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Full text of "Vocabolario nautico italiano"

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Pnt. P; COEUZUI (U BnltliJM 



VOCABOLARIO NAUTICO 

ITALIANO 

COR LB TOa COBBISPOHDBim 

IN FRANCESE SPAGNOLO PORTOGHESE LATINO GRECO INGLESE TEDESCO 

niipiuio FU cotiiissioii m imisiisii dilu b. iuiu 



TOMO I 



TORINO 

TIPtXIBAFIi SAN GIDSBPPB DEGLI ARTIGIAKBIXI 
IIWO 



ivGoosle 



POOPRIBTÀ LbìTTERABIA 

i^_C Yikngoiio come contraffatte le c(^e che non portano la firma 
delf'ajtlore. 



,vGoosle 



A SDA ALTEZZA REALE 

IL PRINCIPE TOMASO DI SAVOIA 

DDOA DI GENOVA 

AMMIRAGLIO NELLO STATO MAGGIORE 

DELLA REGIA MARINA ITALIANA 

IN OMAGGIO 

O. D. C. 

L'AUTORE 



353535 



ivGoosle 



SUA ECCELLENZA 

IL COMM. GIOVANNI BETTOLO 

UIXISTBO DELLA R. MARINA 



Parlare di Sua Eccellenza Bettòlo qaando pubblicai il primo fa- 
8cicolo*di questo Vocabolario, mentre ancora non aveva abbandoDato 
le aule ministeriali S, E, Palumbo, stato verso di me tanto cortese 
e beaevolo, uon mi parve conveniente. Oggi debbo mostrare la mia 
gratitudine al nuovo Ministro. 

A me non sta fare le lodi del Ministro come Capo di Stato Mag- 
giore della Marina, come stratego, e per la parte nobilissima che 
Egli ebbe negli affiiri di Candia quale Ammiraglio Comandante le 
njstro forze di terra e~di mare e diplomatico, o come scrittore di 
cose navali ed oratore tecnico in Parlamento; e nemmeno il ricor- 
dare clie fu dal Snint-Bon preconizzato Ministro sino da quando 
S. E. Battolo ara semplice tenente di vascello; poiché si potrebbe 
dire che io lo faccia per orgoglio proprio, per adulazione, sebbene 
il vero movente sia la gratitudine. 

Mft il fatto privato sparisce di fronte all'importanza nazionale 
cha à l'opera, com'ò universalmente riconosciuta, e quindi non io 
soltanto, ma il Paoae gli dev'essere grato di questa sua iniziativa, 
se essa riesoirà, com'ò sperabile, non indegna della patria nostra, 
poii^lié certamente Egli non è per negare gli aiuti necessari a con- 
durla felicemente a compimento. 



,vGoosle 



PREFAZIONE 

AL TOMO PRIMO 



Nil sine magno 
Vila labore dedii morlatibiis. 



Nel pubblicare questo primo volume del Vocabolario 
Nautico, compilalo per commissione del Ministero della 
R. Marina, l'autore deve cominciare dal render vive azioni 
di grazie a S. A. R. il 3>uea ài Qenova. il quale permise 
che l'opera si fregiasse del suo augusto nome, e quindi a 
S. E. Beltòlo che mentre era Capo dello Stalo Maggiore 
della Marina, proponeva a S. E. Brin ed a S. E. Palumbo, 
lo scrivente, ne/I' interesse sfesso della nostra Jlffan'na, 
a compilare questa opera, a fine di riempiere tanta lacuna 
della nostra letteratura navale. 

Deve l'autore essere pur grato agli Ammiragli che lo 
incoraggiarono nel lavoro; gli Ammiragli De Amezaga ('), 
Gavotti e CoUelletti. 



(') Con la morie dell'Ammiraglio De Amezaga la nostra Marina 
à fallo un'altra grande perdita. Il prof. S. R. ne pubblicò un breve 
cenno necrologico nella Rivista Nautica di novembre ma è troppo 
poca cosa;' quelli che lo conobbero, che sanno tulle le sue onorate 
gesta, è desiderabile che ne facciano il debito ricordo. 



,vGoosle 



Particolari ringraziamenti a due assidui a valenti colla- 
boratori, il Comandante Salvati e il Cau. Rezzadore, ai 
sigg. Pallino, Capitano di Vascello, al Tenente E. Simion 
ed al Sotto-Tenente D. Fabrizio Ruspali, che fece dono di 
un Vocabolarietto inglese-italiano da lui compilato, non 
che al signor Coroni, per alcuni articoli in materia di 
amministrazione della Marina, accuratamente compilati. 

Il materiale venne raccolto da quanti Vocabolari no- 
strani e stranieri potè l'A. procurarsi, da quanti libri gli 
fu dato dì consulfare, e dagli spogli e dallo stadio degli 
scrittori greci e latini, da documenti stampali e mano- 
scritti (') che gli fu possibile di consultare. 

Se fosse un solo e semplice spoglio del linguaggio nau- 
tico, l'opera si risolverebbe in una ingente e ingrata fatica, 
e non altro. Ma vi è qualche cosa di più. Il linguaggio 
nautico greco e Ialino fu nuovamente interpretato, e la 
nuova interpretazione venne approvata da filologi e da 
archeologi di eccezionale competenza. Altrettanto venne 
eseguito pel medioevale, e quello dell' età moderna, dove 
non fu corretto, venne singolarmente aumentato. 

Alcune irregolarità di forma, saranno evitate nei se- 
guenti volami. 

La correzione degl'indici delle voci nelle lingue stra- 
niere fu condotta pel greco dal prof. Bonino, autore di 
nn molto reputato Vocabolario Omerico, quella dell'in- 
glese dal prof. Richer!, che sta pubblicando un Vocabo- 
larìo italiano-inglese e iaglese-italiaao, che sarà il più 



(') Dal Minislero della Mariiiu. hmeme a Durii libri, in preslita 
l'.i. ricevea un Vocabolario ms. in fol. di !xnj<j. Mi, nelle lingue 
italiana, francese, inglese, assai ricco che oi è ragione di credere 
che sia del Cao. Satuati, uno dei pili grandi lavoratori, e di fama 
ben inferiore al merito, perché oscurala dalla sua eccessiva modestia. 



,vGoosle 



carrello e ricco che abbia l'Italia, ed il signor Schmidt 
della Casa Clausen rivide il tedesco. 

Il confronto con le lingue straniere riuscì utilissimo 
a rintracciare l'etimologia di molti nocaboli intorno ai 
quali si dicevano le più strane cose. Questo confronto serve 
pure a dimostrare il passaggio della Signoria del mare 
dall'uno all'altro popolo, e a far vedere quali tracce, cia- 
scuno di essi lasciò nella storia della Marina. 

La stampa dì questo Vocabolario è. riuscita difficilis- 
sima per la molliplicità delle lingue: pure l'autore è sicuro 
che mettendo a riscontro questo con altri sullo slesso 
stampo, la correzione sua non apparirà inferiore. La 
tipografia degli Artigianelli merita per la parte sua non 
poca loiie. 

La nostra lingua nautica che nei Vocabolari stra- 
nieri è confusa con le altre o alla coda di esse, in questo 
sia giustamente alla testa delle lìngue di quei popoli ai 
quali la nostra gente fu già signora e maestra del vivere 
civile. 

Il lavoro venne ristretto in più modesti confini, mentre 
da prima sì voleva offrire, insieme alla parte tecnica, un 
portolano universale, la flora e la fauna marina, e conce- 
dere un maggiore spa:io alla parte storica ('). Le quali 
cose tutte, sebbene si sappiano dai nostri colti ufficiali, può 
ben darsi il caso che la memoria U tradisca, e giovi allora 
aver pronto un libro, specie nelle lunghe navigazioni, ove 
quelle date cognizioni siano raccolte ed essi sappiano ove 
trovarle con poca perdita di tempo. 

Avrà lo scrivente corrisposto alla fiducia in lui posta 
da tanti spettabili uomini della Marina, e di fuori di essa ? 

(') Aveva intenzione di fondervi anche il reputalo Vocabolario 
itegli esplosivi compilalo dal Cav. Salvali, e tradotto jfià in due lini/ue, 
per quello cfie io so, nella francese e spagnola. 



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Ciò non sia a lui il dirlo; ma ben fin d'ora può atle- 

slare ch'egli non risparmiò né tempo, né spese, né slitdio, 

né fatiche per ottenere questo inlento, e ftn qui il giudizio di 

competenti tanto nostrali che stranieri non è sconfortante ('). 

Torino, 22 gennaio 1900. 

P. CORAZZINI. 

NB< ■ Ogn/ ùrtìcoìo porta il nome di chi lo ttrlste. 

(') U maggior numero di copie sin qui esilalo é nella dotta Ger- 
mania, e questo equivale ad un giudizio favorevole. 

Nel nostro paese vari letterali e scienziati, come Ufficiali Superiori 
di Marina, tra' quali mi place ricordare II benemerito Presidente 
della £tgB J{avata 3taliana, il Q^nta falìcon, lo dissero alile a 

tutu, a marinai e non marinai. 

In Francia, dove pure gli studi sono in fiore, e gli Ufficiali di 
Marina sono molto còlti, ne fu pubblicato un annunzio assai favo- 
revole nella Jf^vue JifariHm» dell'ottobre 1899: 

L'auteur, ri qui l'on doli des travaux sur les marines de 

Vanliquilc et d'autres oeuvrages lilléraires et scienlifìques tràs ap- 
préciés, a, cela va sans dire, un grand nonibre de collaborateurs, 
sarlout dans la marine ilallenne, et en juger par le déboat, son 
oeuvre parai! mérller Ioni confiance. Celle première livraison m de 
jt (Classe du LIotjd) àjiferonlco. Certains mots soni expliqués par des 
citation d'anteurs qui aldent beaucoup à en comprendre le sens; 
qaelqiies-uns donnent lleu ri d'assez longs dévelloppcments, par 
exemple le mot jtecadtmla qui a sept pages el contieni des rensei- 
gncments sur les écoles snperieurs de la Marine cn Italie et dans les 
aulres pays. Le mot jfeciaio a quatre pages ori soni dèfinies toules 
les espéces d'acier. Xous reviendrons sur cel important oeuvrage. 

J. C. 

L'eroe di Cartagena, che io non ebbi la fortuna di conoscere per- 
sonalmente, nella diviata J/auh'ea del settembre 1899, scriveva a 
pagina SiO: 

" Poiché ebbi or oin a dire della straordinaria e feconda altività 
letteraria del Corazzlni, stimo che il lettore benevolo vorrà trovare 



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opportuno che io aggiunga com'egli abbia pubblicalo nell'anno cor- 
rente due fascicoli del Vocabolario Nautico, commessogli dal Mi- 
nistero della Marina. 

" E nell'annanziare tale pubblicazione italiana, con le noci corri- 
spondenti in /raneast, spagnaio, portoghtst, latine, grmeo, if^gUse 
e ttdtseo, occorre che io dichiari doversi arguire, dai primi sagt/ì, 
della importanza e della riuscita di questo nuovo lavoro magistrale, 
che difficilmente si sarebbe potuto affidare a scrillore più capace 
del nostro Corazzìm. 

" Non sarà in un giorno, che l'autore potrà portare a compimento 
l'enorme e sapiente compilazione; ed egli dovrà, ad onta del proprio 
valore, ricercare un qualche aiuto nei volonterosi per arrivar presto 
a porto. 

" Ma faccia da se o coadiuvalo, sarà sempre grandissimo merito suo, 
se il precilalo Vocabolario avrà colmato, in un tempo relativamente 
corto, l'attuale grande lacuna „. 

L'Ammiraglio $avefti, dopo lodi mollo lusinghiere per l'opera, 
aggiungeva che ne dovranno saper grado anche le altre Marine stra- 
niere all'autore. 

L'illustre scienziata P. Bertelli, che da molti anni tratta di cose 
marinaresche anche nella l^ìvìsia JAarSHÌma, scriveva alt ' autore : 

" Dalla sua lettera apprendo con moltissima soddisfazione che il 
Ministero della -Marina abbia affidato a lei l'incarico di compilare 
un grande Vocabolario Nautico: non potevasi certamente fare una 
scella migliore sotto ogni rispetto, e me ne itillegro davvero e di 

Questo ò voluto riferire, non per alcuna vanità mia, che all' età 
mia non si à più, ma per giitsiificare in un certo modo la scelta 
del compilatore falla dagli illuslri signori che sono: ^rin, palumbo 
e ^ftfito, e da chi implicilamenle l'approvava, voglio dire S. A. H. il 
Jtuea dì Canova, massimo lustro e decoro della nostra Marina, che 
a nessuna è seconda. 



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NOMI DEGLI UFFICIALI DELLA R. MARINA 

dalle opere del quali si attlosero materiali 
e di qndll che 11 fornirono. 



Acclnai E-, Vox-Ammiraglio, Membro del Comitato degli Ammiragli. 

Arminjoni V. F. Contr^ Ammiraglio. 

Albini Coute A., Vice-Ammiraglio. 

Aubry Augusto. 

Bettole Giov. B,, Vìix-Ammiraglio, Ministro della H. Marina. 

BcH^hl Luigi, Ingegnere navale. 

Brln Benedetto. 

Catoni Giulio, Commissario di prima classe al Ministero della Regia 
Marina. 

D'Amezaga, Contr" Ammiraglio. 

De Luca N., alti Direzione dello Stabilimeiilo Armstrong di Poz- 
zuoli. 

Fincati Luigi, Vice-Ammiraglio. 

Cavetti Marchese G. , Contr' Ammiraglio, Ispettore gen, del Torpe- 
diniere. 

Graffiignl Luigi. 

Grenet, Contr' Ammiraglio. 

Leonardi-Cattolica, Direttore dell'Istituto idrografico. 

Magnaghl G. R, Vice-Ammiraglio, Membro del Comitato degli Am- 
miragli. 

Malfatti, V. Nav., Ingegnere navale. 

Morin L., Vice-Ammiraglio. 

Pulllno Vittorio, Capitano di Vasello. 

Rezzadore P., Vice-Bibliotecaì-io al Ministero della li. Marina. 

Roma Francesco, Ministero della Marina. 

Ruspoli D. Fabrizio, Sotto Tenente di Vascello. 

Simlon Emesto, Tenente di Vascello. 

Salvati F., Comandante, Bibliotecario al Ministero della E. Marina. 



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NOMI DEI CAPITANI 

della Blarina mercantile e di Porto, Costruttori navali 

e di altri che fornirono materialL 



Àuoona, Capitaneria del porto. 

D' Aietti GFio., ÀrciprtU, da PanUUarta. 

D'Albertia, Capii. Coram. E. Alberto. 

Ardìsson, Capitano Enrico. 

Brogndne P,, da Panttllaria. 

Canepa Nicola, Ufficiale di Porto, Genova. 

Catania, Capitaneria del Porta. 

Costa A.| della Capitaneria del Porto, Venezia. 

Crìacio Abb, Da, Napoli. 

Fugati V,, Capitaneria del Porto, Venezia. 

Genova, Capitaneria del Porto. 

Messina, Capitaneria del Porto. 

Mori Vittorio, Costruttore navale, Livorno. 

Napoli, Capitaneria del Porto. 

Pozzallo, Capitaneria del Porto. 

Sabatelli, Ufficiale di Porto, Torre del Greco. 

Salomone prof. Seb-, da CasteUo d'Aci, 

Sambo, Capitaneria del Porto, Venezia. 

Società di Mutuo Soccorso fra i Capitani marittimi Liguri. 

Struppo, Marsala. 

Talle P., Capitaneria del Porlo, Venezia. 

Venezia, Capitaneria del Porto. 



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VOCABOLARIO NAUTICO 



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A, la più alta classe sotto cui le nnvi sono registrate al Lloyd, ed 
è suddivisa in A 1 e A 2, in Inghilterra. 

a', è un anglo-sassonismo per a o in; uso costante in mare tra j^li 
Inglesi, come in a'back, a'board, a'sUm, e simili. 

Aa, fiume di Francia, navigabile per 29 chilom., si getta nel mare 
del Kord presso Gravelines; comunica, per via di canali, col porto 
di Calais, Lo possono rimontare, sino a Saint- Amer, navigli di 
200 tonnellate. 

Aalboi^, città, della Giuttandia (Danimarca), con scuola di naviga- 
zione; gran pesca di aringhe e commercio di grani; buon porto, 
ma dì entrata difficile. 

Aarhuns, buon porto in Danimarca sul Cattegat; commercio atti- 



Aaro. Vedi Aerò. 

A. B., lettere iniziali delle parole able, bodied. La prima classe di 
marinai, comunemente detti < abili marinai > , è classificata A. B. 
in Inghilterra, 

Abab, nell'impero ottomano, il marinaio di leva quando mancano 
gli schiavi. 

Abaca, s. f. , pianta tessile, specie di banano delle Filippine (da 
Abacà, una di esse isole); musa textiiis, detta coffa in India, di 
fibra fina, cjUa quale si fanno le corde bianche di Manilla, molto 
usate nelle stazioni dell'India. Questa corda galleggia, non è sog- 
getta a marcirà, non b. bisogno d'essere incatramata e costa poco. 
Una fregata nella stazione della Cina, nel 1805, aveva pressoché 
tutta le sue manovre correnti dì questa corda, Se n'è migliorata 
la fabbricazione, e l'uso si divulga nelle navi che vanno all'India. 
La coltivazione dell'avoca prospera a Caienna e alle Antille, 
COUZJIHI, Voeab. nautico. i 



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2 A-ABA 

Il Onglielmotti però osserva: • Dicevano gran cKe della loro 
forza e durata, ma non la ò veduta propagare; e so che il tìglio 
è fiacco, e che fa mestieri andar lenti a non volerlo strappare nella 
filatura >. — I Portoghesi chiamano questa pianta anche linhe 
dM Philippina»; gli altri tutti Abaca. 
Ingl. abaca; ted. Abc^a. 

A baciare, a toccare, a combaciarsi, parlando di oggetti che tirino 
ad aderirsi. 

Pr. se joindre; ap. bésar; port, a beijiir; ingl. block and block; 
ted. Block an Block, genau {mpassen. 

Abagamis, gruppo d'isole nell'Oceania (Sfelanesia), lat. A. S", 27'; 
long. 0. 158", 27'. 

Abaia, porto d'incerta posizione, che alcuno crede sia lo stesso che 
Baiare. Kon si & in Phnio; Appiano lo cita (C, V, 112). In questo 
porto, che era sul littorale occidentale di Calabria, se altro non 
è che Balaro, quasi di fronte a capo Pelerò, si rifugiò Ottaviano 
sorpreso da una tempesta mentre guerreggiava Sesto Pompeo. 

A banda, alla banda, gen. , posto a'Vverbialmente, col contro an- 
dare, dicesi quando la nave inclina o sbanda. 

— mettere a banda un naviglio. 

— due uomini, quattro aUa banda, voce di comando per mandare 

due, quattro, sei uomini del picchetto al baocarisso per rendere 
il saluto militare coi relativo fischietto del nostromo di guardia, 
alle autoriti che vengono a bordo o ne partono. 

Abari, chi non à navi. Sdida. 

Gt. à§aQi^. 
Abaritana, è un'ottima canna da pesca, d'Africa (Plim., XVI, 172). 
Abbademare, v. a. Vedi Bademare. 

Fr. saisir; ingl to nip. 
Abballante, part, pres, ; Abballato, part, pass., da Abballare. 
Abballare, v. a., fare la balla di munizioni o d'altro. 

Fr. enUxUler; sp. embaìer; port, enfarder; lat. aarcinare; ingl. to 

embaler; ted. einpacken. 
Abballinante, part, pres.; Abballinato, part, pass., da Abballinare. 
Abballinare, v. a., serrare i tettucci o brande. 
Abbancare, v. a., porre i banchi dei rematori sopra la nave. Vedi 

Banco. 
Abbancato, add., da Abbancare, fornito di banchi. Nave o galera 

abbancata. 



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ABB 3 

AbbandcHiare, v. a., la nave od un posto da difendere. 

Fr. abandonner, quitter; sp. e port, abandonar; lat. deserere, 
derelinquere; gr. dnoXsljtm; ingl, to qvit, to leave, to abandon; 
ted. verlassen. 

Nelle asaicurazioni marittime vale far la cessione della nave e 
del carico quando, per qualsiasi causa, e l'ano e l'altro patirono 
danni, contro i quali era stata presa l'assicurazione. Si ptiò cedere 
il naviglio od il carico, o tutti e duo insieme, e la società d'aa- 
BÌcurazione è tenuta al rifacimento dei danni. 

— la caccia, cessare l' inseguimento di una nave. 

Fr. abandonner la chaase; ingl. to give over the chace, or to 
leave off chacing. 

— un convoglio, una preda, cessare di scortar un naviglio, o di 
tenere una preda fatta. 

Fr. oftandonnw «n convot, une prise; ingl. to leave a convoi 
or a prize. 

— una nave ai vend o al nemico. 

Fr, abandonner un vaisseau d la ftireur des vents, dea ennemi». 

La nave si abbandona anche ìn caso d'incendio, o di perìcolo 
di colare a fondo per falle non riparabili, per arenamento o inca- 
gliamento. — L'abbandono si fa in altri più casi: se la nave sia 
catturata; per naufragio ; per avarìa che la inabiUti a navigare ; 
per essere trattenuta d'ordine di alcun governo; per la perdita 
totale delle coss assicurata; per deterioramento della nave, in guisa 
che l'accouciarla importi i tre quarti del suo valore ; se catturata 
per ordine del Governo; di perdita o deterioramento delle cose 
assicurate, che salga almeno ai tre quarti del loro valore. 

In ogni altro caso l'assicurato non può domandare che il risar- 
cimento delle avarie sofferte (Cod. it. di Conmi.), 

— la nave, nel caso ohe essa o il carico, per effetto del mare, ab- 
biano sofferto dei danni. Si può cedere agli assicuratori o la nave, 
o il carico, o tutti e due, dovendo questi pagare i valori stipu- 
lati. — Si abbandona la nave per sottrarsi a forse superiori. — 
L'abbandono si eseguisce con barche, con andirivieni, tavole, al- 
beri, pennoni ed altri corpi galleggianti, ed anche a nuoto. — Se 
la nave è in alto mare, quando non siano sufficienti le barche, 
si usano zattere improvvisate, ed il salvamento si comincia dai 
ragazzi, dalle donne, dai vecchi, dai passeggeri. Il comandante 
non lascia la nave se non quando è certo che tatti gli altri sono 



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4 ABB 

in salvo. — In una nave, le barche o lance dovrebbero essere 
tante, da trasportare tutto l'equipaggio ad un tempo. 
Abbandonamento, s. m., l'atto dell'abbandonare. 

Fr. abandonnement, délaissement; iiigl. the abandoning a vessel. 
Abbandonare gli ormeggi, cioè la gomene o catene che ritengono 
l'ancora. — Venez. filar per occ/iio. 
Port, desmarrar. 

— l'ancora. 

Si abbandona nn'ancora quando, obbligati per qualsiasi causa 
a lasciare un ormeggio, non siamo in tempo a salpare, e per far 
presto si taglia l'ancorale, o ai smaglia la catana. 

Pr. tAandonner une attere; ingL to leave an anchor. 

— U combattimento per necessità, ferita, o vigliaccheria. 

— il sermsio. 

Fr. aÌKOidonner le service; ingl. to give up the service. 

Abbandonato, add. e part, pass., da Abbandonare. 

Abbandooatore, abbandonatrice, verb., chi o che abbandona. 

Abbandono, s. m. , l'atto giuridico dei proprietari, per mezzo del 
quale cedono agli assicuratori o il bastimento, o il carico, o l'uno 
B l'altro per averne il prezzo assicurato. — La voce e il signifi- 
cato sono simili in spagnuolo e portoghese. Vedi Dichiarazione 
e Termine. dell'abbandono. 

Fr. abandon; ingl. the abandoning; ted. daa Verlassen. 

Abbarbant^ part, pres., da Abbarbare, ohi abbarba. 

Abbarbare, v. a. Vedi Barba. 

Legare la barba o la barbetta della barca, o lancia, o simili, 
alla riva o a bordo. Vedi Imbarbare. 

Abbarbato, add., da Abbarbare, che è stato abbarbato. 

Abbarcamento, a. m., effetto dell'abbarcare. 

Abbucante, part, pres., da Abbarcare. 

Abbarcare, v. a., dare una curva a tavola, piastra o lamiera, simile 
alla curva del corpo delle barche, ordinariamente per mezzo del 

— (nap.), l'abbassarsi di cumoli di onde ammonticchiati da' venti, 
Nche lo navilio a mare fa trasnto. 
No marette abbarcale che ttanno nc'era. 

Fas., Ger., XV, 9. 
Abbarcarsi, n. p., delle tavole od altro che per quabiasi causa ab- 
biano preso una data curva, si siano incurvate. 



ivGoosle 



ABB 5 

Abbarcato, part. pass, e odd., di tavola od altro che sìa stato ia- 

curvato ad arte, o naturalmente. 
Abbarcatore, s. m., verb., chi abbarca: mastro dell'arsenale cui 

viene commessa l'opera d'imbarcare tavole, lamiere od altro. 
Abbarcatura, a. f., l'effetto dell'imbarcare, o abbarcare, o curvare. 
Abbairamento, a. m., l'abbarrare. 

Abbarrare, v. a., chiadere il passo al nemico con palafitte, con botti 
confate e incatenate con catene di ferro o gomene, in canali, 
fiumi o porti. 

Fr. barrer; epagn. bamar; port, barrar; lat. vìam obsepire, in- 
tercludere; gr. ftox^t^fo; ingi, to bar; ted, verrammeln. 
AbbamBhrsl, fig., dìcesi del mare che si sconvolge e le onde coi^ 
reno le une contro le altre spumeggiando e rumoreggiando. 
S'abbuiò l'aria, abbaroffosai il mare, 
£ gonfiare altamente e mnggiiiar l'onde. 

Caro, En., III. 

— dicesi anche per azzuf&rsi : < Intanto tatto il campo s'abbaruffa > 
(Morg., XXIV, 126). 

Fr. le temps se brouiUe. 
Abbarzare, v, a., < tenere fermo un'ancora, una randa, un' invasa- 
tara mediante le barze > . Livorno. 
Abbassamento, s. m., dell'orizzonte del mare ; è la quantità dì cui 
bisogna, in tutti i livellamenti, collocarsi più basso di quello che 
indichi il livello. 

Fr. abaissement de l'horizon de la mer; sp, depresion; port, de- 
pressao; lat, depressio, <mis; gt. xatanleats; ingl. dip of the ho- 
rizon; ted. AbnaJime. 

— dell'orizzonte visibile, è la quantità di cui esso si abbassa al di- 
sotto del piano orizzontale che tocca la terra. 

— o depressione dell'orizzonte sensibile, è il quanto l'orizzonte sen- 
sibile è abbassato sotto il piano orizzontale tangente alla terra. 

— del polo. E la quantità angolare di cui Ìl polo celeste ai trova 
pili basso dell'orizzonte ed è eguale alla latitudine dell'osserva- 
tore. Quanto più ci avviciniamo all'equatore, tanto più il polo si 



Fr. abaissement du pole; ingl. depression of the pole. 
- di un astro. Vedi Astro. 

E il quanto noi li vediamo più bassi, che se fossimo collocati 
al centro della terra. Questo abbassamento à più di un grado per 



„Goos 



6 ABB 

la luna, in certi casi; quindi ogni osservazione bisogna correggerla 
per l'effetto dì questo abbassamento. 

Pr. abaiasement d'un altre; ingl, dip of a star. 
Abbassamento) in artiglieria, la distanza dalla linea di tiro alla 
parabola. 

— del ponte si fa a poppa nelle camere o alloggi, per dare ad essi 
un'altezza sufficiente, senza alzare troppo in quella parte della 
nave l'opera morta. Vedi Ponte. 

— di temperatura nell'aria, nei fornelli, nelle caldaie e simili, cioè 
diminuzione di calorico. 

— di livallo nel mare, nelle trombe, nelle caldaie. 

Fr. abmssement du niveau de l'eau; ingl. the lowering of the 
water Uvei. 
Abbassare, v. a., le acalette; per le velaccive e la bandiera si usa 
propriamente ammainare. 

— le vele, la bandiera, vale talvolta arrenderai, darsi per vinto; 
Crusca, ma non porta esempi. 

Abbasso, aw., comando ai marinai che sono sull'alberatura, sulle 
manovre, o i bastinaggi, di scendere in coperta, ed anco di abbas- 
sare oggetti. 

Pr. en has; spagn. abqjo; port, abaixo; ingl. down from aloft; 
ted. auf Deck. 

— i pennoni, gli alberetti; quando si tratti di alberi o di alberetti 
dicesi caricabbaaso; abbasso le brande non dicono i marinai, ma 
si brand' abbasso. 

Ingl. down haminocks. 

— i gabbieri, il fuoco, abbasso il fitoco dappertutto; tutti comandi. 
Abbattere, v. intr., è il girare della nave sul proprio asse verticale 

per opera del timone in aito di corrente, o per forza del vento 
sulle vele (accolto), < perché si abbatte da fermo o rinculando; 
arrancando, o con il vento nelle vele, si dice orzare o poggiare, 
secondoché la prora si accosta o si allontana dal letto (direzione) 
del vento • . Salvati. 

Pr. abattre; spagn. aboHr; port, fazir cabe^a; inglese to cast; 
ted. abfatlen. 

— i'n carena, l'inclinare la nave in modo, sopra uno da' suoi fianchi, 
che quello che rimane scoperto si possa racconciare e cala&tare. 
Si dice anche mettere alla banda. 

Pr. abattre en carene; spagn. tumbar a chilla; port, virar de 



,vGoosle 



ABB 7 

carena; ingl. to lay a ship, to heave doivn a ship, careening; te- 
desco ein Schi/f kielholen. 

Acciò che gli alberi non si pieghino o spezzino, vi si sottopon- 
gono dei puntelli, due o tre pei grandi alberi, detti aghi o big?ie 
(fr. higueg). Questa operazione, che non è senza rìschio per la sta- 
biliti della nave, sì evita nei porti che anno bacini di carenaggio. 
Abbattere a diritta, a siniatra. 

Pr. abatre sur tribord, sur babord; ingl to cwt, to stas-board, 
to board, io cast, to port; ted. abfallen nacA Stetierbord, nach 
Badcbard. 

— di rovescio. 

Pr, abaltre sur le mauvais bord; ingl. to cast the tvrong Kay; 
ted. verkehrt abfailen, Uber den fiilschen Bug abfallen. 

— volontario è il compimento del moto rotatorio di uà naviglio sotto 
vela intorno al suo asse verticale, quando, dopo essersi volto al 
vento, piega dal lato opposto nel virare. L'abbattuta è sempre col 
vento in faccia, a si distingue dall'orzata; questa si accosta alla 
direzione del vento, quella la supera di trapasso, L' una piglia 
vento in faccia, l'altra lo stringe dal lato opposto. 

— involontario si è quello che talvolta avviene per mutazione im- 
provvisa di vento, per colpo di mare, per inavvertenza del timo- 
niere. 

Genov. abbatte. 

La nave abbatte dal cattivo lato; si dico della nave, la quale 
facendo vela, devia dalla rotta che si vuol tenere. 

— tene nude, secondo che si riesce o no a compiere la manovra 
che uno voleva. 

— Vedi Albero, Bandiera, Insegna, Tenda. 

— per mandar giù, calare, abbassare. 

■ A lei (alla nave) china van le vele, abbattevano le antenne, 
nmiliavano le bandiere • (Baht., D. Ap. mar., 29, 1, 25). Orvxca. 

— l'abbattere o l'abbattersi d'un naviglio sotte vela, farla volgere 
con movimente di rotazione sull'asse verticale per condurre il na- 
viglio a mutare la linea della sua direzione. 

— intr., il volgere del naviglio. 
Abbattimento, s. m., l'abbattere ìn carena. 
Abbattltore, s, m., chi o che abbatte. 

AbbatUtura, s. f., l'atto dell'abbattere, l'effètto dell'abbattere. 
Fr. abatage; ingl. heeling; ted. VmUgen. 



,vGoosle 



8 ABB 

Abbattuta, a. f., il fatto dell'abbattere, correre. 

'L'al>battuta dìSerìsce dalla poggiata, perché questa manovra si 
eseguisce col vento Delle vele; in altri termini, l'abbattuta è una 
poggiata rinculando , mentre la poggiala è un' abbattuta arran- 
cando. Si abbatte quando si vuole evitare un ostacolo di prora. 

Fr. abattée; sp. abatìmento; port, girada; ìngì.caetlng; ted.cUa 
Abfallen. 
Abbattuto, add., da Abbattere. I maestri d'ascia dioono di legno 

che sia tagliato fuori di squadra. — Genov. abbattilo. 
Abbeverare, v. a., empire d'acqua un navìglio di legno per vedere 
se è bea commesso e stoppato. Cattiva pratica andata in disnso 
dopo il secolo xviii. 

Fr. abreuver; spagn, e port, abevrar; ingl. to water, to drench; 
ted. ein Schijf ivùssern. 
Abbiettare, v. a., afforzare, fermando con le biette gli alberi nella 

scassa. Vedi Bietta. Albero. 
— assottigliare a cuneo legno od altro. 
Abbiettato, part, pass, di Abbiettare, e add., detto di albero o di 

altro fermato con biette. 
Abbiettatura, s. f., l'atto dell' abbiettare, 

Abbisciante, part. pres. ; Abbisciato, part, pass., da Abbisciare. 
Abbisciare, l'avvolgere a mo' di serpi i cordami, cioè avvolgerli a 
spirale sovra lo stesso piano. —Yen. asserpolare; nap. abbisciare. 
Fr. touer un cable (più usitato lover) ; port, cr^nwr; ingl. to coU 
a cable; ted, ein Tau auftchietten, rund zusammenUgefn. 
Abblsciatura, da Abbisciare, l'atto o l'effetto dell'abbìsclare. 

Fr. bitture; port, cabro; ingl. range of cable. 
Abbìttante, part, prea-, chi abbitta, 

Abbittare, v. a., fermare con un cavo, gomena o catena, l'ancora 
alla bitta. — Venez. bitta. 

Fr, Mtter; spagn, e port, abitar; ingl. to bitt; ted. die Eette um 
die Beting legen. 

* E se la legatura alla bitta sarà fatta con le bozze, allora non 
solo si potrà dire genericamente abbittare, ma particolarmente 
abbozzare > . GDQLlBLUOTTt, 
Abbittarsì, rifl. pass,, essere legat* alla bitta. 
Abbittato, part, pass.; canapo abbittato, o gomena abblttata, cioè 

avvolti alla bitta, fermati alla bitta. 
add., di cavo, o gomena, o catana fermati alla bitta. 



ivGoosle 



ABB 9 

Abblttatura, esaa è mezza, doppia o semplice, a seconda della porte 
del cavo o gomena che si avvolge alla bitta. 

Fr, four desbiltes; spago, abitadura; port, capella; ingt. range 
of cable. 
Abboare, v. a., < porre un gavitello o altro ad un'ancora • . UoRi. 
Abboccare, v. a., dicesi dei navigli, allorché per forza di vento sono 
tanto inclinati eu d'una banda o sbandati, da lasciarvi penetrar 
l'acqua, s quindi capovolgerai e affondare. -- Tose, far cappello, 
far cuffia; genov. cavirare; ven. pacata- per occhio; napol. niente 
la mano slennette, la varca s'aòboccaje e «ice cadette. Aubba. 

Fr, chavirer , faire capai; ingl. io overset; ted. kentem, mtir 
schlageii. 

Falc., Isir., e. IX: «E alle aipraddetts cose si vuole grande 
vigilanza, perché molti (vascelli) n'abboccano; ed è poi cosa dif- 
ficilissima il cavarli di fondo • . Ed al e. X : • Corre perìcolo di 
riempirsi il vascello e abboccarsi, e andarsene a fondo > . 

Bart., D. Gin., 1, 35: • Esse (le barche cinesi) patiscono di 
un cotal vizio, ond'è mestieri di gran cura a guardamele; questo 
è il dare per poco alla banda, abboccare e sommergersi • . Ed al 
lib. II, 142: . Gli si die (alla nave) per traverso una bufera di 
vento, e coricò la vela non ammainata subito da' marinai, s) che, 
stravoltasi, abboccò e tutta andò sottJS • . Crusca. 
Abboccarsi, delle navi che si capovolgono. — Genov. abboccase; 
venec. far cuffia, rovesciarsi. 
Port, sossobrar. 
— detto delle armate, 

• I Genovesi, avuta lingua, che catuna era in pelago , avvisa- 
rono d' abboccarsi con l' una armata, innanzi che insieme si con- 
giugnessino . (Vill. M., Ili, 79). 
Abboccato, add., di naviglio capovolto. 
Abboccatura, s. f., l'atto dell'abboccare. 

Abbocchevole, add., di naviglio poco stabile, facile ad abboccarsi 
o capovolgerai. — Venez. bergolo; rom. abboccarello. 

Fr. faible de cótés; ingl. unsteady, crank, che noi diciamo anche 
geloso, /bile, vergola. 

Parlando d'una barca: tr. jalota; volage; port, lìoce de borda. 
Abboind Unn-a veja (genov.), bulinare una vela, tirar la vela verso 
prua per prendere il vento di fianco quand'è obliquo o contrario 
alla rotta. 



,vGoosle 



10 ABB 

Abbonacciare, v. n., divenire tranquillo, calmo; e dicesi del mare 
come del vento. E a marnerà dì n. e. n. p. 

Fr. mollir, calmer, renare calme; lat. iranqmllum reddere, pa- 
care; gr, ya^tjvl^a; ingl. io be calme, ff become caltne; ted. attll- 
werden, sich beru/iigen. 

OviD., Pisi., 170 r • E parmi che quanto io più sono sollecito 
di ragguardare il mare se egli si abbonaccia, ch'egli più tempe- 
stosamente ondeggi • . 

Bart. D., Giapp., I, 550: • Al pregar che fecero tutti insieme, 
il vento e il mare abbonacciarono • . 

— il mare (àtbonaccia, il vento abbonaccia. 

Fr. le vent molUt; spagn. abonamar; port, abona^co'; ted. àb- 
fUtiien. 
Abbonacciarsi, v. n. p., del mare e del vento che si calmano, si 
quietano. 

Fr. te calmer; ingl. to fall calm; tsd. MeeregstUle, Wiìidetille. 
Abbonacciatamente, avv., placidamente, quietamente. 

LOOAN., Volg., R. 61 : * Correva l'acqua sì abbonacciatamente, 
ch'elli sembrava che ella non ai movesse » . 
Abbonacciato, part. pass, di Abbonacciare. 

Adh, G, B., Star., 308: • Le altre (navi) che trovarono fortumi 
manco rea, abbonacciatosi il mare, fornirono il corso > . 

— add., che è in bonaccia, calmo, tranquillo. 

OviD., Art. Am., e. 51: ■ Quando il mare è abbonacciato, il 
nocchiero sicuro si riposa > . 
Abborda, perché altri appressi, si avvicini bordo a bordo. 

— la nova nemica, per avvicinarla o investirla. 

Abbordaggio, a. m., l'incontro volontario o fortuito di due navi. — 
Vedi Investimento, Collisione, Arrembalo. 

Fr. abordage, alter, monter à l'abordage; lat. appulsua, incur- 
aus, aggressio; gr. iitlnXovq; ingl. boarding; ted. Zusammenstoaa, 
Uebergegeln. 

Avvenendo 8|>e830 i casi d'abbordo, l'Inghilterra promulgò un 
regolamento per obbligare i capitani, tanto delle navi a vela che 
a vapore, a tenere dei fanali a vari colori, o far seguali con comi 
e tamburi iu tempo dì nebbia, e stabili altresì la regola da osser- 
vare nelle manovre da eseguire quando si avvistano di notte e che 
tengono la rotta di controbordo: • Qualsiasi naviglio a vapore o 
a vela che procedendo in una direzione, ne incontra un altro pro- 



,vGoosle 



ABB 11 

cedeate in direzioae opposta, in modo clie seguitando la rispettiva 
rotta, o 3Ì rasenterebbero o verrebbero al caso di collidersi, le 
barre de! timoni dovranno portarsi a sinistra, tanto da passare 
ciascuDo a sinistra dell'altro; e questa regola deve osservarsi da 
qualsiasi naviglio a vela o a vapore, sia che navighino colle mure 
a sinistra e a diritta, o con vento stretto di bolina, a meno che 
necessità non li obblighi a contraffare a fine d'evitare nn pericolo 
immediato, o per non essere quelli a vela che navigano di bolina 
con le mare a diritta o a sinistra, non sempre obbedienti al ti- 
mone • . — Tutte le nazioni accettarono questo regolamento. — 
Con vari Decreti sino dal ISSO, il Ministero della Marina prese 
a formulare un regolamento per stabilire le norme onde evitare 
le collisioni in mare usando dei fanali colorati, dei colpi di can- 
none ed altri segnali acustici in tempo di nebbia e determinando 
la velocità dei piroscaiì, il tutto adattato alla diversa grandezza 
dei navigli. Vedi R^olamento. 

Abbordaggio (saltare all'), lo slanciarci dei saldati per prendere di 
assalto la nave nemica. 

Ft. saulei- d i'abordage; port, saltar al aboràage; ingl, to jump 

aboard; ted. enlem. 

— di due navi che . si danno la caccia o marciano alla stessa linea, 
l'usa volontaria, l'altra per negligenza o forza superiore. In questo 
secondo caso chi errò deve pagare il danno dell'abbordaggio. 

— di U7ta nave a riva, o ad altra nave, per andare a bordo o a 
riva, o approdare. Stratico. 

— (andare oil'), cioè far le manovre per andare all'abbordaggio. 

Fr. aller à I'abordage; ingl. to run down a ship. 

— prolungandosi sul nemico; si fa mettendosi col fianco della nave 
parallelo a quello della nemica. 

Fr. abordage de long en long; ingl. boarding fore and aft. 

— di per fianco, quando il fianco dell'una o dell'altra nave si 
rasentano ^strisciando sulla murata. 

— dritto al corpo, è l'investire direttamente con la prua il fianco 
della nave nemica. — Si dice anche (abbordaggio di punta. 

Fr. abordage de bout au corps; ingl. boarding end-on. 

— per l'anca, è l'abbordo con la prua sul quartiere di poppa, 

Fr. abordage par la hancJie; ingl. boarding on tìie quarter. 
Sono d'opinione che queste forme di voci che escono in aggio, 
prese dal francese, si debbano sostituire con le nostrane; cosi qui 



,vGoosle 



12 ABB 

abbordo ìo laogo d'abbordaggio, salvoìnento invece di salvataggio, 
montatura in cambio di montaggio e via dicendo ; e coal potremmo 
usare arrembo per arrembaggio. 
Abbordare, v. intr., è l'accostarsi di un naviglio tanto vicino ad 
un altro, che ai posaa andare da bordo a bordo eenza ponte, né 
altro mezzo. 

Fr. aborder; sp. e port, abordar; lat. appellere; gr. inatta; 
ingl. io board; ted. tn Collision gerathen. 

Àuu., Stor., II, 1088: «Ma dove la anfe parea più terribile 
e più sanguinosa, era la capitana de' Genovesi e quella dei Ve- 
neziani, le quali essendo abbordate insieme vi ai combatteva come 
in terra ferma > . 

Spagn. c^tordar la proa sabre bordo ; port, arpar pi-oa pelo lodo; 
genov. abborda, nel significato di avvicinare e di investire ana 
nave con un'altra nave. 

— la nave nemica, correre sulla nave nemica, inveatirla. 

In questo significato il Guglielmotti lo ritiene un gallicismo, 
condannando la Crusca che lo accetta. Mi sembra che sia da os- 
servare: se abbiamo accettato abbordare nel senso di avvicinare 
bordo a bordo, perché debb' essere escluso l'altro dell'investe? 
I diversi concetti si possono anche determinare in molti modi, 
per esempio: corse ad ed)bordare, abbordò violentemente. In ogni 
caso sari difficile rifiutare questo significato dato al vocabolo in 
tntte le lingue neo-latine. 

Fr. aborder, faire un abordage (Hostk) ; spagn. abordar, correr 
sdbre un navio; port, abordar, correr sàbre hum nomo; lat. iwt 
petum facere; gr, intnXita; ingl. to board, to fall aboard of; 
ted. ein Sdiiff entern. 

— con la prua. 

Fr. aborder de frane étrave ; ingl, io run fotd of each otiier right 
on, or vyiik the bow. — II Fincati dice di punta. 

Fr, aborder de bout au corps; ingl, to board fore and aft; 
ted, mit dem Bug gegen einander laufen. 

— per fianco, quello che i Veneti del medio evo dicevano ragajar 
è lo strisciarsi violentemente fianco con fianco del naviglio per 
caso o artatamente. 

Fr, aborder en prolongeant ; spagn. rajar (vale raschiare); cata- 
lano rogar. 

— vogando, cioè {^'lordare movendo la nave a forzi di remi. 



,vGoosle 



ABB 13 

Pr. aborder en vogant; apagu, e port, abordar vogando; ingl. to 
row against anything. 
Abbordare, prender terra. 

Fr. aborder à une cale; lat. appelUre; gr, av/tneaoèatig vtjT 
veriig. 
Abbordarsi, l'avvicinarsi, l'accostarsi di dae o pib navigli fra 
loro. 

Fr. a'aborderj derivar sur un vaùseau; ap. abordarse; port, cahir 
sabre hum navio, ir encima; gr. avftJilTixo}, per es. avf*jiEao6at]s 
vrjt ve^s (TooiD.); ingl. to fall or drive aboard a ship; ted. an- 
lege». 
Abbordato, p. p., chi à ricevuto l'abbordo. 

Fr. abordé, s. m., l'abordé est le bdtiment qui est joint par celai 
qui veut le combattre d l'abordage, dice il signor Bormefoux; 
ingl. boarded ship; ted. der QeenUrte, 
Abbordatore, e. m. v., chi abborda. 

Fr, abordeur est le bdtiment qui joint celui gu'il veat combattre 
à l'abordage; spagn. abordador; port, abordador, arpador; ingl. 
boarding skip; ted. der Enternde. 
Abbordo, 3. m., l'abbordare. — Andare, venire all'abbordo e simili, 
significano andare, venir ad assalire, investire una nave, abbor- 
darla; e pigliare l'abbord> vale lo atesso. Oiwc«. 
Qr. n^aó^ftKfis. 

— dicesi pure andare all'abbordo, quando una nave va all'ubbi- 
dienza di un'altra che sia superiore di forza, o che a sé la chiam 
por autorità che ne abbia. 

Pr. ti bord; ingl. aboard. 

— (andar all'); di nave che segue l'ordine d'una maggiore potenza 
che la chiama. 

— l'accostarsi di due navi. 

— a primo abbordo, avv., al primo avvicinarsi. 

— il Capitano, avvisa che si dà qnando il Capitano monta sulla 
nave. 

Proscrìzinni sul modo di evitare gli abbordi in mare, messe in 
versi inglesi da Tommaso Gray (1869). 
A bordo! in nave, imbarcate (comando). 

Fr. d bord; spagn. e port, a bordo; ingl. aboard; ted. an Bord 
Abbozza! (comando). 

Fr. bosse; ingl. stopper; ted. stoppen. 



,vGoosle 



U ABB 

Abbozzamento, s. m., imbozzamento, l'atto o l'effetto dell'abbozzare. 
Abbozzare, mettere le bozze, legare con le bozze. — Qen. abozzà; 
ven. bozzar. Vedi Bozze. 

Fr. bosser; port, abogar; ingl, to stop; to stopper, to clap, to 
bit to; ted. stoppen, bestoppen. 

La voce abboszare, in generale significa mantenere qualsiasi 
manovra nella sua posizione, mediante bozze ed anche fìtacci, a 
seconda della grossezza del cavo e dello sforzo che deve fore. 
Vedi Bozzare. 

— V. a., si dice per indicar la legatura che ai fa a cima cavo, perché 
non si scordoni; come anche la legatura che si fa ad un gancio 
^ doppio che semplice, a£fin cho non si scocci, cioè non escano 
dagli anelli di ferro. 

• Si abbozza sulla cicala nelle rade, quando si vuol dare aria 
all'interno della nave, facendo entrare il vento da tutti Ì portelli 
di batteria e dagli occhi di corridoio. 

< Si abbozza sulla codetta nelle andane, o quando si vuol ber- 
sagliare una batteria, come fece il Saint-Bon con la F&rmtàabUe 
nel porto di San Giorgio a Lissa, il 19 giugno 1866 • . Salvati. 

< Si devono abbozzare ad alto le antenne con catene, acciò, 

passando da un vascello all'altro aopra delle antenne, non possano 
essere tagliate » (PalcwnI, Istruz., e. 19). 

Il Guglielmotti registra abbozzare in un altro signi^cato, che 
non trovo in altri vocabolari nautici : • Abbozzare il bastimento 
significa ancorarlo in modo speciale, tante che non solamente sorga 
in un luogo, ma tenga pure la direzione voluta sul sito, perché 
non si giri con la prua al vento, ma in quella vece presenti sempre 
la medesima parte, o fianco, o batteria verso un punto determi- 
nate, vuoi per ofEésa o per difesa. Questo s'ottiene in due maniere: 
primo, col gherlino legato alla cicala dell'ancora e messo in forza 
da poppa; allora il fianco del baatimente sorge come base di un 
triangolo isoscele, dal quale la gomena di prua e il gherlino di 
poppa sono i due lati, e l'ancora il vertice. Secondo, si abbozza 
alla codetta, che ò una cima legata ad un anoorotte, mandato a 
poppavia, afi&ndata colla barca e messa in forza da poppa, affine 
di bilanciare il bastimento sulle due cime, e di volgerlo pib o meno 
al fianco da questa o quella parte, nonostante il veute e le sue 
variazioni. Alcuni chiamano deatre le cime poppiere, altri code • . 

— la gomena, la catena. 



,vGoosle 



ABB 15 

Fr. bosser le cable; ingl. to stopper the cable; ted. die Anker- 
kette etoppen, abstoppen. 
Abbozzare presto. 

Fr. bosser le cable<Juivne ; spagn. ds pronto. 

— l'ancora. Vedi Ancora. 

— per davanti. 

Fr. frapper te» bosses sur l' avant dea bittes; spagn. ddante; 
ingL to put on the stoppers forward of the bitts; ted. die FtwAand- 
aiopper aniegen. 

— sottacqua. — Spagn, en Umpio. 

— un paranco su di uno straglio. 

Ft. fouetter un patan sur un élai. 

— i pennoni di gabbia, ed anche qaelli delle vele basse, con catene 
di ferro al momento di combattere, affinché sieno sostenuti nel 
caso che le loro drizze fossero rotte dai proiettili nemici. 

Fr. bosaer les vergues; spogu. los vergas; ingL to sUng the yards. 

— le bugne di soUovenUi dei trevi. Vedi Trevi. 

Fr. bosser les points d'écoutes des basses voiles. 

— le bugne di st^avento dei trevi. Vedi Trevi. 

Fr. bosser les points d'amures des basses voiles. 

— una trozza alla gomena. 

Fr, frapper une caliome sur le cable. 

— un gherlino alla gomena. 

Fr. bosssr un grélin sur le cable. 
Abbozzarsi, s. a., legarsi con le bozze. 

Abbozzato, legato con le bozze, gherlini, codette, filacci od altro. 
Abbozzatura, s. f. Vedi Strangolatura. 

Fr. gén<^; ted. das Springtau. 
Abbozzo, 9, m,, l'abbozzare, o ciò che è abbozzato. 
Abbracciare, v. a., i pennoni, la vela. Vedi Pennoni e Vela. 
Abbra/^id, (genov.) v. a., per Bracciare. 
Abbrancante, part, pres., di Abbrancare, che abbranca. 
Abbrancar^ v. a., prendere, afferrare con le morse dell'ancora il 

fondo del mare. 
Fr, gripper; spagn. e port, agarrar; lat, carpere; gr. avvaiQéa; 

ingl. lo snatch, to grasp; ted. faasen, greifen. 
Abbrancato, part, pass,, da Abbrancare; dicesi dell'ancora quando 
. morde il fondo del mare. Gli antichi abbrancavano colle mani dì 

ferro, con gli arpagoni, con ì corvi. 



,vGoosle 



16 ABB 

AtAreviazlonl. Nelle iacrìzioni riguardanti la marina dei Eomtini, 
si trovano le seguenti: 

CU. Pr. M. ^ Classe pretoria miseoate. 

CL. Pr. H.. ^^ Classe pretoria ravennate. 

PEAEF. CL = Prefetto della Classe. 

Le poliremi vi sono indicate con numeri romani, sopra i quali 
è tirata orizz natalmente una linea, oosl: 

n ^ bireme. 

m ^ trireme. 

Tv = quadrireme. 

V =; qninquireme; e cosi di seguito. 
Abbrivai (comando). 

Fr. ant. abrioe; ingl. ptiU away, gifé away; ted. wolle Fahrt. 

Abbrivare, v. n., dicesi del principiar a muoversi che fa il naviglio 

prima che abbia presa tutta la velocità, a proporzione del vento, 

dei remi o del vapore che il sospingono; lo stesso che pigliare 

l'abbrivo. 

Fr. antico (non registrato né dal Littré, né dal Sachs) abriver; 
port, arrmicar; ingl. to beging to move, haad way, or freah way; 
ted. t'n Fahrt kommert. 

Lo Stratico aggiunge: > Abbrivare il naviglio, si dice quando 
andando all'orza, specialmente con mare grosso, si poggia un poco, 
perché la nave cammini alquanto più presto, essendo che dopo ciò, 
orzando alla banda, essa presenta meglio la prua al vento e supera 
più facilmente l'opposizione del grosso mare colla velociti conce- 
pita > . In franceaa significa anche approdare, sbarcare. 

Fr. abriver le vaisseau. 

— di partire da qualsiasi luogo, riva, rada, porto, e compagnia. 

— dare il moto al naviglio. 

— del seguitare a camminare che fa, anche dopo cessata la forza 
motrice. 

— dare il moto al navìglio, sin che acquisti la sua massima nor- 
male velocità, 

— muoversi da qualsiasi luogo col naviglio, a torgli la massima 
velocità. 

— abbrivare per virare, • comando al timoniere perche poggi alquanto 
e cosi dia maggior velocità al naviglio e presa al timone a fine di 
virare col vento in prua e sia per non perdere cammino, e per aver 
più fecilmente la buona abbattuta sull'altro bordo • ■ Gdgliblk. 



,vGoosle 



ABB 17 

Abbrivase, a. p. (genov,), abbrivare. 

Abbrivato, p. p., che à preso l'abbrivo, che h. preso cammino, che 
& acquistata la sua velocità normale. 
Fr. abrivé, navire qui a pris son air. 
Abbrivo, il movimento che comincia a prendere la nave spiata dalle 
vele, dai remi o dal vapore. 
Gr. óp/<(}. 

Pr. GlOED., Fred,, R.: ■ Ma quel vascello aveva di già pigliato 
l'abbrivo.. 

Botta, St. it.: • Poi Sinao improvvisamente se ne andava, pi- 
gliando di nuovo l'abbrivo verso levante ■ . 

Il EoHìa cosi spiega: • Abbrivo è quando sono ammainate le 
vele e levati i remi, e la galera scorre per i! moto impressole > . 

— (prendere V), cominciare il movimento della nave. 

Gr. ÒQfiàa. 

— (dar), far ohe la nave prenda a muoversi. 

Pr. donner de l'air; ingl. to give way; ted. in Gang bringen. 

— (smorzare, scemare I'), vale cessare o diminnire il movimento 
della nave. 

" Spegnere o smorzare l'abbrivo vale; diminuire ad arte la ve- 
locità del naviglio, quando si trova essere menato troppo oltre per 
qualunque ragione nautica o militare. Si volge il timone, si sca- 
rica qualche vela, sì piglia vento in faccia, si rallenta il remeggio 
o la macchina, si gettano spere da poppa. E aif&tto spegnitoio 
deve esaere tenuto a conto da chi voglia toccare il segno, senza 
che il moto gli manchi a giungere, né gli soverchi ad investire • , 

Pr. amortir l'air; in^l. to deaden tìii away, to check the head-way; 
ted. die Fahri verminder. 

II Guglielmotti aggiunge i • Abbrioo iniziale o pigliare l'abbrivo 
vale: pigliare tutta la velocità di che il naviglio è capace, secondo 
le condizioni in cui si trova, e allora avrà preso l'abbrivo, quando 
il moto sia divenuto massimo e uniforme, percorrendo spazi eguali 
in tempi eguali, tanto che durano nella stessa proporzione le forze 
motrici, e gli ostacoli al moto, 

« Abbrivo finale o perdere l'abbrivo, vale: cedere a poco a poco 
la velocità di che il naviglio godeva; ed allora dicesi perduto l'ab- 
brivo, quando finisce il moto e il naviglio si ferma. E si noti che 
tolte via affatto le forze motrici, spiegate le vele, spalati i remi, 
stecchita la macchina, non per questo il naviglio di presente ni 

COBUZini, VocfA. nautico. 2 



,vGoosle 



18 ABB-ABD 

arresta; ma va ancora innanzi sulla medesima direzione per virtù 
della Telocit& acquistata, finché dal proprio peso, dalla resistenza, 
e da ogni altro ostacolo non sia rimesso alla quieto. 

Abbrudamento del fumo, espressione inesatta, come quella di Ap- 
parecchi fumivori. Non si tratta di abbruciare il fumo, ma di 
impedire la formazione di esso, facendo che la combustione sia 
completa, poi che allora non v'à produzione alcuna di fumo. 
Fr. combustion; ingl. combasHon, burning; ted. Verbrennung. 

Abbmmare, dallo spagnuolo o portoghese bromo, che così si dice 
il ailotrogo; v, intr,, per tarlare. Il Rigutini registra anche bruma 
come equivalente di bromo, non però à^yrumare. 

Abbmmato, per tarlato, add. e p. p. ; genov. abbrummoù. 

Fr. rongi de vers; spagn. abromado; port, hrumado; ingl. worm 
eaten; ted. wurmstichig. 

Abbrunamento dei fucili: la canna, detersa con calce e con bagno 
di soluzione di carbonato di aodio, viene spalmata con vernice 
ossidante, composta di alcool, acido nitrico, acido solforico, tintura 
d'acciaio, solfato di rame e acqua distillata. Cosi le canne gì co- 
prono di ruggine, che si fa essiccare ponendola in ambienti alla 
temperatura di 36°. Dopo tale essiccazione, si mettono per 5' nel- 
l'acqua bollente, poi si lascino asciugare, e infine si strofinano 
con rotelle e cinghie giranti, munite di cardi metallici e di una 
cuffia comunicante, per un condotto sotterraneo, con un ventila- 
tore il quale aspira e lancia in un canale (di scarico) la polvere 
di ruggine che si solleva. Queste operazioni sì ripetono cinque 
volte, togliendo nella seconda e nella quarta l'azione dell'acqua 
bollente; dopo di che le canne si mettono per 20' nell'acqua bol- 
lente, si asciugano poi e si spalmano con olio di oliva. 

Abbrustolire, nettare i cannoni con polvere, si fa bruciando on po' 
di polvere nel fondo dell'anima, e passandovi poi lo scovolo. 

Fr. souffler les canone; spagn. alimpiar las piexas con polvora; 
port, alimpar as pesos com polvera; ingl. to blow the pieces off; 
ted. duTch Verbrennen mit Pulvar reinigen. 

AUmrrascarsi, v. n. p., il tempo si abburrasca. 

Ft. la iempéte se prepare; ingl. the storm is gathering; ted. der 
Sturm ist im Amuge. 

Abburascoà (geuov.), burrascoso. 

Abd-ela kurl, isola dell'oceano indiano, a libeccio di Socotera. 

Abdera, città e porto presso la foce del Kesto in Tracia, quasi di 



,vGoosle 



ABD-ABE 19 

faccia Eill' isola di Taso; non esiste più. La favola diceva che presso 
di essa Diomede fa mangiato da' suoi cavalli. Fu patria di De- 
mocrito, Protagora, Anassagora, Anasaarco e dello storico Ecateo, 
Gli Abderìtani erano amanti della musica e della poesia. — Fu 
colonia de' Tei. 

Abdera, la moderna Adi-a, già colonia dei Fenici, è porto e citt& 
della Spagna meridionale, nella regione già detta BeUcn. 

Abdloti, discendenti dei Saracini che occuparono Candia noli' 825; 
abitavano al mezzodì dell'Ida, e sì resero famoiii e temuti pirati. 

Abdon, isola dell'arcipelago di Aion nell'oceano Pacifico, KeUe sue 
acque abbondano le tartarughe. 

Abdulla, isola del mar Eosso, tra i lidi di Arabia e l'arcipelago di 
Farsan. 

Abellte (1'), è prototipo della nitroglicerina; è denominata anche 
gliogsilina. Fu inventata da sir Fred. Abel, che ne prese la pri- 
vativa il 24 dicembre 1867, 
Uahelite è anco chiamata dinamite al fahnicotone. 

— polvere pirica di Abel, à la stessa composizione di quella Desi* 
gnolle, eccetto che al picrato di potassio venne sostituito il picrato 
di ammonio. 

— tvbi elettrici di Abet, cannelli di legno o di altra materia ana- 
loga, contenenti due fili metallici isolati, ì cui estremi fanno presa 
in una carica detonante non eccedente i 15 centigradi. Salvati. 

Abentila, imbroglio di vela. FoeosLLtNi. Vedi Imbroglio. 

Abeona e Adeona, dee della pastura e dell'arrivo da viaggi ma- 
rittimi, presso i Bomani. 

Aberdeen (città di granito) (Scozia), bella e ben fabbricata, porto 
non molto sicuro, con due moli alla foce del Dee. La vecchia e la 
nuova Aberdeen oggi formano una sola città. Le due città anno 
circa 100 mila abitanti, due università, molto commercio, grand! 
manifatture e grandi cantieri navali. 

Aberdovey, golfo nel paese di Galles, sul mare d'Irlanda, con an- 
coraggio sicuro e assai comodità per le navi. 

Aberrazione astr., apparente cambiamento di posizione delle stelle, 
o meglio un piccolo cambiamento della posizione delle stelle o di 
altri corpi celesti (scoperto da J, Bradley nel 1727), dovuto al com- 
binato effetto del moto dell'astro, della luce e del moto dell'osser- 
vatore; si dice aberrazione annuale, quando il moto dell'osserva- 
tore è quello della terra nella sua orbita; e giornaliera o diurna 



,vGoosle 



20 ABE 

aberrcaiione, quello della terra sul suo asse, aamentando, quando 
è la più grande, nel primo caso a 20", 4, e nell'ultimo a 0", 3. 
Fr. aberration; spagn. aberradon; port, afyerracao; ingl. aber- 
ration; ted. die Aberration, Abweichung. 
AberrazloDe planetaria dicesi quella dovuta al movimento della 
luce e del pianeta relativamente alla terra. 

— (corcma di), è un cerchio spurio che sovrapponesi al disco pro- 
prio del sole. 

— (cottante dell'), la somma dello spostamento nella longitudine del 
sole, derivante dal moto progressivo della luce, stabilita ìn 20", 45. 

— di un pianeta, è sempre eguale al suo movimento veduto dalla 
terra, 

— ottica, difetto per il quale i rag^ riflessi da uno specchio con- 
cavo o rifratti da una lente, non si riuniscono nel punto matema- 
tico detto foco, ma invece in prossimità di questo foco s'incrociano, 
lungo (ab. di longit.), o attorno (ab. di latil.) all'asse, dando cosi 
immagini sfumate e confuse. Perché il fenomeno è presentato dagli 
specchi e dalle lenti sfericiie e detto ab. di sfericità. Si corregge 
adottando le curvature paraboliche ; e particolarmente nelle lenti 
biconvesse lo si diminuisce intercettando il passaggio del raggi 
del contomo, adottando sulle due facce raggi diversi di curvatura. 
Tina lente esente da aberrazione di sfericità si dice aplanetica. 

, — cromatica o di rifrangihUità, difetto delle lenti, per cui presen- 
tano immagini iridescenti al contomo ; nasce dalla diversa riirau- 
gibilità dei roggi variamente colorati. Vi si rimedia riunendo in 
una lente sola due lenti, una di flint concavo-convessa con una 
di crown biconvessa, le quali formano un sistema che devia il 
raggio senaa decomporlo. Le lenti cosi composte dicoa,-;{ ocronia- 
ticlie: sono invenzione di DoUand {1758j. 

— di sfericità , difetto nello lenti , pel quale i raggi che attraver- 
sano, non s'incontrano tutte nel medesimo punto o foco, e danno 
quindi immagini sfumate. Una lente esente da tale difetto sì dice 
aplanetica. Le lenti sferiche non sono mai perfettamente aplane- 
tiche; lenti aplanetiche o quasi tali, si possono però ottenere mo- 
dificando opportunamente i raggi di curvatura deUe due facce, 
od anche dei diversi punti di una stessa faccia. 

Aberystwitb, Inghilterra (piiese dì Galles), porto di mare alla con- 
fluenza dell' Ystwith col Rheidol. Cantieri, e bagni mare molto 
frequentati. 



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ABE-ABI 21 

Abete o abeto, s. m. , geaere dì pianta della Monecia monodelfia, 
della famiglia delle conifere. Le principali specie sono: l'abete di 
Germania (abies exceUa); l'abete bianco (abies alba); l'abete nero 
((Aies nigra); l'abete del Canada (abies canadentit); l'abete co- 
mane Co&tM vulgaris), il quale è assai diffuso in Italia; l'abete 
balsamìfero (abies balsatnea) , cresce in Rusda; l'abate di Cali- 
fornia (ainea californerms), che vegeta sino all'altezza di settanta 
metri. 

Gli antichi ne fecero grande uso nelle loro costruzioni navali, 
per la sua leggerezza, nonostante la sua fragilità e la poca du- 
rate nell'acqua. 

• L'abate alpino e il cedro s'adoprano per le polìremi • . Teofb. 
— « Kaacitnr, et casua abies visura marìnos > (Viro., Qeorg., 
II, 68). — • Scipione, per la guerra d'Africa, si valsa degli abeti 
delle sìlve pubbliche . (Livio, XXVIII, 45). 

Fr. sapin; spagn. abeto; port, abete; lat. abies; gr. Ì^ttj, ijs! 
ingl. flrtree; ted. Tanne. 

— di' rispetto; abete per aibero. Vedi Albero. 

Abhira, provincia dell'India Cisgangetica , presso il littorale occi- 
dentale, cbe il Lasser vuole sia l'Ophir della Bibbia. 

AUado, promonterìo delle Asturie, nel mare Cantebrico. 

Abido, città della Troade, fondate dai Miiesìi circa il 655 a, C, 
sul littorale dell'Ellesponto (stretto dì Gallipoli), presso il punto 
pili stretto del canale. Di qui a Sesto, sulla riva europea, alquante 
pift a tramontena, Serae getteva i suoi ponti. — Vedi Corazzimi, 
St. Mar. eli., tev. IX. 

Abido oggi è Xagara-Burttm, fortificata. Gli Ateniesi, nel 411 
a. C, asonfissero l'armata spartena nelle sue acque. 

A queste due città è legata la leggenda o favola degli amorì 
di Ero e Leandro, e il nome di lord Byron che volle a nuoto at- 
traversare lo stretto, per dimostrare che era possibile la traver- 
sate nuotendo. — Gli Abìdeni erano ciarlateni, si che i termini 
abideno e mentitore si riputevano sinonimi, e correva il proverbio: 
ne temere Abydum. 

Abila, promontorio di Uanritania, di fronte a quello di Calpe, in 
Spagna, detti altresì colonne d'Ercole. 

Abila, dagli Spagnuoli è chiamate montagna delle scimmie. 

— animale marino acefalo e sìfonofero, trovato da Quoy e Gaimard 
nello stretto di Gibilterra. 



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22 ABI-ABO 

Abingdon, isola dell' arcipelago di Galapagos nel Pacifico, latit. 0, 
long. 900 p. 

Abissale, fauna abissale. Vedi Fauna. 

Abissali, scandagli, esplorazioni, ecc. dell'abisso. 

Abissare e abtrissare e nabissare. — Fr. ablmer; ted. versenken. 

Abisso, maaae d'acqua talvolta vorticose, da alcuna dello quali le 
navi sono raggirate e profondate inevitabilmente, come nel Mael- 
strom circa U 60", 30' latit. 0. e 30" longit. B. ad A. delle isole 
Loften, in Norvegia. Non insuperabile è Carìddi, più temibile 
quando l'arte della navigazione aveva fatto minori progressi. Ge- 
neralmente significa luogo profondissimo, di cui non si paò rag- 
giongere il fondo. Poi del mare; e in questo senso nella Bibbia 
si ha : • le tenebre erano sulla superficie dell'abisso > . 

Fr. ahimè; sp. abisnìo; port, àbramo; lat. abyssvs; ìngL obysme 
e abyss; ted. Abgrund, Tiefe des Meeres. 

Abitabilità, s. f., della nave; le condizioni sue più o meno igieniche, 
e la disposiziona più o meno buona degli alloggi per lo statamag- 
giore 6 l'equipaggio. 

Fr. arrangement, repartition des emménagements; ingl. arrange- 
ment of the accomodations of a ship; ted. EintheUung der Rilume 
eirìes Schi/fes. 

Abitacolo (ven.), s.m., stipo, armadio, dove ai tengono le bussole 
illuminate la notte da una lampada. Lo stipo è diviso ìn tre parti, 
separate da cristalli; nella divisione del mezzo sta la lampada. 
Ivi pure si custodiscono gli orologi ad arena ed altri utensili ad 
usa del timoniere. Lo stipo è costruito senza ferro. 

Lo dissero abitacolo i Veneti, cioè alloggio della bussola; lo 
dissero dnesuola i Toscani, perché spesso questo ripostiglio della 
bussola riceveva la forma dì un tempietto con cupola. 
Fr. habitacle; ingl. bittacle; tose, chiesuola. 

Abito da palombaro f veste che copre tutto il corpo umano, com- 
presa la testa, Il rivestimento di questa porta di fronte agli occhi 
due vetri, traverso i quali il palombaro può vedere, e presso la 
bocca un tubo di guttaperca per ricevere dal di sopra del mare 
l'aria da respirare e la voce da quelli, che stando in un naviglio 
lo sorvegliano e assicurano con una fune legata alla cintola. 
Pr, scaphandre; ingl. divingdress; ted. Taitcheramug. 

Ableia, a. f., specie di rete. D0O. 

Abo, città e porto della Finlandia, 19', 57' long. 0., 60", 27' lat. B., 



,vGoosle 



ABO-ABU 23 

presso la foce dell' Aaratoki ; abit. 17.000, ricca biblioteca, due 
cantieri da costrozione , fabbrica di tele da vela e cordami. — 
Kel 1743 venne firmata la pace di Abo tra la Russia e la Svezia. 

Abo, arcipelago di fronte alla città omonima, selva di scogli pun- 
tuti e a picco, pericolosi ai naviganti. 

Aboldare, specie di rete non diversa dalla sagena; in francese vol- 
garmente boulier, e boulie in carta del 1260. Ddo. 

A bordo (andare). 

Fr. alUr à bord; ingl. lo go on board, aboard; ted, an Bord 
gehen. 

A brettOi lasciare o buttare a bretto, significa lasciar tutto com» 
sta, o gettare degli oggetti alla rinfusa, o provvisoriamente sulla 
nave. Mori. 

A Siena dicono, nello stesso significato, a Molto. 

Abroath, gii Aberbrothwick (Scozia, Forfar), presso la foce del 
Brothwick, con porto piccolo ma sicuro, e un magnifico faro sopra 
uno scoglia Kei dintorni acque termali e belle caverne. 

Abrolhos (in portoghese vale apri gli occhi), colla quale espressione 
indicano gli scogli che occupano più dì 200 chilometri dì faccia 
alla città di Cavellas. Secondo il signor Diaz di Quìjano (IHcc. 
encidop. de marina) avrebbero preso nome dal capitano olandese 
Abrólloa de llutman, che li avrebbe scoperti nel 1662, e attesta 
che ve ne sono altri in Australia, senza indicar dove. 

Abtao, isola dell'arcipelago di Chiloe. 

Abukir (27% 4T long. 0., 31°, 20' lat. B.), città che dà il nome al 
golfo a greco dì Alessandria, nelle acque del quale fu da Nelson 
sconfitta l'armata francese nel 1° di agosto del 1798. Presso dì 
ejsa, nel 1799, cinquemila Francesi sconfissero quindicimila Turchi. 
Abercromby, nel 1801, la prese ai Francesi; ne' suoi dintorni 
molti resti d'antichità. La rada è poco riparata, chiusa ad 0. dalla 
punta della bocca di P, del Nilo. 

Abuso d'autorità (1') puà essere contro le persone e contro le po- 
tenze alleate o neutre. Lo commette qualunque ufQciaie che venga 
a provocazione; che con ordine o facoltà diriga o &ccia dirigere 
un attacco a mano armata ; o chiunque commette atto di ostilità 
qualsiasi sul territorio degli alleati o dei neutri; chi prolunghi le 
ostilità dopo l'avviso officiale della pace; chiunque assuma un co- 
mando senza ordine o ragione legittima, o che lo ritenga contro 
l'ordine dei suoi capì. 



,vGoosle 



24 ACA 

L'abuso d'autorità contro le persone lo commette chi batta un 
ioferiore, tranne nel caso di legittima difesa di sé o d'altrui, chi 
rifiuta di dar quietanza di prestazioni ricevute, chi esercitò inqui- 
sizioni senza autorità di farle. 

Fr. abus d'milorité; ingl. encroachment; ted. MU»hr<mch der 
Amttgeicall. 

Acaba, golfo, antic, einus di Elath, di Eloth, o ElanitìcoB ainm. 
Elath fu il porto da cui partirono per l'India le armate mer- 
cantili di re Salomone, e dove furono coatruiti i cantieri e gli ar- 
senali per l'armamento e il restauro delle navi. 

Acacia nilotica, pianta che fornisce legname da costruzione agli 
Egiziani ; la spina nigra di Plinio flib. XIII, e. 64), della quale 
egli raccomandava l'ua^ specialmente per le coste, quoniam incor- 
mpta etiam in aqtiis durai. Lo Schweinfurth (Nel cuor dell'Africa) 
dice che a Cartum il sunt (cosi lo chiamano i nativi] ò il solo le- 
gname adoperato nella costruzione delle loro barche, ed è piti duro 
e più pesante della quercia, ma per le sue molte ramiScazioni non 
ss ne possono fare tavole più lunghe di dieci piedi, non si può 
segare che mentre è verde ; però questi difetti sono compensati 
dalla sua indistruttibilità. 
Fr., spagn. e port, acacia; ingl. acacia; ted. Acacie. 

Fr. acacia d' Egypte, vrai acacia, gommier rouge; ìngL tra»- 

Egyptian thorn; ted. die NH-Acade, die Xil-Mintosa, der dgypti«Ae 

Schotendom. 
Acagiù, acajou, albero, il quale veramente è l' anacordium longi- 

folium, anzi ohe V anacordium occidentale, che è Ìl vero acagià. 
Fr. acajou; spagn. anacordo; port acajà e magno; ingl. acajou; 

ted. Acajoubaum, amerikanieche Swerlie, gemeine Sioertie. 

Una specie è quella che dà il mogano o magogano, iegao assai 

bello e di color rossastro, buono per i lavori di ebanista e por 

mobili, che ci viene dall'America. 
Acajutla, città e porto della repubblica di San Salvatore, in sul 

Pacifico. 
Acal, voce antica nel Messico, colla quale si chiamava una navicella 

simile al canotto. 
Acalefo, animali marini, gelatinosi, senza valve, che toccandoli danno 

spesso sensazione simile a quella dell'ortica. — A questa fiuni- 

glia appartengono le Meduse, le Fisalie, i Cinti di Venere. — 



,vGoosle 



ACA 



25 



A tal classe d'animali si deve in parte la fosforescenza del mare. 
Vedi Fosforescenza. 
Gr. àxaÀ^ipr} ^ ortica. 
AcamoTchld^ frenerà di polipo coraliigeno. 

Acanthlus denominò Plinio una specie di pesce con pinne spinose; 
\o S^ualus acantkias dì Linneo. Spinerolo imperiale, detto Asia 
a Trieste ed a Venezia; Aguglia a Xizza; Palombo pintiodtiato 
o impiatricchiato a Napoli e a Roma ; Ujato imperiali in Sicilia. 
Fr. aiguiUet; ingl. picked dog, hond ftah; t«d. Domhai, ^xerhai. 
Acantottero, pesce della famiglia de' teleostei, che ^no le pinne 
guarnite di spini. 

Or. éxav&a =: spino, e mtQÓ» = ala. 
.Acantaro, genere di pesci acantotteri. 

Acao, porto del Cile (provincia di Ciloe), di poca importanza. 
Acamane, s. ro., pesce somigliante allo Sparua erytryrme di Linneo. 
Il signor Nardo lo dà come una specie dello l^Ktrua payrva. 
A Venezia non è comune, ma frequente a Roma ove si vende 
per Spanta erytrynua. — Venez. Aboro paganesco. 
Acateacevaato, naviglio non armato, disarmato. 

Qr. dxataaxtùaatog. 
Acato, nave; fu inventata da Cari, secondo Ateneo (I, 28). Si disse 
anche àxdiiov (acazio) e dfuptiQixàv (anferico) quello in cni ogni 
rematore maneggiava dna remi (TcoiD., IV, 47, e lo ScOLiASTB 
al 1. e). — Tottavia, tanto il Boni che il Peyron, spiegano acazio 
anferico: barca a due remi ! 
Gr. 'jà«rf*og. 

Ve ne furono per navi da guerra e pescatorie (Sdida e APP. 
V, 1&5; 6 per lancia delle grandi navi (Eliod., V, 27; Aqazu, 
III, 21; Atti Apoat., XXVII, 2j; navi a vela e a remi (Sbmof. 
SfenfcAe, VI, 2, 27; Pindaro, PyOi., XI. 60; Cesaeb, Alex. 
e. 64). — LuoiAHO, De ver. nav., I, e. 5; « Gli acazi per uso dei 
pirati erano costruiti molto lunghi, rispetto alla larghezza, pei 
ottenerne nna considerevole celerità e renderli facili alle manovre, 
e per lo più avevano venticinque remi per banda • . — Strab. 
XI, e. 2d: • SI che si può dire che gli acati andavano dai raO' 
nossili alle navi da guerra di considerevole grandezza • . 

Rispetto alla forma di questo naviglio, abbiamo una qualche 
idea da un passo di Muziano, riferito da Plinio (IX, 30, 49): 
( Navigeram simìUtudinem, et aliam in Propontide visam sibi 



,vGoosle 



26 ACA-ACC 

prodìdit Mutianus: conoham ease acatii modo carinatam, inflexa 
puppe, prora rostrata ». — Questo ti[io di nave lo troviamo ci- 
tato da Erodoto al principio del quinto secolo a. Cristo, e slao, 
almeno, al tempo di Agazia, nel sesto secolo d. Cristo. 

Vedi Graetio ad Gloss.; IsiD., in Aaxpla. Et infra Accato, 
Achateon; Accato, Bbbk.; Db Braydbnback, Iter. Jeros., p. 238: 
« Verum die XXIX iterum contra Maleam ire temptavimna, licet 
ventum nonnisi pra sex pannis Accationis habuerìmus exiguam • . 
A cavalcione o a cavalcioni, di chi ai mette a cavallo di chec- 
cbossia, per esempio, del bonpresso, dell'aatonna, ecc. 

Fr. à ccdifourchon; sp. à ìiorcajadas; port, eacanchado; ingl. to 
Hde staddlinh; ted. rittlings. 
Acazia si disse la vela minore e l'antenna corrispondente, come è 
chiaro dalle stesse Tavole attiche. 

Posteriormente nei secali Vir e IX, e forse fino al secolo zv, 
secondo Frantza (II, 19G, n.); dissi forse, poi che anche dopo spa- 
riti i tipi, si chiamarono le nuove costruzioni coi vecchi nomi, come 
di triremi, dagli scrittori latini, dal Sabellicfl per esempio, e da 
altri sin presso il nostro tempo. Ai tempi di S. Isidoro e di Snida, 
non è facile spiegare come avvenne, per vela acazia s'intese la 
vela maggiore: • Maximum in navi velum, et in media navis con; 
stitutum • (Isidoro, Orig., XIX). 
Acazio, secondo albero d'una nave, l'albero minore. — Gli EUmiì, 
come i Veneti un tempo, distinsero gli alberi in minori e mag- 
giori, come si vede in quasi tutte le Tavole attiche. 
Accademia nautica o navale. 

Fr. acadéinie, écóle navale; spagn. e port, academia; ingl, Saval 
College, Xaval Academy; ted. Marine-Academie. 

È un Istituto in cui si educano i giovani agli esercizi, alle arti 
e alle scienze navali, per abilitarsi al grado di ufficiali di marina. 

Vi furono altresì Accademie nautiche o navali per coltivare la 
poesìa del mare, o studi di cose marinaresche, che furono prin- 
cipio a quelle che poi dovevano dare abili ufficiali alla marina da 
guerra e alla mercantile. 

— degli Argonauti in Venezia, teneva le sue sedute nel convento 
del P. Coronelii, conventuale. 

— degli Argonauti, in Casal Monferrato, fondata circa il 1540; isti- 
tuita per coltivare la poesia marinaresca. 

— dei Naviganti, in Rossano di Calabria {Qdadrio, I, 101). 



,vGoosle 



ACCADEMIA NAVALE DI LIVORNO 

Sino al 1860 si avevano in Italia, per i giovani, due Istituti cha 
tendevano a fare ufficiali di marina: quello di Napoli e quello di 
Genova. — L'ordinamento di easl era presso che eguale: istruzione 
scientifica, letteraria e professionale, che veniva ripartita in cinque 
anni. — Alla fine di ogni anno accademico, i giovani di ciascuna 
scuola erano condotti ad una campagna di mare di diversa dorata, 
X giovani venivano ammessi all'età di dodici anni ed anche meno, 
a Napoli. Terminati i cioqne anni erano nominati Guardiamarina. 

Alla costituzione del regno d'Italia le due scaole rimasero au- 
tonome, con nuovo ordinamento comune di quattro anni scolastici, 
ma cresciuti i programmi per gli esami dì ammissione. 

Alla fine del 1867 le due scuole furono costituite in una sola 
istituzione (R. Scuola di Marina), chiamandosi 1* divisione quella 
di Napoli, 2* divisione quella di Genova; le classi 1* e 2* erano 
educate a Napoli, la 3' e 4' a Genova. 

Nel 1872 il numero delle classi o corsi fu riportato a cinque, 
rendendo più facili gli esami di ammissione; le prime tre classi 
si tennero a Napoli, le altre due a Genova. 

Nel 1878 fu promulgata la legge per la fondazione dell'Acca- 
demia Navale; autore BBNEDETtro Bltm, ispettore del Genio Na- 
vale, e aUora Ministro della Marina, il quale, abbandonato il 
Ministero, fu in Parlamento strenuo propugnatore dì essa legge. 

Gl'Accademia Xavale fu eretta a Livorno, sull'area dell'antico 
Lazzaretto di S. Jacopo, o inaugurata il 6 novembre 1881, alla 
presenza di S. A. R. il Duca di Genova, Tomaso di Savola, 
allora Capitano di vascello. 

L'ordinamento scolastico fa, con leggere modificazioni, quello 
della soppressa Scuola di Marina. 

Nel novembre del 1886 s'iniziarono all'Accademia ì corsi di 
studi superiori pei Sottotenenti di vascello, con successivi esami 
per l'avanzamento al grado superiore, conformi alle prescrizioni 
della legge. — Con Reali Decreti del 28 gennaio 1834 e del 17 di- 
cembre 1896, l'ordinamento della Accademia fu sostanzialmente 
cambiato. Oggi l'Istituto à cosi ordinato: 

Un corso normale di tre anni scolastici per gli allievi muniti 
di licenza delle scaole secondarie; 



,vGoosle 



28 ACC 

un corso d'un anno scolastico per ufficiali subalterni (Guardia- 
marine o Sottotenenti di vascello), pei quali il risultato degli esami 
determina l'ordine di promozione al grado di Tenente di vascello; 

un corso di studi speciali, facoltativo pei Tenenti di vascello, 
e della durata di un anno. 

MATERIE D'INSEGNAMENTO. 

I. — Pei corsi speciali di Artiglieria ed armi Bìibacqvee: Balistica 

— Materiale relativo alla armi subacquee — Materiale di arti- 
glieria — Richiamo dei prìncipi di termodinamica, teoria delle 
macchine, tecnologia meccanica e idraulica — Disegno — Elet^ 
trotecnioa e apparati elettrici — Chimica. 

n. — Nel cono complementare: Macchine a vapore — Architettura 
navale e tecnologia meccanica — Uso delle armi da tiro — Anni 
subacquee e materiale elettrico — Idrografia — Materiale d'arti- 
glieria — Storia ed arte militare — Arte militare terrestre — 
Diritto marittimo intemazionale — Geografia politica, economica 
e commerciale. 

III. — Corto normale — 3* Classe: Architettura navale — Mac- 
chine a vapore — Navigazione astronomica — Idrografia — Armi 
subacquee e materiale elettrico — Materiale d'artiglieria — Ma- 
novra della nave ed evoluzioni navali — Elementi di balistica 
e tiro delle armi da fuoco — Steria navale — Inglese — Tedesco 
(&coltativo) — Disegno artistico (facoltativo). 

2* Classe: Meccanica razionale — Meccanica applicata e te- 
cnologia meccanica — Navigazione astronomica — Fisica — Geo- 
metria descrittiva e disegno — Sunto di storia militare — Francese 

— Inglese — Tedesco (facoltativo) — Disegno artìstico (feooltatìvo). 

1* Classe: Algebra complementare e calcolo infinitesimale — 
Trigonometria e Geometria analìtica — Cosmografia e navigazione 

— Chimica — Francese — Inglese — Tedesco (facoltativo) — 
Disegno artistica (facoltativo). 

Fu allievo della regia Accademia Navale S. A. R. il Principe 
Lu^ di Savoia, iscritte alla prima classe nel dicembre 1884, 
e nominato Guardiamarina nel 20 giugno 1889, dopo aver vissuto 
due anni nell'Istituto. Frequentò pure le lezioni del corso supe- 
riore nell'anno scolastico 1892-3 coi Sottotenenti di vascello della 
sua stessa classe. 



,vGoosle 



NOMI DEGLI UFFICIALI 

BDDCtTl HELLA H. ACCADEHU B HOBTI COMBlTTEnDO IH SBBTIZIO COXANDITO 

Zavagli Carlo, Sottotonente di vascello, Ìl 24 aprile 1890 cadde a 
Worscheich, ia un attacco di selvaggi. 

Caj/B dì Oiietta Vittorio, Sottotenente di vascello, nella notte dal 16 
al 17 ottobre 1889 naufragò colla torpediniera 105 S. 

Talmone Maurizio, Tenente di vascello, il giorno 11 ottobre 1893 
fa ucciso proditoriamente da un Somalo fanatico, a Merka. 

Del Pozso Oiugeppe e FOrmigini Enrico, Tenenti di vascello, morti 
a Rio Janeiro, di febbre gialla, il 26 febbraio 1896 sulla K. nave 
Lombardia. 

Sanfelice Carlo, De Cristoforo Vincenzo, Baraldi Onorato, Sottote- 
nenti di vascello, e Guzzolini Luigi, Guardiamarina, nella notte 
dal '25 al 26 novembre 1896, morti combattendo contro tribù 



COMANDANTI IN PRIMA 

DELLA B. «CCIDEHU NATILE DAUl SDA ISTlTDZIOIfE SINO AD OGGI 

Del Santo comm. Andrea, Contrammiraglio, dal 16 ottobre 1881 al- 
l'I! maggio 1883. 

Fincati comm. Luigi, Contramm., dal 21 maggio 188.3 al 1° ott. 1883. 

Laverà di Maria comm. Giuseppe, Contrammiraglio, dal 16 set- 
tembre 1884 al 3 luglio 1886. 

Labrano comm, Federigo, Contrammiraglio, dai 3 luglio 1888 al 
1- novembre 1889. 

Dente di Pirajno comm. Giuseppe, Contrammiraglio, dal 1' no- 
vembre 1889 al 2 febbraio 1891. 

Morin comm. Enrico, Contrammiraglio, dal 1' marzo 1891 al 15 di- 
cembre 1893. 

Palumho comm. Giuseppe, Contrammiraglio, dal 1° gennaio 1894 
all'll gennaio 1895. 

Marchese comm. Carlo, Contrammiraglio, dall' 11 gennaio 18iJ5. 



,vGoosle 



COMANDANTI IN SECONDA 

E DtHBTTOBI DEGLI STODI 

Canevaro conte Napoleone, Capitano di vascello, dal 15 ottobre 1881 

al 3 ottobre 1882. 
Cassone conmi. Fortunato, Oapit. di vascello, dal 1° dicembre 1882 

al 16 settembre 1884. 
Kicastro comm. Gaspare, Capit, di vascello, dal 16 settembre 1884 

al lo febbraio 1886. 
Marchese cav. Carlo, Capitano di fregata, dal 28 marzo 1886 al- 

ril dicembre 1890. 
Reynaudi cav. Leone, Capitano di fregata, dall' 11 dicembre 1890 

al 1° aprile 1893. 
Pia-ascandolo cav. Edoardo, Capit. di vascello, dal 1" aprile 1893 

al 18 ottobre 1894. 
Eicoiti cav. Giovanni, Capitano di vascello, da] 18 ottobre 1894 al 

16 ottobre 1895. 
De Gaetani cav. Eugenio, Capitano di vascello, dal 15 ottobre 1896 

all'll novembre 1898. 
Chierchia cav. Gaetano, Capitano di fregata, dall'll novembre 1898. 



Accademie navali delle altre nazioni. — In Francia diversi uffi- 
ciali di Marina a Brest, si unirono in una sala di quell'Arsenale 
per tenere delle conferenze sopra soggetti di Marina ; poscia chie- 
sero a M. Eouillé, allora Ministro della Marina, di ottenere da 
S. M. un regolamento per l'Accademia nascente, e l'ottennero in 
trentadue articoli dati dal Compiegne il 30 loglio 1752; cosi l'Ac- 
cademia fu posta sotto la protezione del Segretario di Stato per 
la Marina. — L'Accademia ottenne un fondo per la biblioteca, 
l'acquisto di strumenti nautici e la compilazione d'un Vocabolario 
di Marina. 

La guerra disperse i membri di questo Istituto, che venne quasi 
al niente. 

Nel 176), il Duca di'PrasIin avendone conosciuta l'atìlìtà, ne 
informava il Re, il quale ordinava che ai riatabiiisse col titolo 



,vGoosle 



ACC 31 

di Accademia Reale dì Marina, dandole un nuovo regolamento in 
data di Yeraaillea, 24 aprile 1769. Nel 1789 cessò. 

n 22 ottobre 1795 furono stabilite tre scnole navali a Brest, 
Bmshefort e Tolone; nel 1810, un Decreto imperiale del 27 set- 
tembre, creò due scuole speciali di marina, l'ima a Brest, l'altra 
a Tolone. Più tardi fu istituita una scuola di marina ad Angnu- 
léme, il 31 gennaio 1816, e una scuola navale d'applicazione a 
Brest, il 7 maggio 1827 ; infine, eoppressa la scuola d'Àngouierae 
nel 1830, è surrogata da una scuola navale nel 1833. 

Questa scuola è sotto nn Capitano di vascello, e gli allievi 
stanno imbarcati su una nave dell'Istituto. 

Si chiama Naviglio-scuola, quella ove si esercitano i marinai 
degli equipaggi dì linea. — Scuole di navigazione sodo istituite 
in tutti i principali porti, per l'istruzione teorica dei marinai da 
guerra e da commercio. 

Tra le opere raccomandate vi fu specialmente la compilazione 
del VoccAolario nautico. 

Oggi nella scuola superiore navale s' insegnano le seguenti ma* 
terie divise in due parti: — parte scientifica, che abbraccia la 
navigazione, il materiale e le armi navali, cioè la nave, i suoi 
motori e i mezzi di difesa e di offesa. 

La seconda parte comprende lo studio degl'interessi politici e 
commerciali, e tutte le questioni che vi si connettono. 

Vi s'insegna anche il Latino. 

A proposito del LaUno, io sono di ferma opinione che esso ai 
debba, in Italia, insegnare in tutte le scuole secondarie, istituti 
tecnici, scuole normali, in guisa che nessuno potesse passare ad 
una scuola universitaria senza avere appreso il Latino, che è la 
lingua dell'età più gloriosa del popolo nostro, che è la lingua delle 
leggi e delle scienze, oh' è stata ed è lingua comune del mondo 
scientìfico. 

Mi duole di vedere che stranieri, discendenti non diretti dei 
Latini, coltivino questa lingua, mentre il ramo diretto l'à bandita 
da tante scuole. 

In Portogallo, Enrico {figlio di re D. Giovanni I), al principio 
del secolo xv istituiva a Sangres (presso il capo San Vincenzo) 
an' Accademia nautica ove, con gli studi dì Giacomo da Majorca, 
di Giuseppe e di Rodrigo, e d'altri versati nella marina e nelle 



,vGooglc 



matematiche, s'inventarono, secondo l'Azuni (pag, 64) , le carte 
ridotte idrografiche. 

In Inghilterra, prima del 1831, l'istruzione degli ufficiali di 
marina era limitatissima; in quell'anno alcuni di essi ed altri uf- 
ficiali dell'esercito pensarono d'estenderne gli studi intellettuali, 
e a tal fine fondarono quello che poi si diijse lioyal United Ser- 
vice Institution, che noi diremmo Istituto dell'armata e déU'eaer- 
cito, di ambo le armi. 

Sul principio non ebbe che un mu.4eo d'a.rmi e una piccola bi- 
bUoteca, in un modesto edificio concesso dallo Stato. 

Nel primo anno vi s'iscrissero 1459 ufficiali; nel 1840 erano 
già più di 4257; negli anni seguenti diminuirono, ma nel 1856 
vennero aumentando sino a 4300. 

Nel 1840 la biblioteca aveva 550 volumi; nel 1883 ne aveva 
18000. 

Il Governo non dà ohe un sussidio di 600 lire sterline; tuttavia 
l'Istituto nel 1876 possedeva lire sterline 11305, e una rendita 
di 4000 lire. 

La tassa d'entrata è di venticinque delle nostre lire, ed altret- 
tanto la tassa annuale. 

Oggi la biblioteca di questo Istituto è la più completa per opere 
militari e marittime; possiede una collezione stupenda di carte, 
un museo di armi, vestiari militari, una sala di lettura, una sala 
per le confei'enze, una ricca collezione di periodici e giornali te- 
cnici militari e navali. 

Pubblica il Journal of the Royal United Service Institution, 
che nel 1881 fu tirato a 18400 esemplari. 

Questa importantissima istituzione fu imitata in America con 
la Reunion dea officierB; ed il Naval Institute; in Portogallo col 
Circolo militale navale dì Lisbona; in Russia col Circolo marit- 
timo di Cronstadt 

L'Accademia navale inglese è imbarcata sulla Britannia. 



Nell'Accademia di Germania vedo alcune materie che mi paiono 
superflue per la nostra, come la Logica e l'Etica, poiché i gio- 
vani provengono dalle scuole secondarie ; forse sarebbe da osser- 
vare se alcune altre convenisse aggiungere a quelle insegnate 



,vGoosle 



ACC 33 

nella nostra, diminoendo la quantity dalle «sistsnti, quali; 1& Gtd' 
desia, la Geografia fiaica, Diritto e Legislazione militare, Economia, 
politica, Storia t ìlatwra dei mari; quando, a' intende, ai deaseio 
in giusta misura, e non si pretendesse di fare corsi universitari 
di ciasonna di esse. La Storia e natura dei mari ai dovrebbe unire 
alla Geografia fiaica, e la Eamomia politica o alla Storia o al 
Diritto 6 Legislazione militare. 



Li' Accadèmia Austro- Ungarica a Fiume à questi insegnamenti: 
Tattica navale — Diritto marittimo — Fisiogrofia del mare — 
Nautica — Regolamenti — Artiglierìa e segnali — Manovra na- 
vale — Attrezzatura ed esercìzi di vela — Ginnastica, scuola di 
voga, nuoto — Macchine a vapore — Costruzioni navali — Ar- 
tiglieria. — I corsi durano quattro anni. 



L'Accademia degli Stati Uniti dell'America del Nord fii crea- 
zione del Maury, circa il 1837. 

La Sortola superiore di marina fu costituita prendendo a norma 
il Trattato dell'arte della guerra, del Jomini, cost: Diplomazia o 
scienza politica nelle sue relazioni colla guerra — Strategia — 
Logistica — Grande tattica — Piccola tattica — Ingegnerìa. 



In Australia, a Sidney, nel 1888 fa istituito un Collegio di 
Marina, sullo stampo dell'Accademia navale inglese. 



In Cina, presso l'Arsenale dì Ta-ciù, v'ò una scuola per gli 
ingegneri ed altra navale. Qli allievi ai mandano a perfezionare 
in Francia o in Inghilterra. Nella scuola navale le scienze sono 
insegnate in inglese da professori inglesi o cinesi. Pabenti. 
Accademista, s. m., allievo di una Accademia, navale o militare, 
o qualsiasi. 

Fr. académiste navcde, militaire; tngl. academic; ted. Kadett. 
Aceannoiiare, v. att., ravvolger tenda, vela o simili, sopra sé stesse. 
Fr. serrer les voiles; ingl. to furl the sails; ted. die Segel fest- 
machen. 
Accanoonato, add., tenda, vela od altro rìpie^to o avvolto sovra 
- sé stesso. , 

Accaponare, v., fermare l'ancora al capone. — Genov. tvxappond. 
Couzzini, Vocab. nautico. 3 



,vGoosle 



34 -AGO 

Accaponato. Vedi Ancora. 

Accaponatura, e. f., affetto dell'aocaponare. 

Accappiare, &re il cappio a una manovra. Vedi Manovra. 

Fr. Uer avec un noeud caulant; ingl. to ite vHth a slip knod; 
ted. mit einer Schlinge zuschnilren. 
Accappiato, cavo legato a cappio, o nodo scorsoio. 
Accappiatura, s, f,, da Accappiare, l'effetto dell'accappiare. 
Accaron od Ekron, città marittima al mezzogiorno di Joppe, ove 

fu costruita l'Arca di Noè. 
Accasciare, v. a. e iutr., per aggravare e aggravarsi dei navigli su 
banchi di sabbia; citato dal Guglielmotti, ma senza darne esempio. 
Nap. cassiare. 
Accastellamento, l'insieme dei castelli o casseri di poppa e di prua, 
come si usavano nelle navi. 

Fr. accastiUage; spagn. ataglillagt; port. acaeUUada; ingl, ttpper 
icorks, poop mid forecastle; ted. daa Obersddff, Obenverk, das 
todte Werk. 

Quando la nave non & queste elevazioni, dicesi che è rasa, 
avendo cosi il vantag^o di offrir meno presa al vento, navigando 
di bolina, di derivare meno, di rendere più leggera l'estremità 
della nave, di esser meno facil bersaglio alle artiglierie nemiche. 
Per accastellamento, oggi s'intende la part« emersa della nave, 
più meno elevata. 
Accastellare, fornire una -nave di castelli. 

Fr. acastSler; port. acastéUar; ingl. to build the upper works. 
Accastellato, naviglio fornito di castelli. — Genov. accastella. 
Accatastare, v. a., i legnami negli arsenali. 

Accavalciare, v. intr. , dei mozzi sull' antenna , del mettersi a ca- 
valcioni, 

Fr. ètre A califourchon; spagn. andar A horcajadas; lat, super- 
ponere; gr. énavafialvo} ; ingl. to straddle; ted. ritUingg. 
Accavallante, part, pros!, e Accavallato, part. pass. 
Accavallare, v. a., sovrapporre, incavallare deUe gomene, dei cavi, 
dei fili, delle sagole. — Gli stessi corrispondenti citati sopra alla 
voce Accavalciare. 
Accavallarsi, v. recip., il sovrapporsi delle onde, di un cavo, d'nna 
gomena, o d'altro. 

Fr. amonceUr; ingL to set one a straddling; ted. tì&er einon- 
derlegen. 



,vGoosle 



ACC 36 

Accavallato, a. m., il fatto dell'accavallare artatamente o per caso. 

Accavallatura, a. f., l'effetto dell'accavallare. 

Accavigliare, v. a., cogliere, fermare sulle caviglie, le cime od il 
capo morto delle manovre, 

AccavagUato, add., da Àccavagliare; cavo od altro avvolto alla ca- 
viglia. 

Accavigliatore, verb., marinaro addetto ad accogliere le cime alle 
caviglie. 

Accecameoto, s. m., l'accecare. 

Accecare, v. a. e rifl., turare, stoppare una falla, — Yen. orbai*. 
Si dice anche dei chiodi cosi conficcati, che la testa venga al 
pari della parete ove furono infìasi. 

Fr. aveugUr une vote d'eau; ep. aforrar; port forrar; ingl. fa- 
thering, to atop a leak, to father; ted. veraeiiketi, verstopfén ein 
Leek. 

Lo Stratico riferisce il modo adoperata dal Cook, come da altri, 
per chiudere le falle che non si possono avvertire dove sono. Il 
Cook fece prendere un coltellaccio (specie di vela) sul quale fece 
stendere della stoppa, della lana e del catrame, e lo fece applicare 
sotto alla carena, nel punto ove erano le falle. La spinta dell'acqua 
faceva bÌ che la vela aderisse alla carena, e co^ otturasse le falle. 
Altri servironsi delle vele, o tele, o tende semplicemente unte. 

— si dice anche del fori prodotti dai proiettili che voglioasi stagnare 
prontamente con cellulosa, con amianto od altre materie. 

Accecato, part. pass, e add. , si dice che fu accecata una &lla, fu 
accecata la testa o capocchia dì un chiodo. 

Accecatoio, s. m., strumento d'acciaio col quale si forma, nella parte 
superiore di un foro, un incavo atto a ricevere il capo d'una vite 
d'un chiodo, si che spiani e non risalti ; questo incavo chiamasi 
la cieca. Crìtsca. 

Pr. fraise; ingl. caunteraìnk; ted. Der Senker, Versenker. 

Accecatore, verb., chi o che acceca. 
Lat. excaecator. 

Accecatrlce, s. f. — Lat. excaecatrix. 

Accecatura, s. f., l'atto e l'effetto dell'accecare, ed anche la stossa 
deca. Tedi Cieca. 

Pr. fraisure; ingl beaded, border, curlitig, crisping; ted. die 
Atafrdgung, der ausgefr^late Rand. 

Accecazlone, s. f., l'atto dell'accecare. 



,vGoosle 



ACC 

n., l'accelerare. 

Accelerare, v. a. e intr., accrescere velocità a forza dì vale, di remi 
(arratìcare) o di vapore alla nave. 

Pr. accélérer; sp. acderar; port, accelerar; ingl. fo accelerale; 
ted. besdUtunigen. 
Acceieratamente, av?., con celerità. 
AccderaUvo, add., atto ad accelerare. 
Accelerato, add., modo accelerato di reici o di vapore. 
Acceleratore, verb., chi o che accelera. 
Accekrazloiie, a. f., azione dell'accelerare. 

Fr. acceleration; spaga, actxleracion; port, acceleraqao; ingl. ac- 
celeration; tad. die BegdiUunigang, Acceleration. 
Accelerazinte cUHa luna, è l'accrescimento del medio moto della 
luna nella sua orbita, in consegnenza di che il suo periodo di ri- 
voluzione è ora più corto che negli antichi tempi. 

Fr. aùoS,ératìon; spagn, aoeleraciim; port, accolera^ao; ingl. ac- 
celeration; ted. BesiAleanigung. 

— (diurna) delle stelle, la quantità di cui il loro apparente moto 
diamo eccede quello del solo; in conaegnenza di che essegioroal- 
menta vengono al meridiano di ciascun luogo circa tre minuti e 

. 66" del tempo solare, prima che nel giorno precedente. 

— dei pianeti, la crescente velocità del loro moto, nel procedimento 
dall'apogeo al perigeo della loro orbita, 

— e ritardo delle maree. Vedi Marea. 

Accelen^rafo, strumento per studiare la combustione della polvere 
nei cannoni. 
Fr. accéUrographe; ingl. accelerogragk. 
Accderometro, strumento per misurare la velocità impartita dalla 
polvere da cannone. 

Frane, accélérometre; ingl. accelerotneter; tsd. Qeschwindigkeits- 
measp: 
Accendente, part, pres.; Acceso, part, pass., da Accendere. 
Accendere, v. a., dicesi del dare, mettere, appiccar fuoco a forni, 
fornaci, macchine a vapore, a fuochi artificiali, miccio, lumi di 
ogni specie. 

Fr. allumer; spagn. emxnder; port, acender; lat. accendere, in- 
cendere; gr. xala; ingl. to light; ted. amUnden, 

— i fuochi, dar fuoco alle macchine acciò sviluppino la forza mo- 
trice. 



,vGoosle 



ACC 37 

7r. aUumer lea fkux; iagl. to light the ftrta; ted. die Fetter an- 
zUnden. 

'Avceadert tutti i fuoctd per ottenere tutta la forza dalle macchine, 
Fr. allumor tous lea feux patir aUer d tonte vapeitr; ingl. to 
light all firea and prepare full pmcer of steam; ted. stlmmlliche 
Fetter anzdnden um mil voUer Kraft zu fahren. 

Accendersi, rifl. pass., prendere fiiooo per fermentazione od altra 
qualsiasi causa. 

Pr. a'allumer; ingl. lo bum; ted. Feuer fangen, sich entzUnden. 

Accendevtde, add., facile ad accendere. 

Accendibile, add., atto ad accendere. 

Accendi fuocM! comando ai macchinisti d'appiccar fuoco al fornelli 
delle macchine. 

Accendlfiioco, strumento per comnmcare il fuoco ad alcuna materia; 
sotto il qnal nome generico si comprendono tutti i meezi d'accen- 
dere checchessia, come acciarino, cannellino, cappellozzo, fosforo, 
miccia e simili. 

Fr. aUume-feu; ingl. fire-lighter; ted. Zander. 

Accendlmento, s. ra., l'accenderà. 

Accenditoio, s. m., canna, o pertica, o verga col fuoco In cima per 
accendere fanali od altro. Vedi Buttafuoco. 

Accenditore e Accendltrlce, verb., chi o che accende. 

Accensibile, add., facile, atto, disposto ad accendersi. 

Accensione, s. f., l'atto dell'accendere. 

— di gaa esplorivi, che può essere occasionata dalla rottura di lam- 
pada di sicurezza. 

Accenso flatinismo), add., da Accendere. 

Accentrare, v. a., per mettere nel centro, trovare il centro di una 

Fr. centrer; ingl to centre, to find the centre; ted. daa Centrum, 
tre/fen. 
Accentratoio, s. m., strumento per trovare il centro nelle figure. 
Acceppante, part, pres., e Acceppato, part. pass, di Acceppare. 
Acceppare, v. a., fornire l'ancora del ceppo. Vedi Ancora. 
Acceppato, add., ancora acceppata. Vedi Ancora. 

— gomena acceppata, rimasta sotto il ceppo dell'ancora. 
Acceppatnra, s. f,, l'atto e l'effetto dell'acceppare. Vedi Ancora. 
Accerchiamento, s. m., l'accerchiare, il circondare con una armata 

maggiore, una minore. 



,vGoosle 



38 AGO 

Accerchiarei v. a., circondare aa'armata, o una squadra, o una nave 
con altre navi, cbiuderla come in un cerchio. 

n comandante Bonamico, nell'Otte a Lorenzo Marcello, l'eroico 
vincitore della battaglia dei DardaneUi, 26 giugno 1656: 

Uanello, 

Tu preimgivi, quando all'indomito 
Viior d-AlTise BadMia il compito 

DI reggo™ all'urto dei nembi. 

Sospinti dal Bemlio, affidavi, 
Dalla deatra arvanrAimifo il nomioo. 

Fr. environner, entourer; spagn. e port, cercar; ingl. to hoop, 
to indose; ted. einschliessen, ximzingeln. 

Accerchiato, part pass, e add., da Accerchiare; armata o nave ac- 
cerchiata. 

Accerchiellare. v. a., munire di cerchielli. 

■ Cosi, dice il Guglielmotti, la vela di randa si attrezzi tal- 
volta accerchiellata all'albero di mezzana, o all'amante senale, o 
alla gnida stabile * . 

Accerchiellato, part. pass, e add., da Accerchiellare; munito dì cer- 
chielli, assicurato o fermo co' cerchielli. 

Accercinante, part. pres. e v., chi accercina. 

Accerclnare, v. a., mettere il cercine, difendere col cercine alcuna 
oggetto dall'urto sopra altro oggetto. 

< Proteggere con parabordi a cercine, con paglietti o baderno 
alccercinate, ecc. • . Salvati, Vedi Baderna. 

— < si trova usato per ralingare * . Cresoenzio. 

Accerclaato, part pass, e add., ciò che è fornito di cercine. 

Accertamento deUa morte e riconoscimento dei cadaveri. 

Sul campo di battaglia la morte è accertata quando il cadavere 
sia stato visitato da un ufficiale medico o da altro perito sanitario, 
alla presenza di almeno due testimoni; oppure quando il caduto 
abbia lesioni tali, che qualunque persona estranea all'arte medica 
pos^a giudicare essere la vita interamente cessata; oppure quando 
almeno tre persone, in apposito verbale, afiérmino di essere state 
testimoni della tumulazione nel campo di battaglia. In generale, 
verifica. 

Accertante, part, pres., chi accerta. 

Accertare, v. a., fare certo, sicuro; detto di mira o di colpo; mira 
e colpi giusti, precisi. 

Ted. den Schlag Btcfter ausfll/iren, das Ziel sicher neìtmen. 



,vGoosle 



ACC 39 

Accertato, part. paaa. e add., da Accertare. 

Accessorio, a. m., parte secondaria d'una macchina o di checchessia. 

Accessori delle caldaie. Vedi Caldaie. 

— dei cilindri. Vedi Cllindri- 

Pr. aaxssoires; ap. e port, acceiorì; lat. acceasorii; gr. JiBpepyo»; 
ingl. accessories, jìtHngs; ted. Znbdiòr, HUfsapparate. 

Accetta, a. f., piccola acure che adoperano i maestri d'ascia per di- 
grossare i legnami. 
Tr. ìiachette; ingl. liatchet; ted. Uandbeil. 

Accettata, s. f., colpo di accetta. 

Acciaccare, v. a., schiacciare, ammaccare. 

Fr. dngler, broyer; ingl. to pre$», lo squeeze; ted. preaaen, zer- 
driicken, sertrilmmem. 

Acciaccata, s. f., l'atto dell'acciaccare. 

Acciaccato, part. pass, e add,, da Acciaccare. 

Acciaccatolo, a. m., strumento per schiacciare i metalli. 

Acciaccatura, s. f-, l'atto o l'effetto dell'acciaccare. 

Acciacco, B. m., per schiacciamento. 

Acciaiare, v. a., combinare il ferro col carbonio, in varie propor- 

— saldare im pezzo di acciaio alla estremità di un pezzo di ferro. 
Von. azzalar. 

Fr. aciérer; ap. acerer; port, acetrar; ingl. to steel; ted. stdhlen, 
versUihlen. 
Acciaiato, add,, condotto a natura di acciaio, trasformato in acciaio. 

Pr, aciéré; ingL steely; ted. verstiihlt, gesffihlt. 
Acciaieria, a. f., fucina per la fabbrica degli acciai. 

Fr. aciérie; ingl. steel ìvork; ted. Stahlteerk, Stahlhiltte. 

Tra noi è celebre quella di Terni. — • L'acciaio da cannone di 
Terni, malgrado il rigore della collauda zione, à dato finora una 
percentuale di acarti forse inferiore a quello delle migliori accia- 
ierie inglesi; sicché è da conaìderarsi quale ottimo acciaio da can- 
none » {Lo ^abiliuiento Armstrong di Pozzuoli, 1894, pag. B). 

Per l'amministrazione della marina essa fabbrica: scudi a facce 
piane, tipo Gottrau, per i cannoni da 149 e 152;' guardiole per 
partì di navi corazzate; scudi per cannoni da 152 (tipo Piemonte) 
completamente finiti e montati, coi relativi affìiati ed accessori; 
scudi della grossezza di Id "•Jm, in acciaio nichelifero, per cannoni 
da 152 (tipo Umberto); scudi della grossezza di 32 ■"fm, in acciaio 



,vGoosle 



40 AGO 

nichelifero, per cannoni da 152 (tipo Umberto), montati conftffosto; 
piastre di coronamento pei ridotti corazzati delle navi; oncohiue 
e manicotti per lancia-siluri, del tipo Lombee-dia, Umberto, Mano 
Polo, ecc.; alcune centinaia di aerie, composta ciascona di 11 ele- 
menti, per cannoni da 152; alcune centinaia dì serie, composte 
ciascuna di dieci elementi, per cannoni da 57; alcone centinaia di 
canne per cannoni da 37 ; barre in acciaio, del diam. di "/m 142, 
lunghe 8 metri, forate per tutta la loro lunghezza e calibrate a 
60 "/m di diametro; molte migliaia di chiavarde con tntti i loro 
accessori, per ìl fissamento delle corazze all'osaatma delle mvi; 
aggiacci per manovrar» il timone delle navi, finiti coi loro acoaS' 
sori; contro zoccoli per affusti di cannoni da 152; ruote per af- 
fasti di cannoni da sbarco; colonne in acciaio per sostegno delle 
macelline a vapore marine ; carboniere in acciaio fuso per imlar- 
care il carbone sulle navi coraiizate, ecc. 

Oggigiorno questa importantissima e grandiosa ofiìoina è, sotto 
la sapiente direzione dell'insigne Ingegnere navale cav. Ippolito 
Sigismondì, incamminata a sempre nuovi meravigliosi progressi. 

Acciaio o acciaro, s. m. ; i Latini lo dissero dtalybs, is (dal greco 
j^dAvif; vfios), dai Calibi, popolo famoso nell'antichità per i lavori 

■ di metallurgia; i Greci lo dissero pure àdà/ias; fr. acier; sp. acero; 
port, ofo, aceir; ingl. sled; ted. Slahl: combinazione del ferro con 

. carbonio ed altri corpi, in diverse proporzioni, che gli danno pro- 
prietà diverse. L'acciaio, che alla temperatura ordinaria è bianco, 
a diversi gradi di temperatura prende i colori di giallo, arancio, 
rosso, violetto, indaco, azzurro, verde, grigio. Il carbonio deve 
essere in ragione del 0,5 per cento, più o meno. 

Combinando l'acciaio con diverse sostanze, quali: mOTiganete, 
fosforo, silicio, cromo, tungtleìu), argento, sodio, platino, s'otten- 



gono acciai più o meno resi 
specie di acciai i Francesi 

in italiano qaeste espressi 



sistenti, elastici, flessibili o fragili. Qaeste 
ò dicono argentati, sodiati, platinati; 

isioni farebbero nascere l'idea dell'or^en- 
tatìtra, godiatura, platinatura; quindi forse sarebbe meglio dirli 
argentiferi, sodiofèri, piatinoferi, quantunque sia diversa la pro- 
porzione del corpo entrato in combinazione con l'acciaio. Le com- 
binazioni coll'or^ento, il sodio, il platino, non sono in commercio. 

— spugnoso, imboUicaio, vescicolare, sono sinonimi; ma la voce «fr 
acicolare à più in uso. 

— rannata, è quello purificato per l'azione del fuoco che elimina 



^vGooole 



AGO 41 

il silìcio, che arde facilmente unct gran parte dello zolfo e del oer- 
bonio. Oggi, cxin brutto inj^leaismo, dicono padellato (!) da ptidle. 

Ft. aàer pvddle; ingl. puddled eleel, puddle BÌeel; ted. Prtddel- 
staht, gepttddeltsr Stahl. 
Acdaio temperato, qoando infocato, k subito l'immersione nell'acqua 
fredda o nell'olio. 

Fr. acier trempé; ingl. tempered ateel; ted. gefttìrteter Stahl. 

— di tempra forte, quando un pezzo d'acciaio, portato al color roaao 
chiaro, s'immerge nell'acqua. 

— ■ di tempra dolce, qnando l'acciaio, scaldato a! color rosso scuro, 
è immerso nell'acqua o meglio nell'olio. 
Pr. acfcp douae; ingl. toft eteél; ted. ìceiclier Stahl. 

— poltigliato dìcesi quando, liquefatto, fa una specie di poltiglia. 

— dell'India o damascato, quello fabbricato in Oriente con processi 
ignoti. 

— ■ di Piemonte, con i seguenti, era pregiato nel secolo scorso: 

— di Clamecy, piccola città dì Francia nel Nivemois. 

• — di' Carme, che proveniva da Eemant in Germania, detto ancora 
acciaio a doppia marca, che era essai buono. 

— co» Ut rosa, cosi detto da una macchia rossa ohe si vedeva al 
mezzo della rottura. 

— Bessemer si fonda sulla enargica azione ossidante esercitata da 
nna corrente d'aria, sotto forte pressione, sa d'uno strato di ghisa 
liquida contenente una certa quantità di manganese o di silicio. 

<— BiemenS'Martin sì ottiene in forni a gas, sistema Siemens, prov- 
visti di rigeneratori del calore, discìogliendo in nna massa di ghisa 
fisrraglie e residui di lavorazione del ferro e dell'acciaio. 

— di ghisa, la ghisa depurata specialmente dal carbonio per mezzo 
' di materie ossidanti, e questa è la ghisa malleabile o acciaiosa. 

— di bronzo, specie di bronzo compresso a cui si sono date alcune 
qualità dell'acciaio, ottenuto col metodo del generale Uchatius. 

— di eementasione si ottiene da sbarre di ferro riscaldate ad alta 
temperatura, involte in un cemento costituito da carbone di legno, 
al quale spesso si aggiungono materie azotate. Si adoperava per 
acciaiare strumenti da taglio s per la fabbricazione dell'acciaio 
fuso al crogiuolo; ma presentemente gli fu sostituito l'occfafo 
natunàe, acciaio saldabile facilmente. 

Fr, de cementation, cementi; ingl. cemented «fee/, converted steel; 
ted. Oementtiahl. 



,vGoosle 



42 ACC 

Acciaio iir^llicato, lo steaao che spugnoso. 

— profilato, a\ adopem nelle costi-azioni in cai, a parità di dimeii' 
sioni, è necessaria una resistenza e malleabilità maggiore di qaelle 
elle si anno col ferro profilato di forma egaale. 

I limiti di queste agglomerazioni corrispondono a ciò clie noi 
chiamiamo grarm dell'acciaio. 

— boUiio o di stoffa; se la bava dell'acciaio prodotto dalla concen- 
trazione ai taglia a pezzi, e questi s'aniscono insieme portandoli al 
calore di Iwllitura e si saldaao col maglio, abbiamo il cosi detto 
acciaio bollito o di stoffa, 

— fucinato si ottiene sotto forme svaria tissi me, riscaldando i mas- 
selli solidificati, e battendoli al maglio o lavorandoli alla pressa. 

Fr. ader soudé; ingl. weld steel; ted. SckuxissstaM. 

— ìiattirale, s'ottiene dal raffinamento dello fondite bianche. 

Fr. acier naturel ou de fonts; ingl. rìatìind steel, fvmaee steel, 
ìiearth Steel; ted. Schmelzstahl, Howdfrischstahl. 

— vescicolare, che si ottiene saldando 1 pezzi e poi facendoli passare 
sotto il maglio; restano essi cosi con cavità da cui venne tal nome. 

Fr. bouTsoufflé; ingl. blistered steel; ted. Blasenstahl. 

— in lega cól nichelio, per cannoni, corazze e tutte le parti che sec: 
vono alle navi; il telaio che porta il timone, Ìl timone, il ritto di 
prua e di poppa, e tutte le altre parti che soglionsi fare di acciaio. 

— in lamiera dura, si adopera per quelle parti nelle quali si richieda 
una grande resistenza, come travi centioate, gru, ecc. 

— in lamiera dolce, per le cosce degli affusti dei cannoni, dei ca- 
lastrelli, dei rinforzi per battelh, ecc. 

— in masselli, per allestimento delle parti di congegoi por chiusura 
dello artiglierie. 

— in verghe, duro, si adopera nelle parti soggetto a pressioni con- 
siderevoli, ma non ad urti violenti. 

— in verghe, dólce, si adopsra nell'allestimenti delle partì soggette 
ad urti e vibrazioni violente, come asticeli, tiranti, ecc. 

— in verghe, dolcisaiino, s'adopera esclusivamenta per grani a fo 

— (verghe di), a T, a doppio T, ad U. 

Fr. barres à T simple, à T double, barras ti U; ingl T steel, 
ckannel steel, girdei- steel; ted. T-Stahl, doppel T-Stahl, V-Stahl. 

— compresso fluido; Whitworth, per ottenere acciaio senza cavità, 
assoggettò il metallo fuso, mentre è per solidificarsi nella forma, 
ad una gran pressione idranlica, cosi ottenne l' acciaio compresso. 



ivGoosle 



ACC 43 

Acciaio flolce é quello privo aiUÈitto di scorie, a nel qoale la pro- 
porzione del carbonio al ferro è inferiore al 0,5 per cento. 
— faso s'ottiene in masselli prismatici, riempiendone apposite forme 
(&. lingotières) coll'acciaio liquido avuto da uno dei processi Uartin 
e Bessemer, o al crogiuolo, lasciandolo poi solidificarsi. 

Fr. ader fondu; ingl. cast steel; ted. Qnsaatahl. 

t Nel secolo XVI gli acciai più rinomati erano quelli dì Fiandra, 
d'Italia e in ispecie di Valcamouica (Bresciano); e fuori di cri- 
stianità, il damagciiino, il chormani, il loszimmo e quello degli 
, Agiambi' (BIhmgdcoio, Pirotechnia, p. 19; Venezia, 1650), 

A titolo di curiosità riferisco quanto ci lasciarono scritto an- 
ticlii scienziati ani processo per ottenere l'acciaio. Aristotele, nelle 
Meteor., lib. IV, e. ,6, dice: 

• n ferro fucinato, lavorato pure, pnò liquefarsi di nuovo e dì 
nuovo indurirsi, e per la ripetizione di questo processo ai conduce 
allo stato d'acciaio. Le scorie del ferro si precipitano nella fusione, 
restano al fondo dei fornelli , e ti ferro cost purificato prende il 
nome di acciaio. Non si deve spìngere troppo lontano questo affi- 
namento, perché la materia che si tratta cosi si distrugge e perde 
considerevolmente del suo peso. Tuttavia è pur vero che meno 
impurità vi restano, e più perfetto è l'acciaio • . 

E Plinio (SXXIV, 144): 

< Et fomacium magna differentia est nucleusque quidam ferri 
excoquitur in iis ad indurandam acìem alioque modo ad densandas 
incndes malleorumve rostra; snmma autem differentia in aqua cui 
snbinde oandens inmergitur. Haec alibi atque alibi utilior nobili- 
tavit loca gloria ferri, sicuti Btibilim (Bìubola o Bambola nel- 
VAragon.), in Hispauia et Turiassonera, Comum In Italiu, cum 
ferraria metalla in iis locis non eint. £s omnibus autem generibns 
palma serico ferro est; Seres hoc cum vestibos auis pellibuaque 
mittnnt; secunda Parthico, Neque alia genera ferri ex mera acie 
temperatur; ceteris enim admiscetur moUior complesus. In nostro 
orbe aliubi vena bonitatem hanc praestat , ut in Horìcis , aliubi 
factura, ut Salmone, aqua ubi disimus, quippe cum exacuendo 
oleariae cotes aqoariaeque differant et oleo delicatior fiat aoies. 
Mirumque cum excoqnatur vena aquae modo liquari ferrum, po- 
stea in spongeas frangi. Tenuiora ferramenta oleo resting! mos 
est, ne aqua in firagilitatem durentur •. 

In Italia, la principal fabbrica di acciaio, dopo quella di Terni, 



,vGoosle 



44 AGO 

è 1b sua succursale a Savona; in Francia, quella del Craozot e le 
officine metallargiciin del bacino della Loira; in Oermanio, qaella 
dì Empp ad Bssen, e quella di Wìtten e di Bochnm; in Inghil- 
terra quella di Firth a Sheffield, quella di Whitvorth a Han- 
chester, e quella di Armstrong ad Elswick. 
AcclaÌ<do e acdaluolo, araeae d'acciaio, di forma comunemente ci- 
lindrica e tenninants a cono, per rendere il £Lo ai coltelli e ad 
altri atmmeati da taglio. 

Fr. futa; ted. Wefzelahl, MeaterKharfer. 
Acdambellare, v. a., dar a chocchessia forma di oiambeHa. Ouko. 
Dieesi delle gomene, delle catene, dei cavi. 
Fr. lover; ingl. to coil; tad. aufrollen. 
Acciambellato, part, pass., da Acciambellare. 
AcdaiinOi s. m., piccolo strumento d'acciaio con cui, battendo per 
taglio su nua pietra focaia o silice, traggonsi scintille per aooen- 
dere l'esca e poi U fuoco. Vedi Fucile e Silura 
Essa venne anche applicata all'artiglieria. 

Fr. briquet; sp. ealàbon; port, utrosao; ingl. ftreAock; ted. Feu- 
erstahl, Feuerachlager. 

— anche l'arnese d'acciaio, di più foggio, col quale si rende il fib a 
strumenti da taglio. Vedi Acciaiolo. 

— ferretto che s'infila nella sala dei carri o carrozze, acciò che noa 
esca la ruota. 

Fr. briquet; ingl. lack; ted. Achsnagel. 

— a percussione, j 

— ** """^ IVed! Fucile. 

— a martellina, i 

— ad ago. ' 

— di un' arma da fuoco. Vedi Cartelle, Cane, Noce, Castello ddla 
noce, Scatto, Mollone, Molla dello acatto. 

— add., vale: d'acciaio. 
Acciaro. Vedi Acciaio. 

Accidenti di mare, sinistri che occorrono alle navi in mare per forza 
superiore, tanto al naviglio che al carico, all'equipaggio ed ai pas- 
seggeri, quali sono l'investimento casuale, il naufragio, l'iacendio, 
la tempesta, l'incagliamento, rottura di vele, di alberi, di timone, 
dì elica, scoppio di caldaie e talvolta nel varo. 

Fr. accident de mer; spagn. e port, accidente; lat. acàdens^ 
gr. avftipaQa; ingl. accident at see; ted. der f-eeunfall. 



,vGoosle 



ACC 4ó 

Si'conaidernao pare come accidenti di mare l'essere la nave ao- 
atenat;& da ana potenza atraniera; se il carico di essa nave è pel 
Governo, per saccheggio, per sequestro, ecc. 

I nostri dtstiagoono gli accidenti di more in ordinari e stra- 
ordinari. 
Acdurmare, provvedere di ciarma un naviglio, ossia del basso per- 
sonale. Quando le navi andavano a rami, s'intendeva particolar- 
mente dei condannati al remo. Vedi Cltuma. 

Fr, equiper un bdtiment; lat. rtmigto naves supplere; gr, int- 
axeva^a; ingL to fit ont, to man, to arm, to ship; ted. ein Schiff 



Accoccare, v. att., propriamente il posare la cocca, o tacca della 
freccia sulla corda dell'arco per farla poi scattare tirando la corda. 
Il Guglielmotti cita l'espressione: accoccare alla gomena la bozza 
rompente. 

AccodamentOr s. m., l'accodire o 1' accodarsi , il metterai in coda , 
mettere nn oggetto o una persona l'una dietro l'altra. 

Accodare, v. a., mettere una nave dietro l'altra, per rimorcbiarla ' 
o ad altro eflfetto. Le navi di coda sono le ultime. 

Accodato, part pass., da Accodare. 

Accodatura. e. f., l'effetto dell'accodare. 

Accoglienza, s. f. ; vedi Onoranze navali. 

Accogliticcio, add., dì marinaio, rematore o soldato di marina, presi 
a soldo prima che siano esercitati e istruiti. 

Pr. ramasse; lat. colUctitius; gr. av^Xoyiftaìoi ; ted. zusainm»» 
gerafft (in Ette und waidìos). 

Accolla, comando per fare dar volta a caviglia o ad altro, un canapo 
a fin che non corra. 

AccoDare (la vela), v. a., vale situarla in modo che Ìl vento la fe- 
risca di faccia, si che si addossi, cioè accolli all'albero. Questa ma- 
novra si pratica per mettersi in panna, per diminuire o arrestare 
il corso del naviglio o per sciare. 

Pr, caiffer une voile; spagn. poner en facha; port, a travessar'; 
ingl. to lay a sail aback, ovvero to back a sail; den Wind von 
vorae bekommen. 

— significava cogliere cavi o gomene, o ciò che altrimenti dicano 
asserpolare. 

Accollato, part. pass, e add., da Accollare. 

Accollatura, s. f., l'efietto dell'accollare. 



,vGoosle 



46 ACC . 

A coHo (vela); aver U vele a coUo, si dice delle vele che ricevono 
il vento sulla loro faccia anteriore, per il che s'appoggiano agli 
alberi e fanno sciare la nave. 

Fr. voile coiffée ou sur le nuli; ingl. a sail taken aback, aback; 
ted. Back. 

n Guglielmotti scrive: • Accollo, s. m., si dice pure a eoUo. 
Si dice della vela quando piglia il ventA a rovescio. Che, il vonto 
- addietro ci porta avanti, e il vento in faccia ci gitta accollo » . 
Non mi pare esatta Teepressione d gilia accoUo. Oittare a collo 
all'albero la vela, lo capisco; gittare accollo la nave, no. 
Accollo, parlando di cordami; e coi verbi cogliere, raccomandare, 
assicurare, mollare esimili, vale: in giro, facendo fare al canapo 
' alcun giro, o perché nel mollare non pigli troppa tuga, né retro- 
ceda nel raccogliere, o per custodirlo meglio. 
Accomandita, s. f., compagnia o società per affari o per industrie, 
nelle qaalì i soci non sono obbligati che per la rispettiva somma 
da loro emessa. 

Fr. commandite; ted. Handels, KommaììditgeseUschaft. 
Accomodamento, s, m., l'atto o l'effetto dell'accomodare. 
Accomodare, v. a., assestare, ordinare, disporre gli oggetti, attrezzi, 
utensili a bordo. 

Fr. accommoder; ingl. accomodate; ted. in Ordnung bringen, 
zuredit machen. 
Accon, Aco o S. Giovanni d'Acri. Vedi Tolemalde. 
Acconcia, add., allestita, armata, attrezzata, pronta, parlandosi di 
nave o armata. 

£IU Del porlo o fustn o siftlU 

F»ri ordimr, mentra i «ncor l'ier clero. 

Che 1 iDirlnaH veltri trsTeruno 



Acconciamento, s. m., da Acconciare. 

Acconciare, v, a., per allestire, mettere all'ordine una nave, un'ar- 
mata. Vedi Conciare. 

Fr. appréfer, gréer; lat. aptare. parare; gr. òiaiàaaa, norpa- 
axtvd^a; ingl. to prepare; ted. fertig machen, 

— V, a.; credo che lo spagn. acanchar sia corruzione dell'italiano 
acconciare. Nella nostra lingua à il significato di preparare, met- 
tere in ordine. 



,vGoosle 



ACC 47 

Acconciare, per reataarara. — • Ritornai a Corfu, dove mi messi 
ad acconciar lo galee, et ne ritrovai molte mal condition ate, ohe 
li bisognò mutare assai maggieri et delle colombe > (Veh., Belae., 
1, e, p. 510). — Oggi si dice più comunemente approntare. 
Acconciato, part. pass, e add., da Acconciare. 
Acconciatura, s. f., l'acconciare. 

Accone, s. m., barcone in forma d'un quadrato lungo, solidissimo, 
che ai adopera a trasportare a bordo l'armamento e il carico, ri- 
morchiandolo. 

Fr. accon; ingl, atxm, punt; ted, Lichler. 
In alcuni paesi se ne valgono i pescatori per schizzare sull'arena 
al riSusso. — Nelle colonie francesi si usano degli acconi con un 
albero verso il mezzo e con vela quadra. 

In alcuni luoghi si adoperano a passare i fiumi. 

I Latini lo dissero Ponto, onis, e lo trovarono in uso nella Oallia 
per trasportare passeggieri, soldati e bestiami attraverso i fiumi. 

Olì antichi se ne valsero anche per costruire ponti da traghet- 
tare eserciti. 
Acconiglial comando ai rematori di ritirare i rem!, nel modo detto. 

Ingl. boat oari. 
AcconigUare, t. a., ritirare i remi dentro la nave, aggiustandoli a 
traverso di essa in modo che poco o nulla sporgano in fuori. Crusca. 
Vedi Coniglia. 

Pr. renirer les nvirona en galère; spagn. acontlUo' B acurrucar; 
ted. die Ruder in das Sdiiff, in den Sntenraum der GaUere (co- 
niglia) eùìziè/ien. 

II P. Guglielmotti aggiunge: < Si eseguiva menando a scorrere 
tutti i remi sul posticcio, facendoli entrare dentro tanto dalla de- 
etra che dalla sinistra, in guisa che da ogni banda s'incontras- 
sero pale e giglioni. Si diceva pure intrecàare o tessere ì remi; 
e si faceva dovendo passare per un luogo angusto {canali, per 
esempio, banche di darsene, ecc.) o stando in giolito, o volendo avere 

" i remi pronti ad ogni cenno per ripigliar la voga. Similitudine 
marinaresca presa dal coniglio, che non mostra le gambe, ed è 
sempre pronto a fuggire. — AcconigUare sì dice anche del tessere 
i remi in simile maniera ne' palischermi, quando ciò convenga >. 

Credo che in tatto questo vi siano delle inesattezze. Più vicina 
al vero mi sembra la Crusca. Che s'intrecciassero o tessessero i 
remi ne' palischermi, s'intende e non può essere altrimenti; ma 



,vGoosle 



48 ACC 

nelle galea non poteva essere per più ragioni. Se si fossero tirati 
a congiungere giglione e pala, si sarieno dovuti togliere dallo 
acalmo dalla scalmiera, e co^ tenevansi tutt' altro cbe pronti 
alla voga; ed un guaio anche piii grande non venne per niente 
considerato: i remi cosi addentrati avrìano coperto tutta la lun>- 
ghezza della corsia, e se non impedito il passo, certo reso dJffiolla 
I remi nelle galere non potevano easera rientrati che fin vera» 
la pala, e mantenuti nello scalmo o nella scalmiera per essere 
pronti a riprendere la voga. 

La figura, se mai, non sarebbe presa dal nascondere che &ccia 
il coniglio le zampe, ma dall'essere solito a ritirarla con fretta. 

Si disse anche conigliare. Il pAinrKRA, nella sua Idrografia 
manoscritta, parlando di Civitavecchia : • Bellissima darsena, buona 
et capace di cinquanta galee; né per la bocca strettissima ai può 
passare senza amigUare • . 

Quello che lo Stratico dice di conìglia non mi sembra molto 
probabile ; coniglia, egli afierma, è l'ultimo banco della prua delle 
galee, cosi detto dal coniglio, animale timido e vile, perché a quel 
banco ai mettono i più deboli galeotti. 

Secondo il vecchio Vocabolario del De la Chenaye, ■ la eonitle 
do la galère est un espace sous convert, qui touche an o6t« on 

, flanc de la galère». — Il Lìttré, a ConiUe, dichiara: * espace 
ménage aux cdtés d'une galère >, 
Bifatti, se per coniglia dovessimo intendere l'ultimo banco alla 

. prua, sarebbe stato necessario togliere dallo scalmo tutti i rami 
e accatastarli, a guisa di fescio di canne, a quei due lati di prua, 
e quindi tenerli tutt'altro che pronti alla voga. Vedi Remi. 

AcconlgUare. Il signor Diaz spiega: < Voz usada antiguamente , 
que signìficaba meter los remos dentro del buque; pero de modo 
que qudasen las palas fuera del mismo y en direcióa perpendi- 
cular a su longitude > . 

Nel vocabolario L. M. F. dicesi che acconigliare significa met- 
tere il palamento, tirando i remi dentro, perpendicolarmente al- 
l'asse longitudinale, in modo che ne resti fuori della nave la pala 
e alcun tratto più. 

Acconsentire o consentire, il romperai di una parte delle fibre di 
uu albero, pennone od asta. 

— dicesi di alberi o remi, e di qualunque attrezzo di legno ohe 
minacci di rompersi con qualche fenditura. Roffià. 



ivGoosle 



ACC 49 

Accoppiare, v. a. , (fr. accoupler; ingl. to couple), mezzo di rimor- 
chiaro una nave a vela con altra a vapore posta parallelamente, 
in gniaa che essendo dal lato opposto donde viene il nemico, ne 
sia da questa coperta. Il vapore cosi accoppiato alla nave a vela, 
si dice che è aitdato (fr. atteU; ingl. coupled, fattened together). 
Oggi questa specie di rimorchiatara é andata in disuso, dopo 
che si costruiscono navigli misti, cioè a vela ed a vapore ad un 
tempo, che potrebbero dirsi iatiatmi, come gik ittiocopi. 

— V, a., l'unire due coae, due oggetti, due attrezzi, per esempio 
due tubi per mezzo di altri tubi. 

Pr. accoupler; spago, aparear; port, ojoujar; ingl. to couple; 
ted.jraoren. 

AcCOpplatdOi è un pezzo o un complesso di pezzi per i quali si 
uniscono, colla possibilità di disunirli facilmente, due assi o due 
pezzi rotanti facienti parte di una macchina, e posti l'uno in pro- 
secuzione dell'altro; par modo tale che per l'azione di esso accop- 
piatoio, il movimento si trasmette dall'uno all'altro come se for- 



Fr. accoupUur; ingl. shackle; ted. SchUckel. 

— da tubi, pezzo col quale si uniscono, con la possibilità di disu- 
nirli facilmente, due tubi posti l'uno in prosecuzione dell'altro. 

— da manicheUe, pezzo per unire fra loro tratti di manichette. 

— dell'argano. Vedi Argano. 

— di svincolamento sull'albero dell'elica, per rendere questa libera 
di girare anche senza muovere la macchina. 

— d'espansione, si applica agli alberi acciò si adatti facilmente e 
senza danno ai cambiamenti dì temperatura e alle deformazioni 
alle quali va soggetto lo scafo. 

— conico a frizione, trasmette la forza della macchina dall'albero 
a manovelle all'albero -dell'elica. 

— conducente. 

— degli alberi di trasmissione. 

— di dilatazione nei tubi di condensazione del vapore, per evitare 
rotture, 

Accorazzare, v. a., porre la corazza alle navi e ad altro, come ponti, 
torri, ecc. 
Pr. cuirasser; iogl. to plate. 
Accorazzato, add. e part. pass, di Accorazzare, fornito di corazza. 
Accorciamento del pendolo. Vedi Pendolo. 

CoBtzzun, Voeab. nautico. ì 



,vGoosle 



60 AGO 

Accorciare il settore; l'operazione del muovere il settore perché Ift 

maccliiiia agisca ad espaosìone. 
Accordarsi, y. r., venire a patti col nemico. 

Pr. accorder; spagn. acordarse; port, concordar; lat, concordare; 

gr. 6t4xÀÀdiiea9'ai- ; ingl. to a gres; ted. einig gehen, einen Vertrag 

schlieasen. 
Accordato, part. pass, e add., da Accordare. 
Accordo, 8. m., convenzione coi marinai di pagarli non a mese, sib- 

bene a viaggio o traversata dompluti. 

— convenzione, patto, concordato, capitolazione. 

— dicesi anche di due parti di una macchina, le quali anno un 
movimento perfettamente sincrono; cod occorifare significa anche 
il mettere due pezzi di nna macchina o dne macchine nel caso 
accennato. FaLi^iNO. 

Accordooarei v. a., mettere in nna i cordoni per formare le corde, 

canapi o gomene. Vedi Scordonare. 
Accore, specie di picco sottomarino, cosi chiamato dai Francesi; 

tanto della costa, quanto di imo scoglio, di un banco che siano 

a picco. 
Spagn. e port, pico; ingh «feep. 
Accoro, s. m., significa margine, acarpa d'on banco marino, spiaggia 

o costiera. 

— add., ripido, scosceso, e si riferisce a margine o scarpa. 
Accosta, semplicemente, è il comando d'avvicinar una nave o la 

riva. 

— accosta leva leva, accosta man mano. Pollino. 
Accostabile, add. ; sì dice d'un punto al quale un naviglio si possa 

avvicinare e riprendere la navigazione senza perìcolo. 

Accostamento, s. m., l'accostare. 

Accostante, part. pres. e add., che accosta. 

Accostare, v. a. e intr., avvicinare, avvicinarsi, l'avvicinarsi o ac- 
costarsi ad una nave o a terra col proprio naviglio fianco a fianco, 
o costa a costa. 

Fr. accoster; spagn. acercar, acostarse; port. cJtegar; lat. admo- 
vere, adducere; gc. n^att&i;f*t; nXr,ala^<ù; ingl, bring to a long 
side, to accost, to come alongside; ted. atiUgen. 

— una spiaggia, sì dice più comunemente atterrare. Follino. 

— la prua a dritta. 

Fr. venir stir trSbord; ingl. to starboard). 



,vGoosle 



AGO 61 

Accostare la prua a siniatra. 

Pr. venÌT sur babord; ingl. to larboard. 

— di otto quarte a dritta. 

Fr. venir de huit qiuirts à tribord; ingl. to alter course eight 
points to starboard. 

— n. p., per collegarst. 

Lat. foedere jungi, inire foedus. 

• Altri di lor sètta di parte bianca, s'accostavano co' Ghibel- 
lini . (Till. G., Vin, 46). 

— alla spiaggia o al parlo, prender porto o terra. 

— accosta! comando: avvìoinati! 

Fr. accoste. 

— accostare ì gabbiozzì o i parroccbetti; far toccare gli angoli dei 
gabbiozzi o dei parrocchetti alla girella, che per tal effetto è posta 
in cima agli antennali. — Venez. acostar i arbori de gabia o él 
papaftco. 

' Si dice più comunemente portare a segno le gabbie, o il par- 
rocchetto, la contromezzana, o i velacci ed anche i controva- 
lacci, ecc. » Pollino. 

— a destra. 

Pr. accoste sur tribord; ingl. come up to starboard. 

— a sinistra. Accosta a dritta o a sinistra, è un comando al timo- 
niere di deviare dalla rotta finché non gli sì dia l'ordine alla via. 

Fr. accoste sur babord. 

— tutto aUa destra. 

Pr. accoste lout sur tribord. 

— tuffo aUa sinistra, 

Fr. tout sur babord. 

— aUa riva, ad un naviglio, le vele all'albero, il pennone, la prua 
al vento; avvicinare. 

— una nave all'ancora, si deve avvicinarla stringendo il vento. 

— una nave aU'ancora in luogo di corrente; se ìl vento è fresco 
e la corrente non troppo fort« , si dovrà preferire il lato di sot- 
tovento per evitare avarìe. 

— uno nave in mtav si accosta da sottovento o da sopravvento, 
secondo le circostanze. Se non può governare, se si debbono man- 
dare aoccorsi, dar rimorchio, o mandar qualche lancia a bordo, 
si accosta da sopravvento; e quindi, eseguita la manovra, si passa 
di prora per mettersi in panna sottovento. La nave che trovasi 



,vGoosle 



52 ACC 

sopravvento mette in panna con la gabbia accollo ; quella che tro- 
vasi sottovento, con il parrocchetto. 
Accostare ad una spiaggia, con buon tempo e calma, e con una 
spiaggia a pendio rapido, una lancia può andare liberamente ad 
investire con la prora in terra, poi che la prora essendo più leg- 
gera della poppa, si avanzerà maggiormente in secco, e cosi si 
potrà sbarcare più comodamente. 

— tina nave naufragata, ai deve da sottovento per evitare le colli- 
sioni e la risacca, e cosi una nave sotto vela o all'ancora con mare 
grosso. 

— ad una nave sotto vela. 

Accostata a diritta o a sinistra, o semplicemente solo accostala, 
quando una nave accosta verso un lido. PCLLDfO. 

Accostato, part. pass, e add., da Accostare. 

Accostatura. s. f., l'effetto dell'accostare. 

Accostevole, atto ad accostarsi. 

Accosto, avv., e per accostato, in forza di part. pass. 

Accostolato, 9. m., l'insieme delle coste d'una nave. Vedi CortKune. 

Accozzare, v. a., radunare le navi, o le squadre di un'armata. 

Accozzarsi, v. rifi., conventre o combattersi. 

Accozzato, part, pass, di Accozzare. 

Aceri, isola dell'arcipelago di Ciloe, Cile. 

Acciilamento, s. m., termine di costruzione che fissa l'idea sul gra- 
duale rialzamento dei madieri di una nave, che anno minore al- 
tezza verso il mezzo della nave, e maggiore verso le estremità" 
della medesima, per il fatto che verso il mezzo le ossature sono 
più piatte, mentre verso le estremità sono più stellate. 

— Linea di acculamento dei madieri è la Huea passante (nel piano 
longitudinale di simmetria) per le fecce superiori di tutti i ma- 
dieri. Questa lìnea, verso il mezzo, è geueralmeute parallela alla 
chiglia, e si rialza verso le estremità; e quanto maggiore è il rial- 
zamento, tanto maggiore dicesi essere ì'acculamento dei madieri. 

Fr. acculemeìtt; sp. cortes de las varengaa piques; port, agudo 
de las cavemas; ingi rising of the floor timbers; ted. Aufkimmtmg 
der Bodemoangen, 
Acculare, v. a., l'azione dell'acculare, ossia del determinare la curva 
dei madieri. 

Fr, accaler; ingl. to drive backwoì-da; poaptng; to ìicave astern. 

— detto di naviglio che va in giù con la poppa. Vedi Impopparsi. 



,vGoosle 



ACC 53 

Acculato, part. pass, e add., da Acculare. 

Accumulatore, a. m., apparecchio per mezzo del quale può esaere 
foruita la forea o l'energia, qual è per esempio un cilindro o on 
ordigno per provvedere l'acqua per mezzo di uà elevatore idraa- 
lioo, o gli ingegni per accumulare l'energìa elettrica e simili. 

Fr. accumulateur; spagn, e port, accumulador; lat. cumulator; 
gr, d^^ttni};,' ingl. accumtilator ; ted. Akkumvlator e Accumu~ 
ìator. 

— ad aria compressa, composto di tabi d'acciaio di varia lunghezià 
e di vario diametro. Quello principale, per lanciare i siluri, può 
avere la capacità di circa metri cubi 0,3 e consta di cinquanta 
tubi d'acciaio lunghi m. 1.80, col diametro esterno di 76 mm. e 
di 66 l'interno. I varì tabi sono chiusi alla loro estremità da co- 
perchi di bronzo a vite e commessi fra loro mediante corti tubetti. 

Le pompe a vapore debbono essere di potenza safficiente da 
caricare l'accumulatore in SO"* alla pressione di 150 atmosfere, 
agendo con vapore alla pressione di chilogrammi €.328 per centi- 
metro quadrato. — Gli accumulatori e tutte le parti che sono in 
comunicazione con essi debbono essere provati alla pressione idrau- 
lica di 170 atmosfere, cioè a 70 atmosfere di più che la pressione 
massima di servigio, che è di 100. 

— elettrico, p3r accumulare l'energia elettrica. 

— ad aria compressa. 

Accumulazione, s. £., l'atto di accumulare, lo stato di essere accu- 
mnlato, o ciò che è accumulato. 
Fr. e ingl. accumttUition; ted. Ansammlung, AiMinfung. 

— di energia e di potere per mezzo di pesi sollevati , o di masse 
poste in moto. 

— di pressione. 

— del vapore in una macchina, è il risultato o dell'aumento del 
fuoco, consumo ineguale del vapore, o di un abbassamento, e 
quindi di una elevazione nella caldaia. Questo inconveniente si 
previene coU'alimentare poco per volta il fuoco, tenendo d'occhio 
il manometro, chiudendo il fornello, e poi per un rubinetto dando 
al vapore l'uscita. Le valvole di sicurezza non sempre prestano 
nn buon ufficio. 

Ace, s. f, , punta di ferro, chiodo dal peso di circa ventuna oncia 
{Tavole attiche, XI, b, 100). 

Ital. agata; lat. ades; gr. dxtf. 



,vGoosle 



54 ACE-ACH 

Acebuchei punta sul lìttorale spagnuolo dello stretto di Gibilterra, 
presso Tarila. 

Ac^utibirò, baia del Brasile, provincia dì Parahyba; la formano 
due isolette, le quali lasciano tre entrate: quella al settentrione 
à dieci metri di profonditi, e quindi è la più iirequentata. Questa 
baia è detta pure del Tradimento, perché, quando nel 1556 na- 
vigava per Lisbona il primo Vescovo del Brasile, avendo qui fatto 
naufragio, venne assassinato dagli Indi. 

Acerbi Giuseppe da CastelgofTredo nel mantovano, nato il 3 maggio 
del 1773; apprese alcune lingue orientali, le scienze naturali ed 
economiche, la geografia, la musica e il disegno. Viaggiò intomo 
al capo Nord, in Svezia, Finlandia e Lapponia, pubblicandone la 
descrizione in inglese nel 1S02 , che fu poi tradotta in francese 
dal Lavallée (1804). Viaggiò pure per l'Asia centrale e lungo i 
lidi d'Africa. Mori il 25 agosto 1846. 

Acero, s. m., genere di piante della poligamia manoecia, famiglia 
delle acerinee. Albero di alto fìisto che cresce nei nostri monti in 
due specie; la più stimata è quella detta volgarmente acero riodo 
(acer striatum). Legno forte, ondato, che prende un bel lucido 
giEiUognolo, e serve a mobili e ad ornati, 

Fr. érable; spagn. e port, acer; lat, acer, eris; gr. Ofivòa/tvos; 
ingl. maple; ted. AJtorn. 

Achelandìa, s. m., corruzione di Chdandia. Vedi Cfaelandia. 

Acheo (Achaeus, Crankii), crostaceo. 

Achemar, stella di prima grandezza (a) all'estremità meridionale 
della costellazione EridaTU). Ascensione retta 22*,47'', declinazione 
58*,8'. Dall'arabo akhir-an-nahr =: l'estremità del fiume. An-nahr 
^ il fiume, è il nome di questa costellazione. La stella è una delle 
quindici che l'astronomo Alfergani conta tra quelle di prima gran* 
dezza. 

Acherusia palude, stagno presso l'Acheronte, non lontano da Kaatri. 

— fu cosi detto anche il lago Fnsaro, e secondo alcuni il lago Lu- 
crino. 

Achlglla, corruzione di Chiglia. Vedi Chiglia. 
Achille (porlo di), lontano dodici stadi da Ilio, presso la foce del- 
l'Ellesponto. 

— (iaola di) nel mar Nero, di fronte alle bocche dell' Istro (Da- 
nubio). 

Achioro, s. m., pesce delia famiglia dei pleuronettidi, che vive nei 



,vGoosle 



ACH-ACO 55 

mari delle Indie orientali ed occidentali, sfornito di pinne petto- 
rali e di vescica natatoria, 
A chi primo, avviso ai marinai perché, dopo di avere iacomìnciata 
una manovra, non ai attenda gli altri per agire, ma ognuno faccia 
da sé , e quando à. finito cessi senza attendere comandi, P, 
Fr. au plutót pare; ted. mit freiem Mantìver; WettmanOver. 
Addo jricrlco, o carboazotico, o trini trofeoolo ; • fu recentemente 
adottato come esplosivo, sotto il nome di melinite, lyddite, N. E!. 
(nuovo esplosivo) ed esplosivo Turpin » , Salvati. 
Fr. acide picrique; ingl. picrie acid; ted. Picrinsdurt. 
Àciea (lat.). Vedi Ordinanze. 

Valse propriamente schiera, quindi linea: priìna in acte (Ta- 
cito), nella prima Bchiera. 

— per corpo dell'esercito. Prima acìes (Cesare), l'avanguardia. 

Secunda acies (Livio), la battaglia. 

Postrtma o ■novissima acies (Livio), la retroguardia. 

Acies pedestris (Livio), l'esercito, 

Excedere ade (Livio), uscir di fila. 

Decemere o dimicare acie (Livio), combattere in ordinanza. 

Suslentare acìem (Tacito), sostenere la pugna. 

Inclinai o incUnatur ades, gli eserciti vengono alle mani. 

Restituere aciem (Livio), riordinare l'esercito. 

— per battaglia: in acie P/jarsn/wa (Cicerone, pro Ligar-, III). 

— della classa o armata (C. Nbp., in Hannib., Il, 124, 4 ; Fhont., 
Stratag., II, 3). 

Acila, ■ città, porto ed emporio di Arabia, donde gli antichi navi- 
gavano all'India • (PLINIO, VI, 151). 
Acis, nome di un brigantino il cui capitano scopri, nell'ottobre) 

del 1860, sul lido a maestro di Borneo, due banchi di corallo ai 

qnali pose il nome del suo naviglio. 
Acklln, una delle Lucaie o Bahama, fatta a forma di accetta. 
Aco, latinismo, da Actis. Vedi Ago e Tolemaide. 
Acoetes (Aceto), pilota dei pirati tirreni, che rapirono Bacco dalla 

isola di Nasso, e fu salvato dal naufragio dal Dio che egli aveva 

difeso. 
Acoda o akoda, fattoria inglese sul littorale d'Oro (Guiuea) alla 

estremità del capo Tre punte; appartenne già all'Olanda. 
Acone, a. f., cote, pietra per arrotare i ferri; ne aveeno delle grandi 

e delle piccole negli arsenali ateniesi, e provenivano dal monte 



,vGoosle 



56 ACOACQ 

Imeito, celebre per le cave del marmo, che prendeva pur nome 
dallo stesso monte {Tavole attiche, XI, b, 158). 
Lat, cos, cotis; gr. dxrf»^. 
A contro, al rovescio. 

Pr. à cantre. 
Acopeto non guarnito (naviglio) di remi. 
Gr. àxaTttitog. 

— che non è attrezzato. 
Acopo senza remi. 

Gr. (Exb)»0£. 

— timone senaa barra. 

Acordar (ven.), fornire dì cordami un naviji^lio. 
Acosta (Giovanni de), marino spagnuolo che accompagnò Fizzarro 
nella spsdizione al Perù, Nacque in Cataloga nel 1486; ai di- 
stinse per valore e lealtà. 
Acqua, corpo che si trova allo stato liquido, solido (ghiaccio) e di gas 
o vapore (■nebbia, nubi), 

Pr. eau; spagn. e port, agua; lat. aqua; gr. HÒìoq; ingl. water; 
ted. Wasser. 

Allo stato naturale non è mai pura, per averla tale bisogna 

distillarla. 

La formola chimica dell'acqua è H2 0, essendo composta di un 

. volume di ossigeno e due di idrogeno, e di molte materie che di- 

scioglie nel suo corso. Plinio diceva: Sunt aquae quales terrae per 

quae flaunt. 

— marina. 

Fr. eau de vier; spagn. e port, agua marina; lat. aqua marina; 
' gr. fliù»e &aXdaaiov; ingl. sea water; ted. Seeivasser. 

Nell'acqua del mare si trova ferro, argenta, rame, calce, zolfo, 
silice, magnesia, potnsaa, soda, cloro, iodio, bromo, ammoniaca, 
in proporzioni molto diverse. Si calcolò che nel mare siano in di- 
luzione non meno di dagento milioni di tonnellate di argento. 

Herschel calcolava, che se di tutta la massa della terra si fa- 
cessero 1786 parti di egual peso, avremmo quella del mare eguale 
ad una di queste parti. 

L'acqua salata si congela più tardi della dolce; questo fatto 
era conosciuto sino, almeno, dal tempo di Plinio (lib. XXXI, 'ó3: 
aquae viarinae taràius gelant, ceUrius accenduntur). 

L'acqua potabile é necessario portarla nelle navi, poi che quella 



ivGoosle 



ACQ 67 

del mare è imbevìbile. Gli antichi k trasportavano in otri, in an- 
fore, in cisterne rivestite di lamine di metallo o di pece. 

Oggi si tiene in casse di ferro, alle quali passa attraverso filtri 
di diverse materie. Tali casse i Greci antichi le dicevano idroleehe: 
hÒQo&^itti (Ateubo, V, 42). 

Sesondo Strabone, l'acqua dell' Bussino è assai dolce, atteso Ìl 
gran numero di fiumi che portano ima massa ingente di acqua 
dolce, di fronte alla paca marina che può entrare nella grande 
conca del mar N'ero per la stretta foce dal Bosforo. 

L'acqua del mare, Becondo Aristotele, si può rendere potabile 
&oendola filtrare in un vaso di cera a pareti aottUi (ap. EliaNO, 
&., IX, G4; e il Posta, Magia naturale, lib. 2, o. 13); e Plinio 
(lib. XXXI, e. 70) dice ohe già sin dal suo tempo si rendeva tale 
anche £tcendola filtrare dal sabbione del fiume. 

Il fatto della cera è riportato dallo stesso Plinio (L e); alcuno 
& deriso questa indicazione, eppure potrebbe esser vera. Potrebbe 
darsi che i vasi di cera, non bene separata dal miele, offrissero 
una specie di vaso poroso pel dissolversi dello zucchero. In ogni 
modo, nu tatto attestato da dne valentissimi, quali furono Ari.- 
stotele e Plinio, non è, mi pare, da rifiutarsi cosi alla leggera. 
Acqua rfotee, acqua potabile, e cosi quella dei fiumi e dei laghi, in 
opposizione a quella del mare. 

Fr. eau douce; ingl. fresh v:attr; ted. Sùseicassir. 

— dolce si dice pure l'acqua distillata. 

— di mare, 

Fr. eau de mer; spagn. e port, agtia de mar; ingl. sea-icaler; 
ted. àas Seewasser. 

— aalmastra (ven, mestiaa), acqua dolce commista alla salata. 

Pr. eau aaumdtre; sp. ealada, salobre; port, sàlobra; ingl. bra- 
ckieh water; ted. das Brackwasser. 

— ScUsa o Batata, acqua del mare, o quella qualsiasi in cui sia di- 
sciolto del sale. 

Pr. eau talee; spagn. salada; port, aalgada; ingl. salt-icater , 
brine; ted, daB Satzwasser. 

— dolce, diatUlata, o potabile, l'acqua da bere. 

Fr. e aps,ga. potable; ^rt.potavel; \aX. potaUlie; gr. jióttfMv 
1Sòù>p; ÌQgì. potabh; tsd. ti-inkbar. 

— di' mare distillata, ad uso degli equipaggi delle navi, è quella che 
oggi è generalmente adoperata, avendo la esperienza dimostrato 



,vGoosle 



58 ACQ 

che la salute degli uomini in mare si conserva meglio con questa 
che non cou l'acqua naturale. — I tipi dei distillatori usati dai 
nostri sono quelli di Ferroy (semplici e duplici), cioè un bollitore 
Cousin, quelli semplici e duplici del Normandy, e i duplici del 
Kirkaldy. 

Oggi il Ministero della Marina adottò quelli dell'Ansaldo: i sem- 
plici per le torpediniere (essi dAnno 6000 litri al giorno), ed i du- 
plici (che ne forniscono 12000) per le navi, e sono migliori di 
quelli costruiti sin qui. 

Gli uni e gli altri di questi distillatori anno degli inconvenienti, 
ma sono da preferirsi ì duplici, che danno un'acqua purissima. 

L'acqua distillata è paasata per filtri, i quali non servono che 
ad arearla bene. I filtri migliori sono quelli di carbalUe. 
Acqua medesima, si dice di una medesima altezza o profondità di 
acqua. 

— (provriaioììe d'), quella quantità di acqua potabUe della quale si 
fornisce ciascuna nave pel viaggio, acquata. 

Fr. approvvisioniiemeìit d'eau; ingl. supply of water; ted. Was- 
. servorrath. 

« I Veneti permettevano ad ogni uomo di portar a bordo, per 
suo uso, un barile di acqua • {Capit. iiavinm, p. 2). 

< Per mantener potabile l'acqua durante la navigazione, usavano 
mettervi 16 gocce di acido vitriolico concentrato per ogni 27,600 
gocce d'acqua; o 2 once di esso acido per ogni barile veneto, che 
era di 72 misure d'acqua di 100 pollici cubi. L'acqua sì mante- 
neva cosi per ben sedici mesi, ma si doveva imbarcare purissima • 
{Almanacco enciclop. di Venezia, 1791, pag. 90). 

• Nella seconda metà del sec. zviii, un abile medico (il signor 
Poissonier) inventò un processo che fu adoperato con tal successo 
dal Bougainville, il celebre navigatore che gli attribuiva la sa- 
lute del proprio equipaggio. Consiste tal processo nell' immettere, 
nell'acqua di mare distillata, sei once di soda per barile. Questo 
alcali forma una specie di sapone con le materie mucose e grasse 
che contiene l'acqua del mare ; tolto di mezzo questo sapone, l'acqua 
è potabile . (Malte- Brun, I, p. 396 ; Parigi, 1853). 

— a fior d'acqua, presso la superficie dell'acqua. 

Fr. li fleur d'eau; port, ao lume de agua; ingl. at tìie level of 
the water, a was/i; ted. zwischen Wind und Wasser. 

— (pelo dell'), la superficie, il livello dell'acqua. 



,vGoosle 



ACQ 69 

Viv., IHscor. Am., c. 19: ■ Se vi aggiugaeréi la differenza dal 
pelo dell'acqua dell'inverno a quel dell'estate, si vedrà; ecc. >. 
Ortitca. 

Tr. surface de l'eau; ingl. surface of water; ted. Wasserspiegel. 
Acqua (solt), eotto la superficie dell'acqua. 

Fr. sous l'eau; ingl. under water; ted. unier Wasser. 

— a mezz'acqua o tra le due acque. 

— (flìo dell'), per la corrente dell'acqua. 

Capp. G., Comment. Pis., p. 261 : < E già piantate molte bom- 
barde gTOSsissime su pel fil dell'acqua, non ardirono d'entrare 
nella foce • . 

— di falla, l'acqua che entra per le falle nella sentina. 

Fr. cotUage; ingl, leak. 

— da correre; aver acqua da correre, si dice di mare libero da na- 
vigare senza pericoli. 

Fr. eau à oaurir; ingl. sea-room; ted, freies Wasser vor sich 

— mare e acqwitnare, coloro simile a quello dell'acqua marina. 

— marina e acquamarina, pietra preziosa di color verdognolo chiaro 
o turchiniccio, chiamata anche berillo. 

Fr. béryl; ingl. a sea-waier stone; ted. Acquamarin, Beryll. 

— (fare o mettere). 

Fr. faire de l'eau; lat. rimis fatiscere; gr. vaS àvaQQi^yvvtat, 
vab$ o66lv aiiyet; ingl, to make water; ted. Wasser ziehen, ma- 
cften, infolge eines Leckes. Vedi Falla. 

— (andare all'), vale andare al fiume, Iago, mare. 

Fr. cantre la marèe; ingl. agaiust the lide; ted. gegen den Strom. 

— (andare o venire contro), a ritroso, contro corrente. 

— (dare del reìno in). Vedi Remo. 

— (essere in molta), che dicesi anche essere in acqua profonda. 

Fr, étre en grande eau; ingl, to be in deepwater; ted. in Oefem 
Wasser sein. 

— (prendere mólta o poca), affondare o pescare molta o poca acqua. 

Fr. Urer d'eau; ingl. to draw; ted. tief oder flacit geìien. 
È la misura della immersione della nave, onde ai dice: prende 
o pesca n, piedi o metri dì acqua. 

— (Unea d'), o di galleggiamento, o d'immersione. 

La linea segnata dalla superficie dell'acqua tranquilla sul corpo 
della nave. 



,vGoosle 



60 ACQ 

Pr, ligne d'eau; ingL water-line, load water-line; ted. Wasser- 
Hnie, TatuAungslinie. 
Acqua (mettere un navìglio all'), varare un naviglio. 

Fr. meUre un vaisseau à l'eau; ingl, lo go to sea; ted. wont 
Stapd laesen. 

— (avere),- cioè profondità sufficiente alla nave. 

Fr, avoir de l'eau; ingl. to have sea-room. 

— (spostamento d'), il volume d'acqua che sposta un navìglio per 
la sua immersione; il luogo che occupa nell'acqua tutta l'opera 
viva di una nave, o tutta la carena. 

Fr. déptacentent d'eau; ingl. displacement; tsd. Wasseroerdran- 

gìotg- 

— spessa, dicono i pescatori quella torbida e fangosa delle lagune. 

— stanca, mare stallato, marea stallata, perno dell'acqua, stato 
quieto dell'acqua tra ì due moti della marea. Vedi Dos&na e 
Cevente. 

Fr. mer étalé; spagn. parar el agna, agna parada; ingL stock 
wcUer; ted, das Stiìiwaaser, Stauwaaser. 

E anche onda e mare stanco, diconsi cosi dopo un temporale," 
che, cessato il vento, rimangono le onde morte: acque stanche, 

' Dicesi anche nei siti di corrente, dopo un certo periodo in un 
senso, periodo che in generale precede di poco il cambio di cor- 
rente • . Pollino. 

— da tela o da pano (venez.), acqua che cova, che poco si muove. 

— de ftegora (venez.), l'acqua divenuta fangosa dal moto che fa il 
pesce piatto. 

— da partir, per acqua forte. 

— (cassa da). Vedi Cassa. 

— (zavorra d'). Vedi Zavorra. 

— cerdiio lontano, acqua vitina; cerchio vicino, acijua lontana. 
< Prognostico del tempo desunto dal cerchio o alone della luna • . 

Fanpani. 

— chi tirne acqua e vento, no se meta in mare (veuez). 

— pel colore, la salsedine, la profondità ddl'aajua del mare. Vedi 
Mare. 

Acquarlo. Vedi Aquario. 

In qiulls parta dot glovinctio knao 



ivGoosle 



ACQ 61 

Aqmige, antioo termine legale per indicare la tassa per ogni carico 

di acqua. 
Acquatico, Acquatile, Acquativo, che sta o vìve nell'acqua. 

Fr. aquatile, aquatique; sp. acuaticù; port, aqitatìeo; lat. aqua- 
tuie, aquaticua; gr. iwó^oq, bódtivos; ingl. aquatick; ted. im 
Waaser lebend. 
Acquatore, s. m., l'incaricato di fare acqua. 

Lat. aquatw. 
Acquata, s. f., provviata d'acqua pel navìglio: far acquata. 

Ft. faire son eau; apagu. e port, aguada; ìiìg\. watering place, 
to ioater; ted. Wasser einUies^i, sic/i mit TrinkwasBer vertehen. 

— il luogo ove si va a &r provvista d'acqua. 

Nell'antico francese, acquade valse anche rotta, la via fatta dalla 
nave. 

L' acquala • si faceva ordinariamente con barili ed anche con 
lande, rivestendole intimamente di tela t , Pulljno. 
Acque di uria nave Bono quelle della sua scia nel momento in cui 
si parla. 
Fr. eaux d'un vaisseau, silloge ; ingl Wake; ted. daa Etelwaaser. 

— (eBSsre nelle) di una nave, si dice di quella che è nella scia di 
un'altra. 

Fr, done lee eaux, dans le silloge; ingl. in the wake; ted. im 
Kielwaster. 

• Nella linea di fila semplice, tutte le navi debbono navigare 
nelle acque del capofila • . Stratico. 

— (mettersi neUe acque) di un naviglio, è l'avanzare col proprio 
nelle acque o nella scia di quello. 

— (passare le) di un ìiaviglio, è l'allontanarji dalla scia di quello 
che precede. 

— vive di una nave. 

t Dicesi quando' la figura della sua poppa sotto acqua è acuta, 
e il taglio de' suoi fondi molto elevato, giudicandosi che l'acqua 
arrivi al timone con maggior quantità e forza > . Stbatico. 

Fr. eaux vives d'un vaisseau. 

— vive, le acque delle maree maggiori nei tempi del plenilunio e 
del novilunio, le quali raggiungono il massimo al tempo delle sizigie. 

Serdon., iSI. Ind. volg.: * Bisognava aspettare che il mare ve- 
nisse al sommo crescimento, che si suol lare nel tondo della luna, 
che i marinai volgarmente chiamano le acque vive • , 



,vGoosle 



62 ACQ 

Acque morte, < le acque che circondano la parte superiore dell'ar- 
caccia e del timone, le quali pare siano stagnanti intorno alla 
poppa t . Stratioo. 

Fr. eaux jnorles; sp. agttas muertas (le maree minori che suc- 
cedono nel quarti della luna); port, aguas mortas; lat. stans, sta- 
gnarla, reses, idis; gr, Àlfivrj; ingl. neap tides; ted. StUlvxaaer. 

— haase, magre, di poco fondo, poco profonde. 

Fr. eau basse, les basses eaux, les has de l'eau; ìngl. loie u-aier; 
ted. das Ntedrigwasser. 

— alte, alla marea. — Nap. vive. 

Fr. eaux hautes; spagn. e port, aguas alias; ingl. htgk-icater; 
ted. das Ilochwasser. 

— alte, anche del riflusso o marea bassa. 

— piene delta luna, flusso; marea grande o alta, ed anche empi- 
fondo. 

— salienti, il flusso e l'alta marea. 

Fr. eaux montantes; apagn. aguas de cresciente; lat. salientes; 
ingl. flood, flood-sive; ted. Fluth. 

— discendenti, il riflosso. 

Fr. eaux déscendentes; ingl. edb; ted. Ebbe. 

— (l') cala, cioè la marea scende. 

Fr. il y a jusant; ingl. the tide fails, it ebbs; ted. das Wasser 
falli, ebbt. 

— (T) cresce, cioè la marea monta. 

Fr. il y a flot; ingl. Oie tide flows, il is flowing or Tising water; 
ted. es fluthet. 

— di poco fondo. 

Fr. de petit fond; Ìngl, low water; ted. Flachwassa: 

— di ffran fondo, molto profonde. 

Fr. grami fond. 

— di fde (venez.). Stratioo. — Il Dabovtoh scrive feUe, e le dice 
anche acque morte o maree minime. 

Fr. mortes eawx; ou morie mer; ingl. neap tides; ted. die Niep- 
pflvih, die ScaffluOi. 

— di condensazione. 

" Provengono dalla liqaefazione del vapore per emissione di ca- 

— lore, per espansione e per raf&eddamento a contatto della prima 
acqua per condensazione, o delle pareti dei serpentini nella con- 
densazione a secco, che ora è la sola in uso a bordo > . Salvati. 



,vGoosle 



Fr. « 



ACQ-ACR 63 

c de condensation; ingl. tcaste water; ted. daa Conden- 



Acque (spirito o angelo delle), waUr-ìvraith, chiamano gl'Iuglefli ano 
apirito maligno, che il popolo crede vagoli per le isole Shetland. 
Aera iaptgia, promontorio. 

Acradlna, uno dei quartieri o piuttosto una delle città che forma- 
vano l'antica Siracusa. 
Acragas, Acragante. Vedi Agrigento. 
Acròbata, s. m., chi giucca sulla corda. 
Lat. corbilor; gr. àx^ofiai^g. 

Il Guglielmotti attesta che si usji pure per gabbiere, marinaio 
dell'alta manovra. 
Acrobatica od Acrobaticum, lo tcansorius dei Latini. H Barbaro 
e il Tnmebo credono che sia stata una macchina da guerra, con 
la quale gli asaedianti potevano vedere quello che si faceva entro 
le città assediate; probabilmente simile a quelle armature porta- 
tili che si usano anche oggidì per giungere all'altezza di quattro 
o cinque piani delle case per restaurare l'intonaco, i comiciom 
o le gronde. 
Acrobatico, add., da Acrobata. 

Nota il Qxiglielmotti che Vitruvio l'adopera come aggiunta di 
macchina, d'armatura, di ponte per salire in alto, e quindi: ag- 
giunta di alberatura, di attrezzatura e di sartiame sull'alto dei 
bastimenti; e come attenente al gabbiere che manovra in alto. 
Lat. acrobaticu»; gr. dxQO^ajtxóg. 
Acrocerauni, monti della Chimera, in Epiro, lungo l'Ionio. 
Acroceraunium, promontorio di Epiro. 

Acrooerea, plur. le estremità dell'antenna o dei pennoni. La parola 
in greco à il significato di punta del corno. 
Lat. cornuti; gr. àxQoiti^aia. 
Acrocorimbo, ornamento sulla sommità della prora e della poppa. 
Gr. dxQoxÓQv/ifios. 

Etìmol. Magno: dipAaaia /tir Xiyetai tà sipvftv^ata, xÓQv/*ffa 
là nqa^aia ^= aplustre si chiamano quelli a poppa, e corfm&t' 
quelli a prora. 

attvtat fà^ vTjàv djtoxótfitiv àxQa xÓQV/*fia. 
Di venirne a schiantar di propria mano 
Oli acrooorimbi delle navi. 

Iliade, IX, v. 241. 



,vGoosle 



64 ACR 

Sdida a ZONARA: dx^xtS^vft^a. xà dxpoajàÀia jdiv vrjuv, là 
i^ej;***"*' ^^^ xatà n^h/ivav ^ n^m^av, iv olg tà ae^ó/Mva iv- 
éypaipov =: Acrocorimbi , gli acrostoll delle navi, cioè i pezzi di 
legno sporgenti a poppa o a prora, in cui scrivevano o rapprs- 
sentavano gli Dei protettori. 

ED9TAZIO, 760, 35 : xà^v/*ffa. xatà òè Étépovg dxQoatóÀta x«t 
olov xoQVfpai vcàv. xal iotxeir oSia Xéyeaipat xà i^iyflvxa xal 
[idXujta iv 6(f€aiv ^ Corimbi, e secondo altri gli acrostolii e 
qualunque oranmeuto di nave, e Bsmbra che cosi si dicano tutte 
le sporgenze, e specialmente quelle delle montagne. 

EstORio: dxQoxó^it^a là dxQoatóXta tùc veùv^ Acrocorimbi 
gli acrostoU delle navi. 

Difficile è concordare questi diversi autori, tuttavia le rappre^ 
seutazioni delle antiche navi ci danno il bandolo. Uapltub-e h in- 
variabilmente ornamento solo di poppa, ossia non si trova che a 
poppi. Il corimbo e ì'acrocorimbo il più delle volte ai trovano a 
prora, talvolta anche a poppa come il chenwco. Esichio prende 
acrosiolio nel significato generico, anziché in quello specìfico di 
ornamento di prora o coronamento. 
Acromatamento, s. m., l'atto od il processo dell'acromatare. 
Acromatare, v. a., privare del colore, rendere acromatico. 
Acromatico, add., dal gr. d^^iòftaios , incolore, che trasmette la 
luce, senza decomporla, nei suoi principali colori. 

— lenti acromatiche, composte usualmente di due lenti: l'ana delle 
quali convessa, l'altra concava; di sostanza di diÉferente potere 
refrattivo e dispersivo, a curve cosi aggiustate, che l'aberranione 
cromatica prodotta dall'una è corretta dall'altra, e la luce esce 
ìndecomposta o sema iride, come disse il Giordani, dalla lente 
composta. 

— prisma. Vedi Prisma. 

— telescopio e microscopio. Vedi Telescopio e Microscopia 
Acromatismo, Acromaticità, s. f., lo stato o qualità di essere acro- 
matico. Per esempio, Vacromalicilà o Vacromatiamo della lente. 

Acromatopsiat s. f., inabilitiV a distinguere i colori; daltonismo.: 
Acroneo, l'estremità superiore della prora e della poppa. 

Or. dxQÓvtjov. 
Acrooicale, add., lo stesso che acronico e acronitto. 
Acronico, add., il levarsi di un astro al di sopra dell'orizzonte al- 
lorché il sole tramonta, o il suo tramontare allorché il sole nasce. 



,vGoosle 



AOR-AOT G5 

Acropora, a. f-, che diceai anclie Maditpoi-a, specie di polipo pie* 

troso. Crusca. 
Acroprora, l'eatremitÀ della prora. 

Gr. àxQÓ7tQa>Qov. 
Acroprimna, la cima della poppa. 

Qr. àxQQUQiiiva. 
Acroslolio, 8. m,, l'ornamento della prora ponto per lo più in cima 
allo stola, specie nelle navi romane ed etnische, a forma di un 
disco con fregi. Vedi Stolo. 
Or. dxQÓatoÀtop. 
AcroleHo, qualsiasi punta; quindi anche lo sprone della nave. 
Gr. dxQùit^piov. 

— l'alto della poppa. 

Omero, II., XXIII: rfxpwiijpia ^ipv/^wjg. 

— ornamento della prua. 

— capo, promontorio. 

Acteoria. — Qr. àxiaiugla, la guardia del littoraie, e àxxaitaQÌ<ù, 

guardare il littoraie, da rfx«J = riva del mare. 
^cteoro, chi guarda il littoraie. 

Gr. àxial<oqoi. 
Actia, actlorum, giuochi aziaci in commemorazione della vittoria 

ottenuta da Ottaviano ad Azio, nel 31 a. C. 
Actinm. Vedi Azio. 
AcUus, pr., capo Pigolo. 
Aetna (polvere), • dinamite americana, contenente da 15 a 65 per 

cento di nitroglicerina, od à per assorbente della segatura di legno 

mescolata con nitrato di sodio > . Salvati. 
Acton Ferdinando. Vedi Ministri della Harina. 

— Giuseppe, di famiglia originaria d'Irlanda, fu da prima al ser- 
vizio della marina Irancese, poi in quella di Leopoldo granduca 
di Toscana, e nel 1774 prese parte, unitamente ali» Spagna, alla 
infelice spedizione contro Algeri. Mediante il suo valore ed il suo 
coraggio potè salvare 4000 soldati spagnuoU. Questo fatto lo fec6 
conoscere e pregiar tanto, che il Re di Napoli lo chiamava e gli 
affidava il comando dell'annata, Egli poi, con la sua destrezza, 
seppe alzarsi ai Ministeri della Marina, della Guerra, delle Fi- 
nanze, ed infine a primo Ministro. Fu sempre contrario al partite 
irancese in Italia; fu il fondatore della marina napoletana. Gli 
furono ascritte io^nstÌEie e violenze dopo il 1799. 

CoBizzon, Yocab. tMutico. 5 



,vGoosle 



66 ACT-ACU 

Actuarla, s. f., nave da trasporto. 

Vedi Sohbftbb; e Ciobbonb, Att., V, 9. 

• Naves actuarias, quorum nulla plus quam triginta remi» aga- 
tur . (Livio, XXXVIII, 38). 

Actuaxiolunii «piccola attnarìa • (ClOEB., Att., XII, 11). Secondo 
Nonio, fu detto cori perclié si può mandar celere coi remi. 

• Hic ego conacendens a Pompeiano trìbus actuarìolìs decem 
aoabnia . (CrOKa., Att., XVI, 3, 6). 

Actuarins, add., detto di navìglio. 

Àcahemete, naviglio senza timone, o senza timoniere, o senza go- 
verno. 
Gr. àxvfié^v^tos- 

Acuì, golfo dell'isola di San Domingo (Haiti), sul littorale setten- 
trionale, long, circa 72", 25' P., e lat. B. 19", 40'. 

A col di sacco, nella vecchia lingua marinaresca, seno o baia co- 
siflatta. Vedi Vela. 
Fr. (1 cul-de-sac; ingl. accul; ted. Sackgasse. 

Adina (Tristan d') fu incaricato da re Emanuele di Portogallo di 
una spedizione (1506) in soocorso di Francesco d' Almeida, gover- 
natore dell'India, minacciato dal Sultano d'Egitto. Due anni dopo 
capitanò la squadra oon la quale Alfonso d' Albuquerque si recava 
alle Indie come Vice-Re. 

— (isole d'). Esse furono scoperte (1506) dal capitano portoghese 
Tristan d'Acuna nel 1506, nell'Atlantico, circa il mezzo del paral- 
lelo, che va dal capo di Buona speranza a la foce del Bio della 
Piata, circa il Z&> latit. A., e circa 12° long. P. La principale, 
Trtitan, & buona acqua, e venne popolata la prima volta quando 
Napoleone fu rilegato a Sant'Elena. Intorno ad Acuna s'estende, 
come una cintura, la Macrocyetis pyrifera Ag., gigantesco fuco, 
che si dilata per tutta la zona temperata meridionale. Alcune di 
queste piante marine anno una larghezza di 200 a 300 metri, con 
fusti della circonferenza dì circa metri 1,20, e comunisaimi quelli 
longhi metri 60. 

Acustici aegncUi. Vedi S^nalL 

Acntamei s. m., quantità dì chiodi, chiodame. 

Acut<^ add., appuntato, aguzzo. 

— (Modo. 

L&t. acatui. 

— detto di naviglio, vale stellato. Vedi Stellato. 



,vGoosle 



ASA 67 

Adaglol comando ai maccIÙDisti. 

Fr, dcmcetnent; apagn. e portog. adagio; lat. commode, apte; 
gr. ^dólùìs; ingl. ease her; ted. langsam. 

— (avanti). 

Fr. en avant doucement; ingt. ecae her ahead; ted. langsam vor- 
toarts, 

- (pi")- 

Fr. plus doucement; ingl. slotixr; ted. langtamer, 

— (ancor piit). 

Ft. encore plus doucement; ingl. very slow ; ted. noch langsamer 
(noi potremmo dire adagissimo, se non fosse troppo lunga la parola). 

— (U più,) posabUe. 

Pr, le plus doucement posale; ingl, as slow as she can move; 
ted. so langsam als mffglich. 

Adah-kale, isola del Dannbio fortificata dai Turchi per dominare 
le porte di ferro; oggi appartiene all'Austria, 

Adalla, dai Torchi detta S&talim, diede il nome al golfo in fondo 
al qaale essa si trova. Il golfo ai distende dal promontorio del 
Tauro a quello di Anamur, che è il punto più meridionale del- 
l'Asia Minoro. Di faccia al primo tÌ sono le isolette Chelidome, 
ohe Plinio chiamò pestifere ai naviganti (V, 131); in esse vi è 
acqua potabile. 

Quella che oggi ì Turchi chiamano Eski-Adalia sta sulle rovine 
dell'antica Sida. — Il golfo di Adalia fu detto il Biscaglia del 
Levante, tanto è pericoloso coi venti di tramontana, di greco e 
di libeccio, 
Lat. Attedia; gr. 'AifdXeta. 

Adam, nome di varie isole: una delle Anckland, ma nel golfo di 
Bnrgala, a IG chUometrì dal littorale dì Arracan; altra, chiamata 
anche Nuka-hiva, nell'arcipelago delle Uaroheei. 

— (polvere da pistola) , polvere regolamentare inglese per cariche 
di revolver. • Si ricava mediante scelta dei residui ottenuti dalla 
stacciatura della polvere * . Salvati. 

Adamante. Vedi Calamita. 

Adamastor, è il gigante delle tempeste ohe il Camoens, nel suo 
poema i Ijutiadi, immaginò che apparisse a Vasco di Oama nel 
girare il Capo delle tempeste, detto poi Capo di buona speranza. 

— genere d'uccelli marini, dei Pelecanoidi, che frequentano il mir 
antartico. 



,vGoosle 



68 ADA 

Adamo ed Eva, banco ael canale fra Bobol o Leyte (Filippine). 

— (ponte di), séguito dì banchi dall'isola di Mannaram, a maestro 
di Ceylan, all'isola di Bamessuram, per la lunghezza di 30 nxi- 
giia; codesti banchi rendono difficile la navigazione dal golfo di 
Manaar allo stretto di Folk; alcuni di eadi sono scoperti, gli altri 
non Jtnno più di m. 1,30 di acqua. 

Adamsia, s. f., fauna abissale. 

Adano làdano (venez.), congiunto l'articolo al nome, come in To- 
scana nel contado si dice la lapa per l'ape; difiattì làdano è voce 
del Polesine, non di Venezia. È Vacìpenser hitao dì Linneo, cioò 
il colpesce, che si pesca nel Po. Plinio lo chiama attilus, e lo crede 
proprio del Po, Se ne trovano del peso perfino dì mille libbre grosse 
venete. 

Adare, capo scoperto nel 1840 dal capitano Ross nella Terra di 
Vittoria (oceano antartico). 

Adarsena, s. f. ; vedi Darsena. 

Adarseoale, s. m.; vedi Arsenale. 

Adascino, t. m. ; vedi Dascino. 

Adattabile, add., atto od essere adattato. 

Adattamento, s. m., l'adattare e l'adattarci. 

Adattare, v. att., < accomodare una cosa ad un'ultra secondo con- 
venienza o proporzione; applicare, assettare, rendere atto ». Ri- 

ODTINI. 

Gano in SB questo riprese speranza, 
E le vele adattò secondo il vento. 

Morg., XXV, 56. 
Fr. ajuster; spagn, e port, adaptar; lat. apiare; gr. nQoadTtttui; 
ingl. to adapt, to adjust; ted. anpaasen. 
Adattato, add., accomodato, aggiustato. 

— a doppio effetto, si dice di macchina; ma più specialmente di 
tromba, per avere un getto senza interruzione. In questo caso il 
corpo della tromba à due camere separate ed indipendenti, nelle 
quali lavorano contemporaneamente, ma in senso inverso, due stan- 
tuffi. 

Fr. d doìible effet; ingl. douUe acting; ted. dtyppdiwirkend. 

— a doppia sovrapposiziane, parlando del fasciame estemo d' una 

Fr. lì doublé dina altemés; ingl, double clinker fashion; ted. dop- 
pelklinlarartig. 



,vGoosle 



ADD 69 

Addentare, t. a., iadentare, Incastrar dae pezzi di l^name a dente, 
a coda di rondine ; dicesi anche calettare. — Venez. a Umòeto. 
Fr. empater; ingl. io acarf; ted. venahnen, Hnzahnen. 
Addentellamento, l'atto o l'effetto dell'addenteU.-ire. 
Addentellare, t. &.; vedi Calettare. 

Fr. endenler; ìngL io indent to scarf, or scarph; ted. verzahnen, 
einzahnen. 
Addentellato, part pass, di Addentellare. 
Addentellatura, b. f., l'effètto deU' addentellarsi 

Fr. endenture; ted. das Verzahnen, 
Addestrare, come v. att., dice il Ouglielmotti, vale maneggiare le 
destre; e v. rifl., vale volgerai sulle deatre, cioè sui gherlini ac- 
conci all'ormeggio speciale di abbozzamento. 
Addletrol avv., intimazione al nemico o sospetto nemico; comando. 
Fr. en arrière; ingl. bade her, goaatem; ted, zurlick, rUckwdrls. 
Addlsclplinare. Vedi Disciplinare. 
Addissonla, gastropodo abissale, che trovasi tra ì 130 m. e i 1000 

di profondità d'acqua. 
Addobbare, v. a., ornare, carenare, allestire, restaurare. 

« VoB aatigoa que significaba carenar » (Diaz, Catal.: Adobar). 

Spagnuolo: • E si lo seynor (padrone de la mai) adobarìk la 

nau ò leny menys de volnatat dals personners, personner algù 

DO lì es tengnt de res & donar da 90 que costarà aqnel adob * . 

{Consul, de la mer, e. 200, pui Pardessns). 

Per pò es ordinai, qua '1 conoit que da 50 aera trobat en colpa, 
pache tot 90 quo costarà de adobar la galea {Ordin. Cai., 1354, 
Pabd., I, V, 44Ó). 

Fr. ant. adouber, rearer, mettre en état (oggi dicono più co- 
monemente rodouber); sp. adobar; lat. (ant.) adomare; ingl. to fit; 
ted. verschOnerti, in gulen Zusland setzen. 
Addocdar^ v. a., condurre nella doccia acqua od altro. 

Ted. in Rohren, Gossen leiten. 
— dare la forma della doccia. 

Ted, rinnenfOrmtg aiiskehlen. 
Addogare. * Gli antichi bombardieri cosi dicevano lo trombo delle 
bombarde, che formavano con dodici e ventiquattro verghe di ferro 
strette e cerchiate come le botti • . Guglielmotti, 
Addoparsi, v. rifl., porsi dietro alcuna cosa: un capo, un promontorio. 
Ted. sfcft verbergen, verBtecken. 



,vGoosle 



70 ADD-ADE 

Addoppia, detto delle fìle delle navi o delle linee. 
Addopplamento, a. m., l'addoppiare. 
Addoppiare, t. a., cavi, gomene, fasciame. 

Fr. dovbler^ lat. duplicare, geminare; gr. òtnXovv; ingl. io 
double; ted. doppelt zusammenlegen, zusammendrelien. 

— un capo, • vale navigare con due bordato diverse intorno al 
medesimo capo > . Guoliblmotti. 

Più comune doppiare, passare un capo, una punta, ecc.; vale 
circumnavigarlo. 

— V. a., come nella milizia terrestre vale moltiplicare le file, cosi 
potrebbe usarsi nelle linee o file di navi. 

— vale serrare una parto dell'annata nemica tra due linee e quindi 
tra dae fnochi. 

Addoppiato, part. pass, e add., da Addoppiare. 
Addoppiatura, a. f., vizio delle lamiere. 

Pr. d&ublure; ingl. fiata; ted. Doppelung, Ahsdiieferung. 

— nel significato generico, l'addoppiare o l'unire due cose in una, 

Lat. duplicatio; gr. òtnXaauxoftós. ' 
Addossare, v. a., porsi a ripaio presso un promontorio, una costa, 

un porto. 
Addossarsi alla riva, al porto, v. rìfl., vale avvicinare la nave od 
avvicinarsi con essa alla riva o in qualche punto del porto. 
Pr. adosser; ted. aicft aniUhnen. 
Addossato, part, pass, di Addossare. 
Addossatara, s. f., l'effetto dell'addossare. 

Addrlzzare, v. a., ridurre a dirittura, o pareggiare qualunque ma- 
teria lavorata che sia suscettibile di sgrossamento, o ridurla a di- 
rittura se torta o imbarcata, o non bene livellata. 

Fr. affteurer; iugL to make level, to ledge; ted. abgleichen, b&ndig 
machen. 

— la prora, vale accostare nel rombo prestabilito. Vedi Drizzare. 

— V. n. p., incamminarsi, inviarsi, dirigere. 

Fr. se diriger; sp. enderezzarse; port, endere^arse; lat. cursum 
vel iter dirigere; gr. ip^nta; ingl. to direct; ted. sich richten. 

t Con lo galee sottili per mare ed i cavalieri per terra, b' ad- 
drizzò alla Loiera » (M. ViLL., IV, 21). 
Adegige o Adlge^, nome che gli Arabi dettero alla costollazione 

del Cigno, e ohe significa rosa odorosa. 
Adeiaar o Adeler (Curzio Servertseen dì Bervìg, Norvegia) servi 



,vGoosle 



ADE 71 

dal 1622, per cinque anni, l'ammiraglio olandese Tromps, poi i 
Veneziani. Nel 1654, colla sola sua nave, investi 66 navi tarche 
affondandone 15. Abbandonata Venezia, venne fatto ammiraglio 
in Danimarca, ove moti (1675) mentr'era per assumere il comando 
dell'annata contro la Scozia. 
Adelaide) città dell'Australia meridionale, fondata nel 1836. Il porto, 
distante 10 chilometri, è conginnto alla città con la via ferrata, 
e vi possono ancorare le più grandi navi. Le vicinanze sono rìcclie 
di miniere d'oro, rame e piombo. Ad un chilometro dal mare si 
trova acqua potabile. 

— isola (catena Bìsooe), la più occidentale nell'oceano antartico, 
scoperta dal capitano Biscoe nel 1832. 

— penisola ad occidente, nell'America settentrionale; lat. 68*, 10', 
long. 98', 20'. 

— una lingua nell'isola di Fernando Po (AMca occidentale). 
Adelantado (spagn.), quegli a cui si confidava il comando di una 

spedizione marittima. 

— mayor del mar, carica creata in Spagna da Alfonso X, quando 
trattò di dirìgere una crociata in Terra Santa. Il primo adelaniado 
spagnnolo fu don luan Garcia Villemayor. Questo titolo l'osten- 
tavano i primi governatori che la Spagna mandò in America. 

Adelia, terra nell'oceano antartico, scoperta da Dumont d'Urville 

nel 1840. 
Ad^lo adeno, s. m., pesce del Po, che nelle sqaamme somiglia allo 

storione. A testa molto grande e grossa, e gli occhi assai piccoli. 
Adelobraochi , famiglia di molluschi gasteropodi, che comprende 

quelli che respirano per un semplice buco. 
Aden, città dell'Yemen meridionale (Arabia), in fondo al golfo omo- 
nimo, presso lo stretto di Bab-el-Mandeb ; la occuparono i Turchi 

nel 1539, gl'Inglesi nel 1830. 
Sulle diverse rotte da questo porto allo stretto della Sonda, a 

Rangun, a Bomba;, a Eourratchu ed a punta di Galles, vedi 

L. Aoorar, fi. 3f., 72-4. 

Aden, fabbricata su di una penisola, à due rade con ottimo 

ancoraggio; facile l'entrata e l'uscita in tutte le stagioni. 
Prima degli Inglesi, se la contesero Arabi e Portoghesi. Nei 

secoli xi-xiii ebbe esteso commercio coll'India e la Cina. Decadde 

dopo la scoperta del capo di Buona speranza; risorse per opera 

degl'Inglesi E porto &anco. 



,vGoosle 



72 ADE-ADH 

■ È priva d'acqua potabile, vi ai usa l'acqua distillata. Rac- 
colgono anche l'acqua piovana in grandissime vasche situate in 
Aden-Camp, città a poca distanza da Aden (porto). Queste vasche 
credonsi opera degli Egiziani. 

< n clima è meno caldo che a Masaaua, rinfrescato alquanto 
dai monsoni dell'oceano indiano. In Aden vi è nn bacino galleg- 
giante per le piccole navi, ed officine di raddobbo. Il principale 
ramo di commercio è il cafie di Moka e dì Odeida » . PdllihO. 

Aden è il covo, dice l'Helwald, di orrìbili malattie, uno dei 

luoghi più insalubri del mondo, ed intollerabilmente caldo nella 

state. Gl'Inglesi ne anno fatto la Gibilterra dell'oceano indiano. 

— f</o2^o di), quel braccio di mare che è tra l'Arabia e la terra 

dei Somali, in AMca, 
Adeorbls, genere di conchiglia perforante, che vive eolia valva della 

Meleagrina. Yedi Fauna abissale. 
Aderbale (cartaginese) nel 249 a. C. sconfisse l'armata di Publio 
Claudio presso il porto di Trapani, per l'evoluzione disastrosa ai 
Romani, nell'oscire dal porto, ove in parte erano entrati, col ne- 
mico vicino. 
Aderenza della valvola di sicurezza nelle macchine a vapore, av- 
viene fra la valvola propriamente detta ed il suo seggio. Di tempo 
in tempo bisogua sollevarle per accertarsi che siano sempre libere. 
Fr. adherence; ingl. adkereiux; ted. AdlMrenz. 
Adhémar, autore della teoria dei diluvi periodici. — La precessione 
degli equinozi fa percorrere al punto vemaU 2*, orìgine delle 
ascensioni rette, l'intera orbita terrestre nello spazio di detta apo- 
catastasi, o grande anno. Il movimento della linea degli absidi è 
molto minore del precedente, ma si effettua in senso inverso, cioè 
in senso delle ascensioni retta. Combinando questi due movimenti, 
ne consegue che ogni 12500 anni circa, l'emisfero che avea l'estate 
all'afelio e l'inverno al perielio (come avviene adesso per il no- 
stro emisfero boreale), avrà invece l'estate al perielio e l'ìnvemo 
all'afelio (come succede adesso per l'emisfero australe). Abbenché 
la quantità di calore ricevuta resti costante, pure l'autore dimo- 
stra che la dispersione ò differente. Questa ineguale accumulazione 
di calore porta, sempre secondo l'autore, una variazione nelle due 
ghiaccia (1) polari, quindi uno spostamento nel centro d'attrazione 

(I) Vocabolo tkdottito diLl'abite StapptiJ per indicirs In cresta gluHcdatA polare. 



ivGoosle 



ADI 73 

della Terra, per oui tutte le molecole liquide e fluide dovranno 
prendere un nuovo sistema di equilibrio, e qdudi affluire da tin 
emìafero all'altro. L'autore suf&aga la sua ipotesi con analisi geo- 
grafiche e zoologiche. 

Secondo il computo dell'autore, il diluvio noetico corrisponde 
cronologicamente allo spostamento delle acque dall'emisfero boreale 
all'australe. Il prossimo diluvio, cioè U emersione dell'emisfero 
australe e l'allagamento di quelb boreale, avrà luogo tra sei mila 
anni circa. 

Non potrebbe darsi che il diluvio siriaco fosse derivato dal sol- 
levarsi del fondo dì quel grande bacino, che un tempo congiun- 
geva in uno atesso mare il mar Nero ed il mar Caspio? Per le 
cause esposte dall' Adhe mar, il diluvio avrebbe dovuto esaere uni- 
, versale sol nostro emisfero, non ristretto alla Siria. 
Adiabatica, linea che rappresenta graflcamente le variazioni dì pres- 
sione e di volume dei gas e dei vapori quando si espandono senza 
dare né ricevere calore. 

Fr. courbé adiabatique; ingl. adiabatk curve; ted, adiabaUsdie 
Kurve, 
Adiabattco, che non dà né riceve calore. 

Fr. adiabatique; ìugl. adiabatic; ted. adiàbati8c}i. 
Adia& (spagn.), viveri freschi che si danno ai marinai in una sta- 
zione navale, dopo lunga navigazione. I>icc. morii., 1831. 
Adlagoge o Adag^. Vedi Adegige. 
Adiascevo, naviglio non armato. 

Gr. àòidaxEvo^. 
Àdiatennico, add., non previo al calore. 

Pr. athermique, athermanc; ingl., adiatherinic; adiathertnan. 
Adicomachla. strattagemma sleale. 

Gr. dótxofiaxtct. 
Adimaato, stolarco corìnzio, che durante la guerra persiana contro 
Serse, prese parte alle battaglie dell'Artemisio ed a quella di Sa- 
lamina (480 a. C). I suoi nemici sparsero la voce che egli, per 
viltà, tentasse di fuggire da quest'ultima battaglia, ma non fu 
che una calunnia. Tuttavia era uomo venale e di poco patriot- 
tismo. 
— un altro Adimanto stratego, figlio di tioucolofide, fu da Cenone 
accusato d'aver tradito alla battaglia di Egospotami (405 a. C), 
affermando che la sua operosità era stata indebolita dagli stra- 



,vGoosle 



74 ADI-ADR 

teghi suoi Golleghi, o per inettitudine o perfidia, facendo l'interesse 
del nemico. 
Adito, s. m,, l'entrata nelle antiche navi a poppavia e a proravia, 
dall'una e dall'altra banda. 

Fr. accés; lat. aditus; ingl. access admittance; ted. Elngang, Zu- 
gang- 
Admiralius, adniraUus, baa. latino. Vedi Ammiraglio. 
A doppio efEetto, dì macchine, e specialmente delle pompe. 

Fr. à double effei, à double action; ingl. double acting; ted. dop- 



Adomare, v. a., la nave nell'interno e all'esterno, armare. 

Fr. adoumer; lat. adornare naves (apprestare, aUeatir la nave); 
ted. Tterausputzen, schmilcken. 

• Italias duo maria maximis classibns, firmissimisque praesidiis 
adomavit • . (Oioehonk, Pro lega ManUia). 

Adorno Antoniotlo, genovese, costituì e ordinò la marina iirancese 
sotto Francesco I. 

Ad OTTA, avv. , < quando la proda si volge allo stretto luogo da 
dove il vento viene > . (Cbbsoenzio, p. 137). 

Adramizio, città dell' EolJde e porto che dà nome al golfo che si 
apre di faccia all'isola dì Lesbo; i Turchi la chiamano Adrnmik. 
Fu patria dell'oratore Seuocle. 

San Paolo, nel suo viaggio dalla Palestina a Roma, navigò 
sopra una nave adramitena da Cesarea a Mira di Licia. 

Adremlgare, lat., remigare verso qnalche luogo. 

Adria (Hadrìa, Atrta) sul Tartaro, nel veneto, provincia dì Rovigo. 
Città prima pelasga, poscia etruaca; si disse fabbricata da Dio- 
mede, gittato su quel lido da una tempesta. Anticamente iii cittÀ 
marittima e di grande commercio ; al presente è distante dal mare 
circa 'venti chilometri. Fu anche colonia dei Siracusani. 

— (Airi, Hadria), prov. dell'Abruzzo Ulteriore I, città sovra nn 
colle bagnato ad oriente dal Matrino, alla foce del qnale aveva 
il suo porto e il suo navale, mentre fu soggetta agli Etruschi. 
Le sue moneta sono, tra le etnische, le più antiche. — In essa 
nacque l'imperatore Adriano. 

Adriatico (mare), i Latini lo dicevano anche mare superum, mare 
Adrianum e Adriatiaiin (gr. 'A^Qiavi] ^dXaaaa), dai Greci, nel 
Medio evo, Jonio, nome che poi fu ristretto al mare tra il canale 
d'Otranto e la Grecia. 



,vGoosle 



ADR 75 

Nei primi secoli dell'impero romano, come l'attestano Strabone 
e Giuseppe Flavio, il nome di mare Adriatico ai estendeva, oltre 
il canale d'Otranto sino al golfo di Corinto; ossia, come si espri- 
meva Strabone, comprendeva anche l'Ionio, 

Il letto di questo mare declina dall'Italia alla Dalmazia, ove SÌ 
approfonda, come ai lidi dell'Istria. Dolce è il declivo dai lidi pu- 
gliesi, mentre ripida discende la terra presso il Piceno, e ancor più 
verso gli Abruzzi ; grande la profondità presso il monte Gargano. 

Una corrente marina, entra dal canale d'Otranto, rasenta i 
lidi della Dalmazia e dell'Istria sino a Trieste, e di qui viene a 
scorrere presso il littorale italico. 

n littorale sull'Adriatico é di chilometri 1,133; i suoi princi- 
pali golfi sono quello del Qnamero, di Trieste, di Venezia, di 
Manfredonia. 

Questo mare un tempo copriva una gran parte della vallata del 
Po, la quale si può dire che sia figlia di lui, come l'Egitto lo è 
del NUo. 

Si calcola che l'Adriatico occupi un'area di circa lOSchil. qu,, 
e la sua foce, o canale d'Otranto, è larga circa 42 miglia. 

Teopompo credè che l'Adriatico, per alcuni meati, comunicasse 
con l'Egeo, ed Ipparco col Ponto. 

Sembra che la Sava, affluente del Danubio, congiunta al li- 
mavo per mezzo di questo, fosse un tempo in comunicazione con 
l'Adriatico; quindi la leggenda faceva pervenire gli Argonauti 
dalla foce del Danubio al golfo del Quamero. 

Secondo Strabone, la lunghezza massima di questo mare sarebbe 
di 480 chilometri, e la massima larghezza di chilometri 104. 

La lunghezza vera di questa grande baia è di 835 chilometri. 

La marea ò notevole nel golfo di Venezia, ove sale da 0".70 
a 0™.80. Di faccia al delta del Po la profondità non oltrepassa 
i GO metri, mentre verso il 42'> lat. B. lo scandaglio del capitano 
Smyth non toccò il fondo a 1,275 metri. 

Il colore dell'acqua dell'Adriatico è verdaatro. 

Nell'estate la navigazione vi è sicura, nell'inverno non senza 

pericolo per i frequenti acirocchi violenti, * e la cosi detta Bòra 

(grecale) durante la quale, se è molto forte, la navigazione è dif- 

ficUissima > . Pollino. 

Adripare, v, a., (bas. lat.) approdare. 

Adrumeto (Hadruìnetmn), città e porto d'Africa, fondata dai Penici 



,vGooglc 



76 ADS-ADU 

in fondo &d an piccolo seno della pìecola Sìrte; Cothon dicevasi 
il suo porto, Cothon presso i Fenici era nome generico di porto. 
Sotto l'impero bizantino fu detta Gìustmiana. È a 145 chilometri 
a acirooco di Tunisi. Aveva un arsenale marittimo; era nella 
Bìzacona, sul lido orientale; fu colonia romana. 

Venne presa da Agatocle nel 310 a. C. — Annibale vi si fortificò 
nel 202. — Cesare vi sbarcava per la guerra d'Africa. 
Le sue rovine sono presso Susa. 
Adscererba o Agererba, città del littorale occidentale di Sumatra. 
La rada è ingombra di banchi; vi si commercia oro, avorio, co- 
tone e spezie. 
Adscriptitius (lat.}, iscritto, arrolato. 
Adscriptivus (lai), add., ascritto, arrolato. 
Adscriptivi milites (lat.), militi soprannumerarii da recintare. 
Adscriptus (lat.), add., arrolato. 
AdugUa duglia, b. f., ciambella di cavo. 

Fr. glène de cordage; sp. e port, aduja; lat. spira, str&phium; 
gr. arnica, at^ofelov; ingl. coil of rope; ted. Bolle Tauicerk. 
AdugUare, acciambellare, avvolgere a spirale un cavo, o una go- 
mena, o una catona. — Qenov. aduggià. 

Il Guglielmotti cita a questa voce Vadduare di Danto: < Sopra 
la qual dóppio lume a'addua » (Paradiso, VII, 6). 

Ma io non ao come aAduare si possa tirare ài significato di 
adugliare. 

Fr. rouer un cable, lover; spagn. adujar; port, advdiar; ingl. (o 
coti a cable; ted, ein Tau aufroUen, aufschiessen. 

— a deetra. 

Fr. rotter à tour ou avec le soleil; ingl. to coti with the sun; 
tod. ein Taxi rechtaherum aufsdiiessen, mit der Sonne aufschtesaen. 

— a sinistra, a rovescio. 

Fr. rou«r à cantre; sp. en contra; ingl. to coU against the run; 
ted. ein Tau links herum aufschiessen, gegen die Sonne aufschiessen. 

— le duglie s'intricano nel diatondere il cavo. 

Fr. les pits s'aitrappent en se levant; ingl. tìie fakes catch each 
other, there are caldi fakes in the cable; ted. das Tameerk ver- 
wickelt sich beim Aufschiessen. 

Nello apagnuolo à pure il significato di raccogliere la vela. 

— all'olandese, dar le volte a spirale sullo atosso piano, cominciando 
dal centro, dove si pone la cima del cavo. 



,vGoosle 



ADU-AEG 77 

Adugliare alla ffuacaresca (spagn.), dar le volte obluughe, 

— por igual (apagn.), far le volte tutte della stessa grandezza, 
Adugliato, part, pass., da Adugliare. 

Spagn. adujado. 
Adugliatura, s. f., l'atto dell'adugliare, o l'effetto. 
Adulls, la moderna Zula, eul golfo omonimo; fu il più grande em- 
porio dell'Etiopia, Cosma, nel eecolo VI, vi scopri due iscri;tioni : 
l'una si riferisce a Tolomeo Evergete, l'altra a un re d'Etiopia 
del secolo ii d. C. — Fra gli eruditi, le iscrizioni sono conosciute 
col nome di marmo adtdiano. 

Adulis fu detta anche porto di Axum, metropoli dell'Etiopia, 
della quale fu un tempo l'emporio. 
Aduna, a. m., fiume che si getta nel golfo di Guascogna, e alla foce 

del ^uale è un faro. 
Adustione, s. f., disseccamento per privazione di umore. 

Fr. admtlon; ingl. aduation; ted. Brennbca-keil. 
Adveriere proram, girare la prora. 

Acius advertunt proras, urbique propinqiiant. 

ViEQiLio, Am., Vili, lUl. 
Aeaea, isola di Circe, oggi promontorio Cìrcello, poi clie l'isola fu 
congiunta a terra forma. Vedi il CìrceUo dell'Aleardi. 

Quest' Jeaea è comunemente scambiata con Aea (gr. aXa), città 
della Colchide. Vedi la mia Marina in Omero, pag. 340. 
Gr. aialrj. 
Aedes Uirum permarinum, tempio votato da Lucio Emilio Rogillo 
per la vittoria navale di Slda (Asia minore meridionale, nell'an- 
tica Panfilia sol golfo di Adatia), nel 190 a. C, contro lo stolo 
di Antioco. Il tempio fu dedicata o consacrato da Marco Emilio 
Lepido aUorché era censore, nel 179 a. C. Vedi Pennarlnus. 
Aedlficare, v. a., navem vel classem, costringere il navìglio o 1a 

nave (CeSABB, B. G., Ili, 19; ClOBRONB, Att., 9, 13). 
Aega, crostaceo isopodo, parassita dei pesci. 

— Genov. alga. Vedi Alga. 
Aegeum (mare). Vedi Egeo. 
AegUium. Vedi GjgUa 
A^1na.VedÌ Egina. 

Aegium, città d'Acaia sul golfo di Corinto; appartenne al regno 
di Agamennone. Si favoleggiava che Giove in essa fosse stato al- 
lattato da una capra. 



,vGoosle 



7S A£&-AEB 

Aegospotamo, Same della capra, oggi Indijé-lìmen, si gitta nel- 
l'Ellesponto a 15 stadi (m. 1200) da Sesto nel Chersoneao tracio, 
oggi penisoletta di Gallipoli. 

In questo fiume gli Ateniesi, condotti da Conone, persero tntta 
le navi, meno dodici che poterono fuggire, perché presi imprepa- 
rati alla foce del fiume da Lisandro , comandante lo stola degli 
Spartani, ai primi di settembre del 405 a. G. 
Qt. aiyòs Jioiof^g. 

Aegua (genov.), acqua. 

A^usa. Vedi Favlgnana. 

Aelana, l'antica Elath od Eia, in fondo al golfo elanitico ove erano 
gli arsenali di Salomone, quando con i Fenici stabili delle linee di 
navigazione per l'India. Eia oggi dicesi Alla, Ila, Akaba-bale. 

Aenarla.YedÌ Ischia. 

Aengu, 8. m., (genov.). Vedi Aringa. 

Aenha, s. f., (genov,). Vedi Arena. 

Aeoln, 3. m., (genov.), arena minutissima. 

AeoIuB. Vedi Eola 

Aequipararei bas. lat. 

H. Jal & derivare questa parola da EsqvÀf (schifo) e parare, 
e cita questo esempio da una carta di Filippo Augusto del 1223: 
< Kulla navis de tota Normannia , praeterquam de Bothomago 
(Ronen), poterit aequiparare ad Hibemiam (sic), excepts una sola 
cui semel in anno da Gaesaris burgo (Cherbourg) licitum erit 



Aequatls procedere velia, camminare col vento in fil di ruota, per 
il che le antenne non piegano né a destra né a sinistra (YlBU., 
Am., IV, G07). 

Aequar, oris (lat,), aria, pianura, mare. 

Ae<2Uoreu3, add. marittimo. 

Port, equorei campi, il mare. 

Aerare, dare aria, mutar l'aria dì un ambiente, e cosi degli am- 
bienti delle navi. 

Fr. aérer; ingl, to air; ted. Luft machen, lilften. 

Aerata navis. Alcuni spiegano: navi col rostro; il Preund: vai»- 
seaux à prue d'airain; il Vit: Quando si dice aerala prora (so 
pure prora non ò presa come parte del tutto) possiamo ammettere 
che s'intenda di nave rostrata. Ma allorché si dice poppa per nave, 
o assolutamente nave, e particolarmente in prosa, mi pare che si 



,vGoosle 



AER 7d 

debba intendere del riTestimento di rame che si faceva per im- 
pedire l'azione malefica dei silotrogi, e gaarentire dall'azione del- 
l'acqua stessa la nave. 

■ Nevio in Varrone (D. L. L., VII, 2, 85) : « Noa ferre qneant 
ratem aeratam qui per liquidum mare - sadantes eunt atqne ser 
dentea >. 

Non mi sembra probabile che nno scrittore militare di prosa 
uai la parola aerata (come Cesare, B. C, II, 2, 3) nel significato 
poetico, mentre vi era il nome proprio tecnico: roatraia, se pure 
anche nei poeti non si debba prendere nel 3Ìg;nificab> proprio, come 
Vatralae naves di Obazio, Ode II, 16, 21; o l'aerata triremis. 
Ode III, 1, 39; l'aerata navia di Virgilio, Aen., Vili, 675; 
Stazio, Tebaide, V, 335: aerata prora, aerata nams. 
Aerbo. S. m., albero. 
Aere, s. m., latinismo poetioo, per Aria. 

* In aere piacari, far castelli in aria > . Flaoto. 
Aeremoto, s. m., commozione grande dell'atmosfera. 
Aereo, add, di Aria, attinente all'aria. 
Aerìfero, add., che porta o contiene aria. 
Aerificazionei a. f., l'atto di cambiare l'aria con altre sostanze, 

o lo stato di contenere aria. 
Aerlfinme, add., che h. la forma a la apparenza dell'aria. 

Pr. aeriforme; ingl. aeriform; ted. luflartig, lufìftirmig. 
Aerò, isola danese nel piccolo Belt. 

Aerodinamica, s. f., la scienza che tratta dell'aria e dei gas sotto 
l'azione della forza e dei loro meccanici edòtti. 

Fr. aérodynamiqtte; ingl. aerodynamic; ted, ASrodynamik. 
Aerodinamico, add,, pertinente alla forza dell'aria in moto. 

Fr. aérodynamiqve; ingl. aerodynamic; ted, aerodynamitch. 
Aeroforo, add,, che porta aria. 

Fr. aérophùre; ingl. aérophore; ted. Aerophor. 
Aeroidrodlnamlco, add., l'azione con forza mista d'aria e d'acqua. 

Fr. aérohydrodynamiqtie; ingl. aerohydrodynamic. 
Aerc^rafia, s. f., la descrizione deU'arìa o atmosfera. Vedi. 

Fr. aèrographie; ingl. aerography; ted. Luftbeschreibung. 
Aerolibrante, macchina per imitare il volo degli uccelli ; ordinaria- 
mente si compone di un'asta alla quale è adattata un propulsore 
ad elice e due ali. 
Fr. s ingl. aeroplane; ingl. aeroplane; ted. Flugmaschine. 



,vGoosle 



80 AER 

Aerolite, pietra o massa metallica che cadendo sulla terra, forse 
come frammento di qualche astro, per la grande velocità s'incende 
o cosi apparisce qual meteora luminosa; si dice anche meteorite o 
pietra meteorica. Vedi Bolide, Biella cadente o filante, 
Fr. aerolite; ingl. aerolite; ted. Meteor. 

Origine : 1° che abbiano provenienza dalla luna : opinione soste- 
nuta da M. Lawrence Smith. 

2o Forse semplici asteroidi che girano intorno al sole. 
3° Materie delle comete, per qualsiasi causa sinora ignota, che 
vengano condensandosi. 

4° Di materie che si coagulino , per forza di elettricità , nella 
stessa atmosfera. 
5" Che siano frammenti di astri che si frantumano. 
Aerolitdco, pertinente agli aeroliti. 
Aerolitologla, scienza degli aeroliti. 
Aerologia, s. f., la parte della fisica che tratta dell'atmosfera. 

Fr. aerologie; ingl. aerology; ted. Lìtfìléhre, Pneumostatik. 
Aerologico, pertinente all'aerologia. 
Aerologista, chi è versato nell'aerologìa. 

Fr. aérologue; ingl. aerologiat; ted. Aerolog, Luftkuìtdiger. 
Aerometria, s. f., la scienza del misurar l'aria e la sua pressione, 
elasticità, rarefazione e condensazione. 

Fr. aéroinetrie; ingl. aerometry; ted. Le/tre von der Luftmessung. 
Aerometrlco, add., pertinente all'aerometria. 

Fr. aérométrique; ingl. acrometric; ted. sur Liiflmessung ge- 
fiOrig. 
Aerometro, s. m., strumento per accertare il peso e la densità del- 
l'aria e dei gas. 

Fr. aéromètre; ingL aerometer; ted. Aerometer, Luftdichtigkeils- 
tiieaser. 
Aeronauta, navigante dell'aria con pallone od altro mezzo. 

Fr. aeronauta; ingl, aeronaut; ted. Luftschiffer, 
Aeronautica, la scienza e l'arte che insegna a sostenersi in aria 
e a dirìgere il mezzo di sostegno qualunque siasi. 

Fr. aéronauliqiie; ingl. aeronautica; ted, AeronauHk, Luftschif- 
fa/irt. 
Aeronautico, add., pertinente all'aeronautica. 

Fr. aéronauti'itie; ingl. aeronautic; ted, zur Lufìsdnffahrt ge- 
htìrig. 



,vGoosle 



ABB 81 

Aero-nave, ti Xadar, che fece col pallone Gigante il viaggio aereo 
da Parigi a Neuburg nell' Annover , si propose di costruire una 
nuova macchina per navigare nell'aria, che denominò Aeronave, 
rimasta allo stato di progetto. 
— dirigibile. All'Arena di Milano ebbero luogo gli esperimenti di 
una aero-nave dirigibile, inventata dal prof. Giampietro dell'Uni- 
versità di Pavia. 

L'aero-nave, frenata da nna corda di 150 metri di lungheeza, 
è di forma cilindrica al centro, ed alle estremità è terminata a coni 
sferici, presentando la forma di un siluro; essa è lunga 16 metri; 
nella parte superiore à tre alberi con vele; à munita dì un timone 
ed à ai fianchi altra vele sporgenti a mo' di pinne, che devono 
servire a regolare l'ascesa e discesa, senza bisogno di ricorrere 
all'uso della zavorra. 

Ai capì estremi dell'a ero-nave sono due eliche per la traslazione 
e le manovre atte ad imprimere una direzione all'aerostato. 

L'aero-nave è fatta di cambric e tela inglese verniciata a base 
di collodio per renderla impermeabile; essa, che non è costruita 
che per una semplice esperienza di studio, pesa 30 chilogrammi. 
L'innalzamento è ottenuto per mezzo del gas comune. 

In questo primo esperimento fu rilevato che ò necessario mo- 
dificare il motore attuale a movimento d'orologerìa, col sussidio 
di uno ad elettricità, e cambiare l'armatura di bacchette di canna 
d'India, suscettibUi facilmente di rottura, con tubi d'acciaio che 
presentano maggior resistenza. 

L'aero-nave, allorché sarà possibile fobbrioarla, avrà 50 metri 
di lunghezza ed un peso totale di 3000 chilogrammi, compresi i 
tre aeronauti che la monteranno e l'intelaiatura d'alluminio che 
drconda l'aerostato. 

Esso differisce molto da quelli finora progettati e costruiti; il 
principale requisito di questo aero-nave si ò quello d'ottenere, a 
parità di volume, una superficie minima dell'involucro. 

La spesa della costruzione è presunta in L. 80,000. 
Aeroscopla, l'osservazione dello stato e delle variazioni dell'atmo- 
sfera. 

Fr. aéroscopie; ingl. aeroscopy; ted. Luf&eiAachivmg. 
Aeroscopo, s. m., apparato per raccogliere dall'aria germi, spore, 
batteri. 

Fr. aéroscope; ingl. aeroscope; ted. Aeroakop. 

Couzxhd, Focoi. tuutieo. 6 



,vGoosle 



82 AEB. 

Aerosfèra, l'atmosfera. 

Fr. aérosphèrt; ingl, aerosphere; ted. Atmosphere, Lufl, 
Aeroslderito, massa di ferro meteorico. 

Fr. aèrotideriie; ingl. aerosiderìte. Uaaca al Sachs. 
Aerostatica, la scienza ohe tratta dell'equilibrio dei fluidi elastici, 
o quello dei corpi sostenuti in essi, e quindi comprende l'aero- 
nautica. 

Fr. aérostatique; spagn. e port, aerostatica; ingl. aeroslaltcs; 
ted. Aeoroftat&c, Luftschiffahrtskande. 
AerostatmiO, s. m., strumento detto anche barotennometro, inven- 
tato dall'artista Carpi nel 1765. 
Aerostato^ a. m., un pallone, come chi va su di esso aero»tata. 
Fr. aerostat; spagu. e port, aerostato; ingl. aerostai; ted. Luft- 
ballon. 
— si compone di un 2>allone fatto di una sottile e resistente stoffa 
di seta o d'altro, talvolta ricoperta da una pellicola di gomma 
o da una vernice ad olio di Uno. Il pallone si riempie di un gas 
assai più leggero dell'aria. 

Gli aerostati ad aria calda si chiamano comunemente montgol- 
flere. 

La forma, oggi più comune, è a pera con la parte ristretta in 
basso ; il volume varia da 600 a 3,000 m. e. 

Il pallone è fornito in alto di una valvola che dalla navicella 
si può aprire per mezzo di un cordino, per lasciar uscire la quan- 
tità di gas che si voglia. 

È pure fornito di una corda-guida (guide-rope) di metri 100 
a L30, che si strascica sul suolo e serve di £reno; di un'ancora; 
di sacchi di zavorra attaccati sotto la navicella. 

Archita di Taranto, tra il 410 e il 360 a. 0., fabbricò una co- 
lomba che volava. 

Jm Scaligero (1484-1358) supponeva che la oobmba di Archita 
fosse formata di una pelle da battiloro , ben gonfia ( ExercU. , 
pag. 326). 

Si narra che verso la fine del secolo xv, l' insigne matematico 
Giovan Battista Danti, perugino, &bbricaase un congegno per vo- 
lare; e difatti si alza a volo, ma rottosi Ìl ferro di una delle ali, 
cadde sopra un tetto e si ruppe ana gamba. 

Altri italiani ancora tentarono di fer progredire l'areonautica, 
onde Lorenzo Lancetti, nel suo poema \ Areosìiaàét, scrisse: 



,vGoosle 



Un Laoiurdo da Tinol. mi Pier UarttUl, 
Vn LncUno plb di quwtl utino, 
Un Gallien tteeto ad un Borelli, 
Un Luu jniln, daUa natun udjm, 
E Baso tanU ike gli a«iilU « balU 
Arcui rintruclir, che la non dJ». 

Uaeohine e n«Tl par sul l'aer B'Mqniati. 

Ne) 1S70, Francesco Lana, gesuita, dette la desorizione d'una 
barca volante per opera di quattro sfere metalliche, nelle quali 
bì faceva il vuoto {Magisterium ntOurae et arile; Brescia, 1670). 

Nel 1700 l'abb. Barthélemy Lauren^o presentò a Giovanni re 
di Portogallo il progetto di una macchina per salire nell'aria e 
far 200 leghe al giorno, valendosi dell'azione del vento e delle 
propriotÀ elettriche dell'ambra. 

Nel 1736, il portoghese Gnsman, fisico, alla presenza di re 
Giovanni di Portogallo s'innalzò in un paniere dì vinchi ricoperto 
di carta; urtandosi nella cornice dì nn tetto, la macchina s'apri 
cadendo tuttavia dolcemente, si che l'aeronauta non si fece alcun 
male. Stava per tantare un'altra prova, quando l'Inquisizione lo 
fece arrestare come stregone. 

Nel 1751, Francesco d'Àlmeida pubblicò tm trattato: L'arte 
del volare. 

Nel 1755, il P. Giuseppe Gagliano, domenicano, nel suo libro: 
L'arte di navigare nell'aria, propose di costruire un pallone » dì 
buona tela incerata, impecciata, ben contornato dì corde e ripieno 
di nn'aria più leggiera della comune > . 

Tutte queste speculazioni di scrittori italiani, benché da essi 
non ridotte alla pratica (osserva U Tiraboschi, da cui ò desunto 
le sopra allegate notizie), non poco hnao giovato a rendere ai nostri 
giorni eseguibile la navigazione per aria. Vedi Frako. Hbnbioh, 
I fondamenti teorico-pratici dell'arte aeroitattia; Firenze, 1789, 

Nel 1781, uno esperimento simile veniva &tto a Londra da 
Tiberio Cavallo con un pallone di tre o quattro piedi di diametro, 
e primo adoperò l'idrogeno per empire il pallone. 

Nel 1757, nn domenicano di Avignone, Cavendish, scopri che 
l'idrogeno pesava molto meno dell'aria. 

Montgolfier fece la prima ascensione ad Ànnonay Q 5 giugno 
del 1783, con pallone di seta ricoperto di carta, di 800 m. e, ad 
aria rare&tta. 



,vGòosle 



84 A^B 

n primo pallone a gas idrogeno fu innalzato a Parigi, al Campo 
di Marte, il 27 agosto 1783; fu di seta con vernice impermea- 
bile, e di 4 m. di diametro. 

Poco dopo, il Montgolfier chiamato a Parigi, coetrul un pallone 
di 14 m. di diametro a 2,000 m. e. di aria rarefatta; si alzò a 
grande altezza, e poi scese a 1,700 m, distante dal luogo ov'erasi 
innalzato. 

Quindi si moltiplicarono le esperienze, e nel 1794 si adotta- 
rono per l'esercito. 

Infine, gli aerostati allungati, fusiformi, di M. Olf&rd e dei 
MKf. Tissandier, il primo nel 1852 e il secondo nel 1881, dirigibili 
a vela e ad elìca; simili nella figura a quello dei signori Eabs 
e Renard, 1884, più sottili a prua che a poppa, e ad elìca. 

E l'aerostato Dupuy da Lame, in forma di paracadute, 1872. 
Aerostatiche (egperienze); li. M., 90, IV, 131. Nel 1890 il signor 
Serpette, tenente di vascello, esperimento un piccolo paUone di 
300 m. e. di gas idrogeno, capace di quattro uomini ed appareccliì 
di osservazione e fotografia, e 1200 m, di cavo di fib d'acciaio 
leggero e fortissimo. Rìmorcliiato dal vascello San Luigi, parti 
da Tolone alle 7 giungendo alle 9 nella rada delle HyAres. Du- 
rante la navigazione, M. Serpette ed altri ufficiali fecero parec- 
chie ascensioni dai 200 ai 300 metri, e comunicavano le loro os- 
servazioni a bordo per mezzo di un filo telefonico avvolto al cavo. 
A mezza strada, fatto mollare il cavo, si alzò sino a 1800 metri. 
Dopo essersi mantenuto per qualche tempo a quell'altezza, discese 
lentamente in mare, e fu. raccolto àaìì! Audadvex senza che la na- 
vicella toccasse l'acqua. Il pallone, riportato nel San Lvigi, fu 
sgonfiato e collocato nella sua navicella. 

C'è probabihtà di riescire a sistemare nelle corazzate dei ser- 
batoi d'idrogeno in tabi di lamierino. 

Le esperienze fatte in Oermania non davano utili risultati, sino 
allora; anche in Inghilterra le prove non riuscirono (1891). 

Non credo inutile far conoscere quanto la Francia à &tto ri- 
spstto all'aeronautica pel servizio militare dal 1870 in qua. 

• La guerra del 1870, scrìvono i signori del Dictiannaire mi- 
lilaire (Aéroalatùii), foco di nuovo nascere l'idea di valersi degli 
aerostati per ristabilire la comunicazione tra le nostre fori«zzfi as- 
sediate e l'interno del paese. A Metz adoperarono palloni lìberi 
che portavano pacchi di dispacci, i quali venivano deposti all'uf- 



,vGoosle 



AER 86 

ficio postale più vicino at laogo di discesa, quando qaest.0 era su 
territorio amico, ma si ottennero risaltati di poco conto. A Parigi 
se US costruirono, durante l'assedio, di 1200 e 2000 m. e, a gas 
luce; portavano due o tre passeggeri, dispacci ridotti al peso mi- 
nimo da riduzione fotografica, su carta di seta, e infine dei pic- 
cioni viaggiatori. Dal 23 settembre al 28 gennaio (1871) furono 
alzati 64 palloni ; casi portarono circa due milioni e 900 mila let- 
tere di un peso di 10,000 dùlogrammi, e 358 piccioni, de' quali 
solo 56 tornarono nella città assediata. Dei 64 palloni, dne peri- 
rono in mare, diciannove caddero nelle mani del nemico, da dodid 
dei quali gli aeronauti poterono fuggire. Il pallone Città cC Orléans, 
partito il 24 novembre alle 11 pom., cadde presso Orìstiania il 25, 
avendo percorso 900 chilometri in meno di 15 ore. 

< Dopo questi avvenimenti si pensò di stabilire, in tempo di 
pace, il servino degli aerostati. Sebbene in tutti i paesi siaosi 
fatti degli studi, tattavia la Francia k superato tutti, grazie 
all'opera dei signori comandanti Renard e Krebs. A Ueudon fu 
istituita la prima officina che divenne la centrale per apprestare 
il materiale aerostatico in servigio dell'esercito. L'officina è diretta 
da ufficiali del 0enio, ed a questo appartengono pure i soldati 
che vi lavorano. 

• Vennero creati aerostati di campagna, che somministrano agli 
eserciti in azione osservatori di un valore non dubbio. 

• Aerostati da fortezza, che non solamente permettono di sta- 
bilire degli osservatori, ma pure un mezzo di comunicazione col 
di fuori. 

■ Infine si cercò di risolvere il problema della direzione dei pal- 
loni, problema ritenuto per molto tempo insolubile. 

< Oli aerostati frenati (captives) da campagna comprendalo, 
oltre il pallone e i suoi accessori portati sovra un carro d'attrezzi; 
10 una varroccbia o burbera (voiture-treuU) , a cui è fissata una 
corda di 500 m., che tiene il pallone, e può avvolgersi o svolgersi 
da nn cilindro mosso da una macchina a vapore; 2^ gli arnesi 
per gonfiare celeremente il pallone. 

• I palloni di 10 m. di diametro inno la capacità di m. e. 640. 

• Per evitare colpi di granate S. (Shrapnà) conviene muovere 
spesso il paUone e, meglio, tenersi fuori del tiro dell'artiglierìa 
nemica. 

< Po risoluto il problema di dare al paUone la stabilità, coma 



,vGoosle 



86 AEErAPF 

ordigni di propulsione e di manovra, non resta che a comanìoargll 
una celerità sufficiente. L'aerostato infatti, manteanto in equili- 
brio nell'aria, si muove con essa come un naviglio portato dalla 
corrente; se la sua propria velocità supposta in senso contrario 
di quella dell'aria è maggiore, esso può progredire nonostante la 
corrente aerea; se essa la eguaglia, resterà fermo; se è minore, 
esso si muoverà nello stesso senso dell'aria, ma con una celerità 
eguale alla differenza tra quella dell'aria e la propria. In questi 
due aitimi casi tuttavia, esso può progredire prendendo una di- 
rezione obliqua rispetto a quella del movimento della massa atmo- 
sferica. Dalle osservazioni meteorologiche fatte a Meadon risalta 
che 815 volte su 1000 il vento à una velocità inferiore a 12'°, 50 
per secondo ; quindi se avremo un aerostato atto a sviluppar tale 
velocità, noi potremo manovrare in tutti i sensi, in media, otto 
giorni su dieci. Il signor Renard cosi à posto il problema, la cn! 
soluzione é senza dubbio vicina • . 

Aerovapore, macchina mista d'aria e vapore, 
Fr. aérovapeur; ingL aerotteam. 

Aesc (anglo-aassone), naviglio rapido, il cui nome gli Anglo-sassoni 
facevano corrispondere al greco Dromone. 

Aestuaiium, s. n. Vedi Estuarlo. 

Aetalla (dal gr. al9dXt}, nero di fumo; dai Latini Bva), l'isola che 
oggi chiamiamo Elba. Il nome greco l'ebbe in grazia delle cave 
e delle officine del ferro. 

Fu tenuta dagli Etruschi, poi per breve tempo dai Siracusani 
ed infine dai Romani. 

Afelio, a. m. , dal gr. ànò ed ^Xtog = sole, opposto di Perièlio, il 
punto di un pianeta o di una cometa più lontano dal sole, dove 
il movimento angolare è piCt lento, essendo una estremità del 
grande asse di un'orbita dei corpi suddetti. Vedi Perielio. 

Pr. aphétie; sp. afelio; port, aphelio; ingl. aptìelion; ted. Ap?ie- 
liam, Sonnenferm. 

Afellan, nome della più bella stella dei Gemelli. 

Aféta o Apbeta, città e porto del seno o baia Pagasea in Tessaglia, 
ove stazionò l'armata di Serse finché Leonida resse alte Termopili 
e il naviglio dei Greci se no stette all'Artemisio. 
Afeta corrisponde al moderno golfo di Volo. 

Affolla (genov.), dal fr. affaler. Vale più comunemente: lasciare un 
certo lasco alla fune, senza mollarla. Vedi Mollare e Filare. 



,vGoosle 



APF 87 

into, B, m., I'eifetto dell'affiumare. 
Affannare, detto della nave che per troppo carico barcolk (mila). 
Lat. angere; gc. Àvntlv, 

• Per troppo carico U barcollare (ruUlo) diminaùce, quindi il 
guado, percké l'acqna rompe e sale a bordo t . Saltati. 

• Stentare pai carico aoverchio > . GooLiELinxm. 

Non si affimnino di carico per lo quale af&nnamento di quelle 

nari, molti già perirono (Breve ord. mar. pis., § 73). 
Affannato, part. pass, e add, da Affimnare ; e similmente: 



Afibticare, v. att., dices! del navìglio agitato dal mare mosso, e 

forte beccheggiando, pare che rialzi a fatica la prua dall'acqua. 

Fr, travailler, bourìinguer; ap. tr<^)ajar, fatigar; port, laborer; 

lat. agitare, vexare; gr. noveTv; ingl. (o laborer; ted. schwer ar- 

beiten, roUen. 

— US naviglio ai a&tica quando le murate lasciano il loro a per- 
pendicelo, quando le tavole cadono, le volte si slegano, il che av- 
viene se esso è mal costruito, mal fondato o troppo vecchio. 

In significato simile: 

Lo miggiar corno delli flinuns utliia 
Camlusib t sroUanl marmonnda 
Por «ome qa«ll> cbo II Tento «httsi. 

D4«i. W., XXVL B5. 

— una nave si a&tica all'ancora con mare grosso * per cortezza di 
ormeggio, per non adatta diatrìbnzioue di pesi, per cattivo stì- 
vamento *, Un albero, * se travagliato dal vento, gioca per im- 
bando di manovre, o per rilassatezza di scassa, in cui non bene 
inseppi il mastio. Una manovra quando sì tesa e si lasca alter- 
namente » . Salvati. 

Af&tlcato, add, e part. pass, di Afhticare. 

Affennare o confermare la bandiera, v. a., è tirare on colpo di 
cannone nell'atto che s'inalbera, H che vuol dire ohe si attesta 
essere quella la bandiera nazionale del naviglio, non altra simu- 
lata. Quando cosi si confermasse una bandiera non propria, si re- 
puterebbe atto di fellonia. 

Fr, assurer, appuyer son pavilion; ingh to fire a gun under a 
ship's proper colours; ted. die Richtigkeit der Flagge b 



,vGoosle 



88 APF 

Alferare una nave con l'altra (basso latino). 

AfTerrare, v. a., anticamente con gli arpagoni, le mani di ferro, 
col corvo di Duilio. Posteriormente con ì rizzoni, le catene, le ma- 
nette. — Per mezzo del corvo si afferrava a fine di passare per 
ease nella nave nemica ; cogli altri strumenti si fermava la nave 
nemica perete non sfaggìase all'arrembaggio. 

Pr. aaÌKÌr; spagn. e port, aferrar; lat. appreheiidere ; gr. xaia- 
futpnietv; ìngl. lo l€ike, to catch; ted. mit Gewalt ergreifen, feat 
Iialten. 

— dicesi anche delle navi che prendono il porto o approdano, sia 
dal gittare il ferro ossia l'ancora, sia dal prendere la riva. 

Fr. s'amarrer au port; lat. appeUere; gr. iiQoaoQul^ew. 
« Né prima si accorsero sé avere all'isola di Bodi aflèrrato, 
che >..... (BOOOAOOIO, Nov. 41, 20). 

— nello spagnaolo Talse anche: raccogliere la vela alla verga per 
mezzo degli imbrogli, in guisa che non prenda vento, e qnesto 
non possa apiegarla. 

— dìcesi anche di una bandiera, di una tenda o di altra tela, per 
piegarla e raccoglierla, 

— aUa spagnola, è l'assoggettare al rispettivo albero la porzione 
di vela di una gabbia che resta appesa nel centro o croce, dopo 
afferrata la corrispondente a la verga in un e altro braccio di essa. 

— a la olandese, è raccogliere aopra la verga e nel suo mezzo la 
porzione di vela che debba restare appesa, e formare di essa una 
specie di cartoccio bene stretto che si fissa con i cavi corrispon- 
denti. 

— con cainiseta (spagn.), è formare un rotolo con la porzione di vela 
che nell'oferrore alla spagnuola si assoggetta al calcese dell'al- 
bero, assicurandolo con volte di cavo e coprendolo con la camiseta. 

— gomena per afferrare. Vedi Ancora. 

Afferrarsi * Costigando (costeggiando) per aferarsi a la ponta del 
Castel Belvedere » . (San., II, 1237), cioè per ancorarsi. 

— attaccarsi all'ancora o ad altro. 

Afièrrator^ a. m., cosi era chiamato nel secolo xiv chi nel momento 
dell'abbordo lanciava il grappino por afierrare la nave nemica. 

Affiatamento, s. m., l'atto o l'effetto dell'afGatarsi. 
Ted. Vertrautwerden, Vertrautheit. 

Affiatar^ v. n. p., cominciar a prendere con alcnno dimestichezza. 
EiGumn. 



,vGoosle 



AFF 89 

Ed anche qualche cosa più, h l'amicarsi, detto di gioTani e di 
soldati, cioè il contrarre amicizia cosi forte, che porti i compagni 
ad esporre la vita propria per quella dell'amico. 

Fr. fratemiter; apagn. e port, fratemisar; ingL io fraternize; 
ted, vertrautvierden, wich gewOhnen an jemanden. 
Afflatalo, part. pass, e add., da Affiatare. 

Affidavit (1') era la dichiarazione sa ginramento nell'amministrazione 
delle dogane, lazzaretti, ecc., soatitnita oggi dalle dichiarazioni 
degli ufficiali navali. 
Affilamento, s. m., l'affilare, l'effetto dell'affilare. 
Affilare, v. a., mettere in £la le navi. — Genov. afpà. 

Fr. affller; spagn. affilar; port, afilar; lat. in serlem disponere; 
gt. oTo»x'?f>; iogl- to range, to put in order on flies; ted. tch&rfen, 
scJdeifen. 

— dare il taglio agli arnesi da taglio. 

Fr. affuter; sp. e port, aftlar; lat. aaiere; gr, olévatv; ingl. to 
sharpen. 
Affilato, part. pass, e add., da Affilare; esercito, o squadra, o ar- 
mata aE&lata, disposta a fila, come allineata, posta a linee. 
Affinamento, effetto dell'affinare. Vedi Acciaio. 
Affinare, t. a., del rìdorre a perfezione checchessia, qualunque og- 
getto, qualunque parte dì macchina o di arme. 

Fr. affinar; sp. feneaer; port, afinar; lat. perficere; gr. ie^ei(j(d; 
ingl, to refine; ted. fetn machen. 

— del tempo, il tempo affina quando da nuvoloso diviene bello, 

— di canapa, che si purghi mediante la gramnla o la macinila. 

Fr. macqtier; spagn. machacar; port, gramar, ma^r, malhar; 
ingl. lo hitchel; ted. Fioche feinhecheln, 

— i metalli, purifioarli. Vedi Acciaio. 
Affinato, part. pass, e add., da Affinare. 

Afflnatfrio, a. m., termine dei fonditori per catino, conca o altri vasi. 
Fr. atorte de cretaet; ingl. refining- furnace; ted, Treibherd, 
SchmeUofm. 
Affissi, attrezzi fissi, per quanto sembra, per esempio il timone. 
€ Che sia conservato fedelmente il vascello sequestrato con afiasi 
e corredo » {Ricordi e Doc Vespro, pag, 222). 

• Ipso Adamutio al presento ey in ordine per andare co' suoi 
affissi, ormige et cose necessarie per recuperatione de dicto na- 
vilio > (Caubra, Mem. tt. dipi., I, 644). 



,vGoosle 



90 AFF 

Affocare, dar fuoco, incendiare. — GFenov. affoga. 

Affocato, part, pass, e add., anche nel significato di ai:Jendente. 

Affogamento, s. ql, l'effetto dell' afTogare. 

Fr, ìioyer; ap. ahogar; port, affogar; lat. suffocate; gr. àyxa, 

xata nonl^Oftai; ingl. to lay; ted. das Ertrinken. 
Affogare, V. a. e intr., uccidere altrui col chiudergli la respiraziane; 

ma più comunemente s'intende dell'ao^ua. Crusca. 

— dicesi di nna nave qnando si sommerge al disopra della sua linea 
d'acqua, data da un giusto carico. 

Si dice che nn naviglio affoga, quando il suo forte o il suo pi& 
gran piano va sotto acqua pel troppo carico, o per difetto di 
costruzione. 

Si dice che la batteria è aflbgata quando questa, per le dette 
ragioni, viene portata cod bassa, ohe bisogna chiudere i portelli 
acciò che non vi entri l'acqua, per poco che sbandi. 

Un tempo si diceva anche aSbgar nn naviglio che in un porto, 
ad alta marea, si £iceva empiere d'acqua per liberarlo dagli in- 
setti e dai topi, operazione sostituita oggi dal vapore. 

n Quglielmotti h cita anche in quest'altro significato : di vela, 
per togliere o perdere il fiato e il vento, come avviene quando 
s'imbroglia e serra. 

— è anche sinonimo di abboccare. Vedi Abboccare. 

— la terra, 

Fr. noyer la terre; ingl. to lay the land; ted. das Land aus dem 
Geeichle verlieren. 
Affogarsi, v. n. ; gli Spagnuoli dicono di un naviglio che navigando 
beccheggia eccessivamente, per avere troppa vela o per altra causa, 
e penetra per la prua molta acqua nella nave. 

— del sommergersi di qualsiasi oggetto, sino ad ocoultarai. 

Fr. embraaer; lat, ineendere; gr, xala iia-nvQÓa; ingl. (o make 
red-hot; ted. glilhend maehen, amUnden, 

Affiliato, part, pass., add. e in forza di sostantivo, persona affogata. 

Affusatolo, s. m., luogo ove uno può facilmente affogare. 

Affogatura, s. f., l'eiFetto dell'aflTogare. 

Affollare, francesismo da rigettarsi. Vedi Addossare, Serrare, Mol- 
lare. — L'Alberti lo cita definendo la voce cosi: essere afibllato 
sulla costa, vale essere tirato dal vento o dalla corrente alla volta 
di terra senza poter bordeggiare, essere serrato alla spiaggia senza 
potersi tirare al largo. 



,vGoosle 



AFF 91 

^ 3. m., l'aSbadare. 
Affondare^ v. a., colare a fendo, sommergere <ma nave od altro. 
Fr. couler à fond, couier baa (fr. ant aff'ondrer) ; sp. afìmdar; 
port, afiindar; Ut. stibmergere; gr. xatanoptt^o} ; ingl. to sink; 
ted. auf den Orund Mnfcen, fn d«n Grand bohren. 

— in più modi la nave pnò affondare: abboccando, tirata sotto per 
il mare che si riversi sul bordo; per acommettitora dei commenti, 
si che l'acqoa inondando per le falle la nave, qnesta aia tratta 
al fondo; per acqua che penetri da fenditnra procacciata nella 
opera viva da collisione o colpo di aprone, da incendio, da scoppio 
di caldaia o di santabarbera, per investire sogli acogli e altrimenti. 

— la sommersione avviene in diversi modi: affondar per occhio, 
diceai di nave che, oppressa da ingenti cavalloni a prora e im- 
pedita dagli ormeggi, non pnò più rialzare il davanti, e va a capo 
fitto affondando. 

— sotto «rfa, di nave di poca stabilità, che tenendo aperte molte 
vale, avviene che abbocchi e coli a fondo, 

— andare a pitxo. Vedi Andare a picco. 

— all'ancora. Vedi Ancorai Manovre. 
Affondarsi, per ormeggiarsi. Vedi Ancora. 
Afiòndato, part. pass, e add., da Affondare. 

Afibndat(rio. s. m. ; vedi Ancora (manovra dell'). Vedi Scattatolo, 

Balestra, Scoccatelo. 
Affondatore, v. m., chi o che affonda. 

— nave corazzata costruita in Inghilterra, concetto del Sunt-Bon. 

— a. f-, l'effètto dell'affondare. 
Afibndo, B. m., profondità, profondo. 

Lat. profandum; gr. fia&is. 

— add., affondato, fondo, profondo. 

Ted. Uef, bis ziim Gritnds gèhend. 

— cioè a fondo, in fondo, nel fondo. 

Afforcare, v. a. — Genov. afforca. Vedi Ancora (manovra dell'). 

— aUa vela. Vedi Vela. 

AfibrcarsI, v. rìfl. Vedi AnoMS (manovra dell'), 
Affiircato, part. pass, e add., da Afforcare. 
Atforcatnra, a. f., l'effetto dell'afforcare. 
Affomellare, corruzione di Affi«neUare. 

Affbscarsi, del tempo quando comincia a divenir nero per l'acca- 
mularsi delle nubi. 



,vGoosle 



92 APP 

Tr. offmqiter; spagn. afasearte; port, ojfutaar; lat. dbuvabran; 
gr. avaxotd^eip; iugl. to offuscate; ted. dtmkel werden, 
AfErancare, t. a., par liberare i prigionieri, licenziare te recinte, 
rimandare i lavoratori presi a forza. 

Pr. délivrer; spagn. libertar; port, livrar; lat. e;xdmere altquem 
in Ubertatem; gr. djioXia; ingl. deUver to free; ted. befreien, frei- 
Uusen. 

— la nave, o porre la nave in franchia, BÌ usa dire quando la nave 
sistemata la sua rotta, è libera dì ogni ostacolo. 

— per liberar la nave dall'acqua introdottasi nella sentina. 

Pr. affranàiir; apagn. ìiacer la bomba llama; port. ochAcar la 
bomba; ingl. to free a ship, pump free; ted. dot Waaser gam aus 
dem Schiffsraum hringen, auspumpen. 
Affrancato, part. pass, e add., da ÀSranoare. 
Af&ancatura, l'effetto dell'affi'anoare. 
AffintellamentOi s. m., l'effetto dell'af&atellare. 
Af&atellanza, s. f., l'atto o lo stato d'aflirateUare. 
A&atellare, v. a., cioè l'amicare i soldati tra loro, destare in essi 
il aentimento del cameratismo, senza di che molto difficilmente si 
condncono alla vittoria le armate e gli eserciti. 

I Greci ebbero cara singolare di qaesto, permettendo, a tale 
intento, per fino amori anacreontici. 

Dell' affiratellamento o af^tamento tra le milizie navali, parlò 
con la sna nota competenza l'ammiraglio Oavotti nella sua repu- 
tata Tattica navaie. 

Vr-frcUemiter; sp&go. familiarizarse; port, fratemisar; lat.«tEn 
aliquem conciliare; gr. vleiova&ai; ingl. fraternize; ted. fraterni- 
siren, brOderlich verkehren. 
Affi«nellamento, a. m., l'atto e l'effetto dell'affi-enellare. 
AG&^nellare, v. att., legare il remo, il timone od altro con frenello 

cavetto al bordo della nave. 
— sospendere la pala del remo durante la voga, pigiando la mano 
sul girone, od assoggettando questo ad un cavetto fermato nel 
fondo della nave. 
Affi-escare, v. intr., dicesi del vento. 

« Dicesi che il vento aÉfresca o s' infresca, quando comincia a 
sof&are con alquanto maggior forza • . Alberti. 

Pr. fraichir; sp. e port, refreacar; ingl. to fresh; ted. friKher, 
starker toerden. 



,vGoosle 



APF 93 

Affiontamento, b. m., rafi&ontare. 

Affirontare, t. a,., andare incontro, farsi incontro, incontrare alcuno, 

assalire il nemico da fronte. 
Fr. affronter; apagn. afrontar; port, affrontar; lat. aggredì, odo- 

Tiri; gr. b^^l^tiv; ingl. to faU or tet upon one; ted. d^ Stìm 

bietm, kùhn angrdfen. 

— in cottruztone, vale riunire due pezzi tra loro, senza incastro 
o addentellatara , ma soltanto facendona combaciare un lato. Le 
tavole dei ponti sono affrontate. 

— spingere la schiere incontro al nemico. 

— la masrea. Vedi Marea. 

— a dente. 

Pr. ataembler à dent; ingl. to dawell. 
AfirODtata, s. f., la cosa &tta nell'a&ontare. 
Affrontato, part. pass, e add., da Affirontare. 
Affixmtatore, verb., chi o che affi^>nta. 
Affi^mtatnrai s. f., effetto dell'af&ontare. 
Affronto^ s. m., lo st«aao che Affirontata. 
Afiksare, assottigliare a forma di foso, per esempio dell'abete delle 

Fr. fuader; ted. apindelfOmUg ssuspitzen. 
Afiosato, add., da Àffiisare. 
Affiisolar^ dare a qualche oggetto la forma del foso. 

Ted. tpindelpirmi zuspitzen. 
Affitscdato, add., dicesi dei pennoni ai quali ai dà la forma del fuso. 
Afinatamento, s. m., l'atto dell'assestare aoU'aSiisto il cannone. 

Fr, affMage; ted. Aufsetzen der Kanone, Lafettienmg. 
Afiustare, v. a., assettare snll'affosto il cannone. 

Fr. affiUer (oggi: metìre en batterie, ed un tempo: affuater); 
ingl. io iharpen; ted. auf die LafeUe tetzen. 
Afiàstato, part. pass, e add., da ÀfFustare ; cannone afhstato, can- 
none adattato sull'adusto, fornito di esso. 
Fr. affate (un tempo affliate) ; ted. lafeltiert. 
AfiustOi 9. m., attrezzo per collocare e dirigere i cannoni e i mortai, 
in seguito anche per trasportarli. 

Fr. affUt (pei mortai plaque de ìnortier); ingl. carriage (per i 
cannoni e peri mortai mortar bed); spagn. carena (pei cannoni), 
afugte (per i mortai, e oggi anco per i cannoni); port, cmreta; 
ted. dea Jiapert, ftte Lafstte. 



,vGoosle 



Nel vecchio italiano troviamo letto, sino verso k fine del se- 
colo XVI, come nel Ybnibb, Belas., pag. 484 ; e aarro, cono, cor- 
retta o carretto. 

Gli a/^ti primitivi (nel Becolo xiv) erano formati di un fusto 
(lat. fattia) o troncone di albero (donde prese il nome), snl qnale 
si fermava il cannone con fiini o sbarre di ferro, e si teneva fisso 
in terra per mezzo di forti pinoli, con che si toglieva ogni rinculo. 
Qualche volta era dato di variare la inclinazione, ma non mai il 
cambiamento di direzione durante il tiro. Si disse Ietto, perché il 
lai^ troncone, squadrato e scavato per ricevervi il cannone, aveva 
qualche cosa di simile ad un letto; così l'orìgine dei due nomi è 
giustificata l'uno dalla cosa, l'altro dalla forma. 

L'affusto si disse anche lavetla. Gii organi (specie di mitra- 
gliera) sono più canne sopra una lavetta a due rote (Montbcdo- 
OOLI, Opere, pag, 124). 

L'annotatore osserva : Lavetta, in francese affUt, quel carro sul 
quale posano ! pezzi dì artiglieria. Si chiama più propriamente 
cassa quando à le ruote, e c^po quando n'ò senza, come quello 
dei mortai. 

Letto ai disse anche il tavolato sul quale d pone l'artiglieria, 
che dicesi pure paiolo o pagliolo (&. pkUe-forme). 

L'aflusto a ruote si à soltanto al principio del secolo xv, ma 
esso pure si fermava in guisa da impedire il rinculo. Pìb tardi 
si lasciò libero il rinculo, per af&ticar meno l'afiFusto. 

Più tardi i cannoni si munirono di orecchioni, e ciò fece sem- 
plifioare l'afEiisto e renderlo possibile di variare comodamente la 
inclinazione (punteria di elevazione). 

Allora era esso formato di due cosce di legno poggiate, da una 
parte sulla sala, e dall'altra sul suolo. Tale aSusto era già d'uso 
generale in Francia sotto Carlo Vili (1483-1498), ed aveva due 
stanghe che si ripiegavano sulle cosce durante il tiro. Questi af- 
fusti si dissero a stanghe (fr. à timonière). 

Al principio del seoob XTni si abolirono le stanghe, e all'adusto 
si uni l'avantreno, che da prima non consista che in due rote e 
la sala su cui si poggiava e fermava l'adusto, e le rote dell'avan- 
treno, più piccole, potevano girare sotto le cosce dell'adusto. 

Sin che poco a poco si venne alla forma odierna dell'ovonfreno. 
Vedi Avantreno. 

In Francia, M. Grlbeauval fu il primo a distinguere gli affusti 



,vGoosle 



AFF 96 

da campagna, da assedio e da littorale, ed a stabilire le prime 
tavole per la costruzione di essi (1765-1786). 

Sino al 1870, gli affasti da campagna in Franua furono tutti 
costruiti in legno ; dopo la guerra li costruirono in ferro. 
Affusto turco (1758) era molto curioso. Non aveva ruota a ra^i, 
essa era attaccata all'aflìiato e fatta dì più tavole legate insieme. 
Ne aveauo in forma di barili tutti di un pezzo, centriati in mezzo 
e alle due estremità. La naia era di ferro massiocio. Avevano 
anche degli afTùsti a quattro ruote con delle forche di ferro in 
mezzo, sulle quali poggiavano gli orecchioni del cannone. 

Nel 182'J le parti principali dell'affusto erano cosi denominate; 
itaL gole, penti, ruote, tramessa, gradi, soglia, cosano, conio 
cappa; frane, flasqves, ìes essieux, roues, entretoise, le» adents 
la siile, le covssin, le coin de mire, piate-bande des totiriUoTis. 
spagn. gualderas, pinot, ruedas, virotUla, grados, svela, coxìn 
cuna, chapa de los mìinanet; port, pranchas, pemos, rodaa, tra- 
vessa, grados, sola, coxim, cunho de mira, chapa de murthao, 
ingL sides cherckt, axle trees, wheels, trucks, transom, stirpa, sole, 
bottom, bed, coin, cap squares, clamps; ted. Lavettenumnd, Achse, 
Sad, Querholz, Stufe, Sohle, Eussen, RicAt-keU, 

L'affusto moderno è di più specie e di più forme, a seconda 
dell'oso e della potenza o calibro del cannone e de' mortai. 

L'affusto da fartessa differisce a seconda che è per cannone 
o per mortaio. 

L'affusto da campagna o da assedio è fatto in guisa da poter 
divenire il veicolo del cannone; l'essenziale di esso è che possa 
resistere alla violenza del colpo. H difficile sta nel combinare la 
solidità con una relativa leggerezza, o facilità di trasporto. 

L'affìisto dei cannoni da campagna è coal composto: 
Parti in legno: 2 cosce (di quercia); 

un cuneo di connettiiura delie cosce (di quercia); 

due aiwii (di quercia); 

un guscio di sala (frassino o quercia); 

sala e ruote; 

catandrelli; 

due scortatoi del cofanetto (quercia o noce). 

Parti di metallo: due mezze sale, nn anello a vite reggi- 
scubia, dne staffe a vite di sala, due controstaffe di sala, un anello 



,vGoosle 



96 APF 

ad alia di gancio reggi-ecarpa, una femmina a bracatora di sola, 
dne sottoreccluom, quattro caviglie a testa piana, quattro caviglie 
a testa rotonda, due bandeUoni a vite, due disotto-cosce, dne fem- 
mineUe a stafla di chiocciola di vite di mira, due Gontroata£Fe , 
un partachiocciola di mira (bronzo), otto bandelloni del declivio 
delle cosce, un gancio ad alia reggì-cateoa di scarpa, due granchi 
a forchetta portarmamenti , un orecchione, una piastra acciaiata 
di contrasto, due maniglie di coda, due anelli di mira (uno grande 
e uno piccolo), un anello a bandella di catena di scarpa, due granchi- 
anelli portarmamenti, due ripari di cosce, due camere reggì-piccoz- 
zino, due aopraorecchioni con due catenelle, quattro chiaviateUi 
di sopraorecchioni con quattro catenelle, un cofanetto d'affusto con 
coperchio, due cerniere, una linguetta a cerniera, un nottolino a 
piastra, tramezzo, gancio, ritegni, una chiocciola di mira (bronzo), 
un manubrio di vite di mira, un fusto dì vite dì mira con chiodo 
ribadito presso l'estremità inferiore, una caviglia alla romana di 
vite di mira con chiavistello, un anello di catenelle di caviglia 
(alla romana) dì vite di mira con due catenelle , una catenella , 
una catena n" 4 per scarpe d'afiusti da campagna, con un gancio 
di catena da scarpa, un tenttoio, uno scatto, una campanella di 
ritegno, una scarpa jl" 3. 

Le parti amovibili sono: 2 ruote n' 4 (fr. roues; ingl. wheels, 
trucks; spagn. ruedas; port, rodaa), due piattini n" 4, due girel- 
loni n° 4, due acciarini n" 3, due correggiuoli per acciarini. 



Diverse specie di affusti moderni. 

Afbsto a quattro ruote, quasi completamente in Ugno, il e 

passava tra due aloni di iegno, e questi su d'un telaio pure di 
legno, sostenuto da quattro ruote; l'elevazione si otteneva con on 
cuscino di legno che si spingeva sotto le culatte del cannone, e 
l'aSiisto era fissato anteriormente alle murate, e i movimenti di 
direzione sì ottenevano con paranchi fissati lateralmente da una 
parte sul ponte e dall'altra sulle estremità posteriori dell'affusto. 
Fr. aff&t à quatte roulettes, aff&t marin; ingl. truck-carriage; 
ted. BlockrOderlafètte. 
— a scomparsa, coal detto perché mediante un meccanismo, quando 
r4i mette in batteria il cannone, questo co' suoi aloni viene solle- 



,vGoosle 



AFF 97 

vato; sparato il colpo, il cannone si abbassa automaticamente o 
è tratto indietro, in guì^a che si possa caricare al coperto e ri- 
portarlo in batteria, valendosi del rinculo per via di freni idraulici. 
Gli affanti Moncriejf furono i primi di questa specie messi in opera 
in Inghilterra. Il sumero è tuttora ristretto per il loro alto prezzo 
(è usato nelle batterìe basse posteriori). 

Fr. OyflU à rabattenunt; ingl. àùappearinfj carriage; ted. Ver- 
seci mndunglaffete. 
Afiosto automatico, ogni affusto nel quale il movimento di rinculo 
di mossa in batteria avviene automaticamente (es. : affusti per 
cannone di bronzo di 7&'/i) °- ^)- 

— Albini, è a freno idraulico ed a ritorno automatico in batteria, 
per piccoli cannoni a retrocarica. Questo af^to ci & fatto usa- 
fruire tutti i vantaggi di detti cannoni, poi che occupa tanto poco 
spazio, che si può collocare tanto sol castelletto di una barcaccia 
quanto in un portello di coverta di una corazzata; richiede un 
minor numero di serventi di qualsiasi altro afiusto; può essere 
difeso dalla moschetterìa e dalla mitraglia con uno scudo di mi- 
nime proporzioni, e consente, meglio di qualsiasi altro, un gran- 
dissimo campo di tiro. 

— a telaio (carretto a slitta), per cannoni piccoli, usato a bordo sul 
casseretto, sulle coperte e sul castello, nelle lancio da sbarco. Il 
telaio di legno, l'affusto di legno portante il cannone, il freno 
ottenuto mediante un perno che attraversa il telaio e l'aSosto; 
internamente, stringendo il freno, si ottiene l'attrito maggiore o 
minore. 

Fr. affàt à chdgsù; ingl slide-carriage; ted. jSchlittenrapert. 

— a telaio per camioni girevoli, sono usati par telaio, e chiamati 
cosi per gli usi ai quali erano adibiti, L'afEusto e il telaio tatto 
insieme potevano scorrere sa appositi pioni girevoli ed essere messi 
in posizione tale da poter (are uso del cannone o col portello di 
carica e quello laterale , con quello di ritirata o col laterale , 
cambiando di stazione. La manovra del cambio di stazione però 
esigeva molto tempo, per cui fn abbandonato tale sistema. 

Pr. af&t pourptècea deatìnées à Hrer par divers sabords valsine; 
ingl. carriage for revoling and chase guns; ted. DrehgescJfUtzrapert. 

— a freccia. 

I Francesi ìa adottarono dagl'Inglesi tra il 1825 e il 1827; in 
questo le cosce, invece di prolungarsi sino a terra, finivano al- 
CouzzBH, Yoeab. nautica. 7 



,vGoosle 



98 APF 

l'altezza della culatta, ed erano riunite per mezzo d'nn pezzo di 
legao freccia che si prolungava in dietro restringendosi, e la 
cui estremità portava una lunetta; delle maniglie permettevaao 
di sollevarlo. 

Fr. affìU à flèche; ingl. h-ail carriage; ted. LafUUe mil Dire- 
ctionabaam. 
Afiiisto VavasKur dà eccellenti risultati, specialmente per rapidità 
di punteria e di tiro; il cannone montato su di esso pu6 far fuoco 
mentre si alza o abbassa, e sì ottiene grande rapidità di punterìa 
col metodo di rotazione centrale del telaio ; la facoltà di poter de- 
terminare e regolare la quantità della retrospinta è essenzialis- 
aima; uu cannone montato sovra affusti siffatti può manovrarsi 
e puntarsi quasi con la stessa facilità e prestezza di una mitra- 
gliera. 

Per cannoni molto pesanti questo afluato non è tanto adatto, 
ma si potrà modificare in maniera, da renderlo utile anche per 
essi. 

L'affusto Vavasseur, provveduto di due torchi, col congegno di 
elevazione, collocato a sinistra, permette angoli sino a 40* 

— fabbricato ad Elswioh (1891), la sua retrospinta al cannone sì 
effettua interamente sulla mensola ed è limitata mediante due funi 
idrauliche, come negli affusti Vavasseur. 

I movimenti del pezzo, nel senso del suo asse, si effettuano me- 
diante potente congegno a vite situato in alto, superiormente alla 
mensola che contiene il cannone, mentre i movimenti di elevazione 
e depressione si ottengono mediante un congegno, pure a vite, 
mosso da una ruota a mano, situato a sinistra dell'aSlisto. Can- 
none ed affusto poggiano sovra una piastra circolare, e sono di- 
fesi, davanti e lateralmente (quando sistemati sul ponte di coperta) 
da uno sondo il cui spessore varia da 31 ram. a 75 mm. 

I movimenti di brandeggio del cannone si effettuano per mezzo 
di una vite messa in azione da una qualunque delle due ruote a 
mano situate, una per parte, lateralmente all'affusto. Tutto questo 
congegno pnò anche smontarsi, ed allora il pezzo pub essere bran- 
deggiato, spingendo direttamente l'affusto. Esso fece buonissima 
prova. 

— pmuinatico agli Stati Uniti, con cannone da cm. 20, e dopo venti 
tiri, dei quali dieci a tiro rapido, la retrospinta sostenuta da un 

) d'aria, risaltò dì cent. 60. 



,vGoosle 



APP 



9y 



Afiiisto a rotaie (fr. a/]^àtg-trucks), s'osperimentauo al presente. Sono 
affasti da fortezza, a freno idraolico, de' quali il grande telaio 
pnò essere sportato sopra delle rotaie coal, clie è dato di cambiare 
a volontà, Inngo la strada, la posizione del pezzo. Ma potendo 
anche la strada essere guasta dai tiri del nemico, sì domanda ae 
si potrà contare sicuramente sull'uso di questa specie di aSiiati. 

— a due ruote e sfregamento. 

Pr. affùl à échantìgnoUes; ingl, hlodc carriage; ted. MarsiUy- 
Itapert, zwetrOdrige Rapert mit 8chìeifTÌegél. 

— con roixhetlo centrale (che ingrana in ruota dentata sul ponte) 
per la pnuteria in direzione. 

Pr. affUt d chassis toumant; ingl. carriage with cogged racer 
training gear; ted. die Rahmenlafette mit Schwenkwerk, die Ka- 



e da ebarca. 

Pr. affHt pour debar quem&nt; ingl, landing carriage; ted, Lan- 
dungsla fette. 

— da cannone da costa o da Uttorale. 

Fr. affùt de cute; sp. earenha de costa; port, ctareta de costa; 
ingl. coast carriage; ted. EUstenlafette. 
~ da mortaio. 

Fr. affùt de inortier; spagn. curenha de mortero; port, correla 
de marleiro; ingl. mortar bed; ted. M/trserlafette, 

— dì rispetto. 

Pr. a/fùt de rechange; apagn. cwenha de riserba; port, carreta 
de reserva; ingl. spare carriage; ted. Reservelafétìe. 

— sistema Moncrieff. Vedi Affilato a scomparsa. 

— da batteria. 

Fr. alfOt de batterie; spagn. cureiìha de bcOeria; port, carreta 
de baieria; ingl broadside carriage; ted. BreUsei&afeite. 

— da palischermo. 

Pr. ajfUl d'embarccUion; spagn. curenha de esquife ; port, carreta 
de barco; ingl boafa carriage; ted. Bootsrapseri, Bootslafetie, 

— da circolare. 

Pr. ajf^ drcìdaire; spagn. canon giratario; port, carreta de 
estrado; ingl, pivot carriage; tod, drehbare Lafétte, 

— marinaresco. 

Fr. affUt Tnarin; Bpagn. curenAa de marina; port, carreta de 
marinha; ingl. ship carriage; ted. Sehiffslafette. 



,vGoosle 



100 AFP 

Àfiìisto marino da mitragliere, è fatto a trìpode. 

Fr. a/fflt à chandelier pow canons à baUea; ingl. carriage for 
gastUng guns; ted. MitraiUeusenìafetle. 

— per cannoni collocati TieZIe torri. 

Fr. affM d touràie; ingl. carriage far guns mounted in turrets; 
tod. TurmtafeOe. 

— ria piattaforma girevole. 

Ft. affùt à ptate-fìrrme toumanle; ingl. tum-tc^le carrìcufc; 
ted. DrÀsch^benlafette. 

— a telaio corto. 

Fr. affùt àdemi-chdssis; 8p. cMrenAo à telar corto; port, carraia 
a caixilho e carreta naval; ingl. halfsUde-carriage; ted. Ilalbrah- 
menlafette. 

— a telaio a perno coltrale. 

Fr. afftìt à chàssis à pivot centrai; ingl. revolving alide-carriage; 
t«d. Mittelpivotlafette. 

— a telaio (a sottaffuslo) a perno di rotazione avanzaio. 

Fr. affAt à chàssis à pivot de l'avant; ingL muzzUpivoHng 
carriage; tod. MUndungspivotlafetU. 

— a telaio a freno laterale, detto cosi pel suo freno che consìsteva 
nello stringere più o meno dei capii di legno sulle guide del telaio, 
in modo che l'afifneto incontrasae più o meno attrito nel rinculo. 

— a telaio a freno centrale, esso aveva al centro delle laminette di 
ferro che penetravano in altrettante lisset nell'interno del telaio; 
stringendo opportunamente le une contro le altre, si otteneva un 
maggiore attrito dì sfregamento. 

— a telaio da patiichermo, è costituito da un affusto ad aloni di 
legno, scorrente sopra au telaio pare di legno. 

— da ponte scioperio. 

Fr. aff^ de gaillard; ingi upper-deck ctariage; ted. Oberdecks- 
lafstte. 

— a mulinello a catena continua, detto coal perché il movimento 
del mettere in batteria o di rientramento era determinato da due 
catene del sistema Cali a maglie piatte, poste lateralmente al te- 
laio, e ohe con opportuni meccanismi servivano a mandare cannone 
e affusto in batterìa o a rientrarlo. 

Fr. affili avec appareil de mise en batterie; ingl, oarritige toilh 
endless chains for running in and out; ted. das Rapert, die La- 
fìtte mit Ket^nioinde zum Ein-und Aushol^n. 



,vGoosle 



ATF 101 

Affusto a molinello a braca, in questo nsavau altro sistema: v'era 
un cavo che partiva da un lato del telaio, anteriormente passava in 
apposito occMo al centro anteriore dell' afiìisto, e finiva all'altra 
estremità anteriore del telaio, dove sì avvolgeva su apposito tam- 
buro o molinello; naturalmente manovrando questo, si otteneva 
di accorciare il cavo e trascinare il cannone e l'afinsto in bat- 
terìa. 

Fr. <^àt avec treuHs à tambour pour la mise en batterìe et au 
recul; ingL brooìaceU carriage; ted. Brookwellafette. 

Gli affusti in servizio sono delle segaenti specie: a/fusti idrau- 
lici, ajfusH a telaio di batterìa, affusti a ruote, affusti a telaio da 
palisdiermo, ajfusH automatici, affusti da sbarco. 

Gli affusti idraulici servono pei cannoni da 450 mm. e 431 mm. 
installati nelle torri. In tali afiFiistì il congegno di elevazione h 
mosso dalla pressione idraulica, la quale la pure rotare la torre 
o la piattaforma (a cnl l'allusto è fissato invariabilmente) per pun- 
tare il pezzo in direzione. 

Sistemazione dei cannoni da 450 a bordo del Duilio e del Dan- 
dolo. — I quattro cannoni da 450 mm., dei quali sono armati il 
Duilio e il Dandolo, aono sistemati due a due entro torri gire- 
voli corazzate (Schneider di 45 cm.), e sono maneggiati con con- 
gegni idraulici. 

Due porta-orecchioni di bronzo sostengono ogni cannone e scor- 
rono, nei movimenti di rinculo e di andata in batteria, sopra due 
guide longitudinali che aono sopportate da aloni stabiliti sul piano 
della torre. 

Collegato a ciascuna di questi aloni e sulla loro parte posteriore, 
si trova un torchio idraulico (torchio di rinculo) la cui asta è unita 
at rispettivo porta-orecchione; i due torchi servono per mandare 
il pezzo in batteria, ritirarlo e &re da freni all'atto dello sparo. 

Un terzo torchio, detto di elevazione, serve per i movimenti di 
elevazione e di depressione. 

Le torri, mediante congegni (viradori) disposti nei locali entro 
la cinta corazzata, ruotano per la punteria (in direzione) dei can- 
nami in esse sistemati. 

Uno scovolo-calcatoio idraulico, stabilito sul ponte di batteria, 
serve per scovolare e caricare ogni pezzo. 

Il caricamento è fatto dal ponte di batteria, e precisamente dal 
ridotto corazsato, attraverso alla bocca di caricamento. 



,vGoosle 



102 AFF 

Per questa operazione la torre deve esaere ad nna poaìuoDe tale, 
che l'asse del canaone a tatta depressione (15^ 40') sia in prolonga- 
mento di quello della bocca di caricameato e dello scovolo-calcatoio. 

Due castagne idrauliche per ogni torre, disposte all'estremità 
di nno stesso diametro, servono per arrestarla e fissarla alla po- 
sizione determinata di caricamento, ed una castagna a mano, ma- 
neggiata per mezzo d'ingranaggi, guarentisce che le idrauliche 
(quando sieno abbassate) risaltino nei rispettivi incastri alla ^osta 



Il trasporto delle munizioni dai depositi si effettua, per ogni 
torre, mediante una piattaforma (grande elevatore) alzata od ab- 
bassata mediante un paranco idraulico stabilito nei locali dei vi- 
radorì ; e dal ridotto alle bocche di caricamento, si fa per mezzo 
di altre piattaforme (piccoli elevatori), una per cannone, mano- 
vrate da torchi idranlicL 

Si hanno dne generatori principali di pressione, ciascuno per 
la manovra di ogni torre e dei congegni relativi ai rispettivi can- 
noni. Detti generatori sono sistemati nei locali sopramenzìonati, 
ed il tnbo della pressione idraulica è comune ad ambedue e può 
solo intercettarsi. 

Ciascun generatore di pressione è costituito da una macchina 
a vapore a dne cilindri orizzontali, i quali muovono direttamente 
gli stantuffi di due pompe prementi. Queste ricevono l'acqua da 
un serbatoio e la trasmettono, per mezzo di tubi intercettati da 
valvole di distribuzione, a tatti gli apparecchi, dai quali, con tubi 
di acarico intercettati dalle stesse valvole, toma al serbatoio. 

Si ha, per gli apparecchi di ogni torre, un altro generatore 
di pressione costituito da una pompa a mano; ma essa non per- 
mette che lenti movimenti dei diversi congegni, e serve solo per 
la manutenzione quando non si hanno, per la prodazione del va- 
pore, caldaie in azione. 

I torchi di rinculo, quelli di elevazione, le castagne idranllche 
ed i viradori si manovrano nell'interno della torre per mezzo di 
leve che muovono convenientemente le rispettive valvole di distri- 
buzione; gli scovoli-calcatoio, i grandi e piccoli elevatori, e leca* 
stagne a mano si maneggiano dal ridotto e sempre con leve che 
tanno disporre conveniraitemente le valvole di distribuzione, a so- 
conda della manovra che si vuol eseguire. 

Affusto a eUtemazione dei cannoni dtt 431 inm. , a bordo del- 



,vGoosle 



AFF 103 

l'Italia e della Lepanto. — I quattro cannoni da 431 mm. di cui 
è armata la corazzata Italia, sono sistemati due a due in barbetta, 
sopra piattaforma girevole entro ridotto corazzato con piastre Com- 
pound, grosse 48 cm,, dei quali '/b d'acciaio e -/s di ferro, e sono 
manovrati mediante congegni idraulici. 

L'affusto si compone di una slitta d'acciaio fuso, longitudinal- 
mente concava ed avente numerose scanalature, entro le quali si 
incastrano altrettanti semicerchi salienti del cannone che viene da 
esm sostenuto; il cannone è inoltre collegato alla stessa mediante 
tre grossi cerchi di ferro, due dei quali sono messi in tensione 
da quattro viti di pressione. La slitta, che sostiene in tal modo 
il cannone, è unita, per mezzo di un grosso dado, all'estremità 
dell'asta dello stantuffi) del torchio di rinculo, che trovasi siste- 
mato in aanao longitudinale fra gli aloni del aottaffiisto, sui quali 
scorre la slitta stessa nei suoi movimenti di rinculo e di ritorno 
in batterìa. 

Oli aloni del sottaffiisto sono consunti posteriormente da una 
traversa pure d'acciaio fuso, contro la quale 6 imperniata la ca- 
mera di scarico delle valvole di rinculo, situata posteriormente 
al torchio dello stesso nome. Anteriormente gli aloni stessi ,^no 
collegati alla piattaforma mediante due grossi perni di ferro che 
sostengono lo sforzo del rinculo e servono da articolazione all'af- 
fusto intero nei suoi movimenti di elevazione e di depressione. 

Il torchio di rinculo consiste in un cilindro di acciaio fuso, fis- 
sato, come si è detto, sotto la slitta fra. gli aloni del BottafEiiato. 
Sulla testa dello stantuffo sonvi 12 piccoli alveoli i quali, mediante 
l'apertura automatica d'una apposita valvola, danno passaggio al 
liquido durante l'azione del rinculo del pezzo. Sulla parte poste- 
riore del torchio sono sistemate 12 valvole dette di rinculo, che 
sono custodite entro apposita camera dì bronzo che ne riceve lo 
scarico prodotto dal rinculo. Un tubo di pres.iione, che sbocca entro 
la parte anteriore del torchio, serve a far rientrare il pezzo alla 
posizione di caricamento; come pure altro tubo di dimensioni mag- 
giori, sboccante posteriormente, serve a rimetterlo in batteria. 

Due torchi di elevazione, consistenti in cilindri di ghisa, sono 
situati sotto al sottaffnsto uno per ogni alone. A metà circa della 
sua lunghezza, ogni alone sul lato sottostante è munito d'un nodo 
emisferico sull'estremità concava dell'asta oscillante dello stantuffo 
del rispettivo torchio di elevazione. I due torchi, per effètto di 



,vGoosle 



104 AFP 

unico agente, danno un movimento equilibrato per l'elerazioiie e 
depressione dell'afihato col relativo pezzo a cai appartengono. 

Nel movimento dì depressione il peso stesso dell'adusto e re- 
lativo cannone fa scaricare i torchi, i qnali co^ lasciano appog- 
giare il sottafTusto sui sostegni adatti alla posizione di caricamento. 

Le piattaforme, mediante due congegni idraulici detti viradori, 
di cui ciascuna è munita, ruotano su appositi rulli di acciaio in 
numero di 36, equidistanti e collegati fra loro da due cerclii mo- 
bili, sui quali sono fissati radialmente i loro rispettivi perni di 
rotasione. Detti rulli s'appoggiano sopra una sottostruttura circo- 
lare fissa, e per la loro forma speciale tengono la piatteforma cen- 
trata, mediante forti orli circolari sporgenti , di cui sono muniti 
alle loro estremità, e che s'appoggiano lateralmente contro le pe- 
riferie delle due piastre circolari di acciaio: l'una soprastante che 
sostiene la piattaforma, e l'altra unita alla sottostruttnra fissa. 
Attorno alla periferia estema inferiore della piattaforma è fissato 
un cuscino di bronzo che striscia contro quello corrispondente della 
sottestruttura fissa, con due millimetri iMrca di giuoco, in modo 
da impedirne i movimenti sussulteri e laterali per efietto dei tiri. 

Sulla parte laterale intema della sottostruttura fissa è sistemata 
una dentiera oirctdare d'acciaio, colla quale ingrana il rocchetto 
della piattaforma messo in moto dal congegno a rotismo dei vi- 
radori. 

I viradori sono congegni motori idranlici, aventi ognuno tre ci- 
lindri di ghisa oscillanti, montati sopra sostegni pure di ghisa, 
e fissati verticalmente due a due entro ogni piattaforma, e ognuno 
lateralmente agli adusti. Le aste degli stantuffi dei tre cilindri 
sono collegate alle leve a gomito dell'asse motore, alla cui eatre* 
mità trovasi il rocchetto che, ingranando colla ruota maggiore del 
congegno a rotismo, d& il movimento alla piattaforma. 

Questi due motori operano simultaneamente, movendo tanto a 
destra che a sinistra, ed arrestandosi per mezzo di un piccolo ap- 
parecchio detto servo-motore, il cui volantino di manovra è a por- 
tata del' comandante della piattaforma. 

In caso di bisogno, ì due viradori possono operare indipenden- 
temente l'uno dall'altro. 

Due calcatoi idranlici accoppiati, posti entro il ridotto corazzato 
esternamente ad ogni piattaforma, servono a caricare i pezzi, spin- 
gendo entro la camera le munizioni, che sopra appositi carretti 



ivGoosle 



APF 105 

(iniìftliati dai depositi per mezzo di elaratori e trainati quindi 
sa rotaie) vengono portate contro la otilatta dei cannoni in posi- 
zione di caricamento. 

Due carretti porta-ottoratorì troronsi in ogni piattaforma, ano 
£etro la culatta d'ogni pezzo, e servono per avvitare e svitare 
l'otturatore, mentre lo sostengono quando l'estrattore Io deve spin- 
gere nella culatta e quando lo estrae. Dopo qnest' ultima opera- 
zione si scostano lateralmente, presentando il tubo di caricamento 
che serve a dar passaggio alle munizioni durante l'azione dei cal- 
colato!. Questi carretti e l'estrattore sono messi in azione da due 
cilindri idraulici, mediante una comune valvola di manovra. 

Una castagna idraulica per ogni piattaibrma, sistemata ester- 
namente alla periferia, serve ad arrestarla nella posizione di ca- 
ricameoto, conficcando l'asta dello stantuffo entro apposito' incastro. 
Presso a quella idraulica trovasi pure una seconda castagna ma- 
novrata a mano per mezzo di rocchetti. 

La pressione idraulica, necessaria al funzionamento dei vari con- 
gegni, è generata da tre pompe idrauliche, dae principali ed nna 
ausiliaria, situate sotto il ponte corazzato subacqueo, e messe a 
loro volta in azione da motori a vapore. 

Il trasporto delle munizioni viene effettuato in due depositi posti 
sotto il ponto subacqueo da due mancine idrauliche, una per ogni 
deposito, le quali depongono le munizioni sopra carretti appositi, 
che spinti a mano su rotaie munite di varie piattaforme circolari, 
le trasportano sull'elevatore. 

Vi sono due elevatori indipendenti, uno per deposito; essi ven- 
gono innalzati mediante un cono d'acciaio sistomato su pule^e. 
Il movimento di trazione è esercitato da due paranchi idraulici, 
a fianco degli elevatori, presso i depositi. 

AffuaU idrcmlici per cannoni da 254 AF. — Di questi affusti 
si anno due specie: l'una pei due cannoni del Batuan e l'altra 
pei due cannoni deH-'A/fondatore. 

Gli affusti del Bausan sono sìstomati a barbetta in coperta, a 
poppa e prora. Sono di acciaio, e costituiti da due montanti de- 
stinati a ricevere gli orecchioni del cannone; ai montanti à colle- 
gata l'asta dello stantufTo che opera nei due torchi di rinculo. 
Questi s<Hio situati uno per parte lateralmente alla volata del pezzo, 
e sono sistemati da braotnnoli che fanno corpo colla piattaforma 
circolare che sorre^;e il tutto. Questa piattaforma gira, mediante 



,vGoosle 



lOG AFF 

rotelle coniche, su apposita piastra circolare, e il movimento vien 
dato per mezzo di una catena contlnaa che ingrana con una grande 
puleggia ad incastri, la qnala fa corpo colla piattaforma orizzon- 
talmente e al di sotto di essa, ed è traversata da un albero. La 
catena à mossa da congegno idranlioo. La punteria in elevaziona 
si eseguisce a mano per mezzo di ruote dentate disposte sul lato 
sinistro; lo scovoloMjaloatoio è idraulico. 

Gli ailusti A^W Affondalore sono sistemati nelle toni corazzate 
a poppa e a prora. Essi consistono in due montanti d'acciaio fuso, 
sui quali si appoggiano e scorrono le orecchioniere che sostengono 
il pezzo. Due torchi idraulici di rinculo, posti lateralmente al can- 
none, sono fissati sai montanti del sottafiiisto, e le aste degli stan- 
tuffi, collegate alle orecchioniere , frenano il rinculo e servono a 
spingere U cannona in batteria ed a riportarlo in posizione di ca- 
ricamento. Un torchio idraulico di elevazione posto sotto l'afiusto 
serve alla manovra di punteria verticale. 

La torre corazzata si appoggia sopra rulli conici sistemati ra- 
dialmente su apposita piastra circolare fissa, e il movimento dì 
rotazions è impresso da due congegni detti viradorì, aventi tre 
cilindri idraulici ognuno, e posti lateralmente all'adiste, uno per 
parte. 

Affìuti a UHaio da batteria. — Questi afEiisti, di ferro, com- 
prendono telaio ed affusto propriamente detto. 

L'affusto h costituito da due aloni riuniti fra loro, che mediante 
rotelle di bronzo scorrono sulle liscie del telaio. Le rotelle, in nu- 
mero di quattro, sono ad eccentrico ed operano soltanto al mo- 
mento in cui devesi muovere l'affusto. I movimenti per mettere 
in batteria e per far rientrare i pezzi, si eseguiscono con muli- 
nelli a mano o con paranchi, — La elevazione si dà con una den- 
tiera fissata al cannone, la quale ingrana con un rocchetto posto 
internamento agli aloni e messo in moto per mezzo di un volan- 
tino. La punterìa in direzione si ottiene manovrando con mulinello 
un rocchetto che è collegato al telaio, ed ingrana con una dentiera 
ad arco situata sul ponto. 

I freni sono generalmento centrali a pettine; in alcuni affusti 
sono laterali. 

Affusti automatici pel cannone da 149 mm. AF. — Sono com- 
posti di una suola che può, per mezzo di due pulegge scorrenti 
au una piastra circolare, rotare intomo ad on perno anteriore. 



,vGoosle 



AFG-API 107 

Ad eeaa, Della parte posteriore, sodo collegati a cerniera dne aloni 
rianiti fra loro da un calastrello, al qnale è unita l'asta dello atan- 
tafìb di no freno idraulico. Questo è regolato da molle che sì gra- 
duano dall'esterno alla pressione voluta. L'elevazione si dà con 
tm volante che per mezzo d'ingranaggio la girare una chiocciola 
posta sa ana ralla fissata, a carniera alla suola; ona vite a bi- 
glia scorrente in detta chiocciola è onita pure a cermera con un 
collare che abbraccia il cannone dinanzi gli orecchbnL Questo con- 
gegno forma, col cannone e con gli aloni, an parallellogramma 
snodato, il quale, mentre limita l'innalzamento della volata, pro- 
duce il ritomo automatico in batterìa. La direzione s'ottiene ma- 
novrando un manubrio per muovere nn rocchetto collegato alla 
suola, il quale ingrana con un'apposita piastra dentata fissata sul 
ponte. 

AUri astuti automatici. — Sono composti di due coscie sormon- 
tate da liscie di acciaio, su cui scorrono due porta-orecchioni di 
bronzo. Ciascono di questi porta nel suo interno un cilindro entro 
cui scorre l'asta dello stantafTo fissata alla parte snperìore delle 
ccsce, cosicché si hanno due treni idraulici per afiusto. Le lisce 
9ono inclinate in avanti di 6° ; il ritomo in batteria è automatico. 
La punteria in elevazione si ottiene con votante ed una dentiera; 
quella in direzione collo stesso volante, che per mezzo d'ingra- 
naggi può opportunamente far rotare tatto l'afiosto attorno ad un 
perno centrale. 

Affati da sbarco. — Ve ne sono di due specie: uno di ferro 
e uno di legno. Entrambi sono composti di un afiasto propria- 
mente detto, sul qnale s' incavalca il cannone da 76 B, n' 2 {da 7 
da montagna) e dì tre carretti con due cotani ognuno per muni- 
zioni; uno di questi carretti costituisce l'avantreno dell' aflnsto, 
e gli altri formano il cassone • . (Muti. Ariigl. del S. Esercito). 

ASgodea hock (punta degli idoli), Waigati Not (capo delle imma- 
gini scolpite, nell'isola Waigatz) cosi detto da 4000 idoli scolpiti 
in legno, che ivi si trovano rivolti ad oriente. 

Afima, isoletta della Polinesia, al P. dell'isola di Rotuma; à pure 
i nomi di Tomanava e Hatan. 

A0(^ s. m., piccolo pesce di mare che gli antichi co^ chiamavano, 
perché credevano non essere quello generato come gli altri pesci, 
ma prodotto da una terra fangosa e dalla spuma del mare. 
Lat. aphyut; gr. d^vifg. 



ivGoosle 



108 APL-APR 

Aftasto. Vedi Aplostre. 
A fratto, non difeso. 

Lat. aphractus; ge, Sfpfaxtog. 

L'AIezandro spiega: disarmtOo; lo Stefano: • àtfiQax%a, na- 
vigia, non tecta nee mnnita ad pagnandum > ; il primo mi sembra 
inesatto, il secondo poco chiaro. — Molti danno a questa parola 
il significato di tema ponte: àttcmiaiffa/ta. Potrebbe darsi ohe 
«igjpaxitjS avesse, come quasi sempre anno le parole in greco, più 
significati i cosi essa avesse l'uno e l'altro, cioè dì nave sema ponte 
e di nave sema aderta, cioè senza difesa, non pavesata e priva 
della tenda di cuoio cite solevano distendere al disopra dogli epi- 
bati e dei rematori per ripararli dalle frecce dei nemici. 

iNaoRiPT, RoHD., C. L, t. IT, p. 392, n" 2524, ir. ipw;pap;i;(J<i«s 
dtpQdìCTOV, 2525, 2; essendo stato trierarca di una nave afratta. 
Le afratte sono citate da Polibio {IV, 53, 1 ; XVI, 2, 9); 6 
da Diodoro (XVII, 95; XX, 11, 55, 97). 

• N'os Rhodiorum aphractia, ceteriaqne longis navibns tranquil- 
litatem auspicaturi eramus > (OiobbokH ad Att., VI, 8). 
Afredodero, s. a., nome di pesci d'acqua dolce, mancanti di ragg^ 

spinosi aUe pinne addominali. 
A&ica, una delle tre parti o continenti che costituivano il ntondo 
antico. 

Pr. Afrique; Ìagl. e ted., spagn. e port Africa; lat. Libya, Li' 
byes; gr. At^i^, Al^veg. 

I Latini dissero coi Greci Libya, At^orj, l'Africa aettentrio* 
naie, escluso l'Egitto; mentre au tempo il nome di LUn/a fu ri- 
stretto alla parte del continente dall'Egitto occidentale alla moderna 
Tunisia, la quale si appellò Africa vettia. 

L'Africa è detta il continente nero per le numerose popolazioni 
nere; la Sfinge, il paese misterioso, poi che sino al nostro tempo 
rimase in gran parte sconosciuto, e sconosciute tuttora sono non 
poche regioni. 

Oli antichi credevano che la parte meridionale di essa fosse 
inabitabile, per terre infuocate. 

La massima parte di questo continente è nelle regioni tropi- 
cali e subtropicali. La barbarie dei popoli che l'abitano, più che 
i climi micidiali di alcune plaghe, la tennero chiusa agli Europei 
È vero che non & molte insenature né mari interni che ne faci- 
litino le comunicasdoui ; tuttavia i grandi laghi equatoriali si può 



,vGoosle 



AFE. 109 

dire che tengano luogo ài un mare interno, e i grandi fiumi che 
l'attravereauo in tutti i sensi renderanno agevoli le comunicazioni, 
con alcune opere d'arte, per girare le cateratte del Kilo e dello 
Zambese: questo unito al Congo, e tutti due uniti ai grandi laghi 
equatoriali col NUo, costituiscono una meravigliosa ed immensa 
rete fluviale, per la quale un giorno si scenderà da Aleesandria 
al canale di Mozambico, e dalla foce dello Zambeae si andià alla 
foce del Congo, e molto probabilmente dalla bocca del Senegal 
al Niger, al lago Xsad, al mare di Liba, al Nilo; come dallo 
Zambese al Limpopo e all'Orango. 

n littorale africano non offi-e molte penisole, né molte insena- 
ture grandi, non ne è però privo. 

Un'altra particolarità di questo grande continente si è la vasta 
estensione che prendono i suoi deserti dì Libia e di Sahara, sempre, 
in parte, ad un livello inferiore a quello del mare. Essi, proba- 
bilmente, sono il fondo di quella parte del Mediterraneo che si 
sollevò contemporaneamente, allorché s'inabissava l'Atlantide. 

Keoentemente nn ingegnere francese propose di restituire il 
mare a quella parte del Sahara che è più depressa, per mezzo di 
un canale che dalla piccola Sirto vi portasse le acque del Medi- 
terraneo. Ma poi ohe questo fatto avrebbe perturbato il clima del- 
l'Europa meridionale, e particolarmente quello d'Italia più esposte 
delle altre regioni, e della stessa Francia del mezzogiorno, l'im- 
presa, quantunque bella ed utile per una parte, non ebbe attua- 
zione. Il grande umidore che il sole africano avrebbe sollevato da 
questo bacino di basso fondo, sarebbe steto tanto, da produrre 
straordinarie pioggìe sui paesi dell'Europa meridionale, porteto 
dai venti australe, di libeccio e dì scirocco, e in alcune stegioni 
molto frinenti e di lunga durate. 

La massima lunghezza dell'Africa ò di 8000 chilometri; la mas- 
sima larghezza è di 7500. L'area sua complessiva, comprese le 
isole adiacenti, è di circa 30 milioni di chilometri quadrati, con 
una popolazione di oltre 200 milioni di abitenti. 

La popolazione dell'Africa è par tre quarti di negri; nel set- 
tentrione prevale l'elemento semitico, e semìtico in una parto del 
littorale d'oriente, dove avvi pure una parte dell'antichissima razza 
dei cuteiU. Però mal sì può fare l'etnografia di questa parte di 
mondo, ancora cosi poco conosciuta nell'interno, palestra aperte 
ai nostri giovani linguisti, etnografi, storici, geografi e naturalisti. 



,vGoosle 



110 ATR 

Il valore intellettuale delle razze afrioane non é molto, almeno 
oggidì; e forse o senza forae dovranno cedere il posto o sottoporsl 
a qnelle di maggior potenza intellettuale. Certo è ohe nessuna 
delle popolazioni di questo continente h saputo costituire uno Stato 
civile, tolti gU Egizi. 

Non A da credere che tntta la popolazione d'Africa sia aera 
o senza pregi di bellezza. La tribù degli Uled-DeUm, tribù no- 
made dell'interno (fra il 21* e 23* lat. B.), è celebre per la bel- 
lezza delle 9ue donne, pei capelli non crespi né lanosi, pei grandi 
occhi con lunghe ciglia, un bel profilo greco, denti bianchissimi, 
piedi e mani pìccole e leggiadre. — Questo continente non è con- 
tornato da molte isole. Le più considerevoli sono all'oriente, tra le 
quali grandissima quella di Mctdagascar, che, secondo l'Hellwald, 
é probabilmente residuo della Lemwia, ampio continente e patria 
degli Àlbaffi, il quale copriva gran parte dell'oceano indiano sino 
a Ceylan, e forse sino alle isole Kiltngs, se non più ad oriente. 

Circumnavigazioni dell'Africa: 

1° Bai Penici, alla fine del vii secolo a. C, per commissione di 
Necao re di Egitto. Vedi Erodoto, IV, 42. 

2' Annone cartaginese, la cui età è incerta, ponendolo alcuni 
nel 500 a. C, altri sino al 1000 a. C, navigò lungo l'Afinca oc- 
cidentale sino all'isola delle Oorille. In un secondo viaggio avrebbe 
compiuto la circumnavigazione dell'Africa, ritornando par il seno 
arabico (mar Rosso). 

3° Sataspe, nipote 4i Dario, pare che giungesse sino al paese 
degli Ottentotti, partendo d'Egitto; navigando, oltrepassò le co- 
lonne d'Ercole, sempre da B. ad A. 

4" Si vuote che un Eudosso, partendo dal seno arabico, giun- 
gesse a Gades, nel tt secolo a. C. 

5" Un secondo Eudosso , nel i secolo a, C. , avrebbe compiate 
lo stesso viaggio. 

lì" Si vuole anche che il primo Eudosso tentasse un altro viaggio 
da Gades, ma senza riuscire. 

7" Da prore di navi gaditane trovate nel seno arabico, gli Egi- 
ziani supposero che quei di Gades navigassero all'India, girando 
l'Africa. 

8'* Scipione, distrutta Cartagine, commise allo storico Polibio 
di navigare lungo il littorale africano d'occidente, per sapere se in 
quelle terre vi foasero colonie cartaginesi di qualche importanza. 



,vGoosle 



AFE 



111 



AMca (il littorale di) oggi à quasi tatto occupato dagli Europei; 
ohe a setteatrione, su quello del Uarocco, la Spagaa à Cauta e 
Melilla; quindi tutti i lidi di Algeria e Toaiai in mano della 
Francia; quello della Trìpolitania resta nominalmente sotto il do- 
minio del Sultano. 

Nel littorale occidentale, quello di Egitto sin circa il 18° lat. B. 
è sotto il protettorato deU'IngUlterra; da questo grado sino a 
circa l'8° lat. B. , appartiene all'Italia; tra l'S° ed il 9**, alla 
Francia; qaella parte che è tra il 42' dì bng. 0. ed il 49° è del- 
l'Inghilterra; da questo grado sino al capo Guardafili, e di qui 
sino al fiume Giuba è dell'Italia; da detto fiume a Oonja, dell'In- 
ghilterra; di qui sino a capo Delgado, della Germania; e quiniU 
il luogo tratto, lasciato per ora ai sonnolenti Portoghesi sino a 
Lorenzo Marquez, donde & principio la grande colonia inglese del 
Capo che gira tutta l'Africa meridionale, risalendo per la occiden- 
tale sino al fiume Orange ; oltre il quale, il grande possedimento 
germanico sino al fiume Kunene, per lo spazio di circa 12 gradi 
di latitudine. Dal Kunene al Congo tornano I possedimenti por' 
toghesi, interrotti per breve tratto dallo stato del Congo a e 
volle dare una via al mare; in seguito, i possedimenti francesi 
del Congo e di Gabnn, interrotti da una piccola colonia spagnuola: 
poscia di nuovo i Tedeschi al fiume antico Calabar; indi gl'In- 
glesi sino a Porto nuovo; segue una punta del grande impero afri- 
cano francese del settentrione, che circonda altre due colonie, l'nna 
tedesca e l'altra inglese, e tra questa e lo Stato libero di Liberia, 
di nuovo gl'Inglesi, Francesi, Spagnuoli, e una punta che fa una 
nuova colonia inglese, abbracciando le due rive della Gambia 
sino ad Yarbatenda; poscia la Senegambia francese, e quindi un 
tratto libere, e un tratto spagnuolo sino al Marocco, il quale Stato 
poi abbraccia tutto il resto del littorate occidentale. 

Le isole d'intorno al continente africano sono tutte in potere 
degli Eurepei. 

Quella di Madera e parte delle Canarie e le Azzorre e di capo 
Verde sono dei Portoghesi; l'altre Canarie, degli Spagnuoli, a cui 
pure appartengono quelle di Bissagos e di Fernando Po; Santa 
Elena e l'Assunzione, degl'Inglesi, per dire delle maggiori nel- 
l'oceano Atlantico; nell'Indiano, Madagascar con le Comorì e la 
Reunion, alla Francia; le Seicelli, le Amiranti, San Maurizio, 
Pemba e Sansibar, agli Inglesi, con Socotora a greco del capri 



,vGoosle 



112 APfi-AGA 

Guardafui e l'isola di Ferim all'entrata della baia dal mar Boaso; 
quella della baia di Àssab e l'arcipelago di Dahlak, all'Italia. 

I Romani oominciarono la conqaista dell' À&ica con Caio Attilio 
Regolo (256 a. C), e si pub dire oompiata con la distruzione di 
Cartagine nel 146 a, C. ' 

Sotto Angusto, colla sottomissione dell'Egitto, fa compiuta la 
conqaista di tutto il continente settentrionale. 

Nel 430 d. C. l'occuparono i Vandali venuti dì Spagna, sinché 
Belisario la riaottomise nel 633 all'impero romano d'Oriente, però 
per poco; poi che nel 647 la conquistarono gli Àrabi. 

Kel secolo zv i Portoghesi occuparono alcone città nel setten- 
trione dd Marocco, che poi vennero in potere degli Spagnuoli nel 
secolo IV e xvii. — I Francesi conquistarono l'Algeria nel 1830, 
e Tunisi ai nostri tempi. 
AMca vetus (Àfrica vecchia) chiamarono gli antichi la moderna Tu- 
nisia. Il' Africa vetta era divisa in due regioni : la Zeugitana a B. 
e la Bizacena ad A. 
— detta anche Al-Mahdya, oittÀ marittima della Tunisia, fondata 
nel 015 presso le rovine dell'antica Aphrodistum da ObeidAlla- 
el-Mahdy. Fu capitale dei primi Fatimitì; la conquistò Carb V 
nel 1550. 
Africana daase. Vedi Classe. 

Africano e Afrlceno, a. maech., il libeccio; i marinai lo chiamano 
afridno e garbino. 

Fr. Usbèche; sp. Wkcc; port, africo (poes. mdoeBtd); lat. africtts; 
gr. Àlff>, Xv^óì; ingl. Sud-West; tod. Sitdweetmnd. 
Africo, libeccio, vento tra A. e P. — Ten. garbin; genov. Mxcdo. 
Fr. lebéche; ìngl. afer; spagn. lebece, viento abrego; port sud- 
veste; ted. Sildioestwind, 
Afrodite, uno dei soprannomi dati a Venere, da dtpQÓs schiuma, 
e òiofiai, vestirsi, nutrirsi della schiuma del mare. 

Aristotile disse che afros altro non significava che la purezza 
e candidezza dalle membra di Venere. 
Lat. aphroditìs; gr. dipqoòltr]. 
Agà Agha, capo militare presso ì Turchi, e una volta cosi dice- 
vaai il capo dei Giannizzeri, come pure i comandanti nelle armate, 
come alla battagUa di Lepanto fu Assan, rinnegato veneto. A il 
significato generico di Comandante, e cosi chiamavano tanto chi 
<»manda va cinque uomini, come chi ne comandava miUe, trentamila. 



,vGoosle 



AG A 113 

Agadir o Santa Croce, la più importante città della provinci» di 
Lu3 nel Marocco, citata da Leone Africano col nome di Gesert 
Ghessem. Il ano porto è grande e buono. Oggi l'antica città è di- 
stratta e non vi è che un villaggio. Gli Arabi chiamano la baia 
di Agadir la porta dei paesi tutì (Bak-Sudan). 

Agal>agal o agar-agar, fuco marino che costituisce un articolo di 
commercio tra le isole malesi e la Cma. 

Il migliore è la gracilaria spinosa. — Agal-agal deriva il suo 
nome da Tanjong Agal, sul littorale settentrionale di Borneo, dove 
è originalmente raccolta. Ora si trova in grande abbondanza nella 
Polinesia, nelle isole Maurizio, ecc. Essa è solubile e forma una 
chiara gelatina che si adopera nella tisi ; in Gina k nn alto prezzo. 
Si suppone che le rondini di mare traggano a Borneo da questo 
fuco i materiali per i loro nidi mangerecci. 
Questi iuchi si trovano anche a Oeylan. 

A galla, avT., ciò che resta alla superficie dei liquidi, che non af' 
fonda. 

Fr. à flot; lat. in superficie; gr. ininoÀìjg; ingl. afloat, ivaier 
bora; ted. flott. 

n Poliziano {^., I, 89) usò nello stesso senso a gaUo: 
Talvolta sopr'all'acqua un po' guizzando. 
Mentre l'nn l'altro segue, escono a gallo. 

— (riìttettere a), riportare alla superficie dell'acqua oggetti affondati, 
navi od altro. Dicasi anche tornare Q stare a galla. 

Agalma, s. m., ornamento sull'acrostolio o presso dì esso. 

Agamenoose, re d'Argo e Micene, fratello a Menelao. Ebbe in suo 
potere la massima parte del Peloponneso; fu eletto capitano ge- 
nerale dell'esercito e del naviglio dei Greci nella spedizione contro 
Ilio. Egli concorse all'impresa con cento navi, e sessanta ne pre- 
stava agli Arcadi. 

Agana (8anf Ignazio de), capitale dell'isola di Guam, o Guaam, o 
San Giovanni, la più grande delle Marianne; long, 0. 142°, 38', 
lat. B. 13", 29'. Vi risiede il governatore di esse isole, apparte- 
nenti olla Spagna. Fu scoperta da Magellano nel 1521. 

Agardhla, s. £, genere di alghe che si confonde col genere Codium 
di Agardh. 

Agaree, s. f., sezione delle alghe della famìglia delle Laminarie. 

Agaron, conchiglia del genere della porcellana. 

Agaaslz Luigi, naturalista svizzero, nato a Orbe (Vaud) nel 1807. 
CoBtzznn, Vocab. nautico. 8 



,vGoosle 



114 AGA 

Pubblicò la descrizione di IIG specie di pesci dei mari del Bra- 
sile, raccolti dallo Spiz; mori nel 1873. 

Agastarj, nome dato da Blainvìlle agl'infusori che mancano di ca- 
nale intestinale, e quindi assorbono ed esalano da tutta la super- 
ficie del corpo. Tra questi ctas9Ì6ca la Spugna, che altri enumera 
tra i Polipai, 

Agata, s. f-, cappelletti di rose nautiche, cioè bussole, pietruzza dura 
e concava, situata al centro di graviti dell'ago calamitato, per 
tenerlo in bilico sul perno. Questi cappelletti sono fatti di pietra 
dura, di agata, di silice, di calcedonia, di corniola e simili. 

Fr. agate; spagn. e port, agata; ing). agate; ted. Achatslein, 
Agat, Achat. 

— s. f., nome volgarmente dato ad alcune specie di conchiglie. 

Agatarchlde o Agatarco vissa nel primo secolo a. C. ; scrisse pa- 
recchie opere andate tutte perduto, meno poclii frammenti. Aveva 
scrìtto nn Periplo sul golfo arabico, e grandi opere sull'Asia e 
sull'Europa. 

Agatifillo, s. m., genere di polipo fossile. 

Agatlma e Agatiroo (Agathyrna), antica città marittima della Si- 
cUia settentrionale, tra Tindarì od Alunzio. 

Agatlrso, s. m., nome di un genere di molluschi, simili alle Sili- 
quarie, proposto dal Montfort. 

Agatistegif genere di pesci malacotterigi addominali, appartenente 
ai Siluridì. 

Agatocle, figlio di un fabbricante di stoviglie, per la milizia pro- 
veniva ai primi gradi dello Stato, alla signoria di Siracusa (317 
a. C), coU'aiuto dei Cartaginesi e di una strage di circa seimila 
cittadini, Prima alleato, poscia in guerra coi Cartaginesi, arma 
60 navi e porta temerariamente la guerra in Africa, ove abbrocia 
le navi per non lasciare a' suoi altra speranza che nella vittoria. 
Fa cose mirabili, occupa circa 200 città, parte prese d'assalto e 
parte per dedizione. Toma in SicUia a dar nuova delle sne vit^ 
tone, e poco stante, avuto dagli Etruschi un rinforzo di 18 navi, 
ripassa in Africa, dopo avere sconfitta la classe cartaginese che 
aveva impreso il blocco di Siracusa. Sconfitto in Africa, vi lascia 
ì lìgli, che sono trucidati; e su di una barchetta ritorna in Si- 
cilia, ove rimotte in suo potere una gran parte dell'isola; occupa 
a tradimento Crotone, concede navi agli Iapigi ed ai Peucezi acciò 
esercitino la pirateria, dando a lui parte delle prede. Nel 289 a. C. 



,vGoosle 



AG A. AGE 115 

aveva fatto grandi preparativi d'armi, d'armati e di navi per ri- 
portare la guerra in Africa, quando venne spento di veleno. 

Scipione soleva dire, che Dionigi il vecchio e Agatocle erano 
gli uomini di azione i più audaci, i più sagaci, i più abili che 
egli conoscesse. 
Agatodèmone, il ramo più occidentale dal Nilo. 
Àgave, genere di pianta dell'esandria monoginia, della femiglia delle 
amarillidee e dell'ordine delle bromelie; sono qnasi tutte dell'Ame- 
rica centrale. Si è acclimatata anche in Europa, ma vi fiorisce di 
rado. Le più atimate sono quelle del Messico e di Cuba. Con le 
foglie ai {& una specie di tegole, e gli spini servono da aghi. Re- 
cidendo le foglie centrali si ottiene un sago gustoso, qualcosa dì 
simile al sidro, del quale ^no avidi i Messicani. Delle fibre delle 
foglie se ne fanno corda, stuoie e tessuti assai rozzi. In Inghil- 
terra ed in Francia si studiò di estrame migliorata la materia 
tessile da sostituire al lino e al cotone. I fratelli Ferelli-Ercolìnì 
di Milano, dopo vari anni di secreti studi, riuscirono ad ottenere 
una materia simile alla seta, sottile, morbida, lucente, dall'agave, 
dalle palme e da altre piante tessili. 

Fr. e ingl. agave; apagn. agave; port, agave (e con nome volgare 
la chiamano ^u-pifta; si chiama pilla od (Uoe la specie acclimata 
sulle rive del Mediterraneo); ted. Agave, Baumaloe. 

M. Liittré vuole che il nome di agave derivi dal greco àyav^ 
^ ammircMU. 
Agay, dipartimento del Varo, sa di una baia dello stesso nome, 

molto pittoresca e sicurissima, a 13 chilometri da Frejas. 
Agde, città e porto della Francia meridionale, a 44 chilometri a 
libeccio di Montpellier. Cabotaggio attivissimo e scuola di naviga- 
zione. Cantieri, fabbrica di tela da vele e di attrezzi. 
Agea, secondo Feste (presso Paolo Diacono), è una via sulla nave. 
< Ita dieta quia in ea maxima qnaeque res agi solet > . 
Isidoro (XIX, 2, 4) afferma che sono vìe sulle navi per le quali 
Vhortator accede ai rematori. — Un verso di Ennio (lib. VII), di- 
versamente letto, ci dà qualche lume: 

• Malta foro pouens, ageaque tonga repletur • . 
Oppure: 

* Multa foro ponit et agea longa repletur • . 
Lo Scalìgero (ad Festum): 

t Multa forum, pontes et ageaque repletur • , 



,vGoosle 



116 AGE 

mi pare che alteri il verso e il concetto. Non ricorda che fòrum 
e pons aolla nave romana avevano lo stesso significato! 

Il Dacer, a Festo, dice che agea deriva dal greco agea; il che 
sarebbe confermato da una variante di Festo; ageja. 
Lo Scheffer (lib. I, e, G) porta un'altra lezione: 

< Malta foro ponunt, agearia longa replentur » . 
A tanta distanza dì tempo è molto diffìcile rintracciare il vero 
e proprio significato di questa parola. Il furo indica il ponte, « 
forse più specialmente il largo a poppa, o ì'agea longa la corsia 
che da poppavìa andava a proravia, tra le due file di rematori di 
destra e di sinistra, presso i Greci; presso i Latini fòri. 
Ageario, s. m., andito pel quale l'ageatore delle poliremi scendeva 

a tutti gli ordini, anche infimi dei rematori. Gcolibluotti. 
Ageatore, a. m., l'aguzzino sulle antiche poliremi. GDQliteiLUOTTl. 
Non so su quali aatorit& dia il Guglielmotti il significato a 
queste due voci, che non è chiaro negli antichi scrittori. — Vedi 
SOH&FFEH, pag. 50. 

— 8. m. ; M. Jal crede ohe questa voce equivalga ad hortator, e 
dice che deriva o da agea, o dal lat. age in senso di: andiamo! 
coraggio! — A me pare probabile che derivi da agea, e che lo 
agealore, l'uomo dell'agea, non sia altri che il marinaio incaricato 
di tenere sgombre le corsie, per comodo dei comandanti e dei pas- 
seggeri. 

Agenejoso, s. m. , genere di pesci malacotterìgi addominali, che il 
Lacépède separò dai Siluri. Ve ne sono due specie, tutte due di 
acqua dolce, dei laghi e dei fiumi del Surinam (Guiana olandese). 

Agente di combtutione , il corpo atto a togliere alle combinazioni 
chimiche una parte dei loro elementi combostibili per dare origine 
a nuovi composti 

— di riduzione, il corpo atto a togliere l'ossigeno e ad aumentare 
le proporzioni degli elementi combustibili dì una data combina- 
zione. 

— ogni corpo che somministra in qualsiasi maniera il mezzo dì mo- 
dificare altri corpi, o separare le partì costituenti dì un composto, 
dicesi agente: fisico nel primo caso, chimico nel secondo, o l'uno 
e l'altro insieme. 

— metaUurgico. 



,vGoosle 



- colorante. 



AGE-AGG 117 

Agente decolorante. 

— elettrico. 

Fr. agent; spaga, e port, agente; lat. agens; gr. énhQonog; 
ingl, agent; tad, Agena, einwirckenie Eraft. 
Agenzia, s. f. , navale; in Inghilterra, società che trattano gli af- 
fari monetari degli officiali e apesao li aintano nella profeasione. 
Per questi servigi le agenzie ricevono il 2 1/5 per cento. 

Fr. agerux; aptign. e port, agettcia; ingl. agency; ted. Agaiiitr, 

— marittima, uffici d'indicazione per le diverse linee di naviga- 
zione. Essa fanno conoscere il prezzo per ogni classe di passeg- 
geri, dalla città ove sono ad un porto qualsiasi toccato da dette 
linee. Danno altresì il prezzo pel trasporto delle merci. 

Aggallato, s. m.; vedi Mare di sargasso, Mare erboso. Prato gal' 



A^andamento, s. m., l'atto e l'effetto dell'agganciare. 
J^ganciare, v. a., è porre, attaccare al gancio, afferrare col gancio, 

fermare con esso. 

Fr. agrafer, accrocher; ingl. to catch, to grapple; ap. aferrar; 

ted. anhaken. 
Agganciato, part. pass, e add., da Agganciare. 
Agganciatura, s. {., l'atto l'effetto dell'agganciare. 
A^angherare, v. a,, inserire i gangheri nella femminella. 

Fr. gonder; apagn. quineiar; ingl. to scinge; ted. mit Ilaspen 

verséhen, zuhaken. 

— fornire di gangheri alcun pezzo d'opera. 
Aggangherato, part. pass, e add., da Aggangherare. 
Aggarbare, v. a., dare il garbo. 

— disegnare i garbi di una nave. Vedi Garbo. 

Aggere, s. m., terrapieno che solevano fere gli antichi per costruire 
i porti affinché non potessero comunicare col di fuori, o ricevere 

Scipione ne fece costruire uno alla bocca del porto di Cartagine, 
che aveva alla base piedi 9(ì, e 24 fuori della superficie dell'acqua. 

I Romani avevano tentato di chiudere altresì Jl porto di Li- 
libeo, ma non v'erano riusciti, par la sua profondità. 

Alessandro ne fece costruire uno grandissimo par riunire la 
città di Tiro al continente, la quale era sovr.\ due isolette con- 
giunte insieme. 

Ted, Damm, ErdicaU, Schanze. 



,vGoosle 



118 AGG 

Aggennlnare e Germinare, v. a., corruzione di aggermanare, da 
germmu) ^ fratello, (^uiodì equivalente ad affratellare, per aseo- 
ciare. Deriva dall'antico catalano agerìnanar, die significò l'ac- 
cordo del padrone coi mercanti e tutti quelli cbe avevano qualche 
interesse a bordo, per compartirai le perdite in caso di getto, di 
avarìe, e di parziali ladroneggi per opera dei corsari. 

< E si la nau ó leny ae perdrà ó prendrà algun dan, ò '1 ee- 
nyor de la nau 6 de leny è los mercaders agertnanaran l'aver ab 
la nau ó leny, è la nau ó leny ab l'aver, se perdrà, aqnella roba 
que se saluerà deu aiudar à smenar (indennizzare) la nan 6 leny 
aegons que les conviuances seran entro ella empreses • {Consul, 
de la mer, e. 162; PabdbsS., II, 171). 

Adattante, part, paaa., da Aggettare, chi o che aggetta. 

Aggettare, v. n., unire in fuori, sporgere in avanti, sì dice di tntte 
le membrature della nave che sporgono dal bordo, come ballatoi, 
pareti, cinte, precinte, ecc. 

Fr. saillir, construire en Baillie; spagn. sitrtir; port, fazer sa- 
cada; \&t. prostare, prominere ; vagì, to jet-out, tojut-out; tod. Aer- 
ai» springen, hervorragen. 

Agghiaccio. Vedi Agglaccio. 

Agghindare, v. a.; vedi Ghindare. 

Coll'artimone il mar tranquillo, e saldo 
Sino al calcese aghinda e fa Cataldo. (PuLOl, Dtod.) 
Credo che debba leggersi aghindar fa Cataldo, ohe vi può es- 
sere un facilisaimo errore tipografico, 

Aggiacchlare, v. a., ■ pescar con rete volante a tondo * . Gdqliel- 
MOTTi. Vedi Giacchiare. 

Aggiacchlo, B. m., * rete gettata a tondo dal pescatore > . Gdgliel- 
MOTTi. Vedi Giacchio. 

Agglaccfare, v. a., lo stesso che giacdare; maneggiare il giaccio 
o barra del timone. 

Agglacciata, s. fem., • la cosa latta nell'aggiacciare, colpo di ag- 
gìaccio * . GuoLiELMom. 

Aggiacciate, add., da Aggiacciare, fornito del giaccio, ossia della 
barra del timone. 

Aggiacci dìcesi l'insieme delle barre, dei tiranti del timone: in- 
somma, il meccaniamo completo. 

Afglacdo, a. m., barra del timone. 

Fr. harre du gouvemail; ingl. tiller, helm; ted. die Riiderpitme. 



,vGoosle 



AGG 119 

Aggiaccio a due bracci. 

Pr. barre brisée; ingL yoke; ted. die Jochpinne. 

— di rispetto o di riserva. 

Ft. barre de rechange, de combat; ìngl. spai-e tiller; ted. die 
Seservepinne. 

— a. m, , viene es30 dal greco oXaÌ, axos? cosi pensa il Gugliel- 
motti. 

Lat. clavu». Vedi Barra. 
Aggio di cappa. Vedi Nave. 
Aggiogare, v. a., • 

• lettere i gioghi ai grandi bastimenti da remo, per sostegno 
del posticcio e del palamento.. Goglielmotti. 

— • riunire l'effetto utile di due macchine allo stesso lavoro >. 
Idem. 

Pr. conjouguer. 
Aggiunto, 9. m. , pezzo che serve ad unire due parti di nna mao 

A^ustamento, s. m., l'aggiustare. 
Aggiustare, v. a., le vele. Vedi Vele. 

— accomodare una macchina od altro, ed anche assestarla in modo 
che faccia il debito eOètto. 

Ted. genau in Ordnung bringen. 

— dirigere le artiglierie e qualsiasi altra arma in guisa che il pro- 
ietto colpisca diritto nel segno. 

Pr. ajusler, braqtter; ted. rickten. 

— il colpo, il tiro, dirizzarli a certo segno. 

Fr. ajìister aon coup, viser; ingl. adjust a blow; ted. genaa 
^eUn, genau das Ziel nehmen. 
Aggiustato, part. pass, e add., da Aggiustare. 
A^ustatore, s. m., da Aggiustare, chi o che aggiusta. 
Aggottare, v. a., viene da gotto, nome del vaso di legno o d'altro, 
per mezzo del quale sì gtttava fuori l'acqua della sentina dai pic- 
coli navigli. 

Fr. agréner; sp. e port, agotar, esgotar, achicar; ingl. to pump 
up, to scoop, to tale a boat; ted. auBpumpen, ausschopfen. 
A^ottatore, chi aggotta. 

Fr. éjecleur; ingl. bilge^ector; ted. Ejector, Ijenzejector. 

— a vapore. 

Aggottatura, a. f, l'atto o l'effetto dell'aggottare. 



,vGoosle 



120 AGCt 

Aggottazza, s. f. ; vedi Gottazza. 

A^ra&re, v. &., pigliare o tirare co' graffi o simili arnesi. 

Fr. agraffer; ted. anhaken, greifen, 
A^^rappamento, s. m., l'azione o l'effetto dell'aggrappare. 
Aggrappare, v. att, pigliare o tener forte, con qualche arnese, 
grappe, nactni, mani di ferro, arpagoni e simili. 

Pr. aitraper, accrocher; lat. arrìpere, v/ncis manibus prensare; 
gt. xata/td^ntta; ingl. to grapple, to crampe; ted. ai^lammem, 
verklammem. 

— si dice dell'afferrare un naviglio per andare all'arrembaggio. 

Pr. cuxrocker un navire avec des grappina d'abordage. 

— all'ancora. Vedi Ancora. 
Aggrappato, add., da Aggrappare. 

Aggrappatolo, b. m., strumento qualsiasi per aggrappare. 
Pr. grappin; ingl. grapple; ted. der llaken. 

Aggravigliarsi, v. a., e nggrovigliolarsi, da groviglio o groviglMo, 
specie di viticcio o filamento col quale alcune piante si attaccano 
ad un sostegno, alberi, pali, muri, ecc. Cosi diciamo che si aggro- 
vigliano od aggravigliolano cavi, fili, filetti, cioè che si avvolgono 
in sé, si aggroppano, s'Implicano. — Genov. agrittarse. 

Fr. s" entrelacer , s'enlacer; lat. implicari, intricari, invaivi; 
gr, avaTQÌfo/*af, i/tnMxéa&ai; ingt. lo curi, io shrink; ted. iich 
verschlingen, ineinanderschlingen. 

Aggredire, v. a., assalire, affrontare. 

Fr. assaUir; apagn. asaltar; portogh. assaltar; ingl, to assail; 
ted. angreifen, anfallen. 

Aggredito, add. e part, pass., da Aggredire. 

Aggregazione, s. f., forza della materia, per la quale le molecole 
si uniscono insieme per formare i corpi. 

— (forza di). 

— (stato di). 

— (stato gassoso di). 

— (stato liquido di). 

— (stato radiante dij. 

— (stato sferoidale di). 

— (stato solido di). 

Fr. agrégntion; ìngL aggregation; ted. Aggregation, Anh&nfung. 
Aggressione, S, f, , l'atto dell'aggredire. 
Aggressore, verb., da Aggredire. 



,vGoosle 



AGG 121 

Aggrlnzamento, s. m., traccia che si oianifesta ael metallo del pezzi 
mobili delle m&ccliiae, prodotta dal consumo disuguale del metallo 
medesimo, cagionata o da movimenti a vuoto, o dalla intromis- 
sione di corpi duri, come gbìaia, o schegge di ferro. Farrilli. 

— dell'anima ddle bocche da fìwco, l'insieme di rughe ed escava- 
zìoni prodotte dalle erosioni dei gas , che sfuggono attraverso il 
vento. S'impediscono o si attenuano coll'uso dei turavtnti o degli 
anelli di fregamento, eco. Salvati. 

Fr. ffrìppwe; ingl. rut; ted. fresseTi. 
Aggrìazìre o aggrinzare, v. intr. , aggrinzirai o aggrinzarsi dicesi 
di parti di macchine, di anime di bocche di fuoco, ecc., che, per 
le cause sopra indicate, diventino scabre nella superficie. 
Pr. se gripper; ingl. to rut; ted. faltig, uneben werden. 
Aggroppare, v. a., far groppi, annodare. — Sebbene aggruppare 
sia voce identica alla prima, pure l'uso conferi a ciascuna un si- 
gnificato diverso. 
Fr. nouer; tngl. to knot; tad. zusammenknoten-knilpfen. 
Amrovigliato e aggrovigllolato, add. e p. pass., dell'una e del- 
l'altra forma di detti due verbi. 
Aggruppa, genov., per aggroppare. 

Aggruppare, oggi significa adunare più cose, spesso con intenzione 
e con ordine; così p. es., nella musica chiamasi gruppetto un ab- 
bellimento di più notine; gruppo, nella statuaria, un insieme di 
più figure rappresentanti qualche fatto. < Nell'arte militare na- 
vale, ò l'unione prestabilita di due, tre, quattro navi per agire di 
concerto > , Salv. ; in tali casi niuno direbbe gruppetto e groppo. 
Fr. aasembler; ingl. io assemble; ted. in Gruppen vereinigen, 
anaammein. 
Agguagliare, v. a., appianare, rendere eguale, 

Fr. planer, araser; spagn. igiudar; portogh. aplainar, alisar; 
lat. aequare; gr. i^iaóo); ingl. to plain, to even; ted. einetmen, 
planieren. 
Agguagliatolo o agguagliatore, s. m., scalpello o saetta di acciaio 
per eguagliare, far eguale, p, es. un foro a grandezza voluta. 

Il Carbone distingue V agguagltatoio della bocca delle canne 
delle armi da fuoco, dnW aggtiagliatoCo dell' intenw della canna, 
i quali poco differiscono tra loro. 

— strumento per agguagliare, appianare, rendere eguale una su- 
perficie. 



,vGoosle 



122 AGG-AGH 

Ft. alésoir rond, polUsoir; ap. igualador; lat. aequator, aequo- 
litenttim {Vabh. preaso Nonio); ingl. round broach; ted. GlStìaJile, 
Polierahle. 
Ag^Cuantal comando di afferrare e tenere fenao, per esempio un 
cavo. 

Fr. tUns bon! ingl. lay hold, hold fast the rope; hold on; 
ted. feat! halt! 

— usasi anche pei paliscltermi o lancie, e significa fermarle, met- 
tendo i rami col taglio verticale nell'acqua, e facendo forza con 
le braccia sul givone. 

Agguantare, v. a., diceai del fermare con la mano subitamente ana 
fune quando scorre. Crusca. 

Pr. (antico) aganter, (moderno) enganler; lat. funem decurrentem 
continere; gr. av/tfiàp7tia ; ingl. lo hold-fast; ted. festhalten. 

— prendere presto e tener fermo aiciina cosa. 

— tener fermo, star saldi, impugnare, e simili. Fincati. 

— un navìglio, significa avvicinarlo e superarlo di velocità. 

— un foì'lunale aU'arKOra, vale resistere ad esso. 

Fr. étaler un coup de vent à l'ancre; ingl. lo rids out a gale; 
ted. einen Sturin abreilen. 

— D. p-, mantenersi fermi. 

Fr. s'aaganler; spagn. e port, aguaniarse; ted. sichfesthalten. 
Agguerrimento, s. m., l'agguerrire o l'agguerrirsi. 
Agguerrire, v. a., preparare alla guerra ì militari. 

Fr. agueìTir; sp. aguerrir; port, aguerrear, aguareiar, agueiiir; 
ingl. to train up to war; ted. fur den Krieg tavglich machen, 
vorbereiten. 

— n, pras. , prepararsi alla guerra ; addestrarsi , accostumarsi alla 
guerra. 

Ag^^errlto, add., da Agguerrire, 

Aghaba, s. f., nome di uu battello del Nilo che trasporta delle mer- 
canzie duraate la stagione delle basse acque. Pesca poco, & fondo 
piatto, con un solo albero a grande vela latina. 

Agherbino, s. m., con l'appoggio dell'A iniziale ; lo stesso che Gar- 
bino o Libeccio. Vedi Garbino. 

Aghetta, s. f., terra aghetta, litargìrio o piombo arso. Crusca. 

Aghetto, s. m., cima o funicella per uso dì legare e fasciare cavi, 
acciò che nello sfregamento non sieno logori. 

Fr. aiguilUUe, ligne d'amarrage; spagn. cordones, mojeks, acol- 



,vGoosle 



AGHAGI 



123 



ladoret; port, colhedor, coUiedore», michelos; iagL lashing lanyard; 
ted. Senkel, Bindad, SorrUsine, 

Aghetto, pei-.zo di sagola o di merlino terminato ad occhio da ana 
cima, mediante ona garoa impiombatavi e a coda di topo dall'altra 
cima per legare e unire sulle manovre ferme. Pabbilli. 

— laccio d'oro terminante nelle due cime in due puntali dorati, 
addoppiato nel mezzo ed intrecciato per buona parte della sua 
lunghezza, che gli ammiragli della marina italiana portano sulla 
spalla destra, come distintivo del loro grado. Portasi altresì dagli 
ufficiali, deputati presso gli ammiragli come Aiutanti, Fabkilli. 
Fr. aigmllette d'or. 

Aghettoae, s. m., accrescitivo di aghetto. 

AghSu, genov., a. m., pasce argentino. 

AghUlato, 3. m., nome volgare di una specie di pesce-cane, del ge- 
nere acanthivs, dal cui fegato si estrae un olio buono per la concia 
delle pelli, e nella cura dei reumatismi. La pelle, scabrosa, ado- 
perasi per lucidare legname ed avorio. 

Aghirioo, 3. m., pesce afime alla aogliola. 

Aghjrone, s. m. ; vedi Airone. 

Agìario, scorretto per agearlo. Vedi Ageorio. 

Agiaxu, s. m. (genov.). Vedi Agghiaccio. 

Agibbu, a. m. (genov.), arnese. Vedi Arnese. 

Agieron, ven., lo stesso che airon. Vedi Ajroo. 

Agile, add., facile a muoversi, detto di naviglio. 

Yr. agile; lat. agilà; gr. Òé^wg; Ìngl. agile; ted. geicandt, be- 
tveglich. 

Agilità, s. f., destrezza, facilità nei movimenti. 

Fr. agiliU; ingl. agility; ted. Jiehendigkeit, Beweglichkeit. 

Agilltare, v. a., rendere agile. 

Agilla (Agylla), città prima pelasga, poi etrusca, poi greca, ìndi 
soggetta ai Romani. Ebbe molta potenza in mare al tempo degli 
Etruschi, e, contro il costume di questi, s'astenne dalla pirateria. 
Gli Agillei ebbero, tra i Greci, grande reputazione di giustizia. 
Al tempo dei Romani prese il nome di Caere. Le rovine di questa 
sono oggi a quattro miglia dal mare, a Cerveteri. 

Hand procul hinc saxo colitur fundata vetusto 
Urbis Agyllinae sedes; ubi Lydia quomdam 
Gens, bello praeclara, jugis insedit Etruscis. 

ViaoiLio, Aen., Vili, 478. 



,vGoosle 



124 AGI- AGO 

Agire, V. a., operare; detto delle macchine che lavorano; agiscono 
bene o male, ijodo o non sano in azione. 
Ted. functionieren, arhetien. 
Agitamento, s. m., da Agitare. 

Sagg. not egper.: • i quali vi fanno apparire una nuvoletta 

bianca, or più alta, or più bassa, che per agitamento diffóndosi 
per tutta l'acqua • . 
Agitare, t. a., dicesi del vento che agita il mare, 
— n. p., agitarsi il mare per i venti. 
Agltatissimo, superi, di Agitato. 
Agitato, part. pass, e add,, da Agitare. 

Fr. agile; ingL disturbed irregularly; ted. bewegl. 
Agitazione, a. f., l'effetto o l'atto dell'agitare. 

Tao., De vii. Agr., 389: ■ Credo che le poche terre e monti 
gli levan la cagione e materia di tempeste, e la continua profon- 
dità di coai ampio mare gli ritardi l'agitazione • . 
A giustoposto, si dice del fasciame dì un naviglio. 

Fr. à frane bord; ingl. cawel-built; ted. kratcehlartig. 
Agiutante, venez., per Aiutante. 
Aglaofemla, genere dell'ordine delle Sertularie, divisione dei polipi 



— una delle Sirene, figlia dell'oceano e dì Anfitrite. 
Aglaofillee, alghe florìdee della famiglia delle Callitamie. 
Aglapsis, genere di crostacei fossili. 

Agmen (lat.), ordinanza di esercito. 

— primum agmen, l'avanguardia. 

— noviasimum agmen, la retroguardia. 

— per esercito; ducere agmen, condurre l'esercito. 
Agmenello, s. m., genere di alghe Cloroficee, del gruppo delle Ul- 

vacee. 
Agna, a. f. (genov.), pesce detto anche trota di mare e ragna; a 

Livorno, ragno, 
Agnone, figlio di Nicia, fu stolarco di squadra nella guerra degli 

Ateniesi contro Same (439 a. C), e stolarco dell'armata ateniese 

con Cleopompo, nel 430 a, C, durante il processo contro Pericle. 
Ago, sost. m., strumento di varia grandezza e di varie forme, per 

congiungere insieme tesanti e peUi; da fare reti, maglie ed altro. 

Ordinariamente è formato di una piccola ed anche piccolissima 

asticella cilindrica, appuntata da una parte, con un foro (cruna) 



,vGoosle 



AGO 126 

dall'altra per ìalìlarvi filo, cordoncini, spaghetti, nastri. Vedi 
Agocchja, Agogia, Agucchia. 

Fr. aiguille; spagn. aguja; port, agulha; lat. ami»; gr. §eXóvr]; 
ingl. needle; ted. Nadel. 
A4SO, ». m., da velaio, è cilindrico verso la craaa, triangolare verao la 
punta; gli angoli però sono smussati acciò che non tagUuo la vela. 

Fr. aiguille à vallee; ingl. sail-neeàle; ted. &gelnadel. 

Vi sono tre specie di aghi da velaio. 

— per gratili. Vedi Gratili. 

— di carico. Vedi Albero. 

— per foderature di cuoio. Vedi Cuoio. 

— per occhielli. Vedi Occhielli. 

— d'armare. Vedi Armare. 

—r per tela d'{Uona. Vedi Alona. 

— da merlinare. Vedi HerUnare. 

— (fucOe ad). Vedi Fucile. 

— dello apiroa, « Parte dello sperone di un vascello, che è compresa 
tra la gorgiera ed i porta-anteunali >, BOBBIO. 

— grossa e langa trave che serve a pnnteUame un'altra. 

— * due aghi uniti ad angolo, e con le altre estremità divergenti 
a formare un triangolo, fìssate a terra, sopra un puntone, for- 
mano una biga > . Fiqdé. 

— magnetico ctUamitato. 

Pr. aiguille marine, aiguille aimanlée; ingl. magnetic needle; 
ted. MagnetnadeL 

Viene anche detto ago della bmsola, vedi Bussola, e del com- 
passo, vedi Compasso. 

— impalato, perduto, vivace, torpido, sensibile, distratto. Vedi Bus- 
sola. 

— d'indinazione. Vedi Bussola. 

— pazzo e impuziato. Vedi Bussola. 

— elettrico. 

— d'albero o di carenamento. Vedi Carena. 

— a aUenaccio. 

Pr. aiguille cademusée; ingl. dosed tongue; ted. verschhssesne 
Weiche. 

— a contrappeso. 

Fr. aiguille d contrepoids; ingl, self-ariing point; ted. Weiche 
mit Oegengewickt. 



,vGoosle 



126 AGO 

Ago asiatico. 

Ft. aiguille astattque; ingl. astatic needle; ted. nstaOiche Nadel. 

— piccolo battello peschereccio in uso sulla Graronna e in altri fiumi 
della Guianne in Francia. 

Il Pournier (Hydr., p. 51) Io dice ago di Bordeaux. 

Questo battello fa chiamato ago per essere molto affilato a prua. 

— da rede o lengueta, agocchia dicono i Veneti l'ago a doppia for- 
cella dall'uno e dall'altro capo, per fabbricar reti. La quantità di 
filo che ai avvolge sull' agocchia dicesi gugliata per agugliata. 

Ft. aiguille à réseau; ingl, a netting needle; ted. Netznadd. 

— della bilancia. I 

— del ìnanometroS Vedi 

— tripolare. ì 

Agocchia, e. f, ago grande, dice il Fanfanì, e da far maglie. 

— sorta di palo di ferro da far fori per le mine. 

Alcuno à confuso VAgwxhia di questa specie, con la Gravina, 
che è pure arnese dei minatori come dei muratori, ed à un ferro 
acuminato, il quale da una parte è foggiato a zappa, dall'altra 
a piccone. 
Agogla (bas. lat.), ago da velaio. 

Agometro, a. m., stnimento per misurare le resistenze elettriche. 
Vedi Diagometro. 
Fr. agomètre; spagn. e port, agomeler; ingl. e ted. Agomeler. 

— a mercurio. 

Fr. agomètre à mercure; spagn. e port, d mercurio; ingl. mer- 
cury agometer; ted. Quecksilberagometer. 
Agon, piccolo porto francese sulla Manica, ove si armano le navi 
per la pesca a Terra Nuova. 

— s. m., Agone o Aiosa; nell'Istria detto Rizzoto e Mentolo, a 
Tri^aXA Angusiada, vedi Anguslcula; pesce di mare che in pri- 
mavera rimonta i fiumi. Quello di mare dicesi Cheppia o Lacda 
(Chiepa), Agone o Aiosa si chiama quello pescato nelle acque 
dolci. 

Linneo lo chiamò Clupea aiosa. 

Il Pollini indica l'Agone col nome di Clupea (dosa major, di- 
stinguendolo da altre due specie, che disse minor e parvula. Vedi 
Sardela del lago e Bogiana. 

— s. m., altro pesce di mare detto anche Maridola. 

— d'Istria, un terzo pesce chiamato comunemente Anguela agonà. 



ivGoosle 



AGO-AGR 127 

Agone, 3. m., poetico, per battaglia. 

— pe^ce di qualche somiglianza coll' aringa; se ne trovano In ab- 
bondanza nel lago di Como. Vedi Agim. 

A gonfie vele. Vedi Vela. 

Agoniafite, genere di cefalopedi fossili, della famiglia dei nautilinidi. 

Agoniche (linee) immaginarie che si fanno passare per tutta la su- 
perfìcie terrestre nei pnnti nei quali l'ago roiignetico non indica 
declinazione. 

Agono, 3. m., uno dei cinque generi dei catafratti, pesci volanti 
della fauna pelasgica, secondo il OUnther (Inlrod. to the studi/ of 
fishes). 

Agoraio, s. m.,' fabbricante di aghi, 

— cannello con altro che fa da coperchio, per uso di tenere aghi; 
si dice anche agaiolo. — Qenov. agoggiajéu. 

Fr. tige porte-aiguUle; ingl, needUbolt; ted. Nadelbolzen, Na- 
délbùchse. 

Agoralolo, s. m., diminatiTO di Agoraio. 

Agordat, regia nave della forza di 7500 cavalli indicati. Le mac- 
chine furono costruite dalla ditta Pattison. Il nome le venne dalla 
splendida vittoria ottenuta dall' Arimondi, presso il villaggio omo- 
nimo nell'Eritrea. 

Agosta. Vedi Augusta. 

Agottare. scorretto per Aggottare. 

Agazzino, s. m. (venez.), compagno di stendardo (Seremo, 166). 

— ■ napol., per Aguzzino. 

Agrafar, venez., per Aggraffare. 

Agrapar ed anche Brancar, venez., per Aggrappare. 

Agraulo, S. m., genere di crostacei fossili, trilobiti, sinonimo di 
arionelto. 

Agrigento, città della Sicilia meridionale, dai Greci detta 'Ax^àya^, 
e dai Latini Agrigentum. Il porto è circa tre chilometri distante 
dalla cittÀ ed è chiamato Porto Empedocle (Emporium Agrigen- 
tinorumj, che Strabene appella veramente intvtiov, dai Latini 
detto Navale e da noi Arsenale; ma gli antichi con questa voce 
comprendevano pure la cittadina che quasi sempre cresceva nei 
dintorni di un Arsenale. 

Agrigento fu un tempo floridissima, abitata da oltre 200.000 
abitanti, piena di superbi monumenti, teatri, templi, palagi ed 
acquedotti. 



,vGoosle 



128 AGR-AGU 

Volta a mezzogiorno, e difesa dal coUe dai venti settentrionali, 
nella stato patisce grande calore. Empedocle, sao cittadino, sng- 
geri di aprìra un foro nel colle perché, per mezzo della corrente, 
si temprasse il suo clima. 

Fu colonia dei Oeloi, secondo i più dei Codici di Strabene; e 
secondo uno, degli Ioni. 

Fu soggetta ai Cartaginesi, alla tirannide cittadina di Falarìde, 
poi ai Siracusani, infine ai Bimani dopo la prima guerra panica. 

Furono, oltre Empedocle, suoi illustri cittadini: Cartine poeto, 
Metello musicista, Acrone medico. 

Empedocle, grande scienziata e poeta, si crede cadesse in mare 
e vi afifùgasse, circa il 440 a. C. 
Agrlppa (Marco Vipsanio) apprese l' arte della guerra sotto Giulio 
Cesare. Chiamato da Ottaviano a dirigere l'armata, come Prefetto 
della Glasse, cioè comandante del naviglio, riportò singolari vit- 
torie: a Xauloco contro Sesto Pompeo, ad Azio contro Marco An- 
tonio. Per questa ebbe da Ottaviano la corona dasaica d'oro ed 
il ceruleo vessillo. 

Fu incaricato di far costruire il porto Giulio, che mise in co- 
municazione coi laghi Lucrino e Averne. Per assicurare dai venti 
il porto Giulio fece costruire il grande argine o scogliera che lo 
fermava. 

A lui si debbo l'adozione delle liburne come navi di battaglia, 
rese però molto più solide; come pure a lai si debbono insigni 
opere pubbliche. 

Opera sua fu il Panteon, e si crede anche la carta dell'impero, 
conosciuta oggi sotto il nome di Tavola petttmgeriana. 

Fece trasportare da Lampsa a Roma il fiimoso leone, opera di 
Lisippo. 

Sposò Giulia, figlia di Augusto, dalla quale ebbe Agrippina, 
maritata a Germanico. 

Egli, con Mecenate, fa di grande aiuto ad Augusto per costi- 
tuire l'impero. 
Agropoli, piccola città sul lido orientale del golfo di Salerno. 
AgrUa, a. f. fgenov.), aria fredda. 
Aguassier^ s. m., nome imposto dal Viellot al genere, pel Merlo 

acquatico ài Bnfibn (Turdue bivehis di Linneo). 
Agucchia, B. f., lo stesso che Agùcchia in BasbebikO. 
— per fare reti. Vedi Hodaoo. 



ivGoosle 



AGU 129 

Agucchia, paletto di ferro per far fori da mine. — God. Agxiggia. 

— in oostruzione, palo, piuolo. 

Tr. pUot, piea, mur^on; ingl, bearing-pUe, pile sunk in earth; 
ted. Orundpfahl, PfaJit. 

— (innestare un'). 

Agnglia, si disse così anche l'ago della bussola. 
E rilevare il porto per agiiglia 
Perché la sonda alle Tollie ingarbuglia. 

POLOI, Mùrg. mag., XXVIII, 24. 

— groaso ago e loogo, triangolare, per unire le vele e le tende. 

— • indice esterno applicato ai regolatori, alle viti, alle chiavi e 
simili, per uso di conoscere Io posizioni di valvole interne o altro • . 

GaOLISLHOTTI. 

— dello schifò, la spina o aguglietto del timoncino. 

Doc. Toscani, 60: < lo schifo con suo ferro, catena, arganello, 

aguglia, et insomma del tutto fornito > , 
Agugliara, a, {., specie di rete tirata da due barche, per la pesca 

delle aguglie. 
AgugUetta, s. f. — Genov. agugetta. 
Agugliettare, v. a., cucire con l'aguglietto ; dicesi dì ana specie di 

legatura che si fa di cavi. 
Agumen, bas. lat., per gomena. 
Agumina e agumine, scorrezioni per gomena; si trova anche nel 

bas. lat. 
Agumlnetta, scorretto per gomenetta. 
AgUn, a. m., add. (genov.), aguto, chiodo. 
Agtissa, add. (genov.), aguzzo, acuto. 
Aguto, s. m., chiodo. 

Fr. ai^it; sp. e port, agudo; lat. acutus; gv. <J|iis,' ingl. acute, 

sharp; ted. BpHz, scharf. 
Aguttà) genov., per aggottare. 
Aguzin, venoz. e genov., per aguzzino. 
Aguzzino, s. m.; quest'ufficiale subalterno avea in custodia l'acqua, 

la ciurma ed eseguiva le sentenze criminali. 
In ogni galea vi era un aguzzino minore, sottoposto a quello 

reale o maggityre della sua squadra; come vi era pure il reaiU o 

genere^, capo di tutti gli aguzzini dell'armata. 

• Il suo luooo, dice il Pantera, è sopra il banco dello saande- 
COBUZOn, Votai, nattlieo. 9 



,vGoosle 



130 AGT-AIU 

Uiro, dove tiene anche tutti I snoi ferri, e catene, e maniglie 
(manette) > . 

Sotto l'agazzino erano i marinari di guardia e dae mozzi. 

Aveva due razioni al giorno e tre scadi al mese di stipendio 
(secolo xvn). 

Yi era anche un soltaguzzina, che {ungeva da vice-aguzzino. 

Fr. argousin; il De la Chenaye la crede parola di orìgine cel- 
tiqa; ingL argozin o argxiesyn, però il Webster (1896) non regi- 
stra né l'una né l'altra forma; spagn, algoaail, e comitre come in 
port. ; ted. Rvdtrmetater. — In francese si trova anche algousin 



Agyalis, bas. lai., nave mercantile. 

< Gtuido Legio cam sociis suis, ibat in Thunisium cum 

quodam agyali; exeimtibus ipsis de faucibus Ami, ascendemot 
in mare altum per directum > (BOLLANDISTI, 27 giugno, p. 464). 
Ai bracci a dritta di prora I comando. 

Fr. atuo bras de trS>ard devantf; ingl. starboard headòraces; 
ted. an die Vorbrasaen Steuerbord. 
AicmeUoto, add., naviglio preso in guerra {Tavole attiche, passim; 
Polibio, I, 29). 
Gr. alx/*dAonos. 
Aigaa, s. {., la usò per aequa Fra Guittone, e si & nell'antico ge- 
novese. 
Alguada, baa. lat., per acquata. 

Fr. ant. aiguade, e ayguade, e aigue. 
Aimonl. Vedi Haimonl. 

Amaìtta, s, m. , in Mileto cosi chiamavaai ciascun membro di nn 
tribunale che sedeva aopra una nave nel porto, come in Atene 
al Pireo. 

Or. dttvaòta. 
Ai pezzii comando. 

Fr. ormez la batterie; ingl. close up; ted, Oeschiltze bemanni, 
Grundetellung. 
Alry, celebre astronomo inglese (n. 1801, m. 1892). Nel 18B4 indicò 
il modo di correggere la deviazione dell'ago magnetico nelle navi 
di ferro. 
AiOssa s. f-, (genov.), ariaccia, aria da mal tempo. 
Aiutante, s. m., colui che aiuta un suo superiore in grado nell'eser- 
cizio delle sue funzioni. 



,vGoosle 



AID 131 

Ft. aide; spagn. ayvdante; port, aiudante; lugL helper, (kLju- 
taut; ted. der Adjutant. 
Aiutante (categoria), militari dol Corpo E. Equipaggi, che hanno 
l'incarico della polizia del servizio di bordo e delle caserme a terra. 
Categoria speciale istituita per il nuovo ordinamento di tutto il 
personale di marina (Legge 3 die, 1878). Il personale fu tratto 
in massima parte dal disciolto corpo di fanteria di marina, 

— in genere, < antichi secondi dei bombardieri, delle maestranze, 
dei macchinisti e simili » {Goslielmotti) ; oggi serventi ai pezzi, 
penen o magasztnieri dei capi di carico di bordo. 

— generale, ufficiale del grado di contr'ammir aglio che eoprainten- 
deva, sotto la dipendenza del comandante in capo, al servizio 
militare negli arsenali, alla polizia degli stabilimenti marittimi, 
ed aveva il comando di tutto il personale ascrìtto alla provincia 
(dipartimento). 

La caricA fu istituita coll'ordina mento della marina del 22 feb- 
braio 18C3 per il 1° e 2° dipartimento (provincia marittima). Fu 
soppressa con K. Decreto 24 settembre 1868, e sostituita da quella 
odierna di direttore generale dell'arsenale. 

— di bandiera, ufficiale inferiore dello stato maggiore generale di 
marina, prescelto da un ufSciale ammiraglio per servizi fiduciari 
di segreteria e militari. 

Fr. adjutant de pavilion; sp. ayudante de bandera; port, qju- 
dante de bandeira; ingl. fiag-lieutenant; ted. der Flagg- Lieutenant. 

— maggiore (in I" od in 2"), ufficiale preposto al servizio militare 
e dei particolari nelle caserme, distaccamenti o scuole di marina; 
sorveglia la disciplina, la polizia ed il servizio dei viveri. 

Fr. aide dii pare dea vivrei. 
— • un tempo si disse l'ufficiale subordinato al maggiore, e incari- 
cato di supplirlo nel comando di una squadra; s'imbarcava sullo 
stesso vascello. Fu pure cosi detto un capitano comandante gli 
equipaggi e la fanteria di marina. 

Fr. aide-major; spagn. aydante mayor; port, aiudante-mór ; 
ingl, aid-major; ted. der Adjutant inayor. 

— di campo, ufficiale preposto al servizio della casa militare di 
S. M. il Re e dei reali Principi. Questa carica è effettiva od ono- 
raria. 

< Chiamasi primo aiutante di campo generale, il primo aiutante 
di campo effettivo del Be, — Aiutante di campo generale, ovvero 



,vGoosle 



132 AIU-ALA 

aiutante di campo, l'officiale generale dell'esercito o della marina, 
rispettivamente l' ufficiale enperiore con carica efTettiva presso 
la casa militare del Re > . Garoni. 
Aiutante generale di marina era an ufficiale dipendente dal maggior 
generale, che suppliva la caso di assenza, avendo le funzioni di 
sottocapo dello stato maggiore della Marina. 

Fr. aide^-camp; spago, ayudante de campo; port, ajudante de 
campo; ingl. aidrde-camp; ted. der Qenerol adjuixxnt, pertonlicher 
Adjutant, 

— calafato. Vedi. 

Fr. aide-de-calfat; ingl. kaulher's tnate; ted. QékUfe des Kala- 
faierara. 

— carpentiere, o maestro d'ascia, o maragone. 

Ingl. carpenter'a mate. 

— treviere, o di mastri di vela. 

Ingl. gaU maker's mate. 

— chirurgo. 

Fr, aids chtrurgien; spagn. ayudante de medicina; port, aju- 
dante de medicina; ingl. surgeon's assistant. 

— piloto, o pUoto secondo, o sottopiloto. 

— di bordo, era un ufficiale di fanteria di marina incaricato di man- 
tenere r ordine sai naviglio, ed incaricato pure dell' applicazione 
delle pene disciplinari. 

Fr. capiiaine d'armes; ingl. master at armes; ted. der Schiffs- 
profOBB, Stabswachtmeiater. 

— macchinista e aiutante meccanico. 

Fr. quartier'maitre ìitécanicien ; spagn. ayudante de mdquine! 
iagl. asgisiant engineer; ted, Afaschinenassistent. 

Alutar r ago calamitalo, < aggiungervi dei gradi per calcolare se- 
condo la direzione del polo conosciuta col gnomone a mezzodì > 
(C. Ahobetti, Primo viaggio di Pigafeila, p. 47). 

Ajampe, g. m., cosi dicono i Francesi an riparo che sogliono fare 
i marinai scesi a terra per approvvigionarsi, fatto di pali, tavole, 
fascine ed altro. 

Aksak, nome di una pii^cola nave groenlandese. 

Ala, s. f. , la terisa parte in cui si divi<]e una schiera di navi in 
combattimento, ossia quella che è a destra e a sinistra della parte 
mediana che dicesi battaglia (vedi Battaglia), e ciuindi le deno- 
minazioni di ala destra e aia sinistra. Vedi Corno. 



,vGoosle 



ALA 133 

Fr. aile; spago, ala; portogh. aza; lat. ala; gr. mi(w^, vyos; 
ingl. loifìg of a fleet; ted. tfer FlUgel einer Flotte. 

< I Latini ebbero anche alarla, re e aìarius per quelli che sta- 
vano alle ali, che per lo più erano militi ausiliari > (Cbsarb, 
B. 0., I, 151). 
Ala, le due linee di navi da guerra che d'ambo i lati scortano e 
difendono un convoglio di navi mercantili. 

— dell'elica, • ciascuna di quelle falde messe a spirale, che per il 
moto rotatorio respingono l'aoqua e cacciano avanti il piroscafo >. 
Gdgli&luotti. 

— d'una ruota di macchina a vapore marina, prima specie o forma 
di propulsore. 

— di una galea, di una feluca, ecc., erano due tavoloni posti ver- 
ticalmente, a deatra e sinistra sul ponte a poppa, che andavano 
a sporgere sopra il timone. 

Fr. aileg d'une galère, felouque, etc. 

— di sHvamento, divisione dell'iuterno della nave per la disposizione 
della stiva, o la parte della stiva più a bordo. 

Pr. alte» d'arrimage; ingl. wings of the ship's hold. 

— della femmina, o bandella del timone. 

Fr. aiUs; ingl. wings; ted. FlUgel. 

— o aletta, prolungamento dei bordi a poppa, ordinariamente scol- 
piti psr ornamento più proprio dei Sciabecchi, Peluche e Brigan- 
tini che delle Galee. 

— ali (ìf sentina, a del pozzo delle trombe. 

Fr. aile ds l'archipompe; ingl. wing of the hold; ted. Fliiget des 
Pumpensood. 

— dei remi. Vedi Remi 

— del sole, \ suoi raggi; espressione biblica in Malachia, VI, 2. 

— del vento; in Osea, IV, 19. 

— dei pesci. Vedi Pinne. 

— del cogolo, venez., cosi chiamano i pescatori valligiani un pezzo 
di graticcio che viene posto alla estremità del cannaio, il quale 
serve di conduttore al pesce per farlo entrare nella cogolaria • . 

BOSRIO. 

— di una vela. Vedi Vela. 

— del dmariol d'una randa. Vedi Randa. 

— deUa crozzota o gola di una randa. Vedi Randa. 

— di mura. Vedi Mura. 



,vGoosle 



134 ALA 

Ala di scotta. Vedi Scotta. 

— dì varea. Vedi Varea. 

— del molineUo di W^lmann, 

— di deriva. Vedi Deriva. 

— abbaatol cargo o caMiòasso, flocco, ecc., comando. 

Fr. halezAxa; ingl. hatil dovml; ted. hol'nieder. 

— a legno! ola a badare! comando. 

Fr. hale à joindre; ingl. haiU-taut; ted. diehl an, 

— poeticamente per vela: 

Quindi > QD grsco leviate ipiegb ogni ili 
Voltaado àt min destra i Cipro Intanto. 

Ori. Fmt., zm. 137. 

— ala! comando di tirare orizzontalmente un cavo di ormefi:gio o di 
tonneggio, dopo che esso è stato preso volta (fissato) & terra o sa 
di un altro galleggiante. 

Alabama (questione dell'), insorta tra gli Stati Uniti del settentrione 
e l'Inghilterra, che aveva riconosciuto la qualità di belligeranti 
nei confederati del mezzogiorno, e di sottomano aintava l'arma- 
mento di navi corsare e la costruzione di esse a questi, mentre per 
gli altri osservava una stretta neutralità. La questione fu rimessa 
a un Comitato intemazionale composto del conte Federico Sclopis, 
Presidente, di Ch. F. Adams, per gli Stati Uniti, di Sir A, Cock- 
bum, per l'Inghilterra, di M. St&mpfli, per la Svizzera, del barone 
Itajuba, pel Brasile. Il congresso arbitrale fu tenuto a Ginevra 
e si chiuse il 14 settembre 1874. 

Gl'Inglesi furono condannati a pagare agli Stati Uniti 4I> mi- 
lioni di lire italiane. In tal modo fn troncata la questione, che 
minacciò di accendere la guerra tra le due potenti potenze ma- 
rittime. 

Alabbasso, quella parte di manovra che serve per tirare abbasso 
bandiere, segnali od altro. 

Fr. haU-baa, calebas; ingl. doiim-ltauler ; ted. der Niederkoler. 

Alabolioa, s. m., dispregiativo che i marinai danno ai novizi. 

A la deriva. Vedi Deriva. 

Alaggio, s. ra., il tirare orizzontalmente un oggetto, una barca, 
ima nave. 

— a braccia o a cavalli. 

Fr. halage; spagn. e port, singe; ingl. stracking; ted. Verliolen. 

— alla corda. 



,vGoosle 



ALA 136 

Ft. Tialage à la cordelle; ingl. tracking; ted. Treideln, Ziehen, 
im Tau. 
Ala (scalo di). 

Ft. caU (le halage; ingl. slip for drawing-up à vessel; ted. Auf- 
schleppheUing, Helling. 
— (strada di). 

Ft. chemin de halage; ingl. towing-path; ted. Trddelwtg, Trep- 



— (caviglia di), nelle corderie si chiama cosi una sbarra di ferro 
rotonda, che ad un estremo à un bottone che si adopera per asse 
di rotazione a ruote od a naspi. 

Fr. cheviUe de halage; spagn, eabUia; ingl. boZf of towing; ted. 
Bolsen. 
Alamac, s. f., nome dato dagli Arabi alla stella di seconda gran- 
dezza che è nel piede della costellazione di Andromeda (segnata 
nei cataloghi y). 
Alambicco, e. m., arnese per distillare. Vedi Lambicco e Distil- 
latola 

Fr. alamMc; sp. e port, alambique; ingl, alembic; ted. DesUl- 
UerkeUben. 
Alare, v, a., tirare orizzontalmente. 

Ordinariamente i Vocabolari di marina confondono il significato 
di questa voce con quello di alzai^t. Invece alare è tirare chec- 
chessia, con una fune, ad lina nave o alla riva. Diversi ancora 
sono rimurdiiare e tonneggiare. — Venez, alar; genov. old. 

Alare viene dal normanno ìuUa = tirare, 

Fr, haier; spagn. halar; ingl, to haul; ted. holen, avAolen. 

— aigaifìca anche mettere in riga, in fila: allora deriva da ala. 

— sopra un cavo, vale tirarlo con forza e con tutt.) il peso del corpo. 

— a terra «n naviglio, tirarlo in secco sopra rulli e piani inclinati, 
con gli argani, coi cavalli, col vapore. 

Fr. Juiter à terre; lat. subducere naves; gr. xaidya; ingl. to draw 
upa ship; ted. e/n Schiff an Land holen. 

— s. m. , specie di cavalletto di ferro, simile all'alare del camino, 
per appoggiarvi i legnami che si vogliono curvare o imbarcare 
per adattarli alle forme delle navi. 



Fr. haler main sur main; ingl. to haul hand over hand; ted. .Hand 
ilber Hand Ziehen, holen. 



,vGoosle 



136 ALA 

Alare a gequaro, mezzo con cui ai atringe o comprime; punto in 
cui si tien saldo un cavo; ostaremità d'un cavo che ai tiene atretta. 
— Genov. aegttaeo. 

— a segtwl a baciaret comando; è il tirare una manovra sino a che 
non sia possibile tirarla più. 

Fr. haUr à joindre; iagl. to taugklen, lo haul tight; ted. dicht 

— dentro, • fune incocciata sopra il caneatroUo di flocco per alare 
dentro ■ . PiqdS. 

Fr. haler dedani; ingl. to haul in; ted. etnho2en. 

— fuori, il contrario dì alar dentro. 

Fr. /wiZer dehors; ingl to haul out; ted. aushoUn. 

— a bordo f comando per far tirare a bordo un oggetto, una lancia, 
una scialuppa e simili. 

Fr. AaZef à bord; ted. an Bord holen. 

— avanti! comando di tirare la teuda in avanti. 

Fr. lude avant ; ted. vortMrt» holen. 

— indietro! comando di ripiegare la tenda, alando le funi. 

Fr. htUer en arrière; Ìngl. to heave astern; ted. ruckivdris holen. 

— ('/'orj, diceai di gente o di milizia che si allarghino per lasciar 
pasaare alcuno. 

— ala! (venez.) gridano i barcaiuoli quando sono in burrasca o in 
altro perìcolo; ed ò voce che tra loro significa: Coraggio, amici, 
non paura! 

— (puntare), fo boline, i bracci, i gherlini, i tonneggi, vuol dire 
tirarli, tesarli. 

Fr. sailler le» boiilines; iugl. to hatU tight the bowlines; ted. die 
Bvlinen, Buline anhohn. 

— a scosse una corda. 

Fr. haUr un cordage; ingl. to weer and to haul a rope; ted. ein 
Tau rucktveise abvieren und einhólen. 

— a terra, è il tirare a terra un naviglio a forza di argani, di ca- 
valli di vapore; è operazione contraria al varamento, e ai fa 
Ìd piccoli cantieri mancanti di bacini di carenaggio. 

Fr. haler à terre; ìngL io draw up a ship; ted. ein Scliiff" an 
Zrfwid holen, aufechUppen. 
Alarsi, v. rifl., tirarsi avanti con un canapo teso a livello, facendovi 
forza più marinai in fila. 

< Figuratamente: guadagnar cammino stretti al più presso del 



,vGoosle 



ALA-ALB 137 

vento, quantuaque ti spiri contrario; come sui fiumi, aucorclié la 
corrente ti respinga • . Guolibluopti. 
Alarsi nel venta, ò lo atesso che elevarsi nel vento. 

Fr. se haler dana le vent; spagu. orzar; ingl. to haul the wtTìd 
or to get to tcindward by trinning all sharp. 

— o tirarsi da poppa o da prora. 

Ft. se haler vers l'arrière ou vers I'avant; ingl. to heave astern 
or to heave ahead; ted. sich nacft achter oder nanJi vorne verhoten. 

Alato, part, pass., da Alare, e agg. da Ala, cioè fornito di ali. 

Albaggio, 8. ra., specie di pannolano bianco, il quale conservò questo 
nome anche quando si fece di colore, usato dai marinai per cap- 
potti e tende. 

Albajone, s. m., monticello o cumolo di rena biancheggiBnte sopra 
il lido. 

Albasia, 3. f., lo stesso che malacia. Vedi; e calma di mare. 

Albatrosso, s. m., specie di nave dotta anche albatrotto, inventata 
da mastro Giovanni dell'arsenale di Pisa, aUa fine del secolo XV. 
Ferdinando di Napoli, scrivendo al magnifico Lorenzo de' Me- 
dici nel 13 gennaio 1488, diceva: • Avendo noi presentito che in 
lo Arsenale de questa Signoria è un Capo Maestro nominato Ma- 
stro Janni lo quale noviter ha trovato certa natura de Navili, i 
quali chiamano albatrocti, che teneno bombarda sopra, quale tirano 
prete de COL libbre •, ecc. (Op. maior., p. 70, n. 1). 

Alberaggio, s. m, (diritto), che si paga in alcuni porti , secondo la 
qualità e quantità delle merci Imbarcate. 

Pr. droit de mature; ingl, du(j/ of masts; ted. Betmistungsgetd. 

— s. m., l'insieme degli alberi d'una nave (gallicismo). Vedi Albe- 
ratura. 

Alberamento, s. m., l'atto e l'effetto dell'alberare, l'alberatura di 

una nave. 
Alberante, a. m., chi albera, chi pone a suo luogo gli alberi. Vedi 

Gabbiere. 
Fr. màteur; ingl. tnasttnak^; ted. der Mastenmacher. 

— « ciascuno di quei marinai di guardia, il cui ufficio speciale è 
presso la pazienza, al pie degli alberi maggiori, per le principali 
manovre dei medesimi >. Guolieluotti. 

— secondo il Tommaseo, si dice cosi anche il maestro d'ascia negli 
arsenali, deputato a lavorare alberi, pennoni, antenne. Vedi Pa- 



ivGoosle 



138 ÀLB 

Alberante di maestra, di trinchetto, ài mezzana. 

Ft. gainer da pied da grand tndt. 
Alberare e arborare, v, a., fornire di alberi una nave, mettendoli 
& 8U0 luogo. — Venez. alfxdar; genov. arbod. 

Fr. arborer, dreater U mdt; spagn. enarbolar; port, maatrear; 
ingl. to masi; ted. ein Schiff bemasten, Untermaaten eimetzen. 

— per similitudine, alzar antenne, pennoni, bandiere o Bimili, coma 
bighe, asta, remi e perfino le ruote di prua e dì poppa; ma, se- 
condo il Chiglielmotti, in questi casi ò meglio osare inalberare. 

Pr. dreaser, arborer; ingl. io set up, to moat, to raiae. 

— con gualche inclinazione aU' Orizzonte, 

Fr. donner de la pente à un ntdt; spagn. arbolar con caida; 
port, maeatrear com inclinagao; ingl. to rahe a mast 

— con inclinazione a poppa. 

Pr. donner la pente aw V arrière; spagn. arbolar en cangrejo; 
iogl. to rake aft. 

— con indinasione a prora. 

Pr. donner la pente aur I'avant; arbokr en latin. 

— eon la capra. 
Albera remi. Vedi Remi. 

Alberata o alberatm^ s. f., l'insieme degli alberi che à ciascnn 
naviglio adattati alla sua grandezza ed alla speciale velatura; 
onde si dice: latina o a calcese quella a vele triangolari; qitadra 
quella a vele quadre; e al tipo, quindi alberatura di brigantino, 
di goletta, ecc. — Venez. alborada, alboradura, matadura (fran- 
cesismo); genov. arbìuiliìa. 

— si dice anche l'atto e l'effetto dell'allwrare. 

— troppo alta o troppo baasa. 

— (aollevare, acaricare V). 

Pr. mature, inaiage, matement; spagn. arboladura; port, ma- 
atreagaho; ingl. maala fixing o placing of the matta of a ahip; 
ted. die Bemaafung. 

— l'atto l'effetto dell'alberare. 

L'alberatura è forte, gentile, composta, sovrapposta. 
— - consentita, se gli albori soffrirono avarie. 

— aJjbasaatj, quando gli alberetti sono stati calati. 

— volante, vale posticcia. 

— sporgente. 

— a g<à)bia, con alberi che portino la gabbia. 



,vGoosle 



ALB 139 

Alberatnra a crocette. 
Pr. mature d barres. 

— di un toh fiuto, cioè ad alberi di un solo pezzo. 

— a pipU (tic), venez., • quella nella quale gli alberi di trinchetto 
e di maestra sono di un solo pezzo » . Tohbulo. 

Fr. mature à piple; iag\. pole masted; ted. Pfa/U-bemaatung. 

— a calcese, • quella in cui, usando la vela latina, gli alberi sono 
corti e la loro estremità superiore termina con un parallelepipedo 
chiamato calcese, in cui ai fanno incastri per ricevere 1 raggi delle 
rotelle di bronzo destinate al passaggio dei manti delle antenne • . 
Tonello. 

Fr. mdiure à caicet; ingl. Zo^'ne masta; ted. QaUeren-Zeìnastung, 

— a brigantino, a goletta, ecc. < Poiché ogni specie di bastimento 
& una disposizione particolare di alberi e pennoni, indicando la 
specie del naviglio, s'intende pare la specie di albaratura che gli 
conviene • . Tonello. 

Fr. mature à brick; ingl. brig rig; ted. die Brigg-Bemastung. 

— (officina di), è il luogo del cantiere ove si fabbricano e appre- 
stano gli alberi, i pennoni, le antenne e tutti i loro pezzi accesaori. 

Fr. atelier de tndture, 

— (soffrire per V), apagn. irabajar por l'arboladura. 

— (potere o no per V), spagn. poder ó no con l'arboladura. 

— (assicurare V), spagn. asegurar l'arboladura. 

Al tempo di Polluce (secondo secolo d. C.) l'alberatura presso 
i Greci era composta come sono per esporre. Prima però mi con- 
viene proporre la correzione di un passo del detto scrittore, evi- 
dentemente scorretto. Egli scrive (I, 91): xal ó /liv /téyas xal 
yv^aio^ latòs dxdteios, ó de xatónip iulÒQOftog, ó di ÌXdvtù>v 
dóÀùìv. xaXcltai 6' hi xal ÀolnaSos, ivloig 6è dxditiog òoxbT. 

Che significa: Il grande e vero albero è l'acazio; quello di dietro 
è Vepidromo, U minore è il dolane; ma si chiama anche lopade, 
che ad alcuni pare di doverlo diiamare eicazio. 

Con questo discorso la voce acazio indiclierebbe il grande e il 
minimo degli alberi. Sapendo dalle Tavole attiche che l'acazio era 
il minore degli alberi , abbiamo diritto, mi sembra, di restituire 
il passo di Polluce cosi: Il grande e vero albero; l'acazio; i/uello 
di dietro, Vepidromo; il minore cioè il dolone, che si c/tìama anc/ie 
lopade, e ad alcuni pare di doverlo chiamare acazio. 

Il troncone, a quanto pare, lo chiamarono ortiace; come trachelo 



ivGoosle 



140 ALB 

forae l'albero di gabbia; carchesio la gabbietta, detta così dalla 
saa forma. La cima o la testa dell'albero la dissero torachio; ed 
elacale la parte dell'albero tra l'antenna e il carchesio. 
• Lncida cum fulgent alti carchesia mali > . 

ClHNA. 

Secondo Servio (Aen., Y, 77): < Carchesia est summitas mali 
per quam funes trajiciunt » , ossia proprio il nostro calcese. 

Secondo Io Scoliaste di Apollonio, Velacate era la parte più fina 
e più alta dell'albero; e la parte al disopra dell'antenna si chia- 
merebbe atralto. 

Torachio, secondo altri, sarebbe U gabbia o gabbietta. Erato- 
stene (Ardtitettonico) cita i termini in quest'ordine: Itnàz, ^rtéffvtj, 
xaqx^aiov, ^tùifdxtop, ^Xandxr), xe^la, Ixptov, che certamente 
debbo essere in genitivo, cioè comua anteniìae. 

Alzavano ed abbassavano gli alberi; abbassandoli li appoggia- 
vano ad una specie di cavalletto che i Greci chiamarono islodooe 
sino dal tempo di Om'ero, e che io non trovai rappresentato altro 
che in una nave egizia. Vedi la roia Marina in Omero, p. 92, 
Alberato) add., di naviglio che sia fornito di alberi. 

— si dice anche degli alberi, per innalzati. 

Alberator^ e. m., legnaiuolo che sui navigli attende alla visita e 
al racconciamento degli alberi. 

Fr. mdteur; spagn. maeaéro de arboladuras; ingl. mast maker. 
Alberetto, s. m,, piccolo albero, os^ìa quelli del terzo ordine, quelli 
che vengono sovrapposti agli alberi di gabbia , o ai tronconi in 
alcuni tipi di bastimento. 

Pr. mdterau; apagn. maslelero; portogh, mastaréo de joanete; 
ingl. sinall mast. 

— d'inverno, chiamansi cosi quelli più corti e da portare una sola 
vela. 

— a spigane, • quel pappafico più lungo che, oltre alla sua vela, 
porta un altro pennoncino più alto, e un'altra velaccina più pic- 
cola, la quale si chiama oontropappafico o vela dello spigone » . 
Gdglielmotti. 

— di Umcie militari. Vedi Palischermo. 

— di velaccio semplice, cioè senza alberetto di controvelaccio. 

Fr. mdt de penvquet; ingl. stump-pole, top-gallant mast; ted, 
Bramstenge ohne Oberbramstenge. 

— (di velaccio) d'inverno. 



,vGoosle 



ALB 141 

Fr. baton ou mdt d'hiver; ingl. stiding-gunter , poU; ted. dU 
Winterbramstenge. 
Alberetto di piccolo velaccio, alberetto di velaccio di triaohetto, o 
alberetto di pappafico di parrocchetto. 

Fr. petit mdt de perroquet; ingl. fore-tc^gallant maat; ted. die 
Vorbrametenge. 

— di velaccio con alberetto di controvelaccio di nn solo pezzo. 

Pr. màt de perroqiiet à flèche; ingl. top-gallant mast and roj/al 
JM one; ted. die mit der Oberbramstenge wwnn aus einem sttìcke 
die Bramstenge. 

— di controvelaccio di trindietto , alberetto di contro pappafico di 
parrocchetto. 

Fr. flèche (tenant lieu de mdt) da petit cacatoi»; ingl. ftyre- 
royal mast; ted. die Vor-Oberbramstenge. 

— od àlbero di velaccio, in generale alberetto di pappafico. 

Fr. mài de perroquet; ingl. top-galtant mast; ted. die Bram- 
stenge Bramatfinge. 

— di contro belvedere. 

Fr. /Mc&e (tenant lieu de màt) de cacatois de pen-ucke; ingl. mi- 
zen-royal mast; ted. die Kreus-Oberbramstenge. 

— di contro velaccio di maestra, alberetto di contro pappafico di 
gabbia. 

Fr. flèche (tenant lieu de mài) du grand cacatois; ingl. main- 
royal mast; ted. die Gross- Oberbrantstenge. 

— di belvedere. 

Fr. mdt deporr oche; ingl. mÌzen-top-gallant mast; ted. die Kreuz- 
hramstengs. 

— di gran velaccio, alberetto di velaccio di maestra, o alberetto di 
pappafico di gabbia. 

— (disbassare V), mainare gli alberi di velacoio. 

Pr. dépasser les mdts de perroquet; ingl. lo strike, to get down 
the top-gaUant masts; ted. die Bramstengen an Deck geben. 

— ghindare a leva leva gli alberetti di velaccio. 

Ft. enlever à courir les mdls de perroquet; ingl. to swag up the 
top-gaUant masts; ted. die Bramstenge anflantcn. 

Fr. grand mat de perroquet; ingl. main- lop-gallant nutst; ted. 
OrossbroTUstenge. 

— di fortuna, quello più corto con vela più piccola e forte, che ai 
usa in tempo di procella. 



,vGoosle 



143 ALB 

Alberetto pfeco, s. m.; detto assolntamente, vale quello che regge 
la Tela di randa. 

— buttafuori, s. m., di batticulo, < è on pezzo d'alberatura disposto 
quasi orizzontalmente, che sporge al di fuori del coronamento di 
poppa in alcuni tipi di navi per cazzar la scotta della mezzana >. 

GnQLIELUOTTt. 

— randa, b. {., con voci straniere gui, ghisBO, boma e bome, quel 
pezzo di alberatura che ne tiene distesa la vela. 

— bastone, s. m., aste da coltellacci, — Genov. aste de cutelasso. 

— aste di flocco, quelle ove si fermano i venti del barbone di flocco. 

— aste di posta delle lande. 

— aste pei colteUacd. 

— di goletta, picco della vela di goletta. 

Fr. come de goSlette, come de voile de go&ette; ingl. gafl-fore, 
boom fore sail. 

— gola, s. f., incavatura alla estremità dei picchi delle rande, ohe 
sta di conkro l'albsro, formata da due pezzi di legno in esso fìs- 
sati lateralmente, chiamate coma, cosce o ganasce. 

— frecda, la parte superiore di ogni alberetto, quando sia più del 
consueto allungata per farvi qualche veletta, qnindi anche lo spi- 
gone che prolunga l'alberetto. 

AlbCTO o arbore e arbora, s. in. e f , fusto di abete o di pino, di 
ferro e acciaio lavorato, che si pone in appositi incastri sopra ì 
navigli per sostenere i pennoni o le antenne, che a loro volta so- 
stengono le vele. — Ven. alboro; genov. arbo e aer6u; nap. arvolo 
e arvoro. 

Isidoro (XIX, 47) : < Malus dictas, qui quasi quibnsdam ma- 
leolis ligneis, quorum volubilitate faciliua elevantur • . 

< Alcuni vogliono gli alberi tutti verticali, altri li fanno inclinare 
verso poppa, ed altri a quello di maestra solo danno tale obliqua 
posizione, adducendo tutti delle ragioni dedotte dall'esperienza, 
che l'accidente à qualche volta reso speciose • (ToKBtLO, II, 26). 

Fr. màt; spagn. antico arbol, mod. paU>; port mosto, mastro; 
lat. ìnalus ed arbor, che in latino fu pure di ambo i generi e cod 
l'usava il Petrarca, sonetto 231: 



Gr. latós (termine comune, ordinario; trovasi anche xcnd(}Hov); 
ingl. mast; ted. Mast. 



,vGoosle 



ALB 143 

Almmì credono che la voce latina provenga dal pomo posto tal- 
volta in cima all'albero; pare però più probabile che venga da 
itudna ^ melo, per palo, aita, pertica delle piccole barelle, e quindi 
per estensione albero qualaiasi. 

Kel portoghese abbiamo mata per legno e selva; in gotico matan. 

Gli alberi maggiori sono quelli di maestra, di mezzana, di bom- 
presso e di trinchetto, ì quali si prolongano aggiungendovi quelli 
di gabbia e sovra questi i pappafichi. 

Oli alberi maggiori sono anche detti tronchi, tronconi, e dei 
Ireoi, 

Fr. bas mài; epagn. paloa mayores Ó madios; port, maatros 
reaea; ingl. lower masts; ted. der Grossmast. 
Albero di maestra, o albero grande, o maggiore, o albero di meezo, 
o il più vicino a poppa nelle navi a due alberi, 

• Il troncone di questo è fermo sul paramezzale, ordinariamente, 
nelle navi a vela. In quelle ad elica, impedendolo l'asse di questa, 
l'albero è fermato sul ponte inferiore, convenientemente rinfor- 
zato, o su di una forca in ferro le cui gambe sono fissate sul pa- 
ramezzale, e tra esse passa l'asse dell'elica > . Qbehft. — Sì mette 
circa il mezzo della lunghezza del naviglio presa dall'asta di prora 
a quella di poppa nelle navi a tre alberi; oggi dices! da ritto 
a ritto. 

Si soleva tenerne sempre uno di riserva. — Venez. de maistra; 
genov. maislro. 

Questa voce, maestro, venne, a quanto sembra, dal latino ma- 
gister = principale, in italiano si fece maestro e poi mastro, e 
mastro è rimasto al portoghese; che poi si storpiò in mosto nello 
spagnuolo e nel portoghese, e nel mdt dei Francesi, con l'accento 
circonflesso, che indica la soppressione dell's, come in prétre da 
pres-byler, in hotel da hostel, e simili. Sifatti nell'antico irancese 
abbiamo ìiuister = mdt, e masture^ mdtiire, e mastereau = hi4- 
terou moderno nel significato di alberetto. Che il mast delle lingue 
teutoniche derivi dallo stesso vocabolo è certo, dalle forme restate 
nello scandinavo (islandese) mastr, nello svedese e nel danese ma- 
ster. Da nome particolare di un albero, at capisce come potesse 
passare, in queste lingue, a nome generico di albero. 

Quando sì dice albero di maestra si sottintende vela. 

Pr. grand-mdt; sp. palo mayor o machos; port, mastro grande; 
ingL main mast; ted. Qrossmast. 



,vGoosle 



144 ALB 

Albero di gabbia, di maettra, quello superiore al troncone dell'al- 
bero maggiore o di maestra. 

Fr. nuli de hune; 9p. tnagtelero mayor o de gavia; port, ma- 
staréo de gavea; Ìn^l. topmast; ted. Martttenge, iStSnge. 

— di pappafico f il terzo, it più alto dei tre alberi; e CoA dice^ 
di tutti gli alberi, distinguendolo col nome dell'albero a cui ap- 
partiene, cioè: pappafico dì maestra, di mezzana, di trinchetto. 

Fr. nult de perrotjvel; ap. mastelero dejuanele mayor; pwt. ma- 
gtaréo (te velacho; ingl. topgallant-mast; ted. Bramxtenge. 

— coìnpofto; avendo ì grandi navìgli bisogno di vele molto elevato, 
gli alberi, per questo, debbono avere ana lunghezza, quale è dil- 
fìcile trovare in natura, si dovette farli di più pezzi che sovrap- 
pongonsi, collegandoli fortemente gli uni agli altri; e cosi pure 
convenne fare per la grossezza. 

Ogni albero è composto di tre pezzi, in altezza, ciascuno con 
proprio nome. 

Fr. indt d'assimhUige, mdl compose; ingl. made mast, farmed 
of .V pieces; ted. der zugammengesetsle Mast, 

— di mezzana, quello che è più presdo alla poppa ed è il più pic- 
colo di quelli verticali. I Toscani lo chiamano artimone. 

Secondo il Buguer, si poneva a ^/jg in circa della lungbesia 
totale del naviglio dall'asta di poppa. 

Albero dì mezzana probabilmente sì disse sotti utendendo taglia, 
e difatti esso è mediano tra il maestro e quello di trinchetto, tanto 
che i Venati lo chiamano anche meszano. 

Se i Latini, come è probabile, dissero metgister l'albero prin- 
cipale, non è inverosimile che appallassero medialis, mediaaai», 
medius l'albero di mezzana. 

Polluce assicura che il più piccolo dei tre alberi lo chiamavano 
ÓÓXtov. 

Il Orandpré suppose che la voce misaiiìe venisse dal trombet- 
tiere di Enea, Miseno! 

— di' trsvo, di mezzana, è il troncone di mezzana. Nelle navi pic- 
cole manca. 

Fr. mAt d'nrUnion, artiinon, mdt d'arrière, arbre de pmtpe; 
Hpagn. palo de inesana; port, mastro de mezena; ingl. mi^a mast; 
ted. der Kreuzmual, dar Besalenmast 

— di contramezzana, quello sovrapposto a quello di mezzana, 

Fr. mdl de perroquet de fougue; spagn. mastelero de tòbremt- 



,vGoosle 



ALB 146 

zana; portogb. mastaréo de gata; ìngl. muse» top mast; ted. die 
Kreuzstenge. 
Albero di trinchetto, è quello più vicino alla prua, molto presBO al- 
l'estremiUi anteriore della carena (chiglia). 

H Bu^er attesta che alcuni costruttori lo mettevano precisa- 
mente all'estremità della carena (chiglia), altri un poco addietro, 
1/40 ovvero i/^q di tutta la lunghezza del naviglio, altri infine un 
poco avanti verso l'asta di prora. 

Quest'albero, nel secolo xiv, usavano tenerlo alquanto inclinato 
in avanti, probabilmente per opporle al vento in prua. 

Fr. mdt de misaine; spagn. palo triiujitete; port, mastro do Ira- 
quete; ingl. /fere mast; ted. der Fockmast, der Vortopp. 

— latino, quello di nave con vela latina o triangolare. 

— quadro, quello di nave con vele quadre. 

— di proda o prora. 

— di' parrocchetto, albero di gabbia del trinchetto. 

Fr. petit màt de hune; spagn. mastelero de vélacho; port, fore 
topmast; tad. di» Vormarstenge, Vorstdnge. 

— bompresso, s. m., l'albero che sporge da prua, inclinato all' oriz- 
zonto. È formato esso pure di tre pezzi; il bompresso, che à il mag- 
giore; Vasta di flocco, sostenuta dal bompresso, e Vasta di contro- 
flocco, sostenuta dall'asta di fiocco, e poggia il piede sulla testa 
di moro del bompresso. 

Il suo piede riposa sopra uno dei ponti inferiori nella sua ecassa 
e gravita sulla testata della ruota, ove si trova la sua mastra tra 
due apostoli. Il bompresso e la sua asta o bastone servono d'ap- 
poggio inferiore ai fianchi e agli stragli di trinchetto e di pappafico; 
per resistere a questo aforzo ed a qualsiasi altro, è robustamente 
legato al tagliamare con una più briglie o straglio di mare, che 
è un cavo od una catena detta sottobarba. Lateralmente è rite- 
nuto dai mustacchi o sartie orizzontali. Al disopra e ai lati sono 
due funi parallele ad esso, le quali servono ai marinai per mon- 
tare sul bompresso; sartie assicurano anche le aste. 

Nelle corazzate il bompresso è di ferro, quadrato, ad angoli 
leggermente smussati. 

Nella parte prossima alla testa di moro, lateralmente, sono fis- 
sate due maschette, in forma di listoni fissi, con due pulegge di 
bronzo, l'una a destra e l'altra a sinistra, per il ritomo degli 
stragli di parrocchetto. 

Coiizmi, Vocab. nautico. 10 



,vGoosle 



146 ALB 

Tra le mascfaette e violoni e la sezione del ìximpressa, che cor- 
risponda alla linea esterna degli apostoli, ai collocano tra coront 
di tacchi per sostenere le briglie, le sartie e gli stragli; e sono 
i tacchi per incappdlt^ra del bompresso. 

U cerchio per buttafuori si pone fra l' ultima corona di tacchi 
e le maschette, alla distaniia dalla testa dì moro dì circa i/^ della 
lunghezza esterna del bompresso, per sostegno dell'asta di bntta- 
faori delle sartie; qaesto cerchio porta due golfari ad occhio, nei 
qnali s'incocciano i ganci a staf& a forcella delle aste. Il butta- 
fuori di briglia è appeso in sìmil modo ad un golfare, sotto la testa 
di moro o pennaccino. 

La lopasza è applicata sopra i cerchi per proteggere la parte 
inferiore dell'asta di fiocco. 

Il diametro massimo del bompresso è compreso &a V» ^ '/» 
della lunghezza totale per i navigli a vele quadre non corazzati, 
1/j2 P^r gli ssuneri, I/jq per i aiUeri. 

Alcuni inclinano il bompresso sull'orizzonte 3b', altri da 20* 
a 25*. 

< Se il bompresso è corto, lo slancio della prua sarà conseguen- 
temente diminuito, e questa particolarità si verifica generalmente 
nei navigli lunghi .. Abuinjom. 

Un tempo, nel bompresso si poneva un alberetto detto piccolo 
bompresso, e su di esso uua gabbia. 

Nei vascelli del secolo zvii, alla testa dell'albero di bompresso 
ohe ni teneva molto inclinato all'orizzonto, si collocava un albe- 
retto che sosteneva una coi& rotonda. Al disotto del trencone era 
un pennone che reggeva una vela quadra detta civada, e all'al- 
beretto un pennone più piccolo detto di oonlrocivada. 

Quando si dice che un naviglio k due o tre alberi, s'intmde 
dei soli verticali, e non vi si comprende Ìl bompresso. 

• Presso i Francesi élre beaupré tur poupe d'un bdtiment, vuol 
dire essere nelle acque di questo, alla distanza, al più, di due 
lunghezze dall'albero di bompresso. E tnettre sur beaupré dans 
le» haubans d'un vaisseatt, significa implicarsi, per abbordo o per 
altro, col proprio bompresso tra le sartie di quello • . BoNKEFOUX. 

Fr. beaupré; spago, beaupres; port, garupés; ingL bom-sprit; 
tod. bugs spriet. 

Di questa voce si sono date le più strane definizioni; io ne pro- 
pongo un'altra: htig, in todedco significa becco e prora; perché 



,vGoosle 



ALB 147 

qaesta un tempo fu costraita a somiglianza di un becco, donde 
il beccheggiare, o il moTÌmento della nave quando a vicenda si 
alzano e abbassano prora e poppa; spriet, in tedesco significa 
pertica, asta, albero infine del becco o albero di prora. 
Albero a chiave, nome comune dì tutti gli alberi fermati sugli altri 
con la chiavarda. 

— a piiyppo a fuso, quello formato di un aolo fusto. 

Fr. mdt d'un brin tm d'urie pièce; ingl. single-tree mast; ted. dts 
Mast aus einem StUck. 

— di pavigUone (voleva dire bandiera), • quell'albero che si colloca 
nel mezzo del coronamento da poppa, e serve per inalberare la 
tmndlera nazionale • . Tonello. 

Oggi lo diciamo asta di ban^era. Vedi. 

Fr, mdt de pavilion; ingl. ensign staff; ted. der Flaggenstodc. 

— a crocette, l'alberetto ghiodato sul troncone, qnando, senza co^, 
abbia le crocette per suo sostegno. 

— imiMitato; il Crescenzio chiama co^ il troncone composto, 

— di fortuna, è quello provvisorio, messo al posto di quello che per 
qualsiasi accidente, colpo di vento, fulmine od altro, venne rotto. 

Pr, màt de fortune; ingl. jury mast; ted. Nothmast, 

— di belvedere, il pappafico di quello di mezzana. 

— di controbelvedere, il oontropappafico dello stesso. 

— di cóccaro, lo stesso che albero di belvedere, 

Fr. fndt de perriìdie; Ìng1. mizen-topgallant-maat; tod. Krem- 
Bramstenge, 

— di mezzo, fu detto il maggiore o di maestra, 

Pr, grant sndl; ingl. mainmast; ted. Gross- Unt^mast 

— scoppiato. 

Fr. mdt craqué. 

— lapazBoto, lo stesso che composto. Vedi 1 

Fr. mdt jumdé. 

— rotto. 

Fr, mài casse. 

— svenato. 

Fr. mdt écUé. 



— gabbiozeo. Vedi Albero di gabbia. 

— di' corda. — • Si la draille est verticale, corame celle qui sert à 
développer, en hantenr, la ralingne avant de la contrevoile d'étaì. 



ivGoosle 



148 ALB 

olle refoit quelquefois U dénominatioa de mdt de corde >. BoN< 

NRFOOX. 

AUwro di carico, ai diaae uq tempo an pezzo d' albero fissato ani 
ponte, che faceva nffioìo d'una specie di grne per caricare e scari- 
care le navL 
— di' /biro e di acciaio. Da prima si adoperarono lamiere dì ferro, 
ma poi vennero sostituite quelle di acciaio per la loro maggiore 
resistenza e maggiore elastioit&. 

Neil' interno, per maggiore stabilità e fortezza, si posero delle 
traverse dello atesso metallo, imperniate alla circonferenza. 

La durata di questi alberi sarebbe indefinita, se la vernice po- 
tesse ricoprirne la superficie costantemente; ad ogni modo la rug- 
gine non pare che abbia tanta forza da rendere la loro dorata 
minore della vita ordinaria delle navi mercantili. 

Il difetto principale di questi alberi è la rigidezza per non pie- 
gare sotto gli sforzi delle sartie nelle oscillazioni dell'alberatura, 
o sotto l'impulso delle vele quando le sartie si allentano per la 
propria elasticità. 

Gli alberi di ferro richiedono necessariamente an padiglione di 
di ferro. 

Un altro inoonveniente si à nel getto in mare, quando la nave 
sia sorpresa da una violenta tempesta. Ad evitarlo, i signori Finch 
ed Heatte immaginarono un congegno per dividere l'albero in due 
parti , qnando eia necessario sacrificare l' albero. Ciascuna parte 
ha un orlo sporgente e capitello di lamiera alquanto più spessa 
del resto dell'albero, che si fanno combaciare e poi s'invitano l'uno 
sull'altro, e si svitano quando si vogliono gittare. 

Il Bugaer dava le seguenti regole per la costruzione degli al- 
beri proporzionati alla grandezza delle navi: 

• Nei vascelli simili, i quadrati dell'altezza dell'arboratura deb- 
bono essere come i cubi delle dimensioni semplici del vascello. 

■ Le altezze degli alberi debbano essere proporzionali alle lar- 
ghezza dei vascelli che abbiano le medesime lunghezze, 

• Nelle navi della medesima grandezza, ma di lunghezze diffe- 
renti, le altezze dell'alberatura debbono essere come le radici qua- 
drate delle lunghezze. 

< Nei vascelli di lunghezza e grandezza differenti, le altezze 
dell'alberatura debbono essere in ragione composta delle longheiie 
e delle radici quadrate della loro lunghezza; ovvero debbono es- 



,vGoosle 



ALB 149 

aere corno i prodotti delle larghezze nelle radici quadrate delle 
lunghezze > . 
Albero, sue parti e annessi: 1° < diceai colombiere, a. m., la parte 
d'un albero maggiore o di un albero di gabbin, compresa tra la 
costiera e la testa di moro; essa suole essere cilindrìca abbasso 
e ettagona verso la sommità. Intorno alla parte cilindrìca, detta 
incappeUatura, calzano tutti gli occhi delle manovre ferme*. Par- 

RILLI. 

. I Veneti chiamarono varea il colombiere; in genov. cumbé; ìa 
mnlteae colombìer ta l'alÒru. 

Fi. ton; spagn. calces, canasla, tope; port, calcez, top; gr. mod. 
xoÀoftnlfi e tóvog; ingl, ìnast head; ted. der Masttopp. 

2° piede, l'estremità inferiore dell'albero, detta pure maschio e dado. 
Piede, si come è la parte ohe poggia in terra o sa cui si regge: 
dado, perché squadrato acciò che non possa girare nella scassa; 
ìoasdtio, perché v'entra dentro. 

Fr.pied d'un mAt; spagn. mecha de uno palo; port, pedo ma- 
stro; lat. pes; gr. notig, no6óg; ingl. heel of ìnast; ted. der Fusa. 

'6" conocchia o noc«, • ingrossamento di legname negli alberi a chiave, 
nel quale à tagliato l'incastro per la puleggia dell' amanticello e 
della drizza • . Parbilli. Tedi Noce. 

4" pomo, è un attrezzo di legno di forma lentìculare, cerchiato di 
ramo, innestato con incastro sulla estremità degli alberi o delle 
aste di bandiera. Sonvi dei fori dei quali talvolta sono parte le 
puleggie per il passaggio delle drizze o sagole della bandiera. 

A Livorno lo chiamano anche galletta o formaggetta, non credo 
dal galleggiare, ma come diminutivo di galla ^= globetto , corpo 
rotondeggiante che si adopera, nello stesso significato, anche in 
oreficeria; se non viene da galletta, forma del pan biscotto. 

Frane, pomtne de téle de màt (o semplicemente les pommes); 
spagn. boia de tope; port, boria; ingl. acorn, truck, mouse; ted. der 
Flaggen-knopf fOr Masttopp, cfer Toppknopf. 

5' anno pei ferri dei mostraventi, quando non vi sono parafulmini. 

G° di trozza, • piii propriamente berbonio, paternostro da trozza, bu- 
cato diametralmente per farvi passare la corda chiamata di trozza 
che ficendo parte delle trozze dei pennoni di gabbia, facilitano 
i movimenti dal basso in alto e dall'alto in basso di queste trozze • . 

PiQOÉ, 

7'^ ribazza, piede degli alberi di gabbia, di vetacaio e di asta di 



,vGoosle 



160 ALB 

fiocco, fatto da una liqaadratora fasciata di ferro che s'introduco 
tra il colombiere dell' albero sottoposto , le costiere e la crocetta 
prodiera del medesimo. Sulla rabazsa è inoltre intagliata una sca- 
nalatura i-ettangjlare, nella quale s'introduce la dùave cte regge 
l'albero detto. 

Il Grenet la definisce: la parte inferiore degli alberi di gabbia, 
alberetti ed asta di fiocco che rimane al di sotto della testa dì 
mora. Il Qrenet, nelle sue definizioni, à conciso e chiaro. 

Fr, caisse; spagn. metAa de un palo; port, pé do maslareo; 
ingl. heel of a mast; ted. der Fuss die Ilacke einer Stejige. 
8" testa di moro o lestadimoro , detta dallo Stratico anche cappel- 
letto, grosso pezzo di legno con due fori, l'uno quadro e l'altro 
tondo, nello stesso suo piano. Pel foro quadro passa la testa del- 
l'albero sottostante, pel foro cilindrico l'albero che questo deve 
sostenere. La testa di moro é esternamente fasciata di ferro ed 
è collocata orizzontalmente parallela alla carena (cJiiglia) ed è 
tenuta in tal positura non solo dall'incastro quadrangolare, ma 
altresì da un puntone di ferro piantato a proavia del colombiere, 
p.ìggiando in bas.so sulla crocetta prodiera della cof&, in alto sotto 
h\ testa di moro, il quale ò ad angoli arrotondati. La testa di moro 
è guarnita di golfari di ferro infissi nelle sue faccie laterali, e 
nella inferiore per introdurvi i ganci dei ))ozzellt delle mantiglie, 
le scale dei colombieri, ì dormienti dei cavibuoni e i loro Iwzzelh. 

Fi: choiu/iie; apagn. lainborele; port, pega; ingl. ca^i; ted. das 
Eaelthaupt ( Eselshoft). 
U" apostoli, a. m. pi., detti cosi dodici ticalmi che nelle navi medio' 
evali erano a prua , pel numero dodiei, strana combinazione col 
numero degli Apostoli. 
10' castagnola jyel sospenditore, talvolta si pone circa la metà del- 
l'altezza del colombiere, in luogo di una chiavarda. 

Fr. laquet du suspensoir; sp. esUnga; port, cunhos; ingl. sling- 
cleal; ted. die Ilangerstroppklampe. 
11" chiavarda, s. f. , cilindro di ferro piuttosto grosso e corto, con 
testa o capocchia per riunire tra loro due pezzi, o per tenerli fermi, 
o acciò ohe l'unj possa girare sul cilindro di essa chiavarda. 

Fr. boulon. 

— chiavarda di commettitura. 

— degli alberi minori, della caiejia, a braccioli, a bilico. 

— chiave, a. f. , viene detta cassacavallo o comunemente cacioca- 



,vGoosle 



ALB 151 

vaUo, ed in alcuni casi essa ò a libro, e disposta in modo da per- 
mettere di ghindare o ricalare gli albereti! , senza che an uomo 
vada a riva a toglierla. — Sbarra di ferro per sostenere sopra le 
costiere gli alberi di gabbia e alberetti. Questi ultimi l'&nno com- 
posta di due pezzi, che sporgono o rientrano nella rabazza per 
mezzo di un rocchetto. 

Fr. def; spagn. canha de ìnastelero; port, cunha de tnaslareo; 
ingl, kej/; ted. der Schltìssel. 
12" controcchiave, s. f., sbarra di ferro cilindrica che si ficca .in un 
buco fatto sette od otto decìmetri al di sopra del buco della chiave; 
serve ad impedire la caduta dell'alberetto nel caso di rottura del 
cavobuono. 
13° coffa, a. t, la forma si approssima a quella d'una mezza ellissi, 
colla rotondità a prua; ma i Iati verso poppa sono quasi retti. Nel 
piano di essa sono due fori quadrati, per dare passaggio ai due 
alberi; quest'apertura chiamasi passo del gatto e del codardo. 

Negli antichi bastimenti da guerra dei secoli passati , ed in 
quelli corazzati dì tipo moderno, le coffe erano di forma circolare. 

La coffa sta intomo al colombiere, à un'apertura per lasciar 
passare i marinai per le manovre o per combattere. La cofFa di 
un vascello di linea potava contenere cinquanta marinai. Il piano 
delle ceffe rotonde è intorno intorno chiuso da una ringhiera o 
parapetto solidamente fermato aopra il piano dì essa, e da questo 
prese il nome di gabbia; da che avesse il nome di gatta, non lo 
trovo indicato. 
14" per alberature a doppie gaM>ie; la larghezza di queste coffe, mi- 
surate sulla linea che unisce i piedi delle sartie podiere, è limi- 
tat:i ad </;, dell'altezza totale di gabbia; ma essa è di un terzo 
più a poppavia, dove è pari a */\^ all'altezza suddetta. La lun- 
ghezza è -li della larghezza ai piedi delle sartie prodiere. 

Fr. kttne; sp. cofa; port, cesto de gavea; ingl. top; ted. die Mars, 
MoÉikorb. 
15* gabbietta, a. {., o cofano, o gerla sopra la cassa delle pulegge; 
e questa e quella 1 marinai disaero calcese, dal greco xa^x^aiov, 
che sigoificò vaso da bere; e poi la gabbietta di cima all'albero, 
perché fatta a quella forma. 

Le gabbie prendono nome dalla loro posizione e dalle navi alle 
quali appartengono, come per esempio: gabbia di una goletta a 
vele quadre. Vedi Gabbia. 



,vGoosle 



152 ALB 

l(t° costiere o barre costiere^ due pezzi oblunghi, di legno o di farro, 
elle si pagano sulle maschetta o scialoni per sostenere la cofis e 
formare il sistema con le barre traversiere per sostenere ad un 
tempo l'albero di gabbia. 

Fr. élogiens; spagn. baos de las cofaa ó de cruceta; port, cur- 

vatohes; ingl. trestle trees; tad. die Langsablings , h&ngassalinge. 

17" traverse o barre traversiere, sono duo pezzi oblunghi, di legno 

di ferro, fissati ad angolo retti sulle costiere, a pruavìa ed a 

poppavia del colombiere, e sulle quali poggia il piano della coflSk 

Fr. traversins, barre» Iraversières ou de trovers; spagn. crucelaa; 
port, pemodos; iogl. cross trezs; ted. die Quersahlinge, Quersa- 
liage. 
18" crocetta, telaio dì legno o di ferro composto dalle costiere e tra- 
versiere degli alberi di gabbia, die poggia sulla noce di questi, 
e serve a dar quartiere alle sartie degli alberi di velaccio. 

Sono ora in uso crocetta di ferro, e sulla traversa o corno pop- 
piero sono sistemati due buttafuori per dare maggior quartiere ad 
un paterazzo di velaccio ed uno di centro, per ciascun lato. 

Fr. barre de hune, barre de perroquet; ingl, cross and trecUe 
trees; cross trees of the lop mast; ted. die Saìdingen. 
li)* freccia, a. f., la parte superiore d'ogni alberetto, quando sia più 
del consueto allungata per porvi qualche veletta; quindi anche 
lo spigane che prolunga l'alberetto, 

Fr, cantre- flèvhe; ap. asta de juanete; port, galope; ingl. retian, 
royal mast, flag staff'; te.l. die FlescJie, Stab, Stock. 
20' noce, la parte al di sotto di quel dente o scalino fatto nell'albero 
per ricevere le costiere o l' incappellatura. 

Fr. noie d'un mdt stipérienr; sp. nuez; port, nozi; ingl. hounds 
of a topmast or top-gallant mast; ted. der Hummer einer !>tenge. 
21° lapazza, dife.^a dì legno lungo la faccia prodiera o poppiera, 
secondo i casi, degli alberi maggiori, per impedire lo sfregamento 
del pennone quando si alza o ai abljassa sui cerchi dell'albero, 
per conservare l'albero stesso dallo sfregamento del picco nel- 
l'alberatura a randa. 

Sopra i coloRibieri sono collocate alcune lapazze per proteggere 

le sartie dallo sfregamento contro i cerchi, quando s'incappella il 

padiglione. Negli albsri composti dei grandi navigli se ne pongono 

otto, e quattro negli alberi semplici. 

22 ' laterali e prodiere; negli alberi composti le maschette di ciascun 



,vGoosle 



ALB 153 

]ato sono formate di tre parti: quella di mezzo è una lapazza di 
pino rosso, lunga circa metà dell'albero, escluso il colombiere, 
la qnale sceode già a poca altezza dalla coperta. La parte della 
maschetta situata a poppa k la lunghezza e lo spessore indicati 
per gli alberi di un solo pezzo; la parte prodiera, lunga quanto 
la parte poppiera, costituisce il ginocciio. Queste parti sono col- 
legate tra loro nel modo anzi detto. 

23" le lapazze laterali sono sagomate per adattarle esattamente alla 
superfìcie esterna dell'albero, e per formare un corpo solo coll'al- 
bero medesimo, l'orlo esterno della sezione è un arco di- cerchia. 
La laro costruzione richiede un oonsiderevole consumo di legname, 
ma l'esperienza ha dimostrato l'utilità di questo rinforzo. 

Pr. aUpoK, alepasae ed anche lapaa dall'italiano alapwszaì ala 
pazza f 

24* del bompresso. 

Fr.Jumelle plaque ou bande de recouvretnent; spagn. gimeiga, 
amadrina, chapuz, gaburone; port, chumea, telha; Ìngl. pounfc/i; 
ted. Schale. 

25° magchetle degli alberi maggiori sono mensole di quercia apposte 
intorno all'albero al di sotto del colombiere, per reggere le due 
barre costiere fissate sulle traversiere con le quali formano un si- 
stema che chiamasi crocetta, per sostenere la cofla. 

Le tnaschette si chiamano anche gaiette; altri vuole che ma- 
BchxUa derivi da masdiio, e quindi debbasi scrivere maxdiktta. 
A me pare che derivi da matca = gota, in genovese, perché viste 
due di esse rappresentano in qualche modo un viso gonfio, mosche 
de hlnn-a, viso di luna piena. 

Le maschette degli allwri di ferro si (anno pure di ferro, 

2^" mastra dell'aìhero, è formata di due pezzi di tavolone incavati 
ciascuno a semicerchio, i quali poi uniti e fermati tra due bagli, 
oifroDo un foro pel quale si fa passare l'albero ; e mastra si chiama 
anche il foro detto. 

Chiave dell'albero, a Livorno. 

Fr. étambrai de mài; ap^a. fogonadara, mallele; port, enóra; 
gr. neaóòfit] (voce usata anche da Omero); ìngl. mast-partners ; 
ted. die Mastfischung. 

27° buccellato, cinta intorno all'aligero presso la mastra, acciò che non 
penetri l'acqua tra essa e l'albero. 

28" miccia, s. f., francesismo inutile e brutto. Vedi Dado e Hascbio. 



,vGoosle 



164 ALB 

23* parafidmint o coììduttore del parafulmine, è fatto d'una doppia 
strìscia di rame fissata nella parte poppiera degli alberi, connessa 
col rame della carena in due punti, per mezzo di due perai di 
rame attraverso la carena (chiglia) stessa, e per mezzo di una 
striscia che segue un abaglio dal corridore e traversa la murata. 

Sulle navi di ferro, con gli alberi mag^orì in ferro, queste 
fanno da conduttori. — Sulle teste di moro, una spranghetta di 
rame connette insieme i conduttori dei dae alberi. (Dal Greìiet}. 

Fr. paraton»erre; spagn. e port, pararayo; ingl. tightning-rod; 
ted. der BlitzeAleiter, 
SO" scassa, l'incastro o cassa ove si ficca il dado o maschio, o il suo 
piede quando è tagliato senza maschio. La scassa dell'albero mae- 
stro e quella del trinchetto sono sempre sul paramezzale; talvolta 
finche quello di mezzana, che d'ordinario è piantato sul corridore. 
La sjassa del bompresso, sebbene eguale nell'effetto, cioè di con- 
tenere e tener fermo il piede dell'albero, essendo alquanto diversa 
sì dice traverso di bompresso. Vedi. 

Fr. emplanture de radi; spagn. e port, carlinga; gc. latoitéitj; 
ingl. step of a inast; ted. die Mastapur. 
31" traverso di bompresso, « è costituito da due stanti verticali chia- 
mati traversi, che s'incontrano contro le facce podiere di due bagli 
posti l'uno al di sopra dell'altro, e che fanno ordinariamente parte 
del secondo ponte e del ponte dei castelli. Questi traversi imbot- 
tiscono il piede dell'albero di bompresso eh' è munito di un ma- 
schio, la cui faccia superiore è parallela all'asse dell'albero, e la 
inferiore al ponto sul quale questo piede riposa. Nel mezzo, in 
fondo all'incastratura, si motte un forte pezzo di legno ch'é in- 
tagliato par ricevere il piede dell'albero; delle zeppe ne compiono 
la consolidazione • . Piqué. 
32" lesta, l'estremità superiore di qualsiasi albero od asta. 

Fr. iéte de nidi, fouet, le haul; sp. calces; port, calcez; ingl, ma- 
sthead; ted. der Masltopp. 

Legnami adoperati per la costruzione degli alberi. — Dagli an- 
tichi: il pino, l'abete, il cedro del Libano. 

Dai moderni, oltre questi, il pun delle Indie, il cotidi (cowdie) 
della Nuova Zelanda. 

Altri legnami si usano per i pezzi di collegamento, come cro- 
cette, teste di moro, barre costiere e traversiere, la quercia dolce, 
l'olmo, il frassino, il tek, il mogano ed altri. 



,vGoosle 



, ALB 155 

Cordami degli alberi: l" cavobuono, s. lu., fune che servo per 
alzare e abbassare gli alberi di gabbia e gli alberetti. 

Fr. guinderetse; sp. aitante de vivadar; port. amanU; ingl. top- 
rope; ted. Stengenwindreep. 

2° collare, s. m., del bompresso. — Venez, coloro, rastrelliera. 

* Collare di legno che ai mette nel mezzo di esso pei servigi 
occorrenti all'albero > . BoBEtio. 

3" ghindazzo o ghindasso, s. to., ogni manovra che si ferma al cavo- 
buono, per far forza sullo stesso nel ghindare. Quando il ghin- 
dazzo ritorna su sé stesso per passare in nn secondo baco nella 
cassa dell'albero, ai chiama guindazzo doppio; se non vi è che 
un baco, si dice semplice. Per gli alberi dì gabbia, il ghindazzo 
è un gro^jso cavo piano dì tre o quattro cordoni. ~ Genov. ghia 
pe alza la manovra a vento. 

Fr. drisse; spago, driza; port, amante; ingl. halliard, alyard; 
ted. der Fall. 

4" guemimento, gaemitara, • tutti i cordami che s'adoperano in una 
nave per assicurare gli alberi, per sostenere le manovre e i pen- 
noni, per iapiegare e chiudere le velo > . T. 

5" muilacchi o briglie del bompresso, che i Veneti dicono mustachi 
ed anche barbagianni di bompresso, sartie che partendo dalla testa 
del bompresso, dall'uno e l'altro lato, si tesauo sui masconi a prua. 

6" < Le sartie fisse e volanti del bastone di flocco e dello spigone>. 
OuGLlBLUOrn. — < Alcuni chiamano così anche Ì paranchi della 
randa e alcune mantiglie > . Id. 

Fr. ìiattbang de beauprés; spagn. moBtachos; portogh. «ifcresto; 
ingl. bowsprit shrouds; ted. die Bagspriehoanten, Bugslage. 

1" peììzolo, a. m., manovra dormente che s'incappella alla testa di 
un albero o alla estremità di un pennone, per attaccarvi dei pa- 
ranchi od a stopparvi dei bozzelU. Vedi Penzolo per gli altri si- 
gnificati. 

Fr. pendeur; spnga. brazalotea; port, coroas; ingl. brace pendant; 
ted. der Brassenschenkel. 

8° trinche, funi con le quali il bompresso è allacciato al tagliamare. 
Pr. liùres du beauprés; spagn. trincas del beauprés; port, trinca; 
ingl. gammonings of Vie bowsprit; ted. die liugapriet WuUng. 

y* sartia, s. f. , ciascuna é costituita da cavi che sostengono late- 
ralmente gli alberi e partono dalla testa di ciascuno di essi; le 
maggiori vengono fermate a marata. 



,vGoosle 



166 ALB 

Il numero delle eartie varia per ogfiii albero e secondo il tipo e 
la grandoEza del bastimento: nei grandi bastimenti a vele qoadre 
la maestra ne à nove per parte; quello di trinclietto otto; quello 
di mezzana sei; l'albero di parrocchetto o gabbia di trinclietta 
cinque; l'albero di contramesszana , quattro; il grande e piccolo 
albero dì pappafico ne anno tre ognuno; l'alboro di belvedere due. 

I cavi delle sartie debbono essere sempre costruiti con quattro 
cordoni, oome pure i paterazn ed i paterazzini. L'Arminjon dice 
che oggi si preferisce il cavo piano al torticelo, poi che il primo 
à più resistente e meno soggetto ad aUungarsi. 

Le sartie soao grosse manovre dormienti, delle piii importanti, 
poi cbe sostengono, come i paterazzi, a dritta e sinistra gli al- 
beri; i dae rami di esse, mediante uno stroppo o gano, s'incap- 
pellano sulla t«sta degli alberi, discendono e vanno a posarsi, 
quello degli alberi maggiori sulle parasartie, quelle degli alberi 
di gabbia, lateralmente nelle coffe; quelle degli alberi di velaccio, 
all'estremità delle crocette, e co^ dì seguito. 

Le sartie, nelle parti esposte allo sfregamento, sono rivestite 
di pelle. 

Le sartie sono attraversate orizzontalmente da cordicelle detto 
griselle, a distanze eguali, fermato con un nodo semplice, e servono 
di scala ai marinai per montare sulle gabbie e su le manovre alte. 

Le sartie prendono nome dall'albero a cai appartengono. 

Li) Sftrtie di filo di ferro sono più resistenti e si allungano meno 
di quelle di canapa; cioè uno o due millimetri per metro, mentre 
di canapa sino al quattro per cento. 

Sartia, nel lat. rudens; nel basso lat. sartia; nel gr. moderno 
i^d^tia, ta, da é^a^tiiùt ^ attaccarti, dipendere da; quindi paro 
che queste aia l'orìgine della voce, se pure non è da altra voce 
di origine ignota. Vedi Sarzla. 

Venez. e genov. sarchia, i Veneti dissero anche sarda; nell'an- 
tico frane, saroe e Bardie; spagn. obenqtte; port, ovem; prov. sarti 
e sartia; ingl. shroud, smifter; ted. Want, Iloftadas. 

II Willauinez attesto che il nome di sartie si dava (nel Ue- 
diterraneo)a delle funi che servivano ad alare le reti di alcune 
pesche. 

10° maggiori, quelle che assicurano ì tronconi. 
11" minori, quelle che reggono gli alberi di gabbia dalla cima alln 
co£&; d'ordinario sono sei coppie. 



,vGoosle 



ALB 157 

12° vaprtme, quelle ohe reggono gli alberetti dei velacci dalle cro- 
cette alla testata. 
13'^ di scala, quelle olie servono di scala ai marina! per salir in alto. 
14° collettive, qnelle che sostengono in qualsiasi direzione qualunque 

albero. 
15° di bompresso o mustacci, sono quei cavi che reggono lateralmente 
quest'albero, partendo dall'estremità o testata di esso, e andando 
al bordiero dove sono fermate. 
16° di flit di ferro, sono pi& resistenti e meno elastiche di quelle 
di canapa. 
Ingl. tcirt Tope's shrouds. 
17" di rovescio. 
18" mezza sartia, provvisoria. 
19° tempUoe, quella che non ò oollegata con altre. 
Ingl. swifler. 

Sartiame, a. m., l'insieme delle sartie, e nome collettivo di tutte 
le corde della nave. — Nap. sarziacuma; venez. sarchiarne, cor- 
dagio, cordame. 

Ingl. slrtHmds, rigging. 

Sartiamento, s. m., il sartiare, l'atto o l'efiètto del sartlare. 
Sartiare, v. a., apporre le sartie agli alberi; fornire di sartie 
gli alberi della nave, o di cordami. 
20° un paranco, è lasciarne l'orditura si che le funi scorrano, che 
fossero troppo t^se. — Qenov. sartid; veuei. sarchiar. 
Ingl. to fleet, to overììaul; ted. augrUslen. 
Sartia! comando di aocomodaro le sartie. 
Sartàato, add., naviglio fornito delle sartie. 
Sartiatara, a. [., l'opera del sartiare, l'atto e l'etlètto del sar- 
tiare, cioè del fornire di sartie ana nave. 
Sartietla, s. f, diminutivo di sartia. 
21" quella specie di savi che costituiscono la decima qualità di tor- 
tiooia negli arsenali; sartie minori, dette anche mezze sartie. 

Sartiola, a. f., uua delle sartie minori, come quella degli alberi 
miuori e degli spigoni. 

Sart&me, a. m., accrescitivo di sartia; è nome speciale delle maU' 
tiglie di randa. 

Sarsùt, a. f., non è idiotismo, ma voce antica dì canapa, o di 
una specie dì canapa , dal bosso latino sartia (leggi sarzia), che 
a sua volta deriva dal greco i^d^jta. 



,vGoosle 



1&8 ALB 

Pisani, in tota Sicilia < possint libere et sine impedimento 

aliquo emere rei aquirare liaum, sartiam laboratam et non 

laboratam {Carta di Corrado II, re di Sicilia, del 1269, ap. Jal, 
Gtosa). 

B le sartie si dissero da sartia a sarzia, e quindi sarda; in 
francese sarche, come da cantra si fece canape. Anche da qnesto 
3Ì vede che la forma sca-te è scorretta, quaatanqae si legga nei 
classici: Dante, Boccaccio, Petrarca e gli altri; ma che deve pre- 
valere? la ragione o l'uso 4 l'autorità? La decisione all'alto tri- 
bunale della Lingua. 
22" controaartia, a. f. , quella che serve di rinforzo in casi straor- 
dinari, la quale dicono ancora di pn-tuna, di harcoUanunto , di 
ririforzo, di battaglia e falsa. 
23" straglio, a. m. , si trova scritto anche stragio, strajo, straggio, 
strallo, staggio, stazio e stasdo. 

Stragli si dicono i canapi dormienti, che sostengono gli alberi 
aella direziono dell'osse maggiore del naviglio, incappellati alla 
testa di essi e fermati a prora ed a poppa quando il naviglio & 
un soio albero; quando ne aveva di più, gli stragli ai fermavano 
all'albero dinanzi, cioè quello di mezzana al pie di quello di mae- 
stra, quello di maestra al trinchetto e quel di quarto agli apostoli; 
ma perché in coso di abbattimento dell'uno ne veniva a soffrire 
anche l'altro, gli stragli si fermarono sul ponte. 
24° stragli maggiori diconsì quelli degli alberi maggiori, e minori 

quelli degli alberetti. 
25" controstragli sono quelli che si aggiungono allo straglio per più 
fortezza, ed acche come di riserva nel caso che il primo aia rotto. 

Gli stragli di bompresso, che incappellati sulla testa vanno fer- 
mati al tagliamare, si dicono briglie, martingale e soUagte, — 
Venez, conlrostragia. 
26" straglio per Vela. Vedi. 

Gli acceaaori degli stragli sono: l'occAio, la garza, Ìl bottone, 
il pomo, il collare, la randacia, la bigotta, la taglia, il paranco. 
Vedi. — GenoT. strailo; venez. stragia. 

Fr. Mais (nel secolo xvn scrivevasi etay , nel xvr esiraU; nel 
cata]. del XIT secolo stragi); sp. nervio, estag; port, estay, ostay; 
ingl. stay; ted. slag. 

A me pare che l'è ovvero ì'o non siano che appoggi deUa voce, 
e che IT sia intruso, e quindi derivino tutti dall' anglo-sassone 



,vGoosle 



ALB-ALD 159 

»lay, ohe significa fermare, ritenere, sostenere; e quindi una delle 

forme che pare delle più scorrette stag(g)io, sarebbe più vicina 

alla forma primitiva, dalla quale tutte le altre derivano. 

I Latini dissero tormentum lo straglio : < Tòrmentum funis nau- 

ticua, qui a prora ad puppim estenditnr, quo mains navis magis 

constringa tur > . 
I Greci chiamarono protono quello che va verso prora, e quello 

verao poppa epitomi. Vedi queste vocL 
AlUnagglo, s. m. ; vedi Naufragio. 

Albocàch, gruppo di stelle nella costellazione dei Gemini. 
Albana, a. f., diviniti manna dei Romani, corrispondente alla Leu- 

cotea dei Greci. 
Albutan, gruppo di stelle nell'Ariete. 
Aldonei nome di una delle Pleiadi, la più brillante. 

— sorta di uccello acquatico simile alle oche. L'unica specie dj al- 
cioni conosciuta in Europa è quella A&\\!Al(xdo hispida, detta vol- 
garmente Martino pescatore, Piombino, ttccello della Madonna. 

— ■ nome di un genere di animali dell' ordine degli Àreformi anni- 
dati. Vedi Polipaio pollfbrme. — Alcioiuxlla polipaio stabile in- 
crostante. 

Fr. 6 port, alq/on; spagn. (Adone; lat. halcyon; gr. aXxvùv; 
ingl. halcyon, aloèdo, ìdng fìsk; ted. Eitvogel. 

— o Alcionio. Vedi Alciòo, sorta di produzione marina che à vita 
acnziente, ma non forma animale, ed è proaainut alla spugna: una 
piantanimalc. 

Alcioni, s. m. pi., certi vermi e certe piante che crescono nel mare. 
Alcitmldee, e. f. pi., piante della famiglia delle balassofite. 
Alcionio, 3. m., spurgo del mare, del quale ai crede che gli alcioni 
facciano i loro nidi. 

— * aggiunto di giorni che dell'apparire degli alcioni si argomentava 
bonaccia in mare, quindi per giorni felici •. Akistof., Ucc, 1594. 

Aldebaran, < stella di prima grandezza nella costellazione del Toro, 
sull'occhio ainiatro. Il auo punto ortivo, nella rivoluzione cosmica, 
cade in prima sera vsrao il 25 di novembre; i marinai la dicono 
stella di 8. Caterim, e l'Anno per punto infauato > . Ristoro Dt 
Arszzo. 

IngL tóe ludde of Taurue, the ìcell-kìtown natttical star (popo- 
larmente chiamata occhio di bove). 

Aldhérabam o alderabam, stella. 



,vGoosle 



160 ALE-ALT 

Alessandrina, s. i:, epìteio della iuitì che facevanc 
Alessandria d'Egitto a Pozzuoli pel trasporto del grano per Boma. 
Coetituivaiio la claaae annonaria o frumentaria, che si vuole isti- 
tuita da Aagosto. 

Alette dei tamburi. 

— della fiocina, ossia le parti laterali dei luoghi ami, con le quali 
terminano a gnis% di piccola puntti di freccia. 

— 8. f. pi., ali, quarto di poppa, nome di due pezzi che si col- 
locano vicino alla poppa, Tinnendola col dragante. 

Fr. éslaing; spagn, àUtag, brazales; port. baUzas da re, maruos, 
aUietaa da popa; ingl. fashion-pieces; t&d'. die RandsamhOlser. 
' — sono l'ultimi scanni di poppa che terminano la larghezza o lun- 
ghezza delle natiche, Queste vanno colla cinw opposta al dragante 
per di dentro, e col piede sopra alla controruota; si &nno d'dmo 
per leggerezza, grosse dita quattro e mezzo, larghe dita sette, al 
piede, et alla cima affusata due dita (Disc, ma., p. 6, Bib. D. O.). 
Al&beto, rotolo, rollo, denominazioni dato dai Veneti a ciò che noi 

diciamo molo. Vedi. 
Alfiere, a. m., oo^ chiamavasi un tempo nella marina il portaban- 
diera, il vessillifero. 

Alfiere fu anche titolo di un ufficiale subalterno, un sottotenente, 
tauto nelle armi di terra che di mare. 

Questa voce si crede che derivi dall'arabo: da al ^ (t e fem 
=^ nobile, cavalKre. 

Fr, ant, e maltese alfler; portogh. alferea; ingl. alfere o alferta 
(sino alio guerre civili sotto Carlo I). 
Algenib, principale stella (y) nella costellazione Pegaso. 
Algol, testa di Medusa nell'Orsa maggiore, gli Arabi. 

— stella maravigliosamente variabile della costellazione di Perseo; 
i cambiamenti li compie in due giorni e ventun'ora. 

Algusmario, s. m., capitano di giustizia nelle armate. È voce araba. 

Alidada, s. f., regolo di legno o di metallo con una pinnula a ogni 
estremità per traiiciare sopra una tavoletta le linee determinanti 
la direzione degli oggetti veduti a traverso le pinnule. 

— regolo mobile, che girando intorno ad un cerchio graduato, serve 
a misurare gli angoli; questo é formato di un lembo, ed à pure 
le pinnule o una lanetta. 

Fr. lUidade; spagn, alidada; portogh. alidade; ingl. itidej; of a 
sextant; ted. {Uhidade. 



,vGoosle 



ALI. 161 

Alienazione delle navi, schema dì legge presentato al ParlameLto 
dal Saint-Bon, col qnale ai proponeva la vendita delle navi vec- 
chie, le più di legno, per soatituirvi navi di ferro (1873). 

Secondo il nostro Codice di Commercio, § 483 : < Ogni aliena- 
zione o cessione totale o parziale della proprietà o del godimento 
della nave dev'essere fatta per iscritto, salvo le disposizioni del 
titolo IV di questo libro. Se l'alienazione o ceaaiona à Inogo nel 
Regno, essa può farsi per atto pubblico o per scrittura privata, 
ma non ha efiétto rispstto ai terzi, se non è trascritta nei regi- 
stri dell'ufficio marittimo, presso il quale la oave è inscritta. 

■ In paese estero, l'alienazione dev' essere fatta per atto rice- 
vuto nella cancelleria' del regio consolato dinanzi all'ufficio conso- 
lare, e non k elTetto, rispetto ai terzi, se non è trascritta nei 
registri del consolato. Il console deve trasmettere copia, da lui 
autenticata, dell'atto di alienazione all'ufficio marittimo presso 
il quale la nave è inscrìtta. 

• In tutti i casi l'alienazione dev'essere annotata sull'atto di 
nazionalità, colla indicazione se 11 venditore resti in credito del 
prezzo in tutto o in parte. 

< Oli amministratori della marina mercantile a gli ufficiali con- 
solarì non possono ricevere e trascrìvere l'atto di alienazione, se 
loro non viene presentato l'atto di nazionalità, salvo il caso pre- 
veduto nell'art. 480, che riguarda le navi che sono in viaggio. 

• Nel concorso di piii alienazioni, la data dell'annotazione sul- 
l'atto di nazionalità determina la preferenza. 

< 484. Gli ufficiali consolari, in paese estero, non possono rìce- 
vere gli atti d'alienazione delle navi, se non è provveduto al pa- 
gamento o alla sicurezza dei crediti prìvilegiati annotati sull'atto 
di nazionalità • . 

Alighiero, s. m., o portolatto, o secondtere.Yadi Amgbluooi, Ricordi 
e Documenti. Queste voci, come la moderna mezzomarinaro a Li- 
vorno, indicano tanto il marinaio, quanto l'attrezzo. — I Veneziani 
e gl'Istriani, con qualche alterazione, dicono tuttora anighiere. 

Il Fincati, al Yo(^bolarietto apposto alla quarta edizione della 
sua Manovra: < Anghiere, doppio gancio di ferro incassato sopra 
ad una pertica, del quale servesi il prodiere di lancia per acco- 
starsi aggrappando col gancio, o per allargarsi spingendo > . 

L'antico Statuto di Pisa, citato dal Fanfani, nomina i Nighieri. 

COBIUIKI, Voeab..naìUÌco. 11 



,vGoosle 



163 AH 

Ft. antico atier, àUier, aU^; spagn. oliere; catal. anit. oZ&r; 
lat conto ferottia; gr. xovioq>à^s. Vedi Cotiiti$ e xovrJg, Budes e 
h-iM^es. — I Pisatu ebbero anche aliele e alieto. 

Secondo l'Ordinanza di Barcellona, anno 1354, 31, ogni gale* 
doveva avere otto prodieri e aei alighieri (PardbsS., V, 499). 

Anno 1515, gli Alighieri avevano quattro fiorini al mese di 
stipendio (Jal, Ann. maritt. et colon., 1842, p. 52j. 

Secondo un documento pubblicato dal Fanfanì {Borghini, I, 661] 
ricevevano fìorini due. 

Secondo il Ghiglielmotti, il cognome di Alighieri sarebbe venuto 
da questa voce. 
Alimeiitar^ v. a., porgere alimento. — Alimentarsi, ri£. att., pi- 
gliarsi l'alimento. — Alimenlamento, s. m., l'alimentare; partic 
prea., alimentante; pass., alimentato. 

— anche del fornire l'acqua alle macchine a vapore. 

— il fuoco, tenerlo acceso, rifornirlo del materiale combustibile. 

Fr. alimentar; sp. e port, càimentar; lat, alimentare; gr. zqi^; 
. ìngL ft) feed; ted. tpeisen. 
Alimentarlo, add, m., ohe è atto ad alimentare. 

— (apparecchio), quello che serve ad alimentare le macchine a vapore. 
AUmratatore, o allmentatrice, vasca o vaso ove passano le trombe 

della macchina a vaporo, — Canale alimentatore quello che porta 
l'acqua alla caldaia. — CUindro aUmentatore. 

Nei distillatorì, a quelli che anno il bolKtore Oousiu, al bolli- 
tore viene applicato un apparecchio automatico per mantenervi 
costante il livello dell'acqua ed ottenere l'estrazione in modo con- 
tinuo. È opera dei signori Uouraille. 

Fr. canal d' alimentation ; spagn. alimentador od alimentieio; 
port, alimentido; ingl. artificial feeder; ted. «}}eisekanat, 

Fr. cylindre foumisaeur; spagu. e port, cilindro alimentieio; 
ÌDgl. feeding roller; ted. einziehwalze. 

— automatico. Vedi Iniettore Glfibrd. 
Alimentatone, s. f., l'atto dell'alimentare. 

— della caldaia, la quantità d'acqua che vi s'immette. 

— idraulica, cioè di acqua. 

— (apparecchio di), tutto l'insieme dei mezzi che servono ad ali- 
mentare d'acqua una caldaia. 

— (tromba di), per trasfondere l'acqua. 

— (tubo di), per condurre l'acqoa ove si vuole. 



,vGoosle 



ALL 163 

Fr. alimentation; sp. alimentaaon; port. aUmeTitaiSo; ingl. fup' 
ply of water; ted. die Speisung. 

Alimento^ a. m., ogni materia nutriente, e fìgnratamente ciò che vale 

a mantenere viya offiì operazione meccanica: carbone, olio, acqoa. 

Fr. aliment; spigo, e port, alimento; lat, atimentum (il vitto 

mititare diceano cibaria cocta. Vedi Rancio); gr. T^^if; ingl. alù 

ìnent; ted. Nithrung, 

Alimentoso, add., pieno di alimento. 

Aliseo, add. e in forza di soat., vento che apira fra ì tropici da le- 
vante a ponente, cioè in sen^o opposto alla rotazione della terra. 
Nell'Atlantico spira in direzione di greco tra il 5",46' e il 30f>,4&' 
lat. B ; ma dentro qaeeti limiti vi sono variazioni provenienti dalla 
posizione del aole ; arrivano solo, nell'estate, all'estremo punto B. 
e nell'inverno all'À. Lo apoatamento è di circa 6°. I lìmiti degli 
alisei di scirocco sono cosi definiti: verso B., questo vento at- 
traversa l'equatore, spostandosi il limite colla stagione da l°,3iy 
lat B. a 30,15' lat. A.; verso mezzogiorno il suo limite si pai col- 
locare al Tropico del Capricorno. 

Un tempo gli Spagnnoli vianto gcner<de, e cosi pure i Porto- 
ghesi; vento gerdl, e genertde anco i nostri. 

Fr. alizé; spago, (disco edisto; port. aUsio; ingL trade winds; 
ted. der Passaiudnd. 

Alla banda! ani fianco, comando. 

Fr. sur U bord; sp. salta à la banda; port, ao costado; ingL man 
the side; ted. an's FaUre^. 

— bonaccia (stare, mettersi), porsi al riparo dei venti. 

Fr. d l'tdni de la bouée; ingl. to have the sea gates open; ted. 
Ohne Schuts. 

Alia cappa. Vedi Cappa. 

Allacclfir^ v. a., legare o stringere con laoci, e semplicemente le- 
gare. — Allacciarsi, rifl., legarsi attorno la perdona checchessia ; 
cingersi alla vita le cimette di salvamento, il basto la ciambella 
galleggiante ed altro. — Allacciamento, a. m., l'allacciare. — 
Allacclante, part. pres. — Allacciato, part. pass. — Allacdativo, 
add., atto ad allacciare. 

Allaccia tore e allacdatrlce, chi o che allaccia. 

Allacdatora, a. f., l'effetto dell'allacciare. 

Fr. Iter, épisser; apagn. enlazar; portogh. erdagar; ingl. to tie; 
ted, verketten. 



,vGoosle 



164 ALL 

Alla fonda, aw., all'ancora. Vedi Ancora. 

Allagare, v. a., i marmai an» Tolta allagavano la stiva ed i ma- 
gazzini per diatroggere insetti ed altri animali nocivi o spegnere 
l'incendio. 
Fr. noyer; sp. anegar; port, afogar; logL to sank; ted. inundate. 

All'altezza di...... at largo di. lontano da.....', alla ateaaa lattiti- 

dine di..... 

Fr. d la hauteur de; au large de; ingl, off.....; ted. bei, ab oder 
auf der Hohe von 

Alla navaresca. Vedi Timone. 

Allardare, v. a., si allardava uno o più teli di alena per tnrare le 
falle nelle navi di legno. 

Allargai comando per indicare di tirare al largo, di albntanarsi. 

— voci di comando per allargar le vele, tratte dal Fincati e ridotte : 
1> a posto per soleggiar le vele; 2^ a riva; 3' fnorì; 4* sciogli; 
&- allarga; 6* sartia gl'imbrogli; 7' issa ì flocchi: 8* allarga le 
rande. GDaLtELMom. 

AUaigacomenti, a. m. pL, specie di scalpello in forma di accetta, 
ma di taglio ottuso, che a colpi di mazzola s'adopera per calcar 
la stoppa tra tavola e tavola del fasciame per chiadere i cementi. 
Fr. éanissoir; apagn. e port, aìargador; ingL broach, opening- 
bit, Tj/mer, rosebit; ted, ReibaAle. 
Allargar^ accreacere per larghezza. 

Allargarsi, rifl. att. dilatarei; part. pres. allargante; part. pass, cd- 
largato. Vedi Vde. 
Fr. olarguer; ap. e port, alargar; ingl. enlarge; ted. erweitem. 

— mettere o menare al largo; e allargarsi, tirarsi al largo, in alto 
mare. 

Fr. ant. olarguer, mod. eloigner; spagn. e port, alargar, largar; 
ingl. to sland away from the land; ted. abicheeren. 

Allargata, a. f., la cosa fatta nell'allargare. 

Allargatolo, s. m., strumenta da allargare che usasi in varie arti: 
e ve ne sono dì diverse forme: a spirale, con alette, Girard ed 
a campana. 

Allargatubi, arnese a tt\le effetto. 

Al laigol avv., in alto mare, e comando ad un naviglio di non ap- 
pressarsi alla nave o a riva. 

Pr. au large; spagn, al largo; pDrt. ao largo; ingl. sheer of, 
bear of; ted. ab holen. 



,vGoosle 



ALL 168 

Allarmare) v. a., chiamare alle armi i soldati. 

Allarmarsi, recipr. chiamarsi i soldati vìcendeTolmeate alle armi. 

— Part. pros, allarmante; part. pass, allarmato. 
Allarme, s. m., chiamata all'armi. 

— faìsOf chiamata all'armi per isbaglio. 

— grido di guerra, e suono di trombe o dì tamburi che chiami i 
soldati alle armi. 

Fr. aiix armes! spagn. allarma; portogh. alerma o aiwme; 
ingL guard turn out, alarm, false alarm; tod. geioehr herami 
Allascare, vale Uacare, in tatti i saoi significati. G. Roua. 

« PUare uq poco le manorre, od i rimarchi; dar dell'imbando; 
per OS.: ÀUasca le scotte, quando il vento ridonda*. Salvati. 
Alla veU. Vedi Vela. 
Alla via. Vedi Rotta. 
Allc^erlmento, l'alleggerire. 

All^lgerir^ v. a., rendere più leggera la nave co! diminnime il ca- 
rico. Si U3a tanto att. che rifi., e si dice tanto nel caso di getto 
come per entrare in acque poco profonde, scaricando parte del peso 
in barche. — Fart. pass, alleggerito. 
Le navi bì possono alleggerire per mezzo di botti vuote, di reg- 
■ gitdri e di cammelli; vedi queste voci. 

Fr. alléger un navire; spagn. cdijar, aligerar, alivtar; port, ali- 
geirar; ingl. lo lighten; ted. lichten. 
All^giamento, s. m., l'alleggiare ; part. pass, atteggiato. 
Alleluiare, v. a. e rifl., lo stesso che alleggerire. Vedi. — Ven. ali- 
brare. 

— nna gomena, una scotta. — Venez. laacare. 

Fr. alUger; spaga, alijar; port. aUiviar; ingl. to ease, to stick- 
out; ted. loichen. 
Alleggio, s. m., accorciamento di alleggiamento: significa diminu- 
zione di carico, di peso del naviglio, 

— (barca d'), qnel pontone, o zattera, e barca per deporvi una 
parte del carico di un naviglio. Vedi Libo. — Si dice pure per 
Assecco. Vedi. 

Fr. aliène; sp. aliso, gcAarra, barca de lastre, chata; port, barco 
de lastre, batelào; ingl. lighter, craft, keel (un tempo anche alhge); 
ted. liditer. 
Allentameato, l'allentare e stato della cosa allentata; part. pr. al- 
lentane; part. pass, altenlato. 



,vGoosle 



1 



166 ALL 

Allentare, v. a,, rendere lento; contrario di strìngere e di tirare; 

vale mollare, lascare. Vedi. 
Allentatura, l'effetto dell'allentare. Si trova, ma è poco usato o del 

contado, allenlo per allentato e allentamento. 
AUenzare. Vedi Lenzare. 

All'erta, avv., essere, stare, vale essere o atare attenti, in guardia, 
— a prora! comando ai marinai di fare il loro quarto di baona 

guardia. 
AU'ertal eccitamento a stare in guardia e pronti. 

Fr. alerte; spagn. e portogh. alerta; ingl. look-out {antic. aUrt); 

ted. gilt Auaguck halten. 
Alleste (d'). Vedi Caldaia. 

Allestimento, l'atto o l' effetto dell'allestire; aUeatito, p. pass, del- 
l'allestire. — I Veneti cbiam.ivano aUestimenlo anche l'equipaggio 

e il corredo o attrezzatura. 
Allestir^ T. a., preparare, mettere ìn punto, e quindi apparecchiare, 

armare una nave o un'armata.— Allestirsi, rifl, a., apparecchiarsi. 
Fr. alestir; spagn. e port, alerar; ingl. to get ready; ted. klar 

machen, ktaren. 
Allibare, v. a. ; vedi Ubare. — Allibo, a. m. ; vedi Ubo. 
Allievo, a. m., si dice di giovani educati e preparati alle armi nei 

collegi, nelle accademie o in altri istituti mUitarì. 

Fr, élève; spagn. e port, alumno; ingl, pupil; ted. Schiller. 
Alllghiero. Vedi Alighiero. 
All'immersione, al bagnasciuga, alla linea d'acqua. 

Fr. à la flottaison; &p, linea de agita; port, a la linJia d'agoa; 

ingl. between xoind and water; ted, an der Wasserlinie, zwischen 

Wind und WaSBer. 
Allineamento, l'allineare, l'atto e l'effetto dell'allineare; é voce dì 

comando acciò c^uno ponga il proprio naviglio in linea; come 

pure si dice aUinea; part, pass, allineato. 
Allineare, v. a., collocare, disporre, ordinare un numero di navigli 

sovra una linea. — Allinearti, rifl, a., mettersi in linea. 

— termine di costruzione navale, disporre certi pezzi secondo una 

linea diritta o curva. 

Fr. aligner; sp. alinear; port, alinkar; ingl. to align; ted. in 

einer Linfe aufstellen. 
Allislcm^ s. f., nelle leggi marittime sinonimo di collisione, sebbene 

i giureconsulti olandesi introducessero q^uesto vocabolo per distìn- 



,vGoosle 



ALL 167 

gaere il &tto di ana nave che corre contro un'altra, da due ohe 

s'investono, 
Allison (eaplosivo), è uà composto di polvere da mina, granulata 

e porosa, imbevuta di nitroglicerina. Salvati. 
Alloggiamento, s. m., nelle navi sono il corridoio o covertetta per 

i marinai ; le camere degli ufficiali , le camerette di poppa , le 

cabine. 

— delia palla, del proietto (camera del proietto), cavità cilindrica 
dello stesso asse del pezzo fra la camera a polvere e la parte 
rigata dell'anima, ivi prende posto il proietto prima dello sparo. 

Alloggiare^ v. a. e intr., dare alloggio o stare; dare alloggiamento 

ai soldati, ai marinari, agli ufficiali. 
Alleggiarsi, rifl. a., mettersi all'alloggio; e si dice anche della palla 

che fa alloggiamento. Vedi. 
Alloggiato, add. a part, pass., da alloggiare. 
Alloggio, s. m., lo stesso che alloggiamento, termine generico per 

indicare il luogo ove i militari, e specialmente gli ufficiali e aot- 

t'ufficiali, anno il letto e i propri effetti. Vedi Camerini e Cabina. 
Ft. logement; sp. e port. àU^amiento; port, alqjamento; ingl. to 

lodge; tod. Baderaum. 
Alloppia, s. f. ; vedi Lopla. 
All'ordine, detto di una neve, di una squadra che è sotto comando. 

Fr. à l'ordre; ingl. on order; tod. an Ordre. 
All'orza, al venta. 

Fr. aw vent; spagn. e port, à l'orza; ingl. aloof; tod. Luwvfirta. 
Alluamenta o allual, pesca dannosa che si fa coli' avvelenamento 

delle acqne {Ann. Agr., I, I, pag. 637). 
Alluma guialll comando di accendere i fanali di ricognisione , di 

batteria, di cerca, di tempesta. 
Allumare, v. a., accendere, dare o appiccare il fuoco a chocohessia. 

— un pezzo di artiglieria. 
Allomato, part. pass. 

Fr. allumer; sp. alumar; port, alumiar; ingl. lo light; ted. be- 

leuchten. 
Alluminare, v. a., dar lume o luce a oorrìdoi, camere, scale. 
Alluminarsi, rifl. a., prender luce. — Alluminante, particip. prea.; 

Alluminato, part. pass. 
Allunamento, l'allunare, l'atto e l'effetto dell'allunare, quindi al- 

Innamento dei ponti, delle vele, eoo. 



,vGoosle 



168 ALL-ALM 

Allunare, v. a., dare ad on pezzo di costrnEione una forma a luna. 

— Disporre le nari in ordinanza Innata. Vedi Vda> 
Allunato, part. paaa. 
AUunatura, l'effe tb dell'allunare. 

AUunazione, la concavità della carena {Disc, m»., Bibl. D. OenoTa). 
Fr. alunation; spagn. alnnar, alunamtento; port, aluar, alua- 

mento; ingl, curved like e crescent. 
Allungamento, l'allnngare, stato della cosa allungata. — AUìin- 

gante, part, pres.; Allungato, part. pass. 
Allungare, v. a-, prolungare, far piti lunga una cosa o stirandola, 

aggiungendone un'altra, corae un cavo ad un altro, levargli lo 

— anche in costruzione, congìungendo an pezzo ad on altro. 

Fr. élonger une manovre; sp. e port, cdongar; ingl. to lengthen 
a rope; ted. ein Tan zum Idaren strecken. 
Allungarsi, rifl. a., dei canapi, che tesandoli si allungano. 

— allontanarsi. — ■ Il brigantino dove io era si allungò un poco 
dalle navi, occ. • (Viaggio dì Bnrelti in Ram., I, p. 171). 

Allungatlvo, add., atto ad allungare. 
Allungatore, chi o che allunga. 
Allungatura, l'eSetto dell'allungare. 

— aiUungamenlo delle barrette di prua. 

Fr. allongement; spagn. e port, alongamento; ingl. elongation; 

tad. die Llingendehnung. 
Alluppare, v. a., porro al posto antenna o pennone che si fossero 

alquanto abbassati. 
Almacantar o almlcantarat, o almucantar, piccolo cerchio della 

sfera parallelo all'orizzonte: un cerchio o parallelo d'altezza. Due 

stelle che anno lo stesso almucantar, anno la stessa altezza. 

— antico strumento, come un arco di 50 gradi, usato in mare per 
prendere l'ampiezza del sole al suo sorgere o tramontare, per tro- 
vare le variazioni delia bussola. 

"nadia, s. f., specie di canotto (monossile) e di liarche di varie 
p^ndezze, che si usavano nei mari di Africa e dell'India. 

I raonossili erano da 3 a 4 metri a 12 e più, e portavano sino 
IO persone. — I navigli di questo nome, nell'India erano lunghi 
la 80 piedi e più, e larghi 6 o 7, con la poppa quadrata. 
■ Probabilmente presero nome dalla città di Almhadia in Africa, 
'antica Africa, nella Tunisia. 



,vGoosle 



ALM-ALO 169 

Colombo, nel secondo viaggio, scrive: • Almadias, que son be- 
chaa del pie de un arbol, corno un barco luengo y todo de un 
pedazo •. 

Sul lago di Lacerna usano simili monossili per la pesca; a Mis- 
9olungÌ ne anno dei laDghi m. 8.44 e larghi m. 0.97, che chia- 
mano, con l'antico nome, monoasili = di nn solo pazzo di legno. 

Almagesto, s. m., voc3 che viene a noi dagli Àrabi, formata pari» 
dall'articolo arabo oZ e da lieylatrj (aìivtd^i^) = maggiore, cioè 
la ìnaggiore opera di Tolomeo, che è una collezione dì osserva- 
asioni astronomiche, tra le qaali l'esposizione del suo sistema, du- 
rato sino a Copernico. 

Almanacco, s. m., o calendario, libro che contiene tutti i giorni 
dell'anno, le feste religiose e civili, le lunazioni, lo costellazioni 
dello zodiaco ed altro. 

— nauseo, libro che fornisce tutti gli elementi che possono servire 
ai calcoli nanticì. 

Il Lenormant lo derivò dall'egiziano al = calcolo e men =^ me- 
moria, donde si potè fare almeneg, significante; calcolo per la 
memoria. — Altri la derivò dall'articolo al e l'ebraico manah = 
calcolare. — Altri, in fine, dal latino inanacftus := cerchio trac- 
ciato sopra un quadrante solare per servir a indicare l'ombra di 
oiascna mese. 

Almiraglio. Vedi Ammiraglio. 

Almlraote. Vedi Ammiraglio. 

Almucantarato, voce araba che Ìndica i cerchi della sfera paralleli 
all'orizzonte ed anche il quadrante solare. 

Alno (ontaììo), uno dei legni preferiti dagli antichi per le costru- 
zioni navali, epecialmente piccole. Vedi VibqiliO, Georg., II, 4ól ; 
Locano, III, 440; Stazio, Teb,V, 105: almis amica fretis. 
Fr. aune; sp. aliso; port, amieiro; ingl. aider tree; ted. erte, filer. 

Alona^ B. f. , tela forto da vele grandi. '^aWEncicl.opwlìa metodica 
del D'Alembert è detto che si fabbricava ad Olonne (Poitu) donde 
avrebbe preso il nome. Però tra le molte tele che cita, non ve 
n'è nna sola di Olotme. — Presso le rovine dell'antica Cizico v'è 
una città e una isoletta che si chiamano Aionia (Asia Minore). 

- Che possa derivare da Telonaf 

Fr. olonne; sp. e port. Iona; ingl. sail doth; ted. das Segeltuch. 
Alon^ aureola laminosa e ordinariamente colorata, che talvolta si 
veda intomo al sole, alla luna e ai pianeti. 



ivGoosle 



170 ALO-ALT 

OeA dsgar U flglU dl I«I«D> 

Vadtm UlTolt*, qnudo I'tar i fngao. 

Si ebe rltaogk II 01 <b« ft 1* MDk 

Dàiti, fìtrod., X, 01. 

Gli aloni sono mirabili nelle regioni polari. 

Fr. e spagn. halo; port, halao; lat. halo, <mii, dal gr. SAa; = 
aria; ingl. Aofo; ted. Hof. 

Akme dj un affusto, vedi. 

Al rombo, aw., aita rotta. Vedi Rombo. 

Altair, stella principale della costellazione dell'Aquila. 

Altalena, s. f., della macchina a vapore. Vedi Bilanciere. 

Aitano, vento che spira in alto. 

Plinio, lib. II, 114: * ventns hand aliud inteUigatnr qnam 

Cactus aeris, pluribusque etiam modis. Namque et e fluminìbos 
ao nubtbns et e mari videmna et quidem tranquillo et alios qnos 
Tocant altanoa st e terra consnrgere qui, cnm e mari redeunt, 
tropaei vocantur, ai pergnnt, apogei > . 

Altare, s. m., il piano su cui si tiene U fuoco sulla nave. 
Fr. poni du foumeau; ingl. bridge of a boiler. 

— nome di costellazione anatrale, nota agli antichi. È sotto la coda 
dello Scorpione. Ne parlano Cicerone ed Igino. 

Altazimut, 3. m., è uno strumento con cui si misurano le due co- 
ordinate sferiche: altezza e azimut di un astro, le quali servono 
per fissare nel cielo la posizione dell'astro. Per ottenere la misura 
di queste due coordinate, lo strumento è composto essenzialmente 
di due cerchi graduati, ira loro perpendicolari, di un cannocchiale 
il quale k due movimenti: uno intomo ad un asse orizzontale, e 
l'altro, in unione al cerchio verticale, intomo ad un asse verti- 
cale. Il tutto poi à fissato su d'un basamento munito di tre viti, 
colle quali si mette uno dm due cerchi nel piano orizzontale. Nella 
colonna del basamento è avvitato un cannocchiale che serve di 
spia per verificare se il piede dello strameuto h subito qualche 
spostamento durante l'operazione. li'Altazimitt si & di varie forme. 
Naooabi. 

Altezza, s. f., distanza da basso in alto, e si prende talora per la 
estremità alta di detta distanza. Crusca. 

Fr. hauteur; spogn. e portogh. cdtura; lat. altitudo; gr, ^^og; 
ingL height; ted. Hahe. 

— deU'opera morta, è cosi detta l'altezza di tutta la parte della 



,vGoosle 



ALT t71 

Altezza delia poppa o deUa prora, è quella compresa fra le due 
orizzontali al calcagno e alla testata delle ruote. È lo stesso dire 
altesza deUe ruote. 

— di puntale, quella presa dal baglio maestro alla carena (chiglia). 

— di un albero, quella dalla sua testa al ponte o al suo piede. 

— di batteria, la lunghezza della perpendicolare compresa fra la 
soglia del portello della batteria inferiore e la lìnea dell'acqua. 

— tra i ponti, è l'intervallo tra l'uno e l'altro. 

— di an astro, mianrata dall'arco d'un cerchio massimo, di che un 
astro è elevato al disopra dell'orizzonte. 

— del taglio dai fondi, cioè dalla carena (chiglia) al luogo dove le 
coste a poppa ed a prua cominciano a restringersi ed a formare 
il fondo del vascello meno largo di quello che sia verso il mezzo 
della sua longhezza. Stbatioo. 

— meridiana, la distanza di un astro all'orizzonte, nel momento in 
cui quest'astro passa pel meridiano. 

— del iole, l'altezza angolare di esso sull'orizzonte. 

— dei polo, l'arco del meridiano ooinpreso tra II polo e l'orizzonte 
del luogo dove uno è. 

— (essere all'), di un'isola, di un capo, di un porto, significa es- 
sere aollo stesso grado di latitudine. 

— osservata, quella ottenuta mediante la osservazione. 

— apparente, quella corretta soltanto dalla depressione dell' oriz- 

— vera, l'apparente corretta della rifraziona e parallasse. 

— assoluta, quella osservata indipendentemente dalle altre, per de- 
durre Io stato di un orologio. 

— equatoriale, l'arco del meridiano compreso fra l'orizzonte di un 
osservatore e l'equatore. 

— corrispondenti, quelle misurate su di uno stesso astro, ma in ore 
diverse, a destra e a sinistra del meridiano e a distanze eguali. 

— del barometro, la lunghezza della colonna di mercurio, che varia 
secondo i luoghi e i tempi, o secondo la pressione atmosferica e 
la temperatura. 

— significa anche profondità: l'altezza delle acque: gettarono lo 
scandaglio per prendere l'altezza. 

Lo stesso significato k il lat. profundus e il gr. fia&óg. 

— del metacentro, al disopra del centro di gravità e al disopra 
della linea di galleggiamento in carico. 



,vGoosle 



172 AOT-ALD 

Altezza del naviglio, è la distanza verticale dalla linea di bocca, 
o dal forte alla careaa (chiglia) alla costa maestra. 

Fr. kauleur; spagli, (dteza, àUitud; port, altitude; iagl. height; 
ted. die Hfihe. 

— (tavole per calcolo deli'). 

— (limiti dille) drcummeridiane. 

— (cerchio d'uguale), qaalb che à per raggio la distanza zenitale 
di un dato astro. 

— (linee d'uguale) sono le tangenti al circolo d'uguale altezza; linee 
normali all'azimut dell'astro osservata; luogo geometrico proba- 
bile del punto osservato. 

— (tracciamento dei cerchi di) sulte carte. 

Altimetria, scienza che insegna misurare le altezze accessibili o no, 
e & parte della geometrìa pratica. 

Fr. altimetrie; sp. e port, altimetria; ingl. tdUmehy; ted. H&- 
henmeaaitng. 

Altimetrico e altimetro, add., attinente all'alti metria. 

Altimetro, add., attinente all' altimetrìa ; Scala altimetrica, stru- 
mento per prendere le altezze, come quadrante, sestante, ecc. 

Altitudine, s. f., latinismo per altezza. 

Alto, s. m., altezza, contrario di basso; dicesi del mare, e vale il 
mare lungi dalla riva, dove all'orizzonte non compaiono piti terre. 

— foTido, vale profondo; in alcun caso altipiano sottomarino. 

— (d') bordo, un tempo s'intese di vascello che portasse più di 74 
cannoni; delle grandi navi di linea. 

— detto di vele e di manovre. Vedi. 

— fdt) pressione. Vedi, 

— comando di fermare la macchina. 

— forno, per indicare nn forno costruito di ferro nella parte este- 
riore, e di mattoni refrattari al di dentro per fondervi i metalli. 
— Manovre alte, vedi ; Véle alte, vedi. 

Altura, eost. f., lo stesso che altezza: per alto mare ed anche lati- 
tudine. 

— (all'), lo stesso che all'altezza. 

— (pilaio di). Vedi Alturiere. 
Alturiere, s. m., piloto di lungo corso. 

AlturierOi add., attinente alla navigazione d'alto mare o di lungo 

Alunare e suoi derivati. Vedi in Allunare. 



,vGoosle 



ALU-ALZ 173 

Alunno, s. m., lo stesso che allievo. Vedi. 

Alnppare. Vedi Alluppare. 

Alveo, a. m., i Latini adoperavano alveus = venter nel nostro si- 
gnificato, per feudo interno della nave, e quindi tutto il corpo di 
essa; SalLDST., Jug.: < Hi! àlveos naTiutn iovereos pro tngnrìis 
habuere». — Livio, XXIII, 34: • Non armamenta modo, sed 
etiam alvei varium qoaaaati erant >. — Per fondo della nave, ca- 
rena (Salltjstio, Framm., XXI). — Per tutta la nave (Ovidio, 
FoìH, III, 591; Propbkzio, HI (V), 32). — Por una piccola 
nave (Vellkio, II, 107). 

Alveolo, s. m., un piccolo alveo, piccolo monossìle (Oiov., V, 88). 

Alzai voce di comando per far alzare le vele, la bandiera, una 
lancia; per altro, a bordo i marinai dicono: usa! 

Alzala o Altana, la fune che serve a tirar da terra, riva riva, le 
barche nel fiume contro corrente, a fc^ea d'uomini o di cavalli. 
Alzaia dicesi pure l'atto del tirare all'alzaia. Viene detta anche 
Alzana, Anzana. 

— (allentare V), Vedi Hollar l'alzana. 

— (olaTe V). Vedi Tirar l'alzana. 

— i Veneti dicono, in marina, ofeana l'ansiera. 

— canapo di tre sino a dodici pollici di circonferenza per tonneggio, 
e anche per ormeggiare. — Geaov. magetttt; ven. alzana e tirante, 

Fr. Jtaustfer; spagn. cable; port, maroma; ingl. a hawser; ted. 
die TroBse. 

Alzandla, s. f., diminutivo di Alzaia. Canapo per bollevare ed al- 
zare le manovre e per condurre i gabbiozzi e le vele di straglio. 
Venez. àlsaneta o Qegomo. 

Alzare, v. a., portare di basso in alto checchessia; quindi alzare 
una vela, un pennone, un albero, nna bandiera. 

— iatr., andare verso l'alto. 

Alzarsi al vento, guadagnare sul vento andando di bolina. 

— dell'orinante, di un astro che dall'orizzonte sole sino al meri- 

— dni mare, di castello, città, naviglio, di mano in mano che si 
avvicinano a noi, li vediamo come sorgere dalla superficie del 
mare. 

Alzata, s. f., l'atto dell'alzare. 
Alzate^ part, pres., di alzare. 

— prospetto verticale dell'edificio sopra il suo piano. 



,vGoosle 



174 ALZ-AMA 

Alzatara, s. £, I'eSetto dell'alzare. 

Fr, kisser; spagn. ahar, gidndar, tear; portogh. gtUndar, igar; 
ingl. to hoist, to veer aloft, to $way up, to rise up; ted. hUten, 
heisaen. 

Alzo, s, m., strumento graduato di legno o di metallo, di varia forma, 
che generalmente si colloca alla calatta dei cannoni e degli obici, 
e per cni si traguarda per aggiustar il pezzo ad un bersaglio che 
trovisi a maggiore distanza dal punto in bianco naturale. Si nsa 
Valm fermo, Valso vwbUe e il portato^. 

Un tempo ai chiamò (dzo im caneo di legno col quale si alzava 
si abbassava la culatta del cannone; mentre oggi si alza e si 
abbassa per mezzo di appositi congegni di punterìa. 

Fr. hausse; poit. alga de mira; ingl. tangent tight, slide, scaU; 
ted. der Auftatz fiir Oeschùùx. 

Amaca, s. f., letto pensile usato dagli Indiani, e imitato dai ma- 
rinai; sono lettini sospesi per un telaio. 

Amalfi, città marittima sol lido orientale della penisoletta sorren- 
tina; ossa sorse a potenza circa il sesto secolo di Cristo. Divenne 
potente in mare, ed ebbe ampio commercio. — Fnrono celebri 
nel medio evo le sue leggi marittime, conosciute sotto il tìtolo 
di Tabula amalfitana, che il Camera con altri vuole anteriori al 
secolo XII. 

Amante, s. m.; vedi Calamita. 

Amante, s. m., e manto, manta, mante e manti per aferesi. Fune 
con la quale ai alzano e si abbassano (si issano o si ammainano) 
i pennoni. I grandi pennoni ne anno due. All'estremità inferiore 
di questa fune è stroppata una taglia a tre raggi. 

< Le funi che sostentano l'antenna • . Pantera. 

Il Crbscbnzio: < Le funi più grosse che sostengono il peso del- 
l'antenna, con la vela o senza, passando per le puleggìe del cal- 
cese ciascuna, con una cima lega l'antenna et con l'altra una ta- 
glia per dove passano le vette da ghindare > pag. 36. 

< Attrezzo col quale s'innalza l'antenna >. EsiOHio. 

« Gli antichi Oreci talvolta le facevano di striscie di cuoio > . 
Sdida, Fozio, Esiomo. 

Un'altra taglia simile è incocciata nel pennone. L'amante è una 
specie di drizza. Venendo questa voce dal greco ifuig, dvta^, la 
forma vera sarebbe imante a amante, ma nell'uso è con l'afered 
anche in tatti i suoi derivati. 



,vGoosle 



AMA-AMB 176 

Amante f<Jx), di riserva. 

— talvolta si chiama cosi la drizza del picco di randa e dei pen- 
noni maggiori. 

^ dei portelli, le funicelle ohe tengono soapeai e quindi aperti i 
portelli di batteria. 

— di tersaruolo ^una vela (cohnna di montiséUo). 

Qìi Amantì nelle navi da guerra spesso sono catene di ferro. 
Pr. étague (ir. ant. e prorenz. amane e antan); spagn. anumte; 
portogh. oetaga; lat. bae. amane e amana; ingl. runner; ted. der 
Màtìlel etnee Manteltakele. 

Amantesco, add., attinente ad Amante. 

Amantesenalei s. m. , l'amante fornito di paranco a sei occhi. — 
GenoT. amanteaend. Vedi Monte senale. 

Amanticdlo, s. m., diminutivo di Amante. — Qenov. amantexellu. 
Nello spagn. amantUlo; cataL amantUla; ir. ant. e prov. antan- 
tìU; port. amarUilhos. 

AmanUggià, genov., per ammantigliare. 

Àmantiggìo, genov., amantigUo. 

Amantigia, genov., mantiglia. 

Amaotlglla, a. (., e per aferesi, mantiglia. 

Amantlglio, a. m., per aferesi, mantiglia o mantiglia. 

Amarra, genov , per Ammarrare. 

Amarra e amarrare. Vedi Or m egg i o e Ammarrare. 

AmMd, genov., alberare, inalberare. 

Ambra, si pesca nel Baltico sino dal tempo degli Etruschi, e pro- 
babilmente molto prima ; è giaUa, e secondo il OOppert non è che 
una specie di resina di una conifera antidiluTÌana, il pinites eiK- 
cinifera. Oli Etruschi andavano sin là a scambiarla coi prodotti 
delle arti loro. — Se ne trova puro in Sicilia nel letto dell' Anapo. 
Tacito avea gi& scrìtto {Germania, XLV): < L'ambra è umore 
che cola da alberi : talvolta animali di terra e uccelli vi sì impa- 
niano ; la materia assoda, e vedeli là entro • . 

Ambra d'Italia: * Lacus juxta Padnm aqua calìda ferrens foe- 
tidum odorem exlialans ad inaquandis armeatis inutilis am- 
bitus stadiorum ducentorum et electrum in eo distillans, collectum 
ab iuoolis deportatur in Oraeciam > (AmST., de mirab. aad.). — 
Lo stesso narra Sozione in Fragm. — « Erìdannm qui fert ele- 
ctrum optimum • SoiHNi Cnn., Orb. descript — « Eridanum, qui 
tnhit electrum > (Afoll, in Argon.). 



,vGoosle 



176 AMB-AME 

L'ambra è o gialla, o bianca, o grìgia. Se ne trova anche in 
letti di lignite. 
Ambra animale o ambra grigia, trovasi negl'intestini dei capidogli. 
Ami/ro, S. m., venez., amo senza barbetta. 
Ambulanza. Vedi Infennerla. 
Al servizio modico-chimrgtco negli eserciti come nelle annate ro- 
mane fu dato un regolare ordinamento, come ad ogni altra parte 
della pubblica amministrazione. 

Nelle iacrìzioni marittime della Classe di stazione a Mtseno, ri- 
pubblicato dal Ferrerò, il Medico è citato nelle 126-129; in quella 
di Ravenna 404, e Classe incognita, 600; di più, si vede cbe i 
Medici per lo più erano duplìciari. Vedi. 

Non credo, come alcuni, ohe questa istituzione, cioè del corpo 
s^initario nelle armate, sparisse al cadere dell'impero romano. Non 
è possibile che si lasciassero senza cura i malati e i feriti negli 
eserciti e sulle navi. Ne tacquero gli scrittori, come di tante altre 
cose. Vedi Rosati. 

Fr, ambuiatux; spago, e port, anìbulancia; lat. vaUtuàinarium; 
gr. voaoxoftelop; ingl. fiddrhoapital ; ted. Fdàlazareth. 
America, il continente nuovo, detto anche il nuovo mondo, o le 
Indie occidentali. 

Fu scoperta dagl'Islandesi nel secolo IX di C. e probabilmente 
in età più remota dai Cinesi o da altri popoli dell'Asia: non pa- ■ 
rendo possibile cho in tanta vicinanza e col ponte clie formano tra 
i due continenti le Aleutine, i due continenti rimanessero l'nno 
all'altro ignoti, sino al secolo XV. Ciò non scema il merito del 
Colombo e dei Caboti. Il Colombo, il 12 ottobre 1492, approdò ad 
una delle isole di Bahama che molti vogliono sia quella nominata 
Wathing. L'America è costituita di due continenti, quasi trian- 
golari congiunti da un angusto istmo (Panama), col vertice ad 0.' 
La massima lunghezze è di chilometri 14,500 e la larghezza di 
circa 4800. Gli altipiani nell'America settentrionale, e la catena 
delle Ande nella meridionale, l'una e gli altri ad occidente, costi- 
tuirono la sua caratteristica. Da questa coniigurazione orografica 
ne viene la direzione verso oriente della massima parte dei corsi 
di acqua. Questo continente trovandosi sotto tutti i climi à quindi 
tntte le &une e tutte le fiore. 

Al momento della scoperta del Colombo, la fauna era relativa- 
mente povera e pel numero e par la grandezza degli animali. Non 



,vGoosle 



AME 177 

aveva il cavallo, il cune, il gatto; il tacchino è il solo animale 
domestico che ci abbia dato. Ricchissima invece è la Sora per 
piante gi^ntesche e utili: come il le^o ferro, il mogano, varie 
specie di querce e di abeti, e varie piante tintorìe come il Ugiio 
del branle che dette il nome alla regione, il campeggio, il morua 
tinctoria, il legno rosa; il cauciuc (atphonia élattica) indigeno del 
Brasile; il cacao, la salsapariglia, il tabacco, la vaiaiglia, il cin- 
namomo, i garofani, il balsamo di copaibe, la vernice coppale, l'al- 
loro della china, il cotone, il caffò, la canna da zucchero. 

n continente è ricco di miniere dei metalli anche più preziosi : 
platino, oro, argento, ferro, ecc.; di pietre preziose: diamanti, to- 
pazi e ametiste, nel Brasile (prov. di Matto Qrosso, Cayaba, e 
Minas Geraes). 

L'America à il più grande sistema lacustre che un giorno met- 
terà in comunicazione l'Atlantico col golfo del Messico per mezzo 
del Mississippi, e del S. Lorenzo, e il Pacifico per l'Oregon. 

La più grande cascata del mondo è quella del Niagara (U tuono 
deUe acque) che gitta nel lago Ontario da un'altezza di 48 metri, 
cento milioni di tonnellate d'acqua all'ora. 

Il fiume che porta maggior volume d'acqua al mare, il più gran 
fiume del mondo, è l'Amazzone o Maragùon che k da 570U chi- 
lometri di Inngliezza; di una profondità in alcun luogo di 325 metri' 
in altri non si potè misurare; la sua larghezza alla foce è di 288 
chilom., ossia più che l'Adriatico nella sua maggior larghezza. La 
marea lo rìsale per oltre seicento chilometrì. £ navigabile sino 
entro i confini del Perù per più di 3000 chilometrì. 

La popolazione indigena, chiamata impropriamente indiana, oggi, 
quasi tutta nomade, si viene spegnendo con l'avanzarsi degl'im- 
migrati bianchi, meno alcune tribù, come quella dei Cherochesi, 
dei Crik, dei Ciotto, che sono dati all'agricoltura. Gl'indigeni sono 
di pelle rossa, naso aquilino, capelli scuri e lisci, occhio d'una dol- 
cezza che contrasta con la ferocia dell'animo. 

I Peraviani sì mostrano atti ad incivilirsi; mentre dei Messi- 
cani indigeni non trovo cenno che rammenti l'antica bro civiltà. 

La popolazione di questo gran continente è composta d'indigeni, 
e d'immigrati: questi si dividono in anglo-sassoni che prevalgono 
nell'America B., in latini prevalenti nella meridionale, in negrì 
trasportati in condizione di schiavi daDe terre occidentali del- 
l' Afrìca, e in fine di razze mÌBt« derivate dall'innesto di vari sangui, 

CoaizziHi, Votab. rumlim. 12 



,vGoosle 



178 AME-AMM 

Questa popolazione si calcola oggidì a circa 100 milioni, sovra 
im'area, comprese le isole, di oltre 41 milioni dì chilom. quadrati. 

Amerigo Vespucci, fiorentino, n. 9 marzo 1451, m. 1612. Primo 
viaggio 14^7-98; 2" 14991500; 3° lBOl-1502; 4° 1503-1 504. Vedi 
UZIKLLI. 

Ammagliare, r. a., rìcoogiungere le maglie, strìngerle, farle. La 
OrìiSca: legare checchessia intorno ed ai lati con legature a guisa 
di rete. — Ammaglianie, part, pros.; — Ammagliato, part. pass. 

— < dicesi specialmente dell' impagliettare a maglia i canali delle 
pavesato per raccogliervi le brande e ogni altro sgombro > . Gd- 
aUBLMOTTI. 

— «stendere i maglioni di rìparo sotto al bompresso, intorno alle 
coffe e simili t . Id. 

— la catena, dì congiusgere insieme gli anelli della catena. 

Fr. man3Jer; spagn. amallw; ingl; to shackle; ted. einMAOkelii. 
Ammaina, s. f., il canapo o cavo, o la manovra che serve per am- 
mainare. Id, 

Ft, amener; prov. amenar; spagn. e port, amainar; lat. vela 
deducere, demittere; ,gr. %aX&<ù o avviéXlUà; ingi. lo strike, to 
lower; ted. streichen, niederhoUn, 
Ammaina! voce di comando ohe ordina di calare alcun oggetto. 
Ammainamento, l'ammainare. 

Ammainare, v. a., abbassare le vele, o qualsiasi altro oggetto, pen- 
noni, antenne, alberetti. — Ammainante, p. pr.; Ammainalo, p. ps. 
A quanto sembra, ammainare viene dal provenzale ametìor. 
I termini nazionali sono calare, (Sbassare o avviare, che sì usa 
pilli specialmente nel calare oggetti pesanti. 

— a un tratto, se si lasci cadere un oggetto senza ritenerlo mini- 
mamente. 

— a scossa, se si ritenga dì tratto in tratto la fune per diminuire 
la velowtà dell'oggetto che cala. 

— a mano, per opporlo ad ammainare cdl'argano, od anche per in. 
dicare che ai ia calare lemme lemme. 

— a collo, se alla fune si dà mezza volta sovra un ceppo per di- 
minuirne la velocita, ci6 che sì esprime con la frase < prendere 
il sequaro >. 

— la vela, la bandiera, ecc. Vedi. 

AmmantigUare, t. a., e amantigliare, mettere gli amanti o meglio 
i mantigli al loro posto. 



,vGoosle 



AMM 179 

Fr. apiquer; epaga. amantUlar; port, amantilhar, aprumar, re- 
picar; itigl. to top, to peak; ted. toppen. 

Ammarinar^ v. a., o ìnarinare, fornire di marinai un naviglio, che 
dicono anche marinare. — Significa pure abituare gli uomini o gli 
equipaggi al mare. — Àmmarìaare una nave che abbia ammai- 
nata la sua bandiera, ai disse del prendere possesso di essa 
ammarinandola dei propri uomini, e trasferendo l'equipaggio di 
quella in alcuna delle nostre navi. 

Fr. amariiKr; spago, amarinai-; port, amarinhar; ingl. pickle; 
ted. pOokeln. 

Ammarinato 1 part, pass., si dice di marinai provati, pratici dal 
mare, delle manovre. 

Le vettovaglie preparate per essere conservate in mare, in barili, 
bottiglie, scatole di latta, o sotto aceto si dicono ammarinate, 
o più comunemente marinate. 

Ammarramento, l'ammarrare. 

Ammnrrarp, fermare, legare no oggetto qualsiasi. Ammarrare un 
naviglio significa fermarlo a terra con cavo, gomena o catena, 
dando volta ad una colonna od altro che sia formo e stabile da 
reggere U tirare del naviglio, 

La voce ammarrare è nn gallicismo, ed in italiano dicesi co- 
munemente ormeggiare, ma h passata in tutte le lingue neolatine. 
Fr. amarrer; spagn. hacer un beton, amarrar; port, amarrar; 
ingl. to losA; ted. Mnd, beUgen. 

Ammarrato, part, pass.; vedi Ancora. 

Ammanatura, l'atto o l'efietto dell'ammarrare. 

Ammascant^ part. pres. 

Ammascarei v. intrana. , di un naviglio preso di faccia, alle gote 
(moMche) dal vento, e &tto girare. Vedi Masca. 

— dicesi del canapo, quando nel filarlo, alcun legnuolo o trefolo, 
invece dì spianare cogli altri, fa gambetto e si accavalla. 

Ammascato^ part. pass. 

Ammascatora, l'effetto dell'ammascare. 

Ammattamento, lo ammattare. 

Ammattare, v. a., far gesti, segni, grida di lontano per chiamare 
altrui. 



Ammatticata, < vento fresco di ponente o di maestro >. Sthoppo, 



,vGoosle 



180 AMM 

Ammattura, gallioiamo, alberatura. 

Ammazzerare, v. a. ; vedi Hazzerare. 

Ammlnlstraote, part. pres. 

Amministrare, v. a., reggere, governare. — Nel nostro caao, reg- 
gere o governare Ministero della Marina ed ogni parte di essa: 
le armi, le nari, gli arsenali, ecc. 

— la guerra, dirigerla, presiederne il governo. 

Amministrativo, attinente all'amministrazione. 

Amministrato, part. pass. 

Amministratore, chi o che amministra. 

Amministrazione s. f., l'azione dell'amministrare: cura di tutte le 
spese riguardanti il personale, le armi, il naviglio, ìl vestiario, 
le vettovaglie ed il resto. 

Amministrazione della Marina. — Il Ministro è capo dell'Ammini- 
strazione marittima e regge perciò il relativo Ministero. 

n primo Regio Decreto ohe determinò le attribuzioni del Mi- 
nistero della Marina, allora aggregato a quello di Agricoltura e 
Commercio, porta la data del 21 die. 1850, n. 1122. Soppresso 
quello d'Agricoltura 6 Commercio col B, Decr. 26 febbraio 1852, 
n, 1348, fu ripristinato con un'altro del 5 luglio I860, n. 41^; 
ed un anno dopo, con R. Decreto 4 agosto 1861, n. 107, fu anche 
riordinato il Ministero della Marina, che ebbe in seguito succes- 
sive ricostituzioni. 

Spetta all'Amministrazione della Marina: 
L'ordinamento dell'armata navale e degli equipaggi dì Marina, 
e tutto quanto concerne la loro disciplina, il servizio, l'istruzione, 
il corredo e la divisa — la formazione e spedizione di squadre, 
divisioni e navi da guerra — i lavori e le opere militari dei porti, 
salvo le attribuzioni competenti al Ministero dei Lavori Pubblici 
— le sussistenze degli equipaggi ed ìl vettovagliatneat'D delle navi 
e delle flotte -~- il materiale marittimo e l'incetta delle armi e 
delle munizioni da guerra — la costruzione e riparazione degli 
arsenali marittimi, e quella dei fabbricati appartenenti alla Ma- 
rina militare o destinati al servizio di essa — la costruzione 
ed il raddobbo delle n-vvi da guerra ed il martellamento delle 
piante per la costruzione navale militare — il servizio delle ca- 
serme e del casermaggio per la Marina — le paghe e gli abbuon- 
conti degli equipaggi — la contabilità dei corpi — gli stabili- 
menti e le scuole di Marina — la giustizia militare marittima 



,vGoosle 



AKOf 181 

& le proposizioni per condono o dimìnazìone delle pene pronunziate 
dai suoi tribunali — il servizio sanitario marittimo — lo stato 
civile degli equipage in tempo di guerra o all'estero e la corri- 
spondenza per la naturalità di militari appartenenti alle marine 
estere — le proposizioni per le concesaioni di onorificenze — il 
servizio amministrativo e tecnico della marina mercantile — la 
eaecnzione delle leggi concementi l'iscrizione marittima, la leva 
e gli arruolamenti — le convenzioni per i servizi marittimi — 
le statistiche della navigazione — > la polizia marittima e le casse 
per gl'invalidi — i poriii, le spiagge, i premi di navigazione e 
le tasse marittime. 

L'organamento del Ministero della Marina è stabilito cosi: 

1' Uffida del Segretariato Generale, avente a capo il Sotto- 
segretario di Stato, con due parti per il servizio tecnico militare 
e per quello amministrativo. Dipendono dall'Ufficio: l'eoanotnata, 
l'ufflcio tecnico, l'ufficio sanitario, l'uffldo di revisione, l'ufflào di 
ragioneria, l'ufficio del Qenio militare, l'ufficio del personale àvUe. 

2* Direzione generale del personale e servizio militare, retta 
da nn ufficiale Ammiraglio e da cui dipendono : la divisione: uf- 
ficiali e servizio militare, la divisione del Corpo Reale Equipaggi, 
la divisione: contabilità del servizio militare. 

3' Direzione generale delle cùstruzioni navali, retta da un 
Ispettore del Genio navale. Dipendono : la direzione: delle costru- 
zioni navali, la divisione: macchine, la divisione: contabilitd delle 
costruzioni navali. 

i' Direzione generale di artiglieria ed armantenti, retta da 
un officiale Ammiraglio. Dipendono: la divisione artigliala ed 
armamenti, la divisione: armi subacquee e materiale elettrico; la 
divisione: contabilità artiglieria ed armamenti. 

b' Direzione generale della Marina mercantile, con a capo 
l'Ispettore del Corpo delle Capitanerie di Porto. Dipendono : l'uf- 
ficio di affari generali, la divisone: polizia marittima e cosse 
degl'invalidi, la divisione: Porti e spiagge, la divisione: premi e 
tasse marittime. 

Il corpo consultivo permanente ciùamato ad illuminare il Mi- 
nistro in tutte lo questioni, in cui il suo parere è richiesto, è il 
Consiglio superiore di Marina, che venne istituito con K. Decreto 
del 30 dicembre 1866. Ebbe successivamente varie ricomposizioni 
e fu di recente riordinato con R. D" del 4 giugno 1899, 



,vGoosle 



182 AMIA 

Si compone di: 
tin Ammiraglio o Vice-ammiraglio, presidente, 
un Vice-ammiraglio, vice-presidente. 
Membri: un Ispettore Generale del Oeido navale, 
un ispettore macdiinista, 
un Direttore Generale Civile del tCintstero, 
un Contr' Ammiraglio, segretario. 

I Direttori Generali e Capi di ufficio principali del Ministero 
sono membri atraordixiari del Consiglio e vengono chiamati a fame 
parte con voto deliberativo, quando vi ai trattino afbri attinenti 
ai servizi ohe essi dirigono. 

II servizio amministrativo e tecnico della Marina è affidato a 
corpi miUlari ed impiegati civili. 

Sono Corpi militari: 
lo stato maggiore generale della B. Marina, legge 3 dicem. 1878 
il Corpo del Genio navale (Ufficiali macchi- 



idem 
idem 
idem 
ugno 1888 



nistì ed Uffiniali ingegneri) 
il Corpo sanitario .... 
il Corpo di Commissariato . 

gli ufficiali del Corpo Beale Equipaggi . legge 19 gì 
il Corpo Beale Equipaggi (militari al disotto 

del grado di ufficiale) legge 3 dicem. 1878 

Sono impiegali dvUi: 
il personale dell' A mminia trazione centrale 

(carriera amministrativa, di ragioneria e 

d'ordine) B. D° 24 ott. 1806 

i Professori e Maestri negli istituti . . . legge 3 dicem. 1878 
i Contabili e Guardiani di magazzino . . . idem 

i Farmacisti idem 

i Capì tecnici ed i capi operai .... idem 

i Commessi delle Direzioni dei lavori e del 

Genio militate R. D° 23 luglio 1891 

i Disegnatori delle Direzioni dei lavori e del 

Genio militare idem 

gli. Ufficiali di scrittura R. D" 18 febbr. 1884 

il Corpo deUe Capitanerie di porto . . . R. D* 24 ottob. 1877 
il personale semaforico (trasferito alla dipen- 
denza del Ministero della Marina da quello 

dei Lavori Pubblici) legge 14 luglio 1878 



,vGoosle 



AMR 1S3 

Amministrazioae centrale, ha per scopo di unificare, ordinare e di- 
rìgere ogni azione dei vari organi della Manna, e compie a loro 
rigoardo una funzione diretta e continua d'autorità e di controllo. 
Capo dell'amministrazione centrale è il Ministro. 

Fn ordinata con legge 23 marzo 1853 per tatte le amministra- 
zioni centrali del Rc^o, e con successivo regolamento del 23 ot- 
tobre 1853. Da tale epoca sin'oggì ha subito molte variazioni aia 
nella denominazione dei titoli e dei gradi nel personale, sia nella 
misura degli stipendi che nel sistema di ammissione ed avanza- 
mento (vedi Personale dell' Amminigtraziane centrale). 

— del peraoìude, è affidata alle Direzioni compartimentali del Com- 
missariato militare marittimo, ciascuna nei limiti delle proprie at- 
tribuzioni. Ita Direzioni di commissariato rendono conto del pa- 
trimonio od esse affidato, indipendentemente l'una dall'altra, n 
termini della legge sulle contabilità generali dello Stato. 

— del materiale: governo economico di tutto il servizio relativo al 
materiale di Marina ed alla mano d' opera ; acquisto , manuten- 
zione ed impiego utile dei materiali necessari per la costrusione, 
l'armamento e la conservazione delle navi dello Stato. 

£ affidata in ciascuna sede di compartimento marittimo a Dire- 
ziotK dei lavori, l'una dall'altra indipendente, tatto agli ordini 
del Direttore generale dell'arsenale. Esse sono: la direzione delle 
costruzioni navali, la direzione di artiglieria ed armamenti, la di- 
rezione delle torpedini e del materiale elettrico. 

Si aggiunge a queste Vufflào idrografico, per ciò che riguarda 
acquisto ed amministrazione di strumenti nautici , meteorologici 
e scientifici, carto od altro materiale idrografico, che costituisce 
il corredo d'armamento delle regie navi. 

— di bordo, comprende: il servizio e l'impiego del denaro; il servizio 
degli approvvigionamenti ed il consumo del viveri; il servizio, 
consnmo ed impiego del matoriale di bordo; l'acquisto, consumo 
e distribuzione di vestiario agli equipaggi; il servizio ammini- 
strativo degli ospedali di bordo. 

E affidata ad Ufficiali del corpo di Commissariato militare ma* 
rittimo che si denominano Commissari di bordo, e sono chiamati 
a render conto della loro gestione. 

Essi adempiono ai loro incarichi sotto gli ordini immediati dei 
Comandanti e degli Ufficiali in secondo di bordo. 

Oabohs. 



,vGoosle 



184 AUU 

Ammiragliato, a. m., consesso di Ammiragli presieduto o d&U' Am- 
miraglio, o dal Ministro della Marina. SÌ dioeva che il Duca di 
Genova lo voleva costitoira in Italia a somiglianza dell'inglese, 
che fosse capace di preparare la difesa marittima con concetto e 
indirizzo costante, indipendente dai mutamenti politici. 

— luogo ove si aduna detto consesso, l'ufficio e dignità di esso. 

Fr. aminmté; apagn. admirantazo; port, almirantado; ingL ad- 
miraliy; tod, AdmiraliMt. 

— comandante del porto e di cltt&: < E pagammo di passaggio 

ducati uno, e ricoglieai il detto paesaggio per l' Ammiraglio di 
Damiata *. SlOOU, pag. 19. 

— governatore di città intema: < L'Ammiraglio di Gerusalemme > . 
Fbbsoobaldi, pag. 113. 

Ammiraglio in Francia, prima dell' 89, era capo generale di 
tutte le armate e de la polizìa navale dello Stato, nominava gli 
ufficiali, rendeva giustizia, aveva, oltre una parteripazione a certe 
tasse, uno stipendio di centocinquantamila lire. 

In Olanda lo Statoldero era comandante delle forze di terra e 
di mare, ma poteva eleggere un luogotenente. 

In Inghilterra vi fu un Lord-grand-Admiral, sotto cui erano 
tutte le forze di mare. Col tempo, dopo il secolo xvn, questa 
autorità fu suddivisa in due, poi in più persone. 

Nel primo e più antico significato, in Castiglia, l'Ammiraglio 
aveva sulle cose della marina mero e misto imperio con comando 
assolnto sopra le armate. Dopo Colombo si usò il titolo di Capi- 
tano generale, poi, nella seconda metà del secolo zviii, si tornò 
o31' Ammiraglio. 
Ammiraglio, s. m.; questa voce viene dall'arabo cJramir; il suffisso 
mi pare che si spieghi dal protendimento ohe gli dettero i Greci- 
bizantini, facendo, da amir , li^ifp, aòo^; donde tutte le forme 
delle lingue occidentali: admiralltis, admiratus, adnUralius, almi- 
ranle, almirato, almiragio, armiragio e armiraglio, amirans, ami- 
raduB, amiratus, anùravlt, amiraldas, amirarius (ant. ingl. amo- 
rayle e amréll), amiros, che più ai avvicina alla voce originaria. 

Armira^ grando, in Sanuto (I, 290); i Veneti ebbero anche 
armerajo. 

Pr. amirai; spagn. e port, almirante; lat. praefeciua Clcasis; 
gr. vaéaif}^os e azóZa^x^'S Is^- ^^- àf*^Qi aSog, e àfHQdÀ7]s, in 
DnoA, IKat. hyz., 48, B); ingl aAnUràl; ted. der Admiral. 



,vGoosle 



AKtU 18S 

Fr, vice-amiral;' ap. e port, viee^mirante; lat. sabpraefèctus; 
gr. ÌiiKTtoÀ.sig; JngL vtce-odm^mZ, rear admiral; ted. vice-admiral, 
Con tradr^miral. 
Ammiraglio, titolo del comandante in capo di nn'armata. 

— dices! anche il legno dell'ammiraglio. 

Ijat. praetoria (navia) dal gr. m^axsyts, liig. 
L'ammiraglio inalbera la bandiera nazionale in cima all'albero 
di maestra. 

— « presso, i Veneti fu, un tempo, titolo del primo nostromo del- 
l'armata, del porto e dell'arsenale*. Ghqliblhotti. 

Quello dall'arsanale, almeno al tempo ohe il Vendramin (1752-&&) 
fìi inquisitore dell'arsenale, era l'ammiraglio soprintendente a' la- 
vori di costruzione. 

Al tempo di Dante, presso i Fiorentini l'ammiraglio aveva la 
st^rintendens» del lavori al porto di Talamone. 

Nel sìgni£oato moderno sì & sino dal secolo xiu, sotto Fede- 
rico II, ed in una Costituzione di Carlo I di Anjon; nel 1304 
(in 0-. Vili, YIII, pag. 77); come capitani di galee, in Ca%ro 
al 1263. 

Aoimiraglio deUa pesca chiamano i Francesi, che pescano a Terra- 
nuova, il capitano della prima nave che arriva enl luogo (Jal, 
Oloss.). Invece M. Willaumez attesta che il titolo d'Ammiraglio 
è dato, dagli armatori che mettono più navigli in società a Ter- 
ranuova, a quello dei capitani che à più la loro fiducia, e viene 
incaricato di invigilare gli altri dorante la pesca. 

Ammlralltà, s. f., lo stesso che Ammiragliato. 

Ammollare, v. a.; vedi Mollare. 

Ammorsellare, v. a,, legare canapi con morselli. Vedi Fard., IV, 
pag. 536, Legge genovese del 1607. 

Ammorzar^ v. a., spegnere ìl fuoco, diminuire la forza di un colpo, 
per esempio di cannone, opponendogli materie molli, cedevoli come 
lana, terra od altro. 

Fr. amortìr l'air du vaisseau; spagn. amortiguar; port, amor- 
tecer; ingL to stop, to deaden; ted, itoppen. — Ammorzamento, 
l'ammorzare. — Ammorzato, part, ps. — Ammorzatore, chi o che 
ammorza. 

— per diminuire ìl corso di una nave; e dicasi pure Ammorzato, di 
nn naviglio fi cui sia stato diminuito il corso, ed anche se inca- 
gliato. 



,vGoosle 



186 AMN-AMP 

Nello stesso significato di ammorzare possiamo dire ammortare 
e ammortire. 

Aria di una nave è citata dallo Stratìccj M. Jal afferma che 
gl'Italiani dicono Aria di vento e Aria deUa nave: <ca qui n'a 
auGun sens • ; e alla voce Ammorzare cita pure: Ammoreare l'aria 
di una nave. 

Prima dì tatto, queste due eepreesioni furono coman! alle dne 
lingae. Vedi Beuló, Willaumez, Grandpré, Dosroches ; in secondo 
luogo, non so perché dica che tale espressione non & alcun senso, 
una volta ohe aria ebbe il significato di rombo, direzione, e quindi 
moto o abbrivo. 
Amnistia, atto di clemenza del potere sovrano che abolisce l'azione 
penale ed estingue le pene infiitte per reati determinati (art. 830 
Cod. proc. pen.). 

Si distingue amnistia da grazia ed indulto. 

La grazia è il condono parziale o totale, la commutazione o dì- 
mlnozione di pena ; non si applica che alla persona e non estingue 
l'azione penale. 

L'indulto è ana grazia generale; sì accorda per certi reati e 
per certe pene; non abolisce l'azione penalo. 

La graeia e l'indulto lasciano sempre traccia delle conseguenze 
del reato commesso ; l'amnistia estingue qualsiasi traccia dei fatti 
ed arresta l'azione del magistrato (art. 128, Cod. proced. penale). 
Oaromb. 
Amo, s. m., strumento di ferro uncinato di varie grandezie per pe- 
scare pesci. Detto piccola ancora da Appiano. Vedi Nlazza. 

Frane, hame^on, ain; spagn. amuelo; port, amai; lat. fiamus; 
gr. àyxtaiqov; ingl. flsh-hook; ted. der f^sch-haken. 
Ampiezza, s. f., o amplitudo e amplitudine, del barcollamento, è 
l'angolo che fa il bordo del naviglio con la verticale. 

— del getto, linea retta sottesa all'arco parabolico, descritto da un 
proietto nell'escire da un'arma da fuoco. Dicesi anche Portata 
= gittata. 

Amplitndin^ arco dell'orizzonte tra il punto ove un astro si leva 
o tramonta e l'O. e il F. della bussola. 

— curva descrìtta da un astro dal punto ove ai leva fino a qudlo 
ove tramonta, e il cui mezzo indica il meridiano. 

Fr. amplitude; spagn, amplitnd; port, amplitude; lat. ampli- 
tudo; gr. JtXdtos; iugl. e ted. amplitude. 



,vGoosle 



AMP-ANA 187 

Ampolletta, a. f., o clessidra = orologio a polvere, usati InnanEi 
qaelU metallici a mote e molla. Ye n'erano dì varie grandezze. 
— del quarto, dì quattro ore, e serviva per il cambio della guardia 
quarto. — Di dae ore , di mezz' ora , questa si diceva anche 
ampollina; di mezzo minuto, d'un quarto di minuto; questi ser- 
vono per numerare ì nodi della trecciola, che scorrono quando si 
getta in mare la borchia, per misurar il cammino del naviglio. 
Si tenevano a lato della bussola, e il timonìare doveva essere 
pronto a voltare l'ampolletta, appena passata la polvere, per for 
suonare dalla campana i quarti. Battevano tanti tocchi quante 
mezz'ore erano passate dal principio dì ogni quarh). Il timoniere 
doveva pure segnare sulla Rota le arie di vento, secondo le quali 
governò ad ogni mezz'ora, onde si potesse calcolare la rotta. 

Alcuno vuole che la locuzione: Aria di vento, sìa un gallicismo; 
ma non è né per la irose, né per la parola. Ed essa è citata dallo 
Stratico, dall'Alberti, dal Vocab. di Padova, dal Guglielmotti, e 
t'usò anche l'Ariosto. 
L'ampolletta viene chiamata anche minutiera. 
Se i timonieri, per andare a latto o a mangiare voltavano l'am- 
polletta prima del tempo, si diceva che mangiavano della sabbia. 
Fr. ampouUtte, sablier; spagn. atnpólUta ; -^ri, ampolheta; lat. 
de^ydra dal greco; ingl glass; ted. das Glas. 
— fu anche nome della spoletta delle bombe. 
Àm&a, genov., Amura, Mura. 
AméA, genov., Murare. 
Amara. Vedi Vela (cordami), 
A morata, modo avv. per dire lungo la murata. 

Fr. en à bord, en vache; spagn. e port, en banda; ingl. on the 
tide; ted. ^n der Bordvxmd. 
Amurrd, genor., inveatiire arrenare. 

, s. f., la livella e il traguardo nautico, dal lat. anaiaiis, 



Anabaterìo; dva^cm^^iov, ohiamavano i Qreci il sacrificio che face- 
vano prima d'imbarcarsi. 
Anacotha, astro sulla testa del Leone nella costellazione omonima. 
Anacrouo, fermare una nave sciando. 

Or. dvaxpo^di. 
Anacruri, remigare indietro, sciare. 

Or, dvix^ovatz. 



,vGoosle 



188 ANA-ANC 

Anafora, s. f., termine talvolta applicato all'asoensioiie ot^oa delle 

stelle. 
Analeni, b. m., strumento matematico per trovare il corso e l'altesza 

del sole. 
Anaiemma, a. f. , base quadrata ohe sostiene un quadrante solare. 

— proiezione della sfera sul piano di un meridiano presa da un 
punto laterale di vista, E un planisfero o una proiezione orto- 
grafica della sfera sopra il piano del meridiano, supponendo che 
l'occlùo sia ad tuia distanza infinita e in un punto orientale od 
occidentale dell'orizzonte. 

— talvolta si adopera come un gnomone, o nn astrolabio, dì coi 
ona parte sarebbe la stessa, proiezione tracciata su di una lastra 
di rame, e l'altra un orizzonte mobile che vi si adatta. 

— (f) dà il tempo del sorgere e tramontare del sole, la durata del 
giorno più lungo, per noa data latitudine, e l'ora del giorno. 

— talvolta è detto l'istmmento chiamato Trigono dei segni; stru- 
mento molto utile a quelli ohe tracciano quadranti solari, per no- 
tare i segni dello zodìaco e la lunghezza dei giorni. 

Aìuuierio, a. m., navìglio fornito di prora elevata. 
Gr. dvdtnei^og, 

Anastro, add. m., senza astri. 

Anastrofi, s. f., * inversione, manovra usata tra i Greci, special- 
mente tra gli Ateniesi, abilissimi in essa ; la qnale consisteva nel- 
l'attraversare la linea nemica e poi, rivolgendosi, tentare a colpir 
al rostro le navi nemiche > . Vedi Oavotti, Tati,, I, 40. 

Anaumachio, a. m. , azione contro colui che si rifiutò di prendere 
parto ad un combattimonto navale, o il servizio marittimo. Questo 
reato era punito con l'in&mia. 
Gx. àavv/idxiov. 

Anca, B. f., la parte del naviglio di qua e di là presso la poppa, tra 
il parasartie di mezzana e la poppa. 

• Quando nn oggetto estemo presentasi a 45° da poppavia del 
traverso di una nave, a diritta o a sinistra, dicesi ch'egli rimane 
o rilevasi per l'anca: si dice pure di un vento che soffia in questa 
direzione che è o viene dall'anca; di un naviglio che si cannone^^ 
o che si abborda in questa parte, che si batte in anca, ohe ai ab- 
borda per l'anca > Piqué. 

— dicono anca pure le controsartie. 

Fr. hance; spagn. e port, anca; ingl. quarter; ted. Windvierung. 



,vGoosle 



ANO 189 

Ancate, s. f., la fune che unisce i due pezzi dell'aoteuna, dal greco 
dyxdXat, cbe significa i bracci ripiegati per strìngere bene un 
oggetto. 

Anchacas, s. f., grappo di stelle nella costellazione dei Qemini. 

AftchUe. Vedi Onii^:glo. 

Anchina, b. f., o axtchino, a, m., * fune della nave per la quale l'an- 
tenna si ferma all'albero >. Isidoro, XIX, 4; ìn Lucilio e in Elvio 
Cinna: ■ Atqae anquina regit medium fortiasima cursum » , che 
avevano semplice e doppia. Vedi Trozza. 
Gt. Syxowa. 

— anàUni, talvolta ai sono dette le controaartie. 

— — ciascano di quei cavetti nei quali s'infilano i bertocci 
o patemostrì per fermare la trozza. 

* Anchini, sono le funi poste tra le costiere, che servono per 
tenere congiunta l'antenna all'arbore col mezzo delle trozze >. 
Pantera, Vocabolario. 

Jj'cmchi che leggeai in Crescenzio (p. 39), ò da reputarsi errore 
tipografico per anchàà. 

Anchinella, s. f., dimin. di anchina, e anchitìéUo da anchiito. Scor- 
rettamente AngireUa. 

Aadn da cala&i, dai Veneti, Pancino da calafato detto ancora buco 
corvino, col quale cavan fuori dai commenti la stoppa vecchia. 

Anciromaoo, a. m., naviglio che il Glossano sassone d' Aelfio dice 
di esso: Swift-ship, cioè celere. Isidoro dice che esso è detto cosi: 
Ofiod celeritate mi Anchoris et insirumentis novium vehendis sit 
opta. Certo il passo è scorretto. Chi ci darft una edizione corretta 
d'Isidoro? 

Il Da Cange dà queste varianti della voce atìchiromactis, an- 
cj/romagua, ancyromagus, angtUromagus e aqmronuufui. 

AncUma, dal greco dyxXtfta, il sedile del timoniere. 

^ncou, gsnov., ancora. 

Ancora, attrezzo di pietra, o di legno riempito di pietra o dì qualche 
metallo o costruito di bronzo o di ferro, a fine di fermare e asai- 
corara un naviglio. 

L'ancora legata ad una gomena o ad una catena di ferro si 
cala in mare, acciò che mordendone il fondo tenga ferma la nave 
dalla quale si getta. 

Le ancore si fecero di legno o di pietra prima che si conoscesse 
l'uso del ferro, ma poi per la tenacità del popob.si oonservaroDO 



,vGoosle 



1 



190 ANO 



quelle primitive come ueWIcosere di Tolomeo Filopatore, seooiido 
Ateneo. 

I Fenioi pure le adoperaron di legao, poiché Diodoro (lib, V, 25) 
narra che essi nei primi temp! del loro commercio con 1' Iberia, 
dopo aver ben riempito le navi d'argento, delle miniere di quel 
paese, avendone ad esuberanza levavano il bronzo e lo riempivano 
di quel metallo. 

Ancore di legno duriaaimo nei mari dell'Indocina e Giappone 
bÌ osano ancora grandissime senza orecchie, di vari pezzi solida- 
mente congiunti, ripiene di pietre. 

Le ancore di pietra sono citate da Apollonio negli Argonauti, 
e da Arriano nel Periplo del Ponto Etanino (secolo ii, d. C), il 
quale dice che l'ancora di ferro ohe si faceva vedere nel tempio 
della Dea Paaiana non doveva esser quella degli ATgoaauH, seb- 
bene per grandezza ai discoati da quella del suo tempo ed avesse 
nna singolare forma, e gli parve più recente. — Uà credette che 
fosse piuttosto una dì pietra della quale nello stesso luogo si ad- 
ditavano dei firammenti. Simili si usavano al tempo di Omero che 
la chiamò «une, poi ai dissero anche longcucie (Xoyyàata). 

Di marmo le usavano gli Indiani sino al secolo xvn, come at- 
testa lo Scheffer (p. Ii8), e si trova nella ifelozùme di Lodovico 
Romano Patrizio (lib. IX, e 12). 

Altre si fecero con cesti dì vimini a forma conica che si riem- 
pivano di sassi (Abriano, Bpedizione ài AUsaandro). 

Ifìcrate, celebre navarco ateniese, venuto con lo stelo in luogo 
importuoso ordinò ai trierarohi che gittassero in mare dei sacchi 
pieni di rena, raccomandati a cavi; e Polieno (III, 38), che rife- 
risce questo fatto, dice ohe le oHiamavano cefaUdi; Esichio le ap- 
pella cefiUon. 

Di Senofane di Decelia (Attica), che fu alla battaglia dì Platea 
(479), ai javoleggiò che portasse seco un'ancora di ferro fermata 
con catena di bronzo alla corazza, mentre infiggeva uno dei denti 
dell'ancora in terra, in guisa che il nemico non potesse smuoverlo 
(Ebodoto, IX, 74). — Questo c'è dì vero, che al principio del 
secolo T, a. C, l'ancora di faro non era cosa nuova. 

Poscia si fecero di rame e di bronzo, infine di ferro. Sino nel 
secolo xvnt nella Spagna si usavano ancora di bronzo (Bo., p. 71). 

Si fabbricarono di un solo braccio, e queste i Greci le appella- 
rono «tarottomi. 



,vGoosle 



ANO 191 

Si creda che Eupalamo iaveotaeiie l'ancora d'un sol braccio, e, se- 
conda Plinio e Diogene Ijaerzio (I, 105), Anacarsi ìnse^msse a 
farle di dae bracci, e queste i Greci le dissero : anflaiomi e amflboli. 
Tuttavia lo Bcoliatle di Apollonio appella ridicolo Eforo che ne 
attribuiva la scoperta ad Anacarsi, perché aecondo luì l'avevano 
adoperata molto prima gli Argonauti, il che non è probabile, ma 
forse indica che essa era anteriore all'età di Anacarsi, ossia al 
VI secolo a. C. Vedi Mbnaoio, ad Laertium, in mia Anacharna. 

La voce ancora, come attestavamì l'Ascoli, non è greca. Sup- 
pongo che il nome di essa derivi dal nome della città Frìgia An- 
cira ("Ayxvpa, leggi : Ancura), di quella Frigia che tenne un tempo 
la Bignoria del mare. 

Pausania {Attica, I, 4, 5) ne fa inventore Mida, e questi fu 
re di una parte della Frigia, e aggiunge che l'ancora da lui in- 
ventata si conservava sino alla sua età nel tempio di Giove in 
Aiìcira CÀyxvQa), Mida farsa apportò qualche modificaBione al- 
l'ancora già in uso. 

L'ancora è citata da Eschilo (eh. 602) nel v secolo a. C. 

Le ancore degli antichi sono a due bracci, e radamente con le 
marre, terminando il più delle volt« in punta. Sopra quarantatre 
ne rinvenni quattro soltanto con le marre e trentnna con un se- 
condo anello, o girevole o fisso, al collo dell'ancora. 

Necessariamente, se non nella forma, dovevano esse variare con 
la grandezza della poliremo, nel peso e nel numero. Difatti le 
Tavole attùJte distinguono le ancoro da quadriremi da quelle delle 
triremi, e cod doveva essere delle altre navi. 

Alle triremi ne assegnavano due, oltre (Tot), attiche) a quelle 
di riserva e quella che noi diciamo di aperama, e che essi chia- 
mavano: sacra o iera, efficace o agate, l'ultima o escaie (Poldtcb, 
I, 92); 2'ancora sacra che non adopravano se non in somma ne- 
cessità. 

Ultimam atttem dixit, quia in navi ptures erant ancorae quantm 
quae maxima a Qraecis U^, a Latinia Sacra, non nUA in summia 
periciUis jacebdtiir, quia in ea ulHma spes erat navigi aervandi. 
(Sa., 7, 24). 

Dalla nave che condusse S. Paolo a Pozzuoli dall'Asia ne get^ 
taroQO quattro da poppa (Aiti Apoat.). 

Pr, onere; spagn. ancia, anco e ancura; (ferro si disse per an- 
cora in ital., in ven., come in spagn. e port); pori;, ancora; bas. 



,vGoosle 



192 ANO 

lat. ferrum; gr. àyxv^a (ancura), e Aoyyiìota (Umgagia), da Omero 
BÒvt} (eune); ingl. anchor; ted. der Anker, 

La resistenza dell'ancora sembra proporzionale alla superficie 
della marra; ma questa superficie non è sempre interrata per in- 
tero, e quindi l'aderenza dipenderà necessariamente dal peso che 
tende a farla penetrare nel suolo. Se l'ancora non ha fatto presa 
essa presenterà una resistenza minore; ma par sempre proporzio- 
nale al peso medesimo. Ora lo sforzo della catena è dovuto alla 
pressione del vento sulle opere morte del bastimento e sngli at- 
trezzi, nonché all'urto del mare contro la prua; nelle navi di forma 
simile questi sforzi crescono in ragione dalla superficie, cioè come 
il quadrato di una dimensione lineare analoga qualunque. Per 
questo motivo, anticamente il peso dell'ancora era propomonale al 
quadrato della maggiore larghezza del bastimento misurata tìiori 
membratura. Il peso delle ancore nelle navi a costa nel primo 
quarto del secolo XIX era di 8.000 libbre a 500. 

Le navi mercantili usano ancore più leggiere delle navi da guerra 
di uguale portata; la differenza è circa di ^/y per le navi a vapore 
di 4000 tonnellate di stazza, ma per i bastimenti le^ìerì essa va 
proporzionalmente diminuendo. Le navi da guerra odierne possono 
sostenere un cattivo tempo all'ancoraggio in condizioni nella quali 
sarebbe imprudente a qualsiasi nave mercantile di esperai. 

Numero delle ancore nelle Tiavi antiche. — Nelle triremi antiche 
se ne avevano due per ciascuna secondo le Tavole attiche (lY, 
0. 15), ma senza dubbio eccettuate quelle di riserva e quelle di 
speranza. Il peso è indicato una sola volta nelle dette Tavole, ma 
il numero è mutilo; non resta ohe un X delle mine che aveva 
l'ancora. Il numero delle ancore per ciascuna nave ed il peso erano 
senza dubbio allora, come adesso, proporzionati alla grandezza 
della nave. 

Nel medio eoo. — Nella nave il Oran Paradiso, noleggiata per 
Lui^ IX di Francia, si ebbero ventidne ancore all'andata e ven- 
tìcinque al ritomo (1251), 

N^ San Nicolò, altra nave pure pel re Luigi (1268), ventidue 
ancore di ferro, del peso di sette cantari 

Numero delle ancore per doBcuna nave. — Oggi ordinariamente, 
due di posta, due di spwauza, una dì corrente, due ancorotti, e, 
secondo il tipo della nave, una o due ancore di poppa, di peso 
preAs'a poco uguale a qnella di corrente. 



,vGoosle 



ANO 1SJ3 

!• Farti dell'Ancorai Asta, futo, fasto, mia, Vedi. 

Fr. carpa, verge; apogn. cana; port, asia; ingl. Shank; ted. An^ 
kerschaft. 

1. Anello, cicala o maniglvme, oggi maniglia, fissata all'estremità 
superiore del fusto per fermarvi la catena. Vedi Ghirlanda. — 
Ven. buso del boston. — Fr. organau; spagn. arganeo; port, anete; 
ingl. anchor-ring; ted, Anieerring. 

Pr. cigale (manille); ingl. shackle; ted. Ai^kerbuje. 

2. Bozza della cicala. 

3. Braixì, il Botta li disse rebbi. Venez. patk. 

Pr. I>rcu; spagn. log brazos; port, os brasos; ingl. arms; ted. (irà 
.JnA:erarmf. 
^ Ceppo, è formato di due grossi pezzi di rovere, piani di sopra, 
restringentisi di sotto verso le due estremità, e tenuti insieme da 
fàsce di ferro tra l'uno e l'altro dado. 

n ceppo deve avere una lunghezza eguale almeno a quella del- 
l'asta, lo spessore al mezEo è di </|> della soa lunghezza, quello 
dell'estremità è di 1/04; è formato dì due pezzi grossi di legno che 
si fanno combaciare sotto i dadi e si congiungono con fasce dì 
ferro, formando coll'asta un angolo acato. 

Quando è di ferro, dovrebbesi dire sbarra; la quale passa per 
un foro praticato sulla testa dell'asta e n'è tenuta ferma da una 
chiavetta; è curvata ad una estremità a fine di poterla disporre 
lungo il fusto. Il peso del ceppo, tanto quello di legno quanto quello 
di ferro, è Vi dell'ancora senza il ceppo, ossìa '/e <^el peso totale. 
Venez. cepo; genov. ^eppo. 

Fr. jas; spagn. e port, cepo; ingl. stock; ted. Ankerslock. 

5. Ca-chi di ferro pel ceppo, meglio fasce, poi ohe non sono rotondi. 
Venez. véra = anello. 

Fr. cerdes dujas; spagn. suTichos de cepo; port, cirados de cepo; 
ingl hoops of the anehorslock; tod. Ankerstock banden. 

6. Da(U, i due rilievi a facce quadre sul fusto, sopra e sotto il ceppo. 

Pr. tetums; spagn. encepadura; ingl nuts; ted. die Ankemilsse. 

7. Dente, unghia, becco, punta. — Ft. la bec ou Ui bègw; spagn. 
pico; port, bica; lat. pi. d&ns; gr. òòo6%; ingl. biU; t«d. Spitze. 

8. limante o croce, crociera o oblio, la parto ove i bracci ai con- 
giungono. 

Fr. diamante croisée; spagn. e port, crue; ingl. cross; ted. An- 
kerkrevz. 
CORiZZini, Vocab. nautico. " 



,vGoosle 



194 ANO 

9. Marre. — "Venez. zampe; genov. marre o patte. 

Fr. pattes; ap. e port, unhas; ingl. palma, fiuches; ted. Aaker- 
schaufeln. 

10. Ancora occhio per la cicala, foro aperto sul qaadro del fusto 
per cui passa l'anello, o cicala, o maniglione. 

Fr. oilet; spago, ojo; port, ólho; ingl. eye; t«d, Ankerauge. 

11. — orecchie, prese, le alette delle marre. 

Fr. tenons, touriUons; spagn. orejas; port, orelhas; Ìngl. nuts, 
blades; ted. Ankemuss, 

12. — palma, la parte piana della marre. 

13. — punta, vedi Dente. 

14. — quadralo o quadro, la parte superiore dell'asta. 

Fr. carré; spagn. quadro; port, quadrado; ingl. square; ted. 
Vierkant 

15. — scarpa, custodia di legno ohe ponevasi alle marre dell'ancora 
perché non fregassero la murata della nave. 

Fr. Soulier; spaga, sapata; port, sapata; ingl. the shoe; ted. An- 
kerschuh. 
n. Va/rie deitomfnazùMtt (ftìll'Aneorai 

1. — accaponala, vedi Ancora traversala o attraversata. Quando si 
vuol sollevare un'ancora sopra il livello dell'acqua fino alla gnie, 
s'adopera l'apparecchio dotto capone. Vedi. 

2. — acceppata, è quella aasicurata a bordo, mediante l'acceppatura. 

Fr. onere brìdée; ingl. a fouled by t/te stock; ted. der stock- 
uìiklare a. 

3. — affondata, gittarla al fondo. 

Frane, mouiller un a.; spagn. e port, dar fondo; ingl, to let go 
an a.; ted. werfen. 

4. — di afforco, la più piccola delle due ancore che si anno dìjfaori; 
si teneva sospesa alla grue di capone, alla sinistra. 

Fr. affour (è dato dal Beulé e dal Ghrandpré, ma secondo U. Jal 
è scorrezione di ajfourcké, certo antiquato); spagn. onda de leva; 
port, aricora seconda; ingl. small bower; ted, warf Anker. 
6. — allestita, corredata dì tutto per essere immediatamente affondata. 
Fr. ancre en veUle; spagn. anda de guardia; port, ancora a 
la guardia; ingl. anchor on the watch; ted. Anker den voache. 
6. — allungata, ai allunga un'ancora quando si manda ad affondare 
con una scialuppa, e il bastimento resta fermo. 
Fr, aUongée. 



,vGoosle 



ANO 195 

7. Ancora amfibìUa, grande ancora a due bracci uncinati che pnò 
posare anche tre tonnellate. 

8. — ddl' Ammiragliato. 

Fr. de l'anUrauté; spagn. anda de almirantazgo; port, ancora 
de almirantado; ingl. admiralty aiKÌtor; ted. admiralitat Anker. 

9. — ancoretta. Questa parola, checché ne dica il Varchi (Ercol., 255), 
non dovette avere il significato diapre^ativo, poi che di questa 
altra è la forma, almeuo volgare, che iji toscano è ancoracda, in 
genov. ancoassa, e simili negli altri dialetti. Essa ebbe ano spe- 
ciale significato come questo, d'indicare le grandi ancore ad un 
solo braccio, raccomandate alle boa. In alcun autore le vidi per 
ancore di speranza. 

10. — ancoretta, di cui si servono per far vela in tempo di burrasca. 

Fr. l'ancre à jet; ingl. hedge ancJwr; ted. der Wttrfankar. 

11. — ancorerà, ancora ad un solo braccio pel servizio fisso nei porti. 
Vedi Mezz'ancora. Si dice anche di un'ancora vecchia e consu- 
mata che non morde più. 

12. .— ancorotto o ancoretta, con cu! è pennellata un'ancora. 

13. — di andrivéllo o di andarivello, piccola ancora da trasportarsi 
da un luogo ad un altro. 

Fr. andriveau touè. 

14. — arante, che ara il fondo, quando il vascello, invece di essere 
ritenuto dalle ancore, esso le trascina, — Genov. l'àncoa a raateUa 
o fondo; venez. arar del vaaaelo. 

Fr. U vaiaseau c/iasae sur son ancre; spagn. e port, garrar; 
ingl. to drag the anchor; ted. vor Anker trHben. 

15. — arcmte, che code, non fa testa, non morde. 

16. — articolata, coi bracci mobili, articolati. 

Fr. onere à pattes mobiles; ingl. anchor with moveable arma; 
ted. Artier mit beweglichen Armen. 

17. — attorcigliata, vedi n. 19. 

18. — attraversata, attraversar l'ancora. Essa è attraversata quando 
è disposta col fusto orizzontale e il oeppo verticale, dopo di essere 
atata sospesa sotto la sua grue di capone, ai lati del bastimento. 

Pr. trav^ser l'ancre; spagn. atraversar; port, atravessar; ingl. 
to flsh the anchor; ted. den Anker kippen, fischen. 

19. — aovolla, ancora con la gomena impigliata attorno al suo ceppo 
sotto le orecchie della marra. 

20. — a barba di gatto, < ancora affondata a determinata distanza da 



,vGoosle 



196 ANO 

un'altra, in modo che le due gomene descrivano on angolo acuto 
di 60* .. Salvati. 

Fr. Oliere en barbes; spagn. ancia perpendicular; port, ancora 
sabre idefris de roda; ingl, under foot, drop an anchor; ted. Anker 
fallen lasaen. 

21. Ancora di bancacóa, vedi Ancora di parasartie n. 20. 

22. — bifida, vedi n. 25. 

23. — di bancaccia o di parasartie, è quella le bozze della quale sono 
raddoppiato, pronta ad essere gettata a fondo al comando. Si tiene 
on'ancora di parasartie tntte le volte che & molto vento per tema 
di arare o di rompere nna gomena. 

Pr. de veille, de porte-hauban; apagn. anda de gttardia; port, 
ancora de vigia; ingl. sheet-dnchor; ted, rUslanker. 

24. — a bracci mobili o articolati, vedi n. 16. 

25. — a due bracci. 

26. — a quattro breuxi, senza ceppo, perché morde, in ogni caso, il 
fondo; detta pure grappino; ronzone o rizzane, sono scorr^oni 
per roncone e rampicone. 

Pr. grappin; spagn. arpeo; port, arpao; lat. quadrifida; ingl. 
the grapnel, grapìing; ted. Dregganker, Draggen. 

27. — che à fatto buona prega. 

Fr. l'ancre mord; spagn. el anela està, agarrada en el fondo; 
port, a ancora està unhada; ingl. the anchor bites; ted. der Anker 
greift, foist 

28. — caponata, che è stata innalzata sotto la grae di capone; capo- 
nare o accaponare l'ancora. 

Pr. caponner l'onere; ingl. lo cat the anchor; ted. der Anker kaUen. 

29. — di cappa, vedi Ancora gaUeggiaote, n. 41. 
'30. — di catene, vedi n. 36. 

31. — a ceppo mobUe. Metà del ceppo di quest'ancora è mobile in 
modo che sì può rendere paraUeto al fusto e abbozzarvelo. 

32. — chiara, quella che morde bene, fa testa e serve bene. 

SS. — di' corrente. I bastimenti che percorrono o fiumi o stretti, ove 
le correnti contrarie li obbligano ad affondare spesso, per non per- 
dere il cammino fatto, si valgono di questa ancoretta che tengono 
sospesa al disotto del bompresso. 

Fr. onere de détroit; spagn. cuarta ancia; ingl. stream anchor; 
ted. StromaTiker. 

34. — di costa, vedi n. 33. 



,vGoosle 



ANO 197 

35. — Ancora di dimora, di corpo morto, vedi n. 67. 

Fr. onere à demeure, corp mori; spagn. asncla de cadetta en un 
pileria, un muerto; port, ancora de corrente, amarra^ do rey; 
ingl. the mooring; ted. Hafen oder Waltenanker. 

36. — fissa, ancora grandiasima gittata in an porto o ia una rada per 
fermare o tonneggiare une. nave. 

Fr. à demeure; spaga, aìuda firme de amarra». 

37. — di fiusBo. 

Fr. onere de fiat; spaga, onda para él fiujo; port, ancora para 
enchente; ingl. fiood anchor; ted. Fluthankèr. 

38. — di fortuna. 

Fr. ancre de fortune; ingL /wy anchor. 

39. — di /^wri, foranea, da mare o dal largo. Vedi n. 63. 

4tì. — in galera, quella aiBdata ad un gherlino e sospesa mediante nn 
bozzello al disotto del bompresso che si afTonda per non perdere 
il cammino fatto, quando nel percorrere un lungo canale, siamo 
esposti alla contrarietà dei venti s delle correnti. 

41. — galleggiante, è \\n congegno di due spranghe di ferro messe a 
croce, con vele, panconi e altri ingombri legati a un canapo da 
prora, per ritenero nn bastimento che abbia perdute le ancore, e 
corra a precipizio. £ fatta in modo da immergersi fino alle acque 
immobiU, oltrepassando il limite delle correnti. Vedi Spera. 

Fr. flottante; spagn. el ancia fiuetaante para non derivar; port, 
ancora fiactuante; ingl, dragaail or driving anchor; ted. Treibanker. 

42. — da ghiaccio. 

Fr. ancre de giace; ingl. ice anchor; ted. Eiaanker. 

43. — girante, quella il cui fuso gira sulla croce. 

Spagn. giratoria. 

44. — grande, si getta in caso di pericolo, aitine d'impedire il movi- 
mento retrogrado del naviglio. Vedi n. 104. 

Fr. maitresse ancre, ancre d'espéranoe ou ancre de miséricorde; 
ingl. the sheet anchor; ted. der PfUchtanker, Notanker. 
46. — a grappino, vedi n. 26. 

46. — della o di grue, o di posta, sono due ancore che si tengono 
pronte sopra la grue per gittare al bisogno. 

Fr. ancre de boasoìr ou de poste; spagn. aticta de serviolà; port. 
aneora do turco; bigi, the bower or bote anchor; ted. der Bug- 
• anker. 

47. — di guardia. 



,vGoosle 



198 ANO 

Ft. anart: en veilU, ancre qii'on mottilìe satì3 en b<user le cable 
par un gros vent au mouUlage; spagn. anda de guardia; port. 
ancora de vigia; ingl, anchor on the watch; tod. Aiiker den wache. 

48. Ancora aUa guardia, vedi n. 47. 

49. — guardiofio. — Genov. guardiann-a, vedi n. 47, 

BO, — gttemita de" suoi attrezzi. — Pr. ancre en perspective gamie. 
61. — imbrogliata, è quella la cui gomena si è impegnata sopra o 

sotto il ceppo. — Genov. ìmbroggid. 

Pr. smjaUée ou gtitjouaUée; spago, onda enrodada, encepada; 

port, ancora encepada; ingl. fouled hy the cable, the cabU gets fbul 

of the fluke; ted, der unklar Anker. 

52. — immarrata, quella che affondata non è in positura normale. 

53. — impacciata, il contrario di spedicata o spedata. — Ven. ancora 
sporca. 

Pr. ancre engagée; apagn. anda eirAeatida, envolada; port, ancora 
empegada; ingl, fìnti anchor; ted. uitìclare Anker. 

54. — impattata o ingambata, se una nave accerchia la sua ancora con 
1& gomena girando di qua e di là epinta dal vento, aUora si dice 
che la sua ancora è ingambata o impattata. — Genov, impatta, 

Pr. sarpée, surpattée; ingl. fouled by the flukes; ted. der armtta- 
Hare Anker. 

55. — impedicata, quella che nel salparla minaccia di rompersi, tanto 
è incatenata negli aoogli, o in altri corpi duri. 

56. — impegnata o imbrogliata; si può imbrogliare in più modi ed 
è imbrogliata quando non è pronta, libera per operare. 

Pr. ancre engagée; ingl. foul anchor; ted, der unklar Anker. 

57. — impigliata, vedi n. 55, 

58. — incapata. — Genov. inceppa, vedi n. 55, 

59. — incocciato, quella imbrogliata con altre marre o con gomene 
nel fondo del mare. 

Pranc. ancre accrochée; spagn. ancia enganchada; port, ancora 



60. — ingaggiata, vedi n. 59. 

61. — ingambata, vedi n. 54. 

62, — intrigata, vedi n, 65. 

63, — dd largo, di fuori, foranea, da mare. 

Pr, l'onere du large; spagn, ancia de afaera; port, ancora de 
fbra, que està langada para a parte do mar; ingl. the sea andior! 
ted. der see Anker. 



,vGoosle 



ANO 199 

64. Ancora che d lasciato, che à abbandonato il fondo. — Qenov. 
l'ancoa a l'à lasaou. 

Pr. déraper; epagn. aoltar el bocado; port desapresar; ingl. to 
rip; ted. ab gelossen. 

65. — libera, che età ben messa al fondo, sella propria posizioae 
QOimale. 

Pr. emere parée. 

66. — lorda, quella die non sta bene a suo posto, e non morde, e non 
& testa. Contrario di chiara, vedi n. 32. — Ingl. foid anchor. 

67. Tnaeatra, vedi n. 104. 

68. — di marea, quella che tiene al suo posto il bastimento, contro 
la corrente ohe dipende dal flusso dal mare. 

Pr. ancre de flot; sp. aneto de la mengwmU; ingl, flood anchor; 
ted, Flnthanker, 

69. — mes^anoora, • ad an solo braccio che si adopera per servizio 
fisso nei porti, col nome di ancorella e di ancora di corpo morto >. 
Dabovioh. — Chiamasi pure Ancoressa. 

Pr, ancre borgne; spago, de utia unha; ingl. blind anchor; ted. 
Bafenanker. 

70. — mobUe; un'ancora inessa in uso dagl'Inglesi, che molti marini 
pensano che sia più debole delle comuni. Le sue marre sono unite 
al fusto con una chiavarda e un maschio, in modo che quando 
una delle marre è confitta ne] fondo, l'altra si ripiega sul fusto 
e l'ancora cosi è più comoda per rìporla nelle parasartie, 

71. — padrona, vedi n. 104. 

72. — di parasartie, vedi n. 23. 

73. — pendìda, ancora che pende sotto alla griie, tenuta soltanto dal 
aerrabozze, pronta per essere affondata. 

74 — pennello. — Venez. penelo. 

75. — dapennello, piccola che si lega al grippiale e si affonda dinanzi 
ad una grande, a ciò che questa possa meglio resistere al vento 
e non orare. 

Fr. ancre à empenìteller; ingl. to bak an anchor, small anche»; 
hedge; ted. eùi Saffanker. 

76. — penn^leire o appennellare, aggiungere un'ancora minore a una 
maggiore affondata. 

77. — pennellata, l'ancora aftòndata a cui è aggiunta una minore, 
il cui gherlino è annodato alla prima. 

78. — a penzolo, vedi n. 73. 



,vGoosle 



200 ANC 

79. Ancora perduta, è quella di cui non si conosce più la posÌEÌona, 
osaendoaene rotto l'ormeggio. - 

Pr. ancre perdue. 

80. — pescata, è un'ancora che si era perduta, e ohe finalmente ai 
riesce a ritrovame la posizione. 

Fr, ancre dragvée. 

81. — a pùxo, dicesi quando la gomena che è legata all'ancora ac- 
quista una posizione verticale. 

Fr. l'ancre est d pie; apagn. et anda est d pique; port, a pica; 
vagì, the anchor U a-peack; ted. der Anker ist auf und tdeder. 

82. — di poppa. 

Fr. de poupe; ingl. stern anchor; ted. Hekanker. 
8J. — dì posta, quella pronta ad essere affi>ndBta, vedi n. 46. 
84. — a posto, ancora salpata o messa al mare, o al posto aaaegnatole. 

Fr. ancre à poste; ingl. anchor stowed. 
86. — prima. A questa ancora annodavasì un lunghissimo ormeggio 
composto di due o tre gomene impiombate tra loro, datto usto; 
portavasi sospesa alla grua di capone della destra. 

Fr. ancre de la grande tottée ou de boasoir; ingl. ftMiftower; ted. 
der schicere Anker. 

86. - di prua, vedi n. 40. 

87. — quadrifida, a quattro marre, senza ceppo. 

88. — rampicone, usata da piccole navi, non k ceppo perché morde ìn 
ogni caso il fondo. Vedi Ancorotto, Grappino, vedi n. 25. 

89. — di ricambio, di riserva, di rispetto, ancore sovrannumerarie 
pel caso che alcuna si perda o guasti, vedi nn. 92, 93. 

90. — di' riflusso. 

Fr. ancre de jusant; spago, anda para reftujo; port ancora 
para vasanie; ingl. ebbanchor; ted. Ebbanker. 

91. — di rimorchio. — Venez. fèrro da gegomo. 

Fr. anav de tonne ou ancre de jet; ingl. stream anchor or kedge. 

92. — di rispetto delta destra, sta dietro le parasartie di trinchetto 
nel lato destro, di scambio. 

Fr. ancre de rechange; spagn. ancia de respeto, de repuetto; 
port, ancora de respeto; ingl. Oie spare anchor; t&d. reserve Aiiktr. 

93. — di rispetto della sinistra, questa va situata sul bordo opposto. 

94. — rizzane, vedi n. 2G. 

95. — a ronzone, vedi n. 26. 

96. — rostrata, specie di grappino per afferrare la ni 



,vGoosle 



97. Anccra rovesciata, qnand'è in una positura tale da non poter 
mordere. Un cavo troppo ritorto la può far rovesciare, e allora 
atrÌBoia, ara sai fondo. 

Fr. onere càbarmée, 

98. — eeconda. 

Fr. la seconde onere; apagn. onda de tua; port, aecunda ancora; 
ingl. the best bown anchor; ted. tOgliche Anka: 

99. — seconda di posta. 

Fr. onere ^aff&urche; ingl. snudi bower anchor. 

100. — sensibile, vedi Ancora di afforca 

101. — di servizio: 1° ancora di servizio o ancora deUa destra: 
fr. ancre de bossoir, ou anere de tribord; — 2° ancora di servizio 
o ancora della sinistra: fr. ancre de bossoir, ou onere de babord. 

103. — spedala, ò quando an'aaoora sollecitata vertiGalmente dall'or- 
meggio h smosso talmente il fondo da non aver più presa. 

Ijevare l'ancora, è fare sforzi sol cavo di quest'ancora per ad- 
dirtezarla e strapparla dal fondo, 

Fr. déplanter; apagn, afioxar, volear; port, arrancar, levantar; 
.ingl. to gei a trip; ted. Uchten. ' 

103. — spedata, che salpa bene, che si leva. 

104. — dio della speranza, la più grande; vedi pag. 191. V. n. 44. 
Fr. grande ancre ou ancre de la miaéricorde; sp. onde de la espe- 

rama; port, ancora mesira; ingl. sheet-anchor; ted. Nbthanker. 

105. — a spera. Vedi Gan^^iante. 

106. — sparo. Vedi. 

107. — sporca, vedi Ancora lorda. Quando pei moti della nave, la 
gomena si avvolge al ceppo o alle marre. 

108. — di stretto, vedi n. 33. 

109. — tartaruga, peso per ancorare boe, ginnoti, ecc. 

Fr. crapavd d'amarrage; ingl. niwJ or mushroom anchor; ted. 
der Piùsanker. 

110. — di terra, così si chiama quella che si getta verso terra per 
ritenere il naviglio. 

Fr. ancre de terre; spagn. ancia de tierra; port, ancora de terra; 
mgl. shore anchor; ted. der Wallanker. 

111. — la terza. 

Fr. l'ancre d'affourche; ingl. the email bower anchor. 

112. — di tonneggio, piccola ancora che si porta distante dal naviglio 
ove si desidera condarlo, e vi si affonda. Quindi, alando sull'alzana 



,vGoosle 



202 ANO 

legata alla cicala dell'ancora afEbndata, ai conduce il naviglio nel 
luogo scelto. — Venez. ferro di gegomo; genov. ancuotto. 

Fr. onere de touée; spagn. andote; port, ancoretta; ingl. the 
stream-anchor; ted. ein Wurfavker. 

113. Ancora uncinata, vedi n. 59, 

114, — deU'ìisto, vedi pag. 193. 
116. — a vite. 

Fr. onore à vis; ingl. mitchel's screew anchor. 

116. — colla volta »ul ceppo, si dice di un'ancora che k la sua gomena 
impegnata sotto al ceppo, o contro uno degli eatremi del ceppo. 
Si dice anche prender la volta sul ceppo, 

Fr. ancre surjàUe. 

117. — con la volta stilla marra, ò quella la cui gomena per nn 
qualche caso si è impegnata sotto alla marra, e non & potuta 
mordere. 

Fr. empennelU; spagn. galga; port, ancora ou ferro a enzabadiar 
huna amarra; ingl. a kedge or small anchor; ted. Waianker. 
m. Ancore che preaero nome da queUi che le tnodific€ironoi 

1. kncora Bloomer, articolata e di croce (bracci) girevole, 

2. Ancora David, à il ceppo mobile in modo che può addoppiarsi 
sul fusto. 

Vi sono ancora quelle di Poritr, Baxter, Ingelfteld, ed altre 
che non trovai descritte. 

3. Ancora Hall. — Senza ceppo; il fuso à assicurato al capo per 
modo che se la caviglia si rompesse o cadesse, l'ancora, per ci6 che 
riguarda il terreno, sarebbe buona quanto prima. £ d'acciaio fuso. 

4. Ancora Hodgton, formano la sua asta due sbarre di ferro, pa- 
rallele e poco separate, unite alla croce, cioè ai bracci, da due 
perni molto forti. La catena va sino alla croce per entro il ceppo 
e le barre. 

6. Ancora Hunter, pure d'un solo pezzo e ceppo dì ferro. Il fuso 
lo tiene disposto in modo che nel fondo lavora come le marre, 
col quale restano queste più alleviate dalla forza della nave. 

6. ancora Tyzack. Il signor Q. Tyzack, di South-Shielda à recen- 
temente apportato notevoli miglioramenti alle ancore; per queste 
non occorre né capone, né traversino, né tutti gli altri apparecchi 
per la manovra delle ancore che ingombrano a prora, in guisa 
che à necessario tenere più alto, di quello che sarebbe bene, il 
ponte di comando. 



,vGoosle 



ANO ■ 203 

La sistemazione proposta dal signor Tyzack consìste nel mu- 
nire la nave di tubi di cubia di ferro battuto, i quali, quando 
siano fortemente iènnati, rinforzano la prora e sono più leggieri 
dei consueti di ghisa. Questi tubi di cubia sono alla foggia ordi- 
naria, ae non ohe di diametro alquanto maggiore all' esterno a 
permettere che l' ancora si possa direttamente tirare dentro di 
essi con la catena. Per la sua speciale posizione l' ancora viene 
saldamente e sicuramente afferrata, mentre resta in modo da es- 
aere immediamente affondata. 

I vantaggi che ai anno da questo sistema sono: economia nel 
prezzo e nel peso, di tempo e di lavoro, specialmente nell* assi- 
curare e preparare le ancore, oltre averle sempre pronte per af- 
fondarle. 

7. Ancora Martin. — In questo modello le due marre sono dirette 
nel medesimo senso, ed entrambe mordono il fondo; ease sono 
articolate auUe estremità dell'asta, la quale termina con una massa 
di metallo diretta principalmente ad aumentar li peso; in questa 
massa è praticato un foro per il braccio che unisce le due marre. 
La rotazione di queste può effettuarsi ugualmente dalle due parti 

' del piano diametrale deU'asta condotta per l'asse del foro, affinché 
l'ancora faccia presa in ciascuna delle due posizioni in cui eaaa 
può riposare sul fondo : l' inclinazione delle marre col piano me- 
desimo è limitata da due scontri. Il ceppo è corto, formato da 
robusta lamiera di ferro alquanto ripiegata sulle estremità, e la 
sua direzione é parallela all'asse di rotazione delle marre; esso 
viene incappellato sull'asta, ed è trattenuto dal lato della cicala 
con una chiavetta. Le marre non penetrano direttamente nel ca- 
dere sul fondo, ma bisogna che la catena trascini l'ancora un poco 
finché facciano il loro solco e si abbattano internandosi. Un incon- 
veniente dell'ancora Martin è di avere i bracci delle marre corti; 
essa non sembra molto adatta per i fondi di arena dura e nep- 
pure per quelli di fango molle. L'ancora Martin non sporge fuori 
del bordo quando ò traversata, ma le marre ed il ceppo riman- 
gono ugualmente appoggiati, talché negli abbordi viene diminuito 
il pericolo di un inciampo con 1' avversario. Per queata conside- 
razione tale ancora, malgrado i suoi difetti, fu adottata per alcune 
corazzate. Fa buona prova con le navi di basso bordo e senza 
alberi; ara come le altre. Arminjon, pag. 599. 

8. Ancora Rodger. — E dì un solo pezzo ed à il fuso più grosso 



ivGoosle 



204 ANO 

delle comuni, le braccia più incurvate, le marre meno grandi e 
il ceppo di ferro. 

9. Aneora Trotman. — Quando l'ancora posa sul fondo, la maria 
che sta in alto non contribuisce alla reaistenza che in virtù dal 
proprio peso, il quale gravitti sulla marra inferiore; ma nei luoghi 
di baaso fondo il becco superiore costituisce un perìcolo per il basti- 
mento, il quale potrebbe aver la carena danneggiata nel passarvi 
sopra. Questo inconveniente è più grave per le navi di ferro, es- 
sendo che le lamiere presentano minor resistenza alla compressione 
normale che. le tavole di quercia di iasciame delle navi di legno. 
L'ancora Trotman & il pregio di togliere ogni pericolo, imperocché 
la morra superìore s'abbatte aopra il fuso. In questo sistema l'asta 
termina con una forcella nella quale è articolato il diamante, ossia 
il punto di mezzo del braccio che unisce le due marre. L'angolo 
delle marre è diminuito ni segno che un becco tocchi l'asta preci- 
samente quando l'apertura della marra opposta sia più favorevole 
alla presa dell'ancora; lo sforzo della marra inferiore si trasmette 
al fuso in due punti, uno presso la chiavarda o perno dì rotazione 
comune delle marre; l'altro dove il becco superiore incontra il fuaa 
medesimo. L'ancora Trotman è di un prezzo più elevato delle an- 
core comuni e presenta inoltre il difetto di un ponto debole nella 
articolazione delle marre, àbhimjom. 

rV. Mattovre dell'Ancora ed altro: 

1. Ancora (abbrancarsi V), s'abbranca agli scogli. Vedi Ancora 
Incocciata. — Venez. l'immarra. Abbrancare, detto dell' ancora 
che morde o si appiglia; si dico anche che agguanta. — Ven. im- 
marrare; genov. abbranca ed immarrd. 

Fr. mordre; spago, agarrar; port, pegar; ingl. to ì/iU. 

2. — (affondare con la scialuppa l'), portarla con la scialuppa, la- 
sciarla dar fondo, e portare la cima del gherlino a bordo. 

Pr. mouiller une onere en creance. 

3. — (allungare V), vedi n. 6, II. 

4. — (appennéllare V), vedi n. 7G, II. 

5. — (aUraversar V). Vedi Ancora attraversata o traversata. 

6. — (attraversar sull'), quando un vascello minaccia con la propria 
batteria un punto qualunque di una costa, si ancora in guisa di 
presentare al punto anzidetto il suo traverso. Vedi Attraversare 
imbozzaTidosi. 

7. — (camminare sopra V). Vedi Governare sull'ai 



,vGoosle 



ANO 206 

8. Ancora (cnponare V), eoa la nave alla vela. 

9. - ("condotta all'). 

10. — (correre auU'}-, involontario movimento di una nave ormeg- 
giata sull'ancora, che, o spinta dal vento o tirata dal peso del- 
l'ormeggio, ai avanza colla prora verso il grippiale, per condursi 
a picco sa quella. 

Pr. courir sur son ancre; ingl. to fail aver the anchor; ted. auf 
der Anker treiben. 

11. — (difendere V). 

Fr. àéfler l'onere; spagn. desatracar el ancia del costado; ingl. 
to bear off the anchor. 

12. — Distendere un'cmcora. Tedi Ancora allungata. 

Fr. élancer une ancre; ingl. to lay out an ane/ior; tod. einen 
Anker auabringen. 

13. — (essere ail'). — Lat. consistere ad ancoram, stare in ancori»; 
Cesare, Af • in ancoris commorari . ; B. O., IV, 25: . expectare 
in ancoris » ; gr. èn' dyxv^av. 

Fr. étre A l'onere; venez. essere a ferro * la qual (nave) era 
ivi a ferro » (San., I, 523); ingl. to ride at anchor. Stare aovra 
il ferro. 

14. — (gant^are l') attrai con la proprio. 

Fr. pécher I'ancre d'un autre vaisseau; spagn. ab-apar y levar 
t'onda de un otro nomo; port, tirar a ancora de tm outro navio; 
ingl. to hook or cath another man's anchor. 
16. — (gettar V), dar fondo all'ancora; Cbsark, B. G., IV, 28: 
■ ancoram lacere > . 

16. — (governare suW). Vedi Girare. 

Fr. gouverner sur l'onere; spago, gobemar sabre et ancia. 

17. — (governar sulla via dell'), o sull' ancora. Movimento di una 
nave, benché ancorata, che va esposta a delle guinate o sveppi- 
nate ora sa di un bordo, ora sull'altro, o per colpi di vento, o 
per la corrente dì un fiume. 

Pr, gouvemer sur l'onere; spagn. gobemar sabre el anda; port. 
governar sabre a ancora, ou sabre a boia; ingl. to steer the ship 
to her anchor; t«d. auf den Anker su atettem. 

18. — (la nave gioca suit'). 

Pr. le vaisseau joue sur son onere; spagn. el navio estd bor- 
neando; port, o namo est à guinando sàbre amarra. 

19. — Ctncocctore un'), vedi n. 69, II. 



,vGoosle 



20fi ANO 

20. Ancora (imbarcare V), (spedare V). Vedi far laaciare, vedi n. 21. 

Pr. embarquer l'ancre; ingl. to get in the anchor; ted. den Anker 
auf den Bug tetzen, 

21. — (far lasciare V), o staccare dal fondo l'ancora, o abbandonare 
la fonda. 

Fr. déraper; spaga, zarpar el anda; port, desapressar; lat. vel- 
iere ancaiam; ingl. to trip; ted, den Anker dem Qrunde Afiben. 

22. — (lasciar cadere un'). 

Pr. laisser tomber un'ancre. 

23. — (levare V). — Lat. veliere ancoram. 

24. — (essere maliziato daH'}, stando sull'aHcora con ormeggio rela- 
tivamente corto e mare grosso. 

Fr. étre mangé par la lame; sp. los das -oienen sóbre la proaf 
ingl. vohen the ship rides fiord, and (he sea breaks aboard. 

25. — (mutare I'), mal situata, 

Fr. rélever; spagn. emendar el anela; port, levar a ancora para 
a emendar; ingl, to change, 

26. — Pende sotto la grue, pronta a dar fondo. 

Pr. est au bossoir, à la velile; apagn. està d la pendvra, pronta 
d dar fondo; port, espendurada ddMiixo do turco, sóbre a bo^a de 
unha, pronta a dar fundo; ingl. is at the cathead, is a cockbiU. 

27. — (pennellare un'). 

Fr. empenneler; spagu. engalgar el anda; port, fundear a galga; 
ingl. to back an anclior; ted. eitien Anker verkatten. 

28. — - (pescare, incocciare I'). — Genov. pesca l'ancora. Vedi Rani' 
picone. 

Fr. pécher, dragner une ancre; spagn. pescar un anda; ìngL to 
»M!eep an anchor; ted. einen in Verlust gerathen^i Anker fischen, 

29. — (restar sulV). 

Fr. demeurer ear le fer; spagn. restar sóbre el anda; port, ficar 
a ancora; restar ancorado; ingl, to remain riding at anchor. 

30. — (ritirar I'). — Lat. ancoram toUere, ancoram legere. Cssabb, 
B. G., IV, 23: .sublatis ancona.. 

31. — (a riva V), quando il ceppo è faori dell'acqua e la ciooU 
poco distante dalla cabla. 

32. — (rassegare V), venez., ripescare con la draga un'ancora, 

Pr. draguer l'ancre; spagn. rastrear el anda; port, rastejar huma 
ancora; ingl. to drag or sweep the bottom for an anchor; ted. vor 
Anixr treiben. 



ivGoogle 



ANO 207 

83. Ancora a ruota. 

Fr. désafowcher; apagn, dtsafforcar; port. desafftTùx; ingl, to 
- unmoor', ted. Anker linMen. 

34. — (talpaxe. I'). Vedi. 

35. — (la nave salta o ficca sopra l'). 

Fr. le vaiaseau tangue sur son ancre; apagn. el navio età co- 
bexando sabre el ancia; port, el navio està arpando sobre amarra; 
ingl. the ship sides hard, is a bad reader, she heaves and sets. 

36. — sostenere ua colpo di vento su di una sola ancora. 

37. — (stare su due ancore), una di prua e una dì poppa. 

Fr. mouiller en croupière; spago, estar arryerado; port, estar 
sàbre duas ancoras de proa e popa; ingl. to moor by the head and 
by the stem. 

38. — (stendere un'), con due lancie in acqua poco profonda. 

39. — (tener la nave suW). 

Lai. tenere navem in ancoris; Appiano, C, V. 108: neXàywq 
in' dyxv^biv iaàA.evev. 

40. — (far testa aW). 

Fr. faire téle à son ancre; sp. tornar la bitadura; port o navio 
porta por a amarra; ingl. to stem the wind or the current; ted. 
vor dem Anker aufdrehen. 

41. — (travagliare all'), si dice dello sforzo che soffrono gli ormeggi 
di una nave colpita da vento gagliardo in una rada. 

Fr. fatiguer à l'ancre. 

42. — armata dì uncino, i Gfreci la dissero craiui, e. m. x^Ì5ai%, e<av. 

43. — (dar la volta all'). 

Fr. se toume; spagn. de vuelta, se pone derecha; port, se volta; 
tngl. turns on the ground; ted. der Anker kentert um. 

44. — (tra vento e marea giltar V). 

Fr. mouiller entre vent et marèe; sp. estar atraversado; ingl. to 
ride between vind and tide; ted. Zwischen Wind uvtd strom gieren. 

V. Chnuwtdl per le manovre d^le ancore. 

Accosta tutto €itla destra! — LesU ad affondar l'ancora a destra! 
— Lesti ad affondar U pennello destro! (o sinistro). — Lesti ad 
affondar l'usto! comando per ancorare con temporale. 

Alza! — Fr. attention, caponnezi ingl. hang on there! ted, Siraff an! 

Ancorare un piroscafo, questa manovra à i seguenti comandi: ar- 
resta! indietro! strozza ed abbozza la catena! un giro in avanti 
e un giro indietro! arresta! alla destra! (o alla sinistra), fondo! 
indietro! amata! strozza la catana! 



,vGoosle 



208 



ANO 




ICii^L^ 



Ancora (l') sotto l'occhio! 

Pr. l'attere est haute! ingl. heaving in sight; ted. Anker aufi 
Ammaina ed imbroglia! comando per preparare le vela ed anco- 
rare. Vedi Vele. 
Arma l'argano! — Fr. au cabestan; apagn. arrima al cabrestante ; 

ingl. man the capstan; ted. Mann Spill. 
Disarma l'argano! 

Fr. enlevez les barres! ingh ali barres down! ted, spaken aus. 
Ai bracci a dritta di prora ! 

Fr. au bras de bdbord devant ! ingl. starboard head braces; ted, 
an die Steiierbord Vorbrassen! 
Ai braca di poppa! 

Fr. iribord derrière; ingl. starboard afterbraces! 
Sul tirante di capone! 

Fr. aie capon, is monde! ingl. man the cai fall; led. an das 
Eattfall. 
Ferma la catena! 

Fr. fermez In chaìne! iiigl. stopper the cable! ted. Kelte sloppen! 
Fila catena! 

Fr. filez la ehaine! iiigl. serge the cable! fed. steck' die Kette! 
Fondo! comando per ancorare ormeggiandosi in due, appennellando 
le ancore. 

Fr. mouillez; apagn. e port, fondo; ingl. let go; ted. Anker Ut»! 
Alla destra fondo! allorché 1' ancora, lasciata dal suo affoodatoio, 

piomba in mare. 
Al grippiale! a questo comando gli uomini ai terranno pronti a sca- 
gliare il grippiale in nare. 
Ingrana la catena! 

Fr. au cabestan! ingl. man t/ie capstan! apagn. arrima al ca- 
(/restante; ted. Kette um'OangspUl! 
Pennello! ordine per ormeggiare il pennello. 

A picco! — Fr. d pie! ingl. anchor apeak! ted. Auf und nieder! 
Tutti a posto per ormeggiarsi a barba di gatto ! 
A posto per salpare! 

Fr. chacun ù son poste pour l'appareillage! ingl. ali hand^ up 
anchor! ted. alle mann an die Ankerttaiioncn! 
Scocciale il capone! 
Vira! (gira l'argano). 

Fr. virez! ingl. heave round the capstan! ted. Hiev' rund! 



,vGoosle 



ANO 209 

Vira! vira! ai di questo comando quando l'ancora resiste, ed è ne- 

cese&rio ano sforzo maggioro dell'argano. 
Basta virare! 

Fr, ten bon virer! ingl. avaat heaving! tod. Gangspill fest! 
Ancorarlo, s. m., luogo atto ad ancorarvi le navi, per piccole o 
grandi navi; e pnò essere buono, mediocre, cattivo. Si disse anche 
ancor azione. 

Fr. ant. ancrage, mod. mouillage; spagu. aiidage, aìidadero, 
foiideadero; port. ant. ancoraqào, jazida, mod. ancoradùuro; lat. 
stutio; gr. dyxvQO^óXtov ; ingl. anchorage; ted. der Anlìerplatz. 

— e meglio aiìcorafico, dazio che si paga per ancorare. 

Fr, ancrage; spagn. derecìio de fondeadero; port, nncoragem; 
baa. lat. ligatura navium; gr. dyxvQo^àXov ; ingl. duty of ancho- 
rage; ted, der Ai^iergeld. 

AncoralOi s. m., costruttore di ancore. 

Ancorare, v. a., fermare, assicurare contro i venti e le correnti una 
nave per mezzo di una o piii ancore che ai gittano a mordere il 
fondo del mare, d'un fiume o d'un lago. La nave à bene ancorata 
quando k l'anoora sopra un buon sorgitore, in un buon anco- 
raggio, abbastanza lungi dalla terra, dalle secche o dalle ancore 
di navi vicine, — Ancorarsi, n. p., mettersi all'ancora, — Anco- 
rante, part, pr., chi ancora; ancorato, part. ps. — Ancsrabìle, atto 
ad ancorarvi, — Aricarare un ginotto. 

Fr. ant. ancrer, mod. mouiller; spagn. afei-rar, ancorar; port. 
(iforcar, ancorar; lat, ancorare, ancoram jacere; gr. ifjP Syxvqav 
XaXdùì; ingl. to anchor; ted. ankern. 

~ in due afforcare. Quando un bastimento è ormeggiato in due, 
afforcato, o a barba dì gatto, le catene < lanno un angolo di 
CO", con la bisettrice nella direzione della traversia o della risul- 
tante massima del vento e della corrente locale. La congiungente 
le due ancore e le proiezioni delle catene debbono formare un 
triangolo isoscele di 120° al vertice. — Sorgendo su d'una sola 
ancora si à il vantaggio di poter più presto mettere la nave in 
moto, e di non abbandonare che una sola ancora, se per una cir- 
C03tanza qualunque si è obbligati a filare per occhio. 

— u coda di poppa, ancorare con la codetta da poppa ond'evitare 
di presentarsi al vento. Vedi Star su due ancore. 

Pr, mouUter en croupiére; ingL io mooi- head and stern. 
— con tuia coda alla gomena. 

Corazzim, Vocab. nautico. U 



,vGoosle 



210 ■ ANO 

Ancorare oZto vela. 

— un'armata. Una gran quantità di vascelli è indispensabile si an- 
cori sopra due o tre linee parallele per non occupare un tratto 
di mare troppo esteso. 

— a ruota, ormeggiato eopra una sola ancora e sopra una sola go- 
mena, ia modo che per il vento, o per la corrente, la nave gira 
descrivendo archi di circolo sul mare. — Ven, a ruotoìo. 

Ft. étre itiouiUé sur uh ancre; spagn. caÌHoear sabre el onda. 

— con una imbarcanione alla vela. 

— con una nave a vele auriche. 

— con vento di bolina. 

— correndo in poppa o a vento targo. 

— con mare grosso che entra per gli occhi di prora. 

— di bel tempo, venendo di bolina. 

— di bel tempo, ormeggiandosi in due alla vela. 

Questa manovra non può eseguirsi che di bel tempo e quando 
la direzione del vento permetta alla nave di correre a vento largo, 
sulla linea nella quale debbono affondarsi le due ancore. 

— all'ancora fissa, alla boga. 

— col vento in poppa. Si dice quando un vascello è affidato alle 
due ancore di servizio, le quali sono affondate a tale distanza tra 
loro, che per quanto la nave sì possa muovere per il vento, essa 
rimanga sempre in mezzo a loro. 

Fr, mouUler vent arrière. 

— con un temporale. Quando si cerca un sorgitore sottovento per 
ancorarsi, e si aggiungono altre ancore alle due di servizio. 

— in uno, in due, in tre, in quattro, secondo il numero delle ancore. 

— ormeggiandosi in due ed appennellando le ancore. 

Fr. mouUler en s'a/forchant avec lea ancres empennellées. 

— imbozzandosi, per presentar il traverso all'inimico. Una nave che 
minaccia un punto qualunque deve trovarsi con le batterie volte 
al punto minacciato, e però si avvalere o del gherlino sulla go- 
mena, ovvero di un'ancoretta affondata da poppa, 

— con la coda a poppa, onde evitare di presentarsi al vento. 

— imbozzandosi, * azione d'una nave che si ancora con un gherliQO 
imbozzato sulla gomena, per poter volgere le sue batterie ad un 
punto che vuol minacciare, evitando che il vento, &cendone pre- 
sentar la prora, lo allontani da sifBttta direzione > (Park,, p. 572). 

Fr, s'einliosaer. 



,vGooglc 



ANO 211 

Ancorare a piede d'oca, un vascello ancorato sopra due o tre an- 
core, le coi gomene tirino insieme, è ancorato a piede d'oca. 
Fr. mouiUer en pagale; ingL to come to aU stindìng. 
Ancorarlo, add. dell'ancora, attinente all'ancora. 
Lat. ancorarias; gr. dyxipatog. 

— che & cura delle ancore. 

Ancorarsi, mettersi snll'ancora, dar fondo all'ancora, sorgere. 

Fr. mouUìer; spago, fondear; port, ancorar; ingl. io anchor; 
ted, atikent. 

— prima d'invogliare le vele. 

Ft. mout'ZZer d traverà de la marèe; ingL to moor water shot. 

— attraverso ìa marea. 

— toccando il fondo con la chiglia, espressione derisoria per indi- 
care una nave che inooglia, o arrena. 

Fr. mouiUer avec la cAHU; ingl. to stick hard and fork. 

Ancorale, stromento da pesca formato di due semicerchi, o di ferro 
o di legno, cnl è attaccata una rate a sacco di maglia fittissima. 
Uno dei cerchi forma la base e striscia il fondo, l'altro serve a 
tenere aperta la bocca. 

Ancoressa, a. f.; il Varchi dice questo nome peggiorativo di rin- 
cora. A me non pare, tanto più che il peggiorativo lo abbiamo 
in Ancoracela, tanto in italiano quanto nei dialetti, per es. in 
genov. Anooasaa. Ancoressa fu ed è nome particolare di alcuni dì 
questi ferri, dell'ancora di speranza, e di quella grande ad un 
solo braccio che si pone alla boga. 

Ancoretta o Pennello, ancora pia piccola di quelle di servizio, as- 
segnata ad affondarsi provvisoriamento per lavori di ormeggia- 
mento, sia per tonneggiarviai sopra, sia per ritenere la poppa 
della nave in una data direzione, affine d'impedire che la prora 
b! presenti al vento e quindi prendano la volta gli ormeggi, o da 
ultimo a rafforzare la tenuta di un'ancora di servizio, appennel- 
landola. Queste ancorette sono munite dì un ceppo di ferro mo- 
bile, ossia atto a ripiegarsi contro il fnsto, 

Fr. onere à jet; port, ancorata; ingl. kedge anchor; ted. der 
Wurfaììker. 

— nn'ancoretta della quale si servono per far vela in tempo di 
burrasca. 

Fr. un ancre à jet; spagn. andate; port, ancorate; ingl, anchor 
kedge; tod. kat Anker. 



,vGoosle 



212 ANO-AND 

Ancoretta, piccola ancora, i greci la dissero xiQHsitjg. 
Ancorotto, sost. m. , < piccola ancora che serve per tonneggiarsi, 

ancorarsi, attraversarsi o pennellare un'ancora ». Fingati. — 

Qenov. ancaóto. 
Ft. ancre d jet; sp. anelate; port. aiKorote; ìngl. kedge-anchor; 

ted. (ter Wurfanker. 
AtKoruchia, s. f., riposo di un naviglio all'ancora. 
Andana, s. f, disposizione deUe mercanzie in una nave. < Item f» 

ordonat que tot leyn o barca, o altre naveli que's meta en lo dit 

port, que aquel que s'aya a metre en andana, segons que li per- 

tayeran, sotz pena de X s. >. iS!a(. de Sancheroi da Mayorque, 

a. 1318, ap. Jal., Gì. 

Vi erano ufScìali di marina incaricati di fare esegoire questa 

disposizione, chiamati autodi. 

— andannia, genov., spazio in lunghezza tra due file di navi. 

— dicest anche di una fila dì botti, di casse, di navi, o d'altro. 
~~ scalo dei funaìuoli, che è un luogo ove si fila e irxcGO la canapa 

per le funi, dicesi anche andana. Stuatioo. 

Fr. ftnt, andane, mod. antenne; apagn. andana; port andaina; 
ingl. Her; ted. die Lage. 

Mi pare probabile che i Francesi, in questo caso, abbian detto 
antenne per corruzione di andane. 

— V. chiassar l'andana, rompere l'andana, scomporsi per qualche 
accidente; o aprire la stiva e levare una parte della mercanzia. 

Andare, v. intr., muoversi da un luogo ad un altro. 

Detto di naviglio : andare a remi, a vela, a vapore, seconda la 
forza motrice che b & muovere. — Andamento, s> m. , il modo 
di andare delle navi. — Andato, part, ps.; andante, part, pr. — 
Andata, l'andare, gita, corso o corsa. — Andatura, il modo del- 
l'andare di una macchina o di una nave, dipendente dalla vela- 
tura, dalle macchine, dalla costrusione, dallo stivamento, dal modo 
con cui è governata. 

— al largo, all'orza, all'orza raso, all'orla, a Becco, a golfo lanciato, 
terra terra, d» bulina, alla deriva, di conserva, a pùxo, al fondo, 
contro marea, indietro, innanzi, vento in poppa, andar per oochio, 
a fll di ruota, a lai, a bordo, in corso, al ditarmo, coUa gioeana 
(francesismo da cii^ avec le jusant, da sostituirsi con l'ondare 
alla deriva, o M deriva, andar con la marea, con U reflusso, 
l'Oli la corrente, ecc.), a messa nave (cioè a vento largo), al pOt 



,vGoosle 



AND-ANE 213 

presso dd veiìto, a piccole vele, a piene vele, a traverso, a terra , 
contro acgua, contro corrente, a seconda, in ordine, in ordinanza, 
in linea, in riga, in fila, in rotta, naufrago, per acqua, per mare, 
sotto, sotto coperta, via di vela; vedi questi diversi termini. 
Fr. ailer; spagli, a port, andar; ingL to go; ted. gehen. 

Andisearo. • Ebbi anoo travaglio dalle scole et dalle arte per li 
scapoli, et fino che stetti in Candia, non mi mancò fatica et tra- 
vag^o ; far cerche alle galee, condannare chi non dormiva in ease; 
travar fraude in metter andiscari; etentar nell'armare, perché quelli 
sopracomiti, dove non vedono una utilità, sono più freddi che. 
giaccio >. Vbnibb, Selaz., pag. 484. 

Mi pare che Andiscaro possa essere corruzione di Ànlis(xiUi. 
V. Scalo. 

AndrtveUc^ s. m., la gomenetta dell'ancorotto, ed anco l'uno e l'altro ; 
qoando servono per tonneggiarsi. 

— < quel canapo disteso da terra a bordo, da un navico all'altro, 
e simili per mandare e rimenare un palischermo con poca fatica 
e molta sicnrezza. Si usa nei porti, si procura in caso di nau- 

&SgÌO ». OUGLIBLHOTTI. 

— 'di candelisza, di frascone, di paranco aUa stiva o alla punta 
del pennone, quella manovra doppia ohe conduce e rìmena i pa- 
ranchi, ora obliqui, ora perpendicolari, secondo la direzione voluta 
or sulla boocaporta, or fuori bordo; come si usa per imbarcare o 
sbarcare cavalli, artiglierìe e simili • . (Ivi). 

— doppio, quello formato di due semplici, in guisa che il tirante 
dell'uno chiami l'altro. 

— (aticora d'). Vedi AnccMtL 

La parola AndriveUo probabilmente derivò dai Normanni alle 
^Bg^ue neolatine; in tedesoo abbiamo: Anàrehen die wand; in da- 
nese: andreye vantet = serrare girando. 

Forme scorrette sono : andriveUa, andrineUa, andasinello, arida- 
livello. 

Frane, ant. andrivau, andriveatt, andrivetU; spagn. andarivel; 
port, andarivfi/); ingl. hedge with his ioarp; ted, der Wurfankei: 
Andromeda, s. f., costellazione boreale tra Cefeo e Casaiopea. 
Anelli o Andlonj, di ferro, di bronzo, di granito o d'altro, infitti 
in muraglie o in oolonne, a fine di legarvi i poppasi e gli ormeggi; 
arnesi antidtissimì. Omero cita quelli di pietra, t^tàg Àt&ùg = 
pietra forata. I Greci in tempi posteriori dissero daUilio {òaittù- 



,vGoosle 



214 ANE 

Àios I'anellane), e longasia {Xoyyàaia), le pietre con anello (Pob- 
LUOB, X, 134) di ferro (id., 1, 147 J. I Latini li dissero prymtuaia 
dal legarvi i poppesi, (Festo). Probabilmente, se non è per figura, il 
ano passo è scorretto e deve mancare il nome latino dell'anello o 
colonnetta a cui legavanai i primnesi o poppesi. Vedi Colonna. 

Pr. amuau de qwii, organeau; spagn. argoUa, anOlo; port, ar- 
gola; gc, mod. àvéÀJLo; ingl. ring; ted. Hing. 

Andll, per indicare la immersione del naviglio, adoperati dai Sardì 
nel secolo xiv. (Vedi Breve di Cagliari, 1319). Jal, Ol. 

Anello, s. m., qualsiasi oggetto, di qnalsiasi materia, a cui si dia 
la forma di cerchio. Dalla materia sì dicono: di corda, di legno, 
di ferro, ecc. 

Dalle parti della nave, alle quali appartengono: degli apor- 
telli, delle vele, di boccaporta, di straglio, di braga, delle catene, 
delle rìzze, delle maschette, delle bozze, dell'albero dell'elica, del- 
l'eccentrico. Della borra del timone, Esicbio e l'Etimol. M. 

— delle bombe. Yeai del carro dell'antenna, vedi per leveledietraglio, 
vedi dell'ancora, dei portelli, di boccaporta, di braga, dì caniume. 

— a vite, quello che da una parte k l'occhio, dall'altro la vite da 
fermare io checchessia. 

— * coronato dicesi quel cerchione di ferro, con più occhi o ganci, 
dove s'incocciano le catene che fan da sartie, per tener dritto e 
fermo il fumaiolo dei piroscafi, contro le aoosse del vento o del 
mare >. Ouolibluotti. 

— di mura. 

— per la grue del pescatore, grosso anello di ferro inohiavato sul 
castello di prua, nel quale si passa l'estremità intema della gme, 
nel tempo che l'altra estremità esteriore tiene sospesa l'ancora. 

Vi sono anelli di ferro sovra coverta e sul bOrdo del naviglio 
a diversi usi come per fermarvi dei cavi. 

Una delle pene che s'infliggevano a quelli della ciurma era di 
legarli ad alcuno degli anelli di coverta. 

Fr. anneau de bossoir; ingl. ring for the cat-head. 

— astronomico, per prendere l'altezza del sole. 

— solare o orario. Vedi Quadrante. 

Nel 1575 Frobisher nel suo viaggio per scoprire il passaggio 
a B. dell'America n'ebbe uno che costava trenta scellini. 

— di Saturno • oggi si credono composti dì meteoriti, o, in gene- 
rale, dì particelle (solide e gassose), le une dalle altre più o meno 



,vGoosle 



ANE-ANG 216 

indipendenti. Lo spessore dei cerchi si giudica da G7 chilometri 
a 882 *. SlAFfl. 

Anemografia, s. f., descrizione del venti, è l'arte di registrare la 
direzione e forza dei venti, col mezzo di an anemografo. 

Anemometro, a. m., strumento per misurare e registrare la forza 
del vento. 

Anemoscopio, b. m., strumento che indica la direzione del vento. 

Aneroide, S. m., barometro portatile, metallico, a pressione atmosf&< 
rica, immaginato da Vid;. 

Anfidromo, add. masch. e soat., che i Greci scrivevano Amfidromo 
(a/*<plS^o/*og), di nave che potesse navigare dalle due parti, come 
l'anfipore. 

Anflelissa, add. f,, epiteto omerico di nave che aveva prora e poppa 
a linea curva composta, prima uscente, poi rientrante, e infine di 
nuovo nscente. Tedi C!oRAZznii, Marina in Omero. 
Gr. 'Aft<fii2.iaaa. 

Anfimetrio, b. m.; PoUnce (I, U9), Io cita dopo la carena. Eaìchio 
chiaramente: le parti sovrapposte alla carena della nave dai dne 
lati, n Gramm. degli Anecd., 450, 21: gli anfimetri da ambo le 
parti della carena si chiamano cosi da tnetra (chiglia). Quindi pare 
che si tratti del paramezzale. 

Anfiprimna, add. f. , nave a due poppe, costruita cosi per discen- 
dere fiumi a corrente molto rapida, per evitare il pericolo che 
avendo la prua, questa potasse essere volta nel senso delta cor- 
rente, e perciò andare a precipizio. 

Anfiprora, add. f., nave a due prore, affine di poter risalire ì fiumi 
a corrente placida, senza bisogno di rivolgere la nave, e cosi in 
altre acque tranquille. 

Anfora, presso i Greci e ì Latini fu vaso da liquidi, vino ed olio, 
e misura di capacità anche delle navi. 

Uanfora veneta, dice il Tonello, usata nella mianra della ca- 
pacità delle navi comprendeva quattro bigame e queste due mastelli 
o quattro tecchi. Il volume dell'anfora era di piedi veneti cubi 14 
e 336 pollici cubi. 

L'an/bra greca corrispondeva a circa venti litri, e la romana 
capitolina a venticinque, quindi ad una mezza brenta di Torino. 
Greci e Bomani, casi pure se ne valsero per misurare la capacità 
delle navi. 

Angamello, ordigno qnasi simile nella forma all'angamo, ma più 



,vGoosle 



216 ANG 

piccolo, e con la parte superiore armata di un ferro a mezzo cerchio, 
e la inferiore ad arco scemo {Ann. agr., I, p, 1, 668). 

Angamo ed Anganella, ordegno a brevi reti, formato di nn mezzo 
cercliio di ferro di un metro circa, avente di dietro una rete a 
coppo di circa m. 2 l/j. Calasi viciao alla spiala e serve a pren- 
dere i gamberi strisciando sul fondo del mare. 
È esiziale alla riproduzione del pesce. 

Anganella a sacco gonfio, rete ohe raccoglie senza gaasti il pesce 
neonato e le uova, che si raccolgono nei galleggianti (depositi flut- 
tuanti o galleggianti). 

Ai^lieria, s. f., ed a>igaria, atta dispotico pel quale il Sovrano di 
un porto si appropria momentaneamente di tutte le navi straniera 
ancorate in esso, per adoperarle, mediante un salario, a servizi utili 
al suo Stato, anclie se i proprietari e i capitani vi si oppongano. 

— detenzione forzata alla quale è obbligata una nave a fine di rice- 
vere un qualche carico. 

Fr. angaria; spagn. e port, angaria; ingL delny by constraint; 
ted. die Angariatìon. 

Angbiere, a. m. — Venez. per Alighiero. 

Angioli, alett« di legno duro collegate all'asta dì poppa ed al dra- 
gante, formando cosi il foro (losca) per la testa del timone. 

Angiolo, palla dì cannone attaccata ai due capi di una catena o di 
una spranga di ferro a fine dì tagliare il cordame di una nave, 
palle incatenate. — Genov. balla d'angeo; venez. àmolo. 

— o cordino di una randa. 

Frane, ange; spagn. e port, palanquela; ingl. angel-s/iot; ted. 
Ketlenkugel, 

Angiporto, s. m., la parte più riposta del porto, la darsena. 

Angolare distanza, moto, velocità. Vedi. 

Angolella, rete composta di una manica o sacco, lunga metri quattro 
circa con maglia fittissima, mantenuta aperta da un arco di ferro 
di un metro di raggio. Viene tirata a mano mediante due libàni 
alle due estremità del detto arco. 

Angolo d'al^Mtssamento, in balistica, è quello che fa, nel piano di 
tiro, la direzione data alla linea di tiro dal puntamento con la 
direzione iniziale seguita dal proietto all'uscita dalla bocca a fuoco, 
allorché quest'ultima direzione è inferiore alla prima. 

In altri termini è l'angolo che fa la linea di tiro con una lìnw 
di proieziona situata al disotto dì essa. (Ciò si verìfica ndle 



,vGoosle 



ANG 217 

bocche a fuoco aventi l'asse degli orecchiooi posto sull'asse del 
pezzo). 

Fr. angle d'abaisseinenL 
Aiuolo di caduta, è formato, nel piano di tiro, dalla tangente alla 
traiettoria nel ponto di caduta e l'orizzonte del pezzo. 

Fr. angle de chute; spago, aìigulodecaeda; ÌDgl. angle of descend. 

— di depressione, angolo dì posto o di abbassamento dalla mira 
è l'angolo che una linea di mira più bassa dell'orizzonte del pezzo 
fa con esso. 

— di eUvaiàone, è l'angolo che la linea di sito fa con la linea di 
tiro. Altezza di tiro, l'ordinata, ma della traiettoria. 

— di mira, è l'angolo formato dalla linea di mira e la linea di tiro. 

Fr. angle de mire; apagn. angulo de tiro; ingl. angle of elevation. 

— di proiesiotie, è l'angolo che la linea di proiezione fa coli' oriz- 
zonte del pezzo di angolo che misura la iuclinazione della lìnea 
dì tiro col pianò orizzontale, nel momento in cui Ìl proietto esce 
dalla bocca del cannone. 

Fr. de projection; spagn, angulo de proiecdon; ingl, angle of 



— di rialzamento, è quello che fa la linea di tiro con una linea di 
proiezione (quando questa è al disopra della linea di tiro). 

Fr. de reUvement; spagn. angtilo de desvio inicial; mghjump. 

— di rimbalzo, è quello sotto ìl quale un proietto toccato a terra 
inizia una nuova traiettoria, che si dice tr. di rimb. Esso ò sempre 
> dall'angolo incidente (d'arrivo o dì caduta), e dipende dall'an- 
gob d'arrivo dal profilo del terreno e dalla sua natura. 

Fr. ricochet. 

— di tito, è quello che la lìnea di aito fa con l'orizzonte del pezzo. 

Fr. de aite; apagn. angulo de situadon; ingl. angle of sight. 

— di tiro, è quello che la linea di tiro fa coU'orizzonte del pezzo. 

Fr. de tir; spagn. angulo de tiro; ingl. quadrant-angle. 

— di limite, nell'affusto si chiamano angoli di limite il pìu grande 
al disopra e il più piccolo al disotto dell'orizzonte, che sì possano 
dare al pezzo nel tiro. Coi veccbi affusti a freccia non si potevano 
dare al pezzo angoli maggiori di 13" a 15°; coi nuovi aiìfìisti in 
farro ai possono raggiungere ì 25° a 30^. 

Pr. limite. 

— d'ineidema del vento sulle vele. 

— di sbandamento. 



,vGoosle 



218 ANG 

Ft. angle de bande; sp. e port, de banda; ingl. heeling angle; 
ted. Eràn gunswtnkel. 
Angolo di orieniamento massimo di un pennoììe. 

Fr. angle de plus grand brasseyage «ere l'avant; ingl. greatest 
angle of trimming; ted. der SchOrfunswinkel. 

— di rotta. 

Fr. angU de route; iogl. angle of position ; ted. der Coursunnkd. 

— della deriva. 

Fr. angle de derive; spa^. e port, de deriva; ingl. angle of lee- 
way; ted. der Abtritswirikel, 

— dell'armatura, il retto che formano le reti nel calamento delle 
tonnare. 

SpagD. angulo de la armazim. 

— di notamento, l'acuto o retto che forma la divisione nella quale 
3Ì nota un oggetto con la linea merìdiana BA. 

Spagn. aiìgulo de la marcadon. 

— aprire o serrare (V) del vento, poggiare od orzare, secondo i casi 
per oonaeguirlo, 

Spagn. abrir à cerrar d Angulo del viento. 

— aprire o serrare (l') del rombo, allontanare o avvicinare la dire- 
zione di esso alla linea BA. 

Spagn. abrir ó cerrar el dngulo del rumbo, 

— aprire o serrare (V) del notamento, navigare nella direzione con- 
veniente perché l'oggetto notato stia ad un angolo maggiore o 
minore con la linea BÀ. 

Spagn. abrir ó cerrar el dngulo de la marcadan. 

— di commutazione, la differenza tra le longitudini eliocentriche 
della terra ed un pianeta od una cometa, essendo l'ultima ridotta 
all'eclittica. 

Fr. angle de commutation; ingl. of commutation; ted. Umschal- 
tung. 

— di eccentricità, quello il cui seno è eguale all'eccentricitÀ di ana 
orbita. 

— orario, di un astro in un istante determinato, è quello formata 
al polo dal meridiano del luogo a l'osservatore, e l'arco di de- 
clinazione che passa pel centro dell'astro. Si dice orario, perché 
& per misura l'arco dell'equatore che deve passare o che è di già 
passato sul meridiano dall'istante dell'osservazione a quello del 
passaggio dell'astro al meridiano, il quale arco, convertito in tempo 



,vGoosle 



ANG-ANI 219 

H ragione di 15° per ora, fa conoscere l'intervalb del tempo scorso 
o che deva scorrere tja la osservazione e il passaggio al meridiano. 
Cosi, allorché l'astro osservato è il sole, il suo angolo orario fa 
immediatamente conoscere l'ora vera del momento dell'osservasione. 
Angoslade, falsità astronomiche, nome derivato dalle pretese osser- 
vazioni del D'Angos a Malta. 
Àngrameddru, rete a strascico, dì piccole dimensioni che spazza il 

fondo. 
Anguilla, s. f., specie di naviglio, molto acuminato, molto sottile, 
che adopravasi particolarmente a risalire ì fiumi, in Francia, sulla 
Oironda. 

Le guide che servono a acorrere ! coni delle artiglierìe, e nel 
varare le navi. 

I canaletti od ombrinali che conducono le acque penetrate nella 
nave al pozzo delle trombe. 
Una specie di piccolo cavo. 
Fr. anguQU; epagn. e port, anguilla. 
Anima. Vedi del Cannonei del Timone- 

— di un albero, imbottato o composto, è il pezzo intemo di esso. 
Dicesi anche mkda, gallicismo, da mèche. 

— di tin cavo, il fascio dì Eli intorno a cui s'avvolgono i cordoni. 

— lisàa rigata. 

Fr. dme; spagn. anima; port, alma; Ìngl. bore of a gun; ted. 



1 fiori, attinie e anemoni dì mare, o simili animali che pro- 
iettano un cerchio di tentacoli che rassomigliano ad un fiore. Sono 
tutti classificati tra gli zoofiti. 

Animale, s. f. pi., valvole dì metallo o di cuoio che s'aprono e sì 
chiudono per mezzo dì una semplice cerniera o per la propria ela- 
sticità. 

— d^gli ombrinali, valvola di cuoio forte inchiodata sul bordo al di 

fìiorì degli ombrinali, tenuti chiusi dalla pressione dell'acqua, finché 

questa non è vinta dal peso dell'acqua dell'interno della nave. 

Fr. dapets, soupapes; spagn. e port, valvuta; ingl, valvea or 

clappers; ted. Klappe. 

Anisa, a. f. — Venez. Za braga o la drizza. Il Docum. piAb. dal Jal., 
t, II, 20... t Gh)mena 2 de passa... l'una, menaor de prodani 2 de 
passa 5, l'una, anize 2 de passa 5 l'una; anize 2 e forte, de 
passa 4 '/j, ecc. » . 



,vGoosle 



220 ANN 

Annebbiare, v. a. e intr., offoscare con nebbia, divenir nebbioso. — 
Annebbiarsi, offuscarsi l'aria per nebbia. — Annebbiamento, a. m., 
l'annebbiare. — AnneMato, part. ps. — Anntòbiante, part. pr. 

Fr. se couvrir de brouiUard; epagn. anieblar; ingl. to cloud; 
ted. umnebeln. 

Aaaegajre, v. a., Decidere alcuno gittandolo sott'acqua. — Annegarsi, 
V. n. p., andando volontariamente o no sott'acqua e morendo. — An- 
negamento, l'annegare ; annegalo, part. ps. ; annegante, part. pr. 

— di una terra, una torre, una nave, cho a poco a poco scompaiono 
alla nostra vista per la convessità del globo. 

— le polveri, inondare la santabarbara in caso d'incendio. 

— di una batterìa troppo bassa, si dice che à annegata. 

— una nave quando si riempiva d'acqua per scoprire se avesse falle, 
o per uccidere gl'ini^etti e gli animali nocivi che vi si fossero an- 
nidatL 

— una nave d annegalo il suo forte, quando la sua sezione oriz- 
zontale più larga è sotto il livello dell'acqna, per essere caricata 
oltre misura, il che è un difetto. 

Fr. noyer, aenoyer; spagn. anegar, anegarse; port. afi>gar,af&- 
garse; Ìngl. to drovm; ted. ertrflnken. 

Annestare. Vedi Innestare e Calettare. 

Annodar^ v. a., è diverso da legare che si può fare senza nodi, 
benché nella lingua parlata non si faccia distinzione. • Lega la mula 
dove vuole il medico • : non si fa senza nodo. — Annodamento, 
l'annodare; annodato, part. ps. ; annodante, p. pr.; annodatvra, 
l'effetto dell'annodare; annodazlone, l'azione dell'annodare. 

Fr. ìvmer; spagn. anudar; port, atar; iugl. to knot; ted. zusam- 
menknoten. 

Annone cartaginese, in un primo viaggio giunse non lungi dal golfo 
di Guinea, visitando il littorale occidentale d'Africa, a fine di fon- 
darvi colonie. Nel secondo, sarebbe giunto a circuire l'Africa, pe- 
netrando sino al seno arabico (mar Rosso). Abbiamo una breve 
narrazione solo del prìmo viaggio, in greco, traduzione evidente- 
mente del testo cartaginese, mutila in prìncipio, in fine e nel 
mezzo. Fare che Annone eseguisse i suoi viaggi prima dell'ottavo 
secolo a. 0. — Vedi Cobazztni, Storia, I, pag. 369. 

^nno^na, add. f., « nave fabbricata nell'anno > (CbSàBB, B. Q., v. 8/. 

Annuale equazione, parallasse, ritorni, variazioiìi. Vedi. 

Annulare, add.; vedi Eclisse, Stantuffo. 



,vGoosle 



ANN-ANS 221 

Annullare, v. a., i segaali dati, con segai convenuti. Annidlamento, 
9. m., l'annullare; anntdUtU), part, ps.; annullante, part. pr. 
Fr. anuler; spagn. anular; port, annullar; ingl. to annul; ted. 

nichOg erkUlren. 

Anomalia, in astr. è la diatanzi angolare di un pianeta dal suo 
perielio, veduto dal Bole. 

— eccentrica, è il oorrìspondente angolo al centro dell'orbita ellittica 
de! pianeti. 

— mediana, è ciò che l'anomalia sarebbe se il moto angolare del 
pianeta fosse uniforme. 

— l'angolo misurante le apparenti irregolarità nel moto d'un pianeta. 
Anomallstico, mese, periodo, anno. 

Anordla, s. f., vento settentrionale di lunga durata, espressione in- 
vecchiata; oggi dicono: colpi dì borea. 

Ansa, 3. f., specie di manico, cioè una sporgenza qualsiasi negli og- 
getti per prenderli o alzarli. Quindi ansa del timone per barra; 
come ansa la maniglia dei vasi, e per somiglianza la sporgenza 
degli anelli di Saturno, e un seno di mare. 

— dd timone. Vedi. 

Fr. anse; ingL handle; ted. Ilandhàbe, Hanse. 

— lega anseatica, dal tsdeaco Hanse = unione; lega marittima 
costituitasi in Oermania nel 1241 prima tra Amburgo e Lubecca, 
poi 9Ì eatesB in Inghilterra, nell'Olanda, nel Belgio, in Francia, 
Portogallo, Spagna, Italia, Scandinavia, Russia, 

I membri della Lega si dissero Oaterlina (orientali), casa degli 
Osterlìns, le loro banche, alcune delle quali ebbero superbi edifici. 

Carlo V la ridusse al nulla. Ai primi del secolo XVII si tentò 
invano di ricostituirla. 
Ansaldo Giovanni (Cantiere ed opifici omonimi). Furono fondati 
dalift Società Taylor s Prandi nel 1846. Nel 1S53 passarono alla 
Società Giovanni Ansaldo e Comp. da cui ebbero il nome. Morto 
l'Ansaldo nel 1858, venivano sotto la direzione dei fratelli Orlando, 
6 da questi nel 186G, al Senatore Cario Bombrini, direttore della 
Banca d'Italia, ed oggi nei figli il comm. Carlo Marcello e il comm. 
Senatore Ctiovanni, Questo grande stabilimento oggi è diviso in 
diverse sodi, l'una a Sampierdarena per le costruzioni meccaniche, 
l'altra pel cantiere navale a Sestri ponente, la terza pei metalli 
fini a Comigliano ligure, una quarta nel porto di Genova pel per- 
fezionamento e la corazzatura dei navigli; ed ivi pure un'altra 



ivGoosle 



222 ANSANT 

per raddobbare ì navigli col materiale galleggiante pei trasporti 
e la montatura. Queste immense, tneniTtglùaB officine, ch'emulano 
le più grandi straniere, oggi costruiscono locomotfny macchine 
marine, macchine fisse e navigli mercantili e da gnerra, completi. 
Le officine Ansaldo sotte i fratelli Bombrìni divennero le prime 
rispetto alla costruzione meccanica, non solo in Italia, ma in Europa. 

Queste grandi officine danno da vivere a più di tremila famiglie. 
Ansiera, s. f., corrotte dal francese haussière = alzana. 
Antarez, s. m., stella di prima grandezza nella testa dello Scor- 
pione (a), è una di quelle detto sklh nautiche, adoperata per de- 
terminare la latitudine e la longitudine nella notte. 
Antarto, s. m., sartia, venti; anterii fuìKS in Vitruvio, funi che sì 
legano di qua e dì là alla testa della macchina per tirar su pesi. 
Antartico, add., dal greco dvxl =■ opposto e df(>xiog = orso, orsa, 
quindi opposto al settentrione. Dicesi del polo, del cerchio, del 
mare, del clima, della flora e della fauna. 

Molto meno dell'artico è studiato il mare australe. Cook, giunse 
al 1V,W nel 30 gennaio 1774; Biscoe al 67", alla metà di feb- 
braio 1832; Weddel al 74", 15', alla fino dello stesso mese nel 1823, 
e Ross a 78'',4', nel febbraio del 1841, e nel mese stesso del se- 
guente anno a 78*, 11'. 

Paiono poco verìsimili i racconti del Morell, che avrebbe nel 1823 
raggiunto il 71o. Il D'Urville nel 1838 con V Astrolabio e la Zelea. 
Queste pure sono le notizie date dal Willes, Boss non vide le 
terre segnalate da lui e nemmeno il Nares col Challenger. Anche 
il Boss disse di aver veduto delle terre che probabilmente non 
sono che dighe di ghiacci; egli con te due navi Er^ e Terror, 
giunse sin oltre il 78°. 

Nelle terre antartiche vi è, a quanto osservano gli esploratori, 
grande attività vulcanica; il B.0S3 e il Balleny videro vulcani in 
piena eruzione alti da 4000 metri; il Palmer vide un vulcano nel 
mezzogiorno dell'isola Deception; il Weddel, sollevarsi del fumo 
dall'isola Brìdgeman nelle South-Shetland, e quasi tutte le terre 
antartiche visitate apparvero di formazione vulcanica. 

Il Mouchez giunto all' isoletta S. Paolo per osservarvi il pas- 
saggio di Venere, tutto gl'indicava che era un vulcano probabil- 
mente ancora attivo; le sorgenti erano calde, e alla profondità di 
uno a due metri trovò il calore di 200" 0. E molti indizi vi sono 
di recenti sollevamenti di quelle terre sul livello del mare. 



,vGoosle 



ANT 223 

Alle Kerguelen {60° Ut. B. 70", long. O. Gr.) vi è carbon fos- 
sile ia più luoghi, presso 1& riva del mare, e baono. Potenti de- 
positi di guano nelle Ìsole presso la terra Vittoria. 

Sono quelle terre rìcolie di uccelli, e le acque dì cetacei. Pare 
che non vi aia l'orso. 

Oltre gli allegati, altri viaggiatori, tra i quali Ìl BÌgaor fiorch- 
grevink, partito da Londra nel luglio 18^ con la Croce del Sud 
disegnata dallo stesso costruttore del Fram. Scopo suo è di esplo- 
rare il continente Tittorìa e le isole fra questo e l'Australia. 

La spedizione belga sotto il Luogotenente À. de Gerlache è par- 
tita il 16 agosto 1897, e la tedesca del Yaldivia in quest'estate. 

Altra degli Stati Uniti nel marzo 1896, sotto il dottor Gook. 

Cristoforo Negri tentò di ottenere 1 mezzi per una spedizione 
in quest'oceano, che avrebbe capitanato il Bove, ma il paese non 
rispose; e si che si trattava di una somma non maggiore di quella 
che aveva fornito la pìccola Svezia (paese di men che due milioni 
di abitanti) al Nansen! Eppure giustamente osservava ìl Negri: 
< Quella nazione è formidabile che à uomini dì mare valenti. Edu- 
chiamo colle spedizioni scientifiche ai risclii, alla perduranza, al- 
Ponore, i nostri giovani ufQoìalJ; questa educazione fortifica il 
cuore quanto solleva lo spìrito. L'Inghilterra lo provò, ed ogni 
ammiraglio inglese lo k ripetuto. La grandezza inglese fu prepa- 
rata da Cook e poi conseguita da Nelson ■ . Dal Rezzadorb. 

La più notevole e recente carta delle regioni polari antartiche 
ò quella di Vincenzo von Haardt, a 1 : 10.000.000. 
Ant^o, s. m., meteora luminosa rassomigliante al disco solare, ma 

più grande assai, 
Antenelli, pi. m., venez., per bastoni di flocco. 
Antenna, s. f., fusto di albero, di varia lunghezza, più grosso ad 
una estremità (detta carro), più sottile all'altra (detta penna). 
L'antenna è semplice, ossìa di un solo pezzo, o doppia, cioè di 
due fortemente legati insieme al mezzo. Le antenne si pongono 
obliquamente all'albero, al contrario dei pennoni che si mettono 
ad angolo retto ad esso; e prendono nome dagli alberi. 

Nelle composte la più grossa lasciasi rotonda, la minore s'in- 
cava per adattarla all'altra; questa si chiama femmina, la prima 
maschio. Si ianno abbracciare sino ai due terzi, e si legano for- 
temente con più legature alla distanza di circa trenta centimetri 
con trinche o altri cavi, o con cerchi di ferro. Queste legature si 
chiamano inghi nature. 



,vGoosle 



224 ANT 

L'antenna è aaaai più lunga dell'aH>ero. I navigli che portano 
antenne ai dicono latCni. 

L'antenna composta è definita cosi: 

'AyxvÀtj (POLLDOB, I, 91), Il mezzo dell'antenna, presso l'al- 
bero, si chiama S/t^oÀa e aèfiffoAa, ciò che ritiene !e dae parti 
dyxiÀai (inghinature), 'le estremità, àxQoxéQaia. D'ordinario gli 
antichi usavano verghe di un solo pezzo, ma conoscevano, come 
sì vede, anche quelle di più pezzi. B^ckh ne cita una riportata 
da Gero, Wandenmgen durch Pompei, pi., VI, 2; e da Mazoia, 
Les ruines de Pompei, pi. XXII, 2. Vedi Corazzihi, Atlante, 
Tav. XLVIII, LI, LXI; per altro aono frequenti le antenne di 
più pezzi poco men che le verghe. Nel tratto di congiunzione ai 
dicevano àft^oÀa (ambola), e oófifioÀa (eimbóla); le anchile di 
corda o di ferro, erano i legami che li tenevano stretti e con- 
giunti. Snida a Zonara dicono anchUa gii anelli di ferro di una 
catena, di qni chì&m&Ur anchila il detto collare di corda o l'a- 
nello di ferro. Quindi non è credibile, come veglione alcuni, che 
le due parole ambola e simbota, siano ainonime; devono invece 
indicare le due parti, come a dire annessa e connessa o posta e 
soiTapposta o ailnili, come il nostro maschio e femmina pure nel- 
l'antenna. — Vedi Carnai e Carro. 

Si dice figuratamente per nave. 

Si dice alberare l'antenna per alzarla al ano poato; calare, man- 
dare giù ammainare l'antenna per abbassarla, tirarla giìi. 

L'antenna talvolta ai allunga con un pezzo o asta detto spigane. 

Fu uso d'impiccare al corno dell'antenna cioè alla penna. 
(Ram., I, 139). 
Antenna in battaglia! comando di legare l'antenna all'albero, in 
caso di combattimento, acciò che più difficilmente aia rotta. 

Anlennella, antennetta, dimin.; aiiteimoìie, acoresc. — Ven. on- 
tenela. 
Antennale, s. m., gratile, il lato della vela latina inferito all'antenna. 
Uaiilennale delle vele quadre ai dice testiera; per analogia chia- 
masi antennale anche il lato di una vela inferita ad uno straglio. 

Fr. anlénnl, tStiére d'une voile; spagn. entennl; port, antennal; 
ingl. head of a sail, head rope; ted. das Ansehlagleik. 
Antenname, s. m., quantità di antenne. 

Antennare, v. a., fornire di antenne la nave, mettere, alzare o is- 
sar? l'antenna. 



ivGoosle 



AST 22b 

Antettnola, propriamente una di quelle piccolo antenne delle quali 
sì fa n30 sulla navi latine durante il cattivo lampo. 

Fr. antmiìie, anbàne, mtene; spagn. anteim e entena; port, an- 
tenna; tat. antenna e corntia, pi.; gr. xe^dia; ingl. a lateen yard; 
tpd. die Ruttié. 

— corno, e ItnoHtQaia, è solo rimasto nel greco antico; ma doveva 
esserci anche il nome dePintero, il quale lo suppongo che sia tx^iov, 
come mi pare che si ritragga dal passo di Eratostene, ajlegato dallo 
Scoliaste di Apollonio e da me citato alla voce Albero. 

Dicendo Fozio ohe la xe(fàia formava con l'albero un t, ci fa 
comprendere che questa non era altro che il nostro pennone. Come 
l'antenna dei Latini passò a significare il fusto della vela latina, 
e come il pennone venne ad indicare quello della vela quadra? 

Antibecco, a. m., probabilmente il tagliamare. 

Anticamera. V. Cembalo. 

Antichelisma. Vedi Cb^sma. 

AnUcianl, gli abitanti della terra che vivono sotto Io stesso meri- 
diano, ma in emisferi opposti. 

Anticuore, s. m., venez., bracciuolo forte che serve a le^iare la mota 
di poppa con l'eatreroJtà posteriore della carena (chiglia). 

Antifalcide. Vedi Faldde. 

Antimama, venez., per risacca. 

Antlnoo, costellazione che tocca i due emisferi, settentrionale e me- 
ridionale, ed è quasi una cosa con quella dell'Aquila. Essa è co- 
stituita da stelle informi. 

Antiparallelo di Meroé ; Tolomeo estendendo il mondo conosciuto al 
suo tempo a 16° '/g ^^ ^- dell'equatore, vi tracciò a questa lati- 
tudine VanUparaJMo di Meroé, situato e 16° '/^ B, 

Antipode, s. m,, dal greco dvxlnovg, ùòoq, che à i piedi opposti ai 
nostri; abitante dell'emisfero opposto al nostro. 

Antiporto, s. m., seno, rada precedente il porto. 

Fr. avant-port; spagn. ante-puerlo; port, anteporlo; ingl, outer 
harbour; ted. Auasenhafrn. 

Antirostro, s. m., voce coniata dallo scrìvente per tradurre il pro- 
embolo dei Greci. È stata adottata anche dall'Ammiraglio Gavotti. 

Antiacalo. Vedi Scalo. 

Antisd, popolo che abita in opposti emisferi, e le cui ombre a mez- 
zodì cadono in direzione contraria, da dtnì e axià ^ ombra. 

Antiscorbutici: provviaioni antiscorbntiche delle quali si forniscono 
CoJuz/ni, y'oeab. nautico. l"i 



,vGoosle 



23r, ANT-APL 

i navigli per le spedizioni verso il polo, aooo: mosto cotto, orzo 

da birra, cavoli salati (sarcrautì), tavolette dì brodo, mostarda, 

conserva di carote, sugo di cedro e di arancio, mosto di birra 

condensato, farinacei, legumi ed altri. 
AttUele, s. m., chi aggottava. 
AnUia, 3. f., dal greco dv%Xla, significa il luogo più basso della nave, 

l'aajua che vi filtra, l'acqua stessa che si gitta fuori. 
Anilio, dal greco dvtXlov, il vaso col quale i Greci aggottavano. La 

fune alla quale esso era attaccato dicevano imante (amante), e 

imonia so era di cuoio. Il vaso lo dicevano anche: antìetorio. 
Antugllare. Vedi Intugliare. 
Anzianità, s. f., di servizio, priorità di anunissiona in un'arma, in 

un officio. L'anzianità principia dal giorno del giuramento prestato. 
Anzino, < strumento di ferro a due punt«, una curva, innestato in 

manico di legno, che serve psr tirar io barca i pesci storioni che 

s'impigliano nelle reti. » Tollk e Fusali. 
A orza. Vedi Orza. 

Apaìar, nell'antico spagnuolo significò acconigliare. Vedi. 
Apartia o Apareta, greco per vento Aquilone. 
Apeliota, 8. m., termine greco indicante il vento di oriente, da ano 

uscire dal sole: iJÀios. 
Aperta navis, nave senza l'intero ponte, cosa diversa da tecla navis, 

— a destra o a sinistra, della vela, il sno lato opposto a quella ove 
è bracciata. 

Apertura, s. f., l'apertura dì un tubo telescopico contiguo all'ob- 
biettivo, traverso cui i raggi della luce, e l'imagìne degh oggetti 
sono trasmessi all'occhio. E usualmente valutata sul diametro netto 
dell'obbiettivo. — Apertura nell'architettura navale, la distanza 
tra la costa d'un lato e quella del lato opposto. — Aperture nelle 
macchine a vapore, gli orifizi dei tubi che servono al passaggio 
dell'acqua, del vapore o del iiimo, 

A picco, avv., a perpendicolo, nella direzione verticale. Costa a picco, 
scendente verticalmente nel mare. 

— deU'ancora. Vedi. 

— virare a picco. Vedi Ancora. 

— (andare), è l'andare verticalmente al fondo del mare. Vedi 
Colare. 

Aplustro aplusire, dal greco àqiÀaaiov, voce probabilmente non 
di origine ellenica, forse fenicia: quell'ornato costituito dal prose- 



,vGoosle 



APO 227 

guimento della poppa sino a rassembrare la ooda del pesce ripie- 
gata in avanti sulla nave. Vedi il mio Atlante, tav. XXIS, XXX. 

Apobalra, e. f., dal greco àno^d&Qa = sbarcatoio, scala o palon- 
cola per discendere dalla nave a terra ; i Greci dissero anche dia- 
batra, dimackida (Tav. att.), e in Pollnce (I, 93), abbiam anche 
scala: axàAa. I Latini pons e ponticulaB. Vedi Palancola. 

Apocatastati, s. (., ritorno degli astri al medesimo punto iniziale. 
Da ànò, indicante ritorno, e xaxdaiaans ^ posizione. 

Apodetto, s, m,, dnoiéxi^s, esattore negli arsenali. Vedi Tav. alt 

Apc^:eo, add., dnóyeios, vento che tira dalla terra. 

— djtoyewv, a. m., la più gran lontananza di un astro dalla terra. 

— tempo addietro dicevasì nel levante un navìglio non caricato sino 
alla sua linea, ma si da poter navigare. 

A po^^. Vedi Foglia. 

Apogia, B. {., poppese (PolldOE, I, 93). 

Apoiovio, s. m., apogeo dei satelliti di GKove rispetto al proprio 

pianeta o il punto più distante da esso nell'orbita che descrìvono, 
A poppavia, avv., a poppa, verso poppa. 

Fr. arrière; ingl. abaft; tod. Achteraus. 
A portata di cannone; essere un oggetto, una nave a tale distanza 

che le artiglierie nemiche possano raggiungerla con efficacia. 

— di voce, a tale distanza che possasi udir la voce. 
Apostlcdo e apposticelo. Vedi Posticcio, sebbene la prima forma 

deve essere stata aposticcio, 
A posto! avv., comando a ciò che ciascuno prenda il luogo o l'officio 
a lui assegnato per le diverse manovre: per mollar le v«Ie, per 
la parata nelle sartie, per girare in prora, e simili. 
Apoatoleo, ispettore delle spedizioni marittime. — Or. dTtoojoÀeis- 
Apostolo, s. m., nelle vecchie navi a prua sporgevano dodici sca- 
lini, sei di qua, e sei di là alla mota; per questa semplice egua- 
glianza di numero con gli Apostoli si sarebben detti cosi, secondo 
i vocabolaristi. Dubito che la derivazione dal nome sia questa: 
essendo tanto strano il riawìcinamento pel solo numero; per la 
stessa ragione si potrebbe dire apostoli una dozzina di ovi. È più 
credibile che derivi da adpositus, quindi aposticdo, e per qualche 
scorrezione della parola apostolo. Difatti l'apostis dei Francesi e 
il nostro apostìccio significarono scalmo. 

Fr. apóhts; spagn. apostolos; port, columnas da roda; ing].,apo- 
stles, knight heads; ted. BughOleer. 



,vGoosle 



228 APO-APP 

Apostolo, gr. àitóatoÀos, valse armata, squadra, e iapettore d'nna 
spedizione marittima, e anche comandante di essa. 

— ànàotoÀov, sottint., nave, nave da trasporto, oneraria. 

— a. m., spedizione navale. 

Appaiare, v. a., mettere inaiems due pezzi uguali di costruzione, 
ed anche duo navi, due marinai. 

— abbinare, accoppiare i marinai per dormire, alternativamente nella 
atessa branda. I marinai per questo si dicevano ajqiaiati o ac- 
coppiati. 

— accoppiare i marinai due a due e distìnguerti con numeri o altri 
segni dinotanti le operazioni che debbono eseguire iu comune per 
aiutarsi. 

Appalamese, a. m,, < specie di zeppa con la quale si appuntellava 
l'albero alla mastra >. GuQUSLUOTTl. 

Appaltare, v. a., affidare ad alouno o ad una società un lavoro per 
uu prezzo determinato, o stabilito all'asta, o per offerta. E quindi 
si appaltano o danno in appallo ì lavori dei porti, la fornitura 
dei viveri, del vestiario e d'ogni altra cosa che possa servire alla 
marina. — Appaltatore, add., chi prende in appalto, che diciamo, 
raramente, anche appaltiere. — Apprdtazione e appalUo, l'appal- 
tare, l'atto dell'appaltare. — Appaltarsi con alouno, averne l'opera 
per un tempo e prezzo determinato. 

Apparati Sichard, • Kisultano da uu cih'ndro metallioo, snl quale 
si addatta una striscia di carta reticolata, destinata a ricevere il 
diagramma che rappresenterà l'andamento di nn fenomeno. Il ci- 
lindro di solito compie uu giro iu una settimana. Il fenomeno da 
registrarsi può essere la temperatura, la pressione atmosferica, la 
umidità, ecc.; e l'andamento di questi elementi, risentito da termo- 
metri metallici, da barometri aneroidi, da igrometri a cappello, eco. 
collocati in prossimità del cilindro, per mezzo di una leva a braccia 
disuguali e terminata da una penna speciale, è ingrandito e por- 
tato a scrivere sulla carta. — Sono stmmeatì assai comodi, ed 
ora generalizzati non solo iu servizio della meteorologia coi plu- 
viometri, anemometri, ecc., ma anche di altri studi, per es., della 
elettricità, cogli amperometri, voltametri, wattmetri, ecc. » . Maffi. 
Forse, in questo e simili casi, trattandosi di strumenti o di parti 
di macchine, è meglio usare la voce: apparecchio. 
Apparato, s. m., < Io stesso che apparecchio: apparcUo militare del- 
l'apprestamento dell'esercito e robe che per esso fanno di mestieri • 



,vGoosle 



APP 229 

Crusca. — Apparati per forza di terra e apparati di mare. (Pa- 
BDTA, I, 3), e Adriani, Pluf. Siila: Gli dette settanta navi ar- 
mate con l'apparato. — In latino apparatua valse: macchine, ba- 
gagli, materiali da guerra, armi (C. Nsp., Bìitm,, 6; Livio, V, 5; 
SXXIY, 33, e altrove); di uomini: aaxiliorum cqtparatus. 
Qr. naifaaxev^. 
Apparecchiare, v. a., apprestare, provvedere, mettere in ordine tutto 
ciò che può servire ad nn'armata ed al naviglio. — Apparecchiarsi, 
mettersi in ordine, prepararsi.— Apparecchiamento, l'apparecchiare 
e l'appareochiarsi. — Apparecchiata ed apparecchio, l'apparec- 
ohiare, l'atto o l'effetto dell'apparecchiare. — Apparecckiante, 
part, pr., e apparecchiato, part. ps. — Appai-ecckialore, chi appa- 
recchia. — Apparecchiare in modo assoluto: 



Apparecchiatura, l'atto e l'effetto dell'apparecchiare. 

Pr. parer; spagn. aparejar; port preparar; ingl. to get ready, 
to dear; ted. bereilen. 

Apparecchio» s. m., nel soo significato generale ìndica l'appresta- 
mento ordinato di molte cose. 

— militare e navtUe, l'insieme delle cose e degli uomini necessari 
ad un'impresa gnerresca. 

— nelle macchine, è un insieme di parti destinate ad un determi- 
nato effetto, come per esempio: 

— di' puntamento o punteria nelle bombe a fuoco. 

— deUe bombe da fuoco; 

— di aaxndifuoco elettrico. 

— baliatico. Vedi Pendolo balistico, Cronografo. 

— (U miaura di pressione, dei gas della polvere che si sviluppano 
sia nel tiro delle bombe da fuoco che in un vaso chiuso. 

.— da salvamento o salvagente. Il danese signor Petersen ne formò 
uno con un materasso dì ritagli di sughero capace di sostenere 
tre persone. 

— frigorifero per santabarbara. 



- motore. 

• di carenamenlo. 

• di alaggio. 



,vGoosle 



230 APP 

Apparecchio di espansione. 

— fumivoro. 

— per ammainare le scafe. 

— di Massey. 

— Cli/ford per le lancie. 

Fr. appareil; spaga, aparejo; port, apardho; lat. apparatus; 
gr. xaiaaxevi}; ingl. gear; ted. der Apparat 

— o apparecchiamento, s. m., l'apprestamento di armi, mouizioni, 
d'armati, e di quanto bisogna ad un esercito o ad un'armata. — 
Maupiero 1466: Facendosi qni apparecchio per mar et per terra. 
— Fece (l'imperatore), tutto l'apparecchiamento e con lo stuolo 
dei cristiani, ecc., eco. 

— l'insieme delle parti di una macchina. 

— del Meyer, per la misura delle correnti. 

— Sadtier, per regolare l'immersione dell'elica. 

— d'eeaurÌTnento. Vedi Bacino. 

— lancia torpedini. Vedi Torpedine. 

— di sollevamento. Vedi Bacino. 

— di scandaglio del Thomson. Vedi Scandaglio. 

— indicatore per trasmettere gli ordini al timoniere: indicatore En- 
gel maun. 

— - per le veri/Kozioni. 

— auloregittratore della marea. 

— economico, per render potabile l'acqua del mare. 

— automatico, per la pulizia della carena. 

— ventilatore. 

— disHUatono. 

— aumentativo. 

— (l'), alla guerra si la d'uomini, d'armi, di monizioni, di viveri-, 
di vestiario, di bagaglio e di danaro. Fra le armi sono comprese 
le navi come le fortificazioni. 

Facciasi l'apparecchio per tempo, mentre che lo Stato pubblico è 
in calma; dice il Montecuccoli, e cita il passo di Vegezio (1. Ili, 
e. 'òy. ' Si semel hostis praevenerit occupatoa, meta universa tur- 
bantur. Et quae ex alila urbibus petenda sunt, interclusis itine* 
ribus denegantur • . 
Apparente, add. e, in apparenza, visibile all'occhio, come il mota, 
le distanze, le altezze, le grandezze, che sono materialmente dif' 
ferenti dalle vere che bisogna trovare. ■ - 



ivGoosle 



APP 231 

Apparent^ equinozio, orizzonte, moto, mezzodì, obliquità, posiziona 

di una stella, tempo. Vedi, 
Apparenza, s. f., an tempo si usò in astronomia per fenomeno e iase. 
Apparizione, 3. t, di una stella pianeta che diviene visibile dopo 

l'occultazione. 

— perpetua, dei cerchi B, minori, nei quali le stelle, essendo aopra 
l'orizzonto, non tramontano mai. 

Appartamento, s. m., il quartiere del comandante e degli altri uf- 
ficiali a poppa. 

Bas. lat. appartiamenlKm. 

— la (liiFerenza in longitudine di due luoghi. 
Appennellar^ v. a. Vedi Ancora. 
Appellere, lat. approdare, prender terra. 
Appiccare, v. a,, attaccare; appiccar battaglia. 

— da porre a picco. Vedi Antenna, Pennone e Vela di randa. 
Appiccaressa. Vedi Piccaressa. 

Appioppare, v. a., fornire una nave di alberatura a pioppo. 

Applicare, v. a., porre una cosa eopra nn'altra, appiccarvela. Diceai 
di un gherlino alla gomena, di un bozzello alle sartie e similL 
Applicante, part. pr. ; applicato, part. ps. e add. — Applicazione 
e applicatura, l'azione dell'applicare. — Applicabile, atto ad es- 
sera applicato, a nello stesso segno applicativo. Scuola d'appli- 
cazione. Vedi. 

— alla ripa, per approdare, alla latina: appellere naves ad terram. 
« Ed applicato che fu alla ripa • {G. Pia., R. S., pag. 19). - 

Applicato di porto, impiegato al corpo denominato Capitanerìa del 

Porto. 
Appoggiada, venez. ; vedi Abbattuta. 
Appoggiar^ V. a., nel senso di aiutare, favorire, portare soccorso 

dì nna aquadra o di una nave ad un'altra. 

— la caccia, è inseguire con la più possibile celerità una nave. 

— i bracci, bracciara sottovento o sopravento. Vedi Poggia e Pog* 
giare. 

App op parC; v. a. e intr., far che la nave s'immerga più a poppa 
che a prua, o per costruzione pel carico, acciò che l'elica a il 
timone abbiano più presa. 

— prendere da poppa, l'immergersi più meno da questa parto. 

— avvicinare poppa a poppa; appoppato, part, ps., da Appoppare. 

— la nave. — GJenov, appopd. — Fr. viKtlre le navire en poupe. 



ivGoosle 



2J2 APP 

Fr. fairpmcher le vaisteau du coté de la poupe; spagn. apopar. 
Appoppate^ add., di naviglio che immerge troppo a poppa, 
Appostarei v. a., tenere d'occhio alcano, un'armata, tma squadra, 
uua nave. 

— aspettare alla poeta il nemico, le navi nemiche, per dare loro 
addosso. 

— UH cólpo, menarlo, vibrarlo a un punto determinato. 
Appostarsi o postarsi, collocarsi, nascondersi a ridosso di un capo, 

entro on seno, a fine di coglier il nemico quando meno se l'aspetta. 
— AppostanU, part pr. ; appostato, part. ps. — Appostatola, chi 
apposta. 

Apposticelo, < è quel pezzo dì costruzione die si posa sopra alle cime 
dei bacalari et in essi ammorzati dita due, sopra del quale si po- 
sano { remi vogando. Si fa di abete di due pezzi par banda, grosso 
dita otto, alto dita dieci .. {Due., pag. 17, m., D. G.). 

Apprestare, v. a,, apparecchiare, allestir una nave, un'armata. 
Porgere, fornire, somministrare. — Apprestamento, l'apprestare; 
appresto, nello stesso significato è poco in uso. — Apprestante, 

, part, pr.; apprestato, part. ps. 

Approdai comando di accostarsi allo sbarcatoio. 

— se da proda ^ prora, fare che il naviglio affondi o s'immerga 
più a prua che a poppa. 

Approdare, v. a., avvicinarsi alla proda (riva), venire alla riva, 
, prender terra. 

— intr., immergersi più del bisogno a prua. 

— comando dì mandare abbasso la prua per mezzo di pesi. 
Approdato, part. ps. e add., da Approdare, penduto a prua, e ar- 

rivato, cioè che à preso terra. 
Approdo, l'approdare, il giungere io porto, atto dell'approdare, luogo 
ovì si approda, scalo. Crusca. 

— atto dell'abbassare la prua, 

— per prender terra: Cabs, B. C, III, 110: (applicare naves ad 
terram>; Lino, < applicare naves terrae». 

Pr. atterrir; spaga, e port, aproar; gr, npoaàya; ingl. to (qt- 

proach the land; ted. Sieh dern Lande nOhrvn. 
Approntare, v. a., mettere in pronto, allestire, apparecchiare; ap- 

prontante, part, pr.; approntato, part, pa. 
Approvvigionare, v, a., fornire e procacciare non solo vettovaglie, 

ma pure cordami, alberatura, velatura, polvere e tatto il resto di 



,vGoosle 



APPAPR 23a 

U30 e consumo sulla nave. Al plurale tal parola si dà alle compre 

fatte pel servìzio corrente ed a quelle di proTÌsione pei porti. — 

Approvvigionamento, s. m., l'approvvigionare; approvvigionante, 

part, pr.; approvvigionato, part. pa. 
Fr. approwisioner; apagn. proveer; port, lAasttcer; ingl. lo store, 

io victual; ted. verproviantiren. 
Appmarei v. a., mettere la prua e avvicinare la prua a terra. 
Appmato, part, ps., pendente a prua, nel senso che la nave s'im- 
merge più da questa parte, e per costruzione o per disposizione 

dei peai nella stiva. 
■r- dal volgere la prua al vento, alla marea o alla corrente, o ad 

alcun oggetto determinato, stando all'ancora. 
Pr. faire caler de l'avant, presenter te cap; spagn. aproar; ingL 

lo trim by t?ie head, lo come to. 
Appulso, a. m., l'avvicinarsi dei corpi celesti, l'ano all'altro, o al 

meridiano, o il venire in congiunzione. Il contatto di un astro 

che sì osserva al filo del cannocchiale. 

Questa voce è però principalmente usata riferendotii alla stella 

o ai pianeti quando la luna paaaa raaente ad essi senza cagionar 

occultazioni. 
JipptUe^l3, s. m,, lat., Io sbarco, l'arrivo in porto. Appulsa classis 

= il navile che à preso il porto. Ciobbone. 
Appuntare, v. a. da punta, aguzzare la punta delle vele, 

— da punto, aggiustare la mira. Appuntante, part, pr.; appuntato, 
part, ps.; appuntatore, chi o che appunta; appaniamenlo, l'ap- 
puntare; appujttatura , l'effetto dell'appuntare; appunto, s. m., 
verbale di appuntare; avv., né pìb, né meno, giusto. 

— l'angolo delle seste, dei traguardi; le vele, le file di navi. 
Aprii voce dì comando per aprire le vele od altro. — AprienU e 

aperiente, part, pr.; aperto e volg. aprilo, part, ps.; apritore chi 
apre; apertura e apririltira, l'effetto dell'aprire; aperto, add., da 
aprire, e avv. per apertamente, — Aprimento, l'atto dell'aprire. 

Nave aperta, vale nave nella quale i commenti sono lascati e 
fa acqua per molte falle, come avviene nelle navi in legno per 
Teochiaia o dopo lunga e disastrosa navigazione. Vedi aperta navis. 

Aperta dicesi della prora di una nave che non ha rientrate. 

Fr. étancé; spagn. lanzada; ingl. flaring off; ted. Ausscltieesend. 

Prora molto aperta, slanciata. 

Porlo apsrto o rada aperta, cioè non difesi dai venti. 



,vGoosle 



234 APEl-AQU 

Fr, ouvert; spaga, abierto; port, aberto; ingl. open; ted. Offen. 

Essen aU'aperto di un porto o di ana rada, esjer ia alto mare. 

Aprire, v. a,, • diagiungere 6 allargare... ogni coaa che aia chiosa ■ 

Crusca. 
A proravia, aw., a prora, verso prora. 

Fr. avant; sp. a proa; port, ante avante; ingl. ahead; ted. Vome. 
Apaide, la linea imaginarìa che congiunge l'afelio e il perielio nel- 
l'orbita di un pianeta. 
Apsidi, i dae ponti o estremiti del diametro maggiore e mi 
nell'orbita dei pianeti. I punti dell'asse diconai afelio e perietìo, 
ae l'orbita è circoscrìtta al sole; apogeo e perigeo, se alla terra. 
Apiare rsmos. Vedi Remo. 

Aquartierare, v. a., dar qnella data apertura all'angolo delle sartie. 
Aqvartierare non deriva da acqva, ma da quartUre, qaiadi è 
d'uopo scrivere ajuortterare o al più aqquartkrare. 

— dare quella data costruzione ad un navìglio si che apparisca di 
una bella posa nell'acqua, robusto e ben reggente. 

— una vela, vale traversarla. Si attraversano soltanto le vele di 
prua e i flocchi. 

— a prua, traversare i flocchi e le vele dello straglio del davanti. 

— uìKi sc3tta, alare al vento la scotta di una vela per traversarla. 

Tt. écnrteler; sp. ant. aquavlelar, mod. aciiarlelar ; port, agitar- 
telar; ingl. with draicn shrouds; ted. veit vom. mast ger&ckt mante. 

Aquartierato, a. m., si dice che è larga e solida una nave quando 
à le sue sai-tie e i paterazzi che fanno un largo angolo con la 
testa degli alberi. Si dice una nave agìtartieraia allorché & giusta 
larghezza, bella posa sull'acqua, e larghi pennoni. 

• Bastimento oguarHerato, dì larga e solida costruzione e di 
aspetto posato e reggente >. GnaLtELHOTTi. 

Fr. epaté; spagn. acuartelado; psrt. af/uartado por o pe; ingl. 
discarded; ted. vid Quartier. 

Aquila, a. f., costellazione settentrionale, nella quale sono notevoli 
tre stelle in linea retta, in mezzo alle quali è Altair, 

Aquilo, 3. m., • nome di un antico cannone > (Fhomis, n, 12€), 

AquilODe, s. m., vento di greco (lat. aquilo, gt. ^o^éag e fioQgdi), 
che nell'Istria dioesi Bora, è il Nord-Est dei Teutonici. Difatti 
Plinio (ir, 119): «A septentrionibus aeptentrìo, interque- eum et 
exortum solatitialem nguilo, aparcHas et boreas dicH • — Agvi- 
lonare, add. da Aquilone. 



,vGoosle 



AQU-ARC 235 

AquHone, <qael sistema di gavitello a grandi ali bianche, che si 
usa per rendere visìbile ai naufraghi , o per mandare in terra o 
in mare una sagola di salvamento >. Goglibluotti. 

— o cervo volante, sì adopera per stabilire on andrivello tra la 
costa ed un bastimento in pencolo di naufragare. 

— o cervo volante elettrico, per esperiensse elettriche. 
Ara, a. f., nome di costellazione. Vedi Alari. 

— per alom. Vedi. 

Per frangente: Vibq., Aen.: t Saza vocant Itali, mediis quae in 
fluctibus, aras «. 

Aragna. Vedi Ragna. 

Araldica del mare, con questo termine oggi s'intende la storia del- 
l'origine delle vane bandiere della marina moderna, sia come sim- 
boli della loro nazionalità, come anche, fino ad un corto ponto, come 
segno dell'organamento loro, opera del signor J, K. Laughton. 

Arambare. Vedi Arrembare. 

Aranda. Vedi Randa. 

Arare, v. a., delle ancore che solcano il fondo per difetto di tenacità, 
o per l'impeto del vento. 

— di naviglio che striscia nel fondo con la carena (chiglia). — Venéz. 
diiassare. 

Ft. chasser sur l'ancre, labourer; spagn. e port, garrar; ingl. lo 
drag the anchor; ted. von Anker treiben. 

— in artiglieria dicesi dello strisciar delle paUe sul terreno. 
— ■ andare arando. 

Àrbolo. Vedi Albert). 

Àrbore. Vedi Albero, e così per tutti i derivati di albero. 
Àrbuscolo, s. m., dìm. di albero, alberetto. 
Arbuttdn, in genov. il buttafuori. Vedi. 

Arca, s. f., cassone per fare massi artificiali da costruzioni sotto- 
marine, moli ed altro. 

— di Noè, la nave dì Noè alla quale si dettero proporzioni presso 
cho eguali e^VItalia, del Brin. 

— di Noè, diceai pure un mollusco. 

Arcacela, s. f., la parte posteriore del naviglio, o più particolarmente 
la riunione dell'asta di poppa e contrasta col dragante, le barchette 
e le ali, e tutta l'ossatura della poppa nelle navi quadre. 

Si trova anche Arcasso, a. m. , in italiana ant. e in provenz. 
— Genov. arcassa. 



,vGoosle 



236 ARC 

Pr. arcasse; epagn. pàio; port, carro de popa; ingl. iternframe; 
ted. dqs Hack. 
Arcapompa, s. f., la cassa o pozzo della pompa: archipompa, è scor- 
retto poiché non deriva da arco, ma da arca. 

Ft. arche de pompe, scorrettameate oggi archipompe; ingl. pump 
well; ted. der Pumpensed. 
Arcare, v. a., curvare a mo' d'arco, da vari pezzi Ìq legno od in 
ferro per la costruzione delle navi. — Arcamento, l'arcare. — 
Arcatura, l'azione dell'arcare. — Arcatore o Arca/dare, chi inarca; 
arcato, part. ps. 
Arcare o Inarcare, prendere o dare curvatura a tavole, tavoloni o 
lamiere, come anche dell'arcarsi o inarcarsi per vecchiezza, mala 
oostmzione o per altra canaa. 
Tr. arquer. 
Arcatura, s. £, la piegatura in arco di qualche pezzo di costru- 
zione ad art», o per accidente e quindi difettiva; arcatura dà 
bagli, del dragante, ecc. 
Pr. courbure. 

Jj'arcatitra da poppa e da prua un tempo era concava, e chiama- 
vasi insellamento (vedi); queUa laterale, convessa, e chiamasi goz- 
zone. U arcatura difettosa di carena (chiglia) avviene per mala 
costruzione o cattivo Btivamentu, onde il cascamento di prua e di 
poppa. — Arcala, inarcata, rotta in carena (in chiglia), seabezza 
scavezzata (parlandosi di nave), rotta in tronco. 

Fr. cambre, casse, arqué; sp. rompido; port, curvado, rompido; 
ingl. canbered; ted. Durchgebogen. 
Arche, s. m. il comando degli arsenali, ciò che noi diremo oggi : La 

Direzione {Tavole attiche, passim). 
Arche^iare, v. &., bordeggiare, osato da Niccolò da Poggibonsi; 
viaggio. — Archeggiaste, part, pr.; archeggiato, part. ps. 

Pr, tantartr, gondoler; spagn. arrufar; ingl. to sheer, io incur- 
vate, to tark; ted. laviren, auf krevzen. 
Archlbusonl da posta, che si usavano tanto neUe fortezze, quanto 
nelle navi, appoggiandoli ad un cavalletto o altro arnese consi- 
mile. Yehibb, Relaz., L e, pag. 508. 
Pr. arqìU^use de rempart. 
ArchigMberjio e arcigubemo, s. m., capo timoniere. 

Lat, archigìibemium; gr. d^x^xv0efp^ttis. 
Archimede, siracusano, n. 287 a. C. m. 212. Diresse il varo della 



,vGoosle 



ARC 237 

graa nave di Gerose la Siracttsia; inventò uoa macchina per af- 
ferrare 6 sollevare le navi nemiche asaedianti la sua patria: vaò 
gli specchi nstorìi per bruciare le navi; inventò la vite perpetua 
e il poliBpatto (sistema di puleggie per alzar pesi); trovò che un 
corpo galleggiante od immerso, perde tanto del suo peso, quanto 
è il peso del volume di liquido che esso occapa, senza dire dei 
grandi progressi da lui fatti fare atte scienze fisico -matematiche 
ed alla meccanica. 

Arckinauta e ardnauta, a. m., capo dei marinai. 

Archlplrata e arcipirata, s. m., capo dei pirati. 

Architettare^ v. a., in marina, disegnare secondo arte, navi e mac- 
chine belliche navali. — Architettamenio, l'architettare. — Archi- 
tettonico, add. come architettico, meno usato per indicare ciò che 
è attinente ad architetto. — Architetto o architettore, chi esercita 
quest'arte e scienza. 

Fr. faire le pian d'un bdtitnent; sp. edificar; port, architettar; 
lat. architector; gr. dgx^iBxxovéd}; ìngl. to plan; ted. entwerfen. 

Architettora navale, l'arte e scienza delle costruzioni navali, come 
la costruzione dei Porti, e degli Ai-senali e Cantieri, la quale però 
è meglio chiamare architettura marittima comprendente anche le 
fortiScazioni dei porti e delle città marittime. 

Archltronito, specie di cannone che si vuole inventato da Archimede, 
che avrebbe spinto le palle per mezzo del vapore d'acqua. 

Arco, a. m., l'incurvatura che prende la carena (chiglia), nelle navi 
in legno, nel senso dell'asse longitudinale, per mala costruzione o 
per altra causa. 

Pr. are; spago, e port, arco; ingl. cambering of a ked; ted. der 
katzenrSchen etnee Schi/fs. 

■^ d'un pezzo di costruzione, quella che si àk ad alcuni pezzi nella 
costruzione delle navi. 

— ~ conduttore nella macchina a vapore, serve di guida al distillatoio. 

— {strumento di costrwsiotie, per tracciare alcune linee curve. 

— di' tporgenza, alla entrata o all'uscita dell' eccentrico. Vedi. 

— di iasione, quello ohe misura la minore distanza dal sole, alla 
quale, quando il sole è sotto l'orizzonte, una stella o un pianeta, 
emergendo da' suoi raggi, diviene visibile: e perciò si dice anche: 
arco di emersione. 

Fr. are de vision; spagn. arco de vision; port, arco de vis&o; 
ingl. ore of vision; ted. Amtittsbogen. 



,vGoosle 



238 ARC-AEG 

Arcobaleoo, arco da sera buon tempo spera; arjo da mattina empie 
la tiua. 

Fr. arc-endel; spagn. e port, arco-iris; ÌDgl. ratn-6ow;; ted. der 
Regenbogen. 
Ardente, add., dicesi di nave che abbia il difetto di stringere il 
vento per mata costruzione o malo stivamento o cattiva disposi- 
zione dell'alberatura contro lo sforzo del timone e delle vele di 
prua, che ai oppongono a questo movimento, 

Fr. ardent; spagn. ardienU; port, ardente; ingl. a griping ship; 

ted. ardent. 

Ardor de mar, chiamano i Veneti la fosforescenza. V. Ltisariola. 

Areometro, s. m., strumento per misurare la densità dei corpi liquidi. 

Arfler, dai veneti l'alfiere, V ufficiale di goletta che nei reggimenti 

di infanteria portava Tìnsegna. 
Argano, s. m., macchina per innalzare grossi pesi, ed alzare le an- 
core, ghindare gli alberi di gabbia, formata da un solido cilindro 
di ferro, posto verticalmente sulla coverta, girabile attorno un'asse 
per mezzo di barre orizzontali, vere leve, mosse da uomini. L'ar- 
gano oggi è messo sovente in moto dal vapore. 

Parti dell'argano: Ascialoni, Aspe, Asse, Barre, Batterella, 
Bullone o Caviglia, Gagnolo, Campana, Cantiere, Gassa, Castagne, 
, Cerchio, Dentiera, Disingranatore o Forfè, Fantinetti, (Fette, ìio- 
dioni), Fori o Incastri, Losca, Leve, Macacchi o Rulli, Manicotto, 
Manovella, Mastra (Losca), Eocchelli (Rulli], Ruotine, Scassa, 
Scodella, Sconti (Castagne), Tamburo (Campana), Testa. 

Armare l'argano, fare uno sforzo sull'aspe; guarnire l'argano; 
ingranare la catena; passar castagna, passar il cavo d'aspe, vi- 
rare girare indietro l'argano. 

L'argano è semplice o ad una corona, quando il cilindro ter- 
mina sovra coverta; doppio, se passa e si prolunga da uno ad 
altro ponte, in guisa che si possa adoperare in ciascuno dì essi. 
M. Barbotia, imaginò di guarnire l'orlo circolare inferiore della 
campana di un cerchio fortissimo di ferro, che da luì prese il 
nome, di corona o cerchio Barbotin. Questo cerchio & scolpito in 
giro mezzo anello di catena in guisa che vi è ritenuto costante- 
mente, in quel che si gira l'argano, facilitando cosi l'operazione 
ed evitando molti inconvenienti, lentezze e rischi. 

Vi sono degli argani ad una sola campana e detti multipli, cioè 
ad ingranaggio nel cappello disposti in maniera da farlo girare 



,vGoosle 



ARG 239 

in senso inverso, ma U met& meao presto. Questo ingranaggio 
aumenta la loro potenza. 

M. David adattò agli argani ordinari, agli argani e ai verric^, 
una rotella di legno o di metallo tagliata ad elice, per meezo della 
qnale si può, dopo averla fatta abbracciare da tre o quattro giri 
di gomena, girare indefinitamente all'argano, senza scosse, rìschi, 
fermate. Più recentemente U. David fissfr alla campana, al di- 
sotto dell'elìca, un collare e un dente, che rilevano la gomena o il 

, gherlino di mano in mano che si arrotola, e quindi sono evitati 
i maggiori inconvenienti. Un argano siffatto può anche servire 
per le gomene e per le catene, e può girare In tutte le direzioni. 
Piccolo argano si diceva quello che ai soleva stabilire nel ca- 
stello di prora. 
Àrgano mobile o volante, è nn piccolo argano che si può tra- 

. sportare. Le altre specie d'argano sono: Arganello, Borbora, Mu- 
linello, Ronzino, Verricello, Verrocchio. 

Fr. laberton; spagn. e port, onestante; lat ergala; gr. y^Qavoa 
ingL capstan; ted. das Oangspitt. 

Argeste, e. m. , il Corm dei Latini. Borea (Tramontana) tre qunrte 
a Maestro, (N'ora tre quarte a Nord-Ovest). 

Argo, 8. f., nome di tutte le navi delle varie spedizioni degli Argo- 
nautici o degli EUeni primitivi alla Colcbide per fondarvi colonie 
e coltivare le sue ricche miniere. Sembra che la prima di queste 
spedizioni risalga al secolo xiv av. G. Vedi la mia Storia della 
marina, voi. I, 103. — La nave da guerra era delle primitive, 
quindi monoreme, a venticinque remi per banda, un Pentecantoro. 

— costellazione australe, detta anche Nave, sulla quale è Canopo, 
stella di prima grandezza. Al 14 marzo è il suo punto estivo. 

Aiuola, B. f., barra del timone. Citando lo Stratico questa voce, è 
probabile che sia veneta, sebbene il Bosio non la registri, né il 
Tonello. 

Argonauti, gli eroi delle spedizioni verso la Colchide. Oli autori non 
si accordano nei nomi, specie quando ammettono una sola spedi- 
zione. Impossibile è determinare a quale spedizione appartenessero, 
e se alconi prendessero parto a più di nna. I più celebri sono 
Giasone che avrebbe guidato la prima, Ercole, Esculapio (che In- 
dica il medico della nave. Tifi piloto in prima), Anceo piloto in 
seconda, Fineo piloto di un'altra spedizione, Castore, Polisce, Tideo, 
Nestore. Cosi i diversi luoghi, da' quali si fanno partire, indicano 



,vGoosle 



•>40 ARG-ARI 

la pluralità dì queste imprese: Jolco ìn Tessaglia, Àntedone e 
Sife in Beozia. IÌ farai Giasone nativo o della montagna d«l Palio 
(Tessaglia), o di Corinto, o dell'isola di Lenno forse pnre indica 
la molteplicità della spedizioni, e i diversi popoli che t! presero 
parte, e primi tra questi i Uinii antichissimi navigatori. L'inter- 
vento di Fineo fenicio accenna forse ad una lega degli Elleni coi 
Fenici per condurre a termina più lacilmente l'impresa. A quella 
condotta da Giasone, il primo Giasone, appartiene la leggenda dì 
Medea, che divenne soggetto dì tanta tragedie da Euripide, Se- 
neca 6 Cornei) le. 

Argostoll, capoluogo dell'isola di Cefalonia, con porto eccellente sol 
golfo omonimo che si apre a mezzogiorno, presso il sito dell'antica 
Oranti. — Abitanti circa nove mila. 

Notevoli sono i Mulini marittimi, mossi dall'acqua marina; la 
quale, a settentrione di essa città, in due punti della costa roc- 
ciosa il mare entra e scomparisce direttamente nella terra : in quale 
quantità e in qual forza si può argomentare dal fatto che, giusta 
esatte misure, non meno che 5 '/j milioni di piedi cubici inglesi 
di acqua entrano giornalmente in quella fenditora, e che l'altezza 
della sua caduta basta a mettere in moto (dal 183& e 18&9), in 
ciascuno dei due punti un molino. — Questo fenomeno non si è 
osservato in nessuna altra parte del mondo. 

Argue, specie di naviglio che porta vino del Beno da Colonia in 
Olanda, a fondo piatto, largo al basso, alto di bordo rientrante 
all'alto; la ruota di prua à larga come quella di poppa. 

Aria, s. {., fluido invisibile, trasparente, inodoro e insaporo, pesante, 
compressibile, elastico, che forma un involucro tutto intomo alla 
terra ed è composto di 76,87 p. in peso di azoto e 23,13 di ossi- 
geno in 100 p. in peso di aria secca. Nell'agosto del 1894 furono 
acoperti due componenti dell'aria, Vargonio e ì'elto. lì pnlviscolo 
contenuto nell'aria è composto di sai comune, di gesso, di eostanse 
organiche animali e vegetali ed anche altre sostanze, varianti se- 
condo i luoghi. 

• Gli antichi la credettero un corpo- semplice: Lavoisier pel primo, 
nel 1774, la analizzò determinandovi le proporzioni dell'ossigeno 
e dell'azoto, ed in seguito si ebbero le analisi numerose e dili- 
genti di Qay-Lussac, Brunner, Dumas, ecc., che determinarono 
che gli elementi preponderanti dell'aria (ossigeno ed azoto), vi sì 
trovano mescolati nel rapporto wdumetrico approssimativo di 21 



,vGoosle 



ABI 241 

det primo e 7!) del secondo, e ponderaU di 23 a 77. Questa pio- 
porzioni sì mantengono senaibìlmente costanti, essendoBÌ trovato, 
per es, , il volume doli' ossigeno di 20,99 in una pianura della 
Scozia, di 20,65 a Santa Fé di Bogota. Parve ad alcuni doversi 
ammettere una leggera diminozione della proporzione dell'ossigeno 
coll'altezza; 11 saggio d'aria raccolto AoX^ Aerophile, il 18 di feb- 
braio 1897, a 16 km. di altezza, of&iva nna composizione pres- 
soché identica a quella dell'aria a livello del more. 

• Oltre all'ossigeno e all'azoto, nell'aria si anno anidride car- 
bonica nella proporzione variabile da 3 a 6 decimillesimi, ed in 
proporzione variabilissima il vapore acqueo. Esalazioni locali limi- 
tato (miniere, mofeto, vulcani, ecc.), ponno portare nell'atmosfera 
assai forte la proporziona dell'anidride carbonica {grotta del Cane 
presso il Iago d'Agnano, valle del Veleno a Qiava), de! gaz am- 
moniacali, solforosi, ecc., e lo scariche elettriche determinare anche 
abbondante la trasformazione dell'ossigeno nello stato allotropico 
d'ozono. In questi aitimi tempi si constatarono presenti nell'aria altri 
gaz, come l'argon (scoperto da Rayleigh e Ramsay), il crìpian 
(scoperto nel 1898 da Hamsay e Morris), il man ed il metargon 
(scoperti nel 1898 da Ramsay e Traverà), Vidrogeno libero (scoperto 
dal Gautier nel 1898), e forse tracce dell' eZto (Hayeser e Frie- 
dlEnder), e (almeno nelle esalazioni dei vulcani), anche del coronio 
(Nasini, Anderlini e Salvadori). 

• L'aria si può rendere liquida a — 140°,0 (sua temperatura cri- 
tica), colla pressione di 39 atmosfere; sotto pressione di 74 cent, 
di mercurio, bolle a — 191",4. Liquida si può comprovare per un 
certo tempo anche ìn vasi aperti, però a pareti doppie tra le quali 
siasi formato il vuoto (vasi di D'Arsonval e Devar); coH'evapo- 
razione, abbandona allora prima l'azoto (che bolle a — 193')j che 
l'ossigeno (che bolle a —181°), e può quindi ridursi a rovesciare 
le proporzioni do' suoi elementi ed a contenere l'SO per cento di 
ossigeno con appena il 20 di azoto. — Colla macchina Linde l'aria 
liquida è diventata una produzione industriale, riservata ad nn 
grande avvenire ». 

. Tedi Atmosfèra. 

Fr. air; spagn. air; port, ar; lat. aer, eris; gr. dijp, dé^og; 
ingl. air; ted, die Luft. 
Aria comprtasa, trasmissione della forza per mezzo dell'aria. 
— grande circolazione aerea. Vedi Correnti aeree. 

CORiZtnil, Vocab. nautico I" 



,vGoosle 



242 ARI 

Aria di vento, si disse ogauna delle treutadue divisioni della Rosa 

dei venti, li Parrilli scrisse Area, non so perché, 
, — dì levante, di settentrione. Vedi Vento. 

— liquida; l'ingegnere Linde di Monaco, adoperando unicamente il 
freddo che si riproduce dalla dilatazione dei gaz, con iugegnosis- 
simi espedienti è riuscito a costruire un apparecchio, nel quale 
l'aria stessa produce il ra&eddamento e la propria liquefazione 
senza l'aiuto di refrigeranti. 

L'aria liquefatta è ridotta ad un volume 750 volte minore. 
11 ferro immerso nell'aria liquida acquista la fragilità del vetro; 
la carne, il burro, le uova, la gomma elastica diventano risonanti 
come metallo e cosi duri o fragili che si possono polverizzare. 

Una goccia d'aria liquida versata sovra una massa di mercurio 
lo solidifica tosto, e converte in corpo durissimo e resistente. 

L'alcool, in un tubo di vetro, immerso nell'aria liquefatta si 
soìidiiìca immediatamente. — Un tubo di aria liquefatta, avvici- 
nato ad una elettro -calamita, n'è attirato come il ferro, del quale 
à tutte le proprietà magnetiche. Correnti aeree, vedi Vènti, 
Ariele, uno dei satelliti di Urano. 

Ariete, s. m., nave a vapore in ferro robustissima, con potente rostro 
da investire le navi nemiche. Le si dà una grande velocità. 

— costellazioni settentrionale; la prima delle dodici zodiacali, in cui 
il aole entra circa il 21 di marzo. 

— idraulico. 
■ — corazzato. 

. — porta torpedini, torpediniere. Yndi Torpedine. 

— vavate. Vedi Sisto. 

Ariele» naves, erano navi usate dagli antichi, di solida costruzione 
con grosso, massiccio e lungo rostro, col quale facevano breccia 
nelle mura delle città marittime, quando esse scendavano nel- 
l'acqua e avevano le fondamenta nel fondo del mare. Di questa 
specie di navi se ne anno rappresentazioni assire date dal Layard, 
pag. 328, riportate nel mio Atlante, tav. XLIX, flg, 4. 

Arietta o Raietta, rete lunga 15 o 20 metri, alta 2 circa, munita 
in alto di sughero, in basso di piombi. Si trascina attraverso ji 
fiume da due barche che ne tengono le estremità, distante l'una 
dall'altra 4 o 5 metri. La corrente del fiume fa fare sacco alla 
rete, e avvicinatesi poi le barche, si tira la rete, e il pesce rimane 
chiuso in quel sacco. 



,vGoosle 



ARI 243 

Aringarei v, att. , disporre in linea un esercito o ub' armata. — 
Aringarrì, rifl., mettersi in linea. — M, Yill., IV, 32 : < stando 
aringati aopra il porto > . 

Ufi pare che questa voce possa derivare da riga con l'intrusione 
della n. Riga, nel significato di linea e fila, se non dal latino ar- 
rigare, nel senso dirizzare, o da rigare, nel significato di formare 
i canali par irrigazione, e sì dovrebbe scrivere arrigare. 

Ariase della Barcaccia. 

Arizze, venez. Vedi RJzze. 

Armai ordine di allestire, — Armato, part, ps.: armatura ed ai-- 
madura, l'efiétto dell'armare, e anche difesa della persona; e in 
marina l' alberatars, la velatura e l' attrezzatura , l'equipaggio, 
le milizie e le maestranze navali. 

Arma ed arm^ s. (., qualsiasi arnese per difesa od offesa. 
Yenez. per armamento, attrezzamento. 

Le armi si distinguono in armi bianche o da taglio, da fuoco, 
portatili, da posizione e missili. 

— m ct^erta! comando perché si appronti ogni arma necessaria alla 
battaglia. 

Pr. arme; spagn. e port, arma; lat. arma; gr. SnXov; ingl. arms; 
ted. das Qeuxher. 
Armaiaentarlo, a. ra., magazzino ove si custodiscono armi ed attrezzi. 

— add. attinente all'armamentario. 

Lat. armamentarium; gr, onÀo&i^xr], optoleca; i Greci aveano 
anche un termine ed un magazzino diverso per gli attrezzi che 
dicevano: axevo&^xrj ^ scevoixa. Nel Oloss. lat. ad Anaal. hist, 
ecd., si à: dQ/*a/*évwv. 

Armamento, s. m., ogni aorta d'armi e munizioni ed esercito; tal- 
volta per armeria; lat. armamenta, ortim, il corredo o attrezza- 
tura ed armi; attrezzi dell'artiglieria. 

Armare, v. a. intr. e rifl,, il naviglio, le navi, l'esercito navale, pre- 
parare la difesa del littorale,' far preparativi dì guerra. 

Fr.. arma-; apagn. e port, armar; ingl. to attrt; ted. betcaffnen, 
armiren. 

— in artiglieria, armare le batterie, ecc. 

— m marina, fornire d'armi, d'attrezzi, di tutto, le navi e le milizie. 

— ai dice altresì delle macchine, cioè metterle in ordine, in azione. 

— in corso, una nave, armarla per predare. 

— i due bordi! comando di artiglieria; armate la batteria di destra 
o di sinistra! 



,vGoosle 



344 ARM 

Armare una presa, cioè una nave catturata in gaerra. 

Fr. armer une prise; spagn. presa, catturada; port, presa; lat, 
captiva; gr. dtji/taÀaitg; ingl. lo man aprize; ted. eine prise be- 
mannen. 

— i remi. Vedi Remo. 

— una vela. Vedi VéiA. 

Armata, a, f., l'eaercito di mare, e per estensione tutto il naviglio 
da guerra di una nazione. Noi, come i nostri antichi, dovremmo 
distinguerlo iu armata ^ exercìtua navalìs, e in ìiaviglio o navile 
^= Classis. 

Uno Stato può avere più di un navile: navile permanente, attivo, 
di riserva. Ogni navile ordinariamente si divide in tra parti dette 
divisioni, e queste in squadre. Queste voci ordinariamente si scam- 
biano. Eppure sarebbe utile mantenere la loro distinzione. 

Un natile (armata) in combattimento si divide, il più delle 
volte, in tre parti dette: quella mediana: battaglia, e molto im- 
propriamente centro; e in ala o corno deatro e sinistro. 

Il navile in battaglia si ordina in una o più linee: la prima 
che va innanzi nell'ordine di marcia, dicest avanguardia; la b'nea 
o le linee al mezzo dicousi corpo e battaglia; l'ultima, retroguardia. 

Se marciasi in ordine di fila le tre parti prendono gli stessi 

In Francia la divisione è suddivisione della squadra; mentra 
è più ragionato farla, come nell'eaercito, carrispondere ad un corpo 
di navi maggiore: la squadra alla brigata; come un numero mi- 
nore di navi corrisponde al reggimento o al battaglione. 

I Romani chiamarono l'intero navile ClasBis, e Classis pure 
ciascuna divisione, oppure exei-citus (navalìs), o agmen e acias, 
ìegio. 

I Greci denominarono il navile oxóXo^ e pavtixóv; la divisione 
avftftogla; la squadra léÀog. 

La divisioni e le squadre i Greci le denominarono anche dal 
numero, cioè: squadra 

1" di cinque navi: nei/tavaTa; 

2'' di dieci navi: òexavaTa; 

3' di quindici navi: itEvtexatÒÈxavata. 

Fr. armés; spagn. armada e fiota; port, armada e frofa; ingl. 
army, navy, fleet; ted. Flotte. 

La Grande Armada, detta volgarmente invincibile, mandata da 



,vGoosle 



ARM-ARP 245 

Filippo II di Spagna per conquistare l'Inghilterra nel 1588, era 
' di 130 legni: galeoni, navi, galee, urche, carabelle, patace, divisa 
in dieci squadre sotto D comando del Daca di Medina - Sidonia ; 
portava: 

Soldati da sbarco . . 19.2IJ5 

Marinai 8.252 

Rematori 2.088 

Totale 29.635. 
L'armata inglese era comandata dall'Ammiraglio Drake. 
Armatettai s. f., pìccola armata, piccolo numero di navi, piccolo 
navUio. 

Fr. armaditU; spagn. armadiUa; port, armadilha; lat. Ctnssicula. 
Armatore, s. m., chi o che arma. 

— capitano di nave armata per corseggiare o pirateggiare. 

— chi arma a sue spese una nave, e gli utili e le perdite yon sue. 
Proprietario di una nave, ed anche colai che partecipa all'arma- 
mento di una nave. Vedi Slmmorla, Fartenevolei Caratista. 

Fr. propHétaire d'un navtre, armateure; sp. s port.' armador; 
ingl. owner; ted. der Bheder. 

Armatura, a. f., per alberatura e velatura. Armatura dicesi ancora 
del mattare all'ordine una macchina od un'arma (fucile, cannone, 
mitragliera, ecc.). 

Armeggio, s. m. — Venez. attrezzatura. 

Armeno, s. m., la vela di una nave. — Gr. S^ftBvog e SQfiBvov, si- 
gnificò attrezzo e vela, 

Armlragio, s. m., sotto il Capitan Generale dell' armata. < E' sta 
scrìtto al detto Moro (Duca di Candia), che subito el vegna de 
qua per andare armiragio del Doje >. Malipisbo, An., 1463. 

ArmiraiOf a Venezia nocchiere, secondo il Fincati. 

Armi subacquee. V. Battio, Glnnotx^ Mina, Siluro e Torpedine. 

Armlzzl, s. m. pi., per ormeggi. Vedi rìcnperata vela, remi, armizzi 
e ogni altra cosa. Venier, Rélaz., 1. e, 509. È scorretto, ma fu in 
uso presso i Veneziani. E cosi armùzare per ormeggiare. Vedi. 

Armo, B- m., venez. in tutti i significati di armamento. 

AmesSt 9- >ii'i per attrezzo, l'adoperò l'Ariosto, Fur,, XII, IS. 

Arpagone, s. m., dal greco à^jià^a ^ rapitco, formato di un tra- 
vicello con uncino per adèrrare la nave nemica. Fu detto anche 
Lupo. Plinio (VII, 36) ne attribuiva l'invenzione ad Anacars). 
Tacito lo chiamò Vinda, Boccaccio e Davanzati Rampicone. 



,vGoosle 



246 ARR 

Arrancai comando di arrancare. 

Arrancar^ t. a. e intr., vogare di forza. Crusca. Arrancante, part. 
pr. ; arrancato, part. ps. ; spagn. e port, arrancar. 

Arrancarsi, andare a tatta voga, a tutta forza ; anche del correre 
a vela e a vapore come a remi. 

Arrancata, s. f., battuta veemente col remo o palamento. 

Arrancatore, verb., clii o che arranca, cioè abile vogatore. 

Arrancatura, s. f., l'efEètto dell'arrancare. 

Nel napoletano arrancare significa aggranchiarsi, attrapparsi, 
che è precisamente quel ripiegarsi che fanno i rematori per tirare 
a eè il remo vogando con forza. 

Arravogliare, v. a., dicono i napoletani per avvolgere: < E lloco te 
vediate chi tirare la scotta, chi arravogliare le ssarte • . 

arrecavo, s. m., venez, dormiente. Tedi. 

Arrembare, v. a., saltare armata mano sulla nave nemica per cat- 
turarla. — Arrembo, arrembaggio, l'arrembare. — Arrembata, 
l'assalto dato alla nave nemica; arrembante, part, pr.; arrem&ofo, 

. part, pa. — Arrembatore, chi arremba. — Arrembatura, l'effètto 
e anche l'azione dell'arrembare. 
Fr. ont. arambar; sp. arrambar; ingl. to board a iMp; ted. entem. 

Arremeggiare, nap. Vedi Orm^giare. 

Arremocchiare e arremorchiare, nap. Vedi Rimorchiare. 

Arrenare. Vedi Arenar, entrar nella rena coi navigli, dare in secco 
■ o nelle secche, restar incagliato. — Arrenarsi, rifl. ps. incagliarsi, 
Pr. échouer; spago, encallar, enar^iarse; psrt, abicar; ingl. to 
ground; ted. auffahren. 

Arrenante, part. pr. ; arrenato, part. ps. 

Arrestai comando di fermare. 

Arrestare la nave, la macchina, vale fermarle; arrestante, part, pr.; 
arrestato, part. ps. — Arrestatore, verb-, chi o che arresta. — 
Arreslamento, e. m., l'arrestare. — Arrestazione, l'atto dell'arrestare. 

Arresto, vedi God. marina mere., § 453. 

Arrstallo, dial, sardo. Vedi Giacchio, rete a guisa di gonnella che, 
per mezzo di piombi che ha alla parte inferiore e di corde attaccate 
all'orlo in cui stanno questi attaccati, rasenta il fondo dei finmi. 

Arretrare, V. a., mandare indietro, intr., dare indietro, rifl., farsi 
indietro; arretrante, part, pr.; arretrato, part. ps. 

Ai-ri, dal gr. aVi:'*') ^^b della marina ellenica per ordinare la v<^ 
in avanti, in opposizione allo sciare. 



,vGoosle 



ARR 217 

Airidare, v. a., tesare o alare, dtcesi della corda. Dal francese ridea 
ria, piccole corde che servono a tesare fortemente e legare o 
t'ascia e le più grosse, e a diminuire la vela, quando il vento non 
permette di aprirla intera. 

Anidato, part. ps. e add., diritto o rigido. 

Fr, rider; spagn. arridar; port, tesar os avena e arridaa corde 
le quali assicurano le tende ai bordi della lancia; ingl. io hatd 
tangt. 

Arridatoio, a. m., strumento di ferro a vite, specie di martinetto^ 
per arridare le manovre dormienti, invece del paranco. 

Fr, vis rie ridage; ìngL frapping screw; ted. die Zahnachraube 
zum Ansetzen dea atekenden Gutes. 

Arrimar^ v. a., stivare o disporre con ordine le mercanzie nella 
nave, e specie quelle che sono in botti. In alcuni porti di Francia 
un tempo v'ebbero de' bassi ufficiali detti arrimatori (arrimenes), 
pagati dai mercanti caricatori , per arriinare la loro mercanzia. 
AìTÌmato, port, pa.; arriinaiore, s. m., chi arrima. 

Fr. arrimer; spagn. arrimar; port. aTTumar; bas. bret. e bas. 
volg. arrima. 

Anipar. Vedi Approdare. 

Arrivo delle navi (all'), nazionali in uu porto o rada dello Stato, 
l'ufficiate incaricato di ricevere il costituto si fa presentare il gior- 
nale di bordo, e vi appone il suo visto, pagina per pagina, em- 
piendo con freghi di penna gli spazi bianchi, a cominciare dal 
giorno in cui ebbe principio il viaggio, oppure dall'ultimo viato, 
in modo da assicurare l'inalterabilità del giornale stesso, 

Se la nave non ebbe avarie, l'ufficiale aggiunge al visto la 
certificazione: neasuna dichiarazione di avaria; se ve ne fu alcuna, 
t'ufficiale ritrae copia di quella parte del giornale che si riferisce 
ad essa avaria. 

Nei porti esteri le operazioni saranno fatte o dall'autorità del 
paese a ciò autorizzata dalle leggi, o da trattati intemazionali, 
altrimenti dai propri Consoli. 

I capitani o padroni di navi esteri possono depositare le loro 

carte presso i rispettivi Consoli, ma entro le ventiquattro ore son 

obbligati far pervenire all'ufficio del porto il certificato di esso 

Console comprovante come le carte furono depositate presso lui. 

■ Dal Cod. mar. mere. 

Arrolazione, s. f.; venez. por al ruolo, arrotamento. 



,vGoosle 



248 àRR-ARS 

Arrorobare, v. a., manovrare in modo che due o più oggetti (M'in- 
cìdano in un solo airembamento: in conseguenza si dice che aono 
arrombaii quelli che vanno in una stessa direzione. 

— una carta, vale orientarla. 

— determinare la direzione di un lito, per riportarlo in una cnrta 
idrografica nella sua vera posizione. 

— navigare parallelamente al lido. 

Arsenal, arsanal, arzanà, venez., e genov. arsenà per Arsenide. 
Arsenale, S. m., luogo ordinariamente cinto da muri, ove sono i can- 
tieri e le officine per la costruzione delle navi, i magazzini delle 
armi, degli attrezzi, del vestiario, dei viveri, del carbone ad uso 
delle navi, delle milizie e degli equipaggi navali. 

Ordinariamente sono in cittì marittime e presso il mare, per 
grave errore, da ohe ciò li espone, in tempo di guerra, ad essere 
distrutti dal nemico. 

La voce Arsenale, deriva dall'arabo dar ^ casa, e stnd'a o 
send'a o san'a ;= fabbricazione, costruzione. Questa parola come 
tante altre, venne in vari modi trasformata: Arsanà, Arsenato, 
Arzanale, Arsanale, Adarsenale; Tarcena e Tanxnale, i Napo- 
letani; Tersaìta, Tersala, T^sanaia a Pisa; Tersciude Stat. di 
Ancona. 

Da dar sana derivò pure il nostro darsena. 

Le forme italiane di questa voce araba, tornarono ai Turchi, 
ai Tunisini, agli Egiziani: tarskhina e tarsana. 

Nello spagnolo atarzana h conservato il significato generale di 
&bbrica. 

Nell'antico irancese si à Arcenal, Archenal, Arsenac; moderno 
Arsetial, come nello spagnolo e nel portoghese, provenzale arsenao, 
arsenal, anche nelle lingue teutoniche. 

Prima che s'introducesse la voce araba, i Veneziani chiamarono 
l'Arsenale Casa delle naoi, ed anche semplicemente la Casa; net- 
l'antico francese Hironimo Qnerìni • patron a 1' Arsenal, qual è 
stato a Treviso al Montella a li boschi e nel costi di Prata a 
veder li roveri per la caxa » . Sandto, D., XX, col. 202. — Nei 
proclami e decreti, del Veudramin, inquisitore dell'arsenale, questo 
è spesso chiamato Casa. — • Fé' far nota di proti di la oaxa * . 
SasOto, D., XXIV, 30. 

I Francesi: Ctos (chiuso, cinta) delle navi, sebbene non lo trovi 
nei vocabolaristi francesi che io possiedo, nemmeno nel Littré. 



,vGoosle 



ARS 249 

I Latini lo dissero Xavale ed nuche Kavalia. pi. n. ; ì Greci 
neorio (ved>fMv). 

Dell'amminiatrazìone della mariaa romana al tempo dei re non 
sappiamo nuUa di stabilroeiite ordinato. Le costruzioni si affida- 
vano d'ordinario ai Pretori di Roma, o a uno dei Consoli; nel 311 
av. C, per la prima voltA sono eletti i Duumviri navalts, magì- 
Btrato straordinario eletto quando lo ricbiedeTa l'occasioue di co- 
etmire, equipaggiare o racoonoiare le navi. Dopo il 189 av. Cr., 
non si parla più di Duumviri navales. Soltanto sotto l'impero fu 
dato un ordine costante alla Marina, che fu divisa in tanti co- 
mandi quante furono le armate costituite a difesa dello Stato. K 
allora sotto il Comandante di ciascuna armata (Praefectua Claatis), 
furono posti gli Arsenali e le Provincie marittime. Vedi Clasaia. 

I più celebri arsenali dell'antichità furono quelli di Atene, di 
Rodi,' di Samo, di Siracusa, di Cartagine; erano grandissimi quei 
di Tiro, di Sidone e di Alessandria, né piccolo quello ad Elath 
per il naviglio destinato ai viaggi all'India dagli Ebrei e Fenici 
sotto Salomone. 

Quello di Atene, sul disegno di Filone fu una delle più Ideile 
opere dell' antichità e delle più sontuose. Esso, oltre i Cantieri, 
comprendeva la Scevoteca, i grandi magazzini degli attrezzi, e la 
Ophteea, l'armamentario, i Neoaichi, i grandi magazzini per le 
granaglie e le merci, e templi superbi e monumenti, tra i quali 
quello a Temistocle. 

Gli EpimeUti (vedij erano Ispettori degli Arsenali; gli Àpod'ttl, 
gli Eaattùri, VArbitro per le quistioni 6taXXaxi^%; un tribunale 
5ixaff«JpiDf; lo stimatore óoxtfiaar^g; il tesoriere taftlag; tutti 
sotto la direzione del Senato ^ovX^z- 

Degli ordinamenti marittimi sotto i governi barbarici non sap- 
piamo niente; tuttavia dall'avere Teodorico ordinata la costruzione 
di mille navi da guerra, e dall'avere avuto Totila una poderosa 
armata, è chiaro che non si aveva difetto di maestranze di co- 
struttori e architetti navali. Difatti questi non potevano morire 
con l'impero, 

E dì mano in mano, le città marittime rimaste o fattesi indi- 
pendenti, cresciute dì abitanti, seguitando le antiche pratiche del 
mare, vennero a costituire una potente marina, e per essa superbi 
Arsenali, a dare una idea dei quali basta indicare la costituzione 
di quello di Venezia. 



,vGoosle 



250 ARS 

Esso comprendeva le officim, i depositi d'effetti per carenaggio; 
i riparti o depositi dei metalli, degli alberi e dell'altro legname, 
delle segherie, degli attrezzi; magazsini per armo e disarmo; fon- 
derie, cantieri, parco delle ancore, della artiglieria, di pompe per 
gl'incendi, sale d'armi, grue, case delle navi o vòlti. Vedi Cella 
e Neoslco. 

La Direzione era affidata a due Magistrature, l'ana detta de' 
Sopravvedilori di tre patrizi senatori ; l'altra inferiore detta dei 
Pwvvedilori ovvero Patroni dell'Arsenale, patrizi senatori. Le dae 
Magistrature unite ai chiamavano la EoxUentissima Banca. 

Un tempo (1544), vi fu un collegio alla milizia da mar. 

Due Provveditori àWarmar, due Patroni all'arsenal e due Pa- 
troni al biscotto. 

Nel secolo xviir, vi era un Inquisitore (Ul'arsenal. 

Gli operai erano divini in maestranze, e ciascuna di queste aveva 
i suoi maestri capi o Proti, cosi proti di Calafati, di àlbori, di 
remi, in marinari, facchini, lavoranti, garzoni. 

Un Ammiraglio sopraintendeva ai lavori. 

Quello ohe era l'Arsenale di Venezia sino dalla metà circa (1G43) 
' dei aesolo svii, lo dirò con le parole dì un autore, non sospetto, 
del Ponmier {Hydrogr., pag. 99): 

• L'Arcenal de Venise est censé le plus bean et le mieox fourny 
qui se voyS sur la Mediterranée. 

I On y compte sonveut deux cena galère», outre quarante qui 
d'ordinairo sont en mer. Il y a environ de soixante espaces tona 
difi^rent pour contenir autant de galères ou gros navires, sott 
tandis qn'on les bastit, aoit lorsques qu'on les radoub > . 

E aggiunge che gli artigiani erano di esperienza e destrezza 
incredibili. 

C. A, Levi h. dato una bella Tavola comparata di questo Arse- 
nale nell'opera: Navi da guarà, ecc. 

Notevole è l'oaservazioue che circa la valentia delle maestranze 
dell' Arsenal di Venezia, fece il Galileo: 

• Ed io come per natura curioso frequento per mio diporto la 
visita di questo luogo (l' Arsenal di Venezia), e la pratica di questi, 
che noi per certa preminenza domandiamo Proti, la conferensa dei 
quali mi à più volte aiutata nelle investigazioni della ragione di 
effetti non solo maravìglìosi, ma reconditi ancora, e questi ino- 
pinabili: è vero che qualche volta mi h messo in confusione, ed 



,vGoosle 



ARS-ART 251 

in diaperazioiie di poter penetrare come possa seguire quello che 
lontano da ogni mio concetto, mi dimostra il senso essere vero, 
Galilei, Dàc. e dim. mat. 

Gli Arsenali amo di Stato e privati; i primi sono a Spezia, 
Napoli, Castellammare, Taranto, Venezia. Vedi. I principali pri- 
vati sono quelli dell'Ansaldo (Bombrini), degli Orlando, Oderò, 
Manaira, Pattison, Florio. Vedi. 

Artenaloto, a. m., a Venezia chiamavano gli operai dell'Arsenale. 
Costituivano la guardia del Doge. 

Arsilo, s. m., specie di nave da guerra e da trasporto dì vari tipi. 
Essa probabilmente, come altre navi, per esempio l'Almadia, prese 
nome da una città, da Arsillt (Julia Zilit), che k porti nell'Atlan- 
tico, Marocco. 

— da guerra: • è zurme lì preparata per l'armar di lo arsii over 
galla .. Sanuto, III, 520. 

I Arsili sono galle che sono state a viazì > . Sandto, I, 30. — 
' Esser zonto sir Battista Polacci con Varsil et si armerà alla 
caccia ». Sandto, II, 783. 

— uscerì ippzghi. « Do arzili erano partiti con cavalli > . SasOTO, 
Vili, 56. 

— trasporti di milizie. « Fu posto, per li Savi, mandar arsili in 
lavante, a tuor 500 stratioti (gli arsili erana quattro) • . SakOTO, 
VII, 713, 

— corpo, scafo e guscio, di un passo di Sereno, pag. 46, apparisce 
che i Veneti adoperavano questa voce anche nel significato detto. 
I Veneziani avevano nel loro Arsenale gran quantità di arsili, 
di galere, ai quali non mancava altro che di essere armati. 

Arte, rete lunga m. 1,60 circa, cilindrica, che restrìngesi sino alla 
estremità, dove è chiusa l'uscita a forma d! ritrecine conico, con 
funicella scorrevole. Il corpo della rete è mantenuto aperto me- 
diante quattro cercini equidistanti, formati con vinchi di ligustro, 
di salice o di vetrice, mentre quello semicircolare della bocca è 
composto di un valido vimine di tamarisco a rebbio. Ad un cer- 
cine del corpo è raccomandata una specie di bisaccia di rete ad 
imbuto, la quale è tenuta protesa da due cardini legati al penul- 
timo e all'ultimo cercine di coda. Alla bocca di questo ordigno è 
legata un'asta puntata, per piantarla a livello dell'acqua. Il re- 
stante della rete riposa sul l'ondo. — Venez. arte m,, pi, ì arti, 
Fr. art m.; spagn. arti m.; port, arte £.; ingl. art; ted. Ewist 



,vGoosle 



252 ART 

Arte (Corporazione d'). Vedi Corporazioni, Collegia, Scuotae. 

-^ ddta gueiTa. 

« L'art de la guerre, est un art simple et tout d'exécution: 
il n'y a rìen de vagué; tout y est de ben sena, rìen n*y eat idéo- 
logie » . NapoléOM I, Mem., Obs. mr la campagne de 1799, 

• La guerre est une science coaverte de tenèbre, au milieu 
desquelles on ne marche point d'un pae assure; la routine et les 
préjngés en sont la base suite naturelle de l'ignorani» > . Maredial 
de Saxe dans ses Reveries. 

Il governo o la direzione della guerra è arte ad un tempo e 
scienza; arte in tutti gli esercizi pratici, scienza per ! calcoli e 
per la cognizione delle leggi fisiche, del tempo, del luogo, della 
natura degli uomini che sì combattom, dei loro ordini militari, 
non che delle armi loro. 

Artellaria, venez., vedi Artiglieria. 

Artemide ^ Diana, Luna, e in fenicio Miuiuchta (Municliia]. Oli 
Etruschi la dissero come noi. Luna, e Lunus il fratello iSoU. 
Vedi Luna e Lnnus. Vedi Diana. 

Artemisia, regina di Alicamasao combatté valorosamente con una 
trireme alla battaglia di Salamina. Eotta l'armata persiana, ella 
fuggendo inseguita, con un colpo di rostro colò a fondo una nave 
dei Calindi col re loro Damasitimo, perché le impediva il passo e 
per far credere la sua nave, nave ellenica, ad Aminia ateniese 
che la perseguitava. Gli Ateniesi aveano posto un premio di due- 
mila dramme a chi avesse catturato Artemisia; 20 settembre 4^ 
avanti Cristo. 

— maritiima, assenzio marino. 

Fr. armofse maritime; ingl. icormioood; ted, SeetoermutU. 

Artemisio, che ordinariamente chiamano promontorio e pongono alla 
punta di greco (N. E.), nell'Eubea, non era, come lo dice Ìl nome, 
che un Dianeum o sacrario di Diana, e, come apparisce da Ero- 
doto, di faccia e vicino alle Termopili, ove stazionava lo stolo 
dei Greci per essere in relazione con l'esercito di Leonida. La 
punta detta dell' Eubea è tempestosissima e importuosa: e come 
di là avrebbe potuto una barca passar giornalmente di fronte allo 
stolo persiano ancorato nella baia Pegasea? e mentre il naviglio 
~ dei Greci stanziava all'entrata del seno euboico, come mai avreb- 
bero tenuta distaccata, e a tanta distanza dalle Termopili, una 
nave che doveva tenere l'armata in comunicazione con l'esercito 



,vGoosle 



ART 253 

iiuotidjan&tnente? Eppure e negli Atlanti e nelle Geografie e nelle 
Storie, si viene ripetendo siflàtta stranezza. Le battaglie dell'Ar- 
temisio presero probabilmente noms dalla stazione dei Greci, an- 
ziché per essere stati esattamente gli steli di fronte a detto luogo. 
Le tre battaglie all'Artemisio furono nel luglio del 480 a. C. 
Arte nautica, l'arte e la scienza del navigare, ed anche l'arte e la 
scienza che somministra i mezzi e facilita la navigazione: Archi- 
tettura e costruzione nav.iile, armamento delle navi, ccgnizioiie del 
. mare, del cielo e dei venti. 

I Latini la chiamarono ars o res nausea e navicularia; i Greci 
^ vavxix^, 3. i. jéxvì], l'arte del navigare. 

Fr. matelolage; spagn. e port, arte nautica; ingl. seamanship; 
ted. die Seemannschaft. 
Artico, add. (p^ilo, mare, circolo), dal greco SQxitjs ^ orsa, dalla 
costellazione cosi denominata, probabilmente dai Fenici dall'ani- 
male caratteristico dello regioni circumpolari. I Greci, prima che 
venissero a contatto coi Fenici, la dissero, dalla figura carro: 
"Apxiov ò', ^v xal dfta^av inixXrjatv xaXéovatv. 

Omero, II., XVIII, 487. 

Arto, che con altro nome è detta can'o; poi si dovè dire carro 
dell'Orsa, in luogo dei fióss dprfffi/tot ^ boves aratores dei Latini, 
o septemtrion&s. Secondo Gellio, il nome di carro snrebbe vennto 
ai Latini dai Greci. 

I Fenici soliti a frequentare ÌL mure d'Inghilterra, e il Baltico, 
non è difficile che in alcuna delle loro navigazioni fossero da tem- 
peita trasportati molto più al settentrione ed acquistassero qualche 
conosoanza del mar Glaciale, come certamente ne dovettero aver 
relazione dai nativi della Scandinavia. 

Dal bello ed accurato lavoro del Rezzadore sulle spedizioni ar- 
tiche estraggo i dati notevoli di questo articolo: 

Dopo le più antiche apedizioni de' Normanni, delle quali restano 
vaghe tradizioni, primi sono gl'Italiani, i dne fratelli Zeno, Nic- 
colò Q Antonio, partiti da Venezia il 1380. Scoprirono il Labrador, 
Terranova, la punta meridionale della Groenlandia, e tra questa 
e la Gran Bretagna, l'arcipelago di Frisland oggi sparito. La 
carta fu disegnata dagli stessi Zeno e riprodotta nel 1558, sulla 
più antica copia del Harcolini. 

Pietro Querìni nel 1431, navigando alla volta della Fiandra, 
andò a. naufragare sui lidi più settentrionali della Norvegia. 



,vGoosle 



254 ART 

Sembra che il primo viaggio di Criatoforo Colombo nel 1477 
fosse all'Islanda, donde per parecchi gradi si sarebbe avanzato. 

Sebastiano di Giovanni Caboto da Venezia, per conto dell'In- 
ghilterra, alla fine del aecolo xv, dalle rive del Labrador pene- 
trava nello stretto di Davis. 

I Cortsreal per conto del Portogallo nel 1502. L'Hubert col 
Verazzano furono mandati dalla Francia. 

Nel 1524 la Spagaa mandò Estevan Gomez a cercare un pas- 
saggio a settentrione delle Molncche. 

Nel 1627, sotto Enrico Vili, una spedizione giunse fino al 53" 
di latitudine B. 

Nel 1553, altra giunse ai lìdi della Nuova Zembla, a 72" di 
lat. B. e 50* di long. 0. 

Nel 1556, altra a Waigal. Watgalì Noas, capo delle immagini 
intagliate (70' lat. B., 60" long. 0.), poi che nella parte meridio- 
nale di essa Ìsola il Bareatz notò 400 idoli di legno. 

Nel 1557, Frobiaher giunse allo stretto che porta il suo nome 
e vi tornò nel 1578. 

Nel 15S5, Davis passò nello stretto che ebbe il suo nome; nel* 
l'anno seguente pervenne ad Upernivik (72",12' lat. B.), 

In questo istesso secolo gli Olandesi penetrarono all'84'* lat. N, 

L'olandese Barentz nel giugno del 1594, penetrò sino alla punta 
settentrionale della Nuova Zembla, ma dai ghiacci fu costretto a 
ritornare; in una nuova spedizione f^dicembre 1596-giugno 1697), 
moriva allo Spitzberg. 

Dal 1607 al 1609, Enrico Endson giunge aUo Spitzberg, e in 
quelle acque nel 1611 viene assassinato da un suo compagno dì 
viaggio, 75* B. 

Nel 1CI3, in queste stesse latitudini il Baffin fece importanti 
osservazioni sulla refrazione della luce. Nel 1615, vi toma col 
Bylot, e nel successivo giunge sino al TS**, allo stretto di Smith, 
quindi entra nello stretto di Lancaster che trovò chiuso dai ghiacci. 

Nel 1619, Munk con 64 uomini ai reca nella Baia d'Hudson, 
ma non ritornano che due soli. 

Tra il 1630 e il 1644, si scopre gran parte del littorale set- 
tentrionale dell'Asia. 

Nel 1631 il Fox pervenne al canale che da lui ebbe il nome. 

Nel 1650, Deshnelf compie il primo viaggio per mare dalle foci 
del Colima al Pacifico trapassando quello stretto che ottant'anni 



,vGoosle 



AET 



255 



dopo prese nome dal navigatore danese Vito Bering senza ch'egli 
Io traversasse; il Bering mori nel 1741 nell'isola cui fu dato il 
suo nome. 

Tra il 1724 e il 1760 fecero esplorazioni nei mari settentrio- 
nali di Europa e d'Asia, l'Annossoff, il Pronchiehcheff, Ìl Lapteff, 
il Minin ; lo SterlegofF, lo Schalauroff ed altri. 

Nella seconda met^ del secolo xvtii, oltre il 6ui, il Montgo- 
mery che pervenne all'SS" lat. E., il Phipps nel 1773 sino all'Sl" 
aveva seco Nelson allora giovinetto di 15 anni. 

Nel 1772, Giac. Cook penetrò sin oltre il 78* lat. A; nel 1778 
scopre le Ìsole Sandwich e per lo stretto di Bering tocca il Capo 
Principe di Wales, e tornando alle Sandwich vi fu barbaramente 
ucciso il 13 febbraio 1779. 

Nel 1789 Alessandro Malaspina esplorava lo stretto di Bering. 

Il Buchan e il Franklin nel 1818 giunsero sino air80",34 lati- 
tudine B. 

Nel 1818-20 il Ross e il Parry giungono sino al 75° presso la 
baia di Melville, e con le slitte sino al 770,40'. 

Net 1824 l'Ammiragliato inglese mandù nei mari artici il Parry, 
il Lyon, il Franklin e il Beechey. 

Nel 1827 il Parry in una nuova spedizione giunge all'82",45'; 
fu primo a valersi di battelli e di slitte per i viaggi circiimpolai 

Nel 1845, Franklin con due navi VErebtis e il Terror, coman- 
data da Crozier, muove per nnove scoperte nel mare polare, e vi 
perisca, a quanto si crede, nell'aprile del 1848, 

Il Governo inglese e l'affettuosa vedova del Franklin ordina- 
rono ben ventiquattro spedizioni alla ricerca dell'illustre Capitano, 
spedizioni che costarono all'Inghilterra più di duecento milioni di 
lire; a queste spedizioni presero parte: Ross, Richardson, Moore, 
Rae, Collinson, Mac Giure, Penny, De Haven, GryfBth, Forsyth, 
Kennedy, Belcher, IngleSeld, Kellett, Sane, Morton, Young, Mac 
Clintock ed altri. 

Il Capitano Ommanney raccoglie le prime notizie della morte 
.del Franklin, e più tardi altre il dottor Rae nel 1854, il quale 
dagli Esquimesi seppe che egli avea rotto presso il Capo HaUowell. 

Da questo tempo in poi una schiera d'illustri navigatori prende 
parte a ripetute spedizioni polari, a dire dei quali tutti ci vor- 
rebbe grande spazio; citerò solamente i più celebri: il dott. Sane 
nel 1854; l'Huyez nel 1860; il Carlsen nel 1863; il Capitano Kol- 



,vGoosle 



2&6 ART 

dewey nel 1868-69; l'Hall nel 1871, furono eseguite importanti 
collezioni di storia naturale, sumeroae accurate osservazioni me- 
teorologiche, astronomiche, magnetiche; Carlo Weyprecht ed il 
Inogotenente Giulio Payer 1872-74; il Comandante Nares, capo 
della spedizione scientifica del Challenger, 1874, il 29 maggio 1875, 
parti da Portsmouth, e il 22 luglio da Upemivick e giunse ad 
ormeggiare nella baia di Lady Franldiu all'81°, 54' colla Dùco- 
very, mentre l'altra nave, la AUrt, penetrava aU'82o, 27' lat. B., 
sino allora non raggiunto da alcuno. Passarono colà il lungo in- 
verno di 1 42 giorni senza sole, e con un freddo che scese sino a 
— 580, con varie escursioni su slitte pervengono all'83<*,20',26" di 
lat. B. a sole quattrocento miglia dal polo. 

Il 215 giugno del 1878 parte il Nordenskiald da Carlscrona con 
l'intento di passare dall'Europa pel mare di Siberia al Pacifico 
traversando lo stretto di Bering, nel che riusciva felicemente. Vi 
prese parte Ìl nostro Tenente Bove, degno di miglior fortuna. 

Altro enplorazioni si fecero dal 1878, per opera del Bennet, dal 
Jensen, dal Cheyne. 

Nel 1872-74, spedizione austr-ungariea sul Tegetthoff, guidata 
da Weyprecht e Payer, scopri la terra di Fr. Gius., donde Payer 
con la slitta giunse alla terra ohe chiamò Princ. Rodolfo SS",»'. 
L'americana della Jeannette, condotta dal De Long Tenente, dallo 
stretto di Bering, 71",35', trasportata coi ghiacci per due anni, 
colò a picco il 12 giugno 1881 a B. delle isole della N. Siberia, 
77015'. 

Nel 1880, l'inglese Leigh-Smith e nel 1881-82 alla terra dì Fr. 
Giuseppe. 

Nel 1881-84, con la spedizione Greely, il Lockwood ai spinse 
sino a!r83'',24'. 

Nel 1893, il 24 giugno, Nansen parte da Cristiania; giunge 
il 14 marzo del 1895 all'84'' di lat. B. ; di là con la slitta si spinge 
verso il polo, e riesce il 4 aprile a toccare r8G°,14'. 

La Germania nel 1898: 1" col vapore Helgoland, tutto in ac- 
ciaio, partito da Tromso, condotto dal signor Teodoro Lemar; 
2" col Tenente Peary dalla Groenlandia settentr. ; 3" col signor 
Wellmann col vapore Fridtjof, partirà pure da TromsS, per la 
terra Francesco Giuseppe. 

Spedizione di Sverdrup sul Fram, partito nel giugno 1898 per 
salire verso Ìl polo dalla Groenlandia. 



,vGoosle 



ART 267 

Quaato siano otili per la scienza ijaeete esplorazioni, dirò colle 
parole dell'on. Brunialti: 

* Importa coaoscere esattamente i moti dello oorrenti e deter- 
minar esattamente le leggi della circolazione oceanica; scrutando le, 
oacìllazìoni del pendolo si avranno più esatti compati sulla con- 
sistenza delia scorza terrestre, e d saprà 86 veramente, come 
sembra, da qualche anno il nostro pianeta si tragitta più veloce 
negli spazi, come se si sentisse già vecchio. Ivi soltanto potranno 
progredire gU stadi ancora incerti sulle manifestazioni elettriche 
e magnetiche. L'osservazione delle aurore polari vuol essere ri- 
presa cogli ainti dell'analisi spettrale; vogliamo sapere qualcosa 
più delle grinze della luna e delle macchie cavernose dol sole. I 
climi europei dipendono per buona parte dalla economia atmosfe- 
rica della zona glaciale, né la met«orologia potrà presentarci con- 
clusioni accettevoli ed arrischiar previsioni, senza lunghe e pa- 
zienti osservazioni sincrone oltre il circolo polare. La geologia ci 
diri le leggi che presiedono al movimento dei ghiacciai e forse 
le cause delle successive mutazioni dei climi, se dovute a diversa 
distribozìone di terre e di oceani, o ad altre cause ancora men 
note. Potremo studiare viemmeglio quel formicolio d' organismi, 
tanto importanti per la natura viva, e le formazioni sedimentose; 
indagare le leggi della riproduzione delle balene. 

Taccio di problemi scientifici ancora più astrusi, destinati forse 
ad aprirci, colle loro soluzioni, molte pagine chiuse del gran libro 
della natura > . 

Da quanto è, scritto l'on. Brunialti si vede l'importanza della 
spedizione del Duca degli Abruzzi. In tante spedizioni, condotte 
anco .da piccoli Stati, non figurava il nome di un italiano. Era 
nn disdoro per la nostra Nazione che è tra le grandi Potenze, 
Ed ecco un Principe di Savoia si sobbarca al grave e rischioso 
assauto di an viaggio nel mar Glaciale. Fer opera del Duca degli 
Abruzzi l'Italia non resterà esclusa dall'onore di qneste imprese. 
Auguriamo al valente Principe esito felice, col raggiungere lo 
scopo che sì è prefìsso e di rivederlo sano e salvo in patria con 
la sua Stella polare. 
Artificio o arti/1^ o fuoco artificiale, vari preparati di polveri piriche 
per scagliarli contro al nemico, o per segnali, cioè razzi, cannelli 
fulminanti, camicie da fuoco, granate, lance a fuoco. Vedi. 

Couzzni, Voeab. tmulfeo. 17 



,vGoosle 



258 ART 

Q-li antichi adoperarono le firecce a fuoco (astrafistsre), e fino al 
secolo XVII bì uaarouo le lance a fuoco, le camicie di fuoco, ecc. 
Artiglieria, a. f., pare che G[uesta voce derivi da arte, cioè ìndichi 
cose artificiate. 

Anche gli antichi ebbero la loro artiglieria la quale aveva mac- 
otune che lanciavano numerose ireccie, vere mitragliere, e petro- 
boli e catapnlte, scorpioni, onagri; vedi; come nel medioevo si 
ebbero i mangani, le petrìere, le briccole; vedi. 

Per l'artiglieria delle navi moderne, vedi A. Albihi, S. M., 
18, 80, I, 7. 

In certo modo la mia opinione verrebbe convalidata dalla filo- 
logia. In Italia ed in Francia ai chiamò artiflciere il soldato di 
artiglieria. 

— il corpo destinato al servìzio di queste armi. 

— la teoria, la pratica, la scienza dei proietti, la balistica e la piro- 
tecnica. 

L'artiglierìa a fuoco cominciò ad usarsi in Europa nella prìma 
metà del secolo Xiii, nella Spagna, guerreggiandosi gli Spagnoli 
coi Mori. Il Muratori (S. R. S., XVIII, o. 261) cita bombarde al- 
l'anno 1216. I Francesi pretendono che l'nso dei cannoni e delle 
bombarde rimonti soltanto al 1330 durante il regno di Filippo di 
Valois. I Veneziani furono i primi ad usarla. 

Da prima si nsarono palle di pietra; nel secolo xv divennero 
d'uso generale quelle di ferro. 

Nel 1370, in Augusta, vennero fusi cannoni o bombarde, per 
palle di marmo di quarantadue chilogrammi. 

Nel 1380 i Veneziani ne avevano per palle di sessantacinque 
chilogrammi. 

Nel 1382 Margherita l'arrabbiata, di 64 centimetri di calibro, 
pesava 16,400 chilogrammi; lanciava una palla di 340 chilogrammi, 
con una carica di chUogrammì 62,5 di polvere; è tuttora a Gand 
sulla piazza del Mercato. Fu detta anche Toilt Oreete, Margot 
la Fótte, Dulie Grieie. 

Nel 1408 a Marienberg In Sassonia venne fuso un cannone di 
bronzo del peso di 6500 chili. 

Nel 1411, la Fattle Mette o Meize, in bronzo, pesava nove ton- 
nellate e lanciava palle di granito di 375 chilogrammi. Per cari- 
care e puntare queste artiglierie ci voleva un giorno. 

Nel 1426 la Signora Amedea, bombarda del Castello d'Ivrea. 



,vGoosle 



AET-ASO 369 

Fa ooel chiamata da Amedeo VII, il Conte Bosso, Duoa di 
Savoia. 

Urbano Wengerez, ungherese o danese, fuse per Maometto II, 
in Adrianopoli na caimone di bronzo del calibro di 71 centimetri 
che lanciava una palla di 600 ohilogrammi. 

La Maometta lanciava palle di marmo nero della circonferenza 
di due metri e mezzo e del peso dì kg. 610. 

Mona Meg di Edimburgo, lun^ metri 3,97, pesa 6600 kg., la 
palla di granito, 150. 
Artiglieria ài marina. Vedi Canaonl, BUtragUere. 
Artifflone. Vedi Vela. 
Artofilac^ s. m., altro nome della costellazione del Bifolco. Il nome 

in greco significa guardiano dall'Orsa. 
Arturo, a. m. , stella di prima grandezza nella costellazione del Bi- 
folco, (Boote) o Artofìlace, nel ginoccbio di esso, vicinissima alla 
casa dell'Orsa. 

Nec saevns Arturì cadentis 
Impetus, aut orientis Haedi. 

Orazio, Odi, III, 1. 
Increpui hyberanm, et ànctus movi maritimos. 

Namque Arctnrus signum sum omnium acerrimum: 
Vehemena sum exoriens, cum occido, vehementior. 
Plauto, Rvàen»., prolog. 

— ginoco di mare. 

Arundlnea, monossilo fatto d'nna canna di bambù che viene gigan- 
tesco nell'India, tagliata al mezzo fra nodo e nodo. Plinio (XVI, 
37 e Vili, 2) asseriva che portavano anche tre uomini, a Diodoro 
dice che duravano molto, poiché il bambù non marcisce nell'acqna. 
EuODOBO, X, 27. 

ArondineOi add. di canna. Vedi Barcai Vela. 

Asandio, a. m., greco dadvÒtov; la mota di poppa, e la controruota 
dicevano év&éfttov. 

Ascendente, s. m., quel segno dello Zodiaco, o parte di easo, che 
spunta dall'orizzonte al nascere o formarsi di checchessia. 

— in astrologia, la costellazione che sorgeva al nascere di alcuno. 
Booo., FU., 2, 43 : • Nel celestial Toro, ascendente della loro nati- 
vità ' . Q. ViLL., I, 7 : < E la detta città fu fondata sotto ascendente 
di tal segno e pianeta che dà allegrezza > . 

Lat. haroscopits; gr. ofioaxono'^. 



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260 ASC 

Ascendente in astrtmomia, la parte dell'eclittica sopra l'orizzonte. 

Ascensione < retta, è una dello due coordinate dì un astro, di un 
punto della volta celeste rispetto all'equatore. Si esprime in gradi 
od in tempoj ed è uguale all'arco dell'equatore compreso tra il 
coluro degli equinozi ed il circolo di declinazione dell'astro; si 
computa da 0" (primo punto d'ariete, equinozio di primavera), 
fino a 360° ovvero 24 ore, e si misura in senso contrario al mo- 
viménto diurno della sfera, e quindi nello stesso senso del movi- 
mento proprio del sole e dei pianeti, cioè da occidente ad oriente. 
L'aacenaione retta di un astro è ugnale all'ora siderea del luogo 
nel momento in cui l'astro passa al meridiano ; per un altro istante 
qualsiasi è uguale alla differenza tra l'ora siderea e l'ora astro- 
nomica dell'astro considerato, ambedue riferite al meridiano del- 
l'osservatore. L'altra coordinata all'equatore è la declinazione. 

* L'ascensione retta delle stelle fisse varia di 50",2, durante 
un anno tropico, e ciò per effetto della precessione degli equinosi ; 
di gran lunga più sensibile, e per giunta non uniforme, è la varia- 
zione nelle ascensioni rette del sole e dei pianeti, perché dipende 
anche dal movimento proprio di questi astri. 

* Questo elemento indispensabile nei calcoli nautici, ecc., si 
trova nelle efemeridi astronomiche, ad intervalli proporzionati 
all'entità della sua variazione *. Salvati. 

— obliqua, nn arco dell'equatore tra il primo punto dell'Ariete e 
quel pnnto dell'equatore che sorge insieme ad una stella, in aua 
sfera obliqua; o l'arco dell'equatore, che è tra il primo punto del- 
l'Ariete e quel punto dell'equatore che viene all'orizzonto con una 
stella. — Differenza ascensionale si dice la differenza tra l'ascen- 
sione obliqua e retta. 

Asdalon^ s. m., le costole inchiodate intomo alla campana dell'ar- 
gano, al fusto degli alberi composti, e simili. 

Ascio, s. m.: gli uomini che due volte all'anno (nel solstizio d'estate 
nell'endsfero settentrionale, e nel solstizio d'inverno nell'australe) 
restano senza ombra al mezzogiorno per avere il sole a perpendi- 
colo, si dicono asci. Ascio vuol dire sema ombra. 

Ascoma, s. m., manichetta a cono tronco, di pelle, inchiodata sol 
bordo per la base maggiore, per la quale si facevano, nelle antiche 
poliremi, passare ì remi, i quali in tal guisa rimanevano talmente 
fasciati da essa manichetta, che l'acqua non poteva entrare nella 
nave pei portelli dei remi. 
Dal greco àaxafta, cuoio, sacco di cuoio, otre, maaichetta. 



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ASE-ASI 261 

A secco (navigare), il camminare senza vele per la violenza del 

— (restare a), restare incagliati, 

Asia, naa delle tre parti doL mondo conosciute dagli antichi. Sue 
appendici o grandi penisole sono l'Europa e l'Africa, mentre è 
TÌcinÌ3BÌma all'America, dalla quale é separata solo dall'angusto 
stretto di Bering. 

A settentrione col capo Tcbelioskin raggiunga il 77°,3d' lat. B., 
e col capo Bulus della penisola di Malacca il l'iW lat. B., e si 
estsnde dal capo Beba dell'Asia Minore, a 23*,45'' longit. 0., al 
Capo Est sullo stretto di Bering al 172' long. P, 

L'area è valutata a 44.870.000 chilometri qaadr. comprese le 
isole, con 57.000 chilom. di littonkle, ed una popolazione di circa 
800 milioni. 

Il continente è bagnato dall'Oceano glaciale, dal Mediterraneo, 
dall'Oceano indiano e dal Pacifico. 

li'Aaìa. è il continente degli altipiani grandissimi e altissimi, 
come quello del Tibet a 4800 ro. sul livello del mare. Oli altipiani 
occnpano piifi della metà dell'area totale. 

Un'ottava parte del continente è nella zona glaciale, un'altra 
nella torrida, il resto nella temperata. 

La temperatura della Siberia è bassissima; scende sino a — 40" 
^ che il mercurio ai congela. La temperatura media invernale di 
Yakutsk è di — 3S° C°. — Il paese più freddo del mondo è il vil- 
laggio di Verchojanak (Siberia orientale) alla latit. B. 07°, 34' e 
long. 0. Or. 133<*,61', ove il tarmometro scende ai —68", 

La pia alta catena dì monti è l'Imalaia. 

Tra i fenomeni naturali da notarsi sono questi: al Giappone, 
mentre nevica, gli uomini seminudi lavorano i campi, e il giallo 
degli aranci spicca sul candore della neve. Il filugello vive al- 
l'aperto sni gelsi e 11 fa il bozzolo. 

Vi sono tutto le fiore e tutte le faune. Molti dei nostri frutti 
prevengono di là. Alcune piante, perché indigene, come il grano, 
maturano all'altezza di 5600 metri. 

Possiede legni utilissimi per le costruzioni navali, come il lek; 
& legnami da ebanisti e tintorìe, il mandalo, il sapan, l'indaco; le 
spezie. Ricca la fauna tanto marina che terrestre: elefanti, cavalli 
arabi, ecc. Le ostriche si pescano nella baia persica e nello stretto 
di Manaar, quivi il banco h, più dì trenta chilometri di Inn ghezza 



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262 ASP-ASS 

Ricca di metalli e di pietre preziose. Miniere diamanti fere ad 
EUora e presso Pannah nel Bandelcand (India). Rubini, zaffiri e 
calcedonio a Ceiland ; topazi, berilli e ametiste nell'Imalaìa, Urali 
e Aitai. L'oro abbonda noi versant^rìentale degli Urali, in Cina, 
nel Tibet, nel Giappone, nell'Indocina. 

Quasi tutte le razze umane sono in questo continente: l'ariana, 
la turanica, la somitica, la malese. 

Le più antiche religioni, le più antiolie civiltà, i più vetusti 
imperi sono in questo continente, sul quale si riversano og^ gli 
Europei, come un tempo gli Asiatici sull'Europa e sull'A&ica. 

Le lìngue d'Europa, come la letteratura e l'arte, provennero 
dall'Asia. 
Aspa da curteUassu, genov., l'anteimella alla quale s'inferiscono i 

coltellacci. 
Aspide, 3. m., specie di vecchio cannone di venti a ventìdue calibri, 
usato nel secolo xv, con palla da otto a dodici libbre, e talvolta 
lo caricavano a mitraglia. 
AapUUa, s. f., gr. daniiela, la pavesata. Vedi. 
Aspirante^ s. m., cadetto, giovane che navigando si addestrava a 
fine di passare ufficiale. 

Fr. eUve de Vecole navale; spagn. e port, aspirante de marina; 
ingl. naval cadet, mid»hipman; ted. See-Aspirant. 
AspOf 8. ni., la leva per mezzo della quale si gira l'argano; che si 

dice anche (Mpa ed aspe. 
Assa, venez., spago consistente che viene adoperato nella lavorazione 

delle reti per la pesca dello storione. 
Assalire, v. a., dare addosso al nemico, alle navi nemiche; assa- 
lente, part. pr. ; assalito, part. ps. — Assalitore, verb, da assalire, 
chi assalisce. — Assalto, l'atto dell'assalire. — Ass<^m0nto, l'atto 
dell'assalire. 

Fr. assailir; sp. e port, assaltar; ingl. lo assail; ted. angreisett. 
Assarpare, napoL, per salpare. Vedi, 

Asse, s. m., linea retta che s'immagina passi pel centro d'un corpo. 
Fr, axe; spagn. e/e; port, axe, eixo; ingh oauis; ted. die Adue. 

— di una bocca da fuoco, di una rota, dell'elica, dell'argano. 

— in meccanica, ed anche albero. 

Fr. arbre; spagn. eje; port, axe; ingl. axle; ted. die Achse. 

— di una curva, delle ascisse o degli X, del coso, dell'ellisse, delle 
ordinate. 



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ASS 26S 

Asse del paraUelogrammo. 

Pr. arbre de paraUeh^^mme; ingl, radiusskaft; ted. die Oegen- 
tenfcerocftse. 

— del bilanciere, della valvola, dell'eccentrico, del distribatore. 

— di trcamisgione del movimento ai propalsori di navi. 

Fr. arbre inlermédiaire; spagn. ej'e dxl cìgOenal; ingl. middle or 
intermeàiate-shaft; ted. die MittelwtHl, Zurischenachse. 

— linea intorno alla qnale si consideravano i diversi movimenti di 
rotazione di un naviglio. 

— dei momenH, linea rispetto alla quale si prende la distanza del 
centro di sfòrzo del vento su ciascuna vela. 

r- magnetico, la linea retta che congiunge i poli di una calamita, 

e i poli magnetici della terra. 
7— moneta romana di rame, originalmente del peao di una libbra, 

quindi fa termine di peso e di moneta. 

— motore. 

Fr, arbre moteur; spagn. eja de la correderà; ìagl. dritcing-ehaft; 
ted. die Tre&mxUe. 

— di «n naviglio, linee verticali, ovvero orizzontali che passano pel 
sno centro. 

— polare, della terra, di rotazione o di rivoluzione, principale, tra- 
verso, primo, libero, 

— ottico o viiuale, di una lente, d'incidenza, di refrazione, d'osoil- 
lazìone. 

— di galleggiamento. 

Fr. de ftottaieon; ingl. of floating; ted. die Schwimmackse. 

— del timone. 

Aasecco o a secco, vedi; quella parte dei fondo di un palischermo, 
ov'ò nna valvola detta AUievo per là quale si fa uscire l'acqua 
qaando si tira a terra. Una specie di ombrinale. 

— restare, rimanere, trovarsi, dicesì del mancare l'acqua sotto le 
savi od altro che galleggi. 

Assediare, v. a., strìngere coU'eaercito da terra e da mare le città, 
qnando sono marittime circumsidere, ctrcumvaltare, coróna urbem 
invadere; lab obsldere; gr. TtoXto^xéo). Assediante, part, pr.; as- 
sediato, part. ps. 

Demetrio re di Macedonia, figlio di Antioco (secolo ii av. C.) 
fu soprannominato Polìorcete ^ assediatore, per i molti e ben 
condotti assedi. — Assediatore, chi assedia; porsi ad assedio o 



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264 ASS 

aU' assedio, esseì-e o stare all'assedio, levarsi dtdl' assedio, levare 
sciogliere l'assedio, mettere, cingere o stringere d'assedio, abban- 
donare, ripigliare o riprendere o imprendere l'assedio. — Asaeggio, 
V. A, per assedio; assediameìito, l'assediare. 

AssediOf s. m., dal mare. Oli auticliì, non avendo potenti artiglierie, 
si dovevano contentare il più delle volte dì bloccare le città ma- 
rittime, mentre l'esercito le stringeva dalla parte di terra, Qualcbe 
volta sbarravano ì porti con argini tirati an dal fondo del mare, 
come fece Scipione a Cartagine, i Consoli a Lilibeo nel 263; come 
Alessandro Magno con un ampio argine congiunse Tiro, città su 
due isolette, con terraferma; Dionigi di Siracusa all'assedio di 
Mozia. Alcaùa Volta, quando le mura delle città marittime scende- 
vano in mare, le navi-arieti, con potenti rostri metallici, facevano 
in esse la breccia, come dalla parte dì terra coi semplici arieti. 
L'assedio è regolare o formate, cioè effettivo o per mostra, largo 
stretto. 

I Veneti furono famosi per l'abilità loro straordinaria di pren- 
dere le città dal mare, per mezzo di scale di corda, le quali, git- 
tate dalle antenne sulle mura, davano loro agio di salirvi. Cosi a 
Costantinopoli (a. 1205). Dandolo, 8. R. /., t. XII. 

Fr, siége, altaqite en règie ou dans les formes; spagn. e port. 
sitio regalar y formai; lat. obsidio, onis, obsessio, obsidìum; gr. 
noXto^xla; ingl. regular or formai siege; ted. die Bdagerung oder 
der formliche Angriff. 

Assegnamenti sulla Cassa invalidi per la marina mercantile. Gli 
assegnamenti sulla Cassa si accorderanno a titolo dì pensione e 
gratificazione annoa, di sussidio annuo, di sovvenzione annua, 
sussidio dotale ed urgente, di sovvenzione e di soccorsi temporart. 

Assegnamento, s. m., significa tutto ciò che deve essere concesso 
ai militari, individualmente o collettivamente, e secondo i diversi 
gradi e le diverse circostanze. Questi assegni si danno in natura, 
o in danaro, per fuoco, per vettura, vestiario, letto, via, alloggio, 
soldo, viveri e foraggi, e straordinari. 

Assonare, v. a., all'equipaggio i posti del combattimento, assegnare 
Io stipendio, il rancio, il vestiario. — A^egnamento, l'atto e l'effetto 
dell'assegnare, la cosa assegnata. — Assegnale, che può assegnarsi. 
— Assegno, per assegnamento, che dicesi anche assegnazione. 

Tr. designer les pastes de combat; ingl, io quarter the-ships com- 
pany; ted, die Bemanmtng an die Oefechlsstationen. 



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ASy 2<i5 

Assembrare, v. a., mettere in ordine, disporrà a battaglia le navi, 
chiamara a consiglio gli officiali. — Assembrarsi, v. rifl., radunarsi, 
mettersi in ordine con le nari. — Asaembratnenio, l'assembrare, e 
per scontro di navi a batteglìa; si disse anche assembro. -~ Assem- 
brante, part, pr.; as»embralo, part, ps. 

Fr. raasembler; lat. ad pugnam e&iìvenire imtrtii; gr. dyttpa. 

Assenta, genov., arrolare. 

Assentarsi, v. rifl., allontanarsi con o senza permesso dalla nave, 
dal posto assegnato, dalla battaglia. 

Fr. abandonner te navire, sa place, etc. ; spagn. abandonar el 
buque, et pìterto, so lugar, aseniarse; port, abandonar el navìo, 

• el logar; jngl. to Uave, to abandon one station; ted. Mine Station 
v^lassen. 

Assentire, v. intr,, < assentir l'arbore s'intende quando si rompe o 

— crepa, ma non si finisce dì rompere > . Pantera. Vedi Consentire. 

— d^li alberi, quando dopo un colpo ricevuto seguitano ancora a 
fendersi. 

Assentista, s. m., chi aveva contratto di assento. 

— dicevansi quei signori che armavano navi a loro conto e prende- 
vano servizio presso i Prìncipi, tra i quali sono ben noti : i Doria, 
i Centnrìoni, i Cessa, i Pallaviciai, i Pazzaglia, i Mosca, i Binzza 
ed altri. 

Assento, s. m., genov. aìrolameìito. Vedi, 

Assenza da bordo (l'), senza permesso del Capitano, quando non 
oltrepassi h 24 ore, è considerata mancnnza di disciplina, e porta 
punizione disciplinare, Codica della marina mercantile, § 452. 
Vedi Diserzione. 

Astere, s. m.', o ossero, più travicelli congiunti e stretti con fasce 
dì ferro, e testa dello stesso metallo, usata, sino dal tempo di 
Omnv (secolo rx a, C), come rostro mobile per conquassare le 
navi nsmiohe. Vedi Veoezio, V, 13. Da Omero fu detto Sisto 
f^vatóv), e avevano il grande e il piccolo Sisto. Vedi. 

Asserpolare, v. a., disporre gomene o catene sulla coperta, a serpe, 
a spire. — Asserpolato, part. pa. 

Assettare, v. a,, mettere in ordine, al suo luogo. 

Pr. ajuster; spagn, e port, ajustar; lat. accomodare, concinnare; 
gr. xoafteJp; ingi, to adapf, lo adjust; ted. eìnriditen. 

— i pennoni. Vedi. 

Fr. dresser Its verges; ìngl. lo trim the yards; ted. die Haaen 



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266 ■ ASS 

Assetto, s. m., di una nave. 

Fr. assietle d'un navire; ingl. trim of a ship; ted. der ZusUmd 

eiiies Schiff'ee in Bezug auf Bernastung und Staecung. 
Assiare. Vedi Sciare. 
Assicurare, v. att., rendere sicuro, impedire che aia fatta offesa; 

aatteurare la bandiera. Assicurante, part, pr. ; assictirato, p. ps.; 

assicuratore, che assicura. 

— garantire una meroe o checchessia mediante un prezzo o premio 
pagato all'assicuratore, dì tutto il valore, o di parte, per deter- 
minati rìsdii o per tutti ; delle merci od altro che sia imbarcato 
in date navi. 

Anche i Greci e i Latini conobbero e praticarono le Aasicurti- 
iioni raarittime. — Genov. asseguA, aesegOqu e assegHató = assi- 
curatore. 

Pr. asmrer; spagn. asegurar; port, aasegurar; Ìngl. to insure; 
ted. Versichern. 

— un alberetto, o uh albero di gabbia: ammainarlo di quanto è 
possibile senza levare dal posto la sua manovra. 

~ un pennone, ammainarlo sulla testa dì moro e metterne ì bracci 

e le mantiglie ia forza. 
AsBicurazione, s. f., l'atto dell'assicurare, il contratto di essa. 

— (Società di), sono quelle che per un dato prezzo o premio assi- 
curano merci od altro in una data nave da certi danni, o da tatti 
ì danni possibili. 

Ecco cosa stabilisco il nostro Codice di Commercio rispetto al- 
l'associazione : 

Art. 417. L'assicurazione è il contratto con cui l'assicura toro 
si obbliga, mediante un premio, a risarcire le perdite o i danni 
che possono derivare all'assicurato da determinati casi fortuiti o 
di forza maggiore, ovvero a pagare una somma di danaro secondo 
la durata o gli eventi della vita di una o più persone (6). 

Art. 418. Le assicurazioni marittime sono specialmente rego- 
late nel libro secondo (604 e seg.). 

Art. 604. Alle assicurazioni contro ì rìschi della navigazione si 
applicano le regola stabilite nel titolo SIV del libro primo (417 
e seg.), che non sono incompatibili colle assicurazioni marittime, 
e che non sono modificate nelle seguenti disposizioni. 

Le associazioni di mutua assicurazione marittima sono inoltre 
soggette alle disp:>3Ìzioni del titolo IX del libro stesso (239 e seg.). 



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ASS 207 

Art. 605. La polizza di asaìcurazione, oltre guanto è prescritto 
nell'art. 420, deve iadicare: 1° il nome, la specie, la nazionalità 
e la portata della nave; — 2* il nome e il cognome del capitano 
o padrone; 3' il luogo dove gli oggetti asaicurati sono stati o 
devono essere caricati; — 4° il porto o la rada da cui la nave 
è partita o deve partire ; — 5' i porti o le ride dove la nave 
deve caricare e scaricare e nei quali deve entrare. 

Se le anzidette indicazioni non possono farsi, o perchè l'assi- 
curato non sia in grado di darle o per la speciale qualità del 
contratto, vi si deve supplire con altre atte a determinare l'og- 
getto dell'assicurazione. 

Art. 606. L'assicurazione può avere per oggetto: 1* la nave, 
a vapore o a vela, vuota o carica, armata o non armata, sola o 
accompagnata ; 2* le macchine, gli attrezzi, il corredo, l'armamento, 
la dotazione e le vettovaglio ; — 3° il nolo dei passeggieri e delle 
cose caricate; — 4" le cose caricate ; — > 5° le somme date a cambio 
marittimo; — 6° le somme pagate o dovute per avarie comuni 
e le spese fette o dovute per avarie particolari, quando uou siano 
coperte da cambio marittimo; — 7' e generalmente ogni altra 
cosa stimabile in danaro esposta ai rischi della navigazione. 

L'assicurazione pub essere fatta sulle dette cose, o sopra parte 
di esse, congiuntamente o separatamente. 

Art. 607. L'assicurazione è nulla, se ha per oggetto : — 1" i 
salari della gente dì mare ; — 2° le somme prese a cambio ma- 
rittimo. 

Le cose sulle quali si è preso cambio marittimo non possono 
essere assicnrate che per la parte del valore che supera le somme 
avute in prestito. 

Art. 606. Se più assicarazioni sulla cosa stessa sono fatte senza 
&ode da interessati diversi o da più rappresentanti dello stesso 
interessato che anno agito senza incarico speciale, tutte le assicu- 
razioni sono valide sino all'ammontare del valore della cosa. 01' in- 
teressati anno azione contro qualunque assicnratore a loro scelta, 
il regresso dell' assicuratore che à pagato verso gli altri, in pro- 
porzione del loro interesse (426, 427). 

Art. 609. L'assicurazione può essere fatta in tempo di pace o in 
tempo di guerra; prima del viaggio o durante il viaggio della 
nave. 

Può essere fatta a viaggia o a tempo determinato. 



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268 ASS 

L'assicurazione a viaggio può farsi per la aola andata o per il 
solo ritorno, o per l'andata e il ritomo. 

L'assicurazione a tempo s'intende fatta per qualunque navi- 
gazione e stazione della nave durante il tempo couvenato, salve 
le speciali convezioni. 

Art. 610, L'aumento di premio convenuto in tempo di pace per 
il tempo di guerra che potesse sopravvenire, e la cui quantità non 
fosse determinata dal contratto, è stabilito dal giudice, avuto ri- 
guardo ai rischi, alle circostanze ed alle convenzioni di ciascuna 
polizza di assicurazione. 

Art. 611, Se il contratto di assicurazione non determina il 
tempo dei rischi, si osservano la regole seguenti: 

Nelle assicurazioni a tempo, i rischi cominciano dalla data della 
polizza e finiscono al t«mpo convenuto. 

Nelle assicurazioni a viaggio, i rischi cominciano e finiacono al 
tempo indicato nell'art.' 601. Se però l'asdìcurazione è fatta a 
viaggio cominciato, i rischi decorrono dalla data della polizza. 

Se Io scaricamento delle cose assicurata è ritardato per colpa 
del destinatario, i rischi cessano per l'assicuratore un mese dopo 
l'arrivo della nave al lungo della loro destinazione. 

Art, 612. Le cose caricate po.isono essere assicurato; 

o par il prezzo di acquisto, coll'aggiuuta delle spese di carica- 
mento e del nolo; 

par il prezzo corrente nel luogo di destinazione al loro arrivo 
senza avarìe. 

La valutazione data nel contratto alle cose assicurate, senz'alti» 
spiegazione, può riferirsi ad entrambi questi casi e non si fa Inogo 
all'applicazione dell'art. 428, se non quando essa supera il mag- 
giore dei prezzi suddetti. 

Tale valutazione s'intende sempre data sopra la dichiarazione 
dell'assicurato, se non fii preceduta da stima accettata dall'assi- 
curatore, ed è perciò soggetta alla regola stabilita nel secondo 
capoverso dell'art. 435. 

Art, 613. Se il prezzo delle cose assicurate è dedotto nel con- 
tratto in moneta straniera, esse sono valutate in moneta dello 
Stato secondo il corso al tempo della sottoscrizione della polizza, 
se non vi è convenzione contraria (39). 

Art. 614. Se il viaggio è fatto prima del comlncìamento dei 
rischi, ancorché ciò avvenga per fatto dell'assicurato, l'assicurazione 
è senza effetto. 



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L'assicuratore riceve a titolo d'indennità la metà del premio con- 
venato, ma non oltre il mezso per cento della somma assicurata. 

Art. 615. Sono a rischio dell'assicoratore le perdite ed i danni 
che accadono alle cose assicnrate per cagione di tempesta, nau- 
fragio, investimento, orto, cambiamenti forzati di via, dì viaggio 
o di nave; per cagione di getto, esplosione, fuoco, pirateria, sac- 
cheggio, ed in generale per tutti gli altri accidenti di mare. 

L'aseicuratore non è responsabile delle perdite e dei danni de- 
rivanti da solo vizio inerente alla cosa assicurata (434). 

Art. 616. I risolii di guerra non sono a carico dell'assicuratine, 
se non vi è convenzione espressa. Se i rischi di guerra sono assunti 
senza precisa determinazione, l'assicuratore rispónde delle perdito 
e dei danni che accadono alle cose assicurato per ostilità, rap- 
presaglie, arresti, prede o molestie qualunque in un Governo amico 
o nemico, di diritto o di iatto, riconosciuto o non riconosciuto, e 
in generalo per tutti i fatti e gli accidenti di guerra. 

Art. 617. I cambiamenti di via, di viaggio o di nave, prove- 
nienti dal fatto dell' assicurato , non sono a carico dell' assicura- 
tore: questi guadagna il premio, se è, cominciato a'correre ì rischi 
(448, 588). 

n cambiamento del capitano o del padrone, anche per congedo 
datogli dal proprietario della nave, non fa cessare gli effetti del- 
l'assicurazione, salvo però le disposizioni dell'articolo seguente. 

Art. 618. L'assicuratore non è responsabile delle prevaricazioni 
e delle colpe del capitano e dell'equipaggio conosciuto sotto nome 
di « barattoria •, se non è convenuto U contrario. 

Tale convenzione però cessa di avere effetto, quando si riferisca 
ad un capitano nominativamento indicato nel contratto, se l'assi- 
curato lo congedi e gliene sostituisca un altro senza il consenso 
dell'assicuratore. 

Art, 619, L'assicuratore non è tenuto per le spese di naviga- 
zione, di porto, di svernamento, di quarantena, né per le tasse e 
per 1 diritti di qualunque spiccie riguardanti la nave od il carico. 

Art. 620, Se il contratto à per oggetto l'assicurazione del ca- 
rico per l'andata e per il ritomo, e giunta la nave alla prima 
destinazione non si fa alcun carico di ritorno, o il carico dì ri- 
tomo non à compiuto, l'assicuratore i diritto soltanto ai due terzi 
del premio stabilito, se non è convenuto altrimenti. 

Art. 621. Se l'assicurazione è fatta separatamente per cose ohe 



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STO - ASS 

devono easore caricate sopra più navi indioate con enonciasibne 
. della aomma aaeicarata sopra cìaaonna, e il carico intiero é posto 
sopra naa sola nave, o sopra tin nnmero dì navi minore dì quello 
ohe iìi indioató nel contratto, l'assicuratore non è tenuto oltre la 
aconina assicurata sulla nave che i ricevuto il carico, ancorché 
avvenga la perdita di tutte le navi indicate: nondimeno egli à 
diritto all'indennità stabilita nell'art. 614 per le somme rispetto 
alle quali l'assicurazione rimane sensa effetto. 

Art. 622. Se il capitano k facoltà di entrare in diversi porti 
per compiere o per cambiare il carico, l'assicuratore corre i rischi 
delle cose assicurate solamente finché esse sono a bordo della 
nave, se non vi è convenzione contraria. 

Art. 623. L'assicaratore è liberato dai rischi e guadagna il premio, 
se l'assicurato spedisce la nave in un luogo più lontano di quello 
indicato nel contratto, quantunque per la stessa vìa. 

L'assiourarione à pieno effetto se il viaggio è abbreviato, qua- 
lora la nave approdi in un luogo ove poteva fare scalo. 

Art. 624. L'obbligazione dell'assicuratore è limitata alla somma 
aMCurata. 

Se le cose assicurate sofiBrono dorante il tempo dell'assiourazione 
pia sinistri successivi, l'assicurato deve sempre imputare, anche 
in caso di abbandono, le somme che gli sono state pagate o gli 
sono dovute per i sinistri precedenti. 

Art. 62d. La clausola < franco d'avaria • lìbera l'assicuratore 
da ogni avaria comune o particolare, eccettuati i casi che danno 
Inogo all'abbandono. In questi casi l'assicurato à la scelta tra 
l'abbandono e l'esercizio dell'azione di avaria. 

Art. 626. Al verificarsi di qualsiasi danno per cui sia tenuto 
l'assicuratore, l'accurato deve notificargli tutti gli avvisi che à 
ricevuti. La notificazione deve essere fatta entro tre giorni dal 
ricevuto avviso, sotto la pena del risarcimento dei danni. 

La stessa obbligazione à l'assicurato sul carico, quando la nave 
i stata dichiarata inabile a navigare, ancorché il carico non abbia 
sofferto altro danno per l'avvenuto sinistro. 

Art. 627, L'assicurato deve notificare all'assicuratore, entro tre 
giorni da quello in cui gli sono pervenuti, gli atti comprovanti che 
le cose assicurate furono esposte ai rischi e che andarono perdute. 

L'assicaratore è ammesso alla prova dei fatti contrari a quelli 
che risaltano dai documenti presentati dall'assicurato. 



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ASS 271 

L'ammissione alla prova di tali fatti non sospende la condanna 
dell'assicuratola a paj;are intanto la somma assicurata, purché 
l'assicurato dia cauzione. 

La cauzione è liberata col decorso di quattro anni, se non vi 
fn domanda g:iudiziale. 

Art 628. In caso di perdita di merci caricate sulla nave per 
oonto del capitano, questi davo giustificarne l'acquisto coi mezzi di 
prova permessi dalle leggi commerciali, e il caricamento con una 
polizza di carico sottoscritta da due dei principali dell'equipaggio. 
Jja persona dell'equipag^o o il passeggere che porta da paesi 
stranieri merci assicurate nel regno, deve consegnare la polizza 
di carico al regio console del luogo in cui si fa il caricamento, 
e in mancanza, ad nno dei principali commercianti nazionali, o 
all'autorità del luogo stesso. 

Art. 629. In qualunque caso di sinistro, il capitano e l'assicu- 
rato o il suo incaricato devono dare opera al ricuperamento ed 
alla conservazione delle cose assicurate, senza pregiudizio dei loro 
diritti veno gli assicuratori. La spsM devono essere rimborsate 
sino alla concorrenza del valore delle coss ricuperate. 

Gli assicuratori e i loro agenti e incanenti possono provvedere, 
d'accordo col capitano, cogli assicurati e coi loro incaricati, o se- 
parataments, al rìcnpsramento delle cose assicurata ed alla con- 
servazione di esse, senza pregiudizio di alcun diritto. 

Art. 630. L'assicurato, nel notificare all'assicuratore gli avvisi 
ricevuti, può riservar:^! di fare con atto separato la intimazione 
per il piamente di quanto gli potrà esser dovuto per effetto del- 
l'assicurazione. 
Art 631. L'assicuratore deve pagare le somme dovute: 
in caso di semplice avaria, nel termine di trenta giorni da quello 
. in cui gli è notificata la relativa liqnidazione ; 

in caso di abbandono, nel termine di due mesi dal fatto abban- 
dono. — L'assicurato deve però entro questi termini provare 
il sinistro che dà luogo all'azione di avarìa o all'abbandono. 

Se è stata fatta opposizione, ciascuno degli opponenti, ed anche 
l'assicurato, può domandare che la somma sia depositata. 

Cod. di Comm. 
Assiometro, s. m., strumento delle navi che si governano con la 
mota, e che dà al timoniere la indicazione della direzione della 
manovella del timone. 



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r^ 



272 AST 

Asta, d. f., legno più o meno sottile, diritto che aerve a Bvariatl uai. 
Fr. bige, hampe, barre; spagn. asta; port, haste; lat. haata, ho- 
stile; gr. iyx^Si ingl- ''od, staff; tad. die Stange, 

•i— guidatrice, motrice dell'eccentrico, di pompa, dallo etantufb, della 
valvola di diatrìbuzione, dell'alzo, per bruciare fumate o fuochi, 
del calcatoio per traguardo di fuochi convergenti, dello scovolo, 
di coltellaccio, di coltellaociuo, di controfiocco, di fiocco, di peata, 
aata della bandiera, per gancio d'accosto, del remo, o ritto di prora 
e di poppa, del timone, del pennello, di torpediniera. Vedi 

Asterismo, è lo stesso che costellazione. 

Asteroidi, i piccoli pianeti disseinioati nella zona del nostro sistema 
planetario, tra le orbite di Harte e di Giove, nome proposto dal- 
l'Herschel. Nel 1867 ae ne contavano poco più di ottanta; oggi 
più di 417. Il maggiore degli Asteroidi è Cerere, con un diametro 
di 964 km,, e quindi con un volume che è '/«co qnello della Terra; 
il più piccolo, Ettia, à un diametro di 26 km. Tutti gli Asteroidi 
presi insieme sono appena un 1/4 della massa terrestre. L'Olbera 
opinò che questi pianetini fossero frammenti d'on grande pianeta 
sfa^iciatoai, altri materia cosmica primitiva, impedita dalla grande 
attrazione di Giove d'agglomerarsi in tm pianeta. 

AstoUna, a. f-, piccola asta. 

Astragalo, s. m., anello o cordone di metallo sulla parte esteriore 
a mezzo piede dalla bocca dei cannoni, per ornamento e rinforzo. 
Frane. astragaU; spagn. e port, astragalo; lat. astragalus; gr. 
daiQdyaÀo^; ingl. astragale; teA, Band. 

Astro, B. m., nome generico di quabiaai corpo celeste. 

Astrolabo e Astrolabio, s. m., dal gr. aarpoÀdfios, composto di 
àajtfov ^ astro, e Xafi^dvù) = prendere (la posizione degli astri), 
strumento formato di un cerchio graduato con indice mobile per 
prendere l'altezza delle stelle e dei pianeti. Ipparco, del secolo 11 
a. C, ne fa creduto l'inventore; ma forse egli non fece che mi- 
gliorarlo. A Pechino, nell'Osaerv. Astr., ve n'è uno colossale di 
bronzo, molto antico. 
Un tempo si chiamò Astrolabio anche un planisfero celeste. 

Astrologia, s. f., discorso degli astri. Primitivamente significò scienza 
degli astri. Col tempo fu nome di ciurmerie che facevano credere 
alla gente che dagli astri si poteva predire il futuro, e che gli 
astri avevano influsso sulla vita particolare degli uomini. Si disse 
anche: astrologia giudiziaria, apotelesitiatica e sfera barbarica. 



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AST-ATL 273 

AstroDomia, a. f., la scienza cho studia le leggi che governano gli 
astri, la natura loro, e la loro posizione, figura, moto, luce, gran- 
dezza, peso e densità. 

Astuccio, a. m., BpMÌe di cassetta di varia forma, figura e gran- 
deesa, per tende, vele, trombe, ecc. 

Fr. etui; apagn. esiache; port, estojo; ingl. cover; tea. Bezilge. 

Atalia, S. f., dall'arabo secondo il Costauzio, nome d'un piccolo na- 
viglio specula torio. 

A terra! comando usato per le milizie da sbarco quando si vuole 

che gli uomini presentino il minimo bersaglio ai proietti del nemico. 

Fr. à terre; spagn. e port, a Herra; ingl. àlatid; ted. an Land. 

Atlante, a. m., nome di una apecìe di grande pontone e forte p«t 
fondazioni in mare, trasportante blocciti artificiali; e a tale effetto 
viene fornito dì grue e di altri attrezzi necessari at lavoro. 

— catena di monti che attraversa l'Africa settentrionale, dal capo 
Bon al passo Sidra. 

— collezione di carte geografiche celesti, idrografiche o marittime, 
di portolani, o di qualsiasi altra rappresentazione grafica. Gli Spa- 
gnuoli un tempo chiamavano Nettano quello marittimo. 

Gli Atlanti possono essere universali, generali e speciali a se- 
conda che abbracciano o tutto il mondo, o una parte di esso, o 
la suddivisione di una parte, il territorio di una nazione, il ter- 
ritorio di una sola provincia, ed anche più specificati quando trat- 
tano o la sola fisica, cioè l'oro-idrografica, la fauna e la fiora, 
lo stato geologico, o il solo commercio, e le sole operazioni di 
guerra. 

— < genere poco conosciuto di molluschi gasteropodi navigatori con 
conchiglia fragile e trasparente. Una sola specie vive nel Medì- 
terraneg >. Salvati 

— nome di rimorchiatore di grande potenza, costruito per rimor- 
chiare fuori del campo di azione le grandi corazzate; munito anche 
di forti pompe di esaurimento. Oggi la nostra marina ne possiede 
due. Ercole e Atlante. 

Atlantiadi ed Atlantldi, le Pleiadi e le Jadì. Salvati. 

Atlantico, s. m., oceano tra il nuovo e il vecchio continente. La 

maggior profondità, sinora conosciuta è quella dì 7000 metri, 

trovata dal Challenger a B. delle ìsole Vergini (Antille). Un tempo 

(Hellwald) si crede che la profondità di questo oceano andasse 

Cobahihi, Voeab. naulieo. 18 



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l 



274 ATL-ATM 

dai 13 ai t6 mila metri; ma recentemente gli scandagli che da- 
vano tali straordinarie profondità si sono trovati inesatti. Questo 
ocefino è diviso da B. ad À. da un altipiano detto (dtfpiano tele- 
grafico, perché fu studiato prima di collocarvi il cordone telegra- 
fico dall'Irlanda all'America settentrionale. Vedi Fauna e Flora 



Fenomeni particolari di questo oceano sono ì cosidettì mari dì 
Sargasso. Vedi Correnti marine. 

Atlantico, add., ciò che attiene all'Atlantico. 

Atlantide, s. f., continente che un tempo fu in quel tratto dell'Oceano 
Atlantico, che ò tra l'America settentrionale, l'Europa e l'Africa, 
sprofondato forse allorch'emerse, se non tutta, una parte dell'A- 
merica. I sacerdoti egizi ne dettero notizia a Platone (400-390 
a. C), come di tradizione che risaliva a circa nove mila anni in- 
nanzi. Il continente, dicevano, era popolato di gente civile, in 
molte città. Vedi ì miei Tempi preistorici, p. 27G, ove riferisco 
tutti i fatti naturali che conformerebbero quell'antichissima tra- 
dizione. 

Atmosfera, ■ da àiftóg (vapore, esalazione, fumo), e a^atQa (globo, 
sfera), ed indica lo strato gasoao che avvolge la nostra terra. La 
voce risente delle antiche dottrine, secondo le qnali nel centro della 
terra vi era la pirosfera o sfera incandescente, attorno alla quale 
si succedevano in ordine di densità le sfere degli elementi terra, 
acqua, aria e fuoco, e poi quelle dei corpi celesti. Luna, Mercurio, 
Venere, ecc. Attualmente il vocabolo à un significato più largo, 
ed è usato ad Indicare qualunque strato gasoso che avvolga an 
corpo, ed in questo senso parliamo quindi non solo di atmosfera 
della Terra, ma anche di atmosfera del Sole, di Venere, di Giove, 
di ^ della Lira, ecc.; di atmosfera degli atomi, per indicare lo 
strato di etere dal quale, secondo le moderne concezioni, ogni atomo 
dev'essere circondato; di atmosfera elettrica [secondo una antica 
nomenclatura), per accennare alla sfera d'inHuenza, o spazio intomo 
ad un corpo elettrizzato, nel quale l'azione di questo corpo sì fa 
sentire; e poi anche, in senso traslato, di atmosfere sociali, per 
indicare l'ambiente noi quale viviamo. — La pressione che l'atmo- 
sfera esercita su'ln Terra, dimostrata e misurata per la prima 
volta da Torricelli col barometro (vedi), serve come unità di misura 
per le tensioni del vapori, pressioni, ecc., e corrisponde a quella 
di kg, 1033 per cm. quadr. -- Dà luogo a grandi divergenze il 



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ATM 276 

problema dall' oZtezsa dell'atmosfera terrestre. Man mano che si 
sale l'atmosfera si fa sempre più rada e quindi insensibilmente 
verremo ad altitutinì, ciio non apparterranno più aU' atmosfera 
terrestre e saranno invece degli spazi eterei ovvero del mezzo 
interplanetario. Per quanto riguarda l'uomo e la vita, tutto è 
confinato soltanto negli strati inferiori e più densi; toccano i.9-10 
km. di altezza le nubi ordinarie più alte (cirri), e forse gli 80-86 
km. alcune nubi argentate misteriose che, pochi anni fa atti- 
rarono l'attenzione. I crepuscoli si aocendono a 60-70 kilometrì, 

■ i meteoriti anche a 200, e le aurore polari a 400. Studiando la 
eclisse lunare del 28 gennaio 1888, Boediker à notato che la 
intensità delle radiazioni cominciava a diminuire 3 minuti prima 
dell'ingresso della luna nella penombra, e ne i quindi dedotto 
un potere assorbente, por la nostra atmosfera, ad un'altezza non 
minore di 300 kilom. Calcolando invece a priori colla legge di 
Boyle-Gay-Lussac all'atmosfera non si sarebbe dato che l'altezza 
di 30 kilometrì. 

Prescindendo dai periodi di Buys Ballot (periodo di rotazione 
solare), di Wild (di ventitre anni), ecc., non ancora accertati, 
nell'atmosfera abbiamo variazioni di temperatura dipendenti dalle 
ore del giorno, dalie stagioni dell'anno, dalla latitudine e dalla 
altezza. L'altezza (prescindendo da eccezioni locali di inversioni 
di temperatura), fa diminuire la temperatura. Si credette già che 
qneata diminuzione dovesse verificarsi solo per un certo tratto e 
poi cessare per ridursi ad uoa temperatura uniforme, estrema, che 
Olaisher aveva fissato a —36° e Hann a —50*. L'ascensione del 
pallone- scandaglio, lanciato da Teisseranc di Bort l'S giugno 1898, 
è. però invece constatato fino a 13000 metri una diminuzione di 
temperatura, in media di 0°,(j4 per ogni 100 metri di salita. Da 
notarsi tuttavìa che questo areostato incontrava la temperatura 
di — 71i',6 a 13 kilom. d'altezza, e che a 18500 metri incontrava 
quella di — 70°6 l'altro areostato che veniva lanciato da Parigi 
U 23 agosto 1898 . . X. 

Atmosfèra. La luna ò senza atmosfera. 

— unità di pressione, che è la pressione, di una colonna di mer- 
curio di 76 centim. di altezza, rappresentante la pressione media 
dell'aria atmosferica al livello del mare. Essa equivale a grammi 
1033 circa per centimq. La pressione di una macchina a vapore 
varia, secondo lo soopo, da due a quìndici atmosfere. 



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276 ATM-ATT 



I (fenomeni dovuti aU'), sono : I'Mba, l'aurora, le aurore 
boreali e australi, i crepuscoli, le stelle filanti. 

Per la composizioae dell'atmosfera, vedi Aria; pei movimenti, 
vedi Correnti, Venti, ecc.; per la pressione, vedi Barometro. 

— eUitrica, del Volta: con questa egli intendeva definire il campo 
nel quale ai svolge l'azione a traverso l'aria interposta lira ì corpi 
elettrizzati; in tal maniera l'aria era considerata come il mezio 
oapace d' indurre o attuare cotesta azione fra un conduttore e 
l'altro. Con ciò il Volta negava, implicitamente, l'azione a di- 
atanza e riponeva il procedimento dell'induzione nel mezzo coi- 
bente che separa i conduttori. Concetto profondo il quale, censu- 
rato dal Biot, ripreso e sviluppato più tardi da! Faraday, dal 
Mossotti, dal Maxwell, apri la via alla probabile spiegazione della 
natura del principio elettrico. Martini, Int. icop. Volta, p, 5. 

Atmosferica (itrada ferrata); il concetto di questa fu dato dall'in- 
gegnere danese Medhnrst nel 1830 circa. L'ingegn. inglese Wal- 
lance, imaginò di trasmettere direttamente ai vagoni la pressione 
dell'aria. Nel 1848 fu costruita la prima ferrata atmosferica in 
Irlanda tra Kingstown e Dalkey. 

A toccare pennoni. 

Fr. bottt A bout; ingi, yard arm and yard arm; ted. Nock an 
Nock. 

Attillo (Calo) Regolo, Praefectut Classi» (Ammiraglio romano), 
nel 257, av. C, sconfisse il naviglio cartaginese nelle acque di 
Tindari. 

Attilio (Marco) R^olo, nel 256 sconfisse i Cartaginesi nella memo- 
rabile battaglia d' Bonomo; i Romani aveano 300 quinquìremì e 
141.000 uomini; i Cartaginesi 350 qninquiremi e 150,000 uomini. 

A traverso, cioè tagliare la rotta d'una nave, uha lìnea, ecc. — 
Mare a traverso, avere la direzione delle onde normale a queUa 
della nave, 

Pr, de travers, par le travers; ingI, athìjoard; ted. dwars. 

Atrepice o atrebice, s. f., i quartieri di prua, le guance della nave 
come si chiamano sino dal tempo di Omero. Vedi la mia Marina 
in Omero, p. 134, 

ProbabilmenU: J ?i'iva dal greco x^ànsl, ^xog, che significò bordo 
della nave e forse il bordo del davanti. 

Attaccare, v. a,, congiungere un pezzo di costruzione con un altro; 
sospendere un oggetto ad un gancio o ad altro. 



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ATT 277 

Attaccar^ asaalire, investire il nemico. 

Lat. aggredì, manum conaerere; gr. tJiix^tQetv. 
Attaccarsi, azzuf&rsi col nemico. Atla£co, l'attaccare; attacco di 
paata, con Io sprone o roatro, finto attacco, ordine di disporre il 
naviglio, ordine di sostenere un attacco, attacco di una fortezza, 
con blocco, con bombardamento, di sorpresa, a viva forza. 

Fr. altaquer; spagn. e port, alacar; ingl. to attack; ted. der Aji- 
greifén. 
AttaccatolOi s. m., ponticello mobile, sospeso con funi, sai qaale 

lavorano lo maestranze o lungo il bordo o agli alberi. 
Attelare, v. a., disporre l'esercito o il navile in «na o dne linee o 
in ordinanza di fronte; non mi pare probabile che derivi dalla 
similitudine presa dalla tela di un quadro. Abbiamo nell'antico 
francese, non avvertito dal Jal, e dal Littré notato soltanto nel 
Supplemento: 

• Attelage à la fran^aise, ou fi limoniére: le chevauz sont sur 
une seule file, attelés traits sur traits. Attdage à l'allemande, ou 
& timon; les chevauz sont sur deux files parallèles». 

Ija nuova Crusca fa derivare questo verbo dal lat protelare, 
cambiata la preposizione pi-o in ad, derivazione questa assai più 
sicura. 

Attelarsi, rifl. a., distendersi in una o due linee, o in ordinanza 
di fronte; attelante, part, pr.; altelato, part. ps. 
Attenzione! s. f., comando disusato, adesso è sostituito dall'attenta/ 
Fr. attention; spagn. atencitni; port, atten^ào; ingl. attention; 
ted. ftafii hacht. 
Atterraggio, s. m., genov., e di lingua, luogo dove si viene a rico- 
noscere la terra ritornando dal mare. Anche l'azione ed il mo- 
mento di riconoscere la terra. 
Atterrare, V. intr., venire a terra, accostare alla riva, prender porto. 
AUerrarsi, rifi. a., scendere in terra, metterai in terra; atterra- 
mento, l'atterrare: atterrante, p. pr.; atterrato, p. ps.; atterratore, 
chi o che atterra; atterrazione, l'azione dell'atterrare. 

Fr, altérer; spagn. aterrar; port, tornar terra; lat. appellare; 
gr. 7iQoao^ftlC<i>; ingl. to approach ihe land; teJ. sich dem Lande 
nàhem. 
Atlead, V. a., genov., tesare, arridare. 

Attestare, v. a., in costruzione, di pezzi che si congiungono te.)ta 
a testa. 



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278 ATT 

Attestarsi, unirai, i-Bstringersi; Toc. Dav.,'ò,Wò: « Atteatatiai con 
ìstretti ordini, aspettano i Vitelliani, larghi, coufiiai e abbattongli». 
Per affrontarsi, lat. congredi; gr. no»ero#a»; attestante, part, pr.'; 
attestato, part, p3. 

Fr. abouter, joindre en about; ingl. to assemble btit-on-but; ted. 
Slumpf aneinander stossen lassen. 

Atti di guerra, che sì possono esercitare dalle navi mercantili: 
Art. 208. L'arraamento in corso è abolito. Tuttavia, salvi gli 
impegni assunti dallo Stato nella convenzione dì Parigi del 16 
aprile 18&(ì, l'armamento in corso contro le Potenze che non aves- 
sero aderito alla convenziono medesima o che ne recodessero, potrìi 
essere autorizzato come rappresaglia delle prede che fossero com- 
messa a danno della marina mercantile nazionale. 

Art. 203. Le navi mercantili aggredite anche da navi da guerra, 
potranno difenderai e predarle ; come pure accorrere alla difesa 
di altre navi nazionali od alleate aggredite, a concorrere colle 
medesime alla preda. 

Art. 210. Se una nave nemica tentasse di far preda in vista 
del littorale dello Sfato, oltre i provvedimenti che fossero presi 
dalla milizia per respingere il tentativo, sarà lecito a qualunque 
cittadino di apprestare armamenti per correre in soccorao della 
nave aggredita. 

Se la nave aggredita è salvata, quelli che avranno concorsa al 
suo salvamento avranno un premio a carico della proprietà sal- 
vata da determinarsi, in caso di disaccordo, (dall'autorità marit- 
tima competente. Codice per la marina mercantile. 

— di navigazione si chiamano in Inghilterra vari Statuti con cui 
la legislazione, in certi casi, restrinse il commercio delle navi 
straniere co' suoi porti o quelli delle sue colonie, affine di pro- 
muovere lo sviluppo navale. Fra questi è celebre quello del 9 ot- 
tobre 1851, che fece la grandezza dell'Inghilterra, e portò la sua 
marina al di sopra di tutte le altre, dando un colpo terribile al 
commercio marittimo degli Olandesi. L'Inghilterra nel 1849 fu in 
grado, essendo sicura della sua supremazia in mare, di abolire 
questa grande cirta mariltima. Noi cosi piccini facilitiamo l'isti- 
tuzione di linee di vapori stranieri che vengono ad assorbir gran 
parte del nostro commercio. Porse non è possibile trovare in paese 
la concorreùza. 

Atlillamentttra, baa. lat. per attrezzatura. 



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ATT 279 

Attinometro, dal greco dxtls ^ raggio, e fiétgov = misura, stru- 
mento per misarare la potenza dei raggi solari, — Attinomatria, 
la scienza o l'arte di questa mtaura. — AUinomatTico, add. attì- 
nente all'attinometria. 
Attitudine, B. f.. a reggere il mare, dicesi di naviglio. 

Fr. le bon état da navigabililé d'un navire; spagn. actitud; ingl. 
seaworthgness; ted. dit Seetìlchtigkeit. 
Attivare, v. a,, i fuoclù, attizzarti nella macchina. 

Fr. activer Us feux; apagn. atùsar; port, activar o fogo; ingl. 
firing-up, to poke the fires; ted. Auffeuern. 
Attività di servizio, dicesì di un militare che sia tuttora sotto le 
armi, che faccia parta dell'esercito operante. 

Fr, étre eu activité de service; spagn. actividad; port, aciividade; 
ingl. to be on the active list; ted. in Aktivitat sein. 
Attizzare, v. a., smnovere il fuoco acciò che al accenda meglio. 
1^. alUsser le feu; spagn. atizar; ingl. to poke the fires; ted. die 
Feuer achHren. 
Attizzatoio, a. m., sbarra di ferro schiacciata e puntata in cima, 
simile ad una lancia, per smuoverò il carbone, affine di attizzare 
il fuoco. — Venez, stiszadi»: 
Fr. tisonnier; ingl. poker, coal-rake; ted. das Sdtilreisen. 
Atto di grazia. Vedi Amnistia. 

— s. m., di nazionalità di una nave. 

Fr. ade de nalionalité; ingl. ship's certificale of registry; ted. 
das Schiffscertiftcat (der Regiaterbrief). 

— alta navigazione, parlando di naviglio. 

Fr. en bon état de navigation; ingl. seatoorthy; ted. seetUchtìg. 
Atlotlere malum, lat., alzare l'albero, alberare: 

iubet ocius omnes 

Attolli malos. (VniG., Aen., V, 828). 

Attollo o Atollo, 8. m., isola formata dai coralli, che cinge una la- 
guna; ò voce indiana. 
Attomare, v. a, circondare la nave di buoni cuoi: 
Fa' la nave attomai-e 
Di buon quori. (BABBBBrao, Doc.). 

Attorniare, v. a., cingere intomo il nemico, l'armata, una nave 
nemica. — Attorniamento, l'attorniare. — Attomiante, part, pr.; 
attorniato, part. ps. 



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Fr. entourer; spagn. e port, cercar; ingl, to surround; ted. ein- 



r 



Attraccai comando di prendere o tirar alcun galleggiante; e per 

accostare una nave o una banchina. — Genov, attracca. 
Spagn. e port, atracat: 
Attraccare, v. a., prendere e condurre un galleggiante, una scafa, 

una barca, un corpo morto. Significa pure afferrare, ritenere con 

forza. 
Attraco, s. m., genov., da Attraccare. 

Attrappa! comando molto usitato nei porti dell'Oceano. Qbandpbé. 
Attrappare, v, a., giungere ad afferrare cosa che sta per sfuggire 

sul mare. — ÀUrappante, part, pr, ; altrappato, part. pa. 
Attraversare, v. a., tagliar la strada ad una squadra, ad un'armata, 

ad un naviglio. — Attraversante part. pr. ; attravcrstUo part. ps. 

e add. 

— far la manovra di porsi in faccia, o di collocare il naviglio con 
il fianco perpendicolarmente o trasversalmente alla direeione dei- 
mare o del vento. 

— navigare per una via che è attraverso ad un'altra. 

— oltrepassare la linea del nemico, 

Pr. traverser; spagn. atravesar; port, atraveasae; Lngl. to ftaUen 
in, to flat in a jib; ted. die KlUverschote, 
Attraversarsi, v. lifi., e collocarsi, il naviglio, col gno fianco ad una 
direeione qualsiasi. 

— porsi di faccia, a la cappa, o in altro modo orzare sino a che 
ondeggino le vele. Questo si diceva in antico spagnnolo: ponerse 
de mar en través; cioè porsi in panna in un temporale. 

Pr. se meitre enpamie, se msttre en travers; spagn. alravesarse; 
port, attravesaarsi; ingl, to bring to, to bie to; ted. traverstren. 
Attraverso alla prora. 

Fr. par le travers des écubiers; ìagL athwart-hawse; ted. Quer 
vor dem Bug. 

— il bardo. 

Fr. d travers du navire; ingl. thwart-ships, athtcard-ships; ted. 
dwarsschiffs. 
Atirazzare, v. a., venez., per attrezzare. Vedi. 
AttreasA, genov., attrazzare. 
Altressalud, genov, per attrezzatura. 
Attrezzare, v. a., fornire di attrezzi nn naviglio. — Attrezzato, p. ps.; 



,vGoosle 



ATT-AUL 281 

attrezzante, p. pr. — Attrezzatore, s. m., chi attrezza, — Attrezza- 
mento, l'attrezzare. — Attieaattira, l'azione dell'attrezzare, l'in- 
sieme degli attrezzi. S'inteade che l'attrezzatura varia secoado i 
diverbi tipi di navi. 

Fr. gréer un navire; lat. armare, ornare; gr. na^axevà^a; Ìngl. 
to rig a riiip; ted. aufìakeln, ÌMtakeln. 

Attrezzo, l'alberatura, la velatura, U palameato e quanto altro serve 
ad armare ona nave. Si disse anche arredo e corredo, 

Fr. attraict, in Fodbsibr, ffyd,, p. 832; oggi agre; spagn. e 
port, aparejo; lat. arma, armamenta; gr. SnÀa; ingL rigging; ted. 
Takelwerkj Takelage. 

Attuarla, a. f., add., di nave, navi da guerra, e piratica e quindi 
delle più celeri, e come tale andava a vela e a remi, essendo come 
dicevano i Greci larioxójiri. 

E v'erano di varia grandezza, le picciolette (Ciobhokb, Att., 
16, 3, 6>, le disse Actuariolae, che avevano dieci remi per banda, 
come altre trenta e più. (Livio, 26, 30; Cesare, B. O., 5, 1, 
C, 1, 27; Sallustio, Pram.; Sisenka, ap. Non., 13, 9; Gkllio, 
20, 25). 

Attoffore, v. a., immergere checchessia nell'acqua. 

Attaffd, genov., athtffart. 

Attuffiirs], rifl. a., immergerai nell'acqua. 

Attuiare, T. att., collegare due foni in modo ohe ne formino una. 
Vedi Intugliare, Intimare. 

A tutta forza! uvv., detto della macchina. Comando. 

Fr. d ioufe viteaae; spagn. a loda fuerza; port, a tuda for^a; 
ingl. full speed; ted. volle Kraft. 

Auche, B, f-, greco aèx^, barra del timone. 

Auditore, s. m., un tempo si chiamò il giudice militare. 

Frane, auditotir milUaire; ingl. deputate judge advocate; ted. 
Aìtditeur. 

Auffe, B. m., dall'arabo halfa =: giunco, con cui si facevano corde. 

Augnare, v. a., taglio ad unghia, tagliare obliquameat«. — Augnato, 
part. p3. — Augnatura, l'atto dell'augnare Venez, spizzadura. 
Fr. conpUt à ortglet; ingl. io mitre; ted. aufgdarung sckneiden. 

Aulla, rete a strascico, lunga parecchi metri, alta da nn metro e 
mezzo a due, guarnita da un lato di spesse palle di piombo. È 
tenuta verticalmente, in modo che la parte guarnita di piombo 
striscia sul fondo delle acque. 



,vGoosle 



282 AUM-AUR 

Aumentare, t. a., di vela. 

Franc, augmentffr de voile»; iogl. to make itiore sail, to make 
saH; ted. mehr Segel beisetzen, setzen. 
Aurea navia, a. f., bas. lat., aureo naviglio. Vedi Budntoro. 
Aurica, s. f., vela a taglio, vela trapezoide, come quella di brigan- 
tino, di carbonara, dj randa, di straglio, di saccoléra, di tardiia, 
di tra) a, ed altre. 

Le vele auriche sono per un lato anneeae o fermate lungo l'al- 
bero ordinariamente con allacciamento di corda, e talvolta con 
cerchi di legno per issarle e abbassarle lacilmente. 
Vi sono pili specie di vele auriche. Vedi Vela. 
Mi pare che più probabilmente derivi da aura ^ aria, che non 
da auria ^ orecchio, o da aurum =: oro. 

Pr. auTtque; sp. e port, aurica;. ìngl. shoulder-of-mutloìi Baile, 
bermudoes sails, lue Baile; ted, ever-»egel. 
AuiigO) costellazione boreale, ed uno dei nostri 48 asterismi. Au- 
riga, Capdla, 
Aurora, a. f., la luce che dopo l'alba precode il sorgere del sole 
tingendo in quella parte il cielo di rosa o di croco. — Aurora 
australe e boreale. 

Fr. aurore; spagn. e port aurora A. e B.; ìngl. streamer; ted. 
die MorgenrOthe. 

Fr. aurore australe et boreale; ingl. southern light, northern 
light; ted. (fas ^idlicht, und das Nordlickt. 
Cosi il Nansen descrive un'Aurora boreale: 
» Qoando uscii, alle sei, osservai ad A. vicino all'orizzonte un 
arco di vivo color giallo chiaro che si mantenne a lungo immo- 
bile, quasi senza variare d'intensità. Poi la luce cominciò ad av- 
vicinarsi al lembo superiore presso la creata della montagna, verso 
levante, e fìualmonte vividi raggi si sprigionarono dall'arco, dar- 
deggiando verso il sommo della vòlta, e in un momento tutto ÌI 
cielo meridionale, dall'arco allo zenit, fu in fiamme. £ra on vi- 
brare ed uno sfolgorare continuo dì roggi rotanti, a modo di vor- 
tice, da levante a ponente; i raggi guìzzavan avanti e indietro, 
ora rossi e rosso- violetti, ora gialli o verdi, ora di un bianco ab- 
bagliante. A volte erano rossi al basso, e gialli e verdi al sommo, 
altre volte si invertivano I colori. La massa luminosa intanto andò 
gradatamente salendo, finché giunse a B. dello zenit e per un 
momento si formò una splendida corona; poi si mutò il tatto in 



,vGooglc 



AUSAVA 283 

una vasta massa di lace rossa, gialla e verde, clie l'occhio non 
poteva fissare senza restare abbagliato. La meteora si porUi nel 
cielo aettentrionale dove perdurò a lungo, ma non cosi vivida. Era 
ancora visibile l'arco ad A. da cui il fenomeno ara cominciato, 
ma svani ben presto. Il movimento dei raggi era per lo più da 
ponente a levante, ma talvolta si compiva in senso inverso. Anche 
più tardi si ripetè a più riprese un vivo fiammeggiare verso l'alto, 
a B. , ed una volta contai fino n sei strisce, le quali però non 
raggiunsero lo splendore delle prime. 

Oggi si crede che aia prodotta dai raggi catodici, i quali, emessi 
dal sole, sono attratti dal magnete terrestre e colpiscono l'atmo- 
sfera nelle zone circostanti al polo •. (Nanskw, II, 495). 
Ausiliare e ausiliario, add. e sost. m,, miliiiìe in aiuto dell'esercito, 
spesso straniere di alleati, in uso in Boma. 

Lat. atixUiaree e auxilia; gr, enlxov^%. 

— (capitano) della marina mercantile, può essere impiegato provvi- 
soriamente nelle mwi da guerra. 

— la velatura di riserva. 
Ausler, lat. Vedi Attstro. 

— africus, a. m., austrafrico, austro libeccio. 
Autternolus, b. m., austro schrocco. 
Australe, add. e, dal lat. aualralis: 

Austro, s. m., ostro, o austrino, la parto meridionale, direttamente 
opposta a B. 

— vento di mezzogiorno. 

I Latini dissero austro per buona stagione, poi che allora co- 
minciano es.'ii a spirare. 

Et lenis crepitans vocat auster in altum. 

ViKO., Aen., Ili, 70. 

II latino ausler viene dal greco a6a r= disseccare. 

Fr. auster; spaga, e port, austro; ingl. auster; ted. Siidwiiid. 
Atisino. Vedi Agazzino. 
Awt, V. a., genov. Varare. 
Avaja, s. f., genov., l'avaria. 
Avvallare, v. intr., scendere in giù per un fiume, scendere a valle. 

Fr. avaler. 
A valle! (comando), in giù, abbasso. 

Fr. en avel, en bas; ingl. Dmonwards; ted. Thabc/lrts. 
Avamporta Vedi Antiporto. 



,vGoosle 



284 AVA 

Avancaiica, a. i., il caricamento dalla bocca. Vedi Retrocarica. 
Avanguardia o avantlguardla, le navi o la squadra che si manda 
innanzi al forte dell'armata, specie qnando si marcia in ordine 
di battaglia. 

Frane, avant-gard; spagn. avanguardia; port, avanguarda; lat. 
prima acies; gr. ^yoifuvop; ingl. van-guard, van squadron; ted. 
Avant-garde. 
Avanti! comandi alla macchina, come anche ai rematori. 

Fr. en avant; epagn, e port, ovante; ingl. ahead; ted. vonoarlB. 

— adagio, a mezza forza, a tutta forza, un giro avanti. 

— il dinnanzi del naviglio, la prora, come la part« dinnanzi di 



— (prendere V), dicesi di un naviglio quando comincia a sentire 
l'effetto del vento. 

Frane, prendre par devant maaquer; apagn. tornar por avanU; 
ingl. io take aback. 
Avantlscalo, vedi Antiscalo. 

Avantreno, s. m., i nostri vecchi chiamarono con voce lombarda 
berrò, e con italiana carrino o carretto. Vedi. Mostbcdoooli, Op., 
pag. 128, 

Ponte di una batteria dì cannoni da sbarco in generale costi- 
tuito da un carretto con recipienti per le munizioni, carretto che 
viene distaccato dal cannone, al funzionamento di questo, o per 
meglio dire del mettore in batteria i cannoni. 

Fr. avantrain; sp. avantren; port, carro manckego; ingl Umber; 
ted. die Protze. 
Avanzamento, l'avanzare. — Avanzamento di calata. Vedi Calata. 

— fere una rotta, tenendo conto di tutte le rotte parziali, ridotte 
ad una rotta noica. Il FORIUI.KOM1, Nani., dice che per i Vene- 
ziani del secolo sv, avanzare era il viaggio fatto, ridotto a cam- 
mino retto. 

— il crescer di grado nell'armata come nell'esercito. 
Avanzare, v. a., mandare innanzi una nave, una squadra, l'armata. 

— intr., procedere innanzi. 

— esaere promosso, fiir carriera. 
Avanzarsi, rifl., farsi innanzi con le navi. 
Avanzo di ritorno, Marteloto. Vedi. 

Avarar, venez., per varare. Sanddo, D. XX, cot 349, 

Avaria, a. £., danno, guasto avvenuto ad una nave per qualsiasi 



,vGoosle 



AVA 285 

CASO dorante la aArigazione, o nelle mercanzie cbe fossero in essa, 
dal momento della partenza a quello del ritomo. 

La voce deriva dall'arabo awecta: 

I nostri antichi avevano un termine nazionale: magagna, eie 
merci avariate le dicevano magagìuxtt o deteriorate. B. C. Mar. 
Pis. p. 360. 
Avaria, denominazione o titolo di certo diritto che i padroni o ar- 
matori riscuotono dai mercadanti per le meroanzte ohe trasportano 
per mare. 

— il ramo di rendita cbe sì oostittdsce da questo diritto. 

— umpUoe, quella causata al naviglio o alle merci, e il cui danno 
deve solo sopportare il padrone o l'interessato nell'uno o nelle 
altre; e il deterioramento della mercanzia per proprio vizio come 
se imputridiscono, si bagnano d'acqua, o sono prese, naufragono 
incagliano. Le spese per salvarle, ì diritti, le imposizioni deb- 
bono andare in conto del proprietario. 

Fr. avarie simple ou partictilière; spagn. avana simpk; port. 
(waria particular; ingl. particular average; ted. Einfache oder 
besortdere Havarie. 

— ordinaria, la somma delle spese minute che fanno o causano i 
capitani e padroni nel viaggio per carico e discarico dì merci e 
imballaggio, paga di pilotaggio da littorale e di porto, lance di 
aiuto, di diritto, ecc. 

— dicesi anche l'ancoraggio e gli altri diritti che sì pagano nei porti. 

— di armala o del naviglio, la dotazione che si prefissava o repu- 
tava necessaria per i viaggi delle armate alle Indie dal Governo 
spagnuolo. 

— comune, le spese straordinarie cbe si incontrano per necessità 
del convoglio, i danni sofierti per il bene comune della nave e 
del naviglio, per i riscatti dai pirati. 

— grande, quelle dei getti, per tempesta, pel mantenimento di ma- 
rinai feriti nella difesa del naviglio. 

Pr. avarie gros OU commune; spagn. averia gruesa; port, avaria 
groiea; ingl. general average; ted. die grosse Havarie. 

— vecchia, nella Spagna sì diceva nella Gasa de contratadon de 
Indias, il diritto e la ripartizione che si faceva per riempire il 
vuoto della cassa. L. M. F. 

Avariare, v. a., deteriorare o danneggiare navi o merci. — Avarialo, 
part.p8. 



,vGoosle 



286 AVA-AW 

Fr\ avarier; spag:ii. averiar; port, avariar; ingl. to dama^; t«d. 
verderben. 
Avariarsi, v. rifl., guastarsi, detto di nave o di mercanzie in mare. 
Pr. ^avarier; spago. averiarBe; port, awmarse; ingL to get da- 
maged; ted. ferderben. 
AvOo, 3, m., genov., varo, varamento. 

— piggiA I'avdo, pigliar l'abbrivo. 

Averla de boca, venez., aperta di bocca, larga al baglio maestro. 

Averzer, v. a., venM. aprire. 

A vista di..., cioà di un porto, di oa'isola, ecc. 

Fr. d vue de...; ìngl, in sight of,..; ted. in Sicht von... 

Aviita, genov. Vedi Avlstare. 

Avistare, v, a., misnrare con la vista, o ad occhio nudo o fornito 
di lente ; prendere e tener di mira alcun oggetto ; riconoscere da 
Inngi un'isola, una costa, un oggetto qualsiasi. — Avvistato, part. 
ps., e add. 

Avvallamento, a. m., o vaoto delle onde. 

— del ponte. 

Fr, creux dee tames; ingl. wave-hollow, through of the sea; ted. 
daa WelUnthal. 
Avvampare, v. n., fare una vampa, nna fumata per segnale. 

Fr. fiamber un vaisseau; ingl. to hoist; ted. ftrenriCTi. 
Awenare acqaa, far acqua per una o pia falle. 

Fr. faire de I'eau; lat. fatiscere rimts; gr. afa^^^yyvftac; ingl. to 
make water; ted. Wasser Ziehen in Folge etnea Leckea. 
Avventare, v. a., le vele, dare loro il vento, far che prendano il 
vento aprendole. — Avventante, part, pr.; avventato, part ps.; 
avventarsi, rifl., gittarsì addosso al nemico. 

Fr. ae lancer; ap. abalansarse; port, arremessarse; lat. irrtiere, 
immittere se; gr. ÓQftdoftai; ingl. lo mah upon; ted. aich atùrzen. 
Awentnra, s. f., grossa, Bomeria, imprestito di denaro per costruire 
od armare un naviglio per un viaggio determinato a risohio e 
pericolo, cioè da non essere rimborsato, se esso è preso dai nemiò, 
o si perde per naufragio, e da esser restituito con molto profitto, 
se il viaggio è felice. Stbatioo. 

Fr. grosse aventure; spagn. e port, aventura; ingl. boltombry. 
Avviare una pompa. 

Fr. allu)ner une pompe; spagn. cargar, picar la bomba; ingl. 
lo fetch, to fang a pump; ted, Waeser in eine Pnmpe gieaaen. 



,vGoosle 



AW 287 

Avviarsi, v. rìfl., mcamminarm. 

Ft. prendre de l'erre; spagn. empezar d tornar solida; ingl. to 
galher way; ted. fahrt bekommen, in Gang kommen. 
Avvicinarsi, v. rìfl., ad una nave. 

Frane, te rapprocher d'un navire; Bpagn. e port, acercarae; int. 
appropinquare; gr. nÀtjaid^o); ingl.: to gather on, to draw upon a 
ihip; ted. etch einem Schise nàhem. 

— alta terra. 

Fr. Rapprocher de la terre; ìngl. to dose vsith the land; ted. 
sich dem Lande nàhem. 

— al vento. 

Ft, ranger le vent; ingl. to close the tptnd; ted, an den Wind 

gehen. 

Avvisaglia, s. f., ordinariamente questa voce la derivano da viso; 

a me pare che si voglia trarre da avviso, e quindi avrebbe il 

significato di primi scontri, di tentativi per riconoscere il nemico. 

Avvisare, v. a., dare notizia, notificare, mandar dispacci. 

Fr. donner avi$; sp. e port, avisar; lat. significare; gr, dyyéXÀa; 
ingl. to advertise, advise; ted. benachrichtigen. 
Avvisatore elettrico, per ì fanali di navigazione. S. M,, 92, III, 6. 

— degl'incendi. 

Avviso, 3. n., la parola è formata male, ma c'è questo di consolante 
che l'errore fu copiate da quasi tutti i popoli marinari d'Europa, 
e credo di altrove, I Latini ed i Greci non Io avrebbero formato 
cosi; eaai denominarono questi navigli portadispacd : tabellariae 
navss o ffìafiftatoipó^i ^= navi messaggere. 

Fr. aviso; spagn, e port, aviso; ingl, advice-boat, despatch vessel; 
ted. Avisoschi/f, Despechetdtoot. 

Avvistare, v. a., vedere, misurare con la vista, prendere di mira 
alcun oggetto lontano che appena appena si discopre all'orizzonte. 
AviTÌstato, part, ps. — Avvistamento, l'avvistare. 

Frane, apercevmr; spagn. e port, avistar; ingl. to sight; ted, in 
Sichi bekommen. 

Avvolgere, v. a., una bandiera. 

Frane, /ferter un pavilion; ingl, to furl a flag; ted. eìne Piagge 
aufroUen. 

AxcHa, 8. {., venez, ant., femmina delle bandelle del timone, 

Asal, a. m., venez,, acciaio, 

Azige, add., di nave priva degli zigi ^ baglietti coi quali si for- 



,vGoosle 



288 AZI 

mavano ì seggi dei rematori di seconda fila nelle triremi e di 
tutti gli ordini tra i trai^ti ed i talamiti nelle maggiori poli- 
remi, — Gir. d^vyi^s- 

Azimech, stella di prima grandezza, detta anche spiga della Ver- 
gine. Dall'arabo aagimàk. I cosmografi orientali danno qnesto 
nome a due stelle diverse: l'ana detta atsimàk av-ramih = azi- 
mech, armata di una lancia, Arturo del Bifolco e la lancia è una 
piccola stella vicina; l'altra è detta azimech, disarmata, che è la 
nostra azimech o a della Vergine, la undicesima delle quindici 
stelle di prima grandezza che conta Alferganì. 

A^miltal^ add., che rappresenta o misura azimuti. 

— ciò che è attinente all'azimuto. 

— del prof. Em. Liaia. 

— s. in,, bussola di precisione, simile alla marina, ma con la rosa 
divisa in gradi anziché in rombi, e con mire verticali, per pren- 
dere l'azimuto magnetico di un corpo celeste, per trovare, con la 
comparazione del suo azìmuto, le variazioni dell'ago. 

— (quadrante), quadrante verticale declinante, t^e non è volto esat 
tamente verso uno dei punti cardinali. 

Azimutali coordinate, (relazioni tra te), e la latitudine dell'os- 
servatore. 

— (misura delle coordinate). 

Azlmuto, 8. m., arco del cerchio dell'orizzonte compreso tra il me- 
ridiano e la tiaccia di un piano verticale, dall'arabo as-aemt, che 
gli astronomi orientali usano nello stesso significato, e che è al- 
tresì la parola da cui noi abbiam fatto zenit. 

— cerchi che si chiamano anche verticali, grandi cerchi che si ta- 
gliano allo zenit e al nadir, e fanno cogli orizzonti degli angoli 
retti a tutti ì punti di esso. 

— magnetico, un arco dell'orizzonte, tra il cerchio verticale pas- 
sante traverso un oggetto e il meridiano magnetioo. Si trova os- 
servando l'oggetto con una bussola azimutale. 

Azimutometro, s, m., strumento per rendere la bussola comune atta 
alle osservazioni che ordinariamente si fanno con la bussola azi- 
mutale; inoltre facendo che rappresenti la rosa vera indica la 
variazione della bussola, la corsa vera, e può essere adoperato 
per osservare direttamente i rilievi. Vedi Correttore delle cotbc. 

Azio, s. m., promontorio e città sull'entrata dello stretto della baia 
d'Ambraoia. Presso la bocca dello stretto Ottaviano sconfìsse in 



,vGoosle 



AZI-BAC 289 

grande battaglia navale Marc'Aatouio , nel 31 av. Cr. , il 2 di 
settembre. Ottaviano ebbe circa 400 navi, Antonio 600; il primo 
con 118 mila nomini, il secondo con 164 mila. 
Azio, in commemorazione della vittoria, Cesare Augusto fece fabbri- 
care la città di Nicopolì (= città della vittoria) nella penisoletta 
di fronte ad Azio. 

— istituì i giuochi aziaci da celebrarsi nel suburbio di Nioopoli, 
ogni cinque anni. 

Actiaque iliacia celebra mur li torà India. 

Viro., Jen., Ili, 280. 

— ^poca aziaca, cominciando Ottaviano a segnare gli anni del ano 
regno dalla battaglia d'Azio. 

— anno aziaco, il primo mese di detta epoca. 

Azione, e. f., qualsiasi fatto d'arme in mare, come in terra. 
Fr. action; spign. accion; port, ac^ao; ingl. e ted. action. 
Azogue, s. f., naviglio spagnnolo costruito appositamente per tras- 
portare il mercurio. 
AzztdÈkre, v. a., azzuffarai insieme. BORQHIKI, Arm. fam., 4. 

— e n. p., par la quale (ambizione), gli nomini rissano e s'azzuf- 
fano tutto il giorno. Vabohi, Sen. Bert., 7, 2. — Azzuffamento, 
l'azzu&re; azzuffato, part. ps. e add., da Azzufiàre; azzuffatore 
che s'szzuffit. 

Azzurro, s. m. e add., l'azzurro del cielo e del mare; il cielo ed il 
mare azzurro. Il primo dalla riflessione dell'aria, il secondo dal 
riflesso del cielo, da piante, da arene, da infusori: varia col va- 
riare dei climi, o per le coudizioni sopradette. Vedi Colorazione 



Babò, a. m., geuov., per babordo. Vedi Sinistra. 

Babordese, gallic; vedi Pari e Sinistrale; vedi Guardia alla si- 
nistra, guardia di babordo. 

Babordo, gallic; vedi Sinistra. 

Baca, 3. f., barca; e bacula, barchetta, nel basso latino. 

Baccalare e bacalare, ciascuno di quei baglietti che inchiodati sulla 
coverta, e appoggiati al mezzo sul capo di banda delle galee, usci- 
vano più di un metro e mezzo fuori di bordo, sorretti di sotto 
Cotizzm, Voeab. nauHeo. 19 



,vGoosle 



290 BAG 

da bracciuoli clie facevano da mensole, per aost^ino del telaio del 
posticcio. I baccalari erano tanti quanti i banchi dei rematoi da 
ogni banda o bordo, 

< Sono i baccalari le prime opere morte, che nascono dai contó- 
vall in fuori, per sostenere gli aposticci ove si liberano (sic) (credo 
debba leggersi librano) i remi. Si facevano d'olmo » . (Crbsoehzio, 
pag. 24). 

Venez. bacala; genov. baccalaja; ìì fid ó baccalà dei Genovesi 
dubito che s! riferisca piuttosto alla fatica dei rematori, anziché 
al tirare la carretta; in napoletano baccalà vale staffile, e quindi 
potrebbe avere avuto il significato di verga, e di travicello^ de- 
rivando dal latino baadus, come vuole il Ctuglì elmetti. 

Fr. bacalai; spagn. bacalaos; port, bacalhatt; ingl. standing knees. 
Bacalas non lo registra Ìl Littré, ma l'Encyclopedie, l'Àlberia e 
lo Strati co. 

Baccàii, 8. m., chiamano talvolta i marinai il comandante, dal ge- 
novese nel quale questa voce signiiìca: Sere, Padnme, Principale 
ed anche Padre. 

Bacchetta, verga di ferro uncinata che arroventata serviva a dar 
fuoco alle artiglierie primitive. 

— del fucile, serve nei fucili che ai caricano dalla bocca per 
pigiare bene la carica, ed anche per tirar fuori dal fucile la ca- 
rica messavi, per metterne altra e lasciare l'arma scarica. Essa 
era di legno, poi si fece di acciaio. Le sue parti sono: la testa o 
battipalla, questo nei fucili rigati con palla carica à la testa in- 
cavata; la punta costituita da ima specie di vite, cavastracd; la 
parte tra il battip<Ula e il cavastracà si chiama asta o fusfo). 
Fr. baguette; ingl. ramrod; ted. der Ladestock. 

Bacco, divinità pagana, avuta in conto di protettrice dei marinai, 
poi che a Bacco si attribuiscono i viaggi all'India e nel Mediter- 
raneo. 

Baciare, per cotabadare. Vedi. 

Bacino, s. m., recinto ove si può introdurre l'acqua del mare e to- 
gliere al bisogno, per racconciarvi le navi, il quale propriamente 
si dice bacino di carenaggio o da costruzioTte, 

Le pareti del bacino scendono a gradini, e la bocca ò chiusa 
da una specie di porta, simile a quelle che si usano per alzare 
il livello delle acque in alcuni canali, per la irrigazione. 

Fr. bassin de radoub, de construidion, forme; spagn. dique; port. 



,vGoosle 



digue e bacia, digue para construir y carenar; ingl. dry dock, 
graving dock; ted. das Freckendock. 



Pr. bassin a fiat; Bpagn. fiotanfe; port, fluctuante; ìng]. floating 
dock, floating graving dock; ted. das Balancedock. 

— o darsena di stazione. 

Fr. darse; spago, darsena; port, doca; ingL docfc; ted. das Atis- 
sendoek. 

— di ricovero, è lo atesso che darsena. 

— mercantile, quello per le navi da coiumeroio. 

— di marea, quello che anche a marea bassa può sostenere a galla 
i navigU. 

Fr. baasin de marèe; sp. e port, diqìie de marea; ingl. wet dock. 

— idrostatico, quella specie di zatterone fatto per tenere a galla i 
navigli da carenare. 

Fr. bMsin de radoub hydroalatique. 

— qualsiasi conca o valle ove ai raccolga l'acqua di un Ifigo, un 
fiume, un mare; quindi ai dice, per esempio, bacino del Iago di 
Como, bacino del Po, bacino dell'Atlantico, ecc. 

I bacini vi sono o naturali o artificiali; artificiali quelli da co- 
struzione, naturali il più delle volte sono la darsena, o seni ri- 
parati, congiunti ai porti. 
Bacillo, s. m., nello spagnolo si disae per BalestriUa. 
Baderna, s. f., < larga treccia (di funicelle}, di comando che serve 
ordinariamente per coprire o fasciare le gomene ed altri cordami, 
dove possono essere esposti a sfregamento >. Tonbllo. 

Forse sarebbe più vicino al vero dire col Oasaccia: tessuta a mo' 
■ di stuoia, anziché di treccia. Diceai anche manica. 

— nelle macchine a vapore si dice anche guarnitura, ed è formata 
con materiale elastico. 

Le aperture nel fondo e nel coverchio dei cilindri, attraverso 
le quali passano lo aste di stantuffo, anno prt-mibademe, lo quali 
meutre impediscono le fughe di vapore, permettono alle aste 11 
loro libero movimento. 

— quell'avvolto di stoppa o di funicelle di gomma elastica, o me- 
talliche che guarnisce la testa dello stantuifo, acciò non passi aria 

' né liquidi tra questo e il corpo della tromba. 

Pr, baderne, garcetle; apagn. baderna; port, baderna, gaichete; 
bos. lat. mantellalum; ingl. selvagee, nipper; ted. die Serving. 



,vGoosle 



292 BAD-BAG 

L. M. F., mette corri apoaden te a baderna la voce italiana tal- 
■masora, forse per errore tipografico, poi che questa parola non 
la trovo nei nostri vocabolari dì lingua, né in quelli dei dialetti. 

Bademare o Abadersare, t. a., fasciare checchessìa con baderne 
che dicesi anche far la manica. 

Baffo, s. m., chiamavano i marinai il bonavoglia rematore. 

Bafuogno, s. m., napol., vento afoso, scirocco. Tempo e cielo abba- 
fìtognalo. 

Baggala, b. f., • naviglio arabo da 100 a 400 tonnellate, di poppa 
molto archeggiata simile a quella dei vecchi navigli spagnuoli; la 
prua è rasa e molto slanciata. A uu casseretto, e porta cannoni 
sopra coperta e talvolta nel traponte o corridoio. È di forma assai 
svelta. La carena (chiglia), à due terzi della lunghezza totale. 
Invece di ruota à il ritto, due alberi, ed & molto celere. Questi 
navigli sono in uso nel mar Rosso e nell'Oceano indiano >. L. 
M. F. 

BagUetto, s. m., dimin. di baglio, travicello che si pone tra un baglio 
e l'altro per meglio sostenere l'armatura del ponte. 

— o fola, travicello largo, ma di poca grossezza, ciascuno di quelli 
che sostiene il ponte del casseretto. 

— amixvibUe, per paioli, bocc&porte, ecc. 

Si disse anche bagliettìno dimin., e bagliettato, part. ps. e add. 

Ft. petit baUf tate, latte; spagn. bao, barrate; ingl, fiat beams of 
the decks; ted. der kkiiie Balken. 
Baglio, s. m., si dice nel linguaggio nautico ciascuno dei travi che 
servono di sostegno ai ponti delle navi. — Yenez. sbagio; napol. 
iarcenale. 

Fr. bau, barrot; spaga, bao; port, vao; lat. iramfruni, tìgnum; 
gr. òoìt6%; ingl. beam; ted. der Deck balken. 

— maestro o di bocca, maggiore o principale, ò il più lungo quello 
che è alla massima larghezza. 

Fr. matire bau; spagn. bao maestro, mayor ó principal; ingl. 
main beam, midship-beam; ted. der Mittschiffi^alken. 

— composto, quello formato di più pezzi, quelli di un solo pezzo 
dioonai semplici. I pezzi del baglio comjKisto si chiamano arma- 
ture, e armatttra, l'azione dell'armatore. 

Fr. bau compose; spagn. compuesto o hechizo; ingl. ìnade beam; 
ted. der Zusammengesetzte. 

— baglio delle ruote, uno a poppavia e uno a proravia delle ruoto. 



,vGoosle 



BAG 293 

Baglio (mezzo), ciascttno dei pezzi che servono a formare uà baglio 
composto. 

— (falso), ciasCQuo dei bagli che aastiene la covertetta. 

Fr. bau volant; spagn. bao falso ó levadUo; iogl. ship and an- 
sAip&eam. 

— del parapetto di prua; • qnello che attraversa la nave sopra la 
costa del parapetto di praa sul davanti della nave, all'altezza 
delle soglie della seconda batteria. Serve di soglia ai portelli dei 
cannoni da caccia e forma un gradino per entrare nella polena. 
Su questo baglio sono piantati gli stanti o pie' dritti del para- 
petto. II baglio è incavato al mezzo della sua lunghezza per di 
sotto, in forma circolare, per lasciar luogo al passaggio dell'albero 
di bompresso, ed ò legato con ì fianchi della nave a destra ed a 
sinistra con due bracciuoli ». Stbatico. 

— della mftcchina, ciascuno dei travi che sostengono la macchina. 

— de forza, baglio deUe ruote, ciascuno di quelli dove lo sforzo del 
naviglio o delle manovre è maggiore. 

Fr. ban de force; spagn. bao de camdete; ingl. paddie beam; 
ted. die Bodkastenbalken. 

— di galea, sì chiamò quello più largo (lato) che grosso. 

— ttibulare o da cassetta. 

Fr. barrols a boit; ingl. box beam. 

— ài cantoniera. 

Fr. barrols en carnière; ingl. angletrtm beams. 

— di cantoniera doppia. 

— di cantoniera cordonata. 

Fr. barrots en carnière à bouàin; ingl, angle bulb beams. 

— di ferro T a cordoni.'. 

Vt.bau à T à botuiin; ingl. of bulbed T iron; ted. der Bim- 
balken. 

— di ferro a T. 

Fr. bau à double T; ingl, // iron beam. 

— tuduZarj. 

Ft. barrots creax; iugl. box beam. 

Ai bagli, nello costruzioni in legno, si dava una cnrvatara che 
noceva alla loro solidità, a fine d'inarcare il ponte per lo scolo 
delle acque. 

a., bagnare le vele acciò che ritengano meglio il vento, 
1 non si perda una parte della forza dì esso. — Bagnamento, il 



,vGoosle 



294 BAG-BAI 

bagnare; bagnato, part, ps.; bagnante, part, pr.; bagnatura, l'atto 
del bagnare. 

BagnOf si disse l'alloggio dei rematori, perché vicino al mare; 
quindi l'alloggiT dei galeotti e poi dei condannati alla galera. 

Fr. bngne; spago, bano; port, calcele; ingl. galley ìiouae; ted. 
haua von galeeren schlaven. 
Bagnasdiìga, s. i., detta ancora linea dell'acqua, linea di galleg- 
giamento, quella linea alla quale arriva l'acqua sul bordo del 
naviglio allorché questo è interamente armato; che ai dice quindi 
anche hnea di carico o linea dì acqua caricala. 

Fr. Ugne d'eau, tigne de flottaison; spagn. Unea de agua; port, 
linha de agua; ingl, watefr line; ted. avaaser Linie. 
Baia, cittadina sul golfo di Pozzuoli (LHcatarchia Puteoll), luogo 
di delizie degli antichi Romani, che popolarono quelle collinette 
dì superbe ville. 

Negli ameni dintorni di Baia ebbero sontaosissime regie ville 
Lucullo, Giulio Cesare, Pompeo, Antonio, Cicerone ed altri molti, 
si che Orazio notava: 

Jam pauca aratro jugera regiae 
Moles relinquent: undique latina 
Ex tenta viaentur Lucrino 
Stagna lacn, etc. 

Presso Baia sono le stufe di Nerone, piccolo vulcano fangoso 
sotterraneo di un'elevata temperatura che attendo ancora chi uti- 
lizi questa forza naturale. LI presso ò i! lago Lncrìno e il lago 
d'A verno, fondo di un antico cratere le cui pareti furono tagliate 
sino al livello attuale del lago. Dalla sponda di questo si passa 
alla grotta della Sibilla cumana, la quale, da una parte va dal 
detto lago diritta al mare con ampio ed alto foro, e con altro a 
un livello alquanto più basso; dalle stanze della Sibilla si andava 
a Cuma per altro foro oggi interrato. 

Questi luoghi sono celebri anche per le antichissime tradizioni 
ad essi legate, pei Viaggi di Ulisse, descritti da Omero con somma 
verità. Vedi CoRAZZiNt, la Marina in Otnero, e pel viaggio di 
Enea, vedi la Marina in Virgilio, dello steaso autore. 

I due laghi messi in comunicazione per via d'un canale, e l'uno 
di essi, il Lucrino, col maro, ove fu costruito un antiporto, ven- 
nero ridotti , sotto Cesare Augusto e per disegno di M, Vipsanlo 
Agrippa, ad un porto militare (porto Giulio) per l'armata imperiale. 



,vGoosle 



BAI 296 

Kel golfo di Pozzaolt v'è anche il porto di Miaeno, che nella 
Odissea è appellato porto di Lamo o porto chiuso, ove i Lestri- 
goni affondarono tntte le navi con gli uomioi di Ulisse, meno nna 
con la quale egli potè afuggire a quella crudrle gente. Il porto 
di Uisen^ divenne stazione principale dell'armata che preae nome 
da esso porto. 

n golfo di Pozzuoli è celebre anche per il convegno dato dai 
Triunviri a Sesto Pompeo. Si tenne in una nave di questo e mancò 
poco che i Trìunviri non fossero uccisi da uno schiavo di Sesto. 
Celebre per aver fatto capo ad esso l'armata fmnonaria istituita, 
a quanto sembra, da Angusto, e tutte le navi che volgevansi ad 
Italia con le rioche merci di Oriente, donde per terra erano tra- 
sportate a Roma. 

Caligola fece costruire un gran ponte su navi, in doppia fila, 
attraverso il golfo, lungo tre miglia, per emulare Serse, 

Le incantevoli rive di Baia e di tutto il golfo, le delìsie del 
sno clima sono celebrate dai poeti Latini: 

NuUus in orbe ainus BaJis praelucet amaenis. 
Sì dixit dives, lacus et mare aentit amorem 
Festinantis beri. (Orazio, Ep., I, 1, 83). 

Ed altri: 

Litua beatae Veneris aureum Baias, 
Baias euperbae blanda dona naturae 
Ut mille laadem, Flacce, versibus Baiaa, 
Laudabo digne non satìs tamen Baias. 

Marziale, £ìp., XI, 80. 
E Ovidio con la aua abituale facilità: 

Quid referam Baias, praetextaque litora velis, 
Et, quae de calido solfuro fumat, aquam? 

Art Am., I. 
E Silio: 

Sive vaporiferas, blandissima litora, Baias, 
Enthea fetidicae seu visore tecta Siblllae 
Dolce sit. {Sav., Ili, 6). 

È vero che il delizioso e salutifero clima di Baia, oggi è ri- 
dotto micidiale? 
B fll^ , B. f,, termine geografico di continuo scambiato in qnasì tutti 
i trattati di geografia, in quasi tutte le carte, particolarmente 
inglesi, ciò che mi conforta, nelle quali si chiama baia qualunque 



,vGoosle 



296 BAI-BAL 

golfo più aperto; mentre per haia è convenuto di chiamar un seno 
di mure con entrata augnata relativamente allo spazio intemo: 
quindi dobbiamo dire baia d'Ambracia, baia peraioa, non golfo 
persico o golfo di Ambracia, baia del Messico, baia del mar di 
Caraibi, baia del mar Rosso, e non tabte bay, non false bay, ma 
si taiile golf, false golf, poi che sono veri e propri golfi. 

Baia (itole della), nel golfo di Honduras, scoperte da Colombo nel- 
l'anno 1602. 

Baja, s. f., ganov., specie di bugliolo, quasi mezzo barile, che serve 
a molti usi nelle navi: anche a Livorno. 

Baidarca, s. f., • barchetta fatta di pelle di lupo marino da portar 

due sole persone Sulle baidarche gli abitanti delle ìsole Alen- 

zinne, l'alto mare affrontando, cacciano la lontra saricorriana, e 
combattono contro le più mostruose baleno > . Botta, Viag. 2", 172. 
— Cosi con ossatura di legno le<;gero e conteste di vimini, e poi 
coperte di cuoio le fece costruire Cesare nelle Gallie [B. G., I, 34). 

Bailo, 3. m., chiamavano quello che noi Console, con giurisdizione 
sui propri concittadini residenti nelle loro colonie di Oriente. — 
Quello di Costantinopoli aveva anche l'ufficio di ambasciatore, ed 
. oltre un lauto stipendio riscoteva da' suoi connazionali il mezzo 
per cento sulle merci importate, e l'uno per cento su quelle che 
esportavano. La carica durava due anni. Alla fine dell'ufficio do- 
veva render conto del denaro pubblico da luì amministrato. 

Ballon, s. m., venez., badilone, cucchiaia del cavafango. 

Balance, s. f., genov. ; vedi Bllancere. 

liaUiì^nn'a Balanzuota, genov.; vedi A mantiglie. 

Balandra, corruzione di Palandra, Vedi. 

— barca ormeggiata all'entrata di un porto o di un arsenale, sulla 
quale si tengono delle guardie per impedire furti e contrabbandi. 
Fr, patache. 

Balangal,s. m., barca grande in uso alle Filippine. Pigaf6tta(l"Fi:'(ii(., 
p. 61), no cita uno lungo metri diciotto, simile ad una fusta. 

Balanzuola, malt. balanzoL Vedi AmantigUe. 

Balaiìstro, s. m. , serviva di oroamento, come parapetto ai giardi- 
netti di poppa. 

Balbettare, intr., • si dice della vela quando è percossa dal vento 
nel filo. Batte e fileggia •. GDaLiKi.MOTTi. 

Balconata, s. f., la balaustrata a poppa. 
Fr, balconate. 



,vGoosle 



BAL 297 

Balena, s. f., mamuiifero dell'ordine dei cet!icei, il più grande degli 
animali. 

Fanoni, lamine cornee che le servono per chiuder l'uscita dalla 
saa bocca ai pesci da lei abboccati; ossi di balena; olio di balena. 

Bianco di balena, materia grassa concreta che si trae dal tes- 
suto cellulare interposto tra le membrane del cervello dì certe 
specie di capodogli, ma non diilla balena. 

— glaciale, islandica, groenlandica, vera, viysticetus. 

Ft. baleine; wpagn. ballena; port, baleia e bdléa; lat. balaena; 
gr, ipàAatva; ingl. baleen; ted, der Walflscìu 

— in marina chiamano i Francesi un'onda che passa per disopra il 
ponte. 

— aspersione di un socchio d'acqua gittata su di un marinaio che 
dorme. 

— nome di costellazione australe, nella cui mascella è la stella Mekar, 
di prima grandezza. 

Balenarlo, s. ni., navìglio armato per la pesca delle balene, 
Fr. balener; bas. lat. balenerium. 

— barca usati nelle navi da guerra per i comandanti. Chiamasi 
cosi per la sua forma affilata. 

Baleniera, s. f., nave per la pesca della balena. 

Fr. baleinière; spagn. ballenera; port, baleeiro; vagì. whàU boat; 
ted. das BalenUr^Qig, Walfischboot. 
Baleniera e. m., pescatore di balene. 

Fr. bfùeinier; sp. b(dlenero; port, baleeiro; ingl. whaler; ted. der 
Wtdflschfanger. 

— navi grandissime del medio evo che portavano fin cinquecento 
uomini, e da di^i e ottomila cantari, armate in guerra non per 
la pesca delle balene. Il nome è traduzione del greco Celea. 

Nel latino medioevale il nome è storpiato in molti modi: baU- 
nerium, Ixdinguarim, balingaria, balingarius, bataneria, balona- 
riam, balingera, balfnghiera, ballenjer, ballenge e baUner. 

Pr. balenier; spagn. hallener. 

Gli Spagnuoli distinguono: BaUener , nave balena, detta, da 
Bailenera, barca leggiera di fasciame & a due prore, usata in 
molte parti, ma specialmente alla pesca delle balene. 

Ballaìuro e bidlenera, barca adoperata nella pesca delle balene. 
Baleniero, add. m., attinente alle balene, alla pesca ed ai navigli 
per pescare le balene, ed ai marinai addetti ad essa pesca. 



,vGoosle 



298 BAL 

Il Botta { Viag. inf. at globo, fram. a, voi. 1 , 130), osò baie- 

nista per baleniero. 
Balenista, vedi Baleniero. 
Balestone, per baleatrone, Vedi. 
Balestra, a. f., arma antica da scagliare divei-ae specie di saette 

dalle quali prendeva diversi nomi. 

— leva potente che sì adopera per dare la prima spinta ai navigli 
nel vararli. 

• Alcuni chiamano balestra l'affondatolo >. Fikoati. — Vedi 
Affondar l'ancora. 

— arma da gittar saette. 

Nel Gapit. Naut. Venez., XXXV, sono citate balestre di corno, 
di strevo, dì pesarola, vel di turno, E poi: Un troco, una pesa- 
rola, due corde, ana maestra per ogni balista. 

Fr. arbaléte; spagn. ballesta. 

— balestriglla, fi'eccla e arcobalestra, strumento antichissimo per 
prendere l'altezza di un astro. — La invenzione di qnesto istru- 
meuto viene attribuita ai Caldei. Era costitnito di una sezione 
di cerchio graduato congiunto da due regoli con traversina mo- 
bile, e di un'altra sezione di cerchio più piccolo, pure graduato, 
fisso presso il vertice del triangolo isoscele, che facevano due 
rettangoletti aventi per base la sezione grande del cerchio, H 
regolo superiore sopravvanzava il vertice del triangolo por poco 
meno dì un terzo della sua lunghezza o circa la metà del lato, 
e all'estremità di esso si poneva l'occhio per guardar l'oriezonte 
e l'astro del quale si voleva prendere l'altezza. Vedi Masnasbi, 
Oli strumenti a riflessione. 

Il nome di freccia, in questo caso, à il significato di arco o 
balestra, e sono sinonimi di balestriglia, mentre nell'altro jstru- 
mento detto martello e dai Veneti martelolo, alterato poi in mar- 
teloto, h ben altra cosa, come vedremo a Martello. 

Alcuno à confuso la Balestriglia col Martello, altri i nomi di- 
versi del martello : baculo, boston di Oiacdbbe, radio con la freccia 
del martello. 

Delle balestrigli^ se ne avevano di due specie: l'nna che si 
adoperava volgendosi direttamente all'astro da misurare, l'altra 
voltandogli lo spalle e vedendo l'astro riflesso in uno specchietto 
collocato nella balestriglia. 

Il Fournier, a proposito della balestriglia, racconta ns curioso 



,vGoosle 



BAL 299 

CASi che avvenne ad un amico sno, matematico, che trovavasi al 
Campo. In una bella notte con la balestriglia prendeva l'altezza 
di alcnni astri. Alcuni villici che erano li presso dicevano tra 
loro: Costui è matto, vuol tirare alle stelle. Non andò molto che 
videro una stella filante; spaventati fuggirono, andarono alle loro 
case raccontando che il matematico con la balestra aveva fatto 
cadere uaa stella, e da quel momento lo reputarono uomo di so- 
prannaturale potenza 

Fr. ant. arbaUste, moti, arbaléte, arhaletriUe; spagn. balUetrìUa; 
port. ìiaUatìlha; ingi, cross staff; fiammingo, Graetboge; ted. Ann- 

Balestriera, s. f., feritoia lunga e sottile per balestrare o fucilare 
il nemico. 

— • quel luogo fra un rorao e l'altro nella sponda della galea dove 
atanno i soldati per comiiattere » . Crusca. Che i Greci chiama- 
rono parodo. — ' I remi disarmati si mettono intorno ai posticci, 
sopra lo balestriere >. Cbescbnzio, pag. 133. 

— qualunque luogo riparato donde i combattenti possono al sicuro 
combattere il nemico. 

— • tavolato sopra cui stanno i soldati > . FaKTEBA, Vocab. 
Balestriglia, vedi Balestra. 

Balestro, s. m., lo stesso che balestra. — Balestrane, grande balestra. 

Balestrooe, a. m., venez. baleslotic, lo stèsso che cocchina, strtisza, 
livarda, vedi. 

Balingarla, scorretto per baleniera, vedi. 

Balingerio, venez., e Belingiero, per baleniera, vedi. 

Balipedio e Ballipedio, s. m,, dal greco fiàXXa = gettare, lanciare 
e jiéòiov = piano, campo, luogo appartato adatto agli eaercizi di 
tiro delle artiglierie, e alle "prove delle corazze, 
Fr. polygons; ìngì, practice ground; ted. der Schieasplatz. 

Balista o Ballista, a. f., macchina per scagliare grosse pietre. Né 
dagli aorittori (Ldcilio, Sat, XXVIII, p. 61; Cicerone, Tusc, 
II, 24; Tacito, Hist., IV, 23; VitedVio, X, 11; Litio, XXIV, 
47; AUMIANO, XXni, 4); né dai monumanti si può ritrarre come 
propriamente fossero costruite. 

Le baliste si avevano minori e ìnaggiori, e quelle che si tras- 
portavano su carri, dèlie quali n'è rappresentata una nella Co- 
lonna Antonina. Vedi Currubalista. 

Fr., spagn., port, e ìagl. ballista; ted. bolliste. 



,vGoosle 



300 BAL 

Balistica e BaUlstica, s. f., una volta si diceva l'arte di dirigere 
e far ginocare le mncchine da guerra. Oggi per balistica s'intende 
la scienza che à per oggetto dì calcolare il moto e la direzioDe 
dei proietti, le linee della traiettoria, il tiro delle bocche a fuoco, 
la direzione delle bombe e delle palle, la valutazione della por- 
tata, ecc., ecc. 

Il Tartaglia (secolo xTi) fu primo a ridurla a scienza. Nelle 
esperienze eseguite in Francia tra il 1830 e il 1840 fu ricono- 
sciuto, col paragone delle velocità fomite dal metodo delle portata 
sotto i diversi angoli e colla velocità dedotta dal tiro al pendolo, 
l'inesattezza deUa relazione ammessa alno allora tra l'angolo di 
partenza a, la velocità iniziale V, la portata X, e Ìl coefficiente 
della resistenza dell'aria, relazione designata sotto il nome d'equa- 
zione di Poisson, della quale quelle d'Obenheim e de Lombard 
non sono che una variant© o lo sviluppo, e le cui formule divengono 
improprie, da che la portata oltrepassa da ad 800 metri. La 
Commissione della Marina occapandoai particolarmente della que- 
stione geometrica, mentre che nell'artiglieria dì terra della mec- 
canica, trovò una equazione tanto semplice per la forma che co- 
moda pel calcolo, che stabili esattamente la relazione tra la portata 
e f^li angoli di partenza. Questa è l'equazione: 

sotto un'altra forma: 

o X 2(jO X* 
to 2 » = -^ + _£«_ (1 + 2 toij! „). 

Db Chbsnbl. 

Balistico (pendolo), istrumento consistente in una massa di legno 
o altro materiale sospeso come un pendolo, per misurare la forza 
e velocità dei proietti coi mezzi dell'arco traverso cui il loro urto 
la sospinge. 

— add., attinente alla balistica. 

Balladorei s. m., castello di prora. — Venez. balador. 

Ballatolo, a. m., ringhiera sporgente intomo alla poppa e ai castelli, 
per comodo dei combattenti. 

Nel basso latino ì>eltalorium, luogo di combattimento. 
Si disse anche haladar, ballator e halaor dai Veneziani, e bal- 
ladore da altri. 



,vGoosle 



BAL-BAN 301 

m., piccolo navìglio aUe Antille, attrezzato a goletta. — 
Geaov, balaà. — Pr. Imlaoti. 

— B. m. • Nella tolda di ver proda, s'aaaetta l'altra parte eminente 
del galeone, che dicono Ballauro, più propriamente Bellovardo 
(baltiardo) > . Cbesobnzio, p. C4. 

BaUlstaiio, a. in., • i balliatarii presiedevano al maneggio delle 
grosse macchine da guerra, in oiascnn naviglio >. (Fan., Op., 
pag. 113). 

Ballottameoto, s. ni., il movimento irregolare del naviglio per ef- 
fetto delle onde e del vento, o per cattivo governo. 

Balluaro e baluvaro, s. m., per baluardo, per castello o cassero 
di naviglio. (Cbesoenzio, 65, var.), 

Balòn, 8. m., piccola barca usata dai Siamesi, una specie di mo- 
nossilo. 

Balonier, a. m., per baleniere. Sanudo, I, 387. 

Balotina, a. (., • barca a quattro remi, lunga piedi veneti trenta 
e velocissima. L'usavano nelle regate particolarmente 1 patrizi 
direttori delle corse; i quali ginocchioni sulla prora tiravano, con 
l'arco, palle di creta contro i rematori delle altre barche, che non 
fossero pronti a lasciar libero il passo ai lottatori • . Uutinelli. 

Balotìn, venez., battello leggiero per cacciare gli smerghi in valle. 

Balàinina, bolumina, genov., il telo più lungo della vela latina. 

Baluvaro, s. m., di poppa e di prora, i castelli. Pantera, Vocab. 

Balza e balsa, s. f., barchetta. 

Fr. bolse; spagn. e bas. lai baÌ8a. 

Balzo, s. m., ponticello o piccola armatura volante, per sostenere le 
maestranze lungo il bordo o gli alberi, per restaurare alcuna parte. 

Bambn, s. m., (V. Jal a Sarce) della famiglia delle graminacee, del 
genere bambosa, dei paesi tropicali. La più notevole è la Barn- 
busa arundinacea; cresce sino a 40 piedi e più, o circa 12 metri. 
Della sna scorza fanno cavi. 

Banca, s. f., presso i Veneti significava 1' uflScio dell' arrolamento 
marittimo. 

— canotto, barchetta, monoasilo d'un solo pezzo, usata alle Filippine 
per portare i passeggeri dentro i porti, da un punto ad un altro. 

Bancacda, s. f., < à una banca che attraversava la poppa della galea, 
dove soleva dormire il capitano. Si dice cosi anche una panca che 
sta dietro alla timoniera, dove siedono i timonieri » . Pantera, Voc. 

— di parasarHa, di trinchetto, di maestra, e 



,vGoosle 



302 BAN 



, Tsnez. bdncazza, parlando delle parasartie. 

— la panca dove aedevauo i timouieri nelle galee. 

— detta bitta, Doc tose, 31. Vedi Subbio. 
Bancata, s. f., ogni attinenza dei banohi dei rematori. 
Bancate, add., fornito di banchi da rematori, trattandosi di naviglio. 
lìancazza, s. f., in venez. le Parasartie. Vedi, 

Bancheare, t. a., mettere i banchi dei rematori alle navi; imbancare. 
Fr, banquer; irtgl. io put the thwarts; ted. die Rojbànke ia einem 

Boote einlegen. 
Banchetta, s. f., la tavoletta anlla quale appoggia il piede ciaecnn 

rematore. 

— s. f., ciascuno dei pezzi che fanno parte dell'arcacela. 

Pr. barre d'arcasse; ingl. tramsoms. 

— banchina dì costruzione. 

Banchiglia, a. f., barriere di ghiacci polari, quali s'incontrano verso 

il mare glaciale, o nelle correnti che da quello discendono. 

Banchina, a. f., la strada, più a meno ampia intorno ai porti e lungo 

' i moli, per comodo di sbarcare ed imbarcare mercanzie e qualsiasi 

altra cosa, come armi e monizioai, specialmente nei porti militari. 

Pr. quai; ingl. quay, key; ted. der Rai, der, das Quai. 

^ di carenaggio, riva fornita di apparecchi per carenare le navi 

Banco, s. m. (metter) in piazza, solevano i Veneti comandanti delle 

navi (sovracomiU), per arrolare le ciurme, (Malipieso, An., 1463). 

— sedile pei rematori nelle poliremi del medio evo. Banco di' voga. 

— quella tavola che nei palischermi ed altri piccoli navigli serve 
da sedile ai rematori, e si disse anche trasto dal latino frtntsfrfim. 

— amovibile. 

Pranc. b«nc mobile; ingl. tnoveable thwart; ted. die abnehmbare 
Rojbank. 

— di guardia o di quarto, luogo del cassero ove stavano i marinai 
di guardia alla vela; e piattaforma elevata lateralmente a poppa 
di una nave ove sale l'ufficiale che comanda la manovra, nn 
tempo chiamavasi Capomartino. 

— specie di altipiano sottomarino, che giunge spesso sino alla su- 
perficie dell'acqua, con cumulo di rena; banco di sabbia, di fango, 
dì roccìe. 

— per eccellenza s'intende quello di Terranuova; non è pnnto pe- 
ricoloso, essendo assai basso, e potendovisì navigare in ogni sta- 
gione, come il Dogger Banc e il Well Banc nel mar di Germania. 



,vGoosle 



BAN 303 

Banco deU' orùszonte , ammasso di nubi o dì nebbie che si alza ad 
ona mediocre altezza; i Veneti: calata, 

— di scogli, a fior d'acc[ua o sott'acqua, 

— tnoMle, quello che il mare muta da un luogo ad un altro. 

Ft. banc ckangeant; spagn. banco tnovible; ingl. Bchifting bank. 

— delia pazienza, che soleva essere davanti l'albero di mezzana, 

— nelle navi o fregate. 

Spago, banco de la pacienda. 

— d'ostriche, quelle località sottomarine ove sì aggruppano questi 
molluschi, e vi si riproducono. 

— di coraili, di madrepore. 

Fr. pàté de coraux; ìngl. patch of coraU; ted, die Korallen- 
bank, 

— di nebbia. 

Fr. bane de brouUlard; ingl. fog bank; ted. die ìfebelbank, 

— di' comatido. 

Fr. banc de quart; ingl. conning bench; ted. die Commandobank. 

— di ghiaccio. 

Banconi s. m., barca a tre remi per banda, che usano in Cina, di 

poca pescagione. 
Banda, s. f., fianco della nave. 

Pr, c6U, fianc, bord d'un navire; spagn, o port, banda; ingl. 

side of a ship; ted. die Seite, der bord eines Schiffes. 

— faUa (orza alla) o per cattiva costruzione, o malo stiramento, 

Pr. faux-bord; spagn. e port, faisa banda; ingl, lap-side, list; 
ted. die Schlagseile. 

— (fuori), fuori bordo. 

Pr. hors du bord; ingl, out-board; ted. Aussenbords. 

— mezza. 

Fr. demi-bande; ingl. parliameììtJKel; ted. die h(dbe Kielholung. 

— (capo di), l'orb del bordo. 

— (aUa), comando di volgere checchessia da uno dei lati. 
Bandadda, a. f., genov., fiancata, bordata, lo sparo dell' artiglieria 

tutta di un fianco della nave. 
Banderese, signore feudale che aveva diritto di condurre in campo 

i suoi vassalli sotto un'insegna. 
Banderuola, lunga strìscia di stoifa a colori, in forma di fiamma, 

che non dice niente e non indica né nazione, né grado, o che eia- 
• scuno può inalberare. — Genov, banderotta. 



,vGoosle 



304 BAN 

Le bandiere nazionali sventobno sempre in testa d'albero eccet^ 
tuato il caso per quella di maestra, quando trattasi dì festeggiare 
un'altra nazione; allora in testa ad esso, alla bandiera nazionale 
vien sostituita quella della nazione amica. 

V'è inoltre la banderuola per mantigUare e le ÌHindentoU-mo- 
stroventi. Vedi Fiamma. 

Fr. banderotle; ep. banderola; port, bandeirola; ingl. baùderol; 
ted, Wimpel, 
Bandiera, s. f., drappo di varia materia e di varia forma, ad uno 
o a pilli colori, disposti o verticalmente od orizzontalmente, e serve 
ad usi civili, militari o religiosi. 

Le civili e le militari anno lo stemina dello Stato o dal Prìn- 
cipe; quelle della Marina sono differenti da quelle delle milizie 
di terra in alcuni Stati. — Genov. baììdia. 

Yv.paviUon; epagn. bandura, insignia; port, bandeira; lat. ve- 
xiUum; gr. arjfieXov; ingl. fl£ig, colours; ted, die Flagge. 

— d'armatore. 

— bianca, segno di pace ; si aka per chieder tregua o sospensione 
di combattimento, per varie ragioni, per venire ad un armistizio, 
o provvedere ai feriti e morti, o per imprendere trattative di 
pace. 

— di bompresso, è una bandiera nazionale più piccola, ohe si alza 
le domeniche e gli altri giorni festivi sull'asta fissa di bandiera 
di bompresso. È formata coma la nazionale, e talvolta dal solo 
scudo. Viene in generale alzata dalle navi da guerra quando sono 
alla fonda o dalle mercantili che siano equiparate alle militari. 

— (di comando o insegna di), di tre metri circa di lato orizzontale, 
e poco meno larga; si chiama anche quadra, distintiva. Se sulla 
nave è un Ammiraglio essa viene issata sull'albero maestro; se vi 
è un Vice-ammiraglio, si issa sul trinchetto; se vi à un Contr- 
ammiraglio, sull'albero di mezzana; si seguono le stesse norme 
per un Generale imbarcato; per le loro Maestà si issa lo stendardo 
reale alla maestra, e per ì Principi del sangoe, U gagliardetto, 
vedi. 

— estera, quella appartenente a nazioni straniere. 

— (grande e piccola gala di), si usa la grande gala; con bandiere 
da segnali e nazionali, messe e legate in ordini stabiliti per feste 
unzionali od estere, arrivo di principi, ecc. ecc., usasi esclusiva- 
mente da navi alla fonda. La piccola gala usasi da navi in motfl. 



,vGoosle 



BAN 806 

Bandiera diatintÌTa della oolooìa eritrea è rettangolare, bianca, oon 
lo sondo di Savoia nel mezzo, sormontato dalla corona. 

— distintiva dei Generali del R. Esercito è rettangolare, bianca , 
portante, secondo la diagonale che parte dal vertice dell'infaritura, 
una, dne o tre stelle rosse, secondo che distingue on Maggior Qe- 
nerale, od Tenente Qenerale od nn Generale di Esercito. 

— giaUa, è segno di malattie contagiose Bolla nave; di quaran- 
tena, di contamcuia. 

Fr. pavilion jaune; spagn. bqndera amarSÀa o de cutxrenieaa, 
de pratica o practica; ingl. flag of quarantine, yellow flag, sick 
flag; ted. die Quarat^aineflagge, 

— doganale, guidone, ò verde oon una corona reale bianca all'an- 
golo superiore presso l'inferitora, soprastante alle lettere B D 
pure in bianco. 

— guidone, deUe lìnee postali sovvenzionate dallo Stato, è bandiera 
nazionale oon lo stemma dì Savoia, senza corona e portante sulla 
striscia verde la lettera P. 

— di guardia. / 

— a segno. — Fr. d Uoc. 

— di guerra; del Oomaadanto supremo in combattimento, è quadra, 
azzurra, con croce bianca in campo rosso. 

E la nazionale con lo scudo e la corona, nel meszo, sul bianco. 

— mercantUe; le navi di commercio inalberano o possono inalberare 
la bandiera nazionale in cima al picco del pennone di mezsana; 
alcuni portano anche fiamme di convenzione e di fantasia. Anno 
lo scudo senza la corona. 

— pà Miniatro delia marina, s'innalza all'albero di maestra. 

È un rettangolo azzurro con cornice che racchiude un' ancora 
gialla sormontata dalla corona; il sottosegretario b, la stessa, meno 
la cornice. 

— distintiva di autorità diplomatiche, è bianca, rettangolare, con 
una, due o tre stelle azzurre sulla diagonale, secondo che distingue 
un Uinistro plenipotenziario dì seconda classe, un Incaricato o un 
Ambascia tore. 

— nera, era quella dei pirati, la quale indicava che non davano 
quartiere, per ciò gli Spagauoli la chiamavano anche bandiera di 
morte, — Gl'inglesi la chiamano block-jack. 

— neufra, la bandiera nazionale dì potenze che restarono neutrali 
durante alcuna guerra. È impastata dì nero e di bianoo. 

Cosuznn, Voeaò. notUtm. 20 



,vGoosle 



806 BAN 

Bandiera d'onore. 

— di nave ospedale, bianca oon croce rossa. (ConTenz. di Gmem). 

— di palischermo, 

— parlamentaria è la bianca, la quale, per convenzione intemaEio- 
naie, s'innaUsa salla testa del trinchetto per indizio di voler trat- 
tare col nemico. 

Fr. p. partamentaire; spagn. b. parlamentaria; ingl. flag of 
truce; ted. die parlameatitrflagge. 

— tU partenza, rappresentante la lettera P del Codice intemazio- 
nale dei segnali; usata dai navigli postali e mercantili, i quali tal- 
volta sogliono alzare contemporaneamente, ma separatamente da 
essa la bandiera della nazione alla quale appartiene il porto ove 
entra la nave. 

Ingl. bUie Peter, corruzione di repeater, s. Falooner. 

— per chiamare piloti, è bandiera nazionale ìa campo bianco, per 
l'Italia; per le altre nazioni può essere pure la bandiera nazio- 
nale in campo bianco, oppure la lettera 8 del Codice intemazio- 
nale, e anche una bandiera speciale. 

— di poppa, bandiera grande. Uso antichissimo della bandiera 
a poppa; 

Praefixo in biremis pappe vexiUo (SvBT.). 
Vedi CottAZZiHl, Atlante, tav. LX e LXI. 
Fr. pavilion de poupe, enteigne de poupe; ingl. ensign, stem 
flag; ted. die Hedkfiagge. 

— di porto o di armatore, alcune convenute per far riconoscere un 
naviglio al momento dell'arrivo. 

^ di preda, quella della nave oattnrata, messa al di sotto della 
bandiera del oatturatore. 

— di prora; vedi dJ bompresso, 

Fr, pavilion dit beauprés; spagn. bandera de proa; ìngì. jack. 

— di ammiraglio, a rettangolo, azzurro, con tre stelle d'oro sulla 
diagonale. 

— di viceammiraglio, è a rettangolo, azzurro, con due stelle d'oro 
sulla diagonale che parte dal vertice. 

— di contrammiraglio, id., con una sola stella nel mezzo. 

— gagliardetto, a triangilo, azzurra, per comandante superiore. 
a cornetta, di comando. 

— reale ed imperiale; la reale italiana è azzurra coU'aqnila nera nel 
mezzo, portante nel petto la croce bianca in campo rosso. L'aquila 



,vGoosle 



BAN 307 

à intomo il Collare della SS. Àtmimziata disposto in cerofaìo, e 
a cioacan angolo la corona reale. Quella dei Frìncipi del sangue 
è la stessa, meno che è tagliata a cornetta, non à le corone. 
Bandiera rosea, o di sangue, ohe sogliono issare i pirati a indicare 
la decisione di battersi sino all'altimo. — I navigli mercantili di 
Spagna l'osano per chiamar gente ad arrolarsi come marinai. 

In generale indica sbarco od imbarco di munizioni o materie 
infiammabili. 

Ingl Uoody flag. 

— da aegnàU, a triangolo, dicesi guidone. 

— (muta di bandiere da segnali). 

— di conh-atsegno, quella convenata per farsi riconoscere dagli al- 
leati, in mare. — Spagn. ì>. de contrasena. 

— tagliata a cornetta, terminata a coda di rondine. 

— vecchia, fa onore al capitano (proverbio). 

— (atta delia). 

— (aiulanle di) = aiutant* di campo; ufficiale di ordinanza del- 
l'Ammiraglio. 

— (comandante di), comaudante della nave ammiraglia. 

— (sagola della) in veueziano, drizza. 
'~ (testa data), la sommità dell'asta. 

— (vaina della), cioè gnafna. 

— (ventarne di una), la parte che batte, sventolata. 

Fr. battaiU d'unpaviUon; ingl. fy of a fiag; ted. die lAnge 
einer Flagge. 

— officine delle bandiere. 

— (stipetti della). 

— a bandiera spiegata. 

— ('awfcurare la). 

— (avvolgere la). 

— in derno, par chiamar un piloto o per chiedere soccorso; è stretta 
insieme in tutta l'intestatura, e con un nodo verso il mezzo, is- 
sata al pomo dell'asta. 

Malt, in tema. 

Fr. pavilion en berne; spagn. bandera morron 6 de socorro, ó 
auxHio; ingl. waft; ted. die Flagge in Schau. 

— (essere sotto la), essere nella miluda, ìu servizio attivo. 

— (far gala di), plur. 

— (inalberare, inferire, alzare, levare, itsare, calare, issare a 
segno la). 



,vGoosle 



SOB BAK 

Bandiera (mettore la bandiera al soleggio). 

— a mezz'asta, significa lutto. 

— (montare la). 

— (nodo di), groppo di poea. 

— (piantare la). 

— Tovetdaia o nel sacco, capovolta, ìndica ignominia. 

— (saltUo detta o salutare con la), si & alzandola ed abbassandola 
tre 7olte per onorare chi passi o innanzi al qoale si passi. 

— (un segnale ed una cornetta in), quando con bonaccia di vento 
sono disposte colla loro vaina orizzontale affinché rimangano spie- 
gate e presentino tutta la loro feccia coed da esser vedute distin- 
tamente. Vedi Sanali 

— (spiegare la). 

— (spiegar una bandiera ingiuncata). 

— (svolgere, nettare una). 

Batìere bandiera, presso i Veoeti valeva inalberarla: òaHm- 
Ramifera (Varmirajo. 

Piantar la bandiera, porla a forza sulla nave nemica. 

Mainar la bandierla, in un combattimento, iodica che uno si 
vuole arrendere. — Yale anche semplicemente calarla, come sì co- 
stuma, ogni sera e salutarla. 

— trascinare in mare le ineegìie nemiche da poppa), uso antico, 
per fare sfregio. Vedi Muntakke, I, 170, 207. 

— (vela in), quando essa è spiegata senza essere trattenuta da altro 
ohe dal suo inferìtore al pennone, con le scotto e con gl'imbrogli 
in bando, per cui svolazzano davanti i velacci e i contro velacci, 
potendo cosi servir da segnali. 

Alla bandiera f comando per mettorsi attorno alla bandiera e 
salutarla. 

Bandleraccla, odiata bandiera, ovvero vecchia e malandata. 

Bandieraio, fornitore o venditore di bandiere. 

Bandierina, piccola bandiera. 

Bandlerone, aooresdtivo. 

Bandlnl e bandlnettl, quei lunghi legni ohe nelle costruzioni in legno 
si adoperavano per formare il coperto della poppa nelle galee, che 
si appoggiavano sulla forbice (forflce), paralleli alla freccia. 

— Venez. conelott o mezza gelosia, piccola balaostrata a poppa. 
Bandlno, s. ul, le sponde balaustrate a poppa delle galee. 

— delle spalle. 



,vGoosle 



BAN-BAR 309 

Bando (in) allenlato, mollato, parlando di cavi. D'AlbBRTIS, Cor- 
saro, p. 86 : i cavi di rimorchio, talvolta molto < in bando » , si 
eraao gii più volte impigliati nelle < civada > contorcendole. 

In bando, dice il Fincati, significa sciolto, libero, non legato, né 
altrimenti trattenuto; per eia dioeai mollare in bando, ammainare 
in bando, cioè mollare assolatamente, non più trattenere. 

— (in), avv-, si dice mollare, lasoare una fané, qaando si lascia 
libera e senza stenderla o darle volta. 

Fr. en bande; ingl anuUn, let go amain, tlack; ted. Sàiìaff. 
Bannum e Suparbannum, attribuito ai Veneti e Oenovesi; il De 

la Bandère, pag. 249, lo fa corrispondere al caatellum et super- 

caslellum dei Marsigliesi, quasi ohe i nostri non avessero queste 

stesse voci. 
Banzone, aut navia aut Banzonus, aut Btaxmavis (Stai, venez., 1265, 

art 106). 
Baonare, vedi brattare. 
Barachols, s. m., chiamano nell'India un porto entro nn altro, una 

rada dentro un'altra, con passaggi tra banchi e banchi a Sor di 

acqua, Insciando passi difficili. Sono sicari dai venti. 
Baragozzo, Bracozzo o Bragozzo, s. m., trabaccolo peschereccio in 

uso neir Adriatico. 
Barangai, s. m., barca molto sottile di prora, bassi di bordo, a remi, 

in uso alle Filippine, 
Spagn. barangay. 
Baratteria, s. f., in marina & un significato diverso dal politico, 

significa furto, malversazioni, alterazioni delle merci fatte nella 

nave, e tutte le soperchierie che il padrone e l'equipaggio possono 

fare a danno del mercante speditore. 

< Nauta committendo barattariam , debet carcerari ad ar- 

bitrium officialinm ». Tav. Amai., 3. 

Fr. baratterie de patron; sp. e port, baraieria; ingl, barratry; 

ted. die Baratterie. 
Barba, s. f., pezzo di corda annodato o impiombato con una cima 

su di un oggetto da tenere avvolto. — Fr. raband. 
Barbagianni di bompresso. Vedi Briglia. 
Bàrbara o Bàrbera, santa protettrice della milizia. 

— Santabdrbera, sì chiama il magazzino della polvere pirica nelle 
navi, situato sotto il ponte a poppavia. 

Barbetta, s. f., funicelle con le quali si tira alcun oggetto. 



,vGoosle 



310 BAR 

Barbetta delta lancia, corda aottUe per dare la volta o alla banda 
della nave o a terra, o per rìmorcluarla. 

— ciascuna deUe fìuiì con le quali si tira a bordo nno scafo, o on 
cannone di corsia a prora. Vedi Affinvare. 

Fr. rissea de la chcduppe, cap de remorque; ingl. gripes, giiea- 
rope. 

— (Ìe2 gavitello, quella cordicella ohe sì lascia galleggiare attaccata 
alla cima di esso. 

— qnella fime con la quale si tira lo scafo in nave, e il cannone 
di corsia olla prora. 

— dell'amo e delle frecce, cbe si potrebbero chiamare anco oli. 

— (batteria in o cannone a), dìcesi di artiglierìe sistemate a terra 
od a bordo a cielo scoperto, sopra qualunque specie di afiiisto, 
eccettuato quello a scomparire ed in qualsiasi modo sistemati del 
piano di batterìa, sopra piattaforme mobili, dietro a parapetti o 
scudi, ma non in casematte, né sotto cupole, o batterie coperto. 

Fr. barbette; spagn. barbeta; port, 6ofa d'escal^r; ingl. barbel; 

ted. die Bank. 
Barbiere, s. m., il barbiere che esercitava la bass.i chirurgia nelle 

navi. Sino alla metà del secolo zix, i Barbieri erano anche flebotomi. 
Barblerotto, a. m., valletto del chirurgo nelle navi, volontario o 

sohiavo: era addetto al servizio dei malati. 

— colui che radeva la barba alla ciurma di un naviglio. 
Barbetta, s. f., barca per navigazione dei canali e de' fiumi a Ve- 
nezia, coperta. Sanddo, D., 20, ag. 1509. 

• Io terminato (determinato) armar tre barbote per Po • . Sa- 
NDDO, X, 267. 

Se ne attribuisce l'invenzione a Corrado di Monferrato; certo 
egli ne fece costruire per l'assedio di Tiro (1187). 
Barca, s. f., naviglio di varie dimensioni e per usi diversi; dalle 
barchette dei porti per trasporto di passeggieri, di bagagli e di 
merci, a grosse navi da guerra. Per questo Dante disse picCK- 
Ietta barca. Sanodo, D., XX, 100: le barche mandate a quella 
custodia anno scaramuzato con i nemici. — Barche pure armate 
in guerra. Vill. M., IV, 32. 

Ve ne erano a più ponti, con tre alberi, lunghe, tra mota e 
ruota, m. 30, larghe alla bocca m. 5,10; ed anco maggiori. 

Pr. barque; spagn. e portog. barca; lat, scapha; gr. axàfOi; 
ingl. bark; ted. die Barke. 



,vGoosle 



BAR ■ 311 

Sarca, da lei vennero: imbarcare, sbarcare, barcollare e barcollamento 
(rollio), imbarcante, sbarcante, p. pr. ; imbarco, l'imbarcare, il met- 
tere in barca mercanzie e persone; luogo ove entrano in barca le 
persone; imbarcamento, l'imbarcare; inAarcazione, l'atto dell'im- 
barcare; inarcarsi, v. a. n. p., entrar nella barca, nella nave, 
genov. piggid barca, imbarcarsi; barcolUo, il barcollare, 

■— « le barche, le barcacce, i lenti sono vaseelli che portano due 
vele, la maestra e il trinchetto > . Fahtbra, p. 44. 

— aperta o scoperta, senza ponte. 

— arundinea o armidmacea, quella fatta dì canna di bambo. 

— d'avvito. 



— di cantiere, grande e forte scafa a servìzio delle navi maggiori. 
Pare che la rimorchiassero. 

Secondo un passo di Oberto (^nn. genov., II, MoiUT., t. VI, 
e. 303), non si dovrebbe dire di cantiere, ma semplicemente can- 
tiere.' • tras magnas uavee cnm tribus galeis, tribosqae barchis, 
trìbua cantherìis magnis, viriliter armaverunt et in cnrsu mise- 
rant • . Quindi era un naviglio celere, armato in corso, forse dal 
greco xdp&affos, 

— cavafango, francesomente draga, con catena e cassette per tirar 
su dal fondo dei porti il &ngo. 

— cisterna. 

— da connetterH e sconnettersi o smontabUe, è di uso autichìssimo. 
Vedi Ybqezio. 

I Greci la chiamavano nÀolov diatftióv. Vedi Mdntan., I, 207; 
MoNTEODOOOLi, Op. , pag. 225: • Nel secolo XTi, Abramo Ca- 
lerne, ingegnere a Ferrara, ne inventò nna oho rìdncevasi in nn 
fascio • . 

— congegno Mills, per attaccarla o staccarla istantaneamente da 
bordo. R. M., 86, I, 284. 

— coperta, col ponte. 

Fr. bateau ponte; ingt. decked boat; ted. das geàeckt Boot. 

— corallina, ciascuna di quelle che servono alln pesca del corallo. 

— coriacea, rivestita di cuoio con ossatura di legno leggero osata 
anticamente per navigar sull'Eufrate a seconda dell'acqua. Ebo- 
DOTO, I, 194. Le adoperò anche Cesare {B. Q., I, 34). 

— di curaporto. 

— falcata, grande, pel servizio nelle navi da guerra, rostrate, e 



,vGoosle 



313 BAR 

coQ ana apeoie dì alto bordo o di <^iera morta, detta falca, per 
coprire i rematori. Dicevansi falcate dai Veneti, perché faUa, Del 
loro dialetto, indicava ognuna deUe tavole che si mettevano a in- 
cassatura ani bordo, al detto effetto. Vedi Catafratto e CUprato. 
Barca fluviale. Queste gli antichi le facevano spesso bìprore, quando 
il fiume si poteva risalire; bipoppi, quando, come l'Eufrate, era 
di rapida corrente. 

— per collocar giratoti. 

— grande, < vuoga banchi dÌoÌotto, qual porta sopra la prua una bom- 
barda grossa • . Samodo, D., Ili, 999. 

— da guerra. 

^ imbarbottcda, coperta a volta con tenda di cuoio per ripararsi dalle 
&6C0Ìe. Vogliono che derivi da barca-botte o barca a botte. 

— (imbarcazioni elettriche). 

— irusendiaria; il Crescenzio (468), ed altri, la chiamarono: barca 
da fuoco. Vedi Brulotto. 

— insommergìbile, nuova. Vedi R. M., '85, IV, 147. 

— lancia, da tamburi dei bastimenti con mote a pale. 

Fr. canal tambour; ingl. patUe-bocc boat; ted, daa SadkaastnbooL 

— da pesca. Vedi Paranza. 

— da piloti. 

— a pompa (Tineendio. 

— posta. Vedi E. M., '83, III, 20. 

— rapida. Whttb, R. M., '86, I, 464. 

— a remi. 

— di ronda, quella di gnardia nei porti. 

— per scopare. 

— salvagente, quella o quelle apparecchiate nei porti per accorrere 
al soccorso di navi pericolanti, o naufragate nei porti o 11 presso. 

— da tragitto. 

— tramoggia, quella che serve al cavafango. 

Alle Filippine la chiamano cotco. 

— pel trasporto di polveri, munizioni, di razzi, razziera. 

— pel trasporto di milizia, di viveri. (Relaz. ms. Zaccaria). 

— traversata < varca traversa, marìnaru riccu » , proverbio siciliano 
che allude alle traversie fraudolenti per le quali il marinaio ar- 
ricchisce. {Marsala, S*LV. Stbdppo). 

— a vapore, a vela, a remi. Le navi da guerra degl'Inglesi usano 
quelle a vapore. Vedi R. M., '86, I, 120. 



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BAB 513 

Barca a vela. 

— ìonga, naviglio da cabotaggio, tondo, scoperto, con un sob al- 
bero, senza quello di gabbia, con ^te velo qnadre. I marinai in- 
glesi ohiamano cosi anche le oannooiero. 

— %doaio, con vasca pel trasporto del pesce vivo. 

— da zavorra. S. 

Fr. bafeau delettetir; ingl. balla»t lighter; ted. das Ballaatboot. 

— diritta t comando acciò che i passeggieri si dispongano un po' 
per parte, affinché essa non abbocchi. 

— (fare), valse nn tempo rin/brzare l'equipaggio di an navìglio. 
Barcaccia, a, f., barca malandata e guasta. 

— qaella che servo al calafato per andare calafatando intorno alle 

— quelle che si adoperano sai fiumi a passar cavalli o carri. 

— ai chiamava la più graude delle barche che un bastimento por- 
tava e serviva principalmente a trasportare un'ancora nel fondare 
o salpare. Si adoperava anche per sitnar mede e segnali, e per 
trasporto di carichi pesanti. 

— nave da guerra, Pàntbba, p. 44: portava due vele; la maestra 
e quella di trinchetto. — Oenov. barcassa; ven. barcassza. 

Fr. chaloupe, aUège; spagn. barcaza; port, barca^; ingl. launch; 

■ ted. Barìattse. 

Barcajoola, tiarcaruola e barCberuola, s. f., la femmina del bar- 
caiuolo, e qaella che governa la barca. — CauBonetta marìnareacn. 

Barcaiaolo, barcanudo e barcheniolo, s. m., l'uomo che governa 
la nave o altro legnetto. Nome generico anche di chi conduce 
gondole, scafo, chiatte o piatte, battelli, navicelli, barchette. 

Patrono dei barcaiaoli tra i cattolici è Arnaldo Umberto, che 
fu conduttore di barche, e Pietro Ohiefiii, giapponese, che visse e 
mori da santo nella professione di rematore. Vedi. 
Lat. lintrarim. 

Barcalàl e Barcalail comando perché i marinai si mettano sotta 
bordo. — Venoz. bardie ai lai. 

Barcamenare, v. a., condnrre accortamente la barca tra secche e 
ecogli od altro pericolo. Figurai., per condursi accortament«. 

Barcarizzo, s. m., il posto a bordo dove sì alza o rizza la barca. 

— l'ingresso a capo la scaletta per entrare a bordo, a destra e a 
sinistra. 

Fr. eoupée; spagn. portalon; port, portala; ingl ga/ngway; ted. 
die .fbUrsep. 



,vGoosle 



314 BAR 

Barcarola, s. f., donn& che governa ana barca, moglie d'un bsrcarolo. 

— canzone dei barcaroli 

Barcata, a. f., qaantiU di roba coatenata in una barca. 
Barce, s. f., barca. 

Fr. barge. 
Barcella e bareno, voce antiquata, per barchetta, 

— per barchetta piccolisaima, voce antiquata. 
Barche^^iarc^ v. intr., andare in barca. 

— per barcollare. 

Spagn. barquear; ingl. to steer the boat, barge. 

Barch^glO, s, m,, l'andare e il tornare delle barche. 

Barchereccio, a. m., quantità dì barche; add., attinente a barca. 

Barchetta, a. I., dim. di barca, con tatti gli altri dimìn. di barehd- 
Una, barchettino, barcheUélla, barchina, barchino, barcheOo, e i 
diapregiat. barcheUuccia e barchettuccio. Dal Pamtsiu, 14, è ras- 
aegnata tra i piccoli legni da guerra. 

— del dromometro o golcometro. Vedi. 

Fr. bateau de ioch; spagn, barquilla de la correderà; port, bar- 
quina; ingl. logh-ship; ted. das Loggbretchen. 

— (luna in), vedi Luna. 

BarChettaioolO, s. m., chi governa una barchetta, 

Barco, a. m., • i O^nove^i chiamano coal tutte le navi di qualsiasi 
forma e grandezza, meno le lance o altri legni minori da remo o 
latini >, Casaoou. 

Barccdame, a. m., ven., barchereccio; • una &cciata, dice il Boerìo, 
di barche; una quantità di barche >. 

Barcollamento, a. m., il barcollare (rìiUare). 

Barcollare, v, intr., ciò che con voce straniera ai dice rvUare; il 
movimento della nave nella direzione dell'aase maggiore. 

Barcone, s. m., accrescit. di barca. Quelle specialmente ohe servono 
al trasporto di artiglierie e a far ponti, 

Barcòso, a. m., naviglio da guerra, G. Vili., 6, 70. Statuto di Cai- 
taro, aec. XIV, e, 378; barcosium. Pardessus, V, 97. 

Bardago, s. m. ; il Gtrandpré fa corrispondere questa parola ad una 
espressione italiana che non ò trovato altrove, e perciò la prendo 
con beneficio d'inventario; Cinque giorni. — L. M. F. la defini- 
scono: cavo grosso foderato di cuoio e di funicella attortigliata, 
che nell'apparecchio del paranco di ritenuta fa lo atesso ufficio 
che un imante. 



,vGoosle 



BAE 316 

Bardago, cavo che farma alcana volta la punta di sottovento delle 
vele che si aquartierano.— Jtrocar bardago, eapressione antiquata 
che equivale ad aquartierare. 

Ft, maiìchette; sp&gu. bx-dago; ingl, toof of rope. 

Barena, b. f., veoez., terreno scoperto nelld lagone che s'innalza di 
continuo per nuovi depositi. 

Bargagnare. Vedi Bragagnare. 

Bargagno. Vedi Bragagno. 

Barganella, s. f., pezzo di legno curvo da un capo che serve a so- 
stenere la sponda delle lance. 

Fr. alonge; ingl. fiittock or futtock tin^>er. 

Bargantino e bragantino; queste forme sono forse legittimate dal- 
l'ingl, barkantine e barqtianiine, e dall'ant. catal. bargantì; ant. 
port, bargantim. Vedi. Brigantino. 

Bargia, 9. f., specie di naviglio di varia grandezza, da guerra e da 
trasporto. < Una barza bene in ordene con uomini 250 sopra > , 
Sahodo, D., XX, 64. • À Eodì ò sta armada nua barza > . Id., 
H., 202. . Due barze di 500 in 600 bote l'una . . Id., D,, XXIV, 
pag. S82. 

Fr. barge, bargye; bas. lat. bargia, bargea e barga. 
Gl'Inglesi chiamano barge una barca d! lunga, leggera s spa- 
ziosa costruzione, per uso di Ammiragli e Comandanti delle navi 
da guerra. 

Bargio, 9. m., specie di naviglio. 

• A LiV:>rao dicono bargio, per quel palischermo che non 

serve se non alla persona istessa del Sovrano, quando voglia ag- 
girarsi pel porto e per quella marina >. Gdolibluotti. 

Lancia lunga e sottile con pittare ed ornamenti, per uso di 
trasportare gli ufficiali del vascello. Focofr. Pad, 
Il Jal, 01., lo fa corrispondere a canotto. 

Barglola, s. f., piccola bargia. (Jal., Ql). 

Bargozzt^ s. m. Vedi Baragozzo. 

Bari a e gagge, genov. ; bassi terzaraolì alle gabbie. 

Bari, lat. Barium, gr. Barton , antica città delle Puglie (Terra di 
Bari). Orazio la chiamò pescosa: Bari moenia piacotì. Se non fu 
molto considerevole nell'antichità, oggi à preso un posto eminente 
per grandezza, bellezza, popolazione, industria e commercio ma- 
rittimo. E una delle poche nostre citt& marittime che abbia dato 
grande incremento alla sua marina. Tempo fa aveva messo in mare 



,vGoogle 



316 BAE 

da una ventina di vapori. Il governo naeiooale vi costmiva od 
naovo ed ampio porto. Per tradizione , i Baresi indicano tuttora 
nel vecchio porto il Inogo donde i Oraci affondarono, chiuso In nn 
sacco con un serpe e un gatto, Datto ohe voleva liberare la soa 
cittjL dal dominio dei Qreoi. 

Bari, Baris, Barid^ greco /?<f(»e, barca egiziana detta c<sl da ba 
^ barca e re o fhre = soie; si dette loro tal nome perché servi- 
vano al re, chiamato con tìtolo ordinario Sole, appellativo che si 
dette a Loigi XIV. Servivano pure al cnlto di alcuna divinità, 
pel servizio sacro, navigando il Milo. Bossellini ne dà una rap- 
presentazione alla fig, 1, Mon. Civ,, 1. 1, p. 47, tomba di Sciomnès 
a Kum-el-Àhmar. Vedi Rossi, Etym. aegupt., ad y. San'. Ebo- 
DOTO, II, 9: • adoperavano, queste barche, pure pel trasporto 
delle ossa de' buoi alla sepoltura ► . Diodobo, I, 96 : < che ser- 
vivano anche a trasportare i morti alle diverse necropoli. Proba- 
bilmente erano diverse, secondo I diversi usi ai quali servivano •. 
L' Jablonaki ( Vocab. aegypt ap. script, veter.) suppose che II 
nome venisse dal papiro o biblo da oul è detto in egizio bar o. ber. 
Lo Champollion (Égypte aota Us Pliar., t. II, p. 203) considerò 
la parola Bari, come composta delle due nàiai Bai ^ palma {ba 
in dialetto tebano), e tri ^ fare, e bixri ioasa contrazione dì bairi, 
perché tessuta dì palma. 

Siccome le bari servivano a più usi, potrebbe darsi che pren- 
dessero nome da diverse cose: queste dalla materia, quelle dal 
titolo del Principe, come noi diremmo barche regie, e le altre 
barche d'abete, per esempio, per distinguerle da quelle del re, 
di acacia nilotica o spina nigra, come più solide e resistenti. 

Eschilo (Pere., 554), le appella fiori marine e bctri egizie, 874, 
e anfistrofe, 882, cioè equilibrate, quindi probabilmente a fondo 
piatto, come per lo più le barche da fiumi. 
In Suida si à dffa^tg ^ chi non d novi. 
Polluce à ^dQtg e ^a^eìg. 
Le bari di papiro sono citate nel libro d'Iside e Osiride. 

Bàride, vedi Bari. 

Bartlame, l'insieme del barili. 

Barilaro o barilaio, costruttore di barili. 

Barile, s. m., vaso di legno a doghe, a forma di due cani tronchi 
congiunti per la base maggiore e il cocchiume nella parte lunga; 
si adopera nelle navi anche per farine, carni salate, polvere, ecc. 



,vGoosle 



BAE, 317 

Barile a bona < à la forma d'on piccolo oono tronoo; serre al traa- 
porto delle granato o altre munizioai ; è coperto di onoio > . Piqué. 

— da biacoUo, a qaeeto vennero soetitoite le casse di latta, anche 
pei legami e la farina; por la polvere le casae di rame, 

— di galea, quelli ohe an tempo servivano a trasportare l' acqoa 
potabile a bordo. 

— dàia ruota dU timone. Vedi Timone, Bariletto, Barilotto. 

Fr. barU; spaf^. e port, barrii; baa. lat. barUit; ingl. barrel. 
BarUone o bariglione, s. m., grande barile per trasportare salami 
e mercanzie, polveri e monizioni da bocca e da guerra. 

— • il paranco che apre la cacohìaia dei pontoni a vite. Detto anche 
B<^one * . GOOLIBLHOTTt. 

Barinello, s. m., naviglio a vela e talvolta a remi, assai celere. Ser- 
viva anche al cabotaggio. 
Port, baròli o varinel. 

Barìono^ s. m., vaao di lamiera, di forma conica, nei quale si mette 
vino per sette marinai. 

L'esempio che addace la vecchia Orusca indica piattosto nna 
barca peschereccia: Pataff, I: In un barlonco andai, e pesca* lenza. 
Che forse si dovrebbe rettificare: e pesca' a lenza. Cioè pescai 
alla lenza, non pescai una lenza. 

Barografo, e. m. Vedi Barometrografo. 

Barometro, s. m., dal gr. /Jd^og^peso, e ftétpov = miann, stru- 
mento per misurare il peso o la pressione dell'atmosfera, ed anco 
per determinare i probabili cangiamenti della stagione e per accer- 
tare l'altezza di una ascensione. 
Il Barometro fa inventato dal Torricelli nel giugno del 1644. 

— aneroide (senz'aria), o baro8a>pio, la oui azione dipende dalla 
varia pressione dell'atmosfera sul fondo elastico di una scatola 
metallica, simile a quella di una sveglia piooola, dalla quale l'aria 
fu estratti. Una lancetta nell'interno indica le variazioni sovra 
un cerchio graduato, che si vede dal sovrapposto cristallo. 

— di maritta, k il tubo ristretto presso il pozzetto affine di pre- 
venire le rapide oscillazioni del mercurio. A nna vite di pressione 
che all'occasione ia salire il mercurio in cima al tubo perché non 
vi s'iatrodnca aria e resti insensibile alle scosse nel trasporto, 
per le detonazioni delle artiglierie od altro. E a sospensione car- 
danica e a bilanciere sostenuto da un branco alla murata. 

— chimico simpiezometro, cioè misura della compressione, o sìmnl- 



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818 BAB 

taaea pressione, e si forma oon an oomposto di olio e un gas, o 
di canfora, sale ammoniaco e salnitro sciolti separatamente dal- 
l'ara^uavite, e poi mischiati insieme. Le quali materie, ora intor- 
bidandosi, ora precipitando, or solleTandosi o mutando colore, se- 
gnalano le mutazioni atmosferiche che sono indicate in an carteliino 
posto aopra il tubo dell'istramento. 

Vi sono barometri a vaschetta, a mercurio, a quadrante, a 
sifone, metallici, portatili, per condensatori. 

Barometrografo^ s. m. 

Baroaanemo. Vedi Anemometro. 

Baroscopio. Tedi Barometro. 

Barra, s. f., la risacca, specie di aggere che i venti e le correnti 
vengono formando alle barche e dentro i porti e alla foce dei fiumi, 
impedendone o difficoltando il varco ai navigli. 
Fr. barre; spagn. barra; ingL somme, bar. 

— dicono i maestri d'ascia per manovella, aspe, speranza. 

— l'asta di ferro degli angeli, e quelle che si tirano dalle artiglierie 
per rompere vele, manovre, alberi. 

— <U gabbia. Vedi Costiere e Crocette. 

— del Hnume. Vedi. 

— <d vento, ingL bear up. 

— Vedi Pwto. 

Barra-boat, s. m., naviglio delle isole occidentali di Scozia, che porta 
da dieci a dodici nomini. Sono estremamente affilati d'innanzi e 
dietro, senza ponte, ma con fianchi che sorgono diritti dalla du- 
glia, in guisa che la sezione trasversale rassomiglia un Y. Esso 
è veloce e sicuro. 

Barraggio. Vedi Chiusa, Sbarramento, A^ere. 

Barrarei v. a., serrare con la barra. — Ingl. to bar. 

Barretta. Vedi Macchina a vapore. 

Barricata, s. f., riparo qualsiasi fatto attraverso le vie, e quello che 
si faceva talvolta nei vascelli appena il nemico oconpava nna 
parte del ponte di esso. 

La barricata nei secoli xui e ziv si chiamava serraglio, e quindi 
si diceva: far serraglio, aiserragliare le vie. 

— galleggiante, di alberi, antenne, pennoni o fosti d'albero ohe si 
ponevano all'entrata dei porti par impedire i brulotti. 

— < il riparo col quale si attraversava un vascello, a impedire il 
nemico che fosse entrato in una parte di esso > . PAirrKBA, Poe 



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BAR-BAS 



319 



Barròccfo^ a. m., piccola boroa, e i traversmi die coUegano I'nn 
baglio all'altro. 
Fr. barrotia. 
BarrottOi a. m. 

Barra, □., da baroe, bargia, non è che nna uosa con barca. Ve ne 
erano di diversa portata; e furono da carico 6 da gaerra, ed 
anche da pirati. Vedi Barzeta, cosi < da botti GCC fin settecento > . 
SanUdo, III, 89a — ■ Barze da 600 in 800 botte . . Sak., I, 398. 

Barce, pi. < Quell'annata, se dize ee demezerà per andar contra 
le barce •. Sahodo, I, 73. 

Samitdo, II, 1231-2: * Per cadauna barza (di bote 300 in 350 
con bomeni 100 per una, oltre 130 provisionati valenti homeni et 

bene in ordine, accordate in questo modo: zoé per cadauna 

Iwrza con li soi homeni ducati 650 al mexe li 150 proviaio- 

nati do capi, uno de ducati 15, l'altro 6 al mexe, el reato du- 
cati 3 .. — « Barza di bote DCCO ». SanoDO, III, 504. — 
' Borea di 900 bote, con homeni 300 anso > . SAHOtK), II, 923. 

— * Bona... con 400 homeni suso >. Samudo, I, 650; Barzoto, 
« Over naveta .. Samoi», VI, 339. 

Sakodo (II, 1290): « Barzoti 14 di botte 400 in zoto .. E a pa- 
gina 1237, ìtì: « Quattro baraoti gran velieri ». — Do barzoti con 
homeni 120 l'nno, e l'altro 80, con bona artilaria con sua fusta > . 
— grotta • Borea grossa di bote III mila con aei cento hnmenì 
auso ». SanUDO, III, 1103 e 1106. — < Fo celerato b armar di 
la barza grossa con homeni cinque cento » . Sanudo, IV, 258. 

— « Barza grossa di botte 3 mila ». Sanddo, I, 279. 
Barzeta da Corsari. Sanddo. 

> una barzola over balenier ». SahCDO, I, 387. 
>f B. m., naviglio della specie delle barche falcate, ma assai 
più piccolo dì essa. Ve n'erano di varia grandezza. Nel 1520 fu 
ordinato ohe un barzotto si facesse diventar nave. SfOT., 
D., venez., brezza, brezzoliua. 
nto delle maixitine, è l'intelatnra di fondazione di essa, ri- 
gidamente collegato al corpo della nave, ed i cilindri sono sorretti 
da colonne fissate sul detto basamento. Generalmente anche i 
densatori poggiano sul basamento e su essi posano i pilastri po- 
steriori dei cilindri che portano le guide delle aste degli stantuffi. 
Fr. embasetmni; spagn. basa; port, baie; ingl. basement; ted. 



,vGoosle 



suo BAS 

Sase d^operaziojK, il Inogo hìooto donde muove un'àrm&ta ad oda 

azione navale, e il punto d'appoggio in caso di oombattimesto. 

Linea di base d'openuòone strat^ica con magassim dì rifònii- 

mento. 

Fr. boM d'operation; spago, iate; port, baze; ingl. bate; ted. di« 



Basilico, s. m., nome di Regolo o déUa toata di Leone, a del leeone, 
stella di prima grandeeza. 

Basllbco^ 8. m., nome di on antico pezzo di artiglieria, la coi por- 
tata era di 3000 passi ed aveva una palla di oltre 200 libbre. 

Bassa, s. f., bassofondo; secca in venez. 

Basso, a. m., luogo d'acqua poco alta. Si adopera per Io più al plurale. 
• Il nostro piloto fu a dar sopra quei bassi... Demmo sopra una 
corda di bassi, i più pericolosi e paurosi che siano... Non v'era 
speranza alcuna di salate, essendo qaei bassi tntti allagati •. 

— ìtatìeria bona, quella al disotto dì tutte le altre. 

— terre batse, le spiaggie poco rilevate sol livello del mare. 

— vele basse, quelle di maestra, mezzana e trlnolietto, più presso 
alla base degli alberi. 

~ corda di basti, seguito di secche sottili. 

— fondo, luogo di poca acqua. 

Pr. bas-fond; sp. bajo ftmdo; port, baixo fundo; ingl. sho<d; 
ted. die Untiefe. 
Basta, s. f., ripiegatura della tela per allungarla al bisogno. Ter- 
mine da trevieri, come dei sarti. 
Bastarda, s. f. (cioè galea). Vedi Galea. 
Bastardella, add. e s., per galea bastardella di forma mista. Vedi 

Galea. 
Bastardo e Bastarda, la più grande delle vele latine di una galea. 
Pr. bàAarde. 

— di' trozza, la corda con cui s'infilano i verticohi e le bigotte che 
formano la trozza, la quale serve a rendere più agevole lo scorri- 
mento del pennone lungo l'albero. Vedi T^rozza. 

Fr. bàtard de racage; spagn. e port, bastardo; ingl truat; ted. 
Sacktan. 

— ogni vela volante al disopra di quelle di straglio di gabbia. 

— bastarde, Idìconsì le maree meno alto di quelle dei pleniluni e 
noviluni. 

Bastardo o reblo, s. m., viene denominata la corrente di rìtoruo 



,vGoosle 



BAS ^1 

ohe oostantemeate si verifioa nello stretto di Piomluno un'ora dopo 
che la corrente scende ad A. e l'altra sale a B. 

Bastardo, specie di cannone di circa 7 cent., con palla di o. 34 kg. 

Bastasse^ s. m., € ciascnno dei pezzi di legno ai qnali bì drizzano 
le bande di poppa nelle galee >. SnuTtoo. 

Battei, difsae. Pezzi di legno che anno la figura del contomo del 
bastimento e si applicano al bordo esteriore per difenderne e ga- 
rantirne la bordatura dallo sfregamento della scialuppa, del bat- 
tello, delle botti e dì altri pesi che s'imbarcano o si sbarcano. 

Bastimento^ s. m,, il Pantera definisce questa voce coti: < Basti- 
menti sono fornimenti di galee, come vele, tende ed altra simile 
suppellettile >, perclié da principio conservò il significato di co- 
strazione e di ciò che serve a costruire o edificare, poi che battire 
nelle lìngue romanze valse mnrare, fabbricare. 

Bastimento, in marina, passò ad indicar qualsiasi naviglio grande, 
ma specialmente quelli mercantili: vi sono bastimenti da gnaira, 
da conunercio, divisi in tre categorie: 1* di lungo corso; 2* di gran 
cabotaggio; 3° di piccolo cabotaggio. Vi sono bastimenti da tra- 
sporto, da pesca, da carico; ve ne sono a uno, a due, a tre alberi, 
quadri e latini; a vela, a vapore, a remi, a vela ed a remi ad 
un tempo; ve ne sono dei sottili. 

— a vela e a vapore, V. Qraffaoni, R. M., '80, I, 7. 

Fr. hàtlmmt; spagn. baatimento; port, nao; ingl. verni; ted. da» 
aOiiff. 

— di basto bordo, se à bassa l'opera morta. 

— di' al^ bordo, quando l'opera morta è assai elevata, e s'intende 
delle grandi navi, fignr. uomo o persona d'alto bordo, persona di 
alto afbre. 

— staffM, che non k &Ue. 

— fino, ben tagliato < quello le cui estremità sono più strette, affi- 
nate, assottigliate, dove i bagli sono più elevati, i modieri più 
corti e più rialzati > . Stratioo. 

— dwo di flanoo, che barcolla (rulla) poco. 

Pr. vaisaeau qui ést fort de coté; sp. buque duro; ingl. stif ship. 

— ch'è molto travirato ai fiawhi. 

Fr. vaitseau qui a beaucoup d'élafteement ou dévoyement; ingl. 



— paatacavaUi o usciere, ippega, ippagogo. Vedi. 

— composito, misto, costruito in ferro e legno, 

Coiuma, Yoeai. nautico. 



,vGoosle 



Frano, navìn m boù et en fer; ingl. composite ship; ted. das 
compoìUachiff. 



Fr. navire à spardeck; ingL tpardecked vessel; ted. ^ardeck- 
Schiff. 
— a poppa, quadra, stretta, elevata. Vedi Have, Naviglio. 

I bastìmeuti, secondo l'ordinanza ministoriale (nov. 1872), pren- 
dono le seguenti denominazioni: 

Bilancella = 1 L. 

Bombarda = 2A = 19C + la. 

Bovo = 2 A L e mezzanoella. 

Catter = 19 a. 

Brigantino Goletta ^2À=:lq + la: 

Brìgantino a palo = 2 A q. 

Feluca = 2 A L. 

Goletta a palo ^ 3 A a. 

Nave = 3 A q. 

Have a palo 4 A vert. ^ 3 q + 1 o. 

Nave Goletta = 2 A = l q + 1 ». 

Mistico = z j. 

Navicello = 2 A a. 

Sciabecco = 3 A L. 

Tartana = 1 B L. 

Trabaooolo = 2 A a. 

Velaniere = 3A = lq + 2a. 
BasUnée, forte rete a grandi maglia; appostasi pd grossi pesci. 

(^RR. Agr., I, p. 29). 
Bastingaggio, vedi Pavesata. 
Baatingare^ vedi Pavesare. 

Basto, 3. m., • è tin grosso pezzo di legno, che di qua e di là dalla 
ruota di prua, secondando la curva dell'opera morta, è incastrato 
nei riempimenti, e l'uno e l'altro vanno a terminare contro la ruota, 
servendo come di orlo alla pma >. Stbatioo. 
Bastonar^ v. a., manovrare sai bastoni del £occo. 
Bastone) ogni asta che serve ad allungare una verga od albero 
maggiore, vedi Asta. 

Ooel sì chiama: bastone di flocco, della fiamma, della bandiera, 
di ooltsllaoci, di comando o della bandiera di comando, di scopa- 
mari, per impedire l'avvicinarsi dei brulotti. 



,vGoosle 



BAS-BAT S23 

Fr, bdton de foe; ingl. jib-boom; tod. der Stab, stock. 
Bastone o laiKia a gando, lunga asta sulla quale s'incesta il ferro 
del gancio. 
Fr. bdton de gaffe; mgl. the stick or staff of the hoat-hodc. 

— d'inverno, specie di alberetti cto ia altri tempi si sostituì vano, 
nell'inrerno e nelle navigazioni tempestose, agli alberi dei due 
poppafichi, per dare meno presa al vento. 

— di Giacobbe. Vedi Balestra, Batesfaiglla. 

— di mostra vento, « quelli che si ponevano verticalmente sul cas- 
sero con in cima delle penne in forma di fiamma, per conoscere 
la direzione del vento », T. 

Bataizza, s. f,, e tòataù^a, venez., quell'ondeggiamento del mare 

ohe rimane dopo la tempesta. 
Bàtalo, s. m., sperone a freccia, molto sporgente a prora, come negli 

Boìabecchi, tartane, pinchi; esso forma coli' orizzonte un angolo 

di 10°. Vedi Freccia e Mastio. 

I Veneziani dicevano ìntalò il bastone di fiocca nelle tartane. 
Vedi Pomolo. — Maltese blftalo, — Lo Stratioo ed il Fiqné 
&nno bittolo, forse da bitta. 

Pr. bertelot; spagn. etpolon de galera; ingl. proto; ted. der Am- 
leger. 

Batardo, a. m. , venez., bastone de' pescatori, col quale frugano e 
percuotono il fondo per prender pesce. 

Bath (the order of the), ordine dì cavalleria istituito nel 1339, &tto 
rivivere nel 1725, ed ingrandito come nazionale rìcompensa di me- 
riti navali e militari, nel gennaio del 1815. Non è conferito, se 
non eccezionalmente, che ad ufficiali di Marina dal grado di ca- 
pitani dì fregata in su. U numero dei Gompaniona of the Bath 
militari è di soli 690. Vi sono tre classi: Gran croci (knights Grand 
erosa); Q. C. B. Commendatori (knight Commanders); 0. G. B. 
Cavalieri (Companions); C. B. Vedi Distinguished service orden, 
la Croce di Vittoria. Vedi Medaglie. 

Baticopo, a. m., venez., apertura nelle gondole a foggia di finestrìna 
quadrilunga, nella parte posteriore del copertino, la quale si chiude 
d'inverno con uno sportello mobile. ■ 

Bàtcdo, s. m.; il Guglielmotti coli' Alberti leggono cosi; ma io Stra- 
tico ed il Piqué, coi dialetti portano Va nella seconda sillaba. 

II Guglielmotti dice chiamarsi bàtolo anche qualunque ponti- 
cello fuori bordo, e per estensione lo spigane del velaccio. Il tra- 



ivGooglc 



824 BAT 

posso da nna Bpian&ta, da nnn platea ad Tin alboretto, mi pare 
troppo arduo. 
Sattagllaj s. f., fatto d'arme in terra o in mare, o l' aSrontarsi di 
dne eserciti o due annate, dae divisioni, dae squadre, due navi. 

Bas. lat. baialia, batallia. ^ Genov. battaggia; venez. batagùi. 

Fr. baicele navale; spogn. hattaìla naval; port, hatalha naval; 
lat. ììavale praelium, voi certamen, navalis pugna; baa. lat bai- 
tuaUia; gc. vavftaxla, ftd^; ingl. nomai batU», sea fight; ted. die 
Seeschlacht 

— finta o gimiilata. 

Fr. guerre factke; ingl. rnock or 8kam battìe; ted. dot iScheài* 
gefìcht. 

— la parte mediana di un esercito o dì on'annata, disposti e ordi- 
nati a combattere, che impropriamente diciamo anche emiro; di- 
cesi anche corpo di battaglia. 

Fr. corps de bataUle; ingl. centre of a fleet; ted. das centrum 
einer Motte. 

— (ordine di), qnella determinata disposirions che si dà ad un'ar- 
mata o ad un esercito per attaccare o attendere di essere attac- 
cati dal nemico. Vedi Ordini di battaglia. 

Fr. ordre de baiaHle; ingl, ordre of battle, battle array; ted. die 
SiMachtordnimg. 

— (in), in linea, in ordine di battaglia. 

Fr. en botatile; ingl. in order of batUe; ted. in SMadiHinie. 

'inea dì), quella sulla quale sono disposte le navi per combattere. 

Fr. ligne de bataUle; ingl. line of batUe; ted. die Schlachllinie. 

marcia in), la marcia eseguita in ordine di battaglia. 

Fr. rtutrche en bataiUe; ingl. marche en line; ted. der Front- 

ursch. 

Dar battaglia, offrire, presentar battaglia, evitare, rifiutare, sdii- 

re causare la battaglia, entrare, mettersi in battaglia, venire 

battaglia, riordinare, riaccendere, rinfrescare, ristorare, perdere 

vìncere la battaglia. Restare incerte le sorti della battaglia, 

ttaglia indecisa, decìsa e decisiva. Essere a battaglia, sfidare, 

ntara o incitare a battaglia, uscire di battaglia, ritornare alU 

ttaglia. 

Ija più antica rappresentatone di battaglie navali & quella 

izia del secolo xiv a. 0. Vedi GOBAZZtMi, St. deUa Mar., t. I, 

r. L 



,vGoosle 



BAT 3a& 

Le vittorie navali sono rappreseatate , nelle monete, ima una 
figora della Vittoria che, stando ritta eolia prora o ani mezao della 
nave, tiene nella destra una corona, nella sinistra una palma, in 
atto d'incedere. Vedi Oorazzini, Atl., tav. XC. — Premi delle 
vittorie navali erano: le coronef la colonna rotltaia, il vessillo 
azsurro, vedi. 

Battagliare^ combattere, &r battaglia. 

Lat. praeliari, dimicare, pugnare; gr. /tdxea&ai. 

Battagtiole, f. pL, specie di balaustrata o difesa ohe si iaceva nel 
bordo della nave e nel laogo de' passavanti per guarnire la parto 
scoperta. Consistono, le battagliele, di tanti stanti forcuti di legno 
di ferro, ohiamati catuMUerì deUs battagliole. Sopra questi ai 
fermano dei lunghi legai o ferri, all'altezza conveniente per ap- 
poggiarsi. Si adattano ad esse dei materassi, delle brande e robe 
de' marinai, che sono ritenute dalle maglie della rete e formano 
il bastingaggio. Stbatioo. Vedi Pavesata. 

Oenov. battagliole, battaggitne. Stanti forcuti di legno o di ferro 
che servono a sostenere i ripari o parapetti che si &mio in un 
bastimento dappertutto dove devesi prevenire qualche aooidente 
delle cadute pericolose, oome sui bordi, in capo ai castelli, sul 
contomo delle coffe. Questi parapetti chiamansì filari o filaretti 
dì battagliole. 

— delle Qoffe, sono eimill ripari &ttì alle coffe. 

— deUd polena. — Vanez. perteghets di serpa. 

Fr. bras de potUaine, porte-vergues; ingl. iroorkorses. 
Fr. baiayoUs; ingl. stanchions of the netttngs. 
BattagUolette, a. f. pL, sono stanti o candelliari di legno, minori 
delle battagliele, che sì pongono sopra queste per tenere alzata 
la tenda dalle brande. 
Battaizxa, e. f., venes. maretta. Tedi Rlmpotlo. 

Fr. mer dapoteuse. 
Battana, a. f., venez., barchettina a fondo piatto, da un solo nomo 
con no suo remo a doppia pala; costruito in legno sottile o lamiera. 
Barca della portata di circa una tonnellata, a fondo piatto, con 
asta di prora a vaglio, appuntata e molto inclinata all'aranti; 
asta di poppa leggermente inclinata all' avanti; banda piuttosto 
alta; poppa con coperta fissa; agile. Viene adoperata alla pesca 
nel Po, lidi e scanni dal mare. Toi<lb e Fdsbtio, 
BattareUa, s. f. Vedi Calcagno e Castagna* 



,vGoosle 



326 BAT 

Battèla, a. f. Vedi Battura. 

Battelliere, s. m., ohi governa un battello. 

Fr. baielier; epagn. batelero. 
Battello, B; m., 0^^ piccob navìglio, coma nave a vapore. Un t«inpo 
si disse cosi un piccolo naviglio a vela o a remi, tanto da mare 
cb.0 da fiume. 

Dal bas. lat. batellm; doll'anglo-sass. bai; spagn. batet; port 
bote; ing). boat; bea. Boot. 
— da acqua o dttema. 

Fr. bateau à eau, la ctteme; ingl. tank vessel; ted. wasser-boot. 



— di Bermuda, cosi detto dalle isole omonime, di circa venti metri 
di lunghezza e sei o sette di larghezza, coi fondi finì o molto ta- 
gliati, ordinariamente attrezzato a goletta, naviga benissimo e 
porta sino a 12 cannoni da 4 e da G. Eccellente pei contrabbandi. 

Fr. bermttdien; spagn. e port, bermuda; ingl. slop. 

— d^icorte, chiamano i Francesi un battello con ossatura leggiera, 
ricoperta di scorza di betulla, del quale si servivano nell'alto san 
Xxirenzo per trasporto di uomini e di merci. Cosi leggieri che un 
uomo o al più due Io possono trasportare; ma è cosi iragile che 
se urta in uno scoglio, o se non si à molta cura nel porlo in acqoa 
nel levarlo, si danneggia grandemente. Pure era cosi utile che 
portava da sei ad otto uomini coi viveri e i bagagli. 

— da diporta. Vedi Lusoria, Parade, Talamego, Yacht 

Fr. bateau de plaissance; lat. lusoria navi»; ingl. pleasure boat, 
ant. bacila; ted. das Lustfahrzettg. 

Pantera (p. 44) cita: battelli oomo vascelli piccoli, di terz'ordine; 
ma qui credo debbasi intendere vascello per nome generico equi- 
valente a naviglio, naviglio da guerra. 

— cannoniere (R. M.; 8fi, IV, 493; '87, I, 83; '87, II, 134; III, 
396). — Questo battello h un cannone considerevole a prora, alle 
volte di 24. 

— bes^ o bove, chiamano i Francesi quelli adatti al trasporto degli 
animali. 

— cavafango, per ripulire e mantenere quel dato fondo in un porto. 

Fr. bateau draguer; spagn. e pcirt. draga; ingl. dreger machine. 

— da fango, quello che trasporta fuori del porto, il &ngo che sì 
estrae col cavafango. — Qenov. bettoa da ponton. Béttoa in geno- 
vese significa bettola. 



,vGoosle 



BAT 83? 

Battello rnnorcftintore. 

Fr. bateau rentor^ueur. 

— meda, tegnale. 

Tt. bateau'òaliae; spagn. ixdiza; ingL beaamboai; ted. dtu £a 

— poBgera, cbe è dai palisohenni ohe porta nna nave. 

Ft. Yoayon; spa^ bu^pM cAieo, eapaio; ingl. <%ny; ted. dte 

— da pesca. 

Ft. bateau da péche; ingl. fishing boat smack; ted. dof /VvcAer- 
I>oot 

Fr. bateau-pOote; ingl. pilot-boat; ted. das Lootamboot. 

— porta, per bacino da carenaggio. 

Fr. bateau-porte; ingl. caisson, floating-dam; tad, do* &Atrfnim- 
thor ^nes Dockes. 

— da pompa, a remo, con pompa per estìnguere incendi anlla nari 
nei porti. 



Ft. bateau-dbU; ingl. ton^ «Aijp. 

— magazzino. 

Fr. bateau-magasin; ingl. *for« «Aip, 

— da munijtont. 

Fr. bafeau d munition; ingl. muniHon ship. 

— di posta, pel trasporto della corriapondenza, dei paaseggieri a 
bagagli, tirato per lo più all'alsaia. 

— di saìoamento, ohe fa parte dei paliacliermi di nna nave. 

Fr. ca?iot de savvetage; ingl. Hfe-cutter; tad. der Bettungtìcatter. 

— per b-agìiettare. 

Fr. bateau de passage; ingl. ferry boat; ted. das Fahrboot. 



Fr. bateau lesUw; ingl. ballasi lighter; ted. der BaHaitìvAler. 

— di lok o lech dicono i Francesi, ciò che noi BatrcheUa di hoc, V. 

— (il), di seconda classe h, nna lunghezza di circa m. 19, ed una 
velocità variabile tra i 17 e i 18 nùglia all'ora. 

— a ruota poppiera, per la spedizione del Nilo {R. M., '85, 1, 329). 

— portatile Bertron, (Eot. E. L., R. M., '79, III, 266); ove U di- 
segno anche del piano, e della sezione verticale aperto e chiuso. 
Il suo peso, compraai gli accessori, ò di circa quaranta libbre. Lo 



,vGoosle 



328 BAT 

acafo è di canovaccio a doppia parete con ano spazi» da assica- 
rarne il galleggiamento. Il ponte è di legno; che è tenute al suo 
posto da nna coppia di sbarre trasversali a molla, e di pastelli 
che impediscono il sollevarsi del fondo. Pafr portare on peso di 
dagente ventiquattro libbre. 
Battello roixKdabiU, dei sig. Zimmis e Hodgson {R. M., '83, 1, 503), 
(figura) ; riportò il primo premio nell'esposizione nnvale di lyne- 
moc«tte. 

— sottomarino PuUmo, detto il Delfino. 

— BOtlomaHrw {B. M., '83, III, 383j '86, IV, 481; 87, I, 104); 

nuovo. 

— nwyvo, tipo di battello sottomarino {R. M., '88, II, 442; '91, 1, 
321, 499; Conaiderasiorà att di essi, ivi, 467). 

Perai (fl. M., '89, IV, 224. 

di Ivan Alexandrowschi (fl. Jf., '79, II, Bll. 

— NauUltts, nuovo battello sottomarino (fl. M., '87, I, 219). 

— aottomarino, nuovo {R. M., '92, II, IBI). 

— aottomarini, notizie \r. M., '93, IV, 170, 3^6). 

— Baì^ (R. M., '91, II, 461). 

— auAtKB {R. M., '98, I, 134). 

— Gustave Zédé e Morse ("92, IV, 116). 

Goublet e Gymnoto (ff. M., '90, I, ItO, 457, II, 291). 

— ìvaovo, {R. M., '90, I, 113). 

— Perca (fi. M., '90, III, 432, IV, 136). 

— Nordtnfdt {R. M., '87, I, 407; '90, IV, 282; R. if, '90, IV, 
286, 451). — Plongeur e Holland, Stati Uniti. 

— insommer^bOe, Wells (fl. M., 91, III, 420). 

— di alluminio {R. M., '93, I, 134). 

— «montaftjfa di alUminio {R. M., '93, IV, 173). 

— carta {R. M., '87, IV, 339). 

— portatorpedine sottomarino (R. M., '88, IV, 17). 

— torpediniera sottomartno {R. M., '86, I, 66). 

— fewyedinimi Halpine (R. M., '89, IV, 309). 

— éleOrico {R. M., '85, III, 377; '86, IV, 161; '87, IV, 137). 

Il 18 aprile 1899, nel porto di Como si fecero le prove di un 
piccolo battello costruito dal signor Giuseppe Grassano, impiegato 
presso llnteadenza di finanza. L'elegante battelliuo h laugo un 
metro e mezzo circa; sei pile danno l'energia che si sviluppa me- 
diante due -rooohetti verticali ed uno orìazontole al centro. Una 



,vGoosle 



BAT 329 

doppia corrente 8nnnltaQe& mette in moto l'elica ed imprime tisa 
velocità di 60 metri al minuto primo al battello, che paò percor- 
rere fino a 800 metri. 

Mediante nn apposito congegno si paò regolare il nomerò dei 
metri che si vuol &r percorrere al piccolo naviglio; compiato il 
tragitto stabilito, l'asse del timone scatta da sé e facendo ese- 
guire a quello le necessarie evolurioni lo dirige nuovamente verso 
terra. 
Battdlo a vapore (S. M., '88, II, 436); con motore a petrolio ('88, 
IV, 270). Vaporino. 

— nuovo Hpo sottomarino {R. M., '88, III, 244; '88, IV, 269; '89, 
I, 429; Goulet, ivi, 445; Gonbet, 389, III, 230). 

QymnoU (R. M., '88, IV, 270; 89, I, 280). 

— d'uffizio, denominazione di un piccolo naviglio a remi, clie por- 
tano le navi, simile ai battelli pescherecci, che servivano a tras- 
portar le provviste giornaliere, quando le navi erano in porto. 

Nelle navi venesiane si avevano due battelli e una gondola. 
Uno dei battelli facevano tanto lungo di piedi quanto la nave 
era langa di passi in coverta due volte, cioè piedi 30 e ano di 
più, cioè 31. L'altro iacevano più corto del primo piedi otto. La 
gondola lunga tanti piedi quanti k la bocca, cioè 24. 

BatteloCi s. f., nave a vele latine dell'India. 

Batter^ v. a., parlando di mare, battere nna contrada, vuol dire 
che la bagna. Gio. Vill., I, 43: < Il mare detto Tirreno, che 
che colle sue onde batte le contrade di maremma >. 
Lat. alluere; gr. npoox^ifù). 

— l'inimico, significa vincerlo. 

Lat. proffigare; gr, 6ia/*éxf0^t. 

— recip. combattere insieme. 

— la ritirata, ritirarsi, presa l'idea dal battere il tamburo col segno 
della ritirata. 

— la diana, vedi. 

— la marina, esplorare, ed anche chiedere rammaricandosi. 

Lat. e^toratum ire. 

— un luogo, arrivarlo con le artiglierie. 

— la tenda, levarla via. 

— la bandiera, portare bandiera spiegata. 

— U véle, gli alberi, quando li colpiscono dorante l'oscillazione del 
bastimento in nn tempo calmo. 



,vGoosle 



830 BAT 

Fr. Us voiUs batlent; ingl. the sails sckiver; ted. die tega kiUen. 
Battere, rovesoiare, rivoltare un'ancora, on peszo dì legame. 

Fr. càbaner un« ancre; ingl. to turn up, to oant op, to gimbtet 
■ an anchor; ted. einen Anker etc. £entem. 

— U mare, è percorrerae in divergi sensi nna medesima parte. 

Ft. battre la mer; ingL to plongh the sea; ted. iange aufeiner 
aieUe in see Kreueen. 

— i mari, è lare lunghe navigazioni, 

— cornetta (U Ammiraglio, quando si alza in cima all'albero l'in- 
segna di questo officio. 

— dissero i Veneti per derivare. 

— i Veneti usavano per cappeggiare. Vedi. 

— «n bastimento, vale superarlo nella corsa. 

Batterla, s. f., è nna doppia fila di bocche da fuoco, poste ani ponti 
delle navi da guerra, da cìasonn lato del naviglio. Chiamasi bat- 
teria anche il ponte sn cui essa è. 

— g<àleggianti. 

Le prime batterìe di questa specie si costruirono nel 1854 per 
la gnerra dì Crimea. Erano in forma di parallelepipedi rettango- 
lari con i canti arrotondati, lunghe 183 piedi, larghe 46, senza 
calcolare la corazsa ohe era di quatto centimetri circa; in caso 
di combattimento, calavasì il fumaiolo, e serrando il boooaporta 
non presentavano pnnto alcuno vulnerabile , restando occultati 
l'elica, il timone, la catena dell'ancora. — Posteriormente ae ne 
sono costruite di sistemi molto più perfezionati. 

Si chiama prima batteria la più bassa, e le altre: seconda, 
terza, o l'nltima o l'alta, come la seconda, quando sono tre, si 
dice anche media. 

Cosi si denominano anche dal ponte su cui sono: batteria del 
corridoio, di coverta, eco. ecc. 

Talvolta le batterie prendono nome dal calibro delle bocche da 
fuoco: batteria da 36, da 30, da 24 e via discorrendo. 

Vi sono oltre queste batterìe navali quelle da cotta, collocate 
sulla riva in dati ponti per impedire l'approdo del nemico. 

Vi sono batterie galleggianti, sopra pontoni o vecchi navigli, 
ormeggiati in alcun laogo per impedire il passo alle navi nemiche. 
Queste batterie devono essere protette contro le artiglierie nemiche 
per mezzo di corazze e difese da proiettili incendiari (R. M., '89, 
1, 119). 



ivGoosle 



BAT 331 

Si è tentato di averle mobili, per tiaaferìrle ove il bisogno lo 
ricModa. 

Fr. batterie flottante; sp. bateria flotante; t«d. ftoaUng Batterie. 
Batteria lancia siluri, lungo il littorale del Baltico (K. M., '84, 
II, 142). 

— Bvbaequea, {R. M., '84, II, 324). 

— pneumatica (fi. M., '78, 299). 

— elettrica (R. M., 78, 478). 

— affogata, quando è troppo baaaa (la prima), e non bì può giocare, 
a tempo oattÌTo. 

Fr. batterìe noyée; spagn. beveria ahogada; ingl. low battery; 
ted. die niedrige Batterie. 

— a barbetta. 

Fr. batterie à barbette; ingl. barbet battery; ted. die Barbette 



Fr. batierU d embrasure; ingL battery with embrasure; t 



— dei castelli, qoando li avevano le navi da gaeira. 

Fr. des gaiUards. 

— coperta, quella che è situata tra dne ponti. 

Fr. batterie pontée; ingl decked battery; tod, die gedeckte Batterie. 
~ di allerta, quella sulla coperta. 

Fr. b<Uterie du premier poni; ingL upper deck batterie; ted. die 
Oberdeck-BcAUrie. 

— (tnettere in), un cannone, significa metterlo fuori del porteUo 
pronto a aparare. 

Fr. mettre en batterie; ingl. to run-out; ted. ein GeschUtz aus- 
holen, ausrennen. 

— coraeeafa. 

Fr. batterie ctUraasée; ingl. armour plated battery; ted. lUe pan- 



Batteria di' destra, batteria, approvvigionare una batteria, ar- 
mare una batteria, far tacere una batteria; quando i cannoni sono 
fuori dei portelli si dice che BOTto in batteria; quando sono dentro 
ai dice che non sono in batteria; quando i portelli sono abbassati 
la bcUteria è chiuda. 

Perdere la batterìa, quando per mare .cattivo e b^pa inclina- 
zione del naviglio bisogna tener chiosa la prima batteria e non 
poterla adoperare. 



,vGoosle 



832 BAT 

Batteria (fascia bianca deUa). 

Fr. ligne de batterie; iugl. streak, white line; ted. der baHaie 
Btretfèn. 

— (ponte di). 

Pr. pont de la bitterie; ingl. main-dedc, gun deck, battery deck; 
ted. das Batterie dedt. 

— (in), comando. 

Ft. en batteriat ingL run out! t»d. Holt aual Rtnnt ausi 
Battesimo, s. m., fanzioae religiosa esegaita da an eoclesiastico, con 
la qnale s'impone 11 nome ad on navìglio. La fttniione si chiade 
per lo pib da ana giovinetta la qaale, allontanando dal bordo a 
cui ò aderente, sospesa ad una corda, una bottiglia di vino soelb) 
nazionale (barbèra, chianti, capri o marsala), quella, nel cadere snl 
bordo , si frange e il vino inaffia quel ponto del bordo dal naviglio. 
~ chiamasi anche la cerimonia burlesca con la qnale danno i ma- 
rinai il benvennto a chi passa per la prima volta l'equatore o il 
tropico. Gli ufficiali si liberano con qualche lira, gli altri sono 
sottoposti ad una aspersione copiosa di acqua di mare, dopo aver 
prestato nn gioramento comico. Questa farsa è talvolta gaia; fin- 
gono il messaggio del padre della linea e l'arrivo tricn&le di Net- 
tano annata del tridente e accompagnato da Anfitrite, l'uno e 
l'altra incatramati dalla testa ai piedi e cosparsi dì tntta la piuma 
di un guanciate, vengono tirati su di un afhtato che la da carro, 
ed altri scherzi ancora. 

Fr. be^tSme; spago, bautiamo; port, baptiamo; vagì, duldag; 
ted. die Taufe, 
Batticoffi^ s. f., rinforzo di tela aUe vele là dove battono nella oofb, 
perché l'attrito non le guasti. 

Fr. tablier; spagn, batidoro; port, batedouro; ingl top Uràng, 
fbot tabling; ted. der ^aslappen der Afarssegel, 
Batticulo, s. m., o paranco dell'asta di flocco. 

Pr. gtdTidereaae du baton de floc; ingl. the top-rope or Ote jib- 
boom; ted. der Treiber. 

— bragotto, o manovra a braga. 

— quél doppione di cavo che viene incappellato all'estremità di un 
albero per governarlo e guidarlo noi momento in cai viene inal- 
berato. 

— corda usata per fermare il calcio di una biga od ago. 

Fr. bragutt o braguette; ingl. riitg taiL 



,vGoosle 



BAT 838 

Batttcalo, s. m., specue di véla nelle navi e nslls fregate, la qoale 
& la fomia, a nn dipresso, di una donnetta dì gabbia. S'in&risoe 
ia an'asta o pennone, fermato sol ooionamento della nave sull'alto 
dalla poppa, attrarow) del bastone di bandidia ; si issa dall'estremo 
superiore del pennone di mezzana. Questa vela non serre se non 
col bnon tempo, e col vento a fil di rota. StbàticX). 

Come buona a poco, è andata in disuso. Vedi Mezzanglla e 
Ritenata. — Qenov. batlicà; veto, batìeulo. 

Ft. kqM-ail, paiìle «n evi, braguet; apagn. maricartgalta e ba- 
tìeulo; ingl. ring-tail aaU; ted, dot TnibsegeL 

— lo scopamare dei navigli latini. 

— manovra di oorda a braca. 

— (bvUa^iori di), h il pennonoello di essa vela. 

Fr. boute-bora de pailU «n cui; ingl. ring-taU boom. 

Batti l'otto, comando ohe si dà in nave al marinaio di piantone 
all'orologio perché con quattro doppi colpi di campana suoni mea- 
zogiomo. EouA. 

Battlinare, s. m., riempimento di legname sotto lo sprone per di- 
fendere quella parte della prora dai oolpi del mare. 

Fr. tambow d'dpertm, mmichoir; sp. batid»ro de proa; ingl. ìoash- 
board, under tho checks; ted. der blasébalken. 

Battipoppa, s. f., quella parte della tenda che scende sul di dietro 
della poppa, e ri sventola. 

Battiaartiai due legni bislunghi inchiodati negli scalmotti, ossia 
nella murata intema, uno di qua l'altro di 1&, ai quali sono fer- 
mate le drizze. 

Fr. taquet; ingl. deat. 

BattlBchermo, s. m., di una barca. 

Fr. Tnoniant du davier d'une chaloup«; ingl. davit chock of a 
louncA; ted. dia Lichterklampe einer Barkaate. 

Battispiaggia, s. f., barca-dogana par impedire il contrabbando. 

BattO) a. m., adoperato dal Balducci-Pegoletti per battello, derivato 
direttamente da Hat, del qnale battello è un diminutivo. 

Battara, s. £, scanalatura intagliata ad angolo, lungo tutta la ca- 
rena (chiglia), le mote di poppa e di prua, per incassarvi i to- 
reili ed i madierì, e cosi altre aimili batture per altri pezzi di 
oofitmzùme. — I Veneziani k dicerano UmòeZZo, i Napoletani 
baiela. 
Spago, aleftis; port, alefl-is; ingl rabb»t; tad. die Bp&ndvng. 



,vGoosle 



M4 BAT-BEC 

BfUtOea. Tedi Battnra. 

BanleOf B. m., battello del Gauge dì dieci o venti metri di langliezEa, 
senza chiglia, di forma molto arrotondata. A il ponte sul davanti, 
e al mezzo, s'innalza ona casetta di più stanze aerate da peraisne 
lagnili li Naviga assai bene a remo, ma porta reale la vda, non 
serva ofie <fi BaÉlilÌ»Agu°^SKÌ'' V^^ ^ dintorni di Calontta. L'in- 
terno è ordinariamento dipinto » bMMAt l'esterno di verde clùaro. 

Bava, s. f., brezza leggera. — M. Jal tradnam •&> lettera: bove 
da vent, petite bri*e; sp. briaa dora; port, hafo, bafagem. 

Bavlcella, s. f., leggerissima brezza. 

Bavcme (?}, trovò questa voce il Ghiglìelmotti < in nn docnmento 
pubblicato dal Buggierì a pag, 200 del suo ChnfiUone (U Roma. 
Significa, egli dice, specie di bastimento quadro. Sarà Barone o 
Navone > . Mi pare più probabile, ammesso un errore di trascri- 
zione, ohe debbasi leggere piuttosto bayon specie di naviglio turco. 

Bazaras, specie di grande battello da diporto del Ganga, a vela 
ed a remi. 

PftCSBBft, 8. f., bonissima nave spagnola, senza ponte, con prora molto 
slanciata, non è, che un albero al mezzo, e vela quadra. 

ÌL Jal crede questa parola correzione di bartxtccta. Ne dubito, 
tanto più che gli Spagnoli anno barcaza e becatsa. 

Beccarle, e. f. pi., oontracorsie, file di travicelli o late che si inchio- 
dano ai bagli per di sotto longitudinalmente, e nel mezzo del na- 
viglio, e per collegarc i bagli e per ricevere le teste dei puntelli 
o stantì delle coperte. 

La becca/ria corre sino a mezzo scandalora, pag. 220 del God. 
Magliab., 55, ci. XIII. 

Pr, becfierie e bCtcherie; il Fonraier, 1, e, più correttamente 
becqtierie. 

Becchcf^giare, ìntr. att., è l'oscillare di una nave sul suo asse mi- 
nore, ora immergendo la prna, ora la poppa. Vedi Becco. 

Becchegffiamento , becchtgffio, il beccheggiare. — Yen. ficaia , 
flocar ^ beccheggiare, e bechesd; genov. becchezzà. 

Fr. tanguer; spagn. arfar, cabecear; port, arfagem; ingl. topUàij 
ted. ttampfm. 

Becco, 8. m., la parte soprastante alla ruota di prua, foggiata a 
forma di becco ohe ebbero diverse specie di vascelli nel sec. xvii 
e zvni. Antibecco, la parte esterna sovrapposta, come la contro- 
ruota. Tedi Beccheggiare. 



,vGoosle 



BEC-BER 386 

Vt. bee; spagn. s port, pico; ingl. beak; ted. Bchifftchnàbel. 

Becct^ scalpello da calafeti, detto anche uiictno da c(Uaf<Uo. 
Fr. croc de calfat. 

BectdlnOk e. m., barca fluviale da trasporto. Livobno. 

Bdandra, dall'inglese by lattden, ona specie dì bric eoa un'antenna 
d'orza alla saa grande vela che è anrloa. Qaeeto naviglio era gii 
raro al primo quarto del secolo morente. Vedi Balandra. 

Bdingiere, s. m., per baleniere. 

Bella stella, i marinai inglesi chiamavano co^ k» balestriglia, per 
corruzione. Ciò potrebbe indicare che l^rimresaero dagli Italiani. 

BdUtorla Vedi Ballatolo. 

Bdlatrix, stella / d'Orione. 

BèlUcOi add., latinismo yar guemtco. 

BtUgeraiite, add^ ^ fa la guerra, gnerrèggiante. 

— e in forza (tf sostantivo. 

Ft. b^gérant; ted. EriegfOArend fU/irend. 

BilUganj, a. m., ohe porta guerra. 

Baflona, B. f., la dea della guerra, da bellum = guerra. 

Belvedere^ e. f., il pappafico dell» mezzana e la sna vela. 

S^tarda, s. £.. genov., botte di larghissimo cocchiume per potervi 
introdurre un vaso da attingere il liquido. 

Benda, a. f. , strìscia, fascetta di terzaruolo. Le bende si mettono 
per rinforzo alle vele alla capezziera o parte superiore di esse, 
affinché non si rompano Ih dove sono inferite ai pennone o al- 
l'antenna. — E cosi bende di torzaruoli, delle cime, delle incap- 
pellatnre e simili. 
Fr. bande; spagn. e port, banda; ìngl. band; ted. bamd. 

Bengala, a. m., fuoco o luce di bengala che contiene nitro, solfo e 
antimonio, e produce un sostenuto e vivido colore, che si usa per 
segnali e in pirotecnica, Gl'Inglesi lo dicono anche: luce azzurra 
(blue light). Il nome di bengala derivò dalla provincia omonima 
dell'India. — Pr. bengal. 

Berga, venez., per seccagna. Vedi. 

Bergantlno (Pamtkbà, p. 44). Vedi Brigantino. 

Bedlngher, s. m., * naviglio a vela di dugento cinquanta botti * . 
Mot. 

• Ho ordinato si compii un berlinger >. Sahudo, II, 752 
(a. 1499). • Hetemmo di far uno patron, al primo Pregadi, del 
bdtngier qual era compido in arsenaL.... Habì ducati 800 a l'anno, 



,vGoosle 



886 BER-BIA 

eoa le oooditùm di la metà, e sia «rm&do con oanto homem ■ . Ib^ 
ib., 825. 

Berlocca, b. f., a Trieste il riposo e pasto dei mariaai, e I'm* che 
lo suona. 

Bermuda, s, f,, nave a tre alberi fabbricata a Bennuda, doxuits 
la gnerra del 1814. 

Berretta, s. f., quadrata, gpi, distintivo dei dottori, passò ai piloti 
perché addottorati in matematica. 

— chiaioano gli Mbanì il paglietto ohe vien posto da prora ester- 
namente alle barche di bordo. 

BertttéU), genoy. Vedi Bertovdlo. 

BerthoDet (Legge di), quando le diverse congiunzioni lasdaiio pe- 
netrare una certa qnantità d'aria, la pressione nel oondenaatore 
oltrepassa 1/14 di atmosfera. Questa legge in fisica è comonamaata 
nota sotto il nome di Legge di Dalbm. 

Bertocd, s. m. pi., palle di legno traforate ohe s'infilano con una 
corda per iarae la trosza. 

Bertone (Pantbba, p. 40), < naviglio quadro, id. p. 42 : I bertoni 
sono vascelli trovati dagl'Inglesi, et sì chiamano con nome oor- 
rotto dalla isteesa isola d'Inghilterra, o dalla Brettagna di 
Francia. Questi sono vascelli molto alti, non molto luoghi, ma di 
gran corpo nella larghezza et massime dalla prima coperta a basso 
verso il ftindo : dalla prima coperta in su si vengono assai ristrin- 
gendo. Pescano assai e vanno benissimo alla vela, et sono vascelli 
robusti et come si suol dixe, assai recenti. Adoperano sette vele, 
come le altre navi, et alcuni di loro navigano ancora col parmc- 
chetto. Anno- due coperte e portano dalle mille cinquecento sino 
a tre mi] lift salme di carico, e più >. 

Bertovello, s. m., rete a forma di fuso con armatura di cerchi di 
vimini, si assomiglia alla Nassa. 

Betelgttese, stella a di Orione, di prima grandezza. 

Bettoa da ponton, genov. Vedi Battello da pontone. 

Beu (e&ggi da}, genov. Vedi Occhio di bove. 

Biacca, a. f., carbonato di piombo di color bianco. 

IV. blanc de oeruaa; spagn. albayalde; port, oenaa abraide; ÌBgL 
white leade; ted. dot Sleiweiss. 

Bia^ (acqua di San) • porto propinquo al capo di Buona Speranza, 
dove si trova acqua abbondantissima dolce ohe si cava per fosse 
fatte a mano • . Gio. da Eupou, 7iag., Kàu., I, 145. 



,vGoosle 



BIA-BIG 337 

i., detto di naviglio, vale noo apalmato. 

— detto di cavo, vale cavo non incatramato. 

— armi bianche, quelle che non sono da fuoco, 
Bildide, da filfiZog, papiro, naviglio fatto di papiro. 
Biblioteche di Marina. 

La più notevele, in Italia, è quella del Duca di Genova, in 
Torino, a per libri stampati e per manoscritti. 
Poi vien quella del Kfiaìatero della R. Marina. 
Ciascan Arsenale marittimo e ogni Nave k la sua Biblioteca. 
In Francia le principali sono al Ministero della Marina ed al 
deposito generale delle carte e dei piani. Le altre in ciascuno dei 
cinque grandi porti, i pid dei quali ne anno due, cioè una nel- 
l'Arsenale e l'altra all'Ospedale. Una in ogni metropoli delle 
Colonie 

In Inghilterra, l'Ammiragliato prescrive che a bordo di ogni 
.nave vi sia una Bibliotecii ad uso dell'equipaggio. 

Bicorne o bicorno, add. m,, terminato, a forca, come la randa, il 
picco e simili. 

Bidente, add., detto di rostro antico -che terminava in due punte o 
denti. Vedi Corazzini, Atlante, tav. XXII, e segg., era comune 
nelle più antiche navi romane, ossia prima dell'Impero. 

Bidone, a. m., vedi Gavetta. 

Biella, gallic, vedi Asta e Astone. 

Bietta, 3. f., pezzo di legno o di ferro a cuneo, per allargare le fen- 
diture fatte con la scure nei legnami, o per formare entro incastri 
alcun pezzo di costruzione o albero dì nave nella scassa. 

Bifolco. Vedi Arturo. 

Biga di carena. Vedi Ago. 

Blgollo e Bigollino, s. m., piccoli navigli da cabotaggio. Vedi Be- 

' colino. 

Bigorela e bigarela, venez. , punto piano, cucitura dei ferzi delle 
vele, simile a quella che sì usa per le lenzuola. Il Fincati spiega: 
< modo di cucire i ferzi in maniera che i loro orli si tocchino, ma 
non sì accavalchino, però dicesi anche semplice • . — Il Voad). di 
Padova, citando lo Stratico: ' Bigorelto, la ripiegatura del cucito 
delle vele, dentro la quale va ana corda che chiamasi midolla * . 
Ha questa è la doppia, detta anche a guaina. 

Fr. bigourelle (?), couture ronde; spagn. bigorriUa; ingl, round 
seam. 
CouAZZiNi, Voeab. nautico. 22 



,vGoosle 



338 BIG-BIL 

Bigotta, s. f., specie di carrucola, con tre o più fori a gola in dire- 
zione dell'asse minore, che fa l'ufficio di girella. 

Fr. cap de motUon; apagn. e port, vigota; ingl. dead eye; ted. 
der l'irne femblok. 

— < è una corda attaccata al carro del trinchetto, la quale passando 
per una girella, che sta attaccata allo sperone, serve per tirare 
abbasso il carro come fa l'orza davanti il carro della maestra • . 
Pantera. 

— pi., anche quei pezzi di legno traforati ed infilati che formano 
parte delle trozze. 

— quei pezzi di legno traforati e infilati che formano parte dello 
stroppo. 

— di un cavo, quella attaccata aUa sartia o corda che si vuol tesare. 

— di trozza. Vedi Bertoccio. 

— a tra occhi, a un occhio scanalato, a un occhio a tre scanalature 
per il passaggio del corridore, di rilraglio, con girella (bozzello a 
mandorla), con un occhio Jiscio. 

Bilancella, a. f., il Guglielmotti vuole che sìa sinonimo di paran- 
zella. -~ Lo Smith la dichiara cosi: un modo distruttore di pescare 
nel Mediterraneo, col mezzo di due barche, che rimorohiano una 
larga rete distesa ti-a esse. 

Bilancelle, piccole barchette appaiate che pescano colla bilancia, 
colla rete a strascico. All'Elba le bilancelle son chiamate laccane. 
Fr. balancelie; apagn, balancela; ìngL balancelle. 

Bllancetti o balanze, barche da pesca (Ann. Agr., I, 4, 63;. 

Bilancia, s. f , sorte di rete da pescare, a base quadra, che si sol- 
leva da due parti da eatro le paranze. 

— nome di una costellazione dello zodìaco. Vedi Libra. 
Bilanciamento, s. m., il bilanciare, mettere in equilibrio. 

— (coste di), due coste, distanti esattamente dalle estremità della 
nave, la quarta parte della sua lunghezza totale, una sul davanti, 
l'altra sul di dietro, delle quali gli antichi costruttori avevano il 
costume di determinare ne' loro piani il garbo, come facevano per 
quello della costa maestra o delle once. 

Chiamasi però più propriamente costa di bUandamento quella 
delle due che è tra il mezzo della nave e la mota di poppa; e 
quella che è sul davanti tra il mezzo e la mota di prua, si no- 
mina più particolarmente costa dell'orza, Stbatido, 

Fr. coinpte du hf. 



,vGoosle 



BIL-BIE 33y 

Bdanclarei v. a., * uaa nave, e, nel fare i piani di oostruzione, di- 
sporre le coste in modo che il centro di gravità e il metacentro 
giano collocati bene, ed all'altezza che loro rispettivamente con- 
viene. Allora ai dica che una nave è bene bilanciata • . Stratico. 

— il nino. Vedi. 

— intr., Sasaetti (028} per barcollare (rtUlare). 

— le costei Vedi Bllanciameoto. 

Pr. balancer; spagn. balanctar; pjrt. balan^ar; lat. librare; gr. 
taoy^oniu,; ingl. to balance; ted. das Gleichgewicht. 
Bilanciere, s. m., sistema di cerchi per impedire l'oscillazione in 
oggetti sospesi a bordo delle navi, che dicesi anche soepetiaione 
cardanica. ~ Genov. btUancé. 

— uno degli organi propri per trasformare il movimento alternativo 
in altro circolare continuo, nelle macchine a vapore. 

Vi sono bilancieri semplici, doppi, liberi, idraulici, delle pompe. 
Fr. balander; spagn. balanein; port, balamxiro; ingl. gìmbal, 
side leverà; ted. baUmcìer. 

Bilander, s. m., piccolo naviglio mercantile a due alberi, particolar- 
mente distinto da un altro, pur con due alberi por la forma della 
sua vela grande, che è inclinata nella intera lunghezza della ana 
antenna, pendente innanzi e indietro, ed inclinata all'orizzonte cod 
un angolo di circa 45". Fochi navigli oggi si costruiscono cosi, e 
il suo nome è adoperato piuttosto indistintamente. 

BQlalo, 8. m,, gran battello da tragitto da Manilla a Cavito nelle 
Filippine, con vasta casetta, e con dne albori a vele latine. 

Bina, a. f. , grande rete a nappa e zerbera, della forma dei re o 
zerbarjk delle valli per la pesca degli storioni. — Braga dicesi la 
corda che serva a tenere in forma la rete bina dal piombo alla 
sciabolerà. Ahoelini. 

Binda (venee.). Vedi Benda. 

Bireme, s. f., nave polirenia a due ordini di remi sovrapposti. La 
tnreme romana aveva 24 remi per ogni banda, le greche ne ave- 
vano 25. Variarono di tipo e di grandezza secondo l'età e i popoli. 
Si anno rappresentazioni di biremi romane, greche, fenicie, egiziane, 
assire, etrusche. Vedi CoEAZZlNl, Atl., tav. I, XXSVI, XLIX. 
Le assire, date dal Layard, risalgono al secolo vit a. Cr., e, a 
quanto si può dedurre, furono inventate soltanto nel secolo prece- 
dente, sicaramente dopo Omero, poi che egli non le conobbe. 
Plinio, sull'autorità di Damartene o Demastene ne attribuì la 



,vGoosle 



340 BIS 

invenzioDe agU Eritrei, forae non quelli dell'Jonia ma agli Eritrei 
della baia persica, ossia ai Feoicl. 

Leone imperatore ne dà la lunghezza corrìspoadente a 50 m. 
Della sovrapposizione degli ordini abbiamo teatimouianze io Atì- 
iitofane, in Tucidide e in quasi tutti gli anticbi storici greci e ro- 
mani, e chiaramente in Servio: Biremea naves habentes onHnem 
geminum. (Àen., I, 186}; Isidoro (SIX, 1) presso a poco con le 
stesse parole. 

Delle biremi, come di tutte le poliremi, si ebbero molti tipi; 
Lembi biremi, Liburne biremi, Acazi biremi; però quando Orazio 
(Od., Ili, 29, 62) dic3 scafa bìreme, mi pare più ragionevole snp- 
porre ch'egli intenda di una scafa a due remi per banda; poi che 
una scafa a due ordini di remi non sarebbe pi fi scafa: come ana 
barchetta o uno schifo non sarebbero vascelli, nel senso specifico. 
Lat, dieris, biremis; gr. dUptos, Ói^Q^g. 

Le rappresentazioni più notevoli di questa specie di polirenù 
sono quelle: etrusche, del bassorilievo della Villa Albani, della 
Colonna Traiana, e la vaticana più di tutte pregevole, sebbene 
non ne resti che circa la metà, per essere turrita e catafratta. 

Biscaglina, s. f., naviglio quadro che prese il nome dalla provincia. 
(Pantera, p. 40). 

Bisce, ombrinali di stiva , intagli e buchi fatti sotto i madieri nel 
fondo di una nave, per iacilitare lo scolo delle acque sino al pozzo 
delle trombe, che altrimenti si fermerebbero tra quei membri. 

Blscheretto, s. m., dim. di bischero. Falconi. 

Bischero, s. m., specie di attuccapanni, ove ai sospendono le corde 
sottili ed altro nelle navi. 

Biscia, i Veneti per silotrogo? 

Biscotto, B, m., pane azzimo ridotto in forma di focacce, le quali, 
cotte, si chiamano gallette. Quello della nostra marina si fa con 
lievito, e però è soggetto a guaatarai presto. 

I Veneziani avevano trovato modo di conservarlo indefinita- 
mente libero dal tarlo; tanto è vero, che nel 1821 si trovò sanis- 
simo e di non ingrato sapore alquanto biscotto lasciato dai Veneti 
a Candia nel 1G69, ossia dopo 152 anni. 

— (grazia del) ■ dicevasi dai Veneti una certa quantità di biscotto 
che alle vedove e alle figliuole dei soldati oltremarini, in agginnta 
delle loro pensioni, sì concedeva in natura, o dando l'equivalente 
importo per il valore di un ducato t. Mdt. 



,vGoosle 



BIS-BIT 341 

Anche gli antichi usarono, in marina, il biscotto: • VetoB aut 
nauticus pania tunsus atque iterum coctus sistit alvom • (Plinio, 
XXir, 138). Ne parla Pladto, CasÌTia, II, 6, 7; e Polluce e Isi- 
doro. E l'ebbero pur i Greci che lo dicevano ótnvf/ltìjg e dlnv^og. 
Pr. bùcnil; sp. Inzcocho; port, bùcoulo; ingl. biscuit or aeabread 
brotvn george; tod. der Schi/fszvneback o daa HartbrotV. Galletta. 

Bisenegfae. I negri chiamavano cosi il promontorio Capoverde, che 
da Tolomeo è detto Elhiopo. Vksp. ( Viag., Rak., I, 13). 

Bisso, s. m., vedi Nacchera di 'l'aranlo, vedi Pinna. 

BìBsona, s. f., baroa da otto remi,- lunga piedi veneti trentasei, 
larga quattro e once quattro, snella, velocissima, bellamente or- 
nata, e l'usavano soltanto nelle regate. A prora era una nicchia 
ove ai sdraiava il proprietario a godere lo spettacolo. 

Bitacola, chiesuola o abitacolo, cassetta o armadio di legno situato 
davanti al timoniere dove ai tengono le bussole, e di notte un 
luruo per potersi regolare nel dirigere la nave. 

aitalo. Vedi fiatalo. 

Bitta, s. f., nelle navi ve ne sono quattro, due per banda, cioè duo 
a poppa sotto i bandini, due a prua presso le cubie. Nei vascelli 
a tre ponti ae na à un altro palo nella seconda batterìa. Queste 
colonnette &nno una capocchia. Le bitte servono a dar volta alla 
gomena e agli ormeggi. La testa delle bitte e le parti più vicine 
al traverao sono fasciate di ferro, e talvolta lavorate ad elice 
acciò che la catena o la gomena possano farvi due giri senza ad- 
doppiarsi. Le bitte inoltre anno dei fori per farvi passare un'asta 
di ferro che si mette sulla gomena e fino che questa non ai svolge 
da aé — I navigli mercantili che anno l'argano, non anno bitte. 
Parti delle bitte: colonne o stanti, croce o traverso, bracciuoli, 
ganci, perni a campanelli per le bozze delle gomene, tacchetti o 
menzole o scontri. 

Il suo diametro deve essere eguale a quattro volte la circon- 
ferenza del gherlino (Gbbnbt, pag. 256). Vedi Abbittare. Bittare, 
dar volta alle bitte, far prendere un giro alle bitte con la catena 
ancorale od altro. Bittatura, il giro e l'atto della gomena intomo 
alla bitta. 

— di pazienza. 

— di rimorchio. 

Fr. bitte; apagn. bita, abita; port, abita; ingl. bitt; ted. Jieting. 
Blttalo. Vedi fiatalo. 



,vGoosle 



342 BIT-BLO 

Bittone, B. m., è ana testa di trave verticale solidamente fermato 
al ponte sopra il qnale sporgono due piedi e mezzo, e sono ioca- 
strati ai bagli. Oggi si fanno per lo più di ferro foso. Servono a 
prestare un appoggio fisso a qualche manovra di forza. 

Pr. cfiaumard d' embassage; ingl. mooring bitt kevel; ted. die 
Vertauwagsbeting . 

— pazienza a gallocce. 

— di scotta cazzascotta. 

Fr. seps d'écoutet, bittons d'écoules; ingl. knightheads of ihe top- 
tail ship. 
ffiocolo, B. m., trombettiere delle navi. 

Ingl. bugie, 
BUnda, s. f., legnami e terra atti a riparare le batterie dalle gra- 
nate. Dal tedesco blind := cieco. 
Fr. blinde. 
Blindare, v. a , difendere con blinda. Oggi ai dicono vagoni bliudati, 

batterie blindate, quelle con copertura a difesa dei proietti. 
Blindatura, s. f., la copertura, la corazzatura. 

Fr. blindage; spagn. blindile; port, blindajem; ingl. won sheeting, 
armour plating, mock lead, blindage. 
Bloccare, v. a., cingere alla larga con l'esercito una città; se è ma- 
rittima da parte di terra e di mare, per costringerla alla resa 
senza assalirla. Si blocca talvolta dalla sola parte di mere. 

Fr. bloquer; spagn. e port, bloquear; lat. aggredì urbem corona; 
gr. noÀiofìtéa»; ingl. to block up; ted. blockiren. 
Blocco, s. m., quella specie di assedio largo che si fa quando si 
evita di prendere d'assalto una città o fortezza, volendola avere 
piuttosto per fame. 
— di un porto, è chiuderlo cosi con una squadra o una armata che 
nessun naviglio possa entrarvi, e recarvi viveri, od armi, milizie 
e notizie. 

Il blocco è 1-eale, se fatto con forze sufficienti per mantenerlo. 
È fittizio qoando la dichiarazione scrìtta di esso non si pnò far 
rispettare dalla forza in ogni sua parte; e questo non può esser 
riconosciuto dalle potenze neutrali. 

Il blocco reale o effettivo per esser valido presso i neutrali deve 
essere stato loro notificato. 

Se un naviglio si presenta dinanzi un porto prima di sapere 
del blocco, la notificazione gli deve essere fatta per iscritto sul 



,vGoosle 



BLO-BOA 343 

libro di bordo. Se fatto ciò il naviglio si presentasse di nuovo, il 
belligerante ha diritto di catturarlo o di combatterlo. 

Blocco continenUde si disse da Napoleone la chiusura dei porti al 
commercio inglese. Come l'Inghilterra, abusando dal diritto di 
guerra, aveva dichiarato il blocco di tutto il littoralo da Brest 
ad Amburgo, interdicendo l'approdo alle navi delle potenze neutre, 
Napoleone promulgò, il 21 novembre 1806, il celebre decreto di 
Berlino che dichiarò le isole britanniche in ìstato di blocco. Quindi 
ogni commercio con esse isole rimaneva interdetto formalmente; in 
qualunque luogo fossero trovate le merci inglesi venivano confi- 
scate; ogni inglese catturato nel continente diveniva prigioniero 
di guerra; tutte le lettere che dall'Inghilterra venissero o vi an- 
dassero erano distrutte. — Forzare il blocco; rinforzare Ìl blocco; 
violarlo; togliere il blocco, come porre o mettere il blocco; squadra 
di blocco. 

Pr. blocus; spagn. e port, bloqiieo; ingl. blockade; ted. die 
Blockade. 

Boa, o cassa dì ormeggio, quadrata o rotonda, galleggiante, per in- 
dicare il posto di un'ancora, o per ormeggiar vi si, o come indice 
di qualche pericolo. Vedi Gavitello. 

— boa-segnale. La Società Winlerlhur per l'vso dell'olio compresso, 
presentava nel porto di Genova (lt?83), una boa segnalo accesa, 
la quale dk luce continua per circa un mesp, senza nver bisogno 
di nessuna cura, poiché la fiamma dura continuamente, giorno e 
notte, senza che possa essere spenta dalle onde o dal vento. 

Vedi gavitello di ormeggio, corpo morto. 

— a illuminazione elettrica, (fl. M., '81, II, 627; '89, II, 286). 

Pr. bouée d'amarrage; spagn. boya; port, boia; ingl. buoy; ted. 
die Verlànungsboje. Deriva, a quanto pare al Webster, dall'anglo- 
ì byan o buan, quindi il protend imen to coll'i tra l'o, tioAy 
i rappresentato dall'j o dal y è contrario all'etimologia. 
. m., nave malese la quale k talvolta sino a tre ordini di 
remi. Il suo corpo è lungo e affilatissimo, sormontato da ogni 
lato da gallerie scostantesi fuori del bordo in gradi sempre più. 
elevati. Su ciascuna di queste gallerie si colloca un ordine di re- 
matori, i cui remi anno una grande differenza di leva, a causa 
della strettezza della galleria su la quale sono posti. Il numero 
dei remi per galleria è da 25 a 2(). 
Beatila, s. f , naviglio a fondo piatto del golfo di Manar. 



ivGoosle 



344 BOG 

Bocca, la massima larghezza di un naviglio, corrispondente al baglio 
maestro. Si dice più comunemente boccatura. 

— foce, l'entrata in mare di un fiume. 

Fr. bouchin (ant. largeur au maitre bon, largeur prinàpale d'i*»! 
nafire); spagn. manga; port, boca; ìngì. extreme breadth, breadth 
of a ship; ted. die grOsste Breite etnea Schiffes. 

— entrata di itn porto. 

— da fuoco, pezzo di artiglierìa. — Fr. bouche à /few, 

— di un'arma da fuoco. 

— di lupo, a. m., • aorta di nodo che ai & passando nel doppino 
largo di un canapo, ambedue le cime del canapo isteaso, che strìn- 
gendo l'oggetto nel mezzo, ai conformano al muso del noto ani- 
male • . GnaLIKLMOTTI. 

Fr. noevd de trégillon; apagn. baca de lobo; ingL marlingspike 
hitch; ted. der Marlpfriemstìch. 

— d^oro, C08Ì S. GJov. fu detto CriBostomo, il più eloquente Padre 
della Chiesa. Era figlio d'un generale dell'impero; n. in Antiochia 
il i)44, m. a Uomana, oggi El-Boatan (Asia Minore, Cappadocia), 
nel 407. 

— tedesca, venez. verigola. Vedi Verrina. 

— di una tromba da vento. 

Fr. guérite d'uite manche à vent; ingl. mouth of a ìcind-iail; 
ted. der Windfang eines WindsegeU. 
Boccame, a. m., incavo. 

Pr. clan; ingl. sheave fiale; ted. des ^cheibengat. 

— del cavofauono, del ghìndazzo, dell' imante (amante), nel baston 
di flocco, ecc., ecc. 

— d'oro, peace, scìenindeo, che in generale predilige i lidi meridio- 
nal! del Mediterraneo, e per costumi somiglia molto all'Ombrina. 
{Ann. Agr., I, p. I, pag. 433J. 

— di msita e di pulizia della caldaia, al disopra e al diaotto dei 
forni, necessario per pulire e riparare le caldaie. 

Boccaporta, a. f., si chiama ogni apertura quadrangolare che ai pra- 
tica nei ponti o nelle coverte dei navigli per poter comunicar con 
tutte le aue parti. Quindi si dice boccaporta di poppa, di prora, 
della stiva o boccaporta maestra, della dispensa, della aantabar- 
bera di prora o del deposito delle polveri di prora; del deposito 
del pane o dello vele; boccaporta invetriata o da osteriggio, quelle 
coperte da cristallo a a^lo scopa di dar luce ad alcuna parte set- 



ivGoosle 



BOG 345 

tostante della nave. — Bocoaporta dei p&seavaati, quando questi 
erano in uso, — Boocaporta della torre di comando nelle co- 
razzate. 

Battente sì chiama il covercbio della boccaporta. Il battente si 
dice pure togliere. 

La grande boccaporta è un poso innanzi l'albero di maestra. 

}pT. écoutiUe; spagn. escotUla; port, esootìlha; ìugl. hatch way; 
ted, eine Luke. 
Boccaporta (quartieri della), i tavolati che servono per chiudere 
le boGcaporte e quindi impedire l'ingresso all'acqua nel naviglio, 
specialmente quando Ìl mare allaga la coverta. 

Fr. panneau; spagn. quarte do boccaporto; ingl. covers or lìds 
of the hatch^way; ted. Lukendecket. 

— maestra, dicesi quella che è tra l'albero di maestra e quello di 
trinchetto, la quale serve principalmente per imbarcare o sbar* 
care le merci sui legni mercantili. 

Fr. grand écoutiUe; sp. escotilla mayor; port, eacotilha mayor; 
ingl. main hatch-way; ted. die grosse Luke. 

— della fì}8sa delle gomene, ovvero dello stirichio, quella che con- 
duce al deposito delle gomene. 

Fr. écoutiUe de la fosse aux cables; ingl. foi-e hatchway; ted. 
Kabelga ta-Luke . 

Boccaportella o Boccaportello, s. f., dim. di boccaporta; boccapor- 
tella con manica di tela dalla santabarbera alle batterie pel pas- 
siggiQ dei cartoni della munizioni. Boccaportella del cnsserotto 
per comodo dei timonieri acciò possano vedere il mostravento; 
boccaportella della bussola; boccaportelli del doppio fondo. 

Fr. écoutillon, petit panneau; spagn. escotìUón; port. escotiUiào; 
ingl. sautìe-hatch, cover, cap; tei, dir Deckel kleiner Lnken. 

Boccatnra, Vedi Bocca. 

Il Falconi l'adoperò per bocca del pozzo. 

Bocceliino, Vedi Baccellino. 

Bocduolo, s. m., il misurino della polvere che per lo più serviva 
di coperchio alla borraccia della polvere; dare la misura della pol- 
vere per le canne delle armi da fuoco portatili. 

— lo steseo che Castagnolo e Tacchetto, Vedi. 

Nel significato di dente d'ingranaggio ohe àk il Parrilli, non lo 
trovai in altri. Nel primo significato: 

Fr. carne; ingl, cam, slope, nipper, arm; ted. der Hebedaumen. 



,vGoosle 



34G BOG BOL 

Bocciuolo di espaJiaione^ noce, tacco fermo o casUgnuola dell'ec- 
centrico. 
Ft. came de detente; ingl. tappet; ted. det- Expaniionskamm. 

Bòccola, e. f,, br<ms(na di cammala nella qnale entrava la caviglia 
di testa del telaio. Il rìvea ti mento intemo del mozzo della raota. 

Boceiia. Vedi Bozzerìa e Bocceria. 

Bodcolere, 3. m., • strumento da pesca, di tre reti insieme di maglia 
stretta, si calano da una sola barca per pescare i baicoli, varietà 
del cefalo (labrax lupus) al principio dell'inverno • . Sahbo. 

Bode (legge di). Si dà questo nome ad una regola scoperta da Titins 
nel 1767, e pubblicata da Bode nel 1778, che promette di trovar 
facilmente e con una certa approssimazione le distanze proporzio- 
nali dei diversi pianeti dal sole. Si scrivano i numeri: 
3 6 12 24 48 06 192 384 
4 7 10 16 28 52 iOO 196 388. 

La prima serie è di numeri che, dopo il 3, st ottengono man 
mano raddoppiando il precedente; la seconda serie nasce dalla 
prima aggiungendo 4 a ciascuno de' snoi numeri. Ebbene: i nu- 
meri della seconda serie rappresentano appunto le disianze pro- 
porzionali dei pianeti dal sole, ossia se diciamo 4 questa distanza 
per Mercurio, sarà 7 quella di Venere, 10 quella della Terra, 
16 quella di Marte, ecc. — La legge è perù approssimativa, perché 
le distanze reali sarebbero: 

3,9 7,2 10 15,2 28 52,0 95,4 191,8 300,5; 

giova però ad aiutare la memoria, ed anche alla astronomia k 
fruttato, arrivando alla scoperta degli asteroidi, che occupano la 
zona del num. 28. 

Bc%a, Vedi Boa. 

Bogara, rete lunghissima, con maglie di un pollice, per la pesca 
delle boghe. 
Fr. bouguière. 

Becera, s. f., specie di barca scialuppa fiamminga, alberata a forca 
con due ali di deriva, ohe la rendono atta ad andare bene alla 
bolina senza derivare molto. Bastimento da carico, con bompresso 
e accastellato a poppa e a prua. Somiglia molto alle Somache, 
Sthatioo. 

Bolgara, a. f,, ant. venez., misura di legname, dall'anglo-sassone bulk 



,vGoosle 



BOI, 347 

o bolke. Vale legname d'arbore da popa bolgare 5 (l-\ib. di gal. 
Cod. Magi., 19, p&l. 7, e in J»L , Arch. nai>.;. 
Boli», scandaglio, greco (ioÀlg.' 

Bolide. Si chiamano bolidi le meteore laminose che percorrono la 
nostra atmosfera, destando dietro a sé uno strascico vivo, talvolta 
risolvendosi in fine di corsa in diverse meteore minori, in qnalche 
caso con detonazione. Presentano le velocità, le colorazioni, le di- 
mensioni più varie; e si stima la loro grandezza apparente para- 
gonandoli ad astri noti come Giove, Venere, ecc. 

Celebre è ancora il bolide ohe scoppiò sopra Madrid alle 0,30 dì 
mattina del IO febbraio 1896, e fu osservato nella sua corsa in 
tutta la Spagna e nel Sud della Francia sopra una linea di più 
di 1000 kilom. Se di notevoli dimensioni, questi corpi pouno anche 
arrivare a terra, ed allora sono raccolti e denominati meteoriti, 
aeroliti, uranoliti, pietre meteoriche, ©ce. 

Lat. bolis dal gr. fioÀl^. 
Bolina, manovra che serve a tirare le vele verso il davanti della 
vela. E attnata al mezzo di ciascun lato verticale delle vele quadre, 
e serve a tirarle verso prua, per prender il vento di fianco quando 
è obliquo e contraria alla rotta. — Genov. bóenn'a, comunemente 
bovina; venez. borina. 

Fr. bouline; spagn. e port, bolitut; ingl. bowline; tod. die btdine. 

Questa voce ci viene dal normanno boglina. 

Vi sono boline di maestra, della gran gabbia, del pappafico di 
maestra e del contro pappafico, di trinchetto, di parrocchetto, di 
pappafico di trinchetto, del piccolo contropappafico, di oontromez- 
zana, dì belvedere, di rovescio o di sottovento. 

— (brancherella, brancareUa o patta di), ■ maniglie di corda radan- 
ciate o no, lungo i gratili di caduta delle vele, delle quali alcune 
servono a passarvi le borose per prendere terzaruoli, altre per 
unirvi lo stroppo dei paranchini , altre per le branche delle bo- 
line, eoo. • . Fincati. 

Fr. pattes de bouline; ingl. the bridles of the bowline. 

— (bose di). 

Fr. hersaux de bouline erse, erseaii ; ingl. a ringle of the bowline. 

Modo di dire: andare di bolina o alla bolina, andare con vento 
obliquo alla rotta; vento di bolina, contrario alla rotta, obliquo 
alla linea di rotta. 

Correre la bolina, o pena della bolina, punizione che s'inflig- 



,vGoosle 



348 BOL-BOM 

geva ai malfattori sulle navi, battendoli con delle corde, mentre 
si f&cevano passare tra due file dì marinai. Ogni trapasso si di- 
ceva : una corsa ; ed era prot bito di comandarne più dì tre, e sempre 
per sentenza dì un consiglio di guerra. 

Fr, courir la houline; spagn. correr la bolina, e talvolta pa»ar 
crtijia; ìngL to run the gantle. 
Bolinare, v. a., sistemare le boline, alzare, tirare o tesare la boline. 
Fr. bouliner; apagn. boUnear; port, bolinar; iugl, to bowline, to 
haul taught t/te bowlines; ted. die bulinen, Biding anholen. 
Boliniere o boUnlero, a. m., buono o cattivo, secondo che cammini 
bene o male andando di bolina. — Genov, boinné. 

Fr. bonlinier; spagn. bolinero; port, bolineiro ; iogì. a good plwr 
or a Ueward-ship ; ted. Beidemvnnder. 
BolUtorl Conain (R. M., '91, II, 340). 
Boloto, s. m., barchetta delle Filippine. 
Bolzone o gozzone, alunamento, arcatura. — Genov. bossi». 

La curvatura convessa che sì dà ad un tavolato, com'è quella 
che sì dà a' ponti, a' bagli, al drigante della nave, sicché riescano 
più alti nel m^zzo di quello che ai lati. 

— (i»), modo av7. della vela quadra, allorché invece di far punta 
con ambedue le bugne, faccia seno. 

— garbo dei vari pezzi dì costruzione, i quali descrivono una curva 
al disopra del piano orizzontale o nel verticale, come bagli, latte, 
traversoni dei ponti, ecc. ecc. 

Boma. Vedi Randa. 

Bombarda, s. f., piccolo naviglio, a fondo piatto con qualche mor- 
taio, essendo suo nf&zio il bombardare. L'alberatura consiate in 
un albero collocato circa il mezzo della lunghezza con le vele dì 
trevo, gabbia, pappafico e randa, nonché un alberetto più verso 
poppa con piccola randa e qualche flocco da prora. Alcuni navigli 
mercantili anno simile alberatura per cui nominansi pure bom- 
barde. Ton. Era a remi e a vele, portava una grossa bombarda. 
Fr. bombarde; spagn., port, e ingl. bombarda; ted. die Botnborde. 

Bombardella, a forcella da nave, illustrata dall'Angeluccì ; piccola 
bocca da fuoco. Nel Museo d'Artiglieria di Torino ve n' è un 
esemplare. Nel ms. Marucelliano, A. 261, sec. xv, si dice che nella 
galea a prua si può mettere una bombarda di SO in 40 libbre di 
pietra di getto, da levare e porre; dieci bomba di spingarda e 
bombardella, 15 nrchibusì. Piombo per pallottole libbre 400; oltra 
le armi bianche. 



,vGoosle 



BOM-BON 349 

Bombardiere, nel secolo svi si dicevano gli artiglieri. Oentilini. 

— si disse per cannoniere. Spesso senza conoscenza dell'arte loro, 
« li bombardieri venuti da Venezia (a dodici ducati al mese) non 
sapevano quello fosse nn canon • (VaxiEB, Relaz., 1. e, p. 517), 

BombardlerOf s- m., comandante delie artiglierie. < Ordinai che il 
bombardiero dì Castello (fortezza), stesse la notte dentro > (Vb- 
KIBRO, Relaz.). 

Bombasao (bambagia), chiamano a Venezia cartt nnvoii chi) miaac- 
ciano tempesta. Saubo. 

Bombisti, lavoratori di fuochi artificiali per la guerra. — Venez. 
capi bombisti. 

Bomeiia, s. f., prestito alla grossa avventura. V. Cambio marittima 

Bompresso. Vedi Albero, pag. 145, 

Bona (di guerra), di buona presa. 

Bonaccia, s. f., lo stato del mare calmo, senza vento. 

— calmerìa, calma costante del mare o del vento; maccheria, calma 
di mare, spianato e smaccatissimo , quando il cielo è nuvoloso. 
RiGtrrmi. 

Fr. bonace; spagn., port, e cat. ant. bonanza; lat. malacia; gr. 

fiaXaxla; ingl. dead calm, fiat calm; ted. die gù/mUche Windstille, 

Todtatille. 
Bonacciare, vedi Abbonacciare. Bonaccioso, add. da Bonacciare. 
E i derivati: bonacciato, part. ps. e add.; bonacciante, part, pr,; 

bonacoevole, verb, da Bonacciare. 
Bonavoglìa, vedi Buonavoglia. 
Boncinello, s. m., pezzetti dì legno impiombati all'estremità degli 

stròppoli del bozzello o delle sartie dell'albero di maestra. Vedi 

Caviglietto. 

— naso del catenaccio. Vedi. 

Fr, cobUlot; ingl. toggél or a boll-staple. 
Bonetta, s. f., vela che un tempo si aggiungeva alla vela bassa ; 
il Crescenzio cosi ne parla: • A far la vela della maestra grande 
si deve pigliar la metà della lunghezza del suo pennone et tanto 
sarà l'altezza d'essa vela maestra o sia del freno, come la chia^ 
mano i Genovesi; e la metà di questa altezza sarà per l'altezza 
della sua bonetta a talché tutta insieme la maestra e la bonetta 
sarà alta per i tre quarti della lunghezza del suo pennone, ovvero 

— antenna *. 

Altri dice: bonette, vele piccole che si aggiungono sotto quella 



,vGoosle 



350 BON-BOR 

di maestra, di trinclietto, e anco della gabbia {Intr. arte naat., 
Ven., 1215, p. 270^, Quindi bonetta bassa, di gabbia, alla, di pap- 
pafico, di parrocdutlto, cioè prendono il nome dalla vela o dal 
luogo ove sono iasate. La bonetta della grande vela si usava molto 
di rado. 

Ferzo di tela che si aggiunge al bordo inferiore delle vele basse 
quando il ventx> è debole. 

I Francesi le dissero: bonnettes en estuy, Fodbnibb, p. 3; ae- 
condoessi erano vele che mettevano alla cima della grande antenna 
a lato della vela grande, quando uno è cacciato, o caccia; e che 
ai lidi dì Normandia le chiamavano: mimitaines en estuy; spagn. 
boneta; ingl. bonnet; lo Smitii afferma che esse erano un teno 
delle vele alle quali si aggiungevano. 
Bonetta allacciata, seconda bonetto, scopamare, si poneva al disotto 
della bonett^a bassa di mezzana, nei vascelli a tre ponti ed anco 
in quelli a due batterie. Questa vela non è più in uso per la sua 
poca efficacia, 

Fr. bonnetle mnillée. 

— lardata, l'adoperavano per chiudere raomentaneamence qualche 
falla. 

Bongo, 8. DI., grande monossilo che trasporta passeggieri e mercanzie 
da Panama a Porto Bello. 
Fr. bonque. 
Bora, lo stesso che borea, s. {., a Trieste chiamano cosi il vento bo- 
reale, che soffi» tanto violento da portare e scaraventare in alto 
le persone, che non s'attenessero fortemente alle funi poste lungo 
le vie a ciò che la gente vi si possa appigliate, se sorpresa da esso. 
Bora viene dalla forma attica: fio^^às. 
Pr. bora; ingl. bi/ra; ted. die Bora. 
Borda, s. f., era nelle galee la maggior vela dopo il bastardo. 

Nel ms. Mamcelliano, A. 261, sec. xv, vi è: Artimone di fei» 
42; Lupo di ferzi 82; Borda di ferzi 32; Triego (Trevo) di forai 
30; Mezana di ferzi 16. 
Bordare, v. a., rivestire del fasciame lo scheletro della nave. 
Disabbordare, togliere il fasciame. 

Fr. border e deborder; spagn. bordar e desabordar; port, capar; 
ingl, to ploTtk a ship; ted. die Schoten etnea, Sagels vorbt^en, 

— detto di vela, vale legare le scotte al bordo, tirare udo de' suoi 
angoli verso l' indietro. 



,vGoosle 



Bordare, intr., il mutare di rotta. 

— a segno, t vale alare le scotte d'una vela, sino a che le sue giun- 
gono a contatto col pennone sottoposto, e coi bozzelli da acotte 
incappollati al medesimo > . Farrilli. 

Sorda, ùnn-a veja, genov., cazzare una vela. Lo atendere una vela 
per la sua parte bassa, sicché presentì la superficie a! vento: ciò 
si fa filando o mollando gli imbrogli o alando auUe scotte. 

Bordata, s. f., il cammina che si fa bordeggiando. Quindi si dice 
correre e tenere una bordata, e bardata al largo, bordata buona 
o cattiva, grandi e piccole bordate, di destra e di smìstra ; bardata 
a Urrà, quella che percorre la nave dopo un cambiamento di rotta, 
riavvicinandosi alla terra, da cui la bordata precedente l'aveva 
allontanata. 

— scarica di tutti i cannoni ad un tempo, di un fianco. 

— nel linguaggio dei pirati, correre la buona bordata vale; assalire 
e mettere a bottino navi cariche di ricca preda. — Genov. bor- 
dadda ; piggiA o ftA 'Ann-a bordadda, per prendere il vento. 

Fr. bordée; sp. e port, bordada; ingl. one board lack or stretch; 
ted. der Sdilag. 

— per flanoata e fianco. 

Yt. bordée; spagn. bordada; port, bordo; ingl. broadside. 
Bordato, a. m., il fasciame. 

Fr. bordé en bois; ap. e port, bordado; ingl. planked; ted. die 
Beplankt. 

— a gitiataporto. 

Fr. bordé à frane bord; ingl. carvel built; -tad, Karwehlarttg 
beplankt. 

— a labbro (a madieri scavalcati). 

Fr. bordé à din; ingl. clinch o clincher built; ted. Klinkerartig 
beplankt 

— diagonaltnente. 

Fr. bordé diagonale inent; ingl. dìagoìiaUy built; ted. Diagonal 
b^lankt. 
Bordatura, s. f., l'atto e l'effetto del bordeggiare. 

— la larghezza delle vele in basso. 

^ il fasciame che riveste l'ossatura della nave. — Ven. investizione. 
Fr. bordage; spagn. aforro, forro; port, farro; ingl. pUmking; 
ted. planken. 

— affrontata, cioè giustaposta. — Fr. bordage à carvelle. 



,vGoosle 



352 BOR 

Bordatura accavalcala, cioè coi bordi sovrapposti. 
Fr. hordage à din. 

Borde^amento, s. m., il bordeggiare. 

Bordeggiare, star sulle volte, navigare secondo il vento quando i 
contrario, col girare della nave di tanto in tanto, per prenderlo 
ora dalla banda sinistra, ora dalla dritta, onde acquistar cammino, 
nel l'aspettare che il tempo ai faccia favorevole. — Nap, bordeare; 
genov. lìordezzà; venez. bordisare. 

Ft. louvoyer, courir des b(n-dées; spagn. bordear; port, bordejar; 
ingl. to beat up, to work, lo ply, to beat to windward, or agaiaet 
the tuind; ted. aufkreuzen, laviren. 

— stringere il vento ora da un lato ora da un'altro, cioè facendo 
una bordata con le mure a diritta e l'altra con le mure a siniatra, 
affine di eleijarei o guadagnare al vento. 

lo, il bordeggiare. Botta, Viag. l", 220: « Verso mezzodì 
j spinta un tiro di bordeggio verso i Faraglioni, diligen- 
temente misurando il cammino • . 
Bordenal, venez. Vedi Bordonal. 

Bordo, s. m., la corsa ohe fa an naviglio andando di bolina si chiama 
bordo. In questo senso si deve intendere quando si dice: abbìam 
fatto un bordo verso terra o in mare. < Fecimo più bordi prima 
di approdare al porto. Restammo sui bordi o bordeggiammo tutta 
la notte ». Ton. — Genov, dd o fa un bordo, fare una bordata, 
scorrere una delle linee che ai fan bordeggiando, far camminaw 
verso quella parte, serrando il vento. 
Oenov. già de bordo, girare di bordo. 
Genov. piggtd o fld Un bordo, prendere una bordata. 
Essere sui bordi, correre de' bordi. 

Genov. sta o eae in set bordi, stare sui bordi, bordeggiare. 
Genov. vird di bordo, girare la nave per prendere il vento. 
~~ (andare a o uscire da), entrare o uscire dalla nave. 

— per bordata. 

— (buono cattivo), secondo il vento e come si piglia. 

Fr. maiivais boi-d; ingl. bad ì>oard. 

— corto. 

— (rovesciare il), la manovra per virare la nave col vento in faccia. 

Fr. virer par vent devant; ingl. to tack. 

— (voltare il). 

EV. virer de bord; ingl. to put about the ship or to go abottt. 



ivGoogle 



B0& 3Ó3 

Bendo sovra bordo, bordata corta, sacceasiooe dì corte bordate. 

Fr. bord sur bord; spagn. e port, bordo sobre bordo. 
^ a bordo, a lato, per fianco. 

Pr. bord A bord; spagn. bordo con bordo; ìdrI. side by aide; ted. 
bord an bord. 
— franco, fianco della nave dal bagnaaciuga ai capo di banda. 
Fr. frane bord; ingl. fraebord; ted. der Freibord. 
Navigare a bordi opposti, di due navi che percorrendo il m»- 
daaimo rombo, l'ana stringe il vento gal bordo destro, l'altra boI 



— étttro e sinistTO. 

— alla bandtina, di nave ohe abbia l'un dei fianchi rasente ad esisa. 
Bordcmal, ven., JAvolani probabilmente da bordo, cioè ohe servivano 

di fasciame. 
Bordonaro, a, m., h la camera di rete nella quale si rinserrano i 
tonni che vengono dal largo, e donde si £anno passare in altQi 
camera detta di ponente. 
Bardone, s. m., le stelle affilate al cingolo e alla spada di Orione. 
Contadini e marinai dicono che lo 2oppo tira i bastoni alle gal- 
lineUe (le Pleiadi). 
Bordotto, 8. m., specie di chiodo quadro di mezzana grandezza per 

fissare U fasciame. Bordottino, dimin. 
Bordura, s. £, la distanza tra una bugna e l'altra di una vela 
. quadra, ossia tra i auoÌ angoli inferiori. Nelle latine la distanza 

tea l'unica bagna e le loro pedarole. 
Borea, s. m., tramontana, dal gnoo po^ias; i Latini poi l'appella- 
lono aquSaw (aquila, onÌ»). 

Boreo e borea/te, add., da Bor^ Borea però presso gli uni e 
gli altxi indicò pianamente il vanto di quarta di greco verso le- 
vante «greco, e per estensione tramontana, come in Tucidide. 

A Venezia le gradazioni dì grecale dicono: b^i^ra, b^n, bori- 
gncAo. Saubo. 

Bsiodo, Op., e Q., v. 551, lo appellò borea iraido, cioè tracio. 
Borello, s. m., serve a legare insieme due stroppi e per servire ad 
essi di punto di appoggio. — Jy^no tondo, speqe di cavalla che 
serve per iormare l' impiombatui» di un cavo con altro. 
Teoez. barilo e bwÈlo. 

Fr. borée; spagn. e port, boreas; ingl. e ted. nord, 
Boff^hl Luigi, valentianmoingegnfirenavale. Frese servizio nel 1847. 
UoBAZZiHl, Voeab. naultco. 23 



,vGoosle 



3&4 BOE-BOT 

Lasciò opere importanti suU' amministrazione della Marina, della 
qnale sostenne gl'interessi in Parlamento. 

Borgognone, s. m., ana massa di ghiaccio che s'incontra nei mari 
polari, quando cominciano o disgelare. 

Borina e borinetta, per scorrezione o par errore tipografico, sì leg- 
gono in Crescenzio, Naut Medit, p. 270, 

Borletto, s. m., cannone nsato nelle navi, ma dal quale non troro 
di notizia altro che il nome. 

Borosa, s. va., * Borose son pozzi di cavo piano, impiombati, con nna 
delle loro cime alla base, messe sopra le ralinghe di caduta delle 
vele, provviste di terzaruoli e che servono a cingere le punte d^ 
pennone , passando intomo al medesimo e per dentro alla base , 
ed annodandosi intorno ai loro stessi colli nel fine di scorciare la 
ralinga di caduta » . Pakbilli. 
Fr. radali d'empainture de rix. 

Kruai, 8. m. pi., infenton. 

Bosa, s. f. Le base sono maniglie di funicelle ad arco sulla ralinga 
di caduta delle vele quadre per ricevere le branche delle boline 
e portar U vela sopravvento. 

— randacia di legno adoperata nelle branche delle boline. 
Fr. pattes des boulines; ingL buU's-eye-cringle. 

Bòssolo e bòsolo, b. m., venez., da unguento. Sahddo, 25, 605: uso 
bossolo da unguento, ib., e. 643. Bòzzolo, ivi. 

Per bussola: * Quello tollemmo a segno col bossol nostro >, 
Viag., di P. Qdibimo, ap. RAM., II, p. 202, B., (anno 1431). 

E bussolo: • Navigano in quelli mari senza bussolo, ma concerti 
quadranti di legno che pare difficìl cosa > , Navig. V. Gama, KàM., 
I, 121 (a. 1497), E in N. de' Conti, ivi, pag. 379. — Bussola 
o bussolo è la scatola, o cassetta, o vaso, dove si tiene il ferro 
toccato dalla calamita per conoscere la tramontana, Pamtkba. — 
Vedi Bussola. 

BoBSun, B. m., genov., Vedi Bolzone. 
Fr. ant. bosson. 

Botea, 3. Lf spagnolo bote, barchetta, canotto. 

BottasseUo, venez. Vedi Battlmare- 

Bottazzo, s. m., imbtmo, sovrapposizione dì legnami all'una e all'altnk 
estremità, per dare maggiore stabilità a navi mal costruite, — 
Venez. zappalo. 

Botte, s. f., per cassa da ormeggio. Vedi Bòa. 



,vGoosle 



BOT-BOZ SBB 

Botti candiotte^ • dopo le anfore, adoperarono i VeneU com« misura 
di capacità delle navi, erano valutate di ventotto piedi cabìci • . 
TONBLLO, I, 48. 

Bottiglia da scandaglio per preaa d'acqua. (S. M., '86, II, 420). 

— in maltese per giardino, Vedi, 

Bottiglie, s. f. pi., oggetti ai dne lati della poppa dal basso forno 
sino al coronamento, per arrotondare la poppa. Ogni bottiglia finisce 
con una specie di mensola rotonda che i Francesi chiamano cui de 
lampe, e i nostri pure ad di lampa. La sommità delle bottiglie 
è coronata in diverse fogge. L'interno serve di latrine agli uffioiaU. 
Si dicono false bottiglie, gli ornamenti posti nei piccoli navigli 
a simulare esse bottiglie. 

Frane, bouteùlea e fausses bouleilles; ingl. the quarter-gaUeriei, 
badges. 
Botto, s. m., specie di galeotta olandese con poppa a forma di bocca 
di flauto. È attrezzato come le galeotte. 
A pure il significato generico di barca. 
Pr. bot; spago, e port, bote; ingl. boat; ted. boot. 
Bottone, s. m., nodo che si fa ad alcuni cavi per fermarvi la cappia: 
quindi bottone di bozza, di straglio, di tomavira o viradore. V. 
Pr. bouion, pomme. 
Bozza, s. {., fune più o meno lunga e più o meno forte, che fer- 
mata in un capo ad un punto fisso, serve a ritenere una gomena 
ad una manovra qualunque nello stato di tensione che à ricevuto 
inviluppandola con molti giri nella sua lunghezza. — Pamtbba, 
Vocab.: • sono le corde che stanno annodate ai baccalari del terzo 
o del quarto banco della poppa et della prora, et servono per 
legare le gomene et le gomenetto, et per i capi che si danno in 
terra, quando si armeggia la galea >. 

— a scocco, per abbozzare provvisoriamente la catena a pruavia 
della bitta, per abbottarla e abittarla, quando si smaniglia per 
mettere il mulinello d'aSbrco o per levare la volta, e quando sì 
incapona l'ancora. Gbbmbt, 2C0. 

— italiana o a coda, è fatta di un pezzo di corda di mediocre gros- 
sezza che si distorse in parte per fare una treccia piatta di tre 
cordoni. Questa specie di bozza, per essere piatta, abbraccia più 
strettamente il cavo ohe si vuol fermare e lo tiene meglio. ToK. 
— Genov. bassa. 

Fr. boBse; spagn. bosa; port, bo^a, bicha; ìngl. stopper; ted. der 



,vGoosle 



866 BOZ 

Bocza rompottU, (imbrvlatura). 

Ft. borne caasaat; ingi chock stopper; ted. der mOrbe gtopper. 

— alia barbaresca. 

Fr. d la barbaret$e; in^l. ting stopper; ted. dar Bingata^tr. 

— a mano. 

Fr. ixtsse à main; ingL hand stopper; tad. der handetopper. 

— M eavo. 

Fr. basse en /Uin; ingl. rope stopper; ted. der Taasiopper. 
Mettere aiu bozsa; mettere in lavoro le bozise. 

— con aggrappatolo. 

Fr. 6ome d ^ml de biche; ingl. claw-sfeif>per; ted. (£«r Klaa- 
stopper. 

— a pa di pollo. 

Fr. basse à boutan, à eul de pore; ingl. rope stopper; t«d. der 
knopfstopper. 
Bozzare, t. a., abbozzare. Vedi. — Veuez. boear; genor. &MMr. 

Fr. bosser; sp. abozar; port, o&o^ar; ingl. to^epper; tod. stoppen. 
Bozzello, s. m., macchiiietta semplice formata di vha o più rotella 
centennte entro am cassa o corpo o sciarpa, nella quale gwaao 
sopra nn perno. Dìstinguonsi i bozzelli per la forma della cassa, 
per la grandezza, pel nomerò delle rotelle e per l'nso cui sono 
destinati. La cassa i n^e &coe esterne una seanalatura per ri- 
cevere uno stroppo cbe serre ad allacciarla a qualche part« o a 
ricevere nn gancio di ferro col quale ai afferai on peso. Scanalate 
pure sono lo rotelle per applicarvi una ftma. 

Ft. poulie; spagn. cuademai; port, cademal; ingl. block; ted. 
der Block. 

Le pcurti del bozzello sono: la rotella <^e diesai anche raggio. 

Fr. le rouet; ingl. the sheave; ted. Schefbe. 

— asse o perno. 

Fr. nxe de rovet; ingl. pm, notch, score; ted, Bohen. 

— la aca3ìalatura, 

Fr. la gonjure ou la rainure; t«d. Keep. 

— la COMO o corpo. 

Fr. le corps, la caisse de la poulie; ingL tte shell; ted. Gehante, 

— stroppo. 

Fr. eetrop; ingl. stn^, strap; ted, stropp. 

— ganasce o maschette. 



,vGoosle 



BOZ-BBA S57 

Secondo la forma: 

ilio semplice stroppato ad occhio, cioè god lo stroppo ohe ter- 
miaa in tma gassa ad occhio. 
SV. poaìie shnpìa tetropée à oGìet; ìngi. «ys ìdodc. 

— itinpliM con gan^. 

Fr. povlU simple à eroe; iugl. a tingle block with a hook; ted. 
der Hakettittode. 

— doppio eon gando che gira. 

FT.potdie à tourniquet; ingl. an ironòotmd doable blade leiih 
a gwivtl hook; ted. SahetMock. 

— a coda, in quanto Io stroppo termina in una corda di csrta Inn- 
ghMza ohe serve ad allacciare il bozKsUo a qualche pai-to, come 
ad una sartia, ad uno straglio. 

F/. pùulié à fernet; ingl. a taS, biock; ted. der SteerOAoek. 
— ' triplo, A tre pulegge, a tre vaggi. 

Fr. poulie triple; spagn. cadernal de tree ojoe; port, mcntam 
de ptateca; ingl. trebU block; ted, der dreiac/us&iger Block. 

— a violino. 

Fr. poulie à violon; spagn. polea; port, montan de antaUia; 
iogl. long tackle block; ted. der VioUnblocke. 

Paateca, galloccia, quello che à una &,ccia della cassa tagliata 
in gaisa da poter levare la corda dalla rotella senza feria scor- 
rere da un (tapo all'altro. Serva speoialmenta per le grondi boline. 
Si ferma al mezzo del parapetto di prua per ordirvi la boUna di 
BOprarvento, c&e si leva qnaodo si cambiano le mure da un bordo 
all'altro. StbatioO. 

— a due e tre raggi, <Aoi a due o tre rotella o Tana sopra Taltr», 
o l'nna aooanto all'altra, ma divisa da ona parete. 

Bispetto all'uso vi sono bozzelli: di oandeliKza, di ouidelizm dì 
ritorno, della drizza di maestra, di ghindareasa, delle scotte di 
gabbia e delle mantiglie, di capone, piatto per gli imanti dalle 
gabbie, di straglio, di drizia latina, dì sartia di galea, di serra- 
pennoni, delle sagole delle bugne, degli imanti aenali, di raddrìZEO, 
dì bompresso, da oarenare, lunghi da vBrare, dì ritorno. 
Vedi Cunìficda, Pul^gia, Taglia, Taglione. 
m., accresc. di Booeello. 
} boceria, è un trave che ai mette sotto alla corsia, dalla 
pop[Ht aUa prora, nel quale sou oonfiocate le late. Pamteoa. 
Braca, s. f., in generale significa una fune corta, la quale fa forza 



,vGoosle 



358 BRA 

con ambedue la estremità, per alzare e trasportare pesi, e sono 
di cavo o di catena. 
Braca del timone, del caimoDe, dell'ancora. Vedi. 

Tirare a braai secca, diceai del tener cort« le brache dei can- 
noni, a mare grasso e con molto barcollamento, per diminuire la 
rìncnlata. 

Per lanciare o varare una nave. Vedi Varare. 

— a patte, cavo ben grosso, con gancio alle due estremità, largo e 
piatto per sollevare botti o altri pesi. 

Braca a branche, di rispetto, fissa, a distesa di braca. — Yen. 
■ 6 gonov. braga. 

Fr. brogue; spagn. e port, braga; ingl. span; ted. die Ldnge. 

— grossa Inne che serve a limitare la rinculata del cannone. Le 
guancie della catretta avendo ciascuna un buco, per cui passa la 
braca, e le sue estremità sono fisse a due anelli di ferro fitti sul 

. bordo a lato del porteUo. 

Fr. bragtie de tir; spago, bragtiero; ingl, breeching; ted. der 

Brohk. 
v- si dà il nome di braca a qualunque fune che abbraccia un pezzo 

e che agisce con le sue due estremità fisse per ritenerti in una 

limitata posizione. 

— ria varare, quella che abbraccia la prua del naviglio sullo scalo, 
la quale gomena, tirata per le dne estremità, spingendo, aiuta il 
naviglio a scendere in mare. 

Fr. bragae, élingue; spagn. e port, braga, eslinga; ingl, aling; 
ted. die Lànge. 
Bracdare, v. att. , in generale significa manovrare i bracci, e far 
muovere con questa corda ì pennoni orizzontalmente, afBnché le 
' vele piglino più o meno vento. 

Fr. brasser; spagn. e port bracear; pei comandi gli Spagnuoli 

— usano brasar; ingl. to brace; t«d, brassen, 

— a collo o in faccia, per mettersi in panna, per fermare o girare 
o far sciare la nave. 

Fr, brasser d culer ou sur le mài; spagn. bracear en contra, 
por delante, en facha; port, bracear sabre; ingl. to brace, to heave 
aback, to bade; ted. Backbrassen. 

— in vela. 

Fr. d cantre et à faire servir; ingl. to brace full, to fill; ted. 
Vollbrassen. 



,vGoosle 



BRA 



Bracdare in filo cU vento o bracciare in filo, se le vele per mezzo dei 
biacoi sì pongono nella direzione del vento, per cui trovando esso 
la vela di taglio, non può esercitar alcana forza per far avanzare 
o retrocedeire il naviglio. 

— iti fUo o brcKxàare in ralinga, per bracciare ana vela quadra e 
sventarla. Obknbt. 

Fr. brasser en ralingue; ingl. to shiver; ted. kiU brassen. 

— m croce o in quadro, il disporre le vele nella direzione della <:&• 
rena (chiglia). 

Pr. brasser carré ou en croix; spagn. bracear en cruz, por re- 
dondo 6 d dos puHos; port, bracear pelo redondo; ingl. lo square 
a yards; ted. cine Raa vierkant brassen. 

— a segno, è il maesimo orientamento consentito dalle sartie. 

Fr. d joindre; spagn. e port, bracear a bolina; ingl. to brace to 
the mark; ted. die Brassen bis zur Marke anholen. 

— controbraciare. 

Frane, confrebrasser, changer; ingL lo brace round; ted. rund- 
brasten. 



■ Ingl. lo brace in. 

— addietro, al vento, in poppa. 

Fr. b. au vent; spagn. bracear en mento; ingl. lo brace io. 
^ a ventaglio, per volgere con sempre più creecente inclinazione le 

vele, dalla stessa banda, al vento. 
^ in ralinga, cioè tirare i pennoni snlla linea stessa del vento. 

— per dare indietro, sciare, è bracciare a contro tatto le vele, per 
fermare d'un tratto o prima che ai può, la nave. 

— avanti o a prua, orientare il solo fardello anteriore, senza ma- 
tare il poppiero. 

— di punta, alare si ohe i pennoni tocchino la sartia sottovento, 

Fr. brasser auphisprès; spagn. bracear d cehnir; ingl. to brace 
sarp up, to Mm Sharp; ted. Scharf anbrassen. 

Quindi s'intendono i comandi: braccia sulla dritta a poppa; 
braccia i trevi; braccia tutto in croceo in faccia; braccia le gabbie; 
bracciare a destra o a sinistra. 
Kaccetti, s. m. pi.; venez. brazzeti. Vedi PenzoU. I piccoli bracci 
di velaccine e di velacci. 

', a. {. pi. (fare alU}, esercizio ginnastico obbligatorio nei 



,vGoosle 



3eo BRA 

collegi di marina, oonsiatente nel tirarai su per una finié tétittfi 
Terticalmente senta l'aiuto delle gambe >. Roiu. 

Bracciate, una brcadata, è quel tonto che 8i può tirare de! bnccì 
per mettere a segno la vela. 

Bracdere, a. m., ciascuno del marinai che anno ufficiA di oriéotare 
i bracci. 

Braccio, s. m., di coitntebme. Scalmì pezzi cli6 servono a ooniporre 

le coste, quelli che si uniscono alla piana e gli altri obe formano 

insieme la cotia. I bracci si distinguono in 1*, il più Ticino Alla 

piana, 2°, 3* eco. braccio; gli ultimi si cMamdnO bracci di reggia. 

Fr. aUonges; ingi futtock; ted. aufianger. 

— di una curva. 

Fr. les braa d'un courbe; ingl. the artìii af a knee. 

— del remo. Vedi, 

— deUa leva. 

Pr. braa de tevier; ingl. lever arms. 

— delle ruote a pale. 

Ft. bras de roue d aubes; ÌTigì. paddle wheel arms. 

— di mezzana del pennone di fuoco o di verga secca. 

Ft, bras barre, bra3 de vergue sèdie; ingl mieeen or cross jack 
brace; ted. die Bagier»brassi. 

— di reggia, scalmi delle coste dell'opera riva. 

Fr. allonges de l'oeuvre vive; ingl. futtocks. 

l bracci sono cavi allacciati alle due estreniitA dei pennoni {ter 
maoTsrli orlzzr^n talmente, e aitnarll a diversi angoli con ì& oAt-em 
(chiglia). 

— falso controbraccio. 

Fr. piux bras; ingl. preventer brace. 

— di sopravvento. 

Fr. bras da veni; ingl. vxàtler brace. 
■^ di sottovento. 

Fr. bras de dessous le veni; ingl. lee brace; ted. dfc Leè-bhtMm. 

— di ancora. Vedi. 

— di' mare. 

Fr. bras de iner; ingl. an arm of the séa. 
-^ del fanale, che àostiime il gran fanale di poppa. 

Fr. aiguette de fanal. 
— ^ della campana. 

— della manovella della tromba. 



,vGoosle 



BRA 361 

Braccio, braed del aeOutfOro. 

Ingl. amis of the iemaphore. 

— (a biton), < andare col vento a mezsa Dave •. Falooki. 

Vi sono bracd del tagoiatore, di gnida, di stàntoffii, di grue, 
di bilancia, d'una coppia. 
Bfacdacdi, t. m, pi., pezzi di legno di figura angolare. I due rami 
formano fra loro un angolo più o meno aperto, e servono nei na- 
vigU, a fermare o rEtfforsare dóe pessi conginnti ad angolo. 
-^ sono travicelli, ohe escono fuori della poppa, sopra i qaslì si 
appoggiano f bandint. Braccioli aono anco alcuni travicelli òhe si 
mettono per oma-mentò aopra la cìnta o cordone. PaKTBSa. 
Fr. courbe. 

— o traversi: sono gli ultimi bagli di dietro della nave, e cambiano 
nome perché il di dietro della nave, cioè quella parte che termina 
quasi verticalmente, si chiama greUt. 

— ginocchi dei bagli. 

— ài sprone. Vedi Curva ddla serpa. 

Fr. eourbatan de Véperon. 

Fr. courbes de soutten dee barrale; bas. lat. braciolue, bratolu»; 
ingl. beam-kneea. 

— (rami di). 

Fr. braìichea dee courbes; ingl. arms, tails. 
Bkncotto, s. m., bozzello semplice, con lungo stroppolo incappellato 
nelle cime dèi pennoni, in cui passa una fune per issare alcuna 
cosa. Nelle galee. 

— « dulie piccole navi un canapo, che è legato per una èsiremiU 
alla estremiti delle spuntiere ne' trabaccoh', e dall'altra è unita 
con le teste >. Stratico. 

-^ àel bompresso, dell'asta di fiocco. 

— o penzolo dei bracci. I penzoli * sono pSezi di cavo o di caténa 
all'es tremi tÀ dì nn pennone, nei quali è stroppato o incocciato Ìl 
bozzello del braccio. Sono adoperati generalmente nelle navi mer- 
cantili > . SBTTBUBRmt. 

Fr, bragvet; mgì. pendants ; ted. dar Slander. 
Bif^agna, rete, venez., è quasi simile alla Coda, meno che il oo> 
gelo Invece di allargarsi a forma di imbuto si apre direttamente 
nelle due ali. 

II signor Sambo la deacrive cosi : ■ rete lunga e larga con fre* 
quenti piombi nell'ima (sottile e lunga fune, probabilmente dal 



,vGooglc 



àGi BRA 

caso retto di imanle, If^sìi e <'<'° frequenti corfe^de (sugheri ro- 
tondi, bacati nel mezzo), perché galleggi saperiormente ; la tras^- 
aano dalla barca detta bragagna *. 

Fr. drogue; spago, braguero; port bragueiro; ingl. breedtitig; 
t«d. Brohk. 

A Venezia: • Bragagna, barca bassa di fondo senza coperta 
lunga da 30 a 40 piedi, con tre alberi e due spunt«zi, alla cui 
cima, mediante una fune chiamata nata, aderiscono le due estremità 

' della rete. Vien condotta da due o più nomini detti bragagnaxiti 

■ e serve alla pesca nelle lagune. Qualora non si possa adoperare 
le vele, la bragagna è mossa mediante ano strumento detto mo- 
linello, specie di argano > . S1.HB0. 

Bragagno, s. m., barca oavafengo. 

In maltese bragagna. In veneziano si chiamò bragagna tauCc 
la barca, quanto la rete che striscia il fondo per raccoglier pescL 
Questa estensione di significato è ben facile ed nsitata. H Boerio 
fa corrispondere questa reto all'italiano degagna. 

Come da ristare si fece ristagno, da magagnare, magagna, da 
guadagnare, guadagno, cosi da bragare si fece bragagtìo. — La 
forma veneta e maltese bragagna, conferma la mia opinione. 

Bragantino, in Sanudo, vedi Brigantino. 

Bragotto, s. m., o bragotUn de mar, < tessuto a maglia più rado 
della tela con cui si pesca il pesce novello, detto novélUxme, in 
primavera per poi gittarlo nelle valli: Di qui la voce peacenovel- 
tante, chi fa detta pesca », Sambo. 

I&'agozzo, s. m., < barca lunga per lo più da quaranta a cinqnanta- 
cìnqne piedi, coperta solo in parte, cioè con semplice bòccaporta 
alla met&, a due alberi a spnntezi ; con prora e poppa molto spa- 
ziosa per contenervi le reti, viene condotta da due tre uomini 
e da un ragazzo detto more (mozzo). Diconai bragazzanti i pesca- 

' dori da bragozzo •. Saubo. 

Branca, s. f., qualsivoglia pezzo di corda, piuttosto corto, terminato 
ad occhio alle due cime, &tto per frenare due oggetti tra loro, o 
pili pezzi di corda, da un capo riuniti tra loro, dall'altro separati 
a guisa di ventaglio. 

Quindi branca di bolina, di triltngaggio. Vedi Trilingaccio dì 
catene. — Fr. branche, patte. 

^— l'insieme delle catene che nelle galee servivano a legare a ciascnn 
banco tutti i rematori, e dicevasi branca di remeggio. 



,vGoosle 



BRA 363 

Branca, bmnc/te. Vedi Brancarella. 

Fr. branche; spagn. branqite. 
Brancardle, 3. f. pL, pattes, rami dille boline, sono funicelle attac- 
cata al grativo o lato della vela, le quali si uniscono alla bolina. 
Il Glrenet cosi spiega: brancarella, occhio formato con iin 1&- 
gnnolo incordonato aul gratile, o passante per dae occhietti fattj 
nella tela. — Le brancarelle della inferitnra sono qnelle all'estro- 
mità dell'an tannale. 

— randacia dei mezzi di una vela quadra. 

Ingl. buìiHline-cringle. 

Brancarelle delle mani dei terzeruoH e dei paranchini. 
Branco, a. m., dicevano la turma di galeotti che si mandavano a 
terra accoppiati, con lo catene ai piedi. 

— dicevano anche la massa dì catene conficcata in ciascun banco 
dove a'incaturano i galeotti. 

Branda, qualsiasi forma di letto a bordo delle navi ; ce ne sono di 
tre specie: 

Branda a telaio, sai quale è tirata una tela d' olona, e sopra 
essa un materasso; oggi il telaio è a doppio fondo e tra le due 
tale si pone il materasso; quindi il telaio si sospende ai bagli. 
Ciascun marinaio k la sua branda. 

Branda all'inglese (cadre à l'anglaiBe) o branda quadra, è com- 
posta di nn telaio di legno lungo circa due metri, largo 54 om, 
goamito della sna tela, e posto entro una specie di cassa aperta, 
pure di tela, con materasso, lenzuola e coperte, sospeso esso pure 
ai bagli. 

Amaca, o branda americana, imitata dai Caraibi che la chia- 
marono hamaeki, donde la voce nelle lingue europee. Essa è for- 
mata di un pezzo di tela olona, Inngo sei piedi e largo tre, so- 
speso esso pure ai bagli. Non avendo telaio, quando l'uomo vi si 
posa, vi rimane chiuso; comoda nell'iaveruo, ma non nella state, 
comoda per non dare noia il barcollamento. Alcuni la chiamano 
branda a sacco. Questa voce è citata dal Colombo nel suo primo 
viaggio. 

Gl'italiani, del Vespucci, gli avrebbero dato il nome di branda 
dal brandire o dal moto oscillatorio che le si può dare, seguiti, 
in ciò, dai Francesi. 

Fr. hamae, branle; spagn. e port, hamaca; ingl. hammock; ted. 
Hangematte. 



,vGoosle 



364 BRÀ-BRE 

Delle brando: ammainare 1« biande, ftpptnderle aui ca^i d in- 
stalli delle brande, collocare le brande aottocorei'ta ; iiltaSDàre le 
brande cioè aerrarle : làvftT le braùde, sciorinarle. 

8g(rmbraJ)fa'tid», òhiamABì ogni operatone tendente a scambiar 
il posto delle brftnde per mntar rassetto della nave. 

Brandeggio (movimmto di). 

Brandistocco, s. m., aste con pdnta di ferro, per respingere l'aasidto 
dai portelli dei cannoni. 
Ingl. boarding pike. 

hranàMo := Brindisi. (Vbhibb, Rélaz., 1. C, p. 489); anco £)ante 
usò Brandito, Vedi Brlnifi^. 

Brando, s. va., < t'opera morta deUa nave > . Stbatico. 

Brasilia, isola leggendaria ohe sì voleva fosse a poAente dell'Irlanda, 
se pure non si è sprofondata, come tante altre. 

Brassae, du dritto de pappa, genov. 

Fr. hras dn bae droit de la poiipe, courbe d'étamltot. 

BroBseu, genov. Vedi Braccioli. 

BroBso, genov., braccio. 

Ettatto, e. m. remo di coda. 

Bravo, at. m., dicevano gli antichi marinai inglesi, ^r esprìmere 
coraggio, e talvolta anche nel significato di buono: ice had a brùoe 
wind. 

Brasa, ant. veneto, per bracci. Vedi. 

Brazar in punta, venez. 
Pr. brasser en pointe. 

Brazera, s. f-, piccola barca a vela e remi, con sei rematori ordi- 
nariamente Uttoranea; nel golfo di Venezia, che fa il gran cabo- 
taggio 8 ull' Adriatic*), sotto il comando di nn patrone che tiene la 
barra del timone. 

Brazeti, venez., Vedi Penzoli. 

Braziolo, a. in., venez., per bracciolo. 

Bredindino, gallie. Vedi Senatò o paranco di stradilo. V. Sttfcto. 

Bremo, bretamo, fune fatta di sparto; e i marinai dAnào II nome 
di bremo alle trinelle o comandi sebben fatti di sfilaccia di vecchi 
oanapi incatramati, 

Breva, Vedi Brezzft. 

Brevetto, s. m., dicevasi il decreto di nomina ad ufficiale. 

Brezza, 8. f., • vooe spesso usata generioamente per indicar un ven- 
ticello ; propriamente vento periodico di mare o di terfa, Che spira 



ivGoosle 



BEE<BRI 865 

sai p^esi .littonmei daUft regione più à'edda verso la più oalda, e 
quindi dal mue verso t^ra di gì<iwiio, e dalla terra verso il mare 
di notte, Aoejie le montagne ponno talvolta determinare slmili 
correnti. La breva (nottarna, discendente), e il Hvano (diurno, 
scendente), <lel lago di C<»no, e in generale dei laghi lombt^i^di 
sono appunto brezze assai regolari >. 

Quindi si dipe: browa da terra e bressa dal largo; brezza re- 
golata regolare; brezzonej breaza più forte dell'ordinario, brezsa 
te^a, distasa e folle, perduta, girovaga. Vedi Bava, Imbatto. 

Fr. briae da large, de terre, catabinée; Spagn. brisa, brita cara- 
(riaerfi; port, brùa; ingL braese strong, land breeze, moderate breeee ; 
ted. die Brieee. 

ftnWKCgglargt V. in^., spirare la brossa. 

QrlCPOto) ^- f-i macc^iinfi per aoagUare grosse pietre. 

— o traballo, sorta di barcollamento subitaneo del naviglio prodotto 
da mala distribuzione del carìoo, 

^riccoUo (ài) sì dioe della gente e della roba che aono sopra coperta 
quando non stanno bene compartite ai luogbi loro. 

Brtekt o brig, a. m., brigantino, naviglio a due alberi. 

-»• navìglio peculiare al Mediteranueo, di oostruzitMie oh'è un misto 
di sciabecco e di brigantino. Con doe alberi ìntep senza coffa né 
<;rocette, con vela quadra e latina. Ve ne sodo di quelli attrez- 
zati a goletta, ed altri con tre alberi dei quali quel di maestra e 
quel dì mezzana quadri, e quel di prua latino. 

— ' oavigUo a due alberi quadri: all'albero del di dietro, o grande 
albero, questo naviglio apiega una gran vela trapezoide simile al- 
l' Artimone dei vascelli, e come esso inaateunato sovra no picco 

^^iK^tina, a. f-, -vela aurica, talvolta volante, ordinariamente £ssa. 

Alcune navi o fr^^te .le mett<mo inveoe alla mezzana, perché a 

motivo del suopiaggior fondo, viene meglio al vento, cioè intacea 

jri£t .facilajente il vento soarao. Srjmt^ìOO. 
Brigantino, < H brigantin dove io era, sì allungò un poco dalle 

savi, ecc. >. Bju*., I, pag. 171. 

< Do bregantiui piceli fozitouo, uno lo qnal i dì banchi 22 > . 
Samddo, III, pag. 492. 

< Dodici brigantini di 16 banchi 1' ubo * (Samddo, IV, 146). 
-r- ji;avigJio fi due alberi quadro, È nome dato a noirigli partàoo* 

l»ri in dìvwse uakìtoì europee. Tra gl'Inglesi È. la vela maestra 



,vGoosle 



366 BRI 

prossima al piano della saa carena (chiglia). I dae alberi sono il 
maggiore e il trìnclietto ; porta pure il bompresso. Si cominciò ad 
osare, o almeno apparisce il suo nome nel secolo xiv, nel seguente 
lo cita giÀ il Sanudo nei suoi Diari. 
Brigantino barca, brigantino corvetta, barca e brick sono la stessa 
cosa, 

— nella nostra ordinanza, il brigantino à due alberi qaadri e randa. 

— si anno brigantini anche a tre alberi, il terzo dei quali aurto. 

— corvetta, ìl rotondo più grande à di più un piccolo albero a poppa. 

— golétta, ai differenzia dal brigantino tondo per essere di costm* 
zione più sottOe, ed aver apparecchio di goletta all'albero mag- 
giore. Gl'Inglesi lo chiamano hermaphrodit Mg e brig edtooner. 

— goletta di due gabbie, offi-e l'apparecchio del brigantino-goletta, 
à una gabbia all'albero maggiore, ma senza costa. Talvolta si 
chiama brigantin-goletta di gabbia a poppa. 

— polacra , o polacca a due alberi eoa oo& nel maggiore e scafo 
dì brigantino tondo. Alcuni anno alberetti dì pappafico sopra la 
crocetta. Chiamasi pare brigantino di albero intero. 

I brigantini furono navi piratiche e da guerra e portavano sino 
a venti bocche da faoco potenti, ed ebbero da otto a sedici banchi 
dì remi, ad un solo rematore. Panteba. 

Fr. brigantine; spagn. bergantina; Ìngl. two topsail aehooner; 
ted. 8cJu)ner-brigg. 

• I brigantini, (Pantera, 48) sono vaacelli assai più piccoli 
delle galeotte; anno la stessa forma, eccetto che non portano la 
corsia alta, com'è quella delle galeotte. Anno una sola coperto, 
et portano una sola vela, cb'è la maestra. Il remo è assai lungo 
e sottile, che si maneggia facilmente. Sono legni velocissimi et 
comodi, occupando poco luogo et essendo molto atti et agìlì al 
corso. Sono più usati dai Turchi che dai Cristiani. > 
Briglia, s. f., sono cavi ohe sostengono un'asta da sotto. Barbagianni 
di bompresso. Venez. mustacchi di bompresso. Vedi Bompresso) 
pag. 145. 

— di scc^amare, di flocco, di controfiocco, — Oenov. brUla de co- 
presso = briglia dì bompresso. 

Brilla, genov^ per brìglia, Vedi. 

Brimbala, s. f., venez., manovella della tromba, menatoio. 
Brln Benedetto, di Torino, n. ìl 1832 di amile famiglia e solo pef 
forza d'ingegno saliva ai più alti affici dello Stato. Fu il più 



,vGoosle 



BRI 367 

grande ingegnere navale del suo tempo; egli ideò e disegnò la 
più grandi corazzate che sino allora si foBsero gettate in mare; 
tutti, Lui vivo, lo esaltavano; morto, lo disconoscono. A Lui si 
deve se l'Italia potè liberarsi dallo straniero per i prodotti di tutte 
le arti ctie servono alla Marina. Ogni studio che interessasse la 
Sfarina fa da lui protatto a soccorso; era tanto grande che non 
poteva patire invidia; e quindi giusto estimatore dei meriti altrui. 
Oltre le quattro grandi corazzate: Duilio, Dandolo, Italia e Le- 
panto, a lui si debbono VAwiso Crisioforo Colombo e le cannon- 
niere Sdìla e Cariddi, Mestre, Murano, Sentinella, Ovardiano. 
Il suo libro sulla nostra Marina ebbe varie edizioni, V. Ministri 
della Marina. Morì Ìl 24 Maggio 1898 a Ruma nel palazzo Ode- 
scalchi, Via Ss. Apostoli. Quanto tarderà la nazione ad innalzargli 
nn degno monumento? qnanto tarderà la sua Tonno alla qnale 
accrebbe la &ma? 

Brinali, s. m. pi., corruzione di ombrinali. 

Brindisi, antica città delle Paglie (Terra d'Otranto) famosa pel suo 
bel porto naturale, del quale Ennio: 

• Brundìsinm palerò praecìnotum praepete portu » , 
Orazio da Roma accompagnò Mecenate a Brindisi dove si recava 
con altri romani a rappattumare Antonio con Ottaviano. Il poeta 
descrisse poeticamente e lepidamente questo viaggio nella Sat, V, 
Ub. I. 

Da Brindisi a quel tempo, come oggi, si partiva per l'Oriente. 
Di qui parti Pompeo, di qui, seguendolo, 0-iulio Cesare, di qui gli 
eserciti e le armate. Qui fece capo Agrippina portando seco le 
ceneri del troppo generoso Germanico. 

Braca, s. f., ant. venez., nome di un segno esteriore sul fianco di 
un naviglio per notarne la pescagione. La legge vietava ai mer- 
canti e ai capitani di caricar i loro navigli al disopra della brocca: 
< Siano inoltre obbligati l'armiragllo dell'Arsenale nostro, o altri, 
che avessero tal carico, immediate, gionte le navi, andar a veder 
se esse, o altri vascelli avevano passato la broca o segnai, dove 
è deputato il cargar > . T.^gge vemz., 18 giugno 1598. 

Biittola, 3. f., venez., corba di grue, la corba che corrisponde alla 
grue da prova. T. 

Pr. couples de cottis; ìngl. knuckle timber; ted. das Ohrapann, 
vordefste tpaun, 

Brivare, v. a., abbrivare. Vedi. 



,vGoosle 



368 BRO-BRU 

Brivar la nave, farla camminare, dando un poco U timoDe a 
poggia per farla orzar più facilmenta in occasione dì far orza 
alla banda, e roversar il bordo. Introd. arie naut., VensEÌa, 17%, 
pag. 271. 
Brogliare, v. a. Vedi Irabto^Uare. 
Beozia la vela. Vedi Imbrogliare. 

Fr. ant. broutUer. 
Broglio o bro^lo, s. m. Vedi Imbrog^o. 
•— fallo. — Fr. fauste c<>,rgye. 
Brcdo, B. m., cercine, ghirlanda, paglietto. 
Bronza, da Pentito, famiglia veneta, che ebbe una longa serie di 

valorosi uomini di mare. 
Bronzino, venea. Bciabega, rate tirata da nna sola barca. Annali 

Agric., I, pag. 23. 
Bronzo fosforoso (uso del), a. m., nelle costruzioni navali. B. il., 

'82, I, 627. 
Brugo, a. m., l Vanez. presso Fincati per brusca, Vedi. 
Brulla, < stupa, et acuti debeant esse in expenais patronornm na- 

vium . . CapU. NatU. Yen., XXV. 
Brulotto, e. m., barche preparate con materie incendiarie per dare 

fupco ai zia vigli nemici. 
r— macchine infernali nelle guerre navaU. Bbatetta, S. M., '00, 
IH, 376. 
Fr. brulot; spagn, bruiate; ingL fire-sfiip; ted. der brander. 
Lrsonale dì Venezia, sala dei modelli, v'è un brulotto cbe 
mche sott'acqua. I Veneziani usarono bmlotti nelle spe- 
lli Terra santa nel secolo zìi; e nel llé9 inceadiarono, 
, due grossi navigli catalani nsl porto di Siracusa, 
f., verme che trapassa la nave, FALOOKi;cioè ì sUotrogi. 
Bruma è on verme che si genera nel legno (d^le aaxi) 
usoma > . PaHTSba. — Qeaav. hrUmtna. 
eredo navaida; gr. te^ò&v, 
ino bruma, inverno. 

l'erba o musco che si attacca alla carena delle cavi. — 
lotrogo. 

•urne; sp. e port, brama; lat, navium muscus; gr. vaùv 
nel significato d'inverno: ingl. e ted. mUt. 
bùrcio, specie d'erba o musco che si genera sott'acqua, 
ogii, sotto i bastimenti. 



,vGoosle 



BRU-BUC 3S9 

Brummezzo, a, m., veuez., esca da pesci. 

Brunaìe, cormzìone di Oìnbrìnale. Vedi anche biscia. 

Brusca, a. £., specie di stipa (eqiàsetum arvenae) della quale i ca- 
lafati si servono per abbruciare le piante e le conchiglie che si 
sieno attaccate alla carena delie navi.— • Brusca è quella stoppia, 
o ginestra o altra simil materia, che arde facilmente et serve per 
scaldare il fondo del vascello, quando si spalma >. Pastera. 
GenoT. brisca; ven. busca. 

Fr, préU des champs; cat. ant. brascha; apaga, e port, brusca; 
ingl. brushwood, frud; ted. das Zinnkraut. 

— regolo graduato del costruttore per determinare il sesto delle 
coste od once da interporsi tra la costa maestra e quella di bi- 
lanciamento, cioè per determinare la lunghezza dei madierì, il 
loro accamnlamento, o il montare della stella e il contorno che 
si deve dare alla cappezzella e agli stamenali di ciascuna di dette 
once. 

— altro regolo divìso in parti uguali, il quale serve ai trovieri 
per t^^liare, con le dovute proporzioni dì lunghezza e di obliquità, 
i pezzi delle vale, specialmente latine. 

Bruscare, v. a., abbruciare con della brusca o stipa tutta la into- 
nacatura d'erbe, conchiglie ed altro che coprano la carena di un 
naviglio. — < Bruscare è scaldare il fondo del vascello quando si 
spalma ». Pantera. — Part, pa, britscato. — Gen. briaià; venez. 
bruscar. 

Fr. chauffer un navire; spago bruscar; ingl. to bream a ship; 
ted. etn schiff breimen. 

Bniscatura, s. f. , l' azione di bruscare la nave , e l' effetto che ne 
deriva. — Genov. briscatila. 

Bruxar, venez. Vedi Bruscare. 

Bvaen e boaen, genov. per baglio. 

Br&mmezzo, genov., esca da pesci. 

Bncaniere, s. m., nome che ebbero i pirati europei che infestarono 
un tempo i lidi dell'America spagnuola. 
Ingl. buccaneer. 

Bucca, 8. f., specie di naviglio. — « Habuit (Riccardo J), in comi- 
tatù suo tredeoim buccas, triplici velorum expansione velificatas». 
Matteo Paris, Hist, m., p. 136. 

Buccellino, s. m., attrezzo pel quale passa la drizza dei flocchi, trin- 
chettina e vela di atraglia. Ardisson, Livorno, 
CoBizzi'n, Yoeab. nautico. 2i 



,vGoosle 



37U BUO-BUG 

Bucdus, s. m., M. Jal uell' Archivio notarile di Genova, trovò un 
documento Ad. dell'8 ott. 1250, nel quale è il seguente pasao: 
• fiernardus de OzenA de Taracona naulizat Bainerio Dmatio 
floreatino bucdum-Navem anam qtii dicitnr S. Stephamu, cum 
marìnariia 33, et cum armia et ballietis eia pertinentibus pro 
viatico maritimo faciendo, ad onerandnm et cum dicto Buccio- 
Xave sano ad deferendum minas 3800 grani >. Dal quale però 
BÌ ritrae molto poco, cioè che era una aave a vela. 

Buoentarius, bas. lat. Vedi Bucintoro. 

Bucens, bas. lat., variante di Bacàu. 

Btida, bucda, buzza, buzzo, s. f. e m., specie di naviglio. • Tree 

antem budae de naoigio tìio ad insulam de Cypro venientes..... 

periemnt >. J. Bbomptok, foL 1179. • Ecce duae galeae Pisa- 
norum venimtes obviam illis cum tribua bvxii» > . Oberto, Ann., 

II, 8. R. L, V, e. aas. 

Bucintoro, a. m., latinamente detta aurea navìs. Questa traduzione 
del vocabolo darebbe ragione a quelli che la derivano da bttcio 
ed auro, ed infatti aveva doratore a profueione; non a quelli che 
pretendono derivi da box e centauro. Era bellissimo e ricchissimo 
navigho che ìl governo adoperava in solenni occasioni, per arnve 
di Principi, e per la cerimonia dello sposalizio del mare che so- 
leva far annualmente il Do^ gittando al fondo nn anello d'oro, 
il giorno dell'Assunzione (11 maggio). Di questa sfdennità si anno 
notizie sino dal 995, l'ultima nel 1797. Descrizione partioolart^- 
giata in Lucchini, 1729, 

Sino al 1311, il bucintoro veniva rimorchiato, in seguito andava 
a remi. L'ultimo fa varato nel 1728. Era lungo m. 34,80, lai^ 
m. 7,30, alto m. 8,35. I remi erano in numero di quarantadue, 
mossi da centosesaantotto operai scelti dell'Arsenale. Nel 1798 le 
parti dorate di queste nave furono bruciate, e armato di quattro 
cannoni ebbe il nome d'Idra, per servire alla difesa della laguna 
e da ergastolo delle ciurme. 

Bttdntori, come navigli da diporto 1Ì ebbero: i Pontefici sul Te- 
vere, i Duchi di Ferrara, i Vice He di Sicilia, tanto dei Visconti 
che degli Sforza, i Feudatari di Calabria, i Duchi di Milano. 

Bucjus, s. m., variante dì buda. 

Buesus, bas. lat,, variante di busus. 

BuCbla (pesca a). 

Bughe, reti dì poeta da calare nel fondo del mare. 



,vGoosle 



BUG-BUO 3T1 

Bugliolo, s. m. • Buglioli sono vasi di legao sensa manico, simili 
alle secchie >. Pantera. 

Servono a diverei usi sulle navi: per canaoni da sbaroo, per 
catrame, per vetiùee, per sego, per aoqua; buglioli da palischermo, 
da incendi (di cuoio o di tela d'olona); dinùn. buglioU^. 
Fr. seau; spagn. balde; ingl. bucket; ted, die POtse. 
Bugne, s. f. pi., gli angoli inferiori delle vele. Ogni vela quadra à 
due bugne una per cauto abbasso, e si dìstiognono fra loro col 
nome della vela alla quale appartengono. 

— di sopravvento di una vela. 

— dal grattilo tU sopra. 

Vi sono bugne ad anello di ferro, ad ocohiali, con legatura, 
bugna consolina i Veneti, senza strangolamento nò legatura. 

Carica della bugne, V. Caricabbugna. 

I\ini, sagole delle bugne, controscotte, capezziera. Vedi. 

Fr. point d'une venta; spagn. puenos de laa velae; lat. pedes; 
gr. no6ég; port, punho, escola; ingl. dew or citte of a mU; ted. 
dee Schothom. 

L'origine della parola pare che sìa dal genovese, dove bugna 
significa rigonfiamento, bubbone, tumore, eco., e per similitudine 
il rigonfiamento agli angoli inferiori della vela. Vedi Occhio. 
BnUna. Vedi Bolina. 
Bullaccone, a. m., oòrso, gran fiocco. 

— di fortuna. Vedi Flocco. 
SuUacconetio, piccolo fiocco. 

Bulone, s, m., gallic, perno. — GTenov. bugna. 

Fr. bovìon; ingl. b(At; malt, bagni. 
Bongo, s. m., piroga dell'America meridionale, scavata nell'albero 

detto Bonga. 
Buonavoglia, s. m., < volontari rematori, che ordinariamente pren- 
devano la ferma per tre anni • . Àviano rà galioti 200 di bonavogUa, 
ma aspetavano da 100 in cerca per forza • . SaMUdo, I, 282. 

Genov. bonaegia. 

Si dicevano galee forzate quelle nelle quali i rematori erano ob- 
bligati, presi a forza, e gaiee di buonavoglia quelle nelle quali i 
rematori erano volontari. 

Bicevansi anche Buonavoglia quelli che al termine della ferma 
oapitoiazione, trovandosi indebitati con l'amministrazione della 
nave, erano obbligati a continuare nel servizio sino a che avessero 
scontato il debito loro. Pantera. 



,vGoosle 



372 BUE 

Ft. bonne voUle, vouille, o veulle; spagn. buena volla, b. voya, 
h. boya, ant. 
Burbera, vedi, apecie di argano semplice, orizzontale, trasportabile. 
Fr. moulinet, bourriqvet, treuil; ingl. crane, wincA, windtass; 
ted. Schachtkaspel. 
Burchio de aqua. Baifio, p. 84. 

I Veneti se ne servivano anche per far ponti 8ui fiumi a tra- 
gittare artiglierie e milizie. San., X, 295. 

— da pallia, da legno, da sabion, da fango, da farina. 

— per tramortì nella laguna, come la barchiela. 

— vivaio da pesce, a Venezia. Vedi Burga e Vièro. 

— o oapore, Jacquel, R. M., '82 I, p. 362. 

Burchiela, a. f., in Venezia piccolo naviglio pei trasporti nella laguna. 

Burchlella, a. f., venez. burchiela, barca della portata di circa usa 
tonnellata, con fendo piatta e largo, prora senza asta, rialzata 
a tre faccie che finiscono in punta; poppa quasi tonda con asta 
larga e diritta. Serve alla pesca nel Po, e per trasportare canne 
od altro. Talle e Fosati. 

Burchiela, s. m., grossa barca fluviale che faceva il tragitto tra Ve- 
nezia B Padova, pel Brenta. 

Burchiello, s. m., barche pontate, con due o tre stanze sottocoverta. 
Possono adoperare la vela, ma ordinariamente sono tirate all'al- 
zaia rimorchiate. Petr,, Bbm. ili.: « Con burchiello e barchette 
rifuggirono al mare • . — Dimin. burchioUetto, burchieUino. 

Burchio, s. m., barca fluviale, con covertura che si chiama tiemo, 
di legname impeciato a riparo dal sole e dalla pioggia. Per questa 
forma speciale, meriterebbe il burchio un altro nome che non i 
comuni adoperati al trasporto delle merci nei flumi e nei laghi. 

Burchlone, s. m., burchio grande. 

Burcho, scorretto, da burchio. Slot. Ancon., 1397, II, 30, 

Burcia, scorretto, per bucia. 

Bardo, genov., per bruma. 

Buriana o Buriaim-a, nome di vento procelloso ; e talvolta per bur- 
rasca. • Veddo neigro a tramontann-a, vorritl f& qualche bu- 
riann-a>. L'aria è fosca al Nord minaccia qualche burrasca. 

Burga, s. f., ven., arnese di vimini per tenere il pesce vìvo. Tallec 
e Fdsati. Vedi Vièro. 

Bureau Veritas. R. M., '88, III, 216, agenzia generale di navi, che 
registra la capacità di esse e gl'infortunii. 



,vGoosle 



BUR-BUS 373 

Burinare, scorretto, per bolirxtre. 
Burrino, usò il Falconi per botina. P. ^ Altri burina. 
Busca, veneto, per brusca, nel significato di regolo. < BuBca è una 
misura, con la quale compartiscono i corpi dei vascelli > . Fant. 
BAecagivn-a e BtucaliTia, acala, e in ven. ecala botcaina. Scala 
di corda, guernita dì piuoU di legno a certa comoda distanza che 
formano de' gradini. Sospendesi al bordo del bastimento, verso il 
mezzo della sua lunghezza, e serve ai marinai per discendere dal 
bastimento e ascendere in esso. 
Bnscalina, s. f., scala di poppa. 

£V. echelle de poupe. 
Bnscia, variante di buda. 

Busi o buzo, s. m., piccolo naviglio, a due prore, che serve olle navi 
maggiori, e che talora adoperano a passar gente nei porti. 
, variante di buacia. Vedi. 

, strumento per mezzo del quele i naviganti conoscono la 
direzione che debbono dare al navigUo. 

La bussola è cosi costruita : l'ago magnetico è orizzontalmente 
sospeso mediante un cappelletto conico sovra una punta verticale 
(punta di lospensCone), che s'erge dal fondo di una scatola cilin- 
drica di rame o di ottone (cassa o mortaio). La rosa dei venti è 
fissata col centro nel punto di sospensione e lo zero della gradua- 
zione in corrispondenza della punta B. dell'ago, ed è visibile at- 
traverso il coperchio di cristallo della cassa. 

Per ottenere che il piano della scatola conservi la sua orizzcoi- 
talità, non ostante i movimenti della nave, la cassa è sospesa aUa 
cardanica. 

La bussola è l'istrumento che dà al marino il mezzo di dirigere 
la nave in una data direzione, e l'azimut del cammino riferito alla 
rosa, come pure l'azimut degli astri e degli oggetti terrestri. A 
questo scopo essa è provvista di un cerchio, cerchio azimutale, 
che si fissa all'orlo superiore della cassa e che porta un traguardo 
o un cannocchiale, orizzontalmente mobile intomo al centro del 
cerchio. Mediante la riflessione della luce su di uno specchietto 
che pnó ruotare intomo ad una cerniera orizzontale, ai possono 
osservare gli astri e gli oggetti che sono elevati sul piano oriz- 
zontale. 

Il punto della graduazione che corrisponde al traguardo dalla 
parte dell'oggetto, è Vazimut o il rilevamento dell'astro o dell'og- 



ivGoosle 



374 BUS 

getto, il punto opposto è ugnale al rilevamento + 180"; l'opera- 
zione di prmdere -aa rilevamento si dice: rilevare. 

Per .poter rilevare gli oggetti che sono all'orizzonte, è neoeB- 
sarìo ch6 la bussola abbia una certa elevazione sulle mTirate e 
sugli oggetti drcostanti. C^ le bussole situate ìnnansi la mota 
del timone (busaola tU governo o di rotta), e quelle sui ponti dì 
comando per comodo dell'ufficiale di guardia, non sono in queste 
condizioni. 

E quindi necessario avere un'apposita buaaola per i rilevamenti, 
la bussola normale, situata nel piano diametrale e ad una distanrà 
tale dagli oggetti in ferro da risentire l'influenza generale del 
magnetismo, e non quella di una particolare massa dì ferro, & 
quale è sotto tutti i rapporti in condizioni assai [HÙ favorevoli 
delle altre bussole. 

Buaaola Ma^naghi, à la cassa piena d'acqna mista ad akuxA 
e chiusa ermeticamente con coperchio di cristallo. Con fondo in- 
temo elastico, diaframma, per rimediare alla diversità di varia- 
zione di volume del recipiente e del liquidò, prodotta dalle varia- 
zioni di temperatura. 

La rosa è costituita da un galleggiante centrale stagno, conte- 
nente sei aghi, e da un anello periferico su cui sono tracciate le 
graduazioni per gradi e per rombi. 

Il arcalo azimutale ai compone di due parti: una è un cerohio 
graduato che fa sistema con la cassa, l'altra è un cerchio mobile 
ohe ruota sul fìsso mediante maglie e porta il cannocchiale e due 
vernieri. Per costruzione, quando l'asse ottico del cannocchiale è 
diretto alla linea di fede, il verniero di sinistra segna 0° e quello 
di destra 180o, 

Il cannocchiale porta anteriormente il prisma la cui faccia ipo- 
tenusa riflette nel canuocchiale le immagini degli oggetti, ed ia 
una piccola ap^-tura al disotto dell'esterno oculare il piccolo prisma 
ohe riflette nel campo di visione la sottostante graduazione per 
un'ampiezza di 8°. Alla distanza forale della lente oggettiva (di- 
stanza uguale al centro della rosa), è disteso un filo di platino. 
In tal modo si possono contemporaneamente vedere nel campo 
il filo, l'oggetto e la graduazione. 

Per un'apertura la luce solare e quella proiettata nelle osserva- 
zioni notturne da un fanaletto, che s' applica al collare, giungono 
alla graduazione della rosa, nel punto ove si eflettua la lettura 
dei rilevamenti. 



ivGoosle 



BUS 375 

Sistemazione dei campeasatori. lì magnete compensatore della 
denaEÌcme semi-circolare scorre nell'armatura e paò ftssarai me- 
diante il cursore in nn ponto qualsiasi della scala arbitraria: la 
armatara intMa gira intorbo aU'aase verticale dell' istnunento, e 
questa retaziono è indicata sulla gcadnazione da U° a 360° trac- 
ciata sol fondo della oasaa dalla linea di fede. 

I compensatori di ièrro dolce (matasse o ghiere) si collocano 
in due astucci di bronzo, sostenuti da due pezzi a squadra. I oom- 
peosatorì possono rioevere due moTÌmenti rispetto al centro della 
basoola; uno lineare scorrendo nelle fenditure del braccio orÌEzon- 
tale del peezo a squadra, che permette di avvicinarli o alloota- 
narlì dal centro; l'altro, angolare, permesso dalle fenditure del 
braccio verticale del sostegno, traversate dalle viti che tengono 
il sostegno aderente alla cassa. L'ampioEza di qnesto secondo mo- 
vimento è di 20 gradi da una parte e dall'altra della direzione 
normale al raggio <Jf, della cassa. Due graduazioni, una arbitraria 
scolpita sui braoci orìzEontali d^ sostegni, l'altra sessagesimale 
acolpita sulla cassa, permettono di fissare i compensatori sempre 
nella stessa poszion& Dal LboNABDI, Tratt. navig., XIII. 

Vedi Rotta, Rilevamenti veri, magnetici e alla buatola. Vedi 
Tavola di deviazione e di rotta. 

Fra le bussole a liquido, quella del Sfagnaghi merita speciale 
menziime poi ohe per la sua aenaibUiià, itaiiilità e precisione di 
costruzione, è la più perfetta. 

Sir W. Thomson pensò di ridurre ad un minimo il momento 
magnetico, adottando per gli aghi della sua bussola la dimensione 
degli -aghi da calze, raggiungendo lo scopo a danno della sensi- 
bilità dell'istrumento. 

I Cinesi, prima degli altri, conobbero la facoltà direttiva verso B 
dell'ago magnetico, da loro indicato coU'espresoione dì com ma- 
ffoetici, restò par gran tempo di uso privato degl'imperatori. Ma 
della loro bussola marina non abbiamo notima più uitioa, almeno 
ùscva conosciute, dei secoli xiu e xiv, quando già era non solo 
in oso, ma perfezionata la bussola nel Mediterraneo. 

I Cinesi osservarono la direzione principale verso A e la chia- 
mavano mansione meridionale. 

Secondo il P. Bertelli (V. le sue Memorie nella R. M. e pub- 
blicate a parte), si arguisce che la bussoUi gaUeggiante cinese, 
fosse introdotta in Europa circa il secolo x, da qualche Amalfi' 



,vGoosle 



376 BUS 

taao. Questa opinione del P. Bertelli ci lascia qualche dubbio, 
perché il nome di essa è propriamente veneto, e quindi ai Veneti 
c'induce a dare la preieronsa, 

Mentre presso i popoli del Settentrione restava quasi sino al 
secolo XVII la bussola cinese, gl'Italiani nel secolo medesimo l'ave- 
vano giit perfezionata mettendo l'ago mobile sopra un perno, ed 
alla mansione meridionale àneee, sostituendo la direzione setten- 
trionale; il lembo circolare della scatola (bossolo), nella bussola 
di rotta, venne divìso in 32 venti, cioè in otto principali, e Era 
questi altri otto, detti meszanini, e altri sedici tra essi introdotti, 
detti quarte. 

Dalle carte italiane assai esatte, possiamo dedarre, é sempre 
il P, Bertelli che ragiona, che i nostri ne avessero altre ante- 
riori, e si servissero pure della bassola munita di traguardo per 
uso topografico. Difotti una bussola ad ago imperniato, col lembo 
diviso in 360^ e fornita di diottra per uso topografico ed anche 
astronomico azimutale, è descrìtta da Pietro Peregrino (EpisL de 
magnete) nel 1268, e un secob prima la bussola era usata come 
grafometro nella galleria delle miniere di rame dì Massa Marittima. 

Il più considerevole perfezionamento fu quello che rese mobile 
coll'ago la roÈa dei venti, dopo aver contrassegnato il lembo fisso 
della scatola colla cosi detta liftea di fede ìu corrispondenza del- 
l'asse della nave. Per questa modificazione a vento traverso si faò 
dirìgere con facilità la rotta. Questo è forse il perfezionamento 
grande che procacciò il nome d'inventore all'Amalfitano del prin- 
cipio del secolo ziv, Gioia od altri, perché solamente per via di 
questo la bussola divenne utile ad ogni sorta di navigazione. 

Alcuno è d'avviso che il nome di bussola, vsato poi esdusiva- 
mente senz'altro parola d'aggiunta, fosse solamente del sec. xvii: 
no, si trova usato almeno sino dal primo terzo del secolo XV, e 
ragion vuole che, per brevità, l'osassero sino dal principio. Vedi 
sopra Bòssolo, e in Francesco da Buti al XII, 29, del Paradiso. 

Diversi nomi che ebbe ed à: in Europa, il nome primitivo è 
bòssolo di poco alterato in bussola, se pure non furono contem- 
poranei poi che tanto in veneto che in italiano abbiamo bosso e 
busso che l'originò; ma poiché bòsBolo per vasetto è molto più 
comune tra i Veneti che non tra i Toscani, propenderei a credere, 
come d'altronde è molto ragionevole, che tal nome fosse dato a questo 
istrumento dai Veneti, ed essi primi l'usassero nel Mediterraneo. 



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BUS 377 

Il Barberino, Doc. An., IX, 22: 

Nocchier buono et usato, 
Pennese accompagnato 
D' alquanti addottrinati 
Di calamita stati. 
I Francesi del secolo Xill la chiamarono marfnette: 
Icelle estoile ne se muet 
Un art font, qui mentir ne paet, 
Par vertu de la marìnette. 
Une pierre laide et noirette 
Ou le far volontiera se joint. 

GUYOT DB PROVINBS. 

Ài tempi di Luigi IX di Francia l'appellarono QrenuniUe vei'U. 

Jacopo di Yitri, che viveva circa il 1200, parla della bussola 
come gii di UBO comune. — Geoov. Mscio. 

Fr. bottssule, ant. aiguille aimantée (1200); spagn. aguja, aguja 
nautica o de marear, brojula, broxola, bruxula, bttxula, compaa, 
rainette, marineta opiedra marinerà; port ìrìlesolo, agtUfia, compos; 
Inglesi e Tedeschi e tutti i popoli teutonici: compos. 

Magnete i Greci moderni e gli Ungheresi. 

Ago la chiamarono anche i nostri antichi. 



Bussola denvmziatrice, brevettata, di Severn. R. M., '79, III, 367, 
con figure. 

— registrante autoìimticamente. Vedi A. Albini, S. M., 'G9, 697. 

— circolare. R. M., -77, I, 539; III. 

— nuova compensata, sistema Sirieis. Vedi R. M., '88, III, 4B8. 

— (perturbaziane della), per effetto della sistemazione della luce 
elettrica sulle navi. li. M., '86, I, 289. 

— (suUe deviatMmi e sulla aympensainone della). 

— (suU'inflìtenza del magnetismo navale sull'ago della), Oelcioh E,, 
R. M., '98, IV, 231, 493. 

— (sugli effetti delle correnti elettriche stdla), di bordo. R. M., '89, 
III, 439. 

— (nwfoa collocazione della). Il signor Buisson affine di evitare la 
reazione delle partì dì ferro delle navi, & ideato dì situarle ad 



,vGoosle 



378 BUS 

una certa altezza, lungo uno degli alberi, e per poterne osservare 
le deviazioni, si serve della traamìsaione elettirìca, malgrado pa- 
recchie difficoltà, che pretendono avere superate. R. M., '81, IV, 
pag. &71. 
Bussola (metodo di determinare la deviazione della), senza rilevs- 
menti. R. M., '85, III, 377. 

— (registro di deviasiom tOta), sulle navi. R. M., '85, IV, 506, 

— sulle moderne navi da guerra, fl. M., '90, l, 83, 272. 

— (la -mbUa e la). R. M., '82, I, 175. 

— (la nwrva), a liquido della R. Marina. R. M., '82, I, 249 e II, 39. 

— di DiKhemin. R. M., '81, 11, 542. 

— di deviazione. 

— apparecchio del Naumeyer, per lo studio della deviazione delle 
bussole, fl. M., '80, III, 42. 

Le bussole marine, secondo i diversi offici a col servono, sì 
dicono: 

— di roilai quella clie serve per la navigazione. 

— cotmme, quella senza correzioni. 

— modello. 

— di rilevamento, é fornita di un treppiede e traguardi. 

Ingl. bearing binnacle. 

— di riflessione. 

— delle tangenti. 

— rovescia, quella sospesa al palco nel quadrato degli ufficiali, che 
si guarda di sotto in su. 

Pr. renversée; spagn. revirada da camara, soplon; port, bussola 
de camera; iagì.hanging or overhead compass ; tad. haengKompass. 

— d'iTudinazione, serve a misurare la inclinazione magnetica. 

— di declinazione. 

La bussola di dedinasione serve a misurare la declinazione ma- 
gnetica in un luogo, quando si conosce il suo meridiano aatro- 

— morta o dormente, tranguiUa, pazaa, incantata. 

— azimutale o di rilevamento. 

— di variazione. 

— doppia, che si può guardare dì sopra, come di sotto. 

V. Studio sulle bussole della nostra Marina da guerra. AlTBBT, 
R. M., 1900, III, 359. 
V. destinazione diurna e declinazione secolare, presentemente 



,vGoosle 



occidentale nel nostro emisfero, orientale nella maggior parte di 
America, Asia, Aastralia. 
Tedi carie magnetiche, meridiemù moffnelico, declìjiaeione ma- 



. Studio stUla bussola delta nottra Marina da guerra, Vedi 
Adbrt, S. M., '90, III, 369. 

— corsa della bussola, corsa magnetica, corsa vera. 

— normale, la regolatrice di tutto le altre, è collocata sempre in 
ona posizione favorevole del ponte di coperta, in modo da poter 
abbracciare la maggior parte dell'orizzonte. 

Fr. compos étalon; ingl. standard compas. 

Bùssolo, per bussola. Vedi Bòssolo. 

Butetto, s. m., e butìietus, butelo, nave da guerra. L'abbiamo in 
Marangone all'a. 1166. 

Battafiiori, < in generale dices! una pertica o alberetto che à il sno 
piede appoggiato ad un punto fermo, e sporge coll'altra sua estre- 
mità, per sostenere in distanza qualche oggetto, come una vela: 
ogni asta che si fa sporgere dal bordo per qualsiasi oggetto • . 
Stratico. — Dicesi anche /brame. 

Fr. bout dehors; apagn. botalon; port, botalo; ingl, boom; ted. 
spier baum. 

— sono alcune aste le quali sì pongono all'estremità della tenda, 
alle bande, e si appuntano alle testate dei banchi per sollevarla, 
acciò vi passi sotto l'aria. 

— piccolo bompresso. 

Fr. un but de beaupré; spagn, un pequehno bompresso; port. 

hum pequehno gorupez; ingl. a boom used for a bowsprit in small 

vessels. 
Buttalo, a. m., corso, bompresso dei pìccoli navigli. 
Buttar vento, < venire, alzarsi del vento. Buttar vento, significa 

lo stesso, che venir vento >. Famtbra. 
Butteramento delle caldaie. Vedi. 
Battlone, s. m., • arnese indispensabile per la pesca col tramaccio 

e negossone, formato di una lunga pertica con all'estremità un 

disco di cuoio. Lo si tufe con forza nell'acqua per snidare il 

pesce e farlo andare nelle reti • . Angelini 
Buza, bas. lat., lo stesso che bucia. 



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SUPPLEMENTO 



Abslatata, a. f., nave piratica citata nel Corpus gloBB. Gì. off., 

BOC. TIIMX. 

Acton, illustre famiglia d' inaigni uomini di mare, i noti sono 47, 
Uno dei più antichi mori in Genova nel 1185, e il suo sepolcro 
fn illustrato dal Belgrano. Oltre il Miniatro Ferdinando, due Acton 
sono reputatissimi Ammiragli nella noatra Marina, Tra questi, 
Emerico comandò la spedizione a Palermo nel 'G6, e si meritò la 
medaglia d'oro al valor militare. Altri due Acton sono nella Ma- 
nna inglese. 

AgugUotto, s. m., il ganghero su cui ai gira il timone. 
Ingl. pmiU. 

Albini G. B., Vice-Ammiraglio, n. in Genova e. il 1810, m. nel 1876. 
Fu di gran valore e audacia come allora cbo, a auo gran rischio, 
con ana bordata fece saltare in aria la batteria e la polveriera 
del molo di Ancona, il I8fi0. D'Ambzaoa, fì. M., '76, III, 379. 

Alcibiade, ateniese, f. di Clinia, n. 450, m. 404 a. G. Valente stra- 
tego in terra e in mare. Fa ano dei tra comandanti la spedizione 
contro la Sicilia nel 415 a. G. Vinse le battaglie navali di Abido 
e di Cizico. 

Alghero, batt. navale tra Genovesi, sotto Antonio Grimaldi, e gli 
Aragonesi comandati da Bernardo Cabrera, il 29 agosto 1353. 
Perduta dai Genovesi per viltà del duce; ebbero 2000 morti e 
3500 prigionieri. 

Amalfi, batt. navale nel 1528, vinta dai Genovesi sotto Filippino 
' Doria, su gli Spagnoli comandati da Ugo Moncada. La battaglia 
fu data in linea di fronte: i Genovesi usarono il solito stratta- 
gemma di mandare al largo tre galee, da piombare al momento 
opportuno sui nemici. 

America (nostra stazione navale di). Vedi Acdnni, R. M., '77, IV, 
pag. 381. 



,vGoosle 



381 

Ampère, tipica anità di corrente nelle misure elettriche; corrente 
prodotta da una forza elettro motrice di un Volta, agente in un 
circuito con la resistenza di un ohm, recentemente chiamata cor- 
rente dì un Weber per secondo. 
Amperometro, e, m,, strumento per misurare la forza di una cor- 
rente elettrica io Ampère. 
Ancona (Aìtcon), il porto fu ingrandito dall'imperatore Traiano e 
sol molo da lui costruito gli fu innalzato un arco di trionfo che 
è uno dei più belli e meglio conservati. 

Il governo nazionale fece proseguire il molo di fronte a quello 
di Traiano, si che il porto ne venne considerevolmente ingrandito 
e mifjjliorato. La profondità va dai metri 3 a 5 a 8. È soggetto 
ai venti di levante. 

Traiano fece Ancona base d'operazione per la guerra Dacica. 

Nelle sue acque i Qoti furono sconfitti dai Greci nel 551. 

Ancora. Dall'accurato lavoro dell'ingegnere navale Malfatti, tolgo 

i seguenti particelari, avendo tardi potuto vedere la S. Marittima: 

• Le ancore dal principio di questo secolo anno avuto quattro 
successive modificazioni: l'adozione del ceppo mobile di ferro; la 
articolazione delle marre; la soppressione del ceppo; l'uso deO'ac- 
ciaio fuso in sostituzione del ferro fucinato. 

L'abolizione del ceppo e le marre articolate resero le ancore 
di poco ingombro potendo entrare per le cubie, non sporgendo 
dalla murata , non bisognano degli apparecchi per caponarle e 
traversarle, divennero per tutto questo quasi d'uso generale nelle 
navi da guerra. 

La prima ancora a bracci articolati è del 1821 costruita in 
Inghilterra col brevetto F. R. Hawkins. 

Nel 1885 erano già molti i tipi a braccia snodate: Baxter, Ty- 
zach, Inglefield, Lenox, Barton's Martin, Wasteney Smith, Gmson 
a tre marre. 

Il peso delle ancore moderne va da 51 a 10160 kg. 

< Le marine da guerra (nota l'Ing. Malfatti nel exio lodato la- 
voro sulle ancore e gli ancorali di acciaio), usavano proporzionare 
le ancore e le catene direttamente al dislocamento, servendosi di 
espressioni empiriche più o meno semplici. Attnalmente le espres- 
sioni algebriche sono pressoché andate in disuso; ne fanno meno, 
per esempio, la manna inglese, la nostra e parecchie altre. Coi 
maggiori dislocamenti oontinnamente in aumento, le formole por- 



,vGoosle 



terebbero a aempre maggiori proporziaoi di ancore e di oatetie, 
m^itrecbé ragioni evidenti dì praticità e maneggevolesza stabi- 
liscono, alla lor volta grandezze clie non conviene superare. 

< E qnindi preferibile fare le assegnazioni per le nuove navi 
servendosi di confronti, e riferirsi a bastimenti simili e di com- 
spondento dislocamento, cbe abbiano fatto buona prova in servizio; 
tenendo presente che il peso di 5000 kg. per le ancore ed it dia- 
metro di 66 millim. per le catene non converrebbe snperare, e 
dò per le considerazioni gi& fatte • . In questo lavoro dell'Inge- 
gnere Malfatti si trova quanto è utile sapere rispetto alle an- 
core e alle catene per le navi da guerra, con tavole del peso delle 
ancore e lo aforzo di prova in tonn., e del diametro del tondino 
nelle catene, con le prove di rottura e trazione in tonn. e ciò anco 
per le navi mercantili. 

Quindi l'Ing. Mal&tti conclude: 

• La oonveoienza di adottare per le nuove costruzioni i tìpi 
di ancora sperimentati con sucoeeso nelle ahre marine appare ma- 
nifesta, n miglior partito sembra quello di adottare <Kicore senza 
ceppo per ancore di posta, ed una del tipo a braccia snodato per 
la speranza. Cosi operando si metterebbero le nuove navi io coa- 
dizioni di servirsi delle ancore senza ceppo (stoctdess), o delle altre, 
a piacimento, nelle vere condizioni di servìzio, o si giungerebbe 
alla completa sostituzione del vecchio tipo dell'Ammiragliato, senza 
forse incorrere in inconveniente di un qualche conto, e con la pro- 
babilità di perfezionare i nuovi tracciati >. 

Anzio (Antiam), città marittima dei Volaci. I suoi abitanti diven- 
nero famosi pirati, compagai degli Etruschi, ai quali da prima 
era stata soggetta. L'emporio ed arsenale suo si chiamava Orione. 
I Romani la conquistarono nel consolato di T. Q, Capitolino, nel- 
l'anno di R. 286, ed i rostri delle sue navi, trasportati a Roma 
nel Foro, dettero nome di rostra a la parte di questo donde gli 
oratori parlavano e discutevano le cause dinnanzi al popolo. Sog- 
giornarono in Anzio Tiberio e Caligola; fu luogo natale di Nerone, 
ohe poi vi fabbricò un superbo porto; anche Adriano la predilesse. 

— ad Anzio Vittor Pisani, con 14 galee, ne vinse 10 genovesi ca- 
pitanate da Luigi Fieachi, nel 1353. 

Apostoli, sono due pezzi massicci, di legno, aventi una traversa 
contro cui veniva a poggiar il bonpresso. In seguito tale costroziodae 
venne alquanto modificata, ma non cambiò l'essenza delle cose. 



,vGoosle 



Appoggiare, oredo che valga meglio nel aemso di poggiare, cioè 
&v7icinarsi al letto del vento co! bastimenti a vela prendendo 
il vento più vergo poppa. 

— in un porto, qoando per forsa di tempo sì è costretti a pren- 
dere un porto. 

Approdare, nei due ultimi aìg:ni£icati è meglio appruare. 

Architetto (nnj o forse più, tenevano ì Romani nelle stasioni na- 
vali, che erano ad un tempo arsenali e cantieri. Vedi lecr., ap. 
FORBSRO, Ord., 33, 113. 

Arginasse, tre isolette di faccia a Cane d'Eolia (Asia Minore); nel 
406 a. 0. gli Ateniesi, condotti da dodici strateghi tra i quali 
Trasiilo, Protomaco, Aristogeno e Pericle figlio, aconfissero gli 
Spartani condotti da Callicratida e da Trasonda tebano. Gli Ate- 
niesi avevano 155 navi , gli Spartani 120. Callioratida dalla sua 
nave, assalita da Pericle e da altri, cadde in mare a sparì. GU 
Ateniesi persero 2ó nari, gli Spartani 79. I comandanti ateniesi 
benché vittoriosi, furono dannati a mort« per non aver raccolto 
i nan&aghi e i morti. Callicratida commise l'errore di tentare di 
accerchiare il nemico che aveva maggior numero dì navi, e per 
giunta addossate alle iso tette. 

Aria di vento, spira aria di vento, frase usata per indicare che 
si crede l'approssimarsi del vento. 

Armaturarum (echola), collegio o corporasuone di soldati scelti na- 
vah. Vedi 1. e, 1&9; Vbgkzio, I, 13, II, 23. 

Armigero, s. m., nelle navi romane, e probabilmente pur nelle greche, 
vi era pare questo ufficiale subalterno o scudiere, per apprestare 
le armi agli ufficiali. 

Armorum, detto anche Armicuatos, vi era in ciascuna nave, e pro- 
babilmente negli arsenali. Ùcr., 1. e, 94, 388 ed altre. 

Armstrong (Sitdtilimento), di Pozzuoli impiantato dalla celebre Casa 
inglese per opera del Brin. Questo stabilimento k liberato dalla 
soggezione allo straniero l'Italia in fatto dt materiale d'artiglisria; 
esso inoltre alimenta parecchie altre industrie italiane (in ispecie 
le grandi acciaierìe di Temi) che provvedono tutti i materiali per 
la fabbricazione dei cannoni. 

Questo grande stabilimente consta di un ponte sbarcatoio con 
quattro grue idrauliche, la maggiore dalle quali della portata di 
160 tonn., alla testa di esso ponte per l'imbarco dei cannoni od 
altro; 



,vGoosle 



384 

Una grande officina meccanica di otto grandi navate; 
Una fonderia, xai'officina fabbri, una di falegnami, altra pel 
gaz; un impianto completo per la cercbiatnra dei cannoni e per 
la tompra di quelli e dei masselli di acciaio per i cannoni, on 
balipedio per la prova delle artigliere; ferrovie e illuminazione 
elettrica ed a gaz. 

Lo stabilimento, a tutto il 1899, h. prodotto per la R. Marina, 
il R. Esercito e vari Stati esteri, il seguente materiale di arti- 
glierìa: 

1 cannone da 431 mra. (105 tonaell.) per la corazzata Andrea 
Daria; 15 id. da 343 mm. (68 tonnellate) per le corazzate tipo 
Re Umberto e per le fortificazioni della Maddalena; 23 id,, da 
254 mm. (30 tonnellate) pel nuovo armamento del Dandolo, per 
le nuove corazzate tipo Filiberto e Garibaldi, e per alcune navi 
estere; 235 id., da 152 mm., a tiro rapido; 206 id., da 120 mm., 
a tiro rapido; 112 id., da 57 mm., id.; 12 id., da 47 mm., id.; 
20 id., da 37 mm., id.; fi2 id., da 76 mm. (2 tipo campagna e 60 
tipo marina), id. ; 4 obici da 280 mm. Un totale dì 690 pezzi, più 
gli afEiieti, impancati, macchinarle, sistemazioni diverse a bordo, 
materiale dì ricambio, ecc., per i suddetti cannoni ed il completo 
loro servizio. Lo stabilimento à inoltre costruito le due canno- 
niere Castore e Polluce per il Ministero della Guerra, vail tubi 
lanciasiluri subacquei, una torre corazzata per 2 cannoni da 120 
tonnellate, ecc. 

La Direzione dallo stabilimento sta impiantando un' acciaieria 
per fare i masselli e i cerchioni dei cannoni non molto grossi. 

Notizie avute dalla cortesia dell'Ingegnere navale Cav. V. Db 
Luca, che è nella Direzione dello Stabilimento. 

Arrancare, può usarsi anche con una nave a vapore o a vela che 
cammini velocissima, in tal caso usasi dire: quella nave arranca, 
perché si aforza ad avere la massima velociti. 

Arrecavo, venez,, per dormiente, Vedi, 

Arrestai comando; oggi più comunemente ferma! Venne questa 
voce, nelle lingue romanze, dal lat. ad restare. 

Arrivare, v. a, e intr., cosi l'adoperò Dante: 



,vGoosle 



vale condurre accostare alla ripa. I marinai adoperano questa 
voce per indicare il salire in alto, a riva, sugli alberi. 
Arrivare, piegare il corso secondo la direzione dal vento. 

— poggiare a poco a poco. 
TT- ft portata di voce. 

Fr. arriver à porfée de voùc; ingl. to airfpe wifj^in hait. 
-n- girare U timone, in guisa c^e il naviglio vada verso sottoyento, 
-» moUo a palmo, arrivar piolto q poco o con nK^ta cantala, quando 

p^ qo^lche oaua» importa non i^ttovMitarsi. 
■rr- gotfermyìdo, arrivar» il necess^io perché il ni^iglio ai mantenga 

a^% dire^oe che ijj^ve seguire, quando la prora ai apparta da 

i^ai^ v#F8o sqprayrentp. 
-- a un tempo, iaif^ j ovvigli il movimento di arrivata tutti io una 

voUa, i navigli di una linea o colonna. 

Ff- qrriver; spagn. a pMt. arribar; Ut. ad ripam advtovere; gr. 

Tifiooop/tlCsiv; ingl. to arrive, aloft, away qloft e to arribar; ted, 

Oiti^mmen. 
TT- obbedire al vento. 

rr- sopra un naviglio, ^ andare ad esso afigueado il vanto, o pren- 
dendo i) vento di poppa. 

Fou^^ril^R, ffydr, inv., dica: Arive, sur la Mediterranée, si- 

gnifie le coste du vaisseau qui regarde la rive ou terre. 
J^riV9t <¥UWUidQ al tjmooiere di volgare il tjmona da obbedire al 

vajiio, o a prffidere ve^to in poppa. 
^r twfto, <com;^do al tjmonisi^ di spiegar la barra del timone tutta 

H bordo per arrivare maglio. 
-:- an^ie |>er m^pdara i iiwrinai a ffv^; dm^ degli alberi. 

— a riva la gente! 
-K^ 8U, ip ftlto, pjrasto. 

Fr. 9rio*; apagp.. 6 port, ^rriba; ìngji. areetm. 
Jtfrìvo, 9. m., giungere a fivn, pervei^e ifi ^Icuj? luogo. 

Fr. (orrivée; sp^gn. e port^g. arrib/icLf; ing). poii)t of arrival; 
ted. die Ankuft. 
^r^gces, glj Artici d») cantieri eraj^ .costituii in corpi^zlo^: 

factiontfi arUfifum, 1. o., laer. ^. 
A^Iteta dalle aayj ^o-ÌMne. Y*4i AfttaJ A-, in fi. Jf., '80, I, 7 ; 
^tsTTòLiO 0„ _piperiffiee di artigliaief a Mtppett, U,. M., TS, IV, 
pag. 185. — Manuale teor. prat. di art. nav., 1879. 

COBjtzzuil, Voeab. nautico. 25 



,vGoosle 



Baglio. Vedi Catena. 

Bagno (Ordine del), vedi Bath. 

Baleniere, usasi chiamar una imbarcazione di forme molto slanciato; 
sulle navi da guerra è usato dai comandanti. 

Barca a vela, barca che può armare alle vele, è in generale la 
imbarcazione più grande esistento a bordo di una nave da gnerra. 

Battello sottomarino. Fochi anni addietro le menti degli studiosi 
si rivolgere a cercare un maggior sviluppo che potesse muovere 
secondo le volontà dell'uomo a scopo di ofTesa contro navi nemiche. 
Il problema d'ingegneria venne felicemente risolto, ma non quello 
riguardo alla visibilità: epperciò battello assolutamente sottomarino 
cioè che non ebbe alcuna comunicazione con l'esterno non ve ne 
& ancora, che non è ancora risolto il problema riguardo alla sua 
visibilità subacquea. 

Si tentò di ovviare, e questo inconveniente gravissimo, mediante 
il giroscopio, ma i risultati furono finora assai incerti. Egli b certo 
che essi potrebbero difendere un porto e anche formare un blocco 
quando il personale manovrante ai sacrificasse. I modelli più re- 
centi sono I francesi, ma corrispondono essi al desiderio? E lecito 
dubitarne. 

Comunque essi siano, certuni devono avere un apparecchio per 
il loro affondamento, altri per ritornare a galla ed altri per la 
locomozione. Le macchine è ovvio che siano mosse per mezEO del- 
l' elettriciti {cumulatori), o anche per mezzo dell'aria compressa. 
Le ultime scoperte dell'aria liquida, potrà forse in questo por- 
tare una rivoluzione al motore. 

Benefidanita, s. m., il soldato promosso per beneficio del suo supe- 
riore, nelle armate romane. In una iscriz. (107) ap. Febrebo, Ord., 
è citato un benefidafitis Slolarchi, comandante di armata o divi- 
sione, e un bcTìe/iciarius Praefecti, 744*'», 1. e — Ve ne erano 
anche in ciascuna nave, 303, 401, 378, 109, 1. C. 

Bertesca, s. f., specie di castello che osavasi sulle navi nel medio 
evo. < Nulla navis, nec aliud lignum de CC miliariis et inde supra, 
habere debeat a modo in anthea sapra ooredorium ab arbore de 
medio usque ad vanum supra camerelas plus de una bertescha >., 
Capit. Naut. Yen., CSZVI. 

Boccanegra Egidio, ammiraglio dì 20 galee per il Be di Castiglìa 



,vGoosle 



387 

vittorioso contro ì Mori, gli fu dato il contado di Palma d fio- 
rini 1500 al mese, col titolo di nobile Ammiraglio, nel 1340. 

Bosforo, batt. nav, tra Genovesi condotti da Paganino Dona con 
64 galee, e 1 Veneziani da Niccoletto Pisani con 75 galee, tra sue 
e catalane e greche. H Doria si valse della conoscenza dei Inoghi 
e dei venti, e vinse prendendo 26 navi ai nemici, ìl 13 febbr. 1352: 
Secondo alconi la vittoria restò indecisa e sangui noeisaima , es- 
sendo periti, dall'una e dall'altra, parte dei più illustri combat- 
tenti. 

Bwxinatar, s. m., il trombettiere di doacuna nave nelle armate ro- 
mane. V'era anche il Bweinatùr principalU, il Capo trombettiere. 



,v Google 



R^olaiwato per pMrenire gli aU>ordt in mare. 

Avpertetut prelimitutri. 

Le acyrwati it^e devnwoo essere osaerT&te da tatti i butitnenti b 
aita mare ed ia tutte la acqae, con esso comonicantà, naTÌf;abili dai bastì- 
nMoti di mare. 

Nelle regola segneatì qaalnDqae piroscafo che nnviglii con te sole vele, 
e non a vapore, deve essere considerato quale bnstimeTtto a vela, e qna- 
lanqae bastimento cbe navighi a vapore, faccia oso o no delle vele, deve 
essere consideralo qnale piroscafo. 

La dmomiiiuEom • pìrescafo > comprende qulnui baatimento domo 
dt teacchiin. 

Un basamento si considera < in cammino > per gli effetti di qaesto 
regolamento, quando non è all'ancora, ormeggiato a terra o incagliato. 

Btgole riguardanti i fanali, ecc. 

La paiola < visibile * quando in qoeste regole b applicata a fanali dovrà 
intendersi significare i visibile in Dna notte oscura con atmoafeia chiara >. 

Art 1. Le norme concernenti i fanali saranno osservate in tntti i tempi 
dal tramonto al so:gere del sole e in questo intervallo di tempo non si 
potrà mostrare alcun altro fanale che possa confonderai con qnelli prescrìtti. 

Art. 2. Un piroscafo in cammino deve portare: 
a) snll'albero di trinchetto, o dinanzi al medesimo, o, se è prìvo del- 
l'albero di trinchetto, nella parte prodiera del bastimento, ad an'alteiia 
al di aopra dello scafo non minore di 6 metri, e, se la la^hezza del basti- 
mento eccede i 6 metri, ad un'altezza sol bordo non minora di tale lar- 
ghezza, ma in nessun caso occoree che sia maggiore di 12 metri, nn fanale 
a luce bianca, ben risplendente, costrutto in modo da illDminare aenia 
interruzione nn arco d'orizzonte di 20 rombi di bussola, e flnato in modo 
da proiettare la sua loce per 10 rombi da ciascun lato del bastimentA, cioè 
dalla prora fino a 2 rombi a poppavia del traverao da ciascun lato. L'in- 
tensità della luce sarà tate da rendere il fonale visibile ad nna distanza di 
5 miglia almeno (1); 



m capo dti Diparlimaui maritami a deiU Sqti' 

abbi circa l'interpre tallone da dirai al comma a dsU'irtiCQlo S 
eienire gli abbordi in mare, approrato con R. DecntoISdi- 
a riguardo deli'alteua alia quale deve essere pottkto daipl- 
bianea. ai natiftca che ih msmm rata i fatto «Mli^ elM (ufo 

t eircotare Bara unita a ciaecun eiemplare dei Regolamenta 



ivGoosle 



b) si lito dritto, nn fiinala verde coabito in modo d& lllniiiiiiare 
senza tnterraiione nn arco d'orinante ài 10 Nmbi di bnstola, e fiwato in 
gnin da proiettare la eaa Ineo da prora dritto fino a S rwnbj > poppivia 
del travsTM «nlU dritta « di t«1« iDtensiti da mmto ràìbilo almeno alla 
distanza di doe miglia; 

e) al lato «Dietro on fanal« nato ooatmito in modo da illuminaro 
senza interrntione un arco d'oriiiont^ di 10 rombi di buiola, a fiiMto in 
guisa da proiettare la eoa Inee da prora dritto Una a doe rombi a pop- 
patia del traT»r»o mila Bioistra e di tale fotenaità da esaere risibile almeno 
alla distanza di doe miglia; 

tf) i suddetti fanali laterali, roeso e verde, iamino prorredati daaenno 
dal lato interna del battimento dt an offiweatofe cba il protnDghi almeno 
91 centiiDetri ^proratia del fonale, in modo da impedir* che quatto possa 
«««ero veduto dall'altra parta della prora ; 

e) nn piroscafo in cammino pnè portare nn secondo (anale bianco, di 
costmiione simile a quello descritto nel paragrafo a). Qoeati dae fanali 
saranno disposti nel piano iJongitadl naia In maniera, che nno lù almeno 
m. i.hO piò alto dell'altro ed in tale poiiiione fra di loro cba il pia basso 
sì trovi a proravia del più alto. La distanza verticale fra questi doe &nali 
dovrà essere minore della oriuontale. 

Art. 8. Un piroscafo, quando rimorchia no ahro baetimento, dovrà por- 
tare, oltre ai fanali 1at«rali, dae fanali a luce bianca ban rUpleDdenti, 
disposti in linea verticale nno al disopra dell'altro ad nna dittania fra 
loro non minore df m. 1,83, e quando rimorcbia pii) di dd bastinwnto 
porteri nn terzo fanale bianco, ben risplendente, a m. 1,83 al di sopra o 
al di sotto d^li altri dne se la Innghetsa del rimorchio, rotiqrata dalla' 
poppa del rimorebiatore alla poppa dell'dltima bastimento rimorchiato, ec- 
ceda 183 metri. Ciaseano di questi fanali dovrà essere della stessa strut- 
tura ed intensità e tenuto nella stasaa pontione del fanale a Iqm bianca 
indicato nell'art. J2 a), eccetto che il fanale addizionale potrà essara portato 
ad un'altezza non minoro di m. 4,28 sopra lo acafo. 

II rimorchiatore potrà portare un piccolo fanale bianco a poppavia del 
fumaiuolo o dell'albero poppiero da servire di guida al bastimento rimor- 
chiato, ma questo fanale non dovrà eiwre visibile a proravia a traverso 
del rìmorehiatore. 

Art. 4, a) Vn bastimento che per una circostanza qnalnnqoe non pnò 
governare dovrà portare alla «tessa altezza del fanale bianco indicato 
nell'art. 2 a), nel punto in cui possano essere meglio veduti, e, se trattisi 
di un piroscafo, in Inogo di questo fanale, dns fanali rossi, dispetti io 
linea verticale uno al di sopra dell'altro, ad nna diatenaa fra dì loro non 
minore di m. 1,83, « dì tiJe intensità dì luce da essere visibili da qna- 
Innqve punto dell'orizzonte, ad una distanza di due miglia almeno; e, du- 
rante il giorno, dovrà portare, disposti in linea verticale, nno al di sopra 



ivCoogle 



dell'sltro a ana distenza fra di loro di id. 1,88 almeno ed in quel ponto 
in cai siano meglio risibili, dne palloni od oggetti approsBÌmatìTaniente 
rotondi, neri, del diametro di m. 0,61 ciascano. 

6) Un basUmento occupato a diatendere o a rìcnperare nn caro tele- 
grafico dovrà portare nella st«asa posizione del fanale bianca indicato nel- 
l'art. 2 a}, e, ae trattisi di na piroscafo, in luogo di tale fanale, tre fanali 
disposti in linea verticale nno al di sopra dell'altro ad nna distanza tra 
loro non minore di m. 1,83. Il fanale superiore e l'inferiore Bamnno roaii, 
quello di mezzo bianco, e tatti dovranno avere tale intensità di Ince da 
essere visibili da ogni punto dell'orizzonte ad una distania di due miglia 
almeno. Barante il giorno esso porterà disposti in linea verticale, ano al 
' di sopra dell'altro, e distanti fra loro non meno di ra. 1,83, nel punto in 
cai possano essere meglio veduti, tre segnali, cìasca^o del diametro di 
m. 0,61 almeno, dei qnali il snperiore e l'inferiore saranno di forma glo- 
baiare e di colore rosso, e qaelto di mezza di forma romboidale e di co- 
lore bianco. 

e) I bastimenti, dei quali tratta il ^esente artìcolo, quando sono 
ferini, non porteranno i fanali laterali, ma dovranno averli quando sono 



d) I fanali e i segnali prescrìtti da questo articolo dovranno esser» 
considerati dagli altri bastimenti come segnali indicanti cbe il bastimento 
che li tiene alzati non governa e non può qaindi manovrare per evitarli. 

Questi segnali non sono segnali dei bastimenti in pericolo che domandano 
BOGCorso: qaesti aitimi segnali sono indicati nell'art. 31. 

Art 5. TJn bastimento a vela in cammino e qnalnnqne bastimento rimor- 
chiato porterà gli stessi fanali prescritti con l'art 2 per i piroscafi in 
cammino, ad eccezione del fanale bianco ivi indicato, che essi non dovranno 
mai portare. 

Art 6. Ogniqualvolta 1 fanali laterali, rosso e verde, non possano esaere 
fissati a posto, come avviene per i piccoli bastimeffti in cammino con 
tempo cattivo, qaesti fanali dovranno essere tenuti sotto mano accesi e 
pronti ad essere adoperati e nello avvicinarsi ad altri bastimenti o nel- 
l'essere da essi avvicinati, dovianno essere mostrati dal corrispondente lato 
abbastanza in tempo per prevenire nna collisione ed in modo che rÌet*cano 
visibili qnanto piò sia possibile, e che il fanale verde non sìa veduto dal 
lato sinistra, uh il rosso dal dritto, né, se è possibile, a piA di due rombi 
a poppavia del traverso dal lato rispettivo. 

Per rendere Taso di questi fanali portatili più sicuro e più facile, essi 
saranno dipinti eatemament« col colore della rispettiva luce, e fomiti di 
acconcio oSiiscatore. 

Art. 7. I piroscafi di portata inferiore alle 40 tonnellate ed i bastimenti 
sotto vela o remi di portata inferiore alle 20 tonnellate (stazza lorda) ri- 
spettivamente, e le barche a remi quando sono in cammino non hanno 



,vGoosle 



l'obbligo di portare i fanali indicati nell'art. 2 <■}, b) e e): ma se non li 
portano, devono essere provvedati dei seguenti fanali : 

1. I piroscafi di portata inferiore a 40 tonnellate porterantio: 

a) Nella parte prodiera, ovvero sopra o dinanzi al fumaiuolo, dove 
possa meglio essera vednto, e ad nn'altezia sopra il bordo non minora di 
m. 2,74 un fanale a lace bianca, ben risplendente, costrutto e fissato sic- 
come è prescrìtto dall'art 2 a), e di tale intensità da essere visibile alla 
distanza dì due miglia almeno> 

b) 1 fanali laterali verde e rosso, coslratti e fissati siccome è prascrìtto 
all'art. 2 ò) e e), e di tale intensità di lace da essere visibili alla distanza 
di an miglia almeno, ovvero nna lanterna a luci combinate che proietti nna 
lace verde ed nna rossa da prua dritta fino a due rombi a poppavia del 
traverso dai lati rìspettivi. Qnesta lanterna sarà portata a non meno di 
m. 0.91 al di sotto del fanale bianco. 

2. Le piccole barche a vapore, come quelle portate dai bastimenti, pos- 
sono portare il fanale a luce bianca ad un'altezza enl bordo minore di 
m. 2,74, ma esso dovrà essere collocato al disopra della lanterna a loci 
combinate indicata nel paragrafo 1 b). 

3. ! bastimenti sotto vela o a remi, di portata inferiore a 20 tonnellate, 
dovranno tener pronto sotto mano nn fanale con vetro venie da an lato e 
rosso dall'altro, che nello avvicinarsi ad altri bastimenti, o nell'esserne 
avvicinati, dovrà etwte mostrato abbastanza in tempo per prevenire col- 
lisioni in modo che la Ince verde non sia vednta dal lato sinistro, né la 
rossa dal dritto. 

4. Le barche a remi, sia ohe navighino coi rami o sotto vela, dovranno 
tener pronto sotto mano nn fanale a tace bianca, che sarà mostrato con- 
temporaneamente ed in tempo utile per Svitare collisioni. 

I bastimenti ai quali si riferisce quest'artìcolo non saranno obbligati a 
portare i fanali prescritti dagli articoli 4 a) e 11 nltimo paragrafo. 

Art. 8. I bastimenti piloti qnando attendono al loro ufficio nei paraggi 
loro assegnati non porteranno i fanali prescritti per gli altri bastimenti, 
ma terranno un fanale a lace bianca in testa d'albero, visibile da tottì i 
punti dell'orizzonte, e mostreranno inoltra uno o più fanali a lampi a brevi 
intervalli, giammai maggiori di 15 minuti. 

Al prossimo avvicinarsi di altri bastimenti o ad altri bastimenti, essi 
dovranno avere i loro fanali laterali accesi e pronti, e li moatraranno a 
brevi intervalli per indicare la dirazìone della loro rotta, ma la luce verde 
non dovrà essere visibile dal Iato sinistro, ne la luce rossa dal lato dritto. 

Un bastimento pilota della classe di quelli che sono obbligati ad acco- 
stare lungo il bordo delle navi per dar loro il pilota pub mostrare il fanale 
a luce bianca invece di tenerlo alzato in testa d' albero e pu6 invece dei 
fanali colorati sopra indicati tener pronto sotto mano un fanale con vetro 
verde da un lato e rosso dall' altro per usarlo siccome è più sopra prescritto 



ivGoosle 



392 

Quando i bastimenti piloti non attendono al laro nfficlo i^et par^^ di 
loro pertinenza doTraono portare ^11 stCBsi fanali degli altri bastiaieaH del 
loro tonnellaggio. 

Art. 9. (Qaetlo artieoio rigtcard» tt prescrieMì ftr i fhnali td i ti- 
gnali dm «sarsi dui bastimtnK e battdU adUnH alia •petetii pM ^ttoli 
proeeisorioTnent» rimane tn «igon l'art. Ì0 dai rtgolauienlo t^pr«tBto 
eoi regio deertto 4 aprile ISSO, H. 5390, setU li*)i 

Art 10. Un bastimento che sta per easere raggiante da un altig moMerà 
a qnest'nltimo dal coronanienio di poppa nn fanale a iace bianca, od no 
fanale a lampi. 

Qnest» Iace bianca pat essere Sseata e portata in nn fanale, ma in tal 
cAiO eND deve emera costtnito, sistemato e monito di offnicaloH lo Ifitdo 
da irradiare ana Ince non interrotta sopra un arco delI'oriHonte di 12 rombi 
di bnssola, cioè di 6 rombi da poppa dritto per ogni lato del bàrtitnetito. 
e risibile alla distanza di nn miglio almeno. 

Questo fanale dorrà essere collocato qoanto più apprtsglmatiVumie sia 
possibile allo steMo livello dei fanali laterali. 

Art. 11. Un bastimento longo meno di m. 45,T2 qaanda È all'BDWra 
dovrà tenere verso prora, dove possa essere meglio vedatd, ma ad una 
altesza sul bordo nen maggiore di m. 6,10 an fande a luce bianca c««tnuto 
in modo da irradiare nna luce chiara, aniforme e non interrotta, TÌitftile 
tutto intorno alla distatila di un miglio almeno. 

Un bastimento tango m. 45,72 o piiì, qaando è aUcoreto, dovrb tatare 
verso prora ad un'altezza snl bordo con minore di m, 6,10, né naggft>re 
di m. 12,19, il fanale suddetto, ed un altro fanale simile a popph, o Vicino 
alla poppa, e ad un'altezza tale da trovarai non meno di m. 4,57 pift bMBo 
di qnelto prodiero. — Per lunghezza d*un bastimento ai mtisidera quella 
risaltante dall'atto di nazionalità. — Un bastimMito Incagliato in un ca- 
nale presso ad un canale navigabile dovrà portare il Iknale od i fattali 
sopra accennati e i due fanali ìobsÌ prescritti all'art. 4 a). 

Art. 12. Ogni bastimento può, se sìa necessario illb scopo di ridiiaraàre 
l' attenzione, in agginnla al fthali che è obbligate a portare in ba» a 
queste norme, mostrare un fanale a lampi o far uso di segnali deten&tati 
che non possano essere confusi Con 1 segnali di pericolo. 

Art. 13. Queste regole non dovranno per nulla impedite Ih oBservania 
di regolamenti epeciali fatti dal Qovemo di una nàiioni qualsiasi rdtktì- 
vamente all'nggianta di altri fonali di posizione o da segnali pai 4tM o 
più bastimenti da gnerra, e per bastimenti che navigano in convoglio, od 
all'oso di segnali di ricognizione adottati da armatori, i quali sìado stati 
autorizzati dai rispettili governi e debitamente tegistrati e pubblicati. 

Art 14. Un piroscafo che navighi i:on le sole vele, ma con il fnmaiitblo 
alzato, deve portare di giorno a prna, nel punto in cai possa meglio essbre 
veduto, nn pallone nero od tin segnale nero del diametro di m. 0,61. 



,vGoosle 



Segnali aeiutici pmr la nebbia, ecc. 

Art. 15. Tatti i segnali preBcritti da qneato articolo per i b&stimenU in 
cammino BBtwifio fttti; 

1. Dai piroBCali: aon Sicbio o BirenB. 

8. Dai velieri e dai bastimenti rimorchiati; con il corno da nebbia. 
Le parole • squillo prolun^tA > naate ìn questo articolo dovranno in- 
tendersi sig'ni&care ano squillo della dorata da 4 a 6 secondi. 

Ogni piroscafo dovrà essere provveduto: di un buon fischio o di una 
buona sirena, anooati col vapore o con altro surrogato del vapore, situato 
in guisa che il suono non passa ssaare intercettato da alcun impedimenti; 
di un potente corno da nebbia da suonarsi con mezzi meccanici, ed inoltre 
di una buona canpana. (In tutti i casi noi quali questo regolamento pre- 
scrive l'uso di nna campana potrit essere Bostituito un tamburo sai basti- 
menti turchi un gong (campana cinese) a bordo dei piccoli bastimenti 
dove tali Btnmenti sono usati). tTn bastimento a vel& di 20 tonnellate di 
stazta lorda o piiì dovrà essere provveduto di un simile corno da nebbia 
e dì nna campana. 

In tempo di nebbia, dì foschia, di nevicate o di forti temporali d'acqna, 
tanto di giorno, quanto di nott«, i mezzi di segnalazione descritti in questo 
articola, dovranno essere adoperati net modo seguente, eioi: 

6) tTn piroscafo che à dell'abbrivo, farà sentire ad intervalli non 
maggiori di 2 minuti ano squillo prolungato; 

() tJn piroscafo in navigazione, ma con macchina ferma e senza ab- 
brivo, farà ssotire ad intervalli non mag^orì dì 2 minuti due squilli 
prolungati, con nn intervallo fra loro di circa 1 secondo ; 

e) tin bastimento a vela in cammino farà sentire, ad Intervalli non 
tnag{^ori dì I minnto, ano aqnillo se naviga con more a dritta, dae squilli 
dì segaito, se con more a sinistra, e tre sqaìtll di seguito se naviga con 
vento largo o in poppa; 

d) Un bastimento all'ancora suonerà rapidamente la campana per circa 
5 secondi ad intervalli non toaggiori di 1 minuto; 

«) Un bastimento che rimorchia, o che è occupato a distendere o ricu- 
perare un cavo telegrafico, o che è in cammino, ma seoxa che gli sia pos- 
sibile di evitare un bastimento che si avvicina perchè non pnO gonraare 
m&novnre come preBcritono queste tegole, dovrà, invece dei segnali 
prescrìtti da questo artìcolo (lettere a e e), far sentire ad intervalli non 
ma^lori di due minuti tre squilli di seguito, cioè nao squillo prolungato 
segaito da due di breve durata. 

tin bastimento ritnorchiato potrà hre questi segnali, ma non dorrà perù 
fame altri. 

1 bastimenti a vela e le bftrche minori di 20 tonnellate lorde non saranno 
obbligati a tate i segnali sopra accennati; ma se non lì fanno dovranno 



ivGoosle 



far sentire ad intervalli non maggiori di 1 minate qo&Iche altro segnale 
acustico efficace. 

Modertuitme Mia velocità m tem^po di wbbia, tee. 

Art. 16. Ogni bastimento dovrà in t«mp<i di nebbia, di foschìa, di nevicata 
di forti burrasche d'acqaa andare con velocità moderata, teaendo conta 
eoo molta cnra delle circostanze e delle condizioni del momento. 

TJn piroscafo che ode, apparentamente a proravia del suo traverso, il 
segnale di nebbia di nn bastimento, la cui posizione è incerta, dovrà, per 
quanto le circostanze del casa lo consentano, fermare la macchina, e quindi 
navigare con precauzione fino a che il pericolo di collisione sia passato. 

Norme per governare e manovrare. — Preliminari. 
Biechio di coBitione. 

D pericolo di collisione pad, quando le circostanze lo permettano, essere 
accertato rilevando accuratamente e continuamente con la bussola il basti- 
mento che si avvicina. 

8e il rilevamento non cambia in modo apprezzabile, si deve ritenere che 
tsle rischio esista. 

Art. 17, Quando due bastimenti a vela si stanno avvicinando tra loro in 
modo da implicare il rischio dì abbordo, uno di essi dovrà manovrare per 
lasciare la vìa libera all'altro nel modo seguente, cioi : 

a) Un bastimento che naviga convento largo dovrà lasciar liberala 
rotta ad un altro che naviga stretto al vento ; 

b) Un bastimento che stringe il vento con mure a sinistra dovrà lasciar 
libera la rotta a quello che stringe il vento con mare a dritta; 

e) Quando entrambi i bastimenti corrono a vento largo, con il vento 
da diverso lato, il bastimento che riceve il vento sulla sinistra dovrà lasciar 
libera la rotta all'altro; 

d) Quando i due bastimenti corrono a vento largo, e con il vento 
dallo stesso lato, quello che si trova al vento lascierà libera la rotta a 
quello che è sottovento; 

e) Un bastiment« che naviga con vento in poppa lascierà libera la 
rotta all'altro. 

Art. 18. Quando due piroscafi si vanno incontro con rotte direttamente 
opposte, quasi oppost«, in modo da implicare pericolo di collisione, da- 
senno di essi dovrà accostare a dritta in modo da poter passare a sinistra 
dell'altro. 

Questa artìcolo si applica soltanto ai casi nei quali ì bastimenti si muo- 
vano incontro con rotte direttamente opposte o quasi opposte, in modo da 
implicare pericolo di collisione, e non è applicabile a due bastimenti che 
continuando nella loro rotta possono passare liberi l'ano dall'altro. 



ivGoosle 



305 

I soli casi ni quali esso è applicabile sono quelli in cui ciascnoo dei dae 
baadmenti corre incontro all'altro dritto di prora, o qaaaii in altri termini 
ai cati nei qnali, di giorno, ciascDU bastimento rileva gli alberi dell'altro 
nella stessa linea, o quasi, dei proprii; e di notte ciascun bastimento è 
situato in modo da Rcorgere entrambi i fanali laterali dell'altro. 

Esso non si applica, di giorno, nei casi in cui un bastimento ne Tede 
nn altro di prora che traversa la sua rotta, o, di nott«, nei casi in cai il 
fanale rosso dell'uno è opposto al fanale rosso dell'altro, ovvero quando il 
fanale verde dell'uno à opposto al fanale verde dell'altro, oppure quando 
uno scopre di prora il fanale rosso dell'altro, senza vedere il verde, ovvero 
il fanale verde senaa vedere il rosso, ovvero quando gì vedano i due fanali, 
rosso e verde, in qualunque altra direzione fuori cbe di prora. 

Art 19. Quando due piroscafi fanno rotte che sì incrociano in modo da 
implicare pericolo di collisione il bastimento cbe rileva l'altro sulla propria 
dritta dovrà lasciare ad esso libera la rotta. 

Art. 20. Quando un piroscafo od un veliero navigano in direzioni tali 
da implicare rischio di collisione, il bastimento a vapore dovrà lasciar libera 
la rotta al bastimento a vela. 

Art. 21. Quando in base ad àlcane delle norme del presente regolamento 
uno dei due bastimenti deve lasciare lìbera la rotta all'altro, quest'ultimo 
dovrà mantenere la propria rotta e la propria velocità (1). 

Art. 22. Ogni bastimento cbe in osservanza del presente regolamento 
deve lasciar libera la rotta ad un altro, dovrà, se le 'circostanze del caso 
lo consentano, evitare di passare di prora a quest'altinio. 

Art. 23. Ogni piroscafo che in osservanza del presente regolamento deve 
lasciar libera la rotta ad an altro bastimento, dovrà nell' avvicinarsi ad 
esso, se sia necessario, diminuire la sua velocità o arrestaro, ovvero andare 
indietro. 

Art. 24. Non ostante tutto cìb che è contenuto nel presente regolamento, 
ogni bastimento che ne raggiunge nu altro dovrà lasciare libera la rotta 
al bastimento raggiunto. 

Ogni bastimento che si avvicini ad un altro venendo da una direzione 
ui più dì due rombi a poppavia del traverso di questo ultimo, che si trova 
cioè relativamente al bastimento che sta raggiungendo in tale posizione 
che di notte non potrebbe scorgere alcuno dei fanali laterali di quest'ul- 
timo, dovrà essere considerato come bastimento che ne raggiunge un altro, 
e nesann cambiamento posteriore nel rilevamento fra i due bastimenti potrà 
far considerare il bastimento che raggiange l'altro come un bastimento 
che ne incroci la rotta nel senso proprio di questo regolamento, o esone- 



iiiia «ll'iltra rbc Dan ei pò 
re «dsra 11 puso. in tsle 
per ertUro la coUislone. ( 



di tempo cnUginoiio o per altre cause Do* nave al trovuse 

9 caso anche r altra nave dovrà agire nel mode plb 
(Vedi anche gli arlicoll 'ì e 28). 



,vGoosle 



396 

nrlo dsU'obblifo di lasciar libera la rotta al bastimento rag^anto fino a 
ebe non lo abbia oltrepauato e aia scap«to. 

Siccome di giorno il bastimenti raggiungente non pnb lempre eonoacen 
con certezza 'le si trovi a proravia od a poppavìa di queste direEÌone ri- 
spetto all'altro baatimento, esso deve, in caso di dnbbio, consideranti come 
nn bastimento che ne raggiunge an altro e luriare a qoesto Ubera la rotta. 

Art. 25. Nei passi stretti ogni piroscafo dovrà, quodo ciò sia senta 
perìcolo o praticabile, mantenersi da qaella parte del passarlo a meuo 
canale che trovaaì snlla sua drìtta. 

Art 26. I bastimenti a vela in cammino devono lasciare libera la rotta 
ai bastimenti a vela o battelli che peschino con reti, lenze o tramigli- 
Qneste regola però non dà il diritto ai bastimenti o battelU occupati nella 
pesca di imbaraziare un passo frequentato da bastimenti che n<»i siarto 
bastimenti o battoUÌ da pesca. 

Art. 27. Nel segnire o ne (l'interpretare queste norme «i dovranno tenere 
nel debit» conto tutti i perìcoli di navigazione o di ooUirioDe e tutte lo 
speciali ctrcostsnce che ]MS3aD0 rendere necessario dipartirsi dalle norme 
sopra dette allo scopo di evitare nn pericolo immediato. 



Segnai* acuitici per bastimenti in vitla Vuno dell'olirò. 

Art. 28. Le parole * sqnillo breve > usate in questo articolo significhe- 
ranno uno squillo della durata di circa nn secondo. 

Quando i bastimenti sono in vista l'uno dell'altra, un piroscAfo in cam- 
mino che cambi la ana rotta in conformità di autorizzazione o preecrìzioni 
di questo regolamento, dovrà indicar la sna manovra per mezzo dei seguenti 
segnali fatti cui fischia) a vapore o con la sirena, cioè: 

Uno sqnillo breve per significare: • Sto accostando a dritte*; 

Dpe squilli brevi per significare : • Sto accostendo a sinistra • ; 

Tre squilli brevi per significare: • Vado indietro a tutte forza ». 



.Ynsun basttmenlo dece trascurare in qvaìsian eirmticmzm 



Art. S9. Nulla di quanto è prescritto in questo regolamento potrà aban- 
care un bastimento qualsiasi, o il suo proprìeterio, o il ano capitano od 
equipaggio dalle consegaenie di una neglìgenia qnalanqae nel portAro i 
fanali od i segnali prescrìtti, o nel mantenimento di nn bOon serviàs di 
vedetta o dall'aver trascurato qQslaisst delle precauzioni richieste dalla 
pratica ordinaria degli uomini di mare, oppure dalle speciali circostanze 
del caso. 



,vGoosle 



397 

Riserva circa U regole per la ttavigiuione nei porti 
e per ìa nmigatiane interna. 
Art. 30. Qnesto regole non dovruuio per oallir impedire l'osaerTinu di 
regolamenti speciali, dabitemenU emessi dtll'anlorità locala, reUtivamente 
aila naTigaseae in nn qu&lnnqiie p«to e fiume, od in acqne interne. 

SeptttH di pericolo. 

Art 31. Qnando nn bastimento è In pericolo e domanda eoccoreo da altre 
navi o da terra, dorrà £ar nao dei legneoti segnali, sìa sefiaratamente che 
eongràntamente. 

Di giorno: 

1. Calpi di eanDone, od altie segnale esplosivo, ad intervalli di circa 
DB nsinato; 

2. 11 segnale di peiìcob del codice interoazionale, indicato con N-C; 

S. n segnale di distsnn, cennstente in nna bandiera qoadrata accom- 
pagnata, sopra lotto, da nn pallone o da qnalnnqve cosa che rassomigli 
ad im pallone; 

4. Da raoDO eontòuw fatte eon qsalsioai appaieechio per segnale di 
nebbia. 
Dì notte: 

1. Colpi di cannone, od altre ugnale esplosÌTo, ad intervalli di circa 
>n mionte; 

2. Faochi accesi sol bkstimeDto (quali si potrebbero ottenere braciando 
bviU da catrame, da olio, ecc.); 

'i. Baui od altri fnoclii artificiali esplodenti , proiettanti stelle di 
qaainnqne forma o colore, e sparati nno alla ToHn a brevi iatervalU; 

4. Un Buono continno latto con qnalsiaei apparecchio per segnati di 
nebbia. 

Dato a Roma, addì 13 dicembre 1696. 



D'ordine dì S. M. 
Il Minittro deila Itarina 



,vGoosle 



Articolo 10 del regdamento che itabiliva h nùmte per evitare gU abbordi 
m »iar«, (approvato con regio decreto 4 aprile 1880, n\ 5390 (eerie 3*j, 
rimasto Iramiloriamente m vigore (v. ari. 9 del regalantenU) preeedmte). 

Fanali per le barche da petca ed altri battelli gema coperta. 

Art. IO. t battelli da p«8Cft di portata inferiore alle 20 tonnellate di 
■tazza netta di registro, ed i battelli aenia coperta, aUorcbi sono in navi- 
gazione, eoa Mti aenza reti in mare, non banno obbligo di portan i 
fanali colorati laterali*; nni òucnno di tali battelli avri sempre pronto 
sotto mano on fanale avente un crMdl* verde da nn lato ed nno rouo 
dall'altro, il quale sia nell'eccostarei ad an altro battaUo o ad una nave 
qualunque, e sia nell'esserne accostato, sarà mostrato in terop» a^oitana 
per editare scontri, e in modo che la Ince verde non possa mai vedersi tei 
lato sinistro del proprio battello, né la luce rossa dal destro. 

I battelli da pesca ed i battelli senza coperta ancorati, debbono mostrare 
dal tramonto al aoigere del sole nn fanale bianco visibile da ogni intorno, 
alla distanza di nn mìglio almeoo. 

Quando i battelli da pesca hanno reti in mare, debbono in agginnta ai 
fanali distintivi già prescritti, mostrare nn altro fanale bianco visibile ad 
intervalli non troppo brevi, onde non sia confuso col fanale a lampi che 
l'art. 9 (art. 8 del precedente regolamento) prescrive pei bastimenti piloti. 

In caso di nebbia ogni battello da pesca che abbia reti o lenze in mare, 
dovrà, ad intervalli non maggiori di due minati, anonara il corno da nebbik 
la campana alternativamente. 

La parte che segae di quest'articolo si applica solamente ai bastimenti 
da pesca che si trovano in mare snlla costa europea, sitnatA al nord di 
Capo Finistorre. 

a) 1 bastimenti da pesca dì portata dalle 20 tonnellate di registro in 
su, navigando senza tenere in maro le loro reti, sciabicbe, ecc., devono 
avere a posto e mostrare gli atessi fanali prescritti per gli altri bastimenti; 

b] I bastimenti cbe pescano con reti a strascico, devono mostrare due 
fanali a luce bianca dalla parte del bastimento dove possono essere meglio 
visti. Questi fanali devono essere cellocati in modo, che la distanza verti- 
cale fra di essi non aia inferiore a m. 1, o anperioro a m. 3, e quella pa- 
rallela alla chiglia del bastimento non sia inferiore a m. 1,50 e non aia 
Bopeiiore a m. 3. 

n fanale inferiore sarà qnello collocato più avanti, ed ambedue dovranno 
essere tali per forza di luce e per costrazione da potersi scorgere da ogni 
parte dell'orizzonte ad nna distanza non inferiore a 3 miglia; 

e) Un bastimento che pesca con lenze, qnando le abbia calate in mare. 



,vGoosle 



399 

deve osare gli steesi fanali preecritti p«l bastimento che pesca con reti a 
strueico; 

li) Se an bastimento che pesca con ecìabica, rastrello o con qoalriasi 
specie di tramagli, deve fermarm perchè i anoi ordigni sono rimasti ag- 
grappati ad uno scoglio a ad altro ostacolo, dovrà mostrare il fanale e fare 
ì segnali da nebbia dei bastimenti all'ancora; 

e) I bastimenti da pesca ed i battelli non pontati, potranno con ogni 
tempo far ubo di Intni a sprazzi in aggiunta a quelli per loro prescritti 
da quest'articolo; i Inmi a sprazzi di nn baatimento occopato a pescare 
con sciabiche, rastrelli, o con qualsiasi altra specie di tramagli, devono 
esEere mostrati a poppa ; se tali ordigni sono attaccati di poppa, i Inmi 
saraono mostrati a prua; 

f) 1 bastimenti da pesca ed ì battelli non pontati, qnando sono anco- 
rati, devono mostrare, dal tramonto al levare del sole, nn fanale bianco 
visibile da ogni panto dell'orizzonte alta distanza di nn miglio almeno; 

g) In tempo di nebbia i bastimenti che pescano con reti a strascico, 
rastrelli o qualsiasi specie di tramagli e quelli che pescano colle lenze 
qnando qneste siano in mare, devono ogni dae minuti far sentire uno 
squillo di corno e suonare alternativamente la campana. 



,vGoosle 



ivGoogle 



CATALOGO DELLE VOCI E FRASI 

DELLE LINGUE STRANIERE 



La voce italiana, measa di fronte ad esse, è quella sotto la quale 
si deve questa cercare, ma non è sempre l'esatta corrispx 

Il catalogo serve d'errata-corrige t 
nantioo delle lingue straniere. 



complemento al Vocabolario 



I. - Ingleae. 



aback, a cdh, 

abaft, a poppavia. 

— the beam, m. 

abandon . <Abandanare. 

abara, ammainare, abbassare, 

abate, abbattere: the g-ala abates, i7 

vento fresco diminuisce. 
aberration, aberTatioM. 
able whakets. piuaco deBa ciabatta, 

nei quale chi perde è battuto sulla 

mano con un fattdetto ritorto, una 

volta eon una ciabatta. 
aboard, a borda. 
about; about ship, bordo. 
abreaet, di fianco. 
«broad, all'estero. 
abstract, bilancio che tengono i sot- 

tuf/iciali degli oggetti consumati 

a rimanenti. 
abut, attestare. 
abjsni, abisso. 
acair-phailt, porto. 
aeajon, acagià. 
acacia, acacia. 
academy, accademia. 
acaet, abbattuta. 
acates, aìimenti. 
accelerate, accelerare. 

COHAzznn, Yocàb. nautico. 



acceletatioi), accelerasione. 

accelerograph, accélsrografo. 
accelero meter, accelerometro. 



accident, accidente. 

accoil, adugliare, acciambeBare. 

accommodate, accomodare, 

acce at, accostare. 
accul, a cui di sacco. 
accumalation, accumuìaeione. 
acoQiDolator, accutiiulalore. 

action, aeione. 
acate, acuto. 

adapt, adattare, assettare. 
adherence, aderenea. 
adiabatic curve, cu 
adjntt, aggiustare, adattare. 
adjatant, aiutante. 
admiral, ammiraglio. 
aduli raltj, ammiragliato. 
— anchor, ancora. 
admittance, adito. 
adustion, adustione, 
advertise, avvisare. 
advicC'boat, avviso. 



ivGoosle 



402 



ad?ÌM, avvùart. 

«eriform, aeriforme. 

Mrographj. aerografia. 

terolite, aerolito. 

•eronaat, atronaula. 

Mroii&atic, aerontmtieo. 

«eroplane, aeroUbrante. 

aeroscope, aerosoopo. 

MToscopy, aeroteopia. 

aeroBpbere, aeroefera. 

aerostat, aeroitalo. 

aerostatic, aeroitatieo. 

aerosteaiii, aerovapore. 

afloat, a goBa. 

afore. a proravia. 

against the tide, acqua, 59. 

agate. agaUi. 

agave, agave. 

agent, agente. 

agenc;. ageniia. 

aggregation, aggregation». 

agile, agile. 

agilitf, agilità. 

agree, accordarsi. 

afiead, avanti, a proravia. 

aid-de-oamp, aiutante. 

aid-major, aiutante maggiore. 

air, .aria, aerare. 

alali d, a terra. 

alano, allarme. 

alcedo. alcione. 

aider tree, alno. 

alembic, alambicco. 

alfere o alferei, alfiere. 

align, allineare. 

aliment, alimento. 

ali bankH down, «• arma l'argano, 
44. 

all's well! all'erta! 

aloft, oliatura, a riva. 

aloof, aWorea. 

altaiimnt, aìtatimut 

altiinetiT, aìtimetria. 

amain, Ut go main, bando. 

ambassador, giuoco dei marinai, con- 
eittente nel tuffarti a vicenda nella 
Unotta delie lavande dei ponti. 

amplitude, amplitudine. 

anchor, ancora. 

anchor (the ahoe], IS. 

— (aqaare), 14. 

~ (back the), ivi, 27. 

— (beam of the), ivi, 11. 

— (the beat bow), tv*, 96. 



anchor (the bower), ancora, 46. 

— (beit-bower), «ti, 85. 

— (bite), ivi. 1. 

— (at), tin, alia fonda. 

— (blind), ivi, 69. 

— (is at the cathead), ivi, 26. 

— (to change the), ivi, 25. 

— (ia acockbill, the), ivi, 21. 

— (small), IDI, 74. 

— [the) apeak, itti', 81. 

come to all stinding, ancorare. 

— (drageail), ivi, 41. 

— (t« drag the bottom for an), rot- 

aegare, m,, 32, 

— (to get in the), ancora, 20. 

— (the bow), itii, 46. 

— (to (bag the), ivi, 14- 

— (driving), ipi, 41. 

— (drop an), ivi, 20. 

— (to fall over the), ancora, 10. 

— (to fiah the), ivi, 18, 

— (flood), to», 68. 

— (floot), tM, 37. 

— (foni), till, 66. 

— (fouled by the cable), ivi, 51. 

— (foni), 117., 51, 53, 54. 

— (kedgei, ancoretta. 

— (all hands np), ancoro, 44, 

— hang on there, ivi, 44. 

— port head braces, ai bracci <W- 

— she heaves and sets, ivi, 35. 

— (ice), ivi, 42. 

— the ship sides hard, ibi, 35. 

— heaving in sight, ivi, 44, 

— (hook another man's), iei, 28. 

— (to hook or catch another man's), 

ivi, 14. 

— the mooring, ivi, 36. 

— (jnfj). »H 38. 

— with movable arms, toi, 16. 

— (mnd or mnshroom), ivi, 109. 

— (to ride at), ivi, 18. 

— (to remain riding at), tei, 29. 

— to ride between wind and tide, ivi, 

44. 
~ to rip, ivi, 21. 

— when the ship rides hard, ivi, 

24. 

— is a bad reader, ivi, 35. 

— (the sea), idi, 63. 

— the sea breaks aboard, t'oi, 24. 

— the ship swings, ivi, 40. 



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■ncbar email bowei, ancora, 4. 


arc (yoltaic), arco. 


— (the email bower), ìa terta, HI. 


arm, boccinolo. 


- (the spate), di rispetto, 92. 

— stick hard and fork, aneorarn. 


annonr plating, hìindàlura. 
arms, arma. 


— (the Btream). di tonneggio, 112. 

— (stream), di corrente, SO. 


— the of a knee, braccio. 






— ancora. 


~- (sweep the bottom for an), tosm- 


— of the semaphore, bracci del 


gare, 32. 


maforo. 


— to nnrooor, a ruota, 33. 


Brmy, armata. 


— nudar foot, a larba di gotta, 20. 


arsenal, arsenate. 


- on the watch, aSwttfai, 5. 


arrangement, abitalnUtà. 


— on the waf«h, di guardia, 47. 




— avart heaving, baita virar*, 44. 


- assalire. 


— np and down, a picco, 44. 








— (the Bheetl, grande, 44. 


assistant engineer, aiulanle. 


— (shore), di terra, 110. 


astatic needle, ago. 


— sorge the cable. fiJa catene, 44. 


astragal, astragalo. 


— star board afterbraees, ai bracci 


athwart, a traverso. 


di poppa a dritta, 44. 


— attraversarsi. 


— stopper the cable, ferma la catena. 


— a traverso. 


44. 


athwftrtrhawse, attraverso. 


-(stem), di poppa, 82. 




— stowed, a posto, 84. 




— turns on the groond, dar la volta, 


aiis. asse. 


43. 


alle, asse. 


anchorage, ancoraggio, ancorare. 


average, avarie. 


ftngel shot, angioio. 




angle of descent, angolo. 


B 


— of departure, ivi. 




— jump, tut. 


back her, addietro. 


- of sight, ivi. _ 


- a sail, accotlare. 


— the sails, braeeiare. 


- (keeling), ivi. 


badges, bottiglie. 


— (greatest) of trimming, ivi. 


bagpipe the mizzen, braeeiare. 


— of position, ivi. 


balance, Slanciare. 


— of leeway, ini. 


baie, a boat ont, aggottare. 


— of eommntation, ivi. 


baleen, balena. 


— (horary), «tu', or hoar angle. 


ballast lighter, barca 


- of elevation, ivi. 


ballista, balista. 




hank (fog), banco. 


— annul, annullare. 


~ (shiftTng), ivi. 


apeak, a piceo. 


bar, barra. 


apostle, apostolo. 


— abbarrare, barrare. 


apparatns, apparalo, apparecchio. 
approach th« land, atterrare. 


barbet battery, batteria. 


barge, barca. 


— the land, approdo. 


bark, ivi. 


aq natie, acquatico. 


barra-boat. 


arc of sextant, orco. 




— of vision, orco. 


barrel, barile. 


— (diurnal), area. 


base, base. 


— noctnnial), arco. 


battery with embrasure, batteria 


— electric arc, tot. 


- (decked), ivi. 



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404 



battery (apper deck), baUeria, 

— (armour plated), t'w. 

— (floatiog), ipi. 

— fmain deck), id*. 

— (gnn deck), ivi. 






-fruì 



>ut), .■ 



battle arraj, battaglia. 
beach man, tttr eaiolo. 
beacen-boat, battello. 
beaded, accecatwra. 
beak, becco. 

beam, baglio, bilanciere. 
beam -knees, bracciuoli. 

— anele-iron beams, baglio. 

— bulb beam», ivi. 

— (paddle), bagVo. 
beonadoes, sails, aurica. 

— (made), ivi. 

bear off, dl largo. 

— np, 6 area, 
beariog-pile, agucchia. 
beat cp, bordeggiare. 
be calm, abbonacciare. 
become calm, iai. 

begging (to move), abbrivare. 
between wind nnd watet, aU'immer- 

bilge-qectoT, aggottatore. 

— ways, binde. 
bill, dente, ancora. 
binnacle, bustaia di abitacolo. 
bisca it, biscotto. 

bittacle, abitacolo. 
bitt, abbittare, bitta. 
blindage, Mindatara. 
biade of the screw, ala. 
blades, ancora, p. a. 11. 
black jack, bandiera, 
block, bottello. 

— (eje), boteello. 

— a single with a hook, ivi. 

— (a tail). (Pi. 

— sn iron-boond donble with aswivel 

hook, ivi. 

— bloccare. 

— carriage, affusto 
blockade, blocco. 

blow the pieces off, abbriutolire. 
bine Peter, bandiera. 
board (out), banda. 

— (bad), bordo. 



board a ship, arrembare. 

- abbordare. 

- abbattere. 

- fore and aft, abbordate. 

— (one) tack or stretch, bordata. 

— (free), bordo. 
boarded ship, abbordato. 
boarding on the qDarter,a&&ariJa^^>o, 

arrembare. 

- fore and aft, ivi. 

— abip, abbordatore. 
boat, botto. 

- book, anghiere. 

- (pilot), borea. 

boat's carriage, affiato. 
bollock, albero (cordami). 
bolt of towing, alaggio. 
bolt-ttaple. boncinello 
boom (a) oaed for a bowsprit in small 
vessels, buttafuori. 

- borne, randa. 

boom fore sail, alberello. 
bora, bora. 
border, accecatura. 
bore of a gun, anima. 
bottomry, avventura. 
bos beam, baglio. 
bow sprit, albero. 
bowline, boKna, boUnare. 
bowlines (haul tight the). boUnare. 
bowsprit shronds, albero, 6. 
brace np. braeeim-e. 

■ braeciare. 

■ — sharp np, ivi. 

— aboi, ivi. 

■ - by, ivi._ _ 

. — to, ivi. 

■ a yard, ivi. 

- pendant, alberi, 7. 
braces the cross-jack, braccio. 

of the cross-jack, braccio. 
{preyenterj, ici. 

ifore lojal), ivi. 
breadth extreme, bocca. 
breaming forze, brusca, 
bream, Érmcare. 
breath, bocca. 



ivGoogle 



breeching, braet. 
breeze, 6re/(a. 

— (moderate), tei. 

— (land), ivi. 

— (strong), ivi. 

— (sea), ivi. 

— (BtiBf), ivi. 

bridlea of the bovline, boHna. 
bridge of a boiler, atlare. 
brig rig, alberatura. 

— schooner, brigantino. 
bring, attraversarli. 

— a long aide, aceotlare. 
brooch, allargaeomenti. 
broadside carriage, affusto. 
brookwdl carriage, affusto. 
boar, boa. 

.bucket, bugliuolo. 
baild Uie upper works, accastdlare. 
bulbed r iron, angolo di ferro I ù 

cordone. 
ball's eje, aldebaran. 
bumpkin, buttafuori. 
bae;, boa. 
bam, accenderai. 
burning, abbruciamento. 
bnah, broniina. 



calm (dead), bonaccia. 

— (flat), ivi. 
csm, (occNiOlo. 
cambereJ, arcalura. 
cambering of a keel, orco. 

cant Qp, battere, 
cap, àlbero. 

— boecaporteUa. 

— heart, bigoila. 

capstan (heave round the), vira, 44. 
capstem, argano. 
careening, làbattere. 
carriage- halfsli de, affusto. 

— slide, affusto. 

— affusto. 

— with cogged racer training gear, 

affusto. 

— for revolving and chase gnn , 

affusto. 

— for gnns moanted in turrets, ivi. 

— (truck), ivi. 

— with endless chains for rotming 
in and ont, a mutineilo a catena 
continua. 



405 

carvel-bailt, a giustoposto. 
carvell bntlt, bordalo. 
cut, abbaOere. 

— the wrong way, «i^ 

— steel, acciaio fuso. 
casting, abbattuta. 
catch, agganciare. 
afferrare. 

centre of a fleet, battaglia. 

check the bead-waj, oiòrino. 

chock a block, baciare. 

cingler, aceiacoareo. 

clapper, animeUe. 

clear off, arrancare. 

clear, apparecckiatura. 

cleat, battiaarUa. 

clinch work, bordato, fodere, ter- 

retU. 
clincher or clinker built, bordato. 
close with the land, avvicinarti. 

the wind, ivi. 

up, at ptMÈÌ. 

in, accollare. 

aft, bordare. 
clood, annebbiare. 
clue or clew, Au^na. 

for gastiing guns, affusto. 
coal rake, attiseaioio. 

— shipe, batteOo. 

coast carriage, affusto da costa. 
coil a (able, abbiseiare, adugiiare. 
1— with the snn, adugiiare. 

against the run, adugiiare a ex- 

— of rope aduglia. 
colo on, bandiera. 

ne alongside, accostare. 

to, tgipruato, 

up to starboard, aeoostn a destra. 
npasa, bussola. 

— (standard), bussola normale. 

■ (Sir W. Thomson's), bussola di 

Thomson. 

■ (boat's), di lancia, 

(liquid), bussala a liquido o Ma- 
gnaghi. 

used to steer bj, bussola di rotta. 
card, rosa della bussola, rota dei 

(the) hangs, bussola. 
composite mast, albero. 
coontersink, accecatoio. 
conpie, accoppiare. 
coupled, accofqiialo. 



ivGoosle 



OOTM, astueao. 



coTers or lida of the hatch way, I 

eaporUt. 
cnft, alloggio. 



crani:, abboecheooU. 
crùping, aceeealura. 
cross staff, balestra. 
— trees, olfiero. 

of the top raas 

crown cross, eroee. 
cnrl, aggravigliarsi. 
curling, accecatura. 



dam, damage, avaria. 

damage, avariare 

daTitchctckof alannete, battitchertw. 

dead eje, bigotta. 

— calm, bonaccia. 
deaden, ammainare. 

— fhe way, abbrivo. 

delay b; constraint, angheria. 

deliver, a/fr ancore. 

depreseion of the pole, abbaaiamento. 

despatch vessel, aoviso. 

diagonallj bnilt, bordato. 

dip of a star abbassamento. 

— — the horizon, iti. 
direct, addrittare. 
disappearing carriage, affusto. 
discarded, aq_wxrtieTare. 
diatnrhed irrugnlarly, agitato. 
diving dress, a&ito da palombaro. 
dock, bacino. 

— (wet), bacino di marea. 

— yard, arsenale. 
dentile, addoppiare. 
donble acting, adattato. ■ 

— clinker fashion, ivi. 
dowel, affrontare. 

— from aloft, abbasso. 

— hauler, alabbasso. 
downwards, a volte. 
dng the anchor, arare. 
draw np a ship, alare. 

— npon a ship, avvicinatrai. 

— prendere molta o poca acqua. 
diench, abbeoerare. 

drive backwards, aeeviare. 
driving-shaft, 'asse. 



drop an anchor, ancora. 
drown, annegare. 
àty dock, bacino. 
docking, battesimo. 
daty of masts, alberaggiò. 



earing, borosa. 
ease, alleggiare. 

— her, adagio. 

— her ahea^. adagia ooontt. 

— slower, pi& adagio. 

— as slow aa she can move. 
ebb, riflusso. 

eccentric rod, asta dell'eeeenlrieo. 
elongation, dilunga tura, 
enlarge, allargarsi. 
ensign staff, albero. 

— bandiera. 
eje, ancoro, 10, 



&1I a board of, abbordare. 

— calm, abbonacciarsi. 

— otdrìveaboardaship, abbonfarfi' 

— 01 set upon one, affrontare, ob- 

battere. 
fang a pnmp, avviare. 
fashion-pieces, aietle. 
' ' '30, banchiglia di ghiaccio. 

D, braccio. 
^eed, alimentare. 
feeder (artificial), ttiimentalore. 
farrv boat, battello. 
fetch, avviare 
field -hospital, am&u7onea. 
fli, braedare. 

find the centre, accentrare. 
fire lock, aeciarino. 

— a gnn qnder a ship's proper col' 

ears, bandiero. 

— lighter, accmdifuoeo. 
fir-tree, abete. 
fish-hook, ama. 

fishing boat, battalo. 
fittings, accessorio. 
fit, addobbare. 

— oat, aeeturmore. 
flag, bandiera. 

— (boodj), ivi. 

— of qnarantine, ivi. 

— («, ot .), m. 



ivGoogle 



407 



fl^ (stoni), bandiera. 

— of trace, ivi. 

— lieaten&nt, bandiera. 
flftrin^ off, apri. 

— ship, battimento. 

fiftt beUDs of the decks, bagìistto. 

— calm, bonaccia. 

— in, attraversare. 

— in a jìb, attraeereare. 
flatten in, ivi. 

fieet, armala. 

— to, alberi, 20. 
floating dock, bacino. 

— dun, batMlo. 

— gTATin^ dock, ivi. 
flood- tide, acque. 

flj . of a flag, bandiera. 

fore- top-gali an t mast, alberefto. 

— maÀt, albero. 

— top mast. Itti. 

— rojai maat, alberetlo. 

foi, baderna. 

frapping screw, arridaloio. 

fra temile, affiatarti, affr aieUare. 

free, affrancare. 

fresh, affrescare. 

— way, abbrivare. 

MI speed, a tutta forta. 

— power, a tutta forza. 
6agB or taiLS. brasca. 

fori the sail 9, accannonare. 

— a flag, avvolgere. 
fattock, bar panala 

— timber, SarganeRa. 



gale awaj, andare 

gammonings of the bowsprit, cordami, 

alberi, 8. 
gangwaj, barcariito. 
gantlet (rnn the), or gantlope, bolina. 
garboard strake'a channel battura. 
gather od, awicinarei. 

— way, avviarli. 

get a trip, ancora, 102. 

— down the top-gallant mast, albe- 

retlo. 

— ready, aBesUre, apparecchiatura. 

— to windward by trimning all 

sharp, alarsi. 
gìmblet ne anchor, battere. 



give away, abbrivo. 

— away, abbriva! 

— over the cbace or leave ofi cha- 
cÌDg, abbandonare. 

— Qp the BecTice, ivi. 
glass, ampolletta. 

go ahead, avanti! 

— andare. 

— aBtem, addietro! 

— to sea, earare. 

— to the bottom, affondare. 
grapple. 



— aggrappatoio. 

— a ship, arrembare, 
grasp, abbrancare 
graving dock, bacino. 
griper, ardente. 
gripes, barbetta. 
griping ship, ardente. 
groDod, orrmare. 
gnard turn onl^ 
gness rope, barbetta. 
gun out, batteria. 

H 

halcyon, alcione. 

hall QT ahnll, under bare poles, a ami 

halliard, alberi, (cordami). 
halo, alone. 

halyard, albero (cordami). 

haramocka (down), abbasso. 

hand spike, a«pa, 

handle, ansa, 

hanks, anelli. 

harboar (enter), ant^iorto 

bat«h, 

hatchet, accetta. 

hatchway, boccaporta. 

haal down, ala! 

— in close, ftracctare. 

— hand, ala. 

— alare. 

— tanghi the bowlines, bolinare. 

— tant, orridato. 

— hand over hand, i^are. 
~- tight, alare. 

— in, ivi. 

— ont, ivi. 

— tight the bowlines, ivi 

— a rope, ivi. 



ivGoogle 



hai)] the wind, alarti. 
b&waer, aUana. 
head, tetta. V. albtro. 

— of a sail, ontentMfe. 

— rope. tei. 
headiraj, abbrware. 

— astern to, alarsi. 

— head eariog. froroM. 

— way, ivi. 
heart, anima. 
heave aEtem, alare. 

— down a ship, abbattere. 

— aleare 

— down, afar». 

— heave and set, beccheggiare. 
heel (parliament), banda, 

— of 8 raast, albero. 
heeling, abbatUtura. 
height, caletta. 
helm, ag giaccio. 

— tell-ùle, Oisiometro. 
helper, aiutante. 
Eennaphrodit brig, brigantùto. 
hing, aggangherare. 

hoist, avvampare. 

— aUatura. 

— tJie flag, bandiera. 
liDld-&at off, aggwmtare. 

hops of the aiuhoratiKick, ancora. 
hounds of a topmast, àlbero. 



incurvate, archeggiare. 
intermediate shaft, (uw. 
inclose, accerchiare. 
index of a sextant. cUdada. 



iron sheeting, blindatura. 



jet oat, aggeUare. 
jib-boom, bastone. 
jump aboard, abbordaggio. 
jnr; ma^t, albero. 



kanlker's inRt«, aiutante, 
kedge with his warp, andrivello. 
keel, 6arca 
kevel, bilione. 



key, banchina, tdbero. 
kingfisher, alcione. 
knees, braccioH. 
— (small), bracciuoUUL 
knight head, apottolo. 
- head of the top-sail ship, bitUme. 
knot, aggrappare. 
knnckle-timDer, brittol^'e. 



laboar, lanorare, i .. 
land fall, approdo. 
landing carriage, affiato. 
lap-aide, falsa orea. 
larboard, amritare. 
lash, anmarrwrs. 
lashing lanyard, aghetto. 
lask. andare. 
lateen masts, alberahu-a. 
launch, bareaeda. 
lay, affogamenti). 

the land, affinare. 

a soil aback, aceallare. 

— a ship, a&battere. 
leak, /olJa. 

leave, OMentarst. 

afifiomionars. 

a convoy or a prìie, ivi. 

an anchor, 

ledge, addrietare. 
leeward-ship, boHn^e. 
lengthen a rope, allungare. 
lie, attratersare. 
life-cotter. batuVc. 
light, allumare. 

— accendere. 

— ~ the fires, 11». 
lighten, dUeggerire, 
lighter, oBeggio. 
lightning-rod, oUero. 
limber, avantreno. 

line of battle, battaglia. 
lining top, batticoffa. 
list, oaMa. 
lodge, alloggio. 
look-ont, all'erta f 
lower, ammamore. 
' mast, albero 
low water, baae acque. 
lowering of the water level, abbatta- 

lucida of tanms (the), cidebaran. 
lug sail, aurica. 



ivGoogle 



made mut, albsro. 
magnetic needle, ago. 
main ina*t, albero. 

— royal ffliit, albtrtttù. 

— top-Kallant mast, albaretto. 

— hatchway, boceaporia. 
make level, addrittare. 

— more sail, aumentare. 

— red-hot, affogarti. 

— sail to, aumentare. 
man a prize, armare. 

— the side, alia banda. 
maple, acero. 

march in line, battaglia. 
marling-spike hitch, boeea. 
mast, aiherare. 
masts filing, alberata. 

— formed ot S pieces, ivi. 

— head, ivi. 

— partners, tei. 

— (top). 

— (fore), 

— (main top). 

— (miuen), 

— CJiT). ^ ^. , 

— (loHer or standmir), 

— (armed or filler). 

— (pole), 

— (spate), 

— (wrong), 

maiter at arms, aiutante. 
maatmaker, alberante. 
middle shaft, asse. 
midshipi-heam, bagiio. 
midshipman, aepiranU. 
mitre, augnare. 
mizzen mast, albtro. 

— top maet, ivi. 

— top-gallant mast, alberetto. 
mock lead, blindatura. 

moor head and stem, ancorare, 37. 
mooring hitt kerel, frittone. 

— bnoj. boa. 
mortar bed affusto. 

month of a wind-sail, bocca. 

movable thwarts, banco. 
muzzle-pivoting carriage, astuto. 



N 

naval battle, baUagha. 
navy, armata. 
neap tides, aeque. 
needle, agucchia. 
needle-bolt, agoraio. 
netting needle, ago. 
nip, abbademare. 
oipper, bocHuoio, baderna. 
notch, boteelio. 
northern light, aurora- 
nats, ancora, 11. 



otf .., aWallttta. 
on order, all'ordine. 
open, aprire, scoprire. 
opening bit. allarga. 
overhaul, alfieri, 80. 
overset, abboccare. 
owner, armatore. 



paddle-box, barca. 

painter, barchetta 

palms, ancora. 

parliament heel, banda. 

patch of coral, banco. 

paantch, lapaiea. 

peak np, alzare. 

pebble, arena 

picked dog, acanthiua. 

pickle, ammarinare. 

picric acid, acido picrico. 

pile sank in earth, agucchia. 

pilot -boat, battio. 

pitch, beccheggiare. 

pivot carriage, affusto. 

plan, architettare. 

plank a ship, bordare. 

planked, bordato. 

planking, bordato. 

play, bordeggiare. 

ply, bolinare. 

plyer (a good) or a leeward ship, frol»- 

plongh the sea, battere. 
poke the fires, allietare. 
poker, attittatoio 
pole masted, alberatura. 
- alberetto. 



,vGoosle 



poop and forecastle, accastellamento, 

port, abbattere. 

— Btern port, tula o ruota di po^a. 

prepare, 



prÌTat«er, armare. 
prìvtteernig, andare. 
prow, baialo 
poll awa;. abbriva. 
pump ivell, areapompa. 

pupil, allieeo 

purchase, apparecchio, 

put the thvart», baneheare. 

— on the stoppers forward of the 

bitta, i^botiare. 

— in order or files, allineare. 

Q 

qoarter-gallerieB. bottiglie. 
quarter the ship's company, agsegnare. 
qoa;, banchine, 
quit, abbandonare. 
R 
radius shaft, atee. 
rails, battagliole. 
rain-how colored arc, arcobaleno. 
rake a mast, alberare. 
Tunrod, bacchetta. 
nuige, affilare. 

— of cable abbilbUura. 
ledoD, albero. 

ronnd in, alare. 
refine, affinare. 
refining-farnace, affinaloio. 
lerolTÌng slide-carriage, affusto. 
ride out a gate, agguantare. 

— staddlirg-, a cav<deioni. 

— rig a ship, attrtztare. 
rigging, alletto. 

ring, anali. 

— for the cathead, att^io. 



sail. iti. 

rise np, aUatara. 

rUing of the Door timbers, accula- 

roach, leech, allwunnento. 
ni, asta. 

rosebit, cdlargacomenti. 
ronnd broach, agguaglialoio. 
— seam, btgorela. 



royal oast, albero. 

ran agaiuat anything, abbordare. 

— the gantlope, bolina. 

— down a ship, abbordaggio. 

— foul of each other right on, o 

with the bow, ioL 
mnner, amante. 
msh Dpon. avventare. 
rnt, aggrintamento. 
rynier, ailargacom«nli. 



sail taken aback, a collo. 

aattle the land, affogare. 

scale, also. 

scarf, addentare. 

Bcnttle, boecaporla. 

scuttle -batch, òoooa^orla. 

sea Sgbt, battaglia. 

—gates opes (hare the), alla bewcaceia, 

seabread, biscotto. 

seamanship, arte nautica. 

sea- room, acqua. 

— water store, acquamarina, 

— weed, alga. 

seats of a boat, banco. 
seaworthy ness, attitudine. 



send, beccheggiare. 

shifting bank, banco 

self-acting point, ago. 

seliagee, baderna. 

set one astraddling. aceaeallarai. 

— the sail, albergare. 
shallop, barcaccia. 

shackle, cicala, accoppiatoio, ammo- 

shallow, bassofondo. 
shank, ancora. 
sharpen, affueolare. 
shaaTe, bouello. 

— hole, bocca. 
sheer, archeggiare. 
shell, botttìio. 
sheer, biga. 

— off ! of largo ! 
sheet, bordare. 

— anchor, ancora, 104. 

— home, bordare. 

ship (a flying), bastimento. 

ship's certificate of registry, atto di 

~~ carriage, affatto. 



ivGoogle 



411 



àhije s sail, bracciare. 

Bhiver a sail in the wind, bracciare. 

ahoall. basso. 

shoDlder-of-matton uUs, aurica. 

■hrìnk, aggrovigliarsi. 

sbrond, ^eri, 9. 

ride bj side, bordo. 

— of a ehip, banda, 

— (on the), a murata, 
■iege, oisedio. 

— (Tentar or formai), ivi. 
right of, a vista. 
single-tree mast, àlbero. 
rinlÉ, affondare. 

aknli, baonare. 

riack, bando. 

alide, ubo. 

aliding-gDDter, alberetlo. 

■ling'Cleat, albero. 

sling, braca. 

riiDg the jards, abbassare. 

slip for drawing-Dp a veuel, alaggio. 

■lope, bocctiMiIo- 

amack, battello 

■mail mut, alberetlo. 

snatch, abbrancare. 

aoDthern light, aurora. 

■pare tiUer, aggiaceio. 

■pardeck-scbiff, fiarca. 

■pare carriage, affusto. 

■pindle, anima, 

sqaare the yards, bracciale, 

■qoare the sails, (ro^cuirc. 

squeeze, acciaccare. 

stand awaj from tbe land, allargarsi. 

staff of the boat-hook, bastone. 

— asta. 

stanchions of the netting. baltaghoU. 
standing knees, baccalare. 
starboard head-braces, ai bracci. 

— accostare a diritta. 

— abbattere. 

■toy, straglio, alberi, 26 armatura. 
■teei, acciaiare, 

steely, acciaiato. 

steep, accooe. 

Bteer the boat, barge, bareheggiwe. 

— the «hip to her anchor, ancora, 17. 
stem, asta o ruota di prua. 

step of a mast, albero, 30. 

stem frame, areaccia. 

stick of the boat-hook, bastone. 

— nd gergo marinaresco, albero. 



stiff ship, battimenlo. 
stop (a leak), accecare. 

— ammortare, abbottare! 

stopper, abbotta. 

— abbottare. 

— the cable, ivi. 

— botta. 

— ring. IO» 

— hand, ivi. 

— claw, ivi. 
store ship, battello. 

— approvvigionare. 

storm is gathering (the), abbwrra- 

straddle, accavalciare. 
strand, arrenare, 
streak, boccervi. 
streamer, aurora. 
stress, avaria. 
stretch ont, arrancar;, 
strike ont, alleggiare. 



atnmp-pole. ivi. 

alberello. 

sopply of water, a)»nen(a«i«ne. 
sank or sinck. allagare 
sargeon's assistant, aiutante. 
sway np tbe top-gatlant mast, albe- 
rello. 
sway np, aleatura. 
swifter, alberi, 9. 



tabling of a sail, batUeoffa. 
tack to. bordo. 
tails, braceiuoii. 
take aback, avanti. 

— afferrare. 

tally, borijnre i frani, 
tangent sight, alto. 
tank restai, battello. 
tappet, boeduolo. 
target ship, battello. 
tanght, alare. 
tannt, altetta. 

— mast (a), alberatura. 
tell tale, assiometro. 
thorn, acaeia. 

thwart the ship, attraverso. 

tide the (falls), la marea seconda. 



ivGoogle 



tide flow, flusM. 
— (spring), acque v 



tiller, aggiaecio. 

timber (knackle), brittola. 

toggel, bonciitelio. 

togger, boretlo. 
top, albero. 

— timber, braccio. 

— oMmantigliart. 

— gtdUot mast, alberetto. 

— rope, cordami alberi, 1 

— gallant mast and rojal in one. 

tàbcretto. 
top -rope, baltieulo. 
towing-path, alaggio. 
tow topsail schooner, brigantino. 
tracking, ivt. 
~ rope. aleantUa. 

— alaggio. 

trail carnage, affusto. 
transoms, banchetta. 
traetle trees, albero. 
train up to war, agguerrire. 
trim, as»eltare. 

— all sharp, braccio a suo luogo. 

— bj the head, apprualo. 

— of a ship, agietto. 

— the yards, aggettare. 
track, aibcTo. 

trnoks of the parrels, bertucci. 
truss, ba»tardo. 
torn ap, battere. 

U 

noder sail, a tela. 

onstead;, ahbocchevole. 

npper deck carriage, affusto latperto. 

— work, aecasteilamenlo. 



yalve, animdie. 
veer, alare. 
vessel, baatimenio. 
— decked, barca. 



waft, bandiera, 307. 

wake, acque. 

— (in the) of a ship, acque. 



washboard nnder the cheeks, balti- 

mart. 
water, acquato. 

— aequa. 

— abbeeerare. 

— (sea), ivi 

— (freshf, ivi. 

— (foni), ivi. 

— (bilge), ivi. 

— (brackish), ivi. 

— (salt,, ivi. 

— (potable), ivi. 

— (snpply of), ivi. 

— (at level of the), tfi. 

— (surface of), ivi, 

— iunder). ivi. 

— (to make), tei. 

— (to be in de«p), wi. 

— (neaped,, ivi. 

— displacement, tot. 

— (alack), ivi. 

— (lowl. ivi. 

— (high), ivi. 

— (waste), ivi. 

— (dead), ivi. 

— (ttì), ivi. 

abbeverare. 

watering place, acquala. 
waterman, battelliere. 
weather glass, barontetro. 

wet the sail, bagnare. 

white lead, biacca. 

white line, batteria. 

wind to play against the, bordeggiare. 

wind trade, ^iteo. 

windward, bordeggiare. 

wing of a Beet. aia. 

wings of the hold, ivi. 

— of the ship's hold, ivi. 
with a slip knot, accoppiare, 
work, bordeggiire. 
wormeaten, 066 rumato 
wormwood, artemitia. 



yard (lateen), antenna. 

— arm and yard ann, a toccare. 

yoke, 



,vGoosle 



II. - Tedesco. 



Abfallen, abbattere. 

— dea Schiffes. abbattuta delta navi. 

— nacb Stcaerbard, abbattere n di- 

ritta. 

— DBch Backbord, abbattere a ti- 

nistra. 

— aber den fftlscbea Bog, aAia<ter« 

^1 roveieio. 

— Terkehrt, tot. 

— achlecht, abbattere male. 

— gnt, abbattere bene. 
abflaDen, abbonacciare. 
abgeliusen lAnker), ancora, 64. 
Abgrund, abuso 

abhklt«o, abbattere. 
abholen, al largo! 
Abìrrung-, aberrtaione, 
abkflrzen, accorciare. 
Abkflriung, accorciamento. 
abmahen, sich. affaticare. 
Abnabme, abbasMmento. 
Abnehmbare, banco. 
aìtecheeien, aìlargarii. 
Abschieferunj;, adioppiatura. 
abtreiben, abbattere. 
abfieren, ein Tau ruckweise a... nnd 

einholen, alare, 336. 
abneichea, aberrare. 
Abweicbang, aberrazione. 
Acajoabauin, acagiii. 
Acceleration, accelerazione. 
Aecelen^mph accelerografo. 
Achat, agata 

Acheennagel, acciarino, ferretto. 
habt acht ! attenzione! 
Acbteraaa, a poppavia. 
AcqQamarìn, acqua marina. 
adUbatisc)), adiabalieo. 
Adjutant, aiutante, General-Adjutant, 

persOnlìcber Adjutant, aiutante, 

132. 
Admiral, aBtmiraglio. 
Admiralitàt, ammiragliato. 
Admiral itàlaanker, ancora. 
Admiralsschiff, ammiraglio. 
Ageut, agente. 



A^ntschaft, agenzia. 
AgentuT, ivi. 
Agometer, agomelro 

Akaiie, acaeio. 

Akkomulator, aecìtmulatore. 

Albidade, alidade. 

Ambittsbogen. arco. 

Amtsgewalt (Misabranch der), abxiso 

di autorità. 
an fallen, aggredire. 
An fall, aggregazione. 
angreifen, aggredire. 
Angreifer, attaccarsi. 
anhaken, agganciare, aggraffare. 
Anhang, amenza. 
anb&nfen. accuntulve. 
Anhànfnng, aggregazione. 

— accumulazione; dea Dampfes im 

'Kisifii.accumMlazùme del vapore 

in una macchina. 
Anbolen. alara, 136. 
Anker. ancora. 

— der anklare, iti, 51. 

— — aimnnklare, ivi, 54. 

achwere, ivi, 85. 

ertrfigliche, ivi, 98. 

— roit beweglichen Armen, ivi, 16 

— dar Woche, ivi, 5. 
Ankerarm, ivi, 3. 
Ankerauge, ivi, IO. 

— banden, ini, 5. 

Anker aof, 'ivi, 208. 

— geld, ancoraggio. 

— kette stoppen, abatoppeii, <^boz- 

zare la catena, la gomita. 
ankem, ancorare. 
Ankemnas, ancora, 11. 

— platz, ancoraggio. 

— ring, ancora, 1. 

— acbaft; in, 9. 

— acbaofeln, ivi, 9. 

— Khnh, ivi, 15. 

— apitze, 101, 7, Vi. 

— atatioDen (alle Mann an die)! ivi, 



,vGoosle 



414 



ÀDk«mD88 stock, ancora, 4. 

— wache, ivi, 47, 

— der, ist anf (nnd nieder), ivi, 81. 

— f&llen Insseo, idi, SO. 

— fischen (eioea in Verlast gerathe- 

nen), ivi, SS. 

— laseen, abbandonare l'ancora. 

— lichten, ivi, 33. 

— treiben, avare, ancora, 10. 
«nklainmeni, agi/rappare. 
ankommen, arrivare. 
Ànloge, abbozeamenio. 
anlexen, sich, abbordarsi. 

— (8aa Schiff), abbottare (il nave). 
anlegen, Schiff an Schiff, abbordare, 

aecoìtare. 

— an Steuerbord, aeeoatare la prua 

a dritta o a dtatra. 

— an Backbord, aceo»tare. 

— (die WafFen), addobare. 
anlebnen, tich addossar ai. 
Ann&heniDg, accostamenlo. 
anpassen, adattare. 
anaammeln, accumulare. 

— aggruppare. 
Aosammlang, accunmlajnone. 
anffenden, adattare. 
ADwendimg, adattagione. 
anzanden, sich, affogarsi. 
uizOnden, accendere. 
Anxtnànag, accendimento. 
Aphelion (Sonnenfeme), afelio. 
Apparai, apparecchio. 
Aeqaator, acquatore. 
arbeiten, agire. 

Arrabrust, balestra. 
aerodynamisch, aerodinamico. 
Aerodynamili, aerodinamica. 
Aerolog, aeroìogista. 
Aetometer, aerometro. 
Aeropbor, aero foro. 
Aeroskop, aeroscopo. 
Arsenal, arsenale. 
Aeleger. baialo. 

Atmosph&ie, aerosfera, atmosfera. 
Anditeur, auditore, 
anfbGrden. eicb. addossarsi. 
anf eiuander tegen, accavallare. 
AnfeinaDderlegiing. accavallatura. 
anf einander losgeben, affrontarsi. 
anfTabren, arrenare, 
aafgeben (dieFagd),a66an(J(»»Mire(7a 
caccia). 

— (ein Geleit), ivi (u 



AnfHmtiiiiiig der BodenwangeD, Urna 

di aeetuameitta. 
sofkrenzen, archeggiare, bardigjfiare. 

Aaflanget, braccio. 

Aofregnng. agitammio, t^itatime. 

anfrolTen, acdatnbellare. 

— ein Tao, adugliare, 

-~ die Fla^«, avvolgere. 

Anfsatz der GeschQtze, alzo. 

anfeihìessen, adugliare; gegen die 
Sonne, mit der Sonne, ein Tao 
links oder reclits heram, ivi. 

anfscbleppen. alare, 136. 

AnfschleppbcIIing. alaggio, 135, 

Aofaetzen der Eanoiie, affuslamenlo. 

aafstellen in einer Lìaie, allinearsi. 

saftakeln, attreeiare, accastellare. 

Anfwiegler, agitatore. 

Anafràsnng, accecaiura, aceecagione. 

ansgefr^te ICand, accecatura. 

aoBglcichen, addrieeare. 

Aitegleichcr [der den Ans^leich berlm 
fQ brande), agguaglialoio, 

Aasgleichnng, agguaglittmenlo. 

Aosgrabnng, affondatura. 

Aiitigack balten, all'erta. 

analioien, a'are, I3C. 

anekehien (rinnenfOrmig), addocdare. 

Anslanf, prendere l'abbrivo. 

ansUnfen aas dem Hafen, abbrivare. 

anspnmpen, aggettare. 

aaerflsten. aceiurmare. 

anarflaten, albero, 157. 

ans^chiesaend, apri. 

ansae bopfen, aggottare. 

anssenbords, Mnda. 

AuBsenbafen. antiporto. 

Avantgarde, avangtiardia. 



Back, a collo. 

Backbordanker, ancora, 20S. 

backbrnssen, bracciare. 

Backranm, alloggio. 

baftienbraBsen, bracciare. 

Balancedock, bacino. 

Balancìer, bilanciere. 

Balkeo (derzn5ammenge3etzte],6agfib. 

~ (der kleine), baglielto. 

Ballastboot, barca. 

Bakenboot, battello. 

Ballastìichter, battello. 

Balliate (Steinscblender), balista. 



,vGoosle 



Band, aabragdlo, benda. 
Sank, barbetta. 
BaikasBe, barcaccia. 
Baike, torca. 
Baratterìe, bara timo. 
Bastard, bastardo. 
Batterìe, bcUltria. 

— gedeckte, ivi. 

— Btreifen, wt. 
Banmaloe. agave. 
BadrQcknng. angheria. 
befreien, affrancare. 
Behendigkeit, agilità. 
Be idem winder, boHniare. 
beisetzen, melir Segei, auauntare. 
beistimmeD, aecontenUre, eotuenUre. 
'b^ahen, affermare 

iMkeoDeD, die Bichtigkeit der Flagge, 

affermart. 
IwkoniiDea, deo Wind von vome, oc- 

BelageTQng, tueedio. 
belegen, ammarTare. 
belenchten, atlumare. 
bemannen, armare, 244. 
bemannen. ein Schiff, occiunnorc. 
Betnannang, die, an die GefechUatation 

«chicken, ««sanare. 
beinasteQ, eia SchiS, alberare. 
Bemastnng, alberala. 
Bemaatniigageld, edberaggio. 
benachrìchtigen, avvisare. 
beplankt; diagonal beplankt, bordato. 
bereiten, appareechiare. 
Beieitang-, apaarecehiatara. 
bemhigen, sicn, abbonacciare. 
BerjU, acqua marina. 
BesahninaBt, albero, 144. 
beschleanigeu , accelerare, affretare. 
Boschi ennignng, nccelei'atione. 
besteigen, ita Schilf, a bordo. 
bertoppeo, abbottare. 
betakeln, attreztare. 
Beting, bitta. 
bengen, accasciare. 
bewaffnen, armare. 
bevegen (heftig), agitare. 
Beweglicbkeit, agilità. 
bewegt, agitalo. 
Beztlge, astuccio. 
Bindsel, aghetto 
binden, ammarrare. 
Biinbalkei), baglio, 293. 
Blasebatken, battimare. 



BlaaeDstabl, aedaio vesdeoìare. 
BleiweìsR, biacca. 
Bleade, blittda. 
Blitzableìter, cdbero, 154. 
blockieren, bloccare. 
Block, bottello. 

— an Block, a baciare. 

— r&derlaffette, affusto. 
Botzen, alaggio, 135, bottello. 
Boot (das gedeckte), borea. 
Bootalaffette, affusto, 99. 
Bootsraperìi, te». 

Bord, banda. 

— an, abbordo 

Bord, (an) geben, a bordo. 

— an anholen, alare, 136. 
Brackwasser, acqua salmastra. 
Bramstenge, Bramst&nge, albero, 144, 

alberello, 141, 
Bramstenge (ohne Oberbnunatenge), 

alberetio. 
Bram OberbrametengewennaoBeinem 

Stack, alberello, 141. 
Bramatenge anflanten, ita. 

— an Deck geben, alberetto, 141. 
Brand, abbruciomenta. 

braasen, bracciar». 

— (eine Baae Yìerkant). bottello. 
Breite, bocca, 

breitnen, ardere. 

Brennen, ar denta. 

brennend, ardente. 

Brigg-Bemaetang. alberatura, 189. 

Brohk, braca. 

BrooknellUffette, affusto, 101. 

brOderlich Terkebren, afì^atellar». 

BaghOlzer, apostolo. 

Bngsteg, albero, 155. 

BQndang macben, addrizzare. 

Bugspriet, albero, 146. 

Begapnetwant, ivi, 156 

Bngsprietwnling, ivi. 

Bug; niitdeiiiB.gegeneinBnderlaafen, 

abbordare con la prua. 
bulinen, bolinare. 
Bulinen, bolina, alare, 136. 

— anhelen, boìÌnM-e. 



Centrum, centro. 
— treffen, aece«(rar«. 
Centrumsscblacht, battaglia. 
Cementetab], acciaio dì cementasione. 



ivGoosle 



ilG 



Collision, in C gersten, abbordare. 
Coumandobrllcke, banco. 
Com PASS, bussola. 
Compositachiff, bMtimento. 
Conaensationswasscr, ocgwa di' eon- 

detKOzione. 
Contro- Ad mini. Contrammiraglio. 



dahinterstellen, aicb, addoparn. 

Damn), àggere. 

anf Deck! (Commando), abbasso! 

Deckbalken, bagìio. 

Depe3i;lienl>oot, avviso. 

Destillieukolben. alambicco. 

dicht an, ala, 134. 

DieoBt TetlasKn den, abbandonare H 
servitù). 

doppelklinkerartig. adattato. 

doppeltwirkend.a ijoppto effetto, adat- 
tato. 

doppelt zuBammenlegen, addoppiare. 

doppel 2\ Stabl, acciaio a d^j^io T. 

Dornbaj, aconthiui. 

Dreckankcr. ancora, 26. 

Drebgeacbdtzrapert, affusto, 

Drsbscheibenlaffette, affusto, 100. 

donket werdeo, affoscarsi. 

dnrchgebogen. arcato; Bogenstellnng, 
arcatura, 

dwarsscbiSs, altraverso. 



Ebbe, aeque discendenti. 

Ebbanker, ancora, 90 

einebnen, agguaglimi. 

Eingong, odilo. 

einpacken, abballare, abballinare. 

eìnrichten, assettare. 

Einrìchtang, acconcia,atxoneiainenlo. 

einsch&kelu, ammagliare. 

einsohtieasen, accerchiare. 

einsetzen, die Untermaaten, alberare. 

Einteilung der Rinme einea Schìffea, 

abitabilità della nave. 
einnirckende Eraft, agente. 
einzabnen, addeHtare. 
EinziehwBlze, alimentatore, 
Einhaffanker, ancora, 75. 
einhoìen. alare, 137. 
einig gehen, accordare. 
BÌBVogel, alcione. 



eptbrennen, accendersi. 
entern, ein SchifT. a 

pare, arrembare. 
Entern, abbordaggio, abborda. 
Bnternetze, reti d'arrembaggio 
Enteiang, abbordaggio, arrembaggio. 
eutflaniinen, accenderti. 
entgegen gehen. affrontarti. 
entweifen, architettare: 
entiundbar, accendi Mie. 
entzQiiden. stcb. accendersi. 
entzUnden. accendere. 
EntzUndung, accensione. 
Erdwall, àggere 

ergreifen, mit Oewftlt, a/ferrare. 
erbitHn, 9Ìch, adxniiersi. 
Erpresanng, angheria. 
enticken, affogare. 
Erstickung affogamento. 
ertrànken. annegare. 
ertrinken. affogare. 
Ertrinken, affogamento. 
erweitem, allargarsi. 
Esolehaopt (EsBlfihoft). albero. 150. 
Everaegel, aurica. 
Eipansionskanim, boeciaolo. 
Ejector, aggottatore. 



FahrboQt, battello. 
fabren, passare. 



Fabrt viaggio. 

Fahrt bekonimen, < 

Fahrt dea Schìflès, cammino delia 

Fabrt, in V. kommen, abbrivare. 
— vermindem , smorsare, tcetiiart 

l'abbrivo. 
Fabrwaaser. corrente, paeso di ttm 

Fabrzeng, bastimento. 
yoile Fabrt! abbrivai (Commando). 
Fall, albero. 155. 
Fallreep, barcarìiMO, 
- an's, alla banda, 
falton, aggrinev-e. 
fassen, abbrancare. 
fein macben, affinare. 
Feldlazaretli; ambulanta. 
fortigni achei! {zur Reparatnr), oceon- 

festhalten, afferrare, agguantare. 



,vGoosle 



417 



nch festhalten, aggrapparsi, agguan- 
tarti. 

Fenerschlager, acoormo. 

Fenerstahl, tei. 

FeneiiB&iDintlicheF.anzandeDDmiiitt 
Toiler Kraft zn fahren, accettdere 
ttiUi i fuochi per otUntre tutta 
la forea delle maeehine. 

Fener fangen, accenderti 

Fischerboot, battello 

Fischhnken, ama. 

fl&ch geben, prendere poc'acqua. 

Flachwasaer, acque di poco fondo. 

FUgge. bandiera. 

— in Sicht, tPi. 
Flaggenknopf, albero, 149. 

— stock, albero, 147. 

Flagge Lieutonant. aiutante, 131. 

Flwcle, albero, 152. 

fliessendes Waaser, acqua corrente. 

flott, a galla. 

Flotte, armata 

Flflgel, ala, 133. 

— einar Flotte, ivi. 

— dea Pnropensoodes, ivi. 
Flngmascbìiie, aerolibrante. 
Flntte, acque salienti. 
flathet (es), aeque cresce. 
Flnthanker, ancora, 37, 68. 
Fockmast, albero, 145. 
ft&ternieieren, aU'ratellare. 

freies Waaser vor aich haben, acqua 

da correre. 
Fraibord, bordo. 
freilaasen, affrancare. 
Fressen, aggrimamento. 
friach macben, affrescare. 
frischea Wasser, aequa dolce. 
Frontmarach, battaglia. 
fimctioniereii, agire. 
Fnaaei aof dem F. folgen, accodare. 
Faae einer Steogs, albero, 149, 150. 



in Gang bringen, dare l'abbrivo. 

kommen. avviarsi. 

Gaagapill, argano. 
(langapillpìnDe, aggiaccio. 
Gangspill fest, ancora, m. 209. 
Geent«rte, abbordato. 
gegen dea Strom, contro l'acqua. 
Ge^DBenkerachae, asse, 263. 
^b&rteter Stahl, acciaio temperato, 
Couzmn, Yoeab. nautico. 



Gehilaae, boznllo. 

an Bord gebeo. all'abbordo 

genBQ anpassen, a baciare. 

KepQddelter Stabi . acciaia raffinato. 

Geacb&ftatrSger, agente 

Geschatze bemannt! (Commando), ai 

peiti! 
GeBcnwindigkoitsniesBer, accelera- 

gestàblt, acciaiato 
Gestirnweite, amplitudine. 
Gewehr heraus! all'arme! 
gewObnen, sich (an jemandeo), affia- 
tamento. 
gevrOhnen. au den Krieg, agguerrire. 
Glaa. ampolletta. 
frleich inachen, agguagliare. 
Gleiihgewicht, bilanciare. 
Glabe n, ardetua. 
glQhend, ardente 

machen, affogarsi. 
greifeii, abbrancare, aggraffare. 
Grossbrunistenge, alberello, 141. 
GroBamast, albero, 143. 
GroasuDtermast, tei', 147. 
Ginnd; in den G. buhrcn, affondare. 
Grande; bis znm G. gebend, affondo. 
Grnndpfah!, agucchia. 
Gt andateli nng, ai peni! 
Gaasatabl, acciaio fuso. 

H 

Hacke einer Stenge, albero, 150. 
Hackenblock, boMtello 
Hafenanker, ancora, 69, 35. 
HakoD, aggrappatoio. 
Halbrabmenlaffette, affusto, 100. 
hai ten, agguantare. 
Uandbeil, accetta. 
bandela, agire. 

Handelsgescllacbaft, accomandita. 
Hangentroppi lampe, albeio, 150. 
Hartbrot, biscotto. 
Ha ieri e, anaria. 

Hans der Galeeren aclaven, bagnare. 
Hebedaumen, bocciuolo. 
Heck, arcopotnpa. 
Heckflagge. bandiera. 
Helling, alaggio, 131. 
beranspntzen, adornare. 
herausspringen. aggettare. 
herTorragen, aggettare. 
hier rnnd ! ancora, e. 208. 



27 



,vGoosle 



Hilfsap parate, accessorio. 

hineind range n, addentrart. 

HìBMn der Piagge, alsalura. 

Kocbviuet, aeque 

Hof, alone. 

bofadaB, albero, 156. 

Hdhe, altezea. 

— bei. sb, anfderH... con, all'alteeia 

di... 
Hobenmesaung, alUmetria. 
holen, alare, ein Schiff an's Land 

holen, alare, 136. 
hol'nieder, ala, 134. 
holt aas ! in batteria! 
UoerdfrisclisUhl, acciaio «abitale. 
Hammer einer Stenge, àlbero, 152. 



ineinanderschliDgen, aggravig liani. 

J 

Joctapinn«, aggiaecio. 
Jnngfernbloct, bigolta. 



Kadett, accademitta, 
Kampf aufgebeo, abbandottare il com- 
battimento . 
kapiinnen, aecaponare. 
Katanker, ancorarsi. 
Katzanracken leines Schiffs), arco. 
kentcm, abbonare, rocesciare,lomare, 

Eerbe; in die K. legen, accoccare. 
Kettenkagel, angiolo. 
Kette stoppen, ancora, e. 208. 
Eielnasser, acque. 
KielhalnDg, banda. 
Klappe, animelle. 
kUr Deck ! aneora, c. 208. 
ktaren, allestire. 
telar Diachen, allestire. 
klinkernrttg beplankt, bordato. 
KlOverachote, attraversare. 
Knopfstopper, botia. 
Komraanditgeaellachaft, accomandita. 
Eompasspinne, aggiaecio. 
Korallenbank, banco. 
kraweelartig, bor òbito. 
Krenzbramstenge, albero, 147. 
KreDzmast, albera, 144. 
KreuzoberbramsteDge, alberello, 141. 



Kreuz9t«nge, albero, 145. 

Krieg fflhrend, belligerante. 

krOmmen, bogentonnig, arch^giare. 

kaha angreifen, affrontare. 

Knnat, arte. 

fcnppeln, accoppiare 

Kappelung, occop/tiofoto, accoppia- 

menùi, accopaiatara. 
KUstenlaffette, affusto, p. 99. 



Lad estock, bacchetta. 
Laffette, affusto. 

- mit Directi onsbaum, tfi. 

- drehbare, iei, 99. 

- mit Kettenwinde ein-aod aasbolen, 

ivi, 100. 

Laffettenachse, ttii. 

kilssen, m!>. 

querholz, ivi. 

Laffettiernng, affuslamenlo. 
Lage, andana 
Land (an), a terra 
LandnngElafTctte, affusto, 99. 
Langeiidehnitng, allungatura. 
LangEabllnge. albero, 152. 
langsam, langsanier, noch langsamer 
(più), adagio. 

voTwirts geben, andare adagio. 
solangsam als mòglicb, adagio come 
possibile 
lavieren, bardeggiare. 
Leichtigkeit, agilità. 
Lenzejector, aggottalore. 
lichten, alleggerire. 

den Anker, ancora, 102. 
lichtcr, alloggio. 
Litbter accone. 
lUschen, alleggiare. 
Luke, boccaporto, boccaportella. 
Lukendeckel, tut. 
Luft, aria. 
Inftartig, aeriforme. 
Luftballon, aerostato. 
Loftbeobachtung, aeroseopia. 
Luftbeacbreibang, oero^ra^. 
Lnftdichtigkeitanieaser, aeroeiefro. 
loften, aerare. 
loftfitrmig, aeriforme. 
Luftknndige, aerologista. 
Lnftlehre, aerologìa. 



ivGoogle 



419 



Laft machen, aerare. 
Lnftmessangslehre. aerometria. 
Laftmessnng: zut L, gebOri^, aerome- 

laftochiR'ahrt(xar) gehOrig, 



Loftachi Bab rtsk node, aerostatieo. 
LoftechilTer, aeronauta. 
Luvh alter, boiiniere. 



Magnetnadel. aguglia. 

mit freiem Manueer, a ehi primo. 

Marine Actiàemie, Accademia nmttiea 

. o navale. 
Marl pfri einsti eh. bocca. 
Marsilly.Rapert. ajfwto, 99. 
Mareateiige. albero, IH. 
Marstopp. albero, 149. 
Maschinenassi.'itent, aiutante, 132. 
Hast, albero, H4. 

— (ans eìnem Stflck), iti, 147. 

— (der zusammengesetzte], ivi, 144. 
Hasten macber, alberante. 
Uastfiscbani;, ali/ero, 153. 
Mastspor, ivi, 154. 

Masttflpp, ini, 1.54. 

Ueeresstille, abbonacciarsi de! mare. 

Meerwasscr, acqua di mare. 

melden, avvisare. 

Messersch&ifer, acciaiolo, aceiaiuolo. 

Heteor, aeroUto. 

Mùsbrauch der Amtsgewalt. abuso di 



Uitrailleasenlaffette. affusto, 100. 
Hittelpiroltlalfette. it'i. 
Mittelpunkt. centro 
— treffen, àecentriire. 
Mittelw«11e, asse, 263. 
HittschiSàbnlken. baglio. 
HorgenrOthe, aurora. 
UOnerlaffette, affusto, 99. 
MflndDDgspiroltlalTette, ivi, 100. 



nachgebcn, aceonaenlire, consentire. 
Nacbricht. avvisantento, avviso. 
Nadel, agocchia. 
— astatische, ago, 126. 



DihetD sich dem Lande, avvicinarsi, 

approdare. 
— BÌch einem Scbjffe, avvicinm-si. 
Nàhrang, alimento. 
Nebelbank, banco. 

nebmen, das Ziel genao, aggiustiare. 
Netznadel, ago, 126. 
nìcfatig erkUren, atmulìare. 
Niedergang des Scbnsses, abbatsa- 

Nìederboler, alabbatso. 
niederlassen (die Flagge), abbassare 

(la bandiera). 
niedriges Wasaer, acqua. 
Nieppflnth. aequa di fele. 
Nock an Noek, a toccare pennoni. 
Notanker. ancora, 44, 104. 
Nordlicbt, aurora boreale. 
Notniast, albero, 147. 



Oberdeckbatterie, batteria. 

— laffette, a/futto, 100. 

Oberscbifi, eKcastellamento, 

Oberwerk, l'in 

ofTen. opri. 

Obrspaan, britlola. 

Operationslinie, base. 

Ordre (an), all'ordine. 

genau in Ordnnng bringen, aggitt- 

Ordnnng (in) bringen, accomodare, 

acconciare. 



paaren, accoppare. 
packea, agguantare. 
Panzerbatterie, batteria. 
Passatwind, aliseo. 
PfabI, agucchia 

— bemaslnng. alberatma, 
Pflich tanker, ancora, 44. 
Picrìnsliure, acido picrico, 
Pilzanker, ancora, 109. 
Pinne, aggiacciti. 
pinnen, aggiaecio. 
Flanke, bordatura. 
plattieren. aecorattare. 
Pneamostatik, aerologia. 
prei^ben, c^bandonare. 

— (dem Winde), ini, ai vet 

— (dem Peinde), ivi, al ne 



,vGoosle 



Kmnen, aeaaecare. 
ddelstafal, acciaio 
Patze, bagiiuolo. 



Qnai, banchina. 

Quaranta ine flagge, bandiera. 

QaeckBilberagonieter, agomelro. 



Rasen toppe», asseltare. 
Raalii^k, antennale. 
Raektao, bat lardo. 
Badkasteo, barca 
Radiaste uliallEeD, bagUo. 
Eampert. affusto. 
BaDdaomhUlzer, alette. 
Rapert, affusto, 100. 
R&pert,iweirà<lrigeriiiit8chleifriegel, 

Rappert, ini. 
Regenbogen, arcobaleno. 
Reibahle, allargacomenti. 

— , darch Verbrennen mit Palver, ab- 
brustolire. 
ReseTTeaDker, ancora, 92. 

— laffette, affusto, 99. 

— pinne, ag giaccio. 
Rettnngaboot, baltello 
richten, aggiustare. 

aich richten nacb, addrlgtare. 

Richtkeil der LafTette, affusto. 

Bing, anello. 

Eing stopper, bozea. 

rittltngB, aceavaleiart, a cavalcione, 

a cavalcioni. 
in Bohren, addocciar*. 
RoUe, aduglia. 
Rollpferd, affusto. 
rflcken, aqwartierare 
rtlckw&tts, addietro! 

— holen, alare, IHG. 

die Rader in den Seitenraum der Ga- 

leere eÌDiieben, acconigliart. 
die Rnder in das SchiS einziehen, it»'. 
Bnderroeister, aguetino. 
Raderpione, aggiaeeio. 
mnzeln, aggrimare. 
RfistaDker, ancora, 23. 



Sackgasse, a cui di sacco. 

Sabling, albero, 152. 

Salzwaaeer, acqua. 

Scafflnlte, acque 

Schick e I, accoppiatoio. 

Schale, albero, 153. 

Schanze, àggera. 

scbarf, KQuto. 

— anbraaaen. braceiare tli punta. 

sch&rfen, affilare. 

Scbarfungswinkel, angolo, 21S. 

Scheibe, hoszello. 

Scheibengat, boeeame 

Schei ngefecbt, battaglia 

Sebi ess platz, balipedio. 

Schiffscertificat, alto di grana. 

SchiflseìnteilQDg , abitabilità delia 

Schilf (ein) kielbolen, abbattere in ea- 

SchifTslaffétte, affusto, 99. 
SchiffaprofosB, aiutante, 132. 
Schiffaschnabel, becco. 
Sebiff (ein) wftBsern, abbeverare. 
Scbiflszwieback, biscotto. 
Schlachtlinie, battaglia. 
Schlachtordnang, ivi. 
Schlag, bordata. 
Schlagseite, battio. 
Schlag, den, aicher ansfùhren, accer- 
tare di colpo. 
scbleifen, affilare. 
schleadern, avventare 
Schlitternrapert. affusto. 
Schlassel, albero, 151. 
Schmelzofen, affinatoio. 
Scbuielzstah], acciaio naturale. 
sctimUcken, adornare. 
Schnelligkeit, agilità. 
Schoten, bordare. 

Sehotendorn, der Bgjptisehe, acacia. 
Schiller, allievo. 
Schareisen, attizzatoio. 
BchQren, attiteare. 
Schweissstahl, acciaio fucinalo. 
schwer arbeiten, affaticare. 
Schwiinmaebae, asse, 263. 
Schwimmthor eines Dockes, battello, 
Seeanker, ancora, 63. 
See- Aspi rant, aspirante. 
Seeniannscliaft, artt nautica. 
Seeschlaeht, battaglia. 



ivGoosle 



421 



Seetftchtigkeit, atUiudine. 
SeeanglQck. <iceidenti di mare. 
8«eiiiintl1, aceidtnti di mare. 
Seewawer, aequa marma, acqua di 



Seeweranth, 

Segei festmachen, 

8egeUdie)in denWind braasen daiuit 

eie killer), botseìlo. 
Segelnadel, ago 

Begel (die), streicben, ammainart. 
SegeltDch, a tona 
S^el Torholen, bordare. 
Seite, banda 
Senkel, aghetto. 
Sanker, accecatoio 
Serri Dg, baderna. 
set zen, aumentare 

— in gnten Zastand, addobbare. 

— den Anker anf den Bng. ancora, 



Sicht |in), 

bekommen, arvialare. 

Sinken des Wasserspiegels. abbassa 

mento di libello del mare. 
Sioken der Witterung, abbassainento 

di temperatura. 
Sonnenferne, afelio. 
Sorrleine, aghetto. 
Spardeckacbiff, baetimento. 
Speerfaai, aeanthiue. 
Bpeisen, alimentare, 
Speisekana). alimentatore. 
apindelfOrraiK zaapitzen, affusare. 
spitz, aguto 

Sipringtau, abbot tatara. 
Stab, albero, 152, bastone. 
Stabswachtineieter, aiutante, 132. 
Stabi, acciaio. 
itihien, 
StablbQtte, 
Stahlwerk. 
Stange, asta. 

Stapel IftHMn (vom), acgua. 
starker nerden, affaseare. 
Staavaseer. acqua. 
■teck' die Kette. ancora, 20S 
Steg, albero, 158. 
Btenge, ivi, 144. 
Stengenwindreep, ivi, 155. 
Smiwasser, acqua 
stili werden, abbonacciare. 
Stirn bieten (die), affrontare. 
Stock, albero, 152, bastone. 



Btqppen, ahboMore (ComaDdo) , ab 
botta! 

Stopper, bozga. 

StoBslappen, batticoffa. 

strecken (ein Tau zQm klaren), allun- 
gare. 

atreìcben (die Segei), ammaliare. 

Stromanker, etneora, 33. 

etnmpf anetnander stoasen lassen, at- 

Ston» ist im Anzoge, abburraacarti. 
stanea aicfa, avventurarti. 
Stldlìcht, ancora australe. 
SasBwaeser, acqua. 

Sddirestwind, africano. 

Swertie, amerikanische nod gemeine, 



Takelwerk, -. 
Tanne, abeto, abete. 
Tao, ahaia. 

— (pìn) aarschiessen, abbisciare. 

— (im). alaggio, 135 

— (ein), rnnd znsammeDlegen, abbi- 

Tauatopper, botta 
Tauwerk, aduglia. 
Taawerk (dug), verwickelt sicfa beim 

Anfsch lessen, adugliare: 
Taneher, marangone, mergo, palom- 

TaucheranzQg, abito. 

Tauehnngalinie, acqua. 

Tao fé. battesimo, 

tanglicb raachen fQr den Kri^, n^- 

tiaf, affondo. 

gehen, prendere molta aequa. 
Tiefe des Meerea, abisso. 
tiefen (ini) Wasser aein, acqua. 
tbalw&rts, a valle. 
thfttig aein, onire. ■ 
Todtenstìlle, bmaccia. 
toppen, ammantigliare. 
Toppknopf, albero, 149. 
traversieren, attraversarli. 
Treibanker, ancora, 41. 
Treibherd, affìnatoio. 
Treibaegel, bnttenìn 
Treibwelle, asse, 263. 



,vGoosle 



beidelo, alaggio, 135. 

Tceidelweg, itit. 
Trtppelweg, ini. 
trinkbaree Wauer, acqua. 
TrinkwMBer Teraeheo (aicli mit), for 

acquata. 
Trockendock, baàno. 
TormlaSette, affusto, 100. 

U 

DlMreinkommeD, accordarsi. 
UebereinkoiuineD, accordo. 
TJebereinstimmang, accoTdo,aecorda- 

TJebenegelD, abbordaggio. 

Obersetiien dea Ankers, ancoro, 18. 

Tunlegen, abbatttre. 

Umlegen, abbaltitura, abbattimenlo. 

ninfa uen, abbracciare. 

nmnebein, annebbiare. 

nmBchlagen deBWindea.oòÈoccaMdei 

vtnto. — des WetUrs, del tempo. 

— dea Bootes, del battello. 
unepaDDen, abbracciare. 
nmstSrzeD, abbattere. 
TJmatnrz, abbattitura, abbaftimento- 
nmzin^eln. accerchiare. 
QDeb«D werden, aggrinsire. 
Untersinken, affondamento. 
natertaochen, affondare. 
IJntìefe, bassofondo 
nnQberlegt. avventato. 
t7-Stahl, acciaio a U. 



Terbere«n, aicb, addoparsi. 
Terbiadon, accoppiare. 
Verbindung, accoppiatoio, accoppia- 
mento, accoppiatura. 
Terbrennen, abbruciare. 
Vetbrennang, abbruciamento. 
TerdeiboQ, avariare. 
Tordoppeln, addoppiare. 
Verdoppelnng, addoppialura. 
Tereiaigea, aggruppare, 
TOrgleJchen, agguagliare. 
— (aicb), accordarsi. 
Tergleich, agguaglvì. 
TeilsuflD, abbandonare. 
Terlauen, abbandono. 
T«r1assen, s«ine Station, assentare. 



Vetlaasen des Schiffes, abbandona 

mento delia nave. 
verlieren, das Land acs dem Qeatclite, 

affogare. 
TerpTovisntieren, approvvigionare. 
verrainnieln, o66arrar«. 
Verholen, alaggio. 
veihalen sìch nacb achter oder Toine 

verboleci nacb, alarsi. 
verketUn, allacciare. 
TerkettQng, allacciatura. 
TerklwniDBrn, aggrappare. 
verBcblingen, aggruppare. 
— (sich). aggravigliarsi. 
verechOnerii, addobbare. 
Vetachwindungslaffette, affusto. 
versehen, mit Haspen, aggangherare. 
versengen, abbrustolire. 
versenkeii, abbistare, abissare, ac- 
cecare, nabissare. 
Verse 11 ker, accecatoio. 
Tersieliern, affermare, assicurare. 
Verakbening der Toten. acceriamenlo 

della morie e riconoscimento dei 

cadàveri. 
Tersperren, abbarare. 
Terstàlilen, acciaiare. 
Tetst&hlt. acciaiato, 
verstecken (Bich), addoparsi. 
verstapfen, ein Leck, accecare. 
VettanwBgsbettng', bilione. 
Vertrag scbiiessen, accordare un am- 

tratlo. 
Vertrautbeit, affiatamento. 
Vertrantmerden, ivi. 
venahnen, addentrare 
Yenahnnng, addentellafura. 
vierkant, ancora, 14. 
Vice- Admiral, ammiraglio. 
Tolle Kraft, a tutta forza! 
Ton der Seite, d'accosto 
Tor Anker treiben, ancora, 14. 
Torbereiteo, agguerrire. 
Vorbramstenge, alberello, HI. 
Vorbrassen(an'(lia). ai bracci a dritta. 
Vorhandstopper anlegen, abbouart. 
Vormaststenge, albero, 145. 

Voroberbramstenge, alberello, 141. 
Voratinge, albero, 145. 
Vortopp, lui. 
TOiwSrta holen, alare, 136. 



,vGoosle 



yfH&teb, balena . 
Wslfiscbboot, baleni«ra. 
Wslfisch^ger, balenùre. 
Wallanker, ancora, HO, 
W&nt, albero, 156. 
WasBer, acqua. 
Wasserboot, battello. 
Wosser einnehmen, far acquala. 

— (das) failt, acque cala 
Waseerfaaa, bótte, barilo d'acqua, 
Waiaer in eine Pninpe giessen, ap- 

Wasserhose, tromba. 

Waiser lebend (in), acquatico, acqua 

aie, acquatimi. 
Wauerlinie, linea d'acqua, bagna- 

— (an der), alfimnursione. 
Waaserspiegel, peto dell'acqua, la su- 

perficia, il livello dell'acqtia. 

Waseerraom, magazzino d'acqua. 
Wasser achlagen, tirar acqua, 
WaisertrBcbt, pescare della nave. 
Wasser (enter), acqua. 
WasserTerdrfttigQn^, ivi 
WasBcrTorrat, ivi 
Wasser zieben iofolge eines Leckes, 



witsseni (sin Scbiff), abbeverare ("ur 

batUmenlo). 
Watanker, ancora, 117, 
Wattenanker, (fi; 35. 
Weicbe, ago. 
neicber Stabi, acciaio. 
Wsite, amplitudine. 
WelleDtbat, avvallamenlo 
werfen, avventare. 
Werk, das todte, accastellamento. 
WettmanSwer, a chi primo. 
Wetzstabl, acciaiolo, acciainolo, 
Wimpel, btatderuola. 



del vento. 
Wind geben (an den), avvicinarai. 
Windrierang, anca. 
Winterbramstenge, alberello, 141. 
wirken, agire. 
Worfanker. ancora, 4. IO. 112. — 

ancorotto, andireìlo, 
wnrmstichig, aAfrrurnalo, 



Zabnschraabe. arridatoio. 

lerkrOoken, 

lertiainmeni, i 

ZertrflmmeniDg, acciaccato. 

zisben. Hand ilber Hand, olare. 

Ziehen, alaggio, 135. 

Ziebweg, ivi 

Ziel sicher nebmen (das), accertare. 

zielen (genau), aggiustare. 

ZabebOr, accfssorio. 

ZQgang, adito. 

zDrecbt macben, accomodare, aecott- 

zarQck, addietro! 
ZUnder, accendifaoco 
ZUndlocb, lumiera. 
Zflndkraat, polverino. 
ZQndpulver, ivi. 
zuaammendrehen, addoppiare. 
znsammengerafft (in Eile and wahl- 

loa), accogliticcio. 
zuaammenknoton, anttodare, 
ZosammenstcsB, abbordaggio. 
zuscbnQren miteioer Sebiinge, accajr- 

Zusobnùning, accappiatura. 
Zntritt abbordo. 
Zwiaehenacbw. asse, 263 
zwiscben Wind nnd Wasser, (acqua); 
all'immersione. 



,vGoosle 



III. - Greco, 



Le voci itati&ne non sempre sono le corrispondenti, 
ma quelle sotto le qnali sì trova la voce greca. 



àysi^w, uRembrare. 
àyyiÀito, avvisare. 
dyxalai, ancale. 
ayxXifta, an ci ima 
àyxoifa, anchina. 

àyvo^óìioi', ancorag^rÌQ 
/yxvpa, ancora, 191. 
àyii'eaiot, ancorano. 
a yxvpoi' (Ì7t'), ancora, ^ 

ayxvpar (t^r) ^aia'co, __. 
ayxvffo^óìioi; ancoraggio. 
àyxvpair (neXaytoi in') taéXivl 

ancora, 207 
àyxai xaia nortU^oftat, affogare, 
àdidaxtvos, adiascavo. 
àdiKoftazt", adicomachia. 
a'ijp, a èpos, aria. 

àxórr}, accone. 
dxgoxégata, acrocerea. 
<IÌXI* <^^i*t armare. 

o'jt'iiJjV'Ji acalefo. 
àxàzto(, acato. 
àxaiaaxivaaTof, acataace vasto. 

ai^XQtufgoij actdoro. 
àxpofartjt, acrobata. 
àxpo^auxói, acrobatico. 
«xgoxó(ipfi;it>s, acrocorinibo. 
àx^ònpiagov, acropora. 
àxponQv/int, acroprimoa. 
àxQÒoTo^i»', acrostolla. 
àxQoiTJpioi', acroterìo. 
àxtattnnia, act«orìa. 
àxv^ipm^toi, acnberoete, 
a inviò II, alcione. 
eu fiala, antenna. 

a fliXXa iiSr nioiier, giostra nava 
àptfiijgixóy, acato. 
ó./i^iifpofios, anSdrono. 
àfi^iiiiaaa, anfielissa. 
afti^^tiyfvitai, avrenare. 
alalia, antlia. 



ayiiioy, an ilio. 
at'ovfiaz'^yi anan machia. 
ànofatpa, apobatra. 
ànoxazàmiMiS, apocatastaai. 
anoktinto, abbanaOBue. 
ànokvot, afirsncare. 
àioatoisit, apostoleo. 
aióffioÌLOi', apostolo, 
ànóaielet, ivi. 
àpftafiéytoi', armentario. 
a p/Mfoc e apiisrov, armeno. 
iiiV. "ri-, . ^ 

asx""'?^Q''1^^^i archignbema. 
àex"^*f'"'i"ii architettare. 
aoóràiov, asandio. 
aaxfo/ta, aacoma. 
àapidtca, aspidia. 
dot gay aloe, astragalo. 
àaipoiafos, aatrolabo. 
oit'j'ij, aoche. 
a^iaoToy, apìUBtro. 
a^paxiot, afratto. 
àxeiòfMitoi, acromatico. 

It 

fiaSvc, aSondo. 
pdpis, bari. 
fiMrrj, agoMhia 
^okit, bolide e bolis. 
fiopiaf, aquilone. 
fiop'i^, arsenale, 249. 

r 

ypa/Àftato^ó pot, avviso. 
A 

àaxtt'hot, anello. 
àixarata, armata. 
dticoi, agile. 
eiaX'axtì^e, arsenale, 249. 
óialXàaaia, aeeordart. 
diaTaaaui, acconciare. 



ivGoosle 



iuaat^Qioy, anemia, 249. 
àmlaatiufiós, addoppiata». 
imXaat, addoppiare. 
iaxiuaai^s, tnenale, 249. 
icxat, baglio. 

K 

irSifuor, uandio. 
Imdoot, acquatico. 
Uuaa, agguagliare 
inUavifo!, ausiliare. 
inijiUt», abbordare. 
inijiXovf, abbordaggio. 
Intnoliii, a galla. 
imaxavà^m, acciurmare 
inuttoìsói, untniraglio. 
ejy^, ancora, 192. 

H 

i^yoi usye¥, aTftngoaidia. 

I 

IfQà, ancora, 191. 
u^tov, albero. 
i/ids, imante. 
t^it, fytios, arcobaleno. 
Émoxipaia, aotennola. 
lauwuonr}, attaarìa. 
laiét, albero. 

K 

xaiio, accendere. 
xaxàyot alare. 
xan^idQiitw, afferrare. 
xtaamaaiS, abbassamento, 
x<iianoyti^io, affondare. 
aaiaaxeoij, appuecchio. 
xegaia, antennale. 
xXiftayxtt, {dot, apobatra. 
xógv/ipo!, acrocori mbo. 
xoaftia, assettare. 



M 

fiaXaxia, bonaccia. 
fut^ofiat, battagliare. 
f^XV' battaglia. 
fiogXóio, abbonate. 

N 

vBu/iaj'/a, battaglia. 
raS aragaijyvyttu, acqua, 59. 
fa's oiìdey atàysi, acqua, 59. 
favvxt] (tiZ'^t ""^ nantica. 
navttxoy, armata, arte nautica. 



òiói^tt, ancora, 197. 
otaS, ag^iacj;io. 
ot*uoSa9at, afiHtellare. 

'fi>>^, afdlare, affinare. 

ìivt, agnto, 

ìnXmr, arma. 

inloa^xT), armamentario. 

ìpfidoftai, avventare. 

ifiMio, abbrivo. 



napegyoi, acc 

•nn'Tiwata, armata. 
jjemxatiexayaCa, il 
n/ijoiB^uj, accostare, 
noiùaSai, attestarsi. 
Tioluigxia, assedio, 
ni>oaivfiii">i approdo. 
ngoaepfiieic, abbordo. 
npoaà?iiio, adattare. 
7jpoaii9i]ftt, accostare. 
nTtgvS, ala. 



il/M^, acque, 62. 
ioyyéata, loi^asia, a 



axcvaoijxij, armamentario. 
an Elga, aduglia. 



ivGoosle 



/^^ 



' aiMxiCm. sffilare 
azóXot, umata 
etfatijyii, ammiraglio. 
avXloyt^iaxo!, accogliticcio. 
avfifoia. antenna. 
ov/i/iàencm, agguantare, 
ffvft^oplHf ancata. 
av/tnintio, abbordarsi. 
ai'/iJttvoBmjt, abbordare. 
avratgiio, abbrancare. 
(tiuTiUu, siDmaioare (i 
ttiaxota^io, affbsCarsi. 
avatgé^o/tai, aggra?igliartì. 



Tofiias, arsenale, 249. 



ip^TÒi Xi9os, anelli. 
Tfio^'i, aliraento. 



vfieiCw, alTrontare. 
éidzwos, aeqaatìco. 
viioQ 3aìaii9toi', acqua i: 
SipiK, altezza. 



/«Uiai, ammainare (ammaina). 
jfi^xBtijf, anearetta. 



tógomiiitof, ascendente. 



IV, - Latino. 



accidena, accidente. 

acomodare, asseltart. 
aciea (prima), avanguardia. 

— dell'armata alleiilila, Nepoti, in 

Ban., Ili FRONTiK0.S(ral., 11,3. 
acrobatiua, acrajxttico. 
actnarìa. attuarla. 
actnariola, attuaria. 
aetnariolnm, actuariaìo 
actnarins, attuario. 
acnere, affilare. 
acas, agùcchia. 
acuta a, acuto, aguto. 
ad movere, aceos (are. 
adducere, accostare, 
aedi Scare navem. claasem, 
aeqaamentum, ni/guagliatoio. 
aeqoare, agguagliare. 
aeqnatoT, agguagliatoio 
aer, aeris, ano. 

— classis. Òfiiiio. Feb., V, 335. 
agilis, agite. 

aggredì, affrontare. 
aggreMio, abbordaggio. 
ala, ala. 
alimentnm, alimento. 



jacere, aneorare. 

— tollere, ancora, 206, 

~ {veliere), ancora, 206.. 

- (consistere ad), ancora, 205. 
~ deligare, ed. 

ancoras legere, 'war l'ancora, Sa- 

WBCA, Troad., 759. 
— (moliri). Litio, 28, 17. 



in).« 



ancorar! D3. a 
ancorìs (eispectare i 

— (stare in), ancoro, 205. 

anqnina, aneftina. 
aparctias, aquilone. 
aperta navis, 
aphractoa, afratto. 
apparatila, apparecchio. 
appellere, abbordare. 

- t^prodare, Tioito, Sisl., V, 2l. 
applicare naves terrae, approdo. 
apprehendere, afferrale. 



ivGoosle 



lippropinqaare, aavicmarst. 

appnlana, abboTda;/giO. 
kptare, accennart, adattare. 
— appaneuliare. 
aquatici! 3, acquatico. 
■qnatìlis, acquatico. 
ftqnator, acquatict). 
aquila, aquil<me. 
ara, ara. 
arbor, albero. 

archiguberniuin, arckiguberrto. 
architector, architettare. 
arìetes natei, ariete. 



armameli ta , 

arm amenta, attretti. 

armamentaria (Decnria) JtMCrijit. ap. 
Grdtkr., 100, 7. 

armarne ntaii Ds . ciò che peritene al- 
l' armamentario, Itucript. ap. 
Groter,, 253, 5. 

armare aaves, armare, 
arpago, arpagone. 
artemon. artimone. 
astragalus, aatragalo. 
attillaiuentnra, bas. latino. 
ansie r, austro. 



barca, bas. lat„ 5arca. 

battellns, baa. tat., battello. 

beneficiari ne, 

biproma, a. nm, biprora. 

boli>, bolidi. 

buccinator. 



carpere, abbrancare. 

captira naiis, armare. 

certamen, battaglia. 

cbaljbs. acciaio. 

circumsidere, assediare. 

circ cm vallare, assediare. 

claasicola, armata, 245. 

daasie, ivi. 

eollectitìQs, accogliticcio. 

comiDOde, adagio. 

conciliare albi aliqnem, affratellare. 



concordare, aceorrfarsi. 

congiedì, attestar u. 

CoaMribere. arrolare, Stbt., Oalba, 

10; CwARB, B. G, I, 10; Ti- 

ciTO, Bitl., ni. 25. 
convenire (ad pngnaro}, assembrare. 
corbitor, acrobata. 
coronam urbein invadere, assediare. 
comaa, antenna. 



deducere (vela), h 
demittere (vela), 
dentea, ancora, lao. 
depreasio, abbassamento. 
dereliuqnere, abbandonare. 
deaererà, abbandonare. 
dimicare. battagliare. 
disponere (in seriem), affilar 
duplicare, addoppiare. 
duplicala, ad^^iatura. 



ezercitns navalis, armata. 

esimere aliquem in libertatem, e 



balcjon, alcione. 
basta. a«la. 
bastile, asta. 
boroscopoa. ascendente. 

I 

immittere ae, aveentta-e. 
impetam face re, abbordare. 
implicar!, aggravigliarsi. 
incendere, acceadere. 
incnnoa, abbordaggio. 



ivGoosle 



instiuere, apparecchiare. 
instrni, agsembrare. 

intercludete (vi&m), abbarrare. 

iris, arcobalèno, 

irrnere, avventare. 

iter dirigere, addiriteare. 



obaeptre (viam), aibarrare. 
obatdere, assediare. 
obsidio, assedio. 
obsidinm, assedio. 
□bsesato, assedio. 
obumbraro, affoscarsi. 
oniare, apparecchiare. 



parare, acconciare. 

perficere, affinare. 

pons, apobalra. 

ponticalnB, ivi. 

praefectna claisis, ammirai/ 'to. 

— ftrroamentarii. Livio, XXXI, 2S. 

praeliari, battofftiare. 

proetoria navis. ammiraglio, 185. 

profniidam, affondo. 

protelare, altelare. 



remigio navw tnpplere, acci 

reKS. acque, 62 

rimis fatieceie, acqua, 30. 



scaoBonoa, < 

scapha, barca. 

significare, awieare. 

a pira, aduglia. 

stagnana, acque, 62, . 

statio, ancoraggio. 

strophinm, ad»gìia. 

Bobancere, alare. 

sabmei^eie, affondare 

anbpraefectns Claaais, nee-amnHra- 
giio. 

eoffocate, affogare, 

anperficie (in), a galla. 

anpplere naTea, anpplere remjgia, or- 
mare, fornirle di rematori. 



tabellaria (oaTÌa), i 
teredo, bruma. 
tignom, baglio. 
trflDstrnm, ivi. 



Texilfnm, bandiera, 304. 



ivGoosle 



V. - Voci nialettali. 

AiK. = anconitaDo; con. ^ coreo; gen, ^= genovese ; liv. = livor- 
ae; nudt. ^ maltese; nap. = napoletano; pia. = pisano; mm. ^ 
r. = sardo; sic. ^siciliano. 



i che non àimo la eorn^onàenle italiana vuol dire cht a 



ìooccart. 

.. abboccJievob 



abbarzare, liv. 

abbatte, ffen , abbattere. 

abbittùa, gen , abbattuta. 

abbocate, gen., abboeoarai. 

abbocca, nap., abboccare. 

abboccarello, ram.. a&6acc~ 

abboinà ùnn-a veja. gtn. 

abborda, gen , abbordare. 

abbosBJk. gen., abboegare. 

abbraf^ià, gen. 

abbranca, gen., ancora. 

abbrivase, gen., abbrivare. 

abbrnininoQ, gen., abbrumato. 

abbaroBCob, gen , burraeeoso. 

abitacolo, ven. 

Bccapotià. gen., ancora. 

accaatell^, gen , accoitelìare. 

accosta, gen., aecoglare. 

acordar, ven. 

acastar, ven , accostare. 

adano, ven 

adaizenale. nap., arsenale. 

adflggià, gen., adugliare. 

aega, gen., alga. 

a«gaa, gen , acqua. 

acQgo, gen. 

aenin, gen. 

aenn-a, gen., arena. 

aerba, gtn., albero. 

affolla, gen. 

affla, gen., affilare. 

affoga, gen., affocare. 
afforcare, ven , ancora. 
agoggiajén. gin., agoraio. 
azoziino. ven 



ago 

agrafar, 
agrapar, ven. 
agrùa. gen. 

agngetU, gen. 



aggraffar 



agonia, gen., agucchia. 
agùo, g*n. 
Bgùssà. gen. 
agntta, gen. 
a^nzin, ven. e gen., 
aìQBsa, gen. 
albolar, ven, alberare. 
alborada, ven., alberala. 
alboradara, ven., ivi. 
al boro, ven., tubero. 
alzanela, ven., aUanella. 
amanteietta. gen., amanticello. 
amantìggi. gen., amanUgUa. 
amantiggià, gen., ammantigliare. 
amantiggio, gen., amantiglio. 
amantigia, gen., amantiglia. 
amarra, gen., ammarrare. 
am&t&i gen., alberare. 
ammaina, gen., ammainare. 
ammattìcata, eie. 
BQCoasBa, gen.. 
amfia. gen. 
am US, gen. 
aninrrà, gen. 



ancoroto, e 
aocnoto, gen , ivi. 
angeo (balla d'), angiolo. 
andannìa, gen., andana 



anghiere. ve 
angrameddn 



, alighiero. 
i., alighiero. 



ivGoosle 



iniolo, «en, angiolo. 
<^Ppoeg>^'^^> "^'1 abbattuta. 
appopa, yen., e^oppare. 
arbofi, gen., aihtrart. 
srboa, gen., aihero. 
ubniLtlJa. gen., alberata. 



ardor de mar, Xicn. 

arfier, «en. 

àrgola, PMi. 

a riva, gen., andare, salire tu. 



arpetta. gen., canna che all' ni 
capi porta tre o quattro ami 
legati, per pescate polpi. 

arravogliare, nap. 



airemeggiare, nap. 

Biremocctiiare, nap. 

arreraorchiare , nap., arremocchiare. 

arretallo. gar. 

arti&. gen. ammainare. 

arrida, gei , arridare. 

arrolaiione, cen. 

arsenù. gen., arnenale. 

arsenaloto. cm. 

areenato, nap., arsenale. 

artellaria, ven., artiglieria. 

arrolo, «top,, albero. 

ariani, ven., arsenale. 
636, gen., acciaio. 
assarpare, nap. 
auegQù, gen., assicurare. 
taaegÙAtÀ, gen., assicurare. 
assegfifin, gtn., aesicurare. 
assenta, gen. 



asBerpolare, 



atrazzi e titrezii, . 
att«sà, gen. 
attracca, gen , atti- 
attracoù, gen. 
attrazzare, ven. 
attressS, gen. 
attressatui, gen. 
attnfla, gen- 
ava, gen., cbi n'un 



abbisciare. 



attrttsi. 



aviya, gen. 

avanzare, ven., avantamento. 

avao, gen. 

— (piggià !■), gen., 

averta de boca, ven., 
averzer, ven. 
aviet^ gtn. 



babO. gen. 

bacala, ven., baccalare. 

baccalaja, gen., baccaìare. 

bacca n, gen., padrone. 

bafnogno, nap. 

baili») . ven. 

balador. ven., balladore. 

balance, gen. 

ba1an(inn-a, gen. 

batanzuota, gen., balaneinn-a 

balaor, ven., ballatoio. 

baiati, gen., ballauro. 

balestone, ven,, balestrone. 

balla d'angeo, gen., angiolo. 

baioni er, l'en. 

banca (eccellentissima), iwn.,ars0niile. 

bancai/.a, ven., bancaceia. 

banda, ven., fianco delia nave. 

— andare alla, vm. 
bandadda, gen. 
baiidea, gen., bandiera. 
banderatta, gen., banderuola. 
bara, gen., asta, 

— dicouo i Veneti i rematori de! 

mezzo, nelle barcbe peschececcie. 

Pare che derivi da barba = zio, 

poi che dicono: fiora Bepo, bara 

Tono. ecc. 
baonare, ven., gondolare. 
barca a lai, vm. 
barcasBa, gen., barcaccia. 
barcazza, ven., barcaccia. 
baaadone, ven., bretta 
bastée, gen. 
baston, ven., fusto, ancora. 

— ven., alberetto. 
batarelo, ven. 
batela, nap., battura. 
baticopo, ven. 
baticDlo, ven., batticulo. 



,vGoosle 



battag^éne, gen., baltagUdi. 
bsttaizza, ven. 

batter bandiera, ven., bandiera. 

battere, «n., battere. 

battìett, gen., batticuìo. 

battAea. gett., ballura. 

bava, fftn. e ven. 

beoolìDo, liv. 

benarda, gen. 

bergolo, ven, abboecheoole. 

bittoa da ponton, gen. 

ben (eOggi da), gen. 

berrò, ìonh., avantreno. 

bigurela, ven. 

biscia, cen , eiìolrogo. 

bitàcols, gen., abitacolo. 

bitta, ven. 

bittaio, malt., bàtolo. 

bittalò, gen., bàtaìo. 

boenn'a, gen., bolina. 
bogni, mait, baione. 
bonarg-ja. gen., buonavoglia. 
bordeare, nap., bordeggiare. 
hordeola, gen., ivi. 
bordisare, ven. 
borelo, ven., borea. 
borignolo, ven , ivi. 
borio, ven., ivi. 
bo3Sa. gen., botta. 
borsello, gen., bottello. 
bossolo, ven. bossolo. 
bosson, gen., bollane. 
bottaseto, ven. 
bozzar, ven., abbottare. 
braga, ven. e gen., braca. 
brancar, ven., aggrappare. 
bragagna, ven. 
bragagno, ven. 
bnuiae, gen. 
brasBen, gen. 

brazar, ven., hracoiare. 
brazaeto. ven., braccetto. 
brilla, gen., briglia. 
brim baia. ven. 
brisea. gen., bnisca. 
braca, ven. 
brugo, re»., ivi. 
brìsià. ven., bruscare. 
brasca, gen., bruscare. 
bniscar, ven., tei. 
bnera, ven., borea. 



bnllaccone. cor. 
bnrchiela, ven., burchiello. 
bnriann'a, gen., bttrritma. 
basca, vm , brusca. 
boflo del bast«D, ven., ancora. 
buttalo, cor. 
calata, ven., banco. 
canalcto, vtn,, bandini. 
casa, ven , arsenale. 



gett., abboccare. 
cazzafaori, ven., butlafttori. 
cepo, etn., ceppo, ancora. 
feppo, gen., ivi. 
colare, ven., albero (cord. 3j. 
controstragi a, ven,, ivi (cord. 25). 
cordagio, ven., ivi 9. 
croie, gen., ancora. 
cuffia (far), ven., abboccarti. 
cunibè. ffen., albero. 



falca 



, bare 



, 312. 



falcata, vtn., tei, "5*12. 

fele (acqua di), rm , acqua. 

— da gegomo, ven., ancora, 91. 
flcar, ven., beccheggiare. 

filar per occhio, ven., (Abandonare. 

formaggetta, liv , albero, 4. 

gegomo. ven., attanella. 
ghia, yen., albero (cord. 3). 
guardian n-a, gè»., ancora. 
imbrogglà, gen., ivi. 
ÌD;epp&, gen., ivi. 



impatta, gen , ivi. 

inquisitore all'arsenal. ten., arsenale. 

investi ìione, ven., bordatura. 

lascare, alleggiare. 

lasciCa (l'ancora a l'à), gen , ancora. 

lebeccio, gen., libeccio. 

limbclo, ven., battura, addentare. 

Diagetta, gen., altana. 

maistra (dboro de), ven , albero. 

maistra (aerbn), ivi. 

raagagua, pis , avaria. 

marre, gen., marre, ancora. 

marteloto, ven., balestra. 

Diatadara. cetf., alberala. 

mustacfai, ven., albero (cord. 5). 



ivGoosle 



432 



larziamma, nap., ivi (cord. 19). 
nigbieri, pis. 

pcwsar per occhio, txit., abboccare. 
patroni all'arsenal, ven., arsenait. 
patte, ven. e gen., bracci, ancora. 

perteghete de serpa, ven, batlaglioh. 
pesefla, gen., ancora. 
pìggìà TavSo, gen-, avdo. 
ra«telia, gen., arante, ancora. 
raatrelliera, ven , albero (cord. 2). 
lOBKgare, ven., ancora, 32. 
sagola della bandiera, ven., bunkera. 
sarcbia, ven. e gen., sartia. 
sarchiame, ven., albero (cord. 19). 
sarchiar, ven., tei (cord. 20). 
sarcia, ven., sartia. 
aarpà, gen., ancora. 
Bartìà, gen., albero (cord. 20)- 



sbagia, ven., baglio. 
sbataizza, ven., batait 

sopraT veditori all'arsenal, ven 

spìzzadora, ven., attgnare. 
Btiragia, ven., albero (cord. 2{ 
Bbratta, gen., ivi, ivi. 
■tiiador, vm., attizzatoio. 
tereaia, pit. 
teraana, pis., arsenale- 
tersanaia, jii'a. 
tersenale, aneon., arsenaU 
tirante, ven , afeana. 
traversa (rarcal, sic, borea. 
varca, ven., albero. 
velalo, ven., abbocehevole. 
zampe, ven., marre. 
zippolo, ven, botlmzo. 



VI. - Francese. 



abacà, ahaea. 


abbattre à contro bord, ivi. 


abaissement de Tbarizon de la mer, 


- sur l'antre bord, ivi. 


abbassamento. 


- un mat. albero. 


— dn pòle, IDI. 


à bord. bordo. 


— d'on astro, ivi. 


abrenTer, abbeverare. 


- da nivesn de Teau, ré.". 


abime, abisso. 








— (Mer, montar k V), ivi. 




— [aanter à 1'). ivi. 


— la chasae. ivi. 


— de long en long, ivi. 


— nn convoi, ivi. 


— de bout au corps, ivi. 


— nn vaiaseau, ivi. 


— par le banche, ivi. 


— nne prise, ivi. 




- ani vents, t*t. 


— de frane étrave, ivi. 


— ani ennemis, to». 


— de boat an corps, ivi. 


— une mer, ivi. 


— à l'éperon; ivi. 


— le service, ivi. 


- (éviter !■). ivi. 


à bas le monde! abbasso. 


— en prolongement. ivi. 


■battage, abbatHtttro. 


- en ?oga„t, ivi 


abattée, abbattuta. 


— à une cale, ivi. 


abbattre, abbattere. 


— (a'), abbordarsi. 


— en carène, ivi. 


abonter, joindre en about, attestarti. 


— tal tribord, ivi. 


abrive, abbrivo. 


- sur babord, ivi. . 


abriver, abbrivile. 


— sor le manvais bord, m. 


— navire qui à pris son air. abbrivato. 


— de bon bord, ivi. 


abns d'aatorité, abuso di autorità. 



ivGoosle 



acsdémie, accademia. 
scadémiste, aeeademiala. 
acajou, acagiù. 
acutiller, accastellare. 
accastilUge, aceasteìlamenlo. 
acceleration, acoeUroMt'one. 
accélérer, accelerare. 
accétérographe, aeederografo. 
accelero mitre, acctleromelro. 
accéi, adito. 
acceRaoiroB,' accewo. 
accident de ni«r, aecidenti. 
accommoder, accomodare. 
accon, accone. 
accorder (a'), accor darei. 
accorte! accostare, 51. 
accoste mi babord, tm, 51. 

— tout aar babord, ivi, 5t. 

— nn qnai, tn'. 

BUI trìbord, ivi, 51. 

accostar, aecoitare. 
acconpier, accoppiare. 
accouplear, accoppiatoio. 
occroeher un cavire avec dee grappini 

d'abordage, aggrappare. 
accalemeot, aceulamenta. 
Bccfller, acculare. 
accumnlateur, accumulaUtre. 
accamnlation, accumu fanone, 
acide picriqne, acido picrico. 

~ de cementation, cernente, acciaio 
di eementatione, 41. 

— doace, di tempra dolce. 

— fondu, ivi, 43. 

— natnrel, ou de fonte, ttatarale, 

42. 

— puddlé, raffinato, 41. 

— sonde, fucinato, 42. 

— trenipé, temperato. 
aciéré, acciaiato. 



40. 



acte de nationalité, atto di gratia. 

RctioUf Of ione. 

activer lea feui, aUicare. 

activité (6tre en) de service, alUvUà. 

adb£renco, aderema. 

adjutant do pavilion, aiutante. 

admission de la vapeur, ammiseione. 

adoaser {»'), addottarti. 

adonbcr, addobbare. 

adoumer, adornare. 

adoatìon, adustione. 

Couunn, Koeoi. uautieo. 



aérer, aerare. 
airiftarme, aeriforme. 
aérodjrnamiqae, aerodinamica. 
aerograph le, aerografia. 
aÉrohydrodynatnique , aerotdrodina- 

aerolite, atrolito. 

aerologie, aerologia. 

aérologne, aerologista. 

aéromètre, aerometro. 

aéromètrique, aerometrico. 

aéronante, aeronauta. 

aeronauti que, oeronaufica. 

aéropbore, aeroforo. 

aeroplane. aeroUbrante. 

aéroscope, atroscopo. 

aéroacopie, atroacopia. 

aerosi déri te, aeroeiderito. 

aéroaphère, aerosfera. 

aéroatat, aerostato. 

aérostatiqne, aerostatico. 

aérovapeur, aerovapore. 

afialer, sartia. 

affller, affilare. 

afflioir, affilatoio. 

afBner, a,ffinare. 

af&enrer, addr igeare. 

affoler, bussola. 

affourcher, afforcare. 

affraiche, affresca, 

affrancbir, affrancare. 

affronter, affrontare. 

affniqaer, affoscarsi. 

affAt, affusto. 

~ atee appareil de mise en batterie, 

— avec treuila ji tamboar poor la 

mise en batterie, et au recai, in. 

— de batterìe, ivi. 

— & chandelier ponr canona à balles, 

— ì cMssia, affusto. 

à piTot centrai, idi. 

à pivot de l'avant, ivi. 

— circnlaire, ivi. 

— de c6te, ivi 

— ponr débarquemont, ivi, 

— à domi-chàssis, ivi. 

— à échantigooUea, tei. 

— d'embarcation, ivi. 

— à flièche, ivi. 

— de gaìilard, ivi. 

— de mortier, ivi. 



ivGoosle 



affùt, à piate-forme toum&nte, affutto. 

— poar pieces dcstinfca à tfrer par 

dìverj ssbords toÌsìd, ivi. 

— à qoatre ronlcttes, affùt marìn, 

— à rabattetnent, ivi. 
■ de rechange, ini. 

— k chassis tonniant, tri. 

— à tonrtlles, itJi. 

— parlies d'on affùt: flasqnes, essieni, 

roaes, entretoiae, sole, canasin, 
coin, platea bandei, che villa ponr 
la brigne, oeillets à acerocher tea 

— à ffeur d'eao, aequa. 

— à flot, a galla. 
affùtage, afftutammto. 
affSté, affiutato. 
affùter, affuttare. 
affntor, a/filare. 
Afriqne, Africa. 
agan. V. Uiaae. 
scuter, agguantare. 
agate, agata. 

agave, agave. 
agence, agttuia. 
agent, agente. 
agile, agile. 
agi li té, agilità. 
agite, agitato. 
agomètte, agomefro. 

agrafer, agganciare. 
agraffer, aggraffare. 
agre, at(r»«o. 
agréer, attrezzare. 
ogréenr, atlrezzatore. 
agrégation, aggregaeime. 
agréner, aggottare. 
agaerrìr, agguerrire. 
aide, aiutante, 13. 

— cbirargien, tei. 

— de calfat, ivi. 

— de camp, t'ct. 

— da pare des Tivrea, tri. 

— centre maitre, tei. 

— charpenticrs, tri. 
major, ivi. 

:a, aguto. 

'oiide, aygaade, aìgne, acquata. 
^etttì de fanal, braccio. 
;DÌ11e, agocchia. 

astatique. ago, 126. 

a, contrepoios, ivi. 



— cadeDaMée, iri 

— manne, aiguille aìmaoté^ iei. 

— à lalingne, tri. 

— de carène, iri, 
aignillet, aeantìiiu». 
aiguiltette, d'or, aglietto, 123. 

— ligne'd'amamge, iri. 

— aìgnillot, agugliotto. ■ 
aite, ala. 

— d'ancre ou pattea, tpi*. 

— de derive, ni. 

— de la cale, ivi. 

— da aémaphoro, ini. 
allei, ivi. 

— d'arrìmage, ivi. 

— de l'archipompe, irt. 

— d'nne galère, félnqne, tri. 
ailette, alette. ■ 

ailnre, aillnre, hagli. 

air, aria, 241. 

aire de vent. T. Tmt, botuauls- 

aisae. T. an*. 

aiasea. V. omÌmi. 

odjnster, avaater, ahaster, fr. atit. 

ajaater, adattare. 

— ateettare. 

— braqner, agifiitelare. 

— son coup, Tiser, ivi. 
al ambio, alambicco. 
alargner, allargarti. 
alcj^oD, alcione, 

alepaae, slepasse, albero, 153. 

alerte, all'erta! 

aléaoire rond, polissoir, agguagliatoto, 

122. ■ 
alestir, alester, allestire, 
alfler, alfiere. 
alidade, alidada. 
alier, allier, allele, <dighiero, 162. 
aligner, allineare. 
aliment, alimento. 
alimeli tation, alimentaeione. 
ali men ter, alimentare. 
alizé, aliieo. 
allege, alleggio. 
allegar, allégir, alleggiare. 

— nn navire, alleggerire. 
ali or, andare 

— à bord, ivi. 

— en avant, on do l'avant, iti, 
~- en arriòre, ivi. 



ivGoosle 



aller, k 1» bonliae, andare. 

— de con serre, hi». 

— cootre maiée, wi. 

— déboat la veat, tei 

— entre deal écoates, ivi. 

— «D ddrive, ir*, 

— i la cflte. ioi. 

— aa fond, ivi. 

— en eoDdant on à la sonde, ivi. 

— à la velile, ioi. 

— à la voile et à ramea, ivi. 

— à la tonée, ini. 

— débont la lame, itit. 

— ea croÌBÌÈre, mi. 

— en lest, ivi. 
allonge, braccio. 
aUongement, allungatura. 
alloDgee, braccio. 

— de l'cevre vive, ivi. 
allume, allwaalo. 
allamefen, aeeendifuoco. 
alIameT noe pompe. 

— accendere. 

— (a'), accenderai. 

allnmettes, ipeeit di fuoco arHficiaìe 

che ai adopera nei brulotti. 
allure, andatura. 
almanach nantìqne, almanacco. 
alonge, barganeìla. 
aloDger, allungare. 
altimetrie, altimetrta. 
altitude, alteeta. 
alanation, altunaxione. 
ainmelle, allamelle, boccola. 
aman, amante, mante. 
amariner, ammarinare. 

— de toile, a aeeco di vele. 
amarre r, ammarrare. 
amarrer (3') nu port, afferrare. 

ara aye. Y. amer. 

ambulance, ambulanea. 

à m&ts et à' cordes, a secco. 

— et à condea, ed a aec. 

— de toile, a aecco di tela. 
àme, animo. 

amener, ammainare. 

— nne voile, ivi. 

— en doacenr, ammarrareper mano. 

— h ganni, ammarrare per ritorno. 

— en pagale, amviarrarein bando. 

— le pavilion, bandiera. 
amer, boa-segnale. 



amet, sinonimo di amer. 
amiral, ammiraglio. 
amiranté, ammiragliato. 
amonceler, aeeavatJarsi. 
SBOot, a monte, contrario 1 
amortir l' aire 



— abbrivo. 

amortissemeiit. V. mare», 
amplitode, amplitudine. 
ampo alette, àmpolletla. 
amare, amara. V. mura. 

— fiie, ivi. 

— ètte babord amuree, ivi. 
~- étre tribord amures, tei. 
ancrage, ancorapgìo. 

— ivi, ancoraltco. 

aacre (de 1'), ancora, 195. 

— allongée, ivi, 194. 

— accroché, tt'i; 198. 

— d'aiToarche, ivi, 201. 

— affoar, ivi, IH. 

— breve tèe, ivi. 

— bridée, «pec» d'ancora. 

— en barbes, ancora, 196. 

— do bosEoir oa de poste, ivi, 1 

— borgne, ict, 199. 

— cabannée, ivi, 201. 

— de detroit, ivi, 196. 

— i demenre, corps mort, l'u», 1 

— dragné, ivi, 200. 

— engagfe, IDI, 198. 

— à empenneller, empennellée. 



, 197. 



— de fortune, 1 

— de flot, iPi', 197. 
^ flottante, ivi, 197. 

— de giace, h», 197. 

~ (l'I, est bante ! ivi, 208. 

— k jet, aneoretta o pennello- 

— à jet, aneoretta. 

— i jet, ancorotto. 

— ì. jet, ancora, 195. 

— de jaaant, iVi, 200. 

— (partie d'une): jas, jambette, ténon, 

diamanti bras, organeau, cigale, 
verge, bec, pattes, clavette. 

— du large, ttt, 198. 

— maitresse, d'espérance, de mìséri- 
■ corde, ivi, 197. 

— à pattes moblee, irt^ 195. 

— parée, ivi, 199. 

— perdue, ivi, 200. 

— (I'), est à pie, ivi, 200. 



...hvGoosle 



438 



ancre à poste, ancora, 200. 

— de ponpe, ivi. 

— de recnange, tei, 200. 

— Bombre, »peeit di ancora, 

— gniJBlée, ivi, 202. 

— de terre, irt, 201. 

— de toaée, ivi, 202. 

— sanallée, oa BurìouallS, ancora, 

198. 

— articulée, ivi. 

— h pattes mobiles, idi. 

— de cape, tri. 
-~ flottante, ivL 

— urpée, ini. 

— déplantée, wt. 

— dérnp6e, ivi. 

— trSTersée, ivi. 

anoce (1'} tient, ivi, 106. 

— de tonne ou ancce de jet, ini, 200. 

— de la grande tan£o od do bossoir, 

ivi, 200. 

— en veille, iiìi, 194. 

— de Telile, de parto 'hanban , ivi, 

196. 

— en «eille, ivi, 198. 

— à via, ivi, 202. 

— V. mooilier. 
ancre r, ancorar*. 

— d'aTBnce de l'eccentrìqae, ieì. 

— de roate, ini. 
andriTOaD toaé, tVi, 195. 
angarie, angheria. 
ange, angiolo. 

angle d'abaissement, angolo. 

— de bande, ivi, 218. 
-~ de chnte, ini. 

— de commatation, ivi. 
- de dérifo, ivL 



- (grande), : 

- de limite. 



s limite, 

— de mire, ivi. 

— de pina grand brasaejagc vera 

l'avant, tei. 

— de barre, ivi. 

— d*aTance de l'eccenttlqne, ivi. 

— boraire, ii-i. 

— de projection, tei. 

— de releveinent, ivi. 

— de ricochet, ivi, di rifletsioni. 

— de nate, ivi. 

angnille, anguilla. 
angaìliièrea, ìiaeie. 



annates marltimes et colonialce. 
annean de qnai, organeau, anellL 

— d'ancrc, en bbis, en fer, de palicr, 

de buttée', CD corde, à Sene, de 
piston, dei gambe* de bone, 
annnaire do la marine et de colonie. 

anténale, atfennafe. 
antenne, an tain e, antenna. 

— de tonneaDi, andana, 
anale r, annu'fare. 
aperceToir, avviziare. 
aphélio, afelio. 

à pie, a piceo. 
apiqcer, ammali fi^fiare. 
apogèo, apogeo. 
apGtres, apoitolo. 
appareani dee ancree. 

— d'nne embarcation. 
appare il, apparecchio. 

~ d'ane pompe, di stillato ire, de ismo 
en train, de detente, de desem- 
brayage, d'ali mentation, à goa- 
verner, da fermeture, de lefagc, 
fumivore, de pointage, appareil- 
lage. 

appareiller, apparecchiare. 

— à la Toile, à la rapear, ane voile, 
appeler, droi^ an qoui, far gignali. 
apprSter, gr6er, aceonmre. 
approcher (s'), de la terre, atreictnarM. 
approvi Bionnement d'ean, acqua, 56. 
approTTieioner, approvvigionare. 
appayer nn Taissean, aiutare. 
aquatile, aqaatiqae, acqvalieo, 60. 
arambor, anembare. 

arbaleste, 6a/»tra. 

arbaiate, balestra. 

arborer, drcaser le m&t, alberare. 

arbre, asse. 

— de parallelogrammo, ivi 

— intermèdi ai re. 

— inotenr, ivi. 

— de rene, à anbes, ivi. 

— d'nne machine i alèser, ivi. 

— de buttée, tri. 

— de cbangement de marcile, ivi. 

— h queue, exlcrienr, ici. 

— & nelice, iti. 

— d'une grue, fui. 

— oBcillant, iei. 

— (coltet d'), ivi. 



,vGoosle 



437 



- bontant, buttafuori. 



DFC en-cìel, arcobaleno. 
arche de pompe, arcapompa. 
nrdent, ardente. 
aiYkneaa, cicala. 
ar^oasin, aguMìito, 13. 
ari»e, ariiva. 
ariDAdillo, armaUtla. 
armate nr, armatore. 
arme, arma, 
arméé, armala. 
armer, attore. 

~ un navire en guerre, idi. 
armet, atlrexn di ormeggi-). 
armez lee batteries! ai petti! 
nrmoise maritime! artemisia. 
arqnebase de renpait, archibuaoni. 
arqaé, arcato. 
arquer, arcare. 

— (»'), arcarsi. 
arrangement, f^itaiililà. 
arreter, arrestare. 
arretez, arresta. 
arriÈrc, a poppavia. 

— (en), addietro, poppa. 
arrimer, arrimare. 
arrirée, arrivo. 

arri Ter, arrivare. 

— à portée de voii, ivi. 

artimoD, artimone. 

— oblique, ivi. 
assaillir, aggredire. 

— aua'i'rv. 
assemblage, 
assembler, aggruppare. 

— à dent, affrontare. 
asriette d'un navire, assetto. 
assurer, assicurare. 

— Rppajer son pavilion, affermare. 
!, assicurazione. 

\oe OQ sar corpe, m 

, asiicuralore. 
astragalo, astragalo. 
astronomie, aitronomia. 
atelier de mature, alberatura, 139, 
athermique, adiatermico. 
atmosphere, atmosfera. 
attaqner, attaccarsi. 



attention, atleneione. 

— caponnez, ancora, 207. 

attérer, atterrare. 

atterrage, atterraggio. 

atterrir, approdo. 

atfisser le feu, altìtsare. 

attraict, altreteo. 

attraper, accrocher, aggrappare. 

Buditèur militaire, auditore. 

augmenter de Toiles, aumentare. 

auriqcc, alinea. 



alfa. 



ti! 



aval, en aval, a valle. 

— fyent d'), oretta di mare. 
aTant (en), avanti! 

— a proraTia. 

— gard. avanguardia. 

— port, antiporto. 
avantrain, avantreno, 
avaler, avcallare. 

avarie grosse ott com mane, avaria. 

— simple on particnlière, ivi. 

— (droit d'), ivi. 

— (note dea), l'iit. 

— (ajniteur d'), ivi. 

— (règlement d"', tei. 

— (contribntion ani), tei. 
Avarier, avariare. 

— (a"), arariorn'. 

areagler nne Toie d'ean, accecare. 
avÌB (donner), avvisare. 

— avviso (naviglio). 
aritellement, approvvigionamento. 
avitailer, approvvigionare. 

aie essien de louct, bottello. 
azimut, atìmuto. 
azimutale, atimutale. 

— (compas). y. ttnsBOlB. 

azoga ou asaogue, nome di navigli 
spagnuoli adatti al trasporto del 
■ per l'America. 



babord, babordo. 
babordais, babordese. 
bàc, (orca a due remi s 
bacalar, vedi baoaUa, 
bacalas, baccalare. 



,vGoosle 



438 



bacasas, specie di naviglio fluviale 

allo a prora, baiso a poppa. 
bHchut, barchetta 

bacile, abbarramenlo a un porlo. 
bacler, barrare o sbarrare «ti porlo. 
badago. V. Jamelle. 
baderne, baderna' 
baggala. 
bagiic, bagno, 
ìingae, anello. 
bflgaette, bacchetla. 
balance Ile, bilancelle. 
baloncer, balancier, bilanciare 
bnlancìno, àmantifflit^, 
balnndrc, helandra. 
balaon, specie di golella usata alle 

Antille, con alberi più alti clic 

le Europee. 
balconate, balconata. 
balencr, balenarlo. 
baleine, balena. 
baleDJère, baleniera. 
"baienier, bafeniere. 
balestrine, balestra. 
bai iati tin e, balislique. 
balliala, baligta. 
baloiir ou balcr, naviglio usalo dai 

pirati delle Moluccbe. 
balse, balta. 

bananìer, eorda. V. abaca, 
banc mobile,' banco. 

— changeant, ivi. 

— A% bronillard, ivi, 

— do qnart; tot 

baDC-à-salle, nelle colonie francesi, 
stabilimento ove sono le officine 
di attreeealura e i magat^ini 
delie amarre del porto. 

baiicnsse,' ba»eaccia. 

bande, benda. 

— (demi), ivi. 

— (en), bando 

— ■ de fonrrnre, benda. 

— (donner à la), ivi. 

— (latgaer en), mollare in bando. 
bander, yinforeare con bende le vele, 
l>andc ralle, banderuola. 
bandiere, bandiera. 

band ins, bandini. 
bandonlière. V. eravate, 
banka, banca. 
banno. V. tands. 

bannltre, disaero ww tempo i fran- 
cesi per pafitton di poppa. 



bannière (en). V. voile, 
banquc, nome che ti dà in certi luoghi 
ai navigìiclie pescano il tiierlueio 

a Terranova. 

banqner, abbrancare. 

bnnqner, baneheare. 

banqaicr e terraneavier, dicono con 
anche le banquc banchiae, ban- 
chiglia. 

baptéme, Imltesimo. 

barachois, 

baraterie, barattie de patron, baral- 

bnrattc, croce di 8. Andrea. 

barbaraasc. tosta. 

barbe (en), in barba. 

barbejea'n, barbagianni. 

barbette, bar balia. 

barbotin (eabestaii & la), argano ad 

ingranaggio. 
barcarolle. V. barqoeroUe. 
ba reasse, barcaccia. 
barcette, barchetta. 
barge, bargia. 

— piroghe furti, armate in guerra, 

in uso alle Antille e specialmente 

a 3. Domingo. 
barge, baree. 
banl, barile. 

— ardent, infernal on fuudrojant, 

fuochi artificiali che si mette- 
vano nei brulotti. 

baromètre, barometro. 

barqao, borea. 

barqnée, barrata. 

bsrqneralle, harqaettc, barcoDettc. 

— barca di piacere nell'Adriatico. 

— barchetta senta albero. 

— piccolo battello a Smime e nelle 

vicincmie, che cammina bene e 
si porla bene in mare. 

bane barra, de bnnc, barre de perro- 
quet, albero, 152 

^ da goaferaail, aggiaecio. ■ 

— brisée, ivi. 

— de téchange, de combat, ibi, 

— d'arcasse, banchetta. 

— de cabestan, turpe, 
barrer, abbarrare. 

barres a T simple, acciaio, 42. 

— & doable T et U, tri. 
barrotin, barroccio. 
barrots creai, baglio... 



,vGoosle 



bnrrots à boit, baglio. 

— en cornière i. boadin, I'ct. 

— d'operon. quelli che seggono ìa 

brut della polena. 
bna-fond, boato. 
base d'opération, base. 
basso marèe, baaa. 

— pression, iri. 



- Terpe 

— voiles, 



- mUto, alberi dei travi. 

— batto. 

— bord, cotttrario di alto bordo. 

— banco di rocce o di corallo. 
bassin de radovb, de coostraction, do 

forme, bacino. 

— h flot, te." 

— do mnrfe, ivi 

— de rodo ab hjd restati qne, ivi. 
basUrdin, trotta. 

basti ngn gè, baitingaggio. 

b&atingne; imbonita, che Undevati 
tm tempo alta soora coperta, per 
impedire al nemico in battaglia 
di vedere che ti faceste sul ponte 
e a riparo dei proiettili. 

bastili, 1» pili parte del levantt chia- 
mano un cavo di sparto. 

baatin^er, barricare. 

bataillo navale, battaglia. 

— (90). .■«.-. 

— (ligne de), iti. 

~ (ligoe de) trìbord et lìgoe de ba- 
taille babord, secondo che i na- 
tigli anno le mure a tribordo o 
a babordo. 

— (ligoe de) sor la perpendicnlnire 

do vent, quando la linea non è 
che ad otto quarti del vento. 

batayeles, battagliale. 

bàtaid de racage, bastardo. 

batarde, ivi. 

bate de passage, battello. 

bateau le ate ore, tei. 

bateau, de beh, barchetta. 

— de pccbc, battello. 

— cible, ivi. 

— magasin, ivi. 

— k monition, io». 

— à ean, la citenio, tri. 

— de plaìaance, ivi. 



batean cannoaier, battello. 

— plat, tpi. 

— de provision, t'rt. 

— à pompe, ict 

— bfite, boeof, ivi. 

— de póste, tm, 

— de passage, tei. 

— d'écorse, ivi. 

— bermndien, ki. 

— jonjon, ivi. _ 

— de aauvetage, tt». 

— G. Zédé et Morse, ivi. 

— tìooblet, ivi. 

~ (torpedinière) Hàlpioe, in. 

— Zinimis et Hodgson, iVi. 

— Ploogenr et Holland, ivi. 

— porte- torpil le, ivi. 

— Naatjlos, ivi. 

— d'Ivan Aleiindrowtki, l'rt. 

— Nordenfeldt, te». 

— Baker, ivi. 

— Perai, in 

— dragner, ivi. 

— remorqnear, tri. 

— ponte, ftorei. 

— lesteur, ii-i. 
batelage, ini'. 
batelée, ini. 
batelicr, battelliere. 
bfttimeot, biaUmento. 

— à vapear,-iw. 

— cttinwsé; ivi. 

— mixte, tci- 

— jaloDi, tt-i. 

baton OD màt d hivcr, alberetto. 

— Ab foc, battone. 

— de gaffe, tri. 

— de girontle, ivi. 

— de pavilloD, ivi. 

— astronomiqne, ivi. 

— de Jacob, balista. 
battant dn pavilion, bandiera. 
batterie flottante, batteria. 

— noyéo, tri; 

— à barbette, ivi. 

— coirassée, ivi. 

— à embrasure, ivi. 

— dea gaillards, ivi. 

— dn premier pont, tri. 

— pontée, ivi. 

— (mettez la) debars, iVi. 



,vGoosle 



440 



batterie [mcttez la) dcdnnt, baUeria. 
battre la mer, battere. 

— la diane, iin'. 

— le rappel, ivi. 

— lo pavilion, ivi. 

— les vagucs se battent, rèi. 

— par le Tent, iw. 

— un bfttìment, tei, 
baa & double T, iaglio. 

— barrot, ivi. 

— compose, ivi. 

— de force, ivi. 

— volant, ivi. 

— (maitre), t'tii, 

— bazaras, batnra. 

— à r à boDdin, ivi. 
baoléa, ivi. 

baane. V. bome. 

beaa temps, belle mer, it»' 

— ftaia, btl fresco, bretta 
bajdarqne, baidarca. 
beaapré, albero, 146. 
becherie, bische ria, becearie. 
bec, becco 

— de barque, ivi. 

— de grae, ivi. 

— d'nne pompe, tot. 

— ancora. 
becasse, barcaccia. 



belai 



■a! 



béller, aria/c di vapore. 

belligérant, belligerante. 

berche, cannone in bronto, pie- 
colo, un tempo in uso nella 
marina, 

bermadien, bermuda. 

berne, bandiera. 

— (en), in demo. 

bertctot, baialo. 

bérjl, acqua, b9. 

besqaiae. barca da pesca. 

btsson. V. boug*. 

bette oQ Harie-salope, bragagno. 

biadÉ, biga. 

bibliograpbie de la marine. 

bibtiotht:qae de la murino. 

biadS, battello da traghettare a Co- 
stantinopoli, di circa 9 metri di 

biche rica, bocce ria. 

bielle, biella, asta. 



bigot, bigotta. 

bigonrelle, bigorela. 

bignè, bampe, barre, atta. 

bittolo, biltà'o. 

birime, hireme. 

bLSca3'enne, biscaglina. 

biscuit, biscotto. 

bitte, bitta. 

bitter, ammarrare. 

bitnrc, biladwa. 

bitter, abbiUare. 

blanc de cerasa, biacca. 

blea , gualifieaeione data avanti il 
1789, agli ufficiali di marma 
mercantile, chiamali tempora- 
neamente a servire nella nari 
dello Stato. 

blindage, bìindatwa. 

blinde, blinda. 

bloqner, bloccare. 

blocos, blocco. 

boanga, ini. 

boie. V. borria. 
boite k pivot, broneina, 
bome, battolo. 
bombarde, bombarda. 
bombardement, bombardamento. 
bombarder, bombardare. 
bombe, bomba. 
bome, randa. 
bonace, bonaccia. 

bon (le) état de navigabilità d' nu 
navire, altitudine. 

— (en) état de navigation, atto. 
bonne voille, buonavoglia. 
boiinena ani., vedi bone*, 
bonnette maillèe, benetta. 
bonettea eneatnj, iti. 

bon que, bongo. 

boopaa, bupaa, piccola piroga che va 
solo a palette, delle vicinanze di 
Tongataba (arcipelago di Tongn, 
Polinesia), è un monotsilo. 

bora, bora. 

bord (a), abbordo. 

— à bord, bordo. 

— an large, bordo fuori. 

— (bon), bordata buona. 

— (en a), a murala. 

— (frane), bordo alento. 

-~ (passer snr le), andare alla banda. 
bordage. (i contre), ivi 

— à din, bordatura. 



ivGoogle 



bordaier, cedi' bcinl»;er. 
bordé dingcnalement, bortìato. 

— à frane bord, ivi. 

— en carTille.'ivi 

— cn Ule de fer, ivi. 

— double, ivi. 
bordée, bordala. 

~ (grande), ivi. 

— petite), ivi. 
border, bordare. 

— h joindre, ivi. 

— les avicon», armare i remi. 

— nn vaiaseaa, chiuderlo, fatdarlo. 

borée, borelìo. 

borgne, ancora ad wt lolo braccio- 

hvtse Ik pied de biche, botta. 

— en filin, ivi. 

— à toain, icL 

— coisant, ivi. 

— à eroe, a gancio. 

— k cnl de porc, l'w. 

— à fonet, a coda. 

— CToupiùre, americana- 

— de bont, di capmie. 

— («errer), da pescatore 

— de canal; barbetta, ivi. 

— à boatoQ, ivi- 

— abboBza! 

bosser, abbottare, bottare. 

— ie cable, ivi. 

— le cable-chaine, ivi. 

— frappar les boasei eur ravantdes 

bittes, ivi. 

— les Tergnes, l'i't. 

— les points d' écontea dea basses 



~ lea points d' a 






— boBsemao, I'uotuo delle botte; 
Ufficiale incaricato di ciò che 
concerne gli apparecchi delle 

bosser, bottare. 

bossette, de la carnai, ant., bottello. 

bossoir, grue. 

bosso n, bòssolo- 

bot, barca. 

boacanicr, nontt di mannaie di na- 
vigli delie Antille, che epeieo 
adoperavano a pirateggiare. 



boacassin, boccaeùio, tela b 

, incarnata con la quale si orlava 
la tenda nelle galee. 
bouche à fen, bocca da fuoco. 
boucher, stagnare, accecare. 
boQchin, bocca - 
boDClc, anello. 
boaée, boa. 

— (l'abri de la), barre. 

— a'amorrage, boa. 

— d'atterraga, tri. 

— de saavetage, ivi. 

— d'appareillage, ivi. 

— de moaillage, ivi. 

— do lonnclage, boa di harile- 

— il dem bout, a due cime. 

— de liége, di sughero. 

— de boat de m&t, di legno. 

— de fer, di faro. 

— Bonnante, ivi. 

— d'ancre, ivi. 

— velile, ini. 

— coniqae, ivi. 

— ik gaz, tei. 

— (jeter la), ivi. 

— (qnaternaire). apparecchio di sal- 

vamento intentalo da M- Limi- 
theyer della Sfarina francete. 
Questo apparecchio i formato 
di quattro boe, di legno bianco, 
ciascuna lunga venticinque cm-, 
su sedici di diatnetro : esse tono 
disposte in modo che si preten- 
laao a pie' d'oca: non possono 
sopportare il peso di un uomo, 
ma gli permettono di sostenerti, 
mentre attende soccorso. 

booge, arco, arcatara. 

boogaière, bogàra- 

bonlc-bora de palle en cui, ritenuta. 

beale de eigneam. V. bombe. 

bonlet enchainé, angiolo. 

boalier, aboìinare. 

bonline. bolina. 

— de revers, ivi. 

— (grande), di maestra. 

— franche on grasse. 

— (conrir la), 
bonliner, boìinare. 
boni ini cr, boliniere. 
bonlon, albero, 150. 

bonrcct OH boarset, deriva dall'olan- 
detehoeg zeil =vefa del davanti. 



,vGoosle 



l'albero prese pure il nome da 

boarcet. V. Tsla. 
boQi^aìgnon, itóta di ghiaccio, nome 

dato dai Terranovegi. 
boiiri,nonw di una barca da carico 

al Bengala. 
boarrasque, burrasca. 
bonrrelet, ant., ghirlanda. V. deal», 
loarret. ant, albero di trincketlo. 
boQssale, bussola, 377. 
bout, avanti, prua. 
bont de beanprf, ivi. 
boot à bont, a toccare pennoni. 
boat'debors, buttafuori. 
botiteilles, bottiglie. 
boDton, bottoni. 
bontrc, battello che si tede alle rive 

di Manate e alle Canarie. 
bojcr, bastimento usalo nel Baltico 

che poco differisce dallo SInp. 
bragozo. 
brogue, iliogae, braca. 

— tei'. 

— da tir, ici. 
bragnet, braeollo. 

— OH broguette, batticulo, 
bta^oette, batticulo 
broie, braca. 

branche, patte, branca. 
branches dea conrbea, braceiuoli. 
branle, branda. 
bras, braccio. 

— dn bos droit de la poopc, coarbe 

d'étambot, irassae, genov. 

— de mor, braccio. 

— de desaons le Tcnt, ivi. 

— (anit de tribord dcrant! ai bracci 

a dritta di prora! 

— do TCnt, braccio. 

— barre, bras do Torgue seche, ivi. 

— do cono à aubea, ivi. 

— de leviet, ivi. 

— (le), d'une coarbe, ivi. 
' le, battagliale. 

, dea vergnes, deatam- 
pona, dea avi rana, dn gai. 

— (na) de babord devant! ancora, 

208. 
brassage, vedi braiia^age. 
braaser au braasayor, bracdare 

— an vent, ivi. 

— aa pina prèa, iti. 

— en ralin^oe, braeciare. 

— h. cater, oa anr le m&t, ivi. 



[, braeciare. 



braaser carré oa en 

— en poìnte, ivi. 
brasseyegc, l'ri. 
branle-baa, brand'abìtaaso. 
brelle, balta. 

brider, afftenare. 

— l'ancre, ivi. 

— la chaine, arrestare. 

bridure de l'aocre, rittadura dell'an- 
cora. 
brig, bricic, brig, brik. 

— avviso. 

— goelette. 

brigadier, primo marinaio che sta a 
prua, attento ad evitare gli ab- 
bordi con l'artigìiero. 

brigantin, brigantino. 

brigantine, vela aurka. 

briquet, acciarino. 

briae, breeta. 

— dn large, de tetre, cnrabinée, tei. 
broniller, brogltars la tela. 
bralot, brulotto. 

— à Tnpenr, ipt. 
bmlotier, brulotiere. 
brame, bruma. 
bmac, brusca. 
bucentanre,' bucintoro, 
bndget de la Marine, bilancio. 
bugalet, piccolo bastimento di tras- 
porto a due alberi. 

bulletin o'fflciel de la Marine, bollet- 

barin, borelto 

bnyse, basche, buse oa bncbc, wttiglia 
peschereccio olandese da 60 a 80 
tonnellate con prua'molfo gonfia 
a tre alberi corti con Ire tele 
quadre. 



cnbestan, argano. 

— tnaltiple. 

— à Tapear. 

Parties dn cabestani la tét«, 
lea fleaqnea, la mfwbe, le pivot, 
l'écuelle, lesbarrea. Ics èlingnets. 

cab! Hot, boncinello. 

caisse, albero, 150. 

cole de balàge, alaggio. 

califearcbon (à), a eavàleioni. 

— (étre à), aceavaleiare. 



,vGoosle 



ciilmer, abbonaaiiàrt. 


conlage, aequa, 59. 


- (Be), abbmaccùirn. 
cambre, citai, arqué, areatura. , 


contro (à) et à faire servir, braceiare. 


contro-flèehe, albero, 152. 


came, boeeiuoìo. 


contro marèe, acqwi, 59. 


~ de detente, ivi. 






come de gofiletU, albrretto, 142, 


canot do «aoTetage, JoHeHo. 


coté, flanc, bord d'nn natire, banda. 


- tamboar, fiorca. 


cul-de-anc (à), a ad Ai lacco. 


cap de monton, bigotta. 


cainsser, aeeoraztaae. 


cnpitaine d'armes, aiutcmU. 


coaler à fund, couler bas, affondare 




conpée, debello, barcaritio. 


chanmnrd o cboniard, botrtUo. 


Cooper à onglet. augnare. 




coopto dn lof, bilanciamento. 


chemin de halage. alap/jio. 


couples de cottis. brilMa. 


chavirer, abboccare. 


eourbe, bracciuolL 


chalonpe. allege, barcaccia. 


— adiabatiqnc, adiahatica 


ccntrer, accentrare. 


con rb ore, ar calura. 


cheville de halage, alaggio. 


coorrir