pio del campo e controcampio, 
dcH'immaginc raffazzonata, ò 
spanto, lasciando il pxrsto ad 
una complessità narrativa che 
nulla ha da invidiare al cosid¬ 
detto cinema ricco, • . ■ 

Certamente, la forbice tra il 
Maghreb (dove la maturazio¬ 
ne dei cineasti ò già ad un livel¬ 
lo alto) ed il resto del Conti¬ 
nente (in cui il processo di cre¬ 
scita tutt'ora imcarnmino) re¬ 
sta aperta. Ma non più su livelli 
di assoluta incomprensione. 

Una nota a parte merita il 
film del sudafricano Mark 
Hammon Wheels and Deals. 
Nel quale, ripcrconcndo un . 
episodio di OKlinaifa violenza , 


(tra neri) a Soweto, il regista 
dimostra come sia possibile 
miscelare diverse lezioni: dal 
Irce cinema inglese degli anni 
Sessanta aiTinsegnamento 
delle prime opiere di Pasolini, 
aprertamenle citato in un finale 
che ricorda l'ultimo scena di 
Accoltone. Peccalo sia stato 
conlcsujto p>cr un eccesso di 
zelo afncani-sla che, spesso c ■ 
volentieri, r>er difendere gli in¬ 
teressi degli oppressi fa di tutta 
l'erba un lascio, dimenticando • 
che non lutti i cattivi sono ob¬ 
bligati ad abitare allo stesso in¬ 
dirizzo. Cioè, a casa dei bian¬ 
chi. ' 

lloapìlolo conclusivo spetta ' 
di diritto al pubblico. Rispretto 


alla precedente edizione del 
festival 6 migliorato: soprattut¬ 
to in qualità. Dopxj le tante, 
troppie stagioni carattenzzate 
da una fratellanza senza limiti 
e acritica. dop>o i girotondi sal¬ 
tellanti da boy-.scout invec¬ 
chiali e dopio essersi lavati la 
co.scienza nell'abbraccio ap¬ 
passionato della riappacifica¬ 
zione fraterna, gli sprettatori sì 
sono sentili (finalmente) in 
dovere di criticare e dussentìre. 
Una cosa .sembra aver capito il 
pubblico del loslival: com¬ 
prendere le ragioni degli altn 
vuol dire dialogare con loro. E 
mai nessun dialogo ha portalo 
a nulla .senza scambio di opi¬ 
nioni. , , - , 


Gospel, countiy e jazz 
ecco «Jubilation» 
il disco che contamina 


ROBERTO GIALLO 

H MILANO Tanto p)er cambiare, botte da orbi. CitaUi in 
giudizio dalla Motown. etichetta dal glonoso passato, una 
delle culle della musica nera, la Mca nsponde con una con¬ 
troquerela. La Motown chiede 60 milioni di dollari e incolpa 
la Mca di aver dislnbuito pioco c male i suoi duschi: la Mca n- 
liuta gli .iddcbiti, SI dichiara danneggiata dal recente pa.ssag- 
gio della Motown alla Polygram e chiede 75 milioni di dolla- 
n. Cose da tribunali. • p . 

Meglio, molto meglio, le coso da giradischi. Anche a pro¬ 
posito di Motown. Che l'etichetta non abbia più il fulgore di 
un tempio si capisco, che abbia dalla sua un catalogo da far 
invidia a chiunque ò altrettanto chiaro. E la Polygram si dà 
subito da lare mandando nei negozi tre compilaUons di ' 
cla.s.sici della causa. Una collana vera e propna, Motoum's 
groalesi tiils. che comincia'con le raccolto di artusti nati c cre¬ 
sciuti nella scudena- il giovane Michael Jacluon (un pxj' 
da solo, un p>o' con i Jackson Fivc), Diana Ross e Mar^ ' 
Gaye, quest’ultimo rappresentato da una selezione di dieci 
pezzi tutti eccellenti c ben curali. Chi di quel suono é orfano, 
o non c’ò passato prer questioni anagrafiche, farà bene a ri- 
pa.ssare la lezione. ... 

Da quegli studi di Detroit, cosi come da quelli della Atian- 
lic, della Stax, della Ateo, prese a correre, e correre in fretta, 
tra la line dei Cinquanta e p>er più di un decennio, una musi¬ 
ca nera che usciva lentamente dai mercati razziali. Che an¬ 
dava a finire, insomma, anche nelle ca.se dei bianchi. Non è 
una notazione da poco, spiecie se si considera che la più re¬ 
cente saggLstica sulla musica nera americana sostiene oggi, 
giustamente, la tesi della continuità. Se p>er anni si è parlato ' 
del rap con sufficienza e supxiriicialità, si comincia oggi a ri¬ 
flettere seriamente sul fenomeno e si scopre, udite udite, '■ 
che il rap c’ù stalo sempre. Altre forme, altn modi, ma dalle " 
cantilene che i ragazzini neri improvvisano in nma px:r la ‘ 
strada fino ai successi miliardari di campioni del genere co¬ 
me Public Enemy, Ice Cube c Ice T, pier citare i migliori 
dischi rap dell’anno passato, c'è una continuità diretta. L'in¬ 
contro, lo scontro, tra cultura nera e società bianca ha poi 
portato tutto il resto. Eccellente nella sua analisi del fenome¬ 
no rap, l'ultimo libro della vivacissima Edt, casa editrice tori¬ 
nese, che manda nelle librerie il lavoro di David Toop, Hap, 
stono di una musica nera (pagg. 206, lire 23.000), in cui alla C 
deticrizione del fenomeno e delle culture collegate (l’hip • 
hop, I graffiti) SI aggiunge un'individuazione costante delle ' 
radici vicine e lontane. . ■ ■’i-s ’s- '.r-"'» > . 

Quando non ci pensa l’orgoglio nero, pioi, ci piensa l'intel¬ 
ligenza bianca. La Rcal World di Pcrcr Gabriel, specializ- - 
zala in musica cmica e ncITesplorazione delle più svariate i 
culture musicali, pubblica ora il suo primo disco di musicisti ì; 
del Nord America. La cosa sembra strana solo a pnma vista; ;' 
si prensava alla Reai World come a un occhio attento punta¬ 
lo sulle produzioni di paesi terzi o su svanate cunosità musi- ■ 
cali (Lapponia, Ru.ssia). Ecco qui, invece, il disco degli Hol¬ 
mes Brothers, Jubilation, coraggio.sa fusione di gosprel,,' 
country, sfumature jazzatc. Un capolavoro di equilibrio per , 
rre musicisti nati tra le chiose della Virginia c del Texas che . 
nel grande classico Will thè àrde be unbroken affidano le ; 
chitarre addirittura alla Orchestra Super Mutbnila di ' 
Remmy Ongala. anima e cuore della musica della Tanza- < 
ma. Un capxjlavoro di contaminazione, di Ireschezza, di ' 
complicità tra II sud degli Usa e Toncnte africano, mischiati : 
con genio a Bath. angolino sperduto dei Nord Europa. ». 


L’ultimo lavoro della Giordano allestito a Reggio Emilia dal centro re^onale della danza t 
Un’ora e mezzo di spettacolo, dominato dal silenzio e dalla difficoltà é. comunicare 

Ginqué forestieri per Raffaefla 


MARINELLA QUATTERINI 


■i REGGIO EMILJA. Da tempo . 
SI discute, a Reggio Emilia, di 
una passibile successione ai 
vertici dcirAterballctto, da ol¬ 
tre dieci anni diretto dal coreo¬ 
grafo Amedeo Amodio; - nel 
frattempro il centro regionale 
' della danza, continua lodevol¬ 
mente a lanciare e proteggere i. 
nuovi autori della danza italia¬ 
na. I fa cosi prodotto, e varato, ' 
al Teatro Anosto, l’ultima crea¬ 
zione di Raffaella Giordano, ■ 
intitolata/foresp/er. - ■ 
Figura di spicco tra i coreo¬ 
grafi delle ultime generazioni, 
e danzatrice carusmatìca, la 
Giordano iniziò la sua camera 
artistica con Carolyn Carlson, 
alla Fenice di Venezia; fu. in 
seguito, tra i • fondaton del 
gruppo Sosta Palmizi, ora tra¬ 
mutatosi in una libera a.s.socia- 
zione di coreografi c danzato¬ 


ri. Al suo attivo la nostra coreo- 
graia vanta un esiguo numero 
di creazioni. Tra queste, / fore¬ 
stiera forse Topicra più ambi¬ 
ziosa. In un’ora e mezza di 
spettacolo che si regge per 
buona parte sul silenzio, cin¬ 
que ■ danzalon-amici della 
Giordano (questa volta la co- 
reograla ha preferito restare 
fuori scena) imbandiscono 
sommessamente, in punta di 
piedi, una fragile ragnatela di 
relazioni inteipersonali. Tra 
stupori metafisici, deliberati 
nonsenses, giochi e interrogati¬ 
vi capitali sul destino dell'uo¬ 
mo, questi •forestieri» vivono 
davanti a un muro disadorno, 
' di tanto in tanto Investilo di lu¬ 
ci spxtttraii. Potrebbero essere i 
supicrsliti della bomba atomi¬ 
ca. che spies-so evocano nelle 
loro sommesse c smozzicate 


conversazioni, o i sopravvissuti 
di un mondo senza più oppgetti, 
fatto solo di uomini che prerò 
diventano anche animali. 
L'antropramorfismo della pièce 
è tuttavia più che evidente. I 
cinque cercano, senza .succes¬ 
so, di comunicare tra di loro e 
oltre la famigerata «quarta pa¬ 
rete» sprofondata nel buio: ten¬ 
tano di intrecciate duetti d'a¬ 
more che non hanno mai una 
felice conclusione. Imbrana- 
taggine, timidezza, malcelate 
tentazioni solipsistiche sovra¬ 
stano il silenzioso spreltacolo. 
Nella danza delicata e rarefat¬ 
ta esplodono piccoli momenti 
caldi, sprecic negli incontri che 
nvelano, insieme all’idiosin¬ 
crasia dei rapporti, una lucida 
abilità compxasitiva. 

Eppure, da questo spiettaco- 
lo destinato a crescere nel ro¬ 
daggio. come in genere acca¬ 


de in tutte le opterò che nasco¬ 
no dalfimprowi-sazione e da 
Mussi di autocoscienza degli ' 
interpreti, si esce con un certo 
sconcerto. Nulla da dire sulla 
compxtsizione, comunque da 
rapprendere; i dubbi si con¬ 
centrano sul messaggio. Gior- . 
dano ci racconta una storia 
che tutti conosciamo assai be¬ 
ne; vivere come c pxtrehè. 
amare come e ptorchò? Tutti in¬ 
terrogativi giustamente sospte- ' 
SI. ma restituiti con un prezioso . 
minimalismo che avrebbe ben 
' altre risorse se uscisse dal vico- . 
lo cieco deH’aulobiografia, 
magari con l'aiuto di buone 
letture. Invece qui, un racconto 
dato pter .sottili e intuitivi tocchi 
di danza, pxir minuzie impres¬ 
sionistiche. pxtr frammenti pre¬ 
si dal mondo approdano .solo 
in un crepuscolare verismo. 
L’opzione minimalista .si spre¬ 
ca nella compiaciuta scntlura 


della propria storia; il cui inle- 
icssc, tra L’altro, non è certo 
dato p>er scontato. Anche pter- 
chè dopK) anni di racconti au¬ 
tobiografici, la ricerca in danza 
avrebbe bisogno forse di più ' 
spies-soreconcettuale. 

Ciononostante i cinque •fo¬ 
restieri» sono ineccepibili c lut- ' 
li da citare: da Giorgio Rossi, il , 
più comico del gruppio, all'ec- 
cellente Giovanni Di Cicco, 
con Monica Bianchi. ■ Clelia ‘ 
Moretti e Bianca Papafava. Alle 
loro fisionomie preferiamo co¬ 
munque contrapprorre quelle - 
enigmatiche di un lontano e 
Ijen più radicale lavoro della 
Giordano intitolavo Ssssr.... Là 
nessuno si muoveva, o quasi. ' 
nessuno prarlava o cantava; 
nell'avarizia c,spressiva. prerò, 
.licggiavano molti fantasmi. 
Davanti allo spiellatorc ipnotiz¬ 
zalo .SI squarciavano orizzonti 
.inche inesplorati. 




Primefilm. Un poliziesco con Bruce Willis e Damon Wayans. Regia di Tony Scott 

E il supermacho diventa boyseout 


L'OPPOSIZIONE CHE COSTRUISCE 


Una forza nuova è scesa in campo per rinnovare la politica 
italiana: Il Partito Democratico della Sinistra 
Un partito che vuole agire senza condizionamenti e rispondere 
ai suoi elettori ed ai suoi iscritti. ' 

Un partito che chiede il tuo contributo 

perché in questa campagna elettorale abbiano più forza ■ 

i valori fondamentali della libertà/“della trasparenza, della solidarietà. 


Per sottoscrivere al Pds, 
questo coupon con i tue 


MICHELE ANSELMI 


Pds, compilò ed invio 
i tuoi dati (facoltativi) 


L'ulttmo boyseout 
(Missione sopravvivere) 

Kcg.a: Tony Scott. Sceneggia* 
tura: Shanc Black. Inlerprctì: 
Boice Willus. Damon Wayans, 
Chclsca Ficld. Fotografia: 
Ward Russel. Usa. 1992. 

Roioa; Royai, Rkz _ 

IM «Dammi le chiavi della 
macchina o sparo alla bambi* 
na». ringhia il superduro Bruco 
Wiliis puntando il pi.siolone al* 
la tempia della ragazzina che 
tiene picr la gola. Possibile che 
sia diventato cosi carogna? E 
infatti è un trucco: la fanciulla. 
usa*.a come ostaggio ixtr pote¬ 
re rubeire un’automobile e in¬ 
seguire I cattivi, <> sua figlia, la 
stessa che l’ha appena tirato 
fuori dai guai. 

■ All'incrocio tra commedia c 
poi ziesco. L’uifimo hoyscoutà 
un !ilm fraca.ssono c divertente 
che sembra d’aver già vusto. Il 
rr.oJello resta Arma letale (il 
produttore Jocl Silver ò lo stcs- 
duo tipi che non si sop¬ 


portano immersi in una vicen¬ 
da più grande di loro che fini¬ 
sce col renderli amici per la 
pelle. 

La coppia in questione ù 
composta da un inve.sligalore 
privalo eroe nazionale (.salvò 
il presidente Carter dai colpi di 
un killer) c da un celebre terzi¬ 
no dei LA. Stallions messo a ri¬ 
poso da una stonacela di dro¬ 
ga. Due uomini rabbiosi c tu¬ 
mefatti, con la vita privata an¬ 
cora più a pezzi. Messo alloco- 
stole di una spogliarellista mi¬ 
nacciata di morte, il detective 
Joe Hallcnbock si nlrova coin¬ 
volto in una sparatona insieme 
allo stallone della rag^izza, ap¬ 
punto l’ex campione James 
Alexander Dix. Lei muore cri¬ 
vellata: i due, per vendicarsi o 
forse per recuperare la dignità 
perduta, intraprendono una 
guerra privata contro i corrotti 
chcordinarono l’omicidio. 

Tutto da manuale, in una 
progressione catastrofica in li¬ 
nea con gli .sfracelli can al ci- 




, 'V 


Bruce Willls 
e Damon 
Wayans 
in una scena 
del film 
«L’ultimo 
boyseout» 




_ ___ 

VogVio sonosCfWcre 

rn assegno intesta o 23000/96 intestato o , 2 , Roma 

U nozionoie.K qo 7 intestato o\ Pds, 

\ — c/C postole n. 3 

I LJ Romo __.— 


impoilP. 


sonoscritL<^L 


cognomeenom^ 

1 cojnyjne—__-- 


i^^coUotìyolL- 


nema hollywoodiano d'azio¬ 
ne. In cabina di regia. Tony 
Scott, fratello del più sofi.stica- 
to Ridicy e già autore di Top 
Gun. orchc.stra una .sarabanda 
intonata alla grinta dei due 
prolagonLsti, il bianco Bruce 
Willis . c il . nero Damon 
Wayan.s. Si spara mollo in que¬ 
sto film dalla psicologia ele¬ 


mentare che sfodera un dialo¬ 
go punteggiato di battutacce c 
giochi di parole. Ed ò proprio 
l’intelaiatura comica a fare di 
L'ultimo boyseout un pa.ssa' 
tempo meno scontato de! pre¬ 
visto. 

Vestili spiegazzati, bicchiere 
di bourbon sempre in mano, 
moglie adultera e figlia indi¬ 


sponente, Bruce Willis uma¬ 
nizza il «macho» di Trappola di 
cristallo con l’aria di chi ha bi¬ 
sogno d) un .succ&vso al box- 
officc. Chis.sà che direbbe di 
lui il George Bernard Shaw che 
contò la celebre (rase: «I boy- 
scout? Bambini vestiti da creti¬ 
ni accompi^nati da cretini ve¬ 
stiti da bambini». 


te\j__ 


Ritagliare o spedire a; Pds, ufficio sottoscrizione nazionale, via delle Botteghe Oscure, 4 ‘ 
00 ] 86 Roma tei. 06/671 1377-277-367-480 ' 


4 


















PAWA 18 L'UNITA 


MOTOR! 


LUNEDI23 MARZO 1992 


VERSO TORINO 


Una npresa aerea del Lingotto Fiere. 
L'area espositiva (62.200 mq) suddivisa 
in 4 padiglioni è stata completamente 
riprogetlata dall’architetto Renzo Plano 


Dal 23 aprile al 3 mag^o 
il 64° Salone. Novità 
nella struttura e di impostazione 
A colloquio col presidente 
della società organizzatrice 



« 


Chi è assente ha torto» 


A un mese dall’apertura, il Salone di Torino fa già 
discutere per alcune «assenze» europee illustri. 
Ma la 64“ edizione riserva anche molte novità: 
struttura riprogettata dall’arch. Renzo Piano e so¬ 
prattutto nuove impostcìzione e finalità. Il presi¬ 
dente della società oi^anizzatrice, Bruno Sghem- 
bari, risponde alle «accuse» sul ruolo e i costi del 
Lingotto.. 

_I_ DAL NOSTRO INVIATO _ 

ROSSELLA DALLO 


IH TORINO. Manca solo un 
mese al «Rran rilomo» del Salo¬ 
ne di Tonno nella sede nnno- , 
vaia - su progetto deH’archltet- 
lo Renzo Piano - del Lingotto 
Fioro. Si ìntcnsilica il lavoro 
dell’organizzatore Uica per de- 
linirc il programma degli undi¬ 
ci giorni espositivi, dal 23 apri¬ 
le al 3 maggio. Ma nonostante 
gli sforzi e lo aspettative questo 
64" Salone deH’automobile ri¬ 
schia di passare alla storia più 
che per le sue innovazioni, per 
le defezioni di alcuni tra i mag¬ 
giori costruttori europei. «■ 

Le as-senze di Ford, Volvo, 
Peugeot. Renault e Rover sono 
vanamente giustificate da mo- 
tivi di budget di costi, di scarsa 
•redditiviu» del Salone. In cer¬ 
ca di risposte, siamo andati 
quindi a sentire la <ontropar- 
te*. ovvero il presidente dell’LIi- 


ca. Bruno Sghernban. 

Innanzitutto, che wnao ha 
oggi un Salone dell’automo- 
' bile soprattutto In paesi co¬ 
me l’Italia, la Germania o gii 
' Stati Unld, nel quali l'Infor- 
mazlone e 11 contatto tra in¬ 
dustria e mercato sono pres- 
. aocchèqnoddiani? 

Sono convinto che in tutto il 
mondo si sia accentuata la ne¬ 
cessità dei «Saloni-. Oggi infatti 
hanno assunto nuove funzioni: 
sono un momento di verifica 
del mercato e delle situazioni 
industriali, ma anche verifica e 
occasione di dibattito/appro- 
fondimcnto sui grandi temi di 
attualità legati aU’automobilc e 
alla mobilità, per i quali c’ù un 
problema di disciplina c coor¬ 
dinamento. . 

Ed è su questo tipo di Impo¬ 


stazione che punta U «nuo¬ 
vo» Salone di Torino? 

SI, Tonno ci punta in modo de¬ 
finitivo. Ogni edizione .sarà 
monografica. Per questa 64" il 
tema ò il rappxirto tra l’auto e 
l’ambiente. E tutti gli stand ne- 
saranno uniformati. - 

Ma non sarà la solita passe¬ 
rella di prototipi che utiliz¬ 
zano propulsori o carburan¬ 
ti alternativi, e chiuso U? 
Questo sarà solo l’aspetto più 
eclatante. Gli espositori stanno 
approntando i loro spazi in 
modo da aflroiitarc tutte le te¬ 
matiche relative; dai metodi di ' 
produzione, ai nuovi materiali, 
al recupero, riciclo e riuso del- 
Taulo a fine ciclo. 

11 momento centrale del Sa¬ 
lone sarà il convegno intema¬ 
zionale (il 23 aprile) su «L’au¬ 
to e l’ambiente del 2000». Rap¬ 
presentanti delle tre grandi 
aree produttive - Europa, Stati 
Uniti e Giappone - e dei singo¬ 
li Costruttori testimonieranno 
dei nspettivi impegni e di 
quanto si sta facendo in tenni- 
ni di politiche (xtr il futuro e di 
indirizzi di politica industnalc. - 
In più, abbiamo istituito uno 
stand «del Salone» con quattro 
isole tecnologiche; marmitte 
catalitiche, inquinamento acu¬ 
stico. nebbia - faremo funzio¬ 
nare un radar-auto con simu¬ 


lazione di guida in condizioni 
eh scarsa visibilità - e mime 
una «strumentazione di richia¬ 
mo» diretta ai giovani per infor¬ 
marsi. essere iriforinati e diver¬ 
tirsi 

U rapporto auto-ambiente 
non i però l’unico «tema- 
dei Salone. Avete Istituito 
proprio nel cuore del lin¬ 
gotto un Forum del design... 
Diciamo che ò una ulteriore 
evoluzione del Salone torine¬ 
se. Lo stile 0 «un’arte italiana» e 
in particolare torinese. L’o¬ 
maggio ci ò parso doveroso, 
ma li design <5 fondamentale ’ 
per I SUOI impatti: le dimensio¬ 
ni in diretto rapporto con la 
mobilità e l’abitabiiità interna; 
il Cx con 1 .SUOI inllu.ssi su con¬ 
sumi, prestazioni ecomfort. ' 

Ui presenza dei .sci mtiggiori 
carrozzieri italiani, un giappo¬ 
nese c un inglese rappre.sentc- 
ranno qui le tendenze dell’au¬ 
to del futuro, lui nostra speran¬ 
za ò che il Forum po.ssa e.sscre 
la leva per attivare in un futuro, 
ci augunamo pros.simo, una 
vera e propria Accademia, nel¬ 
la quale fomtarc culturalmente 
c professionalmente i carroz¬ 
zieri del domani. 

Ma allora come giudica le 
«assenze» di importanti co¬ 
struttori europei? Non c’è 
(orse anche un pizzico di r1- 


!' volta perii (atto di giocare In 

casa Fiat? 

Per le «a!>sonze» non pos.so che 
espnmcrc rammarico. Ritengo 
che su tali decisioni abbia in¬ 
fluito la criticità della vecchia 
.struttura del Lingotto, crilicilà 
prolungatasi per troppi anni. 
Ma la nuova struttura c il nuo¬ 
vo volto del Salone sono sicuro 
che giocheranno a favore delle 
prossime edizioni. Proprio per 
la sua funzione di dibattito sui 
grandi temi, chi è assente ri¬ 
schia di cs.sorc nel tono. E poi 
sgombriamo .subito gli equivo¬ 
ci .sulla «casa della Fiat». In tut¬ 
to il mondo, il 90Si delle fiere si 
tiene dove c’è il maggior cen¬ 
tro produttivo. Inoltre noi, co¬ 
me organizzatori, manteniamo 
una àssoluta cquidLsIanza ver¬ 
so tutti gli espositori. 

C’è ancora un punto critico; 

I costi di partecipazione. 

I costi sono competitivi e per 
corti versi irrisori: da mezzo mi¬ 
liardo a un miliardo. Per una 
grande Casa è forse la 20» par¬ 
te di una sola campagna pub- 
blicitana. Anche il «ritorno» 
dell’investimento è pagante. A 
Torino il visitatore, e ne passa¬ 
no da mezzo milione in su. vie¬ 
ne perchè è già interessato al¬ 
l’acquisto. Anche per questo, 
partecipare è produttivo. 


Primavera Opel: 
ancor più ampio 
il listino «verde» 



Novità nella lamtglia «Corsa»»: mignon ooia^iom o comrovdiore 


H Aria di primavera m casa 
deila Opol/GM. Le novità intc- 
rcs.sano pratjcamcnle tutte le 
gamme c «spaiiuano dal nuovo ' 
molorc 1600 cc ad iniezione 
elettronica da 100 cv per la ‘ 
Astra, ad una sene di interventi 
che accrescono la dotazione 
di Corsa c Astra, fino a nuove 
alternative catalitiche a parità ‘ 
di prezzo per le Vccira 2.Òi 4x4 
c GT (molorc 2.0 litri con mar¬ 
mitta catalitica trivalente) ' c 
per le Omega Diamond 2.0 litri 
t>cr«ina c station wagon. 

CORSA. Le nuove entrate 
nel listino Opel Corsa si chia¬ 
mano Swing+ , GL+ e Sport 
portando a 21 le versioni a 
benzina c Diesel della gamma, ^ 
delle quali ben 17 munite di • 
serie di convertitore catalìtico. 

Il segno * + • che compare ac¬ 
canto alle giù note denomina¬ 
zioni Swift c GL stanno a signi¬ 
ficare rarricchimenlo delle do- 
tcizioni di sene. Entrambe sono 
fomite infatti di predisposizio¬ 
ne autoradio c di retrovisori 
esterni in colore carrozzeria. ^ 
Inoltre, le Swift + acquisiscono 
anche i vetri azzurraU, mentre 
le GL + trovano i cerchi in lega 
da 5.00 J X 14" c pneumatici di . 
dimensioni ” maggiorate • 
(165/65 R14 78T). Queste 
Corsa sono disponibili con 
moton catalizzaU a benzina di 


I. 2 e 1.4 litri, e a gasolio di 1.5 
litri; per la sola Swift si pos¬ 
sono anche scegliere una mo- ^ 
torizzazionc 1000 cc non cata¬ 
lizzata e una 1500 turbodiesel 
ecologica. I prezzi, chiavi in 
mano, partono « da - lire 

II. 895.000 per la Swift c da 
lire 14.446.000 per la GL-f. 

Ancora più ricca è la dota¬ 
zione della nuova ‘ versione 
Sport — sostituisce la Joy - che 
adotta di serie la predisposi¬ 
zione autoradio, la chiusura / 
centralizzata. - gli alzacristalli V 
elettrici. Il prezzo; 14.638.000 ' 
lire chiavi in mano. Il motore 
della Sport ù un 1400 cc a ime- - 
zione elettronica, che utilizza ; 
benzina verde e sviluppa una '• 
potenza di 60 cv; ma in alter¬ 
nativa d disponibile con pro¬ 
pulsore 1500 turbodiesel cala- ’ 
lizzalo.-' • r .v»-»^ V 

ASTRA. Il nuovo ’ motore 
1600 a iniezione elettronica ' 
provvisto di catalizzatore e ca¬ 
pace di erogare 100 cv equi¬ 
paggia d’ora in poi le versioni 
berlina GT 3 porte, GS 5 porte 
c le .station wagon Club e GLS. ' 
Altra novità Astra è la ripropo- • 
sìzione della 1.4 GL 5 porte ; 
senza predisposizione autora¬ 
dio offerta a lire 16.971.000. 
mentre la 1.4 Station Wagon I 
GL - lire 17.833,000 - si posi¬ 
ziona ben al di sotto delle di¬ 
rette concorrenti. , ,, 


Fra i tariti motivi di crisi dell’auto americana il design efusato semiiiuovo 

E l’occasione 
a prezzi stracciati 
deprime le vendite 


Gli stìisti Usa 
a scuola (dai «giap» 


RICCARDO CHIONI 


■i NEW YORK. «Più lunghe, 
più basse, più larghe; questo ’ 
era II no.stro credo. Tutto d’un 
tratto, però, ci dissero che le , 
auto dovevano diventare più , 
corte, più strette e più' alte», af¬ 
ferma Charles Jordan, capo 
del team di designer ‘ della ‘ 
Gneral Motors, ricordando il 
tempo in cui le auto gialle dal- . 

' le currc sinuose c dar f^all a 
occhio di gatto iniziarono ad . 
invadere- it- mercato a stelle e ‘ 
strisce. ' ■' 

Le »Tre Sorelle» si videro co¬ 
strette a modificare in fretta e 
furia le rispettive strategie. Ab¬ 
bandonala l’idea dcll’auto-va- 
nity dalle sfavillanti cromature, ' 
ai dc,signer di G.M.. Chrysler c 
Ford venne impartito l’ordine 
di progettare auto «madc in 
Usa» capaci di frenare l’arrem- 
baj^io giapponese. Persino le 
mitiche Cadillac e Buick dovet¬ 
tero essere rimodellatc. Nell’i¬ 
dea delle «Tre Sorelle» I nuovi 
design devono generare forti 
emozioni: adorazione o disgu¬ 
sto, ma non indifferenza. ■ 

Con un occhio al graphic- 
computer o l’altro puntato sul¬ 


le Toyota, Nissan e Honda che 
nel frattempo invadono II Pae¬ 
se, gli stilisti americani storna¬ 
no una miriade di modelli; uno 
simile all’altro. Lo testimonia 
una copertina della rivista 
•Fortune» datata 1983 in cui 
(erano ritratti quattro modelli 
allestiti dalla Generai Motors in 
cui non si riscontra alcuna dif¬ 
ferenza stilistica. 

Nel 1985 la Ford - già in 
odore di disastro economico - 
decise di giocare la sua carta 
introducendo il modello »Tau- 
rus». un’auto stilisticamente 
considerata nschiosa dagli 
stessi executive per le sue lor- 
mc rivoluzionane, interne ed 
esterne. «Taurus» riuscì invece 
ad imporsi egregiamente, ed il 
suo succe.sso continua tuttora, 
tant’è che nel restyling del mo¬ 
dello 1992 la Ford ha invc.stilo 
ben 600 milioni di dollari 
(quasi 770 miliardi di lire) 
senza tuttavia apportarvi so¬ 
stanziali modifiche, A confer¬ 
ma di quanto viene rimprove¬ 
rato alle «Tre Sorelle» dagli 
analisti; Detroit. as,sen,scono 
questi, non sempre segue i 


suoi stessi consigli, e cioè che 
il rischio maggiore è quello rii 
noncorrcrc rischi. ,■ - 

Non dello stesso parere so¬ 
no però in casa G.M„ costretti 
a chiudere - tra i ventuno pre¬ 
visti entro il 1995 - la catena di 
montaggio di Norlh Tarrytown. 
nello Stato di New "(ork, dove- 
dal 1987 vengono assemblati 
alcuni modelli di mini-van che 
c.scono con i marchi Chevro¬ 
let, Ponliac c Oldsmobillc. Gli 
anni Ottante per gli «originali» 
mini-van «mado in Usa» segna¬ 
rono un vero c proprio boom. 
Co.sl, un po’ spronati dal pro- 
pno mollo, un po’ per arginare 
la concorrenza giapponese, gli 
stilisti amcncam hanno dato 
sfogo all’inimaginazionc, sbiz¬ 
zarrendosi. Muso a cuneo, tan¬ 
to lungo che chi usa queste 
vetture trova difficoltà nei par¬ 
cheggi e nelle manovre; pa¬ 
raurti futunstici come pure la 
lanalcna. Alla General Motors 
sono entusiasti c contano di 
venderne almeno 200 mila 
l’anno. Ma le speranze vengo¬ 
no presto deluse. Ai pantofolai 
americani l’avanl-gard • auto¬ 
mobilistica non piace, e di tutti 
e tre i modelli - Chevrolet Lu¬ 
mina (in plastica), Ponliac 



Ecco II disegno della nuova vettura sportiva con cui la Chrysler cercherà 
li rilancio innanzitutto in casa propria, dove I prodotti giapponesi conqui¬ 
stano sempre maggiori favori da parte del pubblico americano 


Trans SporLs e Oldsmobillc- Si¬ 
lhouette - SI vendono a mala¬ 
pena centomila esemplari 

Cosi lo stabilimento di Tar¬ 
rytown cade (come altri) vitti¬ 
ma di una irrazionale strategia 
d’as,salto che nel tempo si è 
trasformata m un business di¬ 
spendioso, con una perdita 
che per il solo gigante G.M. 
ammonta a sei miliardi c mez¬ 
zo di dollari (oltre 8.300 mi¬ 
liardi di lire) negli iiltani due 
anni. 

Quanto riguarda la Chrysler 
è cronaca di questi giorni. Izre 
lacocca, il «re» di Detroit autore 
del grande nlancio Chiysicr al¬ 
la (me degli anni Settanta, è 
costretto ad ammettere pubbli- ' 
camcnlc la profonda crisi (il ■ 
bilancio 1991 è in «rosso» per 
1200 miliardi di lire) in cut si 
dibatte la terza indu.stria auto¬ 


mobilistica americana e ad ab¬ 
dicare in favore di Robert Ea¬ 
ton, brillante leader di G.M. Eu¬ 
ropa (m attivo a dispetto di 
quanto .succede alla Casa ma¬ 
dre in Usa), che gli succederà 
al vertice a fine anno. In com¬ 
penso. in concomitanza l’e- 
splo.siva notizia delle dimissio¬ 
ni. Chrysler ha presentato a 
Detroit la generazione di jeep 
del Duemila e annuncialo l'al- 
lc.slimcnlo di una vettura spor¬ 
tiva grintosa. - ' 

Poi...tutll a scuola. Gli stilisti 
americani, infatti, tra breve si 
recheranno nel paese del Sol 
Levante per apprendere «l’arte 
c il mestiere» dai loro colleghi 
«gialli». Lo hanno suggerito gli 
.stessi giapponesi a George Bu- 
.sh durante la sua recente (di- 
scustrosa) missione economi¬ 
ca. 


Da San Francisco a San Diego la California è un 
unico grande mercato dell’usato su quattro ruote. 
Occasioni per tutti i gusti, offerte sensazionali, 
prezzi stracciati: cosi l'auto seminuova deprime le 
vendite del «nuovo». Anche se, nonostante le leggi 
federali, all’acquirente capita spesso di doversi di¬ 
fendere da insidie d’ogni genere e da venditori 
senza scrupoli. - 


CARLD BRACCINI 


H LOS ANGELES. Una magni- - 
fica Chevrolet Corvette del ’ 
1969, rossa fiammante (nella ' 
foto), è parcheggiata in pieno 
sole nel vasto piazzale di un ' 
«Car Dealer» di Rodendo Bea- ' 
eh, a Ixis AngcIc.S. II prezzo è ' 
di quelli che attirano l’attenzio¬ 
ne del visitatore europeo: 9000 ^ 
dollari, poco più di 11 milioni 
e mezzo di lire italiane. Da noi. • 
a occhio c croce, può valere 40 
milioni. Un esame più appio- , 
fondilo, però, mette in luce lo ' 
stato prccano della carrozze- ^ 
ria, con evidenti tracce di stuc-.' 
co mal vernicialo, o addirittura 
in vista, e ruggine diffusa. An- . 
che gli interni rivelano .screpo¬ 
lature c gli indelebili danni del 


sole. «Qui lasciano tutti la mac¬ 
china sempre apierta - si giusti- 
lica II venditore -, ma per la 
carrozzeria non è un proble¬ 
ma: posso tarla tornare come 
nuova per appena 1500 dolla¬ 
ri». E’ il «sistema» americano, 
che gii acquirenti di auto da 
collezione d'ollrcoccano co¬ 
noscono bene; stucco a volon¬ 
tà c verniciature filale via, di 
beH’aspeno ma inconsistenti 
nel tempo. - - 
In una città come Los Ange¬ 
les, costruita a misura d’auto¬ 
mobile, dove i mezzi pubblici 
praticamente non esistono e il 
movimento veicolare privato è 
impressionante, è logico che il 
mercato de1l’u,sato - in pafti- 


Pe^eot 
205(Gentiy 
catalizzata 
top di gamma 



Diesel Bmw 
città aperte. 
e niente 
superbollo 


Superati i quattro milioni di csemplan prodotti, la Peu¬ 
geot 205 SI pone ora il traguardo del quinto milione. Da 
Questo mc,se sul mercato italiano circola il 44" modello 
dello piccola francese, il ventesimo in versione ecologi- ' 
ca; SI chiama Geniry (nella foto) c si colloca al top della 
gamma. Fra i suoi cavalli di battaglia sono le grandi pre¬ 
stazioni date dal suo motore catalizzalo (con dispositivo ' 
a tre vie e sonda lambda) di 1905cc,ccn alimentazione 
a iniezione multipoint, capace di spngionare 102 cv di ' 
polenz.i e di lar raggiungere alla vettura la velocità massi¬ 
ma di 190 km/h. Alla sportività dell’esterno e deila mec¬ 
canica, la Geiitry affianca l’eleganzd degli interni con se¬ 
dili in polle c inserti in radica sulle portière, e la ricca do¬ 
tazione di sene che comprende anche rimpianto di con- ■ 
dizionamenlo aria. Il prezzo, chiavi in mano, del nuovo 
gioiello 20.5 è 23 250,000 lire. 

Dopo le vetture a benzina, 
che fin dall’aprile dello 
.scorso anno .sono importa¬ 
le catalizzate di sene, ora ' 
anche le Bmw con motore ; 
turbodiesel a sei cilindri di * 
nuova immatricolazione 
.sono abilitate a circolare in 
città anche in ca.so di limitazioni al traffico. E in più, otte¬ 
nuta la regolare omologazione, sono e.senti da supierbol- 
lo, L’e,senzione riguarda in particolare i modelli: 325td 
Touring (2443 cc, 113 cv a 5500 gin, 187 km/h), 325td 
(2498cc. I IGcva4800giri, 198 krn/h). 525tds (2498cc, P 
143cva4800 giri, 207 km/h) c 525tdsTouring (2498cc. 
Ì43cva4800giri, 202 km/h). - 

Dalla prima 1900 del se¬ 
condo dopoguerra alla re- '■ 
cenlissima 155 GTA. .sedici f 
affascinanti - Alfa •, Romeo ‘ 
saranno esposte, dai 14 
aprile al 10 maggio prossi¬ 
mi, alla Società Permanen- 
le per le Belle Arti di Mila¬ 
no, in via Turati, ncH’ambito della Mostra «Forma Alfa». 
Ha ideato e coordinato la rassegna, che comprende an¬ 
che documentazioni di campagne pubblicitarie, disegni ; 
di progetto, figurini di stile e modelli in scala di versioni ' 
non realizzate, lo storico dell’automobile Angelo Tito ’ 
Anseimi. . - . 

Quindicesima 
edizione.. 
del Trofeo 
Landa di golf 


«Forma Alfa: 
dalla 1900 
alia 155 GTA» 
alla Permanente 


sput 
. Ma 


scorsi a Margara la prima 
delle trentasci prove del 
X\' Trofeo Lancia Golf 
1992 "Lancia d’oro», a di¬ 
mostrazione-delio stretto 
rapporto che le Case auto- 
mobilistiche si sforzano di 
intrattenere con gli appa.ssionati delle discipline sportive ■ 
•minon». La Lancia non si limita infatti a dominare nei ' 
Rally automobilistici e se !a sua presenza nel golf data or-, 
mai da trent’anni, altrettanto costante è la sua partecipa- ■ 
zionc, tinche se più recente, alle gare di sci alpino (Lan¬ 
cia Dedra integrali sono mes.se a disprosizione della Na¬ 
zionale italiana), di trotto e di scherma, » 



colarc quello del •.seminuovo», 
favorito dai leasing a breve ter¬ 
mine - raggiunga proporzioni 
sorprendenti. Ma anche nel re-, 
sto degli .Siati Uniti l’acquisto t 
di una vettura (o di un veicolo 
commerciale leggero) d’occa¬ 
sione è un fatto talmente diffu- 
■so - si calcola che quc.st’anno 
le «Tre Sorelle», attraverso le re¬ 
ti ulficiali. cercheranno di ven¬ 
dere 1,206.000 vetture semi- 
nuove ' da richiedere una spe¬ 
cifica legge federale, la U.scd 
CarRulc . 

l,a nomiativa rende oDbliga- 
toria, tra l’altro, l’esposizione 
.sulla vettura in vendila di un 
apposito adesivo nel quale .so¬ 
no nportato le principali con¬ 
dizioni del contratto, gii organi • 
soggetti a garanzia, i limiti c 
l’estensione della stessa. Non 
tutti gli Stati, comunque, aderi¬ 
scono alla U.scd Car Rulc e si 
allidano a propri dispositivi di 
legge o non ne prevedono af¬ 
fatto. «Cosi entriamo in gioco ' 
noi - racconta Paul I faivcrson 
del B8R (Bctter Business Bu¬ 
reau. letteralmente Ufficio de¬ 
gli affari migliori) della Califor¬ 
nia -. il BBR SI offre di assistere 
l’utente nel caso di un acquisto 
sbaglialo, qualora si siano sco¬ 


parti "vizi occulti” o gravi difetti 
nel periodo immediatamente ' 
successivo alla vendita, sia m 
presenza di garanzie sia in a.s- 
senza di esse». . ■. ..: 

Il livello dei prezzi e delle 
quotazioni dei veicoli d’occa- • 
sione negli Usa resta influenza¬ 
lo dalla vastità deH’offerta. e in ‘ 
particolare dalla guerra dei li- - 
stini in atto tra costruttori na¬ 
zionali e giapponesi, i quali 
praticano prezzi e canoni di ' 
leasing generalmente più bassi - 
dei concorrenti americani sbi¬ 
lanciando cosi a proprio favo¬ 
re le vendite sia del nuovo sia 
del scminuovo. In questo mo- , 
do. un Nissan Panthfinder 4x4 
(l’equivalente del nostro «Tcr- 
rano») di un anno e mezzo di : 
vita, supreracce-ssoriato, viene ‘ 
via per meno di 12,000 dolltui 
(15.400.000 lire circa) e per « 
una Saab 900 Turbo Cabriolet ' 
del 1990, m perfette condizio- ■ 
ni. SI px>s,sono pagare 25.000 
dollari (30 milioni di lirc).i 
Ugualmente interessanti sono ' 
anche le quotazioni delle vet¬ 
ture d’epoca o di valore stori¬ 
co, non ncccssanamente ame- 
ncane. ma beninteso con le 
verifiche già dette. - ' ’ - ' 


Moto. In attesa della versione stradale, arriva la 500 GP italiana 
E la Casa giapponese risponde con una 125 SP Cadalora Replica 

Bimota e Horwda, privati in pista 


Sempre più numerose le moto a disposizione dei 
privati per partecipare alle gare su pista. Bimota pre¬ 
senta una 500 da Gran Premio a due tempi che. affi¬ 
nata. verrà messa a disposizione dei corridori privati 
e nel 1993 darà luogo a una versione stradale dalle 
«prestazioni incredibili». Honda, per parte sua, pre- 
’ senta la 125 SP Cadalora Replica per le gare Sport 
Production. - • ■ 


UDO DAMO 


. Hi Chi vorrà correre in moto 
potrà furio presto con una 
nuova moto iiuiiana. ta Bimota 
500 GP. La Casa nminese ha 
‘ infatti presentato la sua nuova 
■creatura» nel corso di una re¬ 


cente conferenza stampa. 

• L’avvio del progetto fu dato 
su! finire del 1989 con !a finali¬ 
tà di costruire una moto da 
strada sulla scorta delle espe¬ 
rienze che si sarebbero fatte 


con il modello da corsa. I.a 
versione da gara ora ò pronta - 
mentre quella stradale ù pro¬ 
grammata per il 1993 - e si av¬ 
vale di un motore bicilindrico 
a due tempi incastonato nel te¬ 
laio della Tesi Una realizza¬ 
zione. questa 5(X) GP, intera¬ 
mente frullo del bagaglio di 
esperienze accumulato in anni 
di corse, ma anche di una no¬ 
tevole capacità innovativa. 

Il principio ispiratore del 
progetto nei suoi tratti essen¬ 
ziali ù stato il convincimento, 
dicono alla Bimota. che su per¬ 
corsi dove maneggevolezza e 
rapporto peso/potenza sono 
imjxjrtanti, molo concepite 
come la Bimota abbiano povsi- 


bilità dLsucces.so. Se i fatti con¬ 
fermeranno questa tesi, segui¬ 
ranno altre .500 GP da destina¬ 
re ai comdon privati a prezzi 
più accessibili di quelli delle 
concorrenti ctggi presenti sul 
mercato. 

Intcrcvsanto dovrebbe esse¬ 
re, nelle intenzioni della Casa 
nminese. anche la versione 
stradale che vedrà la luce l’an¬ 
no prossimo c che viene an¬ 
nunciala con "prestazioni in¬ 
credibili» Si tratta cert<imcnle 
di un obicttivo ambizioso quel¬ 
lo di far resuscitare il motore a 
due tempi, che ù stato destina¬ 
lo da anni a sopraw'ivere sol¬ 
tanto sulle piste |>cM molivi 
ecologici. 


Ma pa,ssiamo ai dati tecnici 
dcirattuale versione da corsa, 
che certainenlc appagheran¬ 
no la curiosità degli appas.sio- 
nati. l.a disposizione dei due ' 
cilindri ò a «V» di 99® per totali 
4J)9 cc: con due alberi contro- ' 
rotanti. 

L’aspirazione à lamellare e 
lo scarico dotato dì valvola 
parzializzalncc a controllo 
elettronico. I.,a lubrificazione t 
separala e l'accensione ò co- 
sliiuiia da un sistema elettroni¬ 
co integrato con riniczionc a 
ba.ssa pressione. 

Sci I rapporti al cambio, in¬ 
teramente estraibile, servilo da 
una fn/.iono multidisco a sec¬ 
co. 



Il collau(fatore-pilota FrancestX) Monaco accanto alla Bimota 500 GP con cui correrà quest'anno. Nella foto a destra, la Honda NSR125 SP Cadalora Replica 


Assolutamente originale ò il 
sistema di sterzo e so.spcnsioni 
che d quello futuristico del mo¬ 
dello Tesi, con » forccllone 
' oscillante aH’avanireno ’ cd " 
avancorsa ampiamente regi¬ 
strabile. • 

I,a cilindrata 0 modesta, sol¬ 
tanto 125 cc. ma anche la 
Honda NSR 125 SP Cadalora 


Replica 6 una moto da corsa, 
per il campionato Sport Pro¬ 
duction. Caratterizzala da una 
veste grafica simile a quella 
delle moto ufficiali HRC, si av¬ 
vale dcirasclusivo telaio in al¬ 
luminio pressofuso c di so¬ 
spensioni regolabili. Per au¬ 
mentare la sicurezza, la moto 
ò stata dotata di un freno ante¬ 


riore a di.sco flottante con flan¬ 
gia centrale in alluminio. 

Il motore, in particolare, à 
stato affinato nel gruppo termi¬ 
co. che ora vanta un diagram¬ 
ma di distnbuzione in grado di ' 
erogare maggiore potcnz«i e 
coppia; nuova à la testa con 
una camera di combustione ri- 
disegnala. 


Allo scarico troviamo la val¬ 
vola «RC Valve», che controlla 
l'apertura in funzione dei gin. 

Molla cura è stata dedicata 
aH’equilibraiura del grupjx) al¬ 
bero motore/bielia. Sportivis¬ 
sima la scelta della trasmis«sio- 
ne primaria a denti diritti p>er 
sfruttare al ma.ssimo la potcn- ' 
za disponibile. 


t 


4 


















TOTOCALCIO 


I ANCONA-LUCCHESE 
X BRESCIA-TARANTO 
X CASERTANA-VENEZIA 


X CESENA-UDINESE 
2 LECCE-MESSINA - 
X MODENA-REGGIANA 


X 

PADOVA-BOLOGNA 

0-0 

1 

1 

. PESCARA-PALERMO 

2-1 

1 

X 

PIACEN2A-COSENZA 

1-1 



1 PISA-AVELLINO 

2 AREZ20-SPAL 

I TEMPIO-RAVENNA 
X GUBBIO-VIS PESARO 


MONTEPREMI 

Lire 25.426.575.846 


QUOTE: Ai 117 «IO- 

Lire 108.660.000 


Ai 4.6U..12- 

Li re 2.755.000 

» 





Chiusura per Ìo sci 

Tomba saluta tutti 
col pallottoliere: 
è la nona vittoria 


A PAGINA 25 


Nel Gran premio 
del Messico 
il pilota inglese 
in testa dal primo 
all'ultimo giro 
Secondo Patrese 
Le «rosse» italiane 
non vedono 
il traguardo: Capelli 
incidente al via 
Alesi si ritira: 
rottura del motore 
Crisi sempre 
più profonda 







K» ^ < -;s 






Lo strapotere di Mansell sulla Formula 1 

Le Ferrari sparite 



»: 4 ./ *, - 5 ^ , ^ 


I Mansell ha lano II bis nel Gp di Città del Messico 


H città del MESSICO. Fumo, lumo. 
jS |{| Fumocheescedal motore. E in turno 
va la riscossa della Ferrari in terra di 
Messico, Riscossa non annunciata, 
anzi v.sta come una chimera dopo le 
jj/S/SjAf-i disastiose prove, ma poi assaporata 
come possibile quando Jean Alesi si 
era portalo al sesto posto. Un puntici- 
no che sarebbe apparso una manna 
nella aara dominata dalle Williams di 
Nigel Mansell c Riccardo Patrese, con 
la conferma della scattante Bcnetlon 
di Michael Schumacher. Una gara che 
ha visto l'orgoglio di Ayrton Senna 
reagire ad infortuni e malocchio. Ci ha 
provato il brasiliano. E partito in terza 
fila, si è portato al terzo posto resLslen- 
do agli attacchi di MIenael Schuma¬ 
cher, ne è stato poi superato, si è do- ■ 
vuto arrendere infine ad una noia 
meccanica. Una gara che ha visto l'in¬ 
credibile rimonta di Andrea De Cesa- 
ris con la Tyrrel, finito quinto davanti 


al finlandese Mikka Hakkincn. 

Per la Ferrari, invece, non c'è stato 
niente da lare. Dopo la seconda spe¬ 
dizione, il Cavallino rampante torna in 
Italia ancora in ginocchio. Amaro Su- 
dafrica. Amari.ssimo Messico. Ancora 
una volta le due vetture non sono riu¬ 
scite a vedere il traguardo. Quella di 
Ivan Capelli, il pilota chiamato a sosti¬ 
tuire Alain Prosi, non ha visto nemme¬ 
no la partenza. Trecento metri appe¬ 


si sapeva che la macchina avrebbe 
sofferto. Era già accaduto in Sudafrica. 
A Città del Messico ci si è mc.ssa anche 
l'altitudine, i 2200 metri sul livello del 
mare che hanno imposto ad una vet¬ 
tura malaticcia uno sforzo eccessivo, 

E una Ferrari avvolta nel mistero 
quella che ritorna dal Messico, Il mi¬ 
stero di un male di cui non si riesce ad 
individuare se non i sintomi. Un male 
che si esprime, in pista, nella difficoltà 


na è durata la corsa del pilota milane-... di tenere il passo di una Oallara, ali' 
se. urtato dalla March di Wendlinger mentata- ironia della sorte- da un mO' 


se. urtato dalla March di Wendlinger 
spostata da un pasticciacelo tra la TV- 

rei di De Ccsans e la Lotus di Herbert . della Ferrari, passata poi al motori . no di raggranellare qualche punticino. 
Un po' più lunga la gara dell'italo-1 Lamborghini. «Tutto quello che abbi.i- i Come nesce a vetture meno titolate, 
francese. Alesi è rimasto in pista per ' mo capito, è che perdiamo velocità come la Tyrrel, la Lotus. Ora la Ferrari 
trcntunogirl. Dopounawiosoflerto.è ; ' sul retilineo», era stata la diagnosicorre in Puglia, dove sabato cdomeni- 
nuscito a portarsi al sesto posto, cedu- ' sconsolata e sconsolante del respon- ' ca sul circuito di Nardo verrà provata 
lo poi ad un arrembante De Cesans. Il sabile tecnico del team di Maranello, ' la nuova versione della macchina ap- 
moloresiòsurriscaldaloenonc'èsta- Harvey Postlelhwaite, Encomiabile " pena assemblata a Maranello. Non re¬ 
to più nulla da lare, sincentà. Ma è Tunica nota positiva, sta che sperare. . ... , 


mentata- ironia della sorte- da un mo¬ 
tore Ferrari, o di una Minardi, ex feudo 
della Ferrari, passata poi ai motori 


Per il resto, metto i-brividi l'idea che la 
squadra modenese, che può contare 
sul budget forse più ricco della Formu-, 
la 1, che ha uno staff di tutto rispetto, 
che ha rivoluzionato ranghi e organi- 
grammi per obbedire all'input tra- ' 
smciiso da Corso Marconi, cioè dalla 
Fiat, che vuole il mondiale, obiettivo 
che senbra allontanarsi di anni, non 
sappia ancora raccapezzarsi sui pro¬ 
pri mali, che non sia in grado di mette¬ 
re in pista una macchina in grado, se ' 
' non di competere da pari a pari con ' 
Williams e McLaren e Benetton, alme¬ 
no di raggranellare qualche punticino. 


.Mentre Tattaccante sampdoriano, punito da Matarrese, si rifugia nella «sua» Cremona, Sacchi convoca il romanista Rizzitelli 
.. ;E pensare che per far giocare il campione d’Italia contro i tedeschi si era inventata anche un’amichevole con San Marino... 

MalU fuori, bufera dentro 


!■ Bufera sulla Nazionale, a tre giorni dairamichevole 
. ' con la Germania. Si parla solo deH’esclusione di 
■ ■ Viali! dalla lista dei convocati; un siluro proveniente 
: : da Matarrese in seguito all’espulsione rimediata dal¬ 
l’attaccante sabato sera in Parma-Samp di Coppa 
Italia E mentre Vialii si è «rifugiato» a Cremona ren- 
. dendosi irreperibile, Sacchi ha provveduto a rim¬ 
piazzarlo convocando Rizzitelli. 

' _ DA UNO PEI NOSTRI INVIATI _ 

FRANCESCO ZUCCHINI 


■ Bi FIRENZE- Basta una paro¬ 
la: «Vialii.), e le Iacee diventa¬ 
no serie, paonazze. C'è qual- 
. cosa di irresistibilmente comi¬ 
co nella vicenda che tiene 

- banco in queste ore a Cover- 
ciano: ammissioni, mezze fra¬ 
si. segreti. Tutto comincia sa¬ 
bato notte, alle 20.50. È il mi¬ 
nulo numero 20 di Parma- 
'Sampdoria, semifinale d'an¬ 
data di Coppa Italia; Vialii col¬ 
pisce con una gomitata il suo 
marcatore, Apolloni, che ca¬ 
de per terra come uno strac- 
cetto. L’arbitro, Beschin, butta 
un occhio al segnalinee e de¬ 
cide: espulsione. Nello stesso 
momento, a Roma, il presi¬ 
dente federale Matarrese sta 
guardando la partita in tivù: 
non sappiamo la taccia che ' 

, ha fatto, ma ci sembra di po¬ 
terlo immaginare. A Covercia- 
, no, anche gli uomini dello 
staff azzurro sono davanti al • 
video. Suona il telefono del 
capufficio-stampa ideila Na¬ 
zionale, Antonello Valentini: ^ 
Matarrese lo informa che deve ’ 
scattare il «provvedimento di¬ 
sciplinare» per Vialii, niente , 

. più convocazione in azzurro, 
riferis.se a Riva. Tocca al miti¬ 
co «Rombo» informare Tinte- 
re.ssato, con una telefonata al¬ 
lo stadio di Parma. «Mi ha det¬ 
to di essere dispiaciuto e di 
non essersi reso conto di 
quanto aveva fatto, di provare 
rammarico e di accettare la 
decisione: mi è sembrato mol- ■ 
to sincero», ha detto ieri Riva. • 
Per Viali! un bel record; due 
, espulsioni nel giro di mezz’o- 
‘ ra, in campo e per telefono. 
La decisione è presa: dimenti¬ 
chi. Il bomber dà l'impressio¬ 
ne di ribellarsi e invece pren¬ 
de tutto alla lettera: toma a ca¬ 
sa dalla fidanzata. - • 

Ma il <050» va avanti ovvia¬ 
mente anche in sua assenza. 
Colpevole, innocente, giusto, 
sbagliato? La sensazione è 
che nessuno ci capisca molto, 
che si vada a simpatie, il com¬ 
mento più pertinente è stato 
di Baresi, uno che < anche 
. quando fa le .scorrettezze non ' 

- dà adito a discussioni: «Boh». 
Vale U pena (per l’altro) ri¬ 


cordare l’«episodio-Ferri», set¬ 
tembre scorso, in Cascrtana- 
Inter insulti al poveri Campi- 
longo c Serra (nel vero seaso 
della parola: il nerazzurro dis¬ 
se fra l’altro «lo voi?«). gioca¬ 
tore espulso anche in quel ca¬ 
so non convocato, per l'ami¬ 
chevole con la Bulgaria, 
tornando a Viali! resta da dite 
come appaia un po’ troppo 
nervoso negli ultimi mesi, do¬ 
po anni di sfrenata bontà in 
campo e fuori: una sola espul¬ 
sione (nelT83 ai tempi della 
Cremonese), un episodio in¬ 
credibile in Nazionale (27 
aprile '88, nel dopo-gara Lus- 
semburgo-ltalìa si azzuffò ne¬ 
gli spogliatoi con tale Weis, il 
«dilettante» che lo aveva mar¬ 
cato). poi il tracollo dal set¬ 
tembre '91 ad oggi. Tre espul¬ 
sioni in sei mesi, e qualcosa 
d'altro. Si comincia in azzurro 
a Sofia: cartoncino rosso per 
un litigio con Iliev; poi il 26 
gennaio. Samp-Cagliari, fallo 
su Firicano. esputo, incredi¬ 
bile gazzarra verbale con l'al¬ 
lenatore Carietto Mozzone,• 
quindi passiamo al 23 feb¬ 
braio, Ascoli-Caglian, altri di¬ 
verbi plateali con Pierleoni e 
Zaini con Boskov che lo so,sti- 
tuisce per evitargli guai; infine 
l'altra sera a Parma, la famosa 
•gomitala» ad Apolloni. C’è da 
dire che Vialii, come tutta la 
Samp, era stalo costretto ad 
un autentico tour de force: tre 
gare molto Importanti in 6 
giorni, prima • il derby, poi 
TAnderlecht, infine la semifi¬ 
nale di Coppa Italia. Come c’è 
da dire che, senza dubbio, 
l’insofferenza di Vialii ad ogni 
<olpo proibito» sul campo è 
ormai lampante. E segue di 
pan passo l’altra insofferenza, 
quella per le interviste per i 
giornali. Dal tempi del Mon¬ 
diale lallito, Tuomo-simbolo 
della Sampdoria è cambialo 
parecchio nel carattere e nel 
comportamento, sempre più 
incline alle reazioni istintive, 
stanco non di pallone ma di 
ciò che gli ruota intorno e dei 
suoi inesorabili riti quotidiani. 
Ma qui sì sconfina nella sfera 
del privato. Comunque sia, re¬ 


sta il sapore decisamente co¬ 
mico della vicenda valutata 
nella sua Interezza. 

Squalificalo a Sofia, Vialii 
era stato «salvato* da Matarre- 
se per l'importante sfida italia¬ 
na a Mosca con l'Urss: a ben 
guardare, il regolamento evi¬ 
dentemente prevede che una 
squallllca In una gara amiche¬ 
vole sia da .scontare in un'altra 
gara amichevole. Non era il 
caso di Urss-ltalia del 12 otto¬ 
bre, cosi Vialii a Mosca giocò 
(ma l'Italia fu eliminata lo 
stesso). Tra.scinandosi la 


squalifica, era invece il <aso> 
di Italia-Germania: per con¬ 
sentire a Sacchi di schierare 
l’attaccante preferito contro i 
tedeschi, in Federcalcio si «in¬ 
ventò» l'amichevole con San 
Marino nel febbraio scorso, ’ 
Vialii avrebbe pagato II il suo 
debito con la giustizia sporti¬ 
va. Una turbata «alTIlaliana»? 
Lo ammise lo slesso Malaire- 
se. Per questo ci sembra di im¬ 
maginare la sua espressione 
l'altra sera davanti alla tivù. 
Tanta fatica per nulla, «male¬ 
detto» Vialii. 




ìM 


"■ 






Sacchi ha preso le distanze da Vialii dopo l'espulsione di sabato 


i La Germania è a Torino 

«La sua assenza pareggia 
sì e no queDa di Kohler 
che doveva marcarlo» 


■■ TORINO. 1 nove calciatori della na¬ 
zionale tedesca che giocano in Germa¬ 
nia c Tallenatore Berti Votgs sono giunti 
ieri a Torino per iniziare il «ritiro» in vista 
dell'amichevole di mercoledì sera con¬ 
tro gli azzurri di Sacchi, AlTaeroporto di 
Caselle attendevano il gruppo tedesco 
gli «italiani» Riedle, Haessler, Voeller c 
Doli, arrivati da Roma. 

Sono stati proprio i «romani» gli unici 
giocatori a poter essere avvicinati dai 
giomali.sti. VogLs, infatti, aveva dato or¬ 
dini ta.ssativi; «Nessun Incontro con la 
stampa italiana fino a domani». E i poli¬ 
ziotti in servizio allo scalo torinese han¬ 
no eseguito l'«ordine» assai scrupolosa¬ 
mente (econ modi bruschi): il pullman 
dei tedeschi è stato fatto entrare sulla pi¬ 
sta, vietata anche a fotografi e cineope¬ 
ratori. 

La nazionale ha poi proseguito per 
Ivrea, dove ha stabilito il suo «quartier 
generale». La scelta non è apparsa fra le 


più felici, visto che ancora ieri lo staff te¬ 
desco non aveva trovato in zona un 
campo adatto per gli allenamenti (ad 
Ivrea il terreno dello stadio è in condi¬ 
zioni pietose e, comunque, non giudi¬ 
cate adeguate alla preparazione dei 
«Campioni del Mondo»). 

Con i quattro «romani» si è ovviamen¬ 
te parlato delia esclusione di.sciplinarc 
di Vialii. In linea di principio, tutti si so¬ 
no detti d’accordo con Matarrese: «An¬ 
che se - ha precisato Haessler - in Ger¬ 
mania non ci sono stati s'aii casi analo¬ 
ghi». Per l'Italia sarà un grave handicap? 
•Pareggia l'assenza di Kohler, che, d’al¬ 
tronde, era destinato a marcarlo», è sta¬ 
ta la risposta di Haessler. Infatti, il difen¬ 
sore bianconero, pur se inserito fra i 
convocati, non potrà scendere in cam¬ 
po, perché infortunato. Sulla nazionale 
Italiana Haessler ha commentato: «Sac¬ 
chi dovrà ancora lavorare parecchio per 
in-segnare i suoi schemi agli azzurri». Poi 


una battuta telegrafica su Bttggio: «Che 
fosse un buon giocatore era scontalo, 
non è vero che eravamo incompatibili 
nella Juventus». . 

Anche per Voeller «L'a.ssenza di Vialii 
equivale a quella di Kohler. Forse pro¬ 
prio pensando all'assenza del nostro di¬ 
fensore - ha aggiunto il romanista con 
una battuta - Matarrese ha preso la de¬ 
cisione di lasciar fuori il miglior attac¬ 
cante azzurro. È comunque un episodio 
curioso: Tltalia aveva giocato l'amiche- 
TOle di San Marino proprio per fargli 
.scontare una giornata di Qualifica», 

Kohler a parte, comunque, Votgs ha 
convocato 17 atleti: gli «italiani» Breh- 
me. Malthaeus e Klinsmann (delTln- 
ter). Doli e Riedle (Lazio), Haessler e 
Voeller (Roma) e Reuter (Juventus); 
poi i portieri llignere Koepke; i difensori 
Binz, Buchwald, Helmer e Schulz; i cen¬ 
trocampisti Bein e Schupp e l'attaccan- 
teKuntz. 



Un caso 
anomalo 
e senza 
precedenti 


■■ Il <aso-Vialli» è certa¬ 
mente anomalo: mai la Fe¬ 
derazione si è trovata a deci¬ 
dere su una vicenda che ■ 
concerne il <omportamen- 
to disciplinare* di un azzurro ’ 
in tempi tanto ristretti, come ’ 
invece è capitato l'altra sera. 
Vialii espulso alle 20.50: due • 
ore dopo, a gara conclusa, ’ 
sarebbe partito assieme a ■ 
Mannini, Paglluca e Mancini ' 
per Coverciano, in 120 mi¬ 
nuti si doveva risolvere la 
questione. Che è stata risolta r 
con la seconda «espulsione* 
per Vialii; il quale aveva evi- ' 
dentemente esaurito il «bo¬ 
nus» azzurro. Viali! non è co¬ 
munque l'unico «nazionale» 
ad essere stato colto, per sta¬ 
re ai tempi abbastanza re¬ 
centi, in - comportamenti • 
«non consoni alla maglia az- ■’ 
zurra». Capitò alTinterista 1 
Ferri, nel settembre scorso, ' 
durante una partita con la 
Casertana valevole per -ia 
Coppa Italia; Ferri, espulso, ‘ 
in-sultò pesantemente Cam- 
pilongo e Serra, ne venne 
fuori un oso» e l'interessa¬ 
to ammise «di aver sbaglia¬ 
to». Ma in Nazionale non fu ’ 
convocato, subito dopo, per 
l'amichevole di Sofia con la 
Bulgaria. Un altro nerazzur¬ 
ro fini nel taccuino dei <atti- 
vi», anche se la vicenda è di- • 
versa a sua volta; Beppe Ber- 
gomi, uno degli «eroi» della • 
vittoria italiana ai Mondiali - 
spagnoli dell’82, fu espulso ’ 
con la maglia azzurra e ad¬ 
dirittura nel giro di 30 secon¬ 
di dalla sua entrata in cam¬ 
po. Capitò il 5 giugno a Oslo, 
in Italia-Norvegia. Bergomi '• 
entrò in campo al 90esimo * 
minuto, riuscì a compiere un 
fallaccio su un avversario e a 
schiaffeggiarne «un altro.. 
L'Uefa lo squalificò per 6 tur¬ 
ni, Matarrese rinunciò al ri¬ 
corso perché la punizione 
restasse esemplare, e Bergo¬ 
mi chiuse malinconicamen¬ 
te la sua brillante avventura 
inazzurro. < 



Omar 

Camporese 
forse sarà 
costretto a 
saltare 
l'Incontro di 
Davis con il 
Brasile ■ 




Da venerdì Brasile-Italia di Davis 
Il n. 1 infortunato ad un gomito 

Panate in allarme 
Camporese fa crack 
Squadra in cantiere 

DANIELE AZZOUNI 


H MIAMI. Avendo letto 
l'ultimo libro di Dumas 
quando ancora aveva i pan¬ 
taloni corti, Adria.no Panalta 
non avrebbe mai pensato ‘ 
che una delle sue pnme • 
preoccupazioni, alla vigilia ' 
del secondo turno di Coppa 
Davis c dei suoi 42 anni, si 
chiamasse d’Artagnan. 11 ca- ' 
potifoso paulista, ospterto di 
lorcida, ha promesso batta¬ 
glia per i giorni della Coppa,. 
da venerdì prossimo, c sarà 
anche lui aMaceio, 300 chi¬ 
lometri a sud di Recife, a far 
gazzarra con 1 suoi aiutanti ". 
(Aramis, Porthos? -Mah!). 
Dicono che abbia una voce ' 
pungente come una spada c 
sappia usare Io sberleffo co¬ 
me uno spiedo. Che cosa sia . 
il tennis in Brasile, ormai ne! , 
circuito tennistico lo Sanno 
tutti. Se ne sono fatti porta¬ 
voce 1 tedeschi battuti al pri- ■ 
mo turno. Sono stati loro a 
mettere in guardia gli Italia- ' 
ni; attenti, hanno spiegato, 
aggiungendo al resoconto 
dei tormenti subiti sul cam¬ 
po di Rio un consiglio che In 
una libera traduzione roma¬ 
nesca suonerebbe più o me¬ 
no cosi; «Tappatevi le orec¬ 
chie, se no vi fanno neri». 

Ma il Brasile ha scoperto il ' 
tennis solo grazie alla Davis, 
pur avendo avuto in passato ' 
giocatori discreti (Mandari¬ 
no, Kirmayr) e una stella co¬ 
me Maria Ester Buono, e co- ■ 
me è nei modi e nella tradi¬ 
zione di quel popolo, no è 
subito diventato e.spcrtissl- 
mo e dlfussissimo. A Mace- 
lo, un centro turistico a tre 
ore di volo da Rio e a mez¬ 
z’ora di macchina dalla li¬ 
nea dolTEquatorc, già stan¬ 
no giungendo le prime trup¬ 


pe d’assalto dei tilosi. Farà 
caldo, durante l'incontro, in' 
tutti i sensi; in campo, sugli ,i 
spalti, e dappertutto, perené ' 
l'aria da quelle parti semi- ■ 
glia ai fumenti che si fanno 
perguarire dal raffreddore. .■ 
Panatta ha altre preoccu¬ 
pazioni, a rendere la vigilia 
ancor meno esaltante. Noti¬ 
zie da Macejo dicono che il 
gemilo di Camporese anco¬ 
ra non va, e che il ragazzo, , 
al primo impatto con le pal¬ 
le pesanti, abbia mugolalo ' 
assai dal dolore e abbia pre¬ 
ferito smettere, fnsomma, la t 
■ squadra è tutta da fare, c 
chis.sà se il numero uno ita- „ 
liano ce la farà. Nel caso, il 
dubbio si iimiterebbe al se¬ 
condo singolarista, da sce- 

g licrc tra Pescosolido, al de- 
utto in coppa, e Canè, 
esperto ma a corto di risulta¬ 
ti brinanti. ■ . - . ■ 

Còme si vede, è un incon¬ 
tro tutt'altro che facile, che 
per giunta Tltalia del tennis, ■ 
dato il valore dei suoi com¬ 
ponenti, è costretta ad af- 
irontaro da favorita, e dun- - 
que nella posizione più sco¬ 
moda. Jalme Oncins, ventu-. 
no anni, alto 1,93, c Luiz ' 
Mattar, v^mtotto anni, non 
' sono per fortuna dei fulmini > 
di guerra, e preferiscono an- - 
. che loro le superfici veloci, ' 
anche se ritengono di poter¬ 
si adattare meglio degli ita¬ 
liani alla terra rossa, che un . 
tempo era nostro dominio. 
Fosse un torneo, la vittoria 
. parrebbe scontata, malgra- ' 
■ do il «rosso», il caldo, e le 
stoccate di d’Artagnan. Ma 
la Davis, purtroppo, è da 92 . 
anni tutto tranne che un tor¬ 
neo. . • , ,,, , , ,., 


à 


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K 






















PAGINA 20 L'UNITÀ 


Calcio 


Sport 


Il primo luglio terminerà la squalifica 
per droga del calciatore argentino 
Sei ipotesi per una nuova «calcio-novela»: 
forse tornerà a giocare ma non al San Paolo 


lunedì 23 MARZO 1992 


Cento giorni 
a Maratona 


Prima ha vinto 
il Grande Circo 
ora speriamo ; 
vinca Tuomo ■ 


■i Tornerà, non torne¬ 
rà. sarà ancora lui? Sono 
Rii interrogativi appesi sul . 
futuro di .Vtaradona. Per ^ 
noi la questione è diver- ■ 
sa; come tornerà? E il «co¬ 
me» riguarda l'uomo. Sa¬ 
rà riuscito a diventare pa¬ 
drone di se stesso, o do¬ 
vrà ancora sorr^ersi su 
stampelle che. in passa¬ 
lo, lo ■ hanno condotto ; 
fuori strada?Ma non è ac¬ 
caduto solo a lui; quella 
storia di • cocaina fece 
uscire fuori dai binari an¬ 
che coloro che, un anno 
fa. gli indirizzarono con¬ 
tro l'indice accusatorio. 
Ku facile, allora, spedirlo 
alla gogna e cercare, in 
una sorta di rivincita, la 
sua mortificazione. Cer- ‘ 
to, lui aveva fatto molto 
per scivolare in basso, 
quella foto scattata al 
momento dell’arresto in . 
Argentina vale più di cen¬ 
to commenti, ma mentre 
molti videro in lui un uo- ' 
rno caduto .nelle., spire , 
della droga, per noi fu ; 
l'immagiiie di un uomo . 
devastato da un cocktail 
esplosivo: la sua Ignoran- ■ 
za, gli eccessi del Grande 
Circo, la manipolazione 
degli altri, c si, pure la co¬ 
caina, tappa quasi obbli-. 
gala di chi, c non solo 
nello sport, viaggia senza 
freni a certe altezze. A 
noi interessa sapere se 
Maradona sarà tornato, ; 
fra cento giorni, padrone 
di se stesso. Disintossica-, 
to dalla cocaina c dai fu- ' 
mi del calcio-business. Il 
suo rientro nel giro, a Na¬ 
poli o altrove, e i suoi fu- ' 
nambolismi, ci sembrano 1 
secondari. Per noi conta 
■ la guarigione dell'uomo; 
ritrovarlo fra qualche 
tempo di nuovo-prigio¬ 
niero di quel famo.so 
cocktail, sarebbe la peg¬ 
giore delle sue .sconfitte. 

-■ ,, nsa 


Oiego Armando Maradona bacia il pallone 
che sembra sovrastarlo. Cosi è stato. 
In basso, un'immagine dei tempi felici, quando lui e Feriamo 
erano II binomio vincente del Napoli. 


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Countdown per-Diego Armando Maradona. 11 conto 
alla rovescia inizia oggi: cento giorni alla scadenza 
per la squalifica per doping. I quindici mesi di so¬ 
spensione finiranno il 30 giugno 1992, dal 1" luglio il 
fuoriclasse argentino potrà tornare in campo. Quel 
giorno, il campione avrà 31 anni, otto mesi, due 
giorni. Tornerà a Napoli, andrà in Giappone o ab¬ 
bandonerà il calcio? Un ventaglio di soluzioni. 


STEFANO BOLDRINI 


■■ ROMA. Cento Riomi anco¬ 
ra di buio prima della luce. Dal 
I luglio 1992 il pallone scio¬ 
glierà le catene e Maradona 
potrà tornare in campo; quel 
giorno, Diego si .sarà lasciato 
alle spalle quindici mesi di , 
squalltica per doping. Quindici 
mesi ad alta tensione, i suoi, in 
cui cl ha infilato la galera per 
droga, passando poi per i tor¬ 
menti familiari, con un matri¬ 
monio più volte sul ri.schio di 
interrompersi, le polemiche 
con 11 governo argentino, fino 


a imbroccare l'inizio di una 
lenta, talvolta incerta, rusalita. 
Sono stati quindici mesi in cui 
chLssà quante volte il pallone 
avrà TCTCOrso i suoi pensieri, 
quindici mesi in cui Diego ù 
tornato a confrontarsi con 
l'uomo-Maradona c che co¬ 
munque hanno segnato una 
barriera fra un'esistenza vissu¬ 
ta consumando tutto se ste.sso 
e un'altra che sta schiudendosi 
e nella quale molte cose saran¬ 
no diverse da allora. . 

Ora, inizia 11 counl down de- 


' . 

" t 

- z '* V : ^ 


gli-ultimi cento giorni df so¬ 
spensione, ed ù ovvio chieder¬ 
si; che cosa accadrà il l'uglio? 
Le soluzioni, come vedremo, 
sono diverse e prospettano al¬ 
trettanti scenari. Pnma di af¬ 
frontarle, paniamo allora da 
tre certezze. La prima; Diego 
Armando Maradona il 1 luglio 
avrà trentuno anni, otto mesi e 
due giorni - ò nato iniatli a La- 
nus il 30 ottobre 1960 - e un 
passato intenso; sedici stagioni 
di calcio alle spalle: quindici 
mesi, gli ultimi, lontano dal 
pallone; un grave infortunio al 
ginocchio occorsogli in Spa¬ 
gna. ai tempi del Barcellona, 
■ nelI'SS - il famoso calcione del 
difensore basco Goicoechea 
problemi alla schiena che lo 
affliggono da tempo; una serie 
di cure dimagranti; il consu¬ 
mo. per un periodo imprecisa¬ 
lo. di cocaina. La seconda: co¬ 
munque vada, Maradona do¬ 
vrà nuovamente lare i conti 
con la luce dei riflettori. E stata 
il suo tormento, una delle mol¬ 
le che lo hanno spinto verso il 
baratro, e ora se la ritroverà di 



Ironie. Terza; ci sarà,’a pre¬ 
scindere dagli sviluppi della vi¬ 
cenda, un altro lifonc-Marado- 
na.. 

Vediamo adesso gli .scenari 
che potranno aprirsi dal 1 lu¬ 
glio 1992. Partiamo da quella 
più semplice; ■ • 

Il Napoli convoca Marado¬ 
na e lui al presenta. In que- 
.sto caso, Diego dovrà sottopor¬ 
si alle visite mediche. Se do¬ 
vesse risultare idoneo, il gioca¬ 
tore partirebbe in ritiro e inizie¬ 
rebbe subito gli allenamenti. 
Qualora invece Maradona non 
rusullassc idoneo, il Napoli po¬ 
trebbe chiedere la rescissione 
del contratto (eventualità diffi¬ 
cile, sarebbe una vittoria di 
Diego che vuole questo da an¬ 
ni). oppure tenerlo tesserato, 
ma fermo per un anno. 

11 Napoli non lo convoca. In 
questo caso. Maradona po- 
ircbbe chiedere di essere .sot- 
toixrsto alle visite mediche e di 
allenarsi con la prima squadra. 
Di fronte aH'ennesimo rifiuto 
del club azzurro, l'argentino 
potrebbe pretendere il 30% in 


' più lordo lino al 30 giugno 
1993, oppure la rescissione del ■ 
contratto. 

Il Napoli lo convoca c lui 
non si prcaenta. In questo 
caso, il Napoli si rivolge al Col¬ 
legio arbitralo c chiede una ■ 
multa, che può essere del 30'% 
del .salario annuale c, qualora . 
il giocalorc si riliutas.se ancora • 
di presentarsi, potrebbe .salire 

Ci .sono poi Ire soluzioni che 
allontano definitivamente Ma- 
radonada Napoli. 

Cessione dcnnitiva.' L'ope¬ 
razione. con il benestare di ' 
Maradona, farebbe inca.s.sare 
' al club di Feriaino circa selle 
miliardi. ■■ 

Risoluzione del contratto. 

In caso di separazione consen¬ 
suale, nes.sun problema. Se in¬ 
vece il divorzio dovesse scatta¬ 
re per colpa della .società, allo¬ 
ra il Napoli perderebbe l’in¬ 
dennizzo fissalo sul parame¬ 
tro: se dovesse avvenire per 
colpa del giocatore, sareblx; il 
Napoli ad averdiritlo all'inden¬ 
nizzo. 


Prestito. E forse l'ipotesi più 
plausibile; il Napoli non si pri- * 
va del giocatore, ma lo ■affitta» ; 
por un unno ad un altro club. t. 
In questo modo, il giocatore ' 
percepi.sce il suo stipendio e il v 
Napoli riesce a recuperare ' 
qualche miliardo. La destina- - 
zione più accreditata 6 il Giap -1 
pone, dove nel 1993 il calcio ' 
del Sol Levante inaugurerà il ; 
professionismo e dove 6 attesa 
una calata di stelle: Careca, Li- 
neker. Carnevale. ■■ 
Potrebbe anche decidere, 
Maradona, di chiudere con II 
calcio. Ma le sue vicissitudini : 
non sarebbero finite. Sono an¬ 
cora aperti i conti con la giusti- ; 
zia su un doppio binario: Italia 
e Argentina. In Italia, accusato ’• 
da una guardia giurala, Mara- 
dona deve iniaili'rispondere di , 
tralfico di stupefacenti. In Ar¬ 
gentina dovrà invece presen¬ 
tarsi ad ottobre davanti al tri¬ 
bunale. Se dimostrerà di non 
e,sscre più tossicodipendente, r 
allora, in ba.se alla legge argen¬ 
tina Maradona otterrà il «luogo : 
a non procedere». ^ , ,, - , 


A luglio con ogni probabilità bisognerà rifare per Tennesima volta il campo del Meazza: spesa prevista quasi due miliardi^ 
Intanto infuria la polemica tra il Comune e le squadre milanesi: «Inter e Milan ci hanno imposto soluzioni sbagliate» 

n prato di San Siro? Un malato terminale 


A luglio, forse si rifarà per l’ennesima volta il campo 
di San Siro. Perché non ce la fa più a reggere, per¬ 
ché il sistema scelto si è rivelato un disastro. Un mi¬ 
liardo e 800 milioni da spendere perché si possa 
giocare. Di chi le colpe? Di chi i ritardi? Misteri. In¬ 
tanto sulle condizioni di salute di quest'erba, dopo il 
menisco di Gullit, ci si accapiglia. Da una parte il 
Comune di Milano dall’altra il Milan. 


LUCACAIOLI 


H MILANO Que.vta ù la sto¬ 
ria di un malato terminale. 
Da lungo gli sono .state prati¬ 
cate cun- amorevoli e specia¬ 
listiche. ma non si riprenderà. 

Il deco.s.so ù previsto per il lu¬ 
glio di quest'anno. Scusate il 
paragone, ma del campo di ' 
Siin Siro gli esperti parlano 
con questo tono, con que.sti ; 
termini. Sì. perchè tutti .sono 
convinti che l’erbetta o me- . 
glio questo campo non ce la , 
fara a reggere un nuovocam- 
pionato. Quindi a fine stagio¬ 
ne t)i.sogrierà rifarlo da cima 
a fondo. In attesa del lieto . 
evento è bagarre sulle condi- , 
zioni di .salute attuali. Due ì 
partiti; Comune di Milano da ' 
una parte. Milan dall'altra «È 
in pessime condizioni, il cal- ' 
do e il vento l'hanno seccalo. ' : 
È durissimo, i rimbalzi del '' 


pallone sono coniglie.schi», 
diceva domenica .scorsa Fa¬ 
bio Capello ancor prima di 
sapere del menisco di Ruud 
Gullit. Lunedi Marco Van Ba- 
sten rincarava la dose: «Quel¬ 
lo che è succes.so a Ruud è 
tutta colpa del terreno. Qui 
basta un pa,s.so falso e sono 
guai. Come si la a giocare su 
un campo dove non è nem¬ 
meno po.s.sibile controllare la 
palla?». «Questa volta .sono 
tutte storie. Stiamo esageran¬ 
do -, taglia corto Roberto Cu¬ 
pone. a-ssessore allo sport del 
Comune-, Che vadano a gio¬ 
care in Inghilterra, in Spagna, 
in Francia e si accorgeranno 
co.sa vuol dire un terreno in 
pe.s,sime condizioni». «Ma lei 
vuol dar retta a quella manica 
di ' bamboccioni viziati ed 
' egoisti che sono i giocatori di 


La copertura o il cellisystem?. 
Due imputati per un «erbicidio» 


m L'odissoa iniziò con quei lavori che dovevano costare 
90 miliardi e sono co.stali 160. Slamo alla vigilia di Italia 90, 
al Meazza si costruisce il terzo anello, la copertura, c si meilc 
mano al terreno. Pino a quc.sio momento l'erba non ha mal 
dato troppi problemi. Le gelale d'inverno qualche buca e le 
solite semine, ma niente di più. D’ora in poi non ci sarà più 
pace. I primi sintomi clic qualcosa non lunziona si vedono 
già ncll'invemo 89-90 tanto che la commussionc Fifa decreta 
so il campo rc.sta in qiu'llc condizioni qui non si gioca. 11 25 
aprile si procede a una rizollalura completa. Si gioca e bene 
a San Siro. Ma non dura c l’allora ii.ssc.s.sorc allo sport. Paolo 
Malena, si t\ccord<i con la Kono Music. Si terrà nel calino mi- 
lane.se il concerto di Vasco Rossi, in conpenso gli organizza¬ 
tori (Icllo show metteranno nuova erba c si venderanno co¬ 
me souvenir la vecchia. Tutto fatto ma a fine agosto per Mi- 
, Inn-Tricstina di Coppa Italia c’ò già chi si mette le mani nei 
capelli. A settembre e ottobre ò II dramma; i giocatori si 
muovono e le zolle volano via. Parte la querelle sulla coper¬ 
tura. Fa filtrare poca luco, poca aria, l'erba non cresce. Chi ' 
ha voluto la copertura? Mistero? I\'rchò non si ò pensalo ad 
un sistema di lavaggio di quei pannelli? Chis.sà chi lo sa. Vo¬ 
lano parole gros.se fra ras.sc.ssorc allo sport, Augusto Casta¬ 
gna, e Luca di Moniczemolo. Si va avanti a rizollare parzial- . 
mente. Rno a quando viene in mente di rifare lutto. Lii Pevc- • 
relli .srl che ha messo a punto rimpianto che sta .sotto l’erba, , 
, il cellisystem, chiede un accertamento tecnico preventivo. 
Passa il tempo e siamo al domani. L'a.s«sc.sore allo sport pre¬ 
senta al Milan il progetto per rifare tutto. Que.sia volta non 
più sistemi sofisticali, ma la classica schiena d’asino rivisita- 
taecorretta. DLC. 


calcio? Per loio la colpa ò 
sempre del campo, tanto or¬ 
mai ò come sparare sulla ero- 
ceros.sa-. questo è quanto ha 
affermalo un tecnico che non . 
ama comparire sui giornali. ^ 
Fin qui la polemica, sentiamo 
la lesi difensiva. Dice Capo¬ 
ne: «Dopo rullima rizollalura 
che comprende la fascia cen¬ 
trale del camix), l’erba di San 
Siro ò in ottime condizioni. 
Non dimentichiamoci che • 
dall’inizio del campionato il : 
prato ò stato compleianienle 
rizollato». •Non c’c a.s.s(iluia- 
mente niente di più grave di * 
altre volle. In settimana sono 
siale fatte carotalure, semine ’ 
c in.sabbiature, le condizioni 
.sono buone», sostiene il tec¬ 
nico. Chi avrà ragione? Il di- 
lemma resta aperto ma una 
cosa ò certa: tutte le attenzio¬ 
ni. tutte le rizollature di que- 
.sta terra, compresa rultiina 
costata 63 milioni anticipati il • 
Milan - così sostengono in 
via Turati -, sono solo dei 
palliativi per tirare la fine del . 
campionato. «Poi bisognerà 
rifare tutto da zero. Perchó? ‘ 
Perché II cellisystem. l’Im¬ 
pianto che .sta .stillo all’crbet- 
ta, si é rivelato un fallimento ' 
completo», dice l’ii-ssessore. E 
nel cassetto ha già un nuovo . 
progetto fXT rimettere le cose ‘ 
il posto. 


Domani incontrerà quelli 
del Milan per concordare l’o- ; 
ixjrazionc: «Avevo convocato 
Milan e Inlcr per capire la lo¬ 
ro disponibilità: Tlnler mi ha 
risposto che non ha tecnici in 
grado di seguire la vicenda. ; 
^no andato avanti con il Mi¬ 
lan che si é detto pronto ad 
accollarsi le spese per il rifa¬ 
cimento completo: 1 miliar¬ 
do c 800 milioni*. E siamo al 
terzo rifacimento in due anni 
o giù di lì. Ma come diavolo 0 
possibile, qual é il {problema ■ 
signor asscs«sore? «£ stala la ’ 
scelta del cellisystem che si é 
rivelata disaslrò.sa. Ma non é 
stata colpa nostra. fecero 
Milan e Inter dopo il Mondia¬ 
le 90». A Paolo Taveggia diret¬ 
tore organizzativo del Milan. 
l’uomo che ha seguilo da vi¬ 
cino rerbelta, questa affer- 
miizione va di traverso. «No, 
le cose non andarono in quel 
modo». Scartabella nella me¬ 
moria c ricostruisce la vicen¬ 
da dairinizio. Eccola: «In oc¬ 
casione dell’assegnazione 
dei contributi dello Stato per 
rimettere in .sesto lo stadio di 
San Siro ( Taveggia si riferi¬ 
sce probabilmente alla legge 
65 deirs?, nata |>er adeguare 
le 12 .strutture nìondiali) non 
era stalo previsto il rifacimen¬ 
to del terreno di gioco, Il Col 
se no accorse e spiiì.se jx:rche 


ci si dcvssc una mo.ssa. Venne 
. insediata una commiss’onc 
comunale (assessorati al De- 
, manie e allo sport) acuì par-i 
« tecipavano Milan c Inter. Nei : 
giro di brevissimo tempo do- 
veva girare l’Europa persiabi- 
lire quale fosse il sistema mi¬ 
gliore. Venne deciso per il ■ 
, cellisystem e Tincarico venne 
affidato alla Pevorclli srl che 
. deteneva l’esclusiva per l'Ita¬ 
lia, Milan e Inter sborsarono 1 - 
' miliardo c 100 milioni por la 
realizzazione. In poche paro¬ 
le non siamo stali noi a sce¬ 
gliere quel .sistema», dice du¬ 
ro Taveggia, Va bene, non 
l’avcte scelto voi, ma perché, 
come dice ras.sc.s.sore. si é ri¬ 
velalo fallimentare, ^ perché 
San Siro ò come dite voi in 
. condizioni disaslro.se? ^ «lo 
non sono un tecnico - ri¬ 
sponde Taveggia-, posso .so¬ 
lo suggerire di andare a dare 
un'occhiata agli stadi mun- 
cllal dove la Peverelli ha ap¬ 
plicalo questo sistema. Se 
' non mi ricordo male sono 
' Genova e Torino. Vada a ve¬ 
dere cosa é succcs,so da quel¬ 
le parti». DI più non dice, E in¬ 
tanto il terreno maialo si av- . 
' via ai suoi ultimi giorni, e si : 
! attende la nascila del nuovo. ^ 
Altri .soldi altre interminabili - 
j)olennche, 


Cronaca degli ultimi mesi 
della vicenda umana e sportiva 
di un campione «difficile » 

«Sì, sono un drogato » 

Dalla rabbia 
dell'Olimpico 
al carcere 


H L'ultirnotoimenlaloannodiMaradonainlt.iliacomin- 
cia in una calda serata di Napoli. 

3 lugUo 19TO. l’Argentina, dopo una vigilia animata dalle 
dichiarazioni .sarcastiche di Diego, «gli italiani si ricordano di 
Napoli quando gli fa comodo., .supera gli azzurri ai rigori c I 
vola nella finale mondiale. - > ■ 

8 luglio; airOlimpico si gioca Gcrmania-Argentina. Il pub- ■ 
blico fischia sonoramente l'inno nazionale sudamericano. 
Maradona, inquadrato dalle telecamere, reagisce con gli in¬ 
sulti. Vince la Germania a sei minuti dalla fine con gol di 
Brehme su un rigore, conccs,so dall'arbitro messicano Code- 
sai, che farà discutere. A fine partita, la ribellione di Marado- , 
na. che piange di rabbia e si rifiuta di stringere la mano al ' 
presidente Fifa, Joao Havclange. Negli spogTialoi, Diego ac¬ 
casa i boss del calcio mondiale c il pubblico italiano. 

15 agosto: scque.strata dalla Polizia stradale la Ferrari Te- ' 
starossa a bordo della quale Maradona sta viaggiando per 1 
aggregarsi al Napoli in miro: Diego guidava ad una velocità ’ 
dizSlkmh. • . . . ». . 

18 e 19 agosto; doppia scappatella di Maradona in discote- L 
ca; prima a Milano Marittima, insieme ad alcuni compagni ’ 
di .squadra, poi. da solo, a Riccione. 

9 oRobre: Maradona divorzia, dopo cinque anni, dal ma- ■■ 

nager Cu ìllermo Coppola. . 

10 ottobre: Diego vela in Argentina per affari; Franchi di- . 

venta il suo nuovo manager. • • - 

5 novembre: Maradona non parte per Mosca, dove il Na¬ 
poli deve affrontare lo Spartak per il secondo turno di Coppa ; 
Campioni. 

6 novembre: Maradona raggiunge il Napoli con un volo 
privato. »'•' ■ 

7 novembre: lo Spartak Mosca elimina ai rigori il Napoli. 

Maradona in panchina fino al 63’. • • - • ■ 

25 novembre; Maradona annuncia di voler lasciar Napoli a ' 

fine stagione. :i »... • . • ■■ ■ >- 

26 novembre: il Napoli replica a Diego: «Il tuo futuro lo de¬ 
cidiamo noi«. ..... .. .. 

28 novembre: il Napoli ricomc in tribunale per far congela¬ 
re gli emolumenti dovuti a Maradona c per farsi restituire il ■ 
30». delle sommo versale dairss, ■ . 

6 dicembre; Maradona afferma di voler citare il Napoli in 

giudizio. ....... ... . .» . 

29 dicembre: una voce; Maradona al Boca Juniors a fine 

stagione. . .. . ■... 

11 gennaio 1991; il Collegio arbitrale dà ragione al Napoli: 
decurtato del '10% lo .stipendio di Maradona da novembre , 
'90 a giugno'91 (77 milioni). 

7 febbraio: il Napoli inoltra al Collegio arbitrale la richie.sta t 

di sospensione di Maradona. .. . .. 

13 febbraio; la Procura della Repubblica di Napoli rivela ■ 
che Maradona è coinvolto in un'inchiesta su un tralfico di 
droga; il suo nome è stalo pronunciato più volte nelle Iclefo- . 
nate, intercettate dalla polizia, di alcuni boss della camorra. ' 
15 febbraio: primo inten-ogatorio di Maradona sui suoi ■ 

presunti legami con la camorra. . • .. . .' 

1 marzo: Maradona. dopo un lungo periodo, lonia'ad alle -1 
narsi; Il Najiolirilira Ja riciiieslo di sospensitme temporanea 
del giocatore-, - . • . . 

17 marzo: Napoli-Bari di campionato, . 

24 marzo; Sampdoria-Napoli: ultima partila e ultimo gol di 

Maradona in Italia. .. . >• 

25 marzo; Maradona nuovamente inlerrogato dalla magi- . 
.stratura napoletana per un'altra vicenda di tralfico di stupe¬ 
facenti, che vede coinvolto l'ex manager di Diego, Coppola. ' ; 

28 marzo: le analisi relative all'esame doping di Napoli-Bari ; 

rivelano che nelle urine di Maradona sono suite riscontrate ‘ 
tracce di .sostanze proibite. »■ •■ -f».... . . 

29 marzo: le controanalisi confermano: si tratta di cocaina. '' 

1 aprile: Maradona lascia l'Italia, toma a Buenos Aires. -* - ' 

2 aprile; la Disciplinare sospende in vìa cautelare Marado- ' 

na. ■ ' • ... .■ - - .»■ . 

6 aprile; la Disciplinare .squalifica Maradona quindici mesi 
perdoping. . . ». -i........ 

20 aprile: la Cal conferma la sentenza della Disciplinare; 
Maradona è oul fino al 30 giugno 1992. . .. 

26 aprile: .Maradona viene arrestato a Buenos Aires perché 

trovalo in posses.so di mezzo chilo di cocaina. . . 

28 aprile: Maradona e.sce dal carcere dietro cauzione. Con- ^ 
fe.s.sa; «Ho fatto spesse uso di droghe». Comincia la cura di , 
disintossicazione e cominciano gli interrogativi sul suo futu- ' 
ro. Da allora a oggi, si sus.scsuono le dichiarazioni conirad- . 
ditoric: «Basta col calcio», «Voglio giocare col Boca«. «Mi tra¬ 
sferirò negli U.sa«, «Passerò al calcetto», «Tornerò a Napoli», ' 
. «Mai più in Italia». Uniche certezze; Ingrassa di quattordici . 
chili c gioca saltuariamente a calcetto, A gennaio '92 inizia ■ 
unacuradimagrante. . 



■ ZMIIÉMÉSirCriSi<l««i 








.. i'. ^ ’t? y Mb: . 




Operai al lavoro nel cantiere permanente di San Siro 


t 


1 


4 
























LUNEDI 23 MARZO 1992 


Sport 


PAGINA 21 L'UNITA 


K 


Da cinque mesi Arrigo Sacchi è commissario tecnico della nazionale, 

^ però fin qui ha avuto a disposizione i giocatori solo per tre settimane 

AZIONALE Dopo una nomina piena di speranze, sono piovute le prime critiche 
AUfinizio si lamentavano i club, ma poi ha parlato anche Matarrese 


CALCIO 


Arngo Sacchi 6 preoccupalo 
deve 'inunciare a Vialli 
nella prima partita impegnativa 
Sotto Gianluca abbandona 
il campo sabato sera, 
dopo II fallacelo « 
che gli è costato I espulsione 
e la nnuncia alla shda 
con la Germania 


L’ossessione azzitnra 


Mercoledì 25 marzo, Italia-Germania è la quarta ga¬ 
ra della gestionc-Sacchi Finora, due vittorie e un 
pareggio- Itaha-Norvegia a Genova 1-1 (gol di Rizzi- 
telli), Italia-Cipro a Foggia 2-0 ("Viallt, il Saggio), 
Italia-San Manno a Cesena 4-0 (2 R Saggio, Dona- 
doni Casiraghi) 11 et guida gli azzum da 5 mesi, ri- 
percomamoh per tracciare un primo bilancio della 
sua avventura sulla più prestigiosa delle panchine. 

OA UNO DEI NOSTRI INVIATI 

FRANCESCO ZUCCHINI 


H FIRENZE. 11 18 ottobre 
1991 Matancsc ulticialuvò la 
nomina di Amgo Sacchi alla 
panchina della Nazionale mai 
notizia fu più scontata di quel¬ 
la. il neo-etera in pratica <on- 
gclato» da 6 mesi e in attesa di 
avvicendare Azeglio Vicini nel 
momento in cui gli azzum fos¬ 
sero stati messi fuorigioco nel 
campionato d Europa Ciò che 
era accaduto nemmeno una 
settimana pnma, 11 12 ottobre 
con lo 0 a 0 ottenuto dall Italia 
a Mosca contro l'Urss Vicini 
concluse il suo ciclo ( 8&- 91 ) 
con 32 vittone 15 pareggi c 7 
sconfitte poche ma tutte ma¬ 
linconicamente importanti - 
Arrigo Sacchi tenne a Roma 
il 25 ottobre la prima confe¬ 
renza-stampa, quella di pre¬ 
sentazione, dopo un •s,lett/io 
annunciato» di l'!7 giorni se¬ 
guito al discorso d addio al Mi- 
lan Voluto espressamente dal 
presidente federale Matarrese 
•per vincere finalmente qual¬ 
cosa, per dare spazio allo spet¬ 
tacolo e alla fantasia» con un 


contratto di un miliardo all an¬ 
no (scadenza il 30 giugno '92, 
in attesa della rielezione alla 
canea di Matarrese in agosto 
poi allungato automaticamen¬ 
te al 30 giugno 96) il et sareb¬ 
be incorso ben presto nella 
pnma «gaffe» concedendo in 
esclusiva a un quotidiano la 
prima «intervista vera» negata 
invece al resto della stampa al 
pan cunosa di conoscere e far 
conoscere lo pnmo mosse del¬ 
la nvoluzione post-Vicini nas- 
sumibili peraltro nella giubila¬ 
zione di Giannini Cnppa e so¬ 
prattutto bchillaci 1 «eroe» del 
Mondiale 90 e in numerose 
promozioni fra cui quelle di 
Albertini o Zola, i due soli no¬ 
mi nuovi espressi dal campio¬ 
nato 

Venti-sci giocatori convocati 
per la partita del debutto, a Ge¬ 
nova con la Norvegia dove fini¬ 
ste per giocare questa squa¬ 
dra Pagliuca Costacurta, Mal- 
dmi Berti (70 De Napoli) 
Fem Baresi Baiano (58' Rizzi- 
telli), AncelotU Vialli Zola, 


Erunio 1. Italia rimedia un pa 
reggio stentato 1 .1 -1 ) va sotto 
con una rnez-ra «papera» di Pa 
gliuca rimedia nel finale con 
Rizzitelli Debuttano Costatur- 
ta Baiano e Zola gioca Ance- 
lotti CUI il tt vuol dare un «pre¬ 
mio alla camera» (non sarà 
più riconvocato) in attesa di 
averlo come «vice» dalla pros¬ 
sima stagione t un debutto fra 
I fischi la «zona-Sacchi», cosi 
ribattezaiald dallo stesso com- 
missano tecnico, non si vede o 
quasi, siamo gii alle prime cri¬ 
tiche feroci Non va molto me¬ 
glio un mese dopo a Foggia, 
contro Cipro manca l'attesa 
goleada finisce solo 2 a 0 con 
reti di Vialli (fischiato dal pub¬ 
blico che vuole Baiano Sacchi 
definisce «provinciali» i tifosi) 
e Roberto Saggio chiamato a 
sorpresa in aza-urro visto il mo¬ 
mento poco felice nella Juve 
Giocano questi uomini Zenga 
D Saggio Maldini Albertini 
Costacurta Baresi Zola, Berti, 
Vialli (66 B<iiano) R. Baggio 
(66 Casiraghi) Evani I debut¬ 
ti sono 3 il collaudato Evani, 
oltre a Dino Saggio e AIbcrtini, 
che Sacchi non può convocare 
con a.ssiduiti per via dei loro 
concomitanti impegni con la 
Under Ancora cntiche come 
quella di aver sacnf'cato Zola 
sulla fascia per dare spazio a 
Roberto B<iggio il quale, iserò, 
forse per coincidenza dalla 
convocazione in azzurro in poi 
sembra «igenerato e si as-via 
nel '92 a diventare il leaderche 


I rapattoni andava inutilmente 
cercando 

hanno nuovo si apro con 
uno degli annunciati «stage» 
'18 ore di ritiro al centro roma¬ 
no della Borghcsiana, dova ac¬ 
canto ai consueti allenamenti 
«intensi», alle lezioni di icona 
alla lavagna e ai ripassi degli 
schemi in videotape (da qui c 
dalle singole valutazioni ripor¬ 
tare su Toshiba dai collabora¬ 
tori Rocca e Carmignani che 
vagliano gli «score» dei gioca¬ 
tori in gara c in allenamento 
na.sco li nome di «Nazionale 
computenzzala»), si apre an 
che alla psicologia Gli azzum 
affrontano una sene di «test al 
litudinali», «da cui ncavorò una 
più completa conoscenza dei 
miei ragazzi» spiega 1 uomo di 
Fusignano Intanto la Feder 
calcio ha organizzato un ami 
chevole col San Manno in tutta 
fretta, por far scontare la squa¬ 
lifica a Vialli che aitnmenli non 
sarebbe disponibile per la ben 
più importante amichevole 
con la Germania escamotage 
che, come nfenamo altrove 
sarà destinalo a non funziona 
re 11 19 febbraio gioca questa 
squadra Zenga (46' Pagliu¬ 
ca) Mannini (46' Carrera) 
Maldini Do Napoli, Costacur- 
la. Baresi (46' Fem) Bianchi 
(46' Lcntini) Donadoni (46 
Zola) Casiraghi, R.Baggio, 
Evani Finisce 4 a 0 (doppietta 
di Gaggio Casiraghi Donado- 
ni) ma è una gara di scarsi 
contenuti per la modestia dogli 
aweisari Debuttano Mannini, 


Carrera e Bianchi si rivede Do 
nadoni 

Tutto bene’ No perehù nel 
frattempo i club cominciano a 
protestare come previsto per 
questi continui allenamenti 
supplemcntan «i giocatori tor¬ 
nano stanchi c distratti» accu¬ 
sano Suarcz e Boskov Trapal- 
toni SI lamenta addinllura pcr- 
chò Baggio col San Manno ha 
disputalo gli inten 90 minuul 
Non bdsta.s.sc, anche nel voca- 
bolano di Matarrese. al nome 
Sacchi SI abbina per la pnma 
volui I aggettivo «ossessionan¬ 
te» Si lamentano in tanti il Mi- 
lan per il fallo di concedere i) 
maggior numero di azzum il 
Parma perchò nessun suo gio¬ 
catore ù mai chiamato alla 
causa nazionale La situazione 
si complica nell imminenza 
delle convocazione per la par¬ 
tita del 25 marzo con la Ger¬ 
mania Sacchi vorrebbe i gio- 
caton in nitro fin dal 18 marzo 
ma SI ribellano Juve e Milan 
che hanno già programmalo 
amichevoli di lusso in quei 
giorni e poi ci sono Coppe eu¬ 
ropee c Coppa Italia Si lamen¬ 
ta la Samp in 6 giorni disputa 
Ire gare, derby Anderlechi e 
Panna per f.ivonre il lavoro del 
et Amva la grana-Vialli Lunga 
ò ancora l,i strada verso Usa 
94 ma per Sacchi devono es¬ 
sere stati già lunghis.simi questi 
pomi 5 mesi azzum in cui ha 
avuto la Nazionale a disposi¬ 
zione pcrcomplevsive tre setli- 
mar-c Da raccontare senza 
dubbio 







Alla conferenza stampa di rito, il et è parso molto imbarazzato sul caso del giorno 
«Con il mio gioco tutti possono segnare, ma il campione della Samp ha doti eccezionali» 


«VialK non è insostituibile^ però... » 


il «caso Vialli» ha messo in difficoltà Amgo Sacchi 11 
cittì non ha voluto prendere posizione in mento al 
depennamento dalla rosa dei convocati del centra¬ 
vanti della Sampdona da parte di Matarrese. «Il mio 
compito non è quello di fare politica ma di prepara¬ 
re i giocaton e di fare la formazione». È toccato a Gi¬ 
gi Riva, comunque, informare sabato sera il bomber 
azzurro della drastica decisione. 


LORIS CIULLINI 


Wtt RRENZE £ bastata una 
battuta su ViaUi per mettere 
in difficolta Amgo Bacchi 
Quando un collega ha chie¬ 
sto al cittì notizie sul centra¬ 
vanti sampdonano, espulso 
dal campo di Parma per una 
scorrettezza c z depennato 
dalla rosa dei convocati per 
la partita contro la Germania 
dal presidente Matarrese. 
Sacchi ha cercato di dnblare 
i numerosi giornalisti chie¬ 
dendo di nvolgcrgli solo do¬ 
mande sulla partitella di alle¬ 
namento «Del caso Vialli ne 
parleremo alla fine Sono qui 
p<‘r parlare di calcio Degli 
assenti diventa difficile dare 
un giudizio Mi chiedete se 


sono stato subito informato 
della drastica decisione’ La 
notizia l'ho appresa leggen¬ 
do I giornali Di Vialli ne par¬ 
lerà Cigi Riva che ha tenuto i 
contatti con l'addetto stampa 
Antonello Valentini» 

Ed è stato propno 1 ex go¬ 
leador del Cagliari e della na¬ 
zionale oggi accompagnato¬ 
re ufficiale degli azzurri, a 
raccontare come sono anda¬ 
ti 1 fatti dopo la partita Par- 
ma-Sampdona «Eravamo 
nelle nostre camere del Cen¬ 
tro Tecnico a seguire il mat¬ 
ch e poco dopo il fallo com¬ 
messo da Vialli mi ha telefo¬ 
nato Valenlini per informar¬ 
mi della decisione presa dal 


R residente della Federcalcio 
o subito avvertito Sacchi 
che SI ò mes.so in contatto te¬ 
lefonico con Matarrese men¬ 
tre ho rintraccialo Vialli allo 
stadio di Parma per informar¬ 
lo della decisione II giocato¬ 
re - ha sottolineato Riva - 
non ha batluio ciglio Mi ha 
fatto capire che la decisione 
poteva essere giusta anche 
se a suo avviso il fallo com¬ 
messo su Apolloni forse non 
era da espulsione Vialli mi 
ha anche detto di essere sce¬ 
so in campo con i nervi mol¬ 
to tesi poiché, come tutu i 
SUOI compagni teneva molto 
alla conquista della Coppa 
Italia» 

Ma torniamo a bacchi Alla 
domanda quanto peso possa 
avere 1 assenza di Vialli con¬ 
tro la Germania e se condivi¬ 
desse la decisione del presi¬ 
dente della Federcalcio, il 
cittì imbarazzatissimo, se l'è 
cavata con queste parole «Il 
mio compito non é quello di 
fare la politica della Fedcr- 
calcio 11 mio ruolo é quello 
di fare l'allenatore di schie¬ 
rare una squadra in grado di 
praticare un gioco divertente 
e al tempo stesso positivo lo 


faccio solo la formazione» 
Non é troppo nduttivo il 
suo compito’ «Sono per la 
democraticità Ci sono altre 
persone preposte a gestire la 
parte politica Chi chiamerò 
al posto di Vialli e degli infor¬ 
tunati (De Napoli, ha già 
smaltito la febbre n dr)’ Ci 
riuniremo e poi decidere¬ 
mo» E infatti in serata è arri¬ 
vata la convocazione di Riz- 
zitelli della Roma «Comun¬ 
que - ha proseguilo Sacchi - 
gli uomini per afrontare l'im¬ 
pegno di mercoledì ci sono 
Nel mio modello di gioco 
non é indispensabile avere 
delle punte fisse Tutti posso¬ 
no realizzare dei gol» 

Sul piano del gioco collet¬ 
tivo quanto può incidere l'as¬ 
senza del centravanti samp¬ 
donano’ «Il valore di un gio¬ 
catore come Vialli non si di¬ 
scute Oltre ad essere un uo¬ 
mo-gol, forte nel gioco ae¬ 
reo capace di calciare sia di 
destro che di sinistro, il gio¬ 
catore è in possesso di una 
resistenza fisica a prova di 
bomba È capace di percor¬ 
rere il campo anche cin¬ 
quanta volte senza accusare 
fatica Vialli ò forte nella cor¬ 


sa fisicamente valido, sem¬ 
pre disposto a dare un aiuto 
alla difesa oltre che un gran¬ 
de altruista» 

Gli è piaciuta la prova of¬ 
ferta data coppia (ormata da 
Baggio e Casiraghi? «Saggio 
non è un giocatore da mette¬ 
re in discus„.o.'.^ L'altro é 
giovane e deve ancora m,itu- 
rare Lo juventino ha realiz¬ 
zalo due gol e per la troppa 
pr«-cipitazione ne ha mancati 
altrettanti» 

Ancora una volta I allena¬ 
mento è stato disturbato da 

g nda, insulti e offese impell¬ 
ili da parte di una piccola 
frangia di tifosi Tutto ciò può 
avere inciso sul rendimento 
dei giocaton presi di mira 
(ossia Saggio, Casiraghi, 
Berti, la Juventus e tutta la 
n<izionale in genere)’ «Era- 
vfimo preparati a questo tipo 
di accoglienza anche se è ve¬ 
ro che il novanta per cento 
dei presenti si sono dis.socia- 
ti ci hanno applaudito a sce¬ 
na aperta Non sto a ripetere 
che cosa penso di certa gen¬ 
te Pos,so però aggiungere 
che questo tipo di clima ser¬ 
ve per la formazione del ca¬ 
rattere dei giocaton» 



«Gianluca cattivo? 
Forse c'è qualcuno 
che non lo tutela» 


H FIRENZE Mancini, Manne 
ni, Pagliuca Spetlaton len po- 
menggio al «Franchi», ma pro¬ 
tagonisti nel dopopartita Ar¬ 
gomento la vicenda-Vialli Chi ^ 
meglio di loro può raccontare '' 
che cosa sUa accadendo al lo¬ 
ro compagno di squadra c di 
N-zio.-alà? Ma -.m si uttcnduva 
prese di posizione o difese 
d ufficio è stato deluso Nes.su- , 
no é andato oltre Nessuno ha 
voluto commentare il diktat di 
Matarrese -Rompe il ghiaccio» 
li gemello Roberto Mancini 
che avrebbe tatto volentien a 
meno di parlare di questa fac¬ 
cenda «Mi sono accorto della 
sua assenza solo all amvo a 
Covcrciano lo ero con una 
macchina c pensavo che lui 
fosse con un altra» Mancini a 
Parma ha assistito alla gara 
dalla inbuna perché infortuna¬ 
to, ma nonostante ciò non en¬ 
tra nel merlo dcU'opisodio - 
«Non credo che Gianluca fosse 
nervoso più di tanto Quello 
accaduto a Parma fa parte del 
gioco Vidlli ha subito un fallo 
da dietro e ha avuto una rea¬ 
zione istintiva 1 ulto 11 Mi spia- 
ce comunque che non possa 
esseri’ presente a una gara im 
portante come quella con la 


Germania» È risultata dunque 
mutile l'amichevole con 
Manno «Inventata» dalla Fede¬ 
razione, per far scontare il tur¬ 
no di squalifica al sampdona¬ 
no «Vialll - prosegue Mancini 
- é un punto fermo m questa 
Nazionale ed è giusto che a 
sia sempre Per cui nlcugo die 
SI debba fare quaLsiasi cosa 
pur di .averlo in squadra Le 
amichevoli non si inventano, 
ma se anche cosi fosse non ci 
vedo nienle di male» 

Dopo il caoitano tocca a 
Mannmi che però ò molto più 
sintetico •£ un penodo che 
Viaili prende più botte del soli¬ 
lo Forse non 6 tutelalo abba¬ 
stanza dagli arbitn e allora tal¬ 
volta può avere quciJO tipo di 
reazione» Per Pagliuca, inve¬ 
ce, il gesto di Parma non é n- 
conducibile a quelli col Caglia¬ 
ri e con I Ascoli «É solo una 
coincidenza che sia sempre 
stato lui il protagonista 11 gesto 
dell'altra sera non lo ntengo 
bruttissimo Non c'era certo 
cattivena nei confronti di Apol- 
loni È stala una reazione isUn- 
tiva a un tallo di gioco Eccessi¬ 
vo stress’ Mah chiedetelo a 
lui» . DFD 


Identikit dell'uomo ombra di Arrigo 


Il suo nome è Natale Bianchedi, 
è il più fedele amico e collaboratore 
del et, fin dai tempi del Bellaria 
«Vado in giro a spiare gli avversari 
prendo appunti e poi riferisco» 

_ DA UNO DEI NOSTRI INVIATI _ 

WALTER QUAQNELI 


H FlRhJS7L Parla soprattutto 
in (.hdlctio romagnolo Anche 
al] aeroporto di Glai.oow di 
fronte alle hostess della com* 
pagma di bandiera, sco.vese 
susctUindo panico c ilaritA È 
un personaggio fuon dagli 
schemi e dallo convcrr/iom 
Simpatico c semplice Ma so 
prattuito grande intenditore di 
calcio e profondo conoscitore 
del •pianeta Sacctu» Il com* 
missano tecnico della nazio¬ 
nale I ha voluto subito al sua 
fianco, dopo averlo asoito al 
Milan Si chiama Natale Bian- 
chcdi ha 5^ anni (ma non li 
ammette civetteria) c da 
20 conosco e frequenta bac¬ 
chi È l amico più fedele e il 
collaboratore piu prezioso del- 


I allenatore azzurro Del et co 
nosco perfellamontc gli umori, 
i sentimenti le m mio, le debo¬ 
lezze oltre che le idee calcisti¬ 
che Pcrconlo di Sacchi gira in 
lungo c in largo 1 Europa per 
visionare squadre e giocatori 
E nporta a husignano monta¬ 
gne di dati ed elementi che il et 
inserisco premurosamente in 
quaderni e computer Ma chiù 
Natale Bianchcdi’ 

■Un ex giocatore di medio li 
vello “ racconta 1 interessato - 
che ha giocato a livelli mollo 
bassi diciamo sene C e D so¬ 
prattutto in Romagna (io sono 
di Ravenna) con un i puntata 
a Cdltagirone in Sicilia Ero un 
centrocampLsta di buone qua 


litA rovinato però dalla pigrizia 
e dal grande amore l'or le don¬ 
ne Passione di cui non mi so¬ 
no mai pentito anche se m ha 
bruciato l«i carriera agonistica 
All inizio degli anni 70 col pa¬ 
tentino di terya categoria in¬ 
trapresi 1 attivili d allenatore 
A Fusignano ebbi i primi ap¬ 
procci con Sacctii. allora oscu¬ 
ro ma giù puntiglioso tecnico 
in cerca di valonz.zazionc Ma 
la scintilli dell amicizia nac¬ 
que ai tempi del fiellana Lui 
lasciò la squadra por iridare al 
Supcrcorso di Coveiciano e 
consigliò il presidente di prcn 
dcr me conoscendo le mie 
idee (avevo spiato e mbac 
chiato tattiche e schemi a Ra¬ 
dice e Bagnoli a Cesena) In- 
sommac ora già aflinità» 

Il Superconio ebbe benefici 
effetti anche su Bianchedi. 
Infatti La nostra amicizia era 
sbocciata E Amgo tutte le sere 
portava a casa da Covorciano 
gli appunti delle lezioni dei va¬ 
ri docenti che mi passava lo 
mi abbeveravo alle nozioni 
tc*cnico-tattichc propno attra¬ 
verso il corriere bacchi Poi le 
nostro slrtidL si divisero Lui 
.mdòaRuTitm poi a Parma in 
line il grande salto al Milan 


Ma anche per lei arrivò la 
chiamata roasonera. 

Amgo mi telefonò subito Ero 
all’Alpe di Susi m vacanza Mi 
chiese di andare al Milan logli 
dissi che cacchio vengo a fa¬ 
re’^ Insomma non andai Prefe 
rivo stare in Romagna Magan 
disoccupato come poi capitò 
Ma non avevo problemi Qual¬ 
che mese dopo con altre tem¬ 
pestoso telefonale Amgo riu¬ 
scì a convincermi Lascia» Ra¬ 
venna titubante Direzione Mi¬ 
lano 

SI considera amico, consu¬ 
lente o braccio destro di 
Sacchi? 

Non mi piace affibiaimi delle 
ciichetlc Diciamo che Amgo 
SI fida ciecamente di me Mi 
manda in giro per 1 Europa a 
vedere partite e giocaton lo 
vado os.scrvo mcmonzy.o tor 
no c riferisco Le nostre idee 
sono sempre in perfetta sinto¬ 
nia 

È vero che U et svolge un la 
voro maniacale? 

Ma no È un perfezionista Oli 
piace evscre aggiornalo E so 
pratluUo sa di dover sempre 
imparare e progredire Per 


[uesio studia legge si infor¬ 
ma c, soprattutto ha la mode¬ 
stia di seguire il lavoro di tanti 
coUeghi Éassimila 

La linea telefonica Sacchi- 
Bianchedi è rovente... 

Si mi chiamo mediamente 2 o 
d volle al giorno C» scambia¬ 
mo pareri infomiaziom l'rc- 
pariamo il lavoro Quando ò 
andato alla Coppa d’Afnca 
m ha chiamato a ca.sa a'ic A 
del m ittifio tenendomi all ap- 
p«»recchio per un ora 

Qualcuno sostiene che Sac- 
chi entrando nel pianeta 
Bcrhisconl sia cambiato, 
perdendo la modestia del 
tempi di BeUaria. 

Non ò vero È sempre lui Sin 
cero simpatico disponibile e 
sempre pronto ,illo scherzo e 
alla battuta 11 fatto ò che in 
una grande squadM c ò sem¬ 
pre un elevala tensione In 
somma iJ grande palcoscenico 
ti prende c li coinvolge total- 
menu* CòfwidadirccheStic 
chi VIVO in prima persona un 
penodo di successo che vuol 
gestire senza sbavalui e Lscn 
za commettere errori t bravo 
Ci riesce 


24 nomi per gli esperimenti 

Gtocatore 

Convocazioni 

minuti giocati 

Maldinl 

5 

270 

Costacurla 

5 

270 

F, Baresi 

5 

225 

Zola 

5 

225 

Evani 

4 

180 

Berti 

5 

160 

R, Bagglo 

4 

156 

Vialll 

4 

156 

Zerjga 

4 

136 

Pagliuca 

4 

135 

Ferri 

5 

135 

Casiraghi 

6 

114 

De Napoli 

5 

110 

AncelottI 

1 

90 

Cranio 

4 

90 

D Bagglo 

2 

90 

AlbertinI 

2 

90 

Balano 

4 

82 

Lenllnl 

3 

45 

Manninl 

2 

45 

A. Bianchi 

4 

45 

DonadonI 

2 

45 

Carrera 

3 

45 

RIzzItotlI 

4 

32 


Nolo lo convocazioni sono stato effottuate per lo gara con 
Norvegia (t3 novemoro) Cipro (21 dicemOro) $ Marino (19 
febbraio) o Cormania (25 marzo) Inoltre por uno "Stage" alla 
Borghosiana (U/15 gennaio) Sacchi ha ancho chiamato 
(senza farli mai giocare) altri 8 aspiranti azzurri oltre ai 24 
della tabella Carboni (4 convocazioni) Di Mauro (1) Ferrara ^ 
(4) Lombaido (3) Mancini (2) Marchegiani (3) Marocchi(l) 
Pan(f) Sergio (1) Al 25 marzo il et avrà avuto complessiva’ 
monto a disposizione la Nazionale por21 giorni nei suoi primi 
5mesi di incarico (16 ottobre *25 marzo 159 giorni) 


Con la Primavera 
sette gol 
a carte coperte 


■■ r ^ZE Un galoppo a 
ranghi ndotti per la Nazionale 
davanti a ventimila spettatori, 
conilo la Primavera della Fio¬ 
rentina Dopo il forfait di Mal- 
dini, la «punizione» p>cr Vialli, 
gli acciacchi di Costacurta e 
Mancini il nposo per Mannini, 
CI SI ò mevsa anche l influenza 
di De Napoli bta di fatto che 
bacchi SI ò ritrovato d improv¬ 
viso con solo 15 uomini a di¬ 
sposizione (tanto che sarà ag¬ 
gregalo alla comitiva anche il 
romanista Rizzilelli) c ha me¬ 
scolato ancor più le carte Im- 
pos.sibjlc quindi ipotizzare 
1 undici che mercoledì affron¬ 
terà la Germania Nonostante 
ciò, la partita ò servila ha far 
assinìilare ulteriormente gli 
schemi pretesi da Succhi Si à 
giocalo a ritmi non vertiginosi, 
ma spesso si sono visti pres¬ 
sing raddoppi di marcatura, 
vertK:alizz.azioni che sovente 
hanno messo gli az.zum in 
condizione di andare al Uro 11 
Culi luizialmenle ha mandato 


in campo Zenga Ferrara Car¬ 
boni Eranio Kcm, Baresi Do- 
nadoni, Zola Casiraghi, Sag¬ 
gio. Evani Difesa in linea. Era- 
nio c Evani estef»;! Donadoni 
(nonostante il 7 sulla maglia) 
in posizione centrale assieme 
a Zofa Saggio e Casiraghi in 
avanti ^ 

Pnmo tempo di 35 minuti.' 
secondo di 37 c rtsultato finale 
di 7 a 0 II pnmo gol porta la fir¬ 
ma di Zola (4 ) poi in succes 
sione Saggio (17'), Eranio 
^28’). Casiraghi (30) Nella 
npresa Sacchi ha lascialo negli 
spogljaloj Baresi, Evanl e Sag¬ 
gio e ha mscnio Bianchi Berti 
e IvCniini Cosicché Ferrara ha 
affiancalo Ferri al centro della 
difesa Eranio ha arretrato il 
suo raggio di azione Bianchi c 
Lentini si sono piazzati sulle 
corsie esterne con Berti centra¬ 
le c Zola a sostegno di Casir,»- 
ghi Nc sono scatunte altre tre 
sc^giiature Berti (60) Casira¬ 
ghi (68).Bianchi (80) 

ZjFD 


i 























PAGINA 22 L UNITA 



AMCOWA-tUCCHESE _ 2-1 


ANCONA Nista Fontana Lorenzinl Pecoraro Mazzara- 
no Bruniora Vecchiaia (57 Ermmi) Gadda Tovalien Lu¬ 
po Bertarelli (87 Sogliano) (12 Micino ISDeAngelis 16 
Carruezzo) 

LUCCHESE Landucci VIgnini Tramezzani Russo (47 
Oelli Carri) Pascucci Baraldi, Di Francesco Monaco Pa¬ 
ci Donatelli (60 Sorco), Raslelll (12Quironi 15 DI Stela¬ 
no l6Simonetta) 

ARBITRO Rodomonti 
RETI 2 Rastelli, 10 Lupo 85 Tovallerl 
NOTE angoli 8-4 per 1 Ancona Terreno scivoloso, spetta¬ 
tori 10 000 Ammoniti Gadda Vecchlola. Di Francesco, 
Lorenzini Paci oTovallerl 

BRESCIA-TARAMTO 1-1 


BRESCIA Cusin Carnasciali, Giunta, De Paola, Luzardi, 
Zlllani (1 Ouagglotto), SchenardI (19 st Passiatore) Do¬ 
mini Saurinl Bonometti Ganz (12 Vettore 13 Masia 14 
Bontadini) 

TARANTO Ferraresso 'Monti (12 pt Mazza(errl) D Igna¬ 
zio Marino, Brunetti Enzo, Turrinl, Ferrazzoli (26 st Pre¬ 
sta), Lorenzo Muro, Soncin (12 Bistazzoni 14Zaflaroni 
ISCamolese) 

ARBITRO Collina 
RETI 65 Saurlnl,86 Presta 

NOTE angoli 5-2 per II Taranto Campo In buono condizio¬ 
ni, spettatori 14mlla Espulsi Mazzaterro e Saurlnl Am¬ 
moniti Enzo Giunta, Lorenzo, BonomettI, De Paola e Lu- 
zardi 

CASERTAWA-VENEZIA_0-0 


CASERTANA Bucci, Monaco, Piccinno (72’ Esposito) 
Suppa Statuto Petruzzl, Erbaggio Manzo, Camptiongo 
Cervone, Carbone (t2Grudina 13Boccino, 14Delfino, 15 
Cristiano) 

VENEZIA Canlato, Costi A Poggi, Bortoluzzl, Lizzani, 
Bertoni. Rossi De Patre, Slmonini (90 Paolino), Romano, 
P Poggi (91 Carino) (12 Meneghini. 13 Favarotto, 14Cle¬ 
menti) 

ARBITRO Follcani • ' ' 

NOTE angoli 5-3,per la Casertana Terreno in buone con¬ 
dizioni spettatori 8 000 per un incasso di 105 milioni di li¬ 
re Ammoniti Piccinno, Lizzani, Bertoni, Petruzzl Statu¬ 
to Erbaggio e Rossi 

CESEWA-UBIWESE 1-1 


CESENA Fontana Destro Pepi Piraccinl Jozic Mann 
Turchotta. Leoni. Amarildo (61 Lantlgnotti) Masolinl (82 
Pupita) Pannitteri (12 0adlna 13 Barcolla ISGiovannel- 

II) 

UDINESE DI Leo, Oddi, Rossini, Sensini Calori Mandor- 
linl, Rossitto Manicone (58 Pittane), Balbo, Dell Anno 
Nappi (84 Contratto) (12 MIchelutti 14 Marronaro 15 
Mauro) 

ARBITRO Scaramuzza 
RETI 46 Amarildo, 65 Nappi 

NOTE angoli 8-4 per II Cesena Terreno In buone condi¬ 
zioni spettatori 8 312 per un incasso di 139 milioni Am¬ 
moniti Rossitto, Destro. Calori, Pittane, Oddi Rossini e 
Piraccini 

lECCE-liESSINA_0-2 


LECCE Bàtterà. Ferri, Amodio (69 Notaristefano). Bene¬ 
detti. Biondo (69 Morello), Ceramicola. Morlero Aleinl- 
kov. La Rosa, Maini, Pasculli (12 Gatta, 13 Altobelll, 14 
T ramacere). 

MESSINA SlmonI, Manno, Vecchio Carrara Miranda 
Do Trizio Sacchetti (70' LampugnanI), Fiecadentl, Proni, 
BonomI, Spinelli (67 Camblaghi) (12 Ollverlo 14 Broda. 
ISDolceni) 

ARBITRO Boemo 

RETI 20 Spinelli, 55 Carrara 

NOTE angoli 4-1 per II Lecce Terreno In buone condizio¬ 
ni, spettatori 5 OCX) Ammoniti per scorrenezze Aleinikov, 
Pasculll, Vecchio. Marino. Spinelli, Ferri 


MODENA-REOGIANA 


0-0 


MODENA Lazzarini, Saccheni, Cardarelli Bucare, Moz, 
Bosi, Cucclarl Bergamo Provitall Caruso (83' Caccia), 
Monza (75' VoltanornI) (12 MeanI, 13 PresIccI, 14 VIgnoli) 
REGGIANA Ciucci De vecchi, Paganin, Monti, Domlnls- 
slni, Zanuna Bertoni, Scienza, Ravanelli, Zannoni, Mo¬ 
rello (89 De Falco) (12Pantanelll, 13 AIroldl, 14Bertozzl, 
ISAItomare) - 
ARBITRO Ceccarini 

NOTE angoli 6-3 per II Modena Terreno in buone condi¬ 
zioni spenatori 8 000 circa Ammoniti Cardarelli Moz, 
Domlnissini, Saccheni e Morello 


PABOVA-BOtOOWA _ 0-0 

PADOVA BonalutI, Rosa, Lucarelli (46' Fontana) Nunzia¬ 
ta, Ottoni (71' Tentoni), Zanoncelll, DI Livio, Longhl Gal- 
derlsl Franceschettl, Montrone (12 Dal Bianco, 14 Rutfl- 
nl. l6Putelll) 

BOLOGNA Corvellati, List, Di Già (65' Affuso) Evangeli¬ 
sti. Negro. Villa Poli. Gero’ln, Turkylmaz, Datari Trosce 
(55' Boninl) (IZPazzaglI, 13 Baroni, 16Incocciati) 
ARBITRO Baldas 

NOTE angoli 4-2 per II Bologna Ammoniti Franceschettl 
Nunziata Longhi. Evangelisti Negro, Zanoncelll Espulsi 
al 72 Longhl e Poli spettatori 13 173 per un Incasso di 285 
milioni 480mlla lire 

PESCARA-PALERMO_ 2-1 


PESCARA Savorani Campione Dicara. Ferretti, Righet¬ 
ti Nobile, Pagano Gelsi Bivi (72 Rosati) Allegri, Massa- 
ra (80 Impallomeni) (12 Torresin, 14 Martorella 16 Sor- 
belM 

PALERMO Tagliaiat Sfragliassi, Incarbona Modica De 
Sensi Biffi, Bresciani (71 Paolucci) Valentini(54 Cecco- 
ni) Rizzolo, Favo. Centofanti (12 Renzi 13 Pecetta 14 
Lullo) 

ARBITRO Mughetti r 
RETI 18 Pagano 50'Allegri 66 Rizzolo 
NOTE angoli 9-5 per il Pescara Terreno In buone condi¬ 
zioni Spettatori 16 500 Ammoniti ValentinleDicara 

PIACENZA-COSENZA 1-1 


PIACENZA Pinato DI Cinto, Manighettl, Papais (66 Di 
BIn) Chiti Lucci, Di Fabio, Madonna De Vitis Moretti 
Piovani (68 Cappellini) (12 Gandlni, 13 Attrice 15 Fioret¬ 
ti) 

COSENZA Zunico, Sognorelli Bianchi. Catena Napolita¬ 
no Deruggero, BlaglonI Coppola Marulla De Rose (83 
Manno) Compagno (66 Gazzaneo) (12Graziani 14 Ma- 
retti, teSolimeno) 

ARBITRO Quartucclo 
RETI 57 Compagno, 65 Do Vltis su rigore 
NOTE angoli 10-2 per il Piacenza Terreno In discrete 
condizioni, spettatori 5 0(X) espulso Di Cintio al 49 am¬ 
moniti Signorelli e Morelli 

PISA-AVELLINO _ 1-0 


PISA Spagnolo. Chamot, Fortunato, Marchogiani Tacco¬ 
la Bosco, Marini (46' Martini) Zago (75 Cristallini), Sca- 
raloni Gallacelo Ferrante (12Polzella 13 Donde 14 Fio¬ 
rentini) 

AVELLINO Amato. Parpiglla Gontllini Cuicchi Franchi¬ 
ni De Marco Fonte Stringerà (73 Bertuccelll), Bonaldi 
Esposito (46 Parisi), Battaglia (12 Ferrari 14 Marasco 15 
Urbani 

arbitro DeAngelis 
RETE 74'Ferrante 

NOTE angoli 6-1 per il Pisa Terreno In perfette condizio¬ 
ni, spettatori 7 426 per un incasso complessivo di 163 mi¬ 
lioni 823mila lire Al 42 espulso Parpiglla Ammoniti Fon¬ 
te Battaglia, Parisi e ScarafonI 


Sport 


Cesena-Udinese. I romagnoli da nove domeniche a digiuno di successi 

Fuga dalla vittoria 


IL PUNTO 


Cura ricostituente 
del dott Veneranda 


GABRIELE PAPI 


• Il Mos.sina coglie a Lecce la 
sua prima vittoria in trasferta II 
nuovo tecnico Veneranda sul¬ 
la panchina siciliana da qu.n- 
dici giorni ha portato i suoi 
uomini al secondo successo 
consecutivo 

• Tovalien ed Amanido ritro¬ 
vano dopo mesi la via del gol 
L attaccante dell Ancona non 
segnava dal 1“ dicembre del 
91 (Pescara-Ancona 2-2) 
mentre il brasiliano del Cesena 
era a digiuno dal 27 ottobre 
(Piacenza-Cesena 1-3) 

• Sei espulsi in tre gare A Bre¬ 
scia e Padova sventolati quat¬ 
tro cartellini rossi a Piacenza e 


Pisa gli altn due 
® ftosegue la marcia del Pisa 
verso le zone alte nelle 8 gior 
nate del ntomo i nerazzurri 
hanno incamerato 10 pun’i 
con 3 vittorie 4 pareggi ed una 
sola scontata 

O II Venezia si conlerma 
squadra da trasferta 5 punti 
per 1 veneti nelle ultime tre 
uscite fuori casa con una sola 
rete al passivo 

• Dopo lo 0-0 contro I Anco¬ 
na di 7 giorni fa ancora un 
«nulla di fatto* interno per il 
Modena L undici di Oddo non 
va in gol da tre domeniche 
M F 


M CCSKNA Un punto che C 
un buon ncostituente per la 
Classifica dell Udinese nei 
quartien alti della B Un pareg¬ 
gio invece che delude il Cese¬ 
na da nove domeniche a di 
giuno di vittone c che malgra 
do il gran cuore mosso in cam 
po non a riuscito a interrompe 
le la lunga astinenza da suc¬ 
cessi Luno a uno soddisfa 
Fedele allenatore dell'Udinc- 
se«Un punto importante II Ce¬ 
sena ci ha messo in difficoltà 
Abbiamo avuto il mento di 
non mollare» Peroni Irainer 
cescnalc dichiara invece «La 
mia squadra ha giocalo bene 
per lunghi tratti Certo ultima¬ 
mente non nusciamo a con- 
Jurre in porto la viltona A 
questo punto c à anche un 
bodislortuna se pensi solo al- 
incrocio colpito d,i Pannilteri 
1 pochi minuti dalla fine Dob¬ 
biamo continuare a lavorare 
domenica dopo domenica 
< on grande determinazione» 
l,a partita Pnma battuta di gio¬ 


co subito vivace II Cesena 
conquista due calci d angolo 
nei primi due minuti Sul se 
condo bel colpo diicsta di 
Pannilteri e classica parata di 
Di Leo f. Udinese replica con 
una serpentina di Dell Anno 
che SI insinua nel cuore della 
difesa cesenatc ma tira alto Al 
8 Pannitten smarca bone 
Amarildo che tenta il pallonet 
to progc-vole I idea infelice 
I esecuzione Al 14 pasticcio 
difensivo della difesa cesenate 
su nmessa laterale dell Udine¬ 
se la palla balla lungo la linea 
della porta pnma di essere 
sbattuta via in corner II Cese¬ 
na prende il sopravvento tcrri 
tonale La pressione del Cese¬ 
na è interrotta da un tuo di 
Nappi e respinto da Fontana 
Piraccini molonno pcipctuo 
dei romagnoli strappa applau¬ 
si per due cross insidiosi al 40 
e dal 41 solo pnma dei quali 
Amarildo segna ora il gol Se¬ 
conda fraziono di gioco II lem 


po di tom ire in campo o il Cc 
sena segna azione in gran ve 
locita Masolini appoggia su 
Pepi che «tagli. 1 » la difesa del 
I Udinese che lancia Amarildo 
efficace lo scatto del brasiliano 
e preciso il tocco m rete Al 53 
il sangue romagnolo di Piracci 
ni fa buscare un ammonizione 
al centrocampista cesenate 
non già per falli ma per vivaci 
diniostranze nei confronti del 
1 arbitro AI 57 I Udinese sosti 
tuisce Manicone con Pittana 11 
Cescn.i a sua volta al ei'sosti 
tuiscc Amarildo reduce da un 
infortunio con « Lanugnotti 
L Udinese attacca c pareggia 
punizione di Dell Anno Man 
dorimi fa da torre inrrompe 
Nappi che da buon ex bianco 
nero segna Siamo al 66 Un 
minuto dopo centro di Masoli 
m gran liscio di Otti Pannitteri 
colpisce I incrocio dei pali e si 
dispera II terreno si ributta in 
avanti II gioco si la nervoso c 
spezzettato da diversi falli Ulti¬ 
ma emozione all'88 con Pan- 
nittcn che sfiora il gol sul bel 
servizio di Piraccmi 


Padova-Bologna. Continua la serie positiva dei rossoblu sempre più in zona promozione 


La polìtica dei pìccoli passi 


ERMANNO BENEDETTI 


MB PADOVA Prosegue la se 
ne positiva del Bologna un 
dato positivo per i rossoblù di 
Sonetti È un dato incontro¬ 
vertibile Ma ventà vuole che 
si mettano le cose in chiaro 
in una partita del genero gli 
emiliani hanno perso una 
grande occasione [ler vince¬ 
re di nuovo Come’ «Man¬ 
giandosi» due gol grandi co¬ 
me una casa 

Con Poli al 15', quando a 
conclusione d dna intesa Dc- 
tari-Troscò, il numero sette 
del Bologna, battendo a rete 
da pochissimi metri dal ber¬ 
saglio ha mancato in pieno 
la palla Forse anche perché 
un po' strattonato da un di¬ 


fensore e ingannato, sicura¬ 
mente dall'errore commes¬ 
so da Zanoncelll 

Con Gerolin poi (verso il 
41 ), I altra palla gettata al 
vento Servizio di Poli per Ge- 
rolin, Bonaiuti fuori porta e it 
«Gero» che .sbaglia incredibil¬ 
mente 

Il Padova piuttosto disor¬ 
dinato (e soprattutto impau- 
nto) non ha avuto che da 
ringraziare Gli sono andate 
bene anche le molte punizio¬ 
ni calciate da Detan Gli sono 
stati perdonati dagli avanti 
rossoblù parecchi svanoni 
della retroguardia. Insomina, 
la formazione di Mazzia non 
è mai nuscita ad impegnare 


- neppure minimamente - 
Cervellali 

11 vento sicuramente, ha 
disturbato il gioco Però lo 
siiettacolo è mancato in pie¬ 
na Né il Bologna ha saputo 
far fruttare la sua indiscussa 
supenontà tecnica Ha gio¬ 
cato bene la sua difesa (con 
Villa e Negro su tulli), ha 
messo in mostra un centro¬ 
campo organizzato Ma. là 
davanti né Turkyilmaz né 
Poli, né altn hanno saputo 
mordere come necessitava 

Un peccato, npetiamo per 
gl uomini di Sonetti poiché 
senza nschiarc avrebbero 
potuto accaparrarsi I intera 
pcista li pan è si nsultato po¬ 
sitivo fuon casa, ma quando 


le cose SI mettono in un certo 
modo una squadra che pun¬ 
ta alla promozione le deve 
sfruttare al meglio E in que¬ 
sto gli ospiti sono mancati 
La volta che Detan non è 
bastato a fare la differenza 
COI suoi calci piazzati il resto 
non ha «sfondato» come 
avrebbe dovuto c potuto 
Troppo impaurito il Pado¬ 
va di Mazzia, reduce da un 
lungo nliro Si vede lontano 
un miglio che certi suoi uo¬ 
mini hanno problemi di ca¬ 
rattere psicologico Perchè 
bonghi, Galdensi, Di Livio 
sanno fare sicuramente mol¬ 
lo meglio E invece qui. 
quando si assolvono Bonaiu- 
h. Ottoni, Rosa e un po Nun¬ 


ziata non c é altro da sottoli¬ 
neare 

11 Bologna piuttosto Detan 
non è andato a segno né ha 
sfruttato un buon contropie¬ 
de m chiusura di match Tur¬ 
kylmaz un pò é rimasto «iso¬ 
lato», un pò non é nuscito a 
giocaisi qualche pallone giu¬ 
sto Insomma - p)er tarla bre¬ 
ve - non ha mes,so a.ssieme 
un granché E dire che m 
panch'na, quando lo squa¬ 
dre sono entrate in campo 
Sonetti ha «messo» in panchi¬ 
na in fila Pazzagli, Baroni 
Bonmi Incocciati e Alluso ha 
posto a seterc circa nove 
miliardi di lire Un lusso che 
non tutti SI (tossono permet¬ 
tere - 


Modena-Regi^ana. Un inizio promettente, poi scatta un tacito patto di non belligeranza 

1 belli addomientatì nel derby 


LUNEDÌ 23 MARZO 1992 



Domenica torna 
la serie A 
Sabato 
Inter-Torino 


Dopo li) sosl 1 per la Na/ionalo di Arrigo baccln donu me i 
prossima riprende l.i sene A con il duello tra Mi).in c Juven 
ti s inipegii ite contro le squudr». dcllacapitule 11 lorino al 
Icnalo d.i Umiliano Mondonico (nthd foto) ha chiesto ed 
ottenuto di iinlicip«<rc al s tbafo il match con t Intcr p>cr prc 
parare il meglio la semifinale d andata della Coppa Uefa 
contro il Rcal Madrid al fJcrnalx u Questi gli incontri della 
nona di ritorno Qni/io ore 16 00) AlaUmtaGcnoa Bari 
Foggia Cagliari Fiorentina Cremonese A.scoIi luventus La 
/io Roma Milan bumpdona Napoli Verona Parma Sabato 
2S Inler lonno 


I giocatori 
della Pro Patria 
minacciano 
l'abbandono 


M t ampionato interregionale 
polrc bbe perde re la squadra 
più gloriosa I calciatori del 
'a Pro Patria doix) sei mesi 
di cslenuanlc autogestione c 
di fronte all indiffcrcn/a di 
possibili acquirenti hunno 
dichiarato di non cs.scre di* 
sposti a < ontinuarc la stagione se entro venerdì 27 mar/o 
non sannno giunte gar tn/ie per il prosie^guo delcampiona 
lo La Pro Patria per 1 ultima solta in sene A nei 56 ó alle 
prese con una crisi socielana che sc*condo i < alciaton po* 
irebbe csM*rc risolta soltanto da un intervento esterno Le 
iratlitive per la cessione del club da parte dell attuale presi 
dente Danilo Filippini non hanno avuto esito 


Serie C violenta 
in Canmania 
A San Giuseppe 
ferito un tifoso 


1a* opposte tiiostme si sono 
scontrate al termine della 
gara di sene C/2 girone C 
bangiuseppcse bavoia con 
elusasi con il punteggio di 1 
a 0 in favore degli ospiti Du¬ 
rante le cariche effettuate 
dalla poli/ia un giovane tifo¬ 
so locale Andrea Caserta di 27 anni rima.sio contuso ò stalo- 
medicato m ospedale Forse una sa.vsaiold contro la trbuna 
dei tifosi lix:ali all origine degli scontri 


A Siracusa 
respinte - 
le dimissioni 
dell'allenatore 


Le dimissioni presentate da) 
tecnico del Siracusa Adria¬ 
no Cadregan al termine del¬ 
la partil .1 interna persa con¬ 
tro il Perugia <;onosta 
tc respinte dalla clingeiva 
della socjclA siciliana 11 toc- 
nico avc*va motivato il suo 
gesto spK gando che solo con un cambiamento radicale 
(anche nell imposia/ionc di gioco) poteva scuotere la 
squadra finita al tervultimo posto i pan punti con il Chicli 
Rifiutando la proposta del tecnico i dmgcnli del Siracusa in¬ 
tendono confermare la piena fiducia nei contronti di Cadre 
gan 


Tornei esteri: 
comandano 
Marsiglia, Leeds 
e Dortmund 


Il campiona'o francese do¬ 
po la 32“ qiomata vive anco¬ 
ra sul duello tra il Marsiglia 
di Papin ed il Monaco Ire- 
!>co semifinalLsta della Cop 
pa Coppe a spese della Ro- 
■ ma L Olympique conserva i 
due punti di vantaggio sui 
monegaschi ipnmihannosconlitloincasaiISt Dienne per 
2 a 0 mentre i secondi hanno avuto la meglio sul Metz (3 1 ) 
Nella «big Icague» momento d appannamento per gli ex ca 
|X)clds,si(iCd del Manchester United Dopo la sconfitta del 
turno precedente i «red devils» hanno pareggiato in Cd,>ia (0- 
0 contro il Wimbledon) offrendo I opjxirtunita al Leeds di , 
allungare II torneo della Cormania vede al comando il Bo- 
russia Dortmund con un solo punto di vantaggio sull'Eintra 
chi di Francofone e due sullo Stoccarda I leader hanno pa¬ 
reggiato (1-1 ad Amburgo) mentre 1 Emtracht ha scontato 
in ca.sa per 3 a 2 il Bayem Monaco sempre in crisi Buon pan 
esterno per lo btoccarda fuori casa contro i campioni in cari- 
cadcl Kai-serslautem , , 


MASSIMO FILIPPONI 


LUCADALORA 


HM MO06NA Un derby antico 
- il 52” - quello tra Modena c 
Reggiana che le due squadre 
hanno cercalo di onorare [ler 
npagare gli undicimila presen¬ 
ti duemila dei quali accorsi 
dalla vicina Reggio Emilia, e 
per alimentare la classifica sia 
pure per ragioni opposte gli 
ospiti sono m lotta per la pro¬ 
mozione mentre i padroni di 
casa arrancano ancora nella 
zona meno nobile della gra- 
dualona là dove é sempre al- 
I erta il pencolo di retrocessio¬ 
ne in un campionato a classi¬ 
fica sempre più corta come è 
quello cadetto 
lui voglia e la necessità di 


vincere era dunque grande in 
entrambe le contendenti, col 
Modena che quando gioca in 
casa SI espnme alla pan delle 
big tanto che nessuno ha mai 
violalo quest'anno il terreno 
dello stadio Broglia e con la 
Reggiana che non poteva lare 
da compnmana dall'alto del 
suo ruolo che l'ha sempre vista 
competere con le squadre lea¬ 
der della sene B Cosi é stalo 
un altro pareggio con un pun¬ 
to che fa bene ai granata di 
Marchierò, ma che penalizza i 
gialloblù di Cktdo i quali pareg¬ 
giando in ca.sd c perdendo 
fuon come hanno latto in que¬ 
sto inizio del girone di ntomo 
piombano in piena media re¬ 


trocessione 

•Abbiamo fatto il possibile 
per vincere - ha detto alla fine 
il tecnico dei cananni Oddo - 
ma VUOI per alcum ottimi inter¬ 
venti di Ciucci c (ter diversi er¬ 
rori di conclusione dobbiamo 
accontentarci dello 0-0 e cer¬ 
care di rimediare i punti peisi 
in casa con Ancona e Reggia¬ 
na cogliendoli lontano dal Bro¬ 
glia Ho Visto una buona Reg¬ 
giana, ben organizzata ed alla 
quale non siamo stati secondi 
offrendo altresì un buon spet 
tacolo» 

«È vero - nbadisce Pippo 
Marchioro dallo spogliatoio 
reggiano - questo Modena 
menlorebbe di stare las-sù as 
sicnv» a noi almeno [ler quan¬ 


to ha fatto vedere in cam[>o È 
slata una bella partila, agoni¬ 
sticamente valida e con qual- » 
che sprazzo di qualità Bravi 
anche i tifosi, meritavano qual¬ 
che rete magari un bel 2-2 vi¬ 
sto che il gol é il sale del cal¬ 
cio» 

In clletu il Modena era parti¬ 
to a spron battuto e nei pnmi 
venti minuti la Reggiana ha do¬ 
vuto faticare per contenere le 
sfuriale di Bergamo c compa¬ 
gni I quali producevano molto 
ottenendo però solo una lunga 
sene di calci d angolo, obbli¬ 
gando Ciucci - che ha sostitui¬ 
to 1 inlortunato Facciolo - ad 
alcum ottimi mlcivcnti al 9 su 
tiro di Bergamo all 1 !' usccn 
do di pugno su Provitali al 14 


bictecando Camso 
La Reggiana si rendeva pcn- 
colosa per la pnma volta al 22' 
per un pasticcio di Lazzarini 
che permetteva a Scienza di 
sfiorare la marcatura al 28 im¬ 
perdonabile errore di Ravanel¬ 
li che a tu (ter tu con Lazzaririi 
mandava in Inbuna al 38 la 
difesa reggiana presa di con¬ 
tropiede «saltava» su incursio¬ 
ne Caruso-Provitdli ma Ciucci 
usciva fuon dall'area e in acro¬ 
bazia salvava sforbiciando da 
vanii al naso di Provitali Dopo 
un primo tempo i tambureg¬ 
giante npresa più calma sotto 
I segni della non belligeranza 
con toni accademici a metà 
campo c senza brividi sotto le 
due porte 


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Raidue. ISOSTGSSportsera. 
20 15TC2 Losport 
Raitre. 11 30 Ciclismo setti¬ 
mana pugliese 1545-17 45 
TGS Solo per s()ort. «C-siamo» 
«A tutta B» e calcio 19 45TCR 
sport » . 

Itallauno. 19 30 Studio sport 
23 45 Cjp del Messico dop>o 
gara, 0 50 Studio s()Or1 2“ edi¬ 
zione 

Tinc. 13 30 Sport news 19 30 
Sportissimo 92 23 25 Crono 
s{jeciale Gp Messico 
•Tele -f 2. 10 30-1400 Repli¬ 
che di pallavolo e tennis, 
14 00 Sport lime 1" ediz-As 
sist 19 30 Sport lime 2 ediz 
20 30 Basket Nba N Y Knick- 
LA Lakers 


Totip 


1* 1) AtasFighterL 2 

CORSA 2) Peaee Corps 1 

?• 1) Meranoss 1 

CORSA 2)GaitfastTr _X 

3* 1) llvoszar X 

CORSA 2) Lanterna Rie 1 

4“ 1)Momo D'Alma 2 
CORSA 2) Glulhos _X 

5“ . l)Vill 0 roi 2 

CORSA 2) Angelo Spelta X 

6* 1) Baby Ohimè 1 

CORSA 2) Taoveret X 


Quote , 
non pervenute 




27. GIORNATA 



SERIE C 



CANNONIERI 


11 refi De Vitis (Piacenza) 
10 reti Ganz (Brescia). 
Campilongo (Caserta¬ 
na) Balbo (Udinese) 
Rizzolo (Palermo) 

9 roti Ferrante e Scarato- 
ni (Pisa) Provitali (Mo¬ 
dena) Detarl (Bologna) 
Saurint (Brescia) 

8 reti Lorda (Cesena), 
Montrone (Padova) Mo¬ 
rello (Reggiana) 

7 roti Tovalien e Berta- 
relh (Ancona) Baldien 
(Lecco) Bivi e Pagano 
(Pescara) P Poggi (Ve¬ 
nezia) 


PROSSIMO TURNO 


D omenica 2 2-3- 92 (ore 15) 
AVELLINO-CASERTANA 
CESENA-PIACENZA 
COSEN2A-BRESCIA 

LUCCHESE-MODENA _ 

PALERMO-BOLOGNA 

PESCARA-LECCE _ 

REGGIANA-ANCONA 
TARANTO-MESSINA 
UDINESE-PADOVA 
VENE2IA-PISA _ 


CLASSIFICA 


SQUADRE 

Punti 

PARTITE 

RETI 

Media 



Giocato 

Vinte 

Pan 

Perso 

Fatte 

Subito 

inglese 

ANCONA 

34 

27 

10 

14 

3 

26 

16 

- 6 

BRESCIA 

34 

27 

9 

16 

2 

36 

21 

- 7 

PESCARA 

32 

27 

10 

12 

5 

34 

28 

- 8 

REGGIANA 

31 

27 

10 

11 

6 

26 

21 

- 9 

PISA 

30 

27 

9 

12 

6 

32 

24 

-11 

BOLOGNA 

30 

27 

11 

8 

8 

27 

23 

-11 

UDINESE 

30 

27 

8 

14 

5 

28 

25 

- 11 

COSENZA 

29 

27 

8 

13 

6 

26 

27 

-11 

CESENA 

27 

27 

7 

13 

7 

26 

21 

-13 

PADOVA 

26 

27 

6 

14 

7 

24 

24 

-15 

MESSINA 

26 

27 

8 

10 

9 

21 

21 

-15 

PIACENZA 

26 

27 

8 

10 

9 

24 

26 

-15 

LUCCHESE 

25 

27 

5 

15 

7 

22 

24 

-15 

MODENA 

24 

27 

8 

8 

11 

25 

32 

-17 

VENEZIA 

23 

27 

5 

13 

9 - 

23 

28 

-17 

LECCE 

23 

27 

7 

9 

11 

25 

32 

-17 

TARANTO 

23 

27 

5 

13 

9 

17 

23 

-18 

AVELLINO 

23 

27 

6 

11 

10 

23 

34 

-18 

PALERMO 

22 

27 

6 

10 

11 

29 

32 

-18 

CASERTANA 

22 

27 

4 

14 

9 

20 

32 

-18 


C1.G1RONEA 

Risultati. Aro^o-Spa) 0>1 Baracca-Corno 
0-2 Carpi-Pro Sosto 1-0 Casale-Pavia 1-1 
Empoii-Siena 2-0 Masseso-Chievo 0-1 
Monza-Vicenza 0-0 Spezia-Alessandna 2- 
1 Triestina-Palazzolo3-1 


CI. GIRONE B 

Risultati. Acireale-Casarano 0-1 Fano-Bariet- 
ta 1-2 Giarre-Chieti 0-0 Ischia-F Andria 0-0 
Licata-Monopoli 1-0 Noia-Reggina 0-0 Sator- 
nitana-Catama 0-1 Siracusa-PeruQia2-4 Ter- 
nana-Sambenedettese 1-0 


Classifica. Spai 33 Monza 32 Como 31 Vi- 
Gonza ed Empoli 30 Triestina 28 Spezia 
Chievo e Palazzolo 25 Casale, Massose o 
Arezzo 23, Siena 2P Carpi e Alessandria 
21 Paviano Pro Sesto e Baracca 19 


Classifica. Ternana 34 Perugia 31 F An- 
dna 29 Catania 27 Ischia Giarre Nola 
Sambenedettese e Acireale 25 Barletta Li¬ 
cata e Salernitana 24 Reggina 23 Chioti e 
Siracusa 22 Monopoh 21 Fano20 


Prossimo turno 5/4/92. - 

Alessandria-Carpi Chiovo-Arozzo Como- 
Monza, Massose-Empoll Paiazzolo-Pavia 
Pro Sesto-Triestina Siena-Casalo Spal-Vi- 
conza Spezia-Baracca 


Prossimo turno 5/4/92 

Barletta-Siracusa Casarano-Ternana 
Chieti-Nola. Fano-Acirealo F Andna-Llca- 
ta Giarro-lschia Monopoli-Sambonedettc- 
se Perugia-Salernitana Reggina-Catania 


C2. GIRONE A Risultati 

Conteso Mantova 1 1 Cuneo*Fioron* 
2 uola 0*2 Legnano Letto 1 1 Novara* 
Ospitaletto 0*1 Pergocrema Lecco 2 
2 SolbiatesO'Aosta 2*1 Suzzara-Ot 
bia 0*3 Tempio Ravenna 1*0 VaJda 
gno*Trento1*l ViresciFVareseCW) 
Classifica. Ravenna 34 Tempio 
33 Fiorenruola 31 Vareso 30 Lette 
29 Solbialoso Ospitaletlo o Trento 
28 Lecco 0 Mantova 27 Viroscit 26 
Novara 25 Olbia Valdagno c Aosta 
24 Contese o Suzzare 23 Porgocre 
ma 22 Cuneo 21 Legnano 13 
Prossimo turno 29/3/92. ‘ 
Aosta-Tempio Locco-Centeso Lef* 
fo^uzzara Fioronzuola Legnano 
Mantova-Novara Otbia-Valdagno 
Ospitalolto-Cunoo Ravenna-Viro- 
scit Trento-Solbiateso Varese-Por* 
gocroma 


C2. GIRONE B Risultati 

Castclsan Teramo 0*0 Giulianova-Civi 
lan 0-0 Gubbio*V Pesaro 0-0 Lanciano 
Cecina 0*0 M Ponsacco-Rimini 1-0 Pi 
stoiese Ponlodcra 4-2 Poggibonsi Fran 
cavilla 4*0 Prato-Momev 2 1 VaMcse* 
Avczzanol*0 Viaregflio*Carrarese2 2 
Classifica Carrarese 35 Montevar 
chi 34 Rimtni33 Vis Pesaro c Pistoiese 
32 Viareggio 31 Ponsacco29 C di San 
grò 28 Cecina 26 Poggibon5i25 Civita* 
novBse Prato e Francavilla 24 Vastese 
23 Teramo e Averzano 22 Ponledora 
21 Ldnciano20 Giulian 19 Gubbio 16 
Prossimo turno 29/3/92 
AvezzanO'Giulianova Carrarese* 
Ponsacco Cecm i Poggibonsi Civi 
lanovose-Pistoie&o Francavtlla Va* 
stese Montevarchi-Lanciano Ponte* 
dera-Prato Rimini Viareggio Tera- 
mo*Guhbio V Pejaro-C diSangro 


C2. GIRONE C Risultati 

Astroa V Lamezia 3*’ A Leonzio For 
mia 2*0 Allamura Biscegtic1*0 Battipa 
gliose-Campania 3 0 Catanzafo*Poten 
za 2*0 J Stabia Latina 34) Lodigiani 
Ccrvelori 0*0 Molletta Tram 0*0 San 
giusep Savoia 0*1 Turns Malera2-0 
Classifica. Tram 32 Lodigiani 31 
V Lamezia e Polenza 30 Catanzaro o 
Allamura 29 Sangiuseppeso28 Leon 
Zio 0 Malora 27 Aslroa Savoia Ba**i* 
pagliose Turns cFormia 25 JuveSla 
Pia Bisceglioo Latina 24 Cervelori22 
Molletla2l Campania 17 v 
Prossimo turno 22/3/92. ^ 
Bisccglie Astrea Campania-Mate* 
ra Cerveteri*Turris Formia San- 
giusepposo Latina Attamura Lodi 
gianl'Battipagliose Potenza A 
Leonzio Savoia Molfella Trani-J 
Stabia V Lamezia-Catanzaro 


i 










rjt I 














LUNEDI 23 MARZ01992 


SPORT 


PAGINA 23 L UNITA 



A tre giornate dal termine cambia ancora la situcizione in testa al torneo 
La Benetton vince lo scontro diretto con la Philips e rimane di comando 
insieme alla Scavolini che passa di misura a Livorno. La Knorr ko a Forlì 
ma Zdvoc deve uscire colpito da una monetina: risultato sub judice? 


Al/Risultati 


27* giornata 


BENETTON 

98 

PHILIPS 

90 

STEFANEL 

67 

TICINO 

64 

GLAXO 

77 

TRAPANI 

85 

FILANTO 

85 

KNORR 

72 

F BRANCA 

IL MESSAGGERO 

■'0® 
dts ^^2 

PHONOLA 

80 

CLEAR 

86 

BAKER 

70 

SCAVOLINI 

72 

RANGER 

ROBE DI KAPPA 

HI, ''°8 

dts ,.,2 


Al/Classifica 



Punti 

G 

V 

p 

SCAVOLINI 

40 

27 

il 

J_ 

BENETTON 

40 

il 

il 


KNORR 

38 

il 

-Il 

_8 

PHILIPS 

38 

_27 

il 

_8 

CLEAR 

32 

il. 

il 

ri_ 

MESSAGGERO 

30 

27 

il 

ii 

R DI KAPPA 

28 

iL 

il 

13 

PHONOLA 

28 

27 

il 

ii 

STEFANEL 

26 

il 

il 

il 

BAKER 

24 

27 

il 

ii 

RANGER 

22 

il. 

JI1_ 

16 

GLAXO 

22 

27 

ri_ 

ii 

F BRANCA 

18 

27 

_9_ 

18 

TRAPANI 

16 

27 


ii 

FILANTO 

16 

27 


19 

TICINO 

14 

27 

7 

20 


Al/ Prossimo turno 


Giovedì 26/311992 
Trapani-Phonola Ticino-Fi- 
lanto, Stefanel-F Branca 
Clear-Benetton. Phillps-Ba- 
ker Scavolini-Robo di Kap- 
pa II Messaggero-Glaxo. 
Knorr-Ranger 


A2/ Risultati 


27* giornata 


MAJESTIC 

74 

DEPI 

90 

MANGIAEBEVI 

93 

SCAINI 

90 

CERCOM 

90 

LOTUS 

87 

B SARDEGNA 

80 

REX 

93 

TELEMARKET 

87 

PANASONIC 

116 

BREEZE 

98 

BILLY 

85 

KLEENEX 

97 

MARR 

86 

TURBOAIR 

80 

SIDIS 

74 


A2/Classifica 



Punti 

G 

V 

P 

PANASONIC 

44 

il 

22 

_5 

LOTUS 

42 

il 

il 

_6 

KLEENEX 

34 

ii 

il 

ii 

MARR 

30 

_27 

ii 

ii 

TURBOAIR 

28 

il 

il 

ii 

BREEZE 

28 

il 

il 

13 

SCAINI 

28 

27 

il 

il 

OEPI 

28 

il 

-li 

il 

BILLY 

2b 

il 

il 

il 

SIDIS 

24 


ii 

ii 

MAJESTIC 

24 

il 

ii 

ii 

S SARDEGNA 

22 

iZ. 

_11 

ii 

CERCOM 

20 

il 

ii 

_17_ 

MANGIAEBEVI 

20 

iZ. 

ii 

_17_ 

TELEMARKET 

20 

il 

ii 

J17_ 

REX 

14 

27 

7 

20 


A2/ Prossimo turno 


Giovedì 26/3/1992 
Kleenox-Turboair, Scaini- 
Lotus Rex-Telemarket Pa- 
nasonic-6 Sardegna. Si- 
dis-Maiostlo Bllly-Man- 
glaebovl Marr-Cercom 
Oepl-Breeze 


Veirtìce dimezzato 


Milano blocca Kukoc 
ma l’arma segreta 
di Treviso è Mian 

FABIO ORLI 


La grande illusione 
della Baker 
svanisce alla sirena 

PAOLO MALVENTI 


■■ TRbVISO Tony Kuko, <.ho 
butta la t>ua maglietta in tribù 
na le scarpette verdi che sai 
tellano sul parquet del Palaver 
de mentre quelle rosse alla vi¬ 
gilia più blasonate che se ne 
escono mestamente Ireviso 
batte Milano si nscopre gran 
de proprio nel momento giu 
sto e dando un occhiata an 
che alla dilfcren/a canestri 
or.i piu che mai ù la squadra 
del momento 98 90 infatti il n 
sultato finale in favore del a 
Benetton che sù ritrovata a 
battere la squadra milanese 
salita a Treviso con il chiaro in 
tento di governare alla meglio 
il suo primo posto 1 utti si 
aspettavano uno show di Ku 
koc c Del Negro invece il prò 
tagonista principe ù stato un 
Italiano Marco Mian che la 
sciato inaspettatamente libero 
por tutto il pomo tempo ha 
imbucato da tatto le parti il ca 
nostro avversano Comincia 
bene la Philips che si trova 
avanti anche di otto punii poi 
improvviso come al solito il 
black out della squadra di 
D Antoni Dawkins commette 
un fallo sull altro I attacco fat 
ta eccezione per il solo Rogers 
non trova gli spunti giusti e 
Treviso sostenuta anche dai 
SUOI tifosi non si lascia certo 
scappare I occasione Un par 
ziale terrificante di M 0 che 
dal 12 20 la porta al 26-20 la 
firma di Mian 0 su quasi tuli i 
canestri e cosi la Benetton che 
ha Kukoc e Del Negro ben im 


brigliati dalla difesa milanese 
trova soddisfazione nella dife¬ 
sa c chiude la prima mota in 
vantaggio di 6 punti (5-1 48) 
Rinvigorita c rinfrancata nel 
SUOI uomini chiave la Benct 
ton rientra in campo nella ri 
presa ancora più agguerrita i 
canestri di lacopini danno an 
cor più ossigeno alla squadra 
di Skansi che si ritrova a piu IO 
inaspettatamente Ancora una 
volta la Philips deve recupera¬ 
re mette in campo tutto il suo 
carattere la voglia di vincere c 
il talento del trio Rogers Riva e 
Piltb Ma questa volta non ba¬ 
sta Milano rosicchia punto su 
punto ai padroni di casa grazie 
ai canestri di Dawkins rientra 
to nel secondo tempo più con 
centrato E quando mancano 
quindici secondi la partita ò 
ancora in bilico Era arrivata in 
precedenza la Pini ps anche a 
meno due con l.i palla in ma 
no ma un errore da <alcio di 
ngore» di Riva aveva rimosso 
tutto in discussione Pittis sba 
glia I ultimo tiro libero Milano 
pressa Del Negro che ha una 
felicivsima intuizione per Polla 
cani il quale schiaccia a cane¬ 
stro il pallone del + 5 Sarebbe 
ancora in corsa per differenza 
canestri la sejuadra di D Anto 
ni ma 1 ultimissimo pallone 
mandalo da Monlecchi in 
campo finisce nelle mani di 
Mian il quale non ci pensa due 
volte a realizzare da tre punti 
fissando cosi il risultato finale 
sul 98 90 


IL PUNTO 

Tirapani 
in zona 
play-out 

■■ Ennesimo nbaltone 
in cuna alla classifica con 
il poker di testa che si di 
vide a vantaggio di Trevi 
so e Pesaro l-a volata fi¬ 
nale verso I play off 6 or 
mai lanciata con le due 
battistrada che si trovano 
di fronte diversi itinerari 
pnm 1 di arrivare alla fine 
della regolar season La 
Benetton ù attesa da una 
dopr ta trasferta con 
Clear e Glaxo prima della 
conclusione interna con 
il rernet Invece supera 
to il difficile ostacolo Ba 
ker appare piu agevole il 
cammino della Scavolini 
Gli uomini di Bucci glo 
cher.mno due volte sul 
terreno amico prima 
contro la Robe di ICippa 
e poi con una Knorr che 
appare omiai esausta 
Per i biancorossi ù possi 
bile un tns conclusivo di 
vittorie sempre che Tm 
pani non ci metta lo zam¬ 
pino I siciliani aspettano 
Dayc e C nell ultima 
giornata e promettono 
battaglia fin dora Ieri 
tante per rendersi piu 
credibile il quintetto di 
Sacco ha collo due pre¬ 
ziosissimi punti sul cam¬ 
po della Glaxo nmotten- 
dosi in corsa per i play 

out nw V 

1 


IM IJVORNO 11 dottore non 
ce I Ila fatt.i a superare 1 odoii 
totc-cnico Alberto Bucci ha ri 
prt so a \ incero con la sua Sca 
volmi I d e tornato primo in 
classifica in compagnia della 
Benetton Lamico Mauro Di 
Vincenzo le ha provate tutte 
ma poi SI ù dovuto arrendere 
quando al suono della sirena il 
tabellone luminoso segnivi 
70 B.ikcr Ijvonio 72 bcavoliiii 
Pesaro Gli ultimi minuti della 
partita hanno visto la Baker va 
namenle protesa nel tentativo 
di recuperirc lo svantaggio 
Cile 1 sette minuti dii teimine 
era il massimo della partita, 
<18 G2 Dilcs .1 s])orta sui porta 
tori di palla dell i Scavolini 
qualche libero sbagliato e 
qualche canestro dai 6 e 25 e 
Livorno si rilaceva sotto lino i 
meno 2 a sette secondi dal ter 
mine A questo punto I orti 
non SI .Hcorgcs i che manca 
vano pochi secondi alla sirena 
perdeva del tempo poi capiva 
dalle grida del pubblico che 
doveva cercare di andare a ca 
nostro serviva una palla della 
disperazione <i Ragazzi t he 
cercava senza fortuna jl cane 
stro dei supplementari Forse 
su di lui ha commosso fallo an¬ 
che Workman ma m quei se¬ 
condi finali gli arbitn hanno 
preferito non fischiare come 
avevano fatto poco prima per 
un miervenlo dubbio su Daye 
Ut Scavolini vmee, dunque 
ma non fuga del tutto le por 


)>lcvsitù sollev Ile con le ultime 
due sconfitte I ultiiiia con il 
Messaggero costata una coppa 
Korac Nel pruno tempo le due 
formazioni si sono date batta¬ 
glia con il freno a mano mne 
stalo Per rercare di velocizza 
re il gioco Di Vincenzo ha spe 
so la calli dei piccoli e ha 
messo in c iiiipo un solo pivot 
alternando Rolic a Carer i Vin 
ce nt non soffre il m ere imcnto 
di Dayc e riesce a f irsi vedere 
segnando 15 punti If tempo si 
chiude con Pesaro in vantag 
gio di due lungheza-e (35 37) 
grazie soprattutto al maggior 
numero di palle gioc.ite d illa 
S.ivolini Alla fine la percen 
tualc il tiro della Baker risulte 
rù mtgliorc rtspetto agli awer 
san ma la Scavoliniù riuscita a 
primeggiare ai .rimbalzi 41 
contro 27 il risultato di una 
scell 1 clic ha privilegi ito i pie 
coll messi in campo da Mauro 
Di Vincenzo Mollo utile a que 
sio proposito C risultato Boni 
che ne ha conquistate cinque 
e tutte nel momento piu deli 
c.ito dell incontro quando 
cioò 111 bcdvolml ò riuscita gra 
zie anche ai tiri pesanti di 
Workman a costruire il margi 
ne decisivo di vantaggio Nella 
Scavolini su tutti Workman c 
Daye mentre per la Baker che 
rineorre ancora un posto net 
plav-off il solo Riigaz-zi ha con 
quistato la sufficienza con Vin 
cent positivo in avvio ma auto¬ 
re di soli due punti inrf secon¬ 
do tempo 


I 

1 

r 

l 



Nella terza partita delle semifinali scudetto fra Parma e Milano, i padroni di casa vincono nettamente 
In evidenza Giani, che ha scardinato il muro meneghino, e Titalo-brasiliano Dal Zotto perfetto in ricezione 


Mediolanum intossicata dal gelato 


MAXICONO-MEDIOLANUM 3-1 


(15-12; 11-15; 15-13,15-9) 

MAXICONO Miehieletto2-t-0 Gravma4+10 Giani7-l-20 Dal 
2otfo5+16 Bracci9 + 15 Blangò2-i-3 Carlao7 + 25 Giretto 
Corsane Non entrati Radicioni Botti e Pistoiesi All Bebeto 
MEDIOLANUM-Berteli 3-t-14 CNrtlik2-f13 Lucchetta 9 I-15 
Zorzi 12-h20, Galli 6-H3 Stork 2-t-6 Carretti Montagnam- 
Recine-Non entrati Vergnaghi EgesteeSalvi All Beai 
ARDimi: Picchi di Firenze e Suprani di Ravenna 
DURATA SET. 33 28 29 25 Tot 115 
B ATTU TE SBAGLIATE- Maxicono 14 e Mediolanum 13 
SPETTATORI 6 000 per un incasso di 88 milioni 


FRANCESCO DRAOI 


■1 PARMA Estro c sregolate? 
za La Maxicono la disfa e poi 
nfà la garatre delle semifinali 
Secondo un clichùt già noto si 
può dire che la fantasia brasi 
liana di Parma ha avuto ragio¬ 
ne della regolantà statunitense 
di Milano L impressione òche 
I rossoneri di Doug Beai abbia¬ 
no sotterrato le possibilità di 
conquistare la finale Icn la 
Mediolanum era chiaramente 
più m palla dei padroni di ca¬ 
sa Ma ha gettato la partita al 
terzo set esattamente come in 
garadue quando ora avanti 
pnma per 7 1 e poi 12-7 si ò 
fatta incredibilmente nmonta 
re dalla Maxicono 
Bebeto a Ime gara era teli 
Gissimo «Stavamo giocando 
veramente male Se abbiamo 
vinto vuol propno dire che sia 
mo una grande squadra Ora 
speriamo di chiudere il discor 
so a Milano martedì sera» Ne¬ 
gli spogliatoi SI ò scoperto un 
giallo Alcuni giocatore della 
Maxicono in particolare Gravi 
na Bracci Carlao c Girello so¬ 
no siati colpiti da intossicazio 
ne alimentari con forti disscn 
tene Nella nottata c nell im 
mediala prc-cedonza della ga 
ra Forse così si spiegano le 
non eccelse prestazioni del 
biancozaiurri Superlativo co 
munque Giani premiato pn 
ma della partita quale miglior 
giocatore della regutar season 
Dall altra parte buona prova 
collettiva con la nota stonata di 
Zorzi che ha chiuso «solo» con 
un 42T di positività in attacco 
"Zorro- fischiatLvsimo come 
sempre dal pubblico che vive il 
suo pa-ssaggio a Milano didue 
anni la ancora come un tradi¬ 
mento ha fon, j nsentito psico¬ 
logicamente la pressione dell i 


gira ed ha avuto numerose dii 
ficoltà anche da zona due do¬ 
ve solitamente ò inesorabile 

In un Palaraschi stipato al 
I inverosimile oltre ogni ordi¬ 
ne di posti e che invoca il selli 
mo scudetto chiedendo a 
Blangò di «alzare i nostri sogni* 
la Maxicono inizia a spron bai 
luto portandosi sul 7 3 Còli 
recupero milanese e si va 
punto a punto lino al 12 pan 
Si erge Carlao che con due 
mun e una schiacciita conse¬ 
gna I punii decisivi a Parma 
Nel secondo set la Mediola 
num prende il largo sfruttando 
gli errori in ricezione c in atlac 
co della M.ixicono che ha un 
ritorno di fiamma costrmjtcn 
do al sesto set ball gli ospiti II 
terzo parziale ò quello già de 
scritto della svolta Milano ha 
in mano I incontro ma incrcdi 
bilmente subuscc il ritorno de 
gli uomini di Bebe'o che al 
I improvviso ritrovano compat 
tezya e non sbagliano più co- 
stnngendo all errore gli awer 
san Significativa la sparac 
chiata in rote di Zorzi o il muro 
di Gravina sullo slcs.so martello 
milanese che hanno dato tre 
dicesimo c quattordicesimo 
punto 

Tra-scmato dall entusiasmo 
del pubblico il team biancaz 
zurro SI invola rapidamente 
sull 8 3 nel quarto set C ò un 
recupero della Mediolanum fi 
no al 10 8 Timeout prowi 
donziale di Bebeto c finale in 
gloria per Pamia che all ultimo 
nscopre il muro I arma che fa 
differenza con tutti (ieri 20 a 
14) Bracci con due murate 
consecutive conquusta il mal 
eh ball che ò messo per terra 
da Gravina con un altro muro 
su Bcrtoli 



FINALI 
28-30/3 
1-3-5/4 
Campione | 
d'Italia 


O Vonlun 



Il brasiliano 
Carlao 
scarica 
tutta la 
sua potenza 
in attacco 
nell incontro 
conia 

Mediolanum 


PUNTO 

Roma toma in Al 
dopo dieci anni 

M Roma toma nella pallavolo che conia Con la nella 
vittoria di ieri contro 1 Alpitour di Cuneo (3 a 0 15 8 158 
15-2) ha conquisi ito con due giornale d .inlicipo la prò 
mozione in Al Quell Al che manca dalla Capitale da oltre 
nove anni Per P.impa c compagni la vitlona con la lorma 
zionc piemontese era fondamentale Bisognava dimostra 
re cht- anche a Roma si riesce a fare pall.n olo ad alto livcl 
lo Cosi dopo anni di anonimato sottorcle qualcosa si 
muove I quattro miliardi spesi dal Gruppo Hanimmi si giu 
stificano pienamente Riportare il grande volley sotto 1 1 re 
to di Roma era I obiettivo unico della stagione c seppur 
dalla finestra anzichò dalfa porta principale i rag izzi di 
Beccari et 1 hanno fatta Adesso spunta fuori il nomo di 
Cragnotli come possibile nuovo padrone del sodalizio 
buineorclcsle Investire nel volley ò un operazione con un 
grande ritorno d immagine lo ha capito anche Flammim 
ma le spese sono dawero enormi cosi se si trova un fxissi 
bile acquirente mollare la baracca può non essere un opt 
r.i/ione sbagliata Ieri il Palazzotto dello sporte erano oltre 
quattromila persone c-ntusiaMo che hanno invaso il cam()o 
non appena 1 incontro si ò chiuso Sembrava di essere ri 
tornati u fasti del 77 amo in cui la Federla/io vinceva I ul 
timo scudetto della Capitale • romeraniio quei tempi» reci 
lava uno siriscioiie Se lo augurano tutti soprallullo i din 
genti laziali lAiBr 



IL 


Treviso fatale 
per i campioni 
di Ravenna 

SI SiEY-iiESSAGCERO _ 3-2 

(15-11 15*^ 13-15 7-15 15-11) 

SISLEY Tofoli 0*2 Toncv 8 + 12 Quiroga 18^29 Merlo 
7T 17 Bernardi 13 + 19 CantagaJli 6+10 LoroOt-i Petrelli 
Non entrati Agazzi Berto Brogioni o Silvestri AH Montali 
MESSAGGERO Gardini8+19 Vullo 7 + 9 Timmons 6 + 21 
Er'ichietlo 7 ^ 10 MasciaroMi 10-* 8 sartorotti 1 + 1 Margutti 
0 * 6 Kiraly7 i-l6 Mambolli Non entrati Venturi Montanari o 
Skiba All Ricc» 

ARBITRI Cinti e Achille 

BATTUTE SBAGLIATE Sisley 15 e Messaggero 20 
DURATA SET 29 21 42 31 15 

SPETTATORI Oltre seimila e incasso record dt 137 milioni 


SIMONE FREGONESE 


■n IRrviso Si chiude nel mi 
ithorc dei modi un pomen^Klo 
miviìorubilc |xt il Gruppo Be 
ncHon Dodicmnld pt rsone in 
fatti hanno fatto d t cornice 
incontri di b \skct e palla 
volo Entrimbc le formi/ioni 
trCMj^iane si sono im|X)st( do 
{K una batUi({)ij al) ultimo 
punto il c«ilorc clip issionc 


della Marca illa fine sono stali 
premiati I iiKontro tra la Si 
sley e I c unpioni d Luroj)d del 
Mcvsaqjir'ro di Ravtnm h.i 
avuto due facce lx*n distinte 
Nt^i primi d\.K par/iaU i padro 
ni di cassi hanno schi icciato in 
oRnisi.ltori t?li avversari lun- 
nions c compai(ni sembrava 
no st mchi U kiiosi sulle i(ani 


bt indurite nelle fibre inu^sco 
lari non riuscivano ad opporsi 
itjli attacchi trevigiani a dovere 
che sembrav ino avere la parti 
i i saldamente in pugno Nei 
ler/oset Damtle Ricci iltecfii 
co roinignol a cambia le carte 
in tavola fuori Margutli c den 
tro Lmchicllo Ix* due forma 
/ioni t(Kx:ano a viso aperto 
poi il McSvSaggero allunga sul 

12 a U)c dopa ben 42 di gioco 
SI aggiudica il parziale per I *> a 

13 riaprendo la partila Nel 
quarto set ravenna conduce 
dall inizio alla fine Kiralv di* 
fende alla perfezione cartacea 
meglio così si irnvava sul 2 pa 
n lad roulette Tuvsa del tic* 
break avreblx dc'ciso I incon 
tro Li Sisles tira fuori la grinta 
d( i giorni migliori e si porta 
i\ inti subito 1 primi quattro 
punti sono dello scatenalo 
Duiroga poi ineho liemardi c 
Cantagdlli si risvegliano e por 

’ mo 1^1 \ ISO snlIR <i 5 1 seimila 
di ! P li IVI rd( sono tulli in pie 
(Il Dopo 15 i!scisichiudecon 
(iiinpaulo Mtmtah elle torre 
sotto la eurva a prr*ndero i mt 
ritati applausi Domain sj repli 
e i a campì invertiti il Mess ig 
gtro vorTi pvireggiare i conti 
m i illa htslcy manca una sol i 
vtUuri i per approdare alla fina 
lissim I II cassiere ttovigiano 
intanto gongola Degli olire 
seinnl i pn senti 560U ormo 
p Ignari COSI olire all i vittori ì 
sul c mipo C* imvjto .incile il 
rc'tord d incasso Oltre 1 ^7 mi 
lioni di lire 


Al 


BENETTON 

PHILIPS 






98 

90 


BENEnON Mian 15 lacopi- 
ni 20 Kukoc 13 Pellacani 6 
Generali 6 V anmi 9 Del Ne¬ 
gro 22 Rusconi Mayer 
n e Morrono n e 
PHILIPS B asi Pitt s 15 am- 
brassa 2 Rogers 20 Daw¬ 
kins 20 Riva 20 Possina 6 
Mon’ecchi 7 Rotasperti n e 
Baldi n o 

ARBITRI Duranti oPasotto 
NOTE T n liberi Benetton 18 
su 29 Phillips 23 su 27 Usciti 
per 5 talli Rusconi e Daw- 
k ns Spenatori eOOOcirca 


BAKER 

SCAVOLINI 


70 

72 


BAKER Busca 6 Ragazzi 19 
Vincent 17 Rolle 11 Carora 
5 Oc Piccoli 4 Sonaglia 3 
Forti 5 Diana Raffaele ne. 
SCAVOLINI Workman 21 
GracisS Magnifico 14 Daye 
17 Costa Boni 6 Calbini 2 
Zampolini 3 Grattoni 1 Co- 
gnolato n e 

ARBITRI Paldi e Pallonetto 
NOTE Tiri liberi Baker 19 su 
27 Scavolini 11 su 16 Spet¬ 
tatori 4 000 


FIUNTO 

KNORR 


85 

72 


FILANTO Di Santo 3 Fuma¬ 
galli 10 Ceccarelti 8 Bona- 
mico Codovilia 2 Montasti 
26 Godtread 18 Corzme 18 
Fusati ne Casadeine 
KNORR Brunamonti 24 
Zdovc 16 Coldebella 7 Bi- 
nelli 2 Wennington 4 Rom- 
boni 15 Dalla Vecchia 4 Ca- 
vallam Corni n e Brigo no 
ARBITRI Reatlo e Zancanel- 
la 

NOTE Tiri liberi Filanto 31 
su 35 Knorr 14 su 19 Uscito 
per 5 falli Wennington Con- 
debPlla e Zdovc Spettatori 
6 000 


PHONOLA 

CLEAR 


80 

86 


PHONOLA Donadoni 10 An- 
cilotio n 0 Gentile 10 Del- 
1 Agnello 14 Esposito 12 Tu- 
fano n e Rizzo Brombllla 
ne Tollis7 Thompson27 
CLEAR Tonut4 Bosa 10 Gi- 
lardi 3 Ciancila 13 Rossini 
22 Zorzolo n e Buratti Ta- 
gliabue n e Mannion 22 
Caldwell 12 

ARBITRI Baidmte Nelli 
NOTE Tiri liberi Phonola 17 
su 20 Clear 17 su 20 Spetta¬ 
tori 5 000 ' ' 


F. BRANCA 106 
IL MESSAGGERO 112 

(Dopo supplemonlare) 

F BRANCA Aldi 3 Musetti 
12 MinelliS Cavazzana Del 
Cadia Zatti 9 Montecchi 
n 0 Gabba n e Oscar 47 
Lock30 

IL MESSAGGERO Croce 2 
Fantozzi 10 Bargna 22 Pre¬ 
mier 31 Averne 5 Attruia 
Niccolai 13 Lulli n e Radja 
29 Ricci 

ARBITRI D EsteoPozzana 
NOTE Tiri liberi F Branca 
17 su 22 I Messaggero 17 su 

19 Uscito per 5 falli Bargna 
Spettatori 3 500 

RANGER ' 108 

ROBEPIKAPPA 112 

(Dopo supptementare) 

RANGER Conti 19 Mene- 
qhin Canova 19 Vescovi 17 
Savio Calavita2 Wilkins 18 
Theus 33 Di Sabato n e 
Battelli n e 

ROBE DI KAPPA Abbio 29 
Della Valle 14 Prato 4 Hurt 

20 Magge 17 Milani 8 2am- 
berlan 20 Bogliatto n e Ne¬ 
gro n 0 lanonuzzl n e 
ARBITRI Zanon e Pascono 
NOTE Tiri liberi Ranger 15 
su 22 Robe di Kappa 32 su 
40 Usciti per 5 falli Conti 
Calavita e Vescovi Spettalo- 
ri 4 000 


STEFANEL 

TICINO 


67 

64 


STEFANEL Monoghm 2 Pi 
lutti 6, Fucka 10 Bianchi 12 
Cantarello 3 Sartori 2 De 
Poi Vettore n e Middioton 
16 Cray 14 

TICINO Lasi 7 Visigalli Sol- 
Irini 9 Vidili Bucci 3 Pastori 
4 Portesani 10 Bagnoli 4 
Lampley 17 Thornton 10 •• 
ARBITRI Maggiore e Teofo- 
II 

NOTE Tiri liberi Stetanel 22 
su 35 Ticino 18 su 23 Usciti 
per 5 talli Pastori e Solfrini 
Spettatori 4 100 


GLAXO 

TRAPANI 


77 

85 


GLAXO Brusamarello 19 
Bonora, Savio 10 Kemplon 
13 Minto 3 Moretti 22 Galli- 
nari Schoene 10 Laezza 
n 0 Frosini n e 
TRAPANI Shasky 20 Tosi 8 
Cassi 18 Castellazzi Man- 
nella 12 Alexis io Pizza 8 
Marlin 2, Scnluderbacher 
n e Favore ne •» 
ARBITRI BelisarleZeppilli 
NOTE Tiri liberi Glaxo 17 su 
24 Trapani 24 su 36 Usciti 
per 5 falli Schoene e Shes- 
k> Spettatori* 3 500 


KLEENEX 

MARR 


97 

86 


kleenex Grippa 1 Rowan 
26 Valerio 5 Silvestrin 4 
Gay 22 Carlesi 4 Lanza 8 
Maguolo 14 Campanaro 9 
De Sanctis 2 MARR Myers 
26 Valentino 21 Israel 6 
Ferroni 8 Roggeri 14 Dal 
Seno 3 Somprini 2 Carboni 
6 Ne Fontana e Terenzi 
ARBITRI NuaraeGariboni 
NOTE Tiri liberi Kleenex 20 
su 27 Marr 20 su 27 Usciti 
per5falli Valentme Ruggeri 
eCrippa Spettatori 2 500 


MANGIAEBEVI 

SCAINI 


93 

90 


MANGIABEVI Myers 21 
Vecchiato 8 Albertazzi 8 
Ballestra 7 Dalla Mora 19 
Cuccoli 3 Neri 8 Bonino 19 
N e Sciarabba Pecchia 
SCAINI Blanton 10 Hughes 
18 Guerra 18 Coppari 10 
Ferraretti 13 Vazzoler Va¬ 
lente 10 Mastroianni Mana- 
ghin6 Natali 5 
ARBITRI Paronelli e Cicoria 
NOTE Tiri liberi Mangiae- 
bcvi 23 su 26 Scarni 20 su 22 
Usciti per falli Valente e 
Vecchiato Spettatori 3 500 


BREEZE 

BILLY 


98 

85 


BREE2E banali Anchis» 5 
Thompson 9 Portaluppi 32 
MasperoS Poleello Oantley 
27 Battisti 6 N e Coerezza 
Motta 

BILLY Gattoni Gnocchi 2 
Rorato Vettorelli 2 Alberti 
13 Gnad 34 Righi 10 Scar¬ 
nati 9 Caldwe))15 Ne San 
ARBITRI Rudeilnt e Zuc- 
cholli 

NOTE Tiri liberi Breezo 17 
su 24 B lly 20 su 28 Usciti 
perSfalii Battisti Spettatori 
2 200 


TURBOAIR 

SIDIS 


80 

74 


TURBOAIR BarbiorolO Sa¬ 
la Guornni 9 TalevI 8 Poz- 
zin 12 Tulli 5 PedrottI Mur- 
phy13 Spnggs23 Conti 
SIDIS Vicineili 6 Lamport» 
13 Boesso 6 Londero4 Ca- 
vazzon 1 Usborti Gasoli 
Massonburg 24 Bm on 20 
Gasoli 

ARBITRI Tallone e Duva 
NOTE T ri liberi Turooairl? 
su 21 Sidis 12 su 19 Uscito 
por 5 falli Pezzin Spettatori 
2 300 


B. SARDEGNA 
REX 


80 

93 


B SARDEGNA Thompson 
24 Comegys 19 Casarin 17 
Ceccarini 9 CastaldmI 7 Pi- 
cozzi 4 Bini Angius N e 
SalvadorieZachis 
REX Gaze 24 Tyler 20 Bri¬ 
gnoli 20 Pozzecco14 ZarottI 
12 Nobile 3 Sorrentino 
Squasserò N e Crisafulli 
David " 

ARBITRI ColucciePizzi 
NOTE Tiri liberi B Sarde¬ 
gna 16 su 17 Rex 20 su 23 
Uscito per 5 talli nessuno 
Spettatori 4 000 


MAJESne 

NAPOLI 


74 

90 


MAJESTIC Douglas 4 Mil- 
chell 30 Monni 9 Corvo 4 
Esposito 15 Mandelli 9 Bo- 
selll 3 Vitellozzl Petracchi 
Farinon 

NAPOLI Sbarra 12 Berry38 * 
La Torre 3 Dalla Libera En- 
glish 12 Morena 7 Sbaragli 
6 LenolilO Teso Pepe2 
ARBITRI Grossi e Facchini 
NOTE Tiri liberi Majestic 6 
su 9 Napoli 19 su 26 Uscito 
persiani nessuno Spettato¬ 
ri 670 


CERCOM 

LOTUS 


90 

87 


CERCOM Manzin 6 Ans.ilo- 
ni ’1 Coppo 17 Mikula 6 
Aprea Magri 7 Stivrms 26 
Horion 17 N e Natali Pe- 
trucci 

LOTUS Zatti 5 Rossi 4 Ca¬ 
pone 8 Bornia Amabili Al¬ 
enisi Johnson 22 McNealy 
30 Ne Roteili Palmieri 
ARBITRI CorsaeTullio 
NOTE Tiri liberi Cercom 13 
su 20 Lotus 15 su 24 Usciti 
per 5 falli Boni e Mikula 
Spettatori 1 900 


TELEMARKET 

PANASONIC 


87 

116 


TELEMARKET Cognazzc 5 
Bonaccorsi 4 Paci 12 Ces- 
scl 2 Mazzoni 16 Agnosl 
Plummor24 Montenegro 24 
N e Troian»' Colonna 
PANASONIC Santoro 16 
Bullara 22 Loronzon 12 To- 
lotti 4 Li Vecchi Rifatti 8 
Sconochini 21 Young 21 
Garrett12 No Famà 
ARBITRI Cazzerò o Dega- 
nutti 

NOTE Tiri liberi Tolemarxet 
26 su 34 Panasonic 13 su 19 
Usciti per 5 falli nessuno 
Spettatori 1 600 














PAGINA 24 L UNITA 


Sport 


LUNEDI 23 MARZO 1992 


Varia 


Sevizi da 212 chilometri orari, materiali 
sempre più rigidi e potenti, 40 aces a partita: 
a Miami discussi i rim.edi per ridare 
allo sport della racchetta un tocco di... classe 


Dìsinnescaire 
il tennis-bomba 


Palle più pesanti e grandi, racchette meno dure e 
potenti, campi nuovi, con il rettangolo di battuta più 
nstretto. Si è discusso anche di questo a Miami, du¬ 
rante il torneo di Key Biscayne. Campioni di ieri (Ar¬ 
thur Ashe, Bnan Gottfned) e di oggi con i dirigenti 
dell’Atp e della Federazione intemazionale, hanno 
partecipato venerdì sera a un Forum Molte parole, 
ma perora le Grandi Riforme restano nel cassetto 


DANIELE AZZOLINI 


M MlMIl Duocentrotró chi 
lometn orari, centocinquc 
accs, il lenna, di formula uno 
c ò ma non m vede, nel !,enso 
che viaggia cosi veloce da ren¬ 
dere dillicile la comprensione 
stessa del gioco uno batte 
1 altro abbassa la testa, la una 
smorfia e cambia campo E la 
stona SI npele, 32 volte in una 
partita, come tra Ivaniscvic e 
Edberg a Stoccarda e più di 
100 volte in un torneo Lace 
l’asso è la carta migliore che 
un tennista possa calare sul 
campo da gioco, ma rischia di 
diventare anche la più noiosa 
Più ancora del gioco tutto mu¬ 
scoli e ferocia che la gran parte 
dei tennisti, compreso l’attualo 
numero uno il semoloso Jim 
Couner, pratica con accani¬ 
mento convitilo che una fi¬ 
nezza sia roba da donnette, c 
un colpo più morbido una 
palla lenta possa far pensare 
ad una grave mancanza di at- 
tnbuti Ce racchette sono di¬ 
ventate sempre sinnli a clave 
le corde tese come tavole da 
surf E gli speltaton sono som 
pre più angosciati . 

Si t discusso anche di que¬ 
sto sotto il tendone del circo 
che ha fatto tappa a Miami, per 
un torneo sul cemento che 
sembra creato apposta per aiz¬ 
zare 1 tennisti, c indurli a guer¬ 
reggiare più che a giocare una 
partita Si ò discusso dei male- 
nali con cui vengono costruite 
le racchette, e del fallo che a 
forza di produrre simili canno¬ 
ni I nuovi tennisti si siano tra¬ 
sformati tutti in artificien Non 
c’ù più spazio per il talento, 
ammesso che esista ancora, c 
la smorzata il dropshot ù un 
sogno che pochi sanno ancora 
racco,alare Gli organizzatori 
del circo sono preoccupali c 
per la prima volta, dopo aver 
permesso che 1 evoluzione tee 
nologica diventasse un penco¬ 
lo per il tennis pensano di 
cambiiirc le regole del gioco 
Decisione saggia, in linea di 
pnncipio ma tardiva E soprat¬ 
tutto difficile, perché il tennis, 
seppure cosi eccessivo ad esa¬ 
sperato ha un suo equilibrio 
tecnico da nspetlnre 

Il Forum era stato organizza¬ 
to in un grande albergo di Mia- 
mi Invitati coach ed ex cam¬ 
pioni, l’Associazione dei tenni¬ 
sti e la Federazione Intemazio¬ 
nale c un solo giocatore Da¬ 
vid Wheaton, in rappresentan¬ 
za della categona •’The speed 
of thè game», al centro della di- 
scus.sione dunque il gioco du¬ 
ro. wloce che nschia di an 


noiare e allontanare il pubbli 
co n ra I nmcdi si pensa di ren¬ 
dere più pesanti le palle di sta 
bilire una sola superficie di ve¬ 
locità media per i tornei 
indoor, di li-nitare 1 uso di libre 
rigide e potenti nella costruzio¬ 
ne delle racchette di ndurre il 
rettangolo di battuta e di alzare 
di cinque centimetri la rete So¬ 
no, come SI vede non tutte de¬ 
cisioni attuabili, ma ù solo Tini 
ZIO della discussione Chi pro¬ 
pende ad esempio a limitare 
il servizio ad una sola palla 
non SI rendo conto che costrin 
gerebbe i pochi ven giocaton 
di attacco a pnvarsi dell unico 
buon argomento por tenero a 
bada gli erculei battitori da 
fondocampo II tennis ne usci 
rebbe stravolto II problema 
semmai, é limitare 1 uso di certi 
materiali (grafite twaron fibre 
di vetro) nella costruzione del¬ 
le racchette che hanno acqui¬ 
stato negli ultimi anni un buon 
50 per cento n più di potenza 
Poca voglia di cambiare ma ò 
giusto comunque porsi il pro¬ 
blema Destarono impressio¬ 
ne, due anni la i cento aces ot¬ 
tenuti da Sampras agli Us 
Open, che gli fruttarono la pn- 
ma (e unica) vittoria in un tor¬ 
neo del Grande Slam In sette 
incontn lo statunitense impalli¬ 
no gli awersan li inchiodò a 
fondo campo quasi fossero le 
vattimc circensi di un lanciato¬ 
re di coltelli Ma quest anno 
Ivanisevic il croato ha fatto me¬ 
glio (105 accs in 5 ineontn) 
sparando a 203 chilometn ora- 
n con la profusione di un chi¬ 
rurgo e la violenza di un uomo 
di Neanderthal Ccù chi va an¬ 
cora più forte di Ivanisevic co¬ 
me lo svizzero Marc Ros.sct 
che conduce la graduatoria 
dei Bazooka del tennis 212 
chilometri oran con il servizio 
come una Maserati Biturbo E 
anche le ragazj-o ormai, mar 
ciano nella stessa direzione la 
Gral spara panettoni a 185 chi- 
lometn oran e la piccola Ca- 
pnati sfiora le 110 miglia poco 
menodi 180all ora 
È un tennis per supemomi- 
ni E per superdonne L esa¬ 
sperazione dei gesti e i nuovi 
matcnali a disposizione hanno 
modificato omiai il Dna degli 
stessi protagonisti Per risfxin- 
dere al servizio sarà necessario 
portarsi ineampo un radar Per 
godersi una partita il pubblico 
dovrà inforcare occhiali a raggi 
infrarossi II tennis sembra or¬ 
mai avviato alla quintesserua 
di se stesso Un colpo un pun¬ 
to Comeinunsafan 



Battute alla dinamite 


1 

Marc Rosset 

Svi 

212 

km/h 

2 

André Agassi 

Usa 

206 

» 


Michael Stich 

Ger 

» 

>» 

4 

Guy Forget 

Fra 

203 


5 

Yannick Noah 

Fra 

199 

>» 


Bryan Shelton 

Usa 

» 

» 

7 

David Paté 

Usa 

198 

» 


Rete Sampras 

Usa 

» 

» 

9 

Slobodan Zivojinovic 

Jug 

197 

» 


Goran Ivanisevic 

Oro 

>» 

» 

11 

Udo Riglewski 

Ger 

196 

»» 

12 

Derrick Rostagno 

Usa 

195 


13 

Martin Jaite 

Arg 

194 

>» 


Henri Leconte 

Fra 

M 

» 

15 

Brad Gilbert 

Usa 

193 

» 


Omar Camporese 

Ita 

“ 

» 

Nota 

Dati 1991 quest anno Camporese ha già toccato, a 
Milano, 1 196 km/h Ivanlsevic, appunto 1 203 


Sport sempre piu di forza e di potenza (anche grazie all uso di materiali 
sofisticatissimi) il tennis teme di essere travolto dalla sua stessa 
evoluzione E cerca difficili correttivi Sarà una partita vincente? 


IN DISCUSSIONE la situazione 





LE PROPOSTE 


RACCHETTE 

mmmmsmmmmm 




CAMPI 


RETE 


iiì 





r 



SERVIZIO 



Più grandi del 30% rispetto al passato. 
Costruite in iMhe di materiali: grafite 
80%,twaroa-t0%^fibre di vetrol0%. 
Profilo aumentato di 2 centimetri. 
Potenza4-50% 


Pesano 56,70 grammi. Su richiesta degli 
stessi organizzatori dei tornei sono state 
rese più leggere e veloci a partire dalia - 
metà degli anni ottanta per combattere 
l'ascesa degli "arrotini" da fondo campa 


Terra rossa: è passata dai 37% del 1982 
al 31% attuale nei tornei in calendarìa 


E' atta 91 centimetri al centro 
e 1,06 ai paletti. 


Due palle a disposizione (regola introdotta 
prima deila nascita dei torneo di 
Wimbledon nel 1877}. Si può saltare 
( regola introdotta negli anni cinquanta ). 

Falli di piede chiamati sempre più raramente 


Non sono in discussione le attuali misure, 
ma l'uso dei materiali. Limitazioni per le 
fibre più rigide (graffte ) e velod. ' 


Tornare al peso di 58,47 grammi. Renderle 
meno "vive" grazie alFuso di panni più ’ 
spessi e fienanti. C'é chi le vuole 
anche più grandi 


Difficile riportare il calendario verso la 
{terra rossa Si pensa alla scelta di una 
sola moquette, con caratteristiche medie 
peritomei indoor e all'uso di vernici ^ 
maio veloci per il cementa 


Portarla a 96 centimetri al centro. 


Spostare di 50 centimetri la linea del 
rettangolo di battuta verso la rete. Impedire 
il salto durante il servizio. Ripristinare la regola 
del fallo di piede Indietreggiare di un metro la 
lìnea di battuta rispetto alla linea di campo. 


È Chang 
il trionfatore 
di Key Biscayne 
Battuto Mandni 





Lo stalunitenbo Michael Chang (nella foto) ha vinto il 
torneo di Kev BiMiavne (in fionda) valido per il circuito 
dtp di tennis e dotato di 2 8 milioni di dollari di monte¬ 
premi Nella combattuta finale 1 amcncano testa di sene 
numero sei ù riuscito ad avere la meglio in soli due incer¬ 
tissimi set sull argentino Alberto Mancini Questo il risul¬ 
tato finale dell incontro 7/5 7/5 


Moratti junior 
noe presidente 
della Federazione 
motonautica 


Il nuovo presidente della 
Federazione italian i moto¬ 
nautica ò Massimo Moratti 
è stato eletto len dallAs 
semblea che ha cosi posto 
fine al periodo di commis- 
sariamento attivo dal 31 lu¬ 
glio v-orso Moratti ha otte¬ 
nuto il 65 23», delle preferenze Degli alh-i candidati 
Francesco La Sorsa ha avuto il 31 88 il dei voti mentre Ar¬ 
turo Merzario soltanto il 2 89 V, Claudio Castellano, inve¬ 
ce ha ritiralo la sua candidatura prima dell inizio delie . 
votazioni Moratti A il M“ presidente della Federazione 
motociclistica italiana 


Rugby 

La Mediolanum 
vince con Treviso 
ed è sola in vetta 


Con la vittona per 22 a 18 
la Mediolanum Milano ri¬ 
torna in testa alla classifica 
a 18 giornate dall avvio del 
campionato Questi i nsul- 
lati di len Mediolan jni-Be- 
netton 22-18, Pastaiolly-Pe- 
trarca padova 9-15 Lloyd 
Ualico-lranian Loom 2126 Scornar Scavolini 13-20, 
Sparta Roma-Deliucius 37-18 Am Catania-Bilboa Pia-’ 
cenza 25-20 Classifica Mediolanum 28, Lloyd Italico e 
Iranian Loom 26, Petrarca 24 Scavolim 21 Benetton 20, 
Sparta 17 Bilboa 15 Delicius e Catania 14 Pastatolly 8 
Ecomar3 


Manuel Fani^io II, 
nipote del pilota 
argentino, 
vince a Sebrìng 


Manuel Faiigio 11 nipote 
del leggendario campione 
del mondo di Formula 1, 
ha vinto le 12 ore di Se- 
bring, gara valida per il 
campionato nordanenca- 
no prototipi IMSA È stato 
un duello tra figli d <irte vi¬ 
sto che a eontendei e la vittoria finale al pilota argentino, 
era 1 australiano Geoff Brabham figlio di un altro indi¬ 
menticabile campione del mondo Jack Brabham Al ter¬ 
zo posto una coppia di piloti italiani Giampiero Moretti e 
Massimo Sigaia 


FEDERICO ROSSI 


11CM debutta a Monza 

Nannini atto II con ritiro 
Larini e Franda tengono 
alta la bandiera deirAlfa- 


wm MONZA 11 ducilo tra la 
BMW e I Alfa Romeo quello 
tra Emanuele Pirro e Nicola La 
rmi sono possali completa 
mente in secondo piano I av 
venimcnto più atteso ieri al- 
I autodromo di Monzj per il 
.Trofeo Angiolini» valido co¬ 
me pnmi prova del compio 
naio Italiano velocità tunsmo 
era il nentro alle con,.- di Ales 
sandro Nannini II pilota losca 
no é finito luori gora a sei gin 
dal termine mentre era impe¬ 
gnato in una affascinante ri¬ 
monta che lo aveva portato in 
pochi gin dal sesto al terzo po¬ 
sto È stato lo scollamento del 
battistrada del pneumatico an 
tenore sinistro a determinare 
la resa di Nannini La ventisele 
sima edizione del Trofeo An- 
giolini strutturata su due man¬ 
che aveva visto il successo 
nella prima frazione -corsa sa¬ 
bato - di Roberto Kavaglia su 
BMW lon invece c ù stata la ri¬ 
vincita dell Alfa Romeo piaz 
zatasi al primo posto grazie al 
1 ottima condotta di gara di Ni¬ 
cola Lanni 11 ventottenne pilo¬ 
ta dell Alla 155 GTA del Team 
Martini costretto a partire dal 
I ultimo |X)slo dello schiera¬ 
mento a causa del nitro nella 
manche del giorno preceden 
te volava all inseguimento di 
Bavaglia c- bopor (BMW M3) e 


del compagno di squ idra (ma 
non di scudena) Francia scat 
tati velocissimi alla partenza 
Dopo due gin tanni acciuffava 
la settima posizione e appro¬ 
fittando della squalifica di Ra- 
vaglia per irregolanU nell av¬ 
vio della gara, cominciava ad , 
intravedere la testa della corsa 
Al quarto giro comandava 
Francia (Alla del team Jolly) ■ 
davanti alduoTamburini-Nan- 
nini e Pirro conicnev.i a stento 
Lirmi in quinta piazza All un¬ 
dicesima tornata si -iliravano 
quasi simultaneameiile Tam¬ 
burini e Nannmi, c tre gin più 
tardi tanni si portav.i definiti- 
zamenle al comando annul¬ 
lando I handicap di partenza 
Nonostante il ntiro disteso il 
commento a fine gara di Nan 
nini iSono riuscito a compete¬ 
re con gli altri e per questo mi 
ntengo comunque soddisfat¬ 
to» “s’ t " 

Ordine d’arrivo; ) tanni 
(Alfa Romeo Martini) in 
33 42" e 398 2) Francia (Alfa 
Romeo Jolly) a 8 t 404 3) 
Pirro (BMW M3) a 20 e 748 “ 
1) Winkelhock (BMW M3) a 
3re851 

Classlflca superturlsmo; I) 

Francia punii 30 2) Pirro p 22 
3) L-inni e Bavaglia (BMW 
M3) p 20 5) Soper (BMW 
M3) eSoli i,Aifa75 P) p 12 , 


«Sarò io il presidente del basket. Parola di Petrucci» 


Dal calcio alla pallacanestro: 
per l’ex braccio destro di Matarrese 
il passo è breve, anzi scontato 
«^emo? Un candidato perdente 
Le mie idee? Nuove e chiare... » 

MARCO VENTIMIQLIA 


■■ ROMA. Lo sgarbo pcMio- 
re che gli si puo fare ù rivolger* 
gli una domanda che non si 
presti a una risposta concLsa 
semplice e soprattutto persua 
siva Gianni Petrucci non 0 tipo 
da specula/ioni intcitettuali il 
suo pragmatismo unito a una 
esibita immodestia può nsul 
tare irritante Sta di (atto che 
negli ultimi venti anni il perso 
na^io ò stato c<ipacc di attra¬ 
versare in lungo c largo il mon 
do dello sport italiano nma 
nendo sempre a galla E Io ha 
fatto cosa a cui tiene partico¬ 
larmente nascendo .ici accre¬ 
scere sempre il suo potere no¬ 
nostante critiche ed inimici/ic 
Negli ultimi mesi il suo .ittivi 


smo ò stato addintiura froneti 
co ancora segretario della Ke 
dcrcalcio un anno fa vicopre 
sedente della Roma per un se 
mostre oggi si candida alla 
prcsidcn/o della Federbosket 
Petrucci SI presenta alle ekvio 
ni del canestro forte di amici 
7ie che contano nel Coni e nel 
la De da sempre il suo referen 
te politico In più ha la patente 
di uomo ricco liquidalo a pe 
so d oro dal club calcistico 
giallorosso A dire il vero qual 
cuno sussurra che sull .isscgno 
di commiato firm ilo d i Ci irra 
pico non e orano miliardi ma 
■solo» qualche centinaio di mi 
Iioni ma lui il diretto interes 


Vito giura sul cospicuo am¬ 
montare del suo conto m bau 
ca 

Allora Petrucci, fuori dalla 
Roma con il portafoglio pie¬ 
no c già caiKlidato alla pri¬ 
ma poltrona del basket. Per 
un miliardario è così diffici¬ 
le restare senza far niente? 
Diciamo che sono sufficiente 
mente giovane per seguitare 
ad interesiKirnii alle cose che 
mi piacciono il calcio mi ha 
dato tanto Matarrese mi ha 
aiutato ad uscire eicganlemcn 
te dal mondo del pallone e ora 
ritengo di avere tutte le carte in 
regola per puntare alla prosi 
den/a eli una Fcdera/ione che 
mihalancnto 

Lei nel basket ha ricoperto a 
lungo 11 ruolo del segretario, 
la massima carica burocrati¬ 
ca. Non le sembra che 11 ten¬ 
tativo di saltare sulla poltro¬ 
na del presidente sia poco 
ortodosso? 

Io ho sempre f.ilto il st^grelano 
federale non solo come mero 
burocrate ma anche come ma 
nager per cui non vedo tanta 
differcn/a con il ruolo del pre 
siderite Penso die I \ mento 
Gra/i i di bba stiTipre premiare 


chi 0 in gambi 

Ma quali sono le moUvazlooi 
personali della candidatu¬ 
ra? 

Nella mia vita ho sempre ab¬ 
bandonalo gli incarichi quan¬ 
do ero arrivalo al massimo 
Credo che dopo qualche anno 
oslmars) ad occupare la stessa 
poltrona significa soltanto nei 
dare vecchie idee c vecchi si 
sterni Dal calcio ho avuto lui 
lo di piu non ora pos.sibilc 
Adevso crocio di poter mettere 
a frullo questa cspencn/a nel 
b.iskei Un ambiente che ha 
bisogno di ideo nuove e che mi 
stimola molto 

Le elezioni si svolgeranno 
fra qualche mese. Ma se si 
votasse oggi chi vincerebbe, 
lei o U suo nvalc Salerno? 

Vinco io tranquillamente Vii 
sono reso conto di essere mol 
lo amato nel mondo deila pai 
lacanestro II mio awcrs.trio 
stava allestendo da un anno la 
barca per approd«ire alla presi 
den/a federale Ebbene npi>e 
na <Iuo settimane* dopo la mia 
entrata in li/za il suo progotloò 
gl^ naufragato Io ho il fiuto di 
eaj>ire quando imva I attimo 


giusto c oggi questo momento 
c arrivato Ià: soeiclù prcmie 
ranno me pcix h^ vogliono 
e.jmbiarc Sia ehiaro non ho 
nulla eonlro S demo però ò 
chiaro che la gente ha bisogno 
eli Licce c idee nuove 
E sentiamole queste idee. A 
dir la verità il suo program¬ 
ma elettorale c quello di Sa¬ 
lerno sembrano fatti in carta 
carbone. 

È vero il conlrano In tre punti 
fomLinicntali siamo completa 
mente distanti Anzitutto a dif 
fcrcn/a di Stilcrno io intendo 
ereare due nuove ligure in 
consiglio federale il consigltc 
re delegato per I org.ini//a/io 
ne penfcnca e il consigliere 
delegato per gli studi e la pia¬ 
nificazione 1^01 prevedo un i 
gross.» nstnillura/ionc del set 
tOR» giovanile die per me ha 
fallito 1 suoi eonipiti ler/o 
punto I introduzione del prò 
fessionisino <irbitr de Un attivi 
là che non s.)ra incompatibile 
con altre mansioni Iworitive 
in quanto nehioderà igli arbitri 
di dedic ire* alta federizioiii 
solo epialchc giorno «i se ttim i 
na 

Non le sembra che 11 basket 


nostrano somigli a un nego¬ 
zio dulia vetrina luccicante 
ma con molti scaffali vuoti? ^ 

Non 0 trroprio così Ui p dlaca 
ncstro hi siputo progredire 
molto velocemente purtroppo 
quest evoluzione si ò bloccala 
cinque sci anni fa 1 errore 
I hanno commesso i dirigenti 
leder di che si sono l> ali dei ri 
sull Iti raggiunti Per rimedi ire* 
iiik lido suddividere subito 1 al- 
lività dirigenziale n due tron¬ 
coni Da un lato e 0 la f cdt ri 
ziont ehcdtvi. tornare.iquelli 
che sono i suoi compili isUlu 
zionah la |X)liln.a internazio¬ 
nale Il prop igand I nella 
scuoi I il minibasket e 1 attività 
giovatili» le rappresenlative 
nazionali D di litro lato ci so 
no le U glK a < lu dove i*sscre 
demandila h gestione mio 
noma dei diversi e.nnpionali 
A proposito di Leghe Quella 
di serie A, a cui lei vuol dare 
la massima autonomia, è 
presieduta da tempo dal mi¬ 
nistro socialista De Miche- 
lls Adesso il democristiano 
Petrucci punta alla presi¬ 
denza federale C'è la solita 
aria di spartizione partitl- 


No la politica non c entra La 
mia intenzione di dare spazio 
alle lx‘ght* deriva dall espe¬ 
rienza che ho acquusiio come 
segretario della re‘dercalcio LI 
mi sono reso conto che più so¬ 
no forti le Ixighc piu ò forte la 
I c'deraziono « 

Parliamo di soldi. Alle prese 
con Incassi modesti, U bas¬ 
ket di vertice è sempre piò 
sponsor-dipendente. Una 
strada senza ritorno? 

L un lenome*no che non mi 
prc'oceupa piu di tanto Innan 
zitutto alcuni grandi gruppiin 
dustriali come Benetton Stefa 
nel i>cavolini sono proprietari 
della squadra »* non sponsor 
I importante comunque à 
che Io sponsor rispetti il suo 
ruolo e non protend i di avere 
voce in capitolo nell organiz¬ 
zazione agonistica del club 
Ber qu into riguarda gli ing iggi 
iniliarclari di alcuni giocilon 
L videnlcmenie chi finanzia 
certe operazioni ha il suo ritor 
no m Umilili d immagine Na 
turilmente bisogna i sUiri at 
tenti a rimanere con i piedi per 
terr \ perch<l le follie all » lunga 
SI pag ino sempre 



Chi è 


Quarantasei anni laureato in 
scienze politiche, Gianni Pe- 
trecci inizia la sua^camera di 
dirigente sportivo nel 1966 al 
Coni Dopo .wr lavorato al-^ 
cure anni alla Federazione ti¬ 
ro a segno, entra nell iilficio 
del segretano del Comitato 
olimpico Mano Pescante Nel » 
1975 Petrucci viene chiamato 
a Milano dall allora presiden¬ 
ti» della Lega calcio Franco 
Carraro Nel 1978 il passo sue 
cessivo quando diviene segre¬ 
tario delia Federazione palla¬ 
canestro un incanco che 
manterrà per otto anni Ritor 
na al calcio nel 1986 come 
nuovo segretario < generale 
della Federazione il che gli va¬ 
le la promozione al massimo 
livello dirigenziale del Coni 
Nel 1991 lascia la Figc e il Co¬ 
ni per la vicoprcsiden/a della 
Rom.i Un esperienza che si 
conclude pochi mesi dopo 
con le dimissioni a causa di t 
divergenze con il presidente 
Ciarrapico 


4 














martedì 23 MARZO 1992 


Varia 


Arrivo 


Sport 


Dominio Williams nel Gp messicano: Tinglese parte in testa 
e conclude senza alzare Tacceleratore davanti a Patrese 
suo compaio di squadra. Le Ferrari non vedono Tarrivo 
Capelli fuori al via dopo collisione, Alesi rompe il motore 


1. N Mansell (GB/Wjlliams Re¬ 
nault Eli) SUI 69 gin di 4 421 km 
pan a 305 049 km m 
1h31 53 587 (media 199 176 
km/h) 2. R Patrese (Ita/Wil- 
liams Renault Eli) a 12 971 3. 
M Schumacher (All/Benetton 
Ford) a 21 429 4. G. Berger 
(Aut/Marlboro McLaren Honda) 
a 33 347 S. A. De Cesarla (Ita- 
/Tyrrell Umor) a 1 giro 6. M. 
Hakkinen (Fin/Lotus Ford) a 1 
giro 7 J Herbert 'G-B/Lotus 
Ford)al giro 8.J.J Lehto(Fin- 
/Oallara Ferrari) a 1 giro 9. E. 
Comas (Fra/Ligior Renault ElO 
a 2 gin. 10. T. Boutsen (Bel/Li- 
gier Renault Eli) a 2 gin 11. B 
Gachot (Fra/V Lamborghini) a 
3 gin 12. U. Katayama (Jap/V 
Lamborghini) a3 gin 13. M. Al¬ 
bereto (Ita/Footwork Mugen 
Honda) a 4 gin Non classiticati 
gli altri 13 concorrenti 









1 MANSEL 


Z PATRESE 


3 SCHUMACHER 


4 BERGER 


5 SENNA 


6 OECESARIS 


7 HERBERT 


8 HAKKINEN 



ì jBHnì 

IDODI 

IDBDI 


_ Mondiale costruttori _ 

1 WILLIAMS RENAULT ELF punti 32 

2 MARLBORO MCLAREN HONDA 9 

3 BENETTON 7 

4 TYRRELL ILLMOR 2 

LOTUS FORD 2 


Mansell e Patrese (a sinistra) dominatori 
incontrastati anche in Messico Sotto la delusione di 
Senna costretto al ritiro 


È la Fonntda Mansell 


PAG/m 25 L UNITA 


•/ 




Sean Kelly una vittoria conquistata con coraggio 

New’s da Sanremo 
H ciclismo ormai 
va a tassametro 


_ Microfilm _ 

Primo giro: Partipiglic al centro dello \chieromenlo di parlen 
za V urlano De Ceuiru, e Herbert oa subito fuori la Ferrari di 
luan Capelli Mansell in lesta seguilo da Patrese, Senna <? terzo 
Undicesimo giro; Senna in lesla<oda finisce fuori pista Terzo 
diventaScliurnachercon laBenellon Alesuseslo 
Ventinovesimo giro: De Cesaris in gronde rimonta con la Tyr- 
rei strappa ad Alesi il sesto posto 

Trentunesimo giro: L avventura messicana della Ferrari fini 
sce la macchina fuma t‘d Alesi 8 costretto all abbandono 
Quarantadueslmo giro: Dopo un duello durato quasi venti gi¬ 
ri, Berger riesce a superare la Benetlon di Martin Brundle e si por¬ 
la al quarto posto 

K^uarantotteslmo giro: Si arresta la Benetlon di Bmndlc De 
Lesarisòquinlo seguito dal finlandese Hakitinen sulla Lotus 
Clnquantunesimo giro: la mia può considerarsi conclusa 
Mansell marcia come un tei Patrese si è 'assegnalo a vestire la 
maglia dell elenio secondo Berger capisce che, con questa Mela- 
ren, non ha la possibuiliià di attaccare Schumacher e può solo 
sperare in una sua disgrazia De Cesaris non può non gongolare 
per il quinto posto, cosi come Haktunen 
Sessantanoveslmo giro: Come una furto Mansell passa il tra 
guardo, alzando le braccia Dietro, nessuna sorpresa Secondo A 
Patrese, seguono Schumacher Berger, De Cesans Hatthinen 


CARLO FEDELI 


■■ CITTA DLL VltiblCO Chi 11 
(erma quei due’ Due gare, due 
on plein benra patemi, con la 
dusarmante sciolteava d chi ò 
con-^io di'lla propria supeno- 
nta Con Nigel Man-«ll talmen¬ 
te avido di vittoria che a due gi- 
n dal termine con un vantag¬ 
gio incolmabile sul compagno 
di squadra continua a darci 
dentro da matto, doppiando 
vetture con la foga disperata di 
chi debba recuf«rare minuti di 
svantaggio chiedendo tutto al 


la sua macchina fino a condur¬ 
la esausta al traguardo sfinita 
c ansoimanle svuotata della 
sua anima • mcs-canica Con 
Riccardo Patrese che ha un so¬ 
lo problema come uscire dal 
lo scomodo ruolo di eterno se¬ 
condo come portarsi davanti 
ad un compagno assatanato 
che in questo campionato 
sembra riversare il fardello di 
anni di sfortune di rabbie di 
(rustra/ioni .. 

Chi II ferma quei due’ Volano 


a punteggio pieno duo gran 
premi trentasei punti come la 
McLaren del bel tempo che fu. 
quella della rivalità nera tra 
Aynon Senna ed Alain Prost 
Volano sotto lo sguardo atten¬ 
to e cupido di Frank Williams 
inchiodato sulla sua carroaxel- 
la davanti ai monitor i tradì del 
viso rigidi come quelli di una 
maschera, che solo si scioglie 
in un abboa/o di sorriso quan¬ 
do la bandiera a scacchi sven¬ 
tola Nove punti hanno la 
McLaren o la Benctton lo più 
s’icino 

Chi li terma’ Non certo 'a di¬ 
sastrata Ferrari la cui riabilita¬ 
zione 0 proiettata su tempi 
sempre più lunghi 11 sesto po¬ 
sto mantenuto per qualche de¬ 
cina di gin da Jean Alesi aveva 
Lcsciato sperare in un accenno 
di ripresa, nella possibilità al¬ 
meno di camminare sulle pro¬ 
prie mole e finire una gara Un 
sogno di breve durata 

Non riesce a fermarli neppu¬ 
re Aynon Senna che si batte 
con orgoglio e coraggio contro 
infortuni e malocchio L'uscita 
di pista sembrava averlo mes¬ 
so fuori per la gara messicana 
Il brasiliano ha stretto i denti C 
risalito sabato in macchina od 
ù nuscito a qualificarsi, puu- 
/andosi in terza fila In gara ha 
subito capilo che non poteva 
nulla contro lo strapotere delle 
Williams Si C rassegnato ad 
una gara d attesa attento a 


non lasciarsi infinocchiare da 
Michael Schumacher, sempre 
in agguato Forse sarebbe nu- 
scitoa mantenere il terzo posto 
finoal termine Ma la frizione 
gliha giocato un tiro mancino 
buttandolo fuon 

Non II può fermare Gerhard 
Berger. che sr-lo e un compri¬ 
mano di lus-so più capace di 
estemporanei duelli mslicani. 
quello con Martin Bmndle sul¬ 
la Benetlon alla fine vinto che 
non di colpi di gemo tattici da 
campione Non sembra poterli 
fermare per il momento 
neanche lo scatenato Scliuma- 
chor 

Un dominio schiacciante, 
che nschia di azzerare 1 inte¬ 
resse per il campionato di For¬ 
mula I Dopo la tirannia della 
McLaren, ecco aprirsi il ciclo 
della Williams Allora, la corsa 
veramente da "edere ò quella 
che SI svolge alle spalle del po¬ 
mi Quella che vede lottare col 
coltello tra i denti per un pun¬ 
to un piazzamento Dove pri¬ 
meggia oggi Andrea Do Cesa¬ 
ris che con la sua Tyrrel. osta¬ 
colata in partenzzi ed attarda¬ 
la ha compiuto una rimonta 
da manuale Dove si infila il 
finlandese Mikka Hakkinen. 
che regala un altro punticino 
prezioso alla Lotus G dove 
spende gli ultimi spiccioli di un 
grande mestiere Mictiele Albo 
reto che riesce a tenere in ga¬ 
ra (ino all ultima la pesante 
Footwork 


Senna tenace 
e sfortunato 
In gara solo 
per undici giri 


■ICinAdelMbSMCO tdura- 
to appena 11 gin il Gran Pre¬ 
mio del Messico per Ayrton 
Senna II campione del mondo 
in canea, dolorante dopo il 
pautroso (uoripisla di venerdì 
scorso. SI era presentalo pun¬ 
tuale sulla linea di partcìua, 
ma la sua corsa non ò stata for¬ 
tunata Già in ntardo sin dalle 
prime ballule costretto ad in¬ 
seguire il teizotto scatenalo 
che aveva preso la lesla ha ab- ^ 
bandonalo dopo una cinquan¬ 
tina di chilometri Ma non .so¬ 
no stati I SUOI guai fisici ( una 
caviglia gonfia e un la.stidioso 
dolore al collo) a provocare la 
resa Lo ha tradito il mezzo 
meccanico si ò infatti rotta la 
lozione della sua Mclziren Nel 
momento del miro il brasiliano 
SI trovava in quarta posizione 
alle spalle del duo della Wil¬ 
liams Renault Mansell- Patrese 
e di uno sempre più sicuro ed 
intraprendente Shumacher 
.Senna ha alzalo il braccio se¬ 
gnalando il rallentamento si ò 





DARIO CECCARELLI 


fermalo sull'erba a fianco del 
traccialo asfaltalo si 6 tolto il 
casco c come uno spettatore 
qualsisi SI ò seduto su vecchi 
copertoni a guardare i colleghi 
che gli sfrecciavano intorno 
Una fine ingloriosa, ma assai 
dignitosa, in un Gran premio 
che sin dalle prime battute in 
prova non gli si era manifesta¬ 
to favorevole Unica consola¬ 
zione il discreto piazzamento 
del compagno di squadra Ber¬ 
ger ( alla fine quarto) clic in 


ogni caso non ha -rubato» 
punti ai concorrenti della Wil¬ 
liams Per Senna, consapevole’ 
della netta supenontà tecnolo¬ 
gica della scudena inglese Wil¬ 
liams motonz-zala Renault 
non resta che sperare nella 
nuova monoposto che dorreb¬ 
be debuttare a Montecarlo il 
prossimo 31 maggio Inlanlo 
per la prossima prova avrà al 
meno un vantaggio ambienta¬ 
le SI corre in Brasile e il pubbli¬ 
co sarà lutto dalla sua parte 


La «bomba» nazionale, primo a Crans Montana ha eguagliato il suo record di quattro anni fa.È la 101 vittoria italiana in Coppa 

Sullo spairtito di Tomba, la nona sinfonia 


Alberto Tomba ha messo il sigillo della bravura e 
della forza nell’ultima corsa della stagione Ma Paul 
Accola SI ò battuto con straordinario coraggio e ha 
vinto la Coppa con 337 punti di vantaggio E in ciò 
ha dimostrato che il trofeo di cristallo lo avrebbe 
conquistato anche .senza i 300 punti della combina¬ 
ta Grande folla pure nell’ultima gara, per quanto ir¬ 
rilevante ai fini della cla.ssifica 


REMO MUSUMECI 



i 


R»ir tnicnlc - an/i nì<u-il 
fniak di une Coppa con 
elusa e por giunla tormentalo 
da una nevicata fittivsima ra¬ 
duna lii ^onto che si ò vista ieri 
attorno alla pista Nationalc di 
Crans Montana Accade giusto 
quando di mc/yo cò Alberto 
Tomba la cui capocitcì di tra 
scinarc le folle sempre fortis 
sima Alberto non aveva nes 
suna voglia di correre lo sla¬ 
lom svizzero e ha fallo un po 
di resistenza ma alla fine ha 
onorato so stesso c 1 impegno 
che aveva con le truppe che lo 
seguono anche in capo al 
mondo E ha vinto 
Alberto Tomba in Coppa ha 
copiato la straordinaria siagio 
ne di quattro anni fa quando 
conquistò la cima del podio 
nove volte Ma ha trovalo un ri 
vale fantastico in Paul Accola 
che voleva dimostrare una co¬ 
sa importante c cioò che 
avrebl>c vinto la Coppa anche 
senza 1 300 punti delle irecom 
binalo vinte a Garmtsch, a Kilz- 
buchel c a Wengen Alberto 
Tomba ò il signore dei pali ma 
Paul Accola ò il signore della 
Coppa IzU nevicala fittissima 
su una pista fradicia e tenera 
ha frenato lo sfx'ltacolo ma se 
SI hatino a disposi/tone due 
personaggi come I uomo della 
pianura pad ma e I uomo del 


cantone Grtgioni arriva anche 

10 spettacolo -Pauli» atlravervi 

11 traguardo e ic*va alte le brac 
CIO, Alberto attraversa il tra¬ 
guardo e affonda il viso neila 
ne%e Ognuno sceglie un mo 
do per ringraziare la gente e la 
gente ricambia ringrtiziando i 
protagonisti che hanno onora 
lo una Coppa discussaledtscu 
libile finche* volete ma stupen¬ 
da pK*r carica agonistica e 
spessore tc*cnico 

Alberto Tomba ha corso 19 
volte con questo incredibile 
esito dieci vittorie - di CUI una 
sulle nevi olimpiche della face 
tic Bclicvardc a Val o Isòr^* - 
cinque secondi due torz’ e un 
quindicesimo posto Una sola 
volta non ò arrivato al iraguar 
do ad Adclboden dove perse 
uno sci su una buca Li Coppa 
I avrebbe stravinta se non 
avesse trovato un avversano 
inatteso che ha saputo racco 
ghere punti in tutte le spendali 
lA slalom -gigante» «sufXTgi 
gante» discesa e combinala 
In classifica i due st)no separati 
da 337 punti c ciò significa che 
lo svizzero iivrebbt* vinto la 
Coppa anche senza le combi 
nate Certo senza le combina 
lo Alb<*rto lomba avrebfx* ac 
cottalo qualche sfida in pivi m 
•supergigante" e a questo pro¬ 
posito «Pauli» sostiene che AI 


■-■se N 



L*Arrivo 

1) A Tomba (Ita) 1 48 14 2) 
P Accola (Svi) 1'48'78 3) 
F C Jagge (Nor) 1 48 67 4) 
P Staub (Svi) 1 49 ’95. 5) L 
Kjus (Nor) 1'49 '99. 6) C Ga¬ 
rosa (Ita) 1 50 23. 7) M Trit- 
scher (Aut) 1'50'25 8) R 
Pramotton (Ita) o A Bittnor 
(Gor) 1 50 '65. 10) F Do Cn- 
gnis (Ita) 1'50 97 11) T 
Stangassinger (Aut) 

1 51' 37 12) H Strolz (Aut) 
I'51'56 13) K A Aamodt 
(Nor) 1 51 69. 14) M Von 
Gruonigen (Svi) e Konrad 
Ladstaotter(lta) 1 51 72 17 


La Coppa 

1) Accola (Svi) 1 099 punti 

2) Tomba (Ita) 1 362 3) Gi- 

rardelli (Lux) 996. 4) Furu- - 
ooth (Nor) 854 5) Heinzer 
(Svi) 842 6) Mader (Aut) 
797 7) Wasmoier (Ger) 752. 
8) Mahrer (Svi) 646 9) 

Strolz (Aut) 611. 10) Kitt 
(Usa) 594 Ortlieb (Aut) 594 
12) Thorsen (Nor) 577. 13) 
Aamodt (Nor) 543 14) Jag¬ 
ge (Nor) 533 15) Stock (Aut) 
477 16) Bittner (Gor) 443. 
17) Bosso (Svi) 441 18) Pie- 
ron (Svi) 429 19) Locher ( 
Svi) 423 




Alberto punta a quota tredici 
«Cari tifosi mi prenderò 


Alberto Tomba scherza nella neve dopo la vittona in slalom con il neo vincitore della Coppa del mondo Paul Accola 


il record di Stenmark» 


berlo avrebbe perso un po 
dellvi straordinana brillanlczya 
(.sibil ì tra 1 pelli l.irghi e stretti 
1 .k 1 corsa di Crans-Montana 
ha cfiiarito comunque che lo 
svizzero non ò mollo lontano 
dall azzurro liti prima di 
scesa «Pulii» ha subito un di 
stacco enorme 1 T2 ma va 
dt Ilo che Alberto aveva avuto 
la fortuna del numero 1 sul 
petto mentre Io svizyv ro col 
suo numero 15 aveVeT trovato 
una pista giA sfeisciata Nella 
sc*conda discesa "Palili" si ò n 
preso quasi un secondo En 
trambi sono finiti davanti al 
campione olimpico finn Chn 
stian Jagge E dunque la classi 
fic.i della Coppa e 1 ultima inn 


eoa quella di Crans Montana 
ribadiscono che abbiamo assi 
stilo allo scontro di due gran 
dissimi campioni uno facto¬ 
tum c ] altro quasi ineguaglia¬ 
bile nel suo impegno limitato 
ai pali 

Alberto lomba, secondo in 
Coppa per la terza volta Ma 
vinto li titolo dello slalom ( del 
■gigante Paul Accola ha con¬ 
quistato il trofeo dt cristallo e la 
coppa del «supergigante» Li 
Coppa della discesa ha prò 
multo Franz hlcinzer Ila vinto 
anche Gustavo 1 hooni che fia 
saputo tMsmettere a 1 omba h 
voglia di lavorare duramente c 
di accettare quelle cose che 
costano sudore c fatica 


■■ CRAN3 MONIANA 11 successo numero 28 
nella Coppa del Mondo di sci ha riportato quel 
sorriso sul VISO di Alberto Tomba che pnma e 
durante la gara «-ombrava aver perso Dopo la 
prima manche la «bomba» n<iziona)e aveva ad 
dirittura espresso forti dubbi sulle capacità mici 
Icllivc di chi aveva permesso che l ultima gara 
della stagione si disputasse sotto una forte nevi 
c dtii Ma ottenuUi la \ ittona la nona di quest un 
no Alberto Toinba non ò riuscito a frenare i' 
propno entusiasmo gettando gh sci m una e luf- 
iandosi a terra a baciare la neve Ha salutato i ti 
losi ha abbracciato il suo allenatore Gustavo 
Thoeni e il preparatore atletico nonchò consi 
glicre Giorgio u Urlwno Alla fine ha commen 
Ulto la sua prova »i>i ero arrabbiato perchò non 
SI può fare una gara di Coppa del Mondo in 
queste condizioni La pista era brutta la visibili 
là scarsa e i paletti senza bandierine» Tutto 
storto dunque peni campione bolognese «Nel 
la prima manche non sono stalo awanlaggialo 
dall essere sceso per primo c ho rischi ito di 


confondermi perchò gli apripista non avevano 
liLsCiato la minima traccia che ho dovuto fare 
IO» Ma al di là delle recriminazioni rimane la 
soddisf iZJOiic del risultato «Comunque - ha 
proseguilo - ò andato lutto bene c idesso sono 
soddisfallo anche perchò nei primi tre posti sia¬ 
mo finiti 1 1re migliori» b a chi gli ha fallo notare 
che negli ultimi quattro mesi c sempre stalo in 
gran forma Tomba la "bomba* ha risposto con 
una battuta «Mii so sto tindando in forma sol 
l.into adevso c pensare che tutte le sere faccio 
baldoria» Si ò anche parlato di bilanci e di aspi 
razioni future -Avevo promosso - ha detto il ca 
rabinicro - la «carica dei 101* e ho dato all Italia 
la ccntouncsima vittoria in copila La mia nona 
da novembre escludendo I Olimpiade Avrei 
potuto vincerne altre quattro - ha proseguilo - e 
proprio pensando a questo mando un messag 
gio ai miei tifosi nella prossima coppa cercherò 
di arrivare a tredici per tguagliare il record di “ 
Stenmark» Ma il futuro ò anche il Super G « Mi * 
allenerò di piu in questa specialità poi deciderò 
se partc'ciparc a quelli di coppa» 


■I Ci siamo nmasti male 
Abituati al) opulenza delle 
ultime due stagioni una im¬ 
provvisa sconfitta assoluta¬ 
mente non programmata, fa 
ripiombare coi pic*di per ter¬ 
ra il ciclismo itiiliano a 

D accordo, Argenlin 
quando punta a un bersa¬ 
glio di solito non lo sbaglia 
mai Gettargli la croce ad¬ 
dosso, però diventa since¬ 
ramente ndicolo Va bene 
non 0 un drago in discesa 
Lo SI sapeva Comunque a 
parlare dopo sono capaci 
lutti Come Moser che ulti¬ 
mamente, '•ta diventando 
1 Aido Agroppi de! ciclismo , 
Se le pulci le avessero fatte a 
lui quando Tomani piallava 
Tllalia per firlo vincere, 
avrebbe preso a pedate lutti 
I SUOI critici 

Anche se ò presto per az 
aardarc dei bilanci, di que¬ 
sto inizio di stagione dt si 
può dire una cosa I nostri ' 
big j pezyi da novanta viag¬ 
giano con il bilancino del 
farmacista A luna di sentirsi 
dire che ci sono troppe cor¬ 
se che li ciclismo attuale ò 
una gran babclc dove biso¬ 
gna selezionare gli appunta¬ 
menti piu importanti n- 
schiano di diventare degli 
asettiche macchino compu 
tcrizj'jtc che si nutrono di 
programmi npudiando istin¬ 
to 0 fantasia Tutti scienziati 


partenze al rellanlalorc al 
IcnamerHi mirati grafici ta 
belle e via quantificando 
Per alcuni può funzionare < 
Bugno per esempio, hi un 
motore delicato, un «{uih- 
brio psicologico particolare ^ 
E ormai ha sperimentato 
che per lui questa ò la strada 
giusta Ma Chiappucci’ È 
propno sicuro che pnma di i 
ogni gara debba insen*T 2 la 
sua scheda nel computer’In " 
passato ha esagerato por¬ 
tandosi dietro la bicicletta 
anche a letto Sarebbe* as¬ 
surdo ora cadere nell orro¬ 
re opposto Chi com'* m 
punta d LsUnto non può sti 
lare troppe tabelle perche 
alla fine s'imbnglia da solo 
Bugno c Chiapucci inten¬ 
diamoci alla Sanremo sono 
stali soprattutto sfortunati 
Capita erano nel 
sbagliato c si son ritrovati a 
gambe alTana linschiochc ^ 
paventiamo è un altro che »• 
tranne Argcnlm lutti gli altn »■ 
big corrano soprattutto in 
funzione di Ciro c Tour 
D accordo sono i due ap- 
puniamenii nodali j^e-ò si 
rischia di arrivarci con il car 
mere vuoto E menu male 
che CI sono ancora tipi co¬ 
me Argciìtin (c m una certa 
misura anche Cipollini) che 
in queste situazioni d azy^ir 
do ci sguaz,zano Resta Fon- 
dnesi ma lui ò una mina va 
gante anche per se stesso * 


Discese coraggio 
Magni un folle 
Argentin frenatore 


GINO SALA 


■■ Ripcns.indo a! finak* 
dell ollantalrecsimo Milano 
Sanremo vengono in mente 
1 grandi discesisti quelli che 
a' posto di Argentili avreb 
Ixiro trovalo nella picchiala 
del i^oggio il volo del monto 
Fochi nomi e per la circo 
stanza tulli ualiani Quello di 
Fiorenzo Magni per csern 
pio audacissimo e sicuro 
con una |x>sizione ideale c il 
peso ben distribuito nell a 
zione capace di dipingere 
le curve o per meglio dire di 
assecondarle BtlWO anche 
Gino Barrali che a differenza 
di F luslo Coppi sapeva osa 
re Coppi SI s«i puntava lui 
to in salita ecl capace di au 
mentarc il vantaggio in pia 
•■«•iM quando il le Ione era a 
valle ! r i i piu sjxjncolali 
Cwistone Nencini a proposito 
del quale cò il ricordo di 
una lappa del Tour de Fran 
cc 60 che andava da Millau 
ad Avignon 1 anno in cut il 
toscano tornò in patria con 
I onore della maglia gialla 
Una tappa con Nencini che 
affronta .i sua modo la verti 
gmosa discesa del Peryuet 
Poco distante c RiviOrc 
impognaUssirno per tenere 
la scìa del rivale un inseguì 
mento tragico p<’r il francese 
che perde ! equilibrio e fini 
sce in un burrone con gr i 
vissinK* consf'gucnzo con la 
frattura della spina dorsale 
Piu avanti ne) tempo eccu 
Italo Zilioli che ho visto 
mantenere I equilibrio sui 
lastroni di ghiaccio di Pe- 
scavscroli Un perfezionista 
il torinese Mentre gli altri 
rallentavano imprc'cando 


contro 1 organizzatore Meal 
il, quel tipo pieno di dubbi 
nella vita privala quel ragaz¬ 
zo intelligente che discuteva 
linsie c problemi del rnon 
do SI Ir isformava noi mo¬ 
menti più pericolosi della 
corsa come nel giorno tJi un 
Trofeo l-aigucglia qu.mdo ^ 
piombando vittorioso sul 
traguardo do[X) i rischi di 
una stradina coperta da al 
Clini cenlimcntri di neve si, 
sentì dire da Mcrckx «Sei un 
pazzo Italo Volevi mona^*^» 
Ottimo discesista anche 
Francesco Moser che col 
mava uisl icci di due tre an 
che quattro minuti persi in 
montagna Tornando al 
Pc ggto ù risaputo che si irat 
la di una picchiata piuttosto 
brm (circa tre chilometri) 
e dalla quale bisogna uscire 
con velocità dalle curve [rer 
mantenere il piccolo */dnlag 
gio guadagnato in cima Ar 
genlin non ce 1 )ia fatta vtjoi 
perche scarso m o|x.*ra.noni '' 
cl< I genere vuoi |x-*rche ac 
cumulando un vantaggio di # 
15 forse SI senhva al riparo 
degli inseguitori È poi sbu 
cato Kellv sfiorando rocce e 
parapetti e sappiamo c om ò 
Imita Non sarebbe* |x?rò giu- . 
sto mettere sotto processo ’l 
M oreno Sotto procc*sso ò la 
corsa nel suo svolgimento 
Corca Iucca jkt 250 chilo 
metri su 294 un attendismo 
che al tirar delle somme ò 
diventato l.i carta vincente 
ix.*r un irlandese di 36 pri 
nidvcre esperienza da ven- , 
de re e un coraggio da vc»c 
chio leone 


I 























































Il Ministro Formica vuole assumere 25000 contrabbandieri nel pub¬ 
blico impiego. Il Ministro Martelli vuole il Far West in Sicilia. Il Ministro De 
Lorenzo vuole sterilizzare i cani e i gatti, il Ministro Scotti annuncia il 
colpo di stato, poi definito una “patacca” dal Presidente del Consiglio. 

L'ITALIA HA BISOGNO 

DI UN GOVERNO SERIO E RESPONSABILE. 



L'OPPOSIZIONE CHE COSTRUISCE 















«La domenica è il giorno in cui ci si propone di lavorare anche la do¬ 
menica». Leo Longanesi. 


CAPRONI, MANGANELLI, MORAVIA: Giulio FetToni Sulle opere po¬ 
stume di questi grandi autori, tre domande: risponde Maurizio 
Pollini. L’ULTIMO MALERBA: Quando l’artista è in crisi, dal pci al 
PDS; Gianfranco Pasquino sul libro di Ignazi.' musicanti a bre- 
MA: Giovanni Giudici sul romanzo di Per Olof Enquist. contro il 
CHIASSO dei MEDIA: a colloquio con George Steiner, esordi tea¬ 
trali: intervista a Stefano Benni.‘ 


Settimanale di cultura o libri a cura di Orette Ptvette. Redazione: Antonella Fiori, Martina Giusti. Grafica: Remo Botcarln 


POESIA: HEINRICH HEINE 


LASCIA STARE 

Lascia stare le sacre parabole, 
lascia stare le pie ipotesi- 
cerca di risolverci senza euri bagi 
le maledette questioni. 

Perchè si trascina sanguinante, misero 
.sotto il peso della croce il giusto, 
mentre felice come un trionfatore 
trotta superbo sul cavallo il cattivo? 

Chi ne ha colpa? Forse non è 
Nostro Signore del tutto onnipotente? 

O proprio lui fa le ingiustizie? 

Ah, sarebbe una bassezza. 

Cosi chiediamo senza posa, 
finché, con un pugno di terra 
alla fine ci chiudono la bocca. 

Ma è una risposta questa? 

(da G.Lukacs, Realisti tedeschi 
de! XIX secolo, Feltrinelli) 


RICEVUTI _ 

ORESTE PIVETTA _ 

Per non bere solo 
Coca Cola 


V engo da una gene- 
■ ' razione ideologica 
al massimo che 
' per odio politico 
" s'era rifiutata di bc- 
■ re coca cola, be¬ 
vanda imperialista che si dice- ' 
va contenesse il sangue dei 
vietnamiti. Non me ne vergo¬ 
gno. Mi vergogno se mai d'aver 
creduto, sempre per ideologia, 
che tutto il bene stesse dalt’al- 
tra parte e che quel poco di 
male che appariva di tanto in 
tanto si giustificasse sempre in 
virtù di tutto quel bene. ■ 

Faro la figura del fesso ma 
non è bello adesso saltare sul 
carro dei vincitori. Che è poi 
una moda intellettuale, rispol¬ 
verata in occasione di qualsia¬ 
si fittizio dibattito, dove prevale 
-si ha l'impressione- ancora 
una volta una cultura da coca 
cola a prarti invertite e con ■ 
qualche furbizia in più nel sen- - 
so che tenendo dietro alla 
complessità dei tempi c del 
moderno nessuno si sognereb¬ 
be di presentare il proprio ma¬ 
nicheismo senza aggiungere 
che la situazione è complessa, 
.spiegando, quando va bene, • 
come fa Andrea De Carlo su 
Repubblica, che è frutto di mil¬ 
le tendenze e molteplici cultu¬ 
re. • ■ ■ 

Peccato che la complessità 
la scoprano solo in quella che ' 
ritengono casa loro. Tutto il re¬ 
sto è semplice e chiaro o addi¬ 
rittura non esiste o si può igno¬ 
rare, per non confondersi le 
idee, per non offuscare di dub¬ 
bi la bella certezza che. co¬ 
munque vadano le cose per gli 
altri, noi viviamo nel migliore 
dei mondi possibili. Mentre se . 
lasciassero casa propria, po- . 
Irebbero avvertire qualcosa ol¬ 
tre il crollo della superpotenza 
Urss e la vittoria della superpo¬ 
tenza Usa: che ad esempio 
duo terzi del globo vivono nel¬ 
la fame, nella povertà, molto ' 
spesso privati di qualsiasi dirit¬ 
to, che l'altro terzo del globo 
ignora questa realtà che sfrut- ' 
ta. per cconsapcvole comodità t 
oppure semplicemente perchè ' 
non lo sa. perchè tutto conver¬ 
ge a far si che non lo sappia. ;■ ■ 
A proposito di «apcre», è 
stato pubblicato in questi gior¬ 
ni da Eieuthera un libro che 
raccoglie cinque conferenze ■ 
radioioniche di Noam Choms¬ 
ky, su mass media e democra¬ 
zia. sotto il titolo Illusioni ne¬ 
cessarie. . . 

Noam Chomsky, uno dei più 
noti e apprezzati iinguisti con¬ 
temporanei. è stato sempre ' 
acuto e critico os.servatore del 
suo paese con un atteggia¬ 
mento di apprezzabile anti¬ 
conformismo. Molti sono rima¬ 
sti sorpresi ad esempio di fron¬ 
te al giudizio .severo espresso 
su Jl^ di Oliver Sione (vedi 
l'intervista apparsa la settima¬ 
na ; .scorsa sul Manifesto). 
Chonesky metteva in dubbio la 
versione <ospirativa» dell'omi¬ 
cidio Kennedy costruita nel 
film e attribuiva al presidente 


ucciso scarsa credibilità pro¬ 
gressista e pacifista. E' anche 
questo un segno di anticonfor- 
mismo. che ha sorpreso i con¬ 
formisti che abbondano a sini¬ 
stra come a destra. 

Nel libro è bravo perchè non 
fa ideologia, indaga nei mec¬ 
canismi di formazione delle 
opinioni c quindi dei consenso 
e mette in chiaro chi li gover¬ 
na, chi ne approfitta, chi ci 
guadagna, mette in chiaro co¬ 
me una qualsiasi azione di 
guerra imperialista possa, con 
il buon viatico dei media, di¬ 
ventare una iniziativa di solida¬ 
rietà, senza che nessuno si 
chieda perchè la solidarietà 
abbia bisogno dei carri armati 
come in Honduras o in Nicara- 
gua.La • •democratizzazione* 
dei media, là come qua. è un 
miraggio. E piuttosto, scrive 
Chomsky, si discute se i media 
non abbiano per caso supera¬ 
to il limile del lecito nella loro 
indipendenza da tali vincoli, 
giungendo a mettere in perico¬ 
lo la stessa esistenza delle isti¬ 
tuzioni democratiche con la 
loro polemica c irresponsabile 
mancanza di rispetto. Silvio 
Berlusconi, intervenendo l'al¬ 
tro giorno ad una assemblea di 
pubblicitari, ha detto più o me¬ 
no le stesse cose, arrivando 
però alle conclusioni: se i gior¬ 
nali superano il limite lecito 
della loro indipendenza, li pu¬ 
niamo tagliando la pubblicilà, 
perchè non ha diritto a vivere 
chi è contro il sistema. Ecco 
spigato tutto: l'antico conflitto 
tra il Bene e il Male si è lisolto, 
ha vinto il capitalismo con le 
sue regole, con le sue leggi, 
con i suoi obblighi, con le sue 
discriminazioni, che possiamo 
non avvertire perchè il «siste¬ 
ma* non vuole proprio che noi 
le avvertiamo. Il dramma del 
nostro tempo può essere que¬ 
sto: non ci resta che il capitali¬ 
smo e stiamo vivendo una sor¬ 
ta di nuovo totalitarismo, sen¬ 
za alternative neppure metafo¬ 
riche neppure verbali. Il nuovo 
ordine mondiale...Non ci resta 
che bere coca cola. 

Ripercorrendo in un aggior¬ 
nato capitolo introduttivo la vi¬ 
cenda irakena o poi quella del 
Nicaragua. Chomsky conclude 
amaramente che «il perverso 
modello del passato continua 
a persistere mentre il nuovo as¬ 
setto mondiale prende forma. 
E continuerà a lungo finché 
non emergeranno forzo popo- 
lan m grado di opporsi alle 
strutture del dominio e dell'au¬ 
torità che governano le nostre 
vite*. Linguaggio vecchio e 
.schematico, criticherà qualcu¬ 
no. Ma nel bilancio delle novi¬ 
tà che la storia ci ha dato en¬ 
trano anche illusioni c false co¬ 
scienze. alimentate, ingra.ssate 
anzi, dai media senza demo¬ 
crazia. 

NoamCfaomaky 

•Illusioni necessarie*. 
Eieuthera. pagg.232. 
lire 25.000 


«La fine della storia» di Francis Fukuyama: un vero e proprio caso editoriale 
e un efficace esempio di rappresentazione del-mondo da parte dei suoi ultimi 
conquistatori. Dopo la guerra del Golfo... 

Il nuovo ordine 


MARCO REVELLI 


Dal punto di vista culturale o, 
per eoa) dire, «aclentlflco» il 
volume è - basta un’occhiata 
per capirlo - una tragedia: 
sempUdatico nel riferimento 
al testi classici, impreciso 
nelle citazioni, disinvolto oltre 
ogni decenzzi nelle 
interpretazioni. Non varrebbe 
la pena di occuparsene se non 
fosse, per un verso, lui vero e 
proprio caso «di scuola» dal 
punto di vista editoriale. E se 
non rappresentasse, per 
l'altro verso, un modello 
esemplare dell’Iddeologia 
contemporane», della 
rappresentazione del mondo 
da parte dei suoi ultimi 
conquistatori assolati. Dal 
ponto di vista editoriale La 
fine delia storia c l'ultimo 
uomo di Francis Fukuyama 
(Rizzoli, pagg. 430, lire ' 
^.000) ci offte l'esemplo, 
assai poco edificante, di come 
oggi viene confezionato un 
bestseller. 




A ll'origine c'è un breve 
saggio, pubblicalo nel 
1989 su The National 
Interest c divenuto fa- 
. moso più per un equi¬ 
voco sul titolo (in 
molti credettero che con The End 
ofHistory si intendesse la fine de¬ 
gli •avvenimenti storici* c non del¬ 
la storia come processo •direzio¬ 
nale*). che per i reali contenuti. 
Lo shock provocato da quella pro¬ 
fezia cosi rapidamente falsificata, 
più che non il reale contenuto del 
saggio, attribuisce ail'autore (e ai 
titolo) una notonetà proporziona¬ 
le all'importanza dei latti che sem¬ 
bravano smentirlo. E lo rimettono 
in movimento, .secondo quella 
che si potrebbe definire la tecnica 
della «palla di neve e della valan¬ 
ga*. consistente nciras.semblare 
intorno a quel primo, debole nu¬ 
cleo, materiali d'ogni genere: ope¬ 
re filosofiche della Grecia cla-ssica 
c della modernità, citazioni gior¬ 
nalistiche e cinematografiche, si¬ 
stematizzazioni aristoteliche e 
aforismi nietzscheani ... Alla fine 
del pendio quella che ci travolge è 
una massa erratica di 430 pagine, 
contenente una summa sullo «sta¬ 
to del mondo*. E anche una buo¬ 
na quantità di osservazioni stupe¬ 
facenti. Alcune dovute forse sol¬ 
tanto alla vertiginosità della corsa 
(l'impossibile influenza di New¬ 


ton su Hobbes por ragioni anagra¬ 
fiche. già rilevata da Dahrendorf, o 
ranno.ssione a pag. 76 di Pa.scal al 
Rinascimento, poi corrotta a pag. 
323, dove è ripristinala la sua col- 
locazione nel XVll secolo). Altre 
decisamente più gravi e di fondo, 
come quelle nguardanti due auto¬ 
ri centrali nell argomentazione di 
Fukuyama: Hobfe e Hegel, col¬ 
locati esattamente airòppo.sto 
della loro naturalo posizione nei 
confronti dcH'oggetto specifico ' 
del libro, il modello politico libc- 
ral-democratico. Del primo, qual¬ 
siasi studente liceale sa che a lui si 
devo la fondazione filosofica del 
moderno Stato Assoluto (l'oppo¬ 
sto dello «Stato liberalo*). Che nel 
modello ■contrattualistico* hob- 
besiano i diritti soggettivi (il fon¬ 
damento es¬ 
senziale .della 
concezione li¬ 
berale ,. dolio . 

Stato) non . 
hanno .signifi¬ 
cato alcuno, 
essendo - stati 
alienati con il // 

patto origina- ' 

rio. E che il po¬ 
tere dello Stato 
non ammette 
limili. Ciò non 
impedisce al ■ 
brillante lau¬ 
reato ad Harw- 
vard di affer¬ 
mare che Hob¬ 
bes «fu indub¬ 
biamente un liberale* (p. 172) e 
di definire a più riprese il pensiero 
hobbesiano come «la fonte ongi- 
naria del liberalismo* (p. 162), di 
fame addinttura la chiave per ca¬ 
pire «la democrazia liberale* (p. 
171), giungendo a concludere 
che «la distanza di Hobbes dallo 
"spirilo del 1776" e dalla demo¬ 
crazia liberale moderna è molto 
breve*. Stes.sa sorte per il povero 
(a'tro che divino!) Hegel, di cui è 
notissima la forte carica anti-indi- 
vidualistica, la identificazione del¬ 
la monarchia costituzionale (c 
del carattere personale del potere 
del sovrano) come miglior forma 
di governo, oltre alla sfiducia nella 
possibilità di coesione della .socie¬ 
tà moderna (ondata sul mercato 
(il -sistema dell'atomismo*) sen¬ 
za un intervento ■politico* capace 
di dare (orma a ciò che altrimenti 
non potrebbe che disgregarsi. Eb¬ 
bene proprio Hegel, il padre dello 
•Stato etico*, diventa qui addirittu¬ 
ra il pensatore di un -liberalismo 





più nobile di quello di Hobbes c di 
Ixxikc* (p 163). Il fondatore della 
vera •liberal-democrazia* moder¬ 
na, e la chiave per comprenderne 
la natura (positiva) e il destino 
(vincente). 

Con nozioni simili, non si supe¬ 
rerebbe il più elementare esame 
di filosofia politica. Ma il testo di 
Fukuyama non è un manuale uni- 
versitario.È una rozza, ma effica¬ 
ce, produzione «idcologicd*. E a 
questo deve il proprio successo. 
Ripropone, in forma concettuale, 
quello che si legge quotidiana¬ 
mente sui giornali. Riveste del cn- 
sma della dcHnitiviià storica il sen¬ 
so comune contingente. Ci dice, 
in sostanza, che questo è il miglio¬ 
re dei mondi pos.sibili. Che «la sto¬ 
ria è finita* perchè è finito il reper¬ 
torio dei modelli di società possi¬ 
bili. Eche la democrazia liberale a 
cui pochi fortunati paesi sono 
giunti da tempo, e a cui altri si so¬ 
no frettolosamente aggiunti or 
ora. è la •definitiva torma di gover¬ 


no tra gli uomini*, per la semplice 
ragione che è ormai impossibile ■ 
apportarvi miglioramenti. Ci dice ■ 
anzi di più: che questo è il punto a . 
cui si ■doveva» arrivare. Che qui ■ 
portava il senso della storia, la sua \ 
direzionalità, radicata nella natura i 
dell'uomo, perchè qui imponeva- ' 
no di giungle due fondamentali i 
componenti dello spirito umano: ' 
la dinamica dei bisogni e del loro * 
soddisfacimento sulla base dello I 
svilupfro economico e scientifico; ; 
c la dinamica di quello che - con < 
una certa forzatura caricaturale - 
Fukuyama deriva dall'idea hege- ■ 
liana del •riconoscimento*, e che 
si potrebbe definire come il biso¬ 
gno umano di essere riconosciuti 
nella propria umanità, nella prò- . 

pria ■ •dignità». 

., . . ' . '. In sostanza: la 

, ■ liberal-demo- 

, ■ / «V. crazia .. come 

• ^ W l'unico regime 

■ J ) ' politico in cui i 

- 7 -^,/sy. due fondamen- 

tali : ' bisogni t 

\ T 1 umani (quello 

/ \ thatcriale 1 e 

y/ ' . \ quello ideale) 

jì I \ vengono soddi- ■ 

// I sfatti ; secondo 

Ij proporzioni ■ - 

V ( non più modifi- 

. r \ cabili. La con- 

f dizione, anche, 1 

I non più attra¬ 

versata da con¬ 
traddizioni an¬ 
tagonistiche, e quindi stabile, defi¬ 
nitiva, eterna. Post-storica, appun¬ 
to. 

Certo, aggiunge l'autore, qual¬ 
cosa continua a turbare: l'ipertro- 
fia della dimensione materialistica 
(i consumi) finisce per sacrificare 
la dimensione etica (gli ideali o i 
•valori*); Il livellamenlo proprio ' 
dello .sviluppo economico tende a ’ 
sfidare il biàsgno di differenzUizio- 
ne proprio della hegeliana «lotta . 
per il riconoscimento*. E poi, il «ri- 
cono.scimenlo» esteso a lutti - 
quella che qui viene chiamato r«i- 
solimia» - proprio della democra¬ 
zia. svalorizza in fondo l'oggetto . 
riconosciuto. > L'umanità ■ liberal- 
democratica rischia di assomiglia¬ 
re air-ultimo uomo* nietzschea¬ 
no, appagato c vuoto. Ma per ov¬ 
viare a ciò bastano poche miglio¬ 
rie: un po' più di competitivitfi. so- ' 
prattutio economica, per appaga- ‘ 
re il bisogno di autoaffermazione , 
(l'anima «timotica*) dei migliori; ) 


molto ginnastica, per soddisfare lo 
spinto sportivo delle masse: qual¬ 
che area disastrata del Terzo 
mondo, per offrire ai generosi del¬ 
le società opulente un banco di 
prova e una valvola di sfogo per il 
proprio altruismo; soprattutto un 
po' più di ineguaglianza (in modo 
da «visualizzare* le gerarchie di 
valori) e qualche guerra locale, 
giacché della guerra come ambito 
di formazione dei valori e condi¬ 
zione f>er la rigenerazione dello 
spirito comunitario, v'è pur sem¬ 
pre un essenziale bisogno. - ' 

Questo, In sostanza, quella che 
potremmo chiamare r«ideologia 
contemporanea», cresciuto sulle 
macerie delle «grandi narrazioni» 
e sulle rovine delle vecchie utopie. 
E anche, in qualche modo, erede 
dei loro peggiori ingredienti. Non 
stupisce infatti tanto, nel patch- 
wori< di Fukuyama, la fragilità dei 
fondamenti fattuali. Nè stupisce la 
sistematica rimozione dei possibi¬ 
li fattori di contraddizione (dalla 
questione ambientale al crescente 
divario tra Nord e Sud del mon¬ 
do) . Turba, piuttosto, il suo carat¬ 
tere dogmatico, assoluto (quanto 
di meno «liberale», nel senso pro¬ 
prio del termine, esisto): quel suo 
attribuire al presente non solo la 
forza (e sarebbe già tanto) della 
realtà, ma anche il carattere del 
destino. Il suo mobilitare una «filo¬ 
sofia della storia», questa volta 
non per giustificare un mutamen¬ 
to. una traslomnazione, ma per 
sanzionare la definitività di una 
realtà, la sua «intrascendibilità*. 
Per edificare le mura invalicabili di 
un mondo chiuso. Turba prerché 
sembra essere esattamente que¬ 
sto il fondamento possibile del 
«nuovo ordine mondiale»; la logi¬ 
ca che la vittoria a mani basse nel¬ 
la guerra del Golfo sembra aver 
confermato, e che tenderà a sor¬ 
reggere la progressiva mondiaiiz- 
zazionc del dominio delle poten¬ 
ze democratiche - sviluppate. Il 
punto di vista «totalizzante* di un 
Occidente ricco, arrogante e sod¬ 
disfatto. In questo mondo immo¬ 
dificabile perrimpossibilllà di im¬ 
maginarne uno. migliore, chi ac¬ 
cogliesse l'appello di Claudio Na¬ 
poleoni a «cercare ancora* non 
apparirebbe solo «nemico» di una 
parte, ma «nemico deH'umanità». 
In una storia «finita» per appaga¬ 
mento, chi volesse riaprirla sareb¬ 
be un «nemico assoluto*. 


Tutti sul treno dell'Occidente... » 


P er la verità, non ero 
stato cosi pcrenlo- 
no. Quando scrissi 
li primo articolo, 
l'avcvo intitolato Fi- 
ne della storia^, con 
un bel punto interrogativo. Ma in 
sede redazionale mi hanno sot¬ 
tratto l'interrogativo. Cosi, alcuni 
temi che volevo affrontare in mo¬ 
do interlocutono in seguito alle vi¬ 
cende deirUrss, sono d iventate re¬ 
cise affermazioni. Partivo dall'idea 
che fino a non molti anni fa il pro¬ 
cedere della .stona sembrava ine¬ 
vitabilmente destinalo a sboccare 
nel comuniSmo. Ma il collasso del 
sistema comunista mi sollecitava 
a chiedermi .se per caso la storia 
non scgul>isc ugualmente, malgra¬ 
do tortuosità e passi indietro, una 
sua direzione di marcia, E se que¬ 
sta direzione di marcia, anziché il 
comuniSmo, non los.se il litx:ri.smo 
economico e la democrazia libe¬ 
rale*. Francis Fukuyama riesce a 
sloggiare un ampio sorriso. ITiva- 
to del punto di domanda, il suo ar¬ 
ticolo del 1989 fece scalpore. Ed 
ora il libro che ne sviluppa gli ar¬ 


gomenti - conteso a suon di dolla¬ 
ri dagli editon ancor prima d'esse¬ 
re scritto - esce in contemporanca 
negli Stali Uniti, in Italia e nei mag¬ 
giori paesi d'Europa. 

C'è chi sostiene che le società di 
tipo sovietico Incarnavano ben 
poco dell'idea o - se si vuole - del- 
l'ulopia comunista. Sicctiè il crollo 
nguardcrebbe non tanto il «comuni¬ 
Smo» in .senso maoiiano ma una 
formazione .socio-politica che in 
realtà ne tradiva 1 principi. Cosa 
ne pensa? 

Quc.sto tipo di giustificazionismo 
non regge più. Anche nel pas.salo, 
quando un regime comunista 
crollava o dimostrava di liinziona- 
re male, si diceva: mah, quello 
non è li vero comuniSmo, lo so¬ 
stengo che dopo tanti tentativi fal¬ 
liti li problema non consiste nelle 
particolarità nazionali, o nel mo¬ 
mento storico, bensì nei contenu¬ 
ti, nei fondamenti tconci .stessi dei 
regimi di tipo comunista Persino 
nelle sue espressioni meno estre¬ 
mistiche, come il labunsmo ingle¬ 
se o la .socialdemocrazia .svedese, 
il marxismo ha dimostrato di non 
funzionare come base fittorica su 
CUI fondare un sistema ixonomi- 


MARIO PASSI 

co e sociale diverso. 

il collasso dell'antagODlsto sto¬ 
rico sembra produrre, nello 
stesso Occidente, disagio e In¬ 
certezza anziché alando e fldn- 
cla... 

Forse il disagio deriva dal momen¬ 
to economico particolarmente 
duro che stiamo attraversando. O 
forse anche dal bisogno incoascio 
di sostituire uno spauracchio ve¬ 
nuto meno con uno spauracchio 
nuovo: ad esempio, con le spinte 
di tipo fascistico c nazionalistico 
che si avvertono in giro, e che pos¬ 
sono diventare pcncolosc proprio 
nei paesi dell'ex blocco sovietico. 
A proposito! Il lasdsino c II na¬ 
zismo - a dUferenza del totalita¬ 
rismo sovietico - non Intaccava¬ 
no le basi economiche del mo¬ 
do di produzione cspitallsd- 
co.Clò rende difficile Identiflca- 
re quasi automaticamente, co¬ 
me lei fa, Ubciismo economico 
e democrazia politica. Non le 
pare? ■ 

È senz’altro postiibile la coesisten¬ 
za tra (orme di economia capitali¬ 
stica anche avanzata con spinte c 
regimi autoritan di estrema destra: 


nc abbiamo esempi attuali In 
Thailandia, a Singapore, nella Co¬ 
rca del Sud. Io vedo anche un se- ." 
rio pericolo che questa forma ' 
asiatica di impetuoso ireiluppo ca¬ 
pitalistico che avviene sotto i regi¬ 
mi di destra politica possa conta¬ 
giare realtà importanti come la ; 
Russia e rUcrania. Ma sostengo 
che si può trattare solo di fasi di . 
pas.saggio, non della (orma finale 
della società. ■ L'essere umano ' ' 
anela a vivere nella liberta, nel ri- 
spetto di se stesso, del suo amor 
proprio soddisfatto. Alla lunga, lo 
Stalo forte che soffoca queste i 
spinte profonde può solo stimola- • 

re la rivolta dei cittadini.. 

Ma rimmaglDe di un nomo sem¬ 
pre più appagato e soddisfatto . 
che lei dà ncD'ulllma parte del ’ 
suo libro mi pare contrasti con ' ' 
la realtà di mlUsrdi di persone - 
condannate ai sottosnlnppo. ■. 
(Jualcnno deve (arsi carico del ' 
loro problemi, o dobbiamo ' 
aspettare che pervengano an- ' 
eh essi, grazie al capItaUsmo, al - 
benessere e all’appagamento? 
Certo, si può aiutare chi sta male. 

‘ Ma sono contrario all'idea di prcn- ' 
derc in mano il destino di altri po¬ 


poli. Può finir male. L'Asia c l'A¬ 
merica latina stanno seguendo un 
approccio «morbido» al libero 
mercato, hanno capito che biso¬ 
gna saltare sul carro. Senza (orza¬ 
re loro la mano, bisogna indicare 
ad altri grossi nuclei nazionali la 
stessa strada. Si mettano in marcia 
e situano il flusso dello sviluppo 
occidentale. , ^ 

Questo svttnppo rende possibi¬ 
le OD crescente soddisfacimen¬ 
to del blsoml e andie degli 
egolnnl IndMduall. Ma il rap¬ 
porto con la natnra e con l’am- 
biente, la necessità di tutelarli, 
non pone del problemi, anche 
del limiti? .4- . . .. 

Senza dubbio, beni preziosi per la 
vita collettiva vanno proietti, an¬ 
che se ciò impone di limitare certi 
diritti individuali. Ma in ciò non ve¬ 
do contraddizione morale, perchè 
diversamente questi beni si di¬ 
struggono e nessuno li gode più. 
Non vi è perciò contrasto con 1 di¬ 
ritti individuali. Si tratta di vedere il 
modo di garantire al meglio gli uni 
e gli altri. 


ECONOMICI 


GRAZIA CHERCHI 


Non erano 
ancora famosi 


Q uesto volta, per variare un po' il 
menu, mischierò le segnalazioni di 
libri con quelle di articoli, termo 
re.stnndo il «mordi c fuggi*. Comm- 
Clamo dalla npresa in edizione 
economica di un gran bel libro. 
Una famiglia italiana di Franca Magnani, che la 
Feltrinelli ci offre ora nella U.E. a un anno di di¬ 
stanza dall'uscita nella collana «Tempo ntrova- 
to«. A chi fosse allora sfuggito, corra a comprar¬ 
lo. È tra le altre cose difficile veder ritratto cosi • 
bene in un racconto autobiografico, l'ambiente 
degli esuli itoiiani in Svizzera durante il fasci¬ 
smo, e se qui è indimenticabile la figura del pa¬ 
dre dell'autrice, Fernando Schiavetti dalla lumi-, 
nosa e rigorosa moralità c daH'incrollabile anh- ; 
fascismo (c il suo grido in famiglia: «Reagire! i 
Reagire!» oggi .sarebbe più che mai attuale), co- 



Franeo Fortini tienfanni la 


me quella di Valdo Magnani che s<irà l'amalic 
simo marito dell'aulricc al rientro in Italia, altret¬ 
tanto vividamente ritagliate sono le figure di tan¬ 
ti esuli itoiiani in Svizzera allora non ancora fa¬ 
mosi, da Sandro Pertini a Emilio Lussi (Un co¬ 
spiratore che SI rispetta, pensavo, non poteva 
avere che le sembianze di Emilio Lussu. “Pnma 
regola in caso che la polizia ti interroghi", inse¬ 
gnava, "mai temere di pas-sare per stupida. Chi 
non lo è può permetterselo"), da Ignazio Silone 
a Franco Fortini, allora ventiseìenne. («“È un in¬ 
tellettuale dì Firenze" ci rispose un internalo... e 
ci indicò un giovanotto vestito tutto di nero che 
se ne stava un po' in disparte e aveva Tana cor¬ 
rucciata. Quel tipo ci incuriosi. "Il suo nome è 
Franco Latles, ma qui nel campo viene chiama¬ 
lo UìUes pastorizzalo per sia di quell'abito nero 
datogli da un pastore protestante"*). Ripreto: da 
non perdere questa storia di una famiglia italia¬ 
na nota allora, e forse immaginerete perché, co¬ 
me «la famiglia progressista più conscrvatncc di 
Zurigo*. ' ' ' ■ ' . 

. Piazza degli eroi di Thomas Bernhard f)cr la 
ventà non rientrerebbe, quanto a prezzo, negli 
•Economici*, ma faccio un'eccezione essendo 
per me Bernhard il massimo autore in linguate¬ 
desca (c non sole) del dopoguerra. Ma più che 
occupcirmene io, vi consiglio su questa estrema 
pièce di Bernhard *10156 la sua commedia più 
polìtica* che suscito com'è noto, un pandemo¬ 
nio la sera della prima, il 4 novembre 1988: «Fi¬ 
schi c proteste, seguiti da un applauso durato 
mezz'ora* la lettura di due articoli al riguardo di 
Eugenio Bernardi e di Cesare Cases, che com¬ 
paiono nel numero di marzo della rivisto «L'In¬ 
dice* (che ha giustamente .scelto Piazza degli 
eroi come Libro del «Mese»). Tra le altre coso, 
Bernardi sottolinea la «carica di vitalità, di fidu¬ 
cia e anche dì euforia che accompagna ogni te¬ 
sto bemhardiano». Cosa che, nel mio piccolo, 
avevo sottolineato anch'io tempo fa su queste 
pagine a proposito di quello splendido raccon¬ 
to che è Il respiro (Adelphi). Chi a teatro ha vi¬ 
sto - ed era da non perdere - Riller, Dene, Voss 
di Bernhard per la regia e l'inleprelazione di 
Cario Clecchi, avrà avuto l'ennesima conferma 
del grande talento anche comico dello .scnttore 
austriaco. ■- _r. 

Flash ospedaliero. Di Gino Patroni, recente¬ 
mente scomparso, ecco un epigramma memo¬ 
rabile. compreso nella raccolta // foraggio di vi¬ 
vere, edita da Longane,si nel 1987: Maldicenza 
alTospedale. «Beati gli ultimi che saranno 1 pri- 
man*. Infine, a chi fosse sfuggita l'intervista a 
George Steiner apparsa su Repubblica il 13 scor¬ 
so. riporto la frase, datata da Steiner, detta da 
Gustave Flaubert in punto di morte: «Me ne vado 
come un cane, e quella puttana di Emma Bova¬ 
ry vivrà per sempre!-. Difficile dire meglio sul 
rapporto tra creatore e creazione. - 
N.B. Ormai i refusi sono la regola: ho più volle 
scritto che un refuso, come un premio, non si 
nega a nessuno. Negli «Spigoli* della settimana 
scorsa. Cortes anziché realizzare «la conquista 
del Messico* operava quella, assai meno san¬ 
guinosa, «del lessico-. Creilo che il suo stupore 
sarebbe stalo pari al nostra. 

Franca Magnani 

«Una famiglia italiana», 

U.E Feltrinelli, pagg. 236, lire 12.000 ■ 

«L'indice*, n. 3, marzo 1992, lire 7,000 

Gino Patroni ^ < 

•Il loraggio di vivere*. 

Longanesi, pagg. 233, lire 16.000 




















Pollini legge Balzac 



Tre domande a MaurizEo Pollini. mu.slclsta. 

Quali libri, non di argomento musicale, sta 
leggendo in questi glom? 

Leggo la «ComCdie humainc» di Balzac. Mi ha 
mosso i’entusiamso suscitato dal romanzi mag¬ 
giori. che avevo letto tempo la. per esempio "Le 
pere Goriot». "Illusions perducs». «Eugénie Gran- 
det». che ho riletto abbastanza recentemente, 
torse anche "Splendeurs et miséres des courtisa- 
nes" e altri più brevi come «Pierrettc» e Le cure de 
Tours. Mi ha afla.scinato questa descrizione 
straordinariamente profonda della società fran¬ 
cese dei momento, della società parigina, con la 
terribile c|udeltàche,è dentro la macchina infer¬ 
nale della città, e la descrizione delta provincia, 
con tutta la miseria, la ristrettezza mentale, gli • 
orizzonti limitati'e sotdldi' diiUn amWente de¬ 
scritto con ùnaacutezza. una penetrazione fan¬ 
tastiche. Un po’ alla volta ho letto via via altri ro- 
. manzi: in qualche caso sono nmasto anche leg¬ 
germente deluso, comunque qualcosa di inte¬ 
ressante c'ò in tutti, pur con differenze di valore. 

. E poi leggendo tutta la Comédiesi acquista una 
visione più vasta sull'opera complessiva, che vo¬ 
leva essere un'opera unica, in cui gli stessi per¬ 
sonaggi ritornano da romanzo a romanzo. C'é la 
famosa opinione di Marx che io ho letta riferita 
da Lukàcs su Balzac come scrittore progressivo 
per il suo realismo, indipendentemente dalle 
sue idee politiche, che .sono monarchiche e cat¬ 
toliche. ma che non interessano niente in tondo: 
l’interesse è nell’opera c non nelle idee politiche 
dell’autore, sebbene qualche volta vengano fuo- 
n in parte. Per esempio "Ursule Mirouet» ha dei 
momenti un po’ ediffcanli nel senso della mora¬ 
le cattolica, é piuttosto debole. Mi ha motto inte¬ 
ressato una specie di trilogia sull’opera d’arte 
nelle «Etudes philosophiques», "Le chef d’oeuvre 
inconnu», "Gambara* e "Mas-similla Doni». «Mas¬ 
similla Doni» tocca il problema dell’lntepretazio- 
ne musicale: un tenore animato dalla pacione 
per il soprano non riesce più a cantare, gli viene 
a mancare la necessaria distanza <lall’cn\ozlo- 


Paiundo Invece ogU argomena muikall: che ' 
' coMh* letto negli alttmi tempi che le da pia- 
• doto? 

Per esempio mi é piaciuto il libro di H.C. Rob- 
’ bins Landon sull’ultimo anno della vita di Mo- 
zan. Mi ha interessato come ricostruisce l’am¬ 
biente e l’atmosfera della Vienna di Mozart nel 
, 1791, fra l'altro ricordo in particolare il capitolo 
dcU’addlo a Haydn. Invece su Mozart la biogra¬ 
fia di Hildesheimer mi aveva irritato oltre misura: 
dipinge Mozart come un essere che non capisce 
quello che sta facendo. E invece basterebbe 
pensate alle opere teatrali: é Inconcepibile II 
grande drammaturgo senza comprensione del 
mondo, il grande drammaturgo ingenuo non 
puùesistcre. 

E, sempre rlnumendo nel campo della mudea, 

che coaa le piacerebbe venlaae aerino? 

Un libro su Chopin con analisi degli aspetti più 
originali dell'armonia. Anche SchOnbe^ si é 
sempre riferito solo a musicisti tedeschi e au¬ 
striaci. Chopin é sempre stato considerato un 
genio straorainario. ma in qualche modo colla- 
' tcrale. È un outsider; ma può diventare pericolo- 
■ so vederlo cosi: si rischia di dimenticare il suo 
posto tra I grandissimi dell’Ottocento c la vastità 
dellasua influenza. ' 

. 1 . ... ..' (AcuradiPmloPeiazzi) 


AVVENTURE PER RAGAZZI 


■1 Da una recente inchiesta risultava che il 70 per cento dei ra¬ 
gazzi ha letto almeno un libro l’anno: il doppio degli adulti. Un 
mercato da non trascurare, dunque. E non Io trascura la Società 
Editrice Intemazionale che lancia una nuova collana intitolata 
«Gii croi dcH’awcntura». Nella prima uscita ripropone dicci volu¬ 
mi che avevano già avuto successo nella collana «Nuovi adulti» 
(da! 1977 al 1988 diffuse una cinquantina di titoli). Il prezzo é 
contenuto: I2milalire). 

Tra questi primi titoli vediamo II ragazzo che fu Cartomagno 
di Teresa Buongiorno, un romanzesco affresco di Carlo Magno 
giovanetto; Marinella Super di Gilda Musa; i 'arciere di Morrei di 
Antonio Pema; Come si diventa redi Jan Terleuw. 


I romanzi e i rac¬ 
conti migliori di 
Luigi Malerba .so¬ 
no giocati con 
maestria > .su un ’ 
doppio ■ registro. 
La scrittura è nitida, priva di 
enfasi, senza aloni di mistero; ' 
la trama si configura come un 
resoconto di esperienze vissu¬ 
te. che ostentano un crisma di 
credibilità: eppure il mondo 
narralo trascolora in una fan¬ 
tasmagoria turbinosa, dove 
ogni sogno ha un risvolto d’in- 
cubo. Il punto ù che a tenere il 
campo sono personaggi vitti¬ 
me di osses-sioni indomabili: 
quanto più si sforzano di ra¬ 
zionalizzarle, facondo mostra 
della propna lucidità mentale, 
tanto più grottescamente nau¬ 
fragano nella follia. E il narra¬ 
tore non ne sa, non può sa¬ 
perne più di lo«o, convinto co- 
m’è che l’esistenza sia psichi¬ 
ca sia sociale si costituisca in 
un intreccio di nece.ssità e ca¬ 
sualità. di fronte a cui siamo 
tutti disarmati. . 

Questa struttura narrativa, 
soggiacente alle trovate estro¬ 
se di CUI Malerba è prodigo, 
raggiunge risultati altamente 
suggestivi in Le pietre volanti, 
perché qui il protagonista ap- 


DA PCI A PDS _ 

La parola che ci lascia Caproni vuole essere un atto di fedeltà verso la poesia. . . 

La comunicazione oltre la morte di Manganelli. I «segni» che non conducono VltOITlcl 001 tCOipi 
in nessun luogo di Moravia edell’Urss 


Lontani e presentì n 


GIANFRANCO PASQUINO 


GIULIO FERRONI 


Caproni, Manganelli, Moravia; 
di questi tre autori, scomparsi 
l’anno passato, si occupa in 
questo intervento Giulio 
Ferronl, a proposito di tre 
opere postume: «Res amissa», 
«La palude definitiva», «La 
donna ieopudo». La scorsa 
settimana Terroni aveva 
commentato le ultime opere di 
Samonà e Pomillo 


L o sguardo del vecchio 
verso la rovina c la 
perdita si affaccia, nel¬ 
la raccolta postuma di 
Caprioni. Kes amissa, 
Garzanti, con quella 
singolare leggerezza e grazia, con 
quella imprendibile delicatezza 
con cui que.sto grande poeta ha 
saputo dire anche le cose più radi¬ 
cali e sconvolgenti, il titolo latino 
(«la cosa perduta.) rinvia a com¬ 
plessi F problemi teologici, che 
chiamano In causa S. Agostino e 
la discussione sulla grazia divina 
come «ammissibile" (su ciò illumi¬ 
na in parie la prefazione del cura¬ 
tore Giorgio Agamben): ma è 
chiaro che esso mette subito in 
primo piano una condizione di 
inappartonenza. che tocca la pa¬ 
rola stessa della poesia, che é oggi 
perpetua ricerca di una <osa per¬ 
duta» e che é letteralmente lm|)os- 
sibile trovare, poetché la si possie¬ 
de già non avendola, perché la si 
cerca .solo dopo averla troppo ac¬ 
curatamente nascosta. 

Caproni pros^uc qui. in conti¬ 
nuità con le ultime raccolte dalui 
pubblicate, il cammino verso una 
meta che si smentisce nel suo 
stesso cercarsi, con un’interroga¬ 
zione ironica, evanescente, im¬ 
prendibile, sulla «morte di Dio», < 
sulla fine della «grazia», sull’eva- 
nescenza del «bene»: più sotterra¬ 
neamente, si tratta anche di un’in¬ 
terrogazione sulla non conclusivi- 
tà della storia c della cultura, sui 
modelli di realtà c sui progetti che 
gli uomini si ostinano ad elabora¬ 
re, mirando verso traguardi che 
non giungono mai a compimento, 
che sono sempre, letteralmente, 
«perduti- o addirittura minacciosi 
(«Più di una volta/ la presunta 
meta/ si rivela un’insidia.), ideo¬ 
logie e programmi non fanno 
spesso che proiettare verso un 
punto d’amvo qualche cosa che 
già si possiede, sono modi di tra¬ 
sferire sul piano di una storia lun¬ 
ga e ambiziosa visioni illu.sorìe c 
di corto raggio («La barriera,' - 
non te n’accorgi? - é uno spec¬ 
chio»): la poesia fa il vuoto di 
fronte a lutto ciò, registra segni, 
voci, baleni, baleni di suoni che 
perconono un’ana sempre più ca¬ 
rica di «invenzioni» c «figurazioni», 
dissolve nella nebbia quanto resta 
dell’infinita chiacchiera culturale, 
letteraria, politica, filosofica, che 
cicircondada tutte le parti. 

Il vecchio poeta, delicato, attra¬ 
versa questo vuoto con l’esile sicu¬ 
rezza di chi sa guardare al viluppo 
inestncabile tra ricerca c prerdila, 
di chi sa es.scre al di là dcH’agilato 
cercare in cui si impegnano gli in¬ 
dividui e le intere società. Incontra 
senza sorprendersi un Gesù Cri.sto 
divenuto bottegaio, adattatosi alla 
morte di Dio padre; ma rifiuta bru¬ 
scamente di acquistare la nuova 
merce che quello «a chiare e one¬ 
ste note» gli offre (é la bellissima 
Mancato acquisto). Evita di ri¬ 
spondere ad un <antinicre» che 
gli propone di brindare alla morte 






/ii 




















Moravia In un ritratto di Domenico Colantoni (dal libro «Alberto Moravia» di Renzo Paris edito da La Nuova Italia) 


di Dio, confessando il propno ma- 
les.sere e il proprio non poter par- • 

■ teciparc a quella gioia 0 - la poe¬ 
sia Enfasi a parte, che si conclude: 
«Era il giorno/ - gelido - di Nata- , 
le»; e quante considerazioni si po- , 
irebbero fare, a partire proprio da . 
questa poesia, su quell’aura .scon- , 
volgente «morte» che .si é avuta nel 
Natale del 1991, con l’ultimo tri,sle 
discorso di Gorbaciove la fine del- 
l’UissI). ■ - - ■• 

La parola postuma di Caproni 
vuol es.scre anche un atto di fedel¬ 
tà verso quella cosa da sempre 
«pierduta. che é la poesia, verso la • 
sua capacità di dire cose essenzia¬ 
li del mondo soltraondosi a so 
stessii c al mondo, trovando la sua 
forza nella sua stessa fragilità e 
leggerezza: a.s,solutamentc im- ■ 
prendibile c «m.soslcnibilc« 0 la 
leggerezza e la «verità» di questa 
poesia, a cui fini.scono per stare 
un po’ stretti i panni metafisici c 
profetici, le ambiziose pretese di 
definire percorsi «ultimi», di indivi¬ 
duare regioni «al di là», di scoprire 
nella «fine» l’inizio di chissà quali,, 
nuovi orizzonti e modelli, clic vi 
sovrappone l’introduzione di 
Agamben (un’introduzione certo 
intricante e ricca di suggestioni, 
ma lontanissima dalla leggerezza, 
dall’ironia, dalla discrezione del 
vecchio poeta). 

La scnttura di Manganelli si é 
posta sempre, da se stessa, pro¬ 
prio come voce «postuma», comu¬ 
nicazione da un «oltre» funebre, 
confronto della vita con la sua ne¬ 
gazione. cerimonia che si svolge 
perpetuamente «al di là-, riattra- 
versando airinfmilo l’iininenso re¬ 
pertorio di simboli della tradizio¬ 
ne della letteratura c del mito: il 
lungo monologo Izi palude defini¬ 
tiva, Adelphi, .sembra mellea-, fin ’ 
dallo stesso titolo, il suggello fina¬ 


le al lungo avvolgersi del linguag¬ 
gio deirautope nella palude di cui '' 
pullula l’universo, nel fitto e ine¬ 
stricabile intreccio di figure c di ar- ... 
chetipi di quella tradizione che - 
per lui viva solo in quanto postu¬ 
ma, congelata fin dall’inizio in un . 
segno mortale. Manganelli proce¬ 
de qui nella sua negazione ostina¬ 
ta. che, por sua stessa natura, non 
corca mai soluzioni nuove, ma si 
piega in un’interminabile ripeti- ■ 
zionc.chcognivoltanmettcincir- ‘ 
colo tutto il proprio sistema di me- - 
tafore e di archetipi, che ogni volta 
occasioni di trasmutazione c di re¬ 
versibilità. si prova continuamente 
a pas,sarc da un contrario all’altro, 
nel furore <li uno scindersi univor- ■ 
sale che é anche identificazione 
di lutto l’uiiiverso in un unico as¬ 
soluto e maligno. Tutto appare 
qui costruito corno un gioco di fi¬ 
gure artificiali, di finzioni che non 
coincidono in nessun modo con 
la realtà: ma sotto l’accumulo del¬ 
le finzioni si muovono alcuni irri- - 
ducibili dati materiali, frammenti '■ 
c momenti di realtà, barlumi di 
violenta .sofferenza, che contnbui- ' 
.scono ad allontanare quc.sta scrit¬ 
tura da quegli effetti puramente 
manicn-stici che spesso sono in 
agguato anche nel migliore Man¬ 
ganelli. 

La palude in cui viaggia e si av¬ 
volge la voce dell’io narrante (che 
naturalmente lascia trasparire 
molteplici dubbi sulla sua identità, 
insieme di vittima e di tiranno, di 
re e di .schiavo) 0 insieme luogo 
concreto e luo^ fantastico, defi¬ 
nito con precisione geografica e 
pronto ad evaporare nella più ne¬ 
bulosa incertezza, prigione strut¬ 
turale (costruita da una parola 
che produce vuoto e «fatica») e 
prigione esistenziale, labirinto e ' 
.selva, inferno c regno, teatro in cui ■ 


CI si scambiano continuamente le 
parti, in cui si é perscguiuiti e si 
perseguila. Se questo luogo è con¬ 
notato dall'umido c dalla putrefa¬ 
zione. dal suo stesso interno si al¬ 
lacciano continuamente i segnali ■ 
opposti del fuoco; con ossessiva 
reversibilità, l’umido e il secco si 
scambiano le parti, si afferma una 
continuità e quasi un’identifica- ' 
zione tra il fango e le braci, tra 
l’acqua c la fiamma, tra il putridu¬ 
me c la vampa. E, con un creiscen- 
do di sempre più rapida allucina¬ 
zione, come tirascinando con sé 
tutto un fitto passato di cultura e di 
storia, la voce parlante si muove 
alla line, in un buio notturno illu¬ 
minato da fuochi minacciosi, vcr- 
M una trasformazione tinaie e as- 
.soluta «verso una dannazione, ver- ' 
■SO la suprema, perfetta luminaria». • 
Gu-irdando questa finale, inevila- ' 
bile dannazione, che l’io postumo : 
attribuisce a se stesso e a tutta una 
cultura, avvertiamo ormai quanto 
sia lontana la ben diversa palude, ' 
palusputredinis, con cui il giovane 
Sanguineti aveva inaugurato, all’i- 
mzio degli anni 50, il suo Labonn- 
tus. il viaggio nella palude poteva 
allora apparire come attraversa¬ 
mento della contraddizione e del 
male per una rinascila, per la co- 
stnjzione di nuove diverse Ipotesi 
deH’umano; ora esso nega la pos¬ 
sibilità di qualsiasi ricomposizio¬ 
ne. giungendo a bloccare esisten¬ 
za e scrittura sotto il s^no di que¬ 
sta definitiva «dannazione». 

Alla più parziale dannazione 
del sesso rinvia il romanzo postu¬ 
mo di Moravia, La donna leopar¬ 
do, Bompiani, con la vicenda di 
un viaggio di due coppie borghesi 
in Africa, agitato da .sottili veleni e 
da un gioco di possibili scambi 
.se.ssuali tra le due coppie: il gioco 
é regolato soprattutto dalla moglie 


di Lorenzo (il personaggio sul cui 
punto di vista é impostata gran 
parte della narrazione), Nora, la 
«donna-leopardo», alla fine inco¬ 
noscibile nei suoi desiden e nei 
suoi misteri, e dal marito dell’altra 
donna. Colli, il cui improvviso an¬ 
negamento in un fiume .ifricano 
contribuisce a metter fine alla vi¬ 
cenda. I rapporti, gli scambi, i tur¬ 
bamenti, i movimenti, si svolgono 
tutti con rapida disinvoltura, con 
la «facilità» ben nota del Moravia 
grande artigiano, che ricompone 
le prevedibili e pierversioni di una 
ses.sualltà fatta di atti brumosi e 
troncati, di eccitazioni mai soddi¬ 
sfatte, in cui sembrerebbe incar¬ 
narsi chis.sà quale ricerca di cono- 
.scenza. Il mondo é un nastro con¬ 
tinuo, da cui sono sparite tutte le 
contraddizioni che non chiamano 
in cau.sa le ossessioni e i desideri 
di personaggi tutti concentrati su 
se stessi, pronti a liquidare in Fio¬ 
che battute grandi problemi uni¬ 
versali, in fondo incapaci di vede¬ 
re la difficile realtà in cui pure do¬ 
vrebbero essere immersi. '■ 

Questo ultimo romanzo conti¬ 
nua insomma la «maniera» tipica 
dell’ullimo Moravia: ma il suo in¬ 
teresse (che nessuna delle nume¬ 
rose inconcludenti recensioni in¬ 
censatone ha saputo indicare) sta 
forse proprio nel mondo In cui 
questa «maniera» sembra quasi ar¬ 
rivare ad una rarefazione, quasi 
cancellarsi per eccesso di disin¬ 
voltura c di facilità, Moravia non 
sonda qui nessun insondabile 
abisso della psiche o dello spirito 
umano (come qualcuno ha cre¬ 
duto di vedere); ma, con quel ni¬ 
chilismo che sempre si affaccia 
nel suoi momenti migliori (e che 
qui è anche nichilismo difensivo 
di vecchio scrittore), ci offre una 
vicenda assolutamente «vuota», 
disseminata di «segni» che non 
’, portano in nessun luogo, che ridu¬ 
ce l’eterna commedia del sesso a 
puro simulacro, a indifferente gio¬ 
co di marionette di paglia (e del 
resto, si può ragionevolmente cre¬ 
dere ancora negli affetti conosciti¬ 
vi o «uasgressivi» della rappresen¬ 
tazione del sesso, quando esso è 
da tempo alla mercè della quoti¬ 
diana e volgare esibizione pubbli¬ 
citaria, trasformato in «osceno» 
strumento dell’egoistico cinismo 
' dominante, negazione di ogni au¬ 
tentico «erotismo»?). i «■ ■> » ■ 

Forse in modo un ix>’ pirandel¬ 
liano (ma un po’ anche dalle 
«maschere» pirandelliane veniva¬ 
no I F>ersona^i degli Indifferenti), 
in questo romanzo |x>stumo il 
• vecchio Moravia, sempre «presen¬ 
te» e sempre «assente» sulla scena 
dell’attualità, ha giocato una beffa 
a' tanti suoi mediocri aptologeli: lo 
ha fatto recitando ancora una vol¬ 
ta la sua parte prevista c consueta, 
riattraversando una materia tanto 
' nota e consunta, come se essa po¬ 
tesse continuare in perpetuo, inin¬ 
terrotto accrescimento. Cosi egli 
sembra aver evitato ogni confron¬ 
to con la prossima fine della pro¬ 
pria esperienza, confermando la 
sua inestinguibile vitalità di narra¬ 
tore; ma ha anche mostrato che 
quel narrare poteva come annul¬ 
larsi, esibire con nichilista sapien¬ 
za la vacuità della propna materia 
c delle proprie ripetitive ossessioni 
; (e allora, chi meglio di Moravia 
può servirci oggi a capire non il 
mistero del sesso, ma la sua indif- 
' fetenza, il non senso a cui esso é 
: ridotto noll’uso che ne fa la nostra 
società’). • ■ ' 


partiene alla categoria dei 
grandi intellettuali. Lo scntto- 
rc ci dà un F>ersonaggio di arti¬ 
sta davvero plausibile, non 
una delle tante mezze ligure 
abbozzale da romanzieri po¬ 
veri di idee. A raccontare le 
proprie vicende ò un pittore di 
succes.so, che nei cupi simboli 
archetipici dei .suoi quadri 
vuole esorcizzare surrealisti- 
' camente una paura profonda 
di vivere. Ma gii istinti non si 
lasciano sublimare facilmen¬ 
te. Pur nella celebrità che gli 
arride, e che sente meritata, il 
protagonista resta abitato da 
un .sensodi colpa inespiabile., 
Questo turbamento ha ori¬ 
gine da una pulsione erotica 
distorta. Una omosessualità 
latente gli preclude il godi- 
■ mento pieno della femminili¬ 
tà: d’altronde, la sola donna 
di CUI si innamora perduta¬ 
mente cela dietro l’aspetto di 
dolcezza un sadismo sfrena¬ 
to. L’uomo non vuole abban¬ 
donarsi al masochismo auto¬ 
punitivo. Ma non può sfuggire 
a un bisogno prepotente di 
' castigo, anche se giunge a ca¬ 
pirne bene l’indole prevarica- 
' trice: un complesso edipico ir- 
ri.solto, e ingiustificaio. Suo 
padre era un mascalzone: un 


Neirultìmo Malerba la crisi deirio attraverso la vita di un artista' 

n Duemila senza ragione 


bancarottiere, fuggito dall’Italia 
senza lasciar traccia per rifarsi 
una vita in Canada sotto altro no¬ 
me, assieme alla migliore amica 
della moglie, da cui .iveva già 
avuto un figlio. 

Eppure, anche quando ormai 
ha accertato tutta la verità, il figlio 
non riesce a placare l’ombra pa¬ 
tema che lo perseguita. Cercare 
di allontanarsene, lo porta solo a 
impegnarsi in una fuga continua 
e inutile, dai suoi simili e infine da 
se sies,so. L’ultima beffa gli capila 
quando vede risorgere dinnanzi a 
sé l’immagine del padre nelle fat¬ 
tezze del fratello illegittimo: e co¬ 
stui compie lo stesso riconosci¬ 
mento nei SUOI confronti. Non gli 
rimane che rifugiarsi nella solitu¬ 


dinestanca di un’alle.sadi morte. 

Le pietre volanti ha una trama 
awenluros.irnenle romanzesca, 
che sfida con slroiilalcz:-a i criteri 
della verisimiglianza: nulla é pre¬ 
vedibile eppure lutto si ripete, in 
un gioco di coiiKidenze senza 
.scampo. Per questo .is|x»lto, si 
tratta di un libro molto leggibile; 
merce rara di questi tempi, quan¬ 
do al declino delle sofisticazioni 
neoavanguardi.stiche h. lai’-i ri- 
.sconlro l’affermarsi di una lellL-a- 
rietà elegantemente esangui 
Nondimeno, la pagina e luna in- 
tes.suta di riflessioni, limpide e 
smarrite. Il ■ protagonista é una 
persona intelligente, che da ogni 
fatto o fattarello tr<»e motivo per 
un dibattito interiore che non co- 


VITTORIO SPINAZZOLA 

nosce inizio né fine II racconto, 
in prima F>ersonu. si svolge nel 
presente immobile della coscien¬ 
za. dove il |)a.vsato non muore 
mal e il futuro ha cittadinanza, 
ixiiché la volontà disorientala 
non sii come costruirlo. Pure, l’i¬ 
stanza energetica di Ix! pietre vo- 
. latiti sra nel desiderio struggente 
di dare un .senso alla vita e di 
coinvolgere il lettore nella ricer¬ 
ca. fi questa tensione coriiunica- 
liva a rendere attraente, non lati- 
coso, un romanzo di autoanalisi 
dell’io 

Resta un’osserv.uione decisi- 
v.i l,ti sag.icia psicologica di cui 
Malerba offre |irova conduce a 
un approdo di verità tanto sem¬ 
plice quanto conturbante. Il pro- 


lagoni.sla capusce tutto di se stes- 
.so, si rende conto bene del carat¬ 
tere delle pulsioni regressive che 
lo .sovrastano. Ma questa con.sa- 
pevolezza non gli serve a nulla, 
non lo porta a realizzare libera¬ 
mente, felicemente se stesso. La 
coscienza non determina l’esse¬ 
re. insomma. I condizionamenti 
biopsichici da cui l’io é vincolato ’ 
possono anche venir illuminati ; 
con chiarezza tormentosa; non 
per questo ccs.sano di operare, 
anzi ne riescono ingigantiti. Si vi¬ 
ve soltanto reprimendo la propria 
ansia di pienezza vitale. * 

L’irnixilenza della ragione, l’i¬ 
nettitudine dell’intelletto critico, 
questo é il tema profondo dell’a¬ 
pologo narrativo di Malerba. L’ar¬ 
te conserva bensì la facoltà di sin¬ 


tetizzare nelle sue immagini, au¬ 
tentiche e inautentiche, verilerie 
e ingannevoli, la percezione del¬ 
l’obnubilamento in cui versiamo; 
ma non ò in grado di confortare 
le ferite che l’esFierienza pratica 
ci infligge. Ecco allora un auspi¬ 
cio, .se non una profezia: il nuovo 
Millennio accantoni per .sempre 
le vecchie illusioni e presunzioni 
orgogliose, per accettare il caos 
come l’unica realtà po.ssibile. È 
un paradosso aFtocalittico. si ca¬ 
pisce; ma testimonia con effica¬ 
cia l’angoscia dei ceti colti, nel 
clima attuale di fine della storia e 
cala.strofe dei sentimenti umani. 

Luigi Malerba, ■ 

■Iz; pietre volanti», 

Rizzoli, pagg. 272, lire 28 000 


N on é siala una traslomiazione faci¬ 
le quella dal Pci al Pds e. per molti 
aspetti, SI può dire che non è anco¬ 
ra una tnisformazione completata. 
Mentre il Partilo Democratico della ! 
sinistra si avvia alio sue pnme (non 
ultime) importanti elezioni, sembra uUle nprer- 
correre, anche criticamente, prorpio la fase di 
passaggio. Probabilmente, una comprensione 
migliore dei meccanismi politico-organizzativi ' 
attraverso i quali cambiano i partiti, anche quelli r 
che si reputano orgogliosamente diversi, può " 
servire a comprendere, c forse a su|>erare. alcu¬ 
ne Fiermanenti difficolta. Due sono le lesi cen¬ 
trali del saggio di Piero Ignazi, ricercatore di 
scienza della politica nell’Univeraità di Bologna. > 
La prima è che il mutamento nel Pc., del Pei, era ' 
stato troppo a lungo rinviato nella convinzione 
della leadership di poterlo rallentare, controlla¬ 
re, indirizzare a proprio piacimento, nella fidu¬ 
cia che l’organbczazione c la F>oliticd potessero 
dommare l’ambiente c gli avvenimenti oppure, ■- 
quantomeno, filtrarli. Invece, da un lato le ripre- 
tute sconfitte elettorali, dall’altro, il declino e poi 
il crollo del comuniSmo mondiale hanno opera¬ 
to come fattori incontrollabili intaccando signi- • 
ficativamenle la forza deH’organizzazione del 
Pei e incidendo sulla |X>litica dei suoi dirigenti. Il 
mutamento, nei suoi tempi, nei suoi ritmi, persi¬ 
no nei suoi effetti non era più nelle mani dei di¬ 
rigenti del Pei, tantomeno nelle mani dei giova¬ 
ni dirigenti emersi dopo il 1989, e non per loro • 
.solaresponsabilitàodebolezza. j,...', 

La seconda tesi è che il Pei era stalo troppo a * 
lungo e troppo succube dell’Unione Sovietica e 
de! Partilo comunista di quel paese, e, nono- ' 
stante i tentativi di dissociazione e di distanzla- 
mcnto, era ancora identificato fuem della sua 
orgnaizzazione, ma anche dai suoi militanti co¬ 
me un partilo se non fratello del Pcus a lui ec- - 
cessivamente legato. Questa vicinanza/suddi- • 
lanza si rivelò un problema politico e culturale 
di non piccola portata. Il legame con il sociali- ; 
smo reale diveniva con il passan- del t<»mpo 
sempre più imbarazzante, ma lo sforzo politico ■ ‘ 
e culturale por reciderlo fu al di sotto deile ne- ' 
ccssità, e se SI può affermare che roe'.’J dirigenti ù 
erano divenlaU increduli e scettici nguordo alla •) 
spinta propulsiva dell’Urss da tempo forse an- ! 
che per questo scetticismo non sept>ero e non 1' 
vollero portare le loro convinzioni fra gli iscritti e ' 
gli elettori comunisti, lo zoccolo duro del parti¬ 
to. Almeno questo é quanto rivelano i dati rac¬ 
colti e presentati da Ignazi. Un questionario di¬ 
stribuito ai delegati al XIX Congresso consente, *r 
infatti, di verificare lè divisióni’interne Vquesto ' 
strato Importante del Ftersonale partitico, di in¬ 
dividuare vere e proprie contraddizioni irnsolte. ' 
È questa la parte più interessante del volume di 
Ignazi che offre numerose spunti di interesse. 

Negli strati intermedi dell’organizzazione del 
Pei il distacco dall’Unione Sovietica é consuma¬ 
to, ma non viene accompagnato dalla critica - 
esplicita dei tratti illiberali e delle carenze socio- 
economiche. Il modello di .socialismo è indivi¬ 
duato nella Svezia, mentre permane un’amplis¬ 
sima area di antiamericanismo e di anti-^to ' 
d’Israele, di cui viene negata la democraticità. 

La Comunità EuroF>ea é un’opzione accettata, ■ 
mentre alla Nato si nega qualsiasi prositività. ; 
L’autore conclude rilevando com,-ttamente la J 
persistenza tra quei delegali di «stereotipi popu- * 
iisti-antimpenalisti» duri a monte, nonostante la • 
scelta (xcidenlale e filo-atlantica di un quindi- ■' 
cennio fa. Sulle tematiche socio-economiche i ; 
delegati esprimono posizioni sostanzialmente 
anti-capitalistiche e sindacal-populiste che si • 
collocano qualche passo indietro rispetto alle 
F>osizioni ufficiali della leadership e dei docu- ■ 
menti programmatici. Tuttavia, la riderinizlone r 
ideologica, inaugurala dalla svolta di Occhetto, - 
ha avuto successo in particolare per ciò che at¬ 
tiene raffermazionc di una politic.i dei diritti e 
in .secondo luogo per l’individuazione di un nes¬ 
so stretto fra mercato e democrazia. Due terzi . 
dei delegali ntongono che resistenza del mer¬ 
cato sia indispensabile per una società «giusta». 
Ma la coclusione più importante cui prerviene 
Ignazi nguarda le differenziazioni interne al 
gnippro dei delegati. . . 

^no i professionisti della prolitica, vale a dire 
coloro che hanno un rappxarto più stretto con ' 
l’organizzazione, pierché funzionari o semplice¬ 
mente perché più attivi che si rivtrlano «molto ■ 
più duttili e adattivi nei confronti delle temati- , 
che più innovative». Ancor più specificamente, ; 
«SI può affermare che gli alfieri del mutamento < 
sono rappresentati da quella fa.scia di quadri in- ' 
termedi legati in qualche modo alla vita dell’or- 
ganizzazione (e quindi suoi difensori) e conno- - 
tati da una collocazione di sinistra moderata, • 
probabilmente coincidente con l’appartenenza • 
alla componente riformista». Se le cose stanno 
cosi, so ne possono attendere due esiti. A meno J 
di sconvolgimenti elettorali, i professionisti in ; 
senso lato dell’organizzazione, in special modo ' 
se premiati dalle urne, riprenderanno il control- ■ 
lo del partito e cercheranno di meglio ridefinire r 
la strategia di mutamento riformista. In secondo ' 
luogo, diventerà finalmente prossibile tentare di 
costruire un modello di partilo che vada anche 
oltre la cla.vsica tradizione socialdemocratica e 
che nasca a combinare elementi di un radicali¬ 
smo civile con clementi di un laburismo politi¬ 
co, Naturalmente, è sempre un po’ ozio.so, per 
quanto pos.s .1 essere esercizio intellettualmente 
significativo, elaborare i modelli di partito a ta¬ 
volino. Tuttavia, se la forza del Pci consistette 
anche per lunghussimo tempo nella sua orga¬ 
nizzazione e nei suoi organizzatori, é davvero 
plausibile pensare che il Partito democratico 
della sinistra possa fare a meno di un’organizza¬ 
zione radicala e capillare per quanto, ovvia¬ 
mente. ndefinita negli obicttivi e democratizza¬ 
la’ È praticabile il riformismo in assenza di 
un’organizzazione coerentemente - riformista? ■ 
La risposta teonca é persino troppo facilmente ' 
negativa. Quella pratica, anche se non sarà defi¬ 
nitiva, stiamo per averla. . • ■ - ■ , . , 

Piero Ignazi 

«Dal Pei al Pds», 

Il Mulino, pagg.176, lire 18.000 










LUNEDÌ 23 MARZO 1992 


PAGINA III LWÌTÀ 


■ ■ ■ BUCALETTERE ■ ■ ■ 


Caro Direttore, 

Piergiorgio Bellocchio nella sua interessante aibnca Oggetti 
smarriti ha ricordato la scorsa settimana la figura di Danilo 
Montaldi, citandone libri esemplari come Auìobioi^rafie della 
legfiera, Milano Coreac il saggio sulla politica del Pei: Belloc¬ 
chio si soffermava in particolare su questo testo deducendo¬ 
ne un giudizio tanto netto da apparire manicheo. Bellocchio 
scrive di sistematica divaricazione tra le scelte strategiche del¬ 
la direzione comunista e gli interessi, le lotte, le speranze del 
proletariato. 

Credo che le critiche alla politica del Pei in quegli anni 
(Montaldi si riferisce ad un cinquantennio di storia tra li '19 e 
il 70) siano lecite e possano essere numerose. Credo che si 
possa giudicare «moderata e statalista» la .svolta voluta da To¬ 
gliatti. Ma credo anche che il giudizio dovrebbe essere più ar¬ 
ticolato. rispettoso di un contesto di estrema difficoltà (che 
quella .svolta rese neces-saria e quindi giusta anche se doveva 
comportare quella divaricazione) e di adesione ad una scelta 
di realismo politico (contro velleitarismi e utopismi) che pu¬ 
re qualche risultato ha obiettivamente fornito (se si hanno a 
cuore gli interessi di quel proletariato, che si vuole difende¬ 
re). Come la storia sta a dimostrare. Altrimenti si rischia solo 
di dar man forte a chi quei progressi, magari pochi, ha sem¬ 
pre contrastato. Nei fatti, non solo nei giudizi. E in tempi elet¬ 
torali forse non è il caso aggiungere favori a chi ne riceve già 
tanti. ... , , , .. - ■ 

Guglielmo Pozzi (Rho-Milano) 


GUERRA E MEMORIA 


1944: diciottenni 
che ci governano 


FOLCO PORTINARI 


D 


ire che 1944 fu un 
anno tembile e 
decisivo nella 
.stona del mondo 
_ è dire cosa di su¬ 
perflua ovvietà. È 
quello il momento in cui le sor¬ 
ti della guerra si capovolgono, 
senza più scampo alcuno, ma 
ù pure il momento in cui si la 
chiarezza in molle coscienze. ■ 
nell’esplodere dello contraddi¬ 
zioni e assieme della più tragi¬ 
ca recrudescenza della «cnmi- 
nalilà» di guerra, ultimi colpi di - 
coda degli agonizzanti fa.sci- 
smi. disperati quanto crudeli. 
Deportazioni, fucilazioni, mas¬ 
sacri, non meno d'una rincor- 
sa. per restare in Italia, vento 
teorizzazioni ideologiche e 
strutturali che apparissero in ' 
vesti ' rivoluzionarle. Come il ' 
massollnlario recuperò del suo ' 
giovanile socialismo massima- ' 
lista trasferito nel massimali- '' 
smo fascista, o come la novità 
Istituzionale repubblicana. 
Era, quella, una .strategia di 
consenso disperata ma non • 
priva di seduzioni polenziaji, ' 
specie tra i giovani più inquieti. 
Non che fosse la stessa cosa - 
scegliere l’uno o l'altro campo . 
opposti, ma si trattava spesso 
di ansie analoghe o analoga¬ 
mente motivate. . . . 

È un fenomeno generazio¬ 
nale del quale incominciamo ' 
a renderci conto adesso, dopo 
cinquant'anni. Mi riferisco, ò 
chiaro, ai più giovani di allora, 
non ancora ventenni, ai quali 11 
mondo apparve di colpo in 
una caotica lacerazione, disar¬ 
mati com’erano perloppiù, so- 
• pra la quale potevano nutrirsi . 
opposte utopie e ideologie, in , 
un mas.simo di tensione. Nes¬ 
suno proprio se ne reso conto? 

E no, non posso dimenticare, ’ 
per esempio, un bel romanzo 
del ’53, Tiro al piccione, di Gio- , 
se Rimanclli, su questo tema, 
di uno che l’aveva sperimenta¬ 
ta sulla sua pelle, l’avventura, 
dalla parte dei perdenti. • • 

• Questa riflessione mi ò par¬ 
sa opportuna per dire con. 
quanta attenta simpatia mi sia 
accostato al nuovo libro di Vit¬ 
toria Ronchey, l944.Ma il ro- . 
manzo della Ronchey non mi 
e piaciuto, in quanto romanzo , 

' (che è pur sempre un «gene- 
re»), benché sia un libro da 
leggere, in quanto libro (che ù 
pur sempre un documento), ' 
perche mi pare un romanzo 
narrativamente irrisolto, come ' 
se l'autrice ci fosse dentro fin 
troppo, fin troppo compro- 
mes.sa con quella stona; come 
se fos.se preoccupata di restare 
fedele alle sua storia, a quella - 
verità, benché nella finzione 
strutturale, di ricostruire quella, 
hic et nunc, precisa atmosfera. 
Eccola la parola, atmosfera. Mi 
sento, infatti, subito obiettare: 
•Si respira l’aria che si respira¬ 
va a Roma in quell’anno latidi- 
co«. Può darsi, ma può darsi ■ 
che ciò comporti, perche sia ‘ 
percettibile, l’intervento e la 
mediazione della propria ' 
esperienza, della memoria, - 
che ò ciò che meno conta, o 
dovrebbe, nella lettura di un 


romanzo. O ne segna i limiti. 

In realtà si tratta davvero di 
un romanzo d'atmosfera, se lo 
ripetono i recensori. E l'atmo¬ 
sfera è in 1944 l’elemento do¬ 
minante aH'intemo della tra¬ 
ma; rcvolvcrsi, variato rispetto 
agli eventi storici, delle biogra¬ 
fie (delle scelte politiche) di 
alcuni giovanissimi romani 
della piccola-alta borghesia. 
Ma questa evoluzione, che co¬ 
pre un anno appena, mi pare 
che sia narrativamente un po¬ 
co schem-atica. quasi volc.sse 
(e vuole), oltre il clima, dimo¬ 
strare qualcosa moregeomelri- 
co. Che so lo vie del Signore so¬ 
no Infinite, figuriamoci quelle 
dei sentimenti, delle passioni, 
delle ideologie. E tutto le scel¬ 
te, spixie a 18'antii e in quella 
situazione, sono giu-stificabili o 
comprensibili.' se • fatte con 
o.nestà. Questo è il scaso o si 
può convenirne. Con in più 
una dose di awonturosità spe¬ 
ricolata mista a innocente ma¬ 
lizia, in che sta il romanzo.sco. 
Non dico che le cose non stes¬ 
sero davvero corno le rappre¬ 
senta la Ronchey. Ma se l’at¬ 
mosfera comporta esperienza, 
l’esperienza storica di quél- 
ranno, per essere io al Nord, fu 
ben diversa, per cui mi ò facile 
riconoscermi invece (se que¬ 
sto ò il problema) in quell'an¬ 
no visto da Bocca nel Provin¬ 
ciale. Un caso picrsonalc? No 
no. È che non possiamo lar fin¬ 
ta di non sapere com’ò andata 
a finire, quello .schermo ò ine¬ 
vitabile, e lo sa anche lei. l'au¬ 
trice, ed ecco che la sua trama 
si schematizza .su più storie pa¬ 
rallele che alla line converge¬ 
ranno verso un esito risolutivo 
(con tanto di colpo di scena 
che rimette tutto in gioco) o di¬ 
mostrativo. La gran Storia non 
si ò sedimentata, il cordone 
ombelicale non s'O staccato. 
Potrebbe essere un romanzo 
moraviano (la «mano- di Affo- 
.•nino) ma non c’ò Moravia. 

L’idea ò buona, lo intenzioni 
.sono buone, di costruire un li¬ 
bro antieroico attorno a un pe¬ 
riodo eroico ed eroicizzato (a 
Roma lo fu come a Milano o 
Tonno?), una specie di «edu¬ 
cazione» o avviamento iniziati¬ 
co e .sentimentale verso l'Italia 
quale ce la godiamo oggi, pe.s- 
sima c governala da quei di¬ 
ciottenni di allora. Perciò cam¬ 
bio regi.stro, mi metto in un’al¬ 
tra disposizione, non lo leggo 
più come un romanzo manca¬ 
to ben.sl come un documento, 
di una testimone che racconta 
in qual modo visse quei mo¬ 
menti, in un luogo particolaris¬ 
simo anche socialmente par¬ 
lando, Roma capitale d’Italia. 
Più tenta la mimesi d’una cul¬ 
tura specifica o più mi sembra 
di sentirla testimoniare. appa.s- 
sionalameiUe attaccata alla 
memoria in ognuna delle 360 
pagine. Ricordi della nascila di 
una generazione. È da questo 
' punto di vista che per me ha 
da es.scr letto 1944. 

■ Vittoria Ronchey 

-1944., Rizzoli, pagg. 360, 
lire 25.000 


«IL GIUDICE RAGAZZINO» 


■■ Giovedì 26 marzo, ore 21, 
a Palazzo Dugnani a Milano, 
Gherardo Colombo. Corrado 
Stajano e Giuliano Turonepre- 
sentano il libro di Nando Dalla 
Chiesa «11 giudice ragazzino» 
edito da Einaudi. Il libro riper¬ 
corre la vita e la morte del giu¬ 
dice Uvatino, sostituto procu¬ 
ratore di Agngento, morto a 38 
anni il 20 settembre 1990. in un 


È uscito rultimo romanzo dello scrittore svedese Per. Olov Enquist. 
Dallapuntigliosa rievocazione delle prime associazioni operaie ; ai . forti 
temi deirinfelicità e del peccato. 

Musicanti a Brema 


GIOVANNI GIUDICI 


Giovanni Giudici presenta 
qui «La partenza dei 
musicanti», romanzo di Per 
Olov Enquist (edito da 
Iperborea, pagg. 370, lire 
28.000). Il cinquantottenne 
Enquist ò uno degli autori 
di punta della letteratura 
svedese; ha scritto drammi, 
saggi e una ventina di 
romanzi. Il suo primo 
successo lo ebbe nel 1964 
con 11 «Quinto inverno dei 
magnetizzatore», cui 
seguirono «Hess» ( 1966), il 
Ubro-inchlesta «1 legionari» 
del«1968 (raccoltadi 
testimonianze di 167 
cittadini baltici fuggiti 
dall’Unione Sovietica) sino 
a «La biblioteca del 
capitano Nerao» del 1991. 
Tra I drammi, «I serpenti 
della pioggia» e - 
«Strindberg: una vita». 


del buio settentrione; ed è 
merito di una piccola e illu¬ 
minala casa editrice (che m 
fregia appunto del nome di 
•Iperborea») se adesso affio¬ 
rano tra noi più frequenti i ti¬ 
toli di letterature nordiche di 
tutto rispetto e, in particolare, 
di quella svedese. Qualche 
nome? Stig Dagerman, per 
e.sempio, .suicida a trentun 
anni del 1954; c ora que.sio 
allettante Enquist, tradotto 
da Fulvio Ferrari con lodevoli 
scatti di invenzione a rendere 
un parlato tra biblico e dia¬ 
lettale. Chis.sà quale faccia 



ancora bambino, meraviglia¬ 
lo alla vista di un tale che pe- 
.sca estraendo dalla propria 
bocca le esche vive). L’obe¬ 
so pc’scatore forestiero si 
chiama Johan Sanfrid Elni- 
blad e si ò spinto nei de.solati 
villaggi dell’estremo nord del 
golfo di Bornia per un’ingrata 
mi.ssione; organizzare i lavo¬ 
ratori delle segherie contro i 
padroni. La difficoltà del 
compito ù che, padroni a 
parte, quei lavori non voglio¬ 
no affatto saperne di essere 
organizzati e difesi: inibiti dal 
bisogno e, più ancora, da 


s 


1 può scrivere dei 
destini generali 
narrando 1 casi di 
umili persone 
confinate nel gelo 
e nel silenzio di 
sperdute contrade. È po.s,sibi- 
le capir meglio il presente e 
persino anticipare 11 futuro 
.scrutando nei vi.sceri del pas¬ 
sato; ò ancora, illustrare la 
nobiltà e il coraggio a partire 
da paura, debolezza, miseria 
e abiezione. E, infine, c’è chi 
sa ascendere dai nudi dati di 
un arehivio storico del movi¬ 
mento operaio al cielo di 
una forte invenzione poetica. 
Non è un caso che a un per¬ 
sonaggio tutto sommato non 
jdi primo piano della Parten¬ 
za dei 'rniìScdnti, 'romanzo ' 
del cinquantottenne .svedese 
Per Olov Enquist, l’autore at¬ 
tribuisca o faccia attribuire il 
singolare merito di «svolgere 
un ruolo di stimolo per il sin¬ 
dacato come tramite tra il 
Salvatore o il Socialismo», 
due apparenti estremi che 
l’odierna cultura egemone 
oggi si adopera gioconda¬ 
mente a rimuovere. 

Sappiamo poco degli Iper¬ 
borei. gli antichi, gli abitatori 


farebbe un Enquist .se gli si 
■ andasse a parlare di «deco- 
, struzionismo» o di altre anzi- 
cocolature 'di certa critica 
moderna, che in una recente 
intervista con Enrico Regaz- ' 
zoni su Repiihblica ridicoliz¬ 
zata dall’inglese George Stei¬ 
ner nel suo rivendicare il «pri¬ 
mato dcH’opcra». 

Enquist ha al suo attivo 
una ventina di romanzi, ma 
egli è anche autore di teatro 
ed ha firmato nel 1984 la sce¬ 
neggiatura di una biografia 
televisiva di Strindberg. E ciò 
noteremo per rilevare ap¬ 


punto la sua non comune 
perizia nel giustapporre nel ; 
montaggio di questo roman¬ 
zo dati di provenienza diver- 
' .sa; dal documento (diceva- ■ 
mo) d’archivio alla poesia 
del paesaggio, dalle storie in¬ 
dividuali in cui i personaggi 
prendono carattere e corpo a 
una memoria lamiliare che si 
sdoppia nella memoria di 
una memoria (quella del 
narratore stes.so e quella di 
colui che ha narrato al narra¬ 
tore. il vecchio e ormai de¬ 
funto Nicanor WikstrOm che 
nella prima pagina si affaccia 


una bigotteria fomentala in 
, funzione dello sfruttamento, 
sono proprio loro i primi «ne- 
' mici» deir«agitatore»; o que¬ 
sti, a sua volta, non è quel 
■ che si • direbbe un «eroe», 
bensì un pover’uomo costret¬ 
to a guadagnarsi con quel 
mestiere la vita, dovendo fare 
i conti già a quaranl’anni con 
una prostata che non gli dà 
pace e avendo a casa una 
moglie bi.sbelica con quattro 
figli dei quali uno idiota. E 
poi Emblad ha anche tutto il 
diritto di avere • paura: i lo 
braccano coi cani, lo cattura¬ 


no con l’ingenua complicità 
del piccolo Nicanor che egli 
credeva amico, lo legano a 
un albero: una sorta di croci¬ 
fissione .simbolica. In seguilo, 
col pa.ssare degli anni, gli ac¬ 
cadrà anche di peggio; e a 
Nicanor. cresciuto f>oi dalla 
giusta parte della lotta, i cru¬ 
miri • taglieranno ■ ben , due 
centimetri di lingua, per cui il 
lettore si sorprende più di 
una volta a domandarsi qua¬ 
le possa essere stata la voce 
di Nicanor vecchio nel narra- 

■ re al narratore ciò che il nar¬ 
ratore narra a noi e nel tra¬ 
smettergli la vibrazione di 
quella misteriosa «arpa cele¬ 
ste» che di tanto in tanto lo vi¬ 
sita. Lo spazio non permette 
di esprimere qui tutta la ric¬ 
chezza di questo stupendo 
romanzo dove i tempi si sot- 

■ traggono alla norma di una 
succe.ssione ■; • ■' meramente 
mecc.nnica por articolarsi in¬ 
vece in un sistema quasi tea¬ 
trale di quinte smontabili e ri- 

• montabili; dove non esistono 
personaggi «secondari», per¬ 
chè anche la più fuggevole 
■comparsa» si presenta con 
un’intensità da protagonista. 
La tragedia dell’Infelicità e 
del peccato (che trova la più 
atroce espressione nel suici¬ 
dio dell’infelice e minorato 
zio Aron, dopo la violenza da 
lui usata suH’adole.scente 
Eva-Liisa) coesiste però col 
lento crescere di un barlume 
di speranza. Perchè, come 
insegna la fiaba da cui il ro¬ 
manzo trae il titolo, «c’dsem- 

; pre qualcosa di megNo della 
; morte». Nella fiaba compaìo- 
,, no, infatti, un asino sfianca¬ 
to, un cane senza denti, un 

• gatto vecchio e rognoso, un 
gallo che sta per finire in 
pentola. E, quando ognuno 

■ di essi si aggiunge alla com¬ 
pagnia. si trova sempre una 

' alno che gli dice: «Vieni con 
’ noi...» possiamo sempre (are 
” i musicanti a Brema...Se ci 
mettiamo a lar musica insie- 
me, vedrai che funzionerà». 


SPIGOLI 


INTERVISTA - George Steiner sul «chiasso» dei media. Manca Tarte vera?; 

n Narciso disperato 


PIERO LAVATELLI 


agguato sulla strada che porta 
ad Agngento. Livatino. che era 
in macchina, tentò di fuggire a 
piedi, ma gli a.s.sa.<»sini lo inse¬ 
guirono c lo uccisero in una 
.scarpata. Pubblico ministero in 
proce.ssi contro »cosa nostra». 
. in uno di questi Livatino aveva 
ascoltato Calogero Maiinino: 
aH’cpisodio Dalla Chic.sa dedi¬ 
ca un capitolo del libro 


L a rottura del 
«patto» tra paro¬ 
la c Mondonon è 
forse dovuta alla 

_ forza del dlacor- 

so scientifico, 
che sempre più cl paria di 
un universo materiale, In 
cui non ha più voce l'Inten¬ 
zionalità umana e l’Imma¬ 
ginazione poetica creativa, 
che lo poirolava di mitolo¬ 
gie? 

Certo, la consapcN'olczza della 
materialità del mondo ha ri* ' 
stretto, per un verso, Tambito 
della parola poetica, che cl im¬ 
maginava nella centralità del 
cosmo. Ora siamo più lucidi 
davanti alla vita. Ma il materia¬ 
lismo. per altro verso, ci ha 
spalancato Timmcnso spazio 
dello psichismo, ignoto agli 
«intichi. Ci ha mostrato le pro¬ 
fondità del mondo sotterraneo 
dell'uomo, in cui Tarlo creativa 
ritrova tutti i suoi funtasini Ui 
perdita della spazialità cosmi¬ 
ca esteriore ù cosi compensata 
dalTapnrsì di uno spazio inte¬ 
riore. di mondi possibili dentro 
le trame del crealo. So ci sfug¬ 
ge questo nodo, ci chiudiamo 
nel frammento. nelTocculti- 
srno, nclTa.strologia del quoti¬ 
diano. Non guardiamo più le 
cose nella luce; non vìviamo 
più in modo sconvolgente, co¬ 
me Pascal, l grandi spazi in cui 
Tuomo ò nulla. È uno dei mille 
segni dei nostri tempi che a 
New York, come a Milano, si 
f>crtino occhiali .scuri, che na¬ 
scondono lo sguardo c im- 
buiano le cose. I) nostro dio 
non ò più Apollo, immagine 
della luce; ù un Narciso dispe¬ 
rato. 

Ma t’artc moderna, da Leo¬ 
pardi a Kafka, s'è beo mossa 
in questa consapevolezza, 
non ha chiuso lo sguardo 
anche davanti alla luce dei- 


«L'arte è U, dove nasce la coscienza; alla 
sua radice, le Icone narrativa mostrano 
«Vere Presenze». 11 miracolo della 
Creazione. Dopo Van Gogh I cipressi sono 
fiamme. Ma Tarte, oggi? Pornografia 
dell'lnslgnlfScanza. Nel vuoto della 
chiacchiera accademica, nel chiasso della 
notizia gÌomallsUco>lelevlstvav Chi più 
ascolta, nel silenzio, la Parola-Mondo?» 
«Vere Presenze» è il titolo dei saggio di 
George Steiner In questi giorni in libreria, 
fGarzanii,pagg.2z7, lire 32.000) l'autore 
docente di letteratura a Cambridge e a 
Ginevra, che parla in un suo curioso 
Italiano che rende suggestive, con 


rintonazlone Ispirata c sommessa, le 
sgrammaticature del non detto, i vuoti 
lasciati In sospeso. C'è un libro * dico - che 
lui legge e rilegge, lo «Zibaldóne» di - 
Leopardi. Viene già dopo la rottura del 
patto tra Parola e Mondo, ma èancoraun 
interrogarsi-dal di dentro-sul senso 
dell'uomo, della vita umana nell’universo. 
La rottura de! patto tra Parola e Mondo ò, 
per Steiner, la vera e grande rivoluzione 
che definisce la modernità. «Prima, la . 
pfiurola poetica era tutt'uno col cosmo, ' 
Immaginava la vicenda umana nelle 
mitologie della creazione. La parola era 
Tessere, la cosa». , . 


l'assurdo e della nullità. E 
ora, che sembra a un punto 
morto? 

Oggi, la creazione artistica C 
piena di paure. Illuminarsi 
d'immen,so de.sia sospetto. E 
un’arte che vivacchia di simu-. 
lacri di arte, è uno specchio di 
specchi, È il formalismo dentro 
li formalismo; un gioco di vir- 
tiiosisini (ormali. Siamo ncITe- 
là del bizantinlMiio. SulTuo- 
mo, dentro la grande sfida del¬ 
la vita c della morte, si è calato 
il sipario. Invece, ogni grande 
O|.)ora d’arte 0 una cartolina al 
Messia, Un ctos per .sgommare 
la crudeltà della vita, per cam¬ 
biarla. per aprile alternativa al- 
Tesi.slcntc. Ci troviamo invece 
.sommersi da una p.seudo-artc, 
che ò una collezione di triviali¬ 
tà, dettala dalle moderne Muse 
del mercato e del |X)tere. 11 fal¬ 
lo in vetro del Mister della Cic- 
ciolina ò in vendita a SOmila 
dollari. Lo scandalo ò nel prez¬ 
zo, non nella volgare riprodu¬ 
zione pornografica. 

Lei è favorevole a una censu¬ 
ra della pornografia e delia 
violenza? 

Posso pensiirc a (orme di cen¬ 
sura per proteggere i bambini 
da rappre.senriizioni di sadi¬ 
smo e di pedofilia. Ma ho trop¬ 


po rispetto per la mente uma¬ 
na per chiedere una censura 
sulle trivialità della pornogra¬ 
fia; l'educazione al gusto do- • 
vrebbe servire qui da vaccino. 
La censura, del resto, è stata 
madix‘ della metafora. Nel va¬ 
cuo del nuovo mondo di Di- 
sneyland. dove tutto si omolo¬ 
ga. «sarà difficile per l’arte wni 
trovare un nemico tanto sotti¬ 
le. Bizantinismo accademico e 
Disneyland congiurano en¬ 
trambi per far mancare un ter¬ 
reno per l’arte vera. Nella tivù. 
re«spcranio delTuomo moder¬ 
no, non può abitare Tartc; ogni 
vera creazione ò ribellione ma¬ 
turala nel silenzio. Ma dove 
trovare silenzio nel mondo del 
rock? Dove trovare libertà nei 
copioni sorvegliali dalle buro¬ 
crazie? 

Lei ftcrive: esUte la creazio¬ 
ne estetica perché esiste la 
Creazione. Ma, per chi non 
crede, non c’é forse spazio 
per un’arte laica, che trova li 
suo senso nelle opere che 
esaltano la creatività uma¬ 
na? 

Finora il modello dclTartisla ò 
stalo di sé come «alter deus». 
Michelangelo e Picasso si sen¬ 
tivano ormai mani di una •l'on- 
trocreazione*, artefici presi 
dentro una sfida mortale con, 


c contro. Dio. Oggi si pone la 
questione; può trovar vita e svi- ’ 
lappo una nuova arte atea? È * 
po.ssibilc; ma non sarebbe la 
stcs.sa cosa. La questione della , 
proscnza/a.s.scnza. - per chi 
crea, dì un archetipo creatore ^ 
non ò una questione seconda- • 
ria. triviale. L’arto sì nulrc dì ' 
grandi «sfide. Una che la investe 
ò: imita c«s.vi, 0 «segno della 
creazione divina, o no? Il lilx?- ' 
ralisino di mercato, il pragma¬ 
tismo c Tossoquio alle mode 
sono miseri mezzani; non su¬ 
scitano idee, slide drammati¬ 
che alJ’csistenle. grande . 
narrativa latino-americana ha 
le «sue radici nclTimpegno con¬ 
tro l'orrore, la barbane e le cru¬ 
deltà del mondo. Ma cosa può 
venire da .società dove tutto ò 
ovattalo. do\rc . l’alienazione 
non fa .scandalo c il conflitto 
.sulle idee di civiltà ò rimo«s.so? - 
Cosa può venire da società in 
cui il conflitto ò tra Cossiga. - 
Andreott» c soci? Un'arte senza 
elos, die segue le mode, ò 
un’arte morta. Leopardi lia ‘ 
pronunciato un’analisi profon¬ 
da, irrefutabile, della moda, di¬ 
cendo solo; la Moda é la ma¬ 
dre della morto. 

La linguistica d'oggi ha me»- 
HO al centro il dialogo c U 
»uo attore, l'uomo dialogan¬ 


te. Tutta la sua polemica 
contro li vaniloquio influito 
di post-sinitturaUsti, deco- ‘ 
struzlonlstt, pseudo-palcoa- 
oallstl c fiimUl, che negano ] 
la stessa possibilità del dia- ' 
logo, va ancb'essa nel senso 
di ridargli ccntmUtà nell'e¬ 
sperienza umana? 

Nel mio «saggio Dopo Babele, ‘ 
die verte nulla crini della /e»/uo- 
litù, metto in luce un certo rnh 
sticisrno che oscura, nel hm 
guagg/o, il dialogOr di modo 
ch'asso risulta essere necessa¬ 
rio, ina inadef^uato. Capire ra¬ 
mante é la più difficile delle im¬ 
prese. Il mio modello di dialo¬ 
go ò impcivìo: é il modello del 
Lof^n con VAltro, con Tas.scn- 
za-pre«si*nz.d di Dio. È come un 
monologo a ducvoci; ò il grido ' 
nella notte. Non ha niente a ; 
che vedere, però, col narcisi¬ 
smo del non-a«scolto degli altri, 
del parlarsi addos.so, chiusi • 
nelTeco della propria voce. È 
corto che dove manca la lettu¬ 
ra, Ta.scolio e il dialogo - e tra i 
giovani ò una mancanza .sem¬ 
pre più prc<xcupante - si va 
verso un imbarbarimento del- 
l'uomo, che ò - come dice Pla¬ 
tone ~ un ■animale parlante^. 
Ui tendenza ò a un silenzio 
elettronico inimonso. alla pa¬ 
rola prestabilita dalla macchi¬ 
na. Una caduta a zero delTin- 
veniivilà. Recenti indagini sui 
conversari dTamoro tra adolc- 
.scenti ci mostrano come, nel- 
i’iniimilà, CS.SÌ .si .scambino frasi 
coniate dalla pubblicità, paro¬ 
le pre.so dai fotoromanzi. An¬ 
che l'orgasmo diventa una 
convcuizione linguisticamente 
prefabbricata. Non so se an¬ 
che qui in It.ilia: ma è triste ve¬ 
dere che nel paese della Vita 
Nuova di Dante e del Canzo¬ 
niere dì Petrarca, ci sia oggi un 
partilo delTamore, pronube 
MoanacCicciolina. ■ , , «• 


In Italia, dove è quasi impossibile farc ia conta dei 
premi letterari - ne sfugge sempre qualcuno - ò opi¬ 
nione comune che i premi principali siano mano- \ 
vrati dagli editori. Che quello dei premi sia un mer- 
calo, tutti lo sanno, anche, se è raro vederlo scritto ■ 
pari pari. Si ha così Timpressione di una boccata ' 
d’aria leggendo su «Liber» (incluso nell’ultimo nu¬ 
mero deir«lndice») un breve pezzo di Bénòdicte Sì- ' 
monot dal titolo -Premio Goncourt: una libertà vigi- ; 
lata». Del principale premio francese, che fa vender 
moltissimo il libro che Io vince (fino a 600.000 co- 
pie), si scrive qui senza peli sulla lingua: ad esem- • 
pio delle tre Ccise editrici - Gallimard. Graset e le ' • 
Seuil, definite «il trio infernale" - che lo decìdono tra ;< 
di loro: -è un (buon) affare tra editori». LaSimonot • ■ 
ridicolizza inoltre recenti prese di posizione dei 
membri delTAccadcmia Goncourt, che cercano in¬ 
vano di ribadire la loro autonomia dalle pressioni 
editoriali «|)er riconquistare una legittimità che oggi * 
peraltro nessuno p>enserebbe dì riconoscere loro». * • 
Qui da noi. insistiamo, è difficile leggere un p>ez- 
zo come questo. Chi mai lo scriverà se, oltre a tutto. ■ 
tutti o quasi aspirano a vincere un premio che. noto¬ 
riamente, oggi non si nega a nessuno? Quanto poi a 
indipendenza... Beh, per dirla con Benni, da noi si è 
indipendenti solo dalle pressioni del governo alba¬ 
nese. ■ . , , □G.Ch. ’ 


MARIO DAL PRA 


Contro il sonno 
della memòria 


FULVIO PAPI 


A Mano Dal J-’tc ab- . 

biamo detto ad¬ 
dio poco tempo fa 
in una mattina mi- ’ 
lanose tonnentata 
da una neve su- 
perflua e ostile, ma dopo tanti 
anni passati insieme (chi n- ■ 
corda ancora, nel tumulto di 
allora, la notiziola sul giornale •' 
di una sola pagina del 27 apri- ^ 
le 1945 che diceva «Oijgi Dal ' 
Pra parla alla Radio.?), del tut- . 
lo increduli per il precipizio , 
dell’abbandono. • » 

A distanza di pochi giorni, li- • 
cenziata in ogni particolare, '• 
ma non veduta come oggetto 
grato, è apparsa la sua auto- ! 
biografia lilosofica. So qhc Dal 
Pra avevà,j,’fiitl, 
quanti non si possa immógma- 
re a pubblicare un’opera cosi 
latta, in cui l'oggetto Unisce , 
con l’essere lo stesso nanalo- 
ro, se pure in collaborazione, ■ 
molto ben riu.'Cita. con Fabio •> 
Minazzi, devoto o sapiente in •’ 
lunzionc di socratico intervi¬ 
statore. Dal Pra, per esempio, 
aveva l’irresistibile vezzo di io- • 
nere segreta l’impresa agli ad- . 
detti, ma non agli amici di altro , 
ambiente; il che mostra lo 
scrupolo. » profonda venatura 
morale di sempre e, Insieme,. ■ 
la passione, anche questo stile . 
dominarne ma, sempre più, ri- ., 
gorosamente ' nascosto, che ' 
egli investiva in questo scrino. ' 
purtroppro, finale. Lo prenderò '■ 
per il verso che avrebbe desi- ■ 
derato, la sua verità storica. , , 

Di Mario Dal Pra vi è un'Im¬ 
magine pubblica molto rispel- '. 
tosa, un poco monumentale, 
condensata per.!pj>iù s.ugli.ul- 
timi venticinque armi, memo- u 
ria un po’ breve, e tuttavia una _ 
immagine costruita anche con 
la connivenza del protagonista . 
che, come capita, l’aveva ma¬ 
turata o scelta. L'immagine è 
quella di uno storico della filo¬ 
sofia, direttore di una presti- , 
giosa rivista del campo, attento 
allo scrupolo filologico, alle 
fonti, alla bibliografia, diffiden- - 
te delle '■ interpretazioni che ■ 
non ascoltino con cura la voce 
dei testi, fiducioso che l’atten- ■ 
zione, il lavoro e la buona tee- ' 
nica siano per lo meno sufli- 
denti per navigare nella de¬ 
cenza. Por un personaggio che 
per tutta la vita mise la dedizio¬ 
ne morale (c il coraggio, pro¬ 
prio Il coraggio) al primo po¬ 
sto, quest’ultima era una que¬ 
stione pregiudiziale di etica 
professionale. Gli altri punti so¬ 
no senz’altro veri, ma dotti cosi 
sono troppo parziali, c prer.- 
dono un .senso un po' ambi¬ 
guo. . 

l'roppo parziali per Dal Pra 
che scrive; «La .storia non è sto¬ 
ria di singoli individui o di sin¬ 
goli pensatori, ma è, in modo 
eminente, stona di tradizioni 
concettuali al cui interno ogni • 
generazione interagisce varia¬ 
mente con il lavoro e il pensie¬ 
ro dell’età precedente». Questa 
è una storia difiicilissima da la¬ 
re che deve adoperare il pro- 
pno punto di vista liìosolico 
come luogo di ascolto del tem¬ 
po dei concetti, senza interve¬ 
nire con un coilo<ircuito sel¬ 
vaggio tra filo.sofia e storia del¬ 
la filo.soiia, tra verità c storia 
(come Dal ITa aveva preferito 
dire l’antico tema idealista). 
Una .storia simile l'ho letta, ben 
latta, da Ca.s.sirer c dai cassire- 
riani, Del resto Dal Pra amava 


molto uno scritto di Banfi del 
1933, "Concetto e sviluppo del¬ 
la storia della filosofia» (cen¬ 
trale anche per Arrigo Pacchi, 
suo ottimo allievo c vuoto, og- ’ 
gi, nella nostra vita) e stimava 
anche, di Banli, le «Osscrvazio- » 
ni sul naturalismo antico» del \ 
1951, che facevano eccezione r 
al tono di perplessità e di di- 
stanza con cui egli guardava 
alle cose impegnate, post-ltel- 
lichc, del maestro di Milano. A 
colpo d’occhio si vede che qui ■ 
vi è un’idea storiografica diver¬ 
sa dall’individuale storico del¬ 
lo storicismo idealista. ■'■ t . 

Nel ■ lavoro -«■ storiografico, 
contrariamente alle opinioni ' 
diffuse e riduttive, vi è una ere- 
dità ,di Dal Peaiàperta c molto 
problematica, dato che Dal Pra i 
(filosofia più filologia, amava i 
dire) non avrebbe mai rifluùito ; 
di atuibuire alla (llosofia il f- 
compilo di stabilire le «tradi- ' 
zioni concettuali» che non so- j 
no ■ evidenti, ma emergono ’ 
sempre dalla fatica del prcsen- 
le come sfondi dominanti sul 
nostro pìccolo nulla. » i 

Sin qui ho fatto i conti so¬ 
prattutto con l’immagine pub¬ 
blica di Dal Pra c con la neces¬ 
sità di un’attenzione più pro¬ 
blematica, ma il libro serve an- ; 
che molto bene per dissipare il ' 
.sonno delle memorie corte. ,* 
Dal Pra nasce come filosofo ■ 
teorico quando discute il reali¬ 
smo di ITollo por riportarlo al¬ 
ia inevitabilità dell’opzione 
della trascendenza. Poi con 
un’operazione, .diverso con- ■ 
cettualmente ma, negli efietti, ; 
molto simile a quella dei ìeolo- ' 
gl dello, «morte di.Dio>. ioaugu- . 
ra un’esperienza morale di tra¬ 
sfigurazione dei valori cristiani ■ 
in un’etica dell'azione dcll'in- • 
dividuo, della esleriorizzazic- 
ne del senso ne! mezzo della 
mondanità. Fu l'alone etico 
della sua Resistenza c. certa- ; 
mente, di quelli del grupjx) di 
«Giustìzia c Liberta». Un’aspe- ‘ 
nenza che costituiva il vissuto 
di quella sua avventura fifosofi- 
ca anlitcoricista e antimctafisi- 
ca che tu il periodo del «tra¬ 
scendentalismo deila prassi” e 
delle dispute intorno a questa 

■ prospetuva. »» -, . 

Noi, allora, non avevamo 
questo sapere e nemmeisa riu¬ 
scivamo a indovinarlo, e negli ' 
ampi vestiboli di via della Pas- ' 
sionc (dov’cra la facoltà di ■ 
Lettere) ferveva il discorso filo- 
.soflco, uno «spacca il capello 
in quattro», glorioso ncll.i sua 
abilità, un po’ deludente nel 
suo nsultato. Ora non ixjs.so 
naluralinente percorrere lutti i 
sentieri che Fabio Minazzi ha 
invitalo Dal Pra a riprendere, c 
in cui la «pericolosa» autobio- _ 
grafia si fonde sempre con una 
slorica «oggettività». Dire che ; 
•colpisce l’attenzione con cui 
Dal Pra si designa in modo de- 
, tinnivo nclt'area del «razionali¬ 
smo crilico». E molle aline vi¬ 
cende sarebbe interessante n- 
portare al cuore (ricordare). 
So, inline, che molto matenalc ,• 
è stato .scartalo da Dal Pra per 
pudore e discrezione: immagi¬ 
no facilmente che ci pos.sono 
essere sufficienti occasioni va¬ 
lide per ritrovarlo. 

MarloDalPrà ” 

Fabio Minazzi . 

. «Ragione c storia., 

Rusconi. Milano 1992, 

■ pagg.344, U'34,000 - 


4 


















PAGINA IV LvmA 


rn 


LUNEDI 23 MARZ01992 


MEDIALIBRO 


GIAN CARLO FERRETTI 


Più crescono 
meno leggono 


SOCIETÀ 


T opolino» è il più 
letto in assoluto 
(63,8 per cento). 
0 i giochi più diflu- 
M sono la bicicletta 
'■ ' 1^9) e gli animali 

eli peluche (76): dati che con¬ 
fermano una (ode tendenza 
tradizionale nelle scelte e nei 
comportamenti dei ragazzi ita¬ 
liani, alTintemo di una ricerca 
peraltro assai articolata e non 
pnva di novità. La Dosa si ri¬ 
presenta infatti con la sua in¬ 
dagine •Junior ’91», centrata 
SUI penodici per i più giovani 
ma estesa un pa' a tutti i loto ■ 
consumi cuilurali, ricreativi e 
rnatenali. Stimati in 5.314.0(K) i 
ragazzi italiani tra i 6 c i 13 an¬ 
ni. e assunto un campione di 
3 978 individui, la rilevazione ù 
stata condotta nel maggio-giu¬ 
gno 1991 (committenti, alcuni 
gruppi editonali). 

Nella cla.ssifica dei settima¬ 
nali letti negli ultimi tre mesi 
precedenti I indagine, «Topoli¬ 
no. (3 392 000 Icttonj ùsegui¬ 
to da «Cioè ( 1 .347,000) e «Cor¬ 
riere dei Piccoli» (1.234.000); 
in quella dei mensili letti negli 
ultimi dodici mesi, sono in te¬ 
sta "Zio , Papcrone» 
(1.472.000), •Papenno Mese» 
(1.'124,000) e «I grandi Classi¬ 
ci» ( I 080.(300). 

Ma il dato più interessante ù 
quello relativo alla lettura 
complessiva. I letton (nei tre 
mesi) dei nove settimanali 
presi in considerazione dall'in¬ 
dagine. .sono il 90.1 percento, 
e 1 letton (noi dodici mesi) de¬ 
gli undici mcasili sono il 66,2. 
Considerando poi tutti i venti 
penodicì. si arriva al 92: cifra 
vicinussima al 94 percento del¬ 
la audience televisiva giovanile 
(negli uldmi sette giorni). Per¬ 
centuali di lettura altussime, 
specialmente se paragonate 
alla lettura adulta. o.scillante 
nel 1990 tra il 75.6 per cento 
(18-24 anni) e il 41.1 (oltre 
64) por i settimanali, tra il 74.4 
e il Ì21,9 per i mensili (ste.s.se 
età), e tra 1148,9 (14-24 anni) 
e il 37 (55-64) per i quotidiani, 
rispetto a un consumo televisi¬ 
vo molto più alto. .... T 
.Molto estc.sa è anche la Ict- 
tuia giovanile di libri. Nell'ulti¬ 
mo anno precedente l'indagi¬ 
ne. il 66 p>cr cento dei ragazzi 
ha acquistato almeno un libro 
non scolastico, e il 70 ne ha 
letto almeno uno: uria percen¬ 
tuale quasi doppia di quella 
adulta, secondo l'ultimo censi¬ 
mento Istat degli anni ottanta. 

Si ritrova in tutti questi dati 
un fenomeno ben noto: il pro¬ 
gressivo abbandono della let¬ 
tura con il crescere deH'etù: fe¬ 
nomeno che chiama in causa 
(come si ù giù ampiamente di¬ 
mostrato in questa rubrica) la 
famiglia, la scuola, la produ¬ 
zione libraria per ragazzi e la 


A colloquio con Stefano Bermi per la messa in scena del suo primo , 
lavoro teatrale. La sinistra silenziosa, lo strapotere delle majors televisive L 3 »W 0 ntur 3 . 
e cinematografiche, Tindignazione che diventa routine. E allora... ^01 


politica complessiva dell'edi- 
tona italiana. Ne risulta inoltre 
sostanzialmente smentito II 
rapporto meccanico che spes¬ 
so viene superficialmente isti- 
' tuito. tra alto consumo televisi¬ 
vo c scarsa lettura. 

, Per quanto riguarda i libri, in 
particolare, i ragazzi preferi 
scono ncH'ordine: libri illustrati 
a colon, fiabe, romanzi di av¬ 
ventura, libri sugli animali, libri 
a fumetti, classici, libri gioco. 

Il capitolo dei giochi com¬ 
prende molte voci intramonta¬ 
bili. oltre a biciclette e orsac- 
tchlotti. Il 40-50 per cento dei 
ragazzi possiede costruzioni ti- 
, PO Lego, automobiline, pattini 
a torellc e bambole: ma una 
percentuale analoga possiede 
anche giochi elettronici tasca¬ 
bili (45) e automobiline radio¬ 
comandate (41 ). Il 52 percen¬ 
to inoltre appartiene a famiglie 
che hanno un videoregistrato¬ 
re; il 77 a famiglie che hanno 
un radioregistratorc. E quasi 
tutti i ragazzi ti usano almeno 
qualche volta. In generale l'in¬ 
teresse per gli strumenti elet¬ 
tronici, secondo l'indagine, 
tende a crescere. 

Ma quale influenza hanno i 
ragazzi negli acquisti che li ri¬ 
guardano? I genitori lasciano 
molta autonomia ai figli perun 
. gran numero di prodotti, meno 
, che F>er i libri. Il 72,8percento 
. dei ragazzi si «eca più o meno 
spesTO all'edicola per com¬ 
prarsi i giomalini. 1 due terzi 
.scelgono i loro giochi o vengo¬ 
no quanto meno consultati pri- 
' ma dcll'acquLsto. E una note- 
' volc influenza essi hanno nelle 
' decisioni relative all'abbiglia- 
' mento, agli alimentari, alle va- 
'■ canze e agli spettacoli. Solita¬ 
mente invece (all'intemo di 
' quel 66 per cento) essi ricevo¬ 
no i libri in ^alo (57) e su 
. scelta di chi li r^ala (44) ; sol- 
. tanto il 12 percento li acquista 
personalmente. 

. Certo. c1 sarebbe da verifìca- 
I re dove finisca il condiziona- 
. mento dei genitori c dove co¬ 
minci l'iniziativa dei r^azzi. 
Ma II problema resta. Gli adulti 
insomma, si sentono forte¬ 
mente responsabilizzati nella 
scelta delle letture librarie dei 
figli: sentono il libro, evidente- 

• ■ mente', come‘qualcosa.di mol¬ 
to importante per la loro for- 

. maziqne. U che e.lodcvole, an-, 
. che se contrasta, con altri com¬ 
portamenti (tipico il disimpe¬ 
gno sui programmi televisivi), 
e anche se pud risultare alla fi¬ 
ne controproducente. Questa 
«tutela» dei genitori (c degli In- 
' segnanti) infatti, esercitata 
■ spesso con una logica più au¬ 
toritaria che maieutica (se- 
' ■ condo molte ricerche), ù pro- 

• ' bablimcnte tra le ragioni che 

• impediscono al ragazzo-letto¬ 
re di diventare lettore-adulto. 


Vergognamoci un po’ i 

rarirrv Hi 


NANNI RICCOBONO 


A l teatro Due di Ro¬ 
ma è in scenalo 
signorina Papillon 
che è il primo la- 
aaBaaan voto teatrale di 
Stefano Senni, 
l'autore di Comici spauentati 
guerrieri, Terra', e tanti libri li¬ 
no al recente Bo//a/e(Feltn- 
nelli). In quest'occasione lo 
abbiamo intervistato. 

In passato aveva solo colla- 
borato a spettacoli di amici, 
ad esemplo di Paolo Rossi e 
di Lucia Poli. Che cosa l'ha 
spinta a scrivere un testo 
tutto suo? 

Efiettivamenic ha dato testi a 
molti attori e amici. In questo 
modo i mici testi diventavano 
«altro», si arricchivano, o. rara¬ 
mente, si immiserivano. Mi ha 
tentato l'idea di scrìvere qual¬ 
cosa che restasse mio dall'ini-. 
zio alla fine, anche nella re- 
spon-sabilitù. » 

Come mal, secondo tei, so¬ 
no cod pochi gli scrittori 
italiani che scriróno per 11 - 
teatro? O si lamenta che 
sulle nostre scene è sempre 
Pirandello o GoldonL... 

A me sembra Invece che ci 


siano molti scrittori italiani . 
che si danno al teatro, ma i 
Grandi Regisri e le Sovvenzio¬ 
ni Statali II prendono in ocnsi- 
derazione assai meno di Pi- 
randello e Goldoni, che co¬ 
munque sono due giovani 
molto interessanti. 

La critica ha accolto assai 
bene La signorina Papillon. 
La definizione di «postiche» 
leva bene? 

Dipende se davanti c'è l'ag¬ 
gettivo «intelligente» o l'agget¬ 
tivo «immondo». 

Qual è 11 filo rosso che tiene 
unito questo suo lavoro? 

La straorcinarìa somiglianza 
tra le ipocrisie del passato e 
quelle dei tempi presenti. 
Scriverà ancora per 11 tea¬ 
tro o, come nel caso del suo 
fliffl Musica per vecchi ani¬ 
mali, ha già gettato la spu¬ 
gna? 

Non ho mai gettato la spugna. 
Ho solo letto cne, non avendo 
né lo stomaco né il potere 
contrattuale per aggirare lo 
strapotere camorristico dei 
Cecchi Goti e dei Berlusconi, 
non mi è attualmente possibi¬ 
le portate a compimento un'i- 


GRAZIACHERCHI 

dea cinematografica. In teatro 
ho potuto farlo, e infatti que¬ 
sta commedia è interamente 
autoprodotta da chi ci lavora. 
Perciò farò certamente ancora 
teatro. 

In una recente Intervista ha 
detto che il nostro non è più 
11 tempo delTindlgnozlone, 
ma della vergogna: «Tutti si 
indignano, tutti si sfogano e 
tutto Rnlsce net nulla. Or¬ 
mai spero nella vergognai». 
Nel senso che tutti devono 
semini coinvolti e respon¬ 
sabili della tragedia dei no¬ 
stro paese e vergognarse¬ 
ne, anziché, con Tlndigna- 
zlone, credersi audessus de 
lameiée? 

CrtKio che l'indignazione sia 
ormai più facile da digerire 
della vergogna. Con l'indigna¬ 
zione tahrélta si sale a cavallo 
e si contempla ■ dall'alto il 
campo di battaglia. Con la 
vergogna, si cammina in mez¬ 
zo ai cadaveri. ■ 

E la nostra sinistra, patetica 
o silenziosa o Irridudblle o 
tutte e tre le cose Insteme, 
crede che abbia una possi¬ 
bilità di ripresa? . 
Sicuramente non possiamo 


GINO E MICHELE, LE FORMICHE CI RIPROVANO 


S o rubi a un auto¬ 
re é plagio: se ru¬ 
bi a molti è ricer¬ 
ca». Fetidi al 
motto di Wilson 

'^Michele ci 'ripiovano, dando ' 
alle stampe «Anche le formi¬ 
che nel loro piccolo si incazza¬ 
no. Anno secondo», seconda 
puntata del besi seller pubbli¬ 
cato da Einaudi la scorsa pri¬ 
mavera. Nelle prime formiche, 
i due autori avevano raccolto . 
540 battute di comici, umoristi, 
scrittori c vari personaggi enu¬ 
merandole, una in fila all'altra, 
con la citazione della sola fon¬ 
te. Una formuletta semplice, 


un risultato strepitoso, cinque- 
centomila copie venduto, uno 
dei più grandi successi edito¬ 
riali degli ultimi anni. 

La seconda raccolta, cosi, è 
la continuazione ideale e an¬ 
che troppo logica del primo li- 
briccino: slc,ssa tecnica del ' 
collage, stessa ricerca di cita¬ 
zioni o aforismi che meglio si 
attagliano ai nostri tempi. Ri¬ 
cordando Walter Chiari, a cui è 
dedicato il libro. Omo (Vigna¬ 
li). Michele (Mozzali) e Mat¬ 
teo Molinarì cominciano dalla 
battuta con la quale si era 
chiuso il primo volume «la leg¬ 
ge è uguale per tutti» (Anoni¬ 
mo, n,540) e chiudono con 






lare peggio di cosi, quindi ci 
riprenderemo. 

Slamo In diveni a credere 
che dopo la sbornia d'Idlo- 
zla de^ anni 80 sila tor¬ 
nando a farsi sentire una 
sorta di Impegno. E d’ac¬ 
cordo? 


Credo che un corpo spreciale 
e segreto di impegnati ci sia 
sempre stato, ma ultimamen¬ 
te è più ascoltato, specie dai 
giovani, e addirittura rivendi¬ 
ca la sua legalità. ■ 


quella già citata di Mizner 
(n.llOO). Una . ripetizione- 
continuazione, senza novità, 
se non quella che le battute 
non sono quelle deiredizionc 
n.l. - , 

•L'antologia moderna della 
comicità»: cosi un critico definì 
«Anche le formiche nel loto 
piccolo si incazzano». Adesso 
però si può comiiKiatc a par¬ 
lare tranquillamente di enci¬ 
clopedia, non più di semplice 
repertorio di battute. Siamo di ^ 
fronte, infatti, a un sapiente 
bricolage composto tagliando 
a piene mani tra i testi di autori 
di cinema, teatro, televisione. 


Un accostamento di italiani, 
stranieri e altri improbabili lat¬ 
to apposta per produrre un mi¬ 
scellanea ad effetto tra Forte- 
braccio, Groucho Marx, Woo- 
^ Alien, Orson Wells, Benigni. « 
Gene Gnocchi Shirley Tempie, 

In tempi di computer e pa¬ 
role chiave compiere opera- < 
zioni di del genere è un gioco 
da ragazzi, soprattutto se gli 
auwri, oltre alle battute me¬ 
scolano buona intelligenza ad 
altrettanta furbizia. Ben venga¬ 
no dunque, perché sicuramen¬ 
te verranno, le formiche tre e 
quattro, materiale ce n'è, e, si 
tratta solo di assemblarlo alla 
meno peggio. Se poi rubare le 


battute di altri per fame un li¬ 
bro a qualcuno può sembrare 
troppo spudorato, non c'è prò- * 
blema: tra le battute più belle l 
del mondo, Gino e Michele : 
non resistono alla tentazione 
di metterci anche qualcuna „ 
delle loro. Come dire: in attesa . 
che lo facciano gli altri alla sto- ' 
ria ci facciamo passare da noi 
(M-G.)r 

GlnocMIcbclc, '. ' 

Matteo Molloazl 

•AtKhe le formiche nel loro 
piccolo s'incazzano. Anno se¬ 
condo». ' ■ . 

Baldini e Castoldi, pagg. 111, li¬ 
re 12.000 


N on c'è limite alla 
tenerezza. Nè al¬ 
l'assenza di pu¬ 
dore nonnesco. E 
non c'è limite allo 
sconfinamento 

dal tema «essere nonni», al te¬ 
ma «essere vecchi», con tutto il 
carico di interrogativi che que¬ 
sto tema comporta. Parliamo 
di un buffo libro che sarà distn- 
buito a giorni dalle Edizioni 
Paolinc: Nonni.,.che passione.' 
firmato da Romano Forleo, 
Franco Nobili, Adriano Ossici¬ 
ni. Vincenzo Parisi e Gaspare 
Velia. In realtà il motore del li¬ 
bro è il celebre ginecologo, 
«impazzito» per la nascita della ‘ 
pnma nipotma, che analizza e 
racconta i suoi sentimenti e li 
confronta, sotto forma di inter¬ 
vista, con quelli degli altri 
«neo-nonni». Il risultalo è una 
sorta di autocoscienza affettiva . 
e sociale sulla condizione an¬ 
ziana, il cui nucleo forte è, na¬ 
turalmente, di matrice etico 
cattolica, dalla quale ogni tan¬ 
to «scappano» affermazioni di ' 
principio assai . discutibili 
(«non è accettabile la convi¬ 
venza senza il matrimonio», di¬ 
ce Franco Nobili) ma che nel 
complesso ha un effetto piositi- 
vo. Induce, cioè, chi ancora 
nonno non è. a riflettere sulle 
proprie potenzialità di cambia- ; 
mento, sulla propria sclerosi ' 
intellettuale ed emotiva. 

Diventare nonno - sostiene ' 
infatti Adriano Ossicini - è una 
regressione positiva. La riaper¬ 
tura di una esperienza infanti¬ 
le: «tomi ad essere un bambi¬ 
no, cosa di cui hai bisogno» at¬ 
traverso un rapporto affettivo ' 
totalmente gratuito. Deve forse ■ 
un nonno o una nonna preoc- 
cuparsl dell'educazione del 
proprio nipote? Niente affatto, 
Questo compito spetta ai geni¬ 
tori e i nonni possono pietmet- • 
tersi il lusso di amare e farsi, 
amare senza ansie o tornacon¬ 
ti. Il lusso di recujxtrare la me¬ 
moria del sé infantile per met¬ 
terla a disposizione - giochi, 
storie, paure ed esaltazioni - 
del bambino amato. 

Oppure, diventare nonno si¬ 
gnifica ripensare a quando si. 
era padre (Forleo ne parla un ' 
po' con tutti gli intervistati) per 
scoprire di aver dedicato ai 
propri figli meno tempo e so- ( 


prattutto meno pensien che 
non ai propri nipoti. 

Per scoprire di avere ancora 
tanta energia e voglia di lavo¬ 
rare per poter ancora rappre¬ 
sentare, agli occhi dei piccoli, - 
un ruolo sociale, una qualche 
forma di esempio, ma solo im¬ 
maginifico e subalterno a quel¬ 
lo assai più concreto dei geni¬ 
tori. Questa è anche la nllc.s- 
sione sulla quale si innesta il 
problema più generale della 
terza età: la perdita di ruolo, di ' 
funzioni sociali, e fatalmente 
quindi, anche di prestigio al- 
1 interno della famiglia. Fcirleo 
e Fremeo Nobili discutono, 
dunque. suH'elà pensionabile ' 
dei medici primari, che è stata - 
alzata ai 70 anni. Da una fiarte " 
SI tratta di una misura giusta, ' 
che non mortifica precoce¬ 
mente la professionalità, dal- ■ 
l'altra crea problemi ai giovani 
medici allontanando nel tem¬ 
po il loro «turno» di occupare •' 
quella carica. •-ii 

Discutono di disoccuptizio- • 
ne. di cassa integrazione, di 
contributi ed oneri sociali, di ' 
lavoro femminile (e bisogna 
sottolineare che, da parte di 
Forleo, c'è una sorta di appello r' 
alla società che attraversa tutto - 
il libro, perchè consenta alle 
donne di tornare al lavoro il 
più tardi possibile dopo la na¬ 
scila del figlio, appello che 
proprio non ci sentiamo di ; 
condividere)... e di come sarà t 
il mondo in cui vivranno, da 
adulti, gli adorati nipotini. 

Si tratta insomma di un libro •* 
gradevolissimo anche pcxhé ■ 
spudorato: nei sentimenti, nel¬ 
le descrizioni, nell'orgoglio 
nonnesco. Ed è propnoque- = 
st'asscnza di pudore di Forleo - 
nel parlare della propria nipo- ( 
lina Giulia, questo dichiarare ; 
la propria consapevolezza del ; 
disinteresse altrui nei confronti ■ 
di tale argomento e nel fregar- : 
sene baldanzosamente • che - 
costituiscono forse, il pregio • 
maggiore del libro. Perchè co¬ 
stituiscono un'autorizzazione ’ 
a fare altrettanto... - 

R.Forieo.F.NobUl,'"' 

A. Ossicini. 

V. Parisi, G. Velia ' 

«Nonni... che passione». 

Edizioni Paoline, 
pagg. 180, lire 22.000 


LIBRI ANTICHI A MILANO 


■I Per la terza volta dal 1990 migliaia di bibliofili italiani e stra¬ 
nieri e circa settanta tra i più prestigiosi librai anfiquan Itoiiani c 
stranieri si daranno appuntamento a Milano per partecipare alla 
mostra del libro e della stampa antichi, che si svolgerà a Milano 
dal 3 al 5 aprile, nel Palazzo della Permanente in via Turati 34. 
Tra le opere che si potrrinno ammirare i Ciscorsi e Dimostrazioni 
matematiche di Galileo Galilei nella prima edizione del 1638 <■ L '/- 
soloEutopiadiTommaso Moro nell'edizione originale del 1518. 


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DISCHI - Ma dove sono finiti 
quei magnifici anni Settanta? 


FUMETTI - Nasce Comix: 
e il mondo è in una striscia 


DIEGO PERUGINI 


M usica dall'Inghil¬ 
terra. .spulciamo le 
cla-ssiliche di ven¬ 
dita e sondiamo i , 
____ gusti dei «kids» di ' 
Londra e dintorni. 
Pa.sseggiando Ira Regenl Street 
c Piccadilly Circus occhieg¬ 
giando i mog.t-negozi di dischi 
troviamo le vetrine tappezzate 
di novità, ultime uscite e al¬ 
bum della .settimana. Qualche 
tempo fa tutto sembrava cen¬ 
trato su un gruppetto scozze.se 
di belle speranze e buone ven- - 
dite: maschere dorate .su sfon¬ 
do di seta verde, la copertina ^ 
di ffigh on thè happy side 
(l’honogram), ultimo lavoro 
dei Wet Wet V/ct. Il lancio era 
cos .1 fatta: disco in vetta alle 
cla.ssi(ichc, clamori dì .stampa 
c me<li.i D'accordo, ci si chie¬ 
deva sentiamo un po' questo 
presunto ben di Dio e l'effetto 
che può .sortire anche dalle ’ 
nostre parti: c l'album aniva 
SUI nostri piatti, trionfante di 
gloria ingle,se. - • • 

Una manciata di canzoni 
ben latto, pop tipico con vena¬ 
ture soul c melodie da «matto¬ 
nella»: canno, ma proprio nul¬ 
la di speciale. Loro la .spiegano 
cosi; «È una raccolta di brani., 
fatti .ipposla per una .sola ra¬ 
gioni- divertirvi». E parlano di 
una . maturazione musicale, 
l'.ibbandono di sonorità per 
adolisscenti e la ricerca di un 
suono adulto: mah. Non con¬ 
tenti abbinano all'album un di- . 
SCO sotto lo pseudonimo di 
Maggio he Hi thè Impostors, fit¬ 
to di .«over» di brani più o me- . 
no f imosi, da Gel ready dei 
Teniptalions a You 'ue gpt a • 
friend di Carole King, da Ifyou 
nnty k/iew di .Mosc AIILson a 
Tou)n crier di Elvis Costello; 
corretto, simpatico, ma ancora 
un.i volta niente più che can¬ 
no Mollo meglio quanto rea¬ 
lizzalo dai James, cult-band 
del giro «indipendente» alla ri- 
c'.Tca della consacrazione 
commerciale, dopo qualche 


tentativo .sfortunato (il gruppo 
è insieme dal 1981) i James 
viaggiano ora più spediti verso 
il successo. E se lo meritano. 
Ascoltare Seven (Phonogram) 
risulta davvero piacevole con 
quelle mille influenze che si 
■ rincortono per dar vita a un 
suono comunque fascinoso,, 
' forte di una sua personalità: 
l'epicita avvolgente dei miglio- 
n Simple Minds, certi riff chitar- 
ristici alla U2, la psichcdella 
malata stile Vclvet Under- 
- ground, reminescenze beat c 
morbide- melodie. Il singolo 
^ Sound è volato alto tra le niio- 
' ve entralo in classifica, ritmato 
e accattivante ma non è diffici¬ 
le .scovare tra i solchi altri 
gioìeilini: il rock avvincente di 
Bringagun o ballale evocative 
UpoMother. 

Ma tra le •chaits» non ci .so¬ 
no solo novità e simili. No. per 
una volta niente meravigliosi 
anni Sessanta, ma giusto giu¬ 
sto un po' più in là; andavamo 
al liceo, ci vestivamo di scuro, ' 
ballavamo strano. Con indos.so 
strani cappelli c scarpe grosse; 

I critici parlavano di «ska-revi- 
val» e i gruppi si chiamavano 
Specials, Selecter. Bad Man- 
ners. Beat. Danze scatenate, 
ma con una valenza sociale da 
non .sottovalutare; fenomeno 
d'aggrcgazionc con spunti an- 
lirazzlsti. Da noi amvò tutto un 
po' di ritorno, al solito, e ci si li¬ 
mitò al lato più goliardico del 
. fenomeno: ma oggi tra le clas¬ 
sifiche inglesi chi troviamo’ 
Proprio loro, i Madness, la 
. band più nota del groppone. 

Ascoltare divine Madness (Vir- 
• gin) è una botta al cuore per 
chi veleggia intorno ai trent'an- 
ni: eppure sembra che i «teen- 
ager» odierni non disdegnino 
affatto quei ritmi veloci, i fiati 
allegri, l'ironia sovrana, 1 ritor¬ 
nelli genialoidi. One step 
heyond, My giri, Il must bc loix 
Our house, dagli inizi ad oggi. 
Con nostalgia canaglia c una 
lacnmasulvi.so. 


GIANCARLO ASCARI 


D opo anni di tele¬ 
visione in cui i 
programmi-stri¬ 
scia si sono rive- 
Iati vìncenti 
(Chiambretli. Ip- 
polltl. Striscia la Notizia, ecc.). 
era inevitabile che qualcuno si 
ricordasse di aver già sentito 
altrove la parole striscia. Infatti 
essa indica da sempre un par¬ 
ticolare tipo di fumetti: i co¬ 
mics pubblicati quotidiana¬ 
mente sui giornali negli Usa. 
Cosi, foise, è nato Coma, setti¬ 
manale clic fin dal titolo di¬ 
chiara di essere un mix di co¬ 
mics. Questi sono un modulo 
narrativo in quattro vignette, 
basato su un'antichissima c 
implacabile sequenza mollo 
teatrale. Questo è lo schema: 
entra in scena un personaggio, 
accade qualcosa, c'è una rea¬ 
zione, l'evento si risolve in mo¬ 
do da provocare il riso, Il lasci¬ 
no del comics risiede proprio 
nella loro ripetilivìlà e nella ri¬ 
gidità del formato; c la bravura 
delFautorc sta proprio nel riu¬ 
scire giornalmente a superarla. 
Tutto deve avvenire m quei 
quattro quadretti. Per questo 
motivo, forse, nei quotidiani le 
strisce vanno in pagina assie¬ 
me ai giochi enigmistici, an- 
ch'essi basali su strutture fi.s.sc 
da risolvere. I comics, dunque, 
sono ra.ssicuranti, e i loro per¬ 
sonaggi si muovono in uno 
spazio fuori dal tempo, riu¬ 
scendo spesso a sopravvivere, 
immutabili, ai loroaulon. 

In Italia, però, hanno rara¬ 
mente trovato spazio quotidia¬ 
no, tranne che in casi sporadi¬ 
ci (// giorno, Paese Sera), ma 
hanno conosciuto momenti di 
grande fortuna quando, molli 
anni fa, è esploso il fenomeno 
dei Peanuls su Linus. Nacque¬ 
ro allo Eureka, il Mago, c molli 
altri giornali, pubblicando stn- 
sce comiche sull'onda di quel 
successo. Poi accaddero molle 
cose (68 e dintorni), c il pub¬ 


blico non si accontentava più 
di ridere; anzi pensava che si 
fosse proprio poco da ridere. 
Cosi molti giornali chiusero, c 
rimase solo Linus, l'unico che 
parlasse anche di cose serie. 
Ora molto è cambialo, e nel 
frattempo si è accumulata una 
grande produzione intemazio¬ 
nale di strisce che non aveva 
uno sbocco sul mercato italia¬ 
no. Questo è probabilmente 
un altro motivo della nascila di 
Comix, ma non l'ultimo. Ci so¬ 
no infatti anche il formato c la 
periodicità del giornale che ri¬ 
cordano inevitabilmente Cuo¬ 
re, c la presenza di collabora¬ 
tori e rubriche che richiamano 
il defunto mensile Tic. Insom- 
ma, davvero un mix. basato 
però su alcuni punti lermi: 
niente satira politica, niente at¬ 
tualità. solo umorismo. Da 
questo punto di vista la scelta 
delle strisce c dei collaboratori 
è ineccepibile c completa: non 
manca nulla. Si va da Mafalda 
a Sturmtroppen, dai PeanuLs a 
Andy Capp, da Bergonzoni a 
Cieno Gnocchi, fino all’antolo¬ 
gia della battuta sulla falsariga 
di «Anche le formiche...». Per i 
prossimi numeri sono prean- 
lìunciate nuove prestigiose en¬ 
trate, da Altan a Guccini, ma 
mi pare che fin da ora questo 
giornale sì trovi di Ironie due 
.scn problemi. Il primo è riu.sci- 
rc a conquistare il pubblico 
giovane, ormai assuefatto a 
modelli di comicità televisiva 
basala sull'accumulo di battu¬ 
te, 0 non sulla metodica co¬ 
struzione della risata, che pro- 
pno della striscia. II secondo è 
che, pur esistendo sìcuramen- 
Ic in Italia un pubblico m cerca 
di pura evasione, che il succc-s- 
so dei libri umonstici dimostra 
ampiamente, su questi presup¬ 
posti Comix va a porsi in con¬ 
correnza in edicola non con 
Linus o Cuore, ma con la Setti¬ 
mana Enigmistica. 

Una sfida da far tremare i 
polsi. 






VIDEO - Tra madre e figlio 
Frears a colpi bassi 


ENRICO LIVRAQHI 


D opo aver sondato 
la metropoli mul¬ 
tirazziale. in My 
beautiful tauri' 
drcttee in Sammy 
e Roste vanno a 
letto, con i suol conRitti. le sue 
Violenze e la sua stratificazione 
dt cto-ssc, ma anche con il suo 
fascino c la sua attrazione, Ste¬ 
phen Frears sembra onnaì vo¬ 
ler muovere verso una esplora¬ 
zione del limile estremo dei 
rdpF>orti interpersonali, verso 
una scomposizione analitica 
dei toro tati oscun, non dicibili 


e rimossi dalla coscienza co¬ 
mune. Da qualche tempo sem¬ 
bra indugiare su un teorema, 
anzi, su una dialettica del cini¬ 
smo. che vorrebbe funzionare 
come schema di lettura degli 
auto-inganni deH’individuio 
contemporaneo, c che parreb¬ 
be giocare ormai come un co¬ 
dice fondante del suo ultimo 
cinema. Insomma, l'estetica di 
Frears sembro sempre più svi¬ 
lupparsi attraverso un proces¬ 
so di cscavazionc nel profon¬ 
do, quasi un filosofeggiare die¬ 
tro le quinte proprio mentre la 


SPOT - Le pause armate 
dell’Esercito d’Italia 


BRUNO VECCHI 


sua cifra si fa più raffinata c il 
suo stile più sofisticato. ' 

A guardar bene era cos' in 
Relazioni pericolose, dove sc-s- 
so, crudeltà, privilegi di casta, 
avidità, rimorso e autodistru¬ 
zione sì avviluppavano in un 
groviglio inestricabile. Ed è co¬ 
si in Rischiose abitudini (da 
proco dispronibilc in cassetta, 
distribuzione Penlavidco), in 
cui i personaggi sfiorano livelli 
di insostenibile efferatezza nel 
mettere in atto brutali mecca¬ 
nismi di autodifesa, cosa che 
appare l'unica strategia possi¬ 
bile in un mondo sordido che 
riconosce un unico valore, la 
legge del più forte, r r . 

Madre e figlio hanno questo 
in comune; l'abilità nel raggi¬ 
rare 1 gonzi. Itei scommette alle 
corse percento di un allibralo- 


L a vocazione è in ' 
crisi. In tutte le atti¬ 
vità professionali: 
rellHiose, civili, po¬ 
litiche e militari. < 
Sacra istituzione 
della Repubblica, l'Esetcìto ita-, 
liano si ù visto sempre più i 
■snobbato» (come iprótesi di 
carriera) dai giovani. E in que¬ 
sta diffusa di.saffczìone «spiri¬ 
tuale» qualcuno ha intuito gli ■ 
effetti deH'onda lunga di una 
esasperata voglia di obiezione ' 
di coscienza: che, come pensa 
ancora qualcuno rende i ra¬ 
gazzi dei renitenti c dei nulla¬ 
facenti. Per jjorre un Irono ad 
un problema che potrebbe di- '. 
ventare cronico, il nostro Escr- 
cito si è rivolto agli strateghi ■ 
della pubblicità, capaci di ven- 
• dorè senza fatica qualunque 
cosa. Ideali compresi. - 
E nato cosi uno sp>ot di tren¬ 
ta secondi, trasmesso quoti- - 
dianamente dalle reti radio 
della Rai. Dopo aver accenna¬ 
lo al bando di concorso per al¬ 
lievi ufficiali della scuola di 
Modena, il reommercial» in di- ' 
Visa si chiude con uno slogan 


re, allo scopro di alimentare '• 
vincite truccate. Lui è sempre 
in cerca di fessi da incastrare. 
Anche la fidanzata, femmina 
strepitosa, pratica con succes- ‘ 
so l'arte della truffa. Abitudini' 
rùschiose, appunto, che impli- - 
cano innanzitutto un freddo 
autocontrollo pier preservarsi 
la pellaccia. Il che non impedi- • 
sce al giovane scavezzacollo di 
camminare sprosso sul filo del 
rasoio. La madre, quasi una ' 
sconosciuta, dato che. giova¬ 
nissima, ha scaricato il fanciul¬ 
lo ancora in tenera età, allenta ‘ 
per un atbmo le difese, forse 
p>er un improvviso risveglio del ^ 
senso materno, e incorre in un ' 
infortunio che le tira addosso 
le ire del Boss. La giovane zoc¬ 
cola, nel frattempro si ingelosi¬ 
sce: fiuta odore di incesto fra II 


illuminante. Lo recita, con 
grande trasporto, uno spieakcr 
diplomato come minimo al¬ 
l'Accademia Silvio D'Amico e 
recita; «pror una nuova Forza», 
segue pausa carica di pathos, ; 
•Armata». Non c'è bisogno di 
aver studiato metodologia del • 
teatro nè qualche sacro lesto 
di comunicazione per capire ' 
che ogni frase pronunciata do- ; 
pro un silenzio assume un vaio- ■ 
re elevato e potenza. E all'en- , 
nesima potenza il nostro lier- ; 
cito sembra aver elevalo il con- ' 
ceno di dialettica muscolare. 
Altro che pacifismo, dialogo, 
mediazione, le nostre Foize ' 
Armate puntano tutto sulle gi- : 
berne, le mitragliette, le azioni 
dimostrative, l'esaltazione del¬ 
le bombe a mano e dell'assa!- , 
to alla baionettal Come non 
capirle, altrimenti che Forze, ‘ 
pausa. Armale sarebbero. For- ■ 
se lo sprot regalerà al nostro 
Esercito qualche Rombo in 
più. Ma viene da sospiettare ' 
che. se in qualcuno è in crisi la 
vocazione in qualcun altro è in ' 
crisi la moderazione. » ■ i • 


fidanzato e la giovane madre c 
non trova di meglio che lirare 
ai due un micidiale colpo bas- ' 
so. Ma anche la madre, brac¬ 
cata dagli scagnozzi dcH'infe- 
rocito allibratore, presa dal r>a- 
nico non esita a derubare il fi¬ 
glio. Anzi, durante una coUut- ■ 
fazione finisce per ammazzar¬ 
lo. un po' per errore, un pro' 
per necessita, fc. ? •'" « 

Cruda scena tinaie, vsiva- 
mente agghicciante, di un film 
carico di immagini fredde c di ' 
colori forti. Un universo di fero¬ 
cia, di cupa violenza, in cui ' 
non contano né affetti, né le¬ 
gami di sangue, ma il puro e 
semplice istinto di sopravvi¬ 
venza, e in cui le uniche possi¬ 
bili relazioni tra le persone ■ 
.sembrano esclusivamente me- ■ 
diate dal denaro, dall'incetta 
di denaro.